notiziario
Chierici Regolari Somaschi - Provincia Lombardo Veneta
2001 - 1
Indice
Lettera del p. provinciale
pag.
3
Attività del Consiglio provinciale
”
5
In memoria di fr. Luigi Brenna
“
18
Comunità e opere significative
”
22
In memoria di fr. Valentino Pastrello
”
27
Composizione delle case religiose
”
30
Lettera di indizione del primo Capitolo
della Viceprovincia delle Filippine
”
34
Nuova fase del cammino somasco in U.S.A. ”
37
La Comunità educante
riflette sul proprio ruolo formativo
”
39
Costituzione di gruppi di lavoro
”
43
Programma dei “Novensili” 2001
”
44
Incontri vocazionali
”
45
— 2 —
Lettera del p. provinciale
Carissimi confratelli,
“chi vive nell’amore di Dio non ha paura. Anzi, l’amore di
Dio, quando è veramente perfetto in noi, caccia via la paura”
(1Gv 4,18).
Nel contesto di uno scenario internazionale segnato da
terribili violenze e da barbari affronti alla dignità della
persona umana, vogliamo riaffermare con Giovanni il
pieno affidamento nelle mani della Provvidenza divina. Il
Signore è ancora con noi, e con Lui tutto diventa possibile.
Anche la nostra attività apostolica ha ripreso a pieno
ritmo il suo corso tra conferme e trasferimenti, ma con la
convinzione che, qualunque sia il servizio richiesto, è sempre una chiamata gratuita di Dio che ci invita a lavorare
nella sua vigna.
È un invito personale che esige però una testimonianza
comunitaria. Ogni comunità deve porsi con chiarezza e
determinazione di fronte a questa opzione di fondo: testimoniare insieme che Dio è il primo e il centro di tutto. E’
questa un’opzione decisiva che precede ed ispira ogni
nostra attività.
Da qui deriva la necessità di non lasciarsi assorbire dall’attività, così da perdere di vista Colui che motiva le
nostre attività: “la comunità religiosa deve essere vigilante e
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prendersi il tempo necessario per avere cura della qualità della
sua vita. Talvolta i religiosi ‘non hanno tempo’ e la loro giorna ta rischia di essere troppo affannata e ansiosa e quindi può fini re con lo stancare ed esaurire” (VFC, 13).
È anche una comunità che fa del progettare insieme una
maniera consueta di impostare la propria vita: una comunità cioè che valuta, riconosce e decide insieme ciò che la
rende fedele al carisma e significativa nel proprio ambiente, nella Chiesa locale, nel momento storico in cui vive.
“Non ho gioia più grande di questa, sapere che i miei figli
camminano nella verità” (3Gv 4).
A giorni la nuova Viceprovincia delle Filippine celebrerà il suo primo Capitolo viceprovinciale e darà così inizio
ad un cammino autonomo di sequela e di testimonianza a
Cristo sulle orme di san Girolamo. Tutta la nostra comunità provinciale si sente partecipe e commossa nel salutare
questo prezioso dono del Signore.
È nostro desiderio e preghiera che il fuoco dello Spirito
accompagni la nascita di questa nuova realtà congregazionale ed essa possa sempre camminare con passi di speranza.
p. Roberto Bolis
Milano, 1 ottobre 2001
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Attività del Consiglio provinciale
Consiglio N° 1
Milano, 2 maggio 2001
COMUNICAZIONI
• P. provinciale comunica che il giorno 23 aprile le Suore del
Buon Pastore di Maccio hanno inviato una lettera in cui comunicano di voler rinunciare all’affitto dello stabile che avevano precedentemente richiesto.
• Il giorno 29 aprile p. provinciale si è recato a Roma per la beatificazione di Madre Caterina Cittadini; il giorno seguente ha concelebrato con il Vescovo di Bergamo, mons. Roberto Amadei, una
messa di ringraziamento presso la basilica di santa Sabina e ha poi
partecipato all’udienza del Santo Padre Giovanni Paolo II.
• P. Luigi Ghezzi ed i responsabili dei Centri Accoglienza si
sono incontrati il 2 maggio con l’avv. Montemarano, incaricato di
studiare una soluzione per lo scorporo dalla PLOCRS dei Centri
Accoglienza.
• P. provinciale comunica di aver ricevuto una lettera da parte
della CISM nazionale in cui si riporta il pressante invito che la presidenza della CEI rivolge ai religiosi e alle religiose affinché non
abbandonino le opere scolastiche nonostante le attuali gravi difficoltà.
• La Viceprovincia della Filippine celebrerà il suo primo capitolo nella seconda metà di ottobre.
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• Il giorno 27 aprile si sono radunati a Somasca i membri del
Coordinamento generale delle opere; hanno preso visione della
relazione fatta alla Consulta e al Capitolo provinciale; si è poi avuto
uno scambio di opinioni sulla formazione e sulla stampa.
ESAME DEI PROBLEMI
• P. provinciale esprime una breve valutazione dei lavori del
Capitolo: ricorda che p. generale ha lamentato la brevità dei quattro giorni per la celebrazione; l’Instrumentum laboris, sebbene
fosse una novità non contemplata nel Regolamento, è stato un buon
contributo. Forse è necessario offrire più opportunità di ascolto dei
confratelli durante la fase preparatoria per individuare quali temi
debbano essere trattati.
• Vengono esaminati i verbali nn 4 e 5 del Capitolo provinciale
e si approvano.
• P. provinciale consegna la bozza del documento conclusivo
del Capitolo. Si fanno alcune osservazioni grafiche e in ordine alla
numerazione delle mozioni per ottenere una maggior coerenza
tematica.
• P. provinciale ricorda quanto richiesto in sede capitolare circa
la pubblicazione dei documenti e propone di allegare al documento
finale la relazione del p. provinciale. Dopo alcune osservazioni, si
giunge alla conclusione di stampare in un libretto il documento
conclusivo e la relazione del p. provinciale da inviare ad ogni religioso; in un altro libretto il diario dei lavori capitolari da inviare in
singola copia alle comunità.
• P. provinciale elenca il lavoro che ci attenderà nei prossimi
mesi:
– programmazione provinciale che dovrà prendere in considerazione anche la formazione dei superiori;
– indizione della consultazione per la nomina del Commissario e
dei consiglieri negli USA;
– fondazione rumena;
– pastorale giovanile e vocazionale;
– animazione dei laici e riorganizzazione dei Centri Accoglienza;
– analisi della situazione delle comunità religiose;
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–
–
–
–
gruppi di lavoro;
nomine superiori locali;
nomina dell’economo provinciale;
nomina del rappresentante legale.
Su ogni argomento si avanzano alcune ipotesi.
ATTI
• P. Augusto Bussi Roncalini, su proposta del p. provinciale,
viene nominato cancelliere provinciale.
• Vengono ammessi alla rinnovazione della professione temporanea i religiosi filippini: Allan E. Encinas, Joseph Don Y. Castro e
Reginald D. Villeza.
• Viene decisa la vendita di quattro appartamenti in Treviso
appartenenti all’eredità Loschi-Panighel.
• Viene decisa l’accettazione dell’eredità Fantinelli Anna a
favore della ristrutturazione della casa di Auronzo e del fondo
Romania.
Consiglio N° 2
Milano, 30 maggio 2001
COMUNICAZIONI
• Il p. provinciale ha visitato tutte le comunità ad esclusione di
quelle di Milano, Maccio e Parzano.
• P. Livio Valenti e p. Giuseppe Speranzetti sono ripartiti per la
Romania. Dopo qualche giorno dal loro arrivo è pervenuta finalmente la licenza edilizia per la costruzione dell’opera.
• Il giorno 19 maggio p. provinciale ha convocato a Somasca
p. Enrico Corti, p. Ottavio Bolis e p. Augusto Bussi Roncalini per
fare il punto della situazione riguardo alla pastorale giovanile e
vocazionale. A p. Enrico Corti è stato chiesto di stendere la bozza
di un progetto di lavoro per il prossimo triennio.
• Il p. provinciale ha incontrato i responsabili del settore assi-
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stenza e ha manifestato la reale difficoltà di mantenere aperte quattro comunità per minori.
• Tre novizi filippini hanno emesso la professione temporanea e
altri tre la professione perpetua.
• Viene fatta presente la situazione di salute di alcuni nostri confratelli.
ESAME DEI PROBLEMI
• Viene effettuato lo spoglio delle schede consultive per la
nomina del commissario USA.
• P. provinciale riferisce sinteticamente la situazione delle
comunità da lui recentemente visitate e, per qualcuna di esse, propone il nome del nuovo superiore.
• Si prende in esame il problema della programmazione provinciale. Elencati i documenti più recenti a cui il consiglio dovrà riferirsi per l’elaborazione della programmazione, p. provinciale ricorda che essa non dovrà puntare tanto sulla novità quanto invece sulla
puntualizzazione di aspetti essenziali nella vita religiosa somasca.
Propone di avviare la discussione sul tema riservando in seguito la
stesura di una bozza e la valutazione. I consiglieri suggeriscono di
avvalersi della relazione del p. provinciale presentata al Capitolo da
cui far emergere l’argomento da rilanciare. P. provinciale affida a p.
Augusto Bussi Roncalini l’elaborazione di una bozza di programmazione che tenga conto dei criteri di significatività di una comunità somasca sottolineati dalla Consulta 2001 circa i fondamenti
dell’opera (devozione, lavoro, carità), dell’esigenza di animazione
delle comunità, dell’attenzione al territorio in cui si è inseriti, del
ricupero di speranza da suscitare nei confratelli a partire dalla serena accettazione di situazioni nuove e inedite per la Chiesa e per la
Congregazione.
ATTI
• Invitato in sala consiliare p. Livio Donà per la votazione ad
actum, essendo richiesto il consiglio pieno, viene espresso il consenso per la nomina di p. Giuliano Gerosa a commissario del
Commissariato U.S.A.
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• Su richiesta dell’Istituto Emiliani di Treviso viene decisa la
vendita di Villa Ghidini.
• Viene decisa la vendita di un appartamento in Treviso facente
parte dell’eredità Loschi-Panighel.
• Letta la richiesta del parroco di Magenta, viene decisa l’accettazione dell’eredità Osti a favore della parrocchia.
• Letta la lettera del superiore di Vallecrosia lo si autorizza ad
elargire la somma di dieci milioni di lire a don Aldo Brendolan, fratello di p. Battista, missionario in Ecuador.
Consiglio N° 3
Como, 21 giugno 2001
COMUNICAZIONI
• È deceduto il padre del religioso Santiago Gonzales Valencia
delle Filippine.
• È morto il commendatore Giovanni Pilusi che negli anni passati, si era reso disponibile per numerosi servizi presso la curia
generale.
• P. provinciale ha preso visione della proposta di statuto che
l’avv. Montemarano ha preparato circa lo scorporo dei Centri
Accoglienza configurati in consorzio di cooperative e di aver consegnato in visione lo statuto ai responsabili laici.
• Il giorno 11 giugno p. provinciale ha partecipato a Roma ad
un consiglio generale allargato. Si è parlato dei seguenti argomenti: la casa di Grottaferrata che quest’anno radunerà i giovani
che attendono al probandato e i postnovizi; del processo di unificazione delle Province in Italia che al momento pone in atto un
coordinamento nazionale delle opere assistenziali affidato a p.
Walter Persico, quello per la scuola affidato a p. Franco Moscone,
una commissione per la formazione affidata a p. Andrea
Marongiu, facente riferimento al vicario generale; dell’attività
estiva dei religiosi postnovizi Marco Bianchi, destinato a Martina
Franca e M P a Somasca Casa Madre; della costituzione di un gruppo di lavoro per la revisione della seconda parte
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delle Costituzioni e Regole che sarà l’argomento della Consulta
2002.
• P. provinciale presenta una lettera inviatagli dal prof. Angelo
Palma relativa all’Associazione caritativa “Ozanam” di Como. Si
pensa di trasformarla in Fondazione e viene chiesto ai Padri
Somaschi di farvi parte a pieno titolo. Dopo la valutazione della
proposta p. provinciale si ripromette di incontrare il prof. Palma,
accompagnato da p. Luigi Ghezzi.
ESAME DEI PROBLEMI
• P. provinciale riassume la situazione delle comunità visitate e
delle proposte di nomina dei superiori locali.
• P. provinciale invita p. Augusto Bussi Roncalini a presentare
la bozza di programmazione provinciale. La proposta appare complessivamente valida. Si chiedono alcuni chiarimenti e si fa osservare che nella premessa sarebbe opportuno mettere maggiormente
in evidenza gli aspetti positivi già presenti nella vita religiosa della
Provincia per offrire maggiore speranza ai religiosi. P. provinciale
chiede a p. Augusto Bussi Roncalini di confrontarsi con p. Giovanni Bonacina e di proporre una nuova bozza per il prossimo consiglio che tenga conto delle osservazioni emerse.
• P. provinciale distribuisce e riprende la relazione del gruppo di
lavoro per la stesura di un itinerario formativo per i laici collaboratori per aiutare i consiglieri nella programmazione della formazione da offrire ai laici. Viene avanzata la proposta di curare la formazione non per zone geografiche ma in modo settoriale per venire
incontro alle diverse esigenze dei membri (ad es. docenti, volontari).
ATTI
• Viene dato il consenso per la nomina dei seguenti superiori
locali: p. Livio Balconi superiore al Collegio Gallio per il secondo
triennio. P. Francesco Redaelli superiore al Crocifisso per il secondo triennio. P. Emilio Pozzoli superiore a Corbetta per il primo
triennio. P. Gianmaria Munaretto superiore a Magenta per il primo
triennio. P. Carlo Crignola superiore a Mestre per il primo triennio.
P. Antonio Pessina superiore a Parzano per il primo triennio.
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P. Adalberto Papini superiore a Somasca Casa Madre per il primo
triennio. P. Walter Persico superiore a Somasca Casa San Girolamo
per il terzo triennio. P. Pietro Redaelli superiore a Somasca Centro
di Spiritualità per il primo triennio. P. Luigi Croserio superiore a
Treviso Emiliani per il secondo triennio. P. Luigi Bassetto superiore a Treviso Santa Maria Maggiore per il primo triennio.
P.
Augusto Bussi Roncalini superiore a Vallecrosia per il primo triennio. Si decide di aggiornare la votazione per la nomina dei superiori di Albate, dei Centri Accoglienza e di Como SS. Annun-ciata.
• Vengono scelti i parroci da presentare ai relativi vescovi:
p. Gianmaria Munaretto parroco a Magenta. P. Carlo Crignola parroco a Mestre. P. Eufrasio Colombo parroco a Somasca. P. Luigi
Bassetto parroco a Treviso Santa Maria Maggiore.
• Si decide di far ristampare il volume di p. Lorenzo Netto “Io
Girolamo”.
Consiglio N° 4
Somasca, 3 luglio 2001
COMUNICAZIONI
• Il vicario generale ha inviato la ratifica della nomina dei superiori e parroci;
• P. provinciale riferisce sullo stato di salute di alcuni religiosi
ricoverati in ospedale.
ATTI
• Si procede allo spoglio delle schede di consultazione per la
nomina dei consiglieri del Commissariato USA.
• P. provinciale, con il consenso dei consiglieri presenti, nomina ad actum p. Giuseppe Oltolina quale supplente di p. Giovanni
Bonacina per la votazione. Viene dato il consenso alla nomina di p.
Gianbattista Vitali, primo consigliere e p. Italo Dell’Oro, secondo
consigliere.
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Consiglio N° 5
Milano, 12 luglio 2001
COMUNICAZIONI
• Sono deceduti il fratello di p. Pietro Andretta e la sorella di
p. Giuseppe Brusa.
• È stato convocato il Capitolo della Provincia Centro
Americana che si celebrerà dal 5 al 11 agosto.
• P. provinciale riferisce sullo stato di salute di alcuni confratelli ricoverati in ospedale.
ESAME DEI LAVORI
• Vengono riviste ancora una volta le situazioni delle singole
comunità religiose, delle nomine e dei trasferimenti dei vari religiosi.
• P. provinciale invita in sala consiliare p. Enrico Corti per la
presentazione del progetto e la programmazione della pastorale giovanile e vocazionale. P. Enrico Corti illustra il tentativo di ottemperare alle richieste del Capitolo Provinciale 2001 riguardanti tale
ambito: verrà costituito un gruppo di lavoro che si farà carico di
responsabilizzare ogni comunità e i singoli religiosi durante un
incontro comunitario; è stato approntato un calendario di incontri
per fasce di età; un momento conclusivo del cammino verrà effettuato nel periodo estivo. P. Corti chiede, inoltre, un contributo economico per venire incontro ad eventuali costi che i ragazzi e i giovani partecipanti dovessero affrontare.
Le strutture per l’accoglienza e l’accompagnamento vocazionale dei giovani saranno probabilmente Treviso Istituto Emiliani e
Como SS. Annunciata o Somasca Casa San Girolamo.
• P. provinciale consegna ai consiglieri la seconda bozza della
programmazione provinciale, riveduta da p. Bussi Roncalini e da
p. Bonacina, chiedendo loro di approfondire la riflessione per un
prossimo consiglio. Consegna inoltre una bozza di criteri guida
per le scelte di povertà riguardanti i nuovi prodotti tecnologici e
chiede di prenderne visione ed in seguito di formulare un parere.
• Per mettere in atto il mandato del Capitolo provinciale sulla
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Romania, circa la richiesta di comporre una comunità religiosa di
tre membri, verrà inviato fr. Luigi Maule. Per la costruzione della
casa si è in possesso di tre preventivi che in seguito verranno esaminati.
Il mandato del Capitolo prevede anche la costituzione in Italia di
un gruppo per la Romania con la finalità di mantenere viva e operante una rete di aiuti che giungano con tempestività a destinazione. Si fa l’ipotesi di religiosi e laici che potrebbero prendervi parte.
Infine, per quanto riguarda la definizione di un contributo economico da chiedere alle comunità per la Romania. P. provinciale
invita in sala consiliare p. Livio Donà, economo provinciale, per
illustrare una proposta che assicuri la copertura finanziaria per la
costruzione della casa e l’inizio di gestione dell’opera e si discute
una ipotesi sulla cifra da chiedere ad ogni comunità.
ATTI
• P. Luigi Ghezzi viene nominato superiore dei Centri
Accoglienza per il secondo triennio. P. Paolino Diral superiore di
Como SS. Annunciata per il primo triennio.
• Letta la richiesta del candidato ed esaminata la documentazione inviata, viene ammesso al Presbiterato il religioso Giuseppe
Nardin.
• Viene data l’approvazione per la costruzione di una nuova
palestra per la scuola di Corbetta e la relativa accensione di un
mutuo.
• P. provinciale invita in aula consiliare p. Livio Donà, economo
provinciale, per illustrare la proposta di contributi economici delle
comunità alla Provincia. I contributi vengono approvati dopo aver
esaminato le proposte e apportato le dovute modifiche.
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Consiglio N° 6
Milano, 27 luglio 2001
COMUNICAZIONI
• Il giorno 19 luglio è deceduto in Colombia fr. Valentino
Pastrello. La malattia, che lo aveva colpito tempo addietro e che
sembrava stazionaria, è invece esplosa in modo violento conducendolo in breve alla morte. Nei prossimi giorni al paese d’origine avrà
luogo una concelebrazione di suffragio alla quale sono invitati a
partecipare i confratelli.
• P. provinciale riferisce sullo stato di salute di alcuni confratelli della nostra provincia.
• La sorella di p. Giuseppe Brusa, deceduta recentemente, ha
lasciato in eredità metà dei suoi beni ai Padri Somaschi.
• La comunità religiosa di Albate ha inviato un contributo di
cinquanta milioni di lire per l’opera della Romania.
• P. generale ha assegnato il religioso Trevor J. Peiris alla nostra
Provincia, chiedendo di inviarlo a Casa San Girolamo.
ESAME DEI PROBLEMI
• P. provinciale riepiloga la composizione delle comunità e propone alcune nomine e trasferimenti.
• Si riesamina la bozza di programmazione provinciale e, dopo
le dovute osservazioni, viene incaricato p. Augusto Bussi Roncalini
di presentare la bozza definitiva per la fine di agosto.
• P. provinciale e vicario hanno incontrato l’avvocato Angelo
Palma, presidente della Piccola Casa Ozanam di Como per esaminare la richiesta pervenuta in cui si chiede ai Padri Somaschi di
entrare nella Fondazione. La motivazione della richiesta è per assicurare all’opera un futuro ed una garanzia di continuità. Secondo
l’avv. Palma, la formula attuale della “associazione” è una formula
debole: chiunque un giorno potrebbe entrare e gestirne il patrimonio. La domanda è stata rivolta ai Somaschi sia per un legame affettivo (la maggior parte dei fondatori sono stati ex alunni del
Collegio Gallio), sia perché già presenti sul territorio con le loro
opere di carità. La presenza somasca darebbe un indirizzo univoco
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e sarebbe un punto di riferimento. Il Consiglio di Amministrazione
affiancherebbe sempre l’opera dei Somaschi. Concretamente viene
chiesta la presenza di un padre somasco per alcune ore. P. provinciale propone di affidare l’incarico alla comunità religiosa del
Collegio Gallio. I consiglieri manifestano il loro parere favorevole.
ATTI
• Il religioso Ntahizaniye Matthieu viene ammesso alla rinnovazione della professione temporanea.
• È stata approvata la nomina di p. Gianbattista Vitali a superiore di Pine Haven.
• È stata presa in esame e aggiornata ad altro Consiglio l’erezione di Christ the King di Houston a casa religiosa.
• Viene approvata la convenzione tra i Padri Somaschi e la diocesi di Houston per la parrocchia Christ the King.
• Dopo la lettura della lettera del superiore di Albate si concede
l’autorizzazione a stipulare un contratto di affitto con ASFAP per
l’uso dello stabile che appartiene ai Padri Somaschi.
• Viene data l’autorizzazione relativa a lavori di restauro della
casa di Corbetta e alla costruzione di nuove aule.
Consiglio N° 7
Milano, 1 agosto 2001
COMUNICAZIONI
• È giunta conferma da parte della Congregazione per gli Istituti
di Vita consacrata e le Società di vita apostolica del decreto di
dimissioni dalla Congregazione di p. Giorgio Lorenzon emanato da
p. generale il giorno 6 febbraio 2001.
ATTI
• P. Parisio Girotto viene nominato superiore della casa Centro
Formazione Professionale di Albate.
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• Ricevuta la lettera del vescovo di Houston in cui viene conferito il permesso di aprire in diocesi una casa di formazione presso
la parrocchia Christ the King a partire dal 1° settembre 2001 e rinnovabile ogni tre anni, viene nominato p. Giuliano Gerosa superiore della comunità per il primo triennio.
• A norma del can. 609, dopo aver ottenuto il permesso da parte
del vescovo di Houston, viene decisa l’erezione della casa religiosa di Christ the King.
• Su proposta del Commissario U.S.A. si decide di modificare
lo stato canonico di Assumption Church di Houston.
• Viene approvata la presentazione di p. Giulio Veronesi ad
amministratore parrocchiale di Christ the King.
• P. Narciso Bordignon viene presentato come amministratore
parrocchiale di Assumption Church.
Consiglio N° 8
Somasca, 29 agosto 2001
COMUNICAZIONI
• Il giorno 16 agosto è deceduto il signor Myron Papa, primo
aggregato filippino. È stato un grande collaboratore e benefattore
delle opere fin dalla fondazione.
• P. provinciale riferisce le ultime notizie circa lo stato di salute
di alcuni religiosi.
• Si è celebrato il Capitolo della Provincia di Centro America.
Sono stati eletti: p. Juan Dominguez preposito provinciale,
p. Vicente Fernandez e p. Darwin Andino consiglieri.
• È giunta la lettera di indizione del Capitolo della Viceprovincia delle Filippine che inizierà il giorno 22 ottobre a Tagaytay.
ESAME DEI PROBLEMI
• Si sottopone all’esame del consiglio la bozza di programmazione provinciale per una valutazione e modifica. Si fanno alcune
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osservazioni di forma mentre sul contenuto si è favorevoli. Ci si
prefigge di presentarla al prossimo raduno dei superiori per avere
ulteriori puntualizzazioni ed ottenere consenso.
• P. provinciale propone che l’incontro dei superiori avvenga il
giorno 11 settembre al Centro di Spiritualità di Somasca. Viene stilato l’ordine del giorno: presentazione della programmazione provinciale, delle iniziative di pastorale giovanile e vocazionale, la
nuova configurazione del Commissariato U.S.A., la programmazione per i ritiri intercomunitari mensili, l’animazione dei laici.
Infine si prende visione e si valuta il sussidio da inviare ai superiori per la stesura del progetto comunitario.
• P. provinciale invita in sala consiliare p. Livio Valenti, delegato provinciale della Romania, per illustrare l’attuale situazione.
Attualmente il progetto per la costruzione della casa religiosa e
della scuola attraversa un momento di stasi. È stato approntato un
progetto globale di lavori che è stato autorizzato con licenza edilizia. Sono state interpellate tre imprese edili che hanno presentato
preventivi diversi e molto differenti.
P. Livio Valenti precisa le modalità di contatto con le imprese e
le difficoltà intervenute. P. provinciale decide di convocare a giorni
p. Livio Valenti, fr. Luigi Maule, l’architetto e le imprese edili per la
definizione dell’intervento.
ATTI
• P. Gioacchino Ancillai viene nominato economo provinciale.
• Letta la richiesta del superiore dell’Istituto Emiliani di
Treviso, si concede l’autorizzazione ad un nuovo contratto di locazione con l’English Elementary School già affittuaria di alcuni
locali dell’Istituto.
• Vengono ammessi ai ministeri del lettorato e accolitato i religiosi Manuel M. Lobo, Michael W. Escoto e Domingo B. Batac.
• Viene ammesso all’ordine del presbiterato il religioso filippino John F. Valenzuela.
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In memoria di fr. Luigi Brenna
Letture bibliche: Dn 12, 1-3; Fil 3, 20-21; Mt 5, 1-12
Siamo qui, noi e fratel Luigi Brenna, volgendo lo sguardo a colui
che è stato trafitto, raffigurato nel grande crocifisso del santuario.
Siamo qui: noi piccoli piccoli nella fatica dell’incontro con il
Signore, e lui grande nella gioia di Dio; noi resi poveri dal diradarsi dei punti di riferimento razionalmente stabili; lui ricco dei meriti che il Signore gli riconosce e offre a noi sotto la forma dell’intercessione e dell’esempio; noi carichi di dubbi nel tempo dell’angoscia che ci è dato (come dice la profezia che abbiamo ascoltato)
lui sicuro nella luce di Dio più chiara dello splendore del firmamento.
Siamo qui, per l’omaggio della sepoltura, nello stacco di tempo
che corrisponde alla deposizione dalla croce del Signore, piegato
dalla morte e già capace di attirare tutto a sé; esso trova analogia
nell’ora in cui la morte ha sottratto come una predatrice, a 89 anni
appena compiuti, fratel Luigi, sabato mattino scorso, nel passaggio
dalla notte dall’esaltazione della croce all’aurora del giorno in cui
si fa memoria della Vergine addolorata che veglia sul Figlio calato
dalla croce per la rovina e la risurrezione di molti. E i nostri occhi,
come e forse più di quelli della Vergine allora, riflettono gioia perché sappiamo che il Crocifisso è risorto e perché attestiamo che non
muore la vita di coloro credono nel Signore e diventano suoi seguaci lungo la via stretta e beata del Vangelo.
Per questa nostra fede anche fratel Luigi brilla come le stelle per
sempre, perché è stato uno di quei saggi che hanno indotto molti
alla giustizia. Non la giustizia che fa da arbitro tra colpevoli e meritevoli, da notaio tra privilegiati e svantaggiati; che distribuisce
come pesi obblighi e divieti, ma la giustizia che rende l’uomo retto
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davanti a Dio e lo colma di umanità verso il prossimo; che si fa carico del cammino di tutti verso la piena realizzazione ad essere persone, figli di Dio.
Questa giustizia, nel mondo che tentiamo di organizzare, ha il
nome di educazione, ha come valore di riferimento la formazione
integrale della persona, ha come programmazione di cammino un
sistema di vita che si fa scuola, accompagnamento amichevole di
ragazzi e di giovani, trasmissione di modelli e di conoscenze per la
verità e per l’amore.
Fratel Luigi è stato educatore, ed educatore di razza, per tanti
anni, presentandosi non con titoli ufficiali e qualifiche conferite
accademicamente e nemmeno comportandosi con parole e pose
collaudate secondo abitudini educative. Ha lasciato la sua impronta di educatore in Como, dagli anni ’50, creando una sua “scuola”,
fatta di genialità e competenza, di dedizione e individuazione delle
necessità della gente, di creazione e organizzazione di strutture edilizie e tecniche adeguate, di collaborazione con tante persone che
ha saputo coinvolgere e far crescere. È stata una scuola di umanità
appassionata la vita di fratel Luigi, e la sua scuola, in centro città
prima e dal 1974 ad Albate, è stata vista come la manifestazione,
organizzata in struttura educativa, della volontà di rendere ragazzi
e giovani dei protagonisti attraverso il lavoro/studio, cioè la formazione professionale. Se mai una espressione scorretta ha un significato inequivoco di autenticità, questa è la formula “la scuola di fratel Luigi”, che non è titolo indebito di appropriazione, con l’esclusione della direzione comunitaria, naturale per la tradizione educativa della famiglia religiosa somasca; essa indica invece il segno di
una presenza dal cuore grande (anche dopo lasciata la direzione
della scuola nel 1987) che è stata di stimolo ed esempio per confratelli e collaboratori laici a cogliere una eccezionale opportunità
educativa in una struttura scolastica che si è venuta imponendo e
qualificando secondo le esigenze non solo economiche del nostro
tempo.
A riconoscere il merito di fratel Luigi di aver inserito, nel mondo
scolastico ed economico di Como, un punto di riferimento elevato
per l’educazione e la preparazione professionale di tanti giovani, di
ieri e di oggi, ci sono in chiesa oggi, insieme a tanti confratelli di
varie parti d’Italia, a preti del clero comasco, a ex alunni e amici di
fratel Luigi, la rappresentanza ufficiale dell’amministrazione
— 19 —
comunale di Como, con a capo il sindaco, dirigenti ed esponenti
delle associazioni imprenditoriali della città e provincia di Como,
esponenti dell’amministrazione provinciale e regionale e del complesso apparato della scuola. È chiaro il significato di tali presenze,
colto per di più nel momento in cui la scuola italiana faticosamente cerca il cammino delle necessarie riforme per essere ancora
tempo essenziale di formazione completa dei ragazzi\e che crescono: con persone professionalmente ed umanamente all’altezza delle
esigenze educative, come fratel Luigi, possono essere affrontate e
superate dalla scuola le difficoltà connesse con le cosiddette sfide
della società odierna.
Noi confratelli di fratel Luigi sappiamo individuare ed apprezzare gli apporti della scuola di vita religiosa – quella di
p. Giovanni Ceriani, espressa qui al Crocifisso – a cui egli si è formato e che hanno contribuito a condurlo agli esiti felici per i quali
oggi in tanti diamo attestazione: la tenacia serena negli impegni seri
della professione religiosa, il profilo rigoroso della disciplina di
vita, il senso di appartenenza a una tradizione di santità che si esprime nelle opere e nel lavoro educativo. Da questi valori sono discesi la ricchezza di contenuti e l’autenticità disarmante del contatto
personale che hanno reso ricercata da molti, come una benedizione,
la sua presenza, rivelatasi incisiva per la crescita di ciò che è buono,
vero ed utile nel capitale umano di tanta gente.
E ancora siamo in grado, noi confratelli più di altri, di riconoscere in fratel Luigi – quasi anche nell’atteggiamento fisico della
sua persona spesso china ad ascoltare, comprendere e proporre
senza superbia – un tratto dell’immagine del nostro fondatore
Girolamo Emiliani raramente presente nelle raffigurazioni ufficiali,
quello del santo che educa i ragazzi a lavorare, insegnando loro, nel
mezzo delle difficoltà di ogni genere degli ambienti in cui li aveva
raccolti, che “il lavorare, la devozione e la carità sono fondamento
dell’opera”.
Volendo trovare le basi fondamentali anche dell’opera della sua
personale santità, non ci sono dubbi che fratel Luigi, nella preghiera, nel senso del dovere inteso come obbedienza di fede, nell’affinamento delle qualità personali condotto con evangelica purezza di
cuore, ha sempre mantenuto “la patria nei cieli” (secondo quanto
ascoltato in san Paolo nella seconda lettura), così motivando e sostenendo l’intensa attività a cui lo portava naturalmente lo spirito d’i-
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niziativa della sua terra di origine, quella brianzola. A dimostrazione che in cielo sta sempre con tutto se stesso solo chi è ben radicato, con i due piedi, in questa terra, distinguendosi da chi, preoccupato di affondare poco i piedi nel terreno insidioso di questo mondo,
rischia di stare con equilibrio dimezzato anche in cielo.
Uomo delle beatitudini – quelle lette nel brano evangelico – è
stato fratel Luigi, e come tale, senza enfasi e senza sottrazioni
ingiuste, lo abbracciamo in questo ultimo saluto.
Se le beatitudini sono il modello usuale di riferimento per il battezzato, se solo integrando lo spirito delle beatitudini nelle pieghe
contorte della vita riusciamo mantenerci passabilmente cristiani, è
possibile riconoscere in lui il cristiano che non ha trovato distante
l’ideale secondo cui impostare il suo cammino di vita né ha considerato forzata oltre misura la tensione per dare alle relazioni più
importanti della vita il tono e il ritmo conformi al cuore del
Vangelo. Come religioso ricco di mitezza e di misericordia, di pace
e di povertà di cuore (non sembra che qualcuno l’abbia sentito
malignare dei confratelli o della comunità o riferire giudizi men che
benevoli su altri), l’hanno conosciuto e amato i confratelli, specie
quelli che nella comunità di Albate hanno vissuto con lui, ricambiando volentieri negli anni del venir meno progressivo delle forze
e in quelli della malattia l’affetto e la cura di cui era stato prodigo
precedentemente verso loro.
Tra le persone beneficate dal suo spirito evangelico ricordo qui
(e la ringrazio a nome di tutti per quanto da lei fatto negli ultimi
tempi) la cugina, aggregata somasca, che in doppio modo – da san
Girolamo e da un suo degno seguace – ha appreso a vivere la spiritualità somasca.
Siamo certi, e lo stiamo dicendo anche con questa liturgia
solenne e misurata, del grande premio nei cieli concesso a fratel
Luigi, ricompensa adeguata promessa dal Signore Gesù a coloro
che accettano di essere e di agire secondo il discorso della montagna; e constatiamo lieti che il premio valido e definitivo sia stata
preconizzato negli ultimi anni e anticipato dai riconoscimenti
decretati da istituzioni della repubblica italiana, dalla città di
Como e dal paese natale, Inverigo. Senza eccessivo scarto – almeno per questa volta – tra giudizio degli uomini e giudizio ineccepibile di Dio.
p. Luigi Amigoni
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Comunità e opere significative
Presentazione della programmazione provinciale 2001-2004
PREMESSA
La prima cosa che balza subito all’occhio in questa programmazione è che si presenta non in modo schematico ma discorsivo,
esortativo. Si è preferita questa forma perché appare più coinvolgente, si sforza di motivare le scelte con argomentazioni teologiche
e spirituali, si appoggia e fa leva sul senso di appartenenza a Cristo
nella Congregazione di san Girolamo.
La seconda cosa che balza subito all’occhio è che questa programmazione ha valore e si snoda per tutto il triennio del mandato
capitolare. Eventuali sottolineature annuali o riprese tematiche non
rappresenteranno nuove tappe della programmazione quanto invece rimandi al fine di stimolare e di pervenire ad un unico obiettivo.
OBIETTIVO
L’obiettivo cui pervenire è quello di creare comunità e opere
significative, segno e testimonianza della presenza del Regno di
Dio. Così dice il titolo riprendendo le parole della Consulta 2001 e
della relazione del p. provinciale là dove indicava alcune priorità e
proposte per il futuro.
Ma l’esplicitazione dell’obiettivo si trova subito espresso nella
premessa della programmazione in cui si afferma che in questo
triennio ci sforzeremo di ritrovare, con la grazia del Signore, la
forza per un rinnovamento personale e comunitario che ci porti ad
incontrare Cristo e a servirlo con maggior zelo nelle opere.
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È apparsa questa, infatti, l’esigenza più urgente da ricuperare.
Riteniamo che, proprio a partire dalla sempre più limpida e convinta consapevolezza della nostra consacrazione e del nostro essere comunità, sia possibile godere di ciò che annunciamo e porre una
sana inquietudine di Dio nelle persone del nostro tempo.
È così spiegato il rimando al triplice fondamento dell’opera: la
devozione, il lavoro e la carità. Questi costituiscono, infatti, gli elementi portanti dell’identità somasca. Pertanto, sarà a partire da una
maggior cura e attuazione degli stessi principi che si potrà ridare
forza alle motivazioni genuine nel seguire Cristo.
Nel triplice fondamento dell’opera si sono ritrovati ben racchiusi sia i criteri di significatività di una comunità somasca indicati
nella Consulta 2001, sia le mozioni del Capitolo provinciale, sia le
puntualizzazioni e le attese espresse nella relazione del p. provinciale. Sono state queste, infatti, le fonti a cui ci si è ispirati per la
stesura della programmazione provinciale.
La tripartizione ha contribuito, inoltre, a far emergere gli obiettivi particolari a cui tendere per ottenere l’integrazione tra fede e
vita.
La dimensione spirituale della devozione come necessario fondamento della Compagnia ci spinge a puntare molto sull’obiettivo
di ricollocare la preghiera come momento forte e irrinunciabile
della giornata.
Nelle comunità i superiori dovranno curare e favorire questo
aspetto.
Da parte del governo provinciale si darà maggior spessore al
ritiro intercomunitario estendendolo a scadenza mensile con possibilità di partecipare tutta la giornata o solo al mattino o solo al
pomeriggio. Siamo invitati anche ad incentivare e vivere bene i
momenti di adorazione eucaristica.
Il governo provinciale si impegna a fornire dei sussidi.
Il lavoro, quale espressione del voto di povertà, è il secondo
pilastro dell’opera.
La programmazione ricorda che la fatica del proprio lavoro
nelle opere è ciò che innanzitutto ci fa mettere in pratica il voto di
povertà. Un lavoro che deve procedere da un progetto comune,
pensato, formulato, condiviso e perseguito insieme come comuni-
— 23 —
tà. Questo permette di rispondere alle esigenze dell’apostolato, di
favorirne un ordinato svolgimento e presuppone un dialogo come
via per conoscere la volontà del Signore, come dicono le nostre
Costituzioni (n. 69A).
Importanti saranno anche le verifiche circa il progetto comunitario che ci si è dati.
Accanto al lavoro e all’impegno di aggiornarsi e qualificarsi per
svolgerlo sempre meglio, la programmazione sottolinea pure la
dimensione spirituale della povertà, quella cioè che vigila perché
l’amor proprio ed il fascino delle comodità e dei beni materiali non
offuschino lentamente la scelta fatta di abbandonare ogni cosa per
seguire Cristo povero e di vivere come i poveri.
Concludendo il punto sul lavoro, la programmazione sintetizza
il discorso delineando l’obiettivo da perseguire in questo triennio:
cercare di costruire comunità dove esiste una forte comunione tra i
membri che si esprime nel volersi bene, nel condividere un progetto di vita e di attività; nel venire incontro alle comunità più povere
con parte dei propri beni.
Un gesto concreto a tale proposito, già richiesto dal Capitolo
provinciale, sarà il contributo economico per la Romania e la costituzione di un gruppo che promuova il coordinamento e la sensibilizzazione.
Terzo pilastro dell’opera, infine, è la carità.
La programmazione punta l’attenzione sulla costruzione di
comunità basate sulla reciprocità e su rapporti veri e profondi tra
i confratelli. Una manifestazione chiara di questo intento dovranno
essere i momenti comunitari, in particolare, il capitolo della casa.
Non bisogna dimenticare, poi, l’efficacia salvifica che contengono le richieste di perdono anche comunitarie vissute con spirito
di penitenza e riconciliazione con Dio e con i fratelli. Nell’anno
giubilare il Papa ci ha mostrato quali orizzonti nuovi derivino dalla
purificazione della memoria, dal chiedere perdono per le colpe contro l’unità e la concordia.
Si è ritenuto urgente, infine, richiamare alla discrezione nel parlare con estranei della vita dei confratelli e della Congregazione, al
rispetto e alla delicatezza nella conversazione. Talvolta nelle comunità la vita fraterna è resa invivibile dalle maldicenze e dai pettegolezzi come anche dall’aggressività e dai pregiudizi.
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Da ultimo la programmazione si sofferma sul problema giova nile e vocazionale. Lo fa invitando ciascun religioso a vivere
coerentemente la propria consacrazione per essere testimoni che
attraggono con la loro fedeltà.
Indica, poi, concretamente alcuni percorsi di animazione che il
gruppo di lavoro ha elaborato. Se vorremo evitare che cada nel
vuoto lo sforzo lodevole dei confratelli incaricati, sarà indispensabile che ogni comunità e ogni religioso se ne faccia carico, dando
la priorità sul resto a queste iniziative e tenendo ben fisse le date e
le modalità al fine di indirizzarvi ragazzi e giovani.
CONCLUSIONE
Concludendo potremmo dire che tutta la programmazione ruota
attorno ad un perno centrale che è la consacrazione a Dio espressa
nei voti che abbiamo pronunciato. Non tralascia di insistere sul
ricupero e rilancio di ciò che un giorno abbiamo pronunciato e sottoscritto davanti a Dio e alla comunità perché dal rifiorire di queste
promesse dipende la significatività di persone, comunità e opere.
Presentazione del sussidio
per la stesura del progetto comunitario
PREMESSA
La necessità della stesura di un progetto comunitario non è l’idea fissa di questi ultimi tempi. Essa è già presente nelle nostre
Costituzioni (n. 69 – 69A) a partire dal principio costituzionale che
“nelle nostre case l’attività apostolica è comunitaria” (id.).
Il progetto comunitario mira a rendere evidenti gli obiettivi che
si vogliono perseguire e i mezzi che si intendono adoperare per
conseguirli. La stesura del progetto coinvolge i confratelli, fa discutere, fa giungere a determinazioni comuni condivise da tutti. È
perciò uno strumento idoneo per creare corresponsabilità e sostegno vicendevole nel vivere ciò che la nostra consacrazione e missione richiedono. Quello che è stato deciso insieme diventa oggetto di verifica e stimolo a far sempre meglio.
— 25 —
IL PROGETTO COMUNITARIO
La stesura del progetto richiede innanzitutto di individuare l’obiettivo generale che la comunità si prefigge di raggiungere nell’opera in cui opera. A tale proposito è opportuno domandarsi: Qual è
la finalità del nostro servizio in quest’opera?
Segue poi l’indicazione di un obiettivo intermedio da raggiungere in un tempo determinato. Risponde alla domanda: A quale
aspetto della nostra vita di consacrazione o dell’apostolato siamo
richiamati quest’anno dalle indicazioni della Chiesa o della
Congregazione o della Provincia?
È necessario, quindi, determinare con quali mezzi poter raggiungere l’obiettivo prefisso.
Inoltre, è opportuno inserire nel progetto comunitario anche la
programmazione dell’anno indicando tempi e luoghi (orario comunitario, incarichi, tempi dello spirito, capitoli locali, gite…)
Ciò rende più vincolante il conseguimento di ciò che si è stabilito.
Restano importanti, infine, le verifiche del progetto comunitario.
Potranno essere periodiche o solo a fine anno per poterci rilanciare
in meglio o correggere ciò che non ha portato buon frutto.
p. Augusto Bussi Roncalini
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In memoria di fr. Valentino Pastrello
Anche se il dolore invade il nostro cuore e dentro di noi sperimentiamo un sentimento di sconfitta, infatti ha vinto il tumore,
vogliamo annunciare con ferma speranza che oggi è festa, è gran
festa nel Cielo, è la festa definitiva per il nostro fratel Valentino.
Più in là di quello che percepiamo in questo momento (un cadavere, la fine di una esistenza, la morte che ci ruba un caro fratello...)
esiste un’altra realtà, così certa e così vera come lo è questo mondo,
le persone e le cose che ci circondano, ed è il Cielo, la presenza viva
di Dio Padre, la risurrezione di Gesù. Ce lo ricorda san Paolo:
“Sappiamo che se questa tenda di campagna, la nostra vita terrena,
si distrugge, abbiamo una casa permanente nel Cielo”. E in questo
momento fratel Valentino contempla, vive e partecipa di questa
festa, la risurrezione di Gesù, assieme al nostro fondatore san
Girolamo e con tanti altri fratelli somaschi che ci hanno lasciato, in
particolare quelli della nostra Provincia Andina latino-americana:
p. Luigi Baldo, p. Francisco Patiño, p. Juvencio Junco, p.
Domenico Framarin...
Nato a Campigo (Castelfranco Veneto) il 2 dicembre 1938, fin
da adolescente percepisce la chiamata misteriosa del Signore e
chiarifica lentamente la sua vocazione religiosa nella famiglia
somasca. Nel 1959, al termine del periodo di noviziato realizzato a
Somasca, emette la prima professione. Tre anni più tardi consacra
definitivamente la sua vita con la professione perpetua. Non vuole
essere ordinato sacerdote, ma rimane semplice fratello religioso...,
“per rendersi più disponibile al servizio” afferma.
Infatti, scopre e matura dentro di sé delle qualità eccezionali di
intelligenza, di intuizioni e di scienza che mette generosamente al
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servizio dei fratelli e delle comunità somasche. Tutte le persone
che lo hanno conosciuto e avvicinato hanno avuto modo di avere
a che fare con un “genio” per la sua capacità tecnico-professionale e la sua vasta conoscenza ed esperienza in tante aree scientifiche ed umane: riparare il motore della caldaia, preparare i calcoli
strutturali di una costruzione, risolvere problemi tecnici di ogni
tipo, mettere in funzione i laboratori più svariati, discutere sulle
forze gravitazionali e sui buchi neri del cosmo, programmare e
installare una rete di computers, indagare le leggi che regolano la
psiche umana, preparare un programma pedagogico-educativo per
i ragazzi...
Di carattere timido e forte allo stesso tempo, persona attenta e
onesta, giusto e preciso nelle sue azioni, apparentemente secco e
brusco però molto sensibile, Valentino ci lascia un ricordo e un
insegnamento: “le cose bisogna farle bene”.
Dopo un periodo trascorso nelle comunità italiane, nel 1971
viene destinato alla comunità somasca di Pine Haven (Usa) per
animare una istituzione per “ragazzi a rischio” e con grossi problemi affettivi. Saranno proprio quei 10 anni di presenza e di servizio diuturno ai “figli della violenza affettiva e del vuoto d’amore” che segneranno profondamente la sua vita, come lo è stato per
san Girolamo. Ogni volta che ricordava quell’esperienza gli si inumidivano gli occhi e ci regalava preziosi criteri pedagogici:
“...ogni ragazzo deve essere il centro della nostra attenzione; l’intervento educativo esige preparazione qualificata da parte nostra;
all’amore occorre unire l’intelligenza e la saggezza; bisogna offrire loro la possibilità di affrontare la vita imparando un lavoro
degno e onesto”. E ripeteva la famosa frase: “... che imparino a
pescare”.
Dal 1981 in poi si vincola definitivamente alla Provincia Andina
latino-americana. In qualità di economo provinciale contribuirà
efficacemente nel dare una organizzazione tecnica e qualificata
all’amministrazione, fedele al principio di considerare i beni temporali come dono della Provvidenza e segno della paterna bontà
divina. “I beni, affermava, non sono nostri ma dei poveri e dobbiamo essere buoni amministratori”. Comunque, la sua attenzione si
focalizzerà soprattutto nell’aiutare le diverse comunità nel dar vita
ai numerosi laboratori di formazione al lavoro e di istruzione professionale dei ragazzi delle nostre istituzioni.
— 28 —
Lavoratore instancabile, tenace e forte come la roccia, ha lottato silenziosamente e fino alla fine contro l’azione inesorabile del
tumore. Il giorno prima dell’ultimo ricovero all’ospedale, i ragazzi del Centro San Jerónimo lo hanno visto ancora una volta girare
faticosamente con le stampelle nei diversi laboratori, interessandosi dei lavori e impartendo istruzioni. Quando gli altri impegni
comunitari lo obbligavano a lavori di consulenza e di programmazione, ci diceva: “mi mancano molto i laboratori e i ragazzi”.
La sofferenza degli ultimi mesi lo ha purificato nell’amore
aprendolo al disegno misterioso e provvidenziale del Signore: partecipare della sua offerta sulla Croce. Muore il mattino del 19 luglio
del 2001, a Bogotá, in terra colombiana. Adesso la sua passione per
cercare la verità riposa, il suo desiderio di scoprire i misteri dell’universo e della vita umana finalmente si compie. Adesso non deve
più ricercare la Verità perché la sta contemplando: Cristo il Signore.
Al termine della sua vita tutta offerta al Signore come “servo dei
poveri di Cristo”, immaginiamo la sua meraviglia nel domandare:
“Signore, quando ti ho visto affamato e ti ho dato da mangiare? O
assetato e ti ho dato da bere? Quando ti ho visto nudo e ti ho rivestito?”. Conosciamo la risposta: “Ti assicuro, ogni volta che lo hai
fatto con il più piccolo dei miei fratelli, lo hai fatto a Me”.
p. Mario Ronchetti
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Composizione delle case religiose
ALBATE - C ENTRO
PROFESSIONALE
p. Parisio Girotto, superiore - p. Ferrante Gianasso, direttore p. Giancarlo Galli.
CAVAIONE - C ENTRO ACCOGLIENZA
CAVAIONE - C ENTRO ACCOGLIENZA
p. Luigi Ghezzi, superiore - p. Giovanni Arrigoni, parroco p. Tarcisio Aggio.
MILANO - I STITUTO USUELLI
p. Gaetano Santambrogio - p. Gioacchino Ancillai - p. Ambrogio Pessina - p. Livio Donà.
COMO - C OLLEGIO GALLIO
p. Livio Balconi, superiore - p. Vincenzo Silvestri - p. Mario
Colombo- p. Ambrogio Perego - p. Adriano Lomazzi - p. Erminio
Galbiati - p. Gianluigi Carminati- fr. Ido De Marchi - p. Giovanni
Bonacina - p. Franco Pardi - fr. Marco Negri - p. Giovanni Benaglia
- p. Attilio De Menech - p. Lorenzo Marangon.
COMO - C OMUNITÀ ALLOGGIO ANNUNCIATA
p. Paolino Diral, superiore - p. Ottavio Bolis - p. Antonio Borali fr. Aldo Bettineschi - fr. Salvatore Freno.
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COMO - S ANTUARIO
SANTISSIMO
CROCIFISSO
p. Francesco Redaelli, superiore e parroco - fr. Vittorio Ciceri p. Felice Verga - p. Mario Mereghetti - p. Giuseppe Cattaneo p. Sandro Ferrer.
p. Giambattista Oltolina (Casa famiglia ”Al Ciliegio” - Vertemate).
CORBETTA - I STITUTO
SAN
GIROLAMO EMILIANI
p. Emilio Pozzoli, superiore - p. Giuseppe Casati - p. Pierino
Manzoni - p. Secondo Brunelli - p. Giuseppe Fossati - p. Lucio
Zavattin - p. Giuseppe Valsecchi.
MACCIO
DI
VILLA GUARDIA
p. Mario Testa, delegato - p. Luigi Stecca - p. Vincenzo Rossin.
MAGENTA - C ASA
SAN
GIROLAMO
p. Gianmaria Munaretto, superiore e parroco - p. Carlo Valsecchi p. Alessio Zago - p. Angelo Balzarotti, - p. Maurizio Brioli.
MESTRE - PARROCCHIA CUORE
DI
MARIA
p. Carlo Crignola, superiore e parroco - p. Giovanni Fantinelli p. Francesco Rigato - fr. Giuseppe Caldato - p. Artemio Viale p. Severino Mondelli.
PARZANO - VILLA
QUATTRO CAMINI
p. Antonio Pessina, superiore - p. Giuseppe Re - p. Giuseppe Fava p. Giancarlo Casati - p. Silvio Bianchi.
SOMASCA - C ASA MADRE
p. Roberto Bolis, preposito provinciale - p. Adalberto Papini, superiore - p. Francesco Criveller - p. Antonio Raimondi - fr. Attilio
Basso - p. Cesare Arrigoni - p. Ermanno Bolis - p. Carlo Lucini p. Carlo Barera - p. Francesco Colombo - p. Pierino Costa fr. Giuseppe Ronchetti - p. Eufrasio Colombo, parroco.
— 31 —
SOMASCA - C ASA
SAN
GIROLAMO
p. Walter Persico, superiore - Trevor Jerome Peiris (Villa Santa
Maria);
p. Mario Manzoni - fr. Giovanni Piziali (Comunità alloggio ”Alla
Cascina”);
p. Lorenzo Salvadori - don Giuseppe Nardin (Casa san Girolamo).
SOMASCA CENTRO
DI
SPIRITUALITÀ
p. Pietro Redaelli, superiore - p. Lorenzo Netto - p. Giuseppe
Oltolina - p. Gianluigi Sordelli - fr. Aldo Tavola.
TREVISO - I STITUTO EMILIANI
p. Luigi Croserio, superiore - p. Antonio Zavattin - p. Enrico Corti
- p. Sergio Belloli.
TREVISO - S ANTUARIO
SANTA
MARIA MAGGIORE
p. Luigi Bassetto, superiore e parroco - p. Sisto Ciotoli p.
Riccardo Gasparini - p. Antonio Crespi - p. Pietro Righet-to p . Fausto De Bernardi.
VALLECROSIA - I STITUTO GILARDI
p. Augusto Bussi Roncalini, superiore - p. Giannino Bollini p. Battista Brendolan - fr. Antonio Cais - Matthieu Ntahizaniye.
TÂRGOVISTE - ROMANIA - “FUNDATIA PADRI SOMASCHI”
p. Livio Valenti, delegato -fr. Luigi Maule - p. Giuseppe
Speranzetti.
p. Cesare Atalmi (Opera mater orphanorum - Legnano)
p. GianBattista Almini (Istituto Geriatrico Golgi - Abbiategrasso)
— 32 —
COMMISSARIATO DEGLI U. S. A.
ALLENSTOWN - P INE HAVEN
p. Giambattista Vitali, superiore - p. Paolo Riva - p. Remo Zanatta.
HARTFORD - S ACRED HEART
RESIDENCE
p. Alberto Zanatta.
HOUSTON - C HRIST
THE
KING
p . Giuliano Gerosa, commissario e superiore - p. G i u l i o
Veronesi, parroco - p. Italo Dell’Oro.
HOUSTON - ASSUMPTION
RESIDENCE
p. Narciso Bordignon, parroco - p. Giampiero Borsari.
Pubblichiamo l’indirizzo
della nuova comunità religiosa di Houston:
CHRIST THE KING - Catholic Church
4419 North Main Street
HOUSTON, TEXAS 77009
Tel. 001 713 869 1443
Fax. 001 713 869 1491
— 33 —
Lettera di indizione del primo Capitolo
della Viceprovincia delle Filippine
A tutti i religiosi
della Viceprovincia delle Filippine
Prot. n. 102/01
Oggetto: indizione del 1° Capitolo della Viceprovincia delle
Filippine
Carissimi confratelli,
Dio sia benedetto!
È con animo grato al Signore che, a norma del n. 11 – Norma
transitoria dello Statuto della Viceprovincia, dopo aver sentito il
preposito provinciale della Provincia Lombardo Veneta e il commissario del Commissariato delle Filippine, indico il primo
Capitolo della Viceprovincia delle Filippine, che si terrà nella casa
religiosa di Tagaytay, a partire dal giorno 22 ottobre p.v.
A questo primo Capitolo partecipano di diritto il preposito generale (o suo delegato), il preposito provinciale della Provincia
Lombardo Veneta, il commissario e i due consiglieri.
I delegati al Capitolo, in numero di uno su tre (più eventuale
frazione di tre) di quelli che hanno diritto alla voce attiva, sono
scelti tra i religiosi appartenenti alla Viceprovincia (cfr. n. 2 dello
Statuto della Viceprovincia) che legittimamente esercitano il diritto
di voto secondo le Costituzioni e il regolamento del Capitolo pro-
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vinciale, compresi coloro per cui la Congregazione per gli Istituti di
vita consacrata ha concesso il permesso di partecipare.
La preparazione del primo Capitolo è affidata al commissario e
al suo consiglio. A questo Capitolo spetta decidere il nome da assegnare alla Viceprovincia e stabilire l’estensione del territorio che
essa abbraccia.
La decisione della Consulta della Congregazione (CampinasBrasile, 25 febbraio 2001), confermata dal preposito generale in
data 27 febbraio 2001, di erigere la Viceprovincia delle Filippine,
suggella vent’anni di dedizione ricca di entusiasmo e di sacrifici, di
perseveranza nel servizio del Vangelo della carità, e sorretta da una
grande fiducia nel Signore (“tutti coloro che sperano in lui, non
saranno confusi in eterno”), di ininterrotta ricerca, discernimento e
attuazione della volontà del Signore.
Voglio ricordare con gratitudine tutti i confratelli – da quelli
della prima comunità che ha aperto la strada, ai successivi che
hanno dato stabilità alle opere – perché con la loro testimonianza
hanno contribuito ad estendere nella terra filippina la vita di sequela radicale a Cristo sull’esempio di san Girolamo Emiliani. Voglio
salutare e ringraziare in modo particolare i confratelli filippini,
dono del Signore alla Congregazione e segno della vitalità del carisma somasco, che “impara a parlare altre lingue, mette radici in
altre culture e mostra la sua fecondità evangelica, come ha fatto ieri
e oggi, aprendosi al domani” (Documenti Capitolo generale 1999,
5A, 3.1e).
Auguro di cuore che questa nuova tappa della Congregazione
somasca nelle Filippine, voluta e desiderata con speranza, sia accolta da tutti come dono del Padre di ogni bene che vuole “fare di voi
cose grandi esaltando gli umili”. La disponibilità di ogni singolo
religioso e di ciascuna comunità ad “assumere le proprie responsabilità ed iniziare un cammino di conversione per ravvivare il fuoco
dello Spirito, per accogliere, vivere e far fruttificare per il regno di
Dio il dono che ci è stato affidato attraverso san Girolamo” (relazione del padre generale al Capitolo generale 1999), garantisce l’esito negli inizi e rende di poco peso gli immancabili “timori”.
Affido alla Vergine Maria, madre degli orfani e di tutte le grazie,
e a san Girolamo, nostro padre e fondatore, il cammino della
Viceprovincia delle Filippine, le sue comunità e ognuno di voi, per-
— 35 —
ché ottengano che siate da Cristo rinnovati ogni giorno della vostra
vita “per costruire con il suo Spirito comunità fraterne, per lavare
con Lui i piedi ai poveri e dare il vostro insostituibile contributo alla
trasfigurazione del mondo”(VC 110).
Vi saluto con affetto fraterno e vi benedico di cuore.
p. Bruno Luppi, crs
preposito generale
Città del Messico, 22 agosto 2001
Festa della Beata Maria Vergine Regina
— 36 —
Nuova fase del cammino somasco in U.S.A.
Un settembre movimentato questo del 2001, certamente per la
immane tragedia che ha sconvolto l’intera nazione, e forse il mondo
intero. Molte realtà ora appaiono assumere un’altra faccia, di fronte
a tale espressione di irrazionalità, fanatismo e confusione di valori.
Tuttavia queste righe si riferiscono a un movimento di altro tipo,
quello che riguarda i somaschi impegnati negli USA, i quali hanno
iniziato una nuova fase del loro cammino al servizio della Chiesa
universale e locale.
Dopo oltre un anno di riflessioni, discussioni, contatti e decisioni, è iniziato il lavoro specifico nel settore vocazionale, accompagnato da una ulteriore presenza nel contesto del variegato mondo
ispano-americano delle parrocchie del Texas.
La novità più appariscente è che un religioso sia stato incaricato come promotore vocazionale a tempo pieno. Consapevoli che
non si può andare avanti guardando solamente indietro, ma che il
camino di discepolato richiede la disponibilità a rischiare, seppure
con una certa prudenza, il governo del Commissariato ha deciso la
istituzione della figura del promotore vocazionale e ne ha affidato
l’incarico a p. Italo Dell’Oro. Il p. Commissario stesso, p. Giuliano
Gerosa, è ora incaricato come formatore, cosicchè i due formano un
“team” vocazionale.
Il posto, scelto dopo profonda e dibattuta riflessione, è la parrocchia di Christ the King in Houston. L’esperienza nella diocesi di
Galveston-Houston è stata positiva sia per le relazioni allacciate
che per la presenza di molti giovani, specialmente di estrazione
ispana, ma anche asiatica oltre naturalmente quella più propria-
— 37 —
mente americana. Nella parrocchia Christ the King esiste un edificio che era originariamente il “convento” delle suore che insegnavano nella scuola parrocchiale. Ora, dopo vicissitudini e usi vari,
l’interno del convento verrà ristrutturato affinché il “team” formativo lo occupi, assieme ai due giovanotti che già stanno con noi,
Abel Montante e Romualdo Lopez, entrambi messicani.
La parrocchia di Christ the King è simile in popolazione a quella dell’Assunta, vale a dire con una presenza di americani di origine soprattutto polacca e cecoslovacca e con una sempre crescente
presenza di immigrati dall’America latina, specialmente dal
Messico, ma anche dai vari paesi del Centro America. La familiarità con la diocesi e con il tipo di pastorale ci dovrebbe permettere
una maggior penetrazione nel tessuto giovanile locale.
A Christ the King è parroco il p. Giulio Veronesi che viene dalla
parrocchia del Sacro Cuore in Hartford, CT. In seguito a una ristrutturazione nella diocesi di Hartford, la parrocchia del Sacro Cuore
avrebbe subito dei cambiamenti. Questa notizia fu uno dei motivi
che fecero iniziare la riflessione dell’anno scorso. Ora il p. Alberto
Zanatta rimarrà in Connecticut un altro anno per facilitare la transizione.
All’Assunta rimangono il p. Narciso Bordignon come parroco e
il p. Gian Piero Borsari. Entrambi vantano un’esperienza pluriennale in quella comunità.
A Pine Haven Boys Center il p. Gian Battista Vitali è il superiore e direttore dell’istituto, coadiuvato dai padri Paolo Riva e Remo
Zanatta.
È da notare che, per la formazione del nuovo gruppo a Christ the
King, c’è un religioso per ciascuna delle previe comunità. Questo
nuovo impeto alla nostra presenza in terra statunitense – ora parecchio cambiata rispetto agli anni ‘60, è davvero il frutto del lavoro
coordinato delle tre comunità, cosicchè tutti abbiamo dovuto davvero partecipare allo sforzo, che è sì sacrificio ma anche per questo è
segno di speranza. E la speranza non delude mai.
p. Italo Dell’Oro
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La Comunità educante
riflette sul proprio ruolo formativo
Oggi ci troviamo di fronte ad una “Scuola” particolarmente
impegnativa:
1 perché dovrebbe, da un lato, porsi come filtro critico nei confronti della massiccia quantità di informazioni immesse nei “circuiti cerebrali” dalla moderna tecnologia; informazioni che per
la loro quantità e velocità non hanno, però, il tempo di sedimentarsi;
2 Perché, dall’altro lato, questa scuola è disorientata - e, di conseguenza, disorientante - per il fatto che non le vengono offerte
indicazioni certe, strategie sicure.
Insomma, è ondivaga, come ondivaghi sono gli input ministeriali: riforme e controriforme, cicli e controcicli!
Il Collegio Gallio ha così voluto, per venire incontro alle esigenze della sua comunità educante, riproporre una settimana di studio/aggiornamento all’inizio di settembre.
Agli incontri ha partecipato il numeroso e compatto gruppo di
insegnanti (di ogni ordine e grado) che hanno profuso impegno,
manifestata passione, interesse e ringraziamento per le tematiche
proposte.
Gli incontri sono stati così articolati:
“Gli operatori scolastici sentono un preoccupante disagio edu cativo” perché sono posti di fronte al disagio giovanile e alle sue
conseguenze. Relatore Dr. Giuliano Arrigoni, psicologo e psicoterapeuta.
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“La nostra è ancora una scuola cattolica?” Identità e specifico di una scuola cattolica somasca. Relatore padre Giovanni
Bonacina, preside del Liceo Classico e del Liceo Linguistico del
Collegio Gallio.
“Il ruolo della ‘media education’ nella scuola, per una sag gezza tecnologica nell’uso scolastico”. Relatore prof. Fausto
Colombo, ex-alunno e docente di Scienze delle Comunicazioni
presso l’Università Cattolica di Milano.
“Aspetti teorici e proposte operative dell’insegnante laico nella
scuola cattolica”. Contributo dei fedeli laici alla nostra scuola.
Relatori alcuni docenti del Collegio Gallio.
Prolusione del padre Rettore.
Per quanto riguarda l’intervento del dott. Arrigoni, sono emersi
tre concetti nevralgici:
a. il bisogno, anzi l’urgenza esistenziale, di una scuola capace di
esprimersi con “matrici forti”, con una propria identità di valori
guida nell’età della globalizzazione, nella quale si avverte una
eccessiva omologazione di comportamenti, un predominio dell’avere sull’essere e un conseguente spaesamento etico e antropologico.
b. La capacità di integrare la cultura scientifico - tecnologica con
quella umanistica e con una fede autentica e “vissuta”.
c. La riacquisizione, da parte della scuola, della sua autorevolezza,
anche di fronte ad un atteggiamento genitoriale - sempre più diffuso - di investimento narcisistico sui figli: nel figlio si vede
solo la positività e lo si “isola” da qualsiasi frustrazione. Invece
il confronto anche doloroso con l’esperienza è sempre costruttivo.
Padre Bonacina ha concentrato l’attenzione sull’offerta formativa di una scuola cattolica come quella somasca.
Nel suo intervento ha, infatti, ribadito concetti come l’accoglienza, l’attenzione, l’umiltà e la pazienza come energie spirituali
finalizzate alla valorizzazione delle persone.
Gli insegnanti, ha sottolineato padre Bonacina, sono testimoni in
Cristo e di Cristo, perché “l'educazione è cosa del cuore: chi sa di
essere amato ama e chi ama ottiene tutto dai giovani”.
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Il preside dei nostri Licei Classico e Linguistico ha più volte
ribadito nel suo intervento come l’educazione sia una “introduzione alla realtà totale”, una formazione cristiana.
L’insegnante laico in una scuola cattolica non deve, perciò, limitarsi a fornire competenze disciplinari, ma deve vivere coerentemente la sua vocazione cristiana in una sorta di “eccedenza educativa” (tutoring, volontariato, vicinanza psico-affettiva agli studenti). Per rendere più efficace la riflessione e l’azione è stato distribuito ad ogni partecipante un questionario cui dar risposta in forma
personale.
Il prof. Colombo, nel suo brillante intervento, ha evidenziato i
contenuti e l’utilizzo per la didattica del Multimediale, ponendo
l’accento sulla “saggezza tecnologica”. In pratica occorre un uso
intelligente del Multimediale che non deve escludere la “fisicità”
del rapporto tra insegnante e alunno.
Questo è valido soprattutto in un’epoca nella quale i giovani faticano ad acquisire una dimensione progettuale, anche perché la scuola disorientata e in debito di autorevolezza ha fatto smarrire alle
nuove generazioni il “senso della fatica nell’impegno quotidiano”.
Particolarmente densa infine la giornata dedicata al confronto
tra insegnanti. Sono emerse riflessioni partecipate e stimolanti che
possiamo così sintetizzate:
a) la scuola cattolica non solo come “luogo professionale”, ma
anche come scelta di vita cristiana;
b) la richiesta di una più intensa collaborazione con la comunità
religiosa nelle strategie educative e nella formazione cristiana
dei giovani studenti,
c) l’esigenza, pur nella centralità del messaggio cristiano e del
carisma somasco, di un pluralismo culturale critico e approfondito;
d) una maggiore flessibilità e una più intensa collaborazione “verticale” tra istituti, con scambio di idee, di “vissuti” e di esperienze culturali da trasmettere, poi, agli studenti;
e) un pacchetto di offerte formative che preveda: ritiri spirituali,
conferenze, “tutoring”, corsi di approfondimento per gli studenti, corsi di aggiornamento per gli insegnanti;
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f) la creazione di “corpi intermedi” (delegati /rappresentanti di vari
Istituti) che, assieme al Rettore, ai Presidi e ai Padri Spirituali,
possano collaborare nell’impostazione, formale e contenutistica,
delle linee guida dell’educazione somasca;
g) la necessità di una più sentita partecipazione psicologica e affettiva ai “vissuti” degli studenti: non l’insegnante - amico, ma
l’insegnante - formatore di coscienze;
h) il bisogno strutturale di una maggiore collaborazione tra gli stessi insegnanti, in orizzontale e in verticale, anche dal punto di
vista psicologico: per esempio, l’insegnante che ha difficoltà
con una classe deve trovare il sostegno dei suoi colleghi.
La presenza, in questa occasione del padre provinciale gli ha
permesso di sottolineare quanto sia importante, a livello locale e
settoriale, una condivisione che unisca religiosi della scuola, dalla
materna alla maturità, in una rete progettuale somasca comune e di
collaborazione.
I temi delle giornate di studio e dibattito sono stati composti in
sintesi dal padre Rettore nella “prolusione” all’anno scolastico.
Il suo intervento, per nulla formale ma sgorgato dal cuore e dall’esperienza, ha inteso incoraggiare un’opera di formazione dei fanciulli e giovani radicata nella schietta e concreta pedagogia somasca che accetta il minore così come è e lo accompagna giorno per
giorno in una scuola che sia per la vita.
Il padre Rettore ha sottolineato l’importanza e la novità di questa settimana di aggiornamento vissuta insieme e che ha costituito
un’irrepetibile opportunità, la più significativa sinora a giudizio di
tutti, per la comunità educante di religiosi e fedeli laici, di condividere il formidabile carisma di santità cristiana che San Girolamo ha
indicato nel lavoro, nella devozione e nella carità.
L’agape fraterna ha degnamente concluso le giornate di studio e
programmazione con gli animi concordi nel formulare il “benvenuto” all’anno scolastico e nell’esprimersi reciprocamente l’augurio
di “buon lavoro”.
p. Livio Balconi
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Costituzione di gruppi di lavoro
GRUPPO PER IL SETTORE EDUCATIVO-ASSISTENZIALE
Viene costituito nell’ambito del Coordinamento generale delle
Opere un gruppo di lavoro composto da: p. Ambrogio Pessina,
p. Paolino Diral, p. Pasquale De Ruvo, p. Marco Volante,
fr.
Antonio Murtas, Laura Cereda, Federica Di Norscia.
GRUPPO
PROVINCIALE PER LA PASTORALE VOCAZIONALE
Il p. provinciale, considerate le ragioni di convenienza ed utilità
e sentito il parere del consiglio provinciale ha nominato: p. Enrico
Corti, p. Lorenzo Marangon, p. Antonio Pessina, p. Severino
Mondelli, don Giuseppe Nardin.
Il gruppo di lavoro, convocato e presieduto da p. Enrico Corti,
ha come compito lo studio, il coordinamento e la verifica di opportune iniziative di pastorale vocazionale in collaborazione con le singole comunità religiose.
GRUPPO PROVINCIALE PER LA SCUOLA
Il p. provinciale, considerate le ragioni di convenienza ed utilità
e sentito il parere del consiglio provinciale ha nominato:
p.
Ferrante Gianasso, p. Livio Balconi, p. Francesco Redaelli,
p.
Emilio Pozzoli, p. Mario Testa.
Il gruppo di lavoro, convocato e presieduto da p. Giovanni
Bonacina, consigliere provinciale, ha come compito la ricerca e l’approfondimento di uno “stile educativo somasco” e l’istituzione di un
collegamento ‘in rete’tra le varie realtà scolastiche provinciali.
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INCONTRO “NOVENSILI” 2001
Rapallo, “Istituto Emiliani”: 1-3 novembre
PR O G RAMMA
Giovedì 1 novembre
Ore 18.00
Ore 18.45
Ore 21.00
Arrivi e sistemazioni.
Celebrazione dei Vespri.
Incontro introduttivo
Venerdì 2 novembre
Ore 9.30 Lectio Divina di Giovanni 21. 15-19, guidata da
Mons. Mario Rolando.
Ore 12.15 Concelebrazione eucaristica.
Pranzo.
Ore 15.30 Introduzione e Forum: Somaschi, diversi ministeri in un’unica missione.
Ore 19.00 Celebrazione dei Vespri.
Cena.
Sabato 3 novembre
Ore
Ore
8.00
9.30
Ore 15.30
Ore 17.00
Concelebrazione eucaristica e Lodi mattutine.
La formazione religiosa presbiterale. Don Ezio
Risatti. - Lavoro personale e in gruppo.
Pranzo.
La formazione del somasco presbitero. Roberto
Geroldi.
Programmazione.
Celebrazione dei Vespri.
Conclusione.
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“Assecondare l’azione dello Spirito”...
GRUPPO ORIENTAMENTO VOCAZIONALE
2001 - 2001
Incontri dei gruppi della pastorale
giovanile somasca per il 2001
GRUPPO MEDIE
Somasca - Treviso: 20-21 ottobre
Somasca - Treviso: 25 novembre
GRUPPO SUPERIORI
Somasca: 13-14 ottobre
Somasca - Treviso: 2 dicembre
GRUPPO GIOVANI
Somasca: 13-14 ottobre
Somasca - Treviso: 2 dicembre
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promanuscripto
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2001_01 - Somasco