KÜM.
I.
et Institut! F iliam m Mariae A u xiliatricis Fundatoris, Ponens seü R elator in Ordinarüs Sacrorum R ituum Congregationis Coetu Particolari subsignata die.
ad Vaticanas aedes coadunato, sequens dubium discutiendum proposuit : « A n constet de validitate Processuum tarn Apostolica quam Ordinaria auctoritate
constructorum' ■
: testes sint' rite ac recte exam inäti et
jura producta legitim e compulsata ». E t Sacra eadem
Congregatio, post relationem infrascripti Cardinalis
Ponentis, audito etiam R , P. D. A ngelo M ariani Fidei Promotore generali, ■omnibus perpensis, tesori- ‘
bendimi censuit : « Affirm ative seti conciare, expunctis tarnen testibus XXXI et XXXII Processus
Ordìnarii non repetitis in Apostolico ; et adm entem ».
D ie 8 ju n ii 1920.
F acta postmodum de his Sanctissimo D;omino
nostro Benedicto Papae X V per ipsum infrascriptum Cardinalem Sacrae R ituum Congregationi Praefec-:
tinm relatione, Sanctitas Sua rescriptum ejusdem
Sacri Consilii ratum habuit et probavit, die 9 Junii
1920.
t A . Card. Vico E p . P o rtim i, Praef.
N U M . I. .
Catalogus t e s i um eo n m q u e scientiae causa.
E x PROCESSI! APOSTOLICO
1 . T E S T I S — R . D. M ichael
_§ 1
restis de
msu.
R ua,
moderato^
P iae Societatis salesianae, ann. 7 2 .
Juxta 7 in terr . P r o c . pag. 331 respondit :
Io
ho conosciuto il Servo di Dio fin dall’età di
anni, frequentando le scuole elem entari presso i Fra¿ e^e g cuo;[e C ristiane; e cominciando fin d ’allora a frequentare ^O ratorio festivo da lu i fondato.
D ’allora in poi fu i sempre più 0 meno sotto la sua di-
GATAL'OG-US T E S T I U M , ETC-
3
rezione spirituale, avendolo per confessore, fino ai
quindici anni, età in cui venni ad abitare, definitiva
m ente con lu i per indossare Tabito da chierico. Da
-quel tempo non mi_allontanai più dalla casa di sua
dimora se non per due anni, c io è -1863-64-65, in cui mi
mandò a dirigere il primo suo collegio a M irabello
Monferrato.
II T E S T I S — R . D. Joannes Baptista Praneesia
. e Pia Societate Sai., ann. 71.
Juxta 7 interr. proc. fot. 749 respondit :
Io ho conosciuto il V enerabile Servo di Dio fin
dall’anno 1850, (epoca in cui venni per gli studi a
Torino), avendo sentito parlare d iD . Bosco, come di
un prete che raccoglieva nei', giorni di festa tanti, g io - .
vanetti che faceva divertire e istruiva nelle pratiche
di N . S. R eligione e dello stùdio. A ndai a ll’Oratorio
nel giorno dei. Santi e da quel giorno, dopo solo qual
che intervallo-non l ’ho più lasciato. E , consigliato dal
medesimo Venerabile, entrai nella sua fam iglia Tan
n o seguente, d o v e 'C o n tin u a i gli studi d i Ginnasio,
Quanto verrò deponendo è frutto di. cose vedute o sen
tite da testimoni di veduta. A nzi, mentre ancora vi
veva il Venerabile, più volte ebbi a scrivere sulla vir
tuosa sua vita, e, quando venne a morte ne scrissi
una. vita, breve e ad uso del popolo.
&2 .
r estjs d e vjsh.
III T E S T I S — R . D. Joannes Baptista Piano,
parochus, ann. 68.
ju x ta 7 interr. proc. fol. 916 respondit :
' Io ho conosciuto il Venerabile nelTanno 1854,
.quando venni a Torino per gli studi alP Oratorio, ivi
Dei Servimi novit,
indirizzato dal compianto Sacerdote, mio confessore, ;
D. Pietro Pignata, che era in relazione col Venera^
bile. Uscito poi dall .’ Oratorio, .continuai le relazioni
, col Venerabile, tanto più quando venni, in Torino,
Curato dalla Gran M adre, nella cui giurisdizione tro
vasi il-Collegio Salesiano di V alsalice. S o purè-letto
il libro « Cinque lustri di storia delTOratorio. ». Ma
nelle mie deposizioni mi terrò a quanto ho personal
mente visto od udito.
4
j 4
e^as e vi^u.
NUM.
I,
I V T E S T I S — R . D. Secundus M archisio e Pia
Societaté -Sales., ann. 53.
Jivcta 7 interr. fol. 984 respondit :
H o conosciuto il V enerabile fin dalla mia fanciullezza, atteso che egli veniva tutti gli anni nella sua
casa ai Becchi, accompagnato il più spesso da sacer
doti e da uno stuolo di fanciulli, per La festa del R osa
rio. N ella quale occasione il Parroco d ’allora, Teol.
Antonio Cinzano, era solito dire dal pulpito : « Q ue
sto pom eriggio non faremo le funzioni : ma andremo
tutti ai Becchi, che è giunto D. Bosco ». Questo de
pongo per avervi io assistito per parecchi anni. A ll ’età di quindici anni venni aH’Oratorio, accolto.dal V e
nerabile, a far g li studi ginnasiali, e mi ferm ai a To- ' rino' fino a ll’anno 1884. In seguito, benché mandato
dall'ubbidienza in altre case, ebbi frequentem ente an
cora occasione di avvicinare il V enerabile. H o letto
parecchie, e direi quasi, tutte le memorie pubblicate
sulla vita del Venerabile, ma nel fare le mie deposi
zioni mi atterrò unicamente a quanto so e ricordo di
scienza propria, sia per averlo visto 0 udito.
V T E S T I S — R . D. Joannes Anfossi, canonicus ad honorem, ann. 70.
Juxta 7 interr. fol. 1083 respondit :
Io
ho avuto la fortuna di conoscere il V ene
le yisù testai-m*. le D, Bosco, quando, -rimasto orfano, fui da Mons.
Losana, Vescovo di'Biella, nativo pur di V igon e, e, da
M ons.'Pietro Sola, Vescovo di N izza e già Parroco
per 43 anni di V igon e,'fid ato a D,. Bosco, avendo io
allora -l ’età di tredici anni. A lPO ratorio Salesiano,
poi. sotto la guida dì D. Bosco, cominciai i miei, studi,
■che continuai fino al Sacerdozio.
V enerabile per
tutto questo tempo fu sempre mio padre spirituale.
A nche ‘ dopo uscito dall’Oratorio, nelle varie mie
mansioni, ho sempre continuato a tenerm i in relazio
ne di consigli e di rispettoso affetto sia col V enerabile
che con le persone più influenti della casa, che erano
stati miei condiscepoli. Sebbene io abbia letto quan
to si è pubblicato riguardo al V enerabile, nelle mie
. 1 1
CATALOGTJS T E S T I U M , ETQ.
5
deposizioni mi -atterrò solamente a quanto ho potuto
vedere io stesso e sapere direttamente nel tempo che
fui a ll’Oratorio, e in seguito nelle relazioni, che, co
me dissi, ho conservato con lo stesso V enerabile e con
le persone che conobbi alPOratorio Salesiano.
V I T 'E S T IS — R . D. Franciscus C ern iti e Pia
societate.Sales., ann. 56.
Juxta 7 interr. Proc. fol. 1261 respondit :
Io già al mio paese ho sentito parlare, di Don Bo‘ §■6
seo come di un uomo di Dio, lo conobbi personalmenDe V1SU deP°mtte la prima volta n e ll’estate del 1855 a ll’Oratorio di
Valdocco, accompagnatovi da 1111 mio contemporaneo
Don Momo Giuseppe. M i accettò allora in qualità di
studente per l ’anno scolastico seguente, nel quale am
no, cioè P i i Novem bre 1856 entrai la prima volta al
l'oratorio, dove compii il ginnasio, poi la. filosofia e
parte della teologia ;e la restante parte a M irabello,
diocesi di Casale M onferrato, a cui fu i aggregato;
■■
contemporaneamente frequentavo l ’U nivèrsità J.i T o
rino per la laurea in L ettere e Pedagogia; e ciò per
chè a D. Bosco era stata m inacciala la chiusura del
suo Istituto se non presentava professori patentati o ■
che si patenta,ssero. D al 1856 sono sempre rimasto al
POratorio fino a ll’Ottobre del 1863, dopo cui fu i man
dato da Don Bosco quale insegnante e poi direttore
degli studi al C ollegio di M irabello M onferrato sotto
la direzione di Don R u a ; di là nell*Ottobre 1870 fu i
mandato Direttore nel C ollegio di Alassio, dove ri
masi. per quindici a n n i,‘venendo però frequentem en
te a Torino, per le adunanze che D . Bosco teneva su l
le cose della Congregazione Salesiana. N e ll’Ottobre
poi' 1885 fui richiamato da Don Bosco stesso a Torino
alla Direzione generale degli studi e delle Scuole S a
lesiane, il quale uffizio occupo tuttora.
V I I T E S T I S — I). Georgius M aglia, agricola,
ann. 85.Juxia 7 vnierr. proc. fol. 1464 respondit :
Io aveva l ’età di circa quattro anni,, quando un
giorno passò vicino ad un prato poco lontano dalla casa’ AS
j
§7
novit.Dei Famu’
6
■' 1
isru M . i.
dei m iei genitori a M oncucco Torinese un ragazzo dai
tredici ai quattordici anni, il quale anadava verso casa
nostra. M io-prozio G iuseppe lo'interrogò. « D ove
vai? » - « V ado a cercare un padrone » - Che cosa sei
buono a fare? » - Faccio ciò- che mi comandate finchésia capace di .farlo ». Una mìa zia A nna di circa 15 an
ni, udendo questo.dialogo e rincrescendole di dover
andare essa al pascolo, insistette che lo prendessero i
m ie parenti al loro servizio. A llora il mio prozio vol
le sapere dal giovinetto che cosa pretendesse di pa
g a; ed e g li rispose : « Datetni quello che volete ». E
fu accolto tosto in casa nostra ; in seguito si conchiu
se ogni cosa con la madre' del; ragazzo. Questo ragaz
zo era Giovanni Bosco. E- mi ricordo ancora come se
fosse ora che egli mi. prese la mano e mi condusse a
casa di quella -stessa sera non essendovi giacigli di
sponibili ebbi-la fortuna di dormire con G iovanni'Bo
sco, e continuai così per. due anni che stette con noi.
10 ho sentito parlare.di Don Bosco da tutti i miei pa. reiiti, dai compaesani, dal Parroco di Moncucco e da
altri Saperdoti. E ricordo che tutti lo lodavano e in
vidiavano-noi di avere'u n tal ragazzo al servizio. Il
modo con cui il Bosco fu assunto dal nostro servizio
l ’ho udito più volte raccontare dai. m iei parenti.
. V i l i T E S T I S — P . Ioaunes V illa, possidens,
ann. 72.
Juxta 7 interr, proc. fai. 1494 respondit :
volta che io sentii p a r l a r e di Don B osco fu nel paese mio di Ponderano verso l ’anno 1851.
11 Parroco raccomandò dal pulpito una Colletta a fa
vore di. un buon prete di Torino,chiam ato Don Bosco,
il quale si occupava dell’educazione religiosa nei gior
ni festivi, specialmente, dei giovani che si portavano
a Torino per lavoro-, specialmente minatori e artigia
ni, e stava allora costruendo la chiesa per il suo Ora
torio. Io allora, ammirato dalla descrizione dello ze
lo di tal Sacerdote, concepii in me il desiderio di av
v ic in a r lo un .giorno per profittare del suo zelo:
e della sua guida. Questo desiderio mio potè avere
il suo effetto tre anni dopo. Èssendo io venuto a To-
Ex scienti! propria de-
?onit-
L a ' P r im a
\
c a tà lo g tts
te s tto m , e tc .
7
rino in cerca di lavoro, un mio cugino À vv. Prof. C ar
lo Placido Gariazzo, che andava a fare il Catechismo
airO ratorio di Don Bosco in V anchiglia, diretto dal
■Teol. M urialdo, condusse me .con mio fratello e sei
altri miei cugini., esortandoli a frequentarli) ogni fe
sta. Trascorse alcune domeniche, siccome io abitavo
vicino airO ratòrio di Valdocco, col ’consenso di mio
cugino domandai di essere quivi- inscritto. Fu, qui che
conobbi Don Bosco, U/quale -si, prese tosto cura spe
ciale di me e di mio fratello. A llo ra Don Bosco era
coadiuvato da alcuni C lien ti tra cu i ricordo i chierici
R ua, Cagliero, Francesia, ed aveva quali interni cir
ca 200 giovani e 600 altri lo frequentavano alla festa.
Io frequentava POratorio nei giorni festivi e nei gior
ni feriali lavorava in casa col fratello da calzolaio.
N eirO rato rio ebbi .agio a conoscere m eglio la R e li
gione -e-di pradicarla con assiduità. N oi due non fre-quentavamo, salvo qualche rara volta i divertim enti,
ma solo’ le funzioni di Chiesa ; e Don Bosco, avendo os
servato questa nostra, condotta ci disse;: « Continuate
pure così ch ’io sono ben contento e vi considero ugualmentje della-mia casa,
Io ho letto molti libri
scritti intorno alla vita di Don Bosco e alle sue opere, però, coirne ho'detto sopra, mi .atterrò solamente a
quanto ho saputo e veduto io stesso.
. .
■
-
.
. IX T E S T I S — R . D. Aloisi-us Piscetta e Pia societate Sales., ann. 52.
Juxta 7 interr: proc. fol. 1565, respóndit :
Io conobbi per la prima volta il V enerabile Servo di
Dio neH’autuhno del 1870 quando entrai come alun&9
no di. prima ginnasiale n ell5Oratorio Salesiano. L o vi- De ''¡su et audita a viT. .
1 - 1
r 11
1
••
•
dentibus testatur.
di circondato da una folla di altri ragazzi 111 atteggia
mento di padre sorridente e affettuoso. D 'allora in
pi fino a ll’anno della sua morte, posso dire di essere
sempre rimasto-con lui, tranne dal Novem bre 1880 al
N ovem bre 1884. nel qual, tempo fu i destinato dai m iei
Superiori nella casa di S. Benigno Canavese quale in
segnante di filosofia e di teologia. H o letto diversi
scritti intorno al servo di Dio1, come ad es. i Cinque •-
lustri di storia dell "'Oratorio del Sac. Bonetti, una
breve V ita dì D. Bosco scritta dal D ’E spiney, qual
che monografia scritta dal D. Francesia, ed altri di
pubblica ragione, più i vari volum i finora stam
pati delle M emorie Biografiche di D. Gio. Bosco com
pilate dal Sac. G . B . Lem oyne, volum i che sono fuo
ri commercio. Quanto deporrò per la più parte: seppi
dai m iei confratelli più anziani, come il compianto D.
R ua, Don Bonetti, G . B. Don Berto Gioacchino, P .
Francesia, D. Lem oyne ed altri. — E 'per le cose suc
cedute dopo la mia entrata nella Congregazione S a
lesiana, m ’aiutano anche ricordi personali..
X T IJ S T IS — R . D. Ioachinxus Berto e Pia societate sales., ann. 65.
] noeta 7 interr. proc. fo l,- 1735, responiti
Io sentii a parlare del V enerabile Servo di. Dio fin
da quando era nella casa paterna, sia in fam iglia, che
da altri del paese, e da giovani che già erano a ll’Oratorio e mi raccontavano cose m irabili del Servo di
Dio. Questo mi invogliò ad entrare n e ll’Oratorio e di
farm i Prete. A ccettato dal mèdesimo Servo di Dio
quale studente, come già dissi, v i entrai il x6 Settem
bre 1862, dove percorsi gli studi e v i rim ango tuttora.
Q u ivi potei aMmirarè da vicino, per oltre venticinque
anni che convissi con lui, e per circa venti che gli 'fe
ci da segretario privato, e che gli fu i intim o confiden
te, le sue eroiche virtù e i copiosi doni soprannatura
li, di cu i era. dotato dal Signore, e così persuadermi di
quanto fossero' superiori a quello che ne a.vevo udito
raccontare nel paese natio. Io ho letto, si può dire,
tutto quanto fu scritto intorno alla vita di D. Bosco,
ma nelle mie deposizioni mi atterrò a quanto mi con
sta con certezza per averlo io stesso veduto, o udito da '
persóne probe e degne di fede, o perchè mi è noto p er
pubblica voce o fama.
XI T E S T I S — R . D . Julius B arberà e Pia societate Sales., ann. 65.
Juxta ' j interr. proc. fol. 1956 respondit :
Io
conobbi D.. Bosco a ll’età di tredici, anni, quan
do^ fu i accettato nel suo Oratorio, e trattai con lu i fin-
CATALOG'US T E S T I U M , ETC.
9
chè visse, cioè per ventisette anni.-Dopo fatto sacer
dote, trattai anzi con lui, per sua bontà, molto" intim a
mente ; mi assunse m olte volte'Come segretario straor
dinario, e mi affidò uffìzi delicati, e mi fece partecipe
di confidenze, molto Ìntime. D al punto che conobbi D.
Bosco, concepii subito di lui rid ea di aver da trattare
con un gran santo.
X II T E S T I S -T- R . D. Hia¿cynthus Ballesio, ca~
-nonicus et parochus, ann. 70.
Juxtà 7 interr. p roc. fol. 2214 m spondit \
S ei mesi prima di entrare nelPOratorio, ho senti
to parlare del V enerabile dai m iei parenti, per cui mi
venne il desiderio d i'en trare nell*Oratorio. È nella
prossimità di O gnissanti del 1857, fui a vederlo, e vi
fu i accolto con singolare benevolenza, feci il mio in
gresso- nel prossimo N atale, come egli aveva stabili
to, e v i stetti per ¡circa otto anni. Non ricordo cose
speciali che riguardano il seguito di questo interroga
torio.
X III T E S T I S — R . D. Joannes Lem oyne e Pia
.Societate sales., ann. 73.
. Juxta 7 interr. proc. fol. 2293 respondit :
, H o conosciuto D. Bosco nel 1864, a Lerm a presso
M onferrato, ove1chiesi ed ottenni di entrare nella Pia
Società; nella quale entrai definitivamente n ell’Otto
bre dello stesso anno. D ’allora la mia dimora fu sem
pre n ell’Oratorio di Valdocco, eccettuati dodici anni
i.n cui fu i 'direttoref del C ollegio di Lanzo, e sei anni
in cu i fu i direttore delle F ig lie di M aria Ausiliatri.ee
a M ornese e N izza; godendo1 fino alla sua morte le
confidenze del Venerabile1.
§ 12.
D e visu .
§ 13
D e visu .
X IV T E S T I S — D. Laurentia M azè de la Roche,
comitissa, ann. 67.
.
fu x ta 7 interr. proc . fol. 2707 respondit :
Io
ho conosciuto personalmente il V enerabile
dalla mia più tenera infanzia fino alla sua morte, at§u
tesochè E gliJ req u en tàva la casa di mia: nonna ed in Dei Famulum acmi
seguito quella di mia madre. L essi alcun poco di qual
JO
N U M . I.
che libro che parla della sua vita, ma quanto sarò per
riferire sarà frutto di quanto ho potuto conoscere pertonalm ente, oppure sentito a narrare speiciaìmerite
in seno alla mia fam iglia, cioè dalla mia nonna, madre
e zio, allora canonico, e poi A rcivescovo di Torino. L a
prim a volta che io conobbi il V enerabile fu quando
avendo io allora quattro ocinque anni venne a portare
alla nonna un poco di libri con copertina gialla che
poi seppi essere, i prim i fascicoli delle letture C attoli
che. Questa circostanza m i reàtò sem pre im pressa
come se fosse accaduto al presente. In fam iglia si par
lava sovente del V enerabile e del suo Oratorio poiché
mia nonna si era assunto l ’incarico di tenere in ordine
la biancheria dei ragazzi dell’Oratorio. Io conservo ancora le lettere e bigliettini scritti dal V enerabile
a mia madre.
X V T E S T I S — R! D. prof. A lexander Lucchel.liei Pia Societate sales., ann. 52.
■Juxta 7 interr. p roc. fol. 2794 respondit :
Io
ho conosciuto il V enerabile D;on Bosco n e ll’Ottobre dell’anno 1881, quando, dall’Ospizio di San Pier
' D ’Arena., passai al noviziato di S: B.enigno Canavese,
.per iniziare la mia vita religiosa. D al lu g lio 1883, al
l ’ottobre 1887 stetti neU’Oratorio in qualità di A ssi
stente e di Insegnante, per cui quotidianamente aveva .
occasione di avvicinare il V enerabile, per aver lum i,
consigli e direzione sia per conto d ell’anima mia, sia
per l ’ufficio che occupavo. Prima di conoscerlo per
sonalmente, avevo sentito parlare di. lu i e specialmen
te delle sue opere, ma in modo vago. H o letto parecchi
libri che narravano la vita del V enerabile, quali il Bo
netti, il D . E spinay e il già citato Lem òyne.
X V I T E S T I S — E .mus D, Card. Joannes Cagliero, e Pia Soc. sales., ann. 78.
J u x ta .7 interr., p roc . fol. 2964 respondit :
Conobbi il V enerabile D. Giovanni Bosco fino dal
la mia prima età di 12 anni, quando lo vidi per la prima
volta a Castelnuovo d’A sti e nella frazione detta Murialdo, n e ll’autunno del 1850, e lo vidi circondato da
attenzione e da ammirazione speciale, sino a maravi-
CATALOGUS T E S T I U M , ETC.
11
gliarm ene, dal mio Parroco, dal M aestro D. A llora e,
dal Vice-curato,tantoché fin.d’allora m iformai un con
cetto' che fòsse un sacerdote esemplare, e straordina
rio. M ia madre più volte me ne. parlò proponendomelo
come modello di buon fanciullo, pio e devoto. Me ne
parlava pure la mia cugina Rósa C agliero nata Febbraro, compagna del V enerabile n e l pascolare i loro
modesti armenti, e me lo dipingeva sem plice; riserva
to, sempre-intento" a pregare ed a leggere, ma lontano
■dia loro perchè di diverso sesso. Sen tii parlare del V e. nerabile dal condiscepolo Dott. A llora, dalla famiglia.
T urco, dal sarto Roberto che lo hanno conosciuto fin
dall’infanzia, tutti conterranei di Castelnùovo d ’A sti.
I/anno- dopo, cioè il 1851, nel mese di novembre, il
Venerabile si portò a Castelnùovo a fare il Discorso
dei M orti,io lo servii come chierichetto accompagnan
dolo sul .pulpito. F in ito il discorso, entrando in Sacre
stia mi guardò sorridendo e mi disse : « Sem bra che tu
abbia qualche cosa da dirm i ». Risposi': S i, Sign ore;
desidero andare’ con lei a T orino a studiare da prete
— Bene, bene; il tuo Parroco già mi parlò di té. D i
questa sera vieni con tua madre alla Parrocchia. E n
trati in Parecchia, Don Bosco disse a mia madre : Oh !
mia"buona T eresa, siete venuta a tempo. Il Signor V i
cario dice che volete venderm i il vostro figliuolo . Noto
che come il V enerabile io aveva perduto il padre a
due anni di età. M ia madre nel nostro espressivo dia
le tto rispose : A Castelnùovo si vendono i vite lli; ma
i figliuoli si regalano. S e è così, rispose, facciamo un
buon contratto : tenetelo preparato, domani verrà con
me a Torino. E così fu. Da allora fu i discepolo del V e
nerabile da studente, da Chierico, da Sacerdote e da
Vescovo, cioè fino alla sua morte. H o letto molte B io
grafie, del V en erabile; ho pure sentito molte persone
pari are di lui, e nelle mie deposizioni mi atterrò prin
cipalmente a quanto ho visto ed udito di scienza pro
pria.
X V II
T E S T I S — R. D . A n gelu s Am adei e Pia
Societate sales., ann. 48.
ju x t a 7 inierr. proc. fol. 3152 respondit :
Sen tii parlare del Servo di D io nei prim i anni d el-.
12
N T JM . I .
§ 17
D e v is u et a u d itu te sta tu r. ’
-,
.
.
la mia giovinezza mentre mi trovavo nel seminario di
Sin igallia nelTanno 1881 e subito mi sentii portato a
conoscerlo ed a parlargli mosso dalla fama di santità
che mi avevano per lu i ispirato i superiori del Sem ina
rio. Tanto è vero che fin d'allora mi abbonai subito
alle L ettu re Cattoliche ed al Bollettino Salesiano fin
ché nel 1887 dopo aver compiuto g li studii ginnasiali
e liceali frequentando il primo corso di T eologia mi
decisi d'entrare nella Pia Società Salesiana. Conobbi
il V enerabile per la prima volta n e ll’Oratorio di T o ri
no nel m aggio 1887, n e ll’occasione in cui egli mi ac-,
cettò in Congregazione. G ià allora avevo lètto varie
Biografie del V enerabile quali quella del Dubais, del
Chiala e la Storia d ell’Oratorio pubblicata nel B ollet
tino Salesiano e in un piccolo libretto stampato a S in i
gallia n el'1884 contenente la promessa fatta .dal V en e
rabile che non sarebbe stato colpito dal colera chi aves- se frequentato i SS .,S acram en ti, e portata al collo la
m edaglia di M aria A usiliatrice. D ifatti nella mia Dio-,
cesi, dove si distribuirono circa 40.000 medaglie, il co
lera non comparve. In seguito lessi altre Biografie e
scritti riguardanti il V enerabile, non solo-in italiano,,
ma anche in Francese, Spagnolo e Póitoghese ; dichia
ro tuttavia che nelle deposizioni mi atterrò a quanto
mi-risulta de visu o de auditu, 0 da documenti auten' itici dell’archivio Salesiano.
§■i8
De visu.
X V III
T E S T IS
{I ex off.) R. D. Joannes V in. ceritius Tasso, Episcopus Augustensis, e Congrega
ne Missionis, ann. 66.
Jittfta 7 in ie n . proc, fol. 3400 respondit':
Pio conosciuto personalmente il V enerabile essen
do stato suo allievo dall*anno 12.esimo al 15.esimo di
mia età, percorrendo il corso ginnasiale d all’anno 1862
a ll’anno 1865. Da Sacerdote e M issionario, durante la
mia residenza a Torino, ebbi più volte occasione di
vederlo, parlargli e trattare con luì. H o pure predica
to g li E sercizi ai suoi N ovizi a San Benigno Canavese, ed ai suoi giovani studenti neH’Oratorio di Torino,
convivendo in quei giorni insieme*con L u i. Qualche
CATÀLOGHIS T E S T I U M , ETC.
13
volta fu i anche richiesto da lui dì consiglio pel buon
andamento della sua Pia Società. Avendo dimorato
per circa tren tan n i a Torino ebbi molte occasioni di
sentire a parlare di L u i e delle sue Opere, sia da E c
clesiastici, sia da secolari. Così pure sentii a parlare
del V enerabile nella mia permanenza a Rom a ed a Pa
rigi. H o letto qualche tratto delle varie Biografie e di
scorsi fatti in occasione del suo onomastico e delle,
commemorazioni annuali. L e g g o 'p u re di quando in
quando il Bollettino Salesiano. N elle mie deposizioni
mi atterrò a quello che ho conosciuto personalmente
od appresi dalla pubblica fama, nonché da qualche te
stimonio degno di fede.
XIX
T E S T I S — (II e x off.) R . I). Joseph A lte
rnano, R ector sanctuarìi Basilicae B. V . M . de Con
solaton e, ann. 66.
Ju-xta 7 in'terr. proc . fol. 3479 respondit :
Conobbi personalmente il Venerabile fin da ra
gazzo ¿ quando lo vidi a Castelnuovo.d’A sti e forse, alla 3
Borgata dei Becchi, venendo il medesimo ogni in n o
per la festa del S S . Rosario. Certam ente g li parlai in
Castelnuovo d’A sti in tale occasione, per l ’accetta
zione mìa n ell’oratorio. Infatti nel 1862 in autunno, vi
entrai e vi stetti fino a ll’agosto del 1866 percorrendovi
le Scuole Ginnasiali. Da voce comune nel paese già
sapeva chi era il Venerabile, specialmente da mia ma
dre, e da tutti sentiva parlarne come di un santo1sacerdote, tutto dedicato ài bene della gioventù. Dopo la
mia uscita dall’Oratorio, continuò la relazione col V enerabile'il quale mi tenne sempre come un suo alunno,
sia durante i 14 anni di mia permanenza nel Seminario
di Torino in qualità di Chierico per sette anni, tre an
ni da A ssistente e quattro anni da Direttore spiritua
le. D al 1880 fino al presente come R ettore del Convit
to Ecclesiastico e del Santuario della Consolata con
tinuai fino alla morte del V enerabile ad essergli affe
zionato e con frequenti rapporti con lui e con la Pia
Società Salesian a.'H o letto molte memorie stampate
che trattano della vita del Venerabile, ma nelle mie
K U U . I.
deposizioni m i atterrò unicamente a quanto mi consta,
per scienza de visu et de aiMitu.
§ 20
D e v is u e t au d itu .
XX
T E S T I S — (III ex off.) R , D. Franciscus
M affei, canonicus ecclesiae metropolitanae, ann. 69.
Ju xta 'j'in terr..p ro c. fol. 3547 r&.spandìi :
Conobbi il V enerabile Servo di Dio Tanno 1861
quando fu i da lui ammesso “quale alunno del suo O ra
torio in Torino per incominciare gli studi ginnasiali e
vi-rimasi fino al 1866 quando v i uscii per entrare nel
Sem inario di Torino. V ivendo io in Torino,^ udii poi
frequentem ente parlare del V enerabile sia da ecclesia
stici sia da altre persone. Dopo la mia uscita dalTOratorio'avvicinai casualmente qualche volta il V en era
bile, ma non ebbi più veri rapporti con lui. L essi qual
che Bigrafia del V enerabile stampata alTOratorio,
e qualche tratto pubblicato sul Bollettino Salesiano..
N elle mie deposizióni mi atterrò specialmente a quan
to.potei apprendere personalmente de visu 0 deauditu
da persone degne di fede.
■XXI T E S T I S (1 contestis ex off.) — Soror Pau
lina D essanti, e Piliahus Charitatis, ann. 73, pro!c.
fol. 3590.
X XII T E S T I S I contestis ex off.)'— Domina A melia R icci de F erres, ann. 71, proc. fol. 3600.
- X X III T E S T I S (3 contestis ex off.) — Sorar Theresia Laurantoni, prof, ex Inst. M ariae A u xiliatricis,
ann. 61, proc. fol. 3607.
X X IV T E S T I S (4 contestis ex off.) ■
— Soror M a
ria Cassulo, professa ex Inst. M ariae A u xiliatricis,
ann. 60, proc. fol. 3631.
X X V T E S T I S (5 contestis ex off.) — Soror Henrichetta Sorbone, V icaria generalis Instituti M ariae
A u xiliatricis. ann. 65, proc. fol. 3640.
X X V I T E S T I S (6 contestis ex off.) — Soror R o
CATALOG-US T E S T I U M , ETC.
15
sa F errari, professa ex Inst. F iliarum M ariae A u xiliatricis!, ann. 82, proc. fol. 3659.
X X V II T E S T I S (7 contestisi e x off.) — Soror
Provina N egro, professa ex Inst. F iliaru m M aria Auxiliatricis, ann. 42, próc. fol. 3664.
X X V III T E S T I S (8 contestis ex off.) — Soror
Catharina A rrigh i, professa .ex Instit. Filiarum M a
riae: A u xiliatricis, ann .5 1 , proc.. fol ; 3687.
XXIX T E S T I S (9 contestis ex off.) —- Soror Ma»
ria Galvanoni, -professa ex Inst. F il. M ariae A u x ilia
tricis, ann. 53, proc. fol. 3700.
' XXX T E S T I S (10 contestis ex off.) — D .nus T u- '
cianus Forni, medicus chirurgus, ann. 47, proc, fol.
3
7
1
4
.
XXXI
T E S T I S (11 contestis ex off.) — D.nus
V enantius CrolÌe, medicus chirurgus, ann. 63, proc.
.fol. 3 7 2 3 . '
■ X X X IIT E S T I S (12 contestis ex off.) — D.im
M aria Bosso vid. D ella V alle, ann. 39, proc. fol. 3731;
E x P r o c e s s u O r d in a r io
I. T E S T I S
- E xc.m u s et R .m u s D. Joannes
Baptista B ertagn a,‘Episcopus T itu laris Capharnaensis et A u xiliaris E*m i Cardinalis Alim onda A rch iep i
scopi Tautinensi.s, annorum 62.
hioàa in i. 7 proc. fol. 236 terg, responìdit ;
H o conosciuto il Sac. Bosco fin dalla mia pueri
zia ; mi ha fatto qualche volta scuola durante alcuni
anni, nelle occasioni delle vacanze autunali in latini
tà. E bbi poi per molti anni fam igliare consuetudine
con lui, specialmente quando già ambedue eravamo
sacerdoti.Pendente m olti anni in cu i io abitai nel Con
vitto Ecclesiastico,cioè dal 1864 al 1871 ebbi fam iglia
rità più fréquente e più intima, ed in detto Convitto
16
N U M . I.
egli si portava tutti i giorni per comporre le sue L e t
ture C a ttoliche.
II
T E S T I S — R ev. D. Joachimus V incentius
, Berto, Sacerdos professus Piae Societatis Salesianae,
ann. 44.
Juxta interr. 7 próc. fol.
espondit : ' ■
§.22
Io fio conosciuto per fama il Sac. Giovanni Bosco
Tv£u.;d'6 audltu et d<1
dalla mia puerizia, trovandomi ancora nella casa
paterna. E ntrato poi neU’Oratorio in qualità di stu
dente nel 1862, mi Confessai sempre da lui sino al ter
mine della sua vita. Inoltre cominciando dal 1866 sino
. al 1886, si può dire che io1g li ho sempre fatto da suo se
gretario privato e fam igliare, quale persona di sua in
tima confidenza.
^
. 8 23
De v is u d ep om t.
T e s ta le
vìsu
I l i T E S T I S — R ev. D. Secundus M archisio,
Sac. soc. sales., ann. 35.
Juxta interr. 7 proc. fol. 609 respondit
Io ho conosciuto
il
Servo di. D- io fin dal 1873. Però
.
.
fin da fanciulletto, mio nonno, m fam iglia me ne par
lava sovente, perchè era compagno del Servo di Dio
fin dairinfanzia, e andava insieme a lu i al pascolo. In
età di anni quindici entrai nelVOratorio di San F ra n
cesco di Sales, accolto dal Servo di Dio, e v i rimasi
per 13 anni continui ; in seguito fu i traslocato in varie
Case ; sempre però sotto la dipendenza immediata
del Servo di Dio.
IV .
T E S T I S — R ev. D. Joannes Giacom elli, S a
cerdos, annorum 72.
Juxta interr. 7 process . fol. 657 in fine respondit :
° ho conosciuto il Servo di Dio n ell5anno 1836 al
Sem inario di C hieri, dóve io faceva il prim o corso di
'filosofia e D. Bosco il secondo'. Passai con lu i cinque
anni in detto Sem inario, poscia un anno nel Convitto
E cclesiastico di Torino, per lo studio della morale.
Dopo il convitto io andai fuori Torino come vicecurato, poi venni di nùovo a Torino, e da trentotto anni
sono D irettore spirituale dell’Ospedaletto di' S. Filo1
CATALOGUS TESTITTM, ETC.
17
mena delPOpera Barolo, locale quasi attiguo a ll’Oratorio Salesiano di D. Bosco. Posso dire di essere stato Dei Famuli ìntimus
sempre in molta intim ità con D. Bosco, mi confessavo" Sùs comessfonèT^xda lui, e dal 1874 sino alla sua morte fu i suo confesso- cep!tre.
V.
T E S T I S — R ev. D. F e lix R eviglio , Theologus Parochus, annorum 60.
Juxta interr. 7 proc. f o l . 691 terg. et seq. respondit ;
Io
ho conosciuto il Servo' di Dio Sac. Giovanni
Bosco, circa Tanno 1847, in giorno di Doménica, in
§^
cui, con alcuni miei compagni, attratto dalle lodi e dai ' lestls de V!SU
■
bei modi, con cui seppi trattava i giovani,, mi portai
airO ratorio, scavalcando un piccolo muro, atteso che
la porta era già chiusa.... L a prima premura fu quel
la di conoscere ed avvicinarm i a quel sacerdote che
con tanto entusiasmo dei m iei amici mi era stato de
scritto, quale padre amoroso della gioventù, D.. Gio~ .
vanni Bosco. Forse per la prim a volta godei di una gio
ia ineffabile, che ora conosco essere stata per me la
pi~sma chiamata che Dio' faceva a me per trarmi a L u i.
Invano tenterei descrivere l'accoglienza’ affabile, be
nigna, che ebbi d a ’questo santo uomo, e la profonda
commozione del mio cuore. M i prese tra le braccia.,mi
fece alcune interrogazioni sul mio stato e' condizio
n e ; poscia fece risuonare al mio orecchio una di quelle
potenti parole, che egli aveva per guadagnare la gio
ventù. E di fatto mi sentii del tuttomiutato. Per ade
rire al suo invito, con alcuni m iei suddetti compagni
*
cantai alcuni pezzi d’opera, di teatro, i quali essendo
stati molto graditi e molto espressivi della condizione
d ell’anima mia, inclino a credere che lo impegnarono
ad avere per me una più premurosa; cura per vantag
gio delPanima mia. E ra allora a ll’età di 16 anni, nella
profonda ignoranza della dottrina cristiana e perfino
della . stessa orazione Domenicale ; e il buon Servo ■
d i . Dio, intenerito' di sì. miserando mio stato, ' non
più tardi del secondo mio abboccamento con lui,
mi invitò dolcemente a portarmi nel Coro della
18
N U M . I.
C appella, dicendomi che sarebbe tosto venuto ad
ascoltare la mia confessione. E ra questa l ’indu
stria sua digirare attorno 'aH’Oratorio, mentre i
giovani si. ricreavano, per raccogliere quelli., che
col suo occhio penetrante e, -come dissi ispirato,
conosceva aver m aggiore bisogno della sua cari
tà ! Infatti avendo io di primo slancio aderito alla sua
proposta, trovai già riuniti allo stesso scopo- più altri
giovanetti. V en u to il mio turno,versai il mio cuore nel
suo, e udii una parola che infuse n ell’anima mia la pa
ce più ineffabile. D'opo la confessione si offerse di istruirm i nei primi, rudimenti della fede, che mi venne
ro poi insegnati dal Sacerdote D, Pietro Ponte per sua
delegazione. Il quale essendo in allora di lui commen
sale, mi riceveva tutti i giorni dopo il pranzo, e mi in
segnava il catechismo. Per fortuna fu per lui lieve fatica l ’istruirm i, poiché, sebbene quando fu i ricevuto
da D. Bosco fossi nello stato suaccennato d’ignoranza,
stà però che alcuni anni innanzi era già stato ammesso
alla Comunione la quale mi fu poi proibita dal Parro
co che mi fu antecessore, perchè ignorava l ’orazione
domenicale. E per.verità m i fu-facile richiamare alla
mente quelle lezioni del catechismo, che avevo già ap
preso nella parrocchia, sì che, dopò non più di quin
dici giorni-, feci la mia. prima Comunione n ell’Oratorio per le mani del Servo di Dio.
, .In seguito l ’Oratorio divenne il mio luògo predi
letto, lo- frequentava almeno tutti i giorni, e qualche
volta più volte a l giorno. In quelle ore imparai la m u
sica che potei ben presto' eseguire tanto n e ll’Oratorio, che altrove : e alla sera, dopo la lezione appresa
da D. Bosco, egli ci accompagnava tutti sulle allee
vicine, ove, cantate varie lodi della Madonna, ci por
tavamo alle varie case. In tal frattem po il Servo di
Dio, conosciuta in tutte le sue particolarità la mia. po
sizione, si offerse di accettarmi in casa sua in qualun
que giorno, in cui io mi fossi presentato. Ben presto
si presentò l ’occasione, perchè una sera stanco dal la
voro e affranto dalla privazione del cibo, e offeso al
tresì da ingiurie e niinaccie, verso le otto ore corsi al-
CATALOGUS T B S T IU M , EXC.
1 9
rO rato rio, ed appreso che D. Bosco non aveva anco
ra fato ritorno a casa, pel timore di essere raggiunto
dalla mia maidre, mi ari'ampicai sopra un gelso, che
colle ricche sue foglie mi difese dal chiarore della lu
na e mi nascose allo sguardo-altrui. Rannicchiato tra
un ramo' e l'altro qual m alfattore che teme essere sor
preso dalla giustizia, attendeva con grande trepida
zione l ’arrivò di chi dovevami essere padre. Com in
ciarono a sfilare i giovani che portavansi. alla scuola
serale, venne poscia D. Bosco, e finalmente la mia ma
dre, che persuasa fossi colà fuggito,voleva ricondurmi
a casa. U n lungo e non troppo dilettevole dialogo tra
mia madre e D. Bosco s'ingaggiò,che a dire il vero, per
ora più non rammento e non gioverebbe più ricordare.
Q uello che è facile a credersi è che io uditore inosser
vato non temeva d’altro, se non che qualche occhio
si portasse s u ll’albero, e mi scoprisse. F u certo P ro v
videnza, che potei essere involato allo sguardo di tu t
ti, e per conseguenza tanto D. Bosco, quanto i miei
compagni, i. quali ignoravano la mia vicinanza, pote
ron o asserire secondo verità alla madre, che si dimo
strava incredula, che non mi avevano veduto. Partita
la madre, io cominciala, respirare, ed attesi che si scio
gliesse l ’adunanza, per discendere dall’albero. E v a
cuato del tutto il cortile, discesi, andai a picchiare al
la camera di D. Bosco, il quale sommamente sorpre
so di vedermi e sentita la storia dell'avvenuto, mi ac
cettò, e.m i fece somministrare'pane e minestra dalla
veneranda sua.madre, e mi assegnò un letticciuolo
per riposare nella notte. A ll'indom ani incontrata la
mia madre, la quale ritornava a ricercarm i, ottenni il
suo pieno consenso' di rimanere aH'Oratorio. Da qùel
giorno divenni, se non il primo, certamente il secon
do ricoverato ; in tal modo Don Bosco inaugurava II
suo Ospizio, e dava un huovo svolgimento alla sua
Missione.
Per i varii anni, che io rimasi secolare, cogli altri
che di giorno in giorno andavano crescendo, riceveva
quotidianamente minestra e pane e c'era concesso di
raccogliere nel vicino orto la verdura che ci doveva
20
K U M . I.
servire dì companatico. Col crescere dei giovani rico
verati nelle due camere che già servivano di. dormi
torio, D. Bosco volle che avessimo un santo protetto
re, e così fossimo animati alle pratiche di pietà e di re-,
ligione.
§ Ti
T-estis de visu .
§ ss
T e^tis de v isu .
Testi??' le visu
V I T E S T I S — D. Jacobus'M andino, faber mu
rar ius, annorum 60.
]u x ta ìn te r r . 7 Proc. fol. 752 terg, respondit :
Io
ho conosciuto il Servo di Dio, quindici anni fa,
in occasione che accompagnai il mio figlio. Giuseppe
per gli studi! a ll’oratorio Salesiano. D ’allora in poi
quasi ogni mese lo vedeva pure, mentre veniva a ve
dere il mio figlio. H o poi sentito a parlare di D. Bo
sco, da M oglia G iorgio e dalla sua cognata Dorotea.
Q uesti due ebbero in loro casa il giovane Bosco G io
vanni, in qualità di servitorello di campagna, quan
do forse aveva circa dieci anni.
V I I T E S T I S — D. Joseph Turco, possidens, annor. 82.
Juxta interr. 7 proc . -fot, 762 terg. respondit :
Io ho conosciuto il Servo di Dio m entre era agli
.
,
stridii à Castelnuovo d’A sti. So che studiava molto, e
tra una scuola e l ’altra andava in casa di un certo R o
bert, che aveva un figlio che attendeva agli studii in
sieme al giovane Bosco, e questi alla sera ritornava al
la borgata dei Becchi presso i suoi genitori.
V i l i T E S T I S - D. Joannes.Filìpello, ànnor. 77,
mercator.
Juxta interrogò .7 Proc. foì. 772 te r g .-r e s p o n s i :
Io ho conosciuto il Servo di Dio fin dalla giovi
nezza, allorquando frequentava con lui il catechismo.
Il parroco d ’allora in Castelnuovo, di n om eD . Dassano ci interrogava, ma io ed i compagni sapevamo po
co, invece il giovane Bosco sapeva molto, per il che il
Prevosto ci diceva : « voi ne sapete ben poco di cate
chismo, ma Bosco sa non solo recitare il catechismo',
ma lo cantat ». Vedendolo in Chiesa io ammirava il suo
contegno edificante e la divozione con cu i pregava.
CATALOG-US T E S T I U M , ETC.
21
So che fatto grandicello, non potendo avere in casa
sufficienti m ezzi di sussistenza., andò altrove a cercar
lavoro, e prima passò alla terra di Bu-ttigliera, e poi
a Moriondo, e finalmente alla borgata dei M ogli a
presso Moncucco ; dalla qual fam iglia M oglia doman
dò ed ottenne poi di essere accettato come servitore
di campagna alla condizione che lo lasciassero andare
a scuola a Moncucco dal Parroco, ed egli-avrebbe la
sciato volentieri il salario. D ifatti nellè ore’: libere si
recava a M oncucco presso il parroco D . Gettino per
forse due anni, facendo molto profitto e progresso,
come mi disse la fam iglia M oglia.
IX T B S T I S — D. G eorgius M oglia, possiclens,
ann. 67;
■
§ so
j-uxta inierr. 7 proci fol. 782 respondit :
Testis de visu et de aulo
ho conosciuto il Servo d i D io D. Giovanni Bó1
sco, essendo in età di tre anni ed il giovane Bosco di
tredici anni', n e ll’occasione e tempo che trovavasi in
casa de’ m iei genitori, in qualità di servitore di cam
pagna, che abitavano fin d’allora in M oncucco d ia
Borgata M oglia. Il giovane Bosco1 si è fermato circa
du;e anni in casa nostra, durante il qual tempo tutti i
giorni io gli parlava, perchè si può dire che era sem
pre in sua compagnia, sia.in campagna, sia in casa;
anzi m ia madre mi consegnava in custodia a lui, ed
egli lo faceva volentieri:, ma ora. non ricordo n u ll’affatto di quello che e g li m i dicesse, e dei suoi discorsi
essendo d ’infantile età.
•
H o sentito parlare di lui dai m iei genitori, i qua
li ogni qual volta' che ne parlavano, ne dimostravano
grande stim a; un giorno fra g li altri, avendo io no
minato con poco rispetto il nome- di Dio, la mìa madre mi castigò raccomandandomi dal .guardarmi in
avvenire e di star buono e virtuoso facendo come fa
ceva il giovane Bosco, che era rispettoso, e pregava
molto di cuore, e la sera si raccomandava sempre al
Signore prima di andare a riposo, e ad ogni tratto
me lo proponeva a ■modello.
Mia madre mi raccontò ancora, che un giorno il
22
N U M . I.
giovane Bosco, ritornato a casa dalla campagna: in sul
mezzogiorno, insieme allo zio di mio padre, questi
stanco dei lavori, si sdrajò in casa per riposarsi, e ve
dendo- il giovane Bosco che- sentito il suono dell’Angelus D om ini si era messo in ginocchio a recitare
1*A n g elu s, ne restò. ioTtremodo mera vigliato, ed
esclamò : « questa è bella, io che sono il principale e
non ne posso più dalla stanchezza me ne sto qui, ed
il mio servitore invece si-mette a pregare in g in o c
chio ! » Il giovane Bosco soggiunse ; « Oh, guardate,
« se va bene, ho guadagnato più io a pregare, che voi
« .a lavorare ; se pregate, seminando due grani, ne
« nascono quattro spighe ; se non pregate, seminan
ti do quattro grani raccogliete due spighe » ; e riden
do soggiunse : fi pregate ancora voi, ed invece di due
<( ne raccoglierete quattro ». L ’altro a ciò udire
esclamò : « oh pofferbacco, che io abbia da prendere
lezione da. un giovanetto? »
Giovanni M oglia, abitante pure alla borgata -Mo~
glia, mi diceva di aver imparato dal giovane Bosco
a recitare il Rosario e le L itan ie, ed il giovane Bosco
avere imparate le litanie da mia madre.
.La mia zia, di nome Anna, maritata Zucca, mi
diceva, in alleni nubile, che nei tempi liberi e piovo
si. il giovane Bosco raccoglieva i giovanetti intorno
a se, e loro insegnava ora il catechismo, ora' a cantare qualche lode sacra.
Più tardi a ll’età di quindici anni il giovane -Bo
sco, per motivo degli studii lasciò la nostra casa, e vi
ritornò quando era già chierico, e noi non lo cono
scevamo più. A l vederlo e riconoscerlo tutti ne pro
vammo gran piacere, ed i. miei genitori lo vollero' far
rimanere con loro, ed essendo la madre del Bosco al
lo stretto d’alloggio, lo fecero restare in casa loro,
dove rimase circa tre mesi durante le.vacanze. In
tal tempo lo si vedeva sempre dedito alla preghiera,
e allo studio, ed assiduo alla Chiesa.
Ricordo adesso che quando il giovane Bosco ven
ne accolto in casa nostra da servitore di campagna,
come mi fu raccontato dai miei genitori, era venuto
CATALOGUS T E ST I'U M / ETC.
23
via dalla casa paterna col permesso' della sua madre,
perche era maltrattato dal suo fratellastro ; e venne
■
a casa' nostra, un giorno verso sera; s ’incontrò collo
zio di mio padre, per nome Giuseppe M oglia, che gli
disse : u oh dove vai? » e Bosco rispose : « vado cer
cando un padrone per prestare l ’opera mia ». A llora
lo zio disse : « bravo, .lavora » e lo licenziava. Quan
do una mia zia *al sentire queste parole supplicò lo
zio di volerlo accogliere, per essere essa esonerata dalcondurre gli animali al pascolo, e tanto disse che il
M oglia lo Cernie in casa. Otto giorni dopo, ad istanza
del M oglia, il giovane Bosco andò a chiamare la sua
madre, che venuta, alla borgata M oglia, convenne col
M oglia suddetto, che ella non g li domandava nulla,
le d'esse ciò che voleva. Il M oglia, si tenne allora de
finitivamente il giovane Bosco col mantenerlo e v e
stirlo, ed alfin e della cam pagna,in attestato della pro
pria soddisfazione, dieide trenta lire ancora alla ma
dre di lui, e n e ll’anno seguente lire cinquanta.
D alla mia zia Anna, seppi che il giovane Bosco
era intento alla preghiera, anche quando era occupato
a pascolare il gregge in .campagna. Ricordo ancora
che il giovane Bosjco, essendo già chierico, io era an
dato alla sua casa, e v i rimasi per circa tre mesi, e dor
m ivano'insiem e. Prim a di addormentarci m i.faceva
pregare' e m i dava buoni consigli, fra le altre cose mi
disse parecchie volte : « la m igliore opera che sia al
mondo è il trarre le anime perdute al bene sulla, buo- *
na strada » ; a te e volte mi diceva ; « chi perde il ri
spetto al padre ed alla madre, si attira' la maledizione
di D io » ; e questo mi disse, avendogli io narrato che
un giovane del mio paese avea maltrattato il suo
padre.
X’. T E S T I S — R ev. Dom. H yacinthus Ballesio,
Sacerdos, annorum 50. Juxta 7 interr. Proc. fo'L 794 terg. respondìt :
lo
ho conosciuto il Servo di P io nelPautunno del
1857, quando mi presentai a lu i per essere accolto
nel suo Oratorio. Q uel primo colloquio fu per D.« B o
de vssu.
24
N U M . I.
sco e per me il principio della spirituale amicizia, e
della confidenza; mia figliale verso di lui, che si con
fermò e crebbe poi nei m iei otto anni di soggiorno
neirÓrajtorioi, (anche dopo che uscii dai !m!edesimo.
L ’impressione di quel primo colloquio fu per me un
vero avvenimento e non lo dimenticai più. A nche D.
Bosco mi ricordò più volte quell'incontro, ed altresì
n egli ultim i anni di sua vita.
§
3 2
T e s tis de v isu .
§' 33
T e s tis de v isu .
XI T E S T I S — R ev. D. A ngelus Savio, Sacerdos professus Piae Sociétatis S.alèsianae, annor. 59.
Juxta 8 interr. proc. fo l. 84.8 in fine resppndit :
H o conosciuto il Servo di Dio D. Bosco nel 1849,
se ben ricordo quando egli venne a Castelnuovo d’A sti
alla borgata Ram ello, in casa di mio padre insieme ad:
alcuni suoi giovani per comperare d ell'u va; in quel
l'occasione egli ed i giovani si fermarono a pranzo in
casa nostra. Io aveva allora quindici anni ed in tale
circostanza mio padrè pregò D. Bosco di accettarmi
coi suoi giovani, ed infatti così avvenne, io fui con
dotto da lui a Torino nel suo O ratorio'nel 1850.
X II T E S T I S — R ev. D. Pranciscus Dalmazzo,
Saceridos professus Piae Sociétatis Salesianae,- an
nor. 47.
Juxta interr. 7 proc. fot. 871 terg.’ responivi :
Ho conosciuto il Servo dì Dio Sac. Giovanni Bo
sco ai prim i di Novem bre del 1860, e sono vissuto con
lui sino alla sua morte, essendo entrato all'età di
quindici anni neH’Oratorio Salesiano per gli studi di
R ettorica.
X III T E S T I S (I Contestis ex officio) — R ev. D.
Joannes Branda, Sacerdos Professus Piae Sociétatis.
Salesianae, annor. 51, proc. fol. 974.
§ 34
S u p er quodam
p a r tic u ia r i.
fa cto
X IV T E S T I S — D. Petrus E nria, L aicus pro
fessus Piae Sociétatis Salesianae, ann. 52.
Juxta interr. .7 proc. fol. 983 terg. respondiit:
Io
ho conosciuto il Servo di D io nel Settem bre
del 1854 nel Convento dei Domenicani, ove per cura
CATALOGXJS T E S T I U M , ETC.
25
di un comitato si. raccoglieva noi fanciulli rimasti or
fani per causa del colera che imperversava. Iv i un '
giorno venne D. Bosco a visitarci (eravamo un centi
naio), accompagnato dal Direttore deirOrfanotrofio.
Io non l ’aveva mai visto, aveva u n ’aria ridènte e-piena
di bontà, che si faceva amare prima, ancora di parlar
gli, fece un sorriso a tutti e poi domandava nome e
cognome, se sapevamo' il catechismo, se ci eravamo
confessati e se avevamo già fatta la prima comunione
e tu tti rispondevamo con confidenza. Passò finalmen
te vicino a me, ed io mi sentii battere il cuore non per
timore, ma per affetto che sentiva verso di lui, m i do»
mandò nome e cognom e e poi mi disse : « V u o i venire-con me, saremo sempre buoni amici, finché possia
mo andare in Paradiso, sei contento? — E io risposi :
— « Oh sì, vsignore » ; poi soggiunse : — e questi che
hai insieme è tuo.fratello? — sì, signóre., risposi-: —~
Ebbene .verrà anche lui ».
Pochi giorni dopo fummo condotti tutti e due alrO ra to rio ; io aveva allora tredici anni e mio fratello
undici. Mia. madre era morta di colera e mio- padreera tu tt’ora aggravato 'dal male. In q u ell’occasione
ricevette nelFO ratorio una cinquantina; di poveri or
fani. Da quel punto io restai sempre n e ll’Oratorio di
D . Bosco, dove egli e la sua madre ci accolsero1 con.
amore, e noi riguardavam o la madre di_D. Bosco co
me la nostra,e le portavamo un grande amore. D. Bosico poi fu per noi un vero padre, e tutti eravamo con
tenti e felici n e ll’Oratrio.
XV
T E S T I S — R ev. D .Leonardus M urialdo Sacerdosi, ann. 64.
Juxta interro g. 7 proc, fol, 1044 terg. r&spondit :
Hp conosciuto il Servo di Dio D 1. G iovanni B o
sco verso l ’anno 1851 in occasione in cui com inciai a
frequentare l ’Oratorio d ell’Angek) Custode, fondato
d;al Sav. D . Cocchi Gio. e poi rimesso a D . Bosco ': io
m i portava tutte le feste a farvi il catechismo ai gio
vani. A nn i dopo, D.Bosco- fondò rO rato rio di S . L u i
gi, a c u i io venni per qualche anno, preposto' alla di-
.26
N U M . I.
rezione. D ’allora in poi cominciai a frequentare P ratorio di D. Bosco, con cui fui sempre in relazione.
0
37
restis de visu.
X V I T E S T I S — E xc.m us D. Joannes Cagliero,
. Sacerdos professus Pi.ae Societaria Salesianae, E pisc.
tit. M agidanus et V icarius Apcsto-licus Patagoniae
Septentrionalis ann. 55.
¡noeta interr. 7 p róc. fol. 1077 ^espóndil :
Ho conosciuto il Servo di .Dio ran n o 1850 p er la
prima volta, nella regione dei Becchi, sua borgata
natale, presso Castelnuovo d’A sti, n ell’occasione in
cu i veniva presentato dal mio parroco D. Antonio
■
Cinzano al Servo- di Dio, perchè esaminasse la mia
vocazione e mi accettasse nel suo Oratorio o C olle
gio in Torino. Infatti n e ll’anno seguente veniva ac
cettato fra i -suoi alunni in Torino, essendo io in età
di anni 13, e d’allora in poi rimasi sempre con lui,
.prima come alunno,, e poi sacerdote' professo della
sua Congregazione. L ’impressione che ricevetti ih
questi due incontri, sia quando mi presentai per es
sere accettato, sia-quando mi accettò definitivamente
fu quella di un sacerdote singolare, sia pel modo ad
attrattiva con cui mi accolse, e sia pel rispetto ed onore con cui veniva egli trattato dal mio parroco e da
gli. altri sacerdoti ; impressione che in me non si can
cellò, nè diminuì mai,,ma crebbe ognor più nei 33 an
ni, durante i quali convissi con lui al suo fianco, cioè
sino a ll’anno 1885, in cui partii, per le M issioni in Am erica; non compresi però i due anni in cui mi por
tai a fondare le prime Case nella R epubblica A rg e n
tina.
X V II T E S T I S - R ev. D. Pranciscus C ern iti,
Sacerdos Professus Piae Societatis Salesianae, annorum 49.
Juxta interr. 7 proc. fol. 1257 respondit ;
. > H o conosciuto il Servo di Dio di passaggio nel
1855 n e ll’Oratorio, quando fu i presentato a lui per
Testis de vìsii. . esser ricevuto studente. M i accettò a condizione che
potessi già entrare nella seconda grammatica (2a gin-
CATÀLOGUS T E S T 1 U M , ETC.
27
nasi&le), ciò che feci l ’anno seguente, agli n novem
bre 1856. Da quel punto son sempre rimasto nellTstituto, perciò ho goduto per molti anni la fam iglia
ta di lui.
X V III T E S T I S — R ev. D, Joannes Baptista
Piano, Parochus Ecclesiae della gran Madre di Dio,
ih C ivitate Taurinensi, annorum 52.
Juxta interrog. 7 p r o c .fo l. 1410 terg. respondti :
N el 1854, nel mese di N ovem bre entrai qual’al- . ^ § 39
lievo n ell’Oratorio di D. Bosco, in Valdocco, e-vi di- ■ ,tst,s de V!Slì
m orai.per ben quattro anni, compiendo colà il m io'
. corso ginnasiale. In seguito, continuai sempre la mia
relazione col Servo di Dio e.'lo amai sempre q u a l fi
glio affezionato e riconoscente. N ella mia giovane età
di dodici anni, quando entrai nelFOratorio, la pre
senza di D. Bosco mi fece u n ’impressione favorevole
e fin d’allora cominciai ad amarlo ed a venerarlo.
XIX T E S T I S — F rater Josephus Rossi, laicus
professus Piae Societatis Salesianae, annor. 59.
Juxta interr. 7 proc. fot. 1451 terg. respondit
, ; Conobbi D. Bosco dal 20 Ottobre 1859 giorno in
' cui fu i accettato da lui stesso n eirO ratorio di Valdoc■
tdo in Torino, dove sempre rimasi, sotto la sua direzio
ne. Quando fui ammesso n e ll’Oratorio e mi trovai per
la priiEÉ volta alla presenza di D. Bosco, al veder la
sua benevolenza paterna ed edificante affabilità con
cui m i accolse, rimasi grandemente edificato, e ne.ri
cevetti in me una profonda e cordiale impressione e
sentimento di affetto figliale verso di L u i.
X X T É S T I S '— D, Joannes V illa, dulciarius, an
nor. 55Juxta interr. 7 proc, fol. 1506 respondit :
H ò conosciuto D. Bosco nel mese di L u glio del
1855 in Torino/Però ne aveva già sentito a parlare nel
mio- paese nel 1852. II. mio parroco, una festa, aveva
-detto in una predica,, che molti dei giovani che veni
vano' a Torino per far il muratore, nelle feste si trova
vano' in pericolo, e senz’assistenza. Ora egli sapeva
&
4 0
T e stis de visu.
.26
jsruM . i .
rezione, D ’allora in poi cominciai a frequentare l ’Gi
ratorio di D. Bosco, con cui fui sempre in relazione.
37
Testas de visu.
Testis de visu.
X V I T E S T IS — E xe.m us D. Joannes Cagliero,
Sacerdos professus Piae Societatis Salesianae, Episc.
tit. Magidanus et Vicarius A pcstolicus Patagoniae
Septentrionalis ann. 55.
Jux-ta interr . 7 próc. fot, 1077 r espóndil :
Pio conosciuto- il Servo di. D io Panno 1850 per la
prima volta, nella regione dei Becchi, sua borgata
natale, presso- Castelnuovo d’A.sti, n ell’occasione in
cu i veniva presentato dal mio parroco D. A ntonio
■
Cinzano al Servo di Dio, perchè esaminasse la mia
vocazione e mi accettasse nel suo Oratorio o C olle
gio in Torino, Infatti nell*anno seguente veniva ac
cettato fra i suoi alunni in Torino, essendo io in età
di anni. 13, e d’allora in poi rimasi sempre con lui,
,prima come alunno,, e poi .sacerdote' professo della
sua 'Congregazione. L ’impriéssione che riicevettji. i!n
questi due incontri, sia quando mi presentai per es
sere accettato, sia'quando mi accettò definitivamente
fu quella di un sacerdote singolare, sia pel modo ad
attrattiva con cui mi. accolse, e sia pel rispetto ed onore con cui veniva egli trattato dal mio parroco e da
gli altri sacerdoti ; impressione che in me non si can
cellò, nè diminuì mai,,ma crebbe ognor più nei 33 an
ni, durante i quali convissi con lui al suo fianco, cioè
sino a ll’anno 1885, in cui partii per le M issioni in A merìca ; non compresi però i. due anni in cui mi por
tai a fondare le prime Case nella Repubblica A rg e n
tina.
X V II T E S T I S — R ev. D. Franciscus Cerruti,
Sacerdos Professus Piae Societatis Salesianae, annormu 49.
Jux-ta interr; 7 proc. fol. 1257 respondit ;
> H o conosciuto il Servo di Dio di passaggio nel
1855 nelPOratorio, quando fui presentato a lui per
esser ricevuto studente. M i accettò a condizione che
potessi già entrare nella seconda grammatica (2a gin
CATÀLOGTJS T E S T I U M , ETC.
27
nasiale), ciò che feci Tanno seguente, agli n novem
bre 1856. Da quel punto son sempre rimasto n e ll'i
stituto, perciò ho goduto per molti anni la fam iglia
t i di lui.
X V III T E S T I S — R ev. D, Joannes Baptista
Piano, Parochus Ecclesiae della gran Madre di Dio,
in C i vitate Taurinensi, annorum 52.
Juxta ìnterrog. 7 proc.-foì. 14Ì0 terg. respondiì :
N el 1854, nel mese di Novem bre entrai quaTallievo nelTOratorio di D. Bosco, in Valdocco, e 'v i di
morai, per ben quattro anni, compiendo colà il mio
. corso ginnasiale. In seguito, continuai sempre la mia
relazione col Servo di Dio e. lo amai sempre q u al'fi
glio affezionato e riconoscente. N ella mia giovane età
di dodici anni, quando entrai nelTOratorio, la. pre
senza di D. Bosco mi fece u n ’impressione favorevole
e fin d ’allora cominciai ad amarlo ed a venerarlo.
XIX T E S T I S —- F rater Josephus Rossi, laicus
professus Piae Societatis Salesianae, annor. 59.
ju x t a interr. 7 proc. fot. 1451 terg . respondvt
Conobbi D. Bosco dal 20 Ottobre 1859 giorno in
cui fui accettato da lui stesso nelTOratorio di Valdoc00 in Torino, dove sempre rimasi sotto la sua direzio
ne. Quando fui ammesso nelTOratorio e mi trovai per
la prini® volta, alla presenza di D. Bosco, al veder la
sua benevolenza paterna ed edificante affabilità con
cui. mi accolse, rimasi grandemente edificato, e ne ri
cevetti in me una profonda e cordiale impressione e
sentimento di affetto figliale verso di L u i.
XX T E S T I S ■
— D. Joannes V illa, duìciarius, an
nor. 55.
Juxta. interr. 7 proc. foL 1506 respondit :
H o conosciuto t). Bosco nel mese di L u glio del
1855 in Torino."Però ne aveva già sentito a parlare nel
mio paese nel .1852. Il mio parroco, una festa, aveva
detto in una predica,-che molti dei giovani che veni
vano a Torino per far il muratore, nelle feste si trova
vano in pericolo, e sen z’assistenza. Ora egli sapeva'
28
NTJM. I.
che un buon prete, giovane, si era messo a .raccoglie
re tjutti quei poveri giovani intorno a sè, e m entre da
va loro campo a divertirsi, li istruiva e li tratteneva
onestamente. C i soggiunse che quel prete stava per
fabbricare una chiesa e ci raccomandava di fare u n ’ab
bondante elemosina per aiutarlo, persuaso . che V i
vrem m o ajutato e che la di lui carità si sarebbe rivervata su tanti d ei'fig li del. nostro paese che andavano
a lavorare colà.D a quel punto io ebbi una grande idea
di D. Bosco, e desideravo di conoscerlo. T re anni do
po, per circostanze di fam iglia, venuto in Torino, ini
sono fatto premura di andarlo a trovare, e mi unii vo
lentieri a tanti bravi giovani' che già ¡ ’attorniavano,
e da quel punto non mancai mai di frequentare POratorio festivo dal 1855 al 1866, ad eccezione del tem
po in cui fui al servizio m ilitare. D al 1866 poi frequen
tai ancor sempre ¡'O ratorio ed ebbi sempre occasioni
di parlare con D. Bosco. A l vedere per la prima vol
ta D. Bosco; la sua affabilità paterna colla- quale mi
accolse, riceventi una sì profonda -e consolante im
pressione in me stesso che non si'cancellerà mai dalla
mia memoria, tanto più se faccio un'confronto del
modo di trattare coi giovani- tenuto da D. Bosco, col
modo tenuto dai preti della mia patria e paesi circon
vicin i, dai quali non ho mai avuta accoglienza si affa
bile e caritatevole, e ciò non solo si effettuò imme, ma
negli altri giovani ancora. N el piim o mio incontro
con D. Bosco, egli mi disse queste parole : « d’or in-,
nanzi saremo buoni amici, finché saremo in Paradi
so » : cose a lui fam igliari.
XXI
T E S T I S — R ev. D. Joannes Baptista Praneesia, Sacerdos Professns Piae Societatis Salesianae,
ann. 55.
Juxta interr. 7 Proc. fol. i Ó terg. respondit :
H o conosciuto il Servo di D io Sac. Giovanni Bo
sco nel 1850. Io da pochi giorni era in Torino coi miei
parenti, quando, il giorno dei Santi, fu i invitato da
un mio cugino di andare da D. Bosico, dicendomi :
« vieni da D. Bosco, è un buon prete, e vuol tanto
5
5
CATALOGTJS T E S T I U M , ETC.
29
bene ai giovanetti. O g g i è festa dei Santi, e ci darà
le castagne ». V i andai. E ntrato nel coitile vidi venir- ■
mi incontro tin prete : era D, Bosco. M i'm ise la mano
sul capo, e poi mi parlò sottovoce, dicendomi : sare
sti dispoto a dirmi due parole-nell’orecchio? — Sì, si,
g li risposi': — M a sai. che cosa voglio dire? — Vuol
dire che venga a confessarmi a ll’Oratorio sino a sera
inoltrata, prendendo parte al canto dei vespri, al di
scorso e benedizione. Dopo D. Bosco ci accompagnò
sino fuori dell’Oratorio un 300 m etri, ove si cantò un
inno, e poi ciascuno andò a, casa sua.
Da quel punto incominciai a frequentare l ’Ora torio festivo, e due anni dopo fu i accòlto in casa qua
le studente; in seguito fu i chierico e prete di D. B o
sco, come lo sono attualmente, è così ho goduto la fa
m igliarità di D. Bosco1per tren t’otto anni.
XXII. T E S T I S ^ R ev. D. A loysius Pisceta, Sacerdos professus Piaè Societatis Salesianae, ann. 36.
h ix ta interr. 7 proc. fol. 1773 respbndii : "
H o conosciuto D. Bosco nelFOttobre 1870.,:nél§■43
-,
.
,
.
i l i
* T n g ln t a octo a n n o s D ei
1 occasione che sono stato accettato alunno' della p n F a m u li ìn tim u s fu it.
ma ginnasiale n e ll’Oratorio di. Toririo, e da quel tem- .
po, si può dire che sono stato sempre con lui, ad ec
cezione dal 1880 al'1885, in cui frù- i*1 S. Benigno, poco
distante da questa città. Quando entrai n e ll’Oratorio ho veduto D! Bosco attorniato da numerosi giova
ni, sorridente, .buono, e mi ha fatto l ’impressione di
un buon padre in mezzo ai suoi figliuoli.
-,
X X III. T E S T I S — R ev. D. Julius Barberis, Sacerdos professus Piae Societatis Salesianae, ann. 47.
Juxta, interr. 7 proc. fol 1885 terg. respondit :
Io
conobbi D. Bosco a ll’età di tredici anni quan
do fu i accettato nel suo Oratorio e trattai con lu i fin’ chè visse. Però a ll’età di sette ani andando alle scuole
dei fratelli delle Dottrina Cristiana, venne D. Bosco
a farci una predica il giorno di S. L u ig i, e sebbene in
^u
sì tenera, età,, mi fece sì bella impressione, che ancor - Testi» de visu.
adesso la tengo come una delle memoria-più grate
30
NUM.
I.
della mia fanciullezza. T ale impressione vidi univer
sale nei numerosi miei compagni. Quando poi fu i ac
cettato n e ll’Oratorio, concepii subito l ’idea di aver
a trattare con un santo. E g li mise la mano sul capo,
in presenza di mia madre, dicendomi : che sarei sem. pre stato con lui come s.uo amico ed aiutante,
XXIV.
T E S T IS — R ev. D. Joannes Baptista
Lem oyne, Sacerdos professus Piaè Societatis Salesianae, ann. 56.
Juxta 7 interr. P ro c , fol. 2168 respondit :
Io
nel 1864 era sacerdote secolare da due anni e
sentiva una propensione aa aggregarm i a qualche
ordine religioso. M a non sentiva inclinazione per
nessuno di quelli che io conosceva. M i era stato in
tanto descritto' Don Bosco, come un santo, ma, non sa
peva che si fosse accinto a ll’istituzione di una Pia So
cietà. Vermi a Torino per trovarlo nel mese di L u glio,
ma egli, era assente dalla città ; e quindi ritornai a
casa mìa a Genova. N el Settem bre, ultim a Dom eni
ca, trovandomi a Beiforte, paesello presso Ovàda,
pregai nella Cappella della Madonna, per.conoscere
la volontà di D io a mio riguardo. Su l destarmi al mat
tino seguente sentii una voce chiara a ll’orecchio che
mi diceva : va a Lerm a, (paesello distante u n ’ora di
cammino da Beiforte), e troverai D.- Bosco. S i noti,,
che io non aveva mai udito, che D, Bosco dovesse ve
nire in quella regione. Celebrai quindi la S. Messa,
pieno di questo- pensiero ; ma temendo che fosse effet
to di fantasia, partecipai la cosa al Marchesino Carlo
Cattaneo, il quale mi disse : o sogno, 0 non sogno, an
diamo a Lerm a, interroghiamo i parroco. Colà porta
tici,' cori nostra grande m eraviglia veniamo a sapere
che realmente D. Bosco era aspettato colà fra pochi
giorni. Infatti D. Bosco arrivò. C onferii con lui, e
dietro suo invito pochi giorni dopo mi portai airO rato rio d i Valdocco in Torino presso D. Bosco ;vnel cui
Istituto1convissi da quel giorno sino alla sua morte..
.1
CATALOGHIS T E S T I U M , ETC.
31
X X V Testis — D. Joannes Bisio, negotiator et
possidens, ann. 57.
Juxta 7 interr. Proc. fol. 2427 respondit :
À I leggere il Giovane Provveduto scritto da D.
Bosco ed al trovarvi tante belle p.oesie, specialmente
quelle della Madonna, ne restai colpito; e terminato
il servizio m ilitate m 'informai chi mai fosse questo
D. Bosco, da un sacerdote del mio p a e se /E g li me lo
descrisse come un santo, pel che m 'invogliai di farne
la conoscenza. M i presentai a lui e- fu i colto dalle
sue belle maniere e dalle buone e sante parole che
mi. rivolse. Dopo qualche mese venni all*Oratorio ■
(1864) e convissi con lui per sette anni. In seguito,
avendo "dovuto ritirarm i dai m iei genitori per conve
nienze di fam iglia, continuai ad avere relazioni sia
con D. Bosco, che coll3O ratorio; quali conservo tu t
tora.
X X V I. — Testis, R ev. D.. M ichael R ua, R ector
M aior Pia e Società tis Salesianae, ann. 58.
Juxta 7 interr. Proc, fol. 2473 terg. respondit
H o conosciuto il Servo di D io D. Giovanni Bosco
nel Settem bre del 1845. A llora aveva otto. anni.
Condotto da un. compagno cominciai a frequentare
TOratorio da lui fondato, che allora trovavasi al R i
fugio. Per qualche anno-vi andava qualche volta;
in seguito, verso i.1 1849, com inciai a .frequentarlo
regolarm ente ; nel 1850 cominciai lo studio di latinità
per la ' carriera' ecclesiastica, dietro consiglio di
Don Bosco, frequentando la scuola dei professori I).
M erla, Bonzanino e D . Picco, che s ’incaricarono di
tal scuola per i giovani deirO ratotio, dietro preghie
ra di lui. N el 1852 ebbi per opera sua la veste chiericale e cominciai a dimorare stabilmente presso di lui,
e più non lo abbandonai.
X X V II. T E S T I S — R ev. D. Jo an n es-T u rch i
Professor, ann. 57.
Juxta 7 hiterr. P r o c. fol, 2747 terg. respondit :
H o conosciuto il Servo di Dio sacerdote D . G io
§ 47
T e stis de visu.
§ 48
De v is u lo n g o armorumsp atio.
32
jSTUM.
-I.
vanni Bosco nel 1851 alla sua borgata dei Becchi, in
occasione che condusse colà varii dei suoi giovani per
la festa titolare della Madonna del Rosario. In questa
circostanza invitato dal mio compagno Giovanni Ca-gliero, ora'V escovo,titolare di M agida, che mi dice•va tante ottime cose di Don Bosco, io da Castelnuovo
mi portai a Becchi. Colà giunto, fu i colpito al vede
re un sacerdote così grave, compreso nel suo m ini
stero, e così affabile ; cosa a cui io non ero affatto a-,
tatuato, e fin d ’allora ne concepii un'idea, ed u n ’im-l
.pressione incancellabile. A l vedere poi il modo af
fabile con cui parlava con m e e con gli altri giovani,
ne restai entusiasmato.
In questa stessa occasione avendomi dato un po'
di esame sulle materie che studiava, e sulla elezione
del m i -stato, m i disse : io conosco il ’tuo padre,, e
sono suo buon amico, digli che venga a trovarmi.
E g li ci andò e così fu conchuso, che io sarei entrato
airO ratorio di D,. Bosco nello stesso mese. Q uivi,
anche perchè il Sem inario A rcivesiovile 'di Torino
era chiuso per i rivolgim enti politici, mi ferm ai per
un decennio, finche cioè divenni sacerdote. U scito
poi d a ll1Oratorio, godetti sempre della sua benevo
lenza, e di quando in quando ebbi occasione di trat
tare con lui fino alla sua. morte.
X X V III
T E S T I S — R e v . D. Ascanius Savio,
R ector Sem inarii Archiepiscopalis in 'C i vitate T a u
rinensi, ann. 63 .
- Juxjta 7 interr. Proc, fol. 2836 respondit : ,
Io
sentii parlare di D. Bosco fin dalla prima mia
adolescenza (1843) perchè nativo dello stesso paese,
e ne sentiva parlare dal suo e mio parroco, come di un
sacerdote zelante e intraprendente. L a prim a volta,
che g li parlai fu alTOspedaletto della M archesa B a
rolo, quando dimorava col teologo Borei (1884). Da
lu i mi condusse il mio padre per essere esaminato
n egli studi di latinità. E n trai poi alTOratorio ai Santi
del 1848 e v i stetti „quasi quattro anni, come chie
rico, perchè il Sem inario di Torino era chiuso, ed ot-
C A T A L O G U S T ÌD S T I U M , E T C .
33
tenni dalla Curia A rcivescovile d i Torino, di non an
dare al Sem inario di Chieri, pel fine di aj-utare D.
Bosco, e g li aveva tutta la confidenza, e lo amava co
me fosse mio padre ; ed anche quando ne uscii, non
ho perso l'affezione a lui, e sentiva una attrattiva po
tente, che, qual forte calamita, a lui mi attraeva. Eb■bi con lui sino alla sua morte una certa qual intim ità,
incaricandomi di predicare, far scuola, confessare i
giovani e chierici del suo Oratorio, ed anche alle
Suore.
■ XXIX T E S T I S ■- R ev. D . Joannes Baptista Anfossi, Canonicus honorarius Collegiatae SS.m ae
T rin ita tisin civitate Taurinensi, ann. 5.5.
Juxta 7 interr. P r o c , fol. 2887 terg.. réspondit ;
Io
conobbi D. Bosco nelFanno 1853 il 22 dicem
§ 51
r e sti? d e visu .
bre, quando fu i condotto a lui dalla damigella Losana, sorella del Vescovo di Biella Mons. Losana. Mi
ferm ai all'O ra torio per lo stadio della grammatica,
umanità, irettorica, filosofia ¡e teologia. Benché poi
uscissi dairO ratorio, conservai sempre figliale rela
zione col Servo di D io fino, alla sua morte.
XXX
T E S T I S (L ex officio) — R ev. D. Dominicus Bongioanni, ann. 53.
Juxta 7 interr. Proc. fol. 3009 terg. réspondit :
Io
ho conosciuto D. Bosco fin dall'anno 1856,
T estis
in occasione, che mi presentai a lui, finito il corso
elementare per chiedergli che mi accettasse nel suo.
Oratorio per studiare .da prete. E g li, non, potendo
subito accettarmi, per mancanza di posto, mi disse .
di andarvi a scuola di latinità nell'O ratorio rim anen
do tuttavia in mia casa. Intanto fin dal primo abboc
camento, m i raccomandò di fare una novena in pre
parazione alla confessione generale, e specialmente
per conoscere la volontà di Dio sulla mia vocazione..
Pochi mesi dopo, entrai definitivamente nell'O ratorio,
quale studente della seconda ginnasiale. .Noto però
che già conosceva prima D. Bosco, perchè frequen
tava da qualche anno il suo Oratorio festivo, io stét-
de v isu .
34
N U M . I.
ti airO ratorio di D. Bosco fino al 1866, cioè per dieci
axini.
XXXI T E S T I S
R ev. D, Josephus Bernardus
Corno, cancellarius Curiae Archiepisc. Taurinensis.
(expunctus).
XXXII T E S T I S — R ev, D. Antonius Berrone/
Canonicus honorarius Ecclesiae M etropolitanae T a u
rinensis, (expunctus).
X XXIII T E S T I S (II Contestis ex officio) — D.na
M aria della V a lle, ann. 56, Proc. fol. 3124. ■
X X X IV T E S T I S (III Contestis ex officio) — D.
Carolus M atthaeus della V alle, negotiatior et possidens, ann. 60, Proc. fol. 3129 terg.
X XX V T E S T I S (IV Contestis ex offivio) — D.na
Paolina D.essante, Soror professa Congregationis Filiarum Charitatis S . Vimcentii a Paulo, ann. 52, Proc.
fol. 3145 terg.
X X X VI T E S T I S (V Contestis ex officio) — E x c.a
D. M arina A delia R icci, annor. 4.9, process, fol. 3152.
X X X V II T E S T I S (V I Contestis ex officio) — D .a
A loysia Piovano, ann. 50, Proc. fol. 3155.
X X X V III T E S T I S (V II Contestis ex officio) —
D . Thomas Piovano, ann. 50, Proc. fol, 3161.
XXXIX T E S T I S (V III' Contestis ex officio) —
D .na Philum ena Craiosio, Soror T e rtii Ordinis S.
Francisci, ann. 60, Proc. fol. 3172.
X L T E S T I S (IX Contestis ex officio) — D.na
T heresia Lauran'toni, Soi or professa Congregationis
F iliariu m M ad ae A u xiliatricis, annor. 39, process,
fol. 3180.
X L I. T E S T I S (X Contestis ex offiicio) — D.na
Rosa F errari, Soror -professa Congregationis Filiarum M ariae A u xiliatricis, annor. 61, process fol.,
3185X L II T E S T I S (XI Contestis ex.officio) — Ill.m us
D. Joannes A lbertotti, M edicus C hirurgus, annor. 73,
proc. fol. 3189.
DE OUT U , P U E R I T I A , A D O L E S C E N T I A E T C .
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■ X L I I. T E S T I S (XII Contestis ex officio) — D.
nìi Dom inica Ronco, annor. 40/proc. fol. 3192.
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X U V T E S T I S (XIII Contestis. ex officio) - D.
Joannes Pennazio, typographus, annor. 19, proc. fol.
3197X L V . T E S T I S (XIV Contestis ex offiicio). — D.
A ntónius Pennazio, frum entarius, annor. 47, proc.
fol. 3200.
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N U M . II
Be ortu, pueritia, adolescenza, sfcudiorum cursu
et promotione S. D. ad sacerdotium.
E x P r o cessu A
p o s t o l ic o
I T E S T I S — R . D. M ichael R ua, Moderator
' Piae Socìetatis .salesianae.
Juxta g interr. proc, fol. 333 respond.it :
II V en . Servo di Dio.nacque il 16 A gosto 1815, De, loco et§dJe nativita_
in M urialdo, borgata di Castelnuovo d’A stì, diocesi tis s- Ddi Torino, e precisamente nelle Cascine dette i B ec
chi. Il padre chiamav.asi Francesco e la madre Mar- ■
gherita Occhiena da Capriglio,' paesello confinante
.
col territorio di Castelnuovo. Erano entrambi conta
dini, ristretti di m ezzi ma ricchi di virtù e di pietà..
' R icevette ' il battesimo per cura sollecita dei geni§2
tori! ricevendo il nome di; Giovanni M elchiorre. B a p tìsm a U s et c o n n r _
.
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m a tìo n is sa cr a m e n ta
R icévette pure il Sacram ento della Cresim a m .Butti- recipit
gliera d ’A sti dal fu M onsignor Giannotti, Vescovo di
Saluzzo. Ebbe un fratello a nome G iuseppe ed un
fratellastro a nome Antonio, di lui m aggiore.Il Padre
morì mentre il Servo di D io ave'va solo due anni, la
sciando appena qualche traccia nella memoria del
g
S^4vo di Dio ; la madre malgrado favorevoli prof erte a matre, viro orbata,
...
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christianam habet in
di matrimonio preferì occuparsi indefessamente dei- stitutionem.
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