AREA EDILIZIA SERVIZIO PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE INTERVENTI DI EDILIZIA SCOLASTICA L.S. Darwin - I.T.C. Romero Viale Papa Giovanni XXIII, 25 - Rivoli (TO) INTERVENTI DI COMPLETAMENTO DI ADEGUAMENTO NORMATIVO PROGETTO DEFINITIVO / ESECUTIVO IL DIRIGENTE e RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO: CODICE EDIFICIO: 1025 - 1026 Arch. Gianni SAVINO PROGETTISTA: Arch. Giuseppe TARDANICO NOME FILE: SCALA: DATA: LUG 2010 AGGIORNAMENTI: 1- REDATTO: MF OGGETTO: TAVOLA N°: PIANO DI SICUREZZA 2- VERIFICATO: INDICE PAG. RELAZIONE………………………………………………………………………… 1 PREMESSA…………………………………………………………………………. 8 INTRODUZIONE …………………………………………………………………... 10 CAP. 1 1.1 1.2 1.3 CAP. 2 INDIVIDUAZIONE E DESCRIZIONE DELL’OPERA .… ………… 12 INDIRIZZO DEL CANTIERE ……………………………………… .12 DESCRIZIONE DEL CONTESTO IN CUI E’ COLLOCATA L’AREA DEL CANTIERE ………………………………… ………. .12 DESCRIZIONE DELL’OPERA……………………………………… 12 SOGGETTI COINVOLTI…………………. ………………………… 13 CAP. 3 INDIVIDUAZIONE, ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI ALLE CARATTERISTICHE DEL CANTIERE …………………… .17 CAP. 4 SCELTE PROGETTUALI E ORGANIZZATIVE – PROCEDURE E MISURE PROTETTIVE……………………………………………… 24 AREA DI CANTIERE……………………..………………………… .24 PRESENZA FATTORI ESTERNI CHE COMPORTANO RISCHI PER IL CANTIERE…………………………………………………... 24 RISCHI CHE LE LAVORAZIONE DEL CANTIERE POSSONO COMPORTARE PER L’AREA CIRCOSTANTE ………………… 24 ORGANIZZAZIONE DI CANTIERE ………………………………. 25 RECINZIONE DI CANTIERE……………………………………….. 25 SERVIZI IGIENICO-ASSISTENZIALI DI CANTIERE…………… 25 CARTELLO CANTIERE……………………………………………... 26 VIABILITA’ PRINCIPALE DI CANTIERE ………………………… 26 IMPIANTI DI ALIMENTAZIONE E RETI PRINCIPALI DI ELETTRICITA’, ACQUA, GAS E ENERGIE DI QUALSIASI TIPO………………………………………………… 26 IMPIANTO DI MESSA A TERRA E CONTRO LE SCARICHE ATMOSFERICHE…………………………………………………….. 27 DISLOCAZIONE DELLA ZONA DI CARICO E SCARICO, DI DEPOSITO ATTREZZATURE E DI STOCCAGGIO DEI MATERIALI E DEI RIFIUTI………………………………………… 27 ZONA DI DEPOSITO DEI MATERIALI CON PERICOLO DI INCENDIO E DI ESPLOSIONE………………………………………28 RISCHIO RUMORE………………………………………………… ..28 MISURE DI SICUREZZA DA ADOTTARE IN ALCUNE POSTAZIONI DI LAVORO FISSE CANTIERE……………………...28 4.1 4.1.1 4.1.2 4.2 4.2.1 4.2.2 4.2.3 4.2.4 4.2.5 4.2.6 4.2.7. 4.2.8. 4.2.9 4.2.10 CAP. 5 SEGNALETICA DI SICUREZZA……………………………………..30 CAP. 6 PRESCRIZIONI OPERATIVE – MISURE PREVENTIVE E PROTETTIVE DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALI……. 31 6.1 SCHEDE DI VALUTAZIONE…………………………………………..31 Pagina 2 6.2 6.3 PROTEZIONE COLLETTIVA E DISPOSITIVI DI PROTEZIONE PERSONALE ……………………………………………………….........31 PROCEDURE DA SEGUIRE IN CASO DI CONDIZIONI ATMOSFERICHE AVVERSE …………………………………… …….33 CAP. 7 MODALITA’ DI GESTIONE DEL PIANO E COORDINAMENTO USO COMUNE DEI SERVIZI DI PROTEZIONE COLLETTIVE…… 35 7.1 GESTIONE DEL PIANO………………………………………………..35 7.2 COORDINAMENTO DELLE IMPRESE E DEI LAVORATORI AUTONOMI……………………………………………………………..35 7.3 RIUNIONI DI COORDINAMENTO………………………………… 35 7.3.1 RIUNIONE PRELIMINARE………………………………………… 35 7.3.2 RIUNIONI PERIODICHE………………………………………………36 7.4 INVARIABILITA’ DEI PREZZI………………………………………..36 7.5 CONSULTAZIONI…………………………………………………… ..36 CAP. 8 8.1 8.2 8.3 8.4 FORMAZIONE E INFORMAZIONE – DOCUMENTI INERENTI LA SICUREZZA – RIFERIMENTI NORMATIVI…………………………37 FORMAZIONE DEL PERSONALE…………………………………….37 DOCUMENTI INERENTI LA SICUREZZA…………………………...37 DOCUMENTAZIONE PER LA SICUREZZA DELLE ATTREZZATURE….………………………………………….38 PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI E NORME CEI………… 42 CAP. 9 9.1 9.2 9.2.1 9.3 9.4 SORVEGLIANZA SANITARIA E GESTIONE DELL’EMERGENZA .43 SORVEGLIANZA SANITARIA………………………………………..43 GESTIONE DELL’EMERGENZA……………………………………...43 PRONTO SOCCORSO………………………………………………… .43 PROCEDURE COMPORTAMENTALI………………………………. .44 MEZZI ANTINCENDIO……………………………………………….. 46 CAP.10 DURATA E PROGRAMMAZIONE DELLE LAVORAZIONI – PIANIFICAZIONE DELLE FASI LAVORATIVE………………… … 47 PROGRAMMA DEI LAVORI………………………………………… 47 PROGRAMMA GRAFICO……………………………………………. 47 INTERFERENZE TRA LE ATTIVITA’ LAVORATIVE…………….. .47 FASI LAVORATIVE…………………………………………………… 48 FASI LAVORATIVE INTERFERENTI………………………………. .48 ENTITA’ UOMINI/GIORNO PER FASI LAVORATIVE…………….. 53 10.1 10.2 10.3 10.4 10.5 10.6 CAP. 11 COSTI DELLA SICUREZZA…………………………………………...57 Pagina 2 INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA E ADEGUAMENTO NORMATIVO PRESSO IL LICEO SCIENTIFICO “C. DARWIN” “I.T.C. ROMERO” DI RIVOLI (TO) PROGETTO SICUREZZA Redatto ai sensi del D. Lgs. 81/08 RELAZIONE TECNICA Coordinatore della sicurezza per la progettazione: Arch. Giuseppe Tardanico Il presente “Progetto di Sicurezza” è stato redatto dal Coordinatore in materia di Sicurezza e salute durante la progettazione dell’opera, in conformità alle disposizioni del D.Lgs: 494/96, come modificato dal D. Lgs 528/99 e s.m.i.. Il presente Piano di Coordinamento è relativo agli interventi di manutenzione straordinaria e adeguamento normativo presso il Liceo Scientifico “C. Darwin” e ITC Romero di Rivoli. L’intervento prevede la compartimentazione di alcuni locali per realizzare zone protette, interruzioni con pareti e porte REI di alcuni corridoi, adeguamento scale esterne, impianti relativi. Tempo previsto per l’esecuzione dei lavori 240 giorni naturali consecutivi, pari a 172 giorni lavorativi – escluso il sabato – come da capitolato generale, decorrenti dalla data di consegna dei lavori. Previsione forza lavoro Saranno presenti, giornalmente, mediamente 13 operai per un totale di circa 2.123 uomini/giorni. In linea generale è vietato all’Assuntore di cedere in tutto o in parte i lavori assunti in subappalto a terzi ; pur tuttavia, su specifica richiesta da parte dell’Assuntore, il Committente, con specifica autorizzazione scritta, può consentire che alcune opere possano essere affidate in subappalto, considerato che alcune di esse ricorre la necessità di opere specialistiche, nei limiti dell’art. 34 della legge 109/94 e s.m.i. Si dovrà, a cura del Committente o del Pagina 2 Responsabile dei Lavori da Lui nominato, trasmettere all’Azienda Sanitaria Locale competente territorialmente la NOTIFICA PRELIMINARE. Il Progetto è composto: • Relazione Tecnica • Piano di Sicurezza e Coordinamento • Allegato n. 1 (Fac-simile comunicazione rumorosità delle attività appaltate) • Allegato n. 2 (Fac-simile comunicazione consultazione del RLS) • Allegato n. 3 (Schede di valutazione del rischio relative a gruppi omogenei di attività) • Allegato n. 4 (Schede di valutazione del rischio relative alle lavorazioni e macchine) • Cronoprogramma indicativo dei lavori che dovrà di volta in volta essere aggiornato nel corso dei lavori a cura del Coordinatore per la Sicurezza per l’esecuzione dei lavori, di concerto con i Responsabili della Direzione Lavori e delle Imprese esecutrici. Nell’eventualità che durante le fasi lavorative si riscontrasse la presenza di amianto, attualmente da escludere, si dovrà provvedere all’elaborazione di specifico Piano di Sicurezza finalizzato allo smaltimento, così come previsto dal D. Lgs. 277/91. Detto Piano sarà elaborato nel rispetto del Decreto del Ministero della Sanità 6 settembre 1994, che contiene le norme tecniche per la valutazione del rischio relativo al controllo, alla manutenzione ed alla bonifica delle strutture edilizie contenenti amianto. Visti i tempi necessari per il rilascio delle autorizzazioni allo smaltimento, si consiglia che la verifica dell’eventuale presenza di tale materiale venga effettuata prima dell’inizio dei lavori, al fine di evitare la sospensione in corso d’opera a causa del pericolo a cui sarebbero esposti i lavoratori, con i conseguenti danni economici. Norme generali di sicurezza ed igiene del lavoro Il DPR 547/55 capo II art. 4 prevede: “I datori di lavoro, i dirigenti, i preposti che eserciscono, dirigono, sovrintendono alle attività indicate all’art. 1, debbano, nell’ambito delle rispettive attribuzioni e competenze: a) attuare le misure di sicurezza previste dal decreto; b) rendere edotti i lavoratori dei rischi specifici cui sono esposti e portare a loro conoscenza le norme essenziali di prevenzione mediante affissione, negli ambienti di lavoro, di estratti delle presenti norme o, nei casi in cui ciò non sia possibile, mediante l’affissione con altri mezzi; c) disporre ed esigere che i singoli lavoratori osservino le norme di sicurezza ed usino i mezzi di protezione messi a loro disposizione”. A norma dell’art. 6: “I lavoratori devono: a) osservare - oltre alle norme del decreto - le misure disposte dal datore di lavoro ai fini della sicurezza individuale e collettiva; Pagina 2 b) usare con cura i D.P.I. e gli altri mezzi di protezione predisposti o forniti dal datore di lavoro; c) segnalare al datore di lavoro, al dirigente, al preposto, le deficienze dei dispositivi e dei mezzi di sicurezza e protezione, nonché le altre eventuali condizioni di pericolo di cui venissero a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza e nell’ambito delle loro competenze e possibilità, per eliminare o ridurre dette deficienze o pericoli; d) non rimuovere o modificare i dispositivi e gli altri mezzi di sicurezza e protezione senza averne ottenuta l’autorizzazione; e) non compiere, di propria iniziativa, operazioni o manovre che non siano di loro competenza e che possano compromettere la sicurezza propria o di altre persone. Le stesse figure sono chiamate all’ottemperanza di quanto previsto dal D. Lgs. 626/94. Si richiamano, inoltre, i datori di lavoro ed i lavoratori autonomi, all’osservanza dei seguenti obblighi: - Obblighi dei lavoratori autonomi - Misure generali di tutela - Obblighi dei datori di lavoro - Consultazione dei rappresentanti per la sicurezza - Modalità di attuazione della valutazione del rumore nonché al rispetto delle seguenti prescrizioni prescrizioni di sicurezza e di salute per i cantieri prescrizioni specifiche per i posti di lavoro nei cantieri SEZIONE I (posti di lavoro nei cantieri all’interno dei locali) SEZIONE II (posti di lavoro nei cantieri all’esterno dei locali). Pagina 2 ALLEGATO “A” – NOTIFICA PRELIMINARE Spett. le ASL di competenza Spett. le Ispettorato del Lavoro di competenza Oggetto: NOTIFICA PRELIMINARE ………., lì……………….. CANTIERE DI ………(INDIRIZZO COMPLETO DEL CANTIERE) COMMITTENTE:……(NOME ED INDIRIZZO) NATURA DELL’OPERA:……………………… RESPONSABILE DEI LAVORI:……… (NOME ED INDIRIZZO) COORDINATORE PER LA SICUREZZA IN FASE DI PROGETTAZIONE: (NOME ED INDIRIZZO) COORDINATORE PER LA SICUREZZA IN FASE DI ESECUZIONE: (NOME ED INDIRIZZO) DATA PRESUNTA D’INIZIO LAVORI:……………………. - DURATA PRESUNTA DEI LAVORI:……………………….. - NUMERO MASSIMO PRESUNTO DI LAVORATORI IN CANTIERE : …………………………. - NUMERO PREVISTO DI IMPRESE E DI LAVORATORI AUTONOMI IN CANTIERE: …………………….. - IDENTIFICAZIONE DELLE IMPRESE GIÁ SELEZIONATE: ……………………………………. ………………………………….. - AMMONTARE COMPLESSIVO PRESUNTO DEI LAVORI: ……………………………….. FIRMA DEL COMMITTENTE O DEL RESPONSABILE DEI LAVORI Pagina 2 ALLEGATO “B”: CARTELLO DI CANTIERE (NOMINATIVO COMMITTENTE) TIPOLOGIA DEI LAVORI CONCESSIONE EDILIZIA N° _____ DEL __________ IMPORTO DELLE OPERE IN PROGETTO £ _______________ IMPORTO DI CONTRATTO £ _______________ PROGETTO EDILE-ARCHITETTONICO PROGETTO IMPIANTI PROGETTO STRUTTURALE COORDINAMENTO SICUREZZA IN FASE DI PROGETTAZIONE COORDINAMENTO SICUREZZA IN FASE DI ESECUZIONE DIREZIONE LAVORI ALTA SORVEGLIANZA (SE PREVISTA) ASSISTENZA AL COORDINAMENTO SICUREZZA (SE PREVISTA) ASSISTENZA ALLA DIREZIONE LAVORI (SE PREVISTA) IMPRESA APPALTATRICE IMPRESE SUBAPPALTANTI (SE PREVISTE) DIRETTORE DI CANTIERE NOTIFICA PRELIMINARE IN DATA __________ Pagina 2 ALLEGATO“C”: DOCUMENTAZIONE DA CUSTODIRE IN CANTIERE DOCUMENTAZIONI DEL PRESENTE PIANO DI SICUREZZA E DEI SUOI ALLEGATI DA CUSTODIRE IN CANTIERE A CURA DELL’IMPRESA ESECUTRICE – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Planimetria del cantiere con l’ubicazione di tutti i servizi e le aree di lavorazione fuori opera e di stoccaggio. Atto autorizzativo ad eseguire i lavori(denuncia inizio attività, concessione edilizia) Denuncia delle opere in c.a. normale, con allegato progetto e relazione di calcolo Copia della notifica all’organo di vigilanza territorialmente competente. (La notifica è a cura del committente). Copia dei modelli «A» e «B» delle denunce eseguite per gli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche ed impianto di terra. Dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico di cantiere. Denuncia all’INAIL. Comunicazione agli uffici provinciali dell’ARPA dell’installazione di mezzi di sollevamento Registro degli infortuni. Libro matricola e registro delle presenze. Copia conforme dell’autorizzazione ministeriale del ponteggio a telai prefabbricati. Progettazione del ponteggio realizzato in opera con tubi tipo Innocenti o equipollenti. Disegno esecutivo di come verrà utilizzato il ponteggio. Libretti d’uso delle macchine ed attrezzature. Libretto dell’impianto di sollevamento di portata superiore a 200 kg. Verbali di verifica periodica e annotazione della verifica trimestrale delle funi. Nomine dei soggetti referenti per la sicurezza. Documenti attestanti la formazione e l’informazione. Verbali di riunioni periodiche. Valutazione del rischio del rumore. Schede di sicurezza dei prodotti. Programma sanitario. Pagina 2 PROVINCIA DI TORINO INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA E ADEGUAMENTO NORMATIVO PRESSO IL LICEO SCIENTIFICO “C. DARWIN” “I.T.C. ROMERO” DI RIVOLI (TO) PROGETTO SICUREZZA Redatto ai sensi del D. Lgs. 81/08 PIANO DI COORDINAMENTO E SICUREZZA PREMESSA 1. Caratteristiche Generali Il complesso scolastico oggetto degli interventi di ristrutturazione e adeguamento normativo, di cui al presente piano di sicurezza, è ubicato in Rivoli Via Giovanni XXIII 3, all’interno di una pertinenza completamente cintata e solo in parte utilizzata da un Ostello , separato con strutture REI e non interessato ai lavori. Gli interventi di manutenzione straordinaria progettati sono mirati a rendere l’edificio ed i suoi impianti fissi conformi ai dettami delle normative vigenti in materia di prevenzione incendi,, in materia di sicurezza sul posto di lavoro e prevenzione infortuni; in adempimento a quanto previsto da: • D.M. 26 agosto 1992 • D.P.R. 503 del 24 luglio 1996 • D.Lgs. 626 del 19 settembre 1994 e s.m.i. • D.P.R. 547 del 27 aprile 1955 2. Considerazioni sulla sicurezza operativa Il presente Piano di Coordinamento è relativo agli interventi di manutenzione straordinaria e adeguamento normativo. Nello specifico il progetto prevede: Pagina 2 • Interventi per la compartimentazione di alcuni corridoi • Interventi di adeguamento uscita di sicurezza in prossimità della biblioteca con adeguamento dei locali in prossimità • Interventi di adeguamento delle uscite di sicurezza esterne con realizzazioni di barriere REI e adeguamento dei parapetti con protezione attraverso lamiere striate. • Integrazione e rifacimento parziali di impianti elettrici • Formazione di nuova scala di sicurezza dal piano rialzato al piano cortile lato Darwin. Vista la particolarità dell’opera e le scelte architettoniche adottate, il presente Piano deve intendersi quale prima stesura del Progetto Sicurezza, avente per scopo la formulazione delle indicazioni di carattere generale ed i richiami al rispetto delle attività da porre in essere, a fronte delle normative di sicurezza applicabili. Solo congiuntamente all’impresa appaltatrice dei lavori, sarà possibile identificare le scelte mirate e operative della Sicurezza contenute nel Piano Operativo di Sicurezza redatto dall’impresa stessa, essendo queste da confrontare con l’organizzazione e le attrezzature della ditta, le necessità di ricorso al subappalto e le considerazioni tecnico-organizzative che ne conseguono. Il presente Piano, sulla base di una prima ipotesi di cronoprogramma lavori e considerate le limitate fasi lavorative, non ha identificato rilevanti sovrapposizioni fra attività lavorative; le fasi che si sovrappongono nel medesimo intervallo temporale sono localizzate in aree diverse dell’edificio, ne consegue che trattasi di interferenza temporale anziché spaziale. Nel corso della realizzazione dell’opera, dovrà essere monitorato l’andamento dei lavori al fine di adeguare le misure di compensazione previste alle situazioni reali del cantiere ed al loro evolversi nel tempo. INTRODUZIONE Il presente Piano di Sicurezza e Coordinamento, contiene, come disposto dal D.Lgs. n. 81/08, e successive modifiche e integrazioni, le misure generali e particolari relative alla sicurezza e salute dei lavoratori che dovranno essere utilizzate dall’Appaltatore nell’esecuzione dei lavori oggetto dell’appalto a cui si riferisce. Il Piano di Sicurezza e Coordinamento riporta l’individuazione, l’analisi e la valutazione dei rischi, e le conseguenti procedure operative, gli apprestamenti e le attrezzature atti a garantire per tutta la durata dei lavori il rispetto delle norme per la prevenzione degli infortuni e la tutela della salute dei lavoratori nonché la stima dei relativi costi. Il piano contiene altresì le misure di prevenzione dei rischi risultanti dall’eventuale presenza simultanea o successiva delle varie imprese ovvero dei lavoratori autonomi ed è redatto anche al fine di provvedere, quando ciò risulti necessario, all’utilizzazione di impianti comuni quali infrastrutture, mezzi logistici e di protezione collettiva. Sono identificate nel piano stesso le misure di prevenzione collettive mirate a creare une barriera fisica alla eventuale dispersione di fibre nell’atmosfera circostante l’area oggetto dell’intervento, a tutela dell’ambiente esterno. Pagina 2 Le prescrizioni contenute nel presente Piano non dovranno in alcun modo essere interpretate come limitative al processo di prevenzione degli infortuni e alla tutela della salute dei lavoratori, e non sollevano l’appaltatore dagli obblighi imposti dalla normativa vigente. L’Appaltatore, oltre alla predisposizione del Piano Operativo di Sicurezza (POS), ha anche l’obbligo di presentare al Coordinatore della Sicurezza per l’Esecuzione, ai fini della approvazione, le ulteriori scelte tecniche che hanno implicazione sulla salute e sicurezza del personale che si rendessero necessarie durante le singole fasi di lavorazione. Il Piano di Sicurezza e Coordinamento dovrà essere tenuto in cantiere e va messo a disposizione delle Autorità competenti preposte alle verifiche ispettive di controllo di cantiere. Il Piano di Sicurezza e Coordinamento dovrà essere diffuso dall’Appaltatore a tutti soggetti interessati e presenti in cantiere prima dell’inizio delle attività lavorative, sia dipendenti che sub appaltatori che lavoratori autonomi; il Coordinatore Sicurezza in fase di esecuzione avrà il compito di illustrarlo e renderlo operativo a tutti i livelli coinvolti, compreso il personale della Direzione Lavori. Il Coordinatore per la Progettazione dei Lavori ha svolto una azione di coordinamento nei confronti di tutti i soggetti coinvolti nel progetto, sia selezionando soluzioni che comporteranno minori rischi durante l'esecuzione delle opere, sia accertando che il progetto segua le norme di legge e di buona tecnica. La pianificazione dei lavori riportata nel programma dei lavori allegato al presente è stata determinata dal Coordinatore per la Progettazione dei lavori in condizioni di sicurezza, riducendo per quanto possibile le possibilità di lavorazioni pericolose e tra loro interferenti. A seguito della predisposizione del programma dei lavori stabilito con i progettisti dell’opera, si sono identificati: • fasi lavorative, in relazione al programma dei lavori; • fasi lavorative che si sovrappongono; • macchine e attrezzature; • materiali e sostanze; • figure professionali coinvolte; • individuazione dei rischi fisici e ambientali presenti; • individuazione delle misure di prevenzione e protezione da effettuare; • programmazione delle verifiche periodiche; • predisposizione delle procedure di lavoro; • indicazione della segnaletica occorrente; • individuazione dispositivi di protezione individuali da utilizzare. Le misure di sicurezza proposte di seguito sono state individuate dall’analisi della valutazione dei rischi, esse mirano a: • migliorare ulteriormente (in rapporto allo sviluppo del progresso nelle tecniche di prevenzione) situazioni già conformi; • dare attuazione alle nuove disposizioni introdotte dal D.Lgs. 626/1994 e D.Lgs. 81/08 e s.m.i.; • regolarizzare eventuali situazioni che potrebbero risultare carenti rispetto alla legislazione precedentemente in vigore ai D.Lgs. 626/1994 e D.Lgs. 81/08. PRECISAZIONI È responsabilità dell’Appaltatore assicurarsi che i lavoratori che operano sotto la sua direzione o controllo, compreso il personale di altre ditte e i lavoratori autonomi, che per qualsiasi motivo si Pagina 2 trovino in cantiere, siano addestrati e informati sui temi della sicurezza del lavoro in generale e in particolare sulle tematiche connesse con la esposizione ad amianto aerodisperso. L’Appaltatore deve informare i propri dipendenti dei rischi relativi a tutte le attività da espletare, di attività da eseguire e di quelle inerenti al luogo dove si realizzeranno le opere, nonché provvedere alla formazione del personale adibito a specifiche lavorazioni ed attività che possano comportare rischi per l’incolumità e la salute. Cap. 1 – IDENTIFICAZIONE E DESCRIZIONE DELL’OPERA 1.1 - INDIRIZZO DEL CANTIERE DENOMINAZIONE DELL’OPERA L’opera in oggetto riguarda gli interventi di manutenzione straordinaria e adeguamento normativo presso il Liceo Scientifico C. Darwin e ITC Romero di Rivoli NATURA OPERE L’intervento prevede la manutenzione straordinaria per adeguamento normativo INDIRIZZO DEL CANTIERE Via Papa Giovanni XXIII nr. 3 Rivoli 1.2 - DESCRIZIONE DEL CONTESTO IN CUI E’ COLLOCATA L’AREA DI CANTIERE L’intervento di manutenzione straordinaria e adeguamento normativo dell’edificio scolastico della Provincia di Torino, interessa un edificio ubicato sulla coliina di Rivoli all’interno di una cinta muraria che ne delimita la pertinenza. 1.3 - DESCRIZIONE DELL’OPERA Gli interventi previsti sono lavori di manutenzione straordinaria e di adeguamento normativo e precisamente: • Interventi per la compartimentazione di alcuni corridoi • Interventi di adeguamento uscita di sicurezza in prossimità della biblioteca con adeguamento dei locali in prossimità Pagina 2 • Interventi di adeguamento delle uscite di sicurezza esterne con realizzazioni di barriere REI e adeguamento dei parapetti con protezione attraverso lamiere striate. • Integrazione e rifacimento parziali di impianti elettrici • Formazione di nuova scala di sicurezza dal piano rialzato al piano cortile lato Darwin. Cap. 2 – SOGGETTI COINVOLTI Di seguito si riportano i nominativi del Committente e delle persone da Lui incaricate per la gestione dell’attività lavorativa e della Sicurezza in cantiere. Il Coordinatore della Sicurezza in fase di esecuzione manterrà aggiornato l’elenco dei soggetti. COMMITTENTE PROVINCIA DI TORINO RAGIONE SOCIALE Ente Pubblico INDIRIZZO Torino – Via Maria Vittoria 12 TELEFONO 011.86.12.111 RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO Arch. Gianni SAVINO PROGETTAZIONE Arch. Giuseppe Tardanico Corso Dante n. 53– Torino Tel. 011 – 650 96.02 Fax. 011 – 19835448 RESPONSABILE DEI LAVORI (da nominare) Pagina 2 DIREZIONE DEI LAVORI (D.L.) Direttore Lavori opere Da Nominare COORDINATORE PER LA SICUREZZA IN FASE DI PROGETTAZIONE (C.S.P.) Da Nominare DIRETTORE TECNICO DI CANTIERE (da nominare) RESPONSABILE SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE (da comunicare da parte dell’impresa aggiudicataria dei lavori) RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA (da comunicare da parte dell’impresa aggiudicataria dei lavori) MEDICO COMPETENTE (da comunicare da parte dell’impresa aggiudicataria dei lavori) Pagina 2 COMPITI E OBBLIGHI Compiti dei soggetti coinvolti nel Piano di Sicurezza e Coordinamento Il committente o il responsabile dei lavori: 1) 2) nella fase di progettazione esecutiva dell’opera, ed in particolare al momento delle scelte tecniche, nell’esecuzione del progetto e nell’organizzazione delle operazioni di cantiere (comma 1, art 3): • si attiene ai principi e alle misure generali di tutela di cui all’art. 3 del D.Lgs. n. 626/1994; • determina altresì, al fine di permettere la pianificazione dell’esecuzione in condizioni di sicurezza, dei lavori o delle fasi di lavoro che si devono svolgere simultaneamente o successivamente tra loro, la durata di tali lavori o fasi di lavoro. nella fase di progettazione esecutiva dell’opera, valuta attentamente, ogni qualvolta ciò risulti necessario, i documenti di cui all’art. 4, comma 1, lettera a) e b), (comma 2, art. 3) contestualmente all’affidamento dell’incarico di progettazione esecutiva, designa (comma 3, art. 3); • il coordinatore per la progettazione (CSP) che deve essere in possesso dei requisiti di cui all’art. 10; • il coordinatore per l’esecuzione dei lavori (CSE), che deve essere in possesso dei requisiti di cui all’art. 10. Obblighi del coordinatore per la progettazione (CSP) Durante la progettazione esecutiva dell’opera, e comunque prima della richiesta di presentazione delle offerte, il coordinatore per la progettazione, (CSP): 1) redige o fa redigere il piano di sicurezza e di coordinamento di cui all’art. 12 e il piano generale di sicurezza di cui all’art. 13; 2) predispone un fascicolo sulle caratteristiche dell’opera e gli elementi utili in materia di sicurezza e igiene da prendere in considerazione all’atto di eventuali successivi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e/o di riparazione, contenente le informazioni utili ai fini della prevenzione e protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, tenendo conto delle specifiche norme di buona tecnica e dell’Allegato II al documento U.E. 260/5/93. Obblighi del coordinatore per l’esecuzione dei lavori (CSE) Durante la realizzazione dell’opera il coordinatore per l’esecuzione dei lavori provvede a: 1) assicurare, tramite opportune azioni di coordinamento, l’applicazione delle disposizioni contenute nei piani di cui agli artt. 12 e 13 e delle relative procedure di lavoro; 2) adeguare i piani di cui agli artt. 12 e 13 e il fascicolo di cui all’art. 4, comma 1, lettera b), in relazione all’evoluzione dei lavori e alle eventuali modifiche intervenute; 3) organizzare tra i datori di lavoro, ivi compresi i lavoratori autonomi, la cooperazione e il coordinamento delle attività nonché la loro reciproca informazione; 4) verificare l’attuazione di quanto previsto all’art. 15; 5) proporre al committente, in caso di gravi inosservanze delle norme del presente decreto, la sospensione dei lavori, l’allontanamento delle imprese o dei lavoratori autonomi dal cantiere o la risoluzione del contratto; 6) sospendere in caso di pericolo grave e imminente le singole lavorazioni fino alla comunicazione scritta degli avvenuti adeguamenti effettuati dalle imprese interessate. Pagina 2 INOLTRE: L’appaltatore dovrà organizzare i lavori coinvolgendo oltre alle proprie maestranze, gli eventuali subappaltatori nel rispetto delle norme di sicurezza previste nel presente piano e/o nei documenti di valutazione dei rischi, nonché da norme di legge, facendo osservare che: - è assolutamente vietato eseguire indebitamente lavori che esulino dalla propria competenza; - l’accesso nell’area dei lavori è riservata al solo personale autorizzato ed è espressamente vietato introdurre persone estranee; - all’interno del cantiere dovranno essere rispettate tutte le norme di circolazione indicate dai cartelli; - è assolutamente vietato introdursi in zone di cantiere o locali per i quali sia vietato l’ingresso alle persone non autorizzate; - i lavoratori dovranno mantenere pulito ed ordinato il posto di lavoro; - è assolutamente vietato consumare alcolici durante il lavoro o fare uso di sostanze stupefacenti. Il Coordinatore della Sicurezza in fase di esecuzione (CSE) verifica che: Le imprese ed i lavoratori addetti alla realizzazione dell’opera dovranno operare nel pieno rispetto delle norme di legge per la prevenzione degli infortuni e l’igiene del lavoro. Siano rispettate le specifiche disposizioni di sicurezza indicate nel presente PSC. Che nel caso di accertate violazioni, adotterà direttamente o segnalerà al Committente perché vengano presi i provvedimenti ritenuti più opportuni ai fini della salvaguardia dell’incolumità fisica dei lavoratori, richiami formali al rispetto delle norme di prevenzione infortuni, allontanamento dal posto di lavoro, temporanea sospensione dei lavori sino al ripristino delle condizioni di sicurezza. La comunicazione dei provvedimenti sarà eseguita attraverso verbali consegnati direttamente all’Appaltatore con indicazione della mancanza riscontrata e dei termini per l’eventuale rientro nella norma. L’impresa , nei limiti dell’importo dei lavori di cui al capitolato d’appalto, relativamente alle lavorazioni affidabili in subappalto, è tenuta a procedere secondo le seguenti modalità operative: - identificazione delle tipologie di attività da affidare in subappalto; - identificazione delle imprese o lavoratori autonomi prescelti; - reperimento delle documentazioni comprovanti i requisiti richiesti e l’assolvimento degli obblighi fiscali e contributivi di legge; - richiesta alla Committenza di autorizzazione a subappalto per la specifica attività; - redazione e sottoscrizione di regolare contratto di affidamento dei lavori. CAP. 3 – INDIVIDUAZIONE – ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI DOVUTI ALLE CARATTERISTICHE DEL CANTIERE 3.1. – RISCHI ANALIZZATI Si riporta di seguito la tabella relativa ai rischi che generalmente si possono riscontrare nel contesto lavorativo, a cui corrispondono le principali misure tecniche di prevenzione; RISCHIO Cadute dall’alto Urti, colpi, impatti compressioni CODICE 1 3 Pagina 2 Punture, tagli, abrasioni Vibrazioni Scivolamenti, cadute a livello Calore, fiamme, esplosione Freddo Elettrico Radiazioni non ionizzanti Rumore Caduta di materiale dall’alto Investimento Movimentazione manuale dei carichi Polveri, fibre Getti, schizzi Gas e vapori Allergeni 4 5 6 7 8 9 10 11 13 15 16 17 35 36 52 1. CADUTE DALL’ALTO Le perdite di stabilità dell’equilibrio di persone che possono comportare cadute da un piano di lavoro ad un altro posto a quota inferiore (di norma con dislivello maggiore di 2 metri), devono essere impedite con misure di prevenzione, generalmente costituite da parapetti di trattenuta applicati a tutti i lati liberi di travi, impalcature, piattaforme, ripiani, balconi, passerelle e luoghi di lavoro o di passaggio sopraelevati. Qualora risulti impossibile l’applicazione di tali protezioni devono essere adottate misure collettive o personali atte ad arrestare con il minore danno possibile le cadute. A seconda dei casi possono essere utilizzate: superfici di arresto costituite da tavole in legno o materiali semirigidi; reti o superfici di arresto molto deformabili; dispositivi di protezione individuale di trattenuta o di arresto. Lo spazio corrispondente al percorso di eventuale caduta deve essere reso preventivamente libero da ostacoli capaci di interferire con le persone in caduta, causandogli danni o modificandone la traiettoria. Inoltre occorre evidenziare che le coperture in cemento amianto comportano il rischio specifico di caduta dall’alto per accidentale sfondamento delle lastre. Per compensare questo rischio occorre realizzare idonee opere provvisionali quali camminamenti in tavole da ponte, posa di rete metallica antistrappo sulla superficie del tetto. 3. URTI - COLPI - IMPATTI - COMPRESSIONI Le attività che richiedono sforzi fisici violenti e/o repentini devono essere eliminate o ridotte anche attraverso l’impiego di attrezzature idonee alla mansione. Gli utensili, gli attrezzi e gli apparecchi per l’impiego manuale devono essere tenuti in buono stato di conservazione ed efficienza e quando non utilizzati devono essere tenuti in condizioni di equilibrio stabile (es. riposti in contenitori o assicurati al corpo dell’addetto) e non devono ingombrare posti di passaggio o di lavoro. I depositi di materiali in cataste, pile e mucchi devono essere organizzati in modo da evitare crolli o cedimenti e permettere una sicura e agevole movimentazione e non ostacolare la normale viabilità. Gli arredi le attrezzature dei locali comunque adibiti a posti di lavoro, devono essere disposti in modo da garantire la normale circolazione delle persone. 4. PUNTURE –TAGLI - ABRASIONI Pagina 2 Deve essere evitato il contatto del corpo dell’operatore con elementi taglienti o pungenti o comunque capaci di procurare lesioni. Tutti gli organi lavoratori delle apparecchiature devono essere protetti contro i contatti accidentali. Dove non sia possibile eliminare il pericolo o non siano sufficienti le protezioni collettive (delimitazione delle aree di rischio), devono essere impiegati i DPI idonei alla mansione (calzature di sicurezza, guanti, grembiuli di protezione, schermi, occhiali, etc.). 5.VIBRAZIONI Qualora non sia possibile evitare l’utilizzo diretto degli utensili ed attrezzature comunque capaci di trasmettere vibrazioni al corpo dell’operatore, queste ultime devono essere dotate di tutte le soluzioni tecniche più efficaci per la protezione dei lavoratori (es.: manici antivibrazioni, dispositivi di smorzamento, etc.) ed essere mantenute in stato di perfetta efficienza. I lavoratori addetti devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria e deve essere valutata l’opportunità di adottare la rotazione tra gli operatori. 6.SCIVOLAMENTI - CADUTE A LIVELLO I percorsi per la movimentazione dei carichi ed il dislocamento dei depositi devono essere scelti in modo da evitare quanto più possibile le interferenze con zone in cui si trovano persone. I pavimenti degli ambienti e luoghi di lavoro devono avere caratteristiche ed essere mantenuti in modo da evitare il rischio di scivolamento e inciampo. I percorsi pedonali interni al cantiere, i percorsi dei ponteggi ai vari piani, le piattaforme di sbarco materiali, devono sempre essere mantenuti sgombri da attrezzature, materiali, macerie o altro capace di ostacolare il cammino degli operatori. Tutti gli addetti devono indossare calzature idonee. Per ogni postazione di lavoro è necessario individuare la via di fuga più vicina. Deve altresì provvedersi per il sicuro accesso ai posti di lavoro in piano, in elevazione e in profondità. Le vie d’accesso al cantiere e quelle corrispondenti ai percorsi interni devono essere illuminate secondo le necessità diurne e notturne. 7.CALORE – FIAMME - ESPLOSIONE Nei lavori effettuati in presenza di materiali, sostanze o prodotti infiammabili, esplosivi o combustibili, devono essere adottate le misure atte ad impedire i rischi conseguenti. In particolare: le attrezzature e gli impianti devono essere di tipo idoneo all’ambiente in cui si deve operare; le macchine, i motori e le fonti di calore eventualmente preesistenti negli ambienti devono essere tenute inattive; gli impianti elettrici preesistenti devono essere messi fuori tensione; non devono essere contemporaneamente eseguiti altri lavori suscettibili di innescare esplosioni o incendi, né introdotte fiamme libere o corpi caldi; gli addetti devono portare calzature ed indumenti che non consentano l’accumulo di cariche elettrostatiche o la produzione di scintille e devono astenersi dal fumare; nelle immediate vicinanze devono essere predisposti estintori idonei per la classe di incendio prevedibile; all’ingresso degli ambienti o alla periferia delle zone interessate dai lavori devono essere poste scritte e segnali ricordanti il pericolo. Nei lavori a caldo con bitumi, catrami, asfalto e simili devono essere adottate misure contro i rischi di: traboccamento delle masse calde dagli apparecchi di riscaldamento e dai recipienti per il trasporto; incendio; ustione. Pagina 2 Durante le operazioni di taglio e saldatura deve essere impedita la diffusione di particelle di metallo incandescente al fine di evitare ustioni e focolai di incendio. Gli addetti devono fare uso degli idonei dispositivi di protezione individuali. 8.FREDDO Deve essere impedito lo svolgimento di attività che comportino l’esposizione a temperature troppo rigide per gli addetti; quando non sia possibile realizzare un microclima più confortevole si deve provvedere con tecniche alternative (es. rotazione degli addetti), con l’abbigliamento adeguato e con i dispositivi di protezione individuale. 9.ELETTRICO Prima di iniziare le attività deve essere effettuata una ricognizione dei luoghi dei lavori al fine di individuare la eventuale esistenza di linee elettriche aeree o interrate e stabilire le idonee precauzioni per evitare possibili contatti diretti o indiretti con elementi in tensione. I percorsi e la profondità delle linee interrate o in cunicolo in tensione devono essere rilevati e segnalati in superficie quando interessano direttamente la zona di lavoro. Devono essere altresì formulate apposite e dettagliate istruzioni scritte per i preposti e gli addetti ai lavori in prossimità di linee elettriche. La scelta degli impianti e delle attrezzature elettriche per le attività edili deve essere effettuata in funzione dello specifico ambiente di lavoro, verificandone la conformità alle norme di Legge e di buona tecnica. Qualunque modifica all’impianto elettrico degli impianti fissi deve essere progettata; l’esecuzione, la manutenzione e la riparazione dello stesso deve essere effettuata da personale qualificato, che deve rilasciare il certificato di conformità. Le prese di corrente devono essere localizzate in modo da non costituire intralcio alla normale circolazione o attività lavorativa e da non essere danneggiate. Prima di iniziare le attività deve essere verificata la rispondenza degli allacciamenti elettrici delle macchine, attrezzature e utensili alle norme di sicurezza, al fine di evitare possibili contatti diretti o indiretti con elementi in tensione. I percorsi dei conduttori elettrici di alimentazione devono essere disposti in modo da non intralciare i passaggi o essere danneggiati. 10.RADIAZIONI NON IONIZZANTI I posti di lavoro in cui si effettuano lavori di saldatura, taglio termico e altre attività che comportano l’emissione di radiazioni e/o calore devono essere opportunamente protetti, delimitati e segnalati. I lavoratori presenti nelle aree di lavoro devono essere informati sui rischi in modo tale da evitare l’esposizione accidentale alle radiazioni suddette. Gli addetti devono essere adeguatamente informati/formati, utilizzare i DPI idonei ed essere sottoposti a sorveglianza sanitaria. 11.RUMORE Nell’acquisto di nuove attrezzature occorre prestare particolare attenzione alla silenziosità d’uso. Le attrezzature devono essere correttamente mantenute e utilizzate, in conformità alle indicazioni del fabbricante, al fine di limitarne la rumorosità eccessiva. Durante il funzionamento gli schermi e le paratie delle attrezzature devono essere mantenute chiuse e dovranno essere evitati i rumori inutili. Quando il rumore di una lavorazione o di una attrezzatura non può essere eliminato o ridotto, si devono porre in essere protezioni collettive quali la delimitazione dell’area interessata e/o Pagina 2 la posa in opera di schermature supplementari della fonte di rumore. Se la rumorosità non è diversamente abbattibile è necessario adottare i dispositivi di protezione individuali conformi a quanto indicato nel rapporto di valutazione del rumore e prevedere la rotazione degli addetti alle mansioni rumorose. 12.CESOIAMENTO STRITOLAMENTO Il cesoiamento e lo stritolamento di parti del corpo tra elementi mobili di macchine e elementi fissi delle medesime o di opere, strutture provvisionali o altro, deve essere impedito limitando con mezzi materiali il percorso delle parti mobili o segregando stabilmente la zona pericolosa. Qualora ciò non risulti possibile deve essere installata una segnaletica appropriata e devono essere osservate opportune distanze di rispetto; ove del caso devono essere disposti comandi di arresto automatico e/o emergenza in corrispondenza dei punti di potenziale pericolo. 13.CADUTA DI MATERIALE DALL’ALTO Le perdite di stabilità incontrollate dell’equilibrio di masse materiali in posizione ferma o nel corso di maneggio e trasporto manuale o meccanico ed i conseguenti moti di crollo, scorrimento, caduta inclinata su pendii o verticale nel vuoto devono, di regola, essere impediti mediante la corretta sistemazione delle masse o attraverso l’adozione di misure atte a trattenere i corpi in relazione alla loro natura, forma e peso. Gli effetti dannosi conseguenti alla possibile caduta di masse materiali su persone o cose devono essere eliminati mediante dispositivi rigidi o elastici di arresto aventi robustezza, forme e dimensioni proporzionate alle caratteristiche dei corpi in caduta. Quando i dispositivi di trattenuta o di arresto risultino mancanti o insufficienti, deve essere impedito l’accesso involontario alle zone di prevedibile caduta, segnalando convenientemente la natura del pericolo. Tutti gli addetti devono comunque fare uso dell’elmetto di protezione personale. 15.INVESTIMENTO Per l’accesso al cantiere degli addetti ai lavori e dei mezzi di lavoro devono essere predisposti percorsi sicuri. Deve essere comunque sempre impedito l’accesso di estranei alle zone di lavoro. All’interno del cantiere la circolazione degli automezzi e delle macchine semoventi deve essere regolata con norme il più possibile simili a quelle della circolazione sulle strade pubbliche e la velocità deve essere limitata a seconda delle caratteristiche e condizioni dei percorsi e dei mezzi. Per l’accesso degli addetti ai rispettivi luoghi di lavoro devono essere approntati percorsi sicuri e, quando necessario, separati da quelli dei mezzi meccanici. Le vie d’accesso al cantiere e quelle corrispondenti ai percorsi interni devono essere illuminate secondo le necessità diurne o notturne e mantenute costantemente in condizioni soddisfacenti. 16.MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI La movimentazione manuale dei carichi deve essere ridotta al minimo e razionalizzata al fine di non richiedere un eccessivo impegno fisico del personale addetto. In ogni caso è opportuno ricorrere ad accorgimenti quali la movimentazione ausiliata o la ripartizione del carico. Il carico da movimentare deve essere facilmente afferrabile e non deve presentare caratteristiche tali da provocare lesioni al corpo dell’operatore, anche in funzione della tipologia della lavorazione. In relazione alle caratteristiche ed entità dei carichi, l’attività di movimentazione manuale deve essere preceduta e accompagnata da una adeguata azione di informazione e formazione, previo accertamento, per attività non sporadiche, delle condizioni di salute degli addetti. Pagina 2 31. POLVERI - FIBRE Nelle lavorazioni che prevedono l’impiego di materiali in grana minuta o in polvere oppure fibrosi e nei lavori che comportano l’emissione di polveri o fibre dei materiali lavorati, la produzione e/o la diffusione delle stesse deve essere ridotta al minimo utilizzando tecniche e attrezzature idonee. Le polveri e le fibre captate e quelle depositatesi, se dannose, devono essere sollecitamente raccolte ed eliminate con i mezzi e gli accorgimenti richiesti dalla loro natura. Qualora la quantità di polveri o fibre presenti superi i limiti tollerati e comunque nelle operazioni di raccolta ed allontanamento di quantità importanti delle stesse, devono essere forniti ed utilizzati indumenti di lavoro e DPI idonei alle attività ed eventualmente, ove richiesto, il personale interessato deve essere sottoposto a sorveglianza sanitaria. 35.GETTI-SCHIZZI Nei lavori a freddo e a caldo, eseguiti a mano o con apparecchi, con materiali, sostanze e prodotti che danno luogo a getti e schizzi dannosi per la salute devono essere adottati provvedimenti atti a impedirne la propagazione nell’ambiente di lavoro, circoscrivendo la zona di intervento. Gli addetti devono indossare adeguati indumenti di lavoro e utilizzare i DPI necessari. 36.GAS E VAPORI Nei lavori a freddo o a caldo, eseguiti a mano o con apparecchi, con materiali, sostanze e prodotti che possono dar luogo, da soli o in combinazione, a sviluppo di gas, vapori, nebbie, aerosol e simili, dannosi alla salute, devono essere adottati provvedimenti atti ad impedire che la concentrazione di inquinanti nell’aria superi il valore massimo tollerato indicato nelle norme vigenti. La diminuzione della concentrazione può anche essere ottenuta con mezzi di ventilazione generale o con mezzi di aspirazione localizzata seguita da abbattimento. In ambienti confinati deve essere effettuato il controllo del tenore di ossigeno, procedendo all’insufflamento di aria pura secondo le necessità riscontrate o utilizzando i DPI adeguati all’agente. Deve comunque essere organizzato il rapido deflusso del personale per i casi di emergenza. Qualora sia accertata o sia da temere la presenza o la possibilità di produzione di gas tossici o asfissianti o la irrespirabilità dell’aria ambiente e non sia possibile assicurare una efficace aerazione ed una completa bonifica, gli addetti ai lavori devono essere provvisti di idonei respiratori dotati di sufficiente autonomia. Deve inoltre sempre essere garantito il continuo collegamento con persone all’esterno in grado di intervenire prontamente in casi di emergenza. 52. ALLERGENI Tra le sostanze utilizzate in edilizia, alcune sono capaci di azioni allergizzanti (riniti, congiuntiviti, dermatiti allergiche da contatto). I fattori favorenti l’azione allergizzante sono: brusche variazioni di temperatura, azioni disidratante e lipolitica dei solventi e dei leganti, presenza di sostanze vasoattive. La sorveglianza sanitaria va attivata in presenza di sintomi sospetti anche in considerazione dei fattori personali di predisposizione a contrarre questi tipi di affezione. In tutti i casi occorre evitare il contatto diretto di parti del corpo con materiali resinosi, polverulenti, liquidi, aerosoli e con prodotti chimici in genere, utilizzando indumenti da lavoro e DPI appropriati (guanti, maschere, occhiali, ecc.) Pagina 2 3.2 – SCHEDE DI VALUTAZIONE Le schede allegate relative ad opere provvisionali, attrezzature di lavoro, macchine, D.P.I. e fasi specifiche di lavorazione costituiscono uno strumento di gestione della sicurezza per le attività di cantiere e sono finalizzate all’impostazione di un modo di lavorare più cosciente dei pericoli e ad una più attenta messa in opera di idonee misure preventive e protettive da parte dell’impresa esecutrice. Le schede individuano, analizzano e valutano i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori nelle varie fasi lavorative, prendendo in esame le sequenze delle attività, le attrezzature ed i materiali con cui si lavora o si viene a contatto, le dotazioni di sicurezza e le misure di prevenzione e protezione per la riduzione del rischio residuo ai livelli più bassi ragionevolmente praticabili, in conformità alla normativa vigente in materia. Le schede vogliono infine rappresentare uno strumento di lavoro facilmente fruibile e di agile consultazione da parte del responsabile del cantiere, e sono pertanto state strutturate in modo da rendere chiaro, sintetico e leggibile il loro contenuto. CAP. 4 – SCELTE PROGETTUALI E ORGANIZZATIVE – PROCEDURE E MISURE PROTETTIVE • 4.1 AREA DI CANTIERE: Considerato che gli interventi riguardano la ristrutturazione di un edificio a 3 piani fuori terra con ampi cortili interno e disponibile, l’impresa, nel rispetto del programma dei lavori di cui a codesto piano, nell’ambito dell’organizzazione generale del cantiere e riportata dal piano operativo può autonomamente programmare gli interventi previsti, compartimentando con barriere rigide tutti i varchi e le aperture di collegamento con la struttura scolastica adiacente. 4.1.1. PRESENZA DI FATTORI ESTERNI CHE COMPORTANO RISCHI PER IL CANTIERE Vista la particolare natura dell’opera e l’ubicazione del sito,non si prevedono rischi provenienti dall’esterno, , l’unica problematica presente, che non crea però un vero e proprio rischio indotto all’area intesa come area di cantiere, è rappresentata dal traffico sulla via e pertanto ri rende necessario assicurare con la sorveglianza di un operatore l’accesso dei mezzi dell’impresa nell’area di cantiere. mezzi che necessariamente devono essere di limitata portata vuoi per problemi di 4.1.2. RISCHI CHE LE LAVORAZIONI DEL CANTIERE POSSONO COMPORTARE PER L’AREA CIRCOSTANTE Nella valutazione dei rischi di cui al presente capitolo è stata presa in considerazione la necessità di valutare alcuni rischi potenziali, quali ad esempio il rumore, le polveri e le vibrazioni che verranno compensati sia attraverso l’ adozione di macchinari/attrezzature dotati di marcatura CE, a basso livello di emissione, sia avendo cura di distribuire le attività ingeneranti in orari della giornata lavorativa che creano il minore impatto/disagio possibile all’attività didattica della scuola adiacente Pagina 2 4.2 ORGANIZZAZIONE DI CANTIERE : 4.2.1. RECINZIONE DI CANTIERE La realtà oggetto degli interventi si presenta in modo tale da non dover necessariamente prevedere una recinzione rigida in quanto il complesso dispone di un cortile interno dove saranno individuate zone protette con recinzioni formate da cavalletti e rete di plastica, destinate allo stoccaggio dei materiali, al confezionamento delle malte; l’area interessata dalla realizzazione della scala di sicurezza sarà delimitata da una recinzione in tubi dalmine e lamiera grecata. Dette aree dovranno essere controllate al fine di segnalare in modo chiaro ed inequivocabile le zone interessate dai lavori, ed impedire qualsiasi accesso ai non addetti agli stessi. Dovrà inoltre essere garantita una adeguata segnaletica indicante il divieto di accesso alle persone estranee al cantiere e adeguata cartellonistica a segnalazione del passaggio di autocarri e macchine operatrici dotata di idonea illuminazione. 4.2.2. SERVIZI IGIENICO – ASSISTENZIALE DI CANTIERE • • • • • • L’impresa appaltatrice dovrà provvedere a : controllare o eseguire gli allacciamenti a: fognatura, rete di alimentazione elettrica, messa a terra, acqua e telefono; la verifica della rete di terra generale, cui si collegherà l’impianto di cantiere, è a carico dell’impresa che dovrà realizzarla nella primissima fase di cantiere ; la rete di illuminazione del cantiere (ciascuna impresa provvederà con i suoi apparecchi per le proprie necessità, allacciandosi alla rete principale a carico dell’impresa edile; certificazione ai sensi della Legge 46/90 a carico dell’impresa edile per la rete principale, delle altre imprese per la parte di loro competenza; realizzare lo spogliatoio per le maestranze, i servizi igienici con w.c., la mensa, lavabi e doccia dotata di acqua calda nonché l’ufficio di cantiere. A tale scopo, data la possibilità, si utilizzeranno locali destinati a tale uso identificati tra quelli presenti nel complesso, su indicazione della direzione lavori sentito il Coordinatore della Sicurezza in fase di esecuzione. la manutenzione costante di tutti gli apprestamenti, quali ad esempio: manutenzione dei posti di lavoro fissi e degli steccati, pulizia dei locali socio assistenziali, verifica periodica e aggiornamento dell’impianto elettrico di terra, verifica periodica delle funi degli impianti di sollevamento, verifica periodica degli estintori, ecc. Pagina 2 4.2.3. CARTELLO CI CANTIERE In riferimento alle disposizioni urbanistico-edilizie in cantiere deve essere esposto un cartello in posizione ben visibile e contenere tutte le informazioni necessarie a qualificare il cantiere, riportate nel “ FAC SIMILE” allegato B alla relazione del Piano. 4.2.4. VIABILITA’ PRINCIPALE DI CANTIERE Durante i lavori deve essere assicurata la viabilità delle persone e dei veicoli attraverso accessi che, se interessano le aree che in quel momento sono interessate da interventi, debbono necessariamente essere presieduti da personale dell’impresa come ribadito al presente capitolo (punto 4.1.1) 4.2.5 IMPIANTI DI ALIMENTAZIONE E RETI PRINCIPALI DI ELETTRICITA’, ACQUA, GAS, E ENERGIA DI QUALSIASI TIPO IMPIANTO IDRICO Vista la particolare natura dei lavori, l’alimentazione idrica per l’attività di cantiere, verrà realizzata dall’impresa con allacciamento alla rete pubblica. L’impianto dovrà essere oggetto di adeguata manutenzione periodica, volta al mantenimento del livello di sicurezza e alla sostituzione di tutti i componenti eventualmente deteriorati. IMPIANTO ELETTRICO L’alimentazione elettrica necessaria per il cantiere sarà da attivare a cura dell’appaltatore. L’impresa appaltatrice delle opere subito dopo il punto di prelievo provvederà a far realizzare da un installatore qualificato a norma della legge 46/1990 l’impianto elettrico di cantiere, che dovrà avere origine da un quadro elettrico ASC. L’installatore qualificato rilascerà all’impresa la dichiarazione di conformità ai sensi della legge 46/1990. Ogni impresa che intende collegarsi al quadro di cantiere dovrà collegare allo stesso un suo sottoquadro a norma e prelevare energia elettrica direttamente da questo. L’impresa appaltatrice si impegnerà, anche a nome dei propri subappaltatori o fornitori, ad utilizzare l’impianto elettrico in conformità alla legge, non apportando modifiche non autorizzate. Il materiale e le attrezzature elettriche impiegate dalle ditte esecutrici devono essere conformi alla normativa vigente ed alle norme CEI applicabili; nel caso in cui il coordinatore in fase di esecuzione verifichi l’utilizzo di materiale non conforme, vieterà l’utilizzo delle attrezzature e dei materiali elettrici fino a che l’impresa inadempiente non abbia sanato la situazione pericolosa. 4.2.6. IMPIANTI DI MESSA A TERRA E DI PROTEZIONE CONTRO LE SCARICHE ATMOSFERICHE Pagina 2 L’impresa appaltatrice delle opere, contestualmente alla realizzazione dell’impianto elettrico di cantiere, provvederà a collegare all’impianto di terra principale tutte le masse metalliche ( armadi metallici di impianti elettrici,strutture metalliche, ponteggi ) tramite: • dispersori in acciaio zincato ramato; • conduttori di terra della sezione minima di mm/q. 50 se in ferro e 16 mm/q. se in rame da non sottoporre a sforzi meccanici e se interrati devone essere collocati almeno a 50 cm. dal piano di campagna. • Conduttori di protezione • Giunzioni al fine di sopportare sforzi meccanici realizzate conadeguate morsettiere, capicorde, perni e dadi. L’impianto di messa a terra dovrà essere realizzato nel pieno rispetto delle norme CEI 64-8 ( impianti elettrici utilizzatori ) e CEI 91-1 ( protezione di di strutture contro i fulmini ). L’impianto sarà verificato e mantenuto in perfetta efficienza nel tempo tramite controlli da parte di personale qualificato. Limpianto di messa a terra e i dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche saranno denunciate alla sede ISPEL rerritoriale competente per gli opportuni controlli da effettuare in cantiere. 4.2.7 DISLOCAZIONE DELLE ZONE DI CARICO E SCARICO, DI DEPOSITO ATTREZZATURE E DI STOCCAGGIO DEI MATERIALI E DEI RIFIUTI L’impresa dovrà provvedere alla realizzazione di tettoie e di luoghi di deposito temporaneo di materiali da porre in opera e delle macerie da allontanare a discarica (ciascuna impresa con una installazione rigorosamente autonoma); L’area di stoccaggio dei materiali in genere e dei materiali confezionati per lo smaltimento finale, sarà determinata dalla ditta appaltatrice, nell’ambito dell’organizzazione generale del cantiere e riportata dal piano operativo. Le zone di stoccaggio dovranno osservare le seguenti prescrizioni minime: • le aree di stoccaggio dei materiali dovranno essere ben delimitate e segnalate; • i materiali dovranno essere stoccati in modo stabile e tale da consentire un’agevole movimentazione. • I materiali di risulta dovranno essere stoccati, già confezionati per il trasporto in discariche autorizzate. 4.2.8. ZONE DI DEPOSITO DEI MATERIALI CON PERICOLO D’INCENDIO O DI ESPLOSIONE DEPOSITO DI BOMBOLE Pagina 2 La conservazione delle bombole di acetilene per le lavorazioni da effettuare in cantiere deve essere effettuata in conformità al D.M. 22/12/1959; i depositi dovranno essere distinti per ciascuna impresa, riparati da una tettoia, delimitati da una recinzione fissa chiusa con lucchetto. Le bombole dovranno essere depositate in apposite rastrelliere, nei quantitativi prescritti, separate fisicamente le vuote dalle piene, con la chiara indicazione scritta del tipo di deposito. In prossimità del deposito, con apposita segnaletica, dovranno essere posizionati i mezzi di spegnimento portatili (estintori) in quantità e dimensioni proporzionati alla presenza massima delle bombole. Il tipo di estinguente sarà identificato in relazione ai gas compressi presenti. 4.2.9. RISCHIO RUMORE Le imprese che interverranno in cantiere dovranno essere in possesso del documento di valutazione del rischio rumore secondo quanto previsto dal D.Lgs. 277/1991. Il documento dovrà prevedere la valutazione del rumore per lavorazioni simili a quelle da svolgere in cantiere. Copia di tale documento dovrà, a richiesta, essere consegnata al coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione dell’opera, inserita nel Piano Operativo di Sicurezza. Nel presente piano di sicurezza e coordinamento, in accordo con quanto previsto dall’art. 16 del D.Lgs. 494/1996, l’esposizione quotidiana personale dei lavoratori al rischio rumore viene calcolata in fase preventiva facendo riferimento ai tempi di esposizione e ai livelli di rumore standard individuati da studi e misurazioni la cui validità è riconosciuta dalla commissione prevenzione infortuni. 4.2.10. MISURE DI SICUREZZA DA ADOTTARE IN ALCUNE POSTAZIONI DI LAVORO FISSE DI CANTIERE CONFEZIONAMENTO MALTE La linea elettrica di alimentazione della betoniera dovrà essere fissa, il quadro elettrico di alimentazione dovrà essere del tipo ASC. Il cavo di alimentazione dovrà essere dotato di polo di messa a terra ed essere ubicato in aree dove non esista il pericolo di danneggiamento. L’addetto dovrà assistere i mezzi in movimento per evitare il contatto con la postazione di confezionamento malte. L’addetto dovrà assicurarsi (vedere il libretto di istruzioni della macchina) che la betoniera sia sempre dotata di carter di protezione. L’impresa dovrà effettuare una manutenzione periodica della macchina ingrassando le parti in movimento e verificando il serraggio di viti e bulloni ed effettuare la manutenzione programmata della macchina, annotando l’esito dell’operazione nell’apposito libretto di manutenzione. BANCO DI LAVORAZIONE DEL FERRO La linea elettrica di alimentazione della cesoia e della piegaferri dovrà essere fissa, il quadro elettrico di alimentazione dovrà essere del tipo ASC; il cavo di alimentazione dovrà essere dotato di polo di messa a terra ed essere ubicato in aree dove non esista il pericolo di danneggiamento. L’addetto dovrà assicurarsi della funzionalità dei microinterruttori delle macchine, degli interruttori a fungo, nonché di quello a pedale. L’impresa dovrà effettuare la manutenzione programmata della macchina e annotare l’esito nell’apposito libretto di manutenzione Nel caso tali attrezzature ( betoniera e banco lavorazione del ferro ) vengono a trovarsi al di sotto del raggio di azione della gru o possibilità di verifica di caduta di materiale dall’alto, le postazioni di lavoro devono essere protette da robusta tettoia, realizzata con tubolari metallici montati in modo Pagina 2 da avere adeguata resistenza e copertura in tavole dello spessore minimo di cm. 4 e di altezza non superiore a mt. 3,00 a protezione dalla caduta di materiali dall’alto. Pagina 2 Cap. 5 – SEGNALETICA DI SICUREZZA In cantiere dovrà essere posizionata la segnaletica di sicurezza, conforme al D.Lgs. 493/96 e s.m.i. Si ricorda che la segnaletica di sicurezza deve essere posizionata in prossimità del pericolo ed in luogo ben visibile. Il segnale di sicurezza deve essere rimosso non appena sia terminato il rischio a cui lo stesso si riferisce. La segnaletica non deve essere generica ma strettamente inerente alle esigenze della sicurezza del cantiere e delle reali situazioni di pericolo analizzate. Inoltre non deve sostituire le misure di prevenzione ma favorire l’attenzione su qualsiasi cosa possa provocare rischi (macchine, oggetti, movimentazioni, procedure, ecc.), ed essere in sintonia con i contenuti della formazione ed informazione del personale. In questo cantiere la segnaletica (che comprenderà cartelli di avvertimento, divieto, prescrizione, evacuazione e salvataggio, antincendio, informazione) sarà esposta – in maniera stabile e ben visibile – nei punti strategici e di maggior frequentazione, quali: – all’ingresso del cantiere (esternamente), anche con i dati relativi allo stesso cantiere ed agli estremi della notifica preliminare all’organo di vigilanza territorialmente competente; – all’interno dell’ufficio e del locale di ricovero e refettorio, anche con richiami alle norme di sicurezza; – nei luoghi di lavoro (area del fabbricato, area deposito materiali, mezzi ed attrezzature), con riferimenti a specifici pericoli per le fasi lavorative in atto. N.B.: Gli esempi di cui sopra si riferiscono ad una cartellonistica di uso comune e devono intendersi a solo titolo indicativo e non esaustivo dei cartelli da apporsi in cantiere Pagina 2 In cantiere devono trovare applicazione anche i segnali acustici che devono avere un livello sonoro nettamente superiore al livello di fondo, in modo da essere udibili ed essere facilmente riconoscibili in rapporto alla durata degli impulsi e alla separazione tra impulsi e serie di impulsi. CAP. 6 – PRESCRIZIONI OPERATIVE – MISURE PREVENTIVE E PROTETTIVE – DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALI PER LE PRESCRIZIONI OPERATIVE E LE MISURE PREVENTIVE E PROTETTIVE FARE UNA PREMESSA E FARE RIFERIMENTO ALLE SCHEDE DI VALUTAZIONE ALLEGATE AL PIANO 6.1 – SCHEDE DI VALUTAZIONE Le schede allegate relative ad opere provvisionali, attrezzature di lavoro, macchine, D.P.I. e fasi specifiche di lavorazione costituiscono uno strumento di gestione della sicurezza per le attività di cantiere e sono finalizzate all’impostazione di un modo di lavorare più cosciente dei pericoli e ad una più attenta messa in opera di idonee misure preventive e protettive da parte dell’impresa esecutrice. Le schede individuano, analizzano e valutano i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori nelle varie fasi lavorative, prendendo in esame le sequenze delle attività, le attrezzature ed i materiali con cui si lavora o si viene a contatto, le dotazioni di sicurezza e le misure di prevenzione e protezione per la riduzione del rischio residuo ai livelli più bassi ragionevolmente praticabili, in conformità alla normativa vigente in materia. Le schede vogliono infine rappresentare uno strumento di lavoro facilmente fruibile e di agile consultazione da parte del responsabile del cantiere, e sono pertanto state strutturate in modo da rendere chiaro, sintetico e leggibile il loro contenuto. 6.2. PROTEZIONE COLLETTIVA E DISPOSITIVI DI PROTEZIONE PERSONALE Nelle scelte progettuali è stata dedicata particolare attenzione alla possibilità di eliminare alla fonte – nei limiti della tecnica – situazioni potenzialmente pericolose che comportano rischi sia in fase di realizzazione che di gestione dell’Opera. Per i rischi residui, potenzialmente presenti nelle singole lavorazioni programmate, nel presente Piano di sicurezza sono stati adottati: – procedimenti di comportamento (Schede) per le varie fasi lavorative e per l’uso di macchinari ed attrezzature; – misure tecniche di prevenzione; – indicazioni su idonei mezzi di protezione collettiva; – indicazioni su mezzi personali di protezione (DPI), conformi alle norme di cui al D.Lgs. 475/92 e successive integrazioni e modifiche, DM 6 settembre 1994, normative e direttive tecniche di applicazione dell'art. 6, comma 3 e dell’art. 12 comma 2 della legge 27 marzo 1992 n. 257. Pagina 2 I lavoratori delle diverse imprese ed i lavoratori autonomi dovranno essere dotati di tutti i DPI previsti dal presente piano di sicurezza ed avere ricevuto una adeguata informazione e formazione secondo quanto previsto dal Titolo IV del D.Lgs. 626/1994. All’interno delle schede delle fasi lavorative sono riportati per ogni fase e attività di lavoro i DPI che devono essere utilizzati. Si ricorda all’impresa appaltatrice che i DPI devono essere sostituiti prontamente appena presentino segno di deterioramento. L’impresa appaltatrice dovrà tenere presso i propri uffici almeno cinque elmetti da fornire ai visitatori del cantiere, tali elmetti dovranno essere di colore diverso da quelli utilizzati dal personale dell’impresa. Si ricorda che i visitatori che accedano ad aree di lavoro dovranno utilizzare gli idonei DPI previsti nelle schede delle fasi lavorative ed essere sempre accompagnati da personale di cantiere. Nella tabella seguente si danno delle indicazioni di massima per l’assegnazione dei DPI, ferme restando le necessità che possono scaturire da lavorazioni particolari o dall’impiego di attrezzature specifiche. Tipo di protezione Protezione del capo Protezione dell’udito (otoprotettori) Tipo di DPI e categoria Baschetto di protezione UNI 7154/1 – EN 397 Cuffie, tappi o archetti prEN 458 – EN 352/1,2,3 Mansione svolta Tutti i lavoratori Addetti alle macchine operatrici o altro personale esposto Protezione degli occhi Occhiali antischegge e schizzi Tutti gli utilizzatori di utensili manuali, seghe circolari, e del viso prEN 166 Occhiali con filtro per la luce prodotti chimici nocivi. prEN 379 – UNI EN169,170,171 Addetti al cannello e saldatori. Protezione delle vie Maschera a facciale pieno tipo A1P2 a Tutti i lavoratori addetti alle respiratorie norma UNI-EN141 demolizioni. Mascherine oro-nasali Tutti i lavoratori. Protezione dei piedi Scarpe antinfortunistiche con puntale Tutti i lavoratori rinforzato e suola antiforo a norma UNI EN 345 Protezione delle mani Guanti di protezione contro i rischi Tutti i lavoratori. meccanici EN 388. Guanti imbottiti antivibrazioni. Addetti a martelli demolitori o altri lavoratori esposti a vibrazioni. Guanti di protezione contro i rischi Addetti alle lavorazioni delle guaine termici UNI-EN 407 Protezione di parte del Tuta di lavoro Tutti i lavoratori corpo Protezioni di cadute Imbracature UNI.EN 361 Tutti i lavoratori destinati ad dall’alto operare ad altezze superiori a mt. 2,00 senza parapetto. Pagina 2 6.3 – PROCEDURE DA SEGUIRE IN CASO DI CONDIZIONI ATMOSFERICHE AVVERSE Evento atmosferico Che cosa fare In caso di forte pioggia e/o • Sospendere le lavorazioni in esecuzioni ad eccezione di interventi di persistenza della stessa. di messa in sicurezza di impianti macchine attrezzature o opere provvisionali. • Ricoverare le maestranze negli appositi locali e/o servizi di cantiere. • Prima della ripresa dei lavori procedere a : a) verificare se presenti la consistenza delle pareti degli scavi. b) Verificare la conformità delle opere provvisionali. c) Controllare che i collegamenti elettrici siano attivi ed efficaci. d) Controllare che le macchine e le attrezzature non abbiano subito danni. • La ripresa dei lavori deve essere autorizzata dal preposto a seguito delle verifiche tecniche e dell’eventuale messa in sicurezza del cantiere. In caso si forte vento. • • • a) b) c) • In caso di neve. • • • a) b) c) d) e) f) • In caso di gelo. Sospendere le lavorazioni in esecuzioni ad eccezione di interventi di messa in sicurezza di impianti macchine attrezzature o opere provvisionali. Ricoverare le maestranze negli appositi locali e/o servizi di cantiere. Prima della ripresa dei lavori procedere a : verificare la consistenza delle armature e puntelli degli scavi. Controllare la conformità degli apparecchi di sollevamento. Controllare la regolarità di ponteggi, parapetti, impalcature e opere provvisionali in genere. La ripresa dei lavori deve essere autorizzata dal preposto a seguito delle verifiche tecniche e dell’eventuale messa in sicurezza del cantiere. Sospendere le lavorazioni in esecuzioni ad eccezione di interventi di messa in sicurezza di impianti macchine attrezzature o opere provvisionali. Ricoverare le maestranze negli appositi locali di ricovero e/o servizi di cantiere. Prima della ripresa dei lavori procedere a : Verificare la portata delle strutture coperte dalla neve, se del caso, sgombrare le strutture dalla presenza della neve; Verificare se presenti la consistenza delle pareti degli scavi; Verificare la conformità delle opere provvisionali; Controllare che i collegamenti elettrici siano attivi ed efficaci; Controllare che le macchine e le attrezzature non abbiano subito danni; Verificare la presenza di acque in locali seminterrati. La ripresa dei lavori deve essere autorizzata dal preposto a seguito delle verifiche tecniche e dell’eventuale messa in sicurezza del cantiere. • Sospendere le lavorazioni in esecuzione. • Prima della ripresa dei lavori procedere a : a) Verificare gli eventuali danni provocati dal gelo alle strutture, Pagina 2 b) c) d) e) f) • In caso di forte nebbia. • • • • In caso di freddo con temperature sotto zero e/o particolarmente rigida. • • • In caso di forte caldo con • temperatura oltre 35 gradi. • macchine e opere provvisionali; Verificare se presenti la consistenza delle pareti degli scavi. Verificare la conformità delle opere provvisionali. Controllare che i collegamenti elettrici siano attivi ed efficaci. Controllare che le macchine e le attrezzature non abbiano subito danni. Verificare la presenza di lastre di ghiaccio in locali seminterrati. La ripresa dei lavori deve essere autorizzata dal preposto a seguito delle verifiche tecniche e dell’eventuale messa in sicurezza del cantiere. All’occorrenza sospendere le lavorazioni in esecuzione; Sospendere l’attività dei mezzi di sollevamento (gru e autogrù) in caso di scarsa visibilità; Sospendere, in caso di scarsa visibilità, l’eventuale attività dei mezzi di movimento terra, stradali ed autocarri. La ripresa dei lavori deve essere autorizzata dal preposto a seguito delle verifiche tecniche e dell’eventuale messa in sicurezza del cantiere. All’occorrenza sospendere le lavorazioni in esecuzione; Ricoverare le maestranze negli appositi locali di ricovero e/o servizi di cantiere. La ripresa dei lavori deve essere autorizzata dal preposto a seguito delle verifiche tecniche e dell’eventuale messa in sicurezza del cantiere. All’occorrenza sospendere le lavorazioni in esecuzione; Riprendere le lavorazioni a seguito del raggiungimento di una temperatura accettabile. • La ripresa dei lavori deve essere autorizzata dal preposto a seguito delle verifiche tecniche e dell’eventuale messa in sicurezza del cantiere. Pagina 2 CAP. 7 – MODALITA’ DI GESTIONE DEL PIANO E COORDINAMENTO USO COMUNE DEI SERVIZI DI PROTEZIONE COLLETTIVA 7.1. – GESTIONE DEL PIANO Il piano di sicurezza e coordinamento è parte integrante del contratto per l’esecuzione dell’opera oggetto dell’appalto. L’impresa aggiudicatrice provvederà affinché tutte le imprese esecutrici ed i lavoratori autonomi che interverranno in cantiere ricevano copia del piano di sicurezza e coordinamento. L’impresa aggiudicataria, prima dell’inizio dei lavori, dovrà consegnare al coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione, copia del Piano Operativo di Sicurezza (POS), relativo alle attività di realizzazione dell’opera acquisite in fase d’appalto . Di conseguenza, il Coordinatore della Sicurezza integrerà il Progetto Sicurezza, dandone riscontro scritto al Committente, al Direttore dei Lavori ed alle imprese che dovranno operare in cantiere. L’impresa aggiudicataria dovrà attestare la consegna del piano di sicurezza e coordinamento alle altre imprese esecutrici, ai lavoratori autonomi ed ai fornitori mediante la compilazione dell’apposito modulo presente in allegato I, consegnando copia dei moduli opportunamente compilati al coordinatore per l’esecuzione. 7.2. – COORDINAMENTO DELLE IMPRESE E DEI LAVORATORI AUTONOMI L’impresa aggiudicataria, nel caso in cui faccia ricorso al lavoro di altre imprese esecutrici o lavoratori autonomi, provvederà al coordinamento delle stesse secondo quanto previsto dal piano di sicurezza e coordinamento. Nell’ambito di questo coordinamento, sarà compito dell’impresa aggiudicataria trasmettere alle imprese esecutrici e fornitrici la documentazione della sicurezza, incluse tutte le decisioni prese durante le riunioni per la sicurezza ed i sopralluoghi e le ispezioni in cantiere eseguiti dal coordinatore per l’esecuzione. Le imprese esecutrici dovranno documentare al coordinatore per l’esecuzione ed al responsabile dell’impresa aggiudicataria, l’adempimento delle eventuali prescrizioni emanate mediante l’invio di formale comunicazione. 7.3. – RIUNIONI DI COORDINAMENTO 7.3.1 – Riunione preliminare Preliminarmente all’inizio dei lavori sarà effettuata una riunione presieduta dal Coordinatore per la Sicurezza; a questa riunione parteciperanno obbligatoriamente tutti i responsabili di cantiere delle ditte esecutrici e tutti i lavoratori autonomi nonché le eventuali ditte fornitrici coinvolte in attività di cantiere. Durante la riunione preliminare, il Coordinatore della Sicurezza in fase di esecuzione illustrerà le caratteristiche principali del piano di sicurezza e coordinamento ai soggetti a cui sono stati attribuiti gli incarichi e le competenze all’interno del cantiere. Nell’ambito della riunione dovranno essere formalmente comunicati i nominativi dei responsabili in cantiere delle imprese esecutrici dei responsabili/addetti del servizio di prevenzione e protezione dai rischi (eventuali) delle varie imprese presenti in cantiere e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (se presenti). Pagina 2 7.3.2. – Riunioni periodiche Periodicamente durante l’esecuzione dei lavori saranno effettuate delle riunioni con modalità simili a quella preliminare. Durante la riunione in relazione allo stato di avanzamento dei lavori si valuteranno i problemi inerenti la sicurezza ed il coordinamento delle attività che si dovranno svolgere in cantiere e le interferenze tra le attività lavorative. Al termine dell’incontro sarà redatto un verbale da sottoscrivere da parte di tutti i partecipanti. La cadenza di queste riunioni sarà coerente con le esigenze di sicurezza del cantiere. Il Coordinatore della Sicurezza, anche in relazione all’andamento dei lavori, ha facoltà di convocare riunioni straordinarie e/o di variare la frequenza delle riunioni periodiche. 7.4. – INVARIABILITA’ DEI PREZZI tutti i costi relativi a variazioni di opere provvisionali, delle realizzazioni specifiche, delle procedure particolari e dei d.p.i. successive all’aggiudicazione dell’appalto non sono imputabili al Committente se necessari in termini di legge per l’esecuzione delle lavorazioni previste. Nello specifico, gli apprestamenti di sicurezza necessari per le fasi lavorative (ponteggi, passerelle, parapetti, ecc.) devono essere conformi alla normativa vigente e non possono rappresentare pretesa di riconoscimento di costi aggiuntivi. 7.5. – CONSULTAZIONE Nel corso di un’apposita riunione, alla presenza dei responsabili di tutte le imprese presenti in cantiere e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, dovranno essere esaminati e discussi alcuni importanti punti: a. i rischi connessi all’esecuzione dei lavori e le corrispondenti misure di sicurezza, da adottare singolarmente o collettivamente, per far fronte a tali rischi; b. la discussione del piano di sicurezza e coordinamento di cantiere, integrato con il piano operativo di sicurezza dell’impresa aggiudicataria e delle altre imprese esecutrici e le eventuali osservazioni dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; c. gli obblighi e le responsabilità in merito all’applicazione pratica dei provvedimenti di sicurezza da adottare; d. la definizione delle modalità per l’espletamento dei compiti dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; e. l’informazione, la formazione e la sensibilizzazione dei lavoratori riguardo l’uso dei mezzi personali di protezione; f. la programmazione delle riunioni periodiche di sicurezza. CAP. 8 – FORMAZIONE E INFORMAZIONE – DOCUMENTI INERENTI LA SICUREZZA – RIFERIMENTI NORMATIVI Pagina 2 8.1. FORMAZIONE DEL PERSONALE Committente ed impresa esecutrice, per i rispettivi compiti, provvederanno alla formazione ed informazione del proprio personale – anche congiuntamente – sia per le esercitazioni in materia di pronto soccorso che per quelle antincendio e di evacuazione. Inoltre provvederanno a verbalizzare sia le riunioni che le attribuzioni delle relative nomine. Si rammenta inoltre all’impresa esecutrice – e per suo tramite ad eventuali subappaltatori e/o lavoratori autonomi autorizzati – che resta comunque l’obbligo dell’assolvimento e della documentazione di quanto disposto dal D.Lgs. 626/94 e successiva integrazione con D.Lgs. 242/96 e s.m.i. 8.2 DOCUMENTI INERENTI LA SICUREZZA DOCUMENTAZIONE DA CUSTODIRE IN CANTIERE A CURA DELL’IMPRESA ESECUTRICE IN COPIA FOTOSTATICA (ORIGINALI PRESSO L’IMPRESA ) – – – – – – – – – – – – – – – – – Planimetria del cantiere con l’ubicazione di tutti i servizi e le aree di lavorazione fuori opera e di stoccaggio. Atti autorizzativi ad eseguire i lavori(denuncia inizio attività, concessione edilizia) Denuncia delle opere in c.a. normale, con allegato progetto e relazione di calcolo Copia della notifica all’organo di vigilanza territorialmente competente. (La notifica è a cura del committente). Copia del Piano di lavori approvato dall’ASL (amianto) Copia dei modelli «A» e «B» delle denunce eseguite per gli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche ed impianto di terra. Dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico di cantiere. Denuncia all’INAIL. Comunicazione agli uffici provinciali dell’ARPA dell’installazione di mezzi di sollevamento Registro degli infortuni. (ORIGINALE) Libro matricola Registro delle presenze. (ORIGINALE) Copia conforme dell’autorizzazione ministeriale del ponteggio. Progetto e disegno del ponteggio, firmati da ingegnere o architetto abilitati all’esercizio della professione, quando è alto più di 20 metri o difforme agli schemi tipo o con teli, reti, cartelli pubblicitari o vincolato ai pannelli di recinzione pieni o che comunque offrano resistenza al vento. Disegno esecutivo del ponteggio nei casi non previsti nei punti precedenti, firmato dal capocantiere (COPIA CON FIRMA ORIGINALE) Libretti d’uso delle macchine ed attrezzature. Libretti di immatricolazione degli impianti di sollevamento di portata superiore a 200 kg, o documenti inviati all’ISPESL attestanti le richieste di prima verifica. Annotazioni delle verifiche trimestrali delle funi e catene degli apparecchi di sollevamento. Annotazioni da riportare sui libretti di immatricolazione delle macchine o su delle schede da allegare ai libretti stessi o alle documentazioni riguardanti le richieste di prima verifica. Per gli apparecchi di portata inferiore a 200 kg occorre, in ogni modo, effettuare e documentare le verifiche alle funi e catene annotando gli esiti su delle schede. Pagina 2 – Nomine dei soggetti referenti per la sicurezza. – Documenti attestanti la formazione e l’informazione. – Verbali di riunioni periodiche. – Valutazione del rischio del rumore. – Schede di sicurezza dei prodotti. – Programma sanitario. – Piano di sicurezza. – Piani operativi di sicurezza di ogni impresa esecutrice. 8.3. DOCUMENTAZIONE PER LA SICUREZZA DELLE ATTREZZATURE L’impresa appaltatrice e le altre ditte che interverranno in cantiere dovranno produrre documentazione necessaria a comprovare la conformità normativa e lo stato di manutenzione delle attrezzature e macchine utilizzate. Per le imprese certificate secondo i sistemi di qualità possono essere sufficienti anche i verbali di manutenzione ordinaria. La documentazione di cui sopra dovrà essere tenuta a disposizione del coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione, depositata in copia anche presso gli uffici di cantiere. Pagina 2 MACCHINE E ATTREZZATURE CON RELATIVA DOCUMENTAZIONE CHE L’IMPRESA AGGIUDICATARIA DOVRA’ TENERE IN CANTIERE CON INDICAZIONE DI MODALITA’ E TEMPI DI INTERVENTI MANUTENTIVI DELLE STESSE. MACCHINE E ATTREZZATURE DOCUMENTAZIONE DI RIFERIMENTO AUTOCARRO Libretto di circolazione AVVITATORE ELETTRICO BETONIERA A BICCHIERE Libretto di manutenzione d’uso Libretto di manutenzione d’uso CANNELLO AD ARIA CALDA CANNELLO PER GUAINA CANNELLO PER SALDATURE OSSIACETILENICA CESOIA Libretto di manutenzione d’uso Libretto di manutenzione d’uso Libretto di manutenzione d’uso CESOIE ELETTRICHE CESOIE PNEUMATICHE CLIPPER COMPATTATORE A PIANO VIBRANTE COMPRESSORE D’ARIA ESCAVATORE CON MARTELLO DEMOLITORE FLESSIBILE (SMERIGLIATRICE) GRUPPO ELETTROGENO MARTELLO DEMOLITORE ELETTRICO Libretto di manutenzione d’uso Libretto di manutenzione d’uso Libretto di manutenzione d’uso Libretto di manutenzione d’uso Libretto di manutenzione d’uso MODALITA’, TEMPI DELLA MANUTENZIONE La manutenzione dell’autocarro è affidata a officina specializzata, le manutenzioni con cadenza trimestrale sono annotate in apposito registro La manutenzione della betoniera è affidata a operaio polivalente (meccanico o elettricista); le manutenzioni con cadenza semestrale sono annotate in apposito registro La manutenzione della cesoia è affidata a operaio polivalente (meccanico o elettricista); le manutenzioni con cadenza semestrale sono annotate in apposito registro Libretto di manutenzione d’uso Libretto di manutenzione d’uso Libretto di manutenzione d’uso Libretto di manutenzione d’uso Libretto di manutenzione d’uso Pagina 2 MACCHINE E ATTREZZATURE MARTELLO DEMOLITORE PNEUMATICO MOTOSEGA PIEGAFERRI PISTOLA PER VERNICIATURA A SPRUZZO PISTOLA SPARACHIODI PULISCI TAVOLE DOCUMENTAZIONE DI RIFERIMENTO Libretto di manutenzione d’uso Libretto di manutenzione d’uso Libretto di manutenzione d’uso MODALITA’, TEMPI DELLA MANUTENZIONE La manutenzione della piegaferri è affidata a operaio polivalente (meccanico o elettricista); le manutenzioni con cadenza semestrale sono annotate in apposito registro Libretto di manutenzione d’uso Libretto di manutenzione d’uso Libretto di manutenzione d’uso PUNTELLI METALLICI E IN LEGNO RIFINITRICE SALDATRICE ELETTRICA SCALE A MANO IN FERRO Libretto di manutenzione d’uso Libretto di manutenzione d’uso Libretto di manutenzione d’uso SCALE PORTATILI Libretto di manutenzione d’uso La manutenzione della puliscitavole è affidata a operaio polivalente (meccanico/elettricista), le manutenzioni con cadenza semestrale sono annotate in apposito registro. La manutenzione e verifica dei puntelli metallici e in legno sono affidate a tecnico competente; le manutenzioni avvengono prima della messa in uso e con cadenza periodica; le verifiche sono annotate in apposito registro. La manutenzione e verifica delle scale a mano in ferro sono affidate a tecnico competente; le manutenzioni avvengono prima della messa in uso e con cadenza periodica; le verifiche sono annotate in apposito registro. Pagina 2 MACCHINE E ATTREZZATURE SEGA CIRCOLARE DOCUMENTAZIONE DI RIFERIMENTO Libretto di manutenzione d’uso TAGLIAPIATRELLE TAVOLE DI ARMATURA Libretto di manutenzione d’uso TRABATTELLI TRANCIAFERRI, TRONCATRICE TRAPANI A COLONNA TRAPANI ELETTRICI UTENSILI A MANO Libretto di manutenzione d’uso Libretto di manutenzione d’uso Libretto di manutenzione d’uso Libretto di manutenzione d’uso Libretto di manutenzione d’uso MODALITA’, TEMPI DELLA MANUTENZIONE La manutenzione della sega circolare è affidata a operaio polivalente (meccanico/elettricista), le manutenzioni con cadenza semestrale sono annotate in apposito registro. La manutenzione e verifica delle tavole di armatura sono affidate a tecnico competente; le manutenzioni avvengono prima della messa in uso e con cadenza periodica; le verifiche sono annotate in apposito registro. Pagina 2 8.4. – PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI E NORME CEI A) Alcuni dei principali riferimenti normativi: – – D.P.R. 547/55 Titolo VII Legge 186/68 – – Legge 49/90 D.P.R. 447/91 – D.M. 28/02/92 – D.M. 22/04/92 e s.m.i. – D.M. 519/93 – D.P.R. 392/94 “Impianti, macchine ed apparecchi elettrici” “Dispositivi concernenti la produzione di materiali, apparecchiature, macchinari, installazioni ed impianti elettrici ed elettronici”; “Norme per la sicurezza degli impianti”; “Regolamento di attuazione della Legge 46/90 in materia di sicurezza degli impianti”: “Approvazione del modello di dichiarazione di conformità dell’impianto a regola d’arte di cui all’art. 7 del regolamento di attuazione della Legge 46/90 recante norme per la sicurezza degli impianti”; “Formazione degli elenchi dei soggetti abilitati alle verifiche in materia di sicurezza degli impianti”; “Regolamento recante autorizzazione all’ISPESL ad esercitare attività organizzative di primo o nuovo impianto per la messa a terra e protezione dalle scariche atmosferiche; “Regolamento recante la disciplina del procedimento di riconoscimento delle imprese ai fini dell’installazione, ampliamento e trasformazione degli impianti nel rispetto delle norme di sicurezza”; B) Alcune delle principali norme CEI: – CEI 64-8/1/2/3/4/5/6/7 – CEI 64-12 – CEI 17-13/1/2 – – – CEI 70-1 CEI 23-12 CEI 81-1 “Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata ed a 1500 V in corrente continua”; ”Guida per l’esecuzione dell’impianto di terra negli edifici per uso residenziale e terziario”; “Apparecchiature assiepate di protezione e manovra per bassa tensione (quadri BT); “Gradi di protezione degli involucri”; “Prese a spina”; “Protezione di strutture contro i fulmini” Pagina 2 CAP. 9 – SORVEGLIANZA SANITARIA E GESTIONE DELL’EMERGENZA 9.1. SORVEGLIANZA SANITARIA La sorveglianza sanitaria sarà effettuata dal medico competente incaricato dall’impresa esecutrice ed avrà il compito di: - accertare preventivamente l’assenza di controindicazioni al lavoro e l’idoneità alle mansioni specifiche di ogni singolo lavoratore; - esprimere i giudizi di idoneità specifica al lavoro; - accertare periodicamente, nel corso delle lavorazioni, lo stato di salute di ogni singolo lavoratore, esprimere il giudizio sulla conferma di idoneità alla mansione specifica ed aggiornare le cartelle sanitarie; - informare ogni lavoratore interessato dei risultati del controllo sanitario; - partecipare alla programmazione del controllo dell’esposizione dei lavoratori, esprimendo pareri di competenza sui risultati e sulle valutazioni. Non meno di sette giorni prima dell’inizio dei lavori, ciascun datore di lavoro delle imprese presenti, dovrà far pervenire, al Coordinatore per l’esecuzione, copia dei giudizi d’idoneità e dei tesserini di vaccinazione antitetanica dei propri dipendenti. Il Coordinatore per l’esecuzione si riserverà il diritto di chiedere ai datori lavoro e ai medici competenti copia del protocollo inerente la sorveglianza sanitaria espletata all’interno della singola impresa. Resta inteso che, nel caso in cui l’impresa debba procedere alla sostituzione di uno o più lavoratori presenti, essa sarà tenuta a far pervenire preventivamente al Coordinatore per la Sicurezza, copia dell’idoneità alla/e mansione/i rilasciata dal medico competente e del tesserino di vaccinazione antitetanica. 9.2. GESTIONE DELL’EMERGENZA 9.2.1.PRONTO SOCCORSO La posizione urbana del cantiere favorisce il collegamento con strutture di pronto soccorso e ospedaliere della città di Rivoli. Il presidio ospedaliero con servizio di pronto soccorso utilizzando anche ambulanze proprie, possono essere raggiunti in un tempo stimato attorno ai 5 minuti in condizioni standard di traffico . Pur considerando la disponibilità di strutture ospedaliere, sarà necessario che in cantiere siano presenti pacchetti di medicazione conformi almeno a quanto disposto dal DM 28 maggio 1958, e di addetti preparati allo svolgimento delle prime attività di emergenza sanitaria. Considerati i progressi che nel campo della medicina sono stati fatti negli ultimi 40 anni – si suggerisce all’impresa di integrare i contenuti minimi delle cassette di medicazione anche con Pagina 2 medicinali e ritrovati di concezione più moderna; tutto ciò con l’ausilio del medico competente che indicherà anche quale sarà il luogo più opportuno da utilizzare per le piccole medicazioni. I pacchetti di medicazione saranno collocati almeno presso le seguenti zone: uffici; spogliatoi; locale adibito a mensa; area adibita alle lavorazioni fuori opera; Si rammenta inoltre ( visto anche il diffuso uso di telefoni cellulari ) di esporre i numeri telefonici per le chiamate di intervento esterno, nei punti strategici e di maggiore frequentazione del cantiere, quali: Pronto soccorso Croce Verde Guardia medica Emergenza sanitaria Comando dei vigili del fuoco Soccorso pubblico Polizia di Stato Carabinieri Polizia stradale tel. tel. tel. tel. tel. tel. tel. 118 113 112 Segnalazione guasti Acquedotto (n° verde) ENEL Elettricità (n° verde) GAS (n° verde) tel. tel. tel. 9.3. PROCEDURE COMPORTAMENTALI Si forniscono le procedure comportamentali da seguire in caso di pericolo grave e immediato, consistenti essenzialmente nella designazione e assegnazione dei compiti da svolgere in caso di emergenza e in controlli preventivi. Il personale operante nella struttura dovrà conoscere le procedure e gli incarichi a ciascuno assegnati per comportarsi positivamente al verificarsi di una emergenza. Compiti e procedure generali: 1) il capo cantiere è l’incaricato che dovrà dare l’ordine di evacuazione in caso di pericolo grave e immediato. 2) il capo cantiere, una volta dato il segnale di evacuazione, provvederà a chiamare telefonicamente i soccorsi. Gli operai presenti nel cantiere, al segnale di evacuazione, metteranno in sicurezza le attrezzature e si allontaneranno dal posto di lavoro verso un luogo più sicuro (ingresso cantiere); 3) il capo cantiere, giornalmente, verificherà che i luoghi di lavoro, le attrezzature, la segnaletica rimangano corrispondenti alla normativa vigente, segnalando le anomalie e provvedendo a sostituzione, adeguamento e posizionamento degli apprestamenti di sicurezza. Procedure di primo soccorso: Poiché nelle emergenze è essenziale non perdere tempo, è fondamentale conoscere alcune semplici misure che consentano di agire adeguatamente e con tempestività: Pagina 2 1) garantire l’evidenza del numero di chiamata del Pronto Soccorso, V.V.F., negli uffici predisporre indicazioni chiare e complete per permettere ai soccorsi di raggiungere il luogo dell’incidente (indirizzo, telefono, strada più breve, punti di riferimento); 2) cercare di fornire, già al momento del primo contatto con i soccorritori, un’idea abbastanza chiara di quanto è accaduto, il fattore che ha provocato l’incidente, quali sono state le misure di primo soccorso e la condizione attuale del luogo e dei feriti; 3) in caso di incidente grave, qualora il trasporto dell’infortunato possa essere effettuato con auto privata, avvisare il Pronto Soccorso dell’arrivo informandolo di quanto accaduto e delle condizioni dei feriti; 4) in attesa dei soccorsi tenere sgombra e segnalare adeguatamente una via di facile accesso; 5) prepararsi a riferire con esattezza quanto è accaduto, le attuali condizioni dei feriti; 6) controllare periodicamente le condizioni e la scadenza del materiale e dei farmaci di primo soccorso. Come si può assistere l’infortunato: • valutare quanto prima se la situazione necessita di altro aiuto oltre al proprio; • evitare di diventare una seconda vittima: se attorno all’infortunato c’è pericolo (di scarica elettrica, esalazioni gassose ecc.), prima d’intervenire adottare tutte le misure di prevenzione e protezione necessarie; • spostare la persona dal luogo dell’incidente solo se necessario o se c’è pericolo imminente o continuato, senza comunque sottoporsi agli stessi rischi; • accertarsi del danno subito: tipo di danno (grave, superficiale ecc.), regione corporea colpita, probabili conseguenze immediate (svenimento, insufficienza cardiorespiratoria); • accertarsi delle cause: causa singola o multipla (caduta, folgorazione e caduta ecc.), agente fisico o chimico (scheggia, intossicazione ecc.); • porre nella posizione più opportuna (di sopravvivenza) l’infortunato e apprestare le prime cure; • rassicurare l’infortunato e spiegargli che cosa sta succedendo cercando di instaurare un clima di reciproca fiducia; • conservare stabilità emotiva per riuscire a superare gli aspetti spiacevoli di una situazione d’urgenza e controllare le sensazioni di sconforto o disagio che possono derivare da essi. 9.4. MEZZI ANTINCENDIO ED EVACUAZIONE Il pericolo d’incendio in cantiere è costituito quasi esclusivamente dalla modesta presenza di legname da costruzione – in quanto non sono previsti depositi di carburanti o altri prodotti particolarmente infiammabili – per cui negli stessi punti strategici e di maggior frequentazione quali uffici,spogliatoio si deve disporre di un adeguato numero di mezzi mobili di estinsione scelti in base al loro specifico campo d’azione. I mezzi antincendio devono essere mantenuti in efficiente stato di conservazione e controllati da personale esperto almeno una volta ogni sei mesi. Ogni lavoratore deve ricevere, all’atto dell’assunzione,una adeguata informazione sui rischi d’incendio,sulle misure di prevenzione e protezione, sull’ubicazione delle vie di fuga e sulle procedure da adottare in caso d’incendio. Idonea segnaletica per l’evacuazione (poiché non sono previsti turni di lavoro notturno, non occorrono particolari luci di emergenza per le aree esterne del cantiere, ma svolgeranno analoga funzione quelle collocate per la sorveglianza notturna). Pagina 2 CAP. 10 – DURATA E PROGRAMMAZIONE DELLE LAVORAZIONI - PIANIFICAZIONE DELLE FASI LAVORATIVE 10.1. – PROGRAMMA LAVORI Il programma dei lavori predisposto e riportato nel presente PSC è basato sui documenti contrattuali e sulle tavole di progetto. Il programma dei lavori è sviluppato sulla base delle principali fasi di lavoro previste dal progetto dell’opera. È compito dell’appaltatore confermare quanto esposto o notificare immediatamente al Coordinatore della Sicurezza in fase esecutiva eventuali modifiche o diversità rispetto a quanto programmato, anche alla luce delle eventuali prescrizioni degli Organi di Vigilanza. Le modifiche verranno accettate dal Coordinatore della Sicurezza in fase esecutiva solo se giustificate e correlate da relazione esplicativa e presentate prima dell’apertura del cantiere. Le eventuali modifiche al programma dei lavori devono essere presentate da ciascuna impresa partecipante. Quanto sopra vale anche per ulteriori modifiche o variazioni. L’appaltatore, che ha l’obbligo di predisporre il POS (Piano Operativo di Sicurezza), dovrà in accordo con il Coordinatore della Sicurezza in fase esecutiva e il Direttore dei Lavori aggiornare il programma che segue in relazione alle scelte operative ed organizzative che restano autonome dell’appaltatore. Il programma rielaborato dovrà contenere le fasi principali di lavoro, le sottofasi, inizio e fine di ogni singola lavorazione e indicare le sovrapposizioni. Con l’inizio dei lavori il programma di GANT aggiornato dovrà essere trasmesso a cura dell’appaltatore al Coordinatore della Sicurezza in fase esecutiva e il Direttore dei Lavori . La durata dei lavori è di circa 240 giorni naturali consecutivi. 10.2. – PROGRAMMA GRAFICO Le varie fasi di lavoro vengono raffigurate mediante uno schema di coordinate cartesiane strutturato in ascisse su 35 settimane, pari a circa 240 giorni naturali consecutivi allegato al piano; nelle coordinate vengono evidenziate le varie fasi di lavoro previste dal progetto dell’opera. È stato inoltre predisposto il programma per le fasi di pulizia finale. 10.3 – INTERFERENZE TRA LE ATTIVITA’ LAVORATIVE Le fasi lavorative individuate, ed evidenziate nel cronoprogramma dei lavori, sono state programmate in modo da non creare interferenze e sovrapposizioni significative tra le attività lavorative del cantiere e l’attività istituzionale di ufficio non aperto al pubblico. Qualora durante l’esecuzione dei lavori si evidenziassero situazioni di interferenza il coordinatore per l’esecuzione analizzerà e valuterà i rischi eventualmente presenti e procederà all’integrazione del piano di sicurezza. 10.4 FASI LAVORATIVE Pagina 2 N. FASE 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 FASE LAVORATIVA ALLESTIMENTO CANTIERE MONTAGGIO PONTEGGIO DEMOLIZIONI E RIMOZIONI SOTTOFONDI OPERE IN ACCIAIO MURATURE RIQUALIFICAZIONE ASCALE ESTERNE INTONACI SERRAMENTI METALLICI SMONTAGGIO PONTEGGIO OPERE DA VETRAIO OPERE DA DECORATORE OPERE DA FABBRO OPERE DA ELETTRICISTA 10.5 FASI LAVORATIVE INTERFERENTI L’individuazione delle fasi di lavoro che si svolgono contemporaneamente è finalizzata all’analisi dei rischi specifici non contemplati dalle schede di valutazione relative alle lavorazioni contemporaneità previste e puntualmente identificate attraverso l’esame del programma dei lavori. Considerato che l’arco temporale di esecuzione di varie lavorazioni è limitato, si verifica che alcune fasi lavorative si sovrappongono; per queste fasi sarà compito del CSE individuare le misure e le procedure di sicurezza al fine di evitare interferenze . SETTIMANE Inoltre bisogna tener conto che alcune fasi, pur ricadendo nello stesso spazio temporale, riguardano lavorazioni che avvengono in aree distinte del cantiere e pertanto l’interferenza non è spaziale ma solamente temporale. INDICAZIONI TECNICHE, ORGANIZZATIVE E PROCEDURALI, FINALIZZATE ALLA RIDUZIONE DELL’INSORGENZA DI RISCHI CAUSATA DALL’INTERFERENZA DI PIU’ FASI DI LAVORO 1° Le fasi di lavoro per l’allestimento del cantiere si svolgono nello stesso spazio temporale ma in aree distinte, conseguentemente l’interferenza non è spaziale ma solamente temporale Montaggio ponteggio 2° Demolizioni e rimozioni 3° Le fasi di lavoro si svolgono nello stesso spazio temporale ma in aree distinte, conseguentemente l’interferenza non è spaziale ma solamente FASI DI LAVORO INTERFERENTI • Allestimento cantiere • Impianti elettrici • • Pagina 2 temporale. Durante il montaggio del ponteggio non effettuare lavorazioni nelle aree sottostanti 13° Le fasi di lavoro si svolgono nello stesso spazio temporale ma in aree distinte, conseguentemente l’interferenza non è spaziale ma solamente temporale Riqualificazione scale esterne Da Intonaci 14° Le fasi di lavoro si svolgono nello stesso spazio temporale ma in aree distinte, conseguentemente l’interferenza non è spaziale ma solamente temporale • Opere in acciaio • Murature • • a 17° Da Intonaci • Pavimenti e rivestimenti • Serramenti metallici • Opere da elettricista FASI DI LAVORO INTERFERENTI • Intonaci • Opere da lattoniere • Impianto idrico sanitario • Pavimenti e rivestimenti • Serramenti in legno • Impianto antincendio 18° a 20° SETTIMANE • Le fasi di lavoro si svolgono nello stesso spazio temporale ma in aree distinte, conseguentemente l’interferenza non è spaziale ma solamente temporale INDICAZIONI TECNICHE, ORGANIZZATIVE E PROCEDURALI, FINALIZZATE ALLA RIDUZIONE DELL’INSORGENZA DI RISCHI CAUSATA DALL’INTERFERENZA DI PIU’ FASI DI LAVORO 21° Le fasi di lavoro si svolgono nello stesso spazio temporale ma in aree distinte, conseguentemente l’interferenza non è spaziale ma solamente temporale Da Le fasi di lavoro si svolgono nello stesso spazio temporale ma in aree distinte, conseguentemente l’interferenza non è spaziale ma solamente temporale. 22° a 24° Pagina 2 Da • Serramenti metallici 25° • Opere da decoratore a • Opere da lattoniere 26° • Opere da fabbro Da Serramenti metallici • Smontaggio ponteggio • Opere da vetraio • Opere da fabbro FASI DI LAVORO INTERFERENTI • Opere da vetraio • Decoratore 27° a Le fasi di lavoro si svolgono nello stesso spazio temporale ma in aree distinte, conseguentemente l’interferenza non è spaziale ma solamente temporale 28° Durante lo montaggio del ponteggio non effettuare lavorazioni nelle aree sottostanti SETTIMANE • Le fasi di lavoro si svolgono nello stesso spazio temporale ma in aree distinte, conseguentemente l’interferenza non è spaziale ma solamente temporale. INDICAZIONI TECNICHE, ORGANIZZATIVE E PROCEDURALI, FINALIZZATE ALLA RIDUZIONE DELL’INSORGENZA DI RISCHI CAUSATA DALL’INTERFERENZA DI PIU’ FASI DI LAVORO Da Le fasi di lavoro si svolgono nello stesso spazio temporale ma in aree distinte, conseguentemente l’interferenza non è spaziale ma solamente temporale. 29° a 30° Da • Opere da decoratore 31° a Le fasi di lavoro si svolgono nello stesso spazio temporale ma in aree distinte, conseguentemente l’interferenza non è spaziale ma solamente temporale 32° • Serramenti in legno • Opere da decoratore 33° Le fasi di lavoro si svolgono nello stesso spazio temporale ma in aree distinte, conseguentemente l’interferenza non è spaziale ma solamente temporale. Pagina 2 34° • Opere da decoratore • Opere da elettricista Le fasi di lavoro si svolgono nello stesso spazio temporale ma in aree distinte, conseguentemente l’interferenza non è spaziale ma solamente temporale Pagina 2 9.1. CRONOPROGRAMMA DEI LAVORI INSERIRE CRONOPROGRAMMA Pagina 2 10.6 ENTITA’ UOMINI GIORNO PER FASE LAVORATIVA INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA E ADEGUAMENTO NORMATIVO SCHEDA 1 SETT. 1° SETT. 2° SETT. 3° SETT. 4° SETT. 5° SETT. 6° SETT. 7° SETT. 8° SETT. 9° SETT. 10° SETT. 11° SETT. 12° PROGRAMMA DI ESECUZIONE DEI LAVORI – DETERMINAZIONE DELLE FASI E DEGLI UOMINI /GIORNI CON RIFERIMENTO ALLE SCHEDE DI SICUREZZA N. FASE DESCRIZIONE N. RIFERIMENTO TOTALE LAVORI SCHEDE U/G SICUREZZA 1 Allestimento cantiere 5 14 Opere da elettricista 30-42-43-44-45-46 2 Montaggio ponteggio 1-3-4-6-7-8 3 Demolizionie rimozioni 34-35-37-38-39-41 4 sottofondi 2-9-23 10 3 60 205 14 DA RIPORTARE 292 Pagina 2 ENTITA’ UOMINI GIORNO PER FASE LAVORATIVA INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA E ADEGUAMENTO NORMATIVO SCHEDA 2 SETT. 13° SETT. 14° SETT. 15° SETT. 16° SETT. 17° SETT. 18° SETT. 19° SETT. 20° SETT. 21° SETT. 22° SETT. 23° SETT. 24° PROGRAMMA DI ESECUZIONE DEI LAVORI – DETERMINAZIONE DELLE FASI E DEGLI UOMINI /GIORNI CON RIFERIMENTO ALLE SCHEDE DI SICUREZZA N. FASE DESCRIZIONE N. RIFERIMENTO TOTALE LAVORI SCHEDE U/G SICUREZZA RIPORTO 292 4 sottofondi 2-9-23 7 5 Opere in accaio 2-9-10-11-12-13 2 6 Murature 2-9-16-19 7 14-15-17.18.36 107 8 Riqualificazione scale esterne Intonaci 2-19-20-21 160 9 Serramenti metallici 24c 30 10 Smontaggio ponteggio 2-19-23-24-26-40 98 11 Opere da vetraio 27-28-52 12 Opere da Decoratore 51 11 14 Opere da elettricista 30-42-43-44-45-46 20 13 Opere da Fabbro 29-31-32-33-47-48-49-50 45 75 180 DA RIPORTARE 1.104 Pagina 2 ENTITA’ UOMINI GIORNO PER FASE LAVORATIVA INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA E ADEGUAMENTO NORMATIVO SCHEDA 3 SETT. 25° SETT. 26° SETT. 27° SETT. 28° SETT. 29° SETT. 30° SETT. 31° SETT. 32° SETT. 33° SETT. 34° SETT. 35° SETT. 36° PROGRAMMA DI ESECUZIONE DEI LAVORI – DETERMINAZIONE DELLE FASI E DEGLI UOMINI /GIORNI CON RIFERIMENTO ALLE SCHEDE DI SICUREZZA N. FASE DESCRIZIONE N. RIFERIMENTO TOTALE LAVORI SCHEDE U/G SICUREZZA RIPORTO 1.104 15 Serramenti metallici 28-54 54 16 Serramenti in legno 27-28-52 17 Smontaggio ponteggio 1-3-4-6-7-8-8°-51 18 Opere da vetraio 53 180 19 Opere da decoratore 22 191 140 30 DA RIPORTARE 1.790 ENTITA’ UOMINI GIORNO PER FASE LAVORATIVA INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA E ADEGUAMENTO NORMATIVO SCHEDA 3a PROGRAMMA DI ESECUZIONE DEI LAVORI – DETERMINAZIONE DELLE FASI E DEGLI UOMINI /GIORNI CON RIFERIMENTO ALLE SCHEDE DI SICUREZZA Pagina 2 DESCRIZIONE LAVORI N. RIFERIMENTO SCHEDE SICUREZZA SETT. 25° SETT. 26° SETT. 27° SETT. 28° SETT. 29° SETT. 30° SETT. 31° SETT. 32° SETT. 33° SETT. 34° SETT. 35° N. FASE RIPORTO TOTALE U/G 1.790 21 Opere da fabbro 54 294 22 Opere da elettricista 30-42-43-44-45-46 11 23 Impianto idrico sanitario 29-31-32-33-47-48-49-50 14 24 Impianto antincendio 47-48-49 14 TOTALI 2.123 Pagina 2 CAP. 11 - COSTI DELLA SICUREZZA Premesso che i prezzi base utilizzati dal progettista nella stima dei lavori si riferiscono a materiali di ottima qualità, a mezzi d’opera in perfetta efficienza, a mano d’opera idonea alla prestazioni e a opere compiute eseguite a regola d’arte con adeguata assistenza tecnica e direzione del cantiere, nel rispetto di tutte le norme vigenti (in particolare di quelle in materia di sicurezza, dei contratti collettivi di lavoro e dell’ambiente). I prezzi medesimi comprendono: o spese generali e utili di impresa; o oneri per le verifiche previste dalla vigente normativa, compresa la relativa documentazione di attestazione di conformità. Nello specifico si ricorda che il progettista nell’effettuare la stima dei lavori ha utilizzato prezzi di mercato che come tali comprendono gli oneri relativi alle opere provvisionali di sicurezza, DPC, uso di DPI e una corretta logistica di cantiere e di sicurezza. Considerato che i prezzi si riferiscono a opere compiute, una quota parte, come di seguito specificato, degli oneri di sicurezza è conseguentemente riconosciuta nei singoli prezzi base, per alcuni in modo diretto per altri in modo indiretto. In particolare: o in modo diretto per i prezzi di opere compiute (dove il prezzo considera già gli oneri di sicurezza); o in modo indiretto attraverso il riconoscimento delle spese generali e utili di impresa. Considerato altresì che le opere provvisionali di protezione, gli apprestamenti di sicurezza e le macchine utilizzate durante i lavori, sono da considerare come strumentali all’esecuzione dell’opera. Pagina 2 Pagina 2