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A proposito di....
In questo numero:
C'è violenza e violenza
pag. 1
di Salvatore Fiaschi
Educazione degli adulti
pag. 1
Dalla parte dei bambini,
contro gli abusi
pag. 2
“No all’elettrosmog”
pag. 3
Il giocatore d’azzardo:
12 passi per una rinascita
pag. 3
”non è mai troppo tardi!”
di Lino D’Orta
di Daniele Taurino
dalla redazione
di Maria Pia Nacca
“Torno subito”: Un’occasione pag. 4
per ripartire da qui
di Francesca Gisotti
Festa STAND-UP 2014
pag. 4
Per un’ Europa
più vicina...
pag. 4
dalla redazione
Organo d’Informazione
dell’Associazione Observo Onlus
Osservatorio di Base per lo Studio, la Ricerca
e la Valutazione Operativa dei fenomeni sociali
sede sociale: via della Martinica, 121
00121 Ostia (Roma)
tel./fax: 06/64671586 cell.: 348/2745628
www.observo-onlus.org
email: [email protected]
Registrazione presso il Tribunale di Roma,
autorizzazione n°281 del 30/07/2009
Collaborano:
Alessandro Caroselli, Giammarco Casanova,
Anna Clemente, Lino D’Orta, Luigi Fiaccola,
Francesca Gisotti, Maria Pia Nacca,
Gaetanina Parrella, Stefano Pennacchietti,
Giancarlo Pugliese, Ilaria Salucci,
Giuseppe Schiavo, Francesca Siano,
George Son, Daniele Taurino.
La massima
Ciò che provoca l’infelicità
umana è la contraddizione
fra la nostra condizione
e i nostri desideri,
tra i nostri doveri
e le nostre inclinazioni,
tra la natura
e le istituzioni sociali,
tra l’uomo e il cittadino
(Riflessione di Jean-Jacques Rousseau sulla felicità)
C'è violenza e violenza
di Salvatore Fiaschi
"Centinaia di donne della minoranza Yazidi
sono tenute prigioniere dai jihadisti sunniti dell'Isis e si teme che possano essere vendute
come schiave o altro. Secondo un portavoce del
governo iracheno, le donne, sotto i 35 anni,
sono tenute prigioniere in scuole a Mosul. Ad
informare le autorità sono state le famiglie. Un
funzionario Usa ha confermato che l'Isis ha rapito donne della minoranza Yazidi per poterle
vendere o costringerle a sposarsi con i jihadisti,
ma non è stato in grado di fornire un numero
preciso delle ragazze rapite".
Questo il comunicato di un'agenzia di stampa
locale che ha fatto il giro del mondo provocando
sdegno e commozione. I nostri media dopo
qualche giorno l'hanno dimenticato anche perchè i movimenti che di solito si "scaldano" in occasione di una vicenda familiare italiana se ne
Educazione degli adulti
sono altamente disinteressati. Non fa notizia,
non vale la pena parlarne, non porta acqua al
proprio mulino. Eppure anche quelle sono
donne che reclamano i loro diritti, soffrono più
di altre donne, avrebbero bisogno di maggiore
attenzione da parte di quanti si vantano di fare
antiviolenza sulle donne. E che dire di centinaia
di migliaia di donne che vivono stabilmente nel
nostro paese in sofferenza per le loro famiglie
d'origine in guerra nei territori contesi dalla
Russia contro l'Ucraina? E' una vicenda che non
interessa, ci preoccuperemo forse tra qualche
mese. Non per loro ma per le forniture di gas
che probabilmente saranno contingentate a
causa delle sanzioni contro la Russia. Allora
forse ci accorgeremo che c'è una guerra in atto
in cui, come al solito, toccherà alle donne la
parte più dolorosa.
”non è mai troppo tardi!”
di Lino D’Orta
Dopo la pausa stagionale, eccoci ancora qui. I fatti e i misfatti di quest’estate, ben poco apprezzabile sul piano climatico e su quello umano, sono ancora sotto gli occhi e
nella memoria d’ognuno di noi perché se ne debba ancora dire, specie a chi è adulto, in questo periodo.
Meglio allora ricordare che sta per iniziare il nuovo anno
accademico delle università della terza età, ossia di
quelle organizzazioni di diffusione di cultura e varia
umanità che operano per la fascia di persone spesso
coincidente con quella dei lettori cui questa rubrica si
rivolge ormai da qualche anno. E stavolta vale forse la
pena di ricordare ciò che vuol dire, per chi ha raggiunto
e superato gli “anta”, fruire dei servizi offerti da quelle
organizzazioni che si occupano, appunto, di “educazione
degli adulti”. L’educazione degli adulti (EDA) vuole offrire
opportunità di apprendimento lungo tutto l’arco della
vita in modo che le persone possano costantemente arricchirsi di conoscenze ed esperienze necessarie per vivere meglio. Infatti, partecipando ad attività formative e
culturali, è possibile sviluppare capacità di socializzare,
di confrontarsi e di esprimersi, per sentirsi integrati nel
tempo presente ed essere protagonisti della propria vita
sia in ambito privato sia in quello sociale e comunitario.
Il coinvolgimento in tali corsi delle persone adulte-anziane ha inoltre favorito lo sviluppo di un senso di appartenenza dal quale sono nate in modo autonomo forme di
produzione culturale, attività di carattere socio-ricreativo ed iniziative di volontariato sociale. Le motivazioni
che spingono le persone a frequentare i corsi dell’Università della terza età (o delle Tre Età, come ad Ostia)
sono principalmente riconducibili al desiderio di crescere, di acquisire nuove conoscenze, al piacere di apprendere e all’esigenza di mantenersi mentalmente
aperti. La possibilità di conoscere o di ampliare le proprie competenze nella dimensione di un gruppo-classe,
che permette di avere un rapporto diretto con l’insegnante e di incontrare altre persone, è un ulteriore stimolo alla partecipazione. Le proposte di questo tipo di
Università sono disponibili anche nella nostra regione:
le attività si svolgono, oltre che nel capoluogo Roma, in
diverse sedi territoriali. La presenza capillare sul territorio regionale è possibile grazie al concorso di chi come
noi, condividendo l’obiettivo comune dell’educazione
degli adulti-anziani, ha contribuito a vario titolo alla sua
realizzazione. Sono più di duecento i docenti che con
competenza, professionalità ed entusiasmo trasmettono
il loro sapere, non limitandosi a fornire informazioni ma
impegnandosi a facilitare l’apprendimento in modo che
ogni persona, oltre ad imparare delle nozioni, possa scoprire nuovi modi di pensare e di fare, sviluppare la propria creatività, la propria abilità, la propria capacità di
valutazione e comunicazione.
Le segreterie di sede, a loro volta, sono costituite da persone individuate tra gli iscritti che si rendono disponibili
per la gestione quotidiana della vita di sede.
continua a pag. 2
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Dalla parte dei bambini, contro gli abusi
Daniele Taurino
La riflessione fondamentale che scaturisce dal convegno
“Tutela dell’infanzia e dell’adolescenza – rappresentazione di esperienze territoriali e di protocolli applicativi
in materia di maltrattamenti e abusi sui minori”, che si è
tenuto il 5 settembre a Fiumicino nell'aula del Consiglio
Comunale, parte dalla consapevolezza che le conoscenze,
le metodologie e le esperienza in tema di intervento sui
minori e sui nuclei familiari nei casi di maltrattamenti e
abusi, non sono quasi mai sostenute a livello politico,
dove manca il coraggio di scelte per il contrasto alle violenze sui minori e la tutela dei Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Il Convegno, pertanto, ha voluto
rappresentare un contributo ad un percorso che deve
gradualmente divenire sempre più continuo e pressante
con l’obiettivo dichiarato di rompere il silenzio e l'indifferenza con cui spesso il fenomeno dei maltrattamenti e
degli abusi sui minori viene accolto dalle istituzioni e in
particolare dalla politica, abituate a minimizzare e sottovalutare il fenomeno ed i suoi devastanti effetti. Per affermare, quindi, la necessità del coraggio delle scelte
politiche per il contrasto alle violenze sui minori e la tutela dei Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
Solo posti in piedi nella sala consiliare di Fiumicino,
quasi duecento le persone registrate che hanno rappresentato scuole e associazioni del territorio del litorale
romano.
“L’Italia non è un paese per bambini” questa è la sintesi
del 7° rapporto CRC presentato agli intervenuti dal sociologo, che altro non è se non il monitoraggio sulla Convenzione ONU per i diritti dell’infanzia. “Questo rapporto
mostra chiaramente che le politiche per l’infanzia sono
in grande sofferenza”. Come grande è la sofferenza dei
100.000 bambini vittime di violenze in Italia, un dato
tratto dalla ricerca Cismai-Terre des Hommes che si riferisce solo ai casi in carico ai servizi sociali. Un dato che,
presumibilmente, andrebbe moltiplicato almeno per 10.
Nella presentazione del convegno i responsabili del Cen-
Educazione degli
adulti
continua dalla prima pagina
La presenza di questi volontari consente di affrontare e
risolvere in tempi brevi i problemi che possono normalmente presentarsi in loco e crea le condizioni per un confronto interno, che poi si allarga e coinvolge tutti i
frequentanti, sui contenuti del programma culturale da
proporre nella sede. Non ultimi i discenti, veri protagonisti dell’ iniziativa, che possiamo definire i clienti dell’attività culturale, ma soprattutto soggetti attivi che
manifestano i loro interessi e prendono parte, insieme al
consiglio direttivo e ai docenti, alla valutazione e alla programmazione delle attività da proporre agli iscritti.Ecco
allora perché, con la a ripresa delle attività di queste Associazioni, conviene a chi (anziano e meno anziano) lo
desideri, prendere subito contatto con le loro segreterie,
che solitamente iniziano la loro attività col 1ottobre.
Occorre infatti tenere presente che, dato il numero sempre più alto di aspiranti allievi dei vari corsi, le segreterie
medesime debbono organizzarsi per tempo per la distribuzione di numeri di prenotazione corsi, libretto corsi e
modulo di iscrizione.
Ed allora, via: non è mai troppo tardi!
SETTEMBRE 2014
pag.2
tro Famiglie di Fiumicino che hanno organizzato l'evento
hanno da subito sottolineato gli obiettivi dell’iniziativa
lanciando alla sottoscrizione ideale dei presenti cinque
punti concreti al fine di favorire e promuovere pratiche
virtuose e una politica per l’infanzia e l’adolescenza.
Il convegno, introdotto dal responsabile del Centro Famiglie dr. Vincenzo Taurino, ha avuto il patrocinio del Comune di Fiumicino, del Cismai – Coordinamento Italiano
dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso all’Infanzia,
del Garante Regionale per l’infanzia e l’adolescenza,
dell’Osservatorio Nazionale di Vittimologia e della Fondazione Foedus.
Sono intervenuti la dott.ssa Daniela Diano sui costi sociali della mancata prevenzione dei maltrattamenti sui
minori e poi il Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Francesco Alvaro, che nel suo intervento ha
espresso, in primo luogo, la sua gratitudine agli organizzatori del convegno: “Mi rendo disponibile a questa
platea di cui sono piacevolmente sorpreso e all’Amministrazione per altri incontri e per sviluppare un lavoro comune per garantire i diritti dei bambini”.
Molto apprezzata l'esperienza che da qualche anno viene
condotta nel Comune di Albano Laziale, che dimostra
come la fusione delle competenze specifiche degli operatori e la passione civica in posizioni di potere decisionale possano fare la differenza. Anche per i più piccoli.
“È fondamentale l’attivazione di reti attive a difesa dell’infanzia – ha affermato con voce rotta dalla commozione Margherita Camarda, dirigente dei servizi sociali
di Albano Laziale - L’esperienza che abbiamo maturato
ad Albano può replicarsi: i tempi sono maturi e la partecipazione a questo convegno lo dimostra”.
Uno degli interventi più apprezzati, ancora una volta a
dimostrare di quanto addetti ai lavori e i cittadini si
aspettino poco altro se non competenza e passione, è
stato quello di Gianni Fulvi, presidente del coordinamento comunità di accoglienza per minori allontanati:
“l’infanzia in Italia è all’ultimo posto da troppo
tempo – ha detto in uno dei passaggi accolti con applausi - dobbiamo invertire la rotta. Noi siamo davvero indietro; la nostra burocrazia è talmente
asfissiante che rende difficile anche partecipare ai
progetti europei”.
Nel suo intervento, l’avv. Silvia Tenti ha tirato le fila
delle emozioni del giorno e delle autorevoli relazioni sottolineando la centralità delle linee guida e
dei protocolli operativi per la prevenzione, la segnalazione e la cura. La stessa si è soffermata sul protocollo adottato dalla Regione Lazio e sulla
necessità dell’amministrazione comunale di sottoscriverlo. “Oggi come oggi è necessario costituire
una grande alleanza – ha affermato – per riconoscersi
in un percorso metodologico comune per affrontare le
situazioni di emergenza e costruire progetti di prevenzione a medio e lungo periodo”.
A seguire gli interventi di un operatore della Polizia di
Stato di Fiumicino, del delegato per le scuole prof. Francesco Commodo, del giornalista Angelo Perfetti, dell'on.
Chiara Scuvera, membro dell Commissione bicamerale
per l'infanzia. Quest'ultima ha affermato che “occorre
un salto di qualità nelle politiche per l’infanzia. Non è
possibile che in Italia non sia ancora sviluppata una politica che dia centralità ai bambini”. “Dall’alto dovremmo
inaugurare una flessibilità nel patto di stabilità per facilitare i Comuni – ha affermato - e dal basso dobbiamo ricevere le competenze per costruire un modello di
intervento. Queste esperienze territoriali sono molto importanti.”. La stessa ha dato la sua disponibilità alle organizzazioni del convegno, per sostenere il loro impegno
a difesa dell’infanzia e, alle stesse, ha espresso il suo
compiacimento per l’efficacia del convegno e per il riscontro che ha avuto in termini di partecipazione qualificata e attiva. Ha concluso l'assessore alle Politiche
Sociali del Comune di Fiumicino che, invitato ad esprimersi sulle richieste avanzate dai promotori del convegno e sulla sua volontà di voler costruire una vera
politica per l’infanzia insieme a tutte le realtà sociali interessate, non se l’è sentita, a caldo, di sottoscrivere con
forza l’appello per una grande alleanza a tutela dell’infanzia. Siamo sicuri, comunque, che riporterà il successo
e le proposte di questo evento anche al sindaco Esterino
Montino e che nelle prossime settimane si attiverà rispondendo nel modo più opportuno alle richieste
espresse dalla cittadinanza e dal Terzo Settore. In ogni
caso la ricchezza espressa dal convegno non andrà certo
perduta e continuerà per la sua strada condivisa e partecipata contro la violenza, per una politica che metta il
fanciullo al primo posto in tutte le sue decisioni.
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Finalmente anche nel X Municipio un Comitato di cittadini dice:
“No all’elettrosmog”
dalla redazione
Non fa fumo, non alza polvere, non puzza, non pizzica, non fa rumore, non brucia pur producendo
calore, eppure esiste e i suoi danni sono tra i più
subdoli proprio perché immateriali e impercettibili. E’ l’inquinamento elettromagnetico di cui si
conoscono già gli effetti a breve termine, di tipo
termico e di elettrostimolazione, ma si cominciano ad appurare anche quelli ancor più gravi,
quali alterazioni neurologiche e cellulari e cancerogenicità, conseguenti a lunghe esposizioni di
anni. Per il momento ci riferiamo, sopratutto, alle
radiazioni prodotte dalle infrastrutture di telecomunicazione per emittenti radiofoniche e televisive, ponti radio, reti per telefonia cellulare: le
antenne, per intenderci. Il Comune di Roma non si
è ancora dotato di un Piano delle antenne, ragion
per cui non si conosce il numero di quelle già installate, né tempi e dislocazioni di quelle pianificate e tra vaghezza delle leggi, latitanza dei
politici, incompetenza e incompletezza dei dati
degli uffici tecnici, mancato incrocio dei dati tecnici con quelli sanitari, le antenne prolificano per
metastasi. Qualche volta bastano quattro consiglieri compiacenti perché sul tetto di un nuovo
condominio ne spunti un’altra e tutti gli altri, in
largo raggio, finiscano sotto l’ombrello di moltiplicate radiazioni insalubri senza neanche il beneficio di qualche offerta in denaro, sempre più al
ribasso, che il gestore è disposto a spendere per il
disturbo del condominio installatore. Qualche
altra volta basta anche meno e così capita che l’Infernetto sia promosso a zona “collinare” a fini di
installazione, che si tentino violazioni di strade
private, che gruppi di cittadini autogestiti che, di
fronte all’ennesima antenna di fronte casa, osino
chiedere le autorizzazioni a procedere si sentano
rispondere che sono loro in dovere di dimostrare
l’illegittimità dell’operazione e non viceversa, con
la prospettiva di passare da denuncianti a denunciati. C’è da dire che Compagnie ed Emittenti si
danno degli standards da rispettare, nell’ottica dei
Sistemi di certificazione di qualità ma, come succede spesso in questi sistemi, obiettivi e standards
vengono scelti all’interno delle logiche aziendali
cosicché controllori e controllati finiscono per
coincidere. Ora questo vuoto normativo del Comune di Roma non solo risulta imbarazzante rispetto ad altri più virtuosi comuni d’Italia perché
lascia il sospetto del potere economico e di pressione di certe lobby ma è anche colpevole perché
sta producendo negli ultimi tempi una corsa selvaggia all’accaparramento di nuove postazioni per
telefonia ultraveloce, dislocate non si sa bene con
quale criterio, cosicché, se è già difficile regolamentare le nuove istallazioni, quanto più lo sarà
smantellare quelle esistenti?
Finalmente nel X Municipio si è costituito un Coordinamento dei Comitati No Elettrosmog cui partecipano 13 associazioni del territorio, presieduto
dal signor Ciro Orsi, che, in due successivi incontri
nel mese di luglio, si è preposto un’opera di informazione e sensibilizzazione alla problematica.
Dopo aver registrata la disponibilità del consigliere Eliseo Franzese ci si propone di passare poi
ad una fase più operativa. L’intento non è solo
quello di stare alle costole di una assopita amministrazione perché finalmente deliberi
provvedimenti e misure, tra l’altro già pianificate
dieci anni fa e possa fare il famoso salto dalle
chiacchiere ai fatti, ma proprio quello di affiancarla nel “proporre, cita il documento “proprie
linee guida per un prossimo PIANO DELLE ANTENNE”. Per fare questo si farà tesoro non solo
delle esperienze dei singoli e dei gruppi e di competenze professionali interne ma anche del confronto con altri municipi o altre amministrazioni
nazionali che hanno già attivato con successo queste procedure. E’ ovvio che non è in gioco nessun
rinnegamento, o peggio demonizzazione, della tecnologia: nessuno di noi vuole rinunciare al bisogno di sentire la voce del proprio figlio quando si
è in ansia per lui, alla possibilità di chiedere aiuto
quando l’auto ci è andata in panne in mezzo al
nulla o solo al piacere di riascoltare il brano preferito quando un’urgenza del cuore preme. Si
tratta solo di far rispettare diritti ma soprattutto
di tutelare la salute, specie dei nostri figli ma
anche di imparare a fare scelte personali consapevoli e di educare a comportamenti più cautelativi
nell’uso di certi sempre più potenti strumenti tecnologici. Ma su questo contiamo di tornare ancora.
il giocatore d’azzardo: 12 passi per una rinascita
di Maria Pia Nacca
E finalmente l’abbiamo incontrato, un vero e proprio
giocatore patologico-compulsivo, in carne ed ossa.
Conoscevamo già, della galassia del gambling, la sigla
dei Giocatori anonimi, che presentavano molte affinità con i cugini maggiori, gli Alcolisti anonimi, da cui
avevano mutuato le linee guida del loro programma.
Poi leggiamo che un paio di sezioni sono attive anche
nel X municipio, una ad Acilia: indirizzo e numero di
telefono precisi. Chiamiamo. “No, non siamo giocatori patologici ma ci stiamo interessando al problema,
è possibile incontrarvi?” Una sottile nota di delusione nella voce del nostro interlocutore, che riusciremo ad interpretare solo in un secondo momento,
seguita da una piena disponibilità.
L’associazione prescrive rigorosamente l’anonimato
dei membri ma lui si presenta come Rudy e parla e
così tutto quello che avevamo ricercato, letto, scandagliato, schematizzato ed etichettato in questi lunghi mesi di indagine diventa corpo e voce, un lungo
filo di racconto che parte da una prima occasione di
ordinaria banalità, passa per sottovalutazioni, momenti di euforia che si alternano ad altri di pura disperazione, cadute e resurrezioni, una , due, tre volte,
morte e rinascita, per usare il loro linguaggio. Quello
che ci colpisce in questa narrazione è una sincerità
quasi spietata, la rappresentazione nuda e cruda di
fatti e circostanze, la parola diretta, priva di circonlocuzioni, nessuna schermatura psico-sociologica, nessuna recriminazione politica alla “società che non è
più…, allo Stato che non fa…”, nessuna caccia a finanziamenti. “E’ la nostra metodologia- ci spiega- uno dei
pilastri dei 12 passi del Recupero” che al punto 4 recita: “Abbiamo fatto un inventario morale/finanziario
di noi stessi profondo e senza paura” e a quello successivo “ Abbiamo ammesso a noi stessi e ad un altro
essere umano la natura esatta dei nostri torti”. Attenzione: “Abbiamo fatto…” non “ bisogna fare..” perché
tutta l’organizzazione è composta solo di..., si rivolge
esclusivamente a Giocatori Anonimi; niente psicologi,
assistenti, analisti, medici, preti, moderatori. Il vero
oggetto del desiderio è solo lui, il giocatore compulsivo, compagno di pena, che non ha ancora bussato
alla porta di un gruppo di auto-aiuto. Da qui quella
prima nota di delusione. Il termine ”esperto” viene
utilizzato ma non riferito a chi ha seguito corsi, sostenuto esami, un diploma o un master in tasca, piuttosto a chi ha imparato a non reclutare, giudicare, porre
condizioni, scoraggiarsi, sentirsi al sicuro solo perché
è da un po’ più di tempo sulla strada dell’astinenza,
in una parola a chi sa praticare la com-passione nel
suo senso etimologico. Ci sembra un punto a favore
e, oltre a questo, un altro paio di cosucce potremmo
impararle anche noi, che abbiamo scommesso solo
pochi spiccioli a Natale alla tombola o al mercante in
fiera, che nella vita abbiamo praticato cauti azzardi
e conosciuto solo piccole e medie disperazioni. Ma
torneremo, ancora sull'argomento per l'analisi di altri
aspetti che, al momento, ci sembrano meno convincenti.
Per informazioni: sito web: Associazione Giocatori
anonimi, con l'indicazione dei punti di incontro nelle
singole regioni italiane. Nel Lazio si contano una dozzina di riferimenti, il più recente a Terracina.
pag.3
SETTEMBRE 2014
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“Torno subito”: Un’occasione per ripartire da qui
di Francesca Gisotti
“Crisi economica, disoccupazione, fuga dei cervelli”, sono
divenuti, negli ultimi anni, i protagonisti indiscussi dei
discorsi degli italiani. Una sfiducia generale serpeggia in
ogni strato della società, colpendo soprattutto i giovani
fra i 25 e i 35 anni, la fascia d’età in cui, teoricamente, si
dovrebbe costruire il proprio futuro. Dati catastrofici e
statistiche avvilenti sono diffusi quotidianamente dai
media, andando ad annuvolare, ancora di più, il clima di
sfiducia generale. Eppure, in questo quadro di immobilità, qualcosa si muove, o meglio, qualcuno si muove!
Sono i 499 vincitori del primo bando regionale “Torno
subito”, un progetto finanziato con i fondi Ue e nato per
favorire la formazione e la crescita professionale dei ragazzi residenti nel Lazio. Pensato con l’obiettivo di sviluppare, nella regione, competenze acquisite in ambito
nazionale ed internazionale, “Torno Subito” offre a tanti
universitari o laureati, entro i 35 anni, un’occasione
unica: il finanziamento di un percorso di apprendimento
o di work experience in un paese al di fuori del territorio
d’appartenenza. Destinazioni possibili? L’intero globo,
perché la scelta del paese e della struttura ospitante è a
totale discrezione del partecipante. Ovviamente, il bando
prevede l’elaborazione di un progetto innovativo e ben
strutturato e la disponibilità, da parte dell’Ente scelto, ad
accogliere il candidato vincitore. C’è solo una “promessa”
che il giovane è tenuto a dover rispettare: quella di tornare in regione e far maturare, sul territorio, le competenze acquisite all’esterno. Anche in questo caso la scelta
è totalmente lasciata al candidato che, prima della partecipazione al concorso, dovrà aver selezionato un partner localizzato nel Lazio pronto ad ospitarlo. Per questa
seconda fase del progetto è prevista un’indennità. Se è
vero che il bando finanzia progetti della durata massima
di un anno, non si può sottovalutare la portata innovativa
dell’iniziativa e l’ampio ventaglio di opportunità che essa
apre a tanti ragazzi, propensi a partire ma, senza una
concreta opportunità di impiego, poco disposti a tornare.
La prima edizione del bando è stata un vero successo,
con la partecipazione di laureati e laureandi provenienti
da tutte le facoltà universitarie. Il 28 Luglio, presso il
museo MAXXI di Roma, i vincitori sono stati salutati dal
Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti che ha
sottolineato l’importanza di un coinvolgimento diretto
delle istituzioni nella crescita culturale e professionale
dei giovani. Qualche dato sui vincitori? Il 63% sono
donne, l’88% laureati, la maggior parte proviene da settori scientifici, anche se non mancano gli studiosi di lettere, comunicazione e discipline artistiche.
Per un’ Europa
più vicina...
Festa STAND-UP 2014
dalla redazione
Musica dal vivo, dj-set, balli e aperitivi ma anche letture
teatrali, bookcrossing, street-art e soprattutto solidarietà, da 28 al 31 agosto in Piazzale Magellano ad Ostia
per festeggiare il primo anno di attività di Stand Up, una
rete di associazioni no-profit del X Municipio. Il gruppo
di cooperazione, formato da associazioni come Alternativa, YUT, Libera, Alessandra Proietti Onlus, Collettivo La
Talpa, Observo onlus, Volare, il gruppo Scout, il Centro
per la Vita e molte altre, si è occupato durante quest'anno
della realizzazione di diversi progetti di riqualificazione
del territorio e di legalizzazione culturale. Per 4 giorni,
fra stand informativi, mostre fotografiche, pesche di beneficenza, i visitatori hanno potuto immergersi nel
mondo del volontariato locale gustando panini e fritti
nell'area ristoro e facendo divertire anche i più piccoli
con biliardino e ping pong. Ogni giorno, inoltre, alle
20.30 hanno preso il via dibattiti su tematiche come "Ambiente e Territorio", "Giustizia Sociale", "Spazi e Cultura,
durante i quali, insieme ai giovani delle associazioni
SETTEMBRE 2014
pag.4
Privilegiate le mete europee, con una buona fetta di ragazzi che ha comunque scelto di restare in Italia; il che
vuol dire, nonostante tutto, che non ci mancano strutture
qualificate in grado di offrire occasioni di sviluppo economico. Particolarmente interessante il progetto di una
ragazza che ha scelto la McLoughlin Gallery di San Francisco per acquisire competenze legali, al fine di creare
una rete di mecenati internazionali disposti a sostenere
il patrimonio artistico del Lazio. Fra coloro che si apprestano a partire, c’è anche chi scrive. I km da percorrere,
per raggiungere la meta, in questo caso, sono pochi, ma
l’entusiasmo e la contentezza per l’esperienza da vivere
sono grandi. Con l’obiettivo di diffondere l’alfabetizzazione e l’approfondimento del linguaggio cinematografico tra le nuove generazioni, svolgerò il mio periodo di
formazione presso la Cineteca di Bologna, nell’ambito
del progetto “Schermi e Lavagne”. Una volta tornata a
“casa”, inizierò un nuovo percorso con l’Associazione Observo Onlus, per realizzare, insieme, laboratori scolastici
e percorsi educativi che vedano il coinvolgimento di molteplici realtà culturali. Un modo per avvicinare all’arte
bambini e ragazzi, cercando di fornire loro anche conoscenze concrete da reinvestire, un domani, nel mondo
del lavoro. A presto!!!
hanno partecipato anche esponenti dell'amministrazione locale ed esperti della materia. Domenica 31 agosto, il dibattito conclusivo su "Mafia e Legalità", durante
il quale è intervenuto anche il capo della squadra mobile
della Capitale, per parlare della lotta alla criminalità organizzata in un territorio segnato da episodi criminali
per i quali si sta svolgendo un processo con rito immediato che dovrebbe concludersi nel mese di novembre e
che vede alla sbarra i capi di alcuni clan locali. Insieme a
lui una giornalista di Repubblica che ha parlato della sua
esperienza personale per la quale vive sotto scorta per
le minacce ricevute dopo aver assistito ad una sparatoria
e denunciato gli autori. Alla fine dei dibattiti musica di
tutti i generi per i giovani che hanno affollato gli stand
delle associazioni. Molto apprezzato anche il Villaggio del
Benessere costituito da numerosi esperti di discipline
olistiche che, nei loro stand, hanno effettuato prove, dimostrazioni, conferenze e stage sulle loro attività.
"L’orizzonte europeo è ricco di possibilità e opportunità
pronte per essere colte. Tuttavia, seppur membro dell’Unione Europea, l’Italia beneficia solo in minima parte dei
finanziamenti che periodicamente la commissione europea
destina per lo svolgimento di un’ampia gamma di attività, a
partire dagli scambi giovanili fino ad arrivare ai bandi e i
concorsi sui temi più disparati. In un orizzonte sempre più
competitivo, difatti, risulta essenziale aprirsi al mondo e, al
contempo, conoscere e sapersi relazionare con persone
provenienti da contesti socio-culturali diversi. Per questo
motivo Observo Onlus ha richiesto ed ottenuto dall’Unione
Europea il codice PIC (Personal Identification Code), un documento che attesta l’accreditamento nell’albo europeo
delle Onlus e ONG e consente all’associazione di richiedere
finanziamenti per lo svolgimento di progetti e di partecipare ai bandi di gara indetti semestralmente. Inoltre, per facilitare il processo di networking con altre organizzazioni
europee, Observo onlus è iscritta nel database "Salto Otlas",
che raccoglie le più importanti associazioni no-profit che lavorano in Europa. Ciò consentirà di stringere partnership
internazionali e dare maggiore rilevanza ad eventuali proposte progettuali grazie ai partner transnazionali. In tale
contesto Observo onlus, come al solito, è disponible a collaborare con altri soggetti, pubblici e privati, per sfruttare
questo percorso e approfondire la conoscenza dei canali di
accesso alla nostra Europa.
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C`è violenza e violenza La massima