PAUL
R O TA RY M A G A Z I N E
> GIANNI LETTA
SERVIRE LO STATO FUORI DALLA MISCHIA
> SERGIO MARINI
CIBO: LE COSE CHE NON VANNO
> MARIA GABRIELLA PASQUALINI
PERIODICO DISTRETTO 2080 R.I.
ANNO II - N° 9 - GIUGNO 2009
POSTE ITALIANE SPA - SPEDIZIONE IN
ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003
(COM. IN L. 27/02/2004) ART.1 COMMA 1,
LATINA/AUT. N°118/2008
DONNE IN UNIFORME: UN TRAGUARDO
Come Land Rover anche Bodema festeggia, 60 anni di successi vissuti insieme!
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Latina - s.r.l. Via Epitaffio, 39 - Tel. 0773.696717
Formia - Viale Unità d’Italia, 80 - Tel. 0771.267921
Aprilia - Via Pontinia Km 45.600 - Tel. 06.92727542
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R O TA RY M A G A Z I N E
> GIANNI LETTA
SERVIRE LO STATO FUORI DALLA MISCHIA
> SERGIO MARINI
CIBO: LE COSE CHE NON VANNO
> MARIA GABRIELLA PASQUALINI
PERIODICO DISTRETTO 2080 R.I.
DONNE IN UNIFORME: UN TRAGUARDO
ANNO II - N° 9 - GIUGNO 2009
POSTE ITALIANE SPA - SPEDIZIONE IN
ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003
(COM. IN L. 27/02/2004) ART.1 COMMA 1,
LATINA/AUT. N°118/2008
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Editoriali
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Servire lo Stato fuori dalla...
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CIbo: le cose che non vanno...
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Donne in uniforme...
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La visita del Presidente Intern.
24
La parola al marmo ed...
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Un poliziotto dal cuore d’oro
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Attività Distrettuali
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Attività Distrettuali
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Rotary Foundation
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Dai Club
54
Pillole di Storia
PROPRIETÀ
Alberto Cecchini, in qualità di Governatore
del Distretto 2080 R.I.
32
34
REDAZIONE
Piazza Cola di Rienzo, 69 Roma
e-mail: [email protected]
EDIZIONE, IMPAGINAZIONE E DISTRIBUZIONE
Raimondo Editori sas
Via P.L. Nervi 172/D Latina
T. 0773.605765 - mob.335.7050100
PAUL ROTARY MAGAZINE
PERIODICO DEL DISTRETTO 2080 R.I.
WWW.ROTARY2080.ORG
DIREZIONE
GIUGNO 2009 - ANNO II - N°9
POSTE ITALIANE SPA
SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE
DL 353/2003 ART. 1 COMMA 1
DCB LATINA - COSTO COPIA PER SOCIO
1,50 EURO. ASSOLTO CON QUOTA
ASSOCIATIVA.
Ignazio Raimondo
[email protected]
36
40
54
bbiamo
chiamato
il nuovo magazine
del Distretto 2080 R.I.
“PAUL”; dal nome del
fondatore del Rotary
International.
Nel 1905 Paul Harris
insieme a tre amici diede
luogo al primo club.
Azioni
di
servizio,
collaborazioni con realtà
istituzionali ed economiche per far emergere
leadership, formazione, amicizia sono solo
alcuni degli elementi della ruota, simbolo e
motore dell’azione rotariana.
Principi, contenuti ed obiettivi di cui “PAUL,
ROTARY MAGAZINE” sarà interprete perché:
“Nella comunicazione è importante raggiungere
il maggior numero di persone, rotariani e non
rotariani, e non è possibile farlo rivolgendosi a
ciascuno singolarmente”.
Paul Harris 1905
PAUL ROTARY MAGAZINE
Periodico del Distretto 2080 R.I.
Registrato al Tribunale di Latina il 7/8/08 al n°903
del Registro della Stampa.
Anno 2, numero 9 - Giugno 2009
28
A
ART DIRECTOR
Claudio Raimondo
MAKE DREAMS REAL
COMITATO DI REDAZIONE
Domenico Apolloni, Angelo Cherchi, Romano Dalla
Chiesa, Stefania Del Gaizo, Ignazio Ingrao, Carlo Noto
La Diega. Hanno collaborato: Giorgia Cingolani, Silvio
Piccioni.
FOTOGRAFIE
Claudio Raimondo, fornite dagli uffici stampa, dalle
persone intervistate o dai Club.
Foto di copertina: Claudio Raimondo
PUBBLICITÀ E MARKETING
Raimondo Editori sas, Mariano Marotta.
STAMPA
CSD
PROGETTO GRAFICO DI BASE
Maurizio Guerra
Questo numero di Paul, Rotary Magazine è stato
chiuso il 23/06/09. Del contenuto degli articoli e degli
annunci pubblicitari sono legalmente responsabili i
singoli autori e committenti.
5
PAUL
> In copertina: Gianni Letta, a pag. 8
SOMMARIO
PAUL
SOMMARIO
> Perchè Paul
> Editoriale 1
> di Alberto Cecchini
editoriali
Governatore del Distretto 2080
Guardare il mondo con occhi nuovi
“Con le nuove pubblicazioni il Distretto
2080 presenta e promuove un Rotary forte,
attivo, in crescita”, queste parole ricevute
da un past governor di un altro Distretto
italiano sono la testimonianza che il
nostro piano di comunicazione è stato
dai più compreso e ringrazio tutti coloro
che in questi mesi hanno testimoniato il
loro supporto sicuro di poter interpretare
il pensiero di tutta la redazione e della
Commissione per la Comunicazione e
PR che hanno lavorato all’idea di questa
nostra rivista. Un grazie di cuore ai PAUL
MAKERS, il fantastico gruppo che ha
pensato e fatto crescere in questi dodici
mesi la nostra rivista. Le diverse scelte
di indirizzo del governatore Di Martino
nonché la consapevolezza che nella
comunicazione bisogna continuamente
sperimentare,
anticipare
i
tempi,
raccogliere sollecitazioni ci ha portato ad
ipotizzare un nuovo percorso per PAUL,
un’evoluzione verso un web magazine
a servizio del nuovo incarico che vedrà
coinvolto il sottoscritto: sensibilizzare e
promuovere la raccolta fondi per la sfida
da 200 milioni di dollari per la Polioplus
editoriali
per Italia, Spagna, Portogallo, Albania,
Malta, San Marino. Una nuova avventura,
un nuovo impegno nel servizio.
Un pensiero a conclusione di questa
esperienza. Spesso ragioniamo su cosa può
fare il Rotary per la società: l’impegno
nelle aree prioritarie (acqua, sanità,
alfabetizzazione), l’eradicazione della
polio, i programmi educativi. Meno di
frequente pensiamo a cosa può fare il
Rotary per i rotariani. Credo che la più
grande opportunità che offre è quella
di esercitarsi a “guardare il mondo con
occhi nuovi”: confrontarsi con le diversità
(cultura, razza, religione, età, formazione
professionale), superare gli steccati dove in
genere siamo portati a ritirarci, costruire
la pace attraverso i gesti quotidiani che
mettendoci in rete con il resto del mondo ci
aiutano a riconsiderare le nostre posizioni
e ad aprirci verso il confronto.
Grazie a tutti i lettori per l’attenzione che
ci avete riservato. Grazie al mio fantastico
dream team. Grazie a coloro che a volte
con una semplice parola di apprezzamento
o di condivisione hanno dato forza al nostro
cammino.
> Editoriale 2
> di Ignazio Raimondo
Direttore responsabile
Ma Paul?
10 uscite. 3 milioni e 360.000 pagine
sfogliate da decine di migliaia di lettori.
Decine di persone intervistate, centinaia
di notizie dei Club riportate, informazioni
sulle attività del Rotary International, del
Distretto, temi di attualità, protagonisti
della vita istituzionale, economica,
culturale, associativa. Centinaia di
immagini, fotografie, profili, idee,
progetti, valutazioni. Tutto questo è
stato PAUL. Il nome della nuova testata
del Distretto dapprima mal digerito è
divenuto familiare, sinonimo di ricchezza
di contenuti e di qualità estetica-grafica,
di un approccio alla comunicazione
rotariana innovativo ed accattivante. Il
Distretto ha conquistato così un nuovo
strumento per proporsi ancor più di prima
come protagonista della vita economico e
sociale delle realtà territoriali in cui opera.
Sale d’attesa di studi, enti, istituzioni,
aziende, abitazioni hanno accolto con
curiosità, dapprima, con benevolenza e
condivisione poi l’arrivo di questa nostra
nuova rivista. E’ nostra direi, del Rotary.
Si chiama Paul come il suo fondatore, Paul
Harris. Quando ne proposi al Governatore
Cecchini l’ideazione ed il lancio non ebbe
dubbi, nemmeno sul nome, avvincente
ma in qualche modo ardito. Alberto
fece una scelta coraggiosa, premiante a
giudicare dai risultati raggiunti, e non lo
dico io, ma abbiamo testimonianze, nel
senso sopraproposto, quasi unanimi. Ora
la ruota gira ed il Governatore Di Martino
lascia Paul, non sarà più la rivista del
Distretto 2080 R.I.. Luciano ha compiuto
la sua scelta, io e gli altri Paul Makers
che ringrazio, siamo comunque pronti,
interpretando, credo, l’autentico spirito
rotariano, a continuare a dare il nostro
contributo all’amato Rotary.
> Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio
> Gianni Letta
per tanti anni, a protagonista in
prima persona nel governo del
Paese come ha visto cambiare in
questi anni il rapporto tra cittadini
ed istituzioni?
g ianni l et ta , S ot toSegretario all a p reSidenZ a del c onSiglio , Si deFiniSce un civil Servant e ritiene
cHe l ’oSServanZ a delle regole e dell a coStituZione Sia il miglior viatico per governare in armonia .
> di Ignazio Raimondo
Parte dell’intervista è tratta dal libro “Chi è stato” di Luigi Tivelli.
L
’abbiamo incontrato durante
la giornata dedicata al Premio
Casalegno,
abbiamo
chiesto
un intervista per Paul, ecco il
risultato.
Ha Presieduto la Giuria del
Premio del Rotary, durante la
proclamazione dei vincitori ha
sottolineato come quello di Carlo
Casalegno costituisca un esempio
raro da seguire e da indicare ai
giovani come modello, in quanto
impegnato civilmente e studioso
“applicato” al giornalismo. Da
Giornalista, Direttore de “Il Tempo”
c’è differenza tra il Parlamento o un
altro ufficio pubblico dove troppo
spesso sembrano di casa la sciatteria
ed il disordine. Si è persa, almeno mi
sembra, quella sacralità del luogo che
invece dovrebbe essere propria della
prima Istituzione della Repubblica.
Un segno dei tempi, si dice, quasi a
giustificare un comportamento in linea
con quelli fuori del Palazzo. Se è vero,
come è vero, che i simboli a volte sono
più eloquenti delle parole, verrebbe
da chiedersi se non sia anche qui la
differenza tra la Prima e la Seconda
Repubblica. E come meravigliarsi
allora dei comportamenti in aula? Di
quel modo chiassoso e irriverente,
qualche volta goliardico, spesso
persino rissoso, che caratterizza ormai
gli scontri ricorrenti tra maggioranza
ed opposizione? Non che gli scontri
siano mancati anche in altre epoche.
C’erano eccome, ed anche aspri. Ma
forse c’era allora un rispetto dei ruoli
e delle Istituzioni che pare si vada
perdendo. Forse il contagio è passato
dall’esterno all’interno, il disordine di
fuori si rischia di ritrovarselo dentro,
con conseguenze, a mio parere, molto
negative. Sembra infatti, mancare,
sempre più spesso, quel senso dello
stato e quel culto delle istituzioni senza
i quali nessuna democrazia può vivere
e crescere nella coscienza popolare.
9
PAUL
Servire lo Stato
fuori dalla mischia
“Chiunque sia entrato in Parlamento
negli anni passati, fino a qualche
legislatura fa, come è capitato
tante volte anche a me quando
facevo il giornalista, sentiva quasi
istintivamente e subiva la solennità
del luogo. Tutto appariva imponente,
solenne, austero, in qualche modo
grave. Tutto parlava di una dignità
e di un decoro che induceva per sé
al rispetto, al riguardo, quasi alla
devozione. Non era come entrare
in un Ministero o in qualunque altro
edificio pubblico. Passata quella
soglia, sentivi che eri nel cuore delle
istituzioni, il simbolo e la sede della
rappresentanza democratica. E i
comportamenti erano conseguenti
e naturali. Quelli dei Deputati e dei
Senatori, come quelli dei giornalisti,
dei funzionari o dei commessi. Tutti
improntati a quella compostezza
austera ispirata e suggerita dalla
solennità del luogo. Oggi non è
più così. Si entra e si esce anche
dall’Aula senza cravatta e magari in
jeans e maglietta, con i sandali. Ti
accompagna un vociare ed un disordine
che ti induce a comportamenti molto
lontani a quelli legati al vestito
scuro ed al parlare sotto voce. Non
> Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio
> Gianni Letta
e le distruzioni della guerra.
Attenzione allo spirito di Patria ed
osservanza delle regole e di alcuni
principi di comportamento formale
guidano l’azione del Rotary,
che notoriamente è apolitico
ed apartitico, Lei pur essendo
espressione di una maggioranza
gode della stima e della fiducia di
tutti gli schieramenti, come fa ad
essere di fatto bipartisan in mezzo
ad una classe politica quasi sempre
divisa?
“La risposta è semplice: sta nel
modo in cui ho concepito e svolgo
il mio lavoro alla Presidenza del
Consiglio. Istituzionale e non politico.
Ho accettato questo incarico a
condizione di poterlo fare con spirito
rigorosamente istituzionale e non
politico. E così faccio. Non è mai
stata per me una formula di rito il
giuramento prestato al momento
di assumere l’incarico. E non l’ho
mai dimenticato. L’ho pronunciato
con forte e visibile emozione, ma
anche con la piena consapevolezza
dell’impegno che assumevo e della
responsabilità
che
comportava.
Fedele a quel giuramento mi sono
messo al servizio dello Stato con
totale dedizione, senza fare politica,
ma in piena e totale lealtà al Governo
di cui faccio parte. Proprio come
fanno e debbono fare quegli uomini
e quelle donne che credono nelle
Istituzioni e a loro danno l’anima,
facendone la storia. Sono i civil
servant della cultura anglosassone
o i grand commis dell’esperienza
francese. Quelli che, nella nostra
tradizione,
vengono
chiamati,
appunto, i grandi servitori dello Stato.
Una tradizione, la nostra, che affonda
nello spirito risorgimentale che ha
segnato la formazione dello Stato
unitario e che, poi, attualizzandosi e
modernizzandosi, ha accompagnato via
via le diverse fasi della vita nazionale,
fino ad ispirare e caratterizzare la
rinascita repubblicana dopo le ferite
Con quale obbiettivo lavora e sulla
base di quale presupposto?
“Credo sia profondo il cambiamento
necessario per ridare slancio all’Italia.
Riguarda le Istituzione certamente,
ma riguarda anche i comportamenti
individuali e collettivi, la cultura,
il costume, l’educazione, il senso
civico, l’identità, l’appartenenza, il
sentimento nazionale, il senso dello
Stato, lo spirito unitario, la disciplina,
la condotta personale, la passione
civile. Quel sentirsi italiani che fa la
forza di un popolo. Sono cose che si
possono fare solo insieme. Che si fanno
insieme. Tutti quelli che sentono la
responsabilità verso il proprio Paese,
prima di tornare a dividersi, per
sfidarsi e confrontarsi dialetticamente,
ed anche a scontrarsi per la conquista
del Governo del Paese, com’è giusto
che sia. Che ognuno poi provvederà ad
amministrare e a governare secondo i
propri principi, in forza delle proprie
visioni e dei propri ideali, sulla base
del proprio programma. Principi,
ideali, programmi ovviamente diversi
e contrapposti che esigono però, per
essere realizzati, una base comune
e condivisa. Ci sono modi diversi di
servire l’interesse generale ed il bene
comune. E’ giusto che ognuno intenda
farlo e lo faccia alla sua maniera.
Solo se tutti, però, riconoscono e
condividono l’interesse generale ed il
bene comune, perché risultino chiari e
sul manto erboso i limiti del gioco, del
fallo e del rigore. Illuminiamolo quel
campo, e giochiamoci le nostre belle
partite. E poi…vinca il migliore!”
Da molte parti si ritiene che Gianni
Letta sia il fuoriclasse che manca
alla sinistra, qual è il segreto e la
bussola che guida il suo lavoro?
“La mia guida è riassunta in un
libretto del Prof. Cassese dove c’è
forte il richiamo ai motivi ispiratori
delle grandi riforme del personale
pubblico negli ultimi quattro secoli:
separazione tra interesse privato
ed interesse pubblico e distinzione
tra politica ed amministrazione.
Scelta del personale in base a criteri
obiettivi, fondati sul merito. Stabilità
delle funzioni. Principi che bisogna
continuare a tenere a mente come
cerco di fare avendo responsabilità
nella Pubblica Amministrazione.”
11
PAUL
Ma forse il discorso non riguarda
solo la classe politica, e potrebbe
investire tutta la classe dirigente di
un Paese che sembra aver smarrito il
valore delle tradizioni e qualche volta
persino la buona educazione.”
Un Paese finalmente moderno
caratterizzato
dall’ordinato
svolgimento delle funzioni, un
sistema improntato ad una corretta
fisiologia democratica che consenta,
nell’alternarsi, il formarsi di Governi
in grado di governare un Paese
seriamente riformato e capace
perciò di competere liberamente
in Europa. Sembrano obiettivi
possibili oppure la classe politica
non è in grado di lavorare in questa
direzione?
“La classe politica deve provare a
cambiare le cose, ma è solo e tutta
della politica la responsabilità del
decadimento del sistema Italia? Non
lo penso e non lo dico, come pure
oggi sembra di moda. Non mi piace
il conformismo, tanto meno quando
nasce e prospera sulla demagogia e
sul populismo dilagante che allontana
il cittadino dalle Istituzioni più che
dalla politica e crea un alibi per tutte
le inadempienze personali e per certi
discutibili comportamenti. Come è
possibile credere che tutti i problemi
del Paese siano addebitabili solo alla
politica? E le attuali condizioni della
nostra economia conseguenza ed
effetto dei costi della politica? E che
basti abbattere questi per risolvere
quelli? Non è così che si rigenera la
politica, non è così che si rafforzano le
Istituzioni, non è così che si fa crescere
quel senso civico di cui purtroppo, gli
italiani tanto difettano”.
> Presidente della Coldiretti
Cibo: le cose che non
vanno nella filiera
produttiva
i l p reSidente dell a c oldiretti l ancia l’accuSa contro l a grande diStribuZione ed altri meccaniSmi cHe
diStorcono il “ mercato cHe arriva in tavol a ”.
> di Ignazio Raimondo
U
n ambito mai esaminato da Paul,
eppure di grande interesse.
L’agricoltura,
l’allevamento,
i
prodotti sulle nostre tavole tutti i
giorni, frutta verdura, carni, pasta,
essenziali per nutrirci.
In che modo hanno risentito della
crisi economica, come sono cambiate
le imprese che li producono ed altro
ancora nell’intervista al Presidente
della Coldiretti Sergio Marini.
E’ a capo della Coldiretti, che
mondo
rappresenta
la
sua
associazione? Quanti associati e
come è organizzata?
La Coldiretti con un milione e
mezzo di associati è la principale
Organizzazione degli imprenditori
agricoli a livello nazionale ed europeo.
E’ una forza sociale che rappresenta
le imprese agricole e valorizza
l’agricoltura come risorsa economica,
umana e ambientale, con l’obiettivo
di garantire alle imprese agricole
opportunità di sviluppo e reddito
in un quadro di piena integrazione
dell’agricoltura con gli interessi
economici, ambientali e sociali del
Paese. Una forza sociale radicata
sul territorio, con 19 Federazioni
regionali, 97 Federazioni provinciali
e interprovinciali, oltre 724 uffici di
zona e 5.668 sezioni periferiche con
oltre ventimila dirigenti territoriali,
che sono il riferimento della
maggioranza assoluta delle imprese
agricole italiane.
Quali effetti ha avuto la crisi
economica
sul
settore
che
rappresenta?
I prezzi dei nostri cereali, del nostro
olio, della nostra carne e del nostro
latte, della nostra ortofrutta e del
nostro florovivaismo, del nostro vino
e dei nostri formaggi non sono troppo
bassi per la crisi, visto e considerato
che i prodotti alimentari continuano
ad essere acquistati e ben pagati dai
consumatori. Se fosse la sola crisi
a dettare le regole, ad esempio,
nel caso della pasta crollerebbero
prima i consumi, poi i prezzi e solo
dopo il valore dei cereali. Qui è
accaduto l’opposto, anzi il contrario
dell’opposto: c’è difficoltà nelle
famiglie e, dunque, il prezzo della
pasta è aumentato con conseguente
crollo dei cereali. Assurdo! La
questione, la vera questione agricola,
quella dei bassi prezzi dei nostri
prodotti risiede nel fatto che a noi
non arriva niente perché non abbiamo
potere contrattuale sulla filiera. Una
volta è la trasformazione, una volta
l’intermediazione, una volta (quasi
sempre) la Grande Distribuzione
Organizzata, sta di fatto che c’è
sempre qualcuno a dettare le regole.
Qualcuno che sa ben vendere la fiducia
e la qualità che noi abbiamo prodotto,
ma che ha imparato a incartare, con
la stessa fiducia, barattoli “anonimi”.
C’è una tendenza in questo
periodo ad allontanarsi dalle città
e a riscoprire il mito della ruralità:
l’orto, gli animali, la possibilità di
vivere in campagna godendo di una
qualità della vita migliore. Cosa ne
pensa?
Nel nostro Paese si è effettivamente
affermata una “voglia di campagna”
che spinge non solo a scegliere di
vivere fuori dalle città, ma anche ad
allontanarsi dal caos quotidiano per
trascorrere il tempo libero all’aria
aperta, e ancora a voler gustare e
riscoprire i sapori del territorio. Basti
sottolineare che la vacanza verde a
contatto con la natura in campagna,
nei parchi o nelle oasi naturalistiche
è quella che, secondo le previsioni,
farà registrare il più alto tasso di
crescita per l’estate 2009. E per
chi vuole garantirsi la genuinità
del cibo e consumare prodotti
locali la Coldiretti ha promosso il
progetto a “chilometri zero”, al
quale aderiscono imprese agricole,
cooperative, agriturismi, ristoranti e
locali, per favorire il consumo di
prodotti locali e di stagione che non
devono percorrere lunghe distanze
con mezzi di trasporto inquinanti
prima di giungere sulle tavole. A
livello nazionale sono presenti 18mila
agriturismi e 60.700 frantoi, cantine,
malghe e cascine dove è possibile
13
PAUL
> Sergio Marini
> Presidente della Coldiretti
nostro pressing metà della spesa
degli italiani è ora trasparente, dalla
carne bovina all’ortofrutta fresca,
dalle uova al miele, dal latte fresco
alla carne di pollo, alla passata di
pomodoro. E dal primo luglio 2009 c’è
anche l’obbligo di indicare l’origine
delle olive impiegate nell’olio
extravergine. L’etichetta resta però
anonima per la carne di maiale,
coniglio e agnello, per la pasta, le
conserve vegetali, ma anche per il
latte a lunga conservazione e per i
formaggi non a denominazione di
origine. Da qui il nostro impegno per
arrivare all’origine obbligatoria per
tutti gli alimenti che, smascherando
una volta per tutte gli inganni del
falso made in Italy, consentirebbe ai
consumatori di fare scelte trasparenti
e alle imprese agricole di vedere
valorizzato il proprio prodotto acquistare
specialità
alimentari
direttamente dal produttore, ai
quali si aggiungono i mercati degli
agricoltori (i farmers market “Mercati
di Campagna Amica”) aperti dalla
Coldiretti nell’ambito del progetto
(presentato lo scorso 30 aprile 2009
al Palalottomatica di Roma alla
presenza di 20 mila imprenditori
agricoli) per “una filiera agricola
tutta italiana” nelle piccole e grandi
città, dei quali quasi la metà già
accreditati nel rispetto di un preciso
disciplinare.
Quali sono gli obiettivi della Sua
Presidenza e quali i progetti su cui
punta?
Il progetto che ci impegnerà
nei prossimi mesi è quello della
costruzione di una filiera agricola
tutta italiana. Prodotto agricolo
“cento per cento italiano” senza
trucchi, firmato dagli agricoltori, sarà
offerto attraverso la più estesa rete
commerciale nazionale che coinvolge
duemila mercati di campagna amica
e duemila punti di vendita delle
cooperative, mille dei consorzi agrari,
cinquemila agriturismi e diecimila
aziende agricole, ma coinvolgerà
anche la rete della ristorazione “a
chilometri zero” e la distribuzione
che intenderà partecipare. Saranno
coinvolte le piccole e le grandi città
con l’obiettivo di dare l’opportunità
a tutti i consumatori di acquistare i
prodotti dell’agricoltura italiana con
il miglior rapporto prezzi/qualità.
L’effetto della riduzione dei passaggi
e delle intermediazioni con un
rapporto più diretto tra agricoltori
e consumatori garantisce, infatti,
maggiore efficienza per assicurare
acquisti convenienti alle famiglie e
sostenere il reddito degli agricoltori
in un momento di difficoltà
economica.
Problemi
di
etichettatura
e
genuinità, trasparenza, origine
documentata, con quali strumenti
si scongiura l’immissione sul
mercato di prodotti non “buoni”
che allontana la gente dal consumo
del “fresco”?
Oggi due prodotti alimentari su tre
che arrivano sulle tavole, all’insaputa
dei consumatori non contengono
materia prima agricola proveniente
dagli allevamenti o dai campi italiani.
Un inganno purtroppo legale che
riguarda due prosciutti su tre venduti
come italiani, ma provenienti da
maiali allevati all’estero, ma anche tre
cartoni di latte a lunga conservazione
su quattro che sono stranieri senza
indicazione in etichetta, oltre un
terzo della pasta che è ottenuta da
grano che non è stato coltivato in
Italia all’insaputa dei consumatori
e la metà delle mozzarelle non a
denominazione di origine che sono
fatte con latte o addirittura cagliate
straniere. La soluzione più efficace
è
l’etichettatura
obbligatoria
dell’origine
della
componente
agricola in tutti gli alimenti per
la quale abbiamo raccolto oltre
un milione di firme. Non mancano
però le buone notizie. Grazie al
Cosa sarebbe necessario fare e
a livello governativo ed a livello
di mercato affinché la filiera che
caratterizza la commercializzazione
dei prodotti agricoli non portasse a
prezzi dei prodotti spesso troppo
elevati?
Dinanzi a una forbice dei prezzi che
oggi aumentano in media quasi cinque
volte nel passaggio dal campo alla
tavola occorre innanzitutto mettere in
trasparenza la filiera agroalimentare,
eliminandone
inefficienze
e
distorsioni. Da parte loro le istituzioni
devono creare le condizioni perché
ciò possa accadere, ovvero una
politica delle regole che eviti inganni
e concorrenza sleale, a partire dalla
già citata introduzione dell’obbligo
dell’etichetta d’origine. Confido anche
nella collaborazione dei soci dei club
Rotary che occupano posti di grande
responsabilità nel Paese. Con il loro
contributo, anche nell’ambito della
Fondazione Campagna Amica che
abbiamo costituito per rispondere alle
domande e alle aspettative di questo
specifico momento storico, economico
e culturale che nascono dalla società
e dal mondo agricolo, possiamo
trovare risposte soddisfacenti per
la spesa delle famiglie e fornire la
premessa per un rafforzamento del
ruolo dell’imprenditore agricolo e
del suo peso politico e contrattuale.
Credo sinceramente che con i
rotariani, uomini vocati all’azione,
alla concretezza e al servizio,
molto possiamo fare in difesa della
nostra agricoltura e di quel grande
patrimonio di sapori, di genuinità,
di qualità, di sicurezza e cultura
costituito dall’agroalimentare dei
nostri territori italiani.
15
PAUL
> Sergio Marini
> L’esperienza a Nassiriya
Donne in uniforme:
un traguardo di civiltà
m aria g abriell a p aSQualini (c omitato conSultivo del c apo di S tato m aggiore dell a diFeSa per il
ServiZio volontario militare Femminile ) Fa un bil ancio dell ’ ingreSSo delle donne nelle F orZe armate e
racconta l a Sua drammatica eSperienZ a a n aSSiriYa .
> di Ignazio Ingrao
I
l mio appuntamento con la morte
è stato il 12 novembre 2003 a
Nassiriya in Iraq. Avevo chiesto di
visitare la Multinational Specialized
Unit dei Carabinieri operante in
quell’area. Avevo trascorso la notte
nella base comando. Alle 9.40 ho
attraversato l’Eufrate e sono passata
davanti alle altre palazzine della base
dei carabinieri. Ho chiesto al mio
autista se dovevamo fermarci ma la
decisione fu di proseguire e di entrare
nella base solo al ritorno da un sito
archeologico che intendevo visitare,
nonostante avessi un appuntamento
per un caffè con gli amici della Tutela
del Patrimonio culturale. Così abbiamo
proseguito. Alle 10.40, quando
eravamo già sulla strada del ritorno,
abbiamo visto le colonne di fumo che
si alzavano dalla base. Arrivati sul
luogo abbiamo visto l’enorme cratere
lasciato dall’esplosione provocata
dai terroristi. Sull’altra riva del
fiume, l’onda d’urto provocata dal
gigantesco scoppio aveva mandato
in frantumi tutti i vetri. Migliaia di
schegge erano conficcate sulle pareti
dei container. Ho impiegato mesi per
riprendermi dallo shock di aver visto
morire molti dei militari con i quali
avevo parlato fino a poche ore prima”.
E’ il drammatico racconto di Maria
Gabriella Pasqualini, vicepresidente
del Rotary Club Roma Sud Ovest.
Docente di Storia e Istituzioni
dell’Africa Mediterranea e del Vicino
Oriente all’Università di Perugia e di
Palermo, consigliere culturale in Iran,
Francia e Messico, studiosa di storia
militare, Pasqualini ha tra l’altro
legato il suo nome all’istituzione del
servizio volontario militare femminile
in Italia. Abituata ad agire dietro le
quinte, con discrezione, Pasqualini
attribuisce ad altri il merito di aver
dato anche alle donne l’opportunità di
entrare a far parte delle nostre Forze
Armate: “Se devo citare qualcuno
che va ringraziato per aver raggiunto
questo importante traguardo, non
posso fare a meno di ricordare
Silvia Costa e l’onorevole Beniamino
Andreatta che per vent’anni si sono
spesi in questa direzione”. In realtà in
qualità di vicepresidente del Comitato
consultivo del Capo di Stato Maggiore
della difesa per il servizio volontario
militare femminile, Pasqualini ha
dato un apporto decisivo per aprire
le porte delle caserme anche alle
donne. E oggi non è affatto pentita
di questa battaglia: “A distanza di
anni posso dire che il contributo
che le donne stanno dando alle
Forze Armate è straordinario.
Anzitutto portano professionalità e
determinazione. La loro presenza
ha influito positivamente sugli stili
di comportamento e sul linguaggio
nelle caserme e ha creato una sana
competitività con gli uomini”. Certo
siamo ancora agli inizi, ma Pasqualini
si azzarda a pronosticare che, magari
fra 30 anni, anche una donna potrebbe
diventare Capo di Stato Maggiore.
17
PAUL
> Maria Graziella Pasqualini
> Maria Graziella Pasqualini
La professoressa è stata anche
addetto culturale e consigliere
culturale in Iran, prima e dopo
la rivoluzione khomeinista. Parla
correntemente il farsi (la lingua
persiana) e ha studiato a lungo la
realtà di quel Paese. L’Iran oggi è sulle
prime pagine di tutti i giornali per le
contestate elezioni che avrebbero
sancito la riconferma di Mahmoud
Ahmadinejad alla presidenza e per il
rischio che questo Paese si trasformi
in una nuova potenza nucleare in
grado di minacciare il mondo intero.
Ma Pasqualini non si stupisce affatto:
“Ahmadinejad ha un grandissimo
seguito soprattutto fuori Teheran,
nelle campagne. E sa interpretare
molto bene lo spirito iraniano, in
particolare l’acceso nazionalismo”. La
professoressa ricorda che già prima
della rivoluzione lo scià di Persia
amava sentirsi considerato come “il
guardiano del Golfo persico” in nome
della civiltà millenaria che sta alle
spalle dell’Iran. A distanza di oltre 30
anni “il Paese ha lo stesso obiettivo
e vuol presentarsi come la forza in
grado di riportare ordine e stabilità
nella regione”.
Nella storia professionale e umana
di Pasqualini c’è infine una grande
passione per la storia militare. “Una
passione nata quasi per caso per
aver scritto, su impulso dell’addetto
navale italiano in Iran, un saggio sulla
Marina militare italiana e la Persia”.
A questo scritto ne sono seguiti
decine di altri, di alto valore storico
e accademico, sempre dedicati alle
Forze Armate. Tuttavia, pur andando
in giro per il mondo, Pasqualini non
ha perso lo spirito rotariano. Anzi
l’aver visto da vicino, ad esempio,
l’impegno delle missioni militari di
pace italiane all’estero ha ancora di
più rafforzato in lei la convinzione
dell’importanza del valore della
solidarietà e dell’impegno per gli
altri. “Sono entrata nel Rotary a
metà degli anni ’90 perché mi aveva
colpito la capacità che aveva il club
di incidere nel sociale”, racconta.
Allora, ad esempio, “aiutavamo
Biagio Conte che assisteva i poveri di
Palermo e suor Biagina che lavorava
nel degradato quartiere popolare
dello Zen. Io venivo da Città del
Messico dove ero stata addetto
culturale e avevo fatto un’esperienza
simile raccogliendo, nel tempo
libero, fondi per aiutare le famiglie
più disagiate di quella metropoli. Da
Palermo quindi mi sono trasferita a
Roma e sono entrata nel Roma Sud
Ovest dove conoscevo diversi amici
che condividono i miei stessi valori”.
Per Pasqualini, insomma, il Rotary è
uno strumento prezioso per portare
aiuti e solidarietà dove c’è più
bisogno.
> Presidente Rotary International
La visita del Presidente
Internazionale ed
il Progetto Enfasi
italiani, del Past President del
Rotary Internazionale Carlo Ravizza
accompagnato dalla sig.ra Rossana,
i Past Board Directors Umberto Laffi
e Raffaele Pallotta d’Acquapendente
con la sig.ra Mariolina, il PDG del
D2050 e futuro Chairman di zona della
Fondazione Rotary Gianni Jandolo.
Forte anche il coinvolgimento delle
ambasciate coreane sia presso la
Santa Sede che presso lo Stato
Italiano, che hanno affiancato la
d ue momenti importanti a cHiudere un anno di attività rotariane dav vero impegnative .
nostra organizzazione per tutta la
durata della visita. Durante la visita
dunque del Presidente Internazionale
si è conclusa la prima edizione del
Progetto Enfasi. Con tale progetto il
Rotary finanzia la ricerca e lo sviluppo
di protocolli e/o prototipi originali per
la produzione di energia sostenibile
a basso costo con l’integrazione di
tecnologie avanzate e tradizionali,
particolarmente adatti per i Paesi in Via
di Sviluppo. Il premio viene assegnato
in virtù di una valutazione che è
stata effettuata in base ai seguenti
obiettivi
qualificanti,
riportati
nel bando: efficacia energetica,
impatto ambientale, utilizzazione e
I
l Presidente sta concludendo i
suoi viaggi, sarebbe suo desiderio
concludere i suoi incontri e visite
con i rotariani italiani visitando Roma
ed incontrando il Santo Padre”. Con
questo messaggio ricevuto dalla
segreteria del Presidente Lee alla
fine di aprile, si è messa in moto la
macchina organizzativa per accogliere
a Roma la più alta carica della
nostra Associazione. La collaudata
esperienza
nell’
organizzazione
di visite di presidenti del Rotary
International che quasi ogni anno
scelgono Roma come loro destinazione
è stata di grande aiuto nella corsa
contro il tempo per accogliere al
meglio il nostro Presidente. Sentiti
tutti i governatori abbiamo deciso di
riprogrammare la giornata conclusiva
del progetto ENFASI che ha coinvolto
9 dei dieci distretti italiani, che ha
trovato nella splendida sede dell’Aula
Giulio Cesare in Campidoglio una
straordinaria ospitalità. La risposta
dei rotariani del nostro Distretto è
stata come sempre generosissima, i
Presidenti hanno riprogrammato le
loro attività ed hanno coinvolto i soci
per poter far testimoniare con la loro
presenza il senso di appartenenza al
Rotary che il nostro distretto è in grado
di esprimere. Il 9 e 10 giugno sono
stati quindi due giorni fitti di impegni
con il Presidente DK e la gentile sig.ra
Young, alla presenza dei governatori
facilità di industrializzazione, livello
dell’innovazione, uso integrato di
tecnologie avanzate e tradizionali per
avere semplicità, facile manutenibilità,
scelte
tecnico-economiche
per
ottenere bassi costi di impianto e di
esercizio. Si sono inoltre preferite le
ricerche che non fossero riferite ad
un particolare posto geografico, o con
particolari condizioni al contorno, ma
fossero facilmente implementabili in
qualsiasi luogo della terra che avesse
le caratteristiche richieste, quali ad
esempio valori elevati di irraggiamento
solare, di ventosità o quant’altro. Al
premio su base nazionale hanno preso
parte numerosi gruppi di ricerca.
Sono risultati vincitori i seguenti
soggetti proponenti. S. Parmigiani,
“Motore Ringbomstirling alimentato
a biomasse per la generazione
distribuita di energia elettrica”;
gruppi di ricerca dell’Università di
Brescia e del Politecnico di Milano.
P.Santarsia, “Tecnologie per la
generazione di energia elettrica e
calore da biomassa: l’elettrocamino”;
laureato presso il Politecnico di
Bari. G. Santori, “realizzazione di
una macchina frigorifera solare
per la conservazione dei vaccini o
delle derrate alimentari”, Gruppo
di ricerca dell’Università Politecnica
delle Marche (Ancona). F, Venturoli, “
CHEAPSE: Cogeneration of Heat And
Power from Solar Energy”, gruppo
di ricerca dell’ Università di Bologna.
Proponenti: Riccardo Accorsi, Filippo
Bindi, Davide Carini, Fabio Venturosi;
Tutor Universitario: Mario Gamberi,
Università di Bologna. La giornata
di proclamazione dei vincitori si è
svolta il 9 giugno presso l’Aula Giulio
Cesare del Campidoglio, alla presenza
del Presidente Internazionale D.K.
Lee. La stessa splendida giornata che
ha visto gli incontri del Presidente
Internazionale con Sua Santità, con
il Vice Sindaco di Roma, si è conclusa
con un affollata cena di gala che si
è svolta allo Spazio Etoile in Piazza
San Lorenzo in Lucina a Roma. Una
bella occasione per il nostro Distretto
di concludere un anno rotariano
all’insegna del motto “Concretizziamo
i sogni” con la presenza di chi ha
ispirato questo motto.
21
PAUL
> La visita di Dong Kurn Lee
> Sedi prestigiose per ogni esigenza
> Pick Center
Informazione Commerciale
Flessibilità, dinamismo
e qualità: l’ufficio che cercavi
S edi prestigiose , nessun costo di av viamen to , economicità e vantaggi del P ick C enter , leader in I talia tra i business center .
tilizzare temporaneamente un
ufficio o uno spazio di lavoro
per un periodo che muti in base alle
caratteristiche della propria attività
o delle necessità del momento . E’
questa l’esigenza cui vuole dare una
risposta Pick Center, leader italiano nel
mercato dei business center. Nell’era
dell’economia veloce, in cui le parole
d’ordine sono dinamismo, capacità
di reazioni immediate ma anche
alta rappresentatività e capacità di
risparmio, l’offerta di Pick Center
soddisfa appieno gli imprenditori o
i professionisti che cerchino uffici di
prestigio e servizi di altissima qualità
senza che debbano impegnare per
questo sostanziose risorse e per tempi
lunghi. Il Palazzo dell’Arte Moderna
all’Eur o due palazzi umbertini in
Prati possono così divenire le sedi
temporanee di aziende, di studi
legali e commerciali, di professionisti
o di artigiani che puntino ad un
organizzazione efficiente e ad
un’immagine vincente.
Per comprendere il fenomeno del
business center della capitale
abbiamo incontrato, proprio nella
prestigiosa sede dell’Eur, attiva dal
2006, il fondatore: il Dott. Lorenzo
Cea. Rotariano del Club Roma Nord
Est ci spiega come è nata l’idea di
realizzare il Pick Center “Ho sempre
operato nel settore immobiliare
poi, nei primi anni 80, mi accorsi
compiendo viaggi di lavoro negli
Stati Uniti che anche in Italia poteva
nascere l’esigenza degli “uffici
temporanei”. Iniziai allora a lavorarci
ed oggi posso dire che i servizi che
il nostro business center assicura
non hanno molti rivali per qualità e
tecnologia offerta”.
Perché?
“Sin da subito decisi che la nostra
filosofia sarebbe stata di reinvestire
l’utile
per
migliorare
sempre
più il servizio offerto a livello
tecnologico, ambientale, di comfort
in uffici accuratamente arredati, con
personale altamente specializzato e
con caratteri propri di un attenzione
assoluta alla soddisfazione del
cliente”.
Sulla base di quali valutazioni ha
scelto in questi anni le sedi dei Pick
Center?
“L’immobile
si
deve
prestare
perfettamente ad una divisione
che tenga conto del fatto che
ogni ufficio deve essere luminoso
e delle dimensioni giuste. Poi ho
puntato anche al valore estetico e di
immagine e non a caso l’ultimo Pick
Center nato ha sede nel prestigioso
Palazzo dell’Arte Moderna all’Eur.”
Perché e chi sceglie di rivolgersi ad
un business center e quindi al “suo”
Pick?
“Essenzialmente chi ha bisogno
di flessibilità nella gestione di
spazi lavoro. Abbiamo ad esempio
“ospitato” importanti aziende in fase
di sturt-up o di traslochi impegnativi e
lunghi. Le dimensioni dei nostri uffici,
il fatto che si possa prenotare con
scarso anticipo un ufficio o una sala
riunioni tecnologicamente attrezzata
all’avanguardia a costi congrui, la
possibilità di avere da noi anche solo
una domiciliazione telefonica, postale
o legale o una presenza saltuaria
rende il nostro un servizio vincente.”
Che cos’è Pick Center
E’ il Business Center leader della
capitale; è nato da un idea di un
rotariano: Lorenzo Cea. Pick Center
può contare su tre prestigiose sedi:
Roma Centro – via Attilio Regolo 19 e
via Boezio – oltre 2000 metriquadrati di
uffici, sale riunioni e spazi attrezzati.
Da 1 a 200 postazioni di lavoro. Sale
riunioni fino a 40 persone. Roma Eur –
P.zza Marconi – Da 1 a 200 postazioni
di lavoro in oltre 2200 metri quadrati
con sale riunioni fino a 45 persone.
Pick Center offre i seguenti servizi:
Day Office, da 1 ora ad 1 giorno.
Reception /Sala Attesa/Coffee area.
Uffici virtuali. Domiciliazione in un
indirizzo di prestigio. Front e Back
Office. Hot Desking: postazioni di
lavoro in aree multimediali. Accesso 24
ore su 24. Sale meeting/formazione/
show room. Audio e videoconferenza.
High speed internet.
NUMERO VERDE 800.189.099
Email [email protected];
www.pickcenter.com
23
PAUL
U
> Artista scultore
> Roberto Joppolo
La parola al marmo
ed al bronzo
l a materia puÒ ancHe eSprimerSi , Succede Sempre Quando È l avorata dalle
l ’ interviSta con r oberto J oppolo , rotariano ed artiSta di Fama interna Zionale .
mani di un
a rtiSta ,
> di Domenico Apolloni
P
ercorrendo l’Autosole, da Milano a
Roma, si resta sempre affascinati
dal candore di una Madonna che
ci guarda in prossimità del casello
di Orte; la dolcezza del volto e
la mossa delle braccia protese al
cielo diffondono quella serenità che
ispira la prudenza nella guida. Una
suggestione ed un messaggio che
l’artista che l’ha creata aveva bene
in mente e che passa per l’opera.
Centrato dunque l’obbiettivo dello
scultore Roberto Joppolo che consegnò
la statua per l’inaugurazione a Papa
Giovanni Paolo II. Ricordo di averlo
conosciuto all’inizio della scorsa
estate e di averci parlato a lungo,
sulla scalinata del Palazzo Farnese
di Caprarola; di lui, un giovanissimo
settantenne padre di quattro figli
e felicemente sposato da 40 anni,
dai Giardini del Vaticano, al Brasile,
dalla Sicilia al Giappone e, pure, nella
Viterbo che tanto ama. Roberto è uno
degli Artisti viventi più conosciuti e la
stima della critica la merita tutta: i
suoi lavori aggiungono valore a tante
Chiese bellissime e ben figurano in
diversi Musei e spazi dedicati.
Ha esposto a Venezia, a Roma e in
tante altre città; il Sovrintendente
per il Polo Museale Romano, Prof.
Claudio Strinati, ha detto di lui: <è
uno dei pochi ad aver affrontato, con
energia e determinazione, il tema
della committenza religiosa senza mai
perdere di vista la personale ricerca
nel campo della figurazione>. Per me
stesso e per tutti i lettori di Paul, gli
ho rivolto alcune domande:
Oggi sei considerato un grande
della scultura moderna, come hai
iniziato?
L’Arte è stata sempre la mia valvola
di sfogo fin da giovanissimo. Stavo
bene quando disegnavo o realizzavo
piccole sculture sognando di poterne
fare sempre di più grandi. Non avevo
però i mezzi per poter dedicare tutto
il mio tempo a questo tipo di attività
e d’altro canto, nessuno in famiglia
mi incoraggiava in quello che, allora,
non era considerato un vero e proprio
lavoro. Così ho dovuto coltivare la mia
passione dividendomi, per anni, tra
l’impiego statale e l’attività artistica
da autodidatta. Ho studiato, ho
frequentato botteghe, ho sperimentato
fino a convincermi che “quella” era la
mia strada. Nei primi anni settanta,
con gli apprezzamenti di critica e di
pubblico, arrivarono anche le prime
25
PAUL
mi colpirono subito l’affabilità e il
sorriso arguto dell’uomo che ha molto
viaggiato e che è riuscito a collocare
le sue opere nei posti più disparati,
> Artista scultore
Roma; nel farlo hai pensato le
stesse cose in cui credi adesso, da
Rotariano?
Quando fui incaricato, dal Ministero
degli Esteri, di realizzare un’opera
che potesse rappresentare l’impegno
della FAO nel Mondo, non ero ancora
un Rotariano. Ma i principi che
mi hanno ispirato e che cerco di
produzione artistica, lo spazio per
lavorare diventa sempre più stretto e
la necessità di silenzio e di solitudine,
mi portano a trasferirmi, con la
famiglia, in una nuova casa sulla
importanti commissioni. Seguirono,
poi, mostre personali, partecipazioni
a collettive ed installazioni di opere
pubbliche; peraltro, non ho mai
pensato di tralasciare la ricerca e la
sperimentazione: ritengo che questa
collina viterbese. Qui ho la possibilità
di godere di un panorama stupendo
e ho tutto lo spazio necessario:
fattori determinanti per intensificare
ulteriormente il lavoro e provare la
gioia di faticare sulla materia.
commissioni. E la commissione, per
me, ha rappresentato sempre una
realtà da privilegiare: mi gratifica, mi
Le porte delle “tue” Chiese sono
bellissime: preferisci questo lavoro
a quello della statua?
Sia le porte in bronzo che le statue
a “tutto tondo” figurative, sono
opere che richiedono un particolare
impegno, in quanto, “frutto” di
sia la linfa vitale per un Artista.
Perché ti sei trasferito in campagna,
lontano dalla vita convulsa della
città?
Verso la fine degli anni ottanta,
con l’aumento vertiginoso della mia
entusiasma, mi sfida. In particolare
la porta di una Chiesa.
Il tuo “seme che germoglia”, del
2001, venne scelto anche per
il francobollo emesso a ricordo
dell’insediamento della FAO in
infondere in tutte le mie opere sono
gli stessi che ho ritrovato nel Rotary:
speranza, fiducia e solidarietà. Il
germoglio è la sicura conseguenza.
Quali sono i tuoi impegni attuali e i
tuoi obiettivi a breve?
Attualmente sono impegnato nella
realizzazione, in bronzo, delle porte
laterali della Basilica Cattedrale
di Viterbo. E’ un’opera molto
impegnativa che va a completare
l’intera facciata già arricchita nel
2005 dalla Porta Maggiore in bronzo:
la mia conosciutissima “Porta
della Luce”. Il 2009 poi, è l’ottavo
centenario della Regola Francescana
e, per l’occasione, ho realizzato
di recente una statua bronzea di
S. Francesco che è stata installata
all’interno della Basilica Inferiore
di Assisi, nella cappella giottesca
della Maddalena, all’ingresso della
cripta che custodisce le spoglie del
Santo; in contemporanea, ho pure
fatto una medaglia commemorativa,
commissionata
dalla
Provincia
Toscana dei Frati Minori Conventuali.
A 70 anni ho ancora tanti progetti
da realizzare e sto’ lavorando alla
gestione del Museo già organizzato
da tempo presso la mia abitazione;
quest’ultimo è in fase di espansione
e contiene oltre 400 opere. È a
disposizione del pubblico e si trova a
Viterbo, in località Strada Palomba, 11.
Ogni informazione la si può prendere
sul sito www.robertojoppolo.com
Il mio obiettivo a breve è quello di
coinvolgere, in questo mio lavoro, i
giovani: sono la speranza reale della
nostra Società.
27
PAUL
> Roberto Joppolo
> Francesco Capelli
> Dirigente del Ministero dell’Interno
Un poliziotto dal
cuore d’oro e...
S i divide tra il r otarY ed altre aSSocia Zioni , nutre paSSioni cHe lo aSSorbono , ciononoStante ...
> di Giorgia Cingolani
’avevo conosciuto telefonicamente
per motivi rotariani; sempre
disponibile, generoso, pronto a
trovare soluzioni per dare speditezza
all’attività del Rotary di cui è grande
appassionato. Ricopre ormai da un
po’ il delicato incarico di assistente
del Governatore. E’ Francesco
Capelli. Un personaggio, è infatti
un alto servitore dello Stato ma ha
anche svariate passioni che persegue
con attenzione e scrupolo; come se
la sua giornata non fosse fatta di 24
ore come quella di tutti gli altri. Per
questo Paul ha deciso di intervistarlo,
ne esce un quadro interessante ed
indicativo di come i rotariani siano
spesso impegnati su più fronti, segno
di grande dinamismo ma anche di una
grande volontà di dare una mano.
Sei un alto funzionario del
Ministero dell’Interno, un rotariano
impegnato, ma sei molto attivo
anche in altri settori quali?
“Amo i cani, le motociclette, e le
ferrari e ad ognuna di queste passioni
corrisponde un impegno attivo”.
Cominciamo da quello che si usa
definire come l’amico più fedele
dell’uomo, da dove nasce questo
interesse per i cani?
Tutto è iniziato con l’acquisto di un
cucciolo di pastore tedesco di cui
poi sono divenuto un grosso esperto,
oggi infatti sono un giudice formatore
proprio per questa razza, in pratica
sono chiamato a decidere se un animale
presenta determinate caratteristiche
necessarie per il pedigree. Questa
passione per i pastori tedeschi mi
ha condotto a realizzare un piccolo
allevamento cui mi dedico in modo
amatoriale ma con ottimi risultati
tendenti al miglioramento della razza
mediante lo studio delle monte ed un
attento addestramento dei cani. E’ la
mia passione quotidiana cui dedico
molto tempo ma che mi da belle
soddisfazioni come quella di avere “in
casa” tre campioni italiani ed un cane
che si piazzò centesimo in un concorso
mondiale. Mi piacciono i cani perché
con loro nasce automaticamente un
certo feeling, il tempo che dedico
loro, le soddisfazioni che mi danno
hanno creato tra l’altro in me una
certa base emotiva, sono ormai
presenze importanti che in alcuni
momenti difficili della mia vita mi
hanno consentito di andare avanti”.
Sei molto impegnato anche in ambito
motociclistico…
Nasco come ducatista, poi per un
incidente non ho potuto più inforcare
il cavallo d’acciaio ora dedico parte del
mio tempo ad una Harley Davidson. La
moto mi da un grande senso di libertà,
sentire gli odori mentre viaggi, faccia
all’aria, trasmette gioia ed una grande
contaminazione con la natura con i
luoghi in cui viaggi. Con la moto sono
stato in Spagna, in Tunisia …sono socio
dell’associazione di Harleysti, un club
molto attivo che organizza viaggi
in gruppo, week end turistici molto
interessanti.
ed una domenica in circa duecento
siamo partiti con le moto ed abbiamo
accompagnato fino alle varie tendopoli
abruzzesi il camion che li conteneva
per distribuirli.
Cosa dai alle associazioni cui sei
iscritto?
Se faccio una cosa la voglio fare
bene. Mi piace essere propositivo e
risolvere i problemi, adoro portare
Un’altra associazione dunque?
Credo molto nel valore del lavoro
che viene svolto nelle associazioni,
nel Rotary come in altre si da
generosamente senza chiedere nulla
e questo porta a risultati davvero
apprezzabili. A proposito di risultati
ad esempio, con l’associazione di
motociclisti delle Forze dell’Ordine di
cui sono Presidente Onorario abbiamo
studiato e realizzato una bella
iniziativa. Abbiamo raccolto giocattoli
per i bambini delle zone terremotate,
29
PAUL
L
> Francesco Capelli
a casa il risultato finale. Questa
è la filosofia che guida la mia
attività professionale come quella
associativa. Quando ad esempio
sono stato Questore di Frosinone
ho pianificato nei minimi dettagli il
piano vecchietti che d’estate dava
assistenza agli anziani, è stato un
successo.
Quando ero a capo dell’Ufficio
Immigrazione di Roma in pochi mesi
siamo riusciti con una macchina
organizzativa prodigiosa a dare
108.000 permessi di soggiorno, un
risultato insperato.
Qual è il segreto, nel lavoro come
nell’associazione, per raggiungere
il risultato?
Innanzitutto
una
approfondita
conoscenza del problema da
affrontare, una esatta strategia per
risolverlo ed una base organizzativa
perfetta, una squadra cioè che lavori
motivata e preparata in un’unica
direzione.
Sei un alto funzionario del Ministero
dell’Interno esperto di Pubblica
Sicurezza che opinione ti sei fatto
del cosiddetto allarme sicurezza
che l’Italia vive in questo periodo?
Le statistiche relative ai delitti commessi
e tentati, ed altri elementi, fanno ritenere
che sia più un problema di percezione,
falsato dal circuito della comunicazione.
Ma è un fatto che il territorio in cui la
gente vive sia sempre più caratterizzato
da una maggiore difficoltà di controllo
dal punto di vista della sicurezza. La
periferia romana, ad esempio, per come
è strutturata, con soli palazzi dormitorio
e senza un tessuto anche urbanistico che
favorisca l’instaurarsi di rapporti umani
che possano favorire forme di controllo,
non è facile da tutelare. Comunque
nell’ultimo periodo c’è stato un grande
sforzo per aumentare sul campo la
disponibilità di personale addetto
alla pubblica sicurezza ed i risultati si
iniziano già a vedere.
Hai ricoperto diversi importanti
incarichi, qual è l’aspetto del Tuo
lavoro che ti piace di più?
Mi appassiona tutto, dall’attività di
Polizia
Giudiziaria,
all’informativa,
all’amministrativa, all’attività sul campo,
ho fatto un po’ di tutto, l’importante è
che quello che si fa lo si faccia bene, solo
in questo caso si può essere soddisfatti
della propria vita.
DAL DISTRETTO
DAL DISTRETTO > Iniziative Distrettuali
Momenti
formativi, gli incontri, i seminari organizzati dalle
autorità distrettuali.
della Roma, ha giustamente fatto la
spola fra una panchina e l’altra. Nella
seconda partita, la NIG ha accusato
evidentemente contro la Roma degli
scudetti 1983-2001 un calo fisico
e forse anche di tensione dopo la
delusione patita. Tuttavia è andata
in vantaggio per prima con una bella
triangolazione Matteo RecanatesiOcchi che ha superato Tancredi con
un piatto sinistro. Poi sono saliti in
cattedra i giallorossi – rinforzati (?)
da alcuni giornalisti della NIG di fede
romanista: Massimo Tecca, Mino ed
Emilio Fuccillo, Vasco Pirri, Fabrizio
Bandinelli – trascinati da capitan
Derby dei due scudetti per il Rotary
La Lazio di D’Amico ha battuto
la Roma di Spalletti, l’incasso
della manifestazione al progetto
“Lasciamoli respirare” ed ai
terremotati d’Abbruzzo. La cronaca
del torneo.
triangolare di calcio che si è giocato
allo stadio “Tre Fontane” dell’Eur è
stato vinto dalla Lazio degli scudetti
1974-2000, che ha superato prima la
Nazionale Giornalisti e poi la Roma
con gli identici punteggi di 1-0 (gol di
Bruno Giordano e di Marco Anselmi,
conduttore di Radio 6 inserito nel
secondo tempo nella formazione dei
biancoazzurri). Nella terza partita
del torneo, la Roma ha battuto la
NIG per 3-1. La Lazio schierava,
fra gli altri, l’attore Pino Insegno,
il secondo portiere dello scudetto
2000 Ballotta e il suo compagno
di reparto Pancaro, un pimpante
Piscedda al centro della difesa, un
mobilissimo Venturin a centrocampo,
un sempreverde Giordano al centro
dell’attacco, con una spalla in gran
vena come Bezzi, e un sapiente e
smagrito D’Amico in cabina di regia.
Nel derby con la Roma, la squadra
biancoazzurra, è stata guidata
in panchina dal formidabile trio
Lovati-Wilson-Manzini, assistiti dai
due massaggiatori dello scudetto
1974 Armando Esposito e Luigi
Trippanera. Il dottor Alicicco, che
ha vinto lo scudetto del 1974 con
la Lazio come secondo di Ziaco ed
entrambi gli ultimi due scudetti
Nela e uno Spalletti incontenibile.
Due volte Cappioli e una Scarchilli
battevano il valorosissimo Pucci.
Il triangolare si è deciso quindi
nella terza gara, l’attesissimo
derby dei due scudetti, dove c’era
ancora molta NIG (Lomonaco si è
aggiunto ai precedenti prestiti alla
Roma, Milioni e Bezzi sono rimasti
a ingrossare le file della Lazio). Un
inesauribile D’Amico, che per non
perdere lucidità aveva rinunciato al
secondo tempo del primo match con
i giornalisti, è salito in cattedra, non
ha più chiesto cambi e ha dettato i
tempi alla propria squadra durante
tutta la partita fino a condurla alla
vittoria. Era quindi capitan D’Amico
a ricevere dal promotore della
manifestazione Alberto Cecchini
un bellissimo trofeo messo. Grande
successo
della
manifestazione
confortata da un pubblico folto, dai
collegamenti in diretta di SkySport24
(con interviste ai principali giocatori
e al capo dell’organizzazione Franco
Recanatesi) e di molte radio romane.
Alla fine, assalto degli spettatori ai
loro beniamini per foto e autografi.
Particolarmente gettonato Luciano
Spalletti che in veste di giocatore
ha mandato in visibilio il pubblico di
fede romanista e che, dando prova
di grande sensibilità e generosità, ha
voluto versare un personale contributo
al progetto “Lasciamoli respirare”.
33
PAUL
Grande successo della manifestazione
“Derby della Solidarietà”, o “Derby
dei due Scudetti”, organizzata
su idea del Rotary International
distretto 2080 (grazie all’iniziativa
del governatore Alberto Cecchini)
e della Croce Rossa Italiana,
nell’ambito del progetto “Lasciamoli
respirare” che raccoglie fondi per la
formazione di personale scolastico a
contatto con i bambini tendente alla
conoscenza delle misure di pronto
intervento in caso di ostruzione delle
prime vie respiratorie. L’incasso è
stato questa volta devoluto per la
metà ai terremotati d’Abruzzo. Il
DAL DISTRETTO
DAL DISTRETTO > Iniziative Distrettuali
Momenti
formativi, gli incontri, i seminari organizzati dalle
autorità distrettuali.
al Workshop per i Presidenti eletti su
“Come gestire un club efficiente”.
Pirisi ai vertici mondiali: per il
Rotaract
E’ sempre un’emozione partecipare
ad una convention del Rotary
International, lo stesso rituale, ma
ogni volta con un’atmosfera nuova
propria del luogo che ospita l’evento
e con la ricchezza di umanità che
arriva da tutto il mondo rotariano
che si riunisce per l’occasione.
Quest’anno Birmingham ha accolto
gli oltre 20.000 rotariani riuniti per
celebrare la 100sima convention
internazionale e la conclusione
dell’anno rotariano. Il “Make dreams
real” è diventato “I made dreams
real” un muro di adesivi con questo
motto che si possono staccare
donando per la polio e scoprendo
pian piano il logo del Rotary ed il
tema dell’anno, una delle tante
particolarità di quest’anno. E poi
come sempre la sessione di apertura
“Non so veramente grazie a quali
meccanismi io sia sta nominato come
membro dell’organismo del Rotary
che a livello internazionale decide
come seguire ed impostare l’azione
del Rotaract, è un onore inatteso ed
un grande privilegio”. Con queste
parole a caldo Filippo Maria Pirisi
Governatore del Distretto 2080
nell’anno 2002-03 ha commentato
il suo ingresso in quel ristrettissimo
organo di soli 6 elementi che a livello
mondiale si occupa del Rotaract
costituendo l’organo di consultazione
del Presidente Internazionale che
elabora programmi, organizza la
preconvention dedicata al RTC, studia
ricca di colori, quest’anno basata sul
mix east-west, la cultura occidentale
che incontra e si fonda con quella
orientale, anche grazie alla presenza
di bellissimi gruppi folkloristici
coreani in onore del Presidente Lee.
Ed ancora lo straordinario intervento
del Segretario delle Nazioni Unite,
le parole toccanti che vanno dirette
al cuore, ma senza retorica, di Mia
Farrow. E con molto orgoglio un
Distretto 2080 fortemente presente.
L’immagine del Colosseo con la scritta
End Polio Now che imperversa: è
stata proiettata nel workshop della
Pubblica Immagine, in quello della
Polio e soprattutto con grande
sorpresa e commozione nella seduta
plenaria alla presenza di circa
16.000 persone durante la relazione
del Presidente della Fondazione
Rotary J. Majiyagbe. La presenza del
nostro Distretto nell’elenco, sempre
presentato in sessione plenaria, dei
100 distretti che faranno parte del
Programma pilota della fondazione
Rotary ed ancora l’applaudita
relazione di Pier Giorgio Poddighe
la situazione e propone cambiamenti
per il governo dei giovani rotaractors.
Pirisi
vanta
una
tradizione
familiare davvero importante in
ambito rotariano, il Papà Renzo fu
Governatore nel 76-77. Filippo è di
fatto nel Rotary dal 67 quando fondo’
il Rotaract Club Cagliari, è stato RD,
poi ha occupato ruoli sempre più
importanti nel Rotary fino ad essere
responsabile di zona della Rotary
Foundation per (tra il 2002 ed il
2006) ed istruttore distrettuale. E’
Professore Ordinario di Chimica degli
alimenti presso l’Università di Cagliari
ed è stato eletto da qualche giorno
Preside della Facoltà di Farmacia
presso la medesima Istituzione. Ora lo
attende un nuovo incarico in ambito
rotariano per cui ha già le idee chiare
“Ritengo che ci sia qualcosa che
non va nell’organizzazione attuale
del Rotaract, – esordisce Pirisi –
innanzitutto c’è un gap troppo alto
tra il diciottenne ed il trentenne,
difficile che stiano bene insieme, e
poi se si considera che oggi tra i 26-
27 anni si è già maturi per il Rotary,
credo sia giusto abbassare l’età di
massima permanenza tra i giovani
e facilitare un accesso anticipato
tra i rotariani. Per il resto trovo che
spesso i rotaractiani siamo molto
bravi nell’organizzare attività di
reperimento di fondi, a volte più
dei rotariani, dovrebbero però a tal
proposito iniziare ad utilizzare più
spesso gli strumenti che la Rotary
Foundation mette loro a disposizione,
il Matching grant ad esempio. In tal
modo potrebbero raddoppiare il
risultato, certo in questo caso c’è
da lavorare un po’ di più (un conto è
affidare denari ad un soggetto, altro
è costruire un progetto di matching
grant) ma ne vale la pena”.
Idee chiare e schiette, (tipico del
personaggio), frutto di una conoscenza
approfondita del Rotaract e del
Rotary e di una passione per tale
associazione che viene da lontano,
ecco il vero motivo dell’ingresso nel
board per l’RTC: un riconoscimento
ed un premio meritato.
35
PAUL
2080 PROTAGONISTA A BIRMINGHAM…
ecco un estratto
dal “diario” di
lucio Planera,
rotariano del
cluB Monti lePini,
sulla sua visita ai
“ProJect site” del
M atcHing grant
Post tsunaMi.
ROTARY
> Il Rotary ed il progetto post tsunami
FOUNDATION
“…..decisi di andare in Tailandia
quando il Governatore, in
occasione
del
Seminario
Distrettuale della Fondazione
Rotary tenutosi a Roma, incitò
i rotariani a visitare in quel
Paese i Centri della St. Camillus
Foundation of Thailand presso
i quali si svolgevano le attività
di educazione e prevenzione/
protezione dal virus HIV/
AIDS previste dal programma
noto come “Progetto Post Tsunami”. Tale
programma, che beneficia di un contributo
della Rotary Foundation”,
è stato
finanziato dal Distretto 2080 (il nostro)
grazie alla raccolta fondi effettuata in
occasione della tragedia che colpì il Sud
Est Asiatico nel dicembre 2004. Al progetto
partecipano anche il Distretto 2060 ed
il Rotary Club Bangkok South. La nostra
presenza personale avrebbe dimostrato
ai padri Camilliani, partners operativi del
progetto, la vicinanza del nostro Distretto
e l’apprezzamento per l’opera svolta. I
preparativi sono stati frenetici. La preziosa
assistenza di Renato Porzio, del RC Bangkok
Sud, e del Coordinatore Distrettuale RF
Silvio Piccioni mi ha fatto comprendere
ancora di più cosa significa, nel Rotary,
“instaurare rapporti di tipo amichevole”
(ho solo sei mesi di militanza rotariana!).
Dopo l’arrivo presso il Centro Camilliano
di Takua Pla nella provincia di Pang
Nga abbiamo assistito ad una seduta
dimostrativa
di
educazione
alla
prevenzione, networking ed accesso alle
cure. Una ventina i partecipanti, uomini
e donne tutti sieropositivi; hanno prima
discusso su come si diffonde l’HIV, come
si sviluppa e come si trasforma in AIDS.
Poi la dimostrazione sulla diffusione del
contagio. Ognuno aveva un bicchierino
d’acqua: rappresentava il sangue. Uno solo
dei bicchierini conteneva una soluzione
reagente che, al contatto con un particolare
prodotto chimico, si sarebbe colorata di
rosso. Mediante l’utilizzo di una siringa
ognuno ha versato acqua nel bicchierino di
altri partecipanti, ricevendone a sua volta:
il gesto stava a significare la promiscuità
dell’attività sessuale. A conclusione dello
scambio in tutti i bicchierini è stato aggiunto
il particolare prodotto chimico. Solo alcuni
si sono colorati di rosso: avevano ricevuto
l’acqua dall’unico bicchiere considerato
“infetto”, quello con la sostanza reagente.
Successiva discussione imperniata sulla
necessità che il sieropositivo, una volta
venuto a conoscenza dell’infezione ne dia
comunicazione alla famiglia vivendo con
responsabilità il suo nuovo stato. Molto
interessante la questione sui comportamenti
che individuo e comunità dovrebbero tenere
nel pubblicizzare e combattere
l’infezione
per
costruire
un’attitudine
positiva
basata
sulla misericordia e sul perdono.
Finalmente Bangkok! Incontro con
il vero regista del nostro viaggio:
Renato Porzio, Past President del
RC Bangkok South. Ovviamente
immediato invito a cena con
altri amici rotariani. Fra gli ospiti
anche il Nunzio Apostolico per la
Thailandia, S.E.Mons. Salvatore
Pennacchio.
ROTARY
FOUNDATION
ROTARY
FOUNDATION
Molto amichevole la riunione con
il RC Bangkok South, Presieduto da
Robert Brown. Particolari parole di
ringraziamento e apprezzamento a
tutti i rotariani del nostro Distretto
per aver scelto il loro territorio per
l’importante intervento umanitario.
Rituale scambio dei guidoncini dei
rispettivi Club. A nome del Governatore
Alberto Cecchini ho consegnato anche
quello del Distretto 2080 con il logo
ed il motto del Presidente del Rotary
International D.K.Lee e, naturalmente,
il nome di Alberto. Sempre con
l’assistenza dell’amico Renato, l’incontro
con Padre Giovanni Contarin, responsabile
dei Centri Camilliani per la prevenzione e la
cura dell’HIV-AIDS di Rayong, Lat Krabang e
Pang Nga. Parlandoci delle sofferenze che
l’AIDS comporta, Padre Giovanni (Alumno
dei Centri Rotariani per la Pace) ci ha
accompagnato a visitare i malati distesi
ormai senza più forze su file di lettini posti
in ampie camerate. E ci ha parlato delle
morti che la malattia provoca.
Padre Giovanni ci ha invitato a mangiare con
quei bambini festosi, chiamandoli per nome,
uno per uno e, solo dopo aver capito a modo
suo che forse eravamo pronti, ci ha fatto
partecipi del suo sogno di poter sconfiggere
l’HIV-AIDS grazie anche all’aiuto del Rotary.
Dopo averci ben fatto comprendere che la
diffusione della malattia è causata dalla
grande propensione degli uomini tailandesi
a tradire le proprie mogli, ha accennato
alla diffusione del sesso incontrollato tra
i giovani ed alle situazioni di abuso come
elemento di diffusione dell’infezione ai
nostri giorni. A seguito delle campagne di
cura e prevenzione il numero dei malati
locali è passato dai circa 1,5 milioni di
10 anni fa agli attuali 300 mila che, con
opportune cure, potrebbero essere salvati.
Per combattere la diffusione del virus HIV
e’ necessaria un’azione coordinata di tutti
coloro che sono coinvolti nei programmi a
tutti i livelli. L’integrazione delle attività
(educazione alla prevenzione, protezione,
cura di adulti e bambini e ricerca scientifica)
è la carta vincente che in pochi decenni
potrebbe aver ragione sulla malattia. La
strategia dei Camilliani è di recuperare
al massimo il rapporto della gente con la
propria cultura, le tradizioni ed il proprio
credo. In questi anni, ha concluso Padre
Giovanni, “ho potuto notare come questi
programmi, che si trasformano in processi
educativi con partecipazione attiva,
siano l’elemento portante per un risultato
positivo in termini di prevenzione dal virus
e miglioramento della qualità della vita.”
Egli considera il nostro progetto del tutto
coerente con le esigenze locali. Al riguardo
mi ha incaricato di ringraziare i rotariani
del nostro distretto per aver voluto il
progetto che, nei tre anni della sua durata,
sarà di grande aiuto per la lotta al virus.
Sull’aereo del ritorno ho riflettuto sul
motto “Make Dreams Real” ed alla figura
stilizzata della madre con bambino che lo
accompagna. Ho pensato anche ai tanti
bambini che, grazie al lavoro di Padre
Giovanni, ho visto sorridere. A 10 mila metri
di altezza improvvisamente mi è sembrato
di uscire dal frastuono, di percepire il
rumore sommerso della sorgente, il senso
della vita e della dignità di ognuno di noi.
Grazie Rotary!
37
PAUL
ROTARY
FOUNDATION
ROTARY
ROTARY
FOUNDATION
> Distretto vincente per la Rotary Foundation
un
I
successo aver
centrato l’ingresso
“Magnifici 100”,
silvio Piccioni,
nei
coordinatore
distrettuale
rf
Presenta le
caratteristicHe del
Progetto.
FOUNDATION
l Distretto 2080 ha superato la selezione
per far parte dei 100 “Distretti Pilota”
che, in tutto il mondo, parteciperanno
alla sperimentazione triennale del nuovo
Piano.
La fase pilota avrà inizio il 1 luglio 2010 ed
il Piano andrà a regime nel 2013.
Nel 2017 la Rotary Foundation celebrerà
il suo primo secolo di vita. In previsione
di questo importante anniversario gli
amministratori hanno sviluppato un piano
destinato a semplificare i processi per
le sovvenzioni ed indirizzare maggiori
risorse a progetti di grande impatto. Nuove
opzioni dei programmi agevoleranno la
realizzazione degli obiettivi locali e globali.
Ai Distretti verrà dato maggior potere
decisionale. Il tutto anche con l’intento,
non secondario, di aumentare la visibilità
al Rotary.
Fatto pressoché nuovo per noi sarà lo
sviluppo di partenariati strategici con
organizzazioni specializzate nelle sei aree
di interesse.Il primo passo per lo sviluppo
del nuovo piano è stata l’adozione di una
nuova missione della Fondazione Rotary:
“consentire ai rotariani di promuovere la
comprensione, la buona volontà e la pace nel
mondo migliorando le condizioni sanitarie,
sostenendo l’istruzione e alleviando la
povertà”. Da questa formulazione della
missione derivano sei aree di interesse:
Pace e prevenzione/risoluzione dei conflitti,
Prevenzione e cura delle malattie, Acqua
e servizi sanitari, Maternità e salute dei
bambini, Alfabetizzazione ed educazione di
base, Sviluppo economico e comunitario.
Secondo il nuovo modello le sovvenzioni
a sostegno dei programmi saranno di due
tipi:
Sovvenzioni distrettuali: a valere dei Fondi
di Designazione Distrettuale. I Distretti
potranno utilizzare il 50% dei FODD
con minori vincoli rispetto all’attuale
sistema. A loro saranno devolute attività
amministrative e di controllo fin qui svolte
dai servizi della Rotary Foundation.
Sovvenzioni globali: destinate a finanziare
progetti a carattere umanitario ed
educativo di importo più elevato e di grande
impatto, purché destinati a fronteggiare
occorrenze in una delle sei aree di
interesse. Per accedere alle sovvenzioni
i Club ed i Distretti dovranno qualificarsi
ed essere “certificati”: al riguardo verrà
impostata un’adeguata attività formativa.
Per i Distretti Pilota la formazione e
la pianificazione avranno inizio nel
2009/10. Governatori Eletti e Presidenti
delle Commissioni RF concluderanno le
attività formative a San Diego (California)
nei giorni che precederanno l’Assemblea
Internazionale.
Un adeguato piano di transizione consentirà
il passaggio da un modello all’altro. Alcuni
degli attuali programmi e tipi di sovvenzione
verranno gradualmente eliminati. Fra questi
le Borse degli Ambasciatori pluriennali
e culturali, le sovvenzione per docenti
universitari e le sovvenzioni per servizi di
volontariato.
INIZIATIVE - INCONTRI - PREMI
DAI CLUB
> Solidarietà ed amicizia senza frontiere
Portato
a terMine il Progetto del
cluB “suBiaco”.
N
el maggio delle ginestre e delle rose,
il Club ha consegnato un Impianto
Fotovoltaico completo alla Congregazione
dei Padri Giuseppini del Murialdo; la
strumentazione fornirà energia elettrica
alla costruenda Scuola della Missione,
in uno dei Paesi più poveri del Mondo: la
Guinea Bissau.
al cluB roMa
cassia È stato
diBattuto un
iMPortante teMa
giuridico.
’incontro, svoltosi il 15 maggio, ha
talmente coinvolto i presenti, che
il successivo dibattito è stato più lungo
dell’introduzione al difficile argomento,
effettuata dall’Avv. Domenico Inzitari.
Una breve nota ce la manda Sergio La Via,
Segretario del Club, e noi ne riportiamo le
parti salienti.
INIZIATIVE - INCONTRI - PREMI
DAI CLUB
> Ricordare chi ci ha preceduto nutre la speranza nel futuro
il cluB “cagliari sud” coMMeMora M ario de sotgiu,
socio fondatore e Poi Presidente.
L’Istituto sarà in grado di accogliere fino
a 350 alunni e potrà, con l’elettricità
prodotta in proprio, far fronte alle proprie
necessità, magari prolungando l’attività
anche nelle ore serali.
Il Progetto del Club si è concretizzato
anche grazie al concorso Distrettuale
(attraverso un contributo reso disponibile
da Rotary Foundation come Sovvenzione
Semplificata), ma ha poggiato sulle solide
basi fornite da una apposita raccolta fondi
iniziata lo scorso anno tra i Soci del Club
e i loro amici; tutto questo dimostra che,
operando nella linea di continuità, si
arriva a realizzare pure i Progetti di ampia
portata, quelli che difficilmente si portano
a termine nel singolo anno.
Un plauso al Club che ha mandato ai
ragazzi e agli operatori della Missione,
oltre all’affetto e alla testimoniata
vicinanza dei Rotariani, anche un po’ di
luce per alleviare, almeno in parte, i disagi
quotidiani da affrontare.
> I profili della Responsabilità Amministrativa
L
DAI CLUB
La questione centrale è se la legge
abbia di fatto introdotto un aspetto di
totale novità, addirittura vietato dalla
Costituzione, quello della responsabilità
penale delle Persone Giuridiche. Ad
oggi, ad onor del vero, si parla di sola
responsabilità amministrativa, ma si
sente già il sapore di sanzione penale e
la moderna tecnica legislativa sembra
più indirizzata a ritenere responsabile di
reati non solo le Persone Fisiche che li
commettono, ma anche quelle Giuridiche
che se ne avvantaggiano. Da esempio ci
sono la legislazione in materia di privacy
o quella recente sulla sicurezza del lavoro.
Tra i giuristi, c’è chi si dichiara sconvolto
da questa novità, che ha brutalizzato un
modo millenario di ragionare, ma c’è chi
non è contrario a questa impostazione,
anche se nota che la vaghezza delle norme
e la costante “inversione dell’onere della
prova” stiano rendendo impossibile la
difesa (e le Imprese vengono condannate,
qualunque cosa dicano o facciano).
N
el ricordarlo, con grande rimpianto, il
Presidente del Club Alberto Desogus ha
riportato alla memoria il suo attaccamento,
la sua correttezza e le molte seguitissime
conferenze tenute. Quel mercoledì 11
marzo 2009, all’Hotel Mediterraneo di
Cagliari erano molti i convenuti e tutti
avevano qualcosa da rammentare; del
resto, Mario è stato anche Sindaco della
Città e Rappresentante della Municipalità,
nella sentita Sagra di S. Efisio, per ben sette
anni. Tra gli interventi, c’è stato quello
del giornalista Giovanni Sanna che ne ha
ricordato le doti morali e anche il passato di
buon giocatore di calcio. Lo scrittore Paolo
Fadda, invece, ha voluto esaltarne l’impegno
politico e la correttezza di comportamento
in ogni occasione. Ha concluso l’incontro il
Presidente del Club che ha ringraziato gli
oratori e ha voluto spendere ancora parole
appassionate nel commosso saluto finale.
assegnato al
“Banco sanitario”
il PreMio del cluB
“roMa est”.
> “Una Goccia nel Mare” giunge alla decima edizione
G
iunto alla X Edizione, il Premio “una
Goccia nel Mare” è stato assegnato
quest’anno alla nuova iniziativa di
solidarietà denominata “Banco Sanitario”.
Il Banco Sanitario è un nuovo Progetto
che si affianca al Banco Alimentare nella
raccolta di materiale sanitario destinato
a minori, anziani e bisognosi di cura e
sostegno. La raccolta del materiale, presso
le farmacie di Roma, è iniziata
nel maggio e utilizzerà la rete
di volontariato che ha già fornito
eccellente prova nelle giornate
di raccolta promosse dal Banco
Alimentare. Merita ricordare
che
quest’ultimo
nacque
sull’iniziativa supportata dalla
maggior parte dei Club Romani.
Le finalità del nuovo Banco sono
state illustrate, al momento
della consegna del Premio, da
Massimo Perrotta, Presidente
dell’Associazione
Banco
Alimentare. Con l’assegnazione
al “Banco Sanitario” del Premio
“una Goccia nel Mare” (una dote in denaro
e un simbolico oggetto artistico), si è voluto
dare risalto al costante impegno di tutti
i Soci del Club stesso. Il Premio, voluto
da Roberto Panella, nel ricordo di Mario
Lucherini, nel passato è andato a personaggi
come: Don Mario Picchi, Alberto Cairo, Don
Mario Molisano, Paolo Bonolis, Don Pietro
Pugliesi, Renata Polverini e altri.
41
PAUL
DAI CLUB
DAI CLUB
> Un Parco Giochi intitolato a Paul Harris
INIZIATIVE - INCONTRI - PREMI
inaugurato
di recente È stato realizzato dal
cluB “latina Monti lePini”.
DAI CLUB
INIZIATIVE - INCONTRI - PREMI
Titta Giorgi, l’Assistente del Governatore
Rotary Angelo Nicotra ed il Coordinatore
Distrettuale della Fondazione Rotary
Silvio Piccioni. E’ stata una bellissima
festa e il Parco, già disponibile per la
gioia dei bambini e la tranquillità di nonni
e genitori, avrà servizi aggiuntivi nel
prossimo autunno.
La soddisfazione dei Soci del Club era
grande: far sentire nel proprio territorio
una presenza concreta era il sogno di tutti
e, finalmente, questo sogno si è avverato;
forse, il sogno stesso avrà un seguito. Negli
anni a venire, infatti, potrebbero essere
il Prestigioso
PreMio del cluB
“roMa sud ovest”
Parte con la PriMa
edizione.
> Un Premio per Giornalisti e Praticanti
I
l Premio “Grazio Ammaturo”, intitolato
al Giornalista e Uomo di Cultura che
tanto ha fatto nella sua breve vita per
mantenere ed elevare il valore di Guidonia
e della sua Gente, è cosa realizzata.
Come preannunciato sul Paul dello scorso
settembre (a pagina 50), il Premio di mille
euro e il Trofeo appositamente preparato
sono assegnati in base al Regolamento già
pubblicato. La presenza alla cerimonia
del 25 giugno, presso il Grand Hotel Duca
d’Este, è quella delle grandi occasioni: oltre
a firme prestigiose del giornalismo italiano,
sono coinvolte le Istituzioni locali e i vertici
del Rotary: l’augurio che l’iniziativa possa
proseguire ininterrottamente negli anni è
cosa semplicemente scontata.
castelli roMani”
Ha onorato la scoMParsa
D
lla inaugurazione erano presenti,
oltre ai Soci e al Presidente del
Club Pietro Bernabei, il Sindaco di Sezze
Andrea Campoli, il Presidente dell’Astral
il cluB “guidonia
Montecelio”
il cluB “roMa
di due Pionieri.
omenica 24 maggio 2009 a Marino,
presso la stele commemorativa di Via
Quasimodo, si è ricordato l’ottantesimo
anniversario dell’incidente occorso al
Sergente Luigi Teggia e al Motorista Giuseppe
Ciaraglia; i due avieri sono caduti sul nostro
territorio nell’adempimento del dovere il 7
maggio del 1929, mentre sperimentavano
nuove tecniche di volo. Per l’occasione, il Club
A
trovati altri spazi da attrezzare, perché
il Rotary sia presente fattivamente anche
sul posto, come lo è da sempre dovunque
ci sia da fare qualcosa.
DAI CLUB
> 80° anniversario da ricordare
È stato conferito il
19
Maggio.
aveva già provveduto alla ristrutturazione
del monumento. <Ottant’anni fa l’intero
Paese era orientato su iniziative nel
campo dei brevetti tecnici, della scienza,
così come delle grandi esplorazioni>, ha
detto il Sindaco di Marino Palazzi <erano
operazioni avanguardistiche che, peraltro,
hanno fatto la fortuna del nostro Paese
nella ricerca scientifica e nella produzione
di velivoli e mezzi di trasporto ad alto tasso
tecnologico; noi intendiamo valorizzare
l’impegno e la collaborazione sul territorio
tra Istituzioni e Associazioni nel promuovere
incontri tesi a rendere cosciente la memoria
collettiva. Sono, questi, parte importante
per la crescita della nostra Società, affinché
l’Italia non smetta di essere consapevole del
proprio passato, nell’auspicio di costruire un
futuro colmo di speranze e di nuove risorse
per tutti”.
> La “Ruota d’Oro” assegnata all’Istituto Nazionale per la Grafica
R
oberto Ristori ci manda un resoconto
della cerimonia, che pubblichiamo in
sintesi: <la manifestazione, che si celebra
ininterrottamente ormai da 24 anni, fu
creata per la tutela e la valorizzazione
dell’Artigianato Artistico e successivamente
venne estesa anche alla Cultura. Nel
corso degli anni, la consegna del Premio,
assegnato a Personaggi e Istituzioni di
rilievo, è sempre avvenuta in posti di
prestigio: dal Ministero dei Beni Culturali
al Teatro dell’Opera, dal Palazzo della
Cancelleria al Comando della Guardia
di Finanza, dal Palazzo della Civiltà del
Lavoro fino al Museo delle Arti e Tradizioni
Popolari, dove si sono svolte le ultime
edizioni con Mostre aperte al pubblico e
protrattesi per diversi mesi.
Quest’anno il Premio ha avuto una duplice
valenza: per la “Cultura” è stato assegnato
all’Istituto Nazionale per la Grafica mentre
per l’“Artigianato Artistico”, è stato
conferito ad Antonio Sannino, straordinario
maestro calcografo, simbolo dell’Istituto,
che nel corso dei suoi oltre 40 anni di attività
ha collaborato con i migliori artisti dell’era
moderna. La premiazione è stata effettuata
nella Sala Dante del bellissimo Palazzo
Poli che apre le sue finestre sulla Fontana
di Trevi. L’Istituto per la Grafica, che la
propria sede proprio in questo Palazzo, è
nato dalla fusione della Calcografia di Stato
con il Gabinetto delle Stampe, vanta meriti
che lo classificano come il più importante
del Mondo per qualità e quantità delle sue
collezioni (superano sia quelle del Louvre
che dell’omologo Istituto di Madrid).
La consegna dei premi, accompagnata
dalle motivazioni, è stata preceduta dagli
interessanti interventi del Gen. Luigi
Magliuolo, Presidente del Club, della Dr.ssa
Serenita Papaldo, Direttore dell’Istituto e
dell’ Ing. Fabrizio Petrosino, Assistente del
Governatore>.
43
PAUL
DAI CLUB
INIZIATIVE - INCONTRI - PREMI
DAI CLUB
> Il Premio “Tevere” assegnato al Sindaco di Roma Gianni Alemanno
il
Prestigioso riconosciMento del
È giunto alla Xiii edizione.
cluB “roMa tevere”
N
ella cornice dell’Hotel Flora in Roma,
il 30 giugno 2009 il Premio passa
nelle mani di Gianni Alemanno, Sindaco
dell’Urbe ormai da più di un anno. La
motivazione, che accompagna la Targa
Ricordo già consegnata nel passato a
Persone e Istituzioni per attività meritorie
legate allo storico Fiume, ripete lo scopo
dell’iniziativa e collega questo alla missione
del Rotary: “Nel suo ruolo di Sindaco di
Roma, l’Ing. Gianni Alemanno si è trovato
a dover fronteggiare nel Febbraio 2009
la situazione di emergenza scaturita da
una piena assolutamente eccezionale del
fiume Tevere e dei suoi affluenti. In tale
evenienza, nel quadro degli interventi
un’iniziativa del
cluB “cagliari
nord” con uno
“sPortello”
dedicato ai giovani.
o scorso 19 maggio, nella sala della
Giunta Comunale di Cagliari a Palazzo
Baccaredda, è stato firmato un Protocollo
d’Intesa importante fra il Club Rotary
e l’Assessorato alle Politiche Giovanili
del Comune: è così nato lo “sportello di
ascolto” per i giovani, al fine di favorire
lo sviluppo culturale e professionale delle
nuove generazioni. Il Sindaco di Cagliari
Dott. Emilio Floris, il Presidente del Club
Rotary Dott. Gabriele Andria e l’Assessore
Dott.ssa Daniela Noli hanno presentato alla
stampa il Progetto che permette a ragazze
e ragazzi di Cagliari, o che gravitano nel
territorio per studio o lavoro, di incontrare
Professionisti Rotariani; questo sarà
possibile negli spazi del Centro Giovani
gestito dal Comune, dove verranno date
risposte ai quesiti inerenti le varie categorie
professionali rappresentate. Il Progetto
DAI CLUB
> Ancora a proposito della Crisi Economica
INIZIATIVE - INCONTRI - PREMI
della Protezione Civile, ha personalmente
coordinato con particolare competenza
le azioni di difesa, di informazione e di
soccorso necessari, atti a scongiurare
ogni pericolo per le persone e per il
patrimonio abitativo e monumentale
della Città. Ha fatto seguire alla soluzione
dell’emergenza, l’avvio di una serie di
opere e di studi progettuali ..”. Il premio
è stato consegnato dall’Ing. Giuseppe
Fabio, Presidente in carica del Club.
Un Presidente che ha voluto conferire
al Premio un carattere interregionale
iniziando a coinvolgere i Club Rotary posti
geograficamente sul percorso del Tevere
dalla sorgente alla foce, per cercare
future sinergie progettuali e per favorire
la conoscenza e l’amicizia reciproche.
> Ascoltare i giovani per favorirne il futuro
L
DAI CLUB
è stato realizzato grazie alla disponibilità
dei Soci del Club, che intendono offrire
consigli e collaborare con le Istituzioni,
per mettersi fattivamente al servizio della
comunità.
Lo sportello informativo è attivo tutti i
martedì pomeriggio, dalle 16 alle 19.
ProMosso, il
9 Maggio, un
convegno dal cluB
“cagliari nord”.
N
el prestigioso salone del Consiglio
Provinciale di Cagliari, a Palazzo
Regio, ricca di storia e di significato per
le Istituzioni Sarde, il Club ha organizzato
una Tavola Rotonda su di un argomento
quanto mai attuale: “Crisi economica,
fasce deboli e povertà”.
Dopo l’introduzione di Gabriele Andria,
Presidente del Club, il Dott. Roberto Pili,
Presidente del Consiglio Provinciale che ha
patrocinato l’evento, ha sottolineato come
negli anni scorsi
la classe dirigente
del nostro Paese
abbia sottovalutato
i
segnali
della
Crisi in arrivo e
come adesso sia
necessario
fare
delle scelte che
restituiscano
fiducia alla gente.
Le singole relazioni
sono state svolte
dai
Rotariani
Angela Quaquero
( A s s e s s o r e
Provinciale
alle
Politiche Sociali),
su “l’aumento del rischio di
povertà nella Provincia di
Cagliari”, Francesco Severino
(Direttore Provinciale dell’INPS),
su “le iniziative dell’INPS per
le fasce deboli nella Provincia
di Cagliari” e Giuseppe Scura
(Direttore di Confcommercio
Cagliari), su “riduzione dei
consumi e crisi economica”. Molto
interesse ha destato l’intervento
di Don Marco Lai (Direttore della
Caritas Diocesana di Cagliari),
che ha evidenziato la crescita del
numero di famiglie che toccano
la soglia della povertà, magari
per l’improvvisa perdita del posto
o soltanto perché non basta più
uno stipendio per fronteggiare le
esigenze di una famiglia.
Due dati drammatici sono emersi
dagli interventi: la quintultima posizione
della Sardegna fra le Regioni Italiane per
disponibilità di reddito e il fatto che siano
le donne le prime vittime della crisi (non
riescono a mettere insieme lavoro e famiglia,
spesso mantengono i figli da sole e trovano
occupazioni “in nero”). Al Convegno è stato
dato ampio risalto dalla Stampa locale, che
ha tratto spunto dall’iniziativa Rotariana
per diffondere informazioni e commenti sul
grave problema.
45
PAUL
DAI CLUB
DAI CLUB
DAI CLUB
> E se gli Stranieri imparassero la lingua italiana?
INIZIATIVE - INCONTRI - PREMI
in
caMPo un
Progetto del
cluB roMa tevere
cHe servireBBe
ancHe a noi.
P
unto cardine nel Programma del
Presidente Giuseppe Fabio, il tema
è rientrato nel Progetto di più ampio
respiro, ideato per favorire l’integrazione
di gente che proviene da realtà diverse.
Per ottenere un risultato completo, infatti,
il Club ha organizzato un Corso indirizzato
sia ai comparti sanitario e istituzionale del
lavoro, che alla conoscenza della nostra
lingua. Il Corso ha coinvolto alcuni Soci
del Club (Professori, Avvocati, Medici ed
Ingegneri), che hanno prestato volentieri la
loro opera intellettuale ai prenotati Allievi;
l’appuntamento era dalle ore
18 alle 20 di ogni giovedì,
presso una sede romana
della C. R. di Fabriano e di
Cupramontana
(mostrando
una solidarietà, che non
siamo abituati a riscontrare
in una Banca, ha messo
a disposizione la propria
sala riunioni come “aula
didattica”). Velocemente è
stata superata la fase iniziale
(del resto, la difficoltà di
far conoscere il progetto
e di ottenere le adesioni,
era nel conto) e 16 persone
hanno seguito il Corso
assiduamente; i Soci del Club
hanno avuto la soddisfazione
di constatare l’interesse di
Filippini, Bielorussi, Ucraini
e Peruviani, non solo per la lingua
del Bel Paese, ma anche verso i suoi
aspetti culturali, sanitari e normativi.
Alla chiusura di metà giugno sono stati
rilasciati gli Attestati di partecipazione al
Corso e qualcuno sta’ pure pensando ad
una Conviviale per il formale saluto tra
Docenti e Allievi. Il successo è stato tale
che si è pensato di replicare il Progetto
nel prossimo anno, rendendolo disponibile
a tutti i Club che volessero utilizzarne il
format, magari chiedendo ai Docenti una
disponibilità anche domenicale.
DAI CLUB
> Il carnevale a Venezia: diario postumo
INIZIATIVE - INCONTRI - PREMI
una
gita
caratteristica Per
cluB cagliari
nord.
il
I
l diario di bordo, redatto da Leonarda
Sforza, è pieno di entusiasmo e lo
pubblichiamo in sintesi: <la mattina del
13, con freddo e pioggia, ci imbarchiamo
sull’aereo. All’arrivo, come per incanto, lo
scenario muta completamente: il cielo è
terso e la laguna è piena di sole. Dal vicino
molo salpiamo per Venezia. Arrivare dal
mare è emozionante: si vede la sagoma
dei palazzi, che diventa sempre più
grande. L’albergo
è nei pressi della
Stazione, vicino al
Ponte degli Scalzi.
Tutto è stupendo:
dai
tendaggi
d a m a s c a t i,
all’arredamento,
ai
lampadari
di
Murano.
Al
ristorante
ci
accoglie
Flavia,
proprietaria
del
Palazzo
“Gradenigo” dove
ci sarà il ballo in
maschera; con il
marito Luca, sarà
la nostra guida.
Alcuni noleggiano
un abito presso l’antica sartoria “Pietro
Longhi”. All’interno l’atmosfera è magica:
siamo circondati da costumi stupendi, da
maschere, cappelli e bastoni da passeggio.
E’ quasi l’ora di cena quando usciamo
dall’atelier, dopo aver familiarizzato tra noi
con la complicità dello stilista, Raffaele, che
scopriamo avere origini sarde! La mattina
dopo, di buonora, torniamo all’atelier a
ritirare gli abiti. Presi dall’entusiasmo,
scegliamo anche gli accessori: dalle scarpe,
ai tricorni, ai guanti, alle mantelle, alle
maschere ornate di piume: perché una volta
all’anno è lecito fare follie! Poi profittiamo
della bella giornata per passeggiare tra
le calli e per scattare foto. Tante sono le
maschere su ogni vaporetto, in ogni viuzza
si incrociano famiglie con bambini, coppie,
giovani e anziani mascherati. Tornati in
albergo, ci prepariamo per essere pronti
alle 19.30, ora in cui verrà a prenderci un
personaggio mascherato per scortarci, a
piedi e a lume di lanterna, fino al Palazzo
del Doge. Il momento più atteso è quello
dell’incontro col gruppo al completo nella
hall: l’effetto è strabiliante! Siamo tutti
bellissimi. I “rospi” e le “Cenerentole”
sono diventati principi e stupende
nobildonne. Decidiamo di fare una piccola
DAI CLUB
INIZIATIVE - INCONTRI - PREMI
DAI CLUB
sfilata verso piazza S. Marco. Varcata la
soglia dell’albergo diventiamo protagonisti
di una scena che ha dell’incredibile: gruppi
di turisti di ogni nazionalità si avvicinano
per fotografarci e farsi fotografare con noi.
Per un momento ci sentiamo delle star di
Hollywood! Puntuale arriva a prenderci
l’uomo della lanterna. L’atmosfera è
suggestiva: nella notte stellata, tutti in
fila dietro al misterioso personaggio,
percorriamo le calli verso il Palazzo. Sogno
e realtà si mescolano insieme. Entriamo
attraverso un immenso portone, saliamo
la scalinata di marmo e troviamo ad
accoglierci il Doge e la Dogaressa, attorniati
dalla corte. Veniamo fatti accomodare in
una grande sala
per l’aperitivo
m a s c h e r a t o.
Il buffet è
da
favola.
Gli
aperitivi
variopinti
si
accompagnano
a
delicate
leccornie:
ovetti
di
quaglia, anitra
affumicata
nella
voliera
in
crosta,
petto
d’oca
farcito con mascarpone e
pere. Nell’immenso salone
vi sono due splendide
tavolate, illuminate da
candelabri
d’argento.
Vengono
servite
le
squisitezze del settecento.
Tra tutte, l’ “oca rosta in
foglia d’oro” e la torta a
forma di cappello del doge.
La serata è allietata dalla
musica di un quartetto
d’archi. Dopo cena si passa
ai divertimenti: minuetti,
giochi settecenteschi e
cartomanzia.
E’
l’alba
quando ci accomiatiamo,
col desiderio di tornare il prossimo anno. In
tarda mattinata, andiamo al Ponte di Rialto.
Curiosando tra le botteghe, ci dirigiamo
verso Piazza S. Marco dove veniamo quasi
risucchiati dalla folla: cortei in maschera,
bande e figuranti. Ma il tempo trascorre
in fretta, è ora di ripartire; qualcuno sale
sull’aereo col tricorno in testa. Il sogno è
finito, ma siamo contenti di averlo vissuto
perché portiamo con noi un’esperienza da
mille e una notte e, soprattutto, la gioia di
aver scoperto nuovi amici e consolidato il
gruppo, cosa non facile da realizzarsi con
i soli incontri settimanali, decisamente
più formali e scanditi da tempi piuttosto
ristretti>.
49
PAUL
DAI CLUB
DAI CLUB
> Il “terremoto finanziario” non ferma il Rotary
INIZIATIVE - INCONTRI - PREMI
il cluB “roMa
olgiata”, con la
ParteciPazione di
altri
8 cluB,
sta
Portando avanti
un iMPortante
Progetto.
I
l Progetto “Tanzania 2009/Isola di
Mafia”, per aiutare la popolazione
del Villaggio di Utende,
nacque da un
colloquio del Presidente del Club Piero
Nannini con la Presidente di “Onlus
Karibuni” Cecilia La Rosa. Si proponeva
di costruire un pozzo con pompe a mano
(nella zona, con gravi deficienze idriche,
è comunque sconsigliabile usare pompe
elettriche ad immersione) e di fornire
quasi 500 zanzariere trattate nonché
medicinali antimalaria per gli oltre
mille bambini del Villaggio.
Impostato per la formula Matching
Grant
di Rotary Foundation
(interessando il Club locale “Dar
es Salaam”), guadagnò subito
l’appoggio di due Club della Grecia
(“Kerkyra” e “Kerkyra Nord”),
di un Club della Germania (“Bad
Homurg”) e di altri cinque Club
Italiani
(“Acquaviva/Gioia
del
Colle”, “Matera”, “Viterbo”, “Roma
Foro Italico” e “Roma Palatino”);
abbandonata tale formula, divenuta
non realizzabile nel breve, il Club
“Roma Olgiata” ha deciso di attivarsi
comunque, ottenendo immediata
approvazione da parte degli altri
Club già disponibili e raccogliendo,
come “capofila”, il denaro necessario
per agire direttamente. Così, alla “Onlus
Karibuni”, sono stati dati 12.600 dollari
per realizzare quanto previsto. La
consegna della somma è avvenuta ai primi
di maggio, nella splendida Isola di Corfù
dove si sono ritrovati, per “una cinque
giorni da sogno” alcuni Soci dei Club
Italiani e Greci coinvolti (accompagnati da
amici dei Club romani “Cassia” e “Appia
Antica”).
DAI CLUB
INIZIATIVE - INCONTRI - PREMI
DAI CLUB
Marina Gorga, Segretario del Club
“Olgiata”, ha raccontato quel soggiorno
nell’Isola dei Feaci per <fermare immagini
e sensazioni, che ci faranno sentire più
ricchi di cultura e di amicizia sincera>; così
ha concluso la sua bellissima relazione e noi
ne prendiamo alcuni punti, proponendoli
ai nostri lettori che amano il personaggio
di Ulisse (o di Odisseo, come Omero volle
chiamarlo): <Odisseo uscito dal fiume
giacque in mezzo alle canne e baciò la
terra feconda….si distese nel
mezzo e si coprì con le foglie….e
Atena sugli occhi gli fece scendere
il sonno> così Marina riprende il V
Canto dell’Odissea per fotografare
l’arrivo dei Rotariani Italiani a
Corfù e prosegue sull’incontro
con i Rotariani Greci, prendendo
a prestito le parole che Ulisse
rivolse nell’VIII Canto ad Alcinoo
<è il mio ritorno che ti sto’ per
raccontare>. Tutta la narrazione
successiva è attraente, dalla
descrizione del Monastero di
Paleokastritsa,
del
Castello
di Angelokastro, della Villa di
Elisabetta (una felice Principessa
Sissi diventata triste Regina d’Austria,
che visse a lungo nell’Isola per curare la
salute e dimenticare il figlio, il Rodolfo
della tragedia di Mayerling), fino alla rara
bellezza delle frasi sul rientro, che poggiano
sui versi del XIII Canto dell’Odissea <Salì
sulla nave Odisseo e si distese, in silenzio,
essi sedettero ai banchi….e poi, piegati in
avanti, sollevarono l’acqua del mare coi
remi….correva la nave sicura, più veloce di
uno sparviero……>
51
PAUL
DAI CLUB
Il meglio di
di
PILLOLE
STORIA
ROTARIANA
> Come nacque il Rotary
LE ORIGINI ED I PRIMI
CLUB DI CHICAGO.
SOCI DEL
STORIA
I primi 4 soci del Rotary nato
il 23 febbraio 1905, a Chicago,
da un’idea dell’avvocato Paul
Percival Harris, avevano origini
diverse, appartenevano a religioni
diverse e svolgevano lavori e
professioni differenti. L’irlandese
Gustavus E. Loehr, professionista
ingegnere meccanico era cattolico,
Silvester Schiele commerciante di
carbone, tedesco di origine ebrea
mentre Hiram Shorey, artigiano
sarto svedese, era protestante
il cluB de la
Havana È
> Cuba ed il Rotary
1915-1916: Viene aperto un
club a Cuba, primo Paese non
in lingua inglese del Rotary. Il
fondatore è Angelo L. Cuesta,
membro del Club sponsor
dell’iniziativa, il Rotary Club
di Tampa in Florida. Nel
1917 il Club de La Havana
conta già quasi 100 membri
impegnati
primariamente
nell’acquisire spazi per parchi
pubblici, palestre e luoghi di
balneazione.
uno dei PiÙ
anticHi.
Per
sostenere
gli oBiettivi
dell’associazione
ecco il Braccio
oPerativo
dell’associazione.
come l’avvocato americano Paul
Percival Harris. Nel 1905 entra
il 5° rotariano, tipografo, Harry
Ruggles ed il gruppo prende il
nome di “Rotary Club di Chicago”.
Nel 1907 Harris e soci svolsero la
prima azione di interesse pubblico,
raccogliendo fondi per dotare di
toilettes pubbliche i dintorni del
Palazzo Municipale di Chicago.
L’idea Rotaryana si diffuse tanto
rapidamente che già nel 1910 i club
Rotaryani erano 16 con 1.500 soci.
>Nasce la Fondazione Rotary
1916–1917: Arch C. Klumph, Presidente del
Rotary International, propone la creazione di
un Fondo di dotazione destinato a “fare del
bene nel mondo”. Nel 1928 il Fondo supera
i 5.000 USD, viene ribattezzato “Fondazione
Rotary” e diventa un’entità autonoma
all’interno del Rotary International. Cinque
amministratori, tra cui Klumph, vengono
incaricati di “conservare, investire e gestire
tutti i fondi e le proprietà della Fondazione
come un ente fiduciario, per sostenere gli
obiettivi del Rotary International”. Due
anni dopo, la Fondazione elargisce la prima
sovvenzione, devolvendo 500 USD alla I.S.C.C.
la società internazionale per bambini paralitici
creata dal Rotariano Edgar F. Allen.
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sergio marini > gianni letta