Università degli Studi di Pavia
Prof. Carluccio Bianchi
LA PREVISIONE
MACROECONOMICA:
MODELLI E TECNICHE
SEMPLIFICATI
Avvertenze
• Analisi strutturale vs. congiunturale e
obiettivi dell’analisi
• Orizzonte temporale di riferimento e tecnica
di previsione (modelli vs. indicatori)
• Difficoltà oggettiva della previsione mano a
mano che l’orizzonte temporale si allunga
(economisti vs. meteorologi)
• Riscontro oggettivo di diversità di previsioni
(modelli vs. esogene)
Il quadro di riferimento per le
previsioni: la contabilità nazionale
• Il PIL come somma delle componenti della
domanda aggregata (quadro delle risorse e
degli impieghi) e dell’offerta (formazione del
valore aggiunto)
• La quadratura dei conti come elemento di
controllo sulle ipotesi relative ad evoluzione di
domanda e offerta (Attenzione: l’Istat è
appena passata a indici concatenati; questo
talvolta impedisce la quadratura dei conti)
• Privilegio del lato della domanda o dell’offerta
a seconda dell’orizzonte temporale di
riferimento
Conto economico delle risorse e degli
impieghi (milioni di euro a prezzi ‘95)
AGGREGATI
2000
2001
2002
2003
2004
1.015.077
286.418
1.301.495
1.032.985
287.798
1.320.783
1.036.945
286.466
1.323.410
1.039.581
290.187
1.329.768
1.052.308
297.470
1.349.779
788.797
611.570
177.227
209.217
171
303.310
1.301.495
800.438
616.427
184.011
213.121
- 906
308.131
1.320.783
806.388
618.920
187.468
215.702
3.173
298.147
1.323.410
819.424
627.722
191.702
211.907
5.959
292.478
1.329.768
826.889
633.815
193.074
216.267
4.872
301.750
1.349.779
RISORSE
Prodotto interno lordo ai prezzi di mercato
Importazioni di beni e servizi fob
Totale
IMPIEGHI
Consumi nazionali
Spesa delle famiglie residenti
Spesa delle Amministrazioni pubbliche e delle Isp (a)
Investimenti fissi lordi
Variazione delle scorte e oggetti di valore
Esportazioni di beni e servizi fob
Totale
Conto della formazione del valore
aggiunto (milioni di euro a prezzi ‘95)
ATTIVITA' ECONOMICHE
2000
2001
2002
2003
2004
28.219
265.371
28.093
264.989
26.969
262.399
25.572
262.001
28.338
262.385
48.811
50.315
51.615
52.801
54.234
233.020
241.232
240.988
241.529
245.260
247.492
178.453
254.628
182.122
259.993
184.243
263.934
185.943
263.300
191.168
1.001.366
1.021.380
1.026.206
1.031.781
1.044.686
47.726
51.119
52.064
53.806
54.485
TOTALE VALORE AGGIUNTO AI PREZZI DI
MERCATO (al netto Sifim)
Iva e imposte indirette sulle importazioni
953.640
61.437
970.261
62.724
974.142
62.802
977.974
61.606
990.201
62.107
PRODOTTO INTERNO LORDO AI PREZZI DI
MERCATO
1.015.077
1.032.985
1.036.945
1.039.581
1.052.308
Agricoltura, silvicoltura e pesca
Industria in senso stretto
Costruzioni
Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti,
trasporti e comunicazioni
Intermediazione monetaria e finanziaria; attività
immobiliari ed imprenditoriali
Altre attività di servizi (Pubblici o simili)
TOTALE VALORE AGGIUNTO AI PREZZI DI
MERCATO (al lordo Sifim)
Servizi di intermediazione finanziaria
indirettamente misurati (-)
La previsione dal lato della domanda
aggregata
•In un orizzonte annuale, per le previsioni, si fa
normalmente riferimento al lato della domanda
aggregata
•In generale occorre quindi disporre di un
modello econometrico, in cui ciascuna
componente della domanda aggregata viene
stimata (singolarmente o congiuntamente)
•In alternativa si può fare riferimento a
modellini econometrici più ristretti e
parsimoniosi (tipo VARX, VECM, ecc.)
La previsione dal lato della domanda aggregata
(un modello strutturale semplificato)
Si parta dalla definizione del PIL ricavabile dal quadro
risorse-impieghi:
y = CF + CC +IFL +VS + X – M = DT -M
Un modello strutturale semplificato potrebbe essere
composto dalle seguenti equazioni (nei tassi di
variazione, dove V sta per variazione %):
• VCF=f(Vy, Dqrld(-1), du93)
• VCC=f(D[indnpa/y], duccneg)
• VIFL=f(Vy, qrld, K/y(-1), du93)
• CS=f(VBrent(+1), VDT, Scorte/y(-1), du94)
• VX=f(VXOCSE, Vtcr, dupost2002)
• VM=f(VDT, Vdollaro); VM=f(VDT, Vtt)
La previsione dal lato della domanda aggregata
(un modello strutturale semplificato) …
Il modello dovrebbe essere stimato mediante
equazioni simultanee (visto che tra le variabili
dipendenti compaiono endogene); tuttavia può
essere stimato per equazioni singole in maniera
ricorsiva (soprattutto se la previsione per il PIL è
relativamente contenuta).
Il problema fondamentale con tale modello (e in
generale con i modelli strutturali) consiste nel
fatto che, nonostante il fit delle equazioni sia
buono, gli errori di previsione possono essere
particolarmente accentuati.
La previsione dal lato della domanda aggregata
(un modello strutturale semplificato) …
I casi estremi più significativi sono i CF e le X.
Nel primo caso piccoli errori di previsione (nei
tassi di variazione) possono avere influenze
rilevanti sulla dinamica del PIL, data l’elevata
incidenza di tale componente di spesa sul
reddito (60% ca.).
Nel secondo caso, invece, nonostante la
minore incidenza sul PIL (29% ca.), l’elevata
volatilità delle esportazioni e la difficile
previsione delle esogene possono portare a
consistenti errori di valutazione.
La previsione dal lato della domanda aggregata
(un modello strutturale semplificato) …
In generale, per ovviare all’inconveniente di
utilizzare in previsione possibili valori abnormi
delle varie componenti della domanda
aggregata, si usa correggere manualmente il
risultato meccanico della previsione
econometrica (di qui l’importanza della
sensibilità dell’economista congiunturale).
Un metodo spesso utilizzato nella correzione ex
post è l’analisi delle tendenze, correggendo il
valore puntuale meccanicamente previsto sulla
base del trend previsivo e dello scostamento
riscontrato tra valore effettivo e fit
nell’ultimo dato disponibile.
La previsione dal lato della domanda
aggregata (un esempio di modello strutturale)
Sulla base del modello precedente, e delle
correzioni manuali suggerite, si potrebbero ad
esempio ottenere le previsioni per il 2006
illustrate nel foglio seguente (che utilizza ancora
dati a prezzi ’95).
Si osservi di nuovo la sensibilità del risultato ai
valori utilizzati: aggiustamenti diversi (anche
marginali) per i consumi delle famiglie e per le
esportazioni, nonché per i consumi collettivi
(tipicamente esogeni) e per il contributo delle
scorte genererebbero una previsione per il PIL
anche assai difforme.
La previsione dal lato della domanda
aggregata (un esempio di modello strutturale)
Conto economico delle risorse e degli impieghi a prezzi 1995 - Italia
Aggregati
Prodotto interno lordo ai prezzi di mercato
Importazioni di beni e servizi
TOTALE RISORSE
Consumi finali nazionali
- delle famiglie
- collettivi
Investimenti fissi lordi
Variazione delle scorte e oggetti di valore
Esportazioni di beni e servizi
TOTALE IMPIEGHI
(*) Contributo alla variazione del PIL
Valori in mln di euro
2004
2005
2006
Variazioni %
2005
2006
2004
1.052.308 1.051.947 1.065.456
297.470 301.635 312.192
1,2
2,5
0,0
1,4
1,3
3,5
1.349.778 1.353.582 1.377.648
1,5
0,3
1,8
826.889
633.815
193.074
830.033
634.449
195.584
839.063
642.697
196.366
0,9
1,0
0,7
0,4
0,1
1,3
1,1
1,3
0,4
216.267
214.969
219.269
2,1
-0,6
2,0
4.872
5.924
6.976
-0,1
0,1
0,1
301.750
302.655
312.340
3,2
0,3
3,2
0,1
0,3
1,8
1.349.778 1.353.582 1.377.648
(*)
La previsione dal lato della domanda
aggregata (una regola semplificata)
Per ovviare alle difficoltà implicite nell’uso di
modelli strutturali, si può fare ricorso a regole
più semplici.
• Si parta ad es. dalla tradizionale identità di c.n.
y=C+I+G+X-M
• Le variazioni delle stesse grandezze sono:
Dy = DC + DI + DG + DX – DM
• Calcolando il tasso di crescita del PIL, si ha:
Dy DC DI DG DX DM
ŷ 

 


y
y
y
y
y
y
La “regola del pollice” della crescita
Attraverso semplici manipolazioni algebriche, si
ottiene:
DC Dy DI I DG G DX X DM Dy
ŷ 




Dy y
I y G y X y Dy y
ovvero:
1

ŷ 
q I Î  q G Ĝ  q X X̂ 
1 c  m
… La “regola del pollice” della
crescita
Tenuto conto delle fatto che le quote sul PIL di
investimenti, spesa pubblica ed esportazioni negli anni
’90 sono state pressoché uguali, e pari a 0,2, avremo:
ŷ  0,2( Î  Ĝ  X̂ )
Volendo ulteriormente semplificare, posto che negli
ultimi tempi la variazione della spesa pubblica è stata
pressoché nulla, sarà:
ŷ  0,2( Î  X̂ )
• NB. Attualmente le quote di esportazioni e
diinvestimenti sono rispettivamente circa 29% e 21%.
La “regola del pollice” in concreto
4
3
2
1
0
-1
-2
1990
1992
1994
1996
V P IL
1998
2000
V YR P
2002
2004
… La “regola del pollice” in concreto
Volendo ulteriormente lavorare sulla regola, si
potrebbe regredire la variazione del PIL sul
risultato della regola grezza, ottenendo:
4
3
2
1
1 .0
0
0 .5
-1
0 .0
- 0 .5
- 1 .0
- 1 .5
1990
1992
1994
1996
R e s id u a l
1998
2000
A c tu a l
2002
F i tte d
2004
… La “regola del pollice” in concreto
Eventualmente correggendo per l’outlier 1993,
ottenendo:
4
3
2
1
.8
0
.4
-1
.0
- .4
- .8
1990
1992
1994
1996
R e s id ua l
1998
2000
A c tu a l
2002
2004
F i tte d
… La “regola del pollice” in
prospettiva
• Per il 2006, in prospettiva, le previsioni medie
su crescita di esportazioni e di investimenti
sono rispettivamente dell’ordine del 4% e 2%.
• In tal modo, dopo la stagnazione del 2005, la
previsione per il PIL 2006 sarebbe
sostanzialmente analoga a quella del 2004:
1,2% con la regola semplice; 1,4-1,5% con la
regressione.
• Attorno al valore di una crescita del PIL
dell’1,3% circa nel 2006 esiste attualmente un
ampio consenso.
La previsione dal lato dell’offerta
(una relazione semplificata)
Dal punto di vista dell’offerta, la relazione
fondamentale da esaminare è quella tra produzione
industriale e PIL, una relazione che sembra ben solida
anche nei tassi di variazione:
VPIL vs. VPIND
5
4
VPIL
3
2
1
0
-1
-4
-2
0
2
VPIND
4
6
8
Produzione industriale e PIL
Osservando i livelli, tuttavia, si nota una certa
divaricazione di andamenti a partire dal 2001:
108
104
100
96
92
88
84
80
1990
1992
1994
1996
1998
PIND
2000
IP IL
2002
2004
… Produzione industriale e PIL
In effetti, studiando la relazione nei tassi di variazione ed
aggiungendo una dummy per gli ultimi anni, nonché una
ulteriore dummy per l’outlier 1993, si ottiene la seguente
regressione nei tassi di variazione:
5
4
3
2
1
0.8
0
0.4
-1
0.0
-0.4
-0.8
-1.2
80
82
84
86
88
90
Residual
92
94
96
Actual
98
00
02
Fitted
04
… Produzione industriale e PIL
La stessa relazione risulta confermata anche a
livello trimestrale (variazioni tendenziali):
6
4
2
2
0
1
-2
0
-1
-2
1992
1994
1996
Residual
1998
2000
Actual
2002
2004
Fitted
… Produzione industriale e PIL
Ciò apre la strada ad una previsione della
produzione industriale (e quindi del PIL)
tramite opportuni indicatori anticipatori.
Tra questi se ne segnalano due:
• L’indice di fiducia delle imprese
manifatturiere (con un lead di un trimestre)
• L’indice anticipatore del ciclo ISAE o
Bankitalia o OCSE (anch’esso con un lead di un
trimestre)
… Produzione industriale e PIL
A titolo di esempio, si veda la relazione tra
PIND e indice di fiducia delle imprese ISAE del
trimestre precedente (sempre nei tassi di
variazione)
10
5
0
4
-5
2
0
-2
-4
1992
1994
1996
Residual
1998
2000
Actual
2002
2004
Fitted
… Indicatore anticipatore e PIL
L’esistenza di un indicatore anticipatore del ciclo
permette peraltro di stimare direttamente la dinamica
del PIL senza passare tramite la produzione industriale.
Indicatori del ciclo ISAE
130
120
Coincidente
110
Anticipatore
100
90
80
70
60
80
82
84
86
88
90
92
94
96
98
00
02
04
… Indicatore anticipatore e PIL
• Secondo gli autori del paper originale, l’indicatore anticiperebbe
il ciclo di 5-6 mesi. Utilizzando tuttavia dati trimestrali
(comparabili con quelli relativi al PIL), la migliore correlazione
statistica (sempre nei tassi di variazione) è quella ritardata di
un trimestre, anziché di due. Anche in tal caso una dummy per
gli anni più recenti appare significativa.
4
3
2
1
0
2
-1
1
-2
0
-1
-2
-3
1990
1992
1994
1996
Residual
1998
2000
Actual
2002
Fitted
2004
L’indicatore anticipatore al lavoro
• Utilizzando la relazione precedente in previsione (i
dati sull’indicatore anticipatore sono disponibili sino al
IV 2005), si ottiene una variazione tendenziale
stimata del PIL per il I 2006 dell’1% circa.
• E’ interessante sottolineare che risultati previsivi
analoghi, ma lievemente più bassi per il PIL del I
2006, si ottengono sia passando tramite l’indice della
produzione industriale, utilizzando la relazione con
l’indice di fiducia delle imprese (+0,8%), sia
utilizzando direttamente lo stesso indice di fiducia
(+0,6%). Una stima ancora simile (+0,9%) si ottiene
infine utilizzando i dati previsti dall’ISAE per il I
2006 e pubblicati sul suo sito web.
La previsione del PIL dal lato
dell’offerta …
• Una estensione della previsione sulla dinamica
prospettica del PIL (oltre il I trimestre 2006 per il
quale esistono dati sulle esogene) può essere
effettuata utilizzando le relazioni precedenti,
avanzando ipotesi sulla possibile evoluzione futura
dell’indicatore anticipatore o dell’indice di fiducia
delle imprese (ad esempio per altri due trimestri in
avanti, tenuto conto del fatto che i dati sull’indice di
fiducia sono disponibili sino a febbraio e che poi si
possono utilizzare i trend più recenti).
• Successivamente, per il IV trimestre, si può
procedere tenendo conto degli effetti di
trascinamento acquisiti ed avanzando ipotesi di lavoro
sulla possibile variazione congiunturale del PIL, magari
secondo scenari alternativi, più o meno ottimistici.
… La previsione del PIL dal lato
dell’offerta …
• Ad esempio, ipotizzando che l’indice di fiducia
delle imprese si assesti sui livelli acquisiti a
febbraio, si ottiene una crescita tendenziale
del PIL dell’1% nel II 2006 e dell’1,2% nel III
2006.
• Successivamente, tenuto conto degli effetti
di trascinamento acquisiti e supponendo una
variazione congiunturale del PIL dello 0,4%
(nel IV trimestre 2006, analoga a quella del
III), si ottiene una crescita complessiva del
PIL nell’intero anno dell’ordine dell’1,2%, in
linea con le previsioni correnti.
… La previsione del PIL dal lato
dell’offerta
In tal modo il PIL trimestrale mostrerebbe la seguente
dinamica trimestrale (la lieve caduta assoluta del I 2006
è dovuta al basso livello del PIL del I 2005):
270000
268000
266000
264000
262000
260000
258000
256000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
Osservazioni finali sul lato
dell’offerta
• Come già osservato all’inizio, tuttavia, le previsioni
basate sull’offerta sono utili soprattutto in un
orizzonte temporale non molto esteso in avanti
(tipicamente uno-due trimestri). Per allungare la
previsione ci si può servire, come visto in precedenza,
di modelli statistico-econometrici, tipo ARMA,
ARIMA, o meglio VARX, VECM; questi ultimi, però,
per essere utili, richiedono di specificare, accanto alle
relazioni autoregressive, delle variabili
deterministiche esogene.
• Le stesse considerazioni valgono, a maggior ragione,
per previsioni che siano riferite a variabili annuali.
• In tale prospettiva, verosimilmente, risulta più
ragionevole, e teoricamente fondato, ritornare a
schemi e modelli che privilegino il lato della domanda
aggregata.
Un’ultima regola semplice per
prevedere la dinamica del PIL italiano
• Un’ultima tecnica previsiva semplice per la
dinamica del PIL può essere ottenuta sfruttando
le correlazioni esistenti tra la crescita italiana e
quella dell’UEM, in un contesto di forte
integrazione economica e monetaria, alla luce
delle differenze riscontrate nell’evoluzione delle
posizioni competitive (tcr).
• Questa metodologia si pone su un piano
differente rispetto alle precedenti, non avendo
alcun supporto teorico, ma basandosi
semplicemente su correlazioni storicamente
sperimentate.
… Un’ultima regola semplice per
prevedere la dinamica del PIL italiano
Tramite l’uso di tale metodologia otteniamo:
4
3
2
1
0
.8
-1
.4
.0
-.4
-.8
1990
1992
1994
1996
Residual
1998
2000
Actual
2002
2004
Fitted
Nell’ipotesi di una crescita del PIL UEM del 2% nel 2006 e di una
sostanziale invarianza competitiva, la crescita prevista del PIL
italiano è proprio ancora dell’1,3% circa.
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La previsione dal lato dell`offerta - Economia