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ventiseiesima
stagione
concertistica
2008-2009
«È tutto top secret», mi ha risposto la vulcanica presidente di Fasanomusica quando le ho chiesto
qualche anticipazione sul programma di questa stagione concertistica. «Poco male», mi sono detto,
anche perché non è soltanto al sottoscritto che Mariolina Patronelli ha nascosto il calendario degli
spettacoli; come ogni anno, sembra che lo chiuda in un “forziere” per lanciarlo erga omnes, a mo’ di
fuochi pirotecnici, al fine di illuminare il buio cielo settembrino. E sarà così anche stavolta: c’è da giurarci! In ogni caso, le due “notizie” in fuga sono davvero da applauso: la prima sul ritorno del sodalizio al Teatro Sociale, dove Fasanomusica è nata nel 1983: un ritorno in punta di piedi che vedrà la
nostra concittadina Adalisa Castellaneta, chitarrista ormai affermata, calcare il palcoscenico del nostro contenitore-gioiello di manifestazioni. La seconda si riferisce ad un allargamento delle proposte
musicali da ospitare sulle colline della Selva di Fasano, con tre concerti domenicali (nel consueto mese di giugno) e con l’ultimo appuntamento, quello di chiusura della stagione, che sarà, ne sono certo,
l’ennesimo evento cui Fasanomusica ci ha abituato da 26 anni a questa parte.
Del sodalizio come polo culturale importante dell’intera Puglia, e direi anche (senza tema di smentite) di gran parte del Mezzogiorno d’Italia, ho già avuto modo di dire in più di un’occasione, e qui
non mi rimane che rimarcarlo nella speranza che i fasanesi per primi lo comprendano e sentano “loro” l’associazione concertistica, difendendola con l’arma più semplice e spontanea a disposizione: la
partecipazione ai vari eventi, quella stessa partecipazione che è sentita con “passione” dai tanti spettatori, abbonati e paganti del singolo spettacolo, che giungono a Fasano, per Fasanomusica, da ogni
angolo della Puglia. A questi va il mio più caloroso saluto e benvenuto, mentre alla presidente del sodalizio, e a tutte le sue collaboratrici, oltre che ai suoi collaboratori, va il mio più sentito augurio di
buon lavoro per il successo della ricca ventiseiesima stagione di spettacoli.
LELLO DI BARI
Sindaco di Fasano
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Tra ritorni e nuovi percorsi, una stagione da ricordare…
Con l’entusiasmo di sempre, anche quest’anno abbiamo configurato un cartellone di alto livello
artistico.
In questa società, in cui elemento dominante risulta l’impermanenza, dove alla diffusa precarietà
si associa la superficialità e, al contempo, l’intolleranza verso tutto quello che reca i segni della diversità; in questa società che pare aver smarrito i grandi valori, e che il sociologo Zygmunt Bauman,
con felice espressione, ha definito «società liquida», dove tutto sembra correre e trasformarsi in modo così veloce da trasmetterci la sensazione di non riuscire a tenere il passo, noi vogliamo, dobbiamo,
fermarci, consapevoli di come sia diventato di vitale importanza offrire a noi stessi momenti di riflessione, occasioni per «andare al fondo delle cose»: occorre recuperare la dimensione profonda della
vita nell’impegno di ognuno al disvelamento della verità e della bellezza.
Ne siamo convinti: vivere l’ancestrale rito di una comunità che si ritrova insieme ad ascoltare musica o a subire la fascinazione della danza, è l’occasione, colta forse per un attimo, soltanto un attimo, per ritrovare se stessi, per offrirsi la dimensione della profondità.
Il programma che abbiano articolato per questa 26ª Stagione, più che mai interessante e variegato, un po’ ha la pretesa di recuperare negli spettacoli proposti la nota distintiva della profondità e del
valore estetico.
L’impegno di Fasanomusica è stato sempre quello di rispettare la molteplicità dei gusti del pubblico, ma con un unico filo conduttore: la qualità e l’alto contenuto artistico-culturale della programmazione.
Non a caso, anche per quest’anno, il cartellone propone spettacoli in esclusiva regionale, che manifestano l’eccezionale e riconosciuto interesse di compagnie e artisti di fama internazionale per Fasanomusica, che ancora una volta si pone al centro della migliore offerta musicale e di spettacolo della nostra regione, malgrado le note difficoltà di bilancio di chi fa arte, musica, cultura.
Continuare a lavorare con passione e serietà, tenendo sempre presenti la finalità dell’Associazione che, ricordiamolo, non ha scopo di lucro; contattare e far essere presenti in cartellone artisti di
chiara fama; creare nuove produzioni; dare continuità e al tempo stesso novità alle proposte, non è facile.
Certamente, e questo possiamo dirlo con orgoglio, tanti artisti, anche i migliori, conoscono l’Associazione e la credibilità che si è conquistata negli anni.
Gli artisti, a volte con stupore, ricordano il meraviglioso pubblico di Fasanomusica, riconoscendone la capacità di attenzione e di ascolto, il calore manifestato in tutte le esibizioni.
Questo per noi rappresenta la più grande soddisfazione, perché tanti anni di grande musica, di
eventi pregni di qualità e di innovazione al contempo, hanno dato i risultati sperati.
Quest’anno, per la serata inaugurale, siamo riusciti a mettere insieme, e per la prima volta nella
loro carriera, due pianisti pugliesi la cui fama ha varcato da tempo i confini nazionali: Benedetto Lupo ed Emanuele Arciuli, che proporranno un programma tutto dedicato a Ludwig Van Beethoven.
Per la prima volta in Puglia, canterà per noi una delle più originali interpreti del fado, Mafalda
Arnauth, che ci consentirà di aprire i nostri orizzonti musicali e soffermarci su una delle più antiche
e profonde culture del mondo, quale quella portoghese.
La sezione “Il grande jazz” della 26ª Stagione propone un evento internazionale: ancora in esclusiva regionale, Enrico Rava e Stefano Bollani si esibiranno assieme ad un trio formidabile di jazzisti
americani che suonano abitualmente con Brad Meldhau. Per Fasanomusica il gruppo presenterà l’album inciso nei mesi scorsi negli Stati Uniti.
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Il Nuevo Ballet Español, di norma, si esibisce solo nei grandi teatri internazionali; quest’anno sarà
con noi nel presentare un’idea del flamenco rigorosa nello stile e nell’estetica, ma aperta alle influenze
della danza contemporanea.
Nell’anno delle celebrazioni dedicate a Domenico Modugno, abbiamo pensato di ricordare il cantante e musicista pugliese più conosciuto al mondo con una produzione originale cui prendono parte
numerosi tra i migliori musicisti italiani di musica jazz e “di confine”, capeggiati dall’eclettico Peppe Servillo.
Poi, dopo 15 anni, avremo il ritorno attesissimo dello straordinario Trio Guarneri di Praga.
Non mancherà, anche per quest’anno, il consueto appuntamento con il gospel americano e l’incontro con il balletto moderno che ci proporrà l’inquieto ed eterno mito del “Narciso”.
Sarà con noi anche il celebre violinista Ilya Grubert, e farà ritorno il grande violoncellista Franco Maggio Ormezowski, mentre il giovane violinista cinese Ning Feng, vincitore del premio “Paganini”, eseguirà il bellissimo concerto di Mendelssohn accompagnato dall’Orchestra Sinfonica della Radio di Mosca.
Non manca nella nuova stagione concertistica la dovuta attenzione ai musicisti fasanesi: la nuova
produzione, fuori abbonamento, del concerto della chitarrista Adalisa Castellaneta con l’orchestra diretta da Teresa Satalino, rappresenterà per noi anche il significativo ritorno, “in punta di piedi”, in
quel Teatro Sociale che è stato sede delle nostre prime cinque stagioni concertistiche.
Le “Domeniche in musica” si terranno ancora una volta a Selva di Fasano, dove, per valorizzare
il nostro bellissimo sito collinare, quest’anno, nel parco della Casina Municipale, si terrà anche l’evento musicale estivo.
Rivolgo dunque un accorato appello a tutti coloro che ci hanno aiutato in questi anni: gli Enti Pubblici, gli imprenditori illuminati, il Comitato organizzatore tutto al femminile, i moltissimi amici e, soprattutto, lo splendido pubblico di Fasanomusica: «Continuate a sostenerci. Insieme possiamo percorrere il cammino della nostra crescita culturale ed estetica e contribuire, per nostra parte, alla costruzione di una società più solidale e più profonda».
MARIOLINA PATRONELLI CASTELLANETA
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Stagione Concertistica
2008-2009
PROGRAMMA
2008
TEATRO KENNEDY - FASANO
Venerdì
Inaugurazione - In esclusiva per Fasanomusica
28 Novembre Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari
Direttore Fabio Mastrangelo
Solisti: pianisti Emanuele Arciuli e Benedetto Lupo
Giovedì
Concerto di Natale - In prima regionale
18 Dicembre The Inspirational Choir of Harlem
2009
5
Lunedì
Orchestra Sinfonica della Radio di Mosca
Gennaio
Direttore Nicola Giuliani
Solista: violinista Feng Ning (vincitore premio Paganini 2006)
Giovedì
Il grande jazz - In esclusiva regionale
29 Gennaio
Enrico Rava US Quintet
Enrico Rava tromba Mark Turner tenor sax
Stefano Bollani piano Larry Grenadier basso
Jeff Ballard percussioni
Giovedì
In prima regionale
5 Febbraio Spellbound Dance Company
Don Giovanni, il gioco di Narciso
Regia e coreografia di Mauro Astolfi
Sabato
In esclusiva regionale
21 Febbraio Nuevo Ballet Español
Sangre Flamenca
Coreografia e direzione artistica Rojas & Rodriguez
Giovedì
12 Marzo
Giovedì
19 Marzo
In esclusiva regionale
Mafalda Arnauth, nuova regina portoghese del fado
“Canto il potere occulto della donna”
In esclusiva regionale
Trio Guarneri di Praga
Ivan Klansky piano Cenek Pavlik violino Marek Jerie violoncello
Martedì
31 Marzo
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Omaggio a Domenico Modugno
Uomini in frac
Peppe Servillo voce Javier Girotto sax, clarinetto
Fabrizio Bosso tromba Fausto Mesolella chitarra
Mimmo Epifani voce, mandolino Rita Marcotulli pianoforte
Furio Di Castri contrabbasso Cristiano Calcagnile batteria
Mimì Ciaramella voce, percussioni
Giovedì
16 Aprile
Ilya Grubert violino
Brenno Ambrosini pianoforte
NUOVO TEATRO SOCIALE - FASANO
Giovedì
23 Aprile
MedOrchestra
Direttore Teresa Satalino
Solista: chitarrista Adalisa Castellaneta
Fuori abbonamento (prelazione con riduzione per gli abbonati)
Le domeniche in musica
SALONE DEI CONGRESSI (Casina Municipale)
Selva di Fasano
7
Giugno
In esclusiva regionale
Franco Maggio Ormezowski violoncello
Barbara Lunetta pianoforte
14 Giugno
Rania Debs pianoforte
Antonio Fruscella chitarra classica
28 Giugno
Il fascino della musica Anni ’30
Boop Sisters
Lily Latuheru - Giò Giò Rapattoni - Alessya Piermarini
Silvia Manco pianoforte Guido Giacomini contrabbasso
Davide Vaccari chitarra Carlo Battisti batteria
Luglio
PARCO DELLA CASINA MUNICIPALE
Selva di Fasano
Evento musicale da definire
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Foto Ninni Pepe
ClickFoto
Teatro Kennedy - Fasano (sede della stagione concertistica)
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VENERDÌ_NOVEMBRE
28
2008
In esclusiva per
“Fasanomusica”
Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari
Emanuele Arciuli
Benedetto Lupo
Direttore Fabio Mastrangelo
Pianisti
Programma inaugurazione
Beethoven
Concerto n. 4 in Sol magg. op. 58
pianista Emanuele
Arciuli
Concerto n. 5 in Mi b magg. op. 73
pianista Benedetto
Lupo
Orchestra Sinfonica
della Provincia di Bari
Sorta nel 1968, grazie alla sensibilità con cui
l’Amministrazione provinciale di Bari accolse
le sollecitazioni di Vitantonio Barbanente, all’epoca presidente del Conservatorio “Piccinni”
di Bari, l’Orchestra di Bari fu affidata, anche
per la direzione artistica, al maestro Gabriele
Ferro, allora giovane docente di direzione orchestrale del Conservatorio, che era diretto da
Nino Rota. Solo tre anni dopo l’orchestra venne riconosciuta dal Ministero dello Spettacolo
“formazione di interesse nazionale” come Istituzione Concertistica Orchestrale (ICO).
Sin dalla sua formazione l’orchestra ha
svolto intensa attività sia a Bari, sia in altri centri della provincia e in ambito extraregionale,
tenendo poi regolari “stagioni” anche a Molfetta, Trani, Bitonto e Matera.
L’orchestra ha collaborato ripetutamente
col Teatro Petruzzelli in occasione delle stagioni liriche tradizionali, partecipando inoltre
ad alcune prestigiose trasferte del teatro.
Attualmente affidata al maestro Marco
Renzi – direttore del Conservatorio “Piccinni” di Bari –, la direzione artistica dell’orchestra è stata retta, dopo Gabriele Ferro, da Pietro Argento, Bruno Campanella, Rino Marrone, Nino Lepore, Michele Marvulli, Paolo Lepore, Roberto De Simone.
Sul suo podio si sono avvicendati, come direttori ospiti, Nino Rota, Bellugi, Rossi, Berio, Duarte, Gusella, Fridmann, Martinotti,
Renzetti, Urbini, Maag, Mannino, Aprea, Sanderling, Caracciolo, Fistoulari, Leibovitz,
Delman, Molinari Pradelli, La Rosa Parodi,
Giovaninetti, Neubold, Brott, Viotti, Zedda e
inoltre Morricone e Gaslini. Tra i numerosi
solisti vanno ricordati Asciolla, Accardo,
Quarta, Ayo, Kogan, Belkin, Beilina, Filippini, Brunello, Petracchi, Casadeus, Gilels, Abbado, Oblsson, Ciccolini, Fiorentino, Camicia, De Barberis, Tipo, Cocarelli, Lupo, Berberian, Trio di Trieste.
Fra le altre iniziative promosse dall’istituzione, vanno citate un ciclo di manifestazioni
dedicate a “Nino Rota, compositore del nostro tempo” 1995, la co-organizzazione del
Festival Mousiké – nell’ambito del progetto
governativo “Culture dei mari - Musica 2000”
– con scambi con importanti orchestre nazionali ed estere e festival internazionali.
Nel 1996 l’orchestra ha commissionato la
edizione critica di un’opera inedita del 1780
del compositore Giacomo Insanguine di Monopoli.
9
Inaugurazione
Il complesso ha anche al suo attivo registrazioni su cd, fra le altre: il Concerto n. 3 di
Rachmaninov; lo Stabat Mater di Rossini e la
composizione inedita di Vito Paternoster Il
pane, sotto la direzione dell’autore.
Nel 2000, l’orchestra ha presentato in
“prima mondiale” la cantata Populorum progressio dello stesso De Simone, voce recitante
l’attore Michele Placido.
Nel 2001 l’orchestra è tornata al Festival
dei Due Mondi di Spoleto, esibendosi inoltre
in Olanda e in Belgio diretta da Alter Proost,
solista il pianista Luigi Ceci.
A Spoleto l’orchestra ha nuovamente suonato nel 2002, rinnovando il successo già ottenuto nelle precedenti esibizioni.
Una prestigiosa trasferta si è avuta il 17
maggio 2003, quando – in occasione del conferimento a Sua Santità Papa Giovanni Paolo II
della laurea honoris causa in Giurisprudenza –
l’orchestra ha tenuto a Roma ben due concerti: uno alla presenza del papa nella sala “Paolo
VI” e l’altro nella basilica di S. Maria Maggiore, concerti ripresi dalle tv nazionali e dalla tv
satellitare vaticana.
Emanuele Arciuli pianista
Si è imposto come una delle voci più originali e interessanti della nuova scena concertistica. Il suo repertorio spazia da Bach alla musica d’oggi, di cui – con speciale riferimento
agli Stati Uniti – è considerato uno dei più
convinti interpreti dagli stessi compositori,
con molti dei quali ha stabilito un proficuo
rapporto di stima e collaborazione artistica
(John Adams, Michael Nyman, George
Crumb, Frederic Rzewski, Azio Corghi, Aaron Jay Kernis, solo per citarne alcuni).
Suona regolarmente per istituzioni come il
Festival Internazionale Pianistico di Brescia e
Bergamo, Settembre Musica di Torino, Berliner Festwochen, Teatro San Carlo di Napoli,
La Fenice di Venezia, Arena di Verona, Carlo
Felice di Genova, Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, Orchestra Verdi e Pomeriggi
Musicali di Milano, Orchestra Filarmonica di
San Pietroburgo, Orquestra Sinfonica Brasileira di Rio de Janeiro, Festival Pianistico di
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Emanuele Arciuli
Miami. Collabora con direttori d’orchestra quali Yoel Levi, Zoltan Pesko, Mario Venzago, Stefan Reck, Anton Nanut, Marc Andreae etc.
È inoltre ospite di stagioni e festival specialmente dedicati alla contemporaneità, quali
Biennale di Venezia, Miller Theater di New
York, Festival Milano Musica, Festival Pontino
e molti altri ancora. La produzione per pianoforte e orchestra, in particolare, si è arricchita di numerose opere scritte per lui o da lui eseguite in prima assoluta: fra i nomi Michael Nyman, Lorenzo Ferrero, Filippo Del Corno, Michele Dall’Ongaro, Carlo Boccadoro, infine
Brent Michael Davids (Mohicans) e Louis W.
Ballard (Cherokee), di cui Arciuli ha
eseguito l’Indiana Concerto con la Indianapolis
Symphony Orchestra nel gennaio 2008. Plurimo di Claudio Ambrosini, per 2 pianoforti e orchestra, eseguito all’ultima Biennale di Venezia
(con Libetta, Valade e l’Orchestra della RAI) è
stato premiato con il Leone d’Oro 2007.
Ha inciso numerosi cd, tra i quali l’integrale pianistica di Berg e Webern e il Concerto
per piano e orchestra di Bruno Maderna in
prima mondiale. L’album dedicato a George
Crumb ha ricevuto la nomination per
i “Grammy Awards”, mentre il cd contenente
musiche di Adams e Rzewski è stato votato
dalla critica come miglior disco italiano del
2006.
Ha suscitato grande interesse da parte della critica internazionale il ciclo delle Round
Midnight Variations, un gruppo di composizioni espressamente scritte per lui nel 2001
dai maggiori autori statunitensi, che si impone come una delle più significative raccolte
pianistiche dei nostri giorni; e Eine Kleine
Mitternachtmusik, un’opera pianistica dedicatagli da George Crumb, che segna il ritorno
alla composizione del grande musicista americano.
Oltre alle frequenti collaborazioni con riviste come “Piano Time” e “Il Giornale della
Musica”, Arciuli ha appena pubblicato il volume Rifugio Intermedio - Il pianoforte contemporaneo tra Italia e Stati Uniti per il Teatro di
Monfalcone, e sta lavorando ad un nuovo, ampio libro sul pianoforte americano per
EDT. Mario Bortolotto gli ha dedicato una
delle dieci ampie monografie sugli interpreti
italiani di oggi, su RaiRadioTre.
Tra i prossimi impegni due tournée negli
Stati Uniti, debutti al Teatro alla Scala di Milano in recital, Maggio Musicale Fiorentino con
l’orchestra Musikgebow di Amsterdam,
Smithsonian Museum di Washington, un cd
per Stradivarius, un dvd per la Vai americana.
È titolare della cattedra di pianoforte principale al Conservatorio di Bari e dal 1998 è frequentemente Guest Faculty (professore ospite) al College Conservatory of Music della
Università di Cincinnati e in altre università
americane.
burn” negli Stati Uniti. Nel 1992 ha vinto a
Londra il Premio “Terence Judd”.
Ha suonato al Lincoln Center di New
York, Salle Pleyel a Parigi, Wigmore Hall a
Londra, Philharmonie a Berlino, Palais des
Beaux Arts di Bruxelles, Festival Internazionale di Istanbul, Festival “Enescu” di Bucarest, Tivoli Festival di Copenaghen; per i più importanti teatri italiani – Teatro alla Scala di Milano, San Carlo di Napoli, La Fenice di Venezia, Comunale di Bologna e di Firenze, Regio
di Torino, Verdi di Trieste, Carlo Felice di Genova, Filarmonico di Verona e Massimo di Palermo – e per le maggiori istituzioni concertistiche nazionali, tra le quali l’Accademia di S.
Cecilia, l’Orchestra Nazionale della RAI, l’Unione Musicale di Torino, la Società del Quartetto di Milano, l’Accademia Filarmonica Romana, gli Amici della Musica di Firenze, il Festival Pianistico Internazionale “A.B. Michelangeli” di Bergamo e Brescia.
Tra le orchestre di fama mondiale con cui
ha suonato ricordiamo la Gewandhaus Orchester di Lipsia e la London Philharmonic dirette da Vladimir Jurowski, la Hallé Orchestra,
l’Orchestra di Montréal e la Deutsches
Benedetto Lupo pianista
Considerato dalla critica internazionale come uno dei talenti più interessanti e completi
della sua generazione, Benedetto Lupo ha debuttato a tredici anni con il Primo Concerto di
Beethoven, imponendosi subito in numerosi
concorsi internazionali, tra i quali il “Cortot”
e il “Ciudad de Jaén” in Europa, ed il “Robert
Casadesus”, “Gina Bachauer” e “Van Cli-
Benedetto Lupo
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Inaugurazione
Symphonie-Orchester dirette da Kent Nagano, la New World Symphony, la Saint Louis
Symphony e la Seattle Symphony dirette da
Bernard Labadie. Nel 2006, con l’Orchestra
Sinfonica di Milano “Giuseppe Verdi”, diretta
da Marko Letonja, ha effettuato una tournée
in Italia per le più importanti istituzioni concertistiche, eseguendo il Concerto di Schumann e il 3° Concerto di Rachmaninov. Altri
direttori con cui ha collaborato sono Piero
Bellugi, Umberto Benedetti Michelangeli, Daniele Callegari, Aldo Ceccato, Yoram David,
Gabriele Ferro, Lü Jia, Pavel Kogan, Louis
Langrée, Alain Lombard, Daniel Oren, George Pehlivanian, Zoltan Pesko, Michel Plasson,
Josep Pons.
Nella stagione 2008-2009 suonerà per il
Mostly Mozart Festival di New York, con la
Chicago Symphony, l’Orchestra Filarmonica
di Rotterdam, l’Orchestra del Carlo Felice di
Genova, del Comunale di Bologna e con altre
prestigiose orchestre europee e americane.
Nelle stagioni successive sarà ospite a Madrid
della Orquesta Nacional de España, dell’Orchestra della Gewandhaus di Lipsia e della
Philadelphia Orchestra. Nel giugno 2008 è
stato il solista al pianoforte del grande concerto beethoveniano in Canada per i 400 anni della fondazione della città di Québec (1408), in
cui è stato proposto integralmente il programma del famoso concerto del 22 dicembre 1808
a Vienna, che ebbe al pianoforte lo stesso
Beethoven, con il 4° Concerto, la Fantasia op.
77 e la Fantasia Corale op. 80.
Lupo ha al suo attivo anche un’importante
attività cameristica e didattica: insegna al Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli, tiene
masterclass presso importanti istituzioni internazionali ed è spesso invitato nelle giurie di
prestigiosi concorsi pianistici internazionali.
Oltre alle sue registrazioni per numerose radiotelevisioni europee e statunitensi, Lupo ha
inciso per TELDEC, BMG, VAI, NUOVA
ERA e l’integrale delle composizioni per pianoforte e orchestra di Schumann per la ARTS.
Nel 2005 è uscita una nuova incisione del
Concerto Soirée di Nino Rota per Harmonia
Mundi che ha ottenuto ben cinque premi internazionali, tra i quali il “Diapason d’Or”.
Benedetto Lupo, nato a Bari, ha iniziato gli
studi musicali nella sua città, sotto la guida di
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Michele Marvulli – dopo un’audizione con
Nino Rota – presso il Conservatorio “Niccolò
Piccinni”, diplomandosi con il massimo dei
voti, la lode e la menzione speciale. Ha studiato successivamente con Marisa Somma, Sergio
Perticaroli, Aldo Ciccolini e frequentato le
masterclass di Carlo Zecchi, Nikita Magaloff,
Jorge Bolet e Murray Perahia.
Fabio Mastrangelo direttore
Fabio Mastrangelo è attualmente Principale Direttore Ospite dell’Orchestra Sinfonica di
Novosibirsk, dell’Orchestra Sinfonica Nazionale del Tatarstan (Khazan), dell’Orchestra
dell’Ermitage di San Pietroburgo, e del Teatro
d’Opera e Balletto di Ekaterinburg. Da aprile
2007 collabora stabilmente con il Teatro Marinsky di San Pietroburgo dove ha debuttato
con Tosca, immediatamente seguita da Otello e
Simon Boccanegra. A giugno 2008 ha debuttato al prestigioso festival “Stars of the White
Nights”, sostituendo all’ultimo momento Valery Gergiev. Inoltre, da novembre 2007, è Direttore Artistico dell’Ensemble Camerata della Filarmonica di Novosibirsk e, già dal 2006,
Consulente Musicale della Fondazione Petruzzelli di Bari. Trasferitosi nel 2002 in Russia, è divenuto stretto collaboratore di Yuri
Temirkanov, spesso sostituendolo alla guida
della prestigiosa Filarmonica di San Pietroburgo, dirigendo anche alla presenza di Vladimir
Putin. Lo scorso aprile ha diretto la fase finale
del concorso “Prokofiev” per compositori
(San Pietroburgo) eseguendo in “prima assoluta” ben sette nuove composizioni.
Nato a Bari, ha intrapreso gli studi pianistici all’età di 5 anni diplomandosi al Conservatorio “Piccinni” di Bari, al Conservatorio di
Ginevra, e alla Royal Academy of Music a
Londra. 1° premio nei concorsi pianistici di
Osimo (1980) e Roma (1986), intraprende dal
1987 studi in direzione d’orchestra con Gilberto Serembe all’Accademia Musicale Pescarese e con Michel Tabachnik e Richard Bradshaw alla University of Toronto, ma anche con
Leonard Bernstein e Karl Österreicher a Vienna, Gustav Meier ad Ann Arbor e nelle masterclasses di Neeme Järvi e Jorma Panula. Nel
1996 ha fondato l’orchestra da camera Virtuo-
si di Toronto, mantenendone la direzione artistica e stabile fino al 2003. Dal 1993 al 2002 è
stato Direttore Stabile della “University of
Toronto Hart House Chamber Strings”. In
qualità di direttore ospite ha collaborato con la
National Academy Orchestra (Hamilton),
Windsor Symphony, Manitoba Chamber Orchestra, Winnipeg Symphony, Kitchener-Waterloo Symphony, National Arts Centre Orchestra (Ottawa), Vancouver Opera Orchestra, Brantford Symphony, University of
North Carolina Symphony (Greensboro), come pure con le sinfoniche di Szeged (Ungheria), Pärnu (Estonia), Nazionale della Ucraina
(Kiev), le filarmoniche di Tampere (Finlandia),
di Bacau (Romania) e di Nizza, quindi Wiener
Festival Strings (Festival di Heiligenkreuzer
Herbst), Berliner Philharmonisches Kammerorkester, e Sinfonietta Riga. In Italia, ha diretto le orchestre sinfoniche di Bari, Taranto, Palermo e Pescara, la Filarmonica di Roma, del
Teatro Petruzzelli di Bari, e ‘I Solisti di Napoli’. In Russia ha diretto l’Orchestra ‘Klassika’
di San Pietroburgo, la Sinfonica Accademica
di Stato di San Pietroburgo, la Camerata di
San Pietroburgo, quindi la Filarmonica della
Karelia, quella di Nizhni-Novgorod, la Sinfonica di Kislovodsk, del Teatro Marinsky, l’Orchestra della Cappella di Stato di San Pietroburgo e quella da Camera di Arkhangelsk. Sin
dal debutto (febbraio 2001) collabora stabilmente con la Filarmonica di San Pietroburgo,
che ha anche diretto in tournée in Italia e in
Estonia. Ha inciso per la Naxos l’integrale dei
lavori sinfonici di Elisabetta Brusa in due CD.
Tra dicembre 2004 e marzo 2006 è stato Direttore Musicale della Orchestra della Società dei
Concerti di Bari, con la quale ha anche tenuto
due tournée in Giappone (2006 e 2007). Dal
2001 al 2005 è stato Direttore Artistico di 5
edizioni del festival “Étoiles du Chateau de
Chailly” (Francia), tenendo concerti in vari
ensemble cameristici. Ha debuttato al Teatro
di Stato “Mussorgsky” di San Pietroburgo con
Traviata, e il Requiem verdiano in forma scenografica. Al Teatro “Bolshoi” del Conservatorio di Stato di San Pietroburgo ha invece diretto La Bohème, una nuova produzione di
Tosca e, per la prima volta in Russia, Anna Bolena di Donizetti. A febbraio 2007 ha debuttato al Teatro dell’Opera Buffa di San Pietro-
Fabio Mastrangelo
burgo con Sylva di Kalman, seguita da una
nuova produzione di Madama Pompadour di
Leo Fall. Prossimi impegni includono concerti con le due orchestre della Filarmonica di San
Pietroburgo, con la Sinfonica di Bari, concerti
con la Camerata di San Pietroburgo, con le orchestre di Nizhni-Novgorod, Kazan, e Novosibirsk, e il debutto con le orchestre filarmoniche di Vilnius, Mosca, Ekaterinburg, di Rudolfstadt (Germania), dell’Arena di Verona, e
Nazionale dell’Armenia (Yerevan). Inoltre ha
recentemente debuttato con Rigoletto e Noch
Pered Rozhdestvom (La Notte prima di Natale - Rimsky-Korsakov) al Teatro di Voronezh;
ha assunto la direzione di spettacoli di repertorio (Tosca, La Bohème, Madama Butterfly,
Flauto magico, Rigoletto, Traviata, Il trovatore, Evgeni Onegin, Khovanchina e Barbiere di
Siviglia) al Teatro di Ekaterinburg (dove debutterà anche con i balletti Romeo e Giulietta
di Prokofiev, e Schiaccianoci di Tchaikovsky).
Nella stagione 2008/09 dirigerà Bohème per la
Fondazione Petruzzelli, Aida al Marinsky,
Lucia di Lammermoor a Minsk, e aggiungerà
nuove produzioni di Dama di Picche
(Tchaikovsky) e Le nozze di Figaro ad Ekaterinburg.
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GIOVEDÌ_DICEMBRE
18
2008
Concerto di Natale
In prima regionale
The Inspirational Choir
of Harlem
È un gruppo di 9 elementi dal sound versatile che spazia dal gospel, jazz, pop al R&B,
che esprime attraverso il dono della voce e della musica. È nato sotto la direzione di Anthony Morgan, un artista di grandissimo talento,
che pazientemente e accuratamente ha selezionato alcune delle voci più uniche di New
York.
I membri del gruppo hanno partecipato a
varie produzioni quali: Mama I Want to Sing,
McDonald’s Gospel Fest (semi finalist winner), The Christmas Tree Lighting al Rockefeller Center; e al film Bo Fire of the Vanities,
con Bruce Willis e Morgan Freeman quali pro-
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tagonisti. Questo gruppo ha condiviso il suo
talento anche con nomi importantissimi della
musica gospel mondiale, quali Ike & Tina
Turner, Stevie Wonder, Luther Vandross, Lyle
Lovett, Diana Ross, Fantasia, Aretha
Franklin, Yolanda Adams, Cindy Lauper,
James Hall & Worship Praise, Andre Reiu,
Gorillaz, Christina Aguilera, Gladys Knight,
Bono & U2, Donnie McClurkin e Shirley
Caesar.
I membri dell’ICH si sono esibiti in Germania, Svezia, Giappone, Svizzera, Olanda,
Africa, Inghilterra, Austria, Cina, Francia,
Italia, Russia e Polonia.
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LUNEDÌ_GENNAIO
5
2009
Concerto
Orchestra Sinfonica della Radio di Mosca
Direttore Nicola
Violinista
Giuliani
Feng Ning
(vincitore Premio Paganini 2006)
Orchestra Sinfonica della Radio di Mosca
L’idea di creare l’Orchestra Sinfonica della
Radio e Televisione di Mosca nacque nel 1978
come soluzione all’esigenza di trasmettere attraverso tutta la Russia il grande repertorio
sinfonico dei secoli XVIII, XIX e XX. Venne
così deciso che l’Orchestra avrebbe trasmesso
le proprie esecuzioni con frequenza settimanale. L’Orchestra sviluppò le proprie attività
anche nell’ambito delle colonne sonore televisive, includendo progetti con la coreana KBC
e la tedesca ZDF. Nel 1980 l’Orchestra della
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Radio di Mosca inaugurò una stagione concertistica ad abbonamenti di grande successo nella Tchaikovsky Hall e nella Grande Sala del
Conservatorio.
Il primo direttore musicale dell’Orchestra
fu Alexander Mikhailov, che aveva ricevuto
l’educazione musicale da Evgheny Mravinsky
(primo direttore musicale della Leningrad
Philharmonic) e da Ilia Musin, e che fu alla
guida dell’Orchestra fino al 1996. In seguito
Igor Golovchin, artista emerito di Russia, as-
sunse la carica di direttore musicale. Golovchin era allievo di Kiril Kondrashin e aveva lavorato intensamente con la Bolshoi
Symphony e la Russian State Symphony, oltre
a molti altri incarichi direttoriali a Berlino,
Vienna, Parigi, Roma e Londra. Successivamente, subentrò Anatoly Nemudrov (un allievo di Danila Tulin) nell’assumere la carica di
direttore generale.
Dal 1998 al 2001 l’Orchestra non ha avuto
un direttore stabile. Anatoly Nemudrov era
solito invitare i più grandi direttori russi e
stranieri, il che ha contribuito enormemente
alla crescita artistica dei suoi componenti. Nel
2001 Pavel Sorokin, artista emerito di Russia,
è stato invitato ad assumerne la guida, diventandone il direttore principale.
L’Orchestra segue le orme della grande tradizione musicale europea. Tra i direttori che
hanno collaborato con l’Orchestra, vanno
menzionati: F. Glutchenco, E. Serov, F. Mansurov, V. Verbitsky, N. Alekseev, V. Ponkin, P.
Sorokin, V. Ivanov, F. Korobov, D. Tarasov, S.
Kondrashev, A. Kornienko, Klaus Peter Khan
e Verner Stiefel (Germania), Hose Collado
(Spagna), Andre de Quadros (Australia), David Barg e Scott Spek (USA).
Oltre al vasto lavoro dell’Orchestra per la
televisione, radio e colonne sonore di film e
documentari, l’Orchestra ha frequentemente
lavorato con cantanti del Teatro Bolshoi e provenienti dall’estero. Ha inoltre suonato
Schiaccianoci, Giselle, Don Quixote, Cenerentola e Uccello di fuoco al Palazzo del Cremlino
con il balletto Classico di Mosca, su invito di
Boris Eltsin. Va citato inoltre il prestigioso
concerto nella Piazza Rossa del Cremlino con
Montserrat Caballé, nel 1998.
Grazie alla programmazione artistica e organizzativa del direttore generale Anatoly Nemudrov, l’Orchestra è stata impegnata in una
fitta attività internazionale di tournée e registrazioni: ha tenuto concerti a Monaco, Stoccarda, Roma, Napoli, Milano, Firenze, Madrid,
Barcellona, Saragozza, Seoul, Pusan, Pechino,
Shanghai, Hong-Kong, New York, Chicago,
Atlanta, Dallas, Fort Worth, Los Angeles e varie altre città. Nel 2004 la Columbia Artist Management ha organizzato il suo tour negli
USA. I programmi comprendevano musiche di
Rachmaninov, Tchaikovsky e Rimsky-Kor-
sakov, il direttore era Sergey Kondrashev, con
solisti Nadejda Tokareva e Navah Perlman.
Attualmente la Moscow Radio & Television Symphony Orchestra è una delle migliori compagini di Mosca, e le sue attività sono
molteplici e diversificate. L’Orchestra ha recentemente inaugurato alla “Moscow House
of Radio” una serie di concerti dal titolo “La
musica non ha confini”, con la partecipazione
di musicisti e direttori stranieri. I suoi concerti vengono registrati e trasmessi dalle emittenti radiofoniche “Orphey”, “Voice of Russia”,
“Mayak”, “Radio of Russia”, “Yunost”, e dai
canali televisivi “Cultura” e “TV Center”.
L’Orchestra incide la serie Golden Collection di musica classica (russa ed europea) in
collaborazione con la Fondazione di Stato della Radio e Televisione.
Nicola Giuliani direttore
Ha compiuto gli studi musicali al Conservatorio “N. Piccinni” di Bari; in seguito si è
perfezionato frequentando numerosi corsi e
masterclasses per: direzione d’orchestra (“Kirill Kondrashin Conductors Masterclass” in
Nicola Giuliani
17
Concerto
18
Lo scorso anno ha tenuto una masterclass
per giovani direttori d’orchestra alla “Conductors Institute” dell’Università di Columbia
in South Carolina, ove è ritornato in marzo a
tenere una masterclass di formazione per orchestrali e un concerto sinfonico con musiche
di Respighi e Rota. Ha diretto lo stesso programma con la Augusta Symphony Orchestra.
Lo scorso 10 gennaio è andato in onda su
Rai Tre un concerto registrato con l’Orchestra
Sinfonica della Radio di San Pietroburgo. Ha
diretto musiche di Mussorgskij e Ciaikovskij.
Feng Ning violinista
Nasce a Chengdu, Cina, nel 1981, e a quattro anni inizia gli studi di violino.
Nel settembre 2006 si è aggiudicato il Primo Premio e altri due premi speciali al prestigioso 51° Concorso per violino “Premio Internazionale N. Paganini” a Genova, dove ha
tenuto un concerto con un “Guarneri del Gesù” del 1743 detto “Cannone”.
Nel giugno 2005 si è aggiudicato il 1° premio al concorso violinistico internazionale
“Michael Hill” in Nuova Zelanda.
Il suo percorso formativo incomincia nel
1992 presso il Conservatorio di Sichuan con
Weimin Hu.
Feng Ning
Olanda, Pomeriggi Musicali di Milano, Accademia “O. Respighi” di Roma con i M. Atzmon, E. Erdely, G. Kuhn, N. Samale ed altri);
musica da camera con M. Bourgue, G. Garbarino e D. Short; corno con B. Tuckwell, J. Falout.
Si dedica alla direzione d’orchestra dirigendo orchestre in Italia, Germania, Belgio, Spagna, Olanda, Danimarca, Romania, Bulgaria,
Polonia, ex Unione Sovietica, Stati Uniti e Venezuela, collaborando con solisti tra cui Leo
Nucci, Fiorenza Cossotto, Chris Merritt, Elena Obrazova, Katia Ricciarelli, Paola Romanò, Boris Petrussansky, Natalia Lomeiko,
Benedetto Lupo.
Collabora con l’Orchestra Sinfonica della
Radio di Mosca, l’Orchestra Sinfonica della
RadioTv di San Pietroburgo, la Filarmonica
“G. Enescu” di Bucarest, l’Orchestra Sinfonica Nazionale Ucraina di Kiev, dirigendole in
sede e in tournées realizzate in Italia, Germania (Gewandhaus di Lipsia, Herkules-Saal di
Monaco, Jahrhunderthalle di Francoforte,
Musikhalle di Amburgo), Olanda, Spagna e
Danimarca.
È stato direttore ospite principale del Teatro dell’Opera di Odessa con cui dal ’92 al ’96
ha diretto opere di Bellini (Norma), Bizet
(Carmen), Verdi (Traviata, Rigoletto, Aida,
Trovatore, Un ballo in maschera, Nabucco),
Puccini (Madama Butterfly, Turandot, Tosca,
Bohème), Leoncavallo (Pagliacci), Mascagni
(Cavalleria rusticana).
Con l’Orchestra e Coro della Radio di
Kiev ha registrato diversi programmi sinfonici/corali tra cui: la Dante Simphonie di Liszt e
la Messa di Gloria di Bellini (in prima esecuzione in Ucraina), la Messa di Requiem di Verdi, la Sinfonia n. 9 di Beethoven, Carmina Burana di Orff e la Sinfonia n. 2 di Mahler.
Ha registrato un CD (Stravinsky: Firebird
suite - Finzi: Salmo) con l’Orchestra Sinfonica
e Coro Nazionale di Kiev.
È stato direttore ospite (per un periodo di
tre anni) anche del Teatro dell’Opera di Timisoara, con cui, oltre al suddetto repertorio
operistico, ha diretto anche Lucia di Lammermoor, Don Pasquale e Don Giovanni. Di rilievo la direzione di un Rigoletto con la partecipazione di Leo Nucci (spettacolo registrato
dalla Televisione Romena).
Nel 1995 ha preso parte alla Dartington International Summer School in Inghilterra seguendo le master class di R. Ricci e del suo futuro maestro a Londra Hu Kun. Nell’estate
tra il 1997 e il 1998 è stato uno dei sette violinisti ad essere selezionato nella Repubblica
Popolare Cinese per frequentare il Morningside Music Bridge Workshop a Calgary, Canada. Nel 1997 si è aggiudicato il Grand Prize
(per candidati in quattro diverse sezioni: Violino, Pianoforte, Flauto e Oboe) e il primo
premio per violini al 5° International Art
Competition per studenti di scuole superiori a
Takasaki in Giappone; l’anno seguente, il comitato del concorso lo ha invitato diverse volte ad esibirsi a Tokyo, Kyoto, Osaka, oltre che
a registrare per la JVC Victor Records. Nel
settembre 1998, Feng Ning ha ricevuto una
borsa di studio per la Royal Academy of Music di Londra con il prof. Hu Kun.
Nel febbraio 1999 ha seguito delle master
class tenute da Lord Y. Menuhin ed è stato invitato dal Maestro ad esibirsi in Germania. In
seguito, il Maestro ha scritto: «Sono stato molto colpito dalla sua esecuzione… Mi sembra
che abbia un grande talento e la sua professionalità lo porterà molto lontano». Lo stesso anno, Feng Ning ha vinto il Premio dell’Associazione “Damson François-Scarbo” al concorso internazionale di violino “Jacques Thibaud” di Parigi.
Nell’aprile del 2000 è arrivato secondo al
concorso internazionale per giovani violinisti
Yehudi Menuhin di Folkestone. La settimana
successiva, ha vinto il Premio Emily Anderson
della Royal Philharmonic Society a Londra.
Nel febbraio 2001 gli è stato conferito il premio “Wigmore - Amici della Royal Academy
of Music” e ha debuttato presso la prestigiosa
Sala Wigmore il 4 giugno 2001.
Nel 2001 ha vinto il Primo Premio al concorso internazionale London Oratory. Nel
2002 gli è stata conferita la borsa di studio
“Emily English” dalla fondazione Musicians
Benevolent Found di Londra.
Durante gli studi presso la Royal Academy
of Music ha vinto diverse volte il premio della
Hattori Foundation di Londra e ha ricevuto
numerosi riconoscimenti dalla Royal Academy of Music, tra cui il Premio Roth per il
violino e il Premio Wilfrid Parry per il duo
violino-pianoforte. L’Accademia gli ha inoltre
conferito un LRAM (qualifica di insegnante di
violino).
Nel giugno 2003, Feng Ning è stato il primo studente in quasi 200 anni di storia dell’Accademia a ricevere i pieni voti (100%) per
il suo Concerto Finale (esame di fine corso) alla Royal Academy of Music. È stato inoltre
eletto Professore Associato della stessa
(ARAM), titolo che viene conferito solo agli
studenti diplomati presso l’Accademia che si
sono distinti professionalmente.
Nel dicembre 2003 ha vinto il 1° premio al
tredicesimo concorso violinistico della Fondazione Ibolyka Gyarfas. Nel febbraio 2005 ha
trionfato al 13° Concorso Deutscher Musikinstrumentenfounds di Amburgo e gli è stato assegnato dalla fondazione un violino G. Guadagnini del 1756.
Nel 2005 è uscito in Cina il suo primo CD
come solista; ha registrato per la JVC Records
e la Triton Records in Giappone, la Cypres
Records in Belgio e la Channel Classics nei
Paesi Bassi. Feng Ning si è esibito in Cina, Canada, Regno Unito, Belgio, Francia, Italia,
Giappone, Stati Uniti e Germania, con l’Orchestra Sinfonica Nazionale Cinese, la
Philharmonia Hungarica, la Winnipeg
Symphony Orchestra, con i London Mozart
Players e l’Orchestra Sinfonica Nazionale Belga, la Symphonia Vienna, la NDR Radiophilharmonie Hannover, i Musici di Montreal, la Auckland Philharmonia ecc.
Programma
F. MENDELSSOHN
Concerto in Mi min.
op. 64
per violino e orchestra
˜ — ™
P. I. CIAIKOVSKIJ
Sinfonia n. 6 in Si min.
op. 74 “Patetica”
19
GIOVEDÌ_GENNAIO
29
2009
In esclusiva regionale
Il grande jazz
Enrico Rava
Enrico Rava US Quintet
Enrico Rava
tromba
Mark Turner
tenor sax
Stefano Bollani
pianoforte
Larry Grenadier
basso
Jeff Ballard
percussioni
Stefano Bollani
20
Jeff Ballard
Larry Grenadier
Mark Turner
21
GIOVEDÌ_FEBBRAIO
5
2009
In prima regionale
Spellbound Dance Company
Don Giovanni, il gioco di Narciso
Regia e coreografia di
Mauro Astolfi
Libretto
ed elaborazione
drammaturgica: R. Reim
Scene e costumi: G. Maurizi
Musiche: W. A. Mozart
e V. Caracciolo
Spellbound Dance Company
Musiche originali: L. Salvadori
La Spellbound Dance Company inizia la
sua attività nel 1994. Fondata e diretta da
Mauro Astolfi, la Compagnia ha mantenuto
costante fin dagli esordi una forte spinta alla
ricerca coreografica e alla commistione di generi, per far sì che ogni spettacolo fosse un
contenitore di emozioni, immagini, suoni e
gesti in costante evoluzione. La scelta è di non
restringere la definizione entro uno specifico
stile, ma dare spazio alla sperimentazione e alla rielaborazione di tutte le possibili gestualità
del balletto per rinforzare l’originale valore
comunicativo della danza, la sua valenza arti-
22
stica come linguaggio muto fatto di movimenti, frammenti di immagini solo suggerite dalle
linee dei corpi per lasciare spazio alla fantasia
e trasposizione creativa della sensibilità di chi
guarda.
La Spellbound ha solidificato la sua presenza nelle piattaforme di danza nazionali, inserendosi in tutti i principali festival e circuiti,
unendo sempre l’apprezzamento di critica e
pubblico.
Il lavoro assieme tecnico e coinvolgente
costruito da Mauro Astolfi con la Compagnia
l’ha resa adatta ad occupare palcoscenici diversi. Chiamata più volte da Vittoria Ottolenghi e
Vittoria Cappelli in gala e kermesse di danza,
la Spellbound ha anche sconfinato in creazioni
contaminate e miste, nate dalla fusione artistica con altri professionisti come fu per Libertango, costruito assieme ai musicisti del Quintetto Estravagario, e altre pièces, nate in collaborazione con il regista Enzo Aronica e il
compositore Marco Schiavoni, dove musica,
danza e tecniche multimediali dialogavano con
soluzioni sempre nuove e frutto di una costante ricerca e innovazione. Le produzioni di
maggior successo sono sicuramente Quattro,
Duende, Nafas e Carmina Burana. Le produzioni di Astolfi per Spellbound sono state rappresentate con successo anche in Francia,
Croazia e Germania. Il successo e l’apprezzamento crescente verso l’Artista e la sua Com-
pagnia sono di certo suggellati dalle due nuove commissioni del 2008: una nuova creazione
per la Biennale di Venezia che sul tema della
bellezza dà spunto all’opera Don Giovanni, e
la Fondazione Picasso di Malaga che ospiterà
la première europea della coreografia For Her.
23
Balletto
Mauro Astolfi regista e coreografo
Ha costruito il suo stile e il suo metodo attraverso l’integrazione di diverse forme
espressive del movimento contemporaneo, andando a utilizzare in modo non ordinario tutti gli elementi che ogni forma di danza poteva
offrire. La sua formazione prevalentemente
internazionale tra l’Europa e gli Stati Uniti gli
ha permesso di condividere esperienze molteplici e differenti nel campo artistico, che sono
poi alla base della sua attuale ricerca. La spinta da sempre è stata nella direzione della coreografia intesa come evoluzione continua del
movimento e delle sue infinite interazioni con
la tecnica rigorosa, così come la pura gestualità
che ha legato insieme in quel mix di energia,
forza e virtuosismo che sono alla base del successo della sua compagnia, la Spellbound Dance Company, tanto da divenire negli anni un
esempio e un punto di riferimento per diversi
giovani coreografi emergenti.
Dopo l’esperienza in America nella Compagnia giovanile di Paul Taylor, la spinta alla
creazione coreografica l’ha portato a firmare
già le prime creazioni negli USA per la Jeff
Roberge’s Agency. Rientrato in Italia, ha fondato nel 1994 la Spellbound Dance Company,
per cui ha creato numerosissime produzioni
anche in collaborazione con altri artisti (Marco Schiavoni, Enzo Aronica, Quintetto Estravagario).
I titoli di maggiore successo sono sicuramente quelli dal 2000 in poi, anno in cui Vittoria Ottolenghi diede inizio a una lunga col-
laborazione che vide le coreografie di Astolfi
rappresentate in “maratone” e galà televisivi di
grande successo: nel 2000 a Pistoia al Teatro
Canzoni per “Danza Duemila”, nel 2001 al
Festival di Todi di Simona Marchini, “Una
maratona per Verdi” sempre sotto la firma di
Vittoria Ottolenghi e allo stesso Festival nel
2003, questa volta in una kermesse in omaggio
a Peter Gabriel, nello stesso anno ad Ascoli Piceno per il Gala televisivo di Ottolenghi e
Cappelli “Notte di duelli e di magia”.
Nel 2003 Astolfi è ospite con le sue coreografie del Gala Rai di Vittoria Cappelli “Voci
in una notte di mezza estate” da Sepino, e nel
2004 è a Napoli, sempre chiamato da Vittoria
Cappelli, per la kermesse in mondovisione
“Emozioni” dedicata a Lucio Battisti.
Nel 2004 è coreografo per Kitonb Extreme
Theatre Company e nel 2005 è coreografo per
Thatreschool di Amsterdam.
Nel 2006 il Teatro Verdi di Pisa chiede la
prima nazionale della nuova creazione Duende per Spellbound Dance Company, e nello
stesso anno il Festival Internazionale di Maiori in collaborazione con l’Azienda Soggiorno e
Turismo di Maiori commissionano il titolo
Carmina Burana, che ad oggi risulta la produzione più richiesta della Compagnia e tutt’ora
in programmazione nei principali teatri.
Oltre all’attività di coreografo, Mauro
Astolfi è costantemente impegnato come guest
teacher nei maggiori centri di danza internazionali, in città come Tokyo, Parigi, Londra, New
York, Zurigo, Stoccolma, Amsterdam, Los Angeles, oltre che in numerose strutture italiane.
In questa coreografia Mauro Astolfi conferma la sua cifra di artista ‘estremo’ che utilizza – anche parossisticamente – tutte le frequenze del corpo nel movimento puro in «reazione allo spazio»,
ampliando ulteriormente il suo caratteristico gusto per la contaminazione dei generi e lavorando,
per la prima volta, anche sullo stimolo di un’apposita elaborazione drammaturgica curata da un librettista di eccezione come Riccardo Reim. Gli ‘specchi’ invadono anche realmente la scena: lo stesso “Convitato di pietra” diviene un possibile riflesso multiplo. Ma se nell’implacabilità del castigo
divino ritroviamo i corruschi bagliori di Tirso da Molina, nella bellezza, nella disperata volontà di
‘possederla’, nell’affannosa insaziabilità del cieco accumulo da collezionista, nell’inconscio terrore
dell’invecchiamento e del degrado del corpo, ecco occhieggiare Molière e Mozart con la loro funeraria galanteria, ecco le cupezze gotiche di E.T.A. Hoffmann, ecco le mollezze floreali di Gautier,
ecco le ambiguità suggerite da Byron e portate all’estremo nell’effeminato personaggio novecentesco creato da Perez de Ayala: l’ultimo specchio di Don Giovanni è la propria anima.
24
SABATO_FEBBRAIO
21
2009
In esclusiva
regionale
Nuevo Ballet Español
Sangre Flamenca
Coreografia e direzione artistica
Rojas & Rodríguez
Musica: Gaspar Rodríguez
Antonio Rey
Daniel Jurado
Costumi: Modesto Lomba
Carlos Rodríguez
Raquel + Roberto
Scene: Anselmo Gervolés
Dodici anni fa, Ángel Rojas & Carlos Rodríguez si esibiscono per la prima volta insieme nell’ambito del Choreographer’s Contest
al Teatro Albéniz di Madrid. Presentano una
coreografia intitolata Elegía a Ramón Sitjé,
basata su una poesia di Miguel Hernández e su
musica composta da Emilio Diego e con le luci di Sergio Spinelli, creata da questi due giovani artisti di talento. Ángel Rojas & Carlos
Rodríguez vincono il premio come “Migliore
Ballerino” e il primo premio della SGAE (Spanish Performing Rights Society) per la musica.
L’anno successivo la Compagnia Nuevo
Ballet Español nasce ufficialmente con la rap-
Nuevo Ballet Español
25
Balletto
presentazione di Dos Orillas nuovamente al
Teatro Albéniz di Madrid. Sempre in questo
stesso anno, il Nuevo Ballet Español inizia
una tournée come compagnia ospite insieme a
“José Antonio y los Ballets Españoles”, continuando contemporaneamente a presentare
nuove coreografie. A questo periodo risale la
tournée con il loro primo spettacolo, intitolato Infinito.
Dopo dieci anni costellati da innumerevoli
spettacoli, tournée e gala, il Nuevo Ballet
Español celebra il suo decimo anniversario nel
2006 con una selezione delle coreografie che
meglio riflettono lo sviluppo della loro particolare visione della danza e del flamenco spagnolo.
Il repertorio del Nuevo Ballet Español include le seguenti coreografie: El Alma (2006),
26
Tierra (2004), Romeo y Julieta (2003), Fury
(2002), Furia (2001), NBEx5 (2000), Gallo De
Pelea (1999), Flamenco Directo (1998), Sangre
Flamenca (1997), Canela y Fuego (1996) e Infinito (1995).
Nel 2004 la Compagnia presenta Concerto
Flamenco, una selezione dei migliori assolo
della Compagnia che vedono la partecipazione
di Mayte Bajo come prima ballerina.
Durante i vari anni di attività la Compagnia viene insignita di vari premi della critica e
del pubblico a livello nazionale ed internazionale, quali il Primo Premio UP come migliore
compagnia di danza spagnola e di flamenco nel
1999 e il premio Villa de Madrid come migliori interpreti di danza nel 2005.
Nel 2001 il Nuevo Ballet Español realizza
un programma televisivo per la PBS con una
selezione delle loro migliori coreografie, con
24 ballerini e 13 musicisti. Il programma viene
trasmesso nel 2002 con il titolo di Fury negli
Stati Uniti e all’estero.
Il programma viene presentato al Montecarlo TV Festival nel 2004, posizionandosi tra
i finalisti del premio “Miglior Speciale di
Danza”.
Gli spettacoli del Nuevo Ballet Español
vengono presentati in tournée in Spagna,
Olanda, Francia, Hong Kong, Belgio, Venezuela, Stati Uniti, Filippine, Finlandia, Giappone e Portogallo, e in prestigiosi festival quali il Kuopio Festival (Finlandia), la Biennale di
Venezia, il Flamenco Arts Festival (Stati Uni-
ti), il Tampere Festival (Finlandia), la Maison
de la Dance (Lione, Francia).
I direttori artistici, Ángel Rojas & Carlos
Rodríguez, partecipano regolarmente a vari
gala internazionali, quali il “Gala des Étoiles”
di Montreal (Canada) e l’Iberoamerican Dance Gala di Caracas (Venezuela). Le loro coreografie vengono interpretate da altre compagnie, come nel caso del musical Don Juan che
viene presentato dalla Canadian Dance Company.
Don Juan debutta il 18 febbraio 2004 al
Saint Dennis Theatre di Montreal, Canada,
per poi intraprendere una tournée nelle principali città del paese, quali Sherbrooke, Québec
City e Ottawa. In Europa debutta al Palais des
Congrès di Parigi il 24 febbraio 2005 e vi rimane fino al 17 aprile 2005, quando inizia il
tour europeo. Lo spettacolo vince il Canadian
Prize come miglior musical e miglior regia.
Nel 2005 la Compagnia si esibisce per la
prima volta in Giappone e in Turchia.
Nel 2006 ha debuttato nello spettacolo intitolato El Alma, presentato anche a Los Angeles, New York, San Diego, Boston, Washington, e in Canada, Hong Kong e Francia.
Riceve l’“International Prize of the Madrid
Community” nella categoria danza.
Rojas & Rodriguez
27
GIOVEDÌ_MARZO
12
2009
In esclusiva regionale
La nuova regina portoghese del fado
Mafalda Arnauth
“Canto il potere occulto della donna”
Mafalda Arnauth è nata a Lisbona il 4 ottobre del 1974 e fin da molto giovane la sua
passione per la musica era visibile. Senza mai
aver voluto essere artista, si trova da subito
trasportata nel mondo dello spettacolo, dei
viaggi, delle prove, delle case di fado, dove
molto velocemente si lascia trascinare dall’entusiasmo di essere coperta di applausi, dall’apprezzamento del pubblico, e così si scopre attraverso il canto. Con la freschezza caratteristica di una voce giovane e pulita, cattura il
pubblico prima con la sua spontaneità, poi con
i ricordi sempre presenti nelle voci che nascono con dei repertori di vecchi successi e, finalmente, dalla propria natura, dalle proprie
composizioni, dalla sua personalità, rivelandosi in una forma più personale.
Grazie allo stimolo del suo primo produttore, Joao Gil, il suo primo album, interamente di sue canzoni, ne rivela l’immagine. A 24
anni Mafalda inizia la sua carriera con l’album
che le fa aggiudicare il “Premio Rivelazione”
del settimanale “Blitz”, e l’anno seguente ottiene la nomination ai “Globes d’or” come migliore interprete.
I concerti che porta in tutto il mondo acquisiscono definitivamente delle caratteristiche personali, ed è attraverso i suoi temi che si
rivela più profondamente, facendo aumentare
in lei l’ansietà di far ascoltare ancora di più il
suo repertorio e di poter lasciare nel mondo
delle tracce del suo Paese, della sua cultura. In
ogni paese lascia una traccia del passato che
l’ha ispirata, del presente che abita e del futuro che ancora sogna.
Come risposta al successo del suo primo
album, realizza il primo concerto nel luogo
dove il fado è chiamato fado: nel settembre del
2000 riempie il Centro Culturale di Belem, a
28
Mafalda Arnauth
Lisbona, un anno dopo l’uscita del suo primo
disco e dopo un lungo viaggio per il Portogallo e all’estero.
Nel marzo del 2001, Mafalda Arnauth
pubblica il suo secondo lavoro discografico,
questa volta con la produzione di Amelia Muge e di Josè Martins, che dirigono Ricardo Rocha (chitarra portoghese), Josè Elmiro Nunes
(chitarra) e Paulo Paz (contrabbasso).
Esta Voz que me atravessa è il titolo del
suo secondo album, uscito simultaneamente in
Portogallo e in Olanda sotto l’etichetta EMI.
Dalla poesia di Hélia Correia, alla musicalità
geniale di Fausto Bordalo Dias, è prima di tutto un momento di profonda crescita artistica e
personale. Con questo successo Mafalda diviene la prima artista portoghese rappresentata
internazionalmente dalla Virgin Records.
Nell’ottobre del 2001 presenta il suo secondo concerto nella capitale portoghese, un
anno dopo quello al Centro Culturale di Belem. Anche questa volta il concerto segna l’inizio di una tournée nelle diverse capitali europee di un’artista più ricca e più realizzata.
Il 2002 la vede impegnata in numerosi concerti, frutto naturale della proiezione dell’artista e del momento dorato vissuto dal fado. È
in questa atmosfera che prende forma il suo
terzo album.
Dopo un breve periodo di riposo, Mafalda
Arnauth riscopre il piacere di comporre, scrivere la sua anima e i suoi misteri, inventare i suoi
modi di dire la vita, e il suo fado acquista dei
tratti di piacere e felicità quasi rivoluzionari.
Assumendo la produzione del suo terzo album, Encantamento, il fado di questa artista
abbandona quasi completamente la fatalità, la
cattiva sorte e l’ombra: la tristezza le serve come nutrimento per la speranza; le sofferenze
come ispirazione; le difficoltà come forza e respiro. Il 2003 vede compiuta la registrazione
del suo terzo album. È nelle parole di Sophia
de Mello Breyner che l’artista ritrova e sulle
quali fonda il suo presente: «andrei a bere la
luce e vedere spuntare il giorno, andrei a bere
la voce di questa promessa, che, a volte, come
un volo, mi attraversa, e su di lei realizzerei
tutto il mio essere».
Con le forze e la sua anima rinnovata, Mafalda Arnauth si prepara per vivere e rivelare al
pubblico il suo più profondo Incantamento...
Accanto agli sviluppi della sua carriera,
Mafalda Arnauth ha inoltre cambiato le proprie abitudini. La sfida di una carriera che la
impegna sempre di più – con circa 15 concerti
al mese – l’ha “obbligata” ad optare per nuove
regole di vita e un diverso atteggiamento emotivo che sostenga questi nuovi ritmi.
Questa nuova persona è la Mafalda Arnauth che ci ha regalato il quinto album, Diario, uscito alla fine del 2005. È probabilmente
il più intimo e personale tra i cd finora realizzati, tenuto conto che si tratta quasi di un
“diario”. Il nuovo album raccoglie ad ampio
raggio le ispirazioni e relazioni della cantante
(di amicizia, amore, allegre, tristi, separazioni,
delusioni, nuove speranze…); la magia d’incontri speciali, dei suoi riferimenti artistici
(Amália Rodrigues, Maria Bethânia, Charles
Aznavour, Astor Piazzolla…); le sue collaborazioni e il cammino personale nella vita, guidato da convinzioni personali e anche da dubbi e tribolazioni.
L’ultimo album, quindi, propone una sintesi tra la vita attuale di Mafalda Arnauth e tutti i fattori e i mezzi che l’hanno portata ad essere ciò che è. Diario spazia dal fado tradizionale a nuovi contenuti e temi di vita quotidiana, cercando di accantonare l’idea che questo
genere sia destinato a muoversi sempre in un
mondo triste e buio.
29
GIOVEDÌ_MARZO
19
2009
Concerto
In esclusiva regionale
Trio Guarneri di Praga
Ivan Klansky pianoforte
Cenek Pavlik violino
Marek Jerie violoncello
Trio Guarneri di Praga
30
Trio Guarneri di Praga
Cenek Pavlik violinista
È costituito da tre solisti di provata fama
internazionale, depositari di una ricca esperienza derivante dalla tradizione cameristica
cecoslovacca.
La collaborazione pluriennale di Ivan
Klansky in “duo” con Cenek Pavlik e Marek
Jerie ha contribuito a maturare l’affiatamento
esemplare e la percezione stilistica unitaria di
questo gruppo.
Sin dalla sua constituzione nel 1986, il Trio
Guarneri di Praga viene considerato uno dei
migliori complessi musicali nell’ambito della
musica da camera. Ha effettuato numerose
tournée concertistiche attraverso l’Europa e il
Canada.
Il Trio Guarneri di Praga ha partecipato tra
l’altro alle Settimane Musicali di Lucerna, all’Estate Musicale della Carinzia, al Festival
Dvorak di Praga, al Festival Musicale dello
Schleswig-Holstein e al Festival Victoria nel
Canada.
Cenek Pavlik suona il violino ZimbalistHeifetz di Guarneri del Gesù, Marek Jerie un
violoncello di Andrea Guarneri dell’anno
1684.
La rivista italiana “Musica” ha dedicato
una bellissima intervista al Trio.
Nato a Praga nel 1955, è uno dei più noti
solisti tra i violinisti cecoslovacchi contemporanei.
Ha studiato all’Accademia Musicale di
Praga con Gumlikova, completando la sua
formazione con un corso di perfezionamento
presso Milstein.
Tra i suoi maggiori successi: primo premio
ai concorsi internazionali di Praga (1976) e di
Londra (1979).
Ha eseguito concerti in molti paesi europei
con orchestre e direttori di fama internazionale.
Marek Jerie violoncellista
Nato a Praga nel 1947, è considerato uno
dei violoncellisti più validi della sua generazione.
Ha studiato all’Accademia Musicale di
Praga con Apolin e Vectomov, approfondendo
le sue conoscenze tecnico-musicali in corsi di
perfezionamento con Casals, Rostropovich e
Navarra.
Come solista e musicista da camera ha eseguito concerti nella maggior parte dei paesi europei, come anche nel vicino e lontano Oriente e in Sudamerica.
Nel 1979 ha ricevuto dal Conservatorio di
Lucerna l’incarico di insegnamento per le classi di perfezionamento e concerto.
Ivan Klansky pianista
Nato nel 1948, è una delle personalità più
eminenti tra i pianisti cecoslovacchi. Ha studiato all’Accademia Musicale di Praga con Kamenikova e Rauch. Nel 1967 ha vinto il concorso di Bolzano, iniziando così la serie dei
suoi successi internazionali (1968 a Napoli,
1968 a Lipsia, 1970 a Barcellona, 1976 a Santander, 1970 a Varsavia; nel 1973 gli viene conferita la cittadinanza onoraria di Fort Worth
nel Texas).
La sua attività concertistica lo ha portato
attraverso l’Europa, il Giappone, il Nordamerica, l’Asia e l’Africa.
Insegna all’Accademia Musicale di Praga e
al Conservatorio di Lucerna.
Programma
HAYDN
G Major
(Rondò all’Ongarese)
SHOSTAKOVICH
e-Moll Nr. 2
˜ — ™
DVORAK
Dumky
31
MARTEDÌ_MARZO
31
2009
Concerto
Omaggio a Domenico Modugno
Uomini in frac
Peppe Servillo, voce - Fausto Mesolella, chitarra - Rita Marcotulli, pianoforte
Javier Girotto, sax soprano e baritono, clarinetto - Fabrizio Bosso, tromba
Furio Di Castri, contrabbasso - Cristiano Calcagnile, batteria
Mimmo Epifani, mandola, mandolino - Mimì Ciaramella, percussioni
32
Beppe Servillo
Ci si chiede: cos’è il jazz? Un tema, una serie di improvvisazioni soliste, poi ancora il tema? Ci si chiede: cos’è un classico? Un immutabile brano, irrimediabilmente figlio del suo
tempo, scolpito per sempre a chiare note nella
storia e nella memoria di tutti? Si possono mescolare classicità e jazz, cristallizzazione eterna della forma e improvvisazione?
Qualche tempo fa, Furio Di Castri e altri
noti jazzmen (Bollani, Petrella, Negri), assieme al meglio del rock italiano (Ferretti, Servillo, Canali, Maroccolo…), hanno deciso che
classicità e jazz potevano essere un bell’esempio di coppia mista; hanno tirato fuori dalle
loro discoteche un “classico” del rock da loro
amato (Frank Zappa), lo hanno ben metabolizzato e ripresentato al pubblico alla loro maniera: ed è nato Zapping. Tutti entusiasti, musicisti e pubblico. Aperta una strada, perché
non osare di più?
Ecco Modugno e il jazz.
Modugno è un monumento della canzone
italiana: il suo urlo a braccia aperte “volare”
33
Concerto
proietta l’Italia dentro il boom economico,
dentro la modernità e nel mondo, rivoluziona
la canzone, da allora in avanti non più figlia
solo del “belcanto”; Modugno trasforma le
melodie e il linguaggio, ma resta saldamente
radicato nella tradizione popolare, ha un cuore antico e un linguaggio nuovo, se ne infischia
delle mode, è un classico.
Ma, si diceva, il jazz non ha paura dei classici; le sue modificazioni e trasformazioni di
un repertorio vengono dalla conoscenza, dalla
riflessione, dall’empatia: la poesia, il gioco, il
paradosso dell’interpretazione jazz sono il risultato di una frequentazione affettuosa, non
un tradimento. Non si può chiedere al jazz di
essere filologico, di mantenere una distanza
snob dall’originale. Che del resto qui non potrebbe esistere, visto l’elenco degli Uomini in
frac: un cantante che più “teatrale” non si può,
Servillo; Di Castri che invita a seguire le piste
inesplorate del continente Modugno, i colori
esotici, gli echi delle bande, gli accenti folk; la
solida chitarra di Mesolella; la tromba raffinata e potente di Fabrizio Bosso; le ance di Girotto, tra melodia e Sud America; il pianoforte della Marcotulli, intenso indagatore dei
meandri melodici e armonici del repertorio
italiano; la ritmica ricca e up-to-date di Calcagnile; il mandolino antico di Epifani.
Pasqualino marajà si mischia con l’Art En-
34
semble of Chicago; Lu minatori con Duke Ellington; Vecchio frac con Leonard Cohen…
Che dire di più?
Gli Uomini in frac presentano il loro Modugno.
Rita Marcotulli
GIOVEDÌ_APRILE
16
2009
Concerto
Ilya Grubert
violino
Brenno Ambrosini
pianoforte
Ilya Grubert violino
È tra i più versatili musicisti di oggi, con
una solida reputazione internazionale. Lo testimoniano i tantissimi apprezzamenti della
critica per la bellezza del suo suono e il meraviglioso calore della sua interpretazione. Ha
studiato con insegnanti famosi come Y.
Yankelevich e Z. Gilels e con il grande L. Kogan al Conservatorio “Ciaikovski” di Mosca.
Vincitore di importanti Concorsi internazionali di violino (“Ciaikovski” di Mosca, “Paganini” di Genova, “Sibelius” di Helsinki), ha
suonato con le maggiori orchestre del mondo,
tra cui le Filarmoniche di Rotterdam, Helsinki
e San Pietroburgo, la Vienna Symphony, la
Staatskapelle di Dresda, collaborando con direttori come Rozhdestvencky, Kitayenko,
Shostakovic, Jansson. Si è esibito ai Festival di
Newport, Seattle, St. Gallen, al Khumo Festival e al Waterloo Festival. Ha effettuato di recente tournées negli Stati Uniti, Canada, Australia, Finlandia, Germania e Italia. Dopo il
suo ultimo concerto a New York, il critico del
“New York Times” ha scritto: «Grubert è un
musicista di un talento eccezionale e di una
grande tradizione». La sua discografia include
registrazioni del Concerto di Ciaikovski, dei
due Concerti di Paganini, di tutti i Concerti
per violino di Prokofiev e del Concerto di
Arutunian. Nel 1966 ha vinto il Diapason d’oro per la sua registrazione dei concerti di Sibelius e Bruch. Attualmente risiede in Olanda e
insegna al Conservatorio di Rotterdam.
Brenno Ambrosini pianoforte
Pianista veneziano, studia pianoforte, organo, violino e composizione con M. I. Biagi,
Ilya Grubert
R. Cappello, U. Amendola. Dopo aver ottenuto il diploma di Pianoforte con il massimo
dei voti e la lode, si perfeziona a Monaco di
Baviera con G. Oppitz (discepolo di W.
Kempff), a Parigi con M. de Silva-Telles (allieva di C. Arrau) e a Madrid con J. Soriano
(alunno di V. Perlemuter e M. Tagliaferro)
presso il Real Conservatorio Superior de Música di Madrid, dove ottiene il “Gran Premio
de Honor de Final de Carrera”. Contemporaneamente, prosegue il corso di Dottorato in
Etica e Politica presso la Universitat “Jaume I”
di Castellón.
Vincitore del primo premio in vari concor-
35
Concerto
si in Italia, è laureato dei concorsi internazionali di Oporto, Valencia, Saragozza, College
Park, Belgrado, Santander e Jaén.
Dopo il suo debutto con orchestra nella
Liederhalle di Stoccarda, ha offerto concerti in
Europa, Stati Uniti, Russia e Giappone, con
orchestre come l’Orchestra del Concertgebouw di Amsterdam, la Royal Philharmonic
di Londra, la Filarmonica e l’Orchestra della
Radiotelevisione di Belgrado, la Scottish
Chamber, New Philharmonia of Japan e la
Orchestra Statale dell’Ermitage di S. Pietroburgo, accompagnato da direttori come M.
Bamert, H. Vonk e A. Ros-Marbá. Nella sua
intensa attività cameristica collabora con frequenza con i quartetti Prazak e Brodsky e con
altri prestigiosi concertisti, come i violinisti M.
Lubotsky e i cellisti C. Ronco, D. Grigorian e
G. Horsch. Dal 2001 forma duo con il violinista russo Ilya Grubert.
Nel 1993 registra per la giapponese NHK
programmi sulla interpretazione beethoveniana assieme al suo maestro G. Oppitz. Ha inciso per Symphonia, EGT, Dynamic e Almaviva, ed ha realizzato registrazioni per le più importanti reti radiotelevisive europee, tra le
quali spicca la collaborazione con Radio Nacional Clásica de España, che al momento ha
fruttato più di 350 opere registrate.
Autori come l’armeno H. Vartan, il russo
V. Suslin, il tedesco R. Flender, gli spagnoli F.
Llàcer-Pla, T. Catalán, C. Cruz de Castro, Z.
Brenno Ambrosini
de la Cruz, T. Marco, J. Jacinto, J. Medina e J.
M. Sánchez-Verdú, e gli italiani C. Maresca, A.
Meoli e G. F. Prato gli hanno dedicato loro
opere. Ambrosini ha dato vita alle prime esecuzioni in Spagna di composizioni di autori
contemporanei quali A. Schnittke (di cui è interprete di tutte le opere per pianoforte, camera e concerto), A. Pärt, N. Roslawietz, S. Gubaidulina, S. Slonimsky, A. Bax, B. Britten e F.
Delius.
Professore in corsi di perfezionamento in
Spagna, Inghilterra, Italia, Germania, Austria
e Polonia, insegna Pianoforte Principale presso il Conservatorio Superior de Castellón.
Programma
36
E. ELGAR
Sonata Op. 82
Allegro
Romance (Andante)
Allegro non troppo
A. SCHNITTKE
Sonata n. 1 (1963)
Andante
Allegretto
Largo
Allegretto scherzando
L. VAN BEETHOVEN
Sonata in La magg. Op. 47 “a Kreutzer”
Adagio sostenuto - Presto
Andante con variazioni
Presto
GIOVEDÌ_APRILE
23
2009
Fuori abbonamento
Nuovo Teatro Sociale
Fasano
MedOrchestra
Direttore Teresa
Satalino
Solista Adalisa Castellaneta chitarra
Teresa Satalino
Teresa Satalino direttore
Diplomatasi giovanissima in Pianoforte
con il massimo dei voti, ha conseguito in seguito i diplomi in Composizione, Direzione
d’Orchestra, Didattica della musica e Musica
jazz presso il Conservatorio di Musica di Monopoli. Contestualmente si è laureata con lode
in Lettere con una tesi in “Storia della musica”
riguardante Laborintus II, complesso lavoro
di Luciano Berio su testi del poeta Edoardo
Sanguineti. Ha frequentato importanti corsi di
perfezionamento in pianoforte, arrangiamento
e composizione, studiando, tra gli altri, con
Ennio Morricone.
Nel 2002 partecipa al progetto “Bacchette
in rosa”, corso di perfezionamento in direzione d’orchestra con stages presso importanti
istituzioni concertistiche (Maggio Musicale
Fiorentino, Teatro Comunale di Bologna, Orchestra Regionale della Toscana) e nel 2007 ha
conseguito il master in direzione d’orchestra
tenuto a Foggia da maestri di fama internazionale come Jorma Panula, Alain Lombard, Lior
Schambadal, Piero Bellugi, Bruno Bartoletti e
Donato Renzetti.
Svolge intensa attività concertistica in Italia
e all’estero, ed affianca a essa l’attività didattica e quella di arrangiatrice e compositrice. Ha
insegnato presso diversi Conservatori di Musica e sono stati eseguiti suoi lavori per formazioni diverse (dal duo alla big band, all’orchestra) in varie importanti occasioni.
Attiva anche in campo musicologico, ha
curato la monografia dal titolo La musica vocale da camera di Giuseppe Verdi, presentata
all’Istituto di Cultura Italiana a Budapest.
37
Adalisa Castellaneta
Concerto
Adalisa Castellaneta chitarrista
Si è diplomata con il massimo dei voti al
Conservatorio di Musica “Niccolò Piccinni”
di Bari.
Successivamente ha studiato con Stefano
Grondona all’Accademia Musicale Pescarese,
e con José Tomas in Spagna e all’Accademia
Spagnola di Belle Arti a Roma.
Allieva di Oscar Ghiglia all’Accademia
Chigiana, vi ha seguito, inoltre, i corsi di musica strumentale contemporanea con Alain
Meunier e i seminari di direzione d’orchestra
tenuti da Yuri Temirkanov.
La sua attività concertistica l’ha condotta
ad esibirsi in noti centri musicali in Italia e all’estero, suonando per importanti festivals e
società di concerti, tra i quali: il Festival di Lubiana, l’International Festival “Kiev Summer
Music Evenings”, il Festival Arena di Verona
(inaugurazione F. strumenti a pizzico), Festival della Valle d’Itria, Euromusica, festivals
chitarristici.
È spesso impegnata a collaborare, come solista, con orchestre tra cui: l’Orchestra da camera di Mannheim; l’Orchestra Sinfonica Nazionale dell’Ucraina; l’Orchestra Nazionale
della Radio di Bucarest; la Deutsche Kammer-
38
virtuosen di Mainz; gli Hellas Soloists diretti da
Saulius Sondeckis; i Solisti Aquilani; l’Orchestra della Radiotelevisione di S. Pietroburgo.
Frequenta intensamente il repertorio cameristico, sia in formazioni con quartetto
d’archi (tra gli altri complessi, il “Quartetto
Sebastian” di Zagabria) che con altri strumentisti tra i quali il flautista Mario Caroli.
Per la RAI ha registrato musiche di Bach e
Villa Lobos; in prima esecuzione assoluta ha
inciso brani di Mauro, Emilia e Michele Giuliani, riscuotendo ampi consensi di critica.
Vincitrice del concorso nazionale a cattedra per l’insegnamento della chitarra nei
Conservatori, è attualmente titolare della cattedra di chitarra classica al Conservatorio
“Nino Rota” di Monopoli. È frequentemente invitata a far parte delle commissioni giudicatrici in concorsi chitarristici in Italia e all’estero.
Programma
Da definire
Il Gazebo
Banchetti, Gala, Vernissages, Concerti, Caffè Concerto
Nel giardino mediterraneo:
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Masseria
Torre Coccaro
★★★★★
★★★★
39
DOMENICA_GIUGNO
7
2009
Le domeniche in musica
Salone dei Congressi (Casina Municipale)
Selva di Fasano
In esclusiva regionale
Franco Maggio Ormezowski - Barbara Lunetta
Franco Maggio Ormezowski violoncello
Barbara Lunetta pianoforte
Franco Maggio Ormezowski
violoncello
Nato in Italia da madre polacca, ha iniziato giovanissimo lo studio del violoncello diplomandosi all’Istituto Boccherini di Lucca e
successivamente seguendo i corsi di perfezionamento con Gaspar Cassadoí e André Navarra all’Accademia Musicale di Siena.
A 14 anni ha vinto, all’Accademia di Musica Santa Cecilia di Roma, il primo premio nel
Concorso Nazionale per giovani concertisti.
Da quel momento ha iniziato una lunga
carriera di successi come solista e con grandi
orchestre sinfoniche, d’archi e da camera.
Ha partecipato ai Festival di Spoleto, Atene, Beirut, Plovdiv, alle celebrazioni spagnole
a un secolo e mezzo dalla morte di Boccherini
40
e a quelle tenute a Caracas in omaggio a Casals. Ha tenuto concerti nelle maggiori città
italiane e all’estero, Parigi, Londra, Madrid,
Vienna, Amburgo, Bruxelles, Mosca, Varsavia,
negli Stati Uniti, in Canada e Sud America, e
ha collaborato con direttori quali Wolfgang
Sawallisch, Leonard Bernstein, Lawrence Foster, Franco Caracciolo, Ferruccio Scaglia, Aldo Ceccato, e pianisti quali Martha Argerich,
Tamàs Vàsary, Jean Bernard Pommier, Daniel
Levy, Alexandre Rabinovitch, Arnold Bosman, James Tocco, Barbara Lunetta, Alexandre Hintchev ecc. Ha suonato con il violinista Salvatore Accardo e attualmente suona in
quartetto e come solista con Uto Ughi.
Ha tenuto concerti per la TV francese, la
BBC di Londra, la RAI italiana e in altri Paesi. Ha inciso per le case discografiche Dynamic di Genova, A.D.E.S. e Erato di Parigi.
Barbara Lunetta pianoforte
Si è diplomata al Conservatorio di musica
di Cagliari sotto la guida di Anna Paolone
Zedda, perfezionandosi poi a Roma e Venezia
con Carlo Zecchi e a Siena con Arturo Benedetti Michelangeli.
Ha svolto intensa attività concertistica dedicata prevalentemente alla musica da camera.
Ha suonato nelle principali città italiane:
Roma (Santa Cecilia, Gonfalone), Bologna
(Teatro Comunale), Modena (Teatro Comunale) Milano (Pomeriggi Musicali), Genova
(Giovine Orchestra Genovese), Venezia
(Conservatorio, nel 1983 per le celebrazioni
wagneriane), L’Aquila (Concerto Triplo di
Beethoven con Nina Beilina, Franco Maggio
Ormezowski e l’Orchestra Sinfonica Abruzzese), Palermo (Teatro Massimo), e inoltre a
Firenze, Bergamo, Torino, Pavia, Bari, Catania, ecc.
Ha suonato con i violoncellisti Rohan de
Saram, Reine Flashot, Rocco Filippini, Marco
Scano, con i violinisti Cristiano Rossi,
Wilhelm Melker, Nina Beilina, e in duo pianistico con Alexander Hintchev e Arnold Bosman.
In duo con Franco Maggio Ormezowski
ha effettuato numerose tournées in Europa,
Stati Uniti, America del Sud e Africa settentrionale.
Ha partecipato ad importanti festivals come Split, Mentone, Montecarlo, Taormina, Parigi, Amburgo, ecc.
Programma
G. B. SAMMARTINI
R. SCHUMANN
Sonata in Sol maggiore
Allegro non troppo
Grave con espressione
Vivace
Stucke im Volkston Op. 102
Mit Humor “Vanitas Vanitatum”
Langsam
Nicht schnell, mit viel Ton zu spielen
Nicht zu raschi
Stark und markiert
˜ — ™
G. FAURÉ
G. CASSADÒ
J. NIN
Après un rêve Op. 7 n. 1
Papillon Op. 77
Élégie Op. 24
Sonata in Sol maggiore nello stile antico spagnuolo
Introduzione e allegro
Grave
Danza con variazioni
Canto di Spagna
Montanesa
Tonada murciana
Saeta
Granadina
41
DOMENICA_GIUGNO
14
2009
Le domeniche in musica
Salone dei Congressi (Casina Municipale)
Selva di Fasano
Rania Debs pianoforte
Antonio Fruscella chitarra classica
Rania Debs e Antonio Fruscella
approfondire la sua formazione musicale a Parigi. Nel 2000 entra nel “Conservatoire National de Région de Boulogne-Billancourt” (Parigi), nella classe del M° P.-A. Gaye, ottenendo successivamente il Certificato di Fine Studi
Musicali con il massimo dei voti. A giugno
2003 ottiene il diploma in pianoforte e i diplomi di formazione musicale e di musica da camera con i maestri D. Bellik e N. Hakim.
Durante il cursus di studi nel conservatorio
francese è stata scelta tra i migliori allievi per
una masterclass con il M° Jean-Claude Pennetier. Nel 2004 segue i corsi di perfezionamento post-diploma di pianoforte al C.N.R. de
Boulogne-Billancourt.
Nel 2006 consegue l’abilitazione all’insegnamento presso il Cefedem Bourgogne di
Digione. Attualmente è docente della classe
di pianoforte presso il Conservatorio Statale
di Musica della città di Melun (Francia). Si
esibisce regolarmente in concerti sia in veste
di solista che in formazioni cameristiche, partecipando a festival internazionali in Europa e
in Libano.
Nell’agosto 2003 incide il compact disc intitolato Momenti Samai, in duo con il chitarrista Antonio Fruscella, in collaborazione con
la rivista “GuitArt” che distribuirà la registrazione in Italia, Stati Uniti e Giappone.
Rania Debs pianoforte
Antonio Fruscella chitarra classica
È nata a Tripoli, in Libano. Ha cominciato
i suoi studi di pianoforte sotto la guida del M°
A. Masri.
Nel 1999, avendo ottenuto il suo diploma
di pianoforte al Conservatorio Nazionale Superiore di Musica di Beirut, così come la licenza di insegnamento in Storia dell’Arte e Archeologia all’Università Libanese, decide di
Si diploma brillantemente in chitarra classica nel 1999 al Conservatorio “L. Perosi” di
Campobasso. Successivamente decide di perfezionarsi con il M° A. Ponce al Conservatorio “d’Aubervilliers-La Courneuve” di Parigi,
dove ottiene, nell’anno 2000, il diploma in chitarra e in musica da camera con il massimo dei
voti. Ha frequentato negli anni 2001/2003,
42
nello stesso conservatorio, il corso biennale di
perfezionamento post-diploma nonché varie
master class con insegnanti di chiara fama come D. Russell, L. Zea, G. Listes, A. Valente.
Ha vinto numerosi premi in concorsi nazionali (Barletta, Mottola, Recanati, Caramanico,
Ortona, Pescara, Savona) e internazionali
(Concorso di duo di chitarra di Parigi, premio
speciale, Concorso di duo di chitarra di
Montélimar, Francia, 4° premio, Concorso “J.
Rodrigo” École Normale de Musique de Paris
“A. Cortot”, 2° premio).
Ha frequentato, come borsista, il corso di
alto perfezionamento all’accademia di Villecroze (Francia) e il corso internazionale d’interpretazione chitarristica a Mendrisio (Svizzera), entrambi tenuti dal M° A. Ponce.
Nel 2001, in occasione del XIII Corso internazionale di perfezionamento chitarristico,
tenuto dal M° A. Ponce in Svizzera, gli viene
assegnato il premio “Subinates” come miglior
allievo. Nell’ottobre 2002 riceve una borsa di
studio dall’École Normale de Musique “A.
Cortot” di Parigi. A giugno 2003 ottiene la
“Licenza di Esecuzione Musicale Superiore”
con il M° A. Ponce.
Nell’agosto 2003 incide il compact disc intitolato Momenti Samai, in duo con la pianista
Rania Debs, in collaborazione con la rivista
“GuitArt” che distribuirà la registrazione in
Italia, Stati Uniti e Giappone.
Nel 2005 registra con l’etichetta Alfa Music la Sonata di Antonio Ruiz-Pipò in prima
assoluta. Inoltre è consulente artistico del Festival Internazionale Chitarristico organizzato
annualmente in collaborazione con l’Associazione Internazionale “Arte e Cultura” di
Campobasso.
Programma
J. S. BACH
A. DIABELLI
L. BOCCHERINI
Sonata BWV 1027
Adagio
Allegro ma non troppo
Sonatine op. 68
Andante sostenuto
Cadenza di Antonio Fruscella
Rondò
Grave e Fandango
˜ — ™
F. CUENCA
R. GNATTALI
M. COLONNA - L. BIGAZZI
Damasco
Suite Retratos
Formentera (2001)
43
DOMENICA_GIUGNO
28
2009
Le domeniche in musica
Salone dei Congressi (Casina Municipale)
Selva di Fasano
Il fascino della musica Anni ’30
Boop Sisters
Boop Sisters
Lily Latuheru, Giò Giò Rapattoni
e Alessya Piermarini
Silvia Manco
pianoforte
Guido Giacomini
contrabbasso
44
Davide Vaccari
chitarra
Carlo Battisti
batteria
Le Boop Sisters sono Alessya Piermarini,
Giò Giò Rapattoni e Lily Latuheru.
Il progetto dà luce al repertorio delle Boswell Sisters, tre sorelle bianche, Connie, Vet e
Martha, cresciute a New Orleans negli Anni
Trenta.
Figlie di musicisti, hanno iniziato la loro
carriera suonando musica classica in orchestre
sinfoniche: Connie al violoncello, Vet al violino e Martha al pianoforte.
Il clima di New Orleans, il melting-pot
culturale e musicale avvicinano le Boswell a un
altro genere: il Jazz. Quando Connie riceve in
regalo un sassofono e Vet perfeziona lo studio
del banjo, le tre sorelle sostituiscono alla musica classica lo swing, unendo poi il canto alla
parte strumentale.
Le Boswell Sisters sono considerate pioniere dei gruppi vocali ed hanno per prime arricchito il canto armonizzato di forti elementi
jazzistici. Connie, insieme a Mary Lou Williams, è stata la prima importante donna arrangiatrice/compositrice nel jazz.
Le Boswell sono state affiancate da grandi
jazzisti, tra i quali i Dorsey Brothers, Bing
Crosby, Bunny Berigan, Joe Venuti e Eddie
Lang. Nelle loro incisioni figurano brani di
grandi compositori tra cui Carmichael e Ellington, oltre a brani tradizionali degli Anni
’20, arrangiati da Connie, Vet e Martha con armonizzazioni di grande originalità.
I componenti del gruppo Boop Sisters, attivo dal 2001, provengono da esperienze musicali diverse, che vanno dalla musica classica al
jazz e al blues.
Il lavoro filologico sul repertorio delle Boswell e in generale sulla vocalità degli Anni ’30
include ovviamente la necessità di reinventare
lo stile con efficaci spunti personali.
Gli arrangiamenti vocali del gruppo comprendono anche brani del repertorio legato ai
grandi compositori del passato, tra i quali
Hoagy Carmichael, Cole Porter, Fields
&McHug, Duke Ellington.
La tradizione del jazz vocale femminile
americano è poco conosciuta in Italia, come in
generale il jazz bianco degli Anni ’30.
Un tempo intere orchestre suonavano nelle sale da ballo dove il pubblico si scatenava
in danze frenetiche; a New Orleans negli Anni ’20-’30 la vita musicale era attivissima, e il
jazz era parte integrante di feste ed eventi sociali.
Il desiderio delle Boop Sisters è di contribuire a far conoscere e amare al pubblico attuale questa musica e i suoi grandi protagonisti, e di mostrare la sua forza di coinvolgimento emotivo e la sua modernità.
Le Boop Sisters sono accompagnate da una
sezione ritmica formata da pianoforte, chitarra, contrabbasso e batteria.
Repertorio
That’s how rhythm
Crazy people
Tea for two
Dinah
Annabelle
Aristogatti
It’s the girl
Let’s call the whole thing off
If I had a million dollar
Darktown strutter’s ball
Bye bye baby
Bibidi bobidi boop
Belleville
It don’t mean a thing
I’m gonna sit
The man I love
Chattanooga
42nd street
After you’ve gone
Shout sister shout
Cheek to cheek
Heebie jeebies
45
LUGLIO
2009
(data da stabilire)
Parco della Casina Municipale
Selva di Fasano
Evento musicale da definire
Parco della Casina Municipale - Selva di Fasano
46
ABBONAMENTI
Ordinario
(14 spettacoli)
€ 150,00
Ridotto
(studenti, escluso spettacolo di luglio)
€ 100,00
BIGLIETTI
Singolo spettacolo
€
25,00 - 35,00
Spettacolo Parco della Casina Municipale
€
da definire
Per informazioni:
A.P.T. - Informazione e Accoglienza Turistica
Piazza Ciaia - Fasano - Tel. 080.4413086
FASANOMUSICA - Viale Belvedere, 5 - 72010 Selva di Fasano (BR)
Tel. e Fax 080.4331092
E-mail: [email protected] / www.fasanomusica.it
TEATRO KENNEDY - Fasano - Tel. 080.4413150
47
72010 Savelletri di Fasano (Brindisi) - Tel. 080.4827769 - Fax 080.4827978
e-mail: [email protected] - www.masseriasandomenico.com
49
SELVA DI FASANO
Viale Toledo, 13 · Tel./Fax 080.4331157
50
51
52
Fasano (BR) - Corso Garibaldi, 19 - Tel. 080.4413610
www.cedrogioielleria.it
53
FASANO (BR) - Corso Garibaldi, 44 - Tel. 080.4414949
MONOPOLI (BA) - Via Umberto, 13/15 - Tel. 080.742941
LOCOROTONDO (BA) - Corso XX Settembre, 71 - Tel. 080.4311840
MARTINA FRANCA (TA) - Piazza Roma, 7 - Tel. 080.4808842
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Programma - Regione Puglia