Ns. rif.:web/banca_dati/linee_guida/vibrazioni/068
EDIZIONE 2004
100 MISURE
DI VIBRAZIONI IN AMBIENTE LAVORATIVO
A cura di:
Ing. Dario Marzano,
Ing. Elio Buono,
Ing. Domenico Gilioni.
Appendici
Ing. Eleonora Mastrominico,
Dott. Alessandra Ulissi
Direzione Regionale per la Toscana
Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione
1
Questa pubblicazione è stata realizzata dalla
Direzione Regionale Toscana
Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione
Autori:
Ing. Dario Marzano(*)
Ing. Elio Buono (*)
Ing. Domenico Gilioni (*)
Ing. Eleonora Mastrominico(*)
Dott. Alessandra Ulissi(**)
(*) INAIL, Direzione Regionale Toscana,
Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione
(**) DEA, Azienda Ospedaliera San Giovanni - Addolorata, Roma
PER INFORMAZIONI
INAIL- Direzione Regionale Toscana
50122 Firenze, via Bufalini 7,
fax: 0553205392
e-mail: [email protected]
INAIL – Direzione Centrale Comunicazione
00144 Roma – Piazzale Giulio Pastore 6,
fax: 0654872363
e-mail: [email protected]
ISBN 88-7484-055-1
Questa pubblicazione è diffusa gratuitamente dall’INAIL. Ne è vietata la vendita.
Tutti i diritti riservati
Stampato dalla tipografia INAIL - Milano
2
INDICE
1. Introduzione
1.a Generalità sulle vibrazioni
1.b Gli effetti delle vibrazioni considerati
1.c Strumentazione impiegata ed esecuzione delle misure
1.d Interpretazione pratica dei dati misurati
2. Vibrazioni mano braccio
2.a Generalità
2.b Martelli pneumatici
2.c Motoseghe
2.d Decespugliatori
2.e Attrezzature da giardinaggio
2.f Smerigliatrici, lucidatrici, levigatrici e trapani elettrici
2.g Volante autoveicoli
2.h Attrezzi pneumatici
2.i Esempio ed algoritmi di calcolo
3 Vibrazioni al corpo intero
3.a Generalità
3.b Carrelli elevatori
3.c Macchine movimento terra
3.d Trattori e mezzi agricoli
3.e Autocarri
3.f Locomotori e carrozze ferroviarie
3.g Autovetture
3.h Varie e misure particolari
3.i Esempio ed algoritmi di calcolo
4. Normativa
Appendice1: Indice di sollevamento (NIOSH, 1993). (E. Mastrominico)
Appendice2: Job strain index (Moore e Garg, 1995). (E. Mastrominico)
Appendice 3: Malattie professionali indotte dalle vibrazioni. (A. Ulissi)
A3.a Fenomeno e malattia di Raynaud
A3.b Sindrome del tunnel carpale
A3.c Ernie discali
A3.d Spondilodiscoartrosi
3
5
6
7
8
9
10
10
11
12
14
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17
18
19
20
22
22
23
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26
28
29
31
35
36
38
39
41
43
43
43
43
44
4
1. Introduzione
L’ambiente di lavoro contiene molte minacce alla salute dell’uomo che vi
opera. La moderna legislazione obbliga a valutare ogni forma di rischio presente
così da ridurne il più possibile i potenziali effetti nocivi.
Alcuni di questi rischi, quali le vibrazioni, tendono ad essere sottovalutati dagli
stessi operatori perché non producono una menomazione immediata come nel
caso dei tagli, schiacciamenti, cadute dall’alto, ecc. ma manifestano i loro effetti
sulla salute solo dopo diversi anni e con differente intensità da soggetto a
soggetto.
Oggi non sono ancora chiare tutte le possibili implicazioni dell’esposizione del
corpo umano a vibrazioni: infatti si è notato che intensità e durata dell’esposizione
non sono i soli parametri che influenzano il fenomeno; è necessario comprendere
l’influenza e la reciproca interazione di parametri fisici dell’oscillazione e fisiologici
dell’organismo esposto, prima di arrivare alla formulazione di modelli biomeccanici
efficaci alla definizione d’appropriati criteri di valutazione dei rischi.
Oggi la raccolta delle informazioni in apposite banche dati costituisce un valido
aiuto per uno studio più sistematico del problema e fornisce una maggiore
comprensione di quali siano le possibili attività di rischio per la salute dell’uomo.
Il presente lavoro è una raccolta ordinata di circa tre anni di misure di
vibrazioni eseguite dalla Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione
dell’INAIL Toscana, principalmente per la definizione di casi di malattie
professionali, realizzata per condividere i dati con operatori del settore.
Non ha finalità didattiche e non vuol costituire un riferimento per il settore, linee
guida ed altre banche dati ben più ampie sono disponibili on line al pubblico o lo
saranno a breve (ad es. www.ispesl.it in Italia ed http://umetech.niwl.se/ in Svezia).
I valori indicati in questo fascicolo non possono essere considerati
universalmente validi, poiché ricavati da singole misure rilevate in specifiche
condizioni operative, infatti i rilievi relativi ad un macchinario hanno una fortissima
varianza legata essenzialmente al tipo di lavorazione, all’operatore che la conduce,
allo stato di manutenzione ed usura ed a numerosissime altre variabili che
impongono di considerare normale uno scarto fino al 20% nella ripetizione di una
misura in momenti o luoghi differenti.
Tuttavia, in virtù dell’ampia varietà di casi riportati, gli autori si augurano che la
semplicità del presente fascicolo possa costituire un primo rapido aiuto per la
definizione preliminare di casi d’esposizione a vibrazioni professionali.
Per ridurre i possibili errori legati alla discrezionalità della misura, gli strumenti
e le metodologie di rilievo sono stati verificati e confrontati con altre strutture
impegnate nella medesima ricerca in Italia, congiuntamente alle quali sono state
effettuate alcune misurazioni, riportate nel seguito, ed è stata uniformata la
metodologia di rilievo ed esposizione.
5
1.a Generalità sulle vibrazioni
La vibrazione è il piccolo spostamento periodico di un elemento intorno ad
proprio punto di riferimento, essa è armonica se costituita da una funzione
sinusoidale del tempo.
Matematicamente è possibile approssimare qualsiasi moto periodico in somma
di moti armonici (serie di Fourier), in acustica si scompone secondo frequenze note
fissate da norme ISO (bande di “ottava” o “di terzi di ottava”).
Il metodo indicato cade in difetto in presenza di eventi impulsivi o comunque
non periodici, la valutazione di tali situazioni è pertanto generalmente separata
dalla valutazione di valori più uniformi nel tempo e necessariamente più
approssimata.
Le vibrazioni elastiche che interessano il presente lavoro sono le perturbazioni
armoniche con frequenza 1 ÷ 80 Hz (ISO 2631-1) per quanto riguarda il corpo
intero, 8 ÷ 1000 Hz (ISO 5139-1) per il sistema mano-braccio e 20 ÷ 20000 Hz
(ISO 1999) per l’esposizione dell’udito.
E’ stato verificato epidemiologicamente come tali vibrazioni siano le più
rilevanti per l’uomo, le loro frequenze sono funzione della massa ed elasticità
dell’organo recettore.
Le vibrazioni vengono rilevate sull’elemento vibrante da sensori collegati ad un
apparecchiatura digitale che le traduce in valori numerici, sistemi di rilevazione
legati direttamente agli organi umani esposti sono in fase sperimentale e pertanto
esulano dal presente lavoro.
Il valore rilevato strumentalmente viene poi ponderato in base a filtri che
esaltano le frequenze verso le quali la sensibilità umana è maggiore
(rispettivamente sono stati usati per il sistema mano-braccio il filtro wh, per il corpo
intero wd e wk, per l’udito A), questi dati, omogenei con quelli riportati in letteratura,
possono essere inseriti in fogli di calcolo (del tipo di quelli inclusi nel presente
fascicolo come esempi) per ricavare le dosi assorbite e con queste ultime valutare
l’esposizione dei lavoratori.
6
1.b Gli effetti delle vibrazioni considerati
Il presente lavoro non è un trattato medico, né ha pretese di generalità, si
rimanda pertanto per una trattazione più completa alla letteratura specializzata.
Le uniche vibrazioni considerate nel presente lavoro sono quelle che possono
essere correlate alle patologie professionali di rilevante interesse assicurativo.
La sindrome di Raynaud (sindrome del dito bianco) e quella del tunnel carpale
sono indotte dagli sforzi correlati al sistema mano-braccio mentre le patologie del
rachide sono le sole correlabili alle sollecitazioni trasmesse al corpo intero.
Dette patologie, brevemente descritte nell’appendice dedicata alle definizioni
mediche, dipendono sia dagli strumenti vibranti che da tutte le altre forti
accelerazioni cui è sottoposto il fisico, quali l’impiego d’attrezzature manuali o la
movimentazione di carichi notevoli.
La combinazione delle vibrazioni con altri fattori non è generalmente
quantificata nella letteratura.
Non verranno fornite indicazioni relative ad alcun altro disturbo muscolo scheletrico o psichico e comunque le indicazioni relative alle malattie indicate
saranno ridotte alla sola applicazione di tabelle ed equazioni desumibili dalla
normativa.
7
1.c Strumentazione impiegata ed esecuzione delle misure
La strumentazione utilizzata per l’esecuzione della maggior parte delle misure
riportate nel seguito, è costituita da un analizzatore di spettro quadricanale, su cui
normalmente è stato montato un trasduttore accelerometrico triassiale
miniaturizzato (ICP) ed un microfono.
Detta apparecchiatura, con l’ausilio di adattatori per sedile o per il fissaggio
sull’impugnatura manuale delle attrezzature, è stata prescelta per la sua versatilità
ed affidabilità nella qualità delle misure; infatti, eseguendo una registrazione
digitale dei dati alla velocità di campionamento, consente analisi in post
elaborazione, inoltre durante la misura visualizza l’andamento in bande di terzi di
ottava dei valori rilevati rendendo possibile l’immediata individuazione di eventuali
problemi.
Il principale difetto di tale analizzatore di spettro è la complicazione di impiego
legata alla necessità di operare con un comune notebook ed altre delicate
componenti elettroniche in posizioni generalmente scomode o pericolose.
La maggior parte dei problemi incontrati durante le misure è dovuta alla rottura
accidentale dei costosissimi cavi di collegamento od ai falsi contatti che
comportano un tipico andamento lineare od a dente di sega nella storia temporale
spettrale ed impongono lo scarto della misura.
Un altro problema che ha invalidato alcune prove è costituito dalla presenza di
picchi (overload) ignorati durante l’esecuzione delle prove e riscontrati solo in fase
di post elaborazione.
Le prime misure relative al sistema mano-braccio sono state eseguite con un
fonometro particolare, che permette la sostituzione della capsula microfonica con
un condizionatore di segnale, cui è collegato un accelerometro ICP monoassiale.
Tale configurazione impone l’esecuzione di tre rilievi consecutivi per ogni
misura allungando i tempi e complicando i rilievi, inoltre lo strumento è dotato del
solo filtro wh per l’esecuzione delle misure manobraccio, rendendolo inadatto ad
ogni altro scopo.
La mancata registrazione della storia temporale spettrale non consente la post
elaborazione dei dati o la verifica puntuale di eventuali difetti, lasciando un
maggiore margine di incertezza riguardo la qualità dei valori ottenuti.
Le prove sono state effettuate quasi sempre da due consulenti per ridurre il
tempo di preparazione alle misure e quindi il disturbo arrecato all’operatore, che
era nella maggioranza dei casi un assicurato INAIL, per il quale occorreva valutare
l’esposizione al rischio finalizzata al riconoscimento dell’eventuale malattia
professionale.
Le misure eseguite per tali scopi spesso difettano in alcuni dati correlati relativi
alle apparecchiature, ritenuti superflui in sede di rilievo in quanto erano
univocamente determinati per la soluzione dei problemi contingenti. Alcuni dati
sono stati pertanto aggiunti in tempi successivi con problemi riguardo le
apparecchiature le cui targhe identificative sono soggette a logoramento (es. i
martelli pneumatici).
La scelta di operare con gli accelerometri piezoelettrici con preamplificatore
integrato (ICP) ha consentito di limitare di molto i problemi legati alle induttanze dei
cavi, che condizionano le misure eseguite con accelerometri capacitivi.
8
1.d Interpretazione pratica dei dati misurati
I valori dell’accelerazione rilevati sono quelli nelle condizioni di prova, essi non
possono essere considerati universalmente legati alla macchina ma sono funzione
delle condizioni di impiego, dello stato di usura e di numerose variabili che possono
modificarne sensibilmente l’intensità.
Gli indicatori utili nella valutazione delle patologie professionali sono legati alle
dosi di vibrazioni subite dagli operatori, dosi che la normativa consente di legare
all’energia assorbita.
Esistono anche altri sistemi di valutazione che non dipendono dalla seconda
potenza dell’accelerazione ma della sua quarta potenza (ISO 2631-1) o dalla sesta
potenza (ISO 2631-5 FDIS), essi ed altri sono stati ignorati nel presente lavoro,
senza grave pregiudizio di generalità, in quanto meno diffusi nelle elaborazioni
statistiche effettuate su larga scala.
La dose da valutare nell’interpretazione dei risultati è legata all’intensità
dell’accelerazione ed alla durata dell’esposizione.
Tale valore si può ottenere applicando, ad esempio, i fogli di calcolo allegati al
termine dei capitoli relativi ai rilievi.
Occorre quindi prestare molta attenzione ai reali periodi di impiego medio delle
attrezzature, valori che gli scriventi talvolta ricavano dai dispositivi contaore
installati sulle macchine operatrici (indispensabili per la manutenzione
programmata) o dai consumi di carburante eventualmente registrati nei libretti UMA
(a regime di massima coppia un grande motore Diesel consuma circa 0,2 l/(hp x h)
mentre un piccolo motore due tempi consuma circa il doppio).
Il periodo di impiego accertato può poi essere ripartito uniformemente tra le
giornate lavorative (ad esempio 220 giornate annue in industria secondo gli
standard ISO) e quindi inserito nei fogli di calcolo senza prestare attenzione a
come esso sia realmente distribuito, in quanto ciò risulta ininfluente nel computo
energetico complessivo.
9
2. Vibrazioni mano braccio
2.a Generalità
E’ statisticamente dimostrato che i lavoratori dopo molti anni d’attività manuali
soffrono di patologie degli arti superiori più di altre categorie di popolazione, le
principali malattie correlate alle vibrazioni sono la sindrome del tunnel carpale e
quella del dito bianco.
Entrambe le patologie sono quindi spesso considerate malattie professionali in
base alla valutazione quantitativa dell’esposizione a fonti di rischio in ambito
lavorativo.
Le normative ISO hanno stabilito una correlazione dose-effetto, nel caso di
sindrome di Raynaud (cosiddetta patologia del dito bianco), che riduce il margine di
discrezionalità della valutazione, anche se, ad esempio, la concausa costituita
dalla bassa temperatura operativa è ignorata dalla normativa ed è talmente
importante che la patologia citata è molto diffusa tra i boscaioli scandinavi mentre è
praticamente assente tra gli omologhi lavoratori del sud est asiatico.
Un'altra concausa eziologia è costituita dall’impiego di attrezzature manuali
che generano forti sollecitazioni impulsive (martelli, picconi, zappe, roncole ecc.) o
dall’esercitare forti sforzi di ritenzione per lunghi periodi (es. trasporto di lastre
pesanti).
La combinazione tra le concause non è sufficientemente nota da essere stata
recepita dalla normativa attuale.
I rilievi seguenti sono stati eseguiti nel rispetto della norma ISO 5349-1 del
2001 dalla quale deriva la denominazione degli assi, ovvero:
asse x ortogonale al palmo della mano;
asse z parallelo alle ossa dell’avambraccio;
asse y parallelo al palmo della mano ed ortogonale l’asse z.
I versi lungo gli assi sono irrilevanti ai fini del rilievo.
10
2.b Martelli pneumatici
Atlas vecchio tipo
Atlas vecchio tipo
Marca ignota
10
destra
30
destra
15
destra
Fioretto (25mm rotante)
Scalpello da taglio 40 mm
Scalpello da taglio 35 mm
calcestruzzo
25/8/04 DG DM
10,50
9,09
26,00
29,5
Misura non disponibile
calcestruzzo
25/8/04 DG DM
6,95
4,98
16,4
18,5
Misura non disponibile
roccia
15/3/02 DG DM
10,50
5,95
11,00
16,3
Misura non disponibile
Atlas Copco TEX 11
Makita HM 1200 K
11.2
posteriore
9.1
Posteriore (destra)
0,94
punta
punta
calcestruzzo
06/5/2002 DG
12,3
5,88
4,07
14,2
Non disponibile
Pietra dura
16/07/2002 DG
11,2
8,91
9,12
17.0
Non disponibile
Martelli
pneumatici
massa Kg
impugnatura
potenza KW
età anni
utensile
note
materiale
misure
2
x (wh) m/s
2
y (wh) m/s
2
z (wh) m/s
2
ahw m/s
audio dB(A)
Martello
pneumatico
ed
elettrodemo
litore
massa Kg
impugnatura
potenza KW
età anni
utensile
note
materiale
misure
2
x (wh) m/s
2
y (wh) m/s
2
z (wh) m/s
2
ahw m/s
audio dB(A)
11
2.c Motoseghe
Sthil 026
Sthil 026
Husqvarna 371XP
destra
48.7
2.6
sinistra
48.7
2.6
Destra
70.7
3.9
Catena dentata
potatura
Cedro del libano
25/8/04 DG DM
2,95
3,15
9,86
10,8
Misura non disponibile
Catena dentata
potatura
Cedro del libano
25/8/04 DG DM
2,67
2,11
2,41
4,17
Misura non disponibile
Catena dentata
Taglio legna in pezzi
Quercia
29/03/02 DG DM
2,45
8,81
6,76
11,4
(103,0 Misura di terzi)
Husqvarna 371XP
Husqvarna 254XP
Husqvarna 254XP
6.1
sinistra
70.7
3.9
6.5
destra
54
3.1
6.5
sinistra
54
3.1
Catena dentata
Taglio legna in pezzi
Quercia
29/03/02 DG DM
3,09
4,26
2,54
5,84
(103,0 Misura di terzi)
Catena dentata
Catena dentata
Tronchetto frassino
20/6/03 DG DM
7,24
4,41
5,24
10,00
99,0
Tronchetto frassino
20/6/03 DG DM
2,63
3,19
3,19
5,20
99,0
Motoseghe
a catena
massa Kg
impugnatura
Cilindrata cc.
potenza KW
età anni
utensile
note
materiale
misure
2
x (wh) m/s
2
y (wh) m/s
2
z (wh) m/s
2
ahw m/s
audio dB(A)
Motoseghe
a catena
massa Kg
impugnatura
Cilindrata cc.
potenza KW
età anni
utensile
note
materiale
misure
2
x (wh) m/s
2
y (wh) m/s
2
z (wh) m/s
2
ahw m/s
audio dB(A)
12
Husqvarna 51
Husqvarna 51
Husqvarna 371 XP
Motoseghe
a catena
massa Kg
5.2
5.2
6.1
impugnatura
destra
sinistra
destra
Cilindrata cc.
50.9
50.9
70.7
potenza KW
2.3
2.3
3.9
età anni
utensile
Catena dentata
Catena dentata
Catena dentata
note
materiale
Tronchetto frassino
Tronchetto frassino
Pali in castagno
misure
20/6/03 DG DM
20/6/03 DG DM
22/1/03 DG DM
2
x (wh) m/s
5,75
4,67
3,16
2
y (wh) m/s
4,26
3,23
2
z (wh) m/s
5,95
3,19
2
(*)
ahw m/s
9,30
6,54
5,3
100,4
100,4
Misura non disponiile
audio dB(A)
(*)
valore ottenuto come 1,67 Wx in accordo alla norma ISO 5349/2001 paragrafo 4.5
13
2.d Decespugliatori
Komatsu G5K
Komatsu G5K
Komatsu G5K
11.4
destra
52.5
1.9
11.4
sinistra
52.5
1.9
11.4
destra
52.5
1.9
Doppio filo in poliammide
½ gas
erba bassa semi secca
25/8/04 DG DM
2,11
1,62
1,85
3,24
Misura non disponibile
Doppio filo in poliammide
½ gas
erba bassa semi secca
25/8/04 DG DM
2,63
4,51
5,18
7,35
Misura non disponibile
doppio filo in poliammide
tutto gas
erba alta semi secca
25/8/04 DG DM
2,37
3,38
2,87
5,03
Misura non disponibile
Komatsu G5K
sthil
sthil
11.4
sinistra
52.5
1.9
10.9
destra
44.3
2.1
10.9
sinistra
44.3
2.1
doppio filo in poliammide
tutto gas
erba alta semi secca
25/8/04 DG DM
2,63
4,85
5,37
7,70
Misura non disponibile
doppio filo in poliammide
½ gas
erba bassa semi secca
25/8/04 DG DM
1,13
2,34
1,69
3,10
Misura non disponibile
doppio filo in poliammide
½ gas
erba bassa semi secca
25/8/04 DG DM
2,11
3,29
3,29
5,11
Misura non disponibile
Decespugliat
ori a spalla
massa Kg
impugnatura
Cilindrata cc.
potenza KW
età anni
utensile
note
materiale
misure
2
x (wh) m/s
2
y (wh) m/s
2
z (wh) m/s
2
ahw m/s
audio dB(A)
Decespugli
atori a
spalla
massa Kg
impugnatura
Cilindrata cc.
potenza KW
età anni
utensile
note
materiale
misure
2
x (wh) m/s
2
y (wh) m/s
2
z (wh) m/s
2
ahw m/s
audio dB(A)
14
Husqvarna 240 RBD
Husqvarna 240 RBD
Kawasaki TD 40
9
destra
36.3
1.3
9
sinistra
36.3
1.3
~7.5
Destra (posteriore)
40.2
1.21
doppio filo in poliammide
tutto gas
erba bassa verde
29/03/02 DG DM
0,99
1,34
1,07
1,98
Misura non disponibile
doppio filo in poliammide
tutto gas
erba bassa verde
29/03/02 DG DM
1,04
0,74
1,04
1,65
Misura non disponibile
doppio filo in poliammide
Decespugli
atori a
spalla ed a
mano
massa Kg
impugnatura
Cilindrata cc.
potenza KW
età anni
utensile
note
materiale
misure
2
x (wh) m/s
2
y (wh) m/s
2
z (wh) m/s
2
ahw m/s
audio dB(A)
Kawasaki TD 40
Decespugli
atore a
mano
massa Kg
impugnatura
Cilindrata cc.
potenza K
età anni
utensile
note
materiale
misure
2
x (wh) m/s
2
y (wh) m/s
2
z (wh) m/s
2
ahw m/s
audio dB(A)
~7.5
Sinistra (anteriore)
40.2
1.21
doppio filo in poliammide
Erba verde
15/04/2002 DG DM
8,91
6,68
6,69
13,0
Non disponibile
15
Erba verde
15/04/2002 DG DM
3,27
4,12
1,86
5,58
Non disponibile
2.e Attrezzature da giardinaggio
Brigg & Stratton Q55 Bertolini – Lombardini 6LD
Bertolini – Lombardini 6LD
Tosaerba
quattro
tempi e
diesel
massa Kg
impugnatura
Cilindrata cc.
potenza KW
età anni
utensile
note
materiale
misure
2
x (wh) m/s
2
y (wh) m/s
2
z (wh) m/s
2
ahw m/s
audio dB(A)
centrale
destra
359
6
sinistra
359
6
Erba verde
15/04/2002 DG DM
3,19
5,37
3,27
7,10
Non disponibile
rasaerba
Motore Lombardini 359 CC
Erba verde
15/04/2002 DG DM
8,12
5,24
4,31
10,58
Non disponibile
rasaerba
Motore Lombardini 359 CC
Erba verde
15/04/2002 DG DM
8,31
3,80
3,89
9,93
Non disponibile
Kawasaki TG 18 a scoppio
Kawasaki TG 18 a scoppio
Soffiatore Shindaiwa
5.2
Destra (posteriore)
18.4
0.6
~ 10
Lama a pettine
Assenza di antivibranti
Erba verde
15/04/2002 DG DM
12,8
7,07
5,95
15,8
Non disponibile
5.2
Sinistra (anteriore)
18.4
0.6
~ 10
Lama a pettine
Assenza di antivibranti
Erba verde
15/04/2002 DG DM
6,16
19,9
6,68
21,9
Non disponibile
9
Destra
62
2.9
Tagliasiepe
e soffiatore
massa Kg
impugnatura
Cilindrata cc.
potenza KW
età anni
utensile
note
materiale
misure
2
x (wh) m/s
2
y (wh) m/s
2
z (wh) m/s
2
ahw m/s
audio dB(A)
16
A regime
25/8/04 DG DM
0,32
1,15
0,716
1,39
Misura non disponibile
2.f Smerigliatrici, lucidatrici, levigatrici e trapani elettrici
Stayer Sa 10A
Stayer Sa 10A Lucidatrice Bosch GPO 12E
Smerigliatri
ce angolare
massa Kg
impugnatura
potenza KW
età anni
utensile
note
materiale
misure
2
x (wh) m/s
2
y (wh) m/s
2
z (wh) m/s
2
ahw m/s
audio dB(A)
destra
2
sinistra
2
3,5
Posteriore (destra)
1,2
Disco abrasivo per pietra
Disco abrasivo inadatto
Taglio tubo gas 2” in ferro
28/8/03 DM
7,67
7,76
17,50
20,6
Misura non disponibile
Disco abrasivo per pietra
Disco abrasivo inadatto
Taglio tubo gas 2” in ferro
28/8/03 DM
5,88
6,53
7,68
11,7
Misura non disponibile
Piattorello in spugna
Smerigliatrice angolare
Sportello d’auto verniciato
16/09/2003 DG DM
2,66
2,24
2,51
4,29
Non disponibile
Lucidatrice Bosch GPO 12E
Lucidatrice Hdi M 3015
levigatrice Metabo SRE357
Smerigliatri
ce
angolare,
lucidatrice,
levigatrice
orbitale
massa Kg
3,5
impugnatura
Laterale (sinistra)
circonferenziale
Laterale (dx)
potenza KW
1,2
0,12
0,35
età anni
nuova
utensile
Piattorello in spugna
Piattorello in panno
Carta fina
note
angolare
orbitale
Su piano di riscontro
materiale
Sportello d’auto verniciato
Sportello d’auto verniciato
acciaio
misure
16/09/2003 DG DM
16/09/2003 DG DM
24/02/2004 EB DM
2
10,00(*)
x (wh) m/s
2,18
0,65
2
y (wh) m/s
1,78
15,00(*)
1,37
2
z (wh) m/s
2,66
13,00(*)
2,40
2
ahw m/s
3,87
22,23
2,84
audio dB(A)
Non disponibile
Non disponibile
Non disponibile
(*)
valori misurati con sportello di autoveicolo poggiato su cavalletto instabile e probabilmente amplificati
17
levigatrice Metabo SRE357
Bosch PSB700RE
superiore (sx)
0,35
nuova
Carta fina
Su piano di riscontro
acciaio
24/02/2004 EB DM
2,13
2,60
2,25
4,04
Non disponibile
Posteriore (dx)
0,70
1
Punta Widia 14 mm
Non profess. a percussione
Muro in laterizi pieni
20/9/04 DG DM
12,1
12,6
6,80
18,75
116,2
Levigatrice
orbitale e
trapano a
percussion
e
massa Kg
impugnatura
potenza KW
età anni
Utensile
Note
Materiale
misure
2
x (wh) m/s
2
y (wh) m/s
2
z (wh) m/s
2
ahw m/s
audio dB(A)
2.g Volante autoveicoli
Fiat marea SW TD 100
Volante
autovettura
massa Kg
1200
potenza KW
età anni
velocità
Note
74
4
140 Km/h
Gomme nuove equilibrate
misure
2
x (wh) m/s
2
y (wh) m/s
2
z (wh) m/s
2
ahw m/s
audio dB(A)
15/3/02 DG DM
0,039
1,090
0,063
1,09
Misura non disponibile
18
2.h Attrezzi pneumatici
pistola avvitatrice ½”
Ingersoll Rand LA 425
Atlas Copco N.D.
destra
A pistola (destra)
Diritta (destra)
11/9/03 EB DM
1,67
1,18
1,90
2,79
Misura non disponibile
Bussolotto esag. 18 mm
Attacco ½”
Dado autobloccante 18 mm
16/09/2003 DG DM
2,66
4,68
2,32
5,86
Non Disponibile
Inserto taglio croce
Nome modello N.D.
Vite autofilettante
17/06/2002 DG DM
2,88
1,42
4,51
5,54
Non disponibile
Somai VSC 75
Levigatrice Festo LEX 150
13,7
*anteriore
1,2
destra
spillo
*più vicina organo vibrante
Getto calcestruzzo
06/5/2002 DG DM
1,12
1,86
1,67
2,74
Dichiarato 78
Piattorello abrasivo
Orbitale con aspirazione
Parafango auto stuccato
16/09/2003 DG DM
1,44
6,61
1,57
6,94
Non disponibile
Avvitatori
massa Kg
impugnatura
potenza KW
età anni
Utensile
Note
Materiale
Misure
2
x (wh) m/s
2
y (wh) m/s
2
z (wh) m/s
2
ahw m/s
audio dB(A)
bulloni guard-rail non serrati
Vibratore
pneumatico
Calcestruzz
oe
levigatrici
massa Kg
impugnatura
potenza KW
età anni
Utensile
Note
Materiale
misure
2
x (wh) m/s
2
y (wh) m/s
2
z (wh) m/s
2
ahw m/s
audio dB(A)
19
2.i Esempio ed algoritmi di calcolo
L’effetto delle vibrazioni sul sistema mano braccio è conosciuto da un tempo
sufficientemente lungo da consentire alla normativa di evolversi sulla base di ampi
studi statistici nella previsione di una delle più comuni patologie correlate.
Fin dalla norma 5349 del 1986, sono stati distribuiti degli algoritmi previsionali
indicativi che consentivano una prima valutazione statistica del nesso eziologico.
Tale norma è stata recepita in Italia dalla norma sperimentale UNI 25349 del 1992.
Nell’aggiornamento della norma 5349 del 2001 sono state affinate le
metodiche di correlazione, con riduzione del campo d’impiego, in particolare è
riportato (in via non ufficiale) il metodo per prevedere il decimo percentile di
probabilità della sindrome di Raynaud. Tale norma non risulta agli autori sia stata
ancora tradotta in italiano ufficialmente dall’Ente preposto.
Nell’esempio che segue sono state riportate entrambe le previsioni in maniera
da fornire la panoramica più ampia possibile della correlazione dose effetto, sarà
poi cura del singolo professionista valutare correttamente i dati ottenuti.
La tabella seguente è stata redatta dagli autori e testata con le istruzioni del
più diffuso foglio di calcolo elettronico, il contenuto delle celle di calcolo è esplicato
nel seguito. Il lettore che voglia realizzarne uno proprio per verificarne l’efficacia
dovrà pertanto solamente ricopiarne il contenuto, magari integrandolo per un
maggiore numero d’apparecchi od integrandole in computi più complessi.
il contenuto delle celle di calcolo è rispettivamente il seguente:
D6 =RADQ(D3^2+D4^2+D5^2)
D14 =RADQ(D11^2+D12^2+D13^2)
D22 =RADQ(D19^2+D20^2+D21^2)
D27 =((D6^2*D8+D14^2*D16+D22^2*D24)/(240))^0,5
D28= =((D6^2*D8+D14^2*D16+D22^2*D24)/(480))^0,5
D29 =10*LOG((10^(D7/10)*D8+10^(D15/10)*D16+10^(D23/10)*D24)/480)
D33 =31,8*D28^(-1,06)
D37 =(95*(C37/100)^0,5)/D27
D39 =((D27*C39/95)^2)*100
20
A1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
32
33
34
35
36
37
38
39
B
attrezzo 1
C
D
E
note
[m/s2]
[m/s2]
[m/s2]
[m/s2]
dB(A)
minuti/giorno
asse X ponderata ahwx (m/s2)
asse Y ponderata ahwy (m/s2)
asse Z ponderata ahwz (m/s2)
ISO 5349-1/2001 (1)
somma vettoriale ahv
rumore
tempo medio di impiego
1,23
2,34
3,45
4,35
85,0
30
attrezzo 2
note
3,21 [m/s2]
5,43 [m/s2]
6,54 [m/s2]
9,09 [m/s2]
90,0 dB(A)
60 minuti/giorno
asse X ponderata ahwx (m/s2)
asse Y ponderata ahwy (m/s2)
asse Z ponderata ahwz (m/s2)
ISO 5349-1/2001 (1)
somma vettoriale ahv
rumore
tempo medio di impiego
attrezzo 3
2
note
[m/s2]
[m/s2]
[m/s2]
[m/s2]
dB(A)
minuti/giorno
asse X ponderata ahwx (m/s )
asse Y ponderata ahwy (m/s2)
asse Z ponderata ahwz (m/s2)
ISO 5349-1/2001 (1)
somma vettoriale ahv
rumore
tempo medio di impiego
2,34
3,45
4,56
6,18
95,0
90
esposizione equivalente giornaliera riportata ad 8 ore
A(4)=(Siahvi2Ti/240)0.5 UNI 25349-1/1992 (1)
A(8)=(Siahvi2Ti/240)0.5 ISO 5349-1/2001 (3)
lep,d
6,11 [m/s2]
4,32 [m/s2]
88,7 dB(A)
appendice C ISO 5349/2001
anni necessari alla probabilità del 10% di insorgenza della sindrome del dito bianco
6,7 anni di esposizione
appendice A UNI ENV 25349/1992 (traduzione in italiano vecchia ISO 5349 del 1986)
anni necessari alla probabilità richiesta di insorgenza della sindrome del dito bianco
percentuale richiesta
10
4,9 anni esposizione
probabilità di insorgenza malattia del dito bianco in base agli anni d’esposizione
anni di esposizione
12
59,5 % probabilità
21
3 Vibrazioni al corpo intero
3.a Generalità
Si riportano nei paragrafi seguenti i principali risultati di alcune misure eseguite
in ambienti di lavoro per motivi legati alla possibile insorgenza di patologie
professionali.
Gli autori hanno rilevato i valori dei singoli assi aWx, awy, awz in accordo alle
specifiche della norma ISO 2631-1 (filtrati come indicato in 2631-1 table 3) ed il
valore aW in m/s2 (2631-1, …(1) ponderata in base alle indicazioni riportate nel
paragrafo 2631-1 7.2.3) riportando tali valori nelle tabelle seguenti.
Il lettore provvederà a calcolare, in funzione del periodo di impiego delle
singole macchine, il valore a(8) necessario al confronto statistico con la possibilità
di insorgenza di patologie professionali ad esempio con l’impiego del foglio di
calcolo riportato al termine del capitolo.
Purtroppo le vibrazioni sono state studiate sistematicamente solo
recentemente e la normativa non ha ancora recepito le correlazioni tra causa ed
effetto, come nel caso delle vibrazioni al sistema mano braccio e nell’acustica, anzi
esistono differenti studi e l’applicazione di diverse procedure conduce spesso a
risultati dissimili.
Finché non verranno conclamate le correlazioni tra causa ed effetto è pertanto
possibile esprimere giudizi di certezza solo per valori di esposizione a(8)
abbastanza distanti da quelli di soglia, che la direttiva 2002/44/CE fissa in limite di
azione 0,5 m/s2 e valore limite 1,15 m/s2, la circolare 25/2004 dell’INAIL li
recepisce riconoscendo probabile la patologia per un’esposizione superiore al
valore limite, per un periodo superiore a 5 anni, anche tale circolare è logico che
venga affinata, con il progresso degli studi in materia, per esposizioni di intensità e
durata diverse.
All’incertezza della misura di vibrazioni si deve sommare quella dovuta alle
possibili concause che ledono i medesimi organi, principalmente i microtraumi, i
movimenti ripetuti e le posture incongrue o le lesioni provocate dal sollevamento di
carichi di notevole entità.
I protocolli comunemente diffusi per lo studio delle concause si basano
statisticamente sui grandi numeri relativi a lavorazioni costanti nella vita lavorativa
e ben definite dinamicamente, ne consegue che essi non risulteranno
correttamente applicabili alla maggior parte dei casi pratici e che soprattutto non è
stato ancora diffuso alcun protocollo scientifico per la valutazione dell’interazione
tra le concause.
Per completezza di trattazione è riportata in appendice una panoramica sui
principali protocolli di valutazione degli effetti sulla salute da microtraumi e posture.
I rilievi seguenti sono stati eseguiti nel rispetto della norma ISO 2631-1 del
1997 da cui prendono la denominazione degli assi, ovvero:
asse z parallelo alla spina dorsale;
asse y parallelo la retta teste femorali;
asse x ortogonale i precedenti.
Le direzioni lungo gli assi sono irrilevanti ai fini del rilievo.
22
3.b Carrelli elevatori
Still R20-15
Still R20-15
Fiat OM 15 N
elevatori
elettrici
massa Kg
potenza KW
età anni
10
10
8
Portata Kg
1020
1020
1500
lavorazione
carico di pallets su
trasporto lungo in
trasporto lungo in
o note
autocarro
stabilimento
stabilimento
sedile
rigido
rigido
rigido
terreno
pavimento industriale
pavimento industriale
pavimento industriale
misure
5/11/03 DG DM
5/11/03 DG DM
5/11/03 DG DM
2
x (wd) m/s
Misura non disponibile
0,211
0,211
2
y (wd) m/s
0,506
0,212
0,211
2
z (wk) m/s
0,698
0,469
0,471
2
(*)
aw m/s
0,708
0,469
0,471
audio dB(A)
80,9
83,2
83,2
(*)
valori stimati ipotizzando l’accelerazione lungo l’asse x pari a quella lungo l’asse y
Hyster 2.5
Hyster 5,00
Fantuzzi CS 45 KM
elevatori
elettrico,
diesel e
sollevatore
containers
massa Kg
potenza KW
età anni
Portata Kg
lavorazione
o note
sedile
terreno
misure
2
x (wd) m/s
2
y (wd) m/s
2
z (wk) m/s
2
aw m/s
audio dB(A)
10
2500
Movimentazione su
piazzale
ammortizzato
pavimento ind. sconnesso
14/7/04 DG
0,428
0,377
0,780
0,780
Misura non disponibile
75000
~ 250
2
45000
5000
Carico bobine di carta da 2
tonnellate Movimentazione containers
rigido
ammortizzato
calcestruzzo
calcestruzzo
27/5/04 EB DM
20/7/04 DG DM
0,172
0,159
0,238
0,106
0,426
0,233
0,426
0,233
misura non disponibile
81,8
23
Papalini TE800S
Taylor T650L
Taylor 520
55560
~ 200
15
36016
Carico blocchi di pietra su
autocarri
ammortizzato
calcestruzzo
20/7/04 DG DM
0,209
0,138
0,287
0,29
82,3
43500
179
4
29450
Carico blocchi di pietra su
autocarri
ammortizzato
calcestruzzo
20/7/04 DG DM
0,184
0,191
0,258
0,27
83,8
35700
~ 150
4
23000
movimentazione blocchi di
pietra in deposito
ammortizzato
calcestruzzo
20/7/04 DG DM
0,383
0,294
0,554
0,55
89,6
Grandi
elevatori
diesel
portuali
massa Kg
potenza KW
età anni
Portata Kg
lavorazione
o note
sedile
terreno
misure
2
x (wd) m/s
2
y (wd) m/s
2
z (wk) m/s
2
2
aw m/s m/s
audio dB(A)
24
3.c Macchine movimento terra
Caterpillar 966F
Hannomag Komatsu wa420
Fiat Hitachi FH120
pale
gommate
ed apripista
massa Kg
20905
20000
12000
potenza KW
194
168
62
5
età anni
10
13
utensile
Benna carico inerti
Benna carico inerti
Benna dentata
lavorazione
o note
Carico tramogge inerti
Crico camion inerti
Scavo fondazione
sedile
ammortizzato
ammortizzato
Ammortizzato
terreno
Cemento industriale
Cemento industriale
Compatto
misure
3/8/04 DM
3/8/04 DM
12/2/03 EB DG DM
2
x (wd) m/s
0,217
0,551
0,386
2
y (wd) m/s
0,238
0,233
Misura non disponibile
2
z (wk) m/s
0,226
0,604
0,442
2
(*)
aw m/s
0,33
0,77
0,54
audio dB(A)
77,5
80,8
87,5
(*)
valori stimati ipotizzando l’accelerazione lungo l’asse x pari a quella lungo l’asse y
Komatsu PC15R
Komatsu PC15R
FIAT 60 Hp
1575
11,4
7
Martello pneumatico
1575
11,4
7
Benna 40 cm
~ 7000
~ 35
~ 35
terna
Taglio asfalto e massicciata
ammortizzato
asfalto
24/5/02 DG DM
0,977
0,473
0,944
1,37
92,5
Apertura trincea
ammortizzato
Massicciata stradale
24/5/02 DG DM
0,881
0,923
0,327
1,29
97,6
transito su strada pietrisco
Rigido: lamiera con cuscino
Strada di montagna
28/05/04 DG DM
0,512
0,600
0,901
0,90
94,9
escavatori
massa Kg
potenza KW
età anni
utensile
lavorazione
o note
sedile
terreno
misure
2
x (wd) m/s
2
y (wd) m/s
2
z (wk) m/s
2
aw m/s
audio dB(A)
25
3.d Trattori e mezzi agricoli
La versatilità di alcuni di tali mezzi ne consente l’impiego sia come mezzi agricoli,
che come macchine per lo scavo ed il movimento terra, cambiando le attrezzature
specifiche per la lavorazione.
John deere 8420T
Caterpillar 05B
Caterpillar D6H
~ 12000
243
2
ripuntatore 7 ancore
~ 12000
132
~ 20
Aratro trivomere
17000
170
10
Benna apripista
Ripuntatura (scarificatura)
ammortizzato
sabbioso
11/02/04 EB DM
0,205
0,165
0,242
0,287
83,0
aratura
ammortizzato
sabbioso
11/02/04 EB DM
0,345
0,328
0,526
0,526
97,3
transito su strada pietrisco
ammortizzato
pietrisco
7/6/04 DM
0,768
0,689
0,758
1,08
88,3
Caterpillar D6H
Caterpillar D60
Caterpillar D60
Trattori
cingolati
massa Kg
potenza KW
età anni
utensile
lavorazione
o note
sedile
terreno
misure
2
x (wd) m/s
2
y (wd) m/s
2
z (wk) m/s
2
aw m/s
audio dB(A)
Trattori
cingolati
17000
massa Kg
170
potenza KW
10
età anni
35
35
utensile
Benna apripista
Aratro quadrivomere
Aratro quadrivomere
lavorazione
o note
Spianatura terreno
Trasferimento su strada
aratura
sedile
ammortizzato
ammortizzato
ammortizzato
terreno
Argilloso
Strada terra battuta
Argilloso secco
misure
7/6/04 DM
17/4/03 EB DG
17/4/03 EB DG
2
x (wd) m/s
0,535
Misura non disponibile
0,441
2
y (wd) m/s
0,362
0,615
0,382
2
z (wk) m/s
0,552
0,924
0,664
2
(*)
aw m/s
0,75
0,92
0,66
audio dB(A)
86,7
102,2
101,8
(*)
valori stimati ipotizzando l’accelerazione lungo l’asse x pari a quella lungo l’asse y
26
Same explorer 80 DT
Fiat Hitachi 90
FIAT 350 DT
59
15
Carrello ruote motrici
59
5
Terna con benna liscia
Trasporto su strada sterrata
ammortizzato
Argilloso secco
28/7/03 DM
0,886
1,070
2,290
2,29
91,6
Pulizia scoline
ammortizzato
Argilloso secco
28/7/03 DM
0,7720
0,7750
1,030
1,09
91,6
35
30
transito su terreno
montagnoso e boschivo
rigido
roccie e humus
28/5/04 DG DM
0,465
0,409
0,956
0,96
92,1
Lamborghini 603 DT B
Fiat 1580
New Holland 3550AL
Trattori
gommati
massa Kg
potenza KW
età anni
utensile
lavorazione
o note
sedile
terreno
misure
2
x (wd) m/s
2
y (wd) m/s
2
z (wk) m/s
2
aw m/s
audio dB(A)
Trattori
gommati e
mietitrebbia
massa Kg
potenza KW
44
~ 20
età anni
12
7
utensile
Carrello ruote motrici
Carrello ruote libere
lavorazione
o note
Trasporto su strada sterrata
Mietitura
sedile
Ammortizzato
ammortizzato
Ammortizzato
terreno
fangoso
Strada terra battuta
Scosceso
misure
12/9/02 DG DM EM
17/4/03 EB DG
13/7/04 DG DM
2
x (wd) m/s
0,441
Misura non disponibile
0,209
2
y (wd) m/s
0,437
0,592
0,203
2
z (wk) m/s
0,873
1,03
0,439
2
(*)
aw m/s
0,87
1,03
0,44
audio dB(A)
93,7
79,9
Misura non disponibile
(*)
valori stimati ipotizzando l’accelerazione lungo l’asse x pari a quella lungo l’asse y
27
3.e Autocarri
FIAT 690
IVECO 190-36
MAN 13-224
132
37
Trasporto materiali su
strada sterrata vel. ridotta
Rigido usurato
Poco sconnesso
29/1/03 DG DM
0,139
0,178
0,302
0,30
90,7 (a finestrino aperto)
265
10
19000
Trasporto materiali su
strada sterrata
ammortizzato
Poco sconnesso
28/5/04 DG DM
0,305
0,440
0,603
0,62
71,3 (a finestrino aperto)
162
2
12000
Trasporto materiali su
strada ed autostrada
Ammortizzato
Asfaltato
27/7/04 DM
0,106
0,152
0,555
0,56
non disponibile
FIAT Ducato 1,9 D
Mercedes 8/15
Mitsubishi papero 2,5 TD
autocarri
massa Kg
potenza KW
età anni
Peso pc Kg
lavorazione
o note
sedile
terreno
misure
2
x (wd) m/s
2
y (wd) m/s
2
z (wk) m/s
2
aw m/s
audio dB(A)
Furgone
autobus
e
fuoristrada
massa Kg
potenza KW
età anni
Peso pc Kg
lavorazione
o note
sedile
terreno
misure
2
x (wd) m/s
2
y (wd) m/s
2
z (wk) m/s
2
aw m/s
audio dB(A)
1600
15
3500
Trasporto strade
extraurbane
Serie tipo automobilistico
Asfaltato
27/5/04 DG DM EM
0,145
0,146
0,513
0,51
73,2
2
15
Trasporto strade
extraurbane
Serie tipo automobilistico
Asfaltato
27/5/04 DG DM EM
0,131
0,172
0,430
0,43
75,2
Trasporto persone su piste
sterrate in cava
Serie tipo automobilistico
estremamente sconnesso
21/7/04 DG DM
0,332
0,384
0,852
0,85
72,1
28
3.f Locomotori e carrozze ferroviarie
646
646
656
110000
3980
~ 40
Pistoia Prato
110000
3980
~ 40
Partenza da Firenze Rifredi
120000
4800
28
Pistoia Prato
Ammortizzato
Ammortizzato
Ammortizzato
locomotori
massa Kg
potenza KW
età anni
tratta
sedile
misure
17/6/03 DG DM
20/1/04 DG DM
17/6/03 DG DM
2
X (wd) m/s
Misura non disponibile
0,150
Misura non disponibile
2
Y (wd) m/s
0,140
0,156
0,159
2
Z (wk) m/s
0,390
0,468
0,536
2
(*)
(*)
aw m/s
0,39
0,47
0,54
audio dB(A)
84,1
78,2
79,7
(*)
valori stimati ipotizzando l’accelerazione lungo l’asse x pari a quella lungo l’asse y
464
464
ALE 642
Locomotori
massa Kg
potenza KW
età anni
tratta
sedile
72000
3500
3
Pistoia Lucca a regime
72000
3500
3
Partenza stazione Pistoia
0
~ 15
Firenze Arezzo
Ammortizzato
Ammortizzato
ammortizzato
misure
20/1/04 DG DM
20/1/04 DG DM
2
x (wd) m/s
0,0429
0,312
2
y (wd) m/s
0,0788
0,305
2
z (wk) m/s
0,0125
0,301
2
aw m/s
0,11
0,44
audio dB(A)
78,3
76,9
(*)
valori stimati ipotizzando l’accelerazione lungo l’asse x pari a quella lungo l’asse y
29
20/1/04 DG DM
0,0598
0,131
0,129
0,18
81,4
vettura pilota media percorr. vettura pilota media percorr.
Carrozza treno regionale
vettura
pilota e
carrozza
massa Kg
potenza KW
età anni
tratta
sedile
0
~ 20
Firenze Arezzo
0
20
Scambi Prato
0
~ 15
Empoli Siena
ammortizzato
Ammortizzato
In fotografia 2 classe
a
17/6/03 DG DM
17/6/03 DG DM
misure
2
x (wd) m/s
Misura non disponibile
Misura non disponibile
2
y (wd) m/s
0,425
0,109
2
z (wk) m/s
0,503
0,214
2
(*)
(*)
aw m/s
0,60
0,21
audio dB(A)
83,7
80,5
(*)
valori stimati ipotizzando l’accelerazione lungo l’asse x pari a quella lungo l’asse y
19/5/04 EB
0,343
0,265
0,112
0,48
73,9
Carrozza intercity
Carrozza intercity
Carrozza eurostar ETR500
0
18 Ristrutturato da 2 anni
Arezzo Roma
0
18 Ristrutturato da 2 anni
Firenze Arezzo
0
~ 10
Firenze Roma
100 Km senza fermate
a
In fotografia 2 classe
50 Km con una fermata
a
In fotografia 2 classe
150 Km senza fermate
a
In fotografia 2 classe
18/5/04 DM
0,143
0,0266
0,0751
0,20
63,2
18/5/04 DM
0,178
0,0266
0,0313
0,25
58,2
20/4/04 DM
0,0199
0,0635
0,0961
0,096
65,9
Carrozze
ferroviarie
massa Kg
potenza KW
età anni
tratta
note
sedile
misure
2
x (wd) m/s
2
y (wd) m/s
2
z (wk) m/s
2
aw m/s
audio dB(A)
30
3.g Autovetture
Il presente paragrafo è uno stralcio di uno studio pubblicato separatamente,
l’abbondanza di dati ha pertanto consentito una più complessa articolazione
dell’esposizione, limitata nel seguito a tre sole misure per veicolo.
L’autovettura è uno strumento di uso quotidiano nella società attuale, essa
viene infatti utilizzata, sia come mezzo di locomozione per raggiungere il luogo di
lavoro sia come strumento di lavoro vero e proprio da parte di specifiche categorie
professionali.
Le vibrazioni che essa trasmette al conducente dipendono da diversi fattori
che, per brevità di trattazione, possiamo porre in due distinti gruppi: al primo
appartengono quelli riconducibili alle caratteristiche intrinseche (statiche e
dinamiche) del veicolo dovute alle scelte progettuali e ai materiali adottati; nel
secondo possiamo aggregare tutti quei fattori esterni che hanno influenza diretta
sull’intensità delle vibrazioni trasmesse, quali il tipo di pavimentazione stradale, il
suo stato di usura, il tipo di percorso e lo stile di guida (nervoso, medio, tranquillo).
Pertanto nel caso delle autovetture si riportano i rilevi in funzione del tipo di
percorso specificando lo stato di usura della pavimentazione.
I dati seguenti sono stati ricavati da misure eseguite tutte con il medesimo
autista sui medesimi percorsi predefiniti con il medesimo carico sull’autovettura.
31
Nissan Micra 1300
massa Kg
potenza KW
Cilindrata cc.
Km percorsi
età anni
sedile
schienale
Reg.lombare
Alimentata a
Stile di guida
misure
Percorso
Pav. stradale
2
x (wd) m/s
2
y (wd) m/s
2
z (wk) m/s
2
aw m/s
audio dB(A)
Percorso
Pav. stradale
2
x (wd) m/s
2
y (wd) m/s
2
z (wk) m/s
2
aw m/s
audio dB(A)
Percorso
Pav. stradale
2
x (wd) m/s
2
y (wd) m/s
2
z (wk) m/s
2
aw m/s
audio dB(A)
865
55
1275
71.800
6
Avanzamento regolabile
Inclinazione regolabile
no
benzina
medio
31/3/04 EB DM
AUTOSTRADALE
Asfalto nuovo
0.0809
0.0753
0.4670
0.47
81.1
EXTRAURBANO
Asfalto mediocre
0.1080
0.0953
0.3990
0.40
74.9
URBANO
Asfalto mediocre
0.1360
0.1020
0.3710
0.37
74.6
Fiat Punto 60 CV
875
44
1242
136.000
6
Avanzamento regolabile
Inclinazione regolabile
no
benzina
medio
9/3/04 EB DM
AUTOSTRADALE
Asfalto nuovo
0.1900
0.0726
0.4580
0.46
78
EXTRAURBANO
Asfalto mediocre
0.1620
0.1400
0.4230
0.42
72.7
URBANO
Asfalto mediocre
0.1520
0.1090
0.3680
0.37
67.9
32
Fiat Punto 80 CV
875
59
1242
34.000
3
Avanzamento regolabile
Inclinazione regolabile
no
benzina
medio
11/3/04 EB DM
AUTOSTRADALE
Asfalto nuovo
0.0864
0.1080
0.5090
0.51
76.3
EXTRAURBANO
Asfalto mediocre
0.0900
0.1000
0.4100
0.41
70.1
URBANO
Asfalto mediocre
0.1360
0.1090
0.3880
0.39
67.5
Lancia Ipsilon 80 CV
massa Kg
potenza KW
Cilindrata cc.
Km percorsi
età anni
sedile
schienale
Reg.lombare
Alimentata a
Stile di guida
Percorso
Pav. stradale
misure
2
x (wd) m/s
2
y (wd) m/s
2
z (wk) m/s
2
aw m/s
audio dB(A)
Percorso
Pav. stradale
2
x (wd) m/s
2
y (wd) m/s
2
z (wk) m/s
2
aw m/s
audio dB(A)
Percorso
Pav. stradale
2
x (wd) m/s
2
y (wd) m/s
2
z (wk) m/s
2
aw m/s
audio dB(A)
975
59
1242
1.000
2 mesi
Avanzamento regolabile
Inclinazione regolabile
si
benzina
medio
AUTOSTRADALE
Asfalto nuovo
11/3/04 EB DM
0.0722
0.1250
0.5170
0.52
71.9
EXTRAURBANO
Asfalto mediocre
0.0980
0.1140
0.4000
0.40
66.4
URBANO
Asfalto mediocre
0.1130
0.1170
0.3750
0.38
70.3
Renault Megane 1600rt
1020
66
1598
150.000
7
Avanzamento regolabile
Inclinazione regolabile
si
gpl
medio
AUTOSTRADALE
Asfalto nuovo
29/3/04 EB DM
0.0842
0.1110
0.4900
0.49
76.3
EXTRAURBANO
Asfalto mediocre
0.0981
0.1200
0.5390
0.54
70.7
URBANO
Asfalto mediocre
0.1100
0.0894
0.3420
0.34
67.1
33
Renault Scenic 1600
1250
79
1598
101.000
5
Avanzamento regolabile
Inclinazione regolabile
si
benzina
medio
AUTOSTRADALE
Asfalto nuovo
30/3/04 EB DM
0.0454
0.1150
0.4630
0.46
75.6
EXTRAURBANO
Asfalto mediocre
0.0747
0.1160
0.3850
0.39
71.9
URBANO
Asfalto mediocre
0.1490
0.1120
0.3340
0.33
75
Nissan Tino 1800
massa Kg
potenza KW
Cilindrata cc.
Km percorsi
età anni
sedile
schienale
Reg.lombare
Alimentata a
Stile di guida
Percorso
Pav. stradale
misure
2
x (wd) m/s
2
y (wd) m/s
2
z (wk) m/s
2
aw m/s
audio dB(A)
Percorso
Pav. stradale
2
x (wd) m/s
2
y (wd) m/s
2
z (wk) m/s
2
aw m/s
audio dB(A)
Percorso
Pav. stradale
2
x (wd) m/s
2
y (wd) m/s
2
z (wk) m/s
2
aw m/s
audio dB(A)
1370
84
1769
29.000
4
Avanzamento regolabile
Inclinazione regolabile
si
benzina
medio
AUTOSTRADALE
Asfalto nuovo
1/4/04 EB DM
0.0758
0.1250
0.4600
0.46
74.1
EXTRAURBANO
Asfalto mediocre
0.0776
0.1060
0.4060
0.41
72.3
URBANO
Asfalto mediocre
0.1140
0.1070
0.3230
0.32
71.9
Citroen Ricasso 2.0Hdi
1300
66
1997
140.000
4
Avanzamento regolabile
Inclinazione regolabile
si
diesel
medio
AUTOSTRADALE
Asfalto nuovo
10/3/04 EB DM
0.0595
0.1250
0.4300
0.43
74.8
EXTRAURBANO
Asfalto mediocre
0.0850
0.1190
0.4100
0.41
71
URBANO
Asfalto mediocre
0.1310
0.1220
0.3490
0.35
68.7
34
3.h Varie e misure particolari
Comax tripala 75
Lavasciuga
pavimenti
massa Kg
potenza KW
età anni
2
sedile
pavimento
misure
2
x (wd) m/s
2
y (wd) m/s
2
z (wk) m/s
2
aw m/s
audio dB(A)
Rigido
Pavimento industriale
5/7/03 DM
0,536
0,252
0,888
0,89
78,0
Misura sperimentale diretta
Martello pneumatico Montabert 10 Kg
E’ stata effettuata una misura sperimentale,
non conforme ad alcun protocollo,
applicando, con nastro adesivo e cinta in
cuoio, un trasduttore triassiale alla schiena
di un operatore al martello pneumatico ed
applicando un quarto trasduttore sulla roccia
(marmo) in posizione intermedia rispetto i
piedi dell’operatore, si è constatato come le
vibrazioni trasmesse attraverso gli arti
superiori siano maggiori di quelle trasmesse
dagli arti60
inferiori ed assumano intensità
potenzialmente dannose anche per la
colonna vertebrale.
Fioretto (punta rotante 30 mm)
21/7/04 DG DM
0,192
0,341
1,260
1,26
1,030
utensile
misure
2
x (wd) m/s
2
y (wd) m/s
2
z (wk) m/s
2
aw m/s
2
terra z(wk) m/s
35
3.i Esempio ed algoritmi di calcolo
La misura d’esposizione alle vibrazioni del corpo intero deve essere eseguita
contemporaneamente per i tre assi, per evitare che le normali variazioni temporali
dei valori ne inficino i risultati, gli strumenti specifici attualmente in commercio
hanno tutti la possibilità di fornire direttamente il valore pesato di filtri Wd (assi x ed
y) o Wk, qualora si disponga di dati terzo rilevati linearmente in bande di terzo di
ottava (ad esempio per un rilievo eseguito per scopi diversi od impiegando uno
strumento non specifico quale un oscilloscopio analizzatore di spettro), è sempre
possibile giungere ai valori pesati lungo gli assi moltiplicando i singoli valori di
banda per il coefficiente riportato nella tabella 3 della norma 2631-1.
I valori filtrati delle bande di terzo di ottava debbono poi essere riuniti nell’unico
valore awx, awy od awz con l’equazione 2631-1 ..(9) aw=(6i(wiai)2)0,5.
Il valore aw che interessa gli effetti sulla salute è il maggiore tra le tre
componenti assiali moltiplicato per un fattore di amplificazione che vale 1,4 per gli
assi x ed y e 1 per quello z. (cfr 2631-1 paragrafo 7) questo valore è il valore aw
riportato nelle tabelle sperimentali precedenti.
Partendo da tale valore riportato nella presente raccolta il lettore può giungere
al valore a(8) una volta noto il periodo di effettiva esposizione media giornaliera
alle varie macchine, riportando tale esposizione ad 8 ore.
Il calcolo per pervenire ad a(8) può essere fatto con un foglio di calcolo come
quello di esempio illustrato nella pagina seguente.
Il contenuto delle celle di calcolo è rispettivamente il seguente:
D6 = MAX(1,4*D3;1,4*D4;D5)
D14 = MAX(1,4*D11;1,4*D12;D13)
D22= MAX(1,4*D19;1,4*D20;D21)
D26=10*LOG((10^(D7/10)*D8+10^(D15/10)*D16+10^(D23/10)*D24)/(D8+D16+D2
4))
D29=((D6^2*D8+D14^2*D16+D22^2*D24)/(480))^0,5
D30=10*LOG((10^(D7/10)*D8+10^(D15/10)*D16+10^(D23/10)*D24)/480)
36
A1 B
C
2 macchina 1
3
D
asse X ponderata awd (m/s2)
E
note
0,35 [m/s2]
2
4
asse Y ponderata awd (m/s )
0,46 [m/s2]
5
asse Z ponderata awk (m/s2)
0,57 [m/s2]
massimo aw
6
rumore
7
8 tempo medio di impiego
9
10 macchina 2
2
0,64 [m/s ]
80,0 dB(A)
90,00 minuti / giorno
note
2
11
asse X ponderata awd (m/s )
0,23 [m/s2]
12
asse Y ponderata awd (m/s2)
0,35 [m/s2]
13
asse Z ponderata awk (m/s2)
0,46 [m/s2]
massimo aw
14
15
rumore
16 tempo medio di impiego
17
18 macchina 3
19
2
0,48 [m/s ]
85,0 dB(A)
150,00 minuti / giorno
note
2
0,47 [m/s2]
2
asse X ponderata awd (m/s )
20
asse Y ponderata awd (m/s )
0,46 [m/s2]
21
asse Z ponderata awk (m/s2)
0,77 [m/s2]
2
massimo aw
22
0,77 [m/s ]
23
rumore
90,0 dB(A)
120,00 minuti / giorno
24 tempo medio di impiego
25
26
leq
86,9 dB(A)
27
28 esposizione equivalente giornaliera riportata ad 8 ore
29 A(8)=(6iaw,2Ti/480)0.5 (ISO 2631-1 B1)
lep,d
30
37
2
0,54 [m/s ]
85,7 dB(A)
4. Normativa
Al momento il problema “vibrazioni” è stato affrontato genericamente dalla
legislazione italiana nel D.P.R. 303/56 e dal D.P.R. 459/96 “Direttiva Macchine”,
quest’ultimo oltre a raccomandazioni di riduzione impone di riportare sul libretto
d’istruzioni le prescrizioni per ridurle ed il valore medio quadratico ponderato, in
frequenza, cui esse espongono i lavoratori sia agli arti che al corpo intero.
A livello europeo, è stata pubblicata la “Direttiva 2002/44/CE del Parlamento
Europeo e del Consiglio del 25 giugno 2002 sulle prescrizioni minime di sicurezza
e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici”.
Tale direttiva riguarda l’esposizione professionale alle vibrazioni meccaniche
trasmesse al sistema mano-braccio e al corpo intero e stabilisce i requisiti minimi di
tutela e sicurezza contro i rischi per la salute derivanti dalle vibrazioni meccaniche
nonchè i valori limite e di azione che dovranno essere recepiti dagli Stati membri.
A completamento di quanto detto si riportano i principali riferimenti normativi, a
livello nazionale e internazionale, riguardanti la prevenzione del rischio vibrazioni:
x Decreto Presidente della Repubblica del 19/03/1956, n. 303 “Norme generali per
l’igiene del lavoro”;
x Decreto Legislativo del 19/09/1994, n. 626 “Attuazione delle direttive
89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE,
90/394/CEE e 90/679/CEE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della
salute dei lavoratori sul luogo di lavoro” e successivi aggiornamenti e
integrazioni;
x Decreto Presidente della Repubblica del 24/07/1996, n.459 “Regolamento per
l’attuazione delle direttive 89/392/CEE, 91/368/CEE, 93/44/CEE e 93/68/CEE
concernenti il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle
macchine”;
x Direttiva 2002/44/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 25 giugno 2002
sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei
lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (vibrazioni) (sedicesima direttiva
particolare ai sensi dell’articolo 16, paragrafo 1 della direttiva 89/391/CEE),
G.U.C.E. L 177/13 del 6 luglio 2002.
x Norma ISO 2631-1 (1997) “Mechanical vibration and shock - Evaluation of
human exposure to whole-body vibration. Part. 1: General requirements”.
x Norma ISO 8041 (1990) “Human response to vibration - Measuring
instrumentation”.
x Norma ISO 5349 (2001) “Mechanical vibration – Measurement and evaluation of
human exposure to hand-transmitted vibration – Part 1: General requirements;
Part 2: Practical guidance for measurement at the workplace”.
x Norma UNI ENV 25349 (1994) “Vibrazioni meccaniche - Linee guida per la
misurazione e la valutazione dell’esposizione a vibrazioni trasmesse al sistema
mano-braccio”.
x ISPESL Linee Guida per la valutazione del rischio vibrazioni in ambiente di
lavoro (edizione luglio 2002).
x Circolare INAIL n. 25 del 15 aprile 2004 “Malattie del rachide da sovraccarico
biomeccanico. Modalità di trattazione delle pratiche”.
38
Appendice1: Indice di sollevamento (NIOSH, 1993). (E. Mastrominico)
Il modello proposto dal NIOSH consente di determinare, per ogni azione di
sollevamento, il “limite di peso raccomandato” attraverso un’equazione che, a
partire da un massimo peso ideale sollevabile in condizioni ideali, considera
l’eventuale esistenza di elementi di rischio e assegna a questi ultimi opportuni
fattori di demoltiplicazione, secondo lo schema qui di seguito riportato, che il lettore
può facilmente trovare anche in Internet.
ETA'
COSTANTE DI PESO
MASCHI
> 18 ANNI
FEMMINE
30
CP
20
(kg.)
X
ALTEZZA DA TERRA DELLE MANI
ALL'INIZIO DEL SOLLEVAMENTO
ALTEZZA (cm)
FATTORE
0
25
50
75
100
125
A
150 >175
0,77 0,85 0,93 1,00 0,93 0,85 0,78 0,00
X
DISTANZA VERTICALE DI SPOSTAMENTO DEL PESO
FRA INIZIO E FINE DEL SOLLEVAMENTO
DISLOCAZIONE (cm)
FATTORE
25
30
40
50
70
100
B
170 >175
1,00 0,97 0,93 0,91 0,88 0,87 0,86 0,00
DISTANZA ORIZZONTALE TRA LE MANI E IL PUNTO
DI MEZZO DELLE CAVIGLIE - DISTANZA DEL PESO DEL CORPO
( DISTANZA MASSIMA RAGGIUNTA DURANTE IL SOLLEVAMENTO )
DISTANZA (cm)
FATTORE
25
30
40
50
55
60
X
C
>63
1,00 0,83 0,63 0,50 0,45 0,42 0,00
X
DISLOCAZIONE ANGOLARE DEL PESO ( IN GRADI )
Dislocazione angolare
FATTORE
0
30°
60°
D
90° 120° 135° >135°
1,00 0,90 0,81 0,71 0,52 0,57 0,00
X
E
GIUDIZIO SULLA PRESA DI CARICO
GIUDIZIO
FATTORE
BUONO
E
SCARSO
1,00
0,90
X
FREQUENZA DEI GESTI ( numero atti al minuto )
IN RELAZIONE A DURATA
F
FREQUENZA
0,20
CONTINUO < 1 ora
1,00 0,94 0,84 0,75 0,52 0,37 0,00
1
4
6
9
12
>15
CONTINUO da 1 a 2 ore
0,95 0,88 0,72
CONTINUO da 2 a 8 ore
0,85 0,75 0,45 0,27 0,15 0,00 0,00
0,5
0,3
F
0,21 0,00
=
KG. DI PESO
EFFETTIVAMENTE
PESO LIMITE
RACCOMANDATO
SOLLEVATO
39
Kg.
INDICE
DI
SOLLEVAMENTO
(IS)
=
SOLLEVATO/PESO LIMITE RACCOMANDATO
IS <0,75
Situazione accettabile,
non è richiesto alcun intervento
specifico.
0,76<IS<1,25
La situazione si
avvicina ai limiti; è preferibile,
laddove è possibile, ridurre il rischio
con
interventi
strutturali
e
organizzativi
1,25 <IS< 3
La
situazione
può comportare un rischio per quote
rilevanti di soggetti e pertanto
richiede un intervento di prevenzione
primaria. Il rischio è tanto più elevato
quanto maggiore è l'indice e con tale
criterio
dovrebbe
essere
programmata
la
priorità
degli
interventi di bonifica.
IS>3 Vi è necessità di un intervento
immediato di prevenzione.
PESO
EFFETTIVAMENTE
Interpretazione
dell’indice di
esposizione
Indicazioni più dettagliate sul metodo illustrato si possono trovare all’indirizzo
www.cdc.gov/niosh.
Un esempio
La figura mostra un operatore di sesso
maschile addetto alla movimentazione di oggetti in
posizione obbligata.
Qui di seguito sono indicati i valori dei
parametri necessari per il calcolo dell’indice di
sollevamento.
Altezza dei nastri trasportatori = 75 cm;
Peso degli oggetti movimentati = 10 kg;
Distanza massima del peso dal corpo
raggiunta durante il sollevamento=25 cm;
Dislocazione angolare:
angolo di origine = 30°,
angolo di destinazione = 130°;
Fattore di presa = buono;
Frequenza = vengono movimentati 60 pezzi/ora.
Indice di sollevamento = 10/(CP*A*B*C*D*E*F) =
=10/(30*1*1*25*0,584*1*0,7)= 0,76
40
Appendice2: Job strain index (Moore e Garg, 1995). (E. Mastrominico)
Numerosi metodi sono stati proposti in letteratura per la valutazione
dell’esposizione a rischio in attività lavorative che richiedono movimenti ripetitivi
degli arti superiori. In generale, tali metodi associano alle variabili proprie
dell’attività lavorativa (forza, postura, ripetitività, durata) alcuni fattori numerici che
definiscono il livello di rischio per l’operatore sulla base di indicazioni ottenute
attraverso studi epidemiologici, psicofisici e fisiologici.
Qui di seguito si illustra attraverso un esempio il calcolo dello Strain Index (SI)
(Moore e Garg, 1995), che individua per ogni compito lavorativo e per ogni braccio
sei fattori di rischio, ai quali assegna un punteggio, secondo lo schema qui di
seguito riportato.
Fattori di rischio e criteri di valutazione
Valore
di
classe
1
Intensità
dello sforzo
2
Leggero
Talvolta
intenso
Intenso
Molto
intenso
Vicino al
massimo
3
4
5
Durata %
dello
sforzo
<10
Azioni/
Minuto
Postura
mano/polso
Ritmo di
lavoro
Durata del
compito
<4
Molto buona
<=1
10-29
4-8
Buona
Molto
lento
Lento
30-49
50-79
9-14
15-19
Normale
Cattiva
Normale
Veloce
2-4
4-8
>=80
>=20
Molto cattiva
Molto
veloce
>8
1-2
Determinazione dei moltiplicatori
Stabilito il valore di classe per ogni fattore di rischio, questo va trasformato in un
moltiplicatore secondo lo schema che segue.
Valore di
classe
1
2
3
4
5
Intensità
dello
sforzo
(IS)
1
3
6
9
13
Durata %
dello
sforzo
(DS)
0,5
1
1,5
2
3
Azioni/
Minuto
(AM)
0,5
1
1,5
2
3
Postura
mano/pols
o
(PMP)
1
1
1,5
2
3
Ritmo di
lavoro
(RL)
Durata del
compito
(DC)
1
1
1
1,5
2
0,25
0,50
0,75
1
1,50
Il valore dello Strain Index è dato dal prodotto dei vari moltiplicatori.
SI = IS*DS*AM*PMP*RL*DC
41
SI<3
Assenza di rischio
3<SI<5
Situazione di incertezza
5<SI<7
Situazione di rischio lieve
SI>7
Presenza di rischio
Interpretazione
dell’indice di
esposizione
Per maggiori dettagli sul metodo illustrato si rimanda all’articolo originale:
“The Strain Index: A proposed Method to Analyze Jobs for Risk of Distal Upper
Extremity Disorders”, J. S. Moore and A. Garg, AIHA Journal, 56(5), 443-458.
Un esempio
Si prenda in esame il caso di una operatrice addetta ad una linea di
confezionamento gelati.
La linea prevede la presenza di un’operatrice di controllo, di due addette
all’inscatolamento vero e proprio e di un’operatrice al caricamento scatole. E’
prevista una rotazione delle quattro addette ogni ora, ovvero nell’arco di una
giornata lavorativa ogni operatrice sarà addetta ai compiti manuali di
inscatolamento per circa 2 ore.
L’attività viene svolta prevalentemente in
piedi. I gelati del peso di 80g arrivano su un
nastro
trasportatore
alla
sinistra
dell’operatrice, che afferra fino a quattro pezzi
per mano e li depone in scatole, che scorrono
su un nastro trasportatore parallelo a quello di
arrivo dei prodotti. Ogni scatola contiene 32
pezzi; in un’ora vengono riempite 360
scatole.
Si individuano, quindi, 6 cicli al
minuto e più di 20 azioni al minuto
(l’operatrice infatti compie 4 azioni di presa per ogni ciclo, ovvero per ogni scatola
riempita).
Qui di seguito vengono riassunti gli elementi per il calcolo:
Intensità dello sforzo
Durata % dello sforzo
Azioni al minuto
Postura mano-polso
Ritmo di lavoro
Durata del compito
Leggero
50-79%
>20
Normale, vicina alla neutralità
Normale velocità di movimento
2 ore/giorno
Si arriva in tal modo a calcolare un valore dello Strain Index pari a 6.75.
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Appendice 3: Malattie professionali indotte dalle vibrazioni. (A. Ulissi)
A3.a Fenomeno e malattia di Raynaud
Definizione: La malattia di Raynaud è una sindrome che si manifesta con
improvvisi episodi di pallore e cianosi delle dita, in risposta al freddo o alle
emozioni. Al termine della crisi, al pallore, fa seguito un rossore.
Quando è primitivo il fenomeno viene definito “Malattia di Raynaud”, se è
secondario ad altre patologie viene denominato “Fenomeno di Raynaud”.
Il fenomeno di Raynaud come malattia professionale è spesso secondario
all’esposizione a fonti vibratorie ed è anche conosciuto come “Sindrome del dito
bianco da vibrazione”. Tale patologia compare generalmente dopo molti anni di
esposizione alle vibrazioni di strumenti di lavoro.
Eziologia: La causa di tale fenomeno sembra essere un danno della parete dei
vasi arteriosi digitali che si sviluppa per i microtraumi ripetuti indotti da strumenti
vibratori e che determina intensa vasocostrizione o spasmo delle arterie, con
riduzione dell’afflusso di sangue all’estremità delle dita, con conseguente
comparsa di pallore e cianosi. Il rossore, che fa seguito alla crisi, è invece dovuto
alla vasodilatazione. Nei soggetti con fenomeno di Raynoud occupazionale il flusso
ematico a livello delle arteriole digitali è ridotto anche negli intervalli tra le crisi
acute.
A3.b Sindrome del tunnel carpale
Definizione: La sindrome del tunnel carpale è rappresentata da dolore e
parestesie (formicolii) a livello della superficie palmare delle prime tre dita ed a
volte del quarto dito; talvolta con irradiazione alla spalla. Si evidenzia una perdita di
sensibilità e riduzione di forza nei movimenti del pollice, con atrofia dei muscoli
dell’eminenza tenar (area della mano alla base del pollice).
Eziologia: La sindrome del tunnel carpale deriva da una compressione del
nervo mediano sul piano osseo, nel tratto in cui il nervo decorre a livello della
regione palmare. E’ spesso causato da microtraumi ripetuti sul palmo della mano,
come si verifica nei lavoratori esposti per anni all’uso di strumenti vibranti.
A3.c Ernie discali
Definizione: Le patologie che più frequentemente insorgono nei lavoratori
esposti a vibrazioni e microtraumatismi del rachide sono le ernie discali e la
spondiloartrosi.
Eziologia: Il disco intervertebrale è una struttura fibrocartilaginea interposta tra
due vertebre; è costituito da un nucleo centrale gelatinoso, che permette di
assorbire le sollecitazioni meccaniche che si creano tra i due corpi vertebrali e da
un anello fibroso esterno.
L’avanzare dell’età comporta una riduzione progressiva del contenuto idrico,
del volume e della elasticità del nucleo gelatinoso, con maggiore suscettibilità ai
traumatismi ripetuti e alla compressione.
I traumi ripetuti inducono la formazione di soluzioni di continuo dell’anello
fibroso, con conseguente fuoriuscita del nucleo centrale, che può andare a
43
comprimere le radici nervose spinali e le terminazioni nervose, causando
l’insorgere dei sintomi clinici. A volte l’ernia va a comprimere il midollo spinale.
I sintomi clinici sono dovuti a questi fenomeni compressivi e variano in base
alla sede di compressione. Le sedi più frequenti sono L4 –L5 e L5 –S1 (lombari e
lombo-sacrali).
Il sintomo più frequente dell’ernia discale è il dolore, spesso associato a rigidità
delle strutture muscolari adiacenti.
A3.d Spondilodiscoartrosi
Definizione: si tratta di fenomeni degenerativi dei segmenti ossei e delle
strutture fibro-cartilaginee interposte della colonna vertebrale. I segni ed i sintomi
sono simili a quelli causati dalle ernie discali, anche se l’esordio è meno acuto.
Eziologia: E’ causata dalla associazione di alterazioni degenerative del disco
intervertebrale e da alterazioni reattive dei piani ossei adiacenti. Di solito è
asintomatica finché non si verificano fenomeni di compressione midollare e/o
radicolare, determinati dai fenomeni reattivi ossei, nel qual caso i sintomi simulano
quelli dell’ernia discale. Il dolore è di solito meno acuto ma con caratteristiche di
plurisegmentarietà, cioè interessamento di più distretti contemporaneamente e
dolori riferiti in più aree della colonna vertebrale. Le contratture muscolari possono
essere assenti.
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