DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Allegato: “Il progetto di ricerca SNECS”
PRIMA PARTE - Proposta di Capitolato Tecnico
1 DATI SALIENTI DEL PROGETTO
1.1 Titolo
1.1.1
Titolo del progetto: Social Network delle Entità dei Centri Storici
1.1.2
Titolo del progetto in lingua inglese: Social Network of Historical District Entity
1.1.3
Soggetto/i Attuatore/i (Soggetto/i Partner coinvolti nel progetto)
Consorzio ANFITEATRO
Consorzio Borgo Orefici
Consorzio CARSO
Consorzio CAMPI FLEGREI
CIMA Tour
Consiglio Nazionale delle Ricerche
Cueim
Centro INNOVA S.C.A.R.L
Le Nuvole
Naos Consulting
STRAGO
Consorzio TEBE
Teleservizi S.p.A
Università degli Studi di Salerno
Università degli Studi di Napoli “Federico II”
1.2 Settore/Ambito
Tecnologie per le Smart Communities, i Beni Culturali e l’Edilizia Sostenibile
1.3 Sintesi del progetto (Abstract)
La descrizione dovrà evidenziare i risultati attesi in termini di innovazione dei processi, nuove formulazioni, prodotti/servizi
innovativi attesi, correlati al mercato di riferimento
Il progetto di ricerca SNECS, Social Network delle Entità dei Centri Storici, intende raccogliere e trasmettere
i contenuti della conoscenza scientifica di carattere artistico, archeologico, letterario, storico–filosofico sul
territorio della Campania, con particolare enfasi sui centri storici, attivando e sperimentando nuove strategie
per la loro rappresentazione, organizzazione, diffusione e promozione basate su paradigmi di intelligenza
tecnologica, che rappresentano le sfide di Smart cities e Smart environment, che la comunità europea chiede
di raccogliere.
Luoghi e spazi necessitano di una intelligenza capace di reggere la sfida di una competizione che,
comprendendo le affinità culturali del proprio territorio con più decisione, si presenti su scala nazionale e
1 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati mondiale, rafforzando la potenza evocativa di luoghi e simboli, attraverso una riformulazione e reinvenzione
delle modalità di racconto dei luoghi basate sulle nuove forme di identità e socialità.
La dotazione tecnologica, composta di reti, cloud computing, dati aperti (open data) e sensoristica distribuita
rappresenta il fattore abilitante, sicuramente indispensabile, per la costruzione di ecosistemi dotati di una
intelligenzain grado di supportare trasparenza e crescita economica, ovvero di coordinare modelli di
sviluppo economico e di reale e partecipata governance territoriale.
Il capitale umano e sociale rappresentano la chiave di volta di entrambi i modelli. Un luogo è intelligente, è
smart, se lo sono i suoi abitanti in termini di competenze, di capacità relazionali, di inclusione e tolleranza.
Ma lo è anche se presenta attività innovative, di ricerca, in grado di attirare capitali economici e
professionali, ed essere inoltre un attrattore turistico, di innescare un circuito virtuoso in cui innovazione,
competenza e territorialità operano sinergicamente. L'intelligenza si manifesta in maniera ancor più incisiva
se si è in grado di adottare un modello di governo centrato sull’attenzione al bene comune che favorisca la
partecipazione civica nella creazione di valore pubblico.
Uno spazio antropizzato, con le sue strade, piazze, parchi è da sempre caratterizzato da una interazione
sociale sorretta da una piattaforma di leggi, regole e tradizioni. In tale spazio la tecnologia diventa un
elemento facilitatore dell'interazione, diventa strumento di connessione tra idee, iniziative, competenze ed
esperienze diverse per risolvere problemi condivisi e creare nuove opportunità sociali, economiche e
culturali. In esso le condizioni di governo, infrastrutturali e tecnologiche devono produrre innovazione
sociale, risolvendo problemi sociali legati alla crescita, all'inclusione e alla qualità della vita attraverso
l'ascolto e il coinvolgimento dei diversi soggetti locali coinvolti: persone, imprese, associazioni.
Una smart community si fonda sulla integrazione e condivisione di dati e servizi dove la tecnologia
rappresenta il fattore che accompagna la transizione delle città dal modello industriale a quello di città
digitale post industriale con interventi rivolti:
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all' economia: sviluppando conoscenza, promuovendo competenza e competitività,
alla popolazione: investendo nel capitale umano e sociale,
alla governance: favorendo la partecipazione e la collaborazione,
alla mobilità: riducendo l’uso del mezzo privato,
all’ambiente: tutelando le risorse naturali,
alla vita: migliorando servizi e la qualità complessiva della vita.
SNECS vuole osservare e misurare la capacità di essere smart attraverso gli interventi rivolti all’economia,
alla popolazione, alla governance, alla mobilità, all’ambiente, alla salvaguardia del patrimonio culturale,
all’accoglienza turistica. Con una profonda attenzione al ruolo del capitale sociale e relazionale nello
sviluppo della intelligenza in quanto una città sarà tanto più intelligente quanto più la sua comunità avrà
imparato ad esserlo, adattarsi e innovarsi. SNECS vuole sostenere un tale disegno progettando un insieme di
servizi ICT di integrazione capaci di raccogliere le informazioni provenienti da tutti gli interventi
sull’ambiente, sul risparmio energetico, sulla salute, al fine di misurarne gli effetti sulla qualità della vita
della comunità. A supportare il raggiungimento di tale obiettivo sarà fondamentale l'utilizzo di un supporto
cartografico (GIS), che verrà realizzato nell'ambito del progetto, insieme alle procedure per l'utilizzo di tale
supporto finalizzato al conseguimento degli obiettivi sopra indicati. A tal fine il supporto cartografico (GIS),
relativo alla modellazione e caratterizzazione di un centro storico, conterrà una serie di informazioni rese
coerenti tra loro ai diversi livelli informativi, da quello aerofotogrammetrico a quello catastale, da quello
della toponomastica, della destinazione d'uso, a quello della struttura muraria, che convergeranno nella
creazione di un ATLANTE "virtuale" ad elevata definizione e flessibilità d'uso.
1.4 Sintesi del progetto in lingua inglese (Abstract)
The research project SNECS, will gather and communicate the contents of the scientific knowledge of
artistic, archaeological, literary, historical and philosophical nature in the territory of Regione Campania,
with an emphasis on historic centers, activating and experiencing new strategies for their representation,
organization, dissemination and promotion based on paradigms of technological intelligence, which
represent the challenges of Smart cities and smart environment, that the European Union asks to raise.
Places and spaces need an intelligence able to withstand the challenge of a competition, understanding the
cultural affinities of their territory, they operate on a nationwide and worldwide, strengthening the evocative
2 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati power of places and symbols, through a reformulation and reinvention of the ways of narrative of the places
based on new forms of identity and sociality.
The technological equipment, consisting of networks, cloud computing, open data (open data) and
distributed sensor systems is the enabling factor, surely indispensable for the construction of ecosystems with
an intelligence that supports transparency and economic growth, or to coordinate economic development
models and of real and participatory local governance.
The human and social capital are the keystone of both models. A place is intelligent, smart, if its inhabitants
are smart in terms of skills, interpersonal skills, inclusion and tolerance. But it is even if it has innovative
activities, research, able to attract capital economic and professional, and also be a tourist attraction, to
trigger a virtuous cycle in which innovation, competence and territoriality operate synergistically. The
intelligence manifests itself even more effective if you are able to adopt a governance model centered on
attention to the common asset that encourages civic participation in the creation of public value.
A space anthropized, with its streets, squares, parks has always been characterized by social interaction
supported by a platform of laws, rules and traditions. In this space the technology becomes a facilitator of
interaction, becomes a means of connection between ideas, initiatives, skills and experiences to solve shared
problems and create new social, economic and cultural conditions. In it, the conditions of governance,
infrastructure and technology required to produce social innovation, solving social problems related to
growth, inclusion and quality of life through listening and involvement of different local actors involved:
individuals, businesses and associations.
A smart community is based on the integration and sharing of data and services where technology represents
the factor that accompanies the transition of the city from the industrial model to that of digital postindustrial city with work with:
• economy: developing knowledge, promoting competence and competitiveness,
• the population: investing in human and social capital,
• governance: promoting the participation and collaboration,
• mobility: reducing the use of private vehicles,
• environment: preserving the natural resources,
• life: improving services and the overall quality of life.
SNECS want to observe and measure the ability to be smart through interventions aimed at the economy,
population, governance, mobility, the environment, preservation of cultural heritage, and tourist
accommodation. With a deep focus on the role of social and relationship capital in the development of
intelligence, a city will be so much more intelligent than his community has learned to be, adapt and
innovate. SNECS want to support such a plan by designing a set of ICT services integration capable of
gathering information from all the action on the environment, energy saving and health, in order to measure
the effects on the quality of life of the community.
To support the achievement of this objective will be essential to use a support mapping (GIS), which will be
built as part of the project, together with procedures for the use of this support aimed at achieving the above
objectives.
For this purpose the support mapping (GIS) on the modeling and characterization of a historical center, will
contain a number of information made consistent with each other at different levels of information, from the
photogrammetric to cadastral , from the toponymy, the intended use, to the building structure, which
converge in the creation of a virtual ATLAS with high definition and flexibility.
1.5 Descrizione dell'obiettivo generale del progetto
L’obiettivo del progetto Centri Storici è quello di realizzare un sistema di rete territoriale in cui convergano
le preziose risorse cognitivo-relazionali all’interno di un programma di alta tecnologia tesa a generare una
crescita socio-economica a scala locale, nazionale e internazionale. Dalla conoscenza dei luoghi scaturisce
una proposta che possa "creare valore" a favore delle risorse umane e/o a promuovere il cambiamento e
l'innovazione, utilizzando in tal senso un approccio di “knowledge management”, applicato al territorio.
Altro obiettivo riguarda la valorizzazione di innovative realtà imprenditoriali, la formazione di competenze
altamente qualificate e la valorizzazione delle conoscenze (brevetti, know-how).
3 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati In sintesi il sistema territoriale è chiamato ad interagire con l’input derivante dall’allineamento della ricerca,
formazione e innovazione capace di generare la crescita economica e allo stesso tempo di far dialogare tra di
loro gli attori istituzionali.
Il modello di sistema a cui si tende avrebbe come filo conduttore l’elevato impatto del patrimonio collegato
da un’unica governance che promuova l’interesse e lo sviluppo delle singole realtà smart. Lo spazio
formativo andrebbe ad espandersi ed a proiettarsi verso aspetti innovativi attraverso strategie attuabili,
multidisciplinari, interdisciplinari e transdisciplinari, quali:
a) la partecipazione,
b) l’integrazione delle competenze,
c) l’accoglienza
d) la promozione territoriale.
Gli obiettivi principali di SNECS si possono sintetizzare nei seguenti punti:
a) sperimentare modelli di interazione sociale che, avvalendosi anche delle tecnologie dell’Internet del
futuro, siano capaci di sviluppare una intelligenza proporzionale:
a. alla produzione di conoscenza integrata del territorio
b. alla qualità dell’accoglienza turistica;
c. alla qualità di vita dei cittadini residenti;
d. alla capacità di salvaguardare e valorizzare i beni comuni disponibili e le risorse culturali e
sociali dei luoghi anche per il solo motivo di tutelarle e conservarle per le generazioni future;
e. sperimentare modalità di cooperazione tra persone e soggetti (enti pubblici, imprese ed
associazioni) finalizzate a stimolare un dinamismo economico improntato al tema della
sostenibilità e alla partecipazione e condivisione dei cittadini;
b) ricercare parametri qualitativi e quantitativi utili ad una misurazione della intelligenza prodotta
(Quoziente di Intelligenza o QI) che insieme ai dati estratti da un Osservatorio sulla qualità della
vita, dei consumi tipici, del livello di partecipazione e di accoglienza consenta di attuare politiche di
monitoraggio e pianificazione del territorio;
c) sperimentare un modello di governance diffuso del territorio organizzato su più livelli, da una
visione centralizzata ad una periferica di dettaglio, che stimoli competitività e partecipazione
secondo i principi dell' e-democracy;
d) allargare il modello della sostenibilità basata sull’accoglienza turistica e sulla valorizzazione dei beni
culturali anche alla zone interne del territorio per consentire una crescita uniforme;
e) avvalersi delle tecnologie e dei modelli organizzativi del cloud computing per dare una pari
opportunità a tutte le realtà, piccole e grandi, presenti sul territorio, ma anche per sperimentare nuove
modalità di cooperazione basate sulla disponibilità di una unica base dati centralizzata e condivisa;
f) stimolare con la produzione e gestione di Open Data e di Linked Open Data la cultura della
trasparenza e la consapevolezza dell’economia della conoscenza;
g) individuare percorsi e processi formativi, rivolti soprattutto a giovani ed anziani, capaci di educare a
principi quali partecipazione, condivisione, accoglienza e trasparenza;
h) realizzare una piattaforma tecnologica interamente pensata, progettata ed implementata in Campania
per la quale richiedere alla Regione Campania di potersi fregiare del logo Cè (Campania è).
i) realizzare un sistema cartografico ad hoc, denominato ATLANTE "virtuale" ad elevata
definizione e flessibilità d'uso.
j) Per questo obiettivo sarà necessario:
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determinare l'unità minima di rilevamento per la descrizione del territorio rappresentante il
cosiddetto "point of interest" (poi), e una serie di informazioni alfanumeriche e
grafiche ad esso
connesse per costruire il quadro delle conoscenze preliminari
necessarie ai fini dei possibili diversi utilizzi che di quelle informazioni si intende fare. Il
poi deve tener conto in particolare
dei dati relativi ai caratteri fisici e tipo-morfologici,
sia alla scala del singolo poi che degli spazi aperti ad esso connessi che a quella di sue
aggregazioni in parti più complesse;
offrire alle utenze potenziali dell'ATLANTE, una serie di sistemi di navigazione utilizzabili
sia
come base per un Sistema di Supporto alle Decisioni che come contenitore di
conoscenze per sistemi di fruizione delle stesse.
4 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati 1.6 Coerenza del progetto con Piano di Sviluppo presentato al Comitato Tecnico
dell’Accordo di Programma.
Descrizione degli elementi di coerenza del progetto con le traiettorie tecnologiche individuate nella Relazione Tecnica e con quanto
indicato nel Piano di Sviluppo del Cluster presentato al Comitato Tecnico dell’Accordo di Programma.
Il progetto SNECS verticalizza per lo specifico settore dei Centri Storici una visione strategica condivisa
dall’insieme delle progettualità del Distretto DATABENC: applicare al Patrimonio Culturale ed al Turismo
la “Smart Innovation” per il rilancio economico e culturale del territorio.
Il Distretto intende operare, concordemente con quanto indicato nel Piano di Sviluppo del Cluster, per
promuovere lo sviluppo di una politica industriale di medio e lungo periodo che veda nel Patrimonio
Culturale l’occasione per costruire quel valore con il quale creare sviluppo per il territorio. E intende farlo
promuovendo un marchio di fabbrica caratterizzato da interventi innovativi basati su servizi ed infrastrutture
tecnologiche e sociali che vedono come aspetti di interesse dei Beni Culturali i “Single Smart Space”, ovvero
spazi in cui le persone vengono messe a contatto con una realtà fatta di oggetti capaci di suscitare interesse
ed emozione, perché ne viene offerta una percezione diretta o una loro conoscenza o una combinazione di
percezione e conoscenza.
Partendo da questo assunto, le progettualità DATABENC puntano fortemente all’utilizzo innovativo di
nuove tecnologie per rendere possibili nuovi modi di comunicare con le persone rendendole partecipi della
gestione dei beni culturali e investendo sulla costruzione di reti di interesse intorno all’immenso patrimonio
di cui il nostro Territorio è depositario. L’insieme delle progettualità di Distretto si identificherà quindi nella
capacità di porre in essere interventi e soluzioni che siano integrate in un’unica infrastruttura non solo
tecnologica, ma anche e soprattutto culturale ed organizzativa. Interventi e soluzioni che siano identificabili
in modo chiaro per il livello di “smartness” ed in cui le tecnologie, soprattutto quelle ICT, svolgono il loro
ruolo di facilitatori di processi fondati sull’insieme delle competenze attive nella filiera distrettuale, costruita
intorno ai temi della conoscenza integrata, del monitoraggio diagnostico, della valorizzazione e della
fruizione.
La visione strategica sottesa dalle progettualità del Distretto è pienamente in linea con la Relazione elaborata
dal Comitato Tecnico in coerenza con quanto previsto dall’Accordo di Programma tra il Ministero
dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) e la Regione Campania. In essa, infatti, il settore
Beni Culturali e Turismo è stato indicato di particolare rilevanza territoriale, vantando la Campania uno dei
più vasti e inestimabili patrimoni culturali al mondo, comprendente cinque siti dichiarati dall’UNESCO
patrimonio mondiale dell’umanità e molti altri, cosiddetti minori, ancora non adeguatamente promossi
ancorché di altissimo valore storico-artistico. A tale giacimento culturale si associa, però, un’insufficiente
tutela e manutenzione dovute sia alla peculiarità stessa di tale patrimonio, sia all’endemica carenza di risorse
e mezzi causata anche dalla mancata individuazione di efficaci modelli di sostenibilità. Ciò genera un
graduale, ma inarrestabile, degrado dell’identità culturale regionale, che invece dovrebbe essere volano di
rilancio del territorio.
Nella Relazione si evidenzia come gli interventi messi in atto finora sono stati spesso isolati, basati
principalmente su finanziamenti pubblici non finalizzati e spesso attivati in situazioni di emergenza. Inoltre,
singolari asimmetrie hanno concentrato le scarse risorse investite per la manutenzione e la tutela solo in
alcune aree a scapito di altre, specie per alcuni siti sottoposti a una pressione turistica considerevole che ne
mette in pericolo l’integrità, diversamente da altri toccati solo marginalmente da tale antropizzazione.
Le progettualità DATABENC intendono favorire un cambiamento di visione in tal senso, perseguendo una
logica di integrazione: non più tante soluzioni, anche singolarmente di grande interesse e qualità, ma
elementi di una costellazione in grado non solo di sostenersi ma anche di rinnovarsi ingrandendosi con
successive realizzazioni. Il Distretto mira in tal modo a proporsi come polo di riferimento tecnologico nel
settore dei Beni Culturali per il Sud Italia, anche attraverso la promozione di un brand distrettuale e di azioni
comuni con altri soggetti analoghi su scala nazionale e internazionale, soprattutto extra-europea, così da
aumentare la visibilità internazionale dei giacimenti culturali della regione Campania e da verificare le
opportunità di successo delle soluzioni high-tech made in Italy sui mercati mondiali.
5 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati In dettaglio, la visione strategica comune alle progettualità di Distretto si declina su tre assi portanti:
conoscenza integrata, per la salvaguardia cognitiva del patrimonio culturale; monitoraggio diagnostico, per la
salvaguardia conservativa del patrimonio culturale; fruizione sostenibile, per l’utilizzo consapevole e
sostenibile del patrimonio culturale. Esse intercettano pienamente quelle che sono le traiettorie indicate nella
Relazione Tecnica come prioritarie per il territorio, focalizzate sullo sviluppo di sistemi integrati di
salvaguardia cognitiva e conservativa, di sistemi per la sicurezza e la tutela e per la gestione del rischio
antropico, di piattaforme di intelligence per la gestione integrata dei sistemi informativi.
In dettaglio, per la salvaguardia cognitiva e per la gestione integrata dei sistemi informativi, le progettualità
DATABENC hanno come obiettivo complessivo la realizzazione di un sistema integrato in cui la conoscenza
(cronologica, catalogabile, geo-referenziata, telerilevabile, additiva, ecc.) del Patrimonio Culturale regionale
sia configurabile in modalità flessibile, interrogabile ed integrabile. Allo scopo, l’approccio seguito è
pluridisciplinare e interdisciplinare, basato sull’integrazione di studi d’impronta storico/umanistica con quelli
tipicamente scientifico/tecnologici. Le tecnologie che si svilupperanno consentiranno di omogeneizzazione le
strutture descrittive, di rappresentare i processi ed i servizi tipici di una Digital Library, di manipolare i
contenuti multimediali acquisiti in real-time attraverso interfacce naturali. In particolare per la catalogazione
e gestione di archivi del patrimonio culturale materiale che un ente proprietario possiede (lo Stato, l’ente
locale, la Chiesa, il privato), si introdurranno basi di dati basate sugli Open Data e Linked Open data, su cui
costruire ambienti e servizi basati sul paradigma del web semantico.
Per la salvaguardia conservativa, le progettualità di Distretto condividono un collante tecnologico, il
paradigma dell’Internet of Things, e l’obiettivo generale di sviluppare nuovi strumenti di indagine e analisi
dei processi di degrado che interessano manufatti e monumenti, per diagnosticare le patologie delle opere
(cosiddetto stato di conservazione) e, parallelamente, individuare, selezionare e sperimentare nuovi materiali
e metodi di restauro. L’integrazione delle competenze multi-specialistiche dei partner del Distretto consentirà
di sviluppare metodi diagnostici e sensoristica innovativa per la valutazione dello stato di conservazione dei
Beni Culturali e di mettere a punto nuovi materiali e trattamenti per la loro conservazione, costruendo al
contempo un centro di competenza unico sul territorio. In parallelo all’intervento sulle opere, le progettualità
perseguono un approccio di conservazione preventiva, ovvero di intervento sugli ambienti di conservazione
o sulle strutture a contorno di un’opera per contenere le cause del degrado, investendo su soluzioni
tecnologiche di monitoraggio non invasivo, per larga parte ancora da sviluppare, per conoscere e quantificare
la progressione del degrado, l’evoluzione dell’impatto delle cause, la durabilità dei trattamenti nel tempo.
Obiettivo è la realizzazione di un sistema integrato, che consenta la raccolta ed elaborazione di informazioni
inerenti le dinamiche antropiche e ambientali per effettuare valutazioni preventive del Patrimonio Culturale a
cui possono ascriversi, ad esempio, analisi precoci di vulnerabilità (territoriali, strutturali, ecologiche, ecc.),
test sperimentali (materiali, ricostruttivi, prototipali, ecc.), valutazioni socio-economiche ed attitudinali (rifunzionalizzazione siti/beni), itinerari di formazione/divulgazione, oltre che per progettare tecnologie e
innovazioni di processo che garantiscano la sostenibilità per la conservazione e la tutela di manufatti, siti e
territori.
In ambito sicurezza e prevenzione, obiettivo primario è la realizzazione di un sistema integrato per la messa
in sicurezza dei beni culturali da attacchi attivi e non, sia “in situ”, sia in luoghi appositamente preposti per la
loro fruizione. In dettaglio, obiettivo sarà quello definire nuove soluzioni tecnologiche che affianchino e,
quando possibile, sostituiscano l’utilizzo di personale di custodia, transenne, schermature in vetro, teche e
vetrine. Le soluzioni che si intende sviluppare saranno non intrusive, in grado sia di aumentare la sicurezza
dei beni culturali esibiti, sia di ottimizzare il ciclo di lavoro dei dispositivi in modo da intervenire con
politiche di risparmio energetico. I sistemi di sicurezza integreranno sulla stessa piattaforma condivisa:
Antintrusione ed Antifurto, Controllo Accessi, Videosorveglianza, Rilevazione e Spegnimento Incendi,
Monitoraggio Ambientale, Controllo dei fruitori, Supervisione delle infrastrutture tecnologiche.
Va inoltre sottolineato come le azioni delle progettualità del Distretto siano da inquadrare in una logica di
complementarità con il Distretto STRESS e con l’Aggregazione TEMOTEC. Con il Contratto di Rete, è stata
definita una visione strategica comune e condivisa dal Cluster, in cui la realtà dei sistemi urbani è vista come
un sistema di reti complesse strettamente interconnesse che si articolano in reti fisiche, quali residenze, centri
storici, beni culturali, infrastrutture, reti di informatiche e di comunicazione, centri di produzione e
commercio, e reti immateriali, ovvero sistemi sociali e culturali, capitale umano, ecosistemi, sistemi di
6 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati valorizzazione e fruizione, servizi legati alla qualità della vita ed al benessere. Si è quindi costruito un livello
di governance superiore per razionalizzare gli interventi e sfruttare le economie di scala e di scopo, per
evitare duplicazioni/sovrapposizioni ma al contempo rispettare una logica di concentrazione degli interventi
in base alle specializzazioni tecnologiche.
In particolare, i due Distretti opereranno in maniera sinergica sugli ambiti “Centri storici” e “Patrimonio
culturale architettonico ed archeologico” che rappresenteranno i momenti di sintesi e confronto in cui si
integreranno le piattaforme specifiche DATABENC e STRESS relative alle specifiche tematiche
tecnologiche di competenza. In un’ottica di complementarità e di rispetto delle specializzazioni, mentre
STRESS concentrerà le proprie azioni sui temi legati ai rischi naturali ed antropici connessi all’utilizzazione
del patrimonio culturale ed alla gestione e conservazione degli ambiti urbani e territoriali di particolare
valore storico-culturale, DATABENC tratterà i temi della fruizione del patrimonio culturale architettonico ed
archeologico e della gestione e diffusione, sul piano sociale, della conoscenza integrata legata al patrimonio
culturale.
Per garantire la piena uniformità e corrispondenza con i contenuti del piano di sviluppo e la visione
industriale patrimonio del Distretto DATABENC (cfr. Parte II Capitolo 4 del presente Progetto), le attività di
Progettazione di tutte le line progetuuali afferenti a DATABENC sono state coordinate dalla S.c.ar.l.
Distrettuale che provvederà altresì a fornire pieno supporto per le attività amministrative e gestionali di
rendicontazione.
2 STATO DELL’ARTE
Descrivere lo stato dell’arte inquadrando il problema scientifico e riportando le citazioni dei lavori (2, 5 pag.)
Secondo alcune previsioni nel 2050 il 70% della popolazione del mondo sarà concentrata per lo più in aree
urbane. Uno scenario sostenibile solo con radicali cambiamenti tecnologici e di stili di vita. Le città
intelligenti sembrano quindi una scelta obbligata per la sostenibilità della vita, considerando come la qualità
della vita di miliardi di persone, se non addirittura la sopravvivenza stessa del pianeta, dipenderanno da
quanto gli agglomerati urbani sapranno diventare virtuosi nel risparmiare energia, nel ridurre le emissioni e
nel rendere più agevoli e semplici le condizioni di vita e lavoro al loro interno.
Nella profonda convinzione che pensare alle città e a ciò che significa farle evolvere verso comunità
intelligenti sia un processo fortemente strategico per il rilancio della crescita e l’apertura di nuove prospettive
di sviluppo, la piattaforma SNECS, acronimo di Social Network delle Entità dei Centri Storici, si pone
l'obiettivo di studiare un modello di piattaforma partecipativa che promuova un nuovo modo per produrre,
raccogliere, condividere informazioni e conoscenza al fine di produrre valore.
Questo obiettivo si può raggiungere fornendo a tutti gli attori coinvolti strumenti adatti a dialogare, con
modalità improntate a processi di partecipazione, uso e riuso dei dati tipiche del Web 2.0 e adottando il
modello degli Open Data e dei Linked Open Data, che, rendendo i dati pienamente accessibili e riutilizzabili,
operano da moltiplicatori di tale valore.
Le smart cities sono un modello che sempre più si sta diffondendo nel mondo e in Italia stessa. Sempre più
numerose sono le iniziative a livello europeo e promosse dalla Comunità Europea[1], con capofila la città di
Amsterdam; anche in Italia non mancano esempi, come le città di Genova, Torino e Bari, Milano e
7 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Napoli[2][3] e nasce in Italia nel 2012 un Osservatorio nazionale delle Smart Cities ANCI[4]. A testimoniare
l’importanza del fenomeno, nascono e si sviluppano le due grandi manifestazioni di riferimento – FORUM
PA[6] a Roma e SMART City Img CC Exhibition a Bologna[7] – con l’obiettivo di aiutare i territori e le
comunità a ragionare su questi temi, a individuare percorsi costruttivi che estraggono un’essenza positiva
destinata a durare. È dunque dalle città che occorre ripartire, individuando le dimensioni feconde nelle quali
tecnologia, partecipazione e innovazione sociale possono divenire i driver dello sviluppo e di una diversa
percezione della qualità della vita.
Il profilo della Smart City che emerge dai numerosissimi interventi di SMART City Exhibition2012 è una
città intesa “prioritariamente come insieme di reti funzionali in grado di decodificare i dati che le nuove
tecnologie mettono a disposizione per interpretare la sua vocazione e scegliere il suo ruolo nella relazione
con i propri cittadini e all’interno del panorama internazionale”.
Una città in grado di relazionarsi con il momento che stiamo vivendo attraverso la produzione di
interpretazioni condivise e partecipate, capace di aprirsi agli stimoli interni ed esterni, di proporre e abilitare
nuovi stili di vita più sostenibili, e di generare nuovi processi di crescita e produttività che sorgano dal basso.
In quest’ottica si profila la necessità di ripensare l’organizzazione dei servizi e delle strutture che li erogano a
partire anche dall’idea di città che si vuole proporre. Un servizio offerto in una logica smart è infatti orientato
principalmente alla domanda e non può presupporre settorialità che ne parcellizzino il percorso. Le
esperienze internazionali più interessanti indicano ad esempio nella riorganizzazione delle strutture
dirigenziali comunali su piattaforme trasversali piuttosto che su settorialità verticali un passaggio di
dimostrata efficacia per l’attivazione di politiche finalizzate all’ottimizzazione dell’habitat urbano.
Apertura dei dati, interoperabilità delle reti, perdita di dominio esclusivo su singoli servizi sono passaggi
necessari che permettono alle città di mettere a sistema i propri asset e raggiungere una potente integrazione
delle proprie attività. Ciò vale sia dal punto di vista della macchina amministrativa che da quello della
cittadinanza, perché permettere al cittadino di monitorare – anche attraverso nuovi indicatori – le dimensioni
che riconosce come prioritarie per il proprio benessere, significa gettare le basi per una ricostruzione del
rapporto con la politica.
Coerentemente a questo scenario, SNECS vuole attuare una regia intelligente delle molteplici attività umane
che si possono aver luogo all’interno di un centro storico, favorendo l’ innalzamento degli standard di
sostenibilità, vivibilità e dinamismo economico. In un tale sistema, la qualità della vivibilità, dalla viabilità ai
trasporti, dall’assistenza sanitaria alla pubblica sicurezza, all’uso razionale delle risorse energetiche, sono
costantemente oggetto di monitoraggio e controllo grazie alla partecipazione proattiva dei residenti ma
soprattutto dei turisti.
L’obiettivo di SNECS è quello di fornire l’infrastruttura tecnologica e sociale per promuovere un nuovo
modo di pensare e vivere la città ed il centro storico, in cui le persone si sentano centrali e siano consapevoli
dell’importanza del loro contributo nella creazione di una catena di valore che non può far altro che
migliorare la vivibilità dell’intera comunità. SNECS pone le basi per una griglia intelligente fatta di
comunicazione ed interazione partecipativa, messa a disposizione di tutti in maniera intuitiva e totalmente
non invasiva (l’utilizzo di uno smart-phone non comporta alcun ulteriore sforzo da parte degli utenti).
In questa maglia di intelligenza collettiva, deve essere coinvolto il governo strategico del territorio, che
SNECS va a sostenere introducendo per esso il Quoziente di Intelligenza (QI) come insieme di metriche e
indicatori qualitativi e quantitativi sulla capacità di produrre valore dal patrimonio di conoscenza, di
innalzare la qualità della vita, di sviluppare adeguati modelli di accoglienza turistica.
Una caratteristica di SNECS è la sua flessibilità potendo variare il numero di servizi sulla base delle strategie
adottate dalla governance. Ma è anche scalabile in quanto può iniziare ad operare con un insieme ristretto di
sensori e soggetti e crescere man mano che se ne aggiungono di nuovi. Inoltre non si ferma ai confini
circoscritti del borgo. Inizialmente, visto il gran numero di attori da coinvolgere e la complessità delle
relazioni da attivare, è necessario concentrare gli sforzi in un ambito ristretto, come ad esempio i borghi, o
quartieri. Facendo soprattutto leva sulla sua identità culturale e sociale. Raggiunto un buon QI il borgo potrà
allargare i suoi confini inglobando per propagazione i territori circostanti. Ma potrà anche espandersi in una
architettura a rete con NET-SNECS per costruire federazioni di borghi. Ed espansione e rete possono
sommare i loro effetti per una intelligenza diffusa su un intero territorio. Nella rete una città diventa una
federazione di borghi. Un territorio la federazione di città e singoli borghi. Ogni singolo borgo e ogni
federazione di borghi hanno la propria governance. La rete offre il grande vantaggio di stimolare la
competizione tra i borghi dal confronto del proprio QI rispetto a quello degli altri.
8 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Una regia centralizzata della rete provvede infine alla pianificazione strategica del territorio per promuovere
la democrazia digitale, la sicurezza e la salvaguardia del territorio, per avvicinare i borghi al mondo di
Internet e per accedere ai servizi ovunque ci si trovi per un nuovo modo di realizzare la comunità sociale.
Sul piano tecnologico SNECS è una piattaforma di social network, che attraverso il dialogo attua la
mediazione tra offerta di informazioni e soddisfacimento delle richieste. Secondo l’approccio del web
semantico, si alimenta con fonti strutturate e non come quelle selezionate da Internet. Tra le fonti una delle
sorgenti essenziale è l’informazione pubblica “georeferenziata” del territorio interessato dal borgo. SNECS
dovrà pertanto integrare le più importanti API disponibili su web (GoogleMaps, OpenStreet, Bing, Nasa
World Wind, etc).
Le informazioni catturate dal social network e distribuite come Linked Open Data consentiranno a regime di
fornire risposte sempre più efficaci. Al dialogo partecipano anche l’insieme di oggetti capaci di rappresentare
in tempo reale lo stato dei luoghi, secondo il paradigma tecnologico dell’Internet of Things che si basa
sull’idea di oggetti dotati di identità, che possono essere localizzati, che hanno capacità di interazione con
l’ambiente circostante e di elaborazione dati. Oggetti intelligenti, tra loro interconnessi in modo che sia
possibile scambiare le informazioni possedute, raccolte e/o elaborate. Basta dotare un sensore della capacità
di dialogare in SNECS per fornire risposte sempre più complete: dalle centraline presenti sui mezzi di
trasporto il monitoraggio istantaneo del flusso di viaggiatori; dai sensori RFID dei cassonetti il monitoraggio
del loro livello di riempimento; dalle telecamere le informazioni sulla sicurezza, controllo del territorio,
monitoraggio del degrado di monumento; dalle centraline per il monitoraggio ambientale la misura
dell’inquinamento dell’aria o dell’acqua. Ad essi si aggiungono soluzioni basate su QR Code o su tag NFC
(Near Field Communication) per migliorare l’esperienza di visita della città, offrendo informazioni sui
percorsi culturali disponibili e modalità di pagamento sicure.
Residenti e turisti sono gli attori della crescita della conoscenza e della sua qualità. I primi, soprattutto
giovani ed anziani, devono essere coinvolti nella raccolta e produzione delle informazioni facendo leva sul
loro senso di appartenenza. I turisti devono essere stimolati ad esprimersi sulla qualità complessiva
dell’offerta certificando l’informazione che la sostiene. Il tutto in una concezione nuova secondo cui i primi e
principali turisti di un territorio devono essere proprio quelli che vi abitano, e con la consapevolezza che
l’obsolescenza delle informazioni può essere combattuta con la partecipazione sociale alla loro creazione o
verifica.
SNECS si rivolge anche e soprattutto ai diversi soggetti operanti nel borgo, quali artigiani, imprese, alberghi,
operatori turistici, enti locali, fornendo loro servizi per dialogare. Anche semplicemente stimolando la
produzione di Linked Open Data da parte loro.
Un sistema così complesso deve essere però governato. SNECS si struttura in un osservatorio per estrarre,
periodicamente, dati di sintesi utili all'elaborazione di orientamenti strategici per il borgo. Un’altra
componente è costituita dalla misura del QI del borgo. I dati, elaborati secondo modelli di Business
Intelligence serviranno alla governance politica per fissare le strategie di crescita del borgo.
Le persone in SNECS saranno quindi gestite come “identità individuali”, ovvero indipendentemente dal
dispositivo in quel momento in uso. Ad esse saranno associate tutte le informazioni d’interesse: le relazioni
sociali intrattenute, gli eventi, i dati personali riservati, quali ad esempio dati biometrici, finanziari o sanitari,
ecc. Per favorire l’efficacia della fruizione SNECS potrà essere personalizzato dall’utente, in base alle sue
preferenze ed esigenze, e sarà adattativo nel senso che i servizi (secondo il modello dell’Internet of Services)
e i contenuti (secondo l’Internet of Content & Knowledge) resi disponibili si adatteranno al contesto corrente.
Dal punto di vista tecnologico, SNECS deve fornire servizi che permettono una connettività “ubiquitous” nel
borgo, accessibile con una varietà di wireless mobile devices, abilitati per architetture SOA in sicurezza ed
9 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati affidabilità. Per la localizzazione verranno fornite soluzioni in grado di combinare le differenti tecnologie di
localizzazione (GPS, Bluetooth, Wi-Fi, RFID, etc) al fine di individuare utenti e dispositivi mobili di nuova
generazione in scenari eterogenei sia di tipo indoor sia outdoor.
Un borgo non è stimolato ad aumentare la sua intelligenza se non può confrontarsi con altri borghi. NETSNECS provvede a creare una federazione di SNECS. Una città è un sistema federato di quartieri. Un
piccolo comune è un singolo borgo. Una regione è un insieme federato NET-SNECS. Anche le federazioni
di SNECS hanno il loro osservatorio e un sistema di governance per attuare politiche legate ad un controllo
strategico del territorio. Obiettivi principali delle federazioni sono: provvedere alla disseminazione dei
principi base dell’e-government e dell' e-democracy con azioni mirate di formazione di tipo e-learning;
integrare le conoscenze dei singoli SNECS in un sistema unico di conoscenza territoriale.
I luoghi del Ricordo Operatori Turistici Governance SNECS Formazione Educazione Conoscenza Osservatorio L’osservatorio e la conoscenza sono anche gli strumenti propulsivi per la crescita del tessuto produttivo
territoriale, in particolare di quello degli operatori turistici, anche per la loro capacità di promozione del
territorio oltre i suoi confini.
Partecipazione, condivisione, accoglienza e trasparenza sono principi che non trovano un largo consenso
nella società. Anche perché non se ne comprendono gli effetti diretti ed indiretti sul miglioramento della
qualità della vita nei luoghi che li adottano. Ma sono anche le fondamenta di un luogo che sia smart:
l’intelligenza è direttamente proporzionale alla capacità di soggetti e persone di far propri tali principi. C’è
necessità di una nuova educazione civica che traghetti i borghi verso il futuro. Il progetto di formazione
inserito in NET-SNECS verterà su tematiche capaci di far crescere la consapevolezza soprattutto di giovani
e anziani sull’importanza di aver un territorio realmente smart.
Il tema del Future Internet è diventato recentemente un topic “caldo” per la ricerca a livello internazionale,
provocando così la nascita di numerosi progetti nel relativo settore.
In questa ottica, nel 2008 la Future Internet Assembly (FIA) ha riconosciuto la necessità di razionalizzare le
attività sull'Internet del Futuro promovendo la collaborazione tra le piattaforme tecnologiche europee (ETP)
fino ad allora sviluppate:
• NESSI - Networked European Software e Services Initiative, la ETP dedicata al Software e Servizi;
• NEM - Networked and Electronic Media, la ETP dedicata alla convergenza di media, comunicazioni,
elettronica di consumo, e sistemi IT;
• eMobility - Mobile and Wireless Communications Technology Platform, la ETP istituita per
rafforzare la leadership europea nel settore delle comunicazioni mobili,
• EPoSS - European Technology Platform on Smart Systems Integration, la ETP sui sistemi
intelligenti in termini di tecnologie e loro integrazione;
10 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati ISI - Integral Satcom Initiative, la ETP sugli aspetti relativi alle comunicazioni via satellite, in
un’ottica di convergenza e integrazione all'interno dell'infrastruttura di rete di telecomunicazioni
globale.
Attualmente la FIA (http://www.future-Internet.eu) riunisce più di 100 progetti di ricerca che fanno parte
della Challenge 1 del programma ICT del 7° Programma Quadro.
In un siffatto quadro internazionale, uno degli obiettivi strategici cui traguarda il proponendo progetto sarà
quindi quello di creare una rete di relazioni di eccellenza a livello nazionale e internazionale.
In tali relazioni ci si assicurerà la consapevolezza dello stato dell’arte a livello globale, padroneggiando le
conoscenze e le tecnologie più avanzate rilevanti per la sua sfera di focalizzazione, e mirando poi a specifici
progressi su questa base e all’impatto locale sui territori di riferimento.
Questo risultato sarà chiaramente perseguito garantendo la cooperazione con le piattaforme tecnologiche
europee descritte e rilevanti per l’ambito della Future Internet.
Inoltre la piattaforma che si andrà a sviluppare nel progetto s’inserirà in reti nazionali e internazionali attive
negli ambiti di interesse rispetto alle quali cercherà di agire nel suo insieme configurandosi quindi come un
nodo territoriale coeso in più vasti circuiti di innovazione.
•
Reference
[1] European Smart Cities Project, http://www.smart-cities.eu/
[2]Dossier.Hera, “Le Smart cities d’ Italia e del mondo,
http://www.gruppohera.it/gruppo/com_media/dossier_smartcities/articoli/pagina36.html
[3]”Smart Cities in Italia: un’opportunità nello spirito del Rinascimento per una nuova qualità della vita”,
Report realizzato da The European House-Ambrosetti in collaborazione con Università Bocconi Milano,
2012;
[4]Osservatorio Nazionale Smart Cities ANCI, http://osservatoriosmartcity.it/
[5]”Il
paradigma
Smart
Cities.
Verso
Smart
City
Exibition
2013”,
Bologna,
http://www.smartcityexhibition.it/sites/default/files/pages/sce13_paradigma_02.pdf
[6]Forum PA, al Centro dell’innovazione, http://www.forumpa.it/
[7]Smart City Exibition, http://www.smartcityexhibition.it/
2.1 Compatibilità con gli obiettivi HORIZON 2020
In linea con gli obiettivi e le specifiche del programma europeo di ricerca e innovazione Horizon 2020, il
progetto SNECS sarà composto da due parti, ovvero un cuore tecnologico che ricade nell’ambito della
“Industrial leadership” (Parte II), perseguendo nello specifico, ricerca e sviluppo tecnologico in ambito
Information and Communication Technologies (ICT), e due specializzazioni che rientrano nel filone delle
“Societal challenges” (Parte III). Più esattamente, le suddette ramificazioni ricadono rispettivamente, ed in
ordine di importanza, nei punti: (i) “società inclusive, innovative e sicure” e (ii) “sanità, sviluppo
demografico e benessere”.
Con riferimento al core tecnologico ICT, tra le possibili linee di attività dettate dal programma Horizon,
risultano perfettamente compatibili con gli obiettivi del progetto SNECS quelle il cui scopo è quello di
rendere disponibili a professionisti e cittadini nuovi strumenti per creare, sfruttare e preservare tutte le forme
di contenuto digitale esistenti, indipendentemente dalla lingua, e di modellare, analizzare e visualizzare vaste
collezioni di dati, includendo anche altri dati ad essi “collegati”.
Con riferimento alle challenges in ambito società, SNECS aderisce in perfetta linea con il filone “società
inclusive, innovative e sicure”. Infatti, il caso di studio pilota su una smart city in ambito dei centri storici,
rappresentato dalla sperimentazione condotta a Napoli, presso “Il Borgo degli Orefici” rappresenta un
esempio concreto di come i cittadini possano vivere appieno il centro storico della città nel quotidiano e/o nel
tempo libero, usufruendo di servizi socialmente innovativi e intelligenti per l’organizzazione di percorsi di
visita culturali, inclusi aspetti di mobilità e logistica, il tutto fruibile da dispositivo personale e nel pieno
rispetto della sicurezza e della privacy.
Per quanto riguarda il filone “sanità, sviluppo demografico e benessere”, gli obiettivi di SNECS si sposano
perfettamente anche con la sezione “Active ageing, independent and assisted living” in quanto gli obiettivi
11 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati che il progetto SNECS si prefigge in ambito società inclusive, innovative e sicure, prevedono che i patrimoni
informativi possano essere resi accessibili e fruibili a “tutti” i cittadini, inclusi cittadini diversamente abili,
quali persone non vedenti e anziani. Ciò è reso possibile mediante l’opportuna personalizzazione dei tool e
dei dispositivi ad essi preposti (ad esempio, interfacce e tablet appositamente pensati per loro); in questo
modo, sono garantite tecnologie intelligenti di assistenza personalizzata.
Si precisa come tutti gli obiettivi che il progetto SNECS si prefigge di raggiungere in ambito nazionale, siano
scalabili anche a livello Europeo, trovando diretta applicazione al patrimonio culturale EU, frutto della
integrazione dei beni culturali dei paesi membri, permettendone l’accesso e la diretta fruizione personalizzata
da parte di ogni cittadino Europeo, sia esso abile o diversamente abile.
In particolare, sempre in conformità agli obiettivi del programma Horizon 2020, il caso di studio del presente
progetto investe un contesto sociale in cui il patrimonio informativo relativo al borgo è visto come una
sorgente di conoscenza, mentre i sensori sempre più associati a cose e, tramite i moderni smart phone e
tablet, sempre più associati a persone, contribuiscono a formare una smart city di cui è necessario scoprire la
semantica nascosta nella enorme quantità di dati prodotti. Il tutto, considerando le relative correlazioni
passate e presenti necessarie a predire le giuste azioni ed in grado di rispecchiare le aspettative future degli
utenti.
Le continue evoluzioni nel settore dell’ICT degli ultimi anni hanno facilitato la transizione di Internet
dall’essere una rete che collega principalmente computer e altri dispositivi dalla funzione comparabile
(smartphones, tablets), all’essere una rete che collega anche oggetti del vivere quotidiano: automobili,
elettrodomestici, contatori, impianti d’illuminazione e climatizzazione, ascensori e altre macchine di ogni
genere (Internet of Things).
Nello stesso tempo le persone che accedono alla rete saranno sempre più gestite come “identità individuali”.
Alla persona saranno associate, indipendentemente dal dispositivo in quel momento in uso, tutte le
informazioni d’interesse: le sue relazioni sociali, le sue esigenze, i suoi dati personali riservati, quali ad
esempio dati biometrici, finanziari o sanitari (Internet for and by the People).
La Internet of Things consentirà alle persone di fruire, dovunque e su qualunque dispositivo, di ambienti
virtuali personalizzati tramite i quali fornire informazioni e servizi dipendenti dal contesto fisico (ad esempio
dipendente dalla posizione geografica) o dal contesto situazionale (ad esempio la presenza di amici e
conoscenti nelle vicinanze).
In essa i servizi ICT a disposizione saranno sempre più numerosi, efficienti e integrati sia con servizi del
mondo reale (Internet of Services), sia con i contenuti d’interesse individuale (Internet of Content &
Knowledge) che nell’ottica del Semantic Web saranno opportunamente “raccomandati” all’utente sulla base
della loro effettiva semantica, nonché delle preferenze/gusti degli utenti. Quest’ambiente così ricco di
potenzialità offrirà nuove opportunità di business, legate al fornire i servizi e i contenuti di cui le persone
hanno bisogno in modo sempre più semplice, fruibile, gradevole all’uso.
Lo scenario previsto per tale nuova concezione della rete Internet (Future Internet) sarà quindi caratterizzato
dalla presenza di una miriade di nuove entità interconnesse, con un conseguente incremento esponenziale
tanto dei dati necessari a caratterizzare, tali attori della comunicazione, quanto dei profili di servizio abilitanti
per le moltissime tipologie di interazioni possibili.
Elevati livelli di scalabilità per questi servizi potranno essere raggiunti in presenza di risorse fisiche
condivise da diverse applicazioni, in architetture di tipo Cloud, dove l’infrastruttura abilitante dovrà essere
basata su tecnologie avanzate di virtualizzazione, di elaborazione distribuita e parallela, in grado di sfruttare
al meglio la computazione multi-core per ottimizzare le prestazioni.
Oltre alla scalabilità, le architetture ICT di nuova generazione dovranno garantire elevati livelli di sicurezza
dei dati, delle transazioni, e delle piattaforme, sia nei confronti degli utenti finali, che della rete nel suo
insieme, con requisiti di robustezza, scalabilità, qualità del servizio, gestibilità, monitorabilità,
autodiagnostica e auto-riparazione dei nodi di rete, nonché di monitoraggio, gestione ed analisi dei dati e del
traffico multimediale, anche molto stringenti quali quelli che possono essere espressi dalle esigenze dei
grandi operatori di telecomunicazione.
12 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati 3 Descrizione dell'obiettivo finale
A tal fine, con riferimento al prodotto/processo/servizio da sviluppare, evidenziare:
3.1 Caratteristiche e prestazioni da realizzare
L'obiettivo finale del progetto SNECS è quello di pervenire ad una piattaforma innovativa basata su
soluzioni tecnologiche ICT di avanguardia che sia in grado di produrre, in un ambiente di Smart City e
secondo il modello SMART Culture & Tourism, valore per i turisti, i visitatori ed i residenti di un centro
storico, di un borgo, ed attivare un circolo virtuoso di crescita e valorizzazione che, partendo dagli operatori
turistici, si diffonda a tutti gli attori locali rafforzando così la competitività complessiva della destinazione e
garantendo un processo di sviluppo sostenibile del territorio.
Il progetto SNECS finalizza le sue attività verso una nuova ottica del territorio urbano inteso come risorsa
del sistema turistico che riunisce in se oltre a fattori quali le capacità di accoglienza, i siti e l’eredità socio
culturali, anche elementi inoppugnabili come l’accessibilità e la mobilità, la salute e l’uso di risorse naturali
ed energie rinnovabili in relazione alla tipologia di attività ed al numero di visitatori che richiamano altri
ambiti di applicazione della filosofia Smart City (smart mobility, smart health, smart education, cloud
computing, sustainable natural & resources, renewable energy).
Per supportare uno scenario così dinamico e diversificato, le soluzioni del Future Internet, ed in particolare,
dell’Internet of Things presenti in SNECS sono un fattore abilitante per la trasformazione delle città (e dei
suoi borghi) in Smart City, realtà urbane che attraverso una regia intelligente si propongono di innalzare gli
standard di sostenibilità, vivibilità, qualità della vita, e dinamismo economico.
SNECS intende quindi fornire servizi che permettono una connettività “ubiquitous” nei centri
storici e negli annessi borghi, accessibili con una varietà di wireless mobile devices, abilitati per
architetture SOA in sicurezza ed affidabilità. Per la localizzazione verranno fornite soluzioni in
grado di combinare le differenti tecnologie di localizzazione (GPS, Bluetooth, Wi-Fi, RFID, etc) al
fine di individuare utenti e dispositivi mobili di nuova generazione in scenari eterogenei sia di tipo
indoor sia outdoor.
Le attività e gli obiettivi progettuali di SNECS si sposano quindi con quelli delle vigenti azioni in ambito
nazionale e comunitario in quanto, partendo dalla valorizzazione del patrimonio culturale del territorio,
porteranno alla realizzazione di in un’unica piattaforma e di una serie di servizi tipici capaci di rendere un
borgo un ambiente Smart City nell’ottica precedentemente descritta.
3.2 Specifiche quantitative da conseguire
Valori dei principali parametri operativi.
Le specifiche quantitative da conseguire saranno inerenti alla produzione di specifici deliverables volti a
descrivere:
•
•
•
Lo studio dello stato dell’arte sulle metodologie di rilievo e documentazione del patrimonio stroricoarcheologico;
Il progetto e Implementazione dell'Architettura di supporto;
La progettazione ed i dettagli implementativi dei servizi applicativi orizzontali, ovvero: § le tecniche di metadatazione dei contenuti; § La realizzazione sperimentale del framework su geoDb di test
§ La definizione di modelli di analisi per la caratterizzazione del sottosuolo
§ l’interfacciamento e la comunicazione con la sensoristica di un sito (Sensor Network Management); § l’analisi della rete sociale degli utenti § la generazione automatica da parte degli utenti di app personalizzate per dispositivi mobili (App Generator); § La definizione dei processi di integrazione spaziale, funzionale e informatica per la
13 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati •
creazione di ambienti di esperienza urbana polisensoriale e benchmarking delle
soluzioni.
§ la gestione e configurazione dell’intera piattaforma (System Management) Il piano di testing e verifica e validazione dei dimostratori. 3.3 Principali problematiche di R&S
Indicazione delle principali problematiche tecnico-scientifiche o tecnologiche da risolvere per conseguire l'obiettivo e descrizione
delle soluzioni che si intendono studiare.
Le principali problematiche tecnico-scientifiche e tecnologiche di ricerca inerenti il progetto SNECS
riguarderanno:
•
•
•
•
•
•
•
•
La Smartness nella valorizzazione e fruizione dei centri storici
Analisi dei caratteri del tessuto urbano e analisi critica dei manufatti
Architettura dell’Informazione per le componenti del progetto integrato
Studio e progettazione di percorsi esperienziali
Soluzioni innovative di marketing esperienziale
Metodi e strutture per la organizzazione della conoscenza dei centri storici l’Atlante tematico ed il
Libretto dell’Opera
Progettazione ed implementazione del nodo sensore per monitoraggio, controllo eco ambientale nei
centri storici
Monitoraggio con metodi analitici e nano sensori per la diagnosi dello stato di conservazione delle
opere nei Centri Storici
Per la risoluzione di tali problematiche verranno studiate soluzioni inerenti:
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Mappatura e definizione delle pratiche esistenti e delle linee di tendenza della smartness nella
valorizzazione e fruizione dei centri storici.
Modelli integrati avanzati per il rilievo e la documentazione dei centri storici
Tassonomia per i beni culturali dei centri storici
Linguaggi per la formalizzazione semantica degli oggetti spaziali
Catalogo delle ontologie
Percorsi esperienziali dedicati ai Centri Storici in un'ottica di Tourism Experience Based
Framework basato sullo spatial data mining per integrare la conoscenza dei contesti di Centro
Storico
Sensori e reti di sensori innovativi per il monitoraggio dei fenomeni geologici in aree urbane
Nanosensori per diagnostica ambientale (pubblicazioni e brevetti);
Applicazioni mobili per la fruizione avanzata dei centri storici
Content Management System per la valorizzazione nel mondo "digitale" dei centri storici
Definizione del "tweet culturale" nell'ambito del social-networking culturale
4 Durata (in mesi) e data dell’inizio del progetto
Il progetto SNECS ha una durata complessiva di 24 mesi, con avvio previsto il 1 novembre 2013 e
comunque dopo la data di comunicazione ufficiale di avvenuta approvazione e con completamento delle
attività al 31 ottobre 2015.
14 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati 5 Luoghi di svolgimento del progetto
Principali località nelle zone di imputazione geografica dei costi.
Le zone di imputazione geografica dei costi sono:
- Regione Campania
6 DESCRIZIONE DELLA COMPAGINE DEI PROPONENTI
Descrizione delle competenza ed esperienza scientifico-tecnologica della compagine dei proponenti in relazione alla proposta
progettuale e al settore/ambito di riferimento.
Ø Medaglione in italiano
Ø Denominazione
Ø Logo
Ø NAOS Consulting s.r.l
Ø
Ø Presentazione
Ø Naos Consulting è una azienda del comparto informatico ed attività ad esso connesse, costituita dal 29
gennaio 2001. La sede dell’azienda è a Fisciano (SA) in via Tenente Nastri n. 155.
Dal primo trimestre 2013, per soddisfare maggiormente le richieste del mercato, sono state aperte altre
due unità locali dell’azienda, una a Catanzaro ed un’altra a Roma.
Le principali attività produttive dell’azienda sono la consulenza tecnologica, la progettazione e
realizzazione di innovative applicazioni software. L’azienda, inoltre, è specializzata in:
• Progettazione di soluzioni e servizi ICT
• Sviluppo di sistemi gestionali e di Work Flow Management, di pianificazione e di ottimizzazione della
produzione
• Produzione di software personalizzato
• Gestione di sistemi informativi avanzati per settori dell’informatica e dell’ambiente e della produzione
dell’energia, dell’industria e del commercio, anche nelle modalità multimediale e grafica.
Ø
Ø L’azienda è in possesso della certificazione UNI ISO 9001:2008 rilasciata, in prima emissione, da
IMQ S.p.A. il 16/06/2006 per le attività di:
Progettazione, realizzazione e collaudo progetti e prodotti Software ed erogazione di servizi di
consulenza informatica.
Ø
Ø Inoltre l’azienda presta una particolare attenzione al settore dell’Educational verso il quale Naos
Consulting intende proporsi con prodotti multimediali di elevati standard qualitativi. L’attuale scelta
strategica dell’azienda prevede una particolare attenzione al settore pubblico verso il quale Naos
Consultng intende proporsi come partner di elevato standard qualitativo per la realizzazione di progetti
innovativi.
L’elevata specializzazione dei consulenti della Naos Consulting consente all’azienda di operare nei
seguenti campi:
- CRM
- CLIENT/SERVER
- AUTOMAZIONE INDUSTRIALE
- GRAFICA 3D
15 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Ø
Ø
PROGETTAZIONE E REALIZZAZIONE DI SISTEMI SOFTWARE
PROGETTAZIONE E REALIZZAZIONE DI PORTALI WEB
REALIZZAZIONE DI PRODOTTI MULTIMEDIALI
CONSULENZA TECNOLOGICA.
Esperienza pluriennale maturata nel campo dei sistemi FLOSS (Free/Libre open source software)
based che permette di seguire PA ed Imprese attraverso tutte le fasi della creazione di soluzioni
complete, dal design architetturale alla customizzazione e deployment del prodotto.
Ø Presentazione socio
Ø Naos Consulting è stata costituita da 3 soci, laureati in Scienze dell'Informazione con esperienza decennale nel
campo dell'ICT.
Ø
Ø L'azienda è di proprietà di soci individuali, il capitale sociale è suddiviso in quote paritarie.
Ø
Ø La stuttura organizzativa è agile ed efficiente, con personale giovane e motivato e un management propositivo
Ø ed efficace.
Ø
Ø La Direzione Generale dell'azienda, il cui ruolo è occupato dal Legale Rappresentante aziendale, in nome del
Ø Dott. Dusci Claudio Domenico, è coadiuvata da uno staff amministrativo e direzionale interno e consulenziale.
Ø La Direzione Tecnologica e Sviluppo coordina i responsabili dei settori direttamente coinvolti nella ricerca di
Ø metodologie e tecnologie avanzate e nello sviluppo di prodotti software e accorpa la responsabilità del settore
Ø tecnologico.
Ø Questo tipo di organizzazione valorizza le potenzialità del management aziendale individuando in ciascuno delle
responsabilità definite.
Ø
Ø I responsabili aziendali di Naos Consulting hanno maturato nel corso della loro esperienza, spiccate
Ø capacità di pianificazioni di medio-lungo termine con conseguente redistribuzione delle decisioni nelle aree
Ø commerciali e di marketing, innovazione e controllo di qualità, e nei settori di ricerca, sviluppo e consulenza.
Ø Presentazione socio
Ø Il responsabile del progetto è Michele Capozza, nato a Oliveto Citra (SA) il 01/12/1977, ha conseguito la Laurea
in Informatica – Orientamento “Reti Informatiche” nel 2004 presso l’Università degli Studi di Salerno.
Dal 2004 all’interno di Naos Consulting S.r.l ha contribuito alla realizzazione di diversi progetti in ambito ICT
Ø con il ruolo di analista Programmatore e Technical Project Manager, acquisendo esperienza nella progettazione
Ø e deployment di soluzioni Web Based e Mobile Apps.
Ø Di seguito un breve elenco delle attività svolte all’interno dell’azienda:
• Analisi, progettazione ed implementazione di Web Application J2EE implementate secondo le
giudelines WAI per la creazione di risorse web accessibili
• Realizzazione di un sistema di inbound management per Remedy Action Request System. Il prodotto
gestisce la generazione dinamica di form web per la creazione di Trouble Ticket su AR System, con
layer di autenticazione in accordo con le direttive contenute nel DLGS 196/03
• Implementazione del sistema a supporto di Telecom Italia per prevenzione frodi.
Il sistema riceve gli Ordinativi di Lavoro (OL) ed i Service Order (SO) provenienti dai sistemi di
commercializzazione e, tramite opportune regole di inferenza, identifica eventuali richieste ad elevato
rischio di frode
• Analisi, progettazione ed implementazione di una Web Application per la gestione dei contratti
personalizzati e dei contratti di vendita Telecom Italia
• Realizzazione di HR – Balance, strumento utilizzato da BNL – Gruppo BNP Paribas per la gestione
dei sovradimensionati e dei fabbisogni di risorse umane all’interno della struttura organizzativa. Analisi
ed implementazione del Front End Web, tramite l’utilizzo di tecnologie proprietarie BNL e Accenture.
Ø
Ø Nel luglio del 2001 ha consguito la certificazione “SCJP Sun Certified Programmer for the Java 2 Platform
Standard Edition 5.0” rilasciata da Sun Microsystem.
Attualmente lavora come analista del gruppo Development & Management APPS & Portals di Telecom Italia.
16 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Centro INNOVA S.C.A.R.L
Presentazione
Nome
CRC/INNOVA-Centro per lo Sviluppo ed il Trasferimento
dell’innovazione nel Settore dei Beni Culturali e Ambientali
INNOVA Società Consortile a Responsabilità Limitata
Logo
Presentazione
Il “Centro per lo Sviluppo ed il Trasferimento dell'Innovazione nel Settore dei Beni Culturali e
Ambientali – INNOVA è stato costituito nel marzo 2011 tra l’Università degli Studi di
Napoli “Federico II”, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, la Seconda Università degli Studi di
Napoli,l’Università degli Studi di Salerno, l’Università degli Studi di Napoli "L'Orientale”,
l’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”.
Il Centro INNOVA scarl è la naturale evoluzione del CNR - Centro Regionale di Competenza per lo
Sviluppo ed il Trasferimento dell'Innovazione applicata ai Beni Culturali e Ambientali INNOVA. Il
Centro INNOVA scarl svolge attività di ricerca e sviluppo, eroga servizi
prevalentemente tecnologici e organizzativi e conduce attività di formazione e divulgazione
nel settore dei Beni Culturali e Ambientali.
Medaglione in italiano
Denominazione
Anfiteatro Entertainment S.r.l.
Logo
Presentazione soggetto
Anfiteatro Entertainment è una casa di produzione che opera da 20 anni nel settore del brodcasting nei seguenti
ambiti:
Televisione, Pubblicità, Cinema, Grandi Eventi, Canali Tematici, Produzioni Multimediali.
La società collabora con i migliori professionisti del settore e garantisce ai propri clienti un pacchetto di
offerte completo in tutti i settori dell’audiovisivo professionale e/o del broadcast.
Progetta e realizza produzioni per utilizzi multimediali legati ai nuovi media. Produce cortometraggi,
lungometraggi, grandi eventi pubblicitari, film e spot.
E’ in grado di offrire servizi sulla produzione e post-produzione audio: creazione di jingles, colonne sonore,
accompagnamenti, sound-design, effetti speciali, sincronizzazioni, etc.
Presentazione socio
Presentazione socio
Consorzio Antico Borgo Orefici
Medaglione in italiano
Denominazione
Consorzio Antico Borgo Orefici
17 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Logo
Presentazione soggetto
Il Consorzio Antico Borgo Orefici è un ente senza scopo di lucro costituito nel 2000. lI Consorzio è
Ente di Formazione professionale accreditato dalla Regione Campania. Il consorzio, che rappresenta
98 aziende orafe insediate a Borgo Orefici di Napoli, svolge la funzione sociale di valorizzazione
dell’artigianato orafo attraverso attività di formazione che sono attuate o a titolo gratuito per i
partecipanti, anche utilizzando fondi pubblici, o a pagamento nel rispetto della propria natura
giuridica di ente senza scopo di lucro e della normativa nonché delle finalità sociali per le quali è
stato concesso in comodato d’uso la Bulla dal Comune di Napoli.
Il Consorzio progetta e realizza attività formative per giovani ed adulti rivolti alla creazione
d’impresa e all’inserimento lavorativo: in sintesi, la creazione della scuola orafa e la realizzazione di
un incubatore di imprese. La mission è orientata alla salvaguardia dei mestieri e del commercio
tradizionali attraverso l’analisi del contesto territoriale per valutare i possibili modelli di sviluppo
integrato per la loro valorizzazione in quanto elemento essenziale del territorio.
Presentazione socio
Presentazione socio
Medaglione in italiano
Denominazione
Consorzio "Costa dei Campi Flegrei CVB”
Logo
Presentazione soggetto
Il Consorzio "Costa dei Campi Flegrei CVB", ha lo scopo di valorizzare l’attività turistica e
congressuale, promuovendo nella forma più ampia lo sviluppo culturale e socio- economico. Il
Consorzio rappresenta gli associati presso le Istituzioni, gli Enti pubblici e privati, siano essi nazionali,
comunitari o internazionali.
Gli scopi da esso preminentemente perseguiti sono:
• tutela e promozione del territorio tese alla valorizzazione del turismo, del patrimonio culturale,
archeologico, naturalistico e marino;
• sviluppo e qualificazione dell'offerta imprenditoriale presente sul territorio, promuovendo anche
nuove iniziative tese al miglioramento delle attività turistico- ricettive;
• diffusione della conoscenza della cultura letteraria, archeologica ed artistica, nonché della
storia e delle origini dei luoghi coinvolti, attraverso visite guidate e contatti fra persone, enti ed
associazioni operanti;
• divenire luogo d'incontro e di aggregazione nel nome di interessi culturali, assolvendo alla
funzione sociale di maturazione e crescita umana e civile.
Di recente il Consorzio ha promosso la costituzione della "Fondazione dei Campi Flegrei" che ha
come finalità:
• la tutela, valorizzazione e gestione del patrimonio archeologico dei Campi Flegrei, come
storicamente identificati, con l'obiettivo ultimo di realizzazione e gestione di un vero e proprio
Parco archeologico diffuso dei Campi Flegrei;
• la tutela, la promozione e la valorizzazione, anche all'estero, del patrimonio archeologico,
culturale ed artistico Nazionale, anche con programmi di ricerca scientifica
La Fondazione potrà anche fornire attività di consulenza per la valorizzazione del patrimonio
archeologico, culturale ed artistico nazionale e di altre nazioni, allo scopo di condividere e diffondere
18 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati le proprie esperienze.
Presentazione socio
Presentazione socio
CNR
Medaglione in italiano
Nome
Logo
CNR-
Presentazione
Dipartimento/Istituto partecipanteISSM- Istituto di Studi sulle Società del Mediterraneo
Nome
Presentazione Dipartimento/Istituto
L’Istituto svolge attività di ricerca, di valorizzazione e trasferimento tecnologico e di formazione relativam
tematiche concernenti l’area mediterranea. In particolare lo statuto dell’Istituto copre i seguenti campi di rice
dinamiche di sviluppo socioeconomico locale e globale; le trasformazioni di lungo periodo nella gestione e ne
delle risorse naturali; le attività produttive, i trasferimenti tecnologici e le culture organizzative in una prosp
storica di lungo periodo; il commercio, la finanza e il credito in Età Moderna e Contemporanea; l’evolu
demografica e le migrazioni all’interno del bacino mediterraneo; il mercato del lavoro; le istituzioni pubbl
private in Età Moderna e Contemporanea; le politiche di sviluppo urbano e territoriale; la cooperazione econom
i paesi del bacino mediterraneo
Dipartimento/Istituto partecipanteIRAT- Istituto di Ricerche sulle Attività Terziarie
Nome
Presentazione Dipartimento/Istituto
L'Istituto di Ricerche sulle Attività Terziarie (IRAT) è un organo del Consiglio Nazionale delle Ricerche
(CNR) che afferisce al nuovo Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, Patrimonio Culturale. Fondato nel
1982, l'Istituto ha visto riconfermata la propria autonomia nelle riorganizzazioni dell’Ente che si sono
succedute negli ultimi dieci anni. La missione dell’Istituto, tradizionalmente costituita dallo studio delle
attività di servizi e delle loro interdipendenze con gli altri comparti del sistema economico si è, di fatto,
progressivamente ampliata per effetto dell'accelerata dinamica dei processi di terziarizzazione del comparto
manifatturiero e di industrializzazione dei servizi che hanno reso necessario una estensione del focus delle
ricerche dalla singola impresa verso i supply network ed i sistemi territoriali nei quali si genera valore.
Dipartimento/Istituto partecipanteISGI- Istituto di Studi Giuridici Internazionali, UOS di Napoli
Nome
Presentazione Dipartimento/Istituto
L’Istituto di Studi Giuridici Internazionali (ISGI) è l’organo scientifico del Consiglio Nazionale delle
Ricerche (CNR) che svolge attività di ricerca, formazione e alta consulenza nel campo del diritto
internazionale. L’ambito delle attività di ricerca svolte dall’ISGI si estende a settori significativi del diritto
internazionale, quali risultano dal suo Statuto: il diritto dell’organizzazione internazionale, con particolare
riferimento alle Nazioni Unite; il diritto dell’integrazione ed i relativi processi di unificazione giuridica; le
garanzie dei diritti fondamentali e la tutela internazionale dei diritti umani; il diritto delle nuove tecnologie:
19 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati spazio, telecomunicazioni, informazione, biotecnologie; il diritto internazionale dell’ambiente e dello
sviluppo sostenibile, il diritto internazionale del mare. La UOS di Napoli dell’ISGI ha una consolidata
esperienza di ricerca giuridica nel settore dei diritti e delle libertà fondamentali, nella prospettiva
costituzionale comparativista e internazionalista. I progetti su questa tematica, dedicati ad aspetti specifici
(libertà sindacale, libertà dell'arte, libertà di associazione) o a carattere generale (sui diritti politici, sociali e
culturali), mirano a ricostruire e porre a confronto, attraverso l’analisi del regime giuridico predisposto nei
diversi ordinamenti, i rapporti tra individuo e potere pubblico. Più recentemente l’attività dell’Istituto si è
altresì indirizzata verso nuove problematiche poste dall’evoluzione dell’ordinamento giuridico
internazionale e in particolare dall’affermazione dei cosiddetti “nuovi diritti” e dall’emergere di nuovi
modelli di governance dei beni ambientali e culturali. Su tali tematiche, sono state realizzate numerose
pubblicazioni, seminari e convegni nazionali e iniziative di formazione.
Dipartimento/Istituto partecipanteISAFOM- Istituto per i Sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo- Sede ce
di Ercolano
Nome
Presentazione Dipartimento/Istituto
L’Istituto per i Sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo (CNR-ISAFoM) è nato dalla fusione di quattro
Organi afferenti all’ex Comitato Scienze Agrarie già operanti su tematiche proprie dell’agronomia degli
ambienti a clima mediterraneo creando un nuovo Istituto che possiede un’ampia aggregazione di
competenze consolidate. L’Istituto per la sua caratteristica di multidisciplinarietà (territoriale, biologico,
fisiologico, biotecnologico, agronomico, modellistico ecc.) partecipa con eccellenza scientifica a studi e
ricerche sulla sostenibilità dei sistemi agricoli e forestali con la peculiarità di poter effettuare uno “scalingup and down” dal livello territoriale a quello di singola pianta e viceversa.
Le tematiche di ricerca sono state elaborate in risposta alla domanda di nuove conoscenze emergenti
dall'evoluzione del quadro nazionale, comunitario ed internazionale riguardo all'uso sostenibile del
territorio agricolo e forestale.
Queste tematiche abbracciano diverse professionalità presenti in Istituto che coinvolgono competenze di
ricerca nel settore della gestione territoriale, dell’agronomia, degli ambienti forestali, dell’idrologia, della
pedologia, della fisica del suolo e dei mezzi porosi, della eco-fisiologia vegetale e della agro-meteorologia
Dipartimento/Istituto partecipanteIBB- Istituto di Biostrutture e Bioimmagini
Nome
Presentazione Dipartimento/Istituto
Valorizzare l'approccio multidisciplinare alle seguenti aree di ricerca: tecnologie biochimiche e biostrutture,
tecnologie biochimiche finalizzate alla diagnostica per immagini, tecnologie della diagnostica per immagini
e radioterapia, diagnostica per immagini e radioterapia.
Dipartimento/Istituto partecipanteIMM -Istituto per la Microelettronica e Microsistemi - Unità di Napoli
Nome
Presentazione Dipartimento/Istituto
Diagnostica non invasiva, sensoristica, integrazione di sistemi optoelettronici e microelettronici.
Dipartimento/Istituto partecipanteIAC- Istituto per le Applicazioni del Calcolo “Mauro Picone”
Nome
Presentazione Dipartimento/Istituto
Fluidodinamica; Statistica; Bioinformatica; Telerilevamento; Matematica attuariale
Dipartimento/Istituto partecipanteICTP- Istituto di Chimica e Tecnologia dei Polimeri
20 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Nome
Presentazione Dipartimento/Istituto
L’ICTP-CNR, afferente al Dipartimento di Scienze Chimiche e Tecnologia dei Materiali, si caratterizza per
le vaste e diversificate competenze nel campo della Scienza e Tecnologia dei Polimeri. La missione
dell’ICTP-CNR è di coniugare ricerca di base con risultati di potenziale valore applicativo studiando con un
approccio fondamentale sistemi di grande interesse tecnologico. Le principali competenze acquisite presso
l’ICTP-CNR riguardano la sintesi, la modifica chimica e la funzionalizzazione di polimeri e lo studio delle
relazioni processi/proprietà/struttura in sistemi polimerici, compositi e nanocompositi per applicazioni in
diversi settori tecnologici (trasporti, edilizia, imballaggio, tessile, biomedicale, opto-elettronica, beni
culturali).
Dipartimento/Istituto partecipanteIREA -Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente
Nome
Presentazione Dipartimento/Istituto
Il programma scientifico dell'Istituto mira a coprire in modo coerente e integrato gli aspetti fondamentali
del Telerilevamento e della Diagnostica Elettromagnetica, per quanto attiene allo sviluppo e
consolidamento di metodologie e tecniche per l'acquisizione, l'elaborazione, la fusione e l'interpretazione
dei dati, nonché gli aspetti biologici e di esposizione legati al controllo del rischio elettromagnetico ed alle
applicazioni cliniche e diagnostiche degli stessi. In coerenza con tali obiettivi, le competenze del personale
dell'Istituto riguardano i seguenti settori:
1. Telerilevamento attivo nelle microonde;
2. Telerilevamento passivo nell'ottico;
3. Modellistica dei processi di interazione elettromagnetica;
4. Integrazione di dati spaziali multi-sorgente per il monitoraggio ambientale;
5. Sensori e tecniche per la diagnostica elettromagnetica;
6. Effetti biologici ed applicazioni di diagnostica clinica e terapia associati ai campi elettromagnetici.
Dipartimento/Istituto partecipanteIBAF Istituto di Biologia Agro-ambientale e Forestale - UOS NAPOLI
Nome
Presentazione Dipartimento/Istituto
Le finalità dell’Istituto di Biologia Agro Ambientale e Forestale, sono mirate a svolgere ricerche di base e
applicate nei seguenti settori: Studio delle interazioni tra le specie vegetali e l’ambiente. Studio degli effetti
degli
interventi
antropici
sugli
equilibri
ecologici.
Studio dei processi e dei meccanismi biologici ed evolutivi nei vegetali in relazione all’ambiente.Le
competenze
dell'Istituto
riguardano
le
seguenti
aree
tematiche:
ecofisiologia vegetale, ecofisiologia della produttività agro-forestale, fisiologia degli stress, fisiologia
molecolare,
interazioni
acqua-piante;
fitorimedio,
disinquinamento
ambientale
con
biofiltraggio
(funghi,
batteri)
mitigazione cambiamenti ambientali, sequestro di Carbonio nei sistemi agro-forestali, biomasse agroforestali
per
energia
rinnovabile;
agro-selvicoltura, arboricoltura da legno, siepi e fasce arboree tampone, selvicoltura e rimboschimenti
mediterranei;
biologia e controllo (biologico e chimico) erbe infestanti, meccanismi fisiologici di azione dei diserbanti,
degradazione
dei
fitofarmaci
nel
sistema
terreno-soluzione
circolante;
pianificazione
del
paesaggio
e
del
territorio,
di
parchi
e
riserve
naturali
biologia molecolare piante agro-forestali, biologia molecolare di funghi e batteri, conservazione della
biodiversità genetica agro-forestale, genomica strutturale e funzionale
Dipartimento/Istituto partecipanteICIB-Istituto di Cibernetica “E. Caianiello”
Nome
21 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Presentazione Dipartimento/Istituto
Ricerca e sviluppo nei campi della Fisica, della Biologia e dell’Informatica.
Dipartimento/Istituto partecipanteIMCB-Istituto per i Materiali Compositi e Biomedici
Nome
Presentazione Dipartimento/Istituto
Dipartimento/Istituto partecipanteIstituto Nazionale di Ottica, U.O.S. di Napoli
Nome
Presentazione Dipartimento/Istituto
L’Istituto Nazionale di Ottica opera da oltre novanta anni nel settore dell’Ottica, intesa nell’accezione più
ampia, e ha aggiornato le proprie linee di attività al passo con le grandi innovazioni che hanno
caratterizzato il settore nell’ultimo secolo. Le attività si articolano oggi in programmi di ricerca pura e
applicata, di trasferimento tecnologico, di consulenza per enti pubblici ed imprese. A queste si aggiungono
servizi di misure e collaudo, sempre per enti ed imprese, e attività di formazione
Dipartimento/Istituto partecipanteICAR- Istituto di Calcolo e Reti ad Alte Prestazioni – UOS di Napoli
Nome
Presentazione Dipartimento/Istituto
L’Istituto di Calcolo e Reti ad Alte Prestazioni (ICAR-CNR) è un istituto di ricerca del Consiglio Nazionale
delle Ricerche che ha la propria sede principale a Rende (CS) e due Unità Operative di Supporto a Napoli e
a Palermo. L’ICAR-CNR ha come obiettivo primario quello di studiare e progettare soluzioni innovative in
termini di ricerca, trasferimento tecnologico ed alta formazione nel settore dell’Information Technology ed
in particolare nei settori dei sistemi di elaborazione, le applicazioni software avanzate e la gestione di dati e
conoscenza.
L’unità operativa di supporto (UOS) di Napoli dell’ICAR svolge attività di ricerca nell’ambito delle
tecniche per rappresentazione e scoperta di conoscenza, dei sistemi di Pervasive e Mobile Computing, dei
sistemi per l’e-Health, sistemi intelligenti, paradigmi di human-computer interaction, calcolo scientifico.
22 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati CUEIM_CONSORZIO UNIVERSITARIO DI ECONOMIA INDUSTRIALE E MANAGERIALE
Medaglione in italiano
Denominazione
CONSORZIO UNIVERSITARIO DI ECONOMIA INDUSTRIALE E
MANAGERIALE
Logo
Presentazione soggetto
Presentazione socio
23 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Il Consorzio Universitario di Economia Industriale e Manageriale, è un’organizzazione senza
scopo
di lucro costituita da una rete di 23 Università e da una varietà di imprese e istituzioni pubbliche e
private dedita alla diffusione di conoscenza in ambito economico-manageriale.
Le principali attività realizzate, infatti, sono riconducibili allo studio ed alla ricerca, alla
divulgazione scientifica ed alla formazione.
Il CUEIM sviluppa la sua attività attraverso una serie di prodotti difficilmente riproducibili in altre
organizzazioni per la capacità di creare sinergie tra i momenti della produzione e dell'utilizzo di
conoscenza, in un circuito virtuoso di accrescimento della consapevolezza e del significato che il
pensiero e l'azione rivestono in uno specifico contesto ambientale secondo percorsi di:
§ valorizzazione delle conoscenze presenti nella rete, patrimonio unico ed irripetibile del suo
genere nell'esperienza italiana. La rete CUEIM, infatti, è in grado di attivare le
conoscenze presenti all'interno dei venti Atenei associati, come pure di gran parte degli
Atenei italiani, per la capacità di relazione maturata nel corso del tempo; è interessante in
proposito rilevare che anche nel corso dell'esercizio 2007 oltre cento ricercatori hanno
collaborato allo sviluppo delle attività progettuali del CUEIM;
§ rafforzamento, sempre più intenso, del radicamento territoriale all'interno di una visione
complessiva di sistema, con il sostegno all'implementazione delle attività delle sedi locali
sulla base dei valori guida dell'organizzazione;
§ sviluppo dei rapporti con gli enti locali, importanti interlocutori nella ricerca di sempre
nuove vie a sostegno dei processi di crescita del territorio;
§ crescita con qualificati partner privati e pubblici per lo sviluppo di progetti di ricerca
Le attività di ricerca sono condotte principalmente rivolgendosi alle seguenti aree
tematiche:
§ economia;
§ territorio e impresa;
§ comunicazione e formazione;
§ beni culturali;
§ ambiente;
§ sanità.
Medaglione in italiano Denominazione Logo Presentazione soggetto Le Nuvole soc. coop. Presentazione socio 24 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Il gruppo Le Nuvole, teatro stabile d’innovazione, è formato da 70 persone che con impegno
appassionato hanno trasmesso dal 1985 l’amore del fare e del bello ad intere generazioni di
bambini. Per 27 anni ininterrotti hanno ideato e realizzato azioni sperimentali nel campo delle
arti, della scienza e della cultura, pensando al diritto dei giovani di imparare giocando e crescere
con libertà e creatività attraverso i linguaggi universali dello spettacolo.
Conta numerosi partenariati, collaborazioni e sostenitori prestigiosi e ha vinto importanti premi
nazionali. Le Nuvole è sostenuto/patrocinato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali,
dal Ministero della Pubblica Istruzione, dal Ministero dell’Università e della Ricerca, dalla
Regione Campania, dalla Provincia di Napoli, dal Comune di Napoli. Presentazione socio CIMA Tour
Medaglione in italiano
Denominazione
CIMA S.R.L.
Logo
Presentazione Soggetto
Agenzia di Viaggi e Turismo fondata nel 1949.
E' una tra le più antiche e radicate Imprese Turistiche non solo del Napoletano
ma, per l'entità dei clienti movimentati, dell'intero mezzogiorno .
Trattasi di Agenzia di Viaggi e Turismo particolarmente specializzata in "Incoming
Turistico" e cioè specializzata in:
Preparazione di pacchetti turistici completi (trasporto bus /minibus /auto privata +
sistemazione alberghiera + escursioni + servizi accessori quali lunch, prenotazione
eventi teatrali, sportivi, ecc... ) sia per singoli che per gruppi di passeggeri.
Fornitura dei singoli servizi sopracitati (scomposti).
Fornitura di biglietteria aerea (linee nazionali ed internazionali) e marittima (anche
locali/ isole, ecc..) anche con biglietti "pre-pagati" a favore di clientela che origina da
paesi esteri ai quali CIMA S.r.l. può far tenere nel paese di origine i suddetti titoli di
viaggio.
CIMA S.r.l. è altresì specializzata in : Organizzazione completa di convegni, congressi
sia "chiavi in mano" (dal noleggio delle location richieste, al servizio di fornitura di
ogni attrezzatura richiesta, al servizio di interpretariato, al servizio Hostess e di
assistenza, al servizio pre-post convention ivi incluse escursioni per accompagnatori,
lunch collaterali, servizio catering, fornitura di prenotazione e biglietteria di trasporti,
prenotazione e fornitura di biglietteria per eventi teatrali , sportivi,ecc... ) sia per parte
dei servizi sopra menzionati.
CIMA S.r.l., quale primaria agenzia di Viaggi specializzata in Turismo Incoming,
lavorando sul mercato nazionale ed internazionale in maniera intensa e da più di
60 anni in questo settore,è in condizione di proporre tutti i servizi che, a solo
titolo semplificativo,sono sopra riportati, a condizioni economiche
particolarmente favorevoli a parità di servizi qualitativamente eccellenti a
ragione della forza contrattuale che le deriva dalla movimentazione di migliaia di
clienti per i servizi sopra elencati (dalla contrattazione alberghiera a tutti gli altri
25 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati servizi aggiuntivi)
Presentazione Socio
STRAGO
Medaglione in italiano
Denominazione
Logo
STRAGO S.p.A.
Presentazione soggetto
STRAGO opera a supporto della realizzazione e gestione di grandi opere civili infrastrutturali
offrendo attività di studio geologico; prospezione geognostica e archeologica; bonifica da ordigni
bellici; bonifica ambientale; produzione di strumenti per misure geotecniche, strutturali statiche e
dinamiche; progettazione, realizzazione, gestione di impianti di monitoraggio geotecnico, strutturale e
di diagnostica strutturale.
In 30 anni di attività, STRAGO ha sviluppato una notevole esperienza nell'ambito dei servizi
d'ingegneria afferenti al settore delle opere pubbliche, con particolare riferimento a infrastrutture
connettive (strade, ferrovie ed aeroporti); tutela e gestione dell'ambiente; prospezioni e diagnostica
dei beni culturali; supporto tecnico alle attività dell'edilizia in genere.
Nel settore dei beni culturali la STRAGO è in grado di offrire sistemi e procedimenti a supporto della
programmazione delle misure di prevenzione, nonché degli interventi di manutenzione e restauro dei
beni architettonici e archeologici in funzione del loro stato di conservazione e dell’aggressività
dell’ambiente in cui si trovano.
La misura accelerometrica costituisce il nucleo delle conoscenze e competenze del gruppo ricerca di
STRAGO, attorno al quale si sviluppano una serie di attività di studio e sperimentali:
•
Modellazione FEM.
•
Progettazione e realizzazione hardware e software di sistemi di misura innovativi, basati su
tecnologia MEMS (Micro-Electro-Mechanical System), inclusi:
o
Progettazione elettronica e realizzazione di sistemi di misura basati su tecnologia MEMS con
sensori accelerometrici, di pressione, giroscopici
•
Progettazione ed esecuzione della misura con impiego di strumentazione di alto profilo e
software sviluppato ad hoc.
o
Analisi, elaborazione ed interpretazione dati con impiego di varie tecniche quali Analisi
statistica tradizionale, Analisi Modale Operazionale, Reti Neurali, Metodi di confronto numericosperimentale
•
Sviluppo di nuove applicazioni nel settore dell’ingegneria civile e ambientale e relativi sistemi
di misura.
Presentazione socio
Presentazione socio
CARSO
Medaglione in italiano
26 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Denominazione
CARSO-Consorzio del Centro di Ricerca Avanzata per l’Ottica
Spaziale,laSensoristica e l’Ottimizzazione
Logo
Presentazione Soggetto
Il Consorzio del Centro di Ricerca Avanzata per l’Ottica Spaziale, la Sensoristica e l’Ottimizzazione –
CARSO (Center for Advanced Research in Space Optics) è uno dei primi laboratori italiani di ricerca nel
campo dei dispositivi e degli strumenti ottici per applicazioni in ambiente spaziale e dei sistemi divisione
artificiale e dei sistemi modulari integrati per il monitoraggio ambientale.
CARSO da oltre20 anni svolge attività di ricerca scientifica in programmi internazionali, sia a livelli
accademici che industriali. Vanta importanti collaborazioni con NASA, ESA, ASI, Alenia Thales, Università
di Trieste, Università di Roma"La Sapienza", Officine Galileo ecc.
CARSO offre know-how nei seguenti settori: ottica e tecnologie ottiche, visione, sviluppo software ed
elettronica, fra cui ad esempio:
• Strumentazione ottica avanzata, componenti per applicazioni spaziali, payloads per lo spazio,
sensori per il visibile, UV XUV, sistemi di puntamento e tracking per le missioni spaziali,
sistemi di visione 3D, tecnologie sensoristiche e software, ecc.
L’esperienza tecnologica acquisita nella realizzazione di strumentazione per lo spazio ha inoltre
permesso l’ulteriore diversificazione settoriale dell’impresa in un nuovo settore, quello della ricerca
e sviluppo nell’ambito della sensoristica e delle soluzioni tecnologiche per applicazioni nel campo
del monitoraggio ambientale e della sicurezza, aggiudicandosi il Premio Innovazione 3L/3T 2010
per la migliore soluzione tecnologica proposta per la sicurezza ambientale costiera e delle acque
interne e nel 2011 il Premio Italia degli Innovatori, selezionata fra le imprese più all’avanguardia
tecnologicamente per rappresentare l’innovazione italiana nel mondo.
Presentazione Socio
Medaglione in italiano
Denominazione
Research Consorzio Stabile Scarl Logo
Presentazione soggetto
Francesco Vorro, Annamaria Caccavo e l'ʹIngegnere Paolo Cosenza hanno istituito il Consorzio Stabile Research nel marzo 2005 con l'ʹobiettivo di rafforzare le prospettive di business per le imprese di lavori pubblici. Il Consorzio offre opportunità di crescita per quelle aziende che desiderano diversificare e ottenere più importanti commissioni nel campo delle opere pubbliche. Il Consorzio Stabile Research svolge un ruolo chiave in questo senso portando le imprese in contatto con le varie autorità e aiutandoli a ottenere commissioni e a coordinare il loro lavoro. Il Consorzio ha avuto un grande successo in Italia e all'ʹestero: molte aziende hanno formato relazioni proficue e goduto di una crescita costante sia in termini di organizzazione e affari societari unendosi al gruppo di nuovi associati. Il Consorzio opera oggi a livello nazionale ed internazionale, si sta sviluppando in modo esponenziale nel campo delle opere pubbliche e private, favorisce sempre di più la cooperazione tra le aziende leader disposti a unire le loro forze e aumentare la loro produttività. Oggi, il Consorzio ha sede in Italia a Napoli e Milano e in Romania a Bucarest. 27 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Presentazione socio
Presentazione socio
Medaglione in italiano
Denominazione
Consorzio Tebe Logo
Presentazione soggetto
La compagine del Consorzio Tebe vede competenze diversificate e ben assortite tra loro.
La società Studio Impresa Ricerca & Sviluppo Srl, socia del consorzio Tebe, opera nel settore della
ricerca e della formazione, nel favorire l’incontro e il trasferimento di tecnologie dagli Enti di Ricerca
al mondo delle PMI, nello svolgimento di analisi e nella predisposizione di studi di mercato per le
applicazioni delle tecnologie innovative ed emergenti e nella promozione di partnership tecnologiche
tra imprese. Società specializzata soprattutto nell’analisi di problematiche innovative e nella ricerca di
soluzione tecnologiche per lo sviluppo delle competitività delle imprese. Gestisce, tra le altre attività
una piattaforma tecnologica in assistenza tecnica alla regione Campania.
Altra socia è la società PROJECT FINANCING RIQUALIFICAZIONE POMIGLIANO SRL, società
specializzata nella gestione e realizzazione di iniziative complesse dove gli attori sono in pubblici e
privati, iniziative come: project financig, global service, scouting a livello europeo di brevetti e
marchi del mondo della ricerca e messa a disposizione di questi al mondo delle imprese. Per poter
realizzare quest’attività la società PFRP (PROJECT FINANCING RIQUALIFICAZIONE
POMIGLIANO) è concessionaria in project financig di un incubatore di impresa che ha come mission
appunto il trasferimento tecnologico.
L’altra società socia del Consorzio Tebe e la CSP spa, con competenze molto specialistiche
soprattutto nel campo sanitario. Infatti la CSP spa, ha realizzato una piattaforma documentale che
consente la facile catalogazione e gestione di tutti i documenti prodotti in ambito sanitario.
La piattaforma, frutto di un importante sperimentazione fatta in collaborazione con la Regione Lombardia, ci
ha permesso di sviluppare un protocollo di archiviazione che risponda a tutti i requisiti più stringenti per poter
realizzare la conservazione sostitutiva non solo per i documenti in forma digitali ma anche per i documenti
cartacei.
La piattaforma documentale vanta anche altri aspetti distintivi :
1) funzionalità di riconoscimento e auto catalogazione delle diverse tipologie documentali basato sul
riconoscimento semantico del contenuto
2) funzionalità di spedizione / vendita del documento ai pazienti con modulo e-commerce
3) funzionalità di consultazione con dispositivi mobile
4) ricostruzione della cartella clinica con un unico pdf indicizzato e catalogato con le tipologie di
documenti indicati dagli standard HL7
5) massime funzionalità di sicurezza per la gestione dei dati.
Per importanti realtà ospedaliere CSP ha realizzato e gestito servizi di digitalizzazione della cartella clinica in
ambiti come neurologia in cui la possibilità mettere a disposizione del medico, non solo gli esiti degli esami
dell’ultimo ricovero, ma anche le precedenti cartelle digitalizzate con un’ottima qualità del dato in una forma
facilmente consultabile e ricercabile, ha consentito all’ospedale di poter fare a meno dei documenti cartacei
con ottimi risultati in termini di efficienza e riduzione dei costi.
CSP in qualità di system integrator effettua attività di:
1) software selection
28 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati 2) gestione progettuale
3) integrazione in architetture service oriented di soluzioni di cartella clinica digitale oggetto di riuso
secondo le necessità del cliente
4) testing e monitoraggio
. Presentazione socio
Presentazione socio
Teleservizi SpA
Medaglione in italiano
Denominazione
Logo
TELESERVIZI IT S.p.A.
Presentazione soggetto
La Teleservizi IT S.p.A. è una società per azioni operante a livello nazionale con ampia esperienza
nel settore ICT dei servizi di consulenza professionale, outsourcing e formazione sia in area finanza
(Banche e Assicurazioni) che Industria e Servizi. Il Know-how, le competenze tecnico–funzionali
maturate, la presenza distribuita sul territorio ed i molteplici rapporti strategici coi partner di canale
hanno consentito a Teleservizi IT S.p.A. il raggiungimento di significativi obiettivi.
Teleservizi IT S.p.A. è azienda certificata "UNI ENI ISO 9001:2000"
Presentazione socio
Presentazione socio
UNISA
Medaglione in italiano
Nome
Logo
Università degli Studi di Salerno
Presentazione Università (non più di 20 righe)
La mission dell'ʹUniversità di Salerno può essere collocata essenzialmente lungo due principali macro-­‐‑direttrici, ossia quella della ricerca e formazione e quella dei rapporti con il territorio, nel primario intento di creare, arricchire e, al contempo, trasferire il patrimonio scientifico e culturale a servizio degli studenti, delle aziende, delle istituzioni e, più in generale, dell'ʹintera collettività. Coerentemente con tale missione, pertanto, le finalità istituzionali sono state declinate come segue, supportate dai valori di riferimento che animano in modo costante l'ʹagire dell'ʹAteneo salernitano. Le finalità istituzionali sono riassumibili in: Ricerca, Didattica e formazione, Sviluppo 29 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati del territorio, Campus vivendi/Diritto allo studio. Dipartimento/Istituto partecipante
Nome
Centro ICT di Ateneo
Presentazione Dipartimento/Istituto (non più di 20 righe)
Il Centro ICT (Information and Communication Technology) di Ateneo, nato per promuovere
una cultura dell' Informazione e della Comunicazione ed un uso consapevole delle tecnologie
correlate, è da alcuni anni impegnato sulla osservazione del Social Networking, della Net
Neutrality e del Future Internet.
Dipartimento/Istituto partecipante
Nome
Dipartimento di Informatica (DI)
Presentazione Dipartimento/Istituto (non più di 20 righe)
Nell’ambito della visualizzazione di informazioni e grafica che sfruttano la potenza del web, il
DI svolge attività di ricerca in tre categorie principali:
• serious games e loro applicazioni videoludiche nell’ambito educational, sia nella fase
di istruzione e training sia nella fase di guida turistica.
• visualizzazione di informazioni su periferiche le cui peculiarità offrono interessanti
sfide e problemi aperti (schermi tridimensionali o gli smartphone) e uso di ambienti
3D per rappresentare efficacemente metafore e modelli di dati da analizzare.
• Sicurezza, con lo sviluppo di applicazioni sicure su dispositivi mobili, la
sperimentazione di infrastrutture digitali per la sicurezza , sicurezza e crittografia,
Digital Forensics.
Dipartimento/Istituto partecipante
Nome
Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione,Ing.Elettrica e Matematica
Applicata (DIEM)
Presentazione Dipartimento/Istituto (non più di 20 righe)
Una delle attività di ricerca in cui è da anni impegnato il DIEM consiste nella definizione di
algoritmi per il matching di grafi, di tecniche di combinazione di sistemi di classificazione,
etc. Dal punto di vista applicativo gli interessi del gruppo di ricerca sono rivolti alla analisi di
flussi video ed audio in tempo reale per applicazioni di situation awareness con particolare
riferimento ai contesti della video ed audio sorveglianza intelligente, al monitoraggio del
traffico, alla human behavior analysis.
Dipartimento/Istituto partecipante
Nome
Dipartimento di Ingegneria Industriale (DIIN)
Presentazione Dipartimento/Istituto (non più di 20 righe)
Il gruppo di ricerca del DIIN ha una consolidata esperienza nello studio dei problemi relativi
alla sicurezza da incendi in ambienti confinati ed aperti. La simulazione di scenari incidentali
in ambienti confinati (come biblioteche, musei, etc.) ha lo scopo di arrivare ad una maggiore
comprensione dei fenomeni chimici e fisici connessi e di valutare l’effetto delle condizioni di
progetto e di gestione dell’ambiente analizzato, al fine di fornire un contributo per il
miglioramento della sicurezza delle strutture esistenti.
Dipartimento/Istituto partecipante
Nome
Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale (DISPAC)
Presentazione Dipartimento/Istituto (non più di 20 righe)
Nell’area dell’Archeologia dei paesaggi e del dissesto, il DISPAC è impegnato sugli aspetti
teorici, implementazioni ed applicazioni finalizzate alla ricostruzione dei paesaggi ed alla
30 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati comprensione dei modelli insediativi antichi.
L’attività di ricerca può essere raggruppata in tre categorie principali:
metodologia della ricerca, approcci multidisciplinari ed indagini sul campo. Queste ultime, in
particolare, riguradano indagini territoriali ed intra-site, prospezioni di superficie e sotto la
superficie, indagini geoelettriche, rilievo gps-glonass, elaborazione e trattamento delle
informazioni tramite applicativi GIS.
UNINA
Medaglione in italiano
Nome
Logo
Presentazione Università
L’Università degli Studi di Napoli Federico II (www.unina.it) con 94.500 iscritti, 2.600 professori e
145 corsi di laurea, è il più grande ateneo del meridione e il più antico ateneo laico in Europa, tra
quelli esistenti, essendo stato fondato nel 1224.
Fini primari dell'Università sono la ricerca e la didattica che l'Ateneo persegue promuovendo
l'organizzazione, l'elaborazione e la trasmissione delle conoscenze, la formazione culturale e
professionale, la crescita della coscienza civile degli studenti.
L'Università promuove poi il trasferimento delle conoscenze attraverso la ricerca, la formazione, le
attività di certificazione, di brevetto e di spin-off, nel conseguimento della qualità e dell'eccellenza.
L’Ateneo offre inoltre numerose attività di consulenza, con lo scopo di mettere a disposizione e di
trasferire il vasto patrimonio di competenze tecnico- scientifiche, di conoscenze e di risultati
innovativi, e di capacità di ricerca.
L’Università, in attuazione dei principi di autonomia, di decentramento e di sussidiarietà, si articola in
Dipartimenti e Scuole. I Centri di ricerca, i Centri di Servizio interdipartimentali ed i Centri di
Servizio costituiscono ulteriori articolazioni. E’ proprio attraverso la sua molteplicità di strutture che
l’Ateneo riesce ad ottemperare alle esigenze che vengono anche dal mondo esterno, rispondendo ad
un approccio di tipo bottom-up, in cui il mondo della ricerca e le competenze presenti in Ateneo sono
a disposizione di interlocutori esterni del mondo imprenditoriale per la partecipazione a iniziative
condivise in materia di innovazione e trasferimento.
Dipartimento/Istituto partecipante Centro di Servizi di Ateneo per il Coordinamento di Progetti Speciali e
l'Innovazione Organizzativa
Nome
Coinor
Presentazione Dipartimento/Istituto
Il Centro di Servizio di Ateneo per il Coordinamento di Progetti Speciali e l'Innovazione Organizzativa ha
sede legale in C.so Umberto I, Cap 80138, Napoli.
Il Centro è composto da un Direttore il Professore Luciano Mayol e da un Direttore Tecnico Dott. Alessandro
Buttà e da 5 persone afferenti al Personale Tecnico Amministrativo.
Il Centro inoltre, nell’ambito delle proprie attività di servizio:
fornisce supporto agli Organi di Ateneo con analisi, economiche e di contesto, per il monitoraggio e la
valutazione dei risultati delle azioni connesse alla didattica e alla ricerca; sviluppa e coordina attività
31 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati che elaborano idee imprenditoriali basate sulla ricerca e l'innovazione.
Nato per valorizzare e migliorare l’utilizzo delle risorse e le competenze presenti nell’Ateneo, il Centro
sviluppa e coordina progetti di comunicazione istituzionale e di innovazione organizzativa, con lo scopo
specifico di favorire la nascita ed il consolidamento di sinergie tra l’Ateneo ed il mondo esterno.
Il Centro svolge attività di servizio funzionali allo sviluppo e al coordinamento di:
progetti speciali di interesse comune all’Ateneo;
progetti e servizi di diffusione per la valorizzazione dei risultati dell’attività di ricerca dell’Ateneo;
progetti per il miglioramento delle attività di promozione e sviluppo dell’Ateneo;
progetti di innovazione organizzativa.
Dipartimento/Istituto partecipante Dipartimento di Matematica e Applicazioni "Renato
Caccioppoli”
Nome
DMA
Presentazione Dipartimento/Istituto
Il Dipartimento ha la sede principale nel Complesso Universitario di Monte Sant'Angelo, altri locali
del
DMA sono dislocati presso la Facoltà di Ingegneria e nella sede del'ex Istituto di Matematica nel
centro storico
di Napoli. Il Direttore del Dipartimento è la Prof.ssa Gioconda Moscariello che coordina 24
Professori
Ordinari; 40 Professori Associati; 42 Ricercatori e, e 19 Personale T.A.
Il Dipartimento di Matematica e Applicazioni dell'Università di Napoli è stato costituito nel 1984
dall'aggregazione dei matematici afferenti all'ex Istituto di Matematica della Facoltà di Scienze MFN
e di quelli afferenti alla Facoltà di Ingegneria. Il Dipartimento ha come finalità lo sviluppo e lo
svolgimento della didattica e della ricerca nei campi dei settori scientifico-disciplinari funzionali al
progetto culturale di dipartimento. Il Dipartimento svolge l’attività didattica mediante l'attivazione e
l’organizzazione di Corsi di Studio per il conseguimento delle Lauree e dei titoli di Master
Universitari di I e II livello, che saranno attivati in funzione delle esigenze di formazione specialistica
e del mercato del lavoro.
Il Dipartimento è in grado di comprendere e utilizzare modelli matematici e numerici di fenomeni
naturali, sociali ed economici, e di problemi tecnologici, sicché può inserirsi in contesti applicativi
scientifici ed in organizzazioni operanti nei più diversi ambiti produttivi e dei servizi (ad esempio in
ambito industriale, sanitario, ambientale, finanziario, nella pubblica amministrazione, e più in
generale in tutti i settori ad alto contenuto tecnologico).
Dipartimento/Istituto partecipante Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche
Nome
DISES
Presentazione Dipartimento/Istituto
Il Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche dell’ Università degli Studi di Napoli Federico
II,
è situato nel Complesso Universitario di Monte Sant'Angelo - Napoli.
Il Direttore del Dipartimento è il Prof. Tullio Jappelli, il dipartimento è composto da 18 Professori
Ordinari, 17 Professori Associati e 20 Ricercatori e, 18 Personale T. A.
Il Dipartimento ha come finalità lo sviluppo e lo svolgimento della didattica e della ricerca nei campi
dell'Economia, della Finanza, della Statistica e della Matematica applicata alle Scienze Sociali e delle
Scienze Geografiche e Storico-sociali. Nei campi di competenza dello stesso, il Dipartimento
promuove la ricerca e lo sviluppo della cultura e coordina le relative attività anche attraverso il
finanziamento proveniente e da Enti pubblici o privati, ferma restando I'autonomia di ricerca di ogni
singolo professore e ricercatore.
Il Dipartimento svolge attività didattica mediante l’attivazione e l’organizzazione di Corsi di Studio,
per il conseguimento della Laurea Magistrali, dei titoli di Master Universitari di I e Il livello, che
saranno attivati in funzione delle esigenze di formazione specialistica e del mercato del lavoro.
Dipartimento/Istituto partecipante Dipartimento di Economia, Management e Istituzioni
32 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Nome
DEMI
Presentazione Dipartimento/Istituto
Il Dipartimento di Economia, Management e Istituzioni ha sede nel Complesso Universitario di
Monte
Sant'Angelo - Napoli.
Il Direttore del Dipartimento è la Prof.ssa Adele Caldarelli. Il DEMI è composto da 19 Personale T.
A. e
19 Professori ordinari, 18 Professori associati, 18 Ricercatori.
Il DEMI ha come finalità lo sviluppo e lo svolgimento della didattica e della ricerca nei campi
dell’economia,
dei processi di management, del diritto e dei metodi quantitativi per le decisioni. Nei campi di
competenza
dello stesso, il Dipartimento promuove la ricerca e lo sviluppo della cultura scientifica e umanistica, e
coordina le relative attività anche attraverso il finanziamento proveniente da Enti pubblici o privati,
ferma restando l'autonomia di ricerca di ogni singolo professore e ricercatore. Il Dipartimento svolge
l’attività didattica mediante l'attivazione e l’organizzazione di Corsi di Studio per il conseguimento
della Laurea Magistrale, dei titoli di Master Universitari di I e II livello, che saranno attivati in
funzione delle esigenze di formazione specialistica e del mercato del lavoro.
Il Dipartimento di Economia promuove e coordina l’attività di ricerca in economia bancaria e
finanziaria, economia industriale, economia del lavoro, economia pubblica, economia regionale e
dello sviluppo, economia
italiana con particolare riguardo ai problemi del Mezzogiorno, storia del pensiero economico, storia
economica e sociologia.
Dipartimento/Istituto partecipanteDipartimento di Architettura
Nome
Architettura
Presentazione Dipartimento/Istituto
Il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, situato nel Palazzo
Gravina - Napoli, ha come Direttore del Dipartimento il Prof. Mario Rosario Losasso ed è composto
da 28
Professori Ordinari, 35 Professori Associati, 44 Ricercatori, 34 Personale T. A.
Il Dipartimento ha diverse sedi operative situate nel centro storico della città, oltre alla Sede
Centrale.
Il dipartimento ha come finalità lo sviluppo e lo svolgimento della didattica e della ricerca nel campo
dell’Architettura, come risulta dal progetto istitutivo dello stesso alla base del Decreto istitutivo del
Dipartimento.
Nei campi di competenza dello stesso, il Dipartimento promuove la ricerca e lo sviluppo della cultura
Architettura, del piano e del progetto, a tutte le scale e secondo le molteplici competenze disciplinari
e culturali, fondati sulla sintesi originale, e al contempo rigorosa, di saperi comuni alla cultura
umanistica e a quella tecnico-scientifica e coordina sostiene le relative attività anche attraverso il
finanziamento proveniente da Enti pubblici o privati, ferma restando l'autonomia di ricerca di ogni
singolo professore e ricercatore.
Dipartimento/Istituto partecipanteDipartimento di Fisica
Nome
FISICA
Presentazione Dipartimento/Istituto
Il Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, situato nel Complesso
Universitario
di Monte Sant'Angelo - Napoli, ha come Direttore il Prof. Pasqualino Maddalena ed è composto da 35
Professori Ordinari, 45 Professori Associati, 53 Ricercatori, e 26 Personale T.A. come finalità lo
sviluppo e lo svolgimento della ricerca e della didattica nei campi della fisica e delle discipline affini,
nonché delle tecnologie derivate dalla fisica, quali risultano dal progetto istitutivo dello stesso alla
base del Decreto istitutivo del Dipartimento.
33 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Nei campi di competenza dello stesso, il Dipartimento promuove la ricerca e lo sviluppo della cultura
scientifica e ne coordina le relative attività anche attraverso il finanziamento proveniente da Enti
pubblici o privati, ferma restando l'autonomia di ricerca di ogni singolo professore e ricercatore.
Il Dipartimento di Scienze Fisiche ospita un Corso di Laurea in Fisica,in cui è presente l'indirizzo
Astrofisico,
un Corso di Laurea Magistrale in Astrofisica e Scienze dello spazio, ed un Dottorato in Fisica
Fondamentale ed Applicata.
Dipartimento/Istituto partecipanteDipartimento di Studi Umanistici
Nome
STUDI UMANISTICI
Presentazione Dipartimento/Istituto
Il Dipartimento ha la sua sede principale nel complesso monumentale di S. Pietro Martire, adiacente
alla
Cappella Universitaria, in via Porta di Massa. Le altre sedi sono in via Marina (Dipartimento di
Discipline
Storiche "E. Lepore"), via Don Bosco (Corso di Laurea in Scienze del Servizio Sociale), via
Leopoldo
Rodinò (Dipartimento di Analisi delle Dinamiche Territoriali e Ambientali) e via Lanzieri (Uffici
amministrativi). La Biblioteca della Facoltà, ridenominata BRAU (Biblioteca di Ricerca dell'Area
Umanistica)
è ubicata in piazza Bellini, nel Complesso di Sant'Antonio delle Monache a Port'Alba e nell'attiguo
Palazzo Conca. Il Direttore del Dipartimento è il Prof. Arturo De Vivo, il gruppo di lavoro è
composto da 57 Professori
Ordinari, 66 Professori Associati, 87 Ricercatori e 30 Personale T.A.
Il Dipartimento di Studi Umanistici, ha come finalità lo svolgimento della ricerca, l'erogazione della
didattica e lo sviluppo dei rapporti con l'esterno nei campi dei settori scientifico-disciplinari di propria
competenza. Il Dipartimento promuove la ricerca e lo sviluppo della cultura scientifica umanistica e
ne coordina le relative attività anche attraverso il finanziamento proveniente da Enti pubblici o
privati, ferma restando l'autonomia di ricerca di ogni singolo professore e ricercatore.
Dipartimento/Istituto partecipante
Dipartimento di Agraria
Nome
AGRARIA
Presentazione Dipartimento/Istituto
Il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, situato nella Reggia di
Portici –
Via Università 100 - 80055 – Portici, ha come finalità lo sviluppo e lo svolgimento della didattica e
della ricerca nei campi delle scienze, delle tecnologie e delle biotecnologie agrarie, alimentari,
forestali ed ambientali, quali risultano dal progetto istitutivo dello stesso alla base del Decreto
istitutivo del Dipartimento.
Il Direttore del Dipartimento è il Prof. Paolo Masi, il gruppo di lavoro è composto da 35 Professori
Ordinari, 35 Professori Associati, 57 Ricercatori e, 72 Personale T.A. Nei campi di competenza dello
stesso, il Dipartimento promuove la ricerca e lo sviluppo della cultura scientifica e ne coordina le
relative attività anche attraverso il finanziamento proveniente da Enti pubblici o privati, ferma
restando l'autonomia di ricerca di ogni singolo professore e ricercatore. Il Dipartimento svolge
l’attività didattica mediante l'attivazione e l’organizzazione di Corsi di Studio per il conseguimento
delle Lauree e delle Lauree Magistrali; dei titoli di Master Universitari di I e II livello, che saranno
attivati in funzione delle esigenze di formazione specialistica e del mercato del lavoro. Lo studio
dell'ambiente e delle risorse agro-forestali richiede un approccio multidisciplinare applicato a diverse
scale spazio-temporali. La comprensione dei processi funzionali alla base delle problematiche agroambientali, e delle analisi delle risorse naturali si avvale di osservazioni e di dati molto diversificati
che necessitano di competenze di tipo fisico, chimico, biologico e statistico-matematico.
Dipartimento/Istituto partecipante Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell'Informazione
Nome
DIETI
34 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Presentazione Dipartimento/Istituto
La sede principale è in Via Claudio, 21 - 80125 – Napoli, ma sono presenti anche altre sede distaccate.
Il Direttore del Dipartimento è il Prof. Nicola Mazzocca, le risorse umane impegnate sono così ripartite:
40 Professori ordinari, 34 Professori Associati, 46 Ricercatori e 34 Personale T. A.. Il Dipartimento ha come
finalità lo sviluppo e lo svolgimento della didattica e della ricerca nei campi della Ingegneria Elettrica e delle
Tecnologie dell’Informazione, quali risultano dal progetto istitutivo dello stesso alla base del Decreto istitutivo
del Dipartimento. Nei campi competenza dello stesso, il Dipartimento promuove la ricerca e lo sviluppo della
cultura e svolge e coordina le relative attività anche attraverso il finanziamento proveniente da Enti pubblici o
privati, ferma restando l'autonomia di ricerca di ogni singolo professore e ricercatore. Il Dipartimento svolge
l’attività didattica mediante l'attivazione e l’organizzazione di Corsi di Studio per il conseguimento della
Laurea Magistrali; dei titoli di Master Universitari di I e II livello, che saranno attivati in funzione delle
esigenze di formazione specialistica e del mercato del lavoro. Nell'ambito delle tematiche d'interesse, il
Dipartimento favorisce la valorizzazione delle attività di ricerca curando la finalizzazione a specifici domini
applicativi di interesse di sviluppo del territorio, di interesse industriale e sociale, grazie alle possibilità offerte
dall'integrazione delle competenze presenti nel Dipartimento e dall'alto livello di qualificazione della ricerca a
livello internazionale, della didattica e delle collaborazioni con il sistema produttivo. Il DIETI svolge attività di
ricerca nei seguenti settori
scientifici: Analisi Numerica, Automatica,Bioingegneria Elettronica ed
Informatica, Campi elettromagnetici, Convertitori, macchine ed azionamenti elettrici, Elettronica,
Elettrotecnica, Informatica, Misure Elettriche ed Elettroniche,Ricerca Operativa, Sistemi di Elaborazione delle
Informazioni, Sistemi Elettrici per l'Energia,Telecomunicazioni.
7 Responsabile del progetto
Dati anagrafici, titolo di studio, rapporti con l’impresa richiedente. Esperienza in relazione al sistema produttivo e scientifico.
Allegare, inoltre, in separata sezione il relativo curriculum vitae in formato euro pass (max 5 pag.)
Il responsabile del progetto è la Dottoressa Tiziana Vitolo, residente a Napoli.
Tiziana Vitolo è primo ricercatore presso l’Istituto di Studi sulle Società del Mediterraneo (ISSM) del
Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).
Nella sua esperienza di lavoro presso il CNR, ha condotto attività di ricerca tese a valorizzare il
collegamento sistematico e operativo tra le attività di ricerca scientifica e il contesto economico e
istituzionale, per l'attivazione delle sinergie, dei feed-back e delle interconnessioni che sono alla base
dell'efficace sistema innovativo locale. Ha coordinato attività di ricerca tese ad interfacciare la ricerca socio
economica pura e le concrete esigenze di informazioni, supporto e formazione che provengono dagli
operatori economici e dalle istituzioni a scala internazionale, nazionale e locale. I
In sintesi i campi di ricerca:
► La governance dei sistemi locali di sviluppo, le forme organizzative del territorio sul piano socioeconomico, la sperimentazione di politiche urbane basate sull'attinenza capitale sociale e sviluppo di aree
urbane complesse, il sistema di relazioni tra comunità locali, il ruolo degli amministratori pubblici, la
partecipazione dei cittadini nella gestione del territorio.
► Le tendenze evolutive nella gestione delle public utilities in ambito urbano, tra efficienza economica,
tutela dell'ambiente e salvaguardia del benessere collettivo in termini di sperimentazione di una strategia
innovativa di sviluppo locale e di potenziamento delle capacità di governance delle istituzioni.
► I Sistemi locali di sviluppo e meccanismi di cooperazione scientifica e tecnologica fra l'Italia e i Paesi
mediterranei.
E’ stata Direttore pro-tempore dell’IREM/CNR, Istituto di Ricerche sull’Economia Mediterranea. Nel suo
ruolo di direttore dell’Istituto, in quanto ordinario primario di spesa ai sensi del Regolamento di contabilità
del CNR ha avuto responsabilità relative ad ogni operazione concernente il funzionamento dell’Istituto e
relative operazioni di consuntivo e preventivo sia economico che scientifico. Al contempo ha svolto, in piena
autonomia e responsabilità, un intenso lavoro di stimolo e indirizzo delle attività scientifiche dell’IREM tale
da consentire il consolidamento, la valorizzazione del patrimonio di conoscenze e l’attivazione di proficui
rapporti di collaborazione dell’Istituto con Istituzioni, centri di Ricerca ed Università del Mediterraneo.
35 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati ► dall’1dicembre 2000 al 31 agosto 2002.
► dal 24 novembre 1997 all’1 marzo 1999.
► dal 30 maggio 1988 al 22 aprile 1990.
► Ha svolto inoltre, con funzioni in delega, l’espletamento delle funzioni organizzative dell’IREM in
assenza del Direttore, dal 29/05/1997 al 24/11/1997.
E’ Responsabile scientifico dal 2011 ad oggi del Modulo di ricerca CNR/ISSM: IC.P04.003.004
Governance Società e Territori.
Ha partecipato al progetto “Sviluppo delle esportazioni di prodotti agroalimentari del Mezzogiorno”
finanziato dal MIUR 2009/2011.
Partecipa alla commessa ISSM “Crescita e convergenza nell'area mediterranea:popolazione, innovazioni,
istituzioni, governance” 2003/2013.
Responsabile scientifico del secondo workpackage del Progetto INGOMED “Intermediate institutions for the
growth of Governance processes in the Mediterranean Partner Countries”, Call for Proposal del Second
Femise Research Programme 2002-2004, valutato da una Commissione Internazionale costituita da
rappresentanti del Middle Eastern Department, IMF, Washington, DC 20431, USA, l’Arab Planning
Institute, Kuwait , The World Bank, Social and Economic Development Group, Middle East and North
Africa Region, Washington, DC 20433, USA, Develop. & Technical Cooperation Dept., International Labor
Organization, Switzerland, Med department, European Training Foundation, Italia, Commissione Europea,
DG REFLEX.
Alcune delle mie pubblicazioni:
Vitolo T., Bertini A. Sostenibilità, governance e mobilità nel Mediterraneo: Italia Marocco, in “Il
Mediterraneo: uno studio e una passione. Scritti in onore di Luigi Di Comite””, A cura di Marisa A. Valleri,
Roberta Pace, Stefania Girone, Cacucci Editore, pp.357-363 Bari 2012, ISBN 978-88-6611-165-8
Vitolo T., Bertini A. “Il percorso della sostenibilità nel Sud Italia: i primi venti anni della "Legge quadro
sulle aree protette" (1991-2011)”, in Atti della XXXII Conferenza Italiana di Scienze Regionali, Torino 15
settembre 2011.
Vitolo T., “Territori, ambiente e popolazione: metodologie di analisi in ambito mediterraneo”, pp. 161-172 in
" Percorsi migranti" a cura di Bruno G. C., Caruso I., Sanna M., Vellecco I., ed. McGrawHill 2011 ISBN
978-88-386-7296-5
Vitolo T., Bertini A., Caruso I., “La pianificazione strategica e il management urbano: il territorio come
sistema” in Urbanistica e Politica a cura di F. D. Moccia, ESI 2011 ISBN 9788849522006
VITOLO T., CARUSO I., “An interaction approach to water resource management in Mediterranean
countries”, The Role of Hydrology in Water Resources Management; Key words Mediterranean countries;
stakeholders; governance; economics; water management
IAHS Publ. 327, 2009. 91, ISBN 978-1-901502-94-7 ISSN 0144-7815
Vitolo T., “URBAN THEORY AND PRACTICE: THE CAIRO CASE STUDY”; . Key words:
Mediterranean, Cairo city, models, policies, practices.
Rivista BDC, n.9/2009, ISSN 1121-2918.
Vitolo T., D’Andrea C., Mariniello M.L., “Sustainability of economic development and governance patterns
in water management: an overview on the reorganisation of public utilities in Campania, Italy, under EU
Framework Directive in the field of water policy (2000/60/CE)”, CD 45th Congress of the European
Regional Science Association, "Land Use and Water Management in a Sustainable Network Society", Vrije
Universiteit Amsterdam 23-27 August 2005.
Tiziana Vitolo, Interim Report del secondo workpackage del Progetto INGOMED “Intermediate institutions
for the growth of Governance processes in the Mediterranean Partner Countries”. Anno 2005. Contract No.
FEM2-02-21-36 , Application Ref. 21-36
Vitolo T. “La planification intégrée des ressources en eau. Le cas de l’Italie du Sud ” in «Les usages de l’eau,
Echelles et modèles en Méditerranée » sou la direction de M. Amzert, R. Arrus, S. Petites, Economie et
Societétés Hors-Series, Cahiers de l’ISMEA, p.175-190 Février 2000, Anno 2000 Codice H.S., n.°37,
2/2000.
Per il dettaglio, si rimanda al CV allegato.
36 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati 8 OBIETTIVI, ATTIVITÀ E TEMPISTICA
8.1 Struttura del prodotto/processo/servizio
Descrivere, facendo eventualmente anche uso di disegni e tabelle, il prodotto/processo/servizio che si intende sviluppare,
evidenziandone i principali moduli o elementi componenti, detti Obiettivi Realizzativi (OR).
Il progetto SNECS, con un approccio sistemico e multidisciplinare, si compone di attività che interessano l’intera filiera che va dalla conoscenza alla tutela, alla valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale ed al miglioramento della qualità della vita dei turisti e deicittadini residenti nei centri storici, dove l’innovazione dei processi e dei prodotti che si intende studiare e sperimentare è l’elemento portante di un nuovo modello sostenibile di conoscenza e valorizzazione capace di preservare il patrimonio per le future generazioni. Nel seguito si descrive sinteticamente, per ogni obiettivo realizzativo, il prodotto/processo/servizio che si intende sviluppare: OR1: Analisi del contesto e fabbisogno tecnologico
Gli scopi di questo obiettivo sono molteplici. Inizialmente sarà compiuto uno studio dello stato dell'arte del
concetto di Smart Cities e relative tecnologie (web 2.0 e 3.0), verranno poi approfonditi i modelli di Smart
Innovation e Smart Specialization applicati alla valorizzazione e fruizione dei Centri Storici Si studieranno e
definiranno indicatori di "smartness" per la valutazione delle applicazioni di Smart Innovation e Smart
Specialization per i Centri Storici. L’analisi relativa al contesto delle problematiche trattate comprenderà
prioritariamente: la valutazione delle attuali metodologie e strumenti per l’acquisizione delle conoscenze,
relative al complesso delle componenti materiali e culturali dei Centri storici; la tipologia delle informazioni
necessarie e possibili; l’utilizzo dei modelli conoscitivi integrati a supporto dei processi di conservazione e
restauro; il ruolo della conoscenza nei processi di valorizzazione dei contesti storici; le nuove metafore di
comunicazione attraverso i social network.
Particolare importanza riveste il processo di aggiornamento della conoscenza. Prima di tutto esso si basa
sull’utilizzo di un sistema diffuso di sensori "intelligenti", che andranno opportunamente studiati e mesi a
punto per le tematiche di interesse del progetto; per la lettura dei parametri di interesse: sia relativamente agli
aspetti di diagnostica, manutenzione conservazione; che per le problematiche connesse alla fruizione, alla
sicurezza e alla valorizzazione del territorio. Fondamentali per il successo del progetto inoltre saranno l’uso e
lo sviluppo di adeguate tecnologie derivanti dal mondo ICT.
OR2: Produzione e rappresentazione della conoscenza
L’obiettivo realizzativo è finalizzato alla definizione dell’intero processo di rappresentazione e gestione della conoscenza, che assume un ruolo cardine per i restanti obiettivi realizzativi. Il modello di conoscenza del progetto verrà rappresentato attraverso strutture di banche dati distribuite ed
eterogenee; distribuite soprattutto perché molti sono i soggetti che dispongono di informazioni relative al
territorio urbano dei centri storici; eterogenee per la larga tipologia di dati da trattare.
Tutti i dati saranno georeferenziati o comunque georiferiti, al fine di sfruttare ampiamente i processi
dell’analisi spaziale avanzata per modellizzare continuamente le basi di conoscenza così costituite,
ricorrendo anche a processi di data mining molto sofisticati ed a una meta datazione di tipo semantica dei
dati e dei servizi. Il progetto partirà nel considerare tutti gli attuali standard nazionali ed internazionali in
merito alla organizzazione, modellazione e distribuzione delle basi di dati, cercando di dare risposte
significative all’attuale dibattito sull’Open Data e sui Linked Open Data.
OR3: Sensori e Reti di sensori
La proposta di questo obiettivo prevede lo sviluppo di sensoristica per l’acquisizione in tempo reale di dati
sulla qualità ambientale e statica sul comportamento statico strutturale degl edifici; dati necessari
all’aggiornamento dinamico dell’Atlante urbanistico, ottenuti tramite strumentazione innovativa portatile,
miniaturizzata e a basso costo. Tali caratteristiche dovranno consentire l’integrazione dei servizi di
interazione in modalità wireless con l’utenza. I nodi di sensori dovranno prevedere la possibilità di trasferire
all’utenza anche informazioni più generali sulle strutture monitorate (“opere parlanti”) per sostenere alcuni
servizi di fruizione del territorio.
37 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati In definitiva, obiettivo della ricerca è quello di individuare e studiare le tecnologie più opportune (RFID,
stato solido, nanocompositi, etc.) per la messa a punto di strumenti-trasduttori innovativi, di costo inferiore a
quelli presenti sul mercato e in grado di essere integrati in un unico sistema di rivelazione.
OR4: Diagnostica e Conservazione
L’obiettivo realizzativo è finalizzato allo studio, progettazione e implementazione di sistemi di diagnostica,
integrato alle rete di sensori ambientali e strutturali previsti, per gli edifici e le opere di interesse culturale e
economico-ambientale Studio, progettazione e implementazione di modelli per il supporto alle decisioni
(DSS) per la determinazione degli interventi a farsi sul costruito. Individuazione e sviluppo di nuovi
materiali per il consolidamento, la manutenzione e il restauro di edifici e monumenti.
Tutti e tre gli obbiettivi attengono alla necessità di realizzare un unico sistema di gestione della “Protezione”
dei beni culturali sottoposti alla Tutela dello Stato.
OR5: Fruzione
L’obiettivo realizzativo mira alla strutturazione di una corretta fruizione di un centro storico, in tutte le sue
possibili declinazioni, dalle attività culturali a quelle commerciali si prevede, in primo luogo,
l'individuazione delle categorie di utenti che si ritiene possano essere i principali fruitori.
Successivamente si passerà ad un fase di progettazione e realizzazione di applicativi finalizzati a fornire
servizi accessori al visitatore, quali suggerimenti per percorsi di visita personalizzati, non solo di tipo
culturale ma anche paesaggistici, enogastronomici, di shopping con indicazioni di modalità di trasporto e
accesso ai siti prescelti. A tal fine sarà necessaria un’attività di progettazione di percorsi procedendo ad una
lettura cartografica per ricostruire il quadro degli assetti territoriali mediante tematismi verticali (cronologia e
stratificazione delle permanenze archeologiche e storiche per sistemi) ed orizzontali.
OR6: Valorizzazione
L’obiettivo realizzativo consiste nello sviluppare una metodologia di intervento che sia in grado di
supportare i cittadini, le associazioni, gli operatori economici e i policy makers a valorizzare i centri storici
in cui operano. Un Centro Storico può assumere le caratteristiche di distretto culturale quando in un
territorio sussistono elementi (storici, geografici e produttivi) tali da costituire tipicità, un marchio
territoriale preciso e integrabile in un sistema sinergico in cui siano presenti anche fattori quali: altre risorse
del territorio (manifestazioni culturali, prodotti della cultura materiale e immateriale del territorio);
infrastrutture territoriali (servizi di trasporto e per il tempo libero); servizi di accoglienza e imprese, la cui
attività sia direttamente collegata al processo di valorizzazione dei beni culturali.
OR7: Gestione della Sicurezza
L’obiettivo realizzativo si occuperà di sicurezza sia in termini di sorveglianza che di rischio ambientale.
Per quanto riguarda il primo aspetto, ci si occupa prevalentemente di videosorveglianza. L’attività di ricerca
non riguarda la progettazione e realizzazione di sistemi e apparati, per i quali aspetti si può contare su
soluzioni off-the-shelf, ma la progettazione di algoritmi di elaborazione che permettano di migliorare la
qualità delle immagini acquisite (attraverso tecniche allo stato dell’arte di denoising, segmentazione, change
detection, super-risoluzione) e quindi l’affidabilità degli algoritmi di tracking e classificazione di oggetti,
persone, eventi e di generazione di allarmi.
OR8: Gestione delle performance
L’obiettivo del presente OR, svolto in sinergia con l’OR8 del progetto “parchi archeologici” (il dettaglio
dell’integrazione è stato descritto in ciascuna delle attività seguenti), è quello di realizzare un modello di
valutazione delle performance capace di analizzare ed ottimizzare i processi esistenti e valutare gli impatti
che eventuali interventi, siano essi tecnici (restauro e manutenzione) o sociali (mostre, rappresentazioni,
etc.), possono produrre sul “centro storico” del “Borgo Orefici” di Napoli e estendibile, in futuro, ad altri
centri storici.
OR9: Validazione/Integrazione
L’obiettivo realizzativo è incentrato alla sperimentazione dell’intero ecosistema SNECS, fondamentale per il progetto in quanto momento di validazione dell’efficacia delle tecnologie e dei modelli sviluppati. L’implementazione dei casi pilota ha inoltre lo scopo di verificare l’applicabilità di SNECS ad un’ampia varietà di contesti e di utenze, anche in ottica di replicabilità. 38 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati OR10: Gestione delle risorse geotermiche in area urbana L’obiettivo realizzativo prevede l’incremento dell’efficienza energetica dei sovrastanti edifici
climatizzandoli attraverso sistemi che utilizzino. L’ambito prioritario in cui si colloca il progetto Green
Economy, ha come indirizzo di programma la caratterizzazione, la digitalizzazione, la catalogazione, la
mappatura, la diagnosi e lo studio del sistema fisico del sottosuolo della città di Napoli, finalizzato
principalmente all’utilizzo delle risorse geotermiche a bassa entalpia.
8.2 Obiettivi realizzativi e Attività
Descrivere singolarmente gli Obiettivi Realizzativi individuati, evidenziando per ciascuno di essi:
• le attività di ricerca industriale (RI) o di sviluppo sperimentale (SS) necessarie per la realizzazione di ciascun obiettivo
realizzativo;
• le eventuali conoscenze, moduli, elementi componenti, risultati già disponibili in azienda o acquisibili commercialmente;
• la localizzazione delle attività in cui si articolano i singoli Obiettivi realizzativi;
• l’impegno dei singoli co-proponenti (soggetti attuatori/partner) e di eventuali soggetti terzi in relazione alle attività in cui
si articolano i singoli Obiettivi realizzativi.
Per ogni singolo obiettivo realizzativo indicare il soggetto attuatore, specificando, tra parentesi, il Soggetto Partner effettivamente
coinvolto.
8.2.1
OR1
Descrizione obiettivo realizzativo
Titolo
Inizio attività:
Fine attività:
Soggetto Leader
Partner (soggetti Attuatore)
Analisi del contesto e fabbisogno tecnologico
1
3
Centro INNOVA S.C.a.R.L
Centro INNOVA S.C.a.R.l.
UNINA– DSU
UNINA–DIARC
CAMPI FLEGREI
UNINA-DIARCH
UNINA-DISTAR
UNISA
CUEIM
TELESERVIZI
566000
65.5%
34.5%
Costo
Percentuale di RI:
Percentuale di SS:
Obiettivi Perseguiti
Gli scopi di questo obiettivo sono molteplici. Inizialmente sarà compiuto uno studio dello stato dell'arte del
concetto di Smart Cities e relative tecnologie (web 2.0 e 3.0), verranno poi approfonditi i modelli di Smart
Innovation e Smart Specialization applicati alla valorizzazione e fruizione dei Centri Storici Si studieranno e
definiranno indicatori di "smartness" per la valutazione delle applicazioni di Smart Innovation e Smart
Specialization per i Centri Storici. L’analisi relativa al contesto delle problematiche trattate comprenderà
prioritariamente: la valutazione delle attuali metodologie e strumenti per l’acquisizione delle conoscenze,
relative al complesso delle componenti materiali e culturali dei Centri storici; la tipologia delle informazioni
necessarie e possibili; l’utilizzo dei modelli conoscitivi integrati a supporto dei processi di conservazione e
restauro; il ruolo della conoscenza nei processi di valorizzazione dei contesti storici; le nuove metafore di
comunicazione attraverso i social network.
Particolare importanza riveste il processo di aggiornamento della conoscenza. Prima di tutto esso si basa
sull’utilizzo di un sistema diffuso di sensori "intelligenti", che andranno opportunamente studiati e mesi a
punto per le tematiche di interesse del progetto; per la lettura dei parametri di interesse: sia relativamente agli
aspetti di diagnostica, manutenzione conservazione; che per le problematiche connesse alla fruizione, alla
39 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati sicurezza e alla valorizzazione del territorio. Fondamentali per il successo del progetto inoltre saranno l’uso e
lo sviluppo di adeguate tecnologie derivanti dal mondo ICT. L'eterogeneità dei dati da acquisire, in genere non
strutturati, sia che si riferiscano a componenti del patrimonio culturale materiale e immateriale, sia che si
riferiscano a componenti dei diversi tipi di servizi sul territorio, suggerisce di progettare sistemi informativi
distribuiti e cooperativi per maggiore flessibilità dei sistemi di fruizione e più efficaci come strumenti per il
supporto decisionale.
Particolare ruolo assume il dibattito sull’Open Data. La distribuzione e l’accesso a dati di tipo ”aperto”, è un
dibattito che sta assumendo un ruolo chiave nello sviluppo delle nuove opportunità anche per i BB.CC..
Accanto a questo aspetto si collocano i sistemi di accesso aperto ai dati attraverso i Linked Open Data nel
settore dei BB.CC, una problematica tutta da affrontare a cui il progetto vuole dare un particolare contributo. Si
indagheranno, per una eventuale sperimentazione, modelli di interazione sociale avvalendosi anche delle
tecnologie dell’internet del futuro, così come modalità di cooperazione fra persone e soggetti modelli di
governance diffuso del territorio.
Conoscenze tecnologiche coinvolte
Per lo sviluppo di questo Obiettivo Realizzativo si provvederà a costituire i seguenti team specialistici e di integrazione:
Architetti , Archeologi, Storici, Geologi
Attività 1.1
Descrizione attività
Titolo
La Smartness nella valorizzazione e fruizione dei centri storici
Partner (soggetto responsabile) UNISA
Partner (soggetto attuatore)
UNISA
CAMPI FLEGREI
Impegno mesi/uomo ricerca
9
Costo Attività
66000
Tipologia
[65%] Ricerca Industriale
[35%] Sviluppo Sperimentale
Localizzazione
Campania
Obiettivi e attività previste
Questa attività di studio è finalizzata alla costruzione di uno schema teorico che consenta di analizzare e
inquadrare i processi di innovazione nel comparto relativo al turismo e ai beni storico-artistici e archeologici,
attraverso una rassegna dei principali contributi teorici relativi alle più importanti esperienze europee.
L’attenzione alla valorizzazione dell’identità culturale dei centri storici è assai più marcata rispetto ad altri
contesti urbani e il potenziamento del settore dei beni culturali va inteso come strumento di crescita sociale,
come un bisogno avvertito da più parti e generatore di business turistico. In questa ottica si ritiene opportuno
iniziare l'attività di ricerca attraverso la raccolta e l’analisi della letteratura organizzativa ritenuta rilevante in
tema di smartness nel comparto culturale e turistico.
In particolare sarà utile identificare gli aspetti in grado di facilitare la mobilitazione condivisa delle risorse tra
gli attori nel comparto culturale e turistico (enti locali, aziende di servizi pubblici, soprintendenze, musei,
operatori economici del turismo).
Sembra infatti di estrema utilità pervenire ad una mappatura delle pratiche esistenti e ad una comparazione
delle linee di tendenza grazie alle prescrizioni provenienti dall’analisi della letteratura.
L’analisi della prospettiva della cooperazione, dello scambio di informazioni in modalità open data risulterà
utile per una definizione dell’effetto sinergico in grado di massimizzare i risultati, attraverso la realizzazione di
modelli collaborativi che consentano di realizzare centri storici intelligenti.
L’analisi della diffusione e dell’utilizzo di open data aperti al territorio va coniugata all’identificazione delle
categorie di informazioni scambiabili tra i diversi attori in modalità open data.
L’attività è anche finalizzata alla definizione dei parametri di analisi dell’innovazione nel settore della valorizzazione e
fruizione dei centri storici riscontrati nell’attuale e reale organizzazione di questo comparto.
Risultati attesi
• Mappatura e definizione delle pratiche esistenti e delle linee di tendenza della smartness nella
valorizzazione e fruizione dei centri storici.
• Mappatura e definizione dei parametri di analisi dell’innovazione nell’attuale organizzazione del
comparto.
40 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Deliverables attesi
• Rapporto sulla attività svolta relativa alla definizione delle pratiche esistenti in fatto di smartness per i
centri storici.
• Rapporto sulle innovazioni applicate nell’organizzazione dei centri storici
Competenze e strumentazioni a disposizione
Nel DSU operano gruppi di ricerca con esperienza pluriennale nel campo della fruizione e della valorizzazione dei centri
storici e dei siti archeologici, inseriti in un più ampio contesto territoriale, le cui competenze saranno messe a disposizione
del progetto.
Sub Fornitura
Attività 1.2
Descrizione attività
Titolo
Analisi dei caratteri del tessuto urbano e analisi critica dei manufatti
Partner (soggetto responsabile) CENTRO INNOVA S.C.A.R.L.
Partner (soggetto attuatore)
CENTRO INNOVA
UNINA-DIARC
Impegno mesi/uomo ricerca
10
Costo Attività
70000
Tipologia
[68%] Ricerca Industriale
[ 32%] Sviluppo Sperimentale
Localizzazione
Campania
Obiettivi e attività previste
Verranno studiate le attuali metodologie di analisi basate sull’individuazione delle fonti bibliografiche,
iconografiche, archivistiche e documentarie, al fine di sostenere lo sviluppo di una metodologia di progetto
più adeguata alla ricostruzione della storia del costruito e per l’individuazione delle peculiarità dei valori
materiali ed intangibili dei siti .
A tal fine si valuterà la possibilità di introdurre metodi di analisi delle procedure compositive, tipologiche e
stilistiche adottate nei vari periodi storici; sarà trattato il riscontro di esse nella realtà materica dei manufatti
in relazione all’analisi comparata delle fonti iconografiche allo scopo di pervenie ad una quanto più possibile
esaustiva lettura e conoscenza.
L’origine e le trasformazioni di un singolo manufatto vanno certamente correlate a quelle del sito urbano nel
quale esso è ubicato ed alle dimaniche di trasformazione ed evoluzione ad esso correlate.. Pertanto, il metodo
conoscitivo tenderà ad individuare e classificare i fenomeni concernenti la formazione e la trasformazione
delle parti urbane anchecon lo studio delle logiche economico – sociali alla base di essi; delle tipologie
storico – urbanistiche ricorrenti, del ruolo dei poli di aggregazione e del rapporto tra il nucleo storico e
l’espansione urbana.
I processi di analisi critico-architettonica dei manufatti, saranno sviluppati tenendo conto della loro influenza
ai fini delle scelte di un eventuale intervento di restauro. A tale scopo verranno determinate le stratificazioni
storiche che hanno arricchito la storia del manufatto nel corso dei secoli, ovvero il palinsesto dalle aggiunte e
superfetazioni prive di alcun valore che non richiedono di essere conservate. L’organizzazione di tali
componenti, per i singoli manufatti, concorrerà alla formazione del “Libretto dell’Opera” cioè di un modello
descrittivo/conoscitivo dell’elemento.
Risultati attesi
Sistematizzazione dei dati storico-culturali-documentali
Sistematizzazione delle caratterizzazioni degli elementi costitutivi delle configurazioni dei manufatti
Deliverables attesi
• Report su analisi dei caratteri del tessuto architettonico e urbano
• Report su analisi critico architettonico dei manufatti
Competenze e strumentazioni a disposizione
Le competenze dell’Unità operativa di Restauro e Storia dell’architettura del Centro Innova S.c.a.r.l risiedono
nell’attività pluridecennale dei ricercatori e docenti che la costituiscono e che sono documentate da
numerosissime pubblicazioni, dalla conduzione di progetti europei e ministeriali e dall’esecuzione di indagini
riguardanti prestigiosi monumenti.
41 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Sub Fornitura
Attività 1.3
Descrizione attività
Titolo
Partner (soggetto responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
Ricognizione geomaterialistica degli elementi costitutivi dei
manufatti
CENTRO INNOVA S.C.A.R.L.
CENTRO INNOVA
UNINA-DISTAR
11
80000
[68%] Ricerca Industriale
[ 32%] Sviluppo Sperimentale
Campania
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
Propedeutica ad ogni attività di restauro di opere architettoniche è la conoscenza dei geomateriali utilizzati.
A tal fine sarà attuata una ricognizione ed un’analisi bibliografica delle fonti per individuare e verificare la
distribuzione dei principali materiali da costruzione utilizzati nell’architettura di Centri Storici, e Borghi.
Tale ricognizione riguarderà in particolare , i litotipi naturali e di trasformazione utilizzati nel costruito
suddividendolo, dove possibile tra quelli di provenienza locale, e quindi riconducibili alla geologia
dell’area, e quelli di importazione. Questi dati potranno essere trovati presso le Sovrintendenze, le
biblioteche Universitarie e Statali, i comuni o altri Enti che sovrintendono all’edilizia sia civile che religiosa
Questa ricerca mira anche ad individuare come i litotipi indicati sono stati utilizzati nel tempo (in quali
periodi storici prevalentemente), per quali tipologie di monumenti, in quali parti degli edifici con quali
funzionalità, etc..
Risultati attesi
Individuazione su base bibliografica e cartografica la natura dei litotipi presenti nel costruito storico del
Centro/Borgo preso in considerazione, le destinazioni d’uso, distinguendo, ove le informazioni sono
adeguate, tra quelli utilizzati “faccia vista” e quelli costantemente rivestiti da intonaco. Verranno altresì
raccolte tutte le informazione sulla presenza e localizzazione nell’area di siti estrattivi storici catalogabili in
base al
geografica dei principali materiali da costruzione utilizzati nell'architettura in Campania. Il
prodotto finale di questa attività sarà un modello di scheda, che naturalmente sarà concordato con le altre
OR che concorrono al progetto, che dovrà riportare per ciascun litotipo le informazioni che vengono quindi
seguito descritte sinteticamente:
- Litotipo: Denominazione Scientifica e (se esiste) denominazione locale.
- Sintema geologico di appartenenza.
- Caratteri Qualitativi e Quantitativi precisando metodologia usata pe le prove fisiche.
- Destinazione d’uso: pietra da costruzione, pietra con finalità architettoniche, lavorata/non lavorata,
- Pietre destinate a decorazioni di parti interne.
- Processi alterativi che interessano i geomateriali costituenti le parti esterne distinti in Chimici, Fisici
e Biologici. Dati analitici se disponibili.
- Processi alterativi che interessano i geomateriali costituenti le parti interne distinti in Chimici, Fisici
e Biologici. Dati analitici se disponibili.
Processi alterativi che interessano i rivestimenti esterni ed esterni e gli eventuali strati pittorici.
Deliverables attesi
Report sui litotipi utilizzati quali elementi costruttivi e di finitura in Campania
Competenze e strumentazioni a disposizione
Le competenze dell’O.R. sono dimostrate dall’attività scientifica svolta negli ultimi 30 anni dai ricercatori
afferenti alla Scarl INNOVA ed al DISTAR della Federico II la cui partecipazione a numerosi progetti
Nazioanli ed Internazionali, a partire dal progetto Finalizzato CNR, sono confermate da pubblicazioni date
alle stampe su riviste nazionali ed internazionali. Il supporto strumentale sarà fornito dai laboratori riportati
qui di seguito:
42 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Laboratori Microscopia Elettronica - EDS, Spettrometria XRF , Analisi termica DTA-TG
- Microscopio elettronico a scansione Jeol JSM 5310
- Spettrometro XRF Panalitycal PW 4400/40 AXIOS
- EDS microanalisi INCA Oxford Instr. X-ACT
- Strumentazione NTZSCH STA 409;
Laboratorio di Spettrometria Plasma Massa, Spettrofotometria di AA e Spettrometria FT-IR
- Element II della Thermo Electron Corporation
- Spettrofotometro AA Perkin Elmer 2100
- Spettrofotometro FT-IR Thermo Nicolet 5700 con Microscopio Continuum
Laboratorio per la caratterizzazione petrofisica dei lapidei ornamentali e la diagnostica dei geomateriali:
- Diffrattometro Panalytical X'Pert PRO
- Diffrattometro Philips PW 1730
- Picnometro a Hg Themofinnigan Italia PASCAL 140 – 240 – 440
- Apparecchiatura per la realizzazione dello swelling test con registrazione in continuo delle variazioni
dimensionali nelle tre direzioni
- Apparecchiatura per la valutazione della dilatazione termica lineare Lonos Test G-CELL 035 n.
25839
- Sistema multitelaio per la misura dei parametri fisico-meccanici di geomateriali Controls MCC8 con
telai da 25, 250 e 3000 kN
- Abrasimetro Controls;
- Celle Climatiche per test di invecchiamento artificiale dei lapidei
- Camera a nebbia salina GALLI;
- Durometro Modello: NRDSR
- Spettrofotometro AA Perkin Elmer 2100
Sub Fornitura
43 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Attività 1.4
Descrizione attività
Titolo
Architettura dell’Informazione per le componenti del progetto
integrato
Partner (soggetto responsabile) UNINA-DIARC
Partner (soggetto attuatore)
UNINA-DIARC
Impegno mesi/uomo ricerca
6
Costo Attività
40000
Tipologia
[60%] Ricerca Industriale
[ 40%] Sviluppo Sperimentale
Localizzazione
Campania
Obiettivi e attività previste
Con il termine Architettura dell’Informazione viene intesa come “scienza per incrementare la trovabilità
dell’informazione” cioè di facilitare il riconoscimento. Con il termine findability si intende la capacità di
un’informazione di essere localizzabile e fruibile. La findability è uno degli obiettivi di una buona architettura
dell’informazione. Ma se il concetto di trovabilità (findability) è universale e senza tempo, nell’attuale era del
World Wide Web, e alle porte di quella dell’Ubiquitous Computing, esso va acquistando un ruolo chiave.
Nell’ambito del progetto integrato assume il ruolo principalmente per: garantire il riconoscimento dei servizi,
facilitare l’utilizzo dei servizi del progetto, facilitare l’accesso alle informazioni.
Nel progetto l’architettura dell’informazione viene considerata come una branca dell’interaction design che ha
tre principali obiettivi:
• individuare le proprietà dell’informazione rilevanti al fine di rendere questa più facilmente trovabile da
parte di utenti particolari con specifiche esigenze;
• favorire il reperimento dell’informazione mediante l’allestimento di una logica di organizzazione del
sistema interattivo, sulla quale appoggiare gli strumenti di navigazione e di ricerca diretta;
• individuare le forme più opportune per comunicare tale organizzazione tramite l’interfaccia.
L’architettura dell’informazione si occupa di definire la struttura e la navigazione di un sistema informativo. In
un sistema come il web la navigazione si basa principalmente, es., sui collegamenti ipertestuali, ma anche
attraverso le interfacce per l’interrogazione di motori di ricerca o di database. L’A.I. viene coniugata, nel
progetto, come processo di costruzione delle modalità di accesso all’informazione finalizzato a permettere agli
utenti di accedere ai diversi, sistemi, dispositivi, luoghi, servizi, etc, basandosi principalmente sul loro intuito,
cioè facilitandone quella forma naturale ed immediata per ogni fascia e tipologia di utenza.
Si comprende appieno l’importanza di questa componente, essa detta le regole per organizzare e presentare
tutti i diversi sistemi: di presentazione, fruizione, comunicazione, etc. etc. compresi dall’intervento;
naturalmente viene considerata anche la componente del design grafico, o di “identità visiva”.
Il processo dell’A.I non si esaurisce nella fase iniziale del progetto ma lo sostiene al fine di adattare e
migliorare continuamente le performance del sistema, valutando statisticamente l’importanza che gli utenti
attribuiscono ai contenuti loro proposti. Questa attività valutativa sarà svolta nella fase di sperimentazione sul
campo dei servizi integrati del progetto per le aree dei Centri Storici. Nel progetto lo sviluppo dell’A.I sarà
incentrata prevalentemente sugli utenti del sistema attraverso la logica dell’user centered design.
Risultati attesi
Raccolta e valutazione critica dei principali modelli di raccolta e documentazione per i centri storici, al fine di
predisporne un modello ottimale che integri le diverse esigenze e lo coniughi verso le componenti abilitative
dell’ICT. La struttura del modello terrà conto delle diverse componenti che comprendono la struttura dei centri
storici, in particolare, poi, per i contesti che presentano una persistenza di impianto archeologico. La
definizione di componenti metodologiche nuove anche nell’impiego di tecnologie recenti per il rilievo e la
documentazione, come nel caso della scansione laser; dove l’aspetto critico è costituito dai processi di
classificazione e strutturazione dei dati rilevati.
Deliverables attesi
I deliverables attesi hanno tutti carattere metodologico e definiscono le strutture formali per la raccolta e la
documentazione.
• Stato dell’arte sulle metodologie di rilievo e documentazione del patrimonio strorico-archeologico;
• Modelli integrati avanzati per il rilievo e la documentazione dei centri storici;
• Metodi e strumenti per il rilevamento del patrimonio storico archeologico;
• Tassonomia per i beni culturali dei centri storici
44 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Competenze e strumentazioni a disposizione
Le principali competenze sono presenti presso il Centro Interdipartimentale di Ricerca sull’iconografia della
Città Europea (Palazzo Gravina) e presso i laboratori del Dipartimento di Architettura dell'Università di Napoli
"Federico II" Unità Operativa del Disegno.
Sub Fornitura
Attività 1.5
Descrizione attività
Titolo
Partner
(soggetto
responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
Studio e definizione del contesto di indagine della ricerca
CUEIM
CUEIM
CAMPI FLEGREI
10
70000
[65% ] Ricerca Industriale
[ 35%] Sviluppo Sperimentale
Campania
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
Allo scopo di perseguire una valorizzazione orientata al turismo ed al rilancio commerciale dei centri storici,
si cercherà di ricostruire lo scenario del contesto delle aree a partire da un’analisi dello stato dell’arte del
marketing territoriale urbano, delineandone l’evoluzione storica in riferimento alla dinamica del turismo,
per evidenziarne il comportamento nel tempo e sottolineare le potenzialità delle destinazioni turistiche
urbane nel loro insieme.
La ricostruzione dello scenario sarà finalizzata a favorire la sistematizzazione di una strategia di sviluppo in
grado di incrementare la competitività turistica e territoriale urbana incentrata sulla valorizzazione dei
Centri Storici.
Dall’analisi di scenariodovranno emergere i punti di forza, le criticità dell’attuale offerta urbana, nonché una
fotografia dello stato dell’arte della domanda e dell’offerta di marketing territoriale urbano.
Per evidenziare i principali fattori, interni ed esterni, in grado di influenzare il successo delle strategie
descritte, analizzare scenari alternativi di sviluppo e valutare il livello di coerenza rispetto al contesto su cui
si è intervenuti, si applicherà una “SWOT Analysis” incentrata sulla destinazione turistica urbana e sui centri
Storici. Si terminerà con un’analisi della concorrenza (competizione territoriale tra aree) e delle più recenti
tendenze innovative di marketing territoriale urbano e di customer orientation applicabili alla strategia di
valorizzazione dei Centri Storici.
Tutto ciò permetterà una caratterizzazione identitaria delle destinazioni urbane e della loro potenzialità
attrattiva, così da far emergere i meccanismi interni sui quali intervenire e da fornire una descrizione del
contesto esterno di riferimento. L’emersione di eventuali gap dall’analisi del dominio fornirà elementi critici
e strumenti per una più mirata valutazione delle tendenze evolutive e delle prospettive strategiche di
sviluppo socioeconomico dell’offerta museale, da cui partire per individuare le opportunità di crescita del
comparto in un’ottica di competizione internazionale.
Risultati attesi
Analisi della domanda e dell’offerta e delle potenzialità attrattive dei Centri Storici (Swot Analysis e
segmentazione di mercato). Benchmark internazionale in un'ottica di competizione territoriale.
Deliverables attesi
• Report sul Domain Watch del settore
• Studio dei flussi turistici urbani e segmentazione di mercato
Competenze e strumentazioni a disposizione
Competenze su analisi di settore, nonché esperienze scientifiche acquisite nei settori dell’Economia e
Gestione delle Imprese, e dell’Organizzazione aziendale dai ricercatori appartenenti ai 25 ATENEI della rete
45 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Cueim
Sub Fornitura
Attività 1.6
Descrizione attività
Titolo
Partner
(soggetto responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
Studio e progettazione di percorsi esperienziali
CUEIM
CUEIM
CAMPI FLEGREI
12
90000
[65%] Ricerca Industriale
[ 35%] Sviluppo Sperimentale
Campania
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
Il concetto di prodotto turistico-culturale come prodotto esperienziale è sempre più attuale, poiché il turista
contemporaneo non ama più solo visitare, ma vuole vivere esperienze nella destinazione. Da qui nasce la
necessità di creare un coinvolgimento con i luoghi di visita in termini di piacere sensoriale, varietà
dell’offerta e stimolazioni cognitive.
Il CUEIM, quindi, supporterà i partner tecnologici nella costruzione dei modelli specializzati di promozione
del turismo di identità attraverso percorsi esperienziali dedicati alle destinazioni turistiche urbane, sulla base
degli output definiti nelle precedenti attività.
Rispetto all’approccio tradizionale del Site & Monument, l’approccio definito Tourism Experience based si
focalizza non solo sulla funzione educativa e didattica delle risorse artistico-culturali dei Centri Storici, ma
anche sugli aspetti ricreativi e di intrattenimento della visita, stimolando coinvolgimento emotivo, sensoriale
e cognitivo. Il turismo urbano identitario amplia a sua volta il concetto di cultura, che include sempre più gli
assets immateriali dei prodotti culturali e degli specifici contesti territoriali di riferimento (il Centro Storico).
Le nuove tecnologie offrono la possibilità di sostenere quantitativamente e qualitativamente il turismo
identitario ed esperienziale urbano, tramite testi, immagini, suoni, video, percorsi interattivi proposti in
modo semplice, veloce, personalizzato ed efficace. In particolare, il Cueim sarà operativo nel realizzare una
literature review dedicata al Tourism Experience based orientato alla valorizzazione dei Centri Storici e,
sulla base di questo scenario, si supporterà gli altri partner nell’identificare opportuni codici comunicativi
(es. uditivi, o tramite la narrazione da parte di personaggi caratteristici, etc) atti a stimolare, nei visitatori, gli
aspetti emotivi e sensoriali dei percorsi identitari urbani, utili a mettere a sistema un modello di promozione
esperienziale e identitaria dei percorsi esperienziali nei Centri Storici.
Risultati attesi
Progettazione di percorsi esperienziali dedicati ai Centri Storici in un'ottica di Tourism Experience Based
Deliverables attesi
• Report sulle soluzioni identitarie delle destination urbane individuate
Competenze e strumentazioni a disposizione
Conoscenze di marketing e sulla teoria esperienziale acquisite negli anni dai ricercatori del
CUEIM con riferimento a studi e ricerche nell’ambito di economia e gestione delle imprese acquisite sia per
la partecipazione ad importanti ricerche finanziate a livello nazionale (MIUR e REGIONE CAMPANIA) ed
a livello europeo.
Sub Fornitura
Attività 1.7
46 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Descrizione attività
Titolo
Partner (soggetto responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
Soluzioni innovative di marketing esperienziale
CUEIM
CUEIM
CAMPI FLEGREI
14
100000
[65%] Ricerca Industriale
[ 35%] Sviluppo Sperimentale
Campania
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
L’attività è indirizzata a indagare nuove metodologie e soluzioni di marketing esperienziale per
accompagnare i fruitori, in modo efficace e non intrusivo, nella esperienza della dimensione diffusa del
territorio urbano, attraverso la scoperta dei centri storici urbani e di attrattori distribuiti a carattere soprattutto
identitario, paesaggistico e di qualità della vita. Affinché alla fruizione dei “luoghi della cultura”
tradizionalmente intesi (musei e luoghi musealizzati) si aggiunga l’altrettanto importante dimensione areale
e diffusa della suggestione culturale e artistica urbana, i sistemi del genius loci devono essere infrastrutturati
per una comunicazione coerente e pervasiva, in modalità non dissimili da quelle che si avrebbero in sistemi
di parco tematico ed esperienziale. L’attività tenderà pertanto ai seguenti obiettivi operativi: Definire
requisiti e scenari utente di un modello integrato di comunicazione esperienziale areale urbana, strutturato in
punti accesso fissi con soluzioni esperienziali multisensoriali, soluzioni di infomobilità profilata e
contestualizzata, soluzioni ludico-partecipative personali e di gruppo, sistemi di informazione fissa
(cartellonistica) e su Web/WebTV, supporti all’immagine coordinata del territorio (arredo urbano, card
multiservizi, pacchetti tematici, etc.) e soluzioni editoriali di sostegno; Definire la conseguente natura,
architettura e specifica funzionale di soluzioni, sia informatiche sia ibride, in grado di sostanziare uno spettro
convincente di servizi innovativi mediante i quali infrastrutturare sistemi fruitivi d’area urbana e identitaria
(quali, ad es. percorsi tematici o monografici per iphone, smartphone, ipad e tablet, CD di percorsi virtuali);
Progettare soluzioni integrate di allestimenti indoor (musei, centri di interpretazione) e outdoor (gazebo
multimediali in centri storici, siti archeologici o in aree monumentali o paesaggistiche) per la una
comunicazione esperienziale dei luoghi della cultura in ambienti dedicati; Individuare criteri/requisiti per lo
storytelling dei Centri Storici italiani. Questi ultimi esprimono valori, riti, dialetti, culture e tradizioni che
devono essere tramandate e attraverso un’adeguata narrazione che valorizzi queste risorse identitarie
intangibili.
Risultati attesi
Studio di soluzioni esperienziali nella fruizione dei percorsi esperienziali dei Centri Storici
Deliverables attesi
• Rapporto di ricerca sulla definizione di un modello di servizi informativi integrati a supporto della
fruizione esperienziale ne Centri Storici;
• Rapporto di ricerca sui requisiti utente, scenari applicativi e specifica funzionale di un set base di
servizi innovativi a supporto della fruizione culturale diffusa di tipo esperienziale dei Centri Storici;
• Rapporto di ricerca sui processi di integrazione spaziale, funzionale e informatica per la creazione di
ambienti di esperienza urbana polisensoriale e benchmarking delle soluzioni.
• Rapporto di ricerca sui criteri (requisiti) dello storytelling dei Centri Storici.
Competenze e strumentazioni a disposizione:
Conoscenze di marketing e sulla teoria esperienziale acquisite negli anni dai ricercatori del CUEIM sia con
riferimento a studi e ricerche nell’ambito dell’economia e gestione delle imprese, sia con riferimento alla
partecipazione ad importanti ricerche finanziate a livello nazionale (MIUR e REGIONE CAMPANIA) ed a
livello europeo. L’attività prevederà l’impiego di competenze sui fronti del marketing territoriale, della
grafica e della comunicazione tradizionale e digitale, dell’editoria tematica e ludica, delle architetture Web
multimediali, dell’allestimento di centri visita e centri di interpretazione, della infomobilità e dei sistemi
locali di sviluppo.
Sub Fornitura
47 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Attività 1.8
Descrizione attività
Titolo
Partner (soggetto responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
Progettazione del sistema informativo
piattaforma per i centri storici
TELESERVIZI
TELESERVIZI
UNINA-DIETI
7
50000
[68%] Ricerca Industriale
[ 32%] Sviluppo Sperimentale
Campania
a
supporto
della
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
L’attività è finalizzata all’individuazione e dimensionamento dei del fabbisogno informatico sottoforma di
servizi, pensati per essere a supporto dei processi di conoscenza integrata, monitoraggio diagnostico,
fruizione sostenibile dei beni culturali nell’ambito progetto SNECS. In particolare, i servizi dovranno
consentire la costruzione, secondo il paradigma SOA, di applicazioni di tipo context-aware, ovvero che
tengono conto sia dell’ambiente circostante - il cui stato è catturato da un’apposita sensoristica - sia delle
caratteristiche degli utenti, e contribuire a fornire tutti le funzionalità base necessarie a rendere “smart” un
centro storico. In particolare, saranno analizzati e dimensionati una serie di servizi che consentano:
• l’interfacciamento e la comunicazione con la sensoristica di un sito (Sensor Network Managment);
• l’accesso, il recupero, l’integrazione e l’analisi delle informazioni provenienti da tutte le sorgenti dati
(BIG DATA Analytics);
• la localizzazione ed il tracciamento degli utenti presenti in un sito (User Localization and Tracking);
• la trasformazione dei dati “catturati” in conoscenza e la relativa gestione (Knowledge Management);
• la “correlazione” delle informazioni gestite con i dati territoriali (GIS);
• l’accesso “veicolato” alla conoscenza sulla base del profilo utente, del contesto e delle applicazioni
di fruizione (Proximity Marketing);
• l’analisi della rete sociale degli utenti della piattaforma CHIS (Social Network Analysis);
• la generazione automatica da parte degli utenti di app personalizzate per dispositivi mobili (App
Generator);
• la gestione dell’intera piattaforma (System Management).
Risultati attesi
• Dimensionamento dei servizi cloud necessari
Deliverables attesi
• Report tecnico sui servizi Cloud disponibili
Competenze e strumentazioni a disposizione:
Sub Fornitura
48 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati 8.2.2
OR2
Descrizione obiettivo realizzativo
Titolo
Inizio attività:
Fine attività:
Soggetto Leader
Partner (soggetti Attuatore)
Produzione e rappresentazione della conoscenza
3
24
CNR
UNINA–DiARC
UNINA- DSU
UNINA-DISTAR
INNOVA SCARL
CAMPI FLEGREI
TELESERVIZI S.P.A.
CNR - ISSM
UNISA - DISPAC
1600000
65.5%
34.5%
Costo
Percentuale di RI:
Percentuale di SS:
Obiettivi Perseguiti
I centri storici sono realtà complesse, con un’identità fortemente radicata che ne rappresenta al tempo stesso il
tessuto connettivo e l’elemento caratterizzante.
L’obiettivo di questa sezione del progetto è quello di sviluppare e mettere a punto i processi, sia metodologici
che strumentali per la raccolta ed organizzazione delle conoscenze, materiali ed immateriali, stratificate al suo
interno.
Conoscenze atte e necessarie per definire un modello integrato di quei paesaggi urbani, utile a sostenere tutti i
diversi processi di: studio, pianificazione, conservazione, valorizzazione e comunque di utilizzo di tali ambiti.
Una conoscenza dinamica, fatta di dati, misure, schede, immagini, ma anche di impressioni, di sensazioni e
percorsi; in cui la rete di sensori, che registrano monitorando i luoghi ed il costruito, sostiene forme nuove ed
attuali di social network, capaci di dialogare ubiquitariamente con gli spazi ed i monumenti.
Un contesto in cui tutti possono comunicare e svolgere in maniera integrata, cooperativa e creativa attività
tradizionali, artigianali e commerciali.
La conoscenza necessariamente veste forme molto articolate, diffuse e, soprattutto, accessibili a tutti.
Modelli specifici di dati georeferenziati in cui gli oggetti riconoscono attraverso la geolocalizzazione i soggetti
interessati ad essi; una mappa, un atlante, che si modifica continuamente, trasformato dagli interessi del suo
utilizzatore, sulla base delle tracce dei dialoghi tra gli spazi materiali e le tracce immateriali delle persone che
lo attraversano e lo utilizzano.
Il modello di conoscenza del progetto verrà rappresentato attraverso strutture di banche dati distribuite ed
eterogenee; distribuite soprattutto perché molti sono i soggetti che dispongono di informazioni relative al
territorio urbano dei centri storici; eterogenee per la larga tipologia di dati da trattare.
Tutti i dati saranno georeferenziati o comunque georiferiti, al fine di sfruttare ampiamente i processi
dell’analisi spaziale avanzata per modellizzare continuamente le basi di conoscenza così costituite, ricorrendo
anche a processi di data mining molto sofisticati ed a una meta datazione di tipo semantica dei dati e dei
servizi. Il progetto partirà nel considerare tutti gli attuali standard nazionali ed internazionali in merito alla
organizzazione, modellazione e distribuzione delle basi di dati, cercando di dare risposte significative
all’attuale dibattito sull’Open Data e sui Linked Open Data.
Conoscenze tecnologiche coinvolte
Per lo sviluppo di questo Obiettivo Realizzativo si provvederà a costituire i seguenti team specialistici e di
integrazione: Architetti , Archeologi, Storici, Geologi, Informatici, Fisici, Chimici,, Sociologi
Attività 2.1
Descrizione attività
Titolo
Modelli e strutture di dati spaziali, rappresentazione semantica,
distribuzione
49 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Partner (soggetto responsabile) UNISA
Partner (soggetto attuatore)
Teleservizi IT S.p.A
UNISA
UNINA-DSU
Impegno mesi/uomo ricerca
29
Costo Attività
230000
Tipologia
[68%] Ricerca Industriale
[32%] Sviluppo Sperimentale
Localizzazione
Campania
Obiettivi e attività previste
L’attività è finalizzata allo studio ed alla progettazione di un “modello” di riferimento per la
“rappresentazione” della “conoscenza” delle aree urbane dei centri storici. La caratteristica materiale delle
componenti del modello trovano nelle attuali strutture dei GeoDatabase un adeguato riferimento.
L’attività riguarda lo studio dei modelli di geodatabase adatti ad essere implementati in architetture distribuite,
al fine di determinare il modello ottimale, attraverso le componenti descrittive individuate, sia qualitative che
quantitative, ,tale modello dovrà implementare il database spaziale distribuito delle componenti del centro
storico del progetto Databenc
Un geodatabase è un sistema che consente di archiviare e gestire in modalità distribuita quantità di dati: sia
testuali che multimediali con connotazioni spaziali (in formato vettoriale o raster). Il geodatabase deve poter
disporre delle seguenti caratteristiche principali:
- deve disporre di tutte le funzionalità di archiviazione e gestione di dati di un DBMS, un sistema fisico
di archiviazione di dati geografici in un RDBMS, consentire un modello di dati che supporta la vista
transazionale del database (versioning);
- deve permettere l’archiviazione e la gestione di dati spaziali sia in termini di georiferimento che di
relazioni topologica;
- deve permettere di definire relazioni, vincoli e regole anche tra oggetti spaziali (features) e deve
permettere di implementare oggetti spaziali complessi definendone caratteristiche e comportamenti
Un comportamento descrive come una feature appartenente a una data classe o feature class può essere editata,
visualizzato e analizzata. Un comportamento include anche relazioni, regole di validazione e vincoli. In un
geodatabase deve essere possibile definire per ogni feature class relazioni topologiche e associative e regole
che caratterizzano come le feature class interagiscono
Lo studio del geodatabase ottimale che implementa il modello del centro storico deve prendere in
considerazione tutte le entità e tutti gli oggetti spaziali, nella loro diversa struttura, che devono comporre e
definire lo spazio geografico o che sono in interazione con esso e tutte le relazioni e vincoli tra tali oggetti.
Inoltre, il modello di geodatabase deve essere corredato da caratteristiche di interoperabilità di portabilità e di
indipendenza; esso potrà essere relazionato con ulteriori banche dati, potrà essere implementato da numerosi
RDBMS, anche a carattere open-source, e potrà essere consultato da sistemi e ambienti architetturali differenti.
Il task di lavoro comprende anche la organizzazione delle informazioni attraverso modelli nuovi e d avanzati,
principalmente basati sull’utilizzo delle ontologie attraverso la strutturazione semantica dei dati stessi. . In
particolare l’architettura da sviluppare punta a combinare tecniche avanzate e tecnologie innovative per:
- l’individuazione e l’accesso ai servizi Web (Geo WebServices), dislocati sulla rete;
- l’interpretazione dei dati recuperati, mediante analisi semantica e/o ontologica dell’informazione
recuperata accedendo a tali servizi ,
- la fruizione, mediante risposta semplice e immediata, di un mediatore di servizi, basato
sull’integrazione di tali informazioni “contestuali”, rispondenti alle esigenze ed alle richieste
dell’utenza.
Risultati attesi
Definire la tipologia di database adeguata alla organizzazione dei dati spaziali, valutando anche le opportunità
offerte da database ad oggetti OODBMS e la loro applicabilità per la interazione con i sistemi di analisi
spaziale. Definire e rappresentare secondo modelli GeoUML la struttura dei dati necessari alla modellizzazione
dello spazio dei centri storici.
Costruzione di metodi di analisi di strutture e modelli di dati, GeoDB, capaci di restituire strutture omogenee e
complesse (atlanti) di contesti spaziali specifici. Modelli strutturati in maniera tematica sulla scorta della
50 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati tipologia di utenza interessata. Definizione di strutture ottimali di metadazione delle entità spaziali considerate
nei GeoDB.
Realizzazione di un frame work sperimentale per valutare il contributo del web semantico alla risoluzione di
problematiche complesse di accesso a dati geografici distribuiti. Adattamento ed integrazione delle ontologie
disponibili per la definizione delle entità ed oggetti spaziali
Deliverables attesi
- Rapporti sulle attività di ricerca svolte
- Modelli UML per la rappresentazione delle componenti relative ai Centri Storici
- Rapporti di studio sulle attività di ricerca
- Linguaggi per la formalizzazione semantica degli oggetti spaziali
- Catalogo delle ontologie
- Framework sperimentale per l’accesso a dati metadatati ontologicamente
Competenze e strumentazioni a disposizione
L’azienda Teleservizi IT dispone di un proprio laboratorio di ricerca industriale completo delle attrezzature e
delle competenze necessarie alla progettazione, realizzazione e sviluppo di applicazioni e sistemi GIS e Geo
banche dati complesse. Dispone di notevoli esperienze sia in proegtti di ricerca pubblici che in applicazioni per
privati e PP.AA.LL:
Nel DSU operano gruppi di ricerca con pluriennale esperienza nel settore dei beni culturali e con competenze
relative alla realizzazione di sistemi informativi legati a complesse realtà territoriali e storico-archeologiche
Teleservizi IT nell’ambito dei progetti di ricerca trattati dal proprio laboratorio, attrezzato per trattare i dati
geografici, attraverso il progetto ERAS Environmental expert analysis, ha affrontato significativamente le
problematiche del semantic web services, ottenendo anche delle partecipazioni a pubblicazioni specialistiche
internazionali.
Il DSU ha maturato una pluriennale esperienza nel settore dei beni culturali, con competenze relative alla
realizzazione di sistemi informativi legati a complesse realtà territoriali e storico-archeologiche e competenze
nell’analisi semantica e ontologica delle informazioni.
L'Unità Operativa ha maturato competenze specifiche nell'ambito-storico archeologico e nel progettare e
sviluppare sistemi integrati di informazioni per la conoscenza delle dinamiche antropiche e ambientali del
passato. Competenze nella programmazione informatica di sistemi WEB-GIS e nello sviluppo di ICT
Sub Fornitura
51 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Attività 2.2
Descrizione attività
Titolo
Metodi avanzati di analisi su data base geografici distribuiti
Partner (soggetto responsabile) UNISA-DISPAC
Partner (soggetto attuatore)
Teleservizi IT S.p.A.
UNISA - DISPAC
Impegno mesi/uomo ricerca
34
Costo Attività
250000
Tipologia
[68%] Ricerca Industriale
[32%] Sviluppo Sperimentale
Localizzazione
Campania
Obiettivi e attività previste
Questa attività è finalizzata allo studio di tutti i metodi che devono essere inclusi nel geoDB per la
rappresentazione della struttura delle aree di Centro Storico. In particolare, l’attività sarà incentrata sullo studio
volto a determinare quali sono le informazioni e le funzionalità di cui il geodatabase deve essere corredato al
fine di permettere di compiere l’analisi spaziale completa degli ambiti urbani di origine storica.
Le funzionalità oggetto dello studio sono:
- Funzionalità di report viewing, di GISviewing e spatial analysis d’ausilio ai diversi attori per effettuare
analisi spaziale-geografica sull’area di C.S.
- Funzionalità di data mining che devono essere implementate nel geodatabase per esplorare fenomeni e
relazioni nascoste tra gli elementi spaziali del C.S..
- Funzionalità di GIS network analysis sulla rete applicando i dati di flusso monitorati e/o derivati dai
modelli.
In particolare, poi, le funzionalità di GISnetwork analysis, per la modellazione delle reti infrastrutturali e
viarie, devono includere tutte le funzioni di analisi della rete d’ausilio ai diversi utenti, come ad esempio: la
ricerca di un percorso ottimale tra n punti in base ai valori di impedenza determinati sugli elementi della rete
viaria, la ricerca di una struttura, un sito, etc.
Allo scopo sarà studiato, progettato e messo a punto un catalogo di metadati che consentirà di accedere al
geodatabase integrato dell’area del Centro Storico. effettuando interrogazioni su meta-informazioni omogenee
e normalizzate. La struttura, ottimale, di meta datazione dovrà consentire di contemplare in maniera esaustiva
l’insieme delle informazioni necessarie a specificare il contesto spaziale di studio e gli oggetti che lo
compongono e /o sono collegati allo stesso, in riferimento alle esigenze delle diverse tipologie d’utenza.
Attualmente non esistono modelli descrittivi dedicati a contesti tematici così specifici, se non in parte ed
esclusivamente per alcuni elementi della cartografia tecnica di base (es. Intesa GIS).
Un aspetto di notevole criticità, confermato dalla letteratura sull’argomento, è costituito dalla natura e struttura
dei dati. Generalmente in una geo-banca dati di grandi dimensioni il volume di dati è troppo grande per
consentire l'archiviazione di dati in un server singolo e i dati memorizzati sono distribuiti in più nodi
L’attività comprende lo sviluppo della ricerca verso un aspetto di particolare rilevanza ed interesse
internazionale , costituito dallo studio di un framework basato su map-reduce per la gestione delle evoluzioni
nelle banche dati geografiche anche a carattere distribuito.
Il frame work permetterà di accelerare tutti i processi di formalizzazione delle conoscenze grazie alla capacità
di informare l’intero sistema sui cambiamenti intervenuti in qualsiasi parte della rete dei dati.
Risultati attesi
Studio ed integrazione di un frame work basato sullo spatial data mining per integrare la conoscenza dei contesti di
Centro Storico, tali informazioni completeranno le strutture degli “Atlanti” previsti e, soprattutto, in maniera dinamica i
“Fascicoli delle "Opere” per le aree di intervento. Studio dei metodi di “map reduce”, propagazione della conoscenza e dei
cambiamenti sulle strutture di dati, funzione molto importante nell’ottimizzare led attualizzare la formalizzazione della
conoscenza delle aree urbane. Creazione di un frame work sperimentale da testare su un geoDB di prova.
Deliverables attesi
• Rapporti di studio sulle attività di ricerca
• Progetto per la implementazione dei metodi di analisi ed organizzazione delle informazioni;
• Realizzazione sperimentale dei metodi applicati su geoDb di test.
• Modelli di architettura per la propagazione scatenata da cambiamenti su schemi
• Realizzazione di struttura sperimentale di Framework basato su map reduce
52 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati • Realizzazione sperimentale del framework su geoDb di test
• Mappe tematiche sul potenziale a rischio archeologico in ambito urbano
Competenze e strumentazioni a disposizione
L’azienda Teleservizi IT dispone di un proprio laboratorio di ricerca industriale completo delle attrezzature e delle
competenze necessarie alla progettazione, realizzazione e sviluppo di applicazioni e sistemi GIS e Geo banche dati
complesse. Dispone di notevoli esperienze sia in proegtti di ricerca pubblici che in applicazioni per privati e PP.AA.LL:
Nel DSU operano gruppi di ricerca con pluriennale esperienza nel settore dei beni culturali e con competenze relative alla
realizzazione di sistemi informativi legati a complesse realtà territoriali e storico-archeologiche.
L'Unità Operativa DISPAC ha maturato competenze specifiche nell'ambito-storico archeologico e nel progettare e
sviluppare sistemi integrati di informazioni per la conoscenza delle dinamiche antropiche e ambientali del passato e per il
monitoraggio e la valutazione del dissesto archeologico
Sub Fornitura
Attività 2.3
Descrizione attività
Titolo
Metodi e strutture per la organizzazione della conoscenza dei centri
storici l’Atlante tematico ed il Libretto dell’Opera
Partner (soggetto responsabile) Teleservizi IT S.p.A.
Partner (soggetto attuatore)
Teleservizi IT S.p.A.
UNISA
Impegno mesi/uomo ricerca
34
Costo Attività
250000
Tipologia
[68%] Ricerca Industriale
[ 32%] Sviluppo Sperimentale
Localizzazione
Campania
Obiettivi e attività previste
L’attività è finalizzato alla definizione dei diversi processi di data-mining necessari a sostenere i servizi
previsti per organizzazione dinamica della conoscenza dei luoghi. Il data-mining considerato tiene conto del
sistema locale territoriale, sito, e dell’insieme delle componenti “conoscitive” trattate, profondità e
caratterizzazione della conoscenza.
Particolare importanza assume in primo luogo il data-mining dei dati georeferenziati o geografici, l’analisi
spaziale e gli elementi di relazione spaziale tra gli oggetti (georeferenziati) ed i soggetti fruitori (geolocalizzati)
del sistema definiscono processi e modelli di particolare interesse.
Il modello spaziale locale definisce ulteriori regole e relazioni tematiche tra le entità considerate ed il contesto
urbano, centro storico, all’interno del quale l’entità è collocata.
Il task utilizzerà tutti gli eventuali ulteriori modelli già definiti in ambito generale all’interno dei servizi
specifici e dei servizi integrati nella piattaforma tecnologica centralizzata.
Le funzioni di data mining, tradizionale, dovranno essere corredate anche degli algoritmi di tipo “spatial” per
poter operare su modelli geografici. esplorando anche le relazioni spaziali tra gli oggetti definiti sul territorio.
Esse dovranno consentire di derivare conoscenza sull’area urbana, utilizzando metodi di individuazione delle
associazioni nascoste nell’insieme di informazioni che caratterizzano il geodatabase. Esse dovranno
implementare algoritmi quali:
- Data Cleansing per il trattamento di dati ridondanti o mancanti nel geodatabase
- Determinazione delle regole di associazione e di relazioni nascoste tra entità e features.
- Ricerca di raggruppamenti di oggetti mediante l’utilizzo di algoritmi di clustering unsupervised.
- Ricerca di regole di partizionamento in classi mediante l’utilizzo di algoritmi di classificazione.
- Ricerca di regole di dipendenze tra attributi
Visualizzazione di risultati (visualizzazione di cluster, grafici di evol. temporale, ecc.).
La struttura informativa definita anche attraverso l’applicazione dei servizi di data mining spaziale, concorrerà
alla realizzazione dei modelli di “Atlante” previsti per le aree dei Centri Storici. Inoltre particolare importanza
rivestono tali metodi soprattutto per la definizione ed aggiornamento dinamico dei “Fascicoli dell’Opera” per
le aree considerate.
53 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati La struttura dell’”Atlante” è costituita da un insieme di viste tematiche, composte dinamicamente, sulla scorta
del livello delle conoscenze del momento, definita sulla base delle esigenze del fruitore. L’atlante potraà essere
fruito attraverso i diversi canali di delivery previsti: WEB, App, etc.
Risultati attesi
Studio ed integrazione di un frame work basato sullo spatial data mining per integrare la conoscenza dei
contesti di Centro Storico, tali informazioni completeranno le strutture degli “Atlanti” previsti e, soprattutto, in
maniera dinamica i “Fascicoli delle Opere” per le aree di intervento.
Deliverables attesi
• Rapporti di studio sulle attività di ricerca
• Metodi di data mining spaziale per le aree del Centro Storico
• Progetto per la struttura del framerw per il data mining spaziale;
• Realizzazione sperimentale dei del frame work su geoDb di test.
• Modello per la composizione dinamica dell’atlante tematico e del libretto dell’opera
Competenze e strumentazioni a disposizione
L’azienda Teleservizi IT dispone di un laboratorio di ricerca ed esperienze nel campo della ricerca industriale
che hanno interessato molte delle problematiche previste dall’attività; in particolare per il geo data mining e lo
sviluppo di applicazioni modellistiche complesse sui dati geografici.
Il DSU ha maturato una pluriennale esperienza nel settore dei beni culturali, con competenze relative alla
realizzazione di sistemi informativi legati a complesse realtà territoriali e storico-archeologiche e competenze
nell’analisi semantica e ontologica delle informazioni.
L'Unità Operativa ha maturato competenze specifiche nell'ambito-storico archeologico e nel progettare e
sviluppare sistemi integrati di informazioni per la conoscenza delle dinamiche antropiche e ambientali del
passato
Competenze nella programmazione informatica di sistemi WEB-GIS e nello sviluppo di ICT
Sub Fornitura
Attività 2.4
Descrizione attività
Titolo
Partner
(soggetto
responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
Evoluzione e trasformazioni del paesaggio urbano dei centri storici,
percorsi di fruizione e modelli di percezione
UNINA
UNINA – DiARC
UNINA-DSU
8
60000
[62%] Ricerca Industriale
[ 38%] Sviluppo Sperimentale
Campania
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
In questa attività si studieranno metodi per effettuare una analisi critica e una sistematizzazione dei dati relativi
agli elementi configuranti il paesaggio storico urbano da un punto di vista geomorfologico, sismico,
architettonico, archeologico, ambientale.
L’attività tenderà – coerentemente con il raggiungimento degli obiettivi delineati – anche a mettere in rete le
risorse citate al fine di migliorarne la fruizione, colta e diffusa, ed incentivare i flussi del turismo. Dunque,
saranno individuati percorsi turistico-culturali adatti anche a persone diversamente abili. Si tratta di connettere
le varie valenze tipiche di un territorio, a partire da quelle urbanistiche ed architettoniche, con le potenzialità in
termini di sviluppo sociale ed economico, in una visione di Conservazione integrata.
Il riconoscimento e la costruzione di percorsi/direttrici vengono qui considerate come tematiche di connessione
tra poli attrattori di un territorio.
54 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Una prima direttrice è individuabile nelle persistenze archeologiche che caratterizzano molti dei centri storici
locali e nazionali. Ulteriori direttrici comprendono le architettura storiche, militari, religiose e civili, sia nei
nuclei urbani storici che nel territorio rurale.
E’ possibile aggiungere alle precedenti quella a carattere prevalentemente naturalistica,. Si tratta di individuare
percorsi scientifico-didattici costituiti da siti di straordinaria rilevanza idrogeologica e vegetazionale, lungo il
quale si susseguono gli episodi delle orogenesi e morfogenesi del territorio complessivo.
Il contributo sarà orientato, dal punto di vista dell’approccio ai casi specifici, alla considerazione che i percorsi
di visita sono da considerare una vera e propria infrastrutturazione del patrimonio architettonico e di
architettura urbana dei siti selezionati. Pertanto tale infrastruttura deve essere pensata nel suo rapporto con le
preesistenze e come vera e propria architettura urbana essa stessa
Risultati attesi
• Valutazione dei caratteri fisici e delle valenze materiali e immateriali del paesaggio storico urbano per
un’analisi multidimensionale.
• Definizione di siti archeologici, architetture e paesaggio naturale caratterizzanti il territorio
• Linee d’indirizzo progettuale per il miglioramento della fruizione dei percorsi turistico culturali
Deliverables attesi
• Modello per la messa in rete delle risorse culturali ed economiche ai fini dello sviluppo della fruizione
del territorio e del turismo culturale.
• Modello di organizzazione di percorsi tematici e politematici finalizzati al miglioramento della
fruizione anche in relazione alla connessione tra poli attrattori
• Modelli di integrazione di attrezzature e architetture per i percorsi turistico culturali
Competenze e strumentazioni a disposizione
Studi specifici su centri storici della Campania e sul paesaggio culturale
Studi specifici sui tracciati storici, spaziali, naturali e antropici mediante lettura di cartografia e applicazione di
GIS.
Studi su architetture storiche ai fini dell’inserimento di funzioni contemporanee
Sub Fornitura
Attività 2.5
Descrizione attività
Titolo
Rilievo ed organizzazione delle georisorse e della componente
geotermale del sottosuolo
Partner (soggetto responsabile) UNINA
Partner (soggetto attuatore)
UNINA - DISTAR
Impegno mesi/uomo ricerca
22
Costo Attività
160000
Tipologia
[60%] Ricerca Industriale
[40%] Sviluppo Sperimentale
Localizzazione
Campania
Obiettivi e attività previste
Questa attività consisterà nell’identificare procedure innovative per documentare in forma integrata le
georisorse del sottosuolo; operando prioritariamente attraverso un’azione di recupero e di digitazione del
materiale informativo già disponibile presso Enti pubblici e privati operanti sul territorio.
La produzione e la rappresentazione della conoscenza geologica sarà effettuata attraverso l’acquisizione ed il
rilevamento di dati geologici del sottosuolo, finalizzati a costruire “Atlanti” tematici delle risorse e dei rischi
geologici.
La disponibilità di un sistema integrato delle conoscenze del sottosuolo consentirà lo sviluppo di studi
comparativi ed integrativi attualmente di difficile realizzazione. Le problematiche verso le quali è orientato il
modello interpretativo che si intende sviluppare sono le seguenti:
a) assetto stratigrafico del sottosuolo;
b) caratteristiche geotecniche dei terreni di fondazione degli insediamenti sotrici;
55 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati c) assetto idrogeologico, idrostratigrafico;
d) rischio idrogeologico, stabilità dei versanti e dei materiali di copertura;
e) risposta sismica e microsismica locale dei diversi terreni;
f) caratterizzazione delle aree con sistemi idrotermali
Risultati attesi
Atlante geotematico sottosulo delle aree urbane
Deliverables attesi
Modelli di analisi per la caratterizzazione del sottosuolo
Competenze e strumentazioni a disposizione
Nel DISTAR operano gruppi di ricerca con esperienza pluriennale nel campo dell’ambiente fisico con
particolare riferimento gli aspetti geologici nell’accezione più ampia del termine. Il DiSTAR possiede
competenze, risorse umane, laboratori e strumentazioni che saranno messe a disposizione del progetto
(http://www.distar.unina.it ).
Sub Fornitura
Attività 2.6
Descrizione attività
Titolo
Modelli di conoscenza per la generazione dlel’Atlante dei Centri
storici
Partner (soggetto responsabile) CNR
Partner (soggetto attuatore)
UNINA-DIARC
UNINA DSU
CNR-ISSM
Impegno mesi/uomo ricerca
26
Costo Attività
190000
Tipologia
[60%] Ricerca Industriale
[ 40%] Sviluppo Sperimentale
Localizzazione
Campania
Obiettivi e attività previste
I centri storici rappresentano realtà complesse che da sempre convivono con le proprie stratificazioni che, con
segni tangibili e ben leggibili nel tessuto urbano, ne definiscono la peculiarità non soltanto dal punto di vista
storico artistico, ma anche archeologico. L’attività ha come punto di partenza l'individuazione di metodologie
per la ricostruzione e il recupero di tutte le informazioni di carattere archeologico e storico-artistico.
La problematica archeologica, come persistenza dell’impianto urbanistico antico e la sua documentazione in
forma digitale, è stata affrontata dai più autori a partire dall’ultimo ventennio del secolo scorso. Il progetto
SITAR costituisce uno degli ultimi esempi di tale lavoro. L’intervento vuole proprio sviluppare metodologie
adeguate che, associate a specifiche modalità di documentazione e rilievo, siano atte ad organizzare la
complessa conoscenza delle componenti archeologiche all’interno dei centri urbani. Naturalmente la
costruzione della base informativa non si riferisce solamente alle evidenze materiali direttamente
documentabili sul territorio, ma anche e soprattutto ai riferimenti archivistici e bibliografici. Riferimenti che,
una volta georeferenziati, potranno significativamente contribuire alla costruzione di un modello integrato del
contesto antico.
L’attività di catalogazione non può essere disgiunta dalla necessità di verificare la collocazione geografica
delle informazioni e il grado di attendibilità dei dati topografici disponibili.
Fondamentale strumento di conoscenza e lettura storica, è l'individuazione del corpus iconografico, incisioni,
dipinti, gouaches, come pure la documentazione fotografica e cinematografica. Sulla base di tali conoscenze è
possibile seguire le dinamiche insediative, attraverso la cartografia storica.
L'attività è finalizzata alla generazione dei layer dell'Atlante storico, architettonico e urbanistico in forma di
moduli. Ogni modulo mira alla raccolta ed alla fusione di informazioni proveniente da fonti eterogenee in
modo da strutturare una conoscenza reticolare e stratificata semplificando quindi lo sviluppo di applicazioni
atte ad una fruizione personalizzata, sostenibile e multi-canale.
Una delle principali caratteristiche innovative di questa attività risiede non solo nella costante presenza di
esperti di analisi e pianificazione del territorio che definiranno le caratteristiche tipologiche e tematiche dei
56 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati layers dell'Atlante, ma soprattutto nella metodologia utilizzata per la generazione dei contenuti necessari ad
alimentare la fruizione.
Nel prevedere questa fase sono stati definiti tre tipi di competenze:
• Le competenze tematiche;
• La competenza nella digitalizzazione dei contenuti lato back-end;
• Le competenze comunicazionali relative alla progettazione di adeguate strategie di "delivering" dei
contenuti;
• Le competenze relative alla progettazione di contenuti e servizi verso gli utenti.
Le attività di ricerca sono, quindi, finalizzate alla generazione e gestione della conoscenza dei borghi storici
sotto forma di aggregazioni di moduli attraverso sia tecniche di importazione di dati dal sistema delle banche
dati e dei Geodatabase distribuiti previsti dal progetto, che per l’esportazione dei dati verso sistemi di
catalogazione nazionali ed europei seguendo modalità:
• automatiche o semi-automatiche da documenti preesistenti;
• manuali attraverso forme partecipative (esperti di dominio, social knowledge).
Risultati attesi
Focalizzazione e consolidamento di metodologie di ricerca finalizzate alla lettura integrata della struttura e
della evoluzione dei centri storici,
Messa a punto di metodologie per la costruzione dinamica delle componenti informative che contribuiscono
alla realizzazione dell'Atlante storico, architettonico e urbanistico e alla realizzazione di mappe tematiche
sull’evoluzione del fenomeno urbano
Deliverables attesi
• Report sulla ricostruzione dei contesti storico-archeologici e ambientali secondo uno sviluppo
diacronico
• Report sui dati cartografici che forniscono informazioni di carattere archeologico.
• Ricostruzione dei cambiamenti avvenuti nei centri storici
• Ricostruzione del quadro storico-ambientale e socio-economico per l’arco cronologico compreso tra
l’età del Ferro e il tardo-antico.
• cartografia storico-archeologica
• Moduli dei layer documentali per l'Atlante storico, architettonico e urbanistico
Competenze e strumentazioni a disposizione
Il DSU ha maturato competenze specifiche nell'ambito storico-archeologico e nella conoscenza delle
dinamiche antropiche e ambientali del passato, attraverso strumenti e metodologie diversificati.
Altre competenze sono quelli presenti presso il DIpartimento di Architettura dell'Università di Napoli
"Federico II”
Il gruppo di ricerca dell’ISSM ha maturato competenze ventennali nell’ambito delle analisi storicourbanistiche dell’intero bacino del Mediterraneo e si avvale delle strumentazioni del laboratorio e dei tecnici
dell'istituto di Studi sulle società del Mediterraneo.
Sub Fornitura
Attività 2.7
Descrizione attività
Titolo
Cultura immateriale e vocazionalità dei centri storici, metodi e modelli per la
formalizzazione della conoscenza
Partner (soggetto responsabile) TELESERVIZI S.p.A
Partner (soggetto attuatore)
TELESERVIZI S.p.A
UNINA-DEMI
Impegno mesi/uomo ricerca
11
Costo Attività
80000
Tipologia
[68% ] Ricerca Industriale
[ 32%] Sviluppo Sperimentale
Localizzazione
Campania
Obiettivi e attività previste
L’obiettivo di questa attività è quella di promuovere una rappresentazione del centro storico che faccia ricorso
57 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati a una pluralità di strumenti per tentare di avvicinarsi in qualche modo a quel nocciolo di identità locale la cui
comprensione sembra demandata solo alle fonti archivistiche. L’osservazione è in parte condotta attraverso le
componenti di cultura immateriale che interessano e coinvolgono l’utenza tanto quanto i luoghi e gli oggetti
stessi, che mettano in evidenza quelle peculiarità locali in cui ambiente e cultura presentano caratteri di
estremo interesse.
Si vogliono promuovere esperienze più che visite, con un coinvolgimento interattivo ed emotivo del visitatore.
La componente immateriale della cultura e della conoscenza di un luogo, quale un centro storico, completa a
quella più statica e materialmente documentata dagli archivi, che recano traccia dei molteplici mutamenti
avvenuti nel corso del tempo. Nel complesso, quando si tratta di analizzare ciò che caratterizza la città storica
vi è un quid che sembra potersi cogliere solo immergendosi nella memorialistica locale, alla ricerca delle
tracce della permanenza di diverse tradizioni.
I centri storici, come i musei, contengono il passato, le tradizioni e l’anima dei popoli, sono lo specchio delle
comunità, sono i luoghi in cui si crea e si conserva la memoria collettiva, sono luoghi di identificazione per i
membri di queste comunità. I centri storici come anche i musei sono strumenti di comunicazione, altrettanto
potenti della televisione o dei giornali. Il potere di comunicazione dei centri storici urbani si basa sulla capacità
di trasmettere informazioni attraverso luoghi e oggetti reali, che, proprio in quanto reali, sono ritenuti dai
visitatori impossibili da manipolare, diversamente dalle parole, dagli scritti e dalle immagini. Il museo acquista
così agli occhi del suo pubblico un’autorevolezza ben maggiore dei media audiovisivi o della carta stampata,
autorevolezza che deriva dall’essere ritenuto comunque e sempre veritiero.
I centri storici hanno il potere di evocare, di collegare il visitatore direttamente con la storia che il luogo stesso
rappresenta, o che si vuole che rappresenti. Contrariamente al museo, il centro storico non è importante in
quanto contiene oggetti ciascuno dei quali ha un significato simbolico ma esso è fortemente evocativo perché
contiene, assieme agli oggetti, i fantasmi degli uomini che hanno vissuto e agito entro il suo perimetro e le sue
mura, che hanno vissuto quotidianamente quei luoghi. Esso è nella sua totalità un simbolo, la rappresentazione
di avvenimenti, di situazioni di tempi e di regimi che non possono essere cancellati se non distruggendo il
centro stesso. Il centro storico porta con sé il senso del luogo ed è quella parte di un territorio urbano, così
come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro
interrelazioni”. Esso richiama lo stretto legame tra l’uomo, il suo agire ed i suoi spazi, ma ha in sé anche una
forte azione di avvicinamento del centro al vivere quotidiano. Quindi non solo edifici, oggetti e luoghi
eccezionali e frequentemente promossi dai media, ma anche situazioni locali che racchiudono in sé un vivere
fatto di storia e di tradizioni.
In questo complesso sistema, si vogliono identificare modelli di conoscenza in grado di catturare, conservare e
supportare il consolidamento di una cultura di rispetto del luogo, che considerasse anche la sua tradizione e la
sua storia, che si rispecchiano sempre nei luoghi. Il nemico del centro storico non è la tecnologia del futuro, ma
è l’ignoranza, priva di base storica, che non riesce a coniugare il funzionale con il bello, la tradizione con il
progresso, che non sa cogliere i dettagli e mettere in pratica piccole, ma significative azioni di rispetto dei
luoghi. Il centro storico, con i suoi oggetti e i suoi percorsi, è un valore, è una ricchezza e la sua evoluzione va
ragionata, salvaguardando le specifiche componenti che ne formano una identità inimitabile.
Risultati attesi
• Identificazione di modelli di recupero di conoscenza storica immateriale dei centri storici
• Identificazione di modelli di rappresentazione della conoscenza storica immateriale dei centri storici
• Analisi delle tecnologie a supporto dei modelli di rappresentazione della conoscenza immateriale
Deliverables attesi
• Report sulle attività di identificazione e analisi di modelli di recupero di conoscenza storica nei centri
storici
• Report sulle tecnologie di supporto dei modelli di rappresentazione della conoscenza immateriale
Competenze e strumentazioni a disposizione
Sub Fornitura
58 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Attività 2.8
Descrizione attività
Titolo
Partner (soggetto responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
Crawdsourcing per la conoscenza dal territorio urbano
CAMPI FLEGREI
CAMPI FLEGREI
52
380000
[68%] Ricerca Industriale
[ 32%] Sviluppo Sperimentale
Campania
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
L’obiettivo di questa attività è conciliare la partecipazione sociale, nota come fenomeno del crowdsourcing, e
la produzione strutturata della conoscenza, per rendere il centro storico un luogo sociale, in cui stimolare
l’intelligenza collettiva e condivisa, non solo per una più ricca esperienza di fruizione ma per stimolare
atteggiamenti partecipativi e propositivi verso la risoluzione di problemi e/o la promozione di iniziative che
valorizzino e apportino miglioramento ai luoghi, agli oggetti e/o soprattutto un valore aggiunto alle persone
che vivono quotidianamente questi luoghi.
Il paradigma del crowdsourcing, sempre più adottato anche in ambito aziendale per recuperare idee,
competenze, soluzioni, abbattere i costi di marketing e ottenere feedback attivi da parte dei clienti, può essere
proficuamente adottato alla gestione del patrimonio culturale, soprattutto, ma non solo nei centri storici, per
convergere in una conoscenza più profonda e condivisa di luoghi e contesti legati a quei luoghi, rafforzando
la connotazione e la caratterizzazione spazio-temporale dell’informazione.
L'idea rientra nel filone dell’arricchimento culturale ed esperenziale per i cittadini, letteralmente esploso negli
ultimi anni e che ora si rivolge sempre più all'utilizzo degli smartphone, proprio perché le persone, andando
semplicemente in giro per i centri, diventano dei preziosi rivelatori viaggianti di fenomeni, e alla gente, piace
"dare una mano", piace partecipare e dire la propria.
Saranno investigate quindi in questa attività i modelli di acquisizione e aggregazione che abilitano la
ricezione e la collezione dei contribuiti generati dagli utenti all’interno dei centri storici urbani, che
alimentano non solo un processo di conoscenza di maggior dettaglio dei luoghi e degli oggetti ai fini
conoscitivi e fruitivi ma possono supportare attività di monitoraggio e sollevare azioni di allerta per interventi
di tutela e restauro.
L’obiettivo è anche quello di identificare tecniche pervasive atte ad enfatizzare il valore del contributo che
ciascuna persona può apportare, rendendola più consapevole e coinvolta nel partecipare attivamente alla vita
del centro storico, come attore e non soggetto passivo ovvero fruitore e contributore: si vuole coinvolgere
utenti e abitanti del centro storico nello sviluppo e nella divulgazione della conoscenza dei luoghi e degli
oggetti.
La partecipazione da parte degli utenti si sviluppa secondo linee di azione molteplici, ovvero a partire dalla
pubblicazione di contenuti multimediali quali fotografie e video, ai commenti e alle sensazioni e suggestioni
personali evocate da un percorso e/o un luogo e/o un oggetto, alla proposta di iniziative che possono essere
sottomesse, pubblicate e votate dagli altri utenti, alla denuncia di condizioni di degrado e/o cattiva
conduzione di luoghi e/o oggetti. Il concetto è quello di partecipare e i centri storici devono essere sociali.
Gli obiettivi di questa attività sono quindi mirati a sviluppare due punti fondamentali, ovvero:
•
la capacità delle amministrazioni/enti preposti di gestire e canalizzare il sapere collettivo all'interno
del flusso conoscitivo (piattaforme tecnologiche da utilizzare, processi di strutturazione e organizzazione da
rivedere, analisi delle informazioni, emergere di nuove proposte, denuncia di problematiche sommerse)
•
gli aspetti motivazionali che spingono la folla a contribuire (stimoli di natura economica (promozione
massiva di attività economiche, iniziative), stimoli di natura cognitiva (sentirsi partecipi si un sapere
collettivo e riconosciuto), stimoli di natura sociale e civile (partecipare alla salvaguardia e al miglioramento
degli ambienti in cui si vive)).
Risultati attesi
• Identificazione dei modelli di rappresentazione della conoscenza raccolta mediante crowdsourcing per
i centri storici.
59 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati • Identificazione dei modelli e delle tecniche di integrazione dell'informazione partecipativa in
conoscenza strutturata
• Identificazione dei paradigmi pervasivi mirati a stimolare la partecipazione attiva
Deliverables attesi
• Rapporto sulla attività svolta relativa alla identificazione e definizione dei modelli di rappresentazione
dell'informazione partecipativa per i centri storici.
• Rapporto sulle iniziative di promozione e incentivazione alla partecipazione attiva degli utenti nei
centri storici
Competenze e strumentazioni a disposizione
Sub Fornitura
60 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati 8.2.3
OR3
Descrizione obiettivo realizzativo
Titolo
Inizio attività:
Fine attività:
Soggetto Leader
Partner (soggetti Attuatore)
Sensori e Reti di Sensori
3
21
UNINA
Centro INNOVA S.c.a.r.l.
STRAGO
UNINA-DSF
UNISA-DIIN
UNINA-DISTAR
660000
63.6%
36.4%
Costo
Percentuale di RI:
Percentuale di SS:
Obiettivi Perseguiti
La proposta di questo obiettivo prevede lo sviluppo di sensoristica per l’acquisizione in tempo reale di dati
sulla qualità ambientale e statica sul comportamento statico strutturale degl edifici; dati necessari
all’aggiornamento dinamico dell’Atlante urbanistico, ottenuti tramite strumentazione innovativa portatile,
miniaturizzata e a basso costo. Tali caratteristiche dovranno consentire l’integrazione dei servizi di interazione
in modalità wireless con l’utenza. I nodi di sensori dovranno prevedere la possibilità di trasferire all’utenza
anche informazioni più generali sulle strutture monitorate (“opere parlanti”) per sostenere alcuni servizi di
fruizione del territorio.
In definitiva, obiettivo della ricerca è quello di individuare e studiare le tecnologie più opportune (RFID, stato
solido, nanocompositi, etc.) per la messa a punto di strumenti-trasduttori innovativi, di costo inferiore a quelli
presenti sul mercato e in grado di essere integrati in un unico sistema di rivelazioneLa sensoristica prevista avrà come punto di forza la multifunzionalità, dovendo necessariamente integrare le
informazioni fornite da diverse tipologie di sensori e dovendo estendere il suo campo di applicazione anche
alla tutela e alla sicurezza. Allo scopo di salvaguardare e preservare dal degrado quei monumenti come: teatri,
edifici, scavi archeologici e le opere artistiche esposte nei musei, risultano fondamentali il controllo e l’ analisi
di eventuali gas nocivi; analogamente deve poter essere valutatol’impatto generato da rumore e umidità, sia
all’interno di tali strutture che nelle immediate vicinanze.
Le analisi riportate nello studio finale del programma europeo STOA (STOA Programme, PE 303.120/Fin.St.,
Ottobre 2001) mostrano, per esempio, che in alcuni musei si riscontrano livelli eccessivi di particelle sospese,
ricche di calcio, che possono depositarsi sui dipinti e provengono da intonaci interni o livelli elevati di ozono e
composti solforati particolarmente dannosi. Con il presente progetto si mira, quindi, a sostenere le esigenze
specifiche di un settore di interesse dei Beni Culturali, ma con immediate ricadute anche in altri settori; infatti
lo sviluppo di apparecchiature e strumenti di piccole dimensioni con basso consumo energetico, progettate e
sviluppate per il controllo di particolari inquinanti, può trovare applicazioni in tutti quei settori più tradizionali
di monitoraggio in ambienti indoor e outdoor., anche grazie alla competitività dovuta alla riduzione dei costi
per le attrezzature sviluppate.
Il monitoraggio del patrimonio artistico ed edilizio storico ha un duplice scopo: da un lato fornire dei
riferimenti per effettuare interventi di conservazione; dall’altro può dare delle indicazioni sulla regolazione dei
flussi di visitatori e sulle azioni da effettuare per ridurre effetti ambientali di particolare impatto. Il
monitoraggio in tempo reale consentirebbe in ogni caso di intervenire su quello che viene ora accettato come
“ciclo di vita” dei materiali, inclusi quelli delle strutture e dei lavori artistici, assumendo l’idea di livello
“accettabile” del danno.
I parametri da porre sotto controllo per salvaguardare i beni culturali sono sia di tipo fisico che chimico,
riferendosi alle caratteristiche strutturali ed ambientali dei contesti monitorati. La conoscenza di questi
parametri, quindi, oltre a fornire indicazioni finalizzate alla tutela e protezione dei beni: allo stesso tempo
contribuisce alla realizzazione di ulteriori modelli come quello sulla deposizione degli inquinanti sulle strutture
e l’interazione tra agenti inquinanti e le superfici degli oggetti materiali, Inoltre, per ambienti esterni, in
prossimità di strutture di interesse artistico ed archeologico particolarmente sensibili, sarà anche necessario
61 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati valutare il grado di acidità della pioggia e dell’umidità, tenendo conto dei tradizionali parametri meteo acquisiti
anche attraverso la condivisione dei dati dei sistemi di monitoraggio delle aree urbane già attivi o comunque di
proprietà di altri Enti
Conoscenze tecnologiche coinvolte
Per lo sviluppo di questo Obiettivo Realizzativo si provvederà a costituire i seguenti team specialistici e di
integrazione: Geologi, Fisici, Chimici, Ingegneri
Attività 3.1
Descrizione attività
Titolo
Progettazione ed implementazione del nodo sensore per monitoraggio, controllo
eco ambientale nei centri storici
Partner (soggetto responsabile) UNINA
Partner (soggetto attuatore)
UNINA-DSF
UNINA-DISTAR
Impegno mesi/uomo ricerca
29
Costo Attività
210000
Tipologia
[60%] Ricerca Industriale
[ 40%] Sviluppo Sperimentale
Localizzazione
Campania
Obiettivi e attività previste
I manufatti antichi sono particolarmente aggrediti, come è noto, da Gas acidi e particolato. L’attacco acido sui
materiali carbonatici (marmi, pietre calcaree, intonaci decorati, ecc.), ad esempio, richiede sensori specifici
per segnalare condizioni di massimo rischio per la loro salvaguardia. Molti monumenti corrono pericoli gravi
soprattutto se gli eventi citati sono ripetitivi ed avvengono in presenza di ambienti con elevati tassi di umidità.
Il monitoraggio delle condizioni ambientali, come ad esempio la temperatura, l’umidità relativa, ed i livelli di
gas, è un'attività cruciale al fine del monitoraggio del livello di inquinamento. Oggetto dell’intervento è lo
studio, la progettazione, realizzazione e proto tipizzazione dei nodi sensore per il monitoraggio ed il controllo
eco ambientale nei centri storici e di sviluppo una conseguente rete di monitoraggio basata su nodi sensoriali
multipurpose, wireless e basati su sensori a stato solido ed a basso consumo.
L’attività mira a realizzare sensori innovativi capaci di rivelare agenti inquinanti e parametri chimico-fisici,
con elevata sensibilità e specificità accoppiati a ingombro ridotto, bassi consumi e basso costo.
I nodi-sensore saranno quindi sviluppati con paradigmi di auto configurazione ed autonomia della WSN per
aree estese con opportuna definizione delle tecniche di integrazione su basi di dati aperte e/o prodotti in
tempo reale e sviluppo degli agenti di integrazione relativi.
Ciò consentirà di sviluppare dispositivi miniaturizzati e di basso costo che integrino rete di sensori,
elettronica di sistema e accessori per la trasmissione dei dati a un centro di elaborazione remoto in un unico
sistema portatile adattabile ad ambienti interni ed esterni.
Le tipologie di sensori maggiormente affermate sono costituite dai sensori a stato solido e dai sensori ottici.
In questa categoria di dispositivi, i materiali funzionali aventi un ruolo prioritario sono gli ossidi metallici
semiconduttori depositati in forma di film. Questi sensori possono venire preparati con ottimi livelli di
affidabilità, stabilità e riproducibilità e velocità di risposta a differenti gas target. I materiali funzionali
utilizzati devono essere sintetizzati in forma di polveri nano cristalline strutturalmente stabilizzate e
processate per ottenere film con granulometria idonea alla rilevazione di gas in tracce. Un'altra categoria di
sensori chimici ampiamente affermata è quella dei sensori ottici, in cui la presenza di date specie gassose
viene rivelata e quantificata tramite variazioni di determinate proprietà ottiche, come ad esempio fluorescenza
Saranno anche sviluppate nuove tecnologie, basate su metodiche foto-fisiche, per realizzare sensori in grado
di rivelare inquinanti ambientali. Tali dispositivi saranno basati su microbilance a cristalli di quarzo integrate
a circuiti di microfluidica a risposta in tempo reale.
Le informazioni complessive (allarmi o singole misure) saranno inviate a un server centrale, che
implementerà strategie di gestione degli allarmi.
Il sistema di valutazione dello stato dell’ambiente sarà basato sullo sviluppo di un modello spaziale continuo
impostato secondo principi di fluidodinamica che individuano il contesto dei centri storici come “street
canyon” per la distribuzione dei fenomeni monitorati. Attraverso tale modello sarà possibile fornire risposte
per ogni singola area del conteste sto urbano utilizzando pochi punti di monitoraggio.
62 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Il sistema potrà essere condiviso con la PP.AA.LL. ,ARPA, etc.
Inoltre, a partire dall’analisi e aggiornamento dello stato dell’arte e attraverso le ricostruzioni geologiche
effettuate a scala comunale, sub-comunale e locale, considerate dal progetto, sarà sviluppata una diagnostica
ed un monitoraggio strumentale del sistema “sottosuolo-soprassuolo”, mediante:
1) la messa a punto di nuovi sensori, costruiti ad hoc, per monitorare le sollecitazioni indotte dai fattori
climatici ed ambientali (piogge, variazione di temperatura dell’aria e del suolo, variazione
dell’umidità dell’aria e suolo, monitorate dai sensori ambientali) sul costruito storico e sul sistema
“geoambientale”;
2) l’installazione di sonde per il monitoraggio strumentale del fenomeno di interazione “falda-opere
antropiche”, previa caratterizzazione e parametrizzazione dell’acquifero, saturo e insaturo,
3) lo sviluppo di un sistema integrato di monitoraggio strumentale basato sulle più moderne tecniche di
rilievo, mediante l’uso di termocamera, laser scanner ed interferometro terrestre (GBInSAR).
In riferimento al punto 3), si procederà alla realizzazione di un apparecchio prototipale a basso costo, potendo
contare sull’esperienza condotta presso l’Universitat Politécnica de Catalunya (UPC), Barcellona, con sarà
possibile stabilire un’intesa operativa all’interno del Distretto.
Particolare attenzione per le aree estese e soprattutto densamente abitate come lo sono i centri storici sarà
posta alle tecniche di deployment ottimale soprattutto in relazione alla definizione degli scenari operativi
reali. La rete deve infatti compenetrarsi con le migliori tecniche disponibili per la fruizione di beni culturali e
turistici in realtà aumentata in mobilità anche con l’intervento di competenze storiche, umanistiche,
architettoniche.
Risultati attesi
• Studio della fattibilità tecnologica di dispositivi sensori, portatili e fissi, per monitoraggio in fase
liquida e gassosa di analiti e inquinanti atmosferici, da integrarsi in una rete wireless che piloterà
l’attivazione di un sistema di controllo automatico di edifici.
• Identificazione dei parametri chimico-fisici che agiscono da fattori di rischio
• Sviluppo ed implementazione di algoritmi e software per l’analisi in tempo reale e modellazione di
segnali provenienti da dispositivi sensori.
• Verifica e test della rete sensoristica realizzata.
• Prototipo hardware/software del nodo sensore e relativa documentazione.
• Sviluppo di nodi wireless sensoriali multipurpose
• Progettazione e sviluppo di sensori e reti di sensori innovativi per il monitoraggio dei fenomeni
geologici in aree urbane
Deliverables attesi
• Sviluppo e realizzazione a livello prototipale dei suddetti dispositivi sensori come nodi di una rete di
monitoraggio su ampia scala, che trasmettano dati in tempo reale.
• Rapporto tecnico con la descrizione dettagliata dello stato dell’arte e del nodo sensore progettato.
• Prototipo hardware/software del nodo sensore
• Prototipi di nodi sensoriali multipurpose
• Messa a punto di sistemi diagnostici per l’analisi del degrado
Competenze e strumentazioni a disposizione
Nel DF operano gruppi di ricerca con esperienza pluriennale nel campo della diagnostica e monitoraggio
ambientale, le cui competenze e strumentazioni saranno messe a disposizione del progetto.
Un valore aggiunto è rappresentato dalla integrazione delle attività svolte dai Laboratori del Dipartimento di
Fisica (tra cui il Laboratorio certificato di Radioattività Ambientale) con quelle del Laboratorio certificato di
Riuso, Riqualificazione e Manutenzione (Dip. di Architettura) e il Laboratorio certificato Microinquinanti
(Dip. di Scienze Chimiche).
Nel DISTAR operano gruppi di ricerca con esperienza pluriennale nel campo dell’ambiente fisico con
particolare riferimento gli aspetti geologici nell’accezione più ampia del termine. Il DiSTAR possiede
competenze, risorse umane, laboratori e strumentazioni che saranno messe a disposizione del progetto
(http://www.distar.unina.it
Sub Fornitura
63 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Attività 3.2
Descrizione attività
Titolo
Partner
(soggetto
responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
Sensori e misure per il monitoraggio delle deformazioni dei
geomateriali
CENTRO INNOVA S.C.A.R.L.
CENTRO INNOVA S.C.A.R.L.
8
60000
[70% ] Ricerca Industriale
[30%] Sviluppo Sperimentale
Campania
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
Aspetto di particolare interesse è il monitoraggio dei paramenti delle strutture edilizie, finalizzato a valutare il
ruolo svolto dall’azione dell’irraggiamento solare e delle acque di invasione , componenti aggressive che
tendono a determinare il degrado dei conci lapidei e principali cause del distacco dei rivestimenti d’intonaco
dal substrato. E’ noto, infatti, che non tutti i materiali in conseguenza della loro composizione mineralogica
subiscono le stesse variazioni fisiche quando riscaldati ciò può comportare un comportamento differenziato
tra il substrato lapideo e il rivestimento d’intonaco con possibili distacchi e fenomeni fessurativi.
Il gas Radon e, in alcuni casi la presenza di fibre di amianto disperse nell’ambiente sono tra i maggiori fattori
e di rischio per l'insorgenza del tumore al polmone dopo il fumo. Il monitoraggio della concentrazione di
Radon all'interno delle abitazioni e dei luoghi di lavoro come il controllo della presenza di strutture realizzate
con MCA e il monitoraggio delle fibre aereo disperse hanno importanti ricadute sulla salvaguardia della
salute delle persone.
Risultati attesi
Messa a punto di sensori che consentono di valutare le deformazioni dei materiali , operando sia in
laboratorio sia su opportuni paramenti rilevati in campo.
Per quanto attiene la mitigazione del rischio RADON è utile sottolineare che lo sviluppo di una rete basata su
sensoristica specifica potrebbe contribuire a ridurre l’effetto nocivo del gas operando con attuatori capaci di
realizzare ventilazioni forzate al raggiungimento delle sogli ei di guardia di concentrazione.
Deliverables attesi
• Sviluppo di sensori che consentiono di valutare le deformazioni dei materiali
• Sviluppo di un nuovo sensore di gas Radon, che unisce prestazioni professionali ad una estrema
semplicità di utilizzo..
Competenze e strumentazioni a disposizione
Le competenze relative alla problematica sono sostenute dall’attività scientifica svolta negli ultimi 30 anni dai
ricercatori afferenti alla Scarl INNOVA ed al DISTAR della Federico II la cui partecipazione a numerosi
progetti Nazionali ed Internazionali.
L’indagine sarà realizzata anche in collaborazione con i laboratori del DISTAR e CISAG della Federico II
che hanno ottenuto il riconoscimento dal Ministero della salute per la certificazione dei MCA.
Il supporto strumentale sarà fornito dai laboratori riportati qui di seguito:
- Laboratori Microscopia Elettronica - EDS, Spettrometria XRF , Analisi termica DTA-TG
- Microscopio elettronico a scansione Jeol JSM 5310
- Spettrometro XRF Panalitycal PW 4400/40 AXIOS
- EDS microanalisi INCA Oxford Instr. X-ACT
- Strumentazione NTZSCH STA 409;
- Laboratorio di Spettrometria Plasma Massa, Spettrofotometria di AA e Spettrometria FT-IR
- Element II della Thermo Electron Corporation
- Spettrofotometro AA Perkin Elmer 2100
64 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati -
Spettrofotometro FT-IR Thermo Nicolet 5700 con Microscopio Continuum
Laboratorio per la caratterizzazione petrofisica dei lapidei ornamentali e la diagnostica dei
geomateriali:
- Diffrattometro Panalytical X'Pert PRO
- Diffrattometro Philips PW 1730
- Picnometro a Hg Themofinnigan Italia PASCAL 140 – 240 – 440
- Apparecchiatura per la realizzazione dello swelling test con registrazione in continuo delle variazioni
dimensionali nelle tre direzioni
- Apparecchiatura per la valutazione della dilatazione termica lineare Lonos Test G-CELL 035 n.
25839
- Sistema multitelaio per la misura dei parametri fisico-meccanici di geomateriali Controls MCC8 con
telai da 25, 250 e 3000 kN
- Abrasimetro Controls;
- Celle Climatiche per test di invecchiamento artificiale dei lapidei
- Camera a nebbia salina GALLI;
- Durometro Modello: NRDSR
Sub Fornitura
Attività 3.3
Descrizione attività
Titolo
Partner
(soggetto
responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
Sensori e reti per l'incolumità della persona e la salvaguardia dei
manufatti
UNINA-DSF
UNINA-DSF
6
40000
[60%] Ricerca Industriale
[ 40%] Sviluppo Sperimentale
Campania
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
L’attività è mirata allo studio e caratterizzazione del rischio eco-ambientale presente sia nel territorio oggetto
dell'intervento che negli edifici presenti su di esso.
Particolare attenzione verrà dedicata allo studio e alla individuazione della sensoristica più adeguata alla
rilevazione del rischio ambientale all’inquinamento atmosferico prevalentemente indoor che outdoor,
prevedendo lo sviluppo di sensori di tipo innovativo che possano per le loro caratteristiche (ingombro,
consumi, sensibilità) prestarsi ad un efficiente impiego in reti wireless che possano contrastare eventi che
mettono a rischio la salvaguardia dei manufatti e l’incolumità delle persone.
Infatti, alla luce delle conoscenze accumulate nel corso dell’ultimo decennio sull’argomento della sensoristica
degli inquinanti indoor ed outdoor e sulla ricerca di base e applicata in tale campo, è oggi possibile tracciare
un quadro di insieme abbastanza chiaro su quali siano le specie inquinanti maggiormente importanti e su quali
siano gli approcci più efficaci per realizzare sensori e sistemi di sensori a basso costo, elevata sensibilità e
selettività. Inoltre, l’integrazione di tecnologie di sensing differenti all’interno di una singola unità portatile
che comprende anche l’elettronica per l’acquisizione, elaborazione e distribuzione dei dati, a basso consumo,
rappresenta una soluzione low-cost per quelle applicazioni di monitoraggio emergenti per le quali la
strumentazione classica, più ingombrante e power consuming, non può essere facilmente utilizzata.
Verranno anche sviluppati sensori innovativi per il controllo e rilevazione di eventi che potrebbero
danneggiare persone o cose. In particolare saranno progettate e messe a punto una rete microfonica e una rete
di telecamere multispettrali per applicazioni security, safety e extended AAL.
Tali attività verranno condotte in collaborazione con ricercatori dell’ENEA di Portici.
Risultati attesi
65 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Sviluppo di dispositivi sensori innovativi per il rischio ambientale connesso alla statica degli edifici e
all’inquinamento atmosferico
Deliverables attesi
• Prototipi di sensori e reti per la sicurezza e l’incolumità delle persone e cose.
Competenze e strumentazioni a disposizione
Nel DF operano gruppi di ricerca con esperienza pluriennale nel campo del monitoraggio e diagnostica
ambientale, le cui competenze e strumentazioni saranno messe a disposizione del progetto. Tali attività sono
svolte in parte in stretta collaborazione con ricercatori dell’ENEA di Portici.
Sub Fornitura
Attività 3.4
Descrizione attività
Titolo
Partner (soggetto responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
Sviluppo di campionatori passivi per inquinanti
UNISA-DIIN
UNISA-DIIN
17
120000
[60%] Ricerca Industriale
[40%] Sviluppo Sperimentale
Campania
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
Spesso i fenomeni di degrado chimico determinato nel tempo non dipende tanto da occasionali incrementi di
inquinanti, ma piuttosto da una lenta e continua azione degli inquinanti in basse concentrazioni. Generalmente,
i detector commerciali per alcune classi di inquinanti come ad esempio gli acidi inorganici, responsabili delle
piogge acide, hanno basse sensibilità e quindi sono ciechi all'attacco continuo ed inesorabile degli inquinanti in
basse concentrazioni.
Sono stati recentemente messi a punto nuovi substrati organici ed inorganici per il campionamento selettivo di
alcuni importanti inquinanti. Il grande vantaggio dei dispositivi passivi è quello di poterli esporre anche per
mesi accumulando gli inquinanti rendendoli rilevabili anche se in concentrazioni molto basse. Inoltre essi sono
non invasivi e utilizzabili senza alcun ausilio energetico da personale con limitate competenze scientifiche.
L’intervento prevede lo studio, progettazione e realizzazione prototipale di sensori basati su tali principi adatti
ad essere inseriti all’interno delle aree urbane metropolitane dei centri storici.
Risultati attesi
• Sviluppo di nuovi substrati selettivi per specifici inquinanti ed ottimizzazione di quelli già identificati.
Deliverables attesi
• Nuovi campionatori passivi selettivi.
Competenze e strumentazioni a disposizione
Le conoscenze tecnologiche in possesso dal gruppo di ricerca sono relative allo sviluppo dei substrati per i
dispositivi passivi, ma anche ad una notevole capacità di sviluppo di idonee geometrie delle superfici di
esposizione dei dispositivi di campionamento in funzione delle tempistiche di esposizione agli inquinanti
atmosferici.
Sub Fornitura
Attività 3.5
Descrizione attività
66 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Titolo
Monitoraggio dei livelli vibrazionali di origine antropica nei beni
culturali
Partner (soggetto responsabile) STRAGO
Impegno mesi/uomo ricerca
32
Costo Attività
230000
Tipologia
[68%] Ricerca Industriale
[32%] Sviluppo Sperimentale
Localizzazione
Campania
Obiettivi e attività previste
L’obiettivo di ricerca è l’applicazione di un sistema di misura delle vibrazioni ambientali di origine antropica
nei centri storici con lo scopo di
•
fornire informazioni sui livelli vibrazionali della struttura correlandoli alle sorgenti (traffico veicolare,
sistemi di trasporto, cantieri, etc..) e generando allarmi nel caso di superamento di soglie predefinite
•
comunicare i dati e gli eventuali allarmi agli utenti delle strutture monitorate in tempo reale, da un lato,
verso i comuni dispositivi personali di comunicazione (smartphone, tablet, …) e ai gestori delle stesse in
remoto, dall’altro.
Il prodotto realizzato fornisce al fruitore del bene culturale (turista in un centro storico) sul proprio dispositivo
mobile informazioni circa i valori e il significato dei parametri vibrazionali, in relazione alle questioni
ambientali correlate sia alla tutela e salvaguardia del bene culturale sia alla sicurezza e tutela della salute della
persona. In questo modo il fruitore del bene vede accresciuta la sua conoscenza circa l’ambiente in cui è
inserito il bene culturale; conseguentemente, allarga la sua prospettiva circa la visione dello stesso e viene, al
contempo, sensibilizzato rispetto alle tematiche ambientali inerenti gli aspetti vibrazionali applicate ai beni
culturali.
D’altro canto, il gestore della struttura monitorata potrà avvalersi di tutti i vantaggi connessi alla misura delle
vibrazioni ovvero la disponibilità di un valido supporto alla salvaguardia e manutenzione ordinaria (strutturale
in relazione alla misura delle vibrazioni) della stessa che, operando in continuo, consente di rilevare l’insorgere
di eventuali ammaloramenti in maniera precoce aprendo così alla possibilità di interventi di recupero mirati di
maggiore efficacia e minor costo rispetto a interventi programmati.
Risultati attesi
Applicazione di un sistema di misura accelerometrico in FPGA per il monitoraggio dei livelli vibrazionali
di origine antropica su edifici di pregio storico-artistico in centri storici
Deliverables attesi
• Stato dell’arte della misura accelerometrica in FPGA, analisi dei requisiti e definizione delle specifiche funzionali
(report)
• Sviluppo dell’unità di acquisizione, gestione, elaborazione e comunicazione in FPGA (report e prototipo)
• Installazione in campo, esecuzione dei test e analisi critica dei risultati (report)
Competenze e strumentazioni a disposizione
STRAGO vanta una esperienza decennale nella misura accelerometrica attorno alla quale si sviluppano una
serie di attività di studio e sperimentali:
• Modellazione FEM.
• Progettazione e realizzazione hardware e software di sistemi di misura innovativi, anche nella forma di
Wireless Sensor Network, basati su tecnologia MEMS (Micro-Electro-Mechanical System), inclusi:
o Progettazione elettronica e realizzazione di sistemi di misura basati su tecnologia MEMS con
sensori accelerometrici, di pressione, giroscopici
o Gestione di protocolli di comunicazione cablati e wireless, standard e custom
o Uso di sistemi digitali basati su logica programmabile
o Progettazione ed implementazione di firmware con impiego di strumenti software ad hoc
• Progettazione della misura.
• Esecuzione della misura con impiego di strumentazione di alto profilo e software sviluppato ad hoc per
la gestione dell’apparato sperimentale e l’acquisizione e preelaborazione dei dati.
• Analisi, elaborazione ed interpretazione dati con impiego di varie tecniche quali Analisi statistica
tradizionale, Analisi Modale Operazionale, Reti Neurali (backpropagation per l’estrapolazione di
parametri strutturali; pattern recognition per riconoscimento danno), Metodi di confronto numericosperimentale
• Sviluppo di nuove applicazioni nel settore del monitoraggio civile e ambientale e relativi sistemi di
67 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati misura.
Il risultato più importante delle recenti attività di ricerca in STRAGO è costituito dal sistema di misura
accelerometrico SMAMID singola unità basato su tecnologia MEMS e dalla rete accelerometrica SWAN
(Smart Wireless Accelerometric Network).
Nel presente progetto si propone una rivisitazione tecnologicamente avanzata dell’architettura elettronica di
SMAMID che conduce a un sistema di misura in tecnologia FPGA che offre maggiore flessibilità di
implementazione rispetto al sistema attuale.
Sub Fornitura
68 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati 8.2.4
OR4
Descrizione obiettivo realizzativo
Titolo
Inizio attività:
Fine attività:
Soggetto Leader
Partner (soggetti Attuatore)
Diagnostica e Conservazione
3
20
Centro INNOVA S.c.a.r.l.
Centro INNOVA S.c.a.r.l.
ISTITUTO ITALIANO DI TECNOLOGIA
UNINA – DSC
UNINA – DiARC
UNINA – DiSTAR
UNINA – DSC
UNINA – DSF
CARSO
CNR-ISAFOM
1000000
65%
35%
Costo
Percentuale di RI:
Percentuale di SS:
Obiettivi Perseguiti
Studio, progettazione e implementazione di sistemi di diagnostica, integrato alle rete di sensori ambientali e
strutturali previsti, per gli edifici e le opere di interesse culturale e economico-ambientale Studio,
progettazione e implementazione di modelli per il supporto alle decisioni (DSS) per la determinazione degli
interventi a farsi sul costruito. Individuazione e sviluppo di nuovi materiali per il consolidamento, la
manutenzione e il restauro di edifici e monumenti.
Tutti e tre gli obbiettivi attengono alla necessità di realizzare un unico sistema di gestione della “Protezione”
dei beni culturali sottoposti alla Tutela dello Stato.
La proposta operativa si pone come obiettivo quello di costituire le basi per la realizzazione di un sistema di
monitoraggio, diagnosi e conservazione di un centro storico. Le attività specifiche che saranno realizzate
concernono azioni mirate alle analisi precoci di vulnerabilità, mediante test sperimentali e sistemi di
monitoraggio on-line e alla individuazione di attività di conservazione.
A tal fine verranno sviluppati approcci di monitoraggio e diagnosi delle condizioni ambientali e diagnostica in
situ ed ex situ dello stato di conservazione delle opere d’arte. Verranno studiati e realizzati nuovi materiali per
le operazioni di consolidamento e manutenzione; in collaborazione con il distretto STRESS si individueranno
misure diagnostiche sulle strutture e sui loro elementi costitutivi relativamente ad edifici di centri storici.
Il progetto prevede la costruzione di un sistema a rete per la conservazione e la messa a punto di tutti i
protocolli da adottare nelle procedure di monitoraggio e d’intervento, creando una gestione programmata dei
servizi per la conservazione, che si articolano con operazioni di restauro e programmi integrati di
manutenzione, di controllo puntuale e d’insieme con postazioni automatiche messe in rete e sistemi di
protezione dei singoli monumenti e manufatti, con schede e modelli numerici legati alla carta del rischio.
Verranno studiate tecniche di ricognizione geomaterialistica degli elementi costitutivi dei manufatti e si
provvederà alla formulazione di materiali consolidanti innovativi soprattutto per il consolidamento dei
geomateriali.
Ai fini del monitoraggio ambientale verranno individuate tecniche per la verifica nei centri storici di materiali
contenenti amianto.
Dal punto di vista architettonico verranno realizzate metodologie di diagnosi del degrado dell’architettura
storica e delle evidenze archeologiche.
Agli studi e realizzazioni nell'ambito del monitoraggio e diagnosi si assoceranno attività connesse agli aspetti
della manutenzione degli edifici dei centri storici.
Le attività di conservazione saranno rivolte allo studio di due specifiche tipologie di manufatti che
caratterizzano la gran parte del patrimonio costruito di un Centro Storico. Le due tipologie saranno quelle
legate alle strutture verticali in tufo con tutte le pertinenze decorative architettoniche e quelle legate alle
strutture orizzontali lignee con tutte le pertinenze decorative ad esse sospese.
Conoscenze tecnologiche coinvolte
69 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Per lo sviluppo di questo Obiettivo Realizzativo si provvederà a costituire i seguenti team specialistici e di
integrazione: Geologi, Informatici, Fisici, Chimici, Ingegneri, Architetti
Attività 4.1
Descrizione attività
Titolo
Partner (soggetto responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
Monitoraggio con metodi analitici e nano sensori per la diagnosi
dello stato di conservazione delle opere nei Centri Storici
UNINA-DSC
UNINA-DSF
UNINA-DSC
12
90000
[60%] Ricerca Industriale
[40% ] Sviluppo Sperimentale
Campania
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
Si propone un approccio globale di monitoraggio delle condizioni ambientali e diagnostica in situ ed ex situ
dello stato di conservazione delle opere d’arte. SI realizzerà un sistema di analisi di inquinanti mediante:
campionamento del particolato, analisi dei componenti metallici (ICP, ICP-MS, MP-AES, polarografia e
fluorescenza a raggi X), dei composti volatili e non volatili (HPLC, cromatografia ionica, GC-MS e
LCMS/MS); campionamento passivo dei composti gassosi. Mitigazione dell’inquinamento indoor con pannelli
mobili trattati con TiO2; Studio modellistico delle condizioni microclimatiche locali ed analisi di traiettorie.
Si svilupperanno nanosensori per la rilevazione selettiva di gas inquinanti e particolati carboniosi. Si useranno
materiali nanocompositi ibridi in cui nanoparticelle (NPs) metalliche e/o di ossidi metallici sono disperse in
una matrice polimerica nanostrutturata di un copolimero a blocchi (BCP). L’inclusione selettiva e ordinata di
NPs di TiO2, ZnO e/o Pd in specifici domini dei BCPs garantirà la selettività e fornirà una superficie
“patternata” di grande area superficiale ideale per la miniaturizzazione.
L’identificazione di materiali organici e dei leganti in pigmenti da pitture murali sarà condotta mediante: a)
Microscopia Raman che consentirà l’analisi di pigmenti e biomolecole, di ceramiche, vetri, smalti, minerali e
gemme e sarà integrata con l’acquisizione di uno spettrofotometro Raman trasportabile, per estendere
l’applicazione in situ ed il campo di indagine ai materiali più fluorescenti (mediante NIR); b) la Spettroscopia a
fluorescenza dei raggi X che consentirà la determinazione in situ della concentrazione di gran parte degli
elementi presenti nella tavola periodica; c) la diffrazione dei raggi X da polveri che permetterà il
riconoscimento di allumosilicati, calcare, silice etc.; d) Spettrometria di massa che consentirà l’identificazione
di metalli (ICP-MS), composti volatili e solubili come oli, pigmenti, cere, etc, (GC-MS ed LC-MS/MS), e
anche di materiale animale o vegetale mediante identificazione delle proteine (nanoLC-MS/MS). Infine, le
analisi EPR e con tecniche neutroniche saranno utilizzate per l’identificazione della provenienza dei marmi e la
datazione di reperti archeologici risalenti ad un periodo compreso tra 40.000 e 200.000 anni.
Risultati attesi
Identificazione e caratterizzazione dei principali materiali inquinanti che incidono sulla conservazione dei beni
culturali.
Deliverables attesi
• Sviluppo di protocolli analitici riproducibili e sensibili per la diagnosi delle condizioni ambientali che
determinano lo stato di degrado (pubblicazioni e brevetti);
• Sviluppo di metodi riproducibili e sensibili per la diagnosi dello stato di degrado (pubblicazioni e
brevetti);
• Sviluppo di nanosensori per diagnostica ambientale (pubblicazioni e brevetti);
Competenze e strumentazioni a disposizione
Metodologie di analisi strumentali non distruttive (Microscopio Raman, Spettrofluorimetro e Diffrattometro di
raggi X, Cromatografi (GC-MS, HPLC-MS), Spettrometro EPR, DLS, ICP).
Metodologie di fabbricazione di materiali nanostrutturati per nanosensori per analisi ambientale (Microscopio
70 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati elettronico, evaporatori per deposizione di metalli);
Tecnologie di produzione di film sottili polimerici;
Sintesi e caratterizzazione di polimeri;
Sub Fornitura
Attività 4.2
Descrizione attività
Titolo
Partner
(soggetto
responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
Nuovi materiali a base polimerica per il consolidamento di manufatti
lapidei degradati e intonaci
UNINA
UNINA-DSC
IIT
7
50000
[60%] Ricerca Industriale
[ 40%] Sviluppo Sperimentale
Campania
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
Nuovi materiali a base polimerica con buona profondità di penetrazione saranno sviluppati mediante l’uso di
polimeri di monomeri acrilici e fluorurati attraverso polimerizzazione in situ per il consolidamento di manufatti
lapidei degradati. Saranno realizzati anche rivestimenti protettivi basati su nanostrutture a matrice polimerica
con nanoparticelle (NPs) attive (fotocatalitiche, idrorepellenti, antibatteriche). Alternativamente, si
svilupperanno film sottili nano-strutturati di copolimeri a blocchi e NPs con specifiche funzioni (attività UVfotocatalitiche, assorbimento di radiazioni e/o sostanze dannose). Saranno testati film trasparenti e stabili a
base di Proteine microbiche (idrofobine) capaci di cambiare la bagnabilità di superfici per il trattamento
protettivo di materiali lapidei. La caratterizzazione dei film protettivi, nell’ottica della fruibilità, sarà anche
eseguita in termini di proprietà meccaniche in modo da verificare la capacità di realizzare un prodotto di
caratteristiche quanto più simili possibili al manufatto di partenza. Enzimi ossidativi fungini (laccasi) saranno
valutati per la salvaguardia conservativa di materiali lignei per la loro capacità di catalizzare funzionalizzazioni
di materiali lignei in condizioni non aggressive. Enzimi microbici idrolitici (amilasi, lipasi, proteasi, etc)
saranno testati per la pulitura di materiali lignei da patine e pellicole superficiali. Materiali colloidali
nanostrutturati quali micelle, microemulsioni e gel, saranno valutati per l’eliminazione di film polimerici
degradati che hanno comportato problemi di opacizzazione (es.: Paraloid B72). Il pullulano sarà sottoposto a
modifiche chimiche per fornire materiali con caratteristiche visco elastiche che saranno opportunamente
caratterizzate, in modo da individuare quelli adatti per uso come adesivi nei processi di fissaggio della pellicola
pittorica.
Risultati attesi
• Identificazione di materiali innovativi per il consolidamento di materiali lapidei e intonaci
• Caratterizzazione delle proprietà meccaniche di superficie
Deliverables attesi
• Sviluppo tecniche di polimerizzazione in situ di monomeri acrilici e fluorurati per consolidamento ad elevata
profondità.
• Sviluppo di materiali nanostrutturati e nanocompositi a base polimerica per la protezione;
• Sviluppo di formulazioni per il consolidamento di intonaci;
• Sviluppo di miscele proteiche per pulitura superfici pittoriche e lignee;
Competenze e strumentazioni a disposizione
Sintesi di polimeri
Metodologie di fabbricazione di materiali nanostrutturati (Microscopio elettronico, evaporatori per deposizione
71 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati di metalli);
Tecnologie di produzione di film sottili polimerici e di nanocompositi;
Test enzimatici;
Sviluppo di formulazioni.
Caratterizzazione meccaniche delle proprietà di superficie tramite Nanoindenter
Sub Fornitura
Attività 4.3
Descrizione attività
Titolo
Partner (soggetto responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
Ricognizione geomaterialistica degli elementi costitutivi dei manufatti
CENTRO INNOVA S.C.A.R.L.
CENTRO INNOVA S.C.A.R.L.
28
200000
[70%] Ricerca Industriale
[ 30%] Sviluppo Sperimentale
Campania
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
Il recupero, il restauro e la conservazione del costruito storico pur avendo tra i principali obiettivi la
valutazione dei rischi connessi alla statica delle strutture, non può prescindere da un’accurata indagine
finalizzata alla conoscenza dei materiali costituenti il bene, delle patologie che li interessano, delle cause che le
determinano e di come il processo potrà evolversi nel tempo. Le consolidate esperienze in questo settore dei
ricercatori, impegnati nella presente attività, su importanti Centri Storici e borghi dell’Italia meridionale
rappresentano il background culturale che consente la formulazione di un modello valido non solo per il
dimostratore di cui si parlerà nell’Attività 9 ma applicabile e utilizzabile per tutte le diverse situazioni presenti
nel territorio meridionale.
Per raggiungere i risultati ottimali si ritiene opportuno che questa attività, come a nostro avviso molte altre,
non possa prescindere da una stretta collaborazione con altre OR/attività del progetto DATABENC e del
progetto STRESS dalla cui sinergia potrà scaturire un prodotto veramente innovativo che, partendo dalle cose
più semplici come l’adozione di un linguaggio comune tra professionalità diverse ma il cui obiettivo è comune,
permetterà di uscire dai soliti schemi restrittivi “monotematici”. Gli obiettivi perseguiti da questa attività sono:
1) caratterizzazione dei materiali e dell’insieme delle loro proprietà;
2) determinazione del tipo e dell’intensità del degrado;
3) individuazione dei fattori e, per quanto possibile, ricostruzione dei processi che hanno determinato il
deterioramento dei geomateriali;
4) determinazione dello sviluppo e della progressione del deterioramento, ovvero come si sono evolute le
proprietà dei materiali col progredire dei fenomeni di degrado, quale è stata la sequenza di tali
fenomeni, quale è la Risk Prognosis.
5) stima del danno e valutazione dell’urgenza e delle modalità dell’intervento.
6) datazione di malte per la ricostruzione della cronologia degli interventi di o primo impianto e di
restauro
Il modello che si propone dovrà svilupparsi in più fasi con scala e approcci diversi
Risultati attesi
Ricognizione territoriale del borgo/centro storico, che verrà realizzata sia utilizzando metodologie innovative
per la digitalizzazione tridimensionale (mediante ausili per l’acquisizione dinamica e posizioni di presa
progressive) e procedure di gestione dei dati volti alla caratterizzazione dei modelli numerici reali; sia
ricorrendo alla ispezione visiva indispensabile per classificare i materiali costituenti le cortine (naturali:
vulcanici, sedimentari, metamorfici; artificiali: malte, intonaci, laterizio, calcestruzzo), assegnando poi ad
ognuno un tipo petrografico preciso legato principalmente all’area geologica su cui insiste il sito, alla valenza
architettonica dell’opera, al suo stato di conservazione, nel caso di materiali di trasformazione le loro principali
caratteristiche etc...
72 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Deliverables attesi
• Report tecnico - Delimitazione dell’area di studio e motivazione
• Report tecnico – Analisi di laboratorio
• Report tecnico – stima del danno e modalità di intervento
Competenze e strumentazioni a disposizione
Le competenze dell’O.R. sono dimostrate dall’attività scientifica svolta negli ultimi 30 anni dai ricercatori
afferenti alla Scarl INNOVA ed al DISTAR della Federico II la cui partecipazione a numerosi progetti
Nazioanli ed Internazionali, a partire dal progetto Finalizzato CNR, sono confermate da pubblicazioni date alle
stampe su riviste nazionali ed internazionali. Il supporto strumentale sarà fornito dai afferenti le strutture.
Sub Fornitura
Attività 4.4
Descrizione attività
Titolo
Partner (soggetto responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
Sviluppo di tecnologie reversibili per nuove formulazioni di
materiali, processi, prodotti
CENTRO INNOVA S.C.A.R.L.
CENTRO INNOVA S.C.A.R.L.
22
160000
[ 70%] Ricerca Industriale
[30%] Sviluppo Sperimentale
Campania
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
Questa attività la cui parte sperimentale sarà sviluppata solo quando l’attività A4 avrà completato la prima fase
ricognitiva, sarà tarata in funzione dei materiali che dovranno essere sopttoposti a trattamenti di
consolidamento finalizzati a rallentare i processi alterativi.
In via del tutto generale si indicano i prodotti commerciali che potranno essere usati anche se è opportuno
precisare che essi potranno variare in funzione delle varie situazioni che si riscontrassero. Verranno utilizzati
nanoestel in diluizione con acqua da 1:1 o 1:4 eventualmente associandolo ad altri prodotti in polvere
submicrometriche (calce, da rocce naturali, da riciclo di altri materiali).
In questa fase si provvederà, inoltre, alla messa a punto di “nano calci” per valutare il comportamento di
alcossidi di calcio nel trattamento di tufi vulcanici, per garantire una totale compatibilità con il substrato
lapideo e valutare il grado di penetrazione dei consolidanti.
Verifica della compatibilità mediante prove d’invecchiamento accelerato con celle climatiche e camera salina
In particolare per i materiali macro-mesoporosi (tufi, piperno, etc.) verranno testati degli alcolati di calcio con
diverso ingombro sterico e con diversa nuclearità (da monomeri a nanomeri ed oltre) la cui funzionalità è già
stata preliminarmente testata su substrati calcarei e dipinti murali nell’ambito del progetto bilaterale Galileo e
in fase di studio anche per materiali lignei e di approfondimento per i calcari nell’ambito del progetto europeo
NANOMATCH. Con i prodotti di nuova formulazione, che in condizioni ambientali si possono presentare
come solidi cristallini e/o oli, verranno preparate delle soluzioni in solventi adeguati a soddisfare le esigenze di
compatibilità ambientale e di sicurezza per gli operatori e che presentino una stabilità tale da permettere
un’applicazione semplice ed agevole. La caratterizzazione dei nuovi alcolati e delle loro soluzioni avverranno
attraverso risonanza magnetica nucleare (1H, 13C NMR), spettrometria infrarossa (µ-FT-IR) e spettrometria di
massa ESI-MS.
Risultati attesi
Lo studio prevede di definire il grado di penetrazione dei consolidanti, la morfologia delle strutture di
neoformazione all’interno dei substrati, la loro distribuzione all’interno dei pori verificandone i modi di
deposizione (i.e. formazione di coating strutturali e/o formazione di micro, nanoparticelle incoerenti). Gli
aspetti chimico-fisici del processo di consolidamento verranno indagati attraverso lo studio delle reazioni di
idrolisi e carbonatazione, i loro meccanismi, le cinetiche di reazione e la caratterizzazione dei prodotti finali di
reazione, compresa la loro struttura cristallina e lo studio dei bordi di reazione tra la pietra e il consolidante.
73 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Particolare attenzione verrà data alla valutazione delle variazioni cromatiche eventualmente indotte dai
materiali. La diagnostica correlata sarà realizzata prevalentemente con tecniche porosimetriche e
microscopiche sia ottiche che elettroniche.
Deliverables attesi
• Report tecnico - selezione dei materiali da impiegare
• Report tecnico - Studio delle tecniche di applicazione e prove di laboratorio su materiali campione
trattati
• Report tecnico – Valutazione dei risultati
Competenze e strumentazioni a disposizione
Le competenze dell’O.R. sono dimostrate dall’attività scientifica svolta negli ultimi 30 anni dai ricercatori
afferenti alla Scarl INNOVA ed al DISTAR della Federico II la cui partecipazione a numerosi progetti
Nazionali ed Internazionali, a partire dal progetto Finalizzato CNR, sono confermate da pubblicazioni date alle
stampe su riviste nazionali ed internazionali. Il supporto strumentale sarà fornito dai laboratori afferenti le
strutture di ricerca:
Sub Fornitura
Attività 4.5
Descrizione attività
Titolo
Partner (soggetto responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
Pianificazione delle attività manutentive
UNINA
UNINA – DiARC
1
10000
[60%] Ricerca Industriale
[40%] Sviluppo Sperimentale
Campania
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
Questa attività ha come obiettivo la redazione del piano di manutenzione, strumento per governare le pressioni
trasformative indotte dai processi di sviluppo sociali, economici ed ambientali, con il sistema dei valori
espresso dal Patrimonio Culturale.
Il contributo dell’unità condurrà all’elaborazione di linee-guida per la strutturazione del Sistema Informativo
integrato, volto alla programmazione e pianificazione della manutenzione sui Beni Culturali, con attenzione
alle peculiarità del territorio ed includendo gli interessi dei fruitori.
Nel piano di manutenzione sono, pertanto, presenti funzionalità per consentire al turista la segnalazione di
disservizi, malfunzionamenti o pericoli rilevati durante la visita. Tali informazioni saranno automaticamente
inoltrate all’ente gestore per attivare le operazioni di manutenzione o messa in sicurezza.
La definizione di un modello per l’ottimizzazione delle attività manutentive consentirà di programmare gli
interventi in funzione dell’edificio e dell’evoluzione del degrado, al fine di ridurre gli eventi di guasto che,
oltre al danneggiamento dell'edificio, producono un'interruzione nella fruizione del Bene Culturale.
I risultati attesi saranno fondati su “fattori di integrazione” predeterminati (tipologie di fruitori, tipologie di
intervento, attrezzature e risorse dedicate, ecc.), allo scopo di ridurre l’incidenza della manutenzione a guasto
avvenuto, a favore di strategie di manutenzione preventiva e predittiva, da privilegiare soprattutto nel caso dei
Beni Culturali, per i quali è necessario coniugare l'istanza di fruizione con quella di conservazione del bene
stesso.
Al fine di prevedere e pianificare le attività inerenti la manutenzione, controllare lo stato di funzionamento dei
Beni Culturali, programmare gli interventi ed individuare le risorse, si svolgeranno le seguenti attività da
declinare su casi studi del centro storico, previsti in riferimento ai dimostratori di Bacoli e del Borgo Orefici:
• conoscenza, con anagrafe identificativa e anagrafe tecnica (Norma UNI 10951/2005) adattata al
patrimonio storico;
• pianificazione, con monitoraggio e diagnosi per la messa a punto di schede diagnostiche, schede
cliniche, e di istruzione per la manutenzione; definizione di strategie di manutenzione, sulla base di
74 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati priorità determinate dalle esigenze di fruibilità dei Beni e limitando le interferenze tra operatori della
manutenzione e turisti.
Risultati attesi
Realizzazione di un piano di manutenzione dei Beni Culturali, gestibile e implementabile attraverso web e
applicazioni software sotto forma di app, in grado di consentire la comunicazione tra utenti ed enti gestori, per
incrementare la qualità del Facility Mangment per i Beni Culturali.
Deliverables attesi
• Schede del Piano di Manutenzione, con cronoprogramma ottimizzato in funzione delle condizioni di
guasto e di rischio, rilevate attraverso la rete sensoristica, al fine di evitare interruzioni nella fruizione
dei Beni Culturali.
Competenze e strumentazioni a disposizione
Il Laboratorio di Riuso, Riqualificazione e Manutenzione (LRRM) del DiARCH ha competenze nel campo
della predisposizione e attuazione di procedure per la programmazione, progettazione e gestione della
manutenzione e nella realizzazione di campagne di monitoraggio, con l’ausilio di strumentazioni portatili, per
l’acquisizione in tempo reale di dati ambientali e parametri fisici della materia ai fini del controllo del requisito
di manutenibilità.
Tali competenze sono attestate dal conseguimento della Certificazione di Qualità (febbraio 2006, rinnovo
marzo 2007) ai sensi della Norma UNI EN ISO 9001-2000 per l’attività di ricerca relativa all’elaborazione di
“Procedure e strumenti operativi per la manutenzione edilizia”.
Sub Fornitura
75 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Attività 4.6
Descrizione attività
Titolo
Partner (soggetto responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
Diagnosi del degrado dell’architettura storica e delle evidenze del
costruito antico nei centri storici
CENTRO INNOVA S.C.A.R.L
CENTRO INNOVA S.C.A.R.L
17
120000
[ 70%] Ricerca Industriale
[30$] Sviluppo Sperimentale
Campania
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
L’unità operativa di Restauro di INNOVA porterà il contributo derivante dall’applicazione della diagnostica
nel campo del costruito storico e in particolare del patrimonio architettonico e archeologico.
Dei materiali costruttivi occorre conoscerne tutti i dati – compresi quelli storici del cantiere antico – in
relazione alla consistenza, ai caratteri fisici, meccanici, chimici e al rapporto con il contesto urbano e
ambientale. L’unità persegue l’attuazione di una diagnostica integrata grazie all’ausilio di tecnologie non
invasive: l’approccio a questa si fonda sulla condivisione di conoscenze ed indagini multidisciplinari attraverso
l’esecuzione di prove ed accertamenti strumentali, l’applicazione di metodologie ed approcci disciplinari
finalizzati all’analisi di problematiche analitico-progettuali che le fonti storiche ed il confronto diretto con i
manufatti e i siti non potrebbero risolvere in quanto vengono sfruttate le possibilità innovative di un settore che
va oltre il campo del visibile.
Gli obiettivi della diagnostica integrata consistono nel:
-
migliorare la fase conoscitiva: per caratterizzare aspetti tipologici, materici, costruttivi e strutturali; per
valutare lo stato di conservazione;
- migliorare le fasi operative d’intervento;
- ridurre i costi di esecuzione delle indagini specialistiche ottimizzando ed integrando gli accertamenti
diagnostici.
Risultati attesi
Obiettivo è quello di fornire un quadro conoscitivo esaustivo per il patrimonio architettonico ed archeologico
che caratterizza i contesti dei centri storici; quadro che fondandosi sulle risultanze degli studi finalizzati alla
Conoscenza, si avvarrà delle più moderne tecnologie non invasive nell’ottica di una diagnostica integrata, utile
agli enti pubblici, territoriali e non, per le scelte strategiche da compiere. Le strumentazioni e le metodiche
applicative consentiranno di verificare consistenza, caratteri architettonici, forme di degrado, dissesto; dati
necessari per programmare gli interventi più urgenti e per scegliere le priorità. Si tratta di strumentazioni
ampiamente sperimentate nel settore specifico e in uso alla unità operativa, consistenti nel laser scanner, nella
termografia, ultrasuoni e prove soniche, resistograph, pacometro, endoscopia, ecc. A questa valenza delle
indagini suindicate, si aggiungono altri elementi importanti per l’acquisizione e gestione dei dati informatici
sulla evoluzione storica dei complessi immobiliari, sulla storia dei restauri, sul significato culturale di tali
risorse.
Deliverables attesi
• Modelli e metodi diagnostici per la valutazione dello stato del costruito all’interno dei centri storici
Competenze e strumentazioni a disposizione
Le strumentazioni e le attrezzature dell’unità di ricerca si integrano con quelle di INNOVA specificamente
utilizzate per le indagini su malte e intonaci, nel quale si compiono, in particolare, lo studio al microscopico
ottico, la diffrattometria, ai raggi X e la colorimetria.
Sub Fornitura
Attività 4.7
76 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Descrizione attività
Titolo
Partner (soggetto responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
Diagnostica in sito mediante micromorfologia del suolo
CNR ISAFOM
CNR ISAFOM
17
120000
[60%] Ricerca Industriale
[ 40%] Sviluppo Sperimentale
Campania
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
Partendo dalla considerazione che il suolo è come un archivio in cui vengono registrati i cambiamenti
ambientali verificatisi nel passato e che è possibile rinvenirvi direttamente reperti legati alle attività umane,
l’obiettivo principale che si pone l’attività è di dare un contributo complementare nell’ambito di un approccio
geoarcheologico più generale per il riconoscimento di tracce di insediamenti umani, per la ricostruzione del
processo di formazione di un sito e l’individuazione del rapporto con le variazioni del territorio circostante.
Attraverso lo studio micromorfologico di sezioni sottili di suolo saranno identificate le fasi dello sviluppo di
un suolo, con il massimo dettaglio, nonché tracce di perturbazioni antropiche, anche alla scala microscopica,
dei siti archeologici.
Le misure quantitative di frequenza (presenza), dimensioni, forma e orientazione delle caratteristiche di
interesse identificate in sezione sottile saranno utilmente abbinate a valutazioni su colore e porosità della
matrice di suolo.
Prendendo in considerazione reperti, oltre che campioni di suolo, si metteranno a punto protocolli di analisi di
ampia applicabilità
Ad esempio, nei siti delle stazioni selezionate della metropolitana, potranno essere eseguiti dei campionamenti
indisturbati di suolo con scatole Kubiena, sui profili di paleo-suolo scoperti durante le operazioni di scavo.
Dai campioni di suolo indisturbati verranno successivamente ricavate ed analizzate sezioni sottili.
Risultati attesi
Produzione di sezioni sottili di suolo per indagini di microscopia ottica e SEM, Immagini digitali ad alta
risoluzione di sezioni sottili di suolo. Analisi di micromorfometria delle features pedologiche.
Deliverables attesi
• Report sulla realizzazione di sezioni sottili di suolo
• Report sui risultati dell’analisi d’immagine delle sezioni sottili di suolo.
Competenze e strumentazioni a disposizione
Preparazione ed analisi d’immagine di sezioni sottili di suolo.
Rettificatrice piana ad alta precisione Jones & Shipman 540X, Tavolo motorizzato Prior ProScan H116 con
controller ES10 OptiScan. Microscopio polarizzatore Jenapol.
Sub Fornitura
Attività 4.8
Descrizione attività
Titolo
Human monitor, l’informazione volontaria geografica (VG) nel monitoraggio e
diagnostica delle aree urbane
Partner (soggetto responsabile) CARSO
Partner (soggetto attuatore)
CARSO
Impegno mesi/uomo ricerca
34
Costo Attività
250000
Tipologia
[70%] Ricerca Industriale
[ 30%] Sviluppo Sperimentale
Localizzazione
Campania
77 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Obiettivi e attività previste
Questa attività mira allo studio dei principali approcci adottati in letteratura per la rappresentazione e la
gestione della qualità dell’informazione geografica volontaria (VGI) e alla contestualizzazione di tali approcci
al caso dei centri storici urbani.
Recentemente si è assistito al crescere dell’uso, da parte di organizzazioni pubbliche e private,
dell’informazione geografica di origine volontaria, ovvero contributi di varia natura provenienti da utenze
esterne non specializzate, che vanno ad arricchire data set geografici e documenti cartografici. Questo tipo di
apporto non professionale è solitamente ambito per i benefici che determina in termini di numerosità dei
contributi, e per gli effetti positivi di coinvolgimento e di comunicazione al pubblico.
In questa attività si vogliono identificare ed analizzare le principali problematiche correlate alla gestione della
qualità delle VGI e nonché riflettere su valore e contenuto di tali fonti e sulle opportunità connesse
all’analisi spaziale delle cosiddette “impronte digitali” nei centri storici.
Numerosi utilizzatori dell'informazione geografica, grazie ai nuovi strumenti web e alle sempre più diffuse
tecnologie mobili, nell’ultimo decennio hanno esteso il loro ruolo da quello di semplici utenti a quello più
attivo di produttori di contenuti.
Fondamentali in questo caso gli UGC (User generated content), i contenuti generati dagli utenti: il contributo
attivo è proprio quello delle persone che decidono di partecipare su base volontaria, magari perché
appassionati di quell’aspetto in particolare.
Lo user generated content in ambito geografico ha introdotto ciò che viene identificato con il termine di
Volunteered Geographic Information (VGI).
All’interno dell’ampio contenitore del VGI, alcuni contributi informativi volontari hanno finalità ludiche o
sociali (ad esempio le fotografie pubblicate sui virtual globes), a volte utilità pratica (ad es. le recensioni di
luoghi e servizi) o scopi di promozione (distribuzione via web di informazioni professionali, localizzazione di
esercizi commerciali su mappe, ecc.); altri sono invece diretti ad arricchire il patrimonio conoscitivo
collettivo e a contribuire alla ricerca scientifica (ad esempio segnalazioni di anomalie ambientali, osservazioni
biologiche, misurazione di parametri fisici). I progetti che si avvalgono di questa modalità di raccolta di
osservazioni, si appoggiano sempre più spesso alla rete capillare di sensori e strumenti mobili interconnessi,
in dotazione a un gran numero di privati cittadini, e quindi distribuita sull’intero pianeta, tanto che i cittadini
coinvolti nella raccolta di informazioni sono spesso indicati come “cittadini sensori”.
La modalità più frequente in cui avviene l’acquisizione delle informazioni è attraverso dispositivi location
based, la maggior parte delle volte sensori GPS e apparecchi fotografici, spesso incorporati in smartphones.
La presenza diffusa di tali strumenti sul territorio è la caratteristica fondamentale che ne determina la potenza:
con una rete fitta e distribuita di sensori interconnessi è attuabile la raccolta di una quantità immensa di
informazioni, anche dove gli strumenti tradizionali non riescono ad arrivare. Ciò rende possibile ridurre le
zone d'ombra, raccogliere e valorizzare conoscenze strettamente connesse al territorio, migliorare la
frequenza di aggiornamento attraverso una presenza più costante sui luoghi indagati.
Il coinvolgimento attivo di cittadini-sensori - insieme produttori e fruitori dell’informazione territoriale - in
campagne di raccolta dati, apre prospettive entusiasmanti per un ampio numero di soggetti: enti pubblici,
organizzazioni benefiche, associazioni civiche, privati, commercianti, agenzie educative ed istituti di ricerca.
Il web 2.0 ha abilitato una vasta gamma di pratiche sociali: Enciclopedie virtuali, siti di photo-sharing,
mappamondi virtuali, comunità virtuali, social network e un sempre crescente numero di piattaforme web
interattive consentono infatti ad utenti non professionisti di creare e condividere informazioni, descrizioni,
commenti, racconti, documenti, immagini, ecc. Una buona parte di queste informazioni sono di natura
geografica: possono quindi essere georiferite e utilizzate a fini cartografici o di analisi spaziale nei centri
storici.
Risultati attesi
• Identificazione dei principali approcci per la rappresentazione e la gestione della qualità dell’informazione geogra
volontaria
•
Identificazione dei modelli e delle tecniche di integrazione dell'informazione geografica volontaria a supporto d
valorizzazione e tutela dei centri storici
• Analisi del valore aggiunto e della qualità dell'informazione geografica volontaria
Deliverables attesi
• Rapporto sulla attività svolta relativa all'analisi degli approcci per la rappresentazione dell' informazione geogra
78 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati volontaria per i centri storici.
• Rapporto sul valore e la qualità dell'informazione geografica volontaria
Competenze e strumentazioni a disposizione
Sub Fornitura
79 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati 8.2.5
OR5
Descrizione obiettivo realizzativo
Titolo
Inizio attività:
Fine attività:
Soggetto Leader
Partner (soggetti Attuatore)
Fruizione
3
24
CAMPI FLEGREI
UNINA - DEMI
LE NUVOLE
CAMPI FLEGREI
TELESERVIZI S.p.A
ANFITEATRO
CARSO
NAOS
2010000
69.6%
30.3%
Costo
Percentuale di RI:
Percentuale di SS:
Obiettivi Perseguiti
La base di conoscenza a disposizione del progetto dovrà contenere informazioni variegate e che coprano
numerosi aspetti delle possibili fonti d’informazione proveniente dalla città. Ad esempio saranno fornite
informazioni dal punto di vista antichistico, architettonico, geologico, idrogeologico, geomaterialistico,
archeometrico, così come dal punto di vista commerciale, amministrativo e turistico. I contenuti, inoltre,
dedicati all’offerta multimediale di percorsi artistici metropolitani dovranno consentire differenti modalità di
fruizione, come, ad esempio, la sperimentazione di formule e linguaggi innovativi e di modalità teatrali, con la
mission di avvicinare le giovani generazioni alla cultura attraverso un teatro innovativo. Al fine di ottenere una
corretta fruizione di un centro storico, in tutte le sue possibili declinazioni, dalle attività culturali a quelle
commerciali si prevede, in primo luogo, l'individuazione delle categorie di utenti che si ritiene possano essere i
principali fruitori. Tale classificazione è necessaria anche nell’ambito, ad esempio, della fruizione delle risorse
geoambientali, per le quali, oltre alla conoscenza scientifica delle stesse, è necessario individuarne i soggetti
fruitori specifici. A tal fine è quindi necessario lo studio, progettazione e implementazione di un sistema di
profiling degli utenti finalizzato a personalizzare la visita e le possibilità di accesso alle informazioni
proveniente e caratterizzanti un centro storico e a consentire una comunicazione e interazione mirata agli
interessi specifici del cittadino/visitatore. L'attività di profilazione utente sarà arricchita dallo studio e
caratterizzazione dei livelli di conoscenza sociale e le dinamiche di interazione tra gli utenti dei social network
con l'obiettivo di ottenere di informazioni provenienti da contesti sociali nell'ambito dei beni culturali
favorendo un maggiore turismo culturale attraverso modelli partecipativi che poggiano le loro fondamenta sul
social networking culturale.
Secondo scopo di questo OR è la progettazione e realizzazione di applicativi finalizzati a fornire servizi
accessori al visitatore, quali suggerimenti per percorsi di visita personalizzati, non solo di tipo culturale ma
anche paesaggistici, enogastronomici, di shopping con indicazioni di modalità di trasporto e accesso ai siti
prescelti. A tal fine sarà necessaria un’attività di progettazione di percorsi procedendo ad una lettura
cartografica per ricostruire il quadro degli assetti territoriali mediante tematismi verticali (cronologia e
stratificazione delle permanenze archeologiche e storiche per sistemi) ed orizzontali. Saranno sviluppati
modelli di conoscenza basati sull’analisi multidimensionale del tessuto urbano in debita correlazione con
quello territoriale in termini di risorse economico-culturali. La base di conoscenza, integrata dai dati forniti
dagli altri OR consentirà lo sviluppo di specifiche applicazioni dimostratori per sistemi di fruizione in termini
di realtà aumentata, 3D, etc. su piattaforme audio, video, mobili e non. L’attività di ricerca è centrata
sull’analisi di modalità di fruizione “virtuale” ed “aumentata” ed ai possibili legami con quella
“personalizzata” ed a quella “reale” attraverso quella che si vuole definire come una rivoluzione immersiva.
Saranno sviluppate piattaforme web di nuova generazione attraverso la quale sarà possibile visionare,
conoscere, navigare, interagire con il territorio. Altra modalità di fruizione sarà quella delle proiezioni
interattive e teatro virtuale dove la realtà si mescola con il virtuale in una interazione nuova e teatrale. Saranno
intraprese, infine, attività di progettazione e realizzazione di APP, che guardino al contesto sociale di fruizione
e interazione, aggiornabili in tempo reale, per comunicare agli utenti l'offerta culturale, enogastronomica e di
shopping presenti nei dintorni del luogo in cui egli si trova o che vuole visitare.
80 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Conoscenze tecnologiche coinvolte
Per lo sviluppo di questo Obiettivo Realizzativo si provvederà a costituire i seguenti team specialistici e di
integrazione: Geologi, Informatici, Fisici, Chimici, Ingegneri, Architetti, Aziendalisti, Sociologi
Attività 5.1
Descrizione attività
Titolo
Partner (soggetto responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
Servizi integrati per il turismo dei centri storici, strumenti e modelli
per la fruizione dei luoghi
TELESERVISI S.p.A
TELESERVISI S.p.A
UNINA-DEMI
ANFITEATRO
CAMPI FLEGREI
70
510000
[68%] Ricerca Industriale
[ 32%] Sviluppo Sperimentale
Campania
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
Qualsiasi sistema di gestione e fornitura di servizi per il turismo, che sia una semplice applicazione su
dispositivo mobile o un grande portale, non può prescindere da un sistema di profilazione degli utenti al fine di
fornire un servizio personalizzato e, quindi, più fruibile e più vicino alle esigenze dell’utente stesso.
Il problema del sovraccarico cognitivo assume ancora maggiore rilevanza quando l’interazione con
l’informazione non avviene attraverso un normale sito web, ma attraverso un’interfaccia grafica basata su
mappe e disponibile su display dalle dimensioni ridotte. Applicazioni, infatti, su smartphone e tablet, molto di
moda negli ultimi tempi, che si basano essenzialmente sulla metafora di fruizione tramite mappe, corrono il
rischio o di fornire soltanto informazioni di base, o al contrario, quando tentano di fornire troppe informazioni
diventano inutilizzabili. L’informazione, comunemente strutturata sul web attraverso un’organizzazione
gerarchica, se fornita in modo orizzontale su mappe, pone nuovi problemi di ricerca. C’è bisogno, quindi di
poter selezionare in maniera dinamica ed adattiva quali sono i contenuti d’interesse per l’utente filtrando le
informazioni superflue.
Il progetto si propone di partire dalle tecniche consolidate dei sistemi di raccomandazione di ultima
generazione, che ricavano informazioni dai social media, come spunto per la progettazione di sistemi di
profilazione per interazioni basate su mappa.
La modellazione dei profili e delle esigenze di fruizione viene attuata attraverso l’uso di agenti intelligenti;
attraverso questa metodologia viene risolto il problema della composizione dinamica di servizi in ambito
turistico. Tale composizione automatica si servirà di meccanismi di negoziazione. Tali meccanismi devono
consentire di gestire la natura dinamica sia dei valori che dei requisiti dei parametri di qualità. La negoziazione
permette la selezione di servizi in base ai valori di qualità e alle relazioni tra i servizi in modo che, una volta
aggregati, essi soddisfano i vincoli qualità/preferenze dell'utente. L'uso di meccanismi di negoziazione
permette di tener conto della variabilità dei valori sia delle offerte che delle richieste, e la possibilità di
introdurre soft-constraints modificabili al tempo di composizione.
Lo sviluppo delle applicazioni pilota è previsto su piattaforma Android ed iOS, utilizzabili mediante smartphone e/o tablet. Grazie al supporto dei sistemi di profilazione dell’utente, (che ne memorizzano i gusti e
l’eventuale appartenenza ad un gruppo), la ricerca delle attività di interesse potrà essere effettuata attraverso
algoritmi che tengono conto sia delle preferenze del singolo utente sia di quelle del gruppo cui l’utente
appartiene.
Tra le applicazioni previste per la fruizione saranno progettati software (per smartPhone/smartTablet) di realtà
aumentata in grado fornire informazioni dinamiche e geolocalizzate per l’utente (monumenti, musei, ristoranti,
negozi, ecc.), dotati di algoritmi di data mining per correlare le informazioni incrociate derivanti da più utenti
che condividono lo stesso gruppo
Le applicazioni permetteranno una fruizione che noi definiamo "avanzata", che permetta al visitatore/turista di
81 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati godere ed essere informato di tutte le attività culturali che hanno luogo nei centri storici ma soprattutto di
favorirne una sua maggiore interazione. Attraverso quella che conosciamo come la logica del "tweet", il turista
potrà ogni qual volta lo riterrà opportuno, lasciare un messaggio sotto forma di "post-it" virtuale, lasciando
un'opinione, un suggerimento, una richiesta, o semplicemente un "tweet" relativo alla visita effettuata piuttosto
che alla passeggiata culturale appena conclusa e sui relativi servizi di cui ha usufruito. I dati elaborat
statisticamente potranno contribuire all’aggiornamento delle informazioni disponibili.
La creazione, quindi, di una tourism experience per il visitatore dei siti, che attraverso la costruzione di offerte
che rispondano alle esigenze del consumatore attuale, non è più semplice spettatore passivo, ma co-attore alla
ricerca di esperienze ad alto valore aggiunto da vivere durante il viaggio.
Risultati attesi
• Individuazione di modelli e sistemi per la gestione del profilo degli utenti.
• Individuazione di metodologie per la composizione automatica di servizi
• Sviluppo di applicazioni per la fruizione dei centri storici
• Miglioramento della percezione del visitatore/ turista rispetto al sistema d’offerta
• Individuazione di strumenti innovativi per la promozione dei siti
• Identificazione degli attributi che più incidono sull’esperienza del visitatore mediante la
somministrazione di questionari semi-strutturati sia in loco, sia sui social media
(graphsearchfacebook).
Deliverables attesi
• Rapporto sui modelli individuati.
• Prototipo di un sistema di profilazione di utenti
• Rapporto tecnico sulle metodologie studiate.
• Prototipo di un sistema ad agenti intelligenti per la composizione dinamica di servizi in ambito
turistico
• Prototipi di applicazioni su piattaforma Android ed iOS
• Report di valutazione della customer satisfaction e loyalty dei turisti/visitatori rispetto all’esperienza
globalmente vissuta.
Competenze e strumentazioni a disposizione
Competenze relative al web e social media marketing (indicizzazione, SEO, SEM, ecc.);
Conoscenze relative al destination management e marketing;
Competenze nella valutazione della customer satisfaction
Sub Fornitura
82 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Attività 5.2
Descrizione attività
Titolo
Partner (soggetto responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
Supporto nella progettazione di contents multimediali
LE NUVOLE
LE NUVOLE
21
150000
[70%] Ricerca Industriale
[ 30%] Sviluppo Sperimentale
Campania
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
In questa attività Le Nuvole rivestiranno un ruolo di supporto alla progettazione di contents dedicati
all’offerta multimediale di percorsi artistici metropolitani. A tal scopo Le Nuvole forniranno le proprie
competenze e specializzazioni nell’ideare scenari teatrali e realizzare azioni sperimentali nel campo delle arti,
della scienza e della cultura, in particolare sperimentando formule e linguaggi innovativi attraverso l’utilizzo
di tecnologie ITC, con la mission di avvicinare le giovani generazioni alla scienza attraverso un teatro
innovativo.
L’attività di supporto alla ricerca riguarderà anche la progettazione strutturale, architettonica e funzionale
relative ad un nuovo sistema Double Dome di fruizione della conoscenza espressa dai beni architettonici,
artistici e ambientali dei Centri Storici. In particolare, si supporteranno i partner nella definizione e nel
disegno dei modelli logici e funzionali (entità e relazioni) del Theatre secondo le specifiche che deriveranno
dalla ricerca industriale.
Più nel dettaglio, l’obiettivo sarà quello di fornire le specifiche funzionali per implementare progetti di
ambientazione del “Theatre” all’interno di un modello double dome applicato ai beni architettonici e culturali
urbani. In particolare, Le Nuvole proporrà la sua esperienza nella progettazione di un “Theatre” caratterizzato
da un innovativo, e coinvolgente, connubio di tecnologia e partecipazione, in cui è possibile concepire lo
svolgimento di attività ludiche e didattiche di rappresentazione e ricostruzione storica di scene di vita
quotidiana, nella fattispecie legate ai più famosi beni artistico-culturali urbani. L’esperienza del “Theatre”
sarà utile a fornire dati e informazioni per costruire, nell’ambito di una quinta totalmente touch screen,
contenuti di tutti i formati (immagini, filmati, documentari, animazioni realizzate con la tecnologia
dell’Augmented Hyper Reality, ecc.). Sulla base dell’esperienza fornita da Le Nuvole sarà possibile, inoltre,
unire l’esperienza reale (costituita dalle rappresentazioni sceneggiate dagli attori e dagli utenti) a quella
virtuale (visibile e vivibile sugli schermi, sempre in formato spinning, multi touch e interattivo).
Risultati attesi
Supporto alla ricostruzione dei siti e percorsi dei Centri storici attraverso la realizzazione di contenuti da
sistematizzare con tecniche multimediali
Deliverables attesi
Report sui contents multimediali
Competenze e strumentazioni a disposizione
Esperienze in ambito di contenutistica e rappresentazione scenica
Sub Fornitura
83 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Attività 5.3
Descrizione attività
Titolo
Progettazione e realizzazione di allestimenti scenici di percorsi
turistici esperienziali
Partner (soggetto responsabile) LE NUVOLE
Partner (soggetto attuatore)
LE NUVOLE
CAMPI FLEGREI
Impegno mesi/uomo ricerca
50
Costo Attività
360000
Tipologia
[70%] Ricerca Industriale
[30%] Sviluppo Sperimentale
Localizzazione
Campania
Obiettivi e attività previste
Le Nuvole vantano già una vasta esperienza nell’allestimento di visite guidate ai luoghi urbani dell’arte: sono
state allestite, infatti, suggestive formule per esplorare la città di Napoli e i suoi dintorni (“Visite Spettacolo”)
attraverso incursioni teatrali capaci di coniugare l’interesse per l’arte, la natura e la storia con il teatro, nonché
sperimentare formule e linguaggi sempre nuovi e tecnologicamente all’avanguardia. Le competenze acquisite
nel campo del Theatre vivente saranno interamente dedicate alla realizzazione della presente attività, ossia
alla progettazione di più allestimenti scenici in ambientazioni di particolare interesse storico, artistico,
culturale dei Centri Storici. La progettazione scenica dei percorsi turistico esperienziali si orienterà alle
esigenze dell’utente, così come delineato nelle precedenti attività e, pertanto, si customizzerà sulla domanda
turistica urbana/metropolitana e, a tal scopo, prevederà, ad esempio, l’utilizzo prevalente e/o alternativo
dell’inglese nella comunicazione scenica.
Tale attività si esplicherà attraverso la realizzazione di percorsi di drammatizzazione a contenuto educativoculturale, nonché attività ludiche e didattiche di rappresentazione e ricostruzione storica delle scene di vita
quotidiana dell’epoca, e nei quali gli utenti/turisti saranno opportunamente guidati da attori. Il Theatre sarà,
quindi, validato da attori specializzati in percorsi formativi di contenuto educativo-culturale, particolarmente
dedicati ai bambini che, opportunamente guidati nei percorsi di ludico-educativi, potranno “navigare”
secondo itinerari sceneggiati pro-attivi, che consentiranno di assistere, e partecipare, ad esperienze di “teatro
immersivo” del tutto originali, ambientate in contesti richiamanti importanti location artistico-culturali
urbane.
L’allestimento scenico sarà costruito e realizzato con tecniche di ricostruzione paesaggistica già sviluppate da
Le Nuvole e che, per l’occasione, con l’apporto dei partner di progetto, saranno ulteriormente supportate e
arricchite attraverso l’uso di soluzioni tecnologiche multimediali innovative studiate ad hoc (ad es.
Augmented Hyper Reality, HD Wall Touch Screen, modelli double dome applicati ai beni architettonici e
culturali e da contestualizzare sulle caratteristiche sceniche delle location ubicate nei Centri Storici).
Risultati attesi
Progettazione dell’allestimento scenico di ambientazioni di particolare interesse storico, artistico, culturale
dei Centri Storici
Realizzazione di ambientazioni sceniche di particolare interesse storico, artistico, culturale dei Centri Storici
Deliverables attesi
Progettazione scenica degli allestimenti urbani
Rappresentazione scenica nelle location individuate nei Centri Storici
Competenze e strumentazioni a disposizione
Esperienze in ambito di contenutistica e rappresentazione scenica
Sub Fornitura
Attività 5.4
84 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Descrizione attività
Titolo
Infrastruttura WEB per i centri storici, strumenti di fruizione
per il patrimonio culturale, un portale per la conoscenza
Partner (soggetto responsabile) CAMPI FLEGREI
Partner (soggetto attuatore)
CAMPI FLEGREI
NAOS
Impegno mesi/uomo ricerca
48
Costo Attività
350000
Tipologia
[70%] Ricerca Industriale
[ 30%] Sviluppo Sperimentale
Localizzazione
Campania
Obiettivi e attività previste
L'attività è finalizzata alla progettazione di un modello e di una soluzione integrata per un Content
Management System avanzato orientato alla gestione e comunicazione automatica sul WEB di eventi presenti
nel territorio urbano, alla diffusione di nuove proposte di fruizione ed attività culturali che si svolgono nel
territorio dei centri storici, alla valorizzazione dei luoghi, dei borghi, delle piazze, attraverso la loro
riproposizione nel mondo "digitale" attraverso le più moderne tecnologie ICT.
Il CMS sarà progettato per alimentare la propria base di conoscenza in maniera automatica/semi-automatica
anche e sopratutto attraverso la rete dei Linked Open Data con algoritmi di data-extraction al fine di costruire
una rete di informazioni che siano coerenti e complete.
L'obiettivo di questa attività è di fornire uno strumento WEB che sia in grado di valorizzare maggiormente i
centri storici ed i borghi, vie, piazze che li compongono, attraverso quello che è al giorno d'oggi il canale
comunicativo più diffuso. Riproporre nel mondo "digitale" tutti gli interventi di valorizzazione, salvaguardia
e soprattutto di fruizione effettuati nel mondo "reale" dei centri storici.
Nell'ambito di questa attività saranno analizzati e studiati modelli di "social engagement" per
l'implementazione di metodiche di interconnessione con le principali realtà web social.
Il portale così progettato consentirà di aumentare il grado di diffusione e conoscenza degli eventi connessi ai
centri storici, veicolare opportunamente le notizie al giusto target di riferimento, gestire e raccogliere i
feedback utenti in merito a proposte ed attività svolte e/o da svolgere, monitorare il passaggio di
visitatori/turisti ed utenti abituali, realizzare offerte e proposte commerciali ad-hoc, stimolare l'interessamento
del turista anche dopo la fruizione sul luogo.
Il sistema sarà in grado di dare vita a nuovi eventi di visita digitale attraverso quelle che definiamo
"passeggiate virtuali" nei centri storici, proporrà la ricostruzione 3D dei borghi lungo la dimensione
temporale che sia fruibile in modalità ubiqua (mobile, desktop, installazione fissa) e che permetta di esplorare
e fruire del centro storico del passato/presente/futuro in modalità collaborativa, nonché offrirà pacchetti di
sconti, riduzioni, biglietti d'ingresso, offerte gastronomiche, omaggi che vengono costantemente erogati
nell'ambito di tutti i soggetti interconnessi al CMS (ristoratori, souvenirs, bar, etc…). Per permettere una
fruizione dei contenuti e servizi offerti a 360° verrà progettato e sviluppato il modello di fruizione del portale
in ambito mobile.
Le attività di ricerca di questa attività si concentrano sullo studio di nuovi modelli di Content Management
Systems orientati alla valorizzazione dei territori e degli eventi culturali ad essi collegati attraverso dinamiche
innovative di "social engagement".
Risultati attesi
• Modelli innovativi di "social engagement"
• Content Management System per la valorizzazione nel mondo "digitale" dei centri storici
• Modelli 3D per la definizione delle "passeggiate virtuali"
Deliverables attesi
• Report tecnico sullo sviluppo del CMS
• Report tecnico sulle tecnologie utilizzare per la modellazione virtuale dei luoghi
Competenze e strumentazioni a disposizione
Sub Fornitura
85 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Attività 5.5
Descrizione attività
Titolo
Opere parlanti, sistema ubiquitario di interazione per la fruizione del paesaggio
dei centri storici
Partner (soggetto responsabile) CARSO
Partner (soggetto attuatore)
CARSO
Impegno mesi/uomo ricerca
55
Costo Attività
350000
Tipologia
[70%] Ricerca Industriale
[ 30%] Sviluppo Sperimentale
Localizzazione
Campania
Obiettivi e attività previste
L'attività è finalizzata alla progettazione e sviluppo di un sistema ubiquitario di interazione che permetta una
fruizione avanzata dei centri storici attraverso l'utilizzo di una o più APPs mobile che siano in grado di
interagire con i sensori parlanti disposti nel territorio urbano e di offire all'utente-visitatore una fruizione
personalizzata. L'obiettivo primario dell'attività è la progettazione di un sistema service-oriented che offra ai
visitatori la possibilità di usufruire di tutti quei servizi che mirano a trasformare le passeggiate/visite nei centri
storici da momenti "passivi" in momenti "attivi", il tutto attraverso l'utilizzo dei dispositivi mobili che
divengono veicolo primario di una fruizione che definiamo "avanzata". Il sistema deve essere in grado di
fornire al turista/visitatore, provvisto di smartphone/tablet, un nuovo modello di "navigazione" ed
"interazione" all'interno del territorio urbano; una navigazione che guidi il visitatore verso i luoghi, le piazze, i
borghi, i punti commerciali seguendo quelle che sono le sue preferenze, le sue necessità, che rispetti il suo
profilo-utente e che sia in grado di adattarsi dinamicamente al contesto in cui l'utente-visitatore è
costantemente immerso. L'interazione visitatore-territorio verrà ulteriormente favorita attraverso lo sviluppo
dinamiche di social-networking; un ulteriore task di questa attività consiste nel progettare ed implementare
all'interno del sistema quello che definiamo il "tweet culturale", che favorisca la condivisione di esperienze e
diffusione della conoscenza sociale in continua evoluzione. Il "tweet culturale" vuole rappresentare un
momento di forte condivisione della visita/passeggiata che si svolge nei centri storici; esso alimenta quella che
si definisce la "social knowledge" e permette a tutta la community di interagire ed alimentare processi di
diffusione della conoscenza dei luoghi al fine di stimolare una più ampia partecipazione dei "citizens" a tutte le
attività culturali che si svolgono sul territorio urbano. Inoltre, il "tweet culturale" rappresenta quella forma di
dialogo tra il visitatore ed i sensori parlanti; esso stimola una forte interazione del visitatore stesso con gli
oggetti parlanti che compongono ed animano i luoghi storici dell'intero territorio.
Le attività di ricerca di questa attività si concentreranno sullo studio di nuovi modelli di interazione sociale e
dinamiche di fruizione avanzata che intendono favorire un elevato soddisfacimento dei bisogni e delle
necessità dei visitatori durante la visita/passeggiata nei centri storici.
Risultati attesi
• Applicazioni smartphone per l'interazione con i sensori parlanti
• Modelli e tecniche di fruizione avanzata del territorio urbano
• Definizione del "tweet culturale" nell'ambito del social-networking culturale
Deliverables attesi
• Report tecnico sugli strumenti di sviluppo delle APPs mobile
• Report tecnico sui modelli e tecniche di fruizione dei luoghi urbani
Competenze e strumentazioni a disposizione
Sub Fornitura
Attività 5.6
Descrizione attività
Titolo
Piattaforma integrata di Apps per l’assistenza turistica
Partner (soggetto responsabile) CAMPI FLEGREI
86 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
CAMPI FLEGREI
NAOS
33
240000
[70%] Ricerca Industriale
[ 30%] Sviluppo Sperimentale
Campania
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
L'attività è finalizzata allo sviluppo di una piattaforma che integri Apps smartphone per l'assistenza ai turisti e
cittadini durante tutto il percorso di visita dei centri storici.
L'obiettivo di questa attività è la progettazione e deployment di Apps mobile multi-piattaforma che siano di
supporto ai momenti esperienziali del visitatore attraverso l'erogazione di tutti quei servizi necessari per
aumentare il gradimento stesso dell'utente.
Le applicazioni così sviluppate saranno in grado di adattarsi costantemente al contesto (app contextawareness) ed alle preferenze del visitatore (app user-generated), presentandogli durante le passeggiate e/o
visite nei borghi del territorio urbano tutte quelle attività annesse e strettamente collegate al momento di visita
attuale.
La piattaforma sarà in grado di suggerire e guidare il visitatore in percorsi e/o tour per i borghi della città,
diventando quindi uno strumento indispensabile alla visita, proponendo luoghi di ristoro, di cultura, di svago
tutto in pochi "click" e semplicemente camminando per il territorio.
Il visitatore non si sentirà mai solo, mai isolato ma costantemente avvolto dall’animazione dei luoghi
attraverso il semplice utilizzo del proprio smartphone; una smart-guide adattiva al profilo dei turisti che
intende promuovere una nuova modalità di fruizione basata fortemente sul concetto di smartness dei centri
storici attraverso una continua interconnessione tra utenti ed entità.
La forte interazione con la sensistica urbana e la connessione con il sistema di servizi Cloud permetteranno
alle applicazioni di svolgere il duplice ruolo di front-end di servizi ma al tempo stesso di sensori-mobile in
grado di acquisire tutti quei parametri-utente necessari a customizzare i percorsi, le visite, le passeggiate dei
turisti.
Inoltre, grazie al supporto di interazione con i principali social-network, il turista sarà in grado non soltanto di
condividere le proprie esperienze, emozioni, e momenti esperienziali con tutta la comunità "social" ma di
documentarsi ed arricchirsi direttamente da quella che definiamo "social knowledge" culturale.
Risultati attesi
• Piattaforma integrata di smart-guide dei centri storici
• Apps context-awareness e user-generated
Deliverables attesi
• Report tecnico sulle metodologie di sviluppo di Apps mobile per le visite guidate smart
Competenze e strumentazioni a disposizione
Sub Fornitura
87 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati 8.2.6
OR6
Descrizione obiettivo realizzativo
Titolo
Inizio attività:
Fine attività:
Soggetto Leader
Partner (soggetti Attuatore)
Valorizzazione
3
23
CUEIM
UNINA-DEMI
UNINA-DIARC
UNINA-DSS
UNINA-DIETI
UNISA
CAMPI FLEGREI
CUEIM
TELESERVIZI S.p.A
TEBE
Costo
1924000
Percentuale di RI:
65.1%
Percentuale di SS:
34.9%
Obiettivi Perseguiti
Il presente Obiettivo Realizzativo consiste nello sviluppare una metodologia di intervento che sia in grado di
supportare i cittadini, le associazioni, gli operatori economici e i policy makers a valorizzare i centri storici in
cui operano.
Le finalità dell’intervento sono pertanto declinabili nella progettazione, implementazione e sperimentazione
di una serie di servizi integrabili a supporto della gestione, dello sviluppo e della valorizzazione di un centro
storico, i cui criteri portanti sono:
• analisi, comprensione e valutazione del potenziale dell'area nelle sue diverse declinazioni (produttive,
commerciali, culturali, ricreative, ricettive ed abitative);
• definizione degli interventi secondo una logica di progettazione partecipata, in grado di integrare e
valorizzare il ruolo e gli obiettivi degli stakeholders del territorio;
• modularità degli interventi;
perimentazione, valutazione ed aggiustamento continuo, in una logica di monitoraggio costante e di
accrescimento progressivo della qualità delle azioni e dei risultati;
definizione di una metodologia e di modelli di intervento standardizzabili e replicabili anche in altri contesti;
sostenibilità delle iniziative anche al termine della sperimentazione, attraverso l'attivazione di nuove realtà
imprenditoriali che andranno a costituire il nucleo portante del sistema dei servizi a supporto del Distretto
Culturale.
Un Centro Storico può assumere le caratteristiche di distretto culturale quando in un territorio sussistono
elementi (storici, geografici e produttivi) tali da costituire tipicità, un marchio territoriale preciso e integrabile
in un sistema sinergico in cui siano presenti anche fattori quali: altre risorse del territorio (manifestazioni
culturali, prodotti della cultura materiale e immateriale del territorio); infrastrutture territoriali (servizi di
trasporto e per il tempo libero); servizi di accoglienza e imprese, la cui attività sia direttamente collegata al
processo di valorizzazione dei beni culturali. Il sistema così ipotizzato dovrebbe indurre la formazione di
processi sinergici tra i vari elementi (che devono comunque preesistere) e dare vita almeno a quattro subsistemi da sviluppare ed integrare:
• un primo sistema di valorizzazione dei beni immobili, con particolare attenzione a quelli di interesse
storico, artistico e culturale;
• un secondo sub-sistema di servizi per il tempo libero (largamente inteso);
• un terzo sottosistema volto a mettere in rete i servizi di accoglienza;
• un quarto riguardante le sinergie tra gli attori produttivi del territorio.
I quattro sub-settori, precedentemente elencati, sono definiti come i capital assets del distretto, che insieme al
potenziamento di altre componenti quali infrastrutture, strutture ricettive, formazione professionale e attività
produttive e commerciali d'interesse turistico, accrescono e valorizzano il patrimonio culturale del territorio,
88 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati materiale ed immateriale: le emergenze storiche, artistiche e architettoniche, i musei e gli archivi, le
biblioteche, i servizi ricreativi, i poli di eccellenza legati alla ricerca, all'istruzione e alla formazione, le
associazioni e le istituzioni, ma pure le competenze, le specializzazioni e i talenti professionali ed artistici, le
tradizioni, le iniziative e le manifestazioni locali, l'insieme dei valori, delle tradizioni e dei costumi che
caratterizzano la vita sociale della popolazione dell'area oggetto di intervento.
L’implementazione delle varie linee di attività di ricerca descritte in seguito si sostanzia nella messa a punto e
nella sperimentazione di una serie di prodotti/servizi innovativi utilizzabili dai diversi stakeholder del
territorio per valorizzare il centro storico.
Le principali caratteristiche dei servizi integrabili sono:
1. orientamento di filiera; per ciascuno dei servizi da implementare e degli obiettivi ad essi connessi si
adotterà una metodologia che affronti in maniera esaustiva ed efficace tutte le fasi e tutti i livelli e
soggetti del territorio coinvolti;
2. approccio multi settoriale, volto a generare sinergie e ad amplificare (è necessario agire su sinergie tra
sviluppo di prodotto e sviluppo culturale e turistico)
3. sostenibilità ambientale ed economica.
Conoscenze tecnologiche coinvolte
Per lo sviluppo di questo Obiettivo Realizzativo si provvederà a costituire i seguenti team specialistici e di
integrazione: Architetti , Archeologi, Storici, Geologi, Aziendalisti e Sociologi
89 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Attività 6.1
Descrizione attività
Titolo
Partner (soggetto responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
Modelli di gestione del patrimonio immobiliare di un centro
storico: il ruolo dei meta organizzatori
UNINA-DEMI
UNINA-DEMI
TEBE
63
460000
[68%] Ricerca Industriale
[ 32%] Sviluppo Sperimentale
Campania
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
La possibilità di attivare processi di rivalutazione e rilancio dei centri storici delle città, grandi e piccole, è
strettamente connesso alla capacità di trattenere i cittadini ed incrementare le presenze commerciali e
turistiche nei luoghi. La capacità di attuare politiche di valorizzazione richiede la presenza di organismi in
grado di svolgere il ruolo di metaorganizzazione. Soggetti in grado, cioè, di mettere a sistema una pluralità di
attori presenti sul territorio e di svolgere servizi finalizzati a soddisfare bisogni complessi. Nei centri storici la
presenza di un attore in grado di rappresentare gli interessi articolati dei proprietari del patrimonio
immobiliare (molto spesso di pregio storico architettonico) può rappresentare la condizione per avviare un
percorso di valorizzazione. La possibilità di disporre di modelli organizzativi e gestionali costituisce per i
potenziali meta-organizzatori un importante punto di riferimento ed un fattore in grado di agevolarli nella
realizzazione della loro missione.
L’obiettivo di questa linea di attività consiste nel mettere a punto una metodologia, da trasferire ai soggetti
che si candidano alla gestione del patrimonio dei centri storici.
Il modello organizzativo e gestionale consentirà al meta-organizzatore di disporre di una piattaforma di
gestione in grado di offrire ai proprietari del centro storico/borgo di riferimento un servizio di gestione di un
albergo diffuso, di una residenza per studenti Erasmus e di incubazione di attività commerciali e di
artigianato.
La metodologia che si andrà a sviluppare, partirà da un’analisi dello stato dell’arte a livello internazionale,
metterà a punto i potenziali servizi del metaorganizzatori, definirà i possibili modelli contrattuali tra
proprietari e metaorganizzatore ed il modello di gestione ed organizzativo di cui si dovrà dotare il soggetto
gestore dell’intervento. L’ultima attività consiste nello sviluppo della piattorma (back e front office) che sarà
messa a punto dal partner attuatore e che sarà resa disponibile per i territori coinvolti nella sua
sperimentazione.
Risultati attesi
Modello e Piattaforma sperimentale per la gestione del patrimonio immobiliare nei Centri Storici
Deliverables attesi
Relazione sullo stato dell’arte e sul ruolo dei metaorganizzatori nella gestione del patrimonio
Rapporto di presentazione della piattaforma
Specifiche per la progettazione e implementazione della piattaforma di gestione del Patrimonio Immobiliare
dei centri storici
Competenze e strumentazioni a disposizione
Per lo sviluppo dell'attività saranno coinvolte competenze in ambito economico, aziendale e giuridico del
dipartimento Demi
Sub Fornitura
Attività 6.2
90 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Descrizione attività
Titolo
Partner (soggetto responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
Definizione di un modello di integrazione del patrimonio
culturale con le attività economiche del territorio
UNINA-DSS
UNINA-DSS
CAMPI FLEGREI
26
190000
[63%] Ricerca Industriale
[ 37%] Sviluppo Sperimentale
Campania
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
Valorizzazione delle migliori produzioni tipiche nel contesto dell’esperienza turistica, attraverso la
partecipazione diretta e in rete degli attori locali e la narrazione e ricostruzione della storia dei prodotti, del
brand e insieme dei beni artistici e culturali.
Si prevede la contestualizzazione socio-culturale delle produzioni tipiche, tenendo conto dei luoghi, dei
monumenti e dei beni artistici che rappresentano il paesaggio culturale in cui il prodotto nasce, si nutre e si
sviluppa. Sulla base di tali elementi, l’attività ha l’obiettivo di:
a) promuovere i marchi di qualità del territorio attraverso la storia socio-cultuale alla quale
appartengono;
b) alimentare una rete di interesse rispetto al patrimonio culturale ed artistico della città, valorizzandone
le sue risorse, oltre che il sentimento di appartenenza al territorio;
c) definire un modello – e sperimentarne relative pratiche applicative – di integrazione della cultura
locale con le attività economiche del territorio, centrate sui suoi protagonisti, sul contesto artisticoculturale e sulla qualità delle produzioni tipiche.
L’attività prevede:
1) fase di ricerca sul campo:
a) raccolta ed analisi del materiale documentario costituito da archivi di famiglia, collezioni e
raccolte fotografiche private, legate ai marchi di qualità locali.
b) ricostruzione di storie e racconti popolari sui monumenti, le chiese, i musei e i vicoli del territorio
attraverso i quali la narrazione del prodotto -artigianale/culturale/artistico/enogastronomico tipico
e degli attori che gli danno vita, prende forma.
2) costituzione di un archivio di dati e collegamento attraverso sistemi come smartcode al fine di
rappresentare con trasparenza ed immediatezza i dati e la storia dei prodotti.
3) realizzazione di un social data archive, un social network che raccolga l’archivio di dati emersi nella
fase di indagine, intorno ai quali attivare e promuovere la partecipazione di tutti gli attori coinvolti
nel processo di promozione. Un social network, alimentato dalle storie di vita e dei beni culturali del
territorio, dai dati della ricerca, e soprattutto dalle interazioni tra i partecipanti, produttori ed utenti,
cittadini e turisti.
Risultati attesi
Promozione dei marchi di qualità del territorio
Diffusione tra i fruitori della tracciabilità e della qualità dei prodotti
Valorizzazione dei beni culturali e del patrimonio artistico cittadino
Deliverables attesi
• Report di ricerca basato sull’analisi socio-culturale del contesto e delle relazioni tra prodotti,
territorio, individui.
• Archivio di dati sulla storia sociale della tradizione artigianale e produttiva locale e Social data base.
• Definizione di specifiche per la realizzazione di un social network che potenzi la funzione di
conservazione e ricerca dei dati.
Competenze e strumentazioni a disposizione
Ricercatori senior e junior nel settore della ricerca sociale, dei processi culturali e della comunicazione.
Sub Fornitura
91 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Attività 6.3
Descrizione attività
Titolo
Partner
(soggetto
responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
Strategie e metodi per lo sviluppo integrato e la gestione dei sistemi
urbani dei centri storici
UNINA-DEMI
UNINA-DEMI
UNINA-DIARC
14
100000
[60%] Ricerca Industriale
[ 40%] Sviluppo Sperimentale
Campania
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
La presente proposta è finalizzata alla “valorizzazione” di un’area vasta ad alta intensità di beni culturali, come
sono la gran parte dei centri sotrici delle città Italiane. La proposta progettuale si articola in quattro livelli di
intervento.
Il primo livello di intervento prevede la costruzione di una piattaforma digitale che può considerarsi la
tecnologia abilitante e di supporto dell’intero progetto di valorizzazione. Tale piattaforma sarà realizzata sulla
base di una analisi di benchmarking a livello globale dei portali web utilizzati dagli organi di governo di altre
aree territoriali nazionali e/o internazionali.
Il secondo livello di intervento prevede la costruzione di una piattaforma relazionale di place branding che
rappresenta una modalità per cercare di avviare una valorizzazione dell’area mediante l’ottimizzazione dell’
”AS IS” nella prospettiva dei diversi segmenti di clienti in target dell’area (cittadini residenti, imprese, turisti,
investitori, ect.).
Il terzo livello di intervento, invece, è finalizzato ad una analisi strategica delle risorse e competenze dell’area
al fine di identificare, anche con il concorso dei diversi stakeholder che a diverso titolo contribuiscono alla
gestione dell’area, una strategia di sviluppo integrato della stessa.
Nell’ambito di questa attività verrà individuato anche un sistema di artefatti applicativi che saranno posti a
sostegno del branding e dei marchi di qualità. Gli artefatti che, singolarmente, costituiranno il piano d’identità
visiva saranno gestiti nello spazio e nel tempo attraverso la redazione di un manuale di immagine coordinata.
Il manuale conterrà le linee guida per un corretto utilizzo del sistema d’identità visiva nelle diverse condizioni
applicative. La sua funzione sarà quella di conservare integri, nel tempo di applicazione del piano di identità
visiva, l’immagine dei sistemi territoriali oggetto della sperimentazione e di veicolarne i rispettivi valori
territoriali.
Si intendono, poi, analizzare le modificazioni che intercorrono nel rapporto tra ambiente naturale, ambiente
costruito e comunità insediata, approfondendo la riflessione sugli aspetti organizzativi del processo decisionale
e sulle tecniche di valutazione degli impatti, anche sperimentando modelli valutativi integrati di supporto a
processi decisionali complessi e sviluppando Multi-Criteria e Multi-Group Spatial Decision Support System
(SDSS) aperti alla partecipazione ed all’interazione tra saperi.
Si intendono individuare ed esplicitare le componenti di una visione strategica che si fonda sulla costruzione di
nuove opportunità a partire dalla riqualificazione e valorizzazione del paesaggio storico urbano e del sistema di
beni culturali, e dalla promozione di una nuova base economica fondata sulla circolarizzazione dei processi.
Questa strategia costituisce la base per un approccio globale, integrato e sostenibile volto all’identificazione,
valutazione, conservazione e gestione dei paesaggi plurali, ed all’individuazione di un modello di sviluppo
endogeno fondato sull’economia della conoscenza, l’economia della conservazione del patrimonio culturale ed
ambientale e sull’economia civile.
Risultati attesi
I risultati attesi sono relativi allo studio ed implementazione di artefatti grafico comunicativi che
contribuiranno alla comunicazione e promozione territoriale
Elaborazione di strategie e azioni di valorizzazione del paesaggio storico urbano e dei beni culturali selezionati
come caso di studio: elaborazione di linee guida e modelli
Deliverables attesi
92 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Promozione presso terzi delle competenze sviluppate dal gruppo di lavoro ;
Sistemi di supporto alla decisione spaziale multi-gruppo e multi-criterio volti alla costruzione di scelte
di valorizzazione ed integrazione del sistema dei beni culturali con le attività commerciali, produttive e
artigianali
• Manuale di immagine coordinata.
• Un marchio ombrello dei sistemi territoriali;
• Produzione di cromie da affiancare al marchio;
Competenze e strumentazioni a disposizione
Il gruppo di lavoro che propone il progetto con il coordinamento e l’indirizzo scientifico del Prof. Luigi
Cantone ha in questi anni sedimentato presso il Laboratorio di Marketing (Laboratorio di ricerca riconosciuto
dal MIUR d.lgs 297/99 e 593/2000) diverse esperienze di ricerca (prodotti di ricerca) sui temi specifici oggetto
della presente proposta preliminare.
Le competenze richieste sono presenti nel Dipartimento di Architettura dell'Università di Napoli Federico II.
Per le attrezzature informatiche e di consumo si attinge alle consuete risorse dipartimentali
Esperti in economia e estimo ambientale, valutazioni multi-criterio e multi-gruppo, sistemi spaziali di supporto
alla decisione
Sub Fornitura
•
•
Attività 6.4
Descrizione attività
Titolo
Partner (soggetto responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
Il centro storico quale fattore di attrattiva culturale e turistica
UNINA-DEMI
UNINA-DEMI
14
100000
[60%] Ricerca Industriale
[ 40%] Sviluppo Sperimentale
Campania
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
Il centro storico richiede un intervento di valorizzazione sugli elementi che lo caratterizzano, attraverso un
approccio di marketing integrato che, in funzione dei fattori di attrattiva, includa le azioni di promozione del
sito e quelle volte a migliorarne la fruizione. L’azione prevede azioni business-to-business, finalizzate ad
attivare i circuiti attraverso i canali nazionali ed internazionali in collaborazione con le imprese del progetto, e
business-to-consumer, attraverso le più moderne logiche e tecniche del web. Le attività prevedono: la
definizione dei target di domanda; la differenziazione dell’offerta culturale, attraverso i canali più innovativi di
marketing; la creazione di sinergie con gli attori locali, per integrare le attività culturali, turistiche,
commerciali, produttive e artigianali del territorio; la realizzazione di eventi di qualità.
Saranno create diverse tipologie di itinerari, children and youth, con attività laboratoriali; no-boundaries,
destinati agli utenti diversamente abili; experience tours, itinerari tematici trasversali impostati per epoca
storica e collegati alla varietà delle produzioni artigianali del luogo; visiting and shopping.
I target di clienti saranno coinvolti sin dalla fase di promozione, attraverso sistemi di DMS, social media ed
app specifiche. Saranno attivati i collegamenti con le imprese che svolgono attività di incoming, incluso il
traffico crocieristico. La tecnologia contribuirà anche all’arricchimento emozionale in fase di visita.
Si lavorerà sullo sviluppo di sinergie tra gli attori locali, anche attraverso i collaboration software. Saranno
sviluppate offerte integrate all’insegna dei cinque sensi, con sinergie tra siti culturali, musica, gastronomia e
tutto il patrimonio identitario partenopeo, in collegamento con l’immagine del centro storico nel patrimonio
Unesco.
Si prevede l’iniziativa “smile” con il coinvolgimento degli studenti, finalizzata a migliorare il livello di
accoglienza nel centro storico.
Risultati attesi
93 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Campagna di promozione del centro storico, Incremento flussi di visitatori, prolungamento della stagione
turistica. Aumento del grado di customer satisfaction
Deliverables attesi
Sviluppo di un modello replicabile di valorizzazione sistemica del centro storico, con collegamento tra la
domanda e l’offerta culturale, produttiva e turistica
Competenze e strumentazioni a disposizione
Competenze in management e marketing delle imprese e dei sistemi turistici, in strategie e politiche di
marketing
Sub Fornitura
Attività 6.5
Descrizione attività
Titolo
Partner (soggetto responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
Informazione e divulgazione territoriale
CUEIM
CUEIM
14
100000
[ 60%] Ricerca Industriale
[40%] Sviluppo Sperimentale
Campania
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
Il CUEIM supporterà trasversalmente il progetto con azioni volte alla diffusione e comunicazione dei
risultati su larga scala garantendo al progetto la più vasta visibilità possibile. L’attività si svilupperà
attraverso l’organizzazione di eventi promozionali e workshop a carattere nazionale ed internazionale, volti a
comunicare e diffondere le iniziative ed i risultati ottenuti al fine aumentare l’interesse nei confronti dei
vantaggi competitivi forniti dall’implementazione delle soluzioni individuate.
Obiettivo fondamentale dell’attività sarà quello di individuare sia le linee guida di riferimento da usare per
comunicare e diffondere i risultati del progetto, sia di comunicare e promuovere l’intera attività progettuale,
attraverso attività comunicazionali e manifestazioni mass mediatiche. Le attività di Dissemination si
esplicheranno come di seguito elencato:
• Programmazione della Dissemination;Realizzazione di una Road Show;
• Realizzazione di una Communication Tools; Realizzazione dell’evento convegnistico.
Un primo step prevede un programma di diffusione dei risultati, in cui saranno indicate le modalità da
utilizzare per la comunicazione degli stessi, i soggetti coinvolti e la cronologia delle azioni di diffusione e di
comunicazione da esplicitare nel corso dello svolgimento del progetto.
In un secondo momento, si prevede la realizzazione di un Road Show, ovvero un ciclo di 3
workshop/sessioni di lavoro tematiche tra imprese e mondo della ricerca da ripetere in location dislocate
nelle Regioni della Convergenza. Il target dei Technology Days è rappresentato da: imprese e operatori
turistici; Musei; Enti Locali; Camere di Commercio; Associazioni di categoria; Studenti e ricercatori.
L’azione di comunicazione e diffusione dei risultati progettuali proseguirà con la pubblicazione di
quest’ultimi attraverso opuscoli, comunicati stampa, bollettini o riviste di settore.
L’ultimo step dell’attività riguarderà l’organizzazione di un Evento convegnistico finale preceduto da una
conferenza stampa di presentazione del convegno.
Al termine delle attività progettuali sarà realizzata la raccolta dei risultati e delle testimonianze degli attori
coinvolti, nonché delle attività seminariali e convegnistiche.
Risultati attesi
Progettazione e realizzazione di azioni di diffusione dei risultati della ricerca
94 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Deliverables attesi
• Work shop-Eventi
• Focus group
• Communication Tools (brochure, opuscoli, materiali illustrativi, ect.)
Competenze e strumentazioni a disposizione
Il CUEIM detiene notevoli competenze nell’ambito delle attività di divulgazione scientifica e dei risultati
della ricerca.
Sub Fornitura
Attività 6.6
Descrizione attività
Titolo
Partner (soggetto responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
Dal Centro Storico al Social Network: progettazione e
realizzazione di meccanismi di integrazione di fonti dati
eterogenee e non strutturate con i principali Social Network
UNISA
UNINA
UNINA-DIETI
30
214000
[60%] Ricerca Industriale
[40%] Sviluppo Sperimentale
Campania
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
Durante una passeggiata in un centro storico, magari a valle di un’esperienza turistica o gastronomica, nasce
spontaneamente da parte del protagonista il desiderio di condividere con altri il proprio vissuto. In altri casi
l’utente è talmente preso dall’esperienza che sta vivendo da non pensare immediatamente di condividere con
altri informazioni e opinioni sull’offerta del contesto in cui si trova. Obiettivo di questa attività è costruire,
attraverso un approccio collaborativo, consapevolezza, conoscenza e gestione del territorio. Si intende,
quindi, sperimentare modelli di interazione sociale che, avvalendosi anche delle tecnologie dell’Internet del
futuro, siano capaci di sviluppare una intelligenza proporzionale:
• alla produzione di conoscenza integrata del territorio
• alla qualità dell’accoglienza turistica;
• alla qualità di vita dei cittadini residenti;
• alla capacità di salvaguardare e valorizzare i beni comuni disponibili e le risorse culturali e sociali
dei luoghi.
Nel corso dell’attività si sperimenteranno modalità di cooperazione tra persone e soggetti (enti publici,
imprese e associazioni) finalizzate a stimolare un dinamismo economico improntato al tema della
sostenibilità e alla partecipazione e condivisione da parte cittadini di informazioni e dati. In questo scenario
un ruolo fondamentale sarà giocato dai Social Network, che permettono in modo nativo di condividere in
tempo reale informazioni fra utenti, e dalla loro integrazione, grazie ad opportuni servizi a valore aggiunto,
con il contesto da monitorare. Attraverso la possibilità data agli utenti di interagire tra loro e con il contesto
in cui si trovano, utilizzando il paradigma comunicativo dominante dei Social Network, si intende stimolare
la produzione e gestione distribuita di Open Data e di Linked Open Data in accordo con i principi dell’EDemocracy. Un approccio di questo tipo, inoltre, partendo dai modelli teorici di indicatori combinati e da
obiettivi di sviluppo, permetterà di realizzare metodi e strumenti fondamentali per l'analisi generica del
territorio per l’osservazione territoriale della Intelligenza collettiva. L’attività dapprima analizzerà in
dettaglio la problematica del progettare meccanismi di recupero e d’integrazione di dati eterogenei,
attraverso l’utilizzo di social network, e definire tecniche di reasoning per il riconoscimento automatico di
eventi con la necessaria Business Intelligence per prendere adeguate azioni in risposta agli stimoli
provenienti dall’esterno. A valle di questa prima fase si provvederà ad implementare alcuni prototipi dei
servizi.
Risultati attesi
95 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Analisi delle sorgenti informative che possono interagire con i Social Network
Definizione di modelli innovativi di condivisione “pervasiva” di contenuti
Servizi per l’integrazione di un contesto e dei suoi attori all’interno dei principali Social Network
Deliverables attesi
Stato dell’arte sull’integrazione pervasiva fra contesti e Social Network
Progettazione e realizzazione di servizi a valore aggiunto per l’integrazione “pervasiva” contesto e Social
Network
Competenze e strumentazioni a disposizione
Conoscenza dei principali strumenti di progettazione per servizi da integrare all’interno di Social Network.
Sub Fornitura
Attività 6.7
Descrizione attività
Titolo
Architettura dell’Informazione per le componenti del progetto
integrato
Partner (soggetto responsabile) TELESERVISI S.p.A
Partner (soggetto attuatore)
TELESERVISI S.p.A
Impegno mesi/uomo ricerca
21
Costo Attività
150000
Tipologia
[70%] Ricerca Industriale
[ 30%] Sviluppo Sperimentale
Localizzazione
Campania
Obiettivi e attività previste
Con il termine Architettura dell’Informazione viene intesa come “scienza per incrementare la trovabilità
dell’informazione” cioè di facilitare il riconoscimento. Con il termine findability si intende la capacità di
un’informazione di essere localizzabile e fruibile. La findability è uno degli obiettivi di una buona
architettura dell’informazione. Ma se il concetto di trovabilità (findability) è universale e senza tempo,
nell’attuale era del World Wide Web, e alle porte di quella dell’Ubiquitous Computing, esso va acquistando
un ruolo chiave.
Nell’ambito del progetto integrato assume il ruolo principalmente per: garantire il riconoscimento dei
servizi, facilitare l’utilizzo dei servizi del progetto, facilitare l’accesso alle informazioni.
Nel progetto l’architettura dell’informazione viene considerata come una branca dell’interaction design che
ha tre principali obiettivi:
• individuare le proprietà dell’informazione rilevanti al fine di rendere questa più facilmente trovabile
da parte di utenti particolari con specifiche esigenze;
• favorire il reperimento dell’informazione mediante l’allestimento di una logica di organizzazione del
sistema interattivo, sulla quale appoggiare gli strumenti di navigazione e di ricerca diretta;
• individuare le forme più opportune per comunicare tale organizzazione tramite l’interfaccia.
L’architettura dell’informazione si occupa di definire la struttura e la navigazione di un sistema informativo.
In un sistema come il web la navigazione si basa principalmente, es., sui collegamenti ipertestuali, ma anche
attraverso le interfacce per l’interrogazione di motori di ricerca o di database. L’A.I. viene coniugata, nel
progetto, come processo di costruzione delle modalità di accesso all’informazione finalizzato a permettere
agli utenti di accedere ai diversi, sistemi, dispositivi, luoghi, servizi, etc, basandosi principalmente sul loro
intuito, cioè facilitandone quella forma naturale ed immediata per ogni fascia e tipologia di utenza.
Si comprende appieno l’importanza di questa componente, essa detta le regole per organizzare e presentare
tutti i diversi sistemi: di presentazione, fruizione, comunicazione, etc. etc. compresi dall’intervento;
naturalmente viene considerata anche la componente del design grafico, o di “identità visiva”.
Il processo dell’A.I non si esaurisce nella fase iniziale del progetto ma lo sostiene al fine di adattare e
migliorare continuamente le performance del sistema, valutando statisticamente l’importanza che gli utenti
attribuiscono ai contenuti loro proposti. Questa attività valutativa sarà svolta nella fase di sperimentazione
sul campo dei servizi integrati del progetto per le aree dei Centri Storici.
Nel progetto lo sviluppo dell’A.I sarà incentrata prevalentemente sugli utenti del sistema attraverso la logica
dell’user centered design.
96 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Risultati attesi
Redazione di un progetto unitario a sostegno ed organizzazione di tutti i processi di comunicazione previsti.
Semplificazione ed aumento dell’efficienza dei sistemi, sia analogici che digitali, destinati alla comunicazione.
Ottimizzazione della organizzazione e presentazione delle informazioni, aumento delle capacità di
orientamento autonomo nella ricerca ed accesso alle informazioni, da parte del singolo ed autonomo fruitore
Deliverables attesi
• Progetto integrato di comunicazione per tutte le componendi di device del progetto, sia analogiche
pubblicazioni, guide, cartellonistica, etc) che digitali (web. APP, etc).
• Sviluppo di indicatori per misure e valutare l’ importanza attribuita ai diversi contenuti dei servizi
da parte dei fruitori
Competenze e strumentazioni a disposizione
• Competenze di progettazione di sistemi informativi ed organizzazione della conoscenza
• Competenze di grafica e comunicazione grafica
• Competenze sulla comunicazione digitale integrata
• Presso i diversi dipartimenti dell’Università Federico II UNINA e UNISA
Sub Fornitura
Attività 6.8
Descrizione attività
Titolo
Comunicazione e processi di inclusività attiva per i soggetti operanti nei
Centri Storici
Partner (soggetto responsabile) CAMPI FLEGREI
Partner (soggetto attuatore)
CAMPI FLEGREI
Impegno mesi/uomo ricerca
17
Costo Attività
120000
Tipologia
[70%] Ricerca Industriale
[ 30%] Sviluppo Sperimentale
Localizzazione
Campania
Obiettivi e attività previste
Questa attività è finalizzata all’identificazione e all’ analisi dei paradigmi di comunicazione e delle strategie di
intervento più idonei a sostenere la sinergia tra i soggetti operanti nei centri storici, favorendo processi di
integrazione, cooperazione, partecipazione e inclusività attiva. L’obiettivo è ancora una volta quello di
condividere informazioni, promuovere l’apprendimento reciproco e realizzare ricerche sulla attuazione delle
strategie di inclusione attiva a livello locale. L’inclusività attiva è un aspetto che riguarda la partecipazione di
tutti gli attori di un centro storico urbano, sia dal punto di vista civico, come contributo al miglioramento delle
condizioni di vivibilità e fruibilità di beni e servizi, che da quello delle opportunità che nel centro storico
potrebbero svilupparsi, creando una catena di auto-incremento per la partecipazione. Se la dimensionalità del
centro storico urbano si estende a incubatore di idee e proposte maturate a partire dalla profonda conoscenza
della propria identità storico-territoriale, esso diventa opportunità di integrazione e visibilità, agorà creativo di
idee e soluzioni che trovano un canale di ascolto e valutazione. Il centro storico va ripensato come “nucleo
creativo ed educante” in cui vanno attivate azioni concertate di inclusione attiva, in un circolo virtuoso che,
prendendo in carico le persone in tutta la loro complessità, pone l’accento sul valore intrinseco dell’essere
umano in quanto tale e non in quanto strumento economico, al quale vanno dati fiducia e rispetto. Esso va
ripensato in termini di comunicazione sia verso l’esterno che nella relazione con i propri cittadini, definendo
in primis una propria identità specifica attraverso cui la comunità si racconta e si propone nella competizione
internazionale per attrarre investimenti, talenti e visitatori. Questa definizione identitaria deve essere impostata
e messa a fuoco in maniera sempre più precisa attraverso meccanismi di ascolto della cittadinanza, partendo
dalla mappatura dei bisogni e da un’analisi delle prospettive proposte dai diversi stakeholder pubblici e privati.
La comunicazione e l’inclusività del nuovo centro si struttura, preservando da una parte la necessità e il
consolidamento di canali informativi attraverso cui rendere trasparente l’attività amministrativa, dall’altra
appare l’urgente creazione di luoghi - virtuali e non - in cui le diverse anime cittadine possano raccontarsi e
mettere a fattor comune la propria idea di città. Compito delle governance territoriali è abilitare, animare,
97 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati moderare e rendere incisivi verso l’esterno questi ambiti narrativi cittadini e di contestualizzarli nel panorama
socio-economico nazionale e internazionale, così da arrivare all’individuazione di direttrici interpretative nette,
su cui orientare la programmazione strategica e le azioni di marketing territoriale. Una centro, quindi, che non
deve solo informare i propri cittadini, ma che utilizza nuovi strumenti per abilitare la relazione con loro e tra di
loro e si propone in una prospettiva continua di apprendimento/insegnamento. Se la capacità di ascolto è alla
base del produttivo utilizzo degli strumenti social, si tratta di diffondere, all’interno di tutta la comunità
operante nei centri storici, una cultura del servizio e di interazione. I Social Media evidenziano due dimensioni
critiche: l’integrazione tra diversi uffici o settori e la flessibilità, la capacità di rispondere con tempestività nei
diversi contesti, compresi quelli di emergenza nei quali la passività cittadina ha già dimostrato di dipendere in
larga misura da un utilizzo accorto e creativo degli strumenti del Web 2.0. L’identificazione del centro storico
come “nucleo educante” è un paradigma che offre interessanti margini di lavoro principalmente su due
prospettive: il centro che si conosce e il centro che si racconta. Il centro che si conosce non è esclusivamente
moltiplicazione dei dati, moltiplicando i sensori, ma è saper connettere e interpretare i dati che già possiede in
maniera accorta e condivisa creando quella conoscenza di sé e del proprio posizionamento che sta alla base del
consolidamento comunitario, della veloce soluzione dei problemi e della proiezione nel futuro. All’interno di
questa visione le piattaforme tecnologiche, gli strumenti di crowdsourcing e social networking e le potenzialità
del Web 2.0 rappresentano lo strumento prioritario per condividere metodi, strategie e servizi nonché il veicolo
più diffuso ed immediato per favorire processi di inclusività, soprattutto ma non solo, da parte della
popolazione che risulta “emarginata” per ragioni prevalentemente di natura sociale ed economica.
Risultati attesi
- Identificazione dei modelli di inclusività attiva tra operatori nei centri storici
- Valutazione delle strategie di inclusività e incentivazione della partecipatività collettiva del centro
storico urbano
- Identificazione di paradigmi di comunicazione a supporto delle strategie di inclusività
- Identificazione di metriche e indicatori qualitativi e quantitativi di osservazione
Deliverables attesi
- Report su modelli e strategie di inclusività attiva nei centri storici urbani
- Report sulle tecnologie a asupporto dell’attuazione di strategie di inclusività attiva nei centri urbani
Competenze e strumentazioni a disposizione
Sub Fornitura
Attività 6.9
Descrizione attività
Titolo
Partner (soggetto responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
Nuovi strumenti di social-network nella valorizzazione dei centri storici
CAMPI FLEGREI
CAMPI FLEGREI
29
210000
[70%] Ricerca Industriale
[ 30%] Sviluppo Sperimentale
Campania
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
L’obiettivo di questa attività è quello di approfondire quali siano, tra quelli attualmente disponibili, gli
strumenti di social networking più adatti a sostenere politiche di valorizzazione dei centri storici, nonché di
analizzare tecniche e modalità con cui le potenzialità offerte da tali moderni e diffusissimi strumenti, possano
essere sfruttate per rivoluzionare il modo di vivere e percepire i centri storici, favorendo ancora una volta un
processo di coinvolgimento, partecipazione ed interazione tra soggetti in visita e soggetti locali.
Si intendono approfondire in dettaglio le tematiche relative ai sistemi di reputazione e visibilità online dei
centri storici come destinazioni di visite, e del sistema delle raccomandazioni come nuove leve per la
promozione, terminando con un’analisi quantitativa volta a valutare, anche attraverso indagini territoriali
98 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati dirette (interviste, ad esempio) l’effettivo incremento quantitativo delle visite e del gradimento dei luoghi,
come conseguenza dell’attuazione di strategie di visibilità, di reputazione online e di ranking (posizionamento)
nei social network. In un contesto in cui a quasi totalità delle persone cerca informazioni in rete e dove due
utenti su tre danno grande importanza ai commenti e alle opinioni di altri utenti prima di effettuare le proprie
scelte, la percezione, la visibilità e la reputazione online di una destinazione risultano elementi essenziali.
Oggi, infatti, al fine di incrementare il numero di turisti e per portare beneficio alle attività presenti sul
territorio è fondamentale per le destinazioni conoscere e gestire quello che si dice di loro nel web. Non è
importante infatti quello che la destinazione dice di se stessa ma quello che gli altri raccontano di essa. La
reputazione di una destinazione è costituita dalle opinioni e dai contenuti diffusi in rete dagli utenti e ne
influenza in modo decisivo il posizionamento, l’immagine e la visibilità. Proprio per questo ha un valore
economico rilevante che la rende strategica tra le azioni di management e marketing di una destinazione. Se
infatti l’immagine è positiva tutta la destinazione e gli operatori ne favoriscono: il turista sarà disponibile a
pagare il giusto e sarà più facile attirare turisti presso la destinazione. Se invece la reputation è neutrale o
negativa l’immagine e il revenue della destinazione ne risentiranno. Conoscere opinioni e aspettative degli
utenti può semplificare l’individuazione delle azioni più adatte e più gradite da porre in essere per aumentare il
livello di gradimento e fruibilità ed alimentare così un meccanismo di feedback che sostiene luoghi ed
iniziative. Oggi, la reputazione può decretare il successo o l’impopolarità di una destinazione. Gli utenti non si
recano in visita in località maltenute, malservite e poco curate e valorizzate. Per ottenere queste informazioni si
affidano al sistema di feedback e raccomandazione sorretto dal social networking. Quindi, la cura e la gestione
dell’immagine e la reputazione online di un centro storico, come di ogni altra opportunità culturale, non
possono più essere lasciate all’improvvisazione ma vanno studiate e programmate con opportuni strumenti e
metodologie.
Risultati attesi
• Identificazione degli strumenti di social networking per la valorizzazione dei centri storici
• Identificazione e analisi di scenari di utilizzo del social networking nei processi di promozione e
valorizzazione
• Analisi delle ricadute e dei benefici ottenuti mediante impiego di sistemi di raccomandazione
Deliverables attesi
• Report sui modelli di impiego degli strumenti di social networking nelle politiche di valorizzazione e
promozione dei centri storici
• Report sulle metriche e gli indicatori di efficacia dell'impiego di strumenti di social networking nei
centri storici
Competenze e strumentazioni a disposizione
Sub Fornitura
Attività 6.10
Descrizione attività
Titolo
Partner (soggetto responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
Piattaforma di animazione del territorio
CAMPI FLEGREI
CAMPI FLEGREI
39
280000
[70%] Ricerca Industriale
[ 30%] Sviluppo Sperimentale
Campania
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
Questa attività si colloca nell’ambito degli interventi finalizzati alla valorizzazione e si pone l’obiettivo di
individuare modelli di intervento efficaci e persuasivi da attuare nel centro storico urbano. Animare un centro
urbano è una attività che intreccia tecnologia, patrimonio, attrattive storiche, artistiche, monumentali,
paesaggistiche e naturali, per poi coinvolgere le tipicità locali, sia dal punto di vista eno-gastronomico che
espositivo, per passare a coinvolgere e conoscere usi e dei costumi che hanno costruito la storia locale.
99 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati È quindi necessario creare uno spazio attraente dove investire, lavorare e vivere. Un possibile modello di
animazione è quello di animazione tematica, che metta in evidenza quelle peculiarità locali in cui ambiente e
cultura presentano caratteri di estremo interesse.
Quando la domanda di intrattenimento educativo cresce, l’offerta si espande e si articola; ogni destinazione
turistica si impegna a valorizzare il proprio patrimonio storico-artistico, rendendolo fruibile con sempre più
attenzione alle componenti immateriali di comunicazione e animazione che interessano l’utenza.
Nei centri storici, così come in altri settori come quello museale, le tecnologie digitali hanno trovato terreno
fertile di applicazione e, ad oggi,le ICT sono il fattore abilitante per innumerevoli esperienze sia a carattere
nazionali che internazionale. Il panorama plurale che ne emerge trova ancora una volta il proprio denominatore
comune nella fruizione, nella relazione diretta e mediata tra il visitatore e luogo, individuando le tendenze in
atto, che vedono l’introduzione delle tecnologie digitali finalizzata a migliorare ed arricchire l’esperienza di
visita, veicolando più contenuti e in maniera personalizzata.
I modelli di animazione individuati si focalizzano su quattro diversi aspetti della fruizione, ovvero spazio,
contenuto, tempo, gioco, e sono descritti attraverso le esperienze e le tecnologie che li rendono possibili.
• Spazio: la localizzazione del visitatore nello spazio del centro urbano ha una triplice finalità: tracciare
e suggerire i percorsi dei visitatori, fornire uno strumento di orientamento e garantire un afflusso
coerente di informazioni nella corretta posizione. Le tecnologie di sensing location alla base di queste
applicazioni, sono in grado di localizzare il visitatore all’interno dell’area urbana, avvalendosi di
sistemi wireless e GPS che comunicano tramite segnali inviati da supporti di uso comune come PDA
e SmartPhone. L’utilizzo della tecnologia RFID, supportata dal wireless e dal GPS, può essere
impiegata per tracciare il percorso effettuato dal visitatore e visualizzarlo in seguito su internet.
• Contenuti: l’attenzione è posta sui contenuti della fruizione e sulle applicazioni che mirano ad
arricchire l’esperienza di visita, fornendo contenuti aggiuntivi, spesso di carattere multimediale, come
video, immagini, testi, finalizzati a migliorare la comprensione e l’immersione dei e nei luoghi con
approfondimenti.
• Il modello dell’enhancing può basarsi su un sistema interattivo fondato sull’uso di un palmare e di un
software, sviluppato appositamente, che consentono al fruitore di ricevere informazioni durante la
visita, come approfondimenti, audio e video. Il palmare supporta le tecnologie wireless e RFID e
riconosce tag sistemati lungo il percorso storico urbano, segnalando la presenza di punti in cui è
possibile ottenere materiale consultabilee.
• Tempo: una delle conseguenze più rilevanti dell’introduzione della tecnologia nel settore del
patrimonio culturale è di certo una nuova gestione del tempo. Le tecnologie hanno espanso il tempo
della fruizione prima e dopo la visita: esistono strumenti che consentono di pianificare on-line il
percorso all’interno del centro o dell’area di interesse, seguendo le preferenze del visitatore, e di
rinnovare ed approfondire l’esperienza vissuta anche a visita conclusa.
• Gioco: le tecnologie sono impiegate per creare giochi interattivi che coinvolgono il visitatore e mirano
a fornire conoscenze e informazioni in maniera avvincente, a educare intrattenendo. Le esperienze
rappresentative di questo modello sono spesso rivolte a bambini o ragazzi in età scolare. Si potrebbe
pervenire all’elaborazione di un gioco interattivo, basato su sistemi portatili touch-screen, che prevede
la ricerca durante il percorso nel centro storico di informazioni per progredire nel gioco.
Per consentire una verifica dei modelli adottato e delle azioni intraprese si prevedono indagini dirette e
indirette, attraverso gli strumenti di raccomandazione messi a disposizione dai social networks, sulla
soddisfazione, sulle attese e sui comportamenti dei frequentatori e degli operatori economici del centro storico
e la verifica della performance dell’ attrattività del centro urbano.
Nello specifico si vuole procedere ad una rilevazione sui frequentatori che prevede la somministrazione di
questionari e/o la realizzazione di interviste, l’elaborazione dei dati e la presentazione dei risultati
dell’indagine; una rilevazione verso gli operatori che prevede anch’essa la somministrazione dei questionari,
l’elaborazione del report relativamente alle rilevazioni effettuate e la presentazione dei risultati
Risultati attesi
• Identificazione di modelli pervasivi di animazione ed intrattenimento sostenibili nei centri storici
• Analisi dei modelli di animazione sostenibili nei centri storici e delle tecnologie a supporto
• Identificazione di metriche e indicatori di validità dei modelli di animazione
Deliverables attesi
• Report sulle attività di identificazione di modelli di animazione sostenibile nei centri storici
100 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Report sulle tecnologie di supporto
Report sullo studio degli indicatori di qualità ed efficienza dei modelli di animazione ed
intrattenimento individuati
Competenze e strumentazioni a disposizione
•
•
Sub Fornitura
101 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati 8.2.7
OR7
Descrizione obiettivo realizzativo
Titolo
Inizio attività:
Fine attività:
Soggetto Leader
Partner (soggetti Attuatore)
Gestione della Sicurezza
3
20
UNINA
UNINA DIETI
UNINA DISTAR
UNISA-DIIN
290000
60%
40%
Costo
Percentuale di RI:
Percentuale di SS:
Obiettivi Perseguiti
Questo OR si occupa di sicurezza sia in termini di sorveglianza che di rischio ambientale.
Per quanto riguarda il primo aspetto, ci si occupa prevalentemente di videosorveglianza. L’attività di ricerca
non riguarda la progettazione e realizzazione di sistemi e apparati, per i quali aspetti si può contare su soluzioni
off-the-shelf, ma la progettazione di algoritmi di elaborazione che permettano di migliorare la qualità delle
immagini acquisite (attraverso tecniche allo stato dell’arte di denoising, segmentazione, change detection,
super-risoluzione) e quindi l’affidabilità degli algoritmi di tracking e classificazione di oggetti, persone, eventi
e di generazione di allarmi. A complemento del sistema di videosorveglianza classico, saranno progettate una
rete microfonica ed una rete di telecamere multispettrali per applicazioni di sicurezza.
Per il secondo aspetto saranno anzitutto considerati gli aspetti di sicurezza geologica, e saranno studiate le
complesse interazioni tra la falda acquifera e le strutture antropiche, di particolare interesse, ad esempio, per il
sito dimostratore di Borgo Orefici. In tale area si potranno sviluppare protocolli e procedure per la prevenzione
dei rischi connessi all’interazione tra la falda, le opere archeologiche ed il mare. Saranno inoltre studiati e
sviluppati sensori innovativi, impiegabili in reti wireless, per la rilevazione del rischio ambientale connesso
alla statica degli edifici e all’inquinamento atmosferico.
Conoscenze tecnologiche coinvolte
Per lo sviluppo di questo Obiettivo Realizzativo si provvederà a costituire i seguenti team specialistici e di
integrazione: Geologi, Informatici, Fisici, Ingegneri,
102 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Attività 7.1
Descrizione attività
Titolo
Partner (soggetto responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
Videosorveglianza intelligente
UNINA
UNINA-DIETI
7
50000
[60%] Ricerca Industriale
[ 40%] Sviluppo Sperimentale
Campania
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
Le applicazioni di videosorveglianza per monitoraggio e sicurezza hanno avuto grandissimo impulso negli
ultimi anni. Fra le elaborazioni di alto livello di maggiore successo si possono includere location and activity
tracking, activity monitoring and tracking, face recognition, gait recognition, ecc. Nella pratica, però, il segnale
fornito dalle telecamere è spesso di qualità così bassa, per motivi sia economici che tecnologici, da
pregiudicare il successo di queste elaborazioni. Ciò ha motivato e sostenuto una intensa attività di ricerca
scientifica nel settore dell’elaborazione delle immagini e del segnale video. Tra le metodologie emergenti di
maggiore interesse, si citano le tecniche di rappresentazione sparsa del segnale (a partire dalle wavelet fino alle
più recenti tecniche basate sul machine learning), le elaborazioni basate su approccio non-locale, le tecniche di
rappresentazione, analisi ed elaborazione su grafo. Una doverosa fase di ricognizione e studio di tali
metodologie e dello stato dell’arte in generale costituisce la necessaria premessa delle successive attività di
sviluppo.
Primo obiettivo di questa attività, a più elevato contenuto metodologico, è migliorare la qualità del segnale
acquisito dalle telecamere di videosorveglianza a livello di feature primitive (pixel, regioni omogenee,
contorni, oggetti, variazioni) al fine di migliorare le prestazioni delle elaborazioni di livello più elevato
(tracking, classificazione di comportamenti, decisioni di allerta).
Fissata la qualità dell’hardware disponibile, limitata per ovvi motivi economico-tecnologici, si può fare leva su
opportune tecniche di elaborazione per migliorare la qualità del segnale, adoperando:
a) Tecniche basate su filtraggio non-locale e trasformata wavelet, sia su singola frame che frame
multiple, per la riduzione del rumore, soprattutto in condizioni di scarsa illuminazione;
b) Tecniche di edge detection e closure basate su watershed ed elaborazioni graph-based per la
rilevazione delle sagome degli oggetti e il loro successivo tracking temporale;
c) Tecniche di super-risoluzione di oggetti di interesse (individuati interattivamente off-line) attraverso
rappresentazione sparsa e fusione delle informazioni da gruppi di frame o anche multi-telecamera.
Ulteriore obiettivo consiste nell’effettuare la ricognizione e selezione dei migliori prodotti disponibili per
realizzare applicazioni di alto livello, come tracking, riconoscimento e classificazione di oggetti, analisi di
comportamenti, ecc. Oltre ad utilizzare tali prodotti per le applicazioni previste dal dimostratore, si
integreranno con le tecniche di elaborazione sviluppate, analizzando gli effetti sulle prestazioni.
Risultati attesi
Ricognizione dello stato dell’arte, sviluppo di algoritmi per il miglioramento della qualità di sequenze video
Deliverables attesi
• Rapporti tecnici,
• software per il miglioramento della qualità di sequenze video
Competenze e strumentazioni a disposizione
Il gruppo di ricerca sull’image processing (GRIP) attivo presso il DIETI ha esperienza ventennale sulle
metodologie di rappresentazione, elaborazione e analisi di immagini e segnale video.
Sub Fornitura
Attività 7.2
Descrizione attività
103 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Titolo
Partner (soggetto responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
Sicurezza/protezione dai rischi geologici del bene culturale e del
relativo fruitore
UNINA-DISTAR
UNINA-DISTAR
12
90000
[60%] Ricerca Industriale
[ 40%] Sviluppo Sperimentale
Campania
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
In questo ambito, saranno affrontate tutte le problematiche e i rischi connessi con la presenza di una falda
idrica sotterranea prossima al piano campagna (come nel caso del dimostratore Borgo Orefici) e di
conseguenza all’interferenza della stessa falda con le emergenze archeologiche esistenti in superficie e nel
sottosuolo. Più in dettaglio, questo aspetto riguarderà lo studio strumentale delle complesse interazioni “faldastrutture antropiche”, sepolte o presenti in superficie, e la protezione dai processi di salinizzazione
dell’acquifero costiero. Allo stato attuale, ampi settori urbani, come ad esempio quelli prossimi all’area del
Borgo Orefici sono costantemente o periodicamente allagati (soprattutto in occasione di intense e prolungate
piogge o durante la stagione invernale), con seri problemi di vivibilità del territorio urbano e/o di impedimenti
alle normali attività socio-economiche. Pertanto, l’area del dimostratore Borgo Orefici potrà costituire
un’area-campione su cui poter sviluppare “dimostratori” automatizzati e funzionanti in remoto per studiare,
implementare e sperimentare, mediante approcci ed indagini interdisciplinari, protocolli e procedure di studio
per l’analisi e la prevenzione delle complesse dinamiche idrogeologiche di interazione esistenti tra la falda, le
opere archeologiche ed il mare. Ciò al duplice fine di meglio comprendere il modello comportamentale del
sistema “acquifero-mare” e pervenire ad un adeguato modello di gestione/salvaguardia del complesso sistema
“falda-opere di interesse culturale. Ciò potrà costituire altresì un’importante opportunità, per Enti, società ed
imprese, progettare, realizzare e gestire un impianto tecnologico avanzato automatizzato (aventi similitudini ai
sistemi wellpoint), quale dimostratore reale, avente anche una funzione ricreativo-ambientale (per esempio le
acque emunte potrebbero, tra l’altro, alimentare/servire piazze, aree verdi, fontane pubbliche, etc.), oltre che di
mitigazione del rischio idrogeologico locale.
Risultati attesi
Progettazione e sviluppo di impianti e metodologie per la mitigazione dei rischi geologici in aree urbane
Deliverables attesi
Prototipi di impianti e protocolli per la sorveglianza ed allerta
Competenze e strumentazioni a disposizione
Nel DISTAR operano gruppi di ricerca con esperienza pluriennale nel campo dell’ambiente fisico con
particolare riferimento gli aspetti geologici nell’accezione più ampia del termine. Il DiSTAR possiede
competenze, risorse umane, laboratori e strumentazioni che saranno messe a disposizione del progetto
(http://www.distar.unina.it ).
Sub Fornitura
Attività 7.3
Descrizione attività
Titolo
Partner (soggetto responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
Fruizione delle risorse Geoambientali
UNINA-DISTAR
UNINA-DISTAR
10
70000
[60%] Ricerca Industriale
[ 40%] Sviluppo Sperimentale
Campania
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
Al fine di migliorare la fruizione delle risorse geoambientali del territorio, verranno studiate strategie per la
realizzazione di percorsi didattico-formativi multimediali riguardanti: 1) le caratteristiche, le cause e il rischio
104 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati indotto dai fenomeni del dissesto idrogeologico in riferimento alle aree esaminate; 2) i piani di evacuazione e
le norme comportamentali da adottare in occorrenza di eventi pluviometrici eccezionali o in caso di fenomeni
di dissesto idrogeologico; 3) l’uso storico e attuale delle risorse termo-minerali dell’area flegrea e dei rischi
geoambientali connessi; 4) la diffusione delle conoscenze sulla potenzialità delle fonti geotermiche a bassa
entalpia per usi plurimi; 5) la progettazione di un impianto di condizionamento termico di un edificio, con
funzione culturale pubblica, quale dimostratore reale.
Nella fattispecie saranno studiati e realizzati sistemi finalizzati a migliorare la qualità degli edifici (risparmio
energetico e condizionamento termico) mediante l’uso di impianti geotermici a bassa entalpia. Infatti, i dati e
le informazioni idrogeologiche e idrogeochimiche acquisite sugli acquiferi saturi ed insaturi, oltre che sulla
profondità della falda e sulle caratteristiche chimico-fisiche e termali delle acque sotterranee, consentiranno di
progettare e realizzare, nell'ambito dei progetti dimostratori previsti in OR9, un set-up sperimentale (un
innovativo impianto di climatizzazione) sfruttando l’energia termica a bassa entalpia (e/o a media entalpia)
presente nel sottosuolo dell’area di Bacoli e del Borgo Orefici. La progettazione di tale impianto pilota sarà
eseguita ed ottimizzata in funzione: i) del monitoraggio multiparametrico effettuato sulle proprietà idrauliche,
fisiche e idrogeologiche della sorgente di calore (acquifero e/o falda); ii) alle simulazioni condotte attraverso
l’implementazione di modelli fisico-matematici, a scala reale, mediante l’analisi dinamica delle prestazioni
del sistema “acquifero-falda-opera di estrazione del calore”.
Risultati attesi
Progettazione e sviluppo di impianti geotermici a bassa entalpia in aree urbane.
Deliverables attesi
Prototipi di impianti con sviluppo di tecnologia adeguata allo sfruttamento dello scambio termico in sistemi
naturali.
Competenze e strumentazioni a disposizione
Nel DISTAR operano gruppi di ricerca con esperienza pluriennale nel campo dell’ambiente fisico con
particolare riferimento gli aspetti geologici nell’accezione più ampia del termine. Il DiSTAR possiede
competenze, risorse umane, laboratori e strumentazioni che saranno messe a disposizione del progetto
(http://www.distar.unina.it ).
Sub Fornitura
105 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Attività 7.4
Descrizione attività
Titolo
Partner (soggetto responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
Sicurezza da incendi in ambienti confinati
UNISA-DIIN
UNISA-DIIN
11
80000
[60%] Ricerca Industriale
[ 40%] Sviluppo Sperimentale
Campania
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
Gli obiettivi della sicurezza in caso di incendio si riferiscono sia agli edifici che alle persone. I casi analizzati
mediante simulazione CFD di scenari di incendio riguarderanno sia strutture per le quali sono previsti sistemi
di sicurezza antincendio, sia strutture nelle quali tali sistemi devono essere progettati. Tali codici di calcolo
consentono di modellare i fenomeni di propagazione del calore e di dispersione di sostanze tossiche e nocive,
in presenza di diverse condizioni fluidodinamiche determinate dalla tipologia di incendio, dalle caratteristiche
architettoniche e strutturali dell’ambiente analizzato, dagli impianti e dalle misure di protezione e mitigazione
installate o da installare.
Poiché la salvaguardia del Patrimonio artistico-culturale in caso di incendio non può prescindere dalla
salvaguardia della salute delle persone coinvolte nell’evento e del loro esodo in sicurezza, la predizione
dell’evoluzione dell’incendio sarà quindi accoppiata alla descrizione dell’esodo delle persone coinvolte in
considerazione delle loro caratteristiche (e.g. età, sesso, capacità di deambulazione, etc.), nonché alla
geometria dei percorsi ed alla loro sostenibilità (i.e. concentrazioni gas tossici, temperatura, irraggiamento,
visibilità, etc.), nonché della loro interazione reciproca e con l’infrastruttura ed infine dell’instaurarsi di
eventuali fenomeni di panico.
Tali attività potrebbero sarà utilmente coordinate con quelle di altri Obiettivi, ad esempio per identificare il
sistema di sensori più adeguato all’ambiente (museo, palazzo antico, luogo di culto) e diagnostica.
Risultati attesi
Identificazione di scenari differenti in relazione alla tipologia di focolai di incendio.
Rappresentazioni grafiche della simulazione in termini di temperatura, pressione, concentrazione di
inquinanti in differenti tipologie di edifici (museo, palazzo antico, luogo di culto) .
Rappresentazioni grafiche della simulazione in termini di temperatura, pressione, concentrazione di
inquinanti in differenti tipologie di edifici (museo, palazzo antico, luogo di culto), come mitigate da sistemi di
spegnimento adeguati all’ edificio.
Supporto alla progettazione ed al dimensionamento di sistemi per contrastare gli incendi compatibili con
l’edificio e delle attrezzature e opere ausiliarie in grado di assicurare elevati livelli di sicurezza
Suggerimento di interventi di miglioramento dei sistemi di sicurezza, nonchè per la gestione delle
conseguenti operazioni di intervento (spegnimento, evacuazione, salvataggio ecc.).
Definizione di indici di rischio dalla valutazione degli effetti dell’incendio.
Deliverables attesi
• Definizione di indici di rischio incidentale.
• Linee guida per la mitigazione degli effetti mediante sistemi di protezione.
• Procedure per la gestione dell'evacuazione.
• Linee guida per una progettazione in sicurezza rispetto ad incendi in edifici di interesse storico.
Competenze e strumentazioni a disposizione
Abbiamo studiato e pubblicato su incidenti in galleria ed abbiamo impiegato lo stesso approccio CFD nella
simulazione degli effetti di incendio nella biblioteca del nostro Ateneo. Disponibilità di PC per le simulazioni
Sub Fornitura
106 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati 8.2.8
OR8
Descrizione obiettivo realizzativo
Titolo
Inizio attività:
Fine attività:
Soggetto Leader
Partner (soggetti Attuatore)
Gestione della Performance
1
23
UNISA
UNISA-DIIN
UNINA-DEMI
CNR-IRAT
CAMPI FLEGREI
UNINA-DISES
712000
62%
38%
Costo
Percentuale di RI:
Percentuale di SS:
Obiettivi Perseguiti
L’obiettivo del presente OR, svolto in sinergia con l’OR8 del progetto “parchi archeologici” (il dettaglio
dell’integrazione è stato descritto in ciascuna delle attività seguenti), è quello di realizzare un modello di
valutazione delle performance capace di analizzare ed ottimizzare i processi esistenti e valutare gli impatti
che eventuali interventi, siano essi tecnici (restauro e manutenzione) o sociali (mostre, rappresentazioni, etc.),
possono produrre sul “centro storico” del “Borgo Orefici” di Napoli e estendibile, in futuro, ad altri centri
storici.
Per poter affrontare in modo adeguato tali problemi, il primo passo necessario prevede l’applicazione di
tecniche di rilevazione e disegno di processi connessi all’erogazione di servizi, al fine di poter identificare le
singole fasi su cui eventualmente intervenire in termini migliorativi.
Attraverso un’attenta analisi dello stato attuale delle attività che compongono il processo, è possibile
individuare metodi, tecniche e tecnologie utili all’eliminazione di quelle attività considerate non generatrici di
valore. Tali tecniche, richiedono come primo step la razionalizzazione di tutte le attività caratterizzanti il
processo e, in seconda analisi, l’introduzione di tecnologie e strumenti elettronici utili al controllo delle
prestazioni del processo.
A valle di tali attività, sarà necessario progettare e introdurre una struttura di costo e i rispettivi meccanismi di
rilevazione (Full Costing, Direct Costing, etc.) e definire degli indicatori di performance (Key Performance
Indicators - ) e la loro gerarchia (indicatori di costo per il livello superiore e dati di base come livello
inferiore. Tra gli indicatori, ne saranno identificati alcuni specifici per la valutazione delle performance
energetiche in modo da valutare eventuali soluzioni innovative ed ecocompatibili per la generazione di
energia ed eventuali interventi di Green Technology. Oltre alla valutazione tecnica in termini energetici, è
fondamentale importanza, nell’ambito dei beni culturali, valutare il livello di domanda e il grado di
soddisfazione degli utenti finali del servizio offerto, ovvero dei visitatori, attraverso la costruzione di KPI
specifici e di modelli per la valutazione della Customer Satisfaction. Tali modelli saranno inoltre finalizzati al
miglioramento delle performance su questo particolare aspetto del servizio offerto al visitatore.
La struttura dei costi e degli indicatori di performance così definita , costituisce quindi un sistema di
monitoraggio utile alla gestione del parco archeologico e dei servizi da esso offerti.
Il passo successivo sarà quello di sviluppare questo sistema introducendo al suo interno un modello di
valutazione di scenari alternativi. In questo modo, attraverso tecniche di simulazione ed analisi what-if, sarà
possibile valutare gli impatti che eventuali interventi, non solo di natura tecnica, producono in termini di
qualità del servizio offerto e costi da sostenere; tutto questo con l’obiettivo fondamentale di individuare la
soluzione ottimale in termini tecnici ed economici degli interventi da realizzare. Inoltre, in funzione di tali
azioni, attraverso l’impiego dei modelli per la previsione della domanda, sarà possibile stimare il numero di
visitatori nelle aree del centro e valutarne gli impatti con maggior accuratezza.
La componente innovativa di tale progetto è da individuare nell’applicazione di tecniche di monitoraggio e
analisi degli scenari (raggruppate in unico strumento) al contesto dei beni culturali ed in particolare a quello
dei parchi archeologici. Gli obiettivi realizzativi del progetto si riferiscono, quindi, alla definizione delle
logiche gestionali alla base del sistema di ottimizzazione dei costi e alla loro traduzione in termini operativi e
tecnologici adattandole allo specifico ambito.
Sintetizzando, gli obiettivi principali di progetto sono:
- Costruzione un sistema di monitoraggio e gestione delle performance che sia da supporto ai gestori
107 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati per il controllo dei principali indicatori tecnici (consumi energetici, visitatori, interventi di
manutenzione, aree espositive, arredi, operatori, aree di sosta, interventi di restauro, servizi offerti
dalle innovazioni degli OR precedenti, etc.) ed economici (ricavi, costi, etc.) finalizzato al
contenimento dei costi di gestione.
- Riduzione dei costi attraverso una più accurata scelta degli interventi ottenibile attraverso l’impiego
del modello di simulazione what-if degli impatti degli interventi e monitorati attraverso il cruscotto di
gestione.
- Individuazione delle soluzioni di green technology atte ad ottenere un miglioramento dell’ecosostenibilità e delle performance economiche.
- Verifica dei risultati degli interventi in termini di flussi di visitatori;
- Valutazione dell’impatto sugli indicatori di sostenibilità.
Conoscenze tecnologiche coinvolte
Per lo sviluppo di questo Obiettivo Realizzativo si provvederà a costituire i seguenti team specialistici e di
integrazione: Geologi, Informatici, Fisici, Ingegneri, Aziendalisti, Sociologi
-
Gestione dei processi attraverso le tecniche di Business Process Management (BPM) necessarie ad
analizzare, monitorare, ottimizzare ed integrare i processi aziendali al fine di rendere efficace ed
efficiente il sistema;
Metodi di determinazione dei costi, attraverso le tecniche della Cost Breakdown Structure (CBS), che
associa alle singole voci costituenti un’attività quelli che sono i parametri di costo diretto ed indiretto,
così poi da poter associare a tali elementi di costo, le voci di bilancio associato;
Performance management (KPI), ovvero l’insieme degli strumenti atti a garantire che l’azienda
raggiunga gli obiettivi fissati; a questo scopo i processi aziendali devono essere misurabili e
monitorabili nel tempo attraverso l’utilizzo di KPI;
Tecniche di Analisi what-if per l’analisi di differenti scenari; queste tecniche consistono
nell’analizzare le prestazioni del sistema in particolari condizioni ipotizzate e valutarne gli impatti in
termini sia tecnici che economici;
Metodi di Simulazione per la descrizione ed analisi di processi aziendali; i quali si vuole osservare il
comportamento di un modello del sistema dinamico reale per valutarne le performance
Demand forecasting
Customer satisfaction
Attività 8.1
Descrizione attività
Titolo
Partner (soggetto responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
Parametri di misurazione della SMARTNESS
UNINA
UNINA.DEMI
UNISA
CAMPI FLEGREI
28
140000
[64%] Ricerca Industriale
[36%] Sviluppo Sperimentale
Campania
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
Caratteristica peculiare del progetto SNECS è certamente quella di puntare su una dimensione territoriale
limitata, il borgo, in quanto in tale livello è possibile innescare con maggiore facilità processo di
identificazione e collaborazione tra cittadini, turisti, esercenti, aziende di servizi pubblici ed enti locali.
L’attività è quindi finalizzata allo studio e modellazione di un insieme di misure degli indicatori qualitativi e
quantitativi sulla capacità di mettere a valore il patrimonio di conoscenza (quozienti di intelligenza di
SNECS), di miglioramento della qualità della vita e dell’accoglienza, che consentiranno di innalzare,
nell’ambito degli Osservatori delle analisi di impatto volte a verificare la capacità del progetto SNECS, la
108 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati qualità della vita e di sviluppare adeguati modelli di accoglienza turistica.
La possibilità di disporre di analisi di impatto rappresenta un utile strumento per la governance locale per
verificare l’utilità ed il valore creato dall’intervento e consente di avere informazioni per migliorare i sistemi
di offerta dei servizi offerti ai cittadini, agli operatori economici ed ai turisti. L’analisi di impatto rappresenta
inoltre un potente strumento di promozione del sistema per favorire l’inclusione di nuovi
beneficiari/acquirenti.
L’obiettivo è mettere a punto una metodologia avanzata per la realizzazione di una analisi di impatto (ex ante)
sia economico sia sociale per stimare gli effetti sia economici ma anche di inclusione sociale, coesione, senso
di cittadinanza dovuti alla "smartness" della città e dei suoi borghi.
Sono diverse e nuove le dimensioni su cui la smartness di una città va misurata e se la condivisione è
universalmente riconosciuta tra le unità di misura principali della smart city, è necessario valutare, le pratiche
di crowd-sourcing, le architetture di cogestione, le iniziative di realtime government, la capacità di includere i
cittadini. In questa ottica le attività di ricerca si concentreranno sullo studio e definizione di quei parametri
volti a misurare il grado modernità e la capacità di eccellere.
Questa attività vuole far si che il progetto SNECS sostenga il governo strategico del territorio urbano
introducendo per esso il Quoziente di Intelligenza (QI) come insieme di misure degli indicatori qualitativi e
quantitativi sulla capacità di mettere a valore il patrimonio di conoscenza, di innalzare la qualità della vita, di
sviluppare adeguati modelli di accoglienza turistica. Infatti molto dell’intelligenza di un ambiente smart
dipende dalla possibilità di creare una forte coesione sociale, ma anche di stimolare la competizione dal
confronto del proprio QI rispetto a quello degli altri. I dati, prodotti ed elaborati secondo modelli di Business
Intelligence, verranno offerti all’ente regione per un più ampia verifica del modello proposto.
Risultati attesi
- Modellazione di parametri per misure qualitative e quantitative sulla qualità della vita
- Studio e modellazione del Quoziente di Intelligenza
- Analisi di impatto economico e sociale per la stima di effetti economici/sociali dovuti alla smartness
della città
Deliverables attesi
- Report tecnico sui parametri di misurazione della smartness
Competenze e strumentazioni a disposizione
Sub Fornitura
Attività 8.2
Descrizione attività
Titolo
Partner (soggetto responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
Osservatorio Socio-Economico per la valorizzazione
patrimonio culturale a supporto dello sviluppo locale
CNR - IRAT
CNR – IRAT
UNINA-DISES
51
372000
[60%] Ricerca Industriale
[40%] Sviluppo Sperimentale
Campania
dei
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
L’obiettivo generale del progetto è quello di creare un gruppo di ricerca stabile teso a supportare le scelte di
operatori e policy maker, assicurando l’efficaciadelle strategie di valorizzazione del patrimonio culturale su
cui è incentrato il sistema culturale campano, e delle relative politiche di sviluppo territoriale.
A tal fine, il progetto è articolato in tre obiettivi realizzativi (OR) strettamente integrati, rispettivamente
finalizzati a:
109 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati OR1: Fornire una base conoscitiva innovativa che, attraverso una lettura analitica, integrata e partecipata di
tutte le componenti del sistema culturale campano, possa contribuire a metterne a fuoco minacce e
opportunità.
OR2: Proporre, in rapporto allo specifico contesto territoriale, strategie di sviluppo circostanziate, politiche
idonee e strumenti efficaci per il loro perseguimento.
OR3: Misurare e valutare l’efficacia delle policy e di tutte le iniziative progettuali promosse per la loro
attuazione, finalizzate alla valorizzazione del patrimonio culturale campano.
In relazione all’OR 1 le principali attività saranno le seguenti:
o mappatura e analisi delle reti di relazione tra le imprese del sistema culturale campano; anche
attraverso la stima della sua struttura in termini di densità e centralità degli attori. La base dati, oltre
quella derivante dalle banche dati esistenti, sarà integrata da indagini empiriche mirate;
o studio ed analisi del comportamento esperienziale dei fruitori del sistema culturale campano;
o studio ed analisi delle forme di governance adottate nel sistema culturale campano;
o realizzazione di documenti e studi di carattere scientifico e divulgativo su tutti i fenomeni sopra
evidenziati.
In riferimento al secondo OR, le principali attività riguarderanno:
o elaborazione di scenari di sviluppo che abbiano come volano il patrimonio culturalee siano a
supporto della promozione, della diffusione a livello locale, delle conoscenze e dei saperi e, più in
generale, delle iniziative per la valorizzazione del patrimonio culturale;
o supporto informativo alle imprese per lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi e per l’aumento della
produttività;
o supporto alla elaborazione di progetti finalizzati ad implementare strategie, politiche di marketing e
approcci manageriali tesi ad accrescere la competitività del sistema culturale del territorio.
Rispetto all’OR 3, le attività previste comprenderanno:
- mappatura ed analisi delle policy e dei progetti di ricerca, inclusi quelli promossi nell’ambito del
Distretto, finalizzate, a qualsiasi titolo, alla valorizzazione del patrimonio culturale campano;
- misurazione e valutazione delle performance generate nell’ambito del sistema culturale connesse agli
interventi di policy o progettuali.
Su tutti gli Obiettivi realizzativi è previsto il coinvolgimento istituzioni e imprese private interessate
Risultati attesi
Oltre ad una generale azione di supporto allo sviluppo del territorio campano, l’Osservatorio avrà un ruolo di
sostegno trasversale a tutte le attività del Distretto. Esso, infatti, fungerà da propulsore per uno sviluppo reale
e sostenibile del Distretto, estendendo la propria area di influenza a tutte le attività produttive ed i servizi
collegati al patrimonio artistico e culturale della Regione Campania e, nel contempo, favorendo il
rafforzamento di un milieu creativo dei sistemi locali culturali.
Le attività dell’Osservatorio forniranno, inoltre, un impulso allo sviluppo di innovazioni sistemiche che
garantiranno un’idonea valorizzazione di tutto il potenziale tecnologico del Distretto, contribuendo ad
orientare le strategie di Ricerca e Sviluppo di tutti i partner del territorio e ad attivare processi di
cambiamento, con benefici diffusi per tutti gli stakeholders.
Questo insieme di conoscenze consentirà al Distretto di proporsi come luogo di innovazione, in grado di
utilizzare l’introduzione di nuove tecnologie come spunto per un’evoluzione multidimensionale del sistema
di offerta.
Deliverables attesi
• Stato dell’arte del sistema culturale in Campania (mappatura di territori, imprese, analisi qualiquantitativa dei mercati, propensione all’innovazione, forme di governo)
• Strategie, azioni di marketing e approcci manageriali da adottare per lo sviluppo sostenibile del
sistema dei beni culturali campano.
• Individuazione e valutazione di indicatori di performance in grado di verificare l’efficacia delle
azioni realizzate e l’impatto sull’economia reale della regione.
Competenze e strumentazioni a disposizione
Rispetto agli obiettivi e le attività che si intende svolgere, le competenze dell’IRAT-CNR e dell’Università
degli Studi di Napoli Federico II nei diversi ambiti disciplinari, permetteranno di conoscere, classificare ed
interpretare le modalità di gestione del patrimonio culturale nell’ottica dello sviluppo sostenibile.
Inoltre, l’esperienza metodologica accumulata con la creazione di banche dati del partenariato sarà un
ulteriore valore aggiunto per una catalogazione informatica dei risultati e delle tecnologie innovative
110 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati trasferibili alle imprese del settore di riferimento, capaci di favorire reti di cooperazione nazionali ed
internazionali.
Sub Fornitura
Attività 8.3
Descrizione attività
Titolo
Partner (soggetto responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
Definizione di modelli di rilevamento delle performance,
valutazione dell’efficienza del sistema e di KPI tecnico/economici
UNISA-DIIN
UNISA-DIIN
CAMPI FLEGREI
28
200000
[62%] Ricerca Industriale
[38%] Sviluppo Sperimentale
Campania
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
Primo passo di questa attività riguarderà, pertanto, l’identificazione della sequenza delle attività necessarie alla gestione
servizi comuni del centro storico quali: sicurezza e videosorveglianza, manutenzione delle aree comuni, arredi, strut
permanenti e temporanee per gli eventi, vie di accesso, infrastrutture informatiche, cartellonistica e installazioni informat
aree di sosta, etc.
Pertanto, si intende sviluppare una prima fase di lavoro a stretto contatto con il centro storico scelto come dimostratore
presente progetto (Borgo Orefici – anche se tale descrizione e formalizzazione sarà sicuramente estendibile ad altri ce
storici), al fine di determinare una mappa che sia utile, in termini gestionali, ma anche sufficientemente generalizzabile
altri soggetti appartenenti allo stesso ambito di intervento.
Tale attività sarà condotta applicando le tecniche della Cost Breakdown Structure (CBS), che associa alle singole v
costituenti un’attività quelli che sono i parametri di costo diretto ed indiretto, così poi da poter associare a tali elemen
costo, le voci di bilancio associato.
Secondo passo di questa attività è la definizione di indicatori di performance tecnici (consumi, visitatori, intervent
manutenzione, aree espositive, segnalazione criticità, operatori, arredi, aree di sosta, vie di accesso, percorsi, ev
temporanei, consumi energetici, etc.) ed economici (ricavi, costi, etc.), all’individuazione della loro gerarchi
all’identificazione dei dati elementari necessari alla loro determinazione.
Inoltre, al fine di garantire una corretta valutazione degli indicatori, saranno predisposte procedure per l’identificazione
raccolta dei dati e, ove possibile, strumentazioni per il rilevamento automatico degli stessi.
Successivamente saranno valutati, in termini quantitativi e qualitativi, i flussi di domanda attuale e potenziale del Ce
Storico di Napoli con particolare riferimento al Borgo Orefici. Per la realizzazione di questo obiettivo, si prevede l’utilizz
applicazioni e metodologie di ricerca differenti come, ad esempio, interviste, questionari, focus dedicati ed elaborazione qu
quantitative di dati.
Inoltre viene fortemente considerato lo sviluppo di un modello che consenta una previsione ex-ante dell’impatto d
interventi, o di un programma di interventi, sulla struttura dei costi del “centro storico”. Il modello consentirà di stimar
fronte dei costi sostenuti, un eventuale ritorno in termini di accessi, miglioramento delle performance tecniche e fu
riduzioni di costo a seguito, ad esempio, di interventi di manutenzione preventiva su opere e strutture. Questo metod
analisi di differenti scenari (analisi “what-if”) consiste nel valutare le prestazioni, in particolari condizioni ipotizzate,
sistema in analisi. Lo scopo è quello di valutare criticamente la pratiche attualmente utilizzate e cercare soluzioni alterna
che risultino ottimali per il sistema, in termini di riduzione dei costi e migliore allocazione delle risorse.
Infine l'attività prevede lo sviluppo e l'implementazione del cruscotto di monitoraggio dei KPI e del modello
previsionale (presumibilmente basato su un foglio di calcolo) atto ad ottenere uno strumento che implementi
operativamente i risultati della ricerca sviluppata nelle task precedenti.
Risultati attesi
111 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Mappatura dei principali processi di gestione esistenti e per i servizi innovativi sviluppati negli OR
precedenti
• Definizione delle voci di costo coinvolte nell’erogazione delle attività
• Studio del posizionamento attuale e prospettico della destinazione e dei suoi prodotti turistici
• Analisi dell’attrattività del prodotto “Centro Storico”
• Utilizzo di tools e strumenti forniti dal web e di nuove modalità di marketing per lo studio della
domanda (ad esempio, crowdsourcing)
• Utilizzo dei modelli tradizionali di valutazione della customer satisfaction e ricerca di altri sistemi di
monitoraggio;
• Creazione e implementazione di strumenti per la raccolta e valutazione dei feedback durante e dopo
la visita ai luoghi in oggetto
• Modello per l’analisi what-if delle performance
• Identificazione e strutturazione gerarchica dei KPI economici correlati all’erogazione dei servizi
individuati nei task precedenti.
• Prototipo del cruscotto di monitoraggio delle performance
• Prototipo del cruscotto integrato con il sistema di analisi degli scenari
Deliverables attesi
• Report su eventuali ri-progettazione dei processi mirate alla riduzione dei costi
• Report tecnico sul set di dati di base per il monitoraggio
• Report sui KPI tecnici
• Report tecnico sulle procedure e sui sistemi per il rilevamento dei dati di monitoraggio
Competenze e strumentazioni a disposizione
•
Sub Fornitura
112 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati 8.2.9
OR9
Descrizione obiettivo realizzativo
Titolo
Inizio attività:
Fine attività:
Soggetto Leader
Partner (soggetti Attuatore)
Validazione/Integrazione
6
24
CNR
CNR-ISSM
UNINA-DEMI
UNINA-DSU
CAMPI FLEGREI
INNOVA S.C.A.R.L
CIMA TOUR
Consorzio Antico BORGO OREFICI
NAOS
2030000
67.4%
32.6%
Costo
Percentuale di RI:
Percentuale di SS:
Obiettivi Perseguiti
La OR9 rappresenta l’ambito di validazione dei processi attivati nelle precedenti OR secondo una logica di
integrazione delle azioni coordinate sui territori oggetto di sperimentazione, per definire risultati univoci e
coerenti con le politiche di sviluppo dei centri storici.
I tre sperimentatori rappresentano infatti l’interfaccia operativo dei reali fabbisogni territoriali e quindi hanno
un ruolo strategico di supporto dei soggetti realizzatori delle azioni espresse in tutte le OR.
La costruzione dei modelli realizzati dalle diverse competenze, per rendere efficace la ricerca su un ambiente
complesso quale un centro storico, necessita infatti di un’azione di integrazione e coesione la cui verfica e
validazione deve essere svolta dal soggetto utilizzatore.
Ciò significa che tale OR accompagna tutte le fasi, in quanto i tre dimostratori garantiscono la ricognizione
puntuale delle informazioni necessarie alle OR per la strutturazione dei prototipi in funzione delle esigenze
reali di applicabilità.
La complessità delle variabili esterne che possono condizionare la riuscita di un processo così articolato, sono
innumerevoli per cui il progetto necessita di un continuo e costante rapporto tra i soggetti per tutta la durata
del progetto.
Il Consorzio Antico borgo Orefici è un Centro commerciale Naturale Tematico che ha sviluppato negli anni
una rilevante esperienza nei processi di gestione territoriale per cui può assumere la funzione di
coordinamento dei dimostratori al fine di definire standard univoci di validazione e di integrazione.
Ogni singola OR fornirà gli output di fase e i Lead partner elaboreranno di concerto gli indicatori di efficacia
di integrazione finalizzati alla validazione del processo nella sua complessità sui tre dimostratori.
La sperimentazione consentirà infine la verifica dell’efficacia dei singoli output di OR e la validazione della
ricerca nel suo complesso per la sostenibilità di processi innovativi di sviluppo dei centri storici DIARCH
Questo obiettivo consiste nello studio e nella progettazione di un modello di hub per il centro storico, inteso
come luogo reale o virtuale presso il quale intrattenersi in attesa che il servizio richiesto venga fornito, e come
elemento di interfaccia tra il luogo di sperimentazione e il territorio circostante.
Il processo strutturato che va dall'informazione alla fruizione, cioè dalla conoscenza virtuale dei luoghi a
quella reale, dalla programmazione del viaggio o della visita al godimento dei beni e delle risorse ambientali
necessita di uno passaggio intermedio, di un luogo di accesso e accoglienza, di orientamento e di
riconoscimento. Si tratta di un vero e proprio filtro tra la comunicazione del bene culturale e l'uso dello
stesso, tra la trasmissione dei valori e il loro godimento. Per questo si ritiene importante prevedere un hub, un
collegamento cioè tra l'esperienza immateriale e quella fisica, uno snodo in cui accogliere e distribuire, in cui
consolidare le informazioni e dare inizio alle azioni programmate.
Conoscenze tecnologiche coinvolte
Per lo sviluppo di questo Obiettivo Realizzativo i tre soggetti metteranno a disposizione un gruppo di lavoro
costituito da tre senior (uno per ogni dimostratore) coordinati da un project manager con competenze di
direzione strategica. Il gruppo di lavoro fungerà da coordinamento rispetto ai Lead Partners delle singole OR
113 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati supportando il coordinatore del Progetto Centri Storici.
Attività 9.1
Descrizione attività
Titolo
Partner (soggetto responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
La Cultura Corre sui Binari
CNR-ISSM
CNR-ISSM
63
460000
[ 65%] Ricerca Industriale
[35%] Sviluppo Sperimentale
Campania
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
Obiettivo del progetto dimostratore “La Cultura Corre sui Binari”, è produrre un nuovo modello di fruizione
in-situ del patrimonio culturale, storico e ambientale del territorio, sperimentando ed arricchendo la
piattaforma CHES per trasformare le costruende stazioni dell’arte della metropolitana di Napoli in ambienti
S3 (Smart Singles Spaces).Tale scelta, motivata dalla specificità che rende le stazioni della costruenda
metropolitana di Napoli non solo patrimonio riconosciuto di musei di arte contemporanea, ma esse stesse
manufatti di elevatissima tecnologia, mira a dare continuità agli investimenti in cultura attuati negli ultimi
anni. Ad oggi le stazioni dell’arte combinano la fruizione del trasporto pubblico con la comunicazione
dell’arte contemporanea. Il progetto è finalizzato a trasformare ulteriormente la stazione in un luogo di
irraggiamento di cultura, in cui non solo viene comunicata arte, ma anche trasmessa e valorizzata conoscenza
sul patrimonio culturale della città derivante dallo studio stratigrafico oggi reso disponibile proprio grazie agli
scavi effettuati per la realizzazione delle stazioni. L’obiettivo del progetto è sperimentare la piattaforma
CHES valutandone l’applicabilità in un contesto complesso come quello delle stazioni dell’arte, ma anche
arricchendone le caratteristiche per generare nuova conoscenza e processi di sviluppo territoriale sostenibile
nel tempo. Lo sviluppo dei molteplici segni e dei linguaggi per comunicare al vasto pubblico la complessa
realtà del patrimonio culturale ha consentito di potenziare lo sviluppo e l’applicazione delle tecnologie della
comunicazione visiva. Tutto ciò nasce dallo stretto e consolidato rapporto sinergico tra ricerca storico
archeologica, mondo delle scienze ingegneristiche ed informatiche, sfera degli studi umanistici e sociali, che
rappresenta una delle riconosciute eccellenze dei team coinvolti. Il progetto ha come obiettivo quello di
rendere SMART le stazioni dell’arte di Toledo, Università e Museo.
Il progetto investirà sui sei ambiti della piattaforma distrettuale DATABENC: conoscenza, conservazione,
sicurezza, salvaguardia, valorizzazione e fruizione:La conoscenza acquisita con lo studio del sottosuolo sarà
modellata e formalizzata con analisi categoriale e relazionale finalizzata a costruire un’ontologia di dominio
che consenta la sua strutturazione in Linked Open Data e quindi l’integrazione in un unico spazio informativo
condiviso;
I servizi di fruizione della conoscenza acquisita saranno basati sull’integrazione di tecniche di realtà
virtuale/aumentata, 3D engine, meccanismi di gamification e di algoritmi per il riconoscimento dei
movimenti e delle gestualità degli utenti nella piattaforma tecnologica CHIS, in grado di coinvolgere l’utente
nell’interazione ma al contempo rendendo trasparente e pervasiva la tecnologia;
• Saranno definite tecniche e protocolli e implementati sistemi sensoriali per innalzare il livello di sicurezza
delle installazioni e dei siti, integrando i servizi forniti della piattaforma;
• Saranno integrate nella piattaforma CHES regole, buone pratiche e tecnologie di supporto per la
conservazione di manufatti, opere e luoghi nel soprasuolo e nel sottosuolo dei siti di interesse;
• Saranno definiti nuovi modelli di valorizzazione dei siti, soluzioni abilitanti che consentano ai beneficiari
della piattaforma di realizzare app e servizi context-aware di e-ticketing per l’acquisto dei percorsi
culturali promossi all’interno delle stazioni.Con il progetto dimostratore “la Cultura Corre sui Binari” si
vuole quindi verticalizzare ed estendere la piattaforma CHES con nuove tecniche, modelli, regole, buone
pratiche e servizi per trasformare in ambienti SMART le stazioni dell’arte, e federarle in una rete di S3
facilmente estendibile ed integrabile con le altre federazioni S3.
114 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Il fine ultimo è quello di divulgare il ruolo centrale rivestito dai luoghi in cui oggi sono situate le stazioni
dell’arte nella conoscenza e nello studio della storia dell’intera città, integrando in esso dimensione reale e
digitale per creare nuovi processi di comunicazione, promozione e valorizzazione culturale.Per la sua
articolazione, il progetto richiede la costituzione di team specialistici che operino in logiche di
multidisciplinarietà e di rapporto sinergico tra ricerca storico archeologica, scienze informatiche e studi
umanistici e sociali.
Risultati attesi
La cultura corre sui binari ha l’obiettivo di trasmettere la conoscenza che è scaturita dalla realizzazione
dell’importantissima infrastruttura metropolitana di Napoli. Essendo le stazioni un luogo di passaggio sarebbe
opportuno mettere a disposizione le informazioni dietro richiesta, on demand, e ricostruire la storia della città
di Napoli utilizzando le “Opere parlanti” in un luogo.
In particolare:
− la rete dei trasporti collegata alla metropolitana descritta e visualizzata
− la storia della progettazione e della realizzazione della nuova linea metropolitana con evidenziate e
ricostruite tutte le fasi di realizzazione con tecniche e tecnologie utilizzate: descritta e visualizzata
− la descrizione della linea metropolitana con un’analisi delle opere in essa contenute: detta e
visualizzata
− la storia e le analisi degli scavi attraverso la stratigrafica con ricostruzioni degli ambienti, sia in forma
scritta che visiva, evidenziando tutte le scoperte di materiale fatte e le ricostruzioni effettuate.
Queste informazioni devono essere disponibili a richiesta “on demand”.
Le ricostruzioni devono essere ospitate in un luogo dove si racconta la storia del centro storico e della città.
Deliverables attesi
Competenze e strumentazioni a disposizione
Sub Fornitura
Attività 9.2
Descrizione attività
Titolo
Vivere il Borgo Orefici
Partner (soggetto responsabile) Consorzio Antico Borgo Orefici
Partner (soggetto attuatore)
Consorzio Antico Borgo Orefici
UNINA-DEMI
CAMPI FLEGREI
Impegno mesi/uomo ricerca
51
Costo Attività
370000
Tipologia
[ 68%] Ricerca Industriale
[32%] Sviluppo Sperimentale
Localizzazione
Campania
Obiettivi e attività previste
Nel Centro Storico della città di Napoli, nell'area compresa tra il mare ed il percorso meridionale delle mura
greco-romane è collocato un antico Borgo detto degli Orefici che rappresenta un ambito di sperimentazione
particolarmente interessante. Questa zona della città è stata da sempre utilizzata per attività commerciali e dal
Medioevo in poi ha visto la concentrazione delle botteghe orafe, nelle quali ai maestri di origine francese
venuti al seguito degli Angioini, si affiancarono gli artigiani locali che nel giro di poco tempo diedero lustro
ad una scuola dell'oreficeria napoletana conosciuta in tutta Europa fino alla caduta del Regno di Napoli.
Il progetto dimostratore “Borgo degli Orefici" intende, dunque, sperimentare tecnologie avanzate di
comunicazione per abilitare nuove modalità di racconto e fruizione della manifattura e del borgo in cui l’
opera dei maestri orafi ed argentieri, composta di segreti, maestranze artigianali e aneddoti, si è tramandata
115 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati nei secoli. L’obiettivo del dimostratore è, da una parte quello di fornire una fruizione più coinvolgente e
dettagliata delle opere di argenteria e oreficeria esibite nei numerosi punti espositivi presenti nel borgo, e
dall’altra, quella di completare la fruizione degli oggetti con la narrazione della storia che accompagna i
manufatti, dalle tecniche con cui sono realizzati, alla storia dei manufatti stessi, ai percorsi caratteristici del
borgo lungo cui si dipanano le storie che animano il borgo stesso. Il borgo degli orefici si caratterizza, oltre
che per la tipologia degli oggetti che in esso si possono ammirare, anche per la sua struttura topologica e
archeometrica. L’intento del dimostratore è quello di allestire una ambientazione in cui si possa restituire al
visitatore il “contesto” d’origine del gioiello, raccontare e coinvolgere, appassionare e raccomandare
esperienze di questo tipo. Le tecnologie più avanzate possono efficacemente creare una rete di rimandi tra
manufatti, città, luoghi, ed epoca storica e storie sull’avvicendamento delle proprietà di un gioiello. In questo
modo, l’oggetto si racconta in un intreccio tra luoghi e personaggi, ed il borgo riprende vita attraverso gli
elementi che direttamente e indirettamente lo hanno sostenuto. L’obiettivo del dimostratore è quello di
dimostrare che è possibile promuovere la conoscenza delle attività di sviluppo che nel Borgo stesso possono
avere luogo. Il borgo, infatti, non è solo una maglia di caratteristici percorsi urbani lungo la quale ammirare e
acquistare oggetti di gioielleria artigianale ma anche “commerciale”, poiché provvisto di punti vendita di
brand più moderni e commerciali, ma è un nucleo in cui si promuove l’arte orafa, attraverso la presenza di
scuole di alta formazione per futuri artigiani.
La promozione del Borgo degli Orefici, attraverso il supporto della tecnologia, assume quindi una valenza
policromia, che va dall’aspetto educativo-culturale, a quello di promozione dell’economia locale,
comprendente attività artigianali tipiche e attività commerciali trasversali (punti di ristoro, punti di acquisto di
materiale divulgativo, ad esempio), a quello di promotore e preservatore di una tradizione di maestranza
manuale che nell’epoca moderna va difesa e non abbandonata a quello di supporto al monitoraggio e alla
sicurezza di un borgo esposto anche all’attenzione di utenti malevoli.
Per dare corpo a questa attività, il dimostratore sarà sviluppato fornendo una infrastruttura tecnologica basata
su sensoristica non invasiva da allestire lungo i percorsi del borgo che potrà comunicare con i dispositivi
mobili personali di utenti visitatori e utenti locali. Sfruttando i meccanismi di comunicazione pressoché
immediati tra rete di sensori e smart device personali, il dimostratore punta a fornire servizi e percorsi
tematici, che gli utenti potranno scegliere in base alle proprie preferenze.
Premessa alla realizzazione dei percorsi tematici fruibili dai visitatori, sono le attività di:
- censimento e catalogazione degli esercizi artigianali e commerciali e dei manufatti presenti nel Borgo
- la mappa topografica del Borgo stesso
- la definizione dei punti di interesse in cui allestire la sensoristica
- l’identificazione delle tecnologie di sensing e comunicazione da impiantare sui punti di interesse
- l’identificazione di itinerari tematici dimostrativi, atti a ricostruire un viaggio immaginario ricreando
l’atmosfera delle botteghe della Napoli mercantile ed artigianale, centro del commercio mediterraneo e punto
d’incontro e di scambio delle culture più disparate.
Il risultato delle attività elencate convergerà, come obiettivo onnicomprensivo del dimostratore, nella
realizzazione dell’Atlante virtuale del Borgo degli Orefici, ovvero il punto di convergenza della conoscenza
racchiusa nel borgo, da quella topografica e cartografica, a quella contenutistica, a quella dei servizi fino a
quella della partecipazione sociale. Per questo motivo il progetto si prefigge di seguire una filiera completa di
diversi step che hanno inizio dall’acquisizione della conoscenza per giungere alla diffusione della conoscenza
acquisita. Termine ultimo del progetto è la creazione di un sistema di autosostenibilità che, una volta
innescato e collaudato grazie al progetto dimotratore che si va a prospettare, potrà esso stesso proseguire nel
tempo, procurando utili concreti alle dinamiche del museo.
In termini operativi sono previsti i seguenti obiettivi:
•
Allestimento sperimentale di una piattaforma multi-canale di creazione, gestione e fruizione dei
contenuti e di profilazione degli utenti. Si prevede che tale piattaforma includa una parte di creazione
dell’Atlante e una distribuzione dei contenuti, che sia fruibile da diversi device, si presti a diverse tipologie di
esperienza d’uso (durante e dopo il percorso di visita, ad esempio), assicurando la migliore interazione con
ciascuno dei dispositivi coinvolti. La piattaforma dovrà altresì essere in grado di configurarsi, allo stesso
tempo, come il terminale attivo di una serie di informazioni provenienti dai diversi Enti quali Comuni (ad
esempio attraverso il Catasto), e Sopraintendenze attraverso gli archivi digitali o cartacei in loro possesso, gli
Enti erogatori di servizi, etc. per soddisfare sia i loro fini istituzionali sia come strumento di fruizione adattiva
rivolto a diverse tipologie di utenza.
Si prevede inoltre che essa:
•
includa elementi di gestione dei contenuti di elevata innovazione quali e, laddove significativi, ad
116 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati esempio la realtà aumentata, tecniche di annotazione e generazione autonoma dei contenuti, profilazione degli
visitatori dei centri per fornire contenuti personalizzati, catalogazione della conoscenza generata dagli utenti
così da fornire informazioni importanti agli enti di gestione per migliorare la qualità dei servizi;
•
consenta di determinare l'unità minima di rilevamento per la descrizione del territorio rappresentante
il cosiddetto "point of interest" (poi), e una serie di informazioni alfanumeriche e grafiche ad esso connesse
per costruire il quadro delle conoscenze preliminari necessarie ai fini dei possibili diversi utilizzi che di quelle
informazioni si intende fare. Il poi deve tener conto in particolare dei dati relativi ai caratteri fisici e tipomorfologici, sia alla scala del singolo poi che degli spazi aperti ad esso connessi che a quella di sue
aggregazioni in parti più complesse;
•
offrire alle utenze potenziali dell'ATLANTE, una serie di sistemi di navigazione utilizzabili sia come
base per un Sistema di Supporto alle Decisioni che come contenitore di conoscenze per sistemi di fruizione
delle stesse.
•
Utilizzo della piattaforma nonché installazione presso il nucleo pilota (Borgo degli Orefici) di una
rete di dispositivi che riflettano gli elementi di caratterizzazione riportati sopra (sensoristica non invasiva);
•
Implementazione sperimentale di servizi di fruizione e interazione definiti con tecniche di co-design
grazie alla partecipazione attiva degli stakeholder del processo di visita, es. storici dell’arte, utenti di tutte le
tipologie; ad esempio un navigatore culturale, una propria galleria personalizzata, etc.;
•
Verifica empirica dell’efficacia tecnica e analisi dell’esperienza degli utenti con riferimento alle
soluzioni implementate;
•
Contributo all’elaborazione di un business model e di un piano di utilizzo e valutazione dei risultati
che evidenzi il potenziale di trasferibilità della sperimentazione verso altri borghi e centri storici, territoriali e
non, e concorra alla creazione di un nuovo modello di valorizzazione e fruizione dei beni materiali e
immateriali caratteristici di un nucleo storico urbano.
Risultati attesi
•
Allestimento sperimentale del dimostratore (piattaforma multi-canale di creazione, gestione e fruizione
dei contenuti e di profilazione degli utenti) presso il Borgo degli orefici
•
Validazione delle funzionalità della piattaforma in contesti d’utilizzo reali
•
Business model per la valorizzazione e la valutazione dei risultati ottenuti
Deliverables attesi
•
Rapporto di progettazione e allestimento del dimostratore
•
Rapporto di valutazione dell’esperienza pilota condotta
•
Piano di utilizzo e valutazione dei risultati e modello di business
Competenze e strumentazioni a disposizione
Sub Fornitura
Attività 9.3
Descrizione attività
Titolo
Il Dimostratore Centro Antico di Napoli
Partner (soggetto responsabile) INNOVA SCARL
Partner (soggetto attuatore)
INNOVA SCARL
NAOS
Impegno mesi/uomo ricerca
22
Costo Attività
160000
Tipologia
[ 68%] Ricerca Industriale
[32%] Sviluppo Sperimentale
Localizzazione
Campania
Obiettivi e attività previste
L’attività prevede la sperimentazione del progetto integrato all’interno del Centro Antico di Napoli. Tra le
possibili ipotesi è le delimitazione di un’insula del Centro Antico di Napoli sulla quale si possano individuare
particolari convergenze e fattibilità
117 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Le attività di rilievo tridimensionale seguiranno due fasi, la prima finalizzata alla restituzione sottoforma di
modelli numerici reali delle cortine murarie dei contesti urbani e delle eventuali corti di pertinenza degli
edifici, la seconda volta allo studio di dettaglio di manufatti/campione per la caratterizzazione degli elementi
architettonici visibili e di eventuali elementi decorativi o strutturali inglobati nelle murature e ricoperte da
intonaco.
Le tecnologie utilizzate consisteranno in scanner a tempo di volo o a differenza di fase, entrambe integrate da
dispositivi per l’acquisizione delle texture per una restituzione foto realistica dei manufatti (indispensabile per
una corretta mappatura e referenziazione dei materiali costituenti i setti e dei fenomeni di degrado ad essi
associati), in una doppia configurazione sia statica che dinamica.
La seconda fase prevede l’integrazione della prima procedura di rilievo esteso con strumentazioni volte ad
acquisizioni di dettaglio per mezzo di scanner a luce strutturata, i quali, garantendo approssimazioni sub
millimetriche, producono copie digitali ad altissima risoluzione di elementi decorativi e architettonici
evidenziandone le qualità dei materiali e il relativo stato di conservazione.
Tutto ciò consentirà la redazione di schede e carte tematiche che consentiranno di valutare le superfici in
lapidei faccia vista, quelle ricoperte da intonaci, localizzare i fenomeni alterativi e quantizzare lo stato di
conservazione globale dei lapidei naturali o artificiali. Saranno quindi individuati i paramenti sui quali
effettuare, ottenute le autorizzazioni, i prelievi di campioni da sottoporre ad analisi di laboratorio o sui quali
eseguire specifiche prove in situ (colorimetria, DRX, XRF, assorbimento d’acqua, etc.).
Contestualmente si procederà su specifiche emergenze alla esecuzione dei rilievi di dettaglio finalizzati alla
valutazione del danno e della Riskprognosis.
La base di conoscenza dell’area verrà integrata, inoltre, attraverso le metodologie descritte nel progetto.
Nell’area di intervento si potranno installare i dispositivi di monitoraggio e diagnosi, come pure i dispositivi
interattivi necessari alla fruizione dei luoghi
Risultati attesi
Verifica operativa del progetto integrato, in un contesto con stratificazione complessa e persistenza
dell’impianto archeologico.
Deliverables attesi
• Report sulle risposte del sistema complessivo
• Report sulla efficienza del sistema
Competenze e strumentazioni a disposizione
Sub Fornitura
Attività 9.4
Descrizione delle attività
Titolo
Tour nel centro storico
Partner (soggetto responsabile) CIMA Tour
Partner (soggetti attuatore)
CIMA Tour
UNINA-DEMI
Impegno mesi/uomo ricerca
70
Costo Attività
510000
Tipologia
[ 68%] Ricerca Industriale
[32%] Sviluppo Sperimentale
Locaòozzazione
Campania
Obiettivi e attività previste
Per lo sviluppo del Centro Storico di Napoli è necessario costruire un’offerta che risponda alle esigenze della
domanda in ottica innovativa. La necessità di creare itinerari che sviluppino una serie di percorsi turistici
esperienziali implica, da un lato, il coordinamento tra fattori d’attrattiva, faclities e amenities e, dall’altro, la
promozione delle stesse esperienze da vivere nel Centro Storico.
Naturalmente, per l’organizzazione e la commercializzazione di questi itinerari è indispensabile che un player
della filiera turistica gestisca e sistematizzi l’offerta culturale del Centro Storico anche in termini commerciali.
118 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Sarà proprio un tour operator (CIMA Tour), con anni di esperienza nel settore, ad occuparsi dell’inserimento
degli itinerari innovativi nei pacchetti e nelle offerte turistiche rivolte ai differenti target di domanda
(crocieristi, turisti, escursionisti, comunità locale) ed adatti alla fruizione anche per le persone con disabilità.
Le offerte saranno infatti veicolate in un sistema business-to-business organizzato, in grado di sia di potenziare
i flussi verso la città che di prolungare la stagione turistica.
Inoltre, è prevista anche l’attivazione di un sistema di eventi artistico-culturali ed eno-gastronomici durante
l’anno, in collaborazione con altri attori locali, in modo da valorizzare e comunicare la tradizioni tipiche locali.
L’intervento prevede di considerare le aree del centro storico di Napoli già organizzate e strutturate con le
infrastrutture di servizio previste dal progetto integrato
Risultati attesi
Posizionamento delle offerta sui mercati nazionali ed internazionali nel business-to-business, Incremento flussi
di visitatori, destagionalizzazione dell’offerta turistica
Deliverable attesi
Sviluppo di un sistema di valorizzazione in interazione con i soggetti pubblici e privati coinvolti nel progetto e
con altri attori locali
Competenze e strumentazioni a disposizione
• Competenze relative alle attività di incoming del tour operator;
• Competenze nel comparto business e leisure e conoscenze delle relative esigenze da soddisfare;.
• Conoscenze degli attori locali della filiera turistico-culturale;
• Know-how nella creazione di offerte turistiche
Sub fornitura
Attività 9.5
Descrizione delle attività
Titolo
Viaggio nei Campi Flegrei tra immaginario, mito e realtà
Partner (soggetto responsabile) CAMPI FLEGREI
Partner (soggetti attuatore)
CAMPI FLEGREI
UNINA-DEMI
UNINA-DSU
Impegno mesi/uomo ricerca
73
Costo Attività
530000
Tipologia
[68% ] Ricerca Industriale
[32%] Sviluppo Sperimentale
Locaòozzazione
Campania
Obiettivi e attività previste
I Campi Flegrei costituiscono un unicum ambientale e storico modellato da circa 24 crateri, formatesi per
successive eruzioni all’inizio dell’era quaternaria. Si tratta della territorio posto ad occidente dell’area urbana
di Napoli, che con il suo fuoco ha da sempre alimentato la fantasia degli antichi che qui intravedendo la
violenza divina, diedero vita ad un misto di credenze, culti e misteri, ancora prima dell’insediamento della
prima colonia greca d’occidente di Cuma.
Il territorio si presenta, oggi, come un insieme eterogeneo di componenti storiche. Archeologiche ed ambientali
fortemente interagenti e sinergiche. Gli insediamenti urbani storici, condividono in larga parte gli spazi delle
rovine e dei grandi monumenti dell’antichità classica. Uno spazio eterogeneo e complesso, fitto di citazioni,
spazi, luoghi e tradizioni, dove la immaginazione ed il mito ne hanno fatto la fortuna nel XVIII e XIX secolo
all’epoca del “Grand tour” europeo.
L’attività di progetto raccoglie la suggestione del mito e dell’immaginario dei Campi Flegrei per coniugarlo
con la valorizzazione del contesto territoriale. Un immaginario che diventa spazio ubiquitario e virtuale
attraverso l’impiego delle metodologie e delle soluzioni tecnologiche previste dal progetto integrato Centri
Storici.
Lo spazio dei Campi Flegrei costituisce, di fatto, un centro storico distribuito, polinucleare, intervallato da
elementi paesaggistico ambientali e da citazioni archeologiche, ma anche da un tessuto urbano di recente
formazione che di fatto tende a costituirne una conurbazione diffusa.
119 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Il progetto integrato, applicato in questo contesto, trova piena applicazione sperimentale potendosi confrontare
proprio con una tipologia complessa ed articolata di scenari e situazioni.
Alcuni insediamenti, come il sito di Bacoli, nella logica progettuale dell’intervento, assumono il ruolo di hub
verso il territorio; centri in cui attivare ed organizzare soprattutto i gli spazi di accoglienza dei visitatori e dei
fruitori dell’area; luoghi fisici dove concentrare alcune infrastrutture materiali e soprattutto organizzare i livelli
di servizio adeguati e previsti dal progetto.
Il territorio, potrà essere conosciuto e visitato: sia fisicamente, spostandosi su ed all’interno dei luoghi
desiderati; sia virtualmente, attraverso la modellazione e simulazione dei luoghi stessi.
La visita al territorio sarà sostenuta da servizi di guida, basati sulle APP dedicate previste al’interno del
framework di social network del progetto integrato. I servizi del frame work tendono a sostenere il fruitore
utilizzatore in tutte le sue diverse esigenze di: conoscenza, orientamento, guida, approfondimento, accesso,
marketing territoriale, assistenza, sicurezza, interazione, segnalazione, comunicazione, etc. Il sistema, in questo
caso, opererà prevalentemente attraverso l’uso del modello territoriale (georeferenziato) realizzato ed il
riconoscimento della posizione del soggetto fruitore attraverso la sua geolocalizzazione sul territorio. La
infrastruttura sarà utilizzabile da parte di qualsiasi tipologia di utente, non solo i turisti, ma anche la
popolazione residente e gli operatori economici compresi dal progetto, in modalità di crawdsourcng, in una
logica di applicazione e valutazione della smartness alla base stessa dell’intervento.
La componente virtuale, potrà, invece, essere fruita all’interno di spazi dedicati o privati, attraverso i più
tradizionali servizi di rete web.
L’intervento, naturalmente, comprende la costruzione del modello territoriale necessario, partendo dalle basi di
conoscenza in larga parte esistenti, strutturandole nella forma normalizzata proposta dal progetto integrato.
Verranno definiti alcuni itinerari con diversa tematica ed adatti a diversi profili di fruizione: da quelli
naturalistici, a quelli archeologici, storici, seguendo il mito, a quelli eno-gastronomici, etc.
Passando alla infrastrutturazione degli hub di accesso all’area previsti, in raccordo anche con le
Amministrazioni locali e centrali, per le aree ed i monumenti vincolati.
Particolare attenzione verrà posta alla valutazione della efficienza, funzionamento e smartness complessiva
attesa dall’intervento. Queste componenti potranno essere misurate attraverso opportuni indicatori definiti dal
progetto; dove potranno essere valutati parametri non solo quantitativi su base statistica, quali: numero di
utenti, richieste, servizi, etc. ma anche approfondendo la interpretazione dei dati stessi, la partecipazione in
crawdsourcing, la utilizzazione e diffusione delle informazioni e servizi richiesti, od anche raccogliendo
indicazioni aggiuntive da parte degli utilizzatori dei servizi.
Risultati attesi
Verifica operativa del progetto integrato, in un contesto con stratificazione complessa e persistenza
dell’impianto archeologico.
Deliverable attesi
Report sull’efficienza e funzionamento della smartness complessiva
Competenze e strumentazioni a disposizione
Sub fornitura
120 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati OR10
Descrizione obiettivo realizzativo
Titolo
Inizio attività:
Fine attività:
Soggetto Leader
Partner (soggetti Attuatore)
Gestione delle risorse geotermiche in area urbana
1
21
UNINA
UNINA-DISTAR
UNISA-DIIN
RESEARCH
TEBE
700000
65.4%
34.6%
Costo
Percentuale di RI:
Percentuale di SS:
Obiettivi Perseguiti
L’ambito prioritario in cui si colloca il progetto Green Economy, ha come indirizzo di programma la
caratterizzazione, la digitalizzazione, la catalogazione, la mappatura, la diagnosi e lo studio del sistema fisico
del sottosuolo della città di Napoli, finalizzato principalmente all’utilizzo delle risorse geotermiche a bassa
entalpia. Altro prodotto derivante dalla fase di acquisizione e diagnosi delle caratteristiche di questo sistema è
la messa a sistema delle conoscenze esistenti sulla rete di cavità sotterranee che caratterizza il sottosuolo della
città di Napoli. Queste particolari cavità di origine antropica sono considerate come valorizzabili ed
integrabili con il soprastante tessuto urbano, dal quale sono attualmente avulse, mediante la loro fruizione
turistica e culturale poiché esse rappresentano, com’è ben noto, le vestigia di antichi usi plurimi del sottosuolo
della città di Napoli (estrazione d materiali da costruzione, ipogei per acquedotti, cisterne, depositi, rifugi,
ecc.). Allo stesso tempo il sistema delle cavità e dell’ammasso roccioso nel quale sono ricavate, rappresenta
esso stesso una possibile fonte di vantaggioso scambio termico per il raffrescamento/riscaldamento degli
edifici urbani soprastanti, secondo modalità da stabilire con opportuna sperimentazione.
L’idea progettuale prevede come obiettivo primario l’incremento dell’efficienza energetica dei sovrastanti
edifici climatizzandoli attraverso sistemi che utilizzino convenientemente le sorgenti termiche a bassa
entalpia disponibili nelle cavità e nel sottosuolo in generale. Per le più stabili condizioni termiche del
sottosuolo rispetto a quelle dell’ambiente esterno, lo scambio termico costituisce una potenziale fonte di
risparmio energetico, quindi esso stesso è una fonte energetica ecosostenibile. Inoltre costituisce una possibile
strategia per mitigare gli effetti del surriscaldamento urbano estivo, causato dalla comune pratica di scambio
termico con l’ambiente esterno. Sulla base della suddetta consapevolezza, l’uso del sottosuolo per scambio
termico si sta diffondendo a scala nazionale, tanto da non essere più solo limitato a fonti geotermiche ad
elevata entalpia (>150°C) ma anche a fonti di bassa entalpia (<100°C). Nel caso della città di Napoli, pur non
considerando la presenza di fonti geotermiche ad alta entalpia, che a causa dell’elevato gradiente geotermico
sono facilmente riscontrabili nell’area urbana di Napoli a poche centinaia di metri di profondità (Carlino et
al., 2012), l’immediato sottosuolo della città (< 100 m) e il sistema di cavità rappresentano potenziali fonti
energetiche a bassa entalpia. Da ciò consegue che uno degli obiettivi del progetto è la programmazione di un
piano di indagini geognostiche, campagne di misurazione e monitoraggio delle caratteristiche termiche del
sottosuolo della città. In particolare, le fasi di studio e monitoraggio dell’aria contenuta nel sistema di cavità
dovrebbero essere finalizzate alla conoscenza del regime termico (da giornaliero ad annuale), del tenore di
radon e delle modalità di circolazione e ricambio dell’aria. Inoltre, mediante indagini di campo e di
laboratorio, dovrebbero essere caratterizzate le proprietà termiche dell’ammasso roccioso tufaceo sia al
disopra della falda (insaturo) che in falda (acquifero vulcanico). In particolare, il progetto consentirà lo
sfruttamento delle fonti energetiche a bassa entalpia per il raffrescamento ed il riscaldamento dei sovrastanti
edifici attraverso appositi impianti selezionati e dimensionati anche in base alle caratteristiche energetiche
dell’acqua e dell’aria disponibili nelle cavità. Da questo punto di vista saranno valutati i risparmi energetici,
economici e d’impatto ambientale su base annua sia per singoli edifici che per cluster di edifici. Nell’ambito
del presente progetto di ricerca è prevista la progettazione e la realizzazione di un set-up sperimentale
consistente in un innovativo impianto di climatizzazione basato su una fonte a bassa entalpia. In particolare il
sistema sarà asservito ad un edificio esistente ed avrà la peculiarità di sfruttare convenientemente la sorgente
termica a bassa entalpia disponibile nella rete di cavità del sottosuolo di Napoli. La progettazione di tale
impianto pilota sarà condotta ed ottimizzata in base all’analisi dei risultati ottenuti nella prima fase del
121 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati progetto di ricerca ed in particolare relativi: a) alle misurazioni effettuate sulle proprietà della sorgente
termica; b) alle simulazioni svolte attraverso i modelli sviluppati per l’analisi dinamica delle prestazioni del
sistema. In linea di principio, l’impianto proposto sarà basato sull’utilizzo di chiller/pompe di calore
funzionanti attraverso lo sfruttamento dell'acqua di falda ovvero dell’aria presenti nelle suddette cavità.
L’applicazione di tale tecnologia è assolutamente innovativa ed più efficiente dal punto di vista energetico
rispetto, sia ai sistemi di riscaldamento con caldaia, sia a quelli di riscaldamento e raffrescamento con
chiller/pompe di calore con scambio termico ad aria tradizionali. In generale, attraverso tali sistemi si
potrebbero in futuro ridurre in misura cospicua i consumi energetici, i costi d’esercizio, le emissioni di CO2
in atmosfera, dovuti alla climatizzazione di molteplici edifici prossimi alle suddette cavità, e la riduzione
delle emissioni di calore in ambito urbano. L’occasione nasce dall’ampia disponibilità di acque di falda e/o di
aria presente nella suddetta rete di cavità e che, visti i relativi livelli termici, risultano convenientemente
utilizzabili per il necessario scambio termico nei chiller/pompe di calore. L’applicazione delle pompe di
calore alle sorgenti geotermiche bassoentalpiche disponibili attraverso l’ampia rete di cavità del sottosuolo di
Napoli è una proposta “nuova”, vista la non comune presenza di quest’ultime al di sotto del tessuto urbano; la
significativa portata d’acqua di falda disponibile; le vaste masse d'aria interne caratterizzate da interessanti
livelli termici. Il potenziale d’impiego della ventilazione geotermica estiva diretta vede invece come
esperienza analoga quella dei “covoli” in Veneto. Le fasi di studio e monitoraggio dell’aria contenuta nel
sistema di cavità dovrebbero essere finalizzate alla conoscenza del regime termico (da giornaliero ad
annuale), del tenore di radon e delle modalità di circolazione e ricambio dell’aria. Inoltre, mediante indagini
di campo e di laboratorio, dovrebbero essere caratterizzate le proprietà termiche dell’ammasso roccioso
tufaceo sia al disopra della falda (insaturo) che in falda (acquifero vulcanico). L’applicazione delle suddette
modalità di scambio dovrebbe essere rispettivamente valutata in base ai maggiori vantaggi economici ed alla
sostenibilità ambientale.
Strettamente connesso all’uso geotermico del sistema di cavità del sottosuolo di Napoli, è la messa a sistema
delle conoscenze riguardanti le cavità, come anche la diagnosi del loro stato di conservazione e stabilità. A
tale aspetto, propedeutico all’utilizzazione per scopi geotermici delle cavità, sarebbero anche connessi
interventi per il monitoraggio degli spazi ipogei (geologico-statico e ambientale), la sicurezza e il restauro per
la valorizzazione turistica degli stessi. La tipologia dei servizi che si intende sperimentare, a partire dai
modelli 3D evoluti, costruiti per layer, riguarderanno: 1) la diagnostica strumentale che punterà ad integrare
le tecnologie di rilievo, a differenza di fase, georadar, interferometria terrestre e satellitare, termografia,
sensoristica, rilievi idrogeologici, microgravimetria, magnetometria, e tecniche di carotaggio e geofisica
applicata, per gestire l’insieme di dati in un unico modello 3D relazionato sia ai nuovi data base sia a quelli
già esistenti; 2) la verifica statica del complesso cavità/edificato interno e sovrastante; 3) lo studio di nuovi
percorsi pedonali per il potenziamento dei collegamenti verticali mediante ascensori e scale mobili; 4) lo
studio dei flussi d’aria presenti nelle cavità mediante la fluidodinamica finalizzato all’uso degli stessi per il
condizionamento ambientale in superficie (considerando anche la possibilità di utilizzare il tufo giallo per
l’immagazzinamento di energia termica); 5) lo studio della luce attraverso l’illuminotecnica; 6) progetti per il
restauro e la rifunzionalizzazione degli spazi e delle architetture presenti all’interno delle cavità anche
mediante il riuso di prodotti di scarto della lavorazione dei geomateriali ancora presenti nel sottosuolo; 7)
progetti per lo sfruttamento delle fonti di acque minerali attraverso percorsi termo-minerali e culturali, con
aree verdi attrezzate, banchi dell’acqua e nuovi spazi (piscine, spa salus per aquam, centri di benessere) per
l’uso della risorsa termo-minerale; 8) impianti di proiezione, acustica, luci e postazioni per la realtà
aumentata, per una fruizione inedita e integrata dei luoghi. Inoltre tali impianti potranno gestire contenuti
aggiornabili e servire da strumenti per la rappresentazione di opere d’arte, tramutando le cavità in luoghi per
nuove forme di educazione e contemporaneamente in musei della memoria e dell’arte.
Conoscenze tecnologiche coinvolte
Per lo sviluppo di questo Obiettivo Realizzativo si provvederà a costituire i seguenti team specialistici e di
integrazione: Geologi, Ingegneri,
122 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Attività 10.1
Descrizione attività
Titolo
Partner (soggetto responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
Modellazione dei sistemi di raccolta differenziata e della mobilità
per un'analisi della sostenibilità degli interventi
UNISA-DIIN
UNISA-DIIN
11
80000
[60%] Ricerca Industriale
[40%] Sviluppo Sperimentale
Campania
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
Il principale scopo è l'ottimizzazione energetica del “borgo orefici” attraverso l’utilizzo di sistemi innovativi
che possano consentire di trovare, rispetto alle soluzioni tradizionali, soluzioni eco-compatibili capaci di
soddisfare le richieste elettriche termiche e frigorifere di un’utenza. Poiché la zona d’intervento risulta
particolarmente urbanizzata è necessario prima di tutto verificare: se le condizioni attuali sono veramente tali
da rendere conveniente un intervento, la fattibilità di un certo intervento, l’esistenza di vincoli architettonici
e/o della soprintendenza o di altro genere. Possibili interventi, ove possibile, possono essere: l’utilizzo di
pannelli fotovoltaici o di pannelli solari termici, la sostituzione di apparecchi illuminanti vecchi a media o
bassa efficienza energetica con apparecchiature nuove ad alta efficienza energetica, la sostituzione di
condizionatori vecchi a media o bassa efficienza energetica con apparecchiature nuove ad alta o altissima
efficienza energetica (ad esempio, split-system con inverter), etc.. Inoltre, sarà condotto lo studio di alcune
soluzioni tecniche capaci di utilizzare l'energia termica recuperabile dai moduli fotovoltaici a concentrazione
per soddisfare le richieste elettriche, termiche e frigorifere (solar cooling) di utenze di media e piccola taglia.
In definitiva nel progetto di ricerca proposto si confronteranno dal punto di vista termo-economico sistemi
tradizionali con sistemi innovativi che adottino soprattutto energia solare. Questo confronto sarà realizzato sia
attraverso lo studio di modelli termo-economici che attraverso misure sperimentali delle grandezze di
maggiore interesse fisico.
Tale attività sarà specifica per il progetto “centri storici” e parte delle economie rispetto al progetto “parchi
archeologici” saranno compensate da maggiori costi per lo studio di sistemi innovativi di condizionamento
per media e piccola taglia, indispensabili per le applicazioni del presente progetto.
Successivamente le attività di ricerca si concentreranno sulla definizione di un modello parametrico in grado
di valutare la sostenibilità di sistemi alternativi di raccolta differenziata attuabili nei centri storici dei comuni.
Nel modello da sviluppare si farà uso delle tecniche di analisi multicriteriale (ad es. Gerarchizzazione
Analitica, Metodo Semplicemente Additivo etc.) per tener conto dei tre pilastri della sostenibilità: ambiente,
economia e società. La componente ambientale sarà valutata tramite il calcolo dell’impronta di carbonio
mediante la Life Cycle Assessment (LCA); la componente economica sarà valutata tramite l’analisi dei costi;
la componente sociale, infine, sarà valutata tramite questionari strutturati di indagine sociologica. Il principale
parametro che sarà preso in considerazione è la popolazione.
Infine, ulteriore aspetto principale di questa linea vede il ricorso alla mobilità elettrica in un ambiente ad
altissimo contenuto artistico culturale. La specificità del progetto e l’innovazione di sistema proposta sono da
ricercare nel fatto che l'area di progetto è rappresentata da zone ad altissima vocazione turistica, mirando a
renderne più agevole la sua fruizione da parte dei flussi turistici e locali. L’azione è rivolta allo sviluppo
dell’intero sistema di mobilità elettrica automatizzato e da fonte rinnovabile. Saranno studiati, testati e
realizzati i sistemi informatici ed hardware atti a gestire l’intero processo, dalla stazione di ricarica, alla
manutenzione delle auto e degli apparati, alla gestione del cliente in tempo reale via remota, ai sistemi di
supporto alle apparecchiature e connessioni a bordo delle auto elettriche previste.
Risultati attesi
• Riduzione dei consumi elettrici, del consumo di combustibili fossili e dell’impatto ambientale rispetto
ad una soluzione tradizionale
• Algoritmo gestione ricarica solare veicoli
Deliverables attesi
• Analisi termo-economica che dimostri il risparmio sia energetico che economico delle soluzioni
123 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati proposte rispetto alle soluzioni tradizionali.
Modellistica di sistemi innovativi.
Conoscenza di metodologie di ottimizzazione termo-economica.
Misurazioni delle grandezze fisiche di maggiore interesse (consumi elettrici, temperature, portate,
COP, etc.)
• Report su metodologie per analisi dei flussi turistici (con alcuni casi studio) e potenzialita' per mobilita'
elettrica
• Report su metodologia per replicabilita' sistema/risultati in altri contesti
• Report progettazione/dimensionamento sistema
Competenze e strumentazioni a disposizione
Modellistica di sistemi innovativi.
Conoscenza di metodologie di ottimizzazione termo-economica.
Misurazioni delle grandezze fisiche di maggiore interesse (consumi elettrici, temperature, portate, COP, etc.)
Sub Fornitura
•
•
•
Attività 10.2
Descrizione attività
Titolo
Partner (soggetto responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
Conoscenza del sistema sottosuolo dell’area urbana di Napoli
UNINA
UNINA-DISTAR
RESEARCH
TEBE
14
100000
[63%] Ricerca Industriale
[37%] Sviluppo Sperimentale
Campania
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
Fino all’epoca moderna, la crescita urbanistica della città di Napoli e il reperimento nel sottosuolo dei materiali
da costruzione (prevalentemente Tufo Giallo Napoletano) hanno comportato lo sviluppo di un complesso
sistema di cavità sotterranee sottoposto alla città stessa, tanto che a Napoli possono essere attribuite due
dimensioni intimamente connesse, quella superficiale e quella sotterranea. Il sistema di cavità ha costituito nei
secoli parte integrante della città poiché detti ambienti ipogei sono stati utilizzati per differenti scopi (es.
cimiteriale, raccolta idrica e rifugio antiaereo). In età contemporanea, la dimensione sotterranea della città di
Napoli e il suo utilizzo sono stati progressivamente abbandonati e dimenticati, tanto da essere poco conosciuti
nella loro complessità e spesso identificati solo con poche e importanti emergenze archeologiche e turistiche
(es. Napoli sotterranea, Cimitero della Fontanelle e Tunnel Borbonico). Tale processo di recupero, sviluppo e
fruizione moderna del mondo geologico ipogeo della città di Napoli ha interessato prevalentemente il Centro
Antico (zona dei decumani, Neapolis), già dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO nel
1997, nell’ambito del quale esiste un vasto ed articolato reticolo di cavità sotterranee, solo in minima parte
conosciuto ed utilizzato, che potrebbe offrire importanti opportunità di sviluppo socio-economico per la città. Il
sottosuolo di Napoli, considerato come l’insieme delle cavità e dell’ammasso roccioso tufaceo nel quale esse
sono state ricavate, attualmente rappresenta una possibile fonte di sviluppo economico e culturale per la città,
identificabile sia nell’utilizzazione del sistema cavità/roccia incassante, come fonte di scambio termico
vantaggioso, che come potenziale fruizione turistico-culturale delle cavità accessibili. Il progetto pertanto si
articola a partire dalla fase di conoscenza del sistema sottosuolo, che dovrà essere finalizzata alla ricostruzione
di tutti gli aspetti della caratterizzazione fisica di un’area pilota. In essa si progetteranno e realizzeranno un
impianto dimostratore di condizionamento termico di edifici, basato sullo scambio con il sottosuolo, come
anche la valorizzare degli aspetti storici e culturali del sistema di cavità sotterranee.
Sulla base di queste premesse, l’approccio di studio all’area pilota della città di Napoli, dovrebbe essere
individuata nell’areale del Centro Antico di Napoli, che, nonostante la sua importanza e complessità geologico124 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati strutturale, idrogeologica ed antropica non è mai stato interessato da studi organici e multidisciplinari. Lo
studio in quest’area dovrebbe essere articolato nelle seguenti fasi:
1) caratterizzazione geologico-stratigrafica del volume di sottosuolo significativo ai fini del progetto,
esteso fino al livello del mare e comprendente anche il sistema acquifero/geotermale vulcanico;
2) censimento delle cavità sotterranee e rilievo tridimensionale dei volumi ipogei accessibili mediante
laser scanning e/o altre tecniche topografiche e relativa georeferenziazione; stima dei volumi ipogei
complessivamente interconnessi; valutazioni della comunicazione con l’atmosfera dei sistemi di
cavità;
3) rilevamento geostrutturale e geomeccanico dell’ammasso roccioso tufaceo all’interno delle cavità e
diagnosi dello stato di conservazione/stabilità; saranno applicati approcci metodologici tradizionali
(rilievi geo-strutturali e misure strumentali dirette su pareti e volte) e/o analisi stereoscopica di
fotogrammi terrestri e/o l’uso della tecnica laser a scansione (laser scanner terrestre), in relazione
all’accessibilità degli spazi e ambienti ipogei;
4) caratterizzazione delle proprietà fisico-tecniche del sistema ammasso roccioso-acquifero vulcanico
(proprietà geotecniche, idrogeologiche e geotermiche);
5) ricostruzione tridimensionale del sistema sottosuolo, comprensivo anche dei sistemi di cavità, e della
variabilità spaziale delle relative proprietà fisico-tecniche (proprietà geotecniche, idrogeologiche e
geotermiche);
6) identificazione di cavità che, per dimensioni ed accessibilità potrebbero essere utilizzate per essere
visitate e quindi utilizzate a scopi culturali e turistici;
7) analisi della stabilità delle cavità anche in condizioni sismiche e programmazione di interventi per la
messa in sicurezza delle stesse; quest’ultimo aspetto sarà analizzato tenendo conto delle proprietà litostratigrafiche, idrogeologiche, geomeccaniche e dinamiche dei materiali;
attività di divulgazione, anche mediante l’uso di Realtà Virtuale, da implementare su piattaforma web, del
sistema sottosuolo; questo è inteso in senso evolutivo, come lo sviluppo dell’interrelazione con il soprastante
livello urbano, che partendo dall’origine (usi plurimi storici) si proietta verso il futuro (uso di scambio
geotermico e turistico).
Risultati attesi
Quadro conoscitivo degli aspetti geologici riguardanti le cavità del sottosuolo del centro urbano partenopeo
Deliverables attesi
Prototypes of sensors and sensor networks
Competenze e strumentazioni a disposizione
Nel DISTAR operano gruppi di ricerca con esperienza pluriennale nel campo dell’ambiente fisico con
particolare riferimento gli aspetti geologici nell’accezione più ampia del termine. Il DiSTAR possiede
competenze, risorse umane, laboratori e strumentazioni che saranno messe a disposizione del progetto
(http://www.distar.unina.it ).
Sub Fornitura
Attività 10.3
Descrizione attività
Titolo
Partner (soggetto responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Caratterizzazione e monitoraggio idrogeotermico
UNINA-DISTAR
UNINA-DISTAR
RESEARCH
TEBE
22
125 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Costo Attività
Tipologia
160000
[68%] Ricerca Industriale
[32%] Sviluppo Sperimentale
Campania
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
Negli ultimi decenni, anche in Italia e con notevole ritardo rispetto agli altri paesi nord-europei, si sta sempre
più diffondendo l’impiego di tecniche e tecnologie di climatizzazione di ambienti ed edifici, mediante l’uso di
sistemi quali pompe di calore, sonde ed impianti geotermici che utilizzano il sistema “sottosuolo-acquiferofalda” come risorsa geotermica a bassa o bassissima entalpia. Il ritardo dell’utilizzo di tale risorsa, tra l’altro
rinnovabile ed a basso impatto ambientale, è chiaramente aggravato da una lacuna normativa, a livello sia
nazionale sia regionale, che solo di recente si è cercato di colmare (D.Lvo n. 22/2010).
Dal punto di vista idrogeotermico, il sistema “sottosuolo-acquifero-falda”, inteso come “serbatoio
geotermico” o “fonte di calore”, può essere utilizzato attraverso molteplici approcci tecnologici e strategie di
gestione, raggruppabili in due principali categorie: a) sistemi con prelievo di acque dalla falda (detti sistemi
open loop), mediante pozzi e successiva re-immissione dei fluidi in falda o in superficie; b) sistemi con
assenza di prelievi di acque sotterranee (detti sistemi closed loop), il cui scambio di calore avviene attraverso
fluidi circolanti in sonde geotermiche, pompe di calore e circuiti installati, in orizzontale o verticale, nel
sottosuolo nella zona insatura.
Dal punto di vista progettuale, la scelta dell’uno o dell’altro criterio di utilizzazione della “fonte di calore”,
nonché la relativa efficienza/fattibilità dell’impianto tecnologico non può prescindere: a) da una dettagliata
conoscenza geologico-stratigrafica, idrogeologica, idraulica, idrogeotermica e chimico-fisica del sistema
“sottosuolo-acquifero-falda” dell’area di studio; b) da un’approfondita caratterizzazione e monitoraggio
multiparametrico del sistema “sottosuolo-acquifero-falda” e dei diversi parametri e proprietà termo-fisiche e
idrologiche. La dettagliata conoscenza di questi elementi, in abbinamento a quella dello sviluppo
tridimensionale delle cavità, consentirebbe l’utilizzazione del sottosuolo come scambiatore termico secondo
le seguenti possibilità di scambio diretto (a) e indiretto (b, c e d).
a)
Circolazione di aria, con gradiente naturale o forzato, tra le cavità e gli edifici soprastanti. Ciò,
compatibilmente con i tenori di radon accertati, consentirebbe di raffrescare gli edifici in maniera naturale e a
bassissimo costo.
b)
Scambio termico con l’aria delle cavità sotterranee, mediante pompe di calore. Tale possibilità
consentirebbe di raffrescare e riscaldare gli edifici in maniera economicamente più vantaggiosa dello scambio
con l’ambiente esterno.
c)
Scambio termico con l’ammasso roccioso tufaceo insaturo (al disopra della falda), mediante sonde
geotermiche a circuito chiuso e pompe di calore.
d)
Scambio termico con l’acquifero vulcanico (ammasso roccioso tufaceo in falda) mediante sonde, a
circuito aperto o chiuso, e pompe di calore.
Pertanto, sulla base di tali considerazioni, nell’ambito del Centro Storico di Napoli saranno espletate,
mediante un approccio multidisciplinare indagini sperimentali, test e prove di campo e/o di laboratorio,
finalizzate a valutare il “potenziale geotermico” a bassa o bassissima entalpia del sottosuolo. In particolare,
saranno eseguite le seguenti attività ed indagini:
1)
progettazione e controllo di una rete di monitoraggio termometrica, sulla circolazione di aria
all’interno delle cavità, su pozzi e piezometri, per l’analisi delle caratteristiche di temperatura delle acque di
falda, la realizzazione di log termometrici, la stima del flusso di calore e del gradiente termico locale;
2)
progettazione e controllo di una rete di monitoraggio piezometrica, su pozzi e piezometri, per la
ricostruzione multitemporale del modello di flusso idrico sotterraneo e la stima quantitativa del flusso idrico
che attraversa il mezzo saturo investigato;
3)
parametrizzazione idrodinamica dell’acquifero (in termini di conducibilità idraulica, trasmissività,
porosità efficace, coefficiente di immagazzinamento, diffusività, velocità effettiva del flusso), mediante test di
pompaggio, prove con traccianti e prove GRT (Ground Response Test) eseguite su pozzi e stazioni di prova,
126 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati in regime di flusso stazionario e transitorio, per l’analisi della risposta termica, idrodinamica e chimico-fisica
della falda;
4)
monitoraggio delle proprietà termo-fisiche e chimiche delle acque sotterranee, circolanti nel mezzo
saturo ed insaturo, nonché delle caratteristiche dell’aria presente nel sottosuolo (nelle zone interessate da
cavità sotterranee), mediante l’installazione, in fori cluster multilivelli, di sonde, tensiometri ed igrometri per
la misurazione in continuo delle variazioni stagionali del contenuto d’acqua, dell’umidità relativa e della
temperatura del terreno;
5)
parametrizzazione della conducibilità termica equivalente, verticale ed orizzontale, e della diffusività
termica sito-specifica, con riferimento ai diversi litotipi costituenti il sottosuolo della zona satura ed insatura,
mediante le prove GRT (Ground Response Test) di cui al punto precedente;
6)
monitoraggio delle concentrazioni di radon ed altri gas eventualmente presenti (CO2, H2S, etc.),
mediante una rete di controllo basata sull’utilizzo di tecnologie abilitanti (real time measurements);
7)
analisi delle tecnologie per lo sfruttamento delle sorgenti di calore, dei transitori e dell’inerzia termica
del sistema cavità-sottosuolo e sviluppo di codici simulativi dinamici per l’analisi delle prestazioni di
innovativi impianti per la climatizzazione;
8)
progettazione e realizzazione di un “dimostratore”, consistente in un innovativo impianto tecnologico
di climatizzazione, sperimentazione del suddetto set-up sperimentale ed analisi sperimentale dei risultati
raggiunti;
9)
analisi e simulazione predittiva degli effetti indotti dall’uso della risorsa geotermica sul sistema
“idrogeologico-ambientale” locale (dal pompaggio delle acque, dalla diminuzione del potenziale termico e
idraulico dell’acquifero, dalla diffusione del plume termico in zona satura, derivante dalla re-iniezione in
falda o nel sottosuolo, etc.).
Risultati attesi
Progettazione e sviluppo di impianti geotermici a bassa entalpia in aree urbane
Deliverables attesi
Prototipi di impianti con sviluppo di tecnologia adeguata allo sfruttamento dello scambio termico in sistemi
naturali
Competenze e strumentazioni a disposizione
Nel DISTAR operano gruppi di ricerca con esperienza pluriennale nel campo dell’ambiente fisico con
particolare riferimento gli aspetti geologici nell’accezione più ampia del termine. Il DiSTAR possiede
competenze, risorse umane, laboratori e strumentazioni che saranno messe a disposizione del progetto
(http://www.distar.unina.it ).
Sub Fornitura
Attività 10.4
Descrizione attività
Titolo
Partner (soggetto responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Conoscenza e Monitoraggio del sistema geotermale dei Campi
Flegrei
UNINA-DISTAR
UNINA-DISTAR
RESEARCH
TEBE
17
120000
127 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Tipologia
[68%] Ricerca Industriale
[32%] Sviluppo Sperimentale
Campania
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
I Campi Flegrei rappresentano un sistema geotermale tra i più interessanti al mondo, per la svariata presenza,
in superficie e nel sottosuolo, di manifestazioni vulcaniche, di fluidi e di risorse geotermiche a bassa, media ed
alta entalpia (Muffler & Cataldi, 1978; Nicholson, 1993).
Sono copiose, infatti, anche se allo stato attuale poco o niente utilizzate, le acque ipotermali (con T variabile
tra 15 °C ÷ 20 °C) e le acque calde sotterranee (con T fino a 80 °C), aventi, in taluni casi, riconosciute
caratteristiche termali e minerali, tali da essere utilizzate a scopo terapeutico.
Del resto, sin dall’epoca dei Greci e dei Romani (VIII÷V secolo a.C.), numerose fonti d’acqua dell’area flegrea
sono state utilizzate, per le loro proprietà curative, a scopo termale ed oggi, come allora, esse sono impiegate in
alcuni casi anche per la balneo-terapia.
Sulla base dei dati di letteratura (Celico et alii, 1992 e relativa bibliografia), il chimismo delle acque
sotterranee del sistema geotermale dei Campi Flegrei può essere interpretato come il risultato di un
mescolamento tra circuiti idrici sotterranei che interessano l’acquifero vulcanico superficiale e circuiti di fluidi
profondi la cui ascesa, lungo le zone di maggiore fratturazione, è agevolata dal flusso di calore e dall’anomalo
gradiente geotermico locale pari a circa 15 °C/100 m, connesso con la presenza di una camera magmatica a
circa 4-5 km di profondità. A tale fenomenologia è associata anche la risalita di gas di origine vulcanica (H2S e
CO2, vapori) e di acque di ingressione marina, lungo la zona costiera, a causa del riscaldamento proveniente
dal corpo magmatico profondo e del ridotto spessore della falda in tale settore dell’acquifero vulcanico.
I numerosi studi idrogeologici, idrogeochimici e vulcanologici (Celico et alii, 1992 e relativa bibliografia),
nonché le diverse campagne di esplorazione geotermica condotte nell’area flegrea nella prima metà del secolo
scorso (Penta, 1949; Penta & Conforto, 1951) hanno evidenziato la presenza, fino alla circolazione idrica
sotterranea più superficiale, di fluidi geotermali profondi, che conferiscono alle acque di falda un carattere
solfato-clorurato-alcalino-terroso, oltre che la presenza di alcuni metalli pesanti e gas di origine naturale (As,
F, Pb, B, L, Rn).
Il settore flegreo dove i fenomeni idrotermali e geotermici sono più visibili è quello meridionale costiero,
compreso tra l’abitato di Bagnoli-Coroglio, la zona della conca di Agnano-Solfatara, l’area delle Mofete-BaiaLago d’Averno e S. Vito; settore, questo, caratterizzato dalla presenza di più sistemi di discontinuità tettoniche
e vulcano-tettoniche e fratture profonde, e dove tra l’altro si concentra l’attività vulcanica più recente del
sistema vulcanico flegreo.
La quantità di calore a bassa, media ed alta entalpia prodotta dal sistema geotermale dei Campi Flegrei, oltre
che per l’industria termo-minerale e la balneazione, potrebbe essere sfruttata, date le relative potenzialità,
verosimilmente anche a scopo geotermico, per la produzione di energia termica (riscaldamento) e/o energia
elettrica, da destinare al fabbisogno energetico delle aree di interesse archeologico (parchi archeologici, musei
e siti di interesse storico-culturale) presenti numerose sul territorio flegreo.
All’uopo sarebbero, tuttavia, necessarie ulteriori studi ed indagini sperimentali, finalizzate: a) ad affinare, sulla
base delle conoscenze pregresse e dei dati di letteratura, la stima del potenziale geotermico; b) a individuare le
zone o i punti più caldi della caldera, che meglio si presterebbero, per condizioni geologico-stratigrafiche,
idrogeologiche e geotermiche del sottosuolo, a nuove utilizzazioni a scopo termico ed elettrico; c) a definire le
tecniche e le strategie di captazione ed utilizzo più adeguate per l’utilizzazione di fluidi a media ed alta
entalpia, con alto contenuto salino, tipiche del sistema vulcanico flegreo.
Risultati attesi
• Ricostruzione bi e tridimensionale della struttura, stratigrafia e geometria dell’acquifero vulcanico
superficiale e del serbatoio geotermico profondo (fino alla profondità variabile da alcune a diverse
centinaia di metri dal p.c.), sulla base dei dati geologico-stratigrafici, strutturali, vulcanologici,
idrogeologici, geofisici e geochimici presenti in letteratura, nonché mediante l’esecuzione, se
necessario, di nuove perforazioni;
• Progettazione/realizzazione di una rete di punti d’acqua (pozzi) e monitoraggio multiparametrico
mediante trasduttori di pressione con data logger, installati in fori cluster multilivelli per la
registrazione dei livelli piezometrici e delle caratteristiche termiche e di salinità dei fluidi;
• Progettazione/realizzazione di una rete di punti d’acqua (pozzi, sorgenti, fumarole, etc.) e
monitoraggio idrochimico multilivello (T, CE, TDS, pH, dH, ossigeno disciolto, elementi ionici
128 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati •
maggiori e in tracce, metalli pesanti, contenuti gassosi quali H2S, CO2, Rn) ed isotopico delle acque
sotterranee (18O/16°, D/H, UT e di altre specie isotopiche di origine profonda come 15S/14S e B)
finalizzato all’analisi multitemporale delle caratteristiche geochimiche del sistema geotermale, alla
stima del flusso di calore e alla ricostruzione dei gradienti geotermici locali;
Implementazione di un modello concettuale e numerico del sistema geotermale dei Campi Flegrei ed
analisi degli effetti indotti da pompaggi ed utilizzazioni di fluidi caldi a scopo termico ed elettrico.
Deliverables attesi
• Approfondimenti, in aree sperimentali prescelte, sulla composizione chimico-fisica e sulle
caratteristiche termiche dei fluidi superficiali e profondi, circolanti all’interno del sistema vulcanico,
anche attraverso un’attenta reinterpretazione dei numerosi dati stratigrafici, geochimici, mineralogici e
petrografici acquisiti durante le diverse campagne geotermiche eseguite nel secolo scorso dalle società
Safen ed Agip-Enel (Penta, 1949; Penta & Conforto, 1951);
• Stimolazione idrodinamica/idraulica/idrochimica dell’acquifero saturo, mediante l’esecuzione di prove
di pompaggio su stazioni di prova, in regime stazionario e transitorio, allo scopo di acquisire: a)
parametri idraulici, termici e chimico-fisici dell’acquifero vulcanico profondo; b) dati riguardanti il
funzionamento del sistema geotermale in condizioni stazionarie, la risposta del sistema idrotermale al
prelievo di fluidi in condizioni dinamiche, la resa geotermica locale del sistema vulcanico;
Competenze e strumentazioni a disposizione
Nel DISTAR operano gruppi di ricerca con esperienza pluriennale nel campo dell’ambiente fisico con
particolare riferimento gli aspetti geologici nell’accezione più ampia del termine. Il DiSTAR possiede
competenze, risorse umane, laboratori e strumentazioni che saranno messe a disposizione del progetto
(http://www.distar.unina.it ).
Sub Fornitura
Attività 10.5
Descrizione attività
Titolo
Partner (soggetto responsabile)
Partner (soggetto attuatore)
Impegno mesi/uomo ricerca
Costo Attività
Tipologia
Localizzazione
Obiettivi e attività previste
Utiizzazione della risorsa geotermale
UNINA-DISTAR
UNINA-DISTAR
RESEARCH
TEBE
33
240000
[68%] Ricerca Industriale
[32%] Sviluppo Sperimentale
Campania
L’ambito territoriale dei Campi Flegrei è rappresentativo di una condizione unica nella quale sono interrelati
valori storici, archeologici, naturali s.l. e geologici, come anche problematiche legate alla gestione dei rischi
geologici, alla conservazione e salvaguardia del patrimonio storico ed archeologico, attualmente solo in parte
valorizzato. In tale mosaico, reso ancora più complesso da una pianificazione territoriale spesso disorganica,
uno dei pochi modelli di sviluppo economico possibili e quello dell’attrazione turistica, anche da oltre i confini
nazionali. L’applicazione di tale modello necessita della programmazione della valorizzazione, conservazione
ed incremento dei valori culturali di tutto ciò che rappresenta il patrimonio storico ed archeologico dell’area
flegrea. In una nuova visione, detto inestimabile patrimonio dovrebbe essere riorganizzato per una maggiore e
più agevole fruizione del pubblico mondiale, basata anche sull’uso di moderne tecnologie di comunicazione,
ma fungere anche da dimostratore di come esso si possa relazionare alle risorse naturali locali, applicando
129 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati nuove tecnologie e criteri di green-economy. Tra le risorse naturali di maggiore rilevanza dell’area flegrea,
quelle geotermiche (dall’elevata alla bassa entalpia) sono certamente le più importanti, secondo una visione
strategica che va oltre la precipua applicazione al patrimonio storico ed archeologico. Infatti, la possibile
utilizzazione a servizio della conservazione e fruizione del patrimonio naturale potrebbe fungere, se
opportunamente divulgata contestualmente agli aspetti storici ed archeologici, da volano mediatico a carattere
informativo e formativo. Ciò favorirebbe, nel lungo periodo, la sensibilizzazione dei fruitori delle aree
archeologico-museali, all’uso di queste tecnologie, quindi la diffusione della cultura del risparmio energetico,
che può essere considerata una delle sfide della società del futuro (Horizon 2020).
Il contesto territoriale flegreo è particolarmente predisposto all’utilizzazione efficace delle energie geotermiche
per la coesistenza di due fondamentali condizioni generali. La prima è l’elevato gradiente geotermico,
connesso a fenomeni di vulcanismo secondario esistenti all’interno della caldera flegrea, che raggiungono
valori fino a oltre 20°C/100 nella fascia costiera compresa tra Bagnoli e Baia e poi nell’area di Cuma. Il
secondo fattore è la presenza di un acquifero, a medio grado di permeabilità per porosità che ospita una falda a
comportamento idrogeologico globalmente unitario, con alimentazione proveniente dall’alto morfologico
dell’allineamento Marano-Quarto e deflusso verso la linea di costa. Entrambe le condizioni consentono lo
sfruttamento, con investimenti non elevati, dell’energia geotermica a bassa e media entalpia, in relazione alla
profondità raggiunta (< 300 m) ed alla posizione della perforazione. In tale scenario si inserisce la
progettazione e lo sviluppo di impianti geotermici a servizio della valorizzazione e fruizione del patrimonio
storico ed archeologico con tecnologie applicabili ai campi della media (70°C < T < 150°C) e bassa entalpia (<
70 °C), rispettivamente per la produzione di energia elettrica e il raffrescamento/condizionamento di edifici
museali.
La possibilità di produzione di energia elettrica dalla risorsa geotermica a media entalpia, mediante un
generatore di piccole o medie dimensioni (<5 kW) consentirebbe di alimentare i sistemi di illuminazione,
sorveglianza e monitoraggio diagnostico dei siti archeologici. La tecnologia utilizzabile è quella degli impianti
di tipo binario, singoli o doppi, che sfruttano lo scambio di calore tra il fluido naturale e un secondo fluido a
punto di evaporazione più basso rispetto all’acqua (es. miscela di acqua e ammoniaca o idrocarburi in cicli
organici di Rankine). L’evaporazione di questo fluido consentirebbe l’attivazione di una turbina, quindi di un
generatore di corrente elettrica. In questo caso il ciclo di scambio termico è completamente chiuso, a ciclo
continuo e senza perdite in atmosfera. Dopo l’azionamento della turbina, il fluido riscaldato potrebbe essere
utilizzato anche per il teleriscaldamento di abitazioni, di impianti termali, agricoli (es. riscaldamento di serre) o
zootecnici, per poi essere successivamente condensato e quindi sottoposto ad un nuovo ciclo di riscaldamento.
Nel caso della risorsa geotermica a bassa entalpia, invece, può essere installato un impianto basato su pompa di
calore e scambio termico con il sottosuolo nelle modalità a circuito chiuso e aperto, con un investimento
economico ancora più ridotto.
La progettazione dei suddetti impianti dovrebbe essere conseguente alla accurata caratterizzazione geologica
ed idrogeotermica di aree contermini a quelle archeologiche (es. Cuma, Baia e Pozzuoli) o museali (es. Museo
archeologico dei Campi Flegrei nel Castello Aragonese di Baia).
Risultati attesi
• Progettazione di impianti basati su pompa di calore e scambio termico con il sottosuolo
Deliverables attesi
• Report sulla caratterizzazione geologica ed idrogeotermica di aree contermini a quelle archeologiche
• Report tecnico sulle tecniche di produzione di energia elettrica dalla risorsa geotermica
Competenze e strumentazioni a disposizione
Nel DISTAR operano gruppi di ricerca con esperienza pluriennale nel campo dell’ambiente fisico con
particolare riferimento gli aspetti geologici nell’accezione più ampia del termine. Il DiSTAR possiede
competenze, risorse umane, laboratori e strumentazioni che saranno messe a disposizione del progetto
(http://www.distar.unina.it ).
Sub Fornitura
130 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati 8.3 Tempistica
Rappresentare il programma complessivo con un diagramma temporale lineare, evidenziando le date previste di completamento dei
singoli obiettivi realizzativi (OR). Fornire, inoltre, elementi informativi a supporto della tempistica proposta.
Il progetto si svilupperà nell’arco di 24 mesi secondo quanto riportato nel seguente diagramma di GANTT:
Attività
nov-13 dic-13 gen-14 feb-14 mar-14 apr-14 mag-14 giu-14
/ mese
OR1
A1.1
A1.2
A1.3
A1.4
A1.5
A1.6
A1.7
A1.8
OR2
A2.1
A2.2
A2.3
A2.4
A2.5
A2.6
A2.7
A2.8
OR3
A3.1
A3.2
A3.3
A3.4
A3.5
OR4
A4.1
A4.2
A4.3
A4.4
A4.5
A4.6
A4.7
A4.8
OR5
A5.1
A5.2
A5.3
A5.4
A5.5
A5.6
OR6
A6.1
A6.2
A6.3
A6.4
A6.5
A6.6
A6.7
A6.8
A6.9
A6.10
OR7
A7.1
A7.2
A7.3
A7.4
OR8
A8.1
A8.2
A8.3
OR9
A9.1
A9.2
A9.3
A9.4
A9.5
OR10
A10.1
A10.2
A10.3
A10.4
A10.5
lug-14 ago-14 set-14
ott-14
nov-14 dic-14 gen-15 feb-15 mar-15 apr-15 mag-15 giu-15
Durata2totale:2mesi224
131 lug-15 ago-15 set-15
ott-15
DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati 9 SCHEDA DEI COSTI AMMISSIBILI (Autogenerata dal sistema
SIRIO)
CAMPI FLEGREI PROGETTO DI RICERCA INDUSTRIALE n. voci di spesa ammesse 1 Personale 2 Spese Generali 3 Strumenti Attrezzature 4 5 in Regioni Convergenza extra Regioni Convergenza 770.000,00 231.000,00 e totali RI % su RI %su Prg 50,00% -­‐ 770.000,00 15,00% -­‐ 231.000,00 5,00% -­‐ 77.000,00 77.000,00 Consulenze 154.000,00 (Soggetti terzi) Materiali e 308.000,00 Forniture totali 10,00% -­‐ 154.000,00 20,00% -­‐ 308.000,00 1.540.000,00 -­‐ 1.540.000,00 100,00% 70,00% PROGETTO SVILUPPO SPERIMENTALE n. 1 2 3 4 5 voci di spesa ammesse in Regioni Convergenza extra Regioni Convergenza totali % su SS 330.000,00 Spese Generali 99.000,00 Strumenti e 33.000,00 Attrezzature 50,00% -­‐ 330.000,00 15,00% -­‐ 99.000,00 5,00% -­‐ 33.000,00 Consulenze 66.000,00 (Soggetti terzi) Materiali e 132.000,00 Forniture 10,00% -­‐ 66.000,00 Personale totali SS %su Prg 20,00% -­‐ 132.000,00 660.000,00 -­‐ 660.000,00 100,00% 30,00% CARSO PROGETTO DI RICERCA INDUSTRIALE n. 1 2 3 4 5 voci di spesa ammesse in Regioni Convergenza extra Regioni Convergenza totali % su RI 315.000,00 Spese Generali 94.500,00 Strumenti e 31.500,00 Attrezzature 50,00% -­‐ 315.000,00 15,00% -­‐ 94.500,00 5,00% -­‐ 31.500,00 Consulenze 63.000,00 (Soggetti terzi) Materiali e 126.000,00 Forniture -­‐ 10,00% 63.000,00 20,00% 126.000,00 Personale totali RI 630.000,00 -­‐ 630.000,00 100,00% %su Prg 70,00% PROGETTO SVILUPPO SPERIMENTALE n. 1 voci di spesa ammesse Personale in Regioni Convergenza extra Regioni Convergenza 135.000,00 totali % su SS 50,00% -­‐ 135.000,00 132 %su Prg DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati 2 3 4 5 Spese Generali 40.500,00 e 13.500,00 Strumenti Attrezzature Consulenze 27.000,00 (Soggetti terzi) Materiali e 54.000,00 Forniture totali SS -­‐ -­‐ 15,00% 40.500,00 5,00% 13.500,00 -­‐ 10,00% 27.000,00 -­‐ 20,00% 54.000,00 270.000,00 270.000,00 -­‐ 100,00% 30,00% BORGO OREFICI PROGETTO DI RICERCA INDUSTRIALE n. 1 2 3 4 5 voci di spesa ammesse in Regioni Convergenza extra Regioni Convergenza totali % su RI %su Prg 31.500,00 Spese Generali 9.450,00 Strumenti e 3.150,00 Attrezzature 50,00% -­‐ 31.500,00 15,00% -­‐ 9.450,00 5,00% 3.150,00 Consulenze (Soggetti terzi) Materiali e Forniture 6.300,00 -­‐ 10,00% 6.300,00 12.600,00 20,00% 12.600,00 Personale totali RI 63.000,00 -­‐ 63.000,00 100,00% 70,00% PROGETTO SVILUPPO SPERIMENTALE n. 1 2 3 4 5 voci di spesa ammesse in Regioni Convergenza extra Regioni Convergenza totali % su SS %su Prg 13.500,00 Spese Generali 4.050,00 Strumenti e 1.350,00 Attrezzature 50,00% -­‐ 13.500,00 15,00% -­‐ 4.050,00 5,00% -­‐ 1.350,00 Consulenze (Soggetti terzi) Materiali e Forniture 2.700,00 -­‐ 10,00% 2.700,00 5.400,00 -­‐ 20,00% 5.400,00 Personale totali SS 27.000,00 -­‐ 27.000,00 100,00% 30,00% TEBE Prospetto dei costi di progetto PROGETTO DI RICERCA INDUSTRIALE n. 1 2 3 4 5 voci di spesa ammesse in Regioni Convergenza extra Regioni Convergenza totali % su RI %su Prg Personale 217.000,00 Spese Generali 65.100,00 Strumenti e 21.700,00 Attrezzature 50,00% -­‐ 217.000,00 15,00% -­‐ 65.100,00 5,00% -­‐ 21.700,00 Consulenze 43.400,00 (Soggetti terzi) Materiali e 86.800,00 Forniture -­‐ 10,00% 43.400,00 20,00% 86.800,00 totali RI 434.000,00 -­‐ 434.000,00 100,00% 70,00% PROGETTO SVILUPPO SPERIMENTALE n. voci di spesa in Regioni Convergenza extra Regioni Convergenza 133 totali % su SS %su Prg DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati ammesse 1 2 3 4 5 93.000,00 Spese Generali 27.900,00 Strumenti e 9.300,00 Attrezzature 50,00% -­‐ 93.000,00 15,00% -­‐ 27.900,00 5,00% -­‐ 9.300,00 Consulenze 18.600,00 (Soggetti terzi) Materiali e 37.200,00 Forniture -­‐ 10,00% 18.600,00 -­‐ 20,00% 37.200,00 Personale totali SS 186.000,00 186.000,00 -­‐ 100,00% 30,00% TELESERVIZI PROGETTO DI RICERCA INDUSTRIALE n. 1 2 3 4 5 voci di spesa ammesse in Regioni Convergenza extra Regioni Convergenza totali % su RI 325.500,00 Spese Generali 97.650,00 Strumenti e 32.550,00 Attrezzature 50,00% -­‐ 325.500,00 15,00% -­‐ 97.650,00 5,00% -­‐ 32.550,00 Consulenze (Soggetti terzi) Materiali e Forniture 65.100,00 -­‐ 10,00% 65.100,00 130.200,00 20,00% 130.200,00 Personale totali RI 651.000,00 -­‐ 651.000,00 %su Prg 100,00% 70,00% PROGETTO SVILUPPO SPERIMENTALE n. 1 2 3 4 5 voci di spesa ammesse in Regioni Convergenza extra Regioni Convergenza totali % su SS Personale 139.500,00 Spese Generali 41.850,00 Strumenti e 13.950,00 Attrezzature 50,00% -­‐ 139.500,00 15,00% -­‐ 41.850,00 5,00% -­‐ 13.950,00 Consulenze (Soggetti terzi) Materiali e Forniture 27.900,00 -­‐ 10,00% 27.900,00 55.800,00 -­‐ 20,00% 55.800,00 totali SS 279.000,00 -­‐ 279.000,00 %su Prg 100,00% 30,00% ANFITEATRO PROGETTO DI RICERCA INDUSTRIALE n. voci di spesa ammesse 1 Personale 2 Spese Generali 3 4 5 Strumenti Attrezzature Consulenze (Soggetti terzi) Materiali Forniture in Regioni Convergenza 98.000,00 29.400,00 e 9.800,00 19.600,00 e totali RI 39.200,00 extra Regioni Convergenza totali % su RI %su Prg 50,00% -­‐ 98.000,00 15,00% -­‐ 29.400,00 5,00% -­‐ 9.800,00 -­‐ 10,00% 19.600,00 20,00% 39.200,00 196.000,00 -­‐ 134 100,00% 70,00% DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati 196.000,00 PROGETTO SVILUPPO SPERIMENTALE n. voci di spesa ammesse 1 Personale 2 Spese Generali 3 4 5 Strumenti Attrezzature Consulenze (Soggetti terzi) Materiali Forniture in Regioni Convergenza extra Regioni Convergenza 42.000,00 12.600,00 e 4.200,00 8.400,00 e 16.800,00 totali SS totali % su SS %su Prg 50,00% -­‐ 42.000,00 15,00% -­‐ 12.600,00 5,00% -­‐ 4.200,00 -­‐ 10,00% 8.400,00 -­‐ 20,00% 16.800,00 84.000,00 -­‐ 84.000,00 100,00% 30,00% CIMA PROGETTO DI RICERCA INDUSTRIALE n. voci di spesa ammesse 1 Personale 2 Spese Generali 3 4 5 Strumenti e Attrezzature Consulenze (Soggetti terzi) Materiali e Forniture totali RI in Regioni Convergenza extra Regioni Convergenza totali % su RI %su Prg 175.000,00 52.500,00 50,00% -­‐ 175.000,00 15,00% -­‐ 52.500,00 17.500,00 -­‐ 5,00% 17.500,00 35.000,00 -­‐ 10,00% 35.000,00 70.000,00 20,00% 70.000,00 350.000,00 -­‐ 350.000,00 100,00% 70,00% PROGETTO SVILUPPO SPERIMENTALE n. 1 2 3 4 5 voci di spesa ammesse in Regioni Convergenza extra Regioni Convergenza totali % su SS %su Prg 75.000,00 Spese Generali 22.500,00 Strumenti e 7.500,00 Attrezzature 50,00% -­‐ 75.000,00 15,00% -­‐ 22.500,00 5,00% -­‐ 7.500,00 Consulenze (Soggetti terzi) Materiali e Forniture 15.000,00 -­‐ 10,00% 15.000,00 30.000,00 -­‐ 20,00% 30.000,00 Personale totali SS 150.000,00 -­‐ 150.000,00 100,00% 30,00% LE NUVOLE PROGETTO DI RICERCA INDUSTRIALE n. voci di spesa ammesse 1 Personale 2 Spese Generali 3 4 Strumenti Attrezzature Consulenze (Soggetti terzi) in Regioni Convergenza 157.500,00 47.250,00 e extra Regioni Convergenza totali % su RI %su Prg 50,00% -­‐ 157.500,00 15,00% -­‐ 47.250,00 15.750,00 -­‐ 5,00% 15.750,00 31.500,00 -­‐ 10,00% 31.500,00 135 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati 5 Materiali Forniture e 63.000,00 totali RI n. voci di spesa ammesse 1 Personale 2 Spese Generali 20,00% 63.000,00 315.000,00 -­‐ 315.000,00 100,00% 70,00% PROGETTO SVILUPPO SPERIMENTALE 3 4 5 Strumenti Attrezzature Consulenze (Soggetti terzi) Materiali Forniture in Regioni Convergenza 67.500,00 20.250,00 e 6.750,00 extra Regioni Convergenza totali % su SS %su Prg 50,00% -­‐ 67.500,00 15,00% -­‐ 20.250,00 5,00% -­‐ 6.750,00 13.500,00 -­‐ 10,00% 13.500,00 e -­‐ 20,00% 27.000,00 27.000,00 totali SS 135.000,00 -­‐ 135.000,00 100,00% 30,00% STRAGO PROGETTO DI RICERCA INDUSTRIALE n. voci di spesa ammesse 1 Personale 2 Spese Generali 3 4 5 Strumenti Attrezzature Consulenze (Soggetti terzi) Materiali Forniture in Regioni Convergenza 70.000,00 21.000,00 e 7.000,00 -­‐ 5,00% 7.000,00 14.000,00 -­‐ 10,00% 14.000,00 20,00% 28.000,00 e 28.000,00 totali RI extra Regioni Convergenza totali % su RI %su Prg 50,00% -­‐ 70.000,00 15,00% -­‐ 21.000,00 140.000,00 -­‐ 140.000,00 100,00% 70,00% PROGETTO SVILUPPO SPERIMENTALE n. voci di spesa ammesse 1 Personale 2 Spese Generali 3 4 5 Strumenti Attrezzature Consulenze (Soggetti terzi) Materiali Forniture in Regioni Convergenza 30.000,00 9.000,00 e 3.000,00 6.000,00 e totali SS 12.000,00 extra Regioni Convergenza totali % su SS %su Prg 50,00% -­‐ 30.000,00 15,00% -­‐ 9.000,00 5,00% -­‐ 3.000,00 -­‐ 10,00% 6.000,00 -­‐ 20,00% 12.000,00 60.000,00 -­‐ 60.000,00 100,00% 30,00% RESEARCH PROGETTO DI RICERCA INDUSTRIALE n. voci di spesa ammesse 1 Personale 2 Spese Generali 3 4 Strumenti e Attrezzature Consulenze (Soggetti terzi) in Regioni Convergenza 63.000,00 18.900,00 extra Regioni Convergenza totali % su RI %su Prg 50,00% -­‐ 63.000,00 15,00% -­‐ 18.900,00 6.300,00 -­‐ 5,00% 6.300,00 12.600,00 -­‐ 10,00% 12.600,00 136 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati 5 25.200,00 Materiali e Forniture totali RI 20,00% 25.200,00 126.000,00 126.000,00 -­‐ 100,00% 70,00% PROGETTO SVILUPPO SPERIMENTALE n. voci di spesa ammesse 1 Personale 2 Spese Generali 3 4 5 in Regioni Convergenza 27.000,00 8.100,00 e 2.700,00 extra Regioni Convergenza totali % su SS %su Prg 50,00% -­‐ 27.000,00 15,00% -­‐ 8.100,00 5,00% -­‐ 2.700,00 Strumenti Attrezzature Consulenze (Soggetti 5.400,00 terzi) 10.800,00 Materiali e Forniture -­‐ -­‐ totali SS 54.000,00 -­‐ 10,00% 5.400,00 20,00% 10.800,00 54.000,00 100,00% 30,00% NAOS CONSULTING PROGETTO DI RICERCA INDUSTRIALE n. voci di spesa ammesse 1 Personale 2 Spese Generali 3 4 5 Strumenti Attrezzature Consulenze (Soggetti terzi) Materiali Forniture in Regioni Convergenza 143.500,00 43.050,00 extra Regioni Convergenza totali % su RI %su Prg 50,00% -­‐ 143.500,00 15,00% -­‐ 43.050,00 e 14.350,00 -­‐ 5,00% 14.350,00 28.700,00 -­‐ 10,00% 28.700,00 20,00% 57.400,00 e 57.400,00 totali RI n. voci di spesa ammesse 1 Personale 2 Spese Generali 287.000,00 -­‐ 287.000,00 100,00% 70,00% PROGETTO SVILUPPO SPERIMENTALE 3 4 5 Strumenti Attrezzature Consulenze (Soggetti terzi) Materiali Forniture in Regioni Convergenza 61.500,00 18.450,00 e 6.150,00 extra Regioni Convergenza totali % su SS %su Prg 50,00% -­‐ 61.500,00 15,00% -­‐ 18.450,00 5,00% -­‐ 6.150,00 12.300,00 -­‐ 10,00% 12.300,00 e -­‐ 20,00% 24.600,00 totali SS 24.600,00 123.000,00 -­‐ 123.000,00 CNR PROGETTO DI RICERCA INDUSTRIALE n. 1 2 3 voci di spesa ammesse in Regioni Convergenza 154.400,00 Spese Generali 46.320,00 Strumenti e 15.440,00 Attrezzature Personale extra Regioni Convergenza -­‐ -­‐ 137 totali 154.400,00 46.320,00 15.440,00 % su RI 50,00% 15,00% 5,00% %su Prg 100,00% 30,00% DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati 4 5 Consulenze 30.880,00 (Soggetti terzi) Materiali e 61.760,00 Forniture totali RI -­‐ 30.880,00 10,00% 20,00% 61.760,00 -­‐ 100,00% 40,00% 308.800,00 308.800,00 PROGETTO SVILUPPO SPERIMENTALE n. voci di spesa ammesse 1 Personale 2 Spese Generali 3 Strumenti Attrezzature 4 5 extra Regioni Convergenza in Regioni Convergenza 231.600,00 69.480,00 -­‐ -­‐ e 23.160,00 Consulenze 46.320,00 (Soggetti terzi) Materiali e 92.640,00 Forniture totali SS totali % su SS 231.600,00 69.480,00 %su Prg 50,00% 15,00% -­‐ 23.160,00 5,00% -­‐ 46.320,00 10,00% 20,00% 92.640,00 -­‐ 100,00% 60,00% 463.200,00 -­‐ 463.200,00 CUEIM PROGETTO DI RICERCA INDUSTRIALE n. 1 2 3 4 5 voci di spesa ammesse Personale Spese Generali Strumenti e Attrezzature Consulenze (Soggetti terzi) Materiali e Forniture totali RI extra Regioni Convergenza in Regioni Convergenza totali % su RI 60.000,00 18.000,00 -­‐ 60.000,00 -­‐ 18.000,00 6.000,00 6.000,00 12.000,00 -­‐ 12.000,00 10,00% 24.000,00 24.000,00 20,00% 120.000,00 -­‐ 120.000,00 %su Prg 50,00% 15,00% 5,00% 100,00% 40,00% PROGETTO SVILUPPO SPERIMENTALE n. 1 2 3 4 5 voci di spesa ammesse Personale Spese Generali Strumenti e Attrezzature Consulenze (Soggetti terzi) Materiali e Forniture 90.000,00 27.000,00 extra Regioni totali Convergenza -­‐ 90.000,00 -­‐ 27.000,00 9.000,00 -­‐ 9.000,00 18.000,00 -­‐ 18.000,00 in Regioni Convergenza 36.000,00 totali SS 180.000,00 -­‐ 36.000,00 -­‐ 180.000,00 INNOVA PROGETTO DI RICERCA INDUSTRIALE 138 % su SS %su Prg 50,00% 15,00% 5,00% 10,00% 20,00% 100,00% 60,00% DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati n. voci di spesa ammesse 1 Personale 2 Spese Generali 3 Strumenti Attrezzature 4 Consulenze (Soggetti terzi) 5 Materiali Forniture extra Regioni Convergenza in Regioni Convergenza 150.000,00 45.000,00 e 15.000,00 30.000,00 60.000,00 totali RI 300.000,00 %su Prg % su RI -­‐ 150.000,00 -­‐ 45.000,00 e totali 50,00% 15,00% 15.000,00 5,00% -­‐ 30.000,00 10,00% 60.000,00 20,00% -­‐ 300.000,00 100,00% 40,00% PROGETTO SVILUPPO SPERIMENTALE n. voci di spesa ammesse 1 Personale 2 Spese Generali 3 Strumenti Attrezzature 4 Consulenze (Soggetti terzi) 5 Materiali Forniture extra Regioni %su totali % su SS Convergenza Prg 50,00% -­‐ 225.000,00 15,00% -­‐ 67.500,00 in Regioni Convergenza 225.000,00 67.500,00 e 22.500,00 -­‐ 22.500,00 5,00% 45.000,00 -­‐ 45.000,00 10,00% e 90.000,00 -­‐ 90.000,00 20,00% 450.000,00 -­‐ 450.000,00 totali SS 100,00% 60,00% UNINA PROGETTO DI RICERCA INDUSTRIALE n. voci di spesa ammesse 1 Personale 2 Spese Generali 3 Strumenti Attrezzature 4 Consulenze (Soggetti terzi) 5 Materiali Forniture in Regioni Convergenza 406.000,00 121.800,00 e 40.600,00 81.200,00 e 162.400,00 totali RI 812.000,00 extra Regioni Convergenza totali %su Prg % su RI -­‐ 406.000,00 -­‐ 121.800,00 50,00% 15,00% 40.600,00 5,00% -­‐ 81.200,00 10,00% 162.400,00 20,00% -­‐ 812.000,00 100,00% 32,75
% PROGETTO SVILUPPO SPERIMENTALE n. voci di spesa ammesse 1 Personale 2 Spese Generali 3 Strumenti Attrezzature 4 Consulenze (Soggetti terzi) 5 Materiali Forniture in Regioni Convergenza 609.000,00 182.700,00 e extra Regioni totali Convergenza -­‐ 609.000,00 -­‐ 182.700,00 %su Prg % su SS 50,00% 15,00% 60.900,00 -­‐ 60.900,00 121.800,00 -­‐ 121.800,00 10,00% e 243.600,00 -­‐ 243.600,00 20,00% 1.218.000,00 -­‐ 1.218.000,00 totali SS 139 5,00% 100,00% 49,12
% DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati UNISA Prospetto dei costi di progetto PROGETTO DI RICERCA INDUSTRIALE n. voci di spesa ammesse 1 Personale 2 Spese Generali 3 Strumenti Attrezzature 4 Consulenze (Soggetti terzi) 5 Materiali Forniture extra Regioni Convergenza in Regioni Convergenza totali % su RI 176.000,00 -­‐ 176.000,00 52.800,00 -­‐ 52.800,00 e e %su Prg 50,00% 15,00% 17.600,00 17.600,00 5,00% 35.200,00 -­‐ 35.200,00 10,00% 70.400,00 70.400,00 20,00% totali RI 352.000,00 -­‐ 352.000,00 100,00% 26,47% PROGETTO SVILUPPO SPERIMENTALE n. voci di spesa ammesse 1 Personale 2 Spese Generali 3 Strumenti Attrezzature 4 Consulenze (Soggetti terzi) 5 Materiali Forniture in Regioni Convergenza extra Regioni Convergenza totali % su SS 264.000,00 -­‐ 264.000,00 79.200,00 -­‐ 79.200,00 e e %su Prg 50,00% 15,00% 26.400,00 -­‐ 26.400,00 5,00% 52.800,00 -­‐ 52.800,00 10,00% 105.600,00 -­‐ 105.600,00 totali SS 528.000,00 -­‐ 528.000,00 20,00% 100,00% 39,71% 10 ARTICOLAZIONE DEI COSTI PER LE ATTIVITA’ PREVISTE
Indicare per ciascun obiettivo realizzativo l’articolazione dei costi.
%RI %SS_
%RI %SS
_OR OR
OR 1 Analisi
Contesto e
Fabbisogn 65,5
o
Tecnologi
co
34,5
Att
Titolo
M/U
Durata
Costo
65
35
1.1
La Smartness nella valorizzazione e
fruizione dei centri storici
9
2
66.000
68
32
1.2
Analisi dei caratteri del tessuto
urbano e analisi critica dei manufatti
10
3
70.000
68
32
1.3
Ricognizione geomaterialistica degli
elementi costitutivi dei manufatti
11
3
80.000
60
40
1.4
Architettura dell’Informazione per le
componenti del progetto integrato
6
1
40.000
65
35
1.5
Studio e definizione del contesto di
indagine della ricerca
10
2
70.000
65
35
1.6
Studio e progettazione di percorsi
esperienziali
12
2
90.000
140 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati 65
35
1.7
Studio di soluzioni innovative di
marketing esperienziale
68
32
1,8
Progettazione del sistema
informativo a supporto della
piattaforma per i centri storici
14
2
100.000
7
3
50.000
566.000
OR - 2 Produzion
ee
rappresen
65,5
tazione
della
conoscenz
a
68
32
2.1
Modelli e strutture di dati spaziali,
rappresentazione semantica,
distribuzione.
32
9
230.000
68
32
2.2
Metodi avanzati di analisi su data
base geografici distribuiti
34
13
250.000
68
32
2.3
34
8
250.000
62
38
2.4
8
3
60.000
60
40
2.5
22
15
160.000
60
40
2.6
26
12
190.000
68
32
2.7
Metodi e strutture per la
organizzazione della conoscenza dei
centri storici l’Atlante tematico ed il
Libretto dell’Opera
Evoluzione e trasformazioni del
paesaggio urbano dei centri storici,
percorsi di fruizione e modelli di
percezione
Rilievo ed organizzazione delle
georisorse e della componente
geotermale del sottosuolo
Modelli di conoscenza per la
generazione dell'Atlante dei Centri
Storici
Cultura immateriale e vocazionalità
dei centri storici, metodi e modelli
per la formalizzazione della
conoscenza
11
6
80.000
70
30
2.8
Crawdsourcing per la conoscenza
dal territorio urbano
52
12
380.000
34,5
1.600.000
OR 3 Sensori e
Reti di
Sensori
OR 4 Diagnostic
ae
63,6
65
36,4
35
60
40
3.1
Progettazione ed implementazione
del sistema di nodi-sensore
multipurpose per monitoraggio,
controllo eco ambientale nei centri
storici
70
30
3.2
60
40
60
29
18
210.000
Sensori e misure per il monitoraggio
delle deformazioni dei geomateriali
8
4
60.000
3.3
Sensori e reti per l'incolumità della
persona e la salvaguardia dei
manufatti
6
6
40.000
40
3.4
Sviluppo di campionatori passivi per
inquinanti
17
12
120.000
68
32
3.5
Monitoraggio dei livelli vibrazionali
di origine antropica nei beni culturali
32
18
230.000
60
40
4.1
Monitoraggio con metodi analitici e
nano sensori per la diagnosi dello
stato di conservazione delle opere
nei Centri Storici
12
12
90.000
141 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Conservaz
ione
60
40
4.2
Nuovi materiali a base polimerica
per il consolidamento di manufatti
lapidei degradati e intonaci
70
30
4.3
70
30
60
7
12
50.000
Ricognizione geomaterialistica degli
elementi costitutivi dei manufatti
28
15
200.000
4.4
Sviluppo di tecnologie reversibili per
nuove formulazioni di materiali,
processi, prodotti
22
12
160.000
40
4.5
Pianificazione delle attività
manutentive
1
1
10.000
70
30
4.6
Diagnosi del degrado
dell’architettura e delle evidenze del
costruito antico nei centri storici
17
8
120.000
60
40
4.7
Diagnostica in sito mediante
micromorfologia del suolo
17
9
120.000
70
30
4.8
Human monitor, l’nformazione
volontaria geografica (VG) nel
monitoraggio e diagnostica delle
aree urbane
34
12
250.000
1.000.000
OR 5 69,6
Fruizione
30,4
68
32
5.1
Servizi integrati per il turismo dei
centri storici, strumenti e modelli per
la fruizione dei luoghi.
70
15
510.000
70
30
5.2
Supporto nella realizzazione di
content multimediali
21
9
150.000
70
30
5.3
50
14
360.000
70
30
5.4
48
8
350.000
70
30
5.5
Progettazione e realizzazione di
allestimenti scenici di percorsi
turistici esperienziali
Infrastruttura WEB per i centri
storici, strumenti di fruizione per il
patrimonio culturale, un portale per
la conoscenza
Opere parlanti, sistema ubiquitario
di interazione per la fruizione del
paesaggio dei centri storici
55
15
400.000
70
30
5.6
Piattaforma integrata di app per
l'assistenza turistica
33
15
240.000
2.010.000
OR 6 Valorizzaz 65,1
ione
34,9
Modelli di gestione del patrimonio
immobiliare di un centro storico: il
ruolo dei metaorganizzatori
Definizione di un modello di
integrazione del patrimonio culturale
con le attività economiche del
territorio.
Strategie e metodi per lo sviluppo
integrato dei sistemi urbani dei
centri storici
63
18
460.000
26
15
190.000
14
15
100.000
6.4
Il centro storico quale fattore di
attrattiva culturale e turistica
14
15
100.000
6.5
Informazione e divulgazione
territoriale
14
13
100.000
68
32
6.1
63
37
6.2
60
40
6.3
60
40
60
40
142 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati 60
40
6.6
Dal Centro Storico al Social
Network: progettazione e
realizzazione di meccanismi di
integrazione di fonti dati eterogenee
e non strutturate con i principali
Social Network
30
15
214.000
70
30
6.7
Architettura dell’Informazione per le
componenti del progetto integrato
21
8
150.000
70
30
6.8
17
8
120.000
70
30
6.9
Comunicazione e processi di
inclusività attiva per i soggetti
operanti nei centri storici
Nuovi strumenti di social-network
nella valorizzazione dei Centri
storici
29
12
210.000
70
30 6.10 Piattaforma di animazione del
39
15
280.000
territorio
1.924.000
OR 7 Gestione
della
Sicurezza
60
40
60
40
7.1
7
12
50.000
60
40
7.2
Sicurezza/protezione dai rischi
geologici del bene culturale e del
relativo fruitore
12
12
90.000
60
40
7.3
Fruizione delle risorse
Geoambientali
10
9
70.000
60
40
7.4
Sicurezza da incendi in ambienti
confinati
11
15
80.000
Videosorveglianza intelligente
290.000
OR 8 Gestione
della
Performa
nce
62
64
36
8.1
Parametri di misurazione della
SMARTNESS
28
6
140.000
60
40
8.2
51
26
372.000
62
38
8.3
Osservatorio Socio-Economico per
la valorizzazione del patrimonio
culturale a supporto dello sviluppo
locale
Definizione di modelli di
rilevamento delle performance,
valutazione dell’efficienza del
sistema e di KPI tecnico/economici
28
3
200.000
38
712.000
OR - 9 Validazio
67,4
ne/Integra
zione
32,6
65
35
9.1
68
32
9.2
68
32
9.3
68
32
9.4
68
32
9.5
La Cultura Corre sui Binari
Vivere il Borgo Orefici
Il Dimostratore Centro Antico di
Napoli
Tour nel centro storico
Viaggio nei Campi Flegrei tra
immaginario, mito e realtà
143 63
20
460.000
51
20
370.000
22
20
160.000
70
20
510.000
73
20
530.000
DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati 2.030.000
OR-10 Gestione
delle
risorse
65,4
geotermic
he in area
urbana
60
40 10.1 Modellazione dei sistemi di raccolta
11
6
80.000
63
37 10.2 Conoscenza del sistema sottosuolo
14
6
100.000
22
14
160.000
differenziata e della mobilità per
un'analisi della sostenibilità degli
interventi
dell’area urbana di Napoli
34,6
68
32 10.3 Caratterizzazione e monitoraggio
idrogeotermico
68
32 10.4 Conoscenza e monitoraggio del
17
6
120.000
68
32 10.5 Utilizzazione
33
14
240.000
sistema
Flegrei
geotermale
della
dei
Campi
risorsa
geotermale
700.000
11 VERIFICA DELL’ESITO DEL PROGETTO DI RICERCA
Le modalità di attuazione del piano di verifica previsto per le attività del Progetto di Ricerca del Distretto
DATABENC si rifanno alle linee guida per la programmazione e valutazione emanate dalla Commissione
Europea, in merito ai criteri e agli indicatori da utilizzare durante le valutazioni.
Nel caso specifico si tratta di una valutazione di processo che accompagna tutto l'iter del progetto del
distretto DATABENC e si interessa principalmente dei processi messi in atto e della qualità e quantità degli
obiettivi raggiunti.
In aderenza alle linee guida europee, vengono identificati gli obiettivi globali e le variabili di rottura, ovvero
quei fattori critici che consentono una rilevazione quantitativa e qualitativa oggettiva del livello di successo
raggiunto.
Ciascuno degli obiettivi globali è collegato ad un asse di intervento. I principali assi di intervento, che
consentono l'estrazione e l'individuazione degli indicatori tecnici di valutazione (Key Performance Indicators
- K.P.I.) del progetto sono rappresentati da:
•
capacità di stabilire le condizioni per nuove opportunità imprenditoriali nel settore della cultura e
delle attività culturali, valorizzare, tutelare e rendere maggiormente fruibili le risorse culturali,
accrescere il benessere sociale ;
•
capacità del progetto di creare reti di servizio efficienti, nuove opportunità di crescita e di sviluppo
sostenibile rimuovendo la condizione di emergenza ambientale, espandendo l’uso razionale e la
fruibilità di risorse naturali;
•
capacità di indurre nuove occasioni di sviluppo espandendo la dotazione, la disponibilità e la qualità
delle risorse umane, riducendo il tasso di disoccupazione, facendo emergere attività “informali”,
migliorando la partecipazione complessiva al mercato del lavoro e valorizzando le risorse umane.
Far crescere il contenuto scientifico-tecnologico delle produzioni e rafforzare la rete di competenze
ed i collegamenti con il sistema imprenditoriale ;
•
capacità di creare le condizioni economiche per lo sviluppo imprenditoriale locale e la crescita
produttiva; aumentare la competitività, la produttività, la coesione e la cooperazione sociale in aree
concentrate del territorio, irrobustendo, anche attraverso l’innovazione tecnologica, le filiere
produttive.Promuovere la localizzazione di nuove iniziative imprenditoriali, ivi incluse quelle nel
settore turistico, e l’emersione di imprese dall’area del sommerso;
144 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati •
capacità di favorire la localizzazione di nuove iniziative nelle aree urbane e metropolitane specie nei
servizi alle persone e alle imprese. Creare condizioni economiche, amministrative e sociali per lo
sviluppo imprenditoriale. Aumentare la competitività e la produttività strutturale dei sistemi
economici territoriali. Combattere la marginalità sociale e favorire i processi di recupero della
fiducia sociale, anche attraverso interventi di riqualificazione del contesto urbano;
•
capacità di aumentare la competitività e la produttività strutturale dei sistemi economici territoriali.
Creare le condizioni di contesto per lo sviluppo imprenditoriale e la localizzazione di nuove
iniziative. Favorire i processi di recupero della fiducia sociale.
Il sistema di K.P.I. e reporting proposto si basa su due livelli di analisi, uno direzionale e uno
operativo. La costruzione di un sistema di indicatori di performance di tale importanza viene
realizzata secondo logiche top-down per disaggregazione successiva, partendo dagli obiettivi strategici
secondo la seguente logica a cascata:
Piano Progettuale di Distretto:
KPI Direzionali
Linee Progettuali:
KPI Strategici
Obiettivi Realizzativi:
KPI Operativi
11.1 Verifica intermedia
Le attività di verifica intermedie, da eseguire con cadenza periodica prefissata, sono finalizzate ad
evidenziare eventuali criticità che emergono durante lo svolgimento delle attività di ricerca, a raccogliere
feedback, ad attuare azioni correttive in tempi utili e a validare completezza, correttezza e coerenza di
prodotti e processi sviluppati durante le attività svolte. La verifica intermedia ha pertanto il compito di
convalidare la corretta e completa conclusione di una fase del progetto, abilitando l’avvio di quelle
successive e pianificando le verifiche delle fasi successive.
11.1.1 Identificare gli obiettivi intermedi da realizzare in itinere.
Gli esiti delle ricerche compiute, valutati principalmente sia in termini di aderenza alle specifiche e ai
fabbisogni che pilotano la progettazione e lo sviluppo dei processi che compongono le attività del Distretto,
che in termini di tecnologie abilitanti, rappresentano gli obiettivi delle verifiche intermedie.
In particolare, si ritiene che indicazioni significative sullo stato di avanzamento del progetto possano
provenire dall'analisi di un primo insieme di risultati (parziali e non integrati) e, dove previsto, di prototipi
dimostratori che consentano una valutare preliminare delle scelte effettuate.
Gli elementi del piano di verifica si possono quindi identificare in:
1) Obiettivi Principali
•
Enumerazione degli Obiettivi Principali del progetto e dello stato di progresso conseguito dal Progetto
verso il conseguimento di tali Obiettivi. Per ciascun obiettivo saranno utilizzate delle metriche di
riferimento che consentano una valutazione oggettiva dello stato di avanzamento.
2) Progresso dell’ attività
•
Panorama dello stato di avanzamento delle attività di tutti gli Obiettivi Realizzativi, evidenziando eventuali
discostamenti rispetto a quanto programmato ed in particolare:
◦
Stato di avanzamento, per ogni singola Attività, verso il conseguimento degli obiettivi specifici
◦
Evidenza dei risultati più significativi
145 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati ◦
Indicazione di eventuali deviazioni rispetto al Programma di Lavoro, del loro impatto e delle eventuali
azioni correttive
3) Deliverables e Milestones
•
Presentazione dello stato di ciascun Deliverable e di ciascuna milestone evidenziandone il livello di
completamento
4) Utilizzo delle Risorse
•
Analisi dell’ impiego delle risorse correlata con quanto previsto nel programma di attività.
11.1.2 Indicare il sistema con cui si intende verificare il raggiungimento di obiettivi intermedi, da
basare su criteri esclusivamente tecnici. Indicare prove da svolgere e risultati quantitativi
attesi con riferimento al “progetto di ricerca”.
Per la fase di valutazione intermedia, riferendoci ad una valutazione di processo, articolata in attività, si
risponderà ai seguenti quesiti:
•
•
•
Se l’intervento sta raggiungendo i soggetti bersaglio
Se le attività realizzate sono conformi a quelle progettate
Se le risorse materiali e finanziarie impiegate sono sufficienti e se il personale è adeguato a svolgere
i compiti richiesti.
La valutazione di processo si pone mete più ambiziose, conglobando in sé anche il monitoraggio e si pone
interrogativi relativi a:
•
•
•
•
•
•
•
presenza e natura di ostacoli che causano divergenza fra quello che è realizzato e quello che è stato
progettato;
convergenza delle attività sugli obiettivi globali di progetto;
valutazione delle condizioni dell’ambiente, delle caratteristiche dell’organizzazione, degli operatori,
del target che potrebbero facilitare il progetto
identificazione degli aspetti del progetto che si stanno rivelando più utili al raggiungimento degli
obiettivi;
valutazione e conferma della effettiva rilevanza degli obiettivi del progetto si confermano rilevanti
per la popolazione target.
Grado di persuasività ed efficacia dell'informazione in merito agli interventi
Livello di partecipatività dei soggetti target
La valutazione di processo rende possibili correzioni in itinere, fornisce informazioni utili per un eventuale
miglioramento o riprogettazione dell’intervento nel caso lo scarto tra il piano e la realizzazione sia
consistente o, comunque, se emergono elementi tali da renderla opportuna.
Una delle domande rilevanti per il monitoraggio è se il progetto sta raggiungendo tutto il target per cui era
stato pensato, di cui si dovranno conoscere preventivamente i bisogni ed, eventualmente, la sua entità
numerica.
Un ulteriore aspetto da non sottovalutare è quello di dare per scontato che i beneficiari dei servizi/prodotti
siano interessati o disponibili a partecipare.
I sistemi ed i processi che si fondano su una partecipazione che avvenga su base volontaria, potrebbero
anche fallire proprio perché potrebbe non esserci sufficiente partecipazione, oppure perché aderiscono al
progetto soggetti differenti dal target.
La non partecipazione dei soggetti target può dipendere da diversi fattori: non sono stati raggiunti
dall’informazione, l’informazione non era comprensibile o non ha reso attraente la partecipazione, c’è
sfiducia nei proponenti dell’intervento, il problema e/o le opportunità non sono percepite.
146 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati 11.2 Verifica finale
La verifica finale è improntata alla valutazione dei risultati conseguiti da ciascuna singola attività. I risultati
conseguiti dovranno essere attinenti ai deliverables previsti e saranno valutate anche le modalità di
svolgimento delle attività incluse le modalità di coinvolgimento e cooperazione dei partners.
Una verifica finale unica è stata prevista alla fine di tutte le singole attività progettuali.
Il progetto prevede la realizzazione di dimostratori prototipali che saranno testati durante la fase di verifica e
validazione. La fase di testing è articolata su due dimensioni: l'oggetto tecnologico/metodologico e la
verticalizzazione contestuale/territoriale. I dimostratori specifici per la sperimentazione delle piattaforme
avranno necessariamente delle verticalizzazioni su ambiti geografici ed amministrativi multipli, per far si che
si possano sperimentare adeguatamente gli aspetti di generalità, standardizzazione e configurabilità tipi di
soluzioni che debbano realizzare il concetto di piattaforma.
11.2.1 Risultati disponibili a fine attività
Indicare gli obiettivi di ricerca raggiunti nonché il numero ed il tipo dell'eventuale realizzazione di prototipi e impianti pilota ed
infine l’eventuale realizzazione degli investimenti relativi al centro di ricerca.
L'organizzazione degli obiettivi realizzati e delle attività illustra in che modo sia strutturato il progetto al fine
di conseguire risultati specifici secondo una visione progettuale e secondo una visione di attinenza e armonia
complessiva dell'intero progetto del Distretto.
Al termine di ciascuna attività di ricerca, identificata nel piano degli Obiettivi Realizzativi, saranno resi
disponibili i Risultati finali di ogni attività che consisteranno in rapporti tecnico-scientifici sui risultati e
sullo stato di avanzamento dei lavori (Deliverables), ulteriore documentazione tecnica, metodologie,
piattaforme software e dimostratori prototipali.
11.2.2 Modalità con cui sarà verificabile l’esito dell’intera ricerca
Da basare su criteri esclusivamente tecnici. Indicare prove da svolgere e risultati quantitativi attesi, sia con riferimento al progetto
di ricerca che all'eventuale realizzazione di investimenti relativi al centro di ricerca e al suo funzionamento
L'esito complessivo della ricerca avrà un riscontro con le verifiche positive di ogni singola attività prevista
nel progetto. Si prevedono step multipli di controllo, nei quali, i partner in sinergia con i coordinatori di
progetto verificheranno lo stato delle attività e la loro aderenza a quanto programmato.
Per ogni avvio di ciascuna singola attività il partner responsabile condividerà metodologie, strumenti e
tecniche per la gestione e realizzazione del progetto.
Il piano delle verifiche sarà strutturato con:
•
un primo accertamento inteso come controllo intermedio pianificato dopo 8 mesi dalla data di avvio
del progetto.
•
Un secondo controllo, pianificato al mese diciotto e svolto in sessioni atte alla verifica puntuale di
tutte le componenti del sistema prodotte in linea con la programmazione (ad esempio,dimostratori,
strumenti di supporto);
•
un terzo controllo intermedio previsto per i deliverable con scadenza corrispondente alla fine del
progetto;
•
il controllo finale avverrà per ciascuna attività alla data prevista per la consegna del deliverable e a
fine progetto con i risultati progettuali finali;
•
una verifica finale dell'esito del progetto.
147 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati L’impostazione del processo di valutazione e gli obiettivi della valutazione sono descritti brevemente nel seguito.
Si analizzano:
•
•
•
Le relazioni tra problemi/bisogni, obiettivi, risorse, realizzazioni del programma a cui
corrispondono, a livello di progetto, i fabbisogni di innovazione delle imprese e gli obiettivi
dell’attività di ricerca; la corrispondenza tra gli obiettivi dei progetti e i risultati materiali conseguiti.
Le misure della rilevanza, dell’efficacia e dell’efficienza, quest’ultima intesa in particolare in termini
di compatibilità del tempo di realizzazione dell’attività di ricerca con le scadenze imposte dalla
competizione. Ulteriori criteri s possono essere introdotti per valutare il livello tecnologico dei
progetti, il grado di autosufficienza delle competenze richieste sia per l’impostazione sia per
l’esecuzione dell’attività di ricerca, nonché l’apprezzamento del disegno e della funzionalità dello
strumento pubblico di sostegno.
Lo sfruttamento industriale dell’output dei progetti, la stima degli esiti per le imprese e la verifica
dell’impatto di più lungo termine sul sistema esterno. La misura dei fenomeni investigati è affidata,
in parte, a un modello di calcolo formulato allo scopo, che considera i tre momenti principali del
ciclo evolutivo del progetto: attività di ricerca; attività di industrializzazione; valorizzazione
commerciale della innovazione. Il presupposto del modello è che i primi due periodi comportino solo
costi, con l’apporto certo di risorse pubbliche quanto all’attività di ricerca. Il terzo è posto a totale
carico delle aziende, tanto più che ci si aspetta che esse guadagnino abbastanza da ricuperare quanto
investito in precedenza.
In tutti gli obiettivi realizzativi che prevedono attività di sviluppo, i risultati della ricerca forniranno le
specifiche funzionali e le tecniche dei prototipi che dovranno essere realizzati e le modalità per la verifica
delle attività di prototipizzazione: scelte tecnologiche, parametri quantitativi coinvolti, indicatori di
realizzazione fisica e indicatori di risultato. Ciascun prototipo sarà accompagnato da un piano specifico di
test da effettuare per verificare la rispondenza dei parametri quantitativi e degli indicatori di realizzazione
che dovrà soddisfare, nonché la rispondenza alle specifiche funzionali e nonché il prototipo dovrà soddisfare.
I prototipi saranno attivati su ambienti di laboratorio , dove sarà possibile eseguirli e verificare i risultati
ottenuti e la rispondenza ai parametri stabiliti. Infine ciascun partner coinvolto dovrà dare evidenza pratica e
documentale di tutti i risultati delle attività svolte al gruppo di lavoro.
148 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati SECONDA PARTE
12 ELEMENTI PER LA VALUTAZIONE DELL'EFFETTO
INCENTIVANTE DELL'INTERVENTO PUBBLICO
(da compilare solo da parte delle Grandi Imprese, nonché delle PMI per importi per un costo complessivo pari o maggiore a 7,5
milioni di Euro)
12.1 Aspetti quantitativi
dati quantitativi sull’impresa a supporto dell'effetto incentivante dell'intervento pubblico rispetto alle normali attività di R&S della
richiedente (evoluzione nell’ultimo triennio e relativa proiezione sulla base del progetto proposto con riferimento alle spese annue di
R&S, agli addetti ad attività di R&S e al rapporto fra spese di R&S e fatturato).
12.2 Elementi distintivi
elementi che distinguono il programma di ricerca proposto dalle attività di R&S routinarie dell’impresa.
13 CARATTERISTICHE
SCIENTIFICHE
INNOVATIVE
E
TECNICO-
Il progetto SNECS nasce con l’intento di favorire un cambiamento di visione dei centri storici e quindi
dell’intero territorio urbani, fornendo una catena di soluzioni tecnologiche e di servizi rivolti sia al visitatore,
sia al cittadino residente.
L'evoluzione del rapporto turista-territorio, infatti, non può non tener conto della nuova scala di priorità di
intervento in cui intervenire su salvaguardia, valorizzazione e fruizione dei BBCC, dovuta alla crescita del
livello culturale dei visitatori, allo sviluppo delle tecnologie, alla diffusione dei nuovi media, al bisogno di
una fruizione più attiva e consapevole delle istituzioni museali, al miglioramento della qualità della vita, ed
al cambiamento radicale dei supporti su cui viene oggi veicolata la conoscenza.
La caratteristica innovativa di SNECS, in tal senso, risiede nello sviluppare strumenti tecnologici avanzati e
di facile accesso, anche per i non informatici, con cui “visitare ed interagire con un borgo”, almeno quella
parte sussidiaria che consente al turista di reperire le informazioni sugli edifici, sulle piazze, sui monumenti,
e di operare affinché si trovino facilmente informazioni “di contesto”. Metodologie avanzate saranno definite
per l’intera filiera, dalla produzione e formalizzazione della conoscenza, alla diagnostica e conservazione dei
luoghi, dalle tecnologie evolute di fruizione a quelle “green”, dalla sicurezza e tutela agli interventi di
comunicazione e valorizzazione.
Il processo di rappresentazione e gestione della conoscenza che il progetto SNECS porta avanti rappresenta
una importante sfida che si alimenta dalla consolidata necessità di definire un modello integrato dei paesaggi
urbani: l’Atlante Urbanistico; una catalogazione che miri ad uniformare le conseguenti attività di tutela,
valorizzazione e fruizione.
Il modello di conoscenza di SNECS verrà rappresentato attraverso strutture di banche dati distribuite ed
eterogenee; distribuite soprattutto perché molti sono i soggetti che dispongono di informazioni relative al
territorio urbano dei centri storici; eterogenee per la larga tipologia di dati da trattare.
L'impatto dei risultati che verranno perseguiti è sicuramente notevole; la formulazione e definizione di una
conoscenza integrata, reticolare, e strutturata favorirà il susseguirsi di interventi di tutela e valorizzazione ma
al tempo stesso alimenterà nuove forme di fruizione.
Il progetto SNECS investe fortemente su una sensoristica per l’acquisizione in tempo reale di dati sulla
149 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati qualità ambientale e sul comportamento statico strutturale degli edifici; dati necessari all’aggiornamento
dinamico dell’Atlante urbanistico, ottenuti tramite strumentazione innovativa portatile, miniaturizzata e a
basso costo. Il monitoraggio del patrimonio artistico ed edilizio storico ha un duplice scopo: da un lato
fornire dei riferimenti per effettuare interventi di conservazione; dall’altro può dare delle indicazioni sulla
regolazione dei flussi di visitatori e sulle azioni da effettuare per ridurre effetti ambientali di particolare
impatto.
Il progetto investe altresì nello sviluppo di tecnologie e metodologie avanzate per diagnostica e
conservazione di edifici e di opere di interesse culturale e economico-ambientale.
In dettaglio SNECS svilupperà metodologie avanzate di ricognizione geomaterialistica degli elementi
costitutivi dei manufatti e si provvederà alla formulazione di materiali consolidanti innovativi soprattutto per
il consolidamento dei geomateriali. Ulteriormente saranno investigate metodologie avanzate
di
conservazione rivolte allo studio di due specifiche tipologie di manufatti che caratterizzano la gran parte del
patrimonio costruito di un Centro Storico. Le due tipologie saranno quelle legate alle strutture verticali in
tufo con tutte le pertinenze decorative architettoniche e quelle legate alle strutture orizzontali lignee con tutte
le pertinenze decorative ad esse sospese.
La disponibilità di questo spettro di approcci alla diagnostica ed alla conservazione avrà un impatto rilevante
nel territorio urbano, in quanto consentirà di caratterizzare puntualmente con tecniche non distruttive lo stato
di degrado degli edifici e dei monumenti annessi e di elaborare modelli di previsione sui processi di degrado,
consentendo di pianificare interventi di disinfestazione e di eseguire trattamenti conservativi e/o di
consolidamento utilizzando protocolli e materiali altamente innovativi.
Per una fruizione innovativa dei centri storici nell’ambito del progetto si intende investire su soluzioni in
grado di ridefinire l’intero processo di delivering della conoscenza prodotta e rappresentata negli Atlanti
Urbanistici, in quanto esso sarà baricentrato sulla partecipazione e sulla collaborazione attiva del turista,
visto come produttore di nuova conoscenza e non solo fruitore in senso stretto.
Allo scopo, saranno definiti modelli di profilazione del fruitore in grado di personalizzare l’erogazione dei
contenuti grazie anche all’integrazione di dati provenienti dai social network ed a meccanismi di adattività
dinamica e di ragionamento distribuito.
Grazie alla multidisciplinarietà delle strutture coinvolte su questo filone di attività, accademiche e del mondo
delle imprese, si perseguirà un approccio olistico alla fruizione, in cui la tecnologia scompare, ed il turista
diviene produttore di conoscenza e creatore de proprio percorso esperienziale.
La pianificazione e gestione degli interventi di valorizzazione ha un ruolo cardine nel progetto SNECS, e si
compone di due prospettive complementari, la valorizzazione dal punto di vista turistico e quella dal punto di
vista economico del processo che si vuole mettere in atto.
Un Centro Storico può assumere le caratteristiche di distretto culturale quando in un territorio sussistono
elementi (storici, geografici e produttivi) tali da costituire tipicità, un marchio territoriale preciso e
integrabile in un sistema sinergico in cui siano presenti anche fattori quali: altre risorse del territorio
(manifestazioni culturali, prodotti della cultura materiale e immateriale del territorio); infrastrutture
territoriali (servizi di trasporto e per il tempo libero); servizi di accoglienza e imprese, la cui attività sia
direttamente collegata al processo di valorizzazione dei beni culturali.
L'intera filiera di attività vuole impattare nella creazione di un supporto trasversale al progetto con azioni
volte alla diffusione e comunicazione dei risultati su larga scala garantendo al progetto la più vasta visibilità
possibile.
Il progetto investirà inoltre nella definizione di soluzioni tecnologiche innovative per il miglioramento della
sicurezza, della tutela e del rischio ambientale in un contesto urbano, basate sull’integrazione di tecnologie di
sensing, analisi dati e risoluzione di problematiche multi-risoluzione.
Le soluzioni innovative che si intende perseguire saranno quindi incentrate alla gestione del rischio
ambientale con approcci e metodologie all'avanguardia. In dettaglio, si svilupperà un sistema di monitoring
che contenga in un'unica apparecchiatura digitale sistemi di sicurezza e un’intelligenza a bordo dotata di
capacità di analisi basata su algoritmi sviluppati ad-hoc.
L’impatto dei risultati attesi è certamente garantito dalla disponibilità di soluzioni dotate di capacità di
analisi che consentiranno di individuare situazioni critiche, e quindi prevenire il danno potenziale.
150 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Il progetto SNECS intende sviluppare nuove tecnologie e metodologie avanzate di analisi delle performance
per la pianificazione e il controllo delle attività dell'intera filiera.
La multidisciplinarità dei partner attuatori garantisce la definizione di diverse aree di responsabilità che
caratterizzano la gestione del territorio urbano, verificando propedeuticamente le condizioni di
configurazione organizzativa ed informativa.
La componente innovativa di tale progetto è da individuare nell’applicazione di tecniche di monitoraggio e
analisi degli scenari (raggruppate in unico strumento) al contesto dei beni culturali ed in particolare a quello
dei parchi archeologici. Gli obiettivi realizzativi del progetto si riferiscono, quindi, alla definizione delle
logiche gestionali alla base del sistema di ottimizzazione dei costi e alla loro traduzione in termini operativi e
tecnologici adattandole allo specifico ambito.
Gli strumenti di simulazione, inoltre, favoriranno l’applicabilità delle soluzione proposte, in quanto in grado
di quantificare il vantaggio, sia economico sia di resa complessiva del sistema museo, derivante dalla loro
adozione. 14 COPERTURA FINANZIARIA
Fonti di copertura finanziaria preventivate, ad integrazione degli incentivi richiesti, ed informazioni a supporto della loro congruità.
Indicare la suddivisione dei costi per anno solare, a partire dalla data di inizio del progetto, secondo la seguente tabella (inclusi gli
eventuali costi effettivi da sostenere per i centri e per la connessa formazione) :
L’attuazione del progetto si basa sul sistema degli aiuti previsti dall’avviso, in funzione delle caratteristiche soggettive
dei soggetti attuatori (Piccole, Medie e grandi imprese, centri di ricerca ed università) e sulla capacità dei singoli
attuatori di cofinanziare le diverse azioni previste dal progetto esecutivo. L’analisi fatta per la verifica delle capacità
economiche e finanziarie evidenziano come le imprese che hanno aderito all’iniziativa hanno, al momento della
valutazione nonostante il momento di crisi, capacità finanziare di cofinanziamento con risorse proprie. L’attenta
valutazione fatta sui bilanci dei singoli beneficiari e interlocuzioni dirette avute con le singole imprese ci hanno
premesso di valutare, con buona approssimazione, la valutazione della capacità di cofinanziamento per tutta la durata
del progetto. La governance del soggetto aggregante in ogni caso ha messo in atto una politica di ricerca di strumenti di
finanziamento privati a supporto delle possibili richieste fatte dalle imprese beneficiarie.
L’interesse della finanza privata sul settore è crescente. In particolare ciò si collega ad una percezione sociale ed
economica finalmente matura dei numerosi servizi innovativi che i sistemi di innovazione i possono offrire a vaste
utenze pubbliche e private. E’ evidente agli investitori l’importanza strategica del settore e le potenzialità di sviluppo
dell’intera filiera in Regione Campania. La Campania è uno dei più grandi giacimenti di beni culturali d’Italia e
d’Europa. La sostenibilità dell’iniziativa è garantita dalla creazione di un’impalcatura di strumenti di sostengono che
potrebbero essere attivati, se richiesti dalle imprese, le tipologie di soggetti erogatori, in Europa, e anche in Italia sono:
gruppi bancari, merchant bankers, gruppi assicurativi. Lo schema di intervento è basato su concorsi in capitale collegati
alla realizzazione del progetto. Le banche possono entrare in operazioni di “leverage”, gli assicuratori gli possono
prestare i necessari cauzionamenti a copertura del debito. Per poter potenziare la capacità di ricorrere a questi strumenti
il laboratorio ha stretto accordi per le imprese socie con consorzi di garanzia che possono accompagnare l’iniziativa
della ricerca. Come ampiamente descritto il progetto si conclude in 24 mesi per tanto lo sviluppo dei costi è il seguente:
SNECS Totale 2013 2014 2015 Totale € 528.833,33 € 6.346.000,00 € 5.817.166,67 € 12.692.000,00 15 VALIDITA' INDUSTRIALE DEL PROGETTO
15.1 Modalità di valorizzazione dei risultati della ricerca
Descrivere in particolare in che modo saranno valorizzati i risultati di ricerca in termini di
trasferimento tecnologico, nascita di nuove imprese, spin-off industriali originati dalle attività di
151 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati ricerca proposte, e la relativa sostenibilità nel tempo dell'iniziativa attraverso l'indicazione
schematica della "business idea", sottesa al progetto di sviluppo sperimentale.
15.1.1 Modello di trasferimento tecnologico per la valorizzazione dei centri storici
15.1.1.1
Il trasferimento tecnologico nel settore dei beni culturali
Nell’attuale economia della conoscenza, lo sviluppo economico locale è legato
all’innovazione e al cambiamento tecnologico, i quali dipendono a loro volta dai processi di
apprendimento che si verificano all’interno di sistemi di innovazione territoriali, nei quali,
grazie alla presenza di particolari dinamiche relazionali tra gli attori, si genera
un’accumulazione di sapere e competenze distintive importanti nella competizione globale.
Uno degli elementi più significativi della capacità di un territorio di generare tali dinamiche
relazionali positive è la prossimità. Nel caso dei sistemi locali volti alla valorizzazione dei
beni culturali il carattere della prossimità è declinato secondo un approccio geografico,
strettamente connesso alla dimensione locale rapportata ai monumenti, ai manufatti, ai siti, ai
riti e alle tradizioni, che hanno un mercato potenziale esteso su scala nazionale o globale, in
funzione della loro notorietà.
Le più recenti ricerche sul tema dei sistemi locali innovativi dimostrano che la presenza di
università e centri di ricerca sul territorio è in grado di contribuire allo sviluppo economico
locale, in quanto capace di attivare dinamiche di apprendimento legate all’innovazione. In
particolare ciò avviene attraverso la produzione di effetti di spill-over che derivano
dall’istruzione della popolazione, la formazione superiore e l’attitudine all’innovazione, le
quali si traducono in una maggiore predisposizione ad assorbire le nuove tecnologie.
Il sistema di innovazione agisce come un network basato su quattro componenti: ricerca
scientifica, imprese, finanza e istituzioni, innescando un circolo virtuoso che consente di
sviluppare al massimo il potenziale competitivo della ricerca scientifica. Secondo tale logica
sistemica, la valorizzazione del patrimonio culturale locale mediante l’applicazione di
tecnologie innovative research based non può trascurare l’integrazione delle conoscenze di
tipo tecnologico con quelle di tipo umanistico, legate alla natura del patrimonio culturale
locale.
15.1.1.2
Le specificità del Dimostratore Centri Storici
Il progetto Dimostratore Centri Storici realizza un sistema di innovazione finalizzato alla
valorizzazione dei centri storici, che rappresentano degli ambienti distrettuali urbani al quale
partecipano microimprese e individui la cui attività è influenzata dalle tradizioni storiche e
culturali del luogo e al contempo ne sono espressione, interpreti e alimentatori.
Tali contesti trovano una loro identità e una visione prospettica attraverso fenomeni emergenti,
come le agglomerazioni spontanee di imprese appartenenti all’ecosistema economico-culturale
che rappresenta un’intersezione dei settori del turismo culturale, del recupero e della gestione
dei beni culturali. In tal modo si determina una rete che tende alla realizzazione di un circuito
“virtuoso“, complesso e articolato, la cui definizione passa, inevitabilmente, attraverso la
definizione di linee progettuali finalizzate alle scelte e allo sviluppo di nuove tecnologie
capaci di favorire la sostenibilità strategica, funzionale ed economica per tutti i componenti del
sistema. In tal senso va sottolineato che le nuove tecnologie ICT giocano un ruolo di
facilitatore della creazione di network e di condivisione delle informazioni, particolarmente
importante per la presenza di piccoli operatori economici locali e singoli individui che
concorrono a formare il sistema di offerta e valorizzazione del patrimonio culturale legato ai
centri storici.
152 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati 15.1.1.3
Obiettivi del modello
Attraverso la realizzazione di un modello di trasferimento tecnologico il distretto campano dei
Beni culturali intende creare un sistema locale dell’innovazione che favorisca la
valorizzazione del patrimonio artistico, storico e culturale, derivante dai giacimenti
rappresentati dai centri storici, nei quali è presente l’immenso patrimonio culturale composto
di beni materiali ed immateriali, cucina tipica, vini, tradizioni locali, oggetti d’arte e
artigianato artistico, i quali, insieme a uno straordinario paesaggio, rappresentano un unicum
al mondo e costituiscono l’elemento principale di attrazione nella scelta dei turisti che visitano
l’Italia.
Il modello di trasferimento tecnologico delineato dal distretto, si pone l'obiettivo di migliorare
la fruibilità dei microcomtesti urbani, la competitività degli attori locali e potenziare
l'attrattività turistica dei centri storici, favorendo la diffusione dell’innovazione nelle tre
principali filiere legate ai beni culturali:
• la Filiera della Conservazione;
• la Filiera della Valorizzazione;
• la Filiera del Turismo.
Esso integrerà tali filiere in un unico sistema che, attraverso la ricerca, la formazione e
l’innovazione, permetterà di sfruttare al massimo le potenzialità del patrimonio culturale in
modo sostenibile.
15.1.1.4
Descrizione del modello
Dal punto di vista organizzativo il modello di trasferimento tecnologico previsto dal progetto
deriverà dall’azione coordinata delle UTT degli EPR presenti nel progetto, le Unità R&S delle
grandi imprese partner, le aggregazioni sociali ed economiche locali, gli operatori della
finanza e gli uffici della PA deputati alla salvaguardia dei beni culturali locali e alla
governance dei centri storici.
Figura x – Il processo di valorizzazione della ricerca e gli attori coinvolti
Le UTT metteranno a disposizione del sistema locale un set articolato di servizi, tecnologie e
conoscenze che costituisce l'offerta di innovazione disponibile. Il modello prevede che la
valorizzazione economica della ricerca scientifica avvenga attraverso una strategia di
valorizzazione della conoscenza prodotta dalle RS e in particolare mediante:
a) l’offerta di servizi che determinano benefici economici diretti sia grazie ai processi di
condivisione/socializzazione di conoscenza implicita sia per la controprestazione
economica che in genere è a essi associata;
b) spin-off da ricerca, che garantiscono la diffusione della conoscenza trasformando le
tecnologie in prodotti e commercializzando i prodotti stessi;
c) i brevetti, identificati quali strumento principe per realizzare azioni di trasferimento di
conoscenza la cui valorizzazione economica si concretizza attraverso la cessione, la
licenza o i plug-in.
15.1.1.5
Strategia di valorizzazione della conoscenza
La strategia di valorizzazione della conoscenza vede la costruzione di una community
all’interno della quale si realizzi: la promozione di tecnologie innovative; l’innovazione delle
imprese locali, la creazione di nuove imprese; l’attrazione di imprese high-tech e di capitali.
Ciò al fine di valorizzare il patrimonio culturale locale attraverso tecnologie e competenze, cui
partecipino le UTT e le parti attive del sistema di innovazione (si pensi a incubatori, agenzie
153 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati per l’innovazione, Università Venture Capital, Business Angel, Banche ecc.) sia localizzati nel
territorio locale sia al di fuori di esso.
La figura 3 mostra le leve strategiche per la valorizzazione della conoscenza codificabile e
non.
Figura 3 – Leve strategiche per valorizzazione della conoscenza.
Attraverso le leve individuate, il distretto si propone di commercializzare i servizi ottenibili
con le infrastrutture e valorizzare la proprietà intellettuale sia in modo diretto, attraverso
l’impiego della infrastruttura stessa sia attraverso progetti di spin-off, cui concedere l’utilizzo
delle infrastrutture dietro un compenso commisurato alle attività realizzate per condividere il
rischio di impresa.
In particolare l'infrastruttura coinvolgerà i piccoli attori del territorio creando un sistema di
innovazione diffuso che sia in grado di interpretare il patrimonio culturale locale.
Gli effetti della strategia di valorizzazione della ricerca si ritengono riferibili in modo
particolare a tre elementi fondamentali del sistema stesso: risorse umane, diffusione della
conoscenza, innovazione e competitività. Con riferimento a ognuno dei fattori evidenziati, gli
effetti sono così declinabili:
• RISORSE UMANE: attrazione di talenti nel settore delle tecnologie applicate ai beni
culturali; aumento del livello di occupazione nei settori del turismo e dei beni culturali;
aumento del livello di occupazione nei settori dei servizi ad alta e medio–alta
tecnologia; arricchimento delle competenze mediante interventi di alta formazione;
• DIFFUSIONE DELLA CONOSCENZA: promozione della crescita e l’insediamento di
imprese maggiormente predisposte alla ricerca e con capacità di posizionamento
competitivo a livello globale; maggiore qualificazione del micro-sistema urbano locale
nella gestione e valorizzazione del patrimonio culturale; consolidamento del know-how
delle attuali realtà imprenditoriali locali, anche mediante la riorganizzazione e
qualificazione delle filiere produttive e della conoscenza
• INNOVAZIONE E COMPETITIVITÀ: valorizzazione della propensione alla creazione
di imprese: indotto avanzato; rafforzamento e qualificazione di nuove “catene del
valore”: eccellenza
La strategia di valorizzazione della conoscenza, sarà basata sulle seguenti azioni:
• fornitura di servizi scientifici e tecnologici;
• promozione di nuova imprenditorialità;
• supporto alle start-up innovative;
• valorizzazione della proprietà intellettuale;
• attrazione dei talenti e formazione di nuove figure professionali.
La figura 4 mostra l’integrazione delle azioni strategiche previste dal modello da un lato con
gli UTT, dall’altro con tutti gli attori del sistema locale dell’innovazione.
Figura 4 – Interazioni strategiche del Sistema di Innovazioni
Più in generale la strategia di valorizzazione consentirà di accelerare i processi di transizione
del micro-sistema urbano locale verso l’economia della conoscenza, rendendo disponibili le
capacità tecnologiche prodotte dal potenziamento strutturale previsto dal progetto per
applicazioni da parte del sistema economico attraverso modi e forme differenti, quali: accordi
di licenza, joint venture, accordi commerciali, consulenze tecniche o commesse, spin-off,
partnership tecnologiche, industriali e finanziarie, organizzazione di eventi, incontri ecc.
154 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Figura 5 – processo di trasferimento della conoscenza
15.1.2 Modello di sostenibilittà del progetto
L’attenzione alla valorizzazione dell’identità culturale dei centri storici è assai più marcata
rispetto ad altri contesti urbani e il potenziamento del settore dei beni culturali va inteso come
strumento di crescita sociale, come un bisogno avvertito da più parti e generatore di business
turistico. Attraverso l’interconnessione dei percorsi di innovazione del tessuto culturale,
scientifico, imprenditoriale, associativo di matrice pubblico/privato, nell’ambito della Regione
Campania, il Distretto realizzerà tre azioni, che gli consentiranno di generare flussi di cassa:
conoscenza integrata, monitoraggio diagnostico, fruizione sostenibile.
Conoscenza integrata. Il progetto realizzerà un sistema integrato di salvaguardia cognitiva
(cronologica, catalogabile, geo-referenziata, tele-rilevabile, additiva, ecc.) del patrimonio
culturale regionale, configurabile in modalità flessibile, interrogabile ed integrabile.
Tale sistema consentirà al Distretto di sviluppare una serie di servizi che consistono in: indagini
censuarie, mappature di preesistenze, cartografie del rischio, piattaforme digitali, itinerari di
formazione/divulgazione, ecc.
Il target potenziale dei servizi derivanti dal sistema descritto sarà costituito da: Soprintendenze,
Enti locali, Ministeri e ambiti collegati, Centri di Documentazione e Ricerca, Imprese
(formazione, editoria, opere infrastrutturali, ecc.).
Monitoraggio diagnostico. Si realizzerà, inoltre, un sistema integrato di salvaguardia
conservativa, attraverso la raccolta e l’elaborazione di informazioni (mapping tematico) inerenti
le dinamiche antropiche e ambientali per valutazioni preventive (stato, uso, dissesto) del
Patrimonio Culturale.
Il sistema prevede lo sviluppo dei servizi di: analisi precoci di vulnerabilità (territoriali,
strutturali, ecologiche, ecc.), test sperimentali (materiali, ricostruttivi, prototipali, ecc.),
valutazioni socio-economiche e attitudinali (ri-funzionalizzazione siti/beni), itinerari di
formazione/divulgazione, ecc.
Il target potenziale dei servizi derivanti dal sistema descritto sarà costituito da: Soprintendenze,
Enti locali, Ministeri e ambiti collegati, Protezione Civile, Imprese (edili/restauro, impiantistica,
sicurezza, gestione eventi, ecc.).
Fruizione Sostenibile. Nell’ambito del progetto si svilupperanno tecnologie, piattaforme, e
applicazioni per la salvaguardia di utilizzo, che permettano la fruizione delle offerte culturali
(locale, distribuita, virtuale), spesso distanti dal pubblico (lontananza risorsa, immersività,
esperienza individuale/di gruppo).
I servizi connessi a tale ambito sono: la realizzazione di soluzioni per l’interazione
utente/visitatore (on-site, on-line, da remoto) attraverso percorsi di realtà fisica (scenografia 3D,
media immersività, fruizione singola/multipla), di realtà aumentata su piattaforma mobile
(modalità̀ ravvicinata, alta immersività, fruizione singola/multipla), applicazioni di ricostruzione
virtuale (modalità da remoto, limitata immersività, fruizione singola/multipla), itinerari di
apprendimento (formazione/divulgazione), ecc.
Il target potenziale dei servizi derivanti dal sistema descritto sarà costituito da: Enti locali,
Ministeri e ambiti collegati, operatori turistici di canale (tour operator, agenzie, web community),
Imprese (Apps edutainment/entertainment, promozione eventi, ICT, editori multimediali, ecc.).
155 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati In termini di configurazione, la descritta matrice settori/ambiti di riferimento vede come fulcro
l’attivazione di partnership tra operatori appartenenti ad ambiti di business diversi attraverso
un’interazione multi-filiera. Nello specifico, tale logica distrettuale si basa sulla connessione
modulare di operatori che, seppur afferenti a differenti filiere (Restauro, Sensoristica,
Edilizia/Infrastrutture, Eno-gastronomia, Turismo, Artigianato, Editoria, Formazione),
collaborano sinergicamente per dare risposte a problematiche/esigenze di differenti target quali
istituzioni, imprese, proprietari, gestori, utilizzatori di asset eterogenei (ad es. aree archeologiche,
centri storici, monumenti, opere d’arte, edifici d’epoca e residenziali, mobilità/logistica,
insediamenti produttivi)
15.2 Coerenza strategica e gestione del progetto
Coerenza con gli obiettivi strategici dell’impresa, interazione delle strutture impegnate nel progetto con le altre strutture
dell'impresa, criteri di selezione e monitoraggio del progetto.
15.2.1 Le interazioni del progetto
15.2.1.1
Le interazioni del progetto con il modello delle smart-city
Luoghi e spazi sono alla ricerca di un’intelligenza capace di reggere la sfida di una
competizione che, comprendendo le affinità culturali del proprio territorio con più decisione,
si presenti su scala nazionale e mondiale. Smart city e, soprattutto, smart environment sono la
grande sfida da raccogliere. Uno spazio antropizzato, con le sue strade, piazze, parchi è
caratterizzato da una interazione sociale, sorretta da una piattaforma di leggi, regole e
tradizioni. In tale spazio la tecnologia diventa un elemento facilitatore dell'interazione,
strumento di connessione tra idee, iniziative, competenze ed esperienze diverse, creatore di
nuove opportunità sociali, economiche e culturali.
Una smart community si fonda sulla integrazione e condivisione di dati e servizi usando la
tecnologia per accompagnare la transizione delle città dal modello industriale a città digitali
post industriali con interventi rivolti:
• all’economia: sviluppando conoscenza e competitività,
• alla popolazione: investendo nel capitale umano e sociale,
• alla governance: favorendo la partecipazione,
• alla mobilità: riducendo l’uso del mezzo privato,
• all’ambiente: tutelando le risorse naturali,
• alla vita: migliorando servizi e la qualità complessiva della vita.
È noto da una ricerca condotta da “The Eurpean House Ambrosetti” per conto dell’ABB che le
smart city possono rappresentare la risposta ai nuovi bisogni strategici che impatteranno sulla
configurazione delle città in futuro. La ricerca evidenzia alcune esigenze, rese cruciali da
dinamiche rapide, globali e ineludibili:
• occorrono modelli urbani più integrati ed inclusivi, perché lo sviluppo è sempre più
urbano-centrico.
• è vitale una gestione strategica delle risorse naturali, perché i modelli di consumo attuali
stanno accentuando la scarsità di alcune di esse.
• vanno sviluppati nuovi modelli di mobilità, perché affrontare le nuove sfide con
strumenti e approcci del passato è perdente.
• forte è la domanda di una migliore qualità della vita, a fronte dell’accelerazione e delle
complessità del quotidiano, in tutte le sue declinazioni.
• si profila l’opportunità di una valorizzazione attiva della fascia di popolazione anziana,
sempre più longeva ed autonoma.
156 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati In tal senso il progetto si integra perfettamente con il modello delle Smart City, costituendone
una componente che realizza l’integrazione del patrimonio culturale all’interno del sistema
della Smart City stessa. Nella visione del progetto, infatti, la fruizione del patrimonio culturale
locale all’interno di una smart community, partecipa alla realizzazione di un modello urbano
integrato e inclusivo che coincide con l’obiettivo della città intelligente.
15.2.1.2
Le interazioni del progetto con il distretto DATABENC
Il Dimostratore Centri Storici si integra nella strategia generale di valorizzazione dei Beni
Culturali del Distretto DATABENC, all’interno del quale si focalizza sulle proprie specificità.
È di fondamentale importanza mantenere una coerenza nell’ambito di un coordinamento
generale delle azioni strategiche che riguardano i beni culturali.
15.2.2 La valorizzazione tecnologica del patrimonio culturale nell’ambito dei sistemi locali
Le azioni di conoscenza integrata, monitoraggio diagnostico, fruizione sostenibile, pongono le
basi per la realizzazione di un sistema locale di offerta turistica, definito nella più accreditata
letteratura come un insieme di attività e fattori di attrattività che, situati in uno spazio definito,
siano in grado di proporre un’offerta turistica articolata e integrata, ossia rappresentino un sistema
di ospitalità turistica specifica e distintiva che valorizza le risorse e la cultura locali. Infatti, questo
tipo di sistema è caratterizzato dalla presenza di un’elevata interdipendenza economica e
decisionale dei diversi attori che ne fanno parte, che, come si è avuto modo di evidenziare nei
punti precedenti, costituiscono parte integrante del sistema di innovazione.
Il raggiungimento di una configurazione integrata rappresenta un rilevante fattore di
competitività, oltremodo esaltata dal contributo di innovazione apportato dagli organismi di
ricerca, al punto di realizzare un sistema turistico locale innovativo. La validità del presente
progetto risulta confermata ed esaltata dalla circostanza che i sistemi turistici integrati sono
richiamati nella legge quadro n. 135 del 2001 sulla riforma della legislazione nazionali del
turismo, all’articolo 5, che istituisce i “sistemi turistici locali” e li definisce come “contesti
turistici omogenei o integrati, comprendenti ambiti territoriali appartenenti anche a regioni
diverse, caratterizzati dall’offerta integrata di beni culturali, ambientali e di attrazioni turistiche,
compresi i prodotti tipici dell’agricoltura e dell’artigianato locale o dalla presenza diffusa di
imprese turistiche singole o associate”.
Ancor di più sulla coerenza del progetto con le policy in tema di turismo e valorizzazione del
territorio, il decreto evidenzia il peso attribuito dal legislatore alle nuove tecnologie come uno
degli elementi chiave nell’integrazione dei sistemi turistici locali, attraverso l’abilitazione delle
attività proprie di organizzazione, gestione, promozione e commercializzazione dell’offerta della
destinazione, ma anche dell’evoluzione della configurazione di offerta stessa della destinazione,
da frammentata a integrata.
In particolare si ritiene che il modello previsto nel presente progetto abbia la capacità di rafforzare
gli elementi fondamentali del sistema di offerta turistica orientato ai beni culturali, riconducibili
in particolare ai punti seguenti:
• un sistema finanziario in grado di sopperire ai fabbisogni di capitale delle imprese locali –
anche attraendo capitali internazionali – e di seguirle nelle loro fasi di sviluppo;
• un sistema di innovazione e formativo di eccellenza, capace di sopperire alle necessità di
competenze manageriali e tecnologiche per sviluppare nuovi prodotti e servizi finalizzati
ad aumentare l’attrattività della destinazione, ma anche nuove modalità gestionali per
incrementare la qualità e la profittabilità delle attività turistiche;
157 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati delle infrastrutture fisiche e informative moderne ed efficienti in grado di supportare le
attività delle imprese nonché la creazione di nuove imprese ad elevato contenuto
innovativo;
• un’elevata qualità della vita, collegata all’ambiente, ai servizi pubblici sociali, alla
sicurezza e, più in generale al benessere;
• un sistema di promozione di marketing efficace in grado di attirare flussi di turisti sul
territorio a beneficio delle attività delle imprese del settore e dei settori correlati, di
diversificarli per far fronte alle variabilità e garantire la sostenibilità.
In relazione allo scenario configurato, val la pena sottolineare come le ICT abbiano un ruolo
strategico nel processo di integrazione e di riconfigurazione delle risorse culturali, ambientali,
turistiche e produttive locali nei confronti di flussi turistici sempre più esigenti e differenziati. Le
ICT, infatti, hanno la capacità di conferire all’esperienza turistica complessiva quelle
caratteristiche di unicità, autenticità, riscoperta e sperimentazione di nuovi stimoli che la rende
appetibile alle fasce di mercato emergenti. Alla luce di tali considerazioni si ritiene che le
tecnologie previste dal progetto possono rappresentare un volano per l’integrazione delle risorse
locali in un sistema di offerta distintivo, adattabile e proattivo.
•
15.3 Competitività tecnologica
Caratteristiche tecnologiche attuali e prospettiche dell’offerta, prevedibili evoluzioni della domanda indotte dal trend della
tecnologia, validità prospettica del progetto.
La tecnologia prevista dal progetto è costituita da una piattaforma integrata per la valorizzazione dei
beni culturali basata sulle nuove tecnologie ICT, che sia in grado di costituire una smart community
che faccia dialogare oggetti, persone e soggetti (imprese, esercizi commerciali, enti locali, musei,
etc.).
Si è visto che la piattaforme deve rispondere alle seguenti caratteristiche principali:
• gli utenti devono poter accedere a contenuti prevalentemente geolocalizzati;
• i gestori devono poter creare e modificare contenuti, sulla base del loro ruolo e delle policy ad
esso applicate;
• anche gli utenti, nei limiti del loro ruolo e delle policy che lo regolano devono poter
modificare l’insieme dei contenuti;
• l’organizzazione degli “user-generated contents” deve prevedere la possibilità di definire
politiche per limitare l’accesso a informazioni eventualmente sensibili, di certificare
l’affidabilità ed al tempo stesso essere in grado di garantire la privacy degli utenti che li
generano;
• deve esistere un sistema che regolamenti dei contenuti premium, in particolare gestendone le
modalità di acquisto e di conservazione, sia online (nell’account dell’utente), sia offline (in un
wallet sul dispositivo, per esempio per biglietti);
• i gestori devono poter accedere a degli strumenti per eseguire operazioni di controllo e analisi
non direttamente legate all’editing contenuti.
Al fine di rispondere a tali requisiti, la piattaforma in parola si alimenterà con le informazioni di
sensori smart e con fonti strutturate e non, per produrre, raccogliere, condividere conoscenza con la
quale generare nuovo valore. Tra le fonti una delle sorgenti essenziale è l’informazione pubblica
“georeferenziata” del territorio interessato dal borgo, per cui la piattaforma integrerà le più
importanti API disponibili su web (GoogleMaps, OpenStreet, Bing, Nasa World Wind, etc).
158 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Il dialogo fra tutti gli attori coinvolti avviene secondo modelli di partecipazione, uso e riuso dei dati
tipiche del Web 2.0. La conoscenza verrà rappresentata con linked open data. Al dialogo partecipano
anche l’insieme di oggetti capaci di rappresentare in tempo reale lo stato dei luoghi, secondo il
paradigma tecnologico dell’Internet of Things che si basa sull’idea di oggetti dotati di identità, che
possono essere localizzati, che hanno capacità di interazione con l’ambiente circostante e di
elaborazione dati. Basta dotare un sensore della capacità di dialogare nella piattaforma per fornire
risposte sempre più complete: dalle centraline presenti sui mezzi di trasporto il monitoraggio
istantaneo del flusso di viaggiatori; dai sensori RFID dei cassonetti il monitoraggio del loro livello di
riempimento; dalle telecamere le informazioni sulla sicurezza, controllo del territorio, monitoraggio
del degrado di monumento; dalle centraline per il monitoraggio ambientale la misura
dell’inquinamento dell’aria o dell’acqua. A essi si aggiungono soluzioni basate su QR Code o su tag
NFC (Near Field Communication) per migliorare l’esperienza di visita della città, offrendo
informazioni sui percorsi culturali disponibili e modalità di pagamento sicure.
La piattaforma gestirà i soggetti come “identità individuali”, indipendentemente dal dispositivo usato
in un determinato momento. A essi saranno associate tutte le informazioni d’interesse: le relazioni
sociali intrattenute, gli eventi, i dati personali riservati, quali ad esempio dati biometrici, finanziari o
sanitari, ecc. La piattaforma sarà personalizzabile dall’utente, in base alle sue preferenze ed esigenze,
e sarà adattativa nel senso che i servizi (secondo il modello dell’Internet of Services) e i contenuti
(secondo l’Internet of Content & Knowledge) resi disponibili si adatteranno al contesto corrente.
Figura 8 – Piattaforme federata
È previsto che più piattaforme possano federarsi, mantenendo ognuna la propria governance oppure
una governance centralizzata per esercitare la pianificazione strategica del territorio utile per
promuovere la democrazia digitale, la sicurezza e la salvaguardia, in un modello che somma
conoscenza a conoscenza.
Si consideri, a titolo esemplificativo, che una città può essere considerata un sistema federato di
quartieri; un piccolo comune, un singolo borgo; una regione un insieme federato. Anche le
piattaforme federate hanno il loro osservatorio e un sistema di governance per attuare politiche legate
ad un controllo strategico del territorio.
15.3.1 Vantaggi indotti dall’innovazione
Nei vari ambiti di attività che caratterizzano i Beni Culturali si registrano chiari segnali di una
forte attesa di innovazione attraverso l’utilizzo delle moderne tecnologie. In effetti, pressoché
tutte le attività tipiche dei Beni Culturali potrebbero trarre concreti e sostanziali vantaggi dalle
159 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati nuove acquisizioni tecnologiche, sebbene, per alcune, questo processo sembra essere più
immediato. Si pensi alla Fruizione e Valorizzazione, alla Salvaguardia e Sicurezza e della
Documentazione e Archiviazione. I primi (Fruizione e Valorizzazione) e gli ultimi
(Documentazione e Archiviazione) richiamano immediatamente l’utilizzo delle tecnologie
informatiche e di telecomunicazione (ICT). Quanto ai secondi (Salvaguardia e Sicurezza), è facile
pensare all’impiego proficuo di una sensoristica capace di segnalare per tempo stati di rischio di
natura diversa per il Patrimonio.
L’innovazione generata dal progetto opererà sulle aree della conoscenza, la conservazione e
valorizzazione dei beni culturali, assicurando vantaggi di tipo tecnologico, esperienziale e
sistemico.
Aree di interesse
Area Conoscenza. In questo ambito si trarranno vantaggi insostituibili dall’utilizzo delle moderne
tecniche di indagine archeometrica, capaci di datare reperti, identificare materiali, ricostruire
tecniche di esecuzione dei manufatti o iter progettuali per la realizzazione di edifici, complessi
architettonici, centri urbani e quant’altro. Ciò significa integrare, vicendevolmente, nell’opera di
conoscenza gli studi d’impronta storico/umanistica con quelli scientifico/tecnologici, secondo un
tipico approccio pluridisciplinare e interdisciplinare.
Area Conservazione. I risultati innovativi possono venire dall’applicazione di nuove tecnologie al
restauro attraverso la realizzazione di nuovi più appropriati materiali, nuove procedure
d’intervento più selettive e meno invasive. Si pensi alla definizione di nuove tecniche
diagnostiche per lo studio del degrado delle opere. Sul fronte della conservazione preventiva, vi è
forte attesa, in ambito museale, di metodi efficienti e compatibili con le esigenze della fruizione
di massa per minimizzare l’impatto dell’ambiente (inquinanti, polveri, effetti della temperatura e
dell’umidità) sulle opere esposte.
Aree Fruizione e della Valorizzazione. Il progetto prevede la realizzazione di tecnologie
multimediali applicate ai Beni Culturali, al fine di rendere più facile la ricezione dei valori di cui
sono portatori, ovvero valorizzandoli, per rendere più partecipativa la fruizione.
Tipologia di vantaggi
L’innovazione realizzata nel Distretto da luogo alla seguente tipologia di vantaggi:
1) Vantaggi di tipo tecnologico: le tecnologie generate nel distretto avranno un ruolo molto
importante sia nel processo di co-creazione del valore sia nei rapporti inter-imprenditoriali.
Si pensi ad azioni promozionali innovativi, alla co-produzione dei servizi sia nella fase di
definizione (coinvolgimento tecnologico così che il consumatore possa meglio scegliere il
tipo di visita da effettuare) sia nella fase di erogazione (il visitatore partecipa attivamente
alla visita);
2) Vantaggi di tipo esperienziale: l’effetto esperienza associato alla fruizione dei servizi
culturali, è favorito da differenti aspetti che contribuiscono al miglioramento della
customer satisfaction: si pensi a eventi collegati all’identità del luogo (ad esempio il
concerto di Muti nell’anfiteatro di Pompei) in grado di attrarre turisti sia internazionali sia
nazionali; la riproduzione di animazioni, sia attraverso la tecnologia sia attraverso
performance artistiche, in grado di rappresentare la vita di un periodo storico, aneddoti
storici specifici, o simulazioni in cui il visitatore è direttamente coinvolto; il
coinvolgimento della popolazione locale, sia nella fase di pianificazione che di
implementazione con particolare riguardo agli eventi e alle riproduzioni animate.
160 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati 3) Vantaggi di tipo sistemico: tale logica richiama ed evidenzia l’importanza del processo di
co-produzione del valore e la logica integrata nelle relazioni tra le imprese rispetto alla
produzione di cultura e nel rapporto con i turisti. Ciò si riferisce alla capacità di rafforzare
l’offerta locale, in termini di:
• attività collegate con centri commerciali, artigianato locale;
• circuiti culturali in collaborazione con altri siti culturali e imprese turistiche in modo
da promuovere le offerte integrate;
• attività condivise o co-progettate con le Istituzioni locali in termini di attività
specifiche di settore, pianificazione dei pubblici investimenti, etc.;
• attività condivise o co-progettate con la comunità ospitante, opportunamente
coinvolta nel processo con riferimento sia alle iniziative di pianificazione locale che
alla fornitura di servizi.
15.3.2 Effetti sulla domanda dei beni culturali
Il progetto prevede un cospicuo incremento della fruizione dei beni culturali grazie alle attività di
networking favorite dallo sviluppo di nuove ICT. Le attività di networking rappresentano un
tassello strategico nel disegno complessivo dell’intervento progettuale e si svilupperanno
attraverso due filoni di intervento: la cooperazione internazionale e il networking multi-attore
locale. Lo sviluppo del network sarà realizzato mediante le seguenti azioni:
• incremento delle attività finalizzate all’internazionalizzazione e alla creazione di sinergie
operative e di partnership e a livello internazionale;
• creazione di una rete di cooperazione e di comunicazione finalizzata a favorire lo scambio
di competenze ed esperienze tra attori e territori diversi;
• aumento della competitività internazionale del sistema locale del turismo culturale in una
prospettiva di sviluppo sostenibile
• incremento degli investimenti, generando valore aggiunto diretto e indiretto sul territorio
interessato, attraverso la creazione dei partenariati turistico-culturali
In particolare, si pensi a:
• organizzazione di “press tour” per giornalisti di testate nazionali ed estere, specializzate
in reportage di viaggio e approfondimenti di tematiche turistiche, ambientali, storiche,
culturali;
• realizzazione di “fam trip” (viaggio di familiarizzazione) per tour operator e agenti di
viaggio, sia italiani che stranieri, interessati a conoscere meglio il territorio;
• definizione di una strategia territoriale condivisa, anche mediante l’attivazione di appositi
protocolli di rete, che adotti un approccio sistemico alla programmazione e gestione degli
interventi di sviluppo di una dimensione internazionale del distretto dei beni culturali;
• stipula di convenzioni con tour operators esteri e compagnie di navigazione aerea estere
al fine della distribuzione del materiale promozionale sui centri storici e le altre valenze
paesistico culturali;
• creazione di un osservatorio sull’andamento del mercato dei prodotti turistico culturali;
• realizzazione di strumenti di commercializzazione internazionale del prodotto turisticoculturale locale, dell’attivita’ e dell’immagine del sistema turistico-culturali;
• creazione di una desk virtuale che, attraverso le tecnologie multimediali, connetta i centri
storici e i siti culturali del territorio, per promuovere in modo effettivo gli interessi
turistico culturali della comunità.
161 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati 15.4 Ricadute economiche dei risultati attesi
Dimensioni del mercato attuali e prospettiche, posizioni della richiedente e della principale concorrenza, ricavi e/o minori costi
attesi e redditività dell’iniziativa anche in relazione agli investimenti di industrializzazione. Capacità di valorizzare i risultati della
ricerca in termini di marchi, brevetti e spin off industriali.
15.4.1 Il settore dei beni culturali
Il settore della cultura ricopre una posizione di primo piano nell’economia nazionale,
quantificabile in un valore aggiunto di circa 167 miliardi di euro e un assorbimento di 3,8 milioni
di occupati (rispettivamente il 12,7% e 15,4% del totale attività economiche).
La ripartizione tra comparti vede la concentrazione più consistente nell’architettura ed edilizia di
riqualificazione (circa 34,8% per il valore aggiunto ed il 35,6% per l’occupazione), seguita
dall’enogastronomia e produzioni tipiche (21,1% nel primo caso e 21,3% nel secondo), l’industria
culturale (17,1% e 15,8%), le produzioni di natura industriale e artigiana (16,5% e 16,6%) e,
ultimi in termini di concentrazione, ma di importanza basilare per l’intero sistema, i beni e le
attività culturali (10,5% e 10,7%). Il “nucleo” di questo complesso di attività economiche,
rappresentato da beni culturali e industria culturale, costituisce dunque poco più un quarto del
totale.
La conservazione del bene culturale soddisfa in primo luogo una domanda collettiva che è legata
alla preoccupazione morale di rendere disponibili le risorse per le future generazioni, che se non
soddisfatta corre il rischio di trasformarsi nel principale ostacolo all’utilizzo di tali risorse ai fini
economici. Poiché la risorsa deve essere fruibile sia culturalmente che materialmente, l’output
fondamentale del processo è la produzione di servizi tecnici finalizzati alla conservazione, in
quanto la fruizione diretta è, in realtà, ammessa soltanto nei casi e fino al punto in cui non sia
messa in pericolo la conservazione dei beni stessi.
Si è avuto più volte modo di evidenziare come la valorizzazione economica del patrimonio
culturale di un territorio trovi il suo principale elemento nella fruizione turistica dello stesso,
all’interno di un sistema integrato.
E' evidente che l’applicazione di tecnologie innovative al recupero e alla valorizzazione e di
conservazione programmata del patrimonio culturale dei centri storici favorirà le politiche di
fruizione turistica di tali centri e l’affermarsi di nuove modalità di tale fruizione; si pensi
all’albergo diffuso, tra i cui vantaggi si ritrova il recupero del patrimonio edilizio dei centri storici
e la capacità di arginare lo spopolamento dei piccoli comuni, spesso lontani dai circuiti turistici
tradizionali.
Il settore del turismo rappresenta una risorsa fondamentale per lo sviluppo non solo economico
ma anche sociale del Paese. Nell’ambito di tale settore, il turismo culturale pesa circa il 35%.
Esso rappresenta la motivazione prevalente per le vacanze degli stranieri: quasi il 61% delle
presenze totali registrate nelle località d’arte sono stranieri. Lo stesso vale per gli arrivi, per i
quali l’incidenza degli stranieri è pari al 59%. Nel 2011 i viaggiatori stranieri in Italia hanno
speso 30,9 miliardi di euro. Di questi circa il 33% ha riguardato le vacanze nelle città d’arte.
Guardando l’andamento della spesa negli ultimi 5 anni si nota la supremazia del 2011 rispetto agli
anni precedenti: i 10 miliardi di euro spesi per vacanze culturali superano addirittura i livelli precrisi (+2,5% rispetto al 2007) (fonte: ONT)
Le statistiche del settore indicano chiaramente quale sia il potenziale di attrattività del fattore
artistico-culturale, che determina circa 37 milioni di arrivi all’anno. Secondo gli esperti del settore
vi sono margini di miglioramento molto elevati se si considera che la metà del volume di
visitatori annui entra soltanto in 8 dei 424 musei statali italiani e che il fatturato del turismo
mondiale è raddoppiato tra il 2000 e il 2010, ma è destinato a raddoppiare ancora nei prossimi
162 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati dieci anni (fonte: il sole 24 ore). Negli ultimi cinque anni, la domanda culturale è cresciuta
notevolmente sia in termini di arrivi (+10%) che di presenze (+14%).
Più in generale, dal punto di vista sociale, la cultura e assume grande importanza quale indicatore
del benessere, del tempo libero e del livello d’istruzione di una comunità. Nel 2011 la spesa delle
famiglie italiane nel settore “Ricreazione e cultura” ha raggiunto quota 70,9 miliardi di euro, il
7,4% della spesa annua complessiva, ed è cresciuta del 2,6% in confronto al 2010 e del 26,3%
rispetto ai valori di 10 anni prima (dati Federculture). Aspettative di ulteriore crescita derivano
dal fatto che i consumi culturali in Italia sono ancora al di sotto della media europea. Secondo
l’Istat, nella classifica dei paesi europei (guidata dalla Finlandia), l’Italia è posizionata al 21°
posto su 27; nel 2010, su 100 residenti in Italia, 30 hanno visitato almeno un museo o una mostra
(oltre 40 in Europa, secondo Eurostat), e 23 almeno un monumento o sito archeologico; 22 sono
stati a teatro e 52 al cinema; solo 10 hanno assistito a un concerto di musica classica, mentre 21
hanno partecipato a concerti di altro tipo.
15.4.2 Valorizzazione dei risultati del progetto di sviluppo sperimentale mediante la creazione di
imprese resarch-based
Coerentemente con il contesto descritto, la strategia progettuale è finalizzata alla valorizzazione
delle risorse culturali della regione come elemento in grado di determinare sviluppo economico e
produttivo, attraverso la creazione di condizioni favorevoli all’iniziativa imprenditoriale collegata
direttamente o indirettamente alla valorizzazione del patrimonio culturale, anche in una logica di
spin off.
Alle imprese spin off è riconosciuta una funzione fondamentale in tema di trasferimento
tecnologico, in quanto consentono di inserire direttamente le realtà di ricerca nel tessuto
produttivo e presentano, con maggiore facilità rispetto alle imprese tradizionali, la capacità di
assorbire le innovazioni messe a punto nei laboratori di ricerca.
Figura 7 – Processo di creazione delle startup
Le politiche volte alla promozione di imprese spin off da ricerca presentano importanti punti di
forza, in particolare rispetto ai seguenti temi:
• annullamento delle criticità legate all’asimmetria informativa: la valorizzazione diretta
dei risultati della ricerca scientifica e tecnologica attraverso lo strumento dello spin off
consente di superare le problematiche di interazione, che tipicamente si verificano tra le
strutture di ricerca e le imprese, nel momento in cui le conoscenze prodotte dai primi
devono essere trasferite ai secondi;
• vantaggi economici: la promozione di imprese spin-off garantisce a quest’ultima un
flusso aggiuntivo di risorse finanziarie paragonabile a quello derivante da attività di
163 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati •
concessione in licenza di brevetti e, in generale, di sfruttamento della proprietà
intellettuale;
impatto economico e sociale: l’avvio di imprese spin off può generare benefici diretti al
tessuto imprenditoriale locale e non solo. Intatti, favorisce e potenzia il processo di
innovazione, creando nuove opportunità di inserimento per i giovani laureati nel mondo
del lavoro e consolidando il ruolo sociale proprio delle università e degli enti pubblici di
ricerca.
A supporto delle azioni formative sviluppate dal progetto e a sostegno dei processi di sviluppo
imprenditoriale generati dalle azioni di sistema poste in essere verrà realizzata una fase di
assistenza tecnica/accompagnamento volta ad aiutare i giovani aspiranti imprenditori a definire
“step by step” la fattibilità dell’idea di impresa, fornendo loro gli strumenti ed il supporto
metodologico ed operativo necessario per poter elaborare un progetto d’impresa, indicano l’iter
da seguire per trasformare la business idea in un business plan strutturato, che possegga tutte le
caratteristiche necessarie per una sua efficace implementazione ed un adeguato piano economicofinanziario.
Per l’attività gli esperti e gli interessati ad avviare un’attività di lavoro autonomo e/o una nuova
iniziativa imprenditoriale, potranno avvalersi di un applicativo informatico “web based”, che
consentirà ai consulenti di monitorare on line, a distanza, la fase di start up, potendo in progress
fornire suggerimenti ed indicazioni alla corretta stesura del piano d’impresa.
In tal senso, sarà fornito un Software per la compilazione del Business Plan con cui sarà possibile
sostenere l’avvio di nuove imprese, aiutando gli aspiranti imprenditori non solo nella formazione
necessaria alla redazione del piano, ma anche nella sua strutturazione narrativa ed economico –
finanziaria, da sottoporre poi all’ente finanziatore per la relativa valutazione.
La struttura del piano di impresa, progettato ed implementato all’interno dell’applicativo, è stata
pensata per assistere i proponenti nell’elaborazione della domanda ed è supportata da un help on
line, che integra la formazione on line fornita nel corso dell’iniziativa, al fine di fornire
chiarimenti e suggerimenti per la compilazione di ciascuno dei prospetti (tabelle e campi testuali).
15.4.3 Promozione di nuova imprenditorialità innovativa
Le attività di promozione di nuova imprenditorialità avranno una doppia finalità: da un lato quella
di favorire l’attrazione di imprese ad alto contenuto di conoscenza con le quali interagire per
creare economie esterne a favore delle imprese locali, dall’altro quella di stimolare la nascita di
nuove imprese high-tech.
A tal fine il progetto intende stimolare l’accrescimento delle competenze manageriali e
promuovere la cultura imprenditoriale attraverso:
• azioni di networking, nelle quali vengono facilitati i rapporti con le imprese e le
istituzioni del territorio, realizzate mediante la partecipazione a reti per la valorizzazione
della ricerca e lo sviluppo tecnologico, sviluppo di partenariati con enti e operatori
pubblici e privati;
• azioni di co-working: creazione di laboratori sul tema dell’entrepreneurship da ricerca
scientifica, organizzazione di forum periodici nei quali si formino idee e proposte,
competizioni tra idee e progetti nei quali emergano le idee migliori;
• azioni di formazione-informazione: organizzazione di convegni, seminari e corsi di
formazione sull’innovazione e l’imprenditorialità hi-tech, rivolti al personale interno, ma
aperti anche all’esterno;
• azioni di sensibilizzazione e facilitazione: comunicazione e stimolo allo sviluppo di una
nuova e diffusa mentalità “business oriented” da parte di ricercatori e laureati;
164 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati 15.4.4 Valorizzazione dei risultati del progetto di sviluppo sperimentale mediante lo sfruttamento
dei diritti sulla proprietà intellettuale
Lo sfruttamento commerciale dei diritti derivanti dalla proprietà intellettuale rientra tra le forme
codificate di trasferimento tecnologico che perseguono la valorizzazione dei risultati della ricerca.
Figura 6 – Circuito di valorizzazione della ricerca attraverso la proprietà intellettuale.
La valorizzazione della proprietà intellettuale avverrà operando nel mercato delle tecnologie
mediante accordi di licenza e di collaborazione con grandi imprese, pubblica amministrazione e
PMI.
Nel caso in cui lo sviluppo dell’innovazione richieda il coinvolgimento dell’inventore gli accordi
di licenza prevedranno anche la cooperazione scientifica (Cooperative Research and
Development Agreement), lo scambio di materiali (Material Transfer Agreement), e così via.
I ricavi provenienti da tale mercato sono legati al pagamento di milestone, di royalties e, in alcuni
casi, di dividendi.
15.4.5 Servizi di supporto alla valorizzazione della proprietà intellettuale
Al fine di migliorare lo sfruttamento commerciale della proprietà intellettuale sono previsti i
seguenti servizi di supporto alla valorizzazione della proprietà intellettuale:
• consulenza sui diritti della proprietà intellettuale, strategie di offerta delle licenze,
finanziamento dell’innovazione e creazione di joint venture internazionali;
• ricerche brevettuali, informazioni sullo stato legale dei brevetti, scrittura di testi completi
di brevetti e traduzione.
Un ulteriore canale di valorizzazione della proprietà intellettuale è costituita della creazione di
imprese spin-off da ricerca basate su brevetti o altri diritti di proprietà intellettuale.
15.5 Previste ricadute occupazionali
Con riferimento al progetto presentato indicare:
• le misure previste dal progetto volte ad incentivare l’attrazione e la formazione di giovani talenti e ricercatori;
• gli adeguamenti di organico di R&S e/o di produzione, salvaguardia di posti di lavoro, eventuali ricadute occupazionali indotte.
15.5.1 Attrazione e valorizzazione dei talenti
Il progetto mira a incentivare la mobilità delle risorse umane tra la ricerca scientifica e
tecnologica e il mondo imprenditoriale, e attrarre talenti provenienti dal di fuori del territorio
offrendo loro opportunità di formazione specialistica e di impiego con mansioni qualificate nel
settore dei beni culturali. In relazione alle azioni di formazione specialistica il progetto prevede
modalità innovative di gestione del processo di produzione delle competenze, attivando delle
relazioni con un contesto nel quale convivono diversi attori impegnati a valorizzare le proprie
potenzialità e la propria competitività. Tale peculiarità permette di:
• soddisfare esigenze firm-specific delle imprese locali e non, appartenenti al settore;
• conferire ai soggetti la capacità di cogliere più efficacemente le opportunità offerte
dall’innovazione tecnologica, dall’internazionalizzazione e globalizzazione della
produzione e dei mercati;
• facilitare il contatto con le imprese in un contesto complesso e frammentato che richiede
sempre maggiore flessibilità, competenze trasversali, capacità di autopromozione;
165 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati • fornire occasioni di professionalizzazione.
I vantaggi di questo tipo di approccio si ritrovano nell’efficacia degli interventi, in particolare
sotto i seguenti aspetti:
a) gli interventi formativi sono legati alle strategie poste in essere dalle imprese, pertanto
mirano a formare quelle competenze in grado di rendere possibile l’attuazione di tali
strategie, con il conseguente miglioramento della sua competitività;
b) gli interventi tendono a costruire conoscenze firm specific ovvero legate alle specificità
delle imprese.
15.5.2 Interventi di Alta formazione
Il progetto prevede la realizzazione di un piano di alta formazione coerente con gli obiettivi del
Distretto. Il piano sarà rivolto all’individuazione e creazione di specifiche professionalità in grado
di operare sia nell’ambito di innovativi processi di monitoraggio sia in quello dello studio e della
ricerca di nuove modalità di fruizione del bene culturale capaci di abilitare forme innovative di
interazione con tutto il patrimonio presente sul territorio. Inoltre, accanto ai percorsi formativi a
maggiore contenuto tecnologico ed innovativo, saranno previsti anche percorsi formativi su
tematiche più squisitamente turistiche e commerciali al fine di completare il quadro sulle
professionalità e competenze richieste e maggiormente competitive sul mercato del lavoro del
settore dei Beni Culturali.
Un aspetto rilevante della proposta formativa sarà soprattutto il potenziamento delle competenze
del capitale umano presenti nel tessuto produttivo campano attraverso la realizzazione di uno
strutturato piano di formazione tecnica e gestionale del personale. In particolare, il piano di
formazione assumerà come obiettivo prioritario la costruzione di forti sinergie con le dinamiche
di sviluppo economico settoriale e con i programmi industriali dei principali attori economici
coinvolti nel distretto.
15.5.3 Ricadute occupazionali
Si ritiene che il modello delineato nel presente progetto sia in grado di produrre nuova
occupazione qualificata sul territorio attraverso:
• la creazione di nuove imprese tecnologiche. È, infatti, dimostrato che le startup rivestono
un ruolo fondamentale nella creazione di nuovi posti di lavoro. Dallo studio pubblicato a
luglio 2010 dalla Fondazione Kauffman negli Stati Uniti, emerge come le imprese in fase
di startup creino in media 3 milioni di posti di lavoro l’anno. Peraltro anche durante le
fasi di recessione, l’andamento delineato dalla creazione di nuove startup rimane
abbastanza stabile mentre le aziende esistenti risentono maggiormente del ciclo
economico. Lo studio citato evidenzia come all’avanzare dell’età delle aziende si
verifichi un calo nella creazione di nuovi posti di lavoro.
• l’assunzione di personale qualificato nei reparti R&D delle imprese che producono
prodotti e servizi legati alla gestione e conservazione dei beni culturali e al turismo
culturale.
15.6 Impatto atteso sul riposizionamento strategico delle imprese proponenti e del
sistema socioeconomico delle Regioni della Convergenza
Evidenziare come il progetto può concorrere al riposizionamento strategico delle imprese proponenti e del sistema socioeconomico
delle Regioni della Convergenza
Il progetto è potenzialmente in grado di concorrere a un positivo riposizionamento socioeconomico
della Campania attraverso le seguenti azioni:
166 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati •
•
•
•
•
Introduce tecnologie tali da innalzare il livello dell’attuale frontiera tecnologica, sia
promuovendo l’utilizzo di tecnologie e sistemi allo stato dell’arte già sperimentati come
efficaci in altri settori (cross-fertilization), sia valutando l’introduzione di tecnologie e
paradigmi innovativi specifici per il settore dei beni culturali.
Facilita lo sviluppo di soluzioni altamente riusabili ed efficaci per la messa in produzione
anche in altri settori quali l’infomobilità e l’e-government in generale. In questo senso le
soluzioni proposte rappresenteranno dei building block per introdurre una forte spinta
propulsiva all’innovazione del settore, con l’obiettivo di arrivare alla definizione di nuovi
modelli tecnologici per le imprese del settore attraverso i quali ottimizzare i processi, adattarsi
velocemente a nuovi scenari di business, cooperare con altri soggetti, analizzare
continuamente ed efficacemente dati e processi.
Rafforza il collegamento tra grandi imprese, PMI, università e organismi scientificotecnologici locali al fine di raggiungere massa critica nelle risorse mobilitate. L’attrazione di
nuove risorse private, da parte soprattutto di grandi imprese a vocazione innovativa, consente
di sostenere investimenti cospicui, con ritorni economici nel medio-lungo periodo.
L’attrazione di investimenti ad alto valore aggiunto da parte di grandi Aziende ad alta
tecnologia favorirà il miglioramento della cooperazione tra Enti di Ricerca (sia pubblici che
privati) e Industria, aprendo nuovi filoni di attività produttive e di collaborazioni di Ricerca
Industriale, oltre all’ispessimento del tessuto produttivo locale attraverso relazioni di
subfornitura, spin-off e spill-over di conoscenza tecnologica ed organizzativa.
Valorizza il capitale umano utilizzato sul territorio, favorisce lo sviluppo del potenziale delle
risorse umane che ruotano intorno ai partner, e la crescita di coesione sociale e competitività.
Ciò implica delle ricadute economiche in termini di mantenimento delle risorse attualmente in
organico delle strutture coinvolte nel progetto, ma soprattutto un incremento qualitativo e
quantitativo dell’occupazione, anche attraverso l’attrazione di “cervelli” dagli altri Paesi e/o la
possibilità di far rientrare i cervelli italiani dall’estero.
Accelera il trasferimento tecnologico nei territori interessati attraverso collegamenti e
integrazioni con le strutture di eccellenza nazionali ed internazionali dei partner (diretti ed
indiretti) di progetto. Il successo tecnico del Progetto, certificato e supportato dalla relativa
sperimentazione, porterà ricadute occupazionali dirette per i partner industriali i quali
esporteranno il modello “DataBenC” in altri ambiti territoriali in territorio nazionale ed estero.
15.7 Previsione della localizzazione dello sfruttamento industriale
Indicare le modalità previste per la valorizzazione e lo sfruttamento industriale, specificando gli stabilimenti eventualmente
coinvolti.
Tutte le iniziative progettuali sono state definite evidenziando una ricaduta immediata sul territorio in termini
di vantaggi sia di competitività delle imprese della filiera dei beni culturali (ICT, Restauro, Valorizzazione)
sia in termini di valorizzazione dei territori.
Durante la fase progettuale si è ritenuto coinvolgere oltre al sistema di imprese, gli stakeholder e gli attori
del sistema dei territori per avere un confronto sulle opportunità di valorizzazione per ricadute durature sulle
filiere dei beni culturali.
Oltre agli Enti Locali, la governance di Databenc ha coinvolto il sistema dei Distretti Turistici, strumenti per
lo sviluppo del territorio, animati dalle imprese della filiera e riconosciuti dagli Enti Locali. I Distretti
Turistici sono delimitazioni territoriali operate dalla Regione Campania per la definizione di politiche di
sviluppo sulle tematiche del turismo e dei Beni Culturali.
Considerando la stretta correlazione, dal punto di vista socio-economico, tra Beni Culturali e Turismo si è
ritenuto fondamentale coinvolgere tali strumenti soprattutto nella fase di sperimentazione. Numerosi Distretti
Turistici, tra i più significativi della Regione, hanno aderito alla nostra iniziativa dando la loro disponibilità a
verificare le ricadute sul territorio (cfr. Allegate dichiarazioni di interesse).
167 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati Molta parte dei territori dei Distretti Turistici succitati rappresenta il principale bacino dei Beni Culturali
basti pensare al Distretto dei Campi flegrei o al Distretto del Cilento o ancora al Distretto della Città di
Napoli.
16 Articolazione dei Costi
16.1 Personale e consulenze (per ogni soggetto attuatore/partner)
Impegno in anni x uomo a fronte delle singole attività di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale indicate nel paragrafo
"obiettivi realizzativi" della prima parte.
Personale Consulenze
87.3a
87.3a
Convergen Convergen TELESERV
IZI RI za
za
Campania Campania Tot INNOVA Tot RI RS OR01 110.000 77.000 33.000 55.000 11.000 OR02 0 0 0 0 0 30.000 Personale Consulenze
87.3a
87.3a
Converge Convergen
nza
za
Campania Campania
RS 21.000 9.000 15.000 3.000 620.000 434.000 186.000 310.000 62.000 OR03 60.000 42.000 18.000 30.000 6.000 0 0 0 0 0 OR04 480.000 336.000 144.000 240.000 48.000 0 0 0 0 0 OR05 0 0 0 0 0 130.000 91.000 39.000 65.000 13.000 OR06 0 0 0 0 0 150.000 105.000 45.000 75.000 15.000 OR07 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 OR08 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 OR09 100.000 70.000 30.000 50.000 10.000 0 0 0 0 0 OR10 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 750.000 525.000 225.000 375.000 75.000 930.000 651.000 279.000 465.000 93.000 750.000 525.000 225.000 375.000 75.000 930.000 651.000 279.000 465.000 93.000 TOTALI Senza GT RI RS Personale Consulenze
87.3a
87.3a
Convergen Convergen
za
za
CNR CUEIM OR01 0 0 0 0 0 OR02 170.000 119.000 51.000 85.000 17.000 0 OR03 0 0 0 0 0 0 OR04 120.000 84.000 36.000 60.000 12.000 OR05 0 0 0 0 OR06 0 0 0 OR07 0 0 OR08 222.000 OR09 260.000 OR10 TOTALI Senza GT 0 RS 200.000 140.000 60.000 100.000 20.000 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 100.000 70.000 30.000 50.000 10.000 0 0 0 0 0 0 0 0 155.400 66.600 111.000 22.200 0 0 0 0 0 182.000 78.000 130.000 26.000 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 772.000 540.400 231.600 386.000 77.200 300.000 210.000 90.000 150.000 30.000 772.000 540.400 231.600 386.000 77.200 300.000 210.000 90.000 150.000 30.000 RI Personale Consulenze
87.3a
87.3a
Converge Convergen
nza
za
BORGO OREFICI RI RS Personale Consulenze
87.3a
87.3a
Convergen Convergen
za
za
168 CIMA RI RS Personale Consulenze
87.3a
87.3a
Converge Convergen
nza
za
DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati OR01 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 OR02 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 OR03 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 OR04 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 OR05 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 OR06 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 OR07 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 OR08 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 OR09 90.000 63.000 27.000 45.000 9.000 500.000 350.000 150.000 250.000 50.000 OR10 0 0 0 0 0 0 0 0 90.000 63.000 27.000 45.000 9.000 500.000 350.000 150.000 250.000 50.000 90.000 63.000 27.000 45.000 9.000 500.000 350.000 150.000 250.000 50.000 TOTALI Senza GT RI RS Personale Consulenze
87.3a
87.3a
Convergen Convergen
za
za
CAMPI-­‐
FLEGREI 0 0 RI RS Personale Consulenze
87.3a
87.3a
Converge Convergen
nza
za
CARSO OR01 100.000 70.000 30.000 50.000 10.000 OR02 80.000 56.000 24.000 40.000 8.000 OR03 0 0 0 0 0 OR04 0 0 0 0 0 OR05 430.000 301.000 129.000 215.000 43.000 OR06 680.000 476.000 204.000 340.000 68.000 0 0 OR07 0 0 0 0 0 0 0 OR08 110.000 77.000 33.000 55.000 11.000 0 OR09 800.000 560.000 240.000 400.000 80.000 OR10 0 0 0 0 2.200.000 1.540.000 660.000 1.100.000 2.200.000 1.540.000 660.000 1.100.000 TOTALI Senza GT 0 0 0 0 0 300.000 210.000 90.000 150.000 30.000 0 0 0 0 250.000 175.000 75.000 125.000 25.000 350.000 245.000 105.000 175.000 35.000 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 220.000 900.000 630.000 270.000 450.000 90.000 220.000 900.000 630.000 270.000 450.000 90.000 ANFITEATR
O RI RS Personale Consulenze
87.3a
87.3a
Convergen Convergen
za
za
0 0 RI RS Personale Consulenze
87.3a
87.3a
Converge Convergen
nza
za
TEBE OR01 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 OR02 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 OR03 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 OR04 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 OR05 700.000 490.000 210.000 350.000 70.000 0 0 0 0 0 OR06 0 0 0 0 0 400.000 280.000 120.000 200.000 40.000 OR07 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 OR08 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 OR09 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 OR10 0 0 0 0 0 220.000 154.000 66.000 110.000 22.000 TOTALI 700.000 490.000 210.000 350.000 70.000 620.000 434.000 186.000 310.000 62.000 Senza 700.000 490.000 210.000 350.000 70.000 400.000 280.000 120.000 200.000 40.000 169 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati GT RI RS Personale Consulenze
87.3a
87.3a
Convergen Convergen
za
za
UNINA OR01 100.000 70.000 30.000 50.000 10.000 OR02 280.000 196.000 84.000 140.000 OR03 280.000 196.000 84.000 OR04 150.000 105.000 OR05 20.000 14.000 OR06 UNISA RI RS 18.200 7.800 13.000 2.600 28.000 150.000 105.000 45.000 75.000 15.000 140.000 28.000 120.000 84.000 36.000 60.000 12.000 45.000 75.000 15.000 0 0 0 0 0 6.000 10.000 2.000 0 0 0 0 0 380.000 266.000 114.000 190.000 38.000 214.000 149.800 64.200 107.000 21.400 OR07 210.000 147.000 63.000 105.000 21.000 56.000 24.000 40.000 8.000 OR08 170.000 119.000 51.000 85.000 17.000 210.000 147.000 63.000 105.000 21.000 OR09 220.000 154.000 66.000 110.000 22.000 0 0 0 0 0 OR10 220.000 154.000 66.000 110.000 22.000 80.000 56.000 24.000 40.000 8.000 2.030.000 1.421.000 609.000 1.015.000 203.000 880.000 616.000 264.000 440.000 88.000 1.810.000 1.267.000 543.000 905.000 181.000 800.000 560.000 240.000 400.000 80.000 TOTALI Senza GT RS Personale Consulenze
87.3a
87.3a
Convergen Convergen
za
za
RESEARCH RI 26.000 Personale Consulenze
87.3a
87.3a
Converge Convergen
nza
za
Campania Campania
80.000 RS Personale Consulenze
87.3a
87.3a
Converge Convergen
nza
za
STRAGO RI OR01 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 OR02 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 OR03 0 0 0 0 0 200.000 140.000 60.000 100.000 20.000 OR04 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 OR05 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 OR06 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 OR07 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 OR08 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 OR09 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 OR10 180.000 126.000 54.000 90.000 18.000 0 0 0 0 0 TOTALI Senza GT 180.000 126.000 54.000 90.000 18.000 200.000 140.000 60.000 100.000 20.000 0 0 0 0 0 200.000 140.000 60.000 100.000 20.000 RS Personale Consulenze
87.3a
87.3a
Convergen Convergen
za
za
LENUVOLE RI OR01 0 0 0 0 0 OR02 0 0 0 0 0 OR03 0 0 0 0 0 OR04 0 0 0 0 0 OR05 450.000 315.000 135.000 225.000 45.000 OR06 0 0 0 0 0 OR07 0 0 0 0 0 OR08 0 0 0 0 0 170 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati OR09 0 0 0 0 OR10 0 0 0 0 450.000 315.000 135.000 225.000 450.000 315.000 135.000 225.000 TOTALI Senza GT 0 45.000 0 45.000 16.2 Altri costi
Dettaglio sulle singole voci di costo
17 REQUISITI PER LA CONCESSIONE
AGEVOLAZIONI(solo se richieste)
DI
ULTERIORI
Riportare gli elementi qualificanti del progetto ai fini della concessione di maggiorazioni.
Il progetto DATABENC nasce con l’obiettivo di creare una grande rete, industriale e di conoscenza,
che ha come mission: lo sviluppo di soluzioni tecnologiche innovative per valorizzare l’enorme
patrimonio culturale della Campania. La condivisione di questa strategia, non è occasionale, infatti,
la quasi totalità delle imprese che hanno sottoscritto lo studio di fattibilità è diventato socio della
consortile, DATABENC scarl. La decisione di costituire uno strumento societario evidenzia la
volontà da parte di tutti i soci, sia imprese che università e centri di ricerca, di perseguire un rapporto
di collaborazione duraturo e che va oltre la semplice realizzazione del progetto di ricerca. Le
imprese che anno aderito, in totale sono circa 42, quasi tutte PMI, mentre i centri di ricerca e le
università sono 10.
Lo studio di fattibilità DATABENC è attuato da 4 progetti esecutivi ( Chis, Snecs, Ops, Parchi
archeologici) ogni progetto esecutivo vede una collaborazione fattiva di imprese e centri di ricerca.
Ogni fase progettuale vede la partecipazione di più imprese e di più centri di ricerca cosi divisi:
Progetto
Chis
Snecs
Ops
RIPA
Organismi
Ricerca
4
6
8
5
di
Micro
9
5
8
4
Imprese
Medie
4
5
6
4
Grandi
0
0
0
0
Oltre la realizzazione delle diverse linee progettuali le ragioni della collaborazione, tra università centri di
ricerca ed imprese sono:
• l'aumento della competitività delle imprese e il trasferimento tecnologico;
• la diffusione delle conoscenze scientifiche; ( l’università, e gli l’organismi di ricerca sostiene molto
di più 10% dei costi ammissibili al progetto ed hanno il diritto di pubblicare i risultati della attività
di ricerca da esso svolta).
• la formazione delle risorse umane sia teorica che pratica.
L’iniziativa Databenc e con esso la linea progettuale oggetto è coerente con lo spirito del bando
(Art. 4 com. 6) che prevede la creazione di reti permanete tra imprese e sistemi della ricerca. La
Collaborazione vede il sistema della ricerca sostenere più del 10% delle spese e ad esso è
riconosciuto il diritto di pubblicare il risultato delle ricerche svolte.
171 DATABENC -­‐ Progetto SNECS – Tutti i Diritti Riservati ALLEGATI – Lettere di Interesse e di Adesione 172 
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Allegato: “Il progetto di ricerca SNECS”