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Prefazione
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Vorrei che non mi si giudicassemale, cioé un pre-
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suntuoso, se mi permetto di dedicare solo, purtroppo,
una piccola parte del mio tempo a Gramsci: a spin-
germi a questo è stata anzitutto la grande stima che
nutro per la memoria di quest'uomoche ha saputo dominare, più di moltissimi altri, la propria persona fisica per un ideale altissimo cui egli credeva in sommo grado, quell'ideale cui molti si votarono ma che
forse solo qualcuno raggiunse nelle sue espressioni
più alte.
Fu un uomo, Antonio Gramsci, nel significato più
pieno e più alto della parola, prima ancora di essere
un politico: di questo aspetto ho avuto la fortuna
di avere ascoltato una testimonianzada un uomo che
gli fu molto vicino e che a Gramsci può essereavvicinato per le vicende che li accomunarononella vita,
da Umberto Terracini, allorquando, esattamenteventi
anni fa, nel 1967, ebbi la sorte di partecipare al Congressodi studi gramscianiche si tenne nei luoghi della Sardegnache videro Antonio Gramsci adolescente.
Ma forse è opportuno che io dica qualcosasui motivi « immediati » che mi spinseroad occuparmiespressamentedel soggiorno di Gramsci a Ustica.
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Andavo a Ustica qualche volta per dovere del mio
ufficio avendo l'incarico di reggere la Soprintendenza
alle Antichità della Sicilia occidentale: Ustica conserva testimonianzearcheologichedi notevole interesse venute in luce in questi ultimi anni} tra cui i resti
di un villaggio preistorico della media età del bronzo.
L }interessearcheologico e il dovere d}ufficio stavano} per me} almeno sulkJ stessopiano dell}interesse
che in me suscitava il ricordo della permanenzadi
Gramsci nell}isola} di cui abbiamo varie testimonianze: oltre alle lettere che qui si pubblicano} c}è ancora
la casache egli abitò e che descriveesattamentein una
delle sue lettere} insieme ai ricordi di qualche usticese}
come dirò in seguito.
È noto come Gramsci} condannato in un primo
tempo a cinque anni di confino da trascorrere a Ustica}l abbia invece soggiornato nell}isola soltanto dal 7
dicembre 1926 al 20 gennaio 1927} essendostato arrestato di nuovo e «tradotto» a Milano per essere
sottoposto al woto processopressoil tribunale speciale
per la difesa dello Stato.
Pur avendo trascorso relativamente poco tempo a
Ustica} solo 34 giorni} egli ne parla molto descrivendo
anche usi e costumi dell}isola} come si evince chiaramente dalle lettere che qui si pubblicano} compresa
parte di una lettera spedita dt1 Milano alla cognata
Tania2 il 25.4.1927.
Ustica dovette apparire a Gramsci come un'oasi
di pace e di tranquillità: questo traspare da tutte le
sue lettere e spessoè dichiarato apertamente} come
nella lettera dell}ll dicembre 1926} diretta a Piero
Sraffa3 in cui} tra l'altro} dice: «Ustica sarà per me
un soggiorno abbastanzapiacevole dal punto di vista
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dell'esigenzaanimale}perché il clima è ottimo e posso
fare passeggiatesaluberrime».
E ancora in un}altra lettera: «La mia impressione
di Ustica è ottima sotto ogni punto di vista... La popolazione è cortesissima...(si ammirano) paesaggiamenissimi e visioni di marine} di albe e di tramonti meravigliosi ».
Tanto più dovette riuscire gradita a Gramsci} dopo il suo arresto e la permanenzanel carceredi Regina Coeli: « il periodo più brutto della detenzione}con
disciplina rigorosissima e sedici giorni di isolamento
assoluto in cella ».
La casa dove Gramsci abitò nel sua breve soggiorno usticeseè} come è noto} bene indìviduata} anche perché egli la descrive con una certa precisione
(lettera del 19 dicembre 1926): dopo averne letto e
riletto la descrizione andai a visitare questa casa insiemeal giovanesegretariodella locale sezionedel PCI
Longo (oggi Sindaco)}accolto cortesementeda coloro
che la abitavano.
Non senza commozione cercavo di individuare i
vari ambienti descritti da Gramsci: alcuni erano riconoscibili} altri meno date alcunetrasformazioni operate
nella casanegli ultimi tempi.3
Alla ricerca di altri elementi che ricordassero la
presenzadi Gramsci nell}isola ho incontrato} in una
delle mie gite a Ustica} per la cortesia dell}amico Natale} suo parente} la signora Ailoro Angela} vedoNatale: era una simpatica}linda e piacevolesignora} ormai
avanti negli anni ma straordinariamenteviva e in perfetta formai accolseme} mia moglie e mia figlia nella
sua bella casa}autentica e non ancoradeturpata dal cemento} aperta alla vista attraverso un ampio spiazzo
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coperto da un bel pergolato da cui pendevano ricchi
grappoli d'uva. Chiesi alla signora Angela se ricordava il periodo in cui nell'isola soggiornavanoi confinati politici e, in particolare, se ricordava Gramsci:
con molta precisionee senzaschermirsi,come spesso
va razionale,cioè conforme alla situazionesociale e al
fine umano, una scuola unica novennale, che contemperi per tutti la capacitàdi operare industrialmente e
intellettualmente. L'avvento di questa scuola unitaria
significal'inizio di nuovi rapporti tra lavoro intellettuale e lavoro industrialenon solo nella scuolama in
tutta la vita sociale».6
La scuolache Bordigae Gramscifondaronocontinuò la suaattività anchedopola partenzadi Gramsci
avvenutail 20.1.1927,si può anzi dire che si sia allargatasulla sciadell'impostazione
che era stata data
all'inizio. Di questoBordigaforniscenotizie a Gramsci, chegià si trova nel carceredi Milano, con le cinque lettere che qui si pubblicano.Si ritiene infine
opportuno,ancheper unamiglioreconoscenza
del pensiero pedagogicodi Gramsci,pubblicareuna lettera
di GiuseppeBerti; allora dirigente giovanilecomunista che fu confinatoa Ustica dopo Gramscie al
quale questi rispose con la lettera da Milano del
4.7.1927, che qui viene pure riproposta.
Da tutte questelettere, in definitiva, ho tratto
l'impressionechea UsticaGramsciabbiasì svolto,at-
avvieneconpersonepiù o menosofisticate,ci parlò di
alcuniconfinati,e delleloro famigliee dei contatti da
lei avuti,.con Gramscinon ebbecontatti,lo ricordava
beneperò,quell'uomodalla« grandetesta}>chefaceva
lunghepasseggiate
fuori del centroabitatoandandoa
sedersispessosotto un albero,in campagna.4
Durante
la conversazione
la signoraAngeladicevaspessoche
i confinati politici erano tutti delle brave persone,
molto cortesie seriee chegli usticesi,da loro «avevanoacquistatoeducazione
». Questafrase,spessoripetuta, mi ha colpito moltissimoperchého creduto
di sentirein essauna sensibilitàe una nobiltà morale
tanto più straordinariee apprezzabiliquantopiù, come in questocaso,genuine.
Era appenaarrivato a Ustica,con la prospettiva
di trascorrervicinqueanni, che già Gramscisi preoccupadi dar vita a una scuolasia per i confinatipoli-
tici cheper la gentedel luogo.
traverso
la scuola,
unaattivitàchesi esplicava
in primo
Nella lettera del 21 dicembre1926 indirizzataal1'«amicocarissimo»Piero Sralfa,e in altre ancora,
gevala sezionestorico-letteraria
e Bordiga5 la sezione
luogo versogli « allievi» che la frequentavano
e per
i quali fu pensatae voluta; ma ancheche questoimpegno abbia costituito - nel periodocheallora ebbe
inizio, dellalungae durissimadetenzionenellecarceri
scientifica: per portare avanti la scuola e per le sue
fasciste
esigenzepersonaliGramsciè stato molto aiutato da
Sralfa che provvedevaa .fargli spedire i libri che
desiderava.
La scuolaebbe un posto preminentenell'attività
politica di Gramsci:egli concepì,in una «prospetti-
di pensatoree di scrittore,una attività che fa di Antonio Gramsciuna delle più grandi menti che abbia
avutoil nostropaese,tanto più degnadi nota datele
condizioni proibitive in cui questa attività si manifestava.
Gramsci dà notizia sulla scuola nella quale egli diri-
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la prima manifestazionedella sua attività
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h.1
Riproporre} nel cinquantenario della morte di
Note alla prefazione
Gramsci} agli usticesi delle nuove generazioni le lettere
che Gramsci scrisse da Ustica a me è sembrato utile
perché essi possano prendere coscienza del privilegio
di avere ospitato nella loro isola un
uomo
come Anto-
nio Gramsci} e da ciò trarre stimolo a conoscerne la
vita e gli scritti. Per questo ho ritenuto di dar vita a
questo libretto} con l'aiuto e il patrocinio dell'Istituto
Gramsci Siciliano e del Comune di Ustica: agli usticesi
dedico queste mie parole.
l Fu incerto, fino all'ultimo, se assegnarloin Somalia, a
Favignana,
Lampedusa,
etc. seguì la famiglia tra2 TatianaPantelleria,
Schucht agli
inizi del '900
V. T.
sferitasi dalla Russia in Italia, e qui, a Roma, frequentò i
corsi di pittura all'Accademiadi Belle Arti. Gramsci la c0nobbe nel 1925, dopo che a Mosca, nel 1922, aveva conosciuto e sposatola sorella di lei, Julia. Julia venne in Italia
nel 1926,con il piccolo Dello, ma rientrata a Moscanon poté
più tornare a vedere il marito, perché impedita da una
grave malattia nervosa. Fu quindi Tatiana che, vivendo in
Italia, poté assisterepiù da vicino Gramsci e cercaredi alleviarne le sofferenze.
3 P. Sraffa, morto recentemente,fu un grande amico di
Gramsci che conobbe nel 1919 avendo lavorato anche per
1'«Ordine Nuovo» da cui ebbe una tesseradi giornalista.
Chiamato ad insegnareeconomiapolitica a Cambridgevenne
in Italia più volte per visitare Gramsci in carcereo, nell'ultimo periodo della vita di Gramsci, in clinica. Sraffa portò a
conoscenza,
con lettere sui giornali, il casoGramsci all'opinione pubblica internazionale.
4 Sarebbeaugurabileche in questacasaavessesedeun centro di cultura, a perpetuareil ricordo della permanenzadi
Gramsci nell'isola.
5 Questoricordo coincidecon quello stessoche dice Gramsci
nelle sue lettere, anchequelle qui riportate. Fin dalla prima
che indirizza alla cognatasi mostravalieto di poter «fare passeggiateabbastanza
lunghe,di circa 9-10 km, con paesaggiamenissimi e visioni di marine, di albe e di tramonti meravigliosi ».
6 Amadeo Bordiga aderì giovanissimo alla «frazione» intransigente rivoluzionaria del PSI che portò, nel 1921, alla
scissione di Livorno e alla fondazione del PCd'I di cui egli fu
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il primo segretario.Gramscilo conobbenel 1917.Th>poil congressodi Lione del 1926,in cui si verificaronocontrasti tra la
sua posizionee quella di altti dirigenti del partito, Bordiga
abbandonòla partecipazioneattiva alla vita politica.
7 M. A. Manacorda,Scuolae principio educativo,in AA.VV.
Gramsci, ed. l'Unità, Roma, 1987, p. 130.
8 G. Berti, segretario della Federazione giovanile comunista
nel 1921, venne inviato al confino di Pantelletia e poi, nei
primi mesi del 1927, a quello di Ustica. Nell'ottobre del 1927
fu denunciato al Tribunale speciale sotto l'accusa di avere
svolto attività antifascista nella scuola di cultura organizzata
a Ustica.
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Prefazione - Istituto Gramsci Siciliano