C O P I A COMUNE DI BAUNEI Provincia dell' Ogliastra DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE N. 92 del 14/12/2015 OGGETTO: Adeguamento stradale da eseguire nella Via Baus – Approvazione Progetto Definitivo – Esecutivo redatto dall'Ufficio Tecnico Comunale - Importo progetto €. 18.843,99. L’anno duemilaquindici, il giorno quattordici del mese di dicembre, alle ore 13:50, nella solita sala delle adunanze del Comune, convocata con apposito avviso la Giunta Comunale, si è la medesima riunita nelle persone seguenti: Corrias Salvatore Sindaco Incollu Giampiero Vicesindaco Monni Mario Mercedes Assessore Rubiu Giorgio Assessore Puddu Ivan Assessore Monni Massimo Assessore Fenude Valerio Assessore risultano presenti n. 4 e assenti n. P P A A P P A 3 Partecipa il Segretario Comunale Virdis Dr.ssa Agnese Constatato il numero legale degli intervenuti assume la presidenza il Sindaco Prof. Salvatore Corrias che dichiara aperta la seduta ed invita a deliberare sull'oggetto sopra indicato La Giunta Comunale Vista la proposta di deliberazione n. 99 del 10.12.2015 a firma del responsabile del servizio tecnico, avente ad oggetto: “Adeguamento stradale da eseguire nella Via Baus – Approvazione Progetto Definitivo Esecutivo redatto dall'Ufficio Tecnico Comunale – Importo €.18.843,99.”, che trovasi allegata al presente atto, sotto la lett. A, per farne parte integrante e sostanziale; Preso atto che sulla proposta in oggetto sono stati acquisiti, ai fini del controllo preventivo ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 49 e 147 bis del D.Lgs. 267/2000 come modificato con D.L. n. 174 del 10.10.2012, il parere tecnico, reso dal responsabile del servizio Tecnico, attestante la regolarità e la correttezza amministrativa del presente atto ed il parere contabile reso dal responsabile del servizio Finanziario; Esaminata la proposta come di seguito trascritta: - Vista la L. 267/2000, testo unico sull’ordinamento degli Enti Locali; - Visto lo Statuto Comunale; - Vista la Legge Regionale n. 05/2007; - Visto il Decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 “Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE” pubblicato in G.U. n. 100 del 2 maggio 2006; - Considerato nell’abitato di Santa Maria Navarrese, la Via Baus non è stata ancora completata e necessita delle opere necessarie; - Considerato che allo stato attuale la strada è danneggiata, anche a causa degli eventi temporaleschi del mese di ottobre 2015; - Considerato che la mancata bitumazione e regimentazione delle acque piovane provoca il dilavamento del materiale che viene prelevato dalla sede stradale attuale e si accumula a valle, nelle strade vicine ; - Considerato che l’intervento porterebbe benefici sia sull’accessibilità della via che alla regimentazione delle acque bianche; - Considerato che l’Amministrazione intende completare la strada, inserita in zona B di completamento; - Visto l’art. 93 “Livelli della progettazione per gli appalti e per le concessioni di lavori” del Decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 sull’attività di progettazione, che al comma 3, 4 e 5 specifica i contenuti dei diversi livelli di progettazione; - Visto il D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207 agli articoli 33 ….. 43 che specifica i contenuti del progetto definitivo esecutivo; - Visto il progetto definitivo esecutivo predisposto dall’Ufficio Tecnico Comunale avente per oggetto “adeguamento stradale della Via Baus a Santa Maria Navarrese” dell’importo complessivo di € 20.899,70”; - Visto che il progetto definitivo è composto dai seguenti elaborati: → Allegato 1) – Planimetrie d’inquadramento; → Allegato 2) - Elaborati grafici; → Allegato 3) – documentazione fotografica; → Allegato A) – Relazione tecnica; → Allegato B) – capitolato speciale e schema di contratto; → Allegato C) – elenco dei prezzi, analisi dei prezzi, computo metrico estimativo e quadro economico; → Allegato D) – cronoprogramma; → Allegato E) – piano di sicurezza e coordinamento; → Allegato F) - stima dei costi della sicurezza; → Allegato G) – piano di manutenzione (fascicolo dell’opera). - Visto il quadro economico di progetto Definitivo esecutivo così composto: IMPORTO LAVORI A BASE D'ASTA ONERI PER LA SICUREZZA TOTALE LAVORI E SICUREZZA € € I.V.A. SU LAVORI E SICUREZZA TOTALE SOMME A DISPOSIZIONE 10% € TOTALE PROGETTO 16.557,93 572,97 € 17.130,90 € 1.713,09 € 18.843,99 1.713,09 - Considerato che essendo il costo dell’intervento inferiore a €. 100.000,00 non necessita ai sensi dell’art. 128 del D.Lgs. 163/2006 l’inserimento nel programma triennale dei lavori pubblici; - Considerato che la realizzazione dell’intervento potrebbe essere garantito con i fondi di cui ai seguenti capitoli di bilancio: → €. 4.357,12 con i fondi di cui al capitolo 28112.58 “REALIZZAZIONE AREE DI PARCHEGGIO NEL CENTRO STORICO E. 285.4” che presenta pari disponibilità; → €. 14.071,01 con i fondi di cui al capitolo 28113.05 “OPERE DI URBANIZZAZIONE DA ALIENAZIONE TERRENO (E. 320.2)” che presenta pari disponibilità; → €. 415,86 con i fondi di cui al capitolo 28113.06 “OPERE DI URBANIZZAZIONE PRIMARIA E SECONDARIA (E. 435.1)” che presenta sufficiente disponibilità; - Ritenuto il progetto meritevole d’approvazione in quanto coerente con il soddisfacimento delle esigenze per le quali è stato commissionato; - Tutto ciò premesso e considerato; Ritenuto di deliberare in conformità; Con voti unanimi, DELIBERA Di approvare il progetto definitivo esecutivo redatto dall’Ufficio Tecnico Comunale per la realizzazione dei lavori di: “Adeguamento stradale della via Baus a Santa Maria Navarrese”, dell’importo complessivo di €. 18.843,99, composto da n. 10 (dieci) elaborati così come elencati in premessa e che vengono allegati alla presente deliberazione sotto la lett. B) per farne parte integrante e sostanziale; Di dare atto che le somme necessarie per l'esecuzione del presente progetto trovano la necessaria copertura finanziaria con i fondi di cui ai seguenti capitoli di bilancio: → €. 4.357,12 con i fondi di cui al capitolo 28112.58 “REALIZZAZIONE AREE DI PARCHEGGIO NEL CENTRO STORICO E. 285.4” che presenta pari disponibilità; → €. 14.071,01 con i fondi di cui al capitolo 28113.05 “OPERE DI URBANIZZAZIONE DA ALIENAZIONE TERRENO (E. 320.2)” che presenta pari disponibilità; → €. 415,86 con i fondi di cui al capitolo 28113.06 “OPERE DI URBANIZZAZIONE PRIMARIA E SECONDARIA (E. 435.1)” che presenta sufficiente disponibilità; Di dichiarare il presente atto, con separata ed unanime votazione, immediatamente esecutivo; Verbale letto, approvato e sottoscritto. IL SINDACO F.To Prof. Salvatore Corrias IL SEGRETARIO COMUNALE F.To Dott.Ssa Agnese Virdis ------------------------------------------------------------------PER COPIA CONFORME ALL' ORIGINALE per uso amministrativo e d' ufficio. Baunei, lì 23/12/2015 L' ISTRUTTORE AMMINISTRATIVO Dino Tegas ------------------------------------------------------------------La suestesa deliberazione, ai sensi e per gli effetti dell’art. 30 della L.R. 13.12.1994, n. 38, modificata con L.R. n.7/98: è stata pubblicata all’albo pretorio comunale on-line sul sito www.comunedibaunei.it il 23/12/2015 e trasmessa contestualmente ai gruppi consiliari. giorno ISTRUTTORE AMMINISTRATIVO F.to Dino Tegas ------------------------------------------------------------------Visti gli atti d’ufficio, si ATTESTA - ai sensi e per gli effetti dell’art. 30 della L.R. 13.12.1994, n. 38, modificata con L.R. 24.02.1998, n.7 - che la presente deliberazione: X è divenuta esecutiva a seguito della pubblicazione all’Albo pretorio, senza reclamo, per dieci giorni consecutivi X è dichiarata immediatamente esecutiva. ISTRUTTORE AMMINISTRATIVO F.to Dino Tegas Pl ani met r i aaer eac oni ndi v i duaz i onedel l ’ ar ead’ i nt er v ent o Pl ani met r i acat ast al econi ndi vi duazi onedel l ’ ar ead’ i nt er vent o Comune di Baunei, Via S. Nicolò n°1, 08040 Baunei (OG) - PI: 00733770911 – email: [email protected] RELAZIONE TECNICO-ILLUSTRATIVA Comune di: Baunei Adeguamento stradale da realizzare nella Via Orronnoro a Santa Maria Navarrese Committente: Comune di Baunei Il Responsabile del Servizio: Ing. Antonio Piras Data: 15/11/2015 Nell’abitato di Santa Maria Navarrese, all’interno della zona urbanistica “B”, non sono state ancora completate le opere di urbanizzazione primaria; è intenzione dell’amministrazione completare la Via Baus, mediante la bitumazione della sede stradale e la realizzazione delle le reti tecnologiche (acque bianche e predisposizione dell’illuminazione). Il mancato completamento delle opere in progetto, dopo ogni pioggia, provoca disagi dovuti al trascinamento e accumulo di grandi quantità di fango e detriti che poi ostruiscono le caditoie esistenti, peggiorando la situazione. Sono previste le seguenti opere: • scavo di sbancamento per la preparazione della sede stradale; • scavo a sezione ristretta per la creazione delle reti delle acque bianche, rete dell’illuminazione e caditoie per le acque bianche; • bitumazione della strada, previa posa di strato di fondazione della massicciata stradale eseguito con tout venant di cava e binder chiuso. Il Responsabile del servizio, Ing. Antonio Piras 1 Comune di Baunei, Via S. Nicolò n°1, 08040 Baunei (OG) - PI: 00733770911 – email: [email protected] Per maggiori informazioni si rimanda alle tavole grafiche allegate. Santa Maria Navarrese 15.11.2015 IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO (ING. ANTONIO Piras) Il Responsabile del servizio, Ing. Antonio Piras 2 CONTRATTO D’APPALTO E CAPITOLATO SPECIALE D’APPALTO Oggetto: adeguamento stradale nella Via Orronnoro Comune di: Baunei - Provincia d’Ogliastra Ente appaltante (Committente): Comune di Baunei Responsabile del Procedimento: Ing. Antonio Piras Progettista: .............................. Direttore dei Lavori: Ing. Antonio Piras Coordinatore della sicurezza in fase di progetto: Ing. Antonio Piras Coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione: Ing. Antonio Piras Impresa esecutrice: ................................................................................... Direttore tecnico di cantiere: ...................................................................... Importo lavori: € 18.276,81 di cui: A. soggetti a ribasso d’asta B. non soggetti a ribasso in quanto oneri per la sicurezza € 17.703,84 € 572,97 Baunei, 15 novembre 2015 1 CONTRATTO DI APPALTO Fra la Stazione Appaltante Comune di Baunei con sede in Baunei Via San Nicolo’ n° 1 nel presente Contratto denominata “Committente”, rappresentata in questo atto dall’Ing. Antonio Piras nella Sua qualità di Responsabile del Servizio Tecnico e l’Impresa .............………....................................................................................... con sede in .........................…........................, via .......................……....................., n. .................. nel presente Contratto denominata “Appaltatore”, rappresentata in questo atto dal Sig. ....................................................………...... nella Sua qualità di .............………………................... PREMESSOCHE – La Committente intende realizzare le opere civili necessarie per il Lavori di adeguamento stradale della Via Orronnoro, ESECUTIVO DEFINITIVO – La Committente ha provveduto a richiedere i necessari permessi in materia urbanistica edilizia e quanto altro alle Autorità competenti nel rispetto della normative vigenti. SI CONVIENE E SI STIPULA QUANTO SEGUE Il Committente affida all’Appaltatore, che accetta, l’esecuzione delle opere, prestazioni e forniture necessarie per la realizzazione delle opere civili e degli impianti di cui all’allegata “Descrizione delle opere”, secondo le modalità specificate nelle pagine seguenti. TITOLO I – TERMINI DI ESECUZIONE E PENALI Art. 1 Dichiarazione impegnativa dell’appaltatore Costituiscono parte integrante del Contratto, oltre al presente “Capitolato speciale d’Appalto”, i seguenti documenti: – Capitolato generale d’appalto; – Elaborati grafici progettuali; – Specifiche tecniche e relazioni tecniche di progetto; – Il piano di sicurezza e di coordinamento ex art. 12 del d.lgs. 494/96 (così come modificato dal Dlgs. 81/2008) – Computo metrico estimativo delle opere relative agli apprestamenti ed alle attrezzature atte a garantire il rispetto delle norme in materia di igiene e sicurezza sul lavoro; – Programma integrato dei lavori; – Il piano di manutenzione conforme all’art. 33 del DPR 207/10; – La notifica preliminare (art. 99 del d.lgs. 81/08); 2 – La documentazione di progettazione della sicurezza; – L’offerta presentata dall’Appaltatore. L’Appaltatore dichiara di accettare le condizioni contenute nel Contratto e di disporre dei mezzi tecnici e finanziari necessari per assolvere agli impegni che ne derivano. L’Appaltatore dichiara inoltre di aver preso visione dell’area di lavoro e dei disegni di progetto e di essere perfettamente edotto di tutte le condizioni tecniche ed economiche necessarie per una corretta valutazione dell’Appalto. L’Appaltatore non potrà quindi eccepire, durante l’esecuzione dei lavori, la mancata conoscenza di elementi non valutati, tranne che tali elementi si configurino come cause di forza maggiore contemplate dal codice civile (e non escluse da altre norme del presente capitolato) o si riferiscano a condizioni soggette a possibili modifiche espressamente previste nel contratto. Salvo quanto previsto dal presente capitolato e dal contratto, l’esecuzione dell’opera in oggetto è disciplinata da tutte le disposizioni vigenti in materia. Le parti si impegnano comunque all’osservanza: a) delle leggi, decreti, regolamenti e circolari emanati e vigenti alla data di esecuzione dei lavori; b) delle leggi, decreti, regolamenti e circolari emanati e vigenti nella Regione, Provincia e Comune in cui si esegue l’appalto; c) delle norme tecniche e decreti di applicazione; d) delle leggi e normative sulla sicurezza, tutela dei lavoratori, prevenzione infortuni ed incendi; e) di tutta la normativa tecnica vigente e di quella citata dal presente capitolato (nonché delle norme CNR, CEI, UNI ed altre specifiche europee espressamente adottate); f) dell’Elenco prezzi unitari allegato al contratto; g) dei disegni di progetto contenuti in questo capitolato. Resta tuttavia stabilito che la Direzione dei Lavori potrà fornire in qualsiasi momento, durante il corso dei lavori, disegni, specifiche e particolari conformi al progetto originale e relativi alle opere da svolgere, anche se non espressamente citati nel presente capitolato; tali elaborati potranno essere utilizzati soltanto per favorire una migliore comprensione di dettaglio di alcune parti specifiche dell’opera già definite nei disegni contrattuali. In presenza degli impianti di cui all’art. 1 della legge 5 marzo 1990, n. 46 una particolare attenzione dovrà essere riservata, dall’Appaltatore, al pieno rispetto delle condizioni previste dalla legge medesima, in ordine alla “sicurezza degli impianti” ed ai conseguenti adempimenti, se ed in quanto dovuti. Egli dovrà quindi: – affidare l’installazione, la trasformazione e la manutenzione degli impianti previsti da tale legge a soggetti a ciò abilitati ed in possesso dei requisiti tecnico-professionali previsti, accertati e riconosciuti ai sensi degli artt. 2-3-4 e 5 della legge medesima; 10 – pretendere il rispetto delle disposizioni di cui all’art. 6 per quanto concerne l’iter previsto per la progettazione degli impianti; – garantire la utilizzazione di materiali costruiti a regola d’arte e comunque il rispetto delle previsioni dell’art. 6; – pretendere la presentazione della dichiarazione di conformità o di collaudo degli impianti così come prescritto dagli artt. 9 e 13 della legge 46/90. Art. 2 Oggetto dell’appalto L’Appalto ha per oggetto i lavori, le somministrazioni e le forniture complementari occorrenti per la realizzazione delle opere indicate nella documentazione di progetto e nelle specifiche tecniche, nonché le prestazioni di mano d’opera, la fornitura di materiali e le opere murarie occorrenti per la posa in opera e per l’assistenza alle ditte fornitrici di installazioni o prestazioni non compresi nell’Appalto, ma facenti parte del medesimo complesso alla cui realizzazione si riferisce l’Appalto. 3 Il contenuto dei documenti di progetto deve essere ritenuto esplicativo al fine di consentire all’Appaltatore di valutare l’oggetto dei lavori ed in nessun caso limitativo per quanto riguarda lo scopo del lavoro. Deve pertanto intendersi compreso nell’Appalto anche quanto non espressamente indicato ma comunque necessario per la realizzazione delle diverse opere. Le opere saranno eseguite a perfetta regola d’arte, saranno finite in ogni parte e dovranno risultare atte allo scopo cui sono destinate, scopo del quale l’Appaltatore dichiara di essere a perfetta conoscenza. Fanno parte dell’Appalto anche eventuali varianti, modifiche e aggiunte a quanto previsto nei documenti sopracitati che potranno essere richiesti all’Appaltatore in corso d’opera per mezzo di altri disegni complementari ed integrativi o per mezzo di istruzioni espresse sia dal Direttore dei Lavori che dal Committente ed anche le eventuali prestazioni di mano d’opera e mezzi per assistenza ad altre Imprese fornitrici di installazioni e prestazioni non compresi nel presente Appalto, ma facenti parte del medesimo complesso. L’Appaltatore prende atto che il Committente si riserva di scorporare dall’Appalto e fare eseguire ad altre Imprese, a suo insindacabile giudizio, parte delle opere oggetto dell’Appalto stesso, senza che per tale motivo l’Appaltatore possa avanzare riserve o chiedere risarcimenti o particolari compensi. Fanno inoltre parte dell’Appalto il coordinamento delle procedure esecutive e la fornitura degli apprestamenti e delle attrezzature atti a garantire, durante le fasi lavorative, la conformità a tutte le norme di prevenzione degli infortuni e di tutela della salute dei lavoratori, nel rispetto del d.lgs. 81/08 e degli altri documenti allegati. Art. 3 Forma e principali dimensioni delle opere L’ubicazione, la forma, il numero e le principali dimensioni delle opere oggetto dell’appalto risultano dai disegni e dalle specifiche tecniche allegati al contratto di cui formano parte integrante, salvo quanto verrà meglio precisato in sede esecutiva dalla Direzione dei Lavori. In concreto l’appalto comprende le seguenti opere particolari: a) b) c) d) ADEGUAMENTO STRADALE CONSISTENTE NELLA SAGOMATURA DELLA STRADA; REALIZZAZIONE DELLA RETE DELLE ACQUE BIANCHE; REALIZZAZIONE DELLA RETE DELL’ILLUMINAZIONE; BITUMAZIONE DELLA STRADA. Le indicazioni di cui sopra, nonché quelle di cui ai precedenti articoli ed i disegni da allegare al contratto, debbono ritenersi come atti ad individuare la consistenza qualitativa e quantitativa delle varie specie di opere comprese nell’Appalto. Il committente si riserva comunque l’insindacabile facoltà di introdurre nelle opere stesse, sia all’atto della consegna dei lavori sia in sede di esecuzione, quelle varianti che riterrà opportune nell’interesse della buona riuscita e dell’economia dei lavori, senza che l’Appaltatore possa da ciò trarre motivi per avanzare pretese di compensi e indennizzi di qualsiasi natura e specie non stabiliti nel presente Capitolato. Art. 4 Categoria prevalente, categorie scorporabili e subappaltabili 1. Ai sensi dell’articolo 61 del dpr 207/2010 (articoli 3 e 30 regolamento approvato con del d.P.R. n. 34 del 2000 e in conformità all’allegato “A” al predetto regolamento), i lavori sono classificati nella categoria prevalente di opere “OG3”(Strade …..) 2. Non sono previsti lavori appartenenti a categorie scorporabili ai sensi del combinato disposto dell’articolo 18 della legge n. 55 del 1990, dell’articolo 30 del d.P.R. n. 34 del 2000 e degli articoli 72, 73 e 74 del regolamento generale. 4 Art. 5 Funzioni, compiti e responsabilità del committente Il Committente è il soggetto per conto del quale viene realizzata l’intera opera, soggetto titolare del potere decisionale e di spesa relativo alla gestione dell’appalto . Al Committente compete, con le conseguenti responsabilità: – provvedere a predisporre il progetto esecutivo delle opere date in appalto; – provvedere alla stesura dei capitolati tecnici ed in genere degli allegati al Contratto di Appalto; – nominare il Direttore dei Lavori ed eventuali Assistenti coadiutori; – nominare il Collaudatore delle opere; – svolgere le pratiche di carattere tecnico-amministrativo, concernenti in particolare lo svolgimento delle pratiche e le relative spese per l’ottenimento, da parte delle competenti Autorità, dei permessi, concessioni, autorizzazioni, licenze, ecc., necessari per la costruzione ed il successivo esercizio delle opere realizzate; – le competenze professionali dei progettisti, del Direttore dei Lavori ed eventuali coadiutori e dei Collaudatori; – nominare il Responsabile dei Lavori (nel caso in cui intenda avvalersi di tale figura); – nominare il Coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione ed il Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione dei lavori; – svolgere le pratiche di carattere tecnico-amministrativo, concernenti le competenze professionali del Responsabile dei Lavori ed eventuali coadiutori, del Coordinatore per la progettazione e del Coordinatore per l’esecuzione dei lavori; – provvedere a comunicare all’Impresa appaltatrice i nominativi dei coordinatori in materia di sicurezza e salute per la progettazione e per l’esecuzione dei lavori; – sostituire, nei casi in cui lo ritenga necessario, i coordinatori per la progettazione e per l’esecuzione dei lavori; – chiedere all’Appaltatore di attestare l’iscrizione alla Camera di commercio, industria e artigianato ovvero di fornire altra attestazione di professionalità oltre ad una dichiarazione relativa all’organico medio annuo, distinto per qualifica, corredata dagli estremi delle denunce dei lavoratori effettuate all’INPS, all’INAIL e alle Casse edili; – chiedere all’Appaltatore di attestare la professionalità delle imprese a cui intende affidare dei lavori in subappalto; – chiedere all’Appaltatore una dichiarazione contenente l’indicazione dei contratti collettivi applicati ai lavoratori dipendenti e il rispetto degli obblighi assicurativi e previdenziali di legge; – trasmettere all’organo di vigilanza territorialmente competente, prima dell’inizio dei lavori, la notifica preliminare. Nel caso in cui il Committente nomini un Responsabile dei Lavori, non viene per questo esonerato dalle responsabilità connesse alla verifica degli adempimenti in materia di igiene e sicurezza. Art. 6 Funzioni, compiti e responsabilità del responsabile dei lavori Il Responsabile dei Lavori è il soggetto che può essere incaricato dal Committente ai fini della progettazione, o della esecuzione o del controllo dell’esecuzione dell’opera (d.lgs. 81/08). (È il responsabile unico del procedimento ai sensi dell’art. 10 del Dlgs. 12.04.2006 n. 163 e successive modifiche). Nel caso in cui il Responsabile dei Lavori venga nominato dal Committente, la designazione deve contenere l’indicazione degli adempimenti di legge oggetto dell’incarico. Il responsabile dei lavori assume un ruolo sostitutivo del Committente e assume ogni competenza in merito alla effettiva organizzazione delle varie nomine e dei documenti già indicati, oltre alla 5 verifica della messa in atto delle misure predisposte, con la facoltà di autonome valutazioni per eventuali miglioramenti legati ad aggiornamenti tecnologici. Il grado di responsabilità che il Responsabile dei Lavori viene ad avere nello svolgimento delle sue mansioni connesse all’attuazione delle direttive del Committente è diretto ed equivalente a quello del Committente. Art. 7 Direzione dei lavori Il Committente dichiara di aver istituito un ufficio di direzione dei lavori per il coordinamento, la direzione ed il controllo tecnico-contabile dell’esecuzione dell’intervento costituito da un Direttore dei Lavori e dall’ assistente con compiti di Direttore Operativo e di Ispettore di cantiere. In particolare il Committente dichiara: che l’incarico della Direzione dei Lavori è in capo al Dott. Ing. Antonio Piras iscritto all’Albo degli Ingegneri della Provincia di ________ al n. ___. Il Committente dichiara inoltre di riconoscere l’operato del Direttore dei Lavori, quale Suo rappresentante, per tutto quanto attiene all’esecuzione dell’Appalto. Art. 8 Funzioni, compiti e responsabilità del direttore dei lavori Il Direttore dei Lavori è un ausiliario del Committente e ne assume la rappresentanza in un ambito strettamente tecnico vigilando sulla buona esecuzione delle opere e sulla loro corrispondenza alle norme contrattuali con funzione, per l’appaltatore, di interlocutore esclusivo relativamente agli aspetti tecnici ed economici del contratto. Il Direttore dei Lavori ha la responsabilità del coordinamento e della supervisione di quanto svolto dall’ufficio della Direzione dei Lavori ed in particolare relativamente alle attività dei suoi assistenti con funzione di Direttore Operativo e di Ispettore di cantiere. In particolare il Direttore dei Lavori è tenuto a: – accertare che, all’atto dell’inizio dei lavori, siano messi a disposizione dell’Appaltatore, da parte del Committente, gli elementi grafici e descrittivi di progetto necessari per la regolare esecuzione delle opere in relazione al programma dei lavori; – vigilare perché i lavori siano eseguiti a perfetta regola d’arte ed in conformità al progetto, al contratto ed al programma dei lavori, verificandone lo stato e richiamando formalmente l’Appaltatore al rispetto delle disposizioni contrattuali in caso di difformità o negligenza; – effettuare controlli, quando lo ritenga necessario, sulla quantità e qualità dei materiali impiegati ed approvvigionati, avendone la specifica responsabilità dell’accettazione degli stessi; – trasmettere tempestivamente, durante il corso dei lavori, ulteriori elementi particolari di progetto necessari al regolare ed ordinato andamento dei lavori; dare le necessarie istruzioni nel caso che l’Appaltatore abbia a rilevare omissioni, inesattezze o discordanze nelle tavole grafiche o nella descrizione dei lavori; – sollecitare l’accordo fra il Committente e l’Appaltatore in ordine ad eventuali variazioni del progetto; – coordinare l’avanzamento delle opere, la consegna e la posa in opera delle forniture e l’installazione degli impianti affidati dal Committente ad altre Ditte in conformità al programma dei lavori; – fare osservare, per quanto di sua competenza, le prescrizioni vigenti in materia di costruzioni in conglomerato cementizio armato ed in acciaio; – svolgere l’alto controllo della contabilizzazione delle opere, provvedendo all’emissione dei certificati di pagamento ed alla liquidazione finale delle opere; – redigere in contraddittorio con l’Appaltatore, il verbale di ultimazione dei lavori ed il verbale di verifica provvisoria dei lavori ultimati; – redigere la relazione finale sull’andamento dei lavori e sullo stato delle opere, comprendente il giudizio sulle riserve e la proposta di liquidazione; – assistere ai collaudi; 6 – controllare e verificare con continuità la validità, ed in particolare al termine dei lavori con gli eventuali aggiornamenti resisi necessari in corso d’opera, del programma di manutenzione, del manuale d’uso e del manuale di manutenzione. Il Direttore dei Lavori si assume ogni responsabilità civile e penale per i vizi e le difformità dell’opera derivanti dall’omissione dei doveri di alta sorveglianza dei lavori, funzionali alla realizzazione dell’opera in conformità al progetto. Art. 9 Funzioni, compiti e responsabilità del coordinatore in materia di sicurezza per la progettazione Il Coordinatore della sicurezza per la progettazione, designato dal Committente o dal Responsabile dei Lavori (art. 90 d.lgs. 81/08), deve essere in possesso dei requisiti professionali di cui all’art. 98 d.lgs. 81/08. Ad esso compete, con le conseguenti responsabilità: – redigere il piano di sicurezza e coordinamento ai sensi dell’art.100 d.lgs. 81/08 e successive modifiche ed integrazioni; – predisporre un fascicolo con le informazioni utili ai fini della prevenzione e protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, che dovrà essere considerato anche all’atto di eventuali lavori successivi sull’opera. Art. 10 Funzioni, compiti e responsabilità del coordinatore in materia di sicurezza per l’esecuzione dei lavori Il Coordinatore della sicurezza per l’esecuzione dei lavori, designato dal Committente o dal Responsabile dei Lavori (art. 90 del d.lgs. 81/08), è il soggetto incaricato dell’esecuzione dei compiti di cui al d. lgs. 81/08 e deve essere in possesso dei requisiti professionali di cui all’art. 98 dello stesso decreto. Ad esso compete, con le conseguenti responsabilità: – verificare, tramite opportune azioni di coordinamento e controllo, l’applicazione, da parte delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, delle disposizione loro pertinenti contenute nel Piano di sicurezza e di coordinamento e la corretta applicazione delle relative procedure di lavoro; – verificare l’idoneità del Piano operativo di sicurezza, da considerare come piano complementare e di dettaglio del Piano di sicurezza e coordinamento assicurandone la coerenza con quest’ultimo e adeguare il piano di sicurezza e coordinamento ed i fascicoli informativi in relazione all’evoluzione dei lavori ed alle eventuali modifiche intervenute, valutando le proposte delle imprese esecutrici dirette a migliorare la sicurezza in cantiere, nonché verificare che le imprese esecutrici adeguino, se necessario, i rispettivi Piani operativi di sicurezza; – organizzare tra i datori di lavoro, ivi compresi i lavoratori autonomi, la cooperazione ed il coordinamento delle attività nonché la loro reciproca informazione; – verificare quanto previsto dagli accordi tra le parti sociali al fine di assicurare il coordinamento tra i rappresentanti per la sicurezza al fine di migliorare le condizioni di sicurezza nel cantiere; – segnalare e proporre al Committente od al Responsabile dei Lavori, previa contestazione iscritta alle imprese ed ai lavoratori autonomi interessati, in caso di gravi inosservanze delle norme di sicurezza, la sospensione dei lavori, l’allontanamento delle imprese o dei lavoratori autonomi dal cantiere o la risoluzione del contratto. Qualora il Committente o il Responsabile dei Lavori non adotti alcun provvedimento in merito alla segnalazione, senza fornire idonea motivazione, il Coordinatore per l’esecuzione provvede a dare comunicazione dell’inadempienza all’ASL territorialmente competente e alla Direzione provinciale del lavoro; – sospendere, in caso di pericolo grave ed imminente, le singole lavorazioni fino alla comunicazione scritta degli avvenuti adeguamenti effettuati dalle imprese interessate. Art. 11 Riservatezza del contratto Il Contratto, come pure i suoi allegati, devono essere considerati riservati fra le parti. Ogni informazione o documento che divenga noto in conseguenza od in occasione dell’esecuzione del Contratto, non potrà essere rivelato a terzi senza il preventivo accordo fra le parti. In particolare 7 l’Appaltatore non può divulgare notizie, disegni e fotografie riguardanti le opere oggetto dell’Appalto né autorizzare terzi a farlo. Art. 12 Penali L’Appaltatore, per il tempo impiegato nell’esecuzione dei lavori oltre il termine contrattuale, salvo il caso di ritardo a lui non imputabile e riconosciuto dal Direttore dei Lavori, dovrà rimborsare all’Appaltante le relative spese di assistenza e sottostare ad una penale pecuniaria stabilita nella misura di €. 100,00 (euro cento/00) per ogni giorno di ritardo. L’ammontare delle spese di assistenza e della penale verrà dedotto dall’importo contrattualmente fissato ancora dovuto oppure sarà trattenuto sulla cauzione. Art. 13 Difesa ambientale L’Appaltatore si impegna, nel corso dello svolgimento dei lavori, a salvaguardare l’integrità dell’ambiente, rispettando le norme attualmente vigenti in materia ed adottando tutte le precauzioni possibili per evitare danni di ogni genere. In particolare, nell’esecuzione delle opere, deve provvedere a: – evitare l’inquinamento delle falde e delle acque superficiali; – effettuare lo scarico dei materiali solo nelle discariche autorizzate; – segnalare tempestivamente al Committente ed al Direttore dei Lavori il ritrovamento, nel corso dei lavori di scavo, di opere sotterranee che possano provocare rischi di inquinamento o materiali contaminati. Art. 14 Trattamento dei dati personali Ai fini e per gli effetti della legge 675/96 il Committente si riserva il diritto di inserire il nominativo dell’Impresa appaltatrice nell’elenco dei propri clienti ai fini dello svolgimento dei futuri rapporti contrattuali e commerciali, in base all’art. 12, comma 1, lett. b) della legge citata. L’Appaltatore potrà in ogni momento esercitare i diritti previsti dall’art. 13 della legge citata; in particolare potrà chiedere la modifica e la cancellazione dei propri dati. TITOLO II – PROGRAMMA DI ESECUZIONE DEI LAVORI Art. 15 Ordini di servizio Il Direttore dei Lavori impartisce tutte le disposizioni e istruzioni all’Appaltatore mediante un ordine di servizio, così come definito dall’art. 128 del d.P.R. 21.12.1999, n. 554 redatto in duplice copia sottoscritto dal Direttore dei Lavori emanante e comunicato all’Appaltatore che lo restituisce firmato per avvenuta conoscenza. L’Appaltatore è tenuto ad uniformarvisi, salva la facoltà di esprimere, sui contenuti degli stessi, le proprie riserve ed osservazioni nei modi prescritti dalla legge. Art. 16 Consegna, inizio ed esecuzione dei lavori Il Direttore dei Lavori comunica all’Appaltatore il giorno ed il luogo in cui deve presentarsi per ricevere la consegna dei lavori, munito del personale idoneo nonché delle attrezzature e dei materiali necessari per eseguire, ove occorra, il tracciamento dei lavori secondo i piani, profili e disegni di progetto. Sono a carico dell’Appaltatore gli oneri per le spese relative alla consegna, alla verifica ed al completamento del tracciamento. Su indicazione del Direttore dei Lavori devono essere collocati a cura dell’Appaltatore, picchetti, capisaldi, sagome, termini, ovunque si riconoscano necessari. Il Direttore dei Lavori procederà alla consegna dell’area, redigendo un verbale in contraddittorio con l’Appaltatore in duplice copia 8 firmato dal Direttore dei Lavori e dall’Appaltatore. Dalla data del verbale di consegna decorre il termine utile per il compimento dei lavori. Il verbale deve essere redatto nel rispetto delle procedure, delle condizioni e contenere gli elementi richiamati dall’art. 130 del d.P.R. 21.12.1999, n. 554. Il verbale di consegna contiene l’indicazione delle condizioni e delle circostanze speciali locali riconosciute e le operazioni eseguite, come i tracciamenti, gli accertamenti di misura, i collocamenti di sagome e capisaldi. Contiene inoltre l’indicazione delle aree, delle eventuali cave, dei locali e quant’altro concesso all’Appaltatore per l’esecuzione dei lavori oltre alla dichiarazione che l’area oggetto dei lavori è libera da persone e cose e che lo stato attuale è tale da non impedire l’avvio e la prosecuzione dei lavori. Il Direttore dei Lavori è responsabile della corrispondenza del verbale di consegna dei lavori all’effettivo stato dei luoghi. Secondo quanto previsto dal programma dei lavori ovvero dal progetto esecutivo dell’intervento, la consegna dei lavori è stata suddivisa in …….. consegne parziali alle quali seguiranno altrettanti verbali considerando quale data di consegna, a tutti gli effetti di legge, quella dell’ultimo verbale di consegna parziale. Nel caso di subentro di un Appaltatore ad un altro nell’esecuzione dell’appalto, il Direttore dei Lavori redige apposito verbale in contraddittorio con entrambi gli appaltatori per accertare la reale consistenza dei materiali, dei mezzi d’opera e di quant’altro il nuovo Appaltatore deve assumere dal precedente, oltre ad indicare eventuali indennità da corrispondersi. Art. 17 Impianto del cantiere e programma dei lavori L’Appaltatore dovrà provvedere entro 10 (dieci) giorni dalla data di consegna all’impianto del cantiere che dovrà essere allestito nei tempi previsti dal programma dei lavori redatto dall’Appaltante sulla base di quanto definito in sede di progettazione esecutiva dell’intervento ed allegato ai documenti progettuali consegnati per la gara d’appalto. Il programma dei lavori è un atto contrattuale che stabilisce la durata delle varie fasi della realizzazione di un’opera. Il programma dei lavori si rende necessario anche per la definizione delle misure di prevenzione degli infortuni che devono essere predisposte dal Coordinatore per l’esecuzione dei lavori prima e durante lo svolgimento delle opere. In questo senso il programma dei lavori dovrà essere definito negli stessi casi previsti per la redazione del Piano di sicurezza e coordinamento. In base all’art. 100 del d.lgs. 81/08 questo documento deve essere approntato dal Committente o dal Responsabile dei Lavori parallelamente alla redazione del progetto ed in accordo con le date di inizio e fine dei lavori stabilite dal contratto principale, individuando nel dettaglio tutti i tempi necessari per l’esecuzione delle parti dell’opera. In mancanza di tale programma l’Appaltatore sarà tenuto ad eseguire le varie fasi di lavoro secondo l’ordine temporale stabilito dalla Direzione dei Lavori senza che ciò costituisca motivo per richiedere risarcimenti o indennizzi. In presenza di particolari esigenze il committente si riserva, comunque, la facoltà di apportare modifiche non sostanziali al programma predisposto. Art. 18 Accettazione dei materiali I materiali e le forniture da impiegare nelle opere da eseguire dovranno essere delle migliori qualità esistenti in commercio, possedere le caratteristiche stabilite dalle leggi e dai regolamenti vigenti in materia ed inoltre corrispondere alla specifica normativa del presente capitolato o degli altri atti contrattuali. Si richiamano peraltro, espressamente, le prescrizioni del Capitolato Generale, le norme UNI, CNR, CEI e le altre norme tecniche europee adottate dalla vigente legislazione. A tale proposito si ricorda come con l’entrata in vigore della legge 109/94 e delle successive modifiche ed integrazioni introdotte, si sia avviato un processo di cambiamento che mira a promuovere la certificazione di qualità in tutti gli aspetti legati sia alla progettazione che alla realizzazione delle 9 opere edili. Sia nel caso di forniture legate ad installazione di impianti che nel caso di forniture di materiali d’uso più generale, l’Appaltatore dovrà presentare adeguate campionature almeno 60 giorni prima dell’inizio dei lavori, ottenendo l’approvazione della Direzione dei Lavori. Le caratteristiche dei vari materiali e forniture saranno definite nei modi seguenti: a) dalle prescrizioni generali del presente capitolato; b) dalle prescrizioni particolari riportate negli articoli seguenti; c) dalle eventuali descrizioni specifiche aggiunte come integrazioni o come allegati al presente capitolato; d) da disegni, dettagli esecutivi o relazioni tecniche allegati al progetto. Resta comunque contrattualmente fissato che tutte le specificazioni o modifiche apportate nei modi suddetti fanno parte integrante del presente capitolato. Salvo diversa indicazione, i materiali e le forniture proverranno da quelle località che l’Appaltatore riterrà di sua convenienza purché, ad insindacabile giudizio della Direzione dei Lavori, ne sia riconosciuta l’idoneità e la rispondenza ai requisiti prescritti. L’Appaltatore è obbligato a prestarsi in qualsiasi momento ad eseguire o far eseguire presso il laboratorio o istituto indicato, tutte le prove prescritte dal presente capitolato o dalla Direzione dei Lavori sui materiali impiegati o da impiegarsi, nonché sui manufatti, sia prefabbricati che realizzati in opera e sulle forniture in genere. Il prelievo dei campioni destinati alle verifiche qualitative dei materiali stessi, da eseguire secondo le norme tecniche vigenti, verrà effettuato in contraddittorio e sarà appositamente verbalizzato. L’Appaltatore farà sì che tutti i materiali mantengano, durante il corso dei lavori, le stesse caratteristiche riconosciute ed accettate dalla Direzione dei Lavori. Qualora in corso d’opera, i materiali e le forniture non fossero più rispondenti ai requisiti prescritti o si verificasse la necessità di cambiare gli approvvigionamenti, l’Appaltatore sarà tenuto alle relative sostituzioni e adeguamenti senza che questo costituisca titolo ad avanzare alcuna richiesta di variazione prezzi. Le forniture non accettate ad insindacabile giudizio dalla Direzione dei Lavori dovranno essere immediatamente allontanate dal cantiere a cura e spese dell’Appaltatore e sostituite con altre rispondenti ai requisiti richiesti. L’Appaltatore resta comunque totalmente responsabile in rapporto ai materiali forniti la cui accettazione, in ogni caso, non pregiudica i diritti che l’Appaltante si riserva di avanzare in sede di collaudo finale. Art. 19 Accettazione degli impianti Tutti gli impianti presenti nell’appalto da realizzare e la loro messa in opera completa di ogni categoria o tipo di lavoro necessari alla perfetta installazione, saranno eseguiti nella totale osservanza delle prescrizioni progettuali, delle disposizioni impartite dalla Direzione dei Lavori, delle specifiche del presente capitolato o degli altri atti contrattuali, delle leggi, norme e regolamenti vigenti in materia. Si richiamano espressamente tutte le prescrizioni, a riguardo, presenti nel Capitolato Generale, le norme UNI, CNR, CEI e tutta la normativa specifica in materia. I disegni esecutivi riguardanti ogni tipo di impianto (ove di competenza dell’Appaltatore) dovranno essere consegnati alla Direzione dei Lavori almeno 60 giorni prima dell’inizio dei lavori relativi agli impianti indicati ed andranno corredati da relazioni tecnico-descrittive contenenti tutte le informazioni necessarie per un completo esame dei dati progettuali e delle caratteristiche sia delle singole parti che dell’impianto nel suo insieme. L’Appaltatore è tenuto a presentare, contestualmente ai disegni esecutivi, un’adeguata campionatura delle parti costituenti l’impianto nei tipi di installazione richiesti ed una serie di certificati comprovanti origine e qualità dei materiali impiegati. Tutte le forniture relative agli impianti non accettate ai sensi del precedente articolo, ad insindacabile giudizio della Direzione dei Lavori, dovranno essere immediatamente allontanate dal cantiere a cura e spese dell’Appaltatore e sostituite con altre rispondenti ai requisiti richiesti. L’Appaltatore resta, comunque, totalmente responsabile di tutte le forniture degli impianti o parti di essi, la cui accettazione effettuata dalla Direzione dei Lavori non pregiudica i diritti che l’Appaltante si riserva di avanzare in sede di collaudo finale o nei tempi previsti dalle garanzie fornite per l’opera e le sue parti. Durante l’esecuzione dei lavori di preparazione, di installazione, 10 di finitura degli impianti e delle opere murarie relative, l’Appaltatore dovrà osservare tutte le prescrizioni della normativa vigente in materia antinfortunistica oltre alle suddette specifiche progettuali o del presente capitolato, restando fissato che eventuali discordanze, danni causati direttamente od indirettamente, imperfezioni riscontrate durante l’installazione od il collaudo ed ogni altra anomalia segnalata dalla Direzione dei Lavori, dovranno essere prontamente riparate a totale carico e spese dell’Appaltatore. TITOLO III – SOSPENSIONI O RIPRESE DEI LAVORI Art. 20 Sospensioni, riprese e proroghe dei lavori Qualora circostanze speciali impediscano in via temporanea che i lavori procedano utilmente secondo quanto contenuto e prescritto dai documenti contrattuali, il Direttore dei Lavori può ordinarne la sospensione redigendo apposito verbale, indicando le ragioni e l’imputabilità anche con riferimento alle risultanze del verbale di consegna. I termini di consegna si intendono prorogati di tanti giorni quanti sono quelli della sospensione; analogamente si procederà nel caso di sospensione o ritardo derivanti da cause non imputabili all’Appaltatore. Durante la sospensione dei lavori, il Direttore dei Lavori può disporre visite in cantiere volte ad accertare le condizioni delle opere e la consistenza delle attrezzature e dei mezzi eventualmente presenti, dando, ove occorra, disposizioni nella misura strettamente necessaria per evitare danni alle opere già eseguite, alle condizioni di sicurezza del cantiere e per facilitare la ripresa dei lavori. La ripresa dei lavori viene effettuata dal Direttore dei Lavori, redigendo opportuno verbale di ripresa dei lavori, non appena sono cessate le cause della sospensione. Detto verbale è firmato dall’Appaltatore ed inviato alla committenza. Nel verbale di ripresa il Direttore dei Lavori deve indicare il nuovo termine contrattuale. Nel caso che i lavori debbano essere totalmente o definitivamente sospesi per cause di forza maggiore o per cause dipendenti direttamente od indirettamente dal Committente, l’Appaltatore, oltre alla corrispondente proroga dei tempi di consegna, ha diritto, dopo 90 (novanta) giorni consecutivi di sospensione, o dopo la notifica da parte del Committente della definitiva sospensione dei lavori: – al rimborso delle spese vive di cantiere sostenute durante il periodo di sospensione; – al pagamento del nolo per le attrezzature installate, oppure al pagamento delle spese di rimozione, trasporto e ricollocamento in opera delle stesse, e ciò a scelta del Direttore dei Lavori; – al pagamento, nei termini contrattuali, dell’importo delle opere, prestazioni e forniture eseguite fino alla data di sospensione dei lavori. Qualora la sospensione non fosse totale, il Direttore dei Lavori, previo accordo fra le parti, stabilirà l’entità della proroga dei termini di consegna e l’ammontare dell’indennizzo da corrispondere all’Appaltatore stesso. Sospensioni e ritardi saranno presi in considerazione solo se espressamente riconosciuti come tali dal Direttore dei Lavori sul giornale dei lavori. Art. 21 Sospensione dei lavori per pericolo grave ed immediato o per mancanza dei requisiti minimi di sicurezza In caso di inosservanza di norme in materia di igiene e sicurezza sul lavoro o in caso di pericolo imminente per i lavoratori, il Coordinatore per l’esecuzione dei lavori o il Responsabile dei Lavori ovvero il Committente, potrà ordinare la sospensione dei lavori, disponendone la ripresa solo quando sia di nuovo assicurato il rispetto della normativa vigente e siano ripristinate le condizioni di sicurezza e igiene del lavoro. Per sospensioni dovute a pericolo grave ed imminente il Committente non riconoscerà alcun compenso o indennizzo all’Appaltatore; la durata delle eventuali sospensioni dovute ad inosservanza dell’Appaltatore delle norme in materia di sicurezza, non comporterà uno slittamento dei tempi di ultimazione dei lavori previsti dal contratto. Art. 22 Variazioni dei lavori 11 Variazioni o addizioni al progetto approvato possono essere introdotte solo su specifica disposizione del Direttore dei Lavori e preventivamente approvata dal Committente nel rispetto delle condizioni e dei limiti definiti per legge. Non può essere introdotta alcuna variazione o addizione al progetto approvato da parte dell’Appaltatore. Lavori eseguiti e non autorizzati non verranno pagati e sarà a carico dell’Appaltatore la rimessa in pristino dei lavori e delle opere nella situazione originaria secondo le disposizioni del Direttore dei Lavori. Non saranno considerati varianti gli interventi disposti dal Direttore dei Lavori per risolvere aspetti di dettaglio che siano contenuti entro i limiti fissati dalla normativa vigente per le singole categorie di lavoro dell’appalto e che non comportino un aumento della spesa prevista per la realizzazione dell’opera. Variazioni e addizioni che comportano modifiche sostanziali del contratto sono normate nella legislazione e nei regolamenti di riferimento. Il Committente, durante l’esecuzione dei lavori, può ordinare, alle stesse condizioni del contratto, una diminuzione dei lavori secondo quanto previsto nel Capitolato generale d’appalto. Art. 23 Lavoro notturno e festivo Nell’osservanza delle norme relative alla disciplina del lavoro e nel caso di ritardi tali da non garantire il rispetto dei termini contrattuali, la Direzione dei Lavori potrà ordinare la continuazione delle opere oltre gli orari fissati e nei giorni festivi secondo le disposizioni di legge; in tal caso l’Appaltatore potrà richiedere la corresponsione delle sole tariffe per la mano d’opera previste dalla normativa vigente per queste situazioni. Art. 24 Tabelloni indicativi L’Impresa si impegna a fornire ed installare, a sua cura e spesa, nella sede dei lavori n. 2 tabelle del seguente tipo: lamiera in ferro di mm 10/10, delle dimensioni di m 3 x 2 composte da due elementi sovrapposti orizzontalmente di m 3 x 1 ciascuno. Le tabelle dovranno indicativamente riportare le seguenti informazioni: − l’Ente appaltante; − l’Ente finanziatore; − il titolo dell’intervento; − l’importo generale dell’intervento e l’importo di base d’asta; − il progettista; − l’Ingegnere Capo; − il Direttore dei Lavori; − il Geometra Contabile; − il Coordinatore della sicurezza in fase di progettazione − Il Coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione − l’Impresa; − il Direttore di Cantiere; − subappaltatori. La bozza dei tabelloni indicativi dovrà essere approvata dal D.L.. L’Impresa si impegna a provvedere all’installazione delle anzidette tabelle ed al loro ritiro a fine lavori, nella località indicata dal Direttore dei lavori, mediante propri tubolari di ferro del diametro di mm 60, curando nella collocazione delle stesse la migliore visibilità. Il rischio del trasporto grava sulla Ditta fornitrice, alla quale competono le iniziative di azione e le azioni nei riguardi del vettore. L’Impresa, nel caso che le tabelle giunte a destinazione dovessero risultare non in perfette condizioni, è tenuta alla loro sostituzione. 12 TITOLO IV – ONERI A CARICO DELL’APPALTATORE Art. 25 Conoscenza delle condizioni d’appalto L’assunzione dell’appalto di cui al presente Capitolato implica da parte dell’Impresa la conoscenza perfetta non solo di tutte le norme generali e particolari che lo regolano, ma altresì di tutte le condizioni locali che si riferiscono all’opera, quali la situazione fondiaria, la natura del suolo e del sottosuolo, la possibilità di poter utilizzare materiali locali in rapporto ai requisiti richiesti, la distanza da cave di adatto materiale, la presenza o meno di acqua (sia che essa occorra per la esecuzione dei lavori, sia che essa debba essere allontanata), l’esistenza di adatti scarichi a rifiuto, ed in generale di tutte le circostanze generali e speciali che possono avere influito sul giudizio dell’Impresa circa la convenienza di assumere l’appalto e sul ribasso d’asta. È altresì sottinteso che l’Appaltatore si è reso conto - prima dell’offerta - di tutti i fatti che possano influire sugli oneri relativi al presente documento ed a quelli connessi alla manutenzione delle opere fino al collaudo, per i quali è previsto un apposito compenso a corpo. Resta pertanto esplicitamente convenuto che l’appalto si intende assunto dall’Impresa a suo completo rischio in base a propri calcoli, con rinuncia ad ogni rivalsa per caso fortuito, compreso l’aumento dei costi per l’applicazione di imposte, tasse e contributi di qualsiasi natura e genere, nonché di qualsiasi altra sfavorevole circostanza che possa verificarsi dopo l’aggiudicazione, salvo quanto disposto per danni cagionati da forza maggiore. Nell’accettare i lavori sopra descritti l’Appaltatore dichiara: di aver preso conoscenza delle opere da eseguire, di aver visitato i luoghi dove si dovranno svolgere i lavori e di avere accertato le condizioni di viabilità e di accesso, nonché gli impianti che le riguardano; di avere valutato nella formulazione dell’offerta tutte le circostanze e gli elementi che influiscono sul costo dei materiali della manodopera dei noli e dei trasporti; di avere esaminato i calcoli considerandoli corretti e comunque tali da non richiedere varianti che possano comportare richieste di maggiori compensi; di accettare per le opere da realizzare il prezzo chiuso, cioè fisso ed invariabile senza facoltà di invocare alcuna verificazione delle misure o del valore attribuito alla qualità delle opere. L’Appaltatore non potrà quindi eccepire durante l’esecuzione dei lavori la mancata conoscenza di condizioni o la sopravvenienza di elementi non valutati, tranne che tali nuovi elementi si configurino come cause di forza maggiore contemplate dal Codice Civile. Con l’accettazione dei lavori l’Appaltatore dichiara implicitamente di avere la possibilità ed i mezzi necessari per procedere alla esecuzione degli stessi secondo i migliori precetti dell’arte e con i più aggiornati sistemi costruttivi. Art. 26 Funzioni, compiti e responsabilità dell’appaltatore L’Appaltatore è colui che assume il compimento dell’opera appaltata con l’organizzazione di tutti i mezzi necessari; pertanto ad esso compete, con le conseguenti responsabilità: – nominare il Direttore tecnico di cantiere e comunicarlo al Committente ovvero al Responsabile dei Lavori, al Coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione ed al Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione; – comunicare al Committente ovvero al Responsabile dei Lavori, al Coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione ed al Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione il nominativo del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione; 13 – redigere il Piano Operativo di Sicurezza conformemente a quanto indicato e prescritto all’art. 100 del d.lgs. 81/08 da considerare quale piano complementare e di dettaglio del Piano di sicurezza e coordinamento per quanto attiene alle proprie scelte autonome e relative responsabilità nell’organizzazione del cantiere e nell’esecuzione dei lavori; – predisporre gli impianti, le attrezzature ed i mezzi d’opera per l’esecuzione dei lavori, nonché gli strumenti ed il personale necessari per tracciamenti, rilievi, misurazioni e controlli; – predisporre le occorrenti opere provvisionali, quali ponteggi, cesate con relativa illuminazione notturna, recinzioni, baracche per il deposito materiale e per gli altri usi di cantiere, nonché le strade interne occorrenti alla agibilità del cantiere ed in generale quanto previsto dal progetto di intervento relativo alla sicurezza contenuto nel Piano di sicurezza e coordinamento; – predisporre per le esigenze del Committente e della Direzione dei Lavori, un locale illuminato e riscaldato con attrezzatura minima da ufficio; – provvedere agli allacciamenti provvisori, in mancanza di quelli definitivi, per i servizi di acqua, energia elettrica, telefono e fognatura di cantiere; – provvedere al conseguimento dei permessi di scarico dei materiali e di occupazione del suolo pubblico per le cesate e gli altri usi; – provvedere all’installazione, all’ingresso del cantiere del regolamentare cartello con le indicazioni relative al progetto, al Committente, all’Impresa esecutrice delle opere, al Progettista, al Direttore dei Lavori; – provvedere all’esecuzione dei rilievi delle situazioni di fatto ed ai tracciamenti delle opere in progetto, alla verifica ed alla conservazione dei capisaldi; – provvedere all’esecuzione dei disegni concernenti lo sviluppo di dettaglio delle opere da eseguire (casellari, tabelle ferri per c.a., sketches, elenchi materiali, schede di lavorazione, schemi di officina, ecc.); – provvedere alla fornitura di fotografie delle opere nel formato, numero e frequenza prescritti dalla Direzione Lavori per ogni stato di avanzamento; – provvedere alla calcolazione degli eventuali impianti facenti parte dell'appalto e la relativa progettazione esecutiva, compresa ogni incombenza e spesa per denuncie, approvazioni, licenze, collaudi, ecc. che al riguardo fossero prescritti; – provvedere alla calcolazione statica delle opere ed alla relativa progettazione esecutiva, con gli oneri di cui sopra, fermo restando che l'approvazione del progetto da parte della Direzione Lavori non solleva l'Appaltatore, il Progettista ed il Direttore del cantiere, per le rispettive competenze, dalla responsabilità relativa alla stabilità di dette opere; - provvedere alle prove di carico e le verifiche delle varie strutture, che venissero ordinate dalla Direzione o dal Collaudatore, nonché all'apprestamento di quanto occorrente (materiali, mezzi d'opera, opere provvisionali, operai e strumenti) per l'esecuzione di tali prove e verifiche; – provvedere all’assicurazione contro i danni dell’incendio, dello scoppio del gas e del fulmine per gli impianti e attrezzature di cantiere, per i materiali a piè d’opera e per le opere già eseguite o in corso di esecuzione; – provvedere all’assicurazione di responsabilità civile per danni causati anche a terze persone ed a cose di terzi; – provvedere alla sorveglianza di cantiere ed alla assicurazione contro il furto tanto per le cose proprie che dei fornitori, alla sua pulizia quotidiana, allo sgombero, a lavori ultimati, delle attrezzature, dei materiali residuati e di quant’altro non utilizzato nelle opere; – approvvigionare tempestivamente i materiali necessari per l’esecuzione delle opere; – disporre in cantiere di idonee e qualificate maestranze in funzione delle necessità delle singole fasi dei lavori, segnalando al Direttore dei Lavori l’eventuale personale tecnico ed amministrativo alle sue dipendenze destinato a coadiuvarlo; – corrispondere ai propri dipendenti le retribuzioni dovute e rilasciare dichiarazione di aver provveduto nei loro confronti alle assistenze, assicurazioni e previdenze secondo le norme di legge e dei contratti collettivi di lavoro; - l’esecuzione dei tracciamenti degli assi delle opere e di tutti i tracciamenti e rilievi di dettaglio; - La fornitura di tutti i necessari canneggiatori, degli attrezzi e degli strumenti per rilievi, 14 tracciamenti di dettaglio e misurazioni relative alle operazioni di verifica, studio delle opere d’arte, contabilità e collaudo dei lavori, nonché le operazioni di consegna. L’Amministrazione si riserva di controllare sia preventivamente, sia durante l’esecuzione dei lavori, le operazioni di tracciamento eseguite dall’Appaltatore; resta però espressamente stabilito che qualsiasi eventuale verifica da parte dell’Amministrazione e dei suoi delegati non solleverà in alcun modo la responsabilità dell’Appaltatore, che sarà sempre a tutti gli effetti, unico responsabile. L’Appaltatore dovrà porre a disposizione dell’Amministrazione il personale ed ogni mezzo di cui questa intenda avvalersi per eseguire ogni e qualsiasi verifica che ritenga opportuna. Resta anche stabilito che l’Appaltatore resta responsabile dell’esatta conservazione in sito dei capisaldi e picchetti che individuano esattamente il tracciato delle opere. In caso di spostamento e asportazione per manomissione o altre cause, l’Appaltatore è obbligato, a totale suo carico, a ripristinare gli elementi del tracciato nella primitiva condizione servendosi dei dati in suo possesso. – provvedere alla fedele esecuzione del progetto esecutivo delle opere date in Appalto, integrato dalle prescrizioni tecniche impartite dal Direttore dei Lavori, in modo che l’esecuzione risulti conforme alle pattuizioni contrattuali ed a perfetta regola d’arte; – richiedere tempestivamente al Direttore dei Lavori disposizioni per quanto risulti omesso, inesatto o discordante nelle tavole grafiche o nella descrizione dei lavori; – tenere a disposizione del Direttore dei Lavori i disegni, le tavole ed i casellari di ordinazione per gli opportuni raffronti e controlli, con divieto di darne visione ad estranei e con formale impegno di astenersi dal riprodurre o contraffare i disegni ed i modelli avuti in consegna dal Direttore dei Lavori; – provvedere alla tenuta delle scritture di cantiere, a norma di contratto; – osservare le prescrizioni delle vigenti leggi in materia di esecuzione di opere in conglomerato cementizio, di accettazione dei materiali da costruzione e provvedere alla eventuale denuncia delle opere in c.a. ai sensi della legge 1086/71; provvedere alla confezione ed all’invio di campioni di legante idraulico, ferro tondo e cubetti di prova del calcestruzzo agli Istituti autorizzati dalla legge, per le normali prove di laboratorio; – provvedere i materiali, i mezzi e la mano d’opera occorrenti per le prove di collaudo; – prestarsi, qualora nel corso dell’opera si manifestino palesi fenomeni che paiano compromettere i risultati finali, agli accertamenti sperimentali necessari per constatare le condizioni di fatto anche ai fini dell’accertamento delle eventuali responsabilità; – promuovere ed istituire nel cantiere oggetto del presente capitolato, un sistema gestionale permanente ed organico diretto alla individuazione, valutazione, riduzione e controllo costante dei rischi per la sicurezza e la salute dei dipendenti e dei terzi operanti nell’ambito dell’impresa; – promuovere le attività di prevenzione, in coerenza a principi e misure predeterminati; – promuovere un programma di informazione e formazione dei lavoratori, individuando i momenti di consultazione dei dipendenti e dei loro rappresentanti; – mantenere in efficienza i servizi logistici di cantiere (uffici, mensa, spogliatoi, servizi igienici, docce, ecc.); – assicurare: • il mantenimento del cantiere in condizioni ordinate e di soddisfacente salubrità; • la più idonea ubicazione delle postazioni di lavoro; • le più idonee condizioni di movimentazione dei materiali; • il controllo e la manutenzione di ogni impianto che possa determinare situazioni di pericolo per la sicurezza e la salute dei lavoratori; • la più idonea sistemazione delle aree di stoccaggio e di deposito; • il tempestivo approntamento in cantiere delle attrezzature, degli apprestamenti e delle procedure esecutive previste dai piani di sicurezza ovvero richieste dal Coordinatore in fase di esecuzione dei lavori; – rilasciare dichiarazione al Committente di aver sottoposto tutti i lavoratori presenti in cantiere a sorveglianza sanitaria secondo quanto previsto dalla normativa vigente e/o qualora le condizioni di lavoro lo richiedano; 15 – provvedere alla fedele esecuzione delle attrezzature e degli apprestamenti conformemente alle norme contenute nel piano per la sicurezza e nei documenti di progettazione della sicurezza; – richiedere tempestivamente disposizioni per quanto risulti omesso, inesatto o discordante nelle tavole grafiche o nel piano di sicurezza ovvero proporre modifiche ai piani di sicurezza nel caso in cui tali modifiche assicurino un maggiore grado di sicurezza; – tenere a disposizione dei Coordinatori per la sicurezza, del Committente ovvero del Responsabile dei Lavori e degli Organi di Vigilanza, copia controfirmata della documentazione relativa alla progettazione e al piano di sicurezza; – fornire alle imprese subappaltanti e ai lavoratori autonomi presenti in cantiere: • adeguata documentazione, informazione e supporto tecnico-organizzativo; • le informazioni relative ai rischi derivanti dalle condizioni ambientali nelle immediate vicinanze del cantiere, dalle condizioni logistiche all’interno del cantiere, dalle lavorazioni da eseguire, dall’interferenza con altre imprese secondo quanto previsto dall’art. 26 del d.lgs 81/08; • le informazioni relative all’utilizzo di attrezzature, apprestamenti, macchinari e dispositivi di protezione collettiva ed individuale; – mettere a disposizione di tutti i Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione delle imprese subappaltanti e dei lavoratori autonomi il progetto della sicurezza ed il Piano di sicurezza e coordinamento; – informare il Committente ovvero il Responsabile dei Lavori e i Coordinatori per la sicurezza delle proposte di modifica al Piano di sicurezza e coordinamento formulate dalle imprese subappaltanti e dai lavoratori autonomi; – organizzare il servizio di pronto soccorso, antincendio ed evacuazione dei lavoratori in funzione delle caratteristiche morfologiche, tecniche e procedurali del cantiere oggetto del presente Appalto; – affiggere e custodire in cantiere una copia della notifica preliminare; – fornire al Committente o al Responsabile dei Lavori i nominativi di tutte le imprese e i lavoratori autonomi ai quali intende affidarsi per l’esecuzione di particolari lavorazioni, previa verifica della loro idoneità tecnico-professionale. Per effetto di tale situazione ogni e qualsiasi danno o responsabilità che dovesse derivare dal mancato rispetto delle disposizioni sopra richiamate, sarà a carico esclusivamente all’Appaltatore con esonero totale della stazione Appaltante. L’Appaltatore è l’unico responsabile dell’esecuzione delle opere appaltate in conformità a quanto prescritto dalla normativa vigente in materia, della rispondenza di dette opere e parti di esse alle condizioni contrattuali, dei danni direttamente o indirettamente causati durante lo svolgimento dell’appalto. Nel caso di inosservanza da parte dell’Appaltatore delle disposizioni di cui sopra, la Direzione dei Lavori, a suo insindacabile giudizio, potrà, previa diffida a mettersi in regola, sospendere i lavori restando l’Appaltatore tenuto a risarcire i danni direttamente o indirettamente derivati al Committente in conseguenza della sospensione. L’Appaltatore ha diritto di muovere obiezioni agli ordini del Direttore dei Lavori, qualora possa dimostrarli contrastanti col buon esito tecnico e con l’economia della costruzione e di subordinare l’obbedienza alla espressa liberazione dalle conseguenti responsabilità, a meno che non sia presumibile un pericolo, nel qual caso ha diritto a rifiutare. Qualora nella costruzione si verifichino assestamenti, lesioni, difetti od altri inconvenienti, l’Appaltatore deve segnalarli immediatamente al Direttore dei Lavori e prestarsi agli accertamenti sperimentali necessari per riconoscere se egli abbia in qualche modo trasgredito le abituali buone regole di lavoro. Per le opere escluse dall’Appalto, l’Appaltatore sarà tenuto ad eseguire: – lo scarico in cantiere ed il trasporto a deposito, l’accatastamento, l’immagazzinamento e la custodia nell’ambito del cantiere dei materiali e manufatti siano essi approvvigionati dal Committente che dai fornitori da lui prescelti; – il sollevamento ed il trasporto al luogo di impiego dei materiali e dei manufatti; – in generale la fornitura di materiali e di mano d’opera edili ed il noleggio di attrezzature e macchine occorrenti per la posa in opera e per le assistenze murarie alle Ditte fornitrici. 16 Art. 27 Personale dell’appaltatore Il personale destinato ai lavori dovrà essere, per numero e qualità, adeguato all’importanza dei lavori da eseguire ed ai termini di consegna stabiliti o concordati con la Direzione dei Lavori anche in relazione a quanto indicato dal programma dei lavori integrato. Dovrà pertanto essere formato e informato in materia di approntamento di opere, di presidi di prevenzione e protezione e in materia di salute e igiene del lavoro. L’inosservanza delle predette condizioni costituisce per l’Appaltatore responsabilità, sia in via penale che civile, dei danni che per effetto dell’inosservanza stessa dovessero derivare al personale, a terzi ed agli impianti di cantiere. L’Appaltatore dovrà inoltre osservare le norme e le prescrizioni delle leggi e dei regolamenti vigenti sull’assunzione, tutela, protezione ed assistenza dei lavoratori impegnati sul cantiere, comunicando, non oltre 15 giorni dall’inizio dei lavori, gli estremi della propria iscrizione agli Istituti previdenziali ed assicurativi. Tutti i dipendenti dell’Appaltatore sono tenuti ad osservare: – i regolamenti in vigore in cantiere; – le norme antinfortunistiche proprie del lavoro in esecuzione e quelle particolari vigenti in cantiere; – le indicazioni contenute nei Piani di sicurezza e le indicazioni fornite dal Coordinatore per l’esecuzione; – tutti i dipendenti e/o collaboratori dell’Appaltatore saranno formati, addestrati e informati alle mansioni disposte, in funzione della figura, e con riferimento alle attrezzature ed alle macchine di cui sono operatori, a cura ed onere dell’Appaltatore medesimo. L’inosservanza delle predette condizioni costituisce per l’Appaltatore responsabilità, sia in via penale che civile, dei danni che per effetto dell’inosservanza stessa dovessero derivare al personale, a terzi ed agli impianti di cantiere. Art. 28 Funzioni, compiti e responsabilità del direttore tecnico di cantiere Il Direttore tecnico di cantiere, nella persona di un tecnico professionalmente abilitato, regolarmente iscritto all’albo di categoria e di competenza professionale estesa ai lavori da eseguire, viene nominato dall’Appaltatore, affinché in nome e per conto suo curi lo svolgimento delle opere, assumendo effettivi poteri dirigenziali e la responsabilità dell’organizzazione dei lavori, pertanto ad esso compete con le conseguenti responsabilità: – gestire ed organizzare il cantiere in modo da garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori; – osservare e far osservare a tutte le maestranze presenti in cantiere, le prescrizioni contenute nei piani della sicurezza, le norme di coordinamento del presente capitolato contrattuali e le indicazioni ricevute dal Coordinatore per l’esecuzione dei lavori; – allontanare dal cantiere coloro che risultassero in condizioni psico-fisiche tali o che si comportassero in modo tale da compromettere la propria sicurezza e quella degli altri addetti presenti in cantiere o che si rendessero colpevoli di insubordinazione o disonestà; – vietare l’ingresso alle persone non addette ai lavori e non espressamente autorizzate dal Responsabile dei Lavori. L’Appaltatore è in ogni caso responsabile dei danni cagionati dalla inosservanza e trasgressione delle prescrizioni tecniche e delle norme di vigilanza e di sicurezza disposte dalle leggi e dai regolamenti vigenti. Art. 29 Funzioni, compiti e responsabilità dei lavoratori autonomi e delle imprese subappaltatrici Al lavoratore autonomo ovvero alla impresa sub-appaltatrice competono con le conseguenti responsabilità: – rispettare tutte le indicazioni contenute nei piani di sicurezza e tutte le richieste del Direttore tecnico dell’Appaltatore; – utilizzare tutte le attrezzature di lavoro ed i dispositivi di protezione individuale in conformità alla normativa vigente; 17 – collaborare e cooperare con le imprese coinvolte nel processo costruttivo; – non pregiudicare con le proprie lavorazioni la sicurezza delle altre imprese presenti in cantiere; – informare l’Appaltatore sui possibili rischi per gli addetti presenti in cantiere derivanti dalle proprie attività lavorative. Art. 30 Disciplina del cantiere Il Direttore tecnico dell’impresa deve mantenere la disciplina nel cantiere; egli è obbligato ad osservare ed a far osservare ad ogni lavoratore presente in cantiere, in ottemperanza alle prescrizioni contrattuali, gli ordini ricevuti dal Direttore dei Lavori e dal Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione; è tenuto ad allontanare dal cantiere coloro che risultassero incapaci o che si rendessero colpevoli di insubordinazione o disonestà; è inoltre tenuto a vietare l’ingresso alle persone non addette ai lavori e non autorizzate dal Direttore dei Lavori. L’Appaltatore è in ogni caso responsabile dei danni cagionati dalla inosservanza e trasgressione delle prescrizioni tecniche e delle norme di vigilanza e di sicurezza disposte dalle leggi e dai regolamenti vigenti. Le Ditte dirette fornitrici del Committente sono tenute ad osservare l’orario di cantiere e le disposizioni di ordine generale emanate dall’Appaltatore. La inosservanza da parte di tali Ditte delle disposizioni predette esonera l’Appaltatore dalle relative responsabilità. Art. 31 Disciplina dei subappalti 1. Tutte le lavorazioni, a qualsiasi categoria appartengano sono scorporabili o subappaltabili a scelta del concorrente, come di seguito specificato: a) è vietato il subappalto o il subaffidamento in cottimo dei lavori appartenenti alla categoria prevalente per una quota superiore al 30 per cento, in termini economici, dell’importo dei lavori della stessa categoria prevalente; b) fermo restando il divieto di cui alla lettera c), i lavori delle categorie diverse da quella prevalente possono essere subappaltati o subaffidati in cottimo per la loro totalità, alle condizioni di cui al presente articolo; c) è vietato il subappalto o il subaffidamento in cottimo dei lavori costituenti strutture, impianti e opere speciali, di cui all’articolo 37, comma 11, Dlgs. 12.04.2006 n. 163, qualora tali lavori siano ciascuna superiore al 15% dell’importo totale dei lavori in appalto; d) i lavori delle categorie diverse da quella prevalente, appartenenti alle categorie indicate come a “qualificazione obbligatoria” nell’allegato A al d.P.R. n. 34 del 2000, devono essere obbligatoriamente subappaltati, qualora l’appaltatore non abbia i requisiti per la loro esecuzione. 2. L’affidamento in subappalto o in cottimo è consentito, previa autorizzazione della Stazione appaltante, alle seguenti condizioni: a) che l’appaltatore abbia indicato all’atto dell’offerta i lavori o le parti di opere che intende subappaltare o concedere in cottimo; l’omissione delle indicazioni sta a significare che il ricorso al subappalto o al cottimo è vietato e non può essere autorizzato; b) che l’appaltatore provveda al deposito di copia autentica del contratto di subappalto presso la Stazione appaltante almeno 20 giorni prima della data di effettivo inizio dell’esecuzione delle relative lavorazioni subappaltate, unitamente alla dichiarazione circa la sussistenza o meno di eventuali forme di controllo o di collegamento, a norma dell’articolo 2359 del codice civile, con l’impresa alla quale è affidato il subappalto o il cottimo; in caso di associazione temporanea, società di imprese o consorzio, analoga dichiarazione dev’essere effettuata da ciascuna delle imprese partecipanti all’associazione, società o consorzio. c) che l’appaltatore, unitamente al deposito del contratto di subappalto presso la Stazione appaltante, ai sensi della lettera b), trasmetta alla stessa Stazione appaltante la documentazione attestante che il subappaltatore è in possesso dei requisiti prescritti dalla 18 3. 4. 5. 6. 7. normativa vigente per la partecipazione alle gare di lavori pubblici, in relazione alla categoria e all’importo dei lavori da realizzare in subappalto o in cottimo; d) che non sussista, nei confronti del subappaltatore, alcuno dei divieti previsti dall’articolo 10 della legge n. 575 del 1965, e successive modificazioni e integrazioni; a tale scopo, qualora l’importo del contratto di subappalto sia superiore a Lire 300 milioni (Euro 154.937,07), l’appaltatore deve produrre alla Stazione appaltante la documentazione necessaria agli adempimenti di cui alla vigente legislazione in materia di prevenzione dei fenomeni mafiosi e lotta alla delinquenza organizzata, relativamente alle imprese subappaltatrici e cottimiste, con le modalità di cui al d.P.R. n. 252 del 1998; resta fermo che, ai sensi dell’articolo 12, comma 4, dello stesso d.P.R. n. 252 del 1998, il subappalto è vietato, a prescindere dall’importo dei relativi lavori, qualora per l’impresa subappaltatrice sia accertata una delle situazioni indicate dall'articolo 10, comma 7, del citato d.P.R. n. 252 del 1998. Il subappalto e l’affidamento in cottimo devono essere autorizzati preventivamente dalla Stazione appaltante in seguito a richiesta scritta dell'appaltatore; l’autorizzazione è rilasciata entro 30 giorni dal ricevimento della richiesta; tale termine può essere prorogato una sola volta per non più di 30 giorni, ove ricorrano giustificati motivi; trascorso il medesimo termine, eventualmente prorogato, senza che la Stazione appaltante abbia provveduto, l'autorizzazione si intende concessa a tutti gli effetti qualora siano verificate tutte le condizioni di legge per l’affidamento del subappalto. L’affidamento di lavori in subappalto o in cottimo comporta i seguenti obblighi: a) l’appaltatore deve praticare, per i lavori e le opere affidate in subappalto, i prezzi risultanti dall’aggiudicazione ribassati in misura non superiore al 20 per cento; b) nei cartelli esposti all’esterno del cantiere devono essere indicati anche i nominativi di tutte le imprese subappaltatrici, completi dell’indicazione della categoria dei lavori subappaltati e dell’importo dei medesimi; c) le imprese subappaltatrici devono osservare integralmente il trattamento economico e normativo stabilito dai contratti collettivi nazionale e territoriale in vigore per il settore e per la zona nella quale si svolgono i lavori e sono responsabili, in solido con l’appaltatore, dell’osservanza delle norme anzidette nei confronti dei loro dipendenti per le prestazioni rese nell’ambito del subappalto; d) le imprese subappaltatrici, per tramite dell’appaltatore, devono trasmettere alla Stazione appaltante, prima dell’inizio dei lavori, la documentazione di avvenuta denunzia agli enti previdenziali, inclusa la Cassa edile, assicurativi ed antinfortunistici; devono altresì trasmettere, a scadenza quadrimestrale, copia dei versamenti contributivi, previdenziali, assicurativi nonché di quelli dovuti agli organismi paritetici previsti dalla contrattazione collettiva. Le presenti disposizioni si applicano anche alle associazioni temporanee di imprese e alle società anche consortili, quando le imprese riunite o consorziate non intendono eseguire direttamente i lavori scorporabili. Ai fini del presente articolo è considerato subappalto qualsiasi contratto avente ad oggetto attività ovunque espletate che richiedano l'impiego di manodopera, quali le forniture con posa in opera e i noli a caldo, se singolarmente di importo superiore al 2 per cento dell'importo dei lavori affidati o di importo superiore a 100.000 Euro e qualora l'incidenza del costo della manodopera e del personale sia superiore al 50 per cento dell'importo del contratto di subappalto. I lavori affidati in subappalto non possono essere oggetto di ulteriore subappalto pertanto il subappaltatore non può subappaltare a sua volta i lavori. Fanno eccezione al predetto divieto le fornitura con posa in opera di impianti e di strutture speciali individuate con apposito regolamento; in tali casi il fornitore o il subappaltatore, per la posa in opera o il montaggio, può avvalersi di imprese di propria fiducia per le quali non sussista alcuno dei divieti di cui al comma 2, lettera d). È fatto obbligo all'appaltatore di comunicare alla Stazione appaltante, per tutti i sub-contratti, il nome del sub-contraente, l'importo del sub-contratto, l'oggetto del lavoro, servizio o fornitura affidati. 19 Art. 32 Rinvenimento di oggetti L’Appaltatore è tenuto a denunciare al Committente ed al Direttore dei Lavori il rinvenimento, occorso durante l’esecuzione delle opere, di oggetti di interesse archeologico o di valore intrinseco e ad averne la massima cura fino alla consegna. Art. 33 Cauzione provvisoria, cauzione definitiva e assicurazione 1. Ai sensi dell’articolo 75, comma 1, del Dlgs. 12.04.2006 n. 163, è richiesta una cauzione provvisoria di Euro 365,54 (Euro trecentosessantacinque/54), pari al 2 per cento (un cinquantesimo) dell’importo preventivato dei lavori da appaltare, da prestare al momento della partecipazione alla gara. Ai sensi dell’articolo 113 comma 1 del Dlgs. 12.04.2006 n. 163, è richiesta una garanzia fideiussoria, a titolo di cauzione definitiva, pari al 10 per cento (un decimo) dell’importo contrattuale; qualora l’aggiudicazione sia fatta in favore di un'offerta inferiore all’importo a base d’asta in misura superiore al 20 per cento, la garanzia fideiussoria è aumentata di tanti punti percentuali quanti sono quelli eccedenti la predetta misura percentuale. 2. La garanzia fideiussoria è prestata mediante polizza bancaria o assicurativa, emessa da istituto autorizzato, con durata non inferiore a sei mesi oltre il termine previsto per l’ultimazione dei lavori; essa è presentata in originale alla Stazione appaltante prima della formale sottoscrizione del contratto. 3. Approvato il certificato di collaudo ovvero il certificato di regolare esecuzione, la garanzia fideiussoria si intende svincolata ed estinta di diritto, automaticamente, senza necessità di ulteriori atti formali, richieste, autorizzazioni, dichiarazioni liberatorie o restituzioni. 4. L’Amministrazione può avvalersi della garanzia fideiussoria, parzialmente o totalmente, per le spese dei lavori da eseguirsi d’ufficio nonché per il rimborso delle maggiori somme pagate durante l’appalto in confronto ai risultati della liquidazione finale; l’incameramento della garanzia avviene con atto unilaterale dell’Amministrazione senza necessità di dichiarazione giudiziale, fermo restando il diritto dell’appaltatore di proporre azione innanzi l’autorità giudiziaria ordinaria. 5. La garanzia fideiussoria è tempestivamente reintegrata qualora, in corso d’opera, sia stata incamerata, parzialmente o totalmente, dall’Amministrazione; in caso di variazioni al contratto per effetto di successivi atti di sottomissione, la medesima garanzia può essere ridotta in caso di riduzione degli importi contrattuali, mentre non è integrata in caso di aumento degli stessi importi fino alla concorrenza di un quinto dell’importo originario. 6. Ai sensi dell’articolo 129 comma 1 del Dlgs. 12.04.2006 n. 163, l’appaltatore è obbligato, contestualmente alla sottoscrizione del contratto, a produrre una polizza assicurativa che tenga indenne la Stazione appaltante da tutti i rischi di esecuzione e una polizza assicurativa a garanzia della responsabilità civile per danni causati a terzi nell’esecuzione dei lavori. La polizza assicurativa è prestata da un’impresa di assicurazione autorizzata alla copertura dei rischi ai quali si riferisce l'obbligo di assicurazione. 7. La copertura delle predette garanzie assicurative decorre dalla data di consegna dei lavori e cessa alla data di emissione del certificato di collaudo o del certificato di regolare esecuzione e comunque decorsi dodici mesi dalla data di ultimazione dei lavori risultante dal relativo certificato; le stesse polizze devono inoltre recare espressamente il vincolo a favore della Stazione appaltante e sono efficaci senza riserve anche in caso di omesso o ritardato pagamento delle somme dovute a titolo di premio da parte dell'esecutore. 8. La polizza assicurativa contro tutti i rischi di esecuzione da qualsiasi causa determinati deve coprire tutti i danni subiti dalla Stazione appaltante a causa del danneggiamento o della distruzione totale o parziale di impianti e opere, anche preesistenti, salvo quelli derivanti da errori di progettazione, insufficiente progettazione, azioni di terzi o cause di forza maggiore, e che preveda anche una garanzia di responsabilità civile per danni causati a terzi nell’esecuzione 20 dei lavori. Tale polizza deve essere stipulata nella forma “Contractors All Risks” (C.A.R.), deve prevedere una somma assicurata non inferiore all'importo del contratto al lordo dell’I.V.A. pari a Euro 22.297,71 (Euro ventiduemiladuecentonovantasette/71) e deve: a) prevedere la copertura dei danni delle opere, temporanee e permanenti, eseguite o in corso di esecuzione per qualsiasi causa nel cantiere, compresi materiali e attrezzature di impiego e di uso, ancorché in proprietà o in possesso dell’impresa, compresi i beni della Stazione appaltante destinati alle opere, causati da furto e rapina, incendio, fulmini e scariche elettriche, tempesta e uragano, inondazioni e allagamenti, esplosione e scoppio, terremoto e movimento tellurico, frana, smottamento e crollo, acque anche luride e gas provenienti da rotture o perdite di condotte idriche, fognarie, gasdotti e simili, atti di vandalismo, altri comportamenti colposo o dolosi propri o di terzi; b) prevedere la copertura dei danni causati da errori di realizzazione, omissioni di cautele o di regole dell’arte, difetti e vizi dell’opera, in relazione all’integra garanzia a cui l’impresa è tenuta, nei limiti della perizia e delle capacità tecniche da essa esigibili nel caso concreto, per l’obbligazione di risultato che essa assume con il contratto d’appalto anche ai sensi dell’articolo 1665 del codice civile; 9. La polizza assicurativa di responsabilità civile per danni causati a terzi deve essere stipulata per una somma assicurata non inferiore a Euro 500.000,00 (Euro cinquecentomila,00) e deve: a) prevedere la copertura dei danni che l’appaltatore debba risarcire quale civilmente responsabile verso prestatori di lavoro da esso dipendenti e assicurati secondo le norme vigenti e verso i dipendenti stessi non soggetti all’obbligo di assicurazione contro gli infortuni nonché verso i dipendenti dei subappaltatori, impiantisti e fornitori per gli infortuni da loro sofferti in conseguenza del comportamento colposo commesso dall’impresa o da un suo dipendente del quale essa debba rispondere ai sensi dell’articolo 2049 del codice civile, e danni a persone dell’impresa, e loro parenti o affini, o a persone della Stazione appaltante occasionalmente o saltuariamente presenti in cantiere e a consulenti dell’appaltatore o della Stazione appaltante; b) prevedere la copertura dei danni biologici; c) prevedere specificamente l'indicazione che tra le "persone" si intendono compresi i rappresentanti della Stazione appaltante autorizzati all’accesso al cantiere, i componenti dell’ufficio di direzione dei lavori, i coordinatori per la sicurezza, i collaudatori. 10. Le garanzie di cui al presente articolo, prestate dall’appaltatore coprono senza alcuna riserva anche i danni causati dalle imprese subappaltatrici e subfornitrici. Qualora l’appaltatore sia un’associazione temporanea di concorrenti, giusto il regime delle responsabilità disciplinato dall’articolo 95 del regolamento generale e dall’articolo 37 del Dlgs. 12.04.2006 n. 163, le stesse garanzie assicurative prestate dalla mandataria capogruppo coprono senza alcuna riserva anche i danni causati dalle imprese mandanti. 11. Alla data dell’emissione del certificato di collaudo o del certificato di regolare esecuzione la polizza assicurativa di cui al comma 3 è sostituita da una polizza che tenga indenne la Stazione appaltante da tutti i rischi connessi all'utilizzo delle lavorazioni in garanzia o agli interventi per la loro eventuale sostituzione o rifacimento. Art. 34 Norme di sicurezza 1. L'appaltatore è obbligato a fornire alla Stazione appaltante, entro 30 giorni dall'aggiudicazione, l'indicazione dei contratti collettivi applicati ai lavoratori dipendenti e una dichiarazione in merito al rispetto degli obblighi assicurativi e previdenziali previsti dalle leggi e dai contratti in vigore. 2. L’appaltatore è obbligato ad osservare le misure generali di tutela del decreto legislativo n. 81 del 2008, nonché le disposizioni dello stesso decreto applicabili alle lavorazioni previste nel cantiere. 3. L’appaltatore è obbligato ad osservare scrupolosamente e senza riserve o eccezioni il piano di sicurezza e di coordinamento predisposto dal coordinatore per la sicurezza e messo a 21 4. 5. 6. 7. 8. 9. disposizione da parte della Stazione appaltante, ai sensi del decreto legislativo n. 494 del 1996 e n. 528/99. L’appaltatore può presentare al coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione una o più proposte motivate di modificazione o di integrazione al piano di sicurezza di coordinamento, nei seguenti casi: a) per adeguarne i contenuti alle proprie tecnologie ovvero quando ritenga di poter meglio garantire la sicurezza nel cantiere sulla base della propria esperienza, anche in seguito alla consultazione obbligatoria e preventiva dei rappresentanti per la sicurezza dei propri lavoratori o a rilievi da parte degli organi di vigilanza; b) per garantire il rispetto delle norme per la prevenzione degli infortuni e la tutela della salute dei lavoratori eventualmente disattese nel piano di sicurezza, anche in seguito a rilievi o prescrizioni degli organi di vigilanza. L'appaltatore ha il diritto che il coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione si pronunci tempestivamente, con atto motivato da annotare sulla documentazione di cantiere, sull’accoglimento o il rigetto delle proposte presentate; le decisioni del coordinatore sono vincolanti per l'appaltatore. Qualora il coordinatore non si pronunci entro il termine di tre giorni lavorativi dalla presentazione delle proposte dell’appaltatore, nei casi di cui al comma 2, lettera a), le proposte si intendono accolte. Qualora il coordinatore non si sia pronunciato entro il termine di tre giorni lavorativi dalla presentazione delle proposte dell’appaltatore, prorogabile una sola volta di altri tre giorni lavorativi nei casi di cui al comma 2, lettera b), le proposte si intendono rigettate. Nei casi di cui al comma 2, lettera a), l’eventuale accoglimento delle modificazioni e integrazioni non può in alcun modo giustificare variazioni o adeguamenti dei prezzi pattuiti, né maggiorazioni di alcun genere del corrispettivo. Nei casi di cui al comma 2, lettera b), qualora l’eventuale accoglimento delle modificazioni e integrazioni comporti maggiori oneri a carico dell'impresa, e tale circostanza sia debitamente provata e documentata, trova applicazione la disciplina delle varianti. Art. 35 Piano operativo di sicurezza 1. L'appaltatore, entro 30 giorni dall'aggiudicazione e comunque prima dell'inizio dei lavori, deve predisporre e consegnare al direttore dei lavori o, se nominato, al coordinatore per la sicurezza nella fase di esecuzione, un piano operativo di sicurezza per quanto attiene alle proprie scelte autonome e relative responsabilità nell'organizzazione del cantiere e nell'esecuzione dei lavori. Il piano operativo di sicurezza dovrà essere redatto in riferimento al cantiere interessato, ai sensi dell’articolo 17 comma 1, lettera a i cui contenuti sono ripostati nell’allegato XV del d. lgs. 81/08. 2. Il piano operativo di sicurezza costituisce piano complementare di dettaglio del piano di sicurezza e di coordinamento di cui all'articolo 100 del decreto legislativo n. 81 del 2008. TITOLO V – CONTABILIZZAZIONE DEI LAVORI A MISURA, A CORPO Art. 36 Valutazione dei lavori - condizioni generali Nei prezzi contrattuali sono compresi tutti gli oneri ed obblighi richiamati nel presente capitolato e negli altri atti contrattuali che l’Appaltatore dovrà sostenere per l’esecuzione di tutta l’opera e delle sue parti nei tempi e modi prescritti. L’esecuzione dell’opera indicata dovrà, comunque, avvenire nella completa applicazione della disciplina vigente relativa alla materia, includendo tutte 22 le fasi contrattuali, di progettazione, di messa in opera, di prevenzione infortuni e tutela dei lavoratori, della sicurezza, ecc. includendo qualunque altro aspetto normativo necessario al completamento dei lavori nel rispetto delle specifiche generali e particolari già citate. I prezzi contrattualmente definiti sono accettati dall’Appaltatore nella più completa ed approfondita conoscenza delle quantità e del tipo di lavoro da svolgere rinunciando a qualunque altra pretesa di carattere economico che dovesse derivare da errata valutazione o mancata conoscenza dei fatti di natura geologica, tecnica, realizzativa o normativa legati all’esecuzione dei lavori. Le eventuali varianti che comportino modifiche sostanziali al progetto (ampliamenti o riduzioni di cubatura, aggiunta o cancellazione di parti dell’opera, ecc.), dovranno essere ufficialmente autorizzate dalla Direzione dei Lavori e contabilizzate a parte secondo le condizioni contrattuali previste per tali lavori; non sono compresi, in questa categoria, i lavori di rifacimento richiesti per cattiva esecuzione o funzionamento difettoso che dovranno essere eseguiti a totale carico e spese dell’Appaltatore. Il prezzo previsto per tutte le forniture di materiali e di impianti è comprensivo, inoltre, dell’onere per l’eventuale posa in periodi diversi di tempo, qualunque possa essere l’ordine di arrivo in cantiere dei materiali forniti dall’Appaltatore. Queste norme si applicano per tutti i lavori indicati dal presente capitolato (eseguiti in economia, a misura, a corpo, ecc.) e che saranno, comunque, verificati in contraddittorio con l’Appaltatore; si richiama espressamente, in tal senso, l’applicazione dell’Elenco prezzi indicato dai documenti che disciplinano l’appalto. Art. 37 Valutazione dei lavori a misura, a corpo B - Opere compiute. Per i lavori e per le opere a misura, i prezzi comprendono i costi dei materiali di prima scelta e qualità, o dei componenti di produzione industriale, del relativo trasporto e dello scarico di essi a piè d'opera, della manodopera idonea alla messa in opera e dei noli necessari, nonché degli oneri relativi al consumo o allo sfrido di materiali ed attrezzature marginali, delle spese generali e dell'utile di impresa in modo che l'opera risulti completata e a regola d'arte. I prezzi sono riferiti a quantità che possono discostarsi di un quinto in più o in meno rispetto a quelle effettivamente necessarie per il presente appalto, e non a quantità standard: pertanto l'Appaltatore non potrà pretendere, in relazione alla eventuale esiguità di certe quantità, alcun compenso aggiuntivo. A - Opere a corpo. Il lavoro e le opere a corpo vengono valutati sulla base delle specifiche descritte nell'apposito elaborato, nonché secondo le prescrizioni ed indicazioni ricavabili o desumibili da tutti gli altri elaborati progettuali allegati al contratto. La relativa contabilizzazione avviene applicando all'importo di progetto, dedotto il ribasso d'asta, le percentuali, eventualmente parzializzate qualora il relativo lavoro non è ancora terminato, del prospetto riportato al precedente art. 2, dal titolo Parti d'opera e categorie. Il corrispettivo resta fisso ed invariabile, e comprende ogni onere, spesa, fornitura e prestazione necessari per dare il lavoro finito, a regola d'arte, e perfettamente funzionante, ancorché non esplicitamente specificati in alcuno degli elaborati progettuali. NORME SPECIFICHE PER LE LAVORAZIONI A MISURA: SCAVI IN GENERALE La misurazione degli scavi verrà effettuata nei seguenti modi: – il volume degli scavi di sbancamento verrà determinato con il metodo delle sezioni ragguagliate in base ai rilevamenti eseguiti in contraddittorio con l’Appaltatore, prima e dopo i relativi lavori; – gli scavi di fondazione saranno valutati su un volume ottenuto dal prodotto dell’area di base della fondazione stessa per la profondità misurata sotto il piano degli scavi di sbancamento, considerando le pareti perfettamente verticali. 23 Al volume così calcolato si applicheranno i vari prezzi fissati nell’elenco per tali scavi; essi saranno valutati sempre come eseguiti a pareti verticali ritenendosi già compreso e compensato con il prezzo unitario di elenco ogni maggiore scavo. Per gli scavi di fondazione da eseguire con l’impiego di casseri, paratie o simili strutture, sarà incluso nel volume di scavo per fondazione anche lo spazio occupato dalle strutture stesse. I prezzi di elenco, relativi agli scavi di fondazione, sono applicabili unicamente e rispettivamente ai volumi di scavo compresi fra piani orizzontali consecutivi, stabiliti per diverse profondità, nello stesso elenco dei prezzi. Pertanto la valutazione dello scavo risulterà definita, per ciascuna zona, dal volume ricadente nella zona stessa e dall’applicazione ad esso del relativo prezzo di elenco. RILEVATI, REINTERRI E RIEMPIMENTI Il volume dei rilevati sarà determinato con il metodo delle sezioni ragguagliate, in base a rilevamenti eseguiti come per gli scavi di sbancamento. I reinterri di scavi a sezione ristretta saranno valutati a metro cubo per il loro volume effettivo misurato in opera. Il riempimento con misto granulare a ridosso delle murature per drenaggi, vespai, ecc., sarà valutato a metro cubo per il suo volume effettivo misurato in opera. CASSEFORME Le casseforme dovranno essere contabilizzate secondo le superfici delle facce interne a contatto con il conglomerato cementizio. CALCESTRUZZI I calcestruzzi per fondazioni, murature, volte, ecc., e le strutture costituite da getto in opera, saranno contabilizzati a metro cubo e misurati in opera in base alle dimensioni prescritte, esclusa quindi ogni eccedenza, ancorché inevitabile, dipendente dalla forma degli scavi aperti e dal modo di esecuzione dei lavori. Le lastre ed opere particolari saranno valutate, se espressamente indicato, in base alla superficie. CONGLOMERATO CEMENTIZIO ARMATO Il conglomerato per opere in cemento armato di qualsiasi natura e spessore sarà valutato per il suo volume effettivo, senza detrazione del volume del ferro di armatura, che verrà pagato a parte, e del volume del conglomerato corrispondente a vani, aperture, nicchie e simili inferiori a m2 0.10 di superficie e senza contabilizzare la superficie bagnata della casseratura necessaria per formare i suddetti vani, aperture, nicchie e simili. Nel caso di elementi ornamentali gettati fuori opera il volume sarà considerato in base al minimo parallelepipedo retto a base rettangolare circoscrivibile a ciascun elemento includendo anche il costo dell’armatura metallica nonché la posa in opera, sempreché non sia pagata a parte. ACCIAIO PER STRUTTURE IN C.A. E C.A.P. L’acciaio impiegato nelle strutture in cemento armato e cemento armato precompresso verrà computato a peso. STRATO DI FONDAZIONE, BINDER, BITUME Saranno contabilizzati a metri cubo e misurati in base alle dimensioni prescritte Art. 38 Valutazione dei lavori in economia Le prestazioni in economia saranno eseguite nella piena applicazione della normativa vigente sulla mano d’opera, i noli, i materiali incluse tutte le prescrizioni contrattuali e le specifiche del presente capitolato; le opere dovranno essere dettagliatamente descritte (nelle quantità, nei tempi di realizzazione, nei materiali, nei mezzi e numero di persone impiegate) e controfirmate dalla Direzione dei Lavori. Nel caso di lavori non previsti o non contemplati nel contratto iniziale, le opere da eseguire dovranno essere preventivamente autorizzate dalla Direzione dei Lavori. Il prezzo relativo alla mano d’opera dovrà comprendere ogni spesa per la fornitura di tutti gli attrezzi necessari agli operai, la quota delle assicurazioni, la spesa per l’illuminazione, gli accessori, le spese generali e l’utile dell’Appaltatore. Nel prezzo dei noli dovranno essere incluse tutte le operazioni da eseguire per avere le macchine operanti in cantiere, compresi gli operatori, gli operai specializzati, l’assistenza, la spesa per i combustibili, l’energia elettrica, i lubrificanti, i pezzi di ricambio, la manutenzione di qualunque tipo, l’allontanamento dal cantiere e quant’altro si 24 rendesse necessario per la piena funzionalità dei macchinari durante tutto il periodo dei lavori. Il prezzo dei materiali dovrà includere tutte le spese e gli oneri richiesti per avere i materiali in cantiere immagazzinati in modo idoneo a garantire la loro protezione e tutti gli apparecchi e mezzi d’opera necessari per la loro movimentazione, la mano d’opera richiesta per tali operazioni, le spese generali, i trasporti, le parti danneggiate, l’utile dell’Appaltatore e tutto quanto il necessario alla effettiva installazione delle quantità e qualità richieste. Tutti i ritardi, le imperfezioni ed i danni causati dalla mancata osservanza di quanto prescritto saranno prontamente riparati, secondo le disposizioni della Direzione dei Lavori, a totale carico e spese dell’Appaltatore. 25 TITOLO VI – LIQUIDAZIONE DEI CORRISPETTIVI Art. 39 Ammontare dell’appalto Il presente appalto è dato : A CORPO E A MISURA ai sensi dell'articolo 329 della legge n. 2248 del 20.03.1865, allegato F; L’importo complessivo dei lavori a base d’asta ammonta a € 16’557,93 (sedicimilasettecentocinquantanove,22) Di cui: a) Per lavori a misura b) Per lavori a corpo c) In economia: - Per forniture - Per mano d’opera € 17.703,84 ----------------------------- L’importo delle opere per la sicurezza, non incluse nelle cifre sopraindicate, ammonta a € 572,97 (CINQUECENTOSETTANTADUE,97) N. d'ordine Designazione delle diverse categorie di lavoro ed oneri Importo complessivo di ogni categoria di lavoro % Cat eg. Classe 1 - Categorie di lavoro da eseguire a corpo 1 2 3 4 5 2 - Categorie di lavoro da eseguire a misura Scavi e rinterri € 2892,33 pozzetti € 843,40 ferro € 717,20 Opere stradali € 8.573,51 tubazioni € 4.677,40 Totale generale a base d’asta Oneri per la sicurezza (non soggetti a ribasso) Totale importo € 17.703,84 € 16,3 4,8 4,1 48,4 26,4 100 572,97 € 18.276,81 All’importo totale generale a base d’asta sopra determinato, deve essere applicato il ribasso percentuale sul medesimo importo offerto dall’aggiudicatario in sede di gara, aumentato dell’importo degli oneri per la sicurezza e la salute nel cantiere e non soggetti al ribasso d’asta ai sensi del combinato disposto dell'articolo 131 del Dlgs. 12.04.2006 n. 163 e dell'articolo 100 del decreto legislativo 81/08 Art. 40 Modalità di stipulazione del contratto 1. Il contratto è stipulato “a corpo e a misura” ai sensi dell’articolo 326, della legge n. 2248 del 1865, e degli articoli 45, e 90, del regolamento generale. 2. L’importo della contratto, come determinato in sede di gara, resta fisso e invariabile, senza che 26 possa essere invocata da alcuna delle parti contraenti alcuna successiva verificazione sulla misura o sul valore attribuito alla quantità. 3. Il ribasso percentuale offerto dall’aggiudicatario in sede di gara si estende e si applica ai prezzi unitari in elenco, utilizzabili esclusivamente per la definizione, valutazione e contabilizzazione di eventuali varianti, addizioni o detrazioni in corso d’opera, qualora ammissibili ai sensi dell’articolo 132 del Dlgs. 12.04.2006 n. 163, e che siano inequivocabilmente estranee ai lavori già previsti, nonché ai lavori in economia. 4. I prezzi unitari di cui al comma 3, ancorché senza valore negoziale ai fini dell’appalto e della determinazione dell’importo complessivo dei lavori, sono vincolanti esclusivamente per la definizione, valutazione e contabilizzazione di eventuali varianti, addizioni o detrazioni in corso d’opera, qualora ammissibili ai sensi dell’articolo 132 del Dlgs. 12.04.2006 n. 163, e che siano estranee ai lavori già previsti nonché ai lavori in economia. 5. I rapporti ed i vincoli negoziali di cui al presente articolo si riferiscono ai lavori posti a base d'asta di cui all'articolo 2, mentre per gli oneri per la sicurezza e la salute nel cantiere costituiscono vincolo negoziale l'importo degli stessi. Art. 41 Lavori in economia Gli eventuali lavori in economia che dovessero rendersi indispensabili possono essere autorizzati ed eseguiti solo nei limiti impartiti, con ordine di servizio, dalla Direzione dei Lavori e verranno rimborsati sulla base dell’elenco prezzi allegato al contratto. La liquidazione dei lavori in economia ed a misura è condizionata alla presentazione di appositi fogli di registrazione, giornalmente rilasciati dalla Direzione dei Lavori, con l’indicazione delle lavorazioni eseguite in corso d’opera e dovrà pertanto essere effettuata con le stesse modalità stipulate per il contratto principale. Art. 42 Nuovi prezzi I prezzi relativi ad eventuali opere non previste nell’“Elenco prezzi” saranno determinati dal Direttore dei Lavori in analogia ai prezzi delle opere contrattuali più simili; se tale riferimento non è possibile, il nuovo prezzo sarà determinato dal Direttore dei Lavori in base ad analisi dei costi, applicando i prezzi unitari di mano d’opera, materiali, noli, trasporti, ecc. indicati nell’“Elenco prezzi” allegato al contratto. Art. 43 Invariabilità dei prezzi L’Appaltatore dichiara di aver approvvigionato all’atto dell’inizio dei lavori i materiali necessari per l’esecuzione dei lavori affidatigli e di aver tenuto conto nella formulazione dei prezzi contrattuali delle variazioni del costo della mano d’opera prevedibili nel periodo di durata dei lavori; tutti i prezzi si intendono pertanto fissi ed invariabili per tutta la durata dei lavori. Art. 44 Contabilità dei lavori I documenti amministrativi contabili per l’accertamento dei lavori e delle somministrazioni sono: Il Giornale dei Lavori, nel quale verranno registrate tutte le circostanze che possono interessare l’andamento dei lavori (condizioni meteorologiche, maestranze presenti, fase di avanzamento dei lavori, date dei getti in c.a. e dei relativi disarmi, stato dei lavori affidati all’Appaltatore e ad altre Ditte), le disposizioni ed osservazioni del Direttore dei Lavori, le annotazioni dell’Appaltatore, le sospensioni, riprese e proroghe dei lavori. Il giornale dei lavori sarà compilato dal Direttore dei Lavori che annoterà gli ordini di servizio, le istruzioni e le prescrizioni oltre alle osservazioni che riterrà utile indicare. Normalmente durante il corso dei lavori resterà in cantiere, in consegna all’Appaltatore; al termine dei lavori il giornale dei lavori verrà ritirato dal Direttore dei Lavori che lo terrà a disposizione delle parti contraenti. 27 I libretti di misura delle lavorazioni e delle provviste che dovrà contenere la misura e la classificazione delle lavorazioni e delle provviste secondo la denominazione di contratto. Tale libro dovrà essere aggiornato quotidianamente dalla Direzione dei Lavori in contraddittorio con l’Appaltatore sotto la diretta responsabilità del Direttore dei Lavori. Le lavorazioni e le somministrazioni che per loro natura si giustificano mediante fattura sono sottoposti alle necessarie verifiche da parte del Direttore dei Lavori in modo da verificarne la congruenza con quanto precedentemente concordato e allo stato di fatto. Le liste settimanali nelle quali sono indicate le lavorazioni eseguite e le risorse impiegate da parte dell’appaltatore. Il registro di contabilità contiene la trascrizione delle annotazioni delle lavorazioni e delle somministrazioni contenute nei libretti delle misure e compilato secondo le modalità indicate dalla normativa di riferimento. L’iscrizione delle partite deve essere in ordine cronologico. Il registro è tenuto dal Direttore dei Lavori ed è firmato dall’Appaltatore, con o senza riserve. Sommario del registro di contabilità contenente ciascuna partita classificata secondo il rispettivo articolo di elenco e di perizia ed indica, per ogni stato di avanzamento dei lavori, la quantità di ogni lavorazione eseguita ed i relativi importi. Stati di avanzamento dei lavori contengono il riassunto di tutte le lavorazioni e somministrazioni eseguite dal principio dell’appalto sino alla data di redazione dello stesso ed è redatto a cura del Direttore dei Lavori, quale strumento per effettuare il pagamento di una rata d’acconto all’Appaltatore. I certificati per il pagamento delle rate di acconto sono rilasciati sulla base degli stati di avanzamento dei lavori per l’emissione del mandato di pagamento e deve essere annotato nel registro di contabilità. Conto finale e relazione relativa è l’ultimo stato di avanzamento dei lavori, compilato dal Direttore dei Lavori e deve essere accompagnato da una relazione in cui vengono riportate le vicende alle quali l’esecuzione del lavoro è stata soggetta, allegando relativa documentazione (verbali di consegna dei lavori, atti e perizie, eventuali nuovi prezzi, gli atti contabili, …) Art. 45 Stati di avanzamento dei lavori - pagamenti Durante il corso dei lavori l’Impresa avrà diritto a pagamenti in acconto ogni qualvolta l’importo dei lavori eseguiti raggiunge la somma di € 15.000,00 (Euro QUINDICIMILA,00) al netto del ribasso contrattuale e delle ritenute di legge. In proposito si osservano le norme contenute nel Capitolato Generale e nell’art. 48 del Regolamento Generale dello Stato approvato con R.D. 23.05.1924, n. 827, modificato dall’art. 1 della legge 12.01.1974 n. 8 e successive modifiche. I certificati di pagamento delle rate di acconto devono essere emessi non appena raggiunto l’importo prescritto per ciascuna rata ed in ogni caso non oltre 45 giorni dal verificarsi di tale circostanza. Il pagamento degli acconti e della rata di saldo saranno effettuati nei termini previsti dall’art. 29 del Capitolato Generale Ministero LL.PP.. Qualsiasi ritardo nel pagamento degli acconti non darà diritto alla Impresa di sospendere o rallentare i lavori né di richiedere lo scioglimento del contratto, avendo essa soltanto il diritto al pagamento degli interessi secondo quanto disposto dall’art. 30 del Capitolato Generale Ministero LL. PP., esclusa ogni altra indennità o compenso. Il compenso relativo agli oneri della sicurezza sarà liquidato in quote proporzionali allo stato di avanzamento. Qualora il certificato di pagamento delle rate in acconto non sia emesso, per mancata tempestiva contabilizzazione dei lavori o per qualsiasi altro motivo attribuibile all’Amministrazione, si applicherà quanto previsto dall’art. 133 Dlgs. 12.04.2006 n. 163 e successive modificazioni. Qualsiasi eventuale ritardo nel pagamento dei suddetti acconti non darà diritto all’Impresa di sospendere e rallentare i lavori, nè di chiedere lo scioglimento del contratto, avendo essa soltanto il diritto di pagamento degli interessi nei termini di cui all’art. 116 del Regolamento, esclusa ogli altra indennità e compenso. 28 I compensi a corpo relativi agli oneri di capitolato e agli oneri della sicurezza saranno liquidati in quote proporzionali allo stato di avanzamento, mentre il compenso a corpo relativo al mantenimento delle opere fino a collaudo verrà liquidato a collaudo favorevole. Non saranno tenuti in alcun conto i lavori eseguiti irregolarmente ed in contravvenzione agli ordini di servizio della Direzione dei Lavori e non conformi al contratto. Dall’importo complessivo calcolato come innanzi saranno volta per volta dedotti, oltre il ribasso contrattuale: la ritenuta dello 0.50% di cui all’art. 7 del Capitolato Generale; l’ammontare dei pagamenti in acconto già precedentemente corrisposti, compresa l’anticipazione, se dovuta, e gli eventuali crediti dell’Amministrazione verso l’Impresa per somministrazioni fatte e per qualsiasi altro motivo, nonché la penalità in cui l’Impresa fosse incorsa, per danni ed altri motivi similari. Qualora i lavori vengano sospesi su disposizione dell’Amministrazione Appaltante verrà emesso uno stato di avanzamento qualunque sia l’importo maturato alla data della sospensione. L’ultimo stato di avanzamento sarà pagato qualunque sia il suo ammontare. L’Impresa resta però sempre ed unicamente responsabile della conservazione dei suddetti materiali fino al loro impiego. Art. 46 Conto finale 1. Il conto finale dei lavori è redatto entro 90 giorni dalla data della loro ultimazione, accertata con apposito verbale; è sottoscritto dal direttore di lavori e trasmesso al responsabile del procedimento. Col conto finale è accertato e proposto l’importo della rata di saldo, qualunque sia il suo ammontare, la cui liquidazione definitiva ed erogazione è soggetta alle verifiche di collaudo o di regolare esecuzione ai sensi del comma 3. 2. Il conto finale dei lavori deve essere sottoscritto dall’appaltatore, su richiesta del responsabile del procedimento, entro il termine perentorio di 30 giorni; se l'appaltatore non firma il conto finale nel termine indicato, o se lo firma senza confermare le domande già formulate nel registro di contabilità, il conto finale si ha come da lui definitivamente accettato. Il responsabile del procedimento formula in ogni caso una sua relazione al conto finale. 3. La rata di saldo, unitamente alle ritenute di cui all’articolo 21, comma 2, nulla ostando, è pagata entro 90 giorni dopo l’avvenuta emissione del certificato di collaudo provvisorio o del certificato di regolare esecuzione. 4. Il pagamento della rata di saldo, disposto previa garanzia fideiussoria ai sensi dell'articolo 28, comma 9, della legge n. 109 del 1994, non costituisce presunzione di accettazione dell’opera, ai sensi dell’articolo 1666, secondo comma, del codice civile. 5. La garanzia fideiussoria di cui al comma 4 deve avere validità ed efficacia non inferiore a 32 (trentadue) mesi dalla data di ultimazione dei lavori e può essere prestata, a scelta dell'appaltatore, mediante adeguamento dell'importo garantito o altra estensione avente gli stessi effetti giuridici, della garanzia fideiussoria già depositata a titolo di cauzione definitiva al momento della sottoscrizione del contratto. 6. Salvo quanto disposto dall’articolo 1669 del codice civile, l’appaltatore risponde per la difformità ed i vizi dell’opera, ancorché riconoscibili, purché denunciati dal soggetto appaltante prima che il certificato di collaudo o il certificato di regolare esecuzione assuma carattere definitivo. Art. 47 Eccezioni dell’appaltatore Nel caso che l’Appaltatore ritenga che le disposizioni impartite dalla Direzione dei Lavori siano difformi dai patti contrattuali, o che le modalità esecutive comportino oneri più gravosi di quelli previsti dal presente capitolato, tali da richiedere la formazione di un nuovo prezzo o speciale compenso, dovrà, a pena di decadenza, formulare le proprie eccezioni e riserve nei tempi e modi previsti dalla normativa vigente. 29 TITOLO VII – CONTROLLI Art. 48 Prove e verifiche dei lavori, riserve dell’appaltatore Tutti i lavori dovranno essere eseguiti secondo quanto contenuto e prescritto dai documenti contrattuali. Il Committente procederà, a mezzo della Direzione dei Lavori, al controllo dello svolgimento dei lavori, verificandone lo stato. La Direzione dei Lavori potrà procedere in qualunque momento all’accertamento e misurazione delle opere compiute; ove l’Appaltatore non si prestasse ad eseguire in contraddittorio tali operazioni, gli sarà assegnato un termine perentorio, scaduto il quale gli verranno addebitati i maggiori oneri per conseguenza sostenuti. In tal caso, inoltre, l’Appaltatore non potrà avanzare alcuna richiesta per eventuali ritardi nella contabilizzazione o nell’emissione dei certificati di pagamento. Il Direttore dei Lavori segnalerà tempestivamente all’Appaltatore le eventuali opere che ritenesse non eseguite in conformità alle prescrizioni contrattuali o a regola d’arte; l’Appaltatore provvederà a perfezionarle a sue spese. Qualora l’Appaltatore non intendesse ottemperare alle disposizioni ricevute, il Committente avrà la facoltà di provvedervi direttamente od a mezzo di terzi. In ogni caso prima di dar corso ai perfezionamenti o rifacimenti richiesti, dovranno essere predisposte, in contraddittorio fra le parti, le necessarie misurazioni o prove; le spese incontrate per l’esecuzione delle opere contestate, nonché quelle inerenti alle misurazioni e alla precostituzione delle prove, saranno a carico della parte che, a torto, le ha provocate. Insorgendo controversie su disposizioni impartite dal Direttore dei Lavori o sulla interpretazione delle clausole contrattuali, l’Appaltatore potrà formulare riserva entro 15 (quindici) giorni da quando i fatti che la motivano si siano verificati o siano venuti a sua conoscenza. La formulazione delle riserve dovrà effettuarsi mediante lettera raccomandata. Le riserve dovranno essere specificate in ogni loro elemento tecnico ed economico. Entro 15 (quindici) giorni dalla formulazione delle riserve il Direttore dei Lavori farà le sue controdeduzioni. Le riserve dell’Appaltatore e le controdeduzioni del Direttore dei Lavori non avranno effetto interruttivo o sospensivo per tutti gli altri aspetti contrattuali. Qualora le riserve non venissero accolte o non si raggiungesse un accordo, potrà essere investito del giudizio sulle controversie il Collegio Arbitrale. Nel caso che una delle parti ritenesse improrogabile la risoluzione delle controversie di carattere tecnico, potrà richiedere la convocazione del Collegio Arbitrale in vista di particolari motivi attinenti alle riserve formulate, oppure nei casi previsti dalla legge. TITOLO VIII – SPECIFICHE MODALITÀ E TERMINI DI COLLAUDO Art. 49 Ultimazione dei lavori, consegna delle opere, collaudo La data fissata per l’ultimazione dei lavori è stabilita in 60 (SESSANTA) giorni, naturali e consecutivi, dalla data del verbale di consegna. La durata delle eventuali sospensioni ordinate dalla Direzione dei Lavori, non è calcolata nel termine fissato per l’esecuzione dei lavori. I lavori dovranno essere condotti in modo da rispettare le sequenze ed i tempi parziali previsti nel programma dei lavori concordato fra le parti e che è parte integrante del presente contratto. Al termine dei lavori l’Appaltatore richiederà che venga redatto certificato di ultimazione dei lavori; entro 30 (trenta) giorni dalla richiesta il Direttore dei Lavori procederà alla verifica provvisoria delle opere compiute, verbalizzando, in contraddittorio con l’Appaltatore, gli eventuali difetti di costruzione riscontrati nella prima ricognizione e fissando un giusto termine perché l’Appaltatore possa eliminarli, e comunque entro e non oltre i 60 giorni dalla data della verifica. Il mancato rispetto di questo termine comporta l’inefficacia del certificato di ultimazione e la necessità di una nuova verifica con conseguente redazione di un nuovo certificato che attesti l’avvenuta esecuzione di quanto prescritto. Dalla data del certificato di ultimazione dei lavori l’opera si intende consegnata, fermo restando l’obbligo dell’Appaltatore di procedere nel termine fissato all’eliminazione dei difetti. Resta salvo il diritto del Committente alla risoluzione del Contratto, ai sensi dell’art. 1668 c.c., nel caso in cui tale verifica provvisoria evidenzi difetti dell’opera tali da renderla senz’altro inaccettabile. Nel caso in cui il Committente, ovvero il Direttore dei Lavori, non effettui i necessari accertamenti nel termine previsto, senza validi motivi, 30 ovvero non ne comunichi il risultato entro 30 (trenta) giorni all’Appaltatore, l’opera si intende consegnata alla data prevista per la redazione del verbale di verifica provvisoria, restando salve le risultanze del verbale di collaudo definitivo. L’occupazione, effettuata dal Committente senza alcuna formalità od eccezione, tiene luogo della consegna ma, anche in tal caso, con salvezza delle risultanze del collaudo definitivo. Il Committente, entro 30 (trenta) giorni dalla data di ultimazione dei lavori (ovvero entro 30 giorni dalla data di consegna dei lavori per il collaudo in corso d’opera) nomina il Collaudatore con competenze e qualifiche professionali di legge. Il collaudo ha lo scopo di verificare e certificare che l’opera sia stata eseguita secondo i termini ed i documenti contrattuali, ed in particolare secondo le prescrizioni tecniche prestabilite ed in conformità ad eventuali varianti approvate ed a quant’altro definito in corso d’opera dal Direttore dei Lavori. Il collaudo ha inoltre lo scopo di verificare la corrispondenza di quanto realizzato ai dati risultanti dalla contabilità e dai documenti giustificativi. Il collaudo comprende inoltre tutte le verifiche tecniche particolari previste dai documenti di contratto e dalla legislazione vigente oltre all’esame di eventuali riserve dell’Appaltatore, poste nei termini prescritti, sulle quali non sia già intervenuta una risoluzione definitiva. Il collaudo definitivo sarà effettuato non oltre 6 (sei) mesi dalla data del verbale di verifica provvisoria e di ultimazione dei lavori; in caso di mancato inizio del collaudo nel detto termine, l’opera si intende definitivamente accettata. Qualora il certificato di collaudo sia sostituito dal certificato di regolare esecuzione, questo deve essere emesso entro 3 (tre mesi) dall'ultimazione dei lavori. Nei casi e nei termini previsti dalla legge è obbligatorio il collaudo in corso d’opera con le modalità prescritte. Il Collaudatore, in corso di collaudo, può prescrivere accertamenti, saggi, riscontri ed in generale qualsiasi prova ritenga necessaria per la verifica della buona esecuzione del lavoro. Dette operazioni di riscontro, compreso quanto necessario per l’eventuale ripristino delle parti alterate dalle operazioni di verifica, sono a carico dell’Appaltatore. Della visita di collaudo è redatto processo verbale contenente, oltre ai dati principali dell’intervento, i rilievi fatti dal collaudatore, le singole operazioni di verifica eseguite con i relativi risultati. Il processo verbale oltre che dal collaudatore e dall’Appaltatore, sono firmati dal Direttore dei Lavori, dal Committente e da quanti altri intervenuti. Qualora dalle visite e dagli accertamenti effettuati in sede di collaudo definitivo emergessero difetti di esecuzione imputabili all’Appaltatore e tali da rendere necessari lavori di riparazione o completamento, l’Appaltatore stesso è tenuto ad eseguire entro giusto termine quanto prescritto dal Collaudatore. Trascorso il termine assegnato dal Collaudatore per l’esecuzione dei lavori senza che l’Appaltatore vi abbia provveduto, il Committente ha diritto di eseguirli direttamente, addebitandone l’onere all’Appaltatore, il quale tuttavia potrà deferire il giudizio in merito al Collegio Arbitrale. Competono all’Appaltatore gli oneri di gratuita manutenzione sino alla data del collaudo definitivo; i difetti che si rilevassero durante tale periodo e che fossero imputabili all’Appaltatore, dovranno essere prontamente eliminati a cura e spese dello stesso; in difetto vale quanto precisato al precedente paragrafo. Art. 50 Relazione e certificato di collaudo Dai dati di fatto risultanti dal processo verbale di collaudo e dai documenti contrattuali, anche successivi all’inizio dei lavori, il Collaudatore redige apposita relazione di verifica di conformità, formulando le proprie considerazioni in merito, esprimendosi in merito alla collaudabilità del lavoro ed alle eventuali condizioni, sulle eventuali domande dell’Appaltatore e sulle eventuali penali ed esprimendo un suo parere relativamente all’impresa, tenuto conto delle modalità di esecuzione dei lavori e delle domande e riserve dell’impresa stessa (in riferimento a quanto prescritto dalla normativa vigente in materia di qualificazione delle imprese). Qual’ora l’opera risulti collaudabile, il Collaudatore emette il Certificato di collaudo con le modalità ed i termini definiti dalla normativa di riferimento. Il Certificato di collaudo ha carattere 31 provvisorio ed assume carattere definitivo trascorsi due anni dalla data di emissione. Il collaudo, anche se favorevole, non esonera l’Appaltatore dalle responsabilità di legge. Il Certificato di collaudo viene trasmesso per accettazione all’Appaltatore che deve firmarlo entro 20 (venti) giorni, formulando eventuali domande nei termini di legge. Art. 51 Proroghe L’Appaltatore, qualora per cause ad esso non imputabili non sia in grado di ultimare i lavori nel termine fissato, potrà chiedere con domanda motivata, proroghe che se riconosciute giustificate saranno concesse all’Appaltante purché le domande pervengano, pena la decadenza, prima della data fissata per l’ultimazione dei lavori. La concessione della proroga non pregiudica i diritti che possono competere all’Appaltatore qualora la maggior durata dei lavori sia imputabile all’Appaltante. Art. 52 Anticipata consegna delle opere Avvenuta l’ultimazione dei lavori il Committente potrà prendere immediatamente in consegna le opere eseguite senza che ciò costituisca rinuncia al collaudo o accettazione delle opere stesse. La presa in consegna anticipata delle opere è soggetta alle seguenti condizioni: a) sia stato eseguito con esito favorevole il collaudo statico; b) sia stato richiesto il certificato di agibilità; c) siano stati effettuati i necessari allacciamenti impiantistici; d) siano state effettuate le prove previste dal Capitolato speciale d’appalto; e) sia stato redatto apposito stato di consistenza dettagliato. La verifica di quanto sopra è compito del Collaudatore che redige a tal fine opportuno verbale, sottoscritto dal Direttore dei Lavori e dal Committente stesso. In caso di anticipata consegna delle opere il Committente si assume la responsabilità della custodia, della manutenzione e della conservazione delle opere stesse restando comunque a carico dell’Appaltatore gli interventi conseguenti a difetti di costruzione. Art. 53 Garanzie Salvo il disposto dell’art. 1669 del c.c. e le eventuali prescrizioni del presente capitolato per lavori particolari, l’Appaltatore si impegna a garantire l’Appaltante per la durata di due anni dalla data del collaudo per i vizi e difetti, di qualsiasi grado e natura, che diminuiscono l’uso e l’efficienza dell’opera e che non si siano precedentemente manifestati. Per lo stesso periodo l’Appaltatore si obbliga a riparare tempestivamente tutti i guasti e le imperfezioni che si manifestino negli impianti e nelle opere per difetto di materiali o per difetto di montaggio, restando a suo carico tutte le spese sostenute per le suddette riparazioni (fornitura dei materiali, installazioni, verifiche, mano d’opera, viaggi e trasferte del personale). Per tutti i materiali e le apparecchiature alle quali le case produttrici forniranno garanzie superiori a due anni, queste verranno trasferite all’Appaltante. L’Appaltatore è altresì obbligato a stipulare una polizza assicurativa che tenga indenni le amministrazioni aggiudicatrici e gli altri enti aggiudicatori o realizzatori da tutti i rischi di esecuzione da qualsiasi causa determinati, salvo quelli derivanti da errori di progettazione, insufficiente progettazione, azioni di terzi o cause di forza maggiore, e che preveda anche una garanzia di responsabilità civile per danni a terzi nell’esecuzione dei lavori sino alla data di emissione del Certificato di collaudo provvisorio. Per i lavori il cui importo superi gli importi stabiliti con decreto del Ministero dei lavori pubblici, l’Appaltatore è inoltre obbligato a stipulare, con decorrenza dalla data di emissione del Certificato di collaudo provvisorio, una polizza indennitaria decennale, nonché una polizza per responsabilità civile verso terzi, della medesima durata, a copertura dei rischi di rovina totale o parziale dell’opera, ovvero dei rischi derivanti da gravi difetti costruttivi. 32 TITOLO IX – MODALITÀ DI SOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE Art. 54 Danni alle opere I danni di forza maggiore saranno accertati con la procedura stabilita dall’art. 20 del Capitolato Generale D.M. n° 145/2000. I danni riconosciuti esclusivamente di forza maggiore, purché provocati da eventi eccezionali, saranno compensati all’Impresa ai sensi del Regolamento. Nel caso di danni causati da forza maggiore l’appaltatore ne fa denuncia al direttore dei lavori entro tre giorni da quello dell’evento, a pena di decadenza dal diritto al risarcimento. Appena ricevuta la denuncia, il direttore dei lavori si procederà, redigendone processo verbale, all’accertamento: a) dello stato delle cose dopo il danno, rapportandole allo stato precedente; b) delle cause dei danni, precisando l’eventuale causa di forza maggiore; c) dell’osservanza o meno delle regole dell’arte e delle prescrizioni del direttore dei lavori; d) dell’eventuale omissione delle cautele necessarie a prevenire i danni. Il compenso, per quanto riguarda i danni alle opere, è limitato all’importo dei lavori necessari per l’occorrente riparazione valutati ai prezzi e alle condizioni di contratto. Nessun compenso è dovuto quando a determinare il danno abbia concorso la colpa dell’appaltatore o delle persone delle quali esso è tenuto a rispondere. Frattanto l’appaltatore non può, sotto nessun pretesto, sospendere o rallentare l’esecuzione dei lavori, tranne in quelle parti per le quali lo stato delle cose debba rimanere inalterato sino a che non sia eseguito l’accertamento dei fatti, a norma dell’art. 348 della legge sui lavori pubblici Nessun compenso è dovuto per danni o perdite di materiali non ancora posti in opera, di utensili, di ponti di servizio ed in generale degli oggetti indicati nell’art. 13 del presente capitolato. Frattanto l’appaltatore non può, sotto nessun pretesto, sospendere o rallentare l’esecuzione dei lavori, tranne in quelle parti per le quali lo stato delle cose debba rimanere inalterato sino a che non sia eseguito l’accertamento dei fatti, a norma dell’art. 348 della legge sui lavori pubblici. Sono però a carico esclusivo dell’Impresa sia i lavori occorrenti per rimuovere le materie per smottamenti del terreno per qualunque causa scoscese nei cavi e durante gli scavi anche in zone disagiate, sia le perdite, anche totali, di attrezzi, mezzi d’opera, macchinari, ponti di servizio, centine, armature di legname, baracche ed altre opere provvisionali, da qualsiasi causa prodotte, anche eccezionale, compresi gli afflussi di acque meteoriche o sotterranee di qualunque intensità, nonché le piene, anche improvvise e straordinarie, dei corsi d’acqua prossimi ai lavori ed ai cantieri. L’Impresa, oltre alle modalità esecutive prescritte per ogni categoria di lavori, è obbligata ad impiegare ed eseguire tutte le opere provvisionali ed usare tutte le cautele ritenute a suo giudizio indispensabili per la buona riuscita delle opere, per la loro manutenzione e per garantire da eventuali danni o piene sia le attrezzature di cantiere che le opere stesse. I materiali approvvigionati in cantiere ed a piè d’opera, come pure le tubazioni, pezzi speciali ed apparecchiature di qualsiasi tipo, nonché eventuali manufatti prefabbricati, sino alla loro completa messa in opera ed a prove e rinterro eseguiti, rimarranno a rischio e pericolo dell’Impresa per qualunque causa di deterioramento o perdita e potranno essere sempre rifiutati se al momento dell’impiego non saranno più ritenuti idonei dalla Direzione dei Lavori. In particolare non verranno comunque riconosciuti, anche se determinati da causa di forza maggiore, i danni che dovessero verificarsi nella costruzione delle opere, ove l’Impresa non avesse scrupolosamente osservato quanto esplicitamente prescritto in merito nel Capitolato Speciale; in questo ultimo caso l’Impresa sarà tenuta anzi a ripristinare a suo carico e spese anche eventuali materiali forniti dall’Amministrazione. Art. 55 Morte o fallimento dei contraenti In caso di morte di uno dei Contraenti subentrano gli eredi ed il Contratto di Appalto non si risolve. Si risolve invece ai sensi dell’art. 1671 c.c., quando la considerazione della persona dell’uno o dell’altro è stata motivo determinante del rapporto contrattuale. In caso di fallimento di una delle due parti, valgono le disposizioni di legge vigenti in materia. 33 Art. 56 Accordo bonario Qualora, a seguito dell’iscrizione di riserve, l’importo economico dell’opera dovesse subire variazioni in modo sostanziale, il Committente promuove la costituzione di un’apposita commissione perché formuli, acquisita la relazione del Direttore dei lavori e, se costituito, dell’organo di collaudo, entro 90 giorni una proposta motivata di accordo bonario sulla quale l’Appaltatore dovrà pronunciarsi entro 30 giorni. La commissione è formata da tre componenti in possesso di specifica idoneità, designati rispettivamente, il primo dal Committente, il secondo dall’Appaltatore ed il terzo di comune accordo dal Committente e dall’Appaltatore. In caso di mancato accordo alla nomina del terzo componente provvede, su istanza del Committente, il presidente del tribunale di Lanusei. Qualora l’Appaltatore non provveda alla designazione del componente di sua elezione nel termine dei 30 giorni dalla richiesta del Committente, questi provvede a formulare direttamente la proposta motivata di accordo bonario, acquisita la relazione del Direttore dei lavori e, ove costituito, dell’organo di collaudo. L’accordo bonario definito con le modalità di cui sopra ed accettato dall’Appaltatore, ha natura transattiva. Le parti hanno facoltà di conferire alla commissione il potere di assumere decisioni vincolanti, perfezionando, per conto delle stesse, l’accordo bonario risolutivo delle riserve. Ove ciò non risultasse possibile, tutte le controversie di natura tecnica, amministrativa e giuridica sorte sia durante l’esecuzione che al termine del contratto, saranno risolte ricorrendo ad un arbitrato ai sensi delle norme del titolo VIII del libro quarto del codice di procedura civile. Art. 57 Cause di forza maggiore Costituiscono cause di forza maggiore tutti gli eventi eccezionali che non siano imputabili all’Appaltatore e che gli arrechino grave pregiudizio senza che egli abbia potuto intervenire o prevenire mediante l’adozione di tutti i provvedimenti e gli accorgimenti imposti dalla massima diligenza tecnica ed organizzativa. I ritardi di consegna di materiali da parte di terzi verranno considerati utili ai fini delle relative proroghe solo se derivanti da cause di forza maggiore. Analogamente si procederà nel caso di subappalti autorizzati. L’insorgere e il cessare degli eventi che hanno costituito la causa di forza maggiore devono essere tempestivamente comunicati per iscritto dall’Appaltatore. Art. 58 Definizione delle controversie Qualunque controversia dovesse insorgere sulla interpretazione, esecuzione o risoluzione del presente Contratto fra le parti firmatarie, essa dovrà essere deferita al giudizio di un Collegio Arbitrale. Il Collegio Arbitrale sarà composto da tre membri, di cui due nominati da ciascuna delle parti, mentre uno, avente funzione di presidente, sarà nominato di comune accordo. In mancanza di accordo, entro venti giorni dalla nomina degli arbitri di parte, il terzo arbitro sarà nominato dal Consiglio direttivo del Collegio degli Ingegneri di Nuoro, su istanza anche di una sola delle parti contraenti o del suo arbitro. La parte che intende promuovere il giudizio arbitrale notificherà alla controparte a mezzo lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, il testo dei quesiti da sottoporre al Collegio, indicando l’arbitro di propria designazione. Nei 20 (venti) giorni successivi la controparte avrà diritto di proporre altri quesiti, indicando per iscritto l’arbitro di propria designazione. Il Collegio Arbitrale deciderà secondo diritto in via rituale. Il lodo arbitrale dovrà essere depositato entro un termine massimo di 90 (novanta) giorni dal giorno della formazione del Collegio, termine prorogabile una volta sola per un massimo di ulteriori 60 (sessanta) giorni ivi compreso il caso di assunzione di mezzi di prova. Il lodo arbitrale sarà inappellabile. La decisione degli arbitri sarà sostitutiva della volontà delle parti e queste dichiarano fin da ora di accettarla come se fosse stata da esse direttamente adottata. Il Collegio Arbitrale deciderà anche sulla attribuzione e sulla ripartizione delle spese. 34 Art. 59 Risoluzione del contratto 1. La Stazione appaltante ha facoltà di risolvere il contratto mediante semplice lettera raccomandata con messa in mora di 15 giorni, senza necessità di ulteriori adempimenti, nei seguenti casi: a) frode nell'esecuzione dei lavori; b) inadempimento alle disposizioni del direttore dei lavori riguardo ai tempi di esecuzione o quando risulti accertato il mancato rispetto delle ingiunzioni o diffide fattegli, nei termini imposti dagli stessi provvedimenti; c) manifesta incapacità o inidoneità, anche solo legale, nell’esecuzione dei lavori; d) inadempienza accertata alle norme di legge sulla prevenzione degli infortuni, la sicurezza sul lavoro e le assicurazioni obbligatorie del personale; e) sospensione dei lavori o mancata ripresa degli stessi da parte dell’appaltatore senza giustificato motivo; f) rallentamento dei lavori, senza giustificato motivo, in misura tale da pregiudicare la realizzazione dei lavori nei termini previsti dal contratto; g) subappalto abusivo, associazione in partecipazione, cessione anche parziale del contratto o violazione di norme sostanziali regolanti il subappalto; h) non rispondenza dei beni forniti alle specifiche di contratto e allo scopo dell’opera; i) nel caso di mancato rispetto della normativa sulla sicurezza e la salute dei lavoratori di cui al decreto legislativo n. 626 del 1994 o ai piani di sicurezza di cui agli articoli 40 e 41 del presente capitolato speciale, integranti il contratto, e delle ingiunzioni fattegli al riguardo dal direttore dei lavori, dal responsabile del procedimento o dal coordinatore per la sicurezza. 2. Il contratto è altresì risolto in caso di perdita da parte dell'appaltatore, dei requisiti per l'esecuzione dei lavori, quali il fallimento o la irrogazione di misure sanzionatorie o cautelari che inibiscono la capacità di contrattare con la pubblica amministrazione. 3. Nei casi di rescissione del contratto o di esecuzione di ufficio, la comunicazione della decisione assunta dalla Stazione appaltante è fatta all'appaltatore nella forma dell'ordine di servizio o della raccomandata con avviso di ricevimento, con la contestuale indicazione della data alla quale avrà luogo l'accertamento dello stato di consistenza dei lavori. 4. In relazione a quanto sopra, alla data comunicata dalla Stazione appaltante si fa luogo, in contraddittorio fra il direttore dei lavori e l'appaltatore o suo rappresentante ovvero, in mancanza di questi, alla presenza di due testimoni, alla redazione dello stato di consistenza dei lavori, all'inventario dei materiali, delle attrezzature dei e mezzi d’opera esistenti in cantiere, nonché, nel caso di esecuzione d’ufficio, all’accertamento di quali di tali materiali, attrezzature e mezzi d’opera debbano essere mantenuti a disposizione della Stazione appaltante per l’eventuale riutilizzo e alla determinazione del relativo costo. 5. Nei casi di rescissione del contratto e di esecuzione d'ufficio, come pure in caso di fallimento dell'appaltatore, i rapporti economici con questo o con il curatore sono definiti, con salvezza di ogni diritto e ulteriore azione della Stazione appaltante, nel seguente modo: a) ponendo a base d’asta del nuovo appalto l’importo lordo dei lavori di completamento da eseguire d’ufficio in danno, risultante dalla differenza tra l’ammontare complessivo lordo dei lavori posti a base d’asta nell’appalto originario, eventualmente incrementato per perizie in corso d’opera oggetto di regolare atto di sottomissione o comunque approvate o accettate dalle parti, e l’ammontare lordo dei lavori eseguiti dall’appaltatore inadempiente medesimo; b) ponendo a carico dell’appaltatore inadempiente: 1) l’eventuale maggiore costo derivante dalla differenza tra importo netto di aggiudicazione del nuovo appalto per il completamento dei lavori e l’importo netto degli stessi risultante dall’aggiudicazione effettuata in origine all’appaltatore inadempiente; 2) l’eventuale maggiore costo derivato dalla ripetizione della gara di appalto eventualmente andata deserta, necessariamente effettuata con importo a base d’asta opportunamente maggiorato; 35 3) l’eventuale maggiore onere per la Stazione appaltante per effetto della tardata ultimazione dei lavori, delle nuove spese di gara e di pubblicità, delle maggiori spese tecniche di direzione, assistenza, contabilità e collaudo dei lavori, dei maggiori interessi per il finanziamento dei lavori, di ogni eventuale maggiore e diverso danno documentato, conseguente alla mancata tempestiva utilizzazione delle opere alla data prevista dal contratto originario. 6. Il contratto è altresì risolto qualora, per il manifestarsi di errori o di omissioni del progetto esecutivo che pregiudicano, in tutto o in parte, la realizzazione dell’opera ovvero la sua utilizzazione, come definite dall’articolo 132 comma 6 del Dlgs. 12.04.2006 n. 163, si rendano necessari lavori suppletivi che eccedano il quinto dell’importo originario del contratto. In tal caso, proceduto all’accertamento dello stato di consistenza ai sensi del comma 3, si procede alla liquidazione dei lavori eseguiti, dei materiali utili e del 10 per cento dei lavori non eseguiti, fino a quattro quinti dell’importo del contratto 36 CAPITOLATO SPECIALE D’APPALTO PARTE PRIMA - DESCRIZIONE DELLE LAVORAZIONI L’oggetto dell’appalto, di cui al presente Capitolato Speciale, consiste nella realizzazione di lavori di adeguamento stradale nella Via Orronnoro a Santa Maria Navarrese. Per i prezzi unitari si è fatto riferimento al vigente Prezzario Generale per le Opere Pubbliche nella Regione Sardegna. Per le lavorazioni che hanno richiesto un’apposita analisi del prezzo unitario, la stessa è stata redatta tenendo conto dei concetti base informatori di cui alla circolare n.2408 del 15/11/1966 del Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici riguardante le Analisi dei Prezzi per la progettazione e revisione. I prezzi unitari così determinati sono considerati medi e comunque congrui per le imprese ed applicabili alla Provincia di Nuoro. La definizione puntuale degli interventi urgenti per ridurre e/o eliminare lo stato di pericolo derivante dai fenomeni di instabilità in atto sul costone roccioso ed oggetto dell’appalto è riportata negli elaborati costituenti il Progetto Esecutivo, che risulta da essi costituito: TAVOLE DI PROGETTO ALLEGATE: Tavola Tavola Tavola Tavola Tavola Tavola 1 2 3 A B C Tavola Tavola Tavola Tavola D E F G Planimetria di inquadramento Elaborati progettuali Documentazione fotografica Relazione tecnico-illustrativa Capitolato speciale e schema di contratto Elenco dei prezzi unitari, analisi dei prezzi, computo metrico estimativo e quadro economico Cronoprogramma Piano di sicurezza e di coordinamento Stima dei costi della sicurezza Fascicolo dell’opera 37 PARTE SECONDA – QUALITA’ DEI MATERIALI E DEI COMPONENTI Art. 1 Materiali in genere Quale regola generale si intende che i materiali, i prodotti ed i componenti occorrenti, realizzati con materiali e tecnologie tradizionali e/o artigianali, per la costruzione delle opere, proverranno da quelle località che l'Appaltatore riterrà di sua convenienza, purché, ad insindacabile giudizio della Direzione dei Lavori, rispondano alle caratteristiche/prestazioni di seguito indicate. Nel caso di prodotti industriali la rispondenza a questo Capitolato può risultare da un attestato di conformità rilasciato dal produttore e comprovato da idonea documentazione e/o certificazione. Art. 2 Qualità e provenienza dei materiali I materiali occorrenti per la costruzione delle opere d'arte proverranno da quelle località che l'Impresa riterrà di sua convenienza, purché ad insindacabile giudizio della Direzione dei lavori siano riconosciuti della migliore qualità della specie e rispondano ai requisiti appresso indicati. Quando la Direzione dei lavori avrà rifiutato qualche provvista perché ritenuta, a suo giudizio insindacabile, non idonea ai lavori, l'Impresa dovrà sostituirla con altra che risponda ai requisiti voluti ed i materiali rifiutati dovranno essere immediatamente allontanati dalla sede del lavoro o dai cantieri a cura e spese dell'Impresa. Acqua. L'acqua per l'impasto con leganti idraulici dovrà essere limpida, priva di sostanze organiche o grassi e priva di sali (particolarmente solfati e cloruri) in percentuali dannose e non essere aggressiva per il conglomerato risultante. Avrà un pH compreso fra 6 ed 8. Calce. Le calci aeree ed idrauliche, dovranno rispondere ai requisiti di accettazione di cui al R.D. 16 novembre 1939, n. 2230; le calci idrauliche dovranno altresì rispondere alle prescrizioni contenute nella L. 26 maggio 1965, n. 595 nonché ai requisiti di accettazione contenuti nel D.M. 31 agosto 1972. La calce grassa in zolle dovrà provenire da calcari puri, essere di recente e perfetta cottura, di colore uniforme, non bruciata, né vitrea, né pigra ad idratarsi ed infine di qualità tale che, mescolata con la sola quantità d'acqua dolce necessaria all'estinzione, si trasformi completamente in una pasta soda a grassetto tenuissimo, senza lasciare residui maggiori del 5% dovuti a parti non bene decarburate, siliciose od altrimenti inerti. La calce viva, al momento dell'estinzione, dovrà essere perfettamente anidra; sarà rifiutata quella ridotta in polvere o sfiorita e perciò si dovrà provvedere la calce viva a misura del bisogno e conservarla comunque in luoghi asciutti e ben riparati dall'umidità. L'estinzione della calce viva dovrà farsi con i migliori sistemi conosciuti ed, a seconda delle prescrizioni della Direzione dei lavori, in apposite vasche impermeabili rivestite di tavole o di muratura. La calce grassa destinata agli intonaci dovrà essere spenta almeno sei mesi prima dell'impiego. Pozzolana. La pozzolana sarà ricavata da strati mondi da cappellaccio ed esente da sostanze eterogenee o da parti inerti; qualunque sia la sua provenienza dovrà rispondere a tutti i requisiti prescritti dal R.D. 16 novembre 1939, n. 2230. Per la misurazione, sia a peso che a volume, dovrà essere perfettamente asciutta. Ghiaia, pietrisco e sabbia. Le ghiaie, i pietrischi e le sabbie da impiegare nella formazione dei calcestruzzi dovranno corrispondere alle condizioni di accettazione considerate nelle norme di esecuzione delle opere in conglomerato semplice od armato di cui alle norme vigenti. Le ghiaie ed i pietrischi dovranno essere costituiti da elementi omogenei derivati da rocce resistenti, il più possibile omogenee e non gelive; tra le ghiaie si escluderanno quelle contenenti elementi di scarsa resistenza meccanica, facilmente sfaldabili o rivestite da incrostazioni o gelive. La sabbia da impiegare nelle malte e nei calcestruzzi, sia essa viva, naturale od artificiale, dovrà essere assolutamente scevra da materie terrose od organiche, essere preferibilmente di qualità silicea (in subordine quarzosa, granitica o calcarea), di grana omogenea, stridente al tatto e dovrà provenire da rocce aventi alta resistenza alla compressione. Ove necessario, la sabbia sarà lavata con acqua dolce per l'eliminazione delle eventuali materie nocive; alla prova di decantazione in acqua, comunque, la perdita in peso non dovrà superare il 2%. Dovrà avere forma angolosa ed avere elementi di grossezza variabile da 1 a 5 mm. 38 La granulometria degli aggregati litici per i conglomerati sarà prescritta dalla Direzione dei lavori in base alla destinazione, al dosaggio ed alle condizioni della messa in opera dei calcestruzzi. L'Impresa dovrà garantire la costanza delle caratteristiche della granulometria per ogni lavoro. Per i lavori di notevole importanza l'Impresa dovrà disporre della serie dei vagli normali atti a consentire alla Direzione dei lavori i normali controlli. In linea di massima, per quanto riguarda la dimensione degli elementi dei pietrischi e delle ghiaie questi dovranno essere da 40 a 71 mm (trattenuti dal crivello 40 e passanti da quello 71 U.N.I. 2334) per lavori correnti di fondazioni, elevazione, muri di sostegno da 40 a 60 mm (trattenuti dal crivello 40 e passanti da quello 60 U.N.I. 2334) se si tratta di volti o getti di un certo spessore; da 25 a 40 mm (trattenuti dal crivello 25 e passanti da quello 40 U.N.I. 2334) se si tratta di volti o getti di limitato spessore. Le ghiaie da impiegarsi per formazione di massicciate stradali dovranno essere costituite da elementi omogenei derivati da rocce durissime di tipo costante e di natura consimile fra loro, escludendosi quelle contenenti elementi di scarsa resistenza meccanica o sfaldabili facilmente o gelive o rivestite di incrostazioni. Il pietrisco, il pietrischetto e la graniglia, secondo il tipo di massicciata da eseguire, dovranno provenire dalla spezzatura di rocce durissime, preferibilmente silicee, a struttura microcristallina, o calcari puri durissimi e di alta resistenza alla compressione, all'urto, all'abrasione, al gelo, avranno spigolo vivo e dovranno essere scevri di materie terrose, sabbia o comunque materie eterogenee. Sono escluse le rocce marnose. Qualora la roccia provenga da cave nuove o non accreditate da esperienze specifiche di enti pubblici e che per natura e formazione non diano affidamento sulle sue caratteristiche, è necessario effettuare su campioni prelevati in cava, che siano significativi ai fini della coltivazione della cava, prove di compressione e di gelività. Quando non sia possibile ottenere il pietrisco da cave di roccia, potrà essere consentita per la formazione di esso l'utilizzazione di massi sparsi in campagna o ricavabili da scavi, nonché di ciottoloni o massi ricavabili da fiumi o torrenti sempreché siano provenienti da rocce di qualità idonea. I materiali suindicati, le sabbie e gli additivi dovranno corrispondere alle norme di accettazione del fascicolo n. 4 ultima edizione, del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Rispetto ai crivelli U.N.I. 2334, i pietrischi saranno quelli passanti dal crivello 71 e trattenuti dal crivello 25; i pietrischetti quelli passanti dal crivello 25 e trattenuti dal crivello 10; le graniglie quelle passanti dal crivello 10 e trattenute dallo staccio 2 U.N.I. 2332. Di norma si useranno le seguenti pezzature: 1) pietrisco da 40 a 71 mm ovvero da 40 a 60 mm, se ordinato, per la costruzione di massicciate all'acqua cilindrate; 2) pietrisco da 25 a 40 mm (eccezionalmente da 15 a 30 mm granulometria non unificata) per l'esecuzione di ricarichi di massicciate e per materiali di costipamento di massicciate (mezzanello); 3) pietrischetto da 15 a 25 mm per l'esecuzione di ricarichi di massicciate per conglomerati bituminosi e per trattamenti con bitumi fluidi; 4) pietrischetto da 10 a 15 mm per trattamenti superficiali, penetrazioni, semipenetrazioni e pietrischetti bitumati; 5) graniglia normale da 5 a 10 mm per trattamenti superficiali, tappeti bitumati, strato superiore di conglomerati bituminosi; 6) graniglia minuta da 2 a 5 mm di impiego eccezionale e previo specifico consenso della Direzione dei lavori per trattamenti superficiali; tale pezzatura di graniglia, ove richiesta, sarà invece usata per conglomerati bituminosi. Nella fornitura di aggregato grosso per ogni pezzatura sarà ammessa una percentuale in peso non superiore al 5% di elementi aventi dimensioni maggiori o minori di quelle corrispondenti ai limiti di prescelta pezzatura, purché, per altro, le dimensioni di tali elementi non superino il limite massimo o non siano oltre il 10% inferiori al limite minimo della pezzatura fissata. Gli aggregati grossi non dovranno essere di forma allungata o appiattita (lamellare). Pietrame. Le pietre naturali da impiegarsi nella muratura e per qualsiasi altro lavoro dovranno corrispondere ai requisiti richiesti dalle norme in vigore e dovranno essere a grana compatta ed 39 ognuna monda da cappellaccio, esenti da piani di sfaldamento, senza screpolature, peli, venature, interclusioni di sostanze estranee; dovranno avere dimensioni adatte al particolare loro impiego ed offrire una resistenza proporzionata all'entità della sollecitazione cui devono essere assoggettate. Saranno escluse le pietre alterabili all'azione degli agenti atmosferici e dell'acqua corrente. Le pietre da taglio, oltre a possedere gli accennati requisiti e caratteri generali, dovranno essere sonore alla percussione, immuni da fenditure e litoclasi e di perfetta lavorabilità. Il profilo dovrà presentare una resistenza alla compressione non inferiore a 1600 kg/cm2 ed una resistenza all'attrito radente (Dorry) non inferiore a quella del granito di 5. Fedelino, preso come termine di paragone. Legname. I legnami, da impiegare in opere stabili o provvisorie, di qualunque essenza essi siano, dovranno rispondere a tutte le prescrizioni di cui alle vigenti leggi, saranno provveduti tra le più scelte qualità della categoria prescritta e non presenteranno difetti incompatibili con l'uso a cui sono destinati. I requisiti e le prove dei legnami saranno quelli contenuti nelle vigenti norme U.N.I. Il tavolame dovrà essere ricavato dalle travi più dritte, affinché le fibre non riescano mozze dalla sega e si ritirino nelle connessure. I legnami rotondi o pali dovranno provenire dal vero tronco dell'albero e non dai rami, dovranno essere sufficientemente dritti, in modo che la congiungente i centri delle due basi non debba uscire in alcun punto del palo; dovranno essere scortecciati per tutta la loro lunghezza e conguagliati alla superficie; la differenza fra i diametri medi delle estremità non dovrà oltrepassare i 15 millesimi della lunghezza, né il quarto del maggiore dei due diametri. Nei legnami grossolanamente squadrati ed a spigolo smussato, tutte le facce dovranno essere spianate e senza scarniture, tollerandosene l'alburno o lo smusso in misura non maggiore di un sesto del lato della sezione trasversale. I legnami a spigolo vivo dovranno essere lavorati e squadrati a sega con le diverse facce esattamente spianate, senza rientranze o risalti e con gli spigoli tirati a filo vivo, senza alburno né smussi di sorta. Art. 3 Materiali inerti per conglomerati cementizi e per malte Inerti. Gli aggregati per conglomerati cementizi, naturali e di frantumazione, devono essere costituiti da elementi non gelivi e non friabili, privi di sostanze organiche, limose ed argillose, di getto, ecc., in proporzioni non nocive all'indurimento del conglomerato o alla conservazione delle armature. La ghiaia o il pietrisco devono avere dimensioni massime commisurate alle caratteristiche geometriche della carpenteria del getto ed all'ingombro delle armature. La sabbia per malte dovrà essere priva di sostanze organiche, terrose o argillose, ed avere dimensione massima dei grani di 2 mm per murature in genere, di 1 mm per gli intonaci e murature di paramento o in pietra da taglio. Gli additivi per impasti cementizi si intendono classificati come segue: fluidificanti; aeranti; ritardanti; acceleranti; fluidificanti-aeranti; fluidificanti-ritardanti; fluidificanti-acceleranti; antigelo-superfluidificanti. Per le modalità di controllo ed accettazione il Direttore dei Lavori potrà far eseguire prove od accettare l'attestazione di conformità alle norma secondo i criteri dell'Art. 56. I conglomerati cementizi per strutture in cemento armato dovranno rispettare tutte le prescrizioni di cui al Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici del 14 febbraio 1992 9 gennaio 1996 e relative circolari esplicative. Art. 4 Materiali ferrosi e metalli vari a) Materiali ferrosi. — I materiali ferrosi dovranno presentare caratteristiche di ottima qualità essere privi di difetti, scorie, slabbrature, soffiature, ammaccature, soffiature, bruciature, paglie e da qualsiasi altro difetto apparente o latente di fusione, laminazione, trafilatura, fucinatura e simili; devono inoltre essere in stato di ottima conservazione e privi di ruggine. Sottoposti ad analisi chimica devono risultare esenti da impurità e da sostanze anormali. La loro struttura micrografica deve essere tale da dimostrare l’ottima riuscita del processo metallurgico di 40 fabbricazione e da escludere qualsiasi alterazione derivante dalla successiva lavorazione a macchina od a mano che possa menomare la sicurezza d’impiego. I materiali destinati ad essere inseriti in altre strutture o che dovranno poi essere verniciati, devono pervenire in cantiere protetti da una mano di antiruggine. Si dovrà tener conto del d.m. 27 luglio 1985 “Norme tecniche per l’esecuzione delle opere in c.a. normale e precompresso e per le strutture metalliche”, della legge 5 novembre 1971 n. 1086 “Norme per la disciplina delle opere in conglomerato cementizio armato normale e precompresso ed a strutture metalliche” e della legge 2 febbraio 1974 n. 74 “Provvedimenti per la costruzione con particolari prescrizioni per le zone sismiche” Essi dovranno rispondere a tutte le condizioni previste dal d.m. 26 marzo 1980 (allegati nn. 1, 3 e 4) ed alle norme UNI vigenti (UNI EN 10025 gennaio 1992) e presentare inoltre, a seconda della loro qualità, i seguenti requisiti: Ferro. — Il ferro comune dovrà essere di prima qualità, eminentemente duttile e tenace e di marcatissima struttura fibrosa. Esso dovrà essere malleabile, liscio alla superficie esterna, privo di screpolature, saldature e di altre soluzioni di continuità. L’uso del ferro tondo per cemento armato, sul quale prima dell’impiego si fosse formato uno strato di ruggine, deve essere autorizzato dalla Direzione dei Lavori. Acciaio trafilato o dolce laminato. — Per la prima varietà è richiesta perfetta malleabilità e lavorabilità a freddo e a caldo, tali da non generare screpolature o alterazioni; esso dovrà essere inoltre saldabile e non suscettibile di prendere la tempera; alla rottura dovrà presentare struttura lucente e finemente granulare. L’acciaio extra dolce laminato dovrà essere eminentemente dolce e malleabile, perfettamente lavorabile a freddo ed a caldo, senza presentare screpolature od alterazioni; dovrà essere saldabile e non suscettibile di prendere la tempra. Acciaio fuso in getto. — L’acciaio in getti per cuscinetti, cerniere, rulli e per qualsiasi altro lavoro, dovrà essere di prima qualità, esente da soffiature e da qualsiasi altro difetto. Acciaio da cemento armato normale. — In base al d.m. 9 gennaio 1996 viene imposto il limite di 14 mm al diametro massimo degli acciai da c.a. forniti in rotoli al fine di evitare l’impiego di barre che, in conseguenza al successivo raddrizzamento, potrebbero presentare un decadimento eccessivo delle caratteristiche meccaniche. Per diametri superiori ne è ammesso l’uso previa autorizzazione del Servizio tecnico centrale, sentito il Consiglio superiore dei lavori pubblici. Trafilati, profilati, laminati. — Devono presentare alle eventuali prove di laboratorio, previste dal Capitolato o richieste dalla Direzione dei Lavori, caratteristiche non inferiori a quelle prescritte dalle norme per la loro accettazione; in particolare il ferro tondo per cemento armato, dei vari tipi ammessi, deve essere fornito con i dati di collaudo del fornitore. Il r.d. n. 2229 del 16 novembre 1939, capo II, prescrive che l’armatura del conglomerato è normalmente costituita con acciaio dolce (cosiddetto ferro omogeneo) oppure con acciaio semi duro o acciaio duro, in barre tonde prive di difetti, di screpolature, di bruciature o di altre soluzioni di continuità. Dalle prove di resistenza a trazione devono ottenersi i seguenti risultati: a) per l’acciaio dolce (ferro omogeneo): carico di rottura per trazione compreso fra 42 e 50 kg/mm², limite di snervamento non inferiore a 23 kg/mm², allungamento di rottura non inferiore al 20 per cento. Per le legature o staffe di pilastri può impiegarsi acciaio dolce con carico di rottura compreso fra 37 e 45 kg/mm² senza fissarne il limite inferiore di snervamento; b) per l’acciaio semiduro: carico di rottura per trazione compreso fra 50 e 60 kg/mm²; limite di snervamento non inferiore a 27 kg/mm², allungamento di rottura non inferiore al 16%; c) per l’acciaio duro: carico di rottura per trazione compreso fra 60 e 70 kg/mm², limite di snervamento non inferiore a 31 kg/mm², allungamento di rottura non inferiore al 14%. b) Metalli vari. — Il piombo, lo stagno, il rame e tutti gli altri metalli o leghe metalliche da impiegare devono essere delle migliori qualità, ben fusi o laminati a seconda della specie di lavori a cui sono destinati, e scevri da ogni impurità o difetto che ne vizi la forma, o ne alteri la resistenza o la durata. 41 Art. 5 Armature per calcestruzzo Gli acciai per l'armatura del calcestruzzo normale devono rispondere alle prescrizioni contenute nel vigente Decreto Ministeriale del 14 febbraio 1992 9 gennaio 1996, Norme tecniche per l'esecuzione delle opere in cemento armato normale e precompresso e per le strutture metalliche, attuativo della Legge 5 novembre 1971, n. 1086. e nelle relative circolari esplicative 1) E' fatto divieto di impiegare acciai non qualificati all'origine 2) Le precedenti disposizioni valgono per tutti gli acciai da costruzione di cui all'allegato 8 del suddetto Decreto Ministeriale 9 gennaio 1996. Art. 6 Acqua. L’acqua da utilizzare per l’annaffiamento e la manutenzione non dovrà contenere sostanze inquinanti e sali nocivi oltre i limiti di tolleranza di fitotossicità relativa. L’appaltatore sarà obbligato a prestarsi in ogni tempo, e di norma periodicamente per i materiali d’uso continuo, a tutte le prove di materiali impiegati o da impiegarsi, che saranno ordinate dalla D.L., sottostando a tutte le spese di prelevamento ed invio dei campioni ai laboratori indicati dal Committente e pagandone le relative spese e tasse. Dei campioni potrà essere ordinata la conservazione negli Uffici del Committente munendoli di sigilli e firma del Direttore dei Lavori e dell’Appaltatore, nei modi più adatti a garantirne l’autenticità. I campioni verranno prelevati in contradditorio e di ciò verrà esteso apposito verbale. L’appaltatore ha la facoltà, quando lo domandi all’atto della presentazione dei campioni, di assistere alle prove o di farsi rappresentare. Art. 7 Leganti bituminosi Dovranno soddisfare ai requisiti stabiliti delle rispettive norme del C.N.R. (Norme per l'accettazione dei bitumi per usi stradali -fasc. 2- Ed. 1951; per l'accettazione di bitumi liquidi per usi stradali -fasc. 7- Ed. 1957; per l'accettazione del le emulsioni bituminose -fasc. n. 3/1958). In particolare: a) - Bitumi semisolidi: (derivati dal petrolio e contraddistinti con la lettera B) È previsto l'impiego dei seguenti tipi: 80/10, 130/150 180/200. Norme di accettazione: - penetrazione Pow a 25 C - Dim. 80/100, 130/150, 180/200. - punto di rammollimento (palla o anello) - C. 44/49 40/45 37/42. - punto di rottura massima (minimo in valore assoluto) - C 10 12 14 - duttilità minima a 25 C - cm 100,100,100 - solubilità in CS2 minima - % 99, 99, 99 - percentuale non in peso di paraffina - % 2.5, 2.5, 2.5 - adesione a granito di S. Fedelino (minima) provini asciutti - % kg/cmq 0.5, 3.5 3.0 provini bagnati - % kg/cmq 1.75, 1.5 1.25 - adesione a marmo statuario di Carrara (minima) provini asciutti - % kg/cmq 4.5, 3.0, 2.6 - volatilità a 163 C - % 0.5, 1, 1 Norme d'impiego: - B 80/100 per conglomerati bituminosi aperti - B 130/150 o 180/200 per penetrazioni o trattamenti superficiali. b) - Bitumi liquidi (contraddistinti dalla lettera BL) Sotto tale denominazione si comprendono i bitumi che hanno subito opportuni particolari addizioni di oli di petrolio. E' previsto l'impiego dei seguenti tipi a media velocità di presa: tipo BL 25/75 tipo BL 180/200 tipo BL 350/700 - punto di lampeggiamento in vaso aperto - C 75 80 90 42 - distillazione (% volume totale del distillato sino a 360 C) acqua max 0.5 0.5 0.5 sino a 225 C = % 5 - sino a 260 C = % 5 - 10 - sino a 315 C = % acqua min. 65 60 50 - residuo della distillazione a 360 C: in volume min. = % 75 80 85 penetrazione del residuo a 25 C dmm 80/300 80/300 80/250 solubilità in CS2 del residuo % minima 99.5 99.5 99.5 peso specifico a 25 C kg/dmc 0.96/1.04 0.96/1.04 0.96/1.04 0.96/1.04 - adesione al granito di S. Fedelino (minima): provini asciutti = kg/cmq 2.75 2.75 3.00 provini bagnati = kg/cmq 1.25 1.25 1.25 - adesione al marmo statuario di Carrara (minima) provini asciutti = kg/cmq 2.50 2.50 2.75 Norme di impiego: - Per impregnazioni 25/75 - Per trattamenti superficiali semipenetrazione e conglomerati 150/300 350/700 c) - Emulsione bituminosa È previsto l'impiego di emulsioni bituminose a rottura rapida (di bitume in acqua al 55%). Norme d'accettazione: - percentuale minima di bitume = % 55 (è ammessa norma del C.N.R., la tolleranza dell'1% in meno) - viscosità Engler a 20 C minimo 4.5 - omogeneità (trattenuta al setaccio da 900 maglie al cmq) max % in peso 0.5 - sedimentazioni: dopo 3 gg. max mm 4 sedimentazioni: dopo 7 gg. 10 - adesioni a granito di S. Fedelino (minima) provini asciutti = kg/cmq 3 provini bagnati = kg/cmq 1.25 Norme d'impiego: per trattamenti superficiali, semipenetrazione ed ancoraggi. Per l'accertamento della percentuale di bitume e degli altri requisiti richiesti, saranno effettuate apposite analisi su campioni prelevati con le modalità già descritte. Se all'esame di una emulsione bituminosa, risultasse una percentuale di bitume inferiore a quella stabilita all'Elenco prezzi, l'Amministrazione si riserva la facoltà di rifiutare l'intera partita. PARTE TERZA - MODO DI ESECUZIONE DI OGNI CATEGORIA DI LAVORO SCAVI, RILEVATI, DEMOLIZIONI Art. 8 Scavi in genere Gli scavi in genere per qualsiasi lavoro, a mano o con mezzi meccanici, dovranno essere eseguiti secondo i disegni di progetto e la relazione geologica e geotecnica di cui al D.M. 11 marzo 1988, nonché secondo le particolari prescrizioni che saranno date all'atto esecutivo dalla Direzione dei Lavori. Nell'esecuzione degli scavi in genere l'Appaltatore dovrà procedere in modo da impedire scoscendimenti e franamenti, restando esso, oltreché totalmente responsabile di eventuali danni alle persone ed alle opere, altresì obbligato a provvedere a suo carico e spese alla rimozione delle materie franate. L'Appaltatore dovrà, inoltre, provvedere a sue spese affinché le acque scorrenti alla superficie del terreno siano deviate in modo che non abbiano a riversarsi nei cavi. Le materie provenienti dagli scavi, ove non siano utilizzabili o non ritenute adatte (a giudizio insindacabile della Direzione dei Lavori) ad altro impiego nei lavori, dovranno essere portate fuori della sede del cantiere, alle pubbliche discariche ovvero su aree che l'Appaltatore dovrà provvedere a rendere disponibili a sua cura e spese. 43 Qualora le materie provenienti dagli scavi debbano essere successivamente utilizzate, esse dovranno essere depositate previo assenso della Direzione dei Lavori, per essere poi riprese a tempo opportuno. In ogni caso le materie depositate non dovranno essere di danno ai lavori, alle proprietà pubbliche o private ed al libero deflusso delle acque scorrenti in superficie. La Direzione dei Lavori potrà fare asportare, a spese dell'Appaltatore, le materie depositate in contravvenzione alle precedenti disposizioni. Qualora i materiali siano ceduti all'Appaltatore, si applica il disposto del 3° comma dell'Art. 40 del Capitolato Generale d'appalto (D.P.R. 16 luglio 1962, n. 1063). Art. 9 Scavi di sbancamento Per scavi di sbancamento o tagli a sezione aperta si intendono quelli praticati al disopra del piano orizzontale passante per il punto più depresso del terreno naturale o per il punto più depresso delle trincee o splateamenti, precedentemente eseguiti ed aperti almeno da un lato. Quando l'intero scavo debba risultare aperto su di un lato (caso di un canale fugatore) e non venga ordinato lo scavo a tratti, il punto più depresso è quello terminale. Appartengono alla categoria degli scavi di sbancamento così generalmente definiti tutti i cosiddetti scavi di splateamento e quelli per allargamento di trincee, tagli di scarpate di rilevati per costruirvi opere di sostegno, scavi per incassatura di opere d'arte (spalle di ponti, spallette di briglie, ecc.) eseguiti superiormente al piano orizzontale determinato come sopra, considerandosi come piano naturale anche l'alveo dei torrenti e dei fiumi. Art. 10 Scavi di fondazione Per scavi di fondazione in generale si intendono quelli ricadenti al di sotto del piano orizzontale di cui all'articolo precedente, chiusi fra le pareti verticali riproducenti il perimetro delle fondazioni delle opere d'arte. Qualunque sia la natura e la qualità del terreno, gli scavi per fondazione dovranno essere spinti fino alla profondità che dalla Direzione dei lavori verrà ordinata all'atto della loro esecuzione. Le profondità che si trovino indicate nei disegni di consegna sono perciò di semplice avviso e l'Amministrazione appaltante si riserva piena facoltà di variarle nella misura che reputerà più conveniente, senza che ciò possa dare all'Impresa motivo alcuno di fare eccezioni o domande di speciali compensi, avendo essa soltanto diritto al pagamento del lavoro eseguito, coi prezzi contrattuali stabiliti per le varie profondità da raggiungere. È vietato all'Impresa, sotto pena di demolire il già fatto, di porre mano alle murature prima che la Direzione dei lavori abbia verificato ed accettato i piani delle fondazioni. I piani di fondazione dovranno essere generalmente orizzontali, ma per quelle opere che cadono sopra a falde inclinate potranno, a richiesta della Direzione dei lavori, essere disposti a gradini ed anche con determinate contropendenze. Gli scavi di fondazione dovranno di norma essere eseguiti a pareti verticali e l'Impresa dovrà, occorrendo, sostenerle con conveniente armatura e sbadacchiature, restando a suo carico ogni danno alle cose ed alle persone che potesse verificarsi per smottamenti o franamenti dei cavi. Questi potranno però, ove ragioni speciali non lo vietino, essere eseguiti con pareti a scarpata. In questo caso non sarà compensato il maggiore scavo eseguito, oltre quello strettamente occorrente per la fondazione dell'opera e l'Impresa dovrà provvedere a sue cure e spese al successivo riempimento del vuoto rimasto intorno alle murature di fondazione dell'opera, con materiale adatto, ed al necessario costipamento di quest'ultimo. Analogamente dovrà procedere l'Impresa senza ulteriore compenso a riempire i vuoti che restassero attorno alle murature stesse, pure essendosi eseguiti scavi a pareti verticali, in conseguenza dell'esecuzione delle murature con riseghe in fondazione. Per aumentare la superficie d'appoggio la Direzione dei lavori potrà ordinare per il tratto terminale di fondazione e per un'altezza sino ad un metro, che lo scavo sia allargato mediante scampanatura, restando fermo quanto sopra è detto circa l'obbligo dell'Impresa, ove occorra, di armare convenientemente, durante i lavori, la parete verticale sovrastante. 44 Qualora gli scavi si debbano eseguire in presenza di acqua e questa si elevi negli scavi, non oltre però il limite massimo di 20 cm previsto nel titolo seguente, l'Impresa dovrà provvedere, se richiesto dalla Direzione dei lavori, all'esaurimento dell'acqua stessa coi mezzi che saranno ritenuti più opportuni. L'Impresa dovrà provvedere, a sua cura, spesa ed iniziativa, alle suddette assicurazioni, armature, puntellature e sbadacchiature, nelle quantità e robustezza che per la qualità delle materie da scavare, siano richieste, adottando anche tutte le altre precauzioni che fossero ulteriormente riconosciute necessarie, senza rifiutarsi per nessun pretesto di ottemperare alle prescrizioni che al riguardo e per garantire la sicurezza delle cose e delle persone, le venissero impartite dalla Direzione dei lavori. Il legname impiegato a tale scopo, sempreché non si tratti di armature formanti parte integrante dell'opera, da restare quindi in posto in proprietà dell'Amministrazione, resterà di proprietà dell'Impresa, che potrà perciò recuperarlo ad opera compiuta. Nessun compenso spetta all'Impresa se, per qualsiasi ragione, tale recupero possa risultare soltanto parziale od anche totalmente negativo. Gli scavi di fondazione che si devono eseguire a profondità maggiore di 20 cm (centimetri venti) sotto il livello costante a cui si stabiliscono le acque eventualmente esistenti nel terreno, sono considerati come scavi subacquei per tutto il volume ricadente al disotto del piano di livello situato alle accennate profondità d'acqua di 20 cm. Quindi il volume ricadente nella zona dei 20 cm suddetti verrà considerato e perciò pagato, come gli scavi di fondazione in presenza di acqua, precedentemente indicati. In mancanza del prezzo suddetto e qualora si stabilissero acque nei cavi in misura superiore a quella di cui sopra, L'Impresa sarà però tenuta ad evitare l'affluenza entro i cavi di fondazione di acque provenienti dall'esterno. Nel caso che ciò si verificasse resterà a suo totale carico la spesa per i necessari aggottamenti. Art. 11 Scavi di fondazione o in trincea Per scavi di fondazione in generale si intendono quelli incassati e a sezione ristretta necessari per dar luogo ai muri o pilastri di fondazione propriamente detti ai plinti di fondazione. In ogni caso, saranno considerati alla stregua degli scavi di fondazione quelli per dar luogo alle fogne, alle condutture, ai fossi e alle cunette. Qualunque siano la natura e la qualità del terreno, gli scavi per fondazione dovranno essere spinti fino alla profondità che verrà ordinata dalla Direzione dei Lavori all'atto della loro esecuzione. Le profondità, rinvenibili nei disegni che accompagnano il presente Capitolato, sono da considerare di stima preliminare e, pertanto, l'Amministrazione appaltante si riserva piena facoltà di variarle nella misura che reputerà più conveniente, senza che ciò possa dare all'Appaltatore motivo alcuno di fare eccezioni o domande di speciali compensi, avendo egli soltanto diritto al pagamento del lavoro eseguito, con i prezzi contrattuali stabiliti per le varie profondità da raggiungere. È vietato all'Appaltatore, sotto pena di demolire quanto già eseguito, di por mano alle murature prima che la Direzione dei Lavori abbia verificato e accettato i piani delle fondazioni. Questi saranno generalmente orizzontali, fatta eccezione per le opere che cadono sopra falde inclinate, per le quali dovranno, a richiesta della Direzione dei Lavori, essere disposti a gradini e anche con determinate contropendenze. Compiuta la muratura di fondazione, lo scavo che resta vuoto dovrà essere diligentemente riempito e costipato, a cura e spese dell'Appaltatore, con le stesse materie scavate, sino al piano del terreno naturale primitivo. Gli scavi per fondazione dovranno, se necessario, essere solidamente puntellati e sbatacchiati con robuste armature, in modo da proteggere, contro ogni pericolo, gli operai, e impedire ogni smottamento di materia durante l'esecuzione tanto degli scavi che delle murature. L'Appaltatore è responsabile dei danni ai lavori, alle persone, alle proprietà pubbliche e private che potessero accadere per la mancanza o l'insufficienza di tali puntellature e sbatacchiature, alle quali dovrà provvedere di propria iniziativa, adottando anche tutte le altre precauzioni riconosciute necessarie, senza rifiutarsi, con alcun pretesto, di ottemperare alle prescrizioni che al riguardo gli venissero impartite dalla Direzione dei Lavori e dal Coordinatore per l'esecuzione dei lavori di cui all'Art. 2, lettera f), del D. Lgs. n. 494/1996. 45 Col procedere delle murature, l'Appaltatore potrà recuperare i legnami costituenti le armature, sempre che non si tratti di armature formanti parte integrante dell'opera, le quali dovranno essere lasciate in sito, in proprietà della Stazione appaltante; i legnami però che, a giudizio della Direzione dei Lavori e/o del Coordinatore per l'esecuzione dei lavori, non potessero essere tolti senza pericolo o danno del lavoro, dovranno essere abbandonati negli scavi. Art. 12 Rilevati e rinterri Per la formazione dei rilevati o per qualunque opera di rinterro, ovvero per riempire i vuoti tra le pareti degli scavi e le murature e/o ai gabbioni metallici, o da addossare alle murature, e fino alle quote prescritte dalla Direzione dei Lavori, si impiegheranno in generale, e, salvo quanto segue, fino al loro totale esaurimento, tutte le materie provenienti dagli scavi di qualsiasi genere eseguiti per quel cantiere, in quanto disponibili ed adatte, a giudizio della Direzione dei Lavori, per la formazione dei rilevati. Quando venissero a mancare in tutto o in parte i materiali di cui sopra, si preleveranno le materie occorrenti ovunque l'Appaltatore crederà di sua convenienza, purché i materiali siano riconosciuti idonei dalla Direzione dei Lavori. Per rilevati e rinterri da addossarsi alle murature, si dovranno sempre impiegare materie sciolte, o ghiaiose, restando vietato in modo assoluto l'impiego di quelle argillose e, in generale, di tutte quelle che con l'assorbimento di acqua si rammolliscono e si gonfiano generando spinte. Nella formazione dei suddetti rilevati, rinterri e riempimenti dovrà essere usata ogni diligenza perché la loro esecuzione proceda per strati orizzontali di eguale altezza, disponendo contemporaneamente le materie bene sminuzzate con la maggiore regolarità e precauzione, in modo da caricare uniformemente le murature su tutti i lati e da evitare le sfiancature che potrebbero derivare da un carico male distribuito. Le materie trasportate in rilevato o rinterro con vagoni, automezzi o carretti non potranno essere scaricate direttamente contro le murature, ma dovranno depositarsi in vicinanza dell'opera per essere riprese poi al momento della formazione dei suddetti rinterri. Per tali movimenti di materie dovrà sempre provvedersi alla pilonatura delle materie stesse, da farsi secondo le prescrizioni che verranno indicate dalla Direzione dei Lavori. È vietato addossare terrapieni a murature di fresca costruzione. Tutte le riparazioni o ricostruzioni che si rendessero necessarie per la mancata od imperfetta osservanza delle prescrizioni del presente articolo, saranno a completo carico dell'Appaltatore. È' obbligo dell'Appaltatore, escluso qualsiasi compenso, di dare ai rilevati durante la loro costruzione, quelle maggiori dimensioni richieste dall'assestamento delle terre, affinché all'epoca del collaudo i rilevati eseguiti abbiano dimensioni non inferiori a quelle ordinate. L'Appaltatore dovrà consegnare i rilevati con scarpate regolari e spianate, con i cigli bene allineati e profilati e compiendo a sue spese, durante l'esecuzione dei lavori e fino al collaudo, gli occorrenti ricarichi o tagli, la ripresa e la sistemazione delle scarpate e l'espurgo dei fossi. La superficie del terreno sulla quale dovranno elevarsi i terrapieni, sarà previamente scorticata, ove occorra, e se inclinata sarà tagliata a gradoni con leggera pendenza verso il monte. Art. 13 Misti granulari bitumati A) CARATTERISTICHE DEI MATERIALI DA IMPIEGARE PER LA CONFEZIONE DEI CONGLOMERATI BITUMINOSI. I conglomerati bituminosi, per qualsiasi impiego, saranno costituiti da miscele di aggregati lapidei, definiti dall’art.1 delle "Norme per l’accettazione dei pietrischi, dei pietrischetti, delle graniglie, delle sabbie e degli additivi per costruzioni stradali" del C.N.R. fascicolo IV- 1953, e bitume, mescolati a caldo. 46 Sia i conglomerati bituminosi che i materiali loro componenti, avranno però caratteristiche diverse a seconda che vengano impiegati nella stesa degli strati di BASE, di COLLEGAMENTO (binder), di USURA o di RINFORZO TRANSITABILE o altro. Le prescrizioni che le caratteristiche dei materiali dovranno soddisfare per i vari tipi di impiego sono riportate ai punti seguenti. A) Bitumi di base I leganti bituminosi semisolidi sono quei bitumi per uso stradale di normale produzione da raffineria (definiti di base) impiegati per il confezionamento di conglomerati bituminosi tradizionali. Nella tabella seguente sono riportate le caratteristiche riferite al prodotto di base “A” così come viene prelevato nelle cisterne e/o nei serbatoi di stoccaggio. I prelievi devono essere fatti secondo quanto prescritto dalla normativa C.N.R. 81/80. B) COMPOSIZIONE E CARATTERISTICHE DEI CONGLOMERATI BITUMINOSI. Le miscele di aggregati lapidei dovranno avere granulometrie continue comprese nei limiti sotto indicati e le relative curve granulometriche dovranno avere andamenti sostanzialmente paralleli alle curve limite dei rispettivi fusi. Di tali limiti, le dimensioni massime dei granuli sono valori critici di accettazione, mentre i fusi granulometrici hanno valore orientativo nel senso che l’andamento delle curve granulometriche delle miscele potrà anche differire da quelli indicati, ma dovrà essere comunque tale da conferire ai conglomerati le caratteristiche di resistenza e compattezza Marshall rispettivamente prescritte. Analogamente, i valori del contenuto di bitume sono indicati a titolo orientativo: gli effettivi valori, infatti, dovranno essere almeno pari ai minimi che consentano il raggiungimento delle rispettive caratteristiche Marshall. A seconda degli strati cui sono destinati, i conglomerati bituminosi avranno le seguenti composizioni. B.1) STRATO DI BASE. La composizione del conglomerato dovrà essere realizzata tenendo conto delle seguenti indicazioni: 1) Limiti granulometrici della miscela di aggregati: passante % al crivello UNI da mm 40 100 “ 30 85 ÷ 100 “ 25 70 ÷ 95 “ 15 45 ÷ 70 “ 10 35 ÷ 60 “ 5 25 ÷ 50 passante % al setaccio UNI da mm 2 18 ÷ 38 “ 0,4 6 ÷ 20 “ 0,18 4 ÷ 14 “ 0,075 3÷8 Le caratteristiche del conglomerato dovranno comunque rispettare le seguenti prescrizioni: 2) Contenuto di bitume riferito agli inerti: 3,8 % ÷ 4,8 % in peso (C.N.R. 38/73) 3) Stabilità Marshall non inferiore a 800 daN (C.N.R. 30/73) 4) Scorrimento Marshall: 2 ÷ 4 mm 5) Rigidezza Marshall non inferiore a 250 daN/mm (C.N.R. 30/73) 6) Percentuale dei vuoti intergranulari riempiti di bitume: 55 ÷ 65 % 7) Percentuale dei vuoti residui Marshall compreso fra 5 e 8 % 8) Percentuale di compattazione in opera: min 96 % della densità Marshall 9) Percentuale dei vuoti residui in opera (C.N.R. 39/73) compreso fra 5 e 9 %. B.2) STRATO DI COLLEGAMENTO (BINDER). La composizione del conglomerato dovrà essere realizzata tenendo conto delle seguenti indicazioni: 1) Limiti granulometrici della miscela di aggregati: passante % al crivello UNI da mm 25 100 47 “ 15 65 ÷ 85 “ 10 55 ÷ 75 “ 5 35 ÷ 55 passante % al setaccio UNI da mm 2 25 ÷ 38 “ 0,4 10 ÷ 20 “ 0,18 5 ÷ 15 “ 0,075 3 ÷ 7 Le caratteristiche del conglomerato dovranno comunque rispettare le seguenti prescrizioni: 2) Contenuto di bitume riferito agli inerti: 4,2 % ÷ 5,0 % in peso (C.N.R. 38/73) 3) Stabilità Marshall non inferiore a 1000 daN (C.N.R. 30/73) 4) Scorrimento Marshall: 2 ÷ 4 mm 5) Rigidezza Marshall non inferiore a 300 daN/mm (C.N.R. 30/73) 6) Percentuale dei vuoti intergranulari riempiti di bitume: 60 ÷ 75 % 7) Percentuale dei vuoti residui Marshall compreso fra 4 e 7 % 8) Percentuale di compattazione in opera: min 96 % della densità Marshall 9) Percentuale dei vuoti residui in opera (C.N.R. 39/73) compreso fra 4 e 8 %. B.3) STRATO DI RINFORZO TRANSITABILE (CONGLOMERATO PER STESE INTEGRATIVE). La composizione del conglomerato dovrà essere realizzata tenendo conto delle seguenti indicazioni: 1) Limiti granulometrici della miscela di aggregati: passante % al crivello UNI da mm 25 100 “ 15 70 ÷ 90 “ 10 57 ÷ 77 “ 5 37 ÷ 57 passante % al setaccio UNI da mm 2 27 ÷ 40 “ 0,4 12 ÷ 22 “ 0,18 6 ÷ 16 “ 0,075 4 ÷ 8 Le caratteristiche del conglomerato dovranno comunque rispettare le seguenti prescrizioni: 2) Contenuto di bitume riferito agli inerti: 4,5 % ÷ 5,3 % in peso (C.N.R. 38/73) 3) Stabilità Marshall non inferiore a 1000 daN (C.N.R. 30/73) 4) Scorrimento Marshall: 2 ÷ 4 mm 5) Rigidezza Marshall non inferiore a 300 daN/mm (C.N.R. 30/73) 6) Percentuale dei vuoti intergranulari riempiti di bitume: 65 ÷ 75 % 7) Percentuale dei vuoti residui Marshall compreso fra 4 e 7 % 8) Percentuale di compattazione in opera: min 96 % della densità Marshall 9) Percentuale dei vuoti residui in opera (C.N.R. 39/73) compreso fra 4 e 8 %. B.4) STRATO DI USURA (TAPPETO). La composizione del conglomerato dovrà essere realizzata tenendo conto delle seguenti indicazioni: 1) Limiti granulometrici della miscela di aggregati: passante % al crivello UNI da mm 15 100 “ 10 70 ÷ 90 “ 5 40 ÷ 60 passante % al setaccio UNI da mm 2 25 ÷ 38 “ 0,4 11 ÷ 20 “ 0,18 8 ÷ 15 “ 0,075 5 ÷ 8 Le caratteristiche del conglomerato dovranno comunque rispettare le seguenti prescrizioni: 2) Contenuto di bitume riferito agli inerti: 5,0 % ÷ 6,0 % in peso (C.N.R. 38/73) 48 3) 4) 5) 6) 7) 8) 9) Stabilità Marshall non inferiore a 1000 daN (C.N.R. 30/73) Scorrimento Marshall: 2 ÷ 4 mm Rigidezza Marshall non inferiore a 350 daN/mm (C.N.R. 30/73) Percentuale dei vuoti intergranulari riempiti di bitume: 67 ÷ 80 % Percentuale dei vuoti residui Marshall compreso fra 3 e 6 % Percentuale di compattazione in opera: min 96 % della densità Marshall Percentuale dei vuoti residui in opera (C.N.R. 39/73) compreso fra 4 e 8 %. Art. 14 Opere in conglomerato cementizio semplice o armato Per il calcolo, l’esecuzione ed il collaudo delle strutture in c.a. normale e precompresso e per le strutture metalliche di cui alla legge 5 novembre 1971 n. 1086 si applicano le Nuove Norme tecniche per le Costruzioni (D.M. 14.01.2008). Tutte le opere in cemento armato facenti parte dell’opera appaltata saranno eseguite in base ai calcoli di stabilità accompagnati da disegni esecutivi e da una relazione, che dovranno essere redatti e firmati da un tecnico abilitato iscritto all’Albo professionale, e che l’impresa dovrà presentare alla Direzione dei Lavori entro il termine che le verrà prescritto, attenendosi agli schemi e disegni facenti parte del progetto ed allegati al contratto o alle norme che le verranno impartite, a sua richiesta, all’atto della consegna dei lavori. L’esame e verifica da parte della Direzione dei Lavori dei progetti delle varie strutture in cemento armato non esonera in alcun modo l’Impresa dalle responsabilità ad essa derivanti per legge e per le precise pattuizioni del contratto, restando contrattualmente stabilito che, malgrado i controlli di ogni genere eseguiti dalla Direzione dei Lavori nell’esclusivo interesse dell’Amministrazione, l’Impresa stessa rimane unica e completa responsabile delle opere, sia per quanto ha rapporto con la loro progettazione e calcolo, che per la qualità dei materiali e la loro esecuzione; di conseguenza essa dovrà rispondere degli inconvenienti che avessero a verificarsi, di qualunque natura, importanza e conseguenze essi potessero risultare. Nella formazione dei conglomerati di cemento si deve avere la massima cura affinché i componenti riescano intimamente mescolati, bene incorporati e bene distribuiti nella massa. Gli impasti debbono essere preparati soltanto nella quantità necessaria per l'impasto immediato e cioè debbono essere preparati di volta in volta e per quanto possibile in vicinanza del lavoro. Per ogni impasto si devono usare da prima le quantità dei vari componenti, in modo da assicurare che le proporzioni siano nella misura prescritta, mescolando da prima a secco il cemento con la sabbia, poi questa con la ghiaia o il pietrisco ed in seguito aggiungere l'acqua con ripetute aspersioni, continuando così a rimescolare l'impasto finché assuma l'aspetto di terra appena umida. Costruito ove occorra il cassero per il getto, si comincia il versamento dello smalto cementizio che deve essere battuto fortemente a strati di piccola altezza finché l'acqua affiori in superficie. Il getto sarà eseguito a strati di spessore non superiore a 15 centimetri. Contro le pareti dei casseri, per la superficie in vista, si deve disporre della malta in modo da evitare per quanto sia possibile la formazione di vani e di ammanchi. I casseri occorrenti per le opere di getto debbono essere sufficientemente robusti da resistere senza deformarsi alla spinta laterale dei calcestruzzi durante la pigiatura. Quando sia ritenuto necessario, i conglomerati potranno essere vibrati con adatti mezzi. I conglomerati con cemento ad alta resistenza è opportuno che vengano vibrati. La vibrazione deve essere fatta per strati di conglomerato dello spessore che verrà indicato dalla Direzione dei lavori e comunque non superiore a centimetri 15 ed ogni strato non dovrà essere vibrato oltre un'ora dopo il sottostante. I mezzi da usarsi per la vibrazione potranno essere interni (pervibratori a lamiera o ad ago) ovvero esterni da applicarsi alla superficie esterna del getto o alle casseforme. 49 I pervibratori sono in genere più efficaci, si deve però evitare che essi provochino spostamenti nelle armature. La vibrazione superficiale viene di regola applicata alle solette di piccolo e medio spessore (massimo cm 20). Quando sia necessario vibrare la cassaforma è consigliabile fissare rigidamente il vibratore alla cassaforma stessa che deve essere opportunamente rinforzata. Sono da consigliarsi vibratori a frequenza elevata (da 4000 a 12.000 cicli al minuto ed anche più). I pervibratori vengono immersi nel getto e ritirati lentamente in modo da evitare la formazione dei vuoti: nei due percorsi si potrà avere una velocità media di 8-10 cm/sec e lo spessore del singolo strato dipende dalla potenza del vibratore e dalla dimensione dell'utensile. Il raggio di azione viene rilevato sperimentalmente caso per caso e quindi i punti di attacco vengono distanziati in modo che l'intera massa risulti lavorata in maniera omogenea (distanza media cm 50). Si dovrà mettere particolare cura per evitare la segregazione del conglomerato; per questo esso dovrà essere asciutto con la consistenza di terra umida debolmente plastica. La granulometria dovrà essere studiata anche in relazione alla vibrazione: con malta in eccesso si ha sedimentazione degli inerti strati di diversa pezzatura, con malta in difetto si ha precipitazione della malta e vuoti negli strati superiori. La vibrazione non deve prolungarsi troppo, di regola viene sospesa quando appare in superficie un lieve strato di malta omogenea ricca di acqua. Di mano in mano che una parte del lavoro è finita, la superficie deve essere periodicamente innaffiata affinché la presa avvenga in modo uniforme e, quando occorra, anche coperta con sabbia o tela mantenuta umida per proteggere l'opera da variazioni troppo rapide di temperatura. Le riprese debbono essere, per quanto possibile, evitate. Quando siano veramente inevitabili, si deve umettare la superficie del conglomerato eseguito precedentemente se questo è ancora fresco; dove la presa sia iniziata o fatta si deve raschiare la superficie stessa e, prima di versare il nuovo conglomerato, applicare un sottile strato di malta di cemento e sabbia nelle proporzioni che, a seconda della natura dell'opera, saranno di volta in volta giudicate necessarie dalla Direzione dei lavori, in modo da assicurare un buon collegamento dell'impasto nuovo col vecchio. Si deve fare anche la lavatura se la ripresa non è di fresca data. Quando l'opera venga costruita per tratti o segmenti successivi, ciascuno di essi deve inoltre essere formato e disposto in guisa che le superfici in contatto siano normali alla direzione degli sforzi a cui la massa muraria, costituita da tratti o segmenti stessi, è assoggettata. Le pareti dei casseri di contenimento del conglomerato di getto possono essere tolte solo quando il conglomerato abbia raggiunto un grado sufficiente di maturazione da garantire che la solidità dell'opera non abbia per tale operazione a soffrirne neanche minimamente. Le prove verrano eseguite a spese dell'Impresa e le modalità di esse saranno fissate dalla Direzione dei lavori. Nel caso la resistenza dei provini assoggettati a prove nei laboratori di cantiere risulti inferiore a quella indicata nei disegni approvati dal Direttore dei lavori, questi potrà, a suo insindacabile giudizio, ordinare la sospensione dei getti dell'opera interessata, in attesa dei risultati delle prove dei laboratori ufficiali. Qualora anche tale valore fosse inferiore a quello di progetto occorre procedere, a cura e spese dell'Appaltatore, ad un controllo teorico e/o sperimentale della struttura interessata dal quantitativo di calcestruzzo carente, sulla base della resistenza ridotta, oppure ad una verifica della resistenza con prove complementari, o con prelievo di provini per carotaggio direttamente dalle strutture, oppure con altri strumenti e metodi di gradimento della Direzione lavori. Tali controlli formeranno oggetto di apposita relazione nella quale sia dimostrato che, ferme restando le ipotesi di vincolo e di carico delle strutture, la resistenza caratteristica è ancora compatibile con le sollecitazioni di progetto, secondo la destinazione d'uso dell'opera e in conformità delle leggi in vigore. Se tale relazione sarà approvata dal Direttore dei lavori il calcestruzzo verrà contabilizzato in base al valore della resistenza caratteristica risultante. 50 Qualora tale resistenza non risulti compatibile con le sollecitazioni di progetto, l'Appaltatore sarà tenuto, a sua cura e spese, alla demolizione e rifacimento dell'opera oppure all'adozione di quei provvedimenti che la Direzione dei lavori riterrà di approvare formalmente. Nessun indennizzo o compenso sarà dovuto all'Appaltatore se il valore della resistenza caratteristica del calcestruzzo risulterà maggiore di quanto previsto. Oltre ai controlli relativi alla resistenza caratteristica di cui sopra, il Direttore dei lavori potrà, a suo insindacabile giudizio, e a complete spese dell'Appaltatore, disporre tutte le prove che riterrà necessarie, e in particolare le seguenti: a) prova del cono di cui all'App. E della U.N.I. 7163-79; b) prova del dosaggio di cemento di cui alla U.N.I. 6393-72 e alla U.N.I. 6394-69; c) prova del contenuto d'aria di cui alla U.N.I. 6395-72; d) prova del contenuto di acqua; e) prova di omogeneità in caso di trasporto con autobetoniera; f) prova di resistenza a compressione su campioni cilindrici prelevati con carotaggio da strutture già stagionate; g) prova di resistenza a compressione con sclerometro. Art. 15 - Controllo dei conglomerati dopo la posa in opera e la rullatura A distanza di almeno 10 giorni dalla posa in opera dei conglomerati la Direzione Lavori potrà prelevare dei campioni (costituiti ciascuno da n° 1 tassello e n° 3 carote) per il controllo delle seguenti caratteristiche: - la granulometria degli aggregati; - la percentuale di bitume; - la percentuale dei vuoti residui; - controllo della superficie di transito; - controllo dello spessore. Nel caso di strati antiscivolo (microtappeto ad elevata rugosità superficiale, conglomerato bituminoso con argilla espansa e conglomerato drenante fonoassorbente), si dovranno controllare le seguenti caratteristiche: - coefficiente di aderenza trasversale (C.A.T.) - microrugosità superficiale (HS) - capacità drenante (solo per il conglomerato drenate). Eventuali deficienze riscontrate nelle caratteristiche dei materiali impiegati potranno essere considerate, a giudizio della Direzione Lavori, accettabili sotto penale entro determinati limiti, ovvero non accettabili. I materiali non accettabili sulla base dei controlli in corso d’opera, anche se definitivamente posti in opera, dovranno essere completamente rimossi e sostituiti con altri di caratteristiche accettabili, a totale onere dell’Impresa. L’accettazione penalizzata potrà comunque essere applicata esclusivamente nei casi e nei limiti sotto specificati. Tutti i valori percentuali menzionati nel presente articolo sono intesi approssimati alla seconda cifra decimale. Art. 16 - GIORNALE DI CANTIERE L’Appaltatore dovrà annotare su apposito giornale di cantiere tutte le operazioni effettuate in cantiere. 51 Art. 17 - TEMPESTIVITA’ DELL’ASSISTENZA AI LAVORI Di eventuali fatti che a giudizio dell’Appaltante suggeriscano la variazione del programma dei lavori dovrà essere tempestivamente informata la D.L. o l’Ente appaltante in caso di non reperibilità della D.L.. La D.L. avrà 24 ore di tempo per dare adeguata istruzione; trascorso tale termine l’Appaltatore sarà compensato con i prezzi di fermo o noleggio cantiere secondo le fasi e necessità di lavoro. Anche per il completamento la D.L. avrà 24 ore di tempo a disposizione per confermare o variare la ”Proposta” dell’Appaltatore. 52 Ing. Antonio Piras Via San Nicolò - Baunei (OG) Telefono: 0782610923 ELENCO PREZZI UNITARI OGGETTO: Adeguamento stradale nella Via Orronnoro COMMITTENTE: Comune di Baunei IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO: Ing. Antonio Piras Ing. Antonio Piras Numero d'ordine Nr. 1 Nr. 2 Nr. 3 Nr. 4 Nr. 5 Nr. 6 computo con bianche e luce DESCRIZIONE DELL'ARTICOLO Unità di misura PREZZO UNITARIO D.0001.0002.0001 SCAVO DI SBANCAMENTO in materie di qualsiasi natura, asciutte o bagnate, anche in presenza d'acqua, per l'apertura o l'ampliamento di sede stradale e relativo cassonetto, per l'eventuale bonifica del piano di posa della fondazione stradale in trincea, per gradonature, per opere di difesa o di presidio e per l'impianto di opere d'arte; per l'apertura della sede di impianto dei fabbricati; esclusa la demolizione di massicciate stradali esistenti; compreso il carico su automezzo ma escluso il trasporto a rilevato e il trasporto a rifiuto delle materie di scavo eccedenti. Compreso: la regolarizzazione delle scarpate e dei cigli e gli oneri per: disboscamento, taglio di alberi e cespugli, estirpazione di ceppaie, rimozione di siepi, nonche' l'onere della riduzione con qualsiasi mezzo dei materiali scavati in elementi di pezzatura idonea a ottenere il prescritto addensamento dei rilevati. In terreno sia sciolto che compatto, anche misto a pietre o trovanti di roccia di dimensioni fino a mc 0.50; escluso rocce dure e tenere. (diconsi Euro due/86) m3 2,86 m3 4,50 m3 10,95 m3 2,99 mc 27,27 D.0001.0002.0002 SCAVO DI SBANCAMENTO in materie di qualsiasi natura, ascutte o bagnate, anche in presenza d'acqua, per l'apertura o l'ampliamento di sede stradale e relativo cassonetto, per l'eventuale bonifica del piano di posa della fondazione stradale in trincea, per gradonature, per opere di difesa o di presidio e per l'impianto di opere d'arte; per l'apertura della sede di impianto dei fabbricati; esclusa la demolizione di massicciate stradali esistenti; compreso il carico su automezzo ma escluso il trasporto a rilevato e il trasporto a rifiuto delle materie di scavo eccedenti. Compreso: la regolarizzazione delle scarpate e dei cigli e gli oneri per: disboscamento, taglio di alberi e cespugli, estirpazione di ceppaie, rimozione di siepi, nonche' l'onere della riduzione con qualsiasi mezzo dei materiali scavati in elementi di pezzatura idonea a ottenere il prescritto addensamento dei rilevati. In rocce tenere di media consistenza con resistenza allo schiacciamento inferiore a 120 kg/cmq. (diconsi Euro quattro/50) D.0001.0002.0029 SCAVO A SEZIONE RISTRETTA E OBBIGATA in linea per la posa di reti idriche-fognarie di qualsiasi tipo o per cavidotti di reti elettriche e telefoniche, eseguito con qualsiasi mezzo meccanico, fino alla profondità di m 2.00 dal piano di sbancamento o dall'orlo del cavo, in terreno asciutto o bagnato, compreso il carico sull'automezzo ed escluso il trasporto in terreno di qualsiasi natura, sia sciolto che compatto, anche misto a pietre, escluso le rocce tenere e dure (diconsi Euro dieci/95) D.0001.0002.0040 RINTERRO DI CAVI A SEZIONE RISTRETTA E OBBLIGATA risultanti dopo l'esecuzione dei manufatti di reti idriche-fognarie e di cavidotti di linee elettriche-telefoniche, eseguito con materiali idonei provenienti dagli scavi, compreso la rincalzatura e prima ricopritura, la formazione del colmo sufficiente a compensare l'eventuale assestamento, le ricariche e il costipamento, valutato per la sezione teorica, con l'impiego di materiali provenienti dagli scavi eseguiti nell'ambito del cantiere (diconsi Euro due/99) E.01 - 013 LETTO DI POSA, RINFIANCO E PRIMO RICOPRIMENTO TUBAZIONI Fornitura, trasporto e posa in opera di sabbia di fiume o pietrischetto della pezzatura massima di cm 1-3, disposto a strati dello spessore massimo di cm 15, per costituire il letto di posa, il rinfianco ed il primo ricoprimento delle tubazioni. Il tutto in opera perfettamente distribuito e costipato, compresi tutti gli oneri per la regolarizzazione del piano di posa e per la verifica ed il rispetto delle livellette di progetto. (diconsi Euro ventisette/27) D.0003.0016.0003 POZZETTO PREFABBRICATO in calcestruzzo vibrocompresso, con la piastra di base ELENCO PREZZI UNITARI Pagina 1 Ing. Antonio Piras Numero d'ordine computo con bianche e luce DESCRIZIONE DELL'ARTICOLO Unità di misura PREZZO UNITARIO ma senza sifone e senza copertina, dato in opera per fognature e scarichi in genere; compreso: la fornitura del manufatto, il trasporto, lo scarico al punto di installazione e la posa in opera con la sigillatura delle giunzioni al pozzetto delle tubazioni in entrata e in uscita, compreso il sottofondo e il rinfianco in calcestruzzo; esclusi solamente lo scavo e il rinterro. Dimensioni nette interne 50x50x50 cm, spessore minimo 4.5 cm (diconsi Euro centonove/60) Nr. 7 Nr. 8 Nr. 9 cad 109,60 ml. 32,17 cad 405,00 D.PEAD_STRUT400 Tubazione per condotte di scarico in polietilene strutturato ad alta densità, corrugato esternamente e con parete interna liscia "tipo B" secondo pr EN 13476 (ex TC155), realizzato a doppia parete con processo di coestrusione, irrigidito con costolatura anulare; classe di rigidezza circonferenziale SN > (4-8) kN/m², marchiato Piip/a del IIP. Collegamenti con bigiunto e guarnizione oppure con saldatura di testa. Diametro Esterno 400 mm, classe SN 4 kN/m². Il sistema di giunzione a bicchiere dovrà essere: Tradizionale con anello in gomma per De superiori a 500 mm; Con anello preinserito tipo Flex Block (con anima rigida in polipropilene), fino al De 500,l'anello di tenuta di tipo Flex Block dovrà risultare solidale con la sede del bicchiere a conformazione calibrata. In ogni caso la guarnizione di tenuta dovrà essere realizzata con materiale elastomerico ed essere conforme alla norma UNI EN 681/1. La marcatura deve essere continua ed indelebile conforme ai requisiti sotto elencati della norma di riferimento (UNI 10968 e prEN 13476/1), effettuata in fabbrica, su almeno una generatrice esterna del tubo con lunghezza variabile e intervalli massimi di due metri. La marcatura minima deve contenere almeno il nome del fabbricante o marchio commerciale; la norma di prodotto: UNI 10968 (e prEN13476/1); il materiale PVC-U; il diametro nominale; la classe di rigidità nominale SN 4 la data di produzione, numero di trafila e numero di lotto; il marchio di conformità; I tubi devono presentare ad occhio nudo superfici lisce esenti da asperità o imperfezioni, il tubo, colorato in tutto lo spessore della parete, deve essere RAL 7037 (grigio opaco) o RAL 8023 (rosso bruno). La lunghezza utile delle barre deve essere 6 metri (escluso il bicchiere). I tubi dovranno essere prodotti da una ditta in possesso di certificati di conformità alle norme UNI EN ISO 9002 del proprio Sistema Qualità Aziendale, rilasciati secondo UNI CEI EN 45012 da enti terzi o società riconosciuti e accreditati Sincert. La ditta produttrice dovrà inoltre essere in possesso di certificati di conformità del prodotto (marchio di qualità) sulla intera gamma fornita, rilasciato secondo UNI CEI EN 45011 da certificatore indipendente che attesti la conformità dei prodotti alla norma UNI 10968 e prEN 13476/1 Il tutto in opera posato a perfetta regola dell'arte, compresa la fornitura, trasporto e posa in opera della guarnizione elastomerica a labbro, perfettamente posato e funzionante compresi gli oneri per eseguire le prove in ottemperanza al Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici del 12/12/1985 e secondo i metodi previsti dalla norma UNI EN 1610. DN 400 - altezza della struttura 10,9 mm - SN 4 kN/mq - codice U ml 56,23 (diconsi Euro trentadue/17) D.0003.0016.0007 POZZETTO PREFABBRICATO in calcestruzzo vibrocompresso, con la piastra di base ma senza sifone e senza copertina, dato in opera per fognature e scarichi in genere; compreso: la fornitura del manufatto, il trasporto, lo scarico al punto di installazione e la posa in opera con la sigillatura delle giunzioni al pozzetto delle tubazioni in entrata e in uscita, compreso il sottofondo e il rinfianco in calcestruzzo; esclusi solamente lo scavo e il rinterro. Dimensioni nette interne 100x100x100 cm, spessore minimo 12 cm (diconsi Euro quattrocentocinque/00) D.0009.0001.0055 FORNITURA E POSA IN OPERA DI TUBO IN PE CORRUGATO FLESSIBILE PER CAVIDOTTI INTERRATI per la protezione di installazioni elettriche e di telecomunicazioni, tipo normale, giunzione a bicchiere, resistenza allo schiacciamento 450N, diametro esterno 110, esterno corrugato, interno liscio, a doppia parete. Dato in opera esclusi gli oneri relativi allo scavo, alla formazione del letto di posa, rinfianchi ed ELENCO PREZZI UNITARI Pagina 2 Ing. Antonio Piras Numero d'ordine computo con bianche e luce DESCRIZIONE DELL'ARTICOLO Unità di misura PREZZO UNITARIO al rinterro del cavidotto. (diconsi Euro tre/81) Nr. 10 m 3,81 kg 6,52 m3 23,00 m3 140,11 E.04 - 003 FERRO LAVORATO ZINCATO A CALDO Fornitura, trasporto e posa in opera di ferro FERRO LAVORATO ZINCATO A CALDO Fornitura, trasporto e posa in opera di ferro lavorato zincato a caldo per staffe, passerelle, botole, travature semplici o composte di qualsiasi sezione o dimensione per solai, ossature, griglie, cancellate, scale, ringhiere, sostegni e simili, in opera con due mani di vernice, previo trattamento di primer epossidico aggrappante (minimo 300 micron), inclusa, viteria bulloneria, tasselli di fissaggio tipo HSA M 12X110/15, il tutto conformemente ai disegni esecutivi di progetto, compresi i fori necessari, le opere murarie e quant'altro occorrente per dare l'opera finita a regola d'arte. Kg6,52 (diconsi Euro sei/52) Nr. 11 Nr. 12 D.0001.0003.0003 STRATO DI FONDAZIONE della massicciata stradale, eseguito con tout-venant di cava, ovvero con idoneo misto di fiume, avente granulometria assortita, dimensione massima degli elementi mm 71, limite di fluidita non maggiore di 25 ed indice di plasticita nullo, incluso l'eventuale inumidimento od essicamento per portarlo all'umidita ottima ed il costipamento fino a raggioungere almeno il 95% della massima densita AASHO modificata nonche una portanza espressa da un modulo di deformazione Md non inferiore a 80 N/mmq ricavato dalle prove con piastra avente diametro di cm 30; valutato per ogni metro cubo misurato a spessore finito dopo il costipamento (diconsi Euro ventitre/00) D.0001.0003.0016 CONGLOMERATO BITUMINOSO (BINDER CHIUSO) PER PAVIMENTAZIONI LEGGERE costituito da pietrisco 5-15 mm, sabbia e filler, impastato a caldo in apposito impianto, con bitume in ragione del 5-6% in peso; steso in opera con vibrofinitrice meccanica in sequenza di strati dello spessore compresso finito di cm 5-7, compresa la rullatura. Valutato per mc compresso per strade urbane e extraurbane. (diconsi Euro centoquaranta/11) -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ELENCO PREZZI UNITARI Pagina 3 Ing. Antonio Piras Via San Nicolò, Baunei - (OG) Telefono 0782610923 COMPUTO METRICO ESTIMATIVO Via Orronnoro OGGETTO: Adeguamento stradale nella Via Orronnoro COMMITTENTE: Comune di Baunei DATA: 8 ottobre 2015 IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO: Ing. Antonio Piras Ing. Antonio Piras Numero d'ordine Nr. 1 Nr. 2 Nr. 3 computo con bianche e luce INDICAZIONE DEI LAVORI E DELLE SOMMINISTRAZIONI D.0001.0002.0001 SCAVO DI SBANCAMENTO in materie di qualsiasi natura, asciutte o bagnate, anche in presenza d'acqua, per l'apertura o l'ampliamento di sede stradale e relativo cassonetto, per l'eventuale bonifica del piano di posa della fondazione stradale in trincea, per gradonature, per opere di difesa o di presidio e per l'impianto di opere d'arte; per l'apertura della sede di impianto dei fabbricati; esclusa la demolizione di massicciate stradali esistenti; compreso il carico su automezzo ma escluso il trasporto a rilevato e il trasporto a rifiuto delle materie di scavo eccedenti. Compreso: la regolarizzazione delle scarpate e dei cigli e gli oneri per: disboscamento, taglio di alberi e cespugli, estirpazione di ceppaie, rimozione di siepi, nonche' l'onere della riduzione con qualsiasi mezzo dei materiali scavati in elementi di pezzatura idonea a ottenere il prescritto addensamento dei rilevati. In terreno sia sciolto che compatto, anche misto a pietre o trovanti di roccia di dimensioni fino a mc 0.50; escluso rocce dure e tenere. raschiamento sede stradale e abbassamento per preparazione sede stradale Sommano m3 D.0001.0002.0002 SCAVO DI SBANCAMENTO in materie di qualsiasi natura, ascutte o bagnate, anche in presenza d'acqua, per l'apertura o l'ampliamento di sede stradale e relativo cassonetto, per l'eventuale bonifica del piano di posa della fondazione stradale in trincea, per gradonature, per opere di difesa o di presidio e per l'impianto di opere d'arte; per l'apertura della sede di impianto dei fabbricati; esclusa la demolizione di massicciate stradali esistenti; compreso il carico su automezzo ma escluso il trasporto a rilevato e il trasporto a rifiuto delle materie di scavo eccedenti. Compreso: la regolarizzazione delle scarpate e dei cigli e gli oneri per: disboscamento, taglio di alberi e cespugli, estirpazione di ceppaie, rimozione di siepi, nonche' l'onere della riduzione con qualsiasi mezzo dei materiali scavati in elementi di pezzatura idonea a ottenere il prescritto addensamento dei rilevati. In rocce tenere di media consistenza con resistenza allo schiacciamento inferiore a 120 kg/cmq. raschiamento sede stradale e abbassamento per preparazione sede stradale Sommano m3 DIMENSIONI IMPORTI Quantità par.ug. lung. 60,00 50,00 larg. 6,00 6,00 H/peso Unitario Totale 0,200 72,000 2,86 205,92 90,000 4,50 405,00 0,300 D.0001.0002.0029 SCAVO A SEZIONE RISTRETTA E OBBIGATA in linea per la posa di reti idriche-fognarie di qualsiasi tipo o per cavidotti di reti elettriche e telefoniche, eseguito con qualsiasi mezzo meccanico, fino alla profondità di m 2.00 dal piano di sbancamento o dall'orlo del cavo, in terreno asciutto o bagnato, compreso il carico sull'automezzo ed escluso il trasporto in terreno di qualsiasi natura, sia sciolto che A RIPORTARE COMPUTO METRICO ESTIMATIVO 610,92 Pagina 1 Ing. Antonio Piras Numero d'ordine computo con bianche e luce INDICAZIONE DEI LAVORI E DELLE SOMMINISTRAZIONI DIMENSIONI IMPORTI Quantità par.ug. lung. larg. H/peso Unitario RIPORTO compatto, anche misto a pietre, escluso le rocce tenere e dure rete acque bianche rete illuminazione plinti pali Sommano m3 Nr. 4 Nr. 5 610,92 4,00 D.0001.0002.0040 RINTERRO DI CAVI A SEZIONE RISTRETTA E OBBLIGATA risultanti dopo l'esecuzione dei manufatti di reti idriche-fognarie e di cavidotti di linee elettriche-telefoniche, eseguito con materiali idonei provenienti dagli scavi, compreso la rincalzatura e prima ricopritura, la formazione del colmo sufficiente a compensare l'eventuale assestamento, le ricariche e il costipamento, valutato per la sezione teorica, con l'impiego di materiali provenienti dagli scavi eseguiti nell'ambito del cantiere rete acque bianche rete illuminazione Sommano m3 0,50 0,50 1,00 0,50 0,50 1,000 1,000 1,000 134,000 10,95 1.467,30 130,000 2,99 388,70 15,600 27,27 425,41 4,000 109,60 438,40 1,000 1,000 E.01 - 013 LETTO DI POSA, RINFIANCO E PRIMO RICOPRIMENTO TUBAZIONI Fornitura, trasporto e posa in opera di sabbia di fiume o pietrischetto della pezzatura massima di cm 1-3, disposto a strati dello spessore massimo di cm 15, per costituire il letto di posa, il rinfianco ed il primo ricoprimento delle tubazioni. Il tutto in opera perfettamente distribuito e costipato, compresi tutti gli oneri per la regolarizzazione del piano di posa e per la verifica ed il rispetto delle livellette di progetto. 2,00 Nr. 7 130,00 130,00 1,00 130,00 130,00 Sommano mc Nr. 6 Totale D.0003.0016.0003 POZZETTO PREFABBRICATO in calcestruzzo vibrocompresso, con la piastra di base ma senza sifone e senza copertina, dato in opera per fognature e scarichi in genere; compreso: la fornitura del manufatto, il trasporto, lo scarico al punto di installazione e la posa in opera con la sigillatura delle giunzioni al pozzetto delle tubazioni in entrata e in uscita, compreso il sottofondo e il rinfianco in calcestruzzo; esclusi solamente lo scavo e il rinterro. Dimensioni nette interne 50x50x50 cm, spessore minimo 4.5 cm caditoie Sommano cad 130,00 0,15 0,400 4,00 D.PEAD_STRUT400 Tubazione per condotte di scarico in polietilene strutturato ad alta densità, corrugato esternamente e con parete interna liscia "tipo B" secondo pr EN 13476 (ex TC155), realizzato a doppia parete con processo di coestrusione, irrigidito con costolatura anulare; classe di rigidezza circonferenziale SN > (4-8) kN/m², marchiato Piip/a del IIP. Collegamenti con bigiunto e guarnizione oppure con saldatura di testa. Diametro Esterno 400 mm, classe SN 4 A RIPORTARE COMPUTO METRICO ESTIMATIVO 3.330,73 Pagina 2 Ing. Antonio Piras Numero d'ordine computo con bianche e luce INDICAZIONE DEI LAVORI E DELLE SOMMINISTRAZIONI DIMENSIONI IMPORTI Quantità par.ug. lung. larg. H/peso Unitario RIPORTO Totale 3.330,73 kN/m². Il sistema di giunzione a bicchiere dovrà essere: Tradizionale con anello in gomma per De superiori a 500 mm; Con anello preinserito tipo Flex Block (con anima rigida in polipropilene), fino al De 500,l'anello di tenuta di tipo Flex Block dovrà risultare solidale con la sede del bicchiere a conformazione calibrata. In ogni caso la guarnizione di tenuta dovrà essere realizzata con materiale elastomerico ed essere conforme alla norma UNI EN 681/1. La marcatura deve essere continua ed indelebile conforme ai requisiti sotto elencati della norma di riferimento (UNI 10968 e prEN 13476/1), effettuata in fabbrica, su almeno una generatrice esterna del tubo con lunghezza variabile e intervalli massimi di due metri. La marcatura minima deve contenere almeno il nome del fabbricante o marchio commerciale; la norma di prodotto: UNI 10968 (e prEN13476/1); il materiale PVC-U; il diametro nominale; la classe di rigidità nominale SN 4 la data di produzione, numero di trafila e numero di lotto; il marchio di conformità; I tubi devono presentare ad occhio nudo superfici lisce esenti da asperità o imperfezioni, il tubo, colorato in tutto lo spessore della parete, deve essere RAL 7037 (grigio opaco) o RAL 8023 (rosso bruno). La lunghezza utile delle barre deve essere 6 metri (escluso il bicchiere). I tubi dovranno essere prodotti da una ditta in possesso di certificati di conformità alle norme UNI EN ISO 9002 del proprio Sistema Qualità Aziendale, rilasciati secondo UNI CEI EN 45012 da enti terzi o società riconosciuti e accreditati Sincert. La ditta produttrice dovrà inoltre essere in possesso di certificati di conformità del prodotto (marchio di qualità) sulla intera gamma fornita, rilasciato secondo UNI CEI EN 45011 da certificatore indipendente che attesti la conformità dei prodotti alla norma UNI 10968 e prEN 13476/1 Il tutto in opera posato a perfetta regola dell'arte, compresa la fornitura, trasporto e posa in opera della guarnizione elastomerica a labbro, perfettamente posato e funzionante compresi gli oneri per eseguire le prove in ottemperanza al Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici del 12/12/1985 e secondo i metodi previsti dalla norma UNI EN 1610. DN 400 - altezza della struttura 10,9 mm SN 4 kN/mq - codice U ml 56,23 130,00 Sommano ml. Nr. 8 130,000 32,17 4.182,10 D.0003.0016.0007 POZZETTO PREFABBRICATO in calcestruzzo vibrocompresso, con la piastra di base ma senza sifone e senza copertina, dato in opera per fognature e scarichi in genere; compreso: la fornitura del manufatto, il trasporto, lo scarico al punto di installazione e la posa in opera con la sigillatura delle giunzioni al pozzetto delle tubazioni in entrata A RIPORTARE COMPUTO METRICO ESTIMATIVO 7.512,83 Pagina 3 Ing. Antonio Piras Numero d'ordine computo con bianche e luce INDICAZIONE DEI LAVORI E DELLE SOMMINISTRAZIONI DIMENSIONI IMPORTI Quantità par.ug. lung. larg. H/peso Unitario RIPORTO e in uscita, compreso il sottofondo e il rinfianco in calcestruzzo; esclusi solamente lo scavo e il rinterro. Dimensioni nette interne 100x100x100 cm, spessore minimo 12 cm pozzetto incrocio Sommano cad Nr. 9 Totale 7.512,83 1,00 1,000 405,00 405,00 130,000 3,81 495,30 110,000 6,52 717,20 123,000 23,00 2.829,00 D.0009.0001.0055 FORNITURA E POSA IN OPERA DI TUBO IN PE CORRUGATO FLESSIBILE PER CAVIDOTTI INTERRATI per la protezione di installazioni elettriche e di telecomunicazioni, tipo normale, giunzione a bicchiere, resistenza allo schiacciamento 450N, diametro esterno 110, esterno corrugato, interno liscio, a doppia parete. Dato in opera esclusi gli oneri relativi allo scavo, alla formazione del letto di posa, rinfianchi ed al rinterro del cavidotto. 130,00 Sommano m Nr. 10 Nr. 11 E.04 - 003 FERRO LAVORATO ZINCATO A CALDO Fornitura, trasporto e posa in opera di ferro FERRO LAVORATO ZINCATO A CALDO Fornitura, trasporto e posa in opera di ferro lavorato zincato a caldo per staffe, passerelle, botole, travature semplici o composte di qualsiasi sezione o dimensione per solai, ossature, griglie, cancellate, scale, ringhiere, sostegni e simili, in opera con due mani di vernice, previo trattamento di primer epossidico aggrappante (minimo 300 micron), inclusa, viteria bulloneria, tasselli di fissaggio tipo HSA M 12X110/15, il tutto conformemente ai disegni esecutivi di progetto, compresi i fori necessari, le opere murarie e quant'altro occorrente per dare l'opera finita a regola d'arte. griglie per caditoie griglia per pozzetto incrocio Sommano kg 6,52 20,000 30,000 D.0001.0003.0003 STRATO DI FONDAZIONE della massicciata stradale, eseguito con tout-venant di cava, ovvero con idoneo misto di fiume, avente granulometria assortita, dimensione massima degli elementi mm 71, limite di fluidita non maggiore di 25 ed indice di plasticita nullo, incluso l'eventuale inumidimento od essicamento per portarlo all'umidita ottima ed il costipamento fino a raggioungere almeno il 95% della massima densita AASHO modificata nonche una portanza espressa da un modulo di deformazione Md non inferiore a 80 N/mmq ricavato dalle prove con piastra avente diametro di cm 30; valutato per ogni metro cubo misurato a spessore finito dopo il costipamento 110,00 20,00 slargo Sommano m3 Nr. 12 Kg 4,00 1,00 6,00 8,00 0,150 0,150 D.0001.0003.0016 CONGLOMERATO BITUMINOSO (BINDER CHIUSO) PER PAVIMENTAZIONI A RIPORTARE COMPUTO METRICO ESTIMATIVO 11.959,33 Pagina 4 Ing. Antonio Piras Numero d'ordine computo con bianche e luce INDICAZIONE DEI LAVORI E DELLE SOMMINISTRAZIONI DIMENSIONI IMPORTI Quantità par.ug. lung. larg. H/peso Unitario RIPORTO LEGGERE costituito da pietrisco 5-15 mm, sabbia e filler, impastato a caldo in apposito impianto, con bitume in ragione del 5-6% in peso; steso in opera con vibrofinitrice meccanica in sequenza di strati dello spessore compresso finito di cm 5-7, compresa la rullatura. Valutato per mc compresso per strade urbane e extraurbane. tratto alto tratto basso, slargo Sommano m3 Totale 11.959,33 110,00 20,00 6,00 8,00 0,050 0,050 41,000 140,11 5.744,51 L'importo totale è pari a Euro 17.703,84 (diconsi Euro diciassettemila settecentotre/84) ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------A RIPORTARE COMPUTO METRICO ESTIMATIVO 17.703,84 Pagina 5 QUADRO ECONOMICO IMPORTO LAVORI A BASE D'ASTA ONERI PER LA SICUREZZA TOTALE LAVORI E SICUREZZA € € I.V.A SUI LAVORI TOTALE SOMME A DISPOSIZIONE TOTALE PROGETTO 22% € 17.703,84 572,97 € 18.276,81 4.020,90 € € 4.020,90 22.297,71 sicurezza 1ª settimana 2ª settimana 3ª settimana 4ª settimana 5ª settimana 6ª settimana 7ª settimana l m m g v s d l m m g v s d l m m g v s d l m m g v s d l m m g v s d l m m g v s d l m m g v s d Delimitazione del cantiere con elementi tipo new jersey Scavo di sbancamento eseguito con mezzi meccanici Scavo a sezione ristretta eseguito con mezzi meccanici Calcestruzzi leggeri Asfaltatura Formazione della massicciata stradale Realizzazione di marciapiede in cls Posa di pozzetto stradale completo di chiusino carrabile Fornitura CLS con autobetonpompa 8ª settimana 9ª settimana 10ª settimana 11ª settimana 12ª settimana 13ª settimana 14ª settimana l m m g v s d l m m g v s d l m m g v s d l m m g v s d l m m g v s d l m m g v s d l m m g v s d Delimitazione del cantiere con elementi tipo new jersey Scavo di sbancamento eseguito con mezzi meccanici Scavo a sezione ristretta eseguito con mezzi meccanici Calcestruzzi leggeri Asfaltatura Formazione della massicciata stradale Realizzazione di marciapiede in cls Posa di pozzetto stradale completo di chiusino carrabile Fornitura CLS con autobetonpompa 15ª settimana 16ª settimana 17ª settimana 18ª settimana 19ª settimana 20ª settimana 21ª settimana l m m g v s d l m m g v s d l m m g v s d l m m g v s d l m m g v s d l m m g v s d l m m g v s d Delimitazione del cantiere con elementi tipo new jersey Scavo di sbancamento eseguito con mezzi meccanici Scavo a sezione ristretta eseguito con mezzi meccanici Calcestruzzi leggeri Asfaltatura Formazione della massicciata stradale Realizzazione di marciapiede in cls Posa di pozzetto stradale completo di chiusino carrabile Fornitura CLS con autobetonpompa CANTIERE Ing. Antonio Piras PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO Art. 100, D. Lgs. n. 81 del 9 aprile 2008 Allegato XV, D. Lgs. 81/2008 OGGETTO: Adeguamento stradale nella Via Baus COMMITTENTE: Comune di Baunei CANTIERE: di Baunei (dell'Ogliastra) REDATTO DA: Il responsabile del servizio: Ing. Antonio Piras Il Coordinatore per la Sicurezza Piano di Sicurezza e Coordinamento Il Committente Pag. 1 1. Introduzione Il presente Piano di Sicurezza e Coordinamento è redatto dal Coordinatore per la Sicurezza in fase progettuale (CSP) in conformità alle disposizioni dell'articolo 91 e dell'allegato XV del D. Lgs. 81/2008, così come modificato dal D. Lgs. 106/2009. Esso rappresenta il documento progettuale della sicurezza nel cantiere individuato, e cioè, il documento nel quale il CSP ha individuato, analizzato e valutato tutti gli elementi che possono influire sulla salute e sicurezza dei lavoratori prima dell'inizio dei lavori per l'opera oggetto di realizzazione. Il Piano di Sicurezza e Coordinamento contiene tutte le informazioni, le valutazioni e le misure richieste per legge o ritenute necessarie dal CSP per assicurare la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nel cantiere in oggetto. Esso è il risultato delle scelte progettuali ed organizzative attuate in conformità alle prescrizioni dell’articolo 100 del D.Lgs. 81/2008. Il presente Piano contiene pertanto l'individuazione, l'analisi e la valutazione dei singoli rischi e di tutti gli elementi richiesti per legge, con l'indicazione delle conseguenti procedure, degli apprestamenti e delle attrezzature atti a garantire per tutta la durata dei lavori il rispetto delle norme per la prevenzione degli infortuni e la tutela della salute dei lavoratori, con particolare riferimento alla eventuale presenza simultanea o successiva di più imprese o di lavoratori autonomi. Contiene inoltre la stima dei costi della sicurezza, effettuata secondo le disposizioni dell'articolo 100 e del punto 4 allegato XV del D.Lgs 81/2008 ed il cronoprogramma dei lavori in cui sono indicate, in base alla complessità dell'opera, le lavorazioni, le fasi e le sottofasi di lavoro, la loro sequenza temporale e la loro durata. Per facilità di riferimento e lettura, il piano è stato suddiviso in capitoli e paragrafi seguendo le prescrizioni di cui agli articoli succitati. 2. Identificazione e descrizione dell'opera Ubicazione del cantiere di Baunei (dell'Ogliastra) Descrizione sintetica dell'opera Adeguamento stradale nella Via Baus Layout del cantiere Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 2 3. Anagrafica di cantiere Committente Comune di Baunei Responsabile dei lavori Ing. Antonio Piras Coordinatore in fase di progettazione Il responsabile del servizio: Ing. Antonio Piras Coordinatore in fase di esecuzione Il responsabile del servizio: Ing. Antonio Piras Progettisti Ing. Antonio Piras Direzione lavori Ing. Antonio Piras Imprese - _________________________ - _________________________ Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 3 4. Documentazione da tenere in cantiere Ai sensi della vigente normativa le imprese che operano in cantiere dovranno custodire presso gli uffici di cantiere la seguente documentazione: - Notifica preliminare (inviata alla A.S.L. e alla D.P.L. dal committente o dal responsabile dei lavori e consegnata all'impresa esecutrice che la deve affiggere in cantiere); - Piano di Sicurezza e di Coordinamento; - Fascicolo con le caratteristiche dell'Opera; - Piano Operativo di Sicurezza di ciascuna delle imprese operanti in cantiere ed eventuali relativi aggiornamenti; - Titolo abilitativo alla esecuzione dei lavori; - Copia del certificato di iscrizione alla Camera di Commercio Industria e Artigianato per ciascuna delle imprese operanti in cantiere; - Documento unico di regolarità contributiva (DURC); - Certificato di iscrizione alla Cassa Edile per ciascuna delle imprese operanti in cantiere; - Copia del registro degli infortuni per ciascuna delle imprese operanti in cantiere; - Copia del Libro Unico del Lavoro per ciascuna delle imprese operanti in cantiere; - Verbali delle ispezioni effettuate dai funzionari degli enti di controllo che abbiano titolo in materia di ispezioni dei cantieri (A.S.L., Ispettorato del lavoro, I.S.P.E.S.L., Vigili del fuoco, ecc.); - Registro delle visite mediche periodiche e di idoneità alla mansione; - Tesserini di vaccinazione antitetanica; - Certificati di idoneità per lavoratori minorenni; Inoltre dovrà essere conservata negli uffici del cantiere anche la seguente documentazione: - Contratto di appalto (contratto con ciascuna impresa esecutrice e subappaltatrice); - Autorizzazione per eventuale occupazione di suolo pubblico; - Autorizzazioni degli enti competenti per i lavori stradali (eventuali); - Autorizzazioni o nulla osta eventuali degli enti di tutela (Soprintendenza ai Beni Architettonici e Ambientali, Soprintendenza archeologica, Assessorato regionale ai Beni Ambientali, ecc.); - Segnalazione all'esercente l'energia elettrica per lavori effettuati in prossimità di parti attive; - Denuncia di installazione all'I.S.P.E.S.L. degli apparecchi di sollevamento di portata superiore a 200 kg, con dichiarazione di conformità a marchio CE; - Denuncia all'organo di vigilanza dello spostamento degli apparecchi di sollevamento di portata superiore a 200 kg; - Richiesta di visita periodica annuale all'organo di vigilanza degli apparecchi di sollevamento non manuali di portata superiore a 200 kg; - Documentazione relativa agli apparecchi di sollevamento con capacità superiore ai 200 kg, completi di verbali di verifica periodica; - Libretto d'uso e manutenzione delle macchine e attrezzature presenti sul cantiere; - Schede di manutenzione periodica delle macchine e attrezzature; - Dichiarazione di conformità delle macchine CE; - Copia di autorizzazione ministeriale all'uso dei ponteggi e copia della relazione tecnica del fabbricante per i ponteggi metallici fissi; - Dichiarazione di conformità dell'impianto elettrico da parte dell'installatore; - Dichiarazione di conformità dei quadri elettrici da parte dell'installatore; - Dichiarazione di conformità dell'impianto di messa a terra, effettuata dalla ditta abilitata, prima della messa in esercizio; - Dichiarazione di conformità dell'impianto di protezione dalle scariche atmosferiche, effettuata dalla ditta abilitata; - Denuncia impianto di messa a terra e impianto di protezione contro le scariche atmosferiche (ai sensi del D.P.R. 462/2001); - Comunicazione agli organi di vigilanza della dichiarazione di conformità dell'impianto di protezione dalle scariche atmosferiche. Telefoni di emergenza Pronto soccorso Elisoccorso Vigili del fuoco Polizia Carabinieri ASL Acquedotto ENEL Telecom Comune ufficio tecnico 118 118 115 113 112 (segnalazione guasti) (segnalazione guasti) (segnalazione guasti) (segnalazione guasti) [tel asl] [tel acquedotto] [tel enel] [tel telecom] [0782610923] Per i numeri dei coordinatori, committenti e impresa vedasi la sezione dedicata ai soggetti del cantiere. Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 4 5. Area del cantiere Caratteristiche dell'area di cantiere Portanza: media. Giacitura e pendenza: pressoché pianeggiante. Tipo di terreno: sufficientemente compatto. Presenza di frane o smottamenti: nessuna frana o smottamento è stata mai segnalata in questa zona. Comunque non verranno mai installate opere provvisionali su terreno di riporto soggetto a franamenti. Profondità della falda: la falda si trova a oltre 10 metri e non è previsto il suo innalzamento, ne è possibile il suo inquinamento in quanto non vengono utilizzate sostanze inquinanti che possono filtrare nel terreno. Pericolo di allagamenti: il cantiere si trova in posizione tale che in caso di forte pioggia non dovrebbe verificarsi alcun allagamento. In ogni caso verranno realizzati appositi canali per l'allontanamento delle acque superficiali, in modo che esse non vadano ad infiltrarsi negli scavi, ed atti ad evitare che il ruscellamento possa diminuire la stabilità delle opere provvisionali. Rischi esterni all'area di cantiere Altri cantieri nelle immediate vicinanze: nessuno. Attività pericolose: nessuna attività pericolosa risulta essere insediata in vicinanza del medesimo. Rischi trasmessi all'area circostante Caduta di materiali all'esterno del cantiere: nelle zone di confine con aree dove è possibile il passaggio o la presenza di persone verranno installati gli opportuni mezzi provvisionali per evitare la caduta di materiali sui pedoni. Trasmissione di agenti inquinanti: dato che in cantiere non vengono usati agenti chimici altamente inquinanti, è da escluderne la possibile trasmissione all'esterno. Propagazione di rumori molesti: la propagazione dei rumori verrà ridotta al minimo, utilizzando attrezzature adeguate e organizzando il cantiere in modo che i lavori più rumorosi, in vicinanza delle altre proprietà, vengano eseguiti nelle ore centrali della mattinata e del pomeriggio. Inoltre prima dell'uso di utensili particolarmente rumorosi (es. martelli pneumatici) verrà dato preavviso alle proprietà adiacenti. Propagazione di fango o polveri: durante le fasi di demolizione verranno irrorate con acqua le opere da demolire in modo tale che le polveri non si propaghino all'esterno, sempre che tale operazione sia possibile e non interagisca con impianti elettrici e simili. Inoltre in caso di pioggia e in presenza di fango, i conducenti dei mezzi che accedono dal cantiere alla via pubblica laveranno con getto d'acqua le ruote per evitare che il fango invada la sede stradale. Per impedire l'accesso involontario di non addetti ai lavori alle zone corrispondenti del cantiere, si dovranno adottare opportuni provvedimenti quali segnalazioni, delimitazioni, scritte e cartelli ricordanti il divieto d'accesso (cartelli di divieto) ed i rischi quivi presenti (cartelli di avvertimento); tali accorgimenti dovranno essere di natura tale da risultare costantemente ben visibili. Le zone di lavoro del cantiere, quelle di stoccaggio dei materiali e manufatti e quelle di deposito-sosta dei mezzi meccanici dovranno essere delimitate da una robusta e duratura recinzione. Gli elementi costituenti la recinzione su spazio pubblico dovranno essere segnalati con delle sbarre rosse e bianche inclinate di circa 45 gradi e dipinte od applicate in modo da risultare ben visibili ed identificabili da terzi. Durante le ore notturne l'ingombro di questi dovrà risultare visibile per mezzo di opportuna illuminazione sussidiaria. Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 5 6. Organizzazione del cantiere Modalità per le recinzioni, gli accessi e le segnalazioni Tutta l'area del cantiere verrà recintata allo scopo di impedire l'ingresso ai non addetti ai lavori. La recinzione verrà realizzata con materiali robusti e di altezza tale da rendere non equivoco il divieto di accesso. Verranno osservate le norme presenti nel regolamento edilizio comunale. Apposito cartello indicherà i lavori, gli estremi della concessione, i nominativi di tutte le figure tecniche che hanno partecipato o che parteciperanno alla costruzione (per le opere pubbliche vedasi circ. LL.PP. 01/06/1990). Verranno inoltre installati i cartelli di divieto e di avviso previsti per legge. I depositi di materiali verranno realizzati all'interno della recinzione in modo tale da non costituire intralcio ai percorsi pedonali e veicolari. Al cantiere si accederà tramite apposita porta che si aprirà verso l'interno e sarà inoltre munita di catenaccio di chiusura. Delimitazione delle zone soggetto a pubblico transito. Particolare cautela verrà osservata nelle delimitazioni delle zone soggette a pubblico transito. In particolare gli eventuali ponteggi, su esse prospettanti, saranno provvisti di idonei parasassi e di reti di protezione contro la caduta di materiali dall'alto. Se il cantiere occupa parte della sede stradale o comunque è in prossimità di essa, le opere provvisionali verranno opportunamente segnalate con cartelli, bande colorate e segnalatori notturni. Delimitazione delle zone soggette a servitù di passaggio a favore di fondi limitrofi. Se vi sono diritti di passaggio a favore di fondi limitrofi, le zone oggetto di tali servitù verranno opportunamente delimitate ed eventualmente spostate in posizione non pericolosa. Servizi igienico-assistenziali Prefabbricato tipo chimico: Nel cantiere è installato un servizio igienico a funzionamento chimico con additivo chimico antifermentativo antiodore, con pozzetto liquami a caduta diretta privo di meccanismi idraulici con capacità di circa 180 lt. / usi 250 - 300. Il servizio è dotato di sapone liquido e salviette di carta monouso. L'areazione è garantita da finestratura apribile. Si utilizza acqua minerale: Non essendo possibile l'approvvigionamento di acqua potabile dall'acquedotto pubblico, alle maestranze verrà fornita acqua minerale e bicchieri di carta monouso. Viabilità principale di cantiere Accesso al cantiere stradale con barriere: Per accedere alla zona oggetto dell'intervento verrà utilizzato un apposito spazio delimitato da transenne che verranno rimosse durante le ore di lavoro e reinstallate al temine della giornata lavorativa. Cantiere stradale: Considerata lo spazio ristretto nel quale si trovano ad operare i mezzi meccanici e i lavoratori a terra, è fatto obbligo ai mezzi di procedere a passo d'uomo. Durante le fasi di manovra degli automezzi il personale si allontana dal raggio di azione. Alle maestranze è fatto divieto di attraversare la carreggiata se su essa transita il traffico veicolare. Viabilità esterna al cantiere Chiusura totale della strada: La strada oggetto dei lavori viene chiusa al traffico veicolare e pedonale per tutto il tempo necessario al completamento dei lavori che interessano la strada medesima. Sono appositi cartelli di deviazione e di segnalazione del cantiere. Durante le ore notturne è garantita la segnalazione luminosa. Vengono richieste preventivamente le prescritte autorizzazioni all'ente gestore della strada. Vengono realizzate delle passatoie con funzione di marciapiede: Per regolamentare il traffico pedonale esterno e per proteggerlo dal traffico veicolare vengono realizzate passatoie protette. Impianti di illuminazione Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 6 In cantiere è garantito un livello di illuminamento non inferiore a 30 lux, ottenuta tramite lampade a bassissima tensione di sicurezza tramite trasformatore di sicurezza. Dislocazione delle zone di carico e scarico Il carico e lo scarico di materiale avviene in zone appositamente destinate ed individuate nel layout di cantiere. Dette zone sono mantenute libere e non devono essere occupate da attrezzature o da materiali di risulta. Nel caso una zona non possa essere utilizzata per lo scarico, l’individuazione di un’altra zona è eseguita a cura del responsabile del cantiere, previa richiesta al CSE. Dislocazione delle zone di deposito Ubicazione: ai fini dell'ubicazione dei depositi, l'impresa deve considerare opportunamente la viabilità interna ed esterna, le aree lavorative, l'eventuale pericolosità dei materiali ed i problemi di stabilità del terreno. E’ fatto divieto di predisporre depositi di materiali sul ciglio degli scavi ed accatastamenti eccessivi in altezza; il deposito di materiale in cataste, pile, mucchi va sempre effettuato in modo razionale e tale da evitare crolli o cedimenti pericolosi. E’ fatto obbligo di allestire i depositi di materiali - così come le eventuali lavorazioni che possono costituire pericolo - in zone appartate del cantiere e delimitate in modo conveniente. Accatastamento materiali: l'altezza massima per le cataste deve essere valutata in funzione della sicurezza al ribaltamento, dello spazio necessario per i movimenti e della necessità di accedere per l'imbraco; le cataste non devono appoggiare o premere su pareti non idonee a sopportare sollecitazioni. Occorre utilizzare adeguate rastrelliere per lo stoccaggio verticale dei materiale (lamiere, lastre o pannelli). Le scorte di reattivi e solventi vanno tenuti in un area fresca, aerata e protetta dalle radiazioni solari. Se si dovessero riscontrare delle problematiche di stoccaggio, i materiali dovranno essere trasportati in cantiere giornalmente o settimanalmente in funzione delle lavorazioni da compiersi. Gli impalcati dei ponteggi, e le relative zone di passaggio, dovranno essere mantenute sgombre da materiali ed attrezzature non più in uso; i materiali eventualmente depositati sul ponteggio dovranno essere quelli strettamente necessari per l'andamento dei lavori. Movimentazione dei carichi: per la movimentazione dei carichi dovranno essere usati, quanto più possibile, mezzi ausiliari atti ad evitare o ridurre le sollecitazioni sugli addetti. Al manovratore del mezzo di sollevamento o trasporto dovrà essere garantito il controllo delle condizioni di tutto il percorso, anche con l'ausilio di un eventuale aiutante. I percorsi per la movimentazione dei carichi sospesi dovranno essere scelti in modo da evitare, quanto più possibile, che essi interferiscano con zone in cui si trovino persone; diversamente la movimentazione dei carichi dovrà essere opportunamente segnalata al fine di consentire il loro spostamento. Deposito del materiale da costruzione: il layout di cantiere individua la zona da utilizzarsi per l'accatastamento dei materiali da costruzione. L'appaltatore potrà rilocalizzare l'area previa preavviso al coordinatore in fase esecutiva. L'area è posizionata in modo da non interferire con apprestamenti o con le attrezzature o con passaggi pedonali. Il materiale è accatastato in modo ordinato e, per i materiali impilati, verranno utilizzati appositi bancali con paletizzazione al suolo. In ogni caso il materiale verrà accatastato in modo da evitare crolli intempestivi o cedimenti del terreno. Deposito del materiale di risulta: il layout del cantiere individua l'area utilizzata per l'accatastamento temporaneo dei materiali di risulta. L'area è scelta in modo tale da non interferire con le zone di passaggio e da non creare pericoli di franamento. Il materiale è accatastato in modo tale da evitare crolli intempestivi. Alle maestranze è fatto divieto di gettare materiale tossico o nocivo. Deposito del ferro: il layout di cantiere individua la zona da utilizzarsi per l'accatastamento dei ferri da sagomare e/o sagomati. L'appaltatore potrà rilocalizzare l'area previa preavviso al coordinatore in fase esecutiva. L'area è posizionata in modo da non interferire con i passaggi veicolari e pedonali. I ferri sono accatastati in modo ordinato e comunque in modo tale da evitare inciampi. I tronconi di scarto sono accumulati in apposito spazio in attesa di essere smaltiti Gestione dei rifiuti in cantiere Si riportano di seguito le modalità di gestione dei rifiuti prodotti in cantiere, che dovranno essere seguite da parte delle imprese. Smaltimento in discarica di macerie prodotte in cantiere: le macerie devono essere depositate in un'area delimitata e segnalata attraverso apposita cartellonistica, dove deve essere indicato il cod. CER del rifiuto e la descrizione dello stesso (CER 17.09.04, rifiuti misti dell'attività di costruzione e demolizione). I rifiuti non pericolosi (macerie) stoccati in cantiere devono essere avviati alle operazioni di recupero o smaltimento: al raggiungimento dei 20 mc, ogni due mesi o almeno una volta all’anno se non si raggiungono i 20 mc. Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 7 La presa in carico delle macerie (la registrazione su apposita modulistica della quantità di macerie stoccate nel cantiere prima di essere recuperate o portate allo smaltimento) deve essere annotata sul registro di carico e scarico dei rifiuti entro una settimana dalla produzione delle stesse, nel caso in cui il rifiuto sopraccitato venga consegnato a terzi per le fasi di recupero o smaltimento. Il registro di carico e scarico dei rifiuti deve essere vidimato presso l’Ufficio competente. Il trasporto delle macerie alla discarica può essere effettuato direttamente dalla ditta produttrice del rifiuto, senza la necessità di ottenere autorizzazioni, in quanto non rientra nella categoria dei rifiuti pericolosi. Si rende noto che il trasporto delle macerie deve essere accompagnato da apposito formulario di identificazione vidimato presso l’Ufficio competente. Attività di recupero delle macerie prodotte in cantiere: le macerie devono essere depositate in un'area delimitata e segnalata attraverso apposita cartellonistica, dove deve essere indicato il cod. CER del rifiuto e la descrizione dello stesso (CER 17.09.04, rifiuti misti dell'attività di costruzione e demolizione). La fase di stoccaggio dei rifiuti prima del recupero, viene definita messa in riserva e deve essere autorizzata dalla Provincia territorialmente competente. La presa in carico delle macerie (la registrazione su apposita modulistica della quantità di macerie stoccate nel cantiere prima di essere recuperate o portate allo smaltimento) deve essere annotata sul registro di carico e scarico dei rifiuti entro 24 ore dalla produzione delle stesse. Il registro di carico e scarico dei rifiuti deve essere vidimato presso l’Ufficio competente. Le macerie prima di poter essere riutilizzate, devono essere sottoposte ad un processo di recupero autorizzato dalla Provincia territorialmente competente. Il processo di recupero sopraccitato deve rispondere ai requisiti richiesti dal DM 5.02.98 ed in particolare: macinazione, vagliatura, selezione granulometrica e separazione della frazione metallica e delle frazioni indesiderate. Il prodotto così ottenuto deve essere sottoposto al test di cessione, presso un laboratorio chimico autorizzato. La durata del test di cessione è di circa venti giorni. Una volta ottenuto il risultato del test, se rispondente ai parametri di legge, la materia prima ottenuta può essere riutilizzata in diversi siti. La validità del test di cessione è di 2 anni. Il trasporto delle macerie dalla sede dove avverrà la fase di recupero può essere effettuata direttamente dalla ditta produttrice del rifiuto (ditta A) senza la necessità di ottenere autorizzazioni, in quanto non rientra nella categoria dei rifiuti pericolosi. Nel caso in cui la demolizione venga effettuata dalla (ditta A), mentre il trasporto ed il recupero delle macerie vengano affidati alla (ditta B), si rende noto che quest'ultima deve essere autorizzata (dagli organi competenti) sia al trasporto dei rifiuti, che al riutilizzo degli stessi. Inoltre la ditta (A) deve ottenere copia delle autorizzazioni al trasporto e recupero della ditta "B". Si rende noto che il trasporto delle macerie deve essere accompagnato da apposito formulario di identificazione in entrambi i casi. Il formulario di identificazione deve essere vidimato presso l’Ufficio competente. Le ditte che effettuano attività di recupero di rifiuti sono tenute a comunicare annualmente tramite la denuncia al catasto dei rifiuti le quantità e le caratteristiche qualitative dei rifiuti recuperati. Altre tipologie di rifiuti: dalla lavorazione in cantiere possono scaturire altre tipologie di rifiuti oltre alle macerie, quali a titolo puramente indicativo e non esaustivo: bancali in legno, carta (sacchi contenenti diversi materiali), nylon, latte sporche di vernici, bidoni sporchi di collanti, guanti usurati. Per ogni tipologia di rifiuto, deve essere attribuito un codice CER. Per i rifiuti sopraindicati essi sono: 15.01.06 imballaggi in materiali misti, 15.01.04 imballaggi metallici, 15.01.02 imballaggi in plastica, 15.02.03 indumenti protettivi. 7. Informazioni di carattere generale Misure di protezione connesse alla presenza di linee aeree o interrate Linee elettriche aeree esterne al cantiere: è presente una linea Enel la cui distanza non interferisce con il cantiere. In ogni caso nessuna opera provvisionale verrà installata (gru, ponteggi ) a meno di 5 metri dalla linea, tenendo anche conto della lunghezza dei materiali sollevati. Particolare cautela verrà osservata durante il transito in vicinanza di linee elettriche, specie per i mezzi con bracci meccanici. Linee elettriche aeree interne al cantiere: le linee elettriche, eventualmente presenti, verranno rimosse a cura dei tecnici Enel prima dell'inizio dei lavori. Linee elettriche interrate: nella zona perimetrata del cantiere le planimetrie dell'Enel non segnalano alcuna linea di loro proprietà. Nel caso che vengano individuate linee privata, esse vanno opportunamente segnalate e nessuno scavo dovrà eseguirsi a meno di 1.50 metri di distanza. Acquedotto cittadino: l'acquedotto cittadino transita al centro della via pubblica e non costituisce intralcio ai normali lavori. Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 8 Fognatura pubblica: la fognatura pubblica transita al centro della via pubblica e non costituisce intralcio ai normali lavori. È opportuno però adottare sistemi che impediscano il ritorno di acque (ad esempio in presenza di forti temporali) utilizzando una valvola di non ritorno. Altri: nessun altro impianto risulta transitare nell'area del cantiere. Prima dell'inizio degli scavi il coordinatore all'esecuzione dei lavori eseguirà un sopralluogo per verificare la presenza di linee o reti non segnalate. Misure generali di protezione contro il rischio di seppellimento Prima di procedere alle operazioni di scavo verranno accertate le condizioni intrinseche (proprie del terreno) ed estrinseche (provenienti dall'ambiente ). Gli scavi non saranno eseguiti in vicinanza di opere provvisionali (ponti, impalcature, gru ecc.).Le pareti dello scavo avranno una inclinazione tale da evitare il franamento. Nel caso che lo scavo debba essere eseguito a parete verticale ed ad una profondità maggiore di 1,50 metri, le pareti saranno opportunamente armate. Per profondità comprese tra 1,00 e 1,50 metri e in presenza di lavori che obbligano le maestranze a lavorare chini all'interno dello scavo (es. posa in opera di tubazioni), verranno comunque eseguite opere o sistemi che evitino il franamento delle pareti. Sul bordo degli scavi non verrà depositato materiale, né transiteranno mezzi pesanti. Gli scavi saranno provvisti di veloci vie di fuga, realizzate anche mediante gradinate armate o mediante scale. Lungo tutto il perimetro dello scavo verrà realizzato un riparo atto ad evitare la caduta di persone al suo interno. Misure generali di protezione contro il rischio di caduta dall'alto La caduta di persone da posti di lavoro, a quota maggiore di 2 metri dal piano sottostante, verrà impedita con idonee misure di prevenzione, di norma parapetti, ripiani, passerelle, ponteggi, ecc. Quando non sia possibile l'installazione di tali mezzi, verranno utilizzate misure collettive o personali tali da ridurre al minimo il danno conseguente alle eventuali cadute (es. reti di protezione, funi di trattenuta ecc.). Misure per la salubrità dell'aria in galleria Nei lavori eseguiti in sotterraneo devono essere utilizzati sistemi di lavorazione, macchine ed impianti che producono la minore quantità possibile di polveri. Quando si procede alla bagnatura delle pareti di scavo, per impedire la diffusione nell’aria delle polveri, devono essere impiegati spruzzatori od innaffiatori e non getti violenti d’acqua. Anche la perforazione delle rocce deve essere eseguita mediante l’utilizzo di macchine munite di dispositivo per l’aspirazione delle polveri. Misure di protezione contro i rischi da esposizione ad agenti chimici Identificazione dei fattori di rischio: vengono preventivamente identificate le lavorazioni nelle quali necessita l’uso di sostanze chimiche potenzialmente dannose per i lavoratori, siano esse classificate pericolose o meno. Vengono altresì identificate le eventuali emissioni esterne alle lavorazioni provenienti dall’ambiente esterno o dall’attività del committente. Individuate le lavorazioni o le fonti emissive, vengono identificate le sostanze al fine di attuare le adeguate misure di prevenzione. Identificazione dei lavoratori esposti al rischio: per ogni singola lavorazione nella quale si fa uso di agenti chimici, vengono individuati i lavoratori che possono subire danni dall’uso diretto o indiretto di dette sostanze. Vengono altresì valutate la durata, il livello di esposizione e i valori limite professionali e biologici. Per le emissioni esterne vengono identificate ed opportunamente segnalate le zone di influenza all’interno delle quali occorre attuare le misure di cui al successivo punto “Misure di prevenzione e protezione”. Identificazione dei rischi a cui sono sottoposti i lavoratori: in presenza di agenti chimici vengono individuati i rischi ed i danni alla salute dei lavoratori ed in particolare: - incendi o esplosioni a causa del grado di infiammabilità delle sostanze o per la creazione di miscele esplosive nel caso vengano a contatto di acqua, aria od altre sostanze; - aumento del pericolo di cancro per contatto, ingestione o inalazione; - intossicazioni per contatto o inalazione; - lesioni cutanee per contatto; - danni ereditari nelle prole per contatto, inalazione o ingestione; - sensibilizzazioni e allergie per contatto, inalazione o ingestione; - combinazione di sostanze chimiche. Misure di prevenzione e protezione: in presenza di agenti chimici nocivi vengono adottate le seguenti misure di prevenzione e protezione: - viene preliminarmente valutata la possibilità di sostituire gli agenti chimici con sostanze a più basso tasso di tossicità; - vengono ridotti al minimo i lavoratori a contatto con le sostanze e il tempo in cui il lavoratore rimane esposto agli effetti nocivi; Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 9 - vengono attivate misure igieniche adeguate, in funzione del tipo di sostanza (pulizia delle parti del corpo a contatto con la sostanza, sostituzione di indumenti); - viene evitato l’uso di attrezzature o sistemi di lavoro in grado di sprigionare scintille o calore durante l’uso di agenti chimici infiammabili o esplosivi; - i prodotti in uso sono accompagnati dalla scheda di sicurezza; - i prodotti sono mantenuti nella loro confezione originale e custoditi in appositi locali tenendo conto della temperatura in relazione al tipo di agente; - vengono attivate misure per ridurre al minimo la tossicità (quali l’areazione dei locali tramite aspiratori per i vapori e fumi tossici, in caso di uso in luoghi chiusi); - i lavoratori sono formati sull’uso della sostanza e informati sui rischi derivanti e sulle etichettature di sicurezza; - i lavoratori sono dotati di appositi dpi in relazione alla sostanza utilizzata. Sorveglianza sanitaria: sono sottoposti a sorveglianza sanitaria i lavoratori che risultano esposti ad agenti chimici che sono classificati come: molto tossici, tossici, nocivi, sensibilizzanti, corrosivi, irritanti, tossici per il ciclo riproduttivo, cancerogeni e mutageni di categoria 3. Viene attuato il monitoraggio biologico per i lavoratori esposti agli agenti per i quali e' stato fissato un valore limite biologico. Misure di protezione contro i rischi da movimentazione manuale dei carichi Identificazione dei fattori di rischio: vengono preventivamente identificate le attività lavorative di movimentazione manuale dei carichi che comportano per i lavoratori rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari. Successivamente vengono valutati i fattori di rischio ed in particolare: - carico eccessivamente pesante (oltre i 25 Kg) in relazione alla massa del lavoratore; - carico che, per forma e dimensione, risulta difficilmente maneggiabile ancorché il peso sia compreso fra i 10 ed i 25 kg; - carico posizionato in modo tale da compromettere l’equilibrio del lavoratore; - carico posizionato in modo tale da impedire al lavoratore, nella fase di sollevamento, l’avvicinamento al tronco; - carico posizionato in modo tale da far sì che il lavoratore debba compiere movimenti di torsione del corpo o debba curvare il dorso; - lavoro che comporti movimenti ripetitivi di sollevamento carichi; - lavoratore portatore di patologie che possono essere aggravate dalla movimentazione dei carichi. Identificazione dei lavoratori esposti al rischio: una volta valutati i fattori di rischio, vengono individuati i lavoratori esposti in relazione all’organizzazione del lavoro, alle fasi lavorative, ai compiti di ciascun lavoratore ed alla rispettiva età. Detti lavoratori vengono opportunamente informati e formati sui rischi, sui danni all’apparato dorso-lombare e sulle modalità di prevenzione. Vengono altresì individuati i lavoratori che, per patologie o per età, possono essere sottoposti a ulteriori fattori di rischio. Identificazione dei rischi a cui sono sottoposti i lavoratori: vengono altresì individuati i rischi a cui sono sottoposti i lavoratori durante le operazioni di movimentazione manuale dei carichi: - schiacciamento delle vertebre a causa dell’eccessivo carico o della curvatura del dorso; - ernie del disco intervertebrale; - micro rotture degli anelli intervertebrali; - danni causati da movimenti ripetitivi e comportanti sollevamento di carichi. Valutazione del rischio: i rischi sono valutati tenuto conto dei fattori sopra elencati, del cantiere e delle norme ISO 11228 parte 1, 2 e 3. In particolare, la verifica di dette norme viene eseguita utilizzando le apposite checklist con riferimento alle azioni di sollevamento, spinta, traino e frequenza. Misure di prevenzione e protezione: in presenza di rischio da movimentazione manuale dei carichi vengono attuate le seguenti misure di prevenzione e protezione: - i materiali vengono sollevati con l’ausilio di attrezzature meccaniche quali gru, argani, carrelli ecc; - i materiali vengono stoccati in vicinanza degli apparati di sollevamento; - la pavimentazione della zona di stoccaggio è orizzontale e non presenza sconnessioni che possano compromettere l’equilibrio del lavoratore; - i materiali sono confezionati in modo tale che il peso che il lavoratore deve movimentare non sia superiore a 25 Kg (20 Kg per giovani e anziani); - la forma degli involucri è tale che il lavoratore possa eseguire una presa salda con le braccia vicino al busto; - i materiali sono posizionati ad un’altezza da terra superiore a 60 cm ed inferiore a 1,30 m., in modo tale che il lavoratore possa sollevarli senza piegare la schiena; - il lavoratore è informato che il carico va sollevato tenendolo vicino al busto, piegando leggermente le ginocchia e tenendo la schiena eretta; - i materiali sono posizionati ed accatastati in modo tale che il lavoratore non debba sporgersi o compiere movimenti di rotazione del busto; - nei lavori ripetitivi viene eseguita una turnazione dei lavoratori. Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 10 Sorveglianza sanitaria: per ogni singolo lavoratore vengono valutati i fattori di rischio di cui all’allegato XXXIII al T.U. (D. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81), nonché in relazione alle norme ISO 11228 parte 1, 2 e 3, in relazione alle mansioni del medesimo. Vengono altresì valutate le eventuali patologie che possono essere aggravate dalla movimentazione manuale dei carichi. Informazioni generali in relazione agli eventi atmosferici In presenza di nebbia fitta le lavorazioni eseguite in presenza di traffico veicolare sono sospese. Il cantiere è segnalato con lampade a luce gialla lampeggiante. In caso di pioggia le lavorazioni all'aperto sono sospese. Prima della ripresa dei lavori, in presenza di scavi o comunque di pareti che presentino pericolo di crollo, ne viene verificata la loro stabilità. In presenza di forte vento il personale abbandona le strutture e gli apprestamenti che possono intempestivamente crollore (quali ponteggi, strutture a sbalzo, parti della costruzione non ancora stabili). Se nel cantiere è stata installata una gru, in caso in cui essa non possa essere abbassata, l'addetto sblocca la rotazione in modo che la gru possa girare e posizionare il braccio lungo la direzione del vento riducendo cosi la resistenza. In presenza di perturbazioni atmosferiche a carattere temporalesco, le maestranze abbandonano i posti di lavoro su strutture metalliche. In caso di piggia tutte le lavorazioni all'aperto sono sospese Sorveglianza sanitaria Il datore di lavoro attiva la sorveglianza sanitaria in relazione al rischio a cui è sottoposto il lavoratore secondo le prescrizioni legislative vigenti. A titolo esplicativo si riportano le principali sorveglianze da attuare. Sorveglianza sanitaria in presenza di agenti biologici. Tutti gli addetti sono sottoposti a sorveglianza sanitaria e , previo parere del medico competente, alle eventuali vaccinazioni ritenute necessarie (es. antiepatiti). Sorveglianza sanitaria in presenza di agenti chimici. Sono sottoposti a sorveglianza sanitaria , previo parere del medico competente, tutti gli addetti che utilizzano o che possono trovarsi a contatto con agenti chimici tossici considerati tali in base alle indicazioni riportate nella scheda tossicologica. Sorveglianza sanitaria in presenza rischio da movimentazione manuale dei carichi. Il medico competente stabilisce la periodicità delle visite a cui tutti i lavoratori sono sottoposti. Sorveglianza sanitaria in presenza di rischio da radiazioni non ionizzanti. Gli addetti sono sottoposti a visita medica con periodicità semestrale, salvo diversa prescrizione del medico. Sorveglianza sanitaria in presenza di rischio rumore. La sorveglianza sanitaria è attivata per tutti i lavoratori il cui livello di esposizione personale è superiore a 87 dba. Per valori compresi tra 80 e 87 dba è lo stesso lavoratore che può richiedere la visita medica . La periodicità delle visite è stabilita dal medico competente. Sorveglianza sanitaria in presenza di rischio da vibrazioni. Tutti i lavoratori sottoposti a questo rischio eseguono la visita medica con frequenza annuale. Scala di valutazione dei rischi adottata Per valutare i rischi si è utilizzata una scala a due dimensioni che tiene conto della probabilità di accadimento del rischio e del danno provocato in caso di accadimento. I valori possibili per la probabilità che l'evento si verifichi sono i seguenti: 1=improbabile; 2=poco probabile; 3=probabile; 4=molto probabile. I valori possibili per il danno in caso che l'evento si verifichi sono i seguenti: 1=lieve; 2=medio; 3=grave; 4=molto grave. Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 11 Il risultato ottenuto moltiplicando la probabilità per il danno, costituisce la valutazione del rischio che è definita come segue: valore 1=molto basso; valori da 2 a 3=basso; valori da 4 a 8=medio; valori da 9 a 16=alto. Valutazione del rischio rumore. Secondo quanto previsto dall'art. 181 del D.Lgs. n. 81/2008, la valutazione del rischio rumore è stata eseguita facendo riferimento ai tempi di esposizione e ai livelli di rumore standard individuati da studi e misurazioni la cui validità è riconosciuta dalla commissione prevenzione infortuni. In particolare è stato adottato lo studio effettuato da parte del Comitato Paritetico Territoriale di Torino e Provincia e pubblicato nel volume "Conoscere per Prevenire - Valutazione del rischio derivante dall’a esposizione a rumore durante il lavoro nelle attività edili". 8. Schede delle lavorazioni e relative analisi dei rischi ALLESTIMENTO E SMONTAGGIO DEL CANTIERE: E' prevista la seguente fase lavorativa: 1. Delimitazione del cantiere con elementi tipo new jersey SCAVI E REINTERRI: Sono previste le seguenti fasi lavorative: 1. Scavo di sbancamento eseguito con mezzi meccanici 2. Scavo a sezione ristretta eseguito con mezzi meccanici e a mano. MALTE ED OPERE IN CLS NORMALE: E' prevista la seguente fase lavorativa: 1. Calcestruzzi leggeri OPERE STRADALI: Sono previste le seguenti fasi lavorative: 1. Asfaltatura 2. Formazione della massicciata stradale 3. Realizzazione di marciapiede con autobloccanti RETI PUBBLICHE: E' prevista la seguente fase lavorativa: 1. Posa di pozzetto stradale completo di chiusino carrabile FORNITURA CALCESTRUZZO: E' prevista la seguente fase lavorativa: 1. Fornitura CLS con autobetonpompa Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 12 FAS.0001 - Delimitazione del cantiere con elementi tipo new jersey Delimitazione del cantiere con elementi tipo new jersey Non sono previste sottofasi lavorative. Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive Per i rischi connessi all'utilizzo di apprestamenti, macchinari, attrezzature e sostanze pericolose, si rimanda alla lettura delle relative schede. Descrizione rischio Investimento da parte del traffico veicolare Incidenti causati dal cantiere stradale Valutazione rischio Si trasmette all'esterno ALTO MEDIO No No Si diffonde alle fasi concomitanti No No 1. Investimento da parte del traffico veicolare - l'installazione del cantiere avviene solo dopo l'inizio della fase di presegnalazione - è presente la segnaletica di avvicinamento, di posizione e di fine prescrizione - la segnaletica a cavalletto è opportunamente zavorrata - la zona di lavoro è delimitata - le maestranze utilizzano indumenti ad alta visibilità - le maestranze hanno completato il corso formativo - il cantiere è segnalato secondo le norme del codice della strada - la gestione operativa è effettuata da un preposto - in presenza di nebbia che riduce notevolmente la visibilità, le operazioni vengono sospese - lo spostamento a piedi al di fuori dell'area di cantiere avviene sul bordo della carreggiata - lo spostamento a piedi è vietato in galleria e nelle immediate vicinanza di sbocchi, curve, in caso di scarsa visibilità - l'attraversamento è consentito solo con l'assistenza di veicolo di emergenza e opportuna segnalazione 2. Incidenti causati dal cantiere stradale - durante l'installazione del cantiere, personale a terra regolamenta il traffico - le delimitazioni del cantiere sono opportunamente segnalate - il restringimento della carreggiata è tale da permettere il transito in sicurezza del traffico veicolare e pedonale Elenco delle attrezzature e dei macchinari utilizzati Per le procedure di utilizzo, la normativa di riferimento, le misure organizzative, le verifiche da attuare, i DPI da utilizzarsi ed i rischi relativi a macchinari ed attrezzature, si rimanda alla lettura delle relative schede. 1. Autogrù FAS.0072 - Scavo di sbancamento eseguito con mezzi meccanici Scavo generale di sbancamento eseguito con mezzi meccanici. Non sono previste sottofasi lavorative. Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive Per i rischi connessi all'utilizzo di apprestamenti, macchinari, attrezzature e sostanze pericolose, si rimanda alla lettura delle relative schede. Descrizione rischio Valutazione rischio Si trasmette all'esterno Cadute entro lo scavo Il rischio permane fino alla chiusura dello scavo Intercettazione di linee elettriche nei lavori di scavo a mano Investimento da automezzi nel transitare sulla rampa MEDIO No Si diffonde alle fasi concomitanti Si MEDIO MOLTO BASSO MEDIO No No No No No No Seppellimento per crollo delle pareti di scavo (Scavo e trasporto a discarica) Il rischio permane fino alla chiusura dello scavo 1. Cadute entro lo scavo Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 13 Il rischio permane fino alla chiusura dello scavo e si diffonde alle fasi concomitanti - lo scavo, in vicinanza di zone di passaggio, è delimitato - è fatto divieto di accesso ai non addetti alla zona oggetto dello scavo - in caso di scavo a sezione ristretta, per attraversare lo scavo vengono utilizzate passerelle regolamentari - in presenza di fondo scivoloso, le maestranze evitano di operare sul ciglio dello scavo - in caso di profondità maggiore di 80 cm, per accedere allo scavo si utilizzano gradinate protette da parapetto o scale regolamentari 2. Intercettazione di linee elettriche nei lavori di scavo a mano - prima dell'inizio dei lavori viene individuata e segnalata la presenza di linee elettriche - viene rispettata la distanza di mt 1.50 dalle linee interrate - le linee in prossimità dei lavori vengono disattivate 3. Investimento da automezzi nel transitare sulla rampa - Se la rampa misura oltre 20 mt e ha il franco da un solo lato vengono realizzate apposite nicchie di rifugio - la rampa di accesso allo scavo ha un franco di 70 cm per parte 4. Seppellimento per crollo delle pareti di scavo (Scavo e trasporto a discarica) Il rischio permane fino alla chiusura dello scavo - se la rampa misura oltre 20 mt e ha il franco da un solo lato vengono realizzate apposite nicchie di rifugio - il materiale di scavo non viene accumulato sul ciglio - i mezzi meccanici transitano a distanza di sicurezza dal bordo - quando l'altezza dello scavo supera mt 1.50, lo scalzamento della parte è eseguito con mezzi meccanici - le maestranze operano ad adeguata distanza dalla parete di attacco dello scavo Elenco delle attrezzature e dei macchinari utilizzati Per le procedure di utilizzo, la normativa di riferimento, le misure organizzative, le verifiche da attuare, i DPI da utilizzarsi ed i rischi relativi a macchinari ed attrezzature, si rimanda alla lettura delle relative schede. 1. Autocarro 2. Escavatore 3. Pala meccanica FAS.0071 - Scavo a sezione ristretta eseguito con mezzi meccanici e a mano. Scavo a sezione ristretta eseguito con mezzi meccanici con l'assistenza a terra di operatore. Non sono previste sottofasi lavorative. Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive Per i rischi connessi all'utilizzo di apprestamenti, macchinari, attrezzature e sostanze pericolose, si rimanda alla lettura delle relative schede. Descrizione rischio Valutazione rischio Si trasmette all'esterno Cadute entro lo scavo Il rischio permane fino alla chiusura dello scavo Intercettazione di linee elettriche nei lavori di scavo a mano Seppellimento per crollo delle pareti di scavo Il rischio permane fino alla chiusura dello scavo MEDIO No Si diffonde alle fasi concomitanti Si MEDIO MEDIO No No No No 1. Cadute entro lo scavo Il rischio permane fino alla chiusura dello scavo e si diffonde alle fasi concomitanti - lo scavo, in vicinanza di zone di passaggio, è delimitato - è fatto divieto di accesso ai non addetti alla zona oggetto dello scavo Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 14 - in caso di scavo a sezione ristretta, per attraversare lo scavo vengono utilizzate passerelle regolamentari - in presenza di fondo scivoloso, le maestranze evitano di operare sul ciglio dello scavo - in caso di profondità maggiore di 80 cm, per accedere allo scavo si utilizzano gradinate protette da parapetto o scale regolamentari 2. Intercettazione di linee elettriche nei lavori di scavo a mano - prima dell'inizio dei lavori viene individuata e segnalata la presenza di linee elettriche - viene rispettata la distanza di mt 1.50 dalle linee interrate - le linee in prossimità dei lavori vengono disattivate 3. Seppellimento per crollo delle pareti di scavo Il rischio permane fino alla chiusura dello scavo - per altezze di scavo superiori a 1.50 mt le pareti vengono armate o sistemate con angolo a natural declivio - il materiale di scavo non viene accumulato sul ciglio - i mezzi meccanici transitano a distanza di sicurezza dal bordo - l'acqua in esso contenuta viene allontanata e viene verificata la stabilità delle pareti Elenco delle attrezzature e dei macchinari utilizzati Per le procedure di utilizzo, la normativa di riferimento, le misure organizzative, le verifiche da attuare, i DPI da utilizzarsi ed i rischi relativi a macchinari ed attrezzature, si rimanda alla lettura delle relative schede. 1. Badile 2. Autocarro 3. Escavatore FAS.0249 - Calcestruzzi leggeri Non sono previste sottofasi lavorative. Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive Per i rischi connessi all'utilizzo di apprestamenti, macchinari, attrezzature e sostanze pericolose, si rimanda alla lettura delle relative schede. Descrizione rischio Cadute a livello durante il getto del cls Cedimento improvviso della casseratura per eccessiva spinta del cls Valutazione rischio Si trasmette all'esterno BASSO MEDIO No No Si diffonde alle fasi concomitanti No No 1. Cadute a livello durante il getto del cls - i ferri dell'armatura sono legati - i passaggi sono tenuti sgombri 2. Cedimento improvviso della casseratura per eccessiva spinta del cls - la casseratura è eseguita da personale esperto - la casseratura è adeguatamente puntellata - viene evitata l'applicazione della vibrazione delle casseformi - il cls viene gettato in modo uniforme e lentamente - nessuno opera nella zona sottostante ai lavori - i mezzi meccanici operano a distanza di sicurezza Elenco delle attrezzature e dei macchinari utilizzati Per le procedure di utilizzo, la normativa di riferimento, le misure organizzative, le verifiche da attuare, i DPI da utilizzarsi ed i rischi relativi a macchinari ed attrezzature, si rimanda alla lettura delle relative schede. 1. Betoniera a bicchiere 2. Gru a torre senza cabina Elenco delle sostanze pericolose utilizzate Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 15 Per la normativa di riferimento e le procedure di utilizzo, si rimanda alla lettura delle relative schede. 1. Cemento FAS.0206 - Asfaltatura Lavori di realizzazione di manto stradale con conglomerati bituminosi stesi a caldo con vibrofinitrice previa spalmatura di bitume. Messa in opera di cordoli e simili. Sono previste le seguenti sottofasi lavorative: 1. Stesura dell'emulsione aggrappante 2. Stesura del catrame SOTTOFASE 1. STESURA DELL'EMULSIONE AGGRAPPANTE Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive Per i rischi connessi all'utilizzo di apprestamenti, macchinari, attrezzature e sostanze pericolose, si rimanda alla lettura delle relative schede. Descrizione rischio Incidenti con altri veicoli Il rischio permane fino al termine della lavorazione Investimento da parte del traffico veicolare Valutazione rischio Si trasmette all'esterno MOLTO BASSO ALTO No Si diffonde alle fasi concomitanti No No No 1. Incidenti con altri veicoli Il rischio permane fino al termine della lavorazione - la zona di intervento è segnalata secondo quanto previsto dalla normativa - gli automezzi sono dotati di girofaro - in situazioni di scarsa visibilità vengono attivate le segnalazioni luminose - appositi cartelli segnalano il transito a bassa velocità 2. Investimento da parte del traffico veicolare - l'installazione del cantiere avviene solo dopo l'inizio della fase di presegnalazione - è presente la segnaletica di avvicinamento, di posizione e di fine prescrizione - la segnaletica a cavalletto è opportunamente zavorrata - la zona di lavoro è delimitata - le maestranze utilizzano indumenti ad alta visibilità - le maestranze hanno completato il corso formativo - il cantiere è segnalato secondo le norme del codice della strada - la gestione operativa è effettuata da un preposto - in presenza di nebbia che riduce notevolmente la visibilità, le operazioni vengono sospese - lo spostamento a piedi al di fuori dell'area di cantiere avviene sul bordo della carreggiata - lo spostamento a piedi è vietato in galleria e nelle immediate vicinanza di sbocchi, curve, in caso di scarsa visibilità - l'attraversamento è consentito solo con l'assistenza di veicolo di emergenza e opportuna segnalazione Elenco delle attrezzature e dei macchinari utilizzati Per le procedure di utilizzo, la normativa di riferimento, le misure organizzative, le verifiche da attuare, i DPI da utilizzarsi ed i rischi relativi a macchinari ed attrezzature, si rimanda alla lettura delle relative schede. 1. Autocarro sprizza bitume Elenco delle sostanze pericolose utilizzate Per la normativa di riferimento e le procedure di utilizzo, si rimanda alla lettura delle relative schede. 1. Bitume da stendere a caldo Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 16 Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli ivi indicati. 1. Tuta ad alta visibilità SOTTOFASE 2. STESURA DEL CATRAME Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive Per i rischi connessi all'utilizzo di apprestamenti, macchinari, attrezzature e sostanze pericolose, si rimanda alla lettura delle relative schede. Descrizione rischio Incidenti con altri veicoli Il rischio permane fino al termine della lavorazione Investimento da parte del traffico veicolare Valutazione rischio Si trasmette all'esterno MOLTO BASSO ALTO No Si diffonde alle fasi concomitanti No No No 1. Incidenti con altri veicoli Il rischio permane fino al termine della lavorazione - la zona di intervento è segnalata secondo quanto previsto dalla normativa - gli automezzi sono dotati di girofaro - in situazioni di scarsa visibilità vengono attivate le segnalazioni luminose - appositi cartelli segnalano il transito a bassa velocità 2. Investimento da parte del traffico veicolare - l'installazione del cantiere avviene solo dopo l'inizio della fase di presegnalazione - è presente la segnaletica di avvicinamento, di posizione e di fine prescrizione - la segnaletica a cavalletto è opportunamente zavorrata - la zona di lavoro è delimitata - le maestranze utilizzano indumenti ad alta visibilità - le maestranze hanno completato il corso formativo - il cantiere è segnalato secondo le norme del codice della strada - la gestione operativa è effettuata da un preposto - in presenza di nebbia che riduce notevolmente la visibilità, le operazioni vengono sospese - lo spostamento a piedi al di fuori dell'area di cantiere avviene sul bordo della carreggiata - lo spostamento a piedi è vietato in galleria e nelle immediate vicinanza di sbocchi, curve, in caso di scarsa visibilità - l'attraversamento è consentito solo con l'assistenza di veicolo di emergenza e opportuna segnalazione Elenco delle attrezzature e dei macchinari utilizzati Per le procedure di utilizzo, la normativa di riferimento, le misure organizzative, le verifiche da attuare, i DPI da utilizzarsi ed i rischi relativi a macchinari ed attrezzature, si rimanda alla lettura delle relative schede. 1. Badile 2. Autocarro 3. Rifinitrice stradale 4. Rullo compressore Elenco delle sostanze pericolose utilizzate Per la normativa di riferimento e le procedure di utilizzo, si rimanda alla lettura delle relative schede. 1. Catrame Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli ivi indicati. 1. Tuta ad alta visibilità Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 17 FAS.0207 - Formazione della massicciata stradale Formazione di fondazione stradale con pietrame e successiva stesura e cilindratura con rullo compressore. Sono previste le seguenti sottofasi lavorative: 1. Pulitura dell'area 2. Formazione della massicciata e rullatura SOTTOFASE 1. PULITURA DELL'AREA Elenco delle attrezzature e dei macchinari utilizzati Per le procedure di utilizzo, la normativa di riferimento, le misure organizzative, le verifiche da attuare, i DPI da utilizzarsi ed i rischi relativi a macchinari ed attrezzature, si rimanda alla lettura delle relative schede. 1. Ruspa cingolata SOTTOFASE 2. FORMAZIONE DELLA MASSICCIATA E RULLATURA Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive Per i rischi connessi all'utilizzo di apprestamenti, macchinari, attrezzature e sostanze pericolose, si rimanda alla lettura delle relative schede. Descrizione rischio Inalazioni di polveri nei lavori stradali Valutazione rischio Si trasmette all'esterno MOLTO BASSO No Si diffonde alle fasi concomitanti No 1. Inalazioni di polveri nei lavori stradali - in presenza di polvere le maestranze fanno uso di mascherine - la dove possibile, e in assenza di traffico veicolare, la massicciata viene irrorata con acqua Elenco delle attrezzature e dei macchinari utilizzati Per le procedure di utilizzo, la normativa di riferimento, le misure organizzative, le verifiche da attuare, i DPI da utilizzarsi ed i rischi relativi a macchinari ed attrezzature, si rimanda alla lettura delle relative schede. 1. Autocarro 2. Rullo compressore 3. Ruspa cingolata FAS.0212 - Realizzazione di marciapiede in cls gettato in opera Realizzazione di marciapiede con autobloccanti Sono previste le seguenti sottofasi lavorative: 1. Pulizia dell'area 2. Getto del cls SOTTOFASE 1. PULIZIA DELL'AREA Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive Per i rischi connessi all'utilizzo di apprestamenti, macchinari, attrezzature e sostanze pericolose, si rimanda alla lettura delle relative schede. Descrizione rischio Incidenti con altri veicoli Il rischio permane fino al termine della lavorazione Investimento da parte del traffico veicolare Piano di Sicurezza e Coordinamento Valutazione rischio Si trasmette all'esterno MOLTO BASSO ALTO No Si diffonde alle fasi concomitanti No No No Pag. 18 1. Incidenti con altri veicoli Il rischio permane fino al termine della lavorazione - la zona di intervento è segnalata secondo quanto previsto dalla normativa - gli automezzi sono dotati di girofaro - in situazioni di scarsa visibilità vengono attivate le segnalazioni luminose - appositi cartelli segnalano il transito a bassa velocità 2. Investimento da parte del traffico veicolare - l'installazione del cantiere avviene solo dopo l'inizio della fase di presegnalazione - è presente la segnaletica di avvicinamento, di posizione e di fine prescrizione - la segnaletica a cavalletto è opportunamente zavorrata - la zona di lavoro è delimitata - le maestranze utilizzano indumenti ad alta visibilità - le maestranze hanno completato il corso formativo - il cantiere è segnalato secondo le norme del codice della strada - la gestione operativa è effettuata da un preposto - in presenza di nebbia che riduce notevolmente la visibilità, le operazioni vengono sospese - lo spostamento a piedi al di fuori dell'area di cantiere avviene sul bordo della carreggiata - lo spostamento a piedi è vietato in galleria e nelle immediate vicinanza di sbocchi, curve, in caso di scarsa visibilità - l'attraversamento è consentito solo con l'assistenza di veicolo di emergenza e opportuna segnalazione Elenco delle attrezzature e dei macchinari utilizzati Per le procedure di utilizzo, la normativa di riferimento, le misure organizzative, le verifiche da attuare, i DPI da utilizzarsi ed i rischi relativi a macchinari ed attrezzature, si rimanda alla lettura delle relative schede. 1. Badile 2. Autocarro 3. Miniscavatore SOTTOFASE 2. POSA DEI CORDOLI Elenco delle attrezzature e dei macchinari utilizzati Per le procedure di utilizzo, la normativa di riferimento, le misure organizzative, le verifiche da attuare, i DPI da utilizzarsi ed i rischi relativi a macchinari ed attrezzature, si rimanda alla lettura delle relative schede. 1. Cazzuola 2. Martello manuale 3. Badile 4. Betoniera a bicchiere Elenco delle sostanze pericolose utilizzate Per la normativa di riferimento e le procedure di utilizzo, si rimanda alla lettura delle relative schede. 1. Cemento FAS.0222 - Posa di pozzetto stradale completo di chiusino carrabile Posa pozzetto stradale completo di chiusino carrabile Non sono previste sottofasi lavorative. Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive Per i rischi connessi all'utilizzo di apprestamenti, macchinari, attrezzature e sostanze pericolose, si rimanda alla lettura delle relative schede. Descrizione rischio Tagli, abrasioni e schiacciamento delle mani nel sollevamento di materiali Investimento da parte del traffico veicolare Piano di Sicurezza e Coordinamento Valutazione rischio Si trasmette all'esterno MEDIO No Si diffonde alle fasi concomitanti No ALTO No No Pag. 19 1. Tagli, abrasioni e schiacciamento delle mani nel sollevamento di materiali - le maestranze utilizzano guanti di uso generale 2. Investimento da parte del traffico veicolare - l'installazione del cantiere avviene solo dopo l'inizio della fase di presegnalazione - è presente la segnaletica di avvicinamento, di posizione e di fine prescrizione - la segnaletica a cavalletto è opportunamente zavorrata - la zona di lavoro è delimitata - le maestranze utilizzano indumenti ad alta visibilità - le maestranze hanno completato il corso formativo - il cantiere è segnalato secondo le norme del codice della strada - la gestione operativa è effettuata da un preposto - in presenza di nebbia che riduce notevolmente la visibilità, le operazioni vengono sospese - lo spostamento a piedi al di fuori dell'area di cantiere avviene sul bordo della carreggiata - lo spostamento a piedi è vietato in galleria e nelle immediate vicinanza di sbocchi, curve, in caso di scarsa visibilità - l'attraversamento è consentito solo con l'assistenza di veicolo di emergenza e opportuna segnalazione Elenco delle attrezzature e dei macchinari utilizzati Per le procedure di utilizzo, la normativa di riferimento, le misure organizzative, le verifiche da attuare, i DPI da utilizzarsi ed i rischi relativi a macchinari ed attrezzature, si rimanda alla lettura delle relative schede. 1. Cazzuola 2. Carriola 3. Betoniera a bicchiere Elenco delle sostanze pericolose utilizzate Per la normativa di riferimento e le procedure di utilizzo, si rimanda alla lettura delle relative schede. 1. Adesivo universale acrilico Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli ivi indicati. 1. Tuta ad alta visibilità FAS.37155 - Fornitura CLS con autobetonpompa Uso di autobetonpompa da parte di impresa esterna Sono previste le seguenti sottofasi lavorative: 1. Scarico nella pompa 2. Pompaggio del cls SOTTOFASE 1. SCARICO NELLA POMPA Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive Per i rischi connessi all'utilizzo di apprestamenti, macchinari, attrezzature e sostanze pericolose, si rimanda alla lettura delle relative schede. Descrizione rischio Valutazione rischio Si trasmette all'esterno Urti e schiacciamenti connessi con la caduta di materiale dall'alto, intrappolamento ribaltamento mezzo (CLS-scarico pompa) ALTO No Si diffonde alle fasi concomitanti No 1. Urti e schiacciamenti connessi con la caduta di materiale dall'alto, intrappolamento ribaltamento mezzo (CLSscarico pompa) IMPRESA FORNITRICE. Tutte le manovre devono avvenire seguendo le indicazioni impartite dal dirigente/preposto o lavoratore incaricato dell'impresa esecutrice. Il lavoratore dell'impresa fornitrice deve: Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 20 - posizionare l'autobetoniera in modo da consentire lo scarico nella vaschetta della pompa e regolare il flusso coordinandosi con il pompista; - nella manovra di avvicinamento in retromarcia agire con molta prudenza per non urtare eventuali persone o la pompa stessa; - verificare visivamente il corretto posizionamento; - per controllare il flusso di calcestruzzo nella tramoggia della pompa, in caso di ridotta visuale, posizionarsi in luoghi di lavoro espressamente indicati dall'impresa esecutrice; - non passare o sostare sotto il braccio della pompa; - non passare o sostare sotto la canala di scarico. IMPRESA ESECUTRICE. Il dirigente/preposto o il lavoratore incaricato dell'impresa esecutrice deve: - impartire le necessarie indicazioni al lavoratore dell'impresa fornitrice sulle manovre da effettuare; - vietare di sostare nei pressi della canala di getto della pompa nella fase iniziale del getto stesso; - in caso di necessità di contattare il lavoratore dell'impresa fornitrice durante le manovre, avvicinarsi alla cabina da posizione visibile e solo previo cenno di assenso. - vietare di passare o sostare sotto il braccio della pompa; - vietare di passare o sostare sotto la canala di scarico. Elenco delle attrezzature e dei macchinari utilizzati Per le procedure di utilizzo, la normativa di riferimento, le misure organizzative, le verifiche da attuare, i DPI da utilizzarsi ed i rischi relativi a macchinari ed attrezzature, si rimanda alla lettura delle relative schede. 1. Autopompa per cls 2. Autobetoniera SOTTOFASE 2. POMPAGGIO DEL CLS Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive Per i rischi connessi all'utilizzo di apprestamenti, macchinari, attrezzature e sostanze pericolose, si rimanda alla lettura delle relative schede. Descrizione rischio Esposizione a polvere (CLS) Esposizione a rumore (CLS) Urti e schiacciamenti connessi con la caduta di materiale dall'alto, urti del capo (CLS-pompaggio) Schiacciamento, seppellimento o intrappolamento per ribaltamento del mezzo o cedimento del terreno (CLSpompaggio) Urti (CLS-pompaggio) Caduta dall'alto (CLS-pompaggio) Lesioni corneo-congiuntivali dovute a getti e schizzi di boiacca (CLS-pompaggio) Cadute a livello, inciampo (CLS-pompaggio) Valutazione rischio Si trasmette all'esterno MEDIO MEDIO ALTO Si Si No Si diffonde alle fasi concomitanti Si Si No ALTO No No ALTO MEDIO MEDIO No No No No No No BASSO No No 1. Esposizione a polvere (CLS) Il rischio si trasmette all'ambiente esterno e si diffonde alle fasi concomitanti IMPRESA FORNITRICE. Il lavoratore dell'impresa fornitrice deve utilizzare gli idonei DPI (maschere protettive). IMPRESA ESECUTRICE. Il dirigente/preposto o il lavoratore incaricato dell'impresa esecutrice deve: - adottare misure organizzative atte a ridurre l'emissione di polvere (ad esempio bagnare l'area di lavoro) - utilizzare idonei DPI (maschere protettive). 2. Esposizione a rumore (CLS) Il rischio si trasmette all'ambiente esterno e si diffonde alle fasi concomitanti IMPRESA FORNITRICE. Il lavoratore dell'impresa fornitrice deve rispettare le misure di prevenzione e protezione previste. IMPRESA ESECUTRICE. Il dirigente/preposto o il lavoratore incaricato dell'impresa esecutrice deve rispettare le misure di prevenzione e protezione previste. Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 21 3. Urti e schiacciamenti connessi con la caduta di materiale dall'alto, urti del capo (CLS-pompaggio) IMPRESA FORNITRICE. Il lavoratore dell'impresa fornitrice non deve partecipare in alcun modo alla posa in opera del calcestruzzo e non deve tenere e manovrare il terminale in gomma della pompa. In caso di controllo sul prodotto da parte del tecnologo durante le fasi di getto, far sospendere l'operazione di pompaggio. Il lavoratore dell'impresa fornitrice durante il pompaggio deve: - collocarsi in luoghi di lavoro espressamente indicati dal dirigente/preposto o lavoratore incaricato dell'impresa esecutrice, tali da poter garantire il contatto visivo con i lavoratori dell'impresa esecutrice addetti alla posa del calcestruzzo; - non sollevare pesi con il braccio dell'autobetonpompa e della pompa; - durante l'operazione di estrazione del braccio e relativo avvicinamento al punto di scarico mediante radiocomando, prestare attenzione a non urtare le strutture presenti in cantiere; - assicurarsi che nessun lavoratore passi sotto il braccio di distribuzione. IMPRESA ESECUTRICE. Il dirigente/preposto o il lavoratore incaricato dell'impresa esecutrice deve: - impartire le necessarie indicazioni al lavoratore dell'impresa fornitrice relativamente al corretto posizionamento del mezzo, tale da garantire il contatto visivo tra gli addetti; - vietare la sosta ed il transito nel raggio d'azione del braccio ai lavoratori che non partecipano alle operazioni di getto. 4. Schiacciamento, seppellimento o intrappolamento per ribaltamento del mezzo o cedimento del terreno (CLSpompaggio) IMPRESA FORNITRICE. Il lavoratore dell'impresa fornitrice durante il pompaggio deve: - collocarsi in luoghi di lavoro espressamente indicati dal dirigente/preposto o lavoratore incaricato dall'impresa esecutrice, tali da poter garantire il contatto visivo con i lavoratori dell'impresa esecutrice addetti alla posa del calcestruzzo; - evitare l'impiego della pompa in caso di velocità del vento superiore ai limiti imposti dal fabbricante nel manuale d'uso e manutenzione. IMPRESA ESECUTRICE. Il dirigente/preposto o il lavoratore incaricato dell'impresa esecutrice deve mantenere i passaggi sempre sgombri e puliti da residui o materiali che possono costituire un pericolo per il passaggio. 5. Urti (CLS-pompaggio) IMPRESA FORNITRICE. Il lavoratore dell'impresa fornitrice non deve partecipare in alcun modo alla posa in opera del calcestruzzo, e non deve tenere e manovrare il terminale in gomma della pompa. Non deve sostare nei pressi della canala di getto della pompa nella fase del getto stesso. In caso di controllo sul prodotto da parte del tecnologo durante le fasi di getto, far sospendere l'operazione di pompaggio. Il lavoratore dell'impresa fornitrice deve: - durante il pompaggio collocarsi in luoghi di lavoro espressamente indicati dall'impresa esecutrice, tali da poter garantire il contatto visivo con gli addetti alla posa del calcestruzzo; - attenersi alle indicazioni fornite dall'impresa esecutrice in merito alla sosta nelle vicinanze delle tubazioni per le sovrappressioni che si possono creare; - durante l'operazione di estrazione del braccio e relativo avvicinamento al punto di scarico, prestare attenzione a non urtare le strutture presenti in cantiere e assicurarsi che nessun lavoratore passi sotto il braccio di distribuzione; - nell'eventualità di intasamento della tubazione di getto, effettuare la manovra di "disintasamento", allontanando la parte terminale della tubazione dagli addetti alla posa, affinché non siano soggetti alle pericolose conseguenze derivanti da un eventuale "colpo di frusta" a cui può essere soggetta la tubazione in gomma a causa della pressione immessa. IMPRESA ESECUTRICE. Il dirigente/preposto o il lavoratore incaricato dell'impresa esecutrice deve: - impartire le necessarie indicazioni al lavoratore dell'impresa fornitrice; - impedire la sosta nei pressi della canala di getto della pompa nella fase iniziale del getto stesso; - non consentire la sosta o il passaggio nelle immediate vicinanze delle tubazioni: la pressione di alimentazione può provocare forti oscillazioni e spostamenti con conseguente rischio di urti e colpi violenti. - verificare che il lavoratore addetto alla tubazione flessibile non lasci incustodito il terminale in gomma per prevenire eventuali contraccolpi dovuti a variazioni interne nella pressione di erogazione del calcestruzzo; - verificare che nel caso di interruzione del getto, non lasci la bocca della tubazione della pompa all'interno del getto stesso; - nell'eventualità di intasamento della tubazione di getto, dovendo i lavoratori dell'impresa fornitrice effettuare la manovra di "disintasamento", fare allontanare la parte terminale della tubazione dai lavoratori dell'impresa esecutrice addetti alla posa, affinché questi ultimi non siano soggetti alle pericolose conseguenze derivanti da un eventuale "colpo di frusta" a cui può essere soggetta la tubazione in gomma a causa della pressione immessa. 6. Caduta dall'alto (CLS-pompaggio) IMPRESA FORNITRICE. Il lavoratore dell'impresa fornitrice deve attenersi alle indicazioni fornite dal dirigente/preposto o dal lavoratore incaricato dell'impresa esecutrice circa le misure di sicurezza adottate. In caso di controllo sul prodotto da parte del tecnologo durante le fasi di getto, far sospendere l'operazione di pompaggio. IMPRESA ESECUTRICE. Il dirigente/preposto o il lavoratore incaricato dell'impresa esecutrice: - fornisce le indicazioni circa l'utilizzo delle misure di sicurezza adottate; - non autorizza le operazioni di getto con la pompa quando la velocità del vento è superiore a 30 km/h. 7. Lesioni corneo-congiuntivali dovute a getti e schizzi di boiacca (CLS-pompaggio) IMPRESA FORNITRICE. Il lavoratore dell'impresa fornitrice deve indossare idonei DPI (ad esempio occhiali). Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 22 In caso di controllo sul prodotto da parte del tecnologo durante le fasi di getto, far sospendere l'operazione di pompaggio. IMPRESA ESECUTRICE. Il dirigente/preposto o il lavoratore incaricato dell'impresa esecutrice deve far indossare gli idonei DPI (ad esempio occhiali). 8. Cadute a livello, inciampo (CLS-pompaggio) IMPRESA FORNITRICE. Il lavoratore dell'impresa fornitrice deve attenersi alle misure di prevenzione e protezione e indossare gli idonei DPI . IMPRESA ESECUTRICE Il dirigente/preposto o il lavoratore incaricato dell'impresa esecutrice deve vietare l'accesso all'area di lavaggio ai soggetti non autorizzati. Elenco delle attrezzature e dei macchinari utilizzati Per le procedure di utilizzo, la normativa di riferimento, le misure organizzative, le verifiche da attuare, i DPI da utilizzarsi ed i rischi relativi a macchinari ed attrezzature, si rimanda alla lettura delle relative schede. 1. Autobetoniera 2. Autopompa per cls Elenco delle attrezzature E' previsto l'uso delle seguenti attrezzature: 1. Badile 2. Carriola 3. Cazzuola 4. Flessibile o smerigliatrice 5. Martello manuale ATT.008 - Badile Utensile manuale utilizzato per lo scavo o per il caricamento di materiali terrosi Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive Descrizione rischio Valutazione rischio Si trasmette all'esterno Danni spino-dorsali per movimenti ripetitivi di carichi Danni all'apparato spino/dorsale nell'uso di attrezzi manuali MEDIO MOLTO BASSO No No Si diffonde alle fasi concomitanti No No 1. Danni spino-dorsali per movimenti ripetitivi di carichi - l'azione di movimentazione viene periodicamente sospesa - il lavoratore assume una posizione tale da evitare torsioni dannose del busto - nella scelta dei materiali, vengono privilegiati quelli a minor peso 2. Danni all'apparato spino/dorsale nell'uso di attrezzi manuali - il manico dell'attrezzo è proporzionato all'altezza dell'operatore - l'attrezzo è mantenuto in buono stato - le maestranze sono formate e informate sull'uso dell'attrezzo Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 23 Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli ivi indicati. ATT.013 - Carriola Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive Descrizione rischio Caduta di materiali dalla carriola Danni all'apparato spino/dorsale nell'uso della carriola Scivolamenti e cadute a livello nell'uso della carriola Valutazione rischio Si trasmette all'esterno MEDIO MEDIO BASSO No No No Si diffonde alle fasi concomitanti No No No 1. Caduta di materiali dalla carriola - il carico non supera i bordi della carriola 2. Danni all'apparato spino/dorsale nell'uso della carriola - la carriola è caricata per un peso inferiore a 40 Kg - le ruote sono mantenute ben gonfie - viene prevista la turnazione degli operai 3. Scivolamenti e cadute a livello nell'uso della carriola - i passaggi sono mantenuti sgombri - le passerelle hanno dimensione regolamentare Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli ivi indicati. ATT.014 - Cazzuola Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive Descrizione rischio Dermatosi per contatto con il cemento Valutazione rischio Si trasmette all'esterno BASSO No Si diffonde alle fasi concomitanti No 1. Dermatosi per contatto con il cemento - le maestranze utilizzano guanti di uso generale Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli ivi indicati. ATT.018 - Flessibile o smerigliatrice Utensile elettrico manuale con disco rotante ad alta velocità utilizzato in genere per il taglio di metalli Procedure di utilizzo PRIMA DELL'UTILIZZO - verifica dell'interruttore del fissaggio del disco e dell'integrità del medesimo DURANTE L'UTILIZZO - l'utensile deve essere ben impugnato con entrambe le mani tramite apposite maniglie Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 24 - non tagliare materiali ferrosi in vicinanza di sostanze infiammabili DOPO L'UTILIZZO - scollegare elettricamente l'utensile Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive Descrizione rischio Inalazione di polveri nell'uso del flessibile Proiezione di schegge nell'uso del flessibile Rumore nell'uso del flessibile/levigatrice Tagli agli arti inferiori e superiori nell'uso del flessibile Ustioni nell'uso del flessibile Valutazione rischio Si trasmette all'esterno MEDIO MEDIO ALTO MEDIO BASSO No No Si No No Si diffonde alle fasi concomitanti Si Si Si No No 1. Inalazione di polveri nell'uso del flessibile Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti - è evitato il taglio in ambienti chiusi - l'operatore utilizza mascherine antipolvere 2. Proiezione di schegge nell'uso del flessibile Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti - l'operatore indossa occhiali o maschera - l'operatore evita di esercitare troppa pressione sull'utensile - il disco usurato o danneggiato viene sostituito 3. Rumore nell'uso del flessibile/levigatrice Il rischio si trasmette all'ambiente esterno e si diffonde alle fasi concomitanti - i non addetti sono allontanati dalla zona di lavoro - l'operatore utilizza cuffie o tappi auricolari 4. Tagli agli arti inferiori e superiori nell'uso del flessibile - l'operatore utilizza guanti antitaglio e scarpe antinfortunistiche - la sostituzione del disco avviene con spina distaccata - il flessibile dispone di interruttore a uomo presente - il disco è dotato di apposita protezione 5. Ustioni nell'uso del flessibile - l'operatore utilizza appositi guanti Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli ivi indicati. 1. Guanti antitaglio in pelle ATT.030 - Martello manuale Utensile manuale con testa in ferro e manico in legno Procedure di utilizzo PRIMA DELL'UTILIZZO - controllo che la testa del martello sia piatta e ben ancorata al manico DURANTE L'UTILIZZO Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 25 - utilizzare appositi guanti Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive Descrizione rischio Colpi alle mani nell'uso del martello Proiezione di schegge nell'uso del martello manuale Rumore nell'uso del martello manuale Valutazione rischio Si trasmette all'esterno BASSO MEDIO MEDIO No No Si Si diffonde alle fasi concomitanti No No Si 1. Colpi alle mani nell'uso del martello - l'operatore utilizza appositi guanti - vengono utilizzati idonei paracolpi per punte e scalpelli 2. Proiezione di schegge nell'uso del martello manuale - le maestranze utilizzano occhiali o maschere - la testa del martello è mantenuta libera da parti deteriorate 3. Rumore nell'uso del martello manuale Il rischio si trasmette all'ambiente esterno e si diffonde alle fasi concomitanti - in caso di uso prolungato le maestranze utilizzano tappi auricolari Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli ivi indicati. Elenco dei macchinari E' previsto l'uso dei seguenti macchinari: 1. Autobetoniera 2. Autocarro 3. Autocarro sprizza bitume 4. Autopompa per cls 6. Betoniera a bicchiere 7. Compattatore a piatto vibrante 8. Escavatore 9. Miniscavatore 10. Pala meccanica 11. Rifinitrice stradale 12. Rullo compressore 13. Ruspa cingolata MAC.001 - Autobetoniera Autobetoniera utilizzata per la fornitura del calcestruzzo Procedure di utilizzo PRIMA DELL'UTILIZZO - verifica delle protezioni degli organi in movimento, delle luci e del girofaro, dei tubi in pressione DURANTE L'UTILIZZO - pulire bene tramoggia, canale e tamburo - in prossimità di posti di lavoro transitare a passo d'uomo ed adeguare la velocità entro i limiti stabiliti in cantiere Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 26 DOPO L'UTILIZZO - cura del mezzo con pulizia accurata degli organi di scarico e degli organi di comando - eseguire la manutenzione e la revisione dei freni e dei pneumatici - segnalare eventuali anomalie Verifiche da attuare DURANTE L'UTILIZZO - le zone di transito sono solide Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive Descrizione rischio Contusioni per colpo ricevuto dal canale di scolo o dalla pompa del cls Dermatosi per contatto con il cemento Inalazioni di fumi di scarico Incendio del mezzo Incidenti con altri mezzi Investimento da parte del mezzo Ribaltamento dell'autobotte Rottura tubazioni a pressione dell'autobetoniera Rumore nell'uso dell'autobetoniera Stritolamento negli ingranaggi dell'autobetoniera Valutazione rischio Si trasmette all'esterno MEDIO No Si diffonde alle fasi concomitanti No BASSO MOLTO BASSO BASSO MOLTO BASSO ALTO MEDIO BASSO MEDIO MEDIO No No No Si No No No No No No No No No Si Si No Si No 1. Contusioni per colpo ricevuto dal canale di scolo o dalla pompa del cls - il canale è agganciato alla betoniera - la pompa è manovrata da due operai 2. Dermatosi per contatto con il cemento - le maestranze utilizzano guanti di uso generale 3. Inalazioni di fumi di scarico Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti - dirigere, con opportuni tubi o barriere, i fumi lontano dalle maestranze 4. Incendio del mezzo - l'operazione di rifornimento è eseguita a motore spento ed è vietato fumare 5. Incidenti con altri mezzi - l'automezzo, nel cantiere, procede a passo d'uomo 6. Investimento da parte del mezzo Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti - prima dell'utilizzo vengono verificati i freni e il girofaro - un operatore a terra, ad adeguata distanza, guida le operazioni di retromarcia - le zone di passaggio dell'automezzo hanno un franco di 70 cm - l'automezzo, in presenza di persone, procede a passo d'uomo - nessuno transita nella zona di manovra dell'automezzo 7. Ribaltamento dell'autobotte Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti - lungo i percorsi vengono verificate le pendenze, la presenza di buche profonde e la portanza - l'autobotte si mantiene ad una distanza adeguata dai bordi degli scavi - vengono utilizzati appositi ripartitori sotto gli stabilizzatori Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 27 8. Rottura tubazioni a pressione dell'autobetoniera - prima dell'utilizzo le tubazioni vengono controllate - il circuito a pressione dispone di apposite valvole di sicurezza 9. Rumore nell'uso dell'autobetoniera Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti - le maestranze utilizzano tappi auricolari o cuffie 10. Stritolamento negli ingranaggi dell'autobetoniera - verificare a vista la protezione degli ingranaggi Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli ivi indicati. MAC.003 - Autocarro Autocarro con cassone ribaltabile per il trasporto di materiali Procedure di utilizzo PRIMA DELL'UTILIZZO - verificare le protezioni degli organi in movimento, delle luci e del girofaro DURANTE L'UTILIZZO - in prossimità di posti di lavoro transitare a passo d'uomo ed adeguare la velocità entro i limiti stabiliti in cantiere DOPO L'UTILIZZO - cura del mezzo con pulizia accurata, degli organi di scarico e degli organi di comando - eseguire la manutenzione e revisione dei freni e dei pneumatici - segnalare eventuali anomalie Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive Descrizione rischio Caduta di materiale dal cassone del mezzo Inalazioni di fumi di scarico Incendio del mezzo Investimento da parte del mezzo Ribaltamento dell'autocarro Rumore nell'uso del mezzo Valutazione rischio Si trasmette all'esterno BASSO MOLTO BASSO BASSO ALTO MEDIO MOLTO BASSO No No Si diffonde alle fasi concomitanti Si Si No No No Si No Si No Si 1. Caduta di materiale dal cassone del mezzo Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti - al termine del carico le sponde vengono chiuse - il materiale sfuso non deve superare le sponde 2. Inalazioni di fumi di scarico Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti - dirigere, con opportuni tubi o barriere, i fumi lontano dalle maestranze 3. Incendio del mezzo - l'operazione di rifornimento è eseguita a motore spento ed è vietato fumare Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 28 4. Investimento da parte del mezzo Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti - prima dell'utilizzo vengono verificati i freni e il girofaro - un operatore a terra, ad adeguata distanza, guida le operazioni di retromarcia - le zone di passaggio dell'automezzo hanno un franco di 70 cm - l'automezzo, in presenza di persone, procede a passo d'uomo - nessuno transita nella zona di manovra dell'automezzo 5. Ribaltamento dell'autocarro - lungo i percorsi vengono verificate le pendenze, la presenza di buche profonde e la portanza - l'autocarro si mantiene ad una distanza adeguata dai bordi degli scavi - in forte pendenza non utilizzare il ribaltabile - il carico deve essere posizionato e, se necessita, fissato in modo da non subire spostamenti 6. Rumore nell'uso del mezzo Il rischio si trasmette all'ambiente esterno e si diffonde alle fasi concomitanti - le maestranze utilizzano tappi auricolari o cuffie Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli ivi indicati. MAC.004 - Autocarro sprizza bitume Autocarro con pompa per lo spruzzo di emulsione bituminosa Procedure di utilizzo PRIMA DELL'UTILIZZO - verificare l'impianto a pressione DURANTE L'UTILIZZO - utilizzare sempre gli appositi dpi e non entrare in contatto con la soluzione bituminose - procedere a passo d'uomo DOPO L'UTILIZZO - cura del mezzo con pulizia accurata degli organi sotto pressione Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive Descrizione rischio Contatto con bitume nell'uso dello spargi bitume Inalazioni di fumi di scarico dello spargi bitume Inalazioni di vapori Incendio ed esplosione della bombola GPL dello spargi bitume Incidenti dello spargi bitume con altri mezzi Investimento di persone nell'uso dello spargi bitume Rumore nell'uso del mezzo Valutazione rischio Si trasmette all'esterno MEDIO MOLTO BASSO MEDIO MEDIO No No Si diffonde alle fasi concomitanti No Si Si Si Si Si BASSO ALTO MOLTO BASSO No Si Si No Si Si 1. Contatto con bitume nell'uso dello spargi bitume - i lavoratori utilizzano apposite tute e specifici guanti 2. Inalazioni di fumi di scarico dello spargi bitume Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 29 Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti - le maestranze fanno uso di apposite mascherine 3. Inalazioni di vapori Il rischio si trasmette all'ambiente esterno e si diffonde alle fasi concomitanti - le maestranze fanno uso di apposite mascherine - la zona di lavoro è inibita ai non addetti 4. Incendio ed esplosione della bombola GPL dello spargi bitume Il rischio si trasmette all'ambiente esterno e si diffonde alle fasi concomitanti - la bombola è dotata di riduttore di pressione - l'automezzo è dotato di estintore a polvere - i raccordi sono eseguiti utilizzando apposite fasce 5. Incidenti dello spargi bitume con altri mezzi - il mezzo dispone di segnalatore lampeggiante - sul retro del mezzo è installato un cartello a bande rosse e bianche con freccia di segnalazione 6. Investimento di persone nell'uso dello spargi bitume Il rischio si trasmette all'ambiente esterno e si diffonde alle fasi concomitanti - il personale a terra dispone di indumenti ad alta visibilità - la zona interessata dalle operazioni è idoneamente segnalata ed inibita agli estranei - il personale a terra dirige, a debita distanza, le manovre pericolose 7. Rumore nell'uso del mezzo Il rischio si trasmette all'ambiente esterno e si diffonde alle fasi concomitanti - le maestranze utilizzano tappi auricolari o cuffie Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli ivi indicati. 1. Maschera monouso con valvola per polveri e fumi 2. Guanti in gomma antiacidi e solventi MAC.006 - Autopompa per cls Autopompa per il pompaggio del cls in quota Procedure di utilizzo PRIMA DELL'UTILIZZO - controllo delle luci e dei dispositivi luminosi, acustici e dei dispositivi frenanti - controllare la presenza di linee elettriche aeree DURANTE L'UTILIZZO - utilizzare il girofaro per segnalare l'operatività del mezzo - sorvegliare le manovre di avvicinamento dell'autobetoniera alla pompa DOPO L'UTILIZZO - pulire le tubazioni e la vasca Verifiche da attuare Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 30 DURANTE L'UTILIZZO - le zone di transito sono solide Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive Descrizione rischio Caduta dell'operatore nell'uso della pompa cls Contatto con linee elettriche Dermatosi per contatto con il cemento Inalazioni di fumi di scarico Investimento da parte del mezzo Ribaltamento dell'autobotte Rumore nell'uso dell'autobetoniera Stritolamento negli ingranaggi dell'autopompa Valutazione rischio Si trasmette all'esterno MEDIO BASSO BASSO MOLTO BASSO ALTO MEDIO MEDIO MEDIO No No No No Si diffonde alle fasi concomitanti No No No Si No No No No Si Si Si No 1. Caduta dell'operatore nell'uso della pompa cls - il braccio della pompa viene azionato in modo da evitare bruschi spostamenti 2. Contatto con linee elettriche - i mezzi e le attrezzature ad una distanza di sicurezza è tale che non possano avvenire contatti diretti o scariche pericolose 3. Dermatosi per contatto con il cemento - le maestranze utilizzano guanti di uso generale 4. Inalazioni di fumi di scarico Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti - dirigere, con opportuni tubi o barriere, i fumi lontano dalle maestranze 5. Investimento da parte del mezzo Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti - prima dell'utilizzo vengono verificati i freni e il girofaro - un operatore a terra, ad adeguata distanza, guida le operazioni di retromarcia - le zone di passaggio dell'automezzo hanno un franco di 70 cm - l'automezzo, in presenza di persone, procede a passo d'uomo - nessuno transita nella zona di manovra dell'automezzo 6. Ribaltamento dell'autobotte Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti - lungo i percorsi vengono verificate le pendenze, la presenza di buche profonde e la portanza - l'autobotte si mantiene ad una distanza adeguata dai bordi degli scavi - vengono utilizzati appositi ripartitori sotto gli stabilizzatori 7. Rumore nell'uso dell'autobetoniera Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti - le maestranze utilizzano tappi auricolari o cuffie 8. Stritolamento negli ingranaggi dell'autopompa - verificare a vista la protezione degli ingranaggi - la vasca dispone di griglia di protezione Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 31 Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli ivi indicati. MAC.009 - Betoniera a bicchiere Macchina composta da un bicchiere mescolante, manovrabile da volante, con capacità in genere di circa 250 kg utilizzata per la produzione del calcestruzzo in loco Procedure di utilizzo PRIMA DELL'UTILIZZO - controllo dei dispositivi d'arresto di emergenza e dei collegamenti elettrici e di terra DURANTE L'UTILIZZO - le protezioni non devono essere manomesse o modificate DOPO L'UTILIZZO - curare la lubrificazione e la pulizia delle macchine e mantenerle in buona efficienza - togliere tensione all'interruttore generale e ai singoli comandi Verifiche da attuare PRIMA DELL'UTILIZZO - è collegata all'impianto di terra - è dotata di carter protettivo - il volante ha raggi accecati - il pedale di sgancio è protetto - è dotata di interruttore contro il riavviamento spontaneo - è realizzata una tettoia se sosta sotto zone con caduta di materiali dall'alto Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive Descrizione rischio Avvio spontaneo della betoniera Caduta di materiali dall'alto Cesoiamento causato dalle razze del volante Colpi e impatti da parte del bicchiere della betoniera Contatto con gli organi in movimento della betoniera Danni spino dorsali nel caricamento della betoniera Elettrocuzione nell'uso del mezzo Dermatosi per contatto con il cemento Rumore nell'uso della betoniera a bicchiere Valutazione rischio Si trasmette all'esterno BASSO MEDIO BASSO MOLTO BASSO MEDIO MEDIO BASSO BASSO MEDIO No No No No Si diffonde alle fasi concomitanti No No No No No No No No Si No No No No Si 1. Avvio spontaneo della betoniera - la betoniera è dotata di dispositivo conto l'avviamento spontaneo - i pulsanti sono incassati nella pulsantiera 2. Caduta di materiali dall'alto - nel caso in cui il mezzo sia installato sotto luoghi di lavoro, sarà realizzata idonea tettoia - le maestranze indossano elmetto di protezione 3. Cesoiamento causato dalle razze del volante - il volante dispone di raggi accecati 4. Colpi e impatti da parte del bicchiere della betoniera - il pedale di sblocco è munito di protezione 5. Contatto con gli organi in movimento della betoniera - lo sportello del vano motore dispone di chiusura a chiave - la corona del bicchiere è protetta da apposito carter - la pulizia interna del bicchiere è effettuata a betoniera spenta - gli operatori non indossano indumenti che possono impigliarsi - durante l'uso gli elementi di protezione non sono disattivati o rimossi Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 32 6. Danni spino dorsali nel caricamento della betoniera - i sacchi di cemento vengono tagliati in due metà - i lavoratori vengono formati e informati sull'uso del badile 7. Elettrocuzione nell'uso del mezzo - l'attrezzo è collegato all'impianto di terra e l'impianto di alimentazione è dotato di salvavita - i cavi di alimentazione hanno resistenza alla penetrazione ip 44 8. Dermatosi per contatto con il cemento - le maestranze utilizzano guanti di uso generale 9. Rumore nell'uso della betoniera a bicchiere Il rischio si trasmette all'ambiente esterno e si diffonde alle fasi concomitanti - la betoniera è in funzione per il tempo strettamente necessario - gli operatori utilizzano tappi auricolari Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli ivi indicati. MAC.013 - Compattatore a piatto vibrante Utensile manuale a motore utilizzato per compattare materiali di scavo Procedure di utilizzo PRIMA DELL'UTILIZZO - segnalare l'area di lavoro deviando opportunamente il traffico stradale, servendosi di semafori e/o personale con bandiere e giubbotti rifrangenti - attenersi alle norme del codice della strada DURANTE L'UTILIZZO - non lasciare la macchina in moto senza sorveglianza DOPO L'UTILIZZO - eseguire periodicamente le operazioni di manutenzione Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive Descrizione rischio Danni agli arti e alla colonna vertebrale nell'uso del compattatore Incendio del mezzo Rumore nell'uso del compattatore Valutazione rischio Si trasmette all'esterno MEDIO No Si diffonde alle fasi concomitanti No BASSO MEDIO No Si No Si 1. Danni agli arti e alla colonna vertebrale nell'uso del compattatore - il compattatore è dotato di impugnature antivibrazione - l'addetto utilizza guanti che assorbono le vibrazioni 2. Incendio del mezzo - l'operazione di rifornimento è eseguita a motore spento ed è vietato fumare 3. Rumore nell'uso del compattatore Il rischio si trasmette all'ambiente esterno e si diffonde alle fasi concomitanti - durante le pause il compattatore viene spento - l'operatore utilizza cuffie o tappi auricolari Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 33 Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli ivi indicati. 1. Guanti antivibrazioni MAC.018 - Escavatore Mezzo semovente che dispone di benna per l'esecuzione di scavi in genere a sezione ristretta, per regolarizzare scarpate o anche per i lavori di demolizione Procedure di utilizzo PRIMA DELL'UTILIZZO - controllo dei percorsi, delle luci, dei dispositivi luminosi ed acustici di segnalazione DURANTE L'UTILIZZO - nell'area del cantiere segnalare l'operatività del mezzo col girofaro DOPO L'UTILIZZO - abbassare la benna, azionare il freno di stazionamento ed inserire il blocco comandi per posizionare la macchina Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive Descrizione rischio Caduta di materiale dalla benna del mezzo Inalazioni di fumi di scarico di mezzi atti movimenti a terra Incendio del mezzo Intercettazione di linee elettriche interrate Investimento o colpi a persone da parte del mezzo Ribaltamento del mezzo Rottura dei tubi in pressione del mezzo Rumore nell'uso di mezzi atti a movimenti di terra Valutazione rischio Si trasmette all'esterno ALTO MOLTO BASSO BASSO MEDIO MOLTO BASSO MEDIO BASSO MEDIO No No Si diffonde alle fasi concomitanti No No No No No No No No No No No No No No 1. Caduta di materiale dalla benna del mezzo - nessuna persona si trova nel raggio di azione del mezzo - il mezzo è munito di cabina metallica 2. Inalazioni di fumi di scarico di mezzi atti movimenti a terra - il personale a terra si mantiene ad adeguata distanza - il personale a terra utilizza apposite maschere 3. Incendio del mezzo - l'operazione di rifornimento è eseguita a motore spento ed è vietato fumare 4. Intercettazione di linee elettriche interrate - prima dell'inizio dello scavo viene verificata la presenza di linee elettriche - in presenza di linee elettriche, la linea viene segnalata e viene mantenuta una distanza minima di 1.50 mt 5. Investimento o colpi a persone da parte del mezzo - nessuna persona si trova nel raggio di azione del mezzo 6. Ribaltamento del mezzo - il mezzo non opera oltre la pendenza massima e si mantiene a distanza adeguata dallo scavo - il mezzo dispone di apposita cabina 7. Rottura dei tubi in pressione del mezzo - sul mezzo viene eseguita l'ordinaria manutenzione 8. Rumore nell'uso di mezzi atti a movimenti di terra Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 34 - il mezzo è dotato di cabina insonorizzata - il personale a terra utilizza cuffie o tappi auricolari Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli ivi indicati. MAC.030 - Miniscavatore Escavatore di piccole dimensioni che dispone di benna per l'esecuzione di scavi in genere in luoghi ristretti Procedure di utilizzo PRIMA DELL'UTILIZZO - controllo dei percorsi, delle luci, dei dispositivi luminosi ed acustici di segnalazione DURANTE L'UTILIZZO - nell'area del cantiere segnalare l'operatività del mezzo col girofaro DOPO L'UTILIZZO - abbassare la benna, azionare il freno di stazionamento ed inserire il blocco comandi per posizionare la macchina Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive Descrizione rischio Caduta di materiale dalla benna del mezzo Inalazioni di fumi di scarico di mezzi atti movimenti a terra Incendio del mezzo Intercettazione di linee elettriche interrate Investimento o colpi a persone da parte del mezzo Ribaltamento del mezzo Rottura dei tubi in pressione del mezzo Rumore nell'uso di mezzi atti a movimenti di terra Valutazione rischio Si trasmette all'esterno ALTO MOLTO BASSO BASSO MEDIO MOLTO BASSO MEDIO BASSO MEDIO No No Si diffonde alle fasi concomitanti No No No No No No No No No No No No No No 1. Caduta di materiale dalla benna del mezzo - nessuna persona si trova nel raggio di azione del mezzo - il mezzo è munito di cabina metallica 2. Inalazioni di fumi di scarico di mezzi atti movimenti a terra - il personale a terra si mantiene ad adeguata distanza - il personale a terra utilizza apposite maschere 3. Incendio del mezzo - l'operazione di rifornimento è eseguita a motore spento ed è vietato fumare 4. Intercettazione di linee elettriche interrate - prima dell'inizio dello scavo viene verificata la presenza di linee elettriche - in presenza di linee elettriche, la linea viene segnalata e viene mantenuta una distanza minima di 1.50 mt 5. Investimento o colpi a persone da parte del mezzo - nessuna persona si trova nel raggio di azione del mezzo 6. Ribaltamento del mezzo - il mezzo non opera oltre la pendenza massima e si mantiene a distanza adeguata dallo scavo - il mezzo dispone di apposita cabina 7. Rottura dei tubi in pressione del mezzo - sul mezzo viene eseguita l'ordinaria manutenzione Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 35 8. Rumore nell'uso di mezzi atti a movimenti di terra - il mezzo è dotato di cabina insonorizzata - il personale a terra utilizza cuffie o tappi auricolari Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli ivi indicati. MAC.032 - Pala meccanica Mezzo semovente utilizzato in genere per gli scavi di sbancamento e dotato di pala anteriore Procedure di utilizzo PRIMA DELL'UTILIZZO - controllo dei percorsi, delle luci, dei dispositivi luminosi ed acustici di segnalazione DURANTE L'UTILIZZO - nell'area del cantiere segnalare l'operatività del mezzo col girofaro - non usare la benna per trasportare persone DOPO L'UTILIZZO - abbassare la benna, azionare il freno di stazionamento ed inserire il blocco comandi per posizionare la macchina Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive Descrizione rischio Caduta di materiale dalla benna del mezzo Inalazioni di fumi di scarico di mezzi atti movimenti a terra Incendio del mezzo Investimento o colpi a persone da parte del mezzo Ribaltamento del mezzo Rumore nell'uso di mezzi atti a movimenti di terra Valutazione rischio Si trasmette all'esterno ALTO MOLTO BASSO BASSO MOLTO BASSO MEDIO MEDIO No No Si diffonde alle fasi concomitanti No No No No No No No No No No 1. Caduta di materiale dalla benna del mezzo - nessuna persona si trova nel raggio di azione del mezzo - il mezzo è munito di cabina metallica 2. Inalazioni di fumi di scarico di mezzi atti movimenti a terra - il personale a terra si mantiene ad adeguata distanza - il personale a terra utilizza apposite maschere 3. Incendio del mezzo - l'operazione di rifornimento è eseguita a motore spento ed è vietato fumare 4. Investimento o colpi a persone da parte del mezzo - nessuna persona si trova nel raggio di azione del mezzo 5. Ribaltamento del mezzo - il mezzo non opera oltre la pendenza massima e si mantiene a distanza adeguata dallo scavo - il mezzo dispone di apposita cabina 6. Rumore nell'uso di mezzi atti a movimenti di terra - il mezzo è dotato di cabina insonorizzata - il personale a terra utilizza cuffie o tappi auricolari Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 36 Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli ivi indicati. MAC.037 - Rifinitrice stradale Macchina utilizzata per la stesura del manto stradale (asfalto) Procedure di utilizzo PRIMA DELL'UTILIZZO - verificare l'efficienza dei comandi - verificare il funzionamento dei segnalatori ottici, delle tubazioni, connessioni idrauliche, dell'efficienza del riduttore di pressione e del manometro - segnalare l'area di lavoro deviando opportunamente il traffico stradale, servendosi di semafori e/o personale con bandiere e giubbotti rifrangenti - attenersi alle norme del codice della strada DURANTE L'UTILIZZO - non introdurre nessun attrezzo (es. badili e simili) nella cloaca DOPO L'UTILIZZO - spegnere i bruciatori e chiudere i rubinetti di alimentazione della caldaia - fermare il mezzo azionando il freno di stazionamento - pulire la caldaia Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive Descrizione rischio Contatto con catrame nell'uso della rifinitrice Inalazioni di fumi di scarico Inalazioni di vapori Incendio e scoppio della caldaia della rifinitrice Incidenti con altri mezzi nell'uso della rifinitrice Investimento di persone da parte della rifinitrice o del traffico veicolare Rumore nell'uso di mezzi atti alla rifinitura stradale Stritolamento nell'uso della rifinitrice Ustioni nell'uso della rifinitrice Valutazione rischio Si trasmette all'esterno BASSO MOLTO BASSO MEDIO MEDIO MEDIO ALTO No No Si diffonde alle fasi concomitanti Si Si Si No No No Si Si No No MEDIO MEDIO BASSO Si No No Si No No 1. Contatto con catrame nell'uso della rifinitrice Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti - le maestranze indossano tute e guanti 2. Inalazioni di fumi di scarico Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti - dirigere, con opportuni tubi o barriere, i fumi lontano dalle maestranze 3. Inalazioni di vapori Il rischio si trasmette all'ambiente esterno e si diffonde alle fasi concomitanti - le maestranze fanno uso di apposite mascherine - la zona di lavoro è inibita ai non addetti 4. Incendio e scoppio della caldaia della rifinitrice Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 37 - la rifinitrice è dotata di dispositivi di sicurezza - la caldaia è controllata periodicamente - nessuna opera in vicinanza della caldaia 5. Incidenti con altri mezzi nell'uso della rifinitrice - la zona di intervento è adeguatamente segnalata - le manovre pericolose sono assistite da personale a terra 6. Investimento di persone da parte della rifinitrice o del traffico veicolare - la zona di intervento è segnalata secondo le norme del codice della strada - le maestranze indossano indumenti ad alta visibilità - nessuno opera nel raggio di azione della rifinitrice - la rifinitrice è dotata di girofaro 7. Rumore nell'uso di mezzi atti alla rifinitura stradale Il rischio si trasmette all'ambiente esterno e si diffonde alle fasi concomitanti - la macchina dispone di cabina insonorizzata - gli operatori a terra utilizzano tappi auricolari 8. Stritolamento nell'uso della rifinitrice - è fatto divieto alle maestranze di introdurre attrezzi nella cloaca 9. Ustioni nell'uso della rifinitrice - le maestranze fanno uso di guanti - la manutenzione è eseguita a macchina spenta e a caldaia fredda Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli ivi indicati. 1. Maschera monouso con valvola per polveri e fumi MAC.038 - Rullo compressore Macchina dotata, al posto delle ruote, di cilindri aventi funzioni di compressione Procedure di utilizzo PRIMA DELL'UTILIZZO - controllo della funzionalità dei comandi - controllo dei percorsi e delle aree di manovra DURANTE L'UTILIZZO - in prossimità di posti di lavoro transitare a passo d'uomo ed adeguare la velocità entro i limiti stabiliti in cantiere - all'interno della macchina non trasportare persone DOPO L'UTILIZZO - le operazioni di revisione e manutenzione devono essere eseguite seguendo le indicazioni riportate nel libretto Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive Descrizione rischio Inalazioni di fumi di scarico Incendio del mezzo Incidenti con altri mezzi nell'uso del rullo compressore Investimento di persone nell'uso del rullo compressore Ribaltamento del rullo compressore Rumore nell'uso del rullo compressore Vibrazioni nell'uso del rullo compressore Piano di Sicurezza e Coordinamento Valutazione rischio Si trasmette all'esterno MOLTO BASSO BASSO MEDIO ALTO BASSO BASSO BASSO No Si diffonde alle fasi concomitanti Si No No No No No No No No Si No Si No Pag. 38 1. Inalazioni di fumi di scarico Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti - dirigere, con opportuni tubi o barriere, i fumi lontano dalle maestranze 2. Incendio del mezzo - l'operazione di rifornimento è eseguita a motore spento ed è vietato fumare 3. Incidenti con altri mezzi nell'uso del rullo compressore - la zona di intervento è segnalata secondo le norme del codice della strada 4. Investimento di persone nell'uso del rullo compressore Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti - nessuna persona opera nel spazio di manovra del rullo compressore - il rullo compressore è dotato di dispositivo che impedisce l'avviamento con marcia inserita - il rullo compressore è dotato di clacson e girofaro - il rullo compressore è guidato da personale esperto e procede a passo d'uomo 5. Ribaltamento del rullo compressore - il rullo compressore non opera oltre la pendenza massima e in presenza di terreno cedevole 6. Rumore nell'uso del rullo compressore Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti - le maestranze utilizzano tappi auricolari 7. Vibrazioni nell'uso del rullo compressore - il rullo compressore è dotato di sedile ergonomico antivibrazioni Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli ivi indicati. MAC.039 - Ruspa cingolata Mezzo semovente utilizzato in genere per gli scavi di sbancamento e dotato di pala anteriore Procedure di utilizzo PRIMA DELL'UTILIZZO - controllo dei percorsi, delle luci, dei dispositivi luminosi ed acustici di segnalazione DURANTE L'UTILIZZO - nell'area del cantiere segnalare l'operatività del mezzo col girofaro - non usare la benna per trasportare persone DOPO L'UTILIZZO - abbassare la benna, azionare il freno di stazionamento ed inserire il blocco comandi per posizionare la macchina Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive Descrizione rischio Caduta di materiale dalla benna del mezzo Inalazioni di fumi di scarico di mezzi atti movimenti a terra Incendio del mezzo Investimento o colpi a persone da parte del mezzo Piano di Sicurezza e Coordinamento Valutazione rischio Si trasmette all'esterno ALTO MOLTO BASSO BASSO MOLTO No No Si diffonde alle fasi concomitanti No No No No No No Pag. 39 Ribaltamento del mezzo Rumore nell'uso di mezzi atti a movimenti di terra BASSO MEDIO MEDIO No No No No 1. Caduta di materiale dalla benna del mezzo - nessuna persona si trova nel raggio di azione del mezzo - il mezzo è munito di cabina metallica 2. Inalazioni di fumi di scarico di mezzi atti movimenti a terra - il personale a terra si mantiene ad adeguata distanza - il personale a terra utilizza apposite maschere 3. Incendio del mezzo - l'operazione di rifornimento è eseguita a motore spento ed è vietato fumare 4. Investimento o colpi a persone da parte del mezzo - nessuna persona si trova nel raggio di azione del mezzo 5. Ribaltamento del mezzo - il mezzo non opera oltre la pendenza massima e si mantiene a distanza adeguata dallo scavo - il mezzo dispone di apposita cabina 6. Rumore nell'uso di mezzi atti a movimenti di terra - il mezzo è dotato di cabina insonorizzata - il personale a terra utilizza cuffie o tappi auricolari Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli ivi indicati. Elenco delle sostanze E' previsto l'uso delle seguenti sostanze pericolose: 1. Adesivo universale acrilico 2. Bitume da stendere a caldo 3. Catrame 4. Cemento SOS.010 - Adesivo universale acrilico Adesivo a base acrilica idoneo per incollare e fissare molteplici tipologie di materiale. Procedure di utilizzo Evitare il contatto diretto con la pelle. Nel caso sciacquare con abbondante acqua. Non disperdere nell'ambiente i contenitori vuoti. Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive Descrizione rischio Contatto della pelle o degli occhi con agenti irritanti Valutazione rischio Si trasmette all'esterno MOLTO BASSO No Si diffonde alle fasi concomitanti No 1. Contatto della pelle o degli occhi con agenti irritanti - le maestranze fanno uso di appositi guanti e occhiali Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 40 - i locali vengono costantemente aerati Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli ivi indicati. SOS.015 - Bitume da stendere a caldo Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive Descrizione rischio Contatto con bitume Valutazione rischio Si trasmette all'esterno MOLTO BASSO No Si diffonde alle fasi concomitanti Si 1. Contatto con bitume Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti - le maestranze fanno uso di appositi guanti, tute e occhiali - la zona è inibita ai non addetti - in caso di contatto con la pelle, la zona viene lavata con acqua e appositi saponi Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli ivi indicati. 1. Guanti in gomma antiacidi e solventi 2. Maschera monouso con valvola per polveri e fumi SOS.017 - Catrame Emulsione di bitume e ghiaia a caldo Procedure di utilizzo Trattasi di sostanza cancerogena e pertanto sono obbligatori l'uso di tute, guanti e mascherine. Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive Descrizione rischio Contatto con catrame Valutazione rischio Si trasmette all'esterno BASSO No Si diffonde alle fasi concomitanti Si 1. Contatto con catrame Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti - le maestranze fanno uso di appositi guanti e occhiali - i non addetti vengono allontanati Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli ivi indicati. 1. Guanti in gomma antiacidi e solventi Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 41 SOS.018 - Cemento Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive Descrizione rischio Valutazione rischio Si trasmette all'esterno BASSO BASSO No No Dermatosi per contatto con il cemento Inalazione di polveri di cemento durante l'impasto Si diffonde alle fasi concomitanti No No 1. Dermatosi per contatto con il cemento - le maestranze utilizzano guanti di uso generale 2. Inalazione di polveri di cemento durante l'impasto - le maestranze evitano lo scuotimento dei sacchi di cemento Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli ivi indicati. Elenco dei DPI Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti di uso generale (dpi standard). E' inoltre previsto l'uso dei seguenti dispositivi di protezione individuale: 1. Guanti antitaglio in pelle 2. Guanti antivibrazioni 3. Guanti in gomma antiacidi e solventi 4. Maschera monouso con valvola per polveri e fumi 5. Tuta ad alta visibilità DPI.011 - Guanti antitaglio in pelle Guanti antitaglio in pelle fiore con rinforzo sul palmo. DPI.012 - Guanti antivibrazioni Guanti in pelle con protezione del polso, con doppio spessore sul palmo e imbottitura di assorbimento in grado di ridurre gli effetti della vibrazione. Resistenti al taglio e alle perforazioni. DPI.015 - Guanti in gomma antiacidi e solventi Guanti in lattice naturale o nitrile con cotone floccato interno con esterno antiscivolo. Resistenti agli acidi, ai solventi, ai prodotti caustici, ai tagli, alle abrasioni e alle perforazioni. DPI.021 - Maschera monouso con valvola per polveri e fumi Mascherina monouso per polveri a bassa nocività e fumi, dotata di valvola che facilita l'espirazione. Classe di protezione FFP2S. DPI.032 - Tuta ad alta visibilità Tuta in poliestere e cotone di colore arancio, con bande rifrangenti. Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 42 Elenco dei rischi 1. Avvio spontaneo della betoniera 2. Caduta dall'alto (CLS-pompaggio) 3. Caduta dell'operatore nell'uso della pompa cls 4. Caduta di materiale dal cassone del mezzo 5. Caduta di materiale dalla benna del mezzo 6. Caduta di materiali dall'alto 7. Caduta di materiali dalla carriola 8. Cadute a livello durante il getto del cls 9. Cadute a livello, inciampo (CLS-pompaggio) 10. Cadute entro lo scavo 11. Cedimento improvviso della casseratura per eccessiva spinta del cls 12. Cesoiamento causato dalle razze del volante 13. Colpi alle mani nell'uso del martello 14. Colpi e impatti da parte del bicchiere della betoniera 15. Colpi e schiacciamento causati dal carico dell'autogrù 16. Contatto con bitume 17. Contatto con bitume nell'uso dello spargi bitume 18. Contatto con catrame 19. Contatto con catrame nell'uso della rifinitrice 20. Contatto con gli organi in movimento della betoniera 21. Contatto con linee elettriche 22. Contatto della pelle o degli occhi con agenti irritanti 23. Contusioni per colpo ricevuto dal canale di scolo o dalla pompa del cls 24. Danni agli arti e alla colonna vertebrale nell'uso del compattatore 25. Danni all'apparato spino/dorsale nell'uso della carriola 26. Danni all'apparato spino/dorsale nell'uso di attrezzi manuali 27. Danni spino dorsali nel caricamento della betoniera 28. Danni spino-dorsali per movimenti ripetitivi di carichi 29. Dermatosi per contatto con il cemento 30. Elettrocuzione nell'uso del mezzo 31. Elettrocuzione nell'uso della gru a torre 32. Esposizione a polvere (CLS) 33. Esposizione a rumore (CLS) 34. Inalazione di polveri di cemento durante l'impasto 35. Inalazione di polveri nell'uso del flessibile 36. Inalazioni di fumi di scarico 37. Inalazioni di fumi di scarico dello spargi bitume 38. Inalazioni di fumi di scarico di mezzi atti movimenti a terra 39. Inalazioni di polveri nei lavori stradali 40. Inalazioni di vapori 41. Incendio del mezzo 42. Incendio e scoppio della caldaia della rifinitrice 43. Incendio ed esplosione della bombola GPL dello spargi bitume 44. Incidenti causati dal cantiere stradale 45. Incidenti con altri mezzi 46. Incidenti con altri mezzi nell'uso del rullo compressore 47. Incidenti con altri mezzi nell'uso della rifinitrice 48. Incidenti con altri veicoli 49. Incidenti dello spargi bitume con altri mezzi 50. Intercettazione di linee elettriche interrate 51. Intercettazione di linee elettriche nei lavori di scavo a mano 52. Investimento da automezzi nel transitare sulla rampa 53. Investimento da parte del mezzo 54. Investimento da parte del traffico veicolare 55. Investimento di persone da parte della rifinitrice o del traffico veicolare 56. Investimento di persone nell'uso del rullo compressore 57. Investimento di persone nell'uso dello spargi bitume 58. Investimento o colpi a persone da parte del mezzo 59. Lesioni corneo-congiuntivali dovute a getti e schizzi di boiacca (CLS-pompaggio) 60. Proiezione di schegge nell'uso del flessibile 61. Proiezione di schegge nell'uso del martello manuale 62. Ribaltamento del mezzo 63. Ribaltamento del rullo compressore 64. Ribaltamento dell'autobotte 65. Ribaltamento dell'autocarro 66. Rottura dei tubi in pressione del mezzo 67. Rottura tubazioni a pressione dell'autobetoniera 68. Rumore nell'uso del compattatore 69. Rumore nell'uso del flessibile/levigatrice Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 43 70. Rumore nell'uso del martello manuale 71. Rumore nell'uso del mezzo 72. Rumore nell'uso del rullo compressore 73. Rumore nell'uso dell'autobetoniera 74. Rumore nell'uso della betoniera a bicchiere 75. Rumore nell'uso di mezzi atti a movimenti di terra 76. Rumore nell'uso di mezzi atti alla rifinitura stradale 77. Schiacciamento, seppellimento o intrappolamento per ribaltamento del mezzo o cedimento del terreno (CLSpompaggio) 78. Scivolamenti e cadute a livello nell'uso della carriola 79. Seppellimento per crollo delle pareti di scavo 80. Stritolamento negli ingranaggi dell'autobetoniera 81. Stritolamento negli ingranaggi dell'autopompa 82. Stritolamento nell'uso della rifinitrice 83. Tagli agli arti inferiori e superiori nell'uso del flessibile 84. Tagli, abrasioni e schiacciamento delle mani nel sollevamento di materiali 85. Urti (CLS-pompaggio) 86. Urti e schiacciamenti connessi con la caduta di materiale dall'alto, intrappolamento ribaltamento mezzo (CLS-scarico pompa) 87. Urti e schiacciamenti connessi con la caduta di materiale dall'alto, urti del capo (CLS-pompaggio) 88. Ustioni nell'uso del flessibile 89. Ustioni nell'uso della rifinitrice 90. Vibrazioni nell'uso del rullo compressore 9. Cooperazione, informazione e coordinamento L’attività di coordinamento degli interventi di prevenzione e di protezione dovrà essere organizzata dal coordinatore in materia di sicurezza per l’esecuzione dei lavori tra i datori di lavoro, compresi i lavoratori autonomi interessati all’esecuzione delle lavorazioni mediante: a) prima dell’inizio dei lavori il titolare dell’impresa appaltatrice dovrà eseguire, unitamente al direttore dei lavori e al coordinatore per l’esecuzione, un sopralluogo al fine di prendere visione congiunta del cantiere tutto, e di valicare il presente piano ed il piano operativo di sicurezza o, eventualmente, apportarvi le occorrenti modifiche verificando altresì l’esatto calendario dei lavori, in modo da consentire al coordinatore per l’esecuzione di prestabilire i propri interventi in cantiere, che avverranno di norma due giorni prima di ogni nuova fase lavorativa o comunque prima dell’ingresso delle imprese subappaltatrici o dei lavori autonomi in cantiere; b) le visite verranno svolte in modo congiunto fra coordinatore, responsabile di cantiere dell’impresa appaltatrice e responsabile di cantiere dell’impresa subappaltatrice, e saranno previste ad ogni loro avvicendamento, con lo scopo di verificare se il cantiere e le relative opere provvisionali rispondono alle prescrizioni di sicurezza, sia dettate dalle norme sia previste dal presente piano; c) la consegna dell’area assegnata; d) le autorizzazioni di accesso agli impianti; e) l’individuazione delle interferenze presenti tra i vari lavori da svolgere nell’area assegnata; f) le riunioni per l’approfondimento delle misure da adottare; g) le disposizioni per l’eventuale adeguamento del Piano al fine dell’adozione di misure specifiche per superare le interferenze; h) i controlli in corso d’opera. In ogni caso il coordinatore per l’esecuzione dei lavori dovrà assicurare, tramite le opportune azioni di coordinamento, l’applicazione delle disposizioni contenute nel presente piano e delle relative procedure di lavoro che riterrà di attuare. Tutte le imprese che accedono al cantiere produrranno la documentazione prevista da questo piano nel paragrafo "Documentazione da tenere in cantiere". Le imprese non entreranno in cantiere se non dopo aver preso visione del presente documento. Le persone che accedono al cantiere, se non dipendenti delle imprese, verranno accompagnate dal responsabile del cantiere. Ogni qualvolta vengano apportate modifiche a questo piano, verranno informati i rappresentanti per la sicurezza ed i lavoratori interessati. Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 44 Tutte le imprese limiteranno l'uso di sostanze pericolose e comunque le terranno negli appositi recipienti e depositeranno in cantiere le relative schede tossicologiche. Per quanto attiene l'utilizzazione collettiva di impianti (apparecchi di sollevamento, impianti elettrici, ecc.) infrastrutture (quali servizi igienici, opere di viabilità, ecc.) mezzi logistici (quali opere provvisionali, macchine, ecc.) e mezzi di protezione collettiva, le imprese ed i lavoratori autonomi dovranno attenersi alle indicazioni del coordinatore dei lavori. Durante l'espletamento dei lavori, il coordinatore per l'esecuzione provvederà, qualora lo ritenesse necessario, ad indire delle riunioni di coordinamento tra le varie imprese ed i lavoratori autonomi, intese a meglio definire le linee di azione ai fini della salvaguardia della sicurezza e della salute dei lavoratori. Per quanto attiene lo scambio di reciproche informazioni tra le varie imprese ed i lavoratori autonomi, questi dovranno attenersi alle indicazioni di legge con particolare riferimento all'articolo 95 lettera g) del D.Lgs 81/2008. La viabilità di cantiere verrà mantenuta efficiente a cura dell'impresa che ha causato danni o impedito il transito con depositi o simili. La pulizia dei servizi assistenziali compete all'impresa principale. L'uso dell'impianto elettrico di cantiere potrà essere concesso a cura dell'impresa principale alle altre imprese ed agli altri lavoratori autonomi. All'impresa principale compete comunque il mantenimento in sicurezza dell'impianto. Il coordinatore per la sicurezza, congiuntamente all'impresa, redigerà un elaborato da cui risulti la pianificazione temporale dei lavori (diagramma di Gantt), che dipende dall'organizzazione dell'impresa e dalle scelte del committente. Particolare attenzione dovrà porsi ai periodi in cui impresa o altri lavoratori autonomi interagiscono, dato che spesso questi ultimi non conoscono il cantiere (macchinari, opere provvisionali ecc.) e ignorano le misure di sicurezza in atto. I lavoratori autonomi e le imprese subappaltanti verranno rese edotte che non potranno rimuovere le opere provvisionali dell'impresa (esempio: non rimuovere le tavole del ponteggio per realizzare basamenti temporanei, non rimuovere le scale di accesso ai ponteggi ecc.). I lavoratori non autorizzati non manovreranno macchine di cantiere per il cui uso è necessaria la presenza del macchinista specializzato. Durante la fase di realizzazione dell'impianto elettrico, prima di attivare la corrente verrà dato preavviso a tutte le maestranze presenti in cantiere. Le parti dell'impianto sotto tensione verranno debitamente protette. In presenza di operazioni di saldatura a fiamma, soprattutto se eseguite da personale esterno, il personale addetto si accerterà che tali operazioni non comportino rischi di incendio a danno delle strutture adiacenti. Gestione dell'emergenza. In previsione di gravi rischi quali: incendio, esplosioni, crollo, allagamento, deve essere prevista la modalità di intervento. A tal scopo verranno designate le persone che formeranno la squadra di primo intervento. Dette persone verranno opportunamente formate e informate. Esse, in condizioni normali, svolgeranno anche il compito di sorveglianza delle vie di esodo, dei mezzi di spegnimento e del rispetto dei divieti e delle limitazioni, la cui trasgressione può impedire un facile e sicuro intervento. Formazione del personale in materia di igiene e sicurezza Ai fini della gestione in sicurezza del cantiere è indispensabile che i datori di lavoro delle imprese appaltatrici e subappaltatrici abbiano attuato nei confronti dei lavoratori subordinati quanto previsto dal D.Lgs 81/2008 e dalle altre leggi e regolamenti vigenti in materia di istituti relazionali di informazione, formazione, addestramento ed istruzione al fine della prevenzione dei rischi lavorativi. L’avvenuto adempimento agli istituti relazionali dovrà essere dimostrato dai vari datori di lavoro che si susseguono in cantiere con consegna al coordinatore in fase di esecuzione di dichiarazione liberatoria. Sorveglianza sanitaria nei confronti dei lavoratori impegnati nel cantiere Nei confronti di tutti i lavoratori delle imprese appaltanti e subappaltanti chiamati ad operare nel cantiere, dovrà essere stata accertata l'idoneità fisica mediante visita medica ed accertamenti diagnostici eseguiti a cura di un medico competente. Gestione dei Dispositivi di Protezione Individuale in cantiere A tutti i lavoratori dovranno essere obbligatoriamente forniti in dotazione personale tute di lavoro, scarpe di sicurezza, guanti ed elmetti per la protezione del capo. Dovranno essere disponibili in cantiere occhiali, maschere, tappi o cuffie auricolari contro il rumore, cinture di sicurezza, e quant'altro in relazione ad eventuali rischi specifici attinenti la particolarità del lavoro. Percorsi dei mezzi di soccorso. Nel caso di infortuni gravi dove sia necessario far intervenire l'ambulanza i percorsi ed i tempi ottimali di intervento sono così stimati e descritti: I Datori di Lavoro, i Responsabili del Servizio di prevenzione e protezione, i lavoratori incaricati di attuare le misure di Pronto Soccorso, delle imprese esecutrici ed i lavoratori autonomi, dovranno percorrere prima dell'inizio dei lavori, la strada Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 45 necessaria per raggiungere il più vicino Pronto Soccorso, allo scopo di conoscerlo e seguirlo correttamente in eventuali situazioni di emergenza che si potrebbero venire a creare. Copertura a tetto. Non dovranno essere gettati dal tetto materiali che possono colpire gli operai che lavorano nei piani sottostanti. Impianti elettrici. Prima di attivare la corrente elettrica dovrà essere dato preavviso alle maestranze. Non potranno essere rimosse le opere provvisionali dei ponteggi prima della fine dei lavori (non rimuovere le scale di accesso ai piani del ponteggio, non rimuovere le tavole). Scavo a sezione ristretta eseguito con mezzi meccanici e/o a mano. Nessun operaio dovrà operare nel raggio di azione dei mezzi meccanici quando questi ultimi sono in funzione. Coordinamento generale Modalità di trasmissione del Piano di Sicurezza e Coordinamento. Il Committente o il responsabile dei lavori trasmette il piano di sicurezza e di coordinamento a tutte le imprese da lui individuate e operanti nel cantiere; in caso di suddivisione di appalti è possibile trasmetterne solo uno stralcio, contenente, le lavorazioni di interesse dell'appaltatore. Modalità di trasmissione del Piano Operativo di Sicurezza redatto dalle imprese appaltatrici e suoi contenuti. Prima dell'inizio dei rispettivi lavori ciascuna impresa esecutrice trasmette il proprio piano operativo di sicurezza al Coordinatore per l'esecuzione. Modalità di comunicazione di eventuale sub-appalto. Ai sensi dell'art. 1656 del Codice Civile, si dovrà richiedere preventivamente al committente l'autorizzazione a lavori in subappalto. Modalità di gestione del Piano di Sicurezza e di Coordinamento e dei Piani Operativi in Cantiere. Si fa obbligo all’Impresa aggiudicataria appaltatrice di trasmettere il Piano di Sicurezza e Coordinamento alle imprese esecutrici sub-appaltatrici ed ai lavoratori autonomi, prima dell'inizio dei lavori, anche allo scopo di potere correttamente redigere da parte degli stessi, i rispettivi previsti piani operativi. Qualsiasi situazione che possa venirsi a creare nel cantiere, difforme da quanto previsto nel Piano di Sicurezza e Coordinamento e nei Piani Operativi, dovrà essere tempestivamente comunicata al coordinatore per l'esecuzione dei lavori. Si fa obbligo a tutte le imprese appaltatrici e sub-appaltatrici dirette o indirette di tenere in cantiere a disposizione dei lavoratori interessati una copia del Piano di Sicurezza e Coordinamento e una copia del Piano Operativo. Modalità di consultazione dei rappresentanti per la sicurezza delle imprese. Si fa obbligo a tutte le imprese appaltatrici e sub-appaltatrici dirette o indirette di mettere a disposizione, almeno dieci giorni prima dell'inizio delle lavorazioni, al proprio Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza sia esso interno all'azienda o a livello territoriale, il presente Piano di Sicurezza e Coordinamento ed il Piano Operativo di Sicurezza. Qualora il Rappresentante dei Lavoratori lo richieda, il datore di lavoro deve fornire ogni chiarimento in merito ai citati documenti. Qualora il Rappresentante dei Lavoratori formuli delle proposte o delle riserve circa i contenuti dei citati documenti, questi dovranno essere tempestivamente trasmessi al coordinatore per l'esecuzione che dovrà provvedere nel merito. Di tale atto verrà richiesta documentazione dimostrativa alle imprese da parte del coordinatore per l'esecuzione. Modalità di organizzazione dei rapporti tra le imprese ed il coordinatore per l’esecuzione. Si fa obbligo a tutte le imprese appaltatrici e sub-appaltatrici dirette o indirette, ivi compresi i lavoratori autonomi, di comunicare al coordinatore per l'esecuzione la data di inizio delle proprie lavorazioni con almeno 48 ore di anticipo (la comunicazione deve avvenire per iscritto anche via fax). Modalità di organizzazione tra i datori di lavoro, ivi compresi i lavoratori autonomi, della cooperazione e del coordinamento delle attività nonché della reciproca informazione. Per quanto attiene l’utilizzazione collettiva di impianti (apparecchi di sollevamento, impianti elettrici, ecc.), infrastrutture (quali servizi igienico assistenziali, opere di viabilità, ecc.), mezzi logistici (quali opere provvisionali macchine, ecc.), e mezzi di protezione collettiva, le imprese ed i lavoratori autonomi dovranno attenersi alle indicazioni sottoesposte. Si fa obbligo a tutte le imprese appaltatrici e sub-appaltatrici dirette o indirette, ivi compresi i lavoratori autonomi, di attenersi alle norme di coordinamento e cooperazione indicate nel presente documento. Durante l'espletamento dei lavori, il coordinatore per l'esecuzione provvederà, qualora lo ritenesse necessario, ad indire delle riunioni di coordinamento tra le varie imprese e i lavoratori autonomi, intese a meglio definire le linee di azione ai fini della salvaguardia della sicurezza e della salute dei lavoratori. Per quanto attiene lo scambio di reciproche informazioni tra le varie imprese ed i lavoratori autonomi, questi dovranno attenersi alle indicazioni di legge con particolare riferimento all'articolo 95 lettera g) del D.Lgs.81/2008. Nello specifico, tra le imprese dovrà sussistere una cooperazione circa l'attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi incidenti sull'attività lavorativa oggetto dell'appalto; gli interventi di prevenzione e protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, peraltro indicati nella relazione tecnica di analisi delle fasi di lavoro, dovranno essere coordinati anche tramite informazioni reciproche necessari ad individuare rischi da interferenze tra i lavori delle imprese coinvolte nell'esecuzione delle opere. Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 46 Uso comune delle attrezzature Viabilità di cantiere: si rammenta l'obbligo di provvedere alla manutenzione delle vie di transito (inghiaiatura, livellamento superficiale, togliere la neve, eliminare pozzanghere, ecc.), di evitare il deposito di materiali nelle vie di transito, in prossimità di scavi ed in posti che possano ostacolare la normale circolazione e comunque al di fuori delle aree definite, di evitare accatastamenti non conformi alle norme, ed al buon senso, di materiali sfusi o pallettizzati, di evitare la percorrenza delle vie di transito con automezzi in genere, limitandola allo stretto necessario e comunque solo per operazioni di carico e scarico di materiali. Eventuali danneggiamenti alle strutture sopra citate dovranno essere immediatamente rimossi a cura dell'impresa che ha provocato il danno o la cattiva condizione d'uso; in caso di controversia sarà l'impresa appaltatrice principale a dover provvedere al ripristino delle normali condizioni di cantiere. Apparecchi di sollevamento: (tipo gru, argani, elevatori a cavalletto e a palo, ecc.), gli stessi potranno essere utilizzati dalle altre imprese appaltanti o sub appaltanti previa autorizzazione anche verbale dell'impresa proprietaria (l'autorizzazione può essere concessa solo se vengono rispettati gli standard di sicurezza di legge); il mantenimento delle adeguate condizioni di sicurezza e di manutenzione dei citati impianti compete all'impresa che li detiene salvo accordo raggiunto con gli altri datori di lavoro che li utilizzano. L'uso degli apparecchi di sollevamento è comunque sempre limitato a personale esperto delle imprese o dei lavoratori autonomi. Impianto elettrico di cantiere: lo stesso potrà essere utilizzato dalle altre imprese appaltanti o sub appaltanti previa autorizzazione anche verbale dell'impresa proprietaria (l'autorizzazione può essere concessa solo se vengono rispettati gli standard di sicurezza di legge); il mantenimento delle adeguate condizioni di sicurezza e di manutenzione dei citato impianto compete all'impresa che li detiene salvo accordo raggiunto con gli altri datori di lavoro che lo utilizzano. Eventuali modifiche dell'impianto o eventuali manutenzioni potranno avvenire solo con l'intervento di personale elettricamente addestrato e nel rispetto delle norme vigenti in materia. Macchine operatrici, macchine utensili, attrezzi di lavoro: le stesse potranno essere concesse alle altre imprese appaltanti o sub appaltanti previa autorizzazione, anche verbale, dell'impresa proprietaria (l'autorizzazione può essere concessa solo se vengono rispettati gli standard di sicurezza di legge); il mantenimento delle adeguate condizioni di sicurezza e di manutenzione delle macchine e delle attrezzature compete all'impresa che li detiene salvo, accordo raggiunto con gli altri datori di lavoro che le utilizzano. L'uso delle macchine e delle attrezzature citate è tuttavia concesso solo al personale in possesso di adeguata formazione ed addestramento. Opere provvisionali di vario tipo: (scale semplici e doppie ponti metallici a cavalletti o a tubi e giunti, ponti in legno, ponti a cavalletto o trabattelli, ecc.), le stesse potranno essere utilizzate dalle altre imprese appaltanti o sub appaltanti previa autorizzazione anche verbale dell'impresa proprietaria (l'autorizzazione può essere concessa solo se vengono rispettati gli standard di sicurezza di legge); il mantenimento delle adeguate condizioni di sicurezza e di manutenzione delle citate opere, compete all'impresa che li detiene (salvo accordo raggiunto con gli altri datori di lavoro che lo utilizzano). Informazioni e segnalazioni: in aggiunta alle informazioni di carattere generale fornite agli addetti ai lavori dalle imprese esecutrici, ulteriori informazioni, riguardanti la sicurezza sul lavoro, dovranno essere fornite secondo necessità mediante scritte, avvisi o segnalazioni convenzionali, il cui significato dovrà essere preventivamente chiarito alle maestranze addette. Le modalità di impiego degli apparecchi di sollevamento, di trasporto ed i segnali prestabiliti per l'esecuzione delle manovre dovranno essere richiamati mediante avvisi chiaramente leggibili. Eventuali punti di particolare pericolo dovranno essere contraddistinti con segnaletica atta a trasmettere messaggi di avvertimento, divieto, prescrizione e salvataggio. Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 47 10. Gestione dei mezzi di protezione collettiva Attrezzature di primo soccorso Cassetta di pronto soccorso. L'appaltatore, mette a disposizione delle maestranze in posizione fissa, ben visibile e segnalata, un cassetta di medicazione il cui contenuto è indicato dalla legge. Devono almeno essere presenti i seguenti medicamenti:siringhe monouso da 50 ml, garze sterili, lacci emostatici, bende, cerotti vari in carta, cerotti vari bendati, guanti monouso in lattice, guanti sterili, ghiaccio istantaneo, rete elastica contenitiva,forbice,acqua ossigenata, disinfettante. E' utile che sia anche presente il seguente materiale: coperta di lana o coperta termica, termometro, pinza, spugnette detergenti, mascherina per respirazione artificiale, fisiologica in flaconi da 250-500 ml, crema cortisonica, crema o spray per ustioni. L'appaltatore prima dell'inizio dei lavori designa un soggetto, opportunamente formato, avente il compito di prestare il primo soccorso all'infortunato. Avvisatori acustici Girofari ed altri segnalatori Al fine di ridurre al minimo il pericolo di investimento di persone da parte di mezzi meccanici, questi ultimi sono dotati di girofaro con avvisatore acustico, il cui funzionamento è verificato prima del loro utilizzo. Mezzi estinguenti Estintori portatili. In cantiere sono tenuti in efficienza due estintori a polvere il cui posizionamento è indicato dal lay-out del cantiere. La presenza degli estintori è segnalata da appositi cartelli posti in posizione visibile. La zona circostante agli estintore viene tenuta sgombra da materiali e da attrezzature. Di seguito sono elencati le varie classi di agenti estinguenti utilizzabili in relazione al materiale incendiato. Classe A. Incendi di materiali solidi combustibili come il legno, la carta, i tessuti, le pelli, la gomma ed i suoi derivati, i rifiuti e la cui combustione comporta di norma la produzione di braci ed il cui spegnimento presenta particolari difficoltà. Agenti estinguenti: ACQUA con un effetto BUONO, SCHIUMA con un effetto BUONO, POLVERE con un effetto MEDIOCRE e CO2 con un effetto SCARSO. Classe B. Incendi di liquidi infiammabili per il cui spegnimento è necessario un effetto di copertura e soffocamento, come alcoli, solventi, oli minerali, grassi, eteri, benzine, ecc. Agenti estinguenti: ACQUA con un effetto MEDIOCRE, SCHIUMA con un effetto BUONO, POLVERE con un effetto BUONO e CO2 con un effetto MEDIOCRE. Classe C. Incendi di gas infiammabili quali metano, idrogeno acetilene, ecc. Agenti estinguenti: ACQUA con un effetto MEDIOCRE, SCHIUMA con un effetto INADATTO, POLVERE con un effetto BUONO e CO2 con un effetto MEDIOCRE. Classe D. Incendi di materiali metallici Classe E. Incendi di apparecchiature elettriche, trasformatori, interruttori, quadri, motori ed apparecchiature elettriche in genere per il cui spegnimento sono necessari agenti elettricamente non conduttivi. Agenti estinguenti: ACQUA con un effetto INADATTO, SCHIUMA con un effetto INADATTO, POLVERE con un effetto BUONO e CO2 con un effetto BUONO. Protezione rete fognaria Conduttura fognaria non interferente coi lavori. Nella zona del cantiere è presente una conduttura della fognatura pubblica, che però non interferisce con i lavori. Nessuno scavo è eseguito in prossimità di essa. Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 48 11. Segnaletica di sicurezza Delimitazioni di strade con presenza di traffico veicolare. La zona del cantiere adiacente la carreggiata con traffico veicolare sarà debitamente protetta e segnalata. Prima dell'inizio del cantiere saranno installati i seguenti cartelli: - cartello di segnalazione del restringimento della carreggiata - cartello di segnalazione di lavori in corso - cartello di limite di velocità - cartello di divieto di sorpasso e, se necessita, di senso unico alternato - segnalazione visiva notturna con luci o sistemi equivalenti Arterie a rapido scorrimento (superstrade e autostrade). Nelle arterie a veloce scorrimento saranno installate anche luci lampeggianti gialle con sottostante banda rossa e bianca. Tutta la zona interessata dai lavori sarà delimitata lateralmente da appositi paracarri conici in materiale plastico posti a breve distanza e provvisti di rifrangenti ottici. Frontalmente saranno invece sistemate delle barriere pesanti provviste di rivestimento in materiale plastico segnalate da bande rosse e bianche. Restringimento della carreggiata Lavori in corso Divieto di sorpasso 12. Organizzazione dei servizi di emergenza e pronto soccorso Norme da seguire in caso di infortuni Caduta dall'alto. In presenza di cadute dall'alto viene immediatamente richiesto l'intervento del pronto soccorso. Nel frattempo l'infortunato non viene spostato né tanto meno viene sollevato in posizione eretta. Al più viene sdraiato in posizione antishock. Tagli agli arti. In presenza di tagli esterni, la ferita viene pulita e disinfettata utilizzando i prodotti presenti nella cassetta di pronto soccorso. La ferita viene tamponata con garze sterili. Viene richiesto l'intervento del medico o, nei casi più gravi, del pronto soccorso. Elettrocuzione. In caso di contatto accidentale con linee elettriche, quando l'infortunato resti a contatto con la tensione ed essa non sia immediatamente disattivabile, è necessario allontanare l'infortunato con un supporto di materiale isolante (tavola di legno, manico di legno ecc.). Se il suolo è bagnato, il soccorritore deve isolarsi da terra utilizzando ad esempio una tavola di legno. Viene verificato che l'infortunato non abbia subito un arresto cardiaco. In caso positivo viene eseguito il massaggio cardiaco da persona informata di tale tecnica. Viene richiesto l'immediato intervento del pronto soccorso. Bruciature o scottature. In caso di ustioni o bruciature richiedere l'intervento del pronto soccorso e nel frattempo rimuovere gli indumenti bruciati, purchè essi non siano attaccati alla pelle. Avvolgere le ustioni con bende e, se disponibili, con appositi oli antiscottature, evitando di bucare le bolle. Sdraiare l'infortunato in posizione antishock e coprirlo. Inalazione sostanze chimiche. In caso di contatto o inalazione di sostanze chimiche, viene richiesto l'intervento di un'ambulanza e l'infortunato è condotto nel più vicino pronto soccorso. Vengono anche reperite le schede tossicologiche del prodotto. Nella fasi di primo soccorso vengono seguite le indicazioni ivi riportate. In caso di ingestione viene evitato di provocare il rigurgito se ciò provoca danni all'apparato respiratorio (bronchite chimica). Radiazioni non ionizzanti (es. ultravioletti da saldatura). Condurre l'infortunato in ambiente fresco ed aerato ed applicare compresse fredde. Viene richiesto l'intervento medico. Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 49 Colpi di calore. L'infortunato viene disposto in posizione di sicurezza (disteso sul fianco a testa bassa con ginocchio piegato per assicurarne la stabilità) coperto in luogo asciutto e aerato. Viene richiesto l'intervento del pronto soccorso esterno. Norme generali relative alla evacuazione del cantiere L'impresa principale e le altre imprese individuano, tra le persone alle sue dipendenze, colui o coloro che sono addetti all'emergenza. Il lay-out di cantiere individua le vie di evacuazione che sono tenute sgombre da ostacoli e conducono a luogo sicuro anch'esso individuato dal lay-out. Le operazioni di evacuazione sono dirette dal capocantiere che ha anche il compito di avvisare telefonicamente i mezzi di soccorso. I lavoratori sono formati e informati sulle modalità di evacuazione. Procedure da seguire in caso di temporali In presenza di perturbazioni atmosferiche a carattere temporalesco, le maestranze abbandonano i posti di lavoro su strutture metalliche. In caso di pioggia tutte le lavorazioni all'aperto sono sospese. 13. Pianificazione dei lavori Vedi cronoprogramma allegato nella tavola D 14. Interferenze tra le lavorazioni LAVORAZIONE Delimitazione del cantiere con elementi tipo new jersey (CANTIERE), impresa da definire Scavo di sbancamento eseguito con mezzi meccanici (CANTIERE), impresa da definire DURATA Dal 1° giorno per 3 giorni Scavo a sezione ristretta eseguito con mezzi meccanici e a mano. (CANTIERE), impresa da definire Dal 24° giorno per 10 giorni Calcestruzzi leggeri (CANTIERE), impresa da definire Asfaltatura (CANTIERE), impresa da definire Dal 34° giorno per 20 giorni Dal 54° giorno per 4 giorni Formazione della massicciata stradale (CANTIERE), impresa da definire Realizzazione di marciapiede con autobloccanti (CANTIERE), impresa da definire Posa di pozzetto Dal 58° giorno per 15 giorni Dal 4° giorno per 20 giorni INTERFERENZE RISCHI TRASMESSI E PERDURANTI Non ci sono fasi interferenti e rischi che perdurano anche dopo la fine della fase Rischi che perdurano anche dopo la fine della fase: - Cadute entro lo scavo: fino alla chiusura dello scavo - Seppellimento per crollo delle pareti di scavo (Scavo e trasporto a discarica): fino alla chiusura dello scavo Rischi che perdurano anche dopo la fine della fase: - Cadute entro lo scavo: fino alla chiusura dello scavo - Seppellimento per crollo delle pareti di scavo: fino alla chiusura dello scavo Non ci sono fasi interferenti e rischi che perdurano anche dopo la fine della fase Rischi che perdurano anche dopo la fine della fase: - Incidenti con altri veicoli: fino al termine della lavorazione - Incidenti con altri veicoli: fino al termine della lavorazione Non ci sono fasi interferenti e rischi che perdurano anche dopo la fine della fase Dal 73° giorno per 13 giorni Rischi che perdurano anche dopo la fine della fase: - Incidenti con altri veicoli: fino al termine della lavorazione Dal 86° Non ci sono fasi interferenti e rischi che perdurano Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 50 stradale completo di chiusino carrabile (CANTIERE), impresa da definire Fornitura CLS con autobetonpompa (CANTIERE), impresa da definire giorno per 2 giorni anche dopo la fine della fase Dal 88° giorno per 3 giorni Rischi trasmessi nel periodo di interferenza: La sottofase "Pompaggio del cls" trasmette i seguenti rischi: - Esposizione a polvere (CLS) - Esposizione a rumore (CLS) 15. Durata delle lavorazioni e calcolo dell'entità presunta del cantiere Fase lavorativa Delimitazione del cantiere con elementi tipo new jersey Scavo di sbancamento eseguito con mezzi meccanici Scavo a sezione ristretta eseguito con mezzi meccanici e a mano. Calcestruzzi leggeri Asfaltatura Formazione della massicciata stradale Realizzazione di marciapiede con autobloccanti Posa di pozzetto stradale completo di chiusino carrabile Fornitura CLS con autobetonpompa Dal giorno Al giorno Durata gg. N. GG Lav. N. uomini 14/12/2015 16/12/2015 3 3 17/12/2015 18/01/2016 33 20 19/01/2016 01/02/2016 14 10 02/02/2016 01/03/2016 07/03/2016 28/03/2016 29/02/2016 04/03/2016 25/03/2016 13/04/2016 28 4 19 17 20 4 15 13 14/04/2016 15/04/2016 2 2 18/04/2016 20/04/2016 3 3 tot uomini 16. Stima dei costi per la sicurezza Vedi tavola F 17. Considerazioni aggiuntive Competenze ai fini della sicurezza. Il direttore dei lavori ha l'alta sorveglianza dei lavori ed a lui compete la verifica della rispondenza dell'opera al progetto e alla normativa urbanistica. L'impresa è responsabile dell'applicazione delle norme di legge in materia di sicurezza nonché dell'applicazione del presente Piano di Sicurezza e Coordinamento. Il committente, ai fini della sicurezza, è responsabile ai sensi dell'art. 90 del D.Lgs 81/2008 Al coordinatore in fase di esecuzione competono gli obblighi di cui all'art. 92 del D. Lgs. citato. Piano di Sicurezza e Coordinamento Pag. 51 STIMA DEI COSTI PER LA SICUREZZA sicurezza Ing. Antonio Piras STIMA DEI COSTI DELLA SICUREZZA OGGETTO: Adeguamento stradale nella Via Baus COMMITTENTE: Comune di Baunei CANTIERE: di Baunei (dell'Ogliastra) REDATTO DA: Il responsabile del servizio: Ing. Antonio Piras Il Responsabile deil Lavori Pag. 1 STIMA DEI COSTI PER LA SICUREZZA sicurezza Numero d'ordine DESCRIZIONE Nr.1 D.0014.0007.0001 Sorveglianza o segnalazione di lavori con operatore, per ora di effettivo servizio Sommano ora 8,00 30,60 244,80 D.0014.0003.0001 Recinzione provvisoria realizzata con pannelli in lamiera zincata ondulata, sorretti da morali e sottomisure, rispondente alle indicazioni contenute nel regolamento edilizio comunale, fornita e posta in opera. Compresi: i montanti di sostegno dei pannelli delle dimensioni non inferiori a cm 10 x 10; linfissione dei montanti nel terreno o incastrati in adeguata base di appoggio; le tavole sottomisure poste sul basso, in sommit`a ed al centro del pannello, inchiodate o avvitate al pannello medesimo e ai montanti di sostegno comprese le saette di controventatura; i pannelli in lamiera zincata ondulata fissati alla struttura di sostegno, la manutenzione per tutto il periodo di durata dei lavori, sostituendo o riparando le parti non piu' idonee; la rimozione, laccatastamento e lallontanamento a fine opera. Il tutto realizzato a perfetta regola darte. Tutti i materiali costituenti la recinzione sono e restano di propriet`a dellimpresa E' inoltre compreso quanto altro occorre per lutilizzo temporaneo della recinzione provvisoria. Valutato a metro quadrato di pannello posto in opera, per lintera durata dei lavori, al fine di garantire la sicurezza del luogo di lavoro Sommano m2 5,24 21,91 114,81 D.0014.0005.0004 Sorveglianza sanitaria svolta dal medico competente secondo quanto previsto agli artt. 16 e 17 del DLgs. n. 626/94 per i lavoratori per i quali e' prescritta l'obbligo. Costo annuo per lavoratore. Sommano a corpo 1,00 108,40 108,40 2,00 52,48 104,96 572,97 Nr.2 Nr.3 Nr.4 D.0014.0006.0001 Costo per lesecuzione di riunioni di coordinamento, convocate dal Coordinatore della Sicurezza, per particolari esigenze quali, ad esempio: illustrazione del P.S.C. con verifica congiunta del P.O.S.; illustrazione di particolari procedure o fasi di lavoro; verifica del cronoprogramma; consegna di materiale informativo ai lavoratori; criticit`a connesse ai rapporti tra impresa titolale ed altri soggetti (subappaltatori, sub fornitori, lavoratori autonomi, fornitori); approfondimenti di particolari e delicate lavorazioni, che non rientrano nellordinariet`a. Sono compresi: luso del prefabbricato o del locale individuato allinterno del cantiere idoneamente attrezzato per la riunione a. Riunioni di coordinamento con il datore di lavoro, prezzo per ciascuna riunione Sommano cad TOTALE Quantità Unitario Totale Pag. 2 Ing. Antonio Piras FASCICOLO DELL'OPERA Art. 91, comma 1, lettera b), D. Lgs. 81/2008 Allegato XVI al D. Lgs. n. 81 del 9 aprile 2008 OGGETTO: Adeguamento stradale nella Via Baus COMMITTENTE: Comune di Baunei CANTIERE: di Baunei (dell'Ogliastra) REDATTO DA: Il responsabile del servizio: Ing. Antonio Piras Il Coordinatore per la Sicurezza Fascicolo dell'opera Il Committente Il Responsabile deil Lavori Pag. 1 PREMESSA Funzioni del fascicolo dell'opera Secondo quanto prescritto dall'art. 91 del D. Lgs. 81/2008, il fascicolo dell'opera è preso in considerazione al lato di eventuali lavori successivi sull'opera stessa. Tale fascicolo contiene "le informazioni utili ai fini della prevenzione e protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori" coinvolti in operazioni di manutenzione. Sotto l'aspetto della prevenzione dai rischi, il fascicolo rappresenta quindi uno schema della pianificazione della sicurezza per gli interventi di manutenzione. Il fascicolo deve essere aggiornato in corso di costruzione (a cura del CSE) e durante la vita di esercizio dell'opera in base alle eventuali modifiche alla stessa (a cura del committente / gestore). Struttura del Fascicolo dell'opera I contenuti del presente elaborato costituiscono il Fascicolo Tecnico informativo dell'opera in oggetto così come previsto dall'art. 91, comma 1, lettera b del D.Lgs. 81/2008, redatto secondo le indicazioni contenute nell'allegato XVI del sopra citato Decreto. Le parti che lo costituiscono, oltre alla presente premessa, sono appresso elencate: - SCHEDA I: Descrizione sintetica dell'opera ed individuazione dei soggetti interessati - SCHEDA II-1: Misure preventive e protettive in dotazione dell'opera ed ausiliarie Soggetti interessati all'utilizzo del Fascicolo dell'opera Il gestore dell'opera è il soggetto coinvolto maggiormente nell'utilizzo del Fascicolo. Egli effettuerà le manutenzioni secondo le periodicità eventualmente individuate nel Fascicolo, e dovrà mettere a conoscenza le imprese incaricate degli interventi, delle procedure o delle scelte adottate in fase progettuale per ridurre i rischi. Infine, se l'opera viene ceduta, il proprietario dovrà consegnare anche il Fascicolo. Riassumendo, i soggetti interessati all'utilizzo del fascicolo sono: 1. Gestore dell'opera (Amministratore, proprietario, ecc.); 2. Imprese incaricate per la manutenzione ordinaria e straordinaria dell'opera; Fascicolo dell'opera Pag. 2 Scheda I Descrizione sintetica dell'opera ed individuazione dei soggetti interessati Descrizione sintetica dell'opera Adeguamento stradale nella Via Baus Durata effettiva dei lavori Inizio lavori 01/01/2016 Fine lavori 01/04/2016 Indirizzo del cantiere di Baunei (dell'Ogliastra) Committente: Comune di Baunei Responsabile dei lavori Progettisti Ing. Antonio Piras Coordinatore in fase di progettazione Il responsabile del servizio: Ing. Antonio Piras Coordinatore in fase di esecuzione Il responsabile del servizio: Ing. Antonio Piras Impresa appaltatrice - Fascicolo dell'opera Pag. 3 Scheda II-1 Misure preventive e protettive in dotazione dell'opera ed ausiliare Tipologia dei lavori STRADE - Manto stradale Tipo di intervento Chiusura di piccole buche Rifacimento del manto stradale CODICE SCHEDA 1 Rischi individuati Contatto con catrame; Investimento da parte del traffico veicolare. Contatto con catrame; Incidenti con altri veicoli; Investimento da parte del traffico veicolare. Informazioni per imprese esecutrici e lavoratori autonomi sulle caratteristiche tecniche dell'opera progettata e del luogo di lavoro Punti critici Accessi ai luoghi di lavoro Sicurezza dei luoghi di lavoro Impianti di alimentazione di scarico Approvvigionamento e movimentazione materiali Approvvigionamento e movimentazione attrezzature Igiene sul lavoro Interferenze e protezione di terzi Fascicolo dell'opera Misure preventive e protettive in dotazione dell'opera Misure preventive e protettive ausiliarie Pag. 4 Scheda II-1 Misure preventive e protettive in dotazione dell'opera ed ausiliare Tipologia dei lavori STRADE - Segnaletica stradale Tipo di intervento RIfacimento della segnaletica a terra Sostituzione di cartelli, guardrail CODICE SCHEDA 2 Rischi individuati Investimento da parte del traffico veicolare. Incidenti con altri veicoli; Investimento da parte del traffico veicolare. Informazioni per imprese esecutrici e lavoratori autonomi sulle caratteristiche tecniche dell'opera progettata e del luogo di lavoro Punti critici Accessi ai luoghi di lavoro Sicurezza dei luoghi di lavoro Impianti di alimentazione di scarico Approvvigionamento e movimentazione materiali Approvvigionamento e movimentazione attrezzature Igiene sul lavoro Interferenze e protezione di terzi Fascicolo dell'opera Misure preventive e protettive in dotazione dell'opera Misure preventive e protettive ausiliarie Pag. 5 Scheda II-1 Misure preventive e protettive in dotazione dell'opera ed ausiliare Tipologia dei lavori RETI PUBBLICHE - Illuminazione pubblica Tipo di intervento Sostituzione dei bulbi illuminanti Sostituzione di pali e/o di parti dell'impianto CODICE SCHEDA 3 Rischi individuati Cadute dall'alto in genere; Elettrocuzione nell'installazione dell'impianto elettrico. Elettrocuzione nell'installazione dell'impianto elettrico; Crollo del palo impiantato. Informazioni per imprese esecutrici e lavoratori autonomi sulle caratteristiche tecniche dell'opera progettata e del luogo di lavoro Punti critici Accessi ai luoghi di lavoro Sicurezza dei luoghi di lavoro Impianti di alimentazione di scarico Approvvigionamento e movimentazione materiali Approvvigionamento e movimentazione attrezzature Igiene sul lavoro Interferenze e protezione di terzi Fascicolo dell'opera Misure preventive e protettive in dotazione dell'opera Misure preventive e protettive ausiliarie Pag. 6 Scheda II-1 Misure preventive e protettive in dotazione dell'opera ed ausiliare Tipologia dei lavori RETI PUBBLICHE - Tubi fognatura pubblica Tipo di intervento Spurgo di tubi o tombini intasati Sostituzione di pozzetti e di parti della tubazione CODICE SCHEDA 4 Rischi individuati Rischio da microrganismi dannosi. Rischio da microrganismi dannosi; Esplosione di gas presenti in condutture fognarie; Tagli, abrasioni alle mani nel maneggiare tubi o pozzetti. Informazioni per imprese esecutrici e lavoratori autonomi sulle caratteristiche tecniche dell'opera progettata e del luogo di lavoro Punti critici Accessi ai luoghi di lavoro Sicurezza dei luoghi di lavoro Impianti di alimentazione di scarico Approvvigionamento e movimentazione materiali Approvvigionamento e movimentazione attrezzature Igiene sul lavoro Interferenze e protezione di terzi Fascicolo dell'opera Misure preventive e protettive in dotazione dell'opera Misure preventive e protettive ausiliarie Pag. 7 Scheda II-1 Misure preventive e protettive in dotazione dell'opera ed ausiliare Tipologia dei lavori RETI PUBBLICHE - Tubi acquedotto pubblico Tipo di intervento Sostituzione di saracinesche Sostituzione di parti di tubazione CODICE SCHEDA 5 Rischi individuati Tagli, abrasioni alle mani nel maneggiare tubi o pozzetti. Tagli, abrasioni alle mani nel maneggiare tubi o pozzetti. Informazioni per imprese esecutrici e lavoratori autonomi sulle caratteristiche tecniche dell'opera progettata e del luogo di lavoro Punti critici Accessi ai luoghi di lavoro Sicurezza dei luoghi di lavoro Impianti di alimentazione di scarico Approvvigionamento e movimentazione materiali Approvvigionamento e movimentazione attrezzature Igiene sul lavoro Interferenze e protezione di terzi Fascicolo dell'opera Misure preventive e protettive in dotazione dell'opera Misure preventive e protettive ausiliarie Pag. 8