con il contributo di
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Regione Marche
F E R M O
STAGIONE
TEATRALE
2012-2013
www.carifermo.it
e Centrale
Fermo - Sed
Storia
Solidità
Autonomia
Sicurezza del risparmio
Sostegno al territorio
La nuova Stagione del Teatro dell’Aquila si presenta con un programma che coniuga proposte di alto profilo che,
da un lato, confermano gli indirizzi verso i grandi testi degli autori classici ma, contestualmente, guardano alle
nuove sperimentazioni teatrali.
Questa Amministrazione ha voluto rivolgere una attenzione particolare al pubblico dei giovani, interlocutori
privilegiati con i quali avviare un dialogo più intenso.
È proprio per questa ragione che si è scelto, anche per l’opera, di confermare i percorsi sperimentati, che
vogliono sostenere, anche se con sacrificio, la grande tradizione musicale, punto di forza della nostra cultura,
senza trascurare tuttavia il mondo della scuola dell’obbligo, che da sempre condivide le nostre scelte.
Il Teatro deve essere un luogo d’incontro non riservato solamente ai cittadini di Fermo ma aperto al territorio.
Siamo consapevoli che debba essere la nostra città, soprattutto in un momento di forte criticità economica, a
mettere a disposizione di tutti i propri spazi e le risorse necessarie.
La programmazione si avvale della collaborazione dell’AMAT e dei contributi del Ministero per i Beni e le Attività
Culturali e della Regione Marche, ma può contare anche sul sostegno di alcuni privati che hanno, anch’essi,
voluto guardare al di là della loro città di appartenenza, consapevoli della valenza del progetto culturale e della
ricaduta su un territorio che supera quello provinciale. A loro un ringraziamento che è, per noi, incoraggiamento
a sostenere la cultura, diritto fondamentale per tutti i cittadini.
Il Sindaco
Nella Brambatti
1
Indice
5
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10
15
16
18
19
20
21
22
23
24
17
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29
30
31
Domeniche da Favola
Stagione d’Opera
Manon Lescaut
Lucia Di Lammermoor
32
33
35
36
37
Stagione di Prosa
39
Stagione Concertistica
Furioso Orlando
Frankenstein Junior
Smashed
Cyrano De Bergerac
Un tram che si chiama desiderio
R III - Riccardo Terzo
Hedda Gabler
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44
45
46
47
48
48
49
50
51
Stagione Scuole
52
Regolamenti
In Abbonamento
Fuori Abbonamento
Zoom
Occidente Estremo
The Arena Love
Itis Galileo
Attenti al Lupo
La storia di Hansel e Gretel
Parcopinocchio
Nunsense... Le amiche di Maria
Scuola di Platea
Mandragola
Di a da in con su per tra fra Shakespeare
The End
Cantiamo l’Opera
L’Olandese Volante
A Tutta Velocità
Processo alle Verdure
Lo Scavo Meraviglioso
EDITING
Nella Brambatti Sindaco
Francesco Trasatti Assessore alle Politiche Culturali e Beni Culturali
Giancarlo Postacchini Dirigente Settore Beni e Attività Culturali
STAFF
Letizia Cesetti, Deborha Dorotei, Emanuela Felicioni, Giovanni Massaccesi, Michela Ramini, Roberto Saudelli, Danilo Tommasini, Giorgio Vittori
Progetto grafico ed impaginazione - Mirus Marche s.r.l.
Stampa - Artelito
COMUNE DI FERMO - TEATRO DELL’AQUILA
Tutti i diritti riservati
La direzione si riserva di apportare modifiche per cause tecniche di forza maggiore
Informazioni e prenotazioni
Biglietteria del Teatro - tel. 0734 284295
www.fermoteatro.it
[email protected]
2
Orari Biglietteria
9.30/12.30 e 16.30/19.30
nei giorni di spettacolo fino all’inizio dello stesso
sabato pomeriggio e domenica chiuso
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Venerdì 26 ottobre 2012 ore 21
Domenica 28 ottobre 2012 ore 17
Stagione d’Opera
MANON LESCAUT
Venerdì 26 ottobre 2012 ore 21
Domenica 28 ottobre 2012 ore 17
MANON LESCAUT
Dramma lirico in quattro atti di M. Praga, D. Oliva, G. Ricordi, L. Illica
Musica di Giacomo Puccini
Musica di Giacomo Puccini
Dramma lirico in quattro atti di M. Praga, D. Oliva, G. Ricordi, L. Illica
Manon Lescaut (soprano) Raffaella Angeletti
Renato Des Grieux (tenore) Leonardo Caimi (26 ottobre)
Antonino Interisano (28 ottobre)
Lescaut, fratello di Manon (baritono) Carmelo Corrado Caruso
Geronte di Ravoir / Comandante di Marina (basso) Carlo Di Cristoforo
Edmondo / Un lampionaio (tenore) Alessandro Fantoni
un Sergente degli Arceri/Oste (basso) Davide Filipponi
il Maestro di Ballo (tenore) Nunzio Fazzini
un Musico (mezzosoprano) Barbara Bucci
Orchestra Sinfonica Abruzzese
Coro “Ventidio Basso” Ascoli Piceno
diretto dal M° Paolo Speca
In collaborazione con Società della Musica
e del Teatro “Primo Riccitelli” di Teramo
Progetto Fondazioni all’Opera
Fanciulle, borghesi, popolane, popolani, studenti, musici, vecchi signori,
abati, cortigiane, arcieri, soldati di marina, marinai
Sabato 1 dicembre 2012 ore 21
Domenica 2 dicembre 2012 ore 17
LUCIA DI LAMMERMOOR
Musica di Gaetano Donizetti
Dramma tragico in tre atti
Libretto di Salvatore Cammarano
da The Bride of Lammermoor di W.Scott
FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana
Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini”
diretto dal M° Pasquale Veleno
In coproduzione con
Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi,
Teatri del Circuito Lirico Lombardo,
Teatro Coccia di Novara,
Teatro Alighieri di Ravenna
Nuovo Allestimento
COSTO BIGLIETTI
Settore A Settore B Settore C € 58
€ 46 ridotto* € 30
€ 20
COSTO ABBONAMENTI
Settore A Settore B Settore C € 99
€ 78 ridotto* € 51
€ 34
Figuranti
Vincenzo Macedone
Michele Ciccone
Elisabetta Aloi
Emanuela Cichella
Maestro concertatore e direttore Massimiliano Stefanelli
Regia Aldo Tarabella
Maestro del coro Paolo Speca
Scene Pier Paolo Bisleri
Maestro preparatore del coro Carlo Morganti
Costumi Chiara Barichello
Lighting designer Lorenzo Caproli
Coro “Ventidio Basso” Ascoli Piceno
* riduzione valida per giovani fino ai 25 anni,
studenti e pensionati sopra i 65 anni
Orchestra Sinfonica Abruzzese
in collaborazione con l’Istituto Musicale Pareggiato “G. Braga” di Teramo
Produttore esecutivo Società della Musica
e del Teatro “Primo Riccitelli” di Teramo
In collaborazione con
Fondazione Carifermo, Fondazione Tercas e Fondazione Carichieti
Progetto Fondazioni all’ Opera
6
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Soggetto
ATTO I
Siamo ad Amiens, a nord di Parigi, nella seconda metà del secolo XVIII. In un vasto piazzale passeggiano e chiacchierano
borghesi, popolani, soldati, fanciulle e studenti.Tra questi ultimi, Edmondo (tenore) intona un paio di madrigali furbescamente
galanti («Ave, sera gentile», «Giovinezza è il nostro nome»), fra le risate dei suoi compagni. Si unisce a loro l’amico Cavaliere
Des Grieux (tenore), che corteggia alcune fanciulle di passaggio con un’arietta scherzosa («Tra voi, belle, brune e bionde»).
Di fronte a un’osteria si ferma una diligenza provenente da Arras, che calamita l’attenzione di tutti i presenti: da essa
discendono Lescaut (baritono), sergente delle guardie del re, l’anziano tesoriere generale Geronte de Ravoir (basso),
e Manon (soprano), sorella di Lescaut, che con la sua bellezza desta l’ammirazione degli studenti. Anche Des Grieux ne
è folgorato, e mentre Lescaut e Geronte entrano nella locanda con l’Oste (basso), si presenta alla giovane («Cortese
damigella, il priego mio accettate»). Nel corso di un duettino, Des Grieux scopre che l’indomani la triste Manon verrà
chiusa in un convento, al quale è destinata dal volere paterno; turbato, si propone di aiutarla a cambiare il suo fato. Dopo
essersi dati appuntamento all’imbrunire, Manon raggiunge il fratello e Des Grieux dà sfogo alla passione che lo ha acceso
(aria: «Donna non vidi mai»); poi, infastidito dai lazzi di Edmondo e degli studenti, abbandona la piazza. Geronte e Lescaut
sbucano dalla locanda parlottando: entrambi deplorano il destino riservato a Manon. Il sergente allude al passato torbido
che si è lasciato alle spalle, mentre il cassiere generale gli fa capire la ricchezza della sua borsa, poi si allontana. Si fa notte, e
sotto il porticato dell’osteria infuria il gioco delle carte, nel quale si getta anche Lescaut. Nel frattempo, Geronte confabula
con l’oste, e fa preparare una carrozza che si diriga in tutta fretta verso Parigi. Edmondo ha compreso che il tesoriere
intende rapire Manon, e informa del piano Des Grieux. Poi, raggiunti i suoi compagni al tavolo da gioco, lo studente fa in
modo che trattengano Lescaut. Intanto, Manon si presenta all’appuntamento con Des Grieux («Vedete? Io son fedele»):
nel duetto, il Cavaliere le rivela i suoi sentimenti e la mette in guardia da Geronte. Edmondo avverte i due giovani che la
carrozza è pronta: vinta la debole resistenza di Manon, Des Grieux si copre con un mantello e si precipita con lei dietro
l’osteria. Ignaro, il tesoriere giunge per dare esecuzione al suo piano, approfittando della distrazione di Lescaut: appena
in tempo per farsi sbeffeggiare da Edmondo, che gli indica la via verso Parigi presa dalla carrozza. Geronte si precipita da
Lescaut, ma è troppo tardi per acciuffare i fuggitivi. Sotto lo sguardo canzonatorio degli studenti («Venticelli ricciutelli»), il
sergente rassicura tuttavia il tesoriere: Manon non si accontenterà a lungo delle magre finanze di uno studente, e presto
sarà disposta ad accettare le attenzioni di “padre” del ricco Geronte, in una famigliola completata dallo stesso Lescaut.
ATTO II
Il sipario si alza sul salotto elegantissimo della casa di Geronte, a Parigi. Di fronte a una pettiniera è seduta Manon, mentre
un parrucchiere è indaffarato a curare la sua toilette. Entra Lescaut, che plaude alla scelta di abbandonare lo squattrinato
Des Grieux e trasferirsi nella dimora lussuosa del cassiere generale (duetto: «Sei splendida e lucente!»). Manon, però, vuole
dal fratello notizie del Cavaliere, che ha lasciato senza neppure un saluto, e che ora rimpiange: nella gelida alcova di Geronte
non arde infatti il fuoco della passione che scaldava la povera casetta di Des Grieux («In quelle trine morbide»). Lescaut le
comunica di aver convinto Des Grieux che solo vincendo al gioco potrà riconquistarla. Il colloquio è interrotto dall’ingresso
di un Musico incipriato (mezzosoprano), seguito da un piccolo coro da camera, che intona un madrigale composto da
Geronte («Sulla vetta tu del monte»). Congedato il coro con una borsa di denari, si introducono cerimoniosamente alcuni
vecchi signori e abati, ricevuti dallo stesso Geronte, assieme a suonatori e al Maestro di ballo (tenore). Quest’ultimo
impartisce a Manon una lezione di minuetto, durante la quale gli occhi degli uomini sono cupidamente inchiodati su di
lei. A farle da cavaliere è Geronte, al quale Manon dedica una canzone pastorale («L’ora, o Tirsi, è vaga e bella…»). Per la
compagnia di amici è tempo di uscire: Manon si trattiene da sola nel salotto per acconciarsi. Sulla porta compare, pallidissimo,
Des Grieux: la donna gli si getta incontro, chiedendogli perdono (duetto: «Tu, tu, amore? Tu?»). I propositi di vendetta sono
impotenti, di fronte al fascino di Manon: il Cavaliere cede ancora una volta al suo destino. Mentre giacciono abbracciati
sul sofà, Geronte entra nel salotto. Alle dignitose accuse di ingratitudine del tesoriere, Manon replica ironizzando sul suo
aspetto di vecchio libertino. Geronte si allontana, e i due amanti pregustano la libertà conquistata. Ma Lescaut irrompe
trafelato: l’anziano cassiere ha sporto denuncia, e le guardie sono in cammino per arrestare la sorella, destinata all’esilio.
Bisogna scappare. Manon però esita un attimo di troppo: non riesce a dire addio allo sfarzo della casa di Geronte, e si mette
a vuotare i cassetti di tutti i gioielli. Nel frattempo, le guardie hanno tagliato ogni via di fuga: traggono in arresto Manon, dalla
cui mantiglia sono scivolati a terra i gioielli rubati. Des Grieux sguaina la spada, ma Lescaut lo disarma e lo convince che la
sua libertà è l’unica speranza rimasta a Manon.
8
INTERMEZZO – ATTO III
Una caserma affacciata su un piazzale presso il porto di Le Havre, al quale è attraccata una nave da guerra. È quasi l’alba, e
Lescaut e Des Grieux attendono in disparte che monti la guardia un arciere che è stato corrotto dal sergente. Grazie alla sua
complicità, Des Grieux riesce ad avere un colloquio con Manon attraverso le sbarre di una finestra, interrotto dal Lampionaio
(tenore) con la sua canzone («… Kate rispose al re»). L’annuncio della prossima liberazione è tuttavia smentito dall’ingresso
a spada sguainata di Lescaut: il loro piano è stato sventato, e i gridi d’allarme dei soldati richiamano una folla incuriosita. Dal
portone della caserma esce un gruppo di donne in catene, tra le quali Manon: sono prostitute destinate a essere imbarcate
sulla nave, che le porterà in America. Il Comandante di Marina (basso) invita il Sergente degli Arceri (basso) a procedere con
l’appello delle cortigiane, che sfilano l’una dopo l’altra tra l’indignazione e lo scherno della folla (Largo concertato: «Rosetta!»).
Invano Des Grieux cerca di strappare Manon a questa umiliante processione, aiutato da un gruppo di borghesi impietositi da
Lescaut: la sua amante è condannata. Singhiozzando, il Cavaliere si rassegna ad implorare il comandante di accoglierlo a bordo
come mozzo. Per la gioia sua e di Manon, la richiesta viene accettata.
ATTO IV
Una landa sterminata, desertica, sui confini del territorio della Nuova Orléans. Manon e Des Grieux, esausti, avanzano a fatica
sul terreno brullo, mentre cala la sera. La donna cade al suolo svenuta. Si riprende: è febbricitante e assetata, e implora Des
Grieux di cercare un soccorso. Quando il Cavaliere scompare oltre l’orizzonte, scende la notte e Manon viene vinta dalla
disperazione (aria: «Sola… perduta… abbandonata!…»). Il ritorno di Des Grieux non apporta buone notizie: Manon cade per
la seconda volta, e questa volta è per sempre. Muore, e Des Grieux, pazzo di dolore, sviene sul suo corpo.
Appunti Di Viaggio - Note di regia
ALDO TARABELLA
Che senso avrebbe avuto una narrazione coerente, temporale,
fatta di passaggi cronologici? Probabilmente Puccini voleva
affidare in modo astratto alla musica un senso fortissimo di
vertigine, per andare oltre i fatti e raccontare una passione
travolgente, irresistibile come l’amore tra Manon e il giovane
De Grieux. In tal senso, con lo scenografo Pier Paolo Bisleri e
con i costumi di Chiara Barrichello, abbiamo creato un unico
contenitore, neutro, che di volta in volta diventa un luogo di
passaggio, di arrivi, di fughe: una sorta di teatrino dei rapporti
umani tra baldorie e goliardie, tra l’esaltazione dell’effimero e
incontri, tra passioni e miserie.
Il primo quadro, si svolge in una sorta di locanda dove tra
madrigali, sonetti, citazioni arcadiche, Puccini crea un
preambolo all’arrivo di una giovine donna, Manon Lescaut,
diciotto anni, destinata a vivere il resto della propria vita in
convento e si trova lì nella sua ultima notte di vita civile. Il
Maestro, in questo esplosivo inizio osanna la gioventù, tema a
lui caro, i suoi sogni, e affida, appunto, ad un coro di studenti
e fanciulle il tema della giovinezza. In un luogo del genere si
può essere colti da un lampo, un colpo di fulmine come quello
del giovane studente di filosofia e la giovane viaggiatrice: una
scintilla di un amore improvviso folle, pazzo.
Nella mia lettura di regia, ho sentito il bisogno, proprio per le
indicazioni drammaturgiche e musicali, che la successiva fuga
dei due giovani dalla locanda venisse sostenuta non solo da
Edmondo, amico del giovane De Grieux, e organizzatore della
burla ai danni del potente ma anziano Geronte, invaghitosi
della giovane durante il viaggio, ma anche dal gruppo dei
giovani presenti. Nasce così in scena una sorta di tifo solidale
verso la coppia affinché possa fuggire, coprendo sino all’ultimo
la loro follia verso l’ignoto!! È decisamente un atto di rottura
e confronto tra generazioni.
Il secondo atto, ancora pieno d’emozione per quella folle
fuga giovanile, ci riporta ad una realtà che ci sorprende: ma
come, la storia dei due giovani è già finita? Manon, la bellissima
giovane la rivediamo dopo poco tempo, tra specchi, in un
contesto finto, effimero, attorniata dal fatuo, immersa nella
noia, ma anche nella ricchezza. Il vecchio e ricco Geronte ha
vinto, come previsto sin dall’inizio da Lescaut, l’ambiguo e
corruttibile fratello di Manon, presente con loro alla locanda.
Sapeva che dopo la “sbandata” per il giovane Des Grieux la
sorella sarebbe tornata, non si sarebbe persa tra le precarietà
e le borse vuote di uno studente. Peccato! Un vero peccato,
e gli specchi del salone del vecchio signore parigino riflettono
non più una giovane sensibile, malinconica e ombrosa, ma una
donna dal carattere dispotico, prepotente, avido e ambizioso.
Il giovane De Grieux è un lontano ricordo, pur con luci e
ombre di questo amore. Puccini disegna questa stanza
come il luogo delle vanità, una sorta di palcoscenico, dove
magistralmente presenta un insieme stucchevole di numeri: i
temi dei musici, del maestro di ballo, le composizioni pastorali
del padrone di casa, segni della noia e del fatuo. In regia non
potevo non mettere in risalto gli stati umorali e caratteriali
di Manon, e la musica ce la presenta in una continua altalena
tra passionalità e prepotenza, slanci amorosi e improvvise
avidità. Su questo palcoscenico, irrompe il giovane De Grieux
al quale si affida il risveglio dell’amore e una rinnovata ricerca
della purezza. Ma Puccini copre il duetto tra i due giovani,
di nuovo ritrovati, di oscuri presagi: la stagione della prima
fuga non sarà più ripetibile, e dopo essere stati scoperti dal
padrone di casa la via del declino è inevitabile per tutti e due.
Dal terzo atto, un luogo nebbioso portuale da cui partono
sventurate donnine verso le colonie oltreoceano, al quarto
atto, un improbabile deserto, è solamente una terribile discesa
verso la fine, una fine orribile. Manon muore di sete e di stenti,
cerca disperatamente dell’acqua, simbolo esremo di purezza,
ma morirà sola, perduta e abbandonata tra ricordi e rimorsi.
Una donna sfortunata, in mezzo a tante altre vite sfortunate.
Scrivo questi appunti, in mezzo alle ultime prove per il nostro
debutto ad Ascoli Piceno, e voglio esprimere i miei più sinceri
ringraziamenti agli splendidi artisti, collaboratori, maestranze
che con me condividono da giorni questa esperienza. Ringrazio
il direttore artistico e d’orchestra Massimiliano Stefanelli, che
con grande sensibilità ci ha riservato un habitat, un piano di
lavoro e di studio eccellenti, che ci ripagano dei sacrifici che
una grande avventura come l’Opera sempre comporta.
9
Sabato 1 dicembre 2012 ore 21
Domenica 2 dicembre 2012 ore 17
LUCIA DI LAMMERMOOR
Dramma tragico in tre atti
Libretto di Salvatore Cammarano
dal romanzo The Bride of Lammermoor di Walter Scott
Musica di Gaetano Donizetti
Edizioni Universal Music Publishing Ricordi srl, Milano
Prima rappresentazione: Napoli, Teatro San Carlo, 26 settembre 1835
Lord Enrico Asthon Julian Kim / Alexandru Aghenie
Miss Lucia Sofia Mchedlishvili / Romina Casucci
Sir Edgardo di Ravenswood Gianluca Terranova / Giacomo Patti
Lord Arturo Bucklaw Alessandro Scotto di Luzio / Matteo Falcier
Raimondo Bidibent Giovanni Battista Parodi
Alisa Cinzia Chiarini
Normanno Roberto Jachini Virgili
Direttore Matteo Beltrami
Regia e luci Henning Brockhaus
Scene Josef Svoboda
Ricostruzione allestimento scenico Benito Leonori
Costumi Patricia Toffolutti
Coreografie Emma Scialfa
FORM - Orchestra Filarmonica Marchigiana
Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini”
diretto dal M° Pasquale Veleno
In coproduzione con
Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi,
Teatri del Circuito Lirico Lombardo,
Teatro Coccia di Novara,
Teatro Alighieri di Ravenna
Nuovo allestimento
10
Soggetto
Parte prima. La partenza
ATTO UNICO
L’azione si svolge in Scozia, alla fine del XVI secolo. Gli Ashton possiedono il castello che era stato dei Ravenswood. Tra le
due casate c’è odio, ma Lucia Asthon ed Edgardo di Ravenswood segretamente si amano. Normanno, capo degli armigeri,
ordina ai cacciatori di perlustrare i dintorni per scoprire chi sia il misterioso individuo che è stato visto aggirarsi nel parco
intorno al castello. Il fratello di Lucia, Lord Enrico Asthon, impensierito dallo svolgersi delle vicende politiche che sembrano
portare ad un indebolimento del prestigio della sua famiglia, vorrebbe che la sorella sposasse Lord Arturo Bucklaw, ma Lucia
non ne vuol sapere. Due uomini intervengono: Raimondo Bidebent, precettore di Lucia, tenta di motivare il rifiuto della
ragazza dichiarandola prostrata per la recente morte della madre, e Normanno, che avverte il suo signore che probabilmente
sua sorella è innamorata di uno sconosciuto che un giorno le salvò la vita salvandola da un toro inferocito: si tratterebbe,
secondo lui, di Edgardo, tornato di nascosto dall’esilio. La risposta di Enrico è violenta, è disposto a usare ogni mezzo pur di
troncare la relazione.Ingresso del parco. Nell’attesa di Edgardo, Lucia narra alla sua damigella e confidente Alisa l’apparizione
in sogno di un fantasma, una donna uccisa per gelosia da un antenato di Edgardo. Alisa, turbata, scongiura l’amica di troncare
un legame destinato a portare sfortuna. Ma Lucia non intende rinunziare al suo amore e l’amica la lascia sola all’avvicinarsi
di Edgardo. L’innamorato è in procinto di partire per la Francia, ma prima intende riappacificarsi con la famiglia rivale per
chiedere in sposa Lucia. La ragazza prega Edgardo di rinunciare al colloquio, avvertendolo che l’odio del fratello è ancora
troppo forte. Gli innamorati, congedandosi, si scambiano un anello come pegno di fedeltà eterna.
Parte seconda. Il contratto nuziale
ATTO PRIMO
Appartamento di Lord Ashton. Enrico ha disposto tutto per le nozze con Arturo che è atteso al castello con i parenti
e gli invitati. Tuttavia Asthon teme che la sorella non accetti. Lo rassicura Normanno: la lunga assenza di Edgardo,
l’intercettazione delle sue lettere, ed una lettera falsa imbastita dai due convinceranno Lucia dell’amore di Edgardo per
un’altra donna. Lucia cade nel tranello, e convinta del tradimento non si oppone più ai desideri del fratello, secondo il
quale il matrimonio rialzerà le sorti compromesse del casato.
Si arriva dunque alla cerimonia nuziale. Arturo, Enrico, Normanno, Raimondo, con le donne e gentiluomini di Lammermoor,
attendono la sposa, che entra pallida e triste. Condotta davanti al tavolo, essa firma il contratto di nozze. Nel mezzo
della cerimonia entra Edgardo con la spada sguainata: Raimondo riesce ad impedire il delitto ma l’innamorato, vedendosi
tradito, chiede a Lucia l’anello che le aveva donato.
ATTO SECONDO
Sala della torre di Wolferag. In una notte di tempesta, Edgardo, solo e malinconico, medita sul suo dolore. Irrompe Enrico,
chiede riparazione per l’insulto fatto e comunica che la sorella è ormai sposa di Arturo. I due stabiliscono di sfidarsi a
duello, all’alba vicino alle tombe di Ravenswood.
Nel salone del castello di Lammermoor, gli invitati ancora festeggiano le nozze, ma l’allegria degli ospiti è di breve durata.
Raimondo annuncia infatti che nell’intimità Lucia in un improvviso accesso di follia ha pugnalato lo sposo. Compare
Lucia: nel delirio, essa crede di trovarsi davanti all’altare con Edgardo, poi si accascia. Entra Enrico, che è stato informato
dell’accaduto, infuriato contro la sorella; ma si allontana poi, vinto dal rimorso, affidandola alle cure di Raimondo e Alisa.
L’infelice Edgardo, nel frattempo, è in attesa presso le tombe dei Ravenswood. Non tollera l’idea di vivere senza Lucia ed
è deciso a lasciarsi uccidere dal nemico nel corso del duello. Arriva Raimondo, che lo mette al corrente della follia e della
morte dell’amata. Disperato, Edgardo si trafigge con un pugnale.
11
Note di Regia
HENNING BROCKHAUS
Lucia di Lammermmor, l’opera che trionfò e appassionò
il suo pubblico fin dal debutto al Teatro San Carlo di
Napoli nel 1835 è il risultato di un’intensa e proficua
collaborazione tra il librettista Salvatore Cammarano
e Gaetano Donizetti. Il libretto è ispirato al romanzo
storico di Sir Walter Scott, The Bride of Lammermoor.
Siamo nel Medioevo scozzese al tempo della Guerra
delle Rose e della guerra tra due clan: quello degli
Ashton (la famiglia cui appartengono Enrico e Lucia),
e quello dei Ravesnswood di cui fa parte Edgardo,
l’amante della protagonista costretta a sposare Arturo
Buklaw per salvare il proprio fratello ormai prossimo
alla rovina. È una storia di potere che vede protagonisti
uomini guerrieri coinvolti in continue violenze e questo
stesso mondo di violenza maschile opprime, schiaccia
l’innamorata Lucia, appena orfana di madre, salvata
dall’amato Edgardo da un letale violento toro. Nella
maggior parte dei numerosi allestimenti dell’opera
che sono stati proposti sui palcoscenici di tutto il
mondo, Lucia è predisposta alla follia fin dalla prima
entrata. Io non la credo affatto folle fin dal principio,
ma al contrario una persona piena di emozioni giuste,
umane, sane. Lucia è in pieno possesso della sua vita
empatica, ammette il dolore, conosce l’amore e lo vive
emozionalmente, la gioia che Donizetti sottolinea con
tutta l’introduzione dell’arpa, le angosce più profonde
del nostro essere e, contrariamente a suo fratello, lei
vive queste emozioni. Enrico è morto in quanto odia
se stesso e gli altri, segue esclusivamente le logiche del
potere ed è quindi determinato dall’esterno, non ha
una vita interiore come Lucia.
La musica di Donizetti fa emergere di battuta in
battuta una differenza evidente e abissale tra il mondo
femminile di Lucia fatto di un susseguirsi continuo
di diversi sentimenti, amore ed emozioni, e quello
unilaterale maschile dove trionfano quasi unicamente
la smania di potere, di guerra (quindi di distruzione) e
l’odio. Le musiche del mondo di Enrico sono spesso
marce o musiche cupe. Enrico è infelice, odia se
12
stesso,non conosce l’amore, non ha una donna, non
soffre per la morte della madre e ne parla soltanto
in una battuta cinicamente. Si potrebbe anche dire
che ciò che sembra essere normale sia in realtà la
vera follia. Enrico, Raimondo, Normanno e in parte
anche Edgardo sono personaggi deformati con grandi
mancanze emotive.
Lucia rimane sorpresa e quasi scioccata dal primo
incontro con l’amato Edgardo: si frequentano da molto
tempo anche se di nascosto, ma finora non lo aveva
mai conosciuto come uomo di potere, e ignorava il
suo odio. La protagonista viene poi condotta alla follia
da giochi di potere e inganni ad esso legati.
Il culmine dell’opera è la famosa scena della follia
che viene sempre rappresentata seguendo i clichés di
quello che noi pensiamo sia folle con strani gesti e
atteggiamenti secondo me gratuiti che non arrivano
in nessun modo al vero nucleo di quanto accade con
Lucia. È sorprendente che Cammarano e Donizetti
la facciano parlare di Edgardo pur avendo appena
assassinato Arturo. Lucia assassina parla con amore
di Edgardo. Per me c’è una sola spiegazione a questa
scelta drammaturgica: in verità Lucia è stata spinta alla
schizofrenia. Si è ribellata ai giochi di potere esterni
a lei ammazzando Arturo per salvare dentro di sé la
sua vera vita emozionale, cioè l’amore verso Edgardo.
Nella mia lettura Lucia arriva in scena con il cadavere
di Arturo, ma per lei questo morto diventa in una
proiezione psicologica il simbolo del suo amore per
Edgardo. Tutta la scena (come dimostra la musica)
è piena d’amore. Tutti rimangono scioccati e quasi
pietrificati (Donizetti non fa più cantare né il coro
né Raimondo): Lucia riesce a realizzare il suo vero
amore solo con il morto Arturo. Allora come oggi
l’eccessiva smania di potere porta a una deformazione
dell’anima che può rivelarsi causa di follia. La nostra
storia recente è piena di psicopatici e di individui che
si sono consegnati al potere. In questo senso Lucia di
Lammermoor risulta ancora attuale e contemporanea.
13
Il tuo Business Hotel nel cuore delle Marche
Hotel | Ristorante | American bar | Area meeting plenaria fino a 300 persone | Salone per banqueting ed eventi privati
Connessione internet | Parcheggio privato | Piscina con solarium | Ampio giardino | Parking privato
Via Faleriense Est, Montegiorgio 63025 Ascoli Piceno, Italy tel: +39 0734 967321 fax: +39 0734 968190
www.sanpaolohotel.net | [email protected]
14
15
Stagione di Prosa
in abbonamento
Sabato 20 ottobre 2012 ore 21
Domenica 21 ottobre 2012 ore 17
Sabato 16 marzo 2013 ore 21
Domenica 17 marzo 2013 ore 17
Nuovo Teatro - Teatro Stabile dell’Umbria
STEFANO ACCORSI
e NINA SAVARY in
Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
Compagnia Enfi Teatro
ISABELLA RAGONESE in
FURIOSO ORLANDO
(ballata in ariostesche rime per un cavalier narrante)
da Ludovico Ariosto
adattamento e regia di Marco Baliani
HEDDA GABLER
di Henrik Ibsen
regia di Antonio Calenda
fuori abbonamento
Sabato 10 novembre 2012 ore 21
Venerdì 5 aprile 2013 ore 21
MusiKeria
TOSCA in
Jolefilm
MARCO PAOLINI in
spartito cinematografico
regia di Massimo Venturiello
di Francesco Niccolini e Marco Paolini
ZOOM
ITIS GALILEO
Martedì 4 dicembre 2012 ore 21
FEDERICO RAMPINI in
OCCIDENTE ESTREMO
Sabato 24 novembre 2012 ore 21
Domenica 25 novembre 2012 ore 17
regia di Antonio Petris
Compagnia della Rancia
GIAMPIERO INGRASSIA in
Giovedì 24 gennaio 2013 ore 21
FRANKENSTEIN JUNIOR
COSTO BIGLIETTI
Settore A Settore B Settore C € 30
€ 24 ridotto* € 12
€ 12
BALLETTO DI ROMA
THE ARENA LOVE
di Mel Brooks e Thomas Meehan
regia di Saverio Marconi
* riduzione valida per giovani fino ai 25 anni,
studenti e pensionati sopra i 65 anni
di Michele Pogliani
Sabato 15 dicembre 2012 ore 21
Domenica 16 dicembre 2012 ore 17
Live Arts Management srl
THE GANDINI JUGGLING (UK) in
SMASHED
direzione artistica Sean Gandini e Kati Ylä-Hokkala
Sabato 19 gennaio 2013 ore 21
Domenica 20 gennaio 2013 ore 17
Khora.teatro - Teatro Stabile d’Abruzzo
ALESSANDRO PREZIOSI in
CYRANO DE BERGERAC
di Edmond Rostand
regia di Alessandro Preziosi
Sabato 2 febbraio 2013 ore 21
Domenica 3 febbraio 2013 ore 17
Ert - Teatro Stabile di Catania
LAURA MARINONI
e VINICIO MARCHIONI in
Settore A Settore B Settore C € 187
€ 147 ridotto* € 71,50
€ 74
UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO
COSTO BIGLIETTI
di Tennessee Williams
regia di Antonio Latella
Settore A Settore B Settore C Martedì 5 marzo 2013 ore 21
Mercoledì 6 marzo 2013 ore 21
COSTO BIGLIETTI “FRANKENSTEIN JUNIOR”
Teatro Stabile del Veneto
Fondazione Teatro Stabile di Torino - Società per Attori
ALESSANDRO GASSMANN in
RIII - RICCARDO TERZO
16
COSTO ABBONAMENTO ( 7 spettacoli)
di William Shakespeare
regia di Alessandro Gassmann
Settore A Settore B Settore C € 30
€ 24 ridotto* € 12
€ 12
€ 40
€ 29 ridotto* € 12
€ 15
* riduzione valida per giovani fino ai 25 anni,
studenti e pensionati sopra i 65 anni
17
Sabato 20 ottobre 2012 ore 21
Domenica 21 ottobre 2012 ore 17
Sabato 24 novembre 2012 ore 21
Domenica 25 novembre 2012 ore 17
Nuovo Teatro
Compagnia della Rancia
Teatro Stabile dell’Umbria
FRANKENSTEIN JUNIOR
diretto da Franco Ruggieri
FURIOSO ORLANDO
(ballata in ariostesche rime per un cavalier narrante)
in abbonamento
liberamente tratto da
Orlando Furioso di Ludovico Ariosto
adattamento teatrale e regia Marco Baliani
con Stefano Accorsi e Nina Savary
scene Bruno Buonincontri
costumi Alessandro Lai
disegno luci Luca Barbati
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Il campo di battaglia è allestito, eserciti di fedi diverse sono pronti ad
affrontarsi, ma appena il canto parte, tutto si dissolve. Basta che Angelica fugga
a cavallo ed ecco che la Storia grande si sfalda e lascia il passo ad un infinito
inseguimento di piccole ma dense vicende, l’un dentro l’altra avviluppate.
Dal rocambolesco proliferare di avventure e personaggi che anima la gran
giostra dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, ho scelto di seguire una
sola traccia, quella che permette all’intero poema, fin dall’inizio appunto, di
dispiegarsi e vivere, le orme che Angelica lascia sul terreno, quella è la traccia
da seguire. È come se da subito ci fosse un suono che accompagna tutte le
storie, un galoppare di cavalli in corsa, in lotta, in inseguimento, in volo. Tra i
tanti spasimanti inseguitori, ce n’è uno, Orlando, che va precipitando di canto
in canto dentro una modernissima patologia, di cui Ariosto è ironicamente
consapevole, la fantasmagoria dell’amore non ricambiato.
Il titolo stesso dello spettacolo rovescia l’originale dell’Ariosto e mette al
primo posto la furia dell’amore non corrisposto. Orlando crede che per il
solo fatto che è lui ad amare Angelica, lei debba essere sua, da sempre e per
sempre, e non sopporterà che possa essere di un altro, specie poi quando
scoprirà che l’altro non è nemmeno un prode cavaliere del suo rango ma
un semplice soldato di fanteria. Allora scatta la furia e la pazzia, la stessa
che riempie le nostre quotidiane cronache, con donne che finiscono la loro
vita per mano di uomini che dicono di amarle perdutamente. Ma qui gli
inseguimenti e la gelosia e poi ancora la pazzia e la furia vengono risolti con
la leggerezza della rima, del gioco sonoro di citazioni e assonanze, con la
soavità del volo, perché le storie servono sì a parlare del mondo ma anche a
renderlo meno terribile.
Ecco dunque che i duellanti del nostro spettacolo non saranno i tanti paladini
e cavalieri sempre attratti da sfide e tenzoni e furti di cavalli e di armerie
altrui, ma saranno loro due, Angelica e Orlando, oppure, a volte, con un’altra
declinazione dello stesso tema, Ruggiero e Bradamante, uomo e donna
insomma, loro si sfidano a singolar tenzone per mostrare i conflitti, le gioie,
i dolori, i patimenti che colpiscono come colpi di spada e di lancia, i cuori
di chi ama, di chi crede di amare o di essere amato. Nella nostra giostra
anche le ottave dell’Ariosto sono state girovoltate, e altre ne sono nate,
cercando di rendere più orale possibile l’impianto letterario, senza perderne
la costruzione. Marco Baliani
in abbonamento
testo Mel Brooks e Thomas Meehan
musiche e liriche Mel Brooks
con Giampiero Ingrassia
e con Giulia Ottonello, Mauro Simone, Altea Russo, Valentina Gullace, Fabrizio Corucci, Felice Casciano, Davide Nebbia,
Roberto Colombo, Michele Renzullo, Giorgio Camandona, Paola Ciccarelli, Francesca Di Cresce, Anna Bodei
regia e coreografie originali Susan Stroman
regia Saverio Marconi
regia associata Marco Iacomelli
scene Gabriele Moreschi
costumi Carla Accoramboni
coreografie Gillian Bruce
vocal coach Lena Biolcati
disegno luci Valerio Tiberi
disegno fonico Enrico Porcelli
Giampiero Ingrassia veste i panni del brillante e stimato dottor Frederick Frankenstein
(al cinema fu Gene Wilder), il protagonista di Frankenstein Junior, la nuova produzione
di Compagnia della Rancia. Oltre a quasi 30 anni di carriera tra prosa e tv, tra Ingrassia diplomato al Laboratorio Teatrale di Gigi Proietti - e il musical esiste un amore di lunga
data: nel 1989, infatti, è il protagonista de La Piccola Bottega degli Orrori, il primo musical della
Compagnia della Rancia. Sul palco, al fianco di Ingrassia, Giulia Ottonello, dalle straordinarie
capacità vocali unite a un naturale talento comico, interpreterà Elizabeth, viziata ed egocentrica
fidanzata di Frederick. Igor sarà interpretato da Mauro Simone, servo fedele al Castello
e disinvoltamente incurante della propria gobba. La sinistra e misteriosa Frau
Blücher, il cui nome incute terrore persino ai cavalli, governante al castello e
detentrice dei segreti di Victor Von Frankenstein avrà il volto di Altea Russo,
mentreValentina Gullace sarà l’esplosiva Inga, giovane transilvana assistente
devota di Frederick, incurante della propria straordinaria
e sensuale bellezza. Il baritono Fabrizio Corucci sarà il
Mostro, l’imponente creatura riportata in vita grazie
agli esperimenti del Dottor Frankenstein. Completano
il cast Felice Casciano nei panni dell’ispettore Kemp;
Davide Nebbia è l’eremita cieco che abita nei boschi e
desideroso di compagnia; Roberto Colombo è Victor Von
Frankenstein, famigerato nonno di Frederick, impaziente che
il nipote segua le sue orme; Michele Renzullo è Ziggy, il più
bizzarro tra gli abitanti del villaggio transilvano.
Considerato una delle migliori cento commedie americane
di tutti i tempi, girato nel 1975 con uno stile ispirato agli
Anni ’20 (omaggio ai classici horror della Universal), Frankenstein
Junior è una parodia del celebre Frankenstein di J. Whale e delle numerose
pellicole dedicate alla creatura di Mary Shelley. Il film, premiato dal pubblico
che lo ha consacrato come il cult movie per eccellenza e le cui battute sono
entrate nella memoria degli spettatori - con oltre 500.000 copie vendute è il “classico” in DVD di maggior successo della storia dell’home video in
Italia. La versione italiana, tra momenti di irresistibile comicità proprio come
nel film, riproporrà l’atmosfera della straordinaria fotografia “in bianco e
nero” del film con il tocco colorato di numeri esilaranti, su tutti quello tra
Frankenstein e il Mostro sulle note di Puttin’ on the Ritz di Irving Berlin.
Foto di Lorenzo Ceva Valla
diretto da Marco Balsamo
19
Sabato 19 gennaio 2013 ore 21
Domenica 20 gennaio 2013 ore 17
Khora.teatro - Teatro Stabile d’Abruzzo
CYRANO DE BERGERAC
Foto di Ludovic Des Cognets
Sabato 15 dicembre 2012 ore 21
Domenica 16 dicembre 2012 ore 17
Live Arts Management srl
THE GANDINI JUGGLING [UK]
SMASHED
direzione artistica Sean Gandini, Kati Ylä-Hokkala
performers Sean Gandini, Kati Ylä-Hokkala,
Inaki Fernandez Sastre, Owen Reynolds, Jon Udry, Antek Klemm,
Cecilia Zucchetti, Tedros Grimaye, Doreen Grossman
spettacolo creato presso le residenze di National Theatre of London
per Festival “Watch This Space” / La Breche / Cherbourg
con il sostegno di Arts Council England
in abbonamento
Gandini Juggling, una delle compagnie di giocoleria più acclamate in Inghilterra, ha al suo attivo 4.000 repliche in 20 anni:
arriva al Teatro dell’Aquila con un omaggio a Pina Bausch e al suo Tanztheater con nove straordinari giocolieri che ricreano
una serie di immagini dal sapore cinematografico ispirate alle coreografie della Bausch. In questo Smashed - divertente,
bello, intelligente e molto originale - eleganza e poesia raccontano al pubblico in forma di tableaux vivants l’immaginario
di una delle coreografe più geniali di tutti i tempi. I raffinati interpreti, in abiti eleganti e con 80 mele rosse usate come
palline, regalano al pubblico il ricordo indelebile di momenti spettacolari di Pina, facendo incontrare armoniosamente
coreografia, teatro e giocoleria. Kati Ylä-Hokkala e Sean Gandini, direttori artistici della compagnia, giocano al Tanztheater
con una colonna sonora che mescola motivi popolari degli Anni ‘30 e musica barocca, alternando crudeltà, umorismo e
senso dell’assurdo, per condividere con il pubblico un’esperienza di grande emozione.
20
È il 1992 quando Sean Gandini e KatiYlä–Hokkala fondano Gandini Juggling e le prime creazioni International Performancepreis
e Septuor ottengono subito premi importanti e iniziano un tour internazionale. È del 1998 un’installazione site-specific
al Circus Space di Londra, del 2001 una fortunata tournée negli USA, nel 2006 a Berlino prende vita una prestigiosa
collaborazione con il Cirque Roncalli per la messa in scena al Greenwhich et Docklands Festival di un adattamento de La
Dolce Vita di Fellini. Intanto gli spettacoli Downfall, Stop Breaking My Balls,The Cube sono applauditi in tutta Europa e in Asia.
Nel 2010 inizia la residenza al National Theatre di Londra per la creazione di Smashed e si sviluppano anche prestigiose
collaborazioni con la BBC, con il Cirque du Soleil e con l’Ecole Nationale de Cirque de Montréal dove Sean e Kati sono
chiamati ad insegnare.
di Edmond Rostand
traduzione e adattamento Tommaso Mattei
interpretato e diretto da Alessandro Preziosi
e con Benjamin Stender, Veronica Visentin, Massimo Zordan, Emiliano Masala,
Marco Canuto, Luigi Di Pietro, Francesco Civile, Gianni Rossi, Salvatore Cuomo,
Sara Borghi, Natasha Truden, Giannina Raspini, Bianca Pugno Vanoni,
scene Andrea Taddei
costumi Alessandro Lai
luci Valerio Tiberi
musiche Andrea Farri
collaborazione artistica e movimenti scenici Nicolaj Karpov
Cyrano è una commedia tenera e romantica, tutta puntata sul
ritmo, che rifugge il monumentale e il fastoso, ma soprattutto
coinvolgente come solo il personaggio del celebre poeta e
spadaccino sa essere, capace com’è, di gridare e di piangere
con eguale convinzione.
Nell’allestimento di Khora.teatro e Teatro Stabile d’Abruzzo
lo scontroso spadaccino, dal mostruoso naso, innamorato
della bella Rossana è interpretato da Alessandro Preziosi,
reduce dai successi televisivi e premi cinematografici, che
raccoglie la sfida tutta teatrale di mettere in scena lo scrittore
e poeta dall’irresistibile e vitale creatività, che ama mettere in
ridicolo i suoi nemici con la straordinaria abilità della spada,
leggendaria almeno quanto la lingua, tutta giocata tra trovate
comiche e giochi di parole, raggiungendo le vette tra le più
alte della poesia ottocentesca.
Dal connubio di dignità e incapacità di amare ho cercato di
prendere le mosse credendo sin dal principio che il Cyrano
de Bergerac sia una commedia sulla “inadeguatezza” e sulla
epicità sentimentale delle grandi personalità rispetto al
comune sentire dell’amore, dell’amicizia e in genere rispetto
alla coerenza con la quale compiere, in un labirinto di
scelte, la più giusta per sé e per i propri valori. Finalmente
un personaggio che può agire liberamente per perseguire
il suo sogno di essere amato attraverso qualunque mezzo,
qualunque sotterfugio.
In questo solo apparente gioco d’amore, ho fornito a Cyrano
una messa in scena che permettesse di muovere come un
burattinaio i personaggi e le loro dinamiche fino a darci
l’illusione di una storia scritta all’impronta solo per noi
pubblico; così nell’adattamento del testo e nella rispettiva
traduzione, ho cercato di far coesistere la prosa e la poesia
relegando i versi alessandrini ad un gioco lezioso e risolutivo
di certe questioni e cercando invece di dare respiro alla
travolgente dimensione poetica del testo che va dritta allo
spirito e all’anima di una donna per il cui amore si è disposti
anche a morire.
Alessandro Preziosi
in abbonamento
21
Foto di Bunella Giolivo
Sabato 2 febbraio 2013 ore 21
Domenica 3 febbraio 2013 ore 17
Martedì 5 marzo 2013 ore 21
Mercoledì 6 marzo 2013 ore 21
Ert Emilia Romagna Teatro Fondazione - Teatro Stabile di Catania
Teatro Stabile del Veneto - Teatro Stabile di Torino - Società per Attori
UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO
RIII - RICCARDO TERZO
di Tennessee Williams
traduzione Masolino D’Amico
con Laura Marinoni, Vinicio Marchioni, Elisabetta Valgoi
Giuseppe Lanino, Annibale Pavone, Rosario Tedesco
regia Antonio Latella
scene Annelisa Zaccheria
costumi Fabio Sonnino
luci Robert John Resteghini
suono Franco Visioli
assistente alla regia Brunella Giolivo
di William Shakespeare
traduzione e adattamento Vitaliano Trevisan
con (in ordine di apparizione) Alessandro Gassmann, Mauro Marino,
Giacomo Rosselli, Manrico Gammarota, Emanuele Maria Basso,
Sabrina Knaflitz, Marco Cavicchioli, Marta Richeldi, Sergio Meogrossi
con la partecipazione di Paila Pavese
ideazione scenica e regia Alessandro Gassmann
scene Gianluca Amodio
costumi Mariano Tufano
musiche originali Pivio & Aldo De Scalzi
videografia Marco Schiavoni
in abbonamento
La vicenda di Un tram che si chiama desiderio è nota al grande pubblico grazie alla trasposizione cinematografica diretta da Elia
Kazan nel 1947, che vedeva protagonista un indimenticabile Marlon Brando. Ambientata nella New Orleans degli Anni ‘40, ha
per protagonisti Stanley e Stella, una coppia il cui equilibrio viene messo a rischio dalla sorella di lei, Blanche. La sorpresa di
questo allestimento di Antonio Latella - regista tra i più innovativi, considerato una delle figure di spicco del teatro italiano che
vive e lavora tra Berlino e l’Italia - è proprio nella rivisitazione di questo testo ‘classico’ della drammaturgia contemporanea.
Quando leggo le parole di Tennessee Williams, accade qualcosa di raro che a me è successo poche volte; oltre ad
ascoltarle e farle diventare parte della mia mente e dei miei pensieri, le parole si vedono, si materializzano, diventano
cose, persone ma soprattutto ferite. Sono lì davanti a te come in un film proiettato su di una grande pagina, o su di
uno schermo improvvisato con una tenda delle nostre madri; si muovono con un’apparente normalità, protette da abiti
bianchi, da magliette troppo strette o troppo sudate, dietro ad occhiali da bravo ragazzo. Eppure basta un nulla che quelle
ferite camuffate riprendono a sanguinare, a perdere inchiostro, lasciando macchie indelebili che con fatica ridanno senso
alle parole, o meglio, un solo significato riconoscibile. Non c’è un solo personaggio nei testi di Tennessee Williams che non
sia ferito, rotto, spezzato. A tutti manca un qualcosa, è come se nella loro incompiutezza ci fosse il senso del vivere. Antonio Latella
22
A più di sessant’anni dalla prima rappresentazione, Un tram che si chiama desiderio si conferma una poderosa macchina
teatrale, capace di produrre tutti i suoi effetti al punto giusto. C’è, invece, una sorta di saturazione nel nostro modo di guardare a
questo testo che ci segue da una vita. […] L’importante, nell’affrontarlo, è prendere le distanze dal sentimentalismo senza tradire il
sentimento dell’autore, anzi scrostandone il nucleo di emozioni da infiniti strati di frizzi e svolazzi. Ci riesce bene Antonio Latella in
questo bellissimo spettacolo. Latella, che è un artista di ingegno, ha capito – come l’ha capito Ronconi – che solo la destrutturazione
può riportare certe pièce canoniche alla forza primaria del loro impatto originale.
[Renato Palazzi, “Il Sole 24 Ore”]
in abbonamento
La decisione di affrontare, per la prima volta anche da regista, un capolavoro di William Shakespeare non è disgiunta
dal felice incontro artistico con Vitaliano Trevisan. Ho sempre avuto nei riguardi del Bardo, forse per l’incombenza
di gigantesche ombre familiari, un certo distacco, un approccio timoroso; le messe in scena dei suoi capolavori,
lo confesso, non sono mai riuscite a coinvolgermi del tutto, forse per la difficile sintonia con un linguaggio così
complesso e articolato ma anche, in molte traduzioni, oscuro e arcaico. Un “ostacolo” che mi ha sempre impedito
di immaginare una messa in scena in grado di restituire l’immensa componente poetica ed emozionale e allo
stesso tempo di innervare di asprezza contemporanea il cuore pulsante ed immortale dell’opera shakespeariana
attraverso il registro comunicativo a me più congeniale, ovvero quello della modernità e dell’immediatezza.
La lettura di un adattamento di un testo “minore” di Goldoni curato da Trevisan, sorprendentemente moderno e
originale ma al tempo stesso accurato e rispettoso dell’autore, ha fatto scattare in me l’idea che quel tipo di approccio
potesse essere non solo possibile ma altrettanto efficace nei riguardi dell’opera di Shakespeare che da anni sognavo
di rappresentare: Riccardo III.
I primi incontri con Trevisan e i successivi scambi di opinione non hanno fatto altro che confermare questa prima
impressione; ci siamo trovati concordi nell’idea di trasmettere i molteplici significati di questo capolavoro attraverso
una struttura lessicale diretta e priva di filtri, che liberasse l’opera da ragnatele linguistiche e ne restituisse tutta la
complessità, la forza, la bellezza e la sua straordinaria attualità.
Il “nostro” Riccardo, col suo violento furore, la sua feroce brama di potere, la sua follia omicida, la sua “diversità”
dovrà colpire al cuore, emozionare e coinvolgere il pubblico di oggi (mi auguro in gran parte formato da giovani),
trasportandolo in un viaggio affascinante e tragico, attraverso le pieghe oscure dell’inconscio e nelle “deformità”
congenite dell’animo umano.
Alessandro Gassmann
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Foto di Fabio Lovino
Sabato 10 novembre 2012 ore 21
MusiKeria
ZOOM
spartito cinematografico
fuori abbonamento
testo e regia Massimo Venturiello
con Tosca
arrangiamenti e direzione musicale Ruggiero Mascellino
pianoforte e fisarmonica Ruggiero Mascellino
clarinetto e sax soprano Pasquale Laino
percussioni e batteria Matteo Di Francesco
violino, armonica, mandolino e chitarra Fabrizio De Melis
contrabbasso, quitarronmexicano e chitarra Ermanno Dodaro
audio Antonio Lovato
Zoom - spartito cinematografico può definirsi come un tributo, un omaggio alle canzoni e ad alcuni dei film più
belli del panorama artistico di tutti i tempi.
Tosca, la sua voce, i ricordi di una infanzia mai dimenticata: l’odore delle vecchie sedie di legno dei cinema di
quartiere, i commenti della platea, le chiacchiere e la condivisione, le grida del venditore di mostaccioli.
Quasi in un flashback nostalgico si ripercorrono gli anni passati, l’entusiasmo e la magia di pellicole bellissime
ed indimenticabili.
Julies et Jim, I clowns, Pinocchio,Tempi moderni, solo per citarne alcune, rivivono col grande proiettore tra le pareti
del teatro attraverso alcune bellissime canzoni tratte dalle colonne sonore tutte esclusivamente cantate in
lingua originale. Ad accompagnare la cantante-attrice, una straordinaria piccola orchestra composta da cinque
polistrumentisti diretti da Ruggiero Mascellino.
Sabato 16 marzo 2013 ore 21
Domenica 17 marzo 2013 ore 17
Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia - Compagnia Enfi Teatro
HEDDA GABLER
di Henrik Ibsen
con Isabella Ragonese
regia Antonio Calenda
24
in abbonamento
Gelida e altera, consapevole del proprio fascino eppure fragile nella sua intima frustrazione, nella sua incapacità di
vivere serenamente la propria femminilità, ossessionata dal successo e rapita da un vortice di egoismo, rivalità, deleteria
intransigenza: Hedda Gabler è una delle più problematiche, febbrili e seduttive figure femminili ibseniane. Antonio
Calenda dirige nel ruolo del titolo Isabella Ragonese, interprete sensibile, che si è imposta con decisione nel panorama
cinematografico e teatrale italiano.
Ibsen - assieme allo scandinavo e di poco successivo August Stindberg - rappresenta un vertice assoluto nella letteratura
teatrale ottocentesca, attraverso i cui modelli continua ad esprimersi, aprendone però le prospettive a nuove vie, a
percorsi di piena modernità che egli ha il merito di prospettarci in tutta la loro complessità concettuale e profusione
di suggestioni. I personaggi, soprattutto le creature femminili, esprimono sempre uno o più nodi tematici che stanno a
cuore all’autore, senza però apparire mai esemplificativi: conservano invece tutta la loro vibratile complessità, vivono
ogni chiaroscuro, ogni contraddizione e ciò assicura ai loro profili ed ai loro conflitti dirompenza emotiva. “È in questo
tormento scuro - commenta il regista - la chiave che li rende moderni, ciò che di loro conquista tuttora artisti e pubblico.
Trovo da questo punto di vista molto significativo un prezioso intervento di Roberto Alonge, che sottolinea come Ibsen
appaia come una sorta di gemello, forse ancor più geniale, di Freud. Capace di scavare nel pozzo nero dell’inconscio e di
raccontare attraverso il suo teatro inquietudini di assoluta attualità: se da scienziato Freud esterna le proprie scoperte,
Ibsen lo fa da artista. Depista, accenna, occulta, ma dalle pieghe del linguaggio, dalle ombre interiori è facile intuire quanti
fantasmi incestuosi padre-figlia popolino la scena, quanti drammi psicologici, quanto l’oscurità abbia da rivelare.”
Non c’ è modo migliore per ricordare il cinema.
Basta cantarlo, e così fa Tosca, alle prese con Zoom - spartito cinematografico, un recital che attraversa decenni di
pellicole utilizzando la più forte arma dell’ immaginario visivo ovvero, paradossalmente, la colonna sonora.
In questo Tosca è irresistibile e mostra il fuoco dell’ autentica passione non solo per la materia cinematografica oggetto
del viaggio narrativo, ma anche per il canto in se stesso come elegia della memoria e della condivisione.
[Gino Castaldo, “la Repubblica”]
25
To r o
Ariete
€ 54
Cancro
Gemelli
€ 54
Leone
€ 54
Ve r g i n e
€ 54
€ 54
€ 54
Sagittario
Bilancia
€ 54
Pe s c i
Acquario
C aprico rn o
€ 54
26
€ 54
€ 54
€ 54
27
Martedì 4 dicembre 2012 ore 21
Promo Music
OCCIDENTE ESTREMO
Vi racconto il nostro futuro
main sponsor
fuori abbonamento
di e con Federico Rampini
pianoforte Gianna Fratta
violino e violino cinese Dino De Palma
canto Veronica Granatiero
regia Antonio Petris
28
Federico Rampini, scrittore, grande inviato in America e
in Asia, reporter-nomade della globalizzazione, è anche
un “affabulatore” di successo, le cui conferenze attirano
da anni un folto pubblico nei teatri e nei festival quando
torna per brevi puntate in Italia dalle sue esperienze in
Cina, India, Stati Uniti. Da quest’anno Rampini propone
una “performance” nuova, fra teatro e giornalismo, tra
visione del futuro e racconto di terre lontane. Uno
spettacolo-verità costruito con musiche e immagini. Il
racconto parte dal grande Mito Americano, che Rampini
rivisita in chiave autobiografica raccontando la sua
“iniziazione” giovanile in California: la terra di tutte le
rivoluzioni, sociali e tecnologiche, la culla dei grandi
movimenti di rivolta e della società digitale, la società
multietnica più compiuta ma anche un laboratorio
politico per esperimenti conservatori che hanno
segnato il capitalismo americano.
Dai ricordi di vita sulla West Coast, tra la San Francisco
Beat e la Silicon Valley di Steve Jobs, Rampini ripercorre
il fascino del Secolo americano. Fino alla Grande
Contrazione economica che lui ha vissuto nel cuore
del capitalismo mondiale, la New York dei Padroni
dell’Universo (Wall Street). È un declino irreversibile?
O l’America sta per stupirci di nuovo, come altre volte
nella sua storia?
Ma se fosse una decadenza, la fine della Storia centrata
sull’Occidente, stiamo per entrare nel Secolo Cinese?
La narrazione di Rampini si sposta a Oriente, attinge
ai suoi anni di vita in Cina, racconta una civiltà ancora
misteriosa e arcana per noi. Mettendo in scena luoghi,
personaggi, atmosfere, Rampini illustra la profonda
diversità cinese. Arriva allo shock della “contaminazione”,
l’irruzione della Cina al centro dell’economia globale,
le sue aspirazioni a diventare potenza imperiale. Gli
enigmi sono due. Perché abbiamo “tirato” la Cina
dentro la globalizzazione, fino a diventarne le vittime?
Dove ci porterà una superpotenza governata da poteri
autoritari che calpestano i diritti umani? La performance
si conclude tornando a noi. Se siamo la periferia di un
Occidente in declino, che cosa significa per noi vivere
in questo straordinario rovesciamento di mondi, questa
rivoluzione dei rapporti di forza?
29
Venerdì 5 aprile 2013 ore 21
Michela Signori e Jolefilm
ITIS GALILEO
di Francesco Niccolini e Marco Paolini
con Marco Paolini
consulenza scientifica Stefano Gattei
consulenza storica Giovanni De Martis
elementi scenici Juri Pevere
Essere geniali, in circostanze difficili, può essere un problema, per gli altri soprattutto. Parte da questa considerazione il lavoro
di approfondimento curioso che Marco Paolini e Francesco Niccolini hanno dedicato alla figura di Galileo. Il padre della scienza
moderna, infatti, appare agli occhi dei contemporanei come un grande divulgatore dei propri studi, ma soprattutto come una
mente che rimane aperta al dubbio fino alla fine, fino alla vecchiaia. Quando si parla di Galileo si pensa sempre a un anziano
venerando: sarà una questione di iconografia, ma forse è anche perché si capisce che lo scienziato non si mette mai in pensione
con la testa. Anzi, le scoperte più importanti le raggiunge dopo i sessant’anni. Galileo vive quattrocento anni prima di noi, in
un’epoca governata da certezze e rigidità di pensiero, ma alcuni elementi tornano oggi a riaprire il confronto con quel passato.
Giovedì 24 gennaio 2013 ore 21
Balletto di Roma
Consorzio Nazionale del Balletto
direzione artistica Walter Zappolini
Luciano Carratoni presenta
THE ARENA LOVE
coreografie Michele Pogliani, Giorgio Mancini,
Giorgio Madia, Mauro Astolfi, Milena Zullo
musiche autori vari
fuori abbonamento
fuori abbonamento
Viviamo in un tempo in cui la magia è tornata a governare il futuro. Sarà perché le leggi dell’economia non sono leggi matematiche
e contengono una componente di caso molto rilevante, sta di fatto che il nostro mondo cerca consolazione negli astri. E mi
stupisce che, 400 anni dopo la consacrazione dell’universo postrivoluzione copernicana, tutti i giorni molti tra noi consultino
le previsioni dell’oroscopo che utilizzano le stelle fisse di Tolomeo. Alla fine non importa se il cielo non è così, perché quello
che conta è che ci piace. Galileo è usato spesso come simbolo della scienza libera contro la fede integralista, ma in realtà è uno
che per campare fa anche oroscopi. Eppure ha la forza di guardare oltre. Per noi è facile irridere le teorie del passato, quando
finiscono le teorie fanno sempre ridere. Il problema è che mentre ci sei dentro continui a pensare che non sia teoria, ma
spiegazione della realtà.
Marco Paolini
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Il Balletto di Roma nasce nel 1960 grazie al sodalizio artistico di due icone della danza italiana: Franca Bartolomei, prima
ballerina e coreografa dei principali enti lirici italiani e di realtà straniere, e l’étoile Walter Zappolini dal 1973 al 1988
direttore della Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma. Il frutto di questo progetto si è tradotto in oltre cento balletti
allestiti e portati in scena sia in Italia che all’estero, opere di valore storico oltre che artistico firmate da coreografi italiani
e internazionali. Il Balletto di Roma, diretto oggi dal M° Walter Zappolini, nel corso dei suoi cinquant’anni di vita ha visto
il susseguirsi di prestigiose collaborazioni e molteplici anime creative, ma indubbiamente il suo profilo artistico attuale è il
frutto dell’incontro con il prestigioso Balletto di Toscana e della sinergia dal 2001 al 2007 con Cristina Bozzolini.
Nuove ed originali coreografie, firmate da artisti italiani già affermati nel panorama della danza contemporanea, segnano
l’inizio di questo rinnovato percorso artistico a partire dalla stagione teatrale 2001/2002: in questi ultimi anni l’attività
produttiva è cresciuta sia in termini di quantità e corposità delle opere allestite nel corso delle stagioni, sia per le prestigiose
collaborazioni con artisti ospiti come Andre De La Roche, Raffaele Paganini, Monica Perego. Non ultimo in termini di
importanza è da rilevare come nel corso delle stagioni l’intensa attività abbia poggiato su un crescente consenso di pubblico
con oltre 400.000 presenze. Festeggiando nel 2010 i suoi primi cinquant’anni di attività, esso muove ogni anno di più i passi
verso un futuro fatto di tradizione e vocazione, storia ed espressione senza tempo, confermando la comprovata posizione
leader nella danza italiana.
Foto di Marco Caselli Nirmal
Una serata carica di un’energia dirompente composta da brani in forma di Gala e da una coreografia esplosiva come The
Arena Love di Michele Pogliani, ambientata in un futuro senza tempo dove si parla della diversità dell’amore, un intreccio
tra desiderio, fantasia erotica e subconscio, dell’essenza dell’uomo tanto abilmente celata dietro l’armatura dell’apparenza.
The Arena Love, creata su un collage musicale che vede le note di Antonio Vivaldi affiancate alle sonorità hip hop di Wade
Robson e al suono elettronico di Amon Tobin, ha debuttato a Den Haag nell’ autunno del 2008 in occasione del trentesimo
anniversario della compagnia storica olandese Dansgroep Krisztina de Chatel e da allora non ha smesso di sedurre il
pubblico, specialmente giovane, grazie ad un fascino rock ed elegante allo stesso tempo.
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Domeniche da favola
Teatro Ragazzi e Famiglie
main sponsor
in collaborazione con
Eventi Culturali
Domenica 11 novembre 2012 ore 17
Eventi Culturali (Porto Sant’Elpidio)
ATTENTI AL LUPO
Teatro d’attore (comicità festosa e interazione con il pubblico)
età consigliata: a partire dai 5 anni
Domenica 9 dicembre 2012 ore 17
CREST Teatro (Taranto)
LA STORIA DI HANSEL E GRETEL
Teatro d’attore
età consigliata: a partire dai 5 anni
Domenica 13 gennaio 2013 ore 17
Teatro Prova (Bergamo)
PARCOPINOCCHIO
Teatro d’attore (oggetti e figure animate)
età consigliata: a partire dai 4 anni
Domenica 24 febbraio 2013 ore 17
Compagnia dell’Alba - Teatro Stabile d’Abruzzo (Ortona)
NUNSENSE...LE AMICHE DI MARIA
Musical
età consigliata: a partire dai 6 anni
COSTO UNICO
bambini e adulti € 7.00
ABBONAMENTO
(4 spettacoli) € 20.00
Domenica 11 novembre 2012 ore 17
Eventi Culturali - Teatri Comunicanti
A.L.C.I. - Associazioni Lupi Cattivi D’Italia
ATTENTI AL LUPO
a partire dai 5 anni
Spettacolo interattivo con utilizzo di attori animati e pupazzi umani
testo Marco Renzi
con Oberdan Cesanelli, Stefano Leva, Federico Mancini
musiche originali Enrico Biciocchi
immagini Corrado Virgili
creazione maschere e burattini Roberta Spegne con la collaborazione di Marianna Peruzzo
costumi Maria Luce Martini
organizzazione generale Lucia Frontoni e Francesca Cerretani
regia Giacomo Zito
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Il pubblico entra e trova l’ingresso del teatro addobbato: gonfaloni, manifesti, bandiere, musica da convention elettorale.
Dei Lupi in doppio petto, con tanto di coda sporgente e occhiali scuri, forniscono coccarde adesive al pubblico inneggianti
al settimo Congresso Nazionale dell’ALCI – ASSOCIAZIONE LUPI CATTIVI D’ITALIA.
Dentro, in perfetto stile elettorale, accattivanti striscioni che magnificano questo o quel candidato alla carica di Presidente
dell’Associazione, ancora bandiere, ancora musica, festa e colori, ancora un Lupo che stringe la mano ai delegati\pubblico
che arrivano, da il benvenuto e si congratula.
Il Teatro è il luogo dove stanno per aprirsi i lavori del settimo congresso nazionale dell’ALCI, Associazione Lupi Cattivi d’Italia,
Congresso che dovrà rinnovare le cariche sociali ed eleggere il nuovo Presidente.
Al centro del palco troneggia un podio dove i vari candidati prenderanno la parola.
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Entra sul palco il conduttore del Congresso, il Lupo Cerimoniere, ha una giacca demodé, piena di lustrini che
riflettono luce in tutta la Sala, annuncia l’importante momento, raccomanda di essere partecipi e calorosi con tutti i
candidati e che alla fine sia il Lupo più feroce ad essere eletto. Il Congresso sarà trasmesso in diretta televisiva affinché
tutti i branchi, i lupi solitari, gli abitanti delle selve oscure, i lupi malati ed anziani, possano seguirlo e rendersi conto della
grandezza della specie. Non è mai accaduto in passato, pur tuttavia esiste un rischio di intercettazione, è possibile che i
Cacciatori possano captare il segnale individuando il luogo del Congresso con tutte le possibili disastrose conseguenze
del caso. E’ ritenuto comunque prioritario veicolare al meglio l’immagine dei Lupi e dare il senso della forte compattezza
dei branchi, che i Cacciatori intercettino pure ma percepiscano innanzi tutto la grandezza dei Lupi e della loro razza.
A tal proposito sono stati predisposti dei cartelli che indicano precisi comportamenti da seguire, ad esempio, “silenzio
assoluto”, “applauso”, “delirio”, c’è anche un cartello che riguarda i Cacciatori e quando si accenderà i delegati dovranno
sonoramente manifestare il loro dissenso. Dopo la corale esecuzione dell’Inno Nazionale dei Lupi, i candidati si alternano
sul podio narrando le loro più efferate imprese e ricevendo, a seconda del coraggio mostrato, i diversi livelli di gradimento
del pubblico presente in Sala e di tre Lupi\burattini\delegati che rappresentano una sorta di coscienza critica dello stesso.
C’è Lupo Ambrogio, il suo slogan è “Lupi ieri, Lupi oggi, Lupi sempre”, è il Lupo che ha compiuto le note imprese nella
favola di Cappuccetto Rosso, viene fischiato poiché considerato inadeguato e non al passo con i tempi.
C’è Lupo Virgilio, la sua è una riforma all’insegna della rete e del web, sostiene la necessità dell’innovazione tecnologia,
vuole mettere ogni branco on-line in maniera che le informazioni su trappole e Cacciatori siano rese note a tutti in
tempo reale, il suo slogan è “Lupo Virgilio.it, la svolta che cercavi. Lupi di tutto il mondo on-line”.
C’è Lupo Ercole, la sua è una risposta di forza al sistema dei Cacciatori, i Lupi non debbono ridursi a vivere come ebeti
davanti allo schermo di un computer, i Lupi debbono fieramente terrorizzare, “meglio un giorno da Lupi che cento da
pecora” è il suo slogan.
C’è Lupo Maurizio, “La forza senza il controllo non è nulla”, non condivide la svolta tecnologica, i Lupi non sono talpe,
sono liberi. Non condivide neanche la proposta tutta fisica di Lupo Ercole, uno scontro con gli umani è sicuramente
perdente, andavano attaccati quando soli e smarriti si muovevano nel mondo e in quel tempo i Lupi già cacciavano in
branco. I Lupi però si sono lasciati incantare dallo sguardo umano e ne hanno addirittura allevato i piccoli, la Lupa di Roma
insegna. Lupo Maurizio propone un progetto a lungo termine, bisogna infiltrare Lupi tra gli umani, Lupi che riescano a
seminare discordia appellandosi a tutto ciò che possono, colore della pelle, confini geografici, passioni sportive, gli uomini
debbono litigare tra loro, debbono farsi la guerra, debbono indebolirsi, quando questo accadrà i Lupi potranno attaccare,
vincere e diventare loro la specie dominante.
Si arriva così al momento della votazione per la carica di Presidente, il pubblico vota il candidato che ritiene più idoneo,
i voti vengono contati e quando si arriva al momento della proclamazione…
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Domenica 9 dicembre 2012 ore 17
TEATRO CREST (Taranto)
LA STORIA DI HANSEL E GRETEL
a partire dai 5 anni
Teatro d’attore
testo Michelangelo Campanale
scene luci e regia Michelangelo Campanale
con Catia Caramia, Giulio Ferretto, Paolo Gubello, Maria Pascale
costumi Cristina Bari
assistente di produzione Sandra Novellino
tecnico luci Vito Marra
spettacolo vincitore premio “L’uccellino azzurro” 2009
Nella regione tedesca dello Spessart esiste ancora
una fitta foresta, difficile da attraversare con i suoi
pochi e aspri sentieri, resi ancora più difficoltosi
da giganteschi e ombrosi pini e faggi, i cui rami
intralciano il cammino. Per i contadini della zona
è “il bosco della strega”, per via di un rudere con
i suoi quattro forni e della storia di una donna
bellissima che, con i suoi dolci magici, catturava
quanti, perdendosi nel bosco, arrivavano nei pressi
della sua casa. Sembra essere questa l’origine della
fiaba di Hansel e Gretel, racconto “ombroso”
come il bosco, reso ancora più inquietante dalla
presenza di una donna che appare ai due fratellini
bellissima, accogliente e materna, ma strega che
inganna e mangia i bambini. Nello spettacolo, come
nella fiaba, la sua presenza getta una luce mutevole
su ogni passaggio della storia: il giornaliero
inganno dell’immagine nasconde verità opposte o
semplicemente più complicate.
La casa, il bosco, il sentiero illuminato dai magici
sassolini, le piume lucenti del cigno, tutto gira e si
trasforma, per poi ritornare con una luce nuova,
come il sole ogni mattina.
“Cosa è buono? Cosa è brutto? Ciò è vero o ciò
appare… non lasciatevi ingannare!”.
In tempi di recessione economica, raccontare ai
bimbi della società dei consumi una favola che
prende avvio proprio dalla prosastica difficoltà di
un padre e di una madre a sfamare i figli può non
essere un esercizio di stile. Del resto, le favole
non lo sono mai. Quali ansie d’abbandono, paura
di non vedere soddisfatti i propri bisogni, quali
fantasmi prendono corpo in bambini che sentono
minacciata la propria avidità di benessere? Uno
spettacolo sospeso tra realtà e favola, perché
i bambini imparino a dare valore alle cose e
soprattutto alla loro capacità di discernere e
conquistarle, a superare la dipendenza passiva,
quella dai genitori e quella... dall’abbondanza.
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Domenica 24 febbraio 2013 ore 17
COMPAGNIA DELL’ALBA (Ortona)
in coproduzione con Teatro Stabile d’Abruzzo
NUNSENSE … LE AMICHE DI MARIA
a partire dai 6 anni
Il musical delle suore
di Dan Goggin
traduzione e adattamento teatrale Fabrizio Angelini e Gianfranco Vergoni
regia e coreografie Fabrizio Angelini
Domenica 13 gennaio 2013 ore 17
IL TEATRO PROVA (Bergamo)
PARCOPINOCCHIO
a partire dai 4 anni
IL DIRITTO DI ESSERE BAMBINO con il patrocinio del Comitato Italiano per l’UNICEF Onlus
Teatro d’attore
NUNSENSE (gioco di parole tra NUN - suora e NONSENSE), ha debuttato nel teatro “Cherry Lane” di New
York il 12 Dicembre 1985. È stato il secondo musical della storia Off-Broadway per permanenza continuativa in scena (8
anni). Ha vinto quattro premi “Outer Critics Circle Awards”, tra i quali quello di miglior musical off-Broadway ed è stato
rappresentato in tutto il mondo in più di 26 lingue. Nunsense ha avuto anche un seguito. Anzi, più di uno: Nunsense2 the
sequel, Nunsense jamboree (una versione country), e perfino Nunsense a-men, una versione con tutti i ruoli interpretati da
attori maschi.
La trama Impegnate in una partita di bingo dalle Focolarine, la Reverenda Madre, Suor Uberta, Suor Robertanna,
Suor Leonella e Suor Amnesia sopravvivono alla fatale zuppa al finocchio che la povera Suor Giulia ha servito per cena
alle 52 sorelle del Certosino Zelo. Tornate in convento le 5 protagoniste trovano tutte le consorelle con la faccia nella
minestra! Non avendo la possibilità economica di seppellirle tutte, sono costrette a conservare le ultime 4 sfortunate… nel
congelatore! Ma le amiche di Maria non si danno per vinte e mettono in scena uno spettacolo per raccogliere il resto dei
soldi. Fabrizio Angelini firma la regia originale e le coreografie di questo spettacolo.
Regia riprodotta di Alessia de Guglielmo, coreografie riprodotte da Paola Ciccarelli, direzione musicale di Gabriele de
Guglielmo, supervisione generale di Fabrizio Angelini.
Queste le premesse dell’esilarante spettacolo stile Sister act, rappresentato ora in lingua italiana per la regia di Fabrizio Angelini,
(lunga esperienza con la Compagnia della Rancia), regista, coreografo e musicista. La commedia ha come protagoniste 5
suore (ognuna con la sua storia) che cantano, ballano e recitano cercando di dimostrare la loro capacità all’interno di uno
spettacolo che servirà per raccogliere i fondi destinati ad uno scopo ben preciso. Nell’adattamento la vicenda è trasferita
in Italia ai giorni nostri. Le cinque suore sono ben calate nella vita di oggi, con tutti i nessi e connessi, ben informate sugli
avvenimenti e sulla cronaca, nonché sugli eventi televisivi, con tanto di riferimenti a Suor Paola, don Mazzi…
lo spettacolo inoltre, ha un allusivo sottotitolo: “le amiche di Maria”…
testo e regia Silvia Barbieri
interpreti Patrizia Geneletti, Chiara Masseroli, Stefano Mecca, Francesca Poliani
progetto luci Alessandro Andreoli
scene, costumi e oggetti Angelo Alfonso Andreoli
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“Parcopinocchio” evoca un luogo piacevole e accogliente come il parco in cui ogni bambino può giocare e trovarsi con
gli altri. E proprio come Pinocchio crescere attraverso sbagli, bugie, divertimenti, sgridate, medicine, fatiche e soprattutto
affetto. Il testo riscritto e allestito in chiave giocosa e comica da Silvia Barbieri abbina i personaggi del famoso romanzo
di Collodi ai Diritti dei Bambini: Pinocchio è infatti la prima firma che compare sulla Carta a tutela dei Diritti dei Bambini
dell’UNICEF, che patrocina lo spettacolo rivendicando la tutela e la cura del mondo dell’infanzia da parte degli adulti.
In una girandola di apparizioni e siparietti, il pubblico-bambino, assisterà ad una giostra di incontri e coinvolgimenti
teatralizzati, nella famosa storia di Pinocchio. Con il burattino entrerà nel Gran teatro dei burattini di Mangiafuoco,
verrà adescato dal Gatto e dalla Volpe, ascolterà le noiose raccomandazioni del Grillo Parlante, sarà curato dalla Fata
Turchina, verrà difeso per finta dal Gorilla Giudice, canterà scanzonato con Lucignolo, verrà rapito dall’Omino di Burro
e portato nel Paese dei Balocchi dove si trasformerà in un asino per essere venduto e sfruttato dal Domatore del Circo.
Chiamato a intervenire, il pubblico ritroverà con il burattino, grazie all’intervento della Fata, la bellezza e il diritto di
essere un bambino e come tale di essere protetto. Il diritto di sbagliare è proprio di chi sta crescendo e Pinocchio lo
ricorda continuamente. Attorno a lui, i personaggi positivi e negativi del romanzo sono emblemi della responsabilità
dell’adulto verso questo processo delicato e prezioso: garantire affetto e essere difeso e tutelato contro lo sfruttamento
e i maltrattamenti. La storia di Pinocchio, il burattino che si comporta come un bambino nel mondo dei grandi, ci offre
lo spunto per avvicinarci ad alcuni di questi diritti, tramite i personaggi della vicenda.
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Stagione Concertistica
Domenica 11 novembre, Sala dei Ritratti, ore 17
ANTEPRIMA STAGIONE CONCERTISTICA
Tomasz Daroch (violoncello)
Primo Premio Lutoslawsky - Varsavia 2011
BIGLIETTERIA STAGIONE SINFONICA
Giovedì 10 gennaio, Auditorium Billè, ore 21
Concerto docenti del Conservatorio “G.B. Pergolesi”
Domenica 13 gennaio, Sala dei Ritratti, ore 17
Domenica 18 novembre, Sala dei Ritratti, ore 17
TRIO LENNON
Quando i Beatles mettono il frac…
LE 8 STAGIONI DI VIVALDI E PIAZZOLLA
Solisti e Orchestra da Camera delle Marche
(con proiezioni dell’avvicendarsi delle Stagioni nei luoghi
più suggestivi delle Marche)
Inaugurazione Anno Accademico
Conservatorio di Musica
Orchestra e Coro “G.B. Pergolesi”
Domenica 17 marzo, Sala dei Ritratti, ore 17
NIKITA BORISO – GLEBSKY (violino)
1° Premio Kreisler di Vienna 2010 e Sibelius di Helsinki
2010
VADYM KHOLODENKO (pianoforte)
1° Premio Schubert di Dortmund 2011e Sendai Piano
Competition 2010
Venerdì 18 gennaio, Teatro dell’Aquila, ore 21
Domenica 27 gennaio, Sala dei Ritratti, ore 17
FEDERICO PACI - clarinetto
MAURIZIO BAGLINI - pianoforte
SILVIA CHIESA - violoncello
Giovedì 21 marzo, Auditorium Billè, ore 21
Domenica 3 febbraio, Sala dei Ritratti, ore 17
Recital del pianista BEHZOD ABDURAIMOV
Vincitore Premi Londra, Dublino e Cleveland
Concerto docenti del Conservatorio “G.B. Pergolesi”
Domenica 24 marzo, Sala dei Ritratti, ore 17
IOANA CRISTINA GOICEA (violino)
1° premio “A.Postacchini” Fermo 2012
Andrei Banciu (pianoforte)
Giovedì 6 dicembre, Teatro dell’Aquila, ore 21
GINO PAOLI & FORM
MUSICA SENZA FINE
CAIKOVSKIJ – MILENKOVICH
Domenica 9 dicembre, Sala dei Ritratti, ore 17
Giovedì 21 febbraio, Auditorium Billè, ore 21
Duo pianistico
LUCIA ROMANELLI / MARCO ALLEVI
Concerto docenti del Conservatorio “G.B. Pergolesi”
Domenica 16 dicembre, Sala dei Ritratti, ore 17
“CAPOLAVORI MUSICALI”
Ensemble 12 fiati e contrabbasso
SCINTILLE DI NATALE
Grandi solisti
e Orchestra da Camera dell’Umbria
Domenica 24 febbraio, Sala dei Ritratti, ore 17
Domenica 3 marzo, Sala dei Ritratti, ore 17
ITALIAN SAXOPHONE QUARTET
Federico Mondelci, Marco Gerboni,
Mario Marzi, Massimo Mazzoni
Concerto di Capodanno
Settore A Settore B Settore C € 15 € 10
€ 8
ridotto soci GMI € 11.50
ridotto soci GMI € 7.50
ridotto soci GMI € 6.00
Altri concerti** (17 febbraio, 15 marzo, 9 aprile)
Settore A € 15 Settore B € 10
Settore C € 8
** gratuiti per soci GMI
* riduzione valida per giovani fino ai 25 anni,
studenti e pensionati sopra i 65 anni
Ingresso unico € 8.00
Concerto n.1 e “IMPERATORE”
di Beethoven (versione cameristica)
Marco Sollini / Salvatore Barbatano, pianoforte
Quintetto Italiano
In collaborazione con l’Associazione Marche Musica
Martedì 9 aprile, Teatro dell’Aquila, ore 21
VERDI REQUIEM
FORM-ISA Orchestra Filarmonica dell’Adriatico
G.Verdi Messa da Requiem, per soli, coro e orchestra
Direttore Marcello Bufalini
Quote Abbonamenti
Domenica 14 aprile, Teatro dell’Aquila, ore 18
Orchestra Sinfonica “G.B. Pergolesi” e Solisti del
Conservatorio
Ingresso libero fino a 12 anni
Concerto docenti del Conservatorio “G.B. Pergolesi”
Martedì 1 gennaio, Teatro dell’Aquila, ore 17
Venerdì 15 marzo, Teatro dell’Aquila, ore 21
Domenica 28 aprile, Sala dei Ritratti, ore 18
Soci - abbonati G.M.I. hanno diritto all’ingresso libero per tutti i
concerti da Camera.
Ingresso libero, ma con prenotazione obbligatoria, ai
Concerti Sinfonici al Teatro dell’Aquila tranne quelli
del 6 dicembre e del 1 gennaio.
Compresa tessera “Amici della Gioventù Musicale d’Italia”
Ridotti (da 13 a 25 anni) € 25.00
Ordinari (da 26 a 45 anni) € 55.00
Sostenitori (oltre i 45 anni)
€ 105.00
*Benemeriti (senza limiti di età) € 500.00
*gli abbonati Benemeriti hanno diritto al posto riservato.
Giovedì 18 aprile, Auditorium Billè, ore 21
Domenica 10 marzo, Sala dei Ritratti, ore 17
“Musicisti e mecenati nell’Italia del Rinascimento”
Crypta canonicorum - Anonima Frottolisti
IGUDESMAN & JOO
Quartetto delle Marche – archi
Orchestra Filarmonica Marchigiana Musiche di Mozart, Rachmaninov, Kerr, Strauss,
Sabato 25 maggio, Teatro dell’Aquila, ore 21
A LITTLE NIGHTMARE MUSIC
ridotto* € 12
Domenica 7 aprile, Sala dei Ritratti, ore 18
Domenica 21 aprile, Sala dei Ritratti, ore 18
Orchestra Filarmonica Marchigiana
Musiche di J. Strauss, F. Lehàr, G. Rossini, L. Bernstein
Direttore Romolo Gessi
€ 30
€ 24 € 12
BIGLIETTERIA STAGIONE CAMERISTICA
NIKOLAY KHOZYAINOV
1° Premio Concorso Internazionale Dublino 2012
In collaborazione con il Festival “Liszt” di Grottammare
CONCERTO PER IL NUOVO ANNO
Settore A Settore B Settore C CONCERTO DI PASQUA
Elena Zucchini – chitarra
1° Premio Londra
CARMEN di G. Bizet in concerto
Per 4 voci, 2 attori, Quartetto d’Archi e Pianoforte
Mercoledì 26 dicembre, Sala dei Ritratti, ore 17
40
Domenica 17 febbraio, Teatro dell’Aquila, ore 17
In collaborazione con Marche Jazz Network
Con la partecipazione di
Contrabbasso Rosario Bonaccorso
Pianoforte Roberto Tarenzi
Batteria Pasquale Angelini
Martedì 25 dicembre, Sala dei Ritratti, ore 17
Concerto 6 Dicembre (Gino Paoli)
Domenica 31 marzo, Sala dei Ritratti, ore 17
Orchestra Filarmonica Marchigiana
P. I. Čaikovskij
Concerto in re magg. per violino e orchestra, op. 35
W. A. Mozart
Sinfonia n. 39 in mi bemolle magg. K. 543
Violino Stefan Milenkovich
Direttore Giampaolo Maria Bisanti
ALEXANDER SCHIMPF - pianoforte
Primo Premio Cleveland 2011
Vivaldi, Bach, Beethoven, Morricone
Violino Aleksey Igudesman
Pianoforte Richard Hyung-Ki Joo
In collaborazione con TAM (Tutta un’Altra Musica)
Concerto dei vincitori del Concorso Violinistico
Internazionale “Andrea Postacchini”
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G.M.I. in L.go Mora, 6 (scuola media Ugo Betti) tutti i pomeriggi dal
lunedì al venerdì dalle 16.30 alle 19. E’ possibile abbonarsi anche alla
biglietteria della Sala almeno mezz’ora prima del concerto.
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Martedì 6 novembre 2012 ore 21
Arca Azzurra Teatro
MANDRAGOLA
di Niccolò Machiavelli
ideazione dello spazio, adattamento e regia Ugo Chiti
Mercoledì 20 febbraio 2013 ore 21
A.T.I.R.
DI A DA IN CON SU PER TRA FRA
SHAKESPEARE
UNA STORIA D’AMORE
Martedì 6 novembre 2012 ore 21
Arca Azzurra Teatro
di e con Serena Sinigaglia
Martedì 19 marzo 2013 ore 21
Babilonia Teatri e CRT Centro di Ricerca per il Teatro
in collaborazione con Operaestate Festival Veneto e
Santarcangelo 40 e con il sostegno di Viva Opera Circus
THE END
di Valeria Raimondi e Enrico Castellani
collaborazione artistica Vincenzo Todesco
COSTO BIGLIETTI
Settore A Settore B Settore C € 10
€ 10
€ 5
MANDRAGOLA
di Niccolò Machiavelli
ideazione dello spazio, adattamento e regia Ugo Chiti
con Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali
Massimo Salvianti, Lucia Socci
Lorenzo Carmagnini, Giulia Rupi, Paolo Ciotti
costumi Giuliana Colzi
luci Marco Messeri
musiche Vanni Cassori e Jonathan Chiti
con il contributo di Festival Benevento Città Spettacolo XXXI Edizione
si ringraziano per la collaborazione Teresa Fallai e ARTEATRO GRUPPO - Montepulciano
Ci sono appuntamenti che si possono rimandare a lungo, che si può per anni far finta di non dover onorare, ma arriva
prima o poi il momento che quell’incontro diventa irrinunciabile e ti si presenta con l’urgenza che merita, come una
necessità, un passo irrimandabile. Questa è Mandragola di Niccolò Machiavelli per l’Arca Azzurra, un incontro che si sapeva
di non poter eludere eppure sempre rimandato, sempre spostato più in là nel tempo, finché appena doppiata la boa dei
venticinque anni di attività, eccoci finalmente dinanzi a quella che da più parti viene definita la “commedia perfetta”, vero e
proprio prototipo di tutta la letteratura teatrale italiana cinque e seicentesca. La beffa che porta Callimaco nel letto della
bella Lucrezia, approfittando della dabbenaggine dell’anziano marito di lei messer Nicia, con l’aiuto del mezzano Ligurio e
del cinismo di fra Timoteo, era da moltissimi anni nei piani della compagnia e del suo dramaturg Ugo Chiti.
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Nell’affrontare Mandragola Chiti ha scelto però un approccio diverso rispetto a tutti i suoi precedenti adattamenti, quasi
sempre caratterizzati da una totale riscrittura del lavoro da rappresentare, che pur mantenendone personaggi, caratteri,
situazioni si muoveva con grande libertà all’interno dei testi originali, in favore del linguaggio forte colorito e fortemente
caratterizzato da espressioni dialettali. Questa volta, in presenza della “macchina drammaturgicamente perfetta” di cui
si diceva, Chiti si muove con l’occhio sempre puntato sul testo originale operando una precisa distinzione all’interno
della commedia di Machiavelli tra le scene che descrivono direttamente l’azione della “beffa” ai danni dell’ingenuo Nicia
e quelle nelle quali si gioca la descrizione dei caratteri dei personaggi che sono riscritti con la libertà dei testi precedenti.
Chiti inoltre toglie le canzoni presenti prima del prologo e alla fine di ognuno dei cinque atti e affida il Prologo stesso e
la conclusione delle scene che segnano la fine dei vari atti, alle considerazioni di un personaggio di sua totale invenzione,
una Ninfa che commenta l’azione e ne trae premesse e conclusioni.
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Martedì 19 marzo 2013 ore 21
Babilonia Teatri e CRT Centro di Ricerca per il Teatro
in collaborazione con Operaestate Festival Veneto e Santarcangelo 40
e con il sostegno di Viva Opera Circus
THE END
di Valeria Raimondi e Enrico Castellani
collaborazione artistica Vincenzo Todesco
con Valeria Raimondi, Enrico Castellani, Ettore Castellani, Luca Scotton
scene Babilonia Teatri, Gianni Volpe, Luca Scotton
luci e audio Babilonia Teatri, Luca Scotton
costumi Babilonia Teatri, Franca Piccoli
Mercoledì 20 febbraio 2013 ore 21
A.T.I.R.
DI A DA IN CON SU PER TRA FRA
SHAKESPEARE
UNA STORIA D’AMORE
Il teatro di Babilonia Teatri è stato definito punk, ribelle nel gesto e nel contenuto. Autori di liriche dove nulla viene
addolcito o celato, i Babilonia riescono a perforare quel velo di buonismo con cui spesso siamo abituati ad affrontare il
reale. Nell’ultimo The End, vincitore come “miglior novità italiana/ricerca drammaturgica” del prestigioso Premio Ubu
2011 – sorta di Oscar del teatro italiano - è il fine vita, la dolorosa morte a essere l’epicentro poetico.
Sconvolgente The End una sorta di aspro violento rap sulla morte, sulla dignità nella sofferenza e nella vecchiaia, quasi dei tabù
in una società dove bisogna essere sempre efficienti, giovani e possibilmente belli. Uno scorrere di frasi sincopate in uno spettacolo
che è una durissima critica, un urlo di indignazione e un desiderio di vita anche nella morte.
[Magda Poli, “Il Corriere della Sera”]
Un’invettiva incandescente contro la rimozione medicalizzata della morte. Con The End Babilonia Teatri affondano un colpo
straordinario dentro il tabù per eccellenza. Valeria Raimondi, presenza scenica formidabile, officia un rito profano all’ombra di un
Cristo in croce con le teste mozzate del bue e dell’asinello: una natività al contrario che ferisce e commuove prima di un finale
memorabile in cui la vita ricompare in un’immagine di struggente bellezza.
[Sara Chiappori, “la Repubblica”]
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Di a da in con su per tra fra Shakespeare è la storia di un amore. Dell’amore di Serena Sinigaglia, autrice e interprete di
questa conferenza–spettacolo, per William Shakespeare. È la storia di una consapevolezza maturata negli anni, quella che
“i maestri, se sono veri maestri, devono aiutarci a illuminare la via per ritrovare noi stessi dentro all’opera che si sta
studiando. Dovrebbero suggerirci le domande più appropriate per arrivare a quel senso di appartenenza di cui non si
può fare a meno se davvero si vuole fare esperienza di cultura”. Per questo Shakespeare, e come lui tutti i ‘classici’, ci
riguardano e in qualche modo parlano a noi:“Perché la cultura non c’è, se non c’è il soggetto vivente che la vive. La cultura
è relazione, sempre. Relazione tra le persone, tra i ricordi, tra le emozioni, tra i pensieri”. Questo il punto di partenza di
Di a da in con su per tra fra Shakespeare, “la storia di come io e S. ci siamo prima odiati e poi amati pazzamente”, spiega
la regista, “la storia della mia giovinezza e del mio mestiere. La storia di come sono arrivata a mettere in scena, appena
ventenne, Romeo e Giulietta e Re Lear. La storia di una prima volta, la prima volta che scoprivo quanto vicina e toccante
può essere la parola di un poeta, quanta concreta semplicità, quanta vita dentro le sue storie, quanta parte di me dentro i
suoi versi”. Una storia molto personale e proprio per questo ‘raccontata da lei medesima’, dalla stessa Sinigaglia, in scena,
con la collaborazione di alcuni attori della sua compagnia, Arianna Scommegna e Mattia Fabris, per la scena del balcone
di Romeo e Giulietta e per il finale di Re Lear.
Foto di Marco Caselli Nirmal
di e con Serena Sinigaglia
e con Arianna Scommegna e Mattia Fabris
costumi Federica Ponissi
scelte musicali Sandra Zoccolan
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Opera Domani - edizione XVII
tra 7 e 15 anni
Progetto per la produzione di opere liriche introdotte da percorsi didattici
Lunedì 6, Martedì 7 e Mercoledì 8 maggio 2013
L’OLANDESE VOLANTE
di Richard Wagner
A Tutta Velocità - edizione XXVII
Rassegna intercomunale di teatro per ragazzi, scuole e famiglie
prima rete teatrale nata nelle Province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata
Spettacolo per il primo ciclo della Scuola Primaria
Centro Congressi San Martino – Fermo
Mercoledì 23, Giovedì 24, Venerdì 25 gennaio 2013
FONDAZIONE AIDA
Teatro Stabile d’Innovazione (Verona)
PROCESSO ALLE VERDURE
adattamento musicale Samuel Sené
regia Lucas Simon
scene Damien Schahmaneche
costumi Clara Ognibene
Teatro d’attore, figure animate, canzoni
Tratto dal libro “Processo alle verdure - vizi e virtù alimentari degli ortaggi”
progetto vincitore di Wagner200
concorso europeo per la produzione di un’opera di Wagner per il giovane pubblico
coproduzione
Teatro Sociale di Como – AsLiCo
Opéra de Rouen Haute-Normandie
Theater Magdeburg
Martedì 29, Mercoledì 30, Giovedì 31 gennaio e Venerdì 1 febbraio 2013
A.T.I.R.
eventi culturali / teatri comunicanti
centro di produzione e servizi per le attività culturali e lo spettacolo
LO SCAVO MERAVIGLIOSO viaggio al centro del teatro
Teatro d’attore,Teatro comico, videoproiezioni, interazione con il pubblico
Cantanti AsLiCo
Orchestra 1813
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Se i nostri sensi possono essere messi al servizio della nostra immaginazione,
per quale motivo non utilizzarli? Spetta infatti alle nostre capacità la sfida di
mischiarli, equilibrarli e combinarli in modo che non si perda la potenzialità dei
nostri sogni.
La nostra immaginazione non rende del resto possibile una cosa che sarebbe per
natura irrealizzabile? Poiché l’abitudine alla spontaneità e alla poesia tendono a
attenuarsi con gli anni, dobbiamo quindi sforzarci di conservare i nostri sogni:
in questo modo un semplice cappello trovato dentro un baule ci trasforma
in capitani, una scala diventa albero della nave, un lenzuolo un mare infinito e
l’uomo sul quadro, un futuro amore.
Eccoci dunque a raccontare la storia di una bambina, che incomincia a viaggiare
attraverso parole e immagini, ispirata dai differenti oggetti che le stanno intorno.
Senta esplorando la casa, scopre una stanza segreta,decide quindi di avventurarcisi
all’interno. La stanza è piena di oggetti molto strani. Senta si interroga sul legame
che possa unire queste diversi cimeli e diventa, lei stessa, la creatrice della storia.
Curiosare, frugare e scoprire, tutto inizia come al principio di un sogno, e
all’improvviso Senta viene trascinata in un’avventura straordinaria. Mentre un
semplice pezzo di legno vi trasporta su una nave di pirati e il ritratto di uno
sconosciuto diventa l’amante delle vostre notti.. tutto è possibile.
Gli elementi si scatenano dunque, delle onde enormi invadono il palcoscenico.
Ci sembra di essere da qualche parte sul mare, a meno che siamo forse sotto il
mare? Panico a bordo. Ma a bordo di cosa? Con chi? Dove siamo? La tempesta
infuria, il vento soffia, il mare urla. Dei bauli pieni d’oro maledetto e di perle nere
si aprono, il vecchio organo intona una musica lugubre, il timone del vecchio
vascello si anima.
È in un universo sospeso tra la magia dei sogni e la poesia degli oceani che voi
viaggerete.
Lucas Simon
Scuola di teatro
per bambini e ragazzi
Il teatro è la forma di espressione che più si avvicina al gioco puro,
conduce alla crezione di un mondo fantastico e allo stesso tempo
estremamente reale, perchè attraverso l’interpretazione di un
nuovo personaggio si ha la possibilità di esprimere qualcosa di sé
che per diversi motivi, normalmente non si può esternare.
Chi può partecipare?
Bambini e ragazzi dai 6 ai 13 anni.
Quando?
Tutti i sabato pomeriggio, dal 13 ottobre 2012 al 30 maggio 2013.
Luogo
Biblioteca Ragazzi del Comune di Fermo in Piazza del Popolo
Docenti
Alicia Beatriz Barauskas, Oberdan Cesanelli, Maria Teresa Ferroni,
Stefano Leva.
Per informazioni ed iscrizioni:
Eventi Culturali: 0734 902101; [email protected]
Associazioni Liberalibri: 345 1246221; [email protected]
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Martedì 29, Mercoledì 30, Giovedì 31 gennaio e Venerdì 1 febbraio 2013
eventi culturali / teatri comunicanti
centro di produzione e servizi per le attività culturali e lo spettacolo
LO SCAVO MERAVIGLIOSO viaggio al centro del teatro
Teatro d’attore,Teatro comico, videoproiezioni, interazione con il pubblico
Mercoledì 23, Giovedì 24, Venerdì 25 gennaio 2013
FONDAZIONE AIDA
Teatro Stabile d’Innovazione (Verona)
PROCESSO ALLE VERDURE
Teatro d’attore, figure animate, canzoni
Tratto dal libro “Processo alle verdure - vizi e virtù alimentari degli ortaggi”
di Roberto Luciani
con Monica Ceccardi, Myriam Renna, Simone Noseda
voce di Paolo Poli
scene di Stefano Coccurello - pupazzi Nadezhda Simeonova
design luci di Stefano Mazzanti - musiche di scena di Andrea Faccioli
adattamento teatrale, canzoni e regia di Massimo Lazzeri
Carlotta è stata mandata a letto senza cena perché non voleva mangiare il minestrone. Si rigira nel letto arrabbiata e…
affamata! In fondo, che colpa ne ha lei se le verdure non sono buone? Nessuna! La colpa è delle verdure stesse. Certo, se
sapessero di caramella o di cioccolata le mangerebbe, ma sanno di… Di che cosa sanno? Carlotta non lo sa, perché… non
le ha mai assaggiate! Prima di addormentarsi, Carlotta medita di trovare una soluzione drastica per liberarsi degli ortaggi
e pensa che, se lei fosse il sindaco, farebbe una legge per far gettare tutte le verdure nella spazzatura!
Nel cuore della notte accade quello che può accadere solo nei sogni o nelle fiabe: la bambina viene svegliata dalla voce
del sindaco, che ha sentito la proposta di eliminare le verdure, e, da due fotografie, escono il nonno e la nonna in persona.
Ci sono quindi elementi sufficienti per iniziare… un processo! Un processo allegro e grottesco, che mette in luce i pregi
e i difetti delle verdure. Ma non basterà a emettere un verdetto che dichiari la colpevolezza o l’innocenza, e allora perché
non continuare con un gioco, il “gioco degli assaggi” e con una festa, la “festa della verdura”, per poi scivolare di nuovo,
piano piano, in un dolce sonno che, al risveglio, faccia spuntare nella mente di Carlotta il germoglio di un dubbio: e se le
verdure fossero buone?!?
“Premio Rosa d’Oro” per lo spettacolo più votato dai ragazzi
nell’ambito del XXIV Festival Nazionale del Teatro per i Ragazzi di Padova (Dicembre 2005)
“Premio Maria Signorelli”
Come spettacolo maggiormente gradito dal pubblico della stagione 2005\2006
del Teatro Verde di Roma
anno di produzione 2004 - riallestimento stagione 2012-2013
testo Marco Renzi
interpreti Oberdan Cesanelli, Stefano Leva
musiche originali Luciano Monceri
scenografia e regia Paolo De Santi
Un grande cumulo, un cantiere a cielo aperto; bidoni, strumenti, corde, elmetti, pale, secchi, terra, tanta terra, estratta
da una buca che domina la scena. Due esploratori scandagliano il sottosuolo alla ricerca di qualche cosa di sensazionale
rilevato dai loro strumenti di superfice, qualche cosa di cui ignorano le dimensioni e la fattezza, qualche cosa che mai
nessuno ha misurato prima di allora.
E’ certamente una presenza viva, ma si tratta di una vitalità anomala, diffusa e stranamente immobile. E’ sotto di loro, a
circa 20\25 metri. Come respira, come si nutre, che abitudini ha, è ostile, è brutto, è bello, è simpatico, che cos’è?
Il Centro Ricerche per il quale lavorano non può essere avvertito, il rischio che si tratti di un eco riflesso o di un falso
segnale è tra le possibilità e in tal caso la figuraccia sarebbe veramente grande. Da quattro mesi studiano e scavano, il
Centro attende dati certi e non ipotesi fantasiose. Non hanno altra scelta che verificare nella realtà le loro intuizioni e
soprattutto le loro misurazioni, la posta in gioco è enorme, potrebbe essere la scoperta scientifica più importante del
secolo. Scavano allora, scavano con tenacia e coraggio e alla fine…….
Alla fine i loro calcoli risulteranno esatti, il nido che avevano localizzato effettivamente esiste, è pieno come un uovo,
pieno di esseri vivi e stranamente immobili, calmi, seduti uno vicino all’altro, attenti ma non il letargo. L’avvicinarsi
dell’esploratore viene seguito passo dopo passo grazie al collegamento audio e video con il collega in superfice e questa
volta la straordinaria scoperta non viene mostrata per immagini nè per racconti ma nella sua viva e stupefacente realtà.
La trama si snoda in un susseguirsi di colpi di scena, canzoni e situazioni divertenti, in bilico tra il sogno e la realtà. La
scenografia è composta da un enorme letto, sul quale Carlotta, il nonno e la nonna giocano, cantano, ridono e danno
vita, attraverso l’uso di sagome, alle verdure. La voce del sindaco è quella inconfondibile e ironica di Paolo Poli, che
impreziosisce lo spettacolo come un merletto.
Un invito ad un’alimentazione sana per una crescita armoniosa, attraverso gli strumenti del teatro, che coinvolge i giovani
spettatori con l’allegria, il divertimento e le emozioni che gli sono proprie.
Certo i bambini non usciranno dallo spettacolo con la voglia irresistibile di ingozzarsi di verdure (o di mangiare i cavoli…
a merenda!), ma forse, anche in loro, sorgerà lo stesso dubbio di Carlotta e decideranno almeno di… assaggiarle!
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La produzione, realizzata da Fondazione Aida-Teatro Stabile d’Innovazione di Verona in collaborazione con Camst, con
Giunti Progetti Educativi e con l’Assessorato Agricoltura Provincia di Verona, è tratto da “Processo alle verdure - vizi
e virtù alimentari degli ortaggi” di Roberto Luciani, edito da Giunti Progetti Educativi con l’intento di sensibilizzare ed
avvicinare il pubblico giovane al tema dell’educazione alimentare.
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Regolamenti
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Regolamento di sala
Regolamento di biglietteria
1. Lo spettatore deve sempre essere munito di biglietto da esibire
a semplice richiesta del personale di sala addetto al controllo. Il
pubblico è tenuto a occupare il posto assegnato.
2. È vietato l’accesso in platea a spettacolo iniziato. Gli spettatori
giunti in ritardo sono invitati ad accomodarsi in posti liberi nei
palchetti o, in mancanza di disponibilità, ad attendere nel foyer il
primo intervallo per raggiungere il proprio posto.
3. Si raccomanda, per tutte le rappresentazioni, un abbigliamento
consono al decoro del Teatro.
4. Il teatro è fornito di guardaroba accessibile dal foyer, dove è
possibile depositare soprabiti, cappotti, ombrelli, cappelli, borse,
macchine fotografiche, apparecchi di registrazione audio e video e
telefoni cellulari. Il servizio guardaroba è gratuito.
5. In sala è richiesto un comportamento corretto e il rispetto del
silenzio.
6. Il teatro è aperto ai bambini, raccomandando i genitori o i loro
tutori di istruirli sul comportamento da avere in sala.
7. Durante lo spettacolo è vietato l’uso dei telefoni cellulari .
8. È vietato scattare fotografie e realizzare qualsiasi tipo di
registrazione audio e video non autorizzate dalla Compagnia
o dalla Direzione del Teatro. Fotografi, giornalisti e operatori
tv sono pregati di contattare la biglietteria del teatro al fine di
farsi accreditare dall’organizzatore dello spettacolo. I giornalisti
accreditati sono comunque pregati di attenersi alla legge vigente
sul diritto di cronaca. La testata accreditata si impegna inoltre
formalmente, a pubblicare uno o più servizi sulla manifestazione.
9. Ai sensi della legge 584/75 è vietato fumare nei locali del Teatro.
10.Il teatro è fornito di un servizio bar situato alla Sala Rollina. Tutte
le consumazioni (acqua, bevande e generi alimentari) dovranno
essere effettuate esclusivamente nei locali bar. È vietato introdurre
bicchieri e generi commestibili in platea e nelle gallerie.
11.Per qualsiasi problema o esigenza il pubblico è pregato di rivolgersi
alle maschere o al responsabile di sala.
12.L’accesso al teatro non presenta ostacoli architettonici. La platea
è abilitata per ospitare 2 posti per disabili in carrozzina. Per motivi
di sicurezza, le carrozzine non possono accedere ai palchi e
alle gallerie. L’ingresso per i disabili e per i loro accompagnatori
è gratuito e deve essere prenotato almeno due giorni prima di
ciascuna rappresentazione presso la biglietteria del teatro. I servizi
igienici, appositamente attrezzati, si trovano all’ingresso del teatro.
I disabili non in carrozzina ma con certificazione d’invalidità
superiore al 70% e gli invalidi civili, hanno diritto all’ingresso
ridotto.
13.Il teatro è dotato di un ascensore che collega l’ingresso alla sala
Rollina e ai palchi del II ordine. L’utilizzo dell’ascensore va richiesto
al personale di sala. Gli altri ordini non sono forniti da ascensore.
14. L’agibilità del teatro è di 870 posti di cui 202 in platea e 668 nei palchi.
15.All’interno dei palchi i posti sono numerati e, fino al IV ordine,
anche differenziati per settore.
16.Il Teatro si riserva la possibilità di effettuare spostamenti dei posti
assegnati per esigenze tecniche.
17.E’ vietato l’ingresso agli animali.
18.I Clienti che desiderano fare reclami o proporre suggerimenti
sono pregati di inviarli tramite posta elettronica all’indirizzo
[email protected] o tramite fax al numero
0734/284295.
I biglietti acquistati non possono essere rimborsati o sostituiti.
I biglietti valgono esclusivamente per la data indicata sugli stessi;
si prega pertanto il gentile pubblico di controllare accuratamente
i biglietti al momento dell’acquisto. In caso di mancato utilizzo
non sarà consentita la conversione in biglietti per un’altra data.
I biglietti e gli abbonamenti riportano l’anagrafica del richiedente.
Il Teatro assicura, ai sensi del decreto legislativo 196/2003, la
riservatezza dei dati personali e il loro esclusivo utilizzo per
informazioni riguardanti le attività teatrali.
Il diritto ad eventuali riduzioni va dichiarato esclusivamente
prima dell’emissione dei biglietti e va dimostrato con documenti
d’identità o tessere associative alle realtà convenzionate. I
biglietti ridotti sono strettamente personali e non cedibili.
In caso di smarrimento dell’abbonamento, è necessario
presentarsi personalmente presso la Biglietteria il giorno
della rappresentazione e compilare l’apposito modulo di
autocertificazione di smarrimento, indicando esattamente i posti
acquistati. Tale autocertificazione può essere sottoscritta solo
dall’intestatario dell’abbonamento. Questa operazione non è
invece possibile per i singoli biglietti. Lo smarrimento di questi
ultimi, comporta la perdita del diritto d’ ingresso allo spettacolo.
In caso di annullamento dello spettacolo, per qualsiasi ragione, il
biglietto sarà rimborsato. Il rimborso potrà essere richiesto, salvo
diversa indicazione degli organizzatori, nei 7 giorni successivi la
data dello spettacolo annullato.
La Direzione del Teatro dell’Aquila si riserva il diritto di apportare
al programma della Stagione i cambiamenti resi necessari
per esigenze tecniche o di forza maggiore. La Direzione si riserva
inoltre di presentare eventuali altri cast.
Nelle sere di spettacolo non è possibile acquistare biglietti per
altri spettacoli.
Orari Biglietteria
9.30/12.30 e 16.30/19.30
nei giorni di spettacolo fino all’inizio dello stesso
sabato pomeriggio e domenica chiuso
VILLA LATTANZI
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Hotel | Ristorante
| Meeting | Banqueting | Area benessere | Wi-Fi free
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