24 Commercio Oggi Registrazione al Tribunale di Verona n. 458 del 12 aprile 1979 Anno 27° n. 24 Marzo 2009 Mensile della Confesercenti di Verona Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DR VERONA DIRETTORE RESPONSABILE Daniele Pagliarini PUBBLICITA’ Ufficio Commerciale Ce. Se. Con. Verona tel. 045 8624031 EDITORE Ce. Se. Con. Srl DIREZIONE, REDAZIONE E AMMINISTRAZIONE Via Albere, 132 - 37137 Verona. Tel. 045 8624011 [email protected] IN REDAZIONE Alessandro Torluccio, Claudia Andreatta. HANNO COLLABORATO Luca Corradi, Giorgia Pradolin, Caterina Ugoli, Elisa Rizzi, Michele Zammattio. Impaginazione e grafica a cura di Confesercenti Verona FOTO Archivio Ce. Se. Con. STAMPA Grafiche Aurora Via della Scienza, 21 37139 Verona ATTUALITÀ SOMMARIO 5 EDITORIALE Assemblea elettiva alle porte 6 ATTUALITÀ La ricetta Obama 10 ATTUALITÀ Traforo commerciale 12 DOSSIER L’imprenditore è donna 14 VERONA Bianchi nuovo presidente della Camera di Commercio 16 ASSOCIAZIONE Agenti a congresso 17 ASSOCIAZIONE Revisione degli studi di settore 18 DIECIRIGHE Compensi Siae 2009 19 FORMAZIONE Corsi in partenza 20 GIALLOBLU Talenti d’esportazione 6 Barack Obama punta sullo Stato per uscire dalla crisi. Più incidenza su energia, economia e sanità ATTUALITÀ 10 Il traforo porta con sè centri commerciali e alberghi. Ultimo retroscena di una vicenda in chiaroscuro DOSSIER Aumentano le donne con Partita Iva. Un esercito di imprenditrici dalle idee chiare sulla crisi 12 GI A L LO B L U 20 Veronesi di nascita, campioni nel calcio. Storia di tre ragazzi che sognano di vestire gialloblu EDITORIALE di Fabrizio Tonini ASSEMBLEA ELETTIVA ALLE PORTE I l 26 marzo arriva una tappa fondamentale nel percorso di Confesercenti: l’assemblea elettiva, la quale deciderà chi sarà a guidare l’associazione nei prossimi anni. Si tratta di una vicenda associativa che cade in un momento di grandi trasformazioni e mutamenti, di tipo politico, economico, sociale e istituzionale, sia a livello internazionale che nazionale e locale. Confesercenti ha dunque l’opportunità di riflettere sul proprio senso di esistere e sulla propria missione nella fase probabilmente più complessa e incerta che si ricordi in tempi recenti. Oggi più che mai c’è ancora molta voglia e bisogno di partecipazione, di influire sulle scelte che le istituzioni dovranno compiere, dalla salvaguardia del principio della certezza delle regole alle norme sul commercio e turismo, dagli orari alla programmazione equilibrata e alla definizione delle aree sature, dalla semplificazione degli adempimenti alla riduzione del carico fiscale nazionale e locale, dallo sviluppo infrastrutturale come fattore determinante della competitività del nostro territorio alla sicurezza e legalità. E’ in questo contesto e anche per questo motivo che intendiamo affrontare il nostro importante appuntamento con una attenzione ed una preoccupazione ancora più grandi, con l’obbiettivo di creare le condizioni perché il nuovo gruppo dirigente possa, nel metodo e nel merito, proseguire con un lavoro ed una iniziativa politico sindacale funzionali ai bisogni di rappresentanza e di tutela che vengono dalle piccole e medie imprese. Fabrizio Tonini Direttore Confesercenti Verona 5 LA RICETTA OBAMA P o t e nz ia re l’ in ci de n za d e llo Stato su ll ’e co n o mi a, s u lla s a n i tà e s u l se t t or e e ne r ge t i co . Q u es t o i l p r im o p a sso d eg l i S t a t i Uni ti per usci re dall a c ri si I l 20 gennaio 2009, con la cerimonia di insediamento presso il Campidoglio, sede del Congresso, Barack Hussein Obama è diventato il 44° Presidente degli Stati Uniti d'America. L’eredità che gli è stata lasciata dal precedente governo repubblicano presieduto da George W. Bush però è tutt’altro che confortante, in particolar modo per l’imperante crisi economica che ha occupato immediatamente il primo posto nella lista delle cose da fare. Con lo scopo di combattere tale situazione, che ha messo in ginocchio milioni di lavoratori, il 6 di Elisa Rizzi neo–presidente ha scelto di intraprendere una strada molto diversa rispetto a quella del suo predecessore, dichiarando come non sia più possibile affidarsi «a quelle stesse politiche che negli ultimi otto anni hanno fatto raddoppiare il debito pubblico e sbandare l’economia» americana. Il budget punterà a dimezzare il deficit entro il 2013, ovvero si tenterà di passare dall’attuale somma di 1300 miliardi di dollari, che corrisponde al 9,2% del Pil, a 533 miliardi, pari al 3% del Pil. Secondo indiscrezioni la maggior parte dei risparmi arriverà dalla volontà di portare a termine la guerra aperta in Iraq, ma non solo. A questo vanno infatti aggiunti anche un aumento delle entrate fiscali dai redditi superiori a 250 mila dollari l’anno e un aumento dell’efficienza amministrativa. Avviando gli Sati Uniti sulla via del rigore e della lotta al deficit, Obama ha quindi deciso di potenziare notevolmente il ruolo dello Stato non solo in ambito economico, ma anche in quello della sanità e del settore energetico, attraverso manovre anti crisi ed interventi straordi- nari. E così, dopo un lacerante braccio di ferro il Congresso ha definitivamente approvato nella notte di venerdì 13 febbraio il maxi-piano da 787 miliardi di dollari e 1073 pagine, per rilanciare l’economia americana attraverso investimenti infrastrutturali, tagli alle tasse e misure sociali. Tale accordo rappresenta il maggiore sforzo che sia mai stato fatto nella storia americana, ancor più del piano Marshall lanciato durante la Grande Depressione nel dopoguerra per la ricostruzione dell’Europa. Stando alle parole di Obama, che ha anche promesso di fare in fretta a mettere in moto il piano, esso «costituirà però una pietra miliare nella strada della ripresa» americana. Il “piano Obama” è quindi pronto a partire, ma non in un clima assolutamente bipartisan come aveva sperato il neo-presidente, che non è riuscito ad imbarcare anche i repubblicani nella battaglia per il salvataggio dell'economia. Infatti il piano, pur essendo stato approvato sia alla Camera che al Senato, non ha ricevuto i voti dei repubblicani, i quali hanno votato in blocco contro la legge. Un risultato giudicato insoddisfacente dalla stessa Casa Bianca dopo tutto l'impegno investito da Obama nel tendere la mano ai repubblicani con incontri al Congresso, inviti a colloqui e grande disponibilità ad ascoltare le buone idee anche da parte del partito all'opposizione. Nonostante que- AT TUAL ITÀ sto fino all’ultimo, infatti, la destra è rimasta salda nelle proprie posizioni ribadendo che la manovra fosse troppo pesante per i conti pubblici e che avrebbe dovuto puntare di più sulle riduzioni fiscali. Ma il neo-presidente ha fin da subito puntato sul fatto che non sia possibile «abbracciare la formula perdente secondo cui l’unico modo di risolvere ogni problema è tagliare le tasse, ignorando problemi urgenti come la nostra assuefazione al petrolio straniero, la crescita esponenziale dei costi della sanità, o il decadimento di scuole, ponti, strade e argini fluviali». Il pacchetto di stimoli prevede che il 38% dell’importo totale della manovra, cioè 282 miliardi su 787, sarà assorbito da varie forme di sgravi fiscali. A beneficiarne saranno non solo le famiglie operaie e del ceto medio, che potranno anche avere una riduzione fino a 8 mila dollari legata all’acquisto della prima casa, ma anche i senza tetto, gli orfanatrofi e le imprese. Gli stati potranno emettere obbligazioni a tassazione agevolata e ci saranno incentivi fiscali per la diffusione delle energie alternative. Per esempio Obama ha aperto la strada a drastici tagli nelle emissioni di gas serra delle auto e ha ordinato al ministero dei Trasporti di varare per marzo norme nazionali che limitino i consumi di auto e furgoni. Già nel 2007 era stata approvata una legge che prescriveva un miglioramento del 40% nell’efficienza dei veicoli per il 2020, ma il governo Bush non si era mai mosso in tal senso e ne aveva ritardato l’applicazione. Un’altra mossa sull’ambiente con eco internazionale è stata compiuta dal dipartimento di Stato: Hilary Clinton ha nominato un inviato per il cambiamento climatico. Sarà 7 Todd Stern, personalità non nuova al ruolo. Egli infatti è colui che aveva guidato la delegazione americana alle trattative sull’accordo di Kyoto, in seguito respinto dallo stesso Bush. Un elemento cruciale nell’ambito di una trasformazione profonda è la volontà da parte del nuovo governo democratico di porre fine alla dipendenza dal petrolio straniero. Obama ha infatti dichiarato che il Paese non rimarrà «ostaggio di risorse che scarseggiano» e costruirà «un nuovo modello energetico capace di creare milioni di occupati». A tale scopo 37,5 miliardi di dollari verranno investiti nell’energia: dall’ammodernamento 8 delle attuali infrastrutture, alla costruzione di nuove fonti energetiche ecocompatibili. Altri 196 miliardi serviranno invece a finanziare programmi sociali, in particolar modo a favore dei disoccupati. Infatti, con l’inizio della recessione, che risale al dicembre 2007, gli americani disoccupati sono saliti a quota 3,6 milioni. Negli ultimi tempi i cittadini statunitensi hanno continuato a perdere posti di lavoro arrivando addirittura in alcune giornate a quarantacinque mila licenziamenti. E questi, come ha dichiarato Obama, «non sono solo numeri su un foglio», ma si tratta di uomini e donne le cui vite sono state sconvolte. L’obiettivo del programma anti-crisi è di creare o quantomeno mantenere 3,5 milioni di posti di lavoro. E, a tal proposito, il governo ha stanziato 311 miliardi di dollari destinati alla costruzione o ammodernamento di autostrade, di trasporti urbani, di ferrovie ad alta velocità, della rete elettrica, oltre che alla penetrazione della banda larga, alla informatizzazione della sanità e alla ricerca. In particolare 19 miliardi di dollari andranno alle cliniche e ai nuovi sistemi informatici, 10 miliardi alla ricerca per il cancro, l’Alzheimer, il cuore, le cellule staminali e il biomedicale. Anche l’istruzione è entrata a far parte del programma di aiuti: si tratta di 105 miliardi di dollari distribuiti tra i singoli stati, gli studenti più meritevoli e quelli più bisognosi e l’assistenza ai bambini diversamente abili. Inoltre la manovra introduce nuovi tetti salariali per gli executive delle società salvate con l’aiuto pubblico, i quali non potranno essere pagati con compensi superiori ai 500 mila dollari l’anno almeno finché tali istituzioni finanziarie non avranno rimborsato al governo federale tutti i fondi ricevuti per far fronte alla crisi di liquidità. Altre misure previste dal piano, invece, sono ancora sotto esame. In particolare la clausola “buy america”, per la quale la Casa Bianca è stata accusata di protezionismo. Tale manovra rappresenta solo una delle strategie di Obama per uscire dalla crisi. Un altro possibile rimedio è rappresentato dai 2000-2500 miliardi di dollari del piano ideato dal segretario del Tesoro, Tim Geithner, volto a salvare le banche, rilanciare il credito e togliere una parte dei titoli tossici che avvelenano la finanza. Una terza medicina servirà invece a stabilizzare il mercato immobiliare aiutando i proprietari in difficoltà e frenando così l’epidemia di pignoramenti. Secondo la gi unta T osi il progetto migl i ore è quello della Technital, che p r o p o n e l ’ opera pubblica i n cam bio di centri commerci ali TRAFORO COMMERCIALE di Daniele Pagliarini uovo capitolo nella vicenda del traforo delle Torricelle, l’opera che dovrebbe chiudere l’anello tangenziale attorno alla città. È stato scelto dalla giunta comunale di Verona, infatti, il progetto della Technital, società costituita da costruttori e imprenditori scaligeri. Il progetto, oltre a collegare le due tangenziali est e ovest, prevede la possibilità, alle entrate e alle uscite, di costruire centri commerciali e strutture alberghiere: «Questo è un sistema che non è più accettabile – ha commentato Fabrizio Tonini, direttore di Confesercenti Verona -. La faccenda si è già ripetuta con le ex-cartiere, dove sorgerà un altro centro commerciale sempre dello stesso operatore. Verona, la sua provincia e suoi lavoratori del commercio non possono più sostenere altre strutture di questo tipo. Si sta andando verso un vero e proprio monopolio, in mano 10 esclusivamente alla grande distribuzione». Ed infatti dietro la Technital siedono due vecchie conoscenze dell’imprenditoria veronese: il gruppo Mazzi e il gruppo Brendolan. Il primo ha già avuto in concessione la costruzione del centro commerciale alle ex-cartiere, oltre ad avere partecipazioni nella società che gestisce l’autostrada A4, collegata al traforo; il secondo è il titolare del gruppo Famila, che già ha operato con questo sistema ottenendo l’allargamento del Verona Uno a San Giovanni Lupatoto (promettendo al Comune una caserma per i carabinieri che non si è ancora vista, mentre il centro commerciale funziona a pieno ritmo già da un po’…). «Chiediamo al più presto un chiarimento su questa faccenda, visti i volti noti che operano dietro la Technital, la società il cui progetto sembra il più papabile. Se all’inter- no di questa siede un grosso operatore della grande distribuzione commerciale veronese, sembra più che ventilata l’ipotesi della creazione di altri centri commerciali», ha proseguito Tonini. Confesercenti chiede, quindi, all’amministrazione di Palazzo Barbieri un incontro urgente: «Ci aspettiamo al più presto una chiamata dal Comune – ha concluso Tonini –, perché non è possibile che certe cose così importanti per l’economia del territorio si vengano a sapere solo dalla stampa, senza che le associazioni di categoria, cioè chi ha veramente il polso della situazione, sia minimamente coinvolto». Il rischio, ancora una volta è che venga favorito chi ha una importante disponibilità economica, a scapito dei piccoli e medi imprenditori che, loro malgrado, possono solo stare a guardare e aspettare che la crisi passi da sola. di Caterina Ugoli L’ IM P RE N D IT O RE È D ON N A Imprese del commercio rosa in forte c res c ita a V erona, sec onda i n V eneto s ol o a Pad ova T ailleur e ventiquattrore per il giorno e grembiule, biberon e fornelli in prima serata. È questo l’identikit stereotipato della donna lavoratrice oggi? Certo che no. Anzi a ben guardare la fotografia delle donne lavoratrici italiane è proprio il caso di confermare la veridicità dell’antico proverbio: dove donna domina tutto si contamina. E se parlando di loro dobbiamo menzionare dei bilanci economici positivi, in tempi di crisi, si può dire che sia proprio il caso di lasciarle fare. 12 Secondo le statistiche rilevate da Unioncamere e Infocamere sulla base dei dati del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio, alla fine del 2008 erano poco meno di 900mila le donne alla guida di piccole e piccolissime imprese, presenti soprattutto nel commercio, nell’agricoltura e nei servizi dove si concentra complessivamente il 72% di tutte le “poltrone” rosa. Insomma, caparbie e determinate le donne italiane stanno raggiungendo silenziosamente ottimi tra- guardi e nonostante, in valori assoluti, permanga ancora un forte squilibrio, le lavoratrici stanno viaggiando ad una velocità doppia rispetto ai maschi. Considerando che fare impresa in tempi di crisi è molto difficile e osservando il bilancio dei titolari di impresa individuali, il 2008 evidenzia uno scossone dato dall’avanzata delle aziende guidate da donne rispetto a quelle che vedono sulla poltrona un uomo. Mentre nel biennio 2007-2008 le titolari donne di ditte individuali sono rimaste stabili in valore percentuale, raggiungendo il 25,5% del totale dei titolari, che tradotto significa una donna ogni 4 titolari di ditte individuali, i concorrenti uomini hanno visto una perdita dello 0,94 per cento. E addirittura nelle libere professioni, negli ultimi dieci anni, le donne hanno visto un aumento del 60 per cento contro il 35 per cento dei colleghi di sesso maschile. Ma non si tratta solo di una questione di genere. Si tratta di essere un volano per l’economia nazionale e regionale. Se focalizziamo lo sguardo sulla realtà scaligera, infatti, il quadro si prospetta interessante e conferma il trend nazionale. Verona si colloca al secondo posto, dopo Padova, per il numero di imprese femminili presenti sul territorio, con un peso sul totale nazionale dell’1,5 per cento. Quante sono? 19024 imprese. Nel 2007, rispetto al 2006, le imprese femminili nella nostra città sono aumentate dello 0,4 per cento. Siamo poco lontani quindi dall’incremento regionale, che è stato registrato attorno allo 0,6 per cento e a quello nazionale dello 0,7 per cento. E altro che “tetto di cristallo”. Altro che punto invisibile al quale le donne arrivano, ma non riescono ad andare oltre. Le veronesi lo hanno di gran lunga infranto, anzi lo hanno fatto da sole. Secondo una classifica sulla maggiore o minore capacità di controllo da loro esercitato, infatti, emerge che a Verona il 94,3 per cento delle imprese “rosa” è caratterizzato da una presenza esclusiva, il 4,9 per cento forte, mentre il rimanente 0,8 per cento vede una presenza maggioritaria. Non solo. Ma le donne veronesi non perdono tempo. Infatti le lavoratrici che ricoprono cariche nelle imprese sono più giovani degli uomini. La fascia dai 18 ai 29 anni raggiunge il 6% contro il 5 dei maschi, mentre tra i 30 e i 49 anni il confronto è del 52% contro il 50. Insomma le scaligere resistono alla crisi. Secondo i dati, infatti, a livello nazionale ne hanno risentito le donne impegnate nei settori tradizionali quali il commercio (1,5% le titolari donne, contro il –1,2% degli uomini) e le attività manifatturiere (-2,1% contro –1,8%), mentre decisamente negativo è stato il bilancio rosa in un settore a forte concentrazione di piccole imprese femminili come quello dell’istruzione (-8,1% rispetto al +0,9% degli uomini). E a Verona? Ebbene nella città scaligera il settore di attività dove le donne si sono dimostrate più produttive è proprio quello del commercio che conta 4775 imprese, seguito dall’agricoltura con 4093 e dalle attività immobiliari, dell’informatica e della ricerca che hanno raggiunto nell’ultimo biennio le 2252 unità. Cosa è accaduto? E’ evidente. Sono aumentate le imprenditrici anche nei settori un tempo ad esclusivo appannaggio maschile. Forte è la tendenza, infatti, da parte del gentil sesso di invadere il campo nella ricerca, nelle costruzioni e anche nei trasporti. Donne da medaglia, insomma. Ma non possiamo non guardarne anche l’altra faccia. Nonostante i punti deboli siano diventati delle forze e le femmine inizino a raccogliere i frutti delle loro fatiche, e di fatiche si tratta se consideriamo che di media una donna italiana lavora D OSSI ER per 8, 2 ore tutti i giorni, domeniche comprese, dividendosi fra professione e casa, restano pur sempre delle ombre. Si tratta di pregiudizi e stereotipi che ancora facciamo fatica a smantellare. “Le donne permangono ancora in una condizione di sfruttamento sotto tutti i punti di vista” denuncia Germana Recchia, imprenditrice da 40 anni e che partecipa con costanza al Comitato Imprenditoria femminile della Camera di Commercio. Un esempio di discriminazione? “Nonostante si presenzi alle assemblee del comitato le donne restano le uniche a non percepire un gettone di presenza” racconta Recchia riferendosi alla sua esperienza “come se per noi non avesse valore abbandonare i nostri posti di lavoro”. E non si tratta solo di lavoro. “Le donne fanno molto di più” ricorda l’imprenditrice “sono lavoratrici, madri, mogli e in certi casi anche badanti dei genitori anziani”. Ma è la mentalità comune che deve essere modificata, e sono loro in primis a doverlo fare. “Per quanto riguarda l’imprenditoria femminile proponiamo un progetto che si chiama Over 45, un’occasione cioè per tutte quelle donne che sono fuori dal mercato del lavoro e vorrebbero, una volta alleggerito il loro ruolo di madri, rientrarne” racconta Germana Recchia. “La richiesta a partecipare a questi corsi però è minima e questo significa che sono le donne non sono più disposte a mettersi in gioco”. L’occupazione femminile potrebbe essere, dunque, il giusto ingrediente per la ricetta anti declino economico, ma deve essere incentivata e sostenuta, soprattutto dalle donne. 13 L’esponente di Confindustria succede a Fabio Bortolazzi, in carica da due mandati consecutivi BIA NC H I N U OVO PR ES ID EN T E D EL LA C CI AA M ercoledì 11 marzo si è tenuta la prima adunanza del nuovo Consiglio camerale, recentemente nominato dal Presidente della Giunta regionale con decreto n. 25 del 3 febbraio 2009. Come primo importante atto i 32 membri hanno eletto Alessandro Bianchi nuovo presidente della Camera di commercio. Il rappresentante di Confindustria Verona, che ha ricevuto 30 voti di preferenza, succede a Fabio Bortolazzi che ha retto l’ente camerale per quasi otto anni. 14 di Claudia Andreatta Appena insediato, il presidente ha formulato alcune considerazioni sulla crisi che sta interessando l’economia veronese. Ha sottolineato che la nomina con una maggioranza così ampia è il segnale di una raggiunta intesa fra tutte le associazioni di categoria. «E’ un successo di tutte le imprese che hanno superato gli egoismi e gli individualismi. Insieme si vince o, perlomeno, si riducono i danni». A breve il consiglio verrà nuovamente convocato per procedere alla nomina dei membri di Giunta. Bianchi e' presidente di un gruppo industriale che opera nel settore degli impianti e della componentistica di bordo per veicoli di trasporto pubblico, composta dalla Sepit di Verona e dalla Imet di Chieti. Il nuovo presidente della Camera di Commercio e' stato negli anni passati anche presidente del gruppo piccola industria di Confindustria Verona, vicepresidente dell'Ente Fiera di Verona e componente del comitato esecutivo dell'aeroporto Catullo. AGENTI A CONGRESSO S di Alessandro Torluccio i è svolta venerdì 6 marzo l’Assemblea Nazionale della Fiarc, la Federazione degli agenti e rappresentanti di commercio aderente a Confesercenti. Ha presieduto i lavori il direttore nazionale della Fiarc Fabio D’onofrio. “Ci proponiamo l’ambizioso obiettivo, di mettere al centro dell’attenzione una grande proposta di riforma di tutto il settore dell’intermediazione” - ha dichiarato il presidente nazionale della Fiarc, Domenica Cominci. E’ intervenuto Vittoriano Bardelli, Consulente fiscale della Fiarc. Ha concluso i lavori il senatore Mario Baldassarri, Presidente Commissione Finanze e Tesoro del Senato, secondo il quale le proposte della Fiarc sono di grande interesse e qualora divenissero emendamenti o testi legislativi potrebbero contare sulla sua fattiva attenzione. Il Sen. Baldassarri dopo aver analizzato le proposte avanzate ha anche espresso valutazioni sulla attuale situazione di crisi. E veniamo aoi contenuti delle proposte Fiarc: “In questo particolare momento, - ha dichiarato il presidente nazionale della Fiarc, Domenica Cominci nella sua relazione - la profonda e grave crisi economica mondiale che stiamo attraversando, vede gli oltre 300.000 professionisti, gli agenti e rappresentanti di commercio, sottoposti a mutamenti profondi: la crisi economica, la crisi professionale a cui si lega una scarsa fiducia nella istitu16 zioni e una sensazione, anche se è ormai diventata qualcosa di più di una semplice sensazione, che da troppo tempo ci sentiamo abbandonati a noi stessi. Ma il vero problema è che questa crisi esplode quando era già in atto una crisi del settore dell’intermediazione commerciale, da noi più volte denunciata. Basti ricordare la riduzione delle provvigioni e quindi del reddito di un agente, in un momento in cui l’attività di intermediazione è in continua evoluzione ed è sempre più segnata e caratterizzata dalla necessità, per le case mandanti, di richiedere all’agente una molteplicità di funzioni. Oggi Il ruolo dell’agente viene a configurarsi in modo sempre più direzionale e sempre più professionalizzato: esperto di settore, esperto di mercato, esperto commerciale. Ed in questa prospettiva si inserisce certamente la necessità di rivedere la legge 204 del 1986. Una legge sottoposta ormai a una tale usura dal mercato stesso, dagli interventi legislativi come la Bassanini e dalle varie sentenze europee, da far si che oggi sia diventato uno strumento legislativo fuori del tempo e dalla realtà. Più volte abbiamo segnalato al Parlamento la necessità di una rivisitazione di questa legge: aprire alla certificazione di qualità la gestione della professionalità e nel contempo semplificare e snellire l’accesso al lavoro. Il nostro obiettivo è quello di avviare inoltre una riflessione sul rapporto tra l’agente e rappresentante di commercio e la tematiche fiscali: ricordo che siamo una categoria dove evadere è quasi impossibile. Le politiche fiscali dovrebbero diventare ed essere ripensate come uno strumento che non uccide le imprese di intermediazione, ma le accompagna in una professione importante per tutta l’economia del Paese. Per questo non è più rinviabile una rivisitazione degli studi di settore. Ci aiuti Senatore Baldassarri, a porre al centro dell’attenzione questo tema. Ci preoccupa la sensazione di essere di fronte a provvedimenti anti-crisi, da parte del Governo, che guardano con troppa esclusività alla grande industria, e alle banche – che certo necessitano di un intervento – ma crediamo che anche piccole imprese come le nostre debbano essere tenute nella stessa considerazione. Chiediamo perciò una riflessione su questa professione in grado di proporre una riforma fiscale e sistemica di questa attività, cominciando partendo da una domanda: l’agente deve essere considerato un libero professionista o un imprenditore? Dal mutamento della qualifica ne discenderebbe anche una diversa applicazione delle norme tributarie e noi ci proponiamo proprio questo ambizioso obiettivo, di proporre al centro dell’attenzione una grande proposta di riforma di tutto il settore dell’intermediazione". REVISIONE DEGLI STUDI DI SETTORE P di Bernardetta Arduini rosegue, come richiesto da Confesercenti, il dialogo con il Fisco, per una revisione degli studi di settore che tenga conto dello stato di crisi che ha colpito le PMI. Si è tenuto presso la SOSE (società per gli studi di settore) un forum, con la partecipazione di Luigi Magistro, Direttore dell’Accertamento dell’Agenzia delle Entrate, di Gianpiero Brunello, amministratore delegato SOSE S.p.A. e dei responsabili fiscali delle associazioni di categoria Confesercenti, C.N.A., Confartigianato, Casartigiani e Confcommercio, per analizzare insieme i primi dati a disposizione al fine di valicare la crisi nei settori e nei territori con un’azione quanto più mirata e selettiva. Al forum hanno partecipato, con collegamento via web, oltre 130 sedi territoriali delle Associazioni di Categoria. Magistro ha ribadito l’impegno dell’Agenzia delle Entrate a tenere presenti, in sede di utilizzo degli studi di settore per l’azione di accertamento, le specifiche situazioni emergenti dalla crisi ed ha ricordato la mancanza di qualsiasi obbligo, da parte dei contribuenti, all’adeguamento al risultato degli studi in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi, in presenza di ricavi dichiarati inferiori a quelli presunti: ciò sia nelle ipotesi di marginalità, sia nelle ipotesi in cui il contribuente non si riconosca nel risultato dello studio. Brunello, dopo aver ricordato le iniziative attivate per l’acquisizione delle informazioni utili a monitorare la crisi nei settori e nei territori, in particolare l’invio dei questionari per il monitoraggio della crisi che si concluderà nel giro di pochi giorni, ha illustrato le prime quattro tipologie di correttivi che verranno introdotte nel GERICO 2009 (il programma operativo di calcolo per l’applicazione degli studi di settore): 1) correttivi relativi al carburante e alle materie prime da applicare in alcuni settori (in particolare: agenti di commercio e trasporti); 2) correttivi specifici per mantenere la rappresentatività degli studi in altri settori (in particolare: commercio al dettaglio di abbigliamento e calzature); 3) correttivi congiunturali individuali che interessano tutti gli studi di settore e 4) interventi di sterilizzazione sugli indicatori di normalità economica (in particolare per quegli indicatori, come l’indice di rotazione del magazzino, o la resa per addetto, che sono più influenzati dalla rigidità di alcuni costi come quello di acquisto delle merci e quello del personale). Il lavoro di analisi che proseguirà per tutto il mese di marzo permetterà inoltre di individuare una quinta tipologia di interventi correttivi. Brunello ha altresì evidenziato il fatto che il lavoro in corso di svolgimento permetterà di valutare in modo corretto il diverso impatto che la crisi economica ha avuto sui vari settori e nei vari territori. I responsa- bili fiscali delle Associazioni di Categoria hanno ricordato che la necessità di questi interventi era stata da loro richiesta fin dallo scorso autunno (in particolare nella riunione della Commissione Esperti del 6/11/2008) ed è stata recentemente oggetto dell’incontro con Attilio Befera, Direttore Generale dell’Agenzia delle Entrate. E’ stata, inoltre, evidenziata sia l’importanza di segnalare, in sede di presentazione della dichiarazione, situazioni di marginalità o di non normalità che giustifichino l’esclusione dall’applicazione degli studi, sia l’importanza di una corretta gestione della fase del contraddittorio. Sul piano politico le Associazioni di Categoria rappresenteranno al Governo ed al Parlamento la necessità e l’urgenza di interventi mirati a favorire la ripresa economica ed a garantire la liquidità alle P.M.I. (liquidità senza la quale sarà difficile, a prescindere dagli studi di settore, adempiere al regolare versamento delle imposte nei prossimi mesi). Da ultimo, è stata da tutti rimarcata l’importanza di non disperdere la validità dello strumento studi di settore con interventi generalizzati, ossia con interventi che non tengano conto dell’effettivo impatto della crisi economica nei vari settori e nei vari territori. Una nuova edizione del forum si terrà il 22 Aprile p.v. per un’analisi sui definitivi interventi correttivi degli studi di settore. 17 NEWS DIECIRIGHE a cura di Claudia Andreatta NUOVE TARIFFE SIAE PER IL 2009 Èstato stipulato tra Confesercenti e SIAE il nuovo accordo relativo all’utilizzo di musica d’ambiente. L’accordo, valido fino al 31 dicembre 2009, ha per oggetto le esecuzioni musicali assolutamente gratuite definite “musica d’ambiente”, che avvengono a mezzo di apparecchiature sonore e/o videosonore non a disposizione dei clienti, nei locali degli esercizi commerciali durante l’orario di apertura al pubblico o negli ambienti di lavoro non aperti al pubblico. Ai fini dell’accordo, si intendono per “esercizi commerciali” i locali nei quali vengono effettuate vendite di merci al dettaglio o all’ingrosso ovvero le aree comuni dei centri commerciali; per “ambienti di lavoro non aperti al pubblico” i locali delle aziende destinati unicamente all’attività dei dipendenti senza ammissione di clientela; per “azienda” il complesso giuridico-gestionale dell’esercizio commerciale che richiede il permesso di esecuzione, stipula l’abbonamento ed è responsabile nei confronti della SIAE. LEGENDA: apparecchi radioriceventi tradizionali (tipo 3); apparecchi riproduttori o diffusori audio (filodiffusione, CD o supporti analoghi, apparecchi multimediali, PC/Internet, radio dedicate: tipo 2, 8, 9, 13); apparecchi televisivi (tipo 5); juke-box, juke-box digitali (tipo 6); video juke-box (tipo 7a); videolettori (tipo 7b). 18 CORSI IN PARTENZA TIPOLOGIA O A N Z AT V A R UTE COMP E N A M A’ B A R NOVIT LUOGO ORE COSTO* Corso sostitutivo del libretto di idoneità Verona e provincia sanitaria 3 33 euro PERIODO Aprile Responsabile del servizio di prevenzione e protezione per titolari d’impresa (D.Lgs. 626/94) Verona 16 160 euro Aprile Formazione per addetto al pronto soccorso aziendale per aziende dei gruppi B e C Verona 4 80 euro Aprile Verona 12 170 euro Aprile Verona 120 567 euro Aprile Verona 33 217 euro Aprile Verona 81 308 euro Aprile Corso abilitante per agenti d'affari in mediazione del settore immobiliare Verona 106 433 euro Aprile Corso computer base Verona 25 190 euro Aprile Addetto alla prevenzione degli incendi per aziende a basso rischio Corso abilitante per l'esercizio dell'attività di "somministrazione e vendita di prodotti alimentari" Corso abilitante per l'esercizio dell'attivi tà di "vendita di prodotti alimentari" Corso abilitante per agenti e rappresen tanti di commercio Corso barman base Corso computer avanzato Verona Verona 21 25 225 euro 210 euro *Per gli associati Confesercenti sono previsti forti sconti. Al prezzo va aggiunta l’Iva pari al 20% Aprile Aprile Sede iscrizioni: Via Albere, 132 - 37137 Verona Tel. 045 8624011 - Fax 045 8624088 Responsabile: Claudia Andreatta e-mail: [email protected] - www.confesercenti-vr.it 19 GIALLOBLU di Luca Corradi TALENTI D’ESPORTAZIONE Meggiorini, Niz zetto e C o r ra d i : tre giovani prof e s s i on i s t i v e ro n e s i c i d i c on o l a l o ro s u i campionati delle due s caligere, Con un sogno in comune: tornare a v e s t i re giallobl ù T re ragazzi di Verona. Tre storie con percorsi e direzioni diverse, ma anche con dei tratti in comune. A cominciare dalla provenienza, appunto, per proseguire con 20 l’esperienza nelle giovanili del Verona (o del Chievo) e finire poi nei professionisti, lontano dalla nostra città. Riccardo Meggiorini è uno dei veronesi che hanno avuto più successo negli ultimi anni sui campi del calcio professionistico: nato il 4 settembre 1985 a Tarmassia, il bomber della bassa veronese disputa due stagioni nel settore giovanile dell’Hellas Verona prima di venire acquistato dall’Inter. Qui, dopo una sola presenza di 4 minuti in serie A, il trasferimento in serie C1, a La Spezia, poi Cittadella e Pavia. Quindi il ritorno a Cittadella, dove Riccardo esplode definitivamente nella stagione scorsa, rendendosi protagonista del ritorno dei padovani in serie B grazie a 15 reti in 35 partite. Il “Meggio” è tutt’ora punto di forza della formazione biancorossa, che punta alla salvezza grazie anche ai suoi gol: Riccardo è al momento tra i cannonieri della B e ha vissuto la sua serata trionfale segando da solo tutte le reti del 4-0 sull’Avellino, il 10 febbraio. Luca Nizzetto (8 marzo 1986) è invece un esterno di centrocampo in forza quest’anno al Legnano (Lega Pro, girone del Verona), dove finora ha giocato 23 partite segnando 7 gol. Dopo la scuolacalcio nella Palazzina, passa alle giovanili dell’Hellas. Poi Salò (serie D) e il salto in C2 nei professionisti, ad Olbia, prima dell’esperienza toscana nel Castelnuovo e della bella stagione a Mezzocorona, l’anno scorso, dove segna 10 gol in 34 partite. Ora Luca è una delle più belle realtà e dei giovani più apprezzati della sua categoria. Luca Corradi, omonimo nonché coetaneo di chi scrive, è un attaccante classe 1981 (27 febbraio) cresciuto invece nelle giovanili del Chievo dopo aver dato i primi calci al pallone con la maglia giallorossa del suo paese, Dossobuono. Anche lui è ora un avversario dell’Hellas: gioca nel Venezia e, anche se non sta trovando molto spazio, spera di poter dare il proprio contributo per una salvezza sempre più difficile. Luca ha girato in questi anni in lungo e in largo C1 e C2: dalla Provese al Trento, dal Lanciano all’Alto Adige, dalla Pro Vercelli all’Ivrea. Con loro abbiamo parlato del passato, ma soprattutto del presente e del futuro di Chievo ed Hellas Verona, toccando anche questioni “calde” come fusione e stadio. Ecco cosa ci hanno detto. 1. Qual è il tuo ricordo più bello degli anni nelle giovanili gialloblù? 2. Come commenti il campionato di Chievo e Verona? 3. Cosa ne pensi della tanto discussa fusione? 4. E dell’eventuale costruzione di un nuovo stadio? 5. Credi che in futuro la tua strada sportiva possa incrociarsi di nuovo con quella veronese? RICCARDO MEGGIORII 1. Il ricordo più bello è che…ero a Verona! Giocare nella mia città, per la mia squadra del cuore…il massimo! Una bella esperienza, in tutti i sensi. Quando sono andato via mi è dispiaciuto da morire, pensavo di aver perso ogni possibilità di giocare a calcio ad alti livelli. Per fortuna non è stato così, ma ovvio che avrei preferito farlo con la maglia della mia città. 2. Rispetto alla scorsa stagione va molto meglio, è evidente. Una squadra non vince a Padova per caso, può essere la sorpresa in chiave play-off: la serie C è strana, imprevedibile. Ora è la squadra più giovane, mi sembra, e questa è una bella cosa anche se, in realtà, Riccardo Meggiorini di giovani di proprietà del Verona lì dentro ce ne sono pochi… Per il Chievo la vedo dura. Mister Di Carlo è bravo, ma il campionato è più difficile dell’anno scorso, ci sono Lecce e Bologna e la volata-salvezza la vedo ristretta a quattro-cinque squadre al massimo. Sulla carta se la può giocare, comunque, spero che ce la faccia. 3. E’ un gran casino! Ci sono dei contro, come le rivalità tra le tifoserie, ma anche dei pro, perché unendo le possibilità economiche si può ottenere una squadra migliore. La vedo comunque una cosa fattibile e, in generale, non sono contrario: piuttosto di avere due società in serie C alla fine dei rispettivi cicli, unire le forze può servire, per il bene sportivo della città. In fondo, non siamo ai livelli di Roma-Lazio o Milan-Inter! 4. Non mi sembra una problematica importante né utile, per ora. Non so se un nuovo stadio servirebbe davvero, forse non sarebbe un affare con due squadre a questi livelli, lo vedrei un po’ come uno spreco. Caso mai potrebbe essere legato al discorso-fusione, quindi in prospettiva più ampia. Ovvio, il Bentegodi è il Bentegodi…mi dispiacerebbe lo demolissero! 5. Premettendo che io a vedere il Luca Corradi Verona in curva Sud, quando posso, ci vado tutt’ora (ci sono già stato 4-5 volte quest’anno), ora come ora difficile che il mio cammino si incroci ancora con la squadra gialloblù. E comunque verrei solamente in caso di un progetto serio, la maglia da sola non basta. LUCA CORRADI 1. Sono stati tanti begli anni, ho vissuto esperienze stupende con amici che sento ancora oggi. Il ricordo più bello è legato al torneo di febbraio ’98 ad Arco (TN) con gli Allievi Nazionali, un po’ l’equivalente del Viareggio per la Primavera. Abbiamo perso la finale con la Roma ma dopo quel torneo io e Codognola, premiato come miglior portiere e miglior giocatore, siamo andati all’Inter. 2. Anche se al momento sono un avversario il Verona lo seguo sempre, è il primo risultato di cui mi interesso dopo la partita. Contro di noi (0-0 a Venezia, N.d.R.) mi ha impressionato per preparazione, attenzione, concentrazione. Un calo ci sta, i divari tra le squadre sono sottili e vanno a periodi. Inoltre il campionato di C è particolare, quest’anno puoi veramente vincere e perdere con tutte. Più punti riesci a mettere insieme ora e meglio è, le ultime settimane saranno decisive. La vera difficoltà per l’Hellas può essere mentale, se si troverà in condizione di dover cambiare obiettivo. Il Chievo è in ripresa e mi fa piacere: il cambio di allenatore ha fatto bene, potrebbero farcela. I risultati, poi, portano entusiasmo e fiducia. 3. Al di là dell’ovvia problematica legata ai tifosi, Chievo e Verona sono due anime diverse. I vantaggi potrebbero essere innegabili, vista la difficoltà per Verona di supportare due realtà ad alto livello, ma la vedo comunque una cosa troppo complicata. 4. E’ un problema generale del calcio italiano, anche a Venezia si predica da anni di uno stadio nuovo sulla terraferma che agevoli la partecipazione di più spettatori. Abbiamo uno dei campionati più belli ma siamo tra gli ultimi in Europa per il livello dei nostri stadi, vecchi e inadeguati. Io al nuovo stadio sarei favorevole: se c’è un imprenditore che ha la volontà di impegnarsi per una struttura polifunzionale, magari più piccola ma moderna e fruibile, ben venga, ne beneficerebbe la città intera. Ovvio che mi dispiacerebbe per il Bentegodi, cui è legata una buona fetta del cuore veronese (lo stadio dello scudetto!), ma è una ruota che gira per stare al passo coi tempi. E’ successo anche al suo predecessore, in Piazza Luca Nizzetto 22 Cittadella! 5. Da veronese ammetto che giocare per la mia città rimane il mio sogno, ma lo vedo un percorso complicato. Ma, come si dice, mai dire mai! LUCA IZZETTO 1. Con la Primavera siamo arrivati agli ottavi, un traguardo che alla società mancava da dieci anni. Quell’anno ho fatto 8 gol in campionato e 6 in Coppa Italia. E poi ho partecipato a quel ritiro con la prima squadra, che era in B ed era allenata a Massimo Ficcadenti… 2. Il Verona ha un problema di continuità, se lo risolve e ingrana può togliersi delle soddisfazioni e provare a puntare ai play-off. Non è un traguardo proibitivo, non c’è una vera e propria ammazza-campionato. Dici che sono la squadra più giovane della Lega Pro? Sbagliato, da gennaio lo siamo noi! Comunque, se da un lato è positivo che si punti sui giovani e si freni un po’ l’arrivo in massa di giocatori stranieri, dall’altro è innegabile che a Verona abbiano cominciato a farlo troppo tardi. E’ un vero peccato che molti, lo stesso Meggiorini per esempio, siano stati costretti ad andarsene perché avevano poco spazio. Il Chievo lo vedo bene da quando è arrivato Di Carlo. Prendono meno gol e sono sulla strada giusta per provare a salvarsi. 3. Non si può fare, non può esistere…né ora né mai! Anche se dal lato societario potrebbe essere una buona cosa, da quello sportivo non la vedo sensata: cose diverse, tifosi diversi, due realtà diverse. 4. A una modifica sarei favorevole, soprattutto se eliminassero la pista di atletica. Mi dispiacerebbe invece se lo abbattessero, ci ho giocato pochi mesi fa (Verona-Legnano 4-3, N.d.R.) e, anche se ero avversario, mi sono emozionato…a ogni azione un boato della curva, giocare per Verona dev’essere incredibile! 5. Abito tutt’ora a San Giovanni Lupatoto e dopo il weekend me ne torno lì, a casa. Anche a gennaio giravano voci su un mio eventuale ritorno a Verona, poi non se ne è fatto niente. Rimane un mio sogno e mi auguro che la mia strada e quella di Verona (anche con una maglia diversa, chissà, tipo Chievo o Sambo…) possano davvero incrociarsi di nuovo. Nel calcio non si sa mai e, finché gioco, resterà senz’altro un mio obiettivo!