Ristrutturazione dell’immobile in località Loto n. 20, da adibirsi a edilizia residenziale pubblica
INDICAZIONI PER LA STESURA DEI PIANI DI SICUREZZA
1. PREMESSA
La presente relazione costituisce aggiornamento al documento del Progetto Preliminare “Prime
Indicazioni e Misure per la stesura dei Piani di Sicurezza” relativo ai lavori di “Ristrutturazione
dell’immobile in località Loto n. 20, da adibirsi a edilizia residenziale pubblica”.
Nel momento in cui saranno ottenute le necessarie autorizzazioni ed indicati i tempi di redazione del
progetto esecutivo, gli elaborati predisposti in fase definitiva dovranno essere dettagliati e corredati
del Piano di Sicurezza e di Coordinamento di cui all’articolo 100 del decreto legislativo 9 aprile 2008,
n. 81 (Testo Unico sulla Sicurezza), sulla base del quale determinare il costo della sicurezza, nel
rispetto dell’allegato XV del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.
2. TIPOLOGIA DI OPERE DA REALIZZARE
Le principali lavorazioni previste consistono quindi in:
-
Approntamento area di cantiere;
-
Realizzazione ponteggio;
-
Rimozione previa inertizzazione di due canne fumarie costituite da cemento amianto;
-
Demolizione manto di copertura;
-
Rifacimento intonaci esterni;
-
Demolizioni pavimenti, rivestimenti e sottofondi;
-
Demolizione tramezze interne;
-
Realizzazione nuove partizioni interne;
-
Realizzazione nuovi impianti;
-
Esecuzione intonaci interni e pitturazioni;
-
Esecuzione sottofondi, posa pavimenti e rivestimenti;
-
Esecuzione intonaci esterni, coibentazioni e rasature;
-
Esecuzione rete acque bianche e acque nere.
-
Pulizia e smobilizzo cantiere.
Si concentra l’attenzione sopratutto su quelli che dovranno essere:
- il metodo di redazione del Piano di Sicurezza e Coordinamento;
- gli argomenti da trattare;
e sulla redazione del fascicolo dell’opera per la manutenzione dell’opera prevista in progetto.
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Il D. Lgs 81/2008, richiede che si individuino in fase di stesura del progetto definitivo/esecutivo, le
figure del committente (R.U.P.), del responsabile dei lavori, del coordinatore della sicurezza in fase di
progettazione e di esecuzione lavori. Pertanto nella fase di approvazione del presente progetto tali
figure si considerano chiaramente individuate. Successivamente nella fase di progettazione
esecutiva, le disposizioni e indicazioni dovranno essere approfondite.
METODO
Nella stesura del P.S.C. si distingueranno due parti: Parte I, riguardante le prescrizioni e i principi di
carattere generale ed elementi per l’applicazione e la gestione del P.S.C; Parte II, inerente gli elementi
costitutivi del P.S.C. per fasi di lavoro.
Nella prima parte del P.S.C. le prescrizioni di carattere generale delle opere a farsi dovranno essere
considerate come un Capitolato Speciale della Sicurezza propria del cantiere e dovranno essere
eventualmente adattate alla situazioni di fatto, durante l’esecuzione dei lavori.
Si deve tenere conto:
-
delle condizioni dello specifico cantiere senza generalizzazioni;
-
tenere conto che nel cantiere temporaneo e mobile saranno seguite procedure specifiche e
non saranno necessarie descrizioni minuziose e generalizzazioni;
-
evitare prescrizioni burocratiche minuziose;
infatti è accertato che le imprese esecutrici possono essere deresponsabilizzate per minuzie
fuorvianti e inutili, perché non capaci di applicarle. Più che imporre azioni esagerate per redazioni di
schede, è meglio effettuare azioni di Prevenzione, formazione e informazione continua per il
personale addetto ai lavori.
La seconda parte del P.S.C. conterrà il crono programma dei lavori, al quale saranno collegate le
procedure più significative dei lavori e le schede di sicurezza collegate alle singole fasi di lavoro.
Con tale descrizioni si ha l’intento di evidenziare i rischi legati ad interferenze e prevedere il
coordinamento nell’uso di impianti e mezzi logistici in cantiere, garantire sufficiente sicurezza anche
all’esterno, nonché prevedere l’uso dei sistemi di protezione collettiva.
Concluderanno il P.S.C. le indicazioni alle imprese per la redazione del P.O.S. In particolare all’interno
del relativo piano di sicurezza e coordinamento saranno allegate schede semplici del singolo
macchinario tipo da utilizzare in cantiere. Quest’ultimo schedario, deve essere particolareggiato e
approfondito nel P.O.S.
ARGOMENTI DA TRATTARE
Nella prima parte del P.S.C. le prescrizioni di carattere generale si svilupperanno secondo i seguenti
punti:
-
premessa del coordinatore della sicurezza;
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-
modalità di presentazione di proposte di integrazioni o modifiche – da parte dell’impresa
esecutrice – al Piano di sicurezza redatto dal coordinatore in fase di progettazione;
-
obbligo alle imprese di redazione del P.O.S.
-
elenco dei numeri telefonici utili in caso di emergenze;
-
Quadro generale con i dati necessari per le notifiche (che il committente deve inviare
all’organo di vigilanza competente sul territorio del Comune di Sestri Levante);
-
Tipo di struttura organizzativa richiesta all’impresa (esecutrice dei lavori);
-
Referenti per la sicurezza richiesti all’impresa (esecutrice dei lavori);
-
Requisiti richiesti per eventuali imprese subappaltatrici;
-
Requisiti richiesti per eventuali lavori autonomi;
-
Verifiche richieste dal committente (R.U.P.);
-
Documentazioni riguardanti il cantiere nel suo complesso (che l’impresa deve custodire in
cantiere);
-
Descrizione dell’opera da eseguire con riferimento alle tecnologie e ai materiali impiegati;
-
Aspetti di carattere generale in funzione della sicurezza e dei Rischi ambientali;
-
Considerazioni sulle Analisi, la valutazione dei Rischi e le procedure da seguire per
-
l’esecuzione dei lavori in sicurezza;
-
Tabelle riepilogative di analisi e valutazioni in fase di progettazione della sicurezza;
-
Rischi derivanti dalle attrezzature usate;
-
Modalità di attuazione della valutazione del rumore;
-
Organizzazione logistica del cantiere;
-
Pronto soccorso;
-
Sorveglianza sanitaria e visite mediche;
-
Formazione del personale;
-
Protezione collettiva e dispositivi di protezione individuale (D.P.I.);
-
Segnaletica di sicurezza;
-
Elenco della legislazione di riferimento;
-
Nella seconda parte del P.S.C. si dovranno sviluppare i seguenti punti:
-
crono programma generale di esecuzione lavori;
-
crono programma di esecuzione lavori di ogni singola opera;
-
fasi progressive e procedure più significative per l’esecuzione dei lavori con grafici
illustrativi;
-
procedure comuni a tutte le opere di ingegneria naturalistica e di risanamento idrogeologico;
-
procedura comune a tutte le opere di movimento terre e altre;
-
distinzione delle lavorazioni per aree;
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-
schede di sicurezza collegate alle singole fasi lavorative programmate (con riferimenti a:
Lavori previsti, Interferenze, Possibili Rischi, Misure di sicurezza, cautele e note, eccetera)
-
elenco non esaustivo di macchinari ed attrezzature tipo (di caratteristiche simili a quelle da
utilizzare);
-
Indicazioni all’impresa/e per la redazione del/i P.O.S.
-
Schede di sicurezza per le modalità di impiego di ogni singolo macchinario tipo, fornite a
titolo indicativo e non esaustivo.
3. CANTIERIZZAZIONE
La realizzazione delle opere previste in questo progetto è stata approfondita dal punto di vista della
loro costruibilità in termini di spazi, impianti, mezzi, forniture e vie di accesso, determinando prime
ipotesi di scelta di cantiere, delle fasi e dei tempi per la realizzazione.
3.1 Il cantiere – organizzazione logistica
L’organizzazione del cantiere dovrà essere predisposta in modo razionale e nel rispetto delle norme
vigenti, conformemente alla tipologia del cantiere stesso ed in modo da garantire un ambiente di
lavoro tecnicamente sicuro ed igienico.
L’organizzazione del cantiere prevede:
-
una “zona esterna” all'area di lavoro, che sarà collocata nel parcheggio esistente sulla
piazza adiacente al sagrato della Chiesa di San Giacomo di Loto, che servirà come base
logistica e di coordinamento per tutte le attività lavorative.(in accordo con il Comune di Sestri
Levante);
-
cantiere temporaneo di tipo fisso, posto in corrispondenza delle aree di lavorazione.
3.2 Installazione “zona esterna”
L'ubicazione decisa in accordo con il Comune, può essere individuata nella piazza adiacente al
sagrato della Chiesa di San Giacomo di Loto.
L'impresa dovrà prima dell'inizio dei lavori, fornire al Coordinatore per l’esecuzione, il proprio Piano
Operativo di sicurezza per quanto attiene alle proprie scelte autonome ed all’organizzazione del
Cantiere.
Il Coordinatore per l’esecuzione, in accordo con la Direzione lavori potrà richiedere integrazioni per
quanto riguarda le misure di sicurezza, necessarie per svolgere le attività su indicate.
Tale area sarà dotata di:
-
baracca di cantiere;
-
box servizio igienico - doccia;
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Aree a disposizione dell’impresa per:
-
ricovero automezzi;
-
depositi;
-
stoccaggio provvisorio materiali;
-
parcheggi;
Locali ed attrezzature saranno messi a disposizione di eventuali imprese sub-appaltatrici.
3.3 Recinzione “zona esterna”
La “zona esterna” sarà isolata, ai fini della sicurezza, dal resto dell’ambiente circostante. A tal fine
sarà effettuata una recinzione provvisoria dell’area in esame, realizzata con tubolari infissi a terra,
giunti metallici e rete di plastica ad alta resistenza, comprensiva di accessi pedonale e carraio.
3.4 Vie di accesso e viabilità di cantiere
Per l’accesso alla zona esterna ed alle zone di lavoro con provenienza dai tratti stradali aperti al
pubblico, e per il percorso inverso, verrà adottata la segnaletica prevista dal codice stradale. Le vie di
accesso al cantiere e quelle corrispondenti ai percorsi interni dovranno essere illuminate secondo le
necessità diurne e notturne.
Sarà vietato l’accesso ai luoghi di lavoro da parte di estranei mediante l’allestimento di sbarramenti,
delimitazioni, apposita segnaletica e/o eventuale servizio di sorveglianza, a seconda dei casi.
La viabilità dovrà essere mantenuta curata e non dovrà essere ingombrata da materiali, che
ostacolino la normale circolazione.
La strada pedonale di collegamento tra "area esterna" e cantiere dovrà essere segnalata ed
eventualmente illuminata.
3.5 Servizi igienico assistenziali
I servizi igienico assistenziali (docce, gabinetti, lavabi, spogliatoi, locali di riposo) saranno ubicati
nella “zona esterna”, dove saranno installate apposita/e baracca/baracche prefabbricate coibentate,
illuminate, aerate e riscaldate durante la stagione fredda.
3.6 Servizi sanitari
In cantiere sarà tenuto a disposizione un pacchetto di medicazione contenente i presidi sanitari
indispensabili per prestare le prime immediate cure ai lavoratori feriti o colpiti da malore improvviso.
Tale pacchetto sarà conservato nell’ufficio di cantiere e la sua ubicazione sarà segnalata con appositi
cartelli.
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In cantiere sarà esposta una tabella riportante i nominativi e gli indirizzi dei posti ed organizzazioni di
pronto intervento per i diversi casi di emergenza o normale assistenza.
3.7 Installazione impianto elettrico e messa a terra
Le aree di cantiere saranno dotate di energia elettrica. L’impianto elettrico da 6 kW sarà dotato di
quadro generale ASC, di prese da 16A/220V e di interruttore magnetotermico e differenziale, con
punto di consegna dell’energia da concordare con l'ente erogatore.
Gli impianti elettrici saranno progettati osservando le norme dei regolamenti di prevenzione e quelli di
buona tecnica riconosciute, secondo quanto indicato dalla legge n° 186/68. Gli impianti elettrici
saranno eseguiti, mantenuti e riparati da ditta specializzata (elettricista installatore). Sarà richiesta
all’impresa installatrice, e tenuta in cantiere, la dichiarazione di conformità degli impianti, secondo
quanto disposto dal Decreto 22/01/2008 n. 37, integrata dalla relazione contenente le tipologie dei
materiali impiegati. Prima dell’utilizzo sarà inviata denuncia all’ISPESL degli impianti di messa a terra.
L’illuminazione ordinaria nel cantiere dovrà essere attuata con apparecchi fissi installati su pali, o in
altre posizioni elevate.
L’impianto elettrico di cantiere sarà realizzato a cura dell’Impresa, in base alle proprie attrezzature e
macchinari utilizzati e dovrà rispondere alle normative vigenti.
Le strutture metalliche delle baracche di cantiere saranno collegate elettricamente a terra in modo da
garantire la dispersione delle scariche atmosferiche. Tali collegamenti saranno realizzati nell’ambito
dell’impianto generale di terra e denunciati all’I.S.P.E.S.L.
3.8 Delimitazione aree di lavoro
All’interno del cantiere sarà prevista una zona di lavorazione e una zona di deposito dei materiali; i
materiali presenti, all’interno dell’area di cantiere saranno quelli previsti per la lavorazione giornaliera.
L’area esterna e l’area di cantiere sono collegati da camminamenti pedonali che comporteranno
l’utilizzo di mezzi di opportune dimensioni.
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Immobile oggetto
di intervento-cantiere
Chiesa di San Giacomo
di Loto
Zona esterna recintata
(baracca –servizi igienici,
ecc)
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4. INDICAZIONI SULLA SICUREZZA E IGIENE DEL LAVORO
L'Impresa dovrà presentare alla Stazione Appaltante eventuali proposte integrative del piano di
sicurezza e di coordinamento e ed un piano operativo di sicurezza per quanto attiene alle proprie
scelte autonome e relative responsabilità nell'organizzazione del cantiere e nell'esecuzione dei lavori,
da considerare come piano complementare di dettaglio del piano di sicurezza e di coordinamento e
dell'eventuale piano generale di sicurezza.
4.1 Identificazione dei rischi derivanti dal cantiere
In relazione alle caratteristiche dell’ambiente e alla natura dei lavori sono adottati provvedimenti per la
protezione contro i rischi prevedibili per danni agli addetti ai lavori.
Il Coordinatore per l’esecuzione verificherà ed integrerà, se necessario, al momento dell’esecuzione
dei lavori la presente check-list, utilizzando come supporto per tale verifica le schede in bianco che
verranno allegate al piano di sicurezza e coordinamento (schede di rischio relative alla presenza del
cantiere).
In particolare dovranno essere opportunamente vagliati i rischi derivanti dall’ambiente circostante e
quelli trasmessi all’ambiente circostante.
4.2 Rischi provenienti dall’ambiente circostante
Poiché gran parte delle lavorazioni avverranno in vicinanza delle abitazioni, risulta evidente come i
rischi principali siano quelli dovuti a possibili interferenze tra i mezzi di cantiere e le persone residenti
e fluttuanti.
Dovrà in ogni modo essere garantito l'accesso alle abitazioni con idonei percorsi; laddove non sarà
possibile identificare questi ultimi sarà cura dell'impresa interrompere le lavorazioni durante il transito
dei pedoni.
Condizioni climatiche/meteorologiche
In caso di avverse condizioni climatiche/meteorologiche i lavori saranno sospesi per tutto il tempo
necessario sotto la diretta responsabilità del preposto.
4.3 Interferenza con le reti di servizio interrate o aeree
Al momento dell’esecuzione dei lavori sussiste interferenza con le seguenti linee interrate: elettricità,
gas, acqua, fognatura nera e bianca.
Sarà onere dell’impresa assuntrice dei lavori, prima dell’inizio degli stessi, effettuare indagini presso il
Comune e presso gli Enti erogatori di servizi (pubblici e privati), provvedere all’esatta individuazione
dei percorsi di eventuali reti non rilevate durante le fasi di progettazione mediante sopralluogo
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congiunto con il Coordinatore per l’esecuzione e i tecnici degli Enti erogatori di servizi presenti, al fine
di adottare le opportune misure di sicurezza.
Tutte le operazioni di scavo dovranno essere svolte con la massima attenzione in modo che eventuali
linee interrate possano essere evidenziate senza danneggiamenti. In caso di presenza accertata di
linee interrate occorre sospendere i lavori, avvisare il Coordinatore per l’esecuzione, al fine di stabilire
le procedure di sicurezza da adottare per la ripresa dei lavori.
4.4 Identificazione dei rischi trasmessi all’ambiente circostante
Provvedimenti per evitare o ridurre le emissioni di inquinanti.
In relazione alle specifiche attività svolte devono essere previste ed adottati tutti i provvedimenti
necessari ad evitare o ridurre al minimo l’emissione di inquinamenti fisici e chimici (rumori, polveri,
gas, vapori, ecc.).
Rumore
Qualora le attività svolte comportino l’impiego di macchinari ed impianti comunque rumorosi,
saranno stabilite le opportune prescrizioni per limitare l’inquinamento acustico: tali prescrizioni di
regola riguardano la limitazione degli orari di utilizzo delle macchine e degli impianti rumorosi o
l’adozione di barriere contro la diffusione del rumore.
Oltre alle misure tecniche ed organizzative previste per ridurre al minimo le emissioni sonore durante
le attività lavorative è necessario attenersi alle seguenti misure ed istruzioni:
a) nell’uso di mezzi a motore a combustione interna, è inutile “imballare” il motore. Di regola la
massima potenza erogata dal mezzo si ottiene ad una regime di rotazione del propulsore più basso di
quello massimo previsto;
b) quando il mezzo sosta in “folle” per pause apprezzabili è opportuno spegnere il motore;
c) i carter, ripari o elementi di lamiera della carrozzeria devono essere tenuti chiusi e saldamente
bloccati;
d) non manomettere i dispositivi silenziatori dei motori;
e) i rumori generati dall’attrezzo lavoratore possono essere sensibilmente ridotti evitandone
l’azionamento a vuoto.
Polveri, gas, vapori
Nelle lavorazioni che comportano la formazione di polveri devono essere adottati sistemi di
abbattimento e di contenimento il più vicino possibile alla fonte. Nello stabilire le prescrizioni deve
essere tenuto presente in particolare modo quanto segue:
a) pericolosità delle polveri;
b) flusso di massa degli emissioni;
c) condizioni meteorologiche;
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d) condizioni dell’ambiente circostante.
Le polveri dovranno essere contenute con mezzi regolamentari e con regolare e periodica
manutenzione, che dovrà essere riportata su specifico libretto per ogni macchina.
Per minimizzare il rischio di polveri si ricorrerà, se necessario, sia alla bagnatura con acqua delle
superfici interessate dalle lavorazioni sia a dotare i lavoratori interessati dei DPI specifici.
Per quanto riguarda polveri, gas e vapori, alle misure tecniche da adottare per ridurre al minimo le
emissioni, è necessario associare misure procedurali ed istruzioni, quali:
a) evitare di gettare materiale dall’alto ed utilizzare canali di scarico a tenuta di polveri con bocca di
scarico il più vicino possibile alla tramoggia o zona di raccolta;
b) irrorare il materiale di risulta polverulento prima di procede alla sua rimozione;
c) irrorare periodicamente i percorsi in terra dei mezzi meccanici;
d) evitare di bruciare residui di lavorazione e/o imballaggi che provochino l’immissione nell’aria di
fumi o gas.
Interferenze con macchine movimento terra e macchine operatrici speciali
Durante le lavorazioni, si prevede l’utilizzo di macchine movimento terra e di macchine operatrici
speciali e relativi mezzi di trasporto. Dovranno pertanto essere predisposti tutti gli opportuni
accorgimenti per evitare pericoli derivanti dalle movimentazioni di tali macchine e mezzi. A tal fine
dovranno essere predisposte opportune segnalazioni sulle strade e sulle piste di cantiere oltre alla
presenza di eventuali operai segnalatori che in casi di particolare pericolo potranno interrompere
temporaneamente la circolazione stradale.
Presenza di altri cantieri
Il presente cantiere può inserirsi nel contesto di un PROGRAMMA GENERALE DI COORDINAMENTO
qualora interagisca con altri cantieri.
Qualora ciò avvenga, il COORDINAMENTO tra le varie imprese viene appunto regolato da un apposito
PROGRAMMA GENERALE DI COORDINAMENTO redatto a cura del Coordinatore in fase esecutiva
che impone regole e gerarchie da tenere in cantiere ai fini dell’esecuzione di tutti i lavori in massima
sicurezza.
5. PRIME INDICAZIONI SUL FASCICOLO DELL’OPERA
Il Fascicolo dell’opera dovrà contenere:
-
un programma di ispezione dell’opera;
-
un programma di manutenzione degli elementi di opera progettati;
-
le soluzioni che siano atte a garantire la sicurezza negli interventi di manutenzione;
-
Indicazioni sui rischi potenziali inerenti svolgimento di operazioni di manutenzione o
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-
durante le ispezioni (ad esempio caduta dall’alto per ispezione o manutenzione della rete
metallica);
-
i dispositivi di protezione individuale o collettiva che i soggetti deputati alla manutenzione o
all’ispezione devono adottare;
-
altre raccomandazioni di carattere generale.
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