Università degli Studi di Torino Laurea Magistrale in Fisica delle Interazioni Fondamentali Messa a punto finale dei Calorimetri a Zero Gradi per l’esperimento ALICE Candidata: Grazia Luparello Relatore: Prof. Mauro Gallio Controrelatore: Prof. Ezio Menichetti Sommario L’esperimento ALICE I Calorimetri a Zero Gradi La misura della centralità Il calorimetro per neutroni e quello per protoni I test eseguiti Risultati dei test Conclusioni 24/09/2007 G. Luparello 2 L’esperimento ALICE Studia collisioni di ioni piombo a 5.5 TeV per coppia di nucleoni per studiare la formazione del Plasma di Quark e Gluoni Rivelatori in avanti Braccio Dimuonico Central Barrel 24/09/2007 G. Luparello 3 La centralità Gli ZDC misurano la centralità delle collisioni misurando l’energia dei nucleoni spettatori Collisioni centrali Parametro d’impatto piccolo (b) Molti nucleoni partecipanti Pochi spettatori Poca energia negli ZDC Collisioni periferiche Parametro d’impatto grande (b) Pochi nucleoni partecipanti Molti spettatori Molta energia negli ZDC 24/09/2007 G. Luparello 4 I Calorimetri a Zero Gradi di ALICE 2 set identici di calorimetri adronici ai due lati dell’IP alla distanza di 116m Ogni set comprende: 1 calorimetro per neutroni (ZN) + 1 calorimetro per protoni (ZP) Neutroni e protoni spettatori sono separati dagli elementi magnetici dell’LHC ←IP Accettanza ZP ~ 86% ZN ~100% 24/09/2007 G. Luparello 5 Funzionamento del calorimetro Principio di funzionamento basato sulla rivelazione della luce Cherenkov prodotta nel materiale attivo dalle particelle dello sciame Calorimetro Nucleone incidente Sciame Fotoni Cherenkov prodotti nel materiale attivo (fibre) Fotocatodo Fotoelettroni I fotoelettroni vengono moltiplicati dai dinodi dei PM La carica raccolta all’anodo è: Qa = G * Nphe *e La carica raccolta è proporzionale all’energia depositata dalle particelle 24/09/2007 G. Luparello 6 Il Calorimetro per Neutroni Dimensioni Materiale passivo 7.2 x 7.2 x 100 cm3 Lega di W e Ni-Fe (ρ=17.6 g/cm3) 93.5 % W, 6.5%Ni-Fe Spessore strati 1.6 mm Materiale attivo 1936 fibre di quarzo Distanza tra le fibre 1.6 mm Diametro fibre (core) 365 μm Apertura numerica 0.22 Rapporto volumico 1/22 5 fotomoltiplicatori Tipo HAMAMATSU R329-02 Efficienza quantica del 25% 24/09/2007 G. Luparello 7 Il Calorimetro per Protoni 22.8 x 12 x 150 cm3 Dimensioni Materiale passivo Ottone (ρ=8.48 g/cm3) Spessore strati 4mm Materiale attivo 1680 fibre di quarzo Distanza tra le fibre 4 mm Diametro fibre (core) 550 μm Apertura numerica 0.22 Rapporto volumico 1/65 PMT 1 PMT 2 5 fotomoltiplicatori PMT 3 HAMAMATSU R329-02 PMT 4 Efficienza quantica del 25% PMT c 24/09/2007 G. Luparello 8 Test effettuati • Calorimetri testati con fasci di pioni e elettroni ad energie comprese fra i 50 e i 200 GeV • PM caratterizzati in laboratorio prima del montaggio Caratterizzazione dei PM: 1) Misura del guadagno assoluto di ogni PM osservando lo spettro di singolo fotoelettrone (ad HV>1800 V). Raggi cosmici Laser impulsato 2) Costruzione della curva di guadagno Prima dell’inizio dei run: Durante i run: 24/09/2007 Scelta della tensione di alimentazione iniziale dei PM Monitoraggio della stabilità del guadagno Controllo della trasparenza delle fibre → le misure devono essere ripetibili G. Luparello 9 Setup per le misure con i raggi cosmici Scintillatori Trigger: Coincidenza di 2 scintillatori Rate di trigger: ZN circa 1.5 µ/s ZP circa 10 µ/s PM I muoni non sciamano attraversando il calorimetro L’energia persa è sufficiente per produrre (nel 3%dei casi circa) al fotocatodo un solo fotoelettrone che viene moltiplicato μ Calorimetro Caratteristiche ADC: • 4096 canali • Per ogni segnale in ingresso vengono date due misure di carica: La carica raccolta all’anodo è portata ad un modulo fan in – fan out e poi ad un ADC che la converte in un segnale digitale → si costruisce lo spettro in ADC 24/09/2007 G. Luparello High range: 200 fC/ch Low range: 25 fC/ch 10 Spettri di singolo phe dai cosmici (I) ZN1T3 HV = 2150 V conteggi Piedestallo(μ1) Singolo phe (μ2) 2 phe (μ3) canali ADC G 24/09/2007 (μ2 μ1 ) 25fC/Ch e μ2-μ1 = (33.5 ± 0.4) ch Guadagno = (0.523 ± 0.006)*107 G. Luparello 11 Spettri di singolo phe dai cosmici (II) ZN1T3 HV = 2400 V conteggi μ2-μ1 = (71.3 ± 0.9) ch Guadagno = (1.12 ± 0.01)*107 canali ADC 24/09/2007 G. Luparello 12 Setup per misure con laser Filtri: Kodak Wratten Gelatin Filter con densità D variabile da 0.1 a 4 Fibre Itrasmessa = 10-D * Iemessa Per ottenere il singolo phe → D=4 Frequenza laser: 1kHz ZN Laser ZP Fenditura filtri Fibre PM riferimento 24/09/2007 G. Luparello 13 Spettri di singolo phe dal laser ZN1T3 HV = 2332 V Spettro in ADC simile a quello per i cosmici Statistica più alta Più eventi nel picco del singolo phe conteggi μ2-μ1 =(61.3±0.1) ch G = (0.958±0.002)*107 canali ADC 24/09/2007 G. Luparello 14 Risultati ottenuti 24/09/2007 G. Luparello 15 Osservazioni I guadagni assoluti calcolati con i due diversi metodi sono in accordo tra loro Entrambi i metodi sono utilizzabili per il monitoraggio della stabilità Raggi cosmici: Tempi di esecuzione lunghi Misura sempre possibile anche durante la presa dati di ALICE Impulsatore laser: Tempi di esecuzione brevi (frequenza di 1 kHz) Misura possibile solo nei periodi di non funzionamento dell’LHC 24/09/2007 G. Luparello 16 Curva di guadagno I PM sono stati caratterizzati ad alte HV Il guadagno a basse HV è stato estrapolato dai guadagni ad alte HV Per avere dati sperimentali da confrontare con le estrapolazioni si illuminano le fibre con una luce laser ad alta intensità in modo da poter usare i PM a basse HV 24/09/2007 G. Luparello 17 Curva di Guadagno: Procedura (I) Il set up usato è lo stesso usato per misurare il singolo phe con laser. Si fissa l’intensità del laser al valore massimo Si sceglie una tensione iniziale dei PM attorno ai 1000V per andare a misurare il guadagno anche in una regione al di sotto della zona di lavoro ipotizzata Si attenua la luce del laser usando un filtro con D=1 ZN1T1 Spettro in ADC con piedestallo sottratto HV=1020V Si usa l’ADC in High Range: → 200 fC/ch 24/09/2007 G. Luparello 18 Curva di Guadagno: Procedura (II) HV=1220V HV=1120V HV=1320V 24/09/2007 HV=1327V G. Luparello 19 Curva di guadagno: Procedura (III) Aumentando ancora la tensione si otterrebbe un segnale all’ingresso del fan in – fan out maggiore di 1.5V → si inserisce un filtro con densità maggiore: D=2 Si torna ad avere un segnale <1.5 V. HV=1327V Il picco è di nuovo ad un canale basso dell’ADC 24/09/2007 G. Luparello 20 Canale ADC vs. HV D=1 D=3 D=2 D=3.2 D=3.1 D=2.4 24/09/2007 G. Luparello 21 Canale ADC vs. HV Si raccordano i punti moltiplicandoli per un opportuno coefficiente ottenuto dal grafico precedente La curva di guadagno costruita è da confrontare con i guadagni assoluti Si normalizza la curva ad un guadagno assoluto di 0.5*107 24/09/2007 G. Luparello 22 La curva di guadagno Curve non coincidenti ad HV<1800 V 24/09/2007 G. Luparello 23 Linearità Le 2 curve ottenute dalle estrapolazioni sono in accordo tra loro e sono sempre al di sopra dei dati sperimentali Tale fenomeno è collegabile ad un problema di non linearità dei PM quando l’intensità luminosa è alta e la tensione di alimentazione è bassa Sono in corso serie di misure per studiare la regione di linearità dei PM variando la luce incidente tenendo fissa la tensione di alimentazione 24/09/2007 G. Luparello 24 Conclusioni Guadagni assoluti Per ognuno dei 20 PM sono stati calcolati i guadagni assoluti a tensioni di alimentazione maggiori di 1800 V. Sia le misure con i cosmici sia quelle con il laser permettono di caratterizzare i PM a HV>1800 V. Entrambi i metodi possono essere usati per monitorare PM e fibre → l’elettronica necessaria andrà inserita nello schema generale di trigger. Curve di guadagno Per ogni PM sono state costruite le curve di guadagno in un intervallo di tensioni compreso tra 1000 e 2700 V. 24/09/2007 G. Luparello 25