www.rotary2050.net - [email protected] Direttore responsabile: Andrea Pernice - Coordinatore editoriale: Patrizia Zanotti Allegato a Rotary n. 9/2013 - Registrazione Tribunale di Milano n. 89 del 8/3/1986 Pernice Editori - Via Verdi, 1 - 24121 Bergamo - Stampa: TCP - Via Vigentina, 29/B - 27100 Pavia Novembre 2013 - Nº 9 Interdistrettuale La lettera del Governatore ASSEMBLEA DEL CAM IL MESE DI NOVEMBRE È DEDICATO ALLA FONDAZIONE ROTARY Il 23 Ottobre si è svolta a Milano l’Assemblea annuale degli “Amici del CAM” alla presenza dei Governatori e di numerosi soci dei Distretti 2041, 2042 e 2050. I rotariani “Amici del CAM” contribuiscono alle necessità economiche e operative del CAM e svolgono un’intensa azione promozionale per farne conoscere le finalità e le iniziative. La missione del Centro Assistenza Minori, CAM, è operare gratuitamente e per soli fini di solidarietà sociale a favore dei minori in difficoltà, svolgendo le attività e i servizi richiesti dal Tribunale per i Minorenni, dalla Procura della Repubblica per i Minorenni, dai Giudici Tutelari, da Enti Sociali e da Pubbliche Amministrazioni. Istituito nel 1969, quando il Tribunale per i Minorenni di Milano decise di avvalersi di volontari per far fronte al cumulo di lavoro procurato dalla nuova legge sull’adozione speciale, il CAM si prende cura di minori in situazioni di difficoltà offrendo accoglienza in ambienti residenziali di tipo familiare ed interventi educativi e di sostegno per salvaguardare il benessere fisico e psichico del bambino nel rispetto delle esigenze affettive ed emotive di ciascuno. “Noi rotariani abbiamo raggiunto importanti traguardi nella nostra vita - ha detto nel suo intervento il governatore del Distretto 2050 Anna Spalla - Certo abbiamo lavorato e ci siamo meritati tutti i nostri successi, ma abbiamo anche avuto le opportunità giuste per far emergere i nostri talenti. Se ciascuno di noi riflette, può ricordare una figura importante per la sua vita, un professore, un direttore d’azienda che al momento giusto gli ha dato il consiglio giusto. Noi rotariani sentiamo l’impegno di essere per i giovani che incontriamo queste figure di riferimento che indicano il percorso. Ma se questo ci viene spontaneo verso i giovani che incontriamo nell’ambito di lavoro, non ci è altrettanto consueto venire in contatto con realtà di confine, di emarginazione reale o anche solo potenziale. Attraverso gli Amici del CAM questo contatto si stabilisce e non possiamo non fare i conti con la consapevolezza che, con un nostro poco, il CAM fa molto, cambia un destino che potrebbe precipitare e dà una prospettiva di futuro. E quindi grazie Amici del CAM perché ci costringete a guardare al di là di un orizzonte rassicurante e a considerare povertà e disagi emergenti. Grazie perché date modo a noi, che abbiamo avuto nella nostra vita tante opportunità, di offrire un’occasione anche a chi di opportunità ne sta avendo poche o nessuna”. La consuetudine rotariana dedica il mese di Novembre a promuovere e celebrare fra tutti i Rotariani del mondo un momento di impegno condiviso per la Fondazione Rotary. Non tutti conoscono appieno i percorsi e le grandi potenzialità della nostra Fondazione. Prima di ripercorrere a grandi linee la sua storia, dalla nascita ai nostri giorni, voglio farvi partecipi del mio Momento Rotary. Il Momento Rotary è quando succede qualcosa che fa scattare, in un rotariano, l’orgoglio, il senso di benessere interiore che dà la consapevolezza di appartenere a qualcosa di grande, di importante; il Momento Rotary trasforma un iscritto al Rotary in un vero rotariano. Il Presidente Internazionale Ron Burtun, durante gli eventi cui noi tutti Governatori Rotary del Mondo abbiamo partecipato, ci invitava a parlare del nostro Momento Rotary. All’Assemblea di San Diego, nella Sessione dedicata al cosiddetto “public speaking” ciascuno di noi Governatori che partecipavamo a quella particolare Tavola Rotonda doveva, come esercizio, parlare appunto del suo Momento Rotary. Complice la fortuna che il giro non iniziasse proprio da me, ho avuto modo di riflettere e ho capito che il mio vero Momento Rotary è strettamente collegato alla Fondazione Rotary. Sono entrata in maniera un po’ inconsapevole nel Rotary nel 2003 conoscendo il Rotary praticamente solo nei suoi luoghi comuni. Ero abbastanza orgogliosa di essere stata chiamata in ragione della mia vita di lavoro, mi piaceva durante le cene parlare di tante questioni e avere il punto di vista non solo degli ingegneri, come mi era sempre capitato, frequentando prevalentemente amici di lavoro, ma dei medici, dei legali, degli imprenditori. Ero insomma soddisfatta di essere socia del mio Rotary Club. È stato quando ho partecipato in Novembre al Seminario della Fondazione Rotary di quell’anno che sono rimasta incantata e trascinata dalla tensione ideale e dalla forza operativa del nostro sodalizio. Per me, professore universitario, scoprire che la nostra Fondazione è il primo ente privato erogatore di borse di studio al mondo è stato strabiliante. Avere la reale consapevolezza di quanto si fosse fatto e si stesse facendo, ha fatto scattare in me la volontà di impegnarmi di più. Ho avuto la certezza di spendere bene le mie energie e il mio tempo dedicandomi a qualcosa che aveva portato e stava portando a così grandi risultati. Da allora il Rotary è entrato in maniera davvero importante nella mia vita. Non sono più stata solo socia di un Rotary Club, sono diventata Rotariana. Partecipate al Seminario della Fondazione che si terrà il prossimo 23 Novembre a Milano allo IULM, forse scatterà anche in voi il desiderio di impegnarvi ancora di più di quanto già non facciate. E ora un po’ di informazione/formazione sulla Fondazione Rotary. In occasione del Congresso del 1917 il Presidente del RI Arch C. Klumph, propose di istituire un fondo di dotazione destinato a “fare del bene nel mondo”. Nel 1928 il Fondo fu ribattezzato “Fondazione Rotary” e divenne una entità autonoma all’interno del Rotary International. Da allora le iniziative della Fondazione si sono susseguite sempre più importanti e brillanti. È del 1947 la Creazione del primo programma educativo della Fondazione (Fellowships for Advance Study), precursore delle Borse di studio degli Ambasciatori. Il Rotary, già da allora aveva, questa lucida visione di collegare le Nazioni attraverso i migliori ambasciatori che un Paese può avere: i suoi giovani più dotati. Negli anni, attraverso la Fondazione Rotary, decine di migliaia di giovani hanno fruito di questa opportunità preziosa, hanno conosciuto grazie al Rota- ry altri Paesi e si sono formati ai nostri ideali. Negli Anni Sessanta nascono i programmi Scambi di gruppi di studio, Sovvenzioni per la formazione professionale e Sovvenzioni per realizzare l’obiettivo della Fondazione Rotary, che divennero poi le Sovvenzioni paritarie. Negli Anni Settanta si sviluppano le sovvenzioni 3-H (Health, Hunger, Humanity). La prima sovvenzione Health servì a finanziare un progetto per immunizzare 6 milioni di bambini delle Filippine contro la poliomielite. Questo progetto fu precursore del programma PolioPlus volto a eradicare la polio in tutto il mondo. Assunto come programma ufficiale del Rotary International nel 1985, è il programma più ambizioso mai realizzato dal R.I. Gli Anni Ottanta vedono i primi Forum della Pace, che portarono alla creazione delle Borse di Studio della Pace del Rotary, il cui scopo è formare leader che siano costruttori di pace e promotori della risoluzione dei conflitti nella loro comunità e in tutto il mondo. I borsisti che hanno completato il programma sono impegnati a reintegrare i rifugiati del Sudan, a creare opportunità di lavoro per le donne svantaggiate dell’India, a sostenere la ricostruzione nelle regioni devastate del mondo. E nel Luglio 2013 viene lanciata la visione futura, un nuovo modello per l’utilizzazione delle risorse della Fondazione con sovvenzioni distrettuali, globali e predefinite che consentono ai Rotariani di rispondere ai bisogni più rilevanti in tutto il mondo. Dalla prima donazione di 26,50 USD nel 1917, il sostegno finanziario alla Fondazione è stato di oltre 1 miliardo di dollari. E Charity Navigator, Ente che compara l’efficienza delle fondazioni nel mondo, cioè la percentuale delle spese di funzionamento rispetto al totale dei fondi gestiti, dà alla nostra fondazione 4 stelle, l’efficienza massima! Vale la pena di impegnarsi! Buon lavoro. 2,5 miliardi di bambini salvati dalla polio. Grazie Rotary! 2 IN ITALIA E NEL MONDO Uno sguardo oltre l’orizzonte a cura di Gianni Jandolo APPUNTI DALL’ISTITUTO DI BUENOS AIRES Mentre torme di colombacci cominciano in questo autunno a invadere i cieli, in Argentina, un Paese alla fine del mondo come lo ha definito Papa Francesco, è aria di primavera, anzi, di più e il caldo, ancora gradevole, accompagna l’incontro con la “Convocadora” di questo Istituto di Buenos Aires, Celia Cruz de Giay, Direttore al Board fino al Giugno 2015, già Coordinatrice Regionale della Fondazione Rotary e attuale Coordinatrice Regionale (Centro e Sud America) dei CIP per i Paesi di lingua spagnola. Un Istituto singolare in un Paese singolare. Un’occasione di lavoro concreto e di confronto punteggiato dai termini che ritornano lungo tutto l’arco dell’incontro: “privilegiados”, siamo privilegiati perché abbiamo ancora la possibilità di capire, di “compartir”, di condividere, “junto” insieme, la realtà che ci circonda e i bisogni delle comunità, abbiamo la possibilità di intervenire, di agire, di impiegare bene le risorse. Perciò, differentemente da altri Istituti, meno tempo dedicato alle sedute plenarie e più tempo dedicato a riassumere, discutere, chiarire, studiare, pianificare. Meno tempo alla comunicazione a una via, più comunicazione a due vie (mi ricorda quanto sottolineava con grande enfasi il PDG Massimo Massoni). Più tempo per interagire con i leader dell’organizzazione rispetto al divieto nei fatti di “parlare al conducente” indicazione che trionfa nei mezzi pubblici di mezzo mondo. Con più di mille partecipanti e ben 12 gruppi di affollatissimi Gruppi di Discussione e 90 minuti a disposizione per ciascuno (una partita di calcio in fondo) questo si avvia ad essere un Istituto di eccellenza nella storia degli Istituti. Rottura degli schemi organizzativi, dove possibile, luci normali e non attenuate come nelle sedute plenarie microfoni funzionanti e utilizzati in modo efficace, intervalli frequenti, brevi e ipo-calorici, sedie non respingenti, possibilità di entrare e uscire a proprio piacimento, cosa che costruisce una mappa dell’interesse, ma anche del gradimento che i singoli Rotariani mostrano per un determinato programma, per un’area di intervento o di focalizzazione: e così sono emersi i temi di maggior successo come quello sui nuovi strumenti per sviluppare il Rotary e i Rotariani; sulArgentina 42 milioni 475 miliardi 11.500 61° I due Paesi in cifre Popolazione PIL in USD PIL Pro Capite in USD Posizione PIL Pro Capite +6,2% Crescita stimata 2014 10,00% Inflazione stimata 2014 Peso Argentino Moneta Repubbubblica Presid. Fed. Forma di Stato circa 3.000.000 Estensione kmq 15 Densità abit/kmq 12.260 Rotariani 830.000 $ Raccolta pro F.R. 2012-'13 47 $ Fondo Annuale Pro Capite la pubblica immagine, su come ottimizzare le capacità di leadership per raggiungere gli obiettivi; sullo sviluppo personale e il trasferimento culturale come attività pratica per l’arricchimento della comprensione internazionale; sulle nuove generazioni, sui Comitati InterPaese e sulle strategie d’accompagnamento di una politica del fare rivolta a relazioni bilaterali forti e durature per la costruzione di ragioni di pace. Certo tutto questo potrebbe apparire ancora una volta, generico se non si fosse usata la precauzione di stabilire dei requisiti vincolanti per la discussione: poco tempo dedicato alle dichiarazioni iniziali, molto alla discussione dei presenti che, moderati dai leader, sono invitati loro a trovare soluzioni ai dubbi, a identificare strategie collaterali, modi per imitare programmi di successo, favorendo così una crescita di consapevolezza collettiva e la verifica della effettiva sostenibilità dei progetti. Il lavoro di gruppo è stato quindi un altro strumento, insieme a un’atmosfera di crescente positività che ha reso questo Istituto fattivo, giovane, vivace, allegro, diverso. Rientro in Italia con la sensazione di un Paese, l’Argentina, del quale sappiamo poco o nulla. Di 40 milioni di abitanti almeno la metà abbia origini italiane. Di quelli che ho incontrati, quasi tutti comprendevano la nostra lingua, molti tengono a dirti che hanno il doppio passaporto e descrivono con orgoglio la loro discendenza italica. Una curiosità verso l’Italia, straordinaria, con una buona consapevolezza delle differenze sociali, politiche e culturali. Non siamo abituati, non sono abituato. Sono sorpreso e come Rotariano mi sento in difetto per non aver lavorato più opportunamente allo sviluppo di una relazione così fortemente desiderata da parte dei Rotariani argentini. E’ vero, sappiano poco o nulla di chi ci vive accanto, perché dovremmo ingaggiare rapporti con chi è così lontano? Semplice la risposta: perché siamo Rotariani che “insieme” ad altri hanno saputo accarezzare sogni e progetti che hanno avuto e hanno una storia. Anche iniziando dalle piccole cose. Come per esempio quella di metterci in contatto con Miguel Angel Milano di Rosario (Argentina). Miguel Angel, un grande Rotariano ed un grande amico dell’Italia, già Ambasciatore dell’UmItalia bria nel Nord e Centro 60 milioni Argentina, esperto di 2.000 miliardi sicurezza ma musicista di eccezione come hob33.000 by, lavora nei Comitati 27° InterPaese d’Argenti+0,7% na ed è a disposizione 1,50% di quelli che intanto e prima ancora delle deEuro cisione amministrative Repubblica e burocratiche per far Parlamentare decollare l’attività di un circa 300.000 vero e proprio CIP tra i 198 due Paesi, desiderano contribuire a gettarne 41.777 le basi. Il suo indirizzo? 4.700.000 $ Ecco qua: miguelangel75 $ [email protected] . Premi ETIC 2013 CONSEGNATI TRE PREMI A GIOVANI DOTTORI In apertura del Congresso nazionale dell’AICA (Associazione Italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico) presso l’Università di Salerno, campus di Fisciano, il 18 Settembre di quest’anno sono stati consegnati i tre premi ETIC 2013. I due premi banditi dal Distretto 2050 sono stati assegnati alla Dott.ssa Alessandra Giglio, ligure, per la tesi di dottorato in Lingue, Culture e Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione presso l’Università di Genova dal titolo: “Racconto L2.0: esercitare la produzione narrativa in rete”, e al Dott. Antonio Giovanni Schiamone, calabro, per la tesi di laurea in Informatica presso l’Università di Pisa dal titolo: “M.A.G.EN.T.A.: un sistema per la valutazione di linee guida per l’accessibilità dei siti web”; il premio indetto dal Distretto 2080 è stato assegnato all’Ing. Claudio Loconsole, pugliese, per la tesi di dottorato di ricerca in Tecnologie Innovative, presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, dal titolo: “Advances in human-machine interaction for upper limb rehabilitation and basic life support training”. La cerimonia ha visto la presenza del PDG Ivo De Lotto in rappresentanza del Distretto 2050 e del PDG Franco Arzano in rappresentanza del Distretto 2080, che hanno presentato i vincitori e consegnato loro l’attestato del premio e il relativo assegno di 3.000 €; i vincitori a loro volta hanno brevemente descritto i risultati dei lavori di tesi. Nella stessa occasione è stato presentato il bando ETIC 2014 che prevede un premio nazionale di 3.150 € e 9 premi distrettuali di 2.650 €, con la partecipazione dei Distretti 2031, 2032, 2041, 2042, 2050, 2080, 2100, 2110, 2120. I premi sono riservati a studenti che si sono laureati o hanno consegnato la tesi di dottorato nel periodo 1/4/1328/2/14 e la data di scadenza per la consegna della documentazione sul sito di AICA è il 7 Marzo 2014. Il tema dell’Etica e Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione è sempre più di attualità nella società dell’informazione e della conoscenza in cui siamo entrati. L’evoluzione rapida e continua delle tecnologie dell’informazione, la loro pervasività in tutte le attività dell’uomo e la criticità crescente dei servizi offerti al cittadino rendono sempre più importante che gli operatori del settore abbiano piena coscienza delle implicazioni sociali ed etiche delle loro scelte e decisioni e che la scuola e le associazioni professionali si occupino di questi problemi. Con questi premi il Rotary e l’AICA vogliono richiamare l’attenzione delle Università sull’importanza e la delicatezza del tema delle implicazioni etiche delle tecnologie digitali e invitarle a svolgere un’opera di sensibilizzazione e di formazione per garantire che i laureati entrino nel mondo del lavoro e delle professioni con un’adeguata preparazione nel settore. Seminario interdistrettuale CINQUE DISTRETTI UNITI SULLA LEADERSHIP Sabato 26 Ottobre, a Milano, si è tenuto il Seminario sulla Leadership promosso dai Distretti 2031, 2032, 2041, 2042, 2050 del Rotary. Nel suo discorso, il Governatore Anna Spalla ha posto l’accento sulla peculiarità dell’evento: “La voglia di fare e di fare insieme ha portato qui così tante persone: cinque Distretti con i loro Governatori e i loro presidenti, insieme per riflettere su argomenti impegnativi. Come nasce la leadership, come si costruisce, come si fa riconoscere, come fa scuola, come fa squadra. Come professore universitario, la prima cosa che faccio quando partecipo o organizzo un convegno, un seminario, è pensare all’uditorio, alle sue aspettative, alle sue esigenze di conoscenza. L’uditorio di oggi è particolare, non sono studenti, non sono ricercatori, sono persone abbastanza speciali, siamo persone abbastanza speciali. Siamo persone di buona volontà che lavorano insieme per dar vita a grandi sogni. Siamo persone di rigore etico e non chiediamo agli altri niente più di quanto siamo disposti a dare in prima persona. Siamo persone che dal nostro lavoro abbiamo avuto tanto e ci sforziamo di fare in modo che tutti, specialmente i giovani, abbiano le stesse possibilità e opportunità che abbiamo avuto noi. Siamo consapevoli di essere quello che siamo perché qualcuno ci ha indicato la via e ci sforziamo di essere noi ad indicare la via a chi la sta cercando”. Anna Spalla ha poi ricordato l’anno in cui fu presidente del suo club e lo guidò secondo il motto del presidente internazionale: “Lead the way”, “Indica la strada”. “Allora dicevo ai miei soci che ciascuno di noi ha dei talenti e ha avuto il merito e il privilegio di poterli esprimere e che era nostro dovere far di tutto per indicare la via a chi non ha ancora espresso le sue potenzialità. E’ corretto affermare che siamo tutti leader nel nostro ambito di lavoro e nei nostri Club e con un seminario sulla leadership parrebbe di insegnare a chi già sa. Ma è altrettanto vero che ciascuno di noi svolge il suo ruolo di leader con un’impronta particolare, che dipende dalla sua formazione culturale, dal suo modo di pensare, dal ruolo che svolge nella sua attività professionale, dal suo metodo di affrontare le situazioni difficili e così via. In altre parole potremmo dire che il modo con cui esercitiamo la funzione di leader è caratteriale e soggettiva e forse non ci poniamo la domanda: potrei svolgere la mia funzione di leader in modo migliore?”. Ecco lo scopo di questo congresso: stimolare in noi questa domanda e cercare una risposta ascoltando gli esperti di leadership che la esercitano in ambiti diversi, tutti di grande rilevanza. 3 PROGETTI SUL TERRITORIO Al Castello di Padernello Iniziative e progetti UN CONVEGNO PER DISCUTERE DI ETICA A 360 GRADI SHOWCASE 2050 “L’alba del Rotary. Il risveglio dell’Etica. Conversazioni a più voci. È il tema di questo incontro: un titolo un po’ strano. Strano perché, riflettendo, sembra quasi che l’Etica sia morta, ho preferito pensare che si sia solamente assopita, addormentata, e allora pensiamo oggi di contribuire al suo risveglio. L’attenzione per i temi dell’etica si colloca tra i dati culturali emergenti degli ultimi anni. Nasce dall’interesse della filosofia, ma soprattutto da quelle interrogazioni morali che si pongono in un crescente numero di ambiti. Si pensi alle questioni di vita e di morte di cui è intessuto l’ambito biomedico, all’interrogativo sulla sostenibilità ambientale globale o a quello sul fine dell’impresa economica e sulla responsabilità sociale. I temi dell’etica interessano ambiti specialistici, coinvolgono competenze specifiche e interpellano, quindi, in primo luogo le diverse etiche professionali e i rispettivi codici. Al tempo stesso, però, essi riguardano il corpo sociale tutto, giungendo a toccare la concretezza della vita delle persone, nella loro individualità, come nelle mutue relazioni che esse intrattengono. L’incontro di oggi tende a mettere a confronto le varie competenze, valorizzandone l’autonomia disciplinare, ma anche facendole dialogare in vista di una reciproca integrazione”. Così Nedo Brunelli, assistente del Governatore, ha presentato il Convegno, dando prima la parola all’avv. Roberto Molinari per i saluti del RC Brescia Manerbio, poi al vice presidente della Fondazione Castello che ha accettato di ospitare un evento del Rotary, riaf- fermando che proprio il Castello è fonte di incontri di cultura e di etica con la presenza di filosofi di fama nazionale, successivamente Patrizia Volonghi, RD Rotaract Distretto 2050, ha portato i saluti dei giovani del Rotaract sempre attenti al rispetto della persona e pronti a collaborare per un bene comune. Al governatore Anna Spalla è spettato il compito di introdurre il Convegno: il richiamo ai valori etici rotariani nel mese dedicato all’azione professionale ha trovato il giusto momento di incontro per una conversazione a più voci su un tema sempre attuale e di richiamo per chi come noi ci dedichiamo al sociale, ci adoperiamo ad intervenire per promuovere solidarietà e a riconoscere la dignità nell’altro soprattutto nel nostro operare nelle varie professioni. La prima relazione è stata affidata a mons. Vincenzo Rini (RC Cremona Po) nonché presidente SIR Servizio Informazione Religiosa presso la Conferenza Episcopale, che ha trattato con puntualità la differenza tra “Etica e Morale”, poi etica/morale laica e/o religiosa sottolineando la crisi delle certezze. Il prof. Federico Nicoli, Filosofo e Ricercatore presso l’Università Insubria in Varese, ha affrontato il tema “Etica e Filosofia”, entrando nel rapporto tra etica e morale nella storia della filosofia politica, l’uomo in relazione con altri simili e il rapporto tra persone e istituzioni nella storia della filosofia, chiedendo alla fine: l’etica senza l’uomo “giusto” può dire ancora qualcosa? Un intervento tanto atteso e ascoltato con tanta attenzione dal numeroso pubblico intervenuto. Al dott. Ottavio Di Stefano, Presidente dell’Ordine dei Medici di Brescia e membro della Commissione Etica presso gli Ospedali Civili di Brescia, è stato assegnato il tema “Etica e Bioetica”, che con l’ausilio di slide ha percorso lo sviluppo e il processo culturale del medico, in particolare nel rapporto con il paziente riconoscendolo non più come un “numero di letto”, ma come persona con la sua dignità e un rapporto esteso ai familiari: un caso ha messo in evidenza luce e ombre della “relazione”. Non poteva mancare una voce autorevole in materia di “Etica e Legalità”, con la presenza del prof. avv. Luigi Maione, Docente all’Università di Brescia che ha rappresentato con dovizia di citazioni i vari passaggi storici dall’editto di Costantino ai giorni nostri, dialogando tra il giusto diritto e la “giusta” sentenza e interpretazione del giudicante. Il richiamo alla conoscenza del diritto fa del cittadino un vero e autentico della giustizia. Da ultimo l’intervento del PDG Decano, avv. Enzo Cossu, per il richiamo all’Etica per il Rotariano. La relazione di un esperto del diritto e della conoscenza dei valori del Rotary per la sua lunga e approfondita esperienza, ha saputo penetrare negli animi e nei cuori di tutti e concludersi con una standing ovation. Al termine dei lavori il governatore Anna Spalla e l’assistente Nedo Brunelli hanno scoperto la targa del Distretto 2050 posta nell’atrio della costruzione per ricordare che anche il Castello di Padernello diventa una casa del Rotary, pronta ad accogliere momenti di affermazione dei nostri service. Intermeeting bresciano INSIEME PER FESTEGGIARE IL COMPLEANNO DI VERDI Un compleanno, si sa, è bello se festeggiato in compagnia di tutti gli amici più cari. E dunque, quale occasione migliore di un Interclub per festeggiare l’anniversario della nascita di Giuseppe Verdi? E’ così che è nata la piacevolissima serata Verdiana svoltasi presso la sede del RC Brescia Sud Est Montichiari che ha ospitato gli amici del RC Moretto e del RC Veronica Gambara. Il Presidente Daniela Piovani ha fatto gli onori di casa salutando le autorità rotariane e innerine presenti tra cui la Past Board Director dell’Inner Wheel Beatrice Guerrini, la Presidente dell’IW Sud Cristina Cirilli e la Presidente dell’IW Salò Desenzano Fabiana Pesce. La Presidente del RC Veronica Gambara Fernanda Cartaino Pedercini e il Presidente del RC Moretto Vitale Mi- nopoli hanno plaudito all’iniziativa dell’intermeeting quale strumento efficace per cementare l’amicizia tra rotariani. La serata, allietata da arie verdiane cantate dal bravissimo soprano Marta Mauri, è culminata nella relazione tenuta dal M° Fulvia Conter sul tema “Verdi e il suo tempo” che ha toccato aspetti poco noti e interessantissimi, spaziando tra le opere verdiane con inconsueti raffronti sottolineando la “tinta” di ogni opera, data dal “colore” delle voci e della strumentazione. Con uno scroscio di applausi i presenti hanno manifestato il proprio apprez- zamento per la magistrale relazione che sicuramente ha solleticato l’interesse per Verdi, basti pensare al suggerimento del M° Conter di ascoltare l’Aida “ad occhi chiusi” per goderne appieno la strumentazione. Anche il PDG Adriano Lecci si è congratulato per la bellissima serata perfettamente attinente allo spirito rotariano perchè, ha ricordato, è in allegria e amicizia che possiamo al meglio servire il Rotary. Un tocco di campana a sei mani ha infine concluso questo riuscitissimo incontro tra amici di diversi club all’insegna della cultura. Cristina Rodondi Rotary Showcase è il social media del Rotary International. E’ una piattaforma ideata per condividere progetti, scambiare idee con altri Rotariani ed esplorare la vasta gamma di iniziative dei Rotary club di tutto il mondo. www.rotary.org/it/showcase In questo Notiziario abbiamo pensato di mettere a disposizione dei Rotariani iniziative già collaudate nei Club e facilmente “clonabili”. Il relatore importante Quante volte è capitato a un presidente di club di “giocarsi l’asso” malamente? Un relatore importante, dal nome altisonante, corteggiato per mesi, con il patema d’animo che proprio all’ultimo momento possa dare forfait... quanti presidenti hanno già vissuto questa situazione? Poi, per fortuna, l’ospite arriva. Il presidente si tranquillizza e la serata ha inizio. Non sempre, tuttavia, la sala è affollata (come nelle aspettative) e non sempre è attenta (a una cert’ora più di una palpebra, inesorabilmente, scende). Ma se, invece, la sala si presenta affollata, magari per effetto di un interclub, i problemi che si possono presentare sono altri: il brusio, la lentezza del servizio con l’effetto inevitabile di ritardare l’inizio della relazione, per finire con le molte domande che non vengono poste perchè l’ora si è fatta tarda. Sala più o meno affollata, ha segnato un goal quel presidente? Il giorno successivo la stampa parla della serata (i giornalisti invitati dal presidente alla conviviale hanno svolto il loro compito, anche se le foto che corredano l’articolo sono un trionfo di tavole imbandite). Alla comunità, presa da mille problemi, cosa può interessare se un ospite illustre ha partecipato a una serata “a porte chiuse” in un Rotary club cittadino? Ritorna la stessa domanda: ha segnato un goal quel presidente? Ora riavvolgiamo il nastro e ripartiamo da un presidente che ha la possibilità di avere quale ospite un personaggio ambitissimo e che decide di creare un evento per la comunità. D’accordo con l’ospite, il presidente decide di organizzare l’incontro in un teatro (ma sarebbe altrettanto efficace l’aula consiliare di un Comune, l’auditorium di un Liceo, una sala polivalente... la scelta dipende dal tipo di relazione e dal pubblico al quale è destinata). Il battage pubblicitario inizia. Vengono avvertiti i media che si mobilitano (come possibile non farlo se l’evento è aperto a tutti? Se a parteciparvi sono centinaia di studenti oppure un pubblico di imprenditori, medici, ma anche gente comune?). Il giorno successivo ecco gli articoli ... e tra le foto non ci sono tavole imbandite a parlare di Rotary. Quel presidente che ha organizzato, condiviso, coinvolto, rafforzato l’immagine del Rotary sul proprio territorio, non vi è alcun dubbio, ha vinto la partita! Patrizia Zanotti 4 PROGETTI SUL TERRITORIO RC Brescia Agenda a cura di Giovanni Maino ESPANSIONE? “Se vogliamo espanderci... facciamolo bene” Se domandassimo a tutti i rotariani quale sia la ragione della loro appartenenza al Rotary, otterremmo un’infinità di risposte diverse. Parrebbe un bene, perché potrebbe significare che il contributo che ciascuno intende dare è diverso e completa quello di tutti gli altri, ma è senz’altro un male, poiché un’associazione di 1.200.000 persone, sia per ragioni organizzative, sia di immagine, non può permettersi un milione di interpretazioni diverse dei suoi scopi. Tralasciando la tanto sbandierata prova delle quattro domande, che tutti hanno sentito nominare, pochissimi ricordano, qualcuno forse applica, è meglio non domandare ai rotariani quali siano gli scopi del Rotary. Ben pochi saprebbero dare una risposta corretta. Ma anche alla domanda ‘Cos’è il Rotary?’ quanti saprebbero rispondere correttamente? Eppure esistono: - una definizione ufficiale stabilita dal Board nel 1976: Il Rotary è un’organizzazione di imprenditori, dirigenti e professionisti che si dedicano ad attività umanitarie, lavorano perché tutte le professioni siano improntate ad alti principi etici e cercano di costruire un mondo in cui regnino la pace e la buona volontà. - una Missione del Rotary: La nostra missione è di servire gli altri, promuovere l’integrità e diffondere la comprensione, la buona volontà e la pace nel mondo attraverso una rete di professionisti, imprenditori e personaggi di spicco delle comunità. - una Essenza del Rotary: Una rete mondiale di persone ispirate che traducono le loro passioni in importanti cause sociali per cambiare le condizioni di vita nelle comunità. Non dovrebbe essere difficile ricordare almeno una di queste definizioni. Perché dunque tanti di noi interpretano il Rotary in modi spesso parziali, spesso errati? Probabilmente perché non si sono mai presi la briga di verificare quali siano gli scopi e le definizioni del Rotary; perché magari non sanno neanche dove cercarli; più probabilmente perché nessuno gliene ha mai parlato in maniera corretta. La mia opinione è che le colpe di questa grave mancanza siano in parte da addebitarsi alla politica di espansione del Rotary e in parte siano da attribuirsi a noi, soci “anziani”. Per ragioni prettamente finanziarie e di incremento del peso a livello internazionale, ci viene chiesto in maniera pressante di creare nuovi club e di fare nuovi soci. Pur di coinvolgere nuovi amici, non ci chiediamo più se essi abbiano ben compreso quali siano gli scopi dell’associazione e quali siano gli obblighi derivanti dall’appartenervi; non ci chiediamo quale contributo, salvo la quota sociale tanto cara ai tesorieri, essi possano offrire. L’importante è solo fare nuovi soci. Informarli correttamente sull’associazione e su cosa l’associazione si aspetta da loro è passato in secondo piano. L’importante è che ci dicano sì. Così, nella scelta dei soci perdiamo di vista anche il nostro compito di creare un quadro rappresentativo delle attività del territorio. E allora finiamo per invitare ad aderire al club l’amico di famiglia o la persona che ci può interessare professionalmente o il medico e l’avvocato cui dare del tu potrebbe sempre tornare utile o - peggio - il marito dell’amica della moglie, così le due signore si fanno compagnia durante le conviviali più noiose. Già nel 1911 Paul Harris scriveva su The Rotarian: “Dobbiamo mantenere elevato il livello dell’effettivo. Spesso si può misurare la lealtà di un socio al Rotary dagli uomini dei quali propone la candidatura. Se sceglie i suoi candidati al di sopra del suo interesse, è chiaro che il Rotary gli sta a cuore. Se si abbassa ad utilizzare l’espediente di far entrare un socio d’affari o un cliente, è evidente che gli importa solo dei suoi interessi e pensa di trarre vantaggio dal favore che sta facendo. Sarebbe difficile misurare la profondità del danno che simili motivazioni possono arrecare al Rotary”. Una volta che questi nuovi soci sono entrati in un club del quale sanno poco o niente, toccherebbe a noi, soci “anziani”, porre rimedio a questa sciagurata politica di espansione basata più sui numeri che sulla qualità. Ma noi tentiamo veramente di coinvolgerli, di trasmettere loro il nostro entusiasmo, di renderli edotti degli scopi e delle regole? Se non li istruiamo e di lì a qualche anno ce li troviamo a fare i presidenti del club, non lamentiamoci se non sanno cos’è il Rotary e se li troviamo inadatti a rappresentarci, perché la loro unica istruzione è stata osservare quello che hanno fatto i più recenti predecessori, magari pure loro poco informati sul loro compito. Di fronte a questi problemi, che fare? Opporsi all’espansione? No di certo. Meglio virare verso un’espansione, per utilizzare un termine attualmente molto abusato anche nel Rotary, “sostenibile”. Ovvero un’espansione non ossessiva, che tenga in conto solo la ricerca di coloro che già sono rotariani dentro senza esserlo ufficialmente, evitando quelli che resterebbero solo dei numeri, degli “appendidistintivi” apportatori di quote. Partendo dal concetto generale che un’associazione esiste per perseguire uno scopo seguendo determinate regole, è necessario illustrarne per bene gli scopi e le regole prima di proporre di aderirvi, accettando solo coloro che si è certi che scopi e regole li abbiano ben compresi e siano disposti ad accettarli. A chi entra a far parte dei nostri club dobbiamo poi dar modo di dare il meglio di sé, facendogli, da veri amici, il dono della nostra esperienza. L’AMICIZIA ROTARIANA IN UN VIAGGIO Dalla Primavera scorsa il nostro Presidente ha ideato e concretizzato, in mesi di tenace ed instancabile lavoro, un percorso dell’anima davvero eccezionale. Ritengo sia corretto fare un veloce excursus delle tappe principali dall’arrivo a Roma fino al momento della partenza così da far rivivere ai presenti e immaginare, a chi non ha potuto essere con noi, il viaggio. Giunti a Roma ci siamo trasferiti per il pranzo, con un pulmann della Santa sede, alla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, Casina Pio IV, nella parte alta dei Giardini Vaticani. Verso metà pomeriggio siamo poi ritornati all’interno del Vaticano per la Santa Messa, concelebrata da S.E. Mons. Marcelo Sancez Sorondo, Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, e da S.E. Card. Giovanbattista Re, Prefetto Emerito della Congregazione per i Vescovi, che ci ha parlato del tema di quest’anno: la Fede e il miracolo di affidarsi a Dio, all’interno della Chiesa di Santo Stefano degli Abissini, la chiesa romanica più antica di Roma, appositamente aperta per noi. Durante la celebrazione, di grande impatto emozionale, il Presidente e il socio Carlo Ferlito hanno ricordato, nelle intenzioni, tutti i nostri cari ed i sofferenti e il socio Gianni Silvioli ha letto la Preghiera del rotariano quale magnifico esempio di apertura verso il mondo e alle differenze che in esso coesistono. Al termine della celebrazione, grazie agli offici di S.E. Card. Re, tra lo stupore, l’incredulità e la felicità dei presenti, abbiamo potuto incontrare Sua Santità Papa Francesco, che stava rientrando nella Sua dimora vaticana, la Residenza Santa Marta. Chi di noi, poi, era ospitato presso la Residenza Santa Marta ha avuto l’opportunità di poter incontrare il Santo Padre di persona e di stringergli la mano, come l’amico Claudani, o fare colazione di buona mattina con Lui ed il Segretario, che ha voluto condividere con noi la torta di compleanno. La statua originale della Madonna di Fatima giaceva invece nella cappella della Residenza Santa Marta, portata a Roma in questi giorni, dopo il suo arrivo nel 1984, per le migliaia di fedeli che l’hanno pregata in Piazza S.Pietro. Per terminare la giornata in bellezza, siamo poi ritornati presso la Sede della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, Casina Pio IV, per una magnifica cena in compagnia di di S.E. Mons. Marcelo Sancez Sorondo e di S.E. Card. Giovanbattista Re. Il giorno successivo abbiamo visitato alcune delle sale di maggior pregio del Quirinale, grazie all’interessamento dell’amico Carlo Ferlito e, a seguire, abbiamo assistito a un pregevole concerto presso la Cappella Paolina. Oggi, a distanza di pochi giorni dal termine di questo entusiasmante pellegrinaggio credo che l’obiettivo di vivere un’esperienza intrisa di cultura e spiritualità, e al contempo condivisione, spirito ed armonia rotariani, sia stato centrato pienamente. Il nostro Club ha vissuto, in pieno accordo tra generazioni, un’esperienza unica. Stefano Cò Preghiera del Rotariano Dio di tutti i popoli della terra, Dio che ci hai voluto fratelli, senza distinzione di sorta, sotto l’ala della Tua misericordia, Dio che ci hai donato la capacità del pensiero e dell’azione per farne uso, secondo le nostre attitudini personali, a favore dell’umanità. Dio che illumini la nostra notte terrena con il raggio della speranza, rendici strumento di salvezza e di conforto per tutti coloro che hanno sete del Tuo amore e della tua giustizia. Colmaci della Tua luce e della Tua forza affinché ciascuno di noi, impegnato nel Rotary al servizio dell’uomo, possa trovare in ogni momento della sua giornata l’occasione di soccorrere chi invoca amore, carità, comprensione. Fa che ogni sera cali su di noi, con la Tua benedizione, quella di coloro cui abbiamo offerto un sorriso, suscitato una fede, arrecato un aiuto. Allontana da noi le tristi ombre dell’indifferenza, del cinismo, dell’egoismo, della ripulsa, della falsità. Dona pace ai nostri cuori, coraggio alle nostre anime, pazienza alle nostre azioni, tolleranza alla nostra forza. Rendici partecipi della Tua grazia unitamente a tutte le Persone a noi care, ai poveri, ai tribolati, agli sbandati, agli oppressi. Così sia. 5 PROGETTI SUL TERRITORIO RC Cairoli RC Piacenza S. Antonino INIZIATIVE BENEFICHE ED EVENTI MUSICALI IL CLUB SPEGNE LE PRIME DIECI CANDELINE Lo scorso 28 Settembre, il Rotary Club Cairoli ha compiuto il service annuale presso la Biblioteca Comunale di Gropello Cairoli. Alla presenza del vice Sindaco e Assessore alla Cultura, nonché membro del consiglio direttivo del Rotary Club Cairoli, Giuseppe Gualtieri, dell’Assessore all’Istruzione Vincenzo Vinci e del bibliotecario Leonardo Cammi, sono stati donati dal presidente del Rotary Club Cairoli, Paolo Rossi, circa trenta libri provenienti dalla seconda edizione 2013 del Premio letterario “La Provincia in Giallo” istituito dal club per promuovere la letteratura del “giallo” in provincia. La donazione è stato molto apprezzata anche per la qualità delle opere e al Presidente del Club sono giunti i più sinceri ringraziamenti. Paolo Rossi ha ricordato quanto il club tiene in considerazione, oltre alla promozione culturale attraverso il premio letterario nazionale, l’importanza di dotare di numeri sempre maggiori e opere di qualità le biblioteche del territorio della Lomellina, infatti per l’immediato futuro sono in progetto donazioni ad altre biblioteche. ***** Al Teatro Martinetti di Garlasco, il 27 Ottobre, si è tenuto “L’andar dei Popoli”: un evento al quale hanno partecipato grandi musicisti provenienti da più Paesi che hanno eseguito musiche di popoli diversi. La musica dei popoli ne canta la vita, trasmettendo le emozioni di chi la storia la deve interpretare e subire, ma assai poco la può decidere. Il tema è il viaggio, che ha diversi significati per popolazioni ed epoche. Diaspora, sconfitta, speranza, allegria, delusione… Si sono susseguiti interpreti di musiche slovene, albanesi, armene, trentine, ebraiche, ispirate al viaggio. Anche traversare adesso terre la cui storia è assai vicina dà forti emozioni: le musiche finali sono di adesso, ma portano l’eco di allora, come quelle di Federica Mormando, ideatrice e conduttrice, che hanno concluso lo spettacolo. Il Rotary Club Cairoli ha destinato il ricavato dell’evento all’acquisto di un veicolo per dializzati. Antonio Gaggianesi RC Gonzaga Suzzara Importante e riuscita serata all’Hotel Roma per il Rotary Club Piacenza S. Antonino che ha festeggiato l’anniversario dei dieci anni dalla sua fondazione. Nella stessa location dove nel Settembre del 2003 avvenne la prima conviviale, tutti i soci, con i 10 ex presidenti e gli attuali dei club rotary piacentini, si sono uniti al brindisi proposto dal presidente Nereo Trabacchi per l’importante traguardo. Lo stesso Trabacchi, in un breve discorso di ringraziamento, ha ricordato alcuni dei service concretizzati dal RC Piacenza S. Antonino in questi anni quali: la donazione al dottor Giacomo Biasucci, direttore di pediatria di Piacenza di un monitor cardiorespiratorio, per la sindrome da morte improvvisa del lattante; le donazioni all’associazione Pia Pozzoli che si occupa del sostegno alle famiglie con disabili e all’associazione italiana dislessia di Piacenza. E’ stata riservata attenzione anche alla cultura piacentina attraverso uno stage a una studentessa della “Ricci Oddi” e destinando sempre alla Galleria, una importante donazione per il restauro di alcune opere. Per quanto concerne i progetti internazionali, sono stati inviati i materiali necessari alla costruzione di un pozzo e alla ristrutturazione di una scuola attraverso l’onlus Macibombo. Tutto questo è stato possibile grazie ai dieci presidenti e a tutti i soci. La serata si è conclusa con un intenso spettacolo del mago illusionista piacentino Riccardo Rampini e i suoi davvero suggestivi effetti di prestidigitazione. Al termine della serata il presidente Nereo Trabacchi ha voluto salutare gli ospiti con una frase che, a suo parere, racchiude i più importanti fondamenti rotariani: “arriviamo sulla terra, non per trovare la felicità, ma per cercarla. E il compito di un rotariano è aiutare chi fatica in questo.” RC Brescia Castello UN TORNEO DI BURRACO ALLA FAMOSA MILLENARIA PER LA CASA OZANAM IL BUON PANE ROTARIANO Come ormai tradizione da oltre un decennio, il mese di Settembre rappresenta per il nostro club un momento di grande impegno. Anche quest’anno non poteva mancare la nostra partecipazione alla manifestazione che forse più ci caratterizza sul territorio per la grande visibilità che procura al Rotary in generale e al nostro club in particolare e cioè la nostra presenza negli spazi espositivi della Fiera Millenaria di Gonzaga con la struttura per la dimostrazione e produzione a scopo benefico del pane cotto nei forni a legna. Il bel tempo, che ha complessivamente caratterizzato queste giornate di fine estate, ha favorito un grande afflusso di pubblico che, come sempre, ha apprezzato la fragranza del nostro pane cotto nei forni a legna, dimostrandosi anche paziente quando, in “orari di punta” attendeva che le “ciope” venissero sfornate. La visibilità della nostra iniziativa è stata ampiamente riportata sia dalla stampa che dalle televisioni locali. Infatti, sia su La Voce di Mantova, sia sul sito Mantova24.com, è stato dato risalto alla nostra presenza e agli scopi benefici e culturali che ci prefiggiamo. L’ormai tradizionale e collaudata taskforce di panificatori e fornai che curano con riconosciuta professionalità la qualità del nostro pane, è stata affiancata da numerosi soci e familiari che hanno garantito con la loro presenza, la necessaria continuità al punto distributivo fino a tarda ora tutti i giorni. E non sono mancate anche piacevolissime sorprese rappresentate da “giovani fornai in erba” che con caparbia tenacia e determinata volontà si sono cimentati nell’arte bianca! Ecco perchè, da sempre, queste nostre impegnative iniziative vengono da noi promosse non solo e non tanto come importante mezzo di presenza, testimonianza di volontariato, utile mezzo per raccolta di risorse per i nostri numerosi service sia in ambito locale, sia in ambito internazionale, ma anche e soprattutto come importantissimo momento di aggregazione, amicizia, cultura di tradizioni. Amilcare Galafassi Il Rotary Club Brescia Castello ha organizzato lo scorso 8 Ottobre un torneo benefico di Burraco presso l’Hotel Master di Brescia. Da sempre attento alle esigenze del territorio, sensibile alle necessità delle organizzazioni umanitarie che caratterizzano l’importante ruolo sociale del volontariato bresciano, quest’anno il Rotary Brescia Castello ha devoluto il ricavato della serata alla casa di accoglienza “Beato Federico Ozanam”, presieduto dalla signora Katinka Seccamani Mazzoli. Da tempo era stata percepita l’esigenza, ormai non più procrastinabile, di sostituire i letti all’interno del reparto femminile del dormitorio che accoglie giovani donne sole ma spesso ospitate con i loro bambini in tenera età. Hanno risposto all’invito numerosissimi appassionati del gioco: circa 250 persone hanno infatti chiesto di partecipare ma il familiare contesto che ci ha ospitati con grande eleganza e generosità ha consentito a circa duecento persone di trovare posto attorno al tavolo verde. Determinante è stato il ruolo degli sponsor che, con generoso slancio, hanno consentito di premiare le prime 45 coppie classificate. In occasione della tradizionale “Ottobrata”, così i rotariani chiamano l’appuntamento autunnale, la presi- dente del sodalizio Loretta Forelli, ha consegnato alla presidente della San Vincenzo De’ Paoli il frutto della generosa raccolta dichiarando: “Quando si propongono obiettivi e progetti concreti, rivolti ad organizzazioni che da anni svolgono in modo trasparente e silenzioso un insostenibile compito d’accoglienza, i bresciani non si fanno attendere nel manifestare la loro solidarietà e generosità”. La Presidente ha ringraziato Giorgio Botti per l’organizzazione della serata che ha raggiunto il record assoluto dei partecipanti e Osvaldo Rossi che ha fatto da “trait d’union” col Master Hotel grande e generoso sponsor, insieme a tanti altri. Ada Pelloni 6 EVENTI SUL TERRITORIO Fondazione Rotary RC Piacenza Farnese INCONTRI DA RICORDARE UN CONVEGNO CHE PARLA DI SALUTE ATTRAVERSO ALIMENTAZIONE E SPORT Come è tradizione nel mese di Novembre si tiene la Giornata della Fondazione Rotary. Quest’anno il Seminario, a cura dei distretti 20412042-2050, è programmato per il 23 Novembre, dalle ore 9 alle ore 13, presso lo IULM (Via Carlo Bo, a Milano). L’evento, con relativa pubblicazione di relazioni e slide, sarà ampliamente raccontato nel prossimo Notiziario distrettuale on line dal presidente della Commissione preposta, Giuseppe Alfonsi. Come ricorderete la Fondazione richiede che i club del distretto partecipino a una sessione di qualificazione per meglio conoscere gli strumenti che la Fondazione offre per condurre le attività umanitarie a livello locale e internazionale. E’ giusto ricordare che la partecipazione dei responsabili di club per la Fondazione o di un socio è condizione per poter accedere alle sovvenzioni distrettuali e globali. L’invito, pertanto, è quello di non perdere questa occasione e per quanti non hanno potuto partecipare all’incontro che si è tenuto alla alla sede distrettuale di Piacenza il 26 Ottobre, è possibile partecipare alla seconda (e ultima) data disponibile del 30 Novembre (sempre a Piacenza, in Via Gorra 55, dalle 9.30 alle 12.30). La sessione si rivolge ai responsabili di club per la Fondazione e ai tesorieri per l’anno 2014-15. I responsabili di club per l’anno 2013-14 il cui incarico prosegue anche nell’anno 2014-15 dovrebbero comunque partecipare o indicare un delegato. Il convegno nazionale ASAS, che si è tenuto a Piacenza nelle giornate del 25 e 26 Ottobre, ha avuto quale tema “Alimentazione e attività fisica per promuovere salute: il benessere è nelle nostre mani” ed è stato patrocinato anche dal RC Piacenza Farnese. Nelle note successive il sunto di quanto espresso dai relatori che hanno interessato la platea con interventi di grande attualità. Forse non tutti sanno che i nostri geni sono predisposti per farci vivere fino a 120 anni, forse 140. È un bonus che ci viene offerto alla nascita, una sorta di “libretto di garanzia” che ci viene rilasciato quando veniamo al mondo. Nella realtà, la durata media della vita nei paesi occidentali - quelli con la maggiore aspettativa - si aggira intorno agli ottanta anni di cui gli ultimi 1520 spesso vissuti in una condizione di scarsa qualità di vita per patologie croniche, invalidità, etc. Perché questa discrepanza tra potenzialità genetica e realtà dei fatti? Uno dei motivi che non ci consente di usufruire appieno di questo “bonus” è legato allo stile di vita irresponsabile e alle scelte alimentari inconsapevoli. Abbiamo 5 (o più) occasioni al giorno - 1.825 e più occasioni ogni anno - per decidere se realizzare le potenzialità dei nostri geni oppure no, quindi di investire o disinvestire in salute. Se impareremo a tutelare la nostra salute attraverso scelte quotidiane consapevoli riusciremo a percorrere più a lungo la strada della vita, e sarà più probabile riuscire a tramutare in realtà il potenziale genetico offertoci alla nasci- ta. Ma questo dipende in gran parte da noi. Le scelte alimentari, per esempio, hanno un peso significativo sulla nostra aspettativa di vita: nel corso dell’esistenza una persona può consumare fino a 60 tonnellate, e oltre, di cibo! Ma come scegliamo i cibi e le bevande che consumiamo quotidianamente? Non sempre le informazioni in nostro possesso - spesso provenienti da fonti di parte - bastano a indirizzare correttamente i nostri acquisti, la preparazione dei nostri piatti, il modo di mangiare, il tempo dedicato a queste attività. Spesso agiamo distrattamente, la fretta ci lascia poco tempo per pensare, ragionare, essere critici e coscienti. La spesa fatta per lo più una volta a settimana ci porta a comprare prodotti a lunga conservazione, raffinati e ipersaporiti, ai quali ormai il nostro gusto e il nostro cervello si sono assuefatti. Predominano, perciò, prodotti processati ricchi di calorie e vuoti di nutrienti, spesso di qualità mediocre. Le scelte puntano alla quantità, alla lunga conservazione, alla velocità di preparazione e al consumo vorace. Abbiamo bisogno di riappropriarci della coscienza critica, del buon senso, del tempo. Sì, perché chi percepisce di non avere tempo, mangia peggio di chi invece trova il tempo per farlo perché lo ritiene importante. La consapevolezza è il motore per cambiare i comportamenti, mettere in discussioni le abitudini errate e inveterate. Ma cambiare le abitudini - alimentarsi in modo equilibrato e contrastare la sedentarietà - non è così semplice né immediato, perché questo ci sposterà da una zona di confort a una di di sconfort. Il processo richiede tempo, applicazione, adattamento graduale. Per intraprendere un cambiamento si deve tener conto delle proprie abitudini, della disponibilità al cambiamento stesso in quel momento della vita e della natura dinamica dei nostri comportamenti. Anche i passi indietro durante il percorso (le cosiddette “ricadute”) non vanno intese come fallimenti, perché sono una parte integrante del cammino e rappresentano un prezioso indicatore di quello che ancora manca al consolidamento profondo delle nuove abitudini. Pretendere di attuare cambiamenti repentini e drastici, porterà inevitabilmente al fallimento e al ripristino delle vecchie abitudini. Per agevolare il cambiamento, è necessario porsi obiettivi realistici e progressivi, prestare attenzione a ogni piccolo successo che sarà il presupposto per realizzare il passo successivo. Fino al raggiungimento del risultato finale. dott.ssa Sara Campolonghi dott. Domenico Tiso IL ROTARY... CHE NON TUTTI CONOSCONO I primi club Paul Harris incontrò la dura opposizione dei suoi consoci all’idea di creare club in altre città. Non solo essi non comprendevano quali benefici avrebbero ricavato dal tempo e dagli sforzi che avrebbero dovuto profondere, ma nella loro opposizione giocava un ruolo importante l’orgoglio di appartenere a un club di successo e, soprattutto, unico. Anche in questo, dunque, anticipavano i temi odierni. Forzando un po’ la mano, proprio come oggi, i nuovi club furono creati e si diffusero rapidamente, al punto che nel 1910 si contavano già 16 club e 1800 soci. In media più di cento soci per club! Allora come oggi non mancarono i problemi. Per raccogliere soci, i fondatori del R.C. Los Angeles si rivolsero a un certo Herbert Quick, professionista della pubblicità. Questi riuscì in breve tempo a far entrare nel club i più bei nomi della città. Terminato il suo compito, comprendendo i vantaggi professionali che gli potevano derivare dal Rotary, Quick fondò un altro club a Los Angeles e tentò di fondarne un terzo a Seattle. Scoperto il suo gioco, Quick fu allontanato, ma ci vollero ben due anni per riunire insieme i due club, ormai rivali, di Los Angeles. Per bloccare la nascita di club irregolari si rese allora necessario registrare il nome Rotary e si dovette creare una commissione per l’espansione. Fu affidata a Ches Perry, che sarebbe diventato l’artefice della diffusione mondiale del Rotary. Non si lamentino i nostri segretari o i nostri tesorieri ‘a vita’: nel 1910 fu creata la figura del Segretario Generale e fu chiesto a Perry di assumere temporaneamente l’incarico in attesa di trovare un sostituto… che fu trovato 32 anni più tardi, quando egli andò in pensione. La prima Convention L’espansione rese necessaria la regolamentazione dell’associazione a livello nazionale. Perciò nel 1910 fu convocata a Chicago la prima Convention per discutere di: •Attività di servizio •Qualifiche e crescita dell’effettivo •Quote sociali •Emblema del club •Compensi per i dirigenti •Reciprocità negli affari tra i soci •Popolazione delle città in cui creare Rotary Club •Numero di club che una città può sostenere. Strani gli ultimi due punti dell’ordine del giorno: si voleva riprodurre nella grande città lo spirito dei rapporti commerciali del villaggio rurale e poi si finì per discutere (per più di sei anni!) sulla possibilità che un club avesse spazio per funzionare in città con meno di 100.000 abitanti. La Convention, che ebbe un successo tale che ne parlarono tutti i giornali americani, fu conclusa da Arthur Sheldon con una frase destinata a divenire il primo motto del club: “[Man] comes to see that the science of business is the science of service. He comes to see that he profits most who serves his fellows best.” La nascita della rivista Nel 1910 la pubblicazione di una rivista nazionale fu bocciata con una argomentazione di grande attualità: “Chi detenesse il controllo sulla stampa avrebbe il controllo sull’intera associazione”. Ma la prima newsletter di Harris ebbe tale successo da dare vita in pochi mesi a The National Rotarian. Quella prima pubblicazione pose in evidenza una parola che avrebbe simboleggiato per sempre lo spirito della rotarianità. Scrisse Harris: “Se un giorno potessi guardare negli occhi contemporaneamente ogni singolo Rotariano e potessi dire a ciascuno una sola parola, senza esitazione griderei con quanta voce ho in corpo: Tolleranza!” 7 PROGETTI SUL TERRITORIO RC Mantova Sud RC Pavia TERREMOTO, UN APPELLO DAL BASSO MANTOVANO ORA IL DUOMO DI PAVIA APRE LE PORTE AL WEB Tra i tanti paesi della bassa del territorio mantovano quello che ha scelto il Rotary Mantova Sud ponendolo al centro delle sue attenzioni per un service è Villa Poma, alle falde del cratere del terremoto del 2012. Le piaghe lasciate anche qui sono state gravi e non saranno ricucite in tempi brevi. Ne sa qualcosa Don Gianfranco, il parroco che ha visto la chiesa dedicata a San Michele Arcangelo andare fuori uso e ha dovuto arrangiarsi per le sue funzioni con soluzioni di comodo. Ma la gente di qui non si spaventa e costruisce, sulla carta, piani di ristrutturazione chiedendo aiuto alla popolazione e anche alle varie associazioni locali. E’ cosi che la sensibilità del Mantova Sud è giunta proponendo un concerto moderno di una neo costituita orchestrina Nuvolari che pone al centro della sua musica lo strumento fisarmonica eseguendo brani di Milani, Piazzolla, Nino Rota, Gorni Kramer,Volmer Beltrami. Fantastici anche perché hanno suonato musica per la vita. L’idea è del rotariano villapomese Giacomo Dalseno, mallevadore dell’evento assieme al Presidente Giordano Fermi che di musica, interpreti, strumenti se ne intende. Il concerto è stato inserito nel programma della sagra villapomese e ha riscontrato un grande successo. La sala civica colma di appassionati; il Sindaco, il Parroco e il presidente Rotary spiegano e ringraziano. La popolazione ha dimostrato di amare la fisarmonica, strumento dalle note struggenti e melanconiche che sa far muovere i sentimenti del cuore. Finalmente si è visto il Rotary tra la gente per la gente, non per farsi propaganda ma per dimostrare, in solido, la vicinanza ai problemi della popolazione. Qualcuno si sarà chiesto chi siamo e cosa facciamo: anche questo, uscendo dal palazzo per ascoltare e aiutare. E’ passato oltre un anno dal distruttivo sisma di Maggio e vi sono ancora tante chiese distrutte, tanti monumenti e palazzi ammalorati. E’ subentrata una sorta di oblio colpevole che lascia le disgrazie là dove sono. Anche da parte dei Rotary, dopo qualche esempio di generosità e vicinanza è subentrata la dimenticanza lasciando avanzare un colpevole passivismo e indifferenza. Potrebbero tutti i club ritornare alle visioni di quei giorni e rendersi conto che non è tutto ritornato al proprio posto. Sono proprio i paesi minori che non sono mai stati obiettivo delle attenzioni. Si guarda sempre in grande devolvendo le risorse per chiudere le voragini ma lasciando aperte le buche di minor rilievo. Anche Papa Francesco ammonisce: “Andate verso le periferie dell’esistenza”. Dopo un anno e passa dalla distruzione i club Rotary del Distretto 2050 potrebbero, tramite un’azione sinergica, ricordarsi della bassa della provincia mantovana, rimasta per ora solo cenerentola, e trasformare quest’anno rotariano nell’anno della riscossa. Quindi teniamoci tutti per mano e riprendiamo il cammino. Luigi Greco Il Rotary Club Pavia, da sempre attento ai bisogni e alle esigenze della comunità in cui opera, nell’ambito dell’azione di pubblico interesse, ha voluto dare un contributo significativo alla riapertura della Cattedrale avvenuta da pochi mesi dopo anni di chiusura. Mercoledì 23 Ottobre, presso la Sala Pertusati del Vescovado, alla presenza di Mons. Giovanni Giudici, Vescovo di Pavia, è stato presentato il progetto di valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici presenti nella Cattedrale di Santo Stefano e Santa Maria Assunta. Il progetto, coordinato e diretto da Walter Casali, unico nel proprio genere nei modi di realizzazione, è il primo in Lombardia e tra i primi in Italia. La città e la Provincia di Pavia hanno luoghi di notevole importanza culturale, tuttavia, il RC Pavia ha deciso di iniziare dalla casa madre: il Duomo, il luogo simbolo di aggregazione dove si concretizza l’idea e il senso di appartenenza alla comunità di riferimento. Il RC Pavia ha favorito e sostenuto interamente il progetto di valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici presenti nella Cattedrale. Il progetto, rivolto a ogni persona interessata alla storia e al patrimonio della cattedrale, ha come obiettivo la diffusione della conoscenza dei beni artistici conservati all’interno del Duomo, anche nella prospettiva dell’incremento del tu- L’ESPANSIONE Il Rotary diventa International Nel 1910 il Rotary superò i confini degli Stati Uniti con l’ammissione del club canadese di Winnipeg e nel 1911 vennero creati tre club in Gran Bretagna e Irlanda. Cinque anni più tardi, con il club de L’Avana, fu ammesso il primo club non di lingua inglese. Nel 1918, con Montevideo, l’associazione entrò in Sud America. La prima guerra mondiale frenò l’espansione al di fuori del continente americano. Al termine del conflitto, nel 1919, il Rotary sbarcò in Asia con i club di Manila e Shanghai e l’anno seguente nell’Europa continentale con Madrid. Nel 1921, anno di fondazione del millesimo club, il Rotary raggiunse l’Africa (Johannesburg) e l’Australia (Melbourne), completando così l’espansione in tutti i continenti. In Europa l’associazione si sviluppò dapprima nelle nazioni che in guerra erano state alleate degli Stati Uniti o neutrali. Tra il 1923 e il 1927 si realizzò l’allora sesto scopo del Rotary, “creare pace e buona volontà tra tutti i popoli”: gli ex nemici di Milano e Vienna, Ostenda e Amburgo diventarono fellows in Rotary. I rapporti con la Chiesa Cattolica Alla fine degli anni ’20, l’espansione in Europa fu fortemente contrastata da una parte della Chiesa Cattolica, che traeva dal Codice Etico dell’associazione lo spunto per sostenere una stretto legame tra Rotary e Massoneria. A nulla valsero le reiterate smentite di Paul Harris. La “crociata” ebbe inizio nel 1928 con il libretto del vescovo di Palencia dal titolo “I buoni cattolici non possono appartenere al Rotary”. Il Rotary era accusato di proporsi come una religione universale, indipendente da ogni credo, che incoraggiava l’uomo a considerare se stesso guida sufficiente a interpretare la legge morale. Il Vaticano impose ai preti rotariani di abbandonare l’associazione. Per qualche anno la diatriba si placò, grazie al Board, che diede maggior visibilità all’Object of Rotary rispetto al Code of Ethics, e a un nipote del Papa, Franco Ratti, che chiese e ottenne dallo zio il permesso di associarsi al club di Milano. Nel 1935 la polemica riesplose con un pesante articolo dell’Osservatore Romano per la scelta di Mexico City come sede della Convention internazionale. L’organo ufficiale della Santa Sede accusava il Rotary di sostenere il governo ateo messicano e di “essersi schierato decisamente dalla parte dei nemici della religione”. Ci vollero più di 40 anni perché il Rotary fosse definitivamente accettato dalla Chiesa di Roma. Fu Papa Giovanni Paolo II a chiudere la vicenda nel 1979, acco- rismo culturale e religioso previsto negli anni futuri. Lo stesso progetto, articolato e all’insegna dell’innovazione, prevede due significativi momenti di intervento. Il primo momento si realizza attraverso la creazione e la messa in rete del sito web http://www.duomodipavia.it/ per fornire a tutti coloro che visiteranno la Cattedrale un moderno strumento di navigazione e informazione del patrimonio in essa contenuto anche attraverso la visita virtuale all’interno della Cattedrale con notizie e foto dei punti di maggiorne interesse. Il secondo momento si avvarrà di schede di approfondimento degli elementi artistici presenti nel Duomo, accessibili da qualunque smartphone mediante la tecnologia qr code. Per i visitatori del Duomo, dal vivo, saranno presenti dei cartelli di piccolo formato contenenti un codice QR che, fotografati con un comune smartphone, aprirà una scheda informativa relativa al punto interessato. Saranno presenti codici QR con le schede delle 18 cappelle, della Cattedrale, dell’interno, di prebisterio e cupola. La scelta dei codici qr è stata definita di concerto con la Fabbriceria, la Sovrintendenza ai Beni Culturali e le autorità ecclesiastiche di competenza. Un progetto che il vescovo Giovanni Giudici ha definito “un prezioso tassello per riprendere un antico dialogo, quello tra società civile ed ecclesiale. Il monumento nacque proprio all’insegna di uno stretto legame che ora viene riproposto da un club laico. E’ un segnale importante in un’epoca di pluralismo culturale e religioso”. A cura di Giovanni Maino gliendo ufficialmente i rotariani partecipanti alla Convention di Roma. Tre anni più tardi il Rotary gli conferì l’Award for World Understanding and Peace. I tempi bui Tra il 1937 e il 1943, nei paesi dominati o invasi dall’Asse, furono sciolti 484 club per un totale di 16.700 soci. Ciononostante, in quel periodo il numero di club e di soci nel mondo continuò, seppur lentamente, a crescere. Nel 1948 già 278 dei club sciolti avevano ottenuto la riammissione a far parte dell’associazione. La grande espansione Alla morte di Paul Harris, nel Gennaio 1947, la sua idea era condivisa da 300.000 rotariani appartenenti a 6.000 club in 75 nazioni. Dal 1945 al 1995 il numero dei soci è cresciuto al ritmo pressoché costante di circa 200.000 ogni dieci anni. A ottant’anni dalla fondazione, gli oltre 22.000 club associati al Rotary International avrebbero raggiunto il traguardo del milione di soci, che sarebbero diventati 1.200.000 dieci anni dopo. Ci siamo fermati? No, non ci siamo fermati. L’espansione del Rotary continua. Se qualche allarme è dettato dalla soglia di 1.200.000 soci, numero intorno al quale, un anno un po’ sopra, un anno po’ sotto, siamo fermi dal 1996, il numero di club continua a crescere. Dal 1996 a oggi i club sono aumentati del 25%, passando da una media di 44 soci per club a 36. La tendenza sembra essere: più club, più piccoli e più efficienti. ***** Le immagini a corredo di questo articolo sono tratte dall’archivio storico del R.C. Chicago. 8 NUOVE GENERAZIONI Testimonianza Programmi per i Giovani: il RYLA ECCO IL MIO RYLA SE CREDETE NEI GIOVANI DI TALENTO INVESTITE SUL LORO FUTURO Il RYLA più che un’esperienza è stato un viaggio. Un viaggio durato pochi giorni ma che ha comunque lasciato tanto dentro di me, e sicuramente anche qualcosa di profondo... perchè, a distanza di tempo, se ripenso al nostro breve soggiorno a Sirmione, ritrovo la carica e la serenità che hanno caratterizzato quei giorni. Livio e i suoi collaboratori sono stati coloro che ci hanno seguito e diretto durante questo viaggio! Il loro lavoro sicuramente non è stato facile, ma ci siamo impegnati tutti nel seguire le loro indicazioni, e forse è stato proprio questo il segreto del successo del RYLA. Per quanto mi riguarda è stato un dono. La possibilità di prendere parte al RYLA è stata sicuramente un’opportunità unica che mi è stata concessa, e la sera che ho riferito al Rotary, credo di aver ringraziato i soci almeno 15 volte). Il tema trattato riguardava il rapporto tra Leadership e Personalità, un tema credo fondamentale oggi come oggi. Abbiamo capito quanto sia importante dare il meglio di noi stessi ogni giorno, uscendo dalla nostra zona di comfort e rischiando. Solo confrontandoci quotidianamente con le diverse difficoltà e impegnandoci sempre con passione possiamo crescere, ma crescere davvero. La leadership personale è proprio la capacità, la possibilità, di condurre se stessi verso la progressiva realizzazione di un valido ideale, di un valido obiettivo. E questo processo è proprio progressivo, perchè coinvolge l’individuo ogni giorno, costantemente. Il segretario del Rotary, dopo il mio intervento, mi ha chiesto quali potevano essere i miei obiettivi. Io ho risposto che il mio obiettivo a breve termine è quello di terminare gli studi, mentre quello a lungo termine è quello di lavorare, ma lavorare con passione, perchè purtroppo oggi il rischio è quello di affannarsi, farsi coinvolgere da cose di poca importanza, o entrare nel circolo vizioso dell’abitudinarietà. Io invece vorrei appassionarmi a tutto ciò che mi circonda, perchè credo sia l’unico modo per non morire ogni giorno (e lui, al che ha risposto: “Credo che sia proprio questa la stoffa del leader”). Grazie al RYLA porto con me non solo le emozioni positive che sono riuscita a provare, ma anche degli importanti legami umani che si sono creati come per magia, dal momento che la maggior parte di non si era nemmeno mai vista. Oltre ai ragazzi italiani sento spesso anche i ragazzi cinesi. Anche conoscere loro è stata davvero una fortuna, un’ulteriore opportunità di crescere attraverso il confronto e la curiosità verso una cultura totalmente differente della nostra. Credo che attualmente, sia fondamentale aprirsi all’altro, cercare di eliminare barriere per poter comunicare, per poter conoscere, per poter migliorare. Del resto oggi siamo un pò tutti “cittadini del mondo”. Colgo l’occasione per ringraziare Omar perchè è stato bello vedere l’impegno e il piacere con cui si è dedicato al RYLA. Grazie mille! Myriam “Il RYLA é un’esperienza unica, un viaggio coinvolgente, uno tsunami che resterà per sempre nel profondo del cuore e della mente di chi vi partecipa; RYLA è riassumibile in una frase: lavorare in gruppo per prepararsi al futuro”. Nato in Australia nel 1959, nel 1971 viene incluso tra i programmi ufficiali del Rotary International. Il RYLA si propone di preparare i giovani, di età compresa tra i 18 ed i 30 anni, a inserirsi nella società odierna e nel mondo del lavoro come persone di valore e futuri leader, aiutandoli a formare e sviluppare il carattere, la leadership, la realizzazione personale, il senso civico ed etico. Ogni anno il Rotary, attraverso il progetto RYLA, si impegna a raggiungere numerosi obiettivi. Sviluppare il TALENTO PERSONALE: - Preparare i giovani ad affrontare il mondo del lavoro nell’attuale situazione di mercato, fornendo strumenti pratici e metodologici che scuola e università non danno, ma che i loro coetanei europei ricevono. - Formare una mentalità in grado di esercitare autorevolmente la leadership, sperimentando le loro capacità emotivo-relazionali e utilizzando metodi assolutamente innovativi. - L’importanza di saper usare gli strumenti di comunicazione e di migliorare le capacità di parlare in pubblico. Realizzare PROGETTI di SUCCESSO: - Team-Building, Problem-Solving e Gestione dei Conflitti. - Gli scopi e l’Etica rotariani, il valore del servizio alla comunità, la promozione della pace e della dignità delle persona in tutte le sue espressioni. Promuovere il CAMBIAMENTO: - Raggiungere la sicurezza di sé e crescere consolidando la propria autostima, a partire dalla comprensione e dal superamento dei propri limiti e dei propri punti di forza. - Diventare elementi positivi all’interno della società e della comunità mondiale. Con quali metodologie: - Si alternano momenti di presentazione teorica a esercitazioni di gruppo, simulazioni pratiche e game a squadre. - Per aumentare l’efficacia formativa vengono utilizzati video e presentazioni emozionali che favoriscono il ricordo e il coinvolgimento psicologico dei partecipanti. - Vengono proposti giochi di apprendimento, utili per collegare gli argomenti. In tal modo il Rotary si propone di fornire un’esperienza di formazione unica e pratica a giovani selezionati, a nuovi potenziali leader, di riconoscere pubblicamente il merito dei giovani che offrono il proprio servizio all’interno della comunità, di dimostrare l’atteggiamento di rispetto e di stima per i giovani all’interno del Rotary. Il format dell’evento, passato nel 2013 da emozionale a formativo, si presenta oggi in una nuova veste comprendente i due aspetti, imprescindibili e inscindibili perché entrambi necessari. Si realizza in seminari e gruppi di lavoro nei quali si discutono delle caratteristiche della leadership (soprattutto quella capace di esprimersi e, quindi, vissuta come guida, rispettosa e autorevole, non autoritaria, al servizio degli altri) e se ne imparano le peculiarità attraverso la pratica. I Formatori sono professionisti esperti, che vantano prestigiose referenze e che sono stati istruiti sulla filosofia e obiettivi del Rotary, che devono permeare l’intera formazione. Il RYLA (Rotary Youth Leadership Awards), in definitiva, aiuta i giovani partecipanti a realizzare la propria vocazione umana, sociale, professionale e lavorativa, nel pieno rispetto dei valori del Rotary e in particolare dà concreta attuazione alla quinta via d’azione del Rotary: l’Azione Nuove Generazioni, che riconosce il cambiamento positivo attuato dai giovani attraverso le attività di sviluppo del loro talento, i progetti d’azione e i programmi di scambio, utili a migliorare la capacità di gestire le più svariate relazioni personali. Ogni anno migliaia di giovani in tutto il mondo partecipa a questo programma organizzato da ogni singolo Distretto, sponsorizzato dai singoli Rotary Club, i quali coprono tutte le spese per i partecipanti ed hanno il compito di selezionare i giovani partecipanti . Il progetto RYLA del Distretto 2050 grazie, soprattutto, al lavoro e alla dedizione di due grandi rotariani, ovvero del PDG Massimo Massoni - che fin dal 1999 ne ha ideato il format - e del compianto Vladimiro Valeri, che l’ha sviluppato, si è distinto negli anni per la particolare cura con la quale ha colto e messo in atto gli obiettivi rotariani, innovando e ampliando il format internazionale del progetto Ryla, mantenendolo al passo con i tempi e i mercati, proponendo ogni anno nuove attività, sperimentando percorsi e metodi di apprendimento e motivazionali d’avanguardia, ricchi di spunti, di riflessioni e di consigli molto utili. Il nostro Distretto, nell’esperienza RYLA 2013 - definita dai cuori dei ragazzi che vi hanno partecipato come “indimenticabile, straordinaria e magica”- svoltasi nel mese di Aprile a Gardone Riviera, ha voluto sottolineare e approfondire gli aspetti sociologici e umani della leadership, incentrando i lavori di gruppo e di sottogruppo in laboratori didattici autogestiti dai giovani partecipanti, supervisionati e indirizzati da un team di esperti, che si sono sviluppati intorno ai valori portanti dell’amicizia e della collaborazione tra giovani. Tante sono state le testimonianze rese in prima persona, in un clima di convivialità, condivisione e dialogo, di tipica ispirazione rotariana che hanno messo i giovani partecipanti nella condizione di potersi presentare preparati a un colloquio di lavoro, oppure a gestire, altrettanto preparati, un rapporto di lavoro. Centrale nell’esperienza RYLA resta certamente il tema dell’amicizia, che come un fil rouge, segue, si intreccia e lega i professionisti di domani che vivono quest’esperienza formativa come un momento di creazione di valori, di pace e di dialogo. Sulla base di quest’ultima riflessione, invitiamo i Rotary Club a non disperdere l’enorme patrimonio rappresentato da questi giovani, preparati, maturi, determinati, molto impegnati nella costruzione del loro futuro, sicuramente futuri manager o professionisti di successo, e, se debitamente accolti, futuri rotariani. Omar Bortoletti 9 TESTIMONIANZE Rotary Giovani ASPETTANDO IL RYLA 2014, I RAGAZZI DESCRIVONO L’ESPERIENZA CHE LI HA FATTI CRESCERE “Ho trascorso dei giorni intensi, ricchi e carichi di emozioni nuove ed estremamente positive per me. Mi sono messa alla prova, ho preso maggiore coscienza di me stessa e ho capito che superare i propri limiti è qualcosa di fattibile. Mai avrei creduto di poter imparare tanto, in cosi poco tempo. Tutto ciò è stato possibile grazie a persone meravigliose, quali i coach, che hanno guidato me e gli altri ragazzi in questa avventura così incredibile e unica. Ho avuto l’opportunità, inoltre, di conoscere e stringere amicizia con persone nuove, ragazze e ragazzi speciali, con i quali ho avuto il privilegio di trascorrere questi giorni. E’ la prima volta che mi approccio alla realtà del Rotary e mi sono resa conto che molti ragazzi che ho conosciuto ne fanno parte, e ne sono entusiasti”. Diletta “Nell’anno e mezzo passato in Italia ho incontrato qualche difficoltà e l’ho superata. Sapevo che avevo bisogno di qualche cosa, ma non sapevo bene che cosa. Durante questo corso ho appreso cosa esattamente serviva per la mia vita e la mia carriera. Mi ha aiutato a cambiarmi nel modo giusto. Penso che il metodo che mi hanno insegnato sia migliore. Sono sicura che se tutti avessero l’opportunità di provarlo ne comprenderebbero l’importanza e quanto arricchimento esso possa dare”. Zeke (studente cinese) “La gente che ha fatto questa attività cercherà di cambiare l’ambiente esterno attorno a sè, il che significa che condivideremo le nostre esperienze con le persone attorno a noi e ciò ci porterà ad un altro grande successo”. Yetao (studente cinese) “Il RYLA ti insegna ad essere un vero leader. Il leader non è colui che impone la propria opinione agli altri. Il leader è colui che espone i propri pensieri in modo convincente ed entusiasta perchè è il primo che crede fermamente in ciò che dice. Noi tutti abbiamo un valore come persone e abbiamo molto da dire. l’Amore incondizionato, la fiducia in se stessi, il valore di ciascuna persona vengono il più delle volte soffocati da questi fattori esterni. Ebbene c’è una cosa importante che ci andrebbe insegnata già da piccoli: la nostra mente è lo strumento più potente che ci è stato donato, Imparando ad usarla nel migliore dei modi, si riesce ad avere più controllo sulla propria Vita per poterla portare nella direzione migliore. Ho imparato al RYLA che abbiamo già dentro di noi tutto ciò che ci serve per poter vivere alla grande la Vita che abbiamo sempre voluto. Bisogna però capire come mischiare questi ingredienti e il RYLA mi ha dato sicuramente una panoramica completa da questo punto di vista. Ho imparato anche a far tacere le farfalle che si materializzavano nel mio stomaco ogni volta che sapevo di dover parlare in pubblico. Il primo giorno quando ho parlato sul palco davanti a tutti ero visibilmente agitato, mentre l’ultimo giorno sarei stato ore e ore a condividere i miei pensieri perchè ero sicuro del fatto che stavo dicendo cose interessanti e di valore”. Nicola “Credo che questo RYLA sia stato il trampolino di lancio che mi ha permesso di aprirmi al mondo in un modo migliore, più consapevole e diretto”. Matilde “Quest’esperienza ci ha obbligato a metterci in gioco vivendo le nostre paure, costringendoci a condivider- le con estranei e nello stesso tempo ci ha insegnato a fermarci un istante a guardare le altre persone e a scoprire le loro fragilità. È questa la chiave di tutto, la tangibile rivelazione per la quale, ciò che noi proviamo, non è solo frutto della nostra impotenza, ma anche di quella di molti altri esseri umani. Per la prima volta ci siamo sentiti capiti e appoggiati. Ora ho già avuto modo di rendermi conto che certe sfide o situazioni riesco ad affrontarle in modo migliore, grazie dunque a tutti per aver tirato fuori quella sicurezza, determinazione e quei punti di forza, che per paura di peccare di presunzione non ho mai voluto valorizzare. Non vi dimenticherò mai!” Roberta “Cercherò di fare del mio meglio per raccontare quello che è successo in quei quattro giorni magici, perché sono convinto che questo sia il modo migliore per esprimere la validità di questa esperienza. La prima cosa da dire è che sono successe tantissime cose, il cui legame con la vita reale era possibile solo grazie ai sentimenti e all’amicizia vera che si è instaurata fra noi. Il più grande insegnamento che ho ricevuto, anche dai miei compagni di viaggio, è che tutto ciò che è stato in quel breve periodo è l’espressione della nostra forza interiore, sempre presente, ma troppo spesso nascosta: ‘… tutto ciò di cui hai bisogno in questo momento è già dentro di te, ORA!!!’. Il primo giorno nutrivo delle aspettative, perché avevo bisogno di credere che quanto mi era stato raccontato fosse reale; mi avevano detto: ‘quando tornerai ti sentirai un’altra persona e vedrai il mondo con occhi diversi’. La cosa si è puntualmente verificata, anche se in modo molto più rapido, rispetto a quanto mi aspettassi e mi conforta sapere che questa sensazione è stata condivisa anche dagli altri. Il Ryla è un momento di crescita, sia personale che emotivo, lo sviluppo non può avvenire individualmente perché altrimenti non può essere un processo circolare che aiuta le persone ad esprimere quello che sono. Il mio obiettivo iniziale era quello, tra gli altri, di conoscere meglio me stesso, attraverso la condivisione: comprendere la propria persona è molto più facile se si ragiona sull’immagine che la stessa proietta all’esterno. Conoscere sé stessi significa in definitiva farsi conoscere dagli altri, per conoscere gli altri; vedere le cose da un’altra prospettiva può risultare decisivo per eliminare alcuni aspetti negativi del proprio carattere, dimostrando a me e agli altri che avrei potuto, in alcuni momenti, superare i miei limiti di resistenza a livello fisico. Questo non vuol dire che ora posso alzarmi in piedi e camminare, ma che sono più consapevole delle mie possibilità. Infine, chiudo con una riflessione, come ho detto an- che durante il corso: …mi sono sempre sentito una persona fortunata, ma dopo il Ryla sento di esserlo ancora di più, perché in pochissimo tempo ho trovato persone fantastiche con le quali ho potuto instaurare rapporti profondi, quasi come se le conoscessi da sempre!” Federico “Sono estremamente felice di aver vissuto questa esperienza che lascerà una forte impronta nei miei comportamenti di domani”. Benedetta “Sono state di fondamentale importanza le lezioni sulla fiducia nei compagni di squadra, in quanto io sono sempre stato propenso ad agire da solo e a fidarmi poco del lavoro e delle capacità altrui, ma ho capito che nel mio futuro lavoro, come nella vita, non potrò sempre fare tutto da solo, ma dovrò saper valutare meglio le persone e imparare a riconoscere e distinguere coloro di cui mi potrò fidare”. Federico “Per me il Ryla è stato un’esperienza UNICA. Semplicemente MAGICA! Ho conosciuto persone di ogni tipo. Persone con cui nella vita normale, forse non avrei nemmeno mai parlato. Ho dato tutta me stessa a 43 estranei... ho lasciato che le mie emozioni prendessero il sopravvento.. se mi veniva da ridere ridevo, se mi commuovevo lasciavo sgorgare le lacrime... non mi sono mai sentita inadeguata o giudicata... sono sempre stata accettata nel miglior modo... quando mi venivano le lacrime avevo sempre qualcuno accanto che mi prendeva la mano o che mi abbracciava forte forte... avevo sempre qualcuno al mio fianco che mi dava coraggio e forza... e io credo di aver trasmesso il mio coraggio e la mia forza a mia volta. Ogni volta che mi sento un po’ triste, un po’ insicura o semplicemente quando ho bisogno un po’ di carica ripenso ai miei amici ‘Rylini’... ritrovo il coraggio per affrontare le sfide della vita, trovo la forza per rialzarmi. Credo che tutti i ragazzi della mia età dovrebbero provare un esperienza simile. Credo che tutti i più timidi dovrebbero poter frequentare il RYLA. Credo che tutti gli ‘sbruffoni’ dovrebbero lasciarsi andare... commuoversi e farsi abbracciare forte. Credo che un’esperienza simile portata in larga scala potrebbe dare una grande svolta alla nostra società. Credo che quanto meno abbia cambiato la mia vita... e a vedere i ragazzi del Ryla con cui sono rimasta più in contatto, abbia cambiato anche la loro... (ENGAGE RYLA CHANGE LIFE)”. Allegra “E’ stata un’avventura strepitosa, piena di emozioni e di traguardi da affrontare. Grazie”. Carlo “L’esperienza, che sicuramente porterò nel cuore, è stata molto stimolante e formativa. Ho avuto modo di conoscere tante persone valide, determinate ed interessanti, con le quali sicuramente cercherò di approfondire una conoscenza. Mi sono infatti confrontata con personalità diverse dalla mia ma in grado di suscitare in me il desiderio di scambiarci opinioni e di instaurare una conoscenza. Durante il percorso di formazione sono state affrontate tematiche e argomenti che sicuramente mi potranno aiutare nella vita lavorativa ma anche nella quotidianità. Ho avuto modo di riflettere sulla mia personalità e sulle mie capacità di collaborare in team, confrontandomi con persone con caratteristiche diverse dalle mie. Mi sono quindi messa in gioco in lavori di gruppo/giochi di squadra che mi hanno consentito di concretizzare e applicare quanto ci veniva spiegato a livello teorico. Tutto ciò mi ha portato a meditare sui miei valori personali, sulle mie capacità di affrontare problemi e sui miei punti di forza, ma al contempo mi ha consentito anche di individuare una serie di aspetti su cui devo ancora migliorare”. Emma 10 PROGETTI SUL TERRITORIO RC Castiglione delle Stiviere e A. M. RC Lovere Iseo Breno UN PROGETTO DEDICATO ALLA FAMIGLIA DEL FUTURO LO SCAMBIO GIOVANI... CHE ESPERIENZA! Il progetto è stato ideato dall’associazione Marta Tana Onlus. Ha già ottenuto l’approvazione da parte del Distretto e quindi accederà ai contributi che saranno erogati dalla Fondazione Rotary. L’obiettivo è quello di fornire gli strumenti a persone bisognose per uscire dalla propria condizione socio-economica di povertà, acquisendo conoscenze di base che permettano loro di meglio confrontarsi ed integrarsi agli standard sociali della realtà in cui vivono. L’intervento del Club non è finalizzato a far beneficienza fine a se stessa, ma ad avviare un processo virtuoso che dia l’opportunità alle persone coinvolte di affrancarsi in modo continuativo dallo stato di precarietà nel quale si trovano. In passato sono già stati raggiunti obiettivi importanti attraverso l’organizzazione di corsi di economia domestica, di puericoltura, di educazione infanti- le e di attività formative finalizzate ad un corretto rapporto con le istituzioni. Il progetto che si intende svolgere, in continuità con quanto realizzato con successo gli scorsi anni, intende coinvolgere l’intera famiglia in quanto tale, donando ai suoi componenti adulti (uomini e donne) servizi finalizzati all’acquisizione di qualifiche professionali di base; ciò al fine di facilitare l’accesso al mercato del lavoro anche mediante il contatto diretto con potenziali datori di lavoro preventivamente individuati. Maurizio Froldi Rotary eClub 2050 COME ALFABETIZZARE ANCHE SUL WEB Il Distretto 2050 R.I. nell’annata 2011-12, Governatore Ivo De Lotto, ha dato alle stampe il libretto “Alfabetizzare per accogliere”, una guida all’esame di italiano per il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, realizzato da Elisabetta Conti (R.C. Brescia), presidente della Commissione Distrettuale Alfabetizzazione, e da Fulvia Piccini, esperta di alfabetizzazione. La guida, tradotta in sei lingue (arabo, cinese, inglese, punjabi, russo e spagnolo), è indirizzata agli stranieri che provengono da Paesi e contesti culturali diversi e giungono in Italia alla ricerca di un lavoro per migliorare le proprie condizioni di vita, per divenire cittadini integrati e responsabili. L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero dell’Interno. Il progetto del Rotary eClub 2050 ha portato in ambiente telematico il libretto, con l’installazione di una piattaforma LCMS (Learning and Content Management System). L’indirizzo del sito è www.alfabint.org, acronimo di alfabetizzazione, integrazione, inter- cultura. L’obiettivo è di dare ai contenuti del libretto un’ampia diffusione via web, molto usato anche dagli extracomunitari, che possono trarne vantaggio ai fini del superamento del test di conoscenza della lingua italiana per l’ottenimento del permesso di soggiorno di lunga durata. Il progetto aggiunge moduli eLearning per aiutare l’utente nell’apprendimento della lingua italiana ai fini del test, in particolare nelle prove di dettato, con tutti gli ausili offerti da questa tecnologia. Sfruttando le potenzialità dell’ambiente digitale, le innovazioni più significative sono state apportate alle simulazioni delle prove: - per quelle di comprensione orale (ascolto), sono stati prodotti audio dei testi in italiano di cui si deve comprendere il significato e questionario online con domande vero/falso, ultimati i quali gli utenti hanno un immediato riscontro dei risultati ottenuti; - relativamente alle prove di comprensione scritta (lettura), vengono proposti testi in italiano e, dopo la loro lettura, gli utenti devono effettuare test nell’ambito dei quali, osservando diverse immagini, devono associarle alle affermazioni pertinenti; - per le prove di scrittura sono stati proposti testi in italiano che richiedono la formulazione di semplici frasi (ad esempio: comunicazioni, cartelli informativi, ecc.). Gli utenti hanno la possibilità di scrivere il loro testo e di confrontarlo con quello esatto. Il progetto è condotto dai nostri soci Flavio Ferlini, esperto informatico, e Elena Caldirola, esperta di eLearning, ed è stato presentato al convegno Didamatica 2013, tenutosi a Pisa nel Maggio 2013. Massimo Massoni Camuni per nascita, cosmopoliti per vocazione. Questi i ragazzi che ogni anno partecipano con vivacità ed entusiasmo al programma del Rotary International, sostenuto attivamente dal Club LovereIseo-Breno, e che da esso traggono occasioni di incontro, confronto, crescita personale e di relazioni con i coetanei. Lo scorso martedì 22 Ottobre, i ragazzi che hanno già vissuto l’esperienza, coloro che si apprestano a preparare le valigie e gli ospiti stranieri, si sono dati appuntamento alla conviviale del Club per condividere questo percorso con gli amici rotariani e i numerosi ospiti presenti. “E’ stata un’esperienza straordinaria che mi ha permesso di conoscere abitudini e stili di vita decisamente differenti dalle nostre e di condividere il patrimonio culturale italiano di cui sono tanto orgogliosa” afferma Maria, terza Liceo Classico, che nella scorsa estate è stata ospite un mese a Seattle, Stato di Washington USA, grazie a uno scambio short term e che ora sogna di poter trascorrere all’estero un intero anno. “Riguardando le fotografie mi sono tornate le lacrime agli occhi!” ha aggiunto suscitando un affettuoso applauso di simpatia. Certamente non da meno l’intervento di Michele, ora Mitch per gli amici, che da Agosto 2012 a Luglio 2013 è stato accolto da due famiglie texane, a San Antonio. “Non saprei cosa aggiungere a ciò che ha detto Maria, perché è un’esperienza talmente arricchente e intensa che è difficile da raccontare. Io mi ritengo ancora più fortunato, perché la seconda famiglia in cui sono stato ospitato era di origine messicane, quindi ho imparato anche un po’ di spagnolo e sono venuto in contatto con una ulteriore, nuova cultura!” ha affermato con un grande sorriso il ragazzo che ora si sta preparando per la maturistà scientifica presso il Liceo Golgi di Breno e che ha ancora qualche traccia di slang americano. Un entusiasmo palpabile, gioioso che ha trasmesso a tutta l’assemblea una carica di vitale “brezza giovanile”. Un impulso e un coinvolgimento straordinari che si sono espressi anche nelle parole del Presidente Alessandro Serioli che ha sottolineato con forza la necessità per il Club di continuare a orientare la propria attenzione verso questi giovani che rappresentano la linfa vitale della società presente e futura. Un impegno per il quale il Rotary Club Lovere Iseo Breno si è sempre distinto, grazie anche all’azione operosa e appassionata di Mauro Mensi e Lorenza Ricardi, i soci che, anche a livello distrettuale sono parte attiva e propositiva dei progetti di scambio. A loro è andato il dolce ringraziamento di Isabella, australiana, da Gennaio in Italia e che si appresta a concludere la sua avventura italiana (a Dicembre riprenderà il volo…). “Mi mancherà molto l’Italia e anche la sua cucina, che è stata il mio piacere, ma anche la mia rovina!” come ha simpaticamente sottolineato la giovane originaria del Victoria, cui si sono aggiunte le parole cordiali di ringraziamento da parte di Eric, americano, ospite del Club da Agosto che ha suscitato il plauso dei presenti per il suo ottimo italiano, considerando il breve tempo di permanenza. Testimonianze trascinanti e impetuose che hanno coinvolto emotivamente l’assemblea e hanno trovato spazio anche nelle parole dei genitori dei ragazzi che oggi sono in scambio (Simone e Alberto). “Anche se i contatti si stanno via via diradando, peraltro rassicurante segnale inequivocabile di benessere, quando parliamo con i nostri ragazzi via Skype o email, li sentiamo così felici da essere certi di aver fatto la cosa giusta accettando la loro scelta e condividendo un cammino che è certamente doloroso. La nostalgia si sente innegabilmente ma è un percorso che li sta appagando e che sta regalando loro un momento di vita che non potranno mai dimenticare, che li formerà e contribuirà in modo significativo alla loro maturazione e crescita” - hanno affermato quasi all’unisono con non poca emozione Alessandra, mamma di Simone e Giancarlo, papà di Alberto. Parole che sono state confermate da Simone, che da Luglio è in Australia, Melbourne, inviate via e-mail a Mauro e Lorenza e condivise nel corso della serata: Ciao Lorenza e Mauro, dopo tre mesi in Australia la mia esperienza continua a essere stupenda, ho da poco cambiato la famiglia e non sapevo se essere triste per aver lasciato la mia prima famiglia o essere eccitato per la seconda. Per adesso la mia esperienza si è basata tutta sulla regola fondamentale: proporsi. La prima settimana è stato facile per il fatto di essere nuovo ma poi mi sono dato da fare e adesso sono nella squadra di basketball e di tennis del paese. La scuola va benissimo senza problemi e gli amici ormai sono consolidati. Colgo l’occasione per ringraziarvi ancora una volta dell’occasione che mi avete dato. Grazie, Simone Il mondo è grande, ma più grande è il cuore dei nostri ragazzi che sanno raccogliere sfide faticose cogliendone gli aspetti migliori e condividendole con il cosmo che li circonda. Noi rotariani siamo orgogliosi di poter contribuire a realizzare sogni, progetti di vita, consapevolezze di giovani adolescenti che torneranno uomini e donne capaci di cambiare il mondo. Lo stesso che hanno imparato a conoscere anche grazie a noi. Alessandra Giorgi 11 NUOVE GENERAZIONI Distretto Rotaract 2050 ESPANSIONE E FORMAZIONE: IL FUTURO DEI NOSTRI CLUB L’incremento e il consolidamento dell’effettivo nonché l’attenzione alla formazione dei nuovi Soci Rotaract rappresentano uno dei punti focali su cui verrà posta l’attenzione anche quest’anno: per il Rotaract la pianificazione di lungo periodo, considerando lo sbarramento dei trent’anni che porta all’inevitabile ricambio generazionale, è essenziale. Il Distretto Rotaract 2050, attraverso l’azione della Commissione Espansione e Formazione presieduta dall’Immediate Past Rappresentante Distrettuale Andrea Morandi e che comprende i quattro Delegati di Zona Emanuela Colombo, Luca Bianchini, Federico Trabucchi e Alberto Mattioli e il Rappresentante Distrettuale Incoming Clara Pavesi, propone un progetto espansione e formazione mirato al supporto dei Club. Resta centrale il ruolo del Club nel coinvolgere e nel contattare potenziali nuovi Soci: l’idea che viene dal Distretto è quello di fornire un supporto, un consiglio e qualche strumento in più per creare interesse e per condividere idee, stimoli ed esperienze. Il progetto è stato avviato proprio in Ottobre, mese che ha visto la partecipazione totale di oltre 50 Aspiranti Soci ai quattro appuntamenti informali di Zona, gli Aperitivi Rotaract Young&Easy. In un clima di amicizia, tanti ragazzi, insieme ai Presidenti e ai Soci dei Club, sono entrati in contatto con la nostra realtà. Il Distretto è intervenuto sovvenzionando il costo di partecipazione per gli Aspiranti. L’occasione è stata importante per cogliere l’entusiasmo della serata e mantenere alto il livello di coinvolgimento invitandoli tutti alla prossima Assemblea Distrettuale di Sabbioneta seguita, Domenica 17 p.v., da una sessione studiata ad hoc per gli Aspiranti e i neosoci: il Rotaract Training Camp, pensato come momento di formazione e di interazione con la Commissione. Anche in questo caso, per chi tra gli aspiranti parteciperà alla due giorni, è prevista una quota agevolata di partecipazione. La Commissione valuterà la possibilità di organizzare un secondo Camp nella seconda parte dell’anno. I programmi di formazione proseguono anche nei Club: da quest’anno è stata introdotta la formazione InTheClub, di fatto momenti informali in cui la Commissione si mette a disposizione dei Soci con cui si confronta su uno o più temi tra quelli proposti: •Conoscere il Rotaract •Ruoli e compiti dei Dirigenti di Club •Pianificare Service efficaci •Club efficienti: come sostenere la crescita dell’effettivo e le attività •il Rapporto Rotary Rotaract: una straordinaria opportunità •Formazione per nuovi Club Soprattutto per i Club da poco fondati questa formazione è assolutamente necessaria e consigliata: diverse sono le date già richieste e definite con i Club che dimostrano quindi di apprezzare la nuova proposta. Parte del progetto espansione è anche la gestione dei nominativi dei ragazzi potenzialmente interessati al Rotaract e che con esso o con il Rotary sono entrati in contatto in vario modo: partecipanti al Rotary Youth Exchange, al RYLA, al RYLA JR, al Premio Maturità, al Premio Università, all’Interact e non solo. L’esperienza ci insegna che coinvolgerli nei Club è possibile! Un primo risultato positivo è stata la riapertura del 27° Club del Distretto, lo storico Rotaract Club Salò Desenzano che ha portato 11 nuovi ingressi che si aggiungono ai 372 Soci effettivi al primo Luglio 2013: sono ragazzi molto giovani, entusiasti e desiderosi di imparare dall’esperienza dei più grandi. Questo è l’aspetto cardine della visione di lungo periodo che ogni Presidente deve avere: vedere dei Soci entrati da poco tempo chiedere un consiglio, fare proposte, partecipare, osservare per imparare è la maggiore soddisfazione che un Socio ormai alla soglia dei 30 anni possa avere perché sarà consapevole che quel nuovo Socio saprà essere il futuro del Club. All’Università degli Studi di Pavia CONSEGNATI TRE PREMI ALLO STUDIO Circa un anno fa ci venne proposto dal Delegato Rotary per il Rotaract Alessandro Marini di promuovere una borsa di studio per i laureati con la finalità, da un lato di premiare le eccellenze e il merito, dall’altro di interfacciarci maggiormente con il mondo delle Università che raccoglie un bacino di potenziali ragazzi interessati al Rotaract cui è doveroso prestare attenzione. Abbiamo accolto il progetto con entusiasmo, lo stesso che mostrò il nostro Governatore Anna Spalla nel voler supportare l’iniziativa. Fu così che l’organigramma distrettuale del Distretto Rotaract 2050 si è arricchito di una commissione creata ad hoc formata dal Presidente Luca Sozzi (Rotaract Club Brescia) e da altri sei consoci dei club di Brescia Vittoria Alata (Annalisa Ronchi), Brescia Franciacorta (Ilaria Massetti), Pavia (Michele Amisano), Piacenza (Valentina Bombarda e Andrea Gambazza), e Voghera (Erica Cappelletti). La scelta non è stata casuale: considerato che quale primo progetto pilota sono stati selezionati quattro Atenei del nostro territorio, in particolare l’Università Cattolica di Brescia e Piacenza, l’Università degli Studi di Brescia e di Pavia, abbiamo coinvolto Rotaractiani studenti proprio in queste città. Grazie al consiglio e all’esperienza della Prof. Maria Carla Calzarossa del RC Pavia Ticinum, nonchè alla supervisione costante di Alessandro Marini, abbiamo predisposto un bando che è stato inviato all’attenzione dei Magnifici Rettori degli Atenei coinvolti. Per scelta si è voluto ricercare davvero l’eccellenza: premiare i laureati triennali con lode nelle sessioni di Giugno e Luglio 2013. L’iniziativa è piaciuta fin da subito alle Università, tanto da dedicare pagine al Premio Università Rotaract sui siti internet istituzionali degli Atenei al fine di promuovere l’evento. Circa 100 locandine sono state appese nelle bacheche e nelle aule studio universitarie e il sito internet www.premiouniversita.org è andato on line il primo Luglio 2013. Nel periodo estivo abbiamo ricevuto le tesi: 17 i partecipanti, un risultato importante considerando che l’iniziativa è al primo anno e che non tantissimi studenti possono vantare un risultato come quello richiesto dal bando. Il secondo step è stata la costituzione della commissione di Professori Rotariani esperti ciascuno delle tre aree tematiche premiate: area umanisticoeconomico-giuridica, scientifico-tecnologica e medica-biologica-agraria Grazie al supporto dell’Assistente del Governatore del Gruppo Leonessa, I tre vincitori Per l’area umanistico-economico-giuridica: la premiata é Marina Maffoni (Università degli Studi di Pavia). Per l’area scientifico-tecnologica: il premiato é Lorenzo Mazzola (Università Cattolica del Sacro Cuore). Per l’area medica-biologica-agraria: la premiata é Claudia Irene Caravaggi (Università degli Studi di Pavia). Marco De Giovanni, siamo riusciti a coinvolgere sei Professori Rotariani: Nedo Brunelli (RC Manerbio), Renato Camodeca (RC Brescia Nord), Laura De Pero (RC Brescia Nord), Maria Pia Pattoni (RC Veronica Gambara), Franco Brezzi (RC Pavia) e Alberto Albertini (RC Brescia Nord), che in tempi rapidi hanno letto e valutato le tesi, ognuno per ambito di specializzazione. I criteri di valutazione adottati sono stati definiti in modo oggettivo: •Impatto etico e sociale dei risultati ottenuti: max 30 punti. •Innovatività e attualità dei risultati ottenuti: max 25. •Chiarezza espositiva: max 15 punti. •Completezza delle fonti bibliografiche consultate: max 10 punti. •Completezza della trattazione: max 10 punti. •Innovatività del tema trattato: max 10 punti. •Livello di analisi dei dati raccolti (in caso di tesi sperimentale): max 5 punti. I tre vincitori sono stati premiati Sabato 26 Ottobre presso l’Aula Scarpa dell’Università di Pavia con una borsa di studio del valore di 500 euro e un invito di partecipazione al RYLA. Un’iniziativa sicuramente di valore, dei giovani per i giovani, esempio dicollaborazione Rotary-Rotaract e massima espressione del servire mettendo a disposizione le proprie competenze. L’iniziativa ha concesso al Rotaract un’ulteriore spinta sul piano del rapporto con le istituzioni perché, oltre alle Università che hanno appoggiato il progetto, il Premio vanta il Patrocinio della Regione Emilia Romagna, delle Province e dei Comuni di Brescia, Pavia e Piacenza. La parola alla RD Patrizia Volonghi Cari Rotariani, ripenso a queste settimane e con piacere ricordo i sorrisi di moltissimi di Voi che ho avuto il piacere di conoscere in occasione di alcune delle visite del nostro Governatore Anna Spalla ai Rotary Club piuttosto che in occasione del convegno sull’etica L’Alba del Rotary. Il risveglio dell’Etica al Castello di Padernello o dell’Assemblea del CAM Centro Assistenza Minorile. Mi fa particolarmente piacere notare la vicinanza e la buona considerazione che dimostrate di avere nei nostri confronti, nei confronti dei Soci dei nostri Club, tanti giovani che vivono con passione l’esperienza del Rotaract e che realizzano progetti importanti. Lo stesso entusiasmo che cerchiamo sempre di trasmettere anche ai nuovi potenziali Soci. Ottobre è stato infatti il mese dedicato al Progetto Espansione che il Distretto Rotaract 2050 propone a supporto dell’incremento dell’effettivo dei Club. Quattro appuntamenti di Zona per accogliere gli Aspiranti per fare loro conoscere la realtà Rotaract. Un passo importante è stato compiuto: il Rotaract Club Salò Desenzano è stato riaperto ufficialmente e alto è l’entusiasmo del Presidente Alberto Pesce e dei suoi giovani Soci che ringrazio insieme al Presidente del Rotary Club Salò Desenzano Orlandi e tutti i Soci del Club. Abbiamo inoltre portato a termine la I Edizione del Premio Università Rotaract con una cerimonia di premiazione all’Università degli Studi di Pavia che ha coinvolto diversi studenti eccellenti che ci auguriamo possano avvicinarsi alla nostra Associazione. Questo Premio rappresenta, oltre che una opportunità per premiare giovani talentuosi, un bellissimo esempio di collaborazione Rotary-Rotaract per la realizzazione di un Service congiunto. Ottobre ci ha visti attivi oltre i confini del nostro Distretto, protagonisti di due tappe di un Multigemellaggio a quattro a suggello del Service Interdistrettuale “Nemmeno con un Fiore”: siamo stati a Erice, in Sicilia, per la tappa del Distretto 2110 e a Perugia per quella del Distretto 2090, occasione anche del SIRDE - Seminario Informativo Rappresentanti Distrettuali Eletti, importante appuntamento in cui i 13 Rappresentanti Distrettuali Incoming italiani si presentano e ricevono la giusta formazione in preparazione all’anno che li attende. A tal proposito, è doveroso un grande in bocca al lupo al nostro Rappresentante Distrettuale Incoming Clara Pavesi del Rotaract Club Fiorenzuola d’Arda cui va tutto il mio sostegno. Infine mi piace in questa sede rivolgere i miei complimenti al nostro Immediate Past Rappresentante Distrettuale Andrea Morandi da poco entrato a far parte del RC Cremona Po. Sono certa che Andrea continuerà a impegnarsi per il bene del Rotary con l’entusiasmo e la voglia di fare che lo hanno contraddistinto in tutti questi anni nel Rotaract. Augurando a tutti un buon proseguimento delle attività rotariane Vi ringrazio e Vi saluto. 12 ROTARY 2050 Fellowship Rotariani Alpini Fellowship Rotariani Ciclisti CERCASI ALPINI ROTARIANI MONDIALE DI AVEZZANO, NEL DISTRETTO 2050 IL SUCCESSO DEI “NOSTRI” La fellowship “Rotariani Alpini” è stata costituita formalmente il 7 Maggio 2011 a Torino con animo multi-distrettuale per integrare lo spirito di servizio proprio dei soci del Rotary International e quello peculiare del Corpo degli Alpini. A tal fine promuove l’amicizia, la comprensione e la solidarietà fra gli Alpini aderenti al Rotary International attraverso iniziative a livello sociale, culturale, sportivo e ricreativo per realizzare momenti di incontro e di conoscenza e per rinforzare gli ideali comuni. Possono essere soci ordinari i Rotariani o Rotaractiani in regola con le norme del Rotary International che siano contemporaneamente Alpini in servizio o in congedo iscritti alla Associazione Nazionale Alpini. Il suo distintivo è la penna nera in campo verde con nappina la ruota rotariana. Il suo trofeo è l’Alpino con lo sguardo rivolto alle cime da conquistare e le mani operose di chi non teme la fatica. Il suo motto è “Per aspera ad astra” (vincere ogni difficoltà per arrivare alle stelle). I Rotariani Alpini hanno assunto come speciale obiettivo quello di diffondere nella realtà rotariana e nel mondo alpino il progetto internazionale rotariano “ShelterBox” per realizzare una speciale sinergia di intervento nell’emergenza a favore delle popolazioni colpite da gravi calamità. Le ShelterBox sono delle tende assemblate in moduli unifamiliari dentro un contenitore (box) con particolari caratteristiche di compattezza, robustezza, shelterizzazione e assemblaggio. Un semplice box contiene una tenda in grado di ospitare una famiglia con massimo dieci componenti, permettendo di stare al coperto, scaldarsi (stufetta), dormire nei sacchi a pelo in dotazione, potabilizzare l’acqua (potabilizzatore in dotazione), preparare il cibo (cucinetta attrezzata). Sono state adottate come service internazionale dal Rotary International, che si propone lo scopo di sostenerne il finanziamento e l’impiego nelle aree di emergenza. Per informazioni: [email protected] Il Rotary Club di Avezzano, nell’ambito della Fellowship Cycling To Serve del Rotary International, ha organizzato la XXIX° Edizione del Rotary World Championship, che si è svolta ad Avezzano (AQ) nei giorni 30-31 Agosto e 1 Settembre 2013. La finalità umanitaria dell’evento si inserisce nel più ampio progetto ricomprendente, tra gli altri, un orfanotrofio, una casa accoglienza delle ragazze abbandonate e un presidio sanitario. Il complesso è in avanzata costruzione a Masango (Burundi). Niko Endres, Presidente Internazionale della Fellowship del Ciclismo Rotariano, ci ha comunicato la classifica completa suddivisa per categorie: Categoria donne 1) Claudia Kranen-Nl (Berkel), 2) Gabriella Noardo-Ita (Susa Valsusa), 3) Hilde Spitz-Bel (Heist-Op-Den-Berg), 4) Maria Rita Iacovoni-Ita (Avezzano), 5) Daniela Morgante-Ita (Avezzano). Categoria over 65 1) Jean Pierre Courtel-Fra (La Rochelle), 2) Gianfranco Zanetti-Ita (Susa Valsusa), 3) Bosshard Werner- Ch (Dielsdorf), 4) Santo Crisalli-Ita (Roma nord), 5) Willy Moeyaert-Bel (Torhout Houtland). Categoria 55-65 1) Thomas Dommermuth-Ger (Weiden), 2) Franco Piola-Ita (Orta San Giulio), 3) Ralph Wittemberg-Ger (Rc bochum), 4) Rosario Ingrassia-Ita (Cal- tagirone), 5) Pierre Beck-Fra (Nancy). Categoria 45-55 1) Kees Van Asten-Nl (Rc Zeewolde), 2) Heylen Paule-Bel (Heist-Op-DenBerg), 3) Peter Maris-Bel (Heist), 4) Mauro Fancello-Ita (Sassari nord), 5) Mauro Rastaldi-Ita (Gattinara). Categoria under 45 1) Francesco Famà-Ita (Certosa di Pavia), 2) Fabrizio Zanetti-Ita (Torino La Marmora), 3) Docks Yves-Bel (HeistOp-Den-Berg), 4) Gabriele Brigoni-Ita (Castiglione delle Stiviere-Alto Mantovano). Due i rotariani appartenenti al Distretto 2050 che si sono distinti al Mondiale di Avezzano: Francesco Famà e Gabriele Brigoni. Francesco Famà, ricordando l’esperienza vissuta ha dichiarato: “E’ stata per me una grande gioia tagliare per primo il traguardo. Grande considerazione e riconoscenza va agli organizzatori che hanno preparato la gara in tutta sicurezza e sono riusciti a raccogliere fondi per l’implementazione del polo sanitario in Burundi”. Gabriele Brigoni ha aggiunto: “Straordinario il clima di amicizia nato in poche ore tra tutti i rotariani partecipanti di nazionalità diverse ma uniti da un’unica passione. Un ottimo esempio di rotarianità che avrà un seguito il prossimo anno nel mese di Agosto”. RC Pavia Ticinum UN SERVICE IN UGANDA? CUCIRE PEDALANDO Lunedì 21 Ottobre è stato presentato il service internazionale “Cucire pedalando”, realizzato dal RC Pavia Ticinum. “Si tratta - come ha spiegato il Presidente, Francesco Meriggi - dell’allestimento di n.14 macchine da cucire a pedali, perfettamente funzionanti e dotate di pezzi di ricambio e di libretti di istruzione in inglese. Le macchine sono destinate agli studenti del corso di cucito dello Zakayo Vocational Training Institute, scuola professionale fondata nel 2006 nella regione della Karamoja (Uganda) per migliorare le capacità di sostentamento della popolazione locale”. Relatori ufficiali della serata sono stati il lomellino dott. Pier Luigi Rossanigo, medico missionario, e la direttrice dello Zakayo Institute, Rose Miligan Lochiam, ex deputato del Parlamento ugandese. Con i loro interventi hanno ben presentato le difficoltà della vita quotidiana in Karamoja, terra confinante con Kenya e Sudan e abitata da seminomadi dediti alla pastorizia e all’agricoltura. Scarsità d’acqua, povertà e basso livello di educazione con un tasso di analfabetismo superiore al 70% fanno sì che la regione necessiti di concreti aiuti per il suo allarmante basso indice di sviluppo con indicatori di salute (quali mortalità infantile, mortalità materna post parto, ecc.) particolarmente scadenti rispetto a quelli complessivi dello stesso Uganda. All’incontro hanno presenziato il Console Onorario dell’Uganda per Lombardia, Emilia Romagna e Veneto avv. Roberto Randazzo, l’Assistente del Governatore Elisabetta Sarchi e delegazioni in rappresentanza dei Club, che attualmente stanno cooperando “in cordata” con il RC Pavia Ticinum per l’Uganda (RC Brescia Castello, Brescia Manerbio, Crema, eClub 2050, Pandino Visconteo, Siziano, Soncino). “Cucire pedalando - ha precisato Meriggi - è il primo dei due service internazionali progettati dal Rotary Club Pavia Ticinum per l’annata 2013-2014 in favore dello Zakayo Institute al fine di potenziarne l’attività formativa professionale e incidere sulla qualità di vita degli studenti e dei loro villaggi. Il secondo service è in corso di realizzazione e conta sul sostegno econo- mico della Rotary Foundation e sulla collaborazione del RC Soroti Central (Uganda)”. A tutti i convitati sono stati omaggiati graziosi portachiavi artigianali a forma di ruota rotariana con i colori ugandesi e copie del racconto “Napedό, la caverna bucata”, scritto dal dott. Rossanigo e concernente il fortunoso ritrovamento sul monte Moruanyakun di un paleogramma risalente all’età della pietra e raffigurante delle giraffe. Sono state, pure, consegnate targhe ricordo per ringraziare alcuni degli intervenuti che, esterni al Club, hanno prestato la propria competenza professionale per la realizzazione del service. Anche il governatore Distrettuale, Anna Spalla, è stato citato quale partecipante “straordinario” al service, avendo donato una macchina da cucire appartenuta alla madre. Il Presidente Meriggi ha concluso la serata affermando: “Se un vero service rotariano deve rispondere a precisi bisogni, coinvolgendo i propri soci e la società civile del territorio in cui il Club è inserito, si può affermare che Cucire pedalando è un service perfettamente riuscito e che può cambiare la vita, come auspicato dal Presidente del Rotary International Ron D. Burton”. Il prossimo numero del Notiziario distrettuale ROTARY 2050 sarà on line dal 15 Dicembre su notiziario.rotary2050.net I referenti di Club e Commissioni distrettuali sono pregati di inviare i loro contributi editoriali entro il 5 Dicembre al seguente indirizzo: [email protected]