IL PRESIDENTE
riferisce : “Prego, il Segretario Generale per l’appello.
SEGRETARIO GENERALE: “Procede all’appello nominale dal quale risultano 17 presenti e
14 assenti (Albini, Di Pietro, Galeone, Hamadi, La Russa, Landucci, Masi, Notarnicola,
Parmiani, Pellegrini, Poli, Profeta, Tabacco, Vino).”
PRESIDENTE: “17 presenti, la seduta è valida. Ricominciamo da dove l’abbiamo interrotta
ieri sera, e cioè iniziamo la fase del dibattito. Stasera risultano assenti per motivi di salute la
Consigliera Di Pietro e il Consigliere Masi. Altri Consiglieri mi hanno detto che tardavano un
attimo, tipo la Consigliera Tabacco, la Consigliera Landucci.
Io inizierei dando la parola a qualcuno dei Consiglieri che si era già prenotato. Inizio dal
Consigliere Picardi, se vuole fare l’intervento, prego.
No, Pennasi, Consigliere Pennasi, prego. “
CONSIGLIERE PENNASI: “Grazie Presidente.
Vorrei premettere che il bilancio, come tutti sanno, è il momento più alto della vita
amministrativa di un Comune, e quindi anche del nostro, ma non solo in termini di pura
gestione economica, ma anche di indirizzo politico e quindi di scelte. Tra l’altro, sfogliando
quanto ci avete mandato in rapporto al nostro bilancio, volevo iniziare giusto partendo da
alcune considerazioni di carattere anagrafico che avevo letto all’interno, ripeto, delle cose
che ci avete mandato.
Ci sono alcune indicazioni che riguardano una comparazione fatta tra il 2003 e il 2006 sulla
popolazione della nostra città. Questi dati ci pongono tre ordini di problemi. Il primo è
l’incremento che è sicuramente positivo, delle nascite, e che però pone, d’altro canto,
problemi di carattere educativo della prima infanzia, poi magari entriamo più nel merito. Il
secondo riguarda un rallentamento in un’età, che pur essendo giovanile, è un momentino più
avanti di quella dei bimbi più piccoli, e che vede addirittura un rallentamento prima, e poi un
arretramento nella fascia tra i 20 e i 29 anni, segno evidente questo, io credo, di una
sofferenza da un punto di vista personale, forse famigliare, o quanto meno di un diverso
modo di intendere culturalmente la famiglia, che qualche anno fa c’è stato.
Terzo punto che emerge, in maniera abbastanza evidente, è l’incremento dell’età più
avanzata, non è certo una novità per noi, lo sappiamo da tempo, ma alcuni dati sono
veramente molto eclatanti. Se andiamo a vedere, vedremo che il 13% in più esiste nella
faglia oltre gli 80 anni, è veramente un dato da prendere in grossa considerazione, con tutti i
problemi che questo comporta, sui quali tra l’altro questo Consiglio si è più volte soffermato.
Direi che complessivamente, da questa serie di indicazioni che io brevemente ho elencato,
viene spontaneo di pensare che insorgono e ci sono, e comunque bisogna pensare, a tutta
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una serie di bisogni che la comunità, e se vogliamo anche la famiglia nello specifico si porta
dietro con una serie di disagi che sono facilmente comprensibili.
Detto questo, io elenco, mi limito a elencare una serie di priorità che notoriamente non
esauriscono tutto quanto quello che ci può essere all’interno di un ragionamento che riguarda
il sociale, ma comunque possono essere indicativi per alcuni punti fondamentali, sostanziali.
A premessa va detto che esiste a Sesto, ed è consolidato il dato che i servizi dell’interno
della nostra città sono da sempre, non soltanto un fiore all’occhiello, ma sono una grossa
realtà che si è andata sviluppando e che sempre, mi ricordo, è stata per noi motivo di
orgoglio. Ora vorrei ricordare soltanto, a questo proposito, che fare i servizi era più facile un
tempo, ora lo diventa un po’ di meno, viste le situazioni economiche che giornalmente
dobbiamo affrontare, e soprattutto diventa più difficile la conservazione di quanto fino a ora
fatto. Aggiungo a questo tipo di considerazione, che alcuni tipi di servizi, ma anche questo
l’abbiamo già detto in quest’aula, andrebbero un pochettino rivisitati, nel senso che in
rapporto a nuove esigenze che insorgono sul territorio, bisognerebbe un momentino rivedere
il tipo di servizio che noi eroghiamo.
I servizi, brevissima parentesi, che abbiamo all’interno della nostra città, si cerca poi di
metterli in rete attraverso il Piano di Zona o quanto altro. Abbiamo a lungo parlato del Piano
di Zona, ogni tanto quando parliamo dei servizi lo rievochiamo, ma io credo che, sia pure un
rapido accenno, vada fatto anche in questa sede. Però per prima cosa voglio affermare che a
mio avviso, al di là dei singoli servizi, un dato è fondamentale, ed è quello della cultura;
cultura, che poi qualcuno ne parlerà più ampiamente di me, ma ritengo sia un dato
assolutamente fondante per una crescita democratica della città per la convivenza civile
all’interno della città, per l’assunzione di responsabilità che ognuno di noi dovrebbe sentire, e
per quello sviluppo del senso civico e della volontà di affrontare i problemi che dovrebbe
essere compito e dovere di ogni cittadino. Per cui occorre, senza farla troppo lunga, a mio
avviso, nell’ambito di questo discorso della cultura, occorrono manifestazioni che aggreghino
e arricchiscano, come già sta avvenendo, tra l’altro, quindi non dico nulla di nuovo, ma
occorrono insieme anche tanti momenti di incontro e di dibattito su tematiche diverse. Anche
questo avviene, ma io credo che, come dire, aumentare questo tipo di possibilità e questo
tipo di opportunità per il cittadino, sia una cosa assolutamente da farsi e buona. Va da se
che questo tipo di cosa che sto dicendo richiede dei fondi, è un settore su cui io credo non si
possa lesinare, perché la cultura, senza fare nessuna demagogia, è un po’ la ninfa vitale, è
un po’ il punto di partenza di ogni cosa e di ogni nostro modo di esistere.
Allora alcune rapide priorità sul sociale. Ci sono problematiche che riguardano settori di tipo
diverso, io qui rapidamente le elenco, anche perché già indicate, ma mi pare che vadano
risolte. Una sicuramente prioritaria è quella della casa che purtroppo, ma ormai questa non è
una novità, si presenta da tempo nella nostra città, come d’altra parte è un po’ su tutto il
territorio più o meno metropolitano come una vera emergenza. Allora qui esistono liste
d’attesa, che a mio avviso vanno continuamente rivisitate, va sottolineata la necessità di
cambio di alloggio, come anche è indicato all’interno delle note che ci ha dato la Giunta, ma
sono concetti che fanno fatica a entrare nella mentalità della gente, va aggiornata la
graduatoria, vanno emessi nuovi bandi e così via. In campo educativo, anche qui molto
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rapidamente, gli asili nido e le scuole materne, nonché la cosiddetta Giocheria di cui parlava
ieri sera l’Assessore Di Leva, che anche lui ha scoperto, come ho scoperto io, che andandoci
da nonni, ci siamo accorti che non soltanto è un bel servizio, ma è bello per i bambini e anche
per noi, perché poi io, come penso tu, ci siamo soffermati a vedere e a giocherellare… Poi
giustamente ci hanno mandato fuori, perché ci hanno detto: questo è un posto per bambini,
non per adulti… “
(Intervento fuori microfono non udibile)
CONSIGLIERE PENNASI: “L’abbiamo visto ieri sera, che lì si gioca, per cui non c’è nessun
problema. Io pensavo che a questo proposito, che anche qui, anche su questo discorso delle
scuole per la prima infanzia e quanto altro, si può obiettivamente aumentare l’utenza e lo si
può fare, a mio avviso, aumentando magari le rette in rapporto al reddito, lo dico perché
diversamente si potrebbe verificare, questa secondo me è una cosa da prendere in
considerazione, che i più abbienti debbano ricorrere al privato, come già abbondantemente
succede, diventando poi discriminante al contrario, nel senso che anziché esserci un
discrimine nei confronti di un certo tipo di popolazione, avviene un discrimine nell’altro senso.
Mi rendo conto poi che le persone che sono più abbienti possono avere altre possibilità, ma
siccome crescere i figli, i nipoti e quanto altro è una cosa importante anche da un punto di
vista educativo, soprattutto, prendiamo in considerazione anche questa cosa.
Discorso dell’integrazione. Occorre qui rafforzare la scuola di lingua italiana, io non lo so, ma
lo dico anche come medico, mi rendo conto che al di là di tutto se mi arriva un ragazzo in età
scolare, praticamente un bimbo o comunque una persona molto giovane, e va a scuola, e
non ci sono assolutamente problemi, ma le persone di età più avanzata hanno grossissime
difficoltà a potersi esprimere, allora se ce l’hanno con me, sicuramente ce l’avranno anche
nell’ambito della città e nell’ambito delle cose che devono fare. Bisogna ricordarsi che esiste
un problema da questo punto di vista, e sto parlando dell’integrazione e delle aree dimesse,
esiste ora, con le sue contingenze che vanno comunque affondate, anche qui non dico
assolutamente nulla di nuovo, esisterà dopo gli insediamenti, e quindi occorrerà un accordo,
risottolineo anche qui i concetti, ma mi sembra importante, un accordo tra i Comuni limitrofi,
conosco le difficoltà per fare questo tipo di cose, ma occorrerà assolutamente farle per
cercare delle soluzioni diversificate sul territorio, meglio, dove è possibile naturalmente, una
completa integrazione con la città.
Due parole sulle pari opportunità, vado molto rapidamente, e qui leggo: “pur dandosi da fare
fa fatica a sviluppare le sue tematiche – sto parlando delle pari opportunità – anche in
collaborazione con il centro Informazione Donna”. Di recente, molto opportunamente è stata
fatta una ricerca sul territorio, che riguardava i consultori, ed è stata fatta attraverso un
questionario, io stesso ne ho avuti in mano alcuni, ne abbiamo discusso anche insieme, mi è
parsa una buona cosa, anche perché da queste, che poi sono state distribuite e poi ritirate,
sono uscite alcune indicazioni che io ho visto direttamente, ma le cui conclusioni complessive
non sono ancora giunte alla nostra conoscenza completa. Spunta qui, visto che è venuto
fuori il discorso del consultorio, il problema sanità. Prioritario, a questo proposito, è il
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problema dell’A.S.L., se n’è parlato anche nell’ultimo Consiglio Comunale, lo ricordo, anche
se non era indicato specificamente questo tema. Non voglio ripetermi, ma io credo che nel
momento in cui Monza diventerà provincia e spezzerà l’A.S.L. attuale, perché così avverrà, ci
saranno non pochi problemi. Io, senza farla lunga su queste tematiche, che poi mi sembrano
abbastanza e facilmente comprensibili, credo che per non trovarci poi assorbiti da altre
A.S.L. di vicinanza, voglio dire Milano o Melegnano , si dovrà lavorare, e lavorare
alacremente, come si sta d’altra parte già facendo, per un’A.S.L. che riesca a riuniure diversi
Comuni, raggiungendo, e qui è il punto probabilmente focale, che ci porrà qualche problema,
una sostanziale ma sacrifica, per permetterci di avere un’A.S.L. che quanto meno ci sia
vicina. Diversamente si potrebbe verificare, e si verificherà, se non sarà così, che avremo un
allontanamento delle strutture dirigenziali e territoriali. Questo avverrà, per gli assistiti da un
lato, ma anche per gli operatori dall’altro, con conseguenti, io direi, abbastanza comprensibili
difficoltà per discorsi di collegamento di tempi. Tenete conto che attualmente il punto
direzionale nostro è localizzato a monte, ma in uno spazio abbastanza vicino a noi, che il
distretto nostro è in via Carlo Marx e quindi è facilmente raggiungibile da tutti. Questa è una
sacrosanta preoccupazione per tutti, e sulla quale i Comuni interessati, chissà se sono
impegnati, dovranno continuare a impegnarsi. Devo dire anche che molto dipenderà
obiettivamente dalla Regione, perché se ben ricordo, questo è stato riferito in quest’aula, una
serie di contatti sono stati stabiliti dal Sindaco e da quant’altri a livello regionale per vedere
effettivamente che cosa si poteva fare. Non sempre è stato dato ascolto a questo tipo di
istanza, ma è sicuramente un’istanza che deve comunque essere insistita e ascoltata. Qui
veramente vale, a mio avviso, un discorso di tipo …, voglio dire Maggioranza e Minoranza, e
mi permetto di rivolgere, mi spiace che poi a livello di Minoranza ci sia poca presenza, ma lo
faccio lo stesso, un sincero invito perché si faccia, anche la Minoranza, parte in causa e porti
avanti questo tipo di ragionamento, perché le istanze ci sono un pochettino tutte, ma l’istanza
principale, al di là di quello che può essere l’impegno nostro, l’impegno della nostra
Amministrazione comunale, sarà la Regione. Credo che è troppo importante questo tipo di
ragionamento, e che il tempo corre, in questo senso, troppo rapidamente.
Grazie. “
Si dà atto che entra la Consigliera Pellegrini,
PRESENTI : N. 18
PRESIDENTE: “Grazie a lei, Consigliere Pennasi.
Non so se c’è un altro DS che ha l’intervento già preparato, è il gruppo più numeroso…
Consigliere Picardi, prego. “
CONSIGLIERE PICARDI: “Grazie Presidente. La situazione economica nazionale, abbiamo
sentito già dall’introduzione di Di Leva ieri sera, il quadro che si faceva è molto difficile,
abbiamo il più alto debito tra i Paesi Europei, purtroppo siamo ben al di sopra della media
europea, per il debito.
La manovra economica impostata dalla finanziaria è una manovra dura, complessa, ma
nonostante questo, per la maggior parte dei provvedimenti in essa contenuti, riesce a
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spostare l’orientamento del precedente Governo di destra, verso un tentativo di riequilibrio
del carico, in positivo, a favore dei redditi medio bassi, cercando inoltre anche di contribuire a
quel lungo percorso di risoluzione di un problema, a mio avviso, molto grande, che affligge il
nostro Paese, e cioè il tema della riduzione dell’evasione fiscale. Questo è il quadro in cui si
inserisce questo bilancio di previsione, un quadro generale non certo florido, dove il bilancio
preventivo comunale mostra però ancora una volta la capacità di gestione, la soddisfazione
dei cittadini attraverso oculate e lungimiranti scelte economiche. Una gestione economica
che abbiamo visto non tutti i Comuni riescono a far diventare virtuosa, molti Comuni sono
assolutamente non indipendenti economicamente e mostrano un bilancio che addirittura
arrivano al fallimento. Quindi una gestione economica virtuosa, appoggiata su robusti criteri
di autonomia, il grado di autonomia economica in questo bilancio di previsione è molto alto, e
questo ne fa una struttura molto robusta, accompagnata inoltre dalla concretezza e da un
orientamento spiccato al sociale.
Io non entro nel merito specifico delle cifre, perché ritengo che non sia il ruolo politico di un
Consigliere entrare nel merito delle cifre, mi limito però ad analizzare i dati forniti per cercare
di inserirli nel quadro di interesse generale della parte che rappresento. In particolare mi è
balzato all’occhio, con Roberto non ci siamo messi d’accordo, ma il dato che balza all’occhio
è il dato demografico, è un dato che colpisce, colpisce nella sua differenziazione per fasce
d’età e quindi basandomi su questo ho fatto qualche considerazione. Risulta, come dire,
dalle cifre, molto evidente un apprezzabile incremento dei cittadini da zero a 14 anni, un
trend che a mio modo di vedere è stato colto fin da subito dall’Amministrazione, sia da quella
attuale che da quella precedente, che è stata in grado di trasferire, nella soddisfazione dei
bisogni familiari derivanti dall’incremento di presenza di cittadini di questa fascia di età,
bisogni familiari che si concretizzano nei due asili inaugurati durante questa consiliatura e
che ne sono una testimonianza evidente e inequivocabile, come per altro la volontà di
proseguire in questa direzione, con la previsione di ristrutturazione e di ampliamento delle
strutture già esistenti per l’infanzia, che è inclusa in questo bilancio preventivo . Sempre dal
dato demografico si nota anche, abbastanza evidente, un incremento della popolazione oltre
i sessanta. Un trend che evidentemente non è solo cittadino, ma è un dato nazionale, è un
dato che conosciamo tutti, il problema di affrontare in maniera seria uno spostamento dell’età
della popolazione verso l’alto, un trend nazionale, ma che porta con sé una serie di domande
e di esigenze che in parte sono riflesse anche nel bilancio, il peso degli stanziamenti per la
voce sociale è a mio avviso notevole nella parte di bilancio che occupa, ma che chiedono
comunque un’attenzione continua, anche da parte di chi è già attento al sociale e agli anziani.
Ritengo che sia quindi un tema assolutamente da affrontare in prospettiva, è un tema che
probabilmente inizia adesso ad essere urgente e importante e che ci porterà sicuramente a
dover ragionare in maniera più approfondita sugli strumenti da utilizzare per farvi fronte. In
questa fascia di età ho diviso, semplificando, due grandi filoni di interesse, nella fascia di
anziani che sono in incremento. Il primo filone è l’assistenza e il secondo è quello
dell’accompagnamento. Cosa intendo? Il primo, a mio avviso, è l’insieme di quei servizi che
consentono alla popolazione anziana di far fronte alle esigenze primarie, la salute in primo
luogo, l’abitazione e per i motivi intrinseci dell’età, anche l’agevolazione nell’esplicitazione
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degli atti burocratici, un pensiero anche a quello che è il decentramento e alla possibilità che
c’è in questo caso di poter andare più vicino ai cittadini, soprattutto quelli che magari hanno
più problemi nella mobilità. Il secondo invece, quello che è definito come accompagnamento,
è quello che viene considerato usualmente un po’ meno rilevante, ma che a mio avviso
diventa fondamentale rispetto a una popolazione che supera ampiamente i settanta anni, e li
supera sempre di più in ottime condizioni fisiche e mentali. Questo parametro quindi è
associabile alla qualità della vita di queste persone, è importante a mio avviso garantire, dopo
una vita di lavoro, l’accesso a una qualità della vita che non sia di serie B, una vita può
essere sicuramente ancora intensa, orientata alla collettività, ci sono moltissime
organizzazioni di persone pensionate, quindi con un carico di lavoro magari inferiore, tutela
maggiore della famiglia, ma anche organizzazioni non a scopo di lucro e di volontariato.
Quindi un orientamento alla collettività, alla soddisfazione di una sete di conoscere, di
vedere, di rimanere al passo con i tempi nonostante l’età, e questo di sicuro è un fatto che
non può essere negato, verso il quale credo che dovremmo dare molta attenzione nel futuro.
In questo contesto è evidente che l’attenzione alla cultura, al sociale, meritano veramente un
interesse forte, che nel bilancio preventivo mi appaiono ben individuate e bilanciate, a mio
avviso segno di una continuità di intenti che quest’amministrazione ha ereditato, e che con
questo bilancio mi pare che voglia riconfermare.
Grazie, Presidente. “
Si dà atto che entrano i Consiglieri Parmiani e Hamadi.
PRESENTI : N. 20
PRESIDENTE: “Grazie a lei Consigliere Picardi. Sentiamo un Consigliere di Rifondazione,
Consigliere Gerosa, prego.”
CONSIGLIERE GEROSA: “ Grazie Presidente. Io credo che vi siano alcuni numeri di questo
bilancio che, senza rischiare di annoiare il Consiglio, vale la pena richiamare perché
significativi, il 93% di autonomia finanziaria, che è un dato realmente molto elevato a
dimostrazione di un trend positivo notevole, il 23% della spesa dedicata al settore sociale, le
400 ore di sostegno al mondo del disagio scolastico minorile, il milione e 400 mila euro per gli
affidi dei minori. Sono dati che fanno capire che non è il bilancio di una città qualsiasi, è il
bilancio di Sesto San Giovanni, città di grandi bisogni, di grandi aspettative, di grandi risorse.
Uscendo dai numeri e entrando nei capitoli, sottolineo l’importanza del Museo del Lavoro di
questo proseguo su questo importante filone di intervento che vedrà il completamento
dell’officina multimediale concordia, come spazio appunto di questo circuito museale che
vedrà la copertura del Carroponte, ma io credo soprattutto vedrà sempre di più attivo questo
momento di comunicazione con la città che è una forte dimostrazione del fatto che dare
qualità a una trasformazione significa innanzitutto partire dalla cultura del luogo, dalle
tradizioni culturali, dal significato, dall’identità che ha una città. Sesto città del lavoro, il museo
del lavoro, e quindi la valorizzazione del percorso museale sta dando grande valore alla
trasformazione, e lo vediamo anche nel fatto che tutto quanto viene svolto al Carroponte ha
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successo, di pubblico, di partecipazione, perché sentito come un momento reale, reale di
cultura.
Dell’attenzione al mondo della scuola ho già detto. Le scuole Fratelli di Dio e Luini sono nel
piano triennale degli investimenti, così come in generale è un impegno alla manutenzione, e
quindi giustamente si diceva nella relazione dell’Assessore, alla valorizzazione del
patrimonio, che è essenziale per qualsiasi azienda e anche per un ente pubblico. Un piano
degli investimenti che innanzitutto spende appunto sulla manutenzione, ma che però prevede
sei milioni su 23 nel contratto di quartiere, e quindi invece in un’opera che non è solo
manutenzione, e non è neppure solo riqualificazione, ma è un intervento forte e corale di
rivitalizzazione di un pezzo molto importante della nostra città, che è la periferia , via Livorno
ecc. ecc.
Questo è il bilancio, il 2007 è un anno di transizione, un anno in cui vi saranno elezioni, quindi
un anno in cui ognuna delle nostre forze politiche elaborerà progetti, andrà al confronto con i
cittadini, ascolterà la città e quindi sicuramente… Poi nel corso dell’anno, dopo la cadenza
elettorale, ci sarà un arricchimento, così speriamo tutti, anche di idee, di progetti per la città,
altrimenti non avrebbe senso quest’importante scadenza demografica, ma è anche l’anno in
cui si adotterà il Piano di Governo del Territorio, e quindi anche questa una scadenza
altrettanto importante in termini di partecipazione. Il PGT deve nascere dall’ascolto della città,
dal confronto della città, deve nascere dal riuscire a dare alla città strumenti di partecipazione,
altrimenti non è un Piano di Governo del Territorio. Tra l’altro, tra le comunicazioni di ieri,
importante è stata, a mio avviso, la disponibilità confermata dall’Amministratore delegato di
Milano Metropoli, di collaborare a questo momento di progetto del territorio, importante
perché noi vogliamo non un PGT qualunque, ma un PGT che sappia ribadire la scelta di
Sesto città del lavoro, e quindi poi ci vogliono strumenti concreti per riuscire a concretizzare
questo che è chiaramente un segno che poi va, appunto, concretizzato.
L’altro argomento che segnerà il 2007 dal punto di vista politico, sarà il varo nel nuovo
accordo quadro di sviluppo territoriale, perché il 5 dicembre la Regione Lombardia ha
approvato il nuovo PREP duemila e non lo so, dico PREP perché sarebbe uno scioglilingua,
PREP 2007 – 2009, quindi il piano triennale di finanziamento rispetto all’edilizia sociale. Qui
alcune cose vanno dette. Va detto innanzitutto il fatto che dei 1500 Comuni che compongono
la Regione Lombardia, circa, solo sei sono stati considerati di bisogno acuto, quindi sopra
l’alto, sopra il critico, allarme rosso, diciamo così, sei Comuni con un totale di trecento mila
abitanti, di cui 85 mila sono qua, e quindi siamo più di un quarto, rappresentiamo più di un
quarto della popolazione lombarda che è finita al massimo bisogno casa. Purtroppo è un
accordo, è un PREP che ha deluso il nostro partito, per cui c’è stato il voto forte, deciso,
contrario, perché investe poco, perché mappa a rischio e dice: dai 45 ai 65 mila in Lombardia
il bisogno di alloggi, di edilizia sociale, poi ne finanzia 1850 in tre anni, quindi una risposta
irrisoria, però noi siamo appunto l’area critica, noi siamo il più grande Comune dell’area
critica, noi siamo un Comune capace di progettualità, noi siamo un Comune capace di
accordo con le imprese pubbliche nel settore e quindi credo che il 2007 dovrà essere anche
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su questo, un anno di grande dinamismo, appunto perché sarà il varo nel nuovo accordo
quadro.
Finisco con una battuta. Credo che abbiamo tutti valutato molto positivamente la
comunicazione del Presidente Mulè dell’Azienda Farmacia Comunale. Sesto ha mantenuto
un’azienda comunale, quando sembrava obbligatoria la Spa, quando è comunque tutto un
ragionamento sul superamento di certe forme, e quando è tutto un parlare e anche
straparlare di costi della politica. Io credo che dall’intervento di Mulè, ma dall’intervento di
tanti altri Presidenti di aziende comunali, regionali, targate centrodestra, targate
centrosinistra, si può sentire come non c’è tanto un costo della politica, quanto una risorsa
della democrazia. Se Mulè fosse stato Presidente di una Spa avrebbe avuto ben altra
indennità, i suoi consiglieri avrebbero avuto ben altra indennità, i suoi Consiglieri avrebbero
avuto ben altre rigidità con collegi dei Sindaci etc., ma soprattutto noi non avremmo sentito
parlare un Presidente che si riferiva alla città, al cittadino come proprio azionista, avremmo
sentito parlare un Presidente di Spa che diceva: il mio azionista Ente, è differente. Quindi io
credo davvero che si parla troppo a sproposito di costi della politica e troppo poco di valore
della democrazia. “
PRESIDENTE: “Grazie Consigliere Gerosa. Do la parola al Consigliere Lombardo, vuole
fare il suo intervento, prego. “
CONSIGLIERE LOMBARDO: “La proposta di bilancio 2007 presenta elementi di notevole
qualità in merito alla sua struttura economico – finanziaria e alle proposte di mantenimento e
sviluppo dei servizi senza nessun aumento né delle imposte e nemmeno delle tariffe. Un
risultato senza dubbio di qualità, che permette alla cittadinanza di usufruire dei servizi agli
stessi livelli tariffari del 2002, anno di inizio di questa legislatura. L’autonomia finanziaria del
Comune è pari a circa il 93%, dimostra la salubrità del bilancio e premia il lavoro svolto
dall’Amministrazione comunale in merito alla lotta all’elusione ed evasione fiscale. Ormai ci
troviamo di fronte a entrate consolidate che ci fanno stare tranquilli per il futuro. Abbiamo
apprezzato inoltre lo sforzo fatto da quest’Amministrazione comunale pur in presenza di un
documento di politica finanziaria che crea non poche difficoltà ai Comuni. Come diceva
l’Assessore Di Leva nella sua relazione, è importante che il Governo Prodi non segua il suo
predecessore nella considerazione dei Comuni. I Comuni devono essere considerati non una
controparte, ma una parte importante dello Stato. Sono i Comuni con le loro politiche, le
istituzioni democratiche più vicine ai cittadini, penalizzarli vuol dire penalizzare il Paese. Sono
particolarmente soddisfatto per la scelta fatta in funzione del sociale, circa il 23% della spesa
è destinata al settore, è importante perché dimostra l’attenzione che il nostro Comune ha per i
ceti più deboli. In questi anni la spesa sociale è stata sempre notevole, oggi lo è ancora di più.
Nel settore delle opere pubbliche è importante il trend della spesa, una spesa ragionata con
un indebitamento molto basso, questa è un’ulteriore dimostrazione di salubrità del bilancio,
un’ultima riflessione della politica del territorio. È indubbio che nell’ultimo anno, intorno a
questo tema, c’è stato uno sviluppo, dopo il decapaggio e i piani integrati di interventi diffusi,
si sono chiusi o si stanno chiudendo altri importanti interventi, penso a via Mazzini, all’Area
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del Carmine, così come è importante sarà dare una risposta al problema irrisolto dalla Marelli.
Mi aspetto, nell’ultima parte di legislatura, la conclusione di importanti problemi come
l’Henichem e altro, e che sia giunto il momento anche per affrontare con decisione il PGT per
poi costruzione una posizione sulle aree Falck.
Signori Consiglieri nell’esprimere la mia soddisfazione per il bilancio presentato, colgo
l’occasione per augurare a tutti buone feste. “
Si dà atto che esce il Consigliere Micosia.
PRESENTI : N. 19
PRESIDENTE: “Grazie Consigliere Lombardo. Del gruppo dello SDI? Consigliere Grassa,
prego. “
CONSIGLIERE GRASSA: “Grazie Presidente. Già l’anno scorso intervenendo nella
discussione sul bilancio di previsione, volli esprimere la mia critica sulla legge Finanziaria
2006 , che venne approvata con il voto di fiducia chiesto dal Governo Berlusconi sul maxi
emendamento di circa 900 commi. Anche in quest’occasione farò qualche osservazione di
merito sulla legge Finanziaria 2007 passata al senato con il voto di fiducia chiesto dal
Governo Prodi sul maxi emendamento di ben 1365 commi.
Cercherò di rilevare alcuni aspetti della Finanziaria per gli effetti che producono sulle
amministrazioni locali e di conseguenza anche sul nostro Comune, come giustamente ha
annotato l’Assessore Di Leva nella sua relazione letta ieri sera. Ma prima di tutto voglio dire il
mio stupore per il modo in cui il Governo e l’intero Parlamento usano lo strumento della
Legge per presentare, discutere, fare approvare il bilancio dello Stato. Ho letto il richiamo
severo di Carlo Azeglio Ciampi, ma mi sento di condividere le critiche lette sul Sole 24 Ore
da parte di Valerio Onida e di Marco Vitale. Scrive il primo: “Non sono certo una novità le
Finanziarie Omnibus, la moltiplicazione di articoli e di commi, la questione di fiducia che
trasforma un unico voto politico nella conferma a scatola chiusa di una congerie di scelte
minute, negoziate in sedi non sempre visibili – e prosegue – ma anche misure frettolose o
non ponderate o risposte discutibili a interessi precisi – e propone – La Finanziaria dovrebbe
essere la legge annuale che fissa le grandi linee, i saldi, i grandi aggregati della finanza
pubblica, le maggiori scelte sul fronte delle entrate e delle spese”. Marco Vitale parla di
Legge infausta, di un’offesa alla democrazia e addirittura di violazione della Legge 25 Giugno
1999 /208 legge di riforma della legge che istituì la Finanziaria nel 1978, che esclude dalla
Finanziaria norme a carattere ordinamentale e organizzativo e interventi di carattere
localistico e minisettoriale, e conclude quasi allo stesso modo di Onida. “Quello che si
doveva fare – scrive Marco Vitale – era una legge semplice e trasparente, di pochi articoli,
comprensibili, che si riferisse solo alla manovra del bilancio pubblico”. Questa legge
Finanziaria che pure mantiene gli obiettivi di fondo dichiarati a luglio nel DPF sul
risanamento, sulla crescita e sull’equità, presenta rischi preoccupanti per i problemi che
verranno posti in discussione già a partire dalle prossime settimane, e che avranno quali
interlocutori del Governo i sindacati, la Confindustria e corporazioni varie. Mi permetto
osservare che mi sembra un’anomalia tutta italiana poi quella di confondere i ruoli, politici e
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parlamentari che si improvvisano sindacalisti, imprenditori che pretendono di dettare le scelte
a chi governa, sindacalisti che a loro volta credono di essere migliori di chi governa e di chi
lavora e produce. Ma aggiungo un’altra anomalia, che riguarda la categoria della burocrazia
di comando nei Ministeri, per altro tecnicamente preparata, che sembra farsi gioco dei politici
scrivendo testi di disegni di legge con articoli e commi vari, incomprensibili ai più, ma
funzionali a esaltare l’autoreferenzialità degli autori agli occhi dei governanti del momento, la
qual cosa farebbe rabbrividire gli studenti dell’Enà (come da pronuncia) di Parigi, cui si
insegna in primo luogo, che la funzione pubblica è al servizio dei cittadini. Ci sono scampoli
della legge Finanziaria, che evidenziano la confusione che fanno politici e sindacalisti come
la normativa sui precari della pubblica amministrazione, leggi, articoli da 404 a 419, il cui
contenuto quasi pedissequamente abbiamo letto in altre leggi a partire dalla fine degli anni
Settanta, che da sindacalista quale sono stato, mi fa vergognare un poco.
Quelle norme saranno applicate in minima parte a alcune amministrazioni volenterose e
anche virtuose come la nostra, ma in generale rimarranno inapplicate in quanto di difficile
applicazione, in particolare gli articoli che presumono di promuovere la gestione della mobilità
nella pubblica amministrazione. Ci provò anche Pomicino da Ministro della Funzione
Pubblica a decretare la mobilità tra Ministeri, Regioni e Enti Locali, a coloro che accettavano
di trasferirsi si concedeva la promozione di un livello, e rimborsi spesa per il trasloco. Fu
poca cosa e non migliorò la situazione che per motivi, che pure conosco, ma non sto a dire
qui perché sarebbe troppo lungo, ma forse alcuni dei colleghi lo sanno come me. Penso che
occorra perseguire una svolta autentica nell’interesse generale. Nella pubblica
amministrazione non si è mai coltivata la cultura del lavoro, bensì quella del posto di lavoro.
La conseguenza è sotto gli occhi di tutti: lo Stato funziona bene in alcune sue parti e in altre
molto meno, e quelle che non funzionano creano difficoltà alle prime, ma soprattutto
nuocciono al sistema del Paese, anche per questo aumenta il distacco dei cittadini dalle
istituzioni, anche per questo fa fatica a crescere tra i giovani la cultura democratica e la
voglia di partecipare alla vita pubblica.
Voglio dire una delle cause per me principali: la mobilità seria va imposta, naturalmente con
le dovute garanzie, in relazione alle reali esigenze dei servizi e uffici. Non è seria la mobilità a
domanda, perché in generale serve a soddisfare interessi personali, anche legittimi se si
vuole, talora viene incentivata da dirigenti che hanno essi bisogno di allontanare dipendenti
non qualificati o fannulloni, purtroppo questo tipo di mobilità è quella preferita dai sindacati, e
anche di questo mi vergogno un po’, e la legge Finanziaria prevede questo ancora. Da una
parte il blocco delle assunzioni e molti vincoli, per stabilizzare il cosiddetto personale
precario, d’altra l’impossibilità di fruire in tempo utile di personale proveniente da altre
Amministrazioni per la farragine dei criteri attuativi della norma che a loro volta richiedono
troppo tempo per l’applicazione.
Le osservazioni fin qui fatte mi sollecitano a ricordare che la Costituzione non prevede
istituzioni sovraordinate, bensì distinte per funzioni e compiti da esercitare nel rispetto delle
leggi approvate dal Parlamento. Una contraddizione in termini è quella che si riscontra in
alcune leggi, compresa questa finanziaria, che lede e limita la potestà dei mezzi dei Comuni
per amministrare e gestire funzioni delegate e servizi nell’interesse dei cittadini. Certo anche
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per gli Enti Locali vale il ragionamento fatto sui poteri centrali, non tutti i Comuni sono ben
governati e amministrati. Le leggi di riforma fatte non sempre hanno favorito un miglior
governo del territorio e delle risorse, nonostante le sollecitazioni del compianto Massimo
Severo Giannini, i Comuni invece di tendere ad accorparsi, sono aumentati di numero; le
Province invece di essere ridotte sono aumentate a loro volta; la politica dei politicanti non ha
badato a spese, e infatti le spese della politica sono diventate scandalosamente incontenibili.
Le Regioni si sono appesantite nel tempo di organici pletorici e improduttivi, mentre aspirano
a sostituirsi allo stato in alcune funzioni essenziali per l’unità del Paese. E poi anche la spesa
locale merita di essere meglio curata e mi sembra che il bilancio del nostro Comune
rappresenti un buon esempio di efficienza e accuratezza sezionale. Se pensiamo ai molti
Comuni sparsi a macchia di leopardo in Italia, che sono alla bancarotta, quelli che da anni
non pagano le bollette per i consumi energetici, che si indebitano per le spese di
rappresentanza, per i viaggi fuori confine, ce n’è per riflettere e per ripensare più seriamente
a una politica delle autonomie locali sotto il profilo istituzionale circa il ruolo del Sindaco, del
Consiglio Comunale e del costo del loro funzionamento, ma anche per gli aspetti
amministrativi e gestionali delle risorse disponibili. Da questo punto di vista, sempre
rimanendo in attesa della realizzazione del Federalismo fiscale per un’equa ripartizione delle
risorse, io considero molto positivamente alcuni dati della relazione previsionale comparati
con quelli degli anni passati. Il primo dato, rilevato per altro da altri colleghi rilevanti, è proprio
quello della minima dipendenza finanziaria dallo Stato. L’incremento delle spese correnti
giustificato dal costo insopprimibili del personale, del corso della rinnovata gestione del
servizio di nettezza urbana, da quello dei consumi energetici, e in ultimo dalla prossima
apertura della nuova casa di riposo. L’Amministrazione dimostra di avere perseguito
l’obiettivo della razionalizzazione della spesa e di quote significative di risparmio.
L’incremento, sia pure limitato delle spese, per il settore sociale, con la novità dello sportello
badanti, e per gli impegni da affrontare ancora in vista dell’apertura della nuova casa di
riposo.
Non è da sottovalutare altresì l’impegno per lo sviluppo ulteriore degli interventi sulla casa,
mentre è vicino alla fase della consegna degli appartamenti ALER di via Edison e Bergomi. Il
nuovo appalto dei servizi di igiene urbana, ancorché realizzato con una maggiore spesa
rispetto a prima, consentirà certamente il rafforzamento del ruolo imprenditoriale del CORE, e
nel contempo una migliore interazione tra i compiti del CORE e quelli propri degli uffici del
Comune, a garanzia di una maggiore efficienza e efficacia del servizio a favore dei cittadini
che nutrono aspettative che non potranno essere deluse. Particolare soddisfazione esprimo
per l’impegno di realizzare nel Museo del Lavoro la bottega e l’archivio di Giovanni Sacchi.
Penso che l’Amministrazione curerà con la massima attenzione le modalità di gestione e di
fruibilità del museo, anche allo scopo di prevenire oneri fuori controllo. Mi rammarico che non
si siano realizzate le condizioni per far decollare la riprogettazione degli impianti sportivi di
cui la città ha bisogno e le società sportive rivendicano. Auspico che il Consiglio Comunale
venga investito del problema al più presto, almeno sotto il profilo di una più attenta analisi alle
esigenze dei cittadini, in ogni caso ben vengano gli stanziamenti, pur scarsi, per la
manutenzione possibile degli impianti esistenti.
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Il bilancio preventivo posto alla nostra valutazione, non cela i limiti della sua capacità di
intervento, ma è lodevole lo sforzo compiuto e manifesto nella relazione dell’Assessore, di
salvaguardare e qualificare l’esistente, ma nel contempo di spendere al meglio le risorse
disponibili per ampliare e creare nuove opportunità e servizi a favore dei cittadini, grazie. “
Si dà atto che entra il Consigliere Vino.
PRESENTI : N. 20
PRESIDENTE: “Grazie Consigliere Grassa. Se il Gruppo della Margherita… Consigliere
Gorgonzola, prego. “
CONSIGLIERE GORGONZOLA: “Grazie Presidente. Alla fine di un mandato consigliare
l’azione finanziaria per l’anno successivo mira generalmente a destinare gli investimenti per
concludere realizzazioni di opere già deliberate e per il mantenimento dei servizi e delle
infrastrutture destinate alle necessità cittadine. Potrebbe risultare quindi un bilancio
preventivo di transizione, e forse in parte lo è, ma arrivare oggi a poter inserire importanti
parti di spese, quali investimenti per il contratto di quartiere, il rinnovo del bando per la
refezione scolastica e il servizio per la raccolta dei rifiuti, mantenendo inalterata la pressione
fiscale e garantendo i servizi già attivi, è sintomo che in questi anni si è perseguito, non senza
difficoltà, una ricerca continua di azioni atte alla razionalizzazione della spesa e da una
sempre miglior gestione delle risorse e indirizzo degli investimenti. Operazioni che nel
complesso hanno richiesto non poche difficoltà, e per inquadrare meglio la situazione in cui si
è operato, è opportuno ribadire che il percorso in questi anni è risultato critico, scadenzato da
vincoli economici molto rigidi, inseriti nelle varie leggi finanziarie che si sono susseguite fino
ad oggi, gestioni di trasferimenti economici sempre più vincolati nella spesa, che hanno
pregiudicato spesso l’autonomia locale, e hanno affrontato nel contesto cittadino le ricadute
di situazioni economiche complesse dettate da eventi nazionali e internazionali.
Ora tutto è passato? Diremo proprio di no. Primo perché secondo noi sono percorribili ulteriori
margini di miglioramento di gestione, secondo perché, come detto in tempi non sospetti, in
occasione della discussione del bilancio lo scorso anno, nel mese di dicembre, non siamo
degli sprovveduti, e non pensiamo che se alle prossime elezioni politiche dovesse vincere il
Centrosinistra, quest’ultimo coprirà le amministrazioni locali, dicevano allora. E ancora: la
coalizione di Centrosinistra che governa Sesto San Giovanni è chiamata quindi non solo a
gestire l’immediato, e quindi la situazione economica dell’anno passato del 2006, ma
preparare il terreno per gli anni a venire. In questo contesto è opportuno quindi proseguire a
operare per migliorare sempre e di più la gestione, onde liberare risorse finalizzate alle
iniziative politiche per il benessere della città e il consolidamento dei servizi alla popolazione.
Entrando nel merito della discussione al bilancio preventivo, riconosciamo a
quest’Amministrazione una buona gestione ambientale, riguardo allo standard di verde del
patrimonio comunale, anche se verifichiamo a fronte di questo una discreta gestione e
manutenzione del verde e delle attrezzature dedicate; occorre quindi per la prossima
legislatura più attenzione a questo capitolo di spesa, anche a fronte dei futuri investimenti,
vedi appunto il prosieguo della realizzazione della media a valle del Lambro, e altre aree a
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verde previste. Sul cospicuo investimento dell’area Quarzo, evidenziamo che tale area dovrà
essere opportunamente collegata con la zona Vulcano, altrimenti una delle cosiddette porte
del costituendo parco della Valle del Lambro, pari a circa 25 mila metri quadrati, rischia di
rimanere chiusa in una zona, quella della Pelucca, già non molto agevole. Dovrà proseguire
l’impegno per l’abbattimento delle barriere architettoniche, e cogliamo ancora l’occasione
per insistere sulla necessità di inserire nel regolamento edilizio la realizzazione di luoghi dove
depositare senza intralcio per i pedoni e per i diversamente abili, i cassonetti e i sacchi adibiti
alla raccolta di rifiuti, oltre che provvedere, come evidenziato ieri sera dal Presidente del
CORE, al controllo degli orari di esposizione di questi ultimi.
Siamo soddisfatti del nuovo Piano Emergenza Neve, ne potremmo però verificare l’efficenza
solo quando capiterà, e delle iniziative di informazione che l’Assessorato ha realizzato in
multilingue, riguardo le disposizioni da seguire per usufruire dei servizi ambientali. Per la
raccolta dei rifiuti notiamo un leggero miglioramento nel servizio svolto dal CORE, occorre
però perseguire per la strada imboccata, perseverando nei controlli e attivando subito il
lavoro della costituita Commissione di Controllo già dal mese di gennaio. Ci permettiamo di
suggerire quale importante fonte di informazione, il rifacimento del sito Internet del CORE,
dove oggi abbiamo controllato, non risultano ancora inserite le informazioni di base per la
raccolta dei rifiuti, orari, telefono, modalità di raccolta, e non è presente ancora il numero
verde da contattare per la raccolta degli ingombranti, e l’ultimo aggiornamento sulle news
risale a settembre del 2005, quindi qui c’è sicuramente, secondo noi, da intervenire.
Chiediamo di porre particolare attenzione a riservare spazi di gestione del verde e piccola
opera di pulizia e raccolta, da affidare a cooperative di tipo B per l’inserimento lavorativo di
persone svantaggiate accompagnate da progetti finalizzati come prevedono le normative
vigenti e come atto conseguente dell’adozione al protocollo intercomunale che
quest’Amministrazione ha sottoscritto.
È sicuramente premiante e qualificante per la nostra Amministrazione, consolidare le risorse
economiche dedicate allo sportello badanti, oppure come è più appropriato chiamare:
assistenti familiari. Lo stanziamento confermato permette di proseguire l’esperienza positiva
di quest’ultimo anno, e creare qualità e forme di controllo per un servizio sempre più
richiesto. Un progetto e un argomento voluto fortemente dalla Margherita, che merita la
dovuta attenzione sia per il supporto e l’attività sociale che svolge alle persone e famiglie in
difficoltà, sia per il circolo virtuoso che attiva la presa in carico di un familiare nel proprio
ambiente.
Siamo compiaciuti della dinamicità della Fondazione Pelucca, e degli importanti investimenti
che quest’ultimo ha affrontato in questi anni per il miglior servizio agli ospiti. Crediamo però
che il mantenimento del servizio erogato, e per supportare gli investimenti che aspettano il
nostro istituto geriatrico, dalla creazione del secondo centro di ricovero all’utilizzo, vedi
recente intervista della signora Mascetti su Città Nostra del 17 dicembre 2006 dell’immobile
di Via Falck 44, quindi bisogna stare attenti in modo tale che l’organizzazione sia seriamente
riverificata, l’organizzazione gestionale e economica dell’istituto. In questo senso permettere
alla struttura una maggiore sostenibilità e indipendenza economica, è la miglior strada per
una gestione equilibrata del servizio a tutti gli ospiti. Con questa modalità la qualità può
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essere garantita sia all’ospite indigente e bisognoso, a cui il supporto economico il Comune
non farà mancare sicuramente il proprio contributo, sia all’ospite non bisognoso
economicamente, che può permettersi una tariffa più vicina a quella di mercato, sarà la
fondazione a governare questo risultato con il miglior mix possibile. Liberare, se così si può
dire, risorse economiche permetterà all’Amministrazione e alla stessa Pelucca di venire
incontro a più persone indigenti di quanto ne fa ora, avendo in proporzione più disponibilità
economica da mettere a disposizione. Mantenere la disponibilità economica per la
realizzazione del Piano di Zona, e perseguire nella ricerca di fondi per realizzare gli indirizzi
politici contenuti nel documento. In questo senso ci auguriamo che il Comune di Sesto metta
in campo tutta la sua esperienza per un confronto serio all’interno della Fondazione
Comunitaria del Nord Milano di cui fa parte, per indirizzare parte delle risorse raccolte in
ambiti di intervento previsti dalla progettazione già eseguita dal piano di zona, su argomenti
trattati e inseriti nel piano stesso, che riguardano o possono ritrovare riscontro anche nelle
necessità sociali degli altri Comuni sottofirmatari dell’accordo. Mettere in rete tali argomenti e
tali iniziative, onde a rendere merito al lavoro svolto dagli attori coinvolti in ambito locale, che
hanno identificato le necessità del territorio, può creare un circolo virtuoso di iniziative atte a
favorire progetti utili, a sostenere attività di prevenzione sociale, che troppo spesso non
riescono ad essere attuate, in quanto i fondi disponibili sono sempre molto ristretti.
In questo senso ci pare importante rilevare l’aumento dei casi di affido dei minori, un indice
che fa pensare. Occorre recuperare e destinare risorse a progetti che intervengono in aiuto
alla famiglia, ai minori e alla prevenzione del disagio.
Bene il recupero delle morosità per i mancati pagamenti dei canoni di locazione alle case
comunali, occorre seguitare a tenere alta l’attenzione, e perseguire con i controlli anche dei
non morosi, per verificare se chi paga, paga il giusto in base alla situazione attuale, e se chi
ne usufruisce ne ha ancora diritto alle stesse condizioni. Un Piano Casa, seppur
particolareggiato, come quello della nostra Amministrazione, non sopperisce a un valore
morale, di equità e di rispetto per chi una casa non ce l’ha, e a chi è in lista da tempo per
averla. Un’Amministrazione di Centrosinistra non può sottrarsi ad un rigido controllo in
questo settore.
Evidenziamo un ottimo stato di salute dell’Azienda Speciale delle Farmacie, la buona
gestione è confermata evidentemente dai numeri di questi anni e dalle risorse destinate agli
investimenti. Negli ultimi cinque anni la municipalizzata ha eseguito investimenti pari a due
milioni e 300 mila euro. Ha aumentato l’occupazione lavorativa di nove unità passando da 38
a 47. Ha aumentato il pacchetto clienti del magazzino, passando da 11 farmacie servite a 43.
Ogni anno il virtuosismo si concretizza con un aiuto finanziario all’Amministrazione comunale
che lo finalizza a interventi di utilità sociale. Abbiamo ritrovato nel bilancio dell’Azienda
Farmacia, ancora per quest’anno l’accantonamento di circa 30 mila euro per i centri estivi,
organizzati dagli oratori. Un investimento che viene erogato di anno in anno dall’Azienda,
senza quindi evidentemente una certezza di continuità. Crediamo che sia venuto il momento,
e chiediamo quindi questo impegno preciso al Sindaco e all’Assessore, di dare certezza
economica, con il contributo a un servizio svolto dalla città, di qualità dimostrata, di supporto
ai genitori che lavorano, e che coinvolge circa due mila ragazzi nel periodo estivo. In virtù di
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questo e dell’accordo recentemente firmato da quest’Amministrazione con le parrocchie,
chiediamo che tale capitolo di spesa venga inserito e garantito economicamente dal bilancio
comunale.
Nell’ultima discussione di bilancio che ho appena discusso da questi banchi, verifico che il
lavoro eseguito da quest’Amministrazione, non senza difficoltà, ha raggiunto buoni livelli di
efficienza e di efficacia. I valori degli indicatori finanziari ed economici generali contenuti nel
parere dell’organo di revisione parlano chiaro. L’indice di autonomia finanziaria, come diceva
ieri sera l’Assessore al bilancio, Di Leva, che misura quanto la capacità di spesa è garantita
da risorse autonome, senza contare quindi suoi trasferimenti, è in crescita, e indica una
previsione pari al 94,64 %, nel 2003 era del 68,48. Una quantificazione di economia
finanziaria che insieme ai numeri di questo bilancio dice lo stato di buona salute e di
equilibrio della situazione economica locale, una situazione virtuosa che viene consegnata
alla prossima Amministrazione, così da permettere a quest’ultima di operare la propria futura
azione politica, un’eredità che viene lasciata che non mi sembra di poco conto.
Grazie. “
Si dà atto che entrano i Consiglieri Galeone, Masi, Profeta.
PRESENTI : N. 23
PRESIDENTE: “Grazie Consigliere Gorgonzola. Visto che avevo dimenticato, in apertura
di seduta, di confermare gli scrutatori della seduta di ieri, visto che è arrivata anche la
Consigliera Profeta, ne approfitto per chiedere conferma che erano: il Consigliere Pennasi, il
Consigliere Picardi e la Consigliera Profeta come scrutatori. Grazie.
Do la parola alla Consigliera Pellegrini del gruppo di Rifondazione, prego. “
CONSIGLIERA PELLEGRINI:
“Grazie signor Presidente.
Lasciatemi iniziare
condividendo in parte quello che diceva il Consigliere Grassa prima. Purtroppo anche
quest’anno registriamo un dato che è, purtroppo appunto, ormai trasversalmente è entrato
nella cultura politica, cioè quello di vedere sempre gli Enti locali come controparte e non
come parte con cui discutere e definire la legge Finanziaria. Anche se in effetti è andata, in
questo rapporto, meglio che negli anni precedenti, molta, e forse troppa strada bisogna fare
in questo senso. Un dato anche quest’anno, purtroppo anche qui bisogna registrare che si è
persa un’altra volta l’occasione per fare una vera riforma fiscale in questo senso, cioè nel
senso di dare una vera autonomia fiscale agli enti locali, che si realizzerà non semplicemente
di dare la possibilità di incrementare l’addizionale IRPEF, ma quando una parte della
contribuzione che c’è a livello nazionale, il governo rinuncia a una quota per lasciarla agli Enti
Locali, quindi nella libertà e nell’autonomia di decidere degli enti locali. Un dato sicuramente
positivo, e questo fortunatamente, finalmente vediamo un’unità di intenti, è la lotta
all’evasione. L’Assessore Di Leva ricordava, questo dato è sicuramente molto importante
rispetto a tutto il lavoro che hanno fatto gli uffici gli accertamento e di recupero dell’evasione
fiscale sull’ICI e la TARSU, lotta che ha permesso e di recuperare il pregresso, e anche, altro
dato importantissimo, quello di andare a incrementare la base imponibile. E questo è un dato
importantissimo soprattutto per noi, perché vediamo in questo una battaglia giusta e
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sacrosanta, perché è anche da questo che passa una corretta redistribuzione del reddito. E
quindi passatemi la forzatura: finalmente anche il Governo si è adeguato alla nostra linea di
condotta, puntando molto su questo aspetto dell’evasione fiscale.
Punto fondamentale per noi, e che vediamo anche in questo bilancio, è il mantenimento di
tutti i servizi, il mantenimento, il loro ampliamento e l’allargamento del loro bacino di utenza.
In questi cinque anni credo che tutti noi nuovi Consiglieri, abbiamo imparato, perché do per
scontato che gli altri già lo sapessero fare, abbiamo imparato a leggere, dietro i numeri del
bilancio, la mole di servizi che vengono resi ai cittadini, dal punto di vista quantitativo e anche
dal punto di vista qualitativo resi sia dal Comune che da tutte le sue partecipate, la casa di
riposo, i nidi, le scuole civiche, i servizi di illuminazione, la raccolta rifiuti, le farmacie, le
colonie, i centri estivi, insomma tutto quanto leggiamo dietro a questo malloppo di numeri che
ogni anno ci ritroviamo a sfogliare. Lo stesso quantitativo è stato mantenuto, quantitativi
mantenuti nonostante ci siano stati in questi anni, dei passaggi in effetti molto critici rispetto a
delle leggi finanziarie che proprio penalizzavano sia sotto l’aspetto finanziario che di
immagine, gli Enti Locali. In questi anni abbiamo ampliato il servizio delle farmacie, la
farmacia ha ampliato il suo territorio di intervento. Lo stesso riguarda la casa di riposo che
non solo opera anche in un altro Comune, ma amplierà la sua struttura con l’apertura della
seconda casa di riposo.
Lasciatemi poi fare una piccola parentesi: crediamo in effetti che sulla casa di riposo ci sia da
prestare una particolare attenzione, sottolineiamo quindi la necessità di prestare molta
attenzione ai suoi bisogni e a tutte le sue necessità future di sostentamento, perché in effetti
dal punto di vista più bilancistico di reperimento delle risorse, è un servizio che purtroppo
difficilmente vede entrate che permettano di stare tranquilli per più anni.
Altro servizio importantissimo è il CORE, che amplia le sue funzioni assumendo anche il
servizio di igiene ambientale e siamo sicuri che finalmente vedremo ulteriormente
incrementare la quota di raccolta differenziata, ora che si completa tutto all’interno di una
stessa azienda il ciclo dei rifiuti, siamo sicuri che almeno da questo punto di vista, ci sarà un
impegno sicuramente maggiore di quanto non ci sia stato in passato. Altro punto
fondamentale le scuole di musica che vedono il fatto di consorziarsi con altri Comuni e di
incrementare quindi anche il livello di qualità dell’offerta. I nidi, i nostri nidi che vengono presi
ad esempio anche da nidi di altre città, proprio per il livello di preparazione del nostro
personale. Tutto questo lo realizziamo e lo manteniamo attraverso la scelta importantissima
di non andare ad incrementare la pressione tributaria o le tariffe applicate, ma anzi in questi
anni abbiamo applicato l’ISEE, che è anche questo un altro strumento importantissimo per
una corretta distribuzione del debito. L’ISEE prende in considerazione diversi aspetti, non
semplicemente il reddito dichiarato, quindi è sicuramente un elemento di grande equità
nell’applicazione delle tariffe.
Lasciatemi poi sottolineare che per ottenere tutto questo invidiabile livello di servizi,
dobbiamo sicuramente rendere merito ad una struttura che ben funziona in ogni sua parte,
quindi sia la struttura propria dell’Ente comunale che anche di tutte le sue partecipate, e
questa struttura posa sicuramente sulla solida base che è rappresentata dal personale che
impiega. Per questo vediamo ovviamente, naturalmente, molto positivamente l’impegno per
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diminuire il numero di personale precario attraverso un loro passaggio a ruolo, dato questo
che è anch’esso condiviso dalla legge Finanziaria, va in controtendenza rispetto a quanto
avviene più generalmente sul mercato del lavoro, ma che è per noi un percorso fondamentale
sia dal punto di vista del lavoratore, per ovvi motivi, sia dal punto di vista del cittadino utente,
è un percorso che invitiamo sempre a perseguire, e quindi benissimo, avanti su questa
strada. Così come vediamo positivamente anche l’impegno di spesa sulla formazione e
l’aggiornamento del personale, che deve essere ovviamente ragionata sulle competenze
proprie di ogni dipendente e non generalizzato o che ricade a pioggia. E anche questo per
rispondere sia a delle giuste richieste del personale che all’esigenza del miglioramento della
qualità dei servizi, che può essere appunto soltanto mantenuta se il personale, l’utente e la
struttura comunale nel senso più ampio, funziona perfettamente.
L’ultimo passaggio che volevo fare era rispetto all’intervento del Presidente della Consulta
dei Quartieri, di ieri sera, e anche rispetto al lavoro che sta portando avanti la Prima
Commissione sulle modifiche del regolamento, per cercare di rendere più aperta la
definizione di quelle che sono le linee di bilancio. La richiesta che emerge dai Quartieri, è
proprio quella di poter condividere maggiormente le scelte che si fanno, di partecipare
maggiormente alla loro definizione, e questo anche per avere un ritorno di maggior
conoscenza da parte dei cittadini rispetto appunto a tutto quello che è il Comune e i servizi,
perché veramente l’esperienza che ho fatto in questi cinque anni, mi ha fatto conoscere
molto di più come funzionano tutti i servizi e tutto ciò che il Comune fa per i propri cittadini.
Questo, purtroppo, dal punto di vista di un normale cittadino non avviene, e quindi purtroppo
a volte ci sono delle richieste o dei malcontenti rispetto ad alcuni servizi che sono ovvi, sono
normali, basta vedere adesso quello che è successo con la Finanziaria, però ecco, tante volte
queste cose perché non c’è una condivisione e soprattutto una conoscenza. Questo era per
concludere rispetto alle esigenze di tenere maggiormente in considerazione sia quelle che
sono le richieste specifiche dei quartieri, sia anche proprio la richiesta di una maggiore
condivisione da parte loro di quello che poi qui decidiamo. Grazie. “
Si dà atto che esce il Consigliere Hamadi ed entra la Consigliera Tabacco.
PRESENTI : N. 23
PRESIDENTE: “Grazie Consigliera Pellegrini. A questo punto do la parola alla Consigliera
Croato. “
CONSIGLIERA CROATO: “Io ritengo che ci siano due elementi molto importanti che
servono poi ad interpretare complessivamente quello che è stato il principio che ha regolato e
formalizzato questo bilancio di previsione. Sappiamo che la Finanziaria, la Legge Finanziaria
riconosceva agli Enti Locali una maggiore autonomia e anche la libertà, qualora le necessità
locali lo richiedessero, di aumentare anche l’addizionale IRPEF, fino allo 0,8. Il Comune di
Sesto San Giovanni, ma io ritengo che moltissimi Comuni si sono uniformati rispetto a questa
decisione, non hanno ritenuto necessario di ampliare, e quindi di aumentare l’addizionale
IRPEF. Il Comune di Sesto San Giovanni l’ha lasciata invariata, è allo 0,2, e questo
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atteggiamento ha riguardato tutte le imposte comunali. Altro elemento, secondo me
fondamentale, che ci aiuta nella lettura del bilancio, è che l’indicatore dell’autonomia
finanziaria del nostro Comune è un indicatore elevatissimo, è di circa il 93% di autonomia
finanziaria. Questo insieme a un altro dato, che è quello di un minore trasferimento erariale
sia da parte dello Stato che delle Regioni, ci dà la valutazione che il Comune pur non
aumentando le imposte, pur ricevendo un minor trasferimento erariale, riesce comunque a
mantenere ed aumentare ed avere un’autonomia finanziaria. Ritengo che questo sia un dato
assolutamente positivo se affiancato all’ulteriore dato che in questi anni, che sono stati
sicuramente anni duri da un punto di vista politico, ma soprattutto da un punto di vista
economico, nessun servizio è stato tagliato rispetto alla cittadinanza. La spesa corrente
cresce soprattutto nell’ambito sociale e cresce nell’ambito che riguarda l’istruzione pubblica.
Leggo con piacere questi due dati, perché significa che il Comune riesce a stare vicino e a
sostenere i propri cittadini quando si ritrovano in fasi particolari, e soprattutto dà la possibilità
al Comune anche di leggere alcuni cambiamenti sociali e storici, e in base a questi
cambiamenti fornisce nuovi servizi, come l’apertura dello Sportello Badanti. Dicevo che ci
sono spese in aumento nel comparto che riguarda l’istruzione, che sono spese in aumento
che riguardano per esempio l’aumento di ore integrative per la scuola Luini, che purtroppo
qualche anno fa aveva visto limitare il tempo pieno, ora sono state date ulteriori ore nel
doposcuola, questo è naturalmente un vantaggio sia per gli studenti che hanno un luogo
comunque formativo dove stare al pomeriggio, ma è chiaro che è anche un aiuto per i genitori
lavoratori. Ci sono stati investimenti soprattutto che riguardano il patrimonio stradale, che
riguardano anche la segnaletica, quindi sicuramente c’è un investimento anche nel campo
della sicurezza, che riguarda tutti i quartieri, quindi tutto il territorio comunale.
Sappiamo che per quanto riguarda l’ambiente ci sono stati ulteriori investimenti per la media
Valle del Lambro. E poi ci sono state anche iniziative che io ritengo importanti e notevoli di
attenzione soprattutto per quanto riguarda i bambini disabili, ad esempio c’è quest’iniziativa
fatta in collaborazione con una cooperativa, che prevede un impiego, una sorta,
probabilmente avrà anche una funzione terapeutica dei bambini diversamente abili, che
utilizzeranno la sede di Villa Mylius. Un’altra valutazione sicuramente positiva è per
l’andamento delle farmacie comunali. Qui, come già altri miei colleghi hanno rilevato, c’è
stata una gestione importante dal punto di vista imprenditoriale, addirittura la fornitura di
medicinali all’ingrosso è passata da 11 a 43 farmacie in tutto il territorio limitrofo alla nostra
città. C’è stato un aumento di personale da 38 a 46 dipendenti. È chiaro che questo ha un
valore, sia perché è stata appunto una gestione che ha avuto un piglio imprenditoriale, ma
soprattutto perché sappiamo c’è una sinergia tra l’Azienda Municipalizzata delle farmacie, e
l’Ente Locale, che utilizza, passatemi il termine, questo cash, lo utilizza naturalmente a fini
sociali.
Ritengo che, visto che è l’ultimo bilancio di questa consiliatura, è anche un bilancio di sintesi.
Io ritengo che sono stati anni veramente duri per l’economia in generale della Nazione e di
riflesso anche per l’economia dell’Ente Locale, ma sviluppando quest’autonomia finanziaria,
questo ci mette a riparo, e ci metterà anche a riparo lo stato per il passato rispetto alla
cosiddetta finanza creativa, ma permette comunque all’Ente di sviluppare un suo andamento
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economico, di acquisire sempre maggior autosufficienza rispetto a quelle che comunque
potranno essere le politiche dello Stato centrale. Politiche che riteniamo, per il futuro,
politiche amiche per gli Enti Locali, proprio perché considereranno, ma perché lo è, non
perché abbiamo bisogno che ci sia riconosciuto dall’alto, proprio perché è l’istituzione, è
l’anello più vicino ai cittadini, e quindi per questo motivo è continuamente pungolata dalle
molteplici necessità dei cittadini e dei cambi che avvengono storicamente nel tessuto
sociale.”
Si dà atto che entra la Consigliera Notarnicola.
PRESENTI : N. 24
PRESIDENTE: “Grazie Consigliera Croato. A questo punto do la parola al Consigliere
Galeone.”
CONSIGLIERE GALEONE: “Lacrime e sangue e onore al merito. Inizio con questa frase
lapidaria il mio intervento, per rimarcare le lacrime e il sangue causati dallo stato di degrado
economico e finanziario che il Governo Prodi ha trovato all’inizio della nuova Legislatura,
come ultimo retaggio di una fallimentare amministrazione del Governo Berlusconi.
Onore o al merito invece all’Amministrazione comunale, ai funzionari del Comune di Sesto
San Giovanni, che anche quest’anno ci presentano un bilancio di previsione da cui risulta
che il nostro Comune non è, ripeto: non è in una condizione di deficit strutturale, con
un’autonomia finanziaria del 92,86 %, cioè una capacità di spesa garantita da risorse
autonome, senza contare sui trasferimenti dello Stato e della nostra Regione. Il 92, 86% è un
valore superiore a quello degli scorsi anni, ed è superiore alla quasi totalità dei Comuni
italiani. Il neo governo di Centrosinistra è stato costretto, per mettere un correttivo alla
voragine debitoria lasciata da cinque anni di mala amministrazione dei Ministri finanziari di
Berlusconi, a ridurre le rimesse ai Comuni. A questa diminuzione delle entrate, da contributi e
trasferimento correnti statali e regionali, l’Amministrazione di Sesto San Giovanni ha
contrapposto un aumento delle entrate, soprattutto quelle extra tributarie, ha aumentato la
riscossione dei crediti e il recupero dell’evasione e, cosa egregia, ha diminuito le accensioni
dei prestiti e ha drasticamente ridotto la spesa corrente. Ormai siamo all’ultimo semestre
dell’attuale consiliatura, possiamo quindi, mentre siamo intenti a discutere, votare l’ultimo
bilancio di previsione, fare una disanima dell’operato di quest’Amministrazione comunale, e
dare onore al merito ai Presidenti ed ai Consiglieri delle aziende municipali, permettetemi
questo termine, che hanno in questi cinque anni diretto le nostre aziende con competenza e
professionalità. Onore al merito all’Assessore Di Leva che per cinque anni è riuscito a far
quadrare i conti nel nostro Comune, mantenendo sempre il bilancio in parità, ma soprattutto
onore al merito al Sindaco e alla Giunta, che senza ombra di dubbio, senza paura di essere
smentiti, hanno sempre ottemperato al programma elettorale con cui i partiti di centrosinistra
si sono presentati agli elettori. Ormai con la presentazione di sabato scorso di Oldrini, come
candidato Sindaco del Centrosinistra, siamo entrati in campagna elettorale. Noi Popolari
dell’UDEUR siamo stati tra i primi a ricandidare Giorgio Oldrini alla guida della nostra città,
perché Oldrini si è dimostrato un Sindaco molto valido, sempre presente e attento ai bisogni
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dei cittadini. Siamo quindi sicuri che l’attuale Maggioranza, approvando giovedì sera il
bilancio di previsione, si sta avviando a proseguire per i prossimi cinque anni l’attuale linea
politica, e noi Consiglieri dell’UDEUR siamo ben lieti di proseguire con questa Maggioranza il
cammino che abbiamo intrapreso. Grazie. “
PRESIDENTE: “Grazie a lei Consigliere Galeone. Do la parola alla Consigliera Tabacco,
prego. “
CONSIGLIERA TABACCO: “Grazie Presidente. Ho ascoltato l’intervento fatto dal
capogruppo dei Popolari dell’UDEUR e non mi stupisce che l’Assessore Di Leva fosse poco
interessato.
Detto questo, io devo dire che con tutta la mia buona volontà io non riesco a capire come mai
questo Comune debba approvare il bilancio sempre prima dell’approvazione della Legge
Finanziaria, sempre! È successo negli anni scorsi, è successo lo scorso anno, quest’anno a
maggior ragione in una situazione tragica, direi, il Comune di Sesto San Giovanni persiste in
questa definizione poco chiara di bilancio prima dell’approvazione di una finanziaria brutta,
cattiva nei confronti degli Enti Locali e dei cittadini, e soprattutto cattiva nei confronti di chi
lavora, una finanziaria che taglia quasi quattro miliardi e mezzo agli Enti Locali e ai Comuni,
in particolar modo, e che obbligherà gli stessi Comuni a tassare ancora di più i cittadini,
aumentando l’ICI, l’IRPEF, eccetera, ma noi no, noi Comune di Sesto San Giovanni siamo in
campagna elettorale, evidentemente, e noi oggi approviamo un bilancio che non è affatto
attendibile. Noi approviamo un bilancio dicendo, come è stato detto ieri sera, che si
garantiscono i servizi sociali, si predica bene, che cosa? Delle favole in realtà, ma non si
spiega ai cittadini una cosa molto semplice. Ai cittadini e alla gente di Sesto questo bisogna
spiegare, cioè su quali basi reali e concrete voi avete scritto queste premesse di bilancio. Di
certo non sulla base di certezze, perché l’unica certezza che c’è, lo citava saggiamente
l’Assessore Di Leva ieri sera, è che questa legge Finanziaria varata dal Governo di
Centrosinistra, taglia quattro miliardi e 380 milioni di euro ai Comuni. Questa è una
Finanziaria che taglia le gambe ai Comuni, che sono i primi interlocutori dei cittadini, che
sono gli Enti Locali che più hanno il diritto di dare risposte immediate ai cittadini, alle persone
e alla gente che ha bisogno di risposte, e con questa Legge Finanziaria, verosimilmente
questo non sarà possibile. Allora io mi chiedo come abbiate fatto, francamente, se non per
ragioni puramente demagogiche ed elettorali, visto che la campagna elettorale è tra breve a
Sesto San Giovanni, a mettere insieme delle cifre in un bilancio, senza sapere di preciso i
tagli che questa Finanziaria andrà a fare, perché non è stata ancora approvata
definitivamente, anche se abbiamo visto quanto taglierà, e quali saranno i reali trasferimenti
da parte di una Finanziaria varata da un Governo incosciente di Centrosinistra, che ancora
non è stata approvata, ma che è pesantissima soprattutto per gli Enti Locali, per le persone
che lavorano, per le categorie, e per le attività produttive di questo Paese. Operazione
rischiosa, io credo, approvare oggi in un Comune di 84 mila abitanti circa, quindi un Comune
importante, il quinto della Regione Lombardia, un bilancio che è pura fantasia. Io penso che
sia rischioso approvare oggi questo bilancio, perché proprio, soprattutto quest’anno, si rischia
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di fare un buco enorme tra le previsioni vostre, come dicevano bene ieri sera l’Assessore, il
Sindaco ed altri, stanzierete molte risorse ai servizi sociali, molte risorse alle istruzioni, ma
queste risorse dove le andate a prendere? Queste risorse dove si vanno a prendere se un
Governo che è il vostro Governo, è quello che ha tagliato di più negli ultimi decenni di
stanziamenti agli Enti Locali, altro che aiutare i cittadini, altro che potere verso i cittadini e
verso gli Enti Locali. Qui si rischia, approvando questa sera questo bilancio, di fare un buco
enorme tra le previsioni irrealistiche, e secondo me da favola, che voi avete bisogno di
spendere in campagna elettorale i soldi che il Governo Prodi ha tagliato e che non
arriveranno. Un taglio ai Comuni, come giustamente diceva ieri sera l’Assessore Di Leva, io
ho apprezzato molto il discorso dell’Assessore Di Leva, pur non facendo naturalmente parte
della sua Maggioranza. L’Assessore Di Leva ricordava ieri sera, ma anche in altre occasioni,
che la manovra finanziaria deve essere cambiata. Questa è una manovra che penalizza i
Comuni, questa è una manovra che non mantiene l’impegno verso i cittadini, quindi è una
manovra centralista, diceva l’Assessore Di Leva ieri sera, e bisogna stare attenti, perché
diversa è la considerazione di un governo, diversa è la considerazione che un Ente Locale
importante come il nostro deve considerare e deve dare ai propri elettori anzitutto e ai propri
cittadini. Io a questo proposito, Assessore Di Leva, siccome mi piacciono molto le sue
dichiarazioni, sono andata a riprendere una cosa che condivido, e che mi sembra che caschi
a fagiolo. Addirittura nel 2004, governo Berlusconi, l’Assessore Di Leva così introduceva la
presentazione del bilancio di previsione: “Così non va bene caro governo, nessuno, nessun
passo avanti sul federalismo fiscale, né premi delle autonomie più virtuose nel controllare la
spesa, peggio, si riparano i debiti di chi virtuoso non è”. 2004, parole dell’Assessore
Pasqualino Di Leva. 2007, Governo Prodi, io le chiedo Assessore Di Leva, a fronte anche del
discorso saggio, responsabile che lei ha fatto ieri sera: dov’è il federalismo fiscale da parte
del vostro governo? Noi avevamo, come governo di centrodestra, Governo Berlusconi, non
solo non abbiamo tagliato i trasferimenti agli Enti Locali, avevamo costituito l’alta
Commissione sul Federalismo fiscale che il vostro governo ha cassato, non esiste più. E noi
ci ritroviamo a doverci sciroppare un’altra volta un bilancio che è pura demagogia, a mio
modo di vedere.
Assessore Di Leva lei sa bene che tutti i Comuni di centrosinistra anzitutto perché fanno capo
all’ANCI, all’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, che è presieduta dal Sindaco
Autorevole di Firenze, si sono schierati contro, fermamente, da tempo, a questa manovra
finanziaria, che paralizza gli Enti Locali, non trasferisce tagli e trasferimenti, mette gli Enti
Locali e i Sindaci nelle condizioni, purtroppo, di dover aumentare l’ICI, l’IRPEF e le tasse, ai
cittadini contribuenti che già pagano a sufficienza. Perché la verità è questa, Assessore Di
Leva! E se non fosse stato per i cinque senatori a vita che non sono stati eletti da nessuno, al
Senato i 1600 commi di maxi emendamento, una roba mai vista, mai vista, della vostra
Finanziaria, non sarebbero passati, e questa è la realtà. E giustamente lei rimarcava questo
aspetto ieri sera. Io non so cosa farete poi alla Camera, ho i miei dubbi, francamente, che
alla Camera si cambierà ciò che è stato deciso al Senato della Repubblica con i cinque
Senatori a vita, perché sennò avreste avuto contro anche l’ANCI, che è l’Associazione
presieduta, ripeto, da un Sindaco di centrosinistra che è rappresentata soprattutto e
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composta soprattutto da Sindaci che sono appartenenti al Centrosinistra. Io ho sentito per
cinque anni fare della demagogia in questo Consiglio Comunale, in occasione di
approvazione dei bilanci di previsione, dicendo: il Governo Berlusconi taglia i trasferimenti,
siete tutti brutti, cattivi, mangiate i bambini! Io credo che tutti sappiano, tutti, che questo
governo, Governo Prodi, è stato il governo che più di ogni altro da anni a questa parte, ha
tagliato le gambe agli Enti Locali, e per questa ragione noi ci ritroviamo Assessore Di Leva…
lei ieri sera diceva: ma noi non alziamo l’ICI, certo, è sempre stato alto, da cinque anni a
questa parte, a Sesto San Giovanni, non solo. Lei mi deve spiegare una cosa, Assessore Di
Leva, perché questo lei ai cittadini lo deve spiegare, lei non l’ha messo in conto in questo
bilancio, è qui la vostra falsità, perché voi siete in campagna elettorale, voi non avete detto ai
cittadini di quanto dovrete alzare l’IRPEF e di quanto dovreste alzare l’ICI a seguito di questa
finanziaria che ve lo imporrà, perché sennò voi con il fischio che riuscirete a garantire quei
servizi che raccontate come una bella favola a cui nessuno crederà all’interno di questo
bilancio di previsione. Io le chiedo una cosa, ad esempio: voi non avete aumentato l’ICI, che
è già alto, ma rispetto all’addizionale IRPEF che dallo scorso anno era di 1, 97 milioni di euro,
2006, e passa per il 2007 a 2, 10 milioni di euro. Quindi un aumento altissimo! Io faccio
salva la buona fede, potrebbe essere che certamente con tutti i nuovi residenti che in un
anno arriveranno a Sesto come nuovi cittadini, non so dove li andrete a insediare, però
facciamo finta che ci sia, che sia questo il motivo per cui andrete ad aumentare l’IRPEF di
così tanto. Aumenta poi dal 2003, pensate, dal 2003 che era di 8, 3 milioni di euro la Tassa
Smaltimento Rifiuti, arriva all’anno 2006, cioè allo scorso anno, a 9, 4 milioni di euro, per che
cosa? Per una città sporca, che ha mantenuto una società fallimentare, come era la AIMERI,
e pensate che la tassa dei rifiuti a Sesto è una tra le più alte, è una vergogna questa cosa!
Voi non contenti la Tassa Smaltimento Rifiuti la aumentate nel 2007 facendola arrivare
addirittura a 9, 60 milioni di euro. Io ho ascoltato ieri sera la relazione del Presidente del
CORE. Avevamo detto, noi dell’Opposizione, che ci sembrava eccessivo l’aumento di questa
società, anche perché abbiamo acquisito tutti i dipendenti della Società AIMERI, per cui
abbiamo garantito… ma io dico, prima di arrivare ad aumentare per il 2007 una tassa sullo
smaltimento dei rifiuti, che ragazzi dal 2003 a ieri non è che non ha funzionato
semplicemente, se posso permettermi un’espressione leghista, ha fatto pena, ha fatto schifo
a Sesto San Giovanni, perché questo è uno dei problemi più grossi che c’è in città e fior fiori di
imprenditori, di commercianti, di gente che lavora, la devono pagare questa tassa, a fronte di
un servizio che per cinque anni ha fatto schifo. Non solo. L’Assessore Di Leva ieri sera
diceva, giustamente, ho visto anche sbirciando qua e là anche sul programma dei lavori
pubblici, che gli introiti più grossi a Sesto derivano dalle tasse e dai tributi che comunque
sono molto alti, che voi andate comunque ad aumentare, non l’ICI naturalmente, poi bisogna
vedere se non dovrete farlo, perché io penso che approvare oggi questo bilancio provocherà
un buco, probabilmente, e sia molto rischioso. Operazione rischiosa elettorale, sicuramente,
ma rischiosa Assessore Di Leva, ma voi avete aumentato l’addizionale IRPEF, voi avete
aumentato la tassa dei rifiuti. Allora, domanda: tasse e tributi, maggiori introiti, oneri di
urbanizzazione e alienazioni di immobili, oneri di urbanizzazioni. Ma io dico: ma Sesto San
Giovanni, come tutte le città, purtroppo finché non si attuerà e non si arriverà a questo
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benedetto federalismo fiscale, gli oneri di urbanizzazione si incassano perché si concede di
cementificare la città. Altra nota non indifferente: un Comune importante come quello di Sesto
San Giovanni, che ha in ballo delle riqualificazioni urbanistiche non di poco conto, ha zero,
importo zero, questo è scritto sul programma dei lavori pubblici di incasso e di contribuzione
per la realizzazione di opere da parte del privato. Ma voi il project financing, ad esempio, non
ve l’ha detto nessuno che esiste? Ma voi dai privati cosa fate? Svendete come avete fatto
nell’area Campari? Svendete come avete fatto nel progetto osceno che ci avete presentato
delle aree Falck o avete intenzione di farli contribuire e compartecipare alla realizzazione di
opere che servono? Non è contrattazione, questa è svendita. Zero, ripeto zero, importo zero,
realizzazione da parte del privato di opere pubbliche. È vergognosa questa roba in un
Comune che è il quinto della Lombardia per importanza!
Popolazione, attività. Signori le maggiori attività a Sesto San Giovanni, dalla relazione sono:
l’industria e servizi e commercio, attività commerciali. Le entrate, dicevo prima, derivano
prevalentemente da queste voci: tributi, entrate tributarie altissime, pari al 37,39%, derivano
dall’alienazione dei beni, dall’accessione di prestiti e dagli oneri di urbanizzazione. Alla voce
spesa corrente la maggiore spesa è relativa appunto alla questione tributaria, che è pari a
una cifra elevatissima, e la composizione della spesa corrente è relativa alla prestazione dei
servizi che è quasi del 48% e ha quasi il 38% spesa del personale, che è efficiente
sicuramente in questo Comune, perché io, per carità apprezzo e stimo tutte le persone che
qui lavorano, ma il personale è il 38%. Io penso che questo debba farci riflettere, perché
questo ancora una volta dimostra che il Comune attiva una politica estremamente rigida,
rigida, questo è un Comune sì che sta all’interno del patto di stabilità, ma è un Comune rigido
che dimostra in varie parti di non sapere investire né nell’attività produttive, né nelle attività
economiche, che rappresentano la maggiore risorsa di questa città, perché questi sono i dati,
e lo sappiamo che questa è la realtà, e spende il 38% quasi di personale. Allora io penso che
questa cosa sia significativa, cioè guardando anche la spesa relativa alle diverse funzioni per
l’anno 2007, altissima è la spesa per l’Amministrazione, arriva quasi al 21%. La spesa molto
alta oltretutto che è quella relativa, che è anche giusto, secondo me, se pianificata bene,
perché io sono abbastanza d’accordo, la spesa relativa alla gestione del territorio e
dell’ambiente, qui si è deciso finalmente, dopo cinque anni di nulla fare, di investire un po’
relativamente al settore ambientale, al settore della gestione del territorio, quindi la spesa
aumenta e è quasi il 17%, di cui quasi il 10% va assegnato alla voce: smaltimento rifiuti.
Io mi auguro, signori, che questa nuova CORE, funzioni, dalle voci e da quello che si vede,
per il momento non ha fatto cambiamenti epocali rispetto alla passata gestione AIMERI.
Il settore sociale è molto alto, ma oltretutto all’interno del settore sociale ieri sera mi ha fatto
molto piacere, tra l’altro, la relazione fatta dal Presidente Mascetti, che l’ho trovata
estremamente interessante e intelligente, oltretutto. Settore sociale, tenete conto che a Sesto
San Giovanni la percentuale di popolazione anziana è altissima, e al settore sociale su una
percentuale generica che è molto alta, molto poco invece va a favore del servizio dedicato
agli anziani, che è soltanto del 2%, mentre, come si vede appunto dall’analisi demografica
del Comune, gli anziani sono la percentuale, costituiscono e rappresentano, non credo sia un
caso isolato di sesto, ma la percentuale maggiore della popolazione sestese. Nulla, nulla, e
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questo è grave, a fronte di un’analisi che dimostra, perché le cifre le avete scritte voi, che le
maggiori attività presenti sono l’industriale, i servizi e il commercio, zero, zero messo,
stanziato in questo bilancio, relativamente sullo sviluppo economico ed ai servizi produttivi.
Questo è molto grave, questo denota il fatto che ancora una volta questo Comune non solo è
rigido, non ha la capacità di fare partecipare il privato, con uno scambio che sia equo, perché
tutte le volte che voi avete provato a farlo, uno scambio, una negoziazione, l’avete fatta a
scapito dei cittadini e a favore, calando le braghe degli imprenditori privati, e questa è la
dimostrazione che come quella finanziaria del vostro governo taglia le gambe a chi produce.
Chi produce? Chi produce il 90% del PIL in Italia è il nord, va bene? Piccoli, medi
imprenditori, liberi professionisti, gente che lavora. Voi avete tagliato le gambe tassando, e
facendo una politica che perseguita le classi che producono, e che sono in grado di
mantenere il resto del Paese, perché questa è la verità. Voi a Sesto fate altrettanto: zero
investimenti per chi produce, zero per il commercio, troppe poche attenzioni anche all’interno
dei progetti di trasformazione, l’avete dimostrato, esempio le aree Falck, per le attività
produttive e commerciale, che sarebbero il motore di questa trasformazione e di questa città.
Zero nei lavori pubblici gli investimenti per quanto riguarda il capitale privato, questo vuol dire
non sapere trattare con il privato, avere voglia di fare, di portare avanti una politica che è
centralista e statalista, altro che federalismo, Assessore Di Leva, che lei citava quattro anni
fa in modo demagogico, perché lei è demagogico Assessore Di Leva, fa comodo parlare di
federalismo quando al Governo c’è Berlusconi e c’è il Centrodestra, ieri sera non l’ha fatto
però. Allora lo faccio io questa sera, parli adesso, Assessore Di Leva al suo governo di
federalismo, che forse è meglio, e vedrà che gli oneri di urbanizzazione che significano la
cementificazione di questa città, perché in questo sistema è così, più tu concedi di costruire, e
questa è una città già devastata dal punto di vista della cementificazione, più tu incassi oneri
di urbanizzazione, non può più essere questo il sistema, Assessore Di Leva, e lei che è una
persona intelligente lo sa bene.
Detto questo. Altri investimenti. Sì, certo, riguardo il settore urbanistico, ambiente e viabilità.
Penso sia significativa la tabella relativa al bilancio di sintesi, si vede che nel 2007 sono
previste le maggiori entrate tributarie pari quasi al 38%, d’altro canto, lo dicevo prima, è
evidente che con la finanziaria varata dal vostro governo, i Comuni saranno comunque
costretti a svenare le persone e a applicare maggiori tassazioni. È stata introdotta la tassa di
scopo, come sappiamo, per costruire e realizzare delle opere pubbliche, ad esempio la
riqualificazione semplicemente dei giardini urbani. Questo andrà ad incidere di molto, di
molto, sulla tassazione di noi cittadini contribuenti che già siamo svenati da questa
finanziaria, Assessore Di Leva, perché la verità è questa, è inutile che sbuffa, è questa la
verità! Poi l’ANCI, mi scusi, è la posizione dell’ANCI! La posizione dell’ANCI è stata questa
Assessore Di Leva, lei lo sa bene, i Comuni devono dare risposte concrete ai cittadini, i
Comuni e i Sindaci e gli amministratori locali non si possono nascondere dietro al dito, non è
possibile farlo, e questa è una finanziaria, Assessore Di Leva, io le chiedo di firmare con noi
l’ordine del giorno che noi abbiamo presentato, perché visto che lei lo citava ieri sera, io le
chiedo di firmarlo, abbia il coraggio di farlo Assessore Di Leva, pur non facendo parte della
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mia maggioranza politica, perché questo è un ordine del giorno che è vero, reale, concreto, e
chiede di cambiarla quella manovra che svena tutti, Comuni, cittadini e la gente che lavora.
Dagli indicatori finanziari si vede bene come il Comune abbia, giustamente lo diceva anche
lei, abbia un buon grado comunque di autonomia finanziaria e tributaria, questo è un Comune
virtuoso, io credo, e questa è la ragione per cui io, Assessore Di Leva le chiedo di firmarlo
questo ordine del giorno, perché la vostra finanziaria penalizza in realtà i Comuni virtuosi, li
penalizza, li penalizza per mantenere chi virtuoso non è. La pressione delle entrate procapite
è comunque elevatissima in questo Comune, e allo stesso modo è molto alto il grado di
rigidità strutturale, questo lo si denota da anni, quest’anno a maggior ragione è così. Cioè è
molto alto il grado di rigidità anche per il costo del personale, tutto ciò dal raffronto se si fa tra
il 2003 e il 2007, aumenta vertiginosamente il grado di rigidità strutturale e delle tasse, e
quindi del costo, che ogni cittadino a fronte di servizi che sono francamente, pensando ai
rifiuti, non classificabili, deve sostenere in questa città, oltretutto aumentando l’IRPEF e
aumentando la tassa dei rifiuti, è inutile che andiate dicendo che non aumentate l’ICI. Se è
vero che è cresciuta la popolazione, ed è per questo, e io faccio salva, ripeto, la buona fede,
che voi siete andati a aumentare la cifra relativa all’IRPEF, diminuite l’ICI, perché l’ICI che
devono sostenere le attività produttive e industriali, a Sesto è elevatissimo, e questo non
significa agevolare il settore economico e produttivo che è principale in questa città, perché i
vostri dati dicono questo. Quello è il settore principale, voi lo state ammazzando, allora
aiutatelo! Allora visto che siete bravi amministratori, se aumentate l’IRPEF diminuite la tassa
relativa all’ICI per le attività produttive, abbiate il coraggio di farlo, non è stato fatto neanche
questo, perché la vostra idea è quella che non si debbano aiutare le categorie che lavorano.
Le categorie industriali, commercianti, non bisogna aiutarli, no, bisogna solo tassarli,
giustamente.
Se si guarda poi la composizione delle entrate tributarie, dicevo prima, si vede che la
maggior parte di esse derivano dall’ICI e dall’addizionale e dalla tassa dello smaltimento dei
rifiuti che purtroppo aumenta ed è altissima, a fronte delle uscite che oltretutto sono
soprattutto di spesa corrente, relative all’amministrazione che comunque sono altissime, è
molto bassa, a esempio la voce relativa alla Polizia Locale, che invece io credo che in questa
città sia fondamentale da far crescere, l’ho detto negli anni scorsi e lo ribadisco quest’anno.
Questa è una città che purtroppo ha problemi di sicurezza, e non lo dico io perché sono della
lega, ma qualsiasi cittadino lo riconosce, e voi anche lo riconoscete, questa è una città che
avrebbe bisogno invece di investimenti relativamente alla sicurezza nella città. Voi non
l’avete mai fatto, e quest’anno con il bilancio di previsione riproponete la stessa cosa, cioè
niente relativamente alla sicurezza, quando invece andate a aumentare comunque delle
tassazioni che potrebbero invece essere investiste a favore proprio dei cittadini e di una
problematica che è purtroppo relativa e insita alla nostra città. Dopodiché se si guarda la
relazione programmatica per il triennio, altresì si evince che le entrate tributarie aumentano,
aumentano anche l’accensione dei mutui ma zero prestiti, quindi mi sembra significativa la
diminuzione anche delle risorse destinate agli investimenti nel triennio relativo al bilancio.
Questo vuol dire che è un comune che, come sempre, perché questa è la nota critica che noi
abbiamo sempre fatto come opposizione, questo è un Comune rigido che non ha capacità di
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coinvolgere i privati nella trasformazione e nella realizzazione di quelle opere che sono utili e
necessarie ai cittadini, che è un Comune rigido perché spende di spesa corrente, attraverso
l’introito che deriva soprattutto dalla tassazione, e non fa investimenti, non fa investimenti, e
fa zero investimenti nel settore produttivo e commerciale, soprattutto. Aumentano invece di
molto le imposte e anche le tasse, e io vi aggiungo: aumentano rispetto a questo bilancio che
comunque non è attendibile, perché le tasse, l’ICI e l’IRPEF aumenteranno sicuramente nel
momento in cui la Finanziaria sarà approvata, e questo Comune purtroppo dovrà verificare un
buco grosso così tra le favole che ci sono scritte qua e i trasferimenti che non ci saranno. Mi
sembra significativo il fatto che non ci siano investimenti per quanto riguarda la Polizia
Locale, avevo scritto altri appunti nel merito relativamente agli stanziamenti di budget proprio
della Polizia Locale che non fa investimenti nel triennio, quindi spende solo di spesa
corrente, e questo è molto grave, credo, ma per concludere io volevo anche fare una nota un
po’ più generale, perché ieri sera ho ascoltato gli interventi, e li ho ascoltati con grande
attenzione, devo dire, mi sono molto piaciuti, sia delle Circoscrizioni che dall’intervento fatto
da Fabio Terragni di Milano Metropoli, quello di Fondazione Pelucca, dicevo prima, mi è
piaciuto molto devo dire, ma l’intervento delle Circoscrizioni, questo per dire in cinque anni di
bla, bla, bla, chiacchiere, perché voi sapete fare chiacchiere, demagogia e basta, questa è la
verità. Le vostre circoscrizioni, le vostre, io ho qui la relazione, le ho ascoltate ieri sera. Dopo
cinque anni che sono venuti qui tutti gli anni a chiedere: fateci partecipare, ascoltateci, io
credo che la partecipazione, l’ho detto più volte, sia molto importante, in una città così grande
oltretutto. Voi vi riducete ad avere una relazione scritta di presentazione di un bilancio
preventivo che già fa ridere di per se, perché non è ancora stata approvata la finanziaria
vampira del vostro governo, delle circoscrizioni che dicono: “Riteniamo utile rafforzare le
finalità delle Circoscrizioni, anche decentrando alcune funzioni amministrative, affinché la
vicinanza, anche fisica dell’Amministrazione comunale, sia di aiuto e di supporto ai bisogni
dei cittadini, per esempio, il ritorno dell’assistente sociale, alcune certificazioni anagrafiche,
eccetera. Queste sono richieste che nel corso di questa Consiliatura, noi Circoscrizioni
abbiamo portato all’attenzione più volte dell’Amministrazione comunale, sia con delibere del
Consiglio che con delibere nelle Commissioni consiliari. Confidiamo nel fatto che nella
prossima Consiliatura si potranno vedere i frutti di questo lavoro, sicuramente un miglior
dialogo tra l’Amministrazione comunale e le Circoscrizioni, quindi il decentramento, darebbe
anche nuovo slancio al lavoro delle tante persone che volontariamente operano delle
Commissioni Circoscrizionali e che sono il pilastro dell’attività delle circoscrizioni stesse.
Io fossi in voi mi vergognerei, io mi vergognerei fossi in voi, che dopo cinque anni di
amministrazione, le Circoscrizioni vi chiedano: per favore, ma ci fate partecipare o ci state
prendendo in giro? Perché questo è il contenuto! Perché quando voi, come noi
dell’Opposizione, avete approvato, trattando direttamente con Zunino e con il suo architetto
nelle Aree Falck, voi non solo non avete neanche considerato le Circoscrizioni, voi non avete
considerato i cittadini, le associazioni di categoria, i rappresentanti della Politica, e nessuno!
È gravissimo che delle Circoscrizioni che giustamente rivendicano il diritto di partecipare alla
vita cittadina, in sede di approvazione di un bilancio preventivo vengano, e mettano agli atti
una cosa di questo genere. Hanno ragione! Ma vergognatevi di questo!
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Agenzia di Sviluppo del Nord Milano ex, Milano Metropoli attualmente. Io ho grande stima di
Fabio Terragni, che è il Presidente, lo sapete tutti, perché l’ho sempre detto, penso che
quest’agenzia trasformata, abbia fatto un enorme lavoro intelligente per Sesto e strategico
veramente, abbia e parli in modo serio di promozione del territorio, in modo serio di
promozione dei settori strategici per questa città, e dell’ideazione di progetti speciali. Ieri sera
il Presidente ha detto che a fronte, signori, della nostra quota di partecipazione, che è
comunque elevatissima all’interno di Milano Metropoli, che è il 15%, a fronte della Provincia
di Milano che ha il 40, perché aveva acquisito le nostre quote, noi eravamo la maggioranza
prima, e noi avevamo votato in delibera di ridurre le quote di partecipazione ad ASNM, e
adesso sono diminuite, infatti, ma abbiamo ancora una buona parte di quote, che sono quasi
del 15%, il Presidente di Milano Metropoli ha ricordato pubblicamente a
quest’Amministrazione, alla Giunta e al Sindaco, che vuole che quest’Amministrazione
faccia quanto meno, non dico lavorare, perché non ha usato questi termini essendo uno
intelligente, ma a partecipare con il 15% a questa società che noi alla fine manteniamo,
perché noi abbiamo il 15% di queste quote.
Allora signori, io concludo qui, perché mi sembra di non avere più tempo, dicendo che i buchi
sono tanti, credo che si riproponga ancora quest’anno tutta la drammaticità, devo dire io,
rispetto ad alcune scelte che denotano rigidità e non capacità di portare la nostra città a fare
un passo in avanti serio, significativo e strategico, e che vada anche nella direzione della
partecipazione dei cittadini e delle Circoscrizioni che sono comunque quelle parti che più
sono vicine ai cittadini.
Sulla manovra finanziaria ho già detto… “
PRESIDENTE: “Grazie Consigliera Tabacco.
CONSIGLIERA TABACCO: “No, scusi, ripeto…. ..”
PRESIDENTE: “Lei ha finito il suo tempo. “
CONSIGLIERA TABACCO: “Ripeto e chiudo. Credo che questo bilancio sia comunque
azzardato Presidente, perché approvarlo oggi, prima di tagli così consistenti, significherà
molto probabilmente avere un buco e dover raddoppiare le tasse ai cittadini.
Si dà atto che entra la Consigliera Landucci.
PRESENTI : N. 25
PRESIDENTE: Grazie Consigliera Tabacco, la ringrazio del suo intervento molto accalorato,
che più che svegliare l’Assessore, mi ha svegliato la figlia della Consigliera Notarnicola , di
questo si deve sentire in colpa. Bene, do la parola a questo punto al Consigliere Leo,
prego.”
CONSIGLIERE LEO: “Grazie Presidente. Sarò molto più breve della collega Consigliera
Tabacco .
27
Noi del gruppo della Margherita dopo, come è consuetudine di tutti questi anni, la corposa e
esauriente relazione di ieri sera dell’Assessore al bilancio, Pasqualino Di Leva, anche
quest’anno, come per i bilanci di previsione precedenti di questa Consiliatura, rileviamo le
difficoltà nel mantenere da parte di quest’Amministrazione il buon livello di qualità dei servizi
che il Comune eroga ai suoi cittadini, e la costante ricerca del miglioramento qualitativo della
vivibilità della nostra città.
In questo contesto esprimiamo soddisfazione perché tutto questo è supportato
economicamente quasi in modo autonomo, infatti rileviamo come il nostro Comune si regga
per il 93% da proprie entrate, mentre la media nazionale degli Enti Locali assorbe dal
governo centrale circa il 30% in trasferimenti per amministrare il proprio territorio e garantire
necessari servizi per la popolazione. Condividiamo le scelte fatte da quest’Amministrazione
perché si ottiene tutto questo senza dover aumentare la pressione fiscale locale, soltanto i
servizi individuali sono rivalutati secondo indice ISTAT. Non sono aumentati i debiti, anzi
sono stati abbattuti anche grazie a nuove entrate arrivate dagli oneri di urbanizzazione che
vengono imputati nelle entrate che bilanciano la spesa corrente. In definitiva quindi un buon
bilancio che conclude amministrativamente il buon lavoro svolto da Giunta e dirigenti in
questa legislatura, e che consegnerà dopo la scadenza elettorale della prossima primavera,
una gestione responsabile oculata e consolidata nelle mani dei nuovi amministratori.
Anche per quello che riguarda i vari enti municipalizzati possiamo rilevare anche in questo
caso che la gestione degli stessi è sempre soddisfacente, sia dal punto strettamente
amministrativo, sia per la qualità dei servizi erogati ai cittadini. Senza nulla togliere a tutti gli
enti, di cui ieri sera abbiamo sentito le relazioni, volevamo soffermarci al CORE, e quindi al
nuovo appalto di igiene urbana, lo smaltimento dei rifiuti e il recupero di energia tramite la
termovalorizzazione. Questa scelta politicamente condivisa è stata una scelta importante, la
gestione diretta della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti dovrà sicuramente portare dei
benefici e aumentare la qualità di questo importante e sentito servizio per tutta la
cittadinanza. Siamo sicuri che non sarà semplice, come anche ha rimarcato ieri sera il dottor
Meietta, che ringraziamo per l’ottima relazione, per tanti piccoli problemi che si dovranno
risolvere, come la gestione del personale, la gestione dei rifiuti abbandonati, il maggior
coinvolgimento dei condomini nella collaborazione per quello che riguarda gli orari di
esposizione dei rifiuti urbani, e la sensibilizzazione tramite iniziative del CORE stesso e
dell’Assessorato all’ambiente.
Rimarchiamo anche l’importante funzione del forno di incenerimento che alimenta il
termovalorizzatore che tramite l’incenerimento – scusate la ripetizione – di circa ottantamila
tonnellate di rifiuti l’anno, la quantità smaltita dai cinque Comuni, produce, o se preferiamo
genera, circa dai 35 ai 37 mila milioni di Kilowatt ora l’anno, che vengono poi ceduti al
gestore dell’energia. Lo sforzo economico, nove milioni di euro, è uno sforzo e una scelta
importante. Per ottenere dei risultati positivi, sia economici che qualitativi, è necessaria una
stretta collaborazione tra questo Ente, l’Assessorato all’Ambiente, se soprattutto i cittadini
che sono e devono essere i terminali del servizio in tutti i sensi, non solo come utenti, ma
anche come parte integrante della costante qualità del servizio erogato. In questo la
collaborazione, in certi casi critica, ma costruttiva dei cittadini, può diventare il valore
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aggiunto di questa nostra scelta. Con questa considerazione mi collego al ruolo che
potrebbero, dovrebbero avere le Circoscrizioni come sempre in queste occasioni quando ci si
trova a parlare del ruolo delle Circoscrizioni, noi della Margherita, sia io che il mio collega
Lorenzo Gorgonzola, abbiamo dei trascorsi in questo ruolo istituzionale, rileviamo come non
venga valorizzata questa risorsa. Ieri sera abbiamo ascoltato con attenzione la relazione del
Presidente della Consulta, Falconati, in rappresentanza dei cinque quartieri che compongono
amministrativamente Sesto. Siamo concordi che le Circoscrizioni se ben utilizzate possono
sicuramente dare una grossa mano all’Amministrazione nel mantenere sempre alta la
guardia sui bisogni e sulla qualità della vivibilità dei cittadini; siamo assolutamente d’accordo,
come detto nella relazione, che questa funzione deve essere di supporto e di complemento, è
necessario che il rapporto che, come è stato detto, consiste in un costante dialogo con
l’Amministrazione centrale, deve essere supportato da un attento ascolto per non rischiare di
essere vanificato. Quindi in pieno accordo con il documento, auspichiamo, come anche nella
riflessione precedente, che le circoscrizioni siano il terminale dell’Amministrazione per il
controllo del territorio, e che tra questa istituzione e altri Enti, tramite Commissione di
controllo o incontrandosi direttamente e ciclicamente, si favorisca il mantenimento della
qualità del servizio che ci siamo prefissati.
Per quanto riguarda le altre delibere collegate al bilancio, possiamo notare come il piano
triennale dei lavori pubblici sia come sempre adeguato e coerente con le priorità ai bisogni
della città. Il mantenimento della parte pubblica della città, strade, verde, scuole, impianti
sportivi e quanto altro, è pianificato e gestito con molta oculatezza, sfruttando al meglio le
risorse economiche disponibili. Facciamo comunque rilevare come però in alcuni casi la
burocrazia o il mancato sollecito nei confronti di altri Enti, rischiano di bloccare la
ristrutturazione anche di alcuni edifici pubblici.
Chiediamo inoltre che si intervenga al più presto nella manutenzione di alcuni cortili scolastici
che risultano essere ancora fatiscenti e che in taluni casi presentano per i bambini che vi ci
giocano, potenziali pericoli come nel caso di radici di alberi che hanno sollevato il cemento di
cui è costituito lo stesso cortile. Quanto detto deve essere ovviamente inteso come un
contributo costruttivo di cui tener conto.
Per quello che riguarda la parte urbanistica della città, che dire?
In questi ultimi anni sono state fatte tante cose nella città costruita, la riqualificazione delle
piazze, i nuovi giardini, nuove piste ciclabili, interventi di vario genere. La realizzazione di
alcuni e importanti piani integrati di intervento nella città, come il Piano Campari, una parte
del Piano Marelli e altri, anche se hanno contribuito a riqualificare alcune zone della città e a
ottenere contropartite di interesse pubblico tramite le convenzioni, che sono state dibattute e
approvate in questo Consiglio comunale. Buone cose sicuramente, ma indubbiamente di
importanza relativa se confrontate con il grande tema delle grandi aree ex industriali. Ci
troviamo di fronte a un momento storicamente importante e particolarmente strategico per la
nostra città. Il PGT, il Piano Generale del Territorio, di cui nei prossimi mesi si getteranno le
basi, verrà portato a compimento nella prossima legislatura, diventerà di fatto il nuovo
regolamento per tutte le aree dismesse. La riqualificazione urbana di una città con grandi
aree dismesse come la nostra, deve partire dalla mobilità e dalla viabilità attraverso una
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ridefinizione delle sue arterie di scorrimento e di collegamento soprattutto nei mezzi pubblici.
I trasporti sono tecnologia, ma fanno parte del quadro urbanistico, e devono avere la priorità
nella definizione del riutilizzo di una grande area dismessa, in rapporto della città esistente di
Sesto che si integra con il resto dell’area metropolitana milanese. I collegamenti, soprattutto
con il mezzo pubblico, sono essenziali per il futuro della città, non si riuscirà a eliminare
l’auto, ma questa deve essere limitata nella mobilità attraverso un sistema che sappia far
spostare la gente senza l’uso delle quattro ruote.
Concludo questa parte chiedendo alle forze di Maggioranza e di Minoranza, che non vedo, la
massima responsabilità in questa fase che si va a delineare. Non dobbiamo cadere
nell’arroccamento di scelte politiche e ideologiche, dobbiamo, e dico dobbiamo, perché
sicuramente è un dovere avere la massima attenzione in questo momento storico, perché ci
stiamo giocando il futuro di Sesto San Giovanni.
Visto che questo sarà il nostro ultimo intervento di bilancio di previsione, colgo l’occasione
per esternane la mia soddisfazione per aver fatto parte di questa Consiliatura. Questa è stata
per me una grande e importante esperienza, a volte esaltante, a volte faticosa, a volte
emozionante, in particolar modo, a mio avviso, c’è stato un episodio, un giorno che
sicuramente noi tutti ricorderemo negli anni a venire, cioè la visita del Presidente della
Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Concludo il mio intervento approfittando dell’occasione per
fare gli auguri di un sereno Natale e di un buono e proficuo 2007 a tutti i dipendenti comunali,
ai funzionari che ci hanno assistito in questi anni, ai dirigenti, agli Assessori, a lei signor
Presidente, ovviamente ma non per ultimo al Sindaco Giorgio Oldrini con un personale in
bocca al lupo per il futuro. Grazie. “
PRESIDENTE: “Grazie a lei, Consigliere Leo. Adesso do la parola al Consigliere La Corte. “
CONSIGLIERE LA CORTE: “Grazie Presidente. Alcune premesse, intanto ringrazio
sinceramente tutti quanti sono intervenuti fino a ora nel dibattito, io ho ascoltato questi tutti,
devo dire la verità, con attenzione e interesse, non è mia intenzione neanche mio compito,
per fortuna, dare le pagelle, ma si capisce cosa intendo dire, ho ascoltato questi tutti con
interesse e ho imparato da ognuno qualcosa. Mi è sembrato un dibattito particolarmente ricco
e quindi non sto a richiamare i vari colleghi, mi limito a ringraziarli.
Passerò, salterò a piè pari alcuni considerazioni fatte da altri, l’importante è che vengano fatte
qui dentro, poi il merito non c’è, il contributo, i consigli vanno all’Amministrazione e alla
Giunta spetta l’arduo compito eventualmente di metterli in pratica, se ritenuti consigli utili.
Io vorrei fare alcune considerazioni più che sull’anno passato e sul prossimo anno, su questi
cinque, quattro anni e mezzo di consiliatura, senza avere la pretesa, perché non sono in
grado di parlare di tutto, il tempo non me lo permetterebbe, ma ancora prima le mie capacità,
senza essere maniché, quindi senza riconoscere la parte del bicchiere pieno e disconoscere
la parte vuota che invece c’è e che dobbiamo tutti avere ben presente, e partendo dalla
considerazione che le scommesse vinte non sono vinte per sempre, sono vinte per oggi e
domani sono da giocare nuovamente e che le scommesse perse non sono perse per
sempre, ma c’è speranza, c’è possibilità se il lavoro è benfatto, di affrontarle. Io vorrei partire
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innanzitutto dalla scommessa lavoro. Io non so di quali dati parla la Consigliera Tabacco,
però io ho letto, o sfogliato , dire che l’ho letto forse è esagerato, però ho sfogliato il bilancio
dell’attività che ci è stato presentato a cavallo dell’estate, mi sembra a giugno, ma poco
importa, da quest’amministrazione, e da questi dati questo non appare. Ancora di più, se io
vado a guardare la relazione della Giunta Comunale al bilancio di previsione, che ci è stato
dato due o tre settimane fa, io colgo questo dato, vorrei condividerlo insieme a voi, perché mi
sembra particolarmente significativo. A pagina 5 io vedo che dal censimento 1991 al
censimento 2001 ci sono queste differenze, e i dati poi successivi che portano al 2005,
confermano questa tendenza. Noi nel 1991 avevamo a Sesto 21 mila 247 addetti, cioè
persone che lavorano, di questi 21 mila, 11 mila 357 erano dell’industria, e 9 mila 885 del
terziario, e soltanto cinque dell’agricoltura. Ora se paragoniamo i dati con dieci anni dopo,
noi nel 2001 troviamo che i lavoratori sestesi sono diventati 31 mila 64 con un incremento
incredibile, 50% praticamente. Ora uno solo se si ferma a questo dato può dire: va beh, con
tutti i cantieri che abbiamo in giro. No! Perché l’industria ha incrementato da 11 mila 357 a 19
mila 971, quasi ventimila addetti, ma l’edilizia è ancora industria. Allora vado a cercare il
manifatturiero, quello che produce, che rende ricco naturalmente solo il nord, come dice la
Consigliera Tabacco, e vedo che da 7 mila 800 sono passati a 16 mila 900, quasi 17 mila,
sono più che raddoppiati. E questa gente non si spaventa dell’ICI, dell’IRPEF, di tutte le
tasse che questo maledetto Comune piazza su di loro, e vengono a lavorare a Sesto, questo
è il dato. E i dati che la Provincia ci passa, relativi agli anni successivi al 2001, confermano
questa tendenza. Allora evidentemente qui o c’è un falso in bilancio, quanto meno nei dati,
oppure qui non si leggono le cose, e io credo che sia la seconda ipotesi. E non solo quindi
abbiamo vinto, ma è da vincere anche domani mattina naturalmente la scommessa lavoro,
da un punto di vista quantitativo, abbiamo vinto, e continuiamo a vincere, ma anche lì
bisogna vigilare, la scommessa lavoro dal punto di vista della qualità, perché se è vero che la
Breda era a Sesto, la Breda era a Milano, e Milano era l’Italia, adesso la Breda non c’è più,
no, in realtà la Breda c’è ancora, perché le eccellenze a Sesto, da un punto di vista
industriale, ci sono ancora, e tante, e di estrema qualità. Partiamo appunto da Breda Energia,
che produce teste di pozzo per perforare i pozzi in Medio Oriente, poi ci voglio tornare,
perché un sacco di questi lavoratori sono extracomunitari e da lì arrivano, non si capisce
perché poi in questo circolo virtuoso per tutti, non possa essere virtuoso anche per loro;
torniamo dopo su questo dato. La Breda Energia è una, ma l’Ansaldo Camozzi, ne abbiamo
già discusso in occasione del Piano di Governo del Territorio, che lavora con la Westing
House, che gestisce i due terzi delle centrali nucleari del mondo, che produce cannocchiali
binoculari, che il più grande al mondo costruito sei mesi fa, uscito da Sesto San Giovanni;
penso alla Oracol. Penso quindi non solo alle industrie del metalmeccanico, penso alla
Tecnica Linstruments , non so se la pronuncia è esatta, ma ci siamo capiti, che è
assolutamente l’azienda leader nel mondo per la produzione di tecnologia per
strumentazione sanitaria e interviene sulle operazione al cervello. Ma non solo, penso alla
Gabbioneta, penso alla Almstom, e penso a tutte altre, penso alla Stranic che produce i più
grandi ventilatori al mondo.
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Quindi noi la scommessa lavoro l’abbiamo vinta, e questo è il bilancio di questa consiliatura,
della consiliatura precedente, di una svolta che a Sesto si è verificata, di una capacità di
quest’Amministrazione di guardare la realtà, capire come cambia, cercare di condizionarla e
adeguarsi ai cambiamenti. Questi sono i dati, perché è vero che la Breda c’è, non me la
invento io, ICI sì, ICI no, la Breda è lì e fa quelle cose. Tra l’altro, già che ci sono, io voglio
chiarire che all’interno di queste aziende il personale extracomunitario forse alla Oracol non è
tanto, ma vi assicuro che se parlate con i delegati sindacali di qualsiasi organizzazione
sindacale dell’Ansaldo Camozzi, voi scoprirete che gli extracomunitari in quell’azienda sono
tantissimi, e sono cercati come l’oro, perché la capacità di alcune scuole di lavorare sulla
carpenteria di precisione, è assolutamente un dato sconcertante, assolutamente
inimmaginabile nella quantità e della qualità. Quindi questi sono i fatti.
La scommessa lavoro l’abbiamo vinta fino a ora, dobbiamo continuare a vincerla. Io mi sento
di sottolineare forse l’appello, non so se chiamarlo tale, che il Presidente di Milano Metropoli,
a me viene sempre di chiamarla Agenzia Sviluppo Nord Milano, faceva ieri sera,
congedandosi da noi, diceva: al momento non stiamo facendo niente insieme, in sostanza,
lui l’ha detto molto meglio e con più stile, ma questo era il messaggio che noi dobbiamo
avere presente, perché questa è una risorsa dell’Amministrazione, altrimenti non vi
parteciperebbe al 15% evidentemente, è una risorsa che dobbiamo, nel momento in cui
serve, utilizzare.
Vado avanti, parliamo della scommessa sociale, la scommessa sociale è una scommessa
che io ritengo noi abbiamo saputo vincere fino a ora, e dobbiamo continuare a vincere, di
fronte a una realtà che cambia, che cambia pesantemente. Ora è evidente che la scommessa
sociale è un terreno sul quale l’Amministrazione di Sesto è preparata, parta avvantaggiata
perché? Perché la storia della nostra città, la storia del Movimento Operaio, ha creato una
serie di condizioni, che permettono a noi più che a altri, di far fronte a questo dovere sociale,
e questo dovere anche delle Amministrazioni. Quindi la quantità e la qualità dei servizi che
l’Amministrazione continua ogni anno a mettere in campo sempre più e sempre meglio,
senza modificare le tasse, è qualcosa di assolutamente non paragonabile con altre realtà. Ne
abbiamo discusso in modo approfondito in sede di discussione del Piano di Zona, io qui lo
voglio soltanto ribadire.
Volendo dare proprio un consiglio, tra virgolette, come a noi spetta, credo che noi dovremmo
avere sempre l’imperativo di, riprendendo in parte il titolo di una canzone di Ligabue, mettere
in circolo la ricchezza, la ricchezza sia in senso economico, ma soprattutto in senso sociale,
perché se in questa città, oggi, questa sera, c’è qualcuno che ha bisogno, ma c’è tanta gente
che può dare. Noi dobbiamo creare l’incontro tra queste due realtà che cambiano ogni
giorno, perché domani potrebbero rovesciarsi i ruoli. Quindi se da una parte dobbiamo
attivare tutta una serie di azioni perché chi è in difficoltà trovi un supporto, un sostegno, un
indirizzo, una rete di protezione in quest’Amministrazione, d’altra ogni giorno dobbiamo
creare le premesse perché la ricchezza culturale e sociale venga dispiegata sul territorio. Di
questo noi non dobbiamo mai accontentarci, del dato di fatto. Le associazioni sestesi, che
sono in numero molto, molto alto, adesso non ricordo quante, ma poco importa, sono
assolutamente ricche di capacità, di solidarietà, ognuno poi con sfaccettature diverse, a
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seconda del campo che occupa. Noi dobbiamo sollecitare più di quanto già non facciano,
queste associazioni a mettere in circolo la loro ricchezza, anche aggiornando il personale,
seppure volontario, che costituisce la base di queste associazioni. Ora perché proprio sto
parlando anche di ricchezza sociale, io qui lo voglio dire, può sembrare fuori luogo, ma a me
non pare, ma io credo che il tema della Moschea che non rientra nel bilancio, il tema della
Moschea a Sesto, lo vogliamo dire con chiarezza a questi microfoni, non c’è la Consigliera
Tabacco, ma poco importa, il tema della Moschea noi lo vediamo in modo completamente
diverso, noi pensiamo che i lavoratori extracomunitari che giungono a Sesto, sono una
ricchezza , noi pensiamo che negare l’evidenza, negare il dato non vuol dire fare politica, ma
qualcosa altro, apro una parentesi, sempre sul libretto già citato, bilancio delle attività, io
leggo a pagina 7, che al 31 /12 /2005, i residenti stranieri a Sesto erano 7949 e prima che
questo bilancio sia approvato, se l’incremento del 2006 sarà uguale a quello del 2005, i
residenti stranieri saranno più di 9 mila. Se per tre anni soltanto aumenteranno con la stessa
percentuale, prima del 2010 saranno, con il terrore della Consigliera Tabacco, ma saranno
quasi 20 mila. Questi sono i dati! Poi vanno a lavorare all’Ansaldo Camozzi piuttosto che a
fare la rotazione Sacchi, anche in centro, sia chiaro, non solo in periferia, e queste sono le
realtà. Allora negare un luogo di culto, io non riesco a concepire, proprio mi sfugge il
retroterra culturale e logico che c’è dietro una realtà di questo tipo, proprio… non lo so, non
riesco… È anche dannoso. Voglio dire una comunità in un modo, in un altro, in un altro
ancora, deve trovare momenti di confronto, negare questo vuol dire far del male a tutti, e non
solo a una parte della Comunità, non capire questo vuol dire proprio non capire la storia. La
Consigliera Tabacco nega la storia, ma la storia naturalmente andrà avanti, e la Moschea si
farà con la nostra approvazione, non soltanto la nostra evidentemente, e faremo la nostra
parte fino in fondo, anche in campagna elettorale, anche se questo potrebbe, ma così non
sarà, costarci qualche voto, che viene comunque sempre dopo della politica reale.
Passo avanti e mi limito a segnalare una possibilità dal punto di vista sempre della
scommessa sociale. Ora noi abbiamo questa duplice realtà, la realtà dei nidi sui quali ci
siamo più volte soffermati per l’estrema qualità del servizio e per il numero alto di posti che
l’Amministrazione mette in gioco. Questo servizio assolutamente di qualità, genera
un’aspettativa alta, per cui è vero, di fronte a un servizio così positivo, e così possibile, così
alla portata di tutti, si è stimolati a fare domanda, la lista d’attesa, noi crediamo che sia in
parte anche condizionata da questo, e questo va bene, perché se un servizio è possibile uno
ne fa richiesta, se è assolutamente impossibile uno non perde tempo a farne nostra. Ma al di
là di questo io vorrei segnalare la possibilità che una legge del 1993 offre, di istituire le
cosiddette sezioni primavera nelle scuole materne. Noi tra l’altro abbiamo una scuola
materna che si chiama Primavera, in Via Rovani, forse lungimirante, non lo so, che è la
possibilità non di mandare i bambini che non hanno ancora compiuto i tre anni nella scuola
materna, cioè in una struttura completamente diversa, ma di aprire delle sezioni con un
numero di bimbi adeguato, i bimbi al nido sono una cosa, alla materna sono un’altra, con
personale adeguato, in numero e in preparazione, con strutture adeguate, tradotto con sedie
che sfiorano il pavimento, perché i bimbi del nido che hanno solo due anni, qui ne abbiamo
uno che girava poco fa, e sappiamo che hanno certe caratteristiche e certe esigenze, certi
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bisogni educativi e non solo, assolutamente diversi da quelli che hanno i bimbi della scuola
materna. C’è questa possibilità che oltretutto avrebbe l’enorme vantaggio primo di svuotare
in parte la lunga lista d’attesa, secondo, di scaricare giustamente sullo Stato i costi, perché il
personale è personale statale, il Comune dovrebbe soltanto, io so che soltanto, può sembrare
un eufemismo di fronte ai costi di queste strutture, ma forse ne vale la pena, il Comune,
dicevo, avrebbe soltanto il costo della struttura. Ora noi sappiamo che l’invecchiamento della
popolazione libera degli spazi che andrebbero naturalmente ristrutturati, me ne rendo conto,
non è una cosina così semplice, ma è una scommessa che quest’Amministrazione può
cogliere per rispondere ancora di più e ancora meglio a un servizio che già fa parte delle
nostre eccellenze.
Sempre sul tema dei servizi sociali, proprio perché come ho detto all’inizio le scommesse
non sono vinte una volta per tutte, credo che noi dobbiamo saper guardare la realtà che
cambia ogni giorno, cambia ogni giorno. Sempre su questo benedetto librettino che ci è
arrivato a giugno, io leggo che, a pagina 8, ma ho letto anche le altre pagine fino a cento,
naturalmente. A pagina 8 voglio farvi riflettere sul tasso di mortalità a Sesto. Dal 2000 al 2005
il tasso di mortalità per fortuna è sceso dallo 0, 94 allo 0, 77. Ne abbiamo già discusso altre
volte, anche in occasione del Piano di Zona, questo è un dato ovviamente positivo,
naturalmente, che però apre delle problematiche spaventose, chi non capisce questo faccia il
piacere di non fare politica. La realtà della casa di riposo è cambiata, nel giro di cinque anni,
in modo radicale. Da questo noi dobbiamo partire, poi possiamo essere d’accordo, non
d’accordo, essere d’accordo in parte, ma sapere che questa è la realtà. Tra l’altro questo
dato, se continuasse in questo modo, la popolazione invece invecchierebbe nel modo che
abbiamo visto più volte, creerebbe alla fine un problema, per cui la mortalità non
scenderebbe più, salirebbe, perché gli anziani non possono assistere gli anziani, questo lo
sappiamo. Questa è la realtà che abbiamo di fronte, e che in modo molto semplice e in modo
molto chiaro è stato evidenziato ieri sera dalla Dottoressa Mascetti, diceva che da qualche
anno gli anziani ricoverati sono sempre ultranovantenni, totalmente insufficienti, e che quindi
abbisognano di un personale di un certo tipo e di una certa quantità e di un certo tipo
assolutamente diverso rispetto a cinque anni fa. Però noi non possiamo dimenticare che
abbiamo governato questa città, lo diciamo questa sera a tutti, mantenendo i servizi senza
aumentare le tasse, all’interno di un quadro politico disastroso, non voglio tornarci su, ci è
passato in modo chiarissimo il Consigliere Galeone, non lo riprendo, ma lo conosciamo tutti
molto bene. Questa è la realtà con cui noi dobbiamo fare i conti, adeguare le risorse,
adeguare il servizio, diversificare il servizio, pena la morte del nostro bilancio. Ora questo
non l’abbiamo fatto, altrimenti non saremmo qui a discuterne e a cantarne i numeri, cantarne
sì, i numeri positivi. Ora proprio perché ho detto che non voglio parlare soltanto del bicchiere
mezzo pieno e mezzo vuoto, io credo che noi abbiamo, io credo no, lo crediamo tutti, perché
in varie occasioni ognuno di noi lo ha ripreso sottolineando alcuni aspetti piuttosto che altri,
ma poco importa, che la scommessa ambientale, diciamo così, al momento non è vinta, con
un eufemismo possiamo dire non è vinta, e per cause soprattutto indipendenti da noi e anche
per scelte nostre, ma la scommessa ambientale, Sesto più essere molto, molto, molto più
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ospitale da un punto di vista ambientale. Abbiamo una serie di problemi dei quali dobbiamo
tener conto, e sapere che su questo dobbiamo impegnarci al massimo.
Ora la scommessa rifiuti. Il Presidente del CORE, che non è iscritto al mio partito, quindi lo
dico in modo distaccato, ieri sera con molto equilibrio ha posto questi problemi, con il
Presidente Mejetta, ex Vice Sindaco di questa città, un amministratore da prima Repubblica,
da prima repubblica in senso positivo, ha posto il problema. Ha sottolineato il fatto che i dati,
forse neanche i dati, ma le prime percezioni di questa nuova gestione fanno ben sperare,
non si nasconde il fatto che questi risultati possano essere frutto della luna di miele che
questo appalto sta attraversando, ma dopo la luna di miele bisogna tornare a lavorare e
andare avanti un bel po’ di tempo, non se l’è nascosto, così come non si è nascosto che il
forno, per fortuna non è eterno, ora ce l’abbiamo, e io ribadisco, a scanso di equivoci, per
fortuna, teniamocelo bene, controlliamolo il più possibile, quanto è doveroso, ma guardiamo
avanti. E questo non se l’è nascosto, questo è positivo, e non se l’è nascosto anche perché la
Finanziaria impone, dal 2007 o forse dal 2008 , ma credo addirittura dal 2007, di superare la
soglia del 40% di differenziata per non essere fuorilegge, noi siamo al 37, però di strada ne
abbiamo da fare, se poi arriviamo al 45 non è peccato, anzi, più alziamo la soglia più è
positivo, perché dubito che tra sei, sette, massimo dieci anni, noi potremo costruire un altro
forno, lo dubito da un punto di vista economico e anche da un punto di vista ambientale.
Quindi la lungimiranza che mi è parsa di cogliere nell’intervento del Presidente del CORE,
sottolinea questa necessità da parte nostra. Noi dobbiamo, su questo tema, accelerare, oggi
casualmente ho parlato con due cittadini di Rodano, ho portato al forno il mio vecchio
materasso insieme a loro, certo Rodano ha 4 mila 500 abitanti, Sesto ne ha un po’ di più,
venti volte di più, però loro fanno la differenziata di sette gruppi omogenei diversi, ripeto 4
mila 500 non sono 82 mila, e poi di chimica ne hanno già abbastanza da quelle parti, però il
problema c’è, e questo noi dobbiamo sottolinearlo.
Cogliamo in modo estremamente positivo lo sforzo che l’amministrazione fa per affrontare il
tema dei trasporti, andando a prendere dal Bilancio risorse che lì non dovrebbero andare,
quindi contribuendo anche al prolungamento della metropolitana in direzione Bettola, ma non
credo che dovrebbero essere risorse nostre a costruire quel tratto di metropolitana, invece
così è, non ho sentito niente da questo punto di vista, la Consigliera Tabacco, tra l’altro
andiamo a Monza, boh! Niente, non viene colto nulla di ciò, pazienza, andiamo avanti. Ma il
risarcimento ambientante è una scommessa ancora da vincere e le aree Falck, è chiaro,
devono servire anche a questo. Noi dobbiamo riuscire a continuare a vincere la scommessa
lavoro, continuare a vincere la scommessa sociale, vado alla conclusione, e vincere anche la
scommessa ambientale. Partiamo da un buon dato – vado alla conclusione Presidente, solo
un attimino – noi abbiamo un bilancio, come detto più volte dai vari Consiglieri,
assolutamente autonomo, quindi questo ci permette di non essere presi alla gola. Quindi il
territorio non potrà essere merce di scambio per fare bilancio. Il dato ci dice questo, la scelta
fatta fino ad ora è questa, e noi vogliamo sottolinearlo, questo lo condividiamo fino in fondo.
Come diceva la Consigliera Pellegrini il personale, il personale tutto, il personale delle
aziende, del CORE, il personale del volontariato delle Associazioni, il personale che noi
formiamo attraverso lo sportello badanti, queste sono le nostre risorse. Ora io non ho letto tra
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le varie pagine, anche qui il bicchiere è mezzo pieno e mezzo vuoto, non sono riuscito a
trovare, forse per limiti miei, quanto l’Amministrazione spende per la formazione del proprio
personale, non so se non c’è o non l’ho trovato, poco importa, mi pare che per contratto
debba essere superiore al 2%, io non so se così è, lo chiedo, poi nelle repliche magari
troverò risposta, chiedo che si vada in questa direzione. Se per caso è il 3% la spesa, non è
peccato. Noi non aumentiamo i Vigili, gli insegniamo l’arabo, che è un modo diverso e forse
più qualificato di rispondere alla domanda o pseudo tale che si poneva la Consigliera
Tabacco. “
Si dà atto che escono i Consiglieri Galeone e Croatto.
PRESENTI : N. 23
PRESIDENTE: “Grazie Consigliere La Corte. Do la parola alla Consigliere Landucci, prego.”
CONSIGLIERA LANDUCCI: Grazie. Devo dire che si respira un’area rarefatta quest’anno è
una serena tranquillità, per fortuna si è aperto il futuro, sono felice, devo dire che questo
respiro è migliore, cioè i problemi sono ormai tutti sicuramente risolvibili, davanti a noi si
aprono autostrade di benessere e di ricchezza, e finalmente il paradiso è prossimo. Devo dire
che meno male che finalmente non abbiamo assistito e non assistiamo agli alti urli e lamenti
per un futuro finito, disperato, di morte, peccato che mi sembra che in realtà la Finanziaria, su
questo credo che tutti siamo d’accordo, di lacrime e sangue ne chieda parecchie. Io credo
che anche i cittadini italiani siano consapevoli di questo, perché sono molte le categorie che
non sono sembrate contente, devo dire che gli unici contenti mi sembrano forse giusto qui
nel Comune di Sesto. Credo che i nostri concittadini abbiano in questo momento una fortuna
diversa rispetto ai cittadini di Bologna, piuttosto che di Firenze, piuttosto che di Roma,
devono avere le elezioni a maggio, quindi questo ha bloccato ogni aumento. Abbiamo sentito
per tre anni l’Assessore Di Leva che si lamentava di non poter aumentare la partecipazione
all’IRPEF, lo 0, 2% comunale, dicendo: guarda, questo non lo potevo aumentare, non l’ho
aumentato. Stranamente, improvvisamente non c’era più bisogno. Per quattro anni ci ha
detto che avrebbe dovuto aumentarlo, che sarebbe stato giusto, e che il governo a Roma
sbagliava a non farlo aumentare. Quest’anno lo poteva aumentare, e non l’ha fatto. Poteva
aumentare l’ICI e non l’ha fatto, e naturalmente tutto questo verrà fatto, state tranquilli, noi lo
diremo ai nostri cittadini ed elettori, a luglio, perché quando ci saranno i primi assestamenti di
bilancio, naturalmente si potrà fare, perché nessuno, questo i nostri concittadini forse non lo
sanno… “
(Intervento fuori microfono non udibile)
CONSIGLIERA LANDUCCI: “No, a luglio si può aumentare l’ICI, l’ICI si può aumentare fino
a luglio, è proprio vero, moltissimi Comuni l’hanno fatto, fino a luglio si può modificare
l’aliquota ICI. E vedrete che quest’anno, vedrete che alla fine noi avremo questo problema, e
vedrete che l’anno prossimo anche l’aliquota comunale dell’IRPEF aumenterà. Quest’anno
devo dire che il Comune di Sesto, i cittadini di Sesto hanno avuto una grande fortuna, che
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devono eleggere il nuovo Sindaco a maggio, e quindi questo ha tarpato le ali a molte
richieste di aumento delle tasse, perché tutti sanno che nonostante tutto, i cittadini non
amano sentirsi dire che le tasse sono aumentate. Nonostante questo, però, io leggo che la
pressione tributaria procapite, tra il 2003 e il 2007, è passata da 573 euro a testa, a 646, con
un aumento di 80 euro procapite. Siccome questo, io ho sentito i Revisori dei conti hanno
domandato, e qui c’è scritto che: “L’indice di pressione tributaria evidenzia il prelievo
tributario medio procapite. Nello specifico in un anno l’incremento passa dal 2006 al 2007 da
613 a 646 – e dice – è dovuto a un maggior gettito ICI e a una diminuita popolazione rispetto
al 2005”. Devo dire che la popolazione non è diminuita, la popolazione anzi è aumentata.
Come no? La popolazione è aumentata, se noi andiamo a vedere, Relazione tecnica
accompagnatoria, la popolazione di Sesto, al 30 dicembre 2007 non lo sappiamo, ma al 2006
è praticamente aumentata del 2, 49, sono aumentato di duecento persone, in un anno di
duecento persone…
(Intervento fuori microfono non udibile)
PRESIDENTE: “Chiedo, scusa, lasciate terminare. “
CONSIGLIERA LANDUCCI: “Dal 2003 al 2006 è aumentata del 2, 49%, dal 2003 al 2006,
l’indice di pressione tributaria dal 2003 al 2006 è passato da 573 a 646 euro, il ché vuol dire
che a fronte di un aumento di popolazione del 3%, il due e mezzo per cento, le tasse sono
aumentate di più procapite, il ché vuol dire che sono aumentate molto di più, anche perché è
evidente che i neonati di tasse non ne pagano. Quindi è chiaro che qui abbiamo una
pressione tributaria sempre in aumento, non so come, non so come è successo, ma
evidentemente è aumentata. Non è aumentata? Il passaggio non c’è stato? Allora l’ICI
aumenta da 17 milioni e rotti a 18 milioni e rotti. L’evasione recuperata nell’ultimo anno è di
300 mila euro, l’ultimo anno, e in quest’anno, quest’aumento qui da dove arriva,
quest’aumento dell’ICI? Diminuisce la popolazione, si costruiscono così tante case in un
anno, da permettere quest’aumento di gettito? Quindi a me sembra effettivamente che
questo bilancio indichi continuamente un aumento di pressione fiscale sulla cittadinanza, a
fronte di servizi che mi si dicono ottimi. È possibile che siano ottimi, devo dire che molti
cittadini di Sesto ormai non ne possono più usufruire, per il semplice fatto che c’è una buona
fascia della popolazione che è fuori. Gli asili nidi, sono d’accordo anche io che è un ottimo
servizio, un ottimo servizio che costa quattro milioni e 353 mila euro all’anno, a fronte di 26
bambini, è stato detto ieri sera, il ché vuol dire che ogni bambino costa alla collettività dieci
mila 500 euro all’anno, diecimila 500 euro all’anno sono venti milioni all’anno, il costo mi
pare notevole. Se a ciascuno di questi bambini avessimo pagato una tata fissa dalle otto di
mattina alle otto di sera, forse avremo pagato di meno. Non so se un altro servizio migliore o
peggiore. Naturalmente poi il Consigliere La Corte suggerisce, come ipotesi per eliminare
liste d’attesa, quelle della Moratti, solo che quando le proponeva la Moratti non andava bene.
Le classi primavera, cioè la possibilità di andare sulla scuola materna a due anni e mezzo,
perché se lei propone che i costi siano a carico dello Stato, lei sta parlando di una sezione di
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scuola materna, non di nido, perché se fosse di nido sarebbe a carico del Comune, siccome
lei ha detto che deve essere a carico dello Stato, è una sezione di scuola materna. Allora se è
una sezione di scuola materna è esattamente quello che diceva la Moratti, possibilità di
essere iscritti sulla scuola materna a due anni e mezzo, che poi lei materialmente voglia
metterlo nello stesso luogo dell’asilo nido, non cambia, è una cosa nominalistica, perché se il
personale lo paga lo Stato, mi pare, è una maestra d’asilo, non di asilo nido, allora se è una
maestra d’asilo, è una scuola materna. No? Che cos’è? È un neo asilo nido con cui lei ha
scoperto come avere il nido, avere il merito al Comune e far pagare le spese allo Stato.
Infatti, io stavo giusto pensando quello che lei dice, cioè che alla fine, per l’asilo nido,
dovremo fare come per la scuola materna, cioè chiedere la statizzazione, quando non ci
staremo più dentro, perché con le scuole materne è successa esattamente la stessa cosa. I
Comuni hanno aperto tutte le scuole materne, i costi sono schizzati alle stelle, i Comuni non
ci sono stati più dentro, tutte le scuole materne sono statalizzate. Adesso, infatti, tutte le
scuole materne di Sesto sono dello Stato. Io credo che nei servizi è giusto, e io sono
perfettamente d’accordo, tener conto di un’ottima qualità dei servizi, però io credo che sia
giusto anche tener conto di un giusto rapporto costo qualità, perché se il costo schizza troppo
in alto, si rischia poi di non poter mantenere affatto la qualità. Questo è il problema che
secondo me ieri sera ha messo di fronte anche la professoressa Mascetti, la casa di riposo
mi sembra un grosso problema, perché mi pare che sia molto problematico per loro, da
quello che si è potuto capire, perché ringraziando Dio la professoressa Mascetti non ha dato
un numero, non ha dato un foglio scritto, non abbiamo sentito una cifra, noi abbiamo soltanto
sentito le sue parole, le sue riflessioni. Ora io credo che le riflessioni siano importanti, ma
credo che nei bilanci quello che conta sono anche le cifre. Io non so com’è il bilancio della
Pelucca, non l’abbiamo visto, quindi non possiamo dire niente, mi sembra però di aver capito
che ci sono dei problemi, perché il problema è che i costi stanno schizzando verso l’alto. La
fondazione è stata fatta, non danno un patrimonio di liquidità sufficiente per fare le
manutenzioni straordinarie che erano necessarie, per cui la casa di riposo è indebitata fino
agli occhi, allora chiaramente bisogna pagare i debiti. La soluzione trovata fino ad adesso è
molto semplice, hanno aumentato le rette.
Ieri sera ha detto: abbiamo aumentato le rette di tre euro, vuol dire tre euro al giorno, da
gennaio, immagino. Quindi le hanno aumentate a luglio di un certo numero di euro, le
aumentano a gennaio di altri tre euro al giorno, e quindi chiaramente in questo modo si fa
fatica a ripianare i costi. Quelli che fanno fatica sono gli utenti che devono pagare molto di
più. Io credo che anche lì bisogna cominciare a pensare che il servizio è importante, il costo è
altrettanto importante, e che bisogna cercare di conciliare le due cose. Lo stesso si può dire
dei famosi trasporti urbani, trasporti urbani che sono un pozzo senza fondo, oltretutto
funzionando, secondo me, malissimo, cioè nel senso che è un servizio che normalmente il
90% dei sestesi non usa. Io vorrei capire quanti di noi prendono il pullman, che non sia il
pullman per andare a Milano. Io vorrei capire quanti di noi normalmente come usano la
metropolitana per andare in Piazza Duomo, usa, non so, il pullman di Sesto per andare da un
capo all’altro di Sesto e non prendono la macchina o vanno a piedi o prendono la bicicletta.
Quanti di noi, seriamente, prendono il servizio pubblico all’interno di Sesto? Perché forse
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bisogna ripensare questa cosa qui, perché secondo me lo prendono quasi soltanto gli
studenti negli orari della scuola, e qualche anziano per andare al cimitero, a trovare i morti al
cimitero. Io vorrei capire questo, quanti di noi che siamo una normale popolazione sestese
prende l’autobus dentro Sesto? Credo nessuno, ma non perché non vogliamo prenderlo,
perché è talmente scomodo e talmente improbabile, che non vale la pena, magari si
preferisce andare a piedi, perché per fare un tratto che si copre in macchina in cinque minuti,
ci si mette tre quarti d’ora, non funzionano più. Questo sistema di trasporto pubblico interno
di Sesto, non funziona. Oltretutto poi non capisco l’ironia sulla metropolitana, non vogliamo il
prolungamento della metropolitana fino a Monza, non vogliamo contribuire, e allora non
dobbiamo lamentarci però che arrivino le macchine dentro Sesto. Mi sembra che prolungare
la metropolitana fino a Monza, sia un modo sicuro per diminuire del 20% l’inquinamento a
Sesto, perché è chiaro che moltissimi arrivano a Sesto per prendere la metropolitana, ma il
Consigliere La Corte non vuole spendere quei soldi, dice che non dovremmo spenderli noi, e
chi dovrebbe spenderli? A chi interessa non avere tutto il traffico che arriva e si blocca dentro
Sesto? A noi interessa? Io credo che a noi interessi moltissimo. Credo che la spesa in
metropolitana sia l’unica spesa intelligente di trasporti pubblici che si è fatta negli ultimi 40
anni a Milano, perché è l’unico servizio pubblico di trasporto che funziona, l’unico, perché tutti
gli altri sono assolutamente fallimentari, sono lentissimi, scomodissimi e quindi la gente non li
prende.
Detto questo io credo che sia anche da notare come il nostro bilancio, in pratica, come
investimenti reali, investimenti reali, questo mi pare che sia stato rilevato da tutti, a fronte di
cinque milioni di euro del programma ALER della Regione, alla fine di appartamenti nuovi in
edilizia sociale, ne vengono fuori 68. Non sono tanti, però, direi che sono abbastanza pochi.
Allora anche lì io credo che bisogna stare attenti alle spese in conto capitale sempre e
comunque di manutenzione. Io credo che le spese in conto capitale spesso dovrebbero
portare a investimenti nuovi, a un patrimonio nuovo, non soltanto a una manutenzione,
perché alla fine il patrimonio diventa sempre meno, perché ci siamo spossessati di una serie
di cose che non erano, per carità, che non erano strategiche, va bene venderle, sono
d’accordo, i negozi, i fondi, tutto quello che si vuole, però in cambio, secondo me
bisognerebbe poi avere delle realtà di investimento di capitale, perché se io faccio una
manutenzione straordinaria non ho investito niente, ho speso dei soldi, ma il mio patrimonio è
esattamente quello di prima. Quindi in questo senso io credo che davvero sarebbe
necessario ripensare a una politica di questo tipo, per il resto, per quanto riguarda i rifiuti,
anche lì io comincio davvero a credere che il pregiudizio sia molto forte, che si possa oggi
dire che la situazione è migliorata, bisogna proprio non guardare la città, devo dire che la città
è sporca esattamente come prima, perché la cosa che non funzionava della AIMERI non era
la raccolta sacchi. Io ho sentito ieri sera che il Presidente Mejetta ha molto insistito su questi
sacchi messi fuori alle nove, alle dieci, a mezzanotte. A parte che non si trova nessuno che
mette fuori i sacchi a mezzanotte, non esiste condominio che trova qualcuno che a
pagamento venga a mettere fuori i sacchi a mezzanotte, nessun portiere, nessun addetto alle
pulizie arriva a mezzanotte, sennò ci venga il Presidente Mejetta. È un servizio impossibile da
trovare, non c’è nessuno che a nessuna cifra logica venga a fare un servizio di questo
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genere, ma voi non vivete in un condominio? Cioè il vostro amministratore vi ha detto che si
possono trovare persone che a mezzanotte vengono a mettere i sacchi fuori? Ma dove
vivete? Non c’è! È chiaro, la mia portinaia mette fuori i sacchi alle nove e mezzo, dopodiché
prende e va a letto, non ha nessuna intenzione di fare la mezzanotte. E se noi glielo
chiediamo ci dice: se lo faccia lei, che è meglio, e ha ragione la portinaia. Ma il problema dei
sacchi è un falso problema, devo dire che la AIMERI i sacchi li ha sempre portati via
benissimo. Il problema di Sesto sono i marciapiedi sporchi, i marciapiedi e le strade sporche,
e i marciapiedi e le strade sono sporchi come prima, perché nessuno le pulisce, come
nessuno li puliva prima. Io non ho visto il minimo cambiamento in questo, non c’è uno
spazzino in più per strada, a parte il miracolo di quelli che sono guariti, se sono guariti, il ché
mi fa pensare che ci fosse anche del boicottaggio nei confronti della AIMERI, perché se di
colpo gli stessi cento che prima si ammalavano nel numero del 23%, improvvisamente si
ammalano al 6%, mi viene il dubbio che ci fosse un boicottaggio per la AIMERI, a meno che
non ci sia stato un miracolo improvviso di Padre Pio, non credo! Quindi non possiamo che
pensare questo qui, perché forse bisognerebbe provare a fare qualche indagine di questo
tipo, perché non vorrei che qualcuno avesse volontariamente boicottato la AIMERI così da
poter dire: guarda che non fa il servizio. Questa non sarebbe stata una cosa molto bella da
parte di nessuno. In ogni caso, per adesso i marciapiedi sono sporchi come prima. Ma
perché gli addetti, è chiaro, con i mezzi che hanno non sono sufficienti, sono in cento, in
cento che devono fare tutto. Quindi non so, addetti alla pulizia dei marciapiedi quanti
saranno? Trenta, quaranta, non so quanti sono, Assessore Fimiani quanti sono addetti alla
pulizia dei marciapiedi? Saranno una trentina, non di più, altrimenti non ci stiamo nel giro,
diciamo quaranta persone, secondo voi quaranta persone sono in grado di pulire
manualmente tutti i marciapiedi di Sesto? Secondo me no. È chiaro che così com’è, se non si
trovano dei mezzi meccanici che puliscono i marciapiedi, noi i marciapiedi li avremo sempre
sporchi, e il problema non si risolve. L’unica cosa positiva è che le foglie sono biodegradabili,
e quindi alla fine si autodistruggono da sole, perché sennò saremmo sommersi dalle foglie,
perché in questo periodo non c’è un cane che leva una foglia che cade dagli alberi. Ma
naturalmente, siccome adesso lo smaltimento dei rifiuti è in house, come si dice, bisogna dire
che funziona, e infatti abbiamo già sentito tutti che dicono: si vedono i segni di miglioramento,
ecco che si notano i primi dati positivi! Io ho notato esattamente tutto come prima, funziona, .
funziona come ha sempre funzionato, funziona nel senso che tolgono dalle discariche che
via via si formano, tolgono quello che viene buttato via, ammucchiato da una parte, restano
sporche come prima le strade e i marciapiedi, esattamente come prima. Per forza, perché
non c’è la possibilità, è il servizio che è organizzato male. Io non posso dare la colpa a questi
quaranta poveretti, che sarebbero impossibilitati materialmente a tirar su tutto lo sporco che
c’è. Io ho visto l’altra mattina uno dei pochi, mentre uscivo per andare a lavorare, era lì che
puliva questo marciapiede, aveva una scopa di saggina, che sembrava la scopa della
Befana, di buona memoria, e con questa scopa andava in giro con sopra un porta rifiuti, e
metteva dentro una foglia e ne uscivano tre, metteva dentro due foglie, ne uscivano quattro,
quando alla fine c’erano cinque o sei foglie, ha preso questo, ha fatto cento metri, perché
aveva parcheggiato l’APE a cento metri lì, è andato a mettere quattro foglie dentro, poi è
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tornato lì e ha ricominciato! È una roba che faceva ridere, cioè nel senso che se quella è
l’organizzazione per pulire i marciapiedi, alla fine della mattinata aveva pulito mezzo
marciapiede di Via Fratelli Bandiera, perché era in via Fratelli Bandiera. Da questo punto di
vista o si comprano le macchine per una pulizia meccanica dei marciapiedi, che quindi
aspirano lo sporco, sennò non c’è possibilità di pulire la città, la città è sporca come prima,
non ci illudiamo, però capisco che il paraocchi del pregiudizio ideologico, fa sì che adesso
che c’è il glorioso Presidente Mejetta, ex Sindaco comunista di Sesto, improvvisamente la
città è più pulita, perché questo migliora immediatamente la qualità della pulizia. “
(Intervento fuori microfono non udibile)
CONSIGLIERA LANDUCCI: “Non è così? “
PRESIDENTE: “Non raccolga tutti… Prego. “
(Intervento fuori microfono non udibile)
CONSIGLIERA LANDUCCI: “Non ho capito la battuta. È chiaro che in queste condizioni, e
questo naturalmente è il miglior servizio che c’era. Per quanto riguarda il problema della
moschea, io non ho capito che cosa c’entrasse con il bilancio, quello di cui parlava il
Consigliere La Corte, in questo momento non c’entra niente, però mi pare che l’altra sera
non è stata l’Opposizione della Consigliera Tabacco, ma sono stati i suoi Consiglieri del
Quartiere Pelucca, che hanno detto che la moschea non la volevano, quindi è inutile che si
rivolga alla Consigliera Tabacco, si rivolga prima alla signora Piccioni, che è la Presidente del
quartiere Pelucca, che mi è sembrata ferocemente contraria alla possibilità di avere una
moschea. Poi si domandi se magari sotto casa sua c’è uno spazio adatto, e cominci a dire di
trovare uno spazio vicino a casa sua, perché chiaramente qui tutti sono molto bravi a
chiedere i sacrifici degli altri, proviamo ciascuno di noi a offrire un posto, se siamo d’accordo,
mi sembra una cosa così importante, così fondamentale, di trovare il posto sotto la nostra
casa, cominciamo a dare quello, per esempio non so, quel magnifico locale che c’è, dove
abbiamo fatto il Consiglio Comunale nei momenti in cui qui non era disponibile, alla FOLA,
quello lì lo trasformiamo in moschea, è un posto bello, tranquillo, con tanto spazio, ci
sacrifichiamo, lo diamo lì, quando poi ne troveremo un altro, faremo un'
altra moschea.
Insomma! Non è possibile che si chieda sempre agli altri, perché dovrebbero essere quelli di
Via Vittorio Veneto a essere contenti? È chiaro che sono situazioni che possono essere
problematiche. Se il Consigliere La Corte finge di non vedere che possono essere
problematiche, è l’unico a Sesto che finge questo, perché devo dire che anche molti suoi
compagni di partito e di fede, la pensano in modo diverso dal suo, specialmente quando
ipotizzano di avere la moschea sotto casa. “
(Intervento fuori microfono non udibile)
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CONSIGLIERA LANDUCCI: No, io con le bandiere non sono andata da nessuna parte, voi
però, stamattina sul giornale c’era un articolo di Rosario Palazzolo, sul Giorno, in cui si
diceva che l’Assessore Di Leva è andato ad un’assemblea di fuoco al quartiere Pelucca,
dove ha assicurato che al quartiere Pelucca non si farà la moschea, è vero? Perché
naturalmente nessuno la voleva, e tutti hanno detto che nelle periferie non la vuole nessuno,
e adesso naturalmente c’è di nuovo da pensare chi resterà con il cerino in mano. È così?
Quindi non è la Consigliera Tabacco, evidentemente, è una paura molto più diffusa, non sarà
del tutto giustificata, però è diffusa, d’altra parte bisogna tener conto anche delle debolezze e
delle paure del popolo, perché… Io devo dire, in queste cose propongo, l’ho proposto, il
centro lì della FOLA, perché non lo facciamo lì? C’è già costruito, non c’è problema, va bene?
No? Glielo regaliamo, così evitiamo il problema, glielo regaliamo, glielo diamo in comodato
gratuito, si chiama comodato gratuito, così abbiamo risolto il problema, e ognuno fa vedere
che fa la sua parte di sacrificio. Siccome è una cosa che il Comune ha già detto più volte, per
bocca del Sindaco e degli Assessori, come ugualmente questo è un problema, e che c’è
bisogno del luogo di culto, che è giusto… dategli un vostro posto. La diano, la diano loro,
perché devono chiedere a dei privati cittadini di farlo? Comincino loro a dare il buon esempio,
dopodiché si vedrà. La mia proposta è questa qui, se pensate che possa andare bene…, ma
non vedo perché dobbiamo chiedere a dei cittadini a priori di considerare questa cosa, e
comunque hanno già detto che non la vogliono.
Quindi io credo che questo bilancio sia un bilancio di assoluta piattezza, senza contare il
40% di spesa del personale, ma non per il personale, ma perché è chiaramente un ente
rigidissimo, quando accanto a questo ci sono tre milioni di euro di consulenze, perché non
basta questo costo del personale. Questo è legato ancora a una serie di consulenze
spaventose, che sono naturalmente una serena distribuzione, anche lì, di consenso, perché
facciamo sempre come la Provincia, che io ho appena letto quella cosa terribile, per cui ha
affidato non so quale compito, alla società di Sircana, per fare una promozione di non so
quale avvenimento, dicendo che nella struttura della Provincia non c’era personale
adeguato, ha due mila 500 dipendenti. Io temo che spesso, anche nella nostra struttura, ci
siano troppe consulenze esterne, perché chi ha quasi 800 dipendenti, dovrebbe avere
azzerato le consulenze esterne, perché all’interno di 800 persone bisogna trovare tutte le
competenze, se non c’è una competenza non si fa una cosa, perché costa troppo. A me pare
che questo bilancio sia un bilancio di un Comune che ha molti soldi, per fortuna adesso
anche l’Assessore Di Leva può dire che è vero, perché non ha più da attaccare il governo per
i tagli, per cui mi pare tranquillissimo anche sulla finanziaria, perché tanto sono tutte storie,
non si taglia mai niente, ma cosa volete! Ma scusate, la spesa nel bilancio di previsione nella
spesa corrente, che è stata fatta negli ultimi quattro anni, in cui non so se vi ricordate quanto
ha pianto l’Assessore Di Leva dicendo come egualmente non c’era più una lira, non c’era più
nessuna possibilità di sopravvivere, la spesa corrente è aumentata di 4 milioni di euro, la
spesa corrente! E meno male che vi hanno tagliato i fondi, se poi non vi tagliavano i fondi che
cosa succedeva? Cioè quando potremo cercare di comprimere in parte la spesa? O non
bisogna mai farlo, bisogna spendere sempre di più? Non so! Io dico, in questi anni in cui lui si
è lamentato continuamente, la spesa corrente nel Comune di Sesto, secondo me è addirittura
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esplosa, e l’abbiamo pagata senza batter ciglio, senza neanche aumentare l’ICI
ufficialmente, se non per le seconde case, senza neanche aumentare la quota IRPEF, quindi
vuol dire che di soldi ce ne hanno dati anche troppi. Non c’è stato un anno in cui la spesa sia
diminuita, non un anno; la spesa è sempre regolarmente aumentata. In quattro anni, adesso
io non riesco a trovare la tabella che avevo trovato all’inizio, e che adesso è vigliaccamente
scomparsa, ma prima o poi riuscirò a trovarla… Eccola qua!
Le spese correnti sono passate, solo negli ultimi due anni, sono passate dai 69 milioni della
previsione 2006, ai 73 milioni e 7 della previsione 2006, questo è un bilancio di taglio?
Veramente io credo che dobbiamo pensare quali possibili tagli noi abbiamo lamentato,
quando mai ci sono stati tagli di qualunque genere, e come mai tutte le spese sono
aumentate regolarmente. Non c’è stata una spesa che sia diminuita, una! Io continuo a
sentire che i servizi sono ottimali, sarà vero! A me sembra che i servizi siano socialmente
uguali, non riesco a capire dove siano migliorati.
I rifiuti sono uguali se non peggio, i trasporti pubblici sono peggiori, gli asili nido sono rimasti
quelli che erano, di fatto, come servizio, anche perché per coprire il nuovo asilo abbiamo
aumentato l’ICI, quindi per il resto sono rimasti quelli che erano. Per quanto riguarda i servizi
delle scuole stiamo facendo adesso la manutenzione, i servizi degli anziani, la professoressa
Mascetti ha continuato a sostenere i problemi che ha. Come si è sentito dalla relazione
Terragni, non c’è più un solo progetto in atto per Sesto. È tutta spesa corrente! Noi stiamo
spendendo tutto questo semplicemente per spesa corrente, per spese di rigidità, cioè la
struttura costa il 50% del bilancio, forse costa troppo! Questo è quello che io penso
serenamente. “
Si dà atto che escono i Consiglieri Gerosa e Notarnicola.
PRESENTI : N. 21
PRESIDENTE: “Grazie Consigliera Landucci. L’ultimo intervento è alla Consigliera
Talamucci, prego. “
CONSIGLIERA TALAMUCCI: “Grazie signor Presidente. Cercherò di essere breve in questo
mio intervento sul bilancio, anche perché mi hanno preceduto i miei colleghi e la mia collega
Croatto del mio gruppo consigliare, e anche perché il dibattito di questa sera, portato avanti
da tutti gli interventi della Maggioranza, ha messo in evidenza tanti aspetti che io e il mio
gruppo condividiamo. Inoltre ci sarà l’occasione per le dichiarazioni di voto, quindi non è
finita, stasera si fa il dibattito, ma l’argomento non è ancora concluso, e quindi ci saranno le
repliche del Sindaco e degli Assessori, alle domande e agli spunti della discussione di
stasera. Io però credo che la domanda che dovremmo porci tutti in questi giorni di dibattito
sia la seguente: prima di tutto la considerazione che questo è l’ultimo bilancio del primo
mandato del Sindaco Oldrini. È un bilancio di previsione che abbraccia un arco temporale in
cui i cittadini e le cittadine della nostra città saranno chiamati a giudicarci, a darci o meno, io
spero a darci e a confermarci la fiducia, o come si caldeggia dai banchi della Minoranza,
visto che i cittadini sestesi sono vampirizzati, e tartassati etc. etc. etc., forse avranno da dire
qualcosa. Io credo sostanzialmente che il bilancio presentato con la relazione del nostro
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Assessore Di Leva, è un bilancio sicuramente positivo. L’azione fatta in questi anni, e quindi
un bilancio che va a confermare, come dicevo prima, l’attività dei cinque anni, è stato
improntato alla lotta all’evasione fiscale. Io credo che su questo aspetto i cittadini sestesi che
hanno sempre pagato le tasse, ci giudicheranno positivamente. Abbiamo recuperato entrate
che provengono dagli insediamenti produttivi e commerciali, che a Sesto ci sono e lavorano.
Ci sono e lavorano, come lo ricordava il Capogruppo di Rifondazione, e quindi partecipano
per la loro parte all’essere a Sesto, a avere la loro attività a Sesto, e quindi partecipano per la
loro parte a pagare anche loro i loro tributi. Credo che le attenzionI che
quest’Amministrazione comunale ha posto, e continua a porre anche con questo bilancio, al
tema e alle spese per i servizi, sia non solo positiva, ma che dovrà essere sempre una guida
di un’amministrazione di centrosinistra. L’attenzione che questa manifestazione ha
manifestato nell’organizzare poi l’erogazione dei servizi, è stata fatta, a nostro parere, priva
di ogni predisposizione al pensiero positivo o negativo, per i servizi pubblici gestisti dall’Ente
pubblico, per i servizi pubblici che si possono gestire con i privati, per i servizi che si possono
erogare tra Enti Locali, e tra società, appunto, come lo ricordava qualcuno prima di me,
abbiamo un’azienda municipalizzata, abbiamo un consorzio pubblico, svolgiamo parte
dell’attività dei servizi sociali con il terzo settore. Io credo che già questo sia un sintomo di
un’amministrazione comunale che non ha preconcetti, ma con il ragionamento, con
l’esperienza cerca di adattare, per ogni tipo di servizio, prima di tutto una situazione
economica politica al momento vigente e contingente, e secondo attraverso il buon senso e
secondo anche quello che viene dal lavoro che quest’amministrazione con altre
amministrazioni comunali svolge. Ne parlavamo l’altra sera in Consiglio Comunale, il patto
del Nord Milano, qualcosa ci avrà insegnato.
Io non so, non credo sia ora il momento di discutere qua se serva o meno una città
metropolitana, il governo di una città metropolitana, ma credo anche che certi argomenti sono
imprescindibili dal governo di un’area metropolitana come la nostra, e su questo mi riferisco,
ad esempio, al problema della casa, al problema dei trasporti, al problema dall’inquinamento,
al problema dell’accessibilità per tutti, e ai rifiuti. Io credo che questi siano i caposaldi su cui
ci siamo mossi.
Credo, che come sia giusto, io mi scuso, ma non mi vergogno assolutamente di sentire la
relazione dell’esponente del Presidente dei Quartieri, i Quartieri sono cinque, tre di questi i
Presidenti sono donne del mio partito, a me fa piacere avere qui una richiesta di maggior
democrazia, maggior condivisione di obiettivi da perseguire assieme all’Amministrazione
comunale. La democrazia in questo Paese, che deriva dalla Costituzione, ci dà prerogative
differenti, il Sindaco e la Giunta hanno un potere esecutivo forte, il Consiglio Comunale ha il
potere politico di indirizzo, il decentramento a Sesto ha la funzione di spingere
l’Amministrazione verso un certo indirizzo, e i cittadini vicino a loro. Credo che siamo di
fronte a sfide epocali, come spesso ce le ricorda il nostro Sindaco, e in queste sfide epocali
non c’è solo la grande trasformazione delle aree urbane, che ci vedrà impegnati, vedrà
impegnate le future amministrazioni ancora per anni, ma abbiamo, io ne approfitto, vorrei
associarmi a quello che diceva Gorgonzola prima, non chiamiamolo sportello badanti,
chiamiamolo aiuto famigliare, ma la decisione la prendiamo stasera tutti noi, con la votazione
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del bilancio. Che cos’è questo? Non è solo la possibilità di aiutare le famiglie che hanno
bisogno di sostegno, ma è anche la possibilità per noi di mettere in moto chi proviene da altre
nazioni che non sono la nostra, ci dà la possibilità attraverso il consorzio della formazione
professionale di dare anche opportunità di crescita e di sviluppo di persone che hanno scelto
Sesto, o per caso arrivano a Sesto e che potrebbero negli anni insediarsi, imparare la nostra
lingua, imparare un lavoro, una professione, e giustamente trovare il proprio inserimento in
questa nostra società, che ha il dovere di accoglierle con leggi migliori di quelle che il
governo di Centrodestra ci ha lasciato.
Io credo che l’argomento che sta a cuore a tutti, uno degli argomenti che sta a cuore a tutti, e
lo si sente nei Consigli Comunali, nella Commissione territorio, nella Commissione bilancio, il
problema della nuova gestione dell’affidamento del servizio dei rifiuti. Io credo che non sia
giusto avere dei preconcetti anche su questo, di nessun genere, né rispetto
all’organizzazione, quindi anche il personale che lavora nella società ex AIMERI, come non é
neanche giusto pensare che andrà tutto bene come una grande favola, come diceva la
collega. Io credo che però si debba usare la logica, si debba usare il buon senso, si debba
usare l’intelligenza, che sia all’interno dei nostri uffici comunali, sia i nostri Assessorati
hanno. È un problema che sta a cuore a tutti, ci siamo impegnati tutti a migliorarlo, abbiamo
anche aderito alla proposta della Commissione consiliare speciale per i rifiuti, e continueremo
a farlo.
Credo che potremo anche migliorare chiedendoci uno sforzo in più. Lo sforzo in più io mi
riferisco ai temi ambientali. Non voglio toccare argomenti che già i miei colleghi hanno
toccato, anche perché è tardi, e veniamo tutti da giornate pesanti. Io credo che ci sono due
aspetti che attraverso il Piano di governo del territorio, noi potremo qualificarci maggiormente
come amministrazione di Centrosinistra, mi riferisco alla partecipazione dei cittadini alla
costruzione del piano, e mi riferisco alla possibilità che abbiamo, che hanno tutti i Comuni in
Italia e in Europa, di migliorare i propri programmi inserendo l’attenzione all’ambiente. Io
anche quest’anno non mi stancherò di chiedere la possibilità di avere gli indicatori ambientali
di bilancio. Siamo rimasti illusi che dal 2003 questa prassi avesse un suo sviluppo, si è
fermata. Si è fermata per mille motivi che non sta a me spiegare, ma questo, cioè l’attenzione
del consumo degli elementi primari, della cura dell’acqua, del suolo, dell’area, quindi le
nostre azioni politiche come vanno a inserirsi in questo campo e la partecipazione dei
cittadini e delle cittadine, che non è che non c’è a Sesto, a Sesto c’è ma si può migliorare. A
Sesto c’è un tessuto forte, lo ricordavano prima i miei colleghi, di un mondo delle
associazioni che fa volontariato, io non mi ricordo quante sono le associazioni a Sesto, ma
come è risaputo, non solo è un tessuto fertile, attivo e propositivo, ma è un tessuto che
dobbiamo ascoltare e valorizzare. I documenti di bilancio, ringrazio l’Assessore e tutti i
funzionari e gli impiegati che lavorano a questo gravoso compito, a mio parere hanno
migliorato anche l’esposizione, e hanno avvicinato, attraverso gli argomenti di bilancio,
l’argomento a noi, e quindi anche ai cittadini, ma credo che anche su quest’argomento si può
migliorare e si può fare di meglio. Grazie. “
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PRESIDENTE: “Grazie a lei Consigliera Talamucci. Con questo intervento si chiude la fase
del dibattito sul bilancio.
Sono stati presentati due ordini del giorno su questo tema, non tanto sulle delibere in
discussione, però sono ordini del giorno che un po’ si riconducono al tema del dibattito.
Io consiglio al Consiglio comunale di discuterli, visto che intanto è previsto un intervento per
gruppo di cinque minuti questa sera, e di votarli questa sera, in modo tale che giovedì, che
già è una serata pesante, cominciamo con gli emendamenti, le risposte della Giunta e le
dichiarazioni di voto, sennò ce lo trasciniamo giovedì e è peggio.
Gli ordini del giorno che sono stati presentati, così come sono stati presentati prima c’è
l’ordine del giorno a firma della Consigliera Tabacco.
Io dicevo, se noi adesso questi li presentiamo, a parte il presentatore dell’ordine del giorno,
tutti hanno cinque minuti per l’intervento, poi metto in votazione.
(Intervento fuori microfono non udibile)
PRESIDENTE: “Ma facciamo comunque la dichiarazione di voto giovedì. Questi da
regolamento vanno votati una volta esaurita la discussione. La dichiarazione di voto viene
fatta successivamente alla votazione di questi ordini del giorno.
Io do la parola alla Consigliera Tabacco per l’illustrazione… Consigliera Landucci per la
presentazione dell’ordine del giorno a firma del gruppo della Lega, gruppo Forza Italia,
gruppo Alleanza Nazionale, prego. “
Si dà atto che esce il Consigliere Gorgonzola.
PRESENTI : N. 20
CONSIGLIERA LANDUCCI: “Grazie. Il nostro ordine del giorno è un ordine del giorno che
tende, che credo abbiate tutti davanti, che tende soprattutto a mettere in evidenza uno dei più
gravi problemi della finanziaria, in particolare i forti tagli, le forti richieste che ha fatto alla
società, a partire dai tagli agli Enti Locali, ma soprattutto anche il problema del mancato
finanziamento delle imprese, che nasce dal vero e proprio esproprio ploretario del TFR.
Ecco, io credo che su questo sia necessaria una riflessione. I cinque miliardi di euro, mi pare,
di cui si parla per il TFR, sono stati messi, addirittura nelle poste delle entrate dello Stato e
non nel debito dello Stato. È chiaro che questi erano soldi che erano prima delle imprese e
poi dei lavoratori, lo Stato ha deciso di prenderli e di gestirli lui in proprio, senza chiedere di
questo il permesso né ai lavoratori né alle imprese. È un salario differito che non si capisce
perché i lavoratori non posso decidere autonomamente come usare. Oltretutto tutti sanno che
moltissimi lavoratori chiedevano anticipazioni del TFR per eventuali spese di cui avessero
necessità. È chiaro che da questo momento queste anticipazioni non si possono più chiedere.
È chiaro anche che ci sono state una serie di indicazioni da parte anche degli Enti Locali,
come diceva la collega dell’ANCI, che si oppone a questa manovra finanziaria, e quindi
considerando quello che tutti abbiamo detto, noi chiediamo veramente che il Consiglio
comunale esprima la propria disapprovazione per questa manovra economica, e soprattutto
chieda di ripensare il problema del TFR e degli investimenti possibili. “
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PRESIDENTE: “Grazie Consigliera Landucci. Una domanda? Prego. “
CONSIGLIERE LA CORTE : “È proprio tecnica, la pongo così, senza nessuna polemica.
Vorrei sapere se il Consgliere Di Alleanza Nazionale, è ancora il Consigliere La Russa, io
sono rimasto a La Russa. “
PRESIDENTE: “Sì, lo è tuttora.
CONSIGLIERE LA CORTE: E adesso la domanda a voi. Vorrei sapere come avete fatto a
recuperare la firma del Consigliere La Russa, domanda tecnica, ma fermo qui. “
PRESIDENTE: “Non so chi può rispondere per il recupero della firma del Consigliere La
Russa. Le do la parola per l’intervento, Consigliera Tabacco, prego. “
CONSIGLIERA TABACCO: “La domanda, credo inutile, e la nota polemica fatta dal
Capogruppo di Rifondazione Comunista, denota una certa difficoltà pubblica, anche perché
ho visto il vostro ordine del giorno e ho sentito gli interventi, e fare polemica su una
sciocchezza di questo genere, abbiamo occasione di vederlo noi l’Onorevole La Russa, a
differenza sua, il martedì sera sappiamo che lui non c’è per ovvie ragioni, e quindi siamo più
fortunati di lei. La polemica che lei sta facendo è del tutto inutile, e secondo me denota di
fondo il fatto che….. No, le dico semplicemente, siccome non è da lei, Consigliere La Corte,
mi stupisce guardi, mi stupisce molto, perché siccome mi stupisce questa cosa non essendo
da lei appunto, essendo lei, credo una persona intelligente, quindi è scaduta questa sera,
denota il fatto che tutto sommato sia abbastanza d’accordo su quest’ordine del giorno, credo
io.
Comunque la firma del Consigliere La Russa l’ho recuperata io che ho occasione di vederlo.
Detto questo io ringrazio la Consigliera Landucci per la presentazione di questo ordine del
giorno, certamente noi chiediamo a viva voce ciò che la Consigliera Landucci ha già bene
esposto, in particolar modo io direi applicando questa richiesta a ciò che riguarda i tagli
relativi agli Enti locali, di cui abbiamo parlato non soltanto noi questa sera, ma anche da
parte di alcuni esponenti della Maggioranza, tipo l’Assessore Di Leva, sono stati denunciati a
viva voce nel corso dell’esposizione del bilancio fatta nella serata di ieri sera.
Credo che ci siano dei problemi seri, dei problemi che questa finanziaria non risolve
soprattutto in merito, io punto l’attenzione sugli Enti Locali, visto che stiamo parlando di
bilancio, e quindi ritengo verosimilmente che sia una cosa ragionevole chiedere, ripeto, e mi
rifaccio delle parole dette da Di Leva ieri sera, cioè di esprimere comunque da parte di tutti
noi una disapprovazione rispetto a una manovra finanziaria che comunque è devastante per
questo Paese, soprattutto per gli Enti Locali, ma in particolar modo, e quindi per le ragioni
che diceva la Landucci, ma di conseguenza rispetto ai tagli che sta facendo agli Enti Locali
sui cittadini. Non credo che questo ordine del giorno, pur essendo a firma dei capigruppo
della vostra Opposizione, sia demagogico, credo che semplicemente denunci la realtà dei
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fatti. Realtà dei fatti, che come dicevo prima, anche l’ANCI ha denunciato, rispetto a una
parte, e che tutti i cittadini, la maggior parte quanto meno dei cittadini italiani, in questo
momento sanno e vivono.
Chiedo quindi che il Consiglio prenda atto di questa nostra richiesta, ed esprima, veramente
si faccia portavoce rispetto al Governo per la disapprovazione di questa manovra finanziaria
che mette in ginocchio tutti quanti. Grazie. “
PRESIDENTE: “Grazie Consigliera Tabacco. Altri interventi di altri gruppi su quest’ordine
del giorno?
Se non ci sono interventi da parte di altri gruppi, metto in votazione l’ordine del giorno così
come è stato presentato, e invito i Consiglieri a votare per quest’ordine del giorno.
Messo ai voti, l’ordine del giorno a firma dei Gruppi Lega Nord, Forza Italia e Alleanza
Nazionale, con 5 voti favorevoli, 15 contrari (Eberini, Gorgonzola, Grassa, Lombardo, Masi,
Oldrini, Parmiani, Pellegrini, Pennasi, Picardi, Cagliani, Talamucci, Taldone, Tomain, Vino),
espressi con votazione palese mediante sistema di votazione elettronico, dai 20 presenti e
votanti, è respinto.
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IL PRESIDENTE
riferisce: “Sull’altro ordine del giorno do la parola alla Consigliera Pellegrini, prego. “
CONSIGLIERA PELLEGRINI: “Grazie Presidente. Questo nostro ordine del giorno nasce da
un lato dall’esigenza di ribadire e richiedere fortemente che venga, come ricordavo prima nel
mio intervento, venga fatto un passo in avanti rispetto al rapporto Enti locali e Stato centrale,
e quindi pur riconoscendo che l’atteggiamento è decisamente cambiato, ovviamente non
possiamo essere soddisfatti dei risultati che sono stati ottenuti dagli Enti locali in questa
finanziaria. Quindi da un lato riconosciamo i passi in avanti fatti, dall’altro richiediamo con
forza che il confronto tra gli Enti locali e il Governo, riprenda su delle questioni fondamentali,
che mirano sia, da un lato ad ampliare, che dall’altro a riconoscere delle funzioni
fondamentali che gli Enti locali svolgono o potrebbero svolgere, e riconoscere poi a fronte di
queste funzioni, anche degli adeguati fondi. Questo in particolare per quanto riguarda le
funzioni relative al catasto, ad esempio, che già adesso potrebbero essere decentrate, ma i
Comuni che l’hanno fatto sono in notevole difficoltà, perché sostengono i costi, ma non arriva
nessun introito da questa funzione. Altro dato per noi sicuramente fondamentale, è questa
questione della revisione dell’ICI, perché come ben sappiamo diverse sono le tasse che
gravano sugli immobili. La proposta di raggrupparle e trasferirle attraverso la possibilità di
modulare diversamente l’ICI agli Enti locali, ci sembrerebbe un passo importante e
fondamentale, anche nell’ottica del riconoscimento di una vera autonomia fiscale, nel senso
di trasferire parte della tassazione centrale a livello locale, così come sicuramente è
fondamentale tutta la questione relativa all’apertura delle pratiche presso gli sportelli unici
per le attività produttive, che avrebbe bisogno di grossi ammodernamenti e di fondi dedicati,
proprio per il sostegno poi delle attività produttive. L’altro dato per noi veramente
fondamentale, perché servirebbe per ribadire un concetto importante, e cioè riconoscere che
gli sprechi della politica, mi permetterei di dire veramente della politica con la P maiuscola,
non sono fatti a livello comunale, pur con tutte le precisazione che faceva precedentemente il
Consigliere Grassa nel suo intervento, perché è vero che ci sono quelle realtà, però è vero
che nella maggioranza degli Enti locali, che non sono purtroppo grossi Comuni che si
possono permettere grosse spese, i costi della politica sono veramente ridotti al minimo, e
quindi far passare i Comuni per spreconi, mentre far vedere un’amministrazione centrale che
taglia i costi della politica, quando poi nella realtà delle cose non è così, perché se prima li
aumento i costi, e poi li taglio, ho fatto un’operazione veramente di facciata, ma che poi non
serve per la tenuta democratica delle istituzioni.
Questo ordine del giorno nasce da tutte queste motivazioni, e quindi nel ribadire il giudizio
positivo sul bilancio di previsione, e anche ovviamente su come è stata condotta la politica di
bilancio in tutti questi anni, che hanno visto comunque il mantenimento dei servizi, la
struttura, la tenuta della nostra città sotto tutti i punti di vista, senza veramente andare a
gravare su quelle che sono le tasche di tutti noi cittadini sestesi, perché a parte
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l’adeguamento dell’ICI, non è mai stata aumentata una tassa, un tributo, un qualsiasi
prelievo operato dal Comune ai cittadini, e se qualcosa è stato recuperato, è stato recuperata
giustamente l’evasione fiscale. Quindi per questo presentiamo quest’ordine del giorno,
grazie. “
Si dà atto che rientra il Consigliere Gorgonzola.
PRESENTI : N. 21
PRESIDENTE: “Grazie. Prego Consigliera Tabacco. “
CONSIGLIERA TABACCO: “Grazie Presidente. Io sono molto contenta di aver ascoltato
questo intervento fatto dalla Consigliera di Rifondazione Comunista, è diventata leghista,
evidentemente, mi fa piacere, perché nel momento in cui quest’ordine del giorno comunque
ha dei contenuti critici, e lo scrivete, tra l’altro che io sicuramente anche il capogruppo di
Forza Italia condividiamo negli aspetti critici, ci mancherebbe! Forse c’è un errore quando
parlate di ICI, la forbice più ampia tra il minimo di 4 e forse il 9, non è il 7, però forse mi
sbaglio io, non lo so. Però al di là di questo, sa, nel momento in cui un esponente di
Rifondazione Comunista, e io apprezzo molto l’intervento che ha fatto, parla dell’importanza
del trasferimento delle tasse centrali agli Enti Locali, per l’appunto, vuol dire che forse tutti
nella nostra idea, andiamo in senso federalista, appunto. Penso che quest’ordine del giorno
sia troppo poco incisivo rispetto alla denuncia che bisogna fare a voce alta rispetto alla
negatività e all’incidenza negativa comunque per tutti, di questa manovra finanziaria. Io
approvo quello che voi avete scritto, lo sottoscrivo, però purtroppo mi asterrò, non potrò
votare a favore, per una semplice ragione, perché voi non avete, essendo demagogici, a mio
modo di vedere, avete pensato bene di votare contro il nostro ordine del giorno che
rimarcava un po’ di più, rispetto al vostro, degli aspetti che comunque sono essenziali e
fondamentali da non trascurare, di questa manovra finanziaria, che sono sbagliati, e quindi
noi dell’Opposizione non abbiamo capito per quale ragione abbiate votato contro il nostro
ordine del giorno, se non per fare demagogia.
Detto questo, siccome noi siamo seri e onesti intellettualmente, Consigliere La Corte, il
gruppo della Lega, apprezza questo discorso federalista fatto da Rifondazione Comunista, e
si asterrà rispetto a quest’ordine del giorno. “
PRESIDENTE: “Grazie Consigliera Tabacco. Altri gruppi che vogliono intervenire?
Consigliere La Corte, prego. “
CONSIGLIERE LA CORTE: “Grazie. Innanzitutto mi scuso, ma stasera sono così, non
siamo riusciti a contattare il capogruppo del gruppo Misto, Consigliere Poli, e quindi le firme
sono soltanto cinque gruppi consiliari e non sei, pazienza! Tra l’altro Poli non lavora neanche
a Strasburgo, sarebbe stato molto più semplice, ma tant’è. In ogni caso nessuno è perfetto!
Noi voteremo a favore di quest’ordine del giorno, io voglio sottolineare soltanto un punto,
perché il tempo non mi permetterebbe di fare altro, che è il punto 6. E noto che noi di
Rifondazione Comunista, ma non soltanto noi, ovviamente, su questo tema del Catasto
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locale, siamo estremamente sensibili, lo siamo tutti, probabilmente noi forse più di altri lo
abbiamo sottolineato in altri appuntamento di discussione sul bilancio. In estrema sintesi ogni
euro che l’Amministrazione comunale spende, rivaluta di due euro qualsiasi casa di Sesto
San Giovanni, che lo si spenda sui nidi, che lo si spenda sulla metropolitana, che lo si
spenda su quant’altro, questo è il risultato. E allora la lievitazione dei prezzi di acquisto e di
affitto sia a cittadini sestesi che extracomunitari, lo dimostrano. Quindi è giusto, è sacrosanto
che si rivedano gli indici catastali, e che la revisione di questi indici porti un beneficio a tutta
la collettività, in modo di aumentare ancora di più i servizi che noi offriamo, siano essi i
trasporti o i nidi o anche la locazione temporanea agli studenti universitari, ad esempio,
piuttosto che altre, sia anche per diminuire in parte la pressione fiscale, se è possibile. Certo,
siamo contenti che questo appaia sull’ordine del giorno firmato da tutti, ne faremo una
bandiera del nostro programma, naturalmente, e se i cittadini vorranno rinnovarci la fiducia,
noi speriamo di continuare insieme a tutti quelli che lo voteranno questa sera, questa
sacrosanta battaglia. Anche in questo Sesto dovrebbe diventare con il tempo un’eccellenza,
fare da traino ad altri Comuni, Cinisello su questo ha fatto qualcosa, dobbiamo lavorare in
questa direzione perché è una battaglia sacrosanta e che fino ad ora ci ha visto sconfitti, ma
che può con il tempo vederci vittoriosi. D’altra parte qualche segnale in questa mega
finanziaria c’è in questa direzione, per cui coraggio e lavoro. Grazie. “
PRESIDENTE: “Grazie Consigliere La Corte. Ha chiesto la parola la Consigliera Landucci,
prego. “
CONSIGLIERA LANDUCCI: “In primo luogo mi domando perché si parla di una forbice tra il
4 e il 7 per mille, perché la forbice può arrivare al 9 per mille, tanto è vero che mi sembra che
già adesso a Sesto c’è un’aliquota del 9 per mille per le seconde case non locate da almeno
due anni, può arrivare al 9 per mille, questo credo che sia noto a tutti, tutte le seconde case,
tutte le case non locate da almeno due anni sono tassate ad un’ICI del 9 per mille, quindi mi
sembra che ci sia già una notevole divaricazione di questo punto di vista. Per il resto, anche
io condivido quello che ha detto la Consigliera Tabacco. Mi sembra che quest’ordine del
giorno sia pesantemente critico nei confronti della Finanziaria e del Governo, e quindi in
questo senso noi non possiamo che astenerci, se voi siete contenti, lo votate, molto bene,
questo ci fa molto piacere. “
PRESIDENTE: “Grazie Consigliera Landucci. Altri gruppi? Non ci sono altri interventi?
Allora pongo in votazione l’ordine del giorno così come è stato presentato e discusso.”
Messo ai voti, l’ordine del giorno a firma dei Gruppi DS, PRC, La Margherita, SDI,
UDEUR, con 17 voti favorevoli, 4 astenuti (Landucci, Piano, Profeta, Tabacco), espressi con
votazione palese mediante sistema di votazione elettronico, dai 21 presenti e 17 votanti, è
approvato all’unanimità dei votanti.
La seduta termina alle ore 23.45
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IL PRESIDENTE riferisce : “Prego, il Segretario Generale per l