con il contributo di Ministero per i Beni e le Attività Culturali Regione Marche F E R M O STAGIONE TEATRALE 2012-2013 www.carifermo.it e Centrale Fermo - Sed Storia Solidità Autonomia Sicurezza del risparmio Sostegno al territorio La nuova Stagione del Teatro dell’Aquila si presenta con un programma che coniuga proposte di alto profilo che, da un lato, confermano gli indirizzi verso i grandi testi degli autori classici ma, contestualmente, guardano alle nuove sperimentazioni teatrali. Questa Amministrazione ha voluto rivolgere una attenzione particolare al pubblico dei giovani, interlocutori privilegiati con i quali avviare un dialogo più intenso. È proprio per questa ragione che si è scelto, anche per l’opera, di confermare i percorsi sperimentati, che vogliono sostenere, anche se con sacrificio, la grande tradizione musicale, punto di forza della nostra cultura, senza trascurare tuttavia il mondo della scuola dell’obbligo, che da sempre condivide le nostre scelte. Il Teatro deve essere un luogo d’incontro non riservato solamente ai cittadini di Fermo ma aperto al territorio. Siamo consapevoli che debba essere la nostra città, soprattutto in un momento di forte criticità economica, a mettere a disposizione di tutti i propri spazi e le risorse necessarie. La programmazione si avvale della collaborazione dell’AMAT e dei contributi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Regione Marche, ma può contare anche sul sostegno di alcuni privati che hanno, anch’essi, voluto guardare al di là della loro città di appartenenza, consapevoli della valenza del progetto culturale e della ricaduta su un territorio che supera quello provinciale. A loro un ringraziamento che è, per noi, incoraggiamento a sostenere la cultura, diritto fondamentale per tutti i cittadini. Il Sindaco Nella Brambatti 1 Indice 5 7 10 15 16 18 19 20 21 22 23 24 17 25 29 30 31 Domeniche da Favola Stagione d’Opera Manon Lescaut Lucia Di Lammermoor 32 33 35 36 37 Stagione di Prosa 39 Stagione Concertistica Furioso Orlando Frankenstein Junior Smashed Cyrano De Bergerac Un tram che si chiama desiderio R III - Riccardo Terzo Hedda Gabler 43 44 45 46 47 48 48 49 50 51 Stagione Scuole 52 Regolamenti In Abbonamento Fuori Abbonamento Zoom Occidente Estremo The Arena Love Itis Galileo Attenti al Lupo La storia di Hansel e Gretel Parcopinocchio Nunsense... Le amiche di Maria Scuola di Platea Mandragola Di a da in con su per tra fra Shakespeare The End Cantiamo l’Opera L’Olandese Volante A Tutta Velocità Processo alle Verdure Lo Scavo Meraviglioso EDITING Nella Brambatti Sindaco Francesco Trasatti Assessore alle Politiche Culturali e Beni Culturali Giancarlo Postacchini Dirigente Settore Beni e Attività Culturali STAFF Letizia Cesetti, Deborha Dorotei, Emanuela Felicioni, Giovanni Massaccesi, Michela Ramini, Roberto Saudelli, Danilo Tommasini, Giorgio Vittori Progetto grafico ed impaginazione - Mirus Marche s.r.l. Stampa - Artelito COMUNE DI FERMO - TEATRO DELL’AQUILA Tutti i diritti riservati La direzione si riserva di apportare modifiche per cause tecniche di forza maggiore Informazioni e prenotazioni Biglietteria del Teatro - tel. 0734 284295 www.fermoteatro.it [email protected] 2 Orari Biglietteria 9.30/12.30 e 16.30/19.30 nei giorni di spettacolo fino all’inizio dello stesso sabato pomeriggio e domenica chiuso 3 4 5 Venerdì 26 ottobre 2012 ore 21 Domenica 28 ottobre 2012 ore 17 Stagione d’Opera MANON LESCAUT Venerdì 26 ottobre 2012 ore 21 Domenica 28 ottobre 2012 ore 17 MANON LESCAUT Dramma lirico in quattro atti di M. Praga, D. Oliva, G. Ricordi, L. Illica Musica di Giacomo Puccini Musica di Giacomo Puccini Dramma lirico in quattro atti di M. Praga, D. Oliva, G. Ricordi, L. Illica Manon Lescaut (soprano) Raffaella Angeletti Renato Des Grieux (tenore) Leonardo Caimi (26 ottobre) Antonino Interisano (28 ottobre) Lescaut, fratello di Manon (baritono) Carmelo Corrado Caruso Geronte di Ravoir / Comandante di Marina (basso) Carlo Di Cristoforo Edmondo / Un lampionaio (tenore) Alessandro Fantoni un Sergente degli Arceri/Oste (basso) Davide Filipponi il Maestro di Ballo (tenore) Nunzio Fazzini un Musico (mezzosoprano) Barbara Bucci Orchestra Sinfonica Abruzzese Coro “Ventidio Basso” Ascoli Piceno diretto dal M° Paolo Speca In collaborazione con Società della Musica e del Teatro “Primo Riccitelli” di Teramo Progetto Fondazioni all’Opera Fanciulle, borghesi, popolane, popolani, studenti, musici, vecchi signori, abati, cortigiane, arcieri, soldati di marina, marinai Sabato 1 dicembre 2012 ore 21 Domenica 2 dicembre 2012 ore 17 LUCIA DI LAMMERMOOR Musica di Gaetano Donizetti Dramma tragico in tre atti Libretto di Salvatore Cammarano da The Bride of Lammermoor di W.Scott FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini” diretto dal M° Pasquale Veleno In coproduzione con Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi, Teatri del Circuito Lirico Lombardo, Teatro Coccia di Novara, Teatro Alighieri di Ravenna Nuovo Allestimento COSTO BIGLIETTI Settore A Settore B Settore C € 58 € 46 ridotto* € 30 € 20 COSTO ABBONAMENTI Settore A Settore B Settore C € 99 € 78 ridotto* € 51 € 34 Figuranti Vincenzo Macedone Michele Ciccone Elisabetta Aloi Emanuela Cichella Maestro concertatore e direttore Massimiliano Stefanelli Regia Aldo Tarabella Maestro del coro Paolo Speca Scene Pier Paolo Bisleri Maestro preparatore del coro Carlo Morganti Costumi Chiara Barichello Lighting designer Lorenzo Caproli Coro “Ventidio Basso” Ascoli Piceno * riduzione valida per giovani fino ai 25 anni, studenti e pensionati sopra i 65 anni Orchestra Sinfonica Abruzzese in collaborazione con l’Istituto Musicale Pareggiato “G. Braga” di Teramo Produttore esecutivo Società della Musica e del Teatro “Primo Riccitelli” di Teramo In collaborazione con Fondazione Carifermo, Fondazione Tercas e Fondazione Carichieti Progetto Fondazioni all’ Opera 6 7 Soggetto ATTO I Siamo ad Amiens, a nord di Parigi, nella seconda metà del secolo XVIII. In un vasto piazzale passeggiano e chiacchierano borghesi, popolani, soldati, fanciulle e studenti.Tra questi ultimi, Edmondo (tenore) intona un paio di madrigali furbescamente galanti («Ave, sera gentile», «Giovinezza è il nostro nome»), fra le risate dei suoi compagni. Si unisce a loro l’amico Cavaliere Des Grieux (tenore), che corteggia alcune fanciulle di passaggio con un’arietta scherzosa («Tra voi, belle, brune e bionde»). Di fronte a un’osteria si ferma una diligenza provenente da Arras, che calamita l’attenzione di tutti i presenti: da essa discendono Lescaut (baritono), sergente delle guardie del re, l’anziano tesoriere generale Geronte de Ravoir (basso), e Manon (soprano), sorella di Lescaut, che con la sua bellezza desta l’ammirazione degli studenti. Anche Des Grieux ne è folgorato, e mentre Lescaut e Geronte entrano nella locanda con l’Oste (basso), si presenta alla giovane («Cortese damigella, il priego mio accettate»). Nel corso di un duettino, Des Grieux scopre che l’indomani la triste Manon verrà chiusa in un convento, al quale è destinata dal volere paterno; turbato, si propone di aiutarla a cambiare il suo fato. Dopo essersi dati appuntamento all’imbrunire, Manon raggiunge il fratello e Des Grieux dà sfogo alla passione che lo ha acceso (aria: «Donna non vidi mai»); poi, infastidito dai lazzi di Edmondo e degli studenti, abbandona la piazza. Geronte e Lescaut sbucano dalla locanda parlottando: entrambi deplorano il destino riservato a Manon. Il sergente allude al passato torbido che si è lasciato alle spalle, mentre il cassiere generale gli fa capire la ricchezza della sua borsa, poi si allontana. Si fa notte, e sotto il porticato dell’osteria infuria il gioco delle carte, nel quale si getta anche Lescaut. Nel frattempo, Geronte confabula con l’oste, e fa preparare una carrozza che si diriga in tutta fretta verso Parigi. Edmondo ha compreso che il tesoriere intende rapire Manon, e informa del piano Des Grieux. Poi, raggiunti i suoi compagni al tavolo da gioco, lo studente fa in modo che trattengano Lescaut. Intanto, Manon si presenta all’appuntamento con Des Grieux («Vedete? Io son fedele»): nel duetto, il Cavaliere le rivela i suoi sentimenti e la mette in guardia da Geronte. Edmondo avverte i due giovani che la carrozza è pronta: vinta la debole resistenza di Manon, Des Grieux si copre con un mantello e si precipita con lei dietro l’osteria. Ignaro, il tesoriere giunge per dare esecuzione al suo piano, approfittando della distrazione di Lescaut: appena in tempo per farsi sbeffeggiare da Edmondo, che gli indica la via verso Parigi presa dalla carrozza. Geronte si precipita da Lescaut, ma è troppo tardi per acciuffare i fuggitivi. Sotto lo sguardo canzonatorio degli studenti («Venticelli ricciutelli»), il sergente rassicura tuttavia il tesoriere: Manon non si accontenterà a lungo delle magre finanze di uno studente, e presto sarà disposta ad accettare le attenzioni di “padre” del ricco Geronte, in una famigliola completata dallo stesso Lescaut. ATTO II Il sipario si alza sul salotto elegantissimo della casa di Geronte, a Parigi. Di fronte a una pettiniera è seduta Manon, mentre un parrucchiere è indaffarato a curare la sua toilette. Entra Lescaut, che plaude alla scelta di abbandonare lo squattrinato Des Grieux e trasferirsi nella dimora lussuosa del cassiere generale (duetto: «Sei splendida e lucente!»). Manon, però, vuole dal fratello notizie del Cavaliere, che ha lasciato senza neppure un saluto, e che ora rimpiange: nella gelida alcova di Geronte non arde infatti il fuoco della passione che scaldava la povera casetta di Des Grieux («In quelle trine morbide»). Lescaut le comunica di aver convinto Des Grieux che solo vincendo al gioco potrà riconquistarla. Il colloquio è interrotto dall’ingresso di un Musico incipriato (mezzosoprano), seguito da un piccolo coro da camera, che intona un madrigale composto da Geronte («Sulla vetta tu del monte»). Congedato il coro con una borsa di denari, si introducono cerimoniosamente alcuni vecchi signori e abati, ricevuti dallo stesso Geronte, assieme a suonatori e al Maestro di ballo (tenore). Quest’ultimo impartisce a Manon una lezione di minuetto, durante la quale gli occhi degli uomini sono cupidamente inchiodati su di lei. A farle da cavaliere è Geronte, al quale Manon dedica una canzone pastorale («L’ora, o Tirsi, è vaga e bella…»). Per la compagnia di amici è tempo di uscire: Manon si trattiene da sola nel salotto per acconciarsi. Sulla porta compare, pallidissimo, Des Grieux: la donna gli si getta incontro, chiedendogli perdono (duetto: «Tu, tu, amore? Tu?»). I propositi di vendetta sono impotenti, di fronte al fascino di Manon: il Cavaliere cede ancora una volta al suo destino. Mentre giacciono abbracciati sul sofà, Geronte entra nel salotto. Alle dignitose accuse di ingratitudine del tesoriere, Manon replica ironizzando sul suo aspetto di vecchio libertino. Geronte si allontana, e i due amanti pregustano la libertà conquistata. Ma Lescaut irrompe trafelato: l’anziano cassiere ha sporto denuncia, e le guardie sono in cammino per arrestare la sorella, destinata all’esilio. Bisogna scappare. Manon però esita un attimo di troppo: non riesce a dire addio allo sfarzo della casa di Geronte, e si mette a vuotare i cassetti di tutti i gioielli. Nel frattempo, le guardie hanno tagliato ogni via di fuga: traggono in arresto Manon, dalla cui mantiglia sono scivolati a terra i gioielli rubati. Des Grieux sguaina la spada, ma Lescaut lo disarma e lo convince che la sua libertà è l’unica speranza rimasta a Manon. 8 INTERMEZZO – ATTO III Una caserma affacciata su un piazzale presso il porto di Le Havre, al quale è attraccata una nave da guerra. È quasi l’alba, e Lescaut e Des Grieux attendono in disparte che monti la guardia un arciere che è stato corrotto dal sergente. Grazie alla sua complicità, Des Grieux riesce ad avere un colloquio con Manon attraverso le sbarre di una finestra, interrotto dal Lampionaio (tenore) con la sua canzone («… Kate rispose al re»). L’annuncio della prossima liberazione è tuttavia smentito dall’ingresso a spada sguainata di Lescaut: il loro piano è stato sventato, e i gridi d’allarme dei soldati richiamano una folla incuriosita. Dal portone della caserma esce un gruppo di donne in catene, tra le quali Manon: sono prostitute destinate a essere imbarcate sulla nave, che le porterà in America. Il Comandante di Marina (basso) invita il Sergente degli Arceri (basso) a procedere con l’appello delle cortigiane, che sfilano l’una dopo l’altra tra l’indignazione e lo scherno della folla (Largo concertato: «Rosetta!»). Invano Des Grieux cerca di strappare Manon a questa umiliante processione, aiutato da un gruppo di borghesi impietositi da Lescaut: la sua amante è condannata. Singhiozzando, il Cavaliere si rassegna ad implorare il comandante di accoglierlo a bordo come mozzo. Per la gioia sua e di Manon, la richiesta viene accettata. ATTO IV Una landa sterminata, desertica, sui confini del territorio della Nuova Orléans. Manon e Des Grieux, esausti, avanzano a fatica sul terreno brullo, mentre cala la sera. La donna cade al suolo svenuta. Si riprende: è febbricitante e assetata, e implora Des Grieux di cercare un soccorso. Quando il Cavaliere scompare oltre l’orizzonte, scende la notte e Manon viene vinta dalla disperazione (aria: «Sola… perduta… abbandonata!…»). Il ritorno di Des Grieux non apporta buone notizie: Manon cade per la seconda volta, e questa volta è per sempre. Muore, e Des Grieux, pazzo di dolore, sviene sul suo corpo. Appunti Di Viaggio - Note di regia ALDO TARABELLA Che senso avrebbe avuto una narrazione coerente, temporale, fatta di passaggi cronologici? Probabilmente Puccini voleva affidare in modo astratto alla musica un senso fortissimo di vertigine, per andare oltre i fatti e raccontare una passione travolgente, irresistibile come l’amore tra Manon e il giovane De Grieux. In tal senso, con lo scenografo Pier Paolo Bisleri e con i costumi di Chiara Barrichello, abbiamo creato un unico contenitore, neutro, che di volta in volta diventa un luogo di passaggio, di arrivi, di fughe: una sorta di teatrino dei rapporti umani tra baldorie e goliardie, tra l’esaltazione dell’effimero e incontri, tra passioni e miserie. Il primo quadro, si svolge in una sorta di locanda dove tra madrigali, sonetti, citazioni arcadiche, Puccini crea un preambolo all’arrivo di una giovine donna, Manon Lescaut, diciotto anni, destinata a vivere il resto della propria vita in convento e si trova lì nella sua ultima notte di vita civile. Il Maestro, in questo esplosivo inizio osanna la gioventù, tema a lui caro, i suoi sogni, e affida, appunto, ad un coro di studenti e fanciulle il tema della giovinezza. In un luogo del genere si può essere colti da un lampo, un colpo di fulmine come quello del giovane studente di filosofia e la giovane viaggiatrice: una scintilla di un amore improvviso folle, pazzo. Nella mia lettura di regia, ho sentito il bisogno, proprio per le indicazioni drammaturgiche e musicali, che la successiva fuga dei due giovani dalla locanda venisse sostenuta non solo da Edmondo, amico del giovane De Grieux, e organizzatore della burla ai danni del potente ma anziano Geronte, invaghitosi della giovane durante il viaggio, ma anche dal gruppo dei giovani presenti. Nasce così in scena una sorta di tifo solidale verso la coppia affinché possa fuggire, coprendo sino all’ultimo la loro follia verso l’ignoto!! È decisamente un atto di rottura e confronto tra generazioni. Il secondo atto, ancora pieno d’emozione per quella folle fuga giovanile, ci riporta ad una realtà che ci sorprende: ma come, la storia dei due giovani è già finita? Manon, la bellissima giovane la rivediamo dopo poco tempo, tra specchi, in un contesto finto, effimero, attorniata dal fatuo, immersa nella noia, ma anche nella ricchezza. Il vecchio e ricco Geronte ha vinto, come previsto sin dall’inizio da Lescaut, l’ambiguo e corruttibile fratello di Manon, presente con loro alla locanda. Sapeva che dopo la “sbandata” per il giovane Des Grieux la sorella sarebbe tornata, non si sarebbe persa tra le precarietà e le borse vuote di uno studente. Peccato! Un vero peccato, e gli specchi del salone del vecchio signore parigino riflettono non più una giovane sensibile, malinconica e ombrosa, ma una donna dal carattere dispotico, prepotente, avido e ambizioso. Il giovane De Grieux è un lontano ricordo, pur con luci e ombre di questo amore. Puccini disegna questa stanza come il luogo delle vanità, una sorta di palcoscenico, dove magistralmente presenta un insieme stucchevole di numeri: i temi dei musici, del maestro di ballo, le composizioni pastorali del padrone di casa, segni della noia e del fatuo. In regia non potevo non mettere in risalto gli stati umorali e caratteriali di Manon, e la musica ce la presenta in una continua altalena tra passionalità e prepotenza, slanci amorosi e improvvise avidità. Su questo palcoscenico, irrompe il giovane De Grieux al quale si affida il risveglio dell’amore e una rinnovata ricerca della purezza. Ma Puccini copre il duetto tra i due giovani, di nuovo ritrovati, di oscuri presagi: la stagione della prima fuga non sarà più ripetibile, e dopo essere stati scoperti dal padrone di casa la via del declino è inevitabile per tutti e due. Dal terzo atto, un luogo nebbioso portuale da cui partono sventurate donnine verso le colonie oltreoceano, al quarto atto, un improbabile deserto, è solamente una terribile discesa verso la fine, una fine orribile. Manon muore di sete e di stenti, cerca disperatamente dell’acqua, simbolo esremo di purezza, ma morirà sola, perduta e abbandonata tra ricordi e rimorsi. Una donna sfortunata, in mezzo a tante altre vite sfortunate. Scrivo questi appunti, in mezzo alle ultime prove per il nostro debutto ad Ascoli Piceno, e voglio esprimere i miei più sinceri ringraziamenti agli splendidi artisti, collaboratori, maestranze che con me condividono da giorni questa esperienza. Ringrazio il direttore artistico e d’orchestra Massimiliano Stefanelli, che con grande sensibilità ci ha riservato un habitat, un piano di lavoro e di studio eccellenti, che ci ripagano dei sacrifici che una grande avventura come l’Opera sempre comporta. 9 Sabato 1 dicembre 2012 ore 21 Domenica 2 dicembre 2012 ore 17 LUCIA DI LAMMERMOOR Dramma tragico in tre atti Libretto di Salvatore Cammarano dal romanzo The Bride of Lammermoor di Walter Scott Musica di Gaetano Donizetti Edizioni Universal Music Publishing Ricordi srl, Milano Prima rappresentazione: Napoli, Teatro San Carlo, 26 settembre 1835 Lord Enrico Asthon Julian Kim / Alexandru Aghenie Miss Lucia Sofia Mchedlishvili / Romina Casucci Sir Edgardo di Ravenswood Gianluca Terranova / Giacomo Patti Lord Arturo Bucklaw Alessandro Scotto di Luzio / Matteo Falcier Raimondo Bidibent Giovanni Battista Parodi Alisa Cinzia Chiarini Normanno Roberto Jachini Virgili Direttore Matteo Beltrami Regia e luci Henning Brockhaus Scene Josef Svoboda Ricostruzione allestimento scenico Benito Leonori Costumi Patricia Toffolutti Coreografie Emma Scialfa FORM - Orchestra Filarmonica Marchigiana Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini” diretto dal M° Pasquale Veleno In coproduzione con Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi, Teatri del Circuito Lirico Lombardo, Teatro Coccia di Novara, Teatro Alighieri di Ravenna Nuovo allestimento 10 Soggetto Parte prima. La partenza ATTO UNICO L’azione si svolge in Scozia, alla fine del XVI secolo. Gli Ashton possiedono il castello che era stato dei Ravenswood. Tra le due casate c’è odio, ma Lucia Asthon ed Edgardo di Ravenswood segretamente si amano. Normanno, capo degli armigeri, ordina ai cacciatori di perlustrare i dintorni per scoprire chi sia il misterioso individuo che è stato visto aggirarsi nel parco intorno al castello. Il fratello di Lucia, Lord Enrico Asthon, impensierito dallo svolgersi delle vicende politiche che sembrano portare ad un indebolimento del prestigio della sua famiglia, vorrebbe che la sorella sposasse Lord Arturo Bucklaw, ma Lucia non ne vuol sapere. Due uomini intervengono: Raimondo Bidebent, precettore di Lucia, tenta di motivare il rifiuto della ragazza dichiarandola prostrata per la recente morte della madre, e Normanno, che avverte il suo signore che probabilmente sua sorella è innamorata di uno sconosciuto che un giorno le salvò la vita salvandola da un toro inferocito: si tratterebbe, secondo lui, di Edgardo, tornato di nascosto dall’esilio. La risposta di Enrico è violenta, è disposto a usare ogni mezzo pur di troncare la relazione.Ingresso del parco. Nell’attesa di Edgardo, Lucia narra alla sua damigella e confidente Alisa l’apparizione in sogno di un fantasma, una donna uccisa per gelosia da un antenato di Edgardo. Alisa, turbata, scongiura l’amica di troncare un legame destinato a portare sfortuna. Ma Lucia non intende rinunziare al suo amore e l’amica la lascia sola all’avvicinarsi di Edgardo. L’innamorato è in procinto di partire per la Francia, ma prima intende riappacificarsi con la famiglia rivale per chiedere in sposa Lucia. La ragazza prega Edgardo di rinunciare al colloquio, avvertendolo che l’odio del fratello è ancora troppo forte. Gli innamorati, congedandosi, si scambiano un anello come pegno di fedeltà eterna. Parte seconda. Il contratto nuziale ATTO PRIMO Appartamento di Lord Ashton. Enrico ha disposto tutto per le nozze con Arturo che è atteso al castello con i parenti e gli invitati. Tuttavia Asthon teme che la sorella non accetti. Lo rassicura Normanno: la lunga assenza di Edgardo, l’intercettazione delle sue lettere, ed una lettera falsa imbastita dai due convinceranno Lucia dell’amore di Edgardo per un’altra donna. Lucia cade nel tranello, e convinta del tradimento non si oppone più ai desideri del fratello, secondo il quale il matrimonio rialzerà le sorti compromesse del casato. Si arriva dunque alla cerimonia nuziale. Arturo, Enrico, Normanno, Raimondo, con le donne e gentiluomini di Lammermoor, attendono la sposa, che entra pallida e triste. Condotta davanti al tavolo, essa firma il contratto di nozze. Nel mezzo della cerimonia entra Edgardo con la spada sguainata: Raimondo riesce ad impedire il delitto ma l’innamorato, vedendosi tradito, chiede a Lucia l’anello che le aveva donato. ATTO SECONDO Sala della torre di Wolferag. In una notte di tempesta, Edgardo, solo e malinconico, medita sul suo dolore. Irrompe Enrico, chiede riparazione per l’insulto fatto e comunica che la sorella è ormai sposa di Arturo. I due stabiliscono di sfidarsi a duello, all’alba vicino alle tombe di Ravenswood. Nel salone del castello di Lammermoor, gli invitati ancora festeggiano le nozze, ma l’allegria degli ospiti è di breve durata. Raimondo annuncia infatti che nell’intimità Lucia in un improvviso accesso di follia ha pugnalato lo sposo. Compare Lucia: nel delirio, essa crede di trovarsi davanti all’altare con Edgardo, poi si accascia. Entra Enrico, che è stato informato dell’accaduto, infuriato contro la sorella; ma si allontana poi, vinto dal rimorso, affidandola alle cure di Raimondo e Alisa. L’infelice Edgardo, nel frattempo, è in attesa presso le tombe dei Ravenswood. Non tollera l’idea di vivere senza Lucia ed è deciso a lasciarsi uccidere dal nemico nel corso del duello. Arriva Raimondo, che lo mette al corrente della follia e della morte dell’amata. Disperato, Edgardo si trafigge con un pugnale. 11 Note di Regia HENNING BROCKHAUS Lucia di Lammermmor, l’opera che trionfò e appassionò il suo pubblico fin dal debutto al Teatro San Carlo di Napoli nel 1835 è il risultato di un’intensa e proficua collaborazione tra il librettista Salvatore Cammarano e Gaetano Donizetti. Il libretto è ispirato al romanzo storico di Sir Walter Scott, The Bride of Lammermoor. Siamo nel Medioevo scozzese al tempo della Guerra delle Rose e della guerra tra due clan: quello degli Ashton (la famiglia cui appartengono Enrico e Lucia), e quello dei Ravesnswood di cui fa parte Edgardo, l’amante della protagonista costretta a sposare Arturo Buklaw per salvare il proprio fratello ormai prossimo alla rovina. È una storia di potere che vede protagonisti uomini guerrieri coinvolti in continue violenze e questo stesso mondo di violenza maschile opprime, schiaccia l’innamorata Lucia, appena orfana di madre, salvata dall’amato Edgardo da un letale violento toro. Nella maggior parte dei numerosi allestimenti dell’opera che sono stati proposti sui palcoscenici di tutto il mondo, Lucia è predisposta alla follia fin dalla prima entrata. Io non la credo affatto folle fin dal principio, ma al contrario una persona piena di emozioni giuste, umane, sane. Lucia è in pieno possesso della sua vita empatica, ammette il dolore, conosce l’amore e lo vive emozionalmente, la gioia che Donizetti sottolinea con tutta l’introduzione dell’arpa, le angosce più profonde del nostro essere e, contrariamente a suo fratello, lei vive queste emozioni. Enrico è morto in quanto odia se stesso e gli altri, segue esclusivamente le logiche del potere ed è quindi determinato dall’esterno, non ha una vita interiore come Lucia. La musica di Donizetti fa emergere di battuta in battuta una differenza evidente e abissale tra il mondo femminile di Lucia fatto di un susseguirsi continuo di diversi sentimenti, amore ed emozioni, e quello unilaterale maschile dove trionfano quasi unicamente la smania di potere, di guerra (quindi di distruzione) e l’odio. Le musiche del mondo di Enrico sono spesso marce o musiche cupe. Enrico è infelice, odia se 12 stesso,non conosce l’amore, non ha una donna, non soffre per la morte della madre e ne parla soltanto in una battuta cinicamente. Si potrebbe anche dire che ciò che sembra essere normale sia in realtà la vera follia. Enrico, Raimondo, Normanno e in parte anche Edgardo sono personaggi deformati con grandi mancanze emotive. Lucia rimane sorpresa e quasi scioccata dal primo incontro con l’amato Edgardo: si frequentano da molto tempo anche se di nascosto, ma finora non lo aveva mai conosciuto come uomo di potere, e ignorava il suo odio. La protagonista viene poi condotta alla follia da giochi di potere e inganni ad esso legati. Il culmine dell’opera è la famosa scena della follia che viene sempre rappresentata seguendo i clichés di quello che noi pensiamo sia folle con strani gesti e atteggiamenti secondo me gratuiti che non arrivano in nessun modo al vero nucleo di quanto accade con Lucia. È sorprendente che Cammarano e Donizetti la facciano parlare di Edgardo pur avendo appena assassinato Arturo. Lucia assassina parla con amore di Edgardo. Per me c’è una sola spiegazione a questa scelta drammaturgica: in verità Lucia è stata spinta alla schizofrenia. Si è ribellata ai giochi di potere esterni a lei ammazzando Arturo per salvare dentro di sé la sua vera vita emozionale, cioè l’amore verso Edgardo. Nella mia lettura Lucia arriva in scena con il cadavere di Arturo, ma per lei questo morto diventa in una proiezione psicologica il simbolo del suo amore per Edgardo. Tutta la scena (come dimostra la musica) è piena d’amore. Tutti rimangono scioccati e quasi pietrificati (Donizetti non fa più cantare né il coro né Raimondo): Lucia riesce a realizzare il suo vero amore solo con il morto Arturo. Allora come oggi l’eccessiva smania di potere porta a una deformazione dell’anima che può rivelarsi causa di follia. La nostra storia recente è piena di psicopatici e di individui che si sono consegnati al potere. In questo senso Lucia di Lammermoor risulta ancora attuale e contemporanea. 13 Il tuo Business Hotel nel cuore delle Marche Hotel | Ristorante | American bar | Area meeting plenaria fino a 300 persone | Salone per banqueting ed eventi privati Connessione internet | Parcheggio privato | Piscina con solarium | Ampio giardino | Parking privato Via Faleriense Est, Montegiorgio 63025 Ascoli Piceno, Italy tel: +39 0734 967321 fax: +39 0734 968190 www.sanpaolohotel.net | [email protected] 14 15 Stagione di Prosa in abbonamento Sabato 20 ottobre 2012 ore 21 Domenica 21 ottobre 2012 ore 17 Sabato 16 marzo 2013 ore 21 Domenica 17 marzo 2013 ore 17 Nuovo Teatro - Teatro Stabile dell’Umbria STEFANO ACCORSI e NINA SAVARY in Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia Compagnia Enfi Teatro ISABELLA RAGONESE in FURIOSO ORLANDO (ballata in ariostesche rime per un cavalier narrante) da Ludovico Ariosto adattamento e regia di Marco Baliani HEDDA GABLER di Henrik Ibsen regia di Antonio Calenda fuori abbonamento Sabato 10 novembre 2012 ore 21 Venerdì 5 aprile 2013 ore 21 MusiKeria TOSCA in Jolefilm MARCO PAOLINI in spartito cinematografico regia di Massimo Venturiello di Francesco Niccolini e Marco Paolini ZOOM ITIS GALILEO Martedì 4 dicembre 2012 ore 21 FEDERICO RAMPINI in OCCIDENTE ESTREMO Sabato 24 novembre 2012 ore 21 Domenica 25 novembre 2012 ore 17 regia di Antonio Petris Compagnia della Rancia GIAMPIERO INGRASSIA in Giovedì 24 gennaio 2013 ore 21 FRANKENSTEIN JUNIOR COSTO BIGLIETTI Settore A Settore B Settore C € 30 € 24 ridotto* € 12 € 12 BALLETTO DI ROMA THE ARENA LOVE di Mel Brooks e Thomas Meehan regia di Saverio Marconi * riduzione valida per giovani fino ai 25 anni, studenti e pensionati sopra i 65 anni di Michele Pogliani Sabato 15 dicembre 2012 ore 21 Domenica 16 dicembre 2012 ore 17 Live Arts Management srl THE GANDINI JUGGLING (UK) in SMASHED direzione artistica Sean Gandini e Kati Ylä-Hokkala Sabato 19 gennaio 2013 ore 21 Domenica 20 gennaio 2013 ore 17 Khora.teatro - Teatro Stabile d’Abruzzo ALESSANDRO PREZIOSI in CYRANO DE BERGERAC di Edmond Rostand regia di Alessandro Preziosi Sabato 2 febbraio 2013 ore 21 Domenica 3 febbraio 2013 ore 17 Ert - Teatro Stabile di Catania LAURA MARINONI e VINICIO MARCHIONI in Settore A Settore B Settore C € 187 € 147 ridotto* € 71,50 € 74 UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO COSTO BIGLIETTI di Tennessee Williams regia di Antonio Latella Settore A Settore B Settore C Martedì 5 marzo 2013 ore 21 Mercoledì 6 marzo 2013 ore 21 COSTO BIGLIETTI “FRANKENSTEIN JUNIOR” Teatro Stabile del Veneto Fondazione Teatro Stabile di Torino - Società per Attori ALESSANDRO GASSMANN in RIII - RICCARDO TERZO 16 COSTO ABBONAMENTO ( 7 spettacoli) di William Shakespeare regia di Alessandro Gassmann Settore A Settore B Settore C € 30 € 24 ridotto* € 12 € 12 € 40 € 29 ridotto* € 12 € 15 * riduzione valida per giovani fino ai 25 anni, studenti e pensionati sopra i 65 anni 17 Sabato 20 ottobre 2012 ore 21 Domenica 21 ottobre 2012 ore 17 Sabato 24 novembre 2012 ore 21 Domenica 25 novembre 2012 ore 17 Nuovo Teatro Compagnia della Rancia Teatro Stabile dell’Umbria FRANKENSTEIN JUNIOR diretto da Franco Ruggieri FURIOSO ORLANDO (ballata in ariostesche rime per un cavalier narrante) in abbonamento liberamente tratto da Orlando Furioso di Ludovico Ariosto adattamento teatrale e regia Marco Baliani con Stefano Accorsi e Nina Savary scene Bruno Buonincontri costumi Alessandro Lai disegno luci Luca Barbati 18 Il campo di battaglia è allestito, eserciti di fedi diverse sono pronti ad affrontarsi, ma appena il canto parte, tutto si dissolve. Basta che Angelica fugga a cavallo ed ecco che la Storia grande si sfalda e lascia il passo ad un infinito inseguimento di piccole ma dense vicende, l’un dentro l’altra avviluppate. Dal rocambolesco proliferare di avventure e personaggi che anima la gran giostra dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, ho scelto di seguire una sola traccia, quella che permette all’intero poema, fin dall’inizio appunto, di dispiegarsi e vivere, le orme che Angelica lascia sul terreno, quella è la traccia da seguire. È come se da subito ci fosse un suono che accompagna tutte le storie, un galoppare di cavalli in corsa, in lotta, in inseguimento, in volo. Tra i tanti spasimanti inseguitori, ce n’è uno, Orlando, che va precipitando di canto in canto dentro una modernissima patologia, di cui Ariosto è ironicamente consapevole, la fantasmagoria dell’amore non ricambiato. Il titolo stesso dello spettacolo rovescia l’originale dell’Ariosto e mette al primo posto la furia dell’amore non corrisposto. Orlando crede che per il solo fatto che è lui ad amare Angelica, lei debba essere sua, da sempre e per sempre, e non sopporterà che possa essere di un altro, specie poi quando scoprirà che l’altro non è nemmeno un prode cavaliere del suo rango ma un semplice soldato di fanteria. Allora scatta la furia e la pazzia, la stessa che riempie le nostre quotidiane cronache, con donne che finiscono la loro vita per mano di uomini che dicono di amarle perdutamente. Ma qui gli inseguimenti e la gelosia e poi ancora la pazzia e la furia vengono risolti con la leggerezza della rima, del gioco sonoro di citazioni e assonanze, con la soavità del volo, perché le storie servono sì a parlare del mondo ma anche a renderlo meno terribile. Ecco dunque che i duellanti del nostro spettacolo non saranno i tanti paladini e cavalieri sempre attratti da sfide e tenzoni e furti di cavalli e di armerie altrui, ma saranno loro due, Angelica e Orlando, oppure, a volte, con un’altra declinazione dello stesso tema, Ruggiero e Bradamante, uomo e donna insomma, loro si sfidano a singolar tenzone per mostrare i conflitti, le gioie, i dolori, i patimenti che colpiscono come colpi di spada e di lancia, i cuori di chi ama, di chi crede di amare o di essere amato. Nella nostra giostra anche le ottave dell’Ariosto sono state girovoltate, e altre ne sono nate, cercando di rendere più orale possibile l’impianto letterario, senza perderne la costruzione. Marco Baliani in abbonamento testo Mel Brooks e Thomas Meehan musiche e liriche Mel Brooks con Giampiero Ingrassia e con Giulia Ottonello, Mauro Simone, Altea Russo, Valentina Gullace, Fabrizio Corucci, Felice Casciano, Davide Nebbia, Roberto Colombo, Michele Renzullo, Giorgio Camandona, Paola Ciccarelli, Francesca Di Cresce, Anna Bodei regia e coreografie originali Susan Stroman regia Saverio Marconi regia associata Marco Iacomelli scene Gabriele Moreschi costumi Carla Accoramboni coreografie Gillian Bruce vocal coach Lena Biolcati disegno luci Valerio Tiberi disegno fonico Enrico Porcelli Giampiero Ingrassia veste i panni del brillante e stimato dottor Frederick Frankenstein (al cinema fu Gene Wilder), il protagonista di Frankenstein Junior, la nuova produzione di Compagnia della Rancia. Oltre a quasi 30 anni di carriera tra prosa e tv, tra Ingrassia diplomato al Laboratorio Teatrale di Gigi Proietti - e il musical esiste un amore di lunga data: nel 1989, infatti, è il protagonista de La Piccola Bottega degli Orrori, il primo musical della Compagnia della Rancia. Sul palco, al fianco di Ingrassia, Giulia Ottonello, dalle straordinarie capacità vocali unite a un naturale talento comico, interpreterà Elizabeth, viziata ed egocentrica fidanzata di Frederick. Igor sarà interpretato da Mauro Simone, servo fedele al Castello e disinvoltamente incurante della propria gobba. La sinistra e misteriosa Frau Blücher, il cui nome incute terrore persino ai cavalli, governante al castello e detentrice dei segreti di Victor Von Frankenstein avrà il volto di Altea Russo, mentreValentina Gullace sarà l’esplosiva Inga, giovane transilvana assistente devota di Frederick, incurante della propria straordinaria e sensuale bellezza. Il baritono Fabrizio Corucci sarà il Mostro, l’imponente creatura riportata in vita grazie agli esperimenti del Dottor Frankenstein. Completano il cast Felice Casciano nei panni dell’ispettore Kemp; Davide Nebbia è l’eremita cieco che abita nei boschi e desideroso di compagnia; Roberto Colombo è Victor Von Frankenstein, famigerato nonno di Frederick, impaziente che il nipote segua le sue orme; Michele Renzullo è Ziggy, il più bizzarro tra gli abitanti del villaggio transilvano. Considerato una delle migliori cento commedie americane di tutti i tempi, girato nel 1975 con uno stile ispirato agli Anni ’20 (omaggio ai classici horror della Universal), Frankenstein Junior è una parodia del celebre Frankenstein di J. Whale e delle numerose pellicole dedicate alla creatura di Mary Shelley. Il film, premiato dal pubblico che lo ha consacrato come il cult movie per eccellenza e le cui battute sono entrate nella memoria degli spettatori - con oltre 500.000 copie vendute è il “classico” in DVD di maggior successo della storia dell’home video in Italia. La versione italiana, tra momenti di irresistibile comicità proprio come nel film, riproporrà l’atmosfera della straordinaria fotografia “in bianco e nero” del film con il tocco colorato di numeri esilaranti, su tutti quello tra Frankenstein e il Mostro sulle note di Puttin’ on the Ritz di Irving Berlin. Foto di Lorenzo Ceva Valla diretto da Marco Balsamo 19 Sabato 19 gennaio 2013 ore 21 Domenica 20 gennaio 2013 ore 17 Khora.teatro - Teatro Stabile d’Abruzzo CYRANO DE BERGERAC Foto di Ludovic Des Cognets Sabato 15 dicembre 2012 ore 21 Domenica 16 dicembre 2012 ore 17 Live Arts Management srl THE GANDINI JUGGLING [UK] SMASHED direzione artistica Sean Gandini, Kati Ylä-Hokkala performers Sean Gandini, Kati Ylä-Hokkala, Inaki Fernandez Sastre, Owen Reynolds, Jon Udry, Antek Klemm, Cecilia Zucchetti, Tedros Grimaye, Doreen Grossman spettacolo creato presso le residenze di National Theatre of London per Festival “Watch This Space” / La Breche / Cherbourg con il sostegno di Arts Council England in abbonamento Gandini Juggling, una delle compagnie di giocoleria più acclamate in Inghilterra, ha al suo attivo 4.000 repliche in 20 anni: arriva al Teatro dell’Aquila con un omaggio a Pina Bausch e al suo Tanztheater con nove straordinari giocolieri che ricreano una serie di immagini dal sapore cinematografico ispirate alle coreografie della Bausch. In questo Smashed - divertente, bello, intelligente e molto originale - eleganza e poesia raccontano al pubblico in forma di tableaux vivants l’immaginario di una delle coreografe più geniali di tutti i tempi. I raffinati interpreti, in abiti eleganti e con 80 mele rosse usate come palline, regalano al pubblico il ricordo indelebile di momenti spettacolari di Pina, facendo incontrare armoniosamente coreografia, teatro e giocoleria. Kati Ylä-Hokkala e Sean Gandini, direttori artistici della compagnia, giocano al Tanztheater con una colonna sonora che mescola motivi popolari degli Anni ‘30 e musica barocca, alternando crudeltà, umorismo e senso dell’assurdo, per condividere con il pubblico un’esperienza di grande emozione. 20 È il 1992 quando Sean Gandini e KatiYlä–Hokkala fondano Gandini Juggling e le prime creazioni International Performancepreis e Septuor ottengono subito premi importanti e iniziano un tour internazionale. È del 1998 un’installazione site-specific al Circus Space di Londra, del 2001 una fortunata tournée negli USA, nel 2006 a Berlino prende vita una prestigiosa collaborazione con il Cirque Roncalli per la messa in scena al Greenwhich et Docklands Festival di un adattamento de La Dolce Vita di Fellini. Intanto gli spettacoli Downfall, Stop Breaking My Balls,The Cube sono applauditi in tutta Europa e in Asia. Nel 2010 inizia la residenza al National Theatre di Londra per la creazione di Smashed e si sviluppano anche prestigiose collaborazioni con la BBC, con il Cirque du Soleil e con l’Ecole Nationale de Cirque de Montréal dove Sean e Kati sono chiamati ad insegnare. di Edmond Rostand traduzione e adattamento Tommaso Mattei interpretato e diretto da Alessandro Preziosi e con Benjamin Stender, Veronica Visentin, Massimo Zordan, Emiliano Masala, Marco Canuto, Luigi Di Pietro, Francesco Civile, Gianni Rossi, Salvatore Cuomo, Sara Borghi, Natasha Truden, Giannina Raspini, Bianca Pugno Vanoni, scene Andrea Taddei costumi Alessandro Lai luci Valerio Tiberi musiche Andrea Farri collaborazione artistica e movimenti scenici Nicolaj Karpov Cyrano è una commedia tenera e romantica, tutta puntata sul ritmo, che rifugge il monumentale e il fastoso, ma soprattutto coinvolgente come solo il personaggio del celebre poeta e spadaccino sa essere, capace com’è, di gridare e di piangere con eguale convinzione. Nell’allestimento di Khora.teatro e Teatro Stabile d’Abruzzo lo scontroso spadaccino, dal mostruoso naso, innamorato della bella Rossana è interpretato da Alessandro Preziosi, reduce dai successi televisivi e premi cinematografici, che raccoglie la sfida tutta teatrale di mettere in scena lo scrittore e poeta dall’irresistibile e vitale creatività, che ama mettere in ridicolo i suoi nemici con la straordinaria abilità della spada, leggendaria almeno quanto la lingua, tutta giocata tra trovate comiche e giochi di parole, raggiungendo le vette tra le più alte della poesia ottocentesca. Dal connubio di dignità e incapacità di amare ho cercato di prendere le mosse credendo sin dal principio che il Cyrano de Bergerac sia una commedia sulla “inadeguatezza” e sulla epicità sentimentale delle grandi personalità rispetto al comune sentire dell’amore, dell’amicizia e in genere rispetto alla coerenza con la quale compiere, in un labirinto di scelte, la più giusta per sé e per i propri valori. Finalmente un personaggio che può agire liberamente per perseguire il suo sogno di essere amato attraverso qualunque mezzo, qualunque sotterfugio. In questo solo apparente gioco d’amore, ho fornito a Cyrano una messa in scena che permettesse di muovere come un burattinaio i personaggi e le loro dinamiche fino a darci l’illusione di una storia scritta all’impronta solo per noi pubblico; così nell’adattamento del testo e nella rispettiva traduzione, ho cercato di far coesistere la prosa e la poesia relegando i versi alessandrini ad un gioco lezioso e risolutivo di certe questioni e cercando invece di dare respiro alla travolgente dimensione poetica del testo che va dritta allo spirito e all’anima di una donna per il cui amore si è disposti anche a morire. Alessandro Preziosi in abbonamento 21 Foto di Bunella Giolivo Sabato 2 febbraio 2013 ore 21 Domenica 3 febbraio 2013 ore 17 Martedì 5 marzo 2013 ore 21 Mercoledì 6 marzo 2013 ore 21 Ert Emilia Romagna Teatro Fondazione - Teatro Stabile di Catania Teatro Stabile del Veneto - Teatro Stabile di Torino - Società per Attori UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO RIII - RICCARDO TERZO di Tennessee Williams traduzione Masolino D’Amico con Laura Marinoni, Vinicio Marchioni, Elisabetta Valgoi Giuseppe Lanino, Annibale Pavone, Rosario Tedesco regia Antonio Latella scene Annelisa Zaccheria costumi Fabio Sonnino luci Robert John Resteghini suono Franco Visioli assistente alla regia Brunella Giolivo di William Shakespeare traduzione e adattamento Vitaliano Trevisan con (in ordine di apparizione) Alessandro Gassmann, Mauro Marino, Giacomo Rosselli, Manrico Gammarota, Emanuele Maria Basso, Sabrina Knaflitz, Marco Cavicchioli, Marta Richeldi, Sergio Meogrossi con la partecipazione di Paila Pavese ideazione scenica e regia Alessandro Gassmann scene Gianluca Amodio costumi Mariano Tufano musiche originali Pivio & Aldo De Scalzi videografia Marco Schiavoni in abbonamento La vicenda di Un tram che si chiama desiderio è nota al grande pubblico grazie alla trasposizione cinematografica diretta da Elia Kazan nel 1947, che vedeva protagonista un indimenticabile Marlon Brando. Ambientata nella New Orleans degli Anni ‘40, ha per protagonisti Stanley e Stella, una coppia il cui equilibrio viene messo a rischio dalla sorella di lei, Blanche. La sorpresa di questo allestimento di Antonio Latella - regista tra i più innovativi, considerato una delle figure di spicco del teatro italiano che vive e lavora tra Berlino e l’Italia - è proprio nella rivisitazione di questo testo ‘classico’ della drammaturgia contemporanea. Quando leggo le parole di Tennessee Williams, accade qualcosa di raro che a me è successo poche volte; oltre ad ascoltarle e farle diventare parte della mia mente e dei miei pensieri, le parole si vedono, si materializzano, diventano cose, persone ma soprattutto ferite. Sono lì davanti a te come in un film proiettato su di una grande pagina, o su di uno schermo improvvisato con una tenda delle nostre madri; si muovono con un’apparente normalità, protette da abiti bianchi, da magliette troppo strette o troppo sudate, dietro ad occhiali da bravo ragazzo. Eppure basta un nulla che quelle ferite camuffate riprendono a sanguinare, a perdere inchiostro, lasciando macchie indelebili che con fatica ridanno senso alle parole, o meglio, un solo significato riconoscibile. Non c’è un solo personaggio nei testi di Tennessee Williams che non sia ferito, rotto, spezzato. A tutti manca un qualcosa, è come se nella loro incompiutezza ci fosse il senso del vivere. Antonio Latella 22 A più di sessant’anni dalla prima rappresentazione, Un tram che si chiama desiderio si conferma una poderosa macchina teatrale, capace di produrre tutti i suoi effetti al punto giusto. C’è, invece, una sorta di saturazione nel nostro modo di guardare a questo testo che ci segue da una vita. […] L’importante, nell’affrontarlo, è prendere le distanze dal sentimentalismo senza tradire il sentimento dell’autore, anzi scrostandone il nucleo di emozioni da infiniti strati di frizzi e svolazzi. Ci riesce bene Antonio Latella in questo bellissimo spettacolo. Latella, che è un artista di ingegno, ha capito – come l’ha capito Ronconi – che solo la destrutturazione può riportare certe pièce canoniche alla forza primaria del loro impatto originale. [Renato Palazzi, “Il Sole 24 Ore”] in abbonamento La decisione di affrontare, per la prima volta anche da regista, un capolavoro di William Shakespeare non è disgiunta dal felice incontro artistico con Vitaliano Trevisan. Ho sempre avuto nei riguardi del Bardo, forse per l’incombenza di gigantesche ombre familiari, un certo distacco, un approccio timoroso; le messe in scena dei suoi capolavori, lo confesso, non sono mai riuscite a coinvolgermi del tutto, forse per la difficile sintonia con un linguaggio così complesso e articolato ma anche, in molte traduzioni, oscuro e arcaico. Un “ostacolo” che mi ha sempre impedito di immaginare una messa in scena in grado di restituire l’immensa componente poetica ed emozionale e allo stesso tempo di innervare di asprezza contemporanea il cuore pulsante ed immortale dell’opera shakespeariana attraverso il registro comunicativo a me più congeniale, ovvero quello della modernità e dell’immediatezza. La lettura di un adattamento di un testo “minore” di Goldoni curato da Trevisan, sorprendentemente moderno e originale ma al tempo stesso accurato e rispettoso dell’autore, ha fatto scattare in me l’idea che quel tipo di approccio potesse essere non solo possibile ma altrettanto efficace nei riguardi dell’opera di Shakespeare che da anni sognavo di rappresentare: Riccardo III. I primi incontri con Trevisan e i successivi scambi di opinione non hanno fatto altro che confermare questa prima impressione; ci siamo trovati concordi nell’idea di trasmettere i molteplici significati di questo capolavoro attraverso una struttura lessicale diretta e priva di filtri, che liberasse l’opera da ragnatele linguistiche e ne restituisse tutta la complessità, la forza, la bellezza e la sua straordinaria attualità. Il “nostro” Riccardo, col suo violento furore, la sua feroce brama di potere, la sua follia omicida, la sua “diversità” dovrà colpire al cuore, emozionare e coinvolgere il pubblico di oggi (mi auguro in gran parte formato da giovani), trasportandolo in un viaggio affascinante e tragico, attraverso le pieghe oscure dell’inconscio e nelle “deformità” congenite dell’animo umano. Alessandro Gassmann 23 Foto di Fabio Lovino Sabato 10 novembre 2012 ore 21 MusiKeria ZOOM spartito cinematografico fuori abbonamento testo e regia Massimo Venturiello con Tosca arrangiamenti e direzione musicale Ruggiero Mascellino pianoforte e fisarmonica Ruggiero Mascellino clarinetto e sax soprano Pasquale Laino percussioni e batteria Matteo Di Francesco violino, armonica, mandolino e chitarra Fabrizio De Melis contrabbasso, quitarronmexicano e chitarra Ermanno Dodaro audio Antonio Lovato Zoom - spartito cinematografico può definirsi come un tributo, un omaggio alle canzoni e ad alcuni dei film più belli del panorama artistico di tutti i tempi. Tosca, la sua voce, i ricordi di una infanzia mai dimenticata: l’odore delle vecchie sedie di legno dei cinema di quartiere, i commenti della platea, le chiacchiere e la condivisione, le grida del venditore di mostaccioli. Quasi in un flashback nostalgico si ripercorrono gli anni passati, l’entusiasmo e la magia di pellicole bellissime ed indimenticabili. Julies et Jim, I clowns, Pinocchio,Tempi moderni, solo per citarne alcune, rivivono col grande proiettore tra le pareti del teatro attraverso alcune bellissime canzoni tratte dalle colonne sonore tutte esclusivamente cantate in lingua originale. Ad accompagnare la cantante-attrice, una straordinaria piccola orchestra composta da cinque polistrumentisti diretti da Ruggiero Mascellino. Sabato 16 marzo 2013 ore 21 Domenica 17 marzo 2013 ore 17 Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia - Compagnia Enfi Teatro HEDDA GABLER di Henrik Ibsen con Isabella Ragonese regia Antonio Calenda 24 in abbonamento Gelida e altera, consapevole del proprio fascino eppure fragile nella sua intima frustrazione, nella sua incapacità di vivere serenamente la propria femminilità, ossessionata dal successo e rapita da un vortice di egoismo, rivalità, deleteria intransigenza: Hedda Gabler è una delle più problematiche, febbrili e seduttive figure femminili ibseniane. Antonio Calenda dirige nel ruolo del titolo Isabella Ragonese, interprete sensibile, che si è imposta con decisione nel panorama cinematografico e teatrale italiano. Ibsen - assieme allo scandinavo e di poco successivo August Stindberg - rappresenta un vertice assoluto nella letteratura teatrale ottocentesca, attraverso i cui modelli continua ad esprimersi, aprendone però le prospettive a nuove vie, a percorsi di piena modernità che egli ha il merito di prospettarci in tutta la loro complessità concettuale e profusione di suggestioni. I personaggi, soprattutto le creature femminili, esprimono sempre uno o più nodi tematici che stanno a cuore all’autore, senza però apparire mai esemplificativi: conservano invece tutta la loro vibratile complessità, vivono ogni chiaroscuro, ogni contraddizione e ciò assicura ai loro profili ed ai loro conflitti dirompenza emotiva. “È in questo tormento scuro - commenta il regista - la chiave che li rende moderni, ciò che di loro conquista tuttora artisti e pubblico. Trovo da questo punto di vista molto significativo un prezioso intervento di Roberto Alonge, che sottolinea come Ibsen appaia come una sorta di gemello, forse ancor più geniale, di Freud. Capace di scavare nel pozzo nero dell’inconscio e di raccontare attraverso il suo teatro inquietudini di assoluta attualità: se da scienziato Freud esterna le proprie scoperte, Ibsen lo fa da artista. Depista, accenna, occulta, ma dalle pieghe del linguaggio, dalle ombre interiori è facile intuire quanti fantasmi incestuosi padre-figlia popolino la scena, quanti drammi psicologici, quanto l’oscurità abbia da rivelare.” Non c’ è modo migliore per ricordare il cinema. Basta cantarlo, e così fa Tosca, alle prese con Zoom - spartito cinematografico, un recital che attraversa decenni di pellicole utilizzando la più forte arma dell’ immaginario visivo ovvero, paradossalmente, la colonna sonora. In questo Tosca è irresistibile e mostra il fuoco dell’ autentica passione non solo per la materia cinematografica oggetto del viaggio narrativo, ma anche per il canto in se stesso come elegia della memoria e della condivisione. [Gino Castaldo, “la Repubblica”] 25 To r o Ariete € 54 Cancro Gemelli € 54 Leone € 54 Ve r g i n e € 54 € 54 € 54 Sagittario Bilancia € 54 Pe s c i Acquario C aprico rn o € 54 26 € 54 € 54 € 54 27 Martedì 4 dicembre 2012 ore 21 Promo Music OCCIDENTE ESTREMO Vi racconto il nostro futuro main sponsor fuori abbonamento di e con Federico Rampini pianoforte Gianna Fratta violino e violino cinese Dino De Palma canto Veronica Granatiero regia Antonio Petris 28 Federico Rampini, scrittore, grande inviato in America e in Asia, reporter-nomade della globalizzazione, è anche un “affabulatore” di successo, le cui conferenze attirano da anni un folto pubblico nei teatri e nei festival quando torna per brevi puntate in Italia dalle sue esperienze in Cina, India, Stati Uniti. Da quest’anno Rampini propone una “performance” nuova, fra teatro e giornalismo, tra visione del futuro e racconto di terre lontane. Uno spettacolo-verità costruito con musiche e immagini. Il racconto parte dal grande Mito Americano, che Rampini rivisita in chiave autobiografica raccontando la sua “iniziazione” giovanile in California: la terra di tutte le rivoluzioni, sociali e tecnologiche, la culla dei grandi movimenti di rivolta e della società digitale, la società multietnica più compiuta ma anche un laboratorio politico per esperimenti conservatori che hanno segnato il capitalismo americano. Dai ricordi di vita sulla West Coast, tra la San Francisco Beat e la Silicon Valley di Steve Jobs, Rampini ripercorre il fascino del Secolo americano. Fino alla Grande Contrazione economica che lui ha vissuto nel cuore del capitalismo mondiale, la New York dei Padroni dell’Universo (Wall Street). È un declino irreversibile? O l’America sta per stupirci di nuovo, come altre volte nella sua storia? Ma se fosse una decadenza, la fine della Storia centrata sull’Occidente, stiamo per entrare nel Secolo Cinese? La narrazione di Rampini si sposta a Oriente, attinge ai suoi anni di vita in Cina, racconta una civiltà ancora misteriosa e arcana per noi. Mettendo in scena luoghi, personaggi, atmosfere, Rampini illustra la profonda diversità cinese. Arriva allo shock della “contaminazione”, l’irruzione della Cina al centro dell’economia globale, le sue aspirazioni a diventare potenza imperiale. Gli enigmi sono due. Perché abbiamo “tirato” la Cina dentro la globalizzazione, fino a diventarne le vittime? Dove ci porterà una superpotenza governata da poteri autoritari che calpestano i diritti umani? La performance si conclude tornando a noi. Se siamo la periferia di un Occidente in declino, che cosa significa per noi vivere in questo straordinario rovesciamento di mondi, questa rivoluzione dei rapporti di forza? 29 Venerdì 5 aprile 2013 ore 21 Michela Signori e Jolefilm ITIS GALILEO di Francesco Niccolini e Marco Paolini con Marco Paolini consulenza scientifica Stefano Gattei consulenza storica Giovanni De Martis elementi scenici Juri Pevere Essere geniali, in circostanze difficili, può essere un problema, per gli altri soprattutto. Parte da questa considerazione il lavoro di approfondimento curioso che Marco Paolini e Francesco Niccolini hanno dedicato alla figura di Galileo. Il padre della scienza moderna, infatti, appare agli occhi dei contemporanei come un grande divulgatore dei propri studi, ma soprattutto come una mente che rimane aperta al dubbio fino alla fine, fino alla vecchiaia. Quando si parla di Galileo si pensa sempre a un anziano venerando: sarà una questione di iconografia, ma forse è anche perché si capisce che lo scienziato non si mette mai in pensione con la testa. Anzi, le scoperte più importanti le raggiunge dopo i sessant’anni. Galileo vive quattrocento anni prima di noi, in un’epoca governata da certezze e rigidità di pensiero, ma alcuni elementi tornano oggi a riaprire il confronto con quel passato. Giovedì 24 gennaio 2013 ore 21 Balletto di Roma Consorzio Nazionale del Balletto direzione artistica Walter Zappolini Luciano Carratoni presenta THE ARENA LOVE coreografie Michele Pogliani, Giorgio Mancini, Giorgio Madia, Mauro Astolfi, Milena Zullo musiche autori vari fuori abbonamento fuori abbonamento Viviamo in un tempo in cui la magia è tornata a governare il futuro. Sarà perché le leggi dell’economia non sono leggi matematiche e contengono una componente di caso molto rilevante, sta di fatto che il nostro mondo cerca consolazione negli astri. E mi stupisce che, 400 anni dopo la consacrazione dell’universo postrivoluzione copernicana, tutti i giorni molti tra noi consultino le previsioni dell’oroscopo che utilizzano le stelle fisse di Tolomeo. Alla fine non importa se il cielo non è così, perché quello che conta è che ci piace. Galileo è usato spesso come simbolo della scienza libera contro la fede integralista, ma in realtà è uno che per campare fa anche oroscopi. Eppure ha la forza di guardare oltre. Per noi è facile irridere le teorie del passato, quando finiscono le teorie fanno sempre ridere. Il problema è che mentre ci sei dentro continui a pensare che non sia teoria, ma spiegazione della realtà. Marco Paolini 30 Il Balletto di Roma nasce nel 1960 grazie al sodalizio artistico di due icone della danza italiana: Franca Bartolomei, prima ballerina e coreografa dei principali enti lirici italiani e di realtà straniere, e l’étoile Walter Zappolini dal 1973 al 1988 direttore della Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma. Il frutto di questo progetto si è tradotto in oltre cento balletti allestiti e portati in scena sia in Italia che all’estero, opere di valore storico oltre che artistico firmate da coreografi italiani e internazionali. Il Balletto di Roma, diretto oggi dal M° Walter Zappolini, nel corso dei suoi cinquant’anni di vita ha visto il susseguirsi di prestigiose collaborazioni e molteplici anime creative, ma indubbiamente il suo profilo artistico attuale è il frutto dell’incontro con il prestigioso Balletto di Toscana e della sinergia dal 2001 al 2007 con Cristina Bozzolini. Nuove ed originali coreografie, firmate da artisti italiani già affermati nel panorama della danza contemporanea, segnano l’inizio di questo rinnovato percorso artistico a partire dalla stagione teatrale 2001/2002: in questi ultimi anni l’attività produttiva è cresciuta sia in termini di quantità e corposità delle opere allestite nel corso delle stagioni, sia per le prestigiose collaborazioni con artisti ospiti come Andre De La Roche, Raffaele Paganini, Monica Perego. Non ultimo in termini di importanza è da rilevare come nel corso delle stagioni l’intensa attività abbia poggiato su un crescente consenso di pubblico con oltre 400.000 presenze. Festeggiando nel 2010 i suoi primi cinquant’anni di attività, esso muove ogni anno di più i passi verso un futuro fatto di tradizione e vocazione, storia ed espressione senza tempo, confermando la comprovata posizione leader nella danza italiana. Foto di Marco Caselli Nirmal Una serata carica di un’energia dirompente composta da brani in forma di Gala e da una coreografia esplosiva come The Arena Love di Michele Pogliani, ambientata in un futuro senza tempo dove si parla della diversità dell’amore, un intreccio tra desiderio, fantasia erotica e subconscio, dell’essenza dell’uomo tanto abilmente celata dietro l’armatura dell’apparenza. The Arena Love, creata su un collage musicale che vede le note di Antonio Vivaldi affiancate alle sonorità hip hop di Wade Robson e al suono elettronico di Amon Tobin, ha debuttato a Den Haag nell’ autunno del 2008 in occasione del trentesimo anniversario della compagnia storica olandese Dansgroep Krisztina de Chatel e da allora non ha smesso di sedurre il pubblico, specialmente giovane, grazie ad un fascino rock ed elegante allo stesso tempo. 31 Domeniche da favola Teatro Ragazzi e Famiglie main sponsor in collaborazione con Eventi Culturali Domenica 11 novembre 2012 ore 17 Eventi Culturali (Porto Sant’Elpidio) ATTENTI AL LUPO Teatro d’attore (comicità festosa e interazione con il pubblico) età consigliata: a partire dai 5 anni Domenica 9 dicembre 2012 ore 17 CREST Teatro (Taranto) LA STORIA DI HANSEL E GRETEL Teatro d’attore età consigliata: a partire dai 5 anni Domenica 13 gennaio 2013 ore 17 Teatro Prova (Bergamo) PARCOPINOCCHIO Teatro d’attore (oggetti e figure animate) età consigliata: a partire dai 4 anni Domenica 24 febbraio 2013 ore 17 Compagnia dell’Alba - Teatro Stabile d’Abruzzo (Ortona) NUNSENSE...LE AMICHE DI MARIA Musical età consigliata: a partire dai 6 anni COSTO UNICO bambini e adulti € 7.00 ABBONAMENTO (4 spettacoli) € 20.00 Domenica 11 novembre 2012 ore 17 Eventi Culturali - Teatri Comunicanti A.L.C.I. - Associazioni Lupi Cattivi D’Italia ATTENTI AL LUPO a partire dai 5 anni Spettacolo interattivo con utilizzo di attori animati e pupazzi umani testo Marco Renzi con Oberdan Cesanelli, Stefano Leva, Federico Mancini musiche originali Enrico Biciocchi immagini Corrado Virgili creazione maschere e burattini Roberta Spegne con la collaborazione di Marianna Peruzzo costumi Maria Luce Martini organizzazione generale Lucia Frontoni e Francesca Cerretani regia Giacomo Zito 32 Il pubblico entra e trova l’ingresso del teatro addobbato: gonfaloni, manifesti, bandiere, musica da convention elettorale. Dei Lupi in doppio petto, con tanto di coda sporgente e occhiali scuri, forniscono coccarde adesive al pubblico inneggianti al settimo Congresso Nazionale dell’ALCI – ASSOCIAZIONE LUPI CATTIVI D’ITALIA. Dentro, in perfetto stile elettorale, accattivanti striscioni che magnificano questo o quel candidato alla carica di Presidente dell’Associazione, ancora bandiere, ancora musica, festa e colori, ancora un Lupo che stringe la mano ai delegati\pubblico che arrivano, da il benvenuto e si congratula. Il Teatro è il luogo dove stanno per aprirsi i lavori del settimo congresso nazionale dell’ALCI, Associazione Lupi Cattivi d’Italia, Congresso che dovrà rinnovare le cariche sociali ed eleggere il nuovo Presidente. Al centro del palco troneggia un podio dove i vari candidati prenderanno la parola. 33 Entra sul palco il conduttore del Congresso, il Lupo Cerimoniere, ha una giacca demodé, piena di lustrini che riflettono luce in tutta la Sala, annuncia l’importante momento, raccomanda di essere partecipi e calorosi con tutti i candidati e che alla fine sia il Lupo più feroce ad essere eletto. Il Congresso sarà trasmesso in diretta televisiva affinché tutti i branchi, i lupi solitari, gli abitanti delle selve oscure, i lupi malati ed anziani, possano seguirlo e rendersi conto della grandezza della specie. Non è mai accaduto in passato, pur tuttavia esiste un rischio di intercettazione, è possibile che i Cacciatori possano captare il segnale individuando il luogo del Congresso con tutte le possibili disastrose conseguenze del caso. E’ ritenuto comunque prioritario veicolare al meglio l’immagine dei Lupi e dare il senso della forte compattezza dei branchi, che i Cacciatori intercettino pure ma percepiscano innanzi tutto la grandezza dei Lupi e della loro razza. A tal proposito sono stati predisposti dei cartelli che indicano precisi comportamenti da seguire, ad esempio, “silenzio assoluto”, “applauso”, “delirio”, c’è anche un cartello che riguarda i Cacciatori e quando si accenderà i delegati dovranno sonoramente manifestare il loro dissenso. Dopo la corale esecuzione dell’Inno Nazionale dei Lupi, i candidati si alternano sul podio narrando le loro più efferate imprese e ricevendo, a seconda del coraggio mostrato, i diversi livelli di gradimento del pubblico presente in Sala e di tre Lupi\burattini\delegati che rappresentano una sorta di coscienza critica dello stesso. C’è Lupo Ambrogio, il suo slogan è “Lupi ieri, Lupi oggi, Lupi sempre”, è il Lupo che ha compiuto le note imprese nella favola di Cappuccetto Rosso, viene fischiato poiché considerato inadeguato e non al passo con i tempi. C’è Lupo Virgilio, la sua è una riforma all’insegna della rete e del web, sostiene la necessità dell’innovazione tecnologia, vuole mettere ogni branco on-line in maniera che le informazioni su trappole e Cacciatori siano rese note a tutti in tempo reale, il suo slogan è “Lupo Virgilio.it, la svolta che cercavi. Lupi di tutto il mondo on-line”. C’è Lupo Ercole, la sua è una risposta di forza al sistema dei Cacciatori, i Lupi non debbono ridursi a vivere come ebeti davanti allo schermo di un computer, i Lupi debbono fieramente terrorizzare, “meglio un giorno da Lupi che cento da pecora” è il suo slogan. C’è Lupo Maurizio, “La forza senza il controllo non è nulla”, non condivide la svolta tecnologica, i Lupi non sono talpe, sono liberi. Non condivide neanche la proposta tutta fisica di Lupo Ercole, uno scontro con gli umani è sicuramente perdente, andavano attaccati quando soli e smarriti si muovevano nel mondo e in quel tempo i Lupi già cacciavano in branco. I Lupi però si sono lasciati incantare dallo sguardo umano e ne hanno addirittura allevato i piccoli, la Lupa di Roma insegna. Lupo Maurizio propone un progetto a lungo termine, bisogna infiltrare Lupi tra gli umani, Lupi che riescano a seminare discordia appellandosi a tutto ciò che possono, colore della pelle, confini geografici, passioni sportive, gli uomini debbono litigare tra loro, debbono farsi la guerra, debbono indebolirsi, quando questo accadrà i Lupi potranno attaccare, vincere e diventare loro la specie dominante. Si arriva così al momento della votazione per la carica di Presidente, il pubblico vota il candidato che ritiene più idoneo, i voti vengono contati e quando si arriva al momento della proclamazione… 34 Domenica 9 dicembre 2012 ore 17 TEATRO CREST (Taranto) LA STORIA DI HANSEL E GRETEL a partire dai 5 anni Teatro d’attore testo Michelangelo Campanale scene luci e regia Michelangelo Campanale con Catia Caramia, Giulio Ferretto, Paolo Gubello, Maria Pascale costumi Cristina Bari assistente di produzione Sandra Novellino tecnico luci Vito Marra spettacolo vincitore premio “L’uccellino azzurro” 2009 Nella regione tedesca dello Spessart esiste ancora una fitta foresta, difficile da attraversare con i suoi pochi e aspri sentieri, resi ancora più difficoltosi da giganteschi e ombrosi pini e faggi, i cui rami intralciano il cammino. Per i contadini della zona è “il bosco della strega”, per via di un rudere con i suoi quattro forni e della storia di una donna bellissima che, con i suoi dolci magici, catturava quanti, perdendosi nel bosco, arrivavano nei pressi della sua casa. Sembra essere questa l’origine della fiaba di Hansel e Gretel, racconto “ombroso” come il bosco, reso ancora più inquietante dalla presenza di una donna che appare ai due fratellini bellissima, accogliente e materna, ma strega che inganna e mangia i bambini. Nello spettacolo, come nella fiaba, la sua presenza getta una luce mutevole su ogni passaggio della storia: il giornaliero inganno dell’immagine nasconde verità opposte o semplicemente più complicate. La casa, il bosco, il sentiero illuminato dai magici sassolini, le piume lucenti del cigno, tutto gira e si trasforma, per poi ritornare con una luce nuova, come il sole ogni mattina. “Cosa è buono? Cosa è brutto? Ciò è vero o ciò appare… non lasciatevi ingannare!”. In tempi di recessione economica, raccontare ai bimbi della società dei consumi una favola che prende avvio proprio dalla prosastica difficoltà di un padre e di una madre a sfamare i figli può non essere un esercizio di stile. Del resto, le favole non lo sono mai. Quali ansie d’abbandono, paura di non vedere soddisfatti i propri bisogni, quali fantasmi prendono corpo in bambini che sentono minacciata la propria avidità di benessere? Uno spettacolo sospeso tra realtà e favola, perché i bambini imparino a dare valore alle cose e soprattutto alla loro capacità di discernere e conquistarle, a superare la dipendenza passiva, quella dai genitori e quella... dall’abbondanza. 35 Domenica 24 febbraio 2013 ore 17 COMPAGNIA DELL’ALBA (Ortona) in coproduzione con Teatro Stabile d’Abruzzo NUNSENSE … LE AMICHE DI MARIA a partire dai 6 anni Il musical delle suore di Dan Goggin traduzione e adattamento teatrale Fabrizio Angelini e Gianfranco Vergoni regia e coreografie Fabrizio Angelini Domenica 13 gennaio 2013 ore 17 IL TEATRO PROVA (Bergamo) PARCOPINOCCHIO a partire dai 4 anni IL DIRITTO DI ESSERE BAMBINO con il patrocinio del Comitato Italiano per l’UNICEF Onlus Teatro d’attore NUNSENSE (gioco di parole tra NUN - suora e NONSENSE), ha debuttato nel teatro “Cherry Lane” di New York il 12 Dicembre 1985. È stato il secondo musical della storia Off-Broadway per permanenza continuativa in scena (8 anni). Ha vinto quattro premi “Outer Critics Circle Awards”, tra i quali quello di miglior musical off-Broadway ed è stato rappresentato in tutto il mondo in più di 26 lingue. Nunsense ha avuto anche un seguito. Anzi, più di uno: Nunsense2 the sequel, Nunsense jamboree (una versione country), e perfino Nunsense a-men, una versione con tutti i ruoli interpretati da attori maschi. La trama Impegnate in una partita di bingo dalle Focolarine, la Reverenda Madre, Suor Uberta, Suor Robertanna, Suor Leonella e Suor Amnesia sopravvivono alla fatale zuppa al finocchio che la povera Suor Giulia ha servito per cena alle 52 sorelle del Certosino Zelo. Tornate in convento le 5 protagoniste trovano tutte le consorelle con la faccia nella minestra! Non avendo la possibilità economica di seppellirle tutte, sono costrette a conservare le ultime 4 sfortunate… nel congelatore! Ma le amiche di Maria non si danno per vinte e mettono in scena uno spettacolo per raccogliere il resto dei soldi. Fabrizio Angelini firma la regia originale e le coreografie di questo spettacolo. Regia riprodotta di Alessia de Guglielmo, coreografie riprodotte da Paola Ciccarelli, direzione musicale di Gabriele de Guglielmo, supervisione generale di Fabrizio Angelini. Queste le premesse dell’esilarante spettacolo stile Sister act, rappresentato ora in lingua italiana per la regia di Fabrizio Angelini, (lunga esperienza con la Compagnia della Rancia), regista, coreografo e musicista. La commedia ha come protagoniste 5 suore (ognuna con la sua storia) che cantano, ballano e recitano cercando di dimostrare la loro capacità all’interno di uno spettacolo che servirà per raccogliere i fondi destinati ad uno scopo ben preciso. Nell’adattamento la vicenda è trasferita in Italia ai giorni nostri. Le cinque suore sono ben calate nella vita di oggi, con tutti i nessi e connessi, ben informate sugli avvenimenti e sulla cronaca, nonché sugli eventi televisivi, con tanto di riferimenti a Suor Paola, don Mazzi… lo spettacolo inoltre, ha un allusivo sottotitolo: “le amiche di Maria”… testo e regia Silvia Barbieri interpreti Patrizia Geneletti, Chiara Masseroli, Stefano Mecca, Francesca Poliani progetto luci Alessandro Andreoli scene, costumi e oggetti Angelo Alfonso Andreoli 36 “Parcopinocchio” evoca un luogo piacevole e accogliente come il parco in cui ogni bambino può giocare e trovarsi con gli altri. E proprio come Pinocchio crescere attraverso sbagli, bugie, divertimenti, sgridate, medicine, fatiche e soprattutto affetto. Il testo riscritto e allestito in chiave giocosa e comica da Silvia Barbieri abbina i personaggi del famoso romanzo di Collodi ai Diritti dei Bambini: Pinocchio è infatti la prima firma che compare sulla Carta a tutela dei Diritti dei Bambini dell’UNICEF, che patrocina lo spettacolo rivendicando la tutela e la cura del mondo dell’infanzia da parte degli adulti. In una girandola di apparizioni e siparietti, il pubblico-bambino, assisterà ad una giostra di incontri e coinvolgimenti teatralizzati, nella famosa storia di Pinocchio. Con il burattino entrerà nel Gran teatro dei burattini di Mangiafuoco, verrà adescato dal Gatto e dalla Volpe, ascolterà le noiose raccomandazioni del Grillo Parlante, sarà curato dalla Fata Turchina, verrà difeso per finta dal Gorilla Giudice, canterà scanzonato con Lucignolo, verrà rapito dall’Omino di Burro e portato nel Paese dei Balocchi dove si trasformerà in un asino per essere venduto e sfruttato dal Domatore del Circo. Chiamato a intervenire, il pubblico ritroverà con il burattino, grazie all’intervento della Fata, la bellezza e il diritto di essere un bambino e come tale di essere protetto. Il diritto di sbagliare è proprio di chi sta crescendo e Pinocchio lo ricorda continuamente. Attorno a lui, i personaggi positivi e negativi del romanzo sono emblemi della responsabilità dell’adulto verso questo processo delicato e prezioso: garantire affetto e essere difeso e tutelato contro lo sfruttamento e i maltrattamenti. La storia di Pinocchio, il burattino che si comporta come un bambino nel mondo dei grandi, ci offre lo spunto per avvicinarci ad alcuni di questi diritti, tramite i personaggi della vicenda. 37 38 39 Stagione Concertistica Domenica 11 novembre, Sala dei Ritratti, ore 17 ANTEPRIMA STAGIONE CONCERTISTICA Tomasz Daroch (violoncello) Primo Premio Lutoslawsky - Varsavia 2011 BIGLIETTERIA STAGIONE SINFONICA Giovedì 10 gennaio, Auditorium Billè, ore 21 Concerto docenti del Conservatorio “G.B. Pergolesi” Domenica 13 gennaio, Sala dei Ritratti, ore 17 Domenica 18 novembre, Sala dei Ritratti, ore 17 TRIO LENNON Quando i Beatles mettono il frac… LE 8 STAGIONI DI VIVALDI E PIAZZOLLA Solisti e Orchestra da Camera delle Marche (con proiezioni dell’avvicendarsi delle Stagioni nei luoghi più suggestivi delle Marche) Inaugurazione Anno Accademico Conservatorio di Musica Orchestra e Coro “G.B. Pergolesi” Domenica 17 marzo, Sala dei Ritratti, ore 17 NIKITA BORISO – GLEBSKY (violino) 1° Premio Kreisler di Vienna 2010 e Sibelius di Helsinki 2010 VADYM KHOLODENKO (pianoforte) 1° Premio Schubert di Dortmund 2011e Sendai Piano Competition 2010 Venerdì 18 gennaio, Teatro dell’Aquila, ore 21 Domenica 27 gennaio, Sala dei Ritratti, ore 17 FEDERICO PACI - clarinetto MAURIZIO BAGLINI - pianoforte SILVIA CHIESA - violoncello Giovedì 21 marzo, Auditorium Billè, ore 21 Domenica 3 febbraio, Sala dei Ritratti, ore 17 Recital del pianista BEHZOD ABDURAIMOV Vincitore Premi Londra, Dublino e Cleveland Concerto docenti del Conservatorio “G.B. Pergolesi” Domenica 24 marzo, Sala dei Ritratti, ore 17 IOANA CRISTINA GOICEA (violino) 1° premio “A.Postacchini” Fermo 2012 Andrei Banciu (pianoforte) Giovedì 6 dicembre, Teatro dell’Aquila, ore 21 GINO PAOLI & FORM MUSICA SENZA FINE CAIKOVSKIJ – MILENKOVICH Domenica 9 dicembre, Sala dei Ritratti, ore 17 Giovedì 21 febbraio, Auditorium Billè, ore 21 Duo pianistico LUCIA ROMANELLI / MARCO ALLEVI Concerto docenti del Conservatorio “G.B. Pergolesi” Domenica 16 dicembre, Sala dei Ritratti, ore 17 “CAPOLAVORI MUSICALI” Ensemble 12 fiati e contrabbasso SCINTILLE DI NATALE Grandi solisti e Orchestra da Camera dell’Umbria Domenica 24 febbraio, Sala dei Ritratti, ore 17 Domenica 3 marzo, Sala dei Ritratti, ore 17 ITALIAN SAXOPHONE QUARTET Federico Mondelci, Marco Gerboni, Mario Marzi, Massimo Mazzoni Concerto di Capodanno Settore A Settore B Settore C € 15 € 10 € 8 ridotto soci GMI € 11.50 ridotto soci GMI € 7.50 ridotto soci GMI € 6.00 Altri concerti** (17 febbraio, 15 marzo, 9 aprile) Settore A € 15 Settore B € 10 Settore C € 8 ** gratuiti per soci GMI * riduzione valida per giovani fino ai 25 anni, studenti e pensionati sopra i 65 anni Ingresso unico € 8.00 Concerto n.1 e “IMPERATORE” di Beethoven (versione cameristica) Marco Sollini / Salvatore Barbatano, pianoforte Quintetto Italiano In collaborazione con l’Associazione Marche Musica Martedì 9 aprile, Teatro dell’Aquila, ore 21 VERDI REQUIEM FORM-ISA Orchestra Filarmonica dell’Adriatico G.Verdi Messa da Requiem, per soli, coro e orchestra Direttore Marcello Bufalini Quote Abbonamenti Domenica 14 aprile, Teatro dell’Aquila, ore 18 Orchestra Sinfonica “G.B. Pergolesi” e Solisti del Conservatorio Ingresso libero fino a 12 anni Concerto docenti del Conservatorio “G.B. Pergolesi” Martedì 1 gennaio, Teatro dell’Aquila, ore 17 Venerdì 15 marzo, Teatro dell’Aquila, ore 21 Domenica 28 aprile, Sala dei Ritratti, ore 18 Soci - abbonati G.M.I. hanno diritto all’ingresso libero per tutti i concerti da Camera. Ingresso libero, ma con prenotazione obbligatoria, ai Concerti Sinfonici al Teatro dell’Aquila tranne quelli del 6 dicembre e del 1 gennaio. Compresa tessera “Amici della Gioventù Musicale d’Italia” Ridotti (da 13 a 25 anni) € 25.00 Ordinari (da 26 a 45 anni) € 55.00 Sostenitori (oltre i 45 anni) € 105.00 *Benemeriti (senza limiti di età) € 500.00 *gli abbonati Benemeriti hanno diritto al posto riservato. Giovedì 18 aprile, Auditorium Billè, ore 21 Domenica 10 marzo, Sala dei Ritratti, ore 17 “Musicisti e mecenati nell’Italia del Rinascimento” Crypta canonicorum - Anonima Frottolisti IGUDESMAN & JOO Quartetto delle Marche – archi Orchestra Filarmonica Marchigiana Musiche di Mozart, Rachmaninov, Kerr, Strauss, Sabato 25 maggio, Teatro dell’Aquila, ore 21 A LITTLE NIGHTMARE MUSIC ridotto* € 12 Domenica 7 aprile, Sala dei Ritratti, ore 18 Domenica 21 aprile, Sala dei Ritratti, ore 18 Orchestra Filarmonica Marchigiana Musiche di J. Strauss, F. Lehàr, G. Rossini, L. Bernstein Direttore Romolo Gessi € 30 € 24 € 12 BIGLIETTERIA STAGIONE CAMERISTICA NIKOLAY KHOZYAINOV 1° Premio Concorso Internazionale Dublino 2012 In collaborazione con il Festival “Liszt” di Grottammare CONCERTO PER IL NUOVO ANNO Settore A Settore B Settore C CONCERTO DI PASQUA Elena Zucchini – chitarra 1° Premio Londra CARMEN di G. Bizet in concerto Per 4 voci, 2 attori, Quartetto d’Archi e Pianoforte Mercoledì 26 dicembre, Sala dei Ritratti, ore 17 40 Domenica 17 febbraio, Teatro dell’Aquila, ore 17 In collaborazione con Marche Jazz Network Con la partecipazione di Contrabbasso Rosario Bonaccorso Pianoforte Roberto Tarenzi Batteria Pasquale Angelini Martedì 25 dicembre, Sala dei Ritratti, ore 17 Concerto 6 Dicembre (Gino Paoli) Domenica 31 marzo, Sala dei Ritratti, ore 17 Orchestra Filarmonica Marchigiana P. I. Čaikovskij Concerto in re magg. per violino e orchestra, op. 35 W. A. Mozart Sinfonia n. 39 in mi bemolle magg. K. 543 Violino Stefan Milenkovich Direttore Giampaolo Maria Bisanti ALEXANDER SCHIMPF - pianoforte Primo Premio Cleveland 2011 Vivaldi, Bach, Beethoven, Morricone Violino Aleksey Igudesman Pianoforte Richard Hyung-Ki Joo In collaborazione con TAM (Tutta un’Altra Musica) Concerto dei vincitori del Concorso Violinistico Internazionale “Andrea Postacchini” Gli abbonati potranno avvalersi di particolari sconti in occasione di gite musicali e turistiche, consultare e/o avere in prestito volumi della Biblioteca musicale della G.M.I., ottenere uno sconto del 20% presso la “Gioielleria M.P.” (C.so Cefalonia 9/11) e “Barney abbigliamento uomo-donna” (Piazza del Popolo) Gli abbonamenti si ricevono preferibilmente presso la segreteria G.M.I. in L.go Mora, 6 (scuola media Ugo Betti) tutti i pomeriggi dal lunedì al venerdì dalle 16.30 alle 19. E’ possibile abbonarsi anche alla biglietteria della Sala almeno mezz’ora prima del concerto. G.M.I. Segreteria 0734/224848 - [email protected] Sala del Concerto (nel giorno dello spettacolo) 347.6529970 41 Il rivoluzionario metodo per imparare a leggere giocando! L’innovativa penna con tecnologia a lettura ottica riconosce i testi, i numeri e le immagini del libro e li trasforma in parole, effetti sonori e divertenti giochi. E con tanti libri e cartucce di ricarica il gioco non finisce mai. Gli animali nel mondo Parco Giurassico La mia giornata il Mondo Sommerso Potrai riprodurre incredibili eruzioni vulcaniche, giocare con i modellini dei dinosauri, far crescere una vegetazione selvaggia e dare vita ai mitici Triops, dei veri fossili viventi. Con il grande acquario di acqua dolce potrai studiare la vita dei pesci e osservarli da vicino grazie al periscopio subacqueo, che ingrandirà le tue osservazioni. www.clementoni.it 42 43 Foto di L. Bojola Scuola di Platea Rassegna Classico Contemporaneo Martedì 6 novembre 2012 ore 21 Arca Azzurra Teatro MANDRAGOLA di Niccolò Machiavelli ideazione dello spazio, adattamento e regia Ugo Chiti Mercoledì 20 febbraio 2013 ore 21 A.T.I.R. DI A DA IN CON SU PER TRA FRA SHAKESPEARE UNA STORIA D’AMORE Martedì 6 novembre 2012 ore 21 Arca Azzurra Teatro di e con Serena Sinigaglia Martedì 19 marzo 2013 ore 21 Babilonia Teatri e CRT Centro di Ricerca per il Teatro in collaborazione con Operaestate Festival Veneto e Santarcangelo 40 e con il sostegno di Viva Opera Circus THE END di Valeria Raimondi e Enrico Castellani collaborazione artistica Vincenzo Todesco COSTO BIGLIETTI Settore A Settore B Settore C € 10 € 10 € 5 MANDRAGOLA di Niccolò Machiavelli ideazione dello spazio, adattamento e regia Ugo Chiti con Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali Massimo Salvianti, Lucia Socci Lorenzo Carmagnini, Giulia Rupi, Paolo Ciotti costumi Giuliana Colzi luci Marco Messeri musiche Vanni Cassori e Jonathan Chiti con il contributo di Festival Benevento Città Spettacolo XXXI Edizione si ringraziano per la collaborazione Teresa Fallai e ARTEATRO GRUPPO - Montepulciano Ci sono appuntamenti che si possono rimandare a lungo, che si può per anni far finta di non dover onorare, ma arriva prima o poi il momento che quell’incontro diventa irrinunciabile e ti si presenta con l’urgenza che merita, come una necessità, un passo irrimandabile. Questa è Mandragola di Niccolò Machiavelli per l’Arca Azzurra, un incontro che si sapeva di non poter eludere eppure sempre rimandato, sempre spostato più in là nel tempo, finché appena doppiata la boa dei venticinque anni di attività, eccoci finalmente dinanzi a quella che da più parti viene definita la “commedia perfetta”, vero e proprio prototipo di tutta la letteratura teatrale italiana cinque e seicentesca. La beffa che porta Callimaco nel letto della bella Lucrezia, approfittando della dabbenaggine dell’anziano marito di lei messer Nicia, con l’aiuto del mezzano Ligurio e del cinismo di fra Timoteo, era da moltissimi anni nei piani della compagnia e del suo dramaturg Ugo Chiti. 44 Nell’affrontare Mandragola Chiti ha scelto però un approccio diverso rispetto a tutti i suoi precedenti adattamenti, quasi sempre caratterizzati da una totale riscrittura del lavoro da rappresentare, che pur mantenendone personaggi, caratteri, situazioni si muoveva con grande libertà all’interno dei testi originali, in favore del linguaggio forte colorito e fortemente caratterizzato da espressioni dialettali. Questa volta, in presenza della “macchina drammaturgicamente perfetta” di cui si diceva, Chiti si muove con l’occhio sempre puntato sul testo originale operando una precisa distinzione all’interno della commedia di Machiavelli tra le scene che descrivono direttamente l’azione della “beffa” ai danni dell’ingenuo Nicia e quelle nelle quali si gioca la descrizione dei caratteri dei personaggi che sono riscritti con la libertà dei testi precedenti. Chiti inoltre toglie le canzoni presenti prima del prologo e alla fine di ognuno dei cinque atti e affida il Prologo stesso e la conclusione delle scene che segnano la fine dei vari atti, alle considerazioni di un personaggio di sua totale invenzione, una Ninfa che commenta l’azione e ne trae premesse e conclusioni. 45 Martedì 19 marzo 2013 ore 21 Babilonia Teatri e CRT Centro di Ricerca per il Teatro in collaborazione con Operaestate Festival Veneto e Santarcangelo 40 e con il sostegno di Viva Opera Circus THE END di Valeria Raimondi e Enrico Castellani collaborazione artistica Vincenzo Todesco con Valeria Raimondi, Enrico Castellani, Ettore Castellani, Luca Scotton scene Babilonia Teatri, Gianni Volpe, Luca Scotton luci e audio Babilonia Teatri, Luca Scotton costumi Babilonia Teatri, Franca Piccoli Mercoledì 20 febbraio 2013 ore 21 A.T.I.R. DI A DA IN CON SU PER TRA FRA SHAKESPEARE UNA STORIA D’AMORE Il teatro di Babilonia Teatri è stato definito punk, ribelle nel gesto e nel contenuto. Autori di liriche dove nulla viene addolcito o celato, i Babilonia riescono a perforare quel velo di buonismo con cui spesso siamo abituati ad affrontare il reale. Nell’ultimo The End, vincitore come “miglior novità italiana/ricerca drammaturgica” del prestigioso Premio Ubu 2011 – sorta di Oscar del teatro italiano - è il fine vita, la dolorosa morte a essere l’epicentro poetico. Sconvolgente The End una sorta di aspro violento rap sulla morte, sulla dignità nella sofferenza e nella vecchiaia, quasi dei tabù in una società dove bisogna essere sempre efficienti, giovani e possibilmente belli. Uno scorrere di frasi sincopate in uno spettacolo che è una durissima critica, un urlo di indignazione e un desiderio di vita anche nella morte. [Magda Poli, “Il Corriere della Sera”] Un’invettiva incandescente contro la rimozione medicalizzata della morte. Con The End Babilonia Teatri affondano un colpo straordinario dentro il tabù per eccellenza. Valeria Raimondi, presenza scenica formidabile, officia un rito profano all’ombra di un Cristo in croce con le teste mozzate del bue e dell’asinello: una natività al contrario che ferisce e commuove prima di un finale memorabile in cui la vita ricompare in un’immagine di struggente bellezza. [Sara Chiappori, “la Repubblica”] 46 Di a da in con su per tra fra Shakespeare è la storia di un amore. Dell’amore di Serena Sinigaglia, autrice e interprete di questa conferenza–spettacolo, per William Shakespeare. È la storia di una consapevolezza maturata negli anni, quella che “i maestri, se sono veri maestri, devono aiutarci a illuminare la via per ritrovare noi stessi dentro all’opera che si sta studiando. Dovrebbero suggerirci le domande più appropriate per arrivare a quel senso di appartenenza di cui non si può fare a meno se davvero si vuole fare esperienza di cultura”. Per questo Shakespeare, e come lui tutti i ‘classici’, ci riguardano e in qualche modo parlano a noi:“Perché la cultura non c’è, se non c’è il soggetto vivente che la vive. La cultura è relazione, sempre. Relazione tra le persone, tra i ricordi, tra le emozioni, tra i pensieri”. Questo il punto di partenza di Di a da in con su per tra fra Shakespeare, “la storia di come io e S. ci siamo prima odiati e poi amati pazzamente”, spiega la regista, “la storia della mia giovinezza e del mio mestiere. La storia di come sono arrivata a mettere in scena, appena ventenne, Romeo e Giulietta e Re Lear. La storia di una prima volta, la prima volta che scoprivo quanto vicina e toccante può essere la parola di un poeta, quanta concreta semplicità, quanta vita dentro le sue storie, quanta parte di me dentro i suoi versi”. Una storia molto personale e proprio per questo ‘raccontata da lei medesima’, dalla stessa Sinigaglia, in scena, con la collaborazione di alcuni attori della sua compagnia, Arianna Scommegna e Mattia Fabris, per la scena del balcone di Romeo e Giulietta e per il finale di Re Lear. Foto di Marco Caselli Nirmal di e con Serena Sinigaglia e con Arianna Scommegna e Mattia Fabris costumi Federica Ponissi scelte musicali Sandra Zoccolan 47 Opera Domani - edizione XVII tra 7 e 15 anni Progetto per la produzione di opere liriche introdotte da percorsi didattici Lunedì 6, Martedì 7 e Mercoledì 8 maggio 2013 L’OLANDESE VOLANTE di Richard Wagner A Tutta Velocità - edizione XXVII Rassegna intercomunale di teatro per ragazzi, scuole e famiglie prima rete teatrale nata nelle Province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata Spettacolo per il primo ciclo della Scuola Primaria Centro Congressi San Martino – Fermo Mercoledì 23, Giovedì 24, Venerdì 25 gennaio 2013 FONDAZIONE AIDA Teatro Stabile d’Innovazione (Verona) PROCESSO ALLE VERDURE adattamento musicale Samuel Sené regia Lucas Simon scene Damien Schahmaneche costumi Clara Ognibene Teatro d’attore, figure animate, canzoni Tratto dal libro “Processo alle verdure - vizi e virtù alimentari degli ortaggi” progetto vincitore di Wagner200 concorso europeo per la produzione di un’opera di Wagner per il giovane pubblico coproduzione Teatro Sociale di Como – AsLiCo Opéra de Rouen Haute-Normandie Theater Magdeburg Martedì 29, Mercoledì 30, Giovedì 31 gennaio e Venerdì 1 febbraio 2013 A.T.I.R. eventi culturali / teatri comunicanti centro di produzione e servizi per le attività culturali e lo spettacolo LO SCAVO MERAVIGLIOSO viaggio al centro del teatro Teatro d’attore,Teatro comico, videoproiezioni, interazione con il pubblico Cantanti AsLiCo Orchestra 1813 48 Se i nostri sensi possono essere messi al servizio della nostra immaginazione, per quale motivo non utilizzarli? Spetta infatti alle nostre capacità la sfida di mischiarli, equilibrarli e combinarli in modo che non si perda la potenzialità dei nostri sogni. La nostra immaginazione non rende del resto possibile una cosa che sarebbe per natura irrealizzabile? Poiché l’abitudine alla spontaneità e alla poesia tendono a attenuarsi con gli anni, dobbiamo quindi sforzarci di conservare i nostri sogni: in questo modo un semplice cappello trovato dentro un baule ci trasforma in capitani, una scala diventa albero della nave, un lenzuolo un mare infinito e l’uomo sul quadro, un futuro amore. Eccoci dunque a raccontare la storia di una bambina, che incomincia a viaggiare attraverso parole e immagini, ispirata dai differenti oggetti che le stanno intorno. Senta esplorando la casa, scopre una stanza segreta,decide quindi di avventurarcisi all’interno. La stanza è piena di oggetti molto strani. Senta si interroga sul legame che possa unire queste diversi cimeli e diventa, lei stessa, la creatrice della storia. Curiosare, frugare e scoprire, tutto inizia come al principio di un sogno, e all’improvviso Senta viene trascinata in un’avventura straordinaria. Mentre un semplice pezzo di legno vi trasporta su una nave di pirati e il ritratto di uno sconosciuto diventa l’amante delle vostre notti.. tutto è possibile. Gli elementi si scatenano dunque, delle onde enormi invadono il palcoscenico. Ci sembra di essere da qualche parte sul mare, a meno che siamo forse sotto il mare? Panico a bordo. Ma a bordo di cosa? Con chi? Dove siamo? La tempesta infuria, il vento soffia, il mare urla. Dei bauli pieni d’oro maledetto e di perle nere si aprono, il vecchio organo intona una musica lugubre, il timone del vecchio vascello si anima. È in un universo sospeso tra la magia dei sogni e la poesia degli oceani che voi viaggerete. Lucas Simon Scuola di teatro per bambini e ragazzi Il teatro è la forma di espressione che più si avvicina al gioco puro, conduce alla crezione di un mondo fantastico e allo stesso tempo estremamente reale, perchè attraverso l’interpretazione di un nuovo personaggio si ha la possibilità di esprimere qualcosa di sé che per diversi motivi, normalmente non si può esternare. Chi può partecipare? Bambini e ragazzi dai 6 ai 13 anni. Quando? Tutti i sabato pomeriggio, dal 13 ottobre 2012 al 30 maggio 2013. Luogo Biblioteca Ragazzi del Comune di Fermo in Piazza del Popolo Docenti Alicia Beatriz Barauskas, Oberdan Cesanelli, Maria Teresa Ferroni, Stefano Leva. Per informazioni ed iscrizioni: Eventi Culturali: 0734 902101; [email protected] Associazioni Liberalibri: 345 1246221; [email protected] 49 Martedì 29, Mercoledì 30, Giovedì 31 gennaio e Venerdì 1 febbraio 2013 eventi culturali / teatri comunicanti centro di produzione e servizi per le attività culturali e lo spettacolo LO SCAVO MERAVIGLIOSO viaggio al centro del teatro Teatro d’attore,Teatro comico, videoproiezioni, interazione con il pubblico Mercoledì 23, Giovedì 24, Venerdì 25 gennaio 2013 FONDAZIONE AIDA Teatro Stabile d’Innovazione (Verona) PROCESSO ALLE VERDURE Teatro d’attore, figure animate, canzoni Tratto dal libro “Processo alle verdure - vizi e virtù alimentari degli ortaggi” di Roberto Luciani con Monica Ceccardi, Myriam Renna, Simone Noseda voce di Paolo Poli scene di Stefano Coccurello - pupazzi Nadezhda Simeonova design luci di Stefano Mazzanti - musiche di scena di Andrea Faccioli adattamento teatrale, canzoni e regia di Massimo Lazzeri Carlotta è stata mandata a letto senza cena perché non voleva mangiare il minestrone. Si rigira nel letto arrabbiata e… affamata! In fondo, che colpa ne ha lei se le verdure non sono buone? Nessuna! La colpa è delle verdure stesse. Certo, se sapessero di caramella o di cioccolata le mangerebbe, ma sanno di… Di che cosa sanno? Carlotta non lo sa, perché… non le ha mai assaggiate! Prima di addormentarsi, Carlotta medita di trovare una soluzione drastica per liberarsi degli ortaggi e pensa che, se lei fosse il sindaco, farebbe una legge per far gettare tutte le verdure nella spazzatura! Nel cuore della notte accade quello che può accadere solo nei sogni o nelle fiabe: la bambina viene svegliata dalla voce del sindaco, che ha sentito la proposta di eliminare le verdure, e, da due fotografie, escono il nonno e la nonna in persona. Ci sono quindi elementi sufficienti per iniziare… un processo! Un processo allegro e grottesco, che mette in luce i pregi e i difetti delle verdure. Ma non basterà a emettere un verdetto che dichiari la colpevolezza o l’innocenza, e allora perché non continuare con un gioco, il “gioco degli assaggi” e con una festa, la “festa della verdura”, per poi scivolare di nuovo, piano piano, in un dolce sonno che, al risveglio, faccia spuntare nella mente di Carlotta il germoglio di un dubbio: e se le verdure fossero buone?!? “Premio Rosa d’Oro” per lo spettacolo più votato dai ragazzi nell’ambito del XXIV Festival Nazionale del Teatro per i Ragazzi di Padova (Dicembre 2005) “Premio Maria Signorelli” Come spettacolo maggiormente gradito dal pubblico della stagione 2005\2006 del Teatro Verde di Roma anno di produzione 2004 - riallestimento stagione 2012-2013 testo Marco Renzi interpreti Oberdan Cesanelli, Stefano Leva musiche originali Luciano Monceri scenografia e regia Paolo De Santi Un grande cumulo, un cantiere a cielo aperto; bidoni, strumenti, corde, elmetti, pale, secchi, terra, tanta terra, estratta da una buca che domina la scena. Due esploratori scandagliano il sottosuolo alla ricerca di qualche cosa di sensazionale rilevato dai loro strumenti di superfice, qualche cosa di cui ignorano le dimensioni e la fattezza, qualche cosa che mai nessuno ha misurato prima di allora. E’ certamente una presenza viva, ma si tratta di una vitalità anomala, diffusa e stranamente immobile. E’ sotto di loro, a circa 20\25 metri. Come respira, come si nutre, che abitudini ha, è ostile, è brutto, è bello, è simpatico, che cos’è? Il Centro Ricerche per il quale lavorano non può essere avvertito, il rischio che si tratti di un eco riflesso o di un falso segnale è tra le possibilità e in tal caso la figuraccia sarebbe veramente grande. Da quattro mesi studiano e scavano, il Centro attende dati certi e non ipotesi fantasiose. Non hanno altra scelta che verificare nella realtà le loro intuizioni e soprattutto le loro misurazioni, la posta in gioco è enorme, potrebbe essere la scoperta scientifica più importante del secolo. Scavano allora, scavano con tenacia e coraggio e alla fine……. Alla fine i loro calcoli risulteranno esatti, il nido che avevano localizzato effettivamente esiste, è pieno come un uovo, pieno di esseri vivi e stranamente immobili, calmi, seduti uno vicino all’altro, attenti ma non il letargo. L’avvicinarsi dell’esploratore viene seguito passo dopo passo grazie al collegamento audio e video con il collega in superfice e questa volta la straordinaria scoperta non viene mostrata per immagini nè per racconti ma nella sua viva e stupefacente realtà. La trama si snoda in un susseguirsi di colpi di scena, canzoni e situazioni divertenti, in bilico tra il sogno e la realtà. La scenografia è composta da un enorme letto, sul quale Carlotta, il nonno e la nonna giocano, cantano, ridono e danno vita, attraverso l’uso di sagome, alle verdure. La voce del sindaco è quella inconfondibile e ironica di Paolo Poli, che impreziosisce lo spettacolo come un merletto. Un invito ad un’alimentazione sana per una crescita armoniosa, attraverso gli strumenti del teatro, che coinvolge i giovani spettatori con l’allegria, il divertimento e le emozioni che gli sono proprie. Certo i bambini non usciranno dallo spettacolo con la voglia irresistibile di ingozzarsi di verdure (o di mangiare i cavoli… a merenda!), ma forse, anche in loro, sorgerà lo stesso dubbio di Carlotta e decideranno almeno di… assaggiarle! 50 La produzione, realizzata da Fondazione Aida-Teatro Stabile d’Innovazione di Verona in collaborazione con Camst, con Giunti Progetti Educativi e con l’Assessorato Agricoltura Provincia di Verona, è tratto da “Processo alle verdure - vizi e virtù alimentari degli ortaggi” di Roberto Luciani, edito da Giunti Progetti Educativi con l’intento di sensibilizzare ed avvicinare il pubblico giovane al tema dell’educazione alimentare. 51 Regolamenti 52 Regolamento di sala Regolamento di biglietteria 1. Lo spettatore deve sempre essere munito di biglietto da esibire a semplice richiesta del personale di sala addetto al controllo. Il pubblico è tenuto a occupare il posto assegnato. 2. È vietato l’accesso in platea a spettacolo iniziato. Gli spettatori giunti in ritardo sono invitati ad accomodarsi in posti liberi nei palchetti o, in mancanza di disponibilità, ad attendere nel foyer il primo intervallo per raggiungere il proprio posto. 3. Si raccomanda, per tutte le rappresentazioni, un abbigliamento consono al decoro del Teatro. 4. Il teatro è fornito di guardaroba accessibile dal foyer, dove è possibile depositare soprabiti, cappotti, ombrelli, cappelli, borse, macchine fotografiche, apparecchi di registrazione audio e video e telefoni cellulari. Il servizio guardaroba è gratuito. 5. In sala è richiesto un comportamento corretto e il rispetto del silenzio. 6. Il teatro è aperto ai bambini, raccomandando i genitori o i loro tutori di istruirli sul comportamento da avere in sala. 7. Durante lo spettacolo è vietato l’uso dei telefoni cellulari . 8. È vietato scattare fotografie e realizzare qualsiasi tipo di registrazione audio e video non autorizzate dalla Compagnia o dalla Direzione del Teatro. Fotografi, giornalisti e operatori tv sono pregati di contattare la biglietteria del teatro al fine di farsi accreditare dall’organizzatore dello spettacolo. I giornalisti accreditati sono comunque pregati di attenersi alla legge vigente sul diritto di cronaca. La testata accreditata si impegna inoltre formalmente, a pubblicare uno o più servizi sulla manifestazione. 9. Ai sensi della legge 584/75 è vietato fumare nei locali del Teatro. 10.Il teatro è fornito di un servizio bar situato alla Sala Rollina. Tutte le consumazioni (acqua, bevande e generi alimentari) dovranno essere effettuate esclusivamente nei locali bar. È vietato introdurre bicchieri e generi commestibili in platea e nelle gallerie. 11.Per qualsiasi problema o esigenza il pubblico è pregato di rivolgersi alle maschere o al responsabile di sala. 12.L’accesso al teatro non presenta ostacoli architettonici. La platea è abilitata per ospitare 2 posti per disabili in carrozzina. Per motivi di sicurezza, le carrozzine non possono accedere ai palchi e alle gallerie. L’ingresso per i disabili e per i loro accompagnatori è gratuito e deve essere prenotato almeno due giorni prima di ciascuna rappresentazione presso la biglietteria del teatro. I servizi igienici, appositamente attrezzati, si trovano all’ingresso del teatro. I disabili non in carrozzina ma con certificazione d’invalidità superiore al 70% e gli invalidi civili, hanno diritto all’ingresso ridotto. 13.Il teatro è dotato di un ascensore che collega l’ingresso alla sala Rollina e ai palchi del II ordine. L’utilizzo dell’ascensore va richiesto al personale di sala. Gli altri ordini non sono forniti da ascensore. 14. L’agibilità del teatro è di 870 posti di cui 202 in platea e 668 nei palchi. 15.All’interno dei palchi i posti sono numerati e, fino al IV ordine, anche differenziati per settore. 16.Il Teatro si riserva la possibilità di effettuare spostamenti dei posti assegnati per esigenze tecniche. 17.E’ vietato l’ingresso agli animali. 18.I Clienti che desiderano fare reclami o proporre suggerimenti sono pregati di inviarli tramite posta elettronica all’indirizzo [email protected] o tramite fax al numero 0734/284295. I biglietti acquistati non possono essere rimborsati o sostituiti. I biglietti valgono esclusivamente per la data indicata sugli stessi; si prega pertanto il gentile pubblico di controllare accuratamente i biglietti al momento dell’acquisto. In caso di mancato utilizzo non sarà consentita la conversione in biglietti per un’altra data. I biglietti e gli abbonamenti riportano l’anagrafica del richiedente. Il Teatro assicura, ai sensi del decreto legislativo 196/2003, la riservatezza dei dati personali e il loro esclusivo utilizzo per informazioni riguardanti le attività teatrali. Il diritto ad eventuali riduzioni va dichiarato esclusivamente prima dell’emissione dei biglietti e va dimostrato con documenti d’identità o tessere associative alle realtà convenzionate. I biglietti ridotti sono strettamente personali e non cedibili. In caso di smarrimento dell’abbonamento, è necessario presentarsi personalmente presso la Biglietteria il giorno della rappresentazione e compilare l’apposito modulo di autocertificazione di smarrimento, indicando esattamente i posti acquistati. Tale autocertificazione può essere sottoscritta solo dall’intestatario dell’abbonamento. Questa operazione non è invece possibile per i singoli biglietti. Lo smarrimento di questi ultimi, comporta la perdita del diritto d’ ingresso allo spettacolo. In caso di annullamento dello spettacolo, per qualsiasi ragione, il biglietto sarà rimborsato. Il rimborso potrà essere richiesto, salvo diversa indicazione degli organizzatori, nei 7 giorni successivi la data dello spettacolo annullato. La Direzione del Teatro dell’Aquila si riserva il diritto di apportare al programma della Stagione i cambiamenti resi necessari per esigenze tecniche o di forza maggiore. La Direzione si riserva inoltre di presentare eventuali altri cast. Nelle sere di spettacolo non è possibile acquistare biglietti per altri spettacoli. Orari Biglietteria 9.30/12.30 e 16.30/19.30 nei giorni di spettacolo fino all’inizio dello stesso sabato pomeriggio e domenica chiuso VILLA LATTANZI Viaggiare ha una nuova meta Hotel | Ristorante | Meeting | Banqueting | Area benessere | Wi-Fi free Limousine service | Bosco con percorsi relax | Parking privato | Area balneare convenzionata Torre di Palme, Fermo (FM) 63900 Contrada Cugnolo, 19 - Tel +39 0734 53711 - www.villalattanzi.it - [email protected]