“Il mio ricordo più bello di Zona Nove è...”
Video con i redattori nel 21° del giornale
Roberta Coccoli
l 15 dicembre scorso, in occasione dell’evento
Idella
di consegna degli “Zonini d’Oro” ai personaggi
nostra zona, c’è stata anche una piccola
sorpresa: il pubblico del Teatro della Cooperativa ha avuto l’occasione di conoscere un pochino
di più tutti i personaggi della nostra redazione
attraverso un simpatico video realizzato da Clara Amodeo e Giovanni Beduschi.
E così, delle semplici “firme” in fondo a un articolo sono diventate persone: sì, perché “Zona
Nove” da 21 anni è formata da donne e uomini, volontari che hanno collaborato e collaborano raccontando, sui 237 numeri del nostro
giornale usciti sinora, fatti, eventi, storie, personaggi della nostra zona.
Il video ripercorre questi lunghi 21 anni del giornale, frapponendo ai ricordi dei collaboratori le
pagine dei primi numeri del mensile, fino ai nostri giorni. Ai nostri “colleghi redattori”, Clara e
Giovanni hanno fatto una domanda precisa:
quali sono i tuoi ricordi su “Zona Nove?” E, nel
video, a cominciare a dare una risposta a questo
quesito è proprio il nostro direttore, Luigi Allori, scrittore e giornalista, che ricorda come da
un’idea del compianto Giancarlo Mantica è
nato questo giornale, partito da sole 8 pagine, fino ad arrivare anche a 32 pagine, per 32.000 copie, distribuite gratuitamente nei quartieri milanesi di Bicocca, Niguarda, Pratocentenaro,
Isola. Ciò è sottolineato anche da Giovanni
Poletti, attuale presidente dell’“Associazione
Amici di Zona Nove”, che ribadisce il senso di appartenenza del mensile alla zona. Seguono poi i
ricordi degli altri collaboratori di “Zona Nove”:
pensionati, professionisti, dirigenti, insegnanti,
impiegati, amministrativi, nonni, ognuno con la
sua storia, ognuno col suo ricordo: Antonietta
Gattuso, che si occupa della gestione della pagina della scuola e ha promosso le iniziative “Poesiamoci in Zona 9”, ormai alla 5° edizione, e, assieme ad Allori, “Cinema a scuola”, arrivato alla
4° edizione; Clara Amodeo, giovane giornalista, intraprendente e attiva; Franco Bertoli,
curatore della rubrica “Fotoreporter di Zona”;
Gero Urso, pittore e vignettista, che da qualche
anno firma l’immagine della prima pagina del
giornale; Roberto Sala, impaginatore e grafico,
curatore della stampa; Primo Carpi, protagonista e gestore della pagina dedicata al quartiere Isola; Roberta Coccoli, che nel video ha rilevato il senso familiare del gruppo della redazione; Flaviano Sandonà, responsabile della
pubblicità; Roberto Braghiroli, che nel video
ha raccontato di essere stato contattato da un
redattore irlandese per aver intervistato Giovanni Trapattoni: segno che il nostro giornale ha
superato i confini nazionali!
E c’è poi il contributo dei fondatori del giornale o dei collaboratori di prima data, come Laura Bruna Quattrini, che ha ricordato il suo
compagno Giancarlo Mantica; Andrea
Bina, ora consigliere di Zona 9; Giovanni
Bedu-schi, vignettista e umorista, che fin dai
primi numeri ha allietato i lettori con le sue
simpatiche “strisce”; Lorenzo Meyer, che ha
ricordato i primi incontri della redazione;
Luigi Ghezzi, già organizzatore del Carnevale o dello Zonino d’Oro; Franco Tironi, ex
responsabile della pubblicità; Sandra Saita,
che cura la rubrica “Zona Franca” con la sua
dolce sensibilità; Ortensia Bugliaro, che ha
ricordato anche la figura della compianta Maria Volpari, donna forte, che ha condiviso con
noi molti bei momenti; Valeria Casarot-ti e
Teresa Garofalo, curatrici anche di un simpatico libretto realizzato con il contributo di
alcune scuole di zona, e redattrici di pezzi dedicati alla cultura e all’arte; Lorenzo Gomiero, già presidente dell’Associazione “Amici di Zona Nove”; Angelo Longhi, che nel
video ci ha ricordato i momenti della Resistenza partigiana.
Insomma, un caleidoscopio di ricordi che hanno
contribuito a far diventare “Zona Nove” un appuntamento imperdibile con le notizie dei nostri
quartieri: grazie a Clara e Giovanni!
AMIANTO
Morti sul lavoro alla Breda/Ansaldo
Iniziate le testimonianze dell’accusa
Michele Michelino
arlano i testimoni del pm Nicola Balice nel proP
cesso che vede imputati 10 manager della
Breda/Ansaldo per la morte per tumore polmonare
di 12 lavoratori. Nelle udienze dell’8 e 11 gennaio,
davanti al giudice Simone Luerti, sono stati ascoltati 5 testi. Ghezzi (ufficiale di polizia giudiziaria) ha ricostruito le fasi dell’inchiesta e ha illustrato la documentazione sulla presenza dell’amianto nel processo di lavorazione dell’azienda. L’amianto era presente ovunque, anche nei dispositivi di protezioni individuali e collettive. Dalla deposizione è emersa l’esistenza di varie nocività: rumore, polveri, calore radiante e altro ancora. Su 119 lavoratori allora messi
sotto osservazione, 13 risultarono avere placche
pleuriche. Il teste ha riferito inoltre che l’Usl - già nel
‘79 - aveva chiesto la sostituzione dell’amianto con
altro materiale per chi era esposto a fonti di calore e
che già in quell’anno risultavano 61 casi di malattia
professionale. Inoltre, almeno fino al 1985/87, documenti provano l’uso dell’amianto nello stabilimento.
All’inizio dell’udienza dell’8 gli avvocati di Ansaldo e
Finmeccanica hanno chiesto l’uscita dall’aula del
rappresentante legale e presidente del Comitato per
la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel
Territorio (parte civile insieme a Medicina democratica e Aiea), che è anche testimone delle parti civili
nel processo perché ex operaio Breda. Alla richiesta
si sono associate le difese degli altri imputati e il giudice ha invitato l’interessato a uscire. Per evitare che
in futuro venisse invalidata la testimonianza, il rappresentante del Comitato è uscito dall’aula.
L’11 gennaio l’udienza è continuata con le testimonianze di altre quattro testi del pm. La dott.essa Vai
dell’Asl (che aveva competenza sanitaria sulla
fabbrica di Viale Sarca) ha testimoniato sulla
morte per mesotelioma di alcuni lavoratori affermando che era dovuta all’amianto usato nel processo lavorativo del reparto nucleare della BredaTermomeccanica, come tessuti, coperte. In particolare la dottoressa ha riferito di un’indagine sui
saldatori dalla Clinica del lavoro che ha riscontrato placche pleuriche e tumori a lavoratori sottoposti a broncolavaggio (un test molto invasivo). Poi
sono stati sentiti tre lavoratori:
• D. F., classe 1957, assunto nel 1980 come tubista di
serpentine: “Usavo protezioni personali in amianto,
coibenti che consistevano in cuscini, guarnizioni,
materassini usati nel trattamento termico per raffreddamento termico controllato normalmente. Le
condizioni di lavoro erano di molto caldo d’estate (fumo, polvere, scintille, con un solo aspiratore sul tetto) e poche mascherine di carta”.
• R. S., classe 1947 in BredaTermomeccanica dal
1973 come saldatore, ha riferito di conoscere alcuni
dei lavoratori morti di mesotelioma con cui ha lavorato insieme. Inoltre ha dichiarato di aver sempre
usato manufatti di amianto, coperte, cuscini e altro,
almeno fino all’anno 2000.
• R. V., classe 1949, alle dipendenze Breda dal 1973
al 2000 come addetto ai trattamenti ha confermato,
come i suoi colleghi, la presenza di amianto e anche
di lana di vetro.
Emergency alla grande in Zona 9!
Roberta Coccoli
mergency, la nota assoE
ciazione italiana fondata da Gino Strada nel 1994
per offrire cure medico-chirurgiche gratuite e di elevata qualità alle vittime delle
guerre, delle mine antiuomo
e della povertà, ha aperto il
nuovo anno nei nostri quartieri con due manifestazioni
molto interessanti.
Il 6 gennaio, presso l’Auditorium Cà Granda,
si è tenuto un vivace concerto a cura dell’Associazione Jazz Gospel Alchemy di Zelo Surrigone (paese vicino ad Abbiategrasso) che, offrendo la sua partecipazione gratuitamente, ha
proposto un variopinto programma di brani
dai ritmi africani al gospel, passando per le
melodie della tradizione natalizia, in un viaggio fra le varie culture musicali, che ha reso
partecipe tutto il pubblico, trascinato dall’allegria dei canti. I fondi raccolti sono stati destinati al Centro Chirurgico e Pediatrico di
Goderich in Sierra Leone.
È stata poi la volta del 14 gennaio, presso il
Teatro della Cooperativa di Via Hermada,
quando Renato Sarti, fondatore del Teatro,
Cecilia Strada, presidente di Emergency, e
Alice Piazza, mediatrice culturale di Emergency e referente del Progetto Italia, hanno
presentato “Articolo 32”, un documentario sul
lavoro di Emergency in Italia che racconta di
un paese dove anche un diritto umano fondamentale, come quello a essere curato, non trova attuazione. Famiglie in fuga dalla guerra,
stagionali impegnati nella raccolta dei pomodori e tanti italiani, i cosiddetti “nuovi poveri”,
descrivono le loro difficoltà ad accedere alle
cure di cui hanno bisogno.
Cecilia Strada ha spiegato che il titolo del documentario si riferisce alla nostra Costituzione,
che, appunto, all’articolo 32 cita testualmente:
“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della
collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”. Cecilia ha sottolineato che la Costituzione è il nostro manifesto, e che se si provasse ad
applicarne i principi, prima ancora di modificarla, forse, avremmo una società più giusta;
ha inoltre rilevato che non si aspettava di trovare in Italia, nelle regioni del Sud, situazioni
di vero disagio umanitario: ghetti gestiti dalla
malavita organizzata, che sulla carta non esistono e quindi sono privi dei principali servizi e
impianti pubblici, senza igiene, senza prelievo delle immondizie, dove però la gente ci
vive, in situazioni di vera precarietà e mancanza di igiene.
In questi luoghi dimenticati
dalla società arriva il polibus
di Emergency, un ambulatorio
mobile che raggiunge le aree
agricole, i campi nomadi o profughi e porta aiuto e cure a chi
ne ha bisogno; ma presidi fissi sono anche a
Palermo, a Siracusa, a Reggio Calabria, a Castelvolturno, a Sassari, e a Marghera. E da agosto 2015 il polibus di Emergency gira anche
Milano, per offrire interventi socio-sanitari in
zone specifiche come il lunedì in via Odazio, il
martedì in piazza Prealpi, il mercoledì e il venerdì in via Vitruvio angolo via Marcello e il
giovedì in piazza Selinunte. Il lunedì e il giovedì è anche aperto l’ambulatorio di pediatria,
che accoglie mamme con bimbi per un parere o
una visita medica. Al Politruck arrivano anche
anziani per un controllo, per fare un’iniezione,
o semplicemente per un po’ di calore umano.
Rileva Cecilia Strada che molte persone non
riescono a portare avanti le terapie mediche
poiché non rientrano nelle esenzioni definite
dallo Stato e non riescono a seguirle dati gli alti costi delle cure.
Come dice lo scrittore Erri De Luca nel documentario, “l’Italia è diventata una terra di missione per Emergency perché questo Paese ha
degradato la cittadinanza a clientela: il cittadino oggi non è più un titolare di diritti, ma un
acquirente di servizi”.
I fondi raccolti nella serata, naturalmente, sono stati destinati al “Programma Italia”.
I volontari Emergency del gruppo di Milano
Zona 9, hanno in programma altri eventi per
marzo: per esempio nella serata di giovedì
17 marzo, al Teatro della Cooperativa, verrà
proiettato il filmato “Open Heart”, già candidato al premio Oscar 2013 nella categoria
“Documentary Short”. I volontari sono costantemente impegnati nell’organizzazione
di banchetti informativi in tutte quelle manifestazioni che richiedono la presenza di
Emergency, e offrono attività di informazione all’interno delle scuole e delle biblioteche
dove attraverso filmati, diapositive e altro
materiale didattico, mostrano ai ragazzi
quali siano le conseguenze della guerra nei
paesi che la subiscono.
GIORNATA DELLA MEMORIA
I ricordi di Iaia sull’eroica madre Jole
Ortensia Bugliaro-Beatrice Corà
bbiamo incontrato, a NiguarA
da, la signora Iaia (Rosa Maria
Di Benedetto), la quale ci ha raccontato, con grande commozione,
gli eventi della sua infanzia e di
quanto fece sua madre a favore degli ebrei perseguitati dai fascisti. La madre, Jole
Piacentini (vedi foto), mancata l’8 agosto 2008 a
89 anni, ha avuto rapporti intensi con i due nipoti Sara e Matteo, figli di Iaia. Soprattutto con
Matteo, dodicenne, Jole ebbe modo di parlare della seconda guerra mondiale perché lui era molto
appassionato di storia e ascoltava con attenzione
la nonna. Lei gli raccontò delle sue attività in aiuto degli ebrei e questo dialogo storico, tra nonna e
nipote, durò per parecchio tempo.
Jole era segretaria alla Prefettura di Milano e seguiva i rapporti coi tedeschi, quindi poteva conoscere in
tempi brevi i nomi degli ebrei segnalati dai delatori
e, insieme a un collega, riusciva a farli scappare munendoli anche di documenti falsi. La nonna riuscì co-
sì a liberare molte famiglie ebree e a tenerne diverse altre nascoste in solaio, in via Ciro Menotti 26.
Ma veniamo alla motivazione del nome dato da Jole
alla figlia Rosa Maria. La piccolina, quando aveva 67 mesi, allontanata da Milano per evitare eventuali
ritorsioni su di lei all’attività della madre in favore
degli ebrei, si stabilì nel ‘42 con la nonna Angela (madre di Jole) in Val d’Intelvi, dove un contadino acconsentì che la sua mucca Iaia le desse il latte necessario alla crescita. Da allora Rosa Maria Di Benedetto
venne chiamata Iaia in ricordo di quell’animale generoso che la tenne in vita. Questo aneddoto fu raccontato da Jole (ormai 89enne) anche al medico
ebreo che la curò sino alla fine dei suoi giorni. Così
lui potè fare delle ricerche su quanto la signora aveva fatto per gli ebrei, rendendosi conto di aver conosciuto una persona speciale, che amava tutti gli esseri umani. Una donna esemplare il cui ricordo merita di essere tramandato alle generazioni future,
perché aiutare il prossimo senza ricevere nulla in
cambio è un atto di grande umanità.
Energy3: una giovane società in pieno sviluppo
specializzata in serramenti ad alta efficienza
anni l’imprenditoria si è dimostrata capace di guardare al di
Istranlàquesti
della crisi e di credere nella prossima rinascita e crescita della noeconomia, sia esplorando nuovi mercati che affrontando in maniera originale i mercati classici e consolidati. In questo ambito è esemplare il percorso di Energy3, giovane società a metà tra Milano, sede legale, e Paderno Dugnano, sede espositiva, che si occupa di serramenti.
Già la compagine dei soci mostra un carattere nuovo, più europeo che
nazionale.
L’idea nasce nel 2012, dall’incontro tra un giovane Imprenditore
Rumeno e un Ingegnere Italiano appassionato di efficienza energetica.
Insieme, vedono nel Mercato Unico la possibilità di vendere in Italia, a
un prezzo competitivo, i serramenti di Pvc della migliore qualità europea, assemblati in Romania con materiale tedesco, fornendo quindi un
prodotto di qualità e prestazioni decisamente superiori, allo stesso
prezzo dei serramenti più comuni. Energy3 punta a questo grazie all’adozione del triplo vetro a doppia camera come standard, consegnando ancora il vetrocamera semplice, ma solo su esplicita richiesta del
Cliente. Nel 2013 nasce quindi la società Energy3 S.r.l. per la importazione e la vendita di serramenti in PVC con profili Salamander
Brugmann e vetri Saint Gobain. Energy3 seleziona i fornitori, visitando i loro siti produttivi e facendo severi audit ai loro processi, fino alla
scelta del partner.
Sempre nel 2013, Energy3 investe nella sede espositiva di Paderno
Dugnano e comincia le prime forniture, che confermano la bontà del
modello di business. Necessita però fornire un servizio più completo,
quindi i soci si danno da fare per completare l’offerta con gli accessori,
quali zanzariere, tapparelle, cassonetti, motorizzazioni rulli.
Energy3 presto capisce che bisogna guardare ad un mercato più segmentato e alle aperture di dimensioni troppo grandi per la tecnologia
del Pvc. In piazza XXV Aprile a Milano, proprio sopra le vetrate di
Eataly, Energy3 fornisce quindi assieme, sul finire del 2013, serramenti in Pvc e serramenti in Alluminio.
L’anno 2014 per Energy3 è quello dell’introduzione nella propria offerta delle porte interne e delle porte blindate d’ingresso, con una nuova
partnership con un produttore lecchese. Energy3 si dedica anche alla
selezione della linea di prodotto al top di gamma. Dopo vari contatti, la
scelta cade sul sistema in legno alluminio Uni_One, prodotto ad altissima tecnologia, di grande classe e flessibilità, coperto da vari brevetti
e in grado di differenziarsi immediatamente dalla concorrenza.
Il 2015 è ancora un anno di grandi investimenti.
La crescita passa per l’adozione, opzionale, degli assemblaggi con tecnologia Posa Clima, il cui percorso di formazione viene intrapreso da
Energy3. Il sistema è basato, tra le altre cose, sull’uso di nastri isolanti auto espandenti per le sigillature, più prestanti e affidabili rispetto
alle tradizionali schiumature, che non vengono però abbandonate ma
perfezionate. Energy3 applica subito la nuova tecnologia, aggiudicandosi una commessa molto impegnativa, per la sostituzione di tutti i serramenti di un grande capannone industriale a Liscate. A Milano, in zona Comasina, Energy3 fornisce e istalla, in una ristrutturazione prestigiosa, i primi serramenti in legno alluminio con finitura interna perfettamente coordinata alle porte e all’arredamento, possibilità unica offerta dal sistema Uni_One.
Anche sul piano dell’offerta di prodotto lo sforzo è rilevante. Energy3
apre i contatti con un produttore di serramenti SCHÜCO, il top assoluto di gamma per i serramenti in alluminio, che porterà probabilmente nei prossimi primi mesi del 2016 all’investimento finanziario e di
tempo necessario a diventare distributori del prestigioso marchio.
A ben ragione Energy3 s.r.l. può essere vista come una delle nuove imprese che accompagneranno l’uscita dalla crisi e la ripresa del mercato, per la fiducia, la caparbietà e l’impegno con cui guarda al futuro, senza spaventarsi per la complessità del mercato e la difficoltà del momento, cogliendovi al contrario le opportunità.
Cosa pensano i soci di Energy3 dell’attuale situazione del mercato?
“Non è certo semplice stare sul mercato oggi, basta che un cliente ritardi i pagamenti per metterti sotto grande pressione finanziaria.
Energy3 ha avuto la fortuna e l’onore di servire tante persone perbene.” “È più difficile il rapporto con le imprese, che soffrono e insieme alimentano il malcostume tutto italiano dei pagamenti molto dilazionati
o mancanti del tutto. In Germania o Romania non potrebbe accadere:
la Giustizia è molto più rapida e implacabile, lì, con chi non rispetta i
contratti”. “Noi di Energy3 però crediamo in questo mercato e continueremo a investire per essere sempre più competitivi e offrire un servizio
migliore a un prezzo inferiore alla nostra concorrenza, differenziando
l’offerta su tutti i segmenti di mercato e cercando in ciascuno di essi il
prodotto migliore e le soluzioni più brillanti.”
Insomma, Energy3 è un’Azienda dei nostri tempi, pronta e qualificata
per essere un partner affidabile e un fornitore di fiducia.
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