C O P I A
COMUNE DI BAUNEI
Provincia dell' Ogliastra
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE
N. 92 del 14/12/2015
OGGETTO: Adeguamento stradale da eseguire nella Via Baus – Approvazione Progetto
Definitivo – Esecutivo redatto dall'Ufficio Tecnico Comunale - Importo progetto
€. 18.843,99.
L’anno duemilaquindici, il giorno quattordici del mese di dicembre, alle ore 13:50, nella solita sala
delle adunanze del Comune, convocata con apposito avviso la Giunta Comunale, si è la medesima
riunita nelle persone seguenti:
Corrias Salvatore
Sindaco
Incollu Giampiero
Vicesindaco
Monni Mario Mercedes
Assessore
Rubiu Giorgio
Assessore
Puddu Ivan
Assessore
Monni Massimo
Assessore
Fenude Valerio
Assessore
risultano presenti n.
4
e assenti n.
P
P
A
A
P
P
A
3
Partecipa il Segretario Comunale Virdis Dr.ssa Agnese
Constatato il numero legale degli intervenuti assume la presidenza il Sindaco Prof. Salvatore Corrias
che dichiara aperta la seduta ed invita a deliberare sull'oggetto sopra indicato
La Giunta Comunale
Vista la proposta di deliberazione n. 99 del 10.12.2015 a firma del responsabile del servizio
tecnico, avente ad oggetto: “Adeguamento stradale da eseguire nella Via Baus –
Approvazione Progetto Definitivo Esecutivo redatto dall'Ufficio Tecnico Comunale – Importo
€.18.843,99.”, che trovasi allegata al presente atto, sotto la lett. A, per farne parte
integrante e sostanziale;
Preso atto che sulla proposta in oggetto sono stati acquisiti, ai fini del controllo preventivo
ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 49 e 147 bis del D.Lgs. 267/2000 come
modificato con D.L. n. 174 del 10.10.2012, il parere tecnico, reso dal responsabile del
servizio Tecnico, attestante la regolarità e la correttezza amministrativa del presente atto
ed il parere contabile reso dal responsabile del servizio Finanziario;
Esaminata la proposta come di seguito trascritta:
- Vista la L. 267/2000, testo unico sull’ordinamento degli Enti Locali;
- Visto lo Statuto Comunale;
- Vista la Legge Regionale n. 05/2007;
- Visto il Decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 “Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione
delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE” pubblicato in G.U. n. 100 del 2 maggio 2006;
- Considerato nell’abitato di Santa Maria Navarrese, la Via Baus non è stata ancora completata e necessita delle opere
necessarie;
- Considerato che allo stato attuale la strada è danneggiata, anche a causa degli eventi temporaleschi del mese di ottobre
2015;
- Considerato che la mancata bitumazione e regimentazione delle acque piovane provoca il dilavamento del materiale che
viene prelevato dalla sede stradale attuale e si accumula a valle, nelle strade vicine ;
- Considerato che l’intervento porterebbe benefici sia sull’accessibilità della via che alla regimentazione delle acque bianche;
- Considerato che l’Amministrazione intende completare la strada, inserita in zona B di completamento;
- Visto l’art. 93 “Livelli della progettazione per gli appalti e per le concessioni di lavori” del Decreto legislativo 12 aprile 2006, n.
163 sull’attività di progettazione, che al comma 3, 4 e 5 specifica i contenuti dei diversi livelli di progettazione;
- Visto il D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207 agli articoli 33 ….. 43 che specifica i contenuti del progetto definitivo esecutivo;
- Visto il progetto definitivo esecutivo predisposto dall’Ufficio Tecnico Comunale avente per oggetto “adeguamento stradale
della Via Baus a Santa Maria Navarrese” dell’importo complessivo di € 20.899,70”;
- Visto che il progetto definitivo è composto dai seguenti elaborati:
→ Allegato 1) – Planimetrie d’inquadramento;
→ Allegato 2) - Elaborati grafici;
→ Allegato 3) – documentazione fotografica;
→ Allegato A) – Relazione tecnica;
→ Allegato B) – capitolato speciale e schema di contratto;
→ Allegato C) – elenco dei prezzi, analisi dei prezzi, computo metrico estimativo e quadro economico;
→ Allegato D) – cronoprogramma;
→ Allegato E) – piano di sicurezza e coordinamento;
→ Allegato F) - stima dei costi della sicurezza;
→ Allegato G) – piano di manutenzione (fascicolo dell’opera).
- Visto il quadro economico di progetto Definitivo esecutivo così composto:
IMPORTO LAVORI A BASE D'ASTA
ONERI PER LA SICUREZZA
TOTALE LAVORI E SICUREZZA
€
€
I.V.A. SU LAVORI E SICUREZZA
TOTALE SOMME A DISPOSIZIONE
10% €
TOTALE PROGETTO
16.557,93
572,97
€
17.130,90
€
1.713,09
€
18.843,99
1.713,09
- Considerato che essendo il costo dell’intervento inferiore a €. 100.000,00 non necessita ai sensi dell’art. 128 del D.Lgs.
163/2006 l’inserimento nel programma triennale dei lavori pubblici;
- Considerato che la realizzazione dell’intervento potrebbe essere garantito con i fondi di cui ai seguenti capitoli di bilancio:
→ €. 4.357,12 con i fondi di cui al capitolo 28112.58 “REALIZZAZIONE AREE DI PARCHEGGIO NEL CENTRO STORICO
E. 285.4” che presenta pari disponibilità;
→ €. 14.071,01 con i fondi di cui al capitolo 28113.05 “OPERE DI URBANIZZAZIONE DA ALIENAZIONE TERRENO (E.
320.2)” che presenta pari disponibilità;
→ €. 415,86 con i fondi di cui al capitolo 28113.06 “OPERE DI URBANIZZAZIONE PRIMARIA E SECONDARIA (E. 435.1)”
che presenta sufficiente disponibilità;
- Ritenuto il progetto meritevole d’approvazione in quanto coerente con il soddisfacimento delle esigenze per le quali è stato
commissionato;
- Tutto ciò premesso e considerato;
Ritenuto di deliberare in conformità;
Con voti unanimi,
DELIBERA
Di approvare il progetto definitivo esecutivo redatto dall’Ufficio Tecnico Comunale per la
realizzazione dei
lavori di: “Adeguamento stradale della via Baus a Santa Maria
Navarrese”, dell’importo complessivo di €. 18.843,99, composto da n. 10 (dieci) elaborati
così come elencati in premessa e che vengono allegati alla presente deliberazione sotto la
lett. B) per farne parte integrante e sostanziale;
Di dare atto che le somme necessarie per l'esecuzione del presente progetto trovano la
necessaria copertura finanziaria con i fondi di cui ai seguenti capitoli di bilancio:
→ €. 4.357,12 con i fondi di cui al capitolo 28112.58 “REALIZZAZIONE AREE DI
PARCHEGGIO NEL CENTRO STORICO E. 285.4” che presenta pari disponibilità;
→ €. 14.071,01 con i fondi di cui al capitolo 28113.05 “OPERE DI URBANIZZAZIONE DA
ALIENAZIONE TERRENO (E. 320.2)” che presenta pari disponibilità;
→ €. 415,86 con i fondi di cui al capitolo 28113.06 “OPERE DI URBANIZZAZIONE
PRIMARIA E SECONDARIA (E. 435.1)” che presenta sufficiente disponibilità;
Di dichiarare il presente atto, con separata ed unanime votazione, immediatamente
esecutivo;
Verbale letto, approvato e sottoscritto.
IL SINDACO
F.To Prof. Salvatore Corrias
IL SEGRETARIO COMUNALE
F.To Dott.Ssa Agnese Virdis
------------------------------------------------------------------PER COPIA CONFORME ALL' ORIGINALE per uso amministrativo e d' ufficio.
Baunei, lì 23/12/2015
L' ISTRUTTORE AMMINISTRATIVO
Dino Tegas
------------------------------------------------------------------La suestesa deliberazione, ai sensi e per gli effetti dell’art. 30 della L.R. 13.12.1994, n. 38, modificata con L.R.
n.7/98:
è stata pubblicata all’albo pretorio comunale on-line sul sito www.comunedibaunei.it il
23/12/2015 e trasmessa contestualmente ai gruppi consiliari.
giorno
ISTRUTTORE AMMINISTRATIVO
F.to Dino Tegas
------------------------------------------------------------------Visti gli atti d’ufficio, si ATTESTA - ai sensi e per gli effetti dell’art. 30 della L.R. 13.12.1994, n. 38, modificata
con L.R. 24.02.1998, n.7 - che la presente deliberazione:
X
è divenuta esecutiva a seguito della pubblicazione all’Albo pretorio, senza reclamo, per dieci giorni consecutivi
X
è dichiarata immediatamente esecutiva.
ISTRUTTORE AMMINISTRATIVO
F.to Dino Tegas
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Comune di Baunei, Via S. Nicolò n°1, 08040 Baunei (OG) - PI: 00733770911 – email: [email protected]
RELAZIONE TECNICO-ILLUSTRATIVA
Comune di:
Baunei
Adeguamento stradale da realizzare nella Via Orronnoro a Santa Maria Navarrese
Committente:
Comune di Baunei
Il Responsabile del Servizio:
Ing. Antonio Piras
Data: 15/11/2015
Nell’abitato di Santa Maria Navarrese, all’interno della zona urbanistica
“B”, non sono state ancora completate le opere di urbanizzazione primaria; è
intenzione dell’amministrazione completare la Via Baus, mediante la
bitumazione della sede stradale e la realizzazione delle le reti tecnologiche
(acque
bianche
e
predisposizione
dell’illuminazione).
Il
mancato
completamento delle opere in progetto, dopo ogni pioggia, provoca disagi
dovuti al trascinamento e accumulo di grandi quantità di fango e detriti che poi
ostruiscono le caditoie esistenti, peggiorando la situazione.
Sono previste le seguenti opere:
• scavo di sbancamento per la preparazione della sede stradale;
• scavo a sezione ristretta per la creazione delle reti delle acque
bianche, rete dell’illuminazione e caditoie per le acque bianche;
• bitumazione della strada, previa posa di strato di fondazione della
massicciata stradale eseguito con tout venant di cava e binder
chiuso.
Il Responsabile del servizio, Ing. Antonio Piras
1
Comune di Baunei, Via S. Nicolò n°1, 08040 Baunei (OG) - PI: 00733770911 – email: [email protected]
Per maggiori informazioni si rimanda alle tavole grafiche allegate.
Santa Maria Navarrese 15.11.2015
IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO
(ING. ANTONIO Piras)
Il Responsabile del servizio, Ing. Antonio Piras
2
CONTRATTO D’APPALTO E
CAPITOLATO SPECIALE D’APPALTO
Oggetto: adeguamento stradale nella Via Orronnoro
Comune di: Baunei - Provincia d’Ogliastra Ente appaltante (Committente): Comune di Baunei
Responsabile del Procedimento: Ing. Antonio Piras
Progettista: ..............................
Direttore dei Lavori: Ing. Antonio Piras
Coordinatore della sicurezza in fase di progetto: Ing. Antonio Piras
Coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione: Ing. Antonio Piras
Impresa esecutrice: ...................................................................................
Direttore tecnico di cantiere: ......................................................................
Importo lavori:
€ 18.276,81
di cui:
A. soggetti a ribasso d’asta
B. non soggetti a ribasso in quanto oneri per la sicurezza
€ 17.703,84
€
572,97
Baunei, 15 novembre 2015
1
CONTRATTO DI APPALTO
Fra la Stazione Appaltante Comune di Baunei con sede in Baunei
Via San Nicolo’ n° 1
nel presente Contratto denominata “Committente”, rappresentata in questo atto dall’Ing.
Antonio Piras nella Sua qualità di Responsabile del Servizio Tecnico
e l’Impresa .............……….......................................................................................
con sede in .........................…........................, via .......................…….....................,
n. ..................
nel presente Contratto denominata “Appaltatore”, rappresentata in questo atto dal Sig.
....................................................………...... nella Sua qualità di
.............………………...................
PREMESSOCHE
– La Committente intende realizzare le opere civili necessarie per il Lavori di
adeguamento stradale della Via Orronnoro, ESECUTIVO DEFINITIVO
– La Committente ha provveduto a richiedere i necessari permessi in materia urbanistica
edilizia e quanto altro alle Autorità competenti nel rispetto della normative vigenti.
SI CONVIENE E SI STIPULA QUANTO SEGUE
Il Committente affida all’Appaltatore, che accetta, l’esecuzione delle opere, prestazioni e
forniture necessarie per la realizzazione delle opere civili e degli impianti di cui all’allegata
“Descrizione delle opere”, secondo le modalità specificate nelle pagine seguenti.
TITOLO I – TERMINI DI ESECUZIONE E PENALI
Art. 1 Dichiarazione impegnativa dell’appaltatore
Costituiscono parte integrante del Contratto, oltre al presente “Capitolato speciale d’Appalto”, i
seguenti documenti:
– Capitolato generale d’appalto;
– Elaborati grafici progettuali;
– Specifiche tecniche e relazioni tecniche di progetto;
– Il piano di sicurezza e di coordinamento ex art. 12 del d.lgs. 494/96 (così come modificato dal
Dlgs. 81/2008)
– Computo metrico estimativo delle opere relative agli apprestamenti ed alle attrezzature atte a
garantire il rispetto delle norme in materia di igiene e sicurezza sul lavoro;
– Programma integrato dei lavori;
– Il piano di manutenzione conforme all’art. 33 del DPR 207/10;
– La notifica preliminare (art. 99 del d.lgs. 81/08);
2
– La documentazione di progettazione della sicurezza;
– L’offerta presentata dall’Appaltatore.
L’Appaltatore dichiara di accettare le condizioni contenute nel Contratto e di disporre dei
mezzi tecnici e finanziari necessari per assolvere agli impegni che ne derivano.
L’Appaltatore dichiara inoltre di aver preso visione dell’area di lavoro e dei disegni di progetto
e di essere perfettamente edotto di tutte le condizioni tecniche ed economiche necessarie per una
corretta valutazione dell’Appalto.
L’Appaltatore non potrà quindi eccepire, durante l’esecuzione dei lavori, la mancata
conoscenza di elementi non valutati, tranne che tali elementi si configurino come cause di forza
maggiore contemplate dal codice civile (e non escluse da altre norme del presente capitolato) o si
riferiscano a condizioni soggette a possibili modifiche espressamente previste nel contratto.
Salvo quanto previsto dal presente capitolato e dal contratto, l’esecuzione dell’opera in
oggetto è disciplinata da tutte le disposizioni vigenti in materia.
Le parti si impegnano comunque all’osservanza:
a) delle leggi, decreti, regolamenti e circolari emanati e vigenti alla data di esecuzione dei
lavori;
b) delle leggi, decreti, regolamenti e circolari emanati e vigenti nella Regione, Provincia e
Comune in cui si esegue l’appalto;
c) delle norme tecniche e decreti di applicazione;
d) delle leggi e normative sulla sicurezza, tutela dei lavoratori, prevenzione infortuni ed
incendi;
e) di tutta la normativa tecnica vigente e di quella citata dal presente capitolato (nonché delle
norme CNR, CEI, UNI ed altre specifiche europee espressamente adottate);
f) dell’Elenco prezzi unitari allegato al contratto;
g) dei disegni di progetto contenuti in questo capitolato.
Resta tuttavia stabilito che la Direzione dei Lavori potrà fornire in qualsiasi momento, durante
il corso dei lavori, disegni, specifiche e particolari conformi al progetto originale e relativi alle
opere
da svolgere, anche se non espressamente citati nel presente capitolato; tali elaborati potranno
essere utilizzati soltanto per favorire una migliore comprensione di dettaglio di alcune parti
specifiche dell’opera già definite nei disegni contrattuali.
In presenza degli impianti di cui all’art. 1 della legge 5 marzo 1990, n. 46 una particolare
attenzione dovrà essere riservata, dall’Appaltatore, al pieno rispetto delle condizioni previste dalla
legge medesima, in ordine alla “sicurezza degli impianti” ed ai conseguenti adempimenti, se ed in
quanto dovuti. Egli dovrà quindi:
– affidare l’installazione, la trasformazione e la manutenzione degli impianti previsti da tale
legge a soggetti a ciò abilitati ed in possesso dei requisiti tecnico-professionali previsti, accertati e
riconosciuti ai sensi degli artt. 2-3-4 e 5 della legge medesima;
10
– pretendere il rispetto delle disposizioni di cui all’art. 6 per quanto concerne l’iter previsto per
la progettazione degli impianti;
– garantire la utilizzazione di materiali costruiti a regola d’arte e comunque il rispetto delle
previsioni dell’art. 6;
– pretendere la presentazione della dichiarazione di conformità o di collaudo degli impianti
così come prescritto dagli artt. 9 e 13 della legge 46/90.
Art. 2 Oggetto dell’appalto
L’Appalto ha per oggetto i lavori, le somministrazioni e le forniture complementari occorrenti per
la realizzazione delle opere indicate nella documentazione di progetto e nelle specifiche tecniche,
nonché le prestazioni di mano d’opera, la fornitura di materiali e le opere murarie occorrenti per la
posa in opera e per l’assistenza alle ditte fornitrici di installazioni o prestazioni non compresi
nell’Appalto, ma facenti parte del medesimo complesso alla cui realizzazione si riferisce l’Appalto.
3
Il contenuto dei documenti di progetto deve essere ritenuto esplicativo al fine di consentire
all’Appaltatore di valutare l’oggetto dei lavori ed in nessun caso limitativo per quanto riguarda lo
scopo del lavoro. Deve pertanto intendersi compreso nell’Appalto anche quanto non
espressamente indicato ma comunque necessario per la realizzazione delle diverse opere.
Le opere saranno eseguite a perfetta regola d’arte, saranno finite in ogni parte e dovranno
risultare atte allo scopo cui sono destinate, scopo del quale l’Appaltatore dichiara di essere a
perfetta conoscenza.
Fanno parte dell’Appalto anche eventuali varianti, modifiche e aggiunte a quanto previsto nei
documenti sopracitati che potranno essere richiesti all’Appaltatore in corso d’opera per mezzo di
altri disegni complementari ed integrativi o per mezzo di istruzioni espresse sia dal Direttore dei
Lavori che dal Committente ed anche le eventuali prestazioni di mano d’opera e mezzi per
assistenza ad altre Imprese fornitrici di installazioni e prestazioni non compresi nel presente
Appalto, ma facenti parte del medesimo complesso.
L’Appaltatore prende atto che il Committente si riserva di scorporare dall’Appalto e fare eseguire
ad altre Imprese, a suo insindacabile giudizio, parte delle opere oggetto dell’Appalto stesso, senza
che per tale motivo l’Appaltatore possa avanzare riserve o chiedere risarcimenti o particolari
compensi. Fanno inoltre parte dell’Appalto il coordinamento delle procedure esecutive e la
fornitura degli apprestamenti e delle attrezzature atti a garantire, durante le fasi lavorative, la
conformità a tutte le norme di prevenzione degli infortuni e di tutela della salute dei lavoratori, nel
rispetto del d.lgs. 81/08 e degli altri documenti allegati.
Art. 3 Forma e principali dimensioni delle opere
L’ubicazione, la forma, il numero e le principali dimensioni delle opere oggetto dell’appalto
risultano dai disegni e dalle specifiche tecniche allegati al contratto di cui formano parte
integrante, salvo quanto verrà meglio precisato in sede esecutiva dalla Direzione dei Lavori.
In concreto l’appalto comprende le seguenti opere particolari:
a)
b)
c)
d)
ADEGUAMENTO STRADALE CONSISTENTE NELLA SAGOMATURA DELLA STRADA;
REALIZZAZIONE DELLA RETE DELLE ACQUE BIANCHE;
REALIZZAZIONE DELLA RETE DELL’ILLUMINAZIONE;
BITUMAZIONE DELLA STRADA.
Le indicazioni di cui sopra, nonché quelle di cui ai precedenti articoli ed i disegni da allegare al
contratto, debbono ritenersi come atti ad individuare la consistenza qualitativa e quantitativa delle
varie specie di opere comprese nell’Appalto. Il committente si riserva comunque l’insindacabile
facoltà di introdurre nelle opere stesse, sia all’atto della consegna dei lavori sia in sede di
esecuzione, quelle varianti che riterrà opportune nell’interesse della buona riuscita e dell’economia
dei lavori, senza che l’Appaltatore possa da ciò trarre motivi per avanzare pretese di compensi e
indennizzi di qualsiasi natura e specie non stabiliti nel presente Capitolato.
Art. 4 Categoria prevalente, categorie scorporabili e subappaltabili
1. Ai sensi dell’articolo 61 del dpr 207/2010 (articoli 3 e 30 regolamento approvato con del
d.P.R. n. 34 del 2000 e in conformità all’allegato “A” al predetto regolamento), i lavori sono
classificati nella categoria prevalente di opere “OG3”(Strade …..)
2. Non sono previsti lavori appartenenti a categorie scorporabili ai sensi del combinato
disposto dell’articolo 18 della legge n. 55 del 1990, dell’articolo 30 del d.P.R. n. 34 del
2000 e degli articoli 72, 73 e 74 del regolamento generale.
4
Art. 5 Funzioni, compiti e responsabilità del committente
Il Committente è il soggetto per conto del quale viene realizzata l’intera opera, soggetto titolare
del potere decisionale e di spesa relativo alla gestione dell’appalto .
Al Committente compete, con le conseguenti responsabilità:
– provvedere a predisporre il progetto esecutivo delle opere date in appalto;
– provvedere alla stesura dei capitolati tecnici ed in genere degli allegati al Contratto di
Appalto;
– nominare il Direttore dei Lavori ed eventuali Assistenti coadiutori;
– nominare il Collaudatore delle opere;
– svolgere le pratiche di carattere tecnico-amministrativo, concernenti in particolare lo
svolgimento delle pratiche e le relative spese per l’ottenimento, da parte delle competenti
Autorità, dei permessi, concessioni, autorizzazioni, licenze, ecc., necessari per la costruzione ed il
successivo esercizio delle opere realizzate;
– le competenze professionali dei progettisti, del Direttore dei Lavori ed eventuali coadiutori e dei
Collaudatori;
– nominare il Responsabile dei Lavori (nel caso in cui intenda avvalersi di tale figura);
– nominare il Coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione ed il Coordinatore per la
sicurezza in fase di esecuzione dei lavori;
– svolgere le pratiche di carattere tecnico-amministrativo, concernenti le competenze professionali
del Responsabile dei Lavori ed eventuali coadiutori, del Coordinatore per la progettazione e del
Coordinatore per l’esecuzione dei lavori;
– provvedere a comunicare all’Impresa appaltatrice i nominativi dei coordinatori in materia di
sicurezza e salute per la progettazione e per l’esecuzione dei lavori;
– sostituire, nei casi in cui lo ritenga necessario, i coordinatori per la progettazione e per
l’esecuzione dei lavori;
– chiedere all’Appaltatore di attestare l’iscrizione alla Camera di commercio, industria e artigianato
ovvero di fornire altra attestazione di professionalità oltre ad una dichiarazione relativa
all’organico medio annuo, distinto per qualifica, corredata dagli estremi delle denunce dei
lavoratori effettuate all’INPS, all’INAIL e alle Casse edili;
– chiedere all’Appaltatore di attestare la professionalità delle imprese a cui intende affidare dei
lavori in subappalto;
– chiedere all’Appaltatore una dichiarazione contenente l’indicazione dei contratti collettivi
applicati ai lavoratori dipendenti e il rispetto degli obblighi assicurativi e previdenziali di legge;
– trasmettere all’organo di vigilanza territorialmente competente, prima dell’inizio dei lavori, la
notifica preliminare.
Nel caso in cui il Committente nomini un Responsabile dei Lavori, non viene per questo esonerato
dalle responsabilità connesse alla verifica degli adempimenti in materia di igiene e sicurezza.
Art. 6 Funzioni, compiti e responsabilità del responsabile dei lavori
Il Responsabile dei Lavori è il soggetto che può essere incaricato dal Committente ai fini della
progettazione, o della esecuzione o del controllo dell’esecuzione dell’opera (d.lgs. 81/08). (È il
responsabile unico del procedimento ai sensi dell’art. 10 del Dlgs. 12.04.2006 n. 163 e successive
modifiche). Nel caso in cui il Responsabile dei Lavori venga nominato dal Committente, la
designazione deve contenere l’indicazione degli adempimenti di legge oggetto dell’incarico. Il
responsabile dei lavori assume un ruolo sostitutivo del Committente e assume ogni competenza in
merito alla effettiva organizzazione delle varie nomine e dei documenti già indicati, oltre alla
5
verifica della messa in atto delle misure predisposte, con la facoltà di autonome valutazioni per
eventuali miglioramenti legati ad aggiornamenti tecnologici.
Il grado di responsabilità che il Responsabile dei Lavori viene ad avere nello svolgimento delle sue
mansioni connesse all’attuazione delle direttive del Committente è diretto ed equivalente a quello
del Committente.
Art. 7 Direzione dei lavori
Il Committente dichiara di aver istituito un ufficio di direzione dei lavori per il coordinamento, la
direzione ed il controllo tecnico-contabile dell’esecuzione dell’intervento costituito da un Direttore
dei Lavori e dall’ assistente con compiti di Direttore Operativo e di Ispettore di cantiere.
In particolare il Committente dichiara:
che l’incarico della Direzione dei Lavori è in capo al Dott. Ing. Antonio Piras iscritto all’Albo degli
Ingegneri della Provincia di ________ al n. ___. Il Committente dichiara inoltre di riconoscere
l’operato del Direttore dei Lavori, quale Suo rappresentante, per tutto quanto attiene
all’esecuzione dell’Appalto.
Art. 8 Funzioni, compiti e responsabilità del direttore dei lavori
Il Direttore dei Lavori è un ausiliario del Committente e ne assume la rappresentanza in un ambito
strettamente tecnico vigilando sulla buona esecuzione delle opere e sulla loro corrispondenza alle
norme contrattuali con funzione, per l’appaltatore, di interlocutore esclusivo relativamente agli
aspetti tecnici ed economici del contratto. Il Direttore dei Lavori ha la responsabilità del
coordinamento e della supervisione di quanto svolto dall’ufficio della Direzione dei Lavori ed in
particolare relativamente alle attività dei suoi assistenti con funzione di Direttore Operativo e di
Ispettore di cantiere.
In particolare il Direttore dei Lavori è tenuto a:
– accertare che, all’atto dell’inizio dei lavori, siano messi a disposizione dell’Appaltatore, da parte
del Committente, gli elementi grafici e descrittivi di progetto necessari per la regolare esecuzione
delle opere in relazione al programma dei lavori;
– vigilare perché i lavori siano eseguiti a perfetta regola d’arte ed in conformità al progetto, al
contratto ed al programma dei lavori, verificandone lo stato e richiamando formalmente
l’Appaltatore al rispetto delle disposizioni contrattuali in caso di difformità o negligenza;
– effettuare controlli, quando lo ritenga necessario, sulla quantità e qualità dei materiali impiegati
ed approvvigionati, avendone la specifica responsabilità dell’accettazione degli stessi;
– trasmettere tempestivamente, durante il corso dei lavori, ulteriori elementi particolari di
progetto necessari al regolare ed ordinato andamento dei lavori; dare le necessarie istruzioni nel
caso che l’Appaltatore abbia a rilevare omissioni, inesattezze o discordanze nelle tavole grafiche o
nella descrizione dei lavori;
– sollecitare l’accordo fra il Committente e l’Appaltatore in ordine ad eventuali variazioni del
progetto;
– coordinare l’avanzamento delle opere, la consegna e la posa in opera delle forniture e
l’installazione degli impianti affidati dal Committente ad altre Ditte in conformità al programma dei
lavori;
– fare osservare, per quanto di sua competenza, le prescrizioni vigenti in materia di costruzioni in
conglomerato cementizio armato ed in acciaio;
– svolgere l’alto controllo della contabilizzazione delle opere, provvedendo all’emissione dei
certificati di pagamento ed alla liquidazione finale delle opere;
– redigere in contraddittorio con l’Appaltatore, il verbale di ultimazione dei lavori ed il verbale di
verifica provvisoria dei lavori ultimati;
– redigere la relazione finale sull’andamento dei lavori e sullo stato delle opere, comprendente il
giudizio sulle riserve e la proposta di liquidazione;
– assistere ai collaudi;
6
– controllare e verificare con continuità la validità, ed in particolare al termine dei lavori con gli
eventuali aggiornamenti resisi necessari in corso d’opera, del programma di manutenzione, del
manuale d’uso e del manuale di manutenzione.
Il Direttore dei Lavori si assume ogni responsabilità civile e penale per i vizi e le difformità
dell’opera derivanti dall’omissione dei doveri di alta sorveglianza dei lavori, funzionali alla
realizzazione dell’opera in conformità al progetto.
Art. 9 Funzioni, compiti e responsabilità del coordinatore in materia di sicurezza per la
progettazione
Il Coordinatore della sicurezza per la progettazione, designato dal Committente o dal Responsabile
dei Lavori (art. 90 d.lgs. 81/08), deve essere in possesso dei requisiti professionali di cui all’art.
98 d.lgs. 81/08. Ad esso compete, con le conseguenti responsabilità:
– redigere il piano di sicurezza e coordinamento ai sensi dell’art.100 d.lgs. 81/08 e successive
modifiche ed integrazioni;
– predisporre un fascicolo con le informazioni utili ai fini della prevenzione e protezione dai rischi
cui sono esposti i lavoratori, che dovrà essere considerato anche all’atto di eventuali lavori
successivi sull’opera.
Art. 10 Funzioni, compiti e responsabilità del coordinatore in materia di sicurezza per
l’esecuzione dei lavori
Il Coordinatore della sicurezza per l’esecuzione dei lavori, designato dal Committente o dal
Responsabile dei Lavori (art. 90 del d.lgs. 81/08), è il soggetto incaricato dell’esecuzione dei
compiti di cui al d. lgs. 81/08 e deve essere in possesso dei requisiti professionali di cui all’art. 98
dello stesso decreto. Ad esso compete, con le conseguenti responsabilità:
– verificare, tramite opportune azioni di coordinamento e controllo, l’applicazione, da parte delle
imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, delle disposizione loro pertinenti contenute nel Piano
di sicurezza e di coordinamento e la corretta applicazione delle relative procedure di lavoro;
– verificare l’idoneità del Piano operativo di sicurezza, da considerare come piano complementare
e di dettaglio del Piano di sicurezza e coordinamento assicurandone la coerenza con quest’ultimo e
adeguare il piano di sicurezza e coordinamento ed i fascicoli informativi in relazione all’evoluzione
dei lavori ed alle eventuali modifiche intervenute, valutando le proposte delle imprese esecutrici
dirette a migliorare la sicurezza in cantiere, nonché verificare che le imprese esecutrici adeguino,
se necessario, i rispettivi Piani operativi di sicurezza;
– organizzare tra i datori di lavoro, ivi compresi i lavoratori autonomi, la cooperazione ed il
coordinamento delle attività nonché la loro reciproca informazione;
– verificare quanto previsto dagli accordi tra le parti sociali al fine di assicurare il coordinamento
tra i rappresentanti per la sicurezza al fine di migliorare le condizioni di sicurezza nel cantiere;
– segnalare e proporre al Committente od al Responsabile dei Lavori, previa contestazione iscritta
alle imprese ed ai lavoratori autonomi interessati, in caso di gravi inosservanze delle norme di
sicurezza, la sospensione dei lavori, l’allontanamento delle imprese o dei lavoratori autonomi dal
cantiere o la risoluzione del contratto. Qualora il Committente o il Responsabile dei Lavori non
adotti alcun provvedimento in merito alla segnalazione, senza fornire idonea motivazione, il
Coordinatore per l’esecuzione provvede a dare comunicazione dell’inadempienza all’ASL
territorialmente competente e alla Direzione provinciale del lavoro;
– sospendere, in caso di pericolo grave ed imminente, le singole lavorazioni fino alla
comunicazione scritta degli avvenuti adeguamenti effettuati dalle imprese interessate.
Art. 11 Riservatezza del contratto
Il Contratto, come pure i suoi allegati, devono essere considerati riservati fra le parti. Ogni
informazione o documento che divenga noto in conseguenza od in occasione dell’esecuzione del
Contratto, non potrà essere rivelato a terzi senza il preventivo accordo fra le parti. In particolare
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l’Appaltatore non può divulgare notizie, disegni e fotografie riguardanti le opere oggetto
dell’Appalto né autorizzare terzi a farlo.
Art. 12 Penali
L’Appaltatore, per il tempo impiegato nell’esecuzione dei lavori oltre il termine contrattuale, salvo
il caso di ritardo a lui non imputabile e riconosciuto dal Direttore dei Lavori, dovrà rimborsare
all’Appaltante le relative spese di assistenza e sottostare ad una penale pecuniaria stabilita nella
misura di €. 100,00 (euro cento/00) per ogni giorno di ritardo. L’ammontare delle spese di
assistenza e della penale verrà dedotto dall’importo contrattualmente fissato ancora dovuto
oppure sarà trattenuto sulla cauzione.
Art. 13 Difesa ambientale
L’Appaltatore si impegna, nel corso dello svolgimento dei lavori, a salvaguardare l’integrità
dell’ambiente, rispettando le norme attualmente vigenti in materia ed adottando tutte le
precauzioni possibili per evitare danni di ogni genere.
In particolare, nell’esecuzione delle opere, deve provvedere a:
– evitare l’inquinamento delle falde e delle acque superficiali;
– effettuare lo scarico dei materiali solo nelle discariche autorizzate;
– segnalare tempestivamente al Committente ed al Direttore dei Lavori il ritrovamento, nel corso
dei lavori di scavo, di opere sotterranee che possano provocare rischi di inquinamento o materiali
contaminati.
Art. 14 Trattamento dei dati personali
Ai fini e per gli effetti della legge 675/96 il Committente si riserva il diritto di inserire il nominativo
dell’Impresa appaltatrice nell’elenco dei propri clienti ai fini dello svolgimento dei futuri rapporti
contrattuali e commerciali, in base all’art. 12, comma 1, lett. b) della legge citata. L’Appaltatore
potrà in ogni momento esercitare i diritti previsti dall’art. 13 della legge citata; in particolare potrà
chiedere la modifica e la cancellazione dei propri dati.
TITOLO II – PROGRAMMA DI ESECUZIONE DEI LAVORI
Art. 15 Ordini di servizio
Il Direttore dei Lavori impartisce tutte le disposizioni e istruzioni all’Appaltatore mediante un
ordine di servizio, così come definito dall’art. 128 del d.P.R. 21.12.1999, n. 554 redatto in duplice
copia sottoscritto dal Direttore dei Lavori emanante e comunicato all’Appaltatore che lo restituisce
firmato per avvenuta conoscenza.
L’Appaltatore è tenuto ad uniformarvisi, salva la facoltà di esprimere, sui contenuti degli stessi, le
proprie riserve ed osservazioni nei modi prescritti dalla legge.
Art. 16 Consegna, inizio ed esecuzione dei lavori
Il Direttore dei Lavori comunica all’Appaltatore il giorno ed il luogo in cui deve presentarsi per
ricevere la consegna dei lavori, munito del personale idoneo nonché delle attrezzature e dei
materiali necessari per eseguire, ove occorra, il tracciamento dei lavori secondo i piani, profili e
disegni di progetto. Sono a carico dell’Appaltatore gli oneri per le spese relative alla consegna, alla
verifica ed al completamento del tracciamento.
Su indicazione del Direttore dei Lavori devono essere collocati a cura dell’Appaltatore, picchetti,
capisaldi, sagome, termini, ovunque si riconoscano necessari. Il Direttore dei Lavori procederà alla
consegna dell’area, redigendo un verbale in contraddittorio con l’Appaltatore in duplice copia
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firmato dal Direttore dei Lavori e dall’Appaltatore. Dalla data del verbale di consegna decorre il
termine utile per il compimento dei lavori. Il verbale deve essere redatto nel rispetto delle
procedure, delle condizioni e contenere gli elementi richiamati dall’art. 130 del d.P.R. 21.12.1999,
n. 554.
Il verbale di consegna contiene l’indicazione delle condizioni e delle circostanze speciali locali
riconosciute e le operazioni eseguite, come i tracciamenti, gli accertamenti di misura, i
collocamenti di sagome e capisaldi. Contiene inoltre l’indicazione delle aree, delle eventuali cave,
dei locali e quant’altro concesso all’Appaltatore per l’esecuzione dei lavori oltre alla dichiarazione
che l’area oggetto dei lavori è libera da persone e cose e che lo stato attuale è tale da non
impedire l’avvio e la prosecuzione dei lavori. Il Direttore dei Lavori è responsabile della
corrispondenza del verbale di consegna dei lavori all’effettivo stato dei luoghi. Secondo quanto
previsto dal programma dei lavori ovvero dal progetto esecutivo dell’intervento, la consegna dei
lavori è stata suddivisa in …….. consegne parziali alle quali seguiranno altrettanti verbali
considerando quale data di consegna, a tutti gli effetti di legge, quella dell’ultimo verbale di
consegna parziale.
Nel caso di subentro di un Appaltatore ad un altro nell’esecuzione dell’appalto, il Direttore dei
Lavori redige apposito verbale in contraddittorio con entrambi gli appaltatori per accertare la reale
consistenza dei materiali, dei mezzi d’opera e di quant’altro il nuovo Appaltatore deve assumere
dal precedente, oltre ad indicare eventuali indennità da corrispondersi.
Art. 17 Impianto del cantiere e programma dei lavori
L’Appaltatore dovrà provvedere entro 10 (dieci) giorni dalla data di consegna all’impianto del
cantiere che dovrà essere allestito nei tempi previsti dal programma dei lavori redatto
dall’Appaltante sulla base di quanto definito in sede di progettazione esecutiva dell’intervento ed
allegato ai documenti progettuali consegnati per la gara d’appalto.
Il programma dei lavori è un atto contrattuale che stabilisce la durata delle varie fasi della
realizzazione di un’opera. Il programma dei lavori si rende necessario anche per la definizione
delle misure di prevenzione degli infortuni che devono essere predisposte dal Coordinatore per
l’esecuzione dei lavori prima e durante lo svolgimento delle opere. In questo senso il programma
dei lavori dovrà essere definito negli stessi casi previsti per la redazione del Piano di sicurezza e
coordinamento. In base all’art. 100 del d.lgs. 81/08 questo documento deve essere approntato dal
Committente o dal Responsabile dei Lavori parallelamente alla redazione del progetto ed in
accordo con le date di inizio e fine dei lavori stabilite dal contratto principale, individuando nel
dettaglio tutti i tempi necessari per l’esecuzione delle parti dell’opera. In mancanza di tale
programma l’Appaltatore sarà tenuto ad eseguire le varie fasi di lavoro secondo l’ordine temporale
stabilito dalla Direzione dei Lavori senza che ciò costituisca motivo per richiedere risarcimenti o
indennizzi. In presenza di particolari esigenze il committente si riserva, comunque, la facoltà di
apportare modifiche non sostanziali al programma predisposto.
Art. 18 Accettazione dei materiali
I materiali e le forniture da impiegare nelle opere da eseguire dovranno essere delle migliori
qualità esistenti in commercio, possedere le caratteristiche stabilite dalle leggi e dai regolamenti
vigenti in materia ed inoltre corrispondere alla specifica normativa del presente capitolato o degli
altri atti contrattuali.
Si richiamano peraltro, espressamente, le prescrizioni del Capitolato Generale, le norme UNI, CNR,
CEI e le altre norme tecniche europee adottate dalla vigente legislazione. A tale proposito si
ricorda come con l’entrata in vigore della legge 109/94 e delle successive modifiche ed
integrazioni introdotte, si sia avviato un processo di cambiamento che mira a promuovere la
certificazione di qualità in tutti gli aspetti legati sia alla progettazione che alla realizzazione delle
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opere edili. Sia nel caso di forniture legate ad installazione di impianti che nel caso di forniture di
materiali d’uso più generale, l’Appaltatore dovrà presentare adeguate campionature almeno 60
giorni prima dell’inizio dei lavori, ottenendo l’approvazione della Direzione dei Lavori.
Le caratteristiche dei vari materiali e forniture saranno definite nei modi seguenti:
a) dalle prescrizioni generali del presente capitolato;
b) dalle prescrizioni particolari riportate negli articoli seguenti;
c) dalle eventuali descrizioni specifiche aggiunte come integrazioni o come allegati al presente
capitolato;
d) da disegni, dettagli esecutivi o relazioni tecniche allegati al progetto.
Resta comunque contrattualmente fissato che tutte le specificazioni o modifiche apportate nei
modi suddetti fanno parte integrante del presente capitolato. Salvo diversa indicazione, i materiali
e le forniture proverranno da quelle località che l’Appaltatore riterrà di sua convenienza purché, ad
insindacabile giudizio della Direzione dei Lavori, ne sia riconosciuta l’idoneità e la rispondenza ai
requisiti prescritti.
L’Appaltatore è obbligato a prestarsi in qualsiasi momento ad eseguire o far eseguire presso il
laboratorio o istituto indicato, tutte le prove prescritte dal presente capitolato o dalla Direzione dei
Lavori sui materiali impiegati o da impiegarsi, nonché sui manufatti, sia prefabbricati che realizzati
in opera e sulle forniture in genere. Il prelievo dei campioni destinati alle verifiche qualitative dei
materiali stessi, da eseguire secondo le norme tecniche vigenti, verrà effettuato in contraddittorio
e sarà appositamente verbalizzato.
L’Appaltatore farà sì che tutti i materiali mantengano, durante il corso dei lavori, le stesse
caratteristiche riconosciute ed accettate dalla Direzione dei Lavori. Qualora in corso d’opera, i
materiali e le forniture non fossero più rispondenti ai requisiti prescritti o si verificasse la necessità
di cambiare gli approvvigionamenti, l’Appaltatore sarà tenuto alle relative sostituzioni e
adeguamenti senza che questo costituisca titolo ad avanzare alcuna richiesta di variazione prezzi.
Le forniture non accettate ad insindacabile giudizio dalla Direzione dei Lavori dovranno essere
immediatamente allontanate dal cantiere a cura e spese dell’Appaltatore e sostituite con altre
rispondenti ai requisiti richiesti. L’Appaltatore resta comunque totalmente responsabile in rapporto
ai materiali forniti la cui accettazione, in ogni caso, non pregiudica i diritti che l’Appaltante si
riserva di avanzare in sede di collaudo finale.
Art. 19 Accettazione degli impianti
Tutti gli impianti presenti nell’appalto da realizzare e la loro messa in opera completa di ogni
categoria o tipo di lavoro necessari alla perfetta installazione, saranno eseguiti nella totale
osservanza delle prescrizioni progettuali, delle disposizioni impartite dalla Direzione dei Lavori,
delle specifiche del presente capitolato o degli altri atti contrattuali, delle leggi, norme e
regolamenti vigenti in materia. Si richiamano espressamente tutte le prescrizioni, a riguardo,
presenti nel Capitolato Generale, le norme UNI, CNR, CEI e tutta la normativa specifica in materia.
I disegni esecutivi riguardanti ogni tipo di impianto (ove di competenza dell’Appaltatore) dovranno
essere consegnati alla Direzione dei Lavori almeno 60 giorni prima dell’inizio dei lavori relativi agli
impianti indicati ed andranno corredati da relazioni tecnico-descrittive contenenti tutte le
informazioni necessarie per un completo esame dei dati progettuali e delle caratteristiche sia delle
singole parti che dell’impianto nel suo insieme. L’Appaltatore è tenuto a presentare,
contestualmente ai disegni esecutivi, un’adeguata campionatura delle parti costituenti l’impianto
nei tipi di installazione richiesti ed una serie di certificati comprovanti origine e qualità dei
materiali impiegati.
Tutte le forniture relative agli impianti non accettate ai sensi del precedente articolo, ad
insindacabile giudizio della Direzione dei Lavori, dovranno essere immediatamente allontanate dal
cantiere a cura e spese dell’Appaltatore e sostituite con altre rispondenti ai requisiti richiesti.
L’Appaltatore resta, comunque, totalmente responsabile di tutte le forniture degli impianti o parti
di essi, la cui accettazione effettuata dalla Direzione dei Lavori non pregiudica i diritti che
l’Appaltante si riserva di avanzare in sede di collaudo finale o nei tempi previsti dalle garanzie
fornite per l’opera e le sue parti. Durante l’esecuzione dei lavori di preparazione, di installazione,
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di finitura degli impianti e delle opere murarie relative, l’Appaltatore dovrà osservare tutte le
prescrizioni della normativa vigente in materia antinfortunistica oltre alle suddette specifiche
progettuali o del presente capitolato, restando fissato che eventuali discordanze, danni causati
direttamente od indirettamente, imperfezioni riscontrate durante l’installazione od il collaudo ed
ogni altra anomalia segnalata dalla Direzione dei Lavori, dovranno essere prontamente riparate a
totale carico e spese dell’Appaltatore.
TITOLO III – SOSPENSIONI O RIPRESE DEI LAVORI
Art. 20 Sospensioni, riprese e proroghe dei lavori
Qualora circostanze speciali impediscano in via temporanea che i lavori procedano utilmente
secondo quanto contenuto e prescritto dai documenti contrattuali, il Direttore dei Lavori può
ordinarne la sospensione redigendo apposito verbale, indicando le ragioni e l’imputabilità anche
con riferimento alle risultanze del verbale di consegna. I termini di consegna si intendono
prorogati di tanti giorni quanti sono quelli della sospensione; analogamente si procederà nel caso
di sospensione o ritardo derivanti da cause non imputabili all’Appaltatore.
Durante la sospensione dei lavori, il Direttore dei Lavori può disporre visite in cantiere volte ad
accertare le condizioni delle opere e la consistenza delle attrezzature e dei mezzi eventualmente
presenti, dando, ove occorra, disposizioni nella misura strettamente necessaria per evitare danni
alle opere già eseguite, alle condizioni di sicurezza del cantiere e per facilitare la ripresa dei lavori.
La ripresa dei lavori viene effettuata dal Direttore dei Lavori, redigendo opportuno verbale di
ripresa dei lavori, non appena sono cessate le cause della sospensione. Detto verbale è firmato
dall’Appaltatore ed inviato alla committenza. Nel verbale di ripresa il Direttore dei Lavori deve
indicare il nuovo termine contrattuale.
Nel caso che i lavori debbano essere totalmente o definitivamente sospesi per cause di forza
maggiore o per cause dipendenti direttamente od indirettamente dal Committente, l’Appaltatore,
oltre alla corrispondente proroga dei tempi di consegna, ha diritto, dopo 90 (novanta) giorni
consecutivi di sospensione, o dopo la notifica da parte del Committente della definitiva
sospensione dei lavori:
– al rimborso delle spese vive di cantiere sostenute durante il periodo di sospensione;
– al pagamento del nolo per le attrezzature installate, oppure al pagamento delle spese di
rimozione, trasporto e ricollocamento in opera delle stesse, e ciò a scelta del Direttore dei Lavori;
– al pagamento, nei termini contrattuali, dell’importo delle opere, prestazioni e forniture
eseguite fino alla data di sospensione dei lavori.
Qualora la sospensione non fosse totale, il Direttore dei Lavori, previo accordo fra le parti, stabilirà
l’entità della proroga dei termini di consegna e l’ammontare dell’indennizzo da corrispondere
all’Appaltatore stesso. Sospensioni e ritardi saranno presi in considerazione solo se espressamente
riconosciuti come tali dal Direttore dei Lavori sul giornale dei lavori.
Art. 21 Sospensione dei lavori per pericolo grave ed immediato o per mancanza dei
requisiti minimi di sicurezza
In caso di inosservanza di norme in materia di igiene e sicurezza sul lavoro o in caso di pericolo
imminente per i lavoratori, il Coordinatore per l’esecuzione dei lavori o il Responsabile dei Lavori
ovvero il Committente, potrà ordinare la sospensione dei lavori, disponendone la ripresa solo
quando sia di nuovo assicurato il rispetto della normativa vigente e siano ripristinate le condizioni
di sicurezza e igiene del lavoro. Per sospensioni dovute a pericolo grave ed imminente il
Committente non riconoscerà alcun compenso o indennizzo all’Appaltatore; la durata delle
eventuali sospensioni dovute ad inosservanza dell’Appaltatore delle norme in materia di sicurezza,
non comporterà uno slittamento dei tempi di ultimazione dei lavori previsti dal contratto.
Art. 22 Variazioni dei lavori
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Variazioni o addizioni al progetto approvato possono essere introdotte solo su specifica
disposizione del Direttore dei Lavori e preventivamente approvata dal Committente nel rispetto
delle condizioni e dei limiti definiti per legge. Non può essere introdotta alcuna variazione o
addizione al progetto approvato da parte dell’Appaltatore. Lavori eseguiti e non autorizzati non
verranno pagati e sarà a carico dell’Appaltatore la rimessa in pristino dei lavori e delle opere nella
situazione originaria secondo le disposizioni del Direttore dei Lavori. Non saranno considerati
varianti gli interventi disposti dal Direttore dei Lavori per risolvere aspetti di dettaglio che siano
contenuti entro i limiti fissati dalla normativa vigente per le singole categorie di lavoro dell’appalto
e che non comportino un aumento della spesa prevista per la realizzazione dell’opera. Variazioni e
addizioni che comportano modifiche sostanziali del contratto sono normate nella legislazione e nei
regolamenti di riferimento.
Il Committente, durante l’esecuzione dei lavori, può ordinare, alle stesse condizioni del contratto,
una diminuzione dei lavori secondo quanto previsto nel Capitolato generale d’appalto.
Art. 23 Lavoro notturno e festivo
Nell’osservanza delle norme relative alla disciplina del lavoro e nel caso di ritardi tali da non
garantire il rispetto dei termini contrattuali, la Direzione dei Lavori potrà ordinare la continuazione
delle opere oltre gli orari fissati e nei giorni festivi secondo le disposizioni di legge; in tal caso
l’Appaltatore potrà richiedere la corresponsione delle sole tariffe per la mano d’opera previste dalla
normativa vigente per queste situazioni.
Art. 24 Tabelloni indicativi
L’Impresa si impegna a fornire ed installare, a sua cura e spesa, nella sede dei lavori n. 2
tabelle del seguente tipo:
lamiera in ferro di mm 10/10, delle dimensioni di m 3 x 2 composte da due elementi
sovrapposti orizzontalmente di m 3 x 1 ciascuno.
Le tabelle dovranno indicativamente riportare le seguenti informazioni:
− l’Ente appaltante;
− l’Ente finanziatore;
− il titolo dell’intervento;
− l’importo generale dell’intervento e l’importo di base d’asta;
− il progettista;
− l’Ingegnere Capo;
− il Direttore dei Lavori;
− il Geometra Contabile;
− il Coordinatore della sicurezza in fase di progettazione
− Il Coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione
− l’Impresa;
− il Direttore di Cantiere;
− subappaltatori.
La bozza dei tabelloni indicativi dovrà essere approvata dal D.L..
L’Impresa si impegna a provvedere all’installazione delle anzidette tabelle ed al loro ritiro
a fine lavori, nella località indicata dal Direttore dei lavori, mediante propri tubolari di
ferro del diametro di mm 60, curando nella collocazione delle stesse la migliore visibilità.
Il rischio del trasporto grava sulla Ditta fornitrice, alla quale competono le iniziative di
azione e le azioni nei riguardi del vettore.
L’Impresa, nel caso che le tabelle giunte a destinazione dovessero risultare non in
perfette condizioni, è tenuta alla loro sostituzione.
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TITOLO IV – ONERI A CARICO DELL’APPALTATORE
Art. 25 Conoscenza delle condizioni d’appalto
L’assunzione dell’appalto di cui al presente Capitolato implica da parte dell’Impresa la conoscenza
perfetta non solo di tutte le norme generali e particolari che lo regolano, ma altresì di tutte le
condizioni locali che si riferiscono all’opera, quali la situazione fondiaria, la natura del suolo e del
sottosuolo, la possibilità di poter utilizzare materiali locali in rapporto ai requisiti richiesti, la
distanza da cave di adatto materiale, la presenza o meno di acqua (sia che essa occorra per la
esecuzione dei lavori, sia che essa debba essere allontanata), l’esistenza di adatti scarichi a rifiuto,
ed in generale di tutte le circostanze generali e speciali che possono avere influito sul giudizio
dell’Impresa circa la convenienza di assumere l’appalto e sul ribasso d’asta.
È altresì sottinteso che l’Appaltatore si è reso conto - prima dell’offerta - di tutti i fatti che possano
influire sugli oneri relativi al presente documento ed a quelli connessi alla manutenzione delle
opere fino al collaudo, per i quali è previsto un apposito compenso a corpo.
Resta pertanto esplicitamente convenuto che l’appalto si intende assunto dall’Impresa a suo
completo rischio in base a propri calcoli, con rinuncia ad ogni rivalsa per caso fortuito, compreso
l’aumento dei costi per l’applicazione di imposte, tasse e contributi di qualsiasi natura e genere,
nonché di qualsiasi altra sfavorevole circostanza che possa verificarsi dopo l’aggiudicazione, salvo
quanto disposto per danni cagionati da forza maggiore.
Nell’accettare i lavori sopra descritti l’Appaltatore dichiara:
di aver preso conoscenza delle opere da eseguire, di aver visitato i luoghi dove si dovranno
svolgere i lavori e di avere accertato le condizioni di viabilità e di accesso, nonché gli
impianti che le riguardano;
di avere valutato nella formulazione dell’offerta tutte le circostanze e gli elementi che
influiscono sul costo dei materiali della manodopera dei noli e dei trasporti;
di avere esaminato i calcoli considerandoli corretti e comunque tali da non richiedere
varianti che possano comportare richieste di maggiori compensi;
di accettare per le opere da realizzare il prezzo chiuso, cioè fisso ed invariabile senza
facoltà di invocare alcuna verificazione delle misure o del valore attribuito alla qualità delle
opere.
L’Appaltatore non potrà quindi eccepire durante l’esecuzione dei lavori la mancata conoscenza di
condizioni o la sopravvenienza di elementi non valutati, tranne che tali nuovi elementi si
configurino come cause di forza maggiore contemplate dal Codice Civile.
Con l’accettazione dei lavori l’Appaltatore dichiara implicitamente di avere la possibilità ed i mezzi
necessari per procedere alla esecuzione degli stessi secondo i migliori precetti dell’arte e con i più
aggiornati sistemi costruttivi.
Art. 26 Funzioni, compiti e responsabilità dell’appaltatore
L’Appaltatore è colui che assume il compimento dell’opera appaltata con l’organizzazione di tutti i
mezzi necessari; pertanto ad esso compete, con le conseguenti responsabilità:
– nominare il Direttore tecnico di cantiere e comunicarlo al Committente ovvero al Responsabile
dei Lavori, al Coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione ed al Coordinatore per la
sicurezza in fase di esecuzione;
– comunicare al Committente ovvero al Responsabile dei Lavori, al Coordinatore per la sicurezza
in fase di progettazione ed al Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione il nominativo del
Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione;
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– redigere il Piano Operativo di Sicurezza conformemente a quanto indicato e prescritto all’art.
100 del d.lgs. 81/08 da considerare quale piano complementare e di dettaglio del Piano di
sicurezza e coordinamento per quanto attiene alle proprie scelte autonome e relative
responsabilità nell’organizzazione del cantiere e nell’esecuzione dei lavori;
– predisporre gli impianti, le attrezzature ed i mezzi d’opera per l’esecuzione dei lavori, nonché gli
strumenti ed il personale necessari per tracciamenti, rilievi, misurazioni e controlli;
– predisporre le occorrenti opere provvisionali, quali ponteggi, cesate con relativa illuminazione
notturna, recinzioni, baracche per il deposito materiale e per gli altri usi di cantiere, nonché le
strade interne occorrenti alla agibilità del cantiere ed in generale quanto previsto dal progetto di
intervento relativo alla sicurezza contenuto nel Piano di sicurezza e coordinamento;
– predisporre per le esigenze del Committente e della Direzione dei Lavori, un locale illuminato e
riscaldato con attrezzatura minima da ufficio;
– provvedere agli allacciamenti provvisori, in mancanza di quelli definitivi, per i servizi di acqua,
energia elettrica, telefono e fognatura di cantiere;
– provvedere al conseguimento dei permessi di scarico dei materiali e di occupazione del suolo
pubblico per le cesate e gli altri usi;
– provvedere all’installazione, all’ingresso del cantiere del regolamentare cartello con le indicazioni
relative al progetto, al Committente, all’Impresa esecutrice delle opere, al Progettista, al Direttore
dei Lavori;
– provvedere all’esecuzione dei rilievi delle situazioni di fatto ed ai tracciamenti delle opere in
progetto, alla verifica ed alla conservazione dei capisaldi;
– provvedere all’esecuzione dei disegni concernenti lo sviluppo di dettaglio delle opere da eseguire
(casellari, tabelle ferri per c.a., sketches, elenchi materiali, schede di lavorazione, schemi di
officina, ecc.);
– provvedere alla fornitura di fotografie delle opere nel formato, numero e frequenza prescritti
dalla Direzione Lavori per ogni stato di avanzamento;
– provvedere alla calcolazione degli eventuali impianti facenti parte dell'appalto e la relativa
progettazione esecutiva, compresa ogni incombenza e spesa per denuncie, approvazioni, licenze,
collaudi, ecc. che al riguardo fossero prescritti;
– provvedere alla calcolazione statica delle opere ed alla relativa progettazione esecutiva, con gli
oneri di cui sopra, fermo restando che l'approvazione del progetto da parte della Direzione Lavori
non solleva l'Appaltatore, il Progettista ed il Direttore del cantiere, per le rispettive competenze,
dalla responsabilità relativa alla stabilità di dette opere;
- provvedere alle prove di carico e le verifiche delle varie strutture, che venissero ordinate dalla
Direzione o dal Collaudatore, nonché all'apprestamento di quanto occorrente (materiali, mezzi
d'opera, opere provvisionali, operai e strumenti) per l'esecuzione di tali prove e verifiche;
– provvedere all’assicurazione contro i danni dell’incendio, dello scoppio del gas e del fulmine per
gli impianti e attrezzature di cantiere, per i materiali a piè d’opera e per le opere già eseguite o in
corso di esecuzione;
– provvedere all’assicurazione di responsabilità civile per danni causati anche a terze persone ed a
cose di terzi;
– provvedere alla sorveglianza di cantiere ed alla assicurazione contro il furto tanto per le cose
proprie che dei fornitori, alla sua pulizia quotidiana, allo sgombero, a lavori ultimati, delle
attrezzature, dei materiali residuati e di quant’altro non utilizzato nelle opere;
– approvvigionare tempestivamente i materiali necessari per l’esecuzione delle opere;
– disporre in cantiere di idonee e qualificate maestranze in funzione delle necessità delle singole
fasi dei lavori, segnalando al Direttore dei Lavori l’eventuale personale tecnico ed amministrativo
alle sue dipendenze destinato a coadiuvarlo;
– corrispondere ai propri dipendenti le retribuzioni dovute e rilasciare dichiarazione di aver
provveduto nei loro confronti alle assistenze, assicurazioni e previdenze secondo le norme di legge
e dei contratti collettivi di lavoro;
- l’esecuzione dei tracciamenti degli assi delle opere e di tutti i tracciamenti e rilievi di dettaglio;
- La fornitura di tutti i necessari canneggiatori, degli attrezzi e degli strumenti per rilievi,
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tracciamenti di dettaglio e misurazioni relative alle operazioni di verifica, studio delle opere d’arte,
contabilità e collaudo dei lavori, nonché le operazioni di consegna. L’Amministrazione si riserva di
controllare sia preventivamente, sia durante l’esecuzione dei lavori, le operazioni di tracciamento
eseguite dall’Appaltatore; resta però espressamente stabilito che qualsiasi eventuale verifica da
parte dell’Amministrazione e dei suoi delegati non solleverà in alcun modo la responsabilità
dell’Appaltatore, che sarà sempre a tutti gli effetti, unico responsabile.
L’Appaltatore dovrà porre a disposizione dell’Amministrazione il personale ed ogni mezzo di cui
questa intenda avvalersi per eseguire ogni e qualsiasi verifica che ritenga opportuna. Resta anche
stabilito che l’Appaltatore resta responsabile dell’esatta conservazione in sito dei capisaldi e
picchetti che individuano esattamente il tracciato delle opere. In caso di spostamento e
asportazione per manomissione o altre cause, l’Appaltatore è obbligato, a totale suo carico, a
ripristinare gli elementi del tracciato nella primitiva condizione servendosi dei dati in suo possesso.
– provvedere alla fedele esecuzione del progetto esecutivo delle opere date in Appalto, integrato
dalle prescrizioni tecniche impartite dal Direttore dei Lavori, in modo che l’esecuzione risulti
conforme alle pattuizioni contrattuali ed a perfetta regola d’arte;
– richiedere tempestivamente al Direttore dei Lavori disposizioni per quanto risulti omesso,
inesatto o discordante nelle tavole grafiche o nella descrizione dei lavori;
– tenere a disposizione del Direttore dei Lavori i disegni, le tavole ed i casellari di ordinazione per
gli opportuni raffronti e controlli, con divieto di darne visione ad estranei e con formale impegno di
astenersi dal riprodurre o contraffare i disegni ed i modelli avuti in consegna dal Direttore dei
Lavori;
– provvedere alla tenuta delle scritture di cantiere, a norma di contratto;
– osservare le prescrizioni delle vigenti leggi in materia di esecuzione di opere in conglomerato
cementizio, di accettazione dei materiali da costruzione e provvedere alla eventuale denuncia delle
opere in c.a. ai sensi della legge 1086/71; provvedere alla confezione ed all’invio di campioni di
legante idraulico, ferro tondo e cubetti di prova del calcestruzzo agli Istituti autorizzati dalla legge,
per le normali prove di laboratorio;
– provvedere i materiali, i mezzi e la mano d’opera occorrenti per le prove di collaudo;
– prestarsi, qualora nel corso dell’opera si manifestino palesi fenomeni che paiano compromettere
i risultati finali, agli accertamenti sperimentali necessari per constatare le condizioni di fatto anche
ai fini dell’accertamento delle eventuali responsabilità;
– promuovere ed istituire nel cantiere oggetto del presente capitolato, un sistema gestionale
permanente ed organico diretto alla individuazione, valutazione, riduzione e controllo costante dei
rischi per la sicurezza e la salute dei dipendenti e dei terzi operanti nell’ambito dell’impresa;
– promuovere le attività di prevenzione, in coerenza a principi e misure predeterminati;
– promuovere un programma di informazione e formazione dei lavoratori, individuando i momenti
di consultazione dei dipendenti e dei loro rappresentanti;
– mantenere in efficienza i servizi logistici di cantiere (uffici, mensa, spogliatoi, servizi igienici,
docce, ecc.);
– assicurare:
• il mantenimento del cantiere in condizioni ordinate e di soddisfacente salubrità;
• la più idonea ubicazione delle postazioni di lavoro;
• le più idonee condizioni di movimentazione dei materiali;
• il controllo e la manutenzione di ogni impianto che possa determinare situazioni di pericolo per la
sicurezza e la salute dei lavoratori;
• la più idonea sistemazione delle aree di stoccaggio e di deposito;
• il tempestivo approntamento in cantiere delle attrezzature, degli apprestamenti e delle
procedure esecutive previste dai piani di sicurezza ovvero richieste dal Coordinatore in fase di
esecuzione dei lavori;
– rilasciare dichiarazione al Committente di aver sottoposto tutti i lavoratori presenti in cantiere a
sorveglianza sanitaria secondo quanto previsto dalla normativa vigente e/o qualora le condizioni di
lavoro lo richiedano;
15
– provvedere alla fedele esecuzione delle attrezzature e degli apprestamenti conformemente alle
norme contenute nel piano per la sicurezza e nei documenti di progettazione della sicurezza;
– richiedere tempestivamente disposizioni per quanto risulti omesso, inesatto o discordante nelle
tavole grafiche o nel piano di sicurezza ovvero proporre modifiche ai piani di sicurezza nel caso in
cui tali modifiche assicurino un maggiore grado di sicurezza;
– tenere a disposizione dei Coordinatori per la sicurezza, del Committente ovvero del Responsabile
dei Lavori e degli Organi di Vigilanza, copia controfirmata della documentazione relativa alla
progettazione e al piano di sicurezza;
– fornire alle imprese subappaltanti e ai lavoratori autonomi presenti in cantiere:
• adeguata documentazione, informazione e supporto tecnico-organizzativo;
• le informazioni relative ai rischi derivanti dalle condizioni ambientali nelle immediate vicinanze
del cantiere, dalle condizioni logistiche all’interno del cantiere, dalle lavorazioni da eseguire,
dall’interferenza con altre imprese secondo quanto previsto dall’art. 26 del d.lgs 81/08;
• le informazioni relative all’utilizzo di attrezzature, apprestamenti, macchinari e dispositivi di
protezione collettiva ed individuale;
– mettere a disposizione di tutti i Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione delle
imprese subappaltanti e dei lavoratori autonomi il progetto della sicurezza ed il Piano di sicurezza
e coordinamento;
– informare il Committente ovvero il Responsabile dei Lavori e i Coordinatori per la sicurezza delle
proposte di modifica al Piano di sicurezza e coordinamento formulate dalle imprese subappaltanti
e dai lavoratori autonomi;
– organizzare il servizio di pronto soccorso, antincendio ed evacuazione dei lavoratori in funzione
delle caratteristiche morfologiche, tecniche e procedurali del cantiere oggetto del presente
Appalto;
– affiggere e custodire in cantiere una copia della notifica preliminare;
– fornire al Committente o al Responsabile dei Lavori i nominativi di tutte le imprese e i lavoratori
autonomi ai quali intende affidarsi per l’esecuzione di particolari lavorazioni, previa verifica della
loro idoneità tecnico-professionale.
Per effetto di tale situazione ogni e qualsiasi danno o responsabilità che dovesse derivare dal
mancato rispetto delle disposizioni sopra richiamate, sarà a carico esclusivamente all’Appaltatore
con esonero totale della stazione Appaltante.
L’Appaltatore è l’unico responsabile dell’esecuzione delle opere appaltate in conformità a quanto
prescritto dalla normativa vigente in materia, della rispondenza di dette opere e parti di esse alle
condizioni contrattuali, dei danni direttamente o indirettamente causati durante lo svolgimento
dell’appalto.
Nel caso di inosservanza da parte dell’Appaltatore delle disposizioni di cui sopra, la Direzione dei
Lavori, a suo insindacabile giudizio, potrà, previa diffida a mettersi in regola, sospendere i lavori
restando l’Appaltatore tenuto a risarcire i danni direttamente o indirettamente derivati al
Committente in conseguenza della sospensione.
L’Appaltatore ha diritto di muovere obiezioni agli ordini del Direttore dei Lavori, qualora possa
dimostrarli contrastanti col buon esito tecnico e con l’economia della costruzione e di subordinare
l’obbedienza alla espressa liberazione dalle conseguenti responsabilità, a meno che non sia
presumibile un pericolo, nel qual caso ha diritto a rifiutare. Qualora nella costruzione si verifichino
assestamenti, lesioni, difetti od altri inconvenienti, l’Appaltatore deve segnalarli immediatamente
al Direttore dei Lavori e prestarsi agli accertamenti sperimentali necessari per riconoscere se egli
abbia in qualche modo trasgredito le abituali buone regole di lavoro.
Per le opere escluse dall’Appalto, l’Appaltatore sarà tenuto ad eseguire:
– lo scarico in cantiere ed il trasporto a deposito, l’accatastamento, l’immagazzinamento e la
custodia nell’ambito del cantiere dei materiali e manufatti siano essi approvvigionati dal
Committente che dai fornitori da lui prescelti;
– il sollevamento ed il trasporto al luogo di impiego dei materiali e dei manufatti;
– in generale la fornitura di materiali e di mano d’opera edili ed il noleggio di attrezzature e
macchine occorrenti per la posa in opera e per le assistenze murarie alle Ditte fornitrici.
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Art. 27 Personale dell’appaltatore
Il personale destinato ai lavori dovrà essere, per numero e qualità, adeguato all’importanza dei
lavori da eseguire ed ai termini di consegna stabiliti o concordati con la Direzione dei Lavori anche
in relazione a quanto indicato dal programma dei lavori integrato. Dovrà pertanto essere formato
e informato in materia di approntamento di opere, di presidi di prevenzione e protezione e in
materia di salute e igiene del lavoro. L’inosservanza delle predette condizioni costituisce per
l’Appaltatore responsabilità, sia in via penale che civile, dei danni che per effetto dell’inosservanza
stessa dovessero derivare al personale, a terzi ed agli impianti di cantiere.
L’Appaltatore dovrà inoltre osservare le norme e le prescrizioni delle leggi e dei regolamenti
vigenti sull’assunzione, tutela, protezione ed assistenza dei lavoratori impegnati sul cantiere,
comunicando, non oltre 15 giorni dall’inizio dei lavori, gli estremi della propria iscrizione agli
Istituti previdenziali ed assicurativi. Tutti i dipendenti dell’Appaltatore sono tenuti ad osservare:
– i regolamenti in vigore in cantiere;
– le norme antinfortunistiche proprie del lavoro in esecuzione e quelle particolari vigenti in
cantiere;
– le indicazioni contenute nei Piani di sicurezza e le indicazioni fornite dal Coordinatore per
l’esecuzione;
– tutti i dipendenti e/o collaboratori dell’Appaltatore saranno formati, addestrati e informati alle
mansioni disposte, in funzione della figura, e con riferimento alle attrezzature ed alle macchine di
cui sono operatori, a cura ed onere dell’Appaltatore medesimo. L’inosservanza delle predette
condizioni costituisce per l’Appaltatore responsabilità, sia in via penale che civile, dei danni che per
effetto dell’inosservanza stessa dovessero derivare al personale, a terzi ed agli impianti di
cantiere.
Art. 28 Funzioni, compiti e responsabilità del direttore tecnico di cantiere
Il Direttore tecnico di cantiere, nella persona di un tecnico professionalmente abilitato,
regolarmente iscritto all’albo di categoria e di competenza professionale estesa ai lavori da
eseguire, viene nominato dall’Appaltatore, affinché in nome e per conto suo curi lo svolgimento
delle opere, assumendo effettivi poteri dirigenziali e la responsabilità dell’organizzazione dei lavori,
pertanto ad esso compete con le conseguenti responsabilità:
– gestire ed organizzare il cantiere in modo da garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori;
– osservare e far osservare a tutte le maestranze presenti in cantiere, le prescrizioni contenute nei
piani della sicurezza, le norme di coordinamento del presente capitolato contrattuali e le
indicazioni ricevute dal Coordinatore per l’esecuzione dei lavori;
– allontanare dal cantiere coloro che risultassero in condizioni psico-fisiche tali o che si
comportassero in modo tale da compromettere la propria sicurezza e quella degli altri addetti
presenti in cantiere o che si rendessero colpevoli di insubordinazione o disonestà;
– vietare l’ingresso alle persone non addette ai lavori e non espressamente autorizzate dal
Responsabile dei Lavori.
L’Appaltatore è in ogni caso responsabile dei danni cagionati dalla inosservanza e trasgressione
delle prescrizioni tecniche e delle norme di vigilanza e di sicurezza disposte dalle leggi e dai
regolamenti vigenti.
Art. 29 Funzioni, compiti e responsabilità dei lavoratori autonomi e delle imprese
subappaltatrici
Al lavoratore autonomo ovvero alla impresa sub-appaltatrice competono con le conseguenti
responsabilità:
– rispettare tutte le indicazioni contenute nei piani di sicurezza e tutte le richieste del Direttore
tecnico dell’Appaltatore;
– utilizzare tutte le attrezzature di lavoro ed i dispositivi di protezione individuale in conformità
alla normativa vigente;
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– collaborare e cooperare con le imprese coinvolte nel processo costruttivo;
– non pregiudicare con le proprie lavorazioni la sicurezza delle altre imprese presenti in cantiere;
– informare l’Appaltatore sui possibili rischi per gli addetti presenti in cantiere derivanti dalle
proprie attività lavorative.
Art. 30 Disciplina del cantiere
Il Direttore tecnico dell’impresa deve mantenere la disciplina nel cantiere; egli è obbligato ad
osservare ed a far osservare ad ogni lavoratore presente in cantiere, in ottemperanza alle
prescrizioni contrattuali, gli ordini ricevuti dal Direttore dei Lavori e dal Coordinatore per la
sicurezza in fase di esecuzione; è tenuto ad allontanare dal cantiere coloro che risultassero
incapaci o che si rendessero colpevoli di insubordinazione o disonestà; è inoltre tenuto a vietare
l’ingresso alle persone non addette ai lavori e non autorizzate dal Direttore dei Lavori.
L’Appaltatore è in ogni caso responsabile dei danni cagionati dalla inosservanza e trasgressione
delle prescrizioni tecniche e delle norme di vigilanza e di sicurezza disposte dalle leggi e dai
regolamenti vigenti.
Le Ditte dirette fornitrici del Committente sono tenute ad osservare l’orario di cantiere e le
disposizioni di ordine generale emanate dall’Appaltatore. La inosservanza da parte di tali Ditte
delle disposizioni predette esonera l’Appaltatore dalle relative responsabilità.
Art. 31 Disciplina dei subappalti
1. Tutte le lavorazioni, a qualsiasi categoria appartengano sono scorporabili o subappaltabili a
scelta del concorrente, come di seguito specificato:
a) è vietato il subappalto o il subaffidamento in cottimo dei lavori appartenenti alla categoria
prevalente per una quota superiore al 30 per cento, in termini economici, dell’importo dei
lavori della stessa categoria prevalente;
b) fermo restando il divieto di cui alla lettera c), i lavori delle categorie diverse da quella
prevalente possono essere subappaltati o subaffidati in cottimo per la loro totalità, alle
condizioni di cui al presente articolo;
c) è vietato il subappalto o il subaffidamento in cottimo dei lavori costituenti strutture, impianti
e opere speciali, di cui all’articolo 37, comma 11, Dlgs. 12.04.2006 n. 163, qualora tali lavori
siano ciascuna superiore al 15% dell’importo totale dei lavori in appalto;
d) i lavori delle categorie diverse da quella prevalente, appartenenti alle categorie indicate
come a “qualificazione obbligatoria” nell’allegato A al d.P.R. n. 34 del 2000, devono essere
obbligatoriamente subappaltati, qualora l’appaltatore non abbia i requisiti per la loro
esecuzione.
2. L’affidamento in subappalto o in cottimo è consentito, previa autorizzazione della Stazione
appaltante, alle seguenti condizioni:
a) che l’appaltatore abbia indicato all’atto dell’offerta i lavori o le parti di opere che intende
subappaltare o concedere in cottimo; l’omissione delle indicazioni sta a significare che il
ricorso al subappalto o al cottimo è vietato e non può essere autorizzato;
b) che l’appaltatore provveda al deposito di copia autentica del contratto di subappalto presso
la Stazione appaltante almeno 20 giorni prima della data di effettivo inizio dell’esecuzione
delle relative lavorazioni subappaltate, unitamente alla dichiarazione circa la sussistenza o
meno di eventuali forme di controllo o di collegamento, a norma dell’articolo 2359 del codice
civile, con l’impresa alla quale è affidato il subappalto o il cottimo; in caso di associazione
temporanea, società di imprese o consorzio, analoga dichiarazione dev’essere effettuata da
ciascuna delle imprese partecipanti all’associazione, società o consorzio.
c) che l’appaltatore, unitamente al deposito del contratto di subappalto presso la Stazione
appaltante, ai sensi della lettera b), trasmetta alla stessa Stazione appaltante la
documentazione attestante che il subappaltatore è in possesso dei requisiti prescritti dalla
18
3.
4.
5.
6.
7.
normativa vigente per la partecipazione alle gare di lavori pubblici, in relazione alla categoria
e all’importo dei lavori da realizzare in subappalto o in cottimo;
d) che non sussista, nei confronti del subappaltatore, alcuno dei divieti previsti dall’articolo 10
della legge n. 575 del 1965, e successive modificazioni e integrazioni; a tale scopo, qualora
l’importo del contratto di subappalto sia superiore a Lire 300 milioni (Euro 154.937,07),
l’appaltatore deve produrre alla Stazione appaltante la documentazione necessaria agli
adempimenti di cui alla vigente legislazione in materia di prevenzione dei fenomeni mafiosi e
lotta alla delinquenza organizzata, relativamente alle imprese subappaltatrici e cottimiste,
con le modalità di cui al d.P.R. n. 252 del 1998; resta fermo che, ai sensi dell’articolo 12,
comma 4, dello stesso d.P.R. n. 252 del 1998, il subappalto è vietato, a prescindere
dall’importo dei relativi lavori, qualora per l’impresa subappaltatrice sia accertata una delle
situazioni indicate dall'articolo 10, comma 7, del citato d.P.R. n. 252 del 1998.
Il subappalto e l’affidamento in cottimo devono essere autorizzati preventivamente dalla
Stazione appaltante in seguito a richiesta scritta dell'appaltatore; l’autorizzazione è rilasciata
entro 30 giorni dal ricevimento della richiesta; tale termine può essere prorogato una sola volta
per non più di 30 giorni, ove ricorrano giustificati motivi; trascorso il medesimo termine,
eventualmente prorogato, senza che la Stazione appaltante abbia provveduto, l'autorizzazione
si intende concessa a tutti gli effetti qualora siano verificate tutte le condizioni di legge per
l’affidamento del subappalto.
L’affidamento di lavori in subappalto o in cottimo comporta i seguenti obblighi:
a) l’appaltatore deve praticare, per i lavori e le opere affidate in subappalto, i prezzi risultanti
dall’aggiudicazione ribassati in misura non superiore al 20 per cento;
b) nei cartelli esposti all’esterno del cantiere devono essere indicati anche i nominativi di tutte
le imprese subappaltatrici, completi dell’indicazione della categoria dei lavori subappaltati e
dell’importo dei medesimi;
c) le imprese subappaltatrici devono osservare integralmente il trattamento economico e
normativo stabilito dai contratti collettivi nazionale e territoriale in vigore per il settore e per
la zona nella quale si svolgono i lavori e sono responsabili, in solido con l’appaltatore,
dell’osservanza delle norme anzidette nei confronti dei loro dipendenti per le prestazioni rese
nell’ambito del subappalto;
d) le imprese subappaltatrici, per tramite dell’appaltatore, devono trasmettere alla Stazione
appaltante, prima dell’inizio dei lavori, la documentazione di avvenuta denunzia agli enti
previdenziali, inclusa la Cassa edile, assicurativi ed antinfortunistici; devono altresì
trasmettere, a scadenza quadrimestrale, copia dei versamenti contributivi, previdenziali,
assicurativi nonché di quelli dovuti agli organismi paritetici previsti dalla contrattazione
collettiva.
Le presenti disposizioni si applicano anche alle associazioni temporanee di imprese e alle
società anche consortili, quando le imprese riunite o consorziate non intendono eseguire
direttamente i lavori scorporabili.
Ai fini del presente articolo è considerato subappalto qualsiasi contratto avente ad oggetto
attività ovunque espletate che richiedano l'impiego di manodopera, quali le forniture con posa
in opera e i noli a caldo, se singolarmente di importo superiore al 2 per cento dell'importo dei
lavori affidati o di importo superiore a 100.000 Euro e qualora l'incidenza del costo della
manodopera e del personale sia superiore al 50 per cento dell'importo del contratto di
subappalto.
I lavori affidati in subappalto non possono essere oggetto di ulteriore subappalto pertanto il
subappaltatore non può subappaltare a sua volta i lavori. Fanno eccezione al predetto divieto le
fornitura con posa in opera di impianti e di strutture speciali individuate con apposito
regolamento; in tali casi il fornitore o il subappaltatore, per la posa in opera o il montaggio, può
avvalersi di imprese di propria fiducia per le quali non sussista alcuno dei divieti di cui al
comma 2, lettera d). È fatto obbligo all'appaltatore di comunicare alla Stazione appaltante, per
tutti i sub-contratti, il nome del sub-contraente, l'importo del sub-contratto, l'oggetto del
lavoro, servizio o fornitura affidati.
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Art. 32 Rinvenimento di oggetti
L’Appaltatore è tenuto a denunciare al Committente ed al Direttore dei Lavori il rinvenimento,
occorso durante l’esecuzione delle opere, di oggetti di interesse archeologico o di valore intrinseco
e ad averne la massima cura fino alla consegna.
Art. 33 Cauzione provvisoria, cauzione definitiva e assicurazione
1. Ai sensi dell’articolo 75, comma 1, del Dlgs. 12.04.2006 n. 163, è richiesta una cauzione
provvisoria di Euro 365,54 (Euro trecentosessantacinque/54), pari al 2 per cento (un
cinquantesimo) dell’importo preventivato dei lavori da appaltare, da prestare al momento della
partecipazione alla gara.
Ai sensi dell’articolo 113 comma 1 del Dlgs. 12.04.2006 n. 163, è richiesta una garanzia
fideiussoria, a titolo di cauzione definitiva, pari al 10 per cento (un decimo) dell’importo
contrattuale; qualora l’aggiudicazione sia fatta in favore di un'offerta inferiore all’importo a
base d’asta in misura superiore al 20 per cento, la garanzia fideiussoria è aumentata di tanti
punti percentuali quanti sono quelli eccedenti la predetta misura percentuale.
2. La garanzia fideiussoria è prestata mediante polizza bancaria o assicurativa, emessa da istituto
autorizzato, con durata non inferiore a sei mesi oltre il termine previsto per l’ultimazione dei
lavori; essa è presentata in originale alla Stazione appaltante prima della formale sottoscrizione
del contratto.
3. Approvato il certificato di collaudo ovvero il certificato di regolare esecuzione, la garanzia
fideiussoria si intende svincolata ed estinta di diritto, automaticamente, senza necessità di
ulteriori atti formali, richieste, autorizzazioni, dichiarazioni liberatorie o restituzioni.
4. L’Amministrazione può avvalersi della garanzia fideiussoria, parzialmente o totalmente, per le
spese dei lavori da eseguirsi d’ufficio nonché per il rimborso delle maggiori somme pagate
durante l’appalto in confronto ai risultati della liquidazione finale; l’incameramento della
garanzia avviene con atto unilaterale dell’Amministrazione senza necessità di dichiarazione
giudiziale, fermo restando il diritto dell’appaltatore di proporre azione innanzi l’autorità
giudiziaria ordinaria.
5. La garanzia fideiussoria è tempestivamente reintegrata qualora, in corso d’opera, sia stata
incamerata, parzialmente o totalmente, dall’Amministrazione; in caso di variazioni al contratto
per effetto di successivi atti di sottomissione, la medesima garanzia può essere ridotta in caso
di riduzione degli importi contrattuali, mentre non è integrata in caso di aumento degli stessi
importi fino alla concorrenza di un quinto dell’importo originario.
6. Ai sensi dell’articolo 129 comma 1 del Dlgs. 12.04.2006 n. 163, l’appaltatore è obbligato,
contestualmente alla sottoscrizione del contratto, a produrre una polizza assicurativa che
tenga indenne la Stazione appaltante da tutti i rischi di esecuzione e una polizza assicurativa a
garanzia della responsabilità civile per danni causati a terzi nell’esecuzione dei lavori. La polizza
assicurativa è prestata da un’impresa di assicurazione autorizzata alla copertura dei rischi ai
quali si riferisce l'obbligo di assicurazione.
7. La copertura delle predette garanzie assicurative decorre dalla data di consegna dei lavori e
cessa alla data di emissione del certificato di collaudo o del certificato di regolare esecuzione e
comunque decorsi dodici mesi dalla data di ultimazione dei lavori risultante dal relativo
certificato; le stesse polizze devono inoltre recare espressamente il vincolo a favore della
Stazione appaltante e sono efficaci senza riserve anche in caso di omesso o ritardato
pagamento delle somme dovute a titolo di premio da parte dell'esecutore.
8. La polizza assicurativa contro tutti i rischi di esecuzione da qualsiasi causa determinati deve
coprire tutti i danni subiti dalla Stazione appaltante a causa del danneggiamento o della
distruzione totale o parziale di impianti e opere, anche preesistenti, salvo quelli derivanti da
errori di progettazione, insufficiente progettazione, azioni di terzi o cause di forza maggiore, e
che preveda anche una garanzia di responsabilità civile per danni causati a terzi nell’esecuzione
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dei lavori. Tale polizza deve essere stipulata nella forma “Contractors All Risks” (C.A.R.), deve
prevedere una somma assicurata non inferiore all'importo del contratto al lordo dell’I.V.A. pari
a Euro 22.297,71 (Euro ventiduemiladuecentonovantasette/71) e deve:
a)
prevedere la copertura dei danni delle opere, temporanee e permanenti, eseguite o in
corso di esecuzione per qualsiasi causa nel cantiere, compresi materiali e attrezzature di
impiego e di uso, ancorché in proprietà o in possesso dell’impresa, compresi i beni della
Stazione appaltante destinati alle opere, causati da furto e rapina, incendio, fulmini e
scariche elettriche, tempesta e uragano, inondazioni e allagamenti, esplosione e scoppio,
terremoto e movimento tellurico, frana, smottamento e crollo, acque anche luride e gas
provenienti da rotture o perdite di condotte idriche, fognarie, gasdotti e simili, atti di
vandalismo, altri comportamenti colposo o dolosi propri o di terzi;
b)
prevedere la copertura dei danni causati da errori di realizzazione, omissioni di cautele o
di regole dell’arte, difetti e vizi dell’opera, in relazione all’integra garanzia a cui l’impresa
è tenuta, nei limiti della perizia e delle capacità tecniche da essa esigibili nel caso
concreto, per l’obbligazione di risultato che essa assume con il contratto d’appalto anche
ai sensi dell’articolo 1665 del codice civile;
9. La polizza assicurativa di responsabilità civile per danni causati a terzi deve essere stipulata per
una somma assicurata non inferiore a Euro 500.000,00 (Euro cinquecentomila,00) e deve:
a) prevedere la copertura dei danni che l’appaltatore debba risarcire quale civilmente
responsabile verso prestatori di lavoro da esso dipendenti e assicurati secondo le norme
vigenti e verso i dipendenti stessi non soggetti all’obbligo di assicurazione contro gli
infortuni nonché verso i dipendenti dei subappaltatori, impiantisti e fornitori per gli infortuni
da loro sofferti in conseguenza del comportamento colposo commesso dall’impresa o da un
suo dipendente del quale essa debba rispondere ai sensi dell’articolo 2049 del codice civile,
e danni a persone dell’impresa, e loro parenti o affini, o a persone della Stazione
appaltante occasionalmente o saltuariamente presenti in cantiere e a consulenti
dell’appaltatore o della Stazione appaltante;
b) prevedere la copertura dei danni biologici;
c) prevedere specificamente l'indicazione che tra le "persone" si intendono compresi i
rappresentanti della Stazione appaltante autorizzati all’accesso al cantiere, i componenti
dell’ufficio di direzione dei lavori, i coordinatori per la sicurezza, i collaudatori.
10.
Le garanzie di cui al presente articolo, prestate dall’appaltatore coprono senza alcuna
riserva anche i danni causati dalle imprese subappaltatrici e subfornitrici. Qualora l’appaltatore
sia un’associazione temporanea di concorrenti, giusto il regime delle responsabilità disciplinato
dall’articolo 95 del regolamento generale e dall’articolo 37 del Dlgs. 12.04.2006 n. 163, le
stesse garanzie assicurative prestate dalla mandataria capogruppo coprono senza alcuna
riserva anche i danni causati dalle imprese mandanti.
11.
Alla data dell’emissione del certificato di collaudo o del certificato di regolare esecuzione la
polizza assicurativa di cui al comma 3 è sostituita da una polizza che tenga indenne la Stazione
appaltante da tutti i rischi connessi all'utilizzo delle lavorazioni in garanzia o agli interventi per
la loro eventuale sostituzione o rifacimento.
Art. 34 Norme di sicurezza
1. L'appaltatore è obbligato a fornire alla Stazione appaltante, entro 30 giorni
dall'aggiudicazione, l'indicazione dei contratti collettivi applicati ai lavoratori dipendenti e
una dichiarazione in merito al rispetto degli obblighi assicurativi e previdenziali previsti
dalle leggi e dai contratti in vigore.
2. L’appaltatore è obbligato ad osservare le misure generali di tutela del decreto legislativo n.
81 del 2008, nonché le disposizioni dello stesso decreto applicabili alle lavorazioni previste
nel cantiere.
3. L’appaltatore è obbligato ad osservare scrupolosamente e senza riserve o eccezioni il piano
di sicurezza e di coordinamento predisposto dal coordinatore per la sicurezza e messo a
21
4.
5.
6.
7.
8.
9.
disposizione da parte della Stazione appaltante, ai sensi del decreto legislativo n. 494 del
1996 e n. 528/99.
L’appaltatore può presentare al coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione una o
più proposte motivate di modificazione o di integrazione al piano di sicurezza di
coordinamento, nei seguenti casi:
a) per adeguarne i contenuti alle proprie tecnologie ovvero quando ritenga di poter
meglio garantire la sicurezza nel cantiere sulla base della propria esperienza, anche in
seguito alla consultazione obbligatoria e preventiva dei rappresentanti per la sicurezza
dei propri lavoratori o a rilievi da parte degli organi di vigilanza;
b) per garantire il rispetto delle norme per la prevenzione degli infortuni e la tutela
della salute dei lavoratori eventualmente disattese nel piano di sicurezza, anche in
seguito a rilievi o prescrizioni degli organi di vigilanza.
L'appaltatore ha il diritto che il coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione si
pronunci tempestivamente, con atto motivato da annotare sulla documentazione di
cantiere, sull’accoglimento o il rigetto delle proposte presentate; le decisioni del
coordinatore sono vincolanti per l'appaltatore.
Qualora il coordinatore non si pronunci entro il termine di tre giorni lavorativi dalla
presentazione delle proposte dell’appaltatore, nei casi di cui al comma 2, lettera a), le
proposte si intendono accolte.
Qualora il coordinatore non si sia pronunciato entro il termine di tre giorni lavorativi dalla
presentazione delle proposte dell’appaltatore, prorogabile una sola volta di altri tre giorni
lavorativi nei casi di cui al comma 2, lettera b), le proposte si intendono rigettate.
Nei casi di cui al comma 2, lettera a), l’eventuale accoglimento delle modificazioni e
integrazioni non può in alcun modo giustificare variazioni o adeguamenti dei prezzi pattuiti,
né maggiorazioni di alcun genere del corrispettivo.
Nei casi di cui al comma 2, lettera b), qualora l’eventuale accoglimento delle modificazioni
e integrazioni comporti maggiori oneri a carico dell'impresa, e tale circostanza sia
debitamente provata e documentata, trova applicazione la disciplina delle varianti.
Art. 35 Piano operativo di sicurezza
1. L'appaltatore, entro 30 giorni dall'aggiudicazione e comunque prima dell'inizio dei lavori,
deve predisporre e consegnare al direttore dei lavori o, se nominato, al coordinatore per la
sicurezza nella fase di esecuzione, un piano operativo di sicurezza per quanto attiene alle
proprie scelte autonome e relative responsabilità nell'organizzazione del cantiere e
nell'esecuzione dei lavori. Il piano operativo di sicurezza dovrà essere redatto in riferimento
al cantiere interessato, ai sensi dell’articolo 17 comma 1, lettera a i cui contenuti sono
ripostati nell’allegato XV del d. lgs. 81/08.
2. Il piano operativo di sicurezza costituisce piano complementare di dettaglio del piano di
sicurezza e di coordinamento di cui all'articolo 100 del decreto legislativo n. 81 del 2008.
TITOLO V – CONTABILIZZAZIONE DEI LAVORI A MISURA, A CORPO
Art. 36 Valutazione dei lavori - condizioni generali
Nei prezzi contrattuali sono compresi tutti gli oneri ed obblighi richiamati nel presente capitolato e
negli altri atti contrattuali che l’Appaltatore dovrà sostenere per l’esecuzione di tutta l’opera e
delle sue parti nei tempi e modi prescritti. L’esecuzione dell’opera indicata dovrà, comunque,
avvenire nella completa applicazione della disciplina vigente relativa alla materia, includendo tutte
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le fasi contrattuali, di progettazione, di messa in opera, di prevenzione infortuni e tutela dei
lavoratori, della sicurezza, ecc. includendo qualunque altro aspetto normativo necessario al
completamento dei lavori nel rispetto delle specifiche generali e particolari già citate. I prezzi
contrattualmente definiti sono accettati dall’Appaltatore nella più completa ed approfondita
conoscenza delle quantità e del tipo di lavoro da svolgere rinunciando a qualunque altra pretesa di
carattere economico che dovesse derivare da errata valutazione o mancata conoscenza dei fatti di
natura geologica, tecnica, realizzativa o normativa legati all’esecuzione dei lavori.
Le eventuali varianti che comportino modifiche sostanziali al progetto (ampliamenti o riduzioni di
cubatura, aggiunta o cancellazione di parti dell’opera, ecc.), dovranno essere ufficialmente
autorizzate dalla Direzione dei Lavori e contabilizzate a parte secondo le condizioni contrattuali
previste per tali lavori; non sono compresi, in questa categoria, i lavori di rifacimento richiesti per
cattiva esecuzione o funzionamento difettoso che dovranno essere eseguiti a totale carico e spese
dell’Appaltatore. Il prezzo previsto per tutte le forniture di materiali e di impianti è comprensivo,
inoltre, dell’onere per l’eventuale posa in periodi diversi di tempo, qualunque possa essere l’ordine
di arrivo in cantiere dei materiali forniti dall’Appaltatore.
Queste norme si applicano per tutti i lavori indicati dal presente capitolato (eseguiti in economia, a
misura, a corpo, ecc.) e che saranno, comunque, verificati in contraddittorio con l’Appaltatore; si
richiama espressamente, in tal senso, l’applicazione dell’Elenco prezzi indicato dai documenti che
disciplinano l’appalto.
Art. 37 Valutazione dei lavori a misura, a corpo
B - Opere compiute. Per i lavori e per le opere a misura, i prezzi comprendono i costi dei materiali
di prima scelta e qualità, o dei componenti di produzione industriale, del relativo trasporto e dello
scarico di essi a piè d'opera, della manodopera idonea alla messa in opera e dei noli necessari,
nonché degli oneri relativi al consumo o allo sfrido di materiali ed attrezzature marginali, delle
spese generali e dell'utile di impresa in modo che l'opera risulti completata e a regola d'arte. I
prezzi sono riferiti a quantità che possono discostarsi di un quinto in più o in meno rispetto a
quelle effettivamente necessarie per il presente appalto, e non a quantità standard: pertanto
l'Appaltatore non potrà pretendere, in relazione alla eventuale esiguità di certe quantità, alcun
compenso aggiuntivo.
A - Opere a corpo. Il lavoro e le opere a corpo vengono valutati sulla base delle specifiche
descritte nell'apposito elaborato, nonché secondo le prescrizioni ed indicazioni ricavabili o
desumibili da tutti gli altri elaborati progettuali allegati al contratto. La relativa contabilizzazione
avviene applicando all'importo di progetto, dedotto il ribasso d'asta, le percentuali, eventualmente
parzializzate qualora il relativo lavoro non è ancora terminato, del prospetto riportato al
precedente art. 2, dal titolo Parti d'opera e categorie. Il corrispettivo resta fisso ed invariabile, e
comprende ogni onere, spesa, fornitura e prestazione necessari per dare il lavoro finito, a regola
d'arte, e perfettamente funzionante, ancorché non esplicitamente specificati in alcuno degli
elaborati progettuali.
NORME SPECIFICHE PER LE LAVORAZIONI A MISURA:
SCAVI IN GENERALE
La misurazione degli scavi verrà effettuata nei seguenti modi:
– il volume degli scavi di sbancamento verrà determinato con il metodo delle sezioni ragguagliate
in base ai rilevamenti eseguiti in contraddittorio con l’Appaltatore, prima e dopo i relativi lavori;
– gli scavi di fondazione saranno valutati su un volume ottenuto dal prodotto dell’area di base
della fondazione stessa per la profondità misurata sotto il piano degli scavi di sbancamento,
considerando le pareti perfettamente verticali.
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Al volume così calcolato si applicheranno i vari prezzi fissati nell’elenco per tali scavi; essi saranno
valutati sempre come eseguiti a pareti verticali ritenendosi già compreso e compensato con il
prezzo unitario di elenco ogni maggiore scavo. Per gli scavi di fondazione da eseguire con
l’impiego di casseri, paratie o simili strutture, sarà incluso nel volume di scavo per fondazione
anche lo spazio occupato dalle strutture stesse. I prezzi di elenco, relativi agli scavi di fondazione,
sono applicabili unicamente e rispettivamente ai volumi di scavo compresi fra piani orizzontali
consecutivi, stabiliti per diverse profondità, nello stesso elenco dei prezzi. Pertanto la valutazione
dello scavo risulterà definita, per ciascuna zona, dal volume ricadente nella zona stessa e
dall’applicazione ad esso del relativo prezzo di elenco.
RILEVATI, REINTERRI E RIEMPIMENTI
Il volume dei rilevati sarà determinato con il metodo delle sezioni ragguagliate, in base a
rilevamenti eseguiti come per gli scavi di sbancamento. I reinterri di scavi a sezione ristretta
saranno valutati a metro cubo per il loro volume effettivo misurato in opera. Il riempimento con
misto granulare a ridosso delle murature per drenaggi, vespai, ecc., sarà valutato a metro cubo
per il suo volume effettivo misurato in opera.
CASSEFORME
Le casseforme dovranno essere contabilizzate secondo le superfici delle facce interne a contatto
con il conglomerato cementizio.
CALCESTRUZZI
I calcestruzzi per fondazioni, murature, volte, ecc., e le strutture costituite da getto in opera,
saranno contabilizzati a metro cubo e misurati in opera in base alle dimensioni prescritte, esclusa
quindi ogni eccedenza, ancorché inevitabile, dipendente dalla forma degli scavi aperti e dal modo
di esecuzione dei lavori. Le lastre ed opere particolari saranno valutate, se espressamente
indicato, in base alla superficie.
CONGLOMERATO CEMENTIZIO ARMATO
Il conglomerato per opere in cemento armato di qualsiasi natura e spessore sarà valutato per il
suo volume effettivo, senza detrazione del volume del ferro di armatura, che verrà pagato a parte,
e del volume del conglomerato corrispondente a vani, aperture, nicchie e simili inferiori a m2 0.10
di superficie e senza contabilizzare la superficie bagnata della casseratura necessaria per formare i
suddetti vani, aperture, nicchie e simili.
Nel caso di elementi ornamentali gettati fuori opera il volume sarà considerato in base al minimo
parallelepipedo retto a base rettangolare circoscrivibile a ciascun elemento includendo anche il
costo dell’armatura metallica nonché la posa in opera, sempreché non sia pagata a parte.
ACCIAIO PER STRUTTURE IN C.A. E C.A.P.
L’acciaio impiegato nelle strutture in cemento armato e cemento armato precompresso verrà
computato a peso.
STRATO DI FONDAZIONE, BINDER, BITUME
Saranno contabilizzati a metri cubo e misurati in base alle dimensioni prescritte
Art. 38 Valutazione dei lavori in economia
Le prestazioni in economia saranno eseguite nella piena applicazione della normativa vigente sulla
mano d’opera, i noli, i materiali incluse tutte le prescrizioni contrattuali e le specifiche del presente
capitolato; le opere dovranno essere dettagliatamente descritte (nelle quantità, nei tempi di
realizzazione, nei materiali, nei mezzi e numero di persone impiegate) e controfirmate dalla
Direzione dei Lavori. Nel caso di lavori non previsti o non contemplati nel contratto iniziale, le
opere da eseguire dovranno essere preventivamente autorizzate dalla Direzione dei Lavori. Il
prezzo relativo alla mano d’opera dovrà comprendere ogni spesa per la fornitura di tutti gli
attrezzi necessari agli operai, la quota delle assicurazioni, la spesa per l’illuminazione, gli
accessori, le spese generali e l’utile dell’Appaltatore. Nel prezzo dei noli dovranno essere incluse
tutte le operazioni da eseguire per avere le macchine operanti in cantiere, compresi gli operatori,
gli operai specializzati, l’assistenza, la spesa per i combustibili, l’energia elettrica, i lubrificanti, i
pezzi di ricambio, la manutenzione di qualunque tipo, l’allontanamento dal cantiere e quant’altro si
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rendesse necessario per la piena funzionalità dei macchinari durante tutto il periodo dei lavori. Il
prezzo dei materiali dovrà includere tutte le spese e gli oneri richiesti per avere i materiali in
cantiere immagazzinati in modo idoneo a garantire la loro protezione e tutti gli apparecchi e mezzi
d’opera necessari per la loro movimentazione, la mano d’opera richiesta per tali operazioni, le
spese generali, i trasporti, le parti danneggiate, l’utile dell’Appaltatore e tutto quanto il necessario
alla effettiva installazione delle quantità e qualità richieste.
Tutti i ritardi, le imperfezioni ed i danni causati dalla mancata osservanza di quanto prescritto
saranno prontamente riparati, secondo le disposizioni della Direzione dei Lavori, a totale carico e
spese dell’Appaltatore.
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TITOLO VI – LIQUIDAZIONE DEI CORRISPETTIVI
Art. 39 Ammontare dell’appalto
Il presente appalto è dato : A CORPO E A MISURA ai sensi dell'articolo 329 della
legge n. 2248 del 20.03.1865, allegato F;
L’importo complessivo dei lavori a base d’asta ammonta a € 16’557,93
(sedicimilasettecentocinquantanove,22)
Di cui:
a) Per lavori a misura
b) Per lavori a corpo
c) In economia:
- Per forniture
- Per mano d’opera
€ 17.703,84
-----------------------------
L’importo delle opere per la sicurezza, non incluse nelle cifre sopraindicate, ammonta a
€ 572,97 (CINQUECENTOSETTANTADUE,97)
N.
d'ordine
Designazione delle diverse
categorie
di lavoro ed oneri
Importo complessivo
di
ogni categoria di
lavoro
%
Cat
eg.
Classe
1 - Categorie di lavoro da eseguire a corpo
1
2
3
4
5
2 - Categorie di lavoro da eseguire a misura
Scavi e rinterri
€ 2892,33
pozzetti
€ 843,40
ferro
€ 717,20
Opere stradali
€ 8.573,51
tubazioni
€ 4.677,40
Totale generale a base
d’asta
Oneri per la sicurezza (non
soggetti a ribasso)
Totale importo
€ 17.703,84
€
16,3
4,8
4,1
48,4
26,4
100
572,97
€ 18.276,81
All’importo totale generale a base d’asta sopra determinato, deve essere applicato il ribasso
percentuale sul medesimo importo offerto dall’aggiudicatario in sede di gara, aumentato
dell’importo degli oneri per la sicurezza e la salute nel cantiere e non soggetti al ribasso d’asta ai
sensi del combinato disposto dell'articolo 131 del Dlgs. 12.04.2006 n. 163 e dell'articolo 100 del
decreto legislativo 81/08
Art. 40 Modalità di stipulazione del contratto
1. Il contratto è stipulato “a corpo e a misura” ai sensi dell’articolo 326, della legge n. 2248 del
1865, e degli articoli 45, e 90, del regolamento generale.
2. L’importo della contratto, come determinato in sede di gara, resta fisso e invariabile, senza che
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possa essere invocata da alcuna delle parti contraenti alcuna successiva verificazione sulla
misura o sul valore attribuito alla quantità.
3. Il ribasso percentuale offerto dall’aggiudicatario in sede di gara si estende e si applica ai prezzi
unitari in elenco, utilizzabili esclusivamente per la definizione, valutazione e contabilizzazione di
eventuali varianti, addizioni o detrazioni in corso d’opera, qualora ammissibili ai sensi
dell’articolo 132 del Dlgs. 12.04.2006 n. 163, e che siano inequivocabilmente estranee ai lavori
già previsti, nonché ai lavori in economia.
4. I prezzi unitari di cui al comma 3, ancorché senza valore negoziale ai fini dell’appalto e della
determinazione dell’importo complessivo dei lavori, sono vincolanti esclusivamente per la
definizione, valutazione e contabilizzazione di eventuali varianti, addizioni o detrazioni in corso
d’opera, qualora ammissibili ai sensi dell’articolo 132 del Dlgs. 12.04.2006 n. 163, e che siano
estranee ai lavori già previsti nonché ai lavori in economia.
5. I rapporti ed i vincoli negoziali di cui al presente articolo si riferiscono ai lavori posti a base
d'asta di cui all'articolo 2, mentre per gli oneri per la sicurezza e la salute nel cantiere
costituiscono vincolo negoziale l'importo degli stessi.
Art. 41 Lavori in economia
Gli eventuali lavori in economia che dovessero rendersi indispensabili possono essere autorizzati
ed eseguiti solo nei limiti impartiti, con ordine di servizio, dalla Direzione dei Lavori e verranno
rimborsati sulla base dell’elenco prezzi allegato al contratto. La liquidazione dei lavori in economia
ed a misura è condizionata alla presentazione di appositi fogli di registrazione, giornalmente
rilasciati dalla Direzione dei Lavori, con l’indicazione delle lavorazioni eseguite in corso d’opera e
dovrà pertanto essere effettuata con le stesse modalità stipulate per il contratto principale.
Art. 42 Nuovi prezzi
I prezzi relativi ad eventuali opere non previste nell’“Elenco prezzi” saranno determinati dal
Direttore dei Lavori in analogia ai prezzi delle opere contrattuali più simili; se tale riferimento non
è possibile, il nuovo prezzo sarà determinato dal Direttore dei Lavori in base ad analisi dei costi,
applicando i prezzi unitari di mano d’opera, materiali, noli, trasporti, ecc. indicati nell’“Elenco
prezzi” allegato al contratto.
Art. 43 Invariabilità dei prezzi
L’Appaltatore dichiara di aver approvvigionato all’atto dell’inizio dei lavori i materiali necessari per
l’esecuzione dei lavori affidatigli e di aver tenuto conto nella formulazione dei prezzi contrattuali
delle variazioni del costo della mano d’opera prevedibili nel periodo di durata dei lavori; tutti i
prezzi si intendono pertanto fissi ed invariabili per tutta la durata dei lavori.
Art. 44 Contabilità dei lavori
I documenti amministrativi contabili per l’accertamento dei lavori e delle somministrazioni sono:
Il Giornale dei Lavori, nel quale verranno registrate tutte le circostanze che possono interessare
l’andamento dei lavori (condizioni meteorologiche, maestranze presenti, fase di avanzamento dei
lavori, date dei getti in c.a. e dei relativi disarmi, stato dei lavori affidati all’Appaltatore e ad altre
Ditte), le disposizioni ed osservazioni del Direttore dei Lavori, le annotazioni dell’Appaltatore, le
sospensioni, riprese e proroghe dei lavori. Il giornale dei lavori sarà compilato dal Direttore dei
Lavori che annoterà gli ordini di servizio, le istruzioni e le prescrizioni oltre alle osservazioni che
riterrà utile indicare. Normalmente durante il corso dei lavori resterà in cantiere, in consegna
all’Appaltatore; al termine dei lavori il giornale dei lavori verrà ritirato dal Direttore dei Lavori che
lo terrà a disposizione delle parti contraenti.
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I libretti di misura delle lavorazioni e delle provviste che dovrà contenere la misura e la
classificazione delle lavorazioni e delle provviste secondo la denominazione di contratto. Tale libro
dovrà essere aggiornato quotidianamente dalla Direzione dei Lavori in contraddittorio con
l’Appaltatore sotto la diretta responsabilità del Direttore dei Lavori. Le lavorazioni e le
somministrazioni che per loro natura si giustificano mediante fattura sono sottoposti alle
necessarie verifiche da parte del Direttore dei Lavori in modo da verificarne la congruenza con
quanto precedentemente concordato e allo stato di fatto.
Le liste settimanali nelle quali sono indicate le lavorazioni eseguite e le risorse impiegate da parte
dell’appaltatore.
Il registro di contabilità contiene la trascrizione delle annotazioni delle lavorazioni e delle
somministrazioni contenute nei libretti delle misure e compilato secondo le modalità indicate dalla
normativa di riferimento. L’iscrizione delle partite deve essere in ordine cronologico. Il registro è
tenuto dal Direttore dei Lavori ed è firmato dall’Appaltatore, con o senza riserve.
Sommario del registro di contabilità contenente ciascuna partita classificata secondo il rispettivo
articolo di elenco e di perizia ed indica, per ogni stato di avanzamento dei lavori, la quantità di
ogni lavorazione eseguita ed i relativi importi.
Stati di avanzamento dei lavori contengono il riassunto di tutte le lavorazioni e somministrazioni
eseguite dal principio dell’appalto sino alla data di redazione dello stesso ed è redatto a cura del
Direttore dei Lavori, quale strumento per effettuare il pagamento di una rata d’acconto
all’Appaltatore.
I certificati per il pagamento delle rate di acconto sono rilasciati sulla base degli stati di
avanzamento dei lavori per l’emissione del mandato di pagamento e deve essere annotato nel
registro di contabilità.
Conto finale e relazione relativa è l’ultimo stato di avanzamento dei lavori, compilato dal Direttore
dei Lavori e deve essere accompagnato da una relazione in cui vengono riportate le vicende alle
quali l’esecuzione del lavoro è stata soggetta, allegando relativa documentazione (verbali di
consegna dei lavori, atti e perizie, eventuali nuovi prezzi, gli atti contabili, …)
Art. 45 Stati di avanzamento dei lavori - pagamenti
Durante il corso dei lavori l’Impresa avrà diritto a pagamenti in acconto ogni qualvolta l’importo
dei lavori eseguiti raggiunge la somma di € 15.000,00 (Euro QUINDICIMILA,00) al netto del
ribasso contrattuale e delle ritenute di legge. In proposito si osservano le norme contenute nel
Capitolato Generale e nell’art. 48 del Regolamento Generale dello Stato approvato con R.D.
23.05.1924, n. 827, modificato dall’art. 1 della legge 12.01.1974 n. 8 e successive modifiche.
I certificati di pagamento delle rate di acconto devono essere emessi non appena raggiunto
l’importo prescritto per ciascuna rata ed in ogni caso non oltre 45 giorni dal verificarsi di tale
circostanza.
Il pagamento degli acconti e della rata di saldo saranno effettuati nei termini previsti dall’art. 29
del Capitolato Generale Ministero LL.PP..
Qualsiasi ritardo nel pagamento degli acconti non darà diritto alla Impresa di sospendere o
rallentare i lavori né di richiedere lo scioglimento del contratto, avendo essa soltanto il diritto al
pagamento degli interessi secondo quanto disposto dall’art. 30 del Capitolato Generale Ministero
LL. PP., esclusa ogni altra indennità o compenso.
Il compenso relativo agli oneri della sicurezza sarà liquidato in quote proporzionali allo stato di
avanzamento.
Qualora il certificato di pagamento delle rate in acconto non sia emesso, per mancata tempestiva
contabilizzazione dei lavori o per qualsiasi altro motivo attribuibile all’Amministrazione, si
applicherà quanto previsto dall’art. 133 Dlgs. 12.04.2006 n. 163 e successive modificazioni.
Qualsiasi eventuale ritardo nel pagamento dei suddetti acconti non darà diritto all’Impresa di
sospendere e rallentare i lavori, nè di chiedere lo scioglimento del contratto, avendo essa soltanto
il diritto di pagamento degli interessi nei termini di cui all’art. 116 del Regolamento, esclusa ogli
altra indennità e compenso.
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I compensi a corpo relativi agli oneri di capitolato e agli oneri della sicurezza saranno liquidati in
quote proporzionali allo stato di avanzamento, mentre il compenso a corpo relativo al
mantenimento delle opere fino a collaudo verrà liquidato a collaudo favorevole.
Non saranno tenuti in alcun conto i lavori eseguiti irregolarmente ed in contravvenzione agli ordini
di servizio della Direzione dei Lavori e non conformi al contratto.
Dall’importo complessivo calcolato come innanzi saranno volta per volta dedotti, oltre il ribasso
contrattuale:
la ritenuta dello 0.50% di cui all’art. 7 del Capitolato Generale;
l’ammontare dei pagamenti in acconto già precedentemente corrisposti, compresa
l’anticipazione, se dovuta, e gli eventuali crediti dell’Amministrazione verso l’Impresa per
somministrazioni fatte e per qualsiasi altro motivo, nonché la penalità in cui l’Impresa fosse
incorsa, per danni ed altri motivi similari.
Qualora i lavori vengano sospesi su disposizione dell’Amministrazione Appaltante verrà emesso
uno stato di avanzamento qualunque sia l’importo maturato alla data della sospensione. L’ultimo
stato di avanzamento sarà pagato qualunque sia il suo ammontare. L’Impresa resta però sempre
ed unicamente responsabile della conservazione dei suddetti materiali fino al loro impiego.
Art. 46 Conto finale
1. Il conto finale dei lavori è redatto entro 90 giorni dalla data della loro ultimazione, accertata
con apposito verbale; è sottoscritto dal direttore di lavori e trasmesso al responsabile del
procedimento. Col conto finale è accertato e proposto l’importo della rata di saldo, qualunque
sia il suo ammontare, la cui liquidazione definitiva ed erogazione è soggetta alle verifiche di
collaudo o di regolare esecuzione ai sensi del comma 3.
2. Il conto finale dei lavori deve essere sottoscritto dall’appaltatore, su richiesta del responsabile
del procedimento, entro il termine perentorio di 30 giorni; se l'appaltatore non firma il conto
finale nel termine indicato, o se lo firma senza confermare le domande già formulate nel
registro di contabilità, il conto finale si ha come da lui definitivamente accettato. Il responsabile
del procedimento formula in ogni caso una sua relazione al conto finale.
3. La rata di saldo, unitamente alle ritenute di cui all’articolo 21, comma 2, nulla ostando, è
pagata entro 90 giorni dopo l’avvenuta emissione del certificato di collaudo provvisorio o del
certificato di regolare esecuzione.
4. Il pagamento della rata di saldo, disposto previa garanzia fideiussoria ai sensi dell'articolo 28,
comma 9, della legge n. 109 del 1994, non costituisce presunzione di accettazione dell’opera,
ai sensi dell’articolo 1666, secondo comma, del codice civile.
5. La garanzia fideiussoria di cui al comma 4 deve avere validità ed efficacia non inferiore a 32
(trentadue) mesi dalla data di ultimazione dei lavori e può essere prestata, a scelta
dell'appaltatore, mediante adeguamento dell'importo garantito o altra estensione avente gli
stessi effetti giuridici, della garanzia fideiussoria già depositata a titolo di cauzione definitiva al
momento della sottoscrizione del contratto.
6. Salvo quanto disposto dall’articolo 1669 del codice civile, l’appaltatore risponde per la difformità
ed i vizi dell’opera, ancorché riconoscibili, purché denunciati dal soggetto appaltante prima che
il certificato di collaudo o il certificato di regolare esecuzione assuma carattere definitivo.
Art. 47 Eccezioni dell’appaltatore
Nel caso che l’Appaltatore ritenga che le disposizioni impartite dalla Direzione dei Lavori siano
difformi dai patti contrattuali, o che le modalità esecutive comportino oneri più gravosi di quelli
previsti dal presente capitolato, tali da richiedere la formazione di un nuovo prezzo o speciale
compenso, dovrà, a pena di decadenza, formulare le proprie eccezioni e riserve nei tempi e modi
previsti dalla normativa vigente.
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TITOLO VII – CONTROLLI
Art. 48 Prove e verifiche dei lavori, riserve dell’appaltatore
Tutti i lavori dovranno essere eseguiti secondo quanto contenuto e prescritto dai documenti
contrattuali. Il Committente procederà, a mezzo della Direzione dei Lavori, al controllo dello
svolgimento dei lavori, verificandone lo stato. La Direzione dei Lavori potrà procedere in
qualunque momento all’accertamento e misurazione delle opere compiute; ove l’Appaltatore non
si prestasse ad eseguire in contraddittorio tali operazioni, gli sarà assegnato un termine
perentorio, scaduto il quale gli verranno addebitati i maggiori oneri per conseguenza sostenuti. In
tal caso, inoltre, l’Appaltatore non potrà avanzare alcuna richiesta per eventuali ritardi nella
contabilizzazione o nell’emissione dei certificati di pagamento. Il Direttore dei Lavori segnalerà
tempestivamente all’Appaltatore le eventuali opere che ritenesse non eseguite in conformità alle
prescrizioni contrattuali o a regola d’arte; l’Appaltatore provvederà a perfezionarle a sue spese.
Qualora l’Appaltatore non intendesse ottemperare alle disposizioni ricevute, il Committente avrà la
facoltà di provvedervi direttamente od a mezzo di terzi. In ogni caso prima di dar corso ai
perfezionamenti o rifacimenti richiesti, dovranno essere predisposte, in contraddittorio fra le parti,
le necessarie misurazioni o prove; le spese incontrate per l’esecuzione delle opere contestate,
nonché quelle inerenti alle misurazioni e alla precostituzione delle prove, saranno a carico della
parte che, a torto, le ha provocate. Insorgendo controversie su disposizioni impartite dal Direttore
dei Lavori o sulla interpretazione delle clausole contrattuali, l’Appaltatore potrà formulare riserva
entro 15 (quindici) giorni da quando i fatti che la motivano si siano verificati o siano venuti a sua
conoscenza. La formulazione delle riserve dovrà effettuarsi mediante lettera raccomandata. Le
riserve dovranno essere specificate in ogni loro elemento tecnico ed economico. Entro 15
(quindici) giorni dalla formulazione delle riserve il Direttore dei Lavori farà le sue controdeduzioni.
Le riserve dell’Appaltatore e le controdeduzioni del Direttore dei Lavori non avranno effetto
interruttivo o sospensivo per tutti gli altri aspetti contrattuali. Qualora le riserve non venissero
accolte o non si raggiungesse un accordo, potrà essere investito del giudizio sulle controversie il
Collegio Arbitrale. Nel caso che una delle parti ritenesse improrogabile la risoluzione delle
controversie di carattere tecnico, potrà richiedere la convocazione del Collegio Arbitrale in vista di
particolari motivi attinenti alle riserve formulate, oppure nei casi previsti dalla legge.
TITOLO VIII – SPECIFICHE MODALITÀ E TERMINI DI COLLAUDO
Art. 49 Ultimazione dei lavori, consegna delle opere, collaudo
La data fissata per l’ultimazione dei lavori è stabilita in 60 (SESSANTA) giorni, naturali e
consecutivi, dalla data del verbale di consegna. La durata delle eventuali sospensioni ordinate
dalla Direzione dei Lavori, non è calcolata nel termine fissato per l’esecuzione dei lavori. I lavori
dovranno essere condotti in modo da rispettare le sequenze ed i tempi parziali previsti nel
programma dei lavori concordato fra le parti e che è parte integrante del presente contratto. Al
termine dei lavori l’Appaltatore richiederà che venga redatto certificato di ultimazione dei
lavori; entro 30 (trenta) giorni dalla richiesta il Direttore dei Lavori procederà alla verifica
provvisoria delle opere compiute, verbalizzando, in contraddittorio con l’Appaltatore, gli eventuali
difetti di costruzione riscontrati nella prima ricognizione e fissando un giusto termine perché
l’Appaltatore possa eliminarli, e comunque entro e non oltre i 60 giorni dalla data della verifica. Il
mancato rispetto di questo termine comporta l’inefficacia del certificato di ultimazione e la
necessità di una nuova verifica con conseguente redazione di un nuovo certificato che attesti
l’avvenuta esecuzione di quanto prescritto. Dalla data del certificato di ultimazione dei lavori
l’opera si intende consegnata, fermo restando l’obbligo dell’Appaltatore di procedere nel termine
fissato all’eliminazione dei difetti. Resta salvo il diritto del Committente alla risoluzione del
Contratto, ai sensi dell’art. 1668 c.c., nel caso in cui tale verifica provvisoria evidenzi difetti
dell’opera tali da renderla senz’altro inaccettabile. Nel caso in cui il Committente, ovvero il
Direttore dei Lavori, non effettui i necessari accertamenti nel termine previsto, senza validi motivi,
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ovvero non ne comunichi il risultato entro 30 (trenta) giorni all’Appaltatore, l’opera si intende
consegnata alla data prevista per la redazione del verbale di verifica provvisoria, restando salve le
risultanze del verbale di collaudo definitivo. L’occupazione, effettuata dal Committente senza
alcuna formalità od eccezione, tiene luogo della consegna ma, anche in tal caso, con salvezza
delle risultanze del collaudo definitivo.
Il Committente, entro 30 (trenta) giorni dalla data di ultimazione dei lavori (ovvero entro 30 giorni
dalla data di consegna dei lavori per il collaudo in corso d’opera) nomina il Collaudatore con
competenze e qualifiche professionali di legge. Il collaudo ha lo scopo di verificare e certificare che
l’opera sia stata eseguita secondo i termini ed i documenti contrattuali, ed in particolare secondo
le prescrizioni tecniche prestabilite ed in conformità ad eventuali varianti approvate ed a
quant’altro definito in corso d’opera dal Direttore dei Lavori. Il collaudo ha inoltre lo scopo di
verificare la corrispondenza di quanto realizzato ai dati risultanti dalla contabilità e dai documenti
giustificativi. Il collaudo comprende inoltre tutte le verifiche tecniche particolari previste dai
documenti di contratto e dalla legislazione vigente oltre all’esame di eventuali riserve
dell’Appaltatore, poste nei
termini prescritti, sulle quali non sia già intervenuta una risoluzione definitiva.
Il collaudo definitivo sarà effettuato non oltre 6 (sei) mesi dalla data del verbale di verifica
provvisoria e di ultimazione dei lavori; in caso di mancato inizio del collaudo nel detto termine,
l’opera si intende definitivamente accettata. Qualora il certificato di collaudo sia sostituito dal
certificato di regolare esecuzione, questo deve essere emesso entro 3 (tre mesi) dall'ultimazione
dei lavori.
Nei casi e nei termini previsti dalla legge è obbligatorio il collaudo in corso d’opera con le modalità
prescritte. Il Collaudatore, in corso di collaudo, può prescrivere accertamenti, saggi, riscontri ed in
generale qualsiasi prova ritenga necessaria per la verifica della buona esecuzione del lavoro. Dette
operazioni di riscontro, compreso quanto necessario per l’eventuale ripristino delle parti alterate
dalle operazioni di verifica, sono a carico dell’Appaltatore. Della visita di collaudo è redatto
processo verbale contenente, oltre ai dati principali dell’intervento, i rilievi fatti dal collaudatore, le
singole operazioni di verifica eseguite con i relativi risultati. Il processo verbale oltre che dal
collaudatore e dall’Appaltatore, sono firmati dal Direttore dei Lavori, dal Committente e da quanti
altri intervenuti.
Qualora dalle visite e dagli accertamenti effettuati in sede di collaudo definitivo emergessero
difetti di esecuzione imputabili all’Appaltatore e tali da rendere necessari lavori di riparazione o
completamento, l’Appaltatore stesso è tenuto ad eseguire entro giusto termine quanto prescritto
dal Collaudatore.
Trascorso il termine assegnato dal Collaudatore per l’esecuzione dei lavori senza che l’Appaltatore
vi abbia provveduto, il Committente ha diritto di eseguirli direttamente, addebitandone l’onere
all’Appaltatore, il quale tuttavia potrà deferire il giudizio in merito al Collegio Arbitrale. Competono
all’Appaltatore gli oneri di gratuita manutenzione sino alla data del collaudo definitivo; i difetti che
si rilevassero durante tale periodo e che fossero imputabili all’Appaltatore, dovranno essere
prontamente eliminati a cura e spese dello stesso; in difetto vale quanto precisato al precedente
paragrafo.
Art. 50 Relazione e certificato di collaudo
Dai dati di fatto risultanti dal processo verbale di collaudo e dai documenti contrattuali, anche
successivi all’inizio dei lavori, il Collaudatore redige apposita relazione di verifica di conformità,
formulando le proprie considerazioni in merito, esprimendosi in merito alla collaudabilità del lavoro
ed alle eventuali condizioni, sulle eventuali domande dell’Appaltatore e sulle eventuali penali ed
esprimendo un suo parere relativamente all’impresa, tenuto conto delle modalità di esecuzione dei
lavori e delle domande e riserve dell’impresa stessa (in riferimento a quanto prescritto dalla
normativa vigente in materia di qualificazione delle imprese).
Qual’ora l’opera risulti collaudabile, il Collaudatore emette il Certificato di collaudo con le modalità
ed i termini definiti dalla normativa di riferimento. Il Certificato di collaudo ha carattere
31
provvisorio ed assume carattere definitivo trascorsi due anni dalla data di emissione. Il collaudo,
anche se favorevole, non esonera l’Appaltatore dalle responsabilità di legge. Il Certificato di
collaudo viene trasmesso per accettazione all’Appaltatore che deve firmarlo entro 20 (venti)
giorni, formulando eventuali domande nei termini di legge.
Art. 51 Proroghe
L’Appaltatore, qualora per cause ad esso non imputabili non sia in grado di ultimare i lavori nel
termine fissato, potrà chiedere con domanda motivata, proroghe che se riconosciute giustificate
saranno concesse all’Appaltante purché le domande pervengano, pena la decadenza, prima della
data fissata per l’ultimazione dei lavori.
La concessione della proroga non pregiudica i diritti che possono competere all’Appaltatore
qualora la maggior durata dei lavori sia imputabile all’Appaltante.
Art. 52 Anticipata consegna delle opere
Avvenuta l’ultimazione dei lavori il Committente potrà prendere immediatamente in consegna le
opere eseguite senza che ciò costituisca rinuncia al collaudo o accettazione delle opere stesse. La
presa in consegna anticipata delle opere è soggetta alle seguenti condizioni:
a) sia stato eseguito con esito favorevole il collaudo statico;
b) sia stato richiesto il certificato di agibilità;
c) siano stati effettuati i necessari allacciamenti impiantistici;
d) siano state effettuate le prove previste dal Capitolato speciale d’appalto;
e) sia stato redatto apposito stato di consistenza dettagliato.
La verifica di quanto sopra è compito del Collaudatore che redige a tal fine opportuno verbale,
sottoscritto dal Direttore dei Lavori e dal Committente stesso. In caso di anticipata consegna delle
opere il Committente si assume la responsabilità della custodia, della manutenzione e della
conservazione delle opere stesse restando comunque a carico dell’Appaltatore gli interventi
conseguenti a difetti di costruzione.
Art. 53 Garanzie
Salvo il disposto dell’art. 1669 del c.c. e le eventuali prescrizioni del presente capitolato per lavori
particolari, l’Appaltatore si impegna a garantire l’Appaltante per la durata di due anni dalla data
del collaudo per i vizi e difetti, di qualsiasi grado e natura, che diminuiscono l’uso e l’efficienza
dell’opera e che non si siano precedentemente manifestati. Per lo stesso periodo l’Appaltatore si
obbliga a riparare tempestivamente tutti i guasti e le imperfezioni che si manifestino negli impianti
e nelle opere per difetto di materiali o per difetto di montaggio, restando a suo carico tutte le
spese sostenute per le suddette riparazioni (fornitura dei materiali, installazioni, verifiche, mano
d’opera, viaggi e trasferte del personale).
Per tutti i materiali e le apparecchiature alle quali le case produttrici forniranno garanzie superiori
a due anni, queste verranno trasferite all’Appaltante. L’Appaltatore è altresì obbligato a stipulare
una polizza assicurativa che tenga indenni le amministrazioni aggiudicatrici e gli altri enti
aggiudicatori o realizzatori da tutti i rischi di esecuzione da qualsiasi causa determinati, salvo
quelli derivanti da errori di progettazione, insufficiente progettazione, azioni di terzi o cause di
forza maggiore, e che preveda anche una garanzia di responsabilità civile per danni a terzi
nell’esecuzione dei lavori sino alla data di emissione del Certificato di collaudo provvisorio.
Per i lavori il cui importo superi gli importi stabiliti con decreto del Ministero dei lavori pubblici,
l’Appaltatore è inoltre obbligato a stipulare, con decorrenza dalla data di emissione del Certificato
di collaudo provvisorio, una polizza indennitaria decennale, nonché una polizza per responsabilità
civile verso terzi, della medesima durata, a copertura dei rischi di rovina totale o parziale
dell’opera, ovvero dei rischi derivanti da gravi difetti costruttivi.
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TITOLO IX – MODALITÀ DI SOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE
Art. 54 Danni alle opere
I danni di forza maggiore saranno accertati con la procedura stabilita dall’art. 20 del Capitolato
Generale D.M. n° 145/2000. I danni riconosciuti esclusivamente di forza maggiore, purché
provocati da eventi eccezionali, saranno compensati all’Impresa ai sensi del Regolamento. Nel
caso di danni causati da forza maggiore l’appaltatore ne fa denuncia al direttore dei lavori entro
tre giorni da quello dell’evento, a pena di decadenza dal diritto al risarcimento.
Appena ricevuta la denuncia, il direttore dei lavori si procederà, redigendone processo verbale,
all’accertamento:
a) dello stato delle cose dopo il danno, rapportandole allo stato precedente;
b) delle cause dei danni, precisando l’eventuale causa di forza maggiore;
c) dell’osservanza o meno delle regole dell’arte e delle prescrizioni del direttore dei lavori;
d) dell’eventuale omissione delle cautele necessarie a prevenire i danni.
Il compenso, per quanto riguarda i danni alle opere, è limitato all’importo dei lavori necessari per
l’occorrente riparazione valutati ai prezzi e alle condizioni di contratto. Nessun compenso è dovuto
quando a determinare il danno abbia concorso la colpa dell’appaltatore o delle persone delle quali
esso è tenuto a rispondere.
Frattanto l’appaltatore non può, sotto nessun pretesto, sospendere o rallentare l’esecuzione dei
lavori, tranne in quelle parti per le quali lo stato delle cose debba rimanere inalterato sino a che
non sia eseguito l’accertamento dei fatti, a norma dell’art. 348 della legge sui lavori pubblici
Nessun compenso è dovuto per danni o perdite di materiali non ancora posti in opera, di utensili,
di ponti di servizio ed in generale degli oggetti indicati nell’art. 13 del presente capitolato.
Frattanto l’appaltatore non può, sotto nessun pretesto, sospendere o rallentare l’esecuzione dei
lavori, tranne in quelle parti per le quali lo stato delle cose debba rimanere inalterato sino a che
non sia eseguito l’accertamento dei fatti, a norma dell’art. 348 della legge sui lavori pubblici.
Sono però a carico esclusivo dell’Impresa sia i lavori occorrenti per rimuovere le materie per
smottamenti del terreno per qualunque causa scoscese nei cavi e durante gli scavi anche in zone
disagiate, sia le perdite, anche totali, di attrezzi, mezzi d’opera, macchinari, ponti di servizio,
centine, armature di legname, baracche ed altre opere provvisionali, da qualsiasi causa prodotte,
anche eccezionale, compresi gli afflussi di acque meteoriche o sotterranee di qualunque intensità,
nonché le piene, anche improvvise e straordinarie, dei corsi d’acqua prossimi ai lavori ed ai
cantieri. L’Impresa, oltre alle modalità esecutive prescritte per ogni categoria di lavori, è obbligata
ad impiegare ed eseguire tutte le opere provvisionali ed usare tutte le cautele ritenute a suo
giudizio indispensabili per la buona riuscita delle opere, per la loro manutenzione e per garantire
da eventuali danni o piene sia le attrezzature di cantiere che le opere stesse.
I materiali approvvigionati in cantiere ed a piè d’opera, come pure le tubazioni, pezzi speciali ed
apparecchiature di qualsiasi tipo, nonché eventuali manufatti prefabbricati, sino alla loro completa
messa in opera ed a prove e rinterro eseguiti, rimarranno a rischio e pericolo dell’Impresa per
qualunque causa di deterioramento o perdita e potranno essere sempre rifiutati se al momento
dell’impiego non saranno più ritenuti idonei dalla Direzione dei Lavori.
In particolare non verranno comunque riconosciuti, anche se determinati da causa di forza
maggiore, i danni che dovessero verificarsi nella costruzione delle opere, ove l’Impresa non
avesse scrupolosamente osservato quanto esplicitamente prescritto in merito nel Capitolato
Speciale; in questo ultimo caso l’Impresa sarà tenuta anzi a ripristinare a suo carico e spese
anche eventuali materiali forniti dall’Amministrazione.
Art. 55 Morte o fallimento dei contraenti
In caso di morte di uno dei Contraenti subentrano gli eredi ed il Contratto di Appalto non si
risolve. Si risolve invece ai sensi dell’art. 1671 c.c., quando la considerazione della persona
dell’uno o dell’altro è stata motivo determinante del rapporto contrattuale. In caso di fallimento di
una delle due parti, valgono le disposizioni di legge vigenti in materia.
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Art. 56 Accordo bonario
Qualora, a seguito dell’iscrizione di riserve, l’importo economico dell’opera dovesse subire
variazioni in modo sostanziale, il Committente promuove la costituzione di un’apposita
commissione perché formuli, acquisita la relazione del Direttore dei lavori e, se costituito,
dell’organo di collaudo, entro 90 giorni una proposta motivata di accordo bonario sulla quale
l’Appaltatore dovrà pronunciarsi entro 30 giorni. La commissione è formata da tre componenti in
possesso di specifica idoneità, designati rispettivamente, il primo dal Committente, il secondo
dall’Appaltatore ed il terzo di comune accordo dal Committente e dall’Appaltatore. In caso di
mancato accordo alla nomina del terzo componente provvede, su istanza del Committente, il
presidente del tribunale di Lanusei. Qualora l’Appaltatore non provveda alla designazione del
componente di sua elezione nel termine dei 30 giorni dalla richiesta del Committente, questi
provvede a formulare direttamente la proposta motivata di accordo bonario, acquisita la relazione
del Direttore dei lavori e, ove costituito, dell’organo di collaudo. L’accordo bonario definito con le
modalità di cui sopra ed accettato dall’Appaltatore, ha natura transattiva. Le parti hanno facoltà di
conferire alla commissione il potere di assumere decisioni vincolanti, perfezionando, per conto
delle stesse, l’accordo bonario risolutivo delle riserve. Ove ciò non risultasse possibile, tutte le
controversie di natura tecnica, amministrativa e giuridica sorte sia durante l’esecuzione che al
termine del contratto, saranno risolte ricorrendo ad un arbitrato ai sensi delle norme del titolo VIII
del libro quarto del codice di procedura civile.
Art. 57 Cause di forza maggiore
Costituiscono cause di forza maggiore tutti gli eventi eccezionali che non siano imputabili
all’Appaltatore e che gli arrechino grave pregiudizio senza che egli abbia potuto intervenire o
prevenire mediante l’adozione di tutti i provvedimenti e gli accorgimenti imposti dalla massima
diligenza tecnica ed organizzativa. I ritardi di consegna di materiali da parte di terzi verranno
considerati utili ai fini delle relative proroghe solo se derivanti da cause di forza maggiore.
Analogamente si procederà nel caso di subappalti autorizzati. L’insorgere e il cessare degli eventi
che hanno costituito la causa di forza maggiore devono essere tempestivamente comunicati per
iscritto dall’Appaltatore.
Art. 58 Definizione delle controversie
Qualunque controversia dovesse insorgere sulla interpretazione, esecuzione o risoluzione del
presente Contratto fra le parti firmatarie, essa dovrà essere deferita al giudizio di un Collegio
Arbitrale. Il Collegio Arbitrale sarà composto da tre membri, di cui due nominati da ciascuna delle
parti, mentre uno, avente funzione di presidente, sarà nominato di comune accordo. In mancanza
di accordo, entro venti giorni dalla nomina degli arbitri di parte, il terzo arbitro sarà nominato dal
Consiglio direttivo del Collegio degli Ingegneri di Nuoro, su istanza anche di una sola delle parti
contraenti o del suo arbitro. La parte che intende promuovere il giudizio arbitrale notificherà alla
controparte a mezzo lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, il testo dei quesiti da sottoporre
al Collegio, indicando l’arbitro di propria designazione. Nei 20 (venti) giorni successivi la
controparte avrà diritto di proporre altri quesiti, indicando per iscritto l’arbitro di propria
designazione.
Il Collegio Arbitrale deciderà secondo diritto in via rituale. Il lodo arbitrale dovrà essere depositato
entro un termine massimo di 90 (novanta) giorni dal giorno della formazione del Collegio, termine
prorogabile una volta sola per un massimo di ulteriori 60 (sessanta) giorni ivi compreso il caso di
assunzione di mezzi di prova.
Il lodo arbitrale sarà inappellabile. La decisione degli arbitri sarà sostitutiva della volontà delle
parti e queste dichiarano fin da ora di accettarla come se fosse stata da esse direttamente
adottata. Il Collegio Arbitrale deciderà anche sulla attribuzione e sulla ripartizione delle spese.
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Art. 59 Risoluzione del contratto
1. La Stazione appaltante ha facoltà di risolvere il contratto mediante semplice lettera
raccomandata con messa in mora di 15 giorni, senza necessità di ulteriori adempimenti, nei
seguenti casi:
a) frode nell'esecuzione dei lavori;
b) inadempimento alle disposizioni del direttore dei lavori riguardo ai tempi di esecuzione o
quando risulti accertato il mancato rispetto delle ingiunzioni o diffide fattegli, nei termini
imposti dagli stessi provvedimenti;
c) manifesta incapacità o inidoneità, anche solo legale, nell’esecuzione dei lavori;
d) inadempienza accertata alle norme di legge sulla prevenzione degli infortuni, la sicurezza sul
lavoro e le assicurazioni obbligatorie del personale;
e) sospensione dei lavori o mancata ripresa degli stessi da parte dell’appaltatore senza
giustificato motivo;
f) rallentamento dei lavori, senza giustificato motivo, in misura tale da pregiudicare la
realizzazione dei lavori nei termini previsti dal contratto;
g) subappalto abusivo, associazione in partecipazione, cessione anche parziale del contratto o
violazione di norme sostanziali regolanti il subappalto;
h) non rispondenza dei beni forniti alle specifiche di contratto e allo scopo dell’opera;
i) nel caso di mancato rispetto della normativa sulla sicurezza e la salute dei lavoratori di cui al
decreto legislativo n. 626 del 1994 o ai piani di sicurezza di cui agli articoli 40 e 41 del
presente capitolato speciale, integranti il contratto, e delle ingiunzioni fattegli al riguardo dal
direttore dei lavori, dal responsabile del procedimento o dal coordinatore per la sicurezza.
2. Il contratto è altresì risolto in caso di perdita da parte dell'appaltatore, dei requisiti per
l'esecuzione dei lavori, quali il fallimento o la irrogazione di misure sanzionatorie o cautelari che
inibiscono la capacità di contrattare con la pubblica amministrazione.
3. Nei casi di rescissione del contratto o di esecuzione di ufficio, la comunicazione della decisione
assunta dalla Stazione appaltante è fatta all'appaltatore nella forma dell'ordine di servizio o
della raccomandata con avviso di ricevimento, con la contestuale indicazione della data alla
quale avrà luogo l'accertamento dello stato di consistenza dei lavori.
4. In relazione a quanto sopra, alla data comunicata dalla Stazione appaltante si fa luogo, in
contraddittorio fra il direttore dei lavori e l'appaltatore o suo rappresentante ovvero, in
mancanza di questi, alla presenza di due testimoni, alla redazione dello stato di consistenza dei
lavori, all'inventario dei materiali, delle attrezzature dei e mezzi d’opera esistenti in cantiere,
nonché, nel caso di esecuzione d’ufficio, all’accertamento di quali di tali materiali, attrezzature
e mezzi d’opera debbano essere mantenuti a disposizione della Stazione appaltante per
l’eventuale riutilizzo e alla determinazione del relativo costo.
5. Nei casi di rescissione del contratto e di esecuzione d'ufficio, come pure in caso di fallimento
dell'appaltatore, i rapporti economici con questo o con il curatore sono definiti, con salvezza di
ogni diritto e ulteriore azione della Stazione appaltante, nel seguente modo:
a) ponendo a base d’asta del nuovo appalto l’importo lordo dei lavori di completamento da
eseguire d’ufficio in danno, risultante dalla differenza tra l’ammontare complessivo lordo dei
lavori posti a base d’asta nell’appalto originario, eventualmente incrementato per perizie in
corso d’opera oggetto di regolare atto di sottomissione o comunque approvate o accettate
dalle parti, e l’ammontare lordo dei lavori eseguiti dall’appaltatore inadempiente medesimo;
b) ponendo a carico dell’appaltatore inadempiente:
1) l’eventuale maggiore costo derivante dalla differenza tra importo netto di aggiudicazione
del nuovo appalto per il completamento dei lavori e l’importo netto degli stessi risultante
dall’aggiudicazione effettuata in origine all’appaltatore inadempiente;
2) l’eventuale maggiore costo derivato dalla ripetizione della gara di appalto eventualmente
andata deserta, necessariamente effettuata con importo a base d’asta opportunamente
maggiorato;
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3) l’eventuale maggiore onere per la Stazione appaltante per effetto della tardata
ultimazione dei lavori, delle nuove spese di gara e di pubblicità, delle maggiori spese
tecniche di direzione, assistenza, contabilità e collaudo dei lavori, dei maggiori interessi
per il finanziamento dei lavori, di ogni eventuale maggiore e diverso danno documentato,
conseguente alla mancata tempestiva utilizzazione delle opere alla data prevista dal
contratto originario.
6. Il contratto è altresì risolto qualora, per il manifestarsi di errori o di omissioni del progetto
esecutivo che pregiudicano, in tutto o in parte, la realizzazione dell’opera ovvero la sua
utilizzazione, come definite dall’articolo 132 comma 6 del Dlgs. 12.04.2006 n. 163, si rendano
necessari lavori suppletivi che eccedano il quinto dell’importo originario del contratto. In tal
caso, proceduto all’accertamento dello stato di consistenza ai sensi del comma 3, si procede
alla liquidazione dei lavori eseguiti, dei materiali utili e del 10 per cento dei lavori non eseguiti,
fino a quattro quinti dell’importo del contratto
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CAPITOLATO SPECIALE D’APPALTO
PARTE PRIMA - DESCRIZIONE DELLE LAVORAZIONI
L’oggetto dell’appalto, di cui al presente Capitolato Speciale, consiste nella realizzazione di lavori
di adeguamento stradale nella Via Orronnoro a Santa Maria Navarrese. Per i prezzi unitari si è
fatto riferimento al vigente Prezzario Generale per le Opere Pubbliche nella Regione Sardegna. Per
le lavorazioni che hanno richiesto un’apposita analisi del prezzo unitario, la stessa è stata redatta
tenendo conto dei concetti base informatori di cui alla circolare n.2408 del 15/11/1966 del
Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici riguardante le Analisi dei
Prezzi per la progettazione e revisione. I prezzi unitari così determinati sono considerati medi e
comunque congrui per le imprese ed applicabili alla Provincia di Nuoro.
La definizione puntuale degli interventi urgenti per ridurre e/o eliminare lo stato di pericolo
derivante dai fenomeni di instabilità in atto sul costone roccioso ed oggetto dell’appalto è riportata
negli elaborati costituenti il Progetto Esecutivo, che risulta da essi costituito:
TAVOLE DI PROGETTO ALLEGATE:
Tavola
Tavola
Tavola
Tavola
Tavola
Tavola
1
2
3
A
B
C
Tavola
Tavola
Tavola
Tavola
D
E
F
G
Planimetria di inquadramento
Elaborati progettuali
Documentazione fotografica
Relazione tecnico-illustrativa
Capitolato speciale e schema di contratto
Elenco dei prezzi unitari, analisi dei prezzi, computo metrico estimativo e quadro
economico
Cronoprogramma
Piano di sicurezza e di coordinamento
Stima dei costi della sicurezza
Fascicolo dell’opera
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PARTE SECONDA – QUALITA’ DEI MATERIALI E DEI COMPONENTI
Art. 1 Materiali in genere
Quale regola generale si intende che i materiali, i prodotti ed i componenti occorrenti, realizzati
con materiali e tecnologie tradizionali e/o artigianali, per la costruzione delle opere, proverranno
da quelle località che l'Appaltatore riterrà di sua convenienza, purché, ad insindacabile giudizio
della Direzione dei Lavori, rispondano alle caratteristiche/prestazioni di seguito indicate. Nel caso
di prodotti industriali la rispondenza a questo Capitolato può risultare da un attestato di
conformità rilasciato dal produttore e comprovato da idonea documentazione e/o certificazione.
Art. 2 Qualità e provenienza dei materiali
I materiali occorrenti per la costruzione delle opere d'arte proverranno da quelle località che
l'Impresa riterrà di sua convenienza, purché ad insindacabile giudizio della Direzione dei lavori
siano riconosciuti della migliore qualità della specie e rispondano ai requisiti appresso indicati.
Quando la Direzione dei lavori avrà rifiutato qualche provvista perché ritenuta, a suo giudizio
insindacabile, non idonea ai lavori, l'Impresa dovrà sostituirla con altra che risponda ai requisiti
voluti ed i materiali rifiutati dovranno essere immediatamente allontanati dalla sede del lavoro o
dai cantieri a cura e spese dell'Impresa.
Acqua. L'acqua per l'impasto con leganti idraulici dovrà essere limpida, priva di sostanze
organiche o grassi e priva di sali (particolarmente solfati e cloruri) in percentuali dannose e non
essere aggressiva per il conglomerato risultante. Avrà un pH compreso fra 6 ed 8.
Calce. Le calci aeree ed idrauliche, dovranno rispondere ai requisiti di accettazione di cui al R.D.
16 novembre 1939, n. 2230; le calci idrauliche dovranno altresì rispondere alle prescrizioni
contenute nella L. 26 maggio 1965, n. 595 nonché ai requisiti di accettazione contenuti nel D.M.
31 agosto 1972. La calce grassa in zolle dovrà provenire da calcari puri, essere di recente e
perfetta cottura, di colore uniforme, non bruciata, né vitrea, né pigra ad idratarsi ed infine di
qualità tale che, mescolata con la sola quantità d'acqua dolce necessaria all'estinzione, si trasformi
completamente in una pasta soda a grassetto tenuissimo, senza lasciare residui maggiori del 5%
dovuti a parti non bene decarburate, siliciose od altrimenti inerti. La calce viva, al momento
dell'estinzione, dovrà essere perfettamente anidra; sarà rifiutata quella ridotta in polvere o sfiorita
e perciò si dovrà provvedere la calce viva a misura del bisogno e conservarla comunque in luoghi
asciutti e ben riparati dall'umidità. L'estinzione della calce viva dovrà farsi con i migliori sistemi
conosciuti ed, a seconda delle prescrizioni della Direzione dei lavori, in apposite vasche
impermeabili rivestite di tavole o di muratura. La calce grassa destinata agli intonaci dovrà essere
spenta almeno sei mesi prima dell'impiego.
Pozzolana. La pozzolana sarà ricavata da strati mondi da cappellaccio ed esente da sostanze
eterogenee o da parti inerti; qualunque sia la sua provenienza dovrà rispondere a tutti i requisiti
prescritti dal R.D. 16 novembre 1939, n. 2230.
Per la misurazione, sia a peso che a volume, dovrà essere perfettamente asciutta.
Ghiaia, pietrisco e sabbia. Le ghiaie, i pietrischi e le sabbie da impiegare nella formazione dei
calcestruzzi dovranno corrispondere alle condizioni di accettazione considerate nelle norme di
esecuzione delle opere in conglomerato semplice od armato di cui alle norme vigenti. Le ghiaie ed
i pietrischi dovranno essere costituiti da elementi omogenei derivati da rocce resistenti, il più
possibile omogenee e non gelive; tra le ghiaie si escluderanno quelle contenenti elementi di scarsa
resistenza meccanica, facilmente sfaldabili o rivestite da incrostazioni o gelive.
La sabbia da impiegare nelle malte e nei calcestruzzi, sia essa viva, naturale od artificiale, dovrà
essere assolutamente scevra da materie terrose od organiche, essere preferibilmente di qualità
silicea (in subordine quarzosa, granitica o calcarea), di grana omogenea, stridente al tatto e dovrà
provenire da rocce aventi alta resistenza alla compressione.
Ove necessario, la sabbia sarà lavata con acqua dolce per l'eliminazione delle eventuali materie
nocive; alla prova di decantazione in acqua, comunque, la perdita in peso non dovrà superare il
2%. Dovrà avere forma angolosa ed avere elementi di grossezza variabile da 1 a 5 mm.
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La granulometria degli aggregati litici per i conglomerati sarà prescritta dalla Direzione dei lavori
in base alla destinazione, al dosaggio ed alle condizioni della messa in opera dei calcestruzzi.
L'Impresa dovrà garantire la costanza delle caratteristiche della granulometria per ogni lavoro.
Per i lavori di notevole importanza l'Impresa dovrà disporre della serie dei vagli normali atti a
consentire alla Direzione dei lavori i normali controlli.
In linea di massima, per quanto riguarda la dimensione degli elementi dei pietrischi e delle ghiaie
questi dovranno essere da 40 a 71 mm (trattenuti dal crivello 40 e passanti da quello 71 U.N.I.
2334) per lavori correnti di fondazioni, elevazione, muri di sostegno da 40 a 60 mm (trattenuti dal
crivello 40 e passanti da quello 60 U.N.I. 2334) se si tratta di volti o getti di un certo spessore; da
25 a 40 mm (trattenuti dal crivello 25 e passanti da quello 40 U.N.I. 2334) se si tratta di volti o
getti di limitato spessore.
Le ghiaie da impiegarsi per formazione di massicciate stradali dovranno essere costituite da
elementi omogenei derivati da rocce durissime di tipo costante e di natura consimile fra loro,
escludendosi quelle contenenti elementi di scarsa resistenza meccanica o sfaldabili facilmente o
gelive o rivestite di incrostazioni.
Il pietrisco, il pietrischetto e la graniglia, secondo il tipo di massicciata da eseguire, dovranno
provenire dalla spezzatura di rocce durissime, preferibilmente silicee, a struttura microcristallina,
o calcari puri durissimi e di alta resistenza alla compressione, all'urto, all'abrasione, al gelo,
avranno spigolo vivo e dovranno essere scevri di materie terrose, sabbia o comunque materie
eterogenee. Sono escluse le rocce marnose.
Qualora la roccia provenga da cave nuove o non accreditate da esperienze specifiche di enti
pubblici e che per natura e formazione non diano affidamento sulle sue caratteristiche, è
necessario effettuare su campioni prelevati in cava, che siano significativi ai fini della coltivazione
della cava, prove di compressione e di gelività.
Quando non sia possibile ottenere il pietrisco da cave di roccia, potrà essere consentita per la
formazione di esso l'utilizzazione di massi sparsi in campagna o ricavabili da scavi, nonché di
ciottoloni o massi ricavabili da fiumi o torrenti sempreché siano provenienti da rocce di qualità
idonea.
I materiali suindicati, le sabbie e gli additivi dovranno corrispondere alle norme di accettazione del
fascicolo n. 4 ultima edizione, del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Rispetto ai crivelli U.N.I.
2334, i pietrischi saranno quelli passanti dal crivello 71 e trattenuti dal crivello 25; i pietrischetti
quelli passanti dal crivello 25 e trattenuti dal crivello 10; le graniglie quelle passanti dal crivello 10
e trattenute dallo staccio 2 U.N.I. 2332.
Di norma si useranno le seguenti pezzature:
1) pietrisco da 40 a 71 mm ovvero da 40 a 60 mm, se ordinato, per la costruzione di massicciate
all'acqua cilindrate;
2) pietrisco da 25 a 40 mm (eccezionalmente da 15 a 30 mm granulometria non unificata) per
l'esecuzione di ricarichi di massicciate e per materiali di costipamento di massicciate (mezzanello);
3) pietrischetto da 15 a 25 mm per l'esecuzione di ricarichi di massicciate per conglomerati
bituminosi e per trattamenti con bitumi fluidi;
4) pietrischetto da 10 a 15 mm per trattamenti superficiali, penetrazioni, semipenetrazioni e
pietrischetti bitumati;
5) graniglia normale da 5 a 10 mm per trattamenti superficiali, tappeti bitumati, strato superiore
di conglomerati bituminosi;
6) graniglia minuta da 2 a 5 mm di impiego eccezionale e previo specifico consenso della
Direzione dei lavori per trattamenti superficiali; tale pezzatura di graniglia, ove richiesta, sarà
invece usata per conglomerati bituminosi.
Nella fornitura di aggregato grosso per ogni pezzatura sarà ammessa una percentuale in peso non
superiore al 5% di elementi aventi dimensioni maggiori o minori di quelle corrispondenti ai limiti di
prescelta pezzatura, purché, per altro, le dimensioni di tali elementi non superino il limite
massimo o non siano oltre il 10% inferiori al limite minimo della pezzatura fissata.
Gli aggregati grossi non dovranno essere di forma allungata o appiattita (lamellare).
Pietrame. Le pietre naturali da impiegarsi nella muratura e per qualsiasi altro lavoro dovranno
corrispondere ai requisiti richiesti dalle norme in vigore e dovranno essere a grana compatta ed
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ognuna monda da cappellaccio, esenti da piani di sfaldamento, senza screpolature, peli, venature,
interclusioni di sostanze estranee; dovranno avere dimensioni adatte al particolare loro impiego ed
offrire una resistenza proporzionata all'entità della sollecitazione cui devono essere assoggettate.
Saranno escluse le pietre alterabili all'azione degli agenti atmosferici e dell'acqua corrente. Le
pietre da taglio, oltre a possedere gli accennati requisiti e caratteri generali, dovranno essere
sonore alla percussione, immuni da fenditure e litoclasi e di perfetta lavorabilità. Il profilo dovrà
presentare una resistenza alla compressione non inferiore a 1600 kg/cm2 ed una resistenza
all'attrito radente (Dorry) non inferiore a quella del granito di 5. Fedelino, preso come termine di
paragone.
Legname. I legnami, da impiegare in opere stabili o provvisorie, di qualunque essenza essi siano,
dovranno rispondere a tutte le prescrizioni di cui alle vigenti leggi, saranno provveduti tra le più
scelte qualità della categoria prescritta e non presenteranno difetti incompatibili con l'uso a cui
sono destinati. I requisiti e le prove dei legnami saranno quelli contenuti nelle vigenti norme
U.N.I. Il tavolame dovrà essere ricavato dalle travi più dritte, affinché le fibre non riescano mozze
dalla sega e si ritirino nelle connessure.
I legnami rotondi o pali dovranno provenire dal vero tronco dell'albero e non dai rami, dovranno
essere sufficientemente dritti, in modo che la congiungente i centri delle due basi non debba
uscire in alcun punto del palo; dovranno essere scortecciati per tutta la loro lunghezza e
conguagliati alla superficie; la differenza fra i diametri medi delle estremità non dovrà oltrepassare
i 15 millesimi della lunghezza, né il quarto del maggiore dei due diametri. Nei legnami
grossolanamente squadrati ed a spigolo smussato, tutte le facce dovranno essere spianate e
senza scarniture, tollerandosene l'alburno o lo smusso in misura non maggiore di un sesto del lato
della sezione trasversale. I legnami a spigolo vivo dovranno essere lavorati e squadrati a sega con
le diverse facce esattamente spianate, senza rientranze o risalti e con gli spigoli tirati a filo vivo,
senza alburno né smussi di sorta.
Art. 3 Materiali inerti per conglomerati cementizi e per malte
Inerti. Gli aggregati per conglomerati cementizi, naturali e di frantumazione, devono essere
costituiti da elementi non gelivi e non friabili, privi di sostanze organiche, limose ed argillose, di
getto, ecc., in proporzioni non nocive all'indurimento del conglomerato o alla conservazione delle
armature.
La ghiaia o il pietrisco devono avere dimensioni massime commisurate alle caratteristiche
geometriche della carpenteria del getto ed all'ingombro delle armature.
La sabbia per malte dovrà essere priva di sostanze organiche, terrose o argillose, ed avere
dimensione massima dei grani di 2 mm per murature in genere, di 1 mm per gli intonaci e
murature di paramento o in pietra da taglio.
Gli additivi per impasti cementizi si intendono classificati come segue: fluidificanti;
aeranti; ritardanti; acceleranti; fluidificanti-aeranti; fluidificanti-ritardanti; fluidificanti-acceleranti;
antigelo-superfluidificanti. Per le modalità di controllo ed accettazione il Direttore dei Lavori potrà
far eseguire prove od accettare l'attestazione di conformità alle norma secondo i criteri dell'Art.
56. I conglomerati cementizi per strutture in cemento armato dovranno rispettare tutte le
prescrizioni di cui al Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici del 14 febbraio 1992 9 gennaio
1996 e relative circolari esplicative.
Art. 4 Materiali ferrosi e metalli vari
a) Materiali ferrosi. — I materiali ferrosi dovranno presentare caratteristiche di ottima qualità
essere privi di difetti, scorie, slabbrature, soffiature, ammaccature, soffiature, bruciature, paglie e
da qualsiasi altro difetto apparente o latente di fusione, laminazione, trafilatura, fucinatura e
simili; devono inoltre essere in stato di ottima conservazione e privi di ruggine. Sottoposti ad
analisi chimica devono risultare esenti da impurità e da sostanze anormali. La loro struttura
micrografica deve essere tale da dimostrare l’ottima riuscita del processo metallurgico di
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fabbricazione e da escludere qualsiasi alterazione derivante dalla successiva lavorazione a
macchina od a mano che possa menomare la sicurezza d’impiego.
I materiali destinati ad essere inseriti in altre strutture o che dovranno poi essere verniciati,
devono pervenire in cantiere protetti da una mano di antiruggine. Si dovrà tener conto del d.m.
27 luglio 1985 “Norme tecniche per l’esecuzione delle opere in c.a. normale e precompresso e per
le strutture metalliche”, della legge 5 novembre 1971 n. 1086 “Norme per la disciplina delle opere
in conglomerato cementizio armato normale e precompresso
ed a strutture metalliche” e della legge 2 febbraio 1974 n. 74 “Provvedimenti per la costruzione
con particolari prescrizioni per le zone sismiche”
Essi dovranno rispondere a tutte le condizioni previste dal d.m. 26 marzo 1980 (allegati nn. 1, 3 e
4) ed alle norme UNI vigenti (UNI EN 10025 gennaio 1992) e presentare inoltre, a seconda della
loro qualità, i seguenti requisiti:
Ferro. — Il ferro comune dovrà essere di prima qualità, eminentemente duttile e tenace e di
marcatissima struttura fibrosa. Esso dovrà essere malleabile, liscio alla superficie esterna, privo di
screpolature, saldature e di altre soluzioni di continuità. L’uso del ferro tondo per cemento armato,
sul quale prima dell’impiego si fosse formato uno strato di ruggine, deve essere autorizzato dalla
Direzione dei Lavori. Acciaio trafilato o dolce laminato. — Per la prima varietà è richiesta perfetta
malleabilità e lavorabilità a freddo e a caldo, tali da non generare screpolature o alterazioni; esso
dovrà essere inoltre saldabile e non suscettibile di prendere la tempera; alla rottura dovrà
presentare struttura lucente e finemente granulare. L’acciaio extra dolce laminato dovrà essere
eminentemente dolce e malleabile, perfettamente lavorabile a freddo ed a caldo, senza presentare
screpolature od
alterazioni; dovrà essere saldabile e non suscettibile di prendere la tempra.
Acciaio fuso in getto. — L’acciaio in getti per cuscinetti, cerniere, rulli e per qualsiasi altro lavoro,
dovrà essere di prima qualità, esente da soffiature e da qualsiasi altro difetto.
Acciaio da cemento armato normale. — In base al d.m. 9 gennaio 1996 viene imposto il limite di
14 mm al diametro massimo degli acciai da c.a. forniti in rotoli al fine di evitare l’impiego di barre
che, in conseguenza al successivo raddrizzamento, potrebbero presentare un decadimento
eccessivo delle caratteristiche meccaniche.
Per diametri superiori ne è ammesso l’uso previa autorizzazione del Servizio tecnico centrale,
sentito il Consiglio superiore dei lavori pubblici.
Trafilati, profilati, laminati. — Devono presentare alle eventuali prove di laboratorio, previste dal
Capitolato o richieste dalla Direzione dei Lavori, caratteristiche non inferiori a quelle prescritte
dalle norme per la loro accettazione; in particolare il ferro tondo per cemento armato, dei vari tipi
ammessi, deve essere fornito con i dati di collaudo del fornitore. Il r.d. n. 2229 del 16 novembre
1939, capo II, prescrive che l’armatura del conglomerato è normalmente costituita con acciaio
dolce (cosiddetto ferro omogeneo) oppure con acciaio semi duro o acciaio duro, in barre tonde
prive di difetti, di screpolature, di bruciature o di altre soluzioni di continuità.
Dalle prove di resistenza a trazione devono ottenersi i seguenti risultati:
a) per l’acciaio dolce (ferro omogeneo): carico di rottura per trazione compreso fra 42 e 50
kg/mm², limite di snervamento non inferiore a 23 kg/mm², allungamento di rottura non inferiore
al 20 per cento. Per le legature o staffe di pilastri può impiegarsi acciaio dolce con carico di rottura
compreso fra 37 e 45 kg/mm² senza fissarne il limite inferiore di snervamento;
b) per l’acciaio semiduro: carico di rottura per trazione compreso fra 50 e 60 kg/mm²; limite di
snervamento non inferiore a 27 kg/mm², allungamento di rottura non inferiore al 16%; c) per
l’acciaio duro: carico di rottura per trazione compreso fra 60 e 70 kg/mm², limite di snervamento
non inferiore a 31 kg/mm², allungamento di rottura non inferiore al 14%.
b) Metalli vari. — Il piombo, lo stagno, il rame e tutti gli altri metalli o leghe metalliche da
impiegare devono essere delle migliori qualità, ben fusi o laminati a seconda della specie di lavori
a cui sono destinati, e scevri da ogni impurità o difetto che ne vizi la forma, o ne alteri la
resistenza o la durata.
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Art. 5 Armature per calcestruzzo
Gli acciai per l'armatura del calcestruzzo normale devono rispondere alle prescrizioni contenute nel
vigente Decreto Ministeriale del
14 febbraio 1992 9 gennaio 1996, Norme tecniche per
l'esecuzione delle opere in cemento armato normale e precompresso e per le strutture metalliche,
attuativo della Legge 5 novembre 1971, n. 1086. e nelle relative circolari esplicative
1) E' fatto divieto di impiegare acciai non qualificati all'origine
2) Le precedenti disposizioni valgono per tutti gli acciai da costruzione di cui all'allegato 8 del
suddetto Decreto Ministeriale 9 gennaio 1996.
Art. 6 Acqua. L’acqua da utilizzare per l’annaffiamento e la manutenzione non dovrà contenere
sostanze inquinanti e sali nocivi oltre i limiti di tolleranza di fitotossicità relativa.
L’appaltatore sarà obbligato a prestarsi in ogni tempo, e di norma periodicamente per i materiali
d’uso continuo, a tutte le prove di materiali impiegati o da impiegarsi, che saranno ordinate dalla
D.L., sottostando a tutte le spese di prelevamento ed invio dei campioni ai laboratori indicati dal
Committente e pagandone le relative spese e tasse.
Dei campioni potrà essere ordinata la conservazione negli Uffici del Committente munendoli di
sigilli e firma del Direttore dei Lavori e dell’Appaltatore, nei modi più adatti a garantirne
l’autenticità.
I campioni verranno prelevati in contradditorio e di ciò verrà esteso apposito verbale.
L’appaltatore ha la facoltà, quando lo domandi all’atto della presentazione dei campioni, di
assistere alle prove o di farsi rappresentare.
Art. 7 Leganti bituminosi
Dovranno soddisfare ai requisiti stabiliti delle rispettive norme del C.N.R. (Norme per l'accettazione dei bitumi
per usi stradali -fasc. 2- Ed. 1951; per l'accettazione di bitumi liquidi per usi stradali -fasc. 7- Ed. 1957; per
l'accettazione del le emulsioni bituminose -fasc. n. 3/1958). In particolare:
a) - Bitumi semisolidi: (derivati dal petrolio e contraddistinti con la lettera B)
È previsto l'impiego dei seguenti tipi: 80/10, 130/150 180/200.
Norme di accettazione:
- penetrazione Pow a 25 C - Dim. 80/100, 130/150, 180/200.
- punto di rammollimento (palla o anello) - C. 44/49 40/45 37/42.
- punto di rottura massima (minimo in valore assoluto) - C 10 12 14
- duttilità minima a 25 C - cm 100,100,100
- solubilità in CS2 minima - % 99, 99, 99
- percentuale non in peso di paraffina - % 2.5, 2.5, 2.5
- adesione a granito di S. Fedelino (minima) provini asciutti - % kg/cmq 0.5, 3.5 3.0 provini
bagnati - % kg/cmq 1.75, 1.5 1.25
- adesione a marmo statuario di Carrara (minima) provini asciutti - % kg/cmq 4.5, 3.0, 2.6
- volatilità a 163 C - % 0.5, 1, 1
Norme d'impiego:
- B 80/100 per conglomerati bituminosi aperti
- B 130/150 o 180/200 per penetrazioni o trattamenti superficiali.
b) - Bitumi liquidi (contraddistinti dalla lettera BL)
Sotto tale denominazione si comprendono i bitumi che hanno subito opportuni particolari addizioni
di oli di petrolio. E' previsto l'impiego dei seguenti tipi a media velocità di presa: tipo BL 25/75
tipo BL 180/200 tipo BL 350/700
- punto di lampeggiamento in vaso aperto - C 75 80 90
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- distillazione (% volume totale del distillato sino a 360 C) acqua max 0.5 0.5 0.5 sino a 225 C =
% 5 - sino a 260 C = % 5 - 10 - sino a 315 C = % acqua min. 65 60 50
- residuo della distillazione a 360 C: in volume min. = % 75 80 85 penetrazione del residuo a 25 C
dmm 80/300 80/300 80/250 solubilità in CS2 del residuo % minima 99.5 99.5 99.5 peso specifico
a 25 C kg/dmc 0.96/1.04 0.96/1.04 0.96/1.04 0.96/1.04
- adesione al granito di S. Fedelino (minima):
provini asciutti = kg/cmq 2.75 2.75 3.00
provini bagnati = kg/cmq 1.25 1.25 1.25
- adesione al marmo statuario di Carrara (minima)
provini asciutti = kg/cmq 2.50 2.50 2.75
Norme di impiego:
- Per impregnazioni 25/75
- Per trattamenti superficiali semipenetrazione e conglomerati 150/300 350/700
c) - Emulsione bituminosa
È previsto l'impiego di emulsioni bituminose a rottura rapida (di bitume in acqua al 55%).
Norme d'accettazione:
- percentuale minima di bitume = % 55 (è ammessa norma del C.N.R., la tolleranza dell'1% in
meno)
- viscosità Engler a 20 C minimo 4.5
- omogeneità (trattenuta al setaccio da 900 maglie al cmq) max % in peso 0.5
- sedimentazioni: dopo 3 gg. max mm 4 sedimentazioni: dopo 7 gg. 10
- adesioni a granito di S. Fedelino (minima)
provini asciutti = kg/cmq 3
provini bagnati = kg/cmq 1.25
Norme d'impiego: per trattamenti superficiali, semipenetrazione ed ancoraggi.
Per l'accertamento della percentuale di bitume e degli altri requisiti richiesti, saranno effettuate
apposite analisi su campioni prelevati con le modalità già descritte. Se all'esame di una emulsione
bituminosa, risultasse una percentuale di bitume inferiore a quella stabilita all'Elenco prezzi,
l'Amministrazione si riserva la facoltà di rifiutare l'intera partita.
PARTE TERZA - MODO DI ESECUZIONE DI OGNI CATEGORIA DI LAVORO
SCAVI, RILEVATI, DEMOLIZIONI
Art. 8 Scavi in genere
Gli scavi in genere per qualsiasi lavoro, a mano o con mezzi meccanici, dovranno essere eseguiti
secondo i disegni di progetto e la relazione geologica e geotecnica di cui al D.M. 11 marzo 1988,
nonché secondo le particolari prescrizioni che saranno date all'atto esecutivo dalla Direzione dei
Lavori.
Nell'esecuzione degli scavi in genere l'Appaltatore dovrà procedere in modo da impedire
scoscendimenti e franamenti, restando esso, oltreché totalmente responsabile di eventuali danni
alle persone ed alle opere, altresì obbligato a provvedere a suo carico e spese alla rimozione delle
materie franate.
L'Appaltatore dovrà, inoltre, provvedere a sue spese affinché le acque scorrenti alla superficie del
terreno siano deviate in modo che non abbiano a riversarsi nei cavi.
Le materie provenienti dagli scavi, ove non siano utilizzabili o non ritenute adatte (a giudizio
insindacabile della Direzione dei Lavori) ad altro impiego nei lavori, dovranno essere portate fuori
della sede del cantiere, alle pubbliche discariche ovvero su aree che l'Appaltatore dovrà
provvedere a rendere disponibili a sua cura e spese.
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Qualora le materie provenienti dagli scavi debbano essere successivamente utilizzate, esse
dovranno essere depositate previo assenso della Direzione dei Lavori, per essere poi riprese a
tempo opportuno. In ogni caso le materie depositate non dovranno essere di danno ai lavori, alle
proprietà pubbliche o private ed al libero deflusso delle acque scorrenti in superficie.
La Direzione dei Lavori potrà fare asportare, a spese dell'Appaltatore, le materie depositate in
contravvenzione alle precedenti disposizioni.
Qualora i materiali siano ceduti all'Appaltatore, si applica il disposto del 3° comma dell'Art. 40 del
Capitolato Generale d'appalto (D.P.R. 16 luglio 1962, n. 1063).
Art. 9 Scavi di sbancamento
Per scavi di sbancamento o tagli a sezione aperta si intendono quelli praticati al disopra del piano
orizzontale passante per il punto più depresso del terreno naturale o per il punto più depresso
delle trincee o splateamenti, precedentemente eseguiti ed aperti almeno da un lato.
Quando l'intero scavo debba risultare aperto su di un lato (caso di un canale fugatore) e non
venga ordinato lo scavo a tratti, il punto più depresso è quello terminale.
Appartengono alla categoria degli scavi di sbancamento così generalmente definiti tutti i cosiddetti
scavi di splateamento e quelli per allargamento di trincee, tagli di scarpate di rilevati per costruirvi
opere di sostegno, scavi per incassatura di opere d'arte (spalle di ponti, spallette di briglie, ecc.)
eseguiti superiormente al piano orizzontale determinato come sopra, considerandosi come piano
naturale anche l'alveo dei torrenti e dei fiumi.
Art. 10 Scavi di fondazione
Per scavi di fondazione in generale si intendono quelli ricadenti al di sotto del piano orizzontale di
cui all'articolo precedente, chiusi fra le pareti verticali riproducenti il perimetro delle fondazioni
delle opere d'arte. Qualunque sia la natura e la qualità del terreno, gli scavi per fondazione
dovranno essere spinti fino alla profondità che dalla Direzione dei lavori verrà ordinata all'atto
della loro esecuzione.
Le profondità che si trovino indicate nei disegni di consegna sono perciò di semplice avviso e
l'Amministrazione appaltante si riserva piena facoltà di variarle nella misura che reputerà più
conveniente, senza che ciò possa dare all'Impresa motivo alcuno di fare eccezioni o domande di
speciali compensi, avendo essa soltanto diritto al pagamento del lavoro eseguito, coi prezzi
contrattuali stabiliti per le varie profondità da raggiungere.
È vietato all'Impresa, sotto pena di demolire il già fatto, di porre mano alle murature prima che la
Direzione dei lavori abbia verificato ed accettato i piani delle fondazioni.
I piani di fondazione dovranno essere generalmente orizzontali, ma per quelle opere che cadono
sopra a falde inclinate potranno, a richiesta della Direzione dei lavori, essere disposti a gradini ed
anche con determinate contropendenze.
Gli scavi di fondazione dovranno di norma essere eseguiti a pareti verticali e l'Impresa dovrà,
occorrendo, sostenerle con conveniente armatura e sbadacchiature, restando a suo carico ogni
danno alle cose ed alle persone che potesse verificarsi per smottamenti o franamenti dei cavi.
Questi potranno però, ove ragioni speciali non lo vietino, essere eseguiti con pareti a scarpata. In
questo caso non sarà compensato il maggiore scavo eseguito, oltre quello strettamente occorrente
per la fondazione dell'opera e l'Impresa dovrà provvedere a sue cure e spese al successivo
riempimento del vuoto rimasto intorno alle murature di fondazione dell'opera, con materiale
adatto, ed al necessario costipamento di quest'ultimo.
Analogamente dovrà procedere l'Impresa senza ulteriore compenso a riempire i vuoti che
restassero attorno alle murature stesse, pure essendosi eseguiti scavi a pareti verticali, in
conseguenza dell'esecuzione delle murature con riseghe in fondazione.
Per aumentare la superficie d'appoggio la Direzione dei lavori potrà ordinare per il tratto terminale
di fondazione e per un'altezza sino ad un metro, che lo scavo sia allargato mediante
scampanatura, restando fermo quanto sopra è detto circa l'obbligo dell'Impresa, ove occorra, di
armare convenientemente, durante i lavori, la parete verticale sovrastante.
44
Qualora gli scavi si debbano eseguire in presenza di acqua e questa si elevi negli scavi, non oltre
però il limite massimo di 20 cm previsto nel titolo seguente, l'Impresa dovrà provvedere, se
richiesto dalla Direzione dei lavori, all'esaurimento dell'acqua stessa coi mezzi che saranno ritenuti
più opportuni.
L'Impresa dovrà provvedere, a sua cura, spesa ed iniziativa, alle suddette assicurazioni, armature,
puntellature e sbadacchiature, nelle quantità e robustezza che per la qualità delle materie da
scavare, siano richieste, adottando anche tutte le altre precauzioni che fossero ulteriormente
riconosciute necessarie, senza rifiutarsi per nessun pretesto di ottemperare alle prescrizioni che al
riguardo e per garantire la sicurezza delle cose e delle persone, le venissero impartite dalla
Direzione dei lavori. Il legname impiegato a tale scopo, sempreché non si tratti di armature
formanti parte integrante dell'opera, da restare quindi in posto in proprietà dell'Amministrazione,
resterà di proprietà dell'Impresa, che potrà perciò recuperarlo ad opera compiuta. Nessun
compenso spetta all'Impresa se, per qualsiasi ragione, tale recupero possa risultare soltanto
parziale od anche totalmente negativo.
Gli scavi di fondazione che si devono eseguire a profondità maggiore di 20 cm (centimetri venti)
sotto il livello costante a cui si stabiliscono le acque eventualmente esistenti nel terreno, sono
considerati come scavi subacquei per tutto il volume ricadente al disotto del piano di livello situato
alle accennate profondità d'acqua di 20 cm. Quindi il volume ricadente nella zona dei 20 cm
suddetti verrà considerato e perciò pagato, come gli scavi di fondazione in presenza di acqua,
precedentemente indicati.
In mancanza del prezzo suddetto e qualora si stabilissero acque nei cavi in misura superiore a
quella di cui sopra, L'Impresa sarà però tenuta ad evitare l'affluenza entro i cavi di fondazione di
acque provenienti dall'esterno. Nel caso che ciò si verificasse resterà a suo totale carico la spesa
per i necessari aggottamenti.
Art. 11 Scavi di fondazione o in trincea
Per scavi di fondazione in generale si intendono quelli incassati e a sezione ristretta necessari per
dar luogo ai muri o pilastri di fondazione propriamente detti ai plinti di fondazione.
In ogni caso, saranno considerati alla stregua degli scavi di fondazione quelli per dar luogo alle
fogne, alle condutture, ai fossi e alle cunette.
Qualunque siano la natura e la qualità del terreno, gli scavi per fondazione dovranno essere spinti
fino alla profondità che verrà ordinata dalla Direzione dei Lavori all'atto della loro esecuzione.
Le profondità, rinvenibili nei disegni che accompagnano il presente Capitolato, sono da considerare
di stima preliminare e, pertanto, l'Amministrazione appaltante si riserva piena facoltà di variarle
nella misura che reputerà più conveniente, senza che ciò possa dare all'Appaltatore motivo alcuno
di fare eccezioni o domande di speciali compensi, avendo egli soltanto diritto al pagamento del
lavoro eseguito, con i prezzi contrattuali stabiliti per le varie profondità da raggiungere.
È vietato all'Appaltatore, sotto pena di demolire quanto già eseguito, di por mano alle murature
prima che la Direzione dei Lavori abbia verificato e accettato i piani delle fondazioni.
Questi saranno generalmente orizzontali, fatta eccezione per le opere che cadono sopra falde
inclinate, per le quali dovranno, a richiesta della Direzione dei Lavori, essere disposti a gradini e
anche con determinate contropendenze. Compiuta la muratura di fondazione, lo scavo che resta
vuoto dovrà essere diligentemente riempito e costipato, a cura e spese dell'Appaltatore, con le
stesse materie scavate, sino al piano del terreno naturale primitivo. Gli scavi per fondazione
dovranno, se necessario, essere solidamente puntellati e sbatacchiati con robuste armature, in
modo da proteggere, contro ogni pericolo, gli operai, e impedire ogni smottamento di materia
durante l'esecuzione tanto degli scavi che delle murature.
L'Appaltatore è responsabile dei danni ai lavori, alle persone, alle proprietà pubbliche e private
che potessero accadere per la mancanza o l'insufficienza di tali puntellature e sbatacchiature, alle
quali dovrà provvedere di propria iniziativa, adottando anche
tutte le altre precauzioni
riconosciute necessarie, senza rifiutarsi, con alcun pretesto, di ottemperare alle prescrizioni che al
riguardo gli venissero impartite dalla Direzione dei Lavori e dal Coordinatore per l'esecuzione dei
lavori di cui all'Art. 2, lettera f), del D. Lgs. n. 494/1996.
45
Col procedere delle murature, l'Appaltatore potrà recuperare i legnami costituenti le armature,
sempre che non si tratti di armature formanti parte integrante dell'opera, le quali dovranno essere
lasciate in sito, in proprietà della Stazione appaltante; i legnami però che, a giudizio della
Direzione dei Lavori e/o del Coordinatore per l'esecuzione dei lavori, non potessero essere tolti
senza pericolo o danno del lavoro, dovranno essere abbandonati negli scavi.
Art. 12 Rilevati e rinterri
Per la formazione dei rilevati o per qualunque opera di rinterro, ovvero per riempire i vuoti tra le
pareti degli scavi e le murature e/o ai gabbioni metallici, o da addossare alle murature, e fino alle
quote prescritte dalla Direzione dei Lavori, si impiegheranno in generale, e, salvo quanto segue,
fino al loro totale esaurimento, tutte le materie provenienti dagli scavi di qualsiasi genere eseguiti
per quel cantiere, in quanto disponibili ed adatte, a giudizio della Direzione dei Lavori, per la
formazione dei rilevati.
Quando venissero a mancare in tutto o in parte i materiali di cui sopra, si preleveranno le materie
occorrenti ovunque l'Appaltatore crederà di sua convenienza, purché i materiali siano riconosciuti
idonei dalla Direzione dei Lavori.
Per rilevati e rinterri da addossarsi alle murature, si dovranno sempre impiegare materie sciolte, o
ghiaiose, restando vietato in modo assoluto l'impiego di quelle argillose e, in generale, di tutte
quelle che con l'assorbimento di acqua si rammolliscono e si gonfiano generando spinte.
Nella formazione dei suddetti rilevati, rinterri e riempimenti dovrà essere usata ogni diligenza
perché la loro esecuzione proceda per strati orizzontali di eguale altezza, disponendo
contemporaneamente le materie bene sminuzzate con la maggiore regolarità e precauzione, in
modo da caricare uniformemente le murature su tutti i lati e da evitare le sfiancature che
potrebbero derivare da un carico male distribuito.
Le materie trasportate in rilevato o rinterro con vagoni, automezzi o carretti non potranno essere
scaricate direttamente contro le murature, ma dovranno depositarsi in vicinanza dell'opera per
essere riprese poi al momento della formazione dei suddetti rinterri.
Per tali movimenti di materie dovrà sempre provvedersi alla pilonatura delle materie stesse, da
farsi secondo le prescrizioni che verranno indicate dalla Direzione dei Lavori. È vietato addossare
terrapieni a murature di fresca costruzione. Tutte le riparazioni o ricostruzioni che si rendessero
necessarie per la mancata od imperfetta osservanza delle prescrizioni del presente articolo,
saranno a completo carico dell'Appaltatore. È' obbligo dell'Appaltatore, escluso qualsiasi
compenso, di dare ai rilevati durante la loro costruzione, quelle maggiori dimensioni richieste
dall'assestamento delle terre, affinché all'epoca del collaudo i rilevati eseguiti abbiano dimensioni
non inferiori a quelle ordinate.
L'Appaltatore dovrà consegnare i rilevati con scarpate regolari e spianate, con i cigli bene allineati
e profilati e compiendo a sue spese, durante l'esecuzione dei lavori e fino al collaudo, gli
occorrenti ricarichi o tagli, la ripresa e la sistemazione delle scarpate e l'espurgo dei fossi.
La superficie del terreno sulla quale dovranno elevarsi i terrapieni, sarà previamente scorticata,
ove occorra, e se inclinata sarà tagliata a gradoni con leggera pendenza verso il monte.
Art. 13 Misti granulari bitumati
A) CARATTERISTICHE DEI MATERIALI DA IMPIEGARE PER LA
CONFEZIONE DEI CONGLOMERATI BITUMINOSI.
I conglomerati bituminosi, per qualsiasi impiego, saranno costituiti da miscele di aggregati lapidei,
definiti dall’art.1 delle "Norme per l’accettazione dei pietrischi, dei pietrischetti, delle graniglie,
delle sabbie e degli additivi per costruzioni stradali" del C.N.R. fascicolo IV- 1953, e bitume,
mescolati a caldo.
46
Sia i conglomerati bituminosi che i materiali loro componenti, avranno però caratteristiche diverse
a seconda che vengano impiegati nella stesa degli strati di BASE, di COLLEGAMENTO (binder), di
USURA o di RINFORZO TRANSITABILE o altro.
Le prescrizioni che le caratteristiche dei materiali dovranno soddisfare per i vari tipi di impiego
sono riportate ai punti seguenti.
A) Bitumi di base
I leganti bituminosi semisolidi sono quei bitumi per uso stradale di normale produzione da
raffineria (definiti di base) impiegati per il confezionamento di conglomerati bituminosi tradizionali.
Nella tabella seguente sono riportate le caratteristiche riferite al prodotto di base “A” così come
viene prelevato nelle cisterne e/o nei serbatoi di stoccaggio.
I prelievi devono essere fatti secondo quanto prescritto dalla normativa C.N.R. 81/80.
B) COMPOSIZIONE E CARATTERISTICHE DEI CONGLOMERATI
BITUMINOSI.
Le miscele di aggregati lapidei dovranno avere granulometrie continue comprese nei limiti sotto
indicati e le relative curve granulometriche dovranno avere andamenti sostanzialmente paralleli
alle curve limite dei rispettivi fusi.
Di tali limiti, le dimensioni massime dei granuli sono valori critici di accettazione, mentre i fusi
granulometrici hanno valore orientativo nel senso che l’andamento delle curve granulometriche
delle miscele potrà anche differire da quelli indicati, ma dovrà essere comunque tale da conferire
ai conglomerati le caratteristiche di resistenza e compattezza Marshall rispettivamente prescritte.
Analogamente, i valori del contenuto di bitume sono indicati a titolo orientativo: gli effettivi valori,
infatti, dovranno essere almeno pari ai minimi che consentano il raggiungimento delle rispettive
caratteristiche Marshall.
A seconda degli strati cui sono destinati, i conglomerati bituminosi avranno le seguenti
composizioni.
B.1) STRATO DI BASE.
La composizione del conglomerato dovrà essere realizzata tenendo conto delle seguenti
indicazioni:
1) Limiti granulometrici della miscela di aggregati:
passante % al crivello UNI da mm 40
100
“
30
85 ÷ 100
“
25
70 ÷ 95
“
15
45 ÷ 70
“
10
35 ÷ 60
“
5
25 ÷ 50
passante % al setaccio UNI da mm 2
18 ÷ 38
“
0,4
6 ÷ 20
“
0,18
4 ÷ 14
“
0,075
3÷8
Le caratteristiche del conglomerato dovranno comunque rispettare le seguenti
prescrizioni:
2) Contenuto di bitume riferito agli inerti: 3,8 % ÷ 4,8 % in peso (C.N.R. 38/73)
3) Stabilità Marshall non inferiore a 800 daN (C.N.R. 30/73)
4) Scorrimento Marshall: 2 ÷ 4 mm
5) Rigidezza Marshall non inferiore a 250 daN/mm (C.N.R. 30/73)
6) Percentuale dei vuoti intergranulari riempiti di bitume: 55 ÷ 65 %
7) Percentuale dei vuoti residui Marshall compreso fra 5 e 8 %
8) Percentuale di compattazione in opera: min 96 % della densità Marshall
9) Percentuale dei vuoti residui in opera (C.N.R. 39/73) compreso fra 5 e 9 %.
B.2) STRATO DI COLLEGAMENTO (BINDER).
La composizione del conglomerato dovrà essere realizzata tenendo conto delle seguenti
indicazioni:
1) Limiti granulometrici della miscela di aggregati:
passante % al crivello UNI da mm 25
100
47
“
15
65 ÷ 85
“
10
55 ÷ 75
“
5
35 ÷ 55
passante % al setaccio UNI da mm
2
25 ÷ 38
“
0,4
10 ÷ 20
“
0,18 5 ÷ 15
“
0,075 3 ÷ 7
Le caratteristiche del conglomerato dovranno comunque rispettare le
seguenti prescrizioni:
2) Contenuto di bitume riferito agli inerti: 4,2 % ÷ 5,0 % in peso (C.N.R. 38/73)
3) Stabilità Marshall non inferiore a 1000 daN (C.N.R. 30/73)
4) Scorrimento Marshall: 2 ÷ 4 mm
5) Rigidezza Marshall non inferiore a 300 daN/mm (C.N.R. 30/73)
6) Percentuale dei vuoti intergranulari riempiti di bitume: 60 ÷ 75 %
7) Percentuale dei vuoti residui Marshall compreso fra 4 e 7 %
8) Percentuale di compattazione in opera: min 96 % della densità Marshall
9) Percentuale dei vuoti residui in opera (C.N.R. 39/73) compreso fra 4 e 8 %.
B.3) STRATO DI RINFORZO TRANSITABILE (CONGLOMERATO PER
STESE INTEGRATIVE).
La composizione del conglomerato dovrà essere realizzata tenendo conto delle seguenti
indicazioni:
1) Limiti granulometrici della miscela di aggregati:
passante % al crivello UNI da mm 25
100
“
15
70 ÷ 90
“
10
57 ÷ 77
“
5
37 ÷ 57
passante % al setaccio UNI da mm
2
27 ÷ 40
“
0,4
12 ÷ 22
“
0,18 6 ÷ 16
“
0,075 4 ÷ 8
Le caratteristiche del conglomerato dovranno comunque rispettare le seguenti
prescrizioni:
2) Contenuto di bitume riferito agli inerti: 4,5 % ÷ 5,3 % in peso (C.N.R. 38/73)
3) Stabilità Marshall non inferiore a 1000 daN (C.N.R. 30/73)
4) Scorrimento Marshall: 2 ÷ 4 mm
5) Rigidezza Marshall non inferiore a 300 daN/mm (C.N.R. 30/73)
6) Percentuale dei vuoti intergranulari riempiti di bitume: 65 ÷ 75 %
7) Percentuale dei vuoti residui Marshall compreso fra 4 e 7 %
8) Percentuale di compattazione in opera: min 96 % della densità Marshall
9) Percentuale dei vuoti residui in opera (C.N.R. 39/73) compreso fra 4 e 8 %.
B.4) STRATO DI USURA (TAPPETO).
La composizione del conglomerato dovrà essere realizzata tenendo conto delle seguenti
indicazioni:
1) Limiti granulometrici della miscela di aggregati:
passante % al crivello UNI da mm 15
100
“
10
70 ÷ 90
“
5
40 ÷ 60
passante % al setaccio UNI da mm 2
25 ÷ 38
“
0,4
11 ÷ 20
“
0,18 8 ÷ 15
“
0,075 5 ÷ 8
Le caratteristiche del conglomerato dovranno comunque rispettare le seguenti
prescrizioni:
2) Contenuto di bitume riferito agli inerti: 5,0 % ÷ 6,0 % in peso (C.N.R. 38/73)
48
3)
4)
5)
6)
7)
8)
9)
Stabilità Marshall non inferiore a 1000 daN (C.N.R. 30/73)
Scorrimento Marshall: 2 ÷ 4 mm
Rigidezza Marshall non inferiore a 350 daN/mm (C.N.R. 30/73)
Percentuale dei vuoti intergranulari riempiti di bitume: 67 ÷ 80 %
Percentuale dei vuoti residui Marshall compreso fra 3 e 6 %
Percentuale di compattazione in opera: min 96 % della densità Marshall
Percentuale dei vuoti residui in opera (C.N.R. 39/73) compreso fra 4 e 8 %.
Art. 14 Opere in conglomerato cementizio semplice o armato
Per il calcolo, l’esecuzione ed il collaudo delle strutture in c.a. normale e precompresso e
per le strutture metalliche di cui alla legge 5 novembre 1971 n. 1086 si applicano le Nuove Norme
tecniche per le Costruzioni (D.M. 14.01.2008). Tutte le opere in cemento armato facenti parte
dell’opera appaltata saranno eseguite in base ai calcoli di stabilità accompagnati da disegni
esecutivi e da una relazione, che dovranno essere redatti e firmati da un tecnico abilitato iscritto
all’Albo professionale, e che l’impresa dovrà presentare alla Direzione dei Lavori entro il termine
che le verrà prescritto, attenendosi agli schemi e disegni facenti parte del progetto ed allegati al
contratto o alle norme che le verranno impartite, a sua richiesta, all’atto della consegna dei lavori.
L’esame e verifica da parte della Direzione dei Lavori dei progetti delle varie strutture in cemento
armato non esonera in alcun modo l’Impresa dalle responsabilità ad essa derivanti per legge e per
le precise pattuizioni del contratto, restando contrattualmente stabilito che, malgrado i controlli di
ogni genere eseguiti dalla Direzione dei Lavori nell’esclusivo interesse dell’Amministrazione,
l’Impresa stessa rimane unica e completa responsabile delle opere, sia per quanto ha rapporto con
la loro progettazione e calcolo, che per la qualità dei materiali e la loro esecuzione; di
conseguenza essa dovrà rispondere degli inconvenienti che avessero a verificarsi, di qualunque
natura, importanza e conseguenze essi potessero risultare.
Nella formazione dei conglomerati di cemento si deve avere la massima cura affinché i
componenti riescano intimamente mescolati, bene incorporati e bene distribuiti nella massa. Gli
impasti debbono essere preparati soltanto nella quantità necessaria per l'impasto immediato e
cioè debbono essere preparati di volta in volta e per quanto possibile in vicinanza del lavoro. Per
ogni impasto si devono usare da prima le quantità dei vari componenti, in modo da assicurare che
le proporzioni siano nella misura prescritta, mescolando da prima a secco il cemento con la
sabbia, poi questa con la ghiaia o il pietrisco ed in seguito aggiungere l'acqua con ripetute
aspersioni, continuando così a rimescolare l'impasto finché assuma l'aspetto di terra appena
umida.
Costruito ove occorra il cassero per il getto, si comincia il versamento dello smalto cementizio
che deve essere battuto fortemente a strati di piccola altezza finché l'acqua affiori in superficie. Il
getto sarà eseguito a strati di spessore non superiore a 15 centimetri. Contro le pareti dei casseri,
per la superficie in vista, si deve disporre della malta in modo da evitare per quanto sia possibile
la formazione di vani e di ammanchi.
I casseri occorrenti per le opere di getto debbono essere sufficientemente robusti da resistere
senza deformarsi alla spinta laterale dei calcestruzzi durante la pigiatura. Quando sia ritenuto
necessario, i conglomerati potranno essere vibrati con adatti mezzi. I conglomerati con cemento
ad alta resistenza è opportuno che vengano vibrati.
La vibrazione deve essere fatta per strati di conglomerato dello spessore che verrà indicato
dalla Direzione dei lavori e comunque non superiore a centimetri 15 ed ogni strato non dovrà
essere vibrato oltre un'ora dopo il sottostante. I mezzi da usarsi per la vibrazione potranno essere
interni (pervibratori a lamiera o ad ago) ovvero esterni da applicarsi alla superficie esterna del
getto o alle casseforme.
49
I pervibratori sono in genere più efficaci, si deve però evitare che essi provochino spostamenti
nelle armature.
La vibrazione superficiale viene di regola applicata alle solette di piccolo e medio spessore
(massimo cm 20).
Quando sia necessario vibrare la cassaforma è consigliabile fissare rigidamente il vibratore alla
cassaforma stessa che deve essere opportunamente rinforzata. Sono da consigliarsi vibratori a
frequenza elevata (da 4000 a 12.000 cicli al minuto ed anche più). I pervibratori vengono immersi
nel getto e ritirati lentamente in modo da evitare la formazione dei vuoti: nei due percorsi si potrà
avere una velocità media di 8-10 cm/sec e lo spessore del singolo strato dipende dalla potenza del
vibratore e dalla dimensione dell'utensile. Il raggio di azione viene rilevato sperimentalmente caso
per caso e quindi i punti di attacco vengono distanziati in modo che l'intera massa risulti lavorata
in maniera omogenea (distanza media cm 50).
Si dovrà mettere particolare cura per evitare la segregazione del conglomerato; per questo
esso dovrà essere asciutto con la consistenza di terra umida debolmente plastica. La
granulometria dovrà essere studiata anche in relazione alla vibrazione: con malta in eccesso si ha
sedimentazione degli inerti strati di diversa pezzatura, con malta in difetto si ha precipitazione
della malta e vuoti negli strati superiori.
La vibrazione non deve prolungarsi troppo, di regola viene sospesa quando appare in superficie
un lieve strato di malta omogenea ricca di acqua. Di mano in mano che una parte del lavoro è
finita, la superficie deve essere periodicamente innaffiata affinché la presa avvenga in modo
uniforme e, quando occorra, anche coperta con sabbia o tela mantenuta umida per proteggere
l'opera da variazioni troppo rapide di temperatura.
Le riprese debbono essere, per quanto possibile, evitate.
Quando siano veramente inevitabili, si deve umettare la superficie del conglomerato eseguito
precedentemente se questo è ancora fresco; dove la presa sia iniziata o fatta si deve raschiare la
superficie stessa e, prima di versare il nuovo conglomerato, applicare un sottile strato di malta di
cemento e sabbia nelle proporzioni che, a seconda della natura dell'opera, saranno di volta in
volta giudicate necessarie dalla Direzione dei lavori, in modo da assicurare un buon collegamento
dell'impasto nuovo col vecchio. Si deve fare anche la lavatura se la ripresa non è di fresca data.
Quando l'opera venga costruita per tratti o segmenti successivi, ciascuno di essi deve inoltre
essere formato e disposto in guisa che le superfici in contatto siano normali alla direzione degli
sforzi a cui la massa muraria, costituita da tratti o segmenti stessi, è assoggettata.
Le pareti dei casseri di contenimento del conglomerato di getto possono essere tolte solo
quando il conglomerato abbia raggiunto un grado sufficiente di maturazione da garantire che la
solidità dell'opera non abbia per tale operazione a soffrirne neanche minimamente.
Le prove verrano eseguite a spese dell'Impresa e le modalità di esse saranno fissate dalla
Direzione dei lavori.
Nel caso la resistenza dei provini assoggettati a prove nei laboratori di cantiere risulti inferiore
a quella indicata nei disegni approvati dal Direttore dei lavori, questi potrà, a suo insindacabile
giudizio, ordinare la sospensione dei getti dell'opera interessata, in attesa dei risultati delle prove
dei laboratori ufficiali.
Qualora anche tale valore fosse inferiore a quello di progetto occorre procedere, a cura e spese
dell'Appaltatore, ad un controllo teorico e/o sperimentale della struttura interessata dal
quantitativo di calcestruzzo carente, sulla base della resistenza ridotta, oppure ad una verifica
della resistenza con prove complementari, o con prelievo di provini per carotaggio direttamente
dalle strutture, oppure con altri strumenti e metodi di gradimento della Direzione lavori. Tali
controlli formeranno oggetto di apposita relazione nella quale sia dimostrato che, ferme restando
le ipotesi di vincolo e di carico delle strutture, la resistenza caratteristica è ancora compatibile con
le sollecitazioni di progetto, secondo la destinazione d'uso dell'opera e in conformità delle leggi in
vigore. Se tale relazione sarà approvata dal Direttore dei lavori il calcestruzzo verrà contabilizzato
in base al valore della resistenza caratteristica risultante.
50
Qualora tale resistenza non risulti compatibile con le sollecitazioni di progetto, l'Appaltatore
sarà tenuto, a sua cura e spese, alla demolizione e rifacimento dell'opera oppure all'adozione di
quei provvedimenti che la Direzione dei lavori riterrà di approvare formalmente. Nessun
indennizzo o compenso sarà dovuto all'Appaltatore se il valore della resistenza caratteristica del
calcestruzzo risulterà maggiore di quanto previsto.
Oltre ai controlli relativi alla resistenza caratteristica di cui sopra, il Direttore dei lavori potrà, a
suo insindacabile giudizio, e a complete spese dell'Appaltatore, disporre tutte le prove che riterrà
necessarie, e in particolare le seguenti:
a) prova del cono di cui all'App. E della U.N.I. 7163-79;
b) prova del dosaggio di cemento di cui alla U.N.I. 6393-72 e alla U.N.I. 6394-69;
c) prova del contenuto d'aria di cui alla U.N.I. 6395-72;
d) prova del contenuto di acqua;
e) prova di omogeneità in caso di trasporto con autobetoniera;
f) prova di resistenza a compressione su campioni cilindrici prelevati con carotaggio da
strutture già stagionate;
g) prova di resistenza a compressione con sclerometro.
Art. 15 - Controllo dei conglomerati dopo la posa in opera e la rullatura
A distanza di almeno 10 giorni dalla posa in opera dei conglomerati la Direzione Lavori potrà
prelevare dei campioni (costituiti ciascuno da n° 1 tassello e n° 3 carote) per il controllo delle
seguenti caratteristiche:
- la granulometria degli aggregati;
- la percentuale di bitume;
- la percentuale dei vuoti residui;
- controllo della superficie di transito;
- controllo dello spessore.
Nel caso di strati antiscivolo (microtappeto ad elevata rugosità superficiale, conglomerato
bituminoso con argilla espansa e conglomerato drenante fonoassorbente), si dovranno controllare
le seguenti caratteristiche:
- coefficiente di aderenza trasversale (C.A.T.)
- microrugosità superficiale (HS)
- capacità drenante (solo per il conglomerato drenate).
Eventuali deficienze riscontrate nelle caratteristiche dei materiali impiegati potranno essere
considerate, a giudizio della Direzione Lavori, accettabili sotto penale entro determinati limiti,
ovvero non accettabili.
I materiali non accettabili sulla base dei controlli in corso d’opera, anche se definitivamente
posti in opera, dovranno essere completamente rimossi e sostituiti con altri di caratteristiche
accettabili, a totale onere dell’Impresa.
L’accettazione penalizzata potrà comunque essere applicata esclusivamente nei casi e nei limiti
sotto specificati.
Tutti i valori percentuali menzionati nel presente articolo sono intesi approssimati alla seconda
cifra decimale.
Art. 16 - GIORNALE DI CANTIERE
L’Appaltatore dovrà annotare su apposito giornale di cantiere tutte le operazioni effettuate in
cantiere.
51
Art. 17 - TEMPESTIVITA’ DELL’ASSISTENZA AI LAVORI
Di eventuali fatti che a giudizio dell’Appaltante suggeriscano la variazione del programma dei
lavori dovrà essere tempestivamente informata la D.L. o l’Ente appaltante in caso di non
reperibilità della D.L..
La D.L. avrà 24 ore di tempo per dare adeguata istruzione; trascorso tale termine l’Appaltatore
sarà compensato con i prezzi di fermo o noleggio cantiere secondo le fasi e necessità di lavoro.
Anche per il completamento la D.L. avrà 24 ore di tempo a disposizione per confermare o variare
la ”Proposta” dell’Appaltatore.
52
Ing. Antonio Piras
Via San Nicolò - Baunei (OG)
Telefono: 0782610923
ELENCO PREZZI UNITARI
OGGETTO:
Adeguamento stradale nella Via Orronnoro
COMMITTENTE:
Comune di Baunei
IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO: Ing. Antonio Piras
Ing. Antonio Piras
Numero
d'ordine
Nr. 1
Nr. 2
Nr. 3
Nr. 4
Nr. 5
Nr. 6
computo con bianche e luce
DESCRIZIONE DELL'ARTICOLO
Unità di
misura
PREZZO
UNITARIO
D.0001.0002.0001
SCAVO DI SBANCAMENTO in materie di qualsiasi natura, asciutte o bagnate, anche in
presenza d'acqua, per l'apertura o l'ampliamento di sede stradale e relativo cassonetto,
per l'eventuale bonifica del piano di posa della fondazione stradale in trincea, per
gradonature, per opere di difesa o di presidio e per l'impianto di opere d'arte; per
l'apertura della sede di impianto dei fabbricati; esclusa la demolizione di massicciate
stradali esistenti; compreso il carico su automezzo ma escluso il trasporto a rilevato e il
trasporto a rifiuto delle materie di scavo eccedenti. Compreso: la regolarizzazione delle
scarpate e dei cigli e gli oneri per: disboscamento, taglio di alberi e cespugli,
estirpazione di ceppaie, rimozione di siepi, nonche' l'onere della riduzione con qualsiasi
mezzo dei materiali scavati in elementi di pezzatura idonea a ottenere il prescritto
addensamento dei rilevati. In terreno sia sciolto che compatto, anche misto a pietre o
trovanti di roccia di dimensioni fino a mc 0.50; escluso rocce dure e tenere.
(diconsi Euro due/86)
m3
2,86
m3
4,50
m3
10,95
m3
2,99
mc
27,27
D.0001.0002.0002
SCAVO DI SBANCAMENTO in materie di qualsiasi natura, ascutte o bagnate, anche in
presenza d'acqua, per l'apertura o l'ampliamento di sede stradale e relativo cassonetto,
per l'eventuale bonifica del piano di posa della fondazione stradale in trincea, per
gradonature, per opere di difesa o di presidio e per l'impianto di opere d'arte; per
l'apertura della sede di impianto dei fabbricati; esclusa la demolizione di massicciate
stradali esistenti; compreso il carico su automezzo ma escluso il trasporto a rilevato e il
trasporto a rifiuto delle materie di scavo eccedenti. Compreso: la regolarizzazione delle
scarpate e dei cigli e gli oneri per: disboscamento, taglio di alberi e cespugli,
estirpazione di ceppaie, rimozione di siepi, nonche' l'onere della riduzione con qualsiasi
mezzo dei materiali scavati in elementi di pezzatura idonea a ottenere il prescritto
addensamento dei rilevati. In rocce tenere di media consistenza con resistenza allo
schiacciamento inferiore a 120 kg/cmq.
(diconsi Euro quattro/50)
D.0001.0002.0029
SCAVO A SEZIONE RISTRETTA E OBBIGATA in linea per la posa di reti
idriche-fognarie di qualsiasi tipo o per cavidotti di reti elettriche e telefoniche, eseguito
con qualsiasi mezzo meccanico, fino alla profondità di m 2.00 dal piano di sbancamento
o dall'orlo del cavo, in terreno asciutto o bagnato, compreso il carico sull'automezzo ed
escluso il trasporto in terreno di qualsiasi natura, sia sciolto che compatto, anche misto
a pietre, escluso le rocce tenere e dure
(diconsi Euro dieci/95)
D.0001.0002.0040
RINTERRO DI CAVI A SEZIONE RISTRETTA E OBBLIGATA risultanti dopo
l'esecuzione dei manufatti di reti idriche-fognarie e di cavidotti di linee
elettriche-telefoniche, eseguito con materiali idonei provenienti dagli scavi, compreso la
rincalzatura e prima ricopritura, la formazione del colmo sufficiente a compensare
l'eventuale assestamento, le ricariche e il costipamento, valutato per la sezione teorica,
con l'impiego di materiali provenienti dagli scavi eseguiti nell'ambito del cantiere
(diconsi Euro due/99)
E.01 - 013
LETTO DI POSA, RINFIANCO E PRIMO RICOPRIMENTO TUBAZIONI
Fornitura, trasporto e posa in opera di sabbia di fiume o pietrischetto della pezzatura
massima di cm 1-3, disposto a strati dello spessore massimo di cm 15, per costituire il
letto di posa, il rinfianco ed il primo ricoprimento delle tubazioni. Il tutto in opera
perfettamente distribuito e costipato, compresi tutti gli oneri per la regolarizzazione del
piano di posa e per la verifica ed il rispetto delle livellette di progetto.
(diconsi Euro ventisette/27)
D.0003.0016.0003
POZZETTO PREFABBRICATO in calcestruzzo vibrocompresso, con la piastra di base
ELENCO PREZZI UNITARI
Pagina 1
Ing. Antonio Piras
Numero
d'ordine
computo con bianche e luce
DESCRIZIONE DELL'ARTICOLO
Unità di
misura
PREZZO
UNITARIO
ma senza sifone e senza copertina, dato in opera per fognature e scarichi in genere;
compreso: la fornitura del manufatto, il trasporto, lo scarico al punto di installazione e la
posa in opera con la sigillatura delle giunzioni al pozzetto delle tubazioni in entrata e in
uscita, compreso il sottofondo e il rinfianco in calcestruzzo; esclusi solamente lo scavo
e il rinterro. Dimensioni nette interne 50x50x50 cm, spessore minimo 4.5 cm
(diconsi Euro centonove/60)
Nr. 7
Nr. 8
Nr. 9
cad
109,60
ml.
32,17
cad
405,00
D.PEAD_STRUT400
Tubazione per condotte di scarico in polietilene strutturato ad alta densità, corrugato
esternamente e con parete interna liscia "tipo B" secondo pr EN 13476 (ex TC155),
realizzato a doppia parete con processo di coestrusione, irrigidito con costolatura
anulare; classe di rigidezza circonferenziale SN > (4-8) kN/m², marchiato Piip/a del IIP.
Collegamenti con bigiunto e guarnizione oppure con saldatura di testa. Diametro
Esterno 400 mm, classe SN 4 kN/m². Il sistema di giunzione a bicchiere dovrà essere:
Tradizionale con anello in gomma per De superiori a 500 mm; Con anello preinserito
tipo Flex Block (con anima rigida in polipropilene), fino al De 500,l'anello di tenuta di
tipo Flex Block dovrà risultare solidale con la sede del bicchiere a conformazione
calibrata. In ogni caso la guarnizione di tenuta dovrà essere realizzata con materiale
elastomerico ed essere conforme alla norma UNI EN 681/1.
La marcatura deve essere continua ed indelebile conforme ai requisiti sotto elencati
della norma di riferimento (UNI 10968 e prEN 13476/1), effettuata in fabbrica, su
almeno una generatrice esterna del tubo con lunghezza variabile e intervalli massimi di
due metri. La marcatura minima deve contenere almeno il nome del fabbricante o
marchio commerciale;
la norma di prodotto: UNI 10968 (e prEN13476/1); il materiale PVC-U; il diametro
nominale; la classe di rigidità nominale SN 4 la data di produzione, numero di trafila e
numero di lotto;
il marchio di conformità; I tubi devono presentare ad occhio nudo superfici lisce esenti
da asperità o imperfezioni, il tubo, colorato in tutto lo spessore della parete, deve
essere RAL 7037 (grigio opaco) o RAL 8023 (rosso bruno). La lunghezza utile delle
barre deve essere 6 metri (escluso il bicchiere).
I tubi dovranno essere prodotti da una ditta in possesso di certificati di conformità alle
norme UNI EN ISO 9002 del proprio Sistema Qualità Aziendale, rilasciati secondo UNI
CEI EN 45012 da enti terzi o società riconosciuti e accreditati Sincert. La ditta
produttrice dovrà inoltre essere in possesso di certificati di conformità del prodotto
(marchio di qualità) sulla intera gamma fornita, rilasciato secondo UNI CEI EN 45011 da
certificatore indipendente che attesti la conformità dei prodotti alla norma UNI 10968 e
prEN 13476/1
Il tutto in opera posato a perfetta regola dell'arte, compresa la fornitura, trasporto e
posa in opera della guarnizione elastomerica a labbro, perfettamente posato e
funzionante compresi gli oneri per eseguire le prove in ottemperanza al Decreto del
Ministero dei Lavori Pubblici del 12/12/1985 e secondo i metodi previsti dalla norma
UNI EN 1610.
DN 400 - altezza della struttura 10,9 mm - SN 4 kN/mq - codice U ml 56,23
(diconsi Euro trentadue/17)
D.0003.0016.0007
POZZETTO PREFABBRICATO in calcestruzzo vibrocompresso, con la piastra di base
ma senza sifone e senza copertina, dato in opera per fognature e scarichi in genere;
compreso: la fornitura del manufatto, il trasporto, lo scarico al punto di installazione e la
posa in opera con la sigillatura delle giunzioni al pozzetto delle tubazioni in entrata e in
uscita, compreso il sottofondo e il rinfianco in calcestruzzo; esclusi solamente lo scavo
e il rinterro. Dimensioni nette interne 100x100x100 cm, spessore minimo 12 cm
(diconsi Euro quattrocentocinque/00)
D.0009.0001.0055
FORNITURA E POSA IN OPERA DI TUBO IN PE CORRUGATO FLESSIBILE PER
CAVIDOTTI INTERRATI per la protezione di installazioni elettriche e di
telecomunicazioni, tipo normale, giunzione a bicchiere, resistenza allo schiacciamento
450N, diametro esterno 110, esterno corrugato, interno liscio, a doppia parete. Dato in
opera esclusi gli oneri relativi allo scavo, alla formazione del letto di posa, rinfianchi ed
ELENCO PREZZI UNITARI
Pagina 2
Ing. Antonio Piras
Numero
d'ordine
computo con bianche e luce
DESCRIZIONE DELL'ARTICOLO
Unità di
misura
PREZZO
UNITARIO
al rinterro del cavidotto.
(diconsi Euro tre/81)
Nr. 10
m
3,81
kg
6,52
m3
23,00
m3
140,11
E.04 - 003
FERRO LAVORATO ZINCATO A CALDO Fornitura, trasporto e posa in opera di ferro
FERRO LAVORATO ZINCATO A CALDO
Fornitura, trasporto e posa in opera di ferro lavorato zincato a caldo per staffe,
passerelle, botole, travature semplici o composte di qualsiasi sezione o dimensione per
solai, ossature, griglie, cancellate, scale, ringhiere, sostegni e simili, in opera con due
mani di vernice, previo trattamento di primer epossidico aggrappante (minimo 300
micron), inclusa, viteria bulloneria, tasselli di fissaggio tipo HSA M 12X110/15, il tutto
conformemente ai disegni esecutivi di progetto, compresi i fori necessari, le opere
murarie e quant'altro occorrente per dare l'opera finita a regola d'arte. Kg6,52
(diconsi Euro sei/52)
Nr. 11
Nr. 12
D.0001.0003.0003
STRATO DI FONDAZIONE della massicciata stradale, eseguito con tout-venant di
cava, ovvero con idoneo misto di fiume, avente granulometria assortita, dimensione
massima degli elementi mm 71, limite di fluidita non maggiore di 25 ed indice di
plasticita nullo, incluso l'eventuale inumidimento od essicamento per portarlo all'umidita
ottima ed il costipamento fino a raggioungere almeno il 95% della massima densita
AASHO modificata nonche una portanza espressa da un modulo di deformazione Md
non inferiore a 80 N/mmq ricavato dalle prove con piastra avente diametro di cm 30;
valutato per ogni metro cubo misurato a spessore finito dopo il costipamento
(diconsi Euro ventitre/00)
D.0001.0003.0016
CONGLOMERATO BITUMINOSO (BINDER CHIUSO) PER PAVIMENTAZIONI
LEGGERE costituito da pietrisco 5-15 mm, sabbia e filler, impastato a caldo in apposito
impianto, con bitume in ragione del 5-6% in peso; steso in opera con vibrofinitrice
meccanica in sequenza di strati dello spessore compresso finito di cm 5-7, compresa la
rullatura. Valutato per mc compresso per strade urbane e extraurbane.
(diconsi Euro centoquaranta/11)
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ELENCO PREZZI UNITARI
Pagina 3
Ing. Antonio Piras
Via San Nicolò, Baunei - (OG)
Telefono 0782610923
COMPUTO METRICO ESTIMATIVO
Via Orronnoro
OGGETTO:
Adeguamento stradale nella Via Orronnoro
COMMITTENTE:
Comune di Baunei
DATA:
8 ottobre 2015
IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO: Ing. Antonio Piras
Ing. Antonio Piras
Numero
d'ordine
Nr. 1
Nr. 2
Nr. 3
computo con bianche e luce
INDICAZIONE DEI LAVORI
E DELLE SOMMINISTRAZIONI
D.0001.0002.0001
SCAVO DI SBANCAMENTO in materie di
qualsiasi natura, asciutte o bagnate, anche in
presenza
d'acqua,
per
l'apertura
o
l'ampliamento di sede stradale e relativo
cassonetto, per l'eventuale bonifica del piano
di posa della fondazione stradale in trincea,
per gradonature, per opere di difesa o di
presidio e per l'impianto di opere d'arte; per
l'apertura della sede di impianto dei
fabbricati; esclusa la demolizione di
massicciate stradali esistenti; compreso il
carico su automezzo ma escluso il trasporto
a rilevato e il trasporto a rifiuto delle materie
di
scavo
eccedenti.
Compreso:
la
regolarizzazione delle scarpate e dei cigli e
gli oneri per: disboscamento, taglio di alberi e
cespugli, estirpazione di ceppaie, rimozione
di siepi, nonche' l'onere della riduzione con
qualsiasi mezzo dei materiali scavati in
elementi di pezzatura idonea a ottenere il
prescritto addensamento dei rilevati. In
terreno sia sciolto che compatto, anche misto
a pietre o trovanti di roccia di dimensioni fino
a mc 0.50; escluso rocce dure e tenere.
raschiamento sede stradale e abbassamento
per preparazione sede stradale
Sommano m3
D.0001.0002.0002
SCAVO DI SBANCAMENTO in materie di
qualsiasi natura, ascutte o bagnate, anche in
presenza
d'acqua,
per
l'apertura
o
l'ampliamento di sede stradale e relativo
cassonetto, per l'eventuale bonifica del piano
di posa della fondazione stradale in trincea,
per gradonature, per opere di difesa o di
presidio e per l'impianto di opere d'arte; per
l'apertura della sede di impianto dei
fabbricati; esclusa la demolizione di
massicciate stradali esistenti; compreso il
carico su automezzo ma escluso il trasporto
a rilevato e il trasporto a rifiuto delle materie
di
scavo
eccedenti.
Compreso:
la
regolarizzazione delle scarpate e dei cigli e
gli oneri per: disboscamento, taglio di alberi e
cespugli, estirpazione di ceppaie, rimozione
di siepi, nonche' l'onere della riduzione con
qualsiasi mezzo dei materiali scavati in
elementi di pezzatura idonea a ottenere il
prescritto addensamento dei rilevati. In rocce
tenere di media consistenza con resistenza
allo schiacciamento inferiore a 120 kg/cmq.
raschiamento sede stradale e abbassamento
per preparazione sede stradale
Sommano m3
DIMENSIONI
IMPORTI
Quantità
par.ug.
lung.
60,00
50,00
larg.
6,00
6,00
H/peso
Unitario
Totale
0,200
72,000
2,86
205,92
90,000
4,50
405,00
0,300
D.0001.0002.0029
SCAVO A SEZIONE RISTRETTA E
OBBIGATA in linea per la posa di reti
idriche-fognarie di qualsiasi tipo o per
cavidotti di reti elettriche e telefoniche,
eseguito con qualsiasi mezzo meccanico,
fino alla profondità di m 2.00 dal piano di
sbancamento o dall'orlo del cavo, in terreno
asciutto o bagnato, compreso il carico
sull'automezzo ed escluso il trasporto in
terreno di qualsiasi natura, sia sciolto che
A RIPORTARE
COMPUTO METRICO ESTIMATIVO
610,92
Pagina 1
Ing. Antonio Piras
Numero
d'ordine
computo con bianche e luce
INDICAZIONE DEI LAVORI
E DELLE SOMMINISTRAZIONI
DIMENSIONI
IMPORTI
Quantità
par.ug.
lung.
larg.
H/peso
Unitario
RIPORTO
compatto, anche misto a pietre, escluso le
rocce tenere e dure
rete acque bianche
rete illuminazione
plinti pali
Sommano m3
Nr. 4
Nr. 5
610,92
4,00
D.0001.0002.0040
RINTERRO
DI
CAVI
A
SEZIONE
RISTRETTA E OBBLIGATA risultanti dopo
l'esecuzione
dei
manufatti
di
reti
idriche-fognarie e di cavidotti di linee
elettriche-telefoniche, eseguito con materiali
idonei provenienti dagli scavi, compreso la
rincalzatura e prima ricopritura, la formazione
del colmo sufficiente a compensare
l'eventuale assestamento, le ricariche e il
costipamento, valutato per la sezione teorica,
con l'impiego di materiali provenienti dagli
scavi eseguiti nell'ambito del cantiere
rete acque bianche
rete illuminazione
Sommano m3
0,50
0,50
1,00
0,50
0,50
1,000
1,000
1,000
134,000
10,95
1.467,30
130,000
2,99
388,70
15,600
27,27
425,41
4,000
109,60
438,40
1,000
1,000
E.01 - 013
LETTO DI POSA, RINFIANCO E PRIMO
RICOPRIMENTO TUBAZIONI
Fornitura, trasporto e posa in opera di sabbia
di fiume o pietrischetto della pezzatura
massima di cm 1-3, disposto a strati dello
spessore massimo di cm 15, per costituire il
letto di posa, il rinfianco ed il primo
ricoprimento delle tubazioni. Il tutto in opera
perfettamente
distribuito
e
costipato,
compresi tutti gli oneri per la regolarizzazione
del piano di posa e per la verifica ed il
rispetto delle livellette di progetto.
2,00
Nr. 7
130,00
130,00
1,00
130,00
130,00
Sommano mc
Nr. 6
Totale
D.0003.0016.0003
POZZETTO
PREFABBRICATO
in
calcestruzzo vibrocompresso, con la piastra
di base ma senza sifone e senza copertina,
dato in opera per fognature e scarichi in
genere; compreso: la fornitura del manufatto,
il trasporto, lo scarico al punto di installazione
e la posa in opera con la sigillatura delle
giunzioni al pozzetto delle tubazioni in entrata
e in uscita, compreso il sottofondo e il
rinfianco in calcestruzzo; esclusi solamente
lo scavo e il rinterro. Dimensioni nette interne
50x50x50 cm, spessore minimo 4.5 cm
caditoie
Sommano cad
130,00
0,15
0,400
4,00
D.PEAD_STRUT400
Tubazione per condotte di scarico in
polietilene strutturato ad alta densità,
corrugato esternamente e con parete interna
liscia "tipo B" secondo pr EN 13476 (ex
TC155), realizzato a doppia parete con
processo di coestrusione, irrigidito con
costolatura anulare; classe di rigidezza
circonferenziale SN > (4-8) kN/m², marchiato
Piip/a del IIP. Collegamenti con bigiunto e
guarnizione oppure con saldatura di testa.
Diametro Esterno 400 mm, classe SN 4
A RIPORTARE
COMPUTO METRICO ESTIMATIVO
3.330,73
Pagina 2
Ing. Antonio Piras
Numero
d'ordine
computo con bianche e luce
INDICAZIONE DEI LAVORI
E DELLE SOMMINISTRAZIONI
DIMENSIONI
IMPORTI
Quantità
par.ug.
lung.
larg.
H/peso
Unitario
RIPORTO
Totale
3.330,73
kN/m². Il sistema di giunzione a bicchiere
dovrà essere: Tradizionale con anello in
gomma per De superiori a 500 mm; Con
anello preinserito tipo Flex Block (con anima
rigida in polipropilene), fino al De 500,l'anello
di tenuta di tipo Flex Block dovrà risultare
solidale con la sede del bicchiere a
conformazione calibrata. In ogni caso la
guarnizione di tenuta dovrà essere realizzata
con materiale elastomerico ed essere
conforme alla norma UNI EN 681/1.
La marcatura deve essere continua ed
indelebile conforme ai requisiti sotto elencati
della norma di riferimento (UNI 10968 e prEN
13476/1), effettuata in fabbrica, su almeno
una generatrice esterna del tubo con
lunghezza variabile e intervalli massimi di
due metri. La marcatura minima deve
contenere almeno il nome del fabbricante o
marchio commerciale;
la norma di prodotto: UNI 10968 (e
prEN13476/1); il materiale PVC-U; il diametro
nominale; la classe di rigidità nominale SN 4
la data di produzione, numero di trafila e
numero di lotto;
il marchio di conformità; I tubi devono
presentare ad occhio nudo superfici lisce
esenti da asperità o imperfezioni, il tubo,
colorato in tutto lo spessore della parete,
deve essere RAL 7037 (grigio opaco) o RAL
8023 (rosso bruno). La lunghezza utile delle
barre deve essere 6 metri (escluso il
bicchiere).
I tubi dovranno essere prodotti da una ditta in
possesso di certificati di conformità alle
norme UNI EN ISO 9002 del proprio Sistema
Qualità Aziendale, rilasciati secondo UNI CEI
EN 45012 da enti terzi o società riconosciuti
e accreditati Sincert. La ditta produttrice
dovrà inoltre essere in possesso di certificati
di conformità del prodotto (marchio di qualità)
sulla intera gamma fornita, rilasciato secondo
UNI CEI EN 45011 da certificatore
indipendente che attesti la conformità dei
prodotti alla norma UNI 10968 e prEN
13476/1
Il tutto in opera posato a perfetta regola
dell'arte, compresa la fornitura, trasporto e
posa in opera della guarnizione elastomerica
a labbro, perfettamente posato e funzionante
compresi gli oneri per eseguire le prove in
ottemperanza al Decreto del Ministero dei
Lavori Pubblici del 12/12/1985 e secondo i
metodi previsti dalla norma UNI EN 1610.
DN 400 - altezza della struttura 10,9 mm SN 4 kN/mq - codice U ml 56,23
130,00
Sommano ml.
Nr. 8
130,000
32,17
4.182,10
D.0003.0016.0007
POZZETTO
PREFABBRICATO
in
calcestruzzo vibrocompresso, con la piastra
di base ma senza sifone e senza copertina,
dato in opera per fognature e scarichi in
genere; compreso: la fornitura del manufatto,
il trasporto, lo scarico al punto di installazione
e la posa in opera con la sigillatura delle
giunzioni al pozzetto delle tubazioni in entrata
A RIPORTARE
COMPUTO METRICO ESTIMATIVO
7.512,83
Pagina 3
Ing. Antonio Piras
Numero
d'ordine
computo con bianche e luce
INDICAZIONE DEI LAVORI
E DELLE SOMMINISTRAZIONI
DIMENSIONI
IMPORTI
Quantità
par.ug.
lung.
larg.
H/peso
Unitario
RIPORTO
e in uscita, compreso il sottofondo e il
rinfianco in calcestruzzo; esclusi solamente
lo scavo e il rinterro. Dimensioni nette interne
100x100x100 cm, spessore minimo 12 cm
pozzetto incrocio
Sommano cad
Nr. 9
Totale
7.512,83
1,00
1,000
405,00
405,00
130,000
3,81
495,30
110,000
6,52
717,20
123,000
23,00
2.829,00
D.0009.0001.0055
FORNITURA E POSA IN OPERA DI TUBO
IN PE CORRUGATO FLESSIBILE PER
CAVIDOTTI INTERRATI per la protezione di
installazioni elettriche e di telecomunicazioni,
tipo normale, giunzione a bicchiere,
resistenza
allo
schiacciamento
450N,
diametro esterno 110, esterno corrugato,
interno liscio, a doppia parete. Dato in opera
esclusi gli oneri relativi allo scavo, alla
formazione del letto di posa, rinfianchi ed al
rinterro del cavidotto.
130,00
Sommano m
Nr. 10
Nr. 11
E.04 - 003
FERRO LAVORATO ZINCATO A CALDO
Fornitura, trasporto e posa in opera di ferro
FERRO LAVORATO ZINCATO A CALDO
Fornitura, trasporto e posa in opera di ferro
lavorato zincato a caldo per staffe,
passerelle, botole, travature semplici o
composte di qualsiasi sezione o dimensione
per solai, ossature, griglie, cancellate, scale,
ringhiere, sostegni e simili, in opera con due
mani di vernice, previo trattamento di primer
epossidico
aggrappante
(minimo
300
micron), inclusa, viteria bulloneria, tasselli di
fissaggio tipo HSA M 12X110/15, il tutto
conformemente ai disegni esecutivi di
progetto, compresi i fori necessari, le opere
murarie e quant'altro occorrente per dare
l'opera finita a regola d'arte.
griglie per caditoie
griglia per pozzetto incrocio
Sommano kg
6,52
20,000
30,000
D.0001.0003.0003
STRATO DI FONDAZIONE della massicciata
stradale, eseguito con tout-venant di cava,
ovvero con idoneo misto di fiume, avente
granulometria assortita, dimensione massima
degli elementi mm 71, limite di fluidita non
maggiore di 25 ed indice di plasticita nullo,
incluso
l'eventuale
inumidimento
od
essicamento per portarlo all'umidita ottima ed
il costipamento fino a raggioungere almeno il
95% della massima densita AASHO
modificata nonche una portanza espressa da
un modulo di deformazione Md non inferiore
a 80 N/mmq ricavato dalle prove con piastra
avente diametro di cm 30; valutato per ogni
metro cubo misurato a spessore finito dopo il
costipamento
110,00
20,00
slargo
Sommano m3
Nr. 12
Kg
4,00
1,00
6,00
8,00
0,150
0,150
D.0001.0003.0016
CONGLOMERATO BITUMINOSO (BINDER
CHIUSO)
PER
PAVIMENTAZIONI
A RIPORTARE
COMPUTO METRICO ESTIMATIVO
11.959,33
Pagina 4
Ing. Antonio Piras
Numero
d'ordine
computo con bianche e luce
INDICAZIONE DEI LAVORI
E DELLE SOMMINISTRAZIONI
DIMENSIONI
IMPORTI
Quantità
par.ug.
lung.
larg.
H/peso
Unitario
RIPORTO
LEGGERE costituito da pietrisco 5-15 mm,
sabbia e filler, impastato a caldo in apposito
impianto, con bitume in ragione del 5-6% in
peso; steso in opera con vibrofinitrice
meccanica in sequenza di strati dello
spessore compresso finito di cm 5-7,
compresa la rullatura. Valutato per mc
compresso per strade urbane e extraurbane.
tratto alto
tratto basso, slargo
Sommano m3
Totale
11.959,33
110,00
20,00
6,00
8,00
0,050
0,050
41,000
140,11
5.744,51
L'importo totale è pari a Euro 17.703,84
(diconsi
Euro
diciassettemila
settecentotre/84)
----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------A RIPORTARE
COMPUTO METRICO ESTIMATIVO
17.703,84
Pagina 5
QUADRO ECONOMICO
IMPORTO LAVORI A BASE D'ASTA
ONERI PER LA SICUREZZA
TOTALE LAVORI E SICUREZZA
€
€
I.V.A SUI LAVORI
TOTALE SOMME A DISPOSIZIONE
TOTALE PROGETTO
22% €
17.703,84
572,97
€
18.276,81
4.020,90
€
€
4.020,90
22.297,71
sicurezza
1ª settimana
2ª settimana
3ª settimana
4ª settimana
5ª settimana
6ª settimana
7ª settimana
l m m g v s d l m m g v s d l m m g v s d l m m g v s d l m m g v s d l m m g v s d l m m g v s d
Delimitazione del cantiere con elementi tipo new jersey
Scavo di sbancamento eseguito con mezzi meccanici
Scavo a sezione ristretta eseguito con mezzi meccanici
Calcestruzzi leggeri
Asfaltatura
Formazione della massicciata stradale
Realizzazione di marciapiede in cls
Posa di pozzetto stradale completo di chiusino carrabile
Fornitura CLS con autobetonpompa
8ª settimana
9ª settimana
10ª settimana
11ª settimana
12ª settimana
13ª settimana
14ª settimana
l m m g v s d l m m g v s d l m m g v s d l m m g v s d l m m g v s d l m m g v s d l m m g v s d
Delimitazione del cantiere con elementi tipo new jersey
Scavo di sbancamento eseguito con mezzi meccanici
Scavo a sezione ristretta eseguito con mezzi meccanici
Calcestruzzi leggeri
Asfaltatura
Formazione della massicciata stradale
Realizzazione di marciapiede in cls
Posa di pozzetto stradale completo di chiusino carrabile
Fornitura CLS con autobetonpompa
15ª settimana
16ª settimana
17ª settimana
18ª settimana
19ª settimana
20ª settimana
21ª settimana
l m m g v s d l m m g v s d l m m g v s d l m m g v s d l m m g v s d l m m g v s d l m m g v s d
Delimitazione del cantiere con elementi tipo new jersey
Scavo di sbancamento eseguito con mezzi meccanici
Scavo a sezione ristretta eseguito con mezzi meccanici
Calcestruzzi leggeri
Asfaltatura
Formazione della massicciata stradale
Realizzazione di marciapiede in cls
Posa di pozzetto stradale completo di chiusino carrabile
Fornitura CLS con autobetonpompa
CANTIERE
Ing. Antonio Piras
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
Art. 100, D. Lgs. n. 81 del 9 aprile 2008
Allegato XV, D. Lgs. 81/2008
OGGETTO:
Adeguamento stradale nella Via Baus
COMMITTENTE:
Comune di Baunei
CANTIERE:
di Baunei (dell'Ogliastra)
REDATTO DA:
Il responsabile del servizio: Ing. Antonio Piras
Il Coordinatore per la Sicurezza
Piano di Sicurezza e Coordinamento
Il Committente
Pag. 1
1. Introduzione
Il presente Piano di Sicurezza e Coordinamento è redatto dal Coordinatore per la Sicurezza in fase progettuale (CSP) in
conformità alle disposizioni dell'articolo 91 e dell'allegato XV del D. Lgs. 81/2008, così come modificato dal D. Lgs.
106/2009.
Esso rappresenta il documento progettuale della sicurezza nel cantiere individuato, e cioè, il documento nel quale il CSP ha
individuato, analizzato e valutato tutti gli elementi che possono influire sulla salute e sicurezza dei lavoratori prima dell'inizio
dei lavori per l'opera oggetto di realizzazione.
Il Piano di Sicurezza e Coordinamento contiene tutte le informazioni, le valutazioni e le misure richieste per legge o ritenute
necessarie dal CSP per assicurare la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nel cantiere in oggetto. Esso è il
risultato delle scelte progettuali ed organizzative attuate in conformità alle prescrizioni dell’articolo 100 del D.Lgs. 81/2008.
Il presente Piano contiene pertanto l'individuazione, l'analisi e la valutazione dei singoli rischi e di tutti gli elementi richiesti
per legge, con l'indicazione delle conseguenti procedure, degli apprestamenti e delle attrezzature atti a garantire per tutta la
durata dei lavori il rispetto delle norme per la prevenzione degli infortuni e la tutela della salute dei lavoratori, con particolare
riferimento alla eventuale presenza simultanea o successiva di più imprese o di lavoratori autonomi.
Contiene inoltre la stima dei costi della sicurezza, effettuata secondo le disposizioni dell'articolo 100 e del punto 4 allegato
XV del D.Lgs 81/2008 ed il cronoprogramma dei lavori in cui sono indicate, in base alla complessità dell'opera, le
lavorazioni, le fasi e le sottofasi di lavoro, la loro sequenza temporale e la loro durata.
Per facilità di riferimento e lettura, il piano è stato suddiviso in capitoli e paragrafi seguendo le prescrizioni di cui agli articoli
succitati.
2. Identificazione e descrizione dell'opera
Ubicazione del cantiere
di Baunei (dell'Ogliastra)
Descrizione sintetica dell'opera
Adeguamento stradale nella Via Baus
Layout del cantiere
Piano di Sicurezza e Coordinamento
Pag. 2
3. Anagrafica di cantiere
Committente
Comune di Baunei
Responsabile dei lavori
Ing. Antonio Piras
Coordinatore in fase di progettazione
Il responsabile del servizio: Ing. Antonio Piras
Coordinatore in fase di esecuzione
Il responsabile del servizio: Ing. Antonio Piras
Progettisti
Ing. Antonio Piras
Direzione lavori
Ing. Antonio Piras
Imprese
- _________________________
- _________________________
Piano di Sicurezza e Coordinamento
Pag. 3
4. Documentazione da tenere in cantiere
Ai sensi della vigente normativa le imprese che operano in cantiere dovranno custodire presso gli uffici di cantiere la
seguente documentazione:
- Notifica preliminare (inviata alla A.S.L. e alla D.P.L. dal committente o dal responsabile dei lavori e consegnata all'impresa
esecutrice che la deve affiggere in cantiere);
- Piano di Sicurezza e di Coordinamento;
- Fascicolo con le caratteristiche dell'Opera;
- Piano Operativo di Sicurezza di ciascuna delle imprese operanti in cantiere ed eventuali relativi aggiornamenti;
- Titolo abilitativo alla esecuzione dei lavori;
- Copia del certificato di iscrizione alla Camera di Commercio Industria e Artigianato per ciascuna delle imprese operanti in
cantiere;
- Documento unico di regolarità contributiva (DURC);
- Certificato di iscrizione alla Cassa Edile per ciascuna delle imprese operanti in cantiere;
- Copia del registro degli infortuni per ciascuna delle imprese operanti in cantiere;
- Copia del Libro Unico del Lavoro per ciascuna delle imprese operanti in cantiere;
- Verbali delle ispezioni effettuate dai funzionari degli enti di controllo che abbiano titolo in materia di ispezioni dei cantieri
(A.S.L., Ispettorato del lavoro, I.S.P.E.S.L., Vigili del fuoco, ecc.);
- Registro delle visite mediche periodiche e di idoneità alla mansione;
- Tesserini di vaccinazione antitetanica;
- Certificati di idoneità per lavoratori minorenni;
Inoltre dovrà essere conservata negli uffici del cantiere anche la seguente documentazione:
- Contratto di appalto (contratto con ciascuna impresa esecutrice e subappaltatrice);
- Autorizzazione per eventuale occupazione di suolo pubblico;
- Autorizzazioni degli enti competenti per i lavori stradali (eventuali);
- Autorizzazioni o nulla osta eventuali degli enti di tutela (Soprintendenza ai Beni Architettonici e Ambientali, Soprintendenza
archeologica, Assessorato regionale ai Beni Ambientali, ecc.);
- Segnalazione all'esercente l'energia elettrica per lavori effettuati in prossimità di parti attive;
- Denuncia di installazione all'I.S.P.E.S.L. degli apparecchi di sollevamento di portata superiore a 200 kg, con dichiarazione
di conformità a marchio CE;
- Denuncia all'organo di vigilanza dello spostamento degli apparecchi di sollevamento di portata superiore a 200 kg;
- Richiesta di visita periodica annuale all'organo di vigilanza degli apparecchi di sollevamento non manuali di portata
superiore a 200 kg;
- Documentazione relativa agli apparecchi di sollevamento con capacità superiore ai 200 kg, completi di verbali di verifica
periodica;
- Libretto d'uso e manutenzione delle macchine e attrezzature presenti sul cantiere;
- Schede di manutenzione periodica delle macchine e attrezzature;
- Dichiarazione di conformità delle macchine CE;
- Copia di autorizzazione ministeriale all'uso dei ponteggi e copia della relazione tecnica del fabbricante per i ponteggi
metallici fissi;
- Dichiarazione di conformità dell'impianto elettrico da parte dell'installatore;
- Dichiarazione di conformità dei quadri elettrici da parte dell'installatore;
- Dichiarazione di conformità dell'impianto di messa a terra, effettuata dalla ditta abilitata, prima della messa in esercizio;
- Dichiarazione di conformità dell'impianto di protezione dalle scariche atmosferiche, effettuata dalla ditta abilitata;
- Denuncia impianto di messa a terra e impianto di protezione contro le scariche atmosferiche (ai sensi del D.P.R.
462/2001);
- Comunicazione agli organi di vigilanza della dichiarazione di conformità dell'impianto di protezione dalle scariche
atmosferiche.
Telefoni di emergenza
Pronto soccorso
Elisoccorso
Vigili del fuoco
Polizia
Carabinieri
ASL
Acquedotto
ENEL
Telecom
Comune ufficio tecnico
118
118
115
113
112
(segnalazione guasti)
(segnalazione guasti)
(segnalazione guasti)
(segnalazione guasti)
[tel asl]
[tel acquedotto]
[tel enel]
[tel telecom]
[0782610923]
Per i numeri dei coordinatori, committenti e impresa vedasi la sezione dedicata ai soggetti del cantiere.
Piano di Sicurezza e Coordinamento
Pag. 4
5. Area del cantiere
Caratteristiche dell'area di cantiere
Portanza: media.
Giacitura e pendenza: pressoché pianeggiante.
Tipo di terreno: sufficientemente compatto.
Presenza di frane o smottamenti: nessuna frana o smottamento è stata mai segnalata in questa zona. Comunque non
verranno mai installate opere provvisionali su terreno di riporto soggetto a franamenti.
Profondità della falda: la falda si trova a oltre 10 metri e non è previsto il suo innalzamento, ne è possibile il suo
inquinamento in quanto non vengono utilizzate sostanze inquinanti che possono filtrare nel terreno.
Pericolo di allagamenti: il cantiere si trova in posizione tale che in caso di forte pioggia non dovrebbe verificarsi alcun
allagamento. In ogni caso verranno realizzati appositi canali per l'allontanamento delle acque superficiali, in modo che esse
non vadano ad infiltrarsi negli scavi, ed atti ad evitare che il ruscellamento possa diminuire la stabilità delle opere
provvisionali.
Rischi esterni all'area di cantiere
Altri cantieri nelle immediate vicinanze: nessuno.
Attività pericolose: nessuna attività pericolosa risulta essere insediata in vicinanza del medesimo.
Rischi trasmessi all'area circostante
Caduta di materiali all'esterno del cantiere: nelle zone di confine con aree dove è possibile il passaggio o la presenza di
persone verranno installati gli opportuni mezzi provvisionali per evitare la caduta di materiali sui pedoni.
Trasmissione di agenti inquinanti: dato che in cantiere non vengono usati agenti chimici altamente inquinanti, è da
escluderne la possibile trasmissione all'esterno.
Propagazione di rumori molesti: la propagazione dei rumori verrà ridotta al minimo, utilizzando attrezzature adeguate e
organizzando il cantiere in modo che i lavori più rumorosi, in vicinanza delle altre proprietà, vengano eseguiti nelle ore
centrali della mattinata e del pomeriggio. Inoltre prima dell'uso di utensili particolarmente rumorosi (es. martelli pneumatici)
verrà dato preavviso alle proprietà adiacenti.
Propagazione di fango o polveri: durante le fasi di demolizione verranno irrorate con acqua le opere da demolire in modo
tale che le polveri non si propaghino all'esterno, sempre che tale operazione sia possibile e non interagisca con impianti
elettrici e simili. Inoltre in caso di pioggia e in presenza di fango, i conducenti dei mezzi che accedono dal cantiere alla via
pubblica laveranno con getto d'acqua le ruote per evitare che il fango invada la sede stradale.
Per impedire l'accesso involontario di non addetti ai lavori alle zone corrispondenti del cantiere, si dovranno adottare
opportuni provvedimenti quali segnalazioni, delimitazioni, scritte e cartelli ricordanti il divieto d'accesso (cartelli di divieto) ed
i rischi quivi presenti (cartelli di avvertimento); tali accorgimenti dovranno essere di natura tale da risultare costantemente
ben visibili.
Le zone di lavoro del cantiere, quelle di stoccaggio dei materiali e manufatti e quelle di deposito-sosta dei mezzi meccanici
dovranno essere delimitate da una robusta e duratura recinzione.
Gli elementi costituenti la recinzione su spazio pubblico dovranno essere segnalati con delle sbarre rosse e bianche
inclinate di circa 45 gradi e dipinte od applicate in modo da risultare ben visibili ed identificabili da terzi. Durante le ore
notturne l'ingombro di questi dovrà risultare visibile per mezzo di opportuna illuminazione sussidiaria.
Piano di Sicurezza e Coordinamento
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6. Organizzazione del cantiere
Modalità per le recinzioni, gli accessi e le segnalazioni
Tutta l'area del cantiere verrà recintata allo scopo di impedire l'ingresso ai non addetti ai lavori. La recinzione verrà
realizzata con materiali robusti e di altezza tale da rendere non equivoco il divieto di accesso. Verranno osservate le norme
presenti nel regolamento edilizio comunale. Apposito cartello indicherà i lavori, gli estremi della concessione, i nominativi di
tutte le figure tecniche che hanno partecipato o che parteciperanno alla costruzione (per le opere pubbliche vedasi circ.
LL.PP. 01/06/1990). Verranno inoltre installati i cartelli di divieto e di avviso previsti per legge. I depositi di materiali verranno
realizzati all'interno della recinzione in modo tale da non costituire intralcio ai percorsi pedonali e veicolari. Al cantiere si
accederà tramite apposita porta che si aprirà verso l'interno e sarà inoltre munita di catenaccio di chiusura.
Delimitazione delle zone soggetto a pubblico transito.
Particolare cautela verrà osservata nelle delimitazioni delle zone soggette a pubblico transito. In particolare gli eventuali
ponteggi, su esse prospettanti, saranno provvisti di idonei parasassi e di reti di protezione contro la caduta di materiali
dall'alto. Se il cantiere occupa parte della sede stradale o comunque è in prossimità di essa, le opere provvisionali verranno
opportunamente segnalate con cartelli, bande colorate e segnalatori notturni.
Delimitazione delle zone soggette a servitù di passaggio a favore di fondi limitrofi.
Se vi sono diritti di passaggio a favore di fondi limitrofi, le zone oggetto di tali servitù verranno opportunamente delimitate ed
eventualmente spostate in posizione non pericolosa.
Servizi igienico-assistenziali
Prefabbricato tipo chimico:
Nel cantiere è installato un servizio igienico a funzionamento chimico con additivo chimico antifermentativo antiodore, con
pozzetto liquami a caduta diretta privo di meccanismi idraulici con capacità di circa 180 lt. / usi 250 - 300.
Il servizio è dotato di sapone liquido e salviette di carta monouso. L'areazione è garantita da finestratura apribile.
Si utilizza acqua minerale:
Non essendo possibile l'approvvigionamento di acqua potabile dall'acquedotto pubblico, alle maestranze verrà fornita acqua
minerale e bicchieri di carta monouso.
Viabilità principale di cantiere
Accesso al cantiere stradale con barriere:
Per accedere alla zona oggetto dell'intervento verrà utilizzato un apposito spazio delimitato da transenne che verranno
rimosse durante le ore di lavoro e reinstallate al temine della giornata lavorativa.
Cantiere stradale:
Considerata lo spazio ristretto nel quale si trovano ad operare i mezzi meccanici e i lavoratori a terra, è fatto obbligo ai
mezzi di procedere a passo d'uomo. Durante le fasi di manovra degli automezzi il personale si allontana dal raggio di
azione.
Alle maestranze è fatto divieto di attraversare la carreggiata se su essa transita il traffico veicolare.
Viabilità esterna al cantiere
Chiusura totale della strada:
La strada oggetto dei lavori viene chiusa al traffico veicolare e pedonale per tutto il tempo necessario al completamento dei
lavori che interessano la strada medesima.
Sono appositi cartelli di deviazione e di segnalazione del cantiere. Durante le ore notturne è garantita la segnalazione
luminosa.
Vengono richieste preventivamente le prescritte autorizzazioni all'ente gestore della strada.
Vengono realizzate delle passatoie con funzione di marciapiede:
Per regolamentare il traffico pedonale esterno e per proteggerlo dal traffico veicolare vengono realizzate passatoie protette.
Impianti di illuminazione
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In cantiere è garantito un livello di illuminamento non inferiore a 30 lux, ottenuta tramite lampade a bassissima tensione di
sicurezza tramite trasformatore di sicurezza.
Dislocazione delle zone di carico e scarico
Il carico e lo scarico di materiale avviene in zone appositamente destinate ed individuate nel layout di cantiere.
Dette zone sono mantenute libere e non devono essere occupate da attrezzature o da materiali di risulta.
Nel caso una zona non possa essere utilizzata per lo scarico, l’individuazione di un’altra zona è eseguita a cura del
responsabile del cantiere, previa richiesta al CSE.
Dislocazione delle zone di deposito
Ubicazione: ai fini dell'ubicazione dei depositi, l'impresa deve considerare opportunamente la viabilità interna ed esterna, le
aree lavorative, l'eventuale pericolosità dei materiali ed i problemi di stabilità del terreno.
E’ fatto divieto di predisporre depositi di materiali sul ciglio degli scavi ed accatastamenti eccessivi in altezza; il deposito di
materiale in cataste, pile, mucchi va sempre effettuato in modo razionale e tale da evitare crolli o cedimenti pericolosi.
E’ fatto obbligo di allestire i depositi di materiali - così come le eventuali lavorazioni che possono costituire pericolo - in zone
appartate del cantiere e delimitate in modo conveniente.
Accatastamento materiali: l'altezza massima per le cataste deve essere valutata in funzione della sicurezza al ribaltamento,
dello spazio necessario per i movimenti e della necessità di accedere per l'imbraco; le cataste non devono appoggiare o
premere su pareti non idonee a sopportare sollecitazioni.
Occorre utilizzare adeguate rastrelliere per lo stoccaggio verticale dei materiale (lamiere, lastre o pannelli). Le scorte di
reattivi e solventi vanno tenuti in un area fresca, aerata e protetta dalle radiazioni solari.
Se si dovessero riscontrare delle problematiche di stoccaggio, i materiali dovranno essere trasportati in cantiere
giornalmente o settimanalmente in funzione delle lavorazioni da compiersi.
Gli impalcati dei ponteggi, e le relative zone di passaggio, dovranno essere mantenute sgombre da materiali ed attrezzature
non più in uso; i materiali eventualmente depositati sul ponteggio dovranno essere quelli strettamente necessari per
l'andamento dei lavori.
Movimentazione dei carichi: per la movimentazione dei carichi dovranno essere usati, quanto più possibile, mezzi ausiliari
atti ad evitare o ridurre le sollecitazioni sugli addetti. Al manovratore del mezzo di sollevamento o trasporto dovrà essere
garantito il controllo delle condizioni di tutto il percorso, anche con l'ausilio di un eventuale aiutante. I percorsi per la
movimentazione dei carichi sospesi dovranno essere scelti in modo da evitare, quanto più possibile, che essi interferiscano
con zone in cui si trovino persone; diversamente la movimentazione dei carichi dovrà essere opportunamente segnalata al
fine di consentire il loro spostamento.
Deposito del materiale da costruzione: il layout di cantiere individua la zona da utilizzarsi per l'accatastamento dei materiali
da costruzione. L'appaltatore potrà rilocalizzare l'area previa preavviso al coordinatore in fase esecutiva.
L'area è posizionata in modo da non interferire con apprestamenti o con le attrezzature o con passaggi pedonali. Il materiale
è accatastato in modo ordinato e, per i materiali impilati, verranno utilizzati appositi bancali con paletizzazione al suolo. In
ogni caso il materiale verrà accatastato in modo da evitare crolli intempestivi o cedimenti del terreno.
Deposito del materiale di risulta: il layout del cantiere individua l'area utilizzata per l'accatastamento temporaneo dei
materiali di risulta. L'area è scelta in modo tale da non interferire con le zone di passaggio e da non creare pericoli di
franamento. Il materiale è accatastato in modo tale da evitare crolli intempestivi.
Alle maestranze è fatto divieto di gettare materiale tossico o nocivo.
Deposito del ferro: il layout di cantiere individua la zona da utilizzarsi per l'accatastamento dei ferri da sagomare e/o
sagomati. L'appaltatore potrà rilocalizzare l'area previa preavviso al coordinatore in fase esecutiva.
L'area è posizionata in modo da non interferire con i passaggi veicolari e pedonali. I ferri sono accatastati in modo ordinato e
comunque in modo tale da evitare inciampi. I tronconi di scarto sono accumulati in apposito spazio in attesa di essere
smaltiti
Gestione dei rifiuti in cantiere
Si riportano di seguito le modalità di gestione dei rifiuti prodotti in cantiere, che dovranno essere seguite da parte delle
imprese.
Smaltimento in discarica di macerie prodotte in cantiere: le macerie devono essere depositate in un'area delimitata e
segnalata attraverso apposita cartellonistica, dove deve essere indicato il cod. CER del rifiuto e la descrizione dello stesso
(CER 17.09.04, rifiuti misti dell'attività di costruzione e demolizione).
I rifiuti non pericolosi (macerie) stoccati in cantiere devono essere avviati alle operazioni di recupero o smaltimento: al
raggiungimento dei 20 mc, ogni due mesi o almeno una volta all’anno se non si raggiungono i 20 mc.
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La presa in carico delle macerie (la registrazione su apposita modulistica della quantità di macerie stoccate nel cantiere
prima di essere recuperate o portate allo smaltimento) deve essere annotata sul registro di carico e scarico dei rifiuti entro
una settimana dalla produzione delle stesse, nel caso in cui il rifiuto sopraccitato venga consegnato a terzi per le fasi di
recupero o smaltimento. Il registro di carico e scarico dei rifiuti deve essere vidimato presso l’Ufficio competente.
Il trasporto delle macerie alla discarica può essere effettuato direttamente dalla ditta produttrice del rifiuto, senza la
necessità di ottenere autorizzazioni, in quanto non rientra nella categoria dei rifiuti pericolosi. Si rende noto che il trasporto
delle macerie deve essere accompagnato da apposito formulario di identificazione vidimato presso l’Ufficio competente.
Attività di recupero delle macerie prodotte in cantiere: le macerie devono essere depositate in un'area delimitata e segnalata
attraverso apposita cartellonistica, dove deve essere indicato il cod. CER del rifiuto e la descrizione dello stesso (CER
17.09.04, rifiuti misti dell'attività di costruzione e demolizione). La fase di stoccaggio dei rifiuti prima del recupero, viene
definita messa in riserva e deve essere autorizzata dalla Provincia territorialmente competente.
La presa in carico delle macerie (la registrazione su apposita modulistica della quantità di macerie stoccate nel cantiere
prima di essere recuperate o portate allo smaltimento) deve essere annotata sul registro di carico e scarico dei rifiuti entro
24 ore dalla produzione delle stesse. Il registro di carico e scarico dei rifiuti deve essere vidimato presso l’Ufficio
competente.
Le macerie prima di poter essere riutilizzate, devono essere sottoposte ad un processo di recupero autorizzato dalla
Provincia territorialmente competente.
Il processo di recupero sopraccitato deve rispondere ai requisiti richiesti dal DM 5.02.98 ed in particolare: macinazione,
vagliatura, selezione granulometrica e separazione della frazione metallica e delle frazioni indesiderate. Il prodotto così
ottenuto deve essere sottoposto al test di cessione, presso un laboratorio chimico autorizzato. La durata del test di cessione
è di circa venti giorni. Una volta ottenuto il risultato del test, se rispondente ai parametri di legge, la materia prima ottenuta
può essere riutilizzata in diversi siti. La validità del test di cessione è di 2 anni.
Il trasporto delle macerie dalla sede dove avverrà la fase di recupero può essere effettuata direttamente dalla ditta
produttrice del rifiuto (ditta A) senza la necessità di ottenere autorizzazioni, in quanto non rientra nella categoria dei rifiuti
pericolosi. Nel caso in cui la demolizione venga effettuata dalla (ditta A), mentre il trasporto ed il recupero delle macerie
vengano affidati alla (ditta B), si rende noto che quest'ultima deve essere autorizzata (dagli organi competenti) sia al
trasporto dei rifiuti, che al riutilizzo degli stessi. Inoltre la ditta (A) deve ottenere copia delle autorizzazioni al trasporto e
recupero della ditta "B". Si rende noto che il trasporto delle macerie deve essere accompagnato da apposito formulario di
identificazione in entrambi i casi. Il formulario di identificazione deve essere vidimato presso l’Ufficio competente.
Le ditte che effettuano attività di recupero di rifiuti sono tenute a comunicare annualmente tramite la denuncia al catasto dei
rifiuti le quantità e le caratteristiche qualitative dei rifiuti recuperati.
Altre tipologie di rifiuti: dalla lavorazione in cantiere possono scaturire altre tipologie di rifiuti oltre alle macerie, quali a titolo
puramente indicativo e non esaustivo: bancali in legno, carta (sacchi contenenti diversi materiali), nylon, latte sporche di
vernici, bidoni sporchi di collanti, guanti usurati.
Per ogni tipologia di rifiuto, deve essere attribuito un codice CER. Per i rifiuti sopraindicati essi sono: 15.01.06 imballaggi in
materiali misti, 15.01.04 imballaggi metallici, 15.01.02 imballaggi in plastica, 15.02.03 indumenti protettivi.
7. Informazioni di carattere generale
Misure di protezione connesse alla presenza di linee aeree o interrate
Linee elettriche aeree esterne al cantiere: è presente una linea Enel la cui distanza non interferisce con il cantiere. In ogni
caso nessuna opera provvisionale verrà installata (gru, ponteggi ) a meno di 5 metri dalla linea, tenendo anche conto della
lunghezza dei materiali sollevati. Particolare cautela verrà osservata durante il transito in vicinanza di linee elettriche, specie
per i mezzi con bracci meccanici.
Linee elettriche aeree interne al cantiere: le linee elettriche, eventualmente presenti, verranno rimosse a cura dei tecnici
Enel prima dell'inizio dei lavori.
Linee elettriche interrate: nella zona perimetrata del cantiere le planimetrie dell'Enel non segnalano alcuna linea di loro
proprietà. Nel caso che vengano individuate linee privata, esse vanno opportunamente segnalate e nessuno scavo dovrà
eseguirsi a meno di 1.50 metri di distanza.
Acquedotto cittadino: l'acquedotto cittadino transita al centro della via pubblica e non costituisce intralcio ai normali lavori.
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Fognatura pubblica: la fognatura pubblica transita al centro della via pubblica e non costituisce intralcio ai normali lavori. È
opportuno però adottare sistemi che impediscano il ritorno di acque (ad esempio in presenza di forti temporali) utilizzando
una valvola di non ritorno.
Altri: nessun altro impianto risulta transitare nell'area del cantiere. Prima dell'inizio degli scavi il coordinatore all'esecuzione
dei lavori eseguirà un sopralluogo per verificare la presenza di linee o reti non segnalate.
Misure generali di protezione contro il rischio di seppellimento
Prima di procedere alle operazioni di scavo verranno accertate le condizioni intrinseche (proprie del terreno) ed estrinseche
(provenienti dall'ambiente ). Gli scavi non saranno eseguiti in vicinanza di opere provvisionali (ponti, impalcature, gru
ecc.).Le pareti dello scavo avranno una inclinazione tale da evitare il franamento. Nel caso che lo scavo debba essere
eseguito a parete verticale ed ad una profondità maggiore di 1,50 metri, le pareti saranno opportunamente armate. Per
profondità comprese tra 1,00 e 1,50 metri e in presenza di lavori che obbligano le maestranze a lavorare chini all'interno
dello scavo (es. posa in opera di tubazioni), verranno comunque eseguite opere o sistemi che evitino il franamento delle
pareti. Sul bordo degli scavi non verrà depositato materiale, né transiteranno mezzi pesanti. Gli scavi saranno provvisti di
veloci vie di fuga, realizzate anche mediante gradinate armate o mediante scale. Lungo tutto il perimetro dello scavo verrà
realizzato un riparo atto ad evitare la caduta di persone al suo interno.
Misure generali di protezione contro il rischio di caduta dall'alto
La caduta di persone da posti di lavoro, a quota maggiore di 2 metri dal piano sottostante, verrà impedita con idonee misure
di prevenzione, di norma parapetti, ripiani, passerelle, ponteggi, ecc. Quando non sia possibile l'installazione di tali mezzi,
verranno utilizzate misure collettive o personali tali da ridurre al minimo il danno conseguente alle eventuali cadute (es. reti
di protezione, funi di trattenuta ecc.).
Misure per la salubrità dell'aria in galleria
Nei lavori eseguiti in sotterraneo devono essere utilizzati sistemi di lavorazione, macchine ed impianti che producono la
minore quantità possibile di polveri. Quando si procede alla bagnatura delle pareti di scavo, per impedire la diffusione
nell’aria delle polveri, devono essere impiegati spruzzatori od innaffiatori e non getti violenti d’acqua. Anche la perforazione
delle rocce deve essere eseguita mediante l’utilizzo di macchine munite di dispositivo per l’aspirazione delle polveri.
Misure di protezione contro i rischi da esposizione ad agenti chimici
Identificazione dei fattori di rischio: vengono preventivamente identificate le lavorazioni nelle quali necessita l’uso di
sostanze chimiche potenzialmente dannose per i lavoratori, siano esse classificate pericolose o meno.
Vengono altresì identificate le eventuali emissioni esterne alle lavorazioni provenienti dall’ambiente esterno o dall’attività del
committente.
Individuate le lavorazioni o le fonti emissive, vengono identificate le sostanze al fine di attuare le adeguate misure di
prevenzione.
Identificazione dei lavoratori esposti al rischio: per ogni singola lavorazione nella quale si fa uso di agenti chimici, vengono
individuati i lavoratori che possono subire danni dall’uso diretto o indiretto di dette sostanze. Vengono altresì valutate la
durata, il livello di esposizione e i valori limite professionali e biologici.
Per le emissioni esterne vengono identificate ed opportunamente segnalate le zone di influenza all’interno delle quali
occorre attuare le misure di cui al successivo punto “Misure di prevenzione e protezione”.
Identificazione dei rischi a cui sono sottoposti i lavoratori: in presenza di agenti chimici vengono individuati i rischi ed i danni
alla salute dei lavoratori ed in particolare:
- incendi o esplosioni a causa del grado di infiammabilità delle sostanze o per la creazione di miscele esplosive nel caso
vengano a contatto di acqua, aria od altre sostanze;
- aumento del pericolo di cancro per contatto, ingestione o inalazione;
- intossicazioni per contatto o inalazione;
- lesioni cutanee per contatto;
- danni ereditari nelle prole per contatto, inalazione o ingestione;
- sensibilizzazioni e allergie per contatto, inalazione o ingestione;
- combinazione di sostanze chimiche.
Misure di prevenzione e protezione: in presenza di agenti chimici nocivi vengono adottate le seguenti misure di prevenzione
e protezione:
- viene preliminarmente valutata la possibilità di sostituire gli agenti chimici con sostanze a più basso tasso di tossicità;
- vengono ridotti al minimo i lavoratori a contatto con le sostanze e il tempo in cui il lavoratore rimane esposto agli effetti
nocivi;
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- vengono attivate misure igieniche adeguate, in funzione del tipo di sostanza (pulizia delle parti del corpo a contatto con la
sostanza, sostituzione di indumenti);
- viene evitato l’uso di attrezzature o sistemi di lavoro in grado di sprigionare scintille o calore durante l’uso di agenti chimici
infiammabili o esplosivi;
- i prodotti in uso sono accompagnati dalla scheda di sicurezza;
- i prodotti sono mantenuti nella loro confezione originale e custoditi in appositi locali tenendo conto della temperatura in
relazione al tipo di agente;
- vengono attivate misure per ridurre al minimo la tossicità (quali l’areazione dei locali tramite aspiratori per i vapori e fumi
tossici, in caso di uso in luoghi chiusi);
- i lavoratori sono formati sull’uso della sostanza e informati sui rischi derivanti e sulle etichettature di sicurezza;
- i lavoratori sono dotati di appositi dpi in relazione alla sostanza utilizzata.
Sorveglianza sanitaria: sono sottoposti a sorveglianza sanitaria i lavoratori che risultano esposti ad agenti chimici che sono
classificati come: molto tossici, tossici, nocivi, sensibilizzanti, corrosivi, irritanti, tossici per il ciclo riproduttivo, cancerogeni e
mutageni di categoria 3.
Viene attuato il monitoraggio biologico per i lavoratori esposti agli agenti per i quali e' stato fissato un valore limite biologico.
Misure di protezione contro i rischi da movimentazione manuale dei carichi
Identificazione dei fattori di rischio: vengono preventivamente identificate le attività lavorative di movimentazione manuale
dei carichi che comportano per i lavoratori rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari.
Successivamente vengono valutati i fattori di rischio ed in particolare:
- carico eccessivamente pesante (oltre i 25 Kg) in relazione alla massa del lavoratore;
- carico che, per forma e dimensione, risulta difficilmente maneggiabile ancorché il peso sia compreso fra i 10 ed i 25 kg;
- carico posizionato in modo tale da compromettere l’equilibrio del lavoratore;
- carico posizionato in modo tale da impedire al lavoratore, nella fase di sollevamento, l’avvicinamento al tronco;
- carico posizionato in modo tale da far sì che il lavoratore debba compiere movimenti di torsione del corpo o debba curvare
il dorso;
- lavoro che comporti movimenti ripetitivi di sollevamento carichi;
- lavoratore portatore di patologie che possono essere aggravate dalla movimentazione dei carichi.
Identificazione dei lavoratori esposti al rischio: una volta valutati i fattori di rischio, vengono individuati i lavoratori esposti in
relazione all’organizzazione del lavoro, alle fasi lavorative, ai compiti di ciascun lavoratore ed alla rispettiva età. Detti
lavoratori vengono opportunamente informati e formati sui rischi, sui danni all’apparato dorso-lombare e sulle modalità di
prevenzione.
Vengono altresì individuati i lavoratori che, per patologie o per età, possono essere sottoposti a ulteriori fattori di rischio.
Identificazione dei rischi a cui sono sottoposti i lavoratori: vengono altresì individuati i rischi a cui sono sottoposti i lavoratori
durante le operazioni di movimentazione manuale dei carichi:
- schiacciamento delle vertebre a causa dell’eccessivo carico o della curvatura del dorso;
- ernie del disco intervertebrale;
- micro rotture degli anelli intervertebrali;
- danni causati da movimenti ripetitivi e comportanti sollevamento di carichi.
Valutazione del rischio: i rischi sono valutati tenuto conto dei fattori sopra elencati, del cantiere e delle norme ISO 11228
parte 1, 2 e 3. In particolare, la verifica di dette norme viene eseguita utilizzando le apposite checklist con riferimento alle
azioni di sollevamento, spinta, traino e frequenza.
Misure di prevenzione e protezione: in presenza di rischio da movimentazione manuale dei carichi vengono attuate le
seguenti misure di prevenzione e protezione:
- i materiali vengono sollevati con l’ausilio di attrezzature meccaniche quali gru, argani, carrelli ecc;
- i materiali vengono stoccati in vicinanza degli apparati di sollevamento;
- la pavimentazione della zona di stoccaggio è orizzontale e non presenza sconnessioni che possano compromettere
l’equilibrio del lavoratore;
- i materiali sono confezionati in modo tale che il peso che il lavoratore deve movimentare non sia superiore a 25 Kg (20 Kg
per giovani e anziani);
- la forma degli involucri è tale che il lavoratore possa eseguire una presa salda con le braccia vicino al busto;
- i materiali sono posizionati ad un’altezza da terra superiore a 60 cm ed inferiore a 1,30 m., in modo tale che il lavoratore
possa sollevarli senza piegare la schiena;
- il lavoratore è informato che il carico va sollevato tenendolo vicino al busto, piegando leggermente le ginocchia e tenendo
la schiena eretta;
- i materiali sono posizionati ed accatastati in modo tale che il lavoratore non debba sporgersi o compiere movimenti di
rotazione del busto;
- nei lavori ripetitivi viene eseguita una turnazione dei lavoratori.
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Sorveglianza sanitaria: per ogni singolo lavoratore vengono valutati i fattori di rischio di cui all’allegato XXXIII al T.U. (D. Lgs.
9 aprile 2008, n. 81), nonché in relazione alle norme ISO 11228 parte 1, 2 e 3, in relazione alle mansioni del medesimo.
Vengono altresì valutate le eventuali patologie che possono essere aggravate dalla movimentazione manuale dei carichi.
Informazioni generali in relazione agli eventi atmosferici
In presenza di nebbia fitta le lavorazioni eseguite in presenza di traffico veicolare sono sospese. Il cantiere è segnalato con
lampade a luce gialla lampeggiante.
In caso di pioggia le lavorazioni all'aperto sono sospese. Prima della ripresa dei lavori, in presenza di scavi o comunque di
pareti che presentino pericolo di crollo, ne viene verificata la loro stabilità.
In presenza di forte vento il personale abbandona le strutture e gli apprestamenti che possono intempestivamente crollore
(quali ponteggi, strutture a sbalzo, parti della costruzione non ancora stabili).
Se nel cantiere è stata installata una gru, in caso in cui essa non possa essere abbassata, l'addetto sblocca la rotazione in
modo che la gru possa girare e posizionare il braccio lungo la direzione del vento riducendo cosi la resistenza.
In presenza di perturbazioni atmosferiche a carattere temporalesco, le maestranze abbandonano i posti di lavoro su
strutture metalliche.
In caso di piggia tutte le lavorazioni all'aperto sono sospese
Sorveglianza sanitaria
Il datore di lavoro attiva la sorveglianza sanitaria in relazione al rischio a cui è sottoposto il lavoratore secondo le prescrizioni
legislative vigenti.
A titolo esplicativo si riportano le principali sorveglianze da attuare.
Sorveglianza sanitaria in presenza di agenti biologici.
Tutti gli addetti sono sottoposti a sorveglianza sanitaria e , previo parere del medico competente, alle eventuali vaccinazioni
ritenute necessarie (es. antiepatiti).
Sorveglianza sanitaria in presenza di agenti chimici.
Sono sottoposti a sorveglianza sanitaria , previo parere del medico competente, tutti gli addetti che utilizzano o che possono
trovarsi a contatto con agenti chimici tossici considerati tali in base alle indicazioni riportate nella scheda tossicologica.
Sorveglianza sanitaria in presenza rischio da movimentazione manuale dei carichi.
Il medico competente stabilisce la periodicità delle visite a cui tutti i lavoratori sono sottoposti.
Sorveglianza sanitaria in presenza di rischio da radiazioni non ionizzanti.
Gli addetti sono sottoposti a visita medica con periodicità semestrale, salvo diversa prescrizione del medico.
Sorveglianza sanitaria in presenza di rischio rumore.
La sorveglianza sanitaria è attivata per tutti i lavoratori il cui livello di esposizione personale è superiore a 87 dba. Per valori
compresi tra 80 e 87 dba è lo stesso lavoratore che può richiedere la visita medica . La periodicità delle visite è stabilita dal
medico competente.
Sorveglianza sanitaria in presenza di rischio da vibrazioni.
Tutti i lavoratori sottoposti a questo rischio eseguono la visita medica con frequenza annuale.
Scala di valutazione dei rischi adottata
Per valutare i rischi si è utilizzata una scala a due dimensioni che tiene conto della probabilità di accadimento del rischio e
del danno provocato in caso di accadimento.
I valori possibili per la probabilità che l'evento si verifichi sono i seguenti:
1=improbabile;
2=poco probabile;
3=probabile;
4=molto probabile.
I valori possibili per il danno in caso che l'evento si verifichi sono i seguenti:
1=lieve;
2=medio;
3=grave;
4=molto grave.
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Il risultato ottenuto moltiplicando la probabilità per il danno, costituisce la valutazione del rischio che è definita come segue:
valore 1=molto basso;
valori da 2 a 3=basso;
valori da 4 a 8=medio;
valori da 9 a 16=alto.
Valutazione del rischio rumore.
Secondo quanto previsto dall'art. 181 del D.Lgs. n. 81/2008, la valutazione del rischio rumore è stata eseguita facendo
riferimento ai tempi di esposizione e ai livelli di rumore standard individuati da studi e misurazioni la cui validità è
riconosciuta dalla commissione prevenzione infortuni.
In particolare è stato adottato lo studio effettuato da parte del Comitato Paritetico Territoriale di Torino e Provincia e
pubblicato nel volume "Conoscere per Prevenire - Valutazione del rischio derivante dall’a esposizione a rumore durante il
lavoro nelle attività edili".
8. Schede delle lavorazioni e relative analisi dei rischi
ALLESTIMENTO E SMONTAGGIO DEL CANTIERE:
E' prevista la seguente fase lavorativa:
1. Delimitazione del cantiere con elementi tipo new jersey
SCAVI E REINTERRI:
Sono previste le seguenti fasi lavorative:
1. Scavo di sbancamento eseguito con mezzi meccanici
2. Scavo a sezione ristretta eseguito con mezzi meccanici e a mano.
MALTE ED OPERE IN CLS NORMALE:
E' prevista la seguente fase lavorativa:
1. Calcestruzzi leggeri
OPERE STRADALI:
Sono previste le seguenti fasi lavorative:
1. Asfaltatura
2. Formazione della massicciata stradale
3. Realizzazione di marciapiede con autobloccanti
RETI PUBBLICHE:
E' prevista la seguente fase lavorativa:
1. Posa di pozzetto stradale completo di chiusino carrabile
FORNITURA CALCESTRUZZO:
E' prevista la seguente fase lavorativa:
1. Fornitura CLS con autobetonpompa
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FAS.0001 - Delimitazione del cantiere con elementi tipo new jersey
Delimitazione del cantiere con elementi tipo new jersey
Non sono previste sottofasi lavorative.
Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive
Per i rischi connessi all'utilizzo di apprestamenti, macchinari, attrezzature e sostanze pericolose, si rimanda alla lettura delle
relative schede.
Descrizione rischio
Investimento da parte del traffico veicolare
Incidenti causati dal cantiere stradale
Valutazione
rischio
Si trasmette
all'esterno
ALTO
MEDIO
No
No
Si diffonde alle
fasi
concomitanti
No
No
1. Investimento da parte del traffico veicolare
- l'installazione del cantiere avviene solo dopo l'inizio della fase di presegnalazione
- è presente la segnaletica di avvicinamento, di posizione e di fine prescrizione
- la segnaletica a cavalletto è opportunamente zavorrata
- la zona di lavoro è delimitata
- le maestranze utilizzano indumenti ad alta visibilità
- le maestranze hanno completato il corso formativo
- il cantiere è segnalato secondo le norme del codice della strada
- la gestione operativa è effettuata da un preposto
- in presenza di nebbia che riduce notevolmente la visibilità, le operazioni vengono sospese
- lo spostamento a piedi al di fuori dell'area di cantiere avviene sul bordo della carreggiata
- lo spostamento a piedi è vietato in galleria e nelle immediate vicinanza di sbocchi, curve, in caso di scarsa visibilità
- l'attraversamento è consentito solo con l'assistenza di veicolo di emergenza e opportuna segnalazione
2. Incidenti causati dal cantiere stradale
- durante l'installazione del cantiere, personale a terra regolamenta il traffico
- le delimitazioni del cantiere sono opportunamente segnalate
- il restringimento della carreggiata è tale da permettere il transito in sicurezza del traffico veicolare e pedonale
Elenco delle attrezzature e dei macchinari utilizzati
Per le procedure di utilizzo, la normativa di riferimento, le misure organizzative, le verifiche da attuare, i DPI da
utilizzarsi ed i rischi relativi a macchinari ed attrezzature, si rimanda alla lettura delle relative schede.
1. Autogrù
FAS.0072 - Scavo di sbancamento eseguito con mezzi meccanici
Scavo generale di sbancamento eseguito con mezzi meccanici.
Non sono previste sottofasi lavorative.
Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive
Per i rischi connessi all'utilizzo di apprestamenti, macchinari, attrezzature e sostanze pericolose, si rimanda alla lettura delle
relative schede.
Descrizione rischio
Valutazione
rischio
Si trasmette
all'esterno
Cadute entro lo scavo
Il rischio permane fino alla chiusura dello scavo
Intercettazione di linee elettriche nei lavori di scavo a mano
Investimento da automezzi nel transitare sulla rampa
MEDIO
No
Si diffonde alle
fasi
concomitanti
Si
MEDIO
MOLTO
BASSO
MEDIO
No
No
No
No
No
No
Seppellimento per crollo delle pareti di scavo (Scavo e
trasporto a discarica)
Il rischio permane fino alla chiusura dello scavo
1. Cadute entro lo scavo
Piano di Sicurezza e Coordinamento
Pag. 13
Il rischio permane fino alla chiusura dello scavo e si diffonde alle fasi concomitanti
- lo scavo, in vicinanza di zone di passaggio, è delimitato
- è fatto divieto di accesso ai non addetti alla zona oggetto dello scavo
- in caso di scavo a sezione ristretta, per attraversare lo scavo vengono utilizzate passerelle regolamentari
- in presenza di fondo scivoloso, le maestranze evitano di operare sul ciglio dello scavo
- in caso di profondità maggiore di 80 cm, per accedere allo scavo si utilizzano gradinate protette da parapetto o
scale regolamentari
2. Intercettazione di linee elettriche nei lavori di scavo a mano
- prima dell'inizio dei lavori viene individuata e segnalata la presenza di linee elettriche
- viene rispettata la distanza di mt 1.50 dalle linee interrate
- le linee in prossimità dei lavori vengono disattivate
3. Investimento da automezzi nel transitare sulla rampa
- Se la rampa misura oltre 20 mt e ha il franco da un solo lato vengono realizzate apposite nicchie di rifugio
- la rampa di accesso allo scavo ha un franco di 70 cm per parte
4. Seppellimento per crollo delle pareti di scavo (Scavo e trasporto a discarica)
Il rischio permane fino alla chiusura dello scavo
- se la rampa misura oltre 20 mt e ha il franco da un solo lato vengono realizzate apposite nicchie di rifugio
- il materiale di scavo non viene accumulato sul ciglio
- i mezzi meccanici transitano a distanza di sicurezza dal bordo
- quando l'altezza dello scavo supera mt 1.50, lo scalzamento della parte è eseguito con mezzi meccanici
- le maestranze operano ad adeguata distanza dalla parete di attacco dello scavo
Elenco delle attrezzature e dei macchinari utilizzati
Per le procedure di utilizzo, la normativa di riferimento, le misure organizzative, le verifiche da attuare, i DPI da
utilizzarsi ed i rischi relativi a macchinari ed attrezzature, si rimanda alla lettura delle relative schede.
1. Autocarro
2. Escavatore
3. Pala meccanica
FAS.0071 - Scavo a sezione ristretta eseguito con mezzi meccanici e a
mano.
Scavo a sezione ristretta eseguito con mezzi meccanici con l'assistenza a terra di operatore.
Non sono previste sottofasi lavorative.
Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive
Per i rischi connessi all'utilizzo di apprestamenti, macchinari, attrezzature e sostanze pericolose, si rimanda alla lettura delle
relative schede.
Descrizione rischio
Valutazione
rischio
Si trasmette
all'esterno
Cadute entro lo scavo
Il rischio permane fino alla chiusura dello scavo
Intercettazione di linee elettriche nei lavori di scavo a mano
Seppellimento per crollo delle pareti di scavo
Il rischio permane fino alla chiusura dello scavo
MEDIO
No
Si diffonde alle
fasi
concomitanti
Si
MEDIO
MEDIO
No
No
No
No
1. Cadute entro lo scavo
Il rischio permane fino alla chiusura dello scavo e si diffonde alle fasi concomitanti
- lo scavo, in vicinanza di zone di passaggio, è delimitato
- è fatto divieto di accesso ai non addetti alla zona oggetto dello scavo
Piano di Sicurezza e Coordinamento
Pag. 14
- in caso di scavo a sezione ristretta, per attraversare lo scavo vengono utilizzate passerelle regolamentari
- in presenza di fondo scivoloso, le maestranze evitano di operare sul ciglio dello scavo
- in caso di profondità maggiore di 80 cm, per accedere allo scavo si utilizzano gradinate protette da parapetto o
scale regolamentari
2. Intercettazione di linee elettriche nei lavori di scavo a mano
- prima dell'inizio dei lavori viene individuata e segnalata la presenza di linee elettriche
- viene rispettata la distanza di mt 1.50 dalle linee interrate
- le linee in prossimità dei lavori vengono disattivate
3. Seppellimento per crollo delle pareti di scavo
Il rischio permane fino alla chiusura dello scavo
- per altezze di scavo superiori a 1.50 mt le pareti vengono armate o sistemate con angolo a natural declivio
- il materiale di scavo non viene accumulato sul ciglio
- i mezzi meccanici transitano a distanza di sicurezza dal bordo
- l'acqua in esso contenuta viene allontanata e viene verificata la stabilità delle pareti
Elenco delle attrezzature e dei macchinari utilizzati
Per le procedure di utilizzo, la normativa di riferimento, le misure organizzative, le verifiche da attuare, i DPI da
utilizzarsi ed i rischi relativi a macchinari ed attrezzature, si rimanda alla lettura delle relative schede.
1. Badile
2. Autocarro
3. Escavatore
FAS.0249 - Calcestruzzi leggeri
Non sono previste sottofasi lavorative.
Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive
Per i rischi connessi all'utilizzo di apprestamenti, macchinari, attrezzature e sostanze pericolose, si rimanda alla lettura delle
relative schede.
Descrizione rischio
Cadute a livello durante il getto del cls
Cedimento improvviso della casseratura per eccessiva
spinta del cls
Valutazione
rischio
Si trasmette
all'esterno
BASSO
MEDIO
No
No
Si diffonde alle
fasi
concomitanti
No
No
1. Cadute a livello durante il getto del cls
- i ferri dell'armatura sono legati
- i passaggi sono tenuti sgombri
2. Cedimento improvviso della casseratura per eccessiva spinta del cls
- la casseratura è eseguita da personale esperto
- la casseratura è adeguatamente puntellata
- viene evitata l'applicazione della vibrazione delle casseformi
- il cls viene gettato in modo uniforme e lentamente
- nessuno opera nella zona sottostante ai lavori
- i mezzi meccanici operano a distanza di sicurezza
Elenco delle attrezzature e dei macchinari utilizzati
Per le procedure di utilizzo, la normativa di riferimento, le misure organizzative, le verifiche da attuare, i DPI da
utilizzarsi ed i rischi relativi a macchinari ed attrezzature, si rimanda alla lettura delle relative schede.
1. Betoniera a bicchiere
2. Gru a torre senza cabina
Elenco delle sostanze pericolose utilizzate
Piano di Sicurezza e Coordinamento
Pag. 15
Per la normativa di riferimento e le procedure di utilizzo, si rimanda alla lettura delle relative schede.
1. Cemento
FAS.0206 - Asfaltatura
Lavori di realizzazione di manto stradale con conglomerati bituminosi stesi a caldo con vibrofinitrice previa spalmatura di
bitume. Messa in opera di cordoli e simili.
Sono previste le seguenti sottofasi lavorative:
1. Stesura dell'emulsione aggrappante
2. Stesura del catrame
SOTTOFASE 1. STESURA DELL'EMULSIONE AGGRAPPANTE
Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive
Per i rischi connessi all'utilizzo di apprestamenti, macchinari, attrezzature e sostanze pericolose, si rimanda alla lettura delle
relative schede.
Descrizione rischio
Incidenti con altri veicoli
Il rischio permane fino al termine della lavorazione
Investimento da parte del traffico veicolare
Valutazione
rischio
Si trasmette
all'esterno
MOLTO
BASSO
ALTO
No
Si diffonde alle
fasi
concomitanti
No
No
No
1. Incidenti con altri veicoli
Il rischio permane fino al termine della lavorazione
- la zona di intervento è segnalata secondo quanto previsto dalla normativa
- gli automezzi sono dotati di girofaro
- in situazioni di scarsa visibilità vengono attivate le segnalazioni luminose
- appositi cartelli segnalano il transito a bassa velocità
2. Investimento da parte del traffico veicolare
- l'installazione del cantiere avviene solo dopo l'inizio della fase di presegnalazione
- è presente la segnaletica di avvicinamento, di posizione e di fine prescrizione
- la segnaletica a cavalletto è opportunamente zavorrata
- la zona di lavoro è delimitata
- le maestranze utilizzano indumenti ad alta visibilità
- le maestranze hanno completato il corso formativo
- il cantiere è segnalato secondo le norme del codice della strada
- la gestione operativa è effettuata da un preposto
- in presenza di nebbia che riduce notevolmente la visibilità, le operazioni vengono sospese
- lo spostamento a piedi al di fuori dell'area di cantiere avviene sul bordo della carreggiata
- lo spostamento a piedi è vietato in galleria e nelle immediate vicinanza di sbocchi, curve, in caso di scarsa visibilità
- l'attraversamento è consentito solo con l'assistenza di veicolo di emergenza e opportuna segnalazione
Elenco delle attrezzature e dei macchinari utilizzati
Per le procedure di utilizzo, la normativa di riferimento, le misure organizzative, le verifiche da attuare, i DPI da
utilizzarsi ed i rischi relativi a macchinari ed attrezzature, si rimanda alla lettura delle relative schede.
1. Autocarro sprizza bitume
Elenco delle sostanze pericolose utilizzate
Per la normativa di riferimento e le procedure di utilizzo, si rimanda alla lettura delle relative schede.
1. Bitume da stendere a caldo
Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati
Piano di Sicurezza e Coordinamento
Pag. 16
Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti
di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli
ivi indicati.
1. Tuta ad alta visibilità
SOTTOFASE 2. STESURA DEL CATRAME
Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive
Per i rischi connessi all'utilizzo di apprestamenti, macchinari, attrezzature e sostanze pericolose, si rimanda alla lettura delle
relative schede.
Descrizione rischio
Incidenti con altri veicoli
Il rischio permane fino al termine della lavorazione
Investimento da parte del traffico veicolare
Valutazione
rischio
Si trasmette
all'esterno
MOLTO
BASSO
ALTO
No
Si diffonde alle
fasi
concomitanti
No
No
No
1. Incidenti con altri veicoli
Il rischio permane fino al termine della lavorazione
- la zona di intervento è segnalata secondo quanto previsto dalla normativa
- gli automezzi sono dotati di girofaro
- in situazioni di scarsa visibilità vengono attivate le segnalazioni luminose
- appositi cartelli segnalano il transito a bassa velocità
2. Investimento da parte del traffico veicolare
- l'installazione del cantiere avviene solo dopo l'inizio della fase di presegnalazione
- è presente la segnaletica di avvicinamento, di posizione e di fine prescrizione
- la segnaletica a cavalletto è opportunamente zavorrata
- la zona di lavoro è delimitata
- le maestranze utilizzano indumenti ad alta visibilità
- le maestranze hanno completato il corso formativo
- il cantiere è segnalato secondo le norme del codice della strada
- la gestione operativa è effettuata da un preposto
- in presenza di nebbia che riduce notevolmente la visibilità, le operazioni vengono sospese
- lo spostamento a piedi al di fuori dell'area di cantiere avviene sul bordo della carreggiata
- lo spostamento a piedi è vietato in galleria e nelle immediate vicinanza di sbocchi, curve, in caso di scarsa visibilità
- l'attraversamento è consentito solo con l'assistenza di veicolo di emergenza e opportuna segnalazione
Elenco delle attrezzature e dei macchinari utilizzati
Per le procedure di utilizzo, la normativa di riferimento, le misure organizzative, le verifiche da attuare, i DPI da
utilizzarsi ed i rischi relativi a macchinari ed attrezzature, si rimanda alla lettura delle relative schede.
1. Badile
2. Autocarro
3. Rifinitrice stradale
4. Rullo compressore
Elenco delle sostanze pericolose utilizzate
Per la normativa di riferimento e le procedure di utilizzo, si rimanda alla lettura delle relative schede.
1. Catrame
Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati
Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti
di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli
ivi indicati.
1. Tuta ad alta visibilità
Piano di Sicurezza e Coordinamento
Pag. 17
FAS.0207 - Formazione della massicciata stradale
Formazione di fondazione stradale con pietrame e successiva stesura e cilindratura con rullo compressore.
Sono previste le seguenti sottofasi lavorative:
1. Pulitura dell'area
2. Formazione della massicciata e rullatura
SOTTOFASE 1. PULITURA DELL'AREA
Elenco delle attrezzature e dei macchinari utilizzati
Per le procedure di utilizzo, la normativa di riferimento, le misure organizzative, le verifiche da attuare, i DPI da utilizzarsi ed
i rischi relativi a macchinari ed attrezzature, si rimanda alla lettura delle relative schede.
1. Ruspa cingolata
SOTTOFASE 2. FORMAZIONE DELLA MASSICCIATA E RULLATURA
Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive
Per i rischi connessi all'utilizzo di apprestamenti, macchinari, attrezzature e sostanze pericolose, si rimanda alla lettura delle
relative schede.
Descrizione rischio
Inalazioni di polveri nei lavori stradali
Valutazione
rischio
Si trasmette
all'esterno
MOLTO
BASSO
No
Si diffonde alle
fasi
concomitanti
No
1. Inalazioni di polveri nei lavori stradali
- in presenza di polvere le maestranze fanno uso di mascherine
- la dove possibile, e in assenza di traffico veicolare, la massicciata viene irrorata con acqua
Elenco delle attrezzature e dei macchinari utilizzati
Per le procedure di utilizzo, la normativa di riferimento, le misure organizzative, le verifiche da attuare, i DPI da
utilizzarsi ed i rischi relativi a macchinari ed attrezzature, si rimanda alla lettura delle relative schede.
1. Autocarro
2. Rullo compressore
3. Ruspa cingolata
FAS.0212 - Realizzazione di marciapiede in cls gettato in opera
Realizzazione di marciapiede con autobloccanti
Sono previste le seguenti sottofasi lavorative:
1. Pulizia dell'area
2. Getto del cls
SOTTOFASE 1. PULIZIA DELL'AREA
Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive
Per i rischi connessi all'utilizzo di apprestamenti, macchinari, attrezzature e sostanze pericolose, si rimanda alla lettura delle
relative schede.
Descrizione rischio
Incidenti con altri veicoli
Il rischio permane fino al termine della lavorazione
Investimento da parte del traffico veicolare
Piano di Sicurezza e Coordinamento
Valutazione
rischio
Si trasmette
all'esterno
MOLTO
BASSO
ALTO
No
Si diffonde alle
fasi
concomitanti
No
No
No
Pag. 18
1. Incidenti con altri veicoli
Il rischio permane fino al termine della lavorazione
- la zona di intervento è segnalata secondo quanto previsto dalla normativa
- gli automezzi sono dotati di girofaro
- in situazioni di scarsa visibilità vengono attivate le segnalazioni luminose
- appositi cartelli segnalano il transito a bassa velocità
2. Investimento da parte del traffico veicolare
- l'installazione del cantiere avviene solo dopo l'inizio della fase di presegnalazione
- è presente la segnaletica di avvicinamento, di posizione e di fine prescrizione
- la segnaletica a cavalletto è opportunamente zavorrata
- la zona di lavoro è delimitata
- le maestranze utilizzano indumenti ad alta visibilità
- le maestranze hanno completato il corso formativo
- il cantiere è segnalato secondo le norme del codice della strada
- la gestione operativa è effettuata da un preposto
- in presenza di nebbia che riduce notevolmente la visibilità, le operazioni vengono sospese
- lo spostamento a piedi al di fuori dell'area di cantiere avviene sul bordo della carreggiata
- lo spostamento a piedi è vietato in galleria e nelle immediate vicinanza di sbocchi, curve, in caso di scarsa visibilità
- l'attraversamento è consentito solo con l'assistenza di veicolo di emergenza e opportuna segnalazione
Elenco delle attrezzature e dei macchinari utilizzati
Per le procedure di utilizzo, la normativa di riferimento, le misure organizzative, le verifiche da attuare, i DPI da
utilizzarsi ed i rischi relativi a macchinari ed attrezzature, si rimanda alla lettura delle relative schede.
1. Badile
2. Autocarro
3. Miniscavatore
SOTTOFASE 2. POSA DEI CORDOLI
Elenco delle attrezzature e dei macchinari utilizzati
Per le procedure di utilizzo, la normativa di riferimento, le misure organizzative, le verifiche da attuare, i DPI da utilizzarsi ed
i rischi relativi a macchinari ed attrezzature, si rimanda alla lettura delle relative schede.
1. Cazzuola
2. Martello manuale
3. Badile
4. Betoniera a bicchiere
Elenco delle sostanze pericolose utilizzate
Per la normativa di riferimento e le procedure di utilizzo, si rimanda alla lettura delle relative schede.
1. Cemento
FAS.0222 - Posa di pozzetto stradale completo di chiusino carrabile
Posa pozzetto stradale completo di chiusino carrabile
Non sono previste sottofasi lavorative.
Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive
Per i rischi connessi all'utilizzo di apprestamenti, macchinari, attrezzature e sostanze pericolose, si rimanda alla lettura delle
relative schede.
Descrizione rischio
Tagli, abrasioni e schiacciamento delle mani nel
sollevamento di materiali
Investimento da parte del traffico veicolare
Piano di Sicurezza e Coordinamento
Valutazione
rischio
Si trasmette
all'esterno
MEDIO
No
Si diffonde alle
fasi
concomitanti
No
ALTO
No
No
Pag. 19
1. Tagli, abrasioni e schiacciamento delle mani nel sollevamento di materiali
- le maestranze utilizzano guanti di uso generale
2. Investimento da parte del traffico veicolare
- l'installazione del cantiere avviene solo dopo l'inizio della fase di presegnalazione
- è presente la segnaletica di avvicinamento, di posizione e di fine prescrizione
- la segnaletica a cavalletto è opportunamente zavorrata
- la zona di lavoro è delimitata
- le maestranze utilizzano indumenti ad alta visibilità
- le maestranze hanno completato il corso formativo
- il cantiere è segnalato secondo le norme del codice della strada
- la gestione operativa è effettuata da un preposto
- in presenza di nebbia che riduce notevolmente la visibilità, le operazioni vengono sospese
- lo spostamento a piedi al di fuori dell'area di cantiere avviene sul bordo della carreggiata
- lo spostamento a piedi è vietato in galleria e nelle immediate vicinanza di sbocchi, curve, in caso di scarsa visibilità
- l'attraversamento è consentito solo con l'assistenza di veicolo di emergenza e opportuna segnalazione
Elenco delle attrezzature e dei macchinari utilizzati
Per le procedure di utilizzo, la normativa di riferimento, le misure organizzative, le verifiche da attuare, i DPI da
utilizzarsi ed i rischi relativi a macchinari ed attrezzature, si rimanda alla lettura delle relative schede.
1. Cazzuola
2. Carriola
3. Betoniera a bicchiere
Elenco delle sostanze pericolose utilizzate
Per la normativa di riferimento e le procedure di utilizzo, si rimanda alla lettura delle relative schede.
1. Adesivo universale acrilico
Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati
Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti
di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli
ivi indicati.
1. Tuta ad alta visibilità
FAS.37155 - Fornitura CLS con autobetonpompa
Uso di autobetonpompa da parte di impresa esterna
Sono previste le seguenti sottofasi lavorative:
1. Scarico nella pompa
2. Pompaggio del cls
SOTTOFASE 1. SCARICO NELLA POMPA
Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive
Per i rischi connessi all'utilizzo di apprestamenti, macchinari, attrezzature e sostanze pericolose, si rimanda alla lettura delle
relative schede.
Descrizione rischio
Valutazione
rischio
Si trasmette
all'esterno
Urti e schiacciamenti connessi con la caduta di materiale
dall'alto, intrappolamento ribaltamento mezzo (CLS-scarico
pompa)
ALTO
No
Si diffonde alle
fasi
concomitanti
No
1. Urti e schiacciamenti connessi con la caduta di materiale dall'alto, intrappolamento ribaltamento mezzo (CLSscarico pompa)
IMPRESA FORNITRICE.
Tutte le manovre devono avvenire seguendo le indicazioni impartite dal dirigente/preposto o lavoratore incaricato dell'impresa esecutrice.
Il lavoratore dell'impresa fornitrice deve:
Piano di Sicurezza e Coordinamento
Pag. 20
- posizionare l'autobetoniera in modo da consentire lo scarico nella vaschetta della pompa e regolare il flusso coordinandosi con il
pompista;
- nella manovra di avvicinamento in retromarcia agire con molta prudenza per non urtare eventuali persone o la pompa stessa;
- verificare visivamente il corretto posizionamento;
- per controllare il flusso di calcestruzzo nella tramoggia della pompa, in caso di ridotta visuale, posizionarsi in luoghi di lavoro
espressamente indicati dall'impresa esecutrice;
- non passare o sostare sotto il braccio della pompa;
- non passare o sostare sotto la canala di scarico.
IMPRESA ESECUTRICE.
Il dirigente/preposto o il lavoratore incaricato dell'impresa esecutrice deve:
- impartire le necessarie indicazioni al lavoratore dell'impresa fornitrice sulle manovre da effettuare;
- vietare di sostare nei pressi della canala di getto della pompa nella fase iniziale del getto stesso;
- in caso di necessità di contattare il lavoratore dell'impresa fornitrice durante le manovre, avvicinarsi alla cabina da posizione visibile e solo
previo cenno di assenso.
- vietare di passare o sostare sotto il braccio della pompa;
- vietare di passare o sostare sotto la canala di scarico.
Elenco delle attrezzature e dei macchinari utilizzati
Per le procedure di utilizzo, la normativa di riferimento, le misure organizzative, le verifiche da attuare, i DPI da
utilizzarsi ed i rischi relativi a macchinari ed attrezzature, si rimanda alla lettura delle relative schede.
1. Autopompa per cls
2. Autobetoniera
SOTTOFASE 2. POMPAGGIO DEL CLS
Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive
Per i rischi connessi all'utilizzo di apprestamenti, macchinari, attrezzature e sostanze pericolose, si rimanda alla lettura delle
relative schede.
Descrizione rischio
Esposizione a polvere (CLS)
Esposizione a rumore (CLS)
Urti e schiacciamenti connessi con la caduta di materiale
dall'alto, urti del capo (CLS-pompaggio)
Schiacciamento, seppellimento o intrappolamento per
ribaltamento del mezzo o cedimento del terreno (CLSpompaggio)
Urti (CLS-pompaggio)
Caduta dall'alto (CLS-pompaggio)
Lesioni corneo-congiuntivali dovute a getti e schizzi di
boiacca (CLS-pompaggio)
Cadute a livello, inciampo (CLS-pompaggio)
Valutazione
rischio
Si trasmette
all'esterno
MEDIO
MEDIO
ALTO
Si
Si
No
Si diffonde alle
fasi
concomitanti
Si
Si
No
ALTO
No
No
ALTO
MEDIO
MEDIO
No
No
No
No
No
No
BASSO
No
No
1. Esposizione a polvere (CLS)
Il rischio si trasmette all'ambiente esterno e si diffonde alle fasi concomitanti
IMPRESA FORNITRICE.
Il lavoratore dell'impresa fornitrice deve utilizzare gli idonei DPI (maschere protettive).
IMPRESA ESECUTRICE.
Il dirigente/preposto o il lavoratore incaricato dell'impresa esecutrice deve:
- adottare misure organizzative atte a ridurre l'emissione di polvere (ad esempio bagnare l'area di lavoro)
- utilizzare idonei DPI (maschere protettive).
2. Esposizione a rumore (CLS)
Il rischio si trasmette all'ambiente esterno e si diffonde alle fasi concomitanti
IMPRESA FORNITRICE.
Il lavoratore dell'impresa fornitrice deve rispettare le misure di prevenzione e protezione previste.
IMPRESA ESECUTRICE.
Il dirigente/preposto o il lavoratore incaricato dell'impresa esecutrice deve rispettare le misure di prevenzione e protezione previste.
Piano di Sicurezza e Coordinamento
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3. Urti e schiacciamenti connessi con la caduta di materiale dall'alto, urti del capo (CLS-pompaggio)
IMPRESA FORNITRICE.
Il lavoratore dell'impresa fornitrice non deve partecipare in alcun modo alla posa in opera del calcestruzzo e non deve tenere e manovrare il
terminale in gomma della pompa.
In caso di controllo sul prodotto da parte del tecnologo durante le fasi di getto, far sospendere l'operazione di pompaggio.
Il lavoratore dell'impresa fornitrice durante il pompaggio deve:
- collocarsi in luoghi di lavoro espressamente indicati dal dirigente/preposto o lavoratore incaricato dell'impresa esecutrice, tali da poter
garantire il contatto visivo con i lavoratori dell'impresa esecutrice addetti alla posa del calcestruzzo;
- non sollevare pesi con il braccio dell'autobetonpompa e della pompa;
- durante l'operazione di estrazione del braccio e relativo avvicinamento al punto di scarico mediante radiocomando, prestare attenzione a
non urtare le strutture presenti in cantiere;
- assicurarsi che nessun lavoratore passi sotto il braccio di distribuzione.
IMPRESA ESECUTRICE.
Il dirigente/preposto o il lavoratore incaricato dell'impresa esecutrice deve:
- impartire le necessarie indicazioni al lavoratore dell'impresa fornitrice relativamente al corretto posizionamento del mezzo, tale da
garantire il contatto visivo tra gli addetti;
- vietare la sosta ed il transito nel raggio d'azione del braccio ai lavoratori che non partecipano alle operazioni di getto.
4. Schiacciamento, seppellimento o intrappolamento per ribaltamento del mezzo o cedimento del terreno (CLSpompaggio)
IMPRESA FORNITRICE.
Il lavoratore dell'impresa fornitrice durante il pompaggio deve:
- collocarsi in luoghi di lavoro espressamente indicati dal dirigente/preposto o lavoratore incaricato dall'impresa esecutrice, tali da poter
garantire il contatto visivo con i lavoratori dell'impresa esecutrice addetti alla posa del calcestruzzo;
- evitare l'impiego della pompa in caso di velocità del vento superiore ai limiti imposti dal fabbricante nel manuale d'uso e manutenzione.
IMPRESA ESECUTRICE.
Il dirigente/preposto o il lavoratore incaricato dell'impresa esecutrice deve mantenere i passaggi sempre sgombri e puliti da residui o
materiali che possono costituire un pericolo per il passaggio.
5. Urti (CLS-pompaggio)
IMPRESA FORNITRICE.
Il lavoratore dell'impresa fornitrice non deve partecipare in alcun modo alla posa in opera del calcestruzzo, e non deve tenere e manovrare
il terminale in gomma della pompa.
Non deve sostare nei pressi della canala di getto della pompa nella fase del getto stesso.
In caso di controllo sul prodotto da parte del tecnologo durante le fasi di getto, far sospendere l'operazione di pompaggio.
Il lavoratore dell'impresa fornitrice deve:
- durante il pompaggio collocarsi in luoghi di lavoro espressamente indicati dall'impresa esecutrice, tali da poter garantire il contatto visivo
con gli addetti alla posa del calcestruzzo;
- attenersi alle indicazioni fornite dall'impresa esecutrice in merito alla sosta nelle vicinanze delle tubazioni per le
sovrappressioni che si possono creare;
- durante l'operazione di estrazione del braccio e relativo avvicinamento al punto di scarico, prestare attenzione a non urtare le strutture
presenti in cantiere e assicurarsi che nessun lavoratore passi sotto il braccio di distribuzione;
- nell'eventualità di intasamento della tubazione di getto, effettuare la manovra di "disintasamento", allontanando la parte terminale della
tubazione dagli addetti alla posa, affinché non siano soggetti alle pericolose conseguenze derivanti da un eventuale "colpo di frusta" a cui
può essere soggetta la tubazione in gomma a causa della pressione immessa.
IMPRESA ESECUTRICE.
Il dirigente/preposto o il lavoratore incaricato dell'impresa esecutrice deve:
- impartire le necessarie indicazioni al lavoratore dell'impresa fornitrice;
- impedire la sosta nei pressi della canala di getto della pompa nella fase iniziale del getto stesso;
- non consentire la sosta o il passaggio nelle immediate vicinanze delle tubazioni: la pressione di alimentazione può provocare forti
oscillazioni e spostamenti con conseguente rischio di urti e colpi violenti.
- verificare che il lavoratore addetto alla tubazione flessibile non lasci incustodito il terminale in gomma per prevenire eventuali
contraccolpi dovuti a variazioni interne nella pressione di erogazione del calcestruzzo;
- verificare che nel caso di interruzione del getto, non lasci la bocca della tubazione della pompa all'interno del getto stesso;
- nell'eventualità di intasamento della tubazione di getto, dovendo i lavoratori dell'impresa fornitrice effettuare la manovra di
"disintasamento", fare allontanare la parte terminale della tubazione dai lavoratori dell'impresa esecutrice addetti alla posa, affinché questi
ultimi non siano soggetti alle pericolose conseguenze derivanti da un eventuale "colpo di frusta" a cui può essere soggetta la tubazione in
gomma a causa della pressione immessa.
6. Caduta dall'alto (CLS-pompaggio)
IMPRESA FORNITRICE.
Il lavoratore dell'impresa fornitrice deve attenersi alle indicazioni fornite dal dirigente/preposto o dal lavoratore incaricato dell'impresa
esecutrice circa le misure di sicurezza adottate.
In caso di controllo sul prodotto da parte del tecnologo durante le fasi di getto, far sospendere l'operazione di pompaggio.
IMPRESA ESECUTRICE.
Il dirigente/preposto o il lavoratore incaricato dell'impresa esecutrice:
- fornisce le indicazioni circa l'utilizzo delle misure di sicurezza adottate;
- non autorizza le operazioni di getto con la pompa quando la velocità del vento è superiore a 30 km/h.
7. Lesioni corneo-congiuntivali dovute a getti e schizzi di boiacca (CLS-pompaggio)
IMPRESA FORNITRICE.
Il lavoratore dell'impresa fornitrice deve indossare idonei DPI (ad esempio occhiali).
Piano di Sicurezza e Coordinamento
Pag. 22
In caso di controllo sul prodotto da parte del tecnologo durante le fasi di getto, far sospendere l'operazione di pompaggio.
IMPRESA ESECUTRICE.
Il dirigente/preposto o il lavoratore incaricato dell'impresa esecutrice deve far indossare gli idonei DPI (ad esempio occhiali).
8. Cadute a livello, inciampo (CLS-pompaggio)
IMPRESA FORNITRICE.
Il lavoratore dell'impresa fornitrice deve attenersi alle misure di prevenzione e protezione e indossare gli idonei DPI .
IMPRESA ESECUTRICE
Il dirigente/preposto o il lavoratore incaricato dell'impresa esecutrice deve vietare l'accesso all'area di lavaggio ai soggetti non autorizzati.
Elenco delle attrezzature e dei macchinari utilizzati
Per le procedure di utilizzo, la normativa di riferimento, le misure organizzative, le verifiche da attuare, i DPI da
utilizzarsi ed i rischi relativi a macchinari ed attrezzature, si rimanda alla lettura delle relative schede.
1. Autobetoniera
2. Autopompa per cls
Elenco delle attrezzature
E' previsto l'uso delle seguenti attrezzature:
1. Badile
2. Carriola
3. Cazzuola
4. Flessibile o smerigliatrice
5. Martello manuale
ATT.008 - Badile
Utensile manuale utilizzato per lo scavo o per il caricamento di materiali terrosi
Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive
Descrizione rischio
Valutazione
rischio
Si trasmette
all'esterno
Danni spino-dorsali per movimenti ripetitivi di carichi
Danni all'apparato spino/dorsale nell'uso di attrezzi manuali
MEDIO
MOLTO
BASSO
No
No
Si diffonde alle
fasi
concomitanti
No
No
1. Danni spino-dorsali per movimenti ripetitivi di carichi
- l'azione di movimentazione viene periodicamente sospesa
- il lavoratore assume una posizione tale da evitare torsioni dannose del busto
- nella scelta dei materiali, vengono privilegiati quelli a minor peso
2. Danni all'apparato spino/dorsale nell'uso di attrezzi manuali
- il manico dell'attrezzo è proporzionato all'altezza dell'operatore
- l'attrezzo è mantenuto in buono stato
- le maestranze sono formate e informate sull'uso dell'attrezzo
Piano di Sicurezza e Coordinamento
Pag. 23
Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati
Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti
di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli
ivi indicati.
ATT.013 - Carriola
Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive
Descrizione rischio
Caduta di materiali dalla carriola
Danni all'apparato spino/dorsale nell'uso della carriola
Scivolamenti e cadute a livello nell'uso della carriola
Valutazione
rischio
Si trasmette
all'esterno
MEDIO
MEDIO
BASSO
No
No
No
Si diffonde alle
fasi
concomitanti
No
No
No
1. Caduta di materiali dalla carriola
- il carico non supera i bordi della carriola
2. Danni all'apparato spino/dorsale nell'uso della carriola
- la carriola è caricata per un peso inferiore a 40 Kg
- le ruote sono mantenute ben gonfie
- viene prevista la turnazione degli operai
3. Scivolamenti e cadute a livello nell'uso della carriola
- i passaggi sono mantenuti sgombri
- le passerelle hanno dimensione regolamentare
Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati
Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti
di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli
ivi indicati.
ATT.014 - Cazzuola
Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive
Descrizione rischio
Dermatosi per contatto con il cemento
Valutazione
rischio
Si trasmette
all'esterno
BASSO
No
Si diffonde alle
fasi
concomitanti
No
1. Dermatosi per contatto con il cemento
- le maestranze utilizzano guanti di uso generale
Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati
Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti
di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli
ivi indicati.
ATT.018 - Flessibile o smerigliatrice
Utensile elettrico manuale con disco rotante ad alta velocità utilizzato in genere per il taglio di metalli
Procedure di utilizzo
PRIMA DELL'UTILIZZO
- verifica dell'interruttore del fissaggio del disco e dell'integrità del medesimo
DURANTE L'UTILIZZO
- l'utensile deve essere ben impugnato con entrambe le mani tramite apposite maniglie
Piano di Sicurezza e Coordinamento
Pag. 24
- non tagliare materiali ferrosi in vicinanza di sostanze infiammabili
DOPO L'UTILIZZO
- scollegare elettricamente l'utensile
Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive
Descrizione rischio
Inalazione di polveri nell'uso del flessibile
Proiezione di schegge nell'uso del flessibile
Rumore nell'uso del flessibile/levigatrice
Tagli agli arti inferiori e superiori nell'uso del flessibile
Ustioni nell'uso del flessibile
Valutazione
rischio
Si trasmette
all'esterno
MEDIO
MEDIO
ALTO
MEDIO
BASSO
No
No
Si
No
No
Si diffonde alle
fasi
concomitanti
Si
Si
Si
No
No
1. Inalazione di polveri nell'uso del flessibile
Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti
- è evitato il taglio in ambienti chiusi
- l'operatore utilizza mascherine antipolvere
2. Proiezione di schegge nell'uso del flessibile
Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti
- l'operatore indossa occhiali o maschera
- l'operatore evita di esercitare troppa pressione sull'utensile
- il disco usurato o danneggiato viene sostituito
3. Rumore nell'uso del flessibile/levigatrice
Il rischio si trasmette all'ambiente esterno e si diffonde alle fasi concomitanti
- i non addetti sono allontanati dalla zona di lavoro
- l'operatore utilizza cuffie o tappi auricolari
4. Tagli agli arti inferiori e superiori nell'uso del flessibile
- l'operatore utilizza guanti antitaglio e scarpe antinfortunistiche
- la sostituzione del disco avviene con spina distaccata
- il flessibile dispone di interruttore a uomo presente
- il disco è dotato di apposita protezione
5. Ustioni nell'uso del flessibile
- l'operatore utilizza appositi guanti
Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati
Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti
di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli
ivi indicati.
1. Guanti antitaglio in pelle
ATT.030 - Martello manuale
Utensile manuale con testa in ferro e manico in legno
Procedure di utilizzo
PRIMA DELL'UTILIZZO
- controllo che la testa del martello sia piatta e ben ancorata al manico
DURANTE L'UTILIZZO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
Pag. 25
- utilizzare appositi guanti
Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive
Descrizione rischio
Colpi alle mani nell'uso del martello
Proiezione di schegge nell'uso del martello manuale
Rumore nell'uso del martello manuale
Valutazione
rischio
Si trasmette
all'esterno
BASSO
MEDIO
MEDIO
No
No
Si
Si diffonde alle
fasi
concomitanti
No
No
Si
1. Colpi alle mani nell'uso del martello
- l'operatore utilizza appositi guanti
- vengono utilizzati idonei paracolpi per punte e scalpelli
2. Proiezione di schegge nell'uso del martello manuale
- le maestranze utilizzano occhiali o maschere
- la testa del martello è mantenuta libera da parti deteriorate
3. Rumore nell'uso del martello manuale
Il rischio si trasmette all'ambiente esterno e si diffonde alle fasi concomitanti
- in caso di uso prolungato le maestranze utilizzano tappi auricolari
Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati
Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti
di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli
ivi indicati.
Elenco dei macchinari
E' previsto l'uso dei seguenti macchinari:
1. Autobetoniera
2. Autocarro
3. Autocarro sprizza bitume
4. Autopompa per cls
6. Betoniera a bicchiere
7. Compattatore a piatto vibrante
8. Escavatore
9. Miniscavatore
10. Pala meccanica
11. Rifinitrice stradale
12. Rullo compressore
13. Ruspa cingolata
MAC.001 - Autobetoniera
Autobetoniera utilizzata per la fornitura del calcestruzzo
Procedure di utilizzo
PRIMA DELL'UTILIZZO
- verifica delle protezioni degli organi in movimento, delle luci e del girofaro, dei tubi in pressione
DURANTE L'UTILIZZO
- pulire bene tramoggia, canale e tamburo
- in prossimità di posti di lavoro transitare a passo d'uomo ed adeguare la velocità entro i limiti stabiliti in cantiere
Piano di Sicurezza e Coordinamento
Pag. 26
DOPO L'UTILIZZO
- cura del mezzo con pulizia accurata degli organi di scarico e degli organi di comando
- eseguire la manutenzione e la revisione dei freni e dei pneumatici
- segnalare eventuali anomalie
Verifiche da attuare
DURANTE L'UTILIZZO
- le zone di transito sono solide
Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive
Descrizione rischio
Contusioni per colpo ricevuto dal canale di scolo o dalla
pompa del cls
Dermatosi per contatto con il cemento
Inalazioni di fumi di scarico
Incendio del mezzo
Incidenti con altri mezzi
Investimento da parte del mezzo
Ribaltamento dell'autobotte
Rottura tubazioni a pressione dell'autobetoniera
Rumore nell'uso dell'autobetoniera
Stritolamento negli ingranaggi dell'autobetoniera
Valutazione
rischio
Si trasmette
all'esterno
MEDIO
No
Si diffonde alle
fasi
concomitanti
No
BASSO
MOLTO
BASSO
BASSO
MOLTO
BASSO
ALTO
MEDIO
BASSO
MEDIO
MEDIO
No
No
No
Si
No
No
No
No
No
No
No
No
No
Si
Si
No
Si
No
1. Contusioni per colpo ricevuto dal canale di scolo o dalla pompa del cls
- il canale è agganciato alla betoniera
- la pompa è manovrata da due operai
2. Dermatosi per contatto con il cemento
- le maestranze utilizzano guanti di uso generale
3. Inalazioni di fumi di scarico
Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti
- dirigere, con opportuni tubi o barriere, i fumi lontano dalle maestranze
4. Incendio del mezzo
- l'operazione di rifornimento è eseguita a motore spento ed è vietato fumare
5. Incidenti con altri mezzi
- l'automezzo, nel cantiere, procede a passo d'uomo
6. Investimento da parte del mezzo
Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti
- prima dell'utilizzo vengono verificati i freni e il girofaro
- un operatore a terra, ad adeguata distanza, guida le operazioni di retromarcia
- le zone di passaggio dell'automezzo hanno un franco di 70 cm
- l'automezzo, in presenza di persone, procede a passo d'uomo
- nessuno transita nella zona di manovra dell'automezzo
7. Ribaltamento dell'autobotte
Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti
- lungo i percorsi vengono verificate le pendenze, la presenza di buche profonde e la portanza
- l'autobotte si mantiene ad una distanza adeguata dai bordi degli scavi
- vengono utilizzati appositi ripartitori sotto gli stabilizzatori
Piano di Sicurezza e Coordinamento
Pag. 27
8. Rottura tubazioni a pressione dell'autobetoniera
- prima dell'utilizzo le tubazioni vengono controllate
- il circuito a pressione dispone di apposite valvole di sicurezza
9. Rumore nell'uso dell'autobetoniera
Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti
- le maestranze utilizzano tappi auricolari o cuffie
10. Stritolamento negli ingranaggi dell'autobetoniera
- verificare a vista la protezione degli ingranaggi
Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati
Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti
di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli
ivi indicati.
MAC.003 - Autocarro
Autocarro con cassone ribaltabile per il trasporto di materiali
Procedure di utilizzo
PRIMA DELL'UTILIZZO
- verificare le protezioni degli organi in movimento, delle luci e del girofaro
DURANTE L'UTILIZZO
- in prossimità di posti di lavoro transitare a passo d'uomo ed adeguare la velocità entro i limiti stabiliti in cantiere
DOPO L'UTILIZZO
- cura del mezzo con pulizia accurata, degli organi di scarico e degli organi di comando
- eseguire la manutenzione e revisione dei freni e dei pneumatici
- segnalare eventuali anomalie
Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive
Descrizione rischio
Caduta di materiale dal cassone del mezzo
Inalazioni di fumi di scarico
Incendio del mezzo
Investimento da parte del mezzo
Ribaltamento dell'autocarro
Rumore nell'uso del mezzo
Valutazione
rischio
Si trasmette
all'esterno
BASSO
MOLTO
BASSO
BASSO
ALTO
MEDIO
MOLTO
BASSO
No
No
Si diffonde alle
fasi
concomitanti
Si
Si
No
No
No
Si
No
Si
No
Si
1. Caduta di materiale dal cassone del mezzo
Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti
- al termine del carico le sponde vengono chiuse
- il materiale sfuso non deve superare le sponde
2. Inalazioni di fumi di scarico
Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti
- dirigere, con opportuni tubi o barriere, i fumi lontano dalle maestranze
3. Incendio del mezzo
- l'operazione di rifornimento è eseguita a motore spento ed è vietato fumare
Piano di Sicurezza e Coordinamento
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4. Investimento da parte del mezzo
Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti
- prima dell'utilizzo vengono verificati i freni e il girofaro
- un operatore a terra, ad adeguata distanza, guida le operazioni di retromarcia
- le zone di passaggio dell'automezzo hanno un franco di 70 cm
- l'automezzo, in presenza di persone, procede a passo d'uomo
- nessuno transita nella zona di manovra dell'automezzo
5. Ribaltamento dell'autocarro
- lungo i percorsi vengono verificate le pendenze, la presenza di buche profonde e la portanza
- l'autocarro si mantiene ad una distanza adeguata dai bordi degli scavi
- in forte pendenza non utilizzare il ribaltabile
- il carico deve essere posizionato e, se necessita, fissato in modo da non subire spostamenti
6. Rumore nell'uso del mezzo
Il rischio si trasmette all'ambiente esterno e si diffonde alle fasi concomitanti
- le maestranze utilizzano tappi auricolari o cuffie
Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati
Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti
di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli
ivi indicati.
MAC.004 - Autocarro sprizza bitume
Autocarro con pompa per lo spruzzo di emulsione bituminosa
Procedure di utilizzo
PRIMA DELL'UTILIZZO
- verificare l'impianto a pressione
DURANTE L'UTILIZZO
- utilizzare sempre gli appositi dpi e non entrare in contatto con la soluzione bituminose
- procedere a passo d'uomo
DOPO L'UTILIZZO
- cura del mezzo con pulizia accurata degli organi sotto pressione
Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive
Descrizione rischio
Contatto con bitume nell'uso dello spargi bitume
Inalazioni di fumi di scarico dello spargi bitume
Inalazioni di vapori
Incendio ed esplosione della bombola GPL dello spargi
bitume
Incidenti dello spargi bitume con altri mezzi
Investimento di persone nell'uso dello spargi bitume
Rumore nell'uso del mezzo
Valutazione
rischio
Si trasmette
all'esterno
MEDIO
MOLTO
BASSO
MEDIO
MEDIO
No
No
Si diffonde alle
fasi
concomitanti
No
Si
Si
Si
Si
Si
BASSO
ALTO
MOLTO
BASSO
No
Si
Si
No
Si
Si
1. Contatto con bitume nell'uso dello spargi bitume
- i lavoratori utilizzano apposite tute e specifici guanti
2. Inalazioni di fumi di scarico dello spargi bitume
Piano di Sicurezza e Coordinamento
Pag. 29
Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti
- le maestranze fanno uso di apposite mascherine
3. Inalazioni di vapori
Il rischio si trasmette all'ambiente esterno e si diffonde alle fasi concomitanti
- le maestranze fanno uso di apposite mascherine
- la zona di lavoro è inibita ai non addetti
4. Incendio ed esplosione della bombola GPL dello spargi bitume
Il rischio si trasmette all'ambiente esterno e si diffonde alle fasi concomitanti
- la bombola è dotata di riduttore di pressione
- l'automezzo è dotato di estintore a polvere
- i raccordi sono eseguiti utilizzando apposite fasce
5. Incidenti dello spargi bitume con altri mezzi
- il mezzo dispone di segnalatore lampeggiante
- sul retro del mezzo è installato un cartello a bande rosse e bianche con freccia di segnalazione
6. Investimento di persone nell'uso dello spargi bitume
Il rischio si trasmette all'ambiente esterno e si diffonde alle fasi concomitanti
- il personale a terra dispone di indumenti ad alta visibilità
- la zona interessata dalle operazioni è idoneamente segnalata ed inibita agli estranei
- il personale a terra dirige, a debita distanza, le manovre pericolose
7. Rumore nell'uso del mezzo
Il rischio si trasmette all'ambiente esterno e si diffonde alle fasi concomitanti
- le maestranze utilizzano tappi auricolari o cuffie
Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati
Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti
di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli
ivi indicati.
1. Maschera monouso con valvola per polveri e fumi
2. Guanti in gomma antiacidi e solventi
MAC.006 - Autopompa per cls
Autopompa per il pompaggio del cls in quota
Procedure di utilizzo
PRIMA DELL'UTILIZZO
- controllo delle luci e dei dispositivi luminosi, acustici e dei dispositivi frenanti
- controllare la presenza di linee elettriche aeree
DURANTE L'UTILIZZO
- utilizzare il girofaro per segnalare l'operatività del mezzo
- sorvegliare le manovre di avvicinamento dell'autobetoniera alla pompa
DOPO L'UTILIZZO
- pulire le tubazioni e la vasca
Verifiche da attuare
Piano di Sicurezza e Coordinamento
Pag. 30
DURANTE L'UTILIZZO
- le zone di transito sono solide
Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive
Descrizione rischio
Caduta dell'operatore nell'uso della pompa cls
Contatto con linee elettriche
Dermatosi per contatto con il cemento
Inalazioni di fumi di scarico
Investimento da parte del mezzo
Ribaltamento dell'autobotte
Rumore nell'uso dell'autobetoniera
Stritolamento negli ingranaggi dell'autopompa
Valutazione
rischio
Si trasmette
all'esterno
MEDIO
BASSO
BASSO
MOLTO
BASSO
ALTO
MEDIO
MEDIO
MEDIO
No
No
No
No
Si diffonde alle
fasi
concomitanti
No
No
No
Si
No
No
No
No
Si
Si
Si
No
1. Caduta dell'operatore nell'uso della pompa cls
- il braccio della pompa viene azionato in modo da evitare bruschi spostamenti
2. Contatto con linee elettriche
- i mezzi e le attrezzature ad una distanza di sicurezza è tale che non possano avvenire contatti diretti o
scariche pericolose
3. Dermatosi per contatto con il cemento
- le maestranze utilizzano guanti di uso generale
4. Inalazioni di fumi di scarico
Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti
- dirigere, con opportuni tubi o barriere, i fumi lontano dalle maestranze
5. Investimento da parte del mezzo
Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti
- prima dell'utilizzo vengono verificati i freni e il girofaro
- un operatore a terra, ad adeguata distanza, guida le operazioni di retromarcia
- le zone di passaggio dell'automezzo hanno un franco di 70 cm
- l'automezzo, in presenza di persone, procede a passo d'uomo
- nessuno transita nella zona di manovra dell'automezzo
6. Ribaltamento dell'autobotte
Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti
- lungo i percorsi vengono verificate le pendenze, la presenza di buche profonde e la portanza
- l'autobotte si mantiene ad una distanza adeguata dai bordi degli scavi
- vengono utilizzati appositi ripartitori sotto gli stabilizzatori
7. Rumore nell'uso dell'autobetoniera
Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti
- le maestranze utilizzano tappi auricolari o cuffie
8. Stritolamento negli ingranaggi dell'autopompa
- verificare a vista la protezione degli ingranaggi
- la vasca dispone di griglia di protezione
Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati
Piano di Sicurezza e Coordinamento
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Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti
di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli
ivi indicati.
MAC.009 - Betoniera a bicchiere
Macchina composta da un bicchiere mescolante, manovrabile da volante, con capacità in genere di circa 250 kg utilizzata
per la produzione del calcestruzzo in loco
Procedure di utilizzo
PRIMA DELL'UTILIZZO
- controllo dei dispositivi d'arresto di emergenza e dei collegamenti elettrici e di terra
DURANTE L'UTILIZZO
- le protezioni non devono essere manomesse o modificate
DOPO L'UTILIZZO
- curare la lubrificazione e la pulizia delle macchine e mantenerle in buona efficienza
- togliere tensione all'interruttore generale e ai singoli comandi
Verifiche da attuare
PRIMA DELL'UTILIZZO
- è collegata all'impianto di terra
- è dotata di carter protettivo
- il volante ha raggi accecati
- il pedale di sgancio è protetto
- è dotata di interruttore contro il riavviamento spontaneo
- è realizzata una tettoia se sosta sotto zone con caduta di materiali dall'alto
Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive
Descrizione rischio
Avvio spontaneo della betoniera
Caduta di materiali dall'alto
Cesoiamento causato dalle razze del volante
Colpi e impatti da parte del bicchiere della betoniera
Contatto con gli organi in movimento della betoniera
Danni spino dorsali nel caricamento della betoniera
Elettrocuzione nell'uso del mezzo
Dermatosi per contatto con il cemento
Rumore nell'uso della betoniera a bicchiere
Valutazione
rischio
Si trasmette
all'esterno
BASSO
MEDIO
BASSO
MOLTO
BASSO
MEDIO
MEDIO
BASSO
BASSO
MEDIO
No
No
No
No
Si diffonde alle
fasi
concomitanti
No
No
No
No
No
No
No
No
Si
No
No
No
No
Si
1. Avvio spontaneo della betoniera
- la betoniera è dotata di dispositivo conto l'avviamento spontaneo
- i pulsanti sono incassati nella pulsantiera
2. Caduta di materiali dall'alto
- nel caso in cui il mezzo sia installato sotto luoghi di lavoro, sarà realizzata idonea tettoia
- le maestranze indossano elmetto di protezione
3. Cesoiamento causato dalle razze del volante
- il volante dispone di raggi accecati
4. Colpi e impatti da parte del bicchiere della betoniera
- il pedale di sblocco è munito di protezione
5. Contatto con gli organi in movimento della betoniera
- lo sportello del vano motore dispone di chiusura a chiave
- la corona del bicchiere è protetta da apposito carter
- la pulizia interna del bicchiere è effettuata a betoniera spenta
- gli operatori non indossano indumenti che possono impigliarsi
- durante l'uso gli elementi di protezione non sono disattivati o rimossi
Piano di Sicurezza e Coordinamento
Pag. 32
6. Danni spino dorsali nel caricamento della betoniera
- i sacchi di cemento vengono tagliati in due metà
- i lavoratori vengono formati e informati sull'uso del badile
7. Elettrocuzione nell'uso del mezzo
- l'attrezzo è collegato all'impianto di terra e l'impianto di alimentazione è dotato di salvavita
- i cavi di alimentazione hanno resistenza alla penetrazione ip 44
8. Dermatosi per contatto con il cemento
- le maestranze utilizzano guanti di uso generale
9. Rumore nell'uso della betoniera a bicchiere
Il rischio si trasmette all'ambiente esterno e si diffonde alle fasi concomitanti
- la betoniera è in funzione per il tempo strettamente necessario
- gli operatori utilizzano tappi auricolari
Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati
Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti
di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli
ivi indicati.
MAC.013 - Compattatore a piatto vibrante
Utensile manuale a motore utilizzato per compattare materiali di scavo
Procedure di utilizzo
PRIMA DELL'UTILIZZO
- segnalare l'area di lavoro deviando opportunamente il traffico stradale, servendosi di semafori e/o personale con bandiere
e giubbotti rifrangenti
- attenersi alle norme del codice della strada
DURANTE L'UTILIZZO
- non lasciare la macchina in moto senza sorveglianza
DOPO L'UTILIZZO
- eseguire periodicamente le operazioni di manutenzione
Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive
Descrizione rischio
Danni agli arti e alla colonna vertebrale nell'uso del
compattatore
Incendio del mezzo
Rumore nell'uso del compattatore
Valutazione
rischio
Si trasmette
all'esterno
MEDIO
No
Si diffonde alle
fasi
concomitanti
No
BASSO
MEDIO
No
Si
No
Si
1. Danni agli arti e alla colonna vertebrale nell'uso del compattatore
- il compattatore è dotato di impugnature antivibrazione
- l'addetto utilizza guanti che assorbono le vibrazioni
2. Incendio del mezzo
- l'operazione di rifornimento è eseguita a motore spento ed è vietato fumare
3. Rumore nell'uso del compattatore
Il rischio si trasmette all'ambiente esterno e si diffonde alle fasi concomitanti
- durante le pause il compattatore viene spento
- l'operatore utilizza cuffie o tappi auricolari
Piano di Sicurezza e Coordinamento
Pag. 33
Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati
Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti
di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli
ivi indicati.
1. Guanti antivibrazioni
MAC.018 - Escavatore
Mezzo semovente che dispone di benna per l'esecuzione di scavi in genere a sezione ristretta, per regolarizzare scarpate o
anche per i lavori di demolizione
Procedure di utilizzo
PRIMA DELL'UTILIZZO
- controllo dei percorsi, delle luci, dei dispositivi luminosi ed acustici di segnalazione
DURANTE L'UTILIZZO
- nell'area del cantiere segnalare l'operatività del mezzo col girofaro
DOPO L'UTILIZZO
- abbassare la benna, azionare il freno di stazionamento ed inserire il blocco comandi per posizionare la macchina
Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive
Descrizione rischio
Caduta di materiale dalla benna del mezzo
Inalazioni di fumi di scarico di mezzi atti movimenti a terra
Incendio del mezzo
Intercettazione di linee elettriche interrate
Investimento o colpi a persone da parte del mezzo
Ribaltamento del mezzo
Rottura dei tubi in pressione del mezzo
Rumore nell'uso di mezzi atti a movimenti di terra
Valutazione
rischio
Si trasmette
all'esterno
ALTO
MOLTO
BASSO
BASSO
MEDIO
MOLTO
BASSO
MEDIO
BASSO
MEDIO
No
No
Si diffonde alle
fasi
concomitanti
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
1. Caduta di materiale dalla benna del mezzo
- nessuna persona si trova nel raggio di azione del mezzo
- il mezzo è munito di cabina metallica
2. Inalazioni di fumi di scarico di mezzi atti movimenti a terra
- il personale a terra si mantiene ad adeguata distanza
- il personale a terra utilizza apposite maschere
3. Incendio del mezzo
- l'operazione di rifornimento è eseguita a motore spento ed è vietato fumare
4. Intercettazione di linee elettriche interrate
- prima dell'inizio dello scavo viene verificata la presenza di linee elettriche
- in presenza di linee elettriche, la linea viene segnalata e viene mantenuta una distanza minima di 1.50 mt
5. Investimento o colpi a persone da parte del mezzo
- nessuna persona si trova nel raggio di azione del mezzo
6. Ribaltamento del mezzo
- il mezzo non opera oltre la pendenza massima e si mantiene a distanza adeguata dallo scavo
- il mezzo dispone di apposita cabina
7. Rottura dei tubi in pressione del mezzo
- sul mezzo viene eseguita l'ordinaria manutenzione
8. Rumore nell'uso di mezzi atti a movimenti di terra
Piano di Sicurezza e Coordinamento
Pag. 34
- il mezzo è dotato di cabina insonorizzata
- il personale a terra utilizza cuffie o tappi auricolari
Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati
Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti
di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli
ivi indicati.
MAC.030 - Miniscavatore
Escavatore di piccole dimensioni che dispone di benna per l'esecuzione di scavi in genere in luoghi ristretti
Procedure di utilizzo
PRIMA DELL'UTILIZZO
- controllo dei percorsi, delle luci, dei dispositivi luminosi ed acustici di segnalazione
DURANTE L'UTILIZZO
- nell'area del cantiere segnalare l'operatività del mezzo col girofaro
DOPO L'UTILIZZO
- abbassare la benna, azionare il freno di stazionamento ed inserire il blocco comandi per posizionare la macchina
Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive
Descrizione rischio
Caduta di materiale dalla benna del mezzo
Inalazioni di fumi di scarico di mezzi atti movimenti a terra
Incendio del mezzo
Intercettazione di linee elettriche interrate
Investimento o colpi a persone da parte del mezzo
Ribaltamento del mezzo
Rottura dei tubi in pressione del mezzo
Rumore nell'uso di mezzi atti a movimenti di terra
Valutazione
rischio
Si trasmette
all'esterno
ALTO
MOLTO
BASSO
BASSO
MEDIO
MOLTO
BASSO
MEDIO
BASSO
MEDIO
No
No
Si diffonde alle
fasi
concomitanti
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
1. Caduta di materiale dalla benna del mezzo
- nessuna persona si trova nel raggio di azione del mezzo
- il mezzo è munito di cabina metallica
2. Inalazioni di fumi di scarico di mezzi atti movimenti a terra
- il personale a terra si mantiene ad adeguata distanza
- il personale a terra utilizza apposite maschere
3. Incendio del mezzo
- l'operazione di rifornimento è eseguita a motore spento ed è vietato fumare
4. Intercettazione di linee elettriche interrate
- prima dell'inizio dello scavo viene verificata la presenza di linee elettriche
- in presenza di linee elettriche, la linea viene segnalata e viene mantenuta una distanza minima di 1.50 mt
5. Investimento o colpi a persone da parte del mezzo
- nessuna persona si trova nel raggio di azione del mezzo
6. Ribaltamento del mezzo
- il mezzo non opera oltre la pendenza massima e si mantiene a distanza adeguata dallo scavo
- il mezzo dispone di apposita cabina
7. Rottura dei tubi in pressione del mezzo
- sul mezzo viene eseguita l'ordinaria manutenzione
Piano di Sicurezza e Coordinamento
Pag. 35
8. Rumore nell'uso di mezzi atti a movimenti di terra
- il mezzo è dotato di cabina insonorizzata
- il personale a terra utilizza cuffie o tappi auricolari
Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati
Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti
di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli
ivi indicati.
MAC.032 - Pala meccanica
Mezzo semovente utilizzato in genere per gli scavi di sbancamento e dotato di pala anteriore
Procedure di utilizzo
PRIMA DELL'UTILIZZO
- controllo dei percorsi, delle luci, dei dispositivi luminosi ed acustici di segnalazione
DURANTE L'UTILIZZO
- nell'area del cantiere segnalare l'operatività del mezzo col girofaro
- non usare la benna per trasportare persone
DOPO L'UTILIZZO
- abbassare la benna, azionare il freno di stazionamento ed inserire il blocco comandi per posizionare la macchina
Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive
Descrizione rischio
Caduta di materiale dalla benna del mezzo
Inalazioni di fumi di scarico di mezzi atti movimenti a terra
Incendio del mezzo
Investimento o colpi a persone da parte del mezzo
Ribaltamento del mezzo
Rumore nell'uso di mezzi atti a movimenti di terra
Valutazione
rischio
Si trasmette
all'esterno
ALTO
MOLTO
BASSO
BASSO
MOLTO
BASSO
MEDIO
MEDIO
No
No
Si diffonde alle
fasi
concomitanti
No
No
No
No
No
No
No
No
No
No
1. Caduta di materiale dalla benna del mezzo
- nessuna persona si trova nel raggio di azione del mezzo
- il mezzo è munito di cabina metallica
2. Inalazioni di fumi di scarico di mezzi atti movimenti a terra
- il personale a terra si mantiene ad adeguata distanza
- il personale a terra utilizza apposite maschere
3. Incendio del mezzo
- l'operazione di rifornimento è eseguita a motore spento ed è vietato fumare
4. Investimento o colpi a persone da parte del mezzo
- nessuna persona si trova nel raggio di azione del mezzo
5. Ribaltamento del mezzo
- il mezzo non opera oltre la pendenza massima e si mantiene a distanza adeguata dallo scavo
- il mezzo dispone di apposita cabina
6. Rumore nell'uso di mezzi atti a movimenti di terra
- il mezzo è dotato di cabina insonorizzata
- il personale a terra utilizza cuffie o tappi auricolari
Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati
Piano di Sicurezza e Coordinamento
Pag. 36
Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti
di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli
ivi indicati.
MAC.037 - Rifinitrice stradale
Macchina utilizzata per la stesura del manto stradale (asfalto)
Procedure di utilizzo
PRIMA DELL'UTILIZZO
- verificare l'efficienza dei comandi
- verificare il funzionamento dei segnalatori ottici, delle tubazioni, connessioni idrauliche, dell'efficienza del riduttore di
pressione e del manometro
- segnalare l'area di lavoro deviando opportunamente il traffico stradale, servendosi di semafori e/o personale con bandiere
e giubbotti rifrangenti
- attenersi alle norme del codice della strada
DURANTE L'UTILIZZO
- non introdurre nessun attrezzo (es. badili e simili) nella cloaca
DOPO L'UTILIZZO
- spegnere i bruciatori e chiudere i rubinetti di alimentazione della caldaia
- fermare il mezzo azionando il freno di stazionamento
- pulire la caldaia
Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive
Descrizione rischio
Contatto con catrame nell'uso della rifinitrice
Inalazioni di fumi di scarico
Inalazioni di vapori
Incendio e scoppio della caldaia della rifinitrice
Incidenti con altri mezzi nell'uso della rifinitrice
Investimento di persone da parte della rifinitrice o del traffico
veicolare
Rumore nell'uso di mezzi atti alla rifinitura stradale
Stritolamento nell'uso della rifinitrice
Ustioni nell'uso della rifinitrice
Valutazione
rischio
Si trasmette
all'esterno
BASSO
MOLTO
BASSO
MEDIO
MEDIO
MEDIO
ALTO
No
No
Si diffonde alle
fasi
concomitanti
Si
Si
Si
No
No
No
Si
Si
No
No
MEDIO
MEDIO
BASSO
Si
No
No
Si
No
No
1. Contatto con catrame nell'uso della rifinitrice
Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti
- le maestranze indossano tute e guanti
2. Inalazioni di fumi di scarico
Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti
- dirigere, con opportuni tubi o barriere, i fumi lontano dalle maestranze
3. Inalazioni di vapori
Il rischio si trasmette all'ambiente esterno e si diffonde alle fasi concomitanti
- le maestranze fanno uso di apposite mascherine
- la zona di lavoro è inibita ai non addetti
4. Incendio e scoppio della caldaia della rifinitrice
Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti
Piano di Sicurezza e Coordinamento
Pag. 37
- la rifinitrice è dotata di dispositivi di sicurezza
- la caldaia è controllata periodicamente
- nessuna opera in vicinanza della caldaia
5. Incidenti con altri mezzi nell'uso della rifinitrice
- la zona di intervento è adeguatamente segnalata
- le manovre pericolose sono assistite da personale a terra
6. Investimento di persone da parte della rifinitrice o del traffico veicolare
- la zona di intervento è segnalata secondo le norme del codice della strada
- le maestranze indossano indumenti ad alta visibilità
- nessuno opera nel raggio di azione della rifinitrice
- la rifinitrice è dotata di girofaro
7. Rumore nell'uso di mezzi atti alla rifinitura stradale
Il rischio si trasmette all'ambiente esterno e si diffonde alle fasi concomitanti
- la macchina dispone di cabina insonorizzata
- gli operatori a terra utilizzano tappi auricolari
8. Stritolamento nell'uso della rifinitrice
- è fatto divieto alle maestranze di introdurre attrezzi nella cloaca
9. Ustioni nell'uso della rifinitrice
- le maestranze fanno uso di guanti
- la manutenzione è eseguita a macchina spenta e a caldaia fredda
Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati
Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti
di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli
ivi indicati.
1. Maschera monouso con valvola per polveri e fumi
MAC.038 - Rullo compressore
Macchina dotata, al posto delle ruote, di cilindri aventi funzioni di compressione
Procedure di utilizzo
PRIMA DELL'UTILIZZO
- controllo della funzionalità dei comandi
- controllo dei percorsi e delle aree di manovra
DURANTE L'UTILIZZO
- in prossimità di posti di lavoro transitare a passo d'uomo ed adeguare la velocità entro i limiti stabiliti in cantiere
- all'interno della macchina non trasportare persone
DOPO L'UTILIZZO
- le operazioni di revisione e manutenzione devono essere eseguite seguendo le indicazioni riportate nel libretto
Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive
Descrizione rischio
Inalazioni di fumi di scarico
Incendio del mezzo
Incidenti con altri mezzi nell'uso del rullo compressore
Investimento di persone nell'uso del rullo compressore
Ribaltamento del rullo compressore
Rumore nell'uso del rullo compressore
Vibrazioni nell'uso del rullo compressore
Piano di Sicurezza e Coordinamento
Valutazione
rischio
Si trasmette
all'esterno
MOLTO
BASSO
BASSO
MEDIO
ALTO
BASSO
BASSO
BASSO
No
Si diffonde alle
fasi
concomitanti
Si
No
No
No
No
No
No
No
No
Si
No
Si
No
Pag. 38
1. Inalazioni di fumi di scarico
Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti
- dirigere, con opportuni tubi o barriere, i fumi lontano dalle maestranze
2. Incendio del mezzo
- l'operazione di rifornimento è eseguita a motore spento ed è vietato fumare
3. Incidenti con altri mezzi nell'uso del rullo compressore
- la zona di intervento è segnalata secondo le norme del codice della strada
4. Investimento di persone nell'uso del rullo compressore
Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti
- nessuna persona opera nel spazio di manovra del rullo compressore
- il rullo compressore è dotato di dispositivo che impedisce l'avviamento con marcia inserita
- il rullo compressore è dotato di clacson e girofaro
- il rullo compressore è guidato da personale esperto e procede a passo d'uomo
5. Ribaltamento del rullo compressore
- il rullo compressore non opera oltre la pendenza massima e in presenza di terreno cedevole
6. Rumore nell'uso del rullo compressore
Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti
- le maestranze utilizzano tappi auricolari
7. Vibrazioni nell'uso del rullo compressore
- il rullo compressore è dotato di sedile ergonomico antivibrazioni
Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati
Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti
di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli
ivi indicati.
MAC.039 - Ruspa cingolata
Mezzo semovente utilizzato in genere per gli scavi di sbancamento e dotato di pala anteriore
Procedure di utilizzo
PRIMA DELL'UTILIZZO
- controllo dei percorsi, delle luci, dei dispositivi luminosi ed acustici di segnalazione
DURANTE L'UTILIZZO
- nell'area del cantiere segnalare l'operatività del mezzo col girofaro
- non usare la benna per trasportare persone
DOPO L'UTILIZZO
- abbassare la benna, azionare il freno di stazionamento ed inserire il blocco comandi per posizionare la macchina
Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive
Descrizione rischio
Caduta di materiale dalla benna del mezzo
Inalazioni di fumi di scarico di mezzi atti movimenti a terra
Incendio del mezzo
Investimento o colpi a persone da parte del mezzo
Piano di Sicurezza e Coordinamento
Valutazione
rischio
Si trasmette
all'esterno
ALTO
MOLTO
BASSO
BASSO
MOLTO
No
No
Si diffonde alle
fasi
concomitanti
No
No
No
No
No
No
Pag. 39
Ribaltamento del mezzo
Rumore nell'uso di mezzi atti a movimenti di terra
BASSO
MEDIO
MEDIO
No
No
No
No
1. Caduta di materiale dalla benna del mezzo
- nessuna persona si trova nel raggio di azione del mezzo
- il mezzo è munito di cabina metallica
2. Inalazioni di fumi di scarico di mezzi atti movimenti a terra
- il personale a terra si mantiene ad adeguata distanza
- il personale a terra utilizza apposite maschere
3. Incendio del mezzo
- l'operazione di rifornimento è eseguita a motore spento ed è vietato fumare
4. Investimento o colpi a persone da parte del mezzo
- nessuna persona si trova nel raggio di azione del mezzo
5. Ribaltamento del mezzo
- il mezzo non opera oltre la pendenza massima e si mantiene a distanza adeguata dallo scavo
- il mezzo dispone di apposita cabina
6. Rumore nell'uso di mezzi atti a movimenti di terra
- il mezzo è dotato di cabina insonorizzata
- il personale a terra utilizza cuffie o tappi auricolari
Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati
Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti
di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli
ivi indicati.
Elenco delle sostanze
E' previsto l'uso delle seguenti sostanze pericolose:
1. Adesivo universale acrilico
2. Bitume da stendere a caldo
3. Catrame
4. Cemento
SOS.010 - Adesivo universale acrilico
Adesivo a base acrilica idoneo per incollare e fissare molteplici tipologie di materiale.
Procedure di utilizzo
Evitare il contatto diretto con la pelle. Nel caso sciacquare con abbondante acqua.
Non disperdere nell'ambiente i contenitori vuoti.
Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive
Descrizione rischio
Contatto della pelle o degli occhi con agenti irritanti
Valutazione
rischio
Si trasmette
all'esterno
MOLTO
BASSO
No
Si diffonde alle
fasi
concomitanti
No
1. Contatto della pelle o degli occhi con agenti irritanti
- le maestranze fanno uso di appositi guanti e occhiali
Piano di Sicurezza e Coordinamento
Pag. 40
- i locali vengono costantemente aerati
Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati
Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti
di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli
ivi indicati.
SOS.015 - Bitume da stendere a caldo
Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive
Descrizione rischio
Contatto con bitume
Valutazione
rischio
Si trasmette
all'esterno
MOLTO
BASSO
No
Si diffonde alle
fasi
concomitanti
Si
1. Contatto con bitume
Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti
- le maestranze fanno uso di appositi guanti, tute e occhiali
- la zona è inibita ai non addetti
- in caso di contatto con la pelle, la zona viene lavata con acqua e appositi saponi
Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati
Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti
di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli
ivi indicati.
1. Guanti in gomma antiacidi e solventi
2. Maschera monouso con valvola per polveri e fumi
SOS.017 - Catrame
Emulsione di bitume e ghiaia a caldo
Procedure di utilizzo
Trattasi di sostanza cancerogena e pertanto sono obbligatori l'uso di tute, guanti e mascherine.
Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive
Descrizione rischio
Contatto con catrame
Valutazione
rischio
Si trasmette
all'esterno
BASSO
No
Si diffonde alle
fasi
concomitanti
Si
1. Contatto con catrame
Il rischio si diffonde alle fasi concomitanti
- le maestranze fanno uso di appositi guanti e occhiali
- i non addetti vengono allontanati
Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati
Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti
di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli
ivi indicati.
1. Guanti in gomma antiacidi e solventi
Piano di Sicurezza e Coordinamento
Pag. 41
SOS.018 - Cemento
Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive
Descrizione rischio
Valutazione
rischio
Si trasmette
all'esterno
BASSO
BASSO
No
No
Dermatosi per contatto con il cemento
Inalazione di polveri di cemento durante l'impasto
Si diffonde alle
fasi
concomitanti
No
No
1. Dermatosi per contatto con il cemento
- le maestranze utilizzano guanti di uso generale
2. Inalazione di polveri di cemento durante l'impasto
- le maestranze evitano lo scuotimento dei sacchi di cemento
Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati
Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti
di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori integreranno i dpi standard con quelli
ivi indicati.
Elenco dei DPI
Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche, l'elmetto ed i guanti di uso
generale (dpi standard).
E' inoltre previsto l'uso dei seguenti dispositivi di protezione individuale:
1. Guanti antitaglio in pelle
2. Guanti antivibrazioni
3. Guanti in gomma antiacidi e solventi
4. Maschera monouso con valvola per polveri e fumi
5. Tuta ad alta visibilità
DPI.011 - Guanti antitaglio in pelle
Guanti antitaglio in pelle fiore con rinforzo sul palmo.
DPI.012 - Guanti antivibrazioni
Guanti in pelle con protezione del polso, con doppio spessore sul palmo e imbottitura di assorbimento in grado di ridurre gli
effetti della vibrazione. Resistenti al taglio e alle perforazioni.
DPI.015 - Guanti in gomma antiacidi e solventi
Guanti in lattice naturale o nitrile con cotone floccato interno con esterno antiscivolo. Resistenti agli acidi, ai solventi, ai
prodotti caustici, ai tagli, alle abrasioni e alle perforazioni.
DPI.021 - Maschera monouso con valvola per polveri e fumi
Mascherina monouso per polveri a bassa nocività e fumi, dotata di valvola che facilita l'espirazione. Classe di protezione
FFP2S.
DPI.032 - Tuta ad alta visibilità
Tuta in poliestere e cotone di colore arancio, con bande rifrangenti.
Piano di Sicurezza e Coordinamento
Pag. 42
Elenco dei rischi
1. Avvio spontaneo della betoniera
2. Caduta dall'alto (CLS-pompaggio)
3. Caduta dell'operatore nell'uso della pompa cls
4. Caduta di materiale dal cassone del mezzo
5. Caduta di materiale dalla benna del mezzo
6. Caduta di materiali dall'alto
7. Caduta di materiali dalla carriola
8. Cadute a livello durante il getto del cls
9. Cadute a livello, inciampo (CLS-pompaggio)
10. Cadute entro lo scavo
11. Cedimento improvviso della casseratura per eccessiva spinta del cls
12. Cesoiamento causato dalle razze del volante
13. Colpi alle mani nell'uso del martello
14. Colpi e impatti da parte del bicchiere della betoniera
15. Colpi e schiacciamento causati dal carico dell'autogrù
16. Contatto con bitume
17. Contatto con bitume nell'uso dello spargi bitume
18. Contatto con catrame
19. Contatto con catrame nell'uso della rifinitrice
20. Contatto con gli organi in movimento della betoniera
21. Contatto con linee elettriche
22. Contatto della pelle o degli occhi con agenti irritanti
23. Contusioni per colpo ricevuto dal canale di scolo o dalla pompa del cls
24. Danni agli arti e alla colonna vertebrale nell'uso del compattatore
25. Danni all'apparato spino/dorsale nell'uso della carriola
26. Danni all'apparato spino/dorsale nell'uso di attrezzi manuali
27. Danni spino dorsali nel caricamento della betoniera
28. Danni spino-dorsali per movimenti ripetitivi di carichi
29. Dermatosi per contatto con il cemento
30. Elettrocuzione nell'uso del mezzo
31. Elettrocuzione nell'uso della gru a torre
32. Esposizione a polvere (CLS)
33. Esposizione a rumore (CLS)
34. Inalazione di polveri di cemento durante l'impasto
35. Inalazione di polveri nell'uso del flessibile
36. Inalazioni di fumi di scarico
37. Inalazioni di fumi di scarico dello spargi bitume
38. Inalazioni di fumi di scarico di mezzi atti movimenti a terra
39. Inalazioni di polveri nei lavori stradali
40. Inalazioni di vapori
41. Incendio del mezzo
42. Incendio e scoppio della caldaia della rifinitrice
43. Incendio ed esplosione della bombola GPL dello spargi bitume
44. Incidenti causati dal cantiere stradale
45. Incidenti con altri mezzi
46. Incidenti con altri mezzi nell'uso del rullo compressore
47. Incidenti con altri mezzi nell'uso della rifinitrice
48. Incidenti con altri veicoli
49. Incidenti dello spargi bitume con altri mezzi
50. Intercettazione di linee elettriche interrate
51. Intercettazione di linee elettriche nei lavori di scavo a mano
52. Investimento da automezzi nel transitare sulla rampa
53. Investimento da parte del mezzo
54. Investimento da parte del traffico veicolare
55. Investimento di persone da parte della rifinitrice o del traffico veicolare
56. Investimento di persone nell'uso del rullo compressore
57. Investimento di persone nell'uso dello spargi bitume
58. Investimento o colpi a persone da parte del mezzo
59. Lesioni corneo-congiuntivali dovute a getti e schizzi di boiacca (CLS-pompaggio)
60. Proiezione di schegge nell'uso del flessibile
61. Proiezione di schegge nell'uso del martello manuale
62. Ribaltamento del mezzo
63. Ribaltamento del rullo compressore
64. Ribaltamento dell'autobotte
65. Ribaltamento dell'autocarro
66. Rottura dei tubi in pressione del mezzo
67. Rottura tubazioni a pressione dell'autobetoniera
68. Rumore nell'uso del compattatore
69. Rumore nell'uso del flessibile/levigatrice
Piano di Sicurezza e Coordinamento
Pag. 43
70. Rumore nell'uso del martello manuale
71. Rumore nell'uso del mezzo
72. Rumore nell'uso del rullo compressore
73. Rumore nell'uso dell'autobetoniera
74. Rumore nell'uso della betoniera a bicchiere
75. Rumore nell'uso di mezzi atti a movimenti di terra
76. Rumore nell'uso di mezzi atti alla rifinitura stradale
77. Schiacciamento, seppellimento o intrappolamento per ribaltamento del mezzo o cedimento del terreno (CLSpompaggio)
78. Scivolamenti e cadute a livello nell'uso della carriola
79. Seppellimento per crollo delle pareti di scavo
80. Stritolamento negli ingranaggi dell'autobetoniera
81. Stritolamento negli ingranaggi dell'autopompa
82. Stritolamento nell'uso della rifinitrice
83. Tagli agli arti inferiori e superiori nell'uso del flessibile
84. Tagli, abrasioni e schiacciamento delle mani nel sollevamento di materiali
85. Urti (CLS-pompaggio)
86. Urti e schiacciamenti connessi con la caduta di materiale dall'alto, intrappolamento ribaltamento mezzo (CLS-scarico
pompa)
87. Urti e schiacciamenti connessi con la caduta di materiale dall'alto, urti del capo (CLS-pompaggio)
88. Ustioni nell'uso del flessibile
89. Ustioni nell'uso della rifinitrice
90. Vibrazioni nell'uso del rullo compressore
9. Cooperazione, informazione e coordinamento
L’attività di coordinamento degli interventi di prevenzione e di protezione dovrà essere organizzata dal coordinatore in
materia di sicurezza per l’esecuzione dei lavori tra i datori di lavoro, compresi i lavoratori autonomi interessati all’esecuzione
delle lavorazioni mediante:
a) prima dell’inizio dei lavori il titolare dell’impresa appaltatrice dovrà eseguire, unitamente al direttore dei lavori e al
coordinatore per l’esecuzione, un sopralluogo al fine di prendere visione congiunta del cantiere tutto, e di valicare il presente
piano ed il piano operativo di sicurezza o, eventualmente, apportarvi le occorrenti modifiche verificando altresì l’esatto
calendario dei lavori, in modo da consentire al coordinatore per l’esecuzione di prestabilire i propri interventi in cantiere, che
avverranno di norma due giorni prima di ogni nuova fase lavorativa o comunque prima dell’ingresso delle imprese
subappaltatrici o dei lavori autonomi in cantiere;
b) le visite verranno svolte in modo congiunto fra coordinatore, responsabile di cantiere dell’impresa appaltatrice e
responsabile di cantiere dell’impresa subappaltatrice, e saranno previste ad ogni loro avvicendamento, con lo scopo di
verificare se il cantiere e le relative opere provvisionali rispondono alle prescrizioni di sicurezza, sia dettate dalle norme sia
previste dal presente piano;
c) la consegna dell’area assegnata;
d) le autorizzazioni di accesso agli impianti;
e) l’individuazione delle interferenze presenti tra i vari lavori da svolgere nell’area assegnata;
f) le riunioni per l’approfondimento delle misure da adottare;
g) le disposizioni per l’eventuale adeguamento del Piano al fine dell’adozione di misure specifiche per superare le
interferenze;
h) i controlli in corso d’opera.
In ogni caso il coordinatore per l’esecuzione dei lavori dovrà assicurare, tramite le opportune azioni di coordinamento,
l’applicazione delle disposizioni contenute nel presente piano e delle relative procedure di lavoro che riterrà di attuare.
Tutte le imprese che accedono al cantiere produrranno la documentazione prevista da questo piano nel paragrafo
"Documentazione da tenere in cantiere".
Le imprese non entreranno in cantiere se non dopo aver preso visione del presente documento. Le persone che accedono
al cantiere, se non dipendenti delle imprese, verranno accompagnate dal responsabile del cantiere. Ogni qualvolta vengano
apportate modifiche a questo piano, verranno informati i rappresentanti per la sicurezza ed i lavoratori interessati.
Piano di Sicurezza e Coordinamento
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Tutte le imprese limiteranno l'uso di sostanze pericolose e comunque le terranno negli appositi recipienti e depositeranno in
cantiere le relative schede tossicologiche.
Per quanto attiene l'utilizzazione collettiva di impianti (apparecchi di sollevamento, impianti elettrici, ecc.) infrastrutture
(quali servizi igienici, opere di viabilità, ecc.) mezzi logistici (quali opere provvisionali, macchine, ecc.) e mezzi di protezione
collettiva, le imprese ed i lavoratori autonomi dovranno attenersi alle indicazioni del coordinatore dei lavori.
Durante l'espletamento dei lavori, il coordinatore per l'esecuzione provvederà, qualora lo ritenesse necessario, ad indire
delle riunioni di coordinamento tra le varie imprese ed i lavoratori autonomi, intese a meglio definire le linee di azione ai fini
della salvaguardia della sicurezza e della salute dei lavoratori.
Per quanto attiene lo scambio di reciproche informazioni tra le varie imprese ed i lavoratori autonomi, questi dovranno
attenersi alle indicazioni di legge con particolare riferimento all'articolo 95 lettera g) del D.Lgs 81/2008.
La viabilità di cantiere verrà mantenuta efficiente a cura dell'impresa che ha causato danni o impedito il transito con depositi
o simili.
La pulizia dei servizi assistenziali compete all'impresa principale.
L'uso dell'impianto elettrico di cantiere potrà essere concesso a cura dell'impresa principale alle altre imprese ed agli altri
lavoratori autonomi. All'impresa principale compete comunque il mantenimento in sicurezza dell'impianto.
Il coordinatore per la sicurezza, congiuntamente all'impresa, redigerà un elaborato da cui risulti la pianificazione temporale
dei lavori (diagramma di Gantt), che dipende dall'organizzazione dell'impresa e dalle scelte del committente. Particolare
attenzione dovrà porsi ai periodi in cui impresa o altri lavoratori autonomi interagiscono, dato che spesso questi ultimi non
conoscono il cantiere (macchinari, opere provvisionali ecc.) e ignorano le misure di sicurezza in atto.
I lavoratori autonomi e le imprese subappaltanti verranno rese edotte che non potranno rimuovere le opere provvisionali
dell'impresa (esempio: non rimuovere le tavole del ponteggio per realizzare basamenti temporanei, non rimuovere le scale
di accesso ai ponteggi ecc.).
I lavoratori non autorizzati non manovreranno macchine di cantiere per il cui uso è necessaria la presenza del macchinista
specializzato.
Durante la fase di realizzazione dell'impianto elettrico, prima di attivare la corrente verrà dato preavviso a tutte le
maestranze presenti in cantiere. Le parti dell'impianto sotto tensione verranno debitamente protette.
In presenza di operazioni di saldatura a fiamma, soprattutto se eseguite da personale esterno, il personale addetto si
accerterà che tali operazioni non comportino rischi di incendio a danno delle strutture adiacenti.
Gestione dell'emergenza.
In previsione di gravi rischi quali: incendio, esplosioni, crollo, allagamento, deve essere prevista la modalità di intervento. A
tal scopo verranno designate le persone che formeranno la squadra di primo intervento. Dette persone verranno
opportunamente formate e informate. Esse, in condizioni normali, svolgeranno anche il compito di sorveglianza delle vie di
esodo, dei mezzi di spegnimento e del rispetto dei divieti e delle limitazioni, la cui trasgressione può impedire un facile e
sicuro intervento.
Formazione del personale in materia di igiene e sicurezza
Ai fini della gestione in sicurezza del cantiere è indispensabile che i datori di lavoro delle imprese appaltatrici e
subappaltatrici abbiano attuato nei confronti dei lavoratori subordinati quanto previsto dal D.Lgs 81/2008 e dalle altre leggi e
regolamenti vigenti in materia di istituti relazionali di informazione, formazione, addestramento ed istruzione al fine della
prevenzione dei rischi lavorativi. L’avvenuto adempimento agli istituti relazionali dovrà essere dimostrato dai vari datori di
lavoro che si susseguono in cantiere con consegna al coordinatore in fase di esecuzione di dichiarazione liberatoria.
Sorveglianza sanitaria nei confronti dei lavoratori impegnati nel cantiere
Nei confronti di tutti i lavoratori delle imprese appaltanti e subappaltanti chiamati ad operare nel cantiere, dovrà essere stata
accertata l'idoneità fisica mediante visita medica ed accertamenti diagnostici eseguiti a cura di un medico competente.
Gestione dei Dispositivi di Protezione Individuale in cantiere
A tutti i lavoratori dovranno essere obbligatoriamente forniti in dotazione personale tute di lavoro, scarpe di sicurezza, guanti
ed elmetti per la protezione del capo. Dovranno essere disponibili in cantiere occhiali, maschere, tappi o cuffie auricolari
contro il rumore, cinture di sicurezza, e quant'altro in relazione ad eventuali rischi specifici attinenti la particolarità del lavoro.
Percorsi dei mezzi di soccorso.
Nel caso di infortuni gravi dove sia necessario far intervenire l'ambulanza i percorsi ed i tempi ottimali di intervento sono così
stimati e descritti:
I Datori di Lavoro, i Responsabili del Servizio di prevenzione e protezione, i lavoratori incaricati di attuare le misure di Pronto
Soccorso, delle imprese esecutrici ed i lavoratori autonomi, dovranno percorrere prima dell'inizio dei lavori, la strada
Piano di Sicurezza e Coordinamento
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necessaria per raggiungere il più vicino Pronto Soccorso, allo scopo di conoscerlo e seguirlo correttamente in eventuali
situazioni di emergenza che si potrebbero venire a creare.
Copertura a tetto.
Non dovranno essere gettati dal tetto materiali che possono colpire gli operai che lavorano nei piani sottostanti.
Impianti elettrici.
Prima di attivare la corrente elettrica dovrà essere dato preavviso alle maestranze. Non potranno essere rimosse le opere
provvisionali dei ponteggi prima della fine dei lavori (non rimuovere le scale di accesso ai piani del ponteggio, non rimuovere
le tavole).
Scavo a sezione ristretta eseguito con mezzi meccanici e/o a mano.
Nessun operaio dovrà operare nel raggio di azione dei mezzi meccanici quando questi ultimi sono in funzione.
Coordinamento generale
Modalità di trasmissione del Piano di Sicurezza e Coordinamento.
Il Committente o il responsabile dei lavori trasmette il piano di sicurezza e di coordinamento a tutte le imprese da lui
individuate e operanti nel cantiere; in caso di suddivisione di appalti è possibile trasmetterne solo uno stralcio, contenente,
le lavorazioni di interesse dell'appaltatore.
Modalità di trasmissione del Piano Operativo di Sicurezza redatto dalle imprese appaltatrici e suoi contenuti.
Prima dell'inizio dei rispettivi lavori ciascuna impresa esecutrice trasmette il proprio piano operativo di sicurezza al
Coordinatore per l'esecuzione.
Modalità di comunicazione di eventuale sub-appalto.
Ai sensi dell'art. 1656 del Codice Civile, si dovrà richiedere preventivamente al committente l'autorizzazione a lavori in subappalto.
Modalità di gestione del Piano di Sicurezza e di Coordinamento e dei Piani Operativi in Cantiere.
Si fa obbligo all’Impresa aggiudicataria appaltatrice di trasmettere il Piano di Sicurezza e Coordinamento alle imprese
esecutrici sub-appaltatrici ed ai lavoratori autonomi, prima dell'inizio dei lavori, anche allo scopo di potere correttamente
redigere da parte degli stessi, i rispettivi previsti piani operativi.
Qualsiasi situazione che possa venirsi a creare nel cantiere, difforme da quanto previsto nel Piano di Sicurezza e
Coordinamento e nei Piani Operativi, dovrà essere tempestivamente comunicata al coordinatore per l'esecuzione dei lavori.
Si fa obbligo a tutte le imprese appaltatrici e sub-appaltatrici dirette o indirette di tenere in cantiere a disposizione dei
lavoratori interessati una copia del Piano di Sicurezza e Coordinamento e una copia del Piano Operativo.
Modalità di consultazione dei rappresentanti per la sicurezza delle imprese.
Si fa obbligo a tutte le imprese appaltatrici e sub-appaltatrici dirette o indirette di mettere a disposizione, almeno dieci giorni
prima dell'inizio delle lavorazioni, al proprio Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza sia esso interno all'azienda o a
livello territoriale, il presente Piano di Sicurezza e Coordinamento ed il Piano Operativo di Sicurezza.
Qualora il Rappresentante dei Lavoratori lo richieda, il datore di lavoro deve fornire ogni chiarimento in merito ai citati
documenti. Qualora il Rappresentante dei Lavoratori formuli delle proposte o delle riserve circa i contenuti dei citati
documenti, questi dovranno essere tempestivamente trasmessi al coordinatore per l'esecuzione che dovrà provvedere nel
merito.
Di tale atto verrà richiesta documentazione dimostrativa alle imprese da parte del coordinatore per l'esecuzione.
Modalità di organizzazione dei rapporti tra le imprese ed il coordinatore per l’esecuzione.
Si fa obbligo a tutte le imprese appaltatrici e sub-appaltatrici dirette o indirette, ivi compresi i lavoratori autonomi, di
comunicare al coordinatore per l'esecuzione la data di inizio delle proprie lavorazioni con almeno 48 ore di anticipo (la
comunicazione deve avvenire per iscritto anche via fax).
Modalità di organizzazione tra i datori di lavoro, ivi compresi i lavoratori autonomi, della cooperazione e del coordinamento
delle attività nonché della reciproca informazione.
Per quanto attiene l’utilizzazione collettiva di impianti (apparecchi di sollevamento, impianti elettrici, ecc.), infrastrutture
(quali servizi igienico assistenziali, opere di viabilità, ecc.), mezzi logistici (quali opere provvisionali macchine, ecc.), e mezzi
di protezione collettiva, le imprese ed i lavoratori autonomi dovranno attenersi alle indicazioni sottoesposte.
Si fa obbligo a tutte le imprese appaltatrici e sub-appaltatrici dirette o indirette, ivi compresi i lavoratori autonomi, di attenersi
alle norme di coordinamento e cooperazione indicate nel presente documento.
Durante l'espletamento dei lavori, il coordinatore per l'esecuzione provvederà, qualora lo ritenesse necessario, ad indire
delle riunioni di coordinamento tra le varie imprese e i lavoratori autonomi, intese a meglio definire le linee di azione ai fini
della salvaguardia della sicurezza e della salute dei lavoratori.
Per quanto attiene lo scambio di reciproche informazioni tra le varie imprese ed i lavoratori autonomi, questi dovranno
attenersi alle indicazioni di legge con particolare riferimento all'articolo 95 lettera g) del D.Lgs.81/2008.
Nello specifico, tra le imprese dovrà sussistere una cooperazione circa l'attuazione delle misure di prevenzione e protezione
dai rischi incidenti sull'attività lavorativa oggetto dell'appalto; gli interventi di prevenzione e protezione dai rischi cui sono
esposti i lavoratori, peraltro indicati nella relazione tecnica di analisi delle fasi di lavoro, dovranno essere coordinati anche
tramite informazioni reciproche necessari ad individuare rischi da interferenze tra i lavori delle imprese coinvolte
nell'esecuzione delle opere.
Piano di Sicurezza e Coordinamento
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Uso comune delle attrezzature
Viabilità di cantiere: si rammenta l'obbligo di provvedere alla manutenzione delle vie di transito (inghiaiatura, livellamento
superficiale, togliere la neve, eliminare pozzanghere, ecc.), di evitare il deposito di materiali nelle vie di transito, in prossimità
di scavi ed in posti che possano ostacolare la normale circolazione e comunque al di fuori delle aree definite, di evitare
accatastamenti non conformi alle norme, ed al buon senso, di materiali sfusi o pallettizzati, di evitare la percorrenza delle vie
di transito con automezzi in genere, limitandola allo stretto necessario e comunque solo per operazioni di carico e scarico di
materiali. Eventuali danneggiamenti alle strutture sopra citate dovranno essere immediatamente rimossi a cura dell'impresa
che ha provocato il danno o la cattiva condizione d'uso; in caso di controversia sarà l'impresa appaltatrice principale a dover
provvedere al ripristino delle normali condizioni di cantiere.
Apparecchi di sollevamento: (tipo gru, argani, elevatori a cavalletto e a palo, ecc.), gli stessi potranno essere utilizzati dalle
altre imprese appaltanti o sub appaltanti previa autorizzazione anche verbale dell'impresa proprietaria (l'autorizzazione può
essere concessa solo se vengono rispettati gli standard di sicurezza di legge); il mantenimento delle adeguate condizioni di
sicurezza e di manutenzione dei citati impianti compete all'impresa che li detiene salvo accordo raggiunto con gli altri datori
di lavoro che li utilizzano. L'uso degli apparecchi di sollevamento è comunque sempre limitato a personale esperto delle
imprese o dei lavoratori autonomi.
Impianto elettrico di cantiere: lo stesso potrà essere utilizzato dalle altre imprese appaltanti o sub appaltanti previa
autorizzazione anche verbale dell'impresa proprietaria (l'autorizzazione può essere concessa solo se vengono rispettati gli
standard di sicurezza di legge); il mantenimento delle adeguate condizioni di sicurezza e di manutenzione dei citato
impianto compete all'impresa che li detiene salvo accordo raggiunto con gli altri datori di lavoro che lo utilizzano.
Eventuali modifiche dell'impianto o eventuali manutenzioni potranno avvenire solo con l'intervento di personale
elettricamente addestrato e nel rispetto delle norme vigenti in materia.
Macchine operatrici, macchine utensili, attrezzi di lavoro: le stesse potranno essere concesse alle altre imprese appaltanti o
sub appaltanti previa autorizzazione, anche verbale, dell'impresa proprietaria (l'autorizzazione può essere concessa solo se
vengono rispettati gli standard di sicurezza di legge); il mantenimento delle adeguate condizioni di sicurezza e di
manutenzione delle macchine e delle attrezzature compete all'impresa che li detiene salvo, accordo raggiunto con gli altri
datori di lavoro che le utilizzano. L'uso delle macchine e delle attrezzature citate è tuttavia concesso solo al personale in
possesso di adeguata formazione ed addestramento.
Opere provvisionali di vario tipo: (scale semplici e doppie ponti metallici a cavalletti o a tubi e giunti, ponti in legno, ponti a
cavalletto o trabattelli, ecc.), le stesse potranno essere utilizzate dalle altre imprese appaltanti o sub appaltanti previa
autorizzazione anche verbale dell'impresa proprietaria (l'autorizzazione può essere concessa solo se vengono rispettati gli
standard di sicurezza di legge); il mantenimento delle adeguate condizioni di sicurezza e di manutenzione delle citate opere,
compete all'impresa che li detiene (salvo accordo raggiunto con gli altri datori di lavoro che lo utilizzano).
Informazioni e segnalazioni: in aggiunta alle informazioni di carattere generale fornite agli addetti ai lavori dalle imprese
esecutrici, ulteriori informazioni, riguardanti la sicurezza sul lavoro, dovranno essere fornite secondo necessità mediante
scritte, avvisi o segnalazioni convenzionali, il cui significato dovrà essere preventivamente chiarito alle maestranze addette.
Le modalità di impiego degli apparecchi di sollevamento, di trasporto ed i segnali prestabiliti per l'esecuzione delle manovre
dovranno essere richiamati mediante avvisi chiaramente leggibili.
Eventuali punti di particolare pericolo dovranno essere contraddistinti con segnaletica atta a trasmettere messaggi di
avvertimento, divieto, prescrizione e salvataggio.
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10. Gestione dei mezzi di protezione collettiva
Attrezzature di primo soccorso
Cassetta di pronto soccorso.
L'appaltatore, mette a disposizione delle maestranze in posizione fissa, ben visibile e segnalata, un cassetta di medicazione
il cui contenuto è indicato dalla legge. Devono almeno essere presenti i seguenti medicamenti:siringhe monouso da 50 ml,
garze sterili, lacci emostatici, bende, cerotti vari in carta, cerotti vari bendati, guanti monouso in lattice, guanti sterili, ghiaccio
istantaneo, rete elastica contenitiva,forbice,acqua ossigenata, disinfettante. E' utile che sia anche presente il seguente
materiale: coperta di lana o coperta termica, termometro, pinza, spugnette detergenti, mascherina per respirazione
artificiale, fisiologica in flaconi da 250-500 ml, crema cortisonica, crema o spray per ustioni. L'appaltatore prima dell'inizio dei
lavori designa un soggetto, opportunamente formato, avente il compito di prestare il primo soccorso all'infortunato.
Avvisatori acustici
Girofari ed altri segnalatori
Al fine di ridurre al minimo il pericolo di investimento di persone da parte di mezzi meccanici, questi ultimi sono dotati di
girofaro con avvisatore acustico, il cui funzionamento è verificato prima del loro utilizzo.
Mezzi estinguenti
Estintori portatili.
In cantiere sono tenuti in efficienza due estintori a polvere il cui posizionamento è indicato dal lay-out del cantiere. La
presenza degli estintori è segnalata da appositi cartelli posti in posizione visibile. La zona circostante agli estintore viene
tenuta sgombra da materiali e da attrezzature. Di seguito sono elencati le varie classi di agenti estinguenti utilizzabili in
relazione al materiale incendiato.
Classe A. Incendi di materiali solidi combustibili come il legno, la carta, i tessuti, le pelli, la gomma ed i suoi derivati, i rifiuti e
la cui combustione comporta di norma la produzione di braci ed il cui spegnimento presenta particolari difficoltà.
Agenti estinguenti: ACQUA con un effetto BUONO, SCHIUMA con un effetto BUONO, POLVERE con un effetto
MEDIOCRE e CO2 con un effetto SCARSO.
Classe B. Incendi di liquidi infiammabili per il cui spegnimento è necessario un effetto di copertura e soffocamento, come
alcoli, solventi, oli minerali, grassi, eteri, benzine, ecc.
Agenti estinguenti: ACQUA con un effetto MEDIOCRE, SCHIUMA con un effetto BUONO, POLVERE con un effetto
BUONO e CO2 con un effetto MEDIOCRE.
Classe C. Incendi di gas infiammabili quali metano, idrogeno acetilene, ecc.
Agenti estinguenti: ACQUA con un effetto MEDIOCRE, SCHIUMA con un effetto INADATTO, POLVERE con un effetto
BUONO e CO2 con un effetto MEDIOCRE.
Classe D. Incendi di materiali metallici
Classe E. Incendi di apparecchiature elettriche, trasformatori, interruttori, quadri, motori ed apparecchiature elettriche in
genere per il cui spegnimento sono necessari agenti elettricamente non conduttivi.
Agenti estinguenti: ACQUA con un effetto INADATTO, SCHIUMA con un effetto INADATTO, POLVERE con un effetto
BUONO e CO2 con un effetto BUONO.
Protezione rete fognaria
Conduttura fognaria non interferente coi lavori.
Nella zona del cantiere è presente una conduttura della fognatura pubblica, che però non interferisce con i lavori. Nessuno
scavo è eseguito in prossimità di essa.
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11. Segnaletica di sicurezza
Delimitazioni di strade con presenza di traffico veicolare.
La zona del cantiere adiacente la carreggiata con traffico veicolare sarà debitamente protetta e segnalata.
Prima dell'inizio del cantiere saranno installati i seguenti cartelli:
- cartello di segnalazione del restringimento della carreggiata
- cartello di segnalazione di lavori in corso
- cartello di limite di velocità
- cartello di divieto di sorpasso e, se necessita, di senso unico alternato
- segnalazione visiva notturna con luci o sistemi equivalenti
Arterie a rapido scorrimento (superstrade e autostrade).
Nelle arterie a veloce scorrimento saranno installate anche luci lampeggianti gialle con sottostante banda rossa e bianca.
Tutta la zona interessata dai lavori sarà delimitata lateralmente da appositi paracarri conici in materiale plastico posti a
breve distanza e provvisti di rifrangenti ottici. Frontalmente saranno invece sistemate delle barriere pesanti provviste di
rivestimento in materiale plastico segnalate da bande rosse e bianche.
Restringimento della carreggiata
Lavori in corso
Divieto di sorpasso
12. Organizzazione dei servizi di emergenza e pronto soccorso
Norme da seguire in caso di infortuni
Caduta dall'alto.
In presenza di cadute dall'alto viene immediatamente richiesto l'intervento del pronto soccorso. Nel frattempo l'infortunato
non viene spostato né tanto meno viene sollevato in posizione eretta. Al più viene sdraiato in posizione antishock.
Tagli agli arti.
In presenza di tagli esterni, la ferita viene pulita e disinfettata utilizzando i prodotti presenti nella cassetta di pronto
soccorso. La ferita viene tamponata con garze sterili. Viene richiesto l'intervento del medico o, nei casi più gravi, del pronto
soccorso.
Elettrocuzione.
In caso di contatto accidentale con linee elettriche, quando l'infortunato resti a contatto con la tensione ed essa non sia
immediatamente disattivabile, è necessario allontanare l'infortunato con un supporto di materiale isolante (tavola di legno,
manico di legno ecc.). Se il suolo è bagnato, il soccorritore deve isolarsi da terra utilizzando ad esempio una tavola di legno.
Viene verificato che l'infortunato non abbia subito un arresto cardiaco. In caso positivo viene eseguito il massaggio cardiaco
da persona informata di tale tecnica.
Viene richiesto l'immediato intervento del pronto soccorso.
Bruciature o scottature.
In caso di ustioni o bruciature richiedere l'intervento del pronto soccorso e nel frattempo rimuovere gli indumenti bruciati,
purchè essi non siano attaccati alla pelle. Avvolgere le ustioni con bende e, se disponibili, con appositi oli antiscottature,
evitando di bucare le bolle. Sdraiare l'infortunato in posizione antishock e coprirlo.
Inalazione sostanze chimiche.
In caso di contatto o inalazione di sostanze chimiche, viene richiesto l'intervento di un'ambulanza e l'infortunato è condotto
nel più vicino pronto soccorso. Vengono anche reperite le schede tossicologiche del prodotto. Nella fasi di primo soccorso
vengono seguite le indicazioni ivi riportate. In caso di ingestione viene evitato di provocare il rigurgito se ciò provoca danni
all'apparato respiratorio (bronchite chimica).
Radiazioni non ionizzanti (es. ultravioletti da saldatura).
Condurre l'infortunato in ambiente fresco ed aerato ed applicare compresse fredde. Viene richiesto l'intervento medico.
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Colpi di calore.
L'infortunato viene disposto in posizione di sicurezza (disteso sul fianco a testa bassa con ginocchio piegato per assicurarne
la stabilità) coperto in luogo asciutto e aerato. Viene richiesto l'intervento del pronto soccorso esterno.
Norme generali relative alla evacuazione del cantiere
L'impresa principale e le altre imprese individuano, tra le persone alle sue dipendenze, colui o coloro che sono addetti
all'emergenza.
Il lay-out di cantiere individua le vie di evacuazione che sono tenute sgombre da ostacoli e conducono a luogo sicuro
anch'esso individuato dal lay-out.
Le operazioni di evacuazione sono dirette dal capocantiere che ha anche il compito di avvisare telefonicamente i mezzi di
soccorso. I lavoratori sono formati e informati sulle modalità di evacuazione.
Procedure da seguire in caso di temporali
In presenza di perturbazioni atmosferiche a carattere temporalesco, le maestranze abbandonano i posti di lavoro su
strutture metalliche. In caso di pioggia tutte le lavorazioni all'aperto sono sospese.
13. Pianificazione dei lavori
Vedi cronoprogramma allegato nella tavola D
14. Interferenze tra le lavorazioni
LAVORAZIONE
Delimitazione del
cantiere con elementi
tipo new jersey
(CANTIERE), impresa
da definire
Scavo di sbancamento
eseguito con mezzi
meccanici (CANTIERE),
impresa da definire
DURATA
Dal 1° giorno
per 3 giorni
Scavo a sezione
ristretta eseguito con
mezzi meccanici e a
mano. (CANTIERE),
impresa da definire
Dal 24°
giorno per 10
giorni
Calcestruzzi leggeri
(CANTIERE), impresa
da definire
Asfaltatura
(CANTIERE), impresa
da definire
Dal 34°
giorno per 20
giorni
Dal 54°
giorno per 4
giorni
Formazione della
massicciata stradale
(CANTIERE), impresa
da definire
Realizzazione di
marciapiede con
autobloccanti
(CANTIERE), impresa
da definire
Posa di pozzetto
Dal 58°
giorno per 15
giorni
Dal 4° giorno
per 20 giorni
INTERFERENZE
RISCHI TRASMESSI E PERDURANTI
Non ci sono fasi interferenti e rischi che perdurano
anche dopo la fine della fase
Rischi che perdurano anche dopo la fine della
fase:
- Cadute entro lo scavo: fino alla chiusura dello
scavo
- Seppellimento per crollo delle pareti di scavo
(Scavo e trasporto a discarica): fino alla chiusura
dello scavo
Rischi che perdurano anche dopo la fine della
fase:
- Cadute entro lo scavo: fino alla chiusura dello
scavo
- Seppellimento per crollo delle pareti di scavo:
fino alla chiusura dello scavo
Non ci sono fasi interferenti e rischi che perdurano
anche dopo la fine della fase
Rischi che perdurano anche dopo la fine della
fase:
- Incidenti con altri veicoli: fino al termine della
lavorazione
- Incidenti con altri veicoli: fino al termine della
lavorazione
Non ci sono fasi interferenti e rischi che perdurano
anche dopo la fine della fase
Dal 73°
giorno per 13
giorni
Rischi che perdurano anche dopo la fine della
fase:
- Incidenti con altri veicoli: fino al termine della
lavorazione
Dal 86°
Non ci sono fasi interferenti e rischi che perdurano
Piano di Sicurezza e Coordinamento
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stradale completo di
chiusino carrabile
(CANTIERE), impresa
da definire
Fornitura CLS con
autobetonpompa
(CANTIERE), impresa
da definire
giorno per 2
giorni
anche dopo la fine della fase
Dal 88°
giorno per 3
giorni
Rischi trasmessi nel periodo di interferenza:
La sottofase "Pompaggio del cls" trasmette i
seguenti rischi:
- Esposizione a polvere (CLS)
- Esposizione a rumore (CLS)
15. Durata delle lavorazioni e calcolo dell'entità presunta del cantiere
Fase lavorativa
Delimitazione del cantiere con elementi
tipo new jersey
Scavo di sbancamento eseguito con
mezzi meccanici
Scavo a sezione ristretta eseguito con
mezzi meccanici e a mano.
Calcestruzzi leggeri
Asfaltatura
Formazione della massicciata stradale
Realizzazione di marciapiede con
autobloccanti
Posa di pozzetto stradale completo di
chiusino carrabile
Fornitura CLS con autobetonpompa
Dal giorno Al giorno Durata gg. N. GG Lav. N. uomini
14/12/2015 16/12/2015
3
3
17/12/2015 18/01/2016
33
20
19/01/2016 01/02/2016
14
10
02/02/2016
01/03/2016
07/03/2016
28/03/2016
29/02/2016
04/03/2016
25/03/2016
13/04/2016
28
4
19
17
20
4
15
13
14/04/2016 15/04/2016
2
2
18/04/2016 20/04/2016
3
3
tot uomini
16. Stima dei costi per la sicurezza
Vedi tavola F
17. Considerazioni aggiuntive
Competenze ai fini della sicurezza.
Il direttore dei lavori ha l'alta sorveglianza dei lavori ed a lui compete la verifica della rispondenza dell'opera al progetto e
alla normativa urbanistica.
L'impresa è responsabile dell'applicazione delle norme di legge in materia di sicurezza nonché dell'applicazione del
presente Piano di Sicurezza e Coordinamento.
Il committente, ai fini della sicurezza, è responsabile ai sensi dell'art. 90 del D.Lgs 81/2008
Al coordinatore in fase di esecuzione competono gli obblighi di cui all'art. 92 del D. Lgs. citato.
Piano di Sicurezza e Coordinamento
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STIMA DEI COSTI PER LA SICUREZZA
sicurezza
Ing. Antonio Piras
STIMA DEI COSTI DELLA SICUREZZA
OGGETTO:
Adeguamento stradale nella Via Baus
COMMITTENTE:
Comune di Baunei
CANTIERE:
di Baunei (dell'Ogliastra)
REDATTO DA:
Il responsabile del servizio: Ing. Antonio Piras
Il Responsabile deil Lavori
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STIMA DEI COSTI PER LA SICUREZZA
sicurezza
Numero
d'ordine
DESCRIZIONE
Nr.1
D.0014.0007.0001
Sorveglianza o segnalazione di lavori con operatore, per ora
di effettivo servizio
Sommano ora
8,00
30,60
244,80
D.0014.0003.0001
Recinzione provvisoria realizzata con pannelli in lamiera
zincata ondulata, sorretti da morali e sottomisure, rispondente
alle indicazioni contenute nel regolamento edilizio comunale,
fornita e posta in opera. Compresi: i montanti di sostegno dei
pannelli delle dimensioni non inferiori a cm 10 x 10; linfissione
dei montanti nel terreno o incastrati in adeguata base di
appoggio; le tavole sottomisure poste sul basso, in sommit`a
ed al centro del pannello, inchiodate o avvitate al pannello
medesimo e ai montanti di sostegno comprese le saette di
controventatura; i pannelli in lamiera zincata ondulata fissati
alla struttura di sostegno, la manutenzione per tutto il periodo
di durata dei lavori, sostituendo o riparando le parti non piu'
idonee; la rimozione, laccatastamento e lallontanamento a
fine opera. Il tutto realizzato a perfetta regola darte. Tutti i
materiali costituenti la recinzione sono e restano di propriet`a
dellimpresa E' inoltre compreso quanto altro occorre per
lutilizzo temporaneo della recinzione provvisoria. Valutato a
metro quadrato di pannello posto in opera, per lintera durata
dei lavori, al fine di garantire la sicurezza del luogo di lavoro
Sommano m2
5,24
21,91
114,81
D.0014.0005.0004
Sorveglianza sanitaria svolta dal medico competente secondo
quanto previsto agli artt. 16 e 17 del DLgs. n. 626/94 per i
lavoratori per i quali e' prescritta l'obbligo. Costo annuo per
lavoratore.
Sommano a corpo
1,00
108,40
108,40
2,00
52,48
104,96
572,97
Nr.2
Nr.3
Nr.4
D.0014.0006.0001
Costo per lesecuzione di riunioni di coordinamento, convocate
dal Coordinatore della Sicurezza, per particolari esigenze
quali, ad esempio: illustrazione del P.S.C. con verifica
congiunta del P.O.S.; illustrazione di particolari procedure o
fasi di lavoro; verifica del cronoprogramma; consegna di
materiale informativo ai lavoratori; criticit`a connesse ai
rapporti tra impresa titolale ed altri soggetti (subappaltatori,
sub fornitori, lavoratori autonomi, fornitori); approfondimenti di
particolari e delicate lavorazioni, che non rientrano
nellordinariet`a. Sono compresi: luso del prefabbricato o del
locale individuato allinterno del cantiere idoneamente
attrezzato per la riunione a. Riunioni di coordinamento con il
datore di lavoro, prezzo per ciascuna riunione
Sommano cad
TOTALE
Quantità
Unitario
Totale
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Ing. Antonio Piras
FASCICOLO DELL'OPERA
Art. 91, comma 1, lettera b), D. Lgs. 81/2008
Allegato XVI al D. Lgs. n. 81 del 9 aprile 2008
OGGETTO:
Adeguamento stradale nella Via Baus
COMMITTENTE:
Comune di Baunei
CANTIERE:
di Baunei (dell'Ogliastra)
REDATTO DA:
Il responsabile del servizio: Ing. Antonio Piras
Il Coordinatore per la Sicurezza
Fascicolo dell'opera
Il Committente
Il Responsabile deil Lavori
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PREMESSA
Funzioni del fascicolo dell'opera
Secondo quanto prescritto dall'art. 91 del D. Lgs. 81/2008, il fascicolo dell'opera è preso in considerazione al lato di eventuali lavori successivi sull'opera stessa.
Tale fascicolo contiene "le informazioni utili ai fini della prevenzione e protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori" coinvolti in operazioni di manutenzione.
Sotto l'aspetto della prevenzione dai rischi, il fascicolo rappresenta quindi uno schema della pianificazione della sicurezza per gli interventi di manutenzione. Il
fascicolo deve essere aggiornato in corso di costruzione (a cura del CSE) e durante la vita di esercizio dell'opera in base alle eventuali modifiche alla stessa (a
cura del committente / gestore).
Struttura del Fascicolo dell'opera
I contenuti del presente elaborato costituiscono il Fascicolo Tecnico informativo dell'opera in oggetto così come previsto dall'art. 91, comma 1, lettera b del
D.Lgs. 81/2008, redatto secondo le indicazioni contenute nell'allegato XVI del sopra citato Decreto.
Le parti che lo costituiscono, oltre alla presente premessa, sono appresso elencate:
- SCHEDA I: Descrizione sintetica dell'opera ed individuazione dei soggetti interessati
- SCHEDA II-1: Misure preventive e protettive in dotazione dell'opera ed ausiliarie
Soggetti interessati all'utilizzo del Fascicolo dell'opera
Il gestore dell'opera è il soggetto coinvolto maggiormente nell'utilizzo del Fascicolo. Egli effettuerà le manutenzioni secondo le periodicità eventualmente
individuate nel Fascicolo, e dovrà mettere a conoscenza le imprese incaricate degli interventi, delle procedure o delle scelte adottate in fase progettuale per
ridurre i rischi. Infine, se l'opera viene ceduta, il proprietario dovrà consegnare anche il Fascicolo. Riassumendo, i soggetti interessati all'utilizzo del fascicolo
sono:
1. Gestore dell'opera (Amministratore, proprietario, ecc.);
2. Imprese incaricate per la manutenzione ordinaria e straordinaria dell'opera;
Fascicolo dell'opera
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Scheda I
Descrizione sintetica dell'opera ed individuazione dei soggetti interessati
Descrizione sintetica dell'opera
Adeguamento stradale nella Via Baus
Durata effettiva dei lavori
Inizio lavori
01/01/2016 Fine lavori
01/04/2016
Indirizzo del cantiere
di Baunei (dell'Ogliastra)
Committente:
Comune di Baunei
Responsabile dei lavori
Progettisti
Ing. Antonio Piras
Coordinatore in fase di progettazione
Il responsabile del servizio: Ing. Antonio Piras
Coordinatore in fase di esecuzione
Il responsabile del servizio: Ing. Antonio Piras
Impresa appaltatrice
-
Fascicolo dell'opera
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Scheda II-1
Misure preventive e protettive in dotazione dell'opera ed ausiliare
Tipologia dei lavori
STRADE - Manto stradale
Tipo di intervento
Chiusura di piccole buche
Rifacimento del manto stradale
CODICE SCHEDA
1
Rischi individuati
Contatto con catrame; Investimento da parte del traffico veicolare.
Contatto con catrame; Incidenti con altri veicoli; Investimento da parte del traffico
veicolare.
Informazioni per imprese esecutrici e lavoratori autonomi sulle caratteristiche tecniche dell'opera progettata e del luogo di lavoro
Punti critici
Accessi ai luoghi di lavoro
Sicurezza dei luoghi di lavoro
Impianti di alimentazione di scarico
Approvvigionamento e movimentazione materiali
Approvvigionamento e movimentazione
attrezzature
Igiene sul lavoro
Interferenze e protezione di terzi
Fascicolo dell'opera
Misure preventive e protettive in dotazione dell'opera
Misure preventive e protettive ausiliarie
Pag. 4
Scheda II-1
Misure preventive e protettive in dotazione dell'opera ed ausiliare
Tipologia dei lavori
STRADE - Segnaletica stradale
Tipo di intervento
RIfacimento della segnaletica a terra
Sostituzione di cartelli, guardrail
CODICE SCHEDA
2
Rischi individuati
Investimento da parte del traffico veicolare.
Incidenti con altri veicoli; Investimento da parte del traffico veicolare.
Informazioni per imprese esecutrici e lavoratori autonomi sulle caratteristiche tecniche dell'opera progettata e del luogo di lavoro
Punti critici
Accessi ai luoghi di lavoro
Sicurezza dei luoghi di lavoro
Impianti di alimentazione di scarico
Approvvigionamento e movimentazione materiali
Approvvigionamento e movimentazione
attrezzature
Igiene sul lavoro
Interferenze e protezione di terzi
Fascicolo dell'opera
Misure preventive e protettive in dotazione dell'opera
Misure preventive e protettive ausiliarie
Pag. 5
Scheda II-1
Misure preventive e protettive in dotazione dell'opera ed ausiliare
Tipologia dei lavori
RETI PUBBLICHE - Illuminazione pubblica
Tipo di intervento
Sostituzione dei bulbi illuminanti
Sostituzione di pali e/o di parti dell'impianto
CODICE SCHEDA
3
Rischi individuati
Cadute dall'alto in genere; Elettrocuzione nell'installazione dell'impianto elettrico.
Elettrocuzione nell'installazione dell'impianto elettrico; Crollo del palo impiantato.
Informazioni per imprese esecutrici e lavoratori autonomi sulle caratteristiche tecniche dell'opera progettata e del luogo di lavoro
Punti critici
Accessi ai luoghi di lavoro
Sicurezza dei luoghi di lavoro
Impianti di alimentazione di scarico
Approvvigionamento e movimentazione materiali
Approvvigionamento e movimentazione
attrezzature
Igiene sul lavoro
Interferenze e protezione di terzi
Fascicolo dell'opera
Misure preventive e protettive in dotazione dell'opera
Misure preventive e protettive ausiliarie
Pag. 6
Scheda II-1
Misure preventive e protettive in dotazione dell'opera ed ausiliare
Tipologia dei lavori
RETI PUBBLICHE - Tubi fognatura pubblica
Tipo di intervento
Spurgo di tubi o tombini intasati
Sostituzione di pozzetti e di parti della tubazione
CODICE SCHEDA
4
Rischi individuati
Rischio da microrganismi dannosi.
Rischio da microrganismi dannosi; Esplosione di gas presenti in condutture fognarie;
Tagli, abrasioni alle mani nel maneggiare tubi o pozzetti.
Informazioni per imprese esecutrici e lavoratori autonomi sulle caratteristiche tecniche dell'opera progettata e del luogo di lavoro
Punti critici
Accessi ai luoghi di lavoro
Sicurezza dei luoghi di lavoro
Impianti di alimentazione di scarico
Approvvigionamento e movimentazione materiali
Approvvigionamento e movimentazione
attrezzature
Igiene sul lavoro
Interferenze e protezione di terzi
Fascicolo dell'opera
Misure preventive e protettive in dotazione dell'opera
Misure preventive e protettive ausiliarie
Pag. 7
Scheda II-1
Misure preventive e protettive in dotazione dell'opera ed ausiliare
Tipologia dei lavori
RETI PUBBLICHE - Tubi acquedotto pubblico
Tipo di intervento
Sostituzione di saracinesche
Sostituzione di parti di tubazione
CODICE SCHEDA
5
Rischi individuati
Tagli, abrasioni alle mani nel maneggiare tubi o pozzetti.
Tagli, abrasioni alle mani nel maneggiare tubi o pozzetti.
Informazioni per imprese esecutrici e lavoratori autonomi sulle caratteristiche tecniche dell'opera progettata e del luogo di lavoro
Punti critici
Accessi ai luoghi di lavoro
Sicurezza dei luoghi di lavoro
Impianti di alimentazione di scarico
Approvvigionamento e movimentazione materiali
Approvvigionamento e movimentazione
attrezzature
Igiene sul lavoro
Interferenze e protezione di terzi
Fascicolo dell'opera
Misure preventive e protettive in dotazione dell'opera
Misure preventive e protettive ausiliarie
Pag. 8
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