Ns. rif.:web/banca_dati/linee_guida/vibrazioni/068 EDIZIONE 2004 100 MISURE DI VIBRAZIONI IN AMBIENTE LAVORATIVO A cura di: Ing. Dario Marzano, Ing. Elio Buono, Ing. Domenico Gilioni. Appendici Ing. Eleonora Mastrominico, Dott. Alessandra Ulissi Direzione Regionale per la Toscana Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione 1 Questa pubblicazione è stata realizzata dalla Direzione Regionale Toscana Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione Autori: Ing. Dario Marzano(*) Ing. Elio Buono (*) Ing. Domenico Gilioni (*) Ing. Eleonora Mastrominico(*) Dott. Alessandra Ulissi(**) (*) INAIL, Direzione Regionale Toscana, Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione (**) DEA, Azienda Ospedaliera San Giovanni - Addolorata, Roma PER INFORMAZIONI INAIL- Direzione Regionale Toscana 50122 Firenze, via Bufalini 7, fax: 0553205392 e-mail: [email protected] INAIL – Direzione Centrale Comunicazione 00144 Roma – Piazzale Giulio Pastore 6, fax: 0654872363 e-mail: [email protected] ISBN 88-7484-055-1 Questa pubblicazione è diffusa gratuitamente dall’INAIL. Ne è vietata la vendita. Tutti i diritti riservati Stampato dalla tipografia INAIL - Milano 2 INDICE 1. Introduzione 1.a Generalità sulle vibrazioni 1.b Gli effetti delle vibrazioni considerati 1.c Strumentazione impiegata ed esecuzione delle misure 1.d Interpretazione pratica dei dati misurati 2. Vibrazioni mano braccio 2.a Generalità 2.b Martelli pneumatici 2.c Motoseghe 2.d Decespugliatori 2.e Attrezzature da giardinaggio 2.f Smerigliatrici, lucidatrici, levigatrici e trapani elettrici 2.g Volante autoveicoli 2.h Attrezzi pneumatici 2.i Esempio ed algoritmi di calcolo 3 Vibrazioni al corpo intero 3.a Generalità 3.b Carrelli elevatori 3.c Macchine movimento terra 3.d Trattori e mezzi agricoli 3.e Autocarri 3.f Locomotori e carrozze ferroviarie 3.g Autovetture 3.h Varie e misure particolari 3.i Esempio ed algoritmi di calcolo 4. Normativa Appendice1: Indice di sollevamento (NIOSH, 1993). (E. Mastrominico) Appendice2: Job strain index (Moore e Garg, 1995). (E. Mastrominico) Appendice 3: Malattie professionali indotte dalle vibrazioni. (A. Ulissi) A3.a Fenomeno e malattia di Raynaud A3.b Sindrome del tunnel carpale A3.c Ernie discali A3.d Spondilodiscoartrosi 3 5 6 7 8 9 10 10 11 12 14 16 17 18 19 20 22 22 23 25 26 28 29 31 35 36 38 39 41 43 43 43 43 44 4 1. Introduzione L’ambiente di lavoro contiene molte minacce alla salute dell’uomo che vi opera. La moderna legislazione obbliga a valutare ogni forma di rischio presente così da ridurne il più possibile i potenziali effetti nocivi. Alcuni di questi rischi, quali le vibrazioni, tendono ad essere sottovalutati dagli stessi operatori perché non producono una menomazione immediata come nel caso dei tagli, schiacciamenti, cadute dall’alto, ecc. ma manifestano i loro effetti sulla salute solo dopo diversi anni e con differente intensità da soggetto a soggetto. Oggi non sono ancora chiare tutte le possibili implicazioni dell’esposizione del corpo umano a vibrazioni: infatti si è notato che intensità e durata dell’esposizione non sono i soli parametri che influenzano il fenomeno; è necessario comprendere l’influenza e la reciproca interazione di parametri fisici dell’oscillazione e fisiologici dell’organismo esposto, prima di arrivare alla formulazione di modelli biomeccanici efficaci alla definizione d’appropriati criteri di valutazione dei rischi. Oggi la raccolta delle informazioni in apposite banche dati costituisce un valido aiuto per uno studio più sistematico del problema e fornisce una maggiore comprensione di quali siano le possibili attività di rischio per la salute dell’uomo. Il presente lavoro è una raccolta ordinata di circa tre anni di misure di vibrazioni eseguite dalla Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione dell’INAIL Toscana, principalmente per la definizione di casi di malattie professionali, realizzata per condividere i dati con operatori del settore. Non ha finalità didattiche e non vuol costituire un riferimento per il settore, linee guida ed altre banche dati ben più ampie sono disponibili on line al pubblico o lo saranno a breve (ad es. www.ispesl.it in Italia ed http://umetech.niwl.se/ in Svezia). I valori indicati in questo fascicolo non possono essere considerati universalmente validi, poiché ricavati da singole misure rilevate in specifiche condizioni operative, infatti i rilievi relativi ad un macchinario hanno una fortissima varianza legata essenzialmente al tipo di lavorazione, all’operatore che la conduce, allo stato di manutenzione ed usura ed a numerosissime altre variabili che impongono di considerare normale uno scarto fino al 20% nella ripetizione di una misura in momenti o luoghi differenti. Tuttavia, in virtù dell’ampia varietà di casi riportati, gli autori si augurano che la semplicità del presente fascicolo possa costituire un primo rapido aiuto per la definizione preliminare di casi d’esposizione a vibrazioni professionali. Per ridurre i possibili errori legati alla discrezionalità della misura, gli strumenti e le metodologie di rilievo sono stati verificati e confrontati con altre strutture impegnate nella medesima ricerca in Italia, congiuntamente alle quali sono state effettuate alcune misurazioni, riportate nel seguito, ed è stata uniformata la metodologia di rilievo ed esposizione. 5 1.a Generalità sulle vibrazioni La vibrazione è il piccolo spostamento periodico di un elemento intorno ad proprio punto di riferimento, essa è armonica se costituita da una funzione sinusoidale del tempo. Matematicamente è possibile approssimare qualsiasi moto periodico in somma di moti armonici (serie di Fourier), in acustica si scompone secondo frequenze note fissate da norme ISO (bande di “ottava” o “di terzi di ottava”). Il metodo indicato cade in difetto in presenza di eventi impulsivi o comunque non periodici, la valutazione di tali situazioni è pertanto generalmente separata dalla valutazione di valori più uniformi nel tempo e necessariamente più approssimata. Le vibrazioni elastiche che interessano il presente lavoro sono le perturbazioni armoniche con frequenza 1 ÷ 80 Hz (ISO 2631-1) per quanto riguarda il corpo intero, 8 ÷ 1000 Hz (ISO 5139-1) per il sistema mano-braccio e 20 ÷ 20000 Hz (ISO 1999) per l’esposizione dell’udito. E’ stato verificato epidemiologicamente come tali vibrazioni siano le più rilevanti per l’uomo, le loro frequenze sono funzione della massa ed elasticità dell’organo recettore. Le vibrazioni vengono rilevate sull’elemento vibrante da sensori collegati ad un apparecchiatura digitale che le traduce in valori numerici, sistemi di rilevazione legati direttamente agli organi umani esposti sono in fase sperimentale e pertanto esulano dal presente lavoro. Il valore rilevato strumentalmente viene poi ponderato in base a filtri che esaltano le frequenze verso le quali la sensibilità umana è maggiore (rispettivamente sono stati usati per il sistema mano-braccio il filtro wh, per il corpo intero wd e wk, per l’udito A), questi dati, omogenei con quelli riportati in letteratura, possono essere inseriti in fogli di calcolo (del tipo di quelli inclusi nel presente fascicolo come esempi) per ricavare le dosi assorbite e con queste ultime valutare l’esposizione dei lavoratori. 6 1.b Gli effetti delle vibrazioni considerati Il presente lavoro non è un trattato medico, né ha pretese di generalità, si rimanda pertanto per una trattazione più completa alla letteratura specializzata. Le uniche vibrazioni considerate nel presente lavoro sono quelle che possono essere correlate alle patologie professionali di rilevante interesse assicurativo. La sindrome di Raynaud (sindrome del dito bianco) e quella del tunnel carpale sono indotte dagli sforzi correlati al sistema mano-braccio mentre le patologie del rachide sono le sole correlabili alle sollecitazioni trasmesse al corpo intero. Dette patologie, brevemente descritte nell’appendice dedicata alle definizioni mediche, dipendono sia dagli strumenti vibranti che da tutte le altre forti accelerazioni cui è sottoposto il fisico, quali l’impiego d’attrezzature manuali o la movimentazione di carichi notevoli. La combinazione delle vibrazioni con altri fattori non è generalmente quantificata nella letteratura. Non verranno fornite indicazioni relative ad alcun altro disturbo muscolo scheletrico o psichico e comunque le indicazioni relative alle malattie indicate saranno ridotte alla sola applicazione di tabelle ed equazioni desumibili dalla normativa. 7 1.c Strumentazione impiegata ed esecuzione delle misure La strumentazione utilizzata per l’esecuzione della maggior parte delle misure riportate nel seguito, è costituita da un analizzatore di spettro quadricanale, su cui normalmente è stato montato un trasduttore accelerometrico triassiale miniaturizzato (ICP) ed un microfono. Detta apparecchiatura, con l’ausilio di adattatori per sedile o per il fissaggio sull’impugnatura manuale delle attrezzature, è stata prescelta per la sua versatilità ed affidabilità nella qualità delle misure; infatti, eseguendo una registrazione digitale dei dati alla velocità di campionamento, consente analisi in post elaborazione, inoltre durante la misura visualizza l’andamento in bande di terzi di ottava dei valori rilevati rendendo possibile l’immediata individuazione di eventuali problemi. Il principale difetto di tale analizzatore di spettro è la complicazione di impiego legata alla necessità di operare con un comune notebook ed altre delicate componenti elettroniche in posizioni generalmente scomode o pericolose. La maggior parte dei problemi incontrati durante le misure è dovuta alla rottura accidentale dei costosissimi cavi di collegamento od ai falsi contatti che comportano un tipico andamento lineare od a dente di sega nella storia temporale spettrale ed impongono lo scarto della misura. Un altro problema che ha invalidato alcune prove è costituito dalla presenza di picchi (overload) ignorati durante l’esecuzione delle prove e riscontrati solo in fase di post elaborazione. Le prime misure relative al sistema mano-braccio sono state eseguite con un fonometro particolare, che permette la sostituzione della capsula microfonica con un condizionatore di segnale, cui è collegato un accelerometro ICP monoassiale. Tale configurazione impone l’esecuzione di tre rilievi consecutivi per ogni misura allungando i tempi e complicando i rilievi, inoltre lo strumento è dotato del solo filtro wh per l’esecuzione delle misure manobraccio, rendendolo inadatto ad ogni altro scopo. La mancata registrazione della storia temporale spettrale non consente la post elaborazione dei dati o la verifica puntuale di eventuali difetti, lasciando un maggiore margine di incertezza riguardo la qualità dei valori ottenuti. Le prove sono state effettuate quasi sempre da due consulenti per ridurre il tempo di preparazione alle misure e quindi il disturbo arrecato all’operatore, che era nella maggioranza dei casi un assicurato INAIL, per il quale occorreva valutare l’esposizione al rischio finalizzata al riconoscimento dell’eventuale malattia professionale. Le misure eseguite per tali scopi spesso difettano in alcuni dati correlati relativi alle apparecchiature, ritenuti superflui in sede di rilievo in quanto erano univocamente determinati per la soluzione dei problemi contingenti. Alcuni dati sono stati pertanto aggiunti in tempi successivi con problemi riguardo le apparecchiature le cui targhe identificative sono soggette a logoramento (es. i martelli pneumatici). La scelta di operare con gli accelerometri piezoelettrici con preamplificatore integrato (ICP) ha consentito di limitare di molto i problemi legati alle induttanze dei cavi, che condizionano le misure eseguite con accelerometri capacitivi. 8 1.d Interpretazione pratica dei dati misurati I valori dell’accelerazione rilevati sono quelli nelle condizioni di prova, essi non possono essere considerati universalmente legati alla macchina ma sono funzione delle condizioni di impiego, dello stato di usura e di numerose variabili che possono modificarne sensibilmente l’intensità. Gli indicatori utili nella valutazione delle patologie professionali sono legati alle dosi di vibrazioni subite dagli operatori, dosi che la normativa consente di legare all’energia assorbita. Esistono anche altri sistemi di valutazione che non dipendono dalla seconda potenza dell’accelerazione ma della sua quarta potenza (ISO 2631-1) o dalla sesta potenza (ISO 2631-5 FDIS), essi ed altri sono stati ignorati nel presente lavoro, senza grave pregiudizio di generalità, in quanto meno diffusi nelle elaborazioni statistiche effettuate su larga scala. La dose da valutare nell’interpretazione dei risultati è legata all’intensità dell’accelerazione ed alla durata dell’esposizione. Tale valore si può ottenere applicando, ad esempio, i fogli di calcolo allegati al termine dei capitoli relativi ai rilievi. Occorre quindi prestare molta attenzione ai reali periodi di impiego medio delle attrezzature, valori che gli scriventi talvolta ricavano dai dispositivi contaore installati sulle macchine operatrici (indispensabili per la manutenzione programmata) o dai consumi di carburante eventualmente registrati nei libretti UMA (a regime di massima coppia un grande motore Diesel consuma circa 0,2 l/(hp x h) mentre un piccolo motore due tempi consuma circa il doppio). Il periodo di impiego accertato può poi essere ripartito uniformemente tra le giornate lavorative (ad esempio 220 giornate annue in industria secondo gli standard ISO) e quindi inserito nei fogli di calcolo senza prestare attenzione a come esso sia realmente distribuito, in quanto ciò risulta ininfluente nel computo energetico complessivo. 9 2. Vibrazioni mano braccio 2.a Generalità E’ statisticamente dimostrato che i lavoratori dopo molti anni d’attività manuali soffrono di patologie degli arti superiori più di altre categorie di popolazione, le principali malattie correlate alle vibrazioni sono la sindrome del tunnel carpale e quella del dito bianco. Entrambe le patologie sono quindi spesso considerate malattie professionali in base alla valutazione quantitativa dell’esposizione a fonti di rischio in ambito lavorativo. Le normative ISO hanno stabilito una correlazione dose-effetto, nel caso di sindrome di Raynaud (cosiddetta patologia del dito bianco), che riduce il margine di discrezionalità della valutazione, anche se, ad esempio, la concausa costituita dalla bassa temperatura operativa è ignorata dalla normativa ed è talmente importante che la patologia citata è molto diffusa tra i boscaioli scandinavi mentre è praticamente assente tra gli omologhi lavoratori del sud est asiatico. Un'altra concausa eziologia è costituita dall’impiego di attrezzature manuali che generano forti sollecitazioni impulsive (martelli, picconi, zappe, roncole ecc.) o dall’esercitare forti sforzi di ritenzione per lunghi periodi (es. trasporto di lastre pesanti). La combinazione tra le concause non è sufficientemente nota da essere stata recepita dalla normativa attuale. I rilievi seguenti sono stati eseguiti nel rispetto della norma ISO 5349-1 del 2001 dalla quale deriva la denominazione degli assi, ovvero: asse x ortogonale al palmo della mano; asse z parallelo alle ossa dell’avambraccio; asse y parallelo al palmo della mano ed ortogonale l’asse z. I versi lungo gli assi sono irrilevanti ai fini del rilievo. 10 2.b Martelli pneumatici Atlas vecchio tipo Atlas vecchio tipo Marca ignota 10 destra 30 destra 15 destra Fioretto (25mm rotante) Scalpello da taglio 40 mm Scalpello da taglio 35 mm calcestruzzo 25/8/04 DG DM 10,50 9,09 26,00 29,5 Misura non disponibile calcestruzzo 25/8/04 DG DM 6,95 4,98 16,4 18,5 Misura non disponibile roccia 15/3/02 DG DM 10,50 5,95 11,00 16,3 Misura non disponibile Atlas Copco TEX 11 Makita HM 1200 K 11.2 posteriore 9.1 Posteriore (destra) 0,94 punta punta calcestruzzo 06/5/2002 DG 12,3 5,88 4,07 14,2 Non disponibile Pietra dura 16/07/2002 DG 11,2 8,91 9,12 17.0 Non disponibile Martelli pneumatici massa Kg impugnatura potenza KW età anni utensile note materiale misure 2 x (wh) m/s 2 y (wh) m/s 2 z (wh) m/s 2 ahw m/s audio dB(A) Martello pneumatico ed elettrodemo litore massa Kg impugnatura potenza KW età anni utensile note materiale misure 2 x (wh) m/s 2 y (wh) m/s 2 z (wh) m/s 2 ahw m/s audio dB(A) 11 2.c Motoseghe Sthil 026 Sthil 026 Husqvarna 371XP destra 48.7 2.6 sinistra 48.7 2.6 Destra 70.7 3.9 Catena dentata potatura Cedro del libano 25/8/04 DG DM 2,95 3,15 9,86 10,8 Misura non disponibile Catena dentata potatura Cedro del libano 25/8/04 DG DM 2,67 2,11 2,41 4,17 Misura non disponibile Catena dentata Taglio legna in pezzi Quercia 29/03/02 DG DM 2,45 8,81 6,76 11,4 (103,0 Misura di terzi) Husqvarna 371XP Husqvarna 254XP Husqvarna 254XP 6.1 sinistra 70.7 3.9 6.5 destra 54 3.1 6.5 sinistra 54 3.1 Catena dentata Taglio legna in pezzi Quercia 29/03/02 DG DM 3,09 4,26 2,54 5,84 (103,0 Misura di terzi) Catena dentata Catena dentata Tronchetto frassino 20/6/03 DG DM 7,24 4,41 5,24 10,00 99,0 Tronchetto frassino 20/6/03 DG DM 2,63 3,19 3,19 5,20 99,0 Motoseghe a catena massa Kg impugnatura Cilindrata cc. potenza KW età anni utensile note materiale misure 2 x (wh) m/s 2 y (wh) m/s 2 z (wh) m/s 2 ahw m/s audio dB(A) Motoseghe a catena massa Kg impugnatura Cilindrata cc. potenza KW età anni utensile note materiale misure 2 x (wh) m/s 2 y (wh) m/s 2 z (wh) m/s 2 ahw m/s audio dB(A) 12 Husqvarna 51 Husqvarna 51 Husqvarna 371 XP Motoseghe a catena massa Kg 5.2 5.2 6.1 impugnatura destra sinistra destra Cilindrata cc. 50.9 50.9 70.7 potenza KW 2.3 2.3 3.9 età anni utensile Catena dentata Catena dentata Catena dentata note materiale Tronchetto frassino Tronchetto frassino Pali in castagno misure 20/6/03 DG DM 20/6/03 DG DM 22/1/03 DG DM 2 x (wh) m/s 5,75 4,67 3,16 2 y (wh) m/s 4,26 3,23 2 z (wh) m/s 5,95 3,19 2 (*) ahw m/s 9,30 6,54 5,3 100,4 100,4 Misura non disponiile audio dB(A) (*) valore ottenuto come 1,67 Wx in accordo alla norma ISO 5349/2001 paragrafo 4.5 13 2.d Decespugliatori Komatsu G5K Komatsu G5K Komatsu G5K 11.4 destra 52.5 1.9 11.4 sinistra 52.5 1.9 11.4 destra 52.5 1.9 Doppio filo in poliammide ½ gas erba bassa semi secca 25/8/04 DG DM 2,11 1,62 1,85 3,24 Misura non disponibile Doppio filo in poliammide ½ gas erba bassa semi secca 25/8/04 DG DM 2,63 4,51 5,18 7,35 Misura non disponibile doppio filo in poliammide tutto gas erba alta semi secca 25/8/04 DG DM 2,37 3,38 2,87 5,03 Misura non disponibile Komatsu G5K sthil sthil 11.4 sinistra 52.5 1.9 10.9 destra 44.3 2.1 10.9 sinistra 44.3 2.1 doppio filo in poliammide tutto gas erba alta semi secca 25/8/04 DG DM 2,63 4,85 5,37 7,70 Misura non disponibile doppio filo in poliammide ½ gas erba bassa semi secca 25/8/04 DG DM 1,13 2,34 1,69 3,10 Misura non disponibile doppio filo in poliammide ½ gas erba bassa semi secca 25/8/04 DG DM 2,11 3,29 3,29 5,11 Misura non disponibile Decespugliat ori a spalla massa Kg impugnatura Cilindrata cc. potenza KW età anni utensile note materiale misure 2 x (wh) m/s 2 y (wh) m/s 2 z (wh) m/s 2 ahw m/s audio dB(A) Decespugli atori a spalla massa Kg impugnatura Cilindrata cc. potenza KW età anni utensile note materiale misure 2 x (wh) m/s 2 y (wh) m/s 2 z (wh) m/s 2 ahw m/s audio dB(A) 14 Husqvarna 240 RBD Husqvarna 240 RBD Kawasaki TD 40 9 destra 36.3 1.3 9 sinistra 36.3 1.3 ~7.5 Destra (posteriore) 40.2 1.21 doppio filo in poliammide tutto gas erba bassa verde 29/03/02 DG DM 0,99 1,34 1,07 1,98 Misura non disponibile doppio filo in poliammide tutto gas erba bassa verde 29/03/02 DG DM 1,04 0,74 1,04 1,65 Misura non disponibile doppio filo in poliammide Decespugli atori a spalla ed a mano massa Kg impugnatura Cilindrata cc. potenza KW età anni utensile note materiale misure 2 x (wh) m/s 2 y (wh) m/s 2 z (wh) m/s 2 ahw m/s audio dB(A) Kawasaki TD 40 Decespugli atore a mano massa Kg impugnatura Cilindrata cc. potenza K età anni utensile note materiale misure 2 x (wh) m/s 2 y (wh) m/s 2 z (wh) m/s 2 ahw m/s audio dB(A) ~7.5 Sinistra (anteriore) 40.2 1.21 doppio filo in poliammide Erba verde 15/04/2002 DG DM 8,91 6,68 6,69 13,0 Non disponibile 15 Erba verde 15/04/2002 DG DM 3,27 4,12 1,86 5,58 Non disponibile 2.e Attrezzature da giardinaggio Brigg & Stratton Q55 Bertolini – Lombardini 6LD Bertolini – Lombardini 6LD Tosaerba quattro tempi e diesel massa Kg impugnatura Cilindrata cc. potenza KW età anni utensile note materiale misure 2 x (wh) m/s 2 y (wh) m/s 2 z (wh) m/s 2 ahw m/s audio dB(A) centrale destra 359 6 sinistra 359 6 Erba verde 15/04/2002 DG DM 3,19 5,37 3,27 7,10 Non disponibile rasaerba Motore Lombardini 359 CC Erba verde 15/04/2002 DG DM 8,12 5,24 4,31 10,58 Non disponibile rasaerba Motore Lombardini 359 CC Erba verde 15/04/2002 DG DM 8,31 3,80 3,89 9,93 Non disponibile Kawasaki TG 18 a scoppio Kawasaki TG 18 a scoppio Soffiatore Shindaiwa 5.2 Destra (posteriore) 18.4 0.6 ~ 10 Lama a pettine Assenza di antivibranti Erba verde 15/04/2002 DG DM 12,8 7,07 5,95 15,8 Non disponibile 5.2 Sinistra (anteriore) 18.4 0.6 ~ 10 Lama a pettine Assenza di antivibranti Erba verde 15/04/2002 DG DM 6,16 19,9 6,68 21,9 Non disponibile 9 Destra 62 2.9 Tagliasiepe e soffiatore massa Kg impugnatura Cilindrata cc. potenza KW età anni utensile note materiale misure 2 x (wh) m/s 2 y (wh) m/s 2 z (wh) m/s 2 ahw m/s audio dB(A) 16 A regime 25/8/04 DG DM 0,32 1,15 0,716 1,39 Misura non disponibile 2.f Smerigliatrici, lucidatrici, levigatrici e trapani elettrici Stayer Sa 10A Stayer Sa 10A Lucidatrice Bosch GPO 12E Smerigliatri ce angolare massa Kg impugnatura potenza KW età anni utensile note materiale misure 2 x (wh) m/s 2 y (wh) m/s 2 z (wh) m/s 2 ahw m/s audio dB(A) destra 2 sinistra 2 3,5 Posteriore (destra) 1,2 Disco abrasivo per pietra Disco abrasivo inadatto Taglio tubo gas 2” in ferro 28/8/03 DM 7,67 7,76 17,50 20,6 Misura non disponibile Disco abrasivo per pietra Disco abrasivo inadatto Taglio tubo gas 2” in ferro 28/8/03 DM 5,88 6,53 7,68 11,7 Misura non disponibile Piattorello in spugna Smerigliatrice angolare Sportello d’auto verniciato 16/09/2003 DG DM 2,66 2,24 2,51 4,29 Non disponibile Lucidatrice Bosch GPO 12E Lucidatrice Hdi M 3015 levigatrice Metabo SRE357 Smerigliatri ce angolare, lucidatrice, levigatrice orbitale massa Kg 3,5 impugnatura Laterale (sinistra) circonferenziale Laterale (dx) potenza KW 1,2 0,12 0,35 età anni nuova utensile Piattorello in spugna Piattorello in panno Carta fina note angolare orbitale Su piano di riscontro materiale Sportello d’auto verniciato Sportello d’auto verniciato acciaio misure 16/09/2003 DG DM 16/09/2003 DG DM 24/02/2004 EB DM 2 10,00(*) x (wh) m/s 2,18 0,65 2 y (wh) m/s 1,78 15,00(*) 1,37 2 z (wh) m/s 2,66 13,00(*) 2,40 2 ahw m/s 3,87 22,23 2,84 audio dB(A) Non disponibile Non disponibile Non disponibile (*) valori misurati con sportello di autoveicolo poggiato su cavalletto instabile e probabilmente amplificati 17 levigatrice Metabo SRE357 Bosch PSB700RE superiore (sx) 0,35 nuova Carta fina Su piano di riscontro acciaio 24/02/2004 EB DM 2,13 2,60 2,25 4,04 Non disponibile Posteriore (dx) 0,70 1 Punta Widia 14 mm Non profess. a percussione Muro in laterizi pieni 20/9/04 DG DM 12,1 12,6 6,80 18,75 116,2 Levigatrice orbitale e trapano a percussion e massa Kg impugnatura potenza KW età anni Utensile Note Materiale misure 2 x (wh) m/s 2 y (wh) m/s 2 z (wh) m/s 2 ahw m/s audio dB(A) 2.g Volante autoveicoli Fiat marea SW TD 100 Volante autovettura massa Kg 1200 potenza KW età anni velocità Note 74 4 140 Km/h Gomme nuove equilibrate misure 2 x (wh) m/s 2 y (wh) m/s 2 z (wh) m/s 2 ahw m/s audio dB(A) 15/3/02 DG DM 0,039 1,090 0,063 1,09 Misura non disponibile 18 2.h Attrezzi pneumatici pistola avvitatrice ½” Ingersoll Rand LA 425 Atlas Copco N.D. destra A pistola (destra) Diritta (destra) 11/9/03 EB DM 1,67 1,18 1,90 2,79 Misura non disponibile Bussolotto esag. 18 mm Attacco ½” Dado autobloccante 18 mm 16/09/2003 DG DM 2,66 4,68 2,32 5,86 Non Disponibile Inserto taglio croce Nome modello N.D. Vite autofilettante 17/06/2002 DG DM 2,88 1,42 4,51 5,54 Non disponibile Somai VSC 75 Levigatrice Festo LEX 150 13,7 *anteriore 1,2 destra spillo *più vicina organo vibrante Getto calcestruzzo 06/5/2002 DG DM 1,12 1,86 1,67 2,74 Dichiarato 78 Piattorello abrasivo Orbitale con aspirazione Parafango auto stuccato 16/09/2003 DG DM 1,44 6,61 1,57 6,94 Non disponibile Avvitatori massa Kg impugnatura potenza KW età anni Utensile Note Materiale Misure 2 x (wh) m/s 2 y (wh) m/s 2 z (wh) m/s 2 ahw m/s audio dB(A) bulloni guard-rail non serrati Vibratore pneumatico Calcestruzz oe levigatrici massa Kg impugnatura potenza KW età anni Utensile Note Materiale misure 2 x (wh) m/s 2 y (wh) m/s 2 z (wh) m/s 2 ahw m/s audio dB(A) 19 2.i Esempio ed algoritmi di calcolo L’effetto delle vibrazioni sul sistema mano braccio è conosciuto da un tempo sufficientemente lungo da consentire alla normativa di evolversi sulla base di ampi studi statistici nella previsione di una delle più comuni patologie correlate. Fin dalla norma 5349 del 1986, sono stati distribuiti degli algoritmi previsionali indicativi che consentivano una prima valutazione statistica del nesso eziologico. Tale norma è stata recepita in Italia dalla norma sperimentale UNI 25349 del 1992. Nell’aggiornamento della norma 5349 del 2001 sono state affinate le metodiche di correlazione, con riduzione del campo d’impiego, in particolare è riportato (in via non ufficiale) il metodo per prevedere il decimo percentile di probabilità della sindrome di Raynaud. Tale norma non risulta agli autori sia stata ancora tradotta in italiano ufficialmente dall’Ente preposto. Nell’esempio che segue sono state riportate entrambe le previsioni in maniera da fornire la panoramica più ampia possibile della correlazione dose effetto, sarà poi cura del singolo professionista valutare correttamente i dati ottenuti. La tabella seguente è stata redatta dagli autori e testata con le istruzioni del più diffuso foglio di calcolo elettronico, il contenuto delle celle di calcolo è esplicato nel seguito. Il lettore che voglia realizzarne uno proprio per verificarne l’efficacia dovrà pertanto solamente ricopiarne il contenuto, magari integrandolo per un maggiore numero d’apparecchi od integrandole in computi più complessi. il contenuto delle celle di calcolo è rispettivamente il seguente: D6 =RADQ(D3^2+D4^2+D5^2) D14 =RADQ(D11^2+D12^2+D13^2) D22 =RADQ(D19^2+D20^2+D21^2) D27 =((D6^2*D8+D14^2*D16+D22^2*D24)/(240))^0,5 D28= =((D6^2*D8+D14^2*D16+D22^2*D24)/(480))^0,5 D29 =10*LOG((10^(D7/10)*D8+10^(D15/10)*D16+10^(D23/10)*D24)/480) D33 =31,8*D28^(-1,06) D37 =(95*(C37/100)^0,5)/D27 D39 =((D27*C39/95)^2)*100 20 A1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 B attrezzo 1 C D E note [m/s2] [m/s2] [m/s2] [m/s2] dB(A) minuti/giorno asse X ponderata ahwx (m/s2) asse Y ponderata ahwy (m/s2) asse Z ponderata ahwz (m/s2) ISO 5349-1/2001 (1) somma vettoriale ahv rumore tempo medio di impiego 1,23 2,34 3,45 4,35 85,0 30 attrezzo 2 note 3,21 [m/s2] 5,43 [m/s2] 6,54 [m/s2] 9,09 [m/s2] 90,0 dB(A) 60 minuti/giorno asse X ponderata ahwx (m/s2) asse Y ponderata ahwy (m/s2) asse Z ponderata ahwz (m/s2) ISO 5349-1/2001 (1) somma vettoriale ahv rumore tempo medio di impiego attrezzo 3 2 note [m/s2] [m/s2] [m/s2] [m/s2] dB(A) minuti/giorno asse X ponderata ahwx (m/s ) asse Y ponderata ahwy (m/s2) asse Z ponderata ahwz (m/s2) ISO 5349-1/2001 (1) somma vettoriale ahv rumore tempo medio di impiego 2,34 3,45 4,56 6,18 95,0 90 esposizione equivalente giornaliera riportata ad 8 ore A(4)=(Siahvi2Ti/240)0.5 UNI 25349-1/1992 (1) A(8)=(Siahvi2Ti/240)0.5 ISO 5349-1/2001 (3) lep,d 6,11 [m/s2] 4,32 [m/s2] 88,7 dB(A) appendice C ISO 5349/2001 anni necessari alla probabilità del 10% di insorgenza della sindrome del dito bianco 6,7 anni di esposizione appendice A UNI ENV 25349/1992 (traduzione in italiano vecchia ISO 5349 del 1986) anni necessari alla probabilità richiesta di insorgenza della sindrome del dito bianco percentuale richiesta 10 4,9 anni esposizione probabilità di insorgenza malattia del dito bianco in base agli anni d’esposizione anni di esposizione 12 59,5 % probabilità 21 3 Vibrazioni al corpo intero 3.a Generalità Si riportano nei paragrafi seguenti i principali risultati di alcune misure eseguite in ambienti di lavoro per motivi legati alla possibile insorgenza di patologie professionali. Gli autori hanno rilevato i valori dei singoli assi aWx, awy, awz in accordo alle specifiche della norma ISO 2631-1 (filtrati come indicato in 2631-1 table 3) ed il valore aW in m/s2 (2631-1, …(1) ponderata in base alle indicazioni riportate nel paragrafo 2631-1 7.2.3) riportando tali valori nelle tabelle seguenti. Il lettore provvederà a calcolare, in funzione del periodo di impiego delle singole macchine, il valore a(8) necessario al confronto statistico con la possibilità di insorgenza di patologie professionali ad esempio con l’impiego del foglio di calcolo riportato al termine del capitolo. Purtroppo le vibrazioni sono state studiate sistematicamente solo recentemente e la normativa non ha ancora recepito le correlazioni tra causa ed effetto, come nel caso delle vibrazioni al sistema mano braccio e nell’acustica, anzi esistono differenti studi e l’applicazione di diverse procedure conduce spesso a risultati dissimili. Finché non verranno conclamate le correlazioni tra causa ed effetto è pertanto possibile esprimere giudizi di certezza solo per valori di esposizione a(8) abbastanza distanti da quelli di soglia, che la direttiva 2002/44/CE fissa in limite di azione 0,5 m/s2 e valore limite 1,15 m/s2, la circolare 25/2004 dell’INAIL li recepisce riconoscendo probabile la patologia per un’esposizione superiore al valore limite, per un periodo superiore a 5 anni, anche tale circolare è logico che venga affinata, con il progresso degli studi in materia, per esposizioni di intensità e durata diverse. All’incertezza della misura di vibrazioni si deve sommare quella dovuta alle possibili concause che ledono i medesimi organi, principalmente i microtraumi, i movimenti ripetuti e le posture incongrue o le lesioni provocate dal sollevamento di carichi di notevole entità. I protocolli comunemente diffusi per lo studio delle concause si basano statisticamente sui grandi numeri relativi a lavorazioni costanti nella vita lavorativa e ben definite dinamicamente, ne consegue che essi non risulteranno correttamente applicabili alla maggior parte dei casi pratici e che soprattutto non è stato ancora diffuso alcun protocollo scientifico per la valutazione dell’interazione tra le concause. Per completezza di trattazione è riportata in appendice una panoramica sui principali protocolli di valutazione degli effetti sulla salute da microtraumi e posture. I rilievi seguenti sono stati eseguiti nel rispetto della norma ISO 2631-1 del 1997 da cui prendono la denominazione degli assi, ovvero: asse z parallelo alla spina dorsale; asse y parallelo la retta teste femorali; asse x ortogonale i precedenti. Le direzioni lungo gli assi sono irrilevanti ai fini del rilievo. 22 3.b Carrelli elevatori Still R20-15 Still R20-15 Fiat OM 15 N elevatori elettrici massa Kg potenza KW età anni 10 10 8 Portata Kg 1020 1020 1500 lavorazione carico di pallets su trasporto lungo in trasporto lungo in o note autocarro stabilimento stabilimento sedile rigido rigido rigido terreno pavimento industriale pavimento industriale pavimento industriale misure 5/11/03 DG DM 5/11/03 DG DM 5/11/03 DG DM 2 x (wd) m/s Misura non disponibile 0,211 0,211 2 y (wd) m/s 0,506 0,212 0,211 2 z (wk) m/s 0,698 0,469 0,471 2 (*) aw m/s 0,708 0,469 0,471 audio dB(A) 80,9 83,2 83,2 (*) valori stimati ipotizzando l’accelerazione lungo l’asse x pari a quella lungo l’asse y Hyster 2.5 Hyster 5,00 Fantuzzi CS 45 KM elevatori elettrico, diesel e sollevatore containers massa Kg potenza KW età anni Portata Kg lavorazione o note sedile terreno misure 2 x (wd) m/s 2 y (wd) m/s 2 z (wk) m/s 2 aw m/s audio dB(A) 10 2500 Movimentazione su piazzale ammortizzato pavimento ind. sconnesso 14/7/04 DG 0,428 0,377 0,780 0,780 Misura non disponibile 75000 ~ 250 2 45000 5000 Carico bobine di carta da 2 tonnellate Movimentazione containers rigido ammortizzato calcestruzzo calcestruzzo 27/5/04 EB DM 20/7/04 DG DM 0,172 0,159 0,238 0,106 0,426 0,233 0,426 0,233 misura non disponibile 81,8 23 Papalini TE800S Taylor T650L Taylor 520 55560 ~ 200 15 36016 Carico blocchi di pietra su autocarri ammortizzato calcestruzzo 20/7/04 DG DM 0,209 0,138 0,287 0,29 82,3 43500 179 4 29450 Carico blocchi di pietra su autocarri ammortizzato calcestruzzo 20/7/04 DG DM 0,184 0,191 0,258 0,27 83,8 35700 ~ 150 4 23000 movimentazione blocchi di pietra in deposito ammortizzato calcestruzzo 20/7/04 DG DM 0,383 0,294 0,554 0,55 89,6 Grandi elevatori diesel portuali massa Kg potenza KW età anni Portata Kg lavorazione o note sedile terreno misure 2 x (wd) m/s 2 y (wd) m/s 2 z (wk) m/s 2 2 aw m/s m/s audio dB(A) 24 3.c Macchine movimento terra Caterpillar 966F Hannomag Komatsu wa420 Fiat Hitachi FH120 pale gommate ed apripista massa Kg 20905 20000 12000 potenza KW 194 168 62 5 età anni 10 13 utensile Benna carico inerti Benna carico inerti Benna dentata lavorazione o note Carico tramogge inerti Crico camion inerti Scavo fondazione sedile ammortizzato ammortizzato Ammortizzato terreno Cemento industriale Cemento industriale Compatto misure 3/8/04 DM 3/8/04 DM 12/2/03 EB DG DM 2 x (wd) m/s 0,217 0,551 0,386 2 y (wd) m/s 0,238 0,233 Misura non disponibile 2 z (wk) m/s 0,226 0,604 0,442 2 (*) aw m/s 0,33 0,77 0,54 audio dB(A) 77,5 80,8 87,5 (*) valori stimati ipotizzando l’accelerazione lungo l’asse x pari a quella lungo l’asse y Komatsu PC15R Komatsu PC15R FIAT 60 Hp 1575 11,4 7 Martello pneumatico 1575 11,4 7 Benna 40 cm ~ 7000 ~ 35 ~ 35 terna Taglio asfalto e massicciata ammortizzato asfalto 24/5/02 DG DM 0,977 0,473 0,944 1,37 92,5 Apertura trincea ammortizzato Massicciata stradale 24/5/02 DG DM 0,881 0,923 0,327 1,29 97,6 transito su strada pietrisco Rigido: lamiera con cuscino Strada di montagna 28/05/04 DG DM 0,512 0,600 0,901 0,90 94,9 escavatori massa Kg potenza KW età anni utensile lavorazione o note sedile terreno misure 2 x (wd) m/s 2 y (wd) m/s 2 z (wk) m/s 2 aw m/s audio dB(A) 25 3.d Trattori e mezzi agricoli La versatilità di alcuni di tali mezzi ne consente l’impiego sia come mezzi agricoli, che come macchine per lo scavo ed il movimento terra, cambiando le attrezzature specifiche per la lavorazione. John deere 8420T Caterpillar 05B Caterpillar D6H ~ 12000 243 2 ripuntatore 7 ancore ~ 12000 132 ~ 20 Aratro trivomere 17000 170 10 Benna apripista Ripuntatura (scarificatura) ammortizzato sabbioso 11/02/04 EB DM 0,205 0,165 0,242 0,287 83,0 aratura ammortizzato sabbioso 11/02/04 EB DM 0,345 0,328 0,526 0,526 97,3 transito su strada pietrisco ammortizzato pietrisco 7/6/04 DM 0,768 0,689 0,758 1,08 88,3 Caterpillar D6H Caterpillar D60 Caterpillar D60 Trattori cingolati massa Kg potenza KW età anni utensile lavorazione o note sedile terreno misure 2 x (wd) m/s 2 y (wd) m/s 2 z (wk) m/s 2 aw m/s audio dB(A) Trattori cingolati 17000 massa Kg 170 potenza KW 10 età anni 35 35 utensile Benna apripista Aratro quadrivomere Aratro quadrivomere lavorazione o note Spianatura terreno Trasferimento su strada aratura sedile ammortizzato ammortizzato ammortizzato terreno Argilloso Strada terra battuta Argilloso secco misure 7/6/04 DM 17/4/03 EB DG 17/4/03 EB DG 2 x (wd) m/s 0,535 Misura non disponibile 0,441 2 y (wd) m/s 0,362 0,615 0,382 2 z (wk) m/s 0,552 0,924 0,664 2 (*) aw m/s 0,75 0,92 0,66 audio dB(A) 86,7 102,2 101,8 (*) valori stimati ipotizzando l’accelerazione lungo l’asse x pari a quella lungo l’asse y 26 Same explorer 80 DT Fiat Hitachi 90 FIAT 350 DT 59 15 Carrello ruote motrici 59 5 Terna con benna liscia Trasporto su strada sterrata ammortizzato Argilloso secco 28/7/03 DM 0,886 1,070 2,290 2,29 91,6 Pulizia scoline ammortizzato Argilloso secco 28/7/03 DM 0,7720 0,7750 1,030 1,09 91,6 35 30 transito su terreno montagnoso e boschivo rigido roccie e humus 28/5/04 DG DM 0,465 0,409 0,956 0,96 92,1 Lamborghini 603 DT B Fiat 1580 New Holland 3550AL Trattori gommati massa Kg potenza KW età anni utensile lavorazione o note sedile terreno misure 2 x (wd) m/s 2 y (wd) m/s 2 z (wk) m/s 2 aw m/s audio dB(A) Trattori gommati e mietitrebbia massa Kg potenza KW 44 ~ 20 età anni 12 7 utensile Carrello ruote motrici Carrello ruote libere lavorazione o note Trasporto su strada sterrata Mietitura sedile Ammortizzato ammortizzato Ammortizzato terreno fangoso Strada terra battuta Scosceso misure 12/9/02 DG DM EM 17/4/03 EB DG 13/7/04 DG DM 2 x (wd) m/s 0,441 Misura non disponibile 0,209 2 y (wd) m/s 0,437 0,592 0,203 2 z (wk) m/s 0,873 1,03 0,439 2 (*) aw m/s 0,87 1,03 0,44 audio dB(A) 93,7 79,9 Misura non disponibile (*) valori stimati ipotizzando l’accelerazione lungo l’asse x pari a quella lungo l’asse y 27 3.e Autocarri FIAT 690 IVECO 190-36 MAN 13-224 132 37 Trasporto materiali su strada sterrata vel. ridotta Rigido usurato Poco sconnesso 29/1/03 DG DM 0,139 0,178 0,302 0,30 90,7 (a finestrino aperto) 265 10 19000 Trasporto materiali su strada sterrata ammortizzato Poco sconnesso 28/5/04 DG DM 0,305 0,440 0,603 0,62 71,3 (a finestrino aperto) 162 2 12000 Trasporto materiali su strada ed autostrada Ammortizzato Asfaltato 27/7/04 DM 0,106 0,152 0,555 0,56 non disponibile FIAT Ducato 1,9 D Mercedes 8/15 Mitsubishi papero 2,5 TD autocarri massa Kg potenza KW età anni Peso pc Kg lavorazione o note sedile terreno misure 2 x (wd) m/s 2 y (wd) m/s 2 z (wk) m/s 2 aw m/s audio dB(A) Furgone autobus e fuoristrada massa Kg potenza KW età anni Peso pc Kg lavorazione o note sedile terreno misure 2 x (wd) m/s 2 y (wd) m/s 2 z (wk) m/s 2 aw m/s audio dB(A) 1600 15 3500 Trasporto strade extraurbane Serie tipo automobilistico Asfaltato 27/5/04 DG DM EM 0,145 0,146 0,513 0,51 73,2 2 15 Trasporto strade extraurbane Serie tipo automobilistico Asfaltato 27/5/04 DG DM EM 0,131 0,172 0,430 0,43 75,2 Trasporto persone su piste sterrate in cava Serie tipo automobilistico estremamente sconnesso 21/7/04 DG DM 0,332 0,384 0,852 0,85 72,1 28 3.f Locomotori e carrozze ferroviarie 646 646 656 110000 3980 ~ 40 Pistoia Prato 110000 3980 ~ 40 Partenza da Firenze Rifredi 120000 4800 28 Pistoia Prato Ammortizzato Ammortizzato Ammortizzato locomotori massa Kg potenza KW età anni tratta sedile misure 17/6/03 DG DM 20/1/04 DG DM 17/6/03 DG DM 2 X (wd) m/s Misura non disponibile 0,150 Misura non disponibile 2 Y (wd) m/s 0,140 0,156 0,159 2 Z (wk) m/s 0,390 0,468 0,536 2 (*) (*) aw m/s 0,39 0,47 0,54 audio dB(A) 84,1 78,2 79,7 (*) valori stimati ipotizzando l’accelerazione lungo l’asse x pari a quella lungo l’asse y 464 464 ALE 642 Locomotori massa Kg potenza KW età anni tratta sedile 72000 3500 3 Pistoia Lucca a regime 72000 3500 3 Partenza stazione Pistoia 0 ~ 15 Firenze Arezzo Ammortizzato Ammortizzato ammortizzato misure 20/1/04 DG DM 20/1/04 DG DM 2 x (wd) m/s 0,0429 0,312 2 y (wd) m/s 0,0788 0,305 2 z (wk) m/s 0,0125 0,301 2 aw m/s 0,11 0,44 audio dB(A) 78,3 76,9 (*) valori stimati ipotizzando l’accelerazione lungo l’asse x pari a quella lungo l’asse y 29 20/1/04 DG DM 0,0598 0,131 0,129 0,18 81,4 vettura pilota media percorr. vettura pilota media percorr. Carrozza treno regionale vettura pilota e carrozza massa Kg potenza KW età anni tratta sedile 0 ~ 20 Firenze Arezzo 0 20 Scambi Prato 0 ~ 15 Empoli Siena ammortizzato Ammortizzato In fotografia 2 classe a 17/6/03 DG DM 17/6/03 DG DM misure 2 x (wd) m/s Misura non disponibile Misura non disponibile 2 y (wd) m/s 0,425 0,109 2 z (wk) m/s 0,503 0,214 2 (*) (*) aw m/s 0,60 0,21 audio dB(A) 83,7 80,5 (*) valori stimati ipotizzando l’accelerazione lungo l’asse x pari a quella lungo l’asse y 19/5/04 EB 0,343 0,265 0,112 0,48 73,9 Carrozza intercity Carrozza intercity Carrozza eurostar ETR500 0 18 Ristrutturato da 2 anni Arezzo Roma 0 18 Ristrutturato da 2 anni Firenze Arezzo 0 ~ 10 Firenze Roma 100 Km senza fermate a In fotografia 2 classe 50 Km con una fermata a In fotografia 2 classe 150 Km senza fermate a In fotografia 2 classe 18/5/04 DM 0,143 0,0266 0,0751 0,20 63,2 18/5/04 DM 0,178 0,0266 0,0313 0,25 58,2 20/4/04 DM 0,0199 0,0635 0,0961 0,096 65,9 Carrozze ferroviarie massa Kg potenza KW età anni tratta note sedile misure 2 x (wd) m/s 2 y (wd) m/s 2 z (wk) m/s 2 aw m/s audio dB(A) 30 3.g Autovetture Il presente paragrafo è uno stralcio di uno studio pubblicato separatamente, l’abbondanza di dati ha pertanto consentito una più complessa articolazione dell’esposizione, limitata nel seguito a tre sole misure per veicolo. L’autovettura è uno strumento di uso quotidiano nella società attuale, essa viene infatti utilizzata, sia come mezzo di locomozione per raggiungere il luogo di lavoro sia come strumento di lavoro vero e proprio da parte di specifiche categorie professionali. Le vibrazioni che essa trasmette al conducente dipendono da diversi fattori che, per brevità di trattazione, possiamo porre in due distinti gruppi: al primo appartengono quelli riconducibili alle caratteristiche intrinseche (statiche e dinamiche) del veicolo dovute alle scelte progettuali e ai materiali adottati; nel secondo possiamo aggregare tutti quei fattori esterni che hanno influenza diretta sull’intensità delle vibrazioni trasmesse, quali il tipo di pavimentazione stradale, il suo stato di usura, il tipo di percorso e lo stile di guida (nervoso, medio, tranquillo). Pertanto nel caso delle autovetture si riportano i rilevi in funzione del tipo di percorso specificando lo stato di usura della pavimentazione. I dati seguenti sono stati ricavati da misure eseguite tutte con il medesimo autista sui medesimi percorsi predefiniti con il medesimo carico sull’autovettura. 31 Nissan Micra 1300 massa Kg potenza KW Cilindrata cc. Km percorsi età anni sedile schienale Reg.lombare Alimentata a Stile di guida misure Percorso Pav. stradale 2 x (wd) m/s 2 y (wd) m/s 2 z (wk) m/s 2 aw m/s audio dB(A) Percorso Pav. stradale 2 x (wd) m/s 2 y (wd) m/s 2 z (wk) m/s 2 aw m/s audio dB(A) Percorso Pav. stradale 2 x (wd) m/s 2 y (wd) m/s 2 z (wk) m/s 2 aw m/s audio dB(A) 865 55 1275 71.800 6 Avanzamento regolabile Inclinazione regolabile no benzina medio 31/3/04 EB DM AUTOSTRADALE Asfalto nuovo 0.0809 0.0753 0.4670 0.47 81.1 EXTRAURBANO Asfalto mediocre 0.1080 0.0953 0.3990 0.40 74.9 URBANO Asfalto mediocre 0.1360 0.1020 0.3710 0.37 74.6 Fiat Punto 60 CV 875 44 1242 136.000 6 Avanzamento regolabile Inclinazione regolabile no benzina medio 9/3/04 EB DM AUTOSTRADALE Asfalto nuovo 0.1900 0.0726 0.4580 0.46 78 EXTRAURBANO Asfalto mediocre 0.1620 0.1400 0.4230 0.42 72.7 URBANO Asfalto mediocre 0.1520 0.1090 0.3680 0.37 67.9 32 Fiat Punto 80 CV 875 59 1242 34.000 3 Avanzamento regolabile Inclinazione regolabile no benzina medio 11/3/04 EB DM AUTOSTRADALE Asfalto nuovo 0.0864 0.1080 0.5090 0.51 76.3 EXTRAURBANO Asfalto mediocre 0.0900 0.1000 0.4100 0.41 70.1 URBANO Asfalto mediocre 0.1360 0.1090 0.3880 0.39 67.5 Lancia Ipsilon 80 CV massa Kg potenza KW Cilindrata cc. Km percorsi età anni sedile schienale Reg.lombare Alimentata a Stile di guida Percorso Pav. stradale misure 2 x (wd) m/s 2 y (wd) m/s 2 z (wk) m/s 2 aw m/s audio dB(A) Percorso Pav. stradale 2 x (wd) m/s 2 y (wd) m/s 2 z (wk) m/s 2 aw m/s audio dB(A) Percorso Pav. stradale 2 x (wd) m/s 2 y (wd) m/s 2 z (wk) m/s 2 aw m/s audio dB(A) 975 59 1242 1.000 2 mesi Avanzamento regolabile Inclinazione regolabile si benzina medio AUTOSTRADALE Asfalto nuovo 11/3/04 EB DM 0.0722 0.1250 0.5170 0.52 71.9 EXTRAURBANO Asfalto mediocre 0.0980 0.1140 0.4000 0.40 66.4 URBANO Asfalto mediocre 0.1130 0.1170 0.3750 0.38 70.3 Renault Megane 1600rt 1020 66 1598 150.000 7 Avanzamento regolabile Inclinazione regolabile si gpl medio AUTOSTRADALE Asfalto nuovo 29/3/04 EB DM 0.0842 0.1110 0.4900 0.49 76.3 EXTRAURBANO Asfalto mediocre 0.0981 0.1200 0.5390 0.54 70.7 URBANO Asfalto mediocre 0.1100 0.0894 0.3420 0.34 67.1 33 Renault Scenic 1600 1250 79 1598 101.000 5 Avanzamento regolabile Inclinazione regolabile si benzina medio AUTOSTRADALE Asfalto nuovo 30/3/04 EB DM 0.0454 0.1150 0.4630 0.46 75.6 EXTRAURBANO Asfalto mediocre 0.0747 0.1160 0.3850 0.39 71.9 URBANO Asfalto mediocre 0.1490 0.1120 0.3340 0.33 75 Nissan Tino 1800 massa Kg potenza KW Cilindrata cc. Km percorsi età anni sedile schienale Reg.lombare Alimentata a Stile di guida Percorso Pav. stradale misure 2 x (wd) m/s 2 y (wd) m/s 2 z (wk) m/s 2 aw m/s audio dB(A) Percorso Pav. stradale 2 x (wd) m/s 2 y (wd) m/s 2 z (wk) m/s 2 aw m/s audio dB(A) Percorso Pav. stradale 2 x (wd) m/s 2 y (wd) m/s 2 z (wk) m/s 2 aw m/s audio dB(A) 1370 84 1769 29.000 4 Avanzamento regolabile Inclinazione regolabile si benzina medio AUTOSTRADALE Asfalto nuovo 1/4/04 EB DM 0.0758 0.1250 0.4600 0.46 74.1 EXTRAURBANO Asfalto mediocre 0.0776 0.1060 0.4060 0.41 72.3 URBANO Asfalto mediocre 0.1140 0.1070 0.3230 0.32 71.9 Citroen Ricasso 2.0Hdi 1300 66 1997 140.000 4 Avanzamento regolabile Inclinazione regolabile si diesel medio AUTOSTRADALE Asfalto nuovo 10/3/04 EB DM 0.0595 0.1250 0.4300 0.43 74.8 EXTRAURBANO Asfalto mediocre 0.0850 0.1190 0.4100 0.41 71 URBANO Asfalto mediocre 0.1310 0.1220 0.3490 0.35 68.7 34 3.h Varie e misure particolari Comax tripala 75 Lavasciuga pavimenti massa Kg potenza KW età anni 2 sedile pavimento misure 2 x (wd) m/s 2 y (wd) m/s 2 z (wk) m/s 2 aw m/s audio dB(A) Rigido Pavimento industriale 5/7/03 DM 0,536 0,252 0,888 0,89 78,0 Misura sperimentale diretta Martello pneumatico Montabert 10 Kg E’ stata effettuata una misura sperimentale, non conforme ad alcun protocollo, applicando, con nastro adesivo e cinta in cuoio, un trasduttore triassiale alla schiena di un operatore al martello pneumatico ed applicando un quarto trasduttore sulla roccia (marmo) in posizione intermedia rispetto i piedi dell’operatore, si è constatato come le vibrazioni trasmesse attraverso gli arti superiori siano maggiori di quelle trasmesse dagli arti60 inferiori ed assumano intensità potenzialmente dannose anche per la colonna vertebrale. Fioretto (punta rotante 30 mm) 21/7/04 DG DM 0,192 0,341 1,260 1,26 1,030 utensile misure 2 x (wd) m/s 2 y (wd) m/s 2 z (wk) m/s 2 aw m/s 2 terra z(wk) m/s 35 3.i Esempio ed algoritmi di calcolo La misura d’esposizione alle vibrazioni del corpo intero deve essere eseguita contemporaneamente per i tre assi, per evitare che le normali variazioni temporali dei valori ne inficino i risultati, gli strumenti specifici attualmente in commercio hanno tutti la possibilità di fornire direttamente il valore pesato di filtri Wd (assi x ed y) o Wk, qualora si disponga di dati terzo rilevati linearmente in bande di terzo di ottava (ad esempio per un rilievo eseguito per scopi diversi od impiegando uno strumento non specifico quale un oscilloscopio analizzatore di spettro), è sempre possibile giungere ai valori pesati lungo gli assi moltiplicando i singoli valori di banda per il coefficiente riportato nella tabella 3 della norma 2631-1. I valori filtrati delle bande di terzo di ottava debbono poi essere riuniti nell’unico valore awx, awy od awz con l’equazione 2631-1 ..(9) aw=(6i(wiai)2)0,5. Il valore aw che interessa gli effetti sulla salute è il maggiore tra le tre componenti assiali moltiplicato per un fattore di amplificazione che vale 1,4 per gli assi x ed y e 1 per quello z. (cfr 2631-1 paragrafo 7) questo valore è il valore aw riportato nelle tabelle sperimentali precedenti. Partendo da tale valore riportato nella presente raccolta il lettore può giungere al valore a(8) una volta noto il periodo di effettiva esposizione media giornaliera alle varie macchine, riportando tale esposizione ad 8 ore. Il calcolo per pervenire ad a(8) può essere fatto con un foglio di calcolo come quello di esempio illustrato nella pagina seguente. Il contenuto delle celle di calcolo è rispettivamente il seguente: D6 = MAX(1,4*D3;1,4*D4;D5) D14 = MAX(1,4*D11;1,4*D12;D13) D22= MAX(1,4*D19;1,4*D20;D21) D26=10*LOG((10^(D7/10)*D8+10^(D15/10)*D16+10^(D23/10)*D24)/(D8+D16+D2 4)) D29=((D6^2*D8+D14^2*D16+D22^2*D24)/(480))^0,5 D30=10*LOG((10^(D7/10)*D8+10^(D15/10)*D16+10^(D23/10)*D24)/480) 36 A1 B C 2 macchina 1 3 D asse X ponderata awd (m/s2) E note 0,35 [m/s2] 2 4 asse Y ponderata awd (m/s ) 0,46 [m/s2] 5 asse Z ponderata awk (m/s2) 0,57 [m/s2] massimo aw 6 rumore 7 8 tempo medio di impiego 9 10 macchina 2 2 0,64 [m/s ] 80,0 dB(A) 90,00 minuti / giorno note 2 11 asse X ponderata awd (m/s ) 0,23 [m/s2] 12 asse Y ponderata awd (m/s2) 0,35 [m/s2] 13 asse Z ponderata awk (m/s2) 0,46 [m/s2] massimo aw 14 15 rumore 16 tempo medio di impiego 17 18 macchina 3 19 2 0,48 [m/s ] 85,0 dB(A) 150,00 minuti / giorno note 2 0,47 [m/s2] 2 asse X ponderata awd (m/s ) 20 asse Y ponderata awd (m/s ) 0,46 [m/s2] 21 asse Z ponderata awk (m/s2) 0,77 [m/s2] 2 massimo aw 22 0,77 [m/s ] 23 rumore 90,0 dB(A) 120,00 minuti / giorno 24 tempo medio di impiego 25 26 leq 86,9 dB(A) 27 28 esposizione equivalente giornaliera riportata ad 8 ore 29 A(8)=(6iaw,2Ti/480)0.5 (ISO 2631-1 B1) lep,d 30 37 2 0,54 [m/s ] 85,7 dB(A) 4. Normativa Al momento il problema “vibrazioni” è stato affrontato genericamente dalla legislazione italiana nel D.P.R. 303/56 e dal D.P.R. 459/96 “Direttiva Macchine”, quest’ultimo oltre a raccomandazioni di riduzione impone di riportare sul libretto d’istruzioni le prescrizioni per ridurle ed il valore medio quadratico ponderato, in frequenza, cui esse espongono i lavoratori sia agli arti che al corpo intero. A livello europeo, è stata pubblicata la “Direttiva 2002/44/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 25 giugno 2002 sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici”. Tale direttiva riguarda l’esposizione professionale alle vibrazioni meccaniche trasmesse al sistema mano-braccio e al corpo intero e stabilisce i requisiti minimi di tutela e sicurezza contro i rischi per la salute derivanti dalle vibrazioni meccaniche nonchè i valori limite e di azione che dovranno essere recepiti dagli Stati membri. A completamento di quanto detto si riportano i principali riferimenti normativi, a livello nazionale e internazionale, riguardanti la prevenzione del rischio vibrazioni: x Decreto Presidente della Repubblica del 19/03/1956, n. 303 “Norme generali per l’igiene del lavoro”; x Decreto Legislativo del 19/09/1994, n. 626 “Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE e 90/679/CEE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro” e successivi aggiornamenti e integrazioni; x Decreto Presidente della Repubblica del 24/07/1996, n.459 “Regolamento per l’attuazione delle direttive 89/392/CEE, 91/368/CEE, 93/44/CEE e 93/68/CEE concernenti il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle macchine”; x Direttiva 2002/44/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 25 giugno 2002 sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (vibrazioni) (sedicesima direttiva particolare ai sensi dell’articolo 16, paragrafo 1 della direttiva 89/391/CEE), G.U.C.E. L 177/13 del 6 luglio 2002. x Norma ISO 2631-1 (1997) “Mechanical vibration and shock - Evaluation of human exposure to whole-body vibration. Part. 1: General requirements”. x Norma ISO 8041 (1990) “Human response to vibration - Measuring instrumentation”. x Norma ISO 5349 (2001) “Mechanical vibration – Measurement and evaluation of human exposure to hand-transmitted vibration – Part 1: General requirements; Part 2: Practical guidance for measurement at the workplace”. x Norma UNI ENV 25349 (1994) “Vibrazioni meccaniche - Linee guida per la misurazione e la valutazione dell’esposizione a vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio”. x ISPESL Linee Guida per la valutazione del rischio vibrazioni in ambiente di lavoro (edizione luglio 2002). x Circolare INAIL n. 25 del 15 aprile 2004 “Malattie del rachide da sovraccarico biomeccanico. Modalità di trattazione delle pratiche”. 38 Appendice1: Indice di sollevamento (NIOSH, 1993). (E. Mastrominico) Il modello proposto dal NIOSH consente di determinare, per ogni azione di sollevamento, il “limite di peso raccomandato” attraverso un’equazione che, a partire da un massimo peso ideale sollevabile in condizioni ideali, considera l’eventuale esistenza di elementi di rischio e assegna a questi ultimi opportuni fattori di demoltiplicazione, secondo lo schema qui di seguito riportato, che il lettore può facilmente trovare anche in Internet. ETA' COSTANTE DI PESO MASCHI > 18 ANNI FEMMINE 30 CP 20 (kg.) X ALTEZZA DA TERRA DELLE MANI ALL'INIZIO DEL SOLLEVAMENTO ALTEZZA (cm) FATTORE 0 25 50 75 100 125 A 150 >175 0,77 0,85 0,93 1,00 0,93 0,85 0,78 0,00 X DISTANZA VERTICALE DI SPOSTAMENTO DEL PESO FRA INIZIO E FINE DEL SOLLEVAMENTO DISLOCAZIONE (cm) FATTORE 25 30 40 50 70 100 B 170 >175 1,00 0,97 0,93 0,91 0,88 0,87 0,86 0,00 DISTANZA ORIZZONTALE TRA LE MANI E IL PUNTO DI MEZZO DELLE CAVIGLIE - DISTANZA DEL PESO DEL CORPO ( DISTANZA MASSIMA RAGGIUNTA DURANTE IL SOLLEVAMENTO ) DISTANZA (cm) FATTORE 25 30 40 50 55 60 X C >63 1,00 0,83 0,63 0,50 0,45 0,42 0,00 X DISLOCAZIONE ANGOLARE DEL PESO ( IN GRADI ) Dislocazione angolare FATTORE 0 30° 60° D 90° 120° 135° >135° 1,00 0,90 0,81 0,71 0,52 0,57 0,00 X E GIUDIZIO SULLA PRESA DI CARICO GIUDIZIO FATTORE BUONO E SCARSO 1,00 0,90 X FREQUENZA DEI GESTI ( numero atti al minuto ) IN RELAZIONE A DURATA F FREQUENZA 0,20 CONTINUO < 1 ora 1,00 0,94 0,84 0,75 0,52 0,37 0,00 1 4 6 9 12 >15 CONTINUO da 1 a 2 ore 0,95 0,88 0,72 CONTINUO da 2 a 8 ore 0,85 0,75 0,45 0,27 0,15 0,00 0,00 0,5 0,3 F 0,21 0,00 = KG. DI PESO EFFETTIVAMENTE PESO LIMITE RACCOMANDATO SOLLEVATO 39 Kg. INDICE DI SOLLEVAMENTO (IS) = SOLLEVATO/PESO LIMITE RACCOMANDATO IS <0,75 Situazione accettabile, non è richiesto alcun intervento specifico. 0,76<IS<1,25 La situazione si avvicina ai limiti; è preferibile, laddove è possibile, ridurre il rischio con interventi strutturali e organizzativi 1,25 <IS< 3 La situazione può comportare un rischio per quote rilevanti di soggetti e pertanto richiede un intervento di prevenzione primaria. Il rischio è tanto più elevato quanto maggiore è l'indice e con tale criterio dovrebbe essere programmata la priorità degli interventi di bonifica. IS>3 Vi è necessità di un intervento immediato di prevenzione. PESO EFFETTIVAMENTE Interpretazione dell’indice di esposizione Indicazioni più dettagliate sul metodo illustrato si possono trovare all’indirizzo www.cdc.gov/niosh. Un esempio La figura mostra un operatore di sesso maschile addetto alla movimentazione di oggetti in posizione obbligata. Qui di seguito sono indicati i valori dei parametri necessari per il calcolo dell’indice di sollevamento. Altezza dei nastri trasportatori = 75 cm; Peso degli oggetti movimentati = 10 kg; Distanza massima del peso dal corpo raggiunta durante il sollevamento=25 cm; Dislocazione angolare: angolo di origine = 30°, angolo di destinazione = 130°; Fattore di presa = buono; Frequenza = vengono movimentati 60 pezzi/ora. Indice di sollevamento = 10/(CP*A*B*C*D*E*F) = =10/(30*1*1*25*0,584*1*0,7)= 0,76 40 Appendice2: Job strain index (Moore e Garg, 1995). (E. Mastrominico) Numerosi metodi sono stati proposti in letteratura per la valutazione dell’esposizione a rischio in attività lavorative che richiedono movimenti ripetitivi degli arti superiori. In generale, tali metodi associano alle variabili proprie dell’attività lavorativa (forza, postura, ripetitività, durata) alcuni fattori numerici che definiscono il livello di rischio per l’operatore sulla base di indicazioni ottenute attraverso studi epidemiologici, psicofisici e fisiologici. Qui di seguito si illustra attraverso un esempio il calcolo dello Strain Index (SI) (Moore e Garg, 1995), che individua per ogni compito lavorativo e per ogni braccio sei fattori di rischio, ai quali assegna un punteggio, secondo lo schema qui di seguito riportato. Fattori di rischio e criteri di valutazione Valore di classe 1 Intensità dello sforzo 2 Leggero Talvolta intenso Intenso Molto intenso Vicino al massimo 3 4 5 Durata % dello sforzo <10 Azioni/ Minuto Postura mano/polso Ritmo di lavoro Durata del compito <4 Molto buona <=1 10-29 4-8 Buona Molto lento Lento 30-49 50-79 9-14 15-19 Normale Cattiva Normale Veloce 2-4 4-8 >=80 >=20 Molto cattiva Molto veloce >8 1-2 Determinazione dei moltiplicatori Stabilito il valore di classe per ogni fattore di rischio, questo va trasformato in un moltiplicatore secondo lo schema che segue. Valore di classe 1 2 3 4 5 Intensità dello sforzo (IS) 1 3 6 9 13 Durata % dello sforzo (DS) 0,5 1 1,5 2 3 Azioni/ Minuto (AM) 0,5 1 1,5 2 3 Postura mano/pols o (PMP) 1 1 1,5 2 3 Ritmo di lavoro (RL) Durata del compito (DC) 1 1 1 1,5 2 0,25 0,50 0,75 1 1,50 Il valore dello Strain Index è dato dal prodotto dei vari moltiplicatori. SI = IS*DS*AM*PMP*RL*DC 41 SI<3 Assenza di rischio 3<SI<5 Situazione di incertezza 5<SI<7 Situazione di rischio lieve SI>7 Presenza di rischio Interpretazione dell’indice di esposizione Per maggiori dettagli sul metodo illustrato si rimanda all’articolo originale: “The Strain Index: A proposed Method to Analyze Jobs for Risk of Distal Upper Extremity Disorders”, J. S. Moore and A. Garg, AIHA Journal, 56(5), 443-458. Un esempio Si prenda in esame il caso di una operatrice addetta ad una linea di confezionamento gelati. La linea prevede la presenza di un’operatrice di controllo, di due addette all’inscatolamento vero e proprio e di un’operatrice al caricamento scatole. E’ prevista una rotazione delle quattro addette ogni ora, ovvero nell’arco di una giornata lavorativa ogni operatrice sarà addetta ai compiti manuali di inscatolamento per circa 2 ore. L’attività viene svolta prevalentemente in piedi. I gelati del peso di 80g arrivano su un nastro trasportatore alla sinistra dell’operatrice, che afferra fino a quattro pezzi per mano e li depone in scatole, che scorrono su un nastro trasportatore parallelo a quello di arrivo dei prodotti. Ogni scatola contiene 32 pezzi; in un’ora vengono riempite 360 scatole. Si individuano, quindi, 6 cicli al minuto e più di 20 azioni al minuto (l’operatrice infatti compie 4 azioni di presa per ogni ciclo, ovvero per ogni scatola riempita). Qui di seguito vengono riassunti gli elementi per il calcolo: Intensità dello sforzo Durata % dello sforzo Azioni al minuto Postura mano-polso Ritmo di lavoro Durata del compito Leggero 50-79% >20 Normale, vicina alla neutralità Normale velocità di movimento 2 ore/giorno Si arriva in tal modo a calcolare un valore dello Strain Index pari a 6.75. 42 Appendice 3: Malattie professionali indotte dalle vibrazioni. (A. Ulissi) A3.a Fenomeno e malattia di Raynaud Definizione: La malattia di Raynaud è una sindrome che si manifesta con improvvisi episodi di pallore e cianosi delle dita, in risposta al freddo o alle emozioni. Al termine della crisi, al pallore, fa seguito un rossore. Quando è primitivo il fenomeno viene definito “Malattia di Raynaud”, se è secondario ad altre patologie viene denominato “Fenomeno di Raynaud”. Il fenomeno di Raynaud come malattia professionale è spesso secondario all’esposizione a fonti vibratorie ed è anche conosciuto come “Sindrome del dito bianco da vibrazione”. Tale patologia compare generalmente dopo molti anni di esposizione alle vibrazioni di strumenti di lavoro. Eziologia: La causa di tale fenomeno sembra essere un danno della parete dei vasi arteriosi digitali che si sviluppa per i microtraumi ripetuti indotti da strumenti vibratori e che determina intensa vasocostrizione o spasmo delle arterie, con riduzione dell’afflusso di sangue all’estremità delle dita, con conseguente comparsa di pallore e cianosi. Il rossore, che fa seguito alla crisi, è invece dovuto alla vasodilatazione. Nei soggetti con fenomeno di Raynoud occupazionale il flusso ematico a livello delle arteriole digitali è ridotto anche negli intervalli tra le crisi acute. A3.b Sindrome del tunnel carpale Definizione: La sindrome del tunnel carpale è rappresentata da dolore e parestesie (formicolii) a livello della superficie palmare delle prime tre dita ed a volte del quarto dito; talvolta con irradiazione alla spalla. Si evidenzia una perdita di sensibilità e riduzione di forza nei movimenti del pollice, con atrofia dei muscoli dell’eminenza tenar (area della mano alla base del pollice). Eziologia: La sindrome del tunnel carpale deriva da una compressione del nervo mediano sul piano osseo, nel tratto in cui il nervo decorre a livello della regione palmare. E’ spesso causato da microtraumi ripetuti sul palmo della mano, come si verifica nei lavoratori esposti per anni all’uso di strumenti vibranti. A3.c Ernie discali Definizione: Le patologie che più frequentemente insorgono nei lavoratori esposti a vibrazioni e microtraumatismi del rachide sono le ernie discali e la spondiloartrosi. Eziologia: Il disco intervertebrale è una struttura fibrocartilaginea interposta tra due vertebre; è costituito da un nucleo centrale gelatinoso, che permette di assorbire le sollecitazioni meccaniche che si creano tra i due corpi vertebrali e da un anello fibroso esterno. L’avanzare dell’età comporta una riduzione progressiva del contenuto idrico, del volume e della elasticità del nucleo gelatinoso, con maggiore suscettibilità ai traumatismi ripetuti e alla compressione. I traumi ripetuti inducono la formazione di soluzioni di continuo dell’anello fibroso, con conseguente fuoriuscita del nucleo centrale, che può andare a 43 comprimere le radici nervose spinali e le terminazioni nervose, causando l’insorgere dei sintomi clinici. A volte l’ernia va a comprimere il midollo spinale. I sintomi clinici sono dovuti a questi fenomeni compressivi e variano in base alla sede di compressione. Le sedi più frequenti sono L4 –L5 e L5 –S1 (lombari e lombo-sacrali). Il sintomo più frequente dell’ernia discale è il dolore, spesso associato a rigidità delle strutture muscolari adiacenti. A3.d Spondilodiscoartrosi Definizione: si tratta di fenomeni degenerativi dei segmenti ossei e delle strutture fibro-cartilaginee interposte della colonna vertebrale. I segni ed i sintomi sono simili a quelli causati dalle ernie discali, anche se l’esordio è meno acuto. Eziologia: E’ causata dalla associazione di alterazioni degenerative del disco intervertebrale e da alterazioni reattive dei piani ossei adiacenti. Di solito è asintomatica finché non si verificano fenomeni di compressione midollare e/o radicolare, determinati dai fenomeni reattivi ossei, nel qual caso i sintomi simulano quelli dell’ernia discale. Il dolore è di solito meno acuto ma con caratteristiche di plurisegmentarietà, cioè interessamento di più distretti contemporaneamente e dolori riferiti in più aree della colonna vertebrale. Le contratture muscolari possono essere assenti. 44