Alberto Vipraio Tiberi - 4a T serale 2013/14
APPUNTI DI GESTIONE DEL CANTIERE
GESTIONE DEL CANTIERE
In Gestione del Cantiere potremo osservare tutti gli aspetti riguardanti la sicurezza e l'organizzazione del cantiere.
Dobbiamo ricordare le seguenti figure:
COMMITTENTE: è colui per il quale viene realizzata l'opera. Per definire la figura del Committente ci si riferisce a colui che finanzia
l'opera. Per ovviare a problemi di male interpretazione della figura (ad esempio un imprenditore può commissionare
un'opera che rivende durante la sua realizzazione) come figura committente si intende sempre il commissionate e che
finanziaria l'opera.
IMPRESA: è la ditta che realizza l'opera. Deve possedere delle capacità tecnico-professionale ed economiche che le conferiscono le
adeguate caratteristiche per realizzarla. Queste caratteristiche devono essere attentamente valutate dal Committente
come stipulato dalle normative di sicurezza.
Proseguiamo dagli argomenti del precedente anno a parlare di:
APPALTI PUBBLICI
L'APPALTO è il contratto con il quale il Committente affida ad un'impresa la realizzazione di un'opera o l'espletamento di un servizio.
MODALITÀ DI APPALTO
Appalto tra privati: la normativa non specifica nessuna indicazione di procedura.
Appalto pubblico: gli enti pubblici devono osservare le indicazioni previste dalla relativa normativa. Questa normativa deve essere
osservata dagli enti pubblici e anche dai privati che sono stati finanziati considerevolmente da enti pubblici (un privato
finanziato da fondi pubblici per un importo superiore ad una percentuale del costo dell'opera, ad es.).
La normativa degli appalti pubblici è una normativa molto antica che risale ai tempi dell'Unità d'Italia, in particolare la normativa che si è
usata fino agli anni „90 era una normativa che risaliva al 1890. Una normativa molto chiara e ben fatta con cui si è lavorato più di 100
anni.
Nel 1997 questa normativa è stata lievemente modificata; la maggior parte dei punti, come quelli che riguardano la contabilizzazione
dell'opera, sono stati riapprovati. Della vecchia normativa sono stati invece modificati i criteri che definivano i dettagli della
progettazione, poiché all'epoca della stesura la progettazione non assumeva un ruolo importante come oggi giorno.
La concezione odierna della progettazione prevede la conoscenza e la rappresentazione dei dettagli dell'opera, da quelli più evidenti a
quelli più particolareggiati. La vecchia normativa non indicava il livello di definizione dei particolari della progettazione, quindi gli appalti
venivano assegnati su progettazioni a volte non sufficientemente dettagliate. Questo criterio di concessione degli appalti, non
eccessivamente vincolante, aveva incontrato il favore degli enti che non erano eccessivamente sottoposti a vincoli imposti dalla
normativa. I selvaggi criteri di assegnazione degli appalti, l'esponenziale aumentare del costo dell'opera in realizzazione rispetto al
costo preventivato dal progetto e il famoso effetto “Tangentopoli” hanno determinato la necessità di ridefinire i criteri della normativa
degli appalti.
È venuta a crearsi l'esigenza della presentazione di un progetto molto dettagliato nei particolari, in modo che quando viene appaltato se
non è adeguatamente definito ne rispondere direttamente il professionista che l'ha eseguito.
La Legge Merloni prevede che se in fase di realizzazione di un'opera da un progetto, le varianti di costo in fase di realizzazione
superano il 5% del costo preventivato, ne risponde il progettista. Il superamento della soglia di percentuale stabilita può essere
contemplata solo per cause non previste e non prevedibili. I progettisti si tutelano da dimenticanze o non osservanze con specifiche
assicurazioni.
Dopo alcune revisioni della Legge Merloni si è data attuazione, nel 2008, al Nuovo Codice degli Appalti, che è un testo unico che
comprende tutte le nuove normative sugli appalti che riguardano le modalità di appalto, la gestione delle varianti, le figure professionali
che intervengono nella realizzazione dell'opera, le modalità di aggiudicazione della gara, le caratteristiche delle imprese che
partecipano alla gara, la gestione della contabilità, la funzione del gestore dei conti, eccetera.
LIVELLI DI PROGETTAZIONE
La Legge Merloni e il nuovo codice degli appalti definiscono i livelli di progettazione osservandone la finalità:
1)
2)
3)
Progetto Preliminare: è un progetto, di massima, che deve valutare la fattibilità dell'opera ( valutando i vincoli ambientali,
storici, architettonici, ecc.) e stimandone i costi. È un progetto che viene approvato unicamente dall'ente commissionate
l'opera, serve esclusivamente per valutare se un'opera è realizzabile e un costo stimato verosimilmente attendibile. Alla
visione del progetto preliminare l'amministrazione decide se proseguire nello studio del progetto definitivo, se apportare delle
modifiche che incidano anche sul costo economico o se abbandonare la progettazione.
Progetto Definitivo: serve ad ottenere tutti i permessi specifici che rendano fattibile la realizzazione dell'opera da parte di tutti
gli enti che hanno le particolari competenze ( enti che gestiscono il servizio pubblico, enti che gestiscono i vincoli.
Progetto Esecutivo: serve per l‟esecuzione dell‟opera, quindi sarà oggetto dell‟appalto e sarà quello consegnato all‟impresa
per la realizzazione dell‟opera. A differenza del progetto esecutivo, che dovrà definire la suddivisione dei locali ma non
entrerà nella particolarità delle rifiniture, il progetto esecutivo chiarirà tutte le particolarità della realizzazione. Può essere
formato da più progetti che contemplano i vari aspetti (quello architettonico, quello strutturale, quello specialistico, quello della
prevenzione incendi, ecc.). Deve inoltre contenere la stima dei costi dell‟opera, osservando anche il Computo Metrico.
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Il Progetto Esecutivo deve contenere tutti gli elementi necessari all'impresa per realizzare l'opera. Deve elencare tutti i particolari di
dettaglio come realizzare le pavimentazioni, gli infissi, gli impianti elettrici, termici, eccetera. È il progetto generale a cui vanno affiancati
tutti i progetti specialistici. Il Progetto Esecutivo deve inoltre contenere tutti quegli elementi indispensabili al conteggio dei costi per il
calcolo delle spese come:
 il Computo Metrico, è l'elenco delle voci dei lavori per la quantità rappresentata da essi;
 l'Elenco dei Prezzi, è un elenco dei prezzi che vengono applicati per un determinato lavoro;
 l'Analisi dei Prezzi, quando nell'elenco prezzi non è specificata una particolare lavorazione viene applicata l'Analisi dei Prezzi
valutando una lavorazione analoga riportata sul Preziario Regionale e contemplando le opportune variazioni che possono essere la
risultanza di medie di lavori riportati oppure il calcolo completo delle singole lavorazioni per la realizzazione dell'opera;
 la Stima dei Lavori, che consiste per ogni singola lavorazione nel prodotto tra la quantità di lavoro che occorre e il costo unitario di
questi, spesso non viene fatta ma viene analizzato il Computo Metrico Estimativo;
 Capitolati tecnici.
Questi elaborati servono a valutare quanto costa un'opera, il metodo adottato è quello di dividere l'opera dalla sua completezza in tante
opere singole o lavorazioni specialistiche (sotto-opere come la realizzazione di pavimentazioni, infissi, impianti, eccetera). Per queste
lavorazioni semplici esiste già un preziario di mercato che viene adottato per le singole lavorazioni, ad esempio per la realizzazione di
un muro vengono conteggiate la posa dei mattoni, il doppio intonaco e la tinteggiatura singolarmente e non come costo totale.
Per gli Appalti Pubblici vengono adottati gli importi del Preziario Regionale.
Questi elaborati sono molto importanti perché l'impresa che partecipa all'appalto pubblico si vedrà consegnato il progetto esecutivo con
i disegni che rappresentano l'opera, la stima dei lavori e i capitolati che descrivono in che modo deve essere realizzata l'opera.
L'Impresa che intende partecipare all'appalto presenterà un'Offerta al Ribasso rispetto al preventivo calcolato dal progettista o
un'Offerta a Prezzo Unitario sulle singole lavorazioni. L'offerta più vantaggiosa, se l'impresa ottimizzasse le procedure di lavoro e le
singole fasi della realizzazione, potrebbe essere quella rappresentata dall'offerta a prezzo unitario ma queste valutazioni sono
complesse e la migliore offerta per un appalto è quasi sempre rappresentata da quella al ribasso, anche perché un'attenta valutazione è
sempre stata fatta già dal progettista.
L'appalto inoltre può essere definito a Corpo o a Misura:
 nella presentazione a Corpo, vincolante è l'importo complessivo dei lavori e la descrizione degli stessi;
 nell'appalto a Misura, vincolanti sono invece i prezzi unitari.
Nella presentazione di un'offerta per un appalto dove si ipotizzano numerose varianti al progetto iniziale o una non precisa conoscenza
di situazioni ipotizzabili è più vantaggiosa l'offerta a Misura; viceversa, quando il progetto è ben definito e non sussistono rischi di
situazioni non calcolate, è più vantaggiosa l'offerta a Corpo.
L'offerta di appalto può essere inoltre presentata in parte a Corpo e in parte a Misura come nel caso di realizzazione di opere di cui si
conoscono bene certi aspetti e altri meno (come per la realizzazione di un ponte dove sono opportunamente calcolate le opere e i costi
della parte esposta ma necessitano di approfondimenti i costi delle fondamenta nel terreno). Per quanto riguarda il calcolo dei costi
nell'offerta di appalto, l'impresa cerca di non essere molto contenuta sul calcolo perché un'eventuale risparmio finale incontra il favore
del Committente ed eventuali problematiche che possono insorgere non influiranno nel limite massimo di sforamento fissato al 5% dalla
normativa.
FIGURE PROFESSIONALI E LORO RESPONSABILITÀ NEL CANTIERE
Nel cantiere, che un ambiente di lavoro molto particolareggiato, partecipano molte figure professionali a cui sono relegate precise
competenze e responsabilità. Osserveremo queste figure, le loro competenze e le fonti del diritto che attribuiscono a queste le loro
responsabilità.
Il Committente
È colui per il quale viene realizzata l'opera. La sua responsabilità è quella di possedere la fonte economica per cui viene realizzata
l'opera. Altre responsabilità del committente sono quelle relegate alla sicurezza dalla normativa. La normativa impone il controllo della
sicurezza del lavoratore e degli ambienti di lavoro.
Il cantiere, essendo un ambiente di lavoro temporaneo, è stato sempre oggetto di incidenti. La comunità europea, nel 1990, chiese che
venisse istituita una normativa per tutti paesi membri che tutelasse gli ambienti di lavoro. In Italia, con la legge 494/97 in seguito
inglobata nel titolo quarto della Normativa per i Cantieri Edili, venne riconosciuto il cantiere come ambiente di lavoro particolarmente
rischioso perché soggetto a continue variazioni per la sua temporaneità poco standardizzabile. Precedentemente questa legge, le
responsabilità e i controlli sulla sicurezza erano affidati esclusivamente al datore di lavoro titolare dell'impresa, questa legge sancisce
che parte delle responsabilità e controlli debbano essere attribuite al Committente. Il principale compito del Committente è quello di
organizzare un gruppo di persone che si occupino dell'organizzazione della sicurezza:
 il Responsabile dei lavori
È la persona che sostanzialmente sostituisce il Committente, nominato dal Committente stesso svolge le sue funzioni. Deve
nominare le due seguenti figure
1. il Coordinatore della Sicurezza in Fase di Progettazione, deve redigere il Piano di Coordinamento di Sicurezza (PSC),
esaminare il progetto e controllare che questo sia attuabile in condizioni di completa sicurezza, organizzare in sicurezza
(entrate e uscite dal cantiere, eccetera) e salubrità il cantiere (impianti igienici, docce, refettori, eccetera);
2. il Coordinatore della Sicurezza in Fase di Esecuzione, é quella persona che ha quella competenza e dovere di
controllare che tutte le prescrizioni del Piano di Coordinamento di Sicurezza vengano osservate nella fase di esecuzione
dell'opera e di apportarne eventuali modifiche al fine di accrescere la sicurezza dell'operato e degli operatori.

il Progettista
È colui che ha la responsabilità del progetto e fornisce tutte le indicazioni da seguire per la realizzazione dell'opera.
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
il Direttore dei Lavori
Ha la responsabilità specifica della conformità dell'opera e deve dare indicazioni su come realizzare ogni singola opera.

l'Impresa
Viene rappresentata dal Direttore Tecnico. Viene incaricata per l'esecuzione dei lavori e deve possedere le capacità tecniche e
professionali per mettere in atto il proprio operato. Queste capacità devono essere valutate dal Committente in base a tre
documenti:
1. l'Iscrizione alla Camera di Commercio, che attesta la veridicità e tipologia dell'impresa;
2. il DURC, che è un documento che attesta l'effettuato versamento contributivo dei dipendenti dell'impresa riassumendo i
dati forniti dall‟Inail, dall‟Inps e dalla Cassa Edile;
3. l'Organico Medio, ogni impresa deve fornire al Committente un documento attestante il numero dei dipendenti
specificando le qualifiche degli stessi.
il Capo Cantiere
fa parte del personale dell'Impresa e ha il particolare compito di gestire le maestranze. Deve essere sempre presente in cantiere e
ha la funzione di Preposto (Capo Cantiere).

In materia di sicurezza, nel secolo scorso, si sono susseguite numerose variazioni delle normative che riguardano i comportamenti da
adottare all'interno degli ambienti di lavoro. Queste normative hanno sempre perseguito la tutela del lavoratore e dell'ambiente di lavoro
deve essere garantita dal datore di lavoro e deve riguardare tutti gli aspetti, dalla protezione della persona, alla salvaguardia
dell'ambiente e al controllo dei macchinari operanti. Il datore di lavoro, in base ai rischi e alle caratteristiche del lavoro, deve mettere in
pratica dei controlli specifici da adottare sul personale e sulle idoneità dello stesso.
Per quanto riguarda il cantiere, essendo un luogo di lavoro soggetto a numerosi incidenti vista la sua caratteristica di temporaneità e di
mutazione d'aspetto e di operato, ha visto l'interessamento della Comunità Europea per la stesura e adozione di una normativa comune
a tutti paesi membri. Il Decreto 494/96 si è particolarmente indirizzato al cantiere come ambiente di lavoro. Tutte queste nuove
normative sono state integralmente assorbite dal successivo Decreto 81/2008 e raccolte nel Titolo IV, specifico per le lavorazioni nei
cantieri. Il Titolo IV ribadisce il concetto di alta pericolosità dell'ambiente di lavoro del cantiere proprio per la caratteristica di
temporaneità, poiché la continua mutazione dell'aspetto del lavoro determina un aumento della probabilità di incidenti.
I principali aspetti contemplati dal Titolo IV, che mirano a determinare le differenze tra un normale ambiente di lavoro e il cantiere, sono:



vista la continua evoluzione lavorativa del cantiere e la temporaneità degli aspetti, per combattere la mancata messa in pratica degli
aspetti volti alla sicurezza, le disposizioni alla salvaguardia definite nel Piano di Coordinamento di Sicurezza (PSC) devono essere
pagate dal committente. Essendo state pagate per contratto verrà a decadere la possibile inadempienza delle stesse per politiche
negative mirate al risparmio;
la creazione di un Cronoprogramma atto a prevenire un accavallamento delle attività lavorative con probabile interferenza tra le
stesse, con questo criterio le varie imprese non causeranno interferenza tra di loro prevenendo eventuali incidenti dovuti a
sovrapposizione di attività rischiose o incompatibili;
nel PSC viene organizzato il cantiere dal punto di vista logistico considerando anche gli spazi adibiti allo stoccaggio dei materiali,
delle attrezzature, dei servizi igienici e delle mense (o delle attività convenzionate per il ristoro). Inoltre nel cantiere vanno
individuate le zone di esclusivo transito dei veicoli, dei pedoni e le zone interdette.
I PIANI DI SICUREZZA
Piano di Coordinamento di Sicurezza (PSC)
È un piano che viene redatto prima dell'esecuzione dei lavori. È di competenza del Coordinatore dell'esecuzione dei lavori. Riguarda la
valutazione dei rischi generali che possono esserci nel cantiere e le lavorazioni specifiche che verranno eseguite nel cantiere
(montaggi, assemblaggi, scavi, rischi degli ambienti confinati), l'organizzazione del cantiere, deve contenere il Cronoprogramma. Come
piano di coordinamento di sicurezza generale non contiene gli elementi specifici di sicurezza per tutte le voci interessate perché chi lo
organizza non possiede tutte le competenze specifiche di conoscenza delle strutture e degli impianti.
Piano Operativo di Sicurezza (POS)
Sarà di competenza delle ditte che eseguono le lavorazioni specificare gli elementi di sicurezza che verranno adottati durante le
particolari lavorazioni.
Piano Sostitutivo di Sicurezza (PSS)
Viene redatto quando è presente un'unica impresa e di conseguenza non è stato stilato il PSC per la mancata presenza di più imprese
o per l'assenza di lavorazioni specifiche particolari. In questo caso la ditta anziché redigere un PSC stila un POS più esteso che
riguarda anche l'organizzazione del cantiere.
Fascicolo dell'Opera
È il documento che specifica tutte le procedure per le eventuali future manutenzioni dell'opera. Parte di queste procedure, come nel
caso di alcune regioni come l'Emilia-Romagna e Liguria, sono state conglobate nell'Elaborato Tecnico di Copertura (come nelle attività
che riguardano le lavorazioni sui tetti dove viene dimostrato che i punti di ancoraggio, cavi di scorrimento per i ganci di sicurezza,
eccetera, permettono la lavorabilità su tutti i punti del tetto in piena sicurezza).
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PRINCIPALI FONTI DI RISCHIO NEL CANTIERE.
Il rischio è la probabilità che un evento che produce un infortunio si verifichi. Nel cantiere è indispensabile che il rischio si verifichi il
meno possibile e che le probabilità siano minime. Per rendere minime le possibilità di rischio occorre fare una valutazione del rischio e
prendere gli opportuni provvedimenti. I provvedimenti possono riguardare l'eliminazione completa delle cause di rischio oppure
minimizzarlo, quando non è possibile eliminare completamente le cause.
Tra le principali cause di rischio possiamo osservare:
La caduta dall'alto
L'alta frequenza di lavorazioni in quota determina la costante presenza di rischi di caduta dall'alto. La definizione di lavoro in quota
prevede un'altezza a partire dai 2 m, anche se sentenze di tribunali confermano che cadute da altezze minori possono essere
considerate come cadute dall'alto. Per ovviare a questa problematica si ricorre all'utilizzo di dispositivi di protezione collettivi e dispositivi
di protezione individuali.
Dispositivi di protezione collettivi: sono tutti quei dispositivi che proteggono tutte le persone che operano in quell'ambiente, un sistema di
protezione collettiva è rappresentato dal ponteggio senza soluzioni di discontinuità con parapetto (corrimano robusto che sopporti 100
kg/m lineare posto all'altezza di 1,10 m, una tavola verticale come parapiede di almeno 15 cm e un'asta intermedia tra le due).
Particolari disposizioni che riguardano i dispositivi di protezione collettiva dispongono la conservazione, la manutenzione e le norme da
attuare per prevenire rischi la caduta come la pulizia delle scale e dei ponteggi;
Dispositivi di protezione individuale: sono tutti quei dispositivi che proteggono il singolo operatore. I sistemi di protezione individuale
anticaduta danno la massima risposta per le altezze superiori ai 4 m perché la tensione del cavo riesce ad essere vantaggiosa nella
piena estensione per le altezze superiori ai 4 m. Il sistema di protezione individuale anticaduta è rappresentato dal imbrago fissato ad
un punto tramite una corda od un sistema retrattile. Un altro aspetto da considerare nella protezione individuale con imbragatura e
quello del "pericolo di penzolamento" che si verifica quando un cavo collegato all‟imbragatura garantisce protezione per la caduta nel
vuoto ma non per urti contro pareti vicine, in questa situazione si evita il pericolo di traumi anche mortali assicurandosi che la caduta nel
vuoto, tramite un vincolo all'escursione del cavo, possa accidentalmente verificarsi. Direttive dedicate a questa eventualità
regolamentano i dispositivi di ancoraggio e la loro messa in opera.
Rischio di seppellimento
Si verifica nei cantieri dove sono presenti scavi che possono essere stabili o meno a seconda della tipologia del terreno dove vengono
effettuati. Il terreno più soggetto a rischio di crollo è quello argilloso, minore casualità si verifica in quello sabbioso. Il terreno argilloso,
essendo molto coesivo, permette di effettuare scavi quasi verticali. Dopo un determinato periodo, la parete scavata che inizialmente si
presentava stabile, in seguito all'evaporazione dell'acqua contenuta può presentare delle fessurazioni che sono indice di un probabile
crollo per distacco di falde delle pareti. Questi crolli sono improvvisi e la norma preventiva è che nessuno degli operatori scenda nello
scavo più profondo di 1,5 m oppure, se indispensabile la presenza degli operai nello scavo, il posizionamento di paratie di contenzione
che possono essere singole o doppie, collegate tra di loro in alto per permettere le manovre alla base e in profondità degli scavi. Il
pericolo del rischio di seppellimento riguarda anche scavi non eccessivamente profondi poiché, diversamente dagli scavi profondi dove
se avviene il crollo si verifica il soffocamento del personale, in uno scavo non profondo abbiamo sempre presenti fratture e traumatismi
da compressione.
Rischio di annegamento
Si verificano sempre negli scavi e in ambienti con presenza di acqua. Non è detto che l'operatore, anche se in grado di nuotare, non sia
a rischio perché in caso di caduta può procurarsi delle ferite che non gli permettono di poter nuotare. È opportuno quindi, in caso di
lavorazioni su dighe, ecc. indossare sempre il giubbotto salvagente e adottare una procedura di recupero del soggetto a rischio.
Caduta di oggetti dall'alto
Si verifica quando vengono eseguiti lavori in quota. Tutti i carichi e le attrezzature che si muovono in quota devono essere
opportunamente contenute e i materiali sfusi devono essere collocati dentro a ceste, deve potersi effettuare un manovra d'urgenza.
Come metodo di prevenzione collettiva troviamo da tavola fermapiedi dei ponteggi e la protezione di copertura per l'ingresso dei
condomini, che non sarà in grado di proteggere dalla caduta di un bancale ma è sufficiente per piccole attrezzature. Nelle protezioni
individuali ritroviamo il casco per gli operatori che può essere di due tipi, uno di protezione per traumi da urto e l'altro di protezione per la
caduta di piccoli oggetti che è riconoscibile perché non appoggia direttamente sul capo in modo da dissipare l'urto ricevuto.
Ambienti confinati
Gli ambienti confinati sono rappresentati da ambienti chiusi, come cisterne o silos, con difficoltà di accesso e di uscita e con mancanza
di ricambio d'aria con uscite contrapposte in alto e in basso. Il rischio è rappresentato dalla concentrazione di sostanze tossiche che non
riescono a fuoriuscire dai locali per insufficiente areazione o alla difficoltà di poter fuoriuscire dagli ambienti in modo autonomo in caso
di evento di rischio. Vista la diversificazione delle sostanze che possono essere contenute negli ambienti chiusi non esiste un normativa
specifica per tutti gli ambienti ma i responsabili dei lavori devono essere perfettamente a conoscenza delle sostanze contenute in modo
da poter operare nel miglior modo possibile, gli operatori che entrano negli ambienti chiusi devono essere imbragati e legati in modo
che, in caso di evento negativo, di poter essere estratti senza che nessun altro operatore entri nell'ambiente a rischio. È inoltre
necessaria la presenza di operatori all'interno e all'esterno dell'ambiente confinato in contatto continuo audio/video. Inoltre sono spesso
utilizzate apparecchiature come rilevatori in grado di analizzare la presenza di sostanze nocive.
Rischio di folgorazione
Il cantiere è un ambiente particolarmente umido con presenza costante di acqua sul suolo che determina un'alta pericolosità di
conduzione elettrica. Proprio per questo motivo il cantiere necessita di protezioni supplementari per gli impianti elettrici collegati al
quadro elettrico dedicato.
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COMPITI RELATIVI ALLE FIGURE DEL CANTIERE
Quando un committente, sia pubblico che privato, intende attuare un'opera edile si deve prendere carico del compito della sicurezza
nominando un coordinatore della sicurezza per avvalersi della sua esperienza in ambito dei rischi. Il committente attuale non è più il
committente di 20 anni fa che relegarla l'aspetto della responsabilità del cantiere totalmente all'impresa, la figura attuale del committente
prevede che lo stesso sia in grado di valutare la capacità lavorativa dell'impresa e che nomini i coordinatori della sicurezza che si
devono occupare di tutti gli aspetti tecnici dell'opera.
Il coordinatore in fase di progettazione ha il compito:
 di redigere il PSC;
 di controllare la gestione e di far rispettare tutto ciò che è contemplato nel PSC;
 di controllare la documentazione dell'impresa, compresa la validità e l‟attualità del DURC e i certificati abilitativi a mansioni
particolari del personale dell'impresa;
 di conservare la documentazione, manuali d'uso e certificazioni CE delle apparecchiature presenti in cantiere;
 di conservare le documentazioni delle pose di gru e macchinari complessi con relative certificazioni ASL (che deve verificare quelle
munite di catene, funi e cingoli con massa superiore ai 100 kg).
Il coordinatore in fase di esecuzione:
 può apportare modifiche che migliorino la sicurezza;
 può sospendere temporaneamente la lavorazione in caso di inadempienza delle norme di sicurezza da parte dell'impresa in attesa
del ripristino delle condizioni di lavoro in sicurezza. Nel caso che l'impresa non adegui il proprio operato secondo i criteri di
sicurezza il coordinatore in fase di esecuzione comunica al committente l'accaduto che impone alla ditta l'osservazione delle norme
pena il decadimento dell'affidamento dell'opera. La mancata osservazione del committente all'impresa comporta, da parte degli
organi controllori, la chiusura del cantiere e la revoca delle autorizzazioni;
 può sospendere la lavorazione in caso di pericolo grave ed imminente.
Nell'organizzazione di cantiere vediamo osservati i seguenti punti:
 definizione e delimitazione dell'area di cantiere;
 organizzazione degli accessi pedonali e carrai al cantiere;
 organizzazione della logistica delle baracche, impianti e servizi di cantiere con gli opportuni allacci;
 l'utilizzo quadro elettrico di cantiere.
LA DOCUMENTAZIONE PRESENTE IN CANTIERE
Tra i compiti che competono al coordinatore della sicurezza in fase di realizzazione, uno tra i più impegnativi e di responsabilità è la
custodia e il controllo dei documenti di cantiere.
Queste documentazioni sono numerose e riguardano gli aspetti normativi dell'attività del cantiere e le documentazioni inerenti il cantiere
stesso. Tra le più importanti ricordiamo:
Giornale dei lavori
Lo si può definire come il “diario di cantiere”. deve essere redatto dall'impresa e mantenuto aggiornato dal capo cantiere, ossia la
persona di fiducia e dipendente dell'impresa. In questo diario possiamo trovare annotate il numero delle presenze giornaliere degli
operai e delle macchine operatrici e il rapporto giornaliero dell'attività svolta. Il giornale dei lavori viene controllato e vistato
periodicamente dal direttore dei lavori il quale può aggiungere delle note riguardo attività da svolgere ulteriormente. La normativa
prevede che il direttore dei lavori annoti sul suo giornale le sue osservazioni ma sovente queste vengono scritte solo sul giornale dei
lavori dell‟impresa.
Nel giornale dei lavori vengono altresì segnati anche dei verbali, o atti formali, con i quali il direttore dei lavori dispone la consegna,
l'inizio, la sospensione, la ripresa e l'ultimazione dei lavori:
La consegna dei lavori è quell'atto formale con il quale il direttore dei lavori consegna all'impresa le aree sulle quali l'impresa deve
eseguire i lavori di appalto. Il committente consegna l'ambiente cui deve essere eseguito il lavoro all'impresa che è tenuta ad eseguirlo
entro la data stabilita dal contratto, in caso di mancata consegna del lavoro nei tempi stabiliti l'impresa è tenuta al pagamento di una
penale come stabilito dal contratto, l'impresa può indire un contenzioso con il committente se la situazione dell'ambiente o cause non
prevedibili influiscono sulla mancata consegna del lavoro eseguito nei tempi prestabiliti. Questi contenziosi vengono definiti riserva
dell'impresa (contemplano ulteriori costi o prolungamento dei tempi di consegna).
I compiti del committente e i documenti a lui inerenti sono:
 affiggere il cartello che si trova all'ingresso del cantiere dove sono specificate le figure tecniche interessate al processo edilizio;
 custodire una copia dell'Autorizzazione Comunale;
 la Notifica Preliminare che il committente o il responsabile dei lavori deve trasmettere agli organi di controllo (copia di questa
notifica, dove è specificato la data di inizio lavori, il luogo, le tipologie di lavori, il numero di imprese presenti e la verifica delle loro
qualità tecnico professionali tramite DURC-Camera di Commercio-Autocertificazioni, il quantitativo di uomini-giorno, quale è
l'importo presunto dei lavori, la durata preventiva dei lavori, quale è il numero massimo di imprese previste e quali imprese sono già
state selezionate, deve essere affissa al tabellone all'ingresso del cantiere). La Notifica Preliminare può essere integrata man mano
che procedono i lavori per essere adeguata alle esigenze lavorative del cantiere;
 autocertificazione che attesti l'idoneità tecnico professionale dei lavoratori dell'impresa;
 documento che attesti l'incarico del responsabile dei lavori e dei coordinatori di sicurezza dopo aver ottenuto la loro accettazione
formale;
 nel caso non sia stato incaricato il coordinamento per la sicurezza, deve predisporre il documento unico di valutazione dei rischi da
interferenze;
 il DUVRI che è il documento di valutazione dei rischi di interferenza, deve essere redatto per piccoli lavori (al di sotto delle 250
giornate lavorative e dove non ci sono rischi aggravati). Questo documento viene redatto quando non è stato nominato il
coordinamento di sicurezza e dove non è stato redatto il PSC, in esso il committente specifica alla ditta quali possono essere
eventuali rischi nella lavorazione e le prevenzioni da mettere in atto.
I documenti che competono ai coordinatori della sicurezza sono:
 la copia del PSC, che deve essere stata trasmessa all'impresa già in fase di offerta;
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



i verbali delle riunioni di coordinamento e delle verifiche periodiche del piano con cui viene valutato il cronoprogramma (annotazioni
dei coordinatori della sicurezza su disposizioni da adottare dall'impresa nella lavorazione e loro presa visione; queste annotazioni
possono avere carattere di effettiva immediatezza pena la sospensione dei lavori o tempistica meno urgente);
copia dei progetti architettonici, strutturali ed impiantistici;
capitolati e Computo Metrici;
contratti di appalto e subappalto autorizzati dal Committente.
La documentazione dell'impresa, che in effetti deve essere fornita dall'impresa stessa ma, se non controllata dal coordinatore non abilita
l'impresa all'opera, è la seguente:
 copia del documento unico di regolarità contributiva (DURC con validità di 30-90 gg);
 dichiarazione dell'organico medio annuo distinto per qualifica;
 iscrizione alla Camera di Commercio;
 denuncia di non lavoro depositata all'INAIL;
 copia del Libro Matricola dei dipendenti (l'elenco di tutti i dipendenti dell'impresa) e consegna del cartellino di riconoscimento del
lavoratore;
 certificato di idoneità alla mansione del lavoratore (dichiarazione di possesso di particolari caratteristiche di conoscenza
professionale e di idoneità a mansioni che riguardano i rischi nel cantiere da parte del lavoratore) rilasciato dal medico competente
dell‟impresa che visita periodicamente i lavoratori;
 verbali delle periodiche riunioni;
 contratti di appalto e subappalto;
 POS redatto dal direttore dell‟impresa e approvato dal Coordinatore della Sicurezza;
 documentazione attestante l‟avvenuta consultazione dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (che può essere un
lavoratore stesso o i sindacati).
Documenti delle apparecchiature sono certificazioni elencanti le specifiche caratteristiche delle stesse:
 autorizzazione ministeriale ed omologazione del ponteggio utilizzato;
 il Libretto del ponteggio descrive il corretto montaggio dello stesso e delle sue componenti con semplici schemi. Nel libretto sono
contemplate particolari situazioni che si verificano sovente come il permesso di accesso al piano terra, attraverso un varco, la
situazione di montaggio a sbalzo o il montaggio di una mantovana per la protezione di eventuali oggetti che possono cadere dei vari
piani del ponteggio. Ogni ponteggio necessita di un disegno strutturale. Quando si monta un ponteggio con uno schema diverso da
quello prestabilito o quando il ponteggio supera l'altezza di 20 m, necessita di un progetto redatto da un tecnico con abilitazione alla
firma dei progetti strutturali. Gli operai addetti al montaggio di ponteggi devono obbligatoriamente aver conseguito l'abilitazione dopo
aver frequentato un apposito corso. Sul libretto del ponteggio viene altresì indicato l'opportuno modo e distanza per l'ancoraggio
dello stesso alla facciata del palazzo o alla struttura per cui viene costruito, il fissaggio singolo viene posto ogni 22 m² di area del
fabbricato in oggetto;
 PIMUS - Piano di Montaggio, Uso e Smontaggio dei ponteggi. Non spiega come deve essere montato un ponteggio, contemplando
gli schemi, ma l'ordine di prosecuzione delle fasi di montaggio in sicurezza dello stesso per tutelare il lavoratore.
PONTEGGI
Abbiamo due tipologie di ponteggio: a tubi giunti e a cavalletto.
A tubi giunti, è il più antico e più usato tipo di sistema di ponteggio. Gli elementi che lo compongono sono dei semplici tubi di varia
lunghezza, da 120 a 360 cm, con il diametro interno del foro di 43 mm e dei dispositivi che servano al collegamento e bloccaggio tra di
essi.
Il collegamento tra i tubi può essere continuo, tramite l'utilizzo di spine dal diametro inferiore a quello dei tubi che si inseriscono a capo e
a coda dei due tubi da unire e che vengono poi bloccati dal morsetto. Altro collegamento tra i tubi è quello perpendicolare o di diversa
angolazione con un doppio morsetto che blocca entrambi i tubi con l'angolazione voluta.
Tubo innocenti
Giunto semplice
Spina
Giunto ortogonale
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Giunto girevole
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APPUNTI DI GESTIONE DEL CANTIERE
A cavalletti, è un sistema di ponteggio meno versatile del precedente, solitamente
utilizzato per le facciate e sistemi più semplici. È costituito da un cavalletto che
viene montato su un altro cavalletto sottostante senza dover utilizzare morsetti di
bloccaggio poiché provvisti di punti di unione maschio/femmina alle estremità
opposte. L‟insieme delle strutture montate in successione e collegate da piani di
lavoro componibili e da correnti, parapetti e fermapiedi costituisce l'intera struttura.
Fasi di montaggio di un ponteggio
Si procede allestendo un piano alla volta, completo di piano di lavoro e parapetti. Il
piano di lavoro, costituito da tavole poste in linea continua senza interruzione l'una
con l'altra, possono essere di legno dallo spessore di 5 cm, o metallo sagomato
entrambe di misura di 180 x 50 cm. Il parapetto è costituito da due tubi correnti, uno
posto a 110 cm e l'altro ad una distanza intermedia tra il superiore e la tavola
fermapiedi che deve essere alta almeno 10 cm. Dopo il completamento di un piano
di lavoro si procede al montaggio di quello successivo. Nel procedere al montaggio
di quello superiore, quando non sono ancora presenti i parapetti, tutte le operazioni
devono essere svolte in sicurezza con sistemi di ancoraggio con cordino corto
doppio da sganciare ed agganciare a fasi alternate. È previsto l'utilizzo di una linea
di vita per lo scorrimento dell'operaio sul ponte, la lunghezza del cordino di
ancoraggio deve tenere conto del pericolo di caduta e collisione da penzolamento.
Tra un piano di lavoro e l'altro, che distano circa 200 cm, vengono inseriti i
collegamenti di passaggio che sono costituiti da scalette. La scala di
comunicazione deve essere concepita esclusivamente per il passaggio da un piano
di lavoro all'altro e non come appoggio per le fasi di lavorazione. Una circolare
dell'ASL e dell'Ispettorato del lavoro illustra in dettaglio tutte le modalità di
ancoraggio degli operatori.
Documentazione degli apparecchi di sollevamento
Tutti gli apparecchi di sollevamento a motore superiori a 200 kg di portata utilizzati in cantiere, ad esclusione di quelli azionati a mano
che sono unicamente omologati CE, sono contemplati nella normativa che include gli apparecchi di sollevamento. Questi macchinari
devono essere controllati e verificati annualmente dalla società ISPESL dopo essere state validati inizialmente dall'ASL, inoltre l'addetto
che li utilizza deve redigere trimestralmente un verbale che certifichi la conformità e l'ottimale condizione delle funi e catene.
Istruzioni per l'uso dei ponteggi mobili
Le scale e i trabattelli devono possedere un libretto d'uso e manutenzione che indicano il corretto montaggio e uso. Sovente i trabattelli
presenti in cantiere non sono montati correttamente e il loro montaggio non corrisponde allo schema del loro libretto allegato sia per i
componenti che per il metodo riferito all'altezza raggiungono, presenza o assenza dei controventi o ancoraggio al muro.
Altri ponteggi mobili che necessitano di certificazione CE sono quelli che prevedono un ancoraggio in alto, come i ponti sospesi che
vengono utilizzati per le pulizie dei vetri dei grandi edifici o per le lavorazioni in quota su pareti come le dighe o i ponti sospesi.
Denuncia all'ISPESL
Tutti tipi di ponteggio devono essere collegati con una messa a terra per scongiurare la conduzione di corrente elettrica che può essere
trasmessa dalle apparecchiature elettriche utilizzate o da scariche atmosferiche. L'avvenuta messa a terra deve essere comunicata
all‟ISPESL e deve essere conservata una copia di essa in cantiere.
Certificazione degli impianti elettrici utilizzati in cantiere
Queste certificazioni vengono rilasciate dalle ditte che fabbricano questi utensili. L'impianto elettrico, che alimenta e illumina il cantiere e
il quadro elettrico devono possedere i requisiti di conformità, questi vengono certificati come conformi per il loro utilizzo da un elettricista
che valuta e certifica ciò. I dispositivi ché intervengono per salvaguardare gli incidenti sono sostanzialmente due: il Magnetotermico, che
interviene quando rileva un eccessivo uso di corrente che si discosta dal normale flusso d'utilizzo e il Differenziale (o Salvavita) che
rileva una dispersione di corrente dal flusso che potrebbe essere dovuta alla folgorazione di una persona.
Libretto di omologazione dei recipienti sottoposti a pressione superiore ai 25 l
Tutti i recipienti sottoposti ad una pressione superiore ai 25 l, compressori e bombole varie, devono possedere il libretto di
omologazione.
Libretto d'uso e manutenzione di tutte le apparecchiature presenti in cantiere
In caso di ispezione vengono verificati i corretti modi di utilizzo o manomissioni delle apparecchiature.
Schede tossicologiche dei materiali impiegati in cantiere
Tutti i materiali impiegati in cantiere, quali resine, vernici, solventi, cementi, eccetera, possiedono una scheda tossicologica di
fondamentale importanza in caso di rischio tossicologico da contatto o da inalazione. In queste schede vengono inoltre descritte le
modalità di utilizzo delle sostanze, i DPI da utilizzare per il loro impiego e gli antagonisti da impiegare in caso di incidente.
Registro degli infortuni
È un registro in cui venivano annotati tutti gli eventi di infortunio. L'elenco non richiede il nominativo del lavoratore in oggetto ma una
descrizione dettagliata dell'evento, in base a queste registrazioni si ha un'idea dell‟osservanza delle norme antinfortunistiche e del
ripetuto presentarsi di situazioni di non osservanza.
Copia del registro di consegna dei DPI
Il datore di lavoro è tenuto a registrare l'avvenuta consegna dei DPI corrispondenti alle attività di lavoro degli operai. L'elenco serve
anche a rendere a scadenza regolare la consegna secondo le modalità di impiego dei DPI.
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Alberto Vipraio Tiberi - 4a T serale 2013/14
APPUNTI DI GESTIONE DEL CANTIERE
Nomina e documentazione inerente il Medico di Lavoro
Devono essere conservate le copie di comunicazione di avvenuta nomina del Medico del Lavoro, le certificazioni delle avvenute
vaccinazioni antitetaniche e i referti delle visite eseguite secondo i tempi stabiliti.
Nomina del Rappresentante della sicurezza per i lavoratori (RLS-RSPP)
Verbali di nomina dei rappresentanti, tra i lavoratori stessi nel caso di piccole imprese e attestazioni dei loro corsi di formazione o di
rappresentanti sindacali nelle grosse società. Sono inoltre contemplate la nomina di personale addetto alle emergenze (come gli incendi
o primo soccorso).
Documentazione corsi di aggiornamento
Elenco dettagliato dei lavoratori che sono stati addestrati ed aggiornati a precisi compiti all'interno dell'attività lavorativa del cantiere.
AMMINISTRAZIONE DEL CANTIERE
Gli argomenti di Amministrazione del Cantiere che trattiamo riguardano sia i cantieri privati che i cantieri pubblici.
Ricordiamo le figure più importanti del cantiere:




Committente (è colui per cui viene eseguita l'opera e ha la capacità economica di sostenere l'intervento);
Direttore dei Lavori (rappresenta e fa le veci della committenza nella gestione del cantiere e la sua funzione non ha aspetti di
sicurezza ma deve far eseguire l'opera in modo conforme);
Progettista (il suo compito di progetto, all'atto del cantiere avviato, è già stato svolto);
figure legate alla sicurezza
-

Responsabile dei Lavori;
Coordinatori della Sicurezza.
figure legate all'Impresa
-
Datore di lavoro dell'Impresa o Direttore Tecnico (gestisce completamente l'appalto);
Capocantiere (colui che gestisce il cantiere a livello operativo tramite i Capisquadra o i Preposti).
Tutte queste figure devono collaborare all'unisono nella gestione dell'opera e devono interloquire tra loro per l'ottimale processo di
sviluppo di essa.
Nell'appalto pubblico tutto il cantiere, anche per l'aspetto economico, è gestito tra il Direttore dei lavori e l'impresa. Quando si
presentano delle modifiche nei lavori, si aggiuntive che riduttive, il Direttore dei lavori deve informare il Committente delle modifiche per
ricevere l'approvazione.
Ogni appalto è caratterizzato da precisi momenti ben distinti, la prima fase è quella dell'Inizio Lavori.
Nella fase di Inizio Lavori solitamente si redige un verbale (Verbale di Consegna dei Lavori) che consiste nella consegna delle aree e/o
degli immobili su cui devono essere eseguiti i lavori. Questo verbale generalmente viene redatto dal Direttore dei Lavori e viene firmato
dal rappresentante dell'Impresa. È un atto formale estremamente importante perché corrisponde al momento da cui parte il conteggio
dei tempi stabiliti per l'esecuzione dei lavori. I tempi stabiliti per l'esecuzione dei lavori rappresentano un elemento fondamentale per
l'aggiudicamento di un appalto (basti pensare alle penali per i ritardi o ai premi per il compimento dell'opera in anticipo). Nei contratti
sono anche contemplate le motivazioni per cui si rende possibile interrompere il conteggio della decorrenza temporale dei lavori. Le
sospensioni non vengono decise per avvalorare delle esigenze dell'impresa ma vengano attuate perché sono intervenuti degli imprevisti
considerati a contratto oppure perché la committenza, di sua iniziativa, decide di sospendere i lavori.
Il Cronoprogramma è l'elenco delle attività da realizzare in ordine temporale. L'importanza di questo elemento è stato decretato nel
Titolo IV del Decreto 81 ed è uno dei documenti fondamentali del PSC. In esso diventano prioritari gli elementi della sicurezza della
gestione delle attività del cantiere prevenendo la sovrapposizione delle attività lavorative che potrebbero dare origine a situazioni di
rischio. Viene abbozzato dal Progettista ma definito nel dettaglio dal Coordinatore della Sicurezza in fase di progettazione.
Riassumendo possiamo dire che il Direttore dei Lavori redige:




il Verbale di Consegna dei lavori;
il Verbale di Sospensione dei lavori;
il Verbale di Ripresa dei lavori;
il Verbale di Ultimazione dei lavori.
Il Direttore dei Lavori nel Verbale di Ultimazione dei lavori, oltre che dire se i lavori si sono conclusi nei tempi stabiliti, deve includere i
Documenti di Contabilizzazione, dal punto di vista economico, dell'opera. Deve dire qual è l'importo che deve essere riconosciuto
all'impresa per il lavoro svolto. Il calcolo di questi importi è semplice se l'appalto è del tipo “a corpo” (il corrispettivo viene considerato
sull'opera conclusa a progetto, eventuali modifiche aggiuntive o riduttive devono essere state discusse con il Committente e confermate
dallo stesso; verranno conteggiate nel corrispettivo in aggiunta al termine dell'opera). Il calcolo del corrispettivo diventa più complesso
se l'appalto è “a misura” dove il calcolo del corrispettivo viene fatto per ogni singola lavorazione. È paragonabile al Computometrico ma
in questo caso viene definito Libretto delle Misure, viene redatto dal Direttore dei Lavori, voce per voce (quantità di scavo, quantità di
getto, quantità di ferro, quantità di cassero, ecc.). Nel Registro di Contabilità vengono elencate le quantità delle singole lavorazioni
riportate nel Libretto delle Misure moltiplicate per il prezzo unitario ottenendo così l'importo per le lavorazioni eseguite.
Queste operazioni di contabilizzazione non vengono eseguite alla fine dell'opera, anche perché altrimenti l'impresa dovrebbe sostenere
interamente i costi sino alla consegna dell'opera, ma i compensi vengono riconosciuti all'Impresa allo Stato di Avanzamento dei Lavori.
Contrattualmente viene anche stabilito il periodo di avanzamento dei lavori che comporta il riconoscimento di un compenso parziale.
Solitamente viene riconosciuta una soglia tetto di importo impegnato dall'impresa nell'avanzamento del lavoro, al raggiungimento di
questo importo viene redatto un verbale in cui vengono relazionati i costi e corrisposta la somma dovuta per l'avanzamento dei lavori. Il
calcolo dello stato di avanzamento dei lavori viene effettuato in modo pregresso, ad esempio ad un'impresa viene riconosciuto un primo
importo corrispondente a € 200.000 e un secondo importo corrispondente sempre a € 200.000 (che vanno a sommarsi ai precedenti per
una totalità di € 400.000) via via così fino al compimento dell'opera quando viene corrisposto la differenza a saldo dell'importo stabilito a
contratto. Durante il procedimento dell'opera se fossero evidenti degli errori o delle inadempienze da parte dell'Impresa queste somme,
in acconto, possono essere soggette a correzione. Lo Stato Finale dei Lavori è la contabilità finale che viene fatta alla consegna
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Alberto Vipraio Tiberi - 4a T serale 2013/14
APPUNTI DI GESTIONE DEL CANTIERE
dell'opera e rappresenta l'intero importo delle opere eseguite. Il
Direttore dei Lavori, durante le varie fasi di Stato di Avanzamento dei
Lavori e allo Stato Finale dei Lavori rilascia dei Certificati di Pagamento
dove dichiara che, al momento del rilascio del certificato, gli importi dei
lavori eseguiti dall'Impresa raggiungono una certa entità e detratti gli
importi precedentemente versati in acconto viene riconosciuta
all'Impresa una nuova somma di denaro. Generalmente, sia nel
pubblico che nel privato, non tutti gli importi maturati dalle imprese
vengono riconosciuti; solitamente una quota pari al 5-10 % (Ritenuta a
Garanzia) viene trattenuta a garanzia dell'esecuzione dei lavori fino alla
consegna dell'opera e al collaudo di essa. Con la difficile situazione
economica molte imprese stipulano assicurazioni che garantiscono per
il loro operato, nei confronti del Committente, in modo da non dover
rinunciare alla somma di denaro trattenuta dalla Ritenuta a Garanzia.
CARTELLONISTICA PRESENTE IN CANTIERE
Abbiamo una serie di insegne che devono essere obbligatoriamente
presenti in cantiere. Tra le più importanti ricordiamo:
Cartello di Cantiere, è un'insegna grande approssimativamente 1 m²,
presente all'ingresso del cantiere nel quale vengono elencati:

il Titolo Abilitativo che autorizza quell'opera (permesso di
edificazione, permesso di ristrutturazione, permesso di
demolizione, ecc.). Il Titolo Abilitativo, inizialmente veniva
chiamato Autorizzazione Edilizia, di seguito assunse i nomi di
Licenza Edilizia, Concessione edilizia e attualmente viene
nominato Permesso Edilizio (il Permesso Edilizio viene
richiesto e rilasciato per nuove ed imponenti opere; per
piccoli interventi, o per opere di manutenzione o
ristrutturazione che non richiedano maggiori volumi o
superfici dell'edificio, il tecnico incaricato dal proprietario
presenta in comune una denuncia, la DIA - Denuncia Di
Inizio Attività o la SCIA, per opere di ancora minore entità,
che decorsi 20-30 giorni, in caso di non opposizione,
automaticamente si trasforma in autorizzazione;

l'Oggetto del Cantiere (costruzione di nuova casa, interventi
di demolizione, interventi di manutenzione, ecc.);

la data di inizio lavori e la durata dei lavori (dal momento
della comunicazione della data di inizio lavori si hanno tre
anni a disposizione per il compimento dell'opera, con il
“Decreto del Fare” fu introdotta in campo edilizio la
contemplazione di proroghe per giustificati motivi in opere
pubbliche in mancanza di finanziamenti, i privati invece erano
tenuti a richiedere un nuovo Permesso Edilizio e a pagare gli
oneri differenti; un nuovo aggiornamento del “Decreto del
Fare” concede la richiesta di una proroga di un anno senza
richiesta del Permesso Edilizio e pagamento di oneri
aggiuntivi);

l'Importo dei lavori (se è un appalto pubblico);

tutte le figure di responsabilità presenti in cantiere
(Committente, Direttore dei Lavori, Progettisti, Responsabile
del Lavoro, Coordinatori della Sicurezza, l'Impresa, il
Capocantiere, ecc.) con la possibilità di aggiornamento delle
figure in fase di lavorazione.
Altra cartellonistica presente all'ingresso del cantiere e che avvisa della
tipologia di luogo di lavoro è costituita da:

cartelli di obbligo e divieto
cartello di Permesso di Accesso solo a persone
autorizzate;
elenco dei DPI da utilizzare obbligatoriamente
(scarpe antinfortunistiche, casco, guanti, occhiali,
ecc.);
divieto di fumo (attuato in tutto il cantiere ad
eccezione di aree preposte);
divieto di spegnere fiamme con acqua (per la
presenza di quadri elettrici);
avviso di acqua non potabile;
divieto di transito per determinati veicoli;
cartelli di obbligo di adottare determinate procedure
(indossare il casco, le cuffie, le scarpe
antinfortunistiche, i guanti, la tuta protettiva per il
corpo e imbragature di sicurezza) e di obbligo
generico con indicazioni specifiche.

cartelli di pericolo (cartelli triangolari)
presenza di materiale infiammabile;
9
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APPUNTI DI GESTIONE DEL CANTIERE
-
presenza di materiali esplosivi;
sostanze tossiche o velenose;
sostanze corrosive;
materiali radioattivi;
carichi sospesi;
carrelli in movimento;
tensione elettrica;
raggi laser;
materiale combustibile;
pericolo generico.
Nei cantieri abbiamo inoltre le indicazioni per i percorsi da compiere sia pedonali che carrabili.
Le segnaletiche principali vengono poste all'ingresso del cantiere mentre quelle specifiche sono collocate in prossimità delle aree
interessate per la segnalazione.
L'uso e la vista continua di questi cartelli determina una diminuzione dell'attenzione agli stessi, buona norma per chi si introduce in una
zona o in un cantiere a lui sconosciuto e quella di porsi il quesito di come operare in sicurezza per se stesso, per gli altri e per
l'ambiente di lavoro.
Segnali per movimento di carichi
Sono da considerarsi a tutti gli effetti come dei segnali i gesti di mimica che vengono adottati dall'operatore che segue da vicino il
sollevamento di materiali per comunicare, all'operatore della gru, gli ordini di movimentazione. Sono gesti convenzionali adottati in tutti i
cantieri e facilmente riconoscibili anche da lunga distanza.
Segnaletiche stradali
Sono i cartelli che troviamo in ambito stradale
RECINZIONI E BARACCAMENTI DI CANTIERE
La delimitazione esterna di cantiere costituita dalla recinzione è un elemento fondamentale perché serve a delimitare il cantiere ed
impedire l'ingresso agli estranei. La caratteristica della delimitazione esterna è la sua inviolabilità a meno che una persona non metta in
atto una manovra intrusiva. Le recinzioni è bene che abbiano un'altezza di almeno 1,80 m e siano costituite da una rete o grigliato
continuo. Le recinzioni che vengono poste in zone ad alta viabilità è bene che blocchino la vista, con pannelli coprenti all'interno
dell'area del cantiere, in modo da prevenire la sosta di estranei incuriositi.
Le recinzioni devono essere saldamente ancorate a terra e in particolari occasioni viene adottato il sistema delle Transenne, che sono
delle reti modulari alte 2 m e larghe 2,5 m che vengono ancorate a dei blocchi di cemento (l'inconveniente di queste transenne e che se
vengono rivestite da teli per bloccare la vista agli estranei possono essere abbattute per l'effetto “vela” del vento su di esse e che i
blocchi di cemento che le sostengono, essendo sporgenti dalla sagoma, possono far inciampare le persone che transitano). Il
posizionamento ideale delle transenne è costituito dall'ancoraggio a pali in acciaio infissi direttamente nel terreno
Le delimitazioni interne delle aree di cantiere sono costituite da delimitazioni provvisorie interne delle aree che competono alle varie
imprese, in questo caso le transenne sono particolarmente indicate ma possono essere sufficientemente sostituite dalle reti in nylon
rosse.
Le recinzioni e le delimitazioni vengono anche impiegate per le aree di lavorazione in quota in modo da prevenire incidenti per caduta
di oggetti dall'area di lavoro in quota, in questo caso la recinzione non deve avere funzione di protezione per la caduta dell'oggetto ma
di delimitazione dell'area soggetta al rischio (la recinzione infatti deve dare l'indicazione di divieto di oltrepassare il limite e può essere
rimossa temporaneamente solo da chi l'ha posizionata per permettere l'accesso all'area dopo aver bloccato il lavoro in quota).
I parapetti siamo soliti ritrovarli sui ponteggi ma possono essere collocati anche a delimitazione di aree in prossimità di spazi vuoti,
mantengono le stesse caratteristiche dei parapetti dei ponteggi con un'altezza di 1,10 m e due tubi e tavola fermapiedi. Devono inoltre
resistere a una spinta laterale sul corrimano fino a 100 kg. Particolari caratteristiche sono quelle delle gabbie di protezione per le scale.
Baraccamenti
Il Titolo IV della Normativa del Decreto 81 impone che nel cantiere siano presenti nelle strutture adibite a servizi essenziali, quali:

i servizi igienici (a volte vediamo l'utilizzo di wc chimici);

gli spogliatoi riscaldati con docce dotate di acqua calda e fredda (gli operai devono essere messi nella condizione di arrivare e
terminare il lavoro con la possibilità di sistemare i propri indumenti in stipetti dove vengono anche riposti i DPI e di potersi
lavare al termine della loro giornata lavorativa);

la mensa o refettorio muniti di scaldavivande, lavandino con acqua calda e fredda, tavoli e sedie. Il servizio di mensa o
refettorio può essere relegato a strutture convenzionate definite dalla documentazione dell'impresa.
Viabilità del cantiere
Assume particolare importanza il fattore della viabilità nel cantiere. Sarebbe opportuno distinguere e regolamentare la viabilità pedonale
e veicolare quando sono presenti mezzi pesanti, macchine per movimento terra e macchine operatrici in quanto questi automezzi
possono facilmente causare incidenti se operano in zone dove i pedoni interferiscono nelle loro aree lavorative.
IMPIANTI ELETTRICI DI CANTIERE
Gli impianti elettrici di cantiere devono essere protetti con determinati dispositivi che sono:

l‟Interruttore Automatico Magnetotermico;

l'Interruttore Automatico Differenziale (Salvavita).
Tutti gli impianti che forniscono corrente elettrica ad un cantiere (sia che si trovi in un'abitazione privata che in un edificio pubblico o
all'aperto) devono aver installato nel quadro elettrico questi due dispositivi di protezione della linea. La funzione di queste due protezioni
è di interrompere il flusso di energia elettrica nel caso si manifesti l'incidente da folgorazione o da dispersione.
Consideriamo l'impianto elettrico paragonandolo per analogia ad un flusso idraulico. Abbiamo una linea elettrica costituita dai due poli
(+ e -), colleghiamo ai due poli due cavi che permetteranno il flusso elettrico ad un utilizzatore, tanto flusso di corrente proviene dal cavo
di mandata tanto flusso ne uscirà da quello di ritorno. Il flusso di corrente circolante che arriva all'utilizzatore deve essere in grado di
poter essere sostenuta dai cavi collegati all'utilizzatore e se questo richiede elevato consumo energetico l‟impianto non sarà in grado di
sostenere il flusso. Il secondo problema si pone invece quando il flusso elettrico anziché essere utilizzato e rilasciato dall'utilizzatore
viene a disperdersi nell'ambiente o a scaricarsi, ad esempio, su una persona. Avremo una differenza tra il flusso elettrico di arrivo e il
flusso elettrico di ritorno poiché parte della corrente si è dispersa.
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Alberto Vipraio Tiberi - 4a T serale 2013/14
APPUNTI DI GESTIONE DEL CANTIERE
L‟Interruttore Automatico Magnetotermico misura la
corrente che passa nel cavo di mandata verso
l'utilizzatore, quando questa è troppo elevata per essere
sostenuta da quel tipo di impianto il dispositivo scatta
automaticamente per proteggere l'impianto.
L‟Interruttore Automatico Differenziale (Salvavita) misura
i flussi di corrente in entrata e in uscita e li confronta.
Qualora i flussi siano differenti (per esempio a causa di
dispersione dell'utilizzatore o di folgorazione da parte di
una persona) il dispositivo scatta automaticamente
(secondo una diversa sensibilità impostata del
dispositivo) e blocca il flusso.
Negli impianti elettrici di cantiere, essendo utilizzati in
modo più gravoso di quelli delle reti domestiche, le
protezioni devono essere più sensibili rispetto a quelle
degli altri impianti. Inoltre le prese, le spine e i cavi,
essendo utilizzati in un ambiente dove facilmente possono andare a contatto con l'acqua devono essere costruiti con opportune
precauzioni che impediscano il contatto con sostanze liquide.
L‟Index Protection è il grado di protezione attribuito alle apparecchiature e ai componenti elettrici utilizzati all'esterno, è costituito dalla
sigla IP seguita da un primo numero o lettera che indica la protezione da penetrazione da corpi solidi, una seconda che indica la
protezione da penetrazione dei liquidi e da una terza che indica la protezione da urti o da agenti specifici.
Questi due dispositivi di protezione devono essere collocati all'interno del quadro elettrico di cantiere, che deve essere protetto dalle
manomissioni con lucchetto di sicurezza. Nel quadro elettrico sono presenti le prese di collegamento o possono partire i cavi diretti alle
varie utenze. È fondamentale che il quadro di cantiere e il cavo di alimentazione dispongano di un Certificato di Conformità che viene
rilasciato per il cavo di alimentazione dell'elettricista che lo pone in opera e per il quadro elettrico dell'azienda produttrice.
Distanza dalle linee elettriche
Esiste un decreto che indica qual è la distanza opportuna da tenere nei confronti di una linea elettrica, considerando anche la tensione
della stessa. Normalmente si mantiene una distanza cautelativa di 6 m dai cavi nudi e vengono adottate procedure di recinzione o
sbarramento per evitare che persone inavvertitamente possano avvicinarsi a distanze minori. Sono minori i casi di folgorazione tramite
macchina lavoratrice (tipo escavatore o gru) perché le loro cabine di manovra sono isolate rispetto i casi di folgorazione diretta sulla
persona. Procedure di sicurezza sono quelle che delimitano le aree di manovra dei macchinari in zone sicure o sistemi di
attivazione/disattivazione di linee elettriche controllate da più persone in concomitanza (quadri elettrici o impianti attivabili e disattivabili
con sistemi multi-chiavi).
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Appunti - alberti4tserale