Quotidiano Regione Basilicata inserto di www.basilicatanet.it
Anno 3 Numero 274 del 01/02/2013
Reg. N°268/1999 Tribunale di Potenza. Editore: Regione Basilicata - Via V. Verrastro 6 - 85100 Potenza. Direttore: Giovanni Rivelli - Telefono 0971.668145 - Fax 0971.668155
Si riprende il lavoro partendo dal Memorandum. Si punta a più occupazione e salvaguardia ambientale
Petrolio, torna la coesione
Vertice in Regione. I sei sindaci della Val d’Agri hanno ritirato le dimissioni
Enti locali
Controlli, dalla crisi
del sistema
a un nuovo ruolo
Un’organica revisione ha conferito linfa
a un tema strategico per la Pa e il Paese
Pasquale Monea
Un pozzo petrolifero in Val d’Agri
Salotti, si va verso
la sigla dell’accordo
Ambasciatore
d’Olanda in visita
Il tavolo è fissato per venerdì 8 febbraio presso la sede
del Mise. Previsti investimenti per 101 milioni di euro
L’incontro si inserisce nel quadro di una serie di incontri
ufficiali del diplomatico Michiel den Hond
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La crisi del sistema e gli scandali del sistema di finanziamento della “politica” e dei partiti hanno indotto il
legislatore a intervenire in aperta controtendenza rispetto all’orientamento dei primi anni 2000, quando
era stata costituzionalmente sancita, con l’emanazione della legge n. 3/2001 di riforma del titolo V della
Costituzione, la fine del Comitati regionali di Controllo (Co.re.co) e della loro attività di monitoraggio a
presidio della legittimità degli atti.
Già in precedenza si era avviata l’operazione di alleggerimento dei controlli sugli atti deliberativi degli
enti locali attraverso l’eliminazione del parere preventivo di legittimità del segretario comunale a seguito della riforma Bassanini (L. 127/97).
Con la nuova legislazione sui controlli l’inversione di
tendenza, a conferma della “vichiana” teoria dei corsi
e ricorsi storici.
L’operazione di revisione, sufficientemente organica,
ha dato la stura a un’operazione di organica revisione
della materia dei controlli interni degli enti territoriali
e locali, che ha avuto l’effetto di conferire nuova linfa
vitale a questo tema così importante e strategico non
solo per il buon andamento della pubblica amministrazione ma anche per la competitività del sistema
Paese. Il tutto al fine di por mano in gran fretta a una
situazione emergenziale, considerati per l’appunto
gli esempi deplorevoli di spreco di risorse pubbliche
e fenomeni di diffusa corruzione ai vari livelli istituzionali di governo.
segue a pag.2
Potenza, la settimana prossima prime
verifiche sulle nuove linee dei bus
Ma le famiglie e gli studenti protestano
Tribunali, rischio paralisi a Matera
Avvocati e magistrati assieme
per fronteggiare i tagli del governo
Si lamentano lunghe attese. Eliminati 500 mila
chilometri. Notevole il risparmio economico
Due toghe costrette a lasciare l’incarico
Ma non va meglio nell’altro capoluogo
Le nuove linee di trasporto pubblico a Potenza
non sembrano convincere
tutti. Le prime verifiche la
prossima settimana. Con
l’inedito piano il Comune
ha tagliato circa 500mila
chilometri con un notevole risparmio economico.
Ma non tutti appaiono
La riforma della giustizia
che ridisegnerà la geografia dei tribunali anche
in Basilicata avrà forti ripercussioni sull’operato
dei delle toghe. Il Palazzo di giustizia di Matera,
in particolare, a rischio
collasso. Due magistrati,
infatti, andranno via, ma
soddisfatti. Le famiglie e
gli studenti protestano
per le lunghe attese.Ma
in Municipio sono pronti
a fare degli aggiustamenti in base alle esigenze
dei cittadini. Molte paline
aklle fermute dei bus, poi,
riportano ancora i vecchi
orari.
La Gazzetta
del Mezzogiorno
rimarrà inalterato il peso
delle cause. Tra le ricadute
c’è l’aumento dei tempi e
delle pendenze. Avvocati
e magistrati pronti a lottare contro i tagli in arrivo.
Ma a non andrà meglio a
Potenza, dove sono addirittura otto gli esuberi
previsti.
Il Quotidiano
della Basilicata
01.02.2013 N.274
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Basilicata Mezzogiorno
Torna la coesione. I sei sindaci dimissionari della Val d’Agri hanno annunciato il ritiro della decisione
Petrolio, uniti per il rilancio
Convocato ieri in Regione il comitato dei trentacinque primi cittadini dell’area
Settimane di confronto
anche aspro. Dimissioni
annunciate e poi ritirate.
Sulle royalties e sul ruolo degli enti locali è tutto
rientrato nella normalità.
Un rinnovato impegno ad
affrontare in modo puntuale e congiunto tutti i
temi della Val d’Agri e della Val Camastra che, per
le questioni energetiche,
si trovano ad affrontare
problemi di primo piano a
livello Europeo.
E’ il risultato a cui è giunta la conferenza dei sindaci di Val d’Agri e Val
Camastra convocata dal
presidente della Regione
Basilicata, Vito De Filippo a margine della quale
i primi cittadini dei sei
Comuni che avevano rassegnato le proprie dimissioni hanno annunciato
che le ritireranno. E così
in un solo colpo tutti si ritrovano d’accordo. Pronti
a rilanciare un’area. Tutti
assieme, su problemi di
rilevanza non solo locale.
E proprio il loro documento sarà al centro della discussione nel corso
della prossima riunione
della conferenza dei primi
cittadini, con l’obiettivo
di giungere ad un documento che abbracci più
complessivamente le questioni e sia più largamente
condiviso.
Il tema della condivisione
e del confronto è stato il
leit motiv di tuto l’incontro
quando le diverse posizioni di merito e di metodo
emerse sulla situazione
determinata dalla protesta hanno trovato una saldatura nella convinzione
che solo una gestione unitaria delle questioni può
garantire buone speranze
di successo per le rivendicazioni dei territori ed
evitare l’avanzamento di
localismi e campanilismi
che finirebbero per indebolire le posizioni di tutti
i centri.
Tutti gli amministratori
presenti hanno lamentato le difficoltà di finanza
pubblica nell’assicurare i
servizi, dovuti alle recenti
politiche di rigore, auspicando che risposte possano venire anche grazie
ai proventi del petrolio,
ma hanno sottolineato
come sia da considerare
prioritario un progetto di
Si riprende
così il lavoro
ripartendo dal
Memorandum
Nel prossimo
vertice
sul tavolo
la bozza
degli ex
“congedati”
Un pozzo di petrolio in Val d’Agri
sviluppo rispetto alle pure
fondate esigenze economiche degli enti.
Unanimemente i sindaci
hanno mostrato apprezzamento per l’azione già
posta in essere dal massimo ente della Basilicata
tra moratoria e memorandum confidando che le
Piena fiducia nella Regione. Ora
gli amministratori puntano su più
lavoro e salvaguardia dell’ambiente
Novità negli enti locali
Alcune disposizioni finalizzate a introdurre maggiori responsabilità
dei segretari comunali e dei responsabili dei servizi finanziari
segue dalla prima
Ed ancora, un rafforzamento del ruolo della
Corte dei Conti sulle Regioni: un giudizio di “parifica” (di correttezza) non
solo dei conti finali (il c.d.
consuntivo) ma anche del
bilancio regionale, con
un’evidente
responsabilizzazione dei Consigli
regionali e della stessa
Corte, peraltro rafforzato dalle recenti decisioni
della Corte Costituzionale che hanno limitato
l’uso delle leggi regionali
in materia nell’ottica del
principio del pareggio di
bilancio di cui al nuovo
art. 81 della Costituzione.
Le principali novità riguardano
soprattutto
gli enti locali con alcune
disposizioni finalizzate a
introdurre una maggiore
responsabilizzazione dei
segretari comunali e dei
responsabili dei servizi
finanziari: i nuovi attori
principali del sistema. La
disposizione non è in verità del tutto nuova: già il
sistema previgente era disciplinato dall’art. 147 del
d.lgs. n. 267/2000 (Teul) il
quale, a sua volta, riprendeva, in parte, il disposto
del d.lgs n. 286/1999 “riordino e potenziamento
dei meccanismi e strumenti di monitoraggio e
valutazione dei costi, dei
rendimenti e dei risultati
dell’attività svolta dalle
amministrazioni pubbliche” alle cui disposizioni
gli enti locali avevano
facoltà di adeguare la
propria organizzazione.
Il sistema disciplinato
dall’art. 147 del Teul prevedeva il controllo di regolarità amministrativa e
contabile; il controllo di
gestione; la valutazione
della dirigenza; il controllo strategico. Più che
di assoluta novità è forse
il caso di affermare come
con la riforma il legislatore
finisce per prendere atto
dell’incapacità degli enti
questioni portate avanti
dalla Regione possano
avere ricadute più evidenti, specie in tema di
occupazione e salvaguardia ambientale, nelle zone
interessate alle attività
estrattive.
A tal fine è stato ritenuto opportuno di dare
locali di garantire un’efficiente sistema di controlli
interno, introducendo, da
un lato, un serio rafforzamento e procedimentalizzazione delle attività
di controllo di regolarità
in fase preventiva e successiva, coinvolgendo e
responsabilizzando varie
figure, e, dall’altro, avviando un più chiaro e definito coinvolgimento della
Corte dei conti, non più
con un semplice richiamo
alla legge 20/94 ma con
la definizione di un percorso che vede la sezione
controllo intestataria di
un autorevole e responsabile controllo esterno,
con conseguenze che
ancora necessitano di
una migliore definizione
in termini di “giustiziabilità”, soprattutto quando
le decisioni finiscono per
coinvolgere programmi
aventi ad oggetto livelli
essenziali di assistenza
tutelati da altri principi
di natura costituzionale.
corso subito dopo il periodo elettorale, per evitare interferenze e possibili fraintendimenti, ad un
serrato approfondimento
dei temi di interesse dei
territori, sfruttando così
anche l’attenzione suscitata dall’iniziativa dei sei
sindaci che, nelle scorse
settimane, hanno incontrato rappresentanti delle
istituzioni e delle forze
politiche.
I rappresentanti dei 35 comuni lucani del petrolio,
assieme al presidente De
Filippo, hanno anche convenuto sulla necessità di
elevare il grado di coesione nella convinzione che
l’importante partita di sviluppo dell’area che si sta
inseguendo proprio sulla
scorta dei principi ispiratori del memorandum,
possa essere vanificata da
istanze di parte, nella convinzione che la sfida potrà
essere vinta solo congiuntamente da tutti i territori
dell’area. (bm2)
Controlli, giornata formativa
“Il nuovo regime dei controlli nelle Regioni e negli Enti Locali dopo la
legge 213/2012”. E’ il tema della giornata formativa che si terrà lunedì
4 febbraio nella Sala del Consiglio provinciale di Matera. Interverranno Giuseppe S. Larosa, presidente Sezione Autonomie della Corte dei
conti, Stefano Pozzoli, docente dell’Università di Napoli – “Parthenope”, Gianni Trovati, giornalista del “Sole 24 Ore”, Daniele Morgante e
Giuseppe Teti, magistrati della Corte dei conti. Concluderà Angelo
Nardozza, dirigente generale della Presidenza della Giunta regionale.
Con la riforma introdotta
dall’art. 3 del d.l. 74/2012
è stato integralmente sostituito l’art. 147 del Tuel
stati introdotti, ex novo,
gli artt. 147 bis, ter, quater e quinques. In questo
modo si è passati dalle
quattro forme di controllo sopra riportate a sei, di
cui ben tre nuove. La novella normativa distingue
i Comuni a seconda della
loro dimensione demografica prevedendo che
alcune tipologie di controlli interni, quali quelli
sulle società partecipate
e sulla qualità dei servizi
erogati, siano obbligato-
rie solo negli enti sopra i
10 mila abitanti. I controlli
interni devono essere organizzati, da ciascun ente,
in osservanza al principio
di separazione tra funzione di indirizzo e compiti
di gestione. Recita, infatti,
il nuovo art. 147 comma
4 del Tuel: “nell’ambito
della loro autonomia normativa e organizzativa, gli
enti locali disciplinano il
sistema dei controlli interni secondo il principio
della distinzione tra funzioni di indirizzo e compiti di gestione, anche in
deroga agli altri principi
di cui all’articolo 1, com-
ma 2, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286,
e successive modificazioni”. Sono parte dell’organizzazione del sistema dei
controlli interni il segretario comunale, il direttore
generale (se nominato),
i responsabili di servizio
e le unità di controllo
(nuclei di valutazione,
organismi indipendenti
di valutazione), laddove
previste.
di Pasquale Monea
dirigente ufficio regionale
Autonomie locali,
direttore rivista “Il Governo
locale”
01.02.2013 N. 274
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Basilicata Mezzogiorno
La sigla dell’accordo porterà ad un investimento di 101 milioni di euro per il Distretto del mobile imbottito
Salotti, verso la ripresa
Venerdì 8 febbraio il tavolo al Ministero dello Sviluppo economico
Uno stanziamento di centouno milioni di euro per
sostenere e rilanciare il Distretto del mobile imbottito della Murgia.
Lo prevede l’Accordo di
Programma tra il Ministero dello Sviluppo Economico, la Regione Puglia,
la Regione Basilicata e
Invitalia che - in ottemperanza dell’impegno assunto nei mesi scorsi - verrà
siglato a Roma, presso la
sede del Dicastero di via
Veneto, il prossimo venerdì otto febbraio.
L’intesa ha molteplici che
ha obiettivi, punta alla
salvaguardia e al consolidamento delle imprese
murgiane che operano
nel settore del mobile
imbottito, nonchè all’attrazione di nuove iniziative imprenditoriali, ed al
sostegno - finalizzato al
reimpiego - dei lavoratori
espulsi dalla filiera produttiva, in una zona pesantemente colpita dalla
crisi delle grandi imprese
del comparto.
Le risorse finanziarie stanziate, risultano così ripar-
tite: il Ministero concorre
con quaranta milioni di
euro (venti sono destinati
alla promozione di investimenti produttivi e venti
alla promozione di progetti R&S); la Regione Puglia concorre con quaranta milioni da impegnare
nella promozione di progetti legati a investimenti
produttivi e di R&S; la Regione Basilicata concorre
invece, con ventuno milioni di euro. Sarà un comitato di coordinamento
(sotto la regia di Ministero
dello Sviluppo economico) ad assicurare l’organicità degli interventi.
Tre i componenti dell’organismo gestionale: uno
Lavoratori del salotto durante la produzione
Basilicata.
Invitalia fornirà il necessario supporto tecnico.
Entro
quarantacinque
I partner dell’intesa
L’Accordo di Programma
sarà sottoscritto tra il
Mise, le Regioni Puglia
e Basilicata e Invitalia
in rappresentanza del
Mise, uno della Regione
Puglia, uno della Regione
giorni dalla stipula dell’accordo, il comitato definirà
- di concerto con Invitalia
e i competenti uffici regionali - il Piano attuativo
complessivo
dell’intervento pubblico sulla base
dell’utilizzo ottimale dei
vari strumenti agevolativi.
L’intesa, dunque, rappresenta l’unico strumento
per dare attuazione agli
investimenti indispensabili al rilancio del Distretto
del salotto anche perchè il
da poco trascorso 2012 è
un altro anno da dimenticare.
Non sono disponibili, i
dati ufficiali di congiun-
Edilizia e trasporti, nuovi
materiali per risparmiare
Alla Trisaia di Rotondella presentato ieri il progetto Mateff finanziato dal Po Fesr
Allo studio diverse applicazioni innovative per migliorare anche l’efficienza
Migliorare
l’efficienza
energetica con materiali
e applicazioni innovativi e
sostenibili in campo edile
e nei trasporti.
E’ questo l’obiettivo del
progetto di cooperazione
territoriale europea Mateff presentato ieri nella
sala “Pitagora” del centro
ricerche Trisaia di Rotondella.
L’iniziativa, finanziata dal
Programma
operativo
Fesr Basilicata relativo al
periodo 2007/2013, intende favorire la promozione
di un processo di innovazione tecnologica in grado di fornire prestazioni in
termini di risparmio energetico superiori rispetto
a quelle offerte dagli attuali standard costruttivi e
operativi.
Nel settore edilizio particolare attenzione sarà
dedicata allo studio e alle
applicazioni della fibra
di basalto, ambito in cui
Lavori in un cantiere edile
Enea collabora con Hg
Gbf, leader mondiale nella
produzione di questo materiale.
Nei trasporti, invece, si
studieranno le prestazioni di materiali metallici,
particolarmente leggeri, in grado di sostituire i
composti tradizionali spe-
rimentando
tecniche
innovative di saldatura
così da garantire elevate
performance in termini di
sicurezza.
Su cui si sta investendo un
po’ in tutto il mondo.
Partner preferenziale del
progetto è la Constellium,
gruppo francese ai vertici
mondiali nel settore della
ricerca su leghe metalliche innovative, con il
quale Enea ha avviato da
tempo interessanti e proficui rapporti di ricerca e
sviluppo in questim particolari campi.
Ai lavori hanno preso
parte, fra gli altri, Mauro
Marani dell’Unità tecnica efficienza energetica
dell’Enea, Patrizia Minardi,
Autorità di gestione del
Po Fesr Basilicata, Giacobbre Braccio, responsabile
Unità tecnica tecnologie
Trisaia, Piero De Fazio, responsabile del progetto
Mateff, Airaldo Piva, amministratore delegato di
Hg Europe.
L’incontro, si è poi concluso con una visita al laboratorio di Tecnologie dei
materiali e metrologia del
centro Trisaia di Rotondella. Una “scuola” di certo
all’avanguardia in questo
settore. (bm2)
tura su come si sia chiuso
ancora, ma stando alle stime delle imprese sarà caratterizzato da un calo di
fatturato di circa il venticinque per cento rispetto
all’anno precedente.
Ennesima fase decrescente, insomma, per un polo
produttivo la cui crisi è
cominciata nel 2002, in
coincidenza con l’entrata
in vigore dell’euro, finendo per aggravarsi con la
spietata concorrenza dei
prodotti del “Far East” e il
credit crunch.
Tempi davvero duri per il
Distretto che si estende
da Matera ad Altamura,
riunisce centodieci aziende che danno lavoro a
ottomila persone circa e
muove un giro d’affari che
si aggira intorno ai duecento milioni annui.
Esso vanta il sedici per
cento della produzione
mondiale di salotti in pelle esportando in Europa,
Nord America, Australia
e vicino Oriente oltre l’ottanta per cento del fatturato.
I due Paesi molto simili nel paesaggio
In visita in Regione
l’ambasciatore d’Olanda
Michiel den Hond
L’incontro si inserisce all’interno d’una serie
di appuntamenti ufficiali del diplomatico
La Basilicata è nel cuore del Mediterraneo e
l’Olanda in quello d’Europa, ma nonostante
questa distanza esistono affinità e interessi
reciproci tra i territori e
le popolazioni. Olanda
e Basilicata hanno tratti simili nel paesaggio
e gli olandesi e i lucani sono accumunati da operosità
e creatività. E’ quanto emerso nel corso di un incontro
al quale hanno preso parte, tra gli altri, l’ambasciatore
d’Olanda a Roma Michiel den Hond, il console dei Paesi Bassi a Bari Massimo Salomone, il presidente della
Regione Basilicata Vito De Filippo, il direttore generale
del Dipartimento Presidenza della Giunta Angelo Nardozza e il capo di Gabinetto del Presidente della Regione Raffaele Rinaldi. L’incontro si inserisce nel quadro
di una serie di visite ufficiali del diplomatico olandese.
Nell’ambito delle politiche di rafforzamento dei mercati storici l’Olanda considera l’Italia un partner privilegiato e gli investitori olandesi guardano con particolare
interesse ai nostri territori, soprattutto per quelli che
potranno essere gli sviluppi delle attività minerarie. Su
questi temi la Regione Basilicata intende continuare
a promuovere un dibattito democratico, a condizione
che ogni iniziativa futura che si vorrà proporre coniughi
il più rigoroso rispetto del territorio a un reale nuovo
ciclo di sviluppo e occupazione.
01.02.2013 N.274
Parte a Pescopagano
il nuovo servizio
di reumatologia
Le attività si svolgeranno in ambulatorio
una volta a settimana. La prestazione
abbatterà le liste di attesa presso il presidio
Il servizio si somma a quello di ortopedia
Sarà aperto una volta a settimana l’ambulatorio di
Reumatologia dell’Ospedale di Pescopagano, nel
quadro di un più ampio progetto di valorizzazione
e di riorganizzazione della struttura, a cui sta lavorando la direzione strategica del San Carlo e che sarà
ben presto presentato. Il rafforzamento della presenza ambulatoriale a Pescopagano consentirà di abbattere significativamente le liste di attesa presso il
presidio, costituite in massima parte da utenza campana e pugliese, che sempre più numerosa si rivolge
ai nostri reumatologi.
Lo rende noto l’ufficio stampa dell’azienda ospedaliera San Carlo precisando che “più del 50 per cento
dei pazienti ricoverati e il 30 per cento dei pazienti
ambulatoriali accolti a Potenza provengono da altre
regioni, principalmente quelle limitrofe (Campania,
Calabria e Puglia). Le prestazioni extra-regionali del
Dipartimento di Reumatologia, comunque, provengono anche dal Nord e Centro Italia: i dati mostrano
infatti come anche cittadini lombardi, veneti e piemontesi attraversino l’intero stivale per usufruire delle cure reumatologiche lucane”.
La rete dipartimentale è stata istituita tredici anni fa
con lo scopo di abbattere la migrazione sanitaria verso le altre Regioni. In Basilicata, infatti, non esisteva
nessuna struttura dedicata alla reumatologia e i pazienti lucani erano costretti a spostarsi per ricevere
cure adeguate. Nell’ospedale di Pescopagano è presente, inoltre, come noto, il reparto di Ortopedia e
traumatologia che assicura il trattamento chirurgico
e non di tutte le patologie d’interesse, con ricoveri ordinari, day hospital e con prestazioni ambulatoriali.
PAG. 4
Basilicata Mezzogiorno
Cure del pancreas,
innovazione al San Carlo
Si avvia una collaborazione tra l’azienda potentina e quella di Venezia
per dare maggiore impulso alla ricerca sulle malattie pancreatiche
L’Azienda
Ospedaliera
Regionale San Carlo di
Potenza e l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Verona, hanno definito “un
protocollo di collaborazione e cooperazione che,
partendo da esperienze
consolidate nell’approccio diagnostico e terapeutico alle patologie del
pancreas, mira a dare un
ulteriore e concreto impulso ai processi d’innovazione e sviluppo nel campo della ricerca scientifica,
dei processi assistenziali e
dell’innovazione tecnologica e strutturale, oggi in
continua evoluzione.
“L’accordo – fa sapere
l’Azienda Ospedaliera del
San Carlo - in coerenza
con un percorso di collaborazione da tempo intrapreso, individua una serie
di iniziative comuni ed
integrate finalizzate prioritariamente a migliorare
le reciproche conoscenze,
esperienze e competenze
sui seguenti temi: percorsi assistenziali; ricerca
scientifica; innovazione
in ambito tecnologico e
strutturale; crescita professionale; e-health”. Per
l’Azienda di Verona “Il percorso di collaborazione si
fonda sulle riconosciute
qualità professionali e organizzative dell’Azienda
Ospedaliera San Carlo,
nonché sul suo consolidato e prospettico ruolo nel
Uno dei padiglioni del nosocomio di Potenza
panorama sanitario del
meridione d’Italia”.
La patologia pancreatica
è costituita da: infiammazioni acute e croniche, neoplasie maligne, benigne
e “borderline”, il diabete
mellito e fibrosi cistica. In
Italia muoiono 8.000 persone l’anno per tumori del
pancreas, quarta causa
di morte per neoplasia in
Europa occidentale con
circa 45.000 decessi per
anno. Esistono diversi tipi
di tumore pancreatico, a
cui corrispondono terapie
e prognosi differenti. Le
malattie del pancreas si
suddividono a loro volta,
in due grandi categorie:
le malattie infiammatorie (pancreatiti croniche
e acute), le malattie neoplastiche (tumori). I sintomi più comuni legati alle
pancreatiti sono il dolore
alla bocca dello stomaco
(epigastrio), irradiato sotto le costole e alla schiena,
associato, poi, ad un aumento degli enzimi pancreatici nel sangue.
La pancreatite acuta, più
frequente della cronica,
in Italia è soprattutto do-
vuta dalla presenza di
calcoli biliari (circa il 70%)
formatisi nella cistifellea
(colecisti) a causa della
precipitazione della colesterina. Un’errata alimentazione può influire nella
formazione dei calcoli
colesterini. L’ecografia, lo
strumento
diagnostico
più immediato ma insufficiente per il pancreas, la
tomografia assiale computerizzata, per la rilevazioni di calcificazioni, e la
risonanza magnetica sono
i principali mezzi per la
diagnosi precoce.
Dal Consiglio
Commissione Fenice
V Commissione
II Commissione
La Commissione consiliare d’inchiesta istituita dal Consiglio regionale per fare luce sulle vicende connesse
all’attività del temodistruttore Fenice ha deciso a maggioranza di prendere atto della relazione conclusiva
presentata dal presidente Pagliuca, che sarà inviata
all’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale per gli
adempimenti di sua competenza. Contestualmente la
Commissione chiede alla Presidenza dell’Assemblea
che, prima della discussione in Aula, il documento venga
pubblicato sul sito web del Consiglio. Pur essendo pienamente convinto del documento illustrato alla Commissione, Pagliuca, avendo verificato che la maggioranza dei consiglieri ritiene di dover approfondire meglio
il documento ha ritenuto di trasmettere la relazione al
presidente del Consiglio regionale, da cui dipende la
Commissione, che valuterà gli adempimenti da mettere in atto. La Commissione, istituita con deliberazione
del Consiglio n.188 del 4/10/2011 per “fare definitiva
luce su quanto è accaduto in questi anni e per chiarire
se e quali responsabilità ci sono state nella trattazione
dei dati del monitoraggio sull’impianto Fenice di Melfi”,
aveva anche il compito “di accertare se gli Enti preposti
al controllo hanno operato con correttezza e trasparenza e se sono stati correttamente espletati i compiti di
vigilanza posti a carico della Giunta regionale”.
Riconversione ex Mister Day. L’organismo consiliare, nella seduta di ieri, aveva richiesto l’audizione del Dirigente dell’Ufficio legale del Dipartimento Presidenza della
Giunta, Golia, sul parere reso dallo stesso con riferimento al procedimento amministrativo legato alle delibere
del 7 gennaio e dell’8 maggio 2012 in esecuzione della
legge regionale n.1 del 2009. Non essendo presente il
dirigente Golia per altri impegni istituzionali, il presidente Napoli ha presentato un excursus sulla vicenda.
Napoli ha proceduto alla lettura della relazione, dalla
quale emerge che il contratto tra Regione ed Eco Sun
Power non era stato ancora stipulato e che la società
aveva fornito alla Regione una garanzia fidejussoria prestata dalla ‘Orkin Financial Service Ltd’, che però non è in
possesso del requisito di autorizzazione. Di qui il provvedimento di sospensione della delibera 566 da parte
del Dipartimento Attività produttive. In seguito veniva
audita la responsabile dell’Ufficio formazione sullo stato di attuazione dei piani di formazione professionale.
A seguito delle eccezioni mosse dalla Commissione si è
appreso che, a seguito del parere dell’Ufficio legale, la
sospensione della delibera di concessione del contributo per il reinserimento formativo dei lavoratori sarebbe
stata revocata e sarebbero state riavviate le procedure
previste dall’avviso.
La II Commissione Consiliare Permanente (Bilancio e
Programmazione) riunitasi presso la sala del Parlamentino del Consiglio regionale, ha approvato a maggioranza una delibera di Giunta riguardante l’adozione
della variazione di assestamento al Bilancio 2012 e al
pluriennale 2012/2014 dell’Ente di gestione del Parco
archeologico storico naturale delle Chiese rupestri del
Materano. Parere favorevole a maggioranza anche per
la delibera di Giunta relativa alla gestione provvisoria
del bilancio di previsione per l’esercizio 2013 dell’Ater
di Potenza. Con la stessa votazione è stata approvata,
per lo stesso Ente, anche la seconda variazione al bilancio di previsione 2012. Sempre a maggioranza è stato
licenziato il programma di reinvestimento delle economie accertate al 30 ottobre 2012 nella realizzazione dei
programmi costruttivi dell’Ater di Matera. L’organismo
consiliare ha, poi, deciso di richiedere l’audizione del
direttore dell’Apt sul Bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2013 e pluriennale 2013-2015. Rinviata,
infine, la presa d’atto di una delibera di Giunta afferente
“l’approvazione della ripartizione finanziaria in capitoli
dei titoli, tipologie e categorie delle entrate e delle missioni per l’esercizio finanziario 2013 e del bilancio pluriennale per il triennio 2013/2015”. La Commissione ha
richiesto l’audizione del dirigente dell’ufficio Bilancio.
01.02.2013 N. 274
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Basilicata Mezzogiorno
Turismo è vitalità
La nostra forza è il fascino
dei nostri paesaggi
I Piot per dare voce alle potenzialità
del nostro territorio con le bellezze
dei suoi borghi e l’impiego di fondi
comunitari per realizzare strutture
dal forte impatto turistico
Dal Volo dell’Angelo ai Sassi di
Matera, dal mare alla montagna,
dagli invasi di Monte Cotugno
e del Pertusillo alla Rabatana
e ai luoghi di Federico II
a cura dell’Ufficio Stampa della Giunta Regionale
Crediamo nella valorizzazione delle nostre risorse
come opportunità di crescita. Dai beni architettonici
a quelli naturali sosteniamo progetti per raccogliere
le sfide di un panorama turistico sempre più esigente
Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 01.02.2013
PAG. 6
Basilicata Mezzogiorno
POTENZA CITTÀ I V
Venerdì 1 febbraio 2013
VERSO LE ELEZIONI
ASPETTANDO LA NUOVA PIAZZA BONAVENTURA
LA CAMPAGNA ELETTORALE ENTRA NEL VIVO
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LEADER A sinistra Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell’Udc, a destra Antonio Di Pietro, fondatore dell’Idv
CANTIERE I lavori per costruire box-interrati sono bloccati [foto Tony Vece]
Scendono in campo i «big»
il premier Monti e l’on. Di Pietro
Incontri a Potenza e a Matera. Il presidente uscente parlerà a giovani e imprenditori
l Ora scendo in campo i «big». La
campagna elettorale lucana, sinora
combattuta a colpi di polemiche dal
sapore caserecce, comincia a giocarsi
le carte più pesanti. Oggi è il giorno
di Antonio Di Pietro a Potenza, che
verrà a presentare i componenti della
squadra di Rivoluzione civile, il raggruppamento che fa capo al candidato premier Antonio Ingroia.
Ma soprattutto sarà il giorno di
Mario Monti, il presidente del Consiglio «salito» nella contesa elettorale
(nonostante non possa candidarsi
poiché è già senatore a vita), che, lo
scorso 20 dicembre, venne a dare il
buon Natale alla Fiat Sata di Melfi,
insieme a Sergio Marchionne e a
John Elkann, nel giorno in cui annunciarono - fra gli applausi di una
moltitudine di dipendenti - la produzione delle due nuove autovetture
(il mini suv con marchio Jeep e la
nuova Fiat 500 X). Nei giorni scorsi la
seconda comunicazione della dirigenza Fiat ha riguardato invece l’annuncio di cassa integrazione a rotazione sino a fine 2014, proprio per
PREMIER Il presidente Mario Monti oggi in Basilicata
consentire la realizzazione della piattaforma per le due nuove auto. E
stavolta c’è stato qualche applauso in
meno e molte preoccupazioni in più.
Oggi il senatore Monti torna in
Basilicata (nel pomeriggio prevista la
sua presenza a Potenza, in serata a
Matera) come leader del raggrup-
pamento centrista. Quella Scelta civica che qui, alla Camera, propone
come capolista Alfonso Ernesto Navazio, seguito da un bocconiano di
stretta osservanza «montiana» come
Francesco Sacco e poi, nell’ordine,
Stefania Attilia Chiarito, Ettore
Lo Nigro, Carmine Marandola,
Maria Teresa Merlino. Al Senato, i
montiani sono insieme all’Udc di
Casini e al Fli di Fini. La lista per
Palazzo Madama è composta da Pierferdinando Casini, Tito Di Maggio,
Francesco Gregorio Bronzino,
Carlo Glinni, Rocco Costanzo, Antonello Ripoli. Proprio l’Udc, domani pomeriggio alle 17.30 nell’Hotel
Vittoria del capoluogo lucano, presenterà ufficialmente i propri candidati alla Camera e avvierà la campagna elettorale alla presenza dell’on.
Lorenzo Cesa, segretario nazionale
del partito.
Dal canto suo, Di Pietro, al cui
fianco oggi ci sarà l’assessore regionale Rosa Mastrosimone, proporrà i candidati lucani di Rivoluzione civile. Antonio Ingroia, Antonio Di Luca, Antonio Palagiano,
Giambattista Grieco, Flavia Carriero, Lucia Forenza. Al Senato sono in campo, Aniello Di Nardo,
Donato Brienza, Pasquale Truncellito, Mario Caputo, Eleonora
Lauro, Vincenza Capra, Iulia Iemma.
POTENZA OCCHI PUNTATI SUI TEMI PIÙ CARI AI RAGAZZI, DALLO STUDIO AL LAVORO. IERI VERTICE NEL CAPOLUOGO
le altre notizie
SCAMBI CON L’ESTERO
Ambasciatore olandese
incontra De Filippo
n L’ambasciatore d’Olanda a
Roma, Michiel Den Hond e il
console dei Paesi Bassi a Bari, Massimo Salomone, hanno incontrato ieri mattina il
presidente della Regione Vito De Filippo. L’obiettivo è
quello di rafforzare rapporti
commerciali con l’Italia.
All’incontro hanno partecipato anche il direttore generale del Dipartimento della
giunta regionale, Angelo
Nardozza, e il capo di gabinetto del presidente, Raffaele
Rinaldi.
LISTA ALLA CAMERA
Fli, incontro a Potenza
l’appoggio a Monti
n Domani mattina, alle
10.30, al Park Hotel di Potenza sarà presentata la lista dei candidati alla Camera per la lista Futuro e
Libertà della circoscrizione della Basilicata. Sarà
l’occasione anche per esaminare il programma del
movimento politico e le
inizative da intraprendere
sul territorio. Fli, lo ricordiamo, è collegato alla lista Monti che appoggia la
candidatura dell’ex premier.
POTENZA ASSEMBLEA CHE DÀ IL VIA ALLA CAMPAGNA ELETTORALE
«Noi, mai più spettatori» I «Fratelli d’Italia»
I giovani democratici di Basilicata parte attiva in campagna elettorale
l «Il pericolo che la campagna elettorale si trasformi in
una sorta di talk show, in cui la
comunicazione prevale sulle
questioni di merito ed in cui gli
italiani ancor prima che come
cittadini ed elettori vengano
trattati come spettatori, è troppo alto per essere sottovalutato». Lo affermano i Giovani
Democratici di Basilicata. Concordano con Bersani, «bisogna
assolutamente evitare di inseguire modelli che, se garantiscono qualche punto in più
nei sondaggi, non favoriscono
di certo la svolta di cui il Paese
ha bisogno. Proprio per queste
ragioni abbiamo deciso di immergerci con forza in questa
campagna elettorale con la
campagna “Non + Spettatori”.
Lavoreremo con lo stesso spi-
PARTITO Un momento dell’incontro di ieri [foto Tony Vece]
rito che ha spinto il nostro
partito a fare le primarie, prima per il candidato premier,
poi per i parlamentari, ovvero
con la volontà di evitare che si
sviluppi l’idea che l’impegno
politico sia qualcosa di elitario
e
non
popolare».
Tra i temi centrali, «le riforme
che guardano alle giovani generazioni ma servono all’Italia,
che sono necessarie per il Pae-
se ma sono meridionaliste per
definizione». Si va dallo «sviluppo sostenibile (no al bonus
idrocarburi; sì a misure per
interventi di efficienza energetica e per la produzione di
energia da fonti rinnovabili in
modo tale da generare occupazione e alimentare seriamente l’economia lucana)
all’emergenza lavoro e occupazione (soprattutto giovanile:
«la proposta della garanzia europea che mira ad evitare che i
giovani restino inoccupati per
più di 4 mesi è l’impegno che
chiediamo al nostro partito»);
dalla questione dei diritti, alla
scuola: devono essere temi «al
centro dell’agenda del prossimo governo». Mettendo a valore le esperienze positive realizzate, anche in Basilicata.
politica ai giovani
l Anche i giovani «Fratelli
d’Italia» vogliono essere parte attiva in questa campagna elettorale che coincide con l’esordio del
movimento politico. Il partito
crede molto nel ruolo dei ragazzi
a cui affida l’avvio del dibattito in
vista delle elezioni del 24 e 25 febbraio. All’incontro di ieri, presieduto da Gianni Rosa, sono intervenuti oltre sessanta giovani provenienti da tutta la regione. Molti
di loro hanno un background
all’interno del Pdl da cui hanno
deciso di uscire in contrasto con
le linee guida dei vertici lucani.
L’assemblea è stata organizzata
soprattutto per sollecitare i candidati della città di Potenza, Carlo
Cosentino, Giuseppe Giuzio e
Rocco Coiro su tematiche giovanili. Tra gli interventi quelli di
Canio Sinisi che ha sottolineato
RIUNIONE L’incontro [foto T. Vece]
come all’interno del Pdl i giovani
siano tagliati fuori da qualsiasi
scelta, compreso sulle candidature, mentre Giorgio Restaino ha
parlato delle tematiche universitarie e dei problemi ormai cronici dell’ateneo lucano.
Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 01.02.2013
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Basilicata Mezzogiorno
Matera
Venerdì 1 febbraio 2013
23
REDAZIONE: Piazza Mulino, 15 - 75100 Matera - Tel. 0835.256440
«Proposta senza un confronto serio». Il presidente degli avvocati: «I legislatori? Schizofrenici»
Tribunale a rischio collasso
La riforma toglierà a Matera due magistrati ma lascerà inalterato il peso delle cause
di ANTONELLA CIERVO
PIU’ che una riforma, è un
vero e proprio sisma che rischia di far tremare anche
le fondamenta del tribunale di Matera.
Per questo i magistrati
sono sul piede di guerra e
hanno chiesto al presidente della Corte d’Appello di
convocare un incontro per
far sentire il forte no che arriva dall’ambiente giuridico.
La geografia giudiziaria
che si appresta ad affrontare una serie di novità, dovrà intanto fare i conti con
la riduzione dei posti in organico che, a Matera scenderanno da 16 a 14.
Sotto il profilo strettamente matematico può
sembrare una limitazione
del tutto superficiale ma, in
realtà, come scrivono in
una nota i componente della sottosezione di Matera
dell’Associazione nazionale magistrati: «La riduzione è a dir poco sconcertante, sol che si pensi che gli uffici di Matera sono destinati ad accorpare anche la sezione distaccata di Pisticci,
sicchè nella sede centrale,
già in forte difficoltà quanto a numero di procedimenti assegnati a ciascun magistrato, i numerosi procedimenti in arrivo dalla sezione distaccata (pari a più
di 2000) non sarebbero accompagnati dai due magistrati che la presidiavano».
Sull’intera vicenda pesa il
caso della sezione distaccata di Pisticci.
Una sentenza del Tar lucano nel gennaio scorso,
aveva annullato la decisione del tribunale di Matera
che aveva trasferito la trattazione degli affari civili
nella città dei Sassi.
Spiega Nicola Rocco,
presidente dell’Ordine degli avvocati: «Il 13 settembre prossimo, la riforma
entrerà a pieno regime: oltre alla soppressione di 220
sezioni distaccate, a diverse decine di tribunali minori e centinaia di uffici di
giudici di pace, l’intento è
quello di contenere costi e
recuperare personale amministrativo e magistrati.
Il problema c’è e tocca l’intero distretto - prosegue Nicola Rocco - il documento è
maledettamente influenzato dal fatto che il tribunale di Melfi viene soppresso,
che quello di Lagonegro si
accorpa a Sala Consilina e
che Pisticci non c’è.
Tengo a sottolineare - aggiunge - che questa operazione non condurrà a un
minore afflusso di controversie».
Il tema è ripreso anche
nel documento dell’Anm:
«Il notevole arretrato nel
settore civile non ha potuto
subire una sensibile riduzione nonostante lo strenuo impegno dei magistrati, proprio a causa delle carenze d’organico costantemente registratesi».
In merito al Tribunale di
Matera poi, i magistrati
sottolineano che: «Ha dovuto affrontare un numero
spropositato di processi
per criminalità organizza-
Magistrati infuriati per i tagli imposti dalla riforma all’organico anche al tribunale di Matera
IL PROGETTO 415 BIS
Legge e informatica
Il riferimento è alla omonima legge e il tribunale di Matera è l’unico ad aver creato un progetto ad
hoc. «Finite le indagini - spiega
Nicola
Rocco,
presidente
dell’Ordine degli avvocati di Matera - il pubblico ministero notifica
a indagato e difensore l’avviso di
conclusione delle indagini che
prelude alla richiesta di rinvio a
giudizio.
Da quel momento viene meno
il segreto investigativo e l’indagato può avere accesso completo agli atti.
A Matera - spiega ancora il
presidente dell’Ordine degli avvocati - dopo una grande collaborazione con la Procura e il ministero - abbiamo avviato il progetto sperimentale in virtù del
quale il cittadino e il suo difensore, attraverso un apposito sistema di riconoscimento, potranno accedere al fascicolo del pubblico ministero e richiedere in via telematica il
materiale che riterrà necessario. L’intero fascicolo giungerà nelle loro
mani in formato pdf».
Una svolta fondamentale in vista della informatizzazione della giustizia e un segnale importante: «Scompare la casta - chiarisce Rocco
- e si riducono le attese, il lavoro della cancelleria».
Il progetto, per ora in via sperimentale, è attivo già da qualche mese
e sta confermando la sua utilià.
[email protected]
ta che, per dette carenze
d’organico, hanno richiesto tempi molto lunghi di
definizione».
«La giustizia era già in
sofferenza - come ha spiegato il presidente Rocco nel
corso del suo intervento in
occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario
- e ci attendevamo che il numero dei magistrati dovesse aumentare, invece la riforma non va in questa direzione.
Il tribunale di Potenza
perde 8 magistrati, Matera
ne perde due come Lagonegro che accorpa Sala Consilina.
Per fortuna il numero dei
sostituti è rimasto inalterato. Il nostro è un territorio
già
penalizzato;
nell’area materana c’erano
8 uffici di giudici di pace,
da oggi ce ne sarà solo uno
a Matera.
La conseguenza, ricorda
l’Anm, è facilmente prevedibile: «Il depauperamento
dell’organico comporterà
quale conseguenza inevitabile, l’aumento delle pendenze e della durata media
dei procedimenti».
L’intervento del legislatore, commenta Nicola
Rocco, è schizofrenica, perchè interviene in modo
estemporaneo su codici e
norme.
«Il numero dei magistrati onorari - sottolinea ancora - è nettamente superiore
a quello dei magistrati togati.
Noi continueremo a batterci, ma sappiamo che a
metà dell’anno finiscono le
risorse a disposizione dei
tribunali che non hanno
nemmeno più i soldi per
comprare le risme di carta
per fotocopie».
L’appello è più che chiaro: «Avvocati e magistrati
devono finirla di delegittimarsi a vicenda, comprendendo che sono entrambi
soggetti della giurisdizione, raggiungerebbero risultati positivi».
[email protected]
Tra le ricadute
c’è l’aumento
delle pendenze
e dei tempi
Bisogna smettere
di delegittimarsi
a vicenda
e lavorare insieme
Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 01.02.2013
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Basilicata Mezzogiorno
IV I BASILICATA PRIMO PIANO
I COSTI DELLA CASTA
I RIFLESSI DELLE NUOVE LEGGI
Venerdì 1 febbraio 2013
IL DIMEZZAMENTO SUI GRUPPI
Prima i gruppi ottenevano 1.060 euro al mese
per ogni consigliere iscritto. La cifra è ora di
5.979 all’anno per ogni rappresentante
ADDIO DIARIA, BENZINA E ALTRO
Cancellati la diaria, il rimborso chilometrico
per la benzina e le spese di segreteria.
Avranno «solo» 4.500 euro al mese
Anno nuovo... più povero
per consiglieri e gruppi politici
Dopo la spending review ecco cosa cambia per le tasche di collaboratori e politici
ANTONELLA INCISO
l «Anno nuovo.. vita nuova»
ripete un vecchio adagio. E oggi si
potrebbe aggiungere anche conti
nuovi. Almeno questo vale per la
«casta» regionale lucana che
d’ora in poi dovrà fare i conti con
la scure che si è abbattuta su stipendi, diarie, assegni e fondi per il
funzionamento dei gruppi. In par-
2013, però, i numeri sono cambiati
ed ogni gruppo avrà come contributo annuo da ogni singolo consigliere poco più di 5mila 979 euro
(somma che accorpa un contributo annuo di 5mila euro e un
contributo di 0,05 euro per abitante in base all’ultimo rilevamente Istat). Insomma, somme
più che dimezzate rispetto al passato, somme che porteranno non
LE NUOVE NORME
IL VITALIZIO
Le regole entrate ora in
vigore hanno recepito le
indicazioni nazionali
ticolare, i singoli consiglieri vedranno ridotto lo stipendio base
che passerà da 7mila 826, 25 euro
lordi al mese a 6mila 600 euro lordi. Riduzioni, poi, ci saranno anche per il presidente della Giunta
e per quello del Consiglio regionale che per l’indennità di carica
passeranno dai vecchi 3mila 130,
50 euro lordi a 2mila e 700 euro.
Cancellati, invece, diarie, rimborsi chilometrici per la benzina e
spese di segreteria e rappresen-
L’assegno vitalizio sarà
abolito solo dalla
prossima legislatura
300
4500
Il plafond stanziato dalla
Regione per i rapporti di
collaborazione in attesa degli
ultimi dati del 2012
Sono i fondi che percepiranno
in sostituzione di diaria,
rimborso chilometrico e spese
di segreteria
mila
euro
i soldi
che percepiranno
tanza. Ogni consigliere avrà per
l’esercizio del mandato 4mila e 500
euro mentre agli assessori esterni
ne toccheranno 2mila 250.
Una vera e propria «rivoluzione», invece, attende i gruppi consiliari regionali. La precedente
normativa prevedeva, infatti, che
i gruppi ottenessero mille e sessanta euro al mese per ciascun
consigliere iscritto, a cui si aggiungevano altri mille e sessanta
euro al mese per il gruppo. Dal
pochi riflessi proprio sulla gestione dei gruppi, sulle spese per telefoni, cancelleria e collaboratori.
E proprio per garantire i contratti
dei collaboratori la Regione ha
stanziato, per il 2013, un plafond di
300mila euro destinato al personale che è stato contrattualizzato
entro l’8 dicembre 2012. Trecentomila euro che, però, potrebbero
diventare 500mila se i conti ancora in corso renderanno necessari nuovi stanziamenti.
Il particolare
Come i gruppi
si dividevano
i fondi di 1 anno
Un taglio di oltre
200mila euro nel solo
2013. Se si confrontano i
numeri tra le somme che
la Regione erogava per i
gruppi consiliari nel 2012
e quelle che, invece, ha
stanziato per il 2013 i
conti confermano un taglio netto di oltre 200mila
euro. Questo grazie alla
mannaia che ha colpito le
voci che arricchivano le
casse dei gruppi, a cominciare dai fondi che
percepivano per ogni
consigliere regionale ossia i 1060 euro al mese.
(mentre oggi quei soldi
sono racchiusi in un’unica voce di quasi 6mila
euro annui). In tutto ogni
mese per i dieci gruppi
del Consiglio regionale
lucano venivano spesi
(tra quota mensile ed indennità istituzionali)
45mila 261 euro. Di questi 12mila 445 euro andavano al Pd, 10mila 421 al
Pdl e 4mila 855 al gruppo
misto (che a fine anno
contava ben tre consiglieri). Seguivano, poi,
3mila 590 al Movimento
per le Autonomie, 3mila
ed 84 euro all’Italia dei
Valori, 2mila 325 rispettivamente all’Udc ed a Io
amo la Lucania ed infine
2mila e 72 euro a Popolari uniti, Ssinistra Ecologia
e Libertà e Partito socialista.
[a.i.]
Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 01.02.2013
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Basilicata Mezzogiorno
VI I POTENZA CITTÀ
Venerdì 1 febbraio 2013
TRASPORTI PUBBLICI
POTENZA E IL SERVIZIO BUS
RISPARMIO
Con il nuovo piano il Comune ha
«tagliato» circa 500mila chilometri, con
un notevole risparmio economico
Nuove linee: prime verifiche
la settimana prossima
Intanto il Comune invita i cittadini a rivolgersi all’Urp e alla Sat
L’assessore Ginefra:
«Sicuramente faremo degli
aggiustamenti, in base alle
esigenze dei cittadini»
GIOVANNA LAGUARDIA
l Sono passati quattro giorni dall’avvio del nuovo piano di esercizio dei
trasporti pubblici urbani a Potenza e
numerose sono state le lamentele giunte
in redazione. Due le categorie che si
ritengono più bistrattate di altre: gli
studenti, ai quali non piacciono i nuovi
orari delle corse scolastiche (7.20 e 13.55)
e gli anziani: da molti rioni lamentano
la difficoltà a raggiungere il centro
storico per il tradizionale «struscio»
con i collegamenti meccanizzati, l’eccessivo allungamento dei percorsi e dei
tempi di percorrenza dei bus, la poca
chiarezza nelle indicazioni per quanto
riguarda alcune fermate o la loro perifericità rispetto al centro dei quartieri
interessati. Ad esempio, nella linea numero 1, la fermata di via Cavour viene
indicata come relativa alle scale mobili
di via Armellini. Ma per raggiungerle,
obiettano in molti, bisogna percorre
buona parte di via Cavour e di via
Mazzini a piedi. E se si ha una certa età
l’impresa può essere difficile se non
impossibile. E ancora, la fermata di
alcune linee in via di Giura, nei pressi
dell’ufficio scolastico, indicata come
Parco Aurora, è abbastanza lontana dal
cuore del quartiere, così come la fermata della stazione di Macchia Romana
risulta essere molto lontana dal nuovo
baricentro del popoloso quartiere. Anche a Rossellino si registrano analoghi
problemi con il nuovo tragitto della
linea numero sei. E Santa Maria, secondo le lamentele dei cittadini che
quotidianamente utilizzano la linea
«Circolare cento scale», è diventato uno
dei quartieri peggio serviti.
Il Comune di Potenza assicura che
pur considerando il fatto che sono stati
tagliati circa 500.000 chilometri in funzione di un congruo risparmio nel costo
del servizio e che, dunque, qualche disagio non si potrà evitare, saranno tenute presenti tutte le istanze fondate dei
cittadini. «Stiamo prendendo in considerazione tutte le indicazioni che provengono dagli utenti - assicura l’assessore comunale alla mobilità Giuseppe Ginefra - e una prima verifica dei
nuovi percorsi verrà fatta a metà della
prossima settimana, quando speriamo
che possano partire anche le nuove
linee rurali. Sicuramente verranno fatti degli aggiustamenti rispetto agli attuali percorsi , ovviamente anche in
base al peso delle sollecitazioni. È ovvio
che avrà priorità la risoluzione di un
problema che riguarda 500 cittadini rispetto ad uno che riguarda 5 persone». Il
riferimento è alle lamentele per l’abolizione delle navette in via Tammone,
per le quali, spiega l’assessore, il basso
numero degli utenti non giustificava il
mantenimento del servizio.
Per raccogliere le istanze dei cittadini
il Comune di potenza e la Sat, la società
di assistenza tecnica che ha materialmente redatto il piano, hanno anche
predisposto un servizio di assitstenza al
pubblico: nella sede del Comune a Piazza matteotti, negli uffici dell’Urp è a
disposizione del pubblico personale della Sat per fornire informazioni sul funzionamento di linee, orari e coincidenze
ed anche per raccogliere le lamentele
dei cittadini che non dovessero essere
soddisfatti del nuovo servizio di trasporto pubblico urbano. I cittadini che
non avessero voglia di sperimentare il
nuovo modello bus più collegamenti
meccanizzati per raggiungere il centro
storico, possono anche rivolgersi direttamente al Sat al seguente numero di
telefono: 0971/650558. «Molte delle lamentele che abbiamo fin qui raccolto dice Ginefra - dipendono anche dalla
scarsa informazione degli utenti sul
nuovo piano. Il personale della Sat è
disponibile per ogni chiarimento».
Altre lamentele riguardano anche lo
stato delle infrastrutture: il moderno
terminal di viale dell’Unicef fa a pugni
con lo stato delle altre fermate, dove
nella maggior parte dei casi non ci sono
pensiline, se ci sono sono rotte e le
paline non riportano ancora gli orari
giusti o non li riportano affatto. «Questa
è una cosa che sarà risolta - dice Ginefra
- con il piano della mobilità che speriamo di attuare prima della fine della
consiliatura e che prevede le nuove
pensiline e l’installazione delle paline
intelligenti».
SPERIMENTALE Il Comune ha attivato le nuove linee e i nuovi
orari annunciando la disponibilità a modificarli [foto Tony Vece]
L’ANALISI SERVIZIO GRATUITO PER 15 GIORNI, POI SCATTERÀ LA «TOLLERANZA ZERO». MA DA SEMPRE I BUS SONO TERRA DI CONQUISTA DI «PORTOGHESI»
Pullman sempre meno utilizzati
nella città che predilige le automobili
MASSIMO BRANCATI
l I nuovi orari e le nuove linee dei
bus fanno discutere. Ma tutta questa
attenzione nei confronti del trasporto
pubblico urbano è un fatto inedito a
Potenza, città da sempre «attaccata»
all’auto privata. Lo testimonia il record
statistico del capoluogo lucano che ha
uno dei più alti tassi di vetture circolanti, vale a dire 66 ogni 100 abitanti,
superiore alla media nazionale che è di
61. Nonostante la difficoltà di trovare un
parcheggio, il traffico, gli ingorghi, i
rallentamenti, in città si continua a
circolare con le automobili, snobbando
il servizio di trasporto pubblico. Il record di utilizzo di vetture si riflette
inevitabilmente sull’utenza dei bus:
ogni potentino, in media, sale appena 18
volte in un anno su un autobus del
servizio pubblico. A Perugia, una città
che ha forti analogie con il capoluogo
lucano per dimensioni e sistema di
trasporto (le scale mobili e gli ascensori), la media sale a 28.
Insomma, i bus a Potenza non sono
mai piaciuti. Sarà per la qualità, per le
corse che saltano, per i ritardi, per la
scelta degli itinerari, sta di fatto che sui
pullman ci salgono davvero poche persone. Ecco perché in qualche modo tutto
questo «polverone» di polemiche che ha
fatto seguito all’istituzione dei nuovi
orari ci lascia perplessi. Delle due l’una:
o ci troviamo di fronte ad un proverbiale malcontento dei potentini, poco inclini a metabolizzare in breve
tempo le novità, oppure quel poco di
buono che c’era del servizio di trasporto, a giudicare dalla scarsa utenza,
è stato realmente messo in discussione
dal nuovo piano. Al punto da svuotare
ancora di più i pullman. Intendiamoci,
al Cotrab nessuno è in grado di dire
quanti sono esattamente i potentini che
salgono sul bus. Sì, perché non c’è un
sistema di rilevamento «scientifico». O
meglio, ci sarebbe, però è praticamente
inutilizzato: le macchinette obliteratrici
dei biglietti dovrebbero essere collegate, attraverso un software, a un cervellone centrale. A parte che manca il
software, resta da capire chi materialmente infila il biglietto (sempre che
lo compri) in quelle macchinette. Nessuno. Anche il più onesto degli onesti.
Lo sa bene pure il Cotrab che sulla
questione ha un atteggiamento da «pace
dei sensi», frutto di un sistema di
pagamento che lo svincola completamente dalla vendita dei biglietti:
dall’amministrazione comunale introita, a prescindere dal numero di utenti, 3
euro a chilometro che in un anno
diventano 8 milioni di euro. Trattenendo l’impalpabile incasso dei ticket
venduti, il Comune avrebbe tutto l’interesse a controllare che i viaggiatori
acquistino il biglietto, ma non ha la
necessaria forza economica e di organico per garantire una vigilanza costante. Risultato: quei pochi potentini
che utilizzano i bus si vestono da «portoghesi».
Il Comune, nell’annunciare il nuovo
piano bus, ha concesso quindici giorni
di servizio gratuito alla cittadinanza
per consentirle di «sperimentare» linee
ed orari, ma dopo due settimane scatterà la tolleranza zero nei confronti di
chi sarà pizzicato senza biglietto. Ci si
chiede: se Cotrab e amministrazione
non sono riusciti ad assicurare la vigilanza per mancanza di soldi e di
personale, come potrà farlo tra quindici
gior ni?
PENSILINA
Il nuovo servizio bus di
Potenza sarà gratuito
per quindici giorni.
L’obiettivo è quello di
«abituare» il cittadino
alle nuove linee e ai
nuovi orari. Dopo il
periodo di prova il
Comune ha
annunciato la
«tolleranza zero» nei
confronti di chi sarà
pizzicato sprovvisto di
regolare biglietto
[foto Tony Vece]
.
Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 01.02.2013
PAG. 10
Basilicata Mezzogiorno
POTENZA CITTÀ I VII
Venerdì 1 febbraio 2013
LETTERE
Fioccano in redazione lettere di protesta
di cittadini-utenti che contestano i nuovi
orari e nuovi itinerari dei bus a Potenza
SCUOLA
Molte delle lamentele giungono da
genitori di ragazzi che frequentano scuole
della città. Occhi puntati sugli orari
Gli studenti, i più penalizzati
«Dove sono le coincidenze?»
Mugugni da Macchia Romana. Bus strapieni all’andata e vuoti al ritorno
l Dopo aver constatato il Nuovo
Servizio di Trasporto Urbano mi
permetto, da ignorante, di esprimere la mia opinione: i due autobus dedicati alla linea scolastica rossa e rossa bis al mattino
partono vuoti ed arrivano vuoti,
ma anche durante il percorso
sono vuoti.
Prima partivano
alle 7.35 con circa
20 ragazzi ora alle
7.20 con 10 in entrambi .... magari
spostando il capolinea a Betlemme
(vigili del fuoco)
potrebbe
raccogliere più utenze
(a Macchia Romana basta credo
una sola corsa oppure ad orari
diversi); ci sono linee scolastiche
stracariche che arrivano anche in
ritardo; al rientro le linee scolastiche Rossa e Rossa Bis sono
vuote, vuote, vuote ... e arrivano
verso le 14.30-14.35; perchè non
esiste l'obbligo delle coinciden-
ze?
In altre città esistono le coincidenze, ovvero «le linee si aspettano». Credo sia necessario per
noi di Macchia Romana, ma a
sentire in giro forse anche per gli
altri quartieri, l'obbligo delle
coincidenze (per esempio in via
Dell'Unicef), ovvero: per Macchia
Romana oltre alla corsa «C» c'è la
linea 2.
Quando escono
dal
liceo
scientifico Pasolini alle 12.20
prendono il n. 5,
che ovviamente
è stracolmo; (a
nessuno piace stare al freddo per
un’ora e mezza in mezzo alla
strada specie se non esiste neanche una pensilina tale da riparare
100 ragazzi .... e 100 sono pochi);
con il 5 arrivano fino in Via Di
Giura e li restano appiedati perchè il 2, nel frattempo, è gia
passato!
RITARDO
L’odissea dei ragazzi
che frequentano il liceo
scientifico «Pasolini»
E allora mettiti in macchina e
valli a prendere perchè se piove,
visto che non ci sono neanche
marciapiedi, rischiano! Quando
escono dal Pasolini alle 13.20 invece non ci sono problemi perchè
devo mettermi in macchina ed
andarli a prendere.
Nel tratto di strada (direzione
Ospedale San Carlo) dall'incrocio di
via
Giovanni
XXIII con Via M.
L. King sino alla
chiesa di Macchia
Romana non esiste una fermata.
In
conclusione
trasferiamoci tutti a rione Verderuolo... è l'altro
quartiere meglio collegato del capoluogo.
Battute a parte, che io sappia «Il
servizio di trasporto scolastico
risponde all’esigenza di facilitare
l’accesso alle scuole d’infanzia
(materna), alla scuola primaria
(elementare) e alla scuola secon-
daria di 1° grado (media) per
quegli alunni che hanno difficoltà
di ordine oggettivo (distanza casa/scuola, impegni lavorativi dei
genitori, ecc.) nel raggiungimento
della sede scolastica. Scusate ma
le linee scolastiche del Comune di
Potenza all'esigenza di chi rispondono?
Qualcuno ha
pensato di poter
disegnare i percorsi stando seduto a tavolino.
La nostra città
purtroppo è già
stata «disegnata»
(in malo modo)
da
palazzoni
enormi. Consentitemelo da emerita ignorante ma non sono necessarie 20 ma 10 linee collegate
tra di loro, ovvero in coincidenza
tra loro e mettere in condizione il
cittadino di non dover fare le
corse per rientrare o raggiungere
un luogo.
Rosanna Soldo
INTERAZIONE
Servirebbero non venti,
ma dieci linee collegate
tra di loro
LA PROTESTA
Aspettando il bus anche due ore
PAZIENZA
Fioccano
segnalazioni di
cittadini che
denunciano
come i nuovi
orari e le nuove
linee non siano
state tarate sui
reali bisogni
dell’utenza,
soprattutto
degli studenti
[foto Tony Vece]
I ragazzi escono da scuola in altri orari, ma le sette linee partono alle 13.55
l A pochi giorno dall'avvio del
nuovo servizio di trasporti segnalo,
costruttivamente, alcune criticità
toccate con mano. È senz'altro da
migliorare il servizio delle linee scolastiche. A quale genio è venuto in
mente di far partire tutte e sette le
linee alle ore 13,55 quando gli studenti dei licei scientifici (istituti con
la maggiore concentrazione di studenti della città) escono tre volte alla
settimana alle ore 12,05 e tre volte
alle ore 13,05? E' mai possibile che i
ragazzi debbano aspettare dai 60 ai
120 minuti?
.
E ancora, quale residente di Varco
d'izzo (complanare), è secondo me
sbagliato non far passare le linee
scolastiche in partenza da Bucaletto
sulla complanare in presenza di almeno dieci studenti costretti ad arrivare a Betlemme. Così come è sbagliato farvi passare un autobus urbano ogni due ore depotenziando un
servizio che prima funzionava bene
ed aveva una sua utenza (fatta in
primis da anziani che cercano di
arrivare in centro e da ragazzi non
autosufficienti che pure hanno la
loro vita sociale, culturale, sportiva
).
In generale, in questo modo, si
avrà l'effetto contrario rispetto alle
aspettative, ovvero i cittadini non
prenderanno quei pochi mezzi pubblici ed ingolferanno ancor di più la
città con le loro automobili. Ma non
si poteva far partire la sperimentazione verso la fine dell'anno scolastico quando, sicuramente, i disagi
sarebbero stati inferiori e la gente si
sarebbe potuta abituare alle nuove
corse con meno affanno e meno ansia?
Paolo Pellecchia
Molte paline alle fermate
ancora con i vecchi orari
Un monitoraggio per valutare
l’indice di gradimento degli utenti
l La polemica rimbalza anche sui social network. Vivi
Potenza, blogger che segnala
piccoli e grandi problemi della città, spende qualche parola anche sul nuovo trasporto pubblico a Potenza. E lo fa
con ironia e puntualità. «Poi
dicono che la gente non si
deve incazzare.
Il Comune ha varato il nuovo Programma di esercizio
del trasporto pubblico locale
con lo sconvolgimento del percorso dei bus urbani. Le nuove linee sono in rodaggio,
giungono già molte segnal...azioni per aggiustare
qualcosa ed un sacco di proteste perché in molti hanno
l Il Comune ha cambiato
gli itinerari e gli orari degli
autobus urbani e subito si è
levato un coro di proteste sui
disagi che tale cambiamento
ha portato negli utenti delle
varie fasce sociali che più di
altri utilizzano il mezzo pubblico e cioè gli anziani e gli
studenti. Ci si è sempre lamentati dello scarso utilizzo
del mezzo pubblico da parte
del potentino medio, per varie
ragioni più o meno condivisibili, tanto che tutti notavamo come i mezzi pubblici
erano quasi sempre vuoti. Oggi che si è cambiato sistema ci
sono le proteste, e queste lamentele penso provengono da
trovato un peggioramento rispetto al precedente.
Ebbene la Cotrab ci mette
del suo per rendere inefficiente il servizio.
Mi hanno segnalato che su
molte paline che dovrebbero
contenere notizie su percorsi
e orari non ci sono notizie
aggior nate.
Nella foto, fatta nei pressi
della stazione delle scale mobili di viale Marconi, si nota
che è stato aggiornato i cartello con le nuove linee ma è
rimasto quello vecchio relativo agli orari. Il Comune conclude Vivi Potenza - deve
fare un sonoro cazziatone a
quelli della Cotrab».
TABELLA Dati vecchi
chi utilizzava l’autobus non
credo da parte di chi non lo
prendeva. La ragione del cambiamento credo sia stata dettata sia da una razionalizzazione del servizio (che penso significhi risparmi in ordine ai chilometri da rimborsare alla ditta di trasporto)
ma anche ad un miglioramento del servizio che potrebbe significare riduzione
di linee poco frequentate e
potenziamento di quelle più
utilizzate. Per cui a questo
punto viene spontanea una
domanda: si potrebbe fare una
verifica, che so, tra 3 mesi,
cioè verificare quanti biglietti
e abbonamenti ci sono stati
nel mese di aprile 2012 e quanti nel prossimo mese di aprile,
così da valutare se questa
iniziativa ha avuto o no il
gradimento della popolazione.
Certo che chi forse aveva in
mente di utilizzare il mezzo
pubblico, invece dell’auto privata per motivi di risparmio,
penso sia stato dissuaso viste
proteste che si levano da ogni
parte della città. Infine quel
foglio così grande dove sono
descritti igli itinerari e gli
orari dei bus non poteva essere stampato a mo di libretto
invece che in questa forma
molta scomoda da consultare?
Rocco Casella
Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 01.02.2013
PAG. 11
Basilicata Mezzogiorno
Venerdì 1 febbraio 2013
29
Un metodo innovativo di comunicazione che sta producendo già i suoi effetti
“Pisticci zero rifiuti” in un video
Prosegue sul web la promozione del progetto per potenziare la differenziata
PISTICCI - Il progetto “Pisticci zero rifiuti” ora è anche uno spot video, che racconta la storia d'amore tra
due simpatici personaggi,
Rici e Cla, al motto “Riduci,
Riusa, Ricicla” e invitando
ad introdurre i rifiuti differenziabili nelle apposite
campane.
Digitando su Google
maps “pisticci zero rifiuti”,
o accedendo alla sezione
“dove” del sito internet
www.pisticcizerorifiuti.com, è infatti possibile
trovare la mappa delle Isole
ecologiche in tutto il territorio di Pisticci, il cui numero ammonta attualmente a 51, nonché il riferimento ai servizi di raccolta porta a porta attivi nel territorio comunale.
Il video è sul web, proiettato nelle scuole e presto sarà sugli schermi tv presenti nelle due piazze di Pisticci e Marconia.
«Pisticci zero rifiuti -si
legge in una nota- nato dalla sinergica collaborazione
tra Studio Oikos e il Comune di Pisticci, mira ad attuare un percorso di gra-
La locandina del progetto
duale cambiamento nei
comportamenti dei cittadini, facendo loro acquisire
la buona pratica quotidiana della raccolta differenziata ed accrescere l'amore
e il rispetto per il territorio.
Costante è la ricerca di
collaborazione con le realtà
creative e culturali del territorio e con i cittadini stessi: stanno infatti crescendo
le richieste di collaborazio-
San Mauro Forte
ne da parte di associazioni
che invitano Studio Oikos a
portare nei loro incontri il
messaggio di Pisticci Zero
Rifiuti, di giovani che vogliono offrire il proprio
contributo al progetto e di
cittadini che vogliono mettere a disposizione il proprio terreno per installare
pannelli informativi; anche il video nasce da un lavoro di gruppo di Studio
Oikos con due delle realtà
creative del territorio, Daniele Onorati di Act Circus
e Luciano Caruso di spintadesign che già ha curato il
sito web. Si tratta di un progetto complesso, che si
svolge su diverse fasi, evolvendo costantemente».
Inizialmente, una laboriosa analisi dei dati, che ha
permesso di suddividere il
territorio comunale in varie zone e di valutare le caratteristiche delle utenze,
ha dato il via alla progettazione di una vasta campagna di comunicazione, anche sul web, volta ad informare e sensibilizzare alla
raccolta differenziata.
Attualmente i tecnici di
studio Oikos sono impegnati nelle scuole, in un lavoro comune che, a partire
dai più giovani e dai loro insegnanti, mira a coinvolgere progressivamente la totalità dei cittadini, dalle
utenze domestiche a quelle
commerciali, agli operatori del settore ecc.
«Da una analisi dei dati
della raccolta differenziata
-conclude la nota- rapportando i valori attuali con
quelli già registrati agli
inizi del 2012, si registra
un aumento dei quantitativi di materiale raccolto riguardante sia gli imballaggi (carta e cartone, plastica, vetro e alluminio) che i
Raee, ed un incremento
della frequenza di raccolta
delle campane, che nel corso delle attività di monitoraggio condotte sul territorio, risultano essere sempre più piene pur restando
ancora lontano il valore del
65%, che risulta essere l'obiettivo da raggiungere
nei prossimi mesi con il
passaggio alla raccolta
porta a porta, sistema in fase di prossima attuazione.
A tal fine -conclude la nota- è di fondamentale importanza la partecipazione
attiva da parte di tutti i cittadini, in un processo che
non si realizza dall'oggi al
domani, ma che richiede
anzitutto fiducia ed un lavoro attento e minuzioso,
poiché comporta una totale
svolta nella gestione dei rifiuti nel comune di Pisticci.
Soltanto lavorando insieme, il nostro territorio potrà essere migliore, più vivibile, modello di ispirazione per molti altri comuni limitrofi e non, nonché fungere da slancio verso politiche territoriali indirizzate
alla sostenibilità ambientale».
Un territorio come quello
di Pisticci, martoriato a livello ambientale e spesso
dimenticato per le sue potenzialità e peculiarità, merita un riscatto che passi
anche e anzitutto attraverso la raccolta differenziata.
Un’iniziativa di sicuro
interesse.
[email protected]
GRASSANO
Aggressore resta
in carcere
GRASSANO - Il giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Matera, Rosa Bia, ha
convalidato la misura di custodia
cautelare in carcere nei confronti
del 57enne di Grassano, accusato di tentativo omicidio nei
confronti del titolare di un bar del
paese.
Il magistrato, si è riservato
non appena le condizioni lo consentiranno, di trasferire l'uomo,
difeso dall'avvocato Maria Rosaria Malvinni, in una struttura
adeguata dopo le valutazioni del
servizio sanitario. La persona
arrestata ha ribadito di non aver
avuto alcuna intenzione di voler
aggredire il titolare del bar.
L’episodio si è verificato nei
giorni scorsi, quando il titolare
del “Bar Sport” è stato aggredito
al buio dall’indagato, trovato poi
in possesso di un martello e di
una bottiglia di benzina, con cui
si ipotizza volesse addirittura dare fuoco alla malcapitata vittima.
«Ho denunciato mio marito, ma non è servito a nulla. Oggi ho di nuovo paura»
Buoni sport
Domande aperte
fino al 5 febbraio
Stalking, donna senza giustizia
SAN MAURO FORTE - Il Comune di San
Mauro Forte, assegnerà, a soggetti svantaggiati “Buoni Sport”perun importocomplessivo di 3.200 euro.
E' quanto rende noto un avviso pubblico a
firma del capo dell'Area amministrativa,
Giuseppe Romano, affisso in questi giorni
per le strade del paese.
La Regione ha assegnato infatti, al Comune di San Mauro Forte 16 “Buoni Sport” per
un importo di 200 euro ciascuno.
L'iniziativa fa riferimento al Programma
regionale triennale per lo sviluppo dello
sport valido per gli anni 2010/2012 e al Piano
regionale annuale per lo sviluppo dello sport
dell'anno 2012
in materia di “interventi per la
promozione e il
sostegno della
pratica sportiva”. I contributi
potranno essere
erogati a soggetti appartenenti a
nuclei familiari
che versano in
condizione di disagio socio-economico. Scopo
dell'iniziativa
regionale è quello di avviare un
processo di contrasto all'esclusione sociale di fasce di popolazione deboli del territorio lucano per questo i contributi dovranno servire esclusivamenteal sostegnodicoloroche sianoimpossibilitati a provvedere in proprio a spese per
l'esercizio della pratica motoria e sportiva.
Potranno produrre istanza tutti i residenti
nel comune di San Mauro Forte aventi una
situazione reddituale Isee relativa all'anno
2012 (periodo d'imposta 2011) non superiore a 11.305,72 euro dell'intero nucleo familiare. Le domande, dovranno essere compilate su appositi modelli predisposti dal servizio sociale del comune e dovranno contenere, oltre alla certificazione Isee, anche il certificato di iscrizione alle attività motorie e/o
sportive, l'eventuale certificazione medica
da cui si evince la disabilità o il disagio e la situazione familiare. Le domande dovranno
pervenire, presso l'ufficio protocollo, entro
il 5 febbraio 2013 (pena esclusione).
PISTICCI - Protesta silenziosamente
da due giorni davanti al tribunale di Pisticci e di notte dorme in auto. La signora Anna Logiodice, 53 anni di Policoro, ha preso questa estrema decisione dopo che una causa da lei intentata
per stalking contro l'ex marito è stata
prescritta.
«Non hanno nemmeno dibattuto il
caso -spiega la signora Logiodice- nonostante mi abbiano convocata qui a
Pisticci, in tribunale. Ma che mi chiamano a fare? A cosa servono tutti gli
inviti a denunciare casi come il mio se
poi noi donne non siamo protette e tutelate?».
Accompagnata solo da un cartello
con su scritto: “Voglio giustizia adesso, non quando sono al cimitero”, la
donna, al secondo giorno di protesta,
spiega di «aver ricevuto tanta solidarietà dalla gente comune, da persone
che hanno subito preso a cuore questo
caso e vengono anche a trovarmi durante la giornata». Assenti, invece, le
istituzioni: «Non ho avuto alcune segnale dagli amministratori,dai politici,da unsindaco,daun consigliere,da
qualche assistente sociale e, soprattutto, da questo tribunale. Il mio ex
marito -prosegue- è già stato condannato nel 2008 per le mie denunce relative ai maltrattamenti, io ho chiesto il
suo allontanamento, invece continuo
a ritrovare la sua presenza e questo mi
fa violenza a livello psicologico. All'udienza di mercoledì me lo sono dovuto
pure trovare davanti. Nel 2011 ho denunciato altri reati, senza considerare
che non ottempera alle sentenze relative agli alimenti. Ma tutto questo non
basta affinché cambi qualcosa».
L'episodio dell'altra mattina, quella
notizia di prescrizione, ha rappresentato la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. «Ho deciso di scendere
a pian terreno -aggiunge la signora
Loiodice- ed iniziare una protesta che
sono determinata a portare avanti. I
tempi della giustizia, quando va bene,
sonotroppo lunghie noidonne inqueste situazioni non siamo tutelate, anzi
siamo costrette e doverci continuamente guardare le spalle». La sua, in
breve tempo, è diventata una battaglia
dietro la quale possono rivedersi tante
La protesta di Anna Logiodice nel tribunale di Pisticci
altre persone. «Dietro di me -riferisce
con convinzione-c'è una mareadi donne che io so bene cosa prova. E' anche
per loro che devo trovare la forza per
continuare. Voglio delle risposte e le
voglio in questa vita. Mi sono stati riconosciuti dei diritti e pertanto devo poter ritrovare la mia tranquillità, perché lo stalking non è solo violenza fisica. Ci sono tanti modi per minacciare la
nostra serenità e noi dobbiamo essere
tutelate per davvero. Diversamente le
leggi sullo stalking sono inutili e noi
non possiamo avere fiducia nella giustizia». Sono le passate da poco le 18,
quando un agente di polizia municipale, con molto garbo e delicatezza, chiama il tempo chiedendo alla signora
Loiodice di uscire. «Ma domattina promette - sarò di nuovo qui, perché
questa volta voglio delle risposte ed
andrò fino in fondo».
Roberto D’Alessandro
L’autore di Stigliano parteciperà a “Incontro con l’autore”
Mastronardi ospite a Taranto
STIGLIANO - Torna oggi, alle ore 18.30 presso la
sede di Presenza Lucana, in Via Veneto 106/A a
Taranto, per la cartella “Incontro con l'autore”
Michele Mastronardi, nativo di Stigliano, per la
presentazione della nuova silloge poetica “Frammenti di stelle”. Le relazioni saranno svolte da
Vincenza Musardo Talò, storico e critico d'arte, e
dal critico Elisa Silvatici. Le letture delle liriche
vedranno impegnata Angela De Bellis. Interverrà l'autore. Moderatore dell'incontro Michele
Santoro. Il testo si avvale della presentazione di
Nicola Viggiano, amico e compaesano, che sa cogliere, con attenzione, il percorso di vita dell'autore. Vincenza Musardo Talò, nella prefazione scrive che la poetica in questa silloge è “chiara, elegante e matura”.Anche seinquest'ultimasilloge
compaiono molti altri temi sociali importanti, è
sempre la bellezza della natura che ispira il poeta e
che scandisce i tempi della sua vita. Nelle liriche si
nota una grande saggezza nel descrivere, con metafore attente e studiate, il ciclo delle stagioni che
guida il suo percorso terreno. Così la natura che si
rinnova in primavera rappresenta l'amore, descritto “dai mille colori dei prati” e “dalle farfalle,
libellule, coccinelle, che a sciami si levano in aria”.
L'autunno è l'arrivo della pioggia, invocata dal
poeta per “lavare l'anima mia”, ma in questa stagione si scorge il ciclo di una vita che tende alla fine: le foglie d'autunno, esaurito il loro compito
vanno a dormire per sempre. Così in altra lirica
l'autore analizza un passato pieno di ricordi belli
ma anche fatto di errori. Il futuro, ora, è attraversare una strada tortuosa e difficile che porta all'ultima stazionedove iltreno facapolinea. E'presente nelleliriche il sensodi libertà cheha accompagnato il cammino del poeta e che si materializza
attraverso pensieri e sentimenti che lo portano
lontano “sulle ali di gabbiani” o a correre a perdifiato tra le bellezze della natura (Spiaggia, mare,
montagna, campagna) per respirare aria salubre. In una lirica “Amate”compare un invito fatto
ai giovani affinchè amino la musica, la poesia, lo
sport, la natura l'allegria, la vita che si esalta nell'amore.
Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 01.02.2013
PAG. 12
Potenza
Venerdì 1 febbraio 2013
Basilicata Mezzogiorno
18
REDAZIONE: Via Nazario Sauro, 102 - 85100 Potenza - Tel. 0971.69309
Un uomo in via IV Novembre armato di un filo di ferro prelevava cibo tra i rifiuti
A caccia di pane nei cassonetti
Tante anche le persone che rovistano tra le rimanenze dei mercati
“SE questo è un uomo”. E’ proprio il
titolo del capolavoro di Primo Levi
la prima cosa a cui si pensa nel momento in cui, davanti a dei cassonetti della spazzatura, messi uno accanto all’altro, ti accorgi che c’è un
uomo che con in mano un filo di ferro, si sporge all’interno e tira fuori
dei tozzi di pane. Accanto a lui c’è un
addetto dell’Acta che ha appena finito di ripulire la zona circostante.
Dà, volontariamente, le spalle
all’uomo. Un gesto che non vuole essere di indifferenza ma di pudore.
Una forma diriguardo nei confronti di una persona costretta a rimestare tra i rifiuti cercando di rimediare qualcosa di commestibile che,
dopo essere stata prelevata con l’ausilio di un filo di ferro, viene riposta
con la massima cura in un cartone
poggiato
a
terra.
Qualcuno potrebbe dire che tutto
questo è successo nottetempo. Magari in un rione di periferia di una
grande metropoli. Invece no. Siamo
in via IV Novembre, in pieno centro
storico. Le vetrine dei negozi glamour di via Pretoria dista solo pochi
passi da quei cassonetti. Sono quasi
le 10 del mattino e tutto avviene alla
luce del sole. La strada è una di quelle molto trafficate. Le autovetture
transitano e vanno oltre. Come vannooltre ipassanti.Inpochi siaccorgono di quell’uomo e di quello che
sta facendo. Storie, triste a dirlo, di
ordinaria miseria. E così viene da
domandarsi: ditemi se questo è un
uomo. Un uomo costretto a frugare
tra i cassonetti.
Benessere e povertà convivono
nel centro della città. C’è chi ha appena finito di fare colazione al bar
con cornetto e cappuccino e chi, a
pochi metri di distanza, rovista nel
cassonetto alla ricerca di un tozzo di
pane. Questa è Potenza. Non sono
più, dunque, solo i senzatetto o i
Lo scatolone dove sono ben visibili i tozzi di pane. A destra l’uomo mentre fruga
in uno dei cassonetti (foto Andrea Mattiacci)
rom a frugare tra i rifiuti. Da qualche anno non è difficile sorprendere pensionati o anche cinquantenni
disoccupati, ad “ispezionare” la
spazzatura alla ricerca di un tozzo
di pane.
Persone distinte. Proprio come
l’uomo che ieri mattina raccoglieva
cibo da uno dei cassonetti. Prima, o
magari dopo, avrà ispezionato anche gli altri. Le pensioni minime, o
gli ammortizzatori sociali per chi
ha perso il lavoro, non sono sufficienti neanche per mettere in tavola
il pane, e così si fruga nei cassonetti.
E per una scena vista chissà quante
quelle che passano inosservate. Il
fatto è che il numero di queste per-
Povertà, allarme dell’Eurispes
La metà degli italiani
non riesce a sostenere
la propria famiglia
POTENZA - E' un vero e proprio
grido d'allarme sullo stato di salute economico degli italiani quello
che arriva dall'ultimo rapporto
Eurispes.
Per quanto riguarda il settore
“Lavoro” il 53,5 per cento dei nostri connazionali afferma infatti di
non essere più in grado di sostenere adeguatamente il proprio nucleo familiare. Quasi i due terzi dei
lavoratori (61,3 per cento) affermano che l'attuale occupazione
non permette loro di sostenere spese importanti quali l'accensione di
un mutuo, o l'acquisto di un'automobile .
La famiglia d'origine resta rifugio e fonte di sostentamento per
quasi il 30 per cento dei lavoratori .
Per ovviare poi alla mancanza di
lavoro l'italiano, oggi come ieri,
sembra sempre alla ricerca della
tradizionale “spintarella”.
Dal “Rapporto Italia 2013” dell'Eurispes emerge infatti che il 21
per cento degli italiani è infatti ricorso a una raccomandazione per
trovare un lavoro.
Il 27 per cento di chi ha un'occupazione, invece, dichiara di averlo
trovato tramite una candidatura
spontanea e soloil 9,1 per centosi è
rivolto a un Centro per l'impiego o a
un'Agenzia per il lavoro.
Non va di certo meglio per quan-
to riguarda i consumi.
Il 73,4 per cento degli italiani nel
corso dell'ultimo anno ha poi constatato una diminuzione del proprio potere d'acquisto.
Del resto solo un italiano su venti
si dice sicuro di riuscire ad accrescere i propri risparmi nel corso
del 2013.
Al contrario due italiani su tre
sono pressochè sicuri che non riusciranno a mettere nulla da parte
nell'anno in corso.
Nota dolente le tasse. Più di due
famiglie su tre sentono poi che il
peso del fisco è aumentano nel corso dell'ultimo anno.
Per il 41,7 per cento nel 2012 l'incremento è stato netto, mentre un
altro 27,5 per cento ritiene che il
fardello fiscale è «un po’» cresciuto.
Complessivamente, quindi, il
69,2 per cento ritiene che il prelievo fiscale sia aumentato.
Come cambia poi la vita quotidianasecondo l'Eurispes?
«Nella quasi totalità dei casi le
abitudini degli italiani si sono modificate limitando le uscite fuori
casa».
Tra i dati rilevati da Eurispes,
anche il «vertiginoso aumento il fenomeno dei compro oro», ai quali si
è rivolto nel corso dell'ultimo anno
«il 28,1 per cento degli italiani».
sone aumenta di giorno in giorno.
Aprono, cercano, mettono le braccia dentro e tirano fuori le cose per
vedere che cosa possono prendere.
Ieri l’incontro con quell’uomo. Lo
sguardo basso, mentre frugava alla
ricerca di qualcosa da mangiare,
ma non si piangeva addosso: sul
suo volto, o meglio su quel poco di
volto che si vedeva sotto il cappellino che aveva sulla testa, si notava dignità e tristezza. Un uomo come
tanti e invisibile. Quante situazioni
invisibili ci sono in giro, quante storie non raccontate, quante situazioni difficili in una città come Potenza
dove l’apparenza conta e anche tanto.
La povertà è cosa di cui ci si deve
vergognare? Una macchina costosa può farci acquistare la stima degli altri? Un cellulare? Dei vestiti
firmati? Sembra un discorso ormai
vecchio e digerito, ma è ancora così.
E poi ci sono anche quelli che si
aggirano tra i banchi dei mercati .
All'apparenza normalissimi clienti
che guardanoi prodottiesposti sulle bancarelle: frutta, pane, verdura,
pesce e carne. Sembra che valutino
cosa acquistare. Poi all'improvviso,
ma con molta discrezione, si avvicinano alle cassette di legno degli
avanzi. Un’occhiata veloce per individuare il residuo “buono”, prima di
infilare rapidamente la mano e via
tra la folla. La loro “spesa”, quando
va bene, è un’arancia, una mela o un
pomodoro andato anche a male, in
alternativa qualche foglia di lattuga o il gambo di un carciofo. Un fenomeno che c’è sempre stato ma che
negli ultimi anni ha conosciuto un
forte incremento. Queste situazioni a volte imbarazzano. Capita che
alcuni passino dal bancone al retrobottega, a frugare tra gli scarti.
Quando si accorgono di essere stati
visti si giustificano magari dicendo
che hanno il coniglio, la gallina, o la
tartaruga a cui dare da mangiare.
Se questo è un “uomo”.
Alessia Giammaria
[email protected]
“MILLEPASSI” RIEMPIE LO STABILE
In un volume l’ultima fatica del giornalista Pino Aprile
E adesso: «Mai più terroni»
VA sul sicuro l'associazione “Millepassi” per riempire platea e palchi del teatro Stabile scegliendo
come interlocutore lo scrittore e
giornalista Pino Aprile che proponendo il suo ultimo libro “Mai
più terroni” chiude una fortunata trilogia di grande consumo
che ha decisamente invertito la
visione storica della Questione
meridionale proclamandola definitivamente chiusa secondo l'accezione che ha dominato per oltre
due secoli il dibattito nazionale.
Favorito da domande e prolusioni-interventi da tre colleghi
robustamente attrezzati come
Fausto Taverniti, Mimmo Sammartino e Oreste Lo Pomo, Pino
Aprile giornalista di lungo corso
e affabulatore mai banale e scontato ha avuto terreno facile ad incantare la platea raccogliendo
appalusi a scena aperta e adesione collettiva alle sue tesi profondamente di casa negli incntri che
organizza sotto il Garigliano.
Dai ricordi di “Viaggio al Sud”
con Zavoli (anche Lo Pomo collaborò a quell'evento televisivo) in
cui Aprile ha potuto rievocare le
immagini delle occupazioni delle
terre a Pisticci ad un metodi di ricerca che ha registrato corsi e ricorsi storici con verifiche (le fer-
Taverniti e Aprile (foto Mattiacci)
riere di Mongiana scoperte in un
reportage degli anni Settanta e
riprese per il libro “Terroni” con i
figli di chi aveva fatto scoprire
quella storia negata) la serata ha
mostrato le molte vite di un giornalista che ha avuto la possibilità
di dialogare con Konrad Lorenz e
che era a Berlino quando crollava
il Muro.
Non un monopolista di terroni,
ma un intellettuale del Sud che ha
rovesciato il finto concetto del
Sud palla al piede dell'Italia come
trucco retorico dei finti guai italiani e che registrano una disuguaglianza maggiore del passato.
Aprile vorrebbe davanti agli
edifici pubblici meridionali la
bandiera del Regno delle Due Sicilie a fianco del tricolore e della
bandiera europea, come avviene
in Alabama dove la bandiera confederata senza alcun scandalo
sventola a fianco di quella nazionale. Aprile non si stanca di raccontare che il generale Cialdini
era un criminale di guerra mercenario passato alla storia come
eroe nazionale pur avendo compiuto i misfatti di Pontelandolfo e
l'informazione oggi continua ad
imbrogliare preferendo il clichè
del Sud monnezza e mafia mentre
i disastri lombardi di Formigoni
non gli valgono nessuna patente
di “impresentabile”.
Oggi la partita è cambiata. Non
in Italia ma nel mondo perchè il
Sud planetario scala e scavalca il
vecchio Nord opulento. Tra teorie della fisica, un po' di fantascienza e il postmoderno di Aprile che cerca di scavare la fossa a
vecchie storie che i nostri figli dovrebbero aver metabolizzato meglio delle precedenti generazioni.
Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 01.02.2013
PAG. 13
Potenza e provincia 19
Venerdì 1 febbraio 2013
VENOSA - Un giovane di 23
anni, con precedenti penali, è stato arrestato dai Carabinieri a Venosa dopo la
scoperta di un «vero e proprio crocevia dello spaccio» allestito in un garage
nella sua disponibilità.
I militari, agli ordini del
capitano Vincenzo Varriale, hanno trovato nell’autorimessa diverse dosi di
marijuana e hascisc, un bilancino di precisione e
strumenti per preparare le
dosi da vendere. Il giovane
è agli arresti domiciliari.
L’arresto del giovane
rientra nell’ambito delle
incessanti attività di con-
Basilicata Mezzogiorno
Venosa Un ragazzo di 23 anni ai domiciliari. Cinque i denunciati
Droga, centro di spaccio in un garage
trollo del territorio tese
proprio al contrasto dello
spaccio di sostanze stupefacenti nell’area del Vulture Alto Bradano, nonché
dell’abuso di alcol, soprattutto tra i più giovani, ma
anche di reati contro la persona.
Il giovane arrestato dai
carabinieri di Venosa aveva messo su un vero e proprio crocevia dello spaccio.
Purtroppo per lui però il
redditizio traffico è stato
interrotto dai militari.
Gli uomini dell’Arma, ormai da qualche tempo sulle tracce dello spacciatore,
avevano seguito, attraverso pedinamenti e appostamenti le sue mosse.
E così, dopo l’ennesimo
pedinamento, hanno fatto
irruzione, all’interno del
locale e, hanno trovato di-
verse dosi sia di marijuana che di hashish, nonchè 1
bilancino di precisione e
strumenti per il taglio e il
confezionamento delle sostanze stupefacenti.
Il ventitrenne è stato subito arrestato e portato
nella sua abitazione agli
arresti
domiciliari.
La sostanza stupefacente e
gli strumenti da taglio e
confezionamento sono sta-
ti sottoposti a sequestro.
Nel corso della medesima attività di prevenzione, a Lavello, i carabinieri
della locale stazione, unitamente a quelli del nucleo
operativo e radiomobile,
segnalavano, come assuntori, alla prefettura di Potenza, 5 giovani trovati in
possesso di 2 grammi di cocaina e 1 grammo di hashish, sottoposta a sequestro.
Nello stesso tempo a Venosa, i militari del Nucleo
operativo e radiomobile
denunciavano 2 giovani
per porto abusivo di oggetti atti ad offendere. I due, a
seguito di perquisizione
personale, venivano trovati in possesso di 2 coltelli subito sequestrati.
A Palazzo San Gervasio,
infine, i militari hanno denunciato in stato di libertà
alla competente autorità
giudiziaria un giovane del
luogo trovato alla guida
dell’auto di proprietà del
padre, senza aver mai conseguito la relativa patente.
Il “tartufo dei poveri”, di un chilo, di Ninuccio Tarantino in esposizione a San Pietro
La “Bella scoperta” in Vaticano
Uno dei simboli delle tradizioni contadine e delle pietanze locali mai perse
BELLA - Ninuccio Tarantino, da 70
anni, vive i prodotti della sua terra
come una gioia e un divertimento.
Apprezza le tante rarità che la terra
custodisce gelosamente come, appunto, il “rafano”, denominato
scherzosamente dai potentini anche il “tartufo dei poveri”.
Ninuccio, ha raccontato alcuni
passi importanti della scoperta arrivata in Vaticano «nella mia campagna, dietro la mia abitazione, ho
scovato dopo 9 lunghissimi anni,
una vecchia radice di 1 Kg, dal sapore antico e dalla lunga memoria
contadina». «Per poter recuperare ha riferito Ninuccio- la forte radice,
ben radicata al terreno, ho dovuto
scavare una buca di 130 centimetri.
In realtà, la fatica e il freddo non lì
ho percepiti, mi sentivo talmente
divertito e premuroso,
che il mio unico intento
era quello di scavare velocemente per riportare
alla luce la radice intatta».
«Immediatamente,
ho avvertito, con grande emozione, il mio nipotino Donato, che entusiasta dell'eccezionale scoperta, mi ha scattato delle fotografie.
Anche per evitare l'incognita che qualcuno
non fosse sicuro del reperimento. Da lì - ha
continuato Ninuccioho pensato di pulirla
con un pennellino, e per due giorni
ho fantasticato su come far arrivare questa bellezza fino alla Mostra
in Vaticano». «Non era semplice,
ma il mio sogno è diventato realtà,
grazie al mio amico scultore, Giuseppe Ligrani, che mi ha suggerito
di continuare ad impreziosire il “rafano” con la mia inventiva». «La ra-
In senso
orario: il
ritrovamento,
il trasporto
in pullman, il
laboratorio e
la mostra in
Vaticano
dice - ha detto Ninuccio- è stata resa
più bella da altri quattro materiali
della natura: la quercia, divenuta
l'appoggio alla radice, i rami d'ulivo inseriti all'interno e i salici all'esterno, entrambi agivano da protezione alla pesante radice, una fascia
di argilla utilizzata per creare il piedistallo per l'opera. E, infine, un al-
tro mio amico, Donato, mi ha perfezionato la creazione con una cera».
Detto, fatto! In poche ore, Ninuccio, si è impegnato per portare a termine un altro suo desiderio, far
parte della Mostra “Basilicata, tradizioni, arte e fede”, promossa dalla
Regione Basilicata, dall'APT e dalla
Soprintendenza per i Beni Storici
Artistici ed Etnoantropologici della Basilicata.
Inaugurata, nel Braccio di Carlo
Magno, in Vaticano, lo scorso 20
Dicembre e che terminerà il prossimo 3 Febbraio.
Il percorso espositivo, articolato
sudue piani,incuiil pellegrinoviene condotto tra tante opere lucane
(sia materane che potentine) tra
cui: fotografie, immagini, affreschi, sculture, filmati, poesie, costumi e oggetti della devozione popolare, della civiltà contadina e del
paesaggio culturale della nostra
Regione. Ed è al secondo piano, dedicato alle espressioni della devozione popolare, in cui è stato esposto il “Tartufo dei poveri” di Ninuccio, in compagnia alle tre Cente,
provenienti dalla Chiesa della Candelora di Lagonegro.
L'opera di Ninuccio ha viaggiato,
domenica scorsa, in uno dei tre pullman, partiti da Potenza, per visitare il Presepe del maestro lucano,
Francesco Artese, esposto in Piazza
San Pietro, e per continuare ad ammirare i tanti splendori lucani
esposti nella mostra.
Quindi, Ninuccio, ha potuto portare personalmente la sua rarità, “il
tartufo dei poveri”, dal nobile sapore piccante, caratteristico dei periodi invernali e del Carnevale, grattugiato sulla pasta fatta in casa, principalmente, sui fusilli.
La radice ha bisogno di due anni
di maturazione per poter acquistare il suo caratteristico sapore piccante, quindi, come ha spiegato
piacevolmente Ninuccio «la mia invecchiata di 9 anni, chissà quanto
farà piangere. Infatti, non esiste un
rafano in commercio che non faccia
piangere, nel momento in cui venga grattugiato e gustato sulle pietanze».
Non tutti conoscono che questa
sommersa radice, ha in sé tanti ricordi e tradizioni della terra lucana, e solo chi si lascia guidare dall'amore e dalla passione per la terra,
avrà il privilegio di far tramandare
le belle tradizioni, che ci rendono
unici e entusiasti, proprio come Ninuccio.
Maria Rosaria Aquino
Venosa I docenti sul piede di guerra per i tagli destinati alla competizione
Giochi sportivi, niente fondi
VENOSA - Nell'aula magna del “Battaglini” si è tenuto un incontro sindacale
con un esponente della Cgil
Basilicata, Laguardia, il
quale ha affermato: Il Miur
ha ripristinato gli scatti di
anzianità, ma molti insegnanti inizieranno a prenderli a metà anno 2013,
mentre il finanziamento
per i “Giochi sportivi studenteschi” per il corrente
anno scolastico sono a rischio».
Pertanto, meno sport per
gli studenti da quest'anno.
Anche un incontro a Roma,
tenutosi alcuni mesi fa, tra
il Miur , presenti Lucrezia
Stellacci - Capo dipartimento - Istruzione Miur, Giuseppe Pierro - Dirigente Ufficio V - Politiche per lo studente, Roberto Gueli - Dirigente scolastico Ufficio V,
Renato Del Torchio - presidente nazionale Ancefs, e i
coordinatori di Educazione fisica e sportiva delle
province italiane, presenti
per la Basilicata, Donato
Castronuovo e Giuseppe
Grilli, non è stato assicurato il finanziamento per le
attività sportive nelle scuole.
Stellacci ha dettagliatamente relazionato in merito alle norme e provvedimenti che hanno caratterizzato il settore in questi
ultimi anni. In particolare,
si è soffermata sugli aspetti
derivanti dai “tagli” necessari per garantire gli “scatti” al personale docente.
Pertanto i 60 milioni occorrenti per l'attività sportiva scolastica non è stata
assicurata. Per l'approvazione di tali misure si andrà
alla contrattazione Aran Ooss, di cui attualmente
non è possibile definire
tempi e modalità.
Nell'incontro di Roma è
stato detto: «per quanto
concerne i 60 milioni dell'attività sportiva, sia pur
con ritardo, sussistono ragionevoli condizioni per
l'assegnazione. La complessità delle intese da rag-
giungere comporta un rallentamento nelle comunicazioni, si renderà necessario pazientare ancora per
aver certezze in merito a
tempi e modi di avvio delle
attività. Pertanto, sarà cura del Superiore ministero,
diramare apposite comunicazioni».
Comunicazioni che fino
ad oggi non sono ancora arrivate, in questo periodo
già si svolgevano le fasi
provinciali di corsa campestre.
All'Iiss “Quinto Orazio
Flacco” del centro oraziano, quest'anno avevano dato l'adesione ai giochi sportivi studenteschi oltre 100
studenti, un record senza
precedenti, probabilmente
spinti dall'utilizzo della palestra, finalmente arricchita di attrezzature sportive
dalla Provincia di Potenza,
l'Ente che ha costruito la
nuova scuola che accoglie
studenti del Liceo classico,
Liceo scientifico e dall'anno prossimo studenti del
Alcuni
studenti
impegnati in
attività
sportive
sperando nei
“Giochi
studenteschi”
nuovo indirizzo scolastico,
il Liceo musicale.
Federico Giasi, rappresentante della componente
studentesca, più volte ha
partecipato ai giochi sportivi studenteschi, approdando anche alle finali nazionali di Badminton, alla
saputa del mancato finanziamento dei giochi sportivi studenteschi, ha riferito:
«non è giusto tagliare fondi
per lo sport, due ore settimanali di educazione fisica
non servono a preparare
adeguatamente gli studenti nei principali giochi di
squadra. Il Miur avrebbe
fatto bene a tagliare in altri
ambiti, non nello sport,
considerato un veicolo di
valori positivi, dalla socializzazione ed aggregazione, al rispetto di regole e
dell'avversario».
Lorenzo Zolfo
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