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Commercio Oggi
Registrazione al Tribunale di
Verona n. 458 del 12 aprile
1979 Anno 27° n. 24
Marzo 2009 Mensile della
Confesercenti di Verona
Spedizione in abbonamento
postale D.L. 353/2003 (conv.
in L 27/02/2004 n. 46) art. 1,
comma 1, DR VERONA
DIRETTORE RESPONSABILE
Daniele Pagliarini
PUBBLICITA’
Ufficio Commerciale
Ce. Se. Con. Verona
tel. 045 8624031
EDITORE
Ce. Se. Con. Srl
DIREZIONE, REDAZIONE E
AMMINISTRAZIONE
Via Albere, 132 - 37137
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[email protected]
IN REDAZIONE
Alessandro Torluccio,
Claudia Andreatta.
HANNO COLLABORATO
Luca Corradi, Giorgia
Pradolin, Caterina Ugoli,
Elisa Rizzi, Michele
Zammattio.
Impaginazione e grafica a
cura di Confesercenti Verona
FOTO
Archivio Ce. Se. Con.
STAMPA
Grafiche Aurora
Via della Scienza, 21
37139 Verona
ATTUALITÀ
SOMMARIO
5 EDITORIALE
Assemblea elettiva alle porte
6 ATTUALITÀ
La ricetta Obama
10 ATTUALITÀ
Traforo commerciale
12 DOSSIER
L’imprenditore è donna
14 VERONA
Bianchi nuovo presidente
della Camera di Commercio
16 ASSOCIAZIONE
Agenti a congresso
17 ASSOCIAZIONE
Revisione degli studi di settore
18 DIECIRIGHE
Compensi Siae 2009
19 FORMAZIONE
Corsi in partenza
20 GIALLOBLU
Talenti d’esportazione
6
Barack Obama punta sullo
Stato per uscire dalla crisi.
Più incidenza su energia,
economia e sanità
ATTUALITÀ
10
Il traforo porta con sè centri
commerciali e alberghi. Ultimo
retroscena di una vicenda in
chiaroscuro
DOSSIER
Aumentano le donne con
Partita Iva. Un esercito di
imprenditrici dalle idee
chiare sulla crisi
12
GI A L LO B L U
20
Veronesi di nascita, campioni
nel calcio. Storia di tre
ragazzi che sognano di
vestire gialloblu
EDITORIALE
di Fabrizio Tonini
ASSEMBLEA ELETTIVA
ALLE PORTE
I
l 26 marzo arriva una tappa fondamentale nel percorso di Confesercenti: l’assemblea elettiva, la quale deciderà chi
sarà a guidare l’associazione nei prossimi anni. Si tratta di una vicenda associativa che cade in un momento di grandi
trasformazioni e mutamenti, di tipo politico, economico, sociale e istituzionale, sia a livello internazionale che nazionale e locale.
Confesercenti ha dunque l’opportunità di riflettere
sul proprio senso di esistere e sulla propria missione nella fase probabilmente più complessa e incerta che si ricordi in tempi recenti.
Oggi più che mai c’è ancora molta voglia e bisogno
di partecipazione, di influire sulle scelte che le istituzioni dovranno compiere, dalla salvaguardia del
principio della certezza delle regole alle norme sul
commercio e turismo, dagli orari alla programmazione equilibrata e alla definizione delle aree sature, dalla semplificazione degli adempimenti alla
riduzione del carico fiscale nazionale e locale, dallo
sviluppo infrastrutturale come fattore determinante
della competitività del nostro territorio alla sicurezza e legalità.
E’ in questo contesto e anche per questo motivo che
intendiamo affrontare il nostro importante appuntamento con una attenzione ed una preoccupazione
ancora più grandi, con l’obbiettivo di creare le condizioni perché il nuovo gruppo dirigente possa, nel
metodo e nel merito, proseguire con un lavoro ed
una iniziativa politico sindacale funzionali ai bisogni di rappresentanza e di tutela che vengono dalle
piccole e medie imprese.
Fabrizio Tonini
Direttore Confesercenti Verona
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LA RICETTA
OBAMA
P o t e nz ia re
l’ in ci de n za d e llo
Stato
su ll ’e co n o mi a,
s u lla s a n i tà e s u l
se t t or e e ne r ge t i co .
Q u es t o i l p r im o
p a sso d eg l i S t a t i
Uni ti per usci re
dall a c ri si
I
l 20 gennaio 2009, con la cerimonia di insediamento presso il
Campidoglio,
sede
del
Congresso, Barack Hussein Obama
è diventato il 44° Presidente degli
Stati Uniti d'America. L’eredità che
gli è stata lasciata dal precedente
governo repubblicano presieduto
da George W. Bush però è tutt’altro
che confortante, in particolar modo
per l’imperante crisi economica che
ha occupato immediatamente il
primo posto nella lista delle cose da
fare. Con lo scopo di combattere
tale situazione, che ha messo in
ginocchio milioni di lavoratori, il
6
di Elisa Rizzi
neo–presidente ha scelto di intraprendere una strada molto diversa
rispetto a quella del suo predecessore, dichiarando come non sia più
possibile affidarsi «a quelle stesse
politiche che negli ultimi otto anni
hanno fatto raddoppiare il debito
pubblico e sbandare l’economia»
americana.
Il budget punterà a dimezzare il
deficit entro il 2013, ovvero si tenterà di passare dall’attuale somma
di 1300 miliardi di dollari, che corrisponde al 9,2% del Pil, a 533
miliardi, pari al 3% del Pil. Secondo
indiscrezioni la maggior parte dei
risparmi arriverà dalla volontà di
portare a termine la guerra aperta in
Iraq, ma non solo. A questo vanno
infatti aggiunti anche un aumento
delle entrate fiscali dai redditi superiori a 250 mila dollari l’anno e un
aumento dell’efficienza amministrativa.
Avviando gli Sati Uniti sulla via del
rigore e della lotta al deficit, Obama
ha quindi deciso di potenziare notevolmente il ruolo dello Stato non
solo in ambito economico, ma
anche in quello della sanità e del
settore energetico, attraverso manovre anti crisi ed interventi straordi-
nari. E così, dopo un lacerante braccio di ferro il Congresso ha definitivamente approvato nella notte di
venerdì 13 febbraio il maxi-piano
da 787 miliardi di dollari e 1073
pagine, per rilanciare l’economia
americana attraverso investimenti
infrastrutturali, tagli alle tasse e
misure sociali. Tale accordo rappresenta il maggiore sforzo che sia mai
stato fatto nella storia americana,
ancor più del piano Marshall lanciato durante la Grande Depressione
nel dopoguerra per la ricostruzione
dell’Europa. Stando alle parole di
Obama, che ha anche promesso di
fare in fretta a mettere in moto il
piano, esso «costituirà però una pietra miliare nella strada della ripresa» americana. Il “piano Obama” è
quindi pronto a partire, ma non in
un clima assolutamente bipartisan
come aveva sperato il neo-presidente, che non è riuscito ad imbarcare
anche i repubblicani nella battaglia
per il salvataggio dell'economia.
Infatti il piano, pur essendo stato
approvato sia alla Camera che al
Senato, non ha ricevuto i voti dei
repubblicani, i quali hanno votato in
blocco contro la legge. Un risultato
giudicato insoddisfacente dalla stessa Casa Bianca dopo tutto l'impegno
investito da Obama nel tendere la
mano ai repubblicani con incontri al
Congresso, inviti a colloqui e grande disponibilità ad ascoltare le
buone idee anche da parte del partito all'opposizione. Nonostante que-
AT TUAL ITÀ
sto fino all’ultimo, infatti, la destra
è rimasta salda nelle proprie posizioni ribadendo che la manovra
fosse troppo pesante per i conti pubblici e che avrebbe dovuto puntare
di più sulle riduzioni fiscali. Ma il
neo-presidente ha fin da subito puntato sul fatto che non sia possibile
«abbracciare la formula perdente
secondo cui l’unico modo di risolvere ogni problema è tagliare le
tasse, ignorando problemi urgenti
come la nostra assuefazione al
petrolio straniero, la crescita esponenziale dei costi della sanità, o il
decadimento di scuole, ponti, strade
e argini fluviali».
Il pacchetto di stimoli prevede che
il 38% dell’importo totale della
manovra, cioè 282 miliardi su 787,
sarà assorbito da varie forme di
sgravi fiscali. A beneficiarne saranno non solo le famiglie operaie e del
ceto medio, che potranno anche
avere una riduzione fino a 8 mila
dollari legata all’acquisto della
prima casa, ma anche i senza tetto,
gli orfanatrofi e le imprese. Gli stati
potranno emettere obbligazioni a
tassazione agevolata e ci saranno
incentivi fiscali per la diffusione
delle energie alternative. Per esempio Obama ha aperto la strada a drastici tagli nelle emissioni di gas
serra delle auto e ha ordinato al
ministero dei Trasporti di varare per
marzo norme nazionali che limitino
i consumi di auto e furgoni. Già nel
2007 era stata approvata una legge
che prescriveva un miglioramento
del 40% nell’efficienza dei veicoli
per il 2020, ma il governo Bush non
si era mai mosso in tal senso e ne
aveva ritardato l’applicazione.
Un’altra mossa sull’ambiente con
eco internazionale è stata compiuta
dal dipartimento di Stato: Hilary
Clinton ha nominato un inviato per
il cambiamento climatico. Sarà
7
Todd Stern, personalità non nuova
al ruolo. Egli infatti è colui che
aveva guidato la delegazione americana alle trattative sull’accordo di
Kyoto, in seguito respinto dallo
stesso Bush. Un elemento cruciale
nell’ambito di una trasformazione
profonda è la volontà da parte del
nuovo governo democratico di
porre fine alla dipendenza dal petrolio straniero. Obama ha infatti
dichiarato che il Paese non rimarrà
«ostaggio di risorse che scarseggiano» e costruirà «un nuovo modello
energetico capace di creare milioni
di occupati». A tale scopo 37,5
miliardi di dollari verranno investiti
nell’energia: dall’ammodernamento
8
delle attuali infrastrutture, alla
costruzione di nuove fonti energetiche ecocompatibili. Altri 196
miliardi serviranno invece a finanziare
programmi
sociali, in particolar
modo a favore dei
disoccupati. Infatti,
con l’inizio della
recessione, che risale al dicembre 2007,
gli americani disoccupati sono saliti a
quota 3,6 milioni.
Negli ultimi tempi i cittadini statunitensi hanno continuato a perdere
posti di lavoro arrivando addirittura
in alcune giornate a quarantacinque
mila licenziamenti. E questi, come
ha dichiarato Obama, «non sono
solo numeri su un foglio», ma si
tratta di uomini e donne le cui vite
sono state sconvolte. L’obiettivo del
programma anti-crisi è di creare o
quantomeno mantenere 3,5 milioni
di posti di lavoro. E, a tal proposito,
il governo ha stanziato 311 miliardi
di dollari destinati alla costruzione o
ammodernamento di autostrade, di
trasporti urbani, di ferrovie ad alta
velocità, della rete elettrica, oltre
che alla penetrazione della banda
larga, alla informatizzazione della
sanità e alla ricerca. In particolare
19 miliardi di dollari andranno alle
cliniche e ai nuovi sistemi informatici, 10 miliardi alla ricerca per il
cancro, l’Alzheimer, il cuore, le cellule staminali e il biomedicale.
Anche l’istruzione è entrata a far
parte del programma di aiuti: si tratta di 105 miliardi di dollari distribuiti tra i singoli stati, gli studenti
più meritevoli e quelli più bisognosi e l’assistenza ai bambini diversamente abili.
Inoltre la manovra introduce nuovi
tetti salariali per gli executive delle
società salvate con l’aiuto pubblico,
i quali non potranno essere pagati
con compensi superiori ai 500 mila
dollari l’anno almeno finché tali
istituzioni finanziarie non avranno
rimborsato al governo federale tutti
i fondi ricevuti per far fronte alla
crisi di liquidità.
Altre misure previste dal piano,
invece, sono ancora sotto esame. In
particolare la clausola “buy america”, per la quale la Casa Bianca è
stata accusata di protezionismo.
Tale manovra rappresenta solo una
delle strategie di Obama per uscire
dalla crisi. Un altro possibile rimedio è rappresentato dai 2000-2500
miliardi di dollari del piano ideato
dal segretario del
Tesoro, Tim Geithner, volto a salvare
le banche, rilanciare il credito e
togliere una parte
dei titoli tossici che
avvelenano la finanza. Una terza
medicina servirà
invece a stabilizzare il mercato
immobiliare aiutando i proprietari
in difficoltà e frenando così l’epidemia di pignoramenti.
Secondo la
gi unta T osi il
progetto
migl i ore è
quello della
Technital, che
p r o p o n e l ’ opera
pubblica i n
cam bio di
centri
commerci ali
TRAFORO
COMMERCIALE
di Daniele Pagliarini
uovo capitolo nella vicenda
del traforo delle Torricelle,
l’opera che dovrebbe chiudere l’anello tangenziale attorno
alla città. È stato scelto dalla giunta
comunale di Verona, infatti, il progetto della Technital, società costituita da costruttori e imprenditori
scaligeri. Il progetto, oltre a collegare le due tangenziali est e ovest, prevede la possibilità, alle entrate e alle
uscite, di costruire centri commerciali e strutture alberghiere:
«Questo è un sistema che non è più
accettabile – ha commentato
Fabrizio Tonini, direttore di
Confesercenti Verona -. La faccenda
si è già ripetuta con le ex-cartiere,
dove sorgerà un altro centro commerciale sempre dello stesso operatore. Verona, la sua provincia e suoi
lavoratori del commercio non possono più sostenere altre strutture di
questo tipo. Si sta andando verso un
vero e proprio monopolio, in mano
10
esclusivamente alla grande distribuzione». Ed infatti dietro la Technital
siedono due vecchie conoscenze
dell’imprenditoria veronese: il
gruppo Mazzi e il gruppo
Brendolan. Il primo ha già avuto in
concessione la costruzione del centro commerciale alle ex-cartiere,
oltre ad avere partecipazioni nella
società che gestisce l’autostrada A4,
collegata al traforo; il secondo è il
titolare del gruppo Famila, che già
ha operato con questo sistema ottenendo l’allargamento del Verona
Uno a San Giovanni Lupatoto (promettendo al Comune una caserma
per i carabinieri che non si è ancora
vista, mentre il centro commerciale
funziona a pieno ritmo già da un
po’…).
«Chiediamo al più presto un chiarimento su questa faccenda, visti i
volti noti che operano dietro la
Technital, la società il cui progetto
sembra il più papabile. Se all’inter-
no di questa siede un grosso operatore della grande distribuzione commerciale veronese, sembra più che
ventilata l’ipotesi della creazione di
altri centri commerciali», ha proseguito Tonini.
Confesercenti chiede, quindi,
all’amministrazione di Palazzo
Barbieri un incontro urgente: «Ci
aspettiamo al più presto una chiamata dal Comune – ha concluso
Tonini –, perché non è possibile che
certe cose così importanti per l’economia del territorio si vengano a
sapere solo dalla stampa, senza che
le associazioni di categoria, cioè chi
ha veramente il polso della situazione, sia minimamente coinvolto». Il
rischio, ancora una volta è che
venga favorito chi ha una importante disponibilità economica, a scapito dei piccoli e medi imprenditori
che, loro malgrado, possono solo
stare a guardare e aspettare che la
crisi passi da sola.
di Caterina Ugoli
L’ IM P RE N D IT O RE È D ON N A
Imprese del commercio rosa in forte
c res c ita a V erona, sec onda
i n V eneto s ol o a Pad ova
T
ailleur e ventiquattrore per
il giorno e grembiule, biberon e fornelli in prima serata. È questo l’identikit stereotipato
della donna lavoratrice oggi?
Certo che no. Anzi a ben guardare
la fotografia delle donne lavoratrici italiane è proprio il caso di confermare la veridicità dell’antico
proverbio: dove donna domina
tutto si contamina. E se parlando
di loro dobbiamo menzionare dei
bilanci economici positivi, in
tempi di crisi, si può dire che sia
proprio il caso di lasciarle fare.
12
Secondo le statistiche rilevate da
Unioncamere e Infocamere sulla
base dei dati del Registro delle
Imprese
delle
Camere
di
Commercio, alla fine del 2008
erano poco meno di 900mila le
donne alla guida di piccole e piccolissime imprese, presenti soprattutto nel commercio, nell’agricoltura e nei servizi dove si concentra
complessivamente il 72% di tutte
le “poltrone” rosa.
Insomma, caparbie e determinate
le donne italiane stanno raggiungendo silenziosamente ottimi tra-
guardi e nonostante, in valori assoluti, permanga ancora un forte
squilibrio, le lavoratrici stanno
viaggiando ad una velocità doppia
rispetto ai maschi. Considerando
che fare impresa in tempi di crisi è
molto difficile e osservando il
bilancio dei titolari di impresa
individuali, il 2008 evidenzia uno
scossone dato dall’avanzata delle
aziende guidate da donne rispetto a
quelle che vedono sulla poltrona
un uomo. Mentre nel biennio
2007-2008 le titolari donne di ditte
individuali sono rimaste stabili in
valore percentuale, raggiungendo
il 25,5% del totale dei titolari, che
tradotto significa una donna ogni 4
titolari di ditte individuali, i concorrenti uomini hanno visto una
perdita dello 0,94 per cento. E
addirittura nelle libere professioni,
negli ultimi dieci anni, le donne
hanno visto un aumento del 60 per
cento contro il 35 per cento dei
colleghi di sesso maschile.
Ma non si tratta solo di una questione di genere. Si tratta di essere
un volano per l’economia nazionale e regionale.
Se focalizziamo lo sguardo sulla
realtà scaligera, infatti, il quadro si
prospetta interessante e conferma
il trend nazionale. Verona si colloca al secondo posto, dopo Padova,
per il numero di imprese femminili presenti sul territorio, con un
peso sul totale nazionale dell’1,5
per cento. Quante sono? 19024
imprese. Nel 2007, rispetto al
2006, le imprese femminili nella
nostra città sono aumentate dello
0,4 per cento. Siamo poco lontani
quindi dall’incremento regionale,
che è stato registrato attorno allo
0,6 per cento e a quello nazionale
dello 0,7 per cento.
E altro che “tetto di cristallo”.
Altro che punto invisibile al quale
le donne arrivano, ma non riescono
ad andare oltre. Le veronesi lo
hanno di gran lunga infranto, anzi
lo hanno fatto da sole. Secondo
una classifica sulla maggiore o
minore capacità di controllo da
loro esercitato, infatti, emerge che
a Verona il 94,3 per cento delle
imprese “rosa” è caratterizzato da
una presenza esclusiva, il 4,9 per
cento forte, mentre il rimanente
0,8 per cento vede una presenza
maggioritaria. Non solo. Ma le
donne veronesi non perdono
tempo. Infatti le lavoratrici che
ricoprono cariche nelle imprese
sono più giovani degli uomini. La
fascia dai 18 ai 29 anni raggiunge
il 6% contro il 5 dei maschi, mentre tra i 30 e i 49 anni il confronto
è del 52% contro il 50.
Insomma le scaligere resistono alla
crisi. Secondo i dati, infatti, a
livello nazionale ne hanno risentito le donne impegnate nei settori
tradizionali quali il commercio (1,5% le titolari donne, contro il
–1,2% degli uomini) e le attività
manifatturiere (-2,1% contro
–1,8%), mentre decisamente negativo è stato il bilancio rosa in un
settore a forte concentrazione di
piccole imprese femminili come
quello dell’istruzione (-8,1%
rispetto al +0,9% degli uomini). E
a Verona? Ebbene nella città scaligera il settore di attività dove le
donne si sono dimostrate più produttive è proprio quello del commercio che conta 4775 imprese,
seguito dall’agricoltura con 4093 e
dalle attività immobiliari, dell’informatica e della ricerca che hanno
raggiunto nell’ultimo
biennio le 2252 unità.
Cosa è accaduto? E’
evidente.
Sono
aumentate le imprenditrici anche nei settori un tempo ad esclusivo
appannaggio
maschile. Forte è la
tendenza, infatti, da
parte del gentil sesso
di invadere il campo
nella ricerca, nelle
costruzioni e anche
nei trasporti.
Donne da medaglia, insomma. Ma
non possiamo non guardarne anche
l’altra faccia. Nonostante i punti
deboli siano diventati delle forze e
le femmine inizino a raccogliere i
frutti delle loro fatiche, e di fatiche
si tratta se consideriamo che di
media una donna italiana lavora
D OSSI ER
per 8, 2 ore tutti i giorni, domeniche comprese, dividendosi fra professione e casa, restano pur sempre
delle ombre. Si tratta di pregiudizi
e stereotipi che ancora facciamo
fatica a smantellare.
“Le donne permangono ancora in
una condizione di sfruttamento
sotto tutti i punti di vista” denuncia Germana Recchia, imprenditrice da 40 anni e che partecipa con
costanza
al
Comitato
Imprenditoria femminile della
Camera di Commercio.
Un esempio di discriminazione?
“Nonostante si presenzi alle
assemblee del comitato le donne
restano le uniche a non percepire
un gettone di presenza” racconta
Recchia riferendosi alla sua esperienza “come se per noi non avesse valore abbandonare i nostri
posti di lavoro”. E non si tratta
solo di lavoro. “Le donne fanno
molto di più” ricorda l’imprenditrice “sono lavoratrici, madri,
mogli e in certi casi anche badanti
dei genitori anziani”.
Ma è la mentalità comune che deve
essere modificata, e sono loro in
primis a doverlo fare. “Per quanto
riguarda l’imprenditoria femminile
proponiamo un progetto che si chiama
Over 45, un’occasione cioè per tutte quelle donne che sono
fuori dal mercato del
lavoro e vorrebbero,
una volta alleggerito
il loro ruolo di madri,
rientrarne” racconta
Germana
Recchia.
“La richiesta a partecipare a questi corsi
però è minima e questo significa che sono
le donne non sono più disposte a
mettersi in gioco”.
L’occupazione femminile potrebbe
essere, dunque, il giusto ingrediente per la ricetta anti declino economico, ma deve essere incentivata e
sostenuta, soprattutto dalle donne.
13
L’esponente di
Confindustria
succede a
Fabio
Bortolazzi, in
carica da due
mandati
consecutivi
BIA NC H I N U OVO
PR ES ID EN T E D EL LA C CI AA
M
ercoledì 11 marzo si è
tenuta la prima adunanza del nuovo Consiglio
camerale, recentemente nominato dal Presidente della Giunta
regionale con decreto n. 25 del 3
febbraio 2009. Come primo
importante atto i 32 membri
hanno eletto Alessandro Bianchi
nuovo presidente della Camera
di commercio. Il rappresentante
di Confindustria Verona, che ha
ricevuto 30 voti di preferenza,
succede a Fabio Bortolazzi che
ha retto l’ente camerale per
quasi otto anni.
14
di Claudia Andreatta
Appena insediato, il presidente
ha formulato alcune considerazioni sulla crisi che sta interessando l’economia veronese. Ha
sottolineato che la nomina con
una maggioranza così ampia è il
segnale di una raggiunta intesa
fra tutte le associazioni di categoria. «E’ un successo di tutte le
imprese che hanno superato gli
egoismi e gli individualismi.
Insieme si vince o, perlomeno, si
riducono i danni».
A breve il consiglio verrà nuovamente convocato per procedere
alla nomina dei membri di
Giunta. Bianchi e' presidente di
un gruppo industriale che opera
nel settore degli impianti e della
componentistica di bordo per
veicoli di trasporto pubblico,
composta dalla Sepit di Verona e
dalla Imet di Chieti.
Il nuovo presidente della Camera
di Commercio e' stato negli anni
passati anche presidente del
gruppo piccola industria di
Confindustria Verona, vicepresidente dell'Ente Fiera di Verona e
componente del comitato esecutivo dell'aeroporto Catullo.
AGENTI A
CONGRESSO
S
di Alessandro Torluccio
i è svolta venerdì 6 marzo
l’Assemblea Nazionale della
Fiarc, la Federazione degli
agenti e rappresentanti di commercio aderente a Confesercenti. Ha
presieduto i lavori il direttore nazionale della Fiarc Fabio D’onofrio.
“Ci proponiamo l’ambizioso obiettivo, di mettere al centro dell’attenzione una grande proposta di riforma di tutto il settore dell’intermediazione” - ha dichiarato il presidente
nazionale della Fiarc, Domenica
Cominci. E’ intervenuto Vittoriano
Bardelli, Consulente fiscale della
Fiarc. Ha concluso i lavori il senatore Mario Baldassarri, Presidente
Commissione Finanze e Tesoro del
Senato, secondo il quale le proposte
della Fiarc sono di grande interesse
e qualora divenissero emendamenti
o testi legislativi potrebbero contare
sulla sua fattiva attenzione. Il Sen.
Baldassarri dopo aver analizzato le
proposte avanzate ha anche espresso
valutazioni sulla attuale situazione
di crisi. E veniamo aoi contenuti
delle proposte Fiarc: “In questo particolare momento, - ha dichiarato il
presidente nazionale della Fiarc,
Domenica Cominci nella sua relazione - la profonda e grave crisi economica mondiale che stiamo attraversando, vede gli oltre 300.000
professionisti, gli agenti e rappresentanti di commercio, sottoposti a
mutamenti profondi: la crisi economica, la crisi professionale a cui si
lega una scarsa fiducia nella istitu16
zioni e una sensazione, anche se è
ormai diventata qualcosa di più di
una semplice sensazione, che da
troppo tempo ci sentiamo abbandonati a noi stessi.
Ma il vero problema è che questa
crisi esplode quando era già in atto
una crisi del settore dell’intermediazione commerciale, da noi più volte
denunciata. Basti ricordare la riduzione delle provvigioni e quindi del
reddito di un agente, in un momento
in cui l’attività di intermediazione è
in continua evoluzione ed è sempre
più segnata e caratterizzata dalla
necessità, per le case mandanti, di
richiedere all’agente una molteplicità di funzioni. Oggi Il ruolo dell’agente viene a configurarsi in modo
sempre più direzionale e sempre più
professionalizzato: esperto di settore, esperto di mercato, esperto commerciale. Ed in questa prospettiva si
inserisce certamente la necessità di
rivedere la legge 204 del 1986. Una
legge sottoposta ormai a una tale
usura dal mercato stesso, dagli interventi legislativi come la Bassanini e
dalle varie sentenze europee, da far
si che oggi sia diventato uno strumento legislativo fuori del tempo e
dalla realtà. Più volte abbiamo
segnalato al Parlamento la necessità
di una rivisitazione di questa legge:
aprire alla certificazione di qualità la
gestione della professionalità e nel
contempo semplificare e snellire
l’accesso al lavoro. Il nostro obiettivo è quello di avviare inoltre una
riflessione sul rapporto tra l’agente e
rappresentante di commercio e la
tematiche fiscali: ricordo che siamo
una categoria dove evadere è quasi
impossibile. Le politiche fiscali
dovrebbero diventare ed essere
ripensate come uno strumento che
non uccide le imprese di intermediazione, ma le accompagna in una professione importante per tutta l’economia del Paese. Per questo non è
più rinviabile una rivisitazione degli
studi di settore. Ci aiuti Senatore
Baldassarri, a porre al centro dell’attenzione questo tema. Ci preoccupa
la sensazione di essere di fronte a
provvedimenti anti-crisi, da parte
del Governo, che guardano con troppa esclusività alla grande industria, e
alle banche – che certo necessitano
di un intervento – ma crediamo che
anche piccole imprese come le
nostre debbano essere tenute nella
stessa considerazione. Chiediamo
perciò una riflessione su questa professione in grado di proporre una
riforma fiscale e sistemica di questa
attività, cominciando partendo da
una domanda: l’agente deve essere
considerato un libero professionista
o un imprenditore?
Dal mutamento della qualifica ne
discenderebbe anche una diversa
applicazione delle norme tributarie e
noi ci proponiamo proprio questo
ambizioso obiettivo, di proporre al
centro dell’attenzione una grande
proposta di riforma di tutto il settore
dell’intermediazione".
REVISIONE
DEGLI STUDI
DI SETTORE
P
di Bernardetta Arduini
rosegue, come richiesto da
Confesercenti, il dialogo con
il Fisco, per una revisione
degli studi di settore che tenga conto
dello stato di crisi che ha colpito le
PMI. Si è tenuto presso la SOSE
(società per gli studi di settore) un
forum, con la partecipazione di Luigi
Magistro,
Direttore
dell’Accertamento dell’Agenzia delle
Entrate, di Gianpiero Brunello,
amministratore delegato SOSE
S.p.A. e dei responsabili fiscali delle
associazioni di categoria Confesercenti, C.N.A., Confartigianato,
Casartigiani e Confcommercio, per
analizzare insieme i primi dati a disposizione al fine di valicare la crisi
nei settori e nei territori con un’azione quanto più mirata e selettiva. Al
forum hanno partecipato, con collegamento via web, oltre 130 sedi territoriali delle Associazioni di
Categoria. Magistro ha ribadito l’impegno dell’Agenzia delle Entrate a
tenere presenti, in sede di utilizzo
degli studi di settore per l’azione di
accertamento, le specifiche situazioni emergenti dalla crisi ed ha ricordato la mancanza di qualsiasi obbligo, da parte dei contribuenti, all’adeguamento al risultato degli studi in
sede di presentazione della dichiarazione dei redditi, in presenza di ricavi dichiarati inferiori a quelli presunti: ciò sia nelle ipotesi di marginalità,
sia nelle ipotesi in cui il contribuente
non si riconosca nel risultato dello
studio. Brunello, dopo aver ricordato
le iniziative attivate per l’acquisizione delle informazioni utili a monitorare la crisi nei settori e nei territori,
in particolare l’invio dei questionari
per il monitoraggio della crisi che si
concluderà nel giro di pochi giorni,
ha illustrato le prime quattro tipologie di correttivi che verranno introdotte nel GERICO 2009 (il programma operativo di calcolo per l’applicazione degli studi di settore): 1) correttivi relativi al carburante e alle
materie prime da applicare in alcuni
settori (in particolare: agenti di commercio e trasporti); 2) correttivi specifici per mantenere la rappresentatività degli studi in altri settori (in particolare: commercio al dettaglio di
abbigliamento e calzature); 3) correttivi congiunturali individuali che
interessano tutti gli studi di settore e
4) interventi di sterilizzazione sugli
indicatori di normalità economica (in
particolare per quegli indicatori,
come l’indice di rotazione del
magazzino, o la resa per addetto, che
sono più influenzati dalla rigidità di
alcuni costi come quello di acquisto
delle merci e quello del personale). Il
lavoro di analisi che proseguirà per
tutto il mese di marzo permetterà
inoltre di individuare una quinta
tipologia di interventi correttivi.
Brunello ha altresì evidenziato il
fatto che il lavoro in corso di svolgimento permetterà di valutare in
modo corretto il diverso impatto che
la crisi economica ha avuto sui vari
settori e nei vari territori. I responsa-
bili fiscali delle Associazioni di
Categoria hanno ricordato che la
necessità di questi interventi era stata
da loro richiesta fin dallo scorso
autunno (in particolare nella riunione
della Commissione Esperti del
6/11/2008) ed è stata recentemente
oggetto dell’incontro con Attilio
Befera,
Direttore
Generale
dell’Agenzia delle Entrate. E’ stata,
inoltre, evidenziata sia l’importanza
di segnalare, in sede di presentazione
della dichiarazione, situazioni di
marginalità o di non normalità che
giustifichino l’esclusione dall’applicazione degli studi, sia l’importanza
di una corretta gestione della fase del
contraddittorio.
Sul piano politico le Associazioni di
Categoria rappresenteranno al
Governo ed al Parlamento la necessità e l’urgenza di interventi mirati a
favorire la ripresa economica ed a
garantire la liquidità alle P.M.I.
(liquidità senza la quale sarà difficile, a prescindere dagli studi di settore, adempiere al regolare versamento
delle imposte nei prossimi mesi).
Da ultimo, è stata da tutti rimarcata
l’importanza di non disperdere la
validità dello strumento studi di settore con interventi generalizzati,
ossia con interventi che non tengano
conto dell’effettivo impatto della
crisi economica nei vari settori e nei
vari territori. Una nuova edizione
del forum si terrà il 22 Aprile p.v. per
un’analisi sui definitivi interventi
correttivi degli studi di settore.
17
NEWS DIECIRIGHE
a cura di Claudia Andreatta
NUOVE TARIFFE SIAE PER IL 2009
Èstato stipulato tra Confesercenti e SIAE il nuovo accordo relativo all’utilizzo di musica d’ambiente. L’accordo, valido
fino al 31 dicembre 2009, ha per oggetto le esecuzioni musicali assolutamente gratuite definite “musica d’ambiente”,
che avvengono a mezzo di apparecchiature sonore e/o videosonore non a disposizione dei clienti, nei locali degli esercizi commerciali durante l’orario di apertura al pubblico o negli ambienti di lavoro non aperti al pubblico. Ai fini dell’accordo, si intendono per “esercizi commerciali” i locali nei quali vengono effettuate vendite di merci al dettaglio o
all’ingrosso ovvero le aree comuni dei centri commerciali; per “ambienti di lavoro non aperti al pubblico” i locali delle
aziende destinati unicamente all’attività dei dipendenti senza ammissione di clientela; per “azienda” il complesso giuridico-gestionale dell’esercizio commerciale che richiede il permesso di esecuzione, stipula l’abbonamento ed è responsabile nei confronti della SIAE.
LEGENDA: apparecchi radioriceventi tradizionali (tipo 3); apparecchi riproduttori o diffusori audio (filodiffusione, CD o supporti analoghi, apparecchi multimediali, PC/Internet, radio dedicate: tipo 2, 8, 9, 13); apparecchi televisivi (tipo 5); juke-box, juke-box digitali (tipo 6); video juke-box
(tipo 7a); videolettori (tipo 7b).
18
CORSI IN PARTENZA
TIPOLOGIA
O
A N Z AT
V
A
R
UTE
COMP
E
N
A
M
A’ B A R
NOVIT
LUOGO ORE COSTO*
Corso sostitutivo del libretto di idoneità Verona e
provincia
sanitaria
3
33 euro
PERIODO
Aprile
Responsabile del servizio di prevenzione
e protezione per titolari d’impresa
(D.Lgs. 626/94)
Verona
16
160 euro
Aprile
Formazione per addetto al pronto
soccorso aziendale per aziende
dei gruppi B e C
Verona
4
80 euro
Aprile
Verona
12
170 euro
Aprile
Verona
120
567 euro
Aprile
Verona
33
217 euro
Aprile
Verona
81
308 euro
Aprile
Corso abilitante per agenti d'affari in
mediazione del settore immobiliare
Verona
106
433 euro
Aprile
Corso computer base
Verona
25
190 euro
Aprile
Addetto alla prevenzione degli incendi
per aziende a basso rischio
Corso abilitante per l'esercizio
dell'attività di "somministrazione
e vendita di prodotti alimentari"
Corso abilitante per l'esercizio dell'attivi tà di "vendita di prodotti alimentari"
Corso abilitante per agenti e rappresen tanti di commercio
Corso barman base
Corso computer avanzato
Verona
Verona
21
25
225 euro
210 euro
*Per gli associati Confesercenti sono previsti forti sconti. Al prezzo va aggiunta l’Iva pari al 20%
Aprile
Aprile
Sede iscrizioni: Via Albere, 132 - 37137 Verona Tel. 045 8624011 - Fax 045 8624088 Responsabile: Claudia
Andreatta
e-mail: [email protected] - www.confesercenti-vr.it
19
GIALLOBLU
di Luca Corradi
TALENTI D’ESPORTAZIONE
Meggiorini,
Niz zetto e
C o r ra d i :
tre giovani prof e s s i on i s t i
v e ro n e s i c i
d i c on o l a l o ro s u i
campionati delle
due s caligere,
Con un sogno in
comune: tornare
a v e s t i re
giallobl ù
T
re ragazzi di Verona. Tre storie
con percorsi e direzioni diverse, ma anche con dei tratti in
comune. A cominciare dalla provenienza, appunto, per proseguire con
20
l’esperienza nelle giovanili del Verona
(o del Chievo) e finire poi nei professionisti, lontano dalla nostra città.
Riccardo Meggiorini è uno dei veronesi che hanno avuto più successo negli
ultimi anni sui campi del calcio professionistico: nato il 4 settembre 1985 a
Tarmassia, il bomber della bassa veronese disputa due stagioni nel settore
giovanile dell’Hellas Verona prima di
venire acquistato dall’Inter. Qui, dopo
una sola presenza di 4 minuti in serie
A, il trasferimento in serie C1, a La
Spezia, poi Cittadella e Pavia. Quindi
il ritorno a Cittadella, dove Riccardo
esplode definitivamente nella stagione
scorsa, rendendosi protagonista del
ritorno dei padovani in serie B grazie a
15 reti in 35 partite. Il “Meggio” è tutt’ora punto di forza della formazione
biancorossa, che punta alla salvezza
grazie anche ai suoi gol: Riccardo è al
momento tra i cannonieri della B e ha
vissuto la sua serata trionfale segando
da solo tutte le reti del 4-0
sull’Avellino, il 10 febbraio. Luca
Nizzetto (8 marzo 1986) è invece un
esterno di centrocampo in forza quest’anno al Legnano (Lega Pro, girone
del Verona), dove finora ha giocato 23
partite segnando 7 gol. Dopo la scuolacalcio nella Palazzina, passa alle giovanili dell’Hellas. Poi Salò (serie D) e
il salto in C2 nei professionisti, ad
Olbia, prima dell’esperienza toscana
nel Castelnuovo e della bella stagione
a Mezzocorona, l’anno scorso, dove
segna 10 gol in 34 partite. Ora Luca è
una delle più belle realtà e dei giovani
più apprezzati della sua categoria.
Luca Corradi, omonimo nonché coetaneo di chi scrive, è un attaccante classe 1981 (27 febbraio) cresciuto invece
nelle giovanili del Chievo dopo aver
dato i primi calci al pallone con la
maglia giallorossa del suo paese,
Dossobuono. Anche lui è ora un avversario dell’Hellas: gioca nel Venezia e,
anche se non sta trovando molto spazio, spera di poter dare il proprio contributo per una salvezza sempre più
difficile. Luca ha girato in questi anni
in lungo e in largo C1 e C2: dalla
Provese al Trento, dal Lanciano
all’Alto Adige, dalla Pro Vercelli
all’Ivrea. Con loro abbiamo parlato del
passato, ma soprattutto del presente e
del futuro di Chievo ed Hellas Verona,
toccando anche questioni “calde”
come fusione e stadio. Ecco cosa ci
hanno detto.
1. Qual è il tuo ricordo più bello degli
anni nelle giovanili gialloblù?
2. Come commenti il campionato di
Chievo e Verona?
3. Cosa ne pensi della tanto discussa
fusione?
4. E dell’eventuale costruzione di un
nuovo stadio?
5. Credi che in futuro la tua strada
sportiva possa incrociarsi di nuovo con
quella veronese?
RICCARDO MEGGIORII
1. Il ricordo più bello è che…ero a
Verona! Giocare nella mia città, per la
mia squadra del cuore…il massimo!
Una bella esperienza, in tutti i sensi.
Quando sono andato via mi è dispiaciuto da morire, pensavo di aver perso
ogni possibilità di giocare a calcio ad
alti livelli. Per fortuna non è stato così,
ma ovvio che avrei preferito farlo con
la maglia della mia città.
2. Rispetto alla scorsa stagione va
molto meglio, è evidente. Una squadra
non vince a Padova per caso, può essere la sorpresa in chiave play-off: la
serie C è strana, imprevedibile. Ora è la
squadra più giovane, mi sembra, e questa è una bella cosa anche se, in realtà,
Riccardo
Meggiorini
di giovani di proprietà del Verona lì
dentro ce ne sono pochi…
Per il Chievo la vedo dura. Mister Di
Carlo è bravo, ma il campionato è più
difficile dell’anno scorso, ci sono
Lecce e Bologna e la volata-salvezza
la vedo ristretta a quattro-cinque squadre al massimo. Sulla carta se la può
giocare, comunque, spero che ce la
faccia.
3. E’ un gran casino! Ci sono dei contro, come le rivalità tra le tifoserie, ma
anche dei pro, perché unendo le possibilità economiche si può ottenere una
squadra migliore. La vedo comunque
una cosa fattibile e, in generale, non
sono contrario: piuttosto di avere due
società in serie C alla fine dei rispettivi
cicli, unire le forze può servire, per il
bene sportivo della città. In fondo, non
siamo ai livelli di Roma-Lazio o
Milan-Inter!
4. Non mi sembra una problematica
importante né utile, per ora. Non so se
un nuovo stadio servirebbe davvero,
forse non sarebbe un affare con due
squadre a questi livelli, lo vedrei un
po’ come uno spreco. Caso mai potrebbe essere legato al discorso-fusione,
quindi in prospettiva più ampia.
Ovvio,
il
Bentegodi
è
il
Bentegodi…mi dispiacerebbe lo
demolissero!
5. Premettendo che io a vedere il
Luca
Corradi
Verona in curva Sud, quando posso, ci
vado tutt’ora (ci sono già stato 4-5
volte quest’anno), ora come ora difficile che il mio cammino si incroci ancora con la squadra gialloblù. E comunque verrei solamente in caso di un progetto serio, la maglia da sola non basta.
LUCA CORRADI
1. Sono stati tanti begli anni, ho vissuto esperienze stupende con amici che
sento ancora oggi. Il ricordo più bello è
legato al torneo di febbraio ’98 ad Arco
(TN) con gli Allievi Nazionali, un po’
l’equivalente del Viareggio per la
Primavera. Abbiamo perso la finale
con la Roma ma dopo quel torneo io e
Codognola, premiato come miglior
portiere e miglior giocatore, siamo
andati all’Inter.
2. Anche se al momento sono un
avversario il Verona lo seguo sempre, è
il primo risultato di cui mi interesso
dopo la partita. Contro di noi (0-0 a
Venezia, N.d.R.) mi ha impressionato
per preparazione, attenzione, concentrazione. Un calo ci sta, i divari tra le
squadre sono sottili e vanno a periodi.
Inoltre il campionato di C è particolare, quest’anno puoi veramente vincere
e perdere con tutte. Più punti riesci a
mettere insieme ora e meglio è, le ultime settimane saranno decisive. La
vera difficoltà per l’Hellas può essere
mentale, se si troverà in condizione di
dover cambiare obiettivo.
Il Chievo è in ripresa e mi fa piacere: il
cambio di allenatore ha fatto bene,
potrebbero farcela. I risultati, poi, portano entusiasmo e fiducia.
3. Al di là dell’ovvia problematica
legata ai tifosi, Chievo e Verona sono
due anime diverse. I vantaggi potrebbero essere innegabili, vista la difficoltà per Verona di supportare due realtà
ad alto livello, ma la vedo comunque
una cosa troppo complicata.
4. E’ un problema generale del calcio
italiano, anche a Venezia si predica da
anni di uno stadio nuovo sulla terraferma che agevoli la partecipazione di più
spettatori. Abbiamo uno dei campionati più belli ma siamo tra gli ultimi in
Europa per il livello dei nostri stadi,
vecchi e inadeguati. Io al nuovo stadio
sarei favorevole: se c’è un imprenditore che ha la volontà di impegnarsi per
una struttura polifunzionale, magari
più piccola ma moderna e fruibile, ben
venga, ne beneficerebbe la città intera.
Ovvio che mi dispiacerebbe per il
Bentegodi, cui è legata una buona fetta
del cuore veronese (lo stadio dello scudetto!), ma è una ruota che gira per
stare al passo coi tempi. E’ successo
anche al suo predecessore, in Piazza
Luca Nizzetto
22
Cittadella!
5. Da veronese ammetto che giocare
per la mia città rimane il mio sogno,
ma lo vedo un percorso complicato.
Ma, come si dice, mai dire mai!
LUCA IZZETTO
1. Con la Primavera siamo arrivati agli
ottavi, un traguardo che alla società
mancava da dieci anni. Quell’anno ho
fatto 8 gol in campionato e 6 in Coppa
Italia. E poi ho partecipato a quel ritiro
con la prima squadra, che era in B ed
era allenata a Massimo Ficcadenti…
2. Il Verona ha un problema di continuità, se lo risolve e ingrana può
togliersi delle soddisfazioni e provare a
puntare ai play-off. Non è un traguardo
proibitivo, non c’è una vera e propria
ammazza-campionato. Dici che sono
la squadra più giovane della Lega Pro?
Sbagliato, da gennaio lo siamo noi!
Comunque, se da un lato è positivo che
si punti sui giovani e si freni un po’
l’arrivo in massa di giocatori stranieri,
dall’altro è innegabile che a Verona
abbiano cominciato a farlo troppo
tardi. E’ un vero peccato che molti, lo
stesso Meggiorini per esempio, siano
stati costretti ad andarsene perché avevano poco spazio.
Il Chievo lo vedo bene da quando è
arrivato Di Carlo. Prendono meno gol
e sono sulla strada giusta per provare a
salvarsi.
3. Non si può fare, non può esistere…né ora né mai! Anche se dal lato
societario potrebbe essere una buona
cosa, da quello sportivo non la vedo
sensata: cose diverse, tifosi diversi, due
realtà diverse.
4. A una modifica sarei favorevole,
soprattutto se eliminassero la pista di
atletica. Mi dispiacerebbe invece se lo
abbattessero, ci ho giocato pochi mesi
fa (Verona-Legnano 4-3, N.d.R.) e,
anche se ero avversario, mi sono emozionato…a ogni azione un boato della
curva, giocare per Verona dev’essere
incredibile!
5. Abito tutt’ora a San Giovanni
Lupatoto e dopo il weekend me ne
torno lì, a casa. Anche a gennaio giravano voci su un mio eventuale ritorno
a Verona, poi non se ne è fatto niente.
Rimane un mio sogno e mi auguro che
la mia strada e quella di Verona (anche
con una maglia diversa, chissà, tipo
Chievo o Sambo…) possano davvero
incrociarsi di nuovo. Nel calcio non si
sa mai e, finché gioco, resterà senz’altro un mio obiettivo!
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Marzo 2009 - Confesercenti Verona