www.rotary2050.net - [email protected]
Direttore responsabile: Andrea Pernice - Coordinatore editoriale: Patrizia Zanotti
Allegato a Rotary n. 9/2013 - Registrazione Tribunale di Milano n. 89 del 8/3/1986
Pernice Editori - Via Verdi, 1 - 24121 Bergamo - Stampa: TCP - Via Vigentina, 29/B - 27100 Pavia
Novembre 2013 - Nº 9
Interdistrettuale
La lettera del Governatore
ASSEMBLEA
DEL CAM
IL MESE DI NOVEMBRE È DEDICATO
ALLA FONDAZIONE ROTARY
Il 23 Ottobre si è svolta a Milano
l’Assemblea annuale degli “Amici
del CAM” alla presenza dei Governatori e di numerosi soci dei Distretti 2041, 2042 e 2050.
I rotariani “Amici del CAM” contribuiscono alle necessità economiche
e operative del CAM e svolgono
un’intensa azione promozionale
per farne conoscere le finalità e le
iniziative. La missione del Centro
Assistenza Minori, CAM, è operare
gratuitamente e per soli fini di solidarietà sociale a favore dei minori
in difficoltà, svolgendo le attività e
i servizi richiesti dal Tribunale per i
Minorenni, dalla Procura della Repubblica per i Minorenni, dai Giudici Tutelari, da Enti Sociali e da
Pubbliche Amministrazioni.
Istituito nel 1969, quando il Tribunale per i Minorenni di Milano decise di avvalersi di volontari per far
fronte al cumulo di lavoro procurato dalla nuova legge sull’adozione speciale, il CAM si prende cura
di minori in situazioni di difficoltà
offrendo accoglienza in ambienti
residenziali di tipo familiare ed interventi educativi e di sostegno per
salvaguardare il benessere fisico e
psichico del bambino nel rispetto
delle esigenze affettive ed emotive
di ciascuno.
“Noi rotariani abbiamo raggiunto
importanti traguardi nella nostra
vita - ha detto nel suo intervento
il governatore del Distretto 2050
Anna Spalla - Certo abbiamo lavorato e ci siamo meritati tutti i nostri
successi, ma abbiamo anche avuto
le opportunità giuste per far emergere i nostri talenti. Se ciascuno di
noi riflette, può ricordare una figura importante per la sua vita, un
professore, un direttore d’azienda
che al momento giusto gli ha dato
il consiglio giusto. Noi rotariani
sentiamo l’impegno di essere per
i giovani che incontriamo queste
figure di riferimento che indicano
il percorso. Ma se questo ci viene
spontaneo verso i giovani che incontriamo nell’ambito di lavoro,
non ci è altrettanto consueto venire
in contatto con realtà di confine, di
emarginazione reale o anche solo
potenziale. Attraverso gli Amici del
CAM questo contatto si stabilisce e
non possiamo non fare i conti con
la consapevolezza che, con un nostro poco, il CAM fa molto, cambia
un destino che potrebbe precipitare e dà una prospettiva di futuro.
E quindi grazie Amici del CAM perché ci costringete a guardare al di
là di un orizzonte rassicurante e a
considerare povertà e disagi emergenti. Grazie perché date modo a
noi, che abbiamo avuto nella nostra vita tante opportunità, di offrire un’occasione anche a chi di
opportunità ne sta avendo poche o
nessuna”.
La consuetudine rotariana dedica il
mese di Novembre a promuovere e celebrare fra tutti i Rotariani del mondo un
momento di impegno condiviso per la
Fondazione Rotary. Non tutti conoscono appieno i percorsi e le grandi potenzialità della nostra Fondazione.
Prima di ripercorrere a grandi linee la
sua storia, dalla nascita ai nostri giorni, voglio farvi partecipi del
mio Momento Rotary.
Il Momento Rotary
è quando succede
qualcosa che fa scattare, in un rotariano,
l’orgoglio, il senso di
benessere
interiore
che dà la consapevolezza di appartenere a
qualcosa di grande, di
importante; il Momento Rotary trasforma un
iscritto al Rotary in un
vero rotariano.
Il Presidente Internazionale Ron Burtun, durante gli eventi cui noi tutti Governatori Rotary del
Mondo abbiamo partecipato, ci invitava
a parlare del nostro Momento Rotary.
All’Assemblea di San Diego, nella Sessione dedicata al cosiddetto “public
speaking” ciascuno di noi Governatori
che partecipavamo a quella particolare
Tavola Rotonda doveva, come esercizio, parlare appunto del suo Momento
Rotary. Complice la fortuna che il giro
non iniziasse proprio da me, ho avuto
modo di riflettere e ho capito che il mio
vero Momento Rotary è strettamente
collegato alla Fondazione Rotary.
Sono entrata in maniera un po’ inconsapevole nel Rotary nel 2003 conoscendo il Rotary praticamente solo nei
suoi luoghi comuni.
Ero abbastanza orgogliosa di essere
stata chiamata in ragione della mia vita
di lavoro, mi piaceva durante le cene
parlare di tante questioni e avere il
punto di vista non solo degli ingegneri,
come mi era sempre capitato, frequentando prevalentemente amici di lavoro,
ma dei medici, dei legali, degli imprenditori. Ero insomma soddisfatta di essere socia del mio Rotary Club.
È stato quando ho partecipato in Novembre al Seminario della Fondazione
Rotary di quell’anno che sono rimasta
incantata e trascinata dalla tensione
ideale e dalla forza operativa del nostro
sodalizio.
Per me, professore universitario, scoprire che la nostra Fondazione è il primo ente privato erogatore di borse di
studio al mondo è stato strabiliante.
Avere la reale consapevolezza di quanto si fosse fatto e si stesse facendo, ha
fatto scattare in me la
volontà di impegnarmi di più. Ho avuto la
certezza di spendere
bene le mie energie e
il mio tempo dedicandomi a qualcosa che
aveva portato e stava
portando a così grandi
risultati.
Da allora il Rotary è entrato in maniera davvero importante nella mia
vita.
Non sono più stata
solo socia di un Rotary Club, sono diventata
Rotariana.
Partecipate al Seminario della Fondazione che si terrà il prossimo 23
Novembre a Milano allo IULM, forse
scatterà anche in voi il desiderio di impegnarvi ancora di più di quanto già
non facciate.
E ora un po’ di informazione/formazione sulla Fondazione Rotary.
In occasione del Congresso del 1917 il
Presidente del RI Arch C. Klumph, propose di istituire un fondo di dotazione
destinato a “fare del bene nel mondo”.
Nel 1928 il Fondo fu ribattezzato “Fondazione Rotary” e divenne una entità
autonoma all’interno del Rotary International. Da allora le iniziative della
Fondazione si sono susseguite sempre
più importanti e brillanti.
È del 1947 la Creazione del primo
programma educativo della Fondazione (Fellowships for Advance Study),
precursore delle Borse di studio degli
Ambasciatori. Il Rotary, già da allora
aveva, questa lucida visione di collegare le Nazioni attraverso i migliori ambasciatori che un Paese può avere: i suoi
giovani più dotati.
Negli anni, attraverso la Fondazione
Rotary, decine di migliaia di giovani
hanno fruito di questa opportunità preziosa, hanno conosciuto grazie al Rota-
ry altri Paesi e si sono formati ai nostri
ideali.
Negli Anni Sessanta nascono i programmi Scambi di gruppi di studio,
Sovvenzioni per la formazione professionale e Sovvenzioni per realizzare
l’obiettivo della Fondazione Rotary, che
divennero poi le Sovvenzioni paritarie.
Negli Anni Settanta si sviluppano le
sovvenzioni 3-H (Health, Hunger, Humanity).
La prima sovvenzione Health servì a finanziare un progetto per immunizzare
6 milioni di bambini delle Filippine contro la poliomielite.
Questo progetto fu precursore del programma PolioPlus volto a eradicare la
polio in tutto il mondo. Assunto come
programma ufficiale del Rotary International nel 1985, è il programma più
ambizioso mai realizzato dal R.I.
Gli Anni Ottanta vedono i primi Forum
della Pace, che portarono alla creazione delle Borse di Studio della Pace del
Rotary, il cui scopo è formare leader
che siano costruttori di pace e promotori della risoluzione dei conflitti nella loro
comunità e in tutto il mondo.
I borsisti che hanno completato il programma sono impegnati a reintegrare i
rifugiati del Sudan, a creare opportunità di lavoro per le donne svantaggiate
dell’India, a sostenere la ricostruzione
nelle regioni devastate del mondo.
E nel Luglio 2013 viene lanciata la
visione futura, un nuovo modello per
l’utilizzazione delle risorse della Fondazione con sovvenzioni distrettuali,
globali e predefinite che consentono ai
Rotariani di rispondere ai bisogni più rilevanti in tutto il mondo.
Dalla prima donazione di 26,50 USD
nel 1917, il sostegno finanziario alla
Fondazione è stato di oltre 1 miliardo
di dollari. E Charity Navigator, Ente che
compara l’efficienza delle fondazioni
nel mondo, cioè la percentuale delle
spese di funzionamento rispetto al totale dei fondi gestiti, dà alla nostra fondazione 4 stelle, l’efficienza massima!
Vale la pena di impegnarsi!
Buon lavoro.
2,5 miliardi di bambini
salvati dalla polio.
Grazie Rotary!
2
IN ITALIA E NEL MONDO
Uno sguardo oltre l’orizzonte
a cura di Gianni Jandolo
APPUNTI DALL’ISTITUTO
DI BUENOS AIRES
Mentre torme di colombacci cominciano in questo autunno a invadere i
cieli, in Argentina, un Paese alla fine
del mondo come
lo ha definito Papa
Francesco, è aria
di primavera, anzi,
di più e il caldo,
ancora
gradevole,
accompagna
l’incontro con la
“Convocadora” di
questo Istituto di
Buenos Aires, Celia
Cruz de Giay, Direttore al Board fino al
Giugno 2015, già
Coordinatrice Regionale della Fondazione Rotary e attuale Coordinatrice Regionale (Centro e Sud America)
dei CIP per i Paesi di lingua spagnola.
Un Istituto singolare in un Paese singolare. Un’occasione di lavoro concreto e di confronto punteggiato dai
termini che ritornano lungo tutto l’arco
dell’incontro: “privilegiados”, siamo
privilegiati perché abbiamo ancora la
possibilità di capire, di “compartir”, di
condividere, “junto” insieme, la realtà
che ci circonda e i bisogni delle comunità, abbiamo la possibilità di intervenire, di agire, di impiegare bene
le risorse. Perciò, differentemente da
altri Istituti, meno tempo dedicato alle
sedute plenarie e più tempo dedicato
a riassumere, discutere, chiarire, studiare, pianificare. Meno tempo alla
comunicazione a una via, più comunicazione a due vie (mi ricorda quanto sottolineava con grande enfasi il
PDG Massimo Massoni). Più tempo
per interagire con i leader dell’organizzazione rispetto al divieto nei fatti
di “parlare al conducente” indicazione
che trionfa nei mezzi pubblici di mezzo mondo.
Con più di mille partecipanti e ben 12
gruppi di affollatissimi Gruppi di Discussione e 90 minuti a disposizione
per ciascuno (una partita di calcio in
fondo) questo si avvia ad essere un
Istituto di eccellenza nella storia degli
Istituti. Rottura degli schemi organizzativi, dove possibile, luci normali e
non attenuate come nelle sedute plenarie microfoni funzionanti e utilizzati
in modo efficace, intervalli frequenti,
brevi e ipo-calorici, sedie non respingenti, possibilità di entrare e uscire a
proprio piacimento, cosa che costruisce una mappa dell’interesse, ma
anche del gradimento che i singoli
Rotariani mostrano per un determinato programma, per un’area di intervento o di focalizzazione: e così sono
emersi i temi di maggior successo
come quello sui nuovi strumenti per
sviluppare il Rotary e i Rotariani; sulArgentina
42 milioni
475 miliardi
11.500
61°
I due Paesi in cifre
Popolazione
PIL in USD
PIL Pro Capite in USD
Posizione PIL Pro Capite
+6,2%
Crescita stimata 2014
10,00%
Inflazione stimata 2014
Peso Argentino
Moneta
Repubbubblica
Presid. Fed.
Forma
di Stato
circa 3.000.000
Estensione kmq
15
Densità abit/kmq
12.260
Rotariani
830.000 $
Raccolta pro F.R. 2012-'13
47 $
Fondo Annuale Pro Capite
la pubblica immagine, su come ottimizzare le capacità di leadership per
raggiungere gli obiettivi; sullo sviluppo personale e il trasferimento culturale
come attività pratica
per l’arricchimento
della comprensione
internazionale; sulle
nuove generazioni,
sui Comitati InterPaese e sulle strategie
d’accompagnamento di una politica del
fare rivolta a relazioni bilaterali forti
e durature per la
costruzione di ragioni di pace. Certo
tutto questo potrebbe apparire ancora una volta, generico se non si fosse
usata la precauzione di stabilire dei
requisiti vincolanti per la discussione: poco tempo dedicato alle dichiarazioni iniziali, molto alla discussione
dei presenti che, moderati dai leader,
sono invitati loro a trovare soluzioni
ai dubbi, a identificare strategie collaterali, modi per imitare programmi
di successo, favorendo così una crescita di consapevolezza collettiva e
la verifica della effettiva sostenibilità
dei progetti. Il lavoro di gruppo è stato quindi un altro strumento, insieme
a un’atmosfera di crescente positività che ha reso questo Istituto fattivo,
giovane, vivace, allegro, diverso.
Rientro in Italia con la sensazione di
un Paese, l’Argentina, del quale sappiamo poco o nulla. Di 40 milioni di
abitanti almeno la metà abbia origini
italiane. Di quelli che ho incontrati,
quasi tutti comprendevano la nostra
lingua, molti tengono a dirti che hanno il doppio passaporto e descrivono con orgoglio la loro discendenza
italica. Una curiosità verso l’Italia,
straordinaria, con una buona consapevolezza delle differenze sociali, politiche e culturali.
Non siamo abituati, non sono abituato. Sono sorpreso e come Rotariano
mi sento in difetto per non aver lavorato più opportunamente allo sviluppo
di una relazione così fortemente desiderata da parte dei Rotariani argentini. E’ vero, sappiano poco o nulla di
chi ci vive accanto, perché dovremmo ingaggiare rapporti con chi è così
lontano? Semplice la risposta: perché siamo Rotariani che “insieme” ad
altri hanno saputo accarezzare sogni
e progetti che hanno avuto e hanno
una storia. Anche iniziando dalle piccole cose. Come per esempio quella di metterci in contatto con Miguel
Angel Milano di Rosario (Argentina).
Miguel Angel, un grande Rotariano
ed un grande amico dell’Italia, già
Ambasciatore dell’UmItalia bria nel Nord e Centro
60 milioni Argentina, esperto di
2.000 miliardi sicurezza ma musicista
di eccezione come hob33.000
by, lavora nei Comitati
27° InterPaese
d’Argenti+0,7% na ed è a disposizione
1,50% di quelli che intanto e
prima ancora delle deEuro cisione amministrative
Repubblica e burocratiche per far
Parlamentare decollare l’attività di un
circa 300.000 vero e proprio CIP tra i
198 due Paesi, desiderano
contribuire a gettarne
41.777 le basi. Il suo indirizzo?
4.700.000 $ Ecco qua: miguelangel75 $ [email protected] .
Premi ETIC 2013
CONSEGNATI TRE PREMI
A GIOVANI DOTTORI
In apertura del Congresso nazionale
dell’AICA (Associazione Italiana per
l’Informatica e il Calcolo Automatico)
presso l’Università di Salerno, campus
di Fisciano, il 18 Settembre di quest’anno sono stati consegnati i tre premi
ETIC 2013.
I due premi banditi dal Distretto 2050
sono stati assegnati alla Dott.ssa Alessandra Giglio, ligure, per la tesi di dottorato in Lingue, Culture e Tecnologie
dell’Informazione e della Comunicazione presso l’Università di Genova
dal titolo: “Racconto L2.0: esercitare
la produzione narrativa in rete”, e al
Dott. Antonio Giovanni Schiamone, calabro, per la tesi di laurea in Informatica presso l’Università di Pisa dal titolo:
“M.A.G.EN.T.A.: un sistema per la valutazione di linee guida per l’accessibilità dei siti web”; il premio indetto dal
Distretto 2080 è stato assegnato all’Ing.
Claudio Loconsole, pugliese, per la tesi
di dottorato di ricerca in Tecnologie Innovative, presso la Scuola Superiore
Sant’Anna di Pisa, dal titolo: “Advances
in human-machine interaction for upper
limb rehabilitation and basic life support
training”.
La cerimonia ha visto la presenza del
PDG Ivo De Lotto in rappresentanza
del Distretto 2050 e del PDG Franco
Arzano in rappresentanza del Distretto
2080, che hanno presentato i vincitori e
consegnato loro l’attestato del premio e
il relativo assegno di 3.000 €; i vincitori
a loro volta hanno brevemente descritto
i risultati dei lavori di tesi.
Nella stessa occasione è stato presentato il bando ETIC 2014 che prevede un
premio nazionale di 3.150 € e 9 premi
distrettuali di 2.650 €, con la partecipazione dei Distretti 2031, 2032, 2041,
2042, 2050, 2080, 2100, 2110, 2120.
I premi sono riservati a studenti che
si sono laureati o hanno consegnato
la tesi di dottorato nel periodo 1/4/1328/2/14 e la data di scadenza per la
consegna della documentazione sul
sito di AICA è il 7 Marzo 2014.
Il tema dell’Etica e Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione è
sempre più di attualità nella società
dell’informazione e della conoscenza in
cui siamo entrati.
L’evoluzione rapida e continua delle
tecnologie dell’informazione, la loro
pervasività in tutte le attività dell’uomo e la criticità crescente dei servizi
offerti al cittadino rendono sempre più
importante che gli operatori del settore
abbiano piena coscienza delle implicazioni sociali ed etiche delle loro scelte e
decisioni e che la scuola e le associazioni professionali si occupino di questi
problemi.
Con questi premi il Rotary e l’AICA vogliono richiamare l’attenzione delle Università sull’importanza e la delicatezza
del tema delle implicazioni etiche delle
tecnologie digitali e invitarle a svolgere
un’opera di sensibilizzazione e di formazione per garantire che i laureati entrino nel mondo del lavoro e delle professioni con un’adeguata preparazione
nel settore.
Seminario interdistrettuale
CINQUE DISTRETTI UNITI
SULLA LEADERSHIP
Sabato 26 Ottobre, a Milano, si è tenuto
il Seminario sulla Leadership promosso
dai Distretti 2031, 2032, 2041, 2042,
2050 del Rotary.
Nel suo discorso, il Governatore Anna
Spalla ha posto l’accento sulla peculiarità dell’evento: “La voglia di fare e di
fare insieme ha portato qui così tante
persone: cinque Distretti con i loro Governatori e i loro presidenti, insieme per
riflettere su argomenti impegnativi.
Come nasce la leadership, come si costruisce, come si fa riconoscere, come
fa scuola, come fa squadra. Come professore universitario, la prima cosa che
faccio quando partecipo o organizzo
un convegno, un seminario, è pensare all’uditorio, alle sue aspettative, alle
sue esigenze di conoscenza. L’uditorio
di oggi è particolare, non sono studenti,
non sono ricercatori, sono persone abbastanza speciali, siamo persone abbastanza speciali.
Siamo persone di buona volontà che lavorano insieme per dar vita a grandi sogni. Siamo persone di rigore etico e non
chiediamo agli altri niente più di quanto
siamo disposti a dare in prima persona.
Siamo persone che dal nostro lavoro
abbiamo avuto tanto e ci sforziamo di
fare in modo che tutti, specialmente i
giovani, abbiano le stesse possibilità
e opportunità che abbiamo avuto noi.
Siamo consapevoli di essere quello che
siamo perché qualcuno ci ha indicato la
via e ci sforziamo di essere noi ad indicare la via a chi la sta cercando”.
Anna Spalla ha poi ricordato l’anno in
cui fu presidente del suo club e lo guidò secondo il motto del presidente internazionale: “Lead the way”, “Indica la
strada”.
“Allora dicevo ai miei soci che ciascuno
di noi ha dei talenti e ha avuto il merito
e il privilegio di poterli esprimere e che
era nostro dovere far di tutto per indicare la via a chi non ha ancora espresso
le sue potenzialità. E’ corretto affermare che siamo tutti leader nel nostro ambito di lavoro e nei nostri Club e con un
seminario sulla leadership parrebbe di
insegnare a chi già sa. Ma è altrettanto
vero che ciascuno di noi svolge il suo
ruolo di leader con un’impronta particolare, che dipende dalla sua formazione
culturale, dal suo modo di pensare, dal
ruolo che svolge nella sua attività professionale, dal suo metodo di affrontare
le situazioni difficili e così via. In altre
parole potremmo dire che il modo con
cui esercitiamo la funzione di leader è
caratteriale e soggettiva e forse non ci
poniamo la domanda: potrei svolgere la
mia funzione di leader in modo migliore?”.
Ecco lo scopo di questo congresso:
stimolare in noi questa domanda e cercare una risposta ascoltando gli esperti
di leadership che la esercitano in ambiti
diversi, tutti di grande rilevanza.
3
PROGETTI SUL TERRITORIO
Al Castello di Padernello
Iniziative e progetti
UN CONVEGNO PER DISCUTERE
DI ETICA A 360 GRADI
SHOWCASE
2050
“L’alba del Rotary. Il risveglio dell’Etica.
Conversazioni a più voci. È il tema di
questo incontro: un titolo un po’ strano. Strano perché, riflettendo, sembra
quasi che l’Etica sia morta, ho preferito
pensare che si sia solamente assopita,
addormentata, e allora pensiamo oggi
di contribuire al suo risveglio.
L’attenzione per i temi dell’etica si colloca tra i dati culturali emergenti degli
ultimi anni. Nasce dall’interesse della
filosofia, ma soprattutto da quelle interrogazioni morali che si pongono in un
crescente numero di ambiti. Si pensi
alle questioni di vita e di morte di cui
è intessuto l’ambito biomedico, all’interrogativo sulla sostenibilità ambientale
globale o a quello sul fine dell’impresa
economica e sulla responsabilità sociale. I temi dell’etica interessano ambiti
specialistici, coinvolgono competenze
specifiche e interpellano, quindi, in primo luogo le diverse etiche professionali e i rispettivi codici. Al tempo stesso,
però, essi riguardano il corpo sociale
tutto, giungendo a toccare la concretezza della vita delle persone, nella loro
individualità, come nelle mutue relazioni che esse intrattengono.
L’incontro di oggi tende a mettere a
confronto le varie competenze, valorizzandone l’autonomia disciplinare, ma
anche facendole dialogare in vista di
una reciproca integrazione”.
Così Nedo Brunelli, assistente del Governatore, ha presentato il Convegno,
dando prima la parola all’avv. Roberto Molinari per i saluti del RC Brescia
Manerbio, poi al vice presidente della
Fondazione Castello che ha accettato
di ospitare un evento del Rotary, riaf-
fermando che proprio il Castello è fonte di incontri di cultura e di etica con la
presenza di filosofi di fama nazionale,
successivamente Patrizia Volonghi, RD
Rotaract Distretto 2050, ha portato i
saluti dei giovani del Rotaract sempre
attenti al rispetto della persona e pronti
a collaborare per un bene comune.
Al governatore Anna Spalla è spettato il
compito di introdurre il Convegno: il richiamo ai valori etici rotariani nel mese
dedicato all’azione professionale ha
trovato il giusto momento di incontro
per una conversazione a più voci su un
tema sempre attuale e di richiamo per
chi come noi ci dedichiamo al sociale,
ci adoperiamo ad intervenire per promuovere solidarietà e a riconoscere la
dignità nell’altro soprattutto nel nostro
operare nelle varie professioni.
La prima relazione è stata affidata a
mons. Vincenzo Rini (RC Cremona Po)
nonché presidente SIR Servizio Informazione Religiosa presso la Conferenza Episcopale, che ha trattato con puntualità la differenza tra “Etica e Morale”,
poi etica/morale laica e/o religiosa sottolineando la crisi delle certezze.
Il prof. Federico Nicoli, Filosofo e Ricercatore presso l’Università Insubria
in Varese, ha affrontato il tema “Etica
e Filosofia”, entrando nel rapporto tra
etica e morale nella storia della filosofia politica, l’uomo in relazione con altri
simili e il rapporto tra persone e istituzioni nella storia della filosofia, chiedendo alla fine: l’etica senza l’uomo
“giusto” può dire ancora qualcosa? Un
intervento tanto atteso e ascoltato con
tanta attenzione dal numeroso pubblico
intervenuto.
Al dott. Ottavio Di Stefano, Presidente dell’Ordine dei Medici di Brescia e
membro della Commissione Etica presso gli Ospedali Civili di Brescia, è stato
assegnato il tema “Etica e Bioetica”,
che con l’ausilio di slide ha percorso lo
sviluppo e il processo culturale del medico, in particolare nel rapporto con il
paziente riconoscendolo non più come
un “numero di letto”, ma come persona
con la sua dignità e un rapporto esteso
ai familiari: un caso ha messo in evidenza luce e ombre della “relazione”.
Non poteva mancare una voce autorevole in materia di “Etica e Legalità”, con
la presenza del prof. avv. Luigi Maione,
Docente all’Università di Brescia che
ha rappresentato con dovizia di citazioni i vari passaggi storici dall’editto di
Costantino ai giorni nostri, dialogando
tra il giusto diritto e la “giusta” sentenza e interpretazione del giudicante. Il
richiamo alla conoscenza del diritto fa
del cittadino un vero e autentico della
giustizia.
Da ultimo l’intervento del PDG Decano,
avv. Enzo Cossu, per il richiamo all’Etica per il Rotariano. La relazione di un
esperto del diritto e della conoscenza
dei valori del Rotary per la sua lunga
e approfondita esperienza, ha saputo
penetrare negli animi e nei cuori di tutti
e concludersi con una standing ovation.
Al termine dei lavori il governatore Anna
Spalla e l’assistente Nedo Brunelli hanno scoperto la targa del Distretto 2050
posta nell’atrio della costruzione per
ricordare che anche il Castello di Padernello diventa una casa del Rotary,
pronta ad accogliere momenti di affermazione dei nostri service.
Intermeeting bresciano
INSIEME PER FESTEGGIARE
IL COMPLEANNO DI VERDI
Un compleanno, si sa, è bello se festeggiato in compagnia di tutti gli amici più cari. E dunque, quale occasione
migliore di un Interclub per festeggiare
l’anniversario della nascita di Giuseppe
Verdi? E’ così che è nata la piacevolissima serata Verdiana svoltasi presso
la sede del RC Brescia Sud Est Montichiari che ha ospitato gli amici del RC
Moretto e del RC Veronica Gambara. Il
Presidente Daniela Piovani ha fatto gli
onori di casa salutando le autorità rotariane e innerine presenti tra cui la Past
Board Director dell’Inner Wheel Beatrice Guerrini, la Presidente dell’IW Sud
Cristina Cirilli e la Presidente dell’IW
Salò Desenzano Fabiana Pesce.
La Presidente del RC Veronica Gambara Fernanda Cartaino Pedercini e il
Presidente del RC Moretto Vitale Mi-
nopoli hanno plaudito all’iniziativa dell’intermeeting
quale strumento efficace
per cementare l’amicizia
tra rotariani.
La serata, allietata da arie
verdiane cantate dal bravissimo soprano Marta
Mauri, è culminata nella relazione tenuta dal M° Fulvia Conter sul tema “Verdi
e il suo tempo” che ha toccato aspetti poco noti e interessantissimi, spaziando tra le opere
verdiane con inconsueti raffronti sottolineando la “tinta” di ogni opera, data dal
“colore” delle voci e della strumentazione.
Con uno scroscio di applausi i presenti
hanno manifestato il proprio apprez-
zamento per la magistrale
relazione che sicuramente
ha solleticato l’interesse
per Verdi, basti pensare al
suggerimento del M° Conter di ascoltare l’Aida “ad
occhi chiusi” per goderne
appieno la strumentazione.
Anche il PDG Adriano Lecci
si è congratulato per la bellissima serata perfettamente attinente allo spirito rotariano perchè, ha ricordato,
è in allegria e amicizia che possiamo al
meglio servire il Rotary.
Un tocco di campana a sei mani ha infine concluso questo riuscitissimo incontro tra amici di diversi club all’insegna
della cultura.
Cristina Rodondi
Rotary Showcase è il social media
del Rotary International. E’ una
piattaforma ideata per condividere progetti, scambiare idee con altri Rotariani ed esplorare la vasta
gamma di iniziative dei Rotary club
di tutto il mondo.
www.rotary.org/it/showcase
In questo Notiziario abbiamo pensato di mettere a disposizione dei
Rotariani iniziative già collaudate
nei Club e facilmente “clonabili”.
Il relatore importante
Quante volte è capitato a un presidente di club di “giocarsi l’asso”
malamente?
Un relatore importante, dal nome
altisonante, corteggiato per mesi,
con il patema d’animo che proprio
all’ultimo momento possa dare forfait... quanti presidenti hanno già
vissuto questa situazione?
Poi, per fortuna, l’ospite arriva. Il
presidente si tranquillizza e la serata ha inizio. Non sempre, tuttavia, la sala è affollata (come nelle
aspettative) e non sempre è attenta
(a una cert’ora più di una palpebra,
inesorabilmente, scende). Ma se,
invece, la sala si presenta affollata,
magari per effetto di un interclub, i
problemi che si possono presentare sono altri: il brusio, la lentezza
del servizio con l’effetto inevitabile
di ritardare l’inizio della relazione,
per finire con le molte domande che
non vengono poste perchè l’ora si è
fatta tarda.
Sala più o meno affollata, ha segnato un goal quel presidente?
Il giorno successivo la stampa parla della serata (i giornalisti invitati
dal presidente alla conviviale hanno svolto il loro compito, anche se
le foto che corredano l’articolo sono
un trionfo di tavole imbandite).
Alla comunità, presa da mille problemi, cosa può interessare se un
ospite illustre ha partecipato a una
serata “a porte chiuse” in un Rotary club cittadino? Ritorna la stessa
domanda: ha segnato un goal quel
presidente?
Ora riavvolgiamo il nastro e ripartiamo da un presidente che ha la
possibilità di avere quale ospite
un personaggio ambitissimo e che
decide di creare un evento per la
comunità. D’accordo con l’ospite,
il presidente decide di organizzare
l’incontro in un teatro (ma sarebbe
altrettanto efficace l’aula consiliare di un Comune, l’auditorium di
un Liceo, una sala polivalente... la
scelta dipende dal tipo di relazione
e dal pubblico al quale è destinata).
Il battage pubblicitario inizia. Vengono avvertiti i media che si mobilitano (come possibile non farlo se
l’evento è aperto a tutti? Se a parteciparvi sono centinaia di studenti
oppure un pubblico di imprenditori, medici, ma anche gente comune?).
Il giorno successivo ecco gli articoli
... e tra le foto non ci sono tavole imbandite a parlare di Rotary.
Quel presidente che ha organizzato, condiviso, coinvolto, rafforzato
l’immagine del Rotary sul proprio
territorio, non vi è alcun dubbio, ha
vinto la partita!
Patrizia Zanotti
4
PROGETTI SUL TERRITORIO
RC Brescia
Agenda
a cura di Giovanni Maino
ESPANSIONE?
“Se vogliamo espanderci... facciamolo bene”
Se domandassimo a tutti i rotariani quale sia la ragione della loro appartenenza al Rotary, otterremmo un’infinità di risposte diverse. Parrebbe un bene,
perché potrebbe significare che il contributo che ciascuno intende dare è diverso e completa quello di tutti gli altri, ma è senz’altro un male, poiché un’associazione di 1.200.000 persone, sia per ragioni organizzative, sia di immagine, non può permettersi un milione di interpretazioni diverse dei suoi scopi.
Tralasciando la tanto sbandierata
prova delle quattro domande, che tutti hanno sentito nominare, pochissimi ricordano, qualcuno forse applica,
è meglio non domandare ai rotariani
quali siano gli scopi del Rotary. Ben
pochi saprebbero dare una risposta
corretta.
Ma anche alla domanda ‘Cos’è il Rotary?’ quanti saprebbero rispondere
correttamente?
Eppure esistono:
- una definizione ufficiale stabilita dal
Board nel 1976: Il Rotary è un’organizzazione di imprenditori, dirigenti
e professionisti che si dedicano ad attività umanitarie, lavorano
perché tutte le professioni siano improntate ad alti principi etici e cercano di costruire un mondo in cui regnino
la pace e la buona volontà.
- una Missione del Rotary:
La nostra missione è di servire gli altri, promuovere
l’integrità e diffondere la
comprensione, la buona volontà e la pace nel mondo
attraverso una rete di professionisti,
imprenditori e personaggi di spicco
delle comunità.
- una Essenza del Rotary: Una rete
mondiale di persone ispirate che traducono le loro passioni in importanti
cause sociali per cambiare le condizioni di vita nelle comunità.
Non dovrebbe essere difficile ricordare almeno una di queste definizioni.
Perché dunque tanti di noi interpretano il Rotary in modi spesso parziali,
spesso errati?
Probabilmente perché non si sono
mai presi la briga di verificare quali
siano gli scopi e le definizioni del Rotary; perché magari non sanno neanche dove cercarli; più probabilmente
perché nessuno gliene ha mai parlato
in maniera corretta.
La mia opinione è che le colpe di questa grave mancanza siano in parte da
addebitarsi alla politica di espansione
del Rotary e in parte siano da attribuirsi a noi, soci “anziani”.
Per ragioni prettamente finanziarie e
di incremento del peso a livello internazionale, ci viene chiesto in maniera pressante di creare nuovi club e di
fare nuovi soci.
Pur di coinvolgere nuovi amici, non
ci chiediamo più se essi abbiano ben
compreso quali siano gli scopi dell’associazione e quali siano gli obblighi
derivanti dall’appartenervi; non ci
chiediamo quale contributo, salvo la
quota sociale tanto cara ai tesorieri,
essi possano offrire.
L’importante è solo fare nuovi soci.
Informarli correttamente sull’associazione e su cosa l’associazione si
aspetta da loro è passato in secondo
piano. L’importante è che ci dicano sì.
Così, nella scelta dei soci perdiamo di
vista anche il nostro compito di creare un quadro rappresentativo delle
attività del territorio. E allora finiamo per invitare ad aderire al club
l’amico di famiglia o la persona che
ci può interessare professionalmente o il medico e l’avvocato cui dare
del tu potrebbe sempre tornare utile
o - peggio - il marito dell’amica della moglie, così le due signore si fanno
compagnia durante le conviviali più
noiose.
Già nel 1911 Paul Harris scriveva su
The Rotarian: “Dobbiamo mantenere elevato il livello dell’effettivo.
Spesso si può misurare la lealtà di un
socio al Rotary dagli uomini dei quali propone la candidatura. Se sceglie
i suoi candidati al di sopra del suo interesse, è chiaro che il Rotary gli sta
a cuore. Se si abbassa ad utilizzare
l’espediente di far entrare un socio
d’affari o un cliente, è evidente che
gli importa solo dei suoi interessi e
pensa di trarre vantaggio dal favore
che sta facendo. Sarebbe difficile misurare la profondità del danno che
simili motivazioni possono arrecare
al Rotary”.
Una volta che questi nuovi soci sono
entrati in un club del quale sanno
poco o niente, toccherebbe a noi, soci
“anziani”, porre rimedio a questa
sciagurata politica di espansione basata più sui numeri che sulla qualità.
Ma noi tentiamo veramente di coinvolgerli, di trasmettere loro il nostro
entusiasmo, di renderli edotti degli
scopi e delle regole?
Se non li istruiamo e di lì a qualche
anno ce li troviamo a fare i presidenti del club, non lamentiamoci se non
sanno cos’è il Rotary e se li troviamo
inadatti a rappresentarci, perché la
loro unica istruzione è stata osservare quello che hanno fatto i più recenti
predecessori, magari pure loro poco
informati sul loro compito.
Di fronte a questi problemi, che fare?
Opporsi all’espansione? No di certo.
Meglio virare verso un’espansione,
per utilizzare un termine attualmente
molto abusato anche nel Rotary, “sostenibile”.
Ovvero un’espansione non ossessiva,
che tenga in conto solo la ricerca di
coloro che già sono rotariani dentro
senza esserlo ufficialmente, evitando
quelli che resterebbero solo dei numeri, degli “appendidistintivi” apportatori di quote.
Partendo dal concetto generale che
un’associazione esiste per perseguire
uno scopo seguendo determinate regole, è necessario illustrarne per bene
gli scopi e le regole prima di proporre
di aderirvi, accettando solo coloro che
si è certi che scopi e regole li abbiano
ben compresi e siano disposti ad accettarli.
A chi entra a far parte dei nostri club
dobbiamo poi dar modo di dare il meglio di sé, facendogli, da veri amici, il
dono della nostra esperienza.
L’AMICIZIA ROTARIANA
IN UN VIAGGIO
Dalla Primavera scorsa il nostro Presidente ha ideato e concretizzato, in
mesi di tenace ed instancabile lavoro,
un percorso dell’anima davvero eccezionale.
Ritengo sia corretto fare un veloce excursus delle tappe principali dall’arrivo
a Roma fino al momento della partenza
così da far rivivere ai presenti e immaginare, a chi
non ha potuto essere con
noi, il viaggio.
Giunti a Roma ci siamo trasferiti per il pranzo, con un
pulmann della Santa sede,
alla Pontificia Accademia
delle Scienze Sociali, Casina Pio IV, nella parte alta
dei Giardini Vaticani. Verso metà pomeriggio siamo
poi ritornati all’interno del
Vaticano per la Santa Messa, concelebrata da S.E.
Mons. Marcelo Sancez Sorondo, Cancelliere della Pontificia Accademia delle
Scienze Sociali, e da S.E. Card. Giovanbattista Re, Prefetto Emerito della
Congregazione per i Vescovi, che ci ha
parlato del tema di quest’anno: la Fede
e il miracolo di affidarsi a Dio, all’interno della Chiesa di Santo Stefano degli
Abissini, la chiesa romanica più antica
di Roma, appositamente aperta per noi.
Durante la celebrazione, di grande impatto emozionale, il Presidente e il socio Carlo Ferlito hanno ricordato, nelle
intenzioni, tutti i nostri cari ed i sofferenti e il socio Gianni Silvioli ha letto la
Preghiera del rotariano quale magnifico
esempio di apertura verso il mondo e
alle differenze che in esso coesistono.
Al termine della celebrazione, grazie
agli offici di S.E. Card. Re, tra lo stupore, l’incredulità e la felicità dei presenti,
abbiamo potuto incontrare Sua Santità
Papa Francesco, che stava rientrando
nella Sua dimora vaticana, la Residenza Santa Marta.
Chi di noi, poi, era ospitato presso la
Residenza Santa Marta ha avuto l’opportunità di poter incontrare il Santo Padre di persona e di stringergli la mano,
come l’amico Claudani, o fare colazione di buona mattina con
Lui ed il Segretario, che
ha voluto condividere con
noi la torta di compleanno.
La statua originale della
Madonna di Fatima giaceva invece nella cappella della Residenza Santa
Marta, portata a Roma in
questi giorni, dopo il suo
arrivo nel 1984, per le migliaia di fedeli che l’hanno
pregata in Piazza S.Pietro.
Per terminare la giornata
in bellezza, siamo poi ritornati presso la Sede della Pontificia
Accademia delle Scienze Sociali, Casina Pio IV, per una magnifica cena in
compagnia di di S.E. Mons. Marcelo
Sancez Sorondo e di S.E. Card. Giovanbattista Re.
Il giorno successivo abbiamo visitato alcune delle sale di maggior pregio
del Quirinale, grazie all’interessamento
dell’amico Carlo Ferlito e, a seguire,
abbiamo assistito a un pregevole concerto presso la Cappella Paolina.
Oggi, a distanza di pochi giorni dal
termine di questo entusiasmante pellegrinaggio credo che l’obiettivo di vivere un’esperienza intrisa di cultura e
spiritualità, e al contempo condivisione,
spirito ed armonia rotariani, sia stato
centrato pienamente. Il nostro Club ha
vissuto, in pieno accordo tra generazioni, un’esperienza unica.
Stefano Cò
Preghiera del Rotariano
Dio di tutti i popoli della terra, Dio che ci hai voluto fratelli,
senza distinzione di sorta, sotto l’ala della Tua misericordia,
Dio che ci hai donato la capacità del pensiero e dell’azione per farne uso,
secondo le nostre attitudini personali, a favore dell’umanità.
Dio che illumini la nostra notte terrena con il raggio della speranza,
rendici strumento di salvezza e di conforto per tutti coloro
che hanno sete del Tuo amore e della tua giustizia.
Colmaci della Tua luce e della Tua forza affinché ciascuno di noi,
impegnato nel Rotary al servizio dell’uomo,
possa trovare in ogni momento della sua giornata
l’occasione di soccorrere chi invoca amore, carità, comprensione.
Fa che ogni sera cali su di noi, con la Tua benedizione,
quella di coloro cui abbiamo offerto un sorriso,
suscitato una fede, arrecato un aiuto.
Allontana da noi le tristi ombre dell’indifferenza, del cinismo,
dell’egoismo, della ripulsa, della falsità.
Dona pace ai nostri cuori, coraggio alle nostre anime,
pazienza alle nostre azioni, tolleranza alla nostra forza.
Rendici partecipi della Tua grazia unitamente a tutte le Persone a noi care,
ai poveri, ai tribolati, agli sbandati, agli oppressi.
Così sia.
5
PROGETTI SUL TERRITORIO
RC Cairoli
RC Piacenza S. Antonino
INIZIATIVE BENEFICHE
ED EVENTI MUSICALI
IL CLUB SPEGNE LE PRIME
DIECI CANDELINE
Lo scorso 28 Settembre, il Rotary Club
Cairoli ha compiuto il service annuale
presso la Biblioteca Comunale di Gropello Cairoli. Alla presenza del vice Sindaco e Assessore alla Cultura, nonché
membro del consiglio direttivo del Rotary Club Cairoli, Giuseppe Gualtieri,
dell’Assessore all’Istruzione Vincenzo
Vinci e del bibliotecario Leonardo Cammi, sono stati donati dal presidente del
Rotary Club Cairoli, Paolo Rossi, circa
trenta libri provenienti dalla seconda
edizione 2013 del Premio letterario “La
Provincia in Giallo” istituito dal club per
promuovere la letteratura del “giallo” in
provincia.
La donazione è stato molto apprezzata anche per la qualità delle opere e al
Presidente del Club sono giunti i più
sinceri ringraziamenti. Paolo Rossi ha
ricordato quanto il club tiene in considerazione, oltre alla promozione culturale
attraverso il premio letterario nazionale,
l’importanza di dotare di numeri sempre
maggiori e opere di qualità le biblioteche del territorio della Lomellina, infatti
per l’immediato futuro sono in progetto
donazioni ad altre biblioteche.
*****
Al Teatro Martinetti di Garlasco, il 27
Ottobre, si è tenuto “L’andar dei Popoli”: un evento al quale hanno partecipato grandi musicisti provenienti da più
Paesi che hanno eseguito musiche di
popoli diversi. La musica dei popoli ne
canta la vita, trasmettendo le emozioni di chi la storia la deve interpretare e
subire, ma assai poco la può decidere.
Il tema è il viaggio, che ha diversi significati per popolazioni ed epoche. Diaspora, sconfitta, speranza, allegria, delusione… Si sono susseguiti interpreti
di musiche slovene, albanesi, armene,
trentine, ebraiche, ispirate al viaggio.
Anche traversare adesso terre la cui
storia è assai vicina dà forti emozioni: le
musiche finali sono di adesso, ma portano l’eco di allora, come quelle di Federica Mormando, ideatrice e conduttrice, che hanno concluso lo spettacolo.
Il Rotary Club Cairoli ha destinato il ricavato dell’evento all’acquisto di un veicolo per dializzati.
Antonio Gaggianesi
RC Gonzaga Suzzara
Importante e riuscita serata all’Hotel
Roma per il Rotary Club Piacenza S.
Antonino che ha festeggiato l’anniversario dei dieci anni dalla sua fondazione.
Nella stessa location dove nel Settembre del 2003
avvenne la prima
conviviale, tutti i
soci, con i 10 ex
presidenti e gli attuali dei club rotary
piacentini, si sono
uniti al brindisi proposto dal presidente Nereo Trabacchi
per l’importante traguardo.
Lo stesso Trabacchi, in un breve discorso di ringraziamento, ha ricordato alcuni dei service concretizzati dal RC Piacenza S. Antonino in questi anni quali:
la donazione al dottor Giacomo Biasucci, direttore di pediatria di Piacenza
di un monitor cardiorespiratorio, per la
sindrome da morte improvvisa del lattante; le donazioni all’associazione Pia
Pozzoli che si occupa del sostegno alle
famiglie con disabili e all’associazione
italiana dislessia di Piacenza.
E’ stata riservata attenzione anche alla
cultura piacentina attraverso uno stage
a una studentessa della “Ricci Oddi” e
destinando sempre alla Galleria, una
importante donazione per il restauro di
alcune opere.
Per quanto concerne i progetti internazionali, sono
stati inviati i materiali necessari alla
costruzione di un
pozzo e alla ristrutturazione di una
scuola attraverso
l’onlus Macibombo.
Tutto questo è stato
possibile grazie ai
dieci presidenti e a tutti i soci.
La serata si è conclusa con un intenso
spettacolo del mago illusionista piacentino Riccardo Rampini e i suoi davvero
suggestivi effetti di prestidigitazione. Al
termine della serata il presidente Nereo
Trabacchi ha voluto salutare gli ospiti
con una frase che, a suo parere, racchiude i più importanti fondamenti rotariani: “arriviamo sulla terra, non per
trovare la felicità, ma per cercarla. E il
compito di un rotariano è aiutare chi fatica in questo.”
RC Brescia Castello
UN TORNEO DI BURRACO
ALLA FAMOSA MILLENARIA
PER LA CASA OZANAM
IL BUON PANE ROTARIANO
Come ormai tradizione da oltre un decennio, il mese di Settembre rappresenta per il nostro club un momento
di grande impegno. Anche quest’anno
non poteva mancare la nostra partecipazione alla manifestazione che forse
più ci caratterizza sul territorio per la
grande visibilità che procura al Rotary
in generale e al nostro club in particolare e cioè la nostra presenza negli spazi
espositivi della Fiera Millenaria di Gonzaga con la struttura per la dimostrazione e produzione a scopo benefico
del pane cotto nei forni a legna.
Il bel tempo, che ha complessivamente caratterizzato queste giornate di fine
estate, ha favorito un grande afflusso di
pubblico che, come sempre, ha apprezzato la fragranza del nostro pane cotto
nei forni a legna, dimostrandosi anche
paziente quando, in “orari di punta” attendeva che le “ciope” venissero sfornate.
La visibilità della nostra iniziativa è stata ampiamente riportata sia dalla stampa che dalle televisioni locali. Infatti,
sia su La Voce di Mantova, sia sul sito
Mantova24.com, è stato dato risalto
alla nostra presenza e agli scopi benefici e culturali che ci prefiggiamo.
L’ormai tradizionale e collaudata taskforce di panificatori e fornai che curano con riconosciuta professionalità la
qualità del nostro pane, è stata affiancata da numerosi soci e familiari che
hanno garantito con la loro presenza,
la necessaria continuità al punto distributivo fino a tarda ora tutti i giorni. E
non sono mancate anche piacevolissime sorprese rappresentate da “giovani
fornai in erba” che con caparbia tenacia
e determinata volontà si sono cimentati
nell’arte bianca! Ecco perchè, da sempre, queste nostre impegnative iniziative vengono da noi promosse non solo
e non tanto come importante mezzo di
presenza, testimonianza di volontariato, utile mezzo per raccolta di risorse
per i nostri numerosi service sia in ambito locale, sia in ambito internazionale,
ma anche e soprattutto come importantissimo momento di aggregazione, amicizia, cultura di tradizioni.
Amilcare Galafassi
Il Rotary Club Brescia Castello ha
organizzato lo scorso 8 Ottobre un
torneo benefico di Burraco presso
l’Hotel Master di Brescia. Da sempre
attento alle esigenze del territorio,
sensibile alle necessità delle organizzazioni umanitarie che caratterizzano l’importante ruolo sociale del
volontariato bresciano, quest’anno il
Rotary Brescia Castello ha devoluto il
ricavato della serata alla casa di accoglienza “Beato Federico Ozanam”,
presieduto dalla signora Katinka Seccamani Mazzoli.
Da tempo era stata percepita l’esigenza, ormai non più procrastinabile,
di sostituire i letti all’interno del reparto femminile del dormitorio che accoglie giovani donne sole ma spesso
ospitate con i loro bambini in tenera
età.
Hanno risposto all’invito numerosissimi appassionati del gioco: circa 250
persone hanno infatti chiesto di partecipare ma il familiare contesto che
ci ha ospitati con grande eleganza e
generosità ha consentito a circa duecento persone di trovare posto attorno al tavolo verde. Determinante è
stato il ruolo degli sponsor che, con
generoso slancio, hanno consentito
di premiare le prime 45 coppie classificate. In occasione della tradizionale
“Ottobrata”, così i rotariani chiamano
l’appuntamento autunnale, la presi-
dente del sodalizio Loretta Forelli, ha
consegnato alla presidente della San
Vincenzo De’ Paoli il frutto della generosa raccolta dichiarando: “Quando si propongono obiettivi e progetti
concreti, rivolti ad organizzazioni che
da anni svolgono in modo trasparente e silenzioso un insostenibile compito d’accoglienza, i bresciani non si
fanno attendere nel manifestare la
loro solidarietà e generosità”.
La Presidente ha ringraziato Giorgio
Botti per l’organizzazione della serata
che ha raggiunto
il record assoluto
dei partecipanti
e Osvaldo Rossi che ha fatto
da “trait d’union”
col Master Hotel
grande e generoso
sponsor,
insieme a tanti
altri.
Ada Pelloni
6
EVENTI SUL TERRITORIO
Fondazione Rotary
RC Piacenza Farnese
INCONTRI DA
RICORDARE
UN CONVEGNO CHE PARLA DI SALUTE
ATTRAVERSO ALIMENTAZIONE E SPORT
Come è tradizione nel mese di Novembre si tiene la Giornata della
Fondazione Rotary. Quest’anno il
Seminario, a cura dei distretti 20412042-2050, è programmato per il
23 Novembre, dalle ore 9 alle ore
13, presso lo IULM (Via Carlo Bo, a
Milano). L’evento, con relativa pubblicazione di relazioni e slide, sarà
ampliamente raccontato nel prossimo Notiziario distrettuale on line
dal presidente della Commissione
preposta, Giuseppe Alfonsi.
Come ricorderete la Fondazione
richiede che i club del distretto partecipino a una sessione di qualificazione per meglio conoscere gli
strumenti che la Fondazione offre
per condurre le attività umanitarie a
livello locale e internazionale.
E’ giusto ricordare che la partecipazione dei responsabili di club per la
Fondazione o di un socio è condizione per poter accedere alle sovvenzioni distrettuali e globali.
L’invito, pertanto, è quello di non
perdere questa occasione e per
quanti non hanno potuto partecipare all’incontro che si è tenuto alla
alla sede distrettuale di Piacenza il
26 Ottobre, è possibile partecipare
alla seconda (e ultima) data disponibile del 30 Novembre (sempre
a Piacenza, in Via Gorra 55, dalle
9.30 alle 12.30). La sessione si rivolge ai responsabili di club per la
Fondazione e ai tesorieri per l’anno 2014-15. I responsabili di club
per l’anno 2013-14 il cui incarico
prosegue anche nell’anno 2014-15
dovrebbero comunque partecipare
o indicare un delegato.
Il convegno nazionale ASAS, che si è
tenuto a Piacenza nelle giornate del 25
e 26 Ottobre, ha avuto quale tema “Alimentazione e attività fisica per promuovere salute: il benessere è nelle nostre
mani” ed è stato patrocinato anche dal
RC Piacenza Farnese.
Nelle note successive il sunto di quanto
espresso dai relatori che hanno interessato la platea con interventi di grande
attualità.
Forse non tutti sanno che i nostri geni
sono predisposti per farci vivere fino a
120 anni, forse 140. È un bonus che ci
viene offerto alla nascita, una sorta di
“libretto di garanzia” che ci viene rilasciato quando veniamo al mondo.
Nella realtà, la durata media della vita
nei paesi occidentali - quelli con la
maggiore aspettativa - si aggira intorno agli ottanta anni di cui gli ultimi 1520 spesso vissuti in una condizione
di scarsa qualità di vita per patologie
croniche, invalidità, etc. Perché questa
discrepanza tra potenzialità genetica
e realtà dei fatti? Uno dei motivi che
non ci consente di usufruire appieno di
questo “bonus” è legato allo stile di vita
irresponsabile e alle scelte alimentari
inconsapevoli. Abbiamo 5 (o più) occasioni al giorno - 1.825 e più occasioni
ogni anno - per decidere se realizzare
le potenzialità dei nostri geni oppure
no, quindi di investire o disinvestire in
salute.
Se impareremo a tutelare la nostra salute attraverso scelte quotidiane consapevoli riusciremo a percorrere più
a lungo la strada della vita, e sarà più
probabile riuscire a tramutare in realtà il
potenziale genetico offertoci alla nasci-
ta. Ma questo dipende in gran parte da
noi. Le scelte alimentari, per esempio,
hanno un peso significativo sulla nostra
aspettativa di vita: nel
corso
dell’esistenza
una persona può consumare fino a 60 tonnellate, e oltre, di cibo!
Ma come scegliamo i
cibi e le bevande che
consumiamo quotidianamente?
Non sempre le informazioni in nostro possesso - spesso provenienti da fonti di parte
- bastano a indirizzare
correttamente i nostri
acquisti, la preparazione dei nostri piatti,
il modo di mangiare, il
tempo dedicato a queste attività.
Spesso agiamo distrattamente, la fretta
ci lascia poco tempo per pensare, ragionare, essere critici e coscienti. La
spesa fatta per lo più una volta a settimana ci porta a comprare prodotti a
lunga conservazione, raffinati e ipersaporiti, ai quali ormai il nostro gusto
e il nostro cervello si sono assuefatti.
Predominano, perciò, prodotti processati ricchi di calorie e vuoti di nutrienti,
spesso di qualità mediocre. Le scelte
puntano alla quantità, alla lunga conservazione, alla velocità di preparazione e al consumo vorace.
Abbiamo bisogno di riappropriarci della
coscienza critica, del buon senso, del
tempo. Sì, perché chi percepisce di non
avere tempo, mangia peggio di chi invece trova il tempo per farlo perché lo
ritiene importante. La consapevolezza
è il motore per cambiare i comportamenti, mettere in discussioni le abitudini errate e inveterate.
Ma cambiare le abitudini - alimentarsi in modo
equilibrato e contrastare la sedentarietà - non
è così semplice né immediato, perché questo ci sposterà da una
zona di confort a una di
di sconfort.
Il processo richiede
tempo,
applicazione,
adattamento graduale.
Per intraprendere un
cambiamento si deve
tener conto delle proprie abitudini, della disponibilità al cambiamento stesso in quel
momento della vita e della natura dinamica dei nostri comportamenti. Anche
i passi indietro durante il percorso (le
cosiddette “ricadute”) non vanno intese
come fallimenti, perché sono una parte
integrante del cammino e rappresentano un prezioso indicatore di quello
che ancora manca al consolidamento
profondo delle nuove abitudini. Pretendere di attuare cambiamenti repentini e
drastici, porterà inevitabilmente al fallimento e al ripristino delle vecchie abitudini. Per agevolare il cambiamento,
è necessario porsi obiettivi realistici e
progressivi, prestare attenzione a ogni
piccolo successo che sarà il presupposto per realizzare il passo successivo.
Fino al raggiungimento del risultato finale.
dott.ssa Sara Campolonghi
dott. Domenico Tiso
IL ROTARY... CHE NON TUTTI CONOSCONO
I primi club
Paul Harris incontrò la dura opposizione dei suoi consoci all’idea di creare club in
altre città. Non solo essi non comprendevano quali benefici avrebbero ricavato dal
tempo e dagli sforzi che avrebbero dovuto profondere, ma nella loro opposizione
giocava un ruolo importante l’orgoglio di appartenere a un club di successo e,
soprattutto, unico.
Anche in questo, dunque, anticipavano i temi odierni. Forzando un po’ la mano,
proprio come oggi, i nuovi club furono creati e si diffusero rapidamente, al punto
che nel 1910 si contavano già 16 club e 1800 soci. In media più di cento soci per
club!
Allora come oggi non mancarono i problemi. Per raccogliere soci, i fondatori del
R.C. Los Angeles si rivolsero a un certo Herbert Quick, professionista della pubblicità. Questi riuscì in breve tempo a far entrare nel club i più bei nomi della città.
Terminato il suo compito, comprendendo i vantaggi professionali che gli potevano derivare dal Rotary, Quick fondò un altro club a Los Angeles e tentò di fondarne un terzo a Seattle. Scoperto il suo gioco, Quick fu allontanato, ma ci vollero ben
due anni per riunire insieme i due club, ormai rivali, di Los Angeles.
Per bloccare la nascita di club irregolari si
rese allora necessario registrare il nome
Rotary e si dovette creare una commissione
per l’espansione. Fu affidata a Ches Perry,
che sarebbe diventato l’artefice della diffusione mondiale del Rotary.
Non si lamentino i nostri segretari o i nostri
tesorieri ‘a vita’: nel 1910 fu creata la figura
del Segretario Generale e fu chiesto a Perry
di assumere temporaneamente l’incarico in
attesa di trovare un sostituto… che fu trovato 32 anni più tardi, quando egli andò in
pensione.
La prima Convention
L’espansione rese necessaria la regolamentazione dell’associazione a livello nazionale. Perciò nel 1910 fu convocata a Chicago la
prima Convention per discutere di:
•Attività di servizio
•Qualifiche e crescita dell’effettivo
•Quote sociali
•Emblema del club
•Compensi per i dirigenti
•Reciprocità negli affari tra i soci
•Popolazione delle città in cui creare
Rotary Club
•Numero di club che una città può
sostenere.
Strani gli ultimi due punti dell’ordine del giorno: si voleva riprodurre
nella grande città lo spirito dei rapporti commerciali del villaggio rurale e poi si
finì per discutere (per più di sei anni!) sulla possibilità che un club avesse spazio
per funzionare in città con meno di 100.000 abitanti.
La Convention, che ebbe un successo tale che ne parlarono tutti i giornali americani, fu conclusa da Arthur Sheldon con una frase destinata
a divenire il primo motto del club: “[Man] comes to see that
the science of business is the science of service. He comes to
see that he profits most who serves his fellows best.”
La nascita della rivista
Nel 1910 la pubblicazione di una rivista nazionale fu bocciata
con una argomentazione di grande attualità: “Chi detenesse
il controllo sulla stampa avrebbe il controllo sull’intera associazione”.
Ma la prima newsletter di Harris ebbe tale successo da dare
vita in pochi mesi a The National Rotarian.
Quella prima pubblicazione pose in evidenza una parola che
avrebbe simboleggiato per sempre lo spirito della rotarianità. Scrisse Harris: “Se un giorno potessi guardare negli occhi contemporaneamente ogni singolo Rotariano e potessi
dire a ciascuno una sola parola, senza esitazione griderei
con quanta voce ho in corpo: Tolleranza!”
7
PROGETTI SUL TERRITORIO
RC Mantova Sud
RC Pavia
TERREMOTO, UN APPELLO
DAL BASSO MANTOVANO
ORA IL DUOMO DI PAVIA
APRE LE PORTE AL WEB
Tra i tanti paesi della bassa del territorio
mantovano quello che ha scelto il Rotary Mantova Sud ponendolo al centro
delle sue attenzioni per un service è Villa Poma, alle falde del cratere del terremoto del 2012.
Le piaghe lasciate anche qui sono state gravi e non saranno ricucite in tempi
brevi. Ne sa qualcosa Don Gianfranco, il
parroco che ha visto la chiesa dedicata
a San Michele Arcangelo andare fuori
uso e ha dovuto arrangiarsi per le sue
funzioni con soluzioni di comodo. Ma la
gente di qui non si spaventa e costruisce, sulla carta, piani di ristrutturazione
chiedendo aiuto alla popolazione e anche alle varie associazioni locali.
E’ cosi che la sensibilità del Mantova
Sud è giunta proponendo un concerto
moderno di una neo costituita orchestrina Nuvolari che pone al centro della sua
musica lo strumento fisarmonica eseguendo brani di Milani, Piazzolla, Nino
Rota, Gorni Kramer,Volmer Beltrami.
Fantastici anche perché hanno suonato
musica per la vita. L’idea è del rotariano
villapomese Giacomo Dalseno, mallevadore dell’evento assieme al Presidente Giordano Fermi che di musica, interpreti, strumenti se ne intende.
Il concerto è stato inserito nel programma della sagra villapomese e ha riscontrato un grande successo. La sala civica
colma di appassionati; il Sindaco, il Parroco e il presidente Rotary spiegano e ringraziano. La popolazione ha dimostrato di amare
la fisarmonica, strumento dalle
note struggenti e melanconiche
che sa far muovere i sentimenti
del cuore. Finalmente si è visto
il Rotary tra la gente per la gente, non per farsi propaganda ma
per dimostrare, in solido, la vicinanza ai
problemi della popolazione.
Qualcuno si sarà chiesto chi siamo e
cosa facciamo: anche questo, uscendo dal palazzo per ascoltare e aiutare.
E’ passato oltre un anno dal distruttivo
sisma di Maggio e vi sono ancora tante chiese distrutte, tanti monumenti e
palazzi ammalorati. E’ subentrata una
sorta di oblio colpevole che lascia le
disgrazie là dove sono. Anche da parte dei Rotary, dopo qualche esempio
di generosità e vicinanza è subentrata
la dimenticanza lasciando avanzare un
colpevole passivismo e indifferenza. Potrebbero tutti i club ritornare alle visioni
di quei giorni e rendersi conto che non
è tutto ritornato al proprio posto. Sono
proprio i paesi minori che non sono mai
stati obiettivo delle attenzioni. Si guarda
sempre in grande devolvendo le risorse
per chiudere le voragini ma lasciando
aperte le buche di minor rilievo. Anche
Papa Francesco ammonisce: “Andate
verso le periferie dell’esistenza”. Dopo
un anno e passa dalla distruzione i club
Rotary del Distretto 2050 potrebbero,
tramite un’azione sinergica, ricordarsi
della bassa della provincia mantovana,
rimasta per ora solo cenerentola, e trasformare quest’anno rotariano nell’anno
della riscossa. Quindi teniamoci tutti per
mano e riprendiamo il cammino.
Luigi Greco
Il
Rotary
Club Pavia,
da
sempre attento
ai bisogni
e alle esigenze della
comunità in
cui opera,
nell’ambito dell’azione di pubblico interesse, ha voluto dare un contributo
significativo alla riapertura della Cattedrale avvenuta da pochi mesi dopo
anni di chiusura.
Mercoledì 23 Ottobre, presso la Sala
Pertusati del Vescovado, alla presenza
di Mons. Giovanni Giudici, Vescovo di
Pavia, è stato presentato il progetto di
valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici presenti nella Cattedrale di Santo Stefano e Santa Maria Assunta.
Il progetto, coordinato e diretto da Walter Casali, unico nel proprio genere nei
modi di realizzazione, è il primo in Lombardia e tra i primi in Italia.
La città e la Provincia di Pavia hanno
luoghi di notevole importanza culturale,
tuttavia, il RC Pavia ha deciso di iniziare dalla casa madre: il Duomo, il luogo
simbolo di aggregazione dove si concretizza l’idea e il senso di appartenenza alla comunità di riferimento.
Il RC Pavia ha favorito e sostenuto interamente il progetto di valorizzazione
dei beni culturali ecclesiastici presenti
nella Cattedrale.
Il progetto, rivolto a ogni persona interessata alla storia e al patrimonio della
cattedrale, ha come obiettivo la diffusione della conoscenza dei beni artistici
conservati all’interno del Duomo, anche
nella prospettiva dell’incremento del tu-
L’ESPANSIONE
Il Rotary diventa International
Nel 1910 il Rotary superò i confini degli Stati Uniti con l’ammissione del club canadese di Winnipeg e nel 1911 vennero creati tre club in Gran Bretagna e Irlanda.
Cinque anni più tardi, con il club de L’Avana, fu ammesso il primo club non di
lingua inglese. Nel 1918, con Montevideo, l’associazione entrò in Sud America.
La prima guerra mondiale frenò l’espansione al di fuori del continente americano. Al termine del conflitto, nel 1919, il Rotary sbarcò in Asia con i club di Manila
e Shanghai e l’anno seguente nell’Europa continentale con Madrid. Nel 1921, anno
di fondazione del millesimo club, il Rotary raggiunse l’Africa (Johannesburg) e
l’Australia (Melbourne), completando così l’espansione in tutti i continenti.
In Europa l’associazione si sviluppò dapprima nelle nazioni che in guerra erano
state alleate degli Stati Uniti o neutrali. Tra il 1923 e il 1927 si realizzò l’allora sesto scopo del Rotary, “creare pace e buona volontà tra tutti i popoli”: gli ex nemici
di Milano e Vienna, Ostenda e Amburgo diventarono fellows in Rotary.
I rapporti con la Chiesa Cattolica
Alla fine degli anni ’20, l’espansione in Europa fu fortemente contrastata da una
parte della Chiesa Cattolica, che traeva dal Codice Etico dell’associazione lo spunto per sostenere una stretto legame tra Rotary e Massoneria.
A nulla valsero le reiterate smentite di Paul Harris.
La “crociata” ebbe inizio nel 1928 con il libretto del vescovo di Palencia dal titolo
“I buoni cattolici non possono appartenere al Rotary”.
Il Rotary era accusato di proporsi come una religione universale, indipendente
da ogni credo, che incoraggiava l’uomo a considerare se stesso guida sufficiente a
interpretare la legge morale.
Il Vaticano impose ai preti rotariani di abbandonare l’associazione.
Per qualche anno la diatriba si placò, grazie al Board, che diede maggior visibilità
all’Object of Rotary rispetto al Code of Ethics, e a un nipote del Papa, Franco Ratti, che chiese e ottenne dallo zio il permesso di associarsi al club di Milano.
Nel 1935 la polemica riesplose con un pesante articolo dell’Osservatore Romano
per la scelta di Mexico City come sede della Convention internazionale. L’organo
ufficiale della Santa Sede accusava il Rotary di sostenere il governo ateo messicano e di “essersi schierato decisamente dalla parte dei nemici della religione”.
Ci vollero più di 40 anni perché il Rotary fosse definitivamente accettato dalla
Chiesa di Roma. Fu Papa Giovanni Paolo II a chiudere la vicenda nel 1979, acco-
rismo culturale e religioso previsto negli
anni futuri.
Lo stesso progetto, articolato e all’insegna dell’innovazione, prevede due
significativi momenti di intervento.
Il primo momento si realizza attraverso la creazione e la messa in rete del
sito web http://www.duomodipavia.it/
per fornire a tutti coloro che visiteranno
la Cattedrale un moderno strumento di
navigazione e informazione del patrimonio in essa contenuto anche attraverso la visita virtuale all’interno della
Cattedrale con notizie e foto dei punti di
maggiorne interesse.
Il secondo momento si avvarrà di schede di approfondimento degli elementi
artistici presenti nel Duomo, accessibili
da qualunque smartphone mediante la
tecnologia qr code.
Per i visitatori del Duomo, dal vivo,
saranno presenti dei cartelli di piccolo
formato contenenti un codice QR che,
fotografati con un comune smartphone,
aprirà una scheda informativa relativa
al punto interessato. Saranno presenti
codici QR con le schede delle 18 cappelle, della Cattedrale, dell’interno, di
prebisterio e cupola. La scelta dei codici qr è stata definita di concerto con la
Fabbriceria, la Sovrintendenza ai Beni
Culturali e le autorità ecclesiastiche di
competenza.
Un progetto che il vescovo Giovanni
Giudici ha definito “un prezioso tassello
per riprendere un antico dialogo, quello
tra società civile ed ecclesiale. Il monumento nacque proprio all’insegna di
uno stretto legame che ora viene riproposto da un club laico. E’ un segnale
importante in un’epoca di pluralismo
culturale e religioso”.
A cura di Giovanni Maino
gliendo ufficialmente i rotariani partecipanti alla Convention di Roma. Tre anni
più tardi il Rotary gli conferì l’Award for World Understanding and Peace.
I tempi bui
Tra il 1937 e il 1943, nei paesi dominati o invasi dall’Asse, furono sciolti 484 club
per un totale di 16.700 soci. Ciononostante, in quel periodo il numero di club e di
soci nel mondo continuò, seppur lentamente, a crescere. Nel 1948 già 278 dei club
sciolti avevano ottenuto la riammissione a far parte dell’associazione.
La grande espansione
Alla morte di Paul Harris, nel Gennaio 1947, la sua idea era condivisa da 300.000
rotariani appartenenti a 6.000
club in 75 nazioni.
Dal 1945 al 1995 il numero dei
soci è cresciuto al ritmo pressoché costante di circa 200.000
ogni dieci anni.
A ottant’anni dalla fondazione,
gli oltre 22.000 club associati al
Rotary International avrebbero
raggiunto il traguardo del milione di soci, che sarebbero diventati 1.200.000 dieci anni dopo.
Ci siamo fermati?
No, non ci siamo fermati. L’espansione del Rotary continua. Se qualche allarme
è dettato dalla soglia di 1.200.000 soci, numero intorno al quale, un anno un po’
sopra, un anno po’ sotto, siamo fermi dal 1996, il numero di club continua a crescere. Dal 1996 a oggi i club sono aumentati del 25%, passando da una media di 44
soci per club a 36. La tendenza sembra essere: più club, più piccoli e più efficienti.
*****
Le immagini a corredo di questo articolo sono tratte
dall’archivio storico del R.C. Chicago.
8
NUOVE GENERAZIONI
Testimonianza
Programmi per i Giovani: il RYLA
ECCO IL MIO
RYLA
SE CREDETE NEI GIOVANI DI TALENTO
INVESTITE SUL LORO FUTURO
Il RYLA più che un’esperienza è
stato un viaggio. Un viaggio durato
pochi giorni ma che ha comunque
lasciato tanto dentro di me, e sicuramente anche qualcosa di profondo... perchè, a distanza di tempo,
se ripenso al nostro breve soggiorno a Sirmione, ritrovo la carica e la
serenità che hanno caratterizzato
quei giorni.
Livio e i suoi collaboratori sono stati
coloro che ci hanno seguito e diretto durante questo viaggio! Il loro
lavoro sicuramente non è stato facile, ma ci siamo impegnati tutti nel
seguire le loro indicazioni, e forse è
stato proprio questo il segreto del
successo del RYLA.
Per quanto mi riguarda è stato un
dono. La possibilità di prendere
parte al RYLA è stata sicuramente
un’opportunità unica che mi è stata
concessa, e la sera che ho riferito
al Rotary, credo di aver ringraziato i
soci almeno 15 volte).
Il tema trattato riguardava il rapporto tra Leadership e Personalità,
un tema credo fondamentale oggi
come oggi. Abbiamo capito quanto
sia importante dare il meglio di noi
stessi ogni giorno, uscendo dalla
nostra zona di comfort e rischiando.
Solo confrontandoci quotidianamente con le diverse difficoltà e impegnandoci sempre con passione
possiamo crescere, ma crescere
davvero. La leadership personale
è proprio la capacità, la possibilità,
di condurre se stessi verso la progressiva realizzazione di un valido
ideale, di un valido obiettivo. E questo processo è proprio progressivo,
perchè coinvolge l’individuo ogni
giorno, costantemente.
Il segretario del Rotary, dopo il mio
intervento, mi ha chiesto quali potevano essere i miei obiettivi. Io ho
risposto che il mio obiettivo a breve
termine è quello di terminare gli studi, mentre quello a lungo termine è
quello di lavorare, ma lavorare con
passione, perchè purtroppo oggi il
rischio è quello di affannarsi, farsi
coinvolgere da cose di poca importanza, o entrare nel circolo vizioso
dell’abitudinarietà. Io invece vorrei
appassionarmi a tutto ciò che mi
circonda, perchè credo sia l’unico
modo per non morire ogni giorno (e
lui, al che ha risposto: “Credo che
sia proprio questa la stoffa del leader”).
Grazie al RYLA porto con me non
solo le emozioni positive che sono
riuscita a provare, ma anche degli importanti legami umani che si
sono creati come per magia, dal
momento che la maggior parte di
non si era nemmeno mai vista. Oltre ai ragazzi italiani sento spesso
anche i ragazzi cinesi. Anche conoscere loro è stata davvero una
fortuna, un’ulteriore opportunità
di crescere attraverso il confronto e la curiosità verso una cultura
totalmente differente della nostra.
Credo che attualmente, sia fondamentale aprirsi all’altro, cercare di
eliminare barriere per poter comunicare, per poter conoscere, per
poter migliorare. Del resto oggi siamo un pò tutti “cittadini del mondo”.
Colgo l’occasione per ringraziare
Omar perchè è stato bello vedere
l’impegno e il piacere con cui si è
dedicato al RYLA. Grazie mille!
Myriam
“Il RYLA é un’esperienza unica, un viaggio coinvolgente, uno tsunami che resterà per sempre nel profondo del cuore
e della mente di chi vi partecipa; RYLA
è riassumibile in una frase: lavorare in
gruppo per prepararsi al futuro”.
Nato in Australia nel 1959, nel 1971 viene incluso tra i programmi ufficiali del
Rotary International.
Il RYLA si propone di preparare i giovani, di età compresa tra i 18 ed i 30 anni,
a inserirsi nella società odierna e nel
mondo del lavoro come persone di valore e futuri leader, aiutandoli a formare
e sviluppare il carattere, la leadership,
la realizzazione personale, il senso civico ed etico.
Ogni anno il Rotary, attraverso il progetto RYLA, si impegna a raggiungere
numerosi obiettivi.
Sviluppare il TALENTO PERSONALE:
- Preparare i giovani ad affrontare il
mondo del lavoro nell’attuale situazione
di mercato, fornendo strumenti pratici
e metodologici che scuola e università
non danno, ma che i loro coetanei europei ricevono.
- Formare una mentalità in grado di
esercitare autorevolmente la leadership, sperimentando le loro capacità
emotivo-relazionali e utilizzando metodi
assolutamente innovativi.
- L’importanza di saper usare gli strumenti di comunicazione e di migliorare
le capacità di parlare in pubblico.
Realizzare PROGETTI di SUCCESSO:
- Team-Building, Problem-Solving e Gestione dei Conflitti.
- Gli scopi e l’Etica rotariani, il valore del
servizio alla comunità, la promozione
della pace e della dignità delle persona
in tutte le sue espressioni.
Promuovere il CAMBIAMENTO:
- Raggiungere la sicurezza di sé e crescere consolidando la propria autostima, a partire dalla comprensione e dal
superamento dei propri limiti e dei propri punti di forza.
- Diventare elementi positivi all’interno
della società e della comunità mondiale.
Con quali metodologie:
- Si alternano momenti di presentazione
teorica a esercitazioni di gruppo, simulazioni pratiche e game a squadre.
- Per aumentare l’efficacia formativa
vengono utilizzati video e presentazioni
emozionali che favoriscono il ricordo e
il coinvolgimento psicologico dei partecipanti.
- Vengono proposti giochi di apprendimento, utili per collegare gli argomenti.
In tal modo il Rotary si propone di fornire un’esperienza di formazione unica e
pratica a giovani selezionati, a nuovi potenziali leader, di riconoscere pubblicamente il merito dei giovani che offrono il
proprio servizio all’interno della comunità, di dimostrare l’atteggiamento
di rispetto e di stima per
i giovani all’interno del
Rotary.
Il format dell’evento,
passato nel 2013 da
emozionale a formativo,
si presenta oggi in una
nuova veste comprendente i due aspetti, imprescindibili e inscindibili
perché entrambi necessari.
Si realizza in seminari
e gruppi di lavoro nei quali si discutono delle caratteristiche della leadership
(soprattutto quella capace di esprimersi
e, quindi, vissuta come guida, rispettosa
e autorevole, non autoritaria, al servizio
degli altri) e se ne imparano le peculiarità attraverso la pratica.
I Formatori sono professionisti esperti,
che vantano prestigiose referenze e che
sono stati istruiti sulla filosofia e obiettivi
del Rotary, che devono permeare l’intera formazione.
Il RYLA (Rotary
Youth
Leadership
Awards), in definitiva, aiuta i giovani
partecipanti a realizzare la propria
vocazione umana,
sociale, professionale e lavorativa, nel
pieno rispetto dei
valori del Rotary e in
particolare dà concreta attuazione alla
quinta via d’azione
del Rotary: l’Azione
Nuove Generazioni,
che riconosce il cambiamento positivo
attuato dai giovani attraverso le attività di sviluppo del loro talento, i progetti
d’azione e i programmi di scambio, utili
a migliorare la capacità di gestire le più
svariate relazioni personali.
Ogni anno migliaia di giovani in tutto il
mondo partecipa a questo programma
organizzato da ogni singolo Distretto,
sponsorizzato dai singoli Rotary Club, i
quali coprono tutte le spese per i partecipanti ed hanno il compito di selezionare i giovani partecipanti .
Il progetto RYLA del Distretto 2050 grazie, soprattutto, al lavoro e alla dedizione
di due grandi rotariani, ovvero del PDG
Massimo Massoni - che fin dal 1999
ne ha ideato il format - e del compianto Vladimiro Valeri, che l’ha sviluppato,
si è distinto negli anni per la particolare
cura con la quale ha colto e messo in
atto gli obiettivi rotariani, innovando e
ampliando il format internazionale del
progetto Ryla, mantenendolo al passo
con i tempi e i mercati, proponendo ogni
anno nuove attività, sperimentando percorsi e metodi di apprendimento e motivazionali d’avanguardia, ricchi di spunti,
di riflessioni e di consigli molto utili.
Il nostro Distretto, nell’esperienza RYLA
2013 - definita dai cuori dei ragazzi che
vi hanno partecipato come “indimenticabile, straordinaria e magica”- svoltasi
nel mese di Aprile a Gardone Riviera,
ha voluto sottolineare e approfondire
gli aspetti sociologici e umani della leadership, incentrando i lavori di gruppo
e di sottogruppo in laboratori didattici
autogestiti dai giovani partecipanti, supervisionati e indirizzati da un team di
esperti, che si sono sviluppati intorno ai
valori portanti dell’amicizia e della collaborazione tra giovani.
Tante sono state le testimonianze rese
in prima persona, in un clima di convivialità, condivisione e dialogo, di tipica
ispirazione rotariana che hanno messo
i giovani partecipanti nella condizione di
potersi presentare preparati a un colloquio di lavoro, oppure a gestire, altrettanto preparati, un rapporto di lavoro.
Centrale nell’esperienza RYLA resta
certamente il tema dell’amicizia, che
come un fil rouge, segue, si intreccia e
lega i professionisti di domani che vivono quest’esperienza formativa come un
momento di creazione di valori, di pace
e di dialogo.
Sulla base di quest’ultima riflessione,
invitiamo i Rotary Club a non disperdere l’enorme patrimonio rappresentato
da questi giovani, preparati, maturi, determinati, molto impegnati nella costruzione del loro futuro, sicuramente futuri
manager o professionisti di successo, e,
se debitamente accolti, futuri rotariani.
Omar Bortoletti
9
TESTIMONIANZE
Rotary Giovani
ASPETTANDO IL RYLA 2014, I RAGAZZI DESCRIVONO
L’ESPERIENZA CHE LI HA FATTI CRESCERE
“Ho
trascorso
dei giorni intensi,
ricchi e carichi di
emozioni nuove
ed estremamente positive per
me. Mi sono messa alla prova, ho
preso maggiore
coscienza di me
stessa e ho capito che superare i propri limiti è
qualcosa di fattibile. Mai avrei
creduto di poter
imparare tanto, in
cosi poco tempo.
Tutto ciò è stato
possibile grazie a
persone meravigliose, quali i coach, che hanno guidato me e gli altri ragazzi in questa avventura così
incredibile e unica. Ho avuto l’opportunità, inoltre, di
conoscere e stringere amicizia con persone nuove,
ragazze e ragazzi speciali, con i quali ho avuto il privilegio di trascorrere questi giorni. E’ la prima volta
che mi approccio alla realtà del Rotary e mi sono resa
conto che molti ragazzi che ho conosciuto ne fanno
parte, e ne sono entusiasti”.
Diletta
“Nell’anno e mezzo passato in Italia ho incontrato
qualche difficoltà e l’ho superata. Sapevo che avevo
bisogno di qualche cosa, ma non sapevo bene che
cosa. Durante questo corso ho appreso cosa esattamente serviva per la mia vita e la mia carriera. Mi
ha aiutato a cambiarmi nel modo giusto. Penso che
il metodo che mi hanno insegnato sia migliore. Sono
sicura che se tutti avessero l’opportunità di provarlo
ne comprenderebbero l’importanza e quanto arricchimento esso possa dare”.
Zeke (studente cinese)
“La gente che ha fatto questa attività cercherà di cambiare l’ambiente esterno attorno a sè, il che significa
che condivideremo le nostre esperienze con le persone attorno a noi e ciò ci porterà ad un altro grande
successo”.
Yetao (studente cinese)
“Il RYLA ti insegna ad essere un vero leader. Il leader
non è colui che impone la propria opinione agli altri.
Il leader è colui che espone i propri pensieri in modo
convincente ed entusiasta perchè è il primo che crede fermamente in ciò che dice. Noi tutti abbiamo un
valore come persone e abbiamo molto da dire. l’Amore incondizionato, la fiducia in se stessi, il valore di
ciascuna persona vengono il più delle volte soffocati
da questi fattori esterni. Ebbene c’è una cosa importante che ci andrebbe insegnata già da piccoli: la nostra mente è lo strumento più potente che ci è stato
donato, Imparando ad usarla nel migliore dei modi,
si riesce ad avere più controllo sulla propria Vita per
poterla portare nella direzione migliore.
Ho imparato al RYLA che abbiamo già dentro di noi
tutto ciò che ci serve per poter vivere alla grande la
Vita che abbiamo sempre voluto. Bisogna però capire come mischiare questi ingredienti e il RYLA mi ha
dato sicuramente una panoramica completa da questo punto di vista. Ho imparato anche a far tacere le
farfalle che si materializzavano nel mio stomaco ogni
volta che sapevo di dover parlare in pubblico. Il primo
giorno quando ho parlato sul palco davanti a tutti ero
visibilmente agitato, mentre l’ultimo giorno sarei stato ore e ore a condividere i miei pensieri perchè ero
sicuro del fatto che stavo dicendo cose interessanti e
di valore”.
Nicola
“Credo che questo RYLA sia stato il trampolino di lancio che mi ha permesso di aprirmi al mondo in un
modo migliore, più consapevole e diretto”.
Matilde
“Quest’esperienza ci ha obbligato a metterci in gioco
vivendo le nostre paure, costringendoci a condivider-
le con estranei e
nello stesso tempo ci ha insegnato a fermarci un
istante a guardare le altre persone e a scoprire
le loro fragilità. È
questa la chiave
di tutto, la tangibile rivelazione
per la quale, ciò
che noi proviamo, non è solo
frutto della nostra impotenza,
ma anche di
quella di molti altri esseri umani.
Per la prima volta ci siamo sentiti capiti e appoggiati. Ora ho già avuto
modo di rendermi conto che certe sfide o situazioni
riesco ad affrontarle in modo migliore, grazie dunque
a tutti per aver tirato fuori quella sicurezza, determinazione e quei punti di forza, che per paura di peccare di presunzione non ho mai voluto valorizzare. Non
vi dimenticherò mai!”
Roberta
“Cercherò di fare del mio meglio per raccontare quello che è successo in quei quattro giorni magici, perché sono convinto che questo sia il modo migliore per
esprimere la validità di questa esperienza.
La prima cosa da dire è che sono successe tantissime cose, il cui legame con la vita reale era possibile
solo grazie ai sentimenti e all’amicizia vera che si è
instaurata fra noi. Il più grande insegnamento che ho
ricevuto, anche dai miei compagni di viaggio, è che
tutto ciò che è stato in quel breve periodo è l’espressione della nostra forza interiore, sempre presente,
ma troppo spesso nascosta: ‘… tutto ciò di cui hai bisogno in questo momento è già dentro di te, ORA!!!’.
Il primo giorno nutrivo delle aspettative, perché avevo
bisogno di credere che quanto mi era stato raccontato fosse reale; mi avevano detto: ‘quando tornerai ti
sentirai un’altra persona e vedrai il mondo con occhi
diversi’. La cosa si è puntualmente verificata, anche
se in modo molto più rapido, rispetto a quanto mi
aspettassi e mi conforta sapere che questa sensazione è stata condivisa anche dagli altri.
Il Ryla è un momento di crescita, sia personale che
emotivo, lo sviluppo non può avvenire individualmente perché altrimenti non può essere un processo circolare che aiuta le persone ad esprimere quello che
sono. Il mio obiettivo iniziale era quello, tra gli altri,
di conoscere meglio me stesso, attraverso la condivisione: comprendere la propria persona è molto
più facile se si ragiona sull’immagine che la stessa
proietta all’esterno. Conoscere sé stessi significa in
definitiva farsi conoscere dagli altri, per conoscere gli
altri; vedere le cose da un’altra prospettiva può risultare decisivo per eliminare alcuni aspetti negativi del
proprio carattere, dimostrando a me e agli altri che
avrei potuto, in alcuni momenti, superare i miei limiti
di resistenza a livello fisico. Questo non vuol dire che
ora posso alzarmi in piedi e camminare, ma che sono
più consapevole delle mie possibilità.
Infine, chiudo con una riflessione, come ho detto an-
che durante il corso: …mi sono sempre sentito una
persona fortunata, ma dopo il Ryla sento di esserlo
ancora di più, perché in pochissimo tempo ho trovato
persone fantastiche con le quali ho potuto instaurare rapporti profondi, quasi come se le conoscessi da
sempre!”
Federico
“Sono estremamente felice di aver vissuto questa
esperienza che lascerà una forte impronta nei miei
comportamenti di domani”.
Benedetta
“Sono state di fondamentale importanza le lezioni sulla fiducia nei compagni di squadra, in quanto io sono
sempre stato propenso ad agire da solo e a fidarmi
poco del lavoro e delle capacità altrui, ma ho capito
che nel mio futuro lavoro, come nella vita, non potrò
sempre fare tutto da solo, ma dovrò saper valutare
meglio le persone e imparare a riconoscere e distinguere coloro di cui mi potrò fidare”.
Federico
“Per me il Ryla è stato un’esperienza UNICA. Semplicemente MAGICA! Ho conosciuto persone di ogni
tipo. Persone con cui nella vita normale, forse non
avrei nemmeno mai parlato. Ho dato tutta me stessa
a 43 estranei... ho lasciato che le mie emozioni prendessero il sopravvento.. se mi veniva da ridere ridevo, se mi commuovevo lasciavo sgorgare le lacrime...
non mi sono mai sentita inadeguata o giudicata... sono
sempre stata accettata nel miglior modo... quando mi
venivano le lacrime avevo sempre qualcuno accanto
che mi prendeva la mano o che mi abbracciava forte
forte... avevo sempre qualcuno al mio fianco che mi
dava coraggio e forza... e io credo di aver trasmesso
il mio coraggio e la mia forza a mia volta. Ogni volta
che mi sento un po’ triste, un po’ insicura o semplicemente quando ho bisogno un po’ di carica ripenso ai
miei amici ‘Rylini’... ritrovo il coraggio per affrontare le
sfide della vita, trovo la forza per rialzarmi.
Credo che tutti i ragazzi della mia età dovrebbero provare un esperienza simile.
Credo che tutti i più timidi dovrebbero poter frequentare il RYLA.
Credo che tutti gli ‘sbruffoni’ dovrebbero lasciarsi andare... commuoversi e farsi abbracciare forte.
Credo che un’esperienza simile portata in larga scala
potrebbe dare una grande svolta alla nostra società.
Credo che quanto meno abbia cambiato la mia vita...
e a vedere i ragazzi del Ryla con cui sono rimasta più
in contatto, abbia cambiato anche la loro...
(ENGAGE RYLA CHANGE LIFE)”.
Allegra
“E’ stata un’avventura strepitosa, piena di emozioni e
di traguardi da affrontare. Grazie”.
Carlo
“L’esperienza, che sicuramente porterò nel cuore, è
stata molto stimolante e formativa.
Ho avuto modo di conoscere tante persone valide,
determinate ed interessanti, con le quali sicuramente
cercherò di approfondire una conoscenza. Mi sono
infatti confrontata con personalità diverse dalla mia
ma in grado di suscitare in me il desiderio di scambiarci opinioni e di instaurare una conoscenza.
Durante il percorso di formazione sono state affrontate tematiche e argomenti che sicuramente mi potranno aiutare nella vita lavorativa ma anche nella quotidianità.
Ho avuto modo di riflettere sulla mia personalità e sulle mie capacità di collaborare in team, confrontandomi con persone con caratteristiche diverse dalle mie.
Mi sono quindi messa in gioco in lavori di
gruppo/giochi di squadra che mi hanno
consentito di concretizzare e applicare
quanto ci veniva spiegato a livello teorico. Tutto ciò mi ha portato a meditare sui
miei valori personali, sulle mie capacità
di affrontare problemi e sui miei punti di
forza, ma al contempo mi ha consentito
anche di individuare una serie di aspetti
su cui devo ancora migliorare”.
Emma
10
PROGETTI SUL TERRITORIO
RC Castiglione delle Stiviere e A. M.
RC Lovere Iseo Breno
UN PROGETTO DEDICATO
ALLA FAMIGLIA DEL FUTURO
LO SCAMBIO GIOVANI...
CHE ESPERIENZA!
Il progetto è stato ideato dall’associazione Marta Tana Onlus. Ha già ottenuto l’approvazione da parte del Distretto
e quindi accederà ai contributi che saranno erogati dalla Fondazione Rotary.
L’obiettivo è quello di fornire gli strumenti a persone bisognose per uscire dalla
propria condizione socio-economica
di povertà, acquisendo conoscenze
di base che permettano loro di meglio
confrontarsi ed integrarsi agli standard
sociali della realtà in cui vivono.
L’intervento del Club non è finalizzato
a far beneficienza fine a se stessa, ma
ad avviare un processo virtuoso
che dia l’opportunità alle persone
coinvolte di affrancarsi in modo
continuativo dallo stato di precarietà nel quale si trovano.
In passato sono già stati raggiunti obiettivi importanti attraverso l’organizzazione di corsi
di economia domestica, di puericoltura, di educazione infanti-
le e di attività formative finalizzate ad
un corretto rapporto con le istituzioni.
Il progetto che si intende svolgere, in
continuità con quanto realizzato con
successo gli scorsi anni, intende coinvolgere l’intera famiglia in quanto tale,
donando ai suoi componenti adulti (uomini e donne) servizi finalizzati all’acquisizione di qualifiche professionali di
base; ciò al fine di facilitare l’accesso
al mercato del lavoro anche mediante il
contatto diretto con potenziali datori di
lavoro preventivamente individuati.
Maurizio Froldi
Rotary eClub 2050
COME ALFABETIZZARE
ANCHE SUL WEB
Il Distretto 2050 R.I. nell’annata
2011-12, Governatore Ivo De Lotto,
ha dato alle stampe il libretto “Alfabetizzare per accogliere”, una guida
all’esame di italiano per il permesso
di soggiorno CE per soggiornanti di
lungo periodo, realizzato da Elisabetta Conti (R.C. Brescia), presidente
della Commissione Distrettuale Alfabetizzazione, e da Fulvia Piccini,
esperta di alfabetizzazione.
La guida, tradotta in sei lingue (arabo,
cinese, inglese, punjabi, russo e spagnolo), è indirizzata agli stranieri che
provengono da Paesi e contesti culturali diversi e giungono in Italia alla
ricerca di un lavoro per migliorare le
proprie condizioni di vita, per divenire
cittadini integrati e responsabili. L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio della
Presidenza del Consiglio dei Ministri
e del Ministero dell’Interno.
Il progetto del Rotary eClub 2050 ha
portato in ambiente telematico il libretto, con l’installazione di una piattaforma LCMS (Learning and Content
Management System). L’indirizzo del
sito è www.alfabint.org, acronimo di
alfabetizzazione, integrazione, inter-
cultura.
L’obiettivo è di dare ai contenuti del
libretto un’ampia diffusione via web,
molto usato anche dagli extracomunitari, che possono trarne vantaggio ai
fini del superamento del test di conoscenza della lingua italiana per l’ottenimento del permesso di soggiorno di
lunga durata.
Il progetto aggiunge moduli eLearning
per aiutare l’utente nell’apprendimento della lingua italiana ai fini del test,
in particolare nelle prove di dettato,
con tutti gli ausili offerti da questa
tecnologia. Sfruttando le potenzialità
dell’ambiente digitale, le innovazioni
più significative sono state apportate
alle simulazioni delle prove:
- per quelle di comprensione orale
(ascolto), sono stati prodotti audio
dei testi in italiano di cui si deve comprendere il significato e questionario
online con domande vero/falso, ultimati i quali gli utenti hanno un immediato riscontro dei risultati ottenuti;
- relativamente alle prove di comprensione scritta (lettura), vengono proposti
testi in italiano e, dopo la loro lettura,
gli utenti devono effettuare test nell’ambito dei quali, osservando diverse immagini, devono associarle alle
affermazioni pertinenti;
- per le prove di scrittura sono
stati proposti testi in italiano
che richiedono la formulazione di semplici frasi (ad esempio: comunicazioni, cartelli
informativi, ecc.). Gli utenti
hanno la possibilità di scrivere il loro testo e di confrontarlo
con quello esatto.
Il progetto è condotto dai nostri soci Flavio Ferlini, esperto
informatico, e Elena Caldirola, esperta di eLearning, ed è
stato presentato al convegno
Didamatica 2013, tenutosi a
Pisa nel Maggio 2013.
Massimo Massoni
Camuni per nascita, cosmopoliti per vocazione. Questi i ragazzi che ogni anno
partecipano con vivacità ed entusiasmo
al programma del Rotary International,
sostenuto attivamente dal Club LovereIseo-Breno, e che da esso traggono occasioni di incontro, confronto, crescita
personale e di relazioni con i coetanei.
Lo scorso martedì 22 Ottobre, i ragazzi
che hanno già vissuto l’esperienza, coloro che si apprestano a
preparare le valigie e gli
ospiti stranieri, si sono
dati appuntamento alla
conviviale del Club per
condividere questo percorso con gli amici rotariani e i numerosi ospiti
presenti.
“E’ stata un’esperienza
straordinaria che mi ha
permesso di conoscere
abitudini e stili di vita decisamente differenti dalle nostre e di condividere il patrimonio culturale
italiano di cui sono tanto
orgogliosa” afferma Maria, terza Liceo Classico,
che nella scorsa estate
è stata ospite un mese
a Seattle, Stato di Washington USA, grazie a
uno scambio short term
e che ora sogna di poter trascorrere all’estero
un intero anno. “Riguardando le fotografie mi
sono tornate le lacrime
agli occhi!” ha aggiunto
suscitando un affettuoso
applauso di simpatia.
Certamente non da
meno l’intervento di Michele, ora Mitch per gli
amici, che da Agosto
2012 a Luglio 2013 è stato accolto da
due famiglie texane, a San Antonio.
“Non saprei cosa aggiungere a ciò che
ha detto Maria, perché è un’esperienza
talmente arricchente e intensa che è
difficile da raccontare. Io mi ritengo ancora più fortunato, perché la seconda
famiglia in cui sono stato ospitato era di
origine messicane, quindi ho imparato
anche un po’ di spagnolo e sono venuto
in contatto con una ulteriore, nuova cultura!” ha affermato con un grande sorriso il ragazzo che ora si sta preparando per la maturistà scientifica presso il
Liceo Golgi di Breno e che ha ancora
qualche traccia di slang americano.
Un entusiasmo palpabile, gioioso che
ha trasmesso a tutta l’assemblea una
carica di vitale “brezza giovanile”. Un
impulso e un coinvolgimento straordinari che si sono espressi anche nelle
parole del Presidente Alessandro Serioli che ha sottolineato con forza la
necessità per il Club di continuare a
orientare la propria attenzione verso
questi giovani che rappresentano la linfa vitale della società presente e futura.
Un impegno per il quale il Rotary Club
Lovere Iseo Breno si è sempre distinto,
grazie anche all’azione operosa e appassionata di Mauro Mensi e Lorenza
Ricardi, i soci che, anche a livello distrettuale sono parte attiva e propositiva dei progetti di scambio.
A loro è andato il dolce ringraziamento
di Isabella, australiana, da Gennaio in
Italia e che si appresta a concludere la
sua avventura italiana (a Dicembre riprenderà il volo…). “Mi mancherà molto l’Italia e anche la sua cucina, che è
stata il mio piacere, ma anche la mia
rovina!” come ha simpaticamente sottolineato la giovane originaria del Victoria, cui si sono aggiunte le parole cordiali di ringraziamento da parte di Eric,
americano, ospite del Club da Agosto
che ha suscitato il plauso dei presenti
per il suo ottimo italiano, considerando
il breve tempo di permanenza.
Testimonianze trascinanti e impetuose che hanno coinvolto
emotivamente l’assemblea e hanno trovato
spazio anche nelle parole dei genitori dei ragazzi che oggi sono in
scambio (Simone e Alberto).
“Anche se i contatti si
stanno via via diradando, peraltro rassicurante
segnale inequivocabile
di benessere, quando
parliamo con i nostri
ragazzi via Skype o email, li sentiamo così
felici da essere certi di
aver fatto la cosa giusta accettando la loro
scelta e condividendo
un cammino che è certamente doloroso. La
nostalgia si sente innegabilmente ma è un
percorso che li sta appagando e che sta regalando loro un momento
di vita che non potranno
mai dimenticare, che
li formerà e contribuirà in modo significativo
alla loro maturazione e
crescita” - hanno affermato quasi all’unisono
con non poca emozione
Alessandra, mamma di
Simone e Giancarlo, papà di Alberto.
Parole che sono state confermate da
Simone, che da Luglio è in Australia,
Melbourne, inviate via e-mail a Mauro
e Lorenza e condivise nel corso della
serata:
Ciao Lorenza e Mauro,
dopo tre mesi in Australia la mia esperienza continua a essere stupenda, ho
da poco cambiato la famiglia e non sapevo se essere triste per aver lasciato
la mia prima famiglia o essere eccitato per la seconda. Per adesso la mia
esperienza si è basata tutta sulla regola
fondamentale: proporsi. La prima settimana è stato facile per il fatto di essere
nuovo ma poi mi sono dato da fare e
adesso sono nella squadra di basketball e di tennis del paese. La scuola va
benissimo senza problemi e gli amici
ormai sono consolidati.
Colgo l’occasione per ringraziarvi ancora una volta dell’occasione che mi
avete dato.
Grazie, Simone
Il mondo è grande, ma più grande è il
cuore dei nostri ragazzi che sanno raccogliere sfide faticose cogliendone gli
aspetti migliori e condividendole con il
cosmo che li circonda.
Noi rotariani siamo orgogliosi di poter
contribuire a realizzare sogni, progetti
di vita, consapevolezze di giovani adolescenti che torneranno uomini e donne
capaci di cambiare il mondo. Lo stesso
che hanno imparato a conoscere anche
grazie a noi.
Alessandra Giorgi
11
NUOVE GENERAZIONI
Distretto Rotaract 2050
ESPANSIONE E FORMAZIONE:
IL FUTURO DEI NOSTRI CLUB
L’incremento e il consolidamento
dell’effettivo nonché l’attenzione alla
formazione dei nuovi Soci Rotaract
rappresentano uno dei punti focali
su cui verrà posta l’attenzione anche
quest’anno: per il Rotaract la pianificazione di lungo periodo, considerando
lo sbarramento dei trent’anni che porta
all’inevitabile ricambio generazionale, è
essenziale. Il Distretto Rotaract 2050,
attraverso l’azione della Commissione
Espansione e Formazione presieduta
dall’Immediate Past Rappresentante Distrettuale Andrea Morandi e che
comprende i quattro Delegati di Zona
Emanuela Colombo, Luca Bianchini,
Federico Trabucchi e Alberto Mattioli
e il Rappresentante Distrettuale Incoming Clara Pavesi, propone un progetto espansione e formazione mirato al
supporto dei Club. Resta centrale il ruolo del Club nel coinvolgere e nel contattare potenziali nuovi Soci: l’idea che
viene dal Distretto è quello di fornire un
supporto, un consiglio e qualche strumento in più per creare interesse e per
condividere idee, stimoli ed esperienze.
Il progetto è stato avviato proprio in Ottobre, mese che ha visto la partecipazione totale di oltre 50 Aspiranti Soci ai
quattro appuntamenti informali di Zona,
gli Aperitivi Rotaract Young&Easy. In un
clima di amicizia, tanti ragazzi, insieme
ai Presidenti e ai Soci dei Club, sono
entrati in contatto con la nostra realtà. Il
Distretto è intervenuto sovvenzionando
il costo di partecipazione per gli Aspiranti. L’occasione è stata importante
per cogliere l’entusiasmo della serata
e mantenere alto il livello di coinvolgimento invitandoli tutti alla prossima
Assemblea Distrettuale di Sabbioneta
seguita, Domenica 17 p.v., da una sessione studiata ad hoc per gli Aspiranti
e i neosoci: il Rotaract Training Camp,
pensato come momento di formazione
e di interazione con la Commissione.
Anche in questo caso, per chi tra gli
aspiranti parteciperà alla due giorni, è
prevista una quota agevolata di partecipazione. La Commissione valuterà la
possibilità di organizzare un secondo
Camp nella seconda parte dell’anno.
I programmi di formazione proseguono
anche nei Club: da quest’anno è stata
introdotta la formazione InTheClub, di
fatto momenti informali in cui la Commissione si mette a disposizione dei
Soci con cui si confronta su uno o più
temi tra quelli proposti:
•Conoscere il Rotaract
•Ruoli e compiti dei Dirigenti di Club
•Pianificare Service efficaci
•Club efficienti: come sostenere la crescita dell’effettivo e le attività
•il Rapporto Rotary Rotaract: una straordinaria opportunità
•Formazione per nuovi Club
Soprattutto per i Club da poco fondati questa formazione è assolutamente
necessaria e consigliata: diverse sono
le date già richieste e definite con i Club
che dimostrano quindi di apprezzare la
nuova proposta.
Parte del progetto espansione è anche
la gestione dei nominativi dei ragazzi
potenzialmente interessati al Rotaract
e che con esso o con il Rotary sono
entrati in contatto in vario modo: partecipanti al Rotary Youth Exchange, al
RYLA, al RYLA JR, al Premio Maturità,
al Premio Università, all’Interact e non
solo. L’esperienza ci insegna che coinvolgerli nei Club è possibile!
Un primo risultato positivo è stata la riapertura del 27° Club del Distretto, lo
storico Rotaract Club Salò Desenzano
che ha portato 11 nuovi ingressi che si
aggiungono ai 372 Soci effettivi al primo Luglio 2013: sono ragazzi molto
giovani, entusiasti e desiderosi di imparare dall’esperienza dei più grandi.
Questo è l’aspetto cardine della visione
di lungo periodo che ogni Presidente
deve avere: vedere dei Soci entrati da
poco tempo chiedere un consiglio, fare
proposte, partecipare, osservare per
imparare è la maggiore soddisfazione
che un Socio ormai alla soglia dei 30
anni possa avere perché sarà consapevole che quel nuovo Socio saprà essere il futuro del Club.
All’Università degli Studi di Pavia
CONSEGNATI TRE PREMI ALLO STUDIO
Circa un anno fa ci venne proposto dal
Delegato Rotary per il Rotaract Alessandro Marini di promuovere una borsa di studio per i laureati con la finalità,
da un lato di premiare le eccellenze e
il merito, dall’altro di interfacciarci maggiormente con il mondo delle Università che raccoglie un bacino di potenziali
ragazzi interessati al Rotaract cui è doveroso prestare attenzione. Abbiamo
accolto il progetto con entusiasmo, lo
stesso che mostrò il nostro Governatore Anna Spalla nel voler supportare
l’iniziativa.
Fu così che l’organigramma distrettuale del Distretto Rotaract 2050 si è arricchito di una commissione creata ad
hoc formata dal Presidente Luca Sozzi
(Rotaract Club Brescia) e da altri sei
consoci dei club di Brescia Vittoria Alata (Annalisa Ronchi), Brescia Franciacorta (Ilaria Massetti), Pavia (Michele
Amisano), Piacenza (Valentina Bombarda e Andrea Gambazza), e Voghera (Erica Cappelletti). La scelta non è
stata casuale: considerato che quale
primo progetto pilota sono stati selezionati quattro Atenei del nostro territorio,
in particolare l’Università Cattolica di
Brescia e Piacenza, l’Università degli
Studi di Brescia e di Pavia, abbiamo
coinvolto Rotaractiani studenti proprio
in queste città.
Grazie al consiglio e all’esperienza
della Prof. Maria Carla Calzarossa del
RC Pavia Ticinum, nonchè alla supervisione costante di Alessandro Marini,
abbiamo predisposto un bando che è
stato inviato all’attenzione dei Magnifici
Rettori degli Atenei coinvolti. Per scelta
si è voluto ricercare davvero l’eccellenza: premiare i laureati triennali con lode
nelle sessioni di Giugno e Luglio 2013.
L’iniziativa è piaciuta fin da subito alle
Università, tanto da dedicare pagine al
Premio Università Rotaract sui siti internet istituzionali degli Atenei al fine di
promuovere l’evento. Circa 100 locandine sono state appese nelle bacheche
e nelle aule studio universitarie e il sito
internet www.premiouniversita.org è
andato on line il primo Luglio 2013.
Nel periodo estivo abbiamo ricevuto le
tesi: 17 i partecipanti, un risultato importante considerando che l’iniziativa
è al primo anno e che non tantissimi
studenti possono vantare un risultato
come quello richiesto dal bando.
Il secondo step è stata la costituzione
della commissione di Professori Rotariani esperti ciascuno delle tre aree
tematiche premiate: area umanisticoeconomico-giuridica, scientifico-tecnologica e medica-biologica-agraria
Grazie al supporto dell’Assistente del
Governatore del Gruppo Leonessa,
I tre vincitori
Per l’area umanistico-economico-giuridica:
la premiata é Marina Maffoni (Università degli Studi di Pavia).
Per l’area scientifico-tecnologica:
il premiato é Lorenzo Mazzola (Università Cattolica del Sacro Cuore).
Per l’area medica-biologica-agraria:
la premiata é Claudia Irene Caravaggi (Università degli Studi di Pavia).
Marco De Giovanni, siamo riusciti a
coinvolgere sei Professori Rotariani:
Nedo Brunelli (RC Manerbio), Renato
Camodeca (RC Brescia Nord), Laura
De Pero (RC Brescia Nord), Maria Pia
Pattoni (RC Veronica Gambara), Franco Brezzi (RC Pavia) e Alberto Albertini
(RC Brescia Nord), che in tempi rapidi
hanno letto e valutato le tesi, ognuno
per ambito di specializzazione.
I criteri di valutazione adottati sono stati
definiti in modo oggettivo:
•Impatto etico e sociale dei risultati ottenuti: max 30 punti.
•Innovatività e attualità dei risultati ottenuti: max 25.
•Chiarezza espositiva: max 15 punti.
•Completezza delle fonti bibliografiche
consultate: max 10 punti.
•Completezza della trattazione: max
10 punti.
•Innovatività del tema trattato: max 10
punti.
•Livello di analisi dei dati raccolti (in
caso di tesi sperimentale): max 5 punti.
I tre vincitori sono stati premiati Sabato
26 Ottobre presso l’Aula Scarpa dell’Università di Pavia con una borsa di studio del valore di 500 euro e un invito di
partecipazione al RYLA.
Un’iniziativa sicuramente di valore, dei
giovani per i giovani, esempio dicollaborazione Rotary-Rotaract e massima
espressione del servire mettendo a disposizione le proprie competenze. L’iniziativa ha concesso al Rotaract un’ulteriore spinta sul piano del rapporto con
le istituzioni perché, oltre alle Università
che hanno appoggiato il progetto, il Premio vanta il Patrocinio della Regione
Emilia Romagna, delle Province e dei
Comuni di Brescia, Pavia e Piacenza.
La parola
alla RD
Patrizia
Volonghi
Cari Rotariani,
ripenso a queste settimane e con
piacere ricordo i sorrisi di moltissimi di Voi che ho avuto il piacere
di conoscere in occasione di alcune
delle visite del nostro Governatore
Anna Spalla ai Rotary Club piuttosto che in occasione del convegno
sull’etica L’Alba del Rotary. Il risveglio dell’Etica al Castello di Padernello o dell’Assemblea del CAM
Centro Assistenza Minorile. Mi fa
particolarmente piacere notare la
vicinanza e la buona considerazione
che dimostrate di avere nei nostri
confronti, nei confronti dei Soci dei
nostri Club, tanti giovani che vivono con passione l’esperienza del
Rotaract e che realizzano progetti
importanti. Lo stesso entusiasmo
che cerchiamo sempre di trasmettere anche ai nuovi potenziali Soci.
Ottobre è stato infatti il mese dedicato al Progetto Espansione che
il Distretto Rotaract 2050 propone
a supporto dell’incremento dell’effettivo dei Club. Quattro appuntamenti di Zona per accogliere gli
Aspiranti per fare loro conoscere la
realtà Rotaract.
Un passo importante è stato compiuto: il Rotaract Club Salò Desenzano è stato riaperto ufficialmente
e alto è l’entusiasmo del Presidente
Alberto Pesce e dei suoi giovani Soci
che ringrazio insieme al Presidente
del Rotary Club Salò Desenzano Orlandi e tutti i Soci del Club.
Abbiamo inoltre portato a termine
la I Edizione del Premio Università
Rotaract con una cerimonia di premiazione all’Università degli Studi
di Pavia che ha coinvolto diversi
studenti eccellenti che ci auguriamo possano avvicinarsi alla nostra
Associazione. Questo Premio rappresenta, oltre che una opportunità
per premiare giovani talentuosi, un
bellissimo esempio di collaborazione Rotary-Rotaract per la realizzazione di un Service congiunto.
Ottobre ci ha visti attivi oltre i confini del nostro Distretto, protagonisti
di due tappe di un Multigemellaggio
a quattro a suggello del Service Interdistrettuale “Nemmeno con un
Fiore”: siamo stati a Erice, in Sicilia, per la tappa del Distretto 2110
e a Perugia per quella del Distretto
2090, occasione anche del SIRDE
- Seminario Informativo Rappresentanti Distrettuali Eletti, importante appuntamento in cui i 13 Rappresentanti Distrettuali Incoming
italiani si presentano e ricevono la
giusta formazione in preparazione
all’anno che li attende. A tal proposito, è doveroso un grande in bocca
al lupo al nostro Rappresentante
Distrettuale Incoming Clara Pavesi
del Rotaract Club Fiorenzuola d’Arda cui va tutto il mio sostegno.
Infine mi piace in questa sede rivolgere i miei complimenti al nostro
Immediate Past Rappresentante Distrettuale Andrea Morandi da poco
entrato a far parte del RC Cremona
Po. Sono certa che Andrea continuerà a impegnarsi per il bene del
Rotary con l’entusiasmo e la voglia
di fare che lo hanno contraddistinto
in tutti questi anni nel Rotaract.
Augurando a tutti un buon proseguimento delle attività rotariane Vi
ringrazio e Vi saluto.
12
ROTARY 2050
Fellowship Rotariani Alpini
Fellowship Rotariani Ciclisti
CERCASI ALPINI ROTARIANI MONDIALE DI AVEZZANO,
NEL DISTRETTO 2050
IL SUCCESSO DEI “NOSTRI”
La fellowship “Rotariani Alpini” è stata
costituita formalmente il 7 Maggio 2011
a Torino con animo multi-distrettuale
per integrare lo spirito di servizio proprio dei soci del Rotary International e
quello peculiare del Corpo degli Alpini.
A tal fine promuove l’amicizia, la comprensione e la solidarietà fra gli Alpini
aderenti al Rotary International attraverso iniziative a livello sociale, culturale, sportivo e ricreativo per realizzare
momenti di incontro e di conoscenza e
per rinforzare gli ideali comuni.
Possono essere soci ordinari i Rotariani o Rotaractiani in regola con le norme del Rotary International che siano
contemporaneamente Alpini in servizio
o in congedo iscritti alla Associazione
Nazionale Alpini.
Il suo distintivo è la penna nera in
campo verde con nappina la ruota rotariana. Il suo trofeo è l’Alpino con lo
sguardo rivolto alle cime da conquistare e le mani operose di
chi non teme la fatica. Il
suo motto è “Per aspera
ad astra” (vincere ogni
difficoltà per arrivare alle
stelle).
I Rotariani Alpini hanno
assunto come speciale
obiettivo quello di diffondere nella realtà rotariana e nel mondo alpino il
progetto internazionale
rotariano “ShelterBox” per realizzare una speciale sinergia di intervento
nell’emergenza a favore delle popolazioni colpite da gravi calamità.
Le ShelterBox sono delle tende assemblate in moduli unifamiliari dentro un
contenitore (box) con particolari caratteristiche di compattezza, robustezza,
shelterizzazione e assemblaggio.
Un semplice box contiene una tenda in
grado di ospitare una famiglia con massimo dieci componenti, permettendo
di stare al coperto, scaldarsi (stufetta),
dormire nei sacchi a pelo in dotazione,
potabilizzare l’acqua (potabilizzatore in
dotazione), preparare il cibo (cucinetta
attrezzata). Sono state adottate come
service internazionale dal Rotary International, che si propone lo scopo di
sostenerne il finanziamento e l’impiego
nelle aree di emergenza.
Per informazioni:
[email protected]
Il Rotary Club di Avezzano, nell’ambito della Fellowship Cycling To Serve
del Rotary International, ha organizzato la XXIX° Edizione del Rotary World
Championship, che si è svolta ad Avezzano (AQ) nei giorni 30-31 Agosto e 1
Settembre 2013. La finalità umanitaria
dell’evento si inserisce nel più ampio
progetto ricomprendente, tra gli altri, un
orfanotrofio, una casa accoglienza delle ragazze abbandonate e un presidio
sanitario. Il complesso è in avanzata
costruzione a Masango (Burundi).
Niko Endres, Presidente Internazionale
della Fellowship del Ciclismo Rotariano, ci ha comunicato la classifica completa suddivisa per categorie:
Categoria donne
1) Claudia Kranen-Nl (Berkel), 2) Gabriella Noardo-Ita (Susa Valsusa), 3)
Hilde Spitz-Bel (Heist-Op-Den-Berg),
4) Maria Rita Iacovoni-Ita (Avezzano),
5) Daniela Morgante-Ita (Avezzano).
Categoria over 65
1) Jean Pierre Courtel-Fra (La Rochelle), 2) Gianfranco Zanetti-Ita (Susa
Valsusa), 3) Bosshard Werner- Ch
(Dielsdorf), 4) Santo Crisalli-Ita (Roma
nord), 5) Willy Moeyaert-Bel (Torhout
Houtland).
Categoria 55-65
1) Thomas Dommermuth-Ger (Weiden), 2) Franco Piola-Ita (Orta San
Giulio), 3) Ralph Wittemberg-Ger (Rc
bochum), 4) Rosario Ingrassia-Ita (Cal-
tagirone), 5) Pierre Beck-Fra (Nancy).
Categoria 45-55
1) Kees Van Asten-Nl (Rc Zeewolde),
2) Heylen Paule-Bel (Heist-Op-DenBerg), 3) Peter Maris-Bel (Heist), 4)
Mauro Fancello-Ita (Sassari nord), 5)
Mauro Rastaldi-Ita (Gattinara).
Categoria under 45
1) Francesco Famà-Ita (Certosa di
Pavia), 2) Fabrizio Zanetti-Ita (Torino
La Marmora), 3) Docks Yves-Bel (HeistOp-Den-Berg), 4) Gabriele Brigoni-Ita
(Castiglione delle Stiviere-Alto Mantovano).
Due i rotariani appartenenti al Distretto
2050 che si sono distinti al Mondiale di
Avezzano: Francesco Famà e Gabriele
Brigoni.
Francesco Famà, ricordando l’esperienza vissuta ha dichiarato: “E’ stata
per me una grande gioia tagliare per
primo il traguardo. Grande considerazione e riconoscenza va agli organizzatori che hanno preparato la gara in tutta
sicurezza e sono riusciti a raccogliere
fondi per l’implementazione del polo
sanitario in Burundi”.
Gabriele Brigoni ha aggiunto: “Straordinario il clima di amicizia nato in poche
ore tra tutti i rotariani partecipanti di nazionalità diverse ma uniti da un’unica
passione. Un ottimo esempio di rotarianità che avrà un seguito il prossimo
anno nel mese di Agosto”.
RC Pavia Ticinum
UN SERVICE IN UGANDA? CUCIRE PEDALANDO
Lunedì 21 Ottobre è stato presentato il service internazionale “Cucire pedalando”, realizzato dal RC Pavia Ticinum. “Si tratta - come ha spiegato il Presidente,
Francesco Meriggi - dell’allestimento di n.14 macchine da cucire a pedali, perfettamente funzionanti e
dotate di pezzi di ricambio e di libretti di istruzione
in inglese. Le macchine sono destinate agli studenti
del corso di cucito dello Zakayo Vocational Training
Institute, scuola professionale fondata nel 2006 nella regione della Karamoja (Uganda) per migliorare le
capacità di sostentamento della popolazione locale”.
Relatori ufficiali della serata sono stati il lomellino
dott. Pier Luigi Rossanigo, medico missionario, e
la direttrice dello Zakayo Institute, Rose Miligan Lochiam, ex deputato del Parlamento ugandese. Con
i loro interventi hanno ben presentato le
difficoltà della vita quotidiana in Karamoja,
terra confinante con Kenya e Sudan e abitata da seminomadi dediti alla pastorizia e
all’agricoltura. Scarsità d’acqua, povertà e
basso livello di educazione con un tasso
di analfabetismo superiore al 70% fanno
sì che la regione necessiti di concreti aiuti
per il suo allarmante basso indice di sviluppo con indicatori di salute (quali mortalità infantile, mortalità materna post parto,
ecc.) particolarmente scadenti rispetto a
quelli complessivi dello stesso Uganda.
All’incontro hanno presenziato il Console Onorario
dell’Uganda per Lombardia, Emilia Romagna e Veneto avv. Roberto Randazzo, l’Assistente del Governatore Elisabetta Sarchi e delegazioni in rappresentanza dei Club, che attualmente stanno cooperando “in
cordata” con il RC Pavia Ticinum per l’Uganda (RC
Brescia Castello, Brescia Manerbio, Crema, eClub
2050, Pandino Visconteo, Siziano, Soncino).
“Cucire pedalando - ha precisato Meriggi - è il primo
dei due service internazionali progettati dal Rotary
Club Pavia Ticinum per l’annata 2013-2014 in favore
dello Zakayo Institute al fine di potenziarne l’attività
formativa professionale e incidere sulla qualità di vita
degli studenti e dei loro villaggi. Il secondo service è
in corso di realizzazione e conta sul sostegno econo-
mico della Rotary Foundation e sulla collaborazione
del RC Soroti Central (Uganda)”.
A tutti i convitati sono stati omaggiati graziosi portachiavi artigianali a forma di ruota rotariana con i colori
ugandesi e copie del racconto “Napedό, la caverna
bucata”, scritto dal dott. Rossanigo e concernente il
fortunoso ritrovamento sul monte Moruanyakun di
un paleogramma risalente all’età della pietra e raffigurante delle giraffe. Sono state, pure, consegnate
targhe ricordo per ringraziare alcuni degli intervenuti
che, esterni al Club, hanno prestato la propria competenza professionale per la realizzazione del service.
Anche il governatore Distrettuale, Anna Spalla, è stato citato quale partecipante “straordinario” al service,
avendo donato una macchina da cucire appartenuta
alla madre.
Il Presidente Meriggi ha concluso la serata affermando: “Se un
vero service rotariano deve rispondere a precisi bisogni, coinvolgendo i propri soci e la società civile del territorio in cui il Club
è inserito, si può affermare che
Cucire pedalando è un service
perfettamente riuscito e che può
cambiare la vita, come auspicato
dal Presidente del Rotary International Ron D. Burton”.
Il prossimo numero del Notiziario distrettuale ROTARY 2050
sarà on line dal 15 Dicembre su notiziario.rotary2050.net
I referenti di Club e Commissioni distrettuali sono pregati di inviare i loro contributi editoriali
entro il 5 Dicembre al seguente indirizzo: [email protected]
Scarica

Novembre - Distretto 2050