l’università
PERIODICO
anno XXIII [n.5]
agosto / ottobre 2005
PAGINA 4/5
Stage e tirocini,
strumenti
di formazione
Un viaggio tra
le oltre 4.000
opportunità offerte
dalle undici facoltà
agli studenti
PAGINA 6/7
Riforma: tempo di bilanci
Gli effetti del “3+2”
sul sistema Università
PAGINA 8
Un successo
nato a Perugia
Tra gli alumni
illustri dell’Ateneo
anche l’ex presidente
di Confindustria
Vittorio Merloni
PAGINA 9
Relativismo culturale
e democrazia
Opinioni a confronto sul dibattuto tema,
tra visioni filosofiche e principi etico-religiosi
PAGINA 10/11
Nel 2007
Perugia capitale
delle Scienze
della Terra
Presentata l’Assemblea
generale dell’I.U.G.G.,
l’Unione internazionale
di Geodesia e Geofisica
PAGINA 13/15
In Ateneo
Eventi e iniziative nelle facoltà
DELL’ATENEO DI PERUGIA
Poste Italiane S.p.A. Sped. in abb. post. 70% DCB Centro 1 Perugia
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IL POLO
DEL FUTURO
La crescita dello Studium a Terni
FOCUS
L’ATENEO
NELLA CITTÀ
DELL’ACCIAIO
TRA SINERGIE
E SUPERAMENTO
DEI CAMPANILISMI
SERVIZIO DI
Andrea Possieri
Nell’immagine a fianco:
Il Magnifico Rettore
dell’Università degli Studi di Perugia,
professore Francesco Bistoni.
In basso:
Il Pro-Rettore del Polo scientifico
didattico di Terni,
professore Pietro Burrascano.
UNIVERSITÀ A TERNI, UN
IL RETTORE BISTONI DELINEA IL FUTURO DELL’ATENEO MULTICAMPUS: “IL
NECESSARIO PER CONSOLIDARE IL POLO SCIENTIFICO DIDATTICO NELL’AMBITO
“Tutti uniti per consolidare il Polo scientifico didattico di Terni”.
È questa l’opinione del Rettore dell’Ateneo perugino, professore
Francesco Bistoni. E per tutti si intendono, ovviamente, gli enti
locali, le banche, la Regione dell’Umbria e l’Università degli Studi
di Perugia. Ognuno al suo posto di combattimento, dunque,
per confermare una presenza universitaria ancora giovane ma
in una posizione strategica sia per quello che riguarda il futuro
dell’Ateneo sia per ciò che concerne lo sviluppo politico e
culturale del cuore verde d’Italia. Una regione che, per l’appunto,
deve una parte importante della sua identità culturale al ruolo
svolto dallo Studium perusinum nella costruzione del tessuto
connettivo della società umbra.
Dalle parole del Rettore scaturiscono pochi dubbi sul presente e
sul futuro del Polo scientifico didattico di Terni: la stagnazione
economica e l’empasse politica del sistema Italia non lasciano
spazio a grandi slanci in avanti e in un momento come questo
risulta molto difficile allargare le attività universitarie di Terni oltre
quelle già presenti. L’obiettivo prioritario, dunque, consiste nel
continuare l’esperienza che già esiste e, soprattutto, consolidarla
nel tempo. “Bisogna fare massa comune – afferma Bistoni –
per proteggere questa pianta che sta crescendo. Tutti devono
capire che l’Università non è costituita soltanto da un’aula e
un insegnamento ma anche da una tradizione di ricerca e da
un modo di vivere. Una città universitaria non si crea oggi per
domani. L’Università di Perugia è presente da 700 anni nel
capoluogo umbro e nonostante tutto ancora non si è creato un
idillio perfetto tra l’istituzione e la città”. Nonostante l’incertezza
e la complessità del futuro, le attività del Polo scientifico
didattico di Terni fanno segnare risultati interessanti. “Sono
circa 700 le nuove matricole e crescono con un ritmo annuo del
10 per cento”, sottolinea il professore Pietro Burrascano, ProRettore per il Polo di Terni. Secondo le previsioni, gli iscritti del
2005 toccheranno quota 3500, superando ampiamente i 2900
studenti del 2004. Dal 2001 ad oggi, inoltre, il Polo ternano
ha sfornato 839 dottori. Numeri di tutto rispetto, insomma,
che caratterizzano una realtà in fase di crescita non solo per
ciò che concerne la popolazione universitaria, ma anche dal
punto di vista organizzativo e logistico. Sei facoltà presenti e 15
corsi di laurea; 450 insegnamenti attivati e un personale tecnico
amministrativo di 60 dipendenti che costituisce un presidio in
ogni struttura. Sono queste le statistiche, in estrema sintesi,
che tratteggiano la sede decentrata dell’Università di Perugia
a Terni.
“Il decentramento universitario è stata un’operazione assai
controversa - afferma il Rettore Bistoni - ma l’Ateneo perugino
ha sostenuto con molta forza questa opzione perché l’Università
doveva essere partecipe delle vicende del territorio”. D’altronde
non si deve dimenticare che l’Università di Perugia è presente a
Terni da circa trent’anni e che l’attuale presenza universitaria si
basa sull’esperienza dei corsi di laurea in Medicina, Ingegneria
dei materiali ed Economia. È solo nel 2001 che avviene la svolta.
L’Ateneo di Perugia, potendo gestire una consistente disponibilità
finanziaria – l’accordo di programma impegnava allora circa 3
milioni di euro consolidati più 6 milioni una tantum per l’edilizia
universitaria – decise di potenziare i corsi di laurea già presenti
BURRASCANO : “UN POLO A MISURA DI STUDENTE”
Periodico d’informazione
dell’Ateneo di Perugia
Anno XXIII - Nr. 05
Agosto - Ottobre 2005
Autorizzazione del Tribunale di Perugia
n. 659 del 7/3/1983
Direttore: Laura Marozzi
Hanno collaborato:
Gabriele Azzaro, Erika Baglivo, Paolo
Belardi, Francesco Bircolotti, Simone
Budelli, Giuseppe Moscati, Andrea
Possieri, Nicoletta Stradaioli, Leonardo
Varasano.
Redazione: Piazza dell’Università, 1
06123 Perugia (PG)
e-mail: [email protected]
Tel.: 075/5852395 - Fax: 075/5852182
Progetto grafico:
Réclame Comunicazione Srl
Impaginazione e stampa:
Réclame Comunicazione Srl
2 l’università
Valorizzazione degli studenti e legame con
il territorio. Più che uno slogan sono le
peculiarità del Polo ternano sottolineate dal
professore Pietro Burrascano, Pro-Rettore
del Polo scientifico didattico di Terni. Una
“realtà dinamica”, quella di Terni, in crescita
organizzativa e logistica che negli ultimi anni
ha sviluppato competenze amministrative,
didattiche e di ricerca. “Ogni corso di laurea
- evidenzia Burrascano - ha un legame con il
territorio di Terni”. I corsi di Lingue, ad esempio,
si legano con la presenza della multinazionale
dell’acciaio, gli studi sull’energia si collegano
alla presenza delle Acciaierie, il corso di Scienza
della Formazione indirizzato allo spettacolo si lega al Centro di
produzione cinematografica di Papigno. “Il centro universitario
di Terni - afferma il Pro-Rettore - possiede un forte legame con
le imprese che stanno nascendo in città e nel comprensorio
e non è un caso, infatti, che la metà degli spin-off sono nati
proprio a Terni”. Accanto alla ridefinizione degli obiettivi
territoriali c’è sicuramente la valorizzazione degli studenti. Più
di tremila, suddivisi in 15 corsi di laurea di 6 diverse facoltà:
Economia, Ingegneria, Lettere e Filosofia, Medicina e Chirurgia,
Scienze della Formazione e Scienze Politiche. Un Polo che vuol
essere un centro universitario su misura per gli studenti. “È
una nostra priorità. Abbiamo stilato - sottolinea con forza il
Pro-Rettore - un piano di investimenti per ben
917 mila euro che riguarda la popolazione
studentesca. Vogliamo incentivare un maggior
numero di immatricolazioni, specie da fuori
regione, garantendo elevati standard didattici
e individuando specifici servizi mirati a
facilitare l’immatricolazione degli studenti più
meritevoli”. Questo impegno si dipana lungo
tre direttrici. In primo luogo “l’ampliamento
dei servizi di base e accessori”, che consiste
nei prestiti d’onore per studenti fuori sede
meritevoli, in ulteriori finanziamenti per borse
di 150 ore, nel finanziamento di borse Erasmus
e in una serie di accordi con teatri, cinema,
associazioni musicali e sportive, mostre e spettacoli. In secondo
luogo, in collaborazione con aziende ed enti, si è posto l’accento
sul potenziamento degli “impianti per servizi agli studenti”,
progettando un wireless campus, aumentando i servizi di
trasporto tra le sei sedi didattiche, riqualificando gli impianti
sportivi e collegando la biblioteca universitaria con la biblioteca
comunale. Infine, come terza e ultima direttrice d’intervento
in favore degli studenti, è stato stabilito di potenziare “le
attività dei laboratori didattici e di ricerca applicati”, attraverso
la certificazione di qualità dei laboratori, il cofinanziamento
di nuovi strumenti e di nuovi laboratori, il cofinanziamento di
assegni di ricerca e di convegni internazionali.
FOCUS
N IMPEGNO COSTANTE
L CONCORSO DI TUTTE LE ISTITUZIONI
DEL DECENTRAMENTO DELLO STUDIUM”.
a Terni e di creare dei nuovi corsi di studio. Tra questi, la punta
di diamante del nuovo insediamento universitario doveva
essere la creazione ex novo di una Facoltà di Biotecnologie.
A distanza di quattro anni, il “progetto Biotecnologie” sta
lentamente vedendo la luce proprio in questi ultimi giorni. E le
polemiche primaverili sulla faticosa nascita di questa facoltà, a
questo punto, sembrano essere del tutto sedate. Con l’intesa
dello scorso luglio – che ha rivisto una parte dell’accordo di
programma del 2001 – il Governo si è impegnato a dare due
milioni e mezzo di euro consolidati per la gestione di questa
nuova struttura. La quale si pone decisamente in linea con la
filosofia che orienta l’organizzazione didattica di Terni, che
consiste nell’evitare “doppioni” con i corsi di laurea perugini
e nell’istituire dei corsi di studio legati, in qualche modo, al
territorio e alla sperimentazione. Ma la costruzione di un
corso di studio, appunto, non significa solamente lo sviluppo
organizzativo e logistico, ma anche e soprattutto la nascita e
il consolidamento di una tradizione di ricerca scientifica. E per
costruire tutto ciò serve tempo, disponibilità e volontà. Anche su
questo punto il pensiero del Rettore non lascia spazio a dubbi:
“Ci deve essere una volontà concorde di tutti (amministrazioni
locali e banche) perché l’Università va sostenuta nel tempo. E lo
sforzo finanziario continuo che richiede la presenza universitaria
è l’indice dell’interesse che si nutre verso questo tipo di azioni.
I nostri impegni sono a medio termine e quando si prendono
queste iniziative vanno sostenute e sono prioritarie rispetto a
tutte le altre possibili, perché chi ci va di mezzo sono i giovani.
Le difficoltà finanziarie che abbiamo in Italia pretendono che
vengano selezionate quelle operazioni che si ritengono più
importanti e sulle quali si concentrano le risorse: personalmente
ritengo che per nessuna iniziativa ci siano sufficienti risorse”.
Occorre la forza di scegliere, dunque, secondo il Rettore
dell’Ateneo perugino. E per scegliere serve una volontà politica
che guardi seriamente ai tanto invocati “interessi generali”.
Gli investimenti una tantum non servono a nessuno e per
consolidare nel tempo una presenza universitaria, degna di
questo nome, servono un’attività e una preoccupazione
costanti. “Molti dicono che bisogna fare l’Università a Terni”,
continua Bistoni. “Non è esatto, perché l’Università a Terni c’è,
l’abbiamo costruita, il problema è mantenerla e migliorarla. E
foto n.1
foto n.2
non sarà facile in questi momenti difficili per l’Università e l’Italia
in genere. Non bisogna ricordarsi ogni tanto che c’è l’Università,
bisogna lavorarci giorno per giorno con molta costanza e
determinazione. È soltanto il lavoro del “giorno per giorno” che
permette il consolidamento, non quello occasionale. E questo
richiede un’attività oscura che qualche volta porta a illusioni e
qualche volta non paga. Un lavoro quotidiano, ripeto, intenso
da parte di tutti. Anche perché il decentramento universitario a
Terni investe, direttamente, il ruolo stesso dell’Ateneo perugino
e l’identità culturale della Regione”.
Ma cosa significa nella Regione Umbria l’Università degli Studi
di Perugia? Secondo il Rettore Bistoni “l’Ateneo è uno dei pochi
collanti che tengono assieme questa Regione. Un collante
culturale, nel quale ognuno si può riconoscere, perché quasi tutta
la nostra classe dirigente si è laureata a Perugia e ha un punto di
riferimento in questa Università. Qualche volta la ama e qualche
volta la odia, ma non la può ignorare. Non è tanto per fare del
regionalismo di bassa lega, ma per avere dei tratti comuni che
salvaguardino le individualità: altrimenti non si capirebbe perché
esiste questa Regione che vive molto sui campanilismi e che
spesso non riconosce Perugia come capoluogo. Forse Perugia fa
poco per farsi riconoscere tale?”.
Nell’immagine in alto:
L’ingresso della Facoltà
di Ingegneria a Terni.
In basso:
foto n.1
Studenti a lezione presso una delle aule
della Facoltà di Medicina e Chirurgia
presso il Polo scientifico didattico di Terni.
foto n.2
La facciata di Palazzo Catucci Gelasi
che ospita nel suggestivo borgo
di Collescipoli la sede ternana
della Facoltà di Economia.
foto n.3
Uno dei laboratori della Facoltà
di Ingegneria nel Polo ternano.
foto n.3
l’università 3
MONDO UNIVERSITARIO
VIAGGIO TRA LE FACOLTÀ
PER CONOSCERE
GLI STRUMENTI
CHE CONSENTONO
ESPERIENZE FUORI
DALL’ATENEO DURANTE
IL CORSO DI STUDIO
SERVIZIO DI
Erika Baglivo,
Nicoletta Stradaioli
e Leonardo Varasano
STAGE, UN LASCIAPASSARE VE
ATTRAVERSO TIROCINI FORMATIVI E DI ORIENTAMENTO, PRESSO SOGGETTI PUB
IN CONTATTO CON LE REALTÀ OCCUPAZIONALI E POSSONO ACQUISIRE GLI ELEM
L’inserimento degli studenti universitari nel mondo del lavoro
è uno dei nodi e delle sfide fondamentali che il mondo
accademico deve affrontare. Seguendo le indicazioni della
riforma universitaria, lo strumento specifico per rispondere a
questa esigenza è lo stage o tirocinio. Ma che cos’è realmente lo
stage? Come funziona e a cosa serve? In linea di principio esso
deve consentire ai laureandi e ai laureati di integrare la propria
formazione individuale acquisendo competenze specifiche
immediatamente spendibili nel mercato del lavoro. Si tratta,
quindi, di un tirocinio formativo e di orientamento, concepito
come parte integrante dei curricula di studi, da svolgersi presso
enti pubblici o soggetti privati.
La finalità principale è quella di far conoscere agli studenti la
realtà lavorativa e far acquisire loro gli elementi applicativi di una
specifica attività. La normativa che definisce gli aspetti connessi
all’attivazione di uno stage e che chiarisce gli obiettivi che il
tirocinio si prefigge di raggiungere, è contenuta nella Legge
196/97, nel DM 142/98 e infine nel DM 270/2004. Lo stage
prevede l’incontro tra differenti soggetti: il tirocinante, l’ente
promotore (l’università) e l’ente pubblico-privato. L’università
deve garantire la presenza di un tutor o coordinatore di stage:
ovvero un responsabile didattico-organizzativo punto di
riferimento per gli studenti che intendono avviare un’esperienza
di stage. Allo stesso tempo deve essere presente un responsabile
aziendale che segua l’inserimento dei tirocinanti nell’impresa,
affinché la formazione dello studente abbia buon esito. I
tirocini si svolgono sulla base di apposite convenzioni stipulate
tra l’università e i datori di lavoro, pubblici e privati. Queste
devono contenere un progetto di formazione e di orientamento
che comprenda gli obiettivi e le modalità di svolgimento del
tirocinio stesso, garantendo il raccordo con il percorso formativo
dello studente-stagista. Naturalmente la legge prevede che lo
TUTTE LE OPPORTUNITÀ FACOLTÀ PER FACOLTÀ
LETTERE E FILOSOFIA. Si è portati a pensare che siano
le facoltà scientifiche e tecniche ad essere facilitate
nello stabilire contatti con il mondo del lavoro, ma al
contrario nel campo degli stage numerosissime sono
le possibilità offerte agli studenti iscritti alla Facoltà
di Lettere e Filosofia. Questa propone un’efficace
attività di tutorato per guidare con profitto gli studenti
che intendono cominciare un’esperienza di stage. I
vari corsi della Facoltà, ad esempio, hanno attivato
accordi importanti con gli enti locali (Regione Umbria,
Provincia di Perugia e Comune di Perugia), ma anche
con la Soprintendenza ai Beni Culturali, gli archivi
storico-artistici, le biblioteche, i musei, le agenzie
del turismo e il “Centro Don Milani”. Attenzione
particolare merita il corso di laurea in Scienze
della Comunicazione che, tra le attività formative
alternative, offre non solo stage, ma anche “minimaster”: percorsi di studio volti alla realizzazione di
piani di lavoro con soggetti esterni.
MEDICINA E CHIRURGIA. Un caso a parte è la Facoltà
di Medicina e Chirurgia in quanto la formazione
di base del laureando già comprendeva periodi di
tirocinio. Dato il particolare carattere della professione,
le convenzioni riguardano, naturalmente, soprattutto
l’area sanitaria (ASL e Azienda ospedaliera); inoltre,
la Facoltà ha stipulato, ormai da qualche anno e per
prima in Italia, un’importante intesa con l’Ordine dei
medici delle province di Perugia e di Terni e con la
Scuola umbra di Medicina Generale per preparare i
futuri medici a rapportarsi con il paziente, non solo
da un punto di vista medico (diagnostico, terapeutico
e riabilitativo), ma anche umano.
SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI.
La Facoltà di Scienze MM. FF. NN., comprendendo
una varietà di professionalità diverse, offre molteplici
scelte ancora, però, in via di definizione: fra queste,
Provincia di Perugia, ARPA, Umbria Acque, Istituto di
Ricerca per la Protezione Idrogeologica del C.N.R.,
COLACEM S.p.A., Sirio Ecologica S.p.A. e altre.
4 l’università
ECONOMIA. Sarà per il suo strutturale legame
con aziende e istituzioni economiche, ma la Facoltà
di Economia è senza dubbio tra quelle che offre il
maggior numero di opzioni per stage e tirocini. I corsi
di laurea di Economia hanno stipulato convenzioni
quadro con ben trenta enti. Si tratta di enti locali
(Comuni di Perugia, San Giustino, Cascia, Valtopina,
Paciano, Otricoli, Gubbio, Montefalco, Costacciaro,
Castel Ritaldi, Amelia, Todi, Castel Viscardo, Regione
Umbria, Provincia di Perugia, Ente irriguo umbro
toscano), enti pubblici (Inps), associazioni di categoria
(Confcommercio, Confapi, Coldiretti, Confesercenti),
aziende o strutture private (Ater, Cassa di Risparmio
di Foligno, Fcu, Renzacci lavatrici, Studio commerciale
Giacometti, Banca dell’Umbria, Cassa rurale artigiana
di Spello e Bettona, Assicurazioni Generali). Centocentocinquanta le ore necessarie per concludere lo
stage. Ogni studente, oltre quelle sopra elencate, può
proporre convenzioni ad hoc con altri enti o strutture.
Ciascun corso di laurea ha poi ulteriori contatti. Così
è per il Sigi (Statistica e informatica per la gestione
delle imprese), particolarmente legato alla Camera di
Commercio di Perugia; così è per Economia del turismo,
che dalla sede di Assisi offre ampie possibilità di stage
all’estero; così è per Economia e amministrazione
delle imprese, depositario di convenzioni a parte
stipulate dalla sede di Terni. Anche i neolaureati entro
il diciottesimo mese dal conseguimento del titolo
possono compiere stage e tirocini per un anno. Le
sedi proposte dalla Facoltà sono la Colussi, la Merloni,
la Sogesti, il Credito cooperativo e la Cassa rurale di
Spello e Bettona, la Provincia di Perugia e l’Unicredit
produzione accentrata.
SCIENZE POLITICHE. Ampia anche l’offerta della
Facoltà di Scienze Politiche. Convenzioni attive con
la Prefettura di Perugia, con l’Istituto per la storia
dell’Umbria contemporanea (Isuc), con l’Agenzia
Umbria Ricerche, con le Acli, con l’onlus Cidis, con
le varie biblioteche di Perugia, con i Comuni di Assisi,
Numero totale di stage e tirocini
Fonte MIUR, Comitato Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario (Nuclei 2005)
Facoltà
Italia
Estero
Agraria
113
7
Economia
253
25
Farmacia
11
0
Giurisprudenza
3
0
Ingegneria
23
0
Lettere e Filosofia
192
0
Medicina e Chirurgia
472
0
Medicina Veterinaria
3
2
Scienze della Formazione
723
0
Scienze MM. FF. NN.
33
0
Scienze Politiche
112
0
Interfacoltà
691
41
Perugia, Corciano, Todi, Passignano, Bastia Umbra,
Foligno, San Giustino e Umbertide, con la Provincia
di Perugia, con la Regione Umbria, con E-generation,
con la Coldiretti e con Mediawork. Per i neolaureati
possibilità di stage alla Colussi. Salvo, come per tutte
le Facoltà, l’eventualità di accordi ad personam.
GIURISPRUDENZA. La Facoltà ha stipulato convenzioni quadro, sia per laureandi che per laureati,
con il Comune e con la Provincia di Perugia, con
la Regione Umbria, con la Bnl, con la Cia e con la
Confapi. In dirittura d’arrivo un accordo con Telecom.
Tra le convenzioni ad hoc, prevalgono, ovviamente,
quelle con vari studi legali.
FARMACIA. Evidente l’indirizzo professionale anche
nel caso della Facoltà di Farmacia. Tre le convenzioni
quadro a disposizione di tutti gli studenti quella con la
Baxter S.p.A. di Rieti, quella con la &Lab e quella con
l’Istituto zooprofilattico di Abruzzo e Molise. Molte le
MONDO UNIVERSITARIO
ERSO IL LAVORO
BBLICI O PRIVATI, GLI STUDENTI ENTRANO
MENTI UTILI PER LA PROPRIA FORMAZIONE.
stage venga “monetizzato” sotto forma di crediti formativi.
Gli studenti hanno, inoltre, la possibilità di svolgere il tirocinio
all’estero sia a livello europeo che extraeuropeo.
La durata dello stage può variare tra sei mesi e un anno e non ci
sono vincoli sul numero degli stage che la persona può svolgere
durante il suo percorso di studio. Alla fine del periodo di
tirocinio sono previsti, poi, degli strumenti per il monitoraggio
e la valutazione del percorso formativo. Da parte dell’azienda
viene compilata una scheda di valutazione che indica le attività
svolte dallo stagista e le conoscenze o abilità acquisite dallo
stesso. È prevista anche una valutazione del tirocinante relativa
alla capacità, all’impegno e all’interesse dimostrati nel periodo
di svolgimento dello stage. Il punto di vista dello studente
viene riportato in una relazione finale da consegnare al tutor
universitario sull’esperienza appena conclusa, con l’obiettivo
di comprendere il clima aziendale, l’utilità delle attività svolte,
illustrare problemi emersi e offrire suggerimenti. Pensato al
fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro e di
agevolare le scelte professionali, lo stage dovrebbe arricchire,
da un lato, il tirocinante consentendogli di non essere più un
“soggetto senza esperienza”, dall’altro, le imprese alle quali
viene data la possibilità di creare un bacino di candidature
utili per future assunzioni. Anche l’Ateneo di Perugia, in
applicazione della Riforma, si sta adoperando per offrire le
opportune convenzioni che facilitino la realizzazione degli stage.
Il meccanismo non è stato ancora perfezionato e in qualche
caso ciò causa qualche disagio tra gli studenti, come emerge
dalla panoramica sulla situazione esistente nelle diverse Facoltà:
com’era prevedibile, sono emerse realtà già molto organizzate
– anche in virtù di più stretti contatti col mondo del lavoro – ma
anche altrettante in fase di evidente rodaggio.
Distribuzione del numero di studenti per settore di svolgimento dello stage e tipologia del corso di studio
Fonte MIUR, Comitato Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario (Nuclei 2005)
Facoltà
Agricolo
Industriale
commerciale
Enti pubblici
Imprese di
servizi o studi
professionali
Area
sanitaria
Altro settore
Agraria
56
23
18
23
0
0
Economia
0
54
7
21
0
193
Farmacia
0
15
0
0
0
0
Giurisprudenza
0
0
47
68
0
0
Ingegneria
0
18
5
0
0
0
Lettere e Filosofia
0
0
109
85
0
0
Medicina e Chirurgia
0
56
56
56
1265
0
Medicina Veterinaria
0
6
0
0
90
0
Scienze della Formazione
0
56
56
600
11
0
Scienze MM. FF. NN.
0
0
4
19
1
9
Scienze Politiche
0
0
92
20
0
0
Interfacoltà
3
461
291
228
139
210
intese una tantum: da ricordare quelle raggiunte con
l’Aventis Pharma di Milano, con l’Afas di Perugia, con
la Pfizer Srl di Latina e con la Serono S.p.A. di Roma.
AGRARIA. Ben organizzata la Facoltà di Agraria: qui
la gestione dei tirocini e degli stage è stata affidata
ad unico responsabile che raccoglie e fornisce agli
studenti tutte le informazioni necessarie.
La Facoltà ha cercato di andare incontro agli studenti stipulando numerosissime convenzioni sia con
aziende locali, come la Cantina Sociale Colli Perugini,
Colussi Perugia, Cantine Giorgio Lungarotti, Bavicchi
S.p.A., Fito Work Engineering, A.R.P.A., ma anche
con aziende e strutture situate in altre regioni,
come A.L.S.I.A. (Agenzia Lucana per lo Sviluppo
e l’Innovazione in Agricoltura), Willis Italia S.p.A.
o Eridania Sadam S.p.A.. Questo permette agli
studenti fuori sede di svolgere il tirocinio nei periodi
estivi nelle proprie zone di residenza in vista di un
possibile futuro professionale. Non di rado accade,
infatti, che gli studenti, una volta usciti dalla Facoltà
e dopo aver svolto il tirocinio post-lauream, trovino
un’occupazione proprio negli enti e nelle aziende che
li hanno ospitati. Inoltre la Facoltà, per incentivare la
disponibilità delle aziende ad accettare tirocinanti, si
fa carico della fornitura dei kit necessari per svolgere
l’attività. La durata del tirocinio può variare a seconda
della scelta degli studenti che hanno la possibilità
di destinare a questo tipo di attività più crediti di
quelli previsti, pur rimanendo nei limiti stabiliti
dalla legge. Indipendentemente dalla durata, il
tirocinante è chiamato, oltre a consegnare al termine
dell’esperienza una dettagliata relazione, a compilare
durante il suo svolgimento un diario di
frequenza dove vengono annotate le
attività svolte nella struttura.
Totale
INGEGNERIA. Anche la Facoltà di
Ingegneria ha stipulato molte convenzioni che offrono agli studenti
120
un’ampia gamma di opportunità. Tra
275
le aziende convenzionate compaiono
C.L.A.M. soc. coop. a r. l., COIM
15
Serramenti srl, Agenzia per l’Energia
e l’Ambiente-Provincia di Perugia,
115
Agenzia Arpa-Umbria, Dimensione
23
Qualità, Ferrari S.p.A., FIAT AUTO,
GESENU S.p.A., Umbra Acque S.p.A.
194
Perugia e molte altre. Ovviamente, ogni
studente può proporre alla facoltà una
1433
struttura o un’azienda in cui intende
96
svolgere lo stage affinché venga
sviluppata una convenzione ad hoc.
723
MEDICINA VETERINARIA. La stessa
logica è alla base della Facoltà di
33
Medicina Veterinaria, dove gli stage
112
e i tirocini sono organizzati sempre
attraverso convenzioni quadro o ad
1332
hoc nel rispetto della normativa.
Un ruolo determinate è svolto dai
Presidenti dei singoli corsi di laurea che si occupano
dell’organizzazione e della stipula delle convenzioni.
SCIENZE DELLA FORMAZIONE. Presso questa
Facoltà, l’attività di tirocinio è gestita dai singoli
Presidenti dei vari corsi di laurea. E’ stato tuttavia
attivato un ufficio che raccoglie le informazioni
e gestisce le circa 60 convenzioni (gran parte in
fase di rinnovo) stipulate dalla Facoltà. Si tratta
prevalentemente di convenzioni quadro, ma spesso
vengono raggiunti accordi su richiesta degli studenti.
Tra gli enti convenzionati figurano il Consorzio Auriga,
i Comuni di Perugia, Terni, Città di Castello e Narni,
la Cooperativa “La Rondine” di Città di Castello,
l’Asl n°1 e la Asl n° 2, la Ceis di Spoleto. Scienze
della Formazione è la seconda facoltà perugina per
numero di studenti che usufruiscono dei tirocini.
l’università 5
MONDO UNIVERSITARIO
ATTRAVERSO
TRE INDAGINI
CONOSCITIVE, UN
QUADRO
DELLO STATO
DI SALUTE
DELL’UNIVERSITÀ
RIFORMA UNIVER
TEMPO DI BI
I NEO DOTTORI SI “SPACCANO” SUL GRADIMENTO DEL SISTEMA “3+2”. SI C
DIMINUISCONO I FUORICORSO E L’ETÀ MEDIA DI CONSEGUIMENTO DEL TITOLO. PIA
SERVIZIO DI
Erika Baglivo
e Leonardo Varasano
Chi non ci sta
LA “CONTRORIFORMA”
DI GIURISPRUDENZA
La riforma non convince e ne è
testimonianza il ricorso, comunque
consistente, a corsi unici. Sembra una
strisciante “controriforma”.
Dopo Giurisprudenza, per la quale è
già pronto da tempo il nuovo corso di
laurea con un anno di base e quattro
consecutivi di specializzazione, si
moltiplicano le richieste di atenei
e ordini professionali per tornare a
un unico corso di laurea, relegando,
nella migliore delle ipotesi, il “3+2” a
scelta di serie inferiore per coloro che
pensano di non portare troppo avanti
i propri studi.
Nonostante continuino le dispute politiche, le contestazioni
dei ricercatori e le rimostranze dei rettori, la riforma
universitaria va avanti. Anzi, procede di buona lena e sembra
che cominci a dare i primi risultati positivi; in particolare,
rispetto ad alcuni importanti parametri come l’età media dei
laureati, il ritardo alla laurea e la soddisfazione degli studenti,
anche se con qualche chiaroscuro, così come emerge dalla
VII Indagine Alma Laurea sul profilo dei laureati 2004. Bilanci
e considerazioni simili, del resto, emergono anche da un
rapporto di Unioncamere e dal sesto rapporto del Comitato
nazionale di valutazione del sistema universitario (Cnvsu).
Il rapporto Alma Laurea ha monitorato ben 140mila neolaureati
di 35 atenei italiani. L’indice di gradimento dell’Università
riformata, stando alle risposte offerte dai primi dottori
“triennalisti”, è buono: si dividono, infatti, equamente fra
favorevoli e contrari al “3+2”, mentre il gradimento maggiore
si riscontra tra i neodottori dell’area economico-statistica e
scientifica (50-57%). Sul fronte degli insoddisfatti spiccano
neopsicologi e dottori del gruppo letterario. Notevole – e
sotto certi aspetti insospettabile – la soddisfazione sulla
qualità della vita accademica. I “triennalisti” dimostrano un
maggior appagamento dei loro colleghi ancien regime nella
valutazione complessiva dell’esperienza universitaria (ben
l’87,3% si dichiara soddisfatto). Giudizi positivi anche per
quanto riguarda i rapporti con i docenti. Pochi i rimorsi e i
rimpianti: oltre 68 su 100 ripeterebbero la scelta universitaria
fatta al momento dell’iscrizione. Questo anche per merito della
crescita dell’offerta formativa: più di 3.300 i corsi triennali,
1.200 i bienni specialistici, 175 i corsi quinquennali e 1.500
i master di primo o secondo livello. L’elefantiaco proliferare
di corsi ha senza dubbio facilitato la scelta delle matricole
in base alle proprie inclinazioni e preferenze. Ma il risultato
più importante accertato dall’indagine di Alma Laurea,
CHI HA PROMOSSO
LE INDAGINI
ALMA LAUREA. È un Consorzio interuniversitario
che, col sostegno del Miur, opera dal 1994 nell’intento
di mettere in relazione aziende e laureati. È un punto
di riferimento dall’interno della realtà universitaria per
tutti coloro (studiosi, operatori ecc.) che affrontano
a vario livello le tematiche degli studi universitari,
dell’occupazione, della condizione giovanile. Gli
studenti degli atenei consorziati in Alma Laurea,
tra cui quelli dell’Università degli Studi di Perugia,
hanno l’opportunità di usufruire di numerosi servizi
orientati al mondo del lavoro e degli studi postlauream. Per accedere a questi servizi è necessario,
alla fine del proprio percorso di studi, compilare il
proprio curriculum vitae e aderire alla banca dati.
Informazioni al sito www.unipg.it, sezione studenti,
Alma Laurea.
6 l’università
proprio perché legato alla ragione stessa della Riforma, è la
maggiore regolarità degli studi. Coloro che conseguono il
titolo nei tempi prestabiliti sono ormai un terzo del totale,
32,5%, mentre fra il 1998 e il 2001 non si superava il 10.
Parallelamente si riduce, anche se di poco, l’età media del
CNVSU. Il Comitato nazionale di valutazione del
sistema universitario è un organo istituzionale del
Ministero dell’Università e della Ricerca scientifica e
tecnologica che ha il compito di fissare i criteri generali
per la valutazione delle attività delle università;
predisporre una relazione annuale sulla valutazione del
sistema universitario; promuovere la sperimentazione,
l’applicazione e la diffusione di metodologie e pratiche
di valutazione; determinare la natura delle informazioni
e dei dati che i nuclei di valutazione degli atenei sono
tenuti a comunicare; attuare un programma annuale
di valutazioni esterne delle università o di singole
strutture didattiche; effettuare valutazioni tecniche su
proposte di nuove istituzioni universitarie statali e non
statali in vista dell’autorizzazione al rilascio di titoli
aventi valore legale; predisporre rapporti sullo stato
di attuazione e sui risultati della programmazione;
predisporre studi e documentazione sullo stato
dell’istruzione universitaria, sull’attuazione del diritto
allo studio e sugli accessi ai corsi di studio universitari;
definire i criteri di riparto della quota di riequilibrio del
fondo per il finanziamento ordinario delle università;
svolgere per il Ministro attività consultive, istruttorie,
di valutazione, di definizione di standard, di parametri
e di normativa tecnica, anche in relazione alle distinte
attività delle università, nonché ai progetti e alle
proposte presentate dalle medesime.
UNIONCAMERE. L’Unione italiana delle Camere
di Commercio, industria, artigianato e agricoltura
è un’associazione che svolge funzioni di indirizzo,
rappresentanza e coordinamento dell’intero sistema
di Camere di Commercio operanti sul territorio
nazionale. L’obiettivo è quello di promuoverne e di
valorizzarne l’apporto dato alla crescita dell’economia
nazionale. In questa prospettiva va inquadrato il
costante impegno di Unioncamere per le sinergie fra
il sistema camerale, gli altri decisori centrali e locali
(Regioni e enti locali), le parti sociali (associazioni di
categoria e sindacati), e le altre autonomie funzionali
(università, fondazioni ecc.), per realizzare servizi,
strutture e infrastrutture per lo sviluppo dell’economia
e di ambiti territoriali interregionali e interprovinciali,
in tutti i settori in cui si svolge l’attività delle Camere
di Commercio.
MONDO UNIVERSITARIO
RSITARIA,
ILANCI
CONSOLIDA LA REGOLARITÀ DEGLI STUDI:
ACE LA QUALITÀ DELLA VITA ACCADEMICA.
laureato che passa da 28 a 27,6 anni. In generale, nel quadro
proposto da Alma Laurea emerge una maggiore diligenza,
riscontrabile soprattutto dalla partecipazione alle lezioni.
Aumenta, anche perché previsto dal “3+2”, il ricorso a stage.
Ne hanno fatto esperienza 60 laureati triennali su 100, anche
se il tirocinio si è svolto all’esterno delle mura universitarie
solo in 48 casi.
Informazioni simili anche nel sesto rapporto del Comitato
nazionale di valutazione del sistema universitario (Cnvsu):
grazie al “nuovo ordinamento” l’Università italiana avrebbe
finora sfornato ben 92.000 laureati, il 44% dei quali avrebbe
raggiunto la meta entro la durata legale del corso. Si è così
passati dai 3 ai 6 studenti ogni 10 che riescono a portare
a compimento il proprio percorso universitario, contro una
percentuale del 19% che interrompe gli studi dopo il primo
anno. Nel complesso, però, il tasso di abbandono, debolezza
del sistema causata probabilmente da un orientamento
insufficiente e da una sostanziale mancanza di alternative per
i neodiplomati, è sceso dal 65% del 2001 al 40% del 2004.
Insomma, le Università italiane rappresentano sempre più un
polo d’attrazione sia per i giovani diplomati, che nel 76%
dei casi scelgono di proseguire gli studi e di immatricolarsi
(nel 2000 erano il 66,5%), sia per chi il diploma lo ha già in
tasca da qualche anno. Infatti, nell’anno accademico 20022003 il 19,3% delle matricole aveva conseguito la maturità
da almeno cinque anni. Anche sotto il profilo del profitto
i segnali sembrano incoraggianti dal momento che il tasso
degli studenti che non superano nessun esame nel corso
dell’intero anno accademico (i cosiddetti “inattivi”) è sceso
dal 22,8% degli anni precedenti all’attuale 14,9%. Dato
inversamente proporzionale a quello relativo agli studenti
“in corso” che nel 2004 hanno raggiunto l’82% contro il
56% del 2000. Cresce, poi, in modo significativo, il numero
dei laureati che, grazie anche alle facilitazioni oggi in atto,
usa la professione ai fini universitari. L’esperienza lavorativa
maturata, infatti, può essere valorizzata al fine di conseguire
il titolo di dottore. Geometri, commercialisti o ragionieri, ad
esempio, possono vedersi riconoscere fino a 120 crediti (Cfu),
quando per la laurea di primo livello ne servono 180. I due
terzi del percorso possono dunque essere compiuti senza
aprire libro. Il nuovo sistema ritiene valide, purché certificate,
le conoscenze extra universitarie. Fra queste, le esperienze
professionali e culturali ma anche le attività di volontariato.
Esistono però anche gli aspetti negativi della Riforma: grave,
quanto attesa, la scarsa ricezione delle lauree brevi da parte
del mondo del lavoro. Un rapporto di Unioncamere, l’unione
italiana delle Camere di Commercio, giudica sostanzialmente
meno affidabile il percorso triennale. Un’impresa che deve
assumere laureati preferisce pescare tra le lauree specialistiche
o di vecchio ordinamento (58%), sicura di trovarvi maggiori
certezze circa il contenuto formativo. La laurea breve paga
solo nel 16,8% dei casi. Il titolo di “triennalista” conta
molto solo se ci si accontenta di un posto da diplomato:
le imprese accettano di buon grado la laurea triennale
come specializzazione post-diploma. Conseguenza logica
e immediata di questa realtà è il ricorso, praticamente
obbligato poiché necessario, al proseguimento degli studi.
I “triennalisti”, raggiunto il titolo, “devono” continuare
verso lauree specialistiche e master. Ulteriore elemento di
perplessità diffusa, infine, tale da portare a definire la riforma
“europicida”, è la forte riduzione dei programmi Erasmus,
legata all’introduzione del “3+2”. Sempre secondo la ricerca
condotta da Alma Laurea su 100 laureati triennali solo 7 sono
coinvolti in esperienze di scambio. Nel vecchio ordinamento
la percentuale era quasi doppia, 13,3% e la quota Erasmus
raggiungeva l’8,3%. In un contesto economico in cui la
possibilità di mobilità viene considerata fondamentale questo
dato non può che essere considerato negativamente.
FINANZIAMENTI SÌ, MA SOLO
CON LE CARTE IN REGOLA
Il profitto degli studenti negli atenei italiani, in base al nuovo
modello di distribuzione dei finanziamenti, con la Riforma
del sistema universitario è diventato fondamentale dal
punto di vista dell’ottenimento di parte dei fondi statali.
Infatti, solo se viene dimostrato da un ateneo di avere tutte
le carte in regola (impegno nella ricerca, ma soprattutto
studenti regolari e con un buon profitto, come testimoniato
dalla ricerca del CNVSU, secondo la quale nel 2004 il dato
relativo agli “studenti in corso” raggiungeva l’82% contro
il 56% del 2000), allora può accedere ai finanziamenti in
questione. Questo sistema, che premia le Università più
meritevoli, ha permesso di distribuire nel 2005 ben 300
milioni di euro pari al 4% dell’intero finanziamento statale,
che ha registrato un incremento del 13% arrivando, così, a
quota 6 miliardi e 933 milioni di euro contro i 6 miliardi e
163 milioni del 2001.
l’università 7
ALUMNI
STUDENTE IN UMBRIA
NEGLI ANNI CINQUANTA,
OGGI IMPRENDITORE
VINCENTE NEL MONDO
MERLONI, UN SUCCESSO
NATO A PERUGIA
“CITTÀ STIMOLANTE E ATENEO IMPORTANTE”: L’EX PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA RACCONTA QUANTO HA CONTATO LA LAUREA CONSEGUITA
PRESSO LO STUDIUM PER DIVENTARE UN LEADER DELL’ECONOMIA
ITALIANA E INTERNAZIONALE ATTRAVERSO L’AZIENDA DI FAMIGLIA.
ARTICOLO DI
Andrea Possieri
e Leonardo Varasano
Nell’immagine a fianco:
Vittorio Merloni, si è laureato
in Economia e Commercio
presso l’Ateneo perugino.
8 l’università
Da Fabriano alle vette industriali più
alte, a livello mondiale, passando
per Perugia e la sua Università.
E’ Vittorio Merloni l’ex studente
illustre dell’Ateneo perugino a
guadagnarsi la ribalta in questo
numero de L’Università.
Ex presidente di Confindustria dal
’90 al ‘94, Merloni, 62 anni, guida
uno dei più grandi gruppi industriali
familiari d’Italia (la Indesit Company
che fattura oltre 3 miliardi di
euro) e sicuramente uno dei più
internazionalizzati: l’85 per cento
del suo giro d’affari viene infatti da
oltre confine, dov’è ormai dislocata
circa la metà della produzione.
Merloni, persona da sempre di idee
e carattere moderati, si è laureato in
Economia e Commercio negli anni
Cinquanta proprio all’Università
degli Studi di Perugia. Nel 1960
inizia a lavorare nell’Azienda paterna
e nel 1970 assume la responsabilità
della Divisione Elettrodomestici;
quindi, nel 1975, la Divisione stessa
si trasforma in Società per Azioni e Vittorio Merloni ne diviene
Presidente. Consigliere dell’Harvard Business School di Boston
dal 1981 al 1994, nel 1984 viene nominato Cavaliere del
Lavoro per poi diventare membro del Censis e della Fondazione
Aristide Merloni e Consigliere d’Amministrazione della Editrice
Il Sole 24 Ore: una carriera che lo porta a frequentare le più alte
sfere economiche italiane ed internazionali e che parte proprio
dal cuore d’Italia.
Perché ha scelto l’Ateneo di Perugia per i suoi studi
universitari e qual è stato il suo percorso formativo?
Decisi di studiare Economia e Commercio all’Università di
Perugia soprattutto per la sua buona reputazione. L’Ateneo
storicamente conta sul contributo di docenti di prim’ordine.
Ovviamente, la vicinanza con Fabriano ha rappresentato un
altro elemento importante per la scelta.
Qual è il suo ricordo di Perugia “città accademica”?
L’impressione che subito mi fece Perugia, città tuttora tra le
mie preferite in Italia, fu positiva, vista la capacità di accogliere
al meglio tanti studenti provenienti da città diverse e spesso
dall’estero. Da sempre, nell’immaginario comune, essa è una
città internazionale e culturalmente molto vivace, una città a
misura d’uomo, dove la tranquillità della vita quotidiana concilia
lo studio e la creazione di una rete di relazioni fondamentali,
a mio avviso, per la formazione non soltanto accademica ma
anche umana. A tutt’oggi sono ancora in contatto con alcuni
compagni di studio.
Dal passato allo stato attuale dell’Università in Italia.
Dalla legge Ruberti alla riforma Zecchino, l’Università è
un vero e proprio “cantiere aperto da circa un decennio”.
Che valutazione dà dell’Università italiana attuale?
Certamente, dagli anni ’50, quando io frequentavo le aule
universitarie, a oggi ci sono stati molti cambiamenti del sistema
universitario. Oggi ci sono molti più laureati rispetto al passato
e quindi più “competizione” tra i potenziali nuovi occupati. La
competizione, però, rappresenta
in tutti i settori uno stimolo a
fare meglio degli altri, quindi
sicuramente un qualcosa di positivo
per il mondo del lavoro. L’Università,
inoltre, è importante per generare
innovazione, sicuramente uno
dei punti nevralgici del nostro
Paese. Per questo non bisogna
perdersi in inutili lamentele, ma
fare in modo che Università e
Impresa dialoghino e facciano
ricerca insieme. In questo modo si
formano i professionisti di domani
e si crea lo sviluppo futuro.
Scelga il nome di uno scienziato
e di un letterato che secondo
lei rappresentano degnamente
l’Università italiana in Italia
e nel mondo. E a Perugia?
Saprebbe darci anche due nomi
illustri dell’Ateneo umbro?
Un solo nome sarebbe riduttivo.
La scienza in Italia è figlia tanto
di Leonardo da Vinci quanto di
Marconi, così come la letteratura
di Dante e di Manzoni. Per quanto riguarda il panorama
umbro l’Ateneo vanta nomi illustri nel panorama nazionale
e internazionale delle varie discipline. Pensiamo a Galli della
Loggia, Teodori, Melograni o al veterano delle relazioni
internazionali D’Amoja.
Spostando
l’attenzione
sugli
attori
principali
dell’Università, gli studenti, secondo lei un laureato
italiano è competitivo rispetto agli altri laureati europei?
Competitivo è la parola adatta. Ritengo che la competizione non
sia solo frutto della teoria o di quello che si apprende nelle aule:
“competitività” è anche ambizione e l’ambizione è qualcosa di
personale. Dire che uno studente italiano ha qualcosa in più o
in meno di uno studente di un altro Paese sarebbe improprio.
Nella nostra Università non esistono tappe fisse da seguire:
anche per questo riusciamo ancora ad essere competitivi. In
ogni caso il cammino di avvicinamento tra Università e mondo
delle imprese è lungo e andrebbe accelerato.
Quanto ha pesato la preparazione fornita dagli studi
universitari nella sua affermazione professionale?
Al di là delle basi “scientifiche” il periodo universitario ha
contribuito in maniera evidente allo sviluppo delle mie doti
personali. In quegli anni i vari progetti Erasmus o Socrates non
esistevano ancora, quindi la formazione avveniva tutta “in
casa”. Questo però non mi ha impedito successivamente di
lavorare in tutto il mondo: ancora oggi vado all’estero più volte
al mese.
Un’ultima domanda: consiglierebbe l’Ateneo perugino
a un giovane diplomato che si appresta a iscriversi
all’Università?
L’Università di Perugia mi ha dato molto e non riesco a pensare
un cammino di formazione diverso. Consiglierei l’Ateneo del
capoluogo umbro a tutti coloro che vogliono iniziare il loro
percorso di vita con una buona base culturale, da coltivare in
una città stimolante e in una Università importante.
ACCADEMIA E SOCIETÀ
RELATIVISMO CULTURALE,
QUESTIONE DI DEMOCRAZIA
LE RIFLESSIONI DI ROBERTO GATTI, DOCENTE DI FILOSOFIA DELLA POLITICA, E DI MONSIGNORE GIUSEPPE CHIARETTI, ARCIVESCOVO DI PERUGIA
E CITTÀ DELLA PIEVE, SU UN ARGOMENTO MOLTO DIBATTUTO NELLA
SOCIETÀ CIVILE, TRA VISIONI FILOSOFICHE E PRINCIPI ETICO-RELIGIOSI.
Osteggiato o promosso, interpretato o frainteso, esaltato o
rimosso, il relativismo è da tempo al centro di un dibattito assai
vivace tra le righe della stampa come nelle aule dell’accademia,
tra gli intellettuali come nella società civile. L’opinione pubblica
riceve mille stimoli spesso contraddittori e non è facile
mantenere una posizione di equilibrio. Abbiamo chiesto a
un docente dell’Ateneo perugino, il professore Roberto Gatti
(Filosofia della Politica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia
dell’Ateneo perugino), e all’arcivescovo di Perugia e Città
della Pieve, monsignore Giuseppe Chiaretti, di offrire ai lettori
de L’Università degli strumenti di lettura della percezione e
dell’atteggiamento di fondo che si può o meno assumere in
proposito.
Cosa c’è di sostanziale dietro le recenti riflessioni sul
relativismo e al di là delle singole prese di posizione,
oggi più che mai accompagnate da toni polemici
particolarmente accesi?
Gatti: Direi che c’è, da un lato, la consapevolezza della
fragilità filosofica della posizione “relativista” e, dall’altro, la
difficoltà a rivedere tale posizione. Questa difficoltà ha molte
motivazioni, ma, guardando la questione dal punto di vista
filosofico-politico, credo che quella preminente sia la fallace
convinzione secondo cui democrazia e relativismo siano tenute
insieme da un vincolo indissolubile, per cui retrocedere dal
secondo comporterebbe mettere in discussione le basi della
prima. Ovviamente, come anche la lunga storia dell’idea e della
prassi democratiche dimostra, non è così: anzi, è l’opposto, se
è vero che il relativismo è stato ed è tuttora uno degli acidi
corrosivi della democrazia. Ma è difficile abbattere mode
culturali consolidate e che spesso offrono, tra l’altro, un facile
successo pubblico.
Chiaretti: Dal punto di vista etico-religioso e della riflessione
teologica sull’uomo, vi è un legame tra la cultura, la dimensione
del pensare, e il nostro comportamento, il piano delle scelte,
che ci spinge ad andare al di là della logica utilitaristica del “così
è se vi pare”, quel moderno scetticismo che vorrebbe mettere
da parte la ricerca della Verità per affermare che ognuno ha
i suoi valori, la sua morale, la sua verità, appunto. Verità è
anche esperienza di fragilità, precarietà, approssimazione,
fatica e scomodità del ricercare perché siamo sempre davanti
al mistero. Per questo è imprescindibile un incontro sui ‘valori
pratici’ come, per esempio, la pace, la giustizia, ma a partire
dalla vera natura di ciò che siamo, pensiamo, sogniamo.
Chi è contro il relativismo esprime delle critiche anche
ben differenziate tra di loro: già da cardinale, Ratzinger
ha apportato delle argomentazioni che rimandano ai
capisaldi della religione cattolica; Giovanni Jervis in
“Contro il relativismo” (Laterza) ha elaborato una critica
laica. Anche tra le posizioni di chi il relativismo vuole
promuoverlo permangono differenze sostanziali. Se
Giulio Giorello si rifà al relativismo culturale mettendo
in guardia dai rischi dell’assolutismo e auspicando quel
“conflitto tra differenti linee di ricerca” base dello spirito
critico e della società aperta di popperiana memoria,
Emanuele Severino insiste sulla “potenza concettuale”
del relativismo contemporaneo. Cosa ci dicono queste
differenze?
Gatti: Che, come accennavo, “relativismo” è un termine da
usare con prudenza. E anche che le critiche al “relativismo”
possono essere mosse da diverse posizioni e prospettive,
naturalmente non solo filosofiche. Aggiungo, con riferimento
a Giorello, che difendere il “relativismo” usando il bagaglio
concettuale dell’attacco all’“assolutismo” mi pare fuorviante.
Infatti, nella variegata tradizione del pensiero non relativista è
alquanto difficile trovare sostenitori dell’assolutezza della verità
come questa è intesa, in modo spesso caricaturale, da alcuni
fautori del “relativismo”: neppure Platone era “assolutista” in
questo senso, in quanto era ben consapevole del carattere finito
dei poteri conoscitivi e operativi dell’uomo. L’“assolutismo”,
inteso nell’accezione diffusa in una vulgata che ha avuto nel
nostro secolo in Kelsen un suo esponente di rilievo (e anche
colui che ha messo in circolo il termine con notevole fortuna
in ambito politico-giuridico), è un semplice fantasma. E lottare
contro i fantasmi non è un esercizio filosofico proficuo.
Chiaretti: Quanto a Benedetto XVI è significativo che abbia
parlato di “dittatura del relativismo”; né va dimenticato
l’impegno tenace, importantissimo di Giovanni Paolo II che
ritroviamo nelle encicliche Fides et ratio e Veritatis splendor.
Ma tutto ciò deve suggerirci che il relativismo, con l’abbandono
al piacere e all’emozione oggi vincenti, comporta anche una
negazione dei rapporti interpersonali e della stessa funzionalità
della ragione umana. Il dialogo stesso, se vuole essere rapporto
di scambio e non relazione falsa, deve attraversare quella fatica
individuale e comunitaria della ricerca della Verità di cui dicevo:
essa è il fondamento delle nostre “verità in progress”.
PROSEGUE
IL CONFRONTO
TRA DIVERSE OPINIONI
SUI GRANDI TEMI
DI INTERESSE GENERALE
ARTICOLO DI
Giuseppe Moscati
Una definizione
COS’È IL RELATIVISMO
CULTURALE
Per relativismo culturale si intende
la posizione di quelle dottrine che,
negando l’esistenza di riferimenti
assoluti o di principi morali immutabili, considerano i valori come
relativi e non riconducibili ad una
qualche verità (religiosa, morale,
filosofica, scientifica...) valida universalmente per tutti.
La stessa condotta morale, allora,
viene vista come relativa ad un
contesto culturale specifico e determinato da fattori validi a seconda
dei diversi punti di vista piuttosto
che a partire da un fondamento
ultimo. Tale concetto, a volte peraltro estremizzato, nasce in realtà
all’interno dell’antropologia contemporanea sostanzialmente come
riconoscimento della diversità e
pluralità dei costumi, delle norme
e degli atteggiamenti propri di ogni
singolo ambito culturale.
l’università 9
EVENTI
SCAMBI DI INFORMAZIONI
E COOPERAZIONE TRA
GLI ISTITUTI DI RICERCA
PER STUDIARE I FENOMENI
NATURALI CHE REGOLANO
LA VITA DEL PIANETA
SERVIZIO DI
Francesco Bircolotti
In basso:
foto n.1
Il professore Uri Shamir, presidente
dell’International Union
of Geodesy and Geophysics.
foto n.2
Un momento della conferenza stampa
di presentazione dell’evento
previsto nel luglio 2007. Da sinistra,
il professore Uri Shamir,
il Magnifico Rettore professore Francesco
Bistoni, l’Assessore regionale
per la tutela e la valorizzazione dell’ambiente
e programmi per lo sviluppo sostenibile
Lamberto Bottini, e l’Assessore provinciale
al Bilancio e Politiche comunitarie
Riccardo Fioriti.
foto n.3
Il professore Lucio Ubertini,
presidente del Comitato organizzatore
della XXIV Assemblea Generale dell’I.U.G.G.
LUGLIO 2007, PERUGIA
DELLE SCIENZE DEL
NELL’AMBITO DELLE CELEBRAZIONI DEL VII CENTENARIO DELL’ATENEO VERRÀ O
DELL’UNIONE INTERNAZIONALE DI GEODESIA E GEOFISICA (I.U.G.G.), CUI PART
Geodesia, Geomagnetismo, Idrologia, Meteorologia, Oceanografia, Sismologia, Vulcanologia. Studiare la terra e i mari, i meccanismi che regolano la natura e l’incedere del tempo. Attività di
ricerca tra le più affascinanti: del resto, il mistero che lega a filo
doppio ogni individuo all’ambiente in cui vive sin dall’antichità
ha sviluppato il desiderio di conoscenza, tanto personale che
scientifica. Non è facile fornire risposte alle mille domande che
l’uomo si è posto da sempre. Di certo, però, uno dei contributi
più considerevoli in materia lo fornisce l’I.U.G.G. (International
Union of Geodesy and Geophysics), un organismo internazionale
fondato nel 1919 per raccogliere l’attività di sette associazioni
cui aderiscono tutti i ricercatori delle Scienze Geodetiche e
Geofisiche. Un’attività di ricerca vastissima e dai mille risvolti che
presto entrerà in contatto con la città di Perugia e la sua Università:
l’edizione numero 24 dell’Assemblea Generale, infatti, si terrà
nel capoluogo umbro nel 2007, dal 2 al 13 luglio, nel quadro
delle Celebrazioni del Settimo Centenario della fondazione
dell’Ateneo. Di fronte al costante bisogno di aggiornamento in un
campo così vasto e complesso, di coordinamento delle attività degli
studiosi e delle loro associazioni il ruolo dell’I.U.G.G. è diventato
foto n.1
DALLA TERRA ALLA LUNA
PRESSO IL POLO DI TERNI IL “SUMMER
COURSE ON SPACE LAW AND POLICY” 2005
Dopo quattordici anni è tornato in Italia il
prestigioso Summer Course on Space Law and
Policy, la scuola estiva di politica e diritto spaziale,
che il Centro Europeo per il Diritto dello Spazio
(European Centre for Space Law - ECSL) organizza
ogni anno in collaborazione con un’Università
europea. L’occasione è stata colta dalla Facoltà
di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di
Perugia, che ha ospitato l’evento presso i corsi
di laurea a Terni, nel complesso architettonico di
San Valentino, dove il Summer Course si è svolto
a settembre.
Il professore Fabio Raspadori, docente di Diritto
dell’Unione europea nell’Ateneo perugino, ha
diretto l’organizzazione del corso, promuovendo
anche, a latere delle lezioni, una tavola rotonda sul
10 l’università
fondamentale. Basti pensare, per esempio, a tutto quello che
è scaturito - sul piano scientifico - dal recente “tsunami” che
ha colpito l’Oceano Indiano il 26 dicembre scorso, uno dei più
gravi disastri naturali avvenuti nel mondo negli ultimi 40 anni.
L’entità dell’evento e il timore del suo ripetersi hanno reso
indispensabili il progetto di un sistema di allerta in tempo reale
(Tsunami Warning System), di cui si è attivamente occupata
la comunità scientifica indiana. Di tali argomenti ha parlato il
professore Harsh K. Gupta, membro dell’ufficio di presidenza
dell’I.U.G.G. e del Dipartimento di Studi Oceanografici del
Politecnico di Nuova Delhi, nel corso della conferenza stampa
di annuncio dell’evento perugino del 2007. “Il programma
indiano - ha spiegato Gupta - prevede lo sviluppo di un sistema
di mitigazione dei danni che possono verificarsi nell’Oceano
Indiano settentrionale, con lo scopo ultimo di salvaguardare la
vita e le attività socio-economiche delle popolazioni interessate
dall’evento. La struttura del sistema di allerta si basa su un principio
di comunicazione tra centro di monitoraggio e utenti finali,
prevedendo tra l’altro l’ammodernamento delle reti di comunicazione; il miglioramento degli impianti di osservazione dei
foto n.2
tema “Spazio, sviluppo e regole”, alla quale hanno
partecipato esperti delle materie spazialistiche e
personalità dell’industria spaziale nazionale. Gli
studenti del corso, una cinquantina, provenienti
da Austria, Finlandia, Francia, Kazakhistan,
Germania, Grecia, Italia, Regno Unito, Spagna,
Svizzera, Ucraina e Ungheria, hanno partecipato
a un fitto calendario di lezioni e seminari sugli
aspetti giuridici, politici e commerciali delle attività
legate al settore dello spazio, trattando anche le
dinamiche esistenti tra istituzioni e privati.
Al termine del loro soggiorno a Terni, gli studenti si
sono cimentati in una competizione volta a verificare
il livello di apprendimento delle tante materie
trattate nel corso. A vincere è stato un progetto
legato al riciclaggio dei rifiuti spaziali creatisi nel
corso di precedenti missioni, permettendo altresì
la pulizia dell’orbita geostazionaria. A tutti è
stato consegnato un certificato di partecipazione
rilasciato dal Centro Europeo per il Diritto dello
Spazio.
foto n.3
EVENTI
A CAPITALE
LLA TERRA
OSPITATA LA XXIV ASSEMBLEA GENERALE
TECIPERANNO OLTRE 5.000 RICERCATORI.
vari fenomeni; la realizzazione di una catena di circa 50 stazioni
di monitoraggio del livello dell’oceano indiano da installare sulla
costa, sulle isole e su piattaforme oceaniche e di 10 stazioni di
monitoraggio di tipo radar per la misura delle correnti superficiali
e delle onde. Si punterà, inoltre, allo sviluppo di un centro per
l’allarme tsunami in India per lo studio e l’implementazione di
sistemi di allarme sempre più efficaci, formando il personale
adeguato e realizzando centri di protezione civile. Il progetto è
in via di avanzato sviluppo presso il Dipartimento per gli Studi
Oceanografici e le Istituzioni scientifiche e sarà completato nel
settembre del 2007 al costo di 30 milioni di dollari. Esso avrà
un impatto positivo per tutte le comunità nazionali che vivono
sulla costa dell’Oceano Indiano nell’ambito del sistema di
mutua assistenza chiamato Indian Ocean GOOS”. L’Assemblea
Generale 2007 dell’I.U.G.G. assume, dunque, i connotati di
un evento di assoluto rilievo per la città di Perugia, per le sue
istituzioni civili e accademiche e per tutti gli addetti ai lavori:
è prevista la presenza a Perugia per due settimane di almeno
5.000 ricercatori pronti a riferire, nel corso di circa 220 convegni
paralleli e con l’esposizione di almeno 2000 poster nella apposita
sessione organizzata presso la Rocca Paolina, sui risultati più
recenti delle loro ricerche nei settori scientifici propri delle Scienze
della Terra. Verranno svolti anche undici simposi generali di più
ampia divulgazione e approfondimento scientifico, organizzati
dalla Unione stessa. Particolare rilevanza, del resto, riveste la
tematica dei cambiamenti naturali del nostro pianeta, inserito
nel più ampio sistema solare, per i quali l’Assemblea focalizzerà
le migliori tecnologie di rilievo, monitoraggio, simulazione e
previsione. Sono evidenti le ricadute scientifiche sulle molte
linee di ricerca già attivi nel nostro Ateneo riguardanti i settori
propri della Fisica, della Chimica, della Geologia, della Geodesia,
della Matematica e Informatica, dell’Idraulica e dell’Idrologia,
dell’Elettronica e delle Telecomunicazioni. L’entità dell’evento e
i temi trattati, infatti, potranno coinvolgere tutti i Dipartimenti,
anche quelli a indirizzo storico-letterario, linguistico, economico
e giuridico. La designazione della città di Perugia quale sede della
XXIV Assemblea traduce un aspetto particolarmente innovativo
della stessa, che a fianco del suo carattere prettamente scientifico
evidenzia anche la componente culturale propria della città. Ed
è per questo che l’Università degli Studi di Perugia ed il CNR-IRPI
si sono fatti carico di supportare il Local Organizing Commitee
(L.O.C.) per la predisposizione logistica dell’Assemblea al fine
di assicurare il migliore svolgimento dei lavori scientifici, con
l’intento non secondario di valorizzare e promuovere il patrimonio
culturale cittadino e regionale.
IL NETWORK INTERNAZIONALE DELL’I.U.G.G.
L’I.U.G.G. (International Union of Geodesy and Geophysics) è un organismo che riunisce i ricercatori
delle Scienze Geodetiche e Geofisiche di tutti i continenti. L’istituzione venne fondata nel 1919 al fine
di favorire e sostenere sia l’interdisciplinarietà sia il carattere internazionale degli studi riguardanti
la fisica, la chimica e la matematica del pianeta. Essa è composta da sette associazioni scientifiche
internazionali che si occupano delle differenti branche legate alle Scienze della Terra e che sono
presenti in almeno 65 paesi. La forma della Terra, la natura del suo campo gravitazionale e magnetico,
la dinamica delle sue componenti, la sua struttura e la sua composizione interna, la tettonica, la genesi
dei magmi, il vulcanesimo e la formazione delle rocce, il ciclo dell’acqua (ghiacci e nevi comprese), la
fisica e la chimica degli oceani, l’atmosfera, la ionosfera e la magnetosfera, le relazioni tra il Sole e la
Terra nonché i problemi legati al rapporto tra la Luna e gli altri pianeti: eccoli i mille ambiti oggetto
dell’attività dell’I.U.G.G. che come organizzazione internazionale, non governativa e no profit,
promuove e sostiene la ricerca scientifica consentendo ai massimi livelli lo scambio di informazioni
e la cooperazione tra gli Istituti di ricerca. Attraverso una serie di ausili divulgativi, inoltre, istruisce
anche i ricercatori, gli studenti, i tecnici ed il pubblico su temi quali la protezione dell’ambiente e la
sicurezza dell’uomo. Infine, l’I.U.G.G. è membro del Consiglio Internazionale Scientifico (I.C.S.U.,
cui aderiscono oltre 25 unioni scientifiche), che tra le proprie funzioni comprende la gestione di
un forum a livello globale dove gli scienziati possono scambiarsi idee, informazioni e sviluppare
procedure e metodi condivisi in ogni campo della ricerca.
Queste le sette associazioni che compongono l’I.U.G.G.: Associazione Internazionale di Geodesia (IAG),
Associazione Internazionale di Geomagnetismo ed Aeronomia (IAGA), Associazione Internazionale
di Scienze Idrologiche (IAHS), Associazione Internazionale di Meteorologia e Scienze dell’Atmosfera
(IAMAS), Associazione Internazionale di Scienze Fisiche degli Oceani (IAPSO), Associazione
Internazionale di Sismologia e Fisica dell’Interno della Terra (IASPEI), Associazione Internazionale di
Vulcanologia e Chimica dell’Interno della Terra (IAVCEI).
LA GEODESIA
La geodesia è una scienza che si propone di determinare
la grandezza e la forma della Terra attraverso il rilievo della
configurazione della superficie e la sua rappresentazione
sotto forma di carte geografiche. Praticata sin dall’antichità,
la geodesia comprende numerose discipline, tra le quali vi
sono anche l’agrimensura (disciplina che individua quante
più informazioni possibili su una serie di punti disseminati
sul terreno, con riferimento alla loro posizione in un sistema
di coordinate, alla loro altezza sul livello del mare o ai loro
valori gravimetrici), la determinazione della topografia,
l’esecuzione di rilievi “catastali” per il registro dei terreni e
l’applicazione di procedure geodetiche al rilievo ingegneristico.
l’università 11
LIBRI
LE NOVITÀ IN LIBRERIA
di Fabio Bianconi
RECENSIONE DI
Paolo Belardi
Bianconi, F., (2005),
Segni digitali,
Perugia, Morlacchi Editore.
di Raffaele Chiarelli
RECENSIONE DI
Simone Budelli
Chiarelli, R., (2005),
La repubblica italiana come
governo degli uomini,
Torino, G. Giappichelli Editore.
di Carla Vergaro
RECENSIONE DI
Gabriele Azzaro
Vergaro, C., (2005),
“Dear Sirs..., con la presente
ci pregiamo di...”.
Il genere business letter
in italiano e in inglese,
Roma, Aracne.
12 l’università
SEGNI DIGITALI
Parlando d’immagine, viene in mente la mitologia classica e, con essa, quella genesi della rappresentazione che, come noto, Plinio
riferisce all’atto di una giovane fanciulla di Corinto allorquando, non volendo perdere la memoria delle fattezze dell’amato, si accorge
che l’ombra proiettata dal suo volto su una parete può essere contornata (e quindi “fissata”) con una semplice operazione di ricalco.
Dunque le radici della rappresentazione, intesa come forma di proiezione dell’ombra (o della luce) su di un piano, sono fondamentalmente
analogiche. E, secondo l’opinione più diffusa, lo scarto che va compiendosi nel campo della rappresentazione a seguito dell’avvento dei
computer riguarderebbe proprio il passaggio dal mondo analogico all’universo digitale. Il che, tuttavia, è vero solo in parte. Perché ad
esempio, così come precisato da Corrado Maltese (Linguaggio analogico e linguaggio digitale, in “Per una storia dell’immagine”, Bagatto
Libri, Roma 1989, pp. 78-85), se si decodifica con cognizione di causa il congegno geometricoconcettuale che sottende la costruzione della prospettiva centrico-lineare, risulta evidente che
anch’esso, nel momento in cui relaziona lo spessore del raggio visivo all’impalpabilità della
linea retta, rappresenta grandezze misurabili ovvero numeri. Non a caso il saggio monografico
Segni digitali di Fabio Bianconi, qualificato da un’illuminante premessa di Roberto de Rubertis,
che elogia il brillante equilibrio espositivo, e impreziosito da acute citazioni extradisciplinari,
che rivendicano la non sequenzialità della conoscenza, trova la propria forza ideologica nella
piena consapevolezza della labilità dei margini del binomio, solo apparentemente conflittuale,
analogico/digitale. L’opera è articolata in tre parti, laddove la prima affronta il problema della
trasformazione del dato da analogico a digitale, la seconda analizza il sistema ipertestuale per
l’archiviazione e la gestione dei dati digitali, la terza sperimenta la logica ipertestuale nello
specifico del patrimonio storico-artistico locale. Nondimeno le chiare esemplificazioni operative
(che spaziano dalla scala edilizia a quella urbanistica), gli utili rimandi a opere consultabili online (volano di approfondimenti e verifiche) e l’ampia bibliografia (organizzata lucidamente per
settori di pertinenza) rendono questo agile volumetto una preziosa opera di apprendimento e, al
contempo, una guida sicura all’indagine informatica. Saldando in un tutt’uno ricerca e didattica.
LA REPUBBLICA ITALIANA COME GOVERNO DEGLI UOMINI
Con il suo ultimo lavoro, La repubblica italiana come governo degli uomini, Raffaele Chiarelli,
ordinario di Diritto pubblico presso l’Università di Perugia, si propone di dimostrare, che l’attuale fase
di transizione istituzionale, in corso in Italia, rifletterebbe il passaggio da un governo della legge ad
un governo degli uomini. La riproposizione ai giorni nostri di un’alternativa, che aveva appassionato
Platone e Aristotele, non è però un riflesso della diffusa constatazione della crisi della legalità, né
si risolve in Chiarelli nella compilazione di un lamentoso cahier de doléance contro un determinato
governo (come invece pare averci abituato la giuspubblicistica prevalente), ma con arguzia e
profondità scava nelle varie forme istituzionali, alla ricerca delle ragioni della legittimazione giuridica,
politica, culturale del governo degli uomini. E se l’esplorazione delle differenti configurazioni del
governo degli uomini, dalla tirannide greca allo Stato di polizia, implica un attento esame delle loro
aree di confine e quindi l’indicazione delle più rilevanti dinamiche di contatto tra regole ed arbitrio,
l’analisi dei paradigmi di legittimazione delle varie forme di dispotismo ci porta a riflettere su percorsi
argomentativi e concettuali direttamente riconducibili alle differenti problematiche dello “Stato
costituzionale” odierno. L’interessante opera di Chiarelli, costituisce, quindi, un’utile occasione per
discutere della sussistenza della sacralità nelle istituzioni, delle relazioni concettuali tra la fidelitas e la
“leale collaborazione”, tra ragion di stato e programmazione, tra razionalità e ”ragionevolezza”... e
anche di altro, in modo piacevole e soprattutto non banale.
“DEAR SIRS... CON LA PRESENTE CI PREGIAMO DI...”
Nella monografia “Dear Sirs... con la presente ci pregiamo di...”. Il genere business letter in italiano e in inglese Carla Vergaro offre una
raffinata analisi del genere della lettera commerciale nel mondo anglosassone e italiano. La puntigliosa analisi di un corpus originale
di oltre 200 lettere compende tre tipologie di scritti: lettere promozionali, solleciti di pagamento e comunicazioni. L’autrice parte dalla
funzione pragmatico-sociale della lingua, e muovendosi nel complesso territorio di confine fra la pragmatica e la filosofia del linguaggio,
ne interpreta la funzione non come meccanismo astratto, ma nella sua valenza di uso concreto. La lingua è vista come azione, ed in
particolare come azione sociale (Miller, 1984). L’ottica multidisciplinare del testo abbraccia scienze
diverse quali la sociologia, la psicologia, la filosofia e l’epistemologia, nella chiara elaborazione
di una teoria linguistica mirata a sondare gli effetti sociali della comunicazione. Il quadro teorico
di partenza fa riferimento a concetti quali i giochi linguistici di Wittgenstein (1967), la centralità
dell’ascoltatore di Habermas (1998), la visione di atto linguistico come negoziazione (Sbisà,
2001), l’ampiamento del contesto degli atti linguistici a livello di discorso (Hymes, 1990), offrendo
un’ampia discussione del concetto stesso di “genere”, con particolare cura nella definizione del
genere “lettera commerciale”. I generi sono particolari formalizzazioni di pratiche sociali ricorrenti,
e la lettera commerciale è vista come un macro-genere comprendente micro-generi quali le tre
tipologie di lettera analizzate. Il quadro di analisi considera numerosi elementi linguistici, fra cui la
modalità, la referenza pronominale, le forme del metadiscorso, la quantità, qualità e disposizione
delle mosse retoriche, nonché l’espressione della politeness positiva e negativa. Le variabili relative
al metadiscorso risultano meno incisive delle altre. Come avverte l’autrice stessa, il fatto che le
mosse siano state identificate esclusivamente da linguisti potrebbe costituire un forte limite della
metodologia della ricerca.
Il saggio è ricco di esempi e dettagli analitici, molto aggiornato teoricamente e bibliograficamente:
si tratta in breve di un prezioso contributo all’analisi socio-pragmatica della lingua, indispensabile
a chiunque si interessi di generi linguistici in prospettiva multidisciplinare e di traduttologia.
IN ATENEO
I GEOGRAFI
STUDIANO
L’UMBRIA
UN COLLOQUIUM INTERNAZIONALE HA PERMESSO AGLI ADDETTI AI
LAVORI DI VISITARE IL CUORE D’ITALIA CON I COLLEGHI DELL’ATENEO.
Si è tenuta in Umbria una giornata di studio guidata dai
geografi della Sezione di Geografia del Dipartimento Uomo
& Territorio dell’Università degli Studi di Perugia e da Fabio
Veronesi, professore ordinario di Biotecnologie genetiche presso
la Facoltà di Agraria. L’incontro rientrava nel vasto programma
del Colloquium internazionale “Quality agriculture: historical
heritage and environmental resources for the integrated
development of territories”, promosso dalla professoressa
Maria Gemma Grillotti Di Giacomo (Università Roma Tre), in
compartecipazione con la FAO, l’IGU (International Geographical
Union) e l’A.Ge.I (Associazione dei Geografi Italiani - Gruppo
Ricerca GECOAGRI).
Il Colloquium, iniziato presso la sede della FAO a Roma, dove è
stata organizzata una mostra tematica e dove si sono susseguiti
interventi scientifici sulla qualità e sullo sviluppo sostenibile
in agricoltura, è poi proseguito con escursioni attraverso la
Toscana, l’Umbria, il Lazio, l’Abruzzo e la Campania. Gli oltre
settanta convegnisti - provenienti dagli USA, dal Giappone,
dalla Corea e da altri paesi - sono stati accolti dal saluto della
professoressa Francesca De Meo della Facoltà di Scienze della
Formazione, cui è seguita una relazione introduttiva sulla qualità
e la tipicità della produzione agricola umbra e sugli elementi
salienti del paesaggio agrario sub-regionale, dalla Valdichiana
fino al lago Trasimeno, da parte della professoressa Maria Paola
Palomba (docente di Geografia del paesaggio e dell’ambiente
presso la Facoltà di Scienze della Formazione). La conoscenza
del territorio umbro e dei suoi prodotti sono poi stati al centro
di una serie di relazioni in loco che hanno catturato l’attenzione
dei partecipanti. Il professore Veronesi ha incentrato la propria
sulla coltura tipica della fagiolina del Trasimeno, mentre nel
pomeriggio i convegnisti hanno potuto cogliere sostanziali
differenze sub-regionali attraversando la Valle Umbra, di cui
Carlo Pongetti (professore ordinario di Geografia Sociale e
Geografia regionale) ha illustrato le peculiarità agricole, storiche
ed insediative da Assisi a Spoleto. L’itinerario attraverso l’Umbria
di sud-est, da Spoleto a Castelluccio di Norcia, è stato invece
curato da Alberto Melelli, professore ordinario di Geografia
presso la Facoltà di Lettere e Filosofia, che ha sottolineato le varie
forme di utilizzazione dei suoli agrari dal fondo valle all’ambito
montano fino all’insediamento più alto dell’Appennino umbromarchigiano. A Castelluccio, su un ameno belvedere a dominio
della vasta Piana, il professore Fabio Fatichenti (Scienze della
Comunicazione) ha intrattenuto i convegnisti sul tema della
conservazione della biodiversità nel contesto produttivo della
montagna appenninica. L’itinerario, mirante ad individuare i segni
di una rivalutazione culturale dell’agricoltura, si è concluso con
l’intervento sulle fattorie didattiche, curato dalla professoressa
Donata Castagnoli (Facoltà di Lettere e Filosofia).
Nell’immagine sopra:
I geografi che hanno partecipato
al Colloquium internazionale, di ritorno
dall’Isola Polvese a bordo di un battello
sulle acque del lago Trasimeno.
In Breve:
AGRARIA: EDUCARE I GIOVANI
AD APPREZZARE IL VINO
“Vino e giovani”. E’ il titolo della campagna nazionale
informativa rivolta ai ragazzi tra 18 e 30 anni negli
atenei, con l’invito “Bevi poco, per bere bene!”, che
ha celebrato l’appuntamento conclusivo presso la
Facoltà di Agraria di Perugia. L’iniziativa di Enoteca
Italiana, condivisa dal Ministero delle Politiche Agricole
e Forestali, ha coinvolto quattro atenei italiani, con
l’obiettivo di sensibilizzare i ragazzi ad un consumo
consapevole e moderato di vino, puntando sulla
conoscenza dei valori culturali, storici e ricreativi di
questa bevanda. Alla tavola rotonda “Vino e giovani:
un progetto per conoscere, dire e fare”, che ha visto
tra gli altri partecipare il Rettore Francesco Bistoni
e il Preside della Facoltà Francesco Pennacchi, sono
seguiti una serie di degustazioni e, poi, il gran finale,
nel Chiostro del Pozzo, con il concerto di Edoardo
Bennato (nella foto di Daniele Paparelli in basso a
sinistra, durante la serata): il cantautore partenopeo
è stato accompagnato da un’esibizione acustica del
“Quartetto Flegreo”.
STAGIONE DI PROSA, AL TEATRO MORLACCHI
SEMPRE PIÙ PROTAGONISTI GLI STUDENTI
al botteghino al costo di 48 euro. Le attività di
approfondimento saranno realizzate in collaborazione
con la Facoltà di Lettere e Filosofia ed in particolare
con la cattedra di Storia del Teatro del professore
Alessandro Tinterri. Verranno inoltre coinvolti
anche altri docenti in base agli spettacoli di volta
in volta in cartellone. Relativamente alle prossime
rappresentazioni in programma si segnala “La bisbetica
domata” di William Shakespeare con Tullio Solenghi
fino al 20 novembre; “Zio Vanja” di Anton Cechov
con Alessandro Haber dal 29 novembre al 4 dicembre
e la “Cerimonia del massaggio” di Alan Bennet con
Anna Marchesini dal 6 all’11 dicembre.
E’ ancora una Stagione di Prosa a portata di studente
quella che al teatro Morlacchi di Perugia ha alzato il
sipario a metà ottobre. Il Teatro Stabile dell’Umbria,
diretto da Franco Ruggeri, ha infatti confermato le
agevolazioni per gli iscritti all’Università degli Studi di
Perugia e rafforzato la collaborazione con il mondo
accademico attraverso incontri e seminari sui registi
e gli autori dei vari spettacoli. Nello specifico, viene
proposto un abbonamento attraverso la sottoscrizione
di una speciale “Tessera sconto studenti” con la
quale si possono scegliere senza posto assegnato 5
spettacoli, oltre ad “Alcesti” che è fisso.
La tessera può essere acquistata dagli studenti
presentando il libretto universitario e una fototessera
l’università 13
IN ATENEO
MAQUILLAGE
AL CEDRO
DEL RETTORATO
ALCUNI TREE CLIMBER HANNO VERIFICATO LO STATO DI SALUTE DELLA PIANTA DI PALAZZO MURENA.
Nelle immagini
a fianco e sotto:
Due momenti dell’intervento
dei tree climber per realizzare i necessari
interventi di cura al cedro del Libano
nel cortile di Palazzo Murena.
Il cedro del Libano che orna il chiostro di Palazzo Murena, sede del
Rettorato dell’Università degli Studi di Perugia, è stato sottoposto
ad un intervento di controllo e maquillage. Un’operazione utile
quanto spettacolare, perché l’Ateneo perugino, con questa
iniziativa, ha inteso tutelare una pianta che rappresenta una
testimonianza importante del patrimonio ambientale di cui dispone l’Università e che, dunque, merita la massima attenzione.
Da evidenziare anche la spettacolarità dell’operazione per la
modalità utilizzata dai tecnici, il tree climbing, che ha consentito
agli arboricoltori di raggiungere ogni punto della chioma senza
l’uso di piattaforme aeree. “Si è trattato di un intervento
necessario perché erano anni - ha spiegato il dottor Marco
Maovaz, curatore dell’Orto Botanico dell’Università degli Studi di
Perugia - che la pianta centenaria non veniva sottoposta ad un
approfondito controllo per verificarne lo stato di salute ed anche
per metterla in sicu-rezza. Ci troviamo, infatti, al cospetto di un
albero plurisecolare, uno dei più significativi del patrimonio della
città di Perugia. Ciò spiega anche la scelta del tree climbing, un
metodo non invasivo e rispettoso dell’ambiente”. L’intervento
è stato eseguito da 6 allievi e dai 2 istruttori del corso di
formazione professionale di tree climbing, organizzato da “Il
Barone Rampante”, di Bastia Umbra, diretto dal dottor Marco
Rinaldi, azienda certificata a livello europeo per la cura degli
alberi utilizzando questa particolare tecnica. I tecnici arboricoltori,
prendendo alla lettera uno dei principi di Alex Shigo, autentico guru
dell’arboricoltura moderna - “Gli alberi per essere capiti, devono
essere toccati” -, si sono arrampicati ed hanno ispezionato palmo
a palmo sia il tronco sia i rami, innalzandosi sino ad una trentina
di metri dal suolo utilizzando corde e una speciale attrezzatura.
“Abbiamo potuto ispezionare e verificare lo stato fitosanitario e
statico dell’albero monumentale - ha affermato il dottor Marco
Rinaldi - operando una prima operazione di rimonda dal secco.
Per gli arboricoltori che hanno partecipato al corso è stata una
splendida opportunità per mettere in pratica quanto appreso,
in un contesto oltremodo suggestivo e su uno straordinario
esemplare di cedro del Libano”.
In Breve:
STUDENTI DELLA FACOLTÀ DI MEDICINA
VETERINARIA IN VISITA AI COLLEGHI SPAGNOLI
Un gruppo di studenti della Facoltà di Medicina
Veterinaria dell’Università degli Studi di Perugia,
accompagnati da alcuni docenti e dal Preside,
professore Alberto Gaiti, ha effettuato una visita
d’istruzione programmata in Spagna, con lo scopo
di visitare strutture universitarie, igienico-sanitarie e
medico-veterinarie.
L’esperienza ha fornito altresì occasione per stabilire
nuovi rapporti di collaborazione e di scambio culturale
con i colleghi spagnoli. Questa uscita, che fa parte di
Veterinarie ed Igiene delle Produzioni Animali ed
Alimentari e docente della disciplina di Tecnica delle
Autopsie e Diagnostica Cadaverica Veterinaria. Tra
le mete del viaggio, la visita alla Facoltà di Medicina
Veterinaria dell’Università Autonoma di Barcellona,
dove la delegazione è stata accolta dal Preside, Alfred
Ferret Quesada, e da una rappresentanza del corpo
docente. A ciò è seguito l’incontro con il Magnifico
Rettore dell’Università Autonoma di Barcellona, Lluis
Ferrer, patologo di fama internazionale e la visita al
Centro Oceanografico di Valencia e al Museo della
Scienza, situati all’interno di un nuovissimo complesso
denominato “La Ciutat”.
AL VIA IL MASTER DI SECONDO LIVELLO
IN “MANAGEMENT PUBBLICO”
un percorso didattico, scientifico e culturale iniziato
nell’anno 2000 e che ha visto la compartecipazione
attiva e costante di componenti studentesche, di docenti della Facoltà e, talvolta, anche di medici veterinari
liberi professionisti e di rappresentanti dell’Ordine dei
Medici Veterinari di Perugia, si è potuta realizzare
grazie all’attiva programmazione e organizzazione del
dottore Leonardo Leonardi, ricercatore confermato
presso il Dipartimento di Scienze Biopatologiche
14 l’università
La formazione dei manager pubblici, resa indispensabile dal processo di riforma della Pubblica
Amministrazione, costituisce il necessario presupposto
di una trasformazione effettiva dell’azione dello Stato
in direzione del miglioramento delle sue prestazioni
e delle sue relazioni con il cittadino. E’ con questi
presupposti che anche per l’anno accademico 20052006 la Facoltà di Economia dell’Ateneo perugino
organizza il “Master Universitario di II Livello in
Management Pubblico”, in regime di partenariato con
la Scuola Superiore dell’Amministrazione dell’Interno
(SSAI) e l’IRI Management S.p.A.. L’obiettivo è
quello di contribuire al rinnovamento della cultura
professionale dei dirigenti e dei funzionari pubblici,
favorendo l’adozione di una razionalità manageriale
nell’esercizio delle funzioni direzionali. I destinatari
del Master, il cui inizio è previsto il 28 novembre p.v.,
sono i Segretari Generali delle Comunità Montane e
i giovani laureati in discipline giuridiche, economicofinanziarie o equipollenti, italiani e stranieri, che
abbiano conseguito la laurea secondo gli ordinamenti
preesistenti, o la laurea specialistica secondo i nuovi
ordinamenti. Complessivamente saranno ammessi a
partecipare un numero massimo di 50 corsisti. Il corso
ha una durata di 12 mesi, articolati in 60 giornate
formative e si svolgerà presso la sede della SSAI, Scuola
superiore Amministrazione dell’interno. Informazioni
agli indirizzi internet www.unipg.it/studenti e www.
unipg.it/economia.
TIRO A VOLO, INFALLIBILI GLI UNIVERSITARI
PERUGINI DEL CIRCOLO “SAN MARTINO”
Passione e spirito di squadra: sono questi gli
ingredienti del successo ottenuto dai tiratori scelti del
Circolo Universitario San Martino. Il “Gruppo Tiro a
volo”, infatti, ha sbaragliato il campo in occasione
del XII° Meeting nazionale universitario di Tiro a volo,
svoltosi a Fagnano Olona, in provincia di Varese.
Ottime performance e un’autentica razzia di titoli per
Enrico Cassetta, Fausto Sorbaioli, Giovanni Magara e
Vito Rastelli, che hanno potuto festeggiare il primo
IN ATENEO
UN AMICO DI TUTTI, SEMPRE
IL PROFESSORE RUGGERO ROSSI, SCOMPARSO IN UN TRAGICO INCIDENTE STRADALE, NEL RICORDO DEL RETTORE FRANCESCO BISTONI.
“Ho conosciuto Ruggero quando eravamo studenti in Scienze
biochimiche, negli anni Sessanta. Nacque subito un’amicizia
profonda, cementata anche dal gioco nei tornei interfacoltà,
dove non perdevamo occasione per misurarci con i colleghi.
Un uomo di grande simpatia, scanzonato, con il quale si stava
decisamente bene. Poi, ancora insieme, abbiamo percorso tutte
le tappe della carriera universitaria: assistenti universitari, io a
Microbiologia, lui a Patologia con il professore Luigi Frati. Di
pari passo abbiamo combattuto anche
battaglie comuni, così come comuni
erano gli obiettivi e gli ideali. Sì, perché
è stata una persona con la quale ho
condiviso non solo l’Accademia quanto
la vita, ed ora è molto difficile pensare
che non ci sia più, che quella parte di vita
sia scomparsa.
Ruggero era un uomo molto buono,
estremamente disponibile con tutti, che
sapeva conservare la capacità di sorridere
anche quando c’erano situazioni difficili
da affrontare; un mediatore nato, ben
voluto da tutti: ed è una vera e propria
dote, quella di sapersi conquistare
amici. Ma ancora di più ricordo la sua
grande semplicità nel porsi, il suo essere
rimasto accessibile a tutti, nonostante le
posizioni conquistate. A ciò si sommava
uno straordinario intuito. Sapeva vedere
lontano: possedeva un’abilità tattica non comune ed
insieme una capacità di visione strategica che rimaneva
nascosta sotto la sua apparente semplicità. Ruggero
era un abile “aggregatore”: sapeva fare squadra, si
metteva a disposizione e raccoglieva intorno a sé le
persone. Le sue capacità organizzative si riflettevano
positivamente in Ateneo: riusciva a farsi rispettare dagli
studenti, ma sempre attraverso un rapporto umano profondo.
Fu Preside della Facoltà di Medicina e
Chirurgia in tempi difficili, durante i
quali riuscì comunque a ritagliarsi una
notorietà significativa a livello nazionale
anche nell’ambito della Medicina dello
Sport: un contesto, quest’ultimo, che
gli piaceva enormemente non solo per
le sue competenze scientifiche, ma
anche perché gli permetteva di stare
continuamente in mezzo alla gente.
Serbava sentimenti profondi: in primo
luogo per la famiglia e i figli, che ha sempre
protetto con amore e determinazione. Li
serbava anche per gli amici: per questo ha
lasciato un vuoto notevole e una grande
eredità. Ne sentiremo tutti la mancanza;
e insieme a lui, ci mancherà anche il
professore Giuliano Tini, scomparso
improvvisamente nello stesso, tragico
incidente stradale”.
TESTO RACCOLTO DA
Laura Marozzi
Nell’immagine in alto:
Il professore Ruggero Rossi (a destra)
con il Preside della Facoltà
di Medicina e Chirurgia
Adolfo Puxeddu
e, al centro, il Rettore Francesco Bistoni
in occasione dell’inaugurazione
dell’anno accademico 2003-2004.
a fianco:
Una recente foto
di Ruggero Rossi
in occasione dell’inaugurazione
della Piscina universitaria.
In Breve:
posto assoluto in termini di squadra e piazzamenti di
rilievo nelle classifiche individuali per un totale di 13
medaglie sulle 24 disponibili. L’Ateneo per la prima
volta è salito sul gradino più alto del podio grazie al
poker di medaglie d’oro di Cassetta, alle altre quattro
di Sorbaioli (una d’oro, due d’argento e una di bronzo),
alle tre di Rastelli (due d’oro e una di bronzo), alle due
di Magara (una d’oro e una d’argento).
RIBALTA NAZIONALE PER LA SQUADRA
DI ENDURANCE DELL’UNIVERSITÀ DI PERUGIA
Nella prestigiosa cornice della Fiera cavalli di Città di
Castello, ha avuto luogo una conferenza dal titolo
“L’Endurance tra sport e ricerca. L’esperienza della
squadra di Endurance della Facoltà di Medicina
Veterinaria”, presieduta dal dottore Vincenzo Panella,
Direttore generale della ASL n°1, e dal Preside della
Facoltà di Medicina Veterinaria, professore Alberto
Gaiti. Alla conferenza, di carattere divulgativo, hanno
partecipato come relatori il professore Fabrizio Rueca,
docente del Dipartimento di Patologia, Diagnostica e
Clinica Veterinaria della Facoltà di Medicina Veterinaria,
i dottorandi di Ricerca in Scienze Equine della Facoltà
di Medicina Veterinaria Diego Buttarelli e Francesco
Zappulla e la dottoressa Chiara Rosi.
Nel corso dell’incontro è stata riferita l’esperienza di
ricerca rivolta al benessere dei cavalli da Endurance,
portata avanti dalla Facoltà di Medicina Veterinaria
dell’Ateneo perugino, che si è dotata di una squadra
di Endurance a cui partecipano numerosi studenti
della Facoltà, docenti, dottorandi e medici veterinari.
In particolare si è voluto prospettare un nuovo modo
di approcciare questa disciplina sportiva per perseguire
il duplice scopo di allenare cavalli capaci di affrontare
le competizioni più impegnative, quelle di 160 km, nel
pieno rispetto sanitario e del loro benessere.
DUE GIORNATE DI STUDIO DEDICATE
ALLA MEMORIA DI VITO SACCOMANDI
INFOPOINT A “EUROCHOCOLATE”
E ALLA “NOTTE BIANCA”
L’Infopoint d’Ateneo, il percorso multimediale dell’Università degli Studi di Perugia all’interno della
splendida Rocca Paolina, è rimasto aperto in occasione
di due manifestazioni che hanno richiamato migliaia
di partecipanti nel cuore della città. In occasione
della “Notte Bianca”, promossa dal Comune di
Perugia, dalla sera di sabato 24 all’alba di domenica
25 settembre, e dei nove giorni di “Eurochocolate”,
svoltasi dal 15 al 23 ottobre, l’Infopoint ha infatti
accolto i visitatori con le proprie hostess che hanno
distribuito materiale informativo sui corsi, i servizi
e le proposte dell’Ateneo. Lo straordinario viaggio
virtuale tra i segreti dell’Università perugina è stato
particolarmente gradito dai giovani e dalle loro
famiglie.
In occasione del decennale della scomparsa, la figura,
l’attività e le opere del professore Vito Saccomandi
sono state ricordate in un convegno svoltosi
recentemente sul tema dell’Economia e della Politica
Agraria. L’iniziativa è stata promossa dalla Facoltà di
Agraria di Perugia e ha visto rappresentanti del mondo
accademico e delle istituzioni sia per commemorare
l’insigne docente, professore di Economia del mercato
dei prodotti agricoli ed ex direttore dell’Istituto di Estimo
Rurale e Contabilità (tra gli altri incarichi ricoprì anche
quello di Ministro dell’Agricoltura, durante il sesto
governo Andreotti), che per discutere dello scenario
dell’economia e della politica agricola. Nel corso
dell’incontro c’è stato spazio anche per la promozione
di una raccolta di scritti scelti di Saccomandi, che
testimoniano la sua capacità di formulare una teoria
neo-istituzionale dei mercati agricoli.
l’università 15
Le edicole di Perugia dove trovare:
Edicola P.zza Vittorio Veneto (Stazione Fontivegge)
Edicola P.zzale Bellucci (Stazione S. Anna)
Edicola P.zza Cavallotti
Edicola Via del Giochetto (Policlinico Monteluce)
Edicola Via F. Innamorati (Elce)
Edicola P.zza Grimana
Edicola “L’Amuleto”, Strada S. Lucia
Edicola Via Tuderte
Edicola Via A. Vecchi (Elce)
Edicola San Marco Fornaci
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agosto/ottobre 2005 - Università degli Studi di Perugia