l’università PERIODICO anno XXIII [n.5] agosto / ottobre 2005 PAGINA 4/5 Stage e tirocini, strumenti di formazione Un viaggio tra le oltre 4.000 opportunità offerte dalle undici facoltà agli studenti PAGINA 6/7 Riforma: tempo di bilanci Gli effetti del “3+2” sul sistema Università PAGINA 8 Un successo nato a Perugia Tra gli alumni illustri dell’Ateneo anche l’ex presidente di Confindustria Vittorio Merloni PAGINA 9 Relativismo culturale e democrazia Opinioni a confronto sul dibattuto tema, tra visioni filosofiche e principi etico-religiosi PAGINA 10/11 Nel 2007 Perugia capitale delle Scienze della Terra Presentata l’Assemblea generale dell’I.U.G.G., l’Unione internazionale di Geodesia e Geofisica PAGINA 13/15 In Ateneo Eventi e iniziative nelle facoltà DELL’ATENEO DI PERUGIA Poste Italiane S.p.A. Sped. in abb. post. 70% DCB Centro 1 Perugia Contiene inserto redazionale - Prezzo 1 Euro IL POLO DEL FUTURO La crescita dello Studium a Terni FOCUS L’ATENEO NELLA CITTÀ DELL’ACCIAIO TRA SINERGIE E SUPERAMENTO DEI CAMPANILISMI SERVIZIO DI Andrea Possieri Nell’immagine a fianco: Il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Perugia, professore Francesco Bistoni. In basso: Il Pro-Rettore del Polo scientifico didattico di Terni, professore Pietro Burrascano. UNIVERSITÀ A TERNI, UN IL RETTORE BISTONI DELINEA IL FUTURO DELL’ATENEO MULTICAMPUS: “IL NECESSARIO PER CONSOLIDARE IL POLO SCIENTIFICO DIDATTICO NELL’AMBITO “Tutti uniti per consolidare il Polo scientifico didattico di Terni”. È questa l’opinione del Rettore dell’Ateneo perugino, professore Francesco Bistoni. E per tutti si intendono, ovviamente, gli enti locali, le banche, la Regione dell’Umbria e l’Università degli Studi di Perugia. Ognuno al suo posto di combattimento, dunque, per confermare una presenza universitaria ancora giovane ma in una posizione strategica sia per quello che riguarda il futuro dell’Ateneo sia per ciò che concerne lo sviluppo politico e culturale del cuore verde d’Italia. Una regione che, per l’appunto, deve una parte importante della sua identità culturale al ruolo svolto dallo Studium perusinum nella costruzione del tessuto connettivo della società umbra. Dalle parole del Rettore scaturiscono pochi dubbi sul presente e sul futuro del Polo scientifico didattico di Terni: la stagnazione economica e l’empasse politica del sistema Italia non lasciano spazio a grandi slanci in avanti e in un momento come questo risulta molto difficile allargare le attività universitarie di Terni oltre quelle già presenti. L’obiettivo prioritario, dunque, consiste nel continuare l’esperienza che già esiste e, soprattutto, consolidarla nel tempo. “Bisogna fare massa comune – afferma Bistoni – per proteggere questa pianta che sta crescendo. Tutti devono capire che l’Università non è costituita soltanto da un’aula e un insegnamento ma anche da una tradizione di ricerca e da un modo di vivere. Una città universitaria non si crea oggi per domani. L’Università di Perugia è presente da 700 anni nel capoluogo umbro e nonostante tutto ancora non si è creato un idillio perfetto tra l’istituzione e la città”. Nonostante l’incertezza e la complessità del futuro, le attività del Polo scientifico didattico di Terni fanno segnare risultati interessanti. “Sono circa 700 le nuove matricole e crescono con un ritmo annuo del 10 per cento”, sottolinea il professore Pietro Burrascano, ProRettore per il Polo di Terni. Secondo le previsioni, gli iscritti del 2005 toccheranno quota 3500, superando ampiamente i 2900 studenti del 2004. Dal 2001 ad oggi, inoltre, il Polo ternano ha sfornato 839 dottori. Numeri di tutto rispetto, insomma, che caratterizzano una realtà in fase di crescita non solo per ciò che concerne la popolazione universitaria, ma anche dal punto di vista organizzativo e logistico. Sei facoltà presenti e 15 corsi di laurea; 450 insegnamenti attivati e un personale tecnico amministrativo di 60 dipendenti che costituisce un presidio in ogni struttura. Sono queste le statistiche, in estrema sintesi, che tratteggiano la sede decentrata dell’Università di Perugia a Terni. “Il decentramento universitario è stata un’operazione assai controversa - afferma il Rettore Bistoni - ma l’Ateneo perugino ha sostenuto con molta forza questa opzione perché l’Università doveva essere partecipe delle vicende del territorio”. D’altronde non si deve dimenticare che l’Università di Perugia è presente a Terni da circa trent’anni e che l’attuale presenza universitaria si basa sull’esperienza dei corsi di laurea in Medicina, Ingegneria dei materiali ed Economia. È solo nel 2001 che avviene la svolta. L’Ateneo di Perugia, potendo gestire una consistente disponibilità finanziaria – l’accordo di programma impegnava allora circa 3 milioni di euro consolidati più 6 milioni una tantum per l’edilizia universitaria – decise di potenziare i corsi di laurea già presenti BURRASCANO : “UN POLO A MISURA DI STUDENTE” Periodico d’informazione dell’Ateneo di Perugia Anno XXIII - Nr. 05 Agosto - Ottobre 2005 Autorizzazione del Tribunale di Perugia n. 659 del 7/3/1983 Direttore: Laura Marozzi Hanno collaborato: Gabriele Azzaro, Erika Baglivo, Paolo Belardi, Francesco Bircolotti, Simone Budelli, Giuseppe Moscati, Andrea Possieri, Nicoletta Stradaioli, Leonardo Varasano. Redazione: Piazza dell’Università, 1 06123 Perugia (PG) e-mail: [email protected] Tel.: 075/5852395 - Fax: 075/5852182 Progetto grafico: Réclame Comunicazione Srl Impaginazione e stampa: Réclame Comunicazione Srl 2 l’università Valorizzazione degli studenti e legame con il territorio. Più che uno slogan sono le peculiarità del Polo ternano sottolineate dal professore Pietro Burrascano, Pro-Rettore del Polo scientifico didattico di Terni. Una “realtà dinamica”, quella di Terni, in crescita organizzativa e logistica che negli ultimi anni ha sviluppato competenze amministrative, didattiche e di ricerca. “Ogni corso di laurea - evidenzia Burrascano - ha un legame con il territorio di Terni”. I corsi di Lingue, ad esempio, si legano con la presenza della multinazionale dell’acciaio, gli studi sull’energia si collegano alla presenza delle Acciaierie, il corso di Scienza della Formazione indirizzato allo spettacolo si lega al Centro di produzione cinematografica di Papigno. “Il centro universitario di Terni - afferma il Pro-Rettore - possiede un forte legame con le imprese che stanno nascendo in città e nel comprensorio e non è un caso, infatti, che la metà degli spin-off sono nati proprio a Terni”. Accanto alla ridefinizione degli obiettivi territoriali c’è sicuramente la valorizzazione degli studenti. Più di tremila, suddivisi in 15 corsi di laurea di 6 diverse facoltà: Economia, Ingegneria, Lettere e Filosofia, Medicina e Chirurgia, Scienze della Formazione e Scienze Politiche. Un Polo che vuol essere un centro universitario su misura per gli studenti. “È una nostra priorità. Abbiamo stilato - sottolinea con forza il Pro-Rettore - un piano di investimenti per ben 917 mila euro che riguarda la popolazione studentesca. Vogliamo incentivare un maggior numero di immatricolazioni, specie da fuori regione, garantendo elevati standard didattici e individuando specifici servizi mirati a facilitare l’immatricolazione degli studenti più meritevoli”. Questo impegno si dipana lungo tre direttrici. In primo luogo “l’ampliamento dei servizi di base e accessori”, che consiste nei prestiti d’onore per studenti fuori sede meritevoli, in ulteriori finanziamenti per borse di 150 ore, nel finanziamento di borse Erasmus e in una serie di accordi con teatri, cinema, associazioni musicali e sportive, mostre e spettacoli. In secondo luogo, in collaborazione con aziende ed enti, si è posto l’accento sul potenziamento degli “impianti per servizi agli studenti”, progettando un wireless campus, aumentando i servizi di trasporto tra le sei sedi didattiche, riqualificando gli impianti sportivi e collegando la biblioteca universitaria con la biblioteca comunale. Infine, come terza e ultima direttrice d’intervento in favore degli studenti, è stato stabilito di potenziare “le attività dei laboratori didattici e di ricerca applicati”, attraverso la certificazione di qualità dei laboratori, il cofinanziamento di nuovi strumenti e di nuovi laboratori, il cofinanziamento di assegni di ricerca e di convegni internazionali. FOCUS N IMPEGNO COSTANTE L CONCORSO DI TUTTE LE ISTITUZIONI DEL DECENTRAMENTO DELLO STUDIUM”. a Terni e di creare dei nuovi corsi di studio. Tra questi, la punta di diamante del nuovo insediamento universitario doveva essere la creazione ex novo di una Facoltà di Biotecnologie. A distanza di quattro anni, il “progetto Biotecnologie” sta lentamente vedendo la luce proprio in questi ultimi giorni. E le polemiche primaverili sulla faticosa nascita di questa facoltà, a questo punto, sembrano essere del tutto sedate. Con l’intesa dello scorso luglio – che ha rivisto una parte dell’accordo di programma del 2001 – il Governo si è impegnato a dare due milioni e mezzo di euro consolidati per la gestione di questa nuova struttura. La quale si pone decisamente in linea con la filosofia che orienta l’organizzazione didattica di Terni, che consiste nell’evitare “doppioni” con i corsi di laurea perugini e nell’istituire dei corsi di studio legati, in qualche modo, al territorio e alla sperimentazione. Ma la costruzione di un corso di studio, appunto, non significa solamente lo sviluppo organizzativo e logistico, ma anche e soprattutto la nascita e il consolidamento di una tradizione di ricerca scientifica. E per costruire tutto ciò serve tempo, disponibilità e volontà. Anche su questo punto il pensiero del Rettore non lascia spazio a dubbi: “Ci deve essere una volontà concorde di tutti (amministrazioni locali e banche) perché l’Università va sostenuta nel tempo. E lo sforzo finanziario continuo che richiede la presenza universitaria è l’indice dell’interesse che si nutre verso questo tipo di azioni. I nostri impegni sono a medio termine e quando si prendono queste iniziative vanno sostenute e sono prioritarie rispetto a tutte le altre possibili, perché chi ci va di mezzo sono i giovani. Le difficoltà finanziarie che abbiamo in Italia pretendono che vengano selezionate quelle operazioni che si ritengono più importanti e sulle quali si concentrano le risorse: personalmente ritengo che per nessuna iniziativa ci siano sufficienti risorse”. Occorre la forza di scegliere, dunque, secondo il Rettore dell’Ateneo perugino. E per scegliere serve una volontà politica che guardi seriamente ai tanto invocati “interessi generali”. Gli investimenti una tantum non servono a nessuno e per consolidare nel tempo una presenza universitaria, degna di questo nome, servono un’attività e una preoccupazione costanti. “Molti dicono che bisogna fare l’Università a Terni”, continua Bistoni. “Non è esatto, perché l’Università a Terni c’è, l’abbiamo costruita, il problema è mantenerla e migliorarla. E foto n.1 foto n.2 non sarà facile in questi momenti difficili per l’Università e l’Italia in genere. Non bisogna ricordarsi ogni tanto che c’è l’Università, bisogna lavorarci giorno per giorno con molta costanza e determinazione. È soltanto il lavoro del “giorno per giorno” che permette il consolidamento, non quello occasionale. E questo richiede un’attività oscura che qualche volta porta a illusioni e qualche volta non paga. Un lavoro quotidiano, ripeto, intenso da parte di tutti. Anche perché il decentramento universitario a Terni investe, direttamente, il ruolo stesso dell’Ateneo perugino e l’identità culturale della Regione”. Ma cosa significa nella Regione Umbria l’Università degli Studi di Perugia? Secondo il Rettore Bistoni “l’Ateneo è uno dei pochi collanti che tengono assieme questa Regione. Un collante culturale, nel quale ognuno si può riconoscere, perché quasi tutta la nostra classe dirigente si è laureata a Perugia e ha un punto di riferimento in questa Università. Qualche volta la ama e qualche volta la odia, ma non la può ignorare. Non è tanto per fare del regionalismo di bassa lega, ma per avere dei tratti comuni che salvaguardino le individualità: altrimenti non si capirebbe perché esiste questa Regione che vive molto sui campanilismi e che spesso non riconosce Perugia come capoluogo. Forse Perugia fa poco per farsi riconoscere tale?”. Nell’immagine in alto: L’ingresso della Facoltà di Ingegneria a Terni. In basso: foto n.1 Studenti a lezione presso una delle aule della Facoltà di Medicina e Chirurgia presso il Polo scientifico didattico di Terni. foto n.2 La facciata di Palazzo Catucci Gelasi che ospita nel suggestivo borgo di Collescipoli la sede ternana della Facoltà di Economia. foto n.3 Uno dei laboratori della Facoltà di Ingegneria nel Polo ternano. foto n.3 l’università 3 MONDO UNIVERSITARIO VIAGGIO TRA LE FACOLTÀ PER CONOSCERE GLI STRUMENTI CHE CONSENTONO ESPERIENZE FUORI DALL’ATENEO DURANTE IL CORSO DI STUDIO SERVIZIO DI Erika Baglivo, Nicoletta Stradaioli e Leonardo Varasano STAGE, UN LASCIAPASSARE VE ATTRAVERSO TIROCINI FORMATIVI E DI ORIENTAMENTO, PRESSO SOGGETTI PUB IN CONTATTO CON LE REALTÀ OCCUPAZIONALI E POSSONO ACQUISIRE GLI ELEM L’inserimento degli studenti universitari nel mondo del lavoro è uno dei nodi e delle sfide fondamentali che il mondo accademico deve affrontare. Seguendo le indicazioni della riforma universitaria, lo strumento specifico per rispondere a questa esigenza è lo stage o tirocinio. Ma che cos’è realmente lo stage? Come funziona e a cosa serve? In linea di principio esso deve consentire ai laureandi e ai laureati di integrare la propria formazione individuale acquisendo competenze specifiche immediatamente spendibili nel mercato del lavoro. Si tratta, quindi, di un tirocinio formativo e di orientamento, concepito come parte integrante dei curricula di studi, da svolgersi presso enti pubblici o soggetti privati. La finalità principale è quella di far conoscere agli studenti la realtà lavorativa e far acquisire loro gli elementi applicativi di una specifica attività. La normativa che definisce gli aspetti connessi all’attivazione di uno stage e che chiarisce gli obiettivi che il tirocinio si prefigge di raggiungere, è contenuta nella Legge 196/97, nel DM 142/98 e infine nel DM 270/2004. Lo stage prevede l’incontro tra differenti soggetti: il tirocinante, l’ente promotore (l’università) e l’ente pubblico-privato. L’università deve garantire la presenza di un tutor o coordinatore di stage: ovvero un responsabile didattico-organizzativo punto di riferimento per gli studenti che intendono avviare un’esperienza di stage. Allo stesso tempo deve essere presente un responsabile aziendale che segua l’inserimento dei tirocinanti nell’impresa, affinché la formazione dello studente abbia buon esito. I tirocini si svolgono sulla base di apposite convenzioni stipulate tra l’università e i datori di lavoro, pubblici e privati. Queste devono contenere un progetto di formazione e di orientamento che comprenda gli obiettivi e le modalità di svolgimento del tirocinio stesso, garantendo il raccordo con il percorso formativo dello studente-stagista. Naturalmente la legge prevede che lo TUTTE LE OPPORTUNITÀ FACOLTÀ PER FACOLTÀ LETTERE E FILOSOFIA. Si è portati a pensare che siano le facoltà scientifiche e tecniche ad essere facilitate nello stabilire contatti con il mondo del lavoro, ma al contrario nel campo degli stage numerosissime sono le possibilità offerte agli studenti iscritti alla Facoltà di Lettere e Filosofia. Questa propone un’efficace attività di tutorato per guidare con profitto gli studenti che intendono cominciare un’esperienza di stage. I vari corsi della Facoltà, ad esempio, hanno attivato accordi importanti con gli enti locali (Regione Umbria, Provincia di Perugia e Comune di Perugia), ma anche con la Soprintendenza ai Beni Culturali, gli archivi storico-artistici, le biblioteche, i musei, le agenzie del turismo e il “Centro Don Milani”. Attenzione particolare merita il corso di laurea in Scienze della Comunicazione che, tra le attività formative alternative, offre non solo stage, ma anche “minimaster”: percorsi di studio volti alla realizzazione di piani di lavoro con soggetti esterni. MEDICINA E CHIRURGIA. Un caso a parte è la Facoltà di Medicina e Chirurgia in quanto la formazione di base del laureando già comprendeva periodi di tirocinio. Dato il particolare carattere della professione, le convenzioni riguardano, naturalmente, soprattutto l’area sanitaria (ASL e Azienda ospedaliera); inoltre, la Facoltà ha stipulato, ormai da qualche anno e per prima in Italia, un’importante intesa con l’Ordine dei medici delle province di Perugia e di Terni e con la Scuola umbra di Medicina Generale per preparare i futuri medici a rapportarsi con il paziente, non solo da un punto di vista medico (diagnostico, terapeutico e riabilitativo), ma anche umano. SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI. La Facoltà di Scienze MM. FF. NN., comprendendo una varietà di professionalità diverse, offre molteplici scelte ancora, però, in via di definizione: fra queste, Provincia di Perugia, ARPA, Umbria Acque, Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del C.N.R., COLACEM S.p.A., Sirio Ecologica S.p.A. e altre. 4 l’università ECONOMIA. Sarà per il suo strutturale legame con aziende e istituzioni economiche, ma la Facoltà di Economia è senza dubbio tra quelle che offre il maggior numero di opzioni per stage e tirocini. I corsi di laurea di Economia hanno stipulato convenzioni quadro con ben trenta enti. Si tratta di enti locali (Comuni di Perugia, San Giustino, Cascia, Valtopina, Paciano, Otricoli, Gubbio, Montefalco, Costacciaro, Castel Ritaldi, Amelia, Todi, Castel Viscardo, Regione Umbria, Provincia di Perugia, Ente irriguo umbro toscano), enti pubblici (Inps), associazioni di categoria (Confcommercio, Confapi, Coldiretti, Confesercenti), aziende o strutture private (Ater, Cassa di Risparmio di Foligno, Fcu, Renzacci lavatrici, Studio commerciale Giacometti, Banca dell’Umbria, Cassa rurale artigiana di Spello e Bettona, Assicurazioni Generali). Centocentocinquanta le ore necessarie per concludere lo stage. Ogni studente, oltre quelle sopra elencate, può proporre convenzioni ad hoc con altri enti o strutture. Ciascun corso di laurea ha poi ulteriori contatti. Così è per il Sigi (Statistica e informatica per la gestione delle imprese), particolarmente legato alla Camera di Commercio di Perugia; così è per Economia del turismo, che dalla sede di Assisi offre ampie possibilità di stage all’estero; così è per Economia e amministrazione delle imprese, depositario di convenzioni a parte stipulate dalla sede di Terni. Anche i neolaureati entro il diciottesimo mese dal conseguimento del titolo possono compiere stage e tirocini per un anno. Le sedi proposte dalla Facoltà sono la Colussi, la Merloni, la Sogesti, il Credito cooperativo e la Cassa rurale di Spello e Bettona, la Provincia di Perugia e l’Unicredit produzione accentrata. SCIENZE POLITICHE. Ampia anche l’offerta della Facoltà di Scienze Politiche. Convenzioni attive con la Prefettura di Perugia, con l’Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea (Isuc), con l’Agenzia Umbria Ricerche, con le Acli, con l’onlus Cidis, con le varie biblioteche di Perugia, con i Comuni di Assisi, Numero totale di stage e tirocini Fonte MIUR, Comitato Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario (Nuclei 2005) Facoltà Italia Estero Agraria 113 7 Economia 253 25 Farmacia 11 0 Giurisprudenza 3 0 Ingegneria 23 0 Lettere e Filosofia 192 0 Medicina e Chirurgia 472 0 Medicina Veterinaria 3 2 Scienze della Formazione 723 0 Scienze MM. FF. NN. 33 0 Scienze Politiche 112 0 Interfacoltà 691 41 Perugia, Corciano, Todi, Passignano, Bastia Umbra, Foligno, San Giustino e Umbertide, con la Provincia di Perugia, con la Regione Umbria, con E-generation, con la Coldiretti e con Mediawork. Per i neolaureati possibilità di stage alla Colussi. Salvo, come per tutte le Facoltà, l’eventualità di accordi ad personam. GIURISPRUDENZA. La Facoltà ha stipulato convenzioni quadro, sia per laureandi che per laureati, con il Comune e con la Provincia di Perugia, con la Regione Umbria, con la Bnl, con la Cia e con la Confapi. In dirittura d’arrivo un accordo con Telecom. Tra le convenzioni ad hoc, prevalgono, ovviamente, quelle con vari studi legali. FARMACIA. Evidente l’indirizzo professionale anche nel caso della Facoltà di Farmacia. Tre le convenzioni quadro a disposizione di tutti gli studenti quella con la Baxter S.p.A. di Rieti, quella con la &Lab e quella con l’Istituto zooprofilattico di Abruzzo e Molise. Molte le MONDO UNIVERSITARIO ERSO IL LAVORO BBLICI O PRIVATI, GLI STUDENTI ENTRANO MENTI UTILI PER LA PROPRIA FORMAZIONE. stage venga “monetizzato” sotto forma di crediti formativi. Gli studenti hanno, inoltre, la possibilità di svolgere il tirocinio all’estero sia a livello europeo che extraeuropeo. La durata dello stage può variare tra sei mesi e un anno e non ci sono vincoli sul numero degli stage che la persona può svolgere durante il suo percorso di studio. Alla fine del periodo di tirocinio sono previsti, poi, degli strumenti per il monitoraggio e la valutazione del percorso formativo. Da parte dell’azienda viene compilata una scheda di valutazione che indica le attività svolte dallo stagista e le conoscenze o abilità acquisite dallo stesso. È prevista anche una valutazione del tirocinante relativa alla capacità, all’impegno e all’interesse dimostrati nel periodo di svolgimento dello stage. Il punto di vista dello studente viene riportato in una relazione finale da consegnare al tutor universitario sull’esperienza appena conclusa, con l’obiettivo di comprendere il clima aziendale, l’utilità delle attività svolte, illustrare problemi emersi e offrire suggerimenti. Pensato al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro e di agevolare le scelte professionali, lo stage dovrebbe arricchire, da un lato, il tirocinante consentendogli di non essere più un “soggetto senza esperienza”, dall’altro, le imprese alle quali viene data la possibilità di creare un bacino di candidature utili per future assunzioni. Anche l’Ateneo di Perugia, in applicazione della Riforma, si sta adoperando per offrire le opportune convenzioni che facilitino la realizzazione degli stage. Il meccanismo non è stato ancora perfezionato e in qualche caso ciò causa qualche disagio tra gli studenti, come emerge dalla panoramica sulla situazione esistente nelle diverse Facoltà: com’era prevedibile, sono emerse realtà già molto organizzate – anche in virtù di più stretti contatti col mondo del lavoro – ma anche altrettante in fase di evidente rodaggio. Distribuzione del numero di studenti per settore di svolgimento dello stage e tipologia del corso di studio Fonte MIUR, Comitato Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario (Nuclei 2005) Facoltà Agricolo Industriale commerciale Enti pubblici Imprese di servizi o studi professionali Area sanitaria Altro settore Agraria 56 23 18 23 0 0 Economia 0 54 7 21 0 193 Farmacia 0 15 0 0 0 0 Giurisprudenza 0 0 47 68 0 0 Ingegneria 0 18 5 0 0 0 Lettere e Filosofia 0 0 109 85 0 0 Medicina e Chirurgia 0 56 56 56 1265 0 Medicina Veterinaria 0 6 0 0 90 0 Scienze della Formazione 0 56 56 600 11 0 Scienze MM. FF. NN. 0 0 4 19 1 9 Scienze Politiche 0 0 92 20 0 0 Interfacoltà 3 461 291 228 139 210 intese una tantum: da ricordare quelle raggiunte con l’Aventis Pharma di Milano, con l’Afas di Perugia, con la Pfizer Srl di Latina e con la Serono S.p.A. di Roma. AGRARIA. Ben organizzata la Facoltà di Agraria: qui la gestione dei tirocini e degli stage è stata affidata ad unico responsabile che raccoglie e fornisce agli studenti tutte le informazioni necessarie. La Facoltà ha cercato di andare incontro agli studenti stipulando numerosissime convenzioni sia con aziende locali, come la Cantina Sociale Colli Perugini, Colussi Perugia, Cantine Giorgio Lungarotti, Bavicchi S.p.A., Fito Work Engineering, A.R.P.A., ma anche con aziende e strutture situate in altre regioni, come A.L.S.I.A. (Agenzia Lucana per lo Sviluppo e l’Innovazione in Agricoltura), Willis Italia S.p.A. o Eridania Sadam S.p.A.. Questo permette agli studenti fuori sede di svolgere il tirocinio nei periodi estivi nelle proprie zone di residenza in vista di un possibile futuro professionale. Non di rado accade, infatti, che gli studenti, una volta usciti dalla Facoltà e dopo aver svolto il tirocinio post-lauream, trovino un’occupazione proprio negli enti e nelle aziende che li hanno ospitati. Inoltre la Facoltà, per incentivare la disponibilità delle aziende ad accettare tirocinanti, si fa carico della fornitura dei kit necessari per svolgere l’attività. La durata del tirocinio può variare a seconda della scelta degli studenti che hanno la possibilità di destinare a questo tipo di attività più crediti di quelli previsti, pur rimanendo nei limiti stabiliti dalla legge. Indipendentemente dalla durata, il tirocinante è chiamato, oltre a consegnare al termine dell’esperienza una dettagliata relazione, a compilare durante il suo svolgimento un diario di frequenza dove vengono annotate le attività svolte nella struttura. Totale INGEGNERIA. Anche la Facoltà di Ingegneria ha stipulato molte convenzioni che offrono agli studenti 120 un’ampia gamma di opportunità. Tra 275 le aziende convenzionate compaiono C.L.A.M. soc. coop. a r. l., COIM 15 Serramenti srl, Agenzia per l’Energia e l’Ambiente-Provincia di Perugia, 115 Agenzia Arpa-Umbria, Dimensione 23 Qualità, Ferrari S.p.A., FIAT AUTO, GESENU S.p.A., Umbra Acque S.p.A. 194 Perugia e molte altre. Ovviamente, ogni studente può proporre alla facoltà una 1433 struttura o un’azienda in cui intende 96 svolgere lo stage affinché venga sviluppata una convenzione ad hoc. 723 MEDICINA VETERINARIA. La stessa logica è alla base della Facoltà di 33 Medicina Veterinaria, dove gli stage 112 e i tirocini sono organizzati sempre attraverso convenzioni quadro o ad 1332 hoc nel rispetto della normativa. Un ruolo determinate è svolto dai Presidenti dei singoli corsi di laurea che si occupano dell’organizzazione e della stipula delle convenzioni. SCIENZE DELLA FORMAZIONE. Presso questa Facoltà, l’attività di tirocinio è gestita dai singoli Presidenti dei vari corsi di laurea. E’ stato tuttavia attivato un ufficio che raccoglie le informazioni e gestisce le circa 60 convenzioni (gran parte in fase di rinnovo) stipulate dalla Facoltà. Si tratta prevalentemente di convenzioni quadro, ma spesso vengono raggiunti accordi su richiesta degli studenti. Tra gli enti convenzionati figurano il Consorzio Auriga, i Comuni di Perugia, Terni, Città di Castello e Narni, la Cooperativa “La Rondine” di Città di Castello, l’Asl n°1 e la Asl n° 2, la Ceis di Spoleto. Scienze della Formazione è la seconda facoltà perugina per numero di studenti che usufruiscono dei tirocini. l’università 5 MONDO UNIVERSITARIO ATTRAVERSO TRE INDAGINI CONOSCITIVE, UN QUADRO DELLO STATO DI SALUTE DELL’UNIVERSITÀ RIFORMA UNIVER TEMPO DI BI I NEO DOTTORI SI “SPACCANO” SUL GRADIMENTO DEL SISTEMA “3+2”. SI C DIMINUISCONO I FUORICORSO E L’ETÀ MEDIA DI CONSEGUIMENTO DEL TITOLO. PIA SERVIZIO DI Erika Baglivo e Leonardo Varasano Chi non ci sta LA “CONTRORIFORMA” DI GIURISPRUDENZA La riforma non convince e ne è testimonianza il ricorso, comunque consistente, a corsi unici. Sembra una strisciante “controriforma”. Dopo Giurisprudenza, per la quale è già pronto da tempo il nuovo corso di laurea con un anno di base e quattro consecutivi di specializzazione, si moltiplicano le richieste di atenei e ordini professionali per tornare a un unico corso di laurea, relegando, nella migliore delle ipotesi, il “3+2” a scelta di serie inferiore per coloro che pensano di non portare troppo avanti i propri studi. Nonostante continuino le dispute politiche, le contestazioni dei ricercatori e le rimostranze dei rettori, la riforma universitaria va avanti. Anzi, procede di buona lena e sembra che cominci a dare i primi risultati positivi; in particolare, rispetto ad alcuni importanti parametri come l’età media dei laureati, il ritardo alla laurea e la soddisfazione degli studenti, anche se con qualche chiaroscuro, così come emerge dalla VII Indagine Alma Laurea sul profilo dei laureati 2004. Bilanci e considerazioni simili, del resto, emergono anche da un rapporto di Unioncamere e dal sesto rapporto del Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario (Cnvsu). Il rapporto Alma Laurea ha monitorato ben 140mila neolaureati di 35 atenei italiani. L’indice di gradimento dell’Università riformata, stando alle risposte offerte dai primi dottori “triennalisti”, è buono: si dividono, infatti, equamente fra favorevoli e contrari al “3+2”, mentre il gradimento maggiore si riscontra tra i neodottori dell’area economico-statistica e scientifica (50-57%). Sul fronte degli insoddisfatti spiccano neopsicologi e dottori del gruppo letterario. Notevole – e sotto certi aspetti insospettabile – la soddisfazione sulla qualità della vita accademica. I “triennalisti” dimostrano un maggior appagamento dei loro colleghi ancien regime nella valutazione complessiva dell’esperienza universitaria (ben l’87,3% si dichiara soddisfatto). Giudizi positivi anche per quanto riguarda i rapporti con i docenti. Pochi i rimorsi e i rimpianti: oltre 68 su 100 ripeterebbero la scelta universitaria fatta al momento dell’iscrizione. Questo anche per merito della crescita dell’offerta formativa: più di 3.300 i corsi triennali, 1.200 i bienni specialistici, 175 i corsi quinquennali e 1.500 i master di primo o secondo livello. L’elefantiaco proliferare di corsi ha senza dubbio facilitato la scelta delle matricole in base alle proprie inclinazioni e preferenze. Ma il risultato più importante accertato dall’indagine di Alma Laurea, CHI HA PROMOSSO LE INDAGINI ALMA LAUREA. È un Consorzio interuniversitario che, col sostegno del Miur, opera dal 1994 nell’intento di mettere in relazione aziende e laureati. È un punto di riferimento dall’interno della realtà universitaria per tutti coloro (studiosi, operatori ecc.) che affrontano a vario livello le tematiche degli studi universitari, dell’occupazione, della condizione giovanile. Gli studenti degli atenei consorziati in Alma Laurea, tra cui quelli dell’Università degli Studi di Perugia, hanno l’opportunità di usufruire di numerosi servizi orientati al mondo del lavoro e degli studi postlauream. Per accedere a questi servizi è necessario, alla fine del proprio percorso di studi, compilare il proprio curriculum vitae e aderire alla banca dati. Informazioni al sito www.unipg.it, sezione studenti, Alma Laurea. 6 l’università proprio perché legato alla ragione stessa della Riforma, è la maggiore regolarità degli studi. Coloro che conseguono il titolo nei tempi prestabiliti sono ormai un terzo del totale, 32,5%, mentre fra il 1998 e il 2001 non si superava il 10. Parallelamente si riduce, anche se di poco, l’età media del CNVSU. Il Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario è un organo istituzionale del Ministero dell’Università e della Ricerca scientifica e tecnologica che ha il compito di fissare i criteri generali per la valutazione delle attività delle università; predisporre una relazione annuale sulla valutazione del sistema universitario; promuovere la sperimentazione, l’applicazione e la diffusione di metodologie e pratiche di valutazione; determinare la natura delle informazioni e dei dati che i nuclei di valutazione degli atenei sono tenuti a comunicare; attuare un programma annuale di valutazioni esterne delle università o di singole strutture didattiche; effettuare valutazioni tecniche su proposte di nuove istituzioni universitarie statali e non statali in vista dell’autorizzazione al rilascio di titoli aventi valore legale; predisporre rapporti sullo stato di attuazione e sui risultati della programmazione; predisporre studi e documentazione sullo stato dell’istruzione universitaria, sull’attuazione del diritto allo studio e sugli accessi ai corsi di studio universitari; definire i criteri di riparto della quota di riequilibrio del fondo per il finanziamento ordinario delle università; svolgere per il Ministro attività consultive, istruttorie, di valutazione, di definizione di standard, di parametri e di normativa tecnica, anche in relazione alle distinte attività delle università, nonché ai progetti e alle proposte presentate dalle medesime. UNIONCAMERE. L’Unione italiana delle Camere di Commercio, industria, artigianato e agricoltura è un’associazione che svolge funzioni di indirizzo, rappresentanza e coordinamento dell’intero sistema di Camere di Commercio operanti sul territorio nazionale. L’obiettivo è quello di promuoverne e di valorizzarne l’apporto dato alla crescita dell’economia nazionale. In questa prospettiva va inquadrato il costante impegno di Unioncamere per le sinergie fra il sistema camerale, gli altri decisori centrali e locali (Regioni e enti locali), le parti sociali (associazioni di categoria e sindacati), e le altre autonomie funzionali (università, fondazioni ecc.), per realizzare servizi, strutture e infrastrutture per lo sviluppo dell’economia e di ambiti territoriali interregionali e interprovinciali, in tutti i settori in cui si svolge l’attività delle Camere di Commercio. MONDO UNIVERSITARIO RSITARIA, ILANCI CONSOLIDA LA REGOLARITÀ DEGLI STUDI: ACE LA QUALITÀ DELLA VITA ACCADEMICA. laureato che passa da 28 a 27,6 anni. In generale, nel quadro proposto da Alma Laurea emerge una maggiore diligenza, riscontrabile soprattutto dalla partecipazione alle lezioni. Aumenta, anche perché previsto dal “3+2”, il ricorso a stage. Ne hanno fatto esperienza 60 laureati triennali su 100, anche se il tirocinio si è svolto all’esterno delle mura universitarie solo in 48 casi. Informazioni simili anche nel sesto rapporto del Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario (Cnvsu): grazie al “nuovo ordinamento” l’Università italiana avrebbe finora sfornato ben 92.000 laureati, il 44% dei quali avrebbe raggiunto la meta entro la durata legale del corso. Si è così passati dai 3 ai 6 studenti ogni 10 che riescono a portare a compimento il proprio percorso universitario, contro una percentuale del 19% che interrompe gli studi dopo il primo anno. Nel complesso, però, il tasso di abbandono, debolezza del sistema causata probabilmente da un orientamento insufficiente e da una sostanziale mancanza di alternative per i neodiplomati, è sceso dal 65% del 2001 al 40% del 2004. Insomma, le Università italiane rappresentano sempre più un polo d’attrazione sia per i giovani diplomati, che nel 76% dei casi scelgono di proseguire gli studi e di immatricolarsi (nel 2000 erano il 66,5%), sia per chi il diploma lo ha già in tasca da qualche anno. Infatti, nell’anno accademico 20022003 il 19,3% delle matricole aveva conseguito la maturità da almeno cinque anni. Anche sotto il profilo del profitto i segnali sembrano incoraggianti dal momento che il tasso degli studenti che non superano nessun esame nel corso dell’intero anno accademico (i cosiddetti “inattivi”) è sceso dal 22,8% degli anni precedenti all’attuale 14,9%. Dato inversamente proporzionale a quello relativo agli studenti “in corso” che nel 2004 hanno raggiunto l’82% contro il 56% del 2000. Cresce, poi, in modo significativo, il numero dei laureati che, grazie anche alle facilitazioni oggi in atto, usa la professione ai fini universitari. L’esperienza lavorativa maturata, infatti, può essere valorizzata al fine di conseguire il titolo di dottore. Geometri, commercialisti o ragionieri, ad esempio, possono vedersi riconoscere fino a 120 crediti (Cfu), quando per la laurea di primo livello ne servono 180. I due terzi del percorso possono dunque essere compiuti senza aprire libro. Il nuovo sistema ritiene valide, purché certificate, le conoscenze extra universitarie. Fra queste, le esperienze professionali e culturali ma anche le attività di volontariato. Esistono però anche gli aspetti negativi della Riforma: grave, quanto attesa, la scarsa ricezione delle lauree brevi da parte del mondo del lavoro. Un rapporto di Unioncamere, l’unione italiana delle Camere di Commercio, giudica sostanzialmente meno affidabile il percorso triennale. Un’impresa che deve assumere laureati preferisce pescare tra le lauree specialistiche o di vecchio ordinamento (58%), sicura di trovarvi maggiori certezze circa il contenuto formativo. La laurea breve paga solo nel 16,8% dei casi. Il titolo di “triennalista” conta molto solo se ci si accontenta di un posto da diplomato: le imprese accettano di buon grado la laurea triennale come specializzazione post-diploma. Conseguenza logica e immediata di questa realtà è il ricorso, praticamente obbligato poiché necessario, al proseguimento degli studi. I “triennalisti”, raggiunto il titolo, “devono” continuare verso lauree specialistiche e master. Ulteriore elemento di perplessità diffusa, infine, tale da portare a definire la riforma “europicida”, è la forte riduzione dei programmi Erasmus, legata all’introduzione del “3+2”. Sempre secondo la ricerca condotta da Alma Laurea su 100 laureati triennali solo 7 sono coinvolti in esperienze di scambio. Nel vecchio ordinamento la percentuale era quasi doppia, 13,3% e la quota Erasmus raggiungeva l’8,3%. In un contesto economico in cui la possibilità di mobilità viene considerata fondamentale questo dato non può che essere considerato negativamente. FINANZIAMENTI SÌ, MA SOLO CON LE CARTE IN REGOLA Il profitto degli studenti negli atenei italiani, in base al nuovo modello di distribuzione dei finanziamenti, con la Riforma del sistema universitario è diventato fondamentale dal punto di vista dell’ottenimento di parte dei fondi statali. Infatti, solo se viene dimostrato da un ateneo di avere tutte le carte in regola (impegno nella ricerca, ma soprattutto studenti regolari e con un buon profitto, come testimoniato dalla ricerca del CNVSU, secondo la quale nel 2004 il dato relativo agli “studenti in corso” raggiungeva l’82% contro il 56% del 2000), allora può accedere ai finanziamenti in questione. Questo sistema, che premia le Università più meritevoli, ha permesso di distribuire nel 2005 ben 300 milioni di euro pari al 4% dell’intero finanziamento statale, che ha registrato un incremento del 13% arrivando, così, a quota 6 miliardi e 933 milioni di euro contro i 6 miliardi e 163 milioni del 2001. l’università 7 ALUMNI STUDENTE IN UMBRIA NEGLI ANNI CINQUANTA, OGGI IMPRENDITORE VINCENTE NEL MONDO MERLONI, UN SUCCESSO NATO A PERUGIA “CITTÀ STIMOLANTE E ATENEO IMPORTANTE”: L’EX PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA RACCONTA QUANTO HA CONTATO LA LAUREA CONSEGUITA PRESSO LO STUDIUM PER DIVENTARE UN LEADER DELL’ECONOMIA ITALIANA E INTERNAZIONALE ATTRAVERSO L’AZIENDA DI FAMIGLIA. ARTICOLO DI Andrea Possieri e Leonardo Varasano Nell’immagine a fianco: Vittorio Merloni, si è laureato in Economia e Commercio presso l’Ateneo perugino. 8 l’università Da Fabriano alle vette industriali più alte, a livello mondiale, passando per Perugia e la sua Università. E’ Vittorio Merloni l’ex studente illustre dell’Ateneo perugino a guadagnarsi la ribalta in questo numero de L’Università. Ex presidente di Confindustria dal ’90 al ‘94, Merloni, 62 anni, guida uno dei più grandi gruppi industriali familiari d’Italia (la Indesit Company che fattura oltre 3 miliardi di euro) e sicuramente uno dei più internazionalizzati: l’85 per cento del suo giro d’affari viene infatti da oltre confine, dov’è ormai dislocata circa la metà della produzione. Merloni, persona da sempre di idee e carattere moderati, si è laureato in Economia e Commercio negli anni Cinquanta proprio all’Università degli Studi di Perugia. Nel 1960 inizia a lavorare nell’Azienda paterna e nel 1970 assume la responsabilità della Divisione Elettrodomestici; quindi, nel 1975, la Divisione stessa si trasforma in Società per Azioni e Vittorio Merloni ne diviene Presidente. Consigliere dell’Harvard Business School di Boston dal 1981 al 1994, nel 1984 viene nominato Cavaliere del Lavoro per poi diventare membro del Censis e della Fondazione Aristide Merloni e Consigliere d’Amministrazione della Editrice Il Sole 24 Ore: una carriera che lo porta a frequentare le più alte sfere economiche italiane ed internazionali e che parte proprio dal cuore d’Italia. Perché ha scelto l’Ateneo di Perugia per i suoi studi universitari e qual è stato il suo percorso formativo? Decisi di studiare Economia e Commercio all’Università di Perugia soprattutto per la sua buona reputazione. L’Ateneo storicamente conta sul contributo di docenti di prim’ordine. Ovviamente, la vicinanza con Fabriano ha rappresentato un altro elemento importante per la scelta. Qual è il suo ricordo di Perugia “città accademica”? L’impressione che subito mi fece Perugia, città tuttora tra le mie preferite in Italia, fu positiva, vista la capacità di accogliere al meglio tanti studenti provenienti da città diverse e spesso dall’estero. Da sempre, nell’immaginario comune, essa è una città internazionale e culturalmente molto vivace, una città a misura d’uomo, dove la tranquillità della vita quotidiana concilia lo studio e la creazione di una rete di relazioni fondamentali, a mio avviso, per la formazione non soltanto accademica ma anche umana. A tutt’oggi sono ancora in contatto con alcuni compagni di studio. Dal passato allo stato attuale dell’Università in Italia. Dalla legge Ruberti alla riforma Zecchino, l’Università è un vero e proprio “cantiere aperto da circa un decennio”. Che valutazione dà dell’Università italiana attuale? Certamente, dagli anni ’50, quando io frequentavo le aule universitarie, a oggi ci sono stati molti cambiamenti del sistema universitario. Oggi ci sono molti più laureati rispetto al passato e quindi più “competizione” tra i potenziali nuovi occupati. La competizione, però, rappresenta in tutti i settori uno stimolo a fare meglio degli altri, quindi sicuramente un qualcosa di positivo per il mondo del lavoro. L’Università, inoltre, è importante per generare innovazione, sicuramente uno dei punti nevralgici del nostro Paese. Per questo non bisogna perdersi in inutili lamentele, ma fare in modo che Università e Impresa dialoghino e facciano ricerca insieme. In questo modo si formano i professionisti di domani e si crea lo sviluppo futuro. Scelga il nome di uno scienziato e di un letterato che secondo lei rappresentano degnamente l’Università italiana in Italia e nel mondo. E a Perugia? Saprebbe darci anche due nomi illustri dell’Ateneo umbro? Un solo nome sarebbe riduttivo. La scienza in Italia è figlia tanto di Leonardo da Vinci quanto di Marconi, così come la letteratura di Dante e di Manzoni. Per quanto riguarda il panorama umbro l’Ateneo vanta nomi illustri nel panorama nazionale e internazionale delle varie discipline. Pensiamo a Galli della Loggia, Teodori, Melograni o al veterano delle relazioni internazionali D’Amoja. Spostando l’attenzione sugli attori principali dell’Università, gli studenti, secondo lei un laureato italiano è competitivo rispetto agli altri laureati europei? Competitivo è la parola adatta. Ritengo che la competizione non sia solo frutto della teoria o di quello che si apprende nelle aule: “competitività” è anche ambizione e l’ambizione è qualcosa di personale. Dire che uno studente italiano ha qualcosa in più o in meno di uno studente di un altro Paese sarebbe improprio. Nella nostra Università non esistono tappe fisse da seguire: anche per questo riusciamo ancora ad essere competitivi. In ogni caso il cammino di avvicinamento tra Università e mondo delle imprese è lungo e andrebbe accelerato. Quanto ha pesato la preparazione fornita dagli studi universitari nella sua affermazione professionale? Al di là delle basi “scientifiche” il periodo universitario ha contribuito in maniera evidente allo sviluppo delle mie doti personali. In quegli anni i vari progetti Erasmus o Socrates non esistevano ancora, quindi la formazione avveniva tutta “in casa”. Questo però non mi ha impedito successivamente di lavorare in tutto il mondo: ancora oggi vado all’estero più volte al mese. Un’ultima domanda: consiglierebbe l’Ateneo perugino a un giovane diplomato che si appresta a iscriversi all’Università? L’Università di Perugia mi ha dato molto e non riesco a pensare un cammino di formazione diverso. Consiglierei l’Ateneo del capoluogo umbro a tutti coloro che vogliono iniziare il loro percorso di vita con una buona base culturale, da coltivare in una città stimolante e in una Università importante. ACCADEMIA E SOCIETÀ RELATIVISMO CULTURALE, QUESTIONE DI DEMOCRAZIA LE RIFLESSIONI DI ROBERTO GATTI, DOCENTE DI FILOSOFIA DELLA POLITICA, E DI MONSIGNORE GIUSEPPE CHIARETTI, ARCIVESCOVO DI PERUGIA E CITTÀ DELLA PIEVE, SU UN ARGOMENTO MOLTO DIBATTUTO NELLA SOCIETÀ CIVILE, TRA VISIONI FILOSOFICHE E PRINCIPI ETICO-RELIGIOSI. Osteggiato o promosso, interpretato o frainteso, esaltato o rimosso, il relativismo è da tempo al centro di un dibattito assai vivace tra le righe della stampa come nelle aule dell’accademia, tra gli intellettuali come nella società civile. L’opinione pubblica riceve mille stimoli spesso contraddittori e non è facile mantenere una posizione di equilibrio. Abbiamo chiesto a un docente dell’Ateneo perugino, il professore Roberto Gatti (Filosofia della Politica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Ateneo perugino), e all’arcivescovo di Perugia e Città della Pieve, monsignore Giuseppe Chiaretti, di offrire ai lettori de L’Università degli strumenti di lettura della percezione e dell’atteggiamento di fondo che si può o meno assumere in proposito. Cosa c’è di sostanziale dietro le recenti riflessioni sul relativismo e al di là delle singole prese di posizione, oggi più che mai accompagnate da toni polemici particolarmente accesi? Gatti: Direi che c’è, da un lato, la consapevolezza della fragilità filosofica della posizione “relativista” e, dall’altro, la difficoltà a rivedere tale posizione. Questa difficoltà ha molte motivazioni, ma, guardando la questione dal punto di vista filosofico-politico, credo che quella preminente sia la fallace convinzione secondo cui democrazia e relativismo siano tenute insieme da un vincolo indissolubile, per cui retrocedere dal secondo comporterebbe mettere in discussione le basi della prima. Ovviamente, come anche la lunga storia dell’idea e della prassi democratiche dimostra, non è così: anzi, è l’opposto, se è vero che il relativismo è stato ed è tuttora uno degli acidi corrosivi della democrazia. Ma è difficile abbattere mode culturali consolidate e che spesso offrono, tra l’altro, un facile successo pubblico. Chiaretti: Dal punto di vista etico-religioso e della riflessione teologica sull’uomo, vi è un legame tra la cultura, la dimensione del pensare, e il nostro comportamento, il piano delle scelte, che ci spinge ad andare al di là della logica utilitaristica del “così è se vi pare”, quel moderno scetticismo che vorrebbe mettere da parte la ricerca della Verità per affermare che ognuno ha i suoi valori, la sua morale, la sua verità, appunto. Verità è anche esperienza di fragilità, precarietà, approssimazione, fatica e scomodità del ricercare perché siamo sempre davanti al mistero. Per questo è imprescindibile un incontro sui ‘valori pratici’ come, per esempio, la pace, la giustizia, ma a partire dalla vera natura di ciò che siamo, pensiamo, sogniamo. Chi è contro il relativismo esprime delle critiche anche ben differenziate tra di loro: già da cardinale, Ratzinger ha apportato delle argomentazioni che rimandano ai capisaldi della religione cattolica; Giovanni Jervis in “Contro il relativismo” (Laterza) ha elaborato una critica laica. Anche tra le posizioni di chi il relativismo vuole promuoverlo permangono differenze sostanziali. Se Giulio Giorello si rifà al relativismo culturale mettendo in guardia dai rischi dell’assolutismo e auspicando quel “conflitto tra differenti linee di ricerca” base dello spirito critico e della società aperta di popperiana memoria, Emanuele Severino insiste sulla “potenza concettuale” del relativismo contemporaneo. Cosa ci dicono queste differenze? Gatti: Che, come accennavo, “relativismo” è un termine da usare con prudenza. E anche che le critiche al “relativismo” possono essere mosse da diverse posizioni e prospettive, naturalmente non solo filosofiche. Aggiungo, con riferimento a Giorello, che difendere il “relativismo” usando il bagaglio concettuale dell’attacco all’“assolutismo” mi pare fuorviante. Infatti, nella variegata tradizione del pensiero non relativista è alquanto difficile trovare sostenitori dell’assolutezza della verità come questa è intesa, in modo spesso caricaturale, da alcuni fautori del “relativismo”: neppure Platone era “assolutista” in questo senso, in quanto era ben consapevole del carattere finito dei poteri conoscitivi e operativi dell’uomo. L’“assolutismo”, inteso nell’accezione diffusa in una vulgata che ha avuto nel nostro secolo in Kelsen un suo esponente di rilievo (e anche colui che ha messo in circolo il termine con notevole fortuna in ambito politico-giuridico), è un semplice fantasma. E lottare contro i fantasmi non è un esercizio filosofico proficuo. Chiaretti: Quanto a Benedetto XVI è significativo che abbia parlato di “dittatura del relativismo”; né va dimenticato l’impegno tenace, importantissimo di Giovanni Paolo II che ritroviamo nelle encicliche Fides et ratio e Veritatis splendor. Ma tutto ciò deve suggerirci che il relativismo, con l’abbandono al piacere e all’emozione oggi vincenti, comporta anche una negazione dei rapporti interpersonali e della stessa funzionalità della ragione umana. Il dialogo stesso, se vuole essere rapporto di scambio e non relazione falsa, deve attraversare quella fatica individuale e comunitaria della ricerca della Verità di cui dicevo: essa è il fondamento delle nostre “verità in progress”. PROSEGUE IL CONFRONTO TRA DIVERSE OPINIONI SUI GRANDI TEMI DI INTERESSE GENERALE ARTICOLO DI Giuseppe Moscati Una definizione COS’È IL RELATIVISMO CULTURALE Per relativismo culturale si intende la posizione di quelle dottrine che, negando l’esistenza di riferimenti assoluti o di principi morali immutabili, considerano i valori come relativi e non riconducibili ad una qualche verità (religiosa, morale, filosofica, scientifica...) valida universalmente per tutti. La stessa condotta morale, allora, viene vista come relativa ad un contesto culturale specifico e determinato da fattori validi a seconda dei diversi punti di vista piuttosto che a partire da un fondamento ultimo. Tale concetto, a volte peraltro estremizzato, nasce in realtà all’interno dell’antropologia contemporanea sostanzialmente come riconoscimento della diversità e pluralità dei costumi, delle norme e degli atteggiamenti propri di ogni singolo ambito culturale. l’università 9 EVENTI SCAMBI DI INFORMAZIONI E COOPERAZIONE TRA GLI ISTITUTI DI RICERCA PER STUDIARE I FENOMENI NATURALI CHE REGOLANO LA VITA DEL PIANETA SERVIZIO DI Francesco Bircolotti In basso: foto n.1 Il professore Uri Shamir, presidente dell’International Union of Geodesy and Geophysics. foto n.2 Un momento della conferenza stampa di presentazione dell’evento previsto nel luglio 2007. Da sinistra, il professore Uri Shamir, il Magnifico Rettore professore Francesco Bistoni, l’Assessore regionale per la tutela e la valorizzazione dell’ambiente e programmi per lo sviluppo sostenibile Lamberto Bottini, e l’Assessore provinciale al Bilancio e Politiche comunitarie Riccardo Fioriti. foto n.3 Il professore Lucio Ubertini, presidente del Comitato organizzatore della XXIV Assemblea Generale dell’I.U.G.G. LUGLIO 2007, PERUGIA DELLE SCIENZE DEL NELL’AMBITO DELLE CELEBRAZIONI DEL VII CENTENARIO DELL’ATENEO VERRÀ O DELL’UNIONE INTERNAZIONALE DI GEODESIA E GEOFISICA (I.U.G.G.), CUI PART Geodesia, Geomagnetismo, Idrologia, Meteorologia, Oceanografia, Sismologia, Vulcanologia. Studiare la terra e i mari, i meccanismi che regolano la natura e l’incedere del tempo. Attività di ricerca tra le più affascinanti: del resto, il mistero che lega a filo doppio ogni individuo all’ambiente in cui vive sin dall’antichità ha sviluppato il desiderio di conoscenza, tanto personale che scientifica. Non è facile fornire risposte alle mille domande che l’uomo si è posto da sempre. Di certo, però, uno dei contributi più considerevoli in materia lo fornisce l’I.U.G.G. (International Union of Geodesy and Geophysics), un organismo internazionale fondato nel 1919 per raccogliere l’attività di sette associazioni cui aderiscono tutti i ricercatori delle Scienze Geodetiche e Geofisiche. Un’attività di ricerca vastissima e dai mille risvolti che presto entrerà in contatto con la città di Perugia e la sua Università: l’edizione numero 24 dell’Assemblea Generale, infatti, si terrà nel capoluogo umbro nel 2007, dal 2 al 13 luglio, nel quadro delle Celebrazioni del Settimo Centenario della fondazione dell’Ateneo. Di fronte al costante bisogno di aggiornamento in un campo così vasto e complesso, di coordinamento delle attività degli studiosi e delle loro associazioni il ruolo dell’I.U.G.G. è diventato foto n.1 DALLA TERRA ALLA LUNA PRESSO IL POLO DI TERNI IL “SUMMER COURSE ON SPACE LAW AND POLICY” 2005 Dopo quattordici anni è tornato in Italia il prestigioso Summer Course on Space Law and Policy, la scuola estiva di politica e diritto spaziale, che il Centro Europeo per il Diritto dello Spazio (European Centre for Space Law - ECSL) organizza ogni anno in collaborazione con un’Università europea. L’occasione è stata colta dalla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Perugia, che ha ospitato l’evento presso i corsi di laurea a Terni, nel complesso architettonico di San Valentino, dove il Summer Course si è svolto a settembre. Il professore Fabio Raspadori, docente di Diritto dell’Unione europea nell’Ateneo perugino, ha diretto l’organizzazione del corso, promuovendo anche, a latere delle lezioni, una tavola rotonda sul 10 l’università fondamentale. Basti pensare, per esempio, a tutto quello che è scaturito - sul piano scientifico - dal recente “tsunami” che ha colpito l’Oceano Indiano il 26 dicembre scorso, uno dei più gravi disastri naturali avvenuti nel mondo negli ultimi 40 anni. L’entità dell’evento e il timore del suo ripetersi hanno reso indispensabili il progetto di un sistema di allerta in tempo reale (Tsunami Warning System), di cui si è attivamente occupata la comunità scientifica indiana. Di tali argomenti ha parlato il professore Harsh K. Gupta, membro dell’ufficio di presidenza dell’I.U.G.G. e del Dipartimento di Studi Oceanografici del Politecnico di Nuova Delhi, nel corso della conferenza stampa di annuncio dell’evento perugino del 2007. “Il programma indiano - ha spiegato Gupta - prevede lo sviluppo di un sistema di mitigazione dei danni che possono verificarsi nell’Oceano Indiano settentrionale, con lo scopo ultimo di salvaguardare la vita e le attività socio-economiche delle popolazioni interessate dall’evento. La struttura del sistema di allerta si basa su un principio di comunicazione tra centro di monitoraggio e utenti finali, prevedendo tra l’altro l’ammodernamento delle reti di comunicazione; il miglioramento degli impianti di osservazione dei foto n.2 tema “Spazio, sviluppo e regole”, alla quale hanno partecipato esperti delle materie spazialistiche e personalità dell’industria spaziale nazionale. Gli studenti del corso, una cinquantina, provenienti da Austria, Finlandia, Francia, Kazakhistan, Germania, Grecia, Italia, Regno Unito, Spagna, Svizzera, Ucraina e Ungheria, hanno partecipato a un fitto calendario di lezioni e seminari sugli aspetti giuridici, politici e commerciali delle attività legate al settore dello spazio, trattando anche le dinamiche esistenti tra istituzioni e privati. Al termine del loro soggiorno a Terni, gli studenti si sono cimentati in una competizione volta a verificare il livello di apprendimento delle tante materie trattate nel corso. A vincere è stato un progetto legato al riciclaggio dei rifiuti spaziali creatisi nel corso di precedenti missioni, permettendo altresì la pulizia dell’orbita geostazionaria. A tutti è stato consegnato un certificato di partecipazione rilasciato dal Centro Europeo per il Diritto dello Spazio. foto n.3 EVENTI A CAPITALE LLA TERRA OSPITATA LA XXIV ASSEMBLEA GENERALE TECIPERANNO OLTRE 5.000 RICERCATORI. vari fenomeni; la realizzazione di una catena di circa 50 stazioni di monitoraggio del livello dell’oceano indiano da installare sulla costa, sulle isole e su piattaforme oceaniche e di 10 stazioni di monitoraggio di tipo radar per la misura delle correnti superficiali e delle onde. Si punterà, inoltre, allo sviluppo di un centro per l’allarme tsunami in India per lo studio e l’implementazione di sistemi di allarme sempre più efficaci, formando il personale adeguato e realizzando centri di protezione civile. Il progetto è in via di avanzato sviluppo presso il Dipartimento per gli Studi Oceanografici e le Istituzioni scientifiche e sarà completato nel settembre del 2007 al costo di 30 milioni di dollari. Esso avrà un impatto positivo per tutte le comunità nazionali che vivono sulla costa dell’Oceano Indiano nell’ambito del sistema di mutua assistenza chiamato Indian Ocean GOOS”. L’Assemblea Generale 2007 dell’I.U.G.G. assume, dunque, i connotati di un evento di assoluto rilievo per la città di Perugia, per le sue istituzioni civili e accademiche e per tutti gli addetti ai lavori: è prevista la presenza a Perugia per due settimane di almeno 5.000 ricercatori pronti a riferire, nel corso di circa 220 convegni paralleli e con l’esposizione di almeno 2000 poster nella apposita sessione organizzata presso la Rocca Paolina, sui risultati più recenti delle loro ricerche nei settori scientifici propri delle Scienze della Terra. Verranno svolti anche undici simposi generali di più ampia divulgazione e approfondimento scientifico, organizzati dalla Unione stessa. Particolare rilevanza, del resto, riveste la tematica dei cambiamenti naturali del nostro pianeta, inserito nel più ampio sistema solare, per i quali l’Assemblea focalizzerà le migliori tecnologie di rilievo, monitoraggio, simulazione e previsione. Sono evidenti le ricadute scientifiche sulle molte linee di ricerca già attivi nel nostro Ateneo riguardanti i settori propri della Fisica, della Chimica, della Geologia, della Geodesia, della Matematica e Informatica, dell’Idraulica e dell’Idrologia, dell’Elettronica e delle Telecomunicazioni. L’entità dell’evento e i temi trattati, infatti, potranno coinvolgere tutti i Dipartimenti, anche quelli a indirizzo storico-letterario, linguistico, economico e giuridico. La designazione della città di Perugia quale sede della XXIV Assemblea traduce un aspetto particolarmente innovativo della stessa, che a fianco del suo carattere prettamente scientifico evidenzia anche la componente culturale propria della città. Ed è per questo che l’Università degli Studi di Perugia ed il CNR-IRPI si sono fatti carico di supportare il Local Organizing Commitee (L.O.C.) per la predisposizione logistica dell’Assemblea al fine di assicurare il migliore svolgimento dei lavori scientifici, con l’intento non secondario di valorizzare e promuovere il patrimonio culturale cittadino e regionale. IL NETWORK INTERNAZIONALE DELL’I.U.G.G. L’I.U.G.G. (International Union of Geodesy and Geophysics) è un organismo che riunisce i ricercatori delle Scienze Geodetiche e Geofisiche di tutti i continenti. L’istituzione venne fondata nel 1919 al fine di favorire e sostenere sia l’interdisciplinarietà sia il carattere internazionale degli studi riguardanti la fisica, la chimica e la matematica del pianeta. Essa è composta da sette associazioni scientifiche internazionali che si occupano delle differenti branche legate alle Scienze della Terra e che sono presenti in almeno 65 paesi. La forma della Terra, la natura del suo campo gravitazionale e magnetico, la dinamica delle sue componenti, la sua struttura e la sua composizione interna, la tettonica, la genesi dei magmi, il vulcanesimo e la formazione delle rocce, il ciclo dell’acqua (ghiacci e nevi comprese), la fisica e la chimica degli oceani, l’atmosfera, la ionosfera e la magnetosfera, le relazioni tra il Sole e la Terra nonché i problemi legati al rapporto tra la Luna e gli altri pianeti: eccoli i mille ambiti oggetto dell’attività dell’I.U.G.G. che come organizzazione internazionale, non governativa e no profit, promuove e sostiene la ricerca scientifica consentendo ai massimi livelli lo scambio di informazioni e la cooperazione tra gli Istituti di ricerca. Attraverso una serie di ausili divulgativi, inoltre, istruisce anche i ricercatori, gli studenti, i tecnici ed il pubblico su temi quali la protezione dell’ambiente e la sicurezza dell’uomo. Infine, l’I.U.G.G. è membro del Consiglio Internazionale Scientifico (I.C.S.U., cui aderiscono oltre 25 unioni scientifiche), che tra le proprie funzioni comprende la gestione di un forum a livello globale dove gli scienziati possono scambiarsi idee, informazioni e sviluppare procedure e metodi condivisi in ogni campo della ricerca. Queste le sette associazioni che compongono l’I.U.G.G.: Associazione Internazionale di Geodesia (IAG), Associazione Internazionale di Geomagnetismo ed Aeronomia (IAGA), Associazione Internazionale di Scienze Idrologiche (IAHS), Associazione Internazionale di Meteorologia e Scienze dell’Atmosfera (IAMAS), Associazione Internazionale di Scienze Fisiche degli Oceani (IAPSO), Associazione Internazionale di Sismologia e Fisica dell’Interno della Terra (IASPEI), Associazione Internazionale di Vulcanologia e Chimica dell’Interno della Terra (IAVCEI). LA GEODESIA La geodesia è una scienza che si propone di determinare la grandezza e la forma della Terra attraverso il rilievo della configurazione della superficie e la sua rappresentazione sotto forma di carte geografiche. Praticata sin dall’antichità, la geodesia comprende numerose discipline, tra le quali vi sono anche l’agrimensura (disciplina che individua quante più informazioni possibili su una serie di punti disseminati sul terreno, con riferimento alla loro posizione in un sistema di coordinate, alla loro altezza sul livello del mare o ai loro valori gravimetrici), la determinazione della topografia, l’esecuzione di rilievi “catastali” per il registro dei terreni e l’applicazione di procedure geodetiche al rilievo ingegneristico. l’università 11 LIBRI LE NOVITÀ IN LIBRERIA di Fabio Bianconi RECENSIONE DI Paolo Belardi Bianconi, F., (2005), Segni digitali, Perugia, Morlacchi Editore. di Raffaele Chiarelli RECENSIONE DI Simone Budelli Chiarelli, R., (2005), La repubblica italiana come governo degli uomini, Torino, G. Giappichelli Editore. di Carla Vergaro RECENSIONE DI Gabriele Azzaro Vergaro, C., (2005), “Dear Sirs..., con la presente ci pregiamo di...”. Il genere business letter in italiano e in inglese, Roma, Aracne. 12 l’università SEGNI DIGITALI Parlando d’immagine, viene in mente la mitologia classica e, con essa, quella genesi della rappresentazione che, come noto, Plinio riferisce all’atto di una giovane fanciulla di Corinto allorquando, non volendo perdere la memoria delle fattezze dell’amato, si accorge che l’ombra proiettata dal suo volto su una parete può essere contornata (e quindi “fissata”) con una semplice operazione di ricalco. Dunque le radici della rappresentazione, intesa come forma di proiezione dell’ombra (o della luce) su di un piano, sono fondamentalmente analogiche. E, secondo l’opinione più diffusa, lo scarto che va compiendosi nel campo della rappresentazione a seguito dell’avvento dei computer riguarderebbe proprio il passaggio dal mondo analogico all’universo digitale. Il che, tuttavia, è vero solo in parte. Perché ad esempio, così come precisato da Corrado Maltese (Linguaggio analogico e linguaggio digitale, in “Per una storia dell’immagine”, Bagatto Libri, Roma 1989, pp. 78-85), se si decodifica con cognizione di causa il congegno geometricoconcettuale che sottende la costruzione della prospettiva centrico-lineare, risulta evidente che anch’esso, nel momento in cui relaziona lo spessore del raggio visivo all’impalpabilità della linea retta, rappresenta grandezze misurabili ovvero numeri. Non a caso il saggio monografico Segni digitali di Fabio Bianconi, qualificato da un’illuminante premessa di Roberto de Rubertis, che elogia il brillante equilibrio espositivo, e impreziosito da acute citazioni extradisciplinari, che rivendicano la non sequenzialità della conoscenza, trova la propria forza ideologica nella piena consapevolezza della labilità dei margini del binomio, solo apparentemente conflittuale, analogico/digitale. L’opera è articolata in tre parti, laddove la prima affronta il problema della trasformazione del dato da analogico a digitale, la seconda analizza il sistema ipertestuale per l’archiviazione e la gestione dei dati digitali, la terza sperimenta la logica ipertestuale nello specifico del patrimonio storico-artistico locale. Nondimeno le chiare esemplificazioni operative (che spaziano dalla scala edilizia a quella urbanistica), gli utili rimandi a opere consultabili online (volano di approfondimenti e verifiche) e l’ampia bibliografia (organizzata lucidamente per settori di pertinenza) rendono questo agile volumetto una preziosa opera di apprendimento e, al contempo, una guida sicura all’indagine informatica. Saldando in un tutt’uno ricerca e didattica. LA REPUBBLICA ITALIANA COME GOVERNO DEGLI UOMINI Con il suo ultimo lavoro, La repubblica italiana come governo degli uomini, Raffaele Chiarelli, ordinario di Diritto pubblico presso l’Università di Perugia, si propone di dimostrare, che l’attuale fase di transizione istituzionale, in corso in Italia, rifletterebbe il passaggio da un governo della legge ad un governo degli uomini. La riproposizione ai giorni nostri di un’alternativa, che aveva appassionato Platone e Aristotele, non è però un riflesso della diffusa constatazione della crisi della legalità, né si risolve in Chiarelli nella compilazione di un lamentoso cahier de doléance contro un determinato governo (come invece pare averci abituato la giuspubblicistica prevalente), ma con arguzia e profondità scava nelle varie forme istituzionali, alla ricerca delle ragioni della legittimazione giuridica, politica, culturale del governo degli uomini. E se l’esplorazione delle differenti configurazioni del governo degli uomini, dalla tirannide greca allo Stato di polizia, implica un attento esame delle loro aree di confine e quindi l’indicazione delle più rilevanti dinamiche di contatto tra regole ed arbitrio, l’analisi dei paradigmi di legittimazione delle varie forme di dispotismo ci porta a riflettere su percorsi argomentativi e concettuali direttamente riconducibili alle differenti problematiche dello “Stato costituzionale” odierno. L’interessante opera di Chiarelli, costituisce, quindi, un’utile occasione per discutere della sussistenza della sacralità nelle istituzioni, delle relazioni concettuali tra la fidelitas e la “leale collaborazione”, tra ragion di stato e programmazione, tra razionalità e ”ragionevolezza”... e anche di altro, in modo piacevole e soprattutto non banale. “DEAR SIRS... CON LA PRESENTE CI PREGIAMO DI...” Nella monografia “Dear Sirs... con la presente ci pregiamo di...”. Il genere business letter in italiano e in inglese Carla Vergaro offre una raffinata analisi del genere della lettera commerciale nel mondo anglosassone e italiano. La puntigliosa analisi di un corpus originale di oltre 200 lettere compende tre tipologie di scritti: lettere promozionali, solleciti di pagamento e comunicazioni. L’autrice parte dalla funzione pragmatico-sociale della lingua, e muovendosi nel complesso territorio di confine fra la pragmatica e la filosofia del linguaggio, ne interpreta la funzione non come meccanismo astratto, ma nella sua valenza di uso concreto. La lingua è vista come azione, ed in particolare come azione sociale (Miller, 1984). L’ottica multidisciplinare del testo abbraccia scienze diverse quali la sociologia, la psicologia, la filosofia e l’epistemologia, nella chiara elaborazione di una teoria linguistica mirata a sondare gli effetti sociali della comunicazione. Il quadro teorico di partenza fa riferimento a concetti quali i giochi linguistici di Wittgenstein (1967), la centralità dell’ascoltatore di Habermas (1998), la visione di atto linguistico come negoziazione (Sbisà, 2001), l’ampiamento del contesto degli atti linguistici a livello di discorso (Hymes, 1990), offrendo un’ampia discussione del concetto stesso di “genere”, con particolare cura nella definizione del genere “lettera commerciale”. I generi sono particolari formalizzazioni di pratiche sociali ricorrenti, e la lettera commerciale è vista come un macro-genere comprendente micro-generi quali le tre tipologie di lettera analizzate. Il quadro di analisi considera numerosi elementi linguistici, fra cui la modalità, la referenza pronominale, le forme del metadiscorso, la quantità, qualità e disposizione delle mosse retoriche, nonché l’espressione della politeness positiva e negativa. Le variabili relative al metadiscorso risultano meno incisive delle altre. Come avverte l’autrice stessa, il fatto che le mosse siano state identificate esclusivamente da linguisti potrebbe costituire un forte limite della metodologia della ricerca. Il saggio è ricco di esempi e dettagli analitici, molto aggiornato teoricamente e bibliograficamente: si tratta in breve di un prezioso contributo all’analisi socio-pragmatica della lingua, indispensabile a chiunque si interessi di generi linguistici in prospettiva multidisciplinare e di traduttologia. IN ATENEO I GEOGRAFI STUDIANO L’UMBRIA UN COLLOQUIUM INTERNAZIONALE HA PERMESSO AGLI ADDETTI AI LAVORI DI VISITARE IL CUORE D’ITALIA CON I COLLEGHI DELL’ATENEO. Si è tenuta in Umbria una giornata di studio guidata dai geografi della Sezione di Geografia del Dipartimento Uomo & Territorio dell’Università degli Studi di Perugia e da Fabio Veronesi, professore ordinario di Biotecnologie genetiche presso la Facoltà di Agraria. L’incontro rientrava nel vasto programma del Colloquium internazionale “Quality agriculture: historical heritage and environmental resources for the integrated development of territories”, promosso dalla professoressa Maria Gemma Grillotti Di Giacomo (Università Roma Tre), in compartecipazione con la FAO, l’IGU (International Geographical Union) e l’A.Ge.I (Associazione dei Geografi Italiani - Gruppo Ricerca GECOAGRI). Il Colloquium, iniziato presso la sede della FAO a Roma, dove è stata organizzata una mostra tematica e dove si sono susseguiti interventi scientifici sulla qualità e sullo sviluppo sostenibile in agricoltura, è poi proseguito con escursioni attraverso la Toscana, l’Umbria, il Lazio, l’Abruzzo e la Campania. Gli oltre settanta convegnisti - provenienti dagli USA, dal Giappone, dalla Corea e da altri paesi - sono stati accolti dal saluto della professoressa Francesca De Meo della Facoltà di Scienze della Formazione, cui è seguita una relazione introduttiva sulla qualità e la tipicità della produzione agricola umbra e sugli elementi salienti del paesaggio agrario sub-regionale, dalla Valdichiana fino al lago Trasimeno, da parte della professoressa Maria Paola Palomba (docente di Geografia del paesaggio e dell’ambiente presso la Facoltà di Scienze della Formazione). La conoscenza del territorio umbro e dei suoi prodotti sono poi stati al centro di una serie di relazioni in loco che hanno catturato l’attenzione dei partecipanti. Il professore Veronesi ha incentrato la propria sulla coltura tipica della fagiolina del Trasimeno, mentre nel pomeriggio i convegnisti hanno potuto cogliere sostanziali differenze sub-regionali attraversando la Valle Umbra, di cui Carlo Pongetti (professore ordinario di Geografia Sociale e Geografia regionale) ha illustrato le peculiarità agricole, storiche ed insediative da Assisi a Spoleto. L’itinerario attraverso l’Umbria di sud-est, da Spoleto a Castelluccio di Norcia, è stato invece curato da Alberto Melelli, professore ordinario di Geografia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia, che ha sottolineato le varie forme di utilizzazione dei suoli agrari dal fondo valle all’ambito montano fino all’insediamento più alto dell’Appennino umbromarchigiano. A Castelluccio, su un ameno belvedere a dominio della vasta Piana, il professore Fabio Fatichenti (Scienze della Comunicazione) ha intrattenuto i convegnisti sul tema della conservazione della biodiversità nel contesto produttivo della montagna appenninica. L’itinerario, mirante ad individuare i segni di una rivalutazione culturale dell’agricoltura, si è concluso con l’intervento sulle fattorie didattiche, curato dalla professoressa Donata Castagnoli (Facoltà di Lettere e Filosofia). Nell’immagine sopra: I geografi che hanno partecipato al Colloquium internazionale, di ritorno dall’Isola Polvese a bordo di un battello sulle acque del lago Trasimeno. In Breve: AGRARIA: EDUCARE I GIOVANI AD APPREZZARE IL VINO “Vino e giovani”. E’ il titolo della campagna nazionale informativa rivolta ai ragazzi tra 18 e 30 anni negli atenei, con l’invito “Bevi poco, per bere bene!”, che ha celebrato l’appuntamento conclusivo presso la Facoltà di Agraria di Perugia. L’iniziativa di Enoteca Italiana, condivisa dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, ha coinvolto quattro atenei italiani, con l’obiettivo di sensibilizzare i ragazzi ad un consumo consapevole e moderato di vino, puntando sulla conoscenza dei valori culturali, storici e ricreativi di questa bevanda. Alla tavola rotonda “Vino e giovani: un progetto per conoscere, dire e fare”, che ha visto tra gli altri partecipare il Rettore Francesco Bistoni e il Preside della Facoltà Francesco Pennacchi, sono seguiti una serie di degustazioni e, poi, il gran finale, nel Chiostro del Pozzo, con il concerto di Edoardo Bennato (nella foto di Daniele Paparelli in basso a sinistra, durante la serata): il cantautore partenopeo è stato accompagnato da un’esibizione acustica del “Quartetto Flegreo”. STAGIONE DI PROSA, AL TEATRO MORLACCHI SEMPRE PIÙ PROTAGONISTI GLI STUDENTI al botteghino al costo di 48 euro. Le attività di approfondimento saranno realizzate in collaborazione con la Facoltà di Lettere e Filosofia ed in particolare con la cattedra di Storia del Teatro del professore Alessandro Tinterri. Verranno inoltre coinvolti anche altri docenti in base agli spettacoli di volta in volta in cartellone. Relativamente alle prossime rappresentazioni in programma si segnala “La bisbetica domata” di William Shakespeare con Tullio Solenghi fino al 20 novembre; “Zio Vanja” di Anton Cechov con Alessandro Haber dal 29 novembre al 4 dicembre e la “Cerimonia del massaggio” di Alan Bennet con Anna Marchesini dal 6 all’11 dicembre. E’ ancora una Stagione di Prosa a portata di studente quella che al teatro Morlacchi di Perugia ha alzato il sipario a metà ottobre. Il Teatro Stabile dell’Umbria, diretto da Franco Ruggeri, ha infatti confermato le agevolazioni per gli iscritti all’Università degli Studi di Perugia e rafforzato la collaborazione con il mondo accademico attraverso incontri e seminari sui registi e gli autori dei vari spettacoli. Nello specifico, viene proposto un abbonamento attraverso la sottoscrizione di una speciale “Tessera sconto studenti” con la quale si possono scegliere senza posto assegnato 5 spettacoli, oltre ad “Alcesti” che è fisso. La tessera può essere acquistata dagli studenti presentando il libretto universitario e una fototessera l’università 13 IN ATENEO MAQUILLAGE AL CEDRO DEL RETTORATO ALCUNI TREE CLIMBER HANNO VERIFICATO LO STATO DI SALUTE DELLA PIANTA DI PALAZZO MURENA. Nelle immagini a fianco e sotto: Due momenti dell’intervento dei tree climber per realizzare i necessari interventi di cura al cedro del Libano nel cortile di Palazzo Murena. Il cedro del Libano che orna il chiostro di Palazzo Murena, sede del Rettorato dell’Università degli Studi di Perugia, è stato sottoposto ad un intervento di controllo e maquillage. Un’operazione utile quanto spettacolare, perché l’Ateneo perugino, con questa iniziativa, ha inteso tutelare una pianta che rappresenta una testimonianza importante del patrimonio ambientale di cui dispone l’Università e che, dunque, merita la massima attenzione. Da evidenziare anche la spettacolarità dell’operazione per la modalità utilizzata dai tecnici, il tree climbing, che ha consentito agli arboricoltori di raggiungere ogni punto della chioma senza l’uso di piattaforme aeree. “Si è trattato di un intervento necessario perché erano anni - ha spiegato il dottor Marco Maovaz, curatore dell’Orto Botanico dell’Università degli Studi di Perugia - che la pianta centenaria non veniva sottoposta ad un approfondito controllo per verificarne lo stato di salute ed anche per metterla in sicu-rezza. Ci troviamo, infatti, al cospetto di un albero plurisecolare, uno dei più significativi del patrimonio della città di Perugia. Ciò spiega anche la scelta del tree climbing, un metodo non invasivo e rispettoso dell’ambiente”. L’intervento è stato eseguito da 6 allievi e dai 2 istruttori del corso di formazione professionale di tree climbing, organizzato da “Il Barone Rampante”, di Bastia Umbra, diretto dal dottor Marco Rinaldi, azienda certificata a livello europeo per la cura degli alberi utilizzando questa particolare tecnica. I tecnici arboricoltori, prendendo alla lettera uno dei principi di Alex Shigo, autentico guru dell’arboricoltura moderna - “Gli alberi per essere capiti, devono essere toccati” -, si sono arrampicati ed hanno ispezionato palmo a palmo sia il tronco sia i rami, innalzandosi sino ad una trentina di metri dal suolo utilizzando corde e una speciale attrezzatura. “Abbiamo potuto ispezionare e verificare lo stato fitosanitario e statico dell’albero monumentale - ha affermato il dottor Marco Rinaldi - operando una prima operazione di rimonda dal secco. Per gli arboricoltori che hanno partecipato al corso è stata una splendida opportunità per mettere in pratica quanto appreso, in un contesto oltremodo suggestivo e su uno straordinario esemplare di cedro del Libano”. In Breve: STUDENTI DELLA FACOLTÀ DI MEDICINA VETERINARIA IN VISITA AI COLLEGHI SPAGNOLI Un gruppo di studenti della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Perugia, accompagnati da alcuni docenti e dal Preside, professore Alberto Gaiti, ha effettuato una visita d’istruzione programmata in Spagna, con lo scopo di visitare strutture universitarie, igienico-sanitarie e medico-veterinarie. L’esperienza ha fornito altresì occasione per stabilire nuovi rapporti di collaborazione e di scambio culturale con i colleghi spagnoli. Questa uscita, che fa parte di Veterinarie ed Igiene delle Produzioni Animali ed Alimentari e docente della disciplina di Tecnica delle Autopsie e Diagnostica Cadaverica Veterinaria. Tra le mete del viaggio, la visita alla Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università Autonoma di Barcellona, dove la delegazione è stata accolta dal Preside, Alfred Ferret Quesada, e da una rappresentanza del corpo docente. A ciò è seguito l’incontro con il Magnifico Rettore dell’Università Autonoma di Barcellona, Lluis Ferrer, patologo di fama internazionale e la visita al Centro Oceanografico di Valencia e al Museo della Scienza, situati all’interno di un nuovissimo complesso denominato “La Ciutat”. AL VIA IL MASTER DI SECONDO LIVELLO IN “MANAGEMENT PUBBLICO” un percorso didattico, scientifico e culturale iniziato nell’anno 2000 e che ha visto la compartecipazione attiva e costante di componenti studentesche, di docenti della Facoltà e, talvolta, anche di medici veterinari liberi professionisti e di rappresentanti dell’Ordine dei Medici Veterinari di Perugia, si è potuta realizzare grazie all’attiva programmazione e organizzazione del dottore Leonardo Leonardi, ricercatore confermato presso il Dipartimento di Scienze Biopatologiche 14 l’università La formazione dei manager pubblici, resa indispensabile dal processo di riforma della Pubblica Amministrazione, costituisce il necessario presupposto di una trasformazione effettiva dell’azione dello Stato in direzione del miglioramento delle sue prestazioni e delle sue relazioni con il cittadino. E’ con questi presupposti che anche per l’anno accademico 20052006 la Facoltà di Economia dell’Ateneo perugino organizza il “Master Universitario di II Livello in Management Pubblico”, in regime di partenariato con la Scuola Superiore dell’Amministrazione dell’Interno (SSAI) e l’IRI Management S.p.A.. L’obiettivo è quello di contribuire al rinnovamento della cultura professionale dei dirigenti e dei funzionari pubblici, favorendo l’adozione di una razionalità manageriale nell’esercizio delle funzioni direzionali. I destinatari del Master, il cui inizio è previsto il 28 novembre p.v., sono i Segretari Generali delle Comunità Montane e i giovani laureati in discipline giuridiche, economicofinanziarie o equipollenti, italiani e stranieri, che abbiano conseguito la laurea secondo gli ordinamenti preesistenti, o la laurea specialistica secondo i nuovi ordinamenti. Complessivamente saranno ammessi a partecipare un numero massimo di 50 corsisti. Il corso ha una durata di 12 mesi, articolati in 60 giornate formative e si svolgerà presso la sede della SSAI, Scuola superiore Amministrazione dell’interno. Informazioni agli indirizzi internet www.unipg.it/studenti e www. unipg.it/economia. TIRO A VOLO, INFALLIBILI GLI UNIVERSITARI PERUGINI DEL CIRCOLO “SAN MARTINO” Passione e spirito di squadra: sono questi gli ingredienti del successo ottenuto dai tiratori scelti del Circolo Universitario San Martino. Il “Gruppo Tiro a volo”, infatti, ha sbaragliato il campo in occasione del XII° Meeting nazionale universitario di Tiro a volo, svoltosi a Fagnano Olona, in provincia di Varese. Ottime performance e un’autentica razzia di titoli per Enrico Cassetta, Fausto Sorbaioli, Giovanni Magara e Vito Rastelli, che hanno potuto festeggiare il primo IN ATENEO UN AMICO DI TUTTI, SEMPRE IL PROFESSORE RUGGERO ROSSI, SCOMPARSO IN UN TRAGICO INCIDENTE STRADALE, NEL RICORDO DEL RETTORE FRANCESCO BISTONI. “Ho conosciuto Ruggero quando eravamo studenti in Scienze biochimiche, negli anni Sessanta. Nacque subito un’amicizia profonda, cementata anche dal gioco nei tornei interfacoltà, dove non perdevamo occasione per misurarci con i colleghi. Un uomo di grande simpatia, scanzonato, con il quale si stava decisamente bene. Poi, ancora insieme, abbiamo percorso tutte le tappe della carriera universitaria: assistenti universitari, io a Microbiologia, lui a Patologia con il professore Luigi Frati. Di pari passo abbiamo combattuto anche battaglie comuni, così come comuni erano gli obiettivi e gli ideali. Sì, perché è stata una persona con la quale ho condiviso non solo l’Accademia quanto la vita, ed ora è molto difficile pensare che non ci sia più, che quella parte di vita sia scomparsa. Ruggero era un uomo molto buono, estremamente disponibile con tutti, che sapeva conservare la capacità di sorridere anche quando c’erano situazioni difficili da affrontare; un mediatore nato, ben voluto da tutti: ed è una vera e propria dote, quella di sapersi conquistare amici. Ma ancora di più ricordo la sua grande semplicità nel porsi, il suo essere rimasto accessibile a tutti, nonostante le posizioni conquistate. A ciò si sommava uno straordinario intuito. Sapeva vedere lontano: possedeva un’abilità tattica non comune ed insieme una capacità di visione strategica che rimaneva nascosta sotto la sua apparente semplicità. Ruggero era un abile “aggregatore”: sapeva fare squadra, si metteva a disposizione e raccoglieva intorno a sé le persone. Le sue capacità organizzative si riflettevano positivamente in Ateneo: riusciva a farsi rispettare dagli studenti, ma sempre attraverso un rapporto umano profondo. Fu Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia in tempi difficili, durante i quali riuscì comunque a ritagliarsi una notorietà significativa a livello nazionale anche nell’ambito della Medicina dello Sport: un contesto, quest’ultimo, che gli piaceva enormemente non solo per le sue competenze scientifiche, ma anche perché gli permetteva di stare continuamente in mezzo alla gente. Serbava sentimenti profondi: in primo luogo per la famiglia e i figli, che ha sempre protetto con amore e determinazione. Li serbava anche per gli amici: per questo ha lasciato un vuoto notevole e una grande eredità. Ne sentiremo tutti la mancanza; e insieme a lui, ci mancherà anche il professore Giuliano Tini, scomparso improvvisamente nello stesso, tragico incidente stradale”. TESTO RACCOLTO DA Laura Marozzi Nell’immagine in alto: Il professore Ruggero Rossi (a destra) con il Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia Adolfo Puxeddu e, al centro, il Rettore Francesco Bistoni in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico 2003-2004. a fianco: Una recente foto di Ruggero Rossi in occasione dell’inaugurazione della Piscina universitaria. In Breve: posto assoluto in termini di squadra e piazzamenti di rilievo nelle classifiche individuali per un totale di 13 medaglie sulle 24 disponibili. L’Ateneo per la prima volta è salito sul gradino più alto del podio grazie al poker di medaglie d’oro di Cassetta, alle altre quattro di Sorbaioli (una d’oro, due d’argento e una di bronzo), alle tre di Rastelli (due d’oro e una di bronzo), alle due di Magara (una d’oro e una d’argento). RIBALTA NAZIONALE PER LA SQUADRA DI ENDURANCE DELL’UNIVERSITÀ DI PERUGIA Nella prestigiosa cornice della Fiera cavalli di Città di Castello, ha avuto luogo una conferenza dal titolo “L’Endurance tra sport e ricerca. L’esperienza della squadra di Endurance della Facoltà di Medicina Veterinaria”, presieduta dal dottore Vincenzo Panella, Direttore generale della ASL n°1, e dal Preside della Facoltà di Medicina Veterinaria, professore Alberto Gaiti. Alla conferenza, di carattere divulgativo, hanno partecipato come relatori il professore Fabrizio Rueca, docente del Dipartimento di Patologia, Diagnostica e Clinica Veterinaria della Facoltà di Medicina Veterinaria, i dottorandi di Ricerca in Scienze Equine della Facoltà di Medicina Veterinaria Diego Buttarelli e Francesco Zappulla e la dottoressa Chiara Rosi. Nel corso dell’incontro è stata riferita l’esperienza di ricerca rivolta al benessere dei cavalli da Endurance, portata avanti dalla Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Ateneo perugino, che si è dotata di una squadra di Endurance a cui partecipano numerosi studenti della Facoltà, docenti, dottorandi e medici veterinari. In particolare si è voluto prospettare un nuovo modo di approcciare questa disciplina sportiva per perseguire il duplice scopo di allenare cavalli capaci di affrontare le competizioni più impegnative, quelle di 160 km, nel pieno rispetto sanitario e del loro benessere. DUE GIORNATE DI STUDIO DEDICATE ALLA MEMORIA DI VITO SACCOMANDI INFOPOINT A “EUROCHOCOLATE” E ALLA “NOTTE BIANCA” L’Infopoint d’Ateneo, il percorso multimediale dell’Università degli Studi di Perugia all’interno della splendida Rocca Paolina, è rimasto aperto in occasione di due manifestazioni che hanno richiamato migliaia di partecipanti nel cuore della città. In occasione della “Notte Bianca”, promossa dal Comune di Perugia, dalla sera di sabato 24 all’alba di domenica 25 settembre, e dei nove giorni di “Eurochocolate”, svoltasi dal 15 al 23 ottobre, l’Infopoint ha infatti accolto i visitatori con le proprie hostess che hanno distribuito materiale informativo sui corsi, i servizi e le proposte dell’Ateneo. Lo straordinario viaggio virtuale tra i segreti dell’Università perugina è stato particolarmente gradito dai giovani e dalle loro famiglie. In occasione del decennale della scomparsa, la figura, l’attività e le opere del professore Vito Saccomandi sono state ricordate in un convegno svoltosi recentemente sul tema dell’Economia e della Politica Agraria. L’iniziativa è stata promossa dalla Facoltà di Agraria di Perugia e ha visto rappresentanti del mondo accademico e delle istituzioni sia per commemorare l’insigne docente, professore di Economia del mercato dei prodotti agricoli ed ex direttore dell’Istituto di Estimo Rurale e Contabilità (tra gli altri incarichi ricoprì anche quello di Ministro dell’Agricoltura, durante il sesto governo Andreotti), che per discutere dello scenario dell’economia e della politica agricola. Nel corso dell’incontro c’è stato spazio anche per la promozione di una raccolta di scritti scelti di Saccomandi, che testimoniano la sua capacità di formulare una teoria neo-istituzionale dei mercati agricoli. l’università 15 Le edicole di Perugia dove trovare: Edicola P.zza Vittorio Veneto (Stazione Fontivegge) Edicola P.zzale Bellucci (Stazione S. Anna) Edicola P.zza Cavallotti Edicola Via del Giochetto (Policlinico Monteluce) Edicola Via F. Innamorati (Elce) Edicola P.zza Grimana Edicola “L’Amuleto”, Strada S. Lucia Edicola Via Tuderte Edicola Via A. Vecchi (Elce) Edicola San Marco Fornaci