L E G A C O N S U M A T O R I PassaparolaNEWS Newsletter quindicinale dalla Sede Nazionale della Lega Consumatori - Numero 1 - 1 febbraio 2011 IN PRIMO PIANO In vigore il registro delle opposizioni Il consumatore “torturato” dalle chiamate con operatore o eseguite in modo automatico se vuole esercitare il proprio diritto a non essere disturbato, dal 1 febbraio può iscriversi nel Registro delle opposizioni. «Il Registro Pubblico delle Opposizioni - si sito del presentazione nella legge www.registrodelleopposizioni.it - è un nuovo servizio concepito a tutela del cittadino, il cui numero è presente negli elenchi telefonici pubblici, che decide di non voler più ricevere telefonate per scopi commerciali o di ricerche di mercato e, in pari tempo, è uno strumento per rendere più competitivo, dinamico e trasparente il mercato tra gli operatori di marketing telefonico. Tramite il Registro Pubblico delle Opposizioni si intende raggiungere un corretto equilibrio tra le esigenze dei cittadini che hanno scelto di non ricevere più telefonate commerciali e le esigenze delle imprese che in uno scenario di L’invadenza delle aziende nelle case attraverso i call center aveva raggiunto livelli ormai davvero insostenibili. La nascita del registro pubblico delle opposizioni tenta di riordinare la materia. maggior ordine e trasparenza potranno utilizzare gli strumenti del telemarketing». In pratica, lo strumento è molto chiaro: se non si vogliono più ricevere chiamate a casa da parte delle aziende che offrono telefonicamente beni o servizi, basta indicare questa scelta al gestore del registro. Automaticamente il numero di telefono indicato sarà escluso dalla possibilità di essere contattato per questo tipo di attività commerciale. Il sistema è semplice, ma ha un difetto che lo rende vulnerabile. Non è detto che tutti i consumatori siano a conoscenza di tale possibilità e, quindi, le aziende possono contat- tare tutti i nominativi indicati negli elenchi telefonici pubblici tranne chi ha esplicitamente deciso di non farsi più contattare. La realizzazione e gestione del Registro, istituito con il DPR 178/2010, è stata affidata dal Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento per le Comunicazioni alla Fondazione Ugo Bordoni attraverso un contratto di servizio che ne sottolinea la natura di ente terzo, indipendente, impegnato in attività di pubblico interesse. L’abbonato può accedere al servizio tramite cinque modalità: modulo elettronico sul sito web, posta elettronica, telefonata, lettera raccomandata e fax. Le aziende che utilizzano il servizio di telemarketing possono iscriversi al sistema e effettuare tutte le operazioni previste per l’aggiornamento delle liste numeriche da contattare attraverso una serie di servizi disponibili sul sito del Registro. «In questa fase di avvio delle attività del Registro delle Opposizioni - commenta Pietro Praderi, Presidente nazionale della Lega Consumatori - è bene che tutte le sedi e gli operatori della nostra associazione informino tutti i cittadini della possibilità di segnalare i propri numeri di telefono per liberarsi definitivamente dall’insistenza delle aziende che chiamano a ogni ora del giorno». IN QUESTO NUMERO La Chiesa italiana prende posizione sulla situazione politica Ampi stralci dell’intervento del Presidente della CEI, Card. Angelo Bagnasco, sulla deriva della situazione politica e di governo del nostro Paese Pagina 2 Emergenza Rom Uova alla diossina Le misure tedesche contro i rischi da contaminazione per rassicurare i consumatori Pagina 11 Olio di oliva, come difendersi dalle frodi A Milano peggiora la situazione dei bimbi rom tra emergenza, proclami e burocrazia. Pagina 6 Prezzi stracciati non garantiscono qualità. Il rischio è quello di avere un prodotto scadente e dannoso Pagina 11 Lega Consumatori - PassaparolaNews 1/2011 Statistiche L’ISTAT fotografa i giovani, una generazione senza.... lavoro, speranza, futuro. I dati statistici non confortano per niente le nuove generazioni, sempre in cerca di una posizione stabile e non precaria. Pagina 7 Proroga fino al 31 luglio per la sospensione delle rate dei mutui casa L’ABI e le associazioni dei consumatori firmano l’intesa che permette alle famiglie italiane in balia della crisi di avere un po’ di liquidità in più. Pagina 8 Il 20 marzo parte la mediazione obbligatoria Molte e molto importanti le materie per le quali si dovrà tentare il ricorso al mediatore prima di avviare una causa. Ma la mediazione funzionerà davvero? Pagina 9 Vita da pollo (italiano) Le regole per l’allevamento dei polli “nostrani” sono chiare. Vediamo come funziona l’allevamento di questo alimento. Pagina 10 Energia Le rinnovabili sono una scelta seria. Manteniamola tale Tonno rosso Ancora guerra tra UE e governi nazionali Pagina 12 L’iniziativa Parte una raccolta fondi per mettere in scena un’opera lirica inedita di Aldo Finzi da parte del nipote Pagina 13 Telefonia mobile Segnalazioni on line verso Vodafone: vademecum per le Associazioni che possono comunicare via Internet Pagina 13 Consumo critico A Verona nasce GustoGas, un’esperienza di consumo critica e responsabile Pagina 13 1 A S S E M B L E A C E I intuito abbastanza presto: si stava vivendo al di sopra delle proprie possibilità. LA CRISI CHIEDE UNA MODERAZIONE COMPLESSIVA DELL’ANDAMENTO DELLA VITA: LA RISPOSTA STA NEL TORNARE A PENSARE CON LA CATEGORIA COMUNITARIA DEL “NOI” La Chiesa prende una posizione sugli scandali della politica La Conferenza Episcopale Italiana si è riunita ad Ancona a fine gennaio e si è pronunciata sulla situazione italiana ed anche sui comportamenti della classe politica. Lo ha fatto, come sempre, in modo chiaro, precisando, per altro, che la pacatezza del suo argomentare non nega l’indignazione. Per i lettori di “Passaparola“ riteniamo utile riprendere dalla relazione del Presidente della CEI gli aspetti che più direttamente interessano un Movimento Educativo e Sociale a fondamento cristiano come la nostra associazione. LA DESERTIFICAZIONE VALORIALE HA PROSCIUGATO L’ARIA E RAREFATTO IL RESPIRO “[...] 6. In un documento del nostro Episcopato pubblicato trent’anni or sono e che ebbe a suo tempo una notevole accoglienza (La Chiesa italiana e le prospettive del Paese, 1981), si diceva icasticamente: «Il consumismo ha fiaccato tutti» (n. 11). Colpisce l’efficacia di quella predizione, dove ad apparire centrato è in particolare il verbo usato: “fiaccare”. La desertificazione valoriale ha prosciugato l’aria e rarefatto il respiro. La cultura della seduzione ha indubbiamente raffinato le aspettative ma ha soprattutto adulterato le proposte. Ha così potuto affermarsi un’idea balzana della vita, secondo cui tutto è a portata di mano, basta pretenderlo. Una sorta di ubriacatura, alle cui lusinghe ha – in realtà – 2 ceduto una parte soltanto della società. Però il calco di quel pensiero è entrato sgomitando nella testa di molti, come un pensiero molesto che pretende ascolto. Un ascolto peraltro che diventava sempre più improbabile, considerato il nuovo clima sociale, determinato da un volano economico che senza tanti complimenti si era messo a girare all’incontrario. Noi siamo testimoni della dignità con cui la nostra gente sta normalmente reagendo alle difficoltà che si sono presentate, arrivando a configurare un andamento diverso nel passo del mondo. Sembrava che il trend della crescita dovesse tutto sommato aumentare sempre, in un movimento espansivo che avrebbe via via incluso sempre nuove fette di popolazione. Invece la crisi si è presentata come una sorta di drenaggio generale, obbligando un po’ tutti a rivedere le proprie ambizioni. C’è una verità, forse non troppo detta, ma che la gente ha Bisogna allora imprimere una moderazione complessiva dell’anda-mento di vita, senza dimenticare – anzi! – tutti coloro che già prima vivevano sul filo e oggi si trovano sotto. Con bilanci meno ambiziosi, occorre far fronte a tutte le necessità di una società moderna, per di più senza poter più contare sullo sfogo del debito pubblico che invece dovrà rientrare. Ma che fare se ognuno difende a spada tratta il livello di vita già acquisito? Questo è il punto in cui i problemi dei giovani vengono a coincidere con le questioni di ordine generale: bisogna infrangere l’involucro individualista e tornare a pensare con la categoria comunitaria del “noi”, perché tutto va ricalibrato secondo un diverso soggetto. Anziché una somma di tanti “io”, sicuramente legittimi e forse un po’ pretenziosi, occorre insediare il plurale che abita in ogni famiglia, il plurale di cui si compone ogni società. Non sarà un’operazione facile, ma occorrerà convertire una parte di ciò che eravamo abituati a considerare nella nostra esclusiva disponibilità, e metterlo nella disponibilità di tutti. E, naturalmente, chi nel frattempo aveva accumulato di più, qualcosa di più ora deve mettere a disposizione. Quando un anno e mezzo fa cercavamo di trovare il senso di ciò che la crisi poteva richiedere, si parlò ad un certo punto di una necessaria conversione degli stili di vita. Ora ci siamo arrivati. C’è un’alfabetizzazione etica su questa nuova stagione che occorre saper alimentare anche al livello dei nostri gruppi, delle nostre associa-zioni, dei nostri movimenti. Se una parte di reddito va ridistribuita per poter corrispondere alle essenziali attese delle ultime generazioni, che diversamente rimarrebbero sul lastrico, ecco che c’è un lavoro di rimotivazione da compiere per dare un oriz- Lega Consumatori - PassaparolaNews 1/2011 A S S E M B L E A C E I zonte convincente alla dose di sacrifici che bisogna affrontare. COSTRUIRE UN ORIZZONTE AI GIOVANI Si torna qui alla sfida educativa che ci siamo prefissi. Nella mentalità più diffusa, la sofferenza è l’ambito oscuro della vita che è meglio mettere tra parentesi, e da cui in ogni caso è necessario preservare i più giovani. Ma questo, pur scaturito dalle migliori intenzioni, è l’autoinganno più fatale che si sia indotto nei figli, nei nipoti, nei discepoli. Tentando di preservarli dalle difficoltà e dalle durezze dell’esistenza, si rischia di far crescere persone fragili, poco realiste e poco generose. Se a questo si aggiunge una rappresentazione fasulla dell’esistenza, volta a perseguire un successo basato sull’artificiosità, la scalata furba, il guadagno facile, l’ostentazione e il mercimonio di sé, ecco che il disastro antropologico in qualche modo si compie a danno soprattutto di chi è in formazione. «Non esiste una vita senza sacrificio», ammoniva il Papa parlando proprio ai giovani (Omelia nella Domenica delle Palme, 5 aprile 2010), non si può diventare liberi da sé «senza osare il grande Sì» (ib). E poi spiegava: «Se getto uno sguardo retrospettivo sulla mia vita personale, devo dire che proprio i momenti in cui ho detto “sì” ad una rinuncia sono stati momenti grandi ed importanti della mia vita» (ib). CHI FA IL FURBO ED EVADE LE TASSE NON VA AMMIRATO Anche la crescente allergia che si registra nei confronti dell’evasione fiscale è un segnale positivo, che va assecondato. Adesso più che mai è il momento di pagare tutti nella giusta misura le tasse che la comunità impone, a fronte dei servizi che si ricevono. Bisogna snellire e semplificare, ma nessuno è moralmente autorizzato ad autodecretarsi il livello fiscale. Chi fa il furbo non va ammirato né emulato. Il settimo comandamento «Non rubare», resiste con tutta la sua intrinseca perentorietà anche in una prospettiva sociale. 7. L’intelligenza collettiva ha il dovere di riscattare l’istituto familiare dalle visioni ristrette e impacciate in cui è stato relegato. I riconoscimenti che nel- Lega Consumatori - PassaparolaNews 1/2011 l’ultimo periodo sono giunti da istituzioni insospettabili alla famiglia italiana quale soggetto-baluardo della finanza nazionale e salvadanaio in grado di riequilibrare la finanza pubblica agli occhi delle autorità europee, acquistano oggi il valore di una riabilitazione culturale della famiglia stessa dinanzi a quei grandi poteri da cui è stata spesso ignorata. Conviene appena ricordare che tale esito non nasce accidentalmente, ma è il risultato paziente dell’antropologia di riferimento della nostra cultura, per la quale da sempre noi viviamo anzitutto in una società di famiglie. Questa è la campata sotto la quale l’Italia vive, avendo − sotto il profilo sociologico − una connotazione sua propria, la quale ha ripercussioni decisive a livello educativo, nel contenimento dei disagi giovanili, nella resa scolastica, nelle strategie di prevenzione sociale, nel recupero dalle dipendenze, nella comunicazione intergenerazionale. Va da sé che una ricognizione lucida della condizione nazionale deve portare il Paese a darsi una politica familiare preveggente, che mantenga la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna, e aperta alla vita, quale base per rilanciare il Paese, e rilanciarlo sul proprio caratteristico equilibrio esistenziale, dunque senza ossessivi cedimenti alla struttura del «soggetto singolare». Le risultanze della Conferenza nazionale sulla Famiglia, svoltasi di recente a Milano, vanno indubbiamente in questa direzione e meritano – sia per il versante culturale sia per il versante politi- co-fiscale – la pronta considerazione delle forze politiche. PUNTARE SUL “FATTORE FAMIGLIA” L’individuazione del “fattore famiglia” come criterio ad oggi più evoluto, in quanto più equilibrato rispetto ad ipotesi precedenti, suggerisce che l’auspicata, urgente riforma del fisco dispone già di un elemento centrale di grande convergenza. Diremo anche noi con Benedetto XVI che tutto ciò che si fa per sostenere il matrimonio e la famiglia accresce la grandezza dell’uomo, rafforzando nel contempo la società (cfr Benedetto XVI, Discorso all’Udienza Generale, 10 novembre 2010; e anche Discorso agli Amministratori della Regione Lazio, del Comune e della Provincia di Roma, 14 gennaio 2011). L’OPINIONE PUBBLICA GUARDA SGOMENTA Come ho già più volte auspicato, bisogna che il nostro Paese superi, in modo rapido e definitivo, la convulsa fase che vede miscelarsi in modo sempre più minaccioso la debolezza etica con la fibrillazione politica e istituzionale, per la quale i poteri non solo si guardano con diffidenza ma si tendono tranelli, in una logica conflittuale che perdura ormai da troppi anni. Si moltiplicano notizie che riferiscono di comportamenti contrari al pubblico decoro e si esibiscono squarci – veri o presunti – di stili non compatibili con la sobrietà e la correttezza, mentre qual- 3 A cuno si chiede a che cosa sia dovuta l’ingente mole di strumenti di indagine. In tale modo, passando da una situazione abnorme all’altra, è l’equilibrio generale che ne risente in maniera progressiva, nonché l’immagine generale del Paese. La collettività, infatti, guarda sgomenta gli attori della scena pubblica, e respira un evidente disagio morale. La vita di una democrazia – sappiamo – si compone di delicati e necessari equilibri, poggia sulla capacità da parte di ciascuno di auto-limitarsi, di mantenersi cioè con sapienza entro i confini invalicabili delle proprie prerogative. «Muoversi secondo una prospettiva di responsabilità − ammoniva il Papa in occasione dell’ultima Settimana Sociale − comporta la disponibilità ad uscire dalla ricerca del proprio interesse esclusivo per perseguire insieme il bene del Paese» (Benedetto XVI, Messaggio alla 46a Settimana Sociale dei cattolici italiani, 12 ottobre 2010). Come ho già avuto modo di dire, «chiunque accetta di assumere un mandato politico deve essere consapevole della misura e della sobrietà, della disciplina e dell’onore che esso comporta, come anche la nostra Costituzione ricorda (cfr art. 54)» (Prolusione al Consiglio Permanente, 21-24 settembre 2009, n. 8). Dalla situazione presente – comunque si chiariranno le cose – nessuno ricaverà realmente motivo per rallegrarsi, né per ritenersi vincitore. 4 S S E M B L E A C E’ NECESSARIO FERMARSI TUTTI IN TEMPO Forse che questo non sarebbe un attentato grave alla coesione sociale? E quale futuro comune potrà risultare, se il terreno in cui il Paese vive rimanesse inquinato? È necessario fermarsi − tutti − in tempo, fare chiarezza in modo sollecito e pacato, e nelle sedi appropriate, dando ascolto alla voce del Paese che chiede di essere accompagnato con lungimiranza ed efficacia senza avventurismi, a cominciare dal fronte dell’etica della vita, della famiglia, della solidarietà e del lavoro. Come Pastori E I che amano la comunità cristiana, e come cittadini di questo caro Paese, diciamo a tutti e a ciascuno di non cedere al pessimismo, ma di guardare avanti con fiducia. È questo l’atteggiamento interiore che permetterà di avere quello scatto di coscienza e di responsabilità necessario per camminare e costruire insieme. Così, non possiamo non porre mente particolare alle giovani generazioni e al dovere educativo che investe in primissimo luogo la famiglia, e irrinunciabilmente i genitori, sostenuti dai parenti, in particolare dai nonni. La Chiesa è consapevole di questo diritto, primordiale perché naturale, dei genitori quali essenziali educatori dei loro figli, e si concepisce anzitutto al loro servizio, e questo fa con profondo rispetto e la premura che viene da un patrimonio umano e religioso a tutti noto. A sua volta, la Chiesa stessa ha un irrinunciabile mandato educativo, che intende assolvere con dedizione assoluta e santità di vita. Certamente l’istituzione scolastica fa tutto quello che può, specialmente attraverso l’impegno errato di una moltitudine di docenti e operatori, competenti e generosi. Eppure, questo dispiegamento di disponibilità pare non bastare, tanto è grande e delicata oggi «la sfida educativa». Per questo deve entrare in campo la società nel suo insieme, e dunque con ciascuna delle sue componenti e articolazioni. Lega Consumatori - PassaparolaNews 1/2011 A INVESTIRE LA SOCIETA’ DI UN COMPITO EDUCATIVO Se la scuola – come oggi si intende – dev’essere «comunità educante», bisogna convincersi con una maggiore risolutezza che la società nel suo complesso è chiamata ad essere «comunità educante». Affermare ciò, a fronte di determinati «spettacoli», potrebbe apparire patetico o ingenuo, eppure come Vescovi dobbiamo caricarci sulle spalle anche, e soprattutto, questo onere di richiamare ai doveri di fondo, di evidenziare le connessioni, di scoprire i pilastri portanti di una comunità di vita e di destino. Se si ingannano i giovani, se si trasmettono ideali bacati cioè guasti dal di dentro, se li si induce a rincorrere miraggi cintillanti quanto illusori, si finisce per trasmettere un senso distorcente della realtà, si oscura la dignità delle persone, si manipolano le mentalità, si depotenziano le energie del rinnovamento generazionale. È la speranza, pane irrinunciabile sul tavolo dei popoli, a piegarsi e venire meno. Il cuore dei giovani tende − per natura − alla grandezza e alla bellezza, per queLega Consumatori - PassaparolaNews 1/2011 S S E M B L E A C sto cerca ideali alti: bisogna che essi sappiano che nulla di umanamente valevole si raggiunge senza il senso del dovere, del sacrificio, dell’onestà verso se stessi, della fiducia illuminata verso gli altri, della sincerità che soppesa ogni proposta, scartando insidie e complicità. In una parola, di valori perenni. Gesù è il modello affascinante, l’amico che non tradisce e viene sempre incontro, che prende per mano e riaccende ogni volta la forza sorgiva che sostiene la fiducia verso la realizzazione di sé e la vera felicità. Questo – come adulti e come giovani − abbiamo bisogno di vedere e di sentire sempre, oltre ogni moralismo ma anche oltre ogni libertarismo, l’uno e l’altro spesso dosati secondo le stagioni. IL PAESE HA BISOGNO DI RINGIOVANIRE Bisogna che nel suo complesso il Paese ringiovanisca, torni a crescere dal punto di vista culturale e quindi anche sociale ed economico, battendo i catastrofismi. Cambiare in meglio si può e si deve. Le cortine fumogene svanisco- E I no, arroganze e supponenze portano a poco. I sacrifici che i cittadini stanno affrontando acquistano un senso se vengono prospettati obiettivi credibili e affidabili. Tra questi, c’è l’orizzonte di una maggiore giustizia sociale e di una modernizzazione effettiva in ogni articolazione pubblica, anche quella a beneficio dell’utenza più larga, specialmente se perseguita nel rispetto delle regole, e respingendo il malaffare e le intimidazioni di ogni mafia. Come è obiettivo inderogabile l’avvio delle riforme annunciate, applicandosi in un’ottica puntigliosamente coinvolgente tutte le forze politiche, ciascuna secondo la misura intera nella parte assegnata dai cittadini. Bisogna avere fiducia nelle nostre qualità e potenziare la capacità elaborativa di ogni sede responsabile, affinando l’attitudine a captare umori e orientamenti per poterli comporre in vista di una mediazione d’insieme la più alta possibile. Un Paese complesso richiede saggezza e virtù. + Card. Angelo Bagnasco 5 L A T R A G E D I A D E I N O M A D I Campi nomadi, è vera emergenza A Milano come a Roma, la situazione di Rom e nomadi richiede attenzione e umanità. Le recenti tragedie che vedono coinvolti dei bambini non possono lasciarci indifferenti. Bimbi rom strappati da scuola, a Milano ancora sgomberi, ancora diritti negati ai minori nell'indifferenza generale. Assenti anche i servizi sociali del Comune. Dopo la tragedia di Roma, con quattro bimbi morti carbonizzati nella loro baracca, torna alla ribalta della cronaca l’emergenza dei nomadi. Non possiamo più far finta di niente. A fine 2010, il presidente del Consiglio ha emanato la proroga dello “stato di emergenza in relazione agli insediamenti di comunità nomadi” in Campania, Lazio, Lombardia, Piemonte e Veneto. Come già avvenuto nel 2008, si sceglie di intervenire con uno strumento giuridico che la legge italiana prevede in caso di “calamità, catastrofe”, o eventi “che per intensità ed estensione debbano essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari”. Lo stesso provvedimento usato in occasione del terremoto in Abruzzo o dell’emergenza rifiuti a Napoli. A Milano, l’applicazione dell’emergenza nomadi ha causato soprattutto 156 sgomberi nel solo 2010. Uno degli aspetti più drammatici sono i bambini continuamente allontanati senza soluzioni alternative. Nonostante il freddo, venerdì 21 gennaio, la polizia locale di Milano ha sgomberato 25 rom rumeni, tra cui 10 bambini, che abitavano l’ex scuola di via Adriano. L’area, da anni abbandonata, è di proprietà dell’Aler, l’ente regionale per la 6 costruzione di case popolari. Alle 7.15, all’arrivo delle forze dell’ordine, Claudia, 7 anni, è già partita per essere in classe. Deve percorrere più di un’ora di strada per raggiungere la scuola vicina a via Rubattino, dove ha vissuto fino allo sgombero del settembre 2010. Felicia, terza media, vedendo arrivare la polizia, ha capito subito cosa sarebbe successo, ma ha voluto comunque andare a scuola perché aveva una verifica di matematica. Invece, suo fratello Ionut, 7 anni, è corso ad aiutare la mamma a salvare la bicicletta e qualche vestito. Ai rom vengono lasciati pochi minuti per scegliere quali oggetti salvare. Spicca l’assenza dei servizi sociali del Comune. Nei due giorni successivi allo sgombero, la polizia interviene nuovamente per allontanarli dai luoghi in cui provano a passare la notte: il 22 gennaio da una cascina abbandonata a Lambrate e il 23 da Crescenzago. Claudia, Felicia, Ionut e gli altri bambini di via Adriano sono arrivati anche a 10 sgomberi dal settembre 2010 ad oggi. Gianni, 5 mesi di vita, ha già subito 8 sgomberi. La bidella della scuola del fratello maggiore ha deciso di ospitare lui e la mamma per la notte. Le scuole rappresentano per questi bambini dei fortini di pace in una città che li scaccia. Marius, il fratello di Claudia, ha 15 anni e, prima di quest’anno, non era mai andato a scuola. Un gruppo di insegnanti della scuola superiore Schiapparelli-Gramsci ha accettato la sfida di scolarizzare questo ragazzo che, da settembre, tutti i giorni frequenta un corso personalizzato. Dicono queste insegnanti: “In Marius vediamo il desiderio disperato di andare a scuola e di avere una casa come tutti gli altri, anche se viene respinto da una città che non ha più cuore né testa.” Anche la Comunità di Sant’Egidio, che segue da tempo questo gruppo di famiglie, esprime una forte preoccupazione per l’ennesimo sgombero che rischia di vanificare i percorsi per l’integrazione e di ledere il diritto alla scuola dei bambini. Il 7 dicembre, in occasione della consegna degli Ambrogini a Milano, Assunta Vincenti, una delle ormai famose “mamme e maestre di Rubattino”, ha ricevuto un attestato di benemerenza perché “con tenacia, amore e grande senso civico ha scommesso per un’integrazione possibile”. Si chiede: “Dov’è il senso civico quando si nega ad Albert di 6 anni il diritto ad avere un tetto? L’integrazione è possibile quando si guarda con occhi nuovi verso le persone e ci si chiede come insegnare a scrivere a Marius, come salvare la bicicletta di Ionut. La tristezza e la disperazione che ogni volta leggiamo sui volti di questa umanità calpestata resteranno nella storia di Milano come il simbolo di una violenza che non vorremmo esistesse. Si nega l’infanzia in nome di una presunta sicurezza.” Qual è la vera emergenza nomadi a Milano? È il modo in cui questa città costringe a vivere tanti bambini rom. L’emergenza è Gianni che ha subito più sgomberi dei suoi mesi di vita. L’emergenza è la minaccia al diritto all’istruzione, che è un diritto non negoziabile, perché escludere un bambino dalla scuola vuol dire portargli via il futuro. Lega Consumatori - PassaparolaNews 1/2011 S T A T I S T I C H E Eccola la generazione dei senza... ...lavoro, casa, speranza, futuro. Tutte parole che ben si coniugano con lo status dei giovani d’oggi, fotografati dall’Istat in condizioni lavorative sempre più preoccupanti Tempi duri per i giovani in cerca di un lavoro stabile e duraturo in un Paese dove la previsione dell’art. 4 della Costituzione, che recita “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”, diviene sempre di più impossibile. statistiche ufficiali perché hanno deciso di non cercare più un nuovo posto di lavoro”. Il risultato elaborato dalla CGIA di Mestre è molto preciso: a novembre del 2010 le persone in cerca di occupazione attivamente erano 2.175.000; a questo esercito di senza lavoro, la CGIA ha sommato altri 402.000 nuovi inatA sfiduciare sempre più gli ancora pochissi- tivi che, in questi ultimi 26 mesi di crisi, sono mi giovani ottimisti ci ha pensato l'Istat in usciti dalle classifiche ufficiali ingrossando le questi giorni, diffondendo la notizia che, in file degli inattivi. base ai dati destagionalizzati e ai rilevamenti provvisori, la situazione occupazionale dei Pertanto, sommando ai 2 milioni e 175 mila disoccupati questi nuovi 402 mila sfiduciati, giovani italiani continua a peggiorare. Il tasso di disoccupazione è infatti salito al il tasso di disoccupazione reale (o tasso reale 28,9 %, toccando il livello più alto dal gen- di marginalità dal lavoro) si attesta al 10,1%: naio del 2004. L'aumento è dello 0,9% rispet- 1,4 punti percentuali in più rispetto al dato to al mese precedente e del 2,4 % rispetto al ufficiale fornito oggi dall’Istat. “L’esercito dei nuovi disoccupati - continua novembre del 2009. la ricerca - si concentra prevalentemente al Sud. Tra le 402.000 persone che in questi ultimi due anni di profonda crisi hanno deciso di non cercare più un lavoro, oltre ben più della metà del totale risiede nelle regioni del Mezzogiorno. E’ evidente che una gran parte di queste persone è andata ad alimentare l’abusivismo ed il lavoro nero, con gravi ripercussioni per quelle aziende che non evadono le tasse”. Il problema, intanto, complice la grande crisi, la globalizzazione e la perdita dei più semplici valori della famiglia, della sobrietà, dell’onestà in politica e dell’impegno verso il prossimo e il proprio Paese, sta diventando sempre più una “bomba sociale”, difficile da gestire e governare. Inoltre, il tasso di disoccupazione generale è aumentato rispetto al novembre dello scorso anno dello 0,4 %. Tirando le somme, l'Istat ci presenta un quadro allarmante. Descrive una tendenza che nel 2010 ha toccato il fondo e vede praticamente un giovane su tre disoccupato. Anche il tasso di disoccupazione femminile raggiunge la doppia cifra: siamo infatti arrivati al 10 %. Ma vien da chiedersi: la disoccupazione rilevata dall’Istat è quella reale? Sul problema interviene l’Ufficio Studi della Confederazione Generale Italiana dell’Artigianato di Mestre, noto per la sua competenza. Esso sostiene che “se, secondo l’Istat, i senza lavoro hanno raggiunto nel novembre scorso la soglia dell’8,7%, in realtà il tasso di disoccupazione reale ha superato il 10%. Questo raffronto è stato fatto sommando ai disoccupati censiti dall’Istat i disoccupati cosiddetti “sfiduciati”, che in questi ultimi due anni di crisi economica sono usciti dalle Lega Consumatori - PassaparolaNews 1/2011 7 B U O N E N O T I Z I E Proroga per la sospensione rate mutui Prorogata al 31 luglio 2011 la data per la presentazione delle domande per la sospensione delle rate dei mutui, iniziativa prevista nel "Piano Famiglie" dell'Abi. Prorogata al 31 luglio 2011 la data per la presentazione delle domande per la sospensione delle rate dei mutui, iniziativa prevista nel "Piano Famiglie" dell'Abi. Gli eventi in base ai quali può essere chiesta la sospensione si devono essere verificati entro il 30 giugno 2011. Questo il risultato dell'Accordo raggiunto attraverso il confronto tra l'Associazione Bancaria Italiana e 12 Associazioni dei Consumatori: Acu, Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori. L'Accordo, entrato in vigore un anno fa (il 1° febbraio 2010), prevede la sospensione del rimborso dei mutui per almeno 12 mesi, anche nei confronti dei clienti con ritardi nei pagamenti fino a 180 giorni consecutivi: - per i mutui di importo fino a 150.000 euro accesi per l'acquisto, costruzione o ristrutturazione dell'abitazione principale; - nei confronti dei clienti con un reddito imponibile fino a 40.000 euro annui; - che hanno subito o subiscono nel biennio 2009 e 2010 eventi 8 particolarmente negativi (morte, perdita dell'occupazione, insorgenza di condizioni di non autosufficienza, ingresso in cassa integrazione). Questa è la misura minima cui le banche associate sono invitate ad aderire; ciascun istituto ha poi la libertà di offrire al cliente in sede di adesione al Piano condizioni migliori rispetto a quanto previsto dall'Accordo. Ad oggi, hanno offerto condizioni migliorative 172 banche, rappresentative del 64% del mercato. Nell'Accordo siglato il 26 gennaio 2011 le parti firmatarie hanno concordato che: - l'arco temporale entro il quale si devono verificare gli eventi che determinano l'avvio della sospensione è prorogata al 30 giugno 2011; - le domande possono essere presentate entro il 31 luglio; - alla sospensione delle rate dei mutui potranno essere ammesse soltanto le operazioni che non ne abbiano già fruito; - entro il 30 giugno 2011, verificando l'esistenza delle necessarie condizioni, sarà valutata l'eventualità di una proroga di ulteriori sei mesi dei termini della presentazione delle domande di sospensione e la possibilità di individuare misure nell'ambito delle famiglie che hanno usufruito della moratoria. L'opportunità è stata colta al volo da oltre 35 mila famiglie: tra febbraio e novembre 2010, le banche hanno sospeso mutui per 4,4 miliardi di euro a oltre 35mila famiglie. La misura è stata applicata a 35.472 contratti di mutuo. La liquidità in più per far fronte alla crisi ha raggiunto una quota pari a 245 milioni di euro. Ogni famiglia avrà dunque a disposizione in media 6.500 euro in più. La causa prevalente, che ha determinato la necessità di ricorrere alla sospensione sia nelle posizioni "in bonis" che in quelle con ritardo nei pagamenti, è stata la cessazione del rapporto di lavoro subordinato (rispettivamente 44,3% e 45,3%). Dal punto di vista "territoriale", il maggior numero di domande ammesse è al Nord con il 53,3%, segue il Centro (25,2%), infine Sud e Isole (21,5%). Nel dettaglio, la soluzione più frequente per le operazioni di sospensione ha riguardato l'intera rata (88% dei casi). PASSAPAROLANEWS - N. 1 del 7 febbraio 2011 Newsletter (quasi)quindicinale della Lega Consumatori per dirigenti e realtà territoriali Responsabile dei contenuti: Laura Praderi Grafica e impaginazione: Diego Vanini Hanno collaborato a questo numero: Stella Anastasi e Aldo Finzi Lega Consumatori - PassaparolaNews 1/2011 G I U S T I Z I A A L C O L L A S S O Arriva la mediazione obbligatoria Se tutto va come dovrebbe, dal 20 marzo prossimo sarà inserita nel nostro ordinamento un nuovo tentativo per snellire l’accesso alla giustizia. Funzionerà? Gli italiani, oltre ad essere da sempre un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di trasmigratori, è anche un popolo di litigiosi. Sarà anche vero che la giustizia italiana è lenta, male organizzata e per nulla messa nelle condizioni di operare con mezzi, risorse e personale adeguati, ma oltre 5 milioni di cause civili pendenti al 31 dicembre 2009 dimostrano che, quando si tratta di andare in tribunale, gli italiani non sembrano avere difficoltà. Di fronte ad un tale disastro, per effetto del quale ci vogliono anni per vedere messa la parola fine ad una controversia magari banale in materie civili, diversi sono stati i tentativi di riorganizzazione il sistema in questi anni. Tra questi, vi è senz’altro il tentativo della cosiddetta “mediazione”. Un sistema che, dopo una fase di costruzione delle regole, costituzione e accreditamento dei soggetti autorizzati all’esercizio della mediazione e formazione degli operatori, con molta probabilità entrerà in funzione prima della fine di marzo 2011. A decorrere dal 20 Marzo 2010, infatti, l’Avvocato, è obbligato a portare a conoscenza del cliente, al momento del conferimento dell'incarico, dell’esistenza della possibilità di potersi avvalere della Mediazione. L’obbligo riguarda le materie per cui il ricorso al procedimento di mediazione è facoltativo. Nelle ipotesi per le quali la mediazione è posta quale condizione di procedibilità della domanda, l'obbligo di informativa per iscritto decorre dal 20 Marzo 2011 (art. 4 e art. 24 del D.lgs. 28/2010). Per le materie ove è facoltativo il ricorso alla Mediazione, l’avvocato dovrà mostrare l’informativa sulla possibilità di usufruire di un percorso di mediazione e dei relativi sgravi fiscali come dagli Artt. 17 e 20 del citato decreto (tutti gli atti, documenti e i provvedimenti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall’imposta di bollo e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura; così come è esente da imposta di registro - entro il limite di valore di 50.000 euro - il verbale di accordo), all’atto del mandato. Lega Consumatori - PassaparolaNews 1/2011 mezzo di pubblicità; - contratti nei settori banLa mediazione diviene cari, assicurativi e financondizione di procedibilità ziari. per le seguenti materie (art.5, comma 1, del d-lgs In questi casi, la parte che intende agire in giudizio 28/2010): ha l’onere di tentare la - condominio; mediazione e il giudice, - diritti reali; qualora rilevi che la me- divisione; dia-zione non è stata tenta- successioni ereditarie; ta o che non è decorso il - patti di famiglia; termine massimo per il - locazione; suo completamento, rinvia - comodato; il processo per consentirne - affitto di aziende; - risarcimento del danno lo svolgimento. Il tempo derivante da circolazione massimo della mediazione di veicoli e natanti, respon- è fissato in 4 mesi, trascorso il quale il processo può sabilità medica; - diffamazione con il mez- iniziare o proseguire. La mediazione, rispetto ad zo della stampa o con altro (Fonte giuridica: Overlex) alcune materie, si pone come condizione di procedibilità per l’avvio del processo. Questo significa che se non si tenta la mediazione, non si può avviare la causa dinanzi al giudice competente. Si tratta dei casi in cui il rapporto tra le parti è destinato, per le più diverse ragioni, a prolungarsi nel tempo, anche oltre la definizione della singola controversia. Ovvero dei casi di rapporti particolarmente conflittuali, rispetto ai quali, anche per la natura della lite, è quindi particolarmente più fertile il terreno della composizione straQualora la Mediazione è posta come condizione di procedibilità della domanda giudiziale, l’informativa sull’obbligo di tentare una preventiva mediazione dinanzi ad un Organismo, pubblico o privato, iscritto al Registro istituito presso il Ministero della Giustizia a pena di improcedibilità dell’eventuale futura azione in sede giudiziaria delle connesse agevolazioni fiscali previste dagli articoli 17 e 20 del citato decreto, deve essere fatta a partire del 20 Marzo 2011 al momento della nomina. giudiziale. 9 S T O R I E S I C U R E Z Z A A L I M E N T A R E Vita da pollo (italiano) Le regole per l’allevamento dei polli “nostrani” sono chiare. Un viaggio tra i vari modi di allevare gli animali, per capire cosa portiamo sulle nostre tavole e cosa diamo da mangiare ai nostri figli sempre più spesso La maggior parte dei polli che arrivano sulle nostre tavole appartengono alla categoria cosiddetta “standard”. Gli animali sono allevati in grandi capannoni dove sono liberi di muoversi su un terreno ricoperto da una lettiera, formata da truciolato di legno o paglia, quotidianamente rivoltata e fatta asciugare, ma mai sostituita per tutto il ciclo di vita dell’animale (è impossibile tecnicamente, finché nel capannone sono presenti gli animali). La quantità di polli massima per capannone è stata di recente definita dal decreto legislativo 181 del 27 settembre 2010 sul “benessere degli animali” (che ha recepito la direttiva europea 43 del 2007). Benessere degli animali si fa per dire, visto che la densità consentita viene misurata a chili e non a numero, perché i pulcini quando vengono messi nei capannoni pesano solo 40 grammi. La norma prevede un minimo di 33 Kg per metro quadro fino a 42 in relazione alle caratteristiche dell’allevamento. L’affollamento si fa più marcato verso la fine del ciclo di vita. I giorni di vita di un pollo sono in rapporto alla richiesta del mercato. Il pollo piccolo, destinato alle rosticcerie, viene macellato dopo circa 38 giorni. Il pollo di medie dimensioni, destinato in genere ai supermercati viene allevato per circa 50 giorni. Il pollo grande (fino a 3,5 Kg circa), destinato alle macellerie, viene allevato per circa 60 giorni. 10 Il pollo standard potremmo definirlo “pollo intensivo”. E’ frutto di un incrocio tra razze che negli anni ha selezionato il miglior rapporto tra cibo ingerito e ritmo di ingrasso. Così si è raggiunta la percentuale del 50%. Due chili di mangime, un chilo di carne. Il rapporto così diretto tra mangime e ingrasso coinvolge anche la qualità e il sapore della carne prodotta, diversa da quella del pollo ruspante tradizionale; essa è infatti poco caratterizzata e tale da assorbire in forte misura i sapori dei condimenti. Si tratta di carne molto tenera e a costi bassi, per questa ragione rappresenta circa il 90% delle vendite. Ci sono però delle alternative al pollo cosiddetto standard, in funzione della modalità di allamento. Le quattro categorie di allevamento sono le seguenti. Allevamento al coperto I polli crescono in capannoni come quelli standard, ma la densità massima è di 25 Kg per metro quadro e non possono essere macellati prima dei 56 giorni. Il prezzo è in media del 20% superiore al pollo standard. Allevamento all’aperto La densità abitativa nel capannone non può superare i 27,5 Kg per metro quadro. Devono essere presenti anche spazi aperti, ricoperti di vegetazione, a cui gli animali abbiano accesso per almeno metà della loro vita. La macellazione, anche in questo caso, non avviene prima dei 56 giorni. Allevamento rurale all’aperto La situazione è come quella dei polli allevati all’aperto, solo che nei capannoni non si possono allevare più di 4.800 animali, e l’accesso agli spazi aperti deve essere consentito fin da quando i polli hanno 6-8 settimane di vita. La macellazione avviene dopo almeno 81 giorni. Allevamento rurale in libertà L’accesso a spazi esterni di superficie illimitata deve essere costantemente garantito. Il pollo biologico, infine, si differenzia da quello all’aperto in libertà sostanzialmente solo per il mangime, che deve essere biologico e composto per almeno il 65% da cereali. Le recenti vicende prima del Belgio ed ora della Germania pongono come centrale il problema dei mangimi e dei farmaci. Il mangime dichiarato è composto in gran pare da granturco e grano, un po’ di sorgo, soia (è la parte proteica dell’alimentazione del pollo, n.d.r), oli vegetali, vitamine e sali minerali. Le proteine animali, invece, sono state vietate anche per i volatili dopo lo scandalo mucca pazza. Lega Consumatori - PassaparolaNews 1/2011 S I C U Come reagisce la Germania agli scandali alimentari? Lo scandalo della diossina è stato preceduto da quello minore delle mozzarelle blu, prodotte dal caseificio bavarese Milchwerk Jaeger. Con quello della diossina, però, la Germania viene a trovarsi in grosse difficoltà. Il ministero dell'Agricoltura tedesco ha annunciato che 4.709 realtà, tra fattorie e aziende agroalimentari, sono state provvisoriamente chiuse in questi giorni a causa del rischio di contaminazione da diossina. Di queste, ha precisato il ministero, 4.468 sono in Bassa Sassonia. Ad essere coinvolti sono soprattutto gli allevamenti di maiali. La causa di questo nuovo scandalo alimentare sarebbe da imputare a mangimi e foraggio per animali trattati con grassi alimentari contaminati dalla diossina, e consegnati dalla società Harles und Jentzsch a 25 produttori che, a loro volta, hanno venduto i mangimi contaminati ad allevatori in otto regioni (Brandeburgo, Amburgo, Bassa Sassonia, Nord Reno-Westfalia, Sassonia, SassoniaAnhalt, Schleswig-Holstein e Turingia), così come ha spiegato il ministro dell'Agricoltura e della protezione dei consumatori tedesco, Ilse Aigner. Il governo della cancelliera Angela Merkel ha quindi lanciato un appello al Paese, spiegando che sarebbe "assolutamente esagerato" rinunciare adesso alla carne e alle uova, ma migliaia di animali sono già stati soppressi, i consumi di questi prodotti sono in "forte calo" e, cosa ancor più grave, lo scandalo ha oltrepassato i confini nazionali. Per il momento, comunque, il caso sembra essere confinato alla Germania e all'Olanda. Il ministero della Salute italiano ha comunicato che nessun prodotto alimentare contaminato da diossina proveniente dalla Germania è stato inviato in Italia. La Commissione europea, inoltre, non ha lanciato alcun allarme generale e segue il caso con attenzione, così come tutte le autorità di controllo dei vari Paesi dell’Unione. In Italia l’allerta è massima, anche per evitare che isterismi ingiustificati colpiscano la più che sicura filiera delle uova nazionali. Lega Consumatori - PassaparolaNews 1/2011 R E Z Z A A L I M E N T A R E Come difendersi dalle frodi nel commercio di olio extra vergine. Sotto accusa le bottiglie vendute a prezzi stracciati fuorimercato La raccolta delle olive, nonostante la larga applicazione delle macchine, è faticosa ed ha un costo. Soprattutto se fatta con scrupolo e largo impegno di mano d’opera. Di conseguenza, molte olive raccolte per terra risultano schiacciate, ammaccate e se ammassate in sacchi di plastica prima della spremitura risultano fermentate. La concentrazione del raccolto delle olive in poco tempo e la scarsità della manodopera disponibile, creano le situazioni critiche per le quali le olive possono aspettare giorni in attesa della spremitura. Quando le olive rovinate sono poche, il contenuto di alchilesteri risulta inferiore a 75 milligrammi per chilo di olio vergine; quando sono molte, la presenza di alchilesteri aumenta notevolmente. Va tenuto presente che dai frantoi seri esce un olio che in media non supera i 15 milligrammi di alchilesteri per chilo. In questo intervallo di tempo, poi, le olive sviluppano fermentazioni e note aromatiche anomale, che conferiscono all’olio un cattivo odore impedendone la commercializzazione come extra-vergine. L’olio va quindi fuori norma e non può essere venduto, anche perché comincia ad avere un cattivo odore. A questo punto, i produttori “furbi” lo deodorano in condizioni “blande” (in modo da non lasciare segni evidenti del trattamento) e lo aggiungono all’olio extra-vergine vero. L’effetto magico ha funzionato per anni, fino a quando i controllori hanno stabilito che la presenza eccessiva di alchilesteri può essere considerata un indice di frode. Il sistema è vietato, ma mancando sino ad ora metodi analitici ufficiali in grado di svelare la frode, è del tutto normale trovare sul mercato grosse partite di olio deodorato a basso prezzo, da miscelare ad olio extra-vergine. Gli addetti ai lavori sanno benissimo che la deodorazione è utilizzata da anni come pratica illecita. Questi oli dovrebbero avere un odore sgradevole che però sparisce dopo il trattamento di deodorazione anche condotto in condizioni blande. L’effetto magico però dura poco perché l’olio, anche se miscelato con un extravergine e imbottigliato, si ossida facilmente e dopo tre mesi il consumatore si trova in bottiglia un prodotto dal sapore mediocre e di pessima qualità. Da questo mese di febbraio dovrebbero entrare in vigore nuovi parametri comunitari, secondo i quali l’olio non potrà contenere più di 75 milligrammi di alchilesteri per chilo, come proposto dal Consiglio oleico internazionale. Una spia da valutare per evitare fregature è, come sempre, il prezzo: gli oli esteri (spagnoli, tunisini e greci) costano all’ingrosso intorno ai € 2,10, ai quali bisogna aggiungere i costi di trasporto, lavorazione e imbottigliamento, oltre al margine del venditore. Facendo due conti, alla fine risulta difficile considerare affidabile un olio classificato come extravergine se il costo è troppo basso, addirittura sotto il prezzo sopra citato. Bisogna pertanto gestire il tutto con un attento discernimento critico. 11 N O T I Z I E D A L L ’ A M B Le fonti energetiche rinnovabili sono una scelta strategica seria. Manteniamola tale. La scelta delle fondi rinnovabili è motivata in termini inequivocabili: essa è strategicamente determinante per un futuro sostenibile. Bisogna però tenere conto che il costo ricade sulla bolletta degli utenti, attualmente per il 7%. E’ però necessario entrare nel merito e verificare quanto degli investimenti attiene specificamente alle energie rinnovabili e non ad altro. Per iniziare questa analisi vediamo le cifre. Nel 2010 il capitolo energie rinnovabili comportava un investimento di € 3.400.000; fra queste, € 1.000.000 per il fotovoltaico e €1.600.000 per energie assimilabili (a quelle rinnovabili). Nel 2011 l’investimento salirà a € 4.000.000. Si apre, pertanto, il problema non di ridurre l’investimento per le energie rinnovabili ma della efficacia, coerenza e produttività di tale investimento. Si tratta di una tematica che vede attenta l’Autorità per l’Energia e sulla quale interviene l’Acquirente Unico Spa. In un comunicato stampa che riportiamo, l’ingegner Paolo Vigevano, amministratore delegato di Acquirente Unico S.p.A., spiega come «l’attenzione di Acquirente Unico, la cui funzione sul mercato è di assicurare una tutela per i consumatori domestici e le PMI, mette in evidenza l’incidenza crescente della voce “oneri di sistema” sulla bolletta elettrica. Nella spesa media annua della famiglia tipo, la voce relativa alle fonti rinnovabili pesa per il 7% circa, a cui si aggiungono altre voci per circa il 2%, portando gli oneri generali di sistema a poco meno del 10%. Senza un intervento sulla loro evoluzione futura, il peso percentuale di tali oneri potrebbe superare entro pochi anni per importanza il differenziale del costo dell’energia elettrica in Italia rispetto agli altri Paesi dovuto al mix sfavorevole di produzione. Le previste dinamiche di crescita del settore delle fonti rinnovabili impongono una visione di lungo termine». «Per questo - spiega ancora Vigevano - Acquirente Unico auspica una razionalizzazioLega Consumatori - PassaparolaNews 1/2011 ne del sistema delle incentivazioni. Le incentivazioni vanno armonizzate con gli standard europei e con le tendenze dell’evoluzione tecnologica, al fine di contenere la loro incidenza sul prezzo finale dell’energia elettrica. La riduzione degli incentivi deve avvenire con tempistiche prevedibili. Al riguardo è auspicabile un maggior ruolo dell’AEEG (l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, N.d.R.), in particolare per quanto riguarda la congruità e la sostenibilità degli importi di tali incentivi. Nello sviluppo delle fonti rinnovabili occorre garantire coerenza e coordinamento tra le diverse componenti che devono costituire la strategia energetica nazionale a tutto beneficio per i costi sopportati dal consumatore finale». I E N T E Tonno rosso, ancora battaglia sulle quote pesca tra Ue e Governi È ancora battaglia in Europa sulla quote relative alla pesca del tonno rosso. Il gruppo di esperti scientifici della Commissione internazionale per la conservazione dei tonni dell'Atlantico (Iccat), lo scorso 7 ottobre a Madrid, ha richiamato l’attenzione dei Paesi membri sulle quote, in vista della riunione della Commissione, di Parigi il 17 novembre. Per garantire una ricostituzione di almeno il 60% dello stock dei tonni rossi nel 2022 hanno sottolineato gli esperti - il livello delle catture totali annuali non dovrebbe superare le 13.500 tonnellate l'anno. Per salvare completamente la specie, la quota totale dovrebbe essere inferiore alle 6.000 tonnellate anno, la metà di quella attuale. Una cifra che l’industria ittica considera insufficiente a coprire le esigenze del mercato. I ministri del Sud dell’Europa - in prima linea Italia, Francia e Spagna - dove si pesca il tonno rosso si sono schierati dalla parte dell’industria ittica. Critica la posizione di Greenpeace Italia, che sostiene che “tonno rosso è una risorsa drammaticamente in crisi ed è diventato il simbolo di come la pesca sia stata gestita finora in maniera non sostenibile. Puntare alla ricostituzione del 60% della popolazione è rischioso, perché i dati sul pescato non sono certi e soprattutto non tengono conto del fenomeno della pesca illegale, molto sottovalutato. Per lo stesso motivo, anche il limite di 6.000 tonnellate, definito come ottimale dalla comunità scientifica, ci sembra insufficiente, tanto più che non soddisferebbe nemmeno le esigenze dell’industria. Meglio allora chiudere la pesca per un periodo sufficiente alla ricostituzione integrale dello stock e nel frattempo lavorare alla riorganizzazione delle flotte”. La riunione comunitaria c’è stata, con un piccolo passo in avanti: la quota stabilità per il 2011 è passata da 13.500 ton a 12.900. L’Italia è passata 1.937,5 ton a 1.875 ton, con una diminuzione del 4,4%. N O L’ O P E R A D I A L D O F I N Z I L’IMPEGNO DEL NIPOTE T E PERCHÉ SI POSSA REALIZZARE UN SOGNO Cari Amici, so per certo che ben conoscete il fervore di questi ultimi anni attorno alle musiche di mio nonno; so che avete bene a mente la mia totale – filiale e nepotale – dedizione a questa causa (che ha portato le musiche del nonno in giro per il mondo intero). Premetto che … prometto che se va in porto questo progetto non mi permetterò mai più di farvi una richiesta quale quella che qui mi permetto formulare; ciò premesso, chiedo sommessamente se vorrete e potrete dare un obolo (quale esso sia perché mi hanno insegnato che tanti sassolini fanno una montagna) così che si possa far eseguire l’unica composizione del nonno ancora ineseguita: ma la più importante. In collaborazione con Regione Lombardia e Jerusalem Foundation (Gerusalemme), Accademia delle Opere (una delle più belle realtà orchestrali italiane) ho infatti avviato la progettazione e la proposta di realizzazione di un iniziativa culturale/educativa che prevede, nella sua fase conclusiva l’esecuzione dell’opera lirica inedita di mio nonno “Serenata al Vento”: sarà una prima mondiale. Quest’opera venne presentata ad un concorso indetto dalla Scala nel 1937 per un’opera prima e venne giudicata la migliore. Pick-Mangiagalli, direttore del Conservatorio Verdi e autorevole membro della giuria, si complimentò in via confidenziale con l’autore per la vittoria ormai certa, ma nell’imminenza della promulgazione delle leggi razziali l’annuncio ufficiale non giunse mai e il concorso venne annullato senza clamore. Su libretto di Carlo Veneziani, trattasi - per usare le parole di chi la sta studiando - di una “commedia di costume” saporita e sospirosa, maliziosa e divertente, dove la satira garbata si sposa all’arguzia pungente. L’opera ad oggi mai eseguita, musicalmente meravigliosa (sempre a detta di chi la sta studiando), risulta essere anche decisamente accattivante sul piano scenico e di indubbia presa sul pubblico per l’abile mescolanza di ingenuità e tragicommedia, fantasia e realtà. I Z I E D A L L ’ I T Vademecum per le segnalazioni on line verso Vodafone Dalla Home Page di www.vodafone.it fate click su Area Contattaci (in alto a destra). In bacco c’è un riquadro “Area Associazioni”, cliccate sopra e si apre una pagina, cliccate su “Invia segnalazione”, cliccate su “Accedi”, compilate tutti i campi (quelli con l’asterisco sono obbligatori, inserite SEMPRE il riferimento territoriale dell’associazione. L’indirizzo email richiesto nel form sarà quello su cui riceverete risposta, pertanto inseritene uno aggiornato e funzionante, potete allegare anche file (fino ad un massimo di 4 mega byte). Una volta compilati tutti i campi e atteso il caricamento dei file, premete il tasto invia. Avrete conferma del corretto inserimento ricevendo entro 24 ore una mail con un codice identificativo univoco. Poi riceverete una mail contenente copia di quanto inserito a sistema (probabilmente questa funzione non è ancora attiva). Siamo in attesa di ricevere l’username… la speranza è ultima a morire. Verona, nasce il GustoGas Da un’iniziativa congiunta Acli di Verona e Lega Consumatori nasce un gruppo di acquisto I Gruppi di Acquisto Solidale (GAS) sono realtà territoriali che nascono dal desiderio di singoli e famiglie di inserirsi nel tessuto economico del territorio in modo più equo e sostenibile. I GAS si propongono infatti di acquistare beni alimentari e di consumo direttamente da produttori che promuovono un commercio etico, attento alle materie prime utilizzate, alla modalità di realizzazione e ai diritti dei lavoratori impiegati. Questo si traduce, ad esempio, nell’acquisto L’attuale ipotesi prevede l’avvio delle attività già nel prossimo mese e, entro 12/18 mesi, la messa in di verdura e frutta di stagione provenienti da coltivazioni certificate biologiche oppure di scena (rappresentazione a Milano e – se si abbigliamento realizzato con tessuti naturali, raggiunge il budget indicato – anche a non sottoposti a trattamenti chimici, realizzaGerusalemme) dell’opera. Anche per le evidenti ti da piccole imprese operanti sul territorio complessità di natura musicale cantanti e nazionale. L’offerta dei panieri è estremamusicisti saranno gruppi professionisti: Opera mente variabile nei diversi GAS, in ragione Eterna di Gerusalemme e orchestra Accademia del numero degli aderenti e delle necessità delle Opere di Milano. degli stessi, arrivando a comprendere nelle realtà più complesse l’intero fabbisogno di La Regione finanzierà il progetto - il cui costo una famiglia (pane, pasta, latticini, frutta e complessivo si aggira attorno ai 450.000 euro! verdura, carne, sughi, detersivi, abbiglianella misura di un terzo: solo scrivere la mento, scarpe). GustoGas nasce dalla volondifferenza mi spaventa... siccome un po’ mi tà di un gruppo di utenti di realizzare un vergogno, l’IBAN lo aggiungo in calce: Gruppo di Acquisto Solidale all’interno del IT19C0358901600010570373688 centro storico di Verona; le Acli di Verona, in intestato a Aldo Finzi Diacronia, causale: collaborazione con la Lega Consumatori, “erogazione liberale realizzazione opera”. hanno reso concreto questo desiderio grazie Grazie mille. Aldo Finzi (nipote) ad un finanziamento e ad un contributo logi- Lega Consumatori - PassaparolaNews 1/2011 A L I A stico-organizzativo per le attività divulgative e la copertura dei costi di realizzazione. Grazie al contributo delle Acli e della Lega Consumatori infatti, sono state inaugurate iniziative di presentazione e promozione dell’attività ed è stato realizzato un software (DigiGas 3) per la compilazione degli ordini; attraverso questo software, distribuito con licenza gratuita OpenSource, Acli e Lega Consumatori e GustoGas stanno il proprio apporto concreto alla rete nazionale dei GAS. Costituitosi fin da subito come associazione, GustoGas è arrivato in pochi a mesi a contare una settantina di partecipanti che acquistano ogni settimana frutta, verdura e da qualche tempo carne e latticini da produttori certificati che collaborano già con altri GAS cittadini e che rispondono in modo reale alle esigenze dei gruppi di acquisto solidale. Il 26 Ottobre scorso, presso GustoBIO di via san Cosimo, sede di distribuzione dei prodotti acquistati attraverso Gusto Gas, si è svolta, alla presenza di partecipanti di altri GAS del territorio, una serata di presentazione e promozione di jeans (Ecogeco) e scarpe (Astorflex) prodotte in modo solidale e sostenibile che diverranno presto parte dell’offerta del nostro paniere. Nella stessa serata è stato presentato il progetto, già noto ai GAS di più antica costituzione, della “filiera del grano” che si impegna a produrre derivati di questo cereale in modo interamente naturale e la piattaforma DigiGas 3. Per divenire parte attiva di GustoGas è necessario aderire all'associazione: assieme alla tessera associativa verrà rilasciato uno user e una password che permetteranno, direttamente dalle pagine del nostro sito, di ordinare i prodotti. Formalizzando l’adesione a Gusto Gas sarà possibile garantire la continuità del servizio e la realizzazione di iniziative future di promozione e sensibilizzazione ad un mercato più giusto e sostenibile. Apprezzamento per l’iniziativa giunge dal Presidente Nazionale della Lega Consumatori, Pietro Praderi: “Mi complimento con l’iniziativa delle Acli e della lega Consumatori di Verona. Nei contenuti essa richiama l’esperienza dei gruppi di acquisto collettivi, delle cooperative commissionarie, dei gruppi di acquisto familiare che 40 anni orsono ha visto la Lega Consumatori come creatrice e in posizioni di avanguardia. E’ bene che la proposta venga indirizzata a tutti, in spirito unitario, avendo però cura dell’impronta identitaria che non emerge in una sintesi stringata, ma che è fondamentale per la coerenza e l’incisività della proposta stessa”. Per maggiori informazioni: - consultare il sito www.gas.gustobio.it - contattare la sede della Lega Consumatori di Verona, il mercoledì dalle 15 alle 17.00, al numero di telefono 045.8065512. 13