PAUL R O TA RY M A G A Z I N E > GIANNI LETTA SERVIRE LO STATO FUORI DALLA MISCHIA > SERGIO MARINI CIBO: LE COSE CHE NON VANNO > MARIA GABRIELLA PASQUALINI PERIODICO DISTRETTO 2080 R.I. ANNO II - N° 9 - GIUGNO 2009 POSTE ITALIANE SPA - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (COM. IN L. 27/02/2004) ART.1 COMMA 1, LATINA/AUT. N°118/2008 DONNE IN UNIFORME: UN TRAGUARDO Come Land Rover anche Bodema festeggia, 60 anni di successi vissuti insieme! BODEMA Latina - s.r.l. Via Epitaffio, 39 - Tel. 0773.696717 Formia - Viale Unità d’Italia, 80 - Tel. 0771.267921 Aprilia - Via Pontinia Km 45.600 - Tel. 06.92727542 www.bodemaauto.it R O TA RY M A G A Z I N E > GIANNI LETTA SERVIRE LO STATO FUORI DALLA MISCHIA > SERGIO MARINI CIBO: LE COSE CHE NON VANNO > MARIA GABRIELLA PASQUALINI PERIODICO DISTRETTO 2080 R.I. DONNE IN UNIFORME: UN TRAGUARDO ANNO II - N° 9 - GIUGNO 2009 POSTE ITALIANE SPA - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (COM. IN L. 27/02/2004) ART.1 COMMA 1, LATINA/AUT. N°118/2008 8 16 12 20 24 6 Editoriali 8 Servire lo Stato fuori dalla... 12 CIbo: le cose che non vanno... 16 Donne in uniforme... 20 La visita del Presidente Intern. 24 La parola al marmo ed... 28 Un poliziotto dal cuore d’oro 32 Attività Distrettuali 34 Attività Distrettuali 36 Rotary Foundation 40 Dai Club 54 Pillole di Storia PROPRIETÀ Alberto Cecchini, in qualità di Governatore del Distretto 2080 R.I. 32 34 REDAZIONE Piazza Cola di Rienzo, 69 Roma e-mail: [email protected] EDIZIONE, IMPAGINAZIONE E DISTRIBUZIONE Raimondo Editori sas Via P.L. Nervi 172/D Latina T. 0773.605765 - mob.335.7050100 PAUL ROTARY MAGAZINE PERIODICO DEL DISTRETTO 2080 R.I. WWW.ROTARY2080.ORG DIREZIONE GIUGNO 2009 - ANNO II - N°9 POSTE ITALIANE SPA SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE DL 353/2003 ART. 1 COMMA 1 DCB LATINA - COSTO COPIA PER SOCIO 1,50 EURO. ASSOLTO CON QUOTA ASSOCIATIVA. Ignazio Raimondo [email protected] 36 40 54 bbiamo chiamato il nuovo magazine del Distretto 2080 R.I. “PAUL”; dal nome del fondatore del Rotary International. Nel 1905 Paul Harris insieme a tre amici diede luogo al primo club. Azioni di servizio, collaborazioni con realtà istituzionali ed economiche per far emergere leadership, formazione, amicizia sono solo alcuni degli elementi della ruota, simbolo e motore dell’azione rotariana. Principi, contenuti ed obiettivi di cui “PAUL, ROTARY MAGAZINE” sarà interprete perché: “Nella comunicazione è importante raggiungere il maggior numero di persone, rotariani e non rotariani, e non è possibile farlo rivolgendosi a ciascuno singolarmente”. Paul Harris 1905 PAUL ROTARY MAGAZINE Periodico del Distretto 2080 R.I. Registrato al Tribunale di Latina il 7/8/08 al n°903 del Registro della Stampa. Anno 2, numero 9 - Giugno 2009 28 A ART DIRECTOR Claudio Raimondo MAKE DREAMS REAL COMITATO DI REDAZIONE Domenico Apolloni, Angelo Cherchi, Romano Dalla Chiesa, Stefania Del Gaizo, Ignazio Ingrao, Carlo Noto La Diega. Hanno collaborato: Giorgia Cingolani, Silvio Piccioni. FOTOGRAFIE Claudio Raimondo, fornite dagli uffici stampa, dalle persone intervistate o dai Club. Foto di copertina: Claudio Raimondo PUBBLICITÀ E MARKETING Raimondo Editori sas, Mariano Marotta. STAMPA CSD PROGETTO GRAFICO DI BASE Maurizio Guerra Questo numero di Paul, Rotary Magazine è stato chiuso il 23/06/09. Del contenuto degli articoli e degli annunci pubblicitari sono legalmente responsabili i singoli autori e committenti. 5 PAUL > In copertina: Gianni Letta, a pag. 8 SOMMARIO PAUL SOMMARIO > Perchè Paul > Editoriale 1 > di Alberto Cecchini editoriali Governatore del Distretto 2080 Guardare il mondo con occhi nuovi “Con le nuove pubblicazioni il Distretto 2080 presenta e promuove un Rotary forte, attivo, in crescita”, queste parole ricevute da un past governor di un altro Distretto italiano sono la testimonianza che il nostro piano di comunicazione è stato dai più compreso e ringrazio tutti coloro che in questi mesi hanno testimoniato il loro supporto sicuro di poter interpretare il pensiero di tutta la redazione e della Commissione per la Comunicazione e PR che hanno lavorato all’idea di questa nostra rivista. Un grazie di cuore ai PAUL MAKERS, il fantastico gruppo che ha pensato e fatto crescere in questi dodici mesi la nostra rivista. Le diverse scelte di indirizzo del governatore Di Martino nonché la consapevolezza che nella comunicazione bisogna continuamente sperimentare, anticipare i tempi, raccogliere sollecitazioni ci ha portato ad ipotizzare un nuovo percorso per PAUL, un’evoluzione verso un web magazine a servizio del nuovo incarico che vedrà coinvolto il sottoscritto: sensibilizzare e promuovere la raccolta fondi per la sfida da 200 milioni di dollari per la Polioplus editoriali per Italia, Spagna, Portogallo, Albania, Malta, San Marino. Una nuova avventura, un nuovo impegno nel servizio. Un pensiero a conclusione di questa esperienza. Spesso ragioniamo su cosa può fare il Rotary per la società: l’impegno nelle aree prioritarie (acqua, sanità, alfabetizzazione), l’eradicazione della polio, i programmi educativi. Meno di frequente pensiamo a cosa può fare il Rotary per i rotariani. Credo che la più grande opportunità che offre è quella di esercitarsi a “guardare il mondo con occhi nuovi”: confrontarsi con le diversità (cultura, razza, religione, età, formazione professionale), superare gli steccati dove in genere siamo portati a ritirarci, costruire la pace attraverso i gesti quotidiani che mettendoci in rete con il resto del mondo ci aiutano a riconsiderare le nostre posizioni e ad aprirci verso il confronto. Grazie a tutti i lettori per l’attenzione che ci avete riservato. Grazie al mio fantastico dream team. Grazie a coloro che a volte con una semplice parola di apprezzamento o di condivisione hanno dato forza al nostro cammino. > Editoriale 2 > di Ignazio Raimondo Direttore responsabile Ma Paul? 10 uscite. 3 milioni e 360.000 pagine sfogliate da decine di migliaia di lettori. Decine di persone intervistate, centinaia di notizie dei Club riportate, informazioni sulle attività del Rotary International, del Distretto, temi di attualità, protagonisti della vita istituzionale, economica, culturale, associativa. Centinaia di immagini, fotografie, profili, idee, progetti, valutazioni. Tutto questo è stato PAUL. Il nome della nuova testata del Distretto dapprima mal digerito è divenuto familiare, sinonimo di ricchezza di contenuti e di qualità estetica-grafica, di un approccio alla comunicazione rotariana innovativo ed accattivante. Il Distretto ha conquistato così un nuovo strumento per proporsi ancor più di prima come protagonista della vita economico e sociale delle realtà territoriali in cui opera. Sale d’attesa di studi, enti, istituzioni, aziende, abitazioni hanno accolto con curiosità, dapprima, con benevolenza e condivisione poi l’arrivo di questa nostra nuova rivista. E’ nostra direi, del Rotary. Si chiama Paul come il suo fondatore, Paul Harris. Quando ne proposi al Governatore Cecchini l’ideazione ed il lancio non ebbe dubbi, nemmeno sul nome, avvincente ma in qualche modo ardito. Alberto fece una scelta coraggiosa, premiante a giudicare dai risultati raggiunti, e non lo dico io, ma abbiamo testimonianze, nel senso sopraproposto, quasi unanimi. Ora la ruota gira ed il Governatore Di Martino lascia Paul, non sarà più la rivista del Distretto 2080 R.I.. Luciano ha compiuto la sua scelta, io e gli altri Paul Makers che ringrazio, siamo comunque pronti, interpretando, credo, l’autentico spirito rotariano, a continuare a dare il nostro contributo all’amato Rotary. > Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio > Gianni Letta per tanti anni, a protagonista in prima persona nel governo del Paese come ha visto cambiare in questi anni il rapporto tra cittadini ed istituzioni? g ianni l et ta , S ot toSegretario all a p reSidenZ a del c onSiglio , Si deFiniSce un civil Servant e ritiene cHe l ’oSServanZ a delle regole e dell a coStituZione Sia il miglior viatico per governare in armonia . > di Ignazio Raimondo Parte dell’intervista è tratta dal libro “Chi è stato” di Luigi Tivelli. L ’abbiamo incontrato durante la giornata dedicata al Premio Casalegno, abbiamo chiesto un intervista per Paul, ecco il risultato. Ha Presieduto la Giuria del Premio del Rotary, durante la proclamazione dei vincitori ha sottolineato come quello di Carlo Casalegno costituisca un esempio raro da seguire e da indicare ai giovani come modello, in quanto impegnato civilmente e studioso “applicato” al giornalismo. Da Giornalista, Direttore de “Il Tempo” c’è differenza tra il Parlamento o un altro ufficio pubblico dove troppo spesso sembrano di casa la sciatteria ed il disordine. Si è persa, almeno mi sembra, quella sacralità del luogo che invece dovrebbe essere propria della prima Istituzione della Repubblica. Un segno dei tempi, si dice, quasi a giustificare un comportamento in linea con quelli fuori del Palazzo. Se è vero, come è vero, che i simboli a volte sono più eloquenti delle parole, verrebbe da chiedersi se non sia anche qui la differenza tra la Prima e la Seconda Repubblica. E come meravigliarsi allora dei comportamenti in aula? Di quel modo chiassoso e irriverente, qualche volta goliardico, spesso persino rissoso, che caratterizza ormai gli scontri ricorrenti tra maggioranza ed opposizione? Non che gli scontri siano mancati anche in altre epoche. C’erano eccome, ed anche aspri. Ma forse c’era allora un rispetto dei ruoli e delle Istituzioni che pare si vada perdendo. Forse il contagio è passato dall’esterno all’interno, il disordine di fuori si rischia di ritrovarselo dentro, con conseguenze, a mio parere, molto negative. Sembra infatti, mancare, sempre più spesso, quel senso dello stato e quel culto delle istituzioni senza i quali nessuna democrazia può vivere e crescere nella coscienza popolare. 9 PAUL Servire lo Stato fuori dalla mischia “Chiunque sia entrato in Parlamento negli anni passati, fino a qualche legislatura fa, come è capitato tante volte anche a me quando facevo il giornalista, sentiva quasi istintivamente e subiva la solennità del luogo. Tutto appariva imponente, solenne, austero, in qualche modo grave. Tutto parlava di una dignità e di un decoro che induceva per sé al rispetto, al riguardo, quasi alla devozione. Non era come entrare in un Ministero o in qualunque altro edificio pubblico. Passata quella soglia, sentivi che eri nel cuore delle istituzioni, il simbolo e la sede della rappresentanza democratica. E i comportamenti erano conseguenti e naturali. Quelli dei Deputati e dei Senatori, come quelli dei giornalisti, dei funzionari o dei commessi. Tutti improntati a quella compostezza austera ispirata e suggerita dalla solennità del luogo. Oggi non è più così. Si entra e si esce anche dall’Aula senza cravatta e magari in jeans e maglietta, con i sandali. Ti accompagna un vociare ed un disordine che ti induce a comportamenti molto lontani a quelli legati al vestito scuro ed al parlare sotto voce. Non > Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio > Gianni Letta e le distruzioni della guerra. Attenzione allo spirito di Patria ed osservanza delle regole e di alcuni principi di comportamento formale guidano l’azione del Rotary, che notoriamente è apolitico ed apartitico, Lei pur essendo espressione di una maggioranza gode della stima e della fiducia di tutti gli schieramenti, come fa ad essere di fatto bipartisan in mezzo ad una classe politica quasi sempre divisa? “La risposta è semplice: sta nel modo in cui ho concepito e svolgo il mio lavoro alla Presidenza del Consiglio. Istituzionale e non politico. Ho accettato questo incarico a condizione di poterlo fare con spirito rigorosamente istituzionale e non politico. E così faccio. Non è mai stata per me una formula di rito il giuramento prestato al momento di assumere l’incarico. E non l’ho mai dimenticato. L’ho pronunciato con forte e visibile emozione, ma anche con la piena consapevolezza dell’impegno che assumevo e della responsabilità che comportava. Fedele a quel giuramento mi sono messo al servizio dello Stato con totale dedizione, senza fare politica, ma in piena e totale lealtà al Governo di cui faccio parte. Proprio come fanno e debbono fare quegli uomini e quelle donne che credono nelle Istituzioni e a loro danno l’anima, facendone la storia. Sono i civil servant della cultura anglosassone o i grand commis dell’esperienza francese. Quelli che, nella nostra tradizione, vengono chiamati, appunto, i grandi servitori dello Stato. Una tradizione, la nostra, che affonda nello spirito risorgimentale che ha segnato la formazione dello Stato unitario e che, poi, attualizzandosi e modernizzandosi, ha accompagnato via via le diverse fasi della vita nazionale, fino ad ispirare e caratterizzare la rinascita repubblicana dopo le ferite Con quale obbiettivo lavora e sulla base di quale presupposto? “Credo sia profondo il cambiamento necessario per ridare slancio all’Italia. Riguarda le Istituzione certamente, ma riguarda anche i comportamenti individuali e collettivi, la cultura, il costume, l’educazione, il senso civico, l’identità, l’appartenenza, il sentimento nazionale, il senso dello Stato, lo spirito unitario, la disciplina, la condotta personale, la passione civile. Quel sentirsi italiani che fa la forza di un popolo. Sono cose che si possono fare solo insieme. Che si fanno insieme. Tutti quelli che sentono la responsabilità verso il proprio Paese, prima di tornare a dividersi, per sfidarsi e confrontarsi dialetticamente, ed anche a scontrarsi per la conquista del Governo del Paese, com’è giusto che sia. Che ognuno poi provvederà ad amministrare e a governare secondo i propri principi, in forza delle proprie visioni e dei propri ideali, sulla base del proprio programma. Principi, ideali, programmi ovviamente diversi e contrapposti che esigono però, per essere realizzati, una base comune e condivisa. Ci sono modi diversi di servire l’interesse generale ed il bene comune. E’ giusto che ognuno intenda farlo e lo faccia alla sua maniera. Solo se tutti, però, riconoscono e condividono l’interesse generale ed il bene comune, perché risultino chiari e sul manto erboso i limiti del gioco, del fallo e del rigore. Illuminiamolo quel campo, e giochiamoci le nostre belle partite. E poi…vinca il migliore!” Da molte parti si ritiene che Gianni Letta sia il fuoriclasse che manca alla sinistra, qual è il segreto e la bussola che guida il suo lavoro? “La mia guida è riassunta in un libretto del Prof. Cassese dove c’è forte il richiamo ai motivi ispiratori delle grandi riforme del personale pubblico negli ultimi quattro secoli: separazione tra interesse privato ed interesse pubblico e distinzione tra politica ed amministrazione. Scelta del personale in base a criteri obiettivi, fondati sul merito. Stabilità delle funzioni. Principi che bisogna continuare a tenere a mente come cerco di fare avendo responsabilità nella Pubblica Amministrazione.” 11 PAUL Ma forse il discorso non riguarda solo la classe politica, e potrebbe investire tutta la classe dirigente di un Paese che sembra aver smarrito il valore delle tradizioni e qualche volta persino la buona educazione.” Un Paese finalmente moderno caratterizzato dall’ordinato svolgimento delle funzioni, un sistema improntato ad una corretta fisiologia democratica che consenta, nell’alternarsi, il formarsi di Governi in grado di governare un Paese seriamente riformato e capace perciò di competere liberamente in Europa. Sembrano obiettivi possibili oppure la classe politica non è in grado di lavorare in questa direzione? “La classe politica deve provare a cambiare le cose, ma è solo e tutta della politica la responsabilità del decadimento del sistema Italia? Non lo penso e non lo dico, come pure oggi sembra di moda. Non mi piace il conformismo, tanto meno quando nasce e prospera sulla demagogia e sul populismo dilagante che allontana il cittadino dalle Istituzioni più che dalla politica e crea un alibi per tutte le inadempienze personali e per certi discutibili comportamenti. Come è possibile credere che tutti i problemi del Paese siano addebitabili solo alla politica? E le attuali condizioni della nostra economia conseguenza ed effetto dei costi della politica? E che basti abbattere questi per risolvere quelli? Non è così che si rigenera la politica, non è così che si rafforzano le Istituzioni, non è così che si fa crescere quel senso civico di cui purtroppo, gli italiani tanto difettano”. > Presidente della Coldiretti Cibo: le cose che non vanno nella filiera produttiva i l p reSidente dell a c oldiretti l ancia l’accuSa contro l a grande diStribuZione ed altri meccaniSmi cHe diStorcono il “ mercato cHe arriva in tavol a ”. > di Ignazio Raimondo U n ambito mai esaminato da Paul, eppure di grande interesse. L’agricoltura, l’allevamento, i prodotti sulle nostre tavole tutti i giorni, frutta verdura, carni, pasta, essenziali per nutrirci. In che modo hanno risentito della crisi economica, come sono cambiate le imprese che li producono ed altro ancora nell’intervista al Presidente della Coldiretti Sergio Marini. E’ a capo della Coldiretti, che mondo rappresenta la sua associazione? Quanti associati e come è organizzata? La Coldiretti con un milione e mezzo di associati è la principale Organizzazione degli imprenditori agricoli a livello nazionale ed europeo. E’ una forza sociale che rappresenta le imprese agricole e valorizza l’agricoltura come risorsa economica, umana e ambientale, con l’obiettivo di garantire alle imprese agricole opportunità di sviluppo e reddito in un quadro di piena integrazione dell’agricoltura con gli interessi economici, ambientali e sociali del Paese. Una forza sociale radicata sul territorio, con 19 Federazioni regionali, 97 Federazioni provinciali e interprovinciali, oltre 724 uffici di zona e 5.668 sezioni periferiche con oltre ventimila dirigenti territoriali, che sono il riferimento della maggioranza assoluta delle imprese agricole italiane. Quali effetti ha avuto la crisi economica sul settore che rappresenta? I prezzi dei nostri cereali, del nostro olio, della nostra carne e del nostro latte, della nostra ortofrutta e del nostro florovivaismo, del nostro vino e dei nostri formaggi non sono troppo bassi per la crisi, visto e considerato che i prodotti alimentari continuano ad essere acquistati e ben pagati dai consumatori. Se fosse la sola crisi a dettare le regole, ad esempio, nel caso della pasta crollerebbero prima i consumi, poi i prezzi e solo dopo il valore dei cereali. Qui è accaduto l’opposto, anzi il contrario dell’opposto: c’è difficoltà nelle famiglie e, dunque, il prezzo della pasta è aumentato con conseguente crollo dei cereali. Assurdo! La questione, la vera questione agricola, quella dei bassi prezzi dei nostri prodotti risiede nel fatto che a noi non arriva niente perché non abbiamo potere contrattuale sulla filiera. Una volta è la trasformazione, una volta l’intermediazione, una volta (quasi sempre) la Grande Distribuzione Organizzata, sta di fatto che c’è sempre qualcuno a dettare le regole. Qualcuno che sa ben vendere la fiducia e la qualità che noi abbiamo prodotto, ma che ha imparato a incartare, con la stessa fiducia, barattoli “anonimi”. C’è una tendenza in questo periodo ad allontanarsi dalle città e a riscoprire il mito della ruralità: l’orto, gli animali, la possibilità di vivere in campagna godendo di una qualità della vita migliore. Cosa ne pensa? Nel nostro Paese si è effettivamente affermata una “voglia di campagna” che spinge non solo a scegliere di vivere fuori dalle città, ma anche ad allontanarsi dal caos quotidiano per trascorrere il tempo libero all’aria aperta, e ancora a voler gustare e riscoprire i sapori del territorio. Basti sottolineare che la vacanza verde a contatto con la natura in campagna, nei parchi o nelle oasi naturalistiche è quella che, secondo le previsioni, farà registrare il più alto tasso di crescita per l’estate 2009. E per chi vuole garantirsi la genuinità del cibo e consumare prodotti locali la Coldiretti ha promosso il progetto a “chilometri zero”, al quale aderiscono imprese agricole, cooperative, agriturismi, ristoranti e locali, per favorire il consumo di prodotti locali e di stagione che non devono percorrere lunghe distanze con mezzi di trasporto inquinanti prima di giungere sulle tavole. A livello nazionale sono presenti 18mila agriturismi e 60.700 frantoi, cantine, malghe e cascine dove è possibile 13 PAUL > Sergio Marini > Presidente della Coldiretti nostro pressing metà della spesa degli italiani è ora trasparente, dalla carne bovina all’ortofrutta fresca, dalle uova al miele, dal latte fresco alla carne di pollo, alla passata di pomodoro. E dal primo luglio 2009 c’è anche l’obbligo di indicare l’origine delle olive impiegate nell’olio extravergine. L’etichetta resta però anonima per la carne di maiale, coniglio e agnello, per la pasta, le conserve vegetali, ma anche per il latte a lunga conservazione e per i formaggi non a denominazione di origine. Da qui il nostro impegno per arrivare all’origine obbligatoria per tutti gli alimenti che, smascherando una volta per tutte gli inganni del falso made in Italy, consentirebbe ai consumatori di fare scelte trasparenti e alle imprese agricole di vedere valorizzato il proprio prodotto acquistare specialità alimentari direttamente dal produttore, ai quali si aggiungono i mercati degli agricoltori (i farmers market “Mercati di Campagna Amica”) aperti dalla Coldiretti nell’ambito del progetto (presentato lo scorso 30 aprile 2009 al Palalottomatica di Roma alla presenza di 20 mila imprenditori agricoli) per “una filiera agricola tutta italiana” nelle piccole e grandi città, dei quali quasi la metà già accreditati nel rispetto di un preciso disciplinare. Quali sono gli obiettivi della Sua Presidenza e quali i progetti su cui punta? Il progetto che ci impegnerà nei prossimi mesi è quello della costruzione di una filiera agricola tutta italiana. Prodotto agricolo “cento per cento italiano” senza trucchi, firmato dagli agricoltori, sarà offerto attraverso la più estesa rete commerciale nazionale che coinvolge duemila mercati di campagna amica e duemila punti di vendita delle cooperative, mille dei consorzi agrari, cinquemila agriturismi e diecimila aziende agricole, ma coinvolgerà anche la rete della ristorazione “a chilometri zero” e la distribuzione che intenderà partecipare. Saranno coinvolte le piccole e le grandi città con l’obiettivo di dare l’opportunità a tutti i consumatori di acquistare i prodotti dell’agricoltura italiana con il miglior rapporto prezzi/qualità. L’effetto della riduzione dei passaggi e delle intermediazioni con un rapporto più diretto tra agricoltori e consumatori garantisce, infatti, maggiore efficienza per assicurare acquisti convenienti alle famiglie e sostenere il reddito degli agricoltori in un momento di difficoltà economica. Problemi di etichettatura e genuinità, trasparenza, origine documentata, con quali strumenti si scongiura l’immissione sul mercato di prodotti non “buoni” che allontana la gente dal consumo del “fresco”? Oggi due prodotti alimentari su tre che arrivano sulle tavole, all’insaputa dei consumatori non contengono materia prima agricola proveniente dagli allevamenti o dai campi italiani. Un inganno purtroppo legale che riguarda due prosciutti su tre venduti come italiani, ma provenienti da maiali allevati all’estero, ma anche tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro che sono stranieri senza indicazione in etichetta, oltre un terzo della pasta che è ottenuta da grano che non è stato coltivato in Italia all’insaputa dei consumatori e la metà delle mozzarelle non a denominazione di origine che sono fatte con latte o addirittura cagliate straniere. La soluzione più efficace è l’etichettatura obbligatoria dell’origine della componente agricola in tutti gli alimenti per la quale abbiamo raccolto oltre un milione di firme. Non mancano però le buone notizie. Grazie al Cosa sarebbe necessario fare e a livello governativo ed a livello di mercato affinché la filiera che caratterizza la commercializzazione dei prodotti agricoli non portasse a prezzi dei prodotti spesso troppo elevati? Dinanzi a una forbice dei prezzi che oggi aumentano in media quasi cinque volte nel passaggio dal campo alla tavola occorre innanzitutto mettere in trasparenza la filiera agroalimentare, eliminandone inefficienze e distorsioni. Da parte loro le istituzioni devono creare le condizioni perché ciò possa accadere, ovvero una politica delle regole che eviti inganni e concorrenza sleale, a partire dalla già citata introduzione dell’obbligo dell’etichetta d’origine. Confido anche nella collaborazione dei soci dei club Rotary che occupano posti di grande responsabilità nel Paese. Con il loro contributo, anche nell’ambito della Fondazione Campagna Amica che abbiamo costituito per rispondere alle domande e alle aspettative di questo specifico momento storico, economico e culturale che nascono dalla società e dal mondo agricolo, possiamo trovare risposte soddisfacenti per la spesa delle famiglie e fornire la premessa per un rafforzamento del ruolo dell’imprenditore agricolo e del suo peso politico e contrattuale. Credo sinceramente che con i rotariani, uomini vocati all’azione, alla concretezza e al servizio, molto possiamo fare in difesa della nostra agricoltura e di quel grande patrimonio di sapori, di genuinità, di qualità, di sicurezza e cultura costituito dall’agroalimentare dei nostri territori italiani. 15 PAUL > Sergio Marini > L’esperienza a Nassiriya Donne in uniforme: un traguardo di civiltà m aria g abriell a p aSQualini (c omitato conSultivo del c apo di S tato m aggiore dell a diFeSa per il ServiZio volontario militare Femminile ) Fa un bil ancio dell ’ ingreSSo delle donne nelle F orZe armate e racconta l a Sua drammatica eSperienZ a a n aSSiriYa . > di Ignazio Ingrao I l mio appuntamento con la morte è stato il 12 novembre 2003 a Nassiriya in Iraq. Avevo chiesto di visitare la Multinational Specialized Unit dei Carabinieri operante in quell’area. Avevo trascorso la notte nella base comando. Alle 9.40 ho attraversato l’Eufrate e sono passata davanti alle altre palazzine della base dei carabinieri. Ho chiesto al mio autista se dovevamo fermarci ma la decisione fu di proseguire e di entrare nella base solo al ritorno da un sito archeologico che intendevo visitare, nonostante avessi un appuntamento per un caffè con gli amici della Tutela del Patrimonio culturale. Così abbiamo proseguito. Alle 10.40, quando eravamo già sulla strada del ritorno, abbiamo visto le colonne di fumo che si alzavano dalla base. Arrivati sul luogo abbiamo visto l’enorme cratere lasciato dall’esplosione provocata dai terroristi. Sull’altra riva del fiume, l’onda d’urto provocata dal gigantesco scoppio aveva mandato in frantumi tutti i vetri. Migliaia di schegge erano conficcate sulle pareti dei container. Ho impiegato mesi per riprendermi dallo shock di aver visto morire molti dei militari con i quali avevo parlato fino a poche ore prima”. E’ il drammatico racconto di Maria Gabriella Pasqualini, vicepresidente del Rotary Club Roma Sud Ovest. Docente di Storia e Istituzioni dell’Africa Mediterranea e del Vicino Oriente all’Università di Perugia e di Palermo, consigliere culturale in Iran, Francia e Messico, studiosa di storia militare, Pasqualini ha tra l’altro legato il suo nome all’istituzione del servizio volontario militare femminile in Italia. Abituata ad agire dietro le quinte, con discrezione, Pasqualini attribuisce ad altri il merito di aver dato anche alle donne l’opportunità di entrare a far parte delle nostre Forze Armate: “Se devo citare qualcuno che va ringraziato per aver raggiunto questo importante traguardo, non posso fare a meno di ricordare Silvia Costa e l’onorevole Beniamino Andreatta che per vent’anni si sono spesi in questa direzione”. In realtà in qualità di vicepresidente del Comitato consultivo del Capo di Stato Maggiore della difesa per il servizio volontario militare femminile, Pasqualini ha dato un apporto decisivo per aprire le porte delle caserme anche alle donne. E oggi non è affatto pentita di questa battaglia: “A distanza di anni posso dire che il contributo che le donne stanno dando alle Forze Armate è straordinario. Anzitutto portano professionalità e determinazione. La loro presenza ha influito positivamente sugli stili di comportamento e sul linguaggio nelle caserme e ha creato una sana competitività con gli uomini”. Certo siamo ancora agli inizi, ma Pasqualini si azzarda a pronosticare che, magari fra 30 anni, anche una donna potrebbe diventare Capo di Stato Maggiore. 17 PAUL > Maria Graziella Pasqualini > Maria Graziella Pasqualini La professoressa è stata anche addetto culturale e consigliere culturale in Iran, prima e dopo la rivoluzione khomeinista. Parla correntemente il farsi (la lingua persiana) e ha studiato a lungo la realtà di quel Paese. L’Iran oggi è sulle prime pagine di tutti i giornali per le contestate elezioni che avrebbero sancito la riconferma di Mahmoud Ahmadinejad alla presidenza e per il rischio che questo Paese si trasformi in una nuova potenza nucleare in grado di minacciare il mondo intero. Ma Pasqualini non si stupisce affatto: “Ahmadinejad ha un grandissimo seguito soprattutto fuori Teheran, nelle campagne. E sa interpretare molto bene lo spirito iraniano, in particolare l’acceso nazionalismo”. La professoressa ricorda che già prima della rivoluzione lo scià di Persia amava sentirsi considerato come “il guardiano del Golfo persico” in nome della civiltà millenaria che sta alle spalle dell’Iran. A distanza di oltre 30 anni “il Paese ha lo stesso obiettivo e vuol presentarsi come la forza in grado di riportare ordine e stabilità nella regione”. Nella storia professionale e umana di Pasqualini c’è infine una grande passione per la storia militare. “Una passione nata quasi per caso per aver scritto, su impulso dell’addetto navale italiano in Iran, un saggio sulla Marina militare italiana e la Persia”. A questo scritto ne sono seguiti decine di altri, di alto valore storico e accademico, sempre dedicati alle Forze Armate. Tuttavia, pur andando in giro per il mondo, Pasqualini non ha perso lo spirito rotariano. Anzi l’aver visto da vicino, ad esempio, l’impegno delle missioni militari di pace italiane all’estero ha ancora di più rafforzato in lei la convinzione dell’importanza del valore della solidarietà e dell’impegno per gli altri. “Sono entrata nel Rotary a metà degli anni ’90 perché mi aveva colpito la capacità che aveva il club di incidere nel sociale”, racconta. Allora, ad esempio, “aiutavamo Biagio Conte che assisteva i poveri di Palermo e suor Biagina che lavorava nel degradato quartiere popolare dello Zen. Io venivo da Città del Messico dove ero stata addetto culturale e avevo fatto un’esperienza simile raccogliendo, nel tempo libero, fondi per aiutare le famiglie più disagiate di quella metropoli. Da Palermo quindi mi sono trasferita a Roma e sono entrata nel Roma Sud Ovest dove conoscevo diversi amici che condividono i miei stessi valori”. Per Pasqualini, insomma, il Rotary è uno strumento prezioso per portare aiuti e solidarietà dove c’è più bisogno. > Presidente Rotary International La visita del Presidente Internazionale ed il Progetto Enfasi italiani, del Past President del Rotary Internazionale Carlo Ravizza accompagnato dalla sig.ra Rossana, i Past Board Directors Umberto Laffi e Raffaele Pallotta d’Acquapendente con la sig.ra Mariolina, il PDG del D2050 e futuro Chairman di zona della Fondazione Rotary Gianni Jandolo. Forte anche il coinvolgimento delle ambasciate coreane sia presso la Santa Sede che presso lo Stato Italiano, che hanno affiancato la d ue momenti importanti a cHiudere un anno di attività rotariane dav vero impegnative . nostra organizzazione per tutta la durata della visita. Durante la visita dunque del Presidente Internazionale si è conclusa la prima edizione del Progetto Enfasi. Con tale progetto il Rotary finanzia la ricerca e lo sviluppo di protocolli e/o prototipi originali per la produzione di energia sostenibile a basso costo con l’integrazione di tecnologie avanzate e tradizionali, particolarmente adatti per i Paesi in Via di Sviluppo. Il premio viene assegnato in virtù di una valutazione che è stata effettuata in base ai seguenti obiettivi qualificanti, riportati nel bando: efficacia energetica, impatto ambientale, utilizzazione e I l Presidente sta concludendo i suoi viaggi, sarebbe suo desiderio concludere i suoi incontri e visite con i rotariani italiani visitando Roma ed incontrando il Santo Padre”. Con questo messaggio ricevuto dalla segreteria del Presidente Lee alla fine di aprile, si è messa in moto la macchina organizzativa per accogliere a Roma la più alta carica della nostra Associazione. La collaudata esperienza nell’ organizzazione di visite di presidenti del Rotary International che quasi ogni anno scelgono Roma come loro destinazione è stata di grande aiuto nella corsa contro il tempo per accogliere al meglio il nostro Presidente. Sentiti tutti i governatori abbiamo deciso di riprogrammare la giornata conclusiva del progetto ENFASI che ha coinvolto 9 dei dieci distretti italiani, che ha trovato nella splendida sede dell’Aula Giulio Cesare in Campidoglio una straordinaria ospitalità. La risposta dei rotariani del nostro Distretto è stata come sempre generosissima, i Presidenti hanno riprogrammato le loro attività ed hanno coinvolto i soci per poter far testimoniare con la loro presenza il senso di appartenenza al Rotary che il nostro distretto è in grado di esprimere. Il 9 e 10 giugno sono stati quindi due giorni fitti di impegni con il Presidente DK e la gentile sig.ra Young, alla presenza dei governatori facilità di industrializzazione, livello dell’innovazione, uso integrato di tecnologie avanzate e tradizionali per avere semplicità, facile manutenibilità, scelte tecnico-economiche per ottenere bassi costi di impianto e di esercizio. Si sono inoltre preferite le ricerche che non fossero riferite ad un particolare posto geografico, o con particolari condizioni al contorno, ma fossero facilmente implementabili in qualsiasi luogo della terra che avesse le caratteristiche richieste, quali ad esempio valori elevati di irraggiamento solare, di ventosità o quant’altro. Al premio su base nazionale hanno preso parte numerosi gruppi di ricerca. Sono risultati vincitori i seguenti soggetti proponenti. S. Parmigiani, “Motore Ringbomstirling alimentato a biomasse per la generazione distribuita di energia elettrica”; gruppi di ricerca dell’Università di Brescia e del Politecnico di Milano. P.Santarsia, “Tecnologie per la generazione di energia elettrica e calore da biomassa: l’elettrocamino”; laureato presso il Politecnico di Bari. G. Santori, “realizzazione di una macchina frigorifera solare per la conservazione dei vaccini o delle derrate alimentari”, Gruppo di ricerca dell’Università Politecnica delle Marche (Ancona). F, Venturoli, “ CHEAPSE: Cogeneration of Heat And Power from Solar Energy”, gruppo di ricerca dell’ Università di Bologna. Proponenti: Riccardo Accorsi, Filippo Bindi, Davide Carini, Fabio Venturosi; Tutor Universitario: Mario Gamberi, Università di Bologna. La giornata di proclamazione dei vincitori si è svolta il 9 giugno presso l’Aula Giulio Cesare del Campidoglio, alla presenza del Presidente Internazionale D.K. Lee. La stessa splendida giornata che ha visto gli incontri del Presidente Internazionale con Sua Santità, con il Vice Sindaco di Roma, si è conclusa con un affollata cena di gala che si è svolta allo Spazio Etoile in Piazza San Lorenzo in Lucina a Roma. Una bella occasione per il nostro Distretto di concludere un anno rotariano all’insegna del motto “Concretizziamo i sogni” con la presenza di chi ha ispirato questo motto. 21 PAUL > La visita di Dong Kurn Lee > Sedi prestigiose per ogni esigenza > Pick Center Informazione Commerciale Flessibilità, dinamismo e qualità: l’ufficio che cercavi S edi prestigiose , nessun costo di av viamen to , economicità e vantaggi del P ick C enter , leader in I talia tra i business center . tilizzare temporaneamente un ufficio o uno spazio di lavoro per un periodo che muti in base alle caratteristiche della propria attività o delle necessità del momento . E’ questa l’esigenza cui vuole dare una risposta Pick Center, leader italiano nel mercato dei business center. Nell’era dell’economia veloce, in cui le parole d’ordine sono dinamismo, capacità di reazioni immediate ma anche alta rappresentatività e capacità di risparmio, l’offerta di Pick Center soddisfa appieno gli imprenditori o i professionisti che cerchino uffici di prestigio e servizi di altissima qualità senza che debbano impegnare per questo sostanziose risorse e per tempi lunghi. Il Palazzo dell’Arte Moderna all’Eur o due palazzi umbertini in Prati possono così divenire le sedi temporanee di aziende, di studi legali e commerciali, di professionisti o di artigiani che puntino ad un organizzazione efficiente e ad un’immagine vincente. Per comprendere il fenomeno del business center della capitale abbiamo incontrato, proprio nella prestigiosa sede dell’Eur, attiva dal 2006, il fondatore: il Dott. Lorenzo Cea. Rotariano del Club Roma Nord Est ci spiega come è nata l’idea di realizzare il Pick Center “Ho sempre operato nel settore immobiliare poi, nei primi anni 80, mi accorsi compiendo viaggi di lavoro negli Stati Uniti che anche in Italia poteva nascere l’esigenza degli “uffici temporanei”. Iniziai allora a lavorarci ed oggi posso dire che i servizi che il nostro business center assicura non hanno molti rivali per qualità e tecnologia offerta”. Perché? “Sin da subito decisi che la nostra filosofia sarebbe stata di reinvestire l’utile per migliorare sempre più il servizio offerto a livello tecnologico, ambientale, di comfort in uffici accuratamente arredati, con personale altamente specializzato e con caratteri propri di un attenzione assoluta alla soddisfazione del cliente”. Sulla base di quali valutazioni ha scelto in questi anni le sedi dei Pick Center? “L’immobile si deve prestare perfettamente ad una divisione che tenga conto del fatto che ogni ufficio deve essere luminoso e delle dimensioni giuste. Poi ho puntato anche al valore estetico e di immagine e non a caso l’ultimo Pick Center nato ha sede nel prestigioso Palazzo dell’Arte Moderna all’Eur.” Perché e chi sceglie di rivolgersi ad un business center e quindi al “suo” Pick? “Essenzialmente chi ha bisogno di flessibilità nella gestione di spazi lavoro. Abbiamo ad esempio “ospitato” importanti aziende in fase di sturt-up o di traslochi impegnativi e lunghi. Le dimensioni dei nostri uffici, il fatto che si possa prenotare con scarso anticipo un ufficio o una sala riunioni tecnologicamente attrezzata all’avanguardia a costi congrui, la possibilità di avere da noi anche solo una domiciliazione telefonica, postale o legale o una presenza saltuaria rende il nostro un servizio vincente.” Che cos’è Pick Center E’ il Business Center leader della capitale; è nato da un idea di un rotariano: Lorenzo Cea. Pick Center può contare su tre prestigiose sedi: Roma Centro – via Attilio Regolo 19 e via Boezio – oltre 2000 metriquadrati di uffici, sale riunioni e spazi attrezzati. Da 1 a 200 postazioni di lavoro. Sale riunioni fino a 40 persone. Roma Eur – P.zza Marconi – Da 1 a 200 postazioni di lavoro in oltre 2200 metri quadrati con sale riunioni fino a 45 persone. Pick Center offre i seguenti servizi: Day Office, da 1 ora ad 1 giorno. Reception /Sala Attesa/Coffee area. Uffici virtuali. Domiciliazione in un indirizzo di prestigio. Front e Back Office. Hot Desking: postazioni di lavoro in aree multimediali. Accesso 24 ore su 24. Sale meeting/formazione/ show room. Audio e videoconferenza. High speed internet. NUMERO VERDE 800.189.099 Email [email protected]; www.pickcenter.com 23 PAUL U > Artista scultore > Roberto Joppolo La parola al marmo ed al bronzo l a materia puÒ ancHe eSprimerSi , Succede Sempre Quando È l avorata dalle l ’ interviSta con r oberto J oppolo , rotariano ed artiSta di Fama interna Zionale . mani di un a rtiSta , > di Domenico Apolloni P ercorrendo l’Autosole, da Milano a Roma, si resta sempre affascinati dal candore di una Madonna che ci guarda in prossimità del casello di Orte; la dolcezza del volto e la mossa delle braccia protese al cielo diffondono quella serenità che ispira la prudenza nella guida. Una suggestione ed un messaggio che l’artista che l’ha creata aveva bene in mente e che passa per l’opera. Centrato dunque l’obbiettivo dello scultore Roberto Joppolo che consegnò la statua per l’inaugurazione a Papa Giovanni Paolo II. Ricordo di averlo conosciuto all’inizio della scorsa estate e di averci parlato a lungo, sulla scalinata del Palazzo Farnese di Caprarola; di lui, un giovanissimo settantenne padre di quattro figli e felicemente sposato da 40 anni, dai Giardini del Vaticano, al Brasile, dalla Sicilia al Giappone e, pure, nella Viterbo che tanto ama. Roberto è uno degli Artisti viventi più conosciuti e la stima della critica la merita tutta: i suoi lavori aggiungono valore a tante Chiese bellissime e ben figurano in diversi Musei e spazi dedicati. Ha esposto a Venezia, a Roma e in tante altre città; il Sovrintendente per il Polo Museale Romano, Prof. Claudio Strinati, ha detto di lui: <è uno dei pochi ad aver affrontato, con energia e determinazione, il tema della committenza religiosa senza mai perdere di vista la personale ricerca nel campo della figurazione>. Per me stesso e per tutti i lettori di Paul, gli ho rivolto alcune domande: Oggi sei considerato un grande della scultura moderna, come hai iniziato? L’Arte è stata sempre la mia valvola di sfogo fin da giovanissimo. Stavo bene quando disegnavo o realizzavo piccole sculture sognando di poterne fare sempre di più grandi. Non avevo però i mezzi per poter dedicare tutto il mio tempo a questo tipo di attività e d’altro canto, nessuno in famiglia mi incoraggiava in quello che, allora, non era considerato un vero e proprio lavoro. Così ho dovuto coltivare la mia passione dividendomi, per anni, tra l’impiego statale e l’attività artistica da autodidatta. Ho studiato, ho frequentato botteghe, ho sperimentato fino a convincermi che “quella” era la mia strada. Nei primi anni settanta, con gli apprezzamenti di critica e di pubblico, arrivarono anche le prime 25 PAUL mi colpirono subito l’affabilità e il sorriso arguto dell’uomo che ha molto viaggiato e che è riuscito a collocare le sue opere nei posti più disparati, > Artista scultore Roma; nel farlo hai pensato le stesse cose in cui credi adesso, da Rotariano? Quando fui incaricato, dal Ministero degli Esteri, di realizzare un’opera che potesse rappresentare l’impegno della FAO nel Mondo, non ero ancora un Rotariano. Ma i principi che mi hanno ispirato e che cerco di produzione artistica, lo spazio per lavorare diventa sempre più stretto e la necessità di silenzio e di solitudine, mi portano a trasferirmi, con la famiglia, in una nuova casa sulla importanti commissioni. Seguirono, poi, mostre personali, partecipazioni a collettive ed installazioni di opere pubbliche; peraltro, non ho mai pensato di tralasciare la ricerca e la sperimentazione: ritengo che questa collina viterbese. Qui ho la possibilità di godere di un panorama stupendo e ho tutto lo spazio necessario: fattori determinanti per intensificare ulteriormente il lavoro e provare la gioia di faticare sulla materia. commissioni. E la commissione, per me, ha rappresentato sempre una realtà da privilegiare: mi gratifica, mi Le porte delle “tue” Chiese sono bellissime: preferisci questo lavoro a quello della statua? Sia le porte in bronzo che le statue a “tutto tondo” figurative, sono opere che richiedono un particolare impegno, in quanto, “frutto” di sia la linfa vitale per un Artista. Perché ti sei trasferito in campagna, lontano dalla vita convulsa della città? Verso la fine degli anni ottanta, con l’aumento vertiginoso della mia entusiasma, mi sfida. In particolare la porta di una Chiesa. Il tuo “seme che germoglia”, del 2001, venne scelto anche per il francobollo emesso a ricordo dell’insediamento della FAO in infondere in tutte le mie opere sono gli stessi che ho ritrovato nel Rotary: speranza, fiducia e solidarietà. Il germoglio è la sicura conseguenza. Quali sono i tuoi impegni attuali e i tuoi obiettivi a breve? Attualmente sono impegnato nella realizzazione, in bronzo, delle porte laterali della Basilica Cattedrale di Viterbo. E’ un’opera molto impegnativa che va a completare l’intera facciata già arricchita nel 2005 dalla Porta Maggiore in bronzo: la mia conosciutissima “Porta della Luce”. Il 2009 poi, è l’ottavo centenario della Regola Francescana e, per l’occasione, ho realizzato di recente una statua bronzea di S. Francesco che è stata installata all’interno della Basilica Inferiore di Assisi, nella cappella giottesca della Maddalena, all’ingresso della cripta che custodisce le spoglie del Santo; in contemporanea, ho pure fatto una medaglia commemorativa, commissionata dalla Provincia Toscana dei Frati Minori Conventuali. A 70 anni ho ancora tanti progetti da realizzare e sto’ lavorando alla gestione del Museo già organizzato da tempo presso la mia abitazione; quest’ultimo è in fase di espansione e contiene oltre 400 opere. È a disposizione del pubblico e si trova a Viterbo, in località Strada Palomba, 11. Ogni informazione la si può prendere sul sito www.robertojoppolo.com Il mio obiettivo a breve è quello di coinvolgere, in questo mio lavoro, i giovani: sono la speranza reale della nostra Società. 27 PAUL > Roberto Joppolo > Francesco Capelli > Dirigente del Ministero dell’Interno Un poliziotto dal cuore d’oro e... S i divide tra il r otarY ed altre aSSocia Zioni , nutre paSSioni cHe lo aSSorbono , ciononoStante ... > di Giorgia Cingolani ’avevo conosciuto telefonicamente per motivi rotariani; sempre disponibile, generoso, pronto a trovare soluzioni per dare speditezza all’attività del Rotary di cui è grande appassionato. Ricopre ormai da un po’ il delicato incarico di assistente del Governatore. E’ Francesco Capelli. Un personaggio, è infatti un alto servitore dello Stato ma ha anche svariate passioni che persegue con attenzione e scrupolo; come se la sua giornata non fosse fatta di 24 ore come quella di tutti gli altri. Per questo Paul ha deciso di intervistarlo, ne esce un quadro interessante ed indicativo di come i rotariani siano spesso impegnati su più fronti, segno di grande dinamismo ma anche di una grande volontà di dare una mano. Sei un alto funzionario del Ministero dell’Interno, un rotariano impegnato, ma sei molto attivo anche in altri settori quali? “Amo i cani, le motociclette, e le ferrari e ad ognuna di queste passioni corrisponde un impegno attivo”. Cominciamo da quello che si usa definire come l’amico più fedele dell’uomo, da dove nasce questo interesse per i cani? Tutto è iniziato con l’acquisto di un cucciolo di pastore tedesco di cui poi sono divenuto un grosso esperto, oggi infatti sono un giudice formatore proprio per questa razza, in pratica sono chiamato a decidere se un animale presenta determinate caratteristiche necessarie per il pedigree. Questa passione per i pastori tedeschi mi ha condotto a realizzare un piccolo allevamento cui mi dedico in modo amatoriale ma con ottimi risultati tendenti al miglioramento della razza mediante lo studio delle monte ed un attento addestramento dei cani. E’ la mia passione quotidiana cui dedico molto tempo ma che mi da belle soddisfazioni come quella di avere “in casa” tre campioni italiani ed un cane che si piazzò centesimo in un concorso mondiale. Mi piacciono i cani perché con loro nasce automaticamente un certo feeling, il tempo che dedico loro, le soddisfazioni che mi danno hanno creato tra l’altro in me una certa base emotiva, sono ormai presenze importanti che in alcuni momenti difficili della mia vita mi hanno consentito di andare avanti”. Sei molto impegnato anche in ambito motociclistico… Nasco come ducatista, poi per un incidente non ho potuto più inforcare il cavallo d’acciaio ora dedico parte del mio tempo ad una Harley Davidson. La moto mi da un grande senso di libertà, sentire gli odori mentre viaggi, faccia all’aria, trasmette gioia ed una grande contaminazione con la natura con i luoghi in cui viaggi. Con la moto sono stato in Spagna, in Tunisia …sono socio dell’associazione di Harleysti, un club molto attivo che organizza viaggi in gruppo, week end turistici molto interessanti. ed una domenica in circa duecento siamo partiti con le moto ed abbiamo accompagnato fino alle varie tendopoli abruzzesi il camion che li conteneva per distribuirli. Cosa dai alle associazioni cui sei iscritto? Se faccio una cosa la voglio fare bene. Mi piace essere propositivo e risolvere i problemi, adoro portare Un’altra associazione dunque? Credo molto nel valore del lavoro che viene svolto nelle associazioni, nel Rotary come in altre si da generosamente senza chiedere nulla e questo porta a risultati davvero apprezzabili. A proposito di risultati ad esempio, con l’associazione di motociclisti delle Forze dell’Ordine di cui sono Presidente Onorario abbiamo studiato e realizzato una bella iniziativa. Abbiamo raccolto giocattoli per i bambini delle zone terremotate, 29 PAUL L > Francesco Capelli a casa il risultato finale. Questa è la filosofia che guida la mia attività professionale come quella associativa. Quando ad esempio sono stato Questore di Frosinone ho pianificato nei minimi dettagli il piano vecchietti che d’estate dava assistenza agli anziani, è stato un successo. Quando ero a capo dell’Ufficio Immigrazione di Roma in pochi mesi siamo riusciti con una macchina organizzativa prodigiosa a dare 108.000 permessi di soggiorno, un risultato insperato. Qual è il segreto, nel lavoro come nell’associazione, per raggiungere il risultato? Innanzitutto una approfondita conoscenza del problema da affrontare, una esatta strategia per risolverlo ed una base organizzativa perfetta, una squadra cioè che lavori motivata e preparata in un’unica direzione. Sei un alto funzionario del Ministero dell’Interno esperto di Pubblica Sicurezza che opinione ti sei fatto del cosiddetto allarme sicurezza che l’Italia vive in questo periodo? Le statistiche relative ai delitti commessi e tentati, ed altri elementi, fanno ritenere che sia più un problema di percezione, falsato dal circuito della comunicazione. Ma è un fatto che il territorio in cui la gente vive sia sempre più caratterizzato da una maggiore difficoltà di controllo dal punto di vista della sicurezza. La periferia romana, ad esempio, per come è strutturata, con soli palazzi dormitorio e senza un tessuto anche urbanistico che favorisca l’instaurarsi di rapporti umani che possano favorire forme di controllo, non è facile da tutelare. Comunque nell’ultimo periodo c’è stato un grande sforzo per aumentare sul campo la disponibilità di personale addetto alla pubblica sicurezza ed i risultati si iniziano già a vedere. Hai ricoperto diversi importanti incarichi, qual è l’aspetto del Tuo lavoro che ti piace di più? Mi appassiona tutto, dall’attività di Polizia Giudiziaria, all’informativa, all’amministrativa, all’attività sul campo, ho fatto un po’ di tutto, l’importante è che quello che si fa lo si faccia bene, solo in questo caso si può essere soddisfatti della propria vita. DAL DISTRETTO DAL DISTRETTO > Iniziative Distrettuali Momenti formativi, gli incontri, i seminari organizzati dalle autorità distrettuali. della Roma, ha giustamente fatto la spola fra una panchina e l’altra. Nella seconda partita, la NIG ha accusato evidentemente contro la Roma degli scudetti 1983-2001 un calo fisico e forse anche di tensione dopo la delusione patita. Tuttavia è andata in vantaggio per prima con una bella triangolazione Matteo RecanatesiOcchi che ha superato Tancredi con un piatto sinistro. Poi sono saliti in cattedra i giallorossi – rinforzati (?) da alcuni giornalisti della NIG di fede romanista: Massimo Tecca, Mino ed Emilio Fuccillo, Vasco Pirri, Fabrizio Bandinelli – trascinati da capitan Derby dei due scudetti per il Rotary La Lazio di D’Amico ha battuto la Roma di Spalletti, l’incasso della manifestazione al progetto “Lasciamoli respirare” ed ai terremotati d’Abbruzzo. La cronaca del torneo. triangolare di calcio che si è giocato allo stadio “Tre Fontane” dell’Eur è stato vinto dalla Lazio degli scudetti 1974-2000, che ha superato prima la Nazionale Giornalisti e poi la Roma con gli identici punteggi di 1-0 (gol di Bruno Giordano e di Marco Anselmi, conduttore di Radio 6 inserito nel secondo tempo nella formazione dei biancoazzurri). Nella terza partita del torneo, la Roma ha battuto la NIG per 3-1. La Lazio schierava, fra gli altri, l’attore Pino Insegno, il secondo portiere dello scudetto 2000 Ballotta e il suo compagno di reparto Pancaro, un pimpante Piscedda al centro della difesa, un mobilissimo Venturin a centrocampo, un sempreverde Giordano al centro dell’attacco, con una spalla in gran vena come Bezzi, e un sapiente e smagrito D’Amico in cabina di regia. Nel derby con la Roma, la squadra biancoazzurra, è stata guidata in panchina dal formidabile trio Lovati-Wilson-Manzini, assistiti dai due massaggiatori dello scudetto 1974 Armando Esposito e Luigi Trippanera. Il dottor Alicicco, che ha vinto lo scudetto del 1974 con la Lazio come secondo di Ziaco ed entrambi gli ultimi due scudetti Nela e uno Spalletti incontenibile. Due volte Cappioli e una Scarchilli battevano il valorosissimo Pucci. Il triangolare si è deciso quindi nella terza gara, l’attesissimo derby dei due scudetti, dove c’era ancora molta NIG (Lomonaco si è aggiunto ai precedenti prestiti alla Roma, Milioni e Bezzi sono rimasti a ingrossare le file della Lazio). Un inesauribile D’Amico, che per non perdere lucidità aveva rinunciato al secondo tempo del primo match con i giornalisti, è salito in cattedra, non ha più chiesto cambi e ha dettato i tempi alla propria squadra durante tutta la partita fino a condurla alla vittoria. Era quindi capitan D’Amico a ricevere dal promotore della manifestazione Alberto Cecchini un bellissimo trofeo messo. Grande successo della manifestazione confortata da un pubblico folto, dai collegamenti in diretta di SkySport24 (con interviste ai principali giocatori e al capo dell’organizzazione Franco Recanatesi) e di molte radio romane. Alla fine, assalto degli spettatori ai loro beniamini per foto e autografi. Particolarmente gettonato Luciano Spalletti che in veste di giocatore ha mandato in visibilio il pubblico di fede romanista e che, dando prova di grande sensibilità e generosità, ha voluto versare un personale contributo al progetto “Lasciamoli respirare”. 33 PAUL Grande successo della manifestazione “Derby della Solidarietà”, o “Derby dei due Scudetti”, organizzata su idea del Rotary International distretto 2080 (grazie all’iniziativa del governatore Alberto Cecchini) e della Croce Rossa Italiana, nell’ambito del progetto “Lasciamoli respirare” che raccoglie fondi per la formazione di personale scolastico a contatto con i bambini tendente alla conoscenza delle misure di pronto intervento in caso di ostruzione delle prime vie respiratorie. L’incasso è stato questa volta devoluto per la metà ai terremotati d’Abruzzo. Il DAL DISTRETTO DAL DISTRETTO > Iniziative Distrettuali Momenti formativi, gli incontri, i seminari organizzati dalle autorità distrettuali. al Workshop per i Presidenti eletti su “Come gestire un club efficiente”. Pirisi ai vertici mondiali: per il Rotaract E’ sempre un’emozione partecipare ad una convention del Rotary International, lo stesso rituale, ma ogni volta con un’atmosfera nuova propria del luogo che ospita l’evento e con la ricchezza di umanità che arriva da tutto il mondo rotariano che si riunisce per l’occasione. Quest’anno Birmingham ha accolto gli oltre 20.000 rotariani riuniti per celebrare la 100sima convention internazionale e la conclusione dell’anno rotariano. Il “Make dreams real” è diventato “I made dreams real” un muro di adesivi con questo motto che si possono staccare donando per la polio e scoprendo pian piano il logo del Rotary ed il tema dell’anno, una delle tante particolarità di quest’anno. E poi come sempre la sessione di apertura “Non so veramente grazie a quali meccanismi io sia sta nominato come membro dell’organismo del Rotary che a livello internazionale decide come seguire ed impostare l’azione del Rotaract, è un onore inatteso ed un grande privilegio”. Con queste parole a caldo Filippo Maria Pirisi Governatore del Distretto 2080 nell’anno 2002-03 ha commentato il suo ingresso in quel ristrettissimo organo di soli 6 elementi che a livello mondiale si occupa del Rotaract costituendo l’organo di consultazione del Presidente Internazionale che elabora programmi, organizza la preconvention dedicata al RTC, studia ricca di colori, quest’anno basata sul mix east-west, la cultura occidentale che incontra e si fonda con quella orientale, anche grazie alla presenza di bellissimi gruppi folkloristici coreani in onore del Presidente Lee. Ed ancora lo straordinario intervento del Segretario delle Nazioni Unite, le parole toccanti che vanno dirette al cuore, ma senza retorica, di Mia Farrow. E con molto orgoglio un Distretto 2080 fortemente presente. L’immagine del Colosseo con la scritta End Polio Now che imperversa: è stata proiettata nel workshop della Pubblica Immagine, in quello della Polio e soprattutto con grande sorpresa e commozione nella seduta plenaria alla presenza di circa 16.000 persone durante la relazione del Presidente della Fondazione Rotary J. Majiyagbe. La presenza del nostro Distretto nell’elenco, sempre presentato in sessione plenaria, dei 100 distretti che faranno parte del Programma pilota della fondazione Rotary ed ancora l’applaudita relazione di Pier Giorgio Poddighe la situazione e propone cambiamenti per il governo dei giovani rotaractors. Pirisi vanta una tradizione familiare davvero importante in ambito rotariano, il Papà Renzo fu Governatore nel 76-77. Filippo è di fatto nel Rotary dal 67 quando fondo’ il Rotaract Club Cagliari, è stato RD, poi ha occupato ruoli sempre più importanti nel Rotary fino ad essere responsabile di zona della Rotary Foundation per (tra il 2002 ed il 2006) ed istruttore distrettuale. E’ Professore Ordinario di Chimica degli alimenti presso l’Università di Cagliari ed è stato eletto da qualche giorno Preside della Facoltà di Farmacia presso la medesima Istituzione. Ora lo attende un nuovo incarico in ambito rotariano per cui ha già le idee chiare “Ritengo che ci sia qualcosa che non va nell’organizzazione attuale del Rotaract, – esordisce Pirisi – innanzitutto c’è un gap troppo alto tra il diciottenne ed il trentenne, difficile che stiano bene insieme, e poi se si considera che oggi tra i 26- 27 anni si è già maturi per il Rotary, credo sia giusto abbassare l’età di massima permanenza tra i giovani e facilitare un accesso anticipato tra i rotariani. Per il resto trovo che spesso i rotaractiani siamo molto bravi nell’organizzare attività di reperimento di fondi, a volte più dei rotariani, dovrebbero però a tal proposito iniziare ad utilizzare più spesso gli strumenti che la Rotary Foundation mette loro a disposizione, il Matching grant ad esempio. In tal modo potrebbero raddoppiare il risultato, certo in questo caso c’è da lavorare un po’ di più (un conto è affidare denari ad un soggetto, altro è costruire un progetto di matching grant) ma ne vale la pena”. Idee chiare e schiette, (tipico del personaggio), frutto di una conoscenza approfondita del Rotaract e del Rotary e di una passione per tale associazione che viene da lontano, ecco il vero motivo dell’ingresso nel board per l’RTC: un riconoscimento ed un premio meritato. 35 PAUL 2080 PROTAGONISTA A BIRMINGHAM… ecco un estratto dal “diario” di lucio Planera, rotariano del cluB Monti lePini, sulla sua visita ai “ProJect site” del M atcHing grant Post tsunaMi. ROTARY > Il Rotary ed il progetto post tsunami FOUNDATION “…..decisi di andare in Tailandia quando il Governatore, in occasione del Seminario Distrettuale della Fondazione Rotary tenutosi a Roma, incitò i rotariani a visitare in quel Paese i Centri della St. Camillus Foundation of Thailand presso i quali si svolgevano le attività di educazione e prevenzione/ protezione dal virus HIV/ AIDS previste dal programma noto come “Progetto Post Tsunami”. Tale programma, che beneficia di un contributo della Rotary Foundation”, è stato finanziato dal Distretto 2080 (il nostro) grazie alla raccolta fondi effettuata in occasione della tragedia che colpì il Sud Est Asiatico nel dicembre 2004. Al progetto partecipano anche il Distretto 2060 ed il Rotary Club Bangkok South. La nostra presenza personale avrebbe dimostrato ai padri Camilliani, partners operativi del progetto, la vicinanza del nostro Distretto e l’apprezzamento per l’opera svolta. I preparativi sono stati frenetici. La preziosa assistenza di Renato Porzio, del RC Bangkok Sud, e del Coordinatore Distrettuale RF Silvio Piccioni mi ha fatto comprendere ancora di più cosa significa, nel Rotary, “instaurare rapporti di tipo amichevole” (ho solo sei mesi di militanza rotariana!). Dopo l’arrivo presso il Centro Camilliano di Takua Pla nella provincia di Pang Nga abbiamo assistito ad una seduta dimostrativa di educazione alla prevenzione, networking ed accesso alle cure. Una ventina i partecipanti, uomini e donne tutti sieropositivi; hanno prima discusso su come si diffonde l’HIV, come si sviluppa e come si trasforma in AIDS. Poi la dimostrazione sulla diffusione del contagio. Ognuno aveva un bicchierino d’acqua: rappresentava il sangue. Uno solo dei bicchierini conteneva una soluzione reagente che, al contatto con un particolare prodotto chimico, si sarebbe colorata di rosso. Mediante l’utilizzo di una siringa ognuno ha versato acqua nel bicchierino di altri partecipanti, ricevendone a sua volta: il gesto stava a significare la promiscuità dell’attività sessuale. A conclusione dello scambio in tutti i bicchierini è stato aggiunto il particolare prodotto chimico. Solo alcuni si sono colorati di rosso: avevano ricevuto l’acqua dall’unico bicchiere considerato “infetto”, quello con la sostanza reagente. Successiva discussione imperniata sulla necessità che il sieropositivo, una volta venuto a conoscenza dell’infezione ne dia comunicazione alla famiglia vivendo con responsabilità il suo nuovo stato. Molto interessante la questione sui comportamenti che individuo e comunità dovrebbero tenere nel pubblicizzare e combattere l’infezione per costruire un’attitudine positiva basata sulla misericordia e sul perdono. Finalmente Bangkok! Incontro con il vero regista del nostro viaggio: Renato Porzio, Past President del RC Bangkok South. Ovviamente immediato invito a cena con altri amici rotariani. Fra gli ospiti anche il Nunzio Apostolico per la Thailandia, S.E.Mons. Salvatore Pennacchio. ROTARY FOUNDATION ROTARY FOUNDATION Molto amichevole la riunione con il RC Bangkok South, Presieduto da Robert Brown. Particolari parole di ringraziamento e apprezzamento a tutti i rotariani del nostro Distretto per aver scelto il loro territorio per l’importante intervento umanitario. Rituale scambio dei guidoncini dei rispettivi Club. A nome del Governatore Alberto Cecchini ho consegnato anche quello del Distretto 2080 con il logo ed il motto del Presidente del Rotary International D.K.Lee e, naturalmente, il nome di Alberto. Sempre con l’assistenza dell’amico Renato, l’incontro con Padre Giovanni Contarin, responsabile dei Centri Camilliani per la prevenzione e la cura dell’HIV-AIDS di Rayong, Lat Krabang e Pang Nga. Parlandoci delle sofferenze che l’AIDS comporta, Padre Giovanni (Alumno dei Centri Rotariani per la Pace) ci ha accompagnato a visitare i malati distesi ormai senza più forze su file di lettini posti in ampie camerate. E ci ha parlato delle morti che la malattia provoca. Padre Giovanni ci ha invitato a mangiare con quei bambini festosi, chiamandoli per nome, uno per uno e, solo dopo aver capito a modo suo che forse eravamo pronti, ci ha fatto partecipi del suo sogno di poter sconfiggere l’HIV-AIDS grazie anche all’aiuto del Rotary. Dopo averci ben fatto comprendere che la diffusione della malattia è causata dalla grande propensione degli uomini tailandesi a tradire le proprie mogli, ha accennato alla diffusione del sesso incontrollato tra i giovani ed alle situazioni di abuso come elemento di diffusione dell’infezione ai nostri giorni. A seguito delle campagne di cura e prevenzione il numero dei malati locali è passato dai circa 1,5 milioni di 10 anni fa agli attuali 300 mila che, con opportune cure, potrebbero essere salvati. Per combattere la diffusione del virus HIV e’ necessaria un’azione coordinata di tutti coloro che sono coinvolti nei programmi a tutti i livelli. L’integrazione delle attività (educazione alla prevenzione, protezione, cura di adulti e bambini e ricerca scientifica) è la carta vincente che in pochi decenni potrebbe aver ragione sulla malattia. La strategia dei Camilliani è di recuperare al massimo il rapporto della gente con la propria cultura, le tradizioni ed il proprio credo. In questi anni, ha concluso Padre Giovanni, “ho potuto notare come questi programmi, che si trasformano in processi educativi con partecipazione attiva, siano l’elemento portante per un risultato positivo in termini di prevenzione dal virus e miglioramento della qualità della vita.” Egli considera il nostro progetto del tutto coerente con le esigenze locali. Al riguardo mi ha incaricato di ringraziare i rotariani del nostro distretto per aver voluto il progetto che, nei tre anni della sua durata, sarà di grande aiuto per la lotta al virus. Sull’aereo del ritorno ho riflettuto sul motto “Make Dreams Real” ed alla figura stilizzata della madre con bambino che lo accompagna. Ho pensato anche ai tanti bambini che, grazie al lavoro di Padre Giovanni, ho visto sorridere. A 10 mila metri di altezza improvvisamente mi è sembrato di uscire dal frastuono, di percepire il rumore sommerso della sorgente, il senso della vita e della dignità di ognuno di noi. Grazie Rotary! 37 PAUL ROTARY FOUNDATION ROTARY ROTARY FOUNDATION > Distretto vincente per la Rotary Foundation un I successo aver centrato l’ingresso “Magnifici 100”, silvio Piccioni, nei coordinatore distrettuale rf Presenta le caratteristicHe del Progetto. FOUNDATION l Distretto 2080 ha superato la selezione per far parte dei 100 “Distretti Pilota” che, in tutto il mondo, parteciperanno alla sperimentazione triennale del nuovo Piano. La fase pilota avrà inizio il 1 luglio 2010 ed il Piano andrà a regime nel 2013. Nel 2017 la Rotary Foundation celebrerà il suo primo secolo di vita. In previsione di questo importante anniversario gli amministratori hanno sviluppato un piano destinato a semplificare i processi per le sovvenzioni ed indirizzare maggiori risorse a progetti di grande impatto. Nuove opzioni dei programmi agevoleranno la realizzazione degli obiettivi locali e globali. Ai Distretti verrà dato maggior potere decisionale. Il tutto anche con l’intento, non secondario, di aumentare la visibilità al Rotary. Fatto pressoché nuovo per noi sarà lo sviluppo di partenariati strategici con organizzazioni specializzate nelle sei aree di interesse.Il primo passo per lo sviluppo del nuovo piano è stata l’adozione di una nuova missione della Fondazione Rotary: “consentire ai rotariani di promuovere la comprensione, la buona volontà e la pace nel mondo migliorando le condizioni sanitarie, sostenendo l’istruzione e alleviando la povertà”. Da questa formulazione della missione derivano sei aree di interesse: Pace e prevenzione/risoluzione dei conflitti, Prevenzione e cura delle malattie, Acqua e servizi sanitari, Maternità e salute dei bambini, Alfabetizzazione ed educazione di base, Sviluppo economico e comunitario. Secondo il nuovo modello le sovvenzioni a sostegno dei programmi saranno di due tipi: Sovvenzioni distrettuali: a valere dei Fondi di Designazione Distrettuale. I Distretti potranno utilizzare il 50% dei FODD con minori vincoli rispetto all’attuale sistema. A loro saranno devolute attività amministrative e di controllo fin qui svolte dai servizi della Rotary Foundation. Sovvenzioni globali: destinate a finanziare progetti a carattere umanitario ed educativo di importo più elevato e di grande impatto, purché destinati a fronteggiare occorrenze in una delle sei aree di interesse. Per accedere alle sovvenzioni i Club ed i Distretti dovranno qualificarsi ed essere “certificati”: al riguardo verrà impostata un’adeguata attività formativa. Per i Distretti Pilota la formazione e la pianificazione avranno inizio nel 2009/10. Governatori Eletti e Presidenti delle Commissioni RF concluderanno le attività formative a San Diego (California) nei giorni che precederanno l’Assemblea Internazionale. Un adeguato piano di transizione consentirà il passaggio da un modello all’altro. Alcuni degli attuali programmi e tipi di sovvenzione verranno gradualmente eliminati. Fra questi le Borse degli Ambasciatori pluriennali e culturali, le sovvenzione per docenti universitari e le sovvenzioni per servizi di volontariato. INIZIATIVE - INCONTRI - PREMI DAI CLUB > Solidarietà ed amicizia senza frontiere Portato a terMine il Progetto del cluB “suBiaco”. N el maggio delle ginestre e delle rose, il Club ha consegnato un Impianto Fotovoltaico completo alla Congregazione dei Padri Giuseppini del Murialdo; la strumentazione fornirà energia elettrica alla costruenda Scuola della Missione, in uno dei Paesi più poveri del Mondo: la Guinea Bissau. al cluB roMa cassia È stato diBattuto un iMPortante teMa giuridico. ’incontro, svoltosi il 15 maggio, ha talmente coinvolto i presenti, che il successivo dibattito è stato più lungo dell’introduzione al difficile argomento, effettuata dall’Avv. Domenico Inzitari. Una breve nota ce la manda Sergio La Via, Segretario del Club, e noi ne riportiamo le parti salienti. INIZIATIVE - INCONTRI - PREMI DAI CLUB > Ricordare chi ci ha preceduto nutre la speranza nel futuro il cluB “cagliari sud” coMMeMora M ario de sotgiu, socio fondatore e Poi Presidente. L’Istituto sarà in grado di accogliere fino a 350 alunni e potrà, con l’elettricità prodotta in proprio, far fronte alle proprie necessità, magari prolungando l’attività anche nelle ore serali. Il Progetto del Club si è concretizzato anche grazie al concorso Distrettuale (attraverso un contributo reso disponibile da Rotary Foundation come Sovvenzione Semplificata), ma ha poggiato sulle solide basi fornite da una apposita raccolta fondi iniziata lo scorso anno tra i Soci del Club e i loro amici; tutto questo dimostra che, operando nella linea di continuità, si arriva a realizzare pure i Progetti di ampia portata, quelli che difficilmente si portano a termine nel singolo anno. Un plauso al Club che ha mandato ai ragazzi e agli operatori della Missione, oltre all’affetto e alla testimoniata vicinanza dei Rotariani, anche un po’ di luce per alleviare, almeno in parte, i disagi quotidiani da affrontare. > I profili della Responsabilità Amministrativa L DAI CLUB La questione centrale è se la legge abbia di fatto introdotto un aspetto di totale novità, addirittura vietato dalla Costituzione, quello della responsabilità penale delle Persone Giuridiche. Ad oggi, ad onor del vero, si parla di sola responsabilità amministrativa, ma si sente già il sapore di sanzione penale e la moderna tecnica legislativa sembra più indirizzata a ritenere responsabile di reati non solo le Persone Fisiche che li commettono, ma anche quelle Giuridiche che se ne avvantaggiano. Da esempio ci sono la legislazione in materia di privacy o quella recente sulla sicurezza del lavoro. Tra i giuristi, c’è chi si dichiara sconvolto da questa novità, che ha brutalizzato un modo millenario di ragionare, ma c’è chi non è contrario a questa impostazione, anche se nota che la vaghezza delle norme e la costante “inversione dell’onere della prova” stiano rendendo impossibile la difesa (e le Imprese vengono condannate, qualunque cosa dicano o facciano). N el ricordarlo, con grande rimpianto, il Presidente del Club Alberto Desogus ha riportato alla memoria il suo attaccamento, la sua correttezza e le molte seguitissime conferenze tenute. Quel mercoledì 11 marzo 2009, all’Hotel Mediterraneo di Cagliari erano molti i convenuti e tutti avevano qualcosa da rammentare; del resto, Mario è stato anche Sindaco della Città e Rappresentante della Municipalità, nella sentita Sagra di S. Efisio, per ben sette anni. Tra gli interventi, c’è stato quello del giornalista Giovanni Sanna che ne ha ricordato le doti morali e anche il passato di buon giocatore di calcio. Lo scrittore Paolo Fadda, invece, ha voluto esaltarne l’impegno politico e la correttezza di comportamento in ogni occasione. Ha concluso l’incontro il Presidente del Club che ha ringraziato gli oratori e ha voluto spendere ancora parole appassionate nel commosso saluto finale. assegnato al “Banco sanitario” il PreMio del cluB “roMa est”. > “Una Goccia nel Mare” giunge alla decima edizione G iunto alla X Edizione, il Premio “una Goccia nel Mare” è stato assegnato quest’anno alla nuova iniziativa di solidarietà denominata “Banco Sanitario”. Il Banco Sanitario è un nuovo Progetto che si affianca al Banco Alimentare nella raccolta di materiale sanitario destinato a minori, anziani e bisognosi di cura e sostegno. La raccolta del materiale, presso le farmacie di Roma, è iniziata nel maggio e utilizzerà la rete di volontariato che ha già fornito eccellente prova nelle giornate di raccolta promosse dal Banco Alimentare. Merita ricordare che quest’ultimo nacque sull’iniziativa supportata dalla maggior parte dei Club Romani. Le finalità del nuovo Banco sono state illustrate, al momento della consegna del Premio, da Massimo Perrotta, Presidente dell’Associazione Banco Alimentare. Con l’assegnazione al “Banco Sanitario” del Premio “una Goccia nel Mare” (una dote in denaro e un simbolico oggetto artistico), si è voluto dare risalto al costante impegno di tutti i Soci del Club stesso. Il Premio, voluto da Roberto Panella, nel ricordo di Mario Lucherini, nel passato è andato a personaggi come: Don Mario Picchi, Alberto Cairo, Don Mario Molisano, Paolo Bonolis, Don Pietro Pugliesi, Renata Polverini e altri. 41 PAUL DAI CLUB DAI CLUB > Un Parco Giochi intitolato a Paul Harris INIZIATIVE - INCONTRI - PREMI inaugurato di recente È stato realizzato dal cluB “latina Monti lePini”. DAI CLUB INIZIATIVE - INCONTRI - PREMI Titta Giorgi, l’Assistente del Governatore Rotary Angelo Nicotra ed il Coordinatore Distrettuale della Fondazione Rotary Silvio Piccioni. E’ stata una bellissima festa e il Parco, già disponibile per la gioia dei bambini e la tranquillità di nonni e genitori, avrà servizi aggiuntivi nel prossimo autunno. La soddisfazione dei Soci del Club era grande: far sentire nel proprio territorio una presenza concreta era il sogno di tutti e, finalmente, questo sogno si è avverato; forse, il sogno stesso avrà un seguito. Negli anni a venire, infatti, potrebbero essere il Prestigioso PreMio del cluB “roMa sud ovest” Parte con la PriMa edizione. > Un Premio per Giornalisti e Praticanti I l Premio “Grazio Ammaturo”, intitolato al Giornalista e Uomo di Cultura che tanto ha fatto nella sua breve vita per mantenere ed elevare il valore di Guidonia e della sua Gente, è cosa realizzata. Come preannunciato sul Paul dello scorso settembre (a pagina 50), il Premio di mille euro e il Trofeo appositamente preparato sono assegnati in base al Regolamento già pubblicato. La presenza alla cerimonia del 25 giugno, presso il Grand Hotel Duca d’Este, è quella delle grandi occasioni: oltre a firme prestigiose del giornalismo italiano, sono coinvolte le Istituzioni locali e i vertici del Rotary: l’augurio che l’iniziativa possa proseguire ininterrottamente negli anni è cosa semplicemente scontata. castelli roMani” Ha onorato la scoMParsa D lla inaugurazione erano presenti, oltre ai Soci e al Presidente del Club Pietro Bernabei, il Sindaco di Sezze Andrea Campoli, il Presidente dell’Astral il cluB “guidonia Montecelio” il cluB “roMa di due Pionieri. omenica 24 maggio 2009 a Marino, presso la stele commemorativa di Via Quasimodo, si è ricordato l’ottantesimo anniversario dell’incidente occorso al Sergente Luigi Teggia e al Motorista Giuseppe Ciaraglia; i due avieri sono caduti sul nostro territorio nell’adempimento del dovere il 7 maggio del 1929, mentre sperimentavano nuove tecniche di volo. Per l’occasione, il Club A trovati altri spazi da attrezzare, perché il Rotary sia presente fattivamente anche sul posto, come lo è da sempre dovunque ci sia da fare qualcosa. DAI CLUB > 80° anniversario da ricordare È stato conferito il 19 Maggio. aveva già provveduto alla ristrutturazione del monumento. <Ottant’anni fa l’intero Paese era orientato su iniziative nel campo dei brevetti tecnici, della scienza, così come delle grandi esplorazioni>, ha detto il Sindaco di Marino Palazzi <erano operazioni avanguardistiche che, peraltro, hanno fatto la fortuna del nostro Paese nella ricerca scientifica e nella produzione di velivoli e mezzi di trasporto ad alto tasso tecnologico; noi intendiamo valorizzare l’impegno e la collaborazione sul territorio tra Istituzioni e Associazioni nel promuovere incontri tesi a rendere cosciente la memoria collettiva. Sono, questi, parte importante per la crescita della nostra Società, affinché l’Italia non smetta di essere consapevole del proprio passato, nell’auspicio di costruire un futuro colmo di speranze e di nuove risorse per tutti”. > La “Ruota d’Oro” assegnata all’Istituto Nazionale per la Grafica R oberto Ristori ci manda un resoconto della cerimonia, che pubblichiamo in sintesi: <la manifestazione, che si celebra ininterrottamente ormai da 24 anni, fu creata per la tutela e la valorizzazione dell’Artigianato Artistico e successivamente venne estesa anche alla Cultura. Nel corso degli anni, la consegna del Premio, assegnato a Personaggi e Istituzioni di rilievo, è sempre avvenuta in posti di prestigio: dal Ministero dei Beni Culturali al Teatro dell’Opera, dal Palazzo della Cancelleria al Comando della Guardia di Finanza, dal Palazzo della Civiltà del Lavoro fino al Museo delle Arti e Tradizioni Popolari, dove si sono svolte le ultime edizioni con Mostre aperte al pubblico e protrattesi per diversi mesi. Quest’anno il Premio ha avuto una duplice valenza: per la “Cultura” è stato assegnato all’Istituto Nazionale per la Grafica mentre per l’“Artigianato Artistico”, è stato conferito ad Antonio Sannino, straordinario maestro calcografo, simbolo dell’Istituto, che nel corso dei suoi oltre 40 anni di attività ha collaborato con i migliori artisti dell’era moderna. La premiazione è stata effettuata nella Sala Dante del bellissimo Palazzo Poli che apre le sue finestre sulla Fontana di Trevi. L’Istituto per la Grafica, che la propria sede proprio in questo Palazzo, è nato dalla fusione della Calcografia di Stato con il Gabinetto delle Stampe, vanta meriti che lo classificano come il più importante del Mondo per qualità e quantità delle sue collezioni (superano sia quelle del Louvre che dell’omologo Istituto di Madrid). La consegna dei premi, accompagnata dalle motivazioni, è stata preceduta dagli interessanti interventi del Gen. Luigi Magliuolo, Presidente del Club, della Dr.ssa Serenita Papaldo, Direttore dell’Istituto e dell’ Ing. Fabrizio Petrosino, Assistente del Governatore>. 43 PAUL DAI CLUB INIZIATIVE - INCONTRI - PREMI DAI CLUB > Il Premio “Tevere” assegnato al Sindaco di Roma Gianni Alemanno il Prestigioso riconosciMento del È giunto alla Xiii edizione. cluB “roMa tevere” N ella cornice dell’Hotel Flora in Roma, il 30 giugno 2009 il Premio passa nelle mani di Gianni Alemanno, Sindaco dell’Urbe ormai da più di un anno. La motivazione, che accompagna la Targa Ricordo già consegnata nel passato a Persone e Istituzioni per attività meritorie legate allo storico Fiume, ripete lo scopo dell’iniziativa e collega questo alla missione del Rotary: “Nel suo ruolo di Sindaco di Roma, l’Ing. Gianni Alemanno si è trovato a dover fronteggiare nel Febbraio 2009 la situazione di emergenza scaturita da una piena assolutamente eccezionale del fiume Tevere e dei suoi affluenti. In tale evenienza, nel quadro degli interventi un’iniziativa del cluB “cagliari nord” con uno “sPortello” dedicato ai giovani. o scorso 19 maggio, nella sala della Giunta Comunale di Cagliari a Palazzo Baccaredda, è stato firmato un Protocollo d’Intesa importante fra il Club Rotary e l’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune: è così nato lo “sportello di ascolto” per i giovani, al fine di favorire lo sviluppo culturale e professionale delle nuove generazioni. Il Sindaco di Cagliari Dott. Emilio Floris, il Presidente del Club Rotary Dott. Gabriele Andria e l’Assessore Dott.ssa Daniela Noli hanno presentato alla stampa il Progetto che permette a ragazze e ragazzi di Cagliari, o che gravitano nel territorio per studio o lavoro, di incontrare Professionisti Rotariani; questo sarà possibile negli spazi del Centro Giovani gestito dal Comune, dove verranno date risposte ai quesiti inerenti le varie categorie professionali rappresentate. Il Progetto DAI CLUB > Ancora a proposito della Crisi Economica INIZIATIVE - INCONTRI - PREMI della Protezione Civile, ha personalmente coordinato con particolare competenza le azioni di difesa, di informazione e di soccorso necessari, atti a scongiurare ogni pericolo per le persone e per il patrimonio abitativo e monumentale della Città. Ha fatto seguire alla soluzione dell’emergenza, l’avvio di una serie di opere e di studi progettuali ..”. Il premio è stato consegnato dall’Ing. Giuseppe Fabio, Presidente in carica del Club. Un Presidente che ha voluto conferire al Premio un carattere interregionale iniziando a coinvolgere i Club Rotary posti geograficamente sul percorso del Tevere dalla sorgente alla foce, per cercare future sinergie progettuali e per favorire la conoscenza e l’amicizia reciproche. > Ascoltare i giovani per favorirne il futuro L DAI CLUB è stato realizzato grazie alla disponibilità dei Soci del Club, che intendono offrire consigli e collaborare con le Istituzioni, per mettersi fattivamente al servizio della comunità. Lo sportello informativo è attivo tutti i martedì pomeriggio, dalle 16 alle 19. ProMosso, il 9 Maggio, un convegno dal cluB “cagliari nord”. N el prestigioso salone del Consiglio Provinciale di Cagliari, a Palazzo Regio, ricca di storia e di significato per le Istituzioni Sarde, il Club ha organizzato una Tavola Rotonda su di un argomento quanto mai attuale: “Crisi economica, fasce deboli e povertà”. Dopo l’introduzione di Gabriele Andria, Presidente del Club, il Dott. Roberto Pili, Presidente del Consiglio Provinciale che ha patrocinato l’evento, ha sottolineato come negli anni scorsi la classe dirigente del nostro Paese abbia sottovalutato i segnali della Crisi in arrivo e come adesso sia necessario fare delle scelte che restituiscano fiducia alla gente. Le singole relazioni sono state svolte dai Rotariani Angela Quaquero ( A s s e s s o r e Provinciale alle Politiche Sociali), su “l’aumento del rischio di povertà nella Provincia di Cagliari”, Francesco Severino (Direttore Provinciale dell’INPS), su “le iniziative dell’INPS per le fasce deboli nella Provincia di Cagliari” e Giuseppe Scura (Direttore di Confcommercio Cagliari), su “riduzione dei consumi e crisi economica”. Molto interesse ha destato l’intervento di Don Marco Lai (Direttore della Caritas Diocesana di Cagliari), che ha evidenziato la crescita del numero di famiglie che toccano la soglia della povertà, magari per l’improvvisa perdita del posto o soltanto perché non basta più uno stipendio per fronteggiare le esigenze di una famiglia. Due dati drammatici sono emersi dagli interventi: la quintultima posizione della Sardegna fra le Regioni Italiane per disponibilità di reddito e il fatto che siano le donne le prime vittime della crisi (non riescono a mettere insieme lavoro e famiglia, spesso mantengono i figli da sole e trovano occupazioni “in nero”). Al Convegno è stato dato ampio risalto dalla Stampa locale, che ha tratto spunto dall’iniziativa Rotariana per diffondere informazioni e commenti sul grave problema. 45 PAUL DAI CLUB DAI CLUB DAI CLUB > E se gli Stranieri imparassero la lingua italiana? INIZIATIVE - INCONTRI - PREMI in caMPo un Progetto del cluB roMa tevere cHe servireBBe ancHe a noi. P unto cardine nel Programma del Presidente Giuseppe Fabio, il tema è rientrato nel Progetto di più ampio respiro, ideato per favorire l’integrazione di gente che proviene da realtà diverse. Per ottenere un risultato completo, infatti, il Club ha organizzato un Corso indirizzato sia ai comparti sanitario e istituzionale del lavoro, che alla conoscenza della nostra lingua. Il Corso ha coinvolto alcuni Soci del Club (Professori, Avvocati, Medici ed Ingegneri), che hanno prestato volentieri la loro opera intellettuale ai prenotati Allievi; l’appuntamento era dalle ore 18 alle 20 di ogni giovedì, presso una sede romana della C. R. di Fabriano e di Cupramontana (mostrando una solidarietà, che non siamo abituati a riscontrare in una Banca, ha messo a disposizione la propria sala riunioni come “aula didattica”). Velocemente è stata superata la fase iniziale (del resto, la difficoltà di far conoscere il progetto e di ottenere le adesioni, era nel conto) e 16 persone hanno seguito il Corso assiduamente; i Soci del Club hanno avuto la soddisfazione di constatare l’interesse di Filippini, Bielorussi, Ucraini e Peruviani, non solo per la lingua del Bel Paese, ma anche verso i suoi aspetti culturali, sanitari e normativi. Alla chiusura di metà giugno sono stati rilasciati gli Attestati di partecipazione al Corso e qualcuno sta’ pure pensando ad una Conviviale per il formale saluto tra Docenti e Allievi. Il successo è stato tale che si è pensato di replicare il Progetto nel prossimo anno, rendendolo disponibile a tutti i Club che volessero utilizzarne il format, magari chiedendo ai Docenti una disponibilità anche domenicale. DAI CLUB > Il carnevale a Venezia: diario postumo INIZIATIVE - INCONTRI - PREMI una gita caratteristica Per cluB cagliari nord. il I l diario di bordo, redatto da Leonarda Sforza, è pieno di entusiasmo e lo pubblichiamo in sintesi: <la mattina del 13, con freddo e pioggia, ci imbarchiamo sull’aereo. All’arrivo, come per incanto, lo scenario muta completamente: il cielo è terso e la laguna è piena di sole. Dal vicino molo salpiamo per Venezia. Arrivare dal mare è emozionante: si vede la sagoma dei palazzi, che diventa sempre più grande. L’albergo è nei pressi della Stazione, vicino al Ponte degli Scalzi. Tutto è stupendo: dai tendaggi d a m a s c a t i, all’arredamento, ai lampadari di Murano. Al ristorante ci accoglie Flavia, proprietaria del Palazzo “Gradenigo” dove ci sarà il ballo in maschera; con il marito Luca, sarà la nostra guida. Alcuni noleggiano un abito presso l’antica sartoria “Pietro Longhi”. All’interno l’atmosfera è magica: siamo circondati da costumi stupendi, da maschere, cappelli e bastoni da passeggio. E’ quasi l’ora di cena quando usciamo dall’atelier, dopo aver familiarizzato tra noi con la complicità dello stilista, Raffaele, che scopriamo avere origini sarde! La mattina dopo, di buonora, torniamo all’atelier a ritirare gli abiti. Presi dall’entusiasmo, scegliamo anche gli accessori: dalle scarpe, ai tricorni, ai guanti, alle mantelle, alle maschere ornate di piume: perché una volta all’anno è lecito fare follie! Poi profittiamo della bella giornata per passeggiare tra le calli e per scattare foto. Tante sono le maschere su ogni vaporetto, in ogni viuzza si incrociano famiglie con bambini, coppie, giovani e anziani mascherati. Tornati in albergo, ci prepariamo per essere pronti alle 19.30, ora in cui verrà a prenderci un personaggio mascherato per scortarci, a piedi e a lume di lanterna, fino al Palazzo del Doge. Il momento più atteso è quello dell’incontro col gruppo al completo nella hall: l’effetto è strabiliante! Siamo tutti bellissimi. I “rospi” e le “Cenerentole” sono diventati principi e stupende nobildonne. Decidiamo di fare una piccola DAI CLUB INIZIATIVE - INCONTRI - PREMI DAI CLUB sfilata verso piazza S. Marco. Varcata la soglia dell’albergo diventiamo protagonisti di una scena che ha dell’incredibile: gruppi di turisti di ogni nazionalità si avvicinano per fotografarci e farsi fotografare con noi. Per un momento ci sentiamo delle star di Hollywood! Puntuale arriva a prenderci l’uomo della lanterna. L’atmosfera è suggestiva: nella notte stellata, tutti in fila dietro al misterioso personaggio, percorriamo le calli verso il Palazzo. Sogno e realtà si mescolano insieme. Entriamo attraverso un immenso portone, saliamo la scalinata di marmo e troviamo ad accoglierci il Doge e la Dogaressa, attorniati dalla corte. Veniamo fatti accomodare in una grande sala per l’aperitivo m a s c h e r a t o. Il buffet è da favola. Gli aperitivi variopinti si accompagnano a delicate leccornie: ovetti di quaglia, anitra affumicata nella voliera in crosta, petto d’oca farcito con mascarpone e pere. Nell’immenso salone vi sono due splendide tavolate, illuminate da candelabri d’argento. Vengono servite le squisitezze del settecento. Tra tutte, l’ “oca rosta in foglia d’oro” e la torta a forma di cappello del doge. La serata è allietata dalla musica di un quartetto d’archi. Dopo cena si passa ai divertimenti: minuetti, giochi settecenteschi e cartomanzia. E’ l’alba quando ci accomiatiamo, col desiderio di tornare il prossimo anno. In tarda mattinata, andiamo al Ponte di Rialto. Curiosando tra le botteghe, ci dirigiamo verso Piazza S. Marco dove veniamo quasi risucchiati dalla folla: cortei in maschera, bande e figuranti. Ma il tempo trascorre in fretta, è ora di ripartire; qualcuno sale sull’aereo col tricorno in testa. Il sogno è finito, ma siamo contenti di averlo vissuto perché portiamo con noi un’esperienza da mille e una notte e, soprattutto, la gioia di aver scoperto nuovi amici e consolidato il gruppo, cosa non facile da realizzarsi con i soli incontri settimanali, decisamente più formali e scanditi da tempi piuttosto ristretti>. 49 PAUL DAI CLUB DAI CLUB > Il “terremoto finanziario” non ferma il Rotary INIZIATIVE - INCONTRI - PREMI il cluB “roMa olgiata”, con la ParteciPazione di altri 8 cluB, sta Portando avanti un iMPortante Progetto. I l Progetto “Tanzania 2009/Isola di Mafia”, per aiutare la popolazione del Villaggio di Utende, nacque da un colloquio del Presidente del Club Piero Nannini con la Presidente di “Onlus Karibuni” Cecilia La Rosa. Si proponeva di costruire un pozzo con pompe a mano (nella zona, con gravi deficienze idriche, è comunque sconsigliabile usare pompe elettriche ad immersione) e di fornire quasi 500 zanzariere trattate nonché medicinali antimalaria per gli oltre mille bambini del Villaggio. Impostato per la formula Matching Grant di Rotary Foundation (interessando il Club locale “Dar es Salaam”), guadagnò subito l’appoggio di due Club della Grecia (“Kerkyra” e “Kerkyra Nord”), di un Club della Germania (“Bad Homurg”) e di altri cinque Club Italiani (“Acquaviva/Gioia del Colle”, “Matera”, “Viterbo”, “Roma Foro Italico” e “Roma Palatino”); abbandonata tale formula, divenuta non realizzabile nel breve, il Club “Roma Olgiata” ha deciso di attivarsi comunque, ottenendo immediata approvazione da parte degli altri Club già disponibili e raccogliendo, come “capofila”, il denaro necessario per agire direttamente. Così, alla “Onlus Karibuni”, sono stati dati 12.600 dollari per realizzare quanto previsto. La consegna della somma è avvenuta ai primi di maggio, nella splendida Isola di Corfù dove si sono ritrovati, per “una cinque giorni da sogno” alcuni Soci dei Club Italiani e Greci coinvolti (accompagnati da amici dei Club romani “Cassia” e “Appia Antica”). DAI CLUB INIZIATIVE - INCONTRI - PREMI DAI CLUB Marina Gorga, Segretario del Club “Olgiata”, ha raccontato quel soggiorno nell’Isola dei Feaci per <fermare immagini e sensazioni, che ci faranno sentire più ricchi di cultura e di amicizia sincera>; così ha concluso la sua bellissima relazione e noi ne prendiamo alcuni punti, proponendoli ai nostri lettori che amano il personaggio di Ulisse (o di Odisseo, come Omero volle chiamarlo): <Odisseo uscito dal fiume giacque in mezzo alle canne e baciò la terra feconda….si distese nel mezzo e si coprì con le foglie….e Atena sugli occhi gli fece scendere il sonno> così Marina riprende il V Canto dell’Odissea per fotografare l’arrivo dei Rotariani Italiani a Corfù e prosegue sull’incontro con i Rotariani Greci, prendendo a prestito le parole che Ulisse rivolse nell’VIII Canto ad Alcinoo <è il mio ritorno che ti sto’ per raccontare>. Tutta la narrazione successiva è attraente, dalla descrizione del Monastero di Paleokastritsa, del Castello di Angelokastro, della Villa di Elisabetta (una felice Principessa Sissi diventata triste Regina d’Austria, che visse a lungo nell’Isola per curare la salute e dimenticare il figlio, il Rodolfo della tragedia di Mayerling), fino alla rara bellezza delle frasi sul rientro, che poggiano sui versi del XIII Canto dell’Odissea <Salì sulla nave Odisseo e si distese, in silenzio, essi sedettero ai banchi….e poi, piegati in avanti, sollevarono l’acqua del mare coi remi….correva la nave sicura, più veloce di uno sparviero……> 51 PAUL DAI CLUB Il meglio di di PILLOLE STORIA ROTARIANA > Come nacque il Rotary LE ORIGINI ED I PRIMI CLUB DI CHICAGO. SOCI DEL STORIA I primi 4 soci del Rotary nato il 23 febbraio 1905, a Chicago, da un’idea dell’avvocato Paul Percival Harris, avevano origini diverse, appartenevano a religioni diverse e svolgevano lavori e professioni differenti. L’irlandese Gustavus E. Loehr, professionista ingegnere meccanico era cattolico, Silvester Schiele commerciante di carbone, tedesco di origine ebrea mentre Hiram Shorey, artigiano sarto svedese, era protestante il cluB de la Havana È > Cuba ed il Rotary 1915-1916: Viene aperto un club a Cuba, primo Paese non in lingua inglese del Rotary. Il fondatore è Angelo L. Cuesta, membro del Club sponsor dell’iniziativa, il Rotary Club di Tampa in Florida. Nel 1917 il Club de La Havana conta già quasi 100 membri impegnati primariamente nell’acquisire spazi per parchi pubblici, palestre e luoghi di balneazione. uno dei PiÙ anticHi. Per sostenere gli oBiettivi dell’associazione ecco il Braccio oPerativo dell’associazione. come l’avvocato americano Paul Percival Harris. Nel 1905 entra il 5° rotariano, tipografo, Harry Ruggles ed il gruppo prende il nome di “Rotary Club di Chicago”. Nel 1907 Harris e soci svolsero la prima azione di interesse pubblico, raccogliendo fondi per dotare di toilettes pubbliche i dintorni del Palazzo Municipale di Chicago. L’idea Rotaryana si diffuse tanto rapidamente che già nel 1910 i club Rotaryani erano 16 con 1.500 soci. >Nasce la Fondazione Rotary 1916–1917: Arch C. Klumph, Presidente del Rotary International, propone la creazione di un Fondo di dotazione destinato a “fare del bene nel mondo”. Nel 1928 il Fondo supera i 5.000 USD, viene ribattezzato “Fondazione Rotary” e diventa un’entità autonoma all’interno del Rotary International. Cinque amministratori, tra cui Klumph, vengono incaricati di “conservare, investire e gestire tutti i fondi e le proprietà della Fondazione come un ente fiduciario, per sostenere gli obiettivi del Rotary International”. Due anni dopo, la Fondazione elargisce la prima sovvenzione, devolvendo 500 USD alla I.S.C.C. la società internazionale per bambini paralitici creata dal Rotariano Edgar F. Allen.