la solidità
dà sempre
i suoi frutti
Teatro Comunale
C h i a b r e r a
S TAG I O N E A R T I S T I CA 20 14/ 15
Nata nel 1840, la Cassa di Risparmio di Savona è la più antica cassa di risparmio ligure. Dal 2000 parte del
gruppo Carige, è la banca leader in provincia di Savona presente anche nelle provincie di Imperia e Cuneo.
Con i suoi 50 sportelli sul territorio rappresenta uno dei principali motori del turismo, dell’artigianato,
del commercio, dell’industria e dell’agricoltura.
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coltiviamo i vostri interessi dal 1840
mpegno, classici, intrattenimento intelligente, grande musica. Il cartellone del Teatro Chiabrera, ancora una volta,
si dimostra all’altezza delle aspettative di un pubblico sempre più esigente e preparato. Un pubblico che non ha mai
trascurato il proprio teatro, nonostante gli anni difficili che stiamo attraversando.
L’ho già detto e scritto, ma val la pena di ripeterlo: abbiamo difeso la cultura dalla crisi e abbiamo sostenuto il Teatro
Comunale perché pensiamo che cultura e teatro, appunto, siano beni primari in una società che ha bisogno di ridefinire
continuamente la propria identità.
E sono felice che i miei concittadini abbiano capito questo messaggio. E lo abbiano fatto continuando ad occupare i
posti del nostro magnifico teatro.
Non parlerò della stagione che verrà. Meglio di me lo fa, nelle pagine che seguono, il Direttore del Teatro. Voglio
tuttavia dire che la stagione 2014/15 sarà, e basta dare un’occhiata a titoli e protagonisti, una delle più interessanti
degli ultimi anni.
Non c’è uno spettacolo o un concerto che non abbia un motivo d’attrazione. Sarà difficile scegliere.
Il Sindaco
Federico Berruti
stagione artistica si compone di quattro rassegne per sessantasette rappresentazioni unendo alla
consueta qualità della programmazione quella circolarità tra teatro, cinema e televisione che caratterizza, ormai, e con
risultati a volte sorprendenti, la scena italiana. La rassegna ha un impianto “contemporaneo” che si rivela anche
nell’allestimento del testo shakespeariano e uno “sguardo” femminile per alcuni temi che vedono le attrici protagoniste:
dall’amore filiale alla riflessione sulla maternità, dal “tempo” dei sentimenti alla violenza distruttiva del potere, dalla
dignità del lavoro al desiderio erotico. Inaugura la stagione “Re Lear” che vede il ritorno, dopo diciotto anni, di Michele
Placido anche nelle vesti di regista. Un testo inesauribile che racconta come, accanto alla fine del mondo originata
dalla “cecità” dei potenti di turno, in particolare del “secolo breve” appena passato e ampiamente citato nella
scenografia, sia possibile una sua ricostruzione in cui la vitalità di Edgar e il sacrificio di Cordelia rimettano in sesto,
restaurandolo, l’edificio della convivenza umana in uno scambio generazionale padri-figli quanto mai attuale. Di fronte
alla pazzia “consolatoria” di Re Lear sta, invece, quella senza speranza di “Enrico IV”, capolavoro pirandelliano scritto
nel 1921, ma di sorprendente contemporaneità, che testimonia lo “sbilancio” dell’arte sulla vita, del “personaggio” sulla
realtà, ma anche dell’irrigidimento e dell’impoverimento che produce un “ruolo” assegnato. Davvero l’Arte è un
medicamento pietoso alla scandalosa mutevolezza dell’esistenza? Per la prima volta a confronto con lo scrittore
girgentino, Franco Branciaroli raggiunge uno dei vertici della sua straordinaria carriera. Tocca di nuovo a Marco Baliani
accompagnare, da par suo, Stefano Accorsi nella seconda tappa del loro viaggio, dopo l’ “Orlando Furioso” dell’Ariosto
e prima del “Principe” di Machiavelli nella tradizione “alta”, ma non impervia della nostra letteratura. Ora è la volta del
“Decameron” del Boccaccio da cui tre coppie di attori, una parità di genere quanto mai necessaria visti i testi, sapranno
distillare, con libertà, tra “vizi, virtù e passioni”, il mistero della vita invincibile da ogni appestamento. È da questa gioia
del racconto che parte, rovesciandola in oscuro tormento, “Una pura formalità”, un film che, a suo tempo (1994), lasciò
interdetta parte della critica, ma ora tra i più amati e apprezzati lavori di Giuseppe Tornatore che ha aderito volentieri
al progetto di una riscrittura teatrale della sceneggiatura da parte di Glauco Mauri. Siamo in una stazione di polizia, o
forse no, c’è stato un assassinio, ma non è chiaro dove sia il cadavere, lo scrittore Ornoff (Roberto Sturno), in debito
ormai con la sua arte, è chiamato a darne conto e dovrà trovare in sé le risposte aiutato da un Commissario (Glauco
Mauri) in un emozionante incontro-scontro che non può non ricordare quello dostoevskijano tra Porfirij e Raskolnikov
e che si concluderà, forse, con una riconquistata serenità. Finale del tutto aperto, invece, quello che regala al pubblico
“7 Minuti”, ultimo lavoro di Stefano Massini da noi già ospite con il suo bellissimo “Processo a Dio”. Attesa nuova regia
di Alessandro Gassmann e con undici attrici capitanate da Ottavia Piccolo, il testo ha tutte le premesse per essere
uno degli spettacoli più significativi della stagione così come già appare dalla sola lettura. Partendo da un fatto
realmente avvenuto nella Francia dell’Alta Loira, il testo si (ci) interroga su un fatto apparentemente banale: il nuovo
management della fabbrica ha chiesto al consiglio di fabbrica (tutta femminile) di ridurre di solo “7 minuti” la pausa
pranzo per mantenere i livelli occupazionali. Che deve decidere il consiglio, accettare, rifiutare? Ciascuna è chiamata
a prendere posizione sapendo che, quale che sia il voto, nulla resterà invariato. Di tutt’altro genere è, invece, la scelta
che spetta alle tre protagoniste di “Tres”, uno scoppiettante e divertente testo dello spagnolo Juan Carlos Rubio che
affronta con levità argomenti quali la solitudine, la fedeltà, la maternità. Tre amiche, Anna Galiena, Marina Massironi e
Amanda Sandrelli, inseparabili al tempo del liceo, si ritrovano venti anni dopo non più giovani e senza figli, con l’orologio
biologico che scandisce il tempo inesorabile. Bene, perché non trovare, di comune accordo, uno stesso “inseminatore
naturale”? E se la biologia ha da dire la sua nel campo della fertilità femminile, resta del tutto ininfluente in quello
dell’amore come si incarica di dimostrare l’amabile testo di Lidia Ravera. Iris (Lella Costa) ha una certa età, diciamo
sessant’anni, e un’indomabile vitalità che non conosce pregiudizi. Senza pensione, deve vendere la “Nuda proprietà”
della casa fingendosi molto più malata di quello che è e subaffittando una camera quale studio a Carlo (Paolo Calabresi),
psicoanalista “maturo” pieno di ironia ed intelligenza. Quando apparirà la malattia di Carlo, forse senza scampo,
scopriranno di non poter più vivere separati e decideranno, comunque, di affrontare insieme il futuro. Giuseppe Fiorello
è stato nostro ospite dieci anni fa in un lavoro con Alessandro Gassmann e torna, ora, carico di vasti riconoscimenti
per le sue interpretazioni cinematografiche e, soprattutto, televisive. È da una di queste, quella dedicata a Domenico
Modugno, che parte l’idea dello spettacolo, un commuovente omaggio alla Sicilia di suo padre, alla sua infanzia, al
televisore in bianco e nero, alle feste di paese, ai lunghi viaggi in macchina con le canzoni di Modugno quale colonna
sonora sempre presente e che vengono ad inframezzare, eseguite dal vivo con l’ausilio di due provetti musicisti, il
racconto. Spettacolo rivelazione dello scorso anno, “Servo di scena” è la versione italiana dell’adattamento che Richard
Bean ha realizzato quattro anni fa al National Theatre di Londra dell’intramontabile “Servitore di due padroni” di Carlo
Goldoni. Nato da una scommessa produttiva di Pierfrancesco Favino, in una felice parentesi teatrale che ne ha interrotto
l’intensa attività cinematografica e televisiva, e di un gruppo di ventidue attori che si alterneranno in parte durante la
tournée, lo spettacolo, ambientato in una Rimini degli “anni del consenso” fascista, deve il suo successo alla
combinazione di commedia visiva e verbale, di Commedia dell’Arte e clownerie, di coinvolgimento diretto del pubblico
e di musica dal vivo con una prestazione sorprendente, anche per tenuta fisica, di Favino che delizia gli spettatori
“saltando” letteralmente da un personaggio all’altro (le due identità, per i due padroni, del moderno Arlecchino/Pippo)
in una girandola esilarante di equivoci e travestimenti. Anche Rocco Papaleo si concede uno “svago” teatrale dai suoi
impegni cinematografici portando sulla scena proprio quella “Piccola impresa meridionale” così fortunata sugli schermi
in un esperimento di “teatro canzone”, un colloquiale, amichevole diario in pubblico accompagnato dalla sua band.
Altro spettacolo “musicale”, ma con tutt’altra angolazione, quello che Moni Ovadia e Lucilla Galeazzi hanno realizzato
per parlare, ad un secolo dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale, del “Doppio Fronte”, quello della vita in tempo
di guerra in trincea e nelle città, con le donne protagoniste, in un percorso da Gadda e Ungaretti ai canti patriottici e
di protesta pacifista. La stessa presente anche ne “Le Cattive Strade”, una rilettura a due voci dell’esperienza artistica
e umana di Fabrizio De André in cui, al racconto appassionato di Andrea Scanzi, arricchito da estratti audio e video
originali, si alterna l’esecuzione, da parte di Giulio Casale, di un personale “florilegio” del repertorio del cantautore
genovese. Ne “L’invenzione della solitudine” Paul Auster affianca alla scoperta di un padre troppo a lungo sconosciuto
ed improvvisamente scomparso, la riflessione sulla sua identità di scrittore e padre dell’amato figlio D. proprio mentre
sta separandosi dalla moglie. Giorgio Gallione ne ha tratto un monologo teso e vibrante che, accompagnato dalle note
di Stefano Bollani, si è tradotto in una interpretazione maiuscola di Giuseppe Battiston. Lucilla Giagnoni, “nostra” ospite
d’elezione, dopo la trilogia della spiritualità presenta una nuova tappa, forse la migliore, della sua ricerca, un “Ecce
homo” drammaturgicamente ardimentoso e pieno di sorprendenti spunti originali e connessioni in uno svariare dalla
paleoantropologia al racconto evangelico per “impersonare” la fiaba dell’evoluzione, quella di Pinocchio. Corrado
Abbati continua ad alternare un titolo del musical, “Tè per due” di Vincent Youmans, reso popolare dal film con Doris
Day, con uno del mondo della classica operetta viennese, “Il paese del sorriso” di Franz Lehár, mentre Teatro Musica
Novecento di Stefano Giaroli propone, per il centenario della prima rappresentazione, tra Vienna e Budapest,
l’intramontabile “La principessa della czarda” di Emmerich Kálmán. A comporre il trittico della danza due compagnie
russe già nostre ospiti in due lavori della “grande“ tradizione e una delle principali compagnie italiane impegnata in una
rilettura originale del tango: il Russian Ballet Moscow in “Romeo e Giulietta” di Prokofiev con le coreografie di Aleksander
Lyapin , il Balletto di Mosca “La Classique” con le coreografie originali di Marius Petipa per “Il lago dei cigni” diČajkovskij
e il Balletto di Roma in “Contemporary Tango” su musiche di Piazzolla ed altri argentini con le coreografie di Milena
Zullo e la partecipazione di Kledi Kadiu. La stagione musicale mantiene, rafforzandolo, il suo carattere internazionale
sotto il segno, preponderante, della tastiera. La inaugura Alexander Kobrin, russo newyorkese, Premio Van Cliburn e
Busoni con un programma che nella prima parte si richiama al progetto Beethoven della scorsa stagione e che, nella
seconda, con gli Studi op. 25 di Chopin si pone a specchio con quello del diciannovenne polacco-canadese Jan
Lisiecki, formidabile rising star, Young Artist Gramophone Award del 2013 e Premio Bernstein, alle prese, appunto,
con gli Studi op. 10 di Chopin incisi per la DGG e pluripremiati, mentre il rumeno-tedesco Herbert Schuch, Premio
“Beethoven” di Vienna, presenta un recital schubertiano del quale sta diventando un riconosciuto specialista. Sempre
tastiera, ma con la partecipazione dell’Orchestra Sinfonica della Radiotelevisione Croata, quella della, appunto, croata
Martina Filjak, Premio Cleveland e Viotti, impegnata, dopo oltre vent’anni di assenza in città, ad eseguire il temibile e
monumentale Secondo Concerto per pianoforte di Brahms e del “nostro” Pietro De Maria, Premio Ciani e Géza Anda,
che, con l’ausilio del boemo Quartetto Bennewitz, interpreta due “Kammerkonzert” di Mozart. Tocca al violino
dell’ucraino Valeriy Sokolov, Premio Enescu e artista EMI, offrire un programma molto ben impaginato dal non frequente
“Grand Duo” di Schubert ad un virtuosistico Saint-Saëns e al trio inglese di prima grandezza guidato al cembalo da
Trevor Pinnock, una figura leggendaria nel mondo della musica “antica”, compiere insieme alla viola da gamba di
Jonathan Manson e al violino di Matthew Truscott un raffinato viaggio nel barocco da Leclair a Rameau a J.S Bach.
L’appuntamento annuale con i “maestri” del pianoforte, che segna la stagione, è quello con Katia e Maria Labèque,
probabilmente il duo più famoso in attività, tra la sognante delicatezza della “Fantasia” di Schubert e la percussività
della “Sagra della Primavera” stravinskijana.
Il Direttore del Teatro
Roberto Bosi
TEATRO
11-12-13 Novembre (turno A-B-C)
12 e 14 Novembre 10 (studenti)
GOLDENART PRODUCTION SRL
MICHELE PLACIDO
“Re Lear” di William Shakespeare
19-20-21 Novembre (turno A-B-C-D)
LA CONTEMPORANEA SRL
LELLA COSTA/PAOLO CALABRESI
“Nuda proprietà” di Lidia Ravera
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1-2-3 Dicembre (turno A-B-C)
TIESSETEATRO
ANNA GALIENA/MARINA MASSIRONI/
AMANDA SANDRELLI/SERGIO MUNIZ
“Tres” di Juan Carlos Rubio
10-11-12 Dicembre (turno A-B-C)
NUOVO TEATRO
GIUSEPPE FIORELLO
“Penso che un sogno così...”
15 Dicembre (turno D)
16 Dicembre (fuori abbonamento)
15-16 Dicembre (studenti)
CTB CENTRO TEATRALE BRESCIANO
LUCILLA GIAGNONI
“Ecce homo” Tra Darwin e Pinocchio
pag.23
pag.25
pag.27
pag.29
pag.31
8-9-10 Gennaio (turno A-B-C)
CTB CENTRO TEATRALE BRESCIANO/
TEATRO DE GLI INCAMMINATI
FRANCO BRANCIAROLI
“Enrico IV” di Luigi Pirandello
pag.33
15 Gennaio (turno D)
NUOVO TEATRO
ROCCO PAPALEO
“Una piccola impresa meridionale”
di Rocco Papaleo e Valter Lupo
pag.35
25 Gennaio (turno D)
26 Gennaio (fuori abbonamento)
PROMOMUSIC/TEATRO BIONDO STABILE
DI PALERMO/RAVENNA FESTIVAL 2014
MONI OVADIA/LUCILLA GALEAZZI
“Doppio Fronte” di Moni Ovadia e Lucilla Galeazzi
pag.37
27-28-29 Gennaio (turno A-B-C)
GLI IPOCRITI/REP-GRUPPO DANNY ROSE
PIERFRANCESCO FAVINO
“Servo per due” (One Man, Two Guvnors)
di Richard Bean
pag.39
2 Febbraio (turno D)
TEATRO DELL’ARCHIVOLTO/
TEATRO STABILE DI GENOVA
GIUSEPPE BATTISTON
“L’invenzione della solitudine” di Paul Auster
pag.41
9
MUSICA E BALLETTO
9-10-11 Febbraio (turno A-B-C)
10-11 Febbraio (studenti)
EMILIA ROMAGNA TEATRO/TEATRO STABILE
DELL’UMBRIA/TEATRO STABILE DEL VENETO
OTTAVIA PICCOLO
“7 Minuti” di Stefano Massini
24-25-26 Febbraio (turno A-B-C)
COMPAGNIA MAURI/STURNO
GLAUCO MAURI/ROBERTO STURNO
“Una pura formalità” di Glauco Mauri
dal film di Giuseppe Tornatore
5 Marzo (turno D)
PROMOMUSIC
ANDREA SCANZI/GIULIO CASALE
“Le Cattive Strade”
19-20-21 Marzo (turno A-B-C)
NUOVO TEATRO
STEFANO ACCORSI
“Decamerone” Vizi, virtù, passioni
22 Novembre
ALEXANDER KOBRIN
pag. 43
pag.53
29 Novembre
PIETRO DE MARIA/
QUARTETTO BENNEWITZ
pag.55
13 Dicembre
ORCHESTRA SINFONICA DELLA
RADIOTELEVISIONE CROATA
pag.45
MLADEN TARBUK/MARTINA FILJAK
pag. 57
20 Dicembre
RUSSIAN BALLET MOSCOW
“Romeo e Giulietta” musica di Sergej Prokofiev
pag.47
pag.59
21 Dicembre (fuori abbonamento)
THE HARLEM MESSENGERS
pag. 61
17 Gennaio
pag.49
JAN LISIECKI
pag.63
24 Gennaio
BALLETTO DI MOSCA “La Classique”
“Il lago dei cigni” musica di Pëtr I. Čajkovskij
pag.65
31 Gennaio
KATIA e MARIELLE LABÈQUE
pag. 67
11
OPERETTA
28 Novembre
7 Febbraio
HERBERT SCHUCH
pag.69
COMPAGNIA CORRADO ABBATI
“Tè per due” (No, No Nanette)
28 Febbraio
VALERIY SOKOLOV/EVGENY IZOTOV
pag. 71
COMPAGNIA CORRADO ABBATI
pag. 73
“Il paese del sorriso” di Franz Lehár
pag. 81
20 Febbraio
13 Marzo
BALLETTO DI ROMA
“Contemporary Tango”
musiche di Astor Piazzolla ed altri
pag. 79
23 Gennaio
7 Marzo
TREVOR PINNOCK/MATTHEW TRUSCOTT/
JONATHAN MANSON
di Vincent Youmans
13
TEATRO MUSICA NOVECENTO
“La principessa della Czarda”
pag. 75
di Emmerich Kálmán pag.83
Teatro dell’Oper a Giocosa
Orchestr a Sinfonica di Savona
Compagnia Teatr ale Salamander
pag.85
INFOR MAZIONI GENER ALI
pag.88
15
La casa è lo specchio dell’anima.
Calendario
11-12-13 Novembre
12 e 14 Novembre (studenti)
MICHELE PLACIDO
“Re Lear” di W. Shakespeare
19-20-21 Novembre
LELLA COSTA/PAOLO CALABRESI
“Nuda proprietà” di L. Ravera
22 Novembre
16
ALEXANDER KOBRIN
28 Novembre
COMPAGNIA CORRADO ABBATI
“Tè per due” di V. Youmans
29 Novembre
PIETRO DE MARIA/QUARTETTO BENNEWITZ
1-2-3 Dicembre
ANNA GALIENA/MARINA MASSIRONI/AMANDA
SANDRELLI/SERGIO MUNIZ
“Tres” di J. C. Rubio
10-11-12 Dicembre
GIUSEPPE FIORELLO
“Penso che un sogno così...” di G. Fiorello e V. Moroni
24-25-26 Febbraio
GLAUCO MAURI/ROBERTO STURNO
“Una pura formalità”
di G. Mauri dal film di G. Tornatore
13 Dicembre
ORCHESTRA SINFONICA DELLA RADIOTELEVISIONE
CROATA/MLADEN TARBUK/MARTINA FILJAK
24 Gennaio
BALLETTO DI MOSCA “La Classique”
“Il lago dei cigni” di P.I. Čajkovskij
15-16 Dicembre
15-16 Dicembre, ore 11 (studenti)
LUCILLA GIAGNONI
“Ecce homo” di L. Giagnoni
25-26 Gennaio
MONI OVADIA/LUCILLA GALEAZZI
“Doppio fronte” di M. Ovadia e L. Galeazzi
28 Febbraio
VALERIY SOKOLOV/EVGENIY IZOTOV
27-28-29 Gennaio
PIERFRANCESCO FAVINO
“Servo per due” di R. Bean
5 Marzo
ANDREA SCANZI/GIULIO CASALE
“Le Cattive Strade” dalle canzoni di F. De Andrè
21 Dicembre
THE HARLEM MESSENGERS
31 Gennaio
KATIA e MARIELLE LABÈQUE
8-9-10 Gennaio
FRANCO BRANCIAROLI
“Enrico IV” di L. Pirandello
2 Febbraio
GIUSEPPE BATTISTON
“L’invenzione della solitudine” di P. Auster
7 Marzo
TREVOR PINNOCK/MATTHEW TRUSCOTT/
JONATHAN MANSON
15 Gennaio
ROCCO PAPALEO
“Una piccola impresa meridionale”
di R. Papaleo e V. Lupo
7 Febbraio
HERBERT SCHUCH
20 Dicembre
RUSSIAN BALLET MOSCOW
“Romeo e Giulietta”, musiche di S. Prokofiev
17 Gennaio
JAN LISIECKI
9-10-11 Febbraio
10-11 Febbraio, ore 11 (studenti)
OTTAVIA PICCOLO
“7 Minuti” di S. Massini
23 Gennaio
COMPAGNIA CORRADO ABBATI
“Il paese del sorriso” di F. Lehár
20 Febbraio
TEATRO MUSICA NOVECENTO
“La principessa della czarda” di E. Kálmán
13 Marzo
BALLETTO DI ROMA
“Contemporary Tango”
musiche di A. Piazzolla ed altri
19-20-21 Marzo
STEFANO ACCORSI
“Decamerone” dal “Decameron” di G. Boccaccio
17
teatroragazzi 2015
STUDIO DENTISTICO
18 Febbraio, ore 10
FONDAZIONE TEATRORAGAZZI E GIOVANI di Torino
“Marco Polo e il viaggio delle meraviglie”
testo e regia di Luigina Dagostino
indicato per le scuole elementari
19 Febbraio, ore 10
FONDAZIONE TEATRORAGAZZI E GIOVANI di Torino
“Il giro del mondo in 80 giorni”
testo e regia di Luigina Dagostino
indicato per le scuole elementari e
le prime due classi delle scuole medie
4 Marzo, ore 10
TEATRO DELLE BRICIOLE di Parma
“Diluvio Rock” racconto di parole e musica
testo e regia di Paola Crecchi
indicato per il secondo ciclo elementare e medie
Per un sorriso
da star.
adv [email protected]
9 Marzo, ore 10
CA’ LUOGO D’ARTE di Reggio Emilia
“Fiabe italiane”
raccolte dalle tradizioni popolari italiane
testo di Marina Allegri
indicato per le scuole elementari
23-24 Marzo, ore 10
CA’ LUOGO D’ARTE di Reggio Emilia
“Pik Badaluk” Una storia in musica
testo di Marina Allegri
indicato per le scuole materne
tel. 019 822682 via Don Minzoni 30-32-34 R
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13 Aprile, ore 10
QUELLI DI GROCK di Milano
“Senzacoda”
liberamente ispirato a “La sirenetta” di H. C. Andersen
testo di Valeria Cavalli
indicato per il secondo ciclo elementare e medie
14 Aprile, ore 10
IL BAULE VOLANTE di Ferrara
“Hansel e Gretel”
di Roberto Anglisani e Liliana Letterese
indicato per le scuole elementari
16-17 Aprile, ore 10
TEATRO GIOCO VITA di Piacenza
“Il cielo degli orsi”
due storie di Wolf Erlbruch
indicato per le scuole materne
5-6 Maggio
ACCADEMIA PERDUTA di Ravenna
“Sotto la neve”
di Marcello Chiarenza
indicato per le scuole materne e il primo ciclo della scuola
elementare
19
Teatro 2014/15
11-12-13 Novembre, ore 21 (turno A-B-C)
12 e 14 Novembre, ore 10 (studenti)
GOLDENART PRODUCTION SRL
in collaborazione con Ghione Produzioni e con Estate Teatrale Veronese
MICHELE PLACIDO
“Re Lear” di William Shakespeare
traduzione e adattamento di Michele Placido e Marica Gungui
con Gigi Angelillo, Francesco Bonomo, Federica Vincenti, Francesco Biscione, Giulio Forges Davanzati, Peppe Bisogno,
Brenno Placido, Alessandro Parise, Marta Nuti, Maria Chiara Augenti, Mauro Racanati, Bernardo Bruno, Gerardo D’Angelo
regia di Michele Placido e Francesco Manetti
22
“Ho frequentato Shakespeare nei più teneri anni dell’adolescenza, improvvisando rappresentazioni notturne per i miei compagni
paesani (ricordo un “essere o non essere” finito con un gavettone d’acqua), iniziai la mia carriera proprio come attore nel ruolo del
“muro” nel “Sogno di una notte di mezza estate” con la regia di Orazio Costa; ho poi interpretato: il bastardo nel “Re Giovanni” con
la regia di Fortunato Simone, Calibano ne “La Tempesta” con la regia di Strehler, Petruccio ne “La Bisbetica Domata” con la regia
di Dall’Aglio, Macbeth e Otello con la regia di Bellocchio e Calenda. Solo l’assidua frequentazione del mondo di Shakespeare in
questi anni tormentati della nostra storia mi ha dato coraggio nel proseguire il cammino senza sorprendermi dell’orrore che noi
uomini siamo capaci di scatenare. Re Lear esplora la natura stessa dell’esistenza umana: l’amore e il dovere, il potere e la perdita,
il bene e il male, racconta della fine di un mondo, il crollo di tutte le certezze di un’epoca, lo sgomento dell’essere umano di fronte
all’imperscrutabilità delle leggi. All’inizio del dramma Lear rinuncia al suo ruolo, consegna il suo regno nelle mani delle figlie, si spoglia
dell’essere Re, pilastro e centro del mondo, per tornare uomo tra gli uomini, rifarsi bambino e in pace “gattonare verso la morte”.
Come un bambino pretende l’amore, Lear esige in cambio della cessione del suo potere, che le figlie espongano in parole i loro
sentimenti per lui. Ma Cordelia, la più piccola, sa che l’amore, il vero amore non ha parole e alla richiesta del padre può rispondere
solo: “nulla, mio signore”. È questo equivoco, questo confondere l’amore con le parole, che, nel momento in cui le altre figlie si
mostreranno per quello che sono, farà crollare Lear rendendolo pazzo. E con Lear è il mondo intero che va fuori di sesto, la natura
scatenata e innocente riprende il suo dominio, riporta gli uomini al loro stato primordiale, nudi e impauriti, in balia di freddo e pioggia
a lottare per la propria sopravvivenza, vermi della terra. È qui che può cominciare un crudele cammino d’iniziazione: resi folli o ciechi
per non aver saputo capire o vedere, Lear e il suo alter ego Gloucester, accompagnati da figli che si son fatti padri, giungeranno
finalmente a capire e vedere. Il palcoscenico in cui si muovono i nostri personaggi, è la distruzione del mondo. La storia di Lear
è la storia dell’uomo, la storia di civiltà che si credono eterne, ma che fondano il loro potere su resti di altri poteri, in un continuo
girotondo di catastrofi e ricostruzioni, di macerie costruite su macerie. Scene in sé così vive e potenti da farci tornare alla mente una
composizione poetica del ‘500 dal forte simbolismo: “Corpus Christis Carol” dal quale trasuda un fremito religioso che attraversa
anche il testo shakespeariano. Da questo canto, tramandato nei secoli e rinnovato nella meravigliosa interpretazione di Jeff
Buckley, la cui vita grottesca e drammatica ci ricorda personaggi come Edgar e il Fool, partirà la composizione della drammaturgia
musicale, realizzata da Luca D’Alberto, che fonderà i profili di Cordelia con il Fool, del Fool con Lear, di Edgar con Gloucester,
attraverso soluzioni armoniche e graffi timbrici. Che cosa ha dunque senso in questa tragedia? Quale speranza possiamo trarre?
Forse solo la conoscenza di che cosa sia l’uomo di fronte all’universo, raggiunta attraverso un percorso di spoliazione in cui
l’amore e la solidarietà si mostrano nella loro essenza terribilmente umana. Forse solo a questo, ad aiutare la creazione di questa
consapevolezza, mira tutta l’opera di Shakespeare, a patto però che gli spettatori non dimentichino mai di trovarsi a teatro, che non
cadano nell’illusione di un altro mondo, che sempre vedano il muro dietro la scena di cartone” (Michele Placido, Francesco Manetti)
TEATRO
23
19-20-21 Novembre, ore 21 (turno A-B-C-D)
LA CONTEMPORANEA SRL
in coproduzione con Mismaonda
LELLA COSTA/PAOLO CALABRESI
“Nuda proprietà” di Lidia Ravera
(tratto dal romanzo “Piangi pure” di Lidia Ravera)
con Claudia Gusmano e Marco Palvetti
regia di Emanuela Giordano
24
Innamorarsi a 60 anni è una sfida, una forma d’arte, un capolavoro. È la vittoria della libertà contro gli stereotipi. Iris,
contro ogni logica, si innamora di Carlo e Carlo di Iris. Lui dopo un po’, ma va bene così. Tutto comincia con una
stanza in subaffitto. Iris la offre a Carlo, psicoanalista sfrattato del pianoterra. Intanto lei, rimasta senza un soldo, vende
in nuda proprietà la casa. Dissipatrice accanita, senza pensione, non ha altra scelta che cedere il suo unico bene al
miglior offerente, fingendosi molto più malandata di quello che è. Il miglior offerente è senza scrupoli e una nipotina
bella e nullafacente fa irruzione proprio quando Iris e Carlo capiscono che sta succedendo qualcosa di imprevedibile.
Mentre Carlo scopre di essere malato Iris si accorge che non può più fare a meno di lui, della sua intelligenza, della
sua ironia, della sua capacità di decifrare la vita per quello che è. Carlo è affascinato da questa donna incasinata e
vitale, che si espone, si dichiara, senza farsi mortificare dalle convenzioni. Decidono di vivere insieme tutto quello che
resta da vivere. In due riescono a guardare in faccia la realtà, a chiamare per nome tutte le loro paure e a riderci sopra.
Lella Costa è Iris, per l’evidenza dell’affinità fra lei e il personaggio; Lella, spiritosa e serissima, impegnata e
leggera, allegra benché intelligente, libera dentro. Lella Costa è entrata dentro Iris con la grazia dei talenti naturali.
Quando si è sentita sufficientemente posseduta, ha trovato il suo Carlo. Paolo Calabresi, perfetto nei tempi, nel
timbro, nei sottotesti, nei silenzi, nel ritmo. Un essere maschile superiore, di quelli che si sogna di incontrare ad
una festa e farli innamorare. Uno di quelli che non si smette mai di sognare. Si riderà con loro e si piangerà per
loro, a scene alterne e anche nella stessa scena e si uscirà da questa commedia più leggeri e agguerriti, con il
sorriso sulle labbra, felici di aver celebrato tutti insieme un rito propiziatorio, una festa alla forza e alla fragilità umana.
Foto: Marina Alessi
TEATRO
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1-2-3 Dicembre, ore 21 (turno A-B-C)
SANNY PRODUZIONI SRL
ANNA GALIENA/MARINA MASSIRONI/AMANDA SANDRELLI/SERGIO MUNIZ
“Tres” di Juan Carlos Rubio
regia di Chiara Noschese
“Tre amiche inseparabili al liceo si ritrovano dopo più di vent’anni, hanno avuto tre vite diverse, con esperienze
diverse. Marisa (Anna Galiena) è un’affermata conduttrice televisiva. Carlotta (Marina Massironi) ha divorziato da
un marito che la tradiva, ha perso molti chili dal liceo e vive sola con il suo gatto. Angela (Amanda Sandrelli) ha
da poco perso il marito e fatica a sbarcare il lunario. Tre donne con un passato completamente diverso che però
hanno una cosa in comune, non sono più giovanissime e nessuna di loro ha mai avuto un bambino. Dopo una
notte folle tra risse, recriminazioni, risate e alcool giungono ad una conclusione: rimanere incinta insieme e dello
stesso uomo. Reclutano così un “prescelto” che, nel loro ricordo, rappresenta e corrisponde all’uomo ideale. Farà
quindi ingresso nella vicenda anche un uomo, Alberto (Sergio Muniz), che però nasconde un segreto... La storia
si svilupperà con un finale a sorpresa, paradossale, toccando con levità argomenti come la solitudine, l’infedeltà,
la prostituzione, la maternità. ‘Tres’ è una macchina comica, un intreccio di situazioni esilaranti e irriverenti,
nata dalla prolifica penna di Juan Carlos Rubio, che in Spagna ne ha curato anche la regia”. (Chiara Noschese)
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Foto: Marina Alessi
TEATRO
10-11-12 Dicembre, ore 21 (turno A-B-C)
NUOVO TEATRO/IBLA FILM
GIUSEPPE FIORELLO
“Penso che un sogno così...”
di Giuseppe Fiorello e Vittorio Moroni
musiche eseguite dal vivo da Daniele Bonaviri e Fabrizio Palma
regia di Giampiero Solari
“Salgo a bordo del deltaplano delle canzoni di Domenico Modugno e sorvolo la mia infanzia, la Sicilia e l’Italia di
quegli anni, le facce, le persone, vicende buffe, altre dolorose, altre nostalgiche e altre ancora che potranno sembrare
incredibili. Attraverso questo viaggio invito i protagonisti della mia vita ad uscire dalla memoria e accompagnarmi sul
palco, per partecipare insieme ad un avventuroso gioco di specchi”. (Giuseppe Fiorello)
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Giuseppe Fiorello debutta al cinema nel 1997 con “L’ultimo capodanno” per la regia di Marco Risi e, nello stesso anno,
Carlo Verdone lo nota e gli propone di duettare nel film “C’era un cinese in coma”. Successivamente partecipa ad
una lunga serie di fiction televisive targate Rai tra cui: “Salvo D’Acquisto” (regia di Alberto Sironi), “Brancaccio” (regia
di Gianfranco Albano), “La Guerra è finita” (regia di Lodovico Gasparini), “L’uomo sbagliato” (regia di Stefano Reali),
“Il grande Torino” (regia di Claudio Bonivento), “Il cuore nel pozzo” (regia di Alberto Negrin), “Il bambino sull’acqua”
(regia di Paolo Bianchini), “Joe Petrosino” (regia di Alfredo Peyretti). Anche il teatro si affaccia nella vita professionale
di Fiorello, ed ecco il debutto al fianco di Alessandro Gassmann in “Delitto per Delitto” di Craig Warner per la regia
di Alessandro Benvenuti ospitato nel 2004 anche in città. Nel 2007 torna in televisione con “Giuseppe Moscati” di
Giacomo Campiotti, a cui fanno seguito il film tv “La vita rubata” di Graziano Diana e la miniserie “Il bambino della
domenica” di Maurizio Zaccaro, entrambi in onda nel 2008. Continua così l’inarrestabile collana di personaggi e storie
sempre Rai, consolidando anche un rapporto di grande collaborazione con la rete ammiraglia, diventato ormai anche
una sorta di coerenza artistica. Nel 2010, infatti, è nuovamente su Rai Uno con varie fiction: “Lo scandalo della Banca
Romana”, “Il sorteggio” e “La leggenda del bandito e del campione”. Oltre alla televisione, ma con minor frequenza,
torna a presentarsi il cinema, con collaborazioni importanti quali “Galantuomini” per la regia di Edoardo Winspeare,
“Baarìa” per la regia di Giuseppe Tornatore e “Magnifica presenza” per la regia di Ferzan Ozpetek. Ancora in televisione
porta sullo schermo un tema scottante come quello dei padri separati e la miniserie “Sarò sempre tuo padre” riscuote
un enorme successo di pubblico. Nel 2011 partecipa a “Terraferma” di Emanuele Crialese, che lo porterà al 68°
Festival del Cinema di Venezia. Nel 2012 interpreta “Volare” che racconta la vita di Domenico Modugno per la regia
di Riccardo Milani, miniserie che ha raccolto un numero impressionante di telespettatori, oltre 11 milioni. Nel 2013 il
ritorno, apprezzatissimo, in teatro con lo spettacolo “Penso che un sogno così...” e due partecipazioni al cinema con
“Se Chiudo Gli Occhi Non Sono Più Qui” diretto da Vittorio Moroni e “Benvenuto Presidente” di Riccardo Milani con
Claudio Bisio mentre nel 2014 si registra il grande successo del tv movie “L’oro di Scampia”.
Foto: Pino Le Pera
TEATRO
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15 Dicembre, ore 21 (turno D)
16 Dicembre, ore 21 (fuori abbonamento)
15-16 Dicembre, ore 11 (studenti)
CTB CENTRO TEATRALE BRESCIANO/TPE TEATRO PIEMONTE EUROPA
LUCILLA GIAGNONI
“Ecce homo” Tra Darwin e Pinocchio
un progetto di Lucilla Giagnoni
collaborazione al testo Maria Rosa Pantè
musiche di Paolo Pizzimenti
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“Ecco l’Uomo!”. È la frase che viene attribuita a Pilato quando mostra alla folla assatanata un Uomo (per alcuni il Messia,
per altri un impostore) flagellato, torturato, ridotto al livello più infimo dell’essere umano: uno straccio di sangue e carne
con in testa una corona di spine, mascherato per burla da Re del Mondo. Da più di quindici anni, in particolare con
i miei spettacoli “Vergine madre”, “Big Bang” e “Apocalisse”, sono concentrata ad interpretare i testi sacri in stretto
dialogo con la poesia e la scienza, senza mai rinunciare alla specificità o alla forza delle rappresentazioni che ciascun
linguaggio porta con sé, godendo della grande sapienza dell’Umano. Alla fine di questo percorso, però, mi è rimasta
una domanda: se dicessimo oggi “Ecco l’Uomo”, che cosa vedremmo? l’Homo oeconomicus? E poi tante altre: chi è
l’Homo sapiens? Che significa, veramente, “Essere Uomini”? Negli ultimi secoli l’Uomo ha costruito di sé l’immagine
di un Re da cui dipende il destino del mondo e delle sue creature. Ma, forse, la nostra è una favola: la favola di un Re
caduto dal trono. “C’era una volta un Re”: così inizia ogni favola che si rispetti. “C’era una volta un Re, diranno subito i
miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno”. C’è molta sapienza a incominciare
un racconto con un umile pezzo di legno. Che sia la fiaba di un pezzo di legno che vuole diventare a tutti i costi un
Uomo, a spiegare finalmente il senso di questo nome? Il lavoro intreccia tre modalità di racconto sull’Uomo: quello
scientifico della Paleoantropologia con le ultime scoperte sulle origini e sull’evoluzione dell’Uomo, quello della Fiaba di
Pinocchio di Collodi, a oltre 130 anni dalla prima pubblicazione, e quello del Vangelo: “Eu angelion” dal greco, Buona
Notizia”. (Lucilla Giagnoni)
Foto: Elisa Zanino
TEATRO
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8-9-10 Gennaio, ore 21 (turno A-B-C)
CTB TEATRO STABILE DI BRESCIA/TEATRO DE GLI INCAMMINATI
FRANCO BRANCIAROLI
“Enrico IV” di Luigi Pirandello
con Melania Giglio, Giorgio Lanza, Antonio Zanoletti, Valentina Violo, Tommaso Cardarelli, Daniele Griggio
e con (in o. a.) Sebastiano Bottari, Andrea Carabelli, Pier Paolo D’Alessandro, Mattia Sartoni
scene e costumi di Margherita Palli
regia di Franco Branciaroli
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Franco Branciaroli, tra i protagonisti del teatro italiano, dopo i recenti successi ottenuti con “Servo di scena” (ospitato anche
a Savona), “Il Teatrante” e “Don Chisciotte”, continua la sua indagine sui grandi personaggi del teatro portando sulla scena
“Enrico IV” di Luigi Pirandello. Questo capolavoro (1921, ma potrebbe essere stato scritto oggi) rappresentato per la prima
volta il 24 febbraio 1922 al Teatro Manzoni di Milano, “parla di un uomo del nostro tempo il quale, a seguito di una tragica
caduta da cavallo durante una festa in maschera, impazzisce identificandosi con il personaggio di cui portava il costume
e la maschera, Enrico IV, appunto. Passati gli anni, attorniato dalla servitù di casa che egli stesso obbliga a travestirsi per
simulare la vita del XII secolo, d’improvviso rinsavisce; scopre che la donna che ha sempre amato, Matilde, ha sposato il
suo rivale in amore, Belcredi, e decide di sprofondare per sempre nella pazzia, unica possibilità rimastagli per poter vivere.
Enrico IV, del quale magistralmente non ci viene mai svelato il vero nome, quasi a fissarlo nella sua identità fittizia, è vittima
non solo della follia, ma dell’impossibilità di adeguarsi ad una realtà che non gli si confà più. Stritolato nel modo di intendere
la vita di chi gli sta intorno, sceglie quindi di ‘interpretare’ il ruolo fisso del pazzo. È questa l’ultima grande figura scelta da
Branciaroli per la sua indagine sul rapporto, che è il fondamento del Teatro stesso, tra attore e personaggio. Con Enrico IV
questo percorso si chiude con l’interrogativo finale, che ne riassume perfettamente il senso: può l’arte sostituirsi alla vita?
La risposta di Pirandello è la cifra di tutta la sua opera: sì, pur essendo l’opposto della vita l’arte si può sostituire ad essa
poiché senza l’artificio (la maschera) la vita stessa non potrebbe essere vissuta. Il nostro protagonista non ha un nome
‘borghese’: Enrico IV è il solo nome con il quale lo conosciamo, perché la sua vita “fuori dalla finzione” è stata divorata dalla
follia (dapprima vera, poi cosciente) che lo esclude dallo scorrere del tempo. La vita, nel suo continuo assumere e dismettere
le forme nelle quali si presenta il mondo, consuma queste forme, che sono la somma delle idee ricevute, del buon senso
e della morale borghese, così che ciascuno di noi cambia continuamente maschera. Non è così per l’arte, che si esprime
in forme definitive, insensibili allo scorrere della vita. L’Arte, crea forme più potenti e definitive di quelle prodotte dalla vita,
si serve della disperazione di chi non ha più un posto nel mondo per trionfare, crudele e dispotica. Queste riflessioni, cui
Pirandello c’invita, non sono passate di moda. Le forme che assumiamo per vivere ci aiutano spesso a evitare la questione
centrale dell’esistenza: questo corpo, queste mani, questa faccia, sono io? Che cos’è questo “io”, che promette di liberarci
definitivamente da ogni finzione? Accettando per sempre la recita, il protagonista assume come definitiva la maschera
dell’arte, che ferma, cristallizza per sempre un personaggio, la sua fisionomia, le sue parole, il suo volto, il suo carattere.
Alla domanda “tu chi sei?”, quest’uomo potrà rispondere con una menzogna che ha il sapore tragico della verità: “io sono
Enrico IV”. La scelta di Enrico di sprofondare per sempre nella follia è più vicina a ciascuno di noi di quanto non si pensi.
Cerchiamo continuamente di difenderci dal flusso incessante e dalla scandalosa novità della vita dandoci un atteggiamento,
assumendo un ruolo, congelando il mutamento in forme risapute e rassicuranti. Ma se una caduta originaria ci gettò in
questa recita che ci tiene perennemente lontani da noi stessi, sarà un crimine, figlio di quella stessa recita, a sancire la
nostra definitiva estraneità dalla vita, quella che in altri tempi fu chiamata inferno”. (Angelo Pastore, Luca Doninelli)
Foto: Umberto Favretto
TEATRO
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15 Gennaio, ore 21 (turno D)
NUOVO TEATRO
ROCCO PAPALEO
“Una piccola impresa meridionale”
di Rocco Papaleo e Valter Lupo
Francesco Accardo, chitarra
Jerry Accardo, percussioni
Guerino Rondolone, contrabbasso
Arturo Valiante, pianoforte
regia di Valter Lupo
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“Un esperimento di teatro canzone, come un diario da sfogliare a caso, che raccoglie pensieri di giorni differenti.
Brevi annotazioni, rime lasciate a metà, parole che cercavano una musica, storielle divertenti o che tali mi appaiono
nel rileggerle ora. Non è che un diario racchiuda una vita, ma di certo, dentro, trovi cose che ti appartengono, e nel
mio caso l’azzardo che su alcune di quelle pagine valesse la pena di farci orecchiette, per riaprirle ogni sera a chi
ha voglia di ascoltare. Fin qui, il senso della piccola impresa. A renderla meridionale, ci pensa l’anagrafe, mia e della
band che tiene il tempo. Ma sarebbe meglio dire, il controtempo, visto che il sud, di solito, scorre a un ritmo diverso.
La questione meridionale in fondo è tutta qui: uno scarto di fuso orario, un jet lag della contemporaneità che spesso
intorpidisce le nostre ambizioni. Del corpo sociale, siamo gli arti periferici, dita e unghie. Il cuore pulsante batte altrove,
mentre a noi, tutt’al più spetta la manicure. Dunque, un teatro a portata di mano, col desiderio, a ben vedere, solo di
stringerne altre”. (Rocco Papaleo)
TEATRO
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25 Gennaio, ore 21 (turno D)
26 Gennaio, ore 21 (fuori abbonamento)
PROMOMUSIC/TEATRO BIONDO STABILE DI PALERMO/RAVENNA FESTIVAL 2014
MONI OVADIA/LUCILLA GALEAZZI
“Doppio Fronte” Oratorio per la Grande Guerra
di Moni Ovadia e Lucilla Galeazzi
con Paolo Rocca, clarinetto
Massimo Marcer, tromba
Albert Florian Mihai, fisarmonica
Luca Garlaschelli, contrabbasso
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Lo spettacolo, frutto di una commissione di Ravenna Festival e Mittelfest, propone una lettura inedita e composita
della guerra vista “dal basso” da uomini e donne provenienti dai ceti più popolari e da ogni parte d’Italia (proprio
con il tremendo conflitto si attuerà davvero, tra retrovie, trincee e campi di battaglia, l’unità del paese), con le loro
canzoni, le lettere e i diari dai campi di battaglia. Il racconto della prima guerra mondiale è visto dal “doppio fronte”:
quello combattuto dal nostro esercito nelle trincee sui monti e quello vissuto nel quotidiano da un’Italia che, via via,
andava impoverendosi sempre di più, in cui le donne condussero da sole una quotidiana battaglia di sopravvivenza
per mantenere la famiglia. I testi sono tratti dalle lettere dal fronte, dalle memorie dei combattenti (tra cui Gadda e
Ungaretti), dai diari di uomini e donne che vissero la guerra “ in casa”, come i veneti e i friulani: questi ultimi arruolati
nel 1914 dall’esercito austriaco e mandati a combattere sul fronte orientale, per poi ritrovarsi nel 1915 in trincea contro
l’esercito italiano! I canti sono quelli del grande repertorio a cui dette vita la sanguinosissima guerra e le sue battaglie:
canti patriottici o pacifisti, anonimi (come “Gorizia”, straordinaria e indimenticabile accusa delle sofferenze quotidiane
e terribili dei nostri soldati) e d’autore (di Trilussa, o di E.A. Mario, cui si deve “La leggenda del Piave”). In scena Moni
Ovadia nel ruolo dell’aedo e Lucilla Galeazzi, cantante e narratrice, accompagnati da quattro musicisti.
TEATRO
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27-28-29 Gennaio, ore 21 (turno A-B-C)
GLI IPOCRITI/REP-ASS. REP La Compagnia di Repertorio
PIERFRANCESCO FAVINO
“Servo per due” (One Man, Two Guvnors) di Richard Bean
liberamente tratto da “Il servitore di due padroni” di Carlo Goldoni
tradotto e adattato da Pierfrancesco Favino, Paolo Sassanelli, Marit Nissen, Simonetta Solder
con gli attori del Gruppo Danny Rose: Diego Ribon, Valentina Valsania, Claudio Castrogiovanni, Bruno Armando, Eleonora
Russo, Stefano Pesce, Chiara Tomarelli, Gianluca Bazzoli, Pietro Ragusa, Pierluigi Cicchetti, Paolo Sassanelli, Haydée Borelli
Elaborazioni ed esecuzioni musicali di “Musica da Ripostiglio”: Luca Pirozzi, chitarra, voce e banjo, Luca Giacomelli,
chitarra e voce, Raffaele Toninelli, contrabbasso e voce, Emanuele Pellegrini, batteria, percussioni e voce.
regia di Pierfrancesco Favino e Paolo Sassanelli
Lo spettacolo è realizzato con la partecipazione della Fondazione Teatro della Pergola di Firenze.
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Pierfrancesco Favino si presenta in teatro e realizza lo spettacolo di maggior successo della scorsa stagione, una riflessione
“diversa” su un classico come “Il servitore di due padroni” di Carlo Goldoni, portato a fama mondiale dal celebre allestimento di
Giorgio Strehler, nella versione inglese di Richard Bean. Ventidue attori oltre al protagonista per due cast che si alternano nella
tournée, vincono la scommessa della creazione di una nuova compagnia di repertorio che realizza uno spettacolo esilarante
amalgamando virtuosismi e straordinarie interpretazioni e non manca di coinvolgere direttamente anche il pubblico. Lo spettacolo
procede di battuta in battuta e colpi di scena accompagnato dall’esecuzione dal vivo di celebri brani d’epoca in una Rimini
felliniana che fa da sfondo agli equilibrismi del protagonista e della sua compagnia.
“Tre anni fa Richard Bean, per il National Theatre di Londra, scrive un adattamento de “Il servitore dei due padroni” di Carlo Goldoni
ambientandolo a Brighton negli anni ’60 e lo intitola “One man, two guvnors”. Lo spettacolo è così divertente che è ancora oggi
in scena nel West End registrando il tutto esaurito da tre anni. Dopo il successo dell’esperienza di REP e del gruppo Danny Rose
abbiamo deciso di cercare un’impresa teatrale che potesse partecipare al progetto e abbiamo così intrapreso quest’avventura con
la Compagnia Gli Ipocriti diretta da Melina Balsamo. Pierfrancesco Favino ed io eravamo consapevoli che sarebbe stata una vera
sfida coinvolgere il maggior numero di attori ed attrici del nostro gruppo creando due cast che potessero alternarsi a periodi di due
mesi ciascuno. Al momento di scegliere il gruppo di musicisti che doveva supportare lo spettacolo, creando intermezzi musicali
stile avanspettacolo tra una scena e l’altra, arrangiando le canzoni anni ’30 e portando lo spirito gioioso di cui avevamo bisogno, ho
immediatamente proposto il gruppo Musica da Ripostiglio: musicisti e persone meravigliose che hanno immediatamente aderito
al progetto. Insieme a Pierfrancesco Favino, Marit Nissen e Simonetta Solder ho tradotto il testo e ambientato la storia a Rimini
nel 1936, trasportando la tipica comicità inglese nel nostro mondo e trovando nuova linfa dall’adattamento; in fin dei conti Carlo
Goldoni è italiano! Sin da subito è stato chiaro che avremmo dovuto fare un’immersione nel mondo della Commedia dell’Arte,
passando attraverso seminari di acrobatica, clown e maschera, che sarebbero durati due settimane ciascuno; l’esperienza è stata
fondamentale e gradualmente ci ha portati ad un maggior grado di consapevolezza. L’arrivo alle prove di Gabriele Foschi e Fabrizio
Angelini ha introdotto il lavoro fondamentale del canto e del ballo che sono parte indispensabile del nostro allestimento. Solo dopo
questo processo, abbiamo ripreso in mano il testo. Le prime conferme del pubblico “pagante” ci hanno dato la consapevolezza che
questo percorso era necessario per un risultato eccellente. Devo aggiungere che senza l’impegno e la generosità di Pierfrancesco
Favino non saremmo qui adesso e non scriverei nessuna nota. Quando un attore di grande talento e, soprattutto, amato come
lui, sceglie di mettere in scena uno spettacolo che coinvolge 20 tra attori e attrici e 4 musicisti, e poi si sacrifica in prove estenuanti
per quasi un anno e rinuncia a tanto, vuol dire che sta e stiamo facendo qualcosa di nuovo in questo momento storico per la
cultura di questo paese, ed è esattamente lo spirito di REP e del gruppo Danny Rose nonché de Gli Ipocriti”. (Paolo Sassanelli)
Foto: Daniele Barraco
TEATRO
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2 Febbraio, ore 21 (turno D)
TEATRO DELL’ARCHIVOLTO/TEATRO STABILE DI GENOVA
GIUSEPPE BATTISTON
“L’invenzione della solitudine”
di Paul Auster
drammaturgia e regia di Giorgio Gallione
musiche di Stefano Bollani
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Qualche settimana dopo l’inattesa morte del padre, Auster si ritrova nella grande casa di un genitore quasi estraneo,
che ha abbandonato da anni la famiglia per ritirarsi in una solitudine caparbiamente distaccata dal mondo e dagli
affetti. Così, riscoprendo un padre semisconosciuto e assente attraverso tracce labili, oggetti e carte, il protagonista
riscopre i frammenti di una esistenza estranea, che è in parte anche la propria, ripercorrendo la vita di un uomo che si
è nascosto dal mondo. Una ricerca del padre scomparso che lo costringe a fare i conti con una perdita, una mancanza
che lo strazia come persona e come figlio. Ma “la musica del caso” vuole che lo stesso Auster, proprio in quei giorni,
stia per abbandonare la moglie e, ineluttabilmente, anche l’amatissimo figlio. In un mosaico di immagini, riflessioni,
coincidenze e associazioni, il destino costringe così Auster a riflettere sulla difficoltà di essere insieme padre e figlio e
su come il caso impercettibilmente governi le nostre vite.
“Torno a scrivere di mio padre. Pian piano sto arrivando a capire l’assurdità del compito che mi sono proposto. Quando
ho iniziato, tanta era l’urgenza di scrivere che pensavo che la storia si sarebbe fatta da sé. Ma c’è stata una ferita, e scopro
adesso quanto fosse profonda. Invece di guarirmi come pensavo, l’atto di scrivere l’ha tenuta aperta”. (Paul Auster).
“L’invenzione della solitudine”, pubblicato nel 1982, tre anni prima del successo internazionale della “Trilogia di New
York”, è edito da Einaudi.
Foto: Bepi Caroli
TEATRO
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9-10-11 Febbraio, ore 21 (turno A-B-C)
10-11 Febbraio, ore 11 (studenti)
ERT EMILIA ROMAGNA TEATRO FONDAZIONE/
TEATRO STABILE DELL’UMBRIA/TEATRO STABILE DEL VENETO
OTTAVIA PICCOLO
“7 Minuti” di Stefano Massini
con Paola Di Meglio, Silvia Piovan, Olga Rossi, Maiga Balkissa, Stefania Ugomari Di Blas, Cecilia Di Giuli,
Eleonora Bolla, Vittoria Corallo, Arianna Ancarani, Stella Piccioni
regia di Alessandro Gassmann
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“Ci sono storie che ti vengono a cercare. Sembra che facciano davvero di tutto per essere raccontate, per essere scritte.
Una di queste ha raggiunto e conquistato me, ed ha a che fare con le operaie tessili di Yssingeaux, nell’Alta Loira. Il fatto di
cronaca risale al gennaio 2012, e ha riempito i giornali d’Oltralpe: d’altra parte poteva passare inosservato quel braccio di
ferro così spietato fra le dipendenti, tutte donne, di uno dei massimi colossi industriali francesi e i nuovi dirigenti subentrati al
controllo? La storia delle operaie di Yssingeaux mi ha dato la caccia per vari mesi. Non potevo aprire un quotidiano o cliccare
su una web-page senza trovarmi di nuovo davanti quei visi femminili, assortiti di ogni età, impegnate in una difesa epica, antica
eppure modernissima, della propria dignità di lavoratrici. Ma in quale modo raccontare in teatro tutto questo? Il pretesto me
l’ha fornito, come sempre, non il filone principale bensì uno dei tanti aneddoti di cui è costellata la drammatica trattativa di
quei giorni: la lunga riunione del consiglio di fabbrica che doveva decidere se accettare o meno una rinuncia ai propri diritti
acquisiti. Su quella riunione ho costruito tutto. E con grande passione, perché mi sembrava straordinario ritrarre in scena il
mosaico estremo di quel conclave tutto di donne, chiamate a votare “si o no” non solo alla propria sorte, ma anche a quella di
chissà quante altre fabbriche nell’Europa della grande crisi. Come in tante occasioni, di cui la Storia è piena, si ha davvero la
sensazione che nel piccolo di quella riunione a Yssingeaux si sia realizzato il modello in miniatura del più tremendo dramma del
nostro tempo: il dibattito fra quelle undici donne, diversissime, è in fondo il sismografo di un inizio secolo iper-contraddittorio in
cui la bussola del lavoro sbanda impazzita, tirando nel vortice la stessa identità del cittadino europeo moderno. Ecco perché
ho ceduto alla pressante preghiera di quelle donne, che dalle foto dei giornali mi chiedevano di essere raccontate: la loro storia
è una radiografia del presente, in ognuna di loro, nelle storie di ognuna di loro, c’è il paradigma di qualcosa che ci riguarda,
ci tocca, e merita di comporre il mosaico di una narrazione contemporanea. E se nell’immediato dopoguerra, Reginald Rose
utilizzò l’espediente geniale di una composita giuria per scandagliare i fondali limacciosi della società americana, io sono
convinto che un consiglio di fabbrica possa quanto mai servire, oggi, per indagare i movimenti tellurici dell’Europa dilaniata
dagli spread”. (Stefano Massini)
“7 Minuti” di Stefano Massini, basato su un episodio realmente accaduto in una fabbrica francese è, in questo passaggio
storico, il testo che andavo cercando. Il linguaggio di Massini è vero, asciutto, credibile, coinvolgente, molto attento e preciso
nel descrivere i rapporti ed i percorsi di vita di undici donne, madri, figlie, tutte appunto diverse tra loro, ma capaci di raccontarci
una umanità che tenta disperatamente di reagire all’incertezza del futuro. Ottavia Piccolo, Blanche, rappresenterà, tra questi
undici caratteri, la possibilità di resistenza, il tentativo di far prevalere nel caos la logica, la giustizia, una sorta di “madre
coraggiosa” che tenta di indicare una via alternativa. Il disegno registico, come mia abitudine, si concentrerà sul tentativo
di dare verità a queste anime, descrivendone, in una scenografia iperrealista, tutte le diversità, emozioni, incomprensioni,
tentando, come sempre, di amplificare le emozioni già presenti nel testo. Il teatro può davvero essere luogo di denuncia senza
mai rinunciare alla produzione di emozioni, questo ho fatto finora e continuerò a fare con “7 Minuti”. (Alessandro Gassmann)
TEATRO
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24-25-26 Febbraio, ore 21 (turno A-B-C)
COMPAGNIA MAURI/STURNO
GLAUCO MAURI/ROBERTO STURNO
“Una pura formalità” dal film di Giuseppe Tornatore
versione teatrale di Glauco Mauri
con Giuseppe Nitti, Amedeo D’Amico, Paolo Benvenuto Vezzoso
regia di Glauco Mauri
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“Quando ‘Una pura formalità’ di Giuseppe Tornatore uscì nel 1994 fu accolto, per la sua inquietante novità, con
una certa difficoltà da parte della critica. Oggi è considerato uno dei suoi film più belli in assoluto (lo stesso autore
ne è convinto), un ‘piccolo capolavoro’ (interpreti: Gerard Depardieu, Roman Polansky e un giovanissimo Sergio
Rubini). L’intensità del racconto, il suo ritmo, illuminato da emozionanti colpi di scena, una razionale e al tempo stesso
commossa visione della vita, mi hanno spinto, in pieno accordo con Tornatore, ad una libera versione teatrale. Già il film
ha una sua struttura sospesa fra cinema e teatro e questo mi ha molto aiutato nel lavoro. E come negli ‘incontri’ fortunati,
la storia così magnificamente raccontata nel film, ha fatto germogliare in me emozioni inaspettate che diventavano
sempre più mie. Un’opera tanto più è valida quanto più dona a un interprete la possibilità di scoprire sfumature umane
e poetiche in essa nascoste. Ho cercato di far rivivere tutta la forza drammatica della sceneggiatura modificandone
quelle parti che si presentavano con dei connotati troppo cinematografici, preservandone al tempo stesso quell’intensità
che dall’inizio ci avvolge nel suo misterioso intreccio. Il racconto rimane oscuro fino al suo sconvolgente epilogo dove
i pezzi lacerati di una vita si compongono in una serenità inaspettata e commovente: un capovolgimento radicale di
quello che sembrava un giallo. Un delitto è stato commesso e ne viene accusato un celebre scrittore, Onoff. Ma, pur
con la tipica atmosfera di un thriller, ‘Una pura formalità’ è un viaggio alla scoperta di se stessi, di quella che è stata
la propria vita. “Gli uomini sono eternamente condannati a dimenticare le cose sgradevoli della loro vita; e più sono
sgradevoli e prima si apprestano a dimenticarle”. Ecco quello che scrive in uno dei suoi romanzi Onoff che, nella lunga
notte di ‘Una pura formalità’, cerca ansiosamente di ricordare... ricordare... cosa? Un altro uomo aiuta Onoff in questa
faticosa ricerca di un passato che si è voluto dimenticare: un inquietante commissario di polizia, un personaggio duro
e ironico, comprensivo, ma implacabile... Non può non sovvenirmi il ricordo del grande Dostoevskij e il rapporto tra
Porfirij e Raskolnikov in “Delitto e Castigo”. Tutto si svolge in una sperduta stazione di Polizia. Ma lo è veramente? E
dove si trova? E quelle strane persone al suo interno, sono poliziotti? Cosa aspettano? La storia fa nascere numerosi
interrogativi ed è pervasa di ‘misteriosi perché’. Il cinema ha le sue ricchezze espressive, il teatro ne ha altre che sono
sue proprie. E su un palcoscenico, nel nostro caso, la parola assume un valore non solo di racconto, ma anche di
invito alla fantasia e alle domande. Domande necessarie all’uomo per aiutarlo a cercare di comprendere quel viaggio a
volte stupendo e a volte terribile, ma sempre affascinante che è la vita. Anche a questo serve il teatro!”. (Glauco Mauri)
Foto: Manuela Giusto
TEATRO
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5 Marzo, ore 21 (turno D)
PROMOMUSIC
ANDREA SCANZI/GIULIO CASALE
“Le Cattive Strade”
un percorso tra le canzoni di Fabrizio De Andrè
“Le Cattive Strade” è uno spettacolo, scritto e interpretato da Giulio Casale e Andrea Scanzi, che in novanta minuti
ripercorre la carriera di Fabrizio De André. Scanzi racconta gli snodi del percorso artistico del poeta e cantautore
ligure. Alla sua narrazione si alternano le interpretazioni del cantautore e attore Giulio Casale, capace di personalizzare
con rispetto, personalità ed eclettismo il repertorio di Faber. Il lavoro, che racconta anche il De André meno noto, non
desidera canonizzare o, peggio ancora, santificare l’artista. Al contrario, “Le Cattive Strade” intende raccontare, senza
agiografie, ma con passione, le continue rivoluzioni e le poderose intuizioni (anche musicali) di un intellettuale inquieto.
Scomodo. Irripetibile. Lo spettacolo vive anche di una sua particolare multimedialità che comprende la proiezione
di filmati originali di Fabrizio De André, estratti audio, foto rare, ed esecuzioni dal vivo in acustico e anche su base.
Dall’autore anonimo di “Geordie” a Brassens, dal “Suonatore Jones” alla “Canzone del maggio”, da “Se ti tagliassero a
pezzetti” ad “Anime salve”. Senza dimenticare la produzione dialettale e l’apporto fondamentale dei tanti collaboratori
avvicendatisi accanto a lui. È una storia per nulla sbagliata, quella di Fabrizio De André. Tra cattive strade e fiori che
nascono dove meno te lo aspetti. Una storia che continua e continuerà, in direzione ostinatamente contraria.
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Volto televisivo soprattutto sui monitor di La7, Andrea Scanzi è giornalista e scrittore. Laureatosi con una tesi sui
cantautori, ha iniziato a collaborare con “il Manifesto” e “L’Espresso”, poi con “La Stampa” e ora a “Il Fatto Quotidiano”
e a “MicroMega”. Ha pubblicato per Giunti e Mondadori, prima di approdare a Feltrinelli.
Giulio Casale, musicista e scrittore (ha pubblicato per Arcana Libri e Garzanti), torna dopo aver presentato nel 2009
la sua “Canzone di Nanda” dedicata a Fernanda Pivano.
TEATRO
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19-20-21 Marzo, ore 21 (turno A-B-C)
NUOVO TEATRO
in collaborazione con la Fondazione Teatro della Pergola di Firenze
STEFANO ACCORSI
“Decamerone” Vizi, virtù, passioni
liberamente tratto dal “Decameron” di Giovanni Boccaccio
drammaturgia di Maria Maglietta
adattamento teatrale di Marco Baliani
con (in o.a.) Salvatore Arena, Silvia Briozzo, Fonte Fantasia, Mariano Nieddu, Naike Silipo
regia di Marco Baliani
Stefano Accorsi e Marco Baliani, sulla traccia del progetto “Grandi Italiani”, dopo il felice incontro del 2012 con l’Ariosto
e le rime dell’“Orlando Furioso”, affrontano ora le novelle del Boccaccio prima di concludere, tra due stagioni, il viaggio
con “Il Principe” di Machiavelli.
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“Le storie servono a rendere il mondo meno terribile, a immaginare altre vite, diverse da quella che si sta faticosamente
vivendo, le storie servono ad allontanare, per un poco di tempo, l’alito della morte. Finché si racconta, finché c’è
una voce che narra siamo ancora vivi, lui e lei che racconta e noi che ascoltiamo. Per questo ci si sposta da Firenze
verso la collina e lì si principia a raccontare. La città è appestata, la morte è in agguato, servono storie che facciano
dimenticare, storie di amori ridicoli, erotici, furiosi, storie rozze, spietate, sentimentali, grottesche, paurose , purché
siano storie, e raccontate bene, perché la vita reale là fuori si avvicina con denti affilati e agogna la preda. Abbiamo
scelto di raccontare alcune novelle del “Decameron” di Boccaccio perché oggi, ad essere appestata, è l’intera società.
Ne sentiamo i miasmi mortiferi, le corruzioni, gli inquinamenti, le conventicole, le mafie, l’impudicizia e l’impudenza
dei potenti, la menzogna, lo sfruttamento dei più deboli, il malaffare. In questa progressiva perdita di un civile sentire,
ci è sembrato importante far risuonare la voce del Boccaccio attraverso le nostre voci di teatranti. Per ricordare che
possediamo tesori linguistici pari ai nostri tesori paesaggistici e naturali, un’altra Italia, che non compare nei bollettini
della disfatta giornaliera con la quale la peste ci avvilisce.... Perché anche se le storie sembrano buffe, quegli amorazzi
triviali e laidi, quelle puzzonate, quelle strafottenti invenzioni che muovono al riso e allo sberleffo, mostrano poi, sotto
sotto, come in tutte le grandi storie, il mistero della vita stessa, un’amarezza lucida che risveglia di colpo la coscienza,
facendoci di botto scoprire che il re è nudo, e che per liberarci dall’appestamento, dobbiamo partire dalle nostre fragilità
e debolezze, riconoscerle, farci un bell’esame, ridendoci sopra, e digrignando i denti, magari uscendo da teatro poco
indignati ma ragionevolmente incazzati, anche con noi stessi”. (Marco Baliani)
Foto: Chicco De Luigi
TEATRO
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Musica e Balletto 2014/15
22 Novembre, ore 21
ALEXANDER KOBRIN, pianoforte
BEETHOVEN
Sonata n. 24 in fa diesis magg. op. 78
Sonata n. 30 in mi magg. op.109
CHOPIN
12 Studi op. 25
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ALEXANDER KOBRIN, moscovita residente a New York, ha iniziato lo studio del pianoforte all’età di cinque anni nella
celebre Scuola “Gnessin” con Tatiana Zelikmana approfondendolo successivamente al Conservatorio Čajkovskij
con Lev Naumov. Vincitore del Primo Premio nei Concorsi Van Cliburn, Busoni, Glasgow, è ospite regolare di molti
importanti Festival quali Ravinia, La Roque d’Antheron, Hannover, Ruhr Festival. L’artista dedica parte del proprio
tempo anche all’insegnamento nella convinzione di poter ricevere importanti stimoli artistici dall’attività pedagogica.
Insegna alla Steinhardt School of Music di New York. Ha inciso per Harmonia Mundi, Quartz, King Records. Le ultime
uscite sono state dedicate ad Haydn, Schumann e ad autori russi. Ogni anno l’interprete aggiunge nuovi e significativi
impegni nel proprio calendario artistico, nel quale vanno ricordate le collaborazioni con la Tokyo Symphony, la New York
Philharmonic, la Moscow Philharmonic, la Royal Liverpool Philharmonic, i Berliner Symphoniker e la Dallas Symphony.
Fra le più significative e recenti esecuzioni si segnalano un tour in Germania con la Beethoven Academy Orchestra,
con la Swedish Radio Symphony e Juraj Valcuha, la BBC Orchestra e Krzysztof Urbanski, la Deutsches Symphony
Orchestra e Ludovic Morlot, concerti alla Sala Cortot a Parigi, all’Auditorium del Louvre, alla Wigmore Hall e all’Albert
Hall a Londra. A Monaco si è esibito all’Herculesaal, a Berlino alla Philharmonie, a New York al Kennedy Center con
l’Orchestra Filarmonica di Belgrado e la Russian National Orchestra con Mikhail Pletnëv. Il suo debutto con la New
York Philharmonic alla Avery Fisher Hall e al concerto inaugurale del Bethel Woods Arts Centre ha riscosso enorme
successo.
Musica e Balletto
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29 Novembre, ore 21
PIETRO DE MARIA, pianoforte
QUARTETTO BENNEWITZ
Jakub Fišer, violino
Štepán Ježek, violino
Jirí Pinkas, viola
Štepán Doležal, violoncello
MOZART
Concerto da camera in la magg. per pianoforte e archi KV 414
Quartetto in sol min. per pianoforte e archi KV 478
Adagio e Fuga in do min. KV 546 per archi
Concerto da camera in mi bem. magg. per pianoforte e archi KV 449
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PIETRO DE MARIA, veneziano, ha iniziato lo studio del pianoforte con Giorgio Vianello e si è diplomato sotto la guida
di Gino Gorini al Conservatorio della sua città, perfezionandosi successivamente con Maria Tipo al Conservatorio
di Ginevra, dove ha conseguito nel 1988 il Premier Prix de Virtuosité con distinzione. Dopo aver vinto il Premio della
Critica al Concorso Čajkovskij di Mosca nel 1990, ha ricevuto il Primo Premio al Concorso Dino Ciani di Milano (1990),
al Géza Anda di Zurigo (1994) e nel 1997 gli è stato assegnato il Premio Mendelssohn ad Amburgo. Ha suonato con
prestigiose orchestre e con direttori quali Gary Bertini, Myung-Whun Chung, Vladimir Fedoseyev, Daniele Gatti, Eliahu
Inbal, Marek Janowski, Ton Koopman, Ingo Metzmacher, Gianandrea Noseda, Yutaka Sado. Il suo repertorio spazia
da Bach a Ligeti ed è il primo pianista italiano ad aver eseguito pubblicamente l’integrale delle opere di Chopin in sei
concerti. L’integrale è stata registrata per la Decca e ha ricevuto importanti riconoscimenti dalla critica internazionale,
tra cui le 5 stelle di “Diapason”, di “International Piano” e di “Pianiste”. Ha inciso inoltre le “Tre Sonate” op. 40 di Clementi
per l’etichetta Naxos e l’integrale delle opere di Beethoven per violoncello e pianoforte con Enrico Dindo per la Decca.
Insegna alla Scuola di Musica di Fiesole, all’Accademia di Musica di Pinerolo e al Musikdorf Ernen.
Il QUARTETTO BENNEWITZ si è formato nel 1998 all’Academy of Performing Arts di Praga ed ha scelto di assumere
il nome del rinomato violinista ceco Antonin Bennewitz (1833-1926). Ha inciso nel 2008 per Coviello Classics opere di
Bartók e Janácek, nel 2010 i due Quartetti d’archi di Smetana, nel 2011 per Supraphon il CD Clarinet Quintets, realizzato
insieme a Ludmila Peterková e nel 2012 per Hänssler Classic un doppio CD con i “Cipressi” di Dvorak. Fondamentale
per la crescita artistica del Quartetto lo studio a Madrid tra il 2002 e il 2004 con Rainer Schmidt del Quartetto Hagen
e all’Accademia Musicale di Basilea con Walter Levin del Quartetto LaSalle. Dopo aver vinto la ‘Medaglia d’Oro’ al
Concorso Internazionale di Musica da Camera di Osaka, nel 2008 la formazione ceca ha vinto il Primo Premio al
prestigioso Premio Borciani in Italia. Il Quartetto Bennewitz ha debuttato alla Salle de Conservatoire di Bruxelles, all’Alte
Oper di Francoforte, al Festival di Salisburgo, alla Philharmonie di Essen, al Théatre des Champs-Elysées di Parigi, al
deSingel di Anversa e alla Frick Collection di New York. Nonostante si tratti di un ensemble molto giovane, il Quartetto
può vantare un repertorio molto speciale e vario che spazia dalle Fughe di Bach al canone classico, fino ad arrivare
alla musica contemporanea, includendo opere meno conosciute. Nel 2012 Jakub Fišer, Konzertmeister dell’Orchestra
Filarmonica di Praga, ha sostituito Jiri Nemecek nel ruolo di primo violino. Nonostante la sostituzione, l’identità ceca
dell’ensemble non è per nulla in discussione.
Foto Pietro De Maria: Leonardo Ferri
Musica e Balletto
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13 Dicembre, ore 21
ORCHESTRA SINFONICA DELLA RADIOTELEVISIONE CROATA
MLADEN TARBUK, direttore
MARTINA FILJAK, pianoforte
BRAHMS
Concerto n. 2 in si bem. magg. op. 83 per pianoforte. e orchestra
BEETHOVEN
Sinfonia n. 5 in do min. op. 67
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L’ORCHESTRA SINFONICA DELLA RADIOTELEVISIONE CROATA (Zagreb-HRT Symphony Orchestra) nasce nel
1929 con il nome di Radio Zagreb poi, dal 1975 al 1990, RTZ Zagreb Symphonics, fino ad assumere nel 1991 il suo
nome attuale. Oltre ai concerti in stagione a Zagabria e l’intensa programmazione radiofonica e televisiva, l’Orchestra
effettua tournèe in tutto il paese e nel mondo collaborando con Lovro von Matačič, Igor Markevič, Claudio Abbado,
Lorin Maazel, Zubin Mehta, Stjepan Šulek, Arnold Katz, Krzysztof Penderecki, Antonio Janigro, André Navarra, Leonid
Kogan, Henryk Szeryng, Aldo Ciccolini, Ivo Pogorelic, Mstislav Rostropovič, Edita Gruberova, Jose Carreras, Ruggero
Raimondi, Barbara Hendricks, Luciano Pavarotti, Bryn Terfel e molti altri. La sua discografia include, tra l’altro, i lavori
di Stjepan Šulek, Milko Kelemen e Miro Belamaric, la “Sinfonia delle Alpi” di Richard Strauss e “Holocaust Requiem”
e “Poem of Dawn” di Boris Pigovat.
MLADEN TARBUK ha raggiunto l’apice della sua carriera dirigendo recentemente al Musikverein di Vienna un
programma con musiche di Mozart e Haydn. Tra le numerose orchestre che ha diretto si possono citare la Hungarian
Radio Symphony, Praga State Opera, Mexico State Symphony, Chicago Symphony, Philadelphia Symphony, Tokyo
Philharmonic. Nel periodo 2002-2005 è stato direttore generale del Teatro dell’Opera di Zagabria intensificando il
repertorio con nuovi 26 titoli di opera e balletto e introducendo il Teatro nel circuito delle più prestigiose istituzioni
operistiche europee. Come direttore principale dell’Orchestra Sinfonica della Radiotelevisione Croata ha registrato
numerosi brani e concerti dedicando particolare attenzione ai compositori contemporanei croati. È professore
all’Accademia di Musica di Zagabria.
MARTINA FILJAK, diplomatasi all’Accademia Musicale di Zagabria, si è perfezionata al Conservatorio di Vienna e
alla Hochschule für Musik di Hannover. Nel 2009 ha vinto il Primo Premio al Concorso Internazionale di Cleveland in
seguito al quale ha debuttato con concerti presso la Konzerthaus di Berlino e il Musikverein di Vienna e con un recital
alla Carnegie Hall/Zankel Hall di New York. Prima del “Cleveland”, nel 2007 aveva vinto il Concorso Viotti in Italia e nel
2008 il Maria Canals a Barcellona. Ha suonato in tutto il mondo con le orchestre più importanti dirette, tra gli altri, da
Heinrich Schiff, Theodor Guschlbauer, Christian Zacharias e Stefan Sanderling. In veste di solista, si è esibita in sale
quali Concertgebouw di Amsterdam, Palau de la Musica di Barcellona, Shanghai Oriental Art Center, Auditorio Nacional
di Madrid, Residenz di Monaco di Baviera, The Rockfeller Auditorium di New York, Salle Gaveau di Parigi, Konzerthaus
di Vienna. Nel 2014 ha suonato per la prima volta in Brasile e Giappone. La sua registrazione delle sonate di Soler è
stata pubblicata nel 2011 dalla Naxos. L’ampio repertorio dell’artista va da Bach a Berio ed include 30 concerti.
Foto Martina Filjak: Romano Grozich
Musica e Balletto
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20 Dicembre, ore 21
RUSSIAN BALLET MOSCOW
“Romeo e Giulietta”
Balletto in tre atti dalla tragedia di William Shakespeare
musica di Sergej Prokofiev
coreografie di A. Lyapin
con Aleksandr Stoyanov e Ekaterina Kukhar
Il RUSSIAN BALLET MOSCOW è stato fondato nel 1998. Il repertorio include i balletti classici del patrimonio artisticomusicale come “Il Lago dei Cigni”, “Lo Schiaccianoci”, “La Bella Addormentata”, “Cenerentola”, “Giselle”, “Don
Chisciotte”, “Carmen”, “Coppelia,” ma anche coreografie originali. Ad esempio “Cross Winds” su musiche di Chopin
che è entrato nel repertorio di molti teatri nel mondo ed è stato rappresentato anche al Metropolitan Classic Ballet
negli Stati Uniti. La Compagnia, che è formata da ottimi danzatori e che ha al suo interno diversi giovani coreografi
provenienti dalle migliori scuole russe, si esibisce regolarmente a Mosca e si è confrontata con i pubblici di tutto il
mondo. Il Russian Ballet Moscow è stato ospite in molte città in Germania, Stati Uniti, Inghilterra, Spagna, Francia
(Festival di Cannes), Repubblica Sudafricana, Romania, Taiwan, Giappone, Cina, Canada, Israele ecc. Basandosi
sulle grandi tradizioni del balletto classico russo, la Compagnia cerca di creare sempre rappresentazioni interessanti
e congeniali capaci di emozionare anche lo spettatore odierno.
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Prokofiev cominciò a pensare a “Romeo e Giulietta” una volta presa la decisione di lasciare l’esilio parigino e ritornare
a Mosca, cosa che avvenne nel 1932. Occorre ricordare che in quegli anni gli scrittori sovietici avevano riaffermato
con forza le tesi care al “realismo socialista”. Ancora a Parigi scrisse in quest’ottica il balletto “Sul Dniepr”, storia di
un amore tra un soldato dell’Armata Rossa e una contadina. Di tutt’altro genere l’amore al quale avrebbe dedicato
le proprie energie compositive una volta rientrato in patria. I suoi entusiasmi si scontrarono infatti con le concezioni
musicali sovietiche della “musica per la classe operaia” e le esigenze stesse dei ballerini. Un elemento in favore era dato
invece della concezione di “storia ballata” alla quale pensava Prokofiev, concezione molto viva nella tradizione russa.
Così, cercò la quadratura del cerchio tra le richieste della cultura di regime e quelle che gli venivano dal suo modo di
intendere il lavoro di compositore, tra costrizioni esterne e libertà interne. Le situazioni sentimentali largamente presenti
nel lavoro di Shakespeare gli permisero di elargire melodie gradevoli e preziose trasparenze orchestrali, mentre gli
episodi di contrapposizione tra le famiglie di Montecchi e Capuleti, i duelli e le morti, gli diedero il modo di giustificare
aspre dissonanze e violenze strumentali. In più tutta una serie di momenti di relax come madrigali, minuetti, danze
popolari e maschere fornivano intermezzi buoni per la degustazione. Proprio dalle parti più trasparenti nacquero i
guai: né il Kirov né il Bolshoi riuscirono a portare il lavoro in palcoscenico, anche per l’opposizione del corpo di ballo
che sosteneva che sonorità così flebili non si sarebbero udite rendendo difficoltoso le sincronie fra la musica e i passi
di danza. A questo punto Prokofiev, per salvare la sua musica, trasse due suites diverse dal balletto (1936); una terza
seguirà nel 1946 a rappresentazione avvenuta, seguita a sua volta da 10 pezzi per pianoforte pubblicati come op. 75.
Nel 1936, prima a Brno e poi nel 1940 a Leningrado, Romeo e Giulietta andò in scena. (Mauro Balma)
Musica e Balletto
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21 Dicembre, ore 21 (fuori abb.)
THE HARLEM MESSENGERS
GOSPELS & SPIRITUALS
THE HARLEM MESSENGERS sono un gruppo internazionale i cui musicisti, individualmente e collettivamente, suonano
da oltre 20 anni. Nascono ufficialmente nel 2001 dalla volontà di Kellie Turner, famosa cantante e produttrice di New
York che per anni è stata direttrice degli Harlem Gospel Singers. Una delle più brillanti e promettenti formazioni
statunitensi degli ultimi anni, sono composti da un eccezionale accostamento di voci e timbri dalle sfumature vellutate
e profonde. L’energia vocale dei cantanti, ognuno dei quali con una sua spiccata personalità interpretativa, la gioia che
essi esprimono, la spiritualità che i testi e la musica sprigionano, contagiano immediatamente gli spettatori. I membri
degli Harlem Messengers hanno divertito il pubblico europeo ed asiatico, fino all`Australia e alla Nuova Zelanda. La
loro missione è diffondere gioia e felicità attraverso il canto, celebrare la vita, mandare un messaggio di speranza e di
amore, divertire, farti sentire meglio di prima di averli ascoltati.
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Musica e Balletto
17 Gennaio, ore 21
JAN LISIECKI, pianoforte
BACH/BUSONI
Preludio Corale “Ich ruf’ zu Dir, Herr Jesu Christ” BWV 639
Preludio Corale “Wachet auf, ruft uns die Stimme” BWV645
J.S. BACH
Partita n. 2 in do min. BWV 826
MENDELSSOHN
Rondò Capriccioso in mi magg. op. 14
CHOPIN
Andante spianato et Grande Polonaise brillante in mi bem. magg. op. 22
12 Studi op. 10
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Il New York Times ha definito JAN LISIECKI, diciannovenne pianista polacco-canadese, come “un pianista che riesce a
rendere importante ogni nota”. All’età di quindici anni ha siglato un contratto di esclusiva con Deutsche Grammophon
e nel CD di debutto ha inciso i Concerti per pianoforte K. 466 e K. 467 di Mozart con l’Orchestra Sinfonica della Radio
Bavarese e Christian Zacharias. Tale registrazione, in lizza nel 2013 per i premi ‘JUNO Award’ nella categoria ‘Miglior
registrazione di musica classica’, è stata definita, proprio, dal New York Times ‘limpida, lirica e sagace […] diretta,
sfacciata e fresca”. La seconda registrazione, pubblicata nel 2013, ha incluso gli Studi Op. 10 e Op. 25 di Chopin.
Nel 2010 ha vinto il ‘Révélations Radio-Canada Musique’, nel 2011 il ‘Jeune Soliste des Radios Francophones’ e nel
2013 il Young Artist Gramophone Award e il Premio Leonard Bernstein al Festival dello Schleswig-Holstein. Tra le sue
apparizioni principali delle scorse stagioni figurano quelle con Antonio Pappano e l’Orchestra dell’Accademia Nazionale
di Santa Cecilia alla Royal Albert Hall di Londra per i BBC Proms, con la Philadelphia Orchestra diretta da Yannick
Nézet-Séguin al Bravo! Vail Festival, con la Filarmonica della Scala di Milano diretta da Daniel Harding, con l’Orchestre
de Paris, con l’Orchestra della Tonhalle di Zurigo, con la Sinfonica NHK di Tokyo, con la New York Philharmonic diretta
da David Zinman e con la BBC Symphony Orchestra diretta da Ji ří Bělohlávek. In recital Jan Lisiecki si è esibito alla
Avery Fisher Hall e alla Carnegie Hall di New York, alla Salle Pleyel di Parigi, alla Tonhalle di Zurigo, alla Konzerthaus di
Vienna, alla Suntory Hall di Tokyo, all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma, a San Francisco al Barbican Centre
e alla Wigmore Hall di Londra. Ha inoltre collaborato con musicisti quali Yo-Yo Ma, Pinchas Zukerman ed Emanuel Ax. Si
è esibito in Belgio, Brasile, Cina, Inghilterra, Francia, Germania, Italia, Giappone, Corea, Polonia, Svezia, Svizzera, Stati
Uniti e, ovviamente, in tutto il Canada. I suoi debutti in recital hanno toccato Berlino, Bruxelles, Chicago, Francoforte,
Amburgo, Lisbona, Seattle, Tokyo, Vienna e Zurigo. Dal 2011 ha partecipato a numerosi festival, inclusi Verbier e La
Roque d’Anthéron. La sua esecuzione dal vivo dei due Concerti per pianoforte di Chopin con la Sinfonia Varsovia e
Howard Shelley, edita dallo Chopin Institute di Varsavia, ha ricevuto il Premio ‘Diapason Découverte’ nel 2010. Suoi
concerti sono stati trasmessi da CBC Canada, BBC Radio e da radio austriache, francesi, tedesche e polacche. Dal
2011 studia alla Glenn Gould School of Music di Toronto.
Foto: Mathias Bothor
Musica e Balletto
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24 Gennaio, ore 21
BALLETTO DI MOSCA “La Classique”
“Il lago dei cigni” di Pëtr I. Čajkovskij
coreografie di Marius Petipa e Lev Ivanov
con Nadejda Ivanova/Ekaterina Shalyapina, Sergey Kuptsov/Dmitry Smirnov/Alexandr Tarasov
Fondato nel 1990, il BALLETTO DI MOSCA “La Classique”, annovera fra le sue file danzatori di notevole tecnica classicoaccademica provenienti dai maggiori teatri russi, dal Teatro Bolshoj di Mosca al Mariinskij di San Pietroburgo, da Kiev
a Odessa ed altri. Sempre molto richiesto, l’ensemble compie regolarmente tour internazionali di successo, in paesi
quali Gran Bretagna, Francia, Spagna, Italia, Austria, Norvegia, Israele, Thailandia, Taiwan, Cina , Giappone, Australia,
Egitto e Marocco. Composta da una cinquantina di elementi fra corpo di ballo, solisti e primi ballerini la compagnia, la
cui direzione artistica è affidata a Elik Melikov, vanta in repertorio tutti i grandi capolavori, dalla Trilogia Čajkovskijana
a Giselle, Cenerentola, La Bajadera, Paquita, Don Chisciotte e Coppelia. La Compagnia, già ospite negli anni scorsi,
vanta un’alta qualità delle messinscena dei propri spettacoli e delle étoiles di grande professionalità. Tra queste rinnova
la propria presenza Nadejda Ivanova, vera punta di diamante della Compagnia, affiancata per la prima volta da ospiti di
fama e dai primi ballerini, solisti e corpo di ballo. La compagnia si pone nel solco della secolare tradizione della danse
d’école e ripropone le classiche coreografie di Marius Petipa e Lev Ivanov.
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“Il Lago dei cigni” fu rappresentato per la prima volta al Bolshoj nel 1877, ma la coreografia di Julius Wenzel Reisinger
non fu all’altezza né delle musiche né dei tratti elegiaci richiesti dalla delicatezza della trama. Per assistere alla versione,
oggi considerata come assoluto riferimento, si dovette attendere il 1895, grazie alla cooperazione tra il coreografo
francese Marius Petipa, che firmò il I° e il III° atto, e il russo Lev Ivanov cui spettarono gli eterei “atti bianchi” (II° e IV°
atto); un diamante incastonato nel già preziosissimo lavoro di Petipa e Ivanov si deve alla ballerina milanese Pierina
Legnani, la quale alla rinnovata “prima” del balletto presso il Teatro Marinskij di San Pietroburgo diede sfoggio della
propria abilità tecnica introducendo nell’assolo di Odile, il cigno nero, i celeberrimi 32 fouettées consecutivi.
Musica e Balletto
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31 Gennaio, ore 21
KATIA e MARIELLE LABÈQUE, pianoforti
MOZART
Sonata in re magg. KV 448 per 2 pianoforti
SCHUBERT
Fantasia in fa min. op. 103 D 940 per pf. a 4 mani
STRAVINSKIJ
La Sagra della Primavera, trascrizione dell’autore per 2 pianoforti
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KATIA e MARIELLE LABÈQUE sono, probabilmente, il duo pianistico più famoso in tutto il mondo per la loro sincronicità
ed energia. Figlie di Ada Cecchi (allieva di Marguerite Long), Katia e Marielle Labèque hanno vissuto una infanzia
piena di musica. La loro carriera è iniziata in giovanissima età e ha raggiunto fama internazionale con l’esecuzione
della “Rapsodia in blu” di Gershwin (uno dei primi dischi d’oro della musica classica). Da allora sono protagoniste
di una carriera straordinaria con concerti in tutto il mondo ospiti regolari delle orchestre più prestigiose fra cui i
Berliner Philharmoniker, l’Orchestra Sinfonica della Bayerische Rundfunk, le Orchestre Sinfoniche di Boston, Chicago
e Cleveland, la Gewandhausorchester di Lipsia, le Orchestre londinesi, la Los Angeles Philharmonic, la Philadelphia
Orchestra, la Staatskapelle di Dresda, i Wiener Philharmoniker e l’Orchestra Filarmonica della Scala. Fra i direttori
con cui hanno collaborato si annoverano Semyon Bychkov, Colin Davis, Gustavo Dudamel, Charles Dutoit, John Eliot
Gardiner, Zubin Mehta, Seiji Ozawa, Antonio Pappano, Georges Prêtre, Simon Rattle, Esa-Pekka Salonen, Leonard
Slatkin e Michael Tilson-Thomas. Suonano nelle più importanti sale da concerto e festivals fra cui Musikverein di
Vienna, Musikhalle di Amburgo, Philharmonie di Monaco di Baviera, Carnegie Hall di New York, Royal Festival Hall di
Londra, La Scala, Philharmonie di Berlino, Hollywood Bowl, Lucerna, Ludwigsburg, Mostly Mozart di New York, BBC
Proms di Londra, Ravinia, Ruhr, Tanglewood, Salisburgo. Hanno avuto un clamoroso successo, davanti ad un pubblico
record di 33.000 spettatori, in un concerto gala con i Berliner Philharmoniker, diretti da Simon Rattle, alla Waldbühne
di Berlino. Katia e Marielle Labèque suonano spesso anche complessi di musica barocca quali The English Baroque
Soloists con John Eliot Gardiner, il Giardino Armonico con Giovanni Antonini e i Venice Baroque con Andrea Marcon
e si è da poco conclusa la tournée con The Age of Enlightenment e Simon Rattle. Costante il rapporto con i maggiori
compositori dei giorni nostri fra cui Louis Andriessen, Luciano Berio, Pierre Boulez, Gyorgy Ligeti e Olivier Messiaen. Di
recente è stato pubblicato dalla loro casa discografica, KML Recordings, fondata per creare un ponte fra tutti gli stili di
musica e la creazione contemporanea, un CD con la nuova versione della “Rapsodia in blu” di Gershwin e “West Side
Story” di Bernstein. Hanno inoltre lanciato la Fondazione KML il cui scopo è la ricerca e lo sviluppo del repertorio per
duo pianistico, attraverso l’incontro di artisti di tutti i campi. Attualmente stanno lavorando ad un nuovo progetto “The
minimalist Dream House” ispirato ai concerti del 1961 curati da La Monte Young nel loft di Yoko Ono. Katia e Marielle
Labèque, con una schiera di amici provenienti sia dal rock che dalla musica classica, si ritrovano per celebrare questo
rivoluzionario nuovo movimento e le sue molteplici influenze.
Foto: Umberto Nicoletti
Musica e Balletto
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7 Febbraio, ore 21
HERBERT SCHUCH, pianoforte
SCHUBERT
Drei Klavierstücke D 946
BEETHOVEN
Sonata n. 17 in re min. op. 31 n. 2 “La Tempesta”
SCHUBERT
Sonata in la magg. op. posth. D 959
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HERBERT SCHUCH è nato a Timisoara, in Romania. Dopo aver iniziato gli studi di pianoforte nella sua città natale,
nel 1988 si è trasferito con la sua famiglia in Germania, dove attualmente risiede. Ha successivamente proseguito gli
studi sotto la guida di Kurt Hantsch e di Karl-Heinz Kämmerling presso il Mozarteum di Salisburgo. I recenti incontri e
le collaborazioni con Alfred Brendel hanno molto influenzato la sua attività artistica. Herbert Schuch si è affermato sulla
ribalta internazionale vincendo, nel giro di un solo anno, tre importanti concorsi pianistici: il ‘Concorso Casagrande’, il
‘Concorso Pianistico Internazionale’ di Londra e il ‘Concorso Beethoven’ di Vienna. Da allora si è esibito con prestigiose
orchestre del mondo tra cui la London Philharmonic, l’Orchestra Sinfonica NHK, la Camerata Salzburg, la Residentie
Orkest Den Haag, i Bamberger Symphoniker, le Orchestre Sinfoniche delle Radio MDR, WDR e NDR di Hannover e
DR (Radio Danese). È inoltre ospite regolare di festival quali il Kissinger Sommer, il Festival Musicale di Rheingau, il
Festival Pianistico della Rhur e il Festival di Salisburgo. Collabora anche con direttori d’orchestra quali Pierre Boulez,
Andrey Boreyko, Douglas Boyd, Lawrence Foster, Jakub Hrusa, Jonathan Nott, Markus Poschner e Michael Sanderling.
Nella scorsa stagione Schuch ha eseguito in recital sei diversi programmi comprendenti opere di Schubert e Janá ček,
che lo hanno portato a esibirsi in importanti sale concertistiche, tra cui il Mozarteum di Salisburgo. Inoltre, sempre
nel 2013, è stato pubblicato un CD che comprende proprio opere di Schubert e Janá ček. Quest’ultima registrazione,
la settima realizzata per l’etichetta discografica OehmsClassics, dimostra quanto Herbert Schuch si dedichi con
grande passione ai compositori che più ama. Infatti, Schumann, Ravel e Schubert sono i protagonisti delle incisioni
“Nachtstücke” e “Sehnsuchtswalzer”, mentre in altre registrazioni si trovano componimenti di Holliger e Lachenmann.
Nel 2012 è stato pubblicato un CD con il Concerto n. 3 per pianoforte di Beethoven insieme al Concerto per pianoforte
di Viktor Ullmann eseguiti con l’Orchestra Sinfonica WDR diretta da Olari Elts. Per questa registrazione Herbert Schuch
ha ricevuto un riconoscimento ECHO Klassik nel 2013 nella categoria ‘Registrazione dell’Anno-Concerto (Musiche del
XX e XXI secolo)’. Nel 2012 Herbert Schuch aveva già ricevuto un premio ECHO Klassik nella sezione ‘Miglior Incisione
dell’Anno di Musica da Camera’ per il CD con i Quintetti per pianoforte ed archi di Beethoven e Mozart. È da poco
uscito un nuovo CD per Naïve, “Invocation”, con musiche di Bach, Liszt, Ravel, Messiaen.
Foto: Felix Broede
Musica e Balletto
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28 Febbraio, ore 21
VALERIY SOKOLOV, violino
EVGENY IZOTOV, pianoforte
SCHUBERT
Sonata in la magg. op. 162 “Grand Duo” D 574
BEETHOVEN
Sonata n. 7 in do min. op. 30 n. 2
PROKOFIEV
Sonata n. 2 in re magg. op. 94a
SAINT-SAËNS
Introduzione e Rondò Capriccioso in la min. op. 28
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VALERIY SOKOLOV, ucraino, ha ottenuto lo Study Grant Prize al Concorso “Pablo Sarasate” di Pamplona nel 1999
che gli ha permesso di perfezionarsi con Natalia Boyarskaya alla Yehudi Menuhin School in Inghilterra. Nel 2005
ha vinto il prestigioso Concorso “George Enescu” di Bucarest e il Premio della Fondazione Enescu. Sostenuto
dalla Accenture Foundation, ha intrapreso una carriera internazionale che lo ha portato a suonare con City of
Birmingham Symphony, Orchestre National de Bordeaux, Chamber Orchestra of Europe, NDR-Radiophilharmonie di
Hannover, London Philharmonia, Orchestre National de France, Orchestre de Paris, Rotterdam Philharmonic, Tokyo
Symphony, Mozarteumsorchester, Deutsche Kammerphilharmonie Bremen, Cleveland Orchestra, Hallé Orchestra,
Stockholm Philharmonic collaborando con Vladimir Ashkenazy, Peter Oundjian, Vasily Petrenko e David Zinman.
Ha partecipato anche ai festival Kissinger Sommer, Lockenhaus, Ravenna, Verbier e Colmar. Come camerista
Valeriy Sokolov è apparso tra l’altro al Festspielhaus di Baden-Baden, alla Philharmonie di Essen, a Hong Kong,
Lione, Lockenhaus, alla Wigmore Hall di Londra, al Lincoln Center di New York, al Théâtre du Châtelet di Parigi
e a Vancouver, suonando con i violinisti Renaud Capuçon e Vadim Repin, il violoncellista Leonid Gorokhov e i
pianisti Evgeny Izotov, Denis Matsuev e Kathryn Stott. Sokolov incide in esclusiva per EMI/Virgin Classics. Sono
già apparsi la Terza Sonata di Enescu in duo con Svetlana Kosenko e i Concerti di Bartók e Čajkovskij con la
Tonhalle-Orchester Zürich e David Zinman. Il Concerto di Sibelius con la Chamber Orchestra of Europe diretta da
Vladimir Ashkenazy (DVD) e il film “Un violinista nato” di Bruno Monsaingeon, registrazione del recital di Valeriy a
Tolosa nel 2004, hanno ricevuto critiche entusiastiche e continuano ad essere proposti di frequente su ARTE TV.
EVGENY IZOTOV, russo, ha studiato alla Scuola Centrale di Musica e al Conservatorio di San Pietroburgo, sua città
natale, e alla Scuola Normale di Musica di Parigi con Nina Seregina e Marian Rybicki. Ha seguito varie masterclass
con Dmitry Bashkirov, William Grant Nabore, Jan Marisse Huizing e Karl-Heinz Kämmerling. Ha vinto il primo premio
all’Accademia Lake di Como, a Cernacelhe e al Concorso “Mee sur Seine”, il secondo premio al Concorso George
Enescu e numerosi primi premi in vari Festival di musica da camera internazionali, fra i quali il Khumo Festival in Finlandia
e il Festival Chopin in Karelia nel 2005 e 2008. È stato ospite della Wigmore Hall di Londra, della Hong Kong City Hall, del
Festpielhaus di Baden Baden, della Philharmonie di Essen e delle migliori sale da concerto in Corea del Sud, Giappone
e Sud Africa. È stato membro dei Virtuosi di San Pietroburgo per cinque anni e collabora spesso con il violinista Valeriy
Sokolov e l’Atrium Quartet. I canali televisivi Mezzo, MBC in Corea del Sud, Radio France, BBC Radio e Radio Russia
hanno trasmesso sue registrazioni e concerti. Insegna musica da camera al Conservatorio Statale di San Pietroburgo.
Foto Valeriy Sokolov: Simon Fowler. Foto Evgeny Izotov: Daniil Rabovski
Musica e Balletto
71
7 Marzo, ore 21
TREVOR PINNOCK, clavicembalo
MATTHEW TRUSCOTT, violino
JONATHAN MANSON, viola da gamba
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BUXTEHUDE
Sonata in si bem. magg. op. 1 n. 4 per violino, viola da gamba e continuo BuxWV 255
FROBERGER
Lamento sopra la dolorosa perdita della Real Maestà di Ferdinando IV Re dei Romani” per clavicembalo dalla Suite
n. 12 in do magg. FbWV 612
J.S. BACH
Sonata n. 6 in sol magg. per violino e clavicembalo BWV 1019
LECLAIR
Sonata in re magg. op. 2 n. 8 per violino, viola da gamba e continuo
RAMEAU
Pièces de Clavecin en concerts n. 5 in re min. per violino, viola da gamba e clavicembalo
J.S. BACH
Sonata n. 1 in sol magg. per viola da gamba e clavicembalo BWV 1027
TELEMANN
Sonata in mi bem. magg. per violino, viola da gamba e continuo TWV 42:e6
TREVOR PINNOCK è conosciuto in tutto il mondo come clavicembalista e direttore. Con la sua orchestra The English
Concert, fondata nel 1972 e diretta per oltre trent’anni (ospitata a Savona in un concerto “storico” nel 1996), è stato un
pioniere nella pratica dell’interpretazione della musica barocca e classica sugli strumenti d’epoca. Ora suddivide i suoi
impegni tra la direzione delle principali orchestre sinfoniche, recital solistici, concerti da camera e progetti didattici. Tra
le ultime registrazioni per EMI le Sonate per flauto di Bach con Emmanuel Pahud e Jonathan Manson, che ha vinto
l’“Echo Klassik Award” e un CD dedicato alla musica della corte di Federico il Grande con Emmanuel Pahud, Jonathan
Manson e la Kammerakademie Potsdam. Trevor Pinnock è anche impegnato in progetti didattici alla Royal Academy
of Music di Londra e alla Mozarteum Universität di Salisburgo.
MATTHEW TRUSCOTT ha studiato alla Royal Academy of Music di Londra, al Conservatorio Reale de L’Aja e a
Bloomington, Indiana (USA) con Erich Gruenberg, Simon Standage, Vera Beths e Mauricio Fucs e divide la sua attività
tra esecuzioni su “strumenti storici” e musica da camera collaborando con alcuni dei migliori musicisti di ambedue i
campi. Oltre ad essere uno dei conduttori de The Orchestra of the Age of Enlightenment, altri incarichi come primo
violino hanno incluso progetti con The English Concert, The Mahler Chamber Orchesta, The King’s Concert e Le
Concert d’Astrée. Le ultime incisioni hanno incluso le Sonate in trio di Purcell con il Trio Retrospect. Insegna violino
barocco alla Royal Academy of Music di Londra.
JONATHAN MANSON ha studiato con Steven Doane e Christel Thielmann alla Eastman School of Music di New
York e, affascinato dalla “musica antica”, viola da gamba con Wieland Kuijken in Olanda. Per dieci anni è stato primo
violoncello dell’Amsterdam Baroque Orchestra ed è, ora, primo violoncello di The Orchestra of the Age of Enlightenment.
Una lunga collaborazione con Trevor Pinnock ha portato alla lodatissima incisione delle Sonate per viola da gamba di
J.S. Bach e, con la violinista Rachel Podger, a quella delle “Pièces de Clavecin en concerts” di Rameau. Insegna alla
Royal Academy of Music di Londra.
Musica e Balletto
73
13 Marzo, ore 21
BALLETTO DI ROMA
“Contemporary Tango”
musiche di Astor Piazzolla, Lucio Demare, Anibal Troilo,
Juan D’Arienzo, Osvaldo Pugliese, Francisco Canaro, Angel Villoldo
coreografie di Milena Zullo
con Kledi Kadiu
Torna, dopo qualche stagione, una delle principali compagnie italiane, il Balletto di Roma diretto da Walter Zappolini
con una coinvolgente coreografia di Milena Zullo. Apprezzata artista della danza contemporanea italiana ed europea,
collaboratrice stabile dal 1997 al 2011 della Scuola del Teatro dell’Opera di Roma, in qualità di maestro ospite per la
tecnica contemporanea e autrice di numerose creazioni, Milena Zullo è attualmente collaboratrice della Compagnia
del Balletto di Roma come coreografa e docente di danza contemporanea presso la Scuola della Compagnia.
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L’opera, attraverso l’uso del linguaggio contemporaneo, vuole raccontare un ballo: il tango sociale, che sempre di più
sembra diffondersi nel nostro pianeta. Segnale ulteriore del fenomeno della globalizzazione che ancora una volta anche
in questo ambito, come nel linguaggio della danza tutta, contamina, unisce, condivide. Il Tango sociale vissuto non
più semplicemente come un ballo, con i suoi passi tipici, ma capace di divenire “racconto” di un modo di sentire tanto
diffuso e così capace anche di percorrere con la sua musica ormai tutti i continenti della terra. L’opera creata per il
Balletto di Roma esplora una nuova contaminazione tra il linguaggio contemporaneo ed il “minimalismo” dell’incontro tra
corpi che parlano di tango: incontro di un linguaggio popolare e sociale con il più ricco e variegato modulo del balletto.
Lo spettacolo narra l’abbraccio del tango, dentro il quale si colmano bisogni, aspettative, sogni, desideri e oblii, un
abbraccio che ciascuno esprime arricchendolo del proprio sé e portando in esso tutta quella memoria, consapevole
e non, che la vita gli ha tracciato nel corpo. Preziosa e speciale diviene la partecipazione straordinaria di Kledi Kadiu,
grazie al quale la virilità contenuta in questa danza diverrà protagonista. Intorno alla sua virilità si snocciolerà il racconto
di una serata nella Milonga, come una scatola dentro la quale s’addentrano tante persone/personaggi, ove il tempo
diviene Hora Zero, come più volte affermato da Piazzolla, l’attimo tra la fine e l’inizio, il tempo sospeso, dentro il quale
gli incontri, le passioni, le gelosie, gli abbandoni, le fantasie, le solitudini, le tante e diverse anime verranno raccontate
come un album di fotografie da sfogliare.
Musica e Balletto
75
Operetta 2014/15
28 Novembre, ore 21
COMPAGNIA CORRADO ABBATI
“Tè per due” (No, No Nanette)
commedia musicale di Otto Harbach e Frank Mendel
musica di Vincent Youmans
con Corrado Abbati
adattamento e regia di Corrado Abbati
“Un fortunatissimo film con Doris Day, la musica bella, famosa e accattivante, il divertimento dell’esplosione di gags, la
danza spensierata e coinvolgente, tutto questo è “Tè per due” (No, No Nanette), il grande musical di Vincent Youmans.
Un successo internazionale che tona sulle scene italiane dopo le tante riprese sui palcoscenici di mezzo mondo, da
Broadway a Londra, da Sidney a Berlino. “Tè per due” è uno spettacolo dal ritmo serrato che si muove con elettricità
ed effervescenza riempiendo gli occhi di colori vivaci e le orecchie di ritmi spensierati. La canzone “Tea for two” è
diventata un successo mondiale così come il ritornello “esser si può così felici” che si fa sintesi di quella gioia che
percorre tutto il musical dove le gambe si direbbe che sono fatte per ballare (e qui si balla), le labbra per sorridere e
cantare (e qui si ride e si canta) ed il cuore per amare (e qui si ama). Con “Tè per due” tutti possono essere protagonisti
della felicità... E scusate se è poco!”. (Corrado Abbati)
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Vostro marito guadagna tanti soldi? Spendeteglieli!... Gli eviterete “tante tentazioni”. Siete giovani e la vita vi sembra
“impareggiabile” solo fra le cose proibite? Ricordatevi che spesso la felicità è più “naturale” e vicina di quanto sembri.
Non ci credete? Seguite allora le vicende di Jimmy e Susanna, Billy e Lucille, Nanette e Tom: i protagonisti di “Tè per
due”. Jimmy è un piccolo editore arricchitosi grazie ad una ristampa della Bibbia in formato tascabile ed è sposato
con Susanna, una donna discreta e molto parsimoniosa. Jimmy è per natura di animo generoso e sempre disposto
a rendere felice il prossimo. Specialmente se questo si chiama Winnie, Betty, Flora: le sue tre giovani amanti che
certamente lo aiutano a spendere un po’ della sua fortuna, visto che la moglie è così parsimoniosa. Billy è un brillante
avvocato amico di Jimmy, che invece ha sposato una donna bella, affascinante, elegante e spendacciona, Lucille.
Cartier, il gioielliere, è per lei una meta fissa. E Nanette? È una giovane ragazza che Jimmy e Susanna devono accudire
in assenza dei suoi genitori e che vorrebbe scoprire il mondo e l’amore, e desiderosa di godersi la vita e che invece
viene tenuta “a freno” da Susanna che tenta di vietarle tutto ciò che la potrebbe allontanare da Tom, un bravo e onesto
ragazzo che dovrebbe diventare il suo sposo. Jimmy stanco delle sue tre amanti (lui è sempre stato innamorato della
moglie... ma lei è così noiosa) dà l’incarico a Billy, l’avvocato, di liquidarle e da qui si dipanano una serie di malintesi,
trovate, intrecci amorosi, che coinvolgono lo spettatore in un crescendo di ilarità e divertimento che raggiungono l’apice
nello scioglimento finale: le tre amanti e Lucille avranno insegnato a Susanna come si “tiene” un marito e Nanette,
capita la lezione, si “terrà” il suo Tom che sarà ben felice di sposarla.
OPERETTA
79
23 Gennaio, ore 21
COMPAGNIA CORRADO ABBATI
“Il Paese del Sorriso”
libretto di Ludwig Herzer e Fritz Löhner-Beda
musica di Franz Lehár
con Corrado Abbati
adattamento e regia di Corrado Abbati
Tutto il mondo conosce, e canta, “Tu che m’hai preso il cuor” la celebre romanza di questa famosissima operetta nel cui
titolo, “Il Paese del Sorriso”, si legge già il filo conduttore dell’intera operetta: un mondo dove tutto è allegro e sorridente,
dove ogni cosa è deliziosa, dove tutto è tenuto insieme dal piacere: il piacere della musica, il piacere della danza, il
piacere dell’amore e dei sentimenti. Ne “Il Paese del Sorriso” il sentimento legherà una giovane ragazza viennese ad un
principe cinese in un turbinio di situazioni e ambientazioni dove l’eleganza europea si alterna allo sfavillante esotismo
della Cina de “L’Ultimo Imperatore”. Così come ai sentimenti veri dei due romantici protagonisti si alternano le allegre
e sorridenti amenità degli altri buffi personaggi. Lehár nello spartito de “Il Paese del Sorriso” ha scritto alcune fra le
sue pagine migliori che, come ne “La Vedova Allegra”, hanno sempre un afflato molto suggestivo e accattivante per
arrivare a “Tu che m’hai preso il cuor” in cui si avverte la consapevolezza di portare il pubblico all’entusiasmo.
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Vienna 1910. La giovane e bella Lisa è corteggiata un po’ da tutti i migliori partiti di Vienna, compreso il conte Gusti,
suo grande amico e confidente. Lisa però è attratta da tutto ciò che è esotico e quindi rimane affascinata quando
alla sua festa di compleanno conosce un giovane principe cinese, il principe Sou-Chong. Fra i due il sentimento vero
non tarda ad arrivare, ma sarà un amore non facile: non sarà semplice fondere le tradizioni e la cultura occidentali di
lei e quelle orientali di lui. Ma si sa, l’amore, specialmente fra i giovani, è forte e sicuro di sé: Lisa decide di lasciare
l’Europa e parte con Sou-Chong per la Cina. La realtà è però dura anche per chi si ama davvero. Lisa fatica a seguire
le severe imposizioni della tradizione cinese. Tschang, zio di Sou-Cong gli ricorda le antiche leggi del suo paese: l’erede
al trono deve sposare quattro donne cinesi, e le nozze con un’europea non sono valide. Sou-Chong suo malgrado è
costretto ad obbedire. Lisa è triste e angosciata e trova nella cognata Mi un sostegno. Mi è una giovane che mostra
insofferenza verso le tradizioni cinesi e vorrebbe essere libera come lo è Lisa. Giunge intanto Gusti che è riuscito a
farsi inviare in Cina come rappresentante della sua società. Con un buffo stratagemma riuscirà ad avvicinare Lisa.
Venuto a conoscenza della situazione convince Lisa a tornare in Europa: Lisa e Sou-Chong avevano agito d’impulso,
senza pensare ma la vita sembra aver serbato per ciascuno un diverso destino. Lisa torna in Europa con Gusti ma
non riesce a farsi una ragione della fine del suo sogno d’amore e Giusti ripensa alla giovane Mi, la bella cinesina che
aveva conosciuto a Pechino. Ma a volte la storia e il destino dei popoli aiutano gli amanti temerari. 1912, la centenaria
monarchia Manciù cade, Sou-Chong fugge dal suo Paese insieme alla sorella Mi: le due coppie (Lisa-Sou-Chong,
Gusti-Mi) si riformano e questa volta potranno per sempre cantare “Tu che m’hai preso il cuor”.
OPERETTA
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20 Febbraio, ore 21
TEATRO MUSICA NOVECENTO
“La Principessa della Czarda”
libretto di Leo Stein e Bela Janbach
musica di Emmerich Kálmán
con Susie Georgiadis
direttore Stefano Giaroli
regia di Alessandro Brachetti
La Compagnia Teatro Musica Novecento nasce a Reggio Emilia ad opera di un gruppo di artisti affermati in campo
teatrale, lirico ed operettistico, con importanti esperienze maturate nelle più prestigiose Compagnie d’Operetta e di
Prosa, nonché in importanti Enti Lirici. In quasi vent’anni di attività ho allestito non solo i “classici” dell’operetta, ma
anche titoli “minori”. È stata ospite con “La Vie Parisienne” di Offenbach e, la scorsa stagione, con una assai apprezzata
“L’acqua cheta” di Pietri.
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“La Principessa della Czarda” è sicuramente una delle operette più rappresentate nel mondo, seconda solo a “La
“Vedova Allegra”. Tra l’energia e la forza trascinante degli accenti ungheresi e l’eleganza dei valzer viennesi si dipana
un intreccio godibile ed elegante dove il sentimento degli innamorati si stempera in quella speciale predisposizione di
Emmerich Kálmán per le parti brillanti. Presentata per la prima volta a Vienna nel 1915, “La Principessa della Czarda”
ottenne uno dei più grandi successi della storia dell’operetta, successo che si è rinnovato intatto fino ai nostri giorni.
Ispirandosi all’argomento più popolare in quell’epoca, matrimoni impossibili tra rampolli dell’aristocrazia viennese e
belle ed affascinanti primedonne del varietà, racconta le vicende che si svolgono tra i café chantant di Budapest e le
corti dei grandi alberghi viennesi. La trama è la travagliata storia d’amore del giovane principe di Lippert-Weylersheim,
Edvino Carlo, che all’Orpheum di Budapest, celebre locale notturno della capitale ungherese, trascorre le sue serate in
compagnia degli amici, innamorandosi perdutamente di Sylva Varescu, canzonettista e acclamata diva del momento.
Purtroppo, il suo romanzo d’amore è destinato a durare poco, dal momento che i suoi genitori, il principe Leopoldo
Maria e soprattutto sua madre, Cecilia, non vedono di buon occhio questa relazione e fanno di tutto per allontanare
Sylva, facendola ingaggiare per una tournée in America. Hanno già deciso per il figlio il fidanzamento ufficiale con la
contessina Stasi, sua cugina. Quando questa imposizione sembra essere accettata a malincuore, durante la festa di
fidanzamento, accade l’imprevedibile. Tra equivoci e colpi di scena che sembrano condurre ad un epilogo da scandalo,
alla fine sarà l’amore a trionfare, nel tripudio generale.
OPERETTA
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Stagione autunnale 2014
Stagione invernale 2014
teatro dell’opera giocosa
orchestra sinfonica di savona
10 Ottobre, ore 11 anteprima scuole
10 Ottobre, ore 18.30
18 Dicembre, ore 10.30 Guida all’ascolto
18-19 Dicembre, ore 21
“SUOR ANGELICA”
“La voce rapita”
Libretto di Giovacchino Forzano
Musical per bambini di Carlo Chiddemi
Musica di Giacomo Puccini
Giovani Stars
Accademia Musicale di Savona
Orchestra Sinfonica di Savona
Carlo Chiddemi, direttore
Direttore Giovanni Di Stefano
Regia Luca Ferraris
Orchestra e Coro del Conservatorio di Musica
“G. Puccini” della Spezia
Nuova produzione e nuovo allestimento del laboratorio
del Teatro dell’Opera Giocosa di Savona
29 Dicembre, ore 11
“...roba da grandi”
17 ottobre, ore 11 anteprima scuole
17 ottobre, ore 21
Agente Generale Procuratore
Per. Ind. Luigi Marino
Orchestra Sinfonica di Savona
Pietro Borgonovo, direttore
“IL SEGRETO DI SUSANNA”
Libretto di Enrico Golisciani
Musica di Ermanno Wolf-Ferrari
30 Dicembre, ore 21
Direttore Massimiliano Piccioli
Ensemble Strumentale del Teatro dell’Opera Giocosa
Concerto di fine anno
Gianluca Ascheri, pianoforte
Produzione e allestimento Teatro dell’Opera Giocosa di Savona
Orchestra Sinfonica di Savona
Pietro Borgonovo, direttore
Musiche di J. Strauss jr.
9 novembre, ore 15.15
“FALSTAFF”
Libretto di Arrigo Boito da “Le allegre comari di Windsor”
e “Enrico IV” di William Shakespeare
SAVONA - Via Paleocapa, 18/12
e-mail: [email protected]
Tel. 019 8386205 - 019 8428763
Fax 019 811905
Musica di Giuseppe Verdi
Direttore Nicola Paszkowski
Regia e ideazione scenica
Cristina Mazzavillani Muti
Orchestra Giovanile Luigi Cherubini
Coro del Teatro Municipale di Piacenza
Maestro del Coro Corrado Casati
Coproduzione Ravenna Festival, Teatro Alighieri Ravenna,
Teatro del Giglio Lucca, Fondazione Teatri di Piacenza,
Teatro dell’Opera Giocosa di Savona,
Fondazione Teatro Comunale di Ferrara
Nuovo allestimento dei Teatri coproduttori
Festival Shakespeare in Town! 2014 X EdIZIONE
COMPAGNIA TEATRALE SALAMANDER
22-23-24 Ottobre, ore 10 anteprima scuole
25-26 Ottobre, ore 21
“Sogno di una notte d’estate”
di William Shakespeare
traduzione e regia di Marco Ghelardi
Compagnia Teatrale Salamander
85
Abbonamenti
BIGLIETTERIA Dal 13 ottobre l’orario di biglietteria è, dal lunedì al sabato (escluse le festività), dalle ore 10 alle 12 e dalle 16 alle 19
Tutti gli altri spettacoli:
- acquisto in biglietteria e on-line dal 24/11/2014
- prenotazione telefonica e e-mail dal 25/1/2014
INTER NET È possibile confermare ed acquistare gli abbonamenti e i biglietti della stagione artistica direttamente dal sito
www.teatrochiabrera.it secondo le date specificate per ciascuna rassegna.
ABBONAMENTO TURNO D
La biglietteria effettuerà la conferma degli abbonamenti dal 27 al 30 ottobre. Al momento dell’acquisto sarà possibile farsi assegnare
il posto per lo spettacolo “Nuda proprietà”, compreso anche nella stagione di prosa, scegliendo tra le rappresentazioni del 19-20-21
novembre. Il 31 ottobre sarà possibile, per coloro che hanno confermato con riserva di cambiamento, avere la prelazione di scelta sui posti
rimasti disponibili. Il 3 novembre inizierà la vendita dei nuovi abbonamenti.
e un’ora prima degli spettacoli. Per informazioni e prenotazioni telefoniche: tel. 019820409. Per prenotazioni via fax: tel. 0194519200.
Per prenotazioni via e-mail: [email protected].
TEATROBUS Per tutti gli spettacoli serali in abbonamento dei Turni A-B-C, d’Operetta e per lo spettacolo “Ecce homo” del 16.12.2014
è in funzione un servizio gratuito di andata e ritorno tra il Teatro e le fermate indicate sul territorio con appositi segnali.
Teatro
ABBONAMENTO TURNI A-B-C
La biglietteria effettuerà la conferma degli abbonamenti dal 13 al 21 ottobre (escluso il 19). Il 22 ottobre sarà possibile, per tutti coloro che hanno
confermato con riserva di cambiamento, avere la prelazione di scelta sui posti rimasti disponibili nelle serate. Il 23 ottobre inizierà la vendita dei
nuovi abbonamenti. Il 25 ottobre inizierà la vendita dei nuovi abbonamenti per 4 spettacoli a turno libero.
PREZZI
Abbonamento:
Poltrona di platea, balconata e palco . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 225
Ridotto giovani fino a 30 anni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 110
Galleria numerata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 155
Ridotto giovani fino a 30 anni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 80
Gli abbonati al ciclo di 9 spettacoli potranno acquistare anche l’abbonamento ridotto al Turno D (5 spettacoli) al prezzo di € 55.
Gli abbonati potranno acquistare il biglietto per lo spettacolo “Ecce homo” di Lucilla Giagnoni del 16 dicembre al prezzo ridotto di € 10.
88
Abbonamento a 4 spettacoli a turno libero:
Gli abbonati, al momento dell’acquisto, dovranno farsi assegnare il posto per gli spettacoli: “Penso che un sogno così...”, “Una pura formalità”,
“Tres” e, a scelta tra “Re Lear”, “Enrico IV”.
Poltrona di platea, balconata e palco . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 90
Galleria numerata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 55
PREZZI
Abbonamento:
Poltrona di platea, balconata e palco . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 75
Galleria numerata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 55
Abbonamento riservato ai giovani fino a 30 anni per gli spettacoli del Turno D e per 4 spettacoli compresi nella stagione di prosa:
“Re Lear”, “Enrico IV”, “Servo per due”, “Decamerone”. Si potrà scegliere all’interno dei turni.
Poltrona di platea, balconata e palco . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 85
Galleria numerata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 60
Biglietto singolo spettacolo:
Poltrona di platea, balconata e palco . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 18
Galleria numerata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 15
Spettacolo “Doppio fronte” del 25-26.01.2015
Poltrona di platea, balconata e palco . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 18
Galleria numerata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 15
Posto unico ridotto giovani fino a 30 anni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 11
Spettacolo “Ecce homo” del 15-16.12.2014
Posto unico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 15
Ridotto abbonati prosa e giovani fino a 30 anni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 10
Abbonamento mattutino a 3 spettacoli riservato agli studenti:
Posto unico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 20
Spettacolo “Nuda proprietà”
Poltrona di platea, balconata e palco . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 26
Galleria numerata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 19
Abbonamento a 4 spettacoli riservato ai giovani fino a 30 anni:
“Re Lear”, “Enrico IV”, “Servo per due”, “Decamerone”. Si potrà scegliere all’interno dei turni.
Poltrona di platea, balconata e palco . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 35
Galleria numerata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 25
Vendita biglietti:
Spettacolo “Nuda proprietà”:
acquisto in biglietteria e on-line dal 05/11/2014
prenotazione telefonica e e-mail dal 06/11/2014
Biglietto singolo spettacolo:
Poltrona di platea, balconata e palco . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . €
Ridotto giovani fino a 30 anni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . €
Galleria numerata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . €
Ridotto giovani fino a 30 anni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . €
Posto unico rappresentazioni mattutine riservate agli studenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . €
Tutti gli altri spettacoli:
acquisto in biglietteria e on-line dal 26/11/2014
prenotazione telefonica e e-mail dal 27/1/2014
26
15
19
11
10
Spettacolo “Ecce homo” del 16.12.2014:
Posto unico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 15
Ridotto abbonati prosa e giovani fino a 30 anni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 10
Vendita biglietti:
Spettacoli “Re Lear” e “Nuda proprietà”:
- acquisto in biglietteria e on-line dal 05/11/2014
- prenotazione telefonica e e-mail dal 06/11/2014
Teatro R agazzi
ABBONAMENTI
Entro il 15 novembre tutte le scuole interessate faranno avere al Teatro le richieste numeriche e i turni desiderati a mezzo fax (019.4519200) o
e-mail ([email protected]) unitamente al nominativo dell’insegnante a cui fare riferimento. I posti saranno assegnati d’ufficio,
secondo i criteri applicati nelle scorse stagioni, dando la precedenza alle scuole della città solo nel caso che la disponibilità risultasse inferiore
alle richieste. Gli abbonamenti dovranno essere ritirati dal 1 al 11 dicembre (escluse le festività). La vendita di singoli abbonamenti a posto
numerato inizierà il 13 dicembre alle ore 10.
89
PREZZI
Per le scuole elementari sono previsti due turni in abbonamento. Ogni turno si compone di 3 spettacoli a data prefissata con posto unico
numerato al prezzo di € 10. Il turno A comprende: 18/02, 09/03, 14/04.
Il turno B comprende: 19/02, 4/03, 13/04.
Per le scuole medie è previsto, in abbonamento, il turno C composto da 3 spettacoli a data prefissata con posto unico numerato al prezzo
di € 10. Il turno comprende gli spettacoli del 19/02, 4/03, 13/04.
Per le scuole materne sono previsti due turni in abbonamento, D e E. Ogni turno si compone di 3 spettacoli a data prefissata con posto
unico numerato al prezzo di € 10. Il turno D comprende: 23/03, 16/04, 05/05. Il turno E comprende: 24/03, 17/04, 06/05.
BIGLIETTI
Le richieste di acquisto devono pervenire solo a partire dal 2 dicembre 2014. Se inviate in data precedente non saranno prese in
esame. Dalla data indicata sarà possibile acquistare i biglietti per tutti gli spettacoli in programma. La prenotazione può avvenire per fax o
e-mail. Per l’assegnazione dei posti vale l’ordine cronologico di presentazione della richiesta. Singolo spettacolo posto unico numerato € 4.
Musica e Balletto
ABBONAMENTI
La biglietteria effettuerà la conferma degli abbonamenti dal 13 al 21 ottobre (escluso il 19). Il 22 ottobre sarà possibile, per tutti coloro che
hanno confermato con riserva di cambiamento, avere la prelazione di scelta sui posti rimasti disponibili. Il 24 ottobre inizierà la vendita dei
nuovi abbonamenti alla “musica e balletto”, alla “musica” e al “balletto”.
Abbonamento musica e balletto
Posto unico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 100
Associazioni musicali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 85
Ridotto giovani fino a 30 anni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 50
91
Abbonamento musica
Posto unico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 80
Associazioni Musicali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 65
Ridotto giovani fino a 30 anni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 35
Abbonamento balletto
Posto unico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 45
Scuole di danza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 30
Ridotto giovani fino a 30 anni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 25
Biglietto concerto:
Posto unico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . €
Ridotto giovani fino a 30 anni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . €
Orchestra Radiotelevisione Croata e Katia & Marielle Labèque . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . €
Ridotto giovani fino a 30 anni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . €
15
10
20
10
Biglietto balletto:
Posto unico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 20
Scuole di danza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 15
Ridotto giovani fino a 30 anni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 12
Vendita biglietti:
Concerti Kobrin e De Maria/Quartetto Bennewitz
- acquisto in biglietteria e on-line dal 15/11/2014
- prenotazione telefonica e e-mail dal 17/11/2014
Tutti gli altri concerti e balletti
- acquisto in biglietteria e on-line dal 01/12/2014
- prenotazione telefonica e e-mail dal 02/12/2014
91
Operetta
ABBONAMENTI
La biglietteria effettuerà la conferma degli abbonamenti dal 6 novembre all’11 novembre (escluso il 9). Il 12 novembre sarà possibile, per
coloro che hanno confermato con riserva di cambiamento, avere la prelazione di scelta sui posti rimasti disponibili. Il 13 novembre inizierà
la vendita dei nuovi abbonamenti.
PREZZI
Abbonamento:
Poltrona di platea . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 50
Galleria numerata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 35
Singolo spettacolo:
Poltrona di platea . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 20
Galleria numerata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 15
Vendita biglietti:
Spettacolo “Tè per due”:
- acquisto in biglietteria e on-line dal 20/11/2014
- prenotazione telefonica e e-mail dal 21/11/2014
Tutti gli altri spettacoli:
- acquisto in biglietteria e on-line dal 03/12/2014
- prenotazione telefonica e e-mail dal 04/12/2014
93
Per consultare il Programma Generale:
www.teatrochiabrera.it
ADW, VITAMINE PER I TUOI PROGETTI.
La Direzione del Teatro si riserva la facoltà di modificare il programma per cause tecniche e di forza maggiore.
Per informazioni:
Le vitamine A, D, W sono indispensabili per realizzare progetti di comunicazione per grandi e piccole aziende.
Adver tising, Design, Web, Editoria, sono le competenze con le quali av veriamo i desideri dei nostri clienti.
Rendendoli sempre felici. Le vitamine, se assunte periodicamente, aiutano a vincere.
ADW srl - www.adw.it - www.adweditori.it - [email protected]
Villa Oxilia Via Verdi 5, 17047 Vado Ligure (SV) - tel. 019 21 600 66 Palazzo della Nuova Borsa Via Dante 2, 16121 Genova - tel. 010 86 889 98
Teatro dell’Opera Giocosa
www.operagiocosa.it
Orchestra Sinfonica di Savona
www.orchestrasavona.it
Compagnia Teatrale Salamander
www.salamander.it
Credits
DESIGN ADW srl Villa Oxilia · Via Verdi 5, 17047 Vado Ligure (SV) · tel. 019 21 600 66
Palazzo della Nuova Borsa · Via Dante 2, 16121 Genova · tel. 010 86 889 98 · www.adw.it · [email protected]
Foto copertina e pagg. 2, 18, 48, 74, 90, 91 Fulvio Rosso
STAMPA Grafiche F.lli Spirito, Cosseria (Savona)
Ottobre 2014
Grafiche f.lli Spirito
Loc. Lidora 48 A - 17017 Cosseria (Sv) - Tel. 019 510562 - Fax. 019 510349 - [email protected]
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Per un sorriso da star. STUDIO DENTISTICO