Ta ecclesiale NOTAZIONI VARIE e QUALCHE SASSOLINO (su cui riflettere e, se possibile, provvedere!) _ I°) - Non si capisce perché i giornali ed i giornalisti non dedichino più pagine, e più spesso, alle questioni che toccano il nostro futuro vivere umano, invece di moltiplicare pagine e pagine a fatti e fattacci, che proprio finiscono solo per solleticare una malsana curiosità pruriginosa! Per esempio: perché non insistere per informare i lettori che a forza di estrarre petrolio, gas, non si fa altro - dài e dài – che fare il vuoto sotterra - terra che alla fine sprofonda, col vuoto sotto di sé - secondo dice la saggezza del detto latino sempre valido “Natura abhorret a vacuo”! Così pure sarebbe il caso di non spendere sempre tanti miliardi per cotruire tanti Nucleari - ché, facendo il vuoto sottoterra, andando avanti negli anni, nei secoli, il tutto finirà per far sprofondare e il Nucleare e la terra come in Giappone - il tutto a causa appunto dei terremoti, che, ogni tanto, e sempre più, ci avviseranno che sarebbe l’ora di finirla, a forza di estrarre petrolio, gas, dal sottosuolo . il che non fa altro, logicamente, “repetita iuiuvant”che preparare, ogni tanto, e sempre più spesso, qualche bel terremoto che finirà, con l’andare del tempo, a farci sprofondare sempre più! E invece i tanti miliardi dedicarli sempre più alle Energie Solari ed Eoliche da incentivare, sia a livello pubblico che privato, perché, sì, si spende all’inizio, ma si risparmia alla fine, ché non si paga più l’energia, perché un volta che questi “sistemi sono sistemati” non costano aldenaro, se è vero che, sia il sole che il vento, sono gratuiti! Per cui, sarebbe il caso di pensare oggi, per tempo, prima che sia troppo tardi!? E piangere, poi dopo, e dover riparare danni che si potevano agevolmente risparmiare “ante tempus”?! Li si lasci strepitare gli Ambientalisti perché con l’Eolico si deturberebbero gli ambienti! Ma non importa forse più la vita ossigenata? Le pale rotanti, tutto sommato fanno anche un bel vedere (ognuno giudica a suo modo!) e non danno fastidio alcuno, e danno energia senza inquinare l’ambiente?! E allo stesso modo i Pannelli Solari moltiplicati ogni dove, sia pure con fatica, e lentamente, sui tetti, su vaste superficie, oltreché far risparmiare petrolio e gas, non si mangiano l’ossigeno dell’aria che per noi è punto vitale per sopravvivere! 1 Ta ecclesiale + + + II°) - Molti mi domandano come mai i miei geranei, sul mio lungo balcone al sesto piano di Via Stazione San Pietro, svettano orgogliosi, a confronto dei geranei striminziti di altri balconi! Semplicissimo: io dò loro non solo da bere (come fanno tutti) ma dò loro pure da mangiare con parte dei rifiuti di cucina, che si trasformano in fiori! + + + III°) - Un giorno mi sono domandato, vedendo in San Pietro tanti bellissimi monumenti (addirittura con dei Canova) sulle tombe di tanti Papi e qualcuno celebre per aver voluto la Fontana di Trevi! – mi sono domandato dove stava la tomba di Papa Giulio II, di colui che con Bramante e Michelangelo, tirò su la Basilica di San Pietro?! Cerca che ti cerca, finalmente, dietro il secondo Organo a destra, in Basilica ho intravisto una lapide, per terra, senza una croce, con il nome di Papa Giulio II e con quello dello zio Sisto IV! Una collocazione dove, si ammucchiano (e spesso ne coprono le tombe) le cataste di seggiole per le Udienze, con spesso anche, sopra, gli aggeggi e attrezzi che sevono per le pulizie in Basilica! Per rendermi, e rendere ancora più evidente l’obbrobrio, ho pensato di fotografare il tutto, sperando che, in futuro qualcuno voglia provvedere a questo sconcio di collocazione! E ne accludo copia perché “carta canta” in questo stesso Sito! Ripeto: sperando si sappia trovare una soluzione onorevole per questi due storici Papi! E per facilitare il tutto, e non andare alle calende greche, ipotizzo subito una soluzione: per esempio di poterle mettere le deu tombe nella Cappella della Crociera centrale della Basilica, dove sono sepolti due sconosciuti martiri del VII secolo, Processo e Martiniano, che sono stati casualmente collocati in quella posizione onorevole - per cui, semmai, fare il cambio con i due Papi ben più meritevoli di quella collocazione veramente ignobile per terra! Ma per fare questo, chissà, forse, bisognerà aspettare in futuro un Papa del tipo decisionista come era Giulio II! E non basta, ma, poi, sulla tomba nella Crociera, avere inoltre anche il coraggio (e ce ne vorrà tanto, come lo ebbe Giulio II nell’abbattere il San Pietro di Costantino!) coraggio di far trasferire il Mosé di Michelangelo, adesso a San Pietro in Vincoli (là si potrà mettere una copia) e l’originale collocarlo sulla tomba di Papa Giulio II già trasferito a sua volta nella Cappella della Crociera a destra! E sarebbe certo uno “scoop”, con plauso certamente giornalistico mon2 Ta ecclesiale diale, ma con la perfetta interpretazione di quello che lo stesso Papa Giulio II avrebbe voluto: che il Mosé di Michelangelo fosse il suo monumento funebre! Fantasia, dirà qualcuno: pensare ad una tale soluzione! No, solo un rispetto della verità, che, certo, spaventa solo le anime pusille dei paurosi, che abbondano sempre purtroppo negli entourage delle persone importanti, comprese quelle dei Papi! Entourage tra cui (siamo sinceri!) ci sono qualche volta dei decisionisti coraggiosi (ho esperienza di 50 anni di Vaticano) ma dove più spesso ci sono quelli paurosi, che si accontentano del placido tran-tran abituale, senza dare, e avere, fastidi! Niente di male, si capisce! + + + IV°) - Ed un’altra cosa che mi stupisce, e non posso proprio capire: come mai l’Auditorium di Via Conciliazione sia stato affittata ad una Agenzia privata, che vi realizza di tutto un po’! Tra i manifesti appesi nel suo atrio se ne può ammirare uno di danza davvero poco castigata, danza, eseguita in un locale, che porta la sigla di Auditorium della Santa Sede, adesso declassato ad Auditorium di Via della Conciliazione! E la cosa mi meraviglia,in quanto quell’Auditorium fu voluto da Papa Pacelli, e ne fu l’esecutore l’allora Mons. Montini della SegreSegreteria di Stato – Auditorium che doveva essere un locale di alta cultura religiosa, una diciamo così, specie di “Scala” Vaticana, dove si potessero esibire tutte le più importanti manifestazioni di carattere artistico-musicale-religioso! Tanto che lo stesso Papa Pio XII l’Auditorium lo volle inaugurare personalmente, presenziando ad un Oratorio di Perosi; ed io appassionato perosiano mi partii (1950) da Savona per venire a gustarmi questa eccezionale occasione di arte e di fede, in un locale che, finalmente, avrebbe messo in pratica il detto di quell’illuminato nostro bravo storico Pier Capponi: “Gli altri suonano le loro trombe, e noi suoneremo le nostre campane”! Ora, vedere un locale così prestigioso che era destinato per delle manifestazioni artistico-musicale-religiose, vederlo affittato per “auri sacra fafames” a tutt’altro scopo, e spesso addirittura per elezioni politiche di sinistra – è cosa veramente inconcepibile! Si sente dire: “Ma serve denaro per tutte le Opere del Papa, per fronteggiare le spese innumerevoli, basti solo pensare a dover sovvenzionare la moltitudine di Vescovi, di Cardinali, eccetera, ecc! Si può rispondere: perché, Don Bosco avrebbe affittato i suoi teatri3 Ta ecclesiale ni per i ragazzi, per poterli aiutare meglio? E poi, possibile che si voglia alleggerire il peso di tanti miliardi che occorrono per tutte le opere del Santo Padre con la cifra, sia pur cospicua, ma singola e ben picciola cosa a fronte dei bisogni immensi ed universali della Chiesa! Si chieda ai fedeli semmai, di essere aiutati nelle difficoltà finanziarie, ma non agendo così! E poi, se proprio c’è questo urgente bisogno di denaro, perché invece di affittare, perché non approfittare di sfruttare il locale, magari per ricavarne profitto, perché non fare in proprio, il Vaticano, spettacoli religiosi artististici e musicali? Con una buona organizzazione, dato che all’Auditorium non è come per l’Aula Nervi, che deve essere gratuita, perché non invitare, nell’Auditorium, non far venire dall’Inghilterra “Assassinio nella Cattedrale” in lingua inglese, e la cosa essendo di altissimo livello artistico, si può essere certi di poter chiudere il botteghino in attivo – lo stesso ad invitare dalla Francia l’Annonce faite à Marie di Claudel” –dalla Germania “La Leggenda di Ognuno”! E così via, invitando da tutte le parti del mondo! E di più, sapendoci fare, per esempio, mobilitare tutte le più di cento Ambasciate della Santa Sede, per invitarle a presentare dalle loro nazioni le cose migliori, sia dal punto di vista culturale, religioso, o anche para ed ecco, che si potrebbe avere un repertorio a non finire - la qual cosa oltre tutto darebbe anche un significato reale di rappresentanza alle Ambasciate presso la santa Sede, oltre alle abituali decorative presenze diplomatiche nelle funzioni papali! Altro che affittare, solo per incassare senza fastidi, ripetiamolo sempre all’infinito, per “auri sacra fames “!… …….. + + + V°) - Altra cosa che non si capisce: perché non possa essere fatta! Quella di correggere la dicitura dell’Ave Maria, là dove in latino si dice: “Benedictus fructus ventris tui, Jesus” - tradotto malamente con:”Benedetto il frutto del seno tuo , Gesù”! Tanto più che c’è la parola giusta“grembo” parola che già traduce, in vari passi del Vangelo - la parola latina “venter”, in italiano suona male “ventre”, ma altrettanto male suona tradurre la parola “seno”, che è tutt’altra cosa! Oltretutto “grembo” è parola bisillaba, e si inserisce benissimo, traducendo il testo latino con un: “Benedetto il frutto del grembo tuo, Gesù”! Cambiare! Perché fa paura? Si cambiano tante cose! La Chiesa ha avuto il coraggio per ben altri cambiamenti - dopo tanti secoli ha capito che lo Stato Pontificio era una assurdità e con la Conciliazione ha ovviato a que- 4 Ta ecclesiale sta assurdità! Certo ha avuto bisogno di un Papa decisionista come Pio XI! Prima era quasi sacrilegio toccare l’ostia consacrata, oggi, la si prende devotamente in mano dal Sacerdote! Si cambia! + + + VI°) - Anticamente, nelle mie funzioni di chierichetto, ricordo che si suonavano tre colpi di campanello al Sanctus - come a dire: “attenzione, tra poco, ci si avvicina al momento della Consacrazione, siate attenti e compunti”! E alla Consacrazione, uno squillo sonante per l’alzata dell’ostia e così per il Calice. Ed un prolungato squillo alla fine! Dopo il Concilio, non si capisce perché tutti gli squilli sparirono, e solo ultimamente in San Pietro, per esempio, i Chierichetti si danno da fare per gli squilli alla Consacrazione, mettendo addirittura il campanello vicino al microfono al momento della Elevazione in modo che lo squillo , giustamente, arrivi in tutta la Basilica, dove spesso si chiacchechera, affinché per quei pochi istanti si abbassino i toni, sapendo quello che avviene in quel momento in Basilica! Ed a questo proposito,da vecchio microfonista della Radio Vaticana direi che sarebbe pure bene di attivare i microfoni per le tutte le Messe Solenni (a parte le Papali) con l’amplificazione per tutta la Basilica, che spesso sembra un mercato, e consigliare con l’arrivo sugli altoparlanti ad avere una dovuta maggior attenzione a quello che avviene in Basilica! + + + VII°) - Altra cosa, anche che non è stata ancora ufficializzata, ma che si fa già, in parecchie chiese: ed è quella di dare seguito a quello che, si dice nella Messa:”Prendete questo è il mio corpo” e lo stesso farlo vero con il “Prendete e bevetene tutti”” facendo in modo che il Sacerdote, scendendo dall’altare, ha in mano la pisside con la quale offre al Fedele di poter prendere l’ostia, e nell’altra mano tenendo il calice da offrire ai Fedeli che possono intingere l’ostia nel calice (che potrebbe anche essere sostenuto da un Chierichetto, o da chi serve la Messa). + + + VIII°) - Spesso quando dico la Messa e pronuncio la parola “fratelli” mi viene spontaneo anche di aggiungere la parola “sorelle” - e la cosa può anche essere gradita al sesso femminile, con questa equiparazione fatta sentire anche vocalmente! Sì, è vero , con la parola”fratelli” si comprende il più ed il meno, ma l’aggiunta della parola “sorelle” darebbe l’impressione di una maggior attenzione e partecipazione “rosa” da parte delle donne, che tutto som5 Ta ecclesiale mato ne hanno certo piacere di essere nominate specificatamente e paritariamente accanto ai signori “fratelli”…uomini!?! + + + IX° - E vengo ad un argomento che non vorrei fosse contradditorio – in quanto ero da sempre un sostenitore, a spada tratta, dell’inserimento dell’italiano al posto del latino, e questo sin dai tempi della mia prima Messa nel 1942 - tanto che pur da giovane Prete, avevo azzardato non solo la lettura in italiano della Messa, ma addirittura la lettura del Passio, nella Settimana Santa, in italiano sul pulpito fatta dai miei chierichetti, bravissimi, specie quello che interpretava la Sinagoga e che spiccava a piena voce con foga: “Sia crocifisso!” Si dirà che , lì, funzionava il mio istinto teatrale, però il gradimento era tale che alla fine scoppiò un bel applauso! –Certo, la lunga lettura del Passio latino finalmente arrivava, ed era capito, in tutta la sua drammaticità direttamente dai fedeli, che, di latino, ben pochi ne masticavano! Ma, si capisce, non poteva mancare un rimprovero da parte della mia Curia di allora! Ma ho detto, poco su che purtroppo, negli entourage, è sempre così! Con la soddisfazione, venuto alla Radio Vaticana, di far leggere solennemente nella trasmissione della Settimana Santa il Passio in italiano con attori professionisti! E di darne una discreta e fraterna comunicazione proprio a colui che, da Vicario, allora, in Curia, mi aveva rimproverato, temporibus illis!? Però, questo di fare la Messa in italiano che è una conquista, codificata poi dal Concilio Vaticano II, non vuol dire che si deve buttare via il latino, che è un fatto di cultura - esempio ne sia la Messa Cantata in latino che ogni domenica si celebre in San Pietro – Come pure ai Vespri! E dirò a proposito di latino, che sarebbe cosa ottimale, per esempio, nelle grandi adunate, tipo quelle papali dei giovani, sarebbe di grande efficacia che si trovasse modo di poter, almeno il Pater Noster, di poterlo cantare da tutti in latino (debitamente, con una buona preparazione remota) in in modo che il canto solenne di tutti nella stessa lingua latina, sarebbe se non altro che una dimostrazione di una unità, nel tempo, e di consonanza con la Madre Chiesa Cattolica, Apostolica, e Romana!- . E direi di più: questo, anche nelle riunioni pastorali e parrocchiali locali, meglio che l’italiano, ben più efficace il canto in latino del “Pater noster” da parte di tutti, anche perché, per voler adattare l’italiano alla musica gregoriana, oltretutto il “Pater” viene fuori stiracchiato!.. + + + 6 Ta ecclesiale X°) Avrei da dire ancora e qualcosa sull’Ave Maria! Che potrebbe sostituire con la sua brevità, la pur bellissima Salve Regina, un po’lunghina! Ave Maria si capisce cantata in latino, anch’essa, e che potrebbe essere il finale per ogni messa in qualunque parte del mondo – in modo che, accanto al Pater noster in latino, ci sia anche qui questa unità mariana-cattolilico-latino-romana evidenziata, e molto sentita, tutto sommato, quando si parla della Vergine, in qualunque occasione di riunioni, specie a livello internazionale! + + + XI°) - C’è una cosa che mi piacerebbe veder realizzata, e mi torna in mente ogni volta che si arriva alla Epifania. alla cosiddetta Befana! E mi domando sempre: come mai, mentre tutte le Associazioni, gli Enti Pubblici e Privati fanno a gara per celebrare con i figli dei loro dipendenti la Befana – in Vaticano, questa iniziativa non ha mai trovato una realizzazione! Eppure sarebbe una manifestazione quella della Befana, che ha degli agganci negli stessi Vangeli, dove Gesù addirittura rimprovera gli Apostoli seccati - si vede! - dalla presenza rumorosa, e qualche volta magari impertinente dei bambini – dicendo:”Lasciate che i pargoli vengano a me” Per cui se il Papa radunasse per quella circostanza tutti i figli dei dipendenti del Vaticano, non sarebbe altro che rinnovare l’episodio evangelico! Sarebbe un avere attorno a sé tutti i padri con i loro bambini festanti attorno al Padre Comune, il Papa! E questa festa non sarebbe tanto per il dono piccolo che si potrà dare ad ognuno, quanto la gioia di essere tutti assieme – magari con qualche esibizione da parte degli stessi bambini! Sul tipo di quando rappresentai “Marcellino pane e vino” davanti a Papa Giovanni XXIII, e fu proprio in occasione non della Befana, ma della premiazione dei migliori presepi fatti dai bambini, nell’allora Aula detta delle Benedizioni, detta così perché da essa si affacciava il Papa per le Benedizioni Urbi et Orbi - allora non esisteva ancora l’Aula Paolo VI… Ed in quella occasione Papa Giovanni XXIII volle abbracciare il piccolo Marcellino, facendogli baciare la sua croce pettorale: “Tu hai parlato così bene con Gesù Crocifisso nella soffitta, ed ora io ti faccio baciare il mio Crocifisso”! - Una emozione che prese tutti collettivamente! Come pure ebbi occasione di fare una sintesi di Marcellino davanti a Papa Giovanni Paolo II per il Giubileo Straordinario degli anni 1983/84, 7 Ta ecclesiale in cui il Papa volle fare uno straordinario incontro giubilare con i bambini, quella volta nell’Aula Polo VI - con il Papa a congratularsi per aver potuto conoscere la “bella Favola di Marcellino pane vino, cosa che “in Polonia, allora, mica si poteva vedere”! Ma queste occasioni furono sempre manifestazioni estemporanee, mentre la proposta odierna sarebbe di farne una manifestazione annuale approfittando dell’Epifania, per fare questo incontro con i figli dei propri dipendenti, in una gioiosa festa comune che possa unire tutti padri e figli con il Padre di tutti, il Papa! + + XII°) - Altro sogno nel cassetto, quello di poter rivedere la famosa fiaccolata per la Festa di San Pietro, quando i Sampietrini, anticamente, dalla cupola scendevano , accendendo le fiaccole, sicché tutta la cupola era illuminata a giorno, e facevano un bel vedere le fiaccole tremolanti agitate dal ponentino serale, che dava l’impressione di una cosa viva, certo molto più suggestiva di quella che (sia pure stupenda) é l’illuminazione elettrica di oggi della Cupola! Sarebbe il caso di poterla, questa fiaccolata, organizzarla magari solo per una volta, e, contemporaneamente, farne una ripresa televisiva, che possa ricordare quella meravigliosa serata illuminata dalle fiaccole, se non altro per averne- un ricordo “ad perpetuam rei memoriam”! + + XIII°) - Qui devo parlare di me, e lo faccio volentieri,non per mettermi in mostra, ma anzi per mostrare che, nella vita, se non ti dài da fare ti minchionano! Faccio un esempio:nel 1991, facendosi alla Radio Vaticana la Festa dei suoi 60 anni (1931/1991) il Padre direttore di allora (Padre SteStefanizzi) aveva deciso di dare un certo tal quale un riconoscimento a tutti i dipendenti… Arrivato al mio nome, il Padre: “Per lei, cosa posso fare?”.Ed io:”Nulla padre. Io sono ben già gratificato di aver potuto servire la Chiesa in questa prestigiosa Radio, che, a Roma, oltretutto, mi ha permesso di poter contattare il mondo artistico e dare spazio alle mie creazioni teatrali”… Ed il Padre: “Però, scusi, lei, dalla sua venuta alla Radio nel 1955, ha trascorso in servizio ben 36 anni (1991 – 1955 = 36) e nonostante ciò, non ha mai avuto la qualifica di Monsignore! Cosa insolita, perché, al massimo, dopo una diecina di anni, quel titolo onorifico, viene dato a chi è in servizio attivo! E la cosa, se non data sponte, e richiesta, é concessa!” Mia risposta:” Sì, è vero, ma, Padre, io non l’ho mai richiesta questa o8 Ta ecclesiale norificenza, perché – scusi – non è che me ne potessi servire per dire nelle trasmissioni: “Regia di Monsignor Lavagna! Come se Eduardo de Filippo volesse firmasse: “Regia del Commendator de Filippo!?”. Ed il Padre,: “Sì, è vero, però, lei deve pensare che, dopo 36 anni, se lei non è stato nominato e onorato della qualifica, la gente potrebbe pensare che lei non è stato fatto Monsignore, perché c’è sotto qualche difficoltà, qualche ostacolo, qualche pecca nascosta, per cui quella nomina non le è stata concessa dai Superiori!?” Il Sottoscritto: “Mamma mia, ha ragione, non ci avevo mai pensato a questo, per cui, Padre, se lo crede, faccia lei!” E dopo pochi giorni, la nomina con una bella pergamena, a firma dell’allora Sostituto della Segreteria di Stato, Mons. Re , che si complimentava! Così vanno le cose nel mondo, anche in quello vaticanense! XIV°) - Altra curiosità! Che, venuto, anzi chiamato alla Radio Vaticana nel 1955 (con il famoso auto-stop, di cui meglio dico nel Sito all’anno del 1955) facendo bene i conti con il mio mensile, allora di 38.000 lire, spendendo a quei tempi 1.000 lire per vitto e alloggio al Pensionato di Via della Traspontina, mandavo 5.000 lire ogni mese ai miei genitori (mio padre era pensionato di fame, perché da vecchio socialista, non aveva voluto prendere mai la tessera fascista!) – per cui, facendo bene i conti, mi restavano solo 3.000 lire per i miei bisogni,con i quali non riuscivo a quadrare il bilanbilancio, con le spese di una vecchia auto per la benzina, per andare su alla Radio nei Giardini Vaticani, comprare qualche libro,senza poter fare le vacanze – per cui stavo per decidere di tornarmene a Savona… Solo che, dopo la mia venuta nel 1955 alla Radio Vaticana ed essendo da sempre un appassionato della musica del M° Perosi - nel 1956 venne a mancare proprio ilmio idolo musicale, Perosi, per cui, chiesi all’allora mio Direttore del Programma Italiano il Padre Francesco Pellegrino (dato che io curavo la trasmissione di 30 minuti - le altre lingue erano di 15’) chiesi di poter dedicare tutta la trasmissione dei 30 minuti a Perosi… - Per cui, ottenuto il bene-stare, non vi dico come quanto amore curai la trasmissione - tanto che, l’indomani mi arrivò una chiamata curiosa, mi mi voleva parlare niente popò di meno che il Cardinale Canali, allora il Presidente dello Stato della Città del Vaticano, da cui dipendeva la stessa Radio Vaticana… Il Cardinale ebbe dapprima parole di compiacimento per aver ascoltato la trasmissione su Perosi, di cui egli era stato anche lui un ammiratore – e 9 Ta ecclesiale poi mi chiese, come mi trovavo alla Radio! Io fui sincero e manifestai le mie intenzioni di non rimanere più, stante il mensile! Ed il Cardinale di seguito:”Scusi, ma perché invece di mandare le 30.000 lire ai genitori non chiede un appartamento del Vaticano, fa venire i suoi genitori a Roma fa una pentola sola e può quadrare il bilancio”! Risposta: “E’ vero, la domanda l’ho fatta, ma io sono in coda ,e ce ne sono molte prima della mia, e chissà quando potrò ottenere risposta”! Il Cardinale,stette un momento in silenzio, poi prese il telefono: “Venga da me, il Funzionario addetto alla Edilizia!” – Poco dopo arrivò il FunzionaRio, ed il Cardinale, praticamente il suo Superiore: “Senta, me la fa una cortesia? Lei ha l’elenco delle assegnazione degli appartamenti – veda la domanda di questo sacerdote qui Don Lavagna, della Radio Vaticana, e dal fondo, la domanda, la metta in in cima!?” Il giorno dopo ricevevo le chiavi dell’appartamento! Per cui,benedetta la mia passione per Perosi, con la conferma che, come diceva papà Manzoni: “Veramente…la c’è la Provvidenza”!? . XV°) - Nei miei tanti sogni, metto anche quello avrebbe per me dovuto essere la Parrocchia ideale: - Sperando innanzitutto che esista qualche Parroco, che abbia, oltre la sensibilità religiosa, anche un minimo di sensibilità artistica – e per esempio, non avendo nella Parrocchia un organo, possa mettere nei suoi progetti quello di averlo, magari anche da poterci, oltre l’accompagnamento per i canti, avere la possibilità di utilizzarlo per qualche concerto, e mobilitare le persone giuste, la stessa popolazione, gli sponsor sensibili a queste opezioni,magari con l’impegno di metterci una bella targa a memoria della donazione! E nel frattempo che la cosa si sta mobilitando, avere almeno un buon harmonium con cui accompagnare i canti parrocchiali… - E poi avendo l’organo, o l’armonium, mandare a quel paese i signori Chitarristi (giovani o no!) che nell Messe strimpellano le canzonette sacre, tipo rock, che tanto spesso si sentono nelle funzioni sacre! Ma dove trovare un maestro capace di suonare, di organizzare una efficiente Cantoria, con cui eseguire i canti sacri adatti alla liturgia? –Certo non è cosa facile - ma non impossibile, con un po’di buona volontà! Per cui magari lanciare un appello in chiesa, se si fosse qualche insegnante di musica delle scuole, nella Parrocchia, e che si potrebbe sentire anche onorato, se veramente ama la musica, di avere affidato questo incarico! 10 Ta ecclesiale E anche per creare una Cantoria, si può essere certi che si può sempre trovare quel numero di persone con belle voci, che si sentono onorati di poter appartenere ad un gruppo corale!. E parlo con cognizione di causa, perché ne ho fatto esperienza tra il 1942, ordinato sacerdote, sino alla mia chiamata a Roma nel 1955 - cosa che documento con l’allegata foto, dove sono addirittura con la mia Cantoria entusiasta in tournée, che si traforma in Banda con tanto di tamburo, per gli spettacoli al teatro, o dove era possibile, dopo la manife-stazione in chiesa, trovare un locale, in modo per, dopo il sacro, poter pensare anche al profano – perché anche questo fa parte della natura umana - unendo l’utile al dilettevole! E se il Parroco non ha il carisma interno, suo personale, cercare chi questo carisma ce l’ha! E magari è ben felice di farne uso! XVI) - Ma il sogno non meno sentito per una Parrocchia è quello poter contare su un bel locale parrocchiale, in parole povere di un bel teatro dove poter svolgere attività ricreativa. E non succeda (come invece troppo spesso succede!) che il locale - sempre per l’auri sacra fames! - che il locale viene affittato (per ginnastica, per Compagnie teatrali, che magari ci provano drammi ben lontani dalla morale cattolica!) per ricavarne l’affitto con la scusa delle opere parrocchiali! Ma che razza di Parroco a non capire che il locale deve servire per le attività interne religiose e collaterali: dove avviare i giovani, per le riunioni ecclesiali, per la prove della Cantoria, per spettacoli teatrali, eccetera! Nel mio Sito (www.raffaellolavagna .it) si potrà trovare come, subito dopo la guerra (anni 1945) in una vecchia Confraternita, adibita durante la guerra a Campo di Concentramento dove ero Cappellano, riuscii a montare un bel palcoscenico – con dei vecchi pini, segati e piallati, e dove la stessa Cantoria, che si esibiva in chiesa, passava ad esibirsi in manifestazioni ricreative - memorabile una sintesi della “Forza del Destino” in cui Fra Melitone che cantava “La Vergine degli Angeli”, tanto era preso che non si accorse che stava con la candela bruciando la sua barba!- Teatro dove realizzai i miei primi spettacoli teatrali, con sentito entusiasmo della popolazione! E dove vi feci recitare pure il mio primo dramma “I Bambini hanno ragione” composto sulla falsariga del famoso film “I Bambini ci guardano” di Vittorio de Sica” spettacolo che, da Spotorno (dove ero stato nominato Vice- 11 Ta ecclesiale Parroco, e con la comprensio-ne di un bravissimo e intelligente Parroco consenziente, Mons Aragno!) spettacolo che portai poi in tournée per la Liguria! Concludendo su questo argomento: certo, non tutti i Parroci avranno lo stesso “pallino” teatrale, del Sottoscritto, ma possono, volendo, cercare nella sua Parrocchia chi, questo “pallino”lo ha, e che sarà ben felice di essere lui il motore di questa attività, che unisce, crea simpatia, e collaborazione anche da parte di chi, magari, non è proprio credente, ma crede di far opera buona partecipando a queste iniziative di carattere sociale e ricreativo -Iniziative teatrali che stanno diventando sempre più gradite, oggi, soprattutto a paragone di tante serate Televisive, che veramente, come ha ben detto la Signora dell’ex Presidente della Repubblica- Ciampi, sono veramente“deficienti”, in tutt’i sensi, che si voglia dire deficienti:vuoi di contenuti morali, che artistici! Naturalmente, avendo questo teatro parrocchiale, sarà importante fare Teatro per il pubblico adulto, senza dimenticare quello, con, e per i Ragazzi non foss’altro che come mezzo educativo! Io lo feci con il mio “Marcellino pane e vino”, che partito con attori amatoriali, finì per essere rappresentato poi con attori professionisti! E che trasmesso dalla RAI-TV, ottenne un singolare indice di gradimento – un “79” solo inferiore - mamma mia! - all’80 di “Luci della Ribalta “ di Charlie Chaplin – con un pari “79” con l’allora “Portobello” di Enzo Tortora - ed un “77” di “Natale in Casa Cupiello” do Eduardo de Filippo, che si complimentò addirittura con me! Si capisce il mio era uno spettatacolo che toccava tutti, grandi e piccini, e poi sfruttava il successo del famoso film con l’indimenticabile Pablito Calvo – con la soddisfazione che quando misi a Roma sui giornali il trafiletto per lo spettacolo:”Cercasi Marcellino pane e vino...romano” si presentarono ben 130 ragazzi al provino con un mese di selezioni – e repliche un pò in tutta Italia! Per cui - ripeto - sfruttare i propri locali in dotazione al meglio, ché, certo sono stati, nel tempo, voluti per essere strumento di manifestazioni religiose e ricreative della Parrocchia e non per affittarli per denaro! Sempre per quella terribile “auri sacra fames” dove la parola “sacra” sembra voler proprio riferirsi all’ambiente ecclesiastico!? + + XVII°) - Ho anche un ennesimo sogno: quello che riguarda i Seminari, di cui purtroppo si sta perdendo la memoria, e di cui mi si dice che non sono più Diocesani, ma Regionali. Per i quali vorrei suggerire, che accan12 Ta ecclesiale to alle discipline ecclesiastiche, ci fosse uno spazio riservato alla Dizione e Recitazione! Cose importantissima per chi dovrà essere sacerdote, sia per acquisire una dizione e recitazione adeguata nella predicazione, ma anche per la sola lettura domenicale del Vangelo – che letto bene, spesso è quasi più efficace che la stessa predica! - La difficoltà di trovare un Maestro di Dizione non è difficile, specie se il Seminario Regionale - si suppone in una grande città - dove più che usufruire di attori, che vanno poi magari spesso in tournée (anche se fanno parte di un Teatro Stabile) – per cui, si può più agevolmente approfittare di qualche speaker sia della RAI-Radio che della RAI-TV – in modo che il sacerdote possa acquisire quelle tecniche che possano aiutare la sostanza del messaggio con la qualità del dire più appropriato! Esempio eclatante quello dello stesso Papa Giovanni Paolo II, che aveva sì, un carisma personale, ma indubbiamente gli servi l’aver fatto l’attore da giovane, da cui aveva imparato a ben esprimersi non solo nella dizione, ma anche a come presentarsi dal palcoscenico di un teatro, cosa che seppe fare, poi, davanti a milioni di persone che l’ascoltavano ed erano incantati, e dove certamente tu sentivi che era naturale, ma che aveva una tecnica di esprimersi e di muoversi come se fosse realmente su un palcoscenico teatrale! Cosa acquisita in gioventù! Ed a proposito di mancanza di vocazioni e di sacerdoti vorrei dire una mia personale osservazione: e cioè che un po’ di colpa di questo ce l’hanno molti Parroci che, quando si preparano i ragazzi per la prima comunione, non pensano di individuare i più sensibili, per avviare per tempo le varie formazioni, tipo quella dei chierichetti (ed io sono passato da chierichetto a seminarista proprio di lì!) come pure senza trascurare la formazione dei boy-scouts, in modo che, dopo la comunione, non succeda, come spesso avviene, che i ragazzi spariscano nel nulla! + + + XVIII°) - E qui devo anche dire la mia, sul fenomeno devastante dei preti pedofili! Disgraziati che non sono altro! Ma non hanno mai letto sul Vangelo la tremenda condanna che Gesù stesso scaglia contro coloro che non rispettano i bambini, verso cui “maxima debetur pueris reverentia”. Altro che, come hanno fatto tante Curie, trasferirli ‘sti digrazaiti da una parte all’altra! In prigione, subito, denunciarli all’autorità civile che provveda a far scontare delle pene, che dovranno essere severissime! Approfittare dell’innocenza, della propria posizione, della fiducia dei genitori che affidano loro i ragazzi - é’ un delitto che merita le pu13 Ta ecclesiale nizioni più esemplari! Punizioni per non doversi, come il Vangelo dice (cito a memoria): “Mettersi una pietra da macina al collo e gettarsi in mare!” Poveri disgraziati, che dicono la Messa, da sacrileghi, disonorando tutta la classe sacerdotale, che ha tanti preti esemplari! Ma che abbiano e subito, almeno il coraggio civile di chiedere loro di essere ridotti allo stato laicale! + + + XXI°) - Desidero anche dire la mia idea, seguendo le odierne controverse discussioni nei riguardi Israele e dei Palestinesi - precisando di essere dalla parte Israeliana, se essa vorrà essere nel giusto – ché, è fuori discussione il fatto che Israele debba avere diritto di tornare in quei territori, da cui, in malo modo, ne fu cacciata via dalla strapotenza dei Romani! Solo che quel territorio , rimasto libero, fu occupato dagli Arabi di allora (i Palestinesi di oggi!) che, adesso, non possono essere totalmente cacciati via, perché hanno acquisito il diritto di averne una parte, di quel territorio - cosa che l’ONU ha loro riconosciuto, con un preciso mandato del 1967! Mandato che però Israele non vuole riconoscere, sbagliando, e occupando brani di territori palestinesi, riempiendoli di coloni, con, forse, il segreto intento di poter giocare sul fatto che: “cosa fatta, capo ha”! Cosa assurda, perché Israele deve rispettare le decisioni dell’ONU, ripetute (e sono centinaia) di comunicati ha spesso emesso contro di essa per questi suoi sconfinamenti, ai quali i Palestinesi reagiscono l’occupazione indebita! Col pericolo, per tutte queste centinaia di trasgressioni alla fine possa Israele essere messa sotto accusa! Per cui, con santa pazienza, Israele dovrà rivedere quanto fatto, e su cui pensava che tutto potesse tranquillamente andare a suo buon fine! – Cosa che invece sta, soprattutto, oggi sempre più venendo alla ribalta! Per cui tutti si può sbagliare, ma tutti, se si é onesti, ci si corregge! E qui viene fuori anche il perché nell’Antico Testamento ci siano tante volte delle condanne, dei rimbrotti, da parte stessa dell’Altissimo, contro Israele, da cui si capisce il suo carattere rimasto sempre lo stesso: di impenitente e cocciuto disobbediente! Che giudica di aver sempre ragione - falsamente ancora credendo, oggidì, di essere la nazione privilegiata dall’Altissimo – e di essere superiore a tutte le altre nazioni! La qual cosa, oggi-giorno , e nell’evoluzione dei tempi moderni, non ha ragione di essere, dove ogni nazione ha i suoi diritti e doveri, non ci sono privilegi per nessun nazione sopra le altre, ed il piccolo Stato ha gli stessi diritti che quelli degli Stati Maggiori! 14 Ta ecclesiale Per cui, cara Israele, cui desideriamo ogni bene, di tutto cuore, ti si conconsiglia di rivedere quanto hai fatto - e invece di rubacchiare qualche po’ di terra ai Palestinesi, per ingrandirti (tutto sommato il tuo territorio è pari al Lazio) – devi convincerti che non devi aspirare di diventare un grangrande Stato, ma solo uno STATO SIMBOLO, per tutti gli Ebrei del Mondo! Lo sbaglio di avere costruito e continuare a costruire case per altri Coloni (e dallo stesso Presidente degli Stati Uniti viene il consiglio di desistere) questa impostazione va rivista, e non solo, ma per anche addirittura riconsiderare e rimediare ad un passato sbagliato! Già, i Coloni! Come sono stati insediati, così li si faccia ritornare donde sono venuti! Le loro proteste vanno ridimensionate, e vanno convinti che il loro ritiro é la sola soluzione, anche se costerà di prestigio e di fatica per trovare un “modus vivendi” accettabile! E qui un po’ di colpa (bisogna non aver paura di dire le cose come stanno!) la colpa è sì, del Governo Israelitico, ma pure delle Associazioni Ebraiche di tutto il mondo, che stanno a guardare - invece di rendersi conto che aiutare Israele a risolvere questo problema dei Coloni- tutto sommato, sarebbe ananche a loro vantaggio per cancellare quella persistente malevolenza, e odio che cova, da sempre, nei secoli, contro gli ebrei- e che questa politica espansionistica di Israele mette in cattiva luce anche loro – che non sanno convincere a far retromarcia, per il bene di tutti, per togliere questo bubbone malsano nel Medio Oriente, che preoccupa un pò tutti! Perché questa politica espansionistica viene criticata da tutti, e sarà purtroppo la spada di Damocle sempre pronta a colpire se non si avrà l’intelligenza ed il coraggio di rivedere le proprie posizioni! Le tante manifestazioni per ricordare il passato, le tante persecuzioni, gli efferati eccidi perpetrati contro di loro, sono vanificati dalla situazione attuale - insistendo su questo concetto: che dovrebbero essere proprio le Associazioni Ebraiche sparse nel mondo a muoversi, a discutere, a sentirsi in dovere di convincere Israele a rivedere le sue posizioni, per un reciproco rispetto e riconoscimento con i Palestinesi cosa, che si può essere certi avrebbe il plauso universale, anche di tutti i paesi mussulmani moderati! Per non per diventare un grande Stato, mauno STATUS SIMBOL per tutti gli ebrei sparsi nel mondo! E qui verrebbe spontaneo il paragone, con il Vaticano, che, pur dopo tanti secoli, ha capito che era uno sbaglio lo Stato Pontificio, e dai 15 Ta ecclesiale più che 150.000 kilometri quadrati si è ridotto ad un Staterello di mezzo kilometro quadrato, lo Stato Città del Vaticano, che è diventato lo STATO SIMBOLO di circa un miliardo di credenti cattolici! Se no, se Israele non vuol capire, sarà sempre peggio, perché sarà sempre combattuta, e non avrà mai possibilità di avere pace, circondata com’è da tanti Stati mussulmani, che certo non cesseranno di darle fastidio – per cui sarebbe tutta sua convenienza (e anche quella di tutti gli Ebrei nel mondo) trovare il modo di fare un patto di convivenza e di riconciliazione. per un reciproco accordo per ammettere l’esistenza dei loro due Stati , quello Pa-lestinese e quello Israelitico, che finiscono di rispettarsi a vicenda! E sia il benvenuto a chi dei due, per primo, avrà il “savoir faire”di tendere la mano la mano all’avversario per mettere fine ad un dissidio “sine fine dicentes” e poter vivere in pace, finalmente, ciascuno il proprio futuro! DON RAFFAELLO LAVAGNA Già Giornalista della Vaticana - Via della Stazione di San Pietro - 6 - 00165 - Roma Tel = Fax: 06/635718 – 339/2771329 – 338/8061864 - www . raffaellolavagna . it Emergenza: 06/6390204/269 – 339/8265664 Stimatissimo Don Fabio,ti sintetizzo: 1°) - finisco di scrivere a mano il testamento, di cui ti ho mandato già il testo, e di cui mi dovresti far sapere subito se così, tutto va bene! Ti farò pervenire copia dell’originale depositato all’Ufficio Testamenti del Vaticano, che, a sua volta, rilascerà dichiarazione da comunicare ad un Notaio Italiano, per la validità in Italia, dato che sono anche cittadino italiano- dichiarazione di cui ti farò avere copia in modo esibire alla SIAE - per poter entrare, alla mia dipartita, l’Opera Don Guanella come Erede dei miei Diritti d’autore… 2°) .Siccome (come avrai visto nella copia del testamento) lascio anche i miei libri per la vostra Biblioteca, - per cui ti sarei grato se mi potessi mettere in contatto con il vostro Bibliotecario, o Incaricato, o anche qualcuno dei vostri Studenti, che abbia la 16 Ta ecclesiale vocazione (tipo la mia!?) culturale o artistica, in modo da concordare, per un incontro! 3°) - Ti avverto (e fanne notizia anche al Pallotta) che la cifra dei 124.000 Euro preventivati nel mio Conto allo I.O.R. che lascio all’Opera Don Guanella (assieme ai diritti futuri d’Autore - dopo la mia “dipartita, quando Dio vorrà!) che c’è un leggero calo sul Conto di una circa una diecina di mila Euro (fermo restando l’arrivo di Diritti d’ Autore uniti a quelli del Maestro Vitalini) calo dovuto all’accantonamento a parte per pagare le spese del Funerale, Tumulazione eccetera…spese accantonate per pagare il tutto al Capitolo di San Pietro, per la pratica che si dovrà fare per il Cimitero del Verano - dato che come Capitolare ho diritto alla sepoltura nella speciale Cappella riservata per il Capitolo di San Pietro… Scusami, per tutti questi particolari, ma necessari per poter che ogni cosa vada nel modo giusto, perché, so per esperienza che “dopo” nascono sempre equivoci, incomprensioni, venendo a mancare il …titolare, che sarebbe il sottoscritto (!), Don Raffaello Lavagna- Stimatissimo, Lei è proprio una eccezione, “rara avis in gurgite vasto” come si diceva nel bel latino del passato – nel ricordarsi per gli Auguri - che ricambio sopratutto per un Buon anno 2011! – vera eccezione nel ricordarsi di questo pretarello che vuol fare amare da tutti una iniziativa come i “Fioretti di Santo Francesco con i Burattini”! Ed è per questo che, siccome Ella fu l’unica persona della Regione che poté (di persona) valutare l’importanza e la bellezza, di quanto realizzato ad Assisi – spero che possa essere la persona che mi aiuta a risolvere la “vexata questio” di questi “Fioretti” - e di cui faccio in sintesi l’iter: 1°) – Assegnazione di 100 milioni, nel 1982, per il Centenario Francescano da parte dell’allora Assessore Provantini – che (anche allora c’erano difficoltà!) che però molto intelligentemente, egli assegnò, divisi in 3 succssive rate: 1979/80/81! 2°) – Tutto realizzato con grnde successo - ed agibile sino al terremoto di Assisi… 3°) – Essendosi salvati fortunatamente i Burattini, la Mostra-Spettcolo fu ripreso ed Ella ebbe modo di vedere quale stupendo lavoro fece il tecnico Ferroni di Perugia! 4°) – L’aiuto promesso per il ripristino,con la spesa circa 25.000 Euro fu bloccato dalle Elezioni per la Regione… 5°) – Allo stato attuale, fu rinnovata la domanda all’Assessore Bracco, (e la pratica è seguita con grande entusiasmo dalla Segretaria Patricia) – però, è rimasta inevasa! 6°) – Adesso mi domando: tutto è fermo, perché (come in passato) tutto dipende dalla Presidente? - Lei ricorda) che si era, allora, riservata la “cassa”! 17 Ta ecclesiale 7°) – Ora, si può sapere come stanno le cose? Chi può sboccare la situazione? E’ ben vero che siamo in tempi difficoltosi per le finanze! – Tanto è vero che si é suggerito di fare magari una ripartizione in rate della cifra! Potrebbe essere una trovata, pari a quella dei 100 milioni?! A chi ci si dovrebbe rivolgere? Tenterò l’interessamento ancora da parte dell’Onorevole Provantini – in quanto è un onore per la Eegione aver patrocinato questa iniziativa – dimostrando come, anche se la Regione era (ed è) d sinistra – essa apprezza però le cose che sono funzionali per Assisi! 8°) – Perché si corre i rischio che il tecnico Ferroni, paziente sinora,possa decidere di smantellare tutto e riprendersi il materiale usato per ripristino della Mostra dei Burattini – e sarebbe veramente una brutta figura, con pericolo che si smuovano i giornalisti, ben felici di poter dare addosso!? - E sarebbe veramente una grossa perdita di onorabilità per la Regione – che oltretutto ha, in tutta la pubblicità della Mostra, una bella evidenza, che sarebbe cancellata, e certamente criticata!! Sia gentile, sono in pena, per le mie 93 primavere (1918-2011) che auguro anche a Lei! – E non mi mandi a far benedire – Cordialmente, Illustrissimo Rometti - Assessore Tutela Ambiente - Regione Umbria - Perugia Stimatissimo, spero si ricorderà ancora del sottoscritto, che non può dimenticare la sua amabile attenzione, quando venne, come Assessore al Turismo del passato, dopo il terremoto, a vedere la ripresa dello spettacolo dei “Fioretti di San Francesco” con i Burattini – la cui pratica è adesso passata al nuovo Assessore Bracco! Pratica rimasta in sospeso con le elezioni, e per la quale ho riscritto all’Assessore Bracco, che, attraverso la Segretaria Patricia, mi ha fatto sapere delle difficoltà attuali – e lo capisco, siamo in brutte acque finanziare – ma ho sollecitato almeno un atto di buona volontà – e cioè: fare come fu fatto nel 1982, quando l’Assessore Provantini di allora, inventò la trovata del “divide et impera” – assegnando, intelligentemente, la spesa dei preventivati 100 milioni, in tre puntate: 1979 – 1980 – 1981 – potendo presentare per il Centenario del 1982 l’opera completata e che ebbe un grande successo, tanto che, in seguito, fu sempre presentata ai Turisti, Pellegrini, ma sopratutto alle Scuole sino al terremoto! – e fu l’unica opera rimasta del Centenario! Ora, ho proposto all’Assessore Bracco di fare la stessa trovata, magari di dividere in due, tre puntate la somma che è di circa 25.000 Euro – in modo da poter risolvere il tutto, anche perché il tecnico Ferroni di Perugia (bravissimo che anche Lei certamente conosce) è una persona pazientissima, e che sarebbe disponibile a questa formula, che gli assicura che il tutto non è perduto, col “divide et impera! Ho interessato anche l’Onorevole Provantini, che, a sua volta si è mosso – ma sinora tutto é fermo! Anche perché non si capisce: se la cosa dipenda dal Bracco, oppure dalla Presidenza, che aveva la delega finanziaria, quando era Lei Assessore al Turismo - per cui, ora, non so se bisognerebbe ancora sollecitare in quella direzione! 18 Ta ecclesiale Ecco perché chiedo il suo aiuto, dato che gli altri non hanno potuto vedere quanto fatto ottimamente e sul piano religioso, e anche su quello artistico di altissimo livello! Aiuto per un suggerimento: a come, e dove, e chi bisognerebbe smuovere – anche per questa soluzione di dividere in vari tempi la sovvenzione – perché nella pubblicità dappertutto continua ad essere messa in evidenza la Regione dell’Umbria – che, tutto sommato, è Essa la proprietaria , e sarebbe brutto doverla cancellare - una cosa che le ha fatto onore in passato, ed ancora potrà farne anche in avvenire, a dimostrazione che, pur essendo la Regione di Sinistra, ha dimostrato che, quando si tratta di cose di valido interesse turistico e promozionale, è al di sopra delle diversità politiche! Stimatissimo, la prego, come direbbe il nostro buon poeta Petrarca: “con le ginocchia della mente inchine” – mi venga in aiuto a districare la faccenda, che mi angoscia, a trovare tanta indifferenza, che l’opera proprio non merita! Cordialmente, La scena dovrà essere portatile, per poterla spostare facilmente, nei vari locali: teatri, palestre scolastiche – con una formula che abolisce scene costruite, e pesanti per il trasporto – studiando una formula di piloni che sorreggono una sbarra, dove viene inanellata una scena dipinta su di un telone… Come nel disegno, a sinistra uno di questi montaggi su i due piloni, ben ancorati alla base, che sono collegati con una sbatta, dove sarà inanellato il telone dipinto di un interno di stanza, a piacere – la stessa cosa sulla destra, in modo che sia da destra che da sinistra si possa entrare ed uscire dalla scena… Lo stesso sistema, raccordando al centro i due teloni, sempre su piloni ben basati, in modo che il tutto possa essere come ingresso… Per la scena della foresta al centro, quasi a proscenio, la scena dipinta della foresta inanellata sui due piloni – scena che sarà entrata dai riflettori, in alternativa alla scena unica centrale… Indispensabile un sistema di riflettori su due piantane, una da una parte ed una dall’altra, da cui partono i riflettori sulla scena unica - mentre per la scena della foresta bastano due criflettori uno per parte, per delimitare (come si usa dire) il luogo deputato, illuminato, spegnendo la scena generale – in modo che ci sono solo due comandi, che si alternano… 19 Ta ecclesiale Illustrissima DIRIGENTE Ufficio III – Politiche Giovanili Provveditorato agli Studi - Roma Stimatissima, mentre mi scuso per il disturbo, e per approfittare della cortesia della signora Belardinelli: per chiedere un colloquio con Lei, per poterle illustrare, di persona, e discutere magari una proposta che mi viene sollecitata, da chi, in passato, aveva avuto occasione di conoscere l’attività della Compagnia del Teatro per i Ragazzi di Roma, che – temporibus illis – aveva rappresentato, tra gli altri spettacoli, una fortunata e apprezzata rappresentazione teatrale “Mio Fratello Negro” – che, con il passar del tempo, ha man mano acquistato sempre maggior attualità, e che si vorrebbe poter ri-presentare al pubblico scolastico giovanile… E perché “carta canta” più che le parole! - mi permetto anticipare un po’ di documentazione, che possa illustrare la validità dei temi inseriti nello spettacolo: quello dell’integrazione razziale e quello della donazione del sangue, ancora, oggidì, maggiormente validi da far conoscere alle giovani generazioni, istupidite da tante musiche moderne, e dalle trasmissioni televisive, che, ben giustamente, la signora Ciampi, moglie dell’ex Presidente della Repubblica definiva ”deficienti”, veramente nei suoi vari sensi (!) e sia dal lato morale che educativo ed artistico! Non so se si potrà ancora fare delle “circolari” tipo quelle che le faccio conoscere – o se si potrà trovare un formula compatibile con le nuove direttive – certo è che un qualcosa va fatto, perché il teatro è la maniera più diretta, più efficace per presentare dei problemi – proprio come diceva l’illustre Pirandello: “Il teatro è propaganda – ognuno fa la sua – basta saperla fare”! –Il che è validissimo proprio per questi argomenti, per i quali ricordo sempre che: mi colpì la frase di uno studente (II media), “Ho capito più, in queste due ore di teatro, il problema che gli uomini devono essere fratelli, qualunque il colore della pelle, e la loro lingua – più che in tante ore di lezione in classe dai miei professori!” Come direbbe padre Dante: “Parole non ci appulcro” e sarei lieto – ripeto - di poter avere un incontro con il vostro Ufficio, per trovare una soluzione, in modo che la cosa possa avere il crisma necessario, dato quanto fatto in passato, e di cui Ella potrà sincerarsi la validità – con un successo che passò anche i confini d’Italia, in Svizzera, Istria e Francia, dove, per esempio, dopo la rappresentazione di “Mio Fratello Negro” a Parigi, nell’ambito dell’Congresso Internazionale dl Teatro per i Ragazzi - il testo fu richiesto e tradotto in varie nazioni, proprio per la validità e universalità dei temi trattati, validi per le Scuole e per le Donazioni del Sangue… Ringraziando per la cortese attenzione, mi abbia, con tutta stima, cordialmente, Stimatissima Ornella, faccio seguito alla telefonata volante, per mandarti (non ti spaventare!) un po’ di “carta che canta”! E di cui ti enumero, partitamene, il contenuto: 1°) - Faccio la proposta della mia “Giuditta” e Oloferne” per San Miniato, sollecitato 20 Ta ecclesiale dal Premio ricevuto dalla S.I.A.D.” emanazione SIAE - importante perché assegnato da Autori di Teatro - ergo, competenti in materia - a parte, la prestigiosa motivazione di: ”Versi che echeggiano Manzoni e Alfieri!”- il che – bontà loro! – mi onora! 2°) – Nella lettera al Ciulla (vedrai) che faccio il vostro nome, come indicazione preferenziale – ed ora penso di onorare voi – sperando la cosa possa essere recepita! 3°) – Su suggerimento di Mons.Ciattini (già del Comitato Artistico) mando al Presidente della Fondazione, (che ci tiene!) la proposta dettagliata, sopratutto puntando sulla mobilitazione del mondo cattolico per far scoppiare i botteghini! 4°) - Per documentar che non parlo a vanvera, ma a ragion veduta, accludo tra le mie varie referenze, quella di Mons. Ravasi, nuovo Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, che pure patrocina San Miniato, nominato di recente Cardinale – e vedrai dalla lettera che mi ha mandato (su di un mio altro testo) quanto sia sensibile ed aperto su questo problema del teatro! Ergo un buon patrocinatore! + + + Per cui, vedi la tua futura programmazione, perché, se si riesce a fissare che la “Giuditta e Oloferne” è il testo scelto per San Miniato 2011 – per tempo, si può partire per le tre proposte base: PRIMA – Dopo “in loco”, alcune recita nelle principali Sedi della stessa Cassa… SECONDA – Proporre anche, per tempo, subito, lo spettacolo a qualche Festival Estivo importante avendo: sia una Compagnia ed un San Miniato, con tutti i carismi sia artistici che organizzativi,,,… TERZA - Giocare subito la carta Vescovi e Curie, perché venga inserito lo spettacolo nella stagione invernale 2011/2012 – per impegnare, nei Comuni, gli Assessorati competenti, a trovare spazio per lo spettacolo, dato che, come ben dice Pirandello: Il teatro è propaganda - ognuno fa la sua - basta saperla fare!”- e lo spettacolo ha tutte le componenti di “saperci fare”: sia come Compagnia, che come San Minito1! + + + Certo è un lavorone, ma è il tuo mestiere anche il “ saperci fare”, e ne può venire un tutto di alto livello, sia artistico che organizzativo, per questo esperimento, che co-involge il mondo cattolico che, a smuoverlo ci vuole, ma, se si muove a dovere, va a segno! E come riempie le piazze, così può riempire i teatri! E può rendere benissimo anche finanziariamente! E le cellule cattoliche, possono fare quello che fanno le cellule della sinistra per Dario Fo! Spero che troverai qualche momentino libero, per farci un pensierino, per cui, telefonami, e vediamoci magari col bravissimo Panici, che sono sicuro farebbe una magnifica regia! Ed abbimi con tutta stima, cordialmente, Eminentissimo, mi scusi ancora - ma sarò brevissimo! Solo per una mia dimenticanza, nella mia missiva ultima - a riguardo del mio progetto, su cui le ho chiesto il suo giudizio: di proporre a San Miniato, di poter lo spettacolo, dopo le 21 Ta ecclesiale poche recite “in loco” – mobilitando il mondo cattolico – poterlo portare come messaggio nelle principali città italiane.. La dimenticanza è che, citando il detto di Pirandello:”Il teatro è propaganda – ognuno fa la sua – basta saperla fare” – ho fatto leva su San Miniato che la propaganda la sa “far bene” – però, mi pare giusto far conoscere (chiedo scusa se l’avessi già fatto!) mi pare giusto anche far notare che la proposta del testo della “Giuditta e Oloferne” è in linea al “saperci fare” – se ha ottenuto un prestigioso Premio Calcante e la Targa Poggiani per “una figura femminile di particolare interesse drammaturgico” - come diceva il Bando del Premio…E tanto meglio se la “Giuditta” se l’é meritato! E con una motivazione, altrettanto prestigiosa, ben certificata nell’allegata fotocopia - motivazione oltretutto redatta da una Società di Autori Drammatici, emanazione della SIAE - quindi di gente competente, che “bontà loro!” parlano di un testo che ”echeggia autori classici quali Manzoni e Alfieri”! Per cui, come dice padre Dante:”Parole non ci appulcro” - e mi scusi sempre se apapprofitto della sua gentile comprensione – mentre mi abbia, toto corde, suo dev.mo don raffaello lavagna Eminentissimo, e non più Eccellentissimo - permetta, non tanto per i soliti auguri di “calore”, ma per quelli sinceri di colui, cui, per la prima volta, è capitato di avere una risposta non burocratica, e di cui allego la documentazione (a parte) con il massimo rispetto per l’Eminentissimo Cardinal Bertone, ma con il massimo apprezzamento per la sua risposta – dove si capisce che è di un milanese – e di persona di alta cultura che non fa la solita risposta gentile, ma addirittura fa un esame critico approfondito di quanto Le avevo inviato – mi scusi: cosa veramente da “rara avis in gurgite !vasto” * * * Ecco, perché mi sento incoraggiato a far esaminare da Lei un mio progetto, di cui metto, il più sinteticamente possibile, le linee, per non farle perdere tempo! 1°) – Penso che: o Lei è stato, qualche volta, o ne ha certamente sentito parlare, della Festa del Teatro di San Miniato, che, da ben 64 anni, realizza un Festival di Teatro a sfondo Spirituale – Festa per la quale vado dicendo, da anni, che, è un vero peccato che si esaurisca nelle poche recite “in loco” - invece, dopo, di portare il suo messaggio in successivi spettacoli almeno nelle principali città italiane! 2°) – Tenendo conto, oltretutto, che il tutto é sovvenzionato dalla Cassa di Risparmio, quindi una realizzazione tutta pagata (attori, prove, spettacoli) che è un vero delitto non sfruttare, soprattutto, da parte cattolica, per una successiva tournèe! 22 Ta ecclesiale 3°) - Il mio progetto sarebbe quello che, approfittando nei miei tanti anni di presenza e conoscenze alla Radio Vaticana, come programmista della Lingua Italiana - il progetto sarebbe di lanciare l’idea di co-involgere i Vescovi ad impegnarsi in almeno le principali città, dove si fanno programmazioni teatrali artistiche mobilitando le Associazioni Cattoliche, affinché approfittino di questa “propaganda fidei”! Come fatto a Palermo dal Cardinale De Giorni, per “Il Mistero del Corporale”. 4°) - Sono spinto a questo progetto dalla frase dell’illustre signor Pirandello: ”Il Teatro è propaganda – ognuno fa la sua – basta saperla fare” – e lui la seppe fare talmente bene la “propaganda” alla sua filosofia, che ne ebbe anche il Premio Nobel! Dario Fo, col teatro, fece la “propaganda” alla sua ideologia! E fu Premio Nobel! 5°) – Ora, “Si isti et illi, cur non nos” viene da domandarsi! Perché non darsi da fare, non muoversi, visto che è disponibile un San Miniato che il Teatro “lo sa fare” ad altissimi livelli artistici – e la Compagnia sarebbe ben felice di continuare per una tournée, se programmata - mentre, col pubblico cattolico mobilitato (come faceva Dario Fo con le sue cellule) si potrebbero riempire i teatri, come si fa con le mobilitazioni dei giovani per le gli incontri internazionali! Cosa che farebbe, oltretutto, grande piacere agli Assessorati competenti, a vedere la ressa al botteghino! CONCLUSIONE: Sono un inguaribile sognatore?! O ha ragione il Vangelo a dire che: “I Figli delle Tenebre sono sempre più bravi, ed attivi, che i Figli della Luce”!? Spero non mi manderà “a far benedire” - E si abbia le mie scuse, se mi permetto di disturbarla – con il mio più sentito grazie per la sua cortese attenzione, dev.mo, Si tratta dell’opera lirica in un atto, sul famoso miracolo di Bolsena, quando il Prete di Alemagna, celebrando la Messa nel Duomo, e dubitando della presenza di Cristo sotto le specie del pane e del vino, vide, all’elevazione, scendere sulle sue mani e sul “corporale” (il panno inamidato che si mette sull’altare, sotto la patena ed il calice) vide scendere gocce di sangue – “corporale” che portato ad Orvieto, dove si trovava Papa Urbano IV (1264) questi prese l’occasione per istituire la Festa del “Corpus Domini”. Miracolo che fu pure l’occasione di costruire quella meravigliosa Cattedrale che è il Duomo di Orvieto, dove è conservato, sotto una artistica teca, proprio il “corporale” miracoloso. E’ appena il caso di ricordare (e molti non lo sanno) che Papa Giulio II (1510) ne volle il ricordo con un dipinto nelle Stanze di Raffaello nel Palazzo Pontificio in Vaticano, dove Egli volle addirittura essere ritratto inginocchiato davanti all’ostia… L’opera lirica, composta dal M° Alberico Vitalini, già Direttore dei Servizi Musicali della Radio Vaticana (suo il Segnale d’Intervallo della stessa Radio) è stata composta su libretto di Don Raffaello Lavagna, tratto da una Sacra Rappresentazione di Anonimo Orvietano del Tredicesimo Secolo – opera che ebbe il suo avallo artistico nell’esecuzione, in forma concertistica, a Roma, alla Casa della Musica dell’Accademia di Santa Cecilia, nell’Auditorium di Renzo Piano – mentre la riproduzione dell’ 23 Ta ecclesiale opera nel DVD, è quella eseguita a Palermo, per il Congresso Eucaristico Eucaristico Diocesano, con l’Orchestra Sinfonica Siciliana, Concertatore il M° Alberto Veronesi, Direttore del Festival Pucciniano di Torre del Lago. E, proprio l’esecuzione di Palermo, fu vista anche, via satellite, da Papa Giovanni Paolo II, che ne disse il suo “apprezzamento” in una delle sua ultime apparizioni a Piazza San Pietro - “apprezzamento” che si è messo proprio all’inizio del DVD – anche a testimonianza della sua immensa sofferenza a parlare! – Il successo dell’opera ha anche meritato di essere presentata al Sinodo dei Vescovi, a Roma, che ne vollero il DVS, per le loro Diocesi, sia per il messaggio religioso eucaristico che per la valenza artistica dell’opera – con le conseguenti ripetute richieste di poter usufruire del DVD per proiezioni in occasione di Festività Patronali, Convegni, eccetera, - in modo speciale abbinando la sua esecuzione assieme alla celebrazione della Messa: o prima come preparazione, o anche dopo come rievocazione mediatica di quello cui si è assistito poco prima – nell’un caso, come nell’altro, come invito alla maggior devozione verso il “mistero” eucaristico, che dà il nome all’opera. Certo, dove vi fossero possibilità di una Orchestra, e di un Coro, l’esecuzione dal vivo, è di grande efficacia - però, anche in assenza di una Orchestra, è efficace la sua esecuzione con un valido Coro, sostenuto dall’Organo – per cui il materiale (Partitura, Spartito e Parti Corali) si possono richiedere all’Opera Don Guanella per Disabili (Via di Torre Rossa, 446 - 00165 Roma – telefono: 06/666601) – avendo, il M° Vitalini un figlio disabile, lasciato l’eredità dei suoi diritti alla stessa Opera. “Il Mistero del Corporale” é utilissima per il messaggio eucaristico, per usufruirne in occasione di Feste Patronali, Convegni, con esperienze varie – come quella di farne la proiezione su grande schermo, prima della Messa – o anche dopo, col significato di passare dal momento della Messa vera, a quella mediatica, che invita ad una maggior devozione verso il Sacramento dell’Eucarestia. A dire l’importanza del messaggio, è interessante l’episodio di un Sacerdote presente allo spettacolo, e che, ricordando il momento dell’elevazione, quando (non essendo pratico riprodurre il sangue colante - si studiò di colpire l’ostia con un suggestivo raggio di luce rossa) - il Sacerdote, qualche tempo dopo: “Qualche volta, quando alzo l’ostia, all’elevazione, mi prende un brivido di emozione!” - Cui un altro Sacerdote, anche lui presente, commentò: “Ma, guarda che, con l’emozione, c’é anche un invito ad una maggior devozione!”. Con pure la singolare sintonia del “Mistero del Corporale” con l’Esortazione Astolica Postsinodale Sacramentum Caritatis sull’Eucarestia di Papa Benedetto XVI, nella quale Egli auspica: ”Giustamente i Padri Sinodali hanno affermato che l’amore all’Eucarestia porta ad apprezzare sempre più il Sacramento della Riconciliazione” – Ora il “Mistero del Corporale!” evidenzia proprio il Sacramento della Confessione, con il Prete di Alemagna che, dubbioso della presenza di Cristo sotto le specie del pane e del vino: “Va dallo Padrino che la gente confessa”! E ancora, sempre nell’Esortazione, il Santo Padre: “Desidero, come è stato richiesto dai Padri Sinodali, che venga adeguatamente valorizzato il canto gregoriano, in quanto proprio della liturgia romana” – e, guarda caso, il “Mistero del Corporale” nel contesto musicale inserisce i canti gregoriani “Pange lingua gloriosi – Adoro te 24 Ta ecclesiale devote”– le stupende sequenze eucaristiche della liturgia del “Corpus Domini” Per cui, le eventuali richieste di poter avere il VHS, il DVD (o il BETACAM) vanno fatte alla Corona Video SAS – Via del Vespro, 44 – 90127 – Palermo – tel: 091/ 595130 – fax:091/6651993 – www . coronavideo . it – E-Mail . coronsvideo @tiscali . it – col particolare che: se si vuole fare un proiezione pubblica (TeatriAuditorium-Chiese, ecc) è necessario chiedere il permesso alla SIAE locale, che, per conto della Opera Don Guanella per Disabili, tutela le musiche del M° Vitalini. Illustrissimo Professor Antonio Paolucci Direttore Musei Vaticani Stimatissimo Professore, grazie della sua gentile lettera del 31 agosto, dove mi dice il gradimento per la mia proposta per l’Atrio di San Pietro, su cui ho lavorato con passione, e che spero (pur con le mie 92 primavere!) chissà di poter magari vedere realizzata! Alle sue prospettive di “trovare…chi abbia voglia di spendere qualche soldo per questa impresa” – mi permetto di pensare che la via più fattibile sia sempre di riuscire a contattare la RAI-TV – e di questo ne ho fatto cenno anche al Cardinale Comastri se, per caso, avesse occasione di qualche contatto ad alto libello RAI). Anche se, la cosa non è facile, per riuscire a trovare le persone giuste che volessero sposare la causa (è sempre la stessa storia: trovare le persone intelligenti, tra i tanti funzionari fasulli!) – perché la RAI avrebbe non solo la possibilità di affrontare la spesa, ma sopratutto potrebbe lanciare l’idea di co-produzione coinvolgendo altre TV (la Basilica di San Pietro è un tale prestigioso soggetto che può sempre far gola!)… Anche (mi scusi il giudizio!) se non sarà facile persuadere questi “soloni” che spesso comandano in RAI – pensi: che rifiutarono la mia proposta della “Bibbia di Monreale”, che fu realizzata, invece in Francia – con la mia soddisfazione che, poi, visto il risultato, la stessa RAI, che aveva rifiutato, comprò poi la Bibbia, ne fecero due trasmissioni - ed una terza, siccome ho trovato la via giusta, una terza replica, forse, sarà fatta prossimamente! 25 Ta ecclesiale Naturalmente, la Fabbrica di San Pietro potrà partecipare con le sue attrezzature tecniche - restando a carico RAI-TV la parte realizzatrice prettamente televisiva… So benissimo che “l’arte è una lunga pazienza”, ma con buona volontà e tenacia, il momento giusto arriva sempre, specie quadro il soggetto è valido e appetibile… E mi abbia sempre, “toto corde in Domino”, suo devotissimo don lavagna raffaello Stimatissimo Assessore, faccio so all’invio della mia ultima missiva (se ricevuta) per pregarla, saputo che il Sindaco è in vacanza, se , per intanto, almeno Lei, ritiene valida la proposta di approfittare del V Anniversario del Pontificato di Papa Benedetto XVI – proposta che va incontro proprio alla obiezione che Lei mi faceva – di avere una ragione per questa offerta – che, dato che va per il prossimo mese di Settembre, c’è tempo, tenendo conto delle tre possibilità, scelte perché il “Mistero del Corporale” inizia proprio con la preghiera mariana dell’Angelus Domini nuntiavit Mariae (bisogna sempre trovare, per il Vaticano, una ragione per-tinemte!): - 8 settembre - Natività della Beata Vergine Maria - 12 settembre - Nome di Maria - 15 settembre - Festa dell’Addolorata anche tendo conto che: non ci sono né problemi finanziari né logistici, in quanto tutto è disponibile, e basta saperlo anche solo qualche giorno prima… Per la presentazione della proposta, io avevo, in passato, contattato il Segretario Monsignor Stanislao– e adesso sarebbe il nuovo Segretario Monsignor George… Per cui, se Ella trova un minutino di tempo: per dirmi cosa ne pensa, anche solo una telefonata - le sarei grato – e se la cosa le sembra ipotizzabile – o no - in modo possa studiare altre vie e possibilità… Ripeto, ho preferito proporre a Voi innanzitutto, sopratutto con l’idea che la cosa vi potesse essere gradita, per allacciare un rapporto diretto – dato che - Ella mi diceva – non c’è, allo stato attuale, una reciproca relazione… E mi scusi ancora per il disturbo - pur sempre con tutta stima e cordialità, dev.mo, 26 Ta ecclesiale ATTENZIONE – Pochi minuti fa ho parlato con il Parroco, interessato a questa iniziativa –e che vorrebbe poter consultare il Dossier con la documentazione – riservandosi, poi , di parlare con VOI, sul “da farsi” – mi sembra proprio la persona giusta per far pervenire la proposta, attraverso di lui, con una adeguata presentazione – per la quale - se occorre – vengo su io e la compiliamo assieme…. Per cui, sia gentil il DOSSIER lo faccia avere al Parroco, che, così potrà prendere visione del tutto – mi scusi ancora – grazie…. RADIO VATICANA Programma Italiano – Rubrica “Arti e Spettacoli Tel = Fax: 06/ 63516 – 338/8061864-339/2771329 www . raffaellolavagna . it Stimatissimo Parroco di Castelgandolfo, obbedendo al suo consiglio di lasiar passare il grande impegno della venuta del Santo Padre in Parrocchia - dove tutto è andato nel modo migliore – eccomi, subito, data i tempi stretti per la proposta di cui le ho anticipato - eccomi: a dar seguito a quanto prospettato nei miei due precedenti FAX, a proposito del V Anniversario della Elezione del Santo Padre al Pontificato – per la quale occasione, a Roma, si sono già fatte varie manifestazioni – per cui, che qualcosa faccia anche Castelgandolfo sarebbe un bel gesto, e pertinente, per una partecipazione a questo evento – dando, in questo modo, la preferenza alla Parrocchia come la naturale interlocutrice per la proposta – cui potrebbe anche compartecipare il Comune, che le dovrebbe aver fatto avere un Dossier sulla proposta…. Avendo già, nei precedenti FAX, illustrato le ragioni per questa eventuale proposta, e per un altrettanto eventuale “quid faciendum” - desidero aggiungere (ed è bene precisarlo subito!) che: quanto proposto non comporta alcune spesa, né da parte della Parrocchia, e anche da parte del Comune – perché quanto necessario per la proiezione del “Mistero del Corporale”(come già fatto, in passato, per la proiezione della Bibbia) sono disponibili le stesse attrezzature (come si documenta nel Dossier) per la proiezione già effettuata per il Sinodo dei Vescovi… 27 Ta ecclesiale In passato, la proposta per la proiezione della Bibbia, fu presentata all’allora Monsignor Stanislao, Segretario di Pap+a Giovanni Paolo II – per cui, come prassi, la proposta dovrebbe essere presentata tram– ite l’attuale Segretario Monsignor George… Come pure già indicato nei precedenti FAX - stante che il “Mistero del Corporale” inizia con l’Angelus Domini nuntiavit Mariae - la proposta sarebbe per una delle tre feste mariane di Settembre prossimo: 8, Natività di Maria – 12, Nome di Maria – 15, L’Addolorata… date in cui certamente il Santo Padre resta ancora a Castello – naturalmente, lasciando la possibilità di qualche altra data eventualmente preferita, nel caso che quelle date fossero impegnate - disponibile a venire di persona a Castello, se Ella lo crederà opportuno, eventualmente per mettere a punto il tutto… A conclusione: chiedendo la cortesia, avendo potuto visionare il Dossier (che l’Assessore Marchionne dovrebbe averle fatto pervenire in Parrocchia) chiedendo la cortesia, appena possibile, di avere una sua risposta, in merito alla proposta: se giudicata, o no, fattibile – con, in caso contrario, la gentilezza di poter avere indietro il prezioso Dossier, utile per altre evenienze – facendolo pervenire all’indirizzo di: Via Stazione di San Pietro, N° 6 - 00165 – Roma… Chiedendo ancora scusa per il disturbo, ma sperando sia stata (almeno!) gradita la preferenza data alla Parrocchia per la proposta – ringrazio per la cortese attenzione – con un cordiale “ toto corde in Domino” - suo dev.mo, PRO MEMORIA In occasione del V Anniversario della Elezione di Sua Santità Benedetto XVI – il Comune. (o la Parrocchia) desidera unirsi al coro delle manifestazioni in onore del Santo Padre, offrendo nel periodo di sua permanenza a Castelgandolfo, una serata di relax, con l’opera lirica “Il Mistero del Corporale” sul miracolo eucaristico di Bolsena, nella edizione realizzata al Congresso Eucaristico Diocesano di Palermo, con l’Orchestra Sinfonica Siciliana, concertata dal Maestro Alberto Veronesi, Direttore del Festival Pucciniano di Torre del Lago. La durata è di 53 minuti, rientrando quindi nella prassi di non superare l’ora – per la presenza del Santo Padre alle varie manifestazioni cui Egli partecipa. L’opera dovrebbe essere presentata nel Cortile del Palazzo Apostolico – e per le date, rispettando eventuali altre iniziative, sarebbe ipotizzabile, in una delle tre Feste Mariane: 8 settembre – Natività della Vergine Maria 12 settembre – Nome di Maria 25 settembre – Festività dell’Addolorata date scelte, in quanto l’opera il “Mistero del Corporale”, inizia proprio con l’Angelus Domini Mariano. Si evidenzia il particolare che “Il Mistero del Corporale” unica opera lirica sul tema eucaristico, ha un precedente artistico, proprio in Vaticano, in quanto nelle Stanze di Raffaello è raffigurato proprio il miracolo eucaristico di Bolsena, con addirittura Papa Giulio II, che volle essere inginocchiato ritratto dinnanzi al Sacerdo28 Ta ecclesiale te che alza l’ostia al momento del miracolo, con l’elevazione. Con un particolare che “Il Mistero del Corporale” è quasi una traduzione artistica dell’Esortazione Postsinodale sull’Eucarestia del Santo Padre, (2004) che invita: “Giustamente i Padri Sinodali hanno affermato che l’amore all’Eucarestia porta ad apprezzare sempre più il Sacramento della Riconciliazione“ - ed il “Mistero” evidenzia il Prete dell’Alta Magna, che, dubbioso della presenza sotto le specie del pane e del vino del Corpo di Cristo, va dallo “Padrino che la gente confessa”! Con una ulteriore con-sonanza con l’Esortazone del Santo Padre: “Desidero, come è stato chiesto dai Padri sinodali, che venga adeguatamente valorizzato il canto gregoriano, in quanto canto proprio della liturgia romana” – e il “Mistero” si adegua perfettamente con il “Pange lingua gloriosi” – e l”Adoro te devote” dalla liturgia del “Corpus Domini”. Al qual tutto si aggiunga che, essendo il Santo Padre un buon musicista, certo avrà piacere di questa offerta di un’opera musicale! Illustrissimo Signor Sindaco Comune di Castelgandolfo Stimatissimo, faccio seguito ad un incontro preliminare con l’Assessore Marchionni, cui ho esposto l’ipotesi per l’offerta di una manifestazione al Santo Padre che passerà, quest’anno, costì, le sue vacanze e avrà, certo, qualche momento di relax! Come vedrà nelle due foto-copie, qui allegate, dalle date di “settembre”, Ella vedrà che, per ben due volte, ci fu da parte del Comune l’occasione di offrire una manifestazione proprio per la Festa Cittadina, che cade sempre nelle prime giornate di settembre – per esempio, come documento: una, fatta il 5 settembre 1981, con uno spettacolo teatrale su Santa Caterina da Siena (veda il Messaggero)) – ed un’altra il 7 settembre con la Bibbia di Monreale (Osservatore Romano). In un primo tempo, pensavo che questa offerta potesse essere abbinata alla Festa Cittadina di Settembre – ma siccome quest’anno, prima della Festa, già sono programmate tre manifestazioni: il 2/3/4 settembre (di cui mi diceva l’Assessore) – avevo ipotizzato di proporre altre date - cui bisogna, naturalmente, trovare una ragione (e di questo, nel colloquio, non ho avuto occasione di far cenno all’Assessore, e mi scuso) per cui, approfitto di questa mia, per far presente che, quest’anno 2010, è il V Anno della Elezione al Pontificato di Papa Benedetto XVI – e già sono state fatte, in Vaticano, varie manifestazioni in suo onore. – per cui ci sarebbe una ragione, più che pertinente, prendere questa occasione per l’offerta di un omaggio, anche da parte del Comune, offrendo una manifestazione sacra – ho anche dimenticato di sottolineare: che si tratta di un’opera musicale, ed al Santo Padre, buon 29 Ta ecclesiale musicista, certamente, farebbe piacere venire a conoscenza di una musica lirica eucaristica, che, tra l’altro, è in perfetta sintonia con una sua Esortazione Apostolica proprio sull’Eucarestia – (se ne fa cenno anche nel dossier)... Per quanto riguarda la preoccupazione di cui, giustamente, accennava l’Assessore non ci sono problemi finanziari, perché già ci sono le apparecchiature usate per la presentazione al Sinodo dei Vescovi (veda la lettera allegata del Cardinale Arinze, con la risposta positiva da parte del Sinodo) – per cui, non resta che, fatta l’offerta, di sapere se la cosa viene recepita - anche sempre lasciando la scelta delle date, in base ad altre eventuali manifestazioni che fossero programmate al Palazzo Pontificio. Concludendo: mi dichiaro disponibile, sia per venire a parlare ancora di persona, per esaminare il “da farsi” (e ha ragione l’Assessore): perché col Vaticano bisogna studiare bene l’impostazione – per la quale ho abbastanza esperienza (sono in Vaticano dal 1955!) – disponibile anche per la eventuale compilazione definitiva della lettera-pro memoria con cui accompagnare il dossier… Io ho pensato innanzitutto al Comune, ma se Voi non giudicate, da parte vostra, il tutto fattibile – mi faccia pure pervenire indietro il dossier – chiedendo scusa, e grazie comunque per la vostra cortese attenzione - cordialmente, Illustrissimo Ennio Corrado - Via dei Novai, 7 – 21010 CARDANO al CAMPO (Varese) Stimatissimo, chiedo scusa per le varie telefonate, ma era per poter avere il suo indirizzo, e poter - con la documentazione che le avevo promesso – poterle dare alcune informazioni, a proposito di questa mia Biblioteca, di cui voglio, alla mia verde età delle 92 primavere (19182010) far sì che essa non vada dispersa (dopo la mia dipartita, spero la più lontana possibile!) in modo da affidarla ad un Ente, che possa far frutto di tanti mie fatiche ed essere utile per il futuro. A proposito di quanto mi diceva il signor Fagiani: della Biblioteca Aloisianum dei Padri Gesuiti (con i quali pure sono di casa, perché alla Radio Vaticana, dove essi sono la parte dirigenziale, ho lavorato con loro, in questi anni di vita attiva) – Aloisianum dove, però, ho telefonato, ed ho saputo che la Biblioteca, se non tutta, almeno in parte, è (o sarà) trasferita altrove - non so bene se ad una altra residenza dei Padri Gesuiti…a Padova, o Verona)… Ora, siccome il di Lei interesse è (mi credo) sul territorio di Gallarate – casualmente, ho saputo che c’è proprio, presso la Parrocchia della Speranza un Sacerdote di Gallarate, e Vicario Canonico, Monsignor 30 Ta ecclesiale Alberto Dell’Orto, che - guarda caso - è un appassionato studioso, e cura una bella Biblioteca (tra l’altro con una particolare attenzione per il settore Teatro, come la mia – come vedrà dall’abbondanza di testi teatrali, spesso introvabili) – per cui, ho pensato che, forse, questa potrebbe essere la destinazione giusta – trattandosi non solo di una Biblioteca prestigiosa, ma anche di una persona che ama i libri, e quindi con la sicurezza che apprezzerebbe il poter arricchire la sua attuale Biblioteca - e cui manderò anche a lui, una dettagliata documentazione in proposito . Le anticipo e metto per sua conoscenza, in sequenze ed in ordine, un saggio della documentazione: sulla mia Biblioteca: 1°) - Naturalmente, il mio primo interesse librario fu per la Radio e la TV, dove, con i Padri Gesuiti, alla Radio Vaticana, ho curato per tanti anni la parte giornalistica ed artistica del Programma Italiano – interesse per cui ho raccolto vari volumi sull’argomento – e che sono certamente interessanti per chi volesse saperne di più per questo settore… 2°) – Anche il Cinema mi ha interessato, avendo operato anche in quel settore - potrei farle conoscere, per esempio, la realizzazione di un film “La Bibbia” sui famosi Mosaici sulla Basilica di Monreale, dove ho collaborato con il prestigioso regista francese Marcel Carné… 3°) – Un altro campo, dove ho realizzato molte cose, è per i Ragazzi, avendo fatto la riduzione, per il teatro, del famoso film “Marcellino pane e vino” – riduzione pure trasmessa in 3 Puntate dalla RAI-TV… 4°) – Appassionato di Poesie, ha fatto una ampia e bella raccolta di volumi, dove, dopo l’interesse per i poeti italiani, ho allargato anche con quelli stranieri – con scoperte curiose e interessanti, per dirne solo una la scoperta: che il famoso Voltaire scriveva poesie!… 5°) - E, naturalmente, in fine, dato la mia passione per il teatro - sono riuscito a mettere assieme tutto un vastissimo repertorio di Testi Teatrali, credo più unico che raro, anche qui allargando l’interesse verso l’estero – e dove oltre i testi originali (Lei vedrà dall’elenco, tra i più disparati) ho anche raccolto tutta una serie di volumi critici e saggi, sempre sia italiani che stranieri sul teatro – in modo che accanto ai testi originali, chi volesse, potrà approfondire lo studio su questo argomento… 6°) – Per arrivare, inoltre, negli anni, ad avere anche parecchie centinaia di Programmi di Sala di Opere Litiche - frutto delle mie numerose serate teatrali, cui avevo diritto come critico, facendone relazione nel Programma Italiano – e di cui metto solo un paio di documenti, a titolo di indicazione, e dove c’é un po’ la vita teatrale di questi ultimi 50 anni – e dove si può 31 Ta ecclesiale avere il ricordo dei più famosi attori del teatro italiano – Programmi, anche questi, utili per chi vorrà, dopo uno spettacolo, conoscere le varie interpretazioni fatte dai più famosi attori – e di cui accludo alcuni esemplari: Alberto Lupo e Lauretta Masiero, in un loro celebre interpretazione del “Ma non è una cosa seria”di Pirandello al Teatro San Babila di Milano e poi all’Argentina di Roma – Eduardo de Filippo in un suo famoso dramma “Il Monumento”, in scena al Teatro Eliseo di Roma Ernesto Calindri e Lia Zoppelli nel dramma di Eliot “L’Impiegato di fiducia” anch’esso prima al San Babila di Milano e poi a Roma al Teatro Quirino - Arnoldo Foà e Franco Parenti in “La Commedia degli Equivoci” di Shakespeare, un po’ in tutta Italia – Achille Millo e Pina Cei nel “Tartufo” di Moliére – con, negli spettacoli del Dramma Antico di Siracusa, per “Alcesti” di Euripide e nella “Càsina” di Plauto, il ricordo di altri indimenticabili attori: Olga villi –Giovanna Scotto - Tino Buazzelli – Camillo Pilotto – Gianrico Tedeschi – Sergio Fantoni…tutti attori di cui fa piacere rivedere le foto, dopo tanti anni, e che sono un documento prezioso per la storia del teatro … 7°) - Ho, poi, tutta una raccolta di Libretti di Opere Liriche, anche questi spesso introvabili, e che in occasione di rappresentazioni di opere a teatro, vuoi a Gallarate, o a Varese e Milano (per chi volesse alla Scala) libretti da poter consultare, e volendo fotocopiate - magari da una edizione della famosa Sonzogno! - per poter seguire l’opera durante la rappresentazione – Lei sa che i cantanti sono spesso incomprensibili nelle loro dizioni canore! – Avrei poi, in fine, tutta una numerosissima serie di volumi di carattere religioso, di cui, nel caso, le potrei far avere la documentazione (per non appesantire troppo, ora, il dossier) documentazione, soprattutto preziosa per una Biblioteca di carattere religioso, quale quella del Sacerdote studioso di Gallarate… Spero di averle data la dimostrazione che si tratta di una operazione di alto valore culturale - e per la quale ho inventato anche un eventuale curioso modo di trasporto – racimolando tutta una serie di scatole da scarpe (!?) in cui collocare e sezionare in ordine alfabetico i volumi – che sono difficili da mettere assieme, anche a legarli, e , con questa trovata, il trasporto eventualmente è abbastanza più facile. Spero di trovare, in Lei, la persona che possa valutare bene il tutto – e nel caso Ella dovesse venire a Roma, Lei, o qualcuno a suo nome, ben volentieri mi metterei a disposizione, magari per una visita ai Giardini Vaticani – da cui, senza fare la fila, poi, per linea interna, si può entrare ai 32 Ta ecclesiale Musei – e se la cosa fosse gradita, dalla Cappella Sistina, scendere (anche qui senza fare la fila) alla tomba dell’indimenticabile Papa Giovanni Paolo II – e di cui le posso assicurare (data la mia lunga esperienza in Vaticano): che, dopo aver Egli girato, con il suo carisma, per 26 anni, il mondo – adesso (vedesse!) che diluvio di gente viene da tutte le nazioni, per dire una preghiera, e portare un fiore, sulla sua tomba! E concludo (e mi perdoni la lunghezza di questa missiva) - con la speranza di poterla conoscere - mentre mi abbia, con tutta stima, suo devotissimo, Don Lavagna Raffaello - L’Inno Pontificio fu composto dal Maestro Alberico Vitalini, sul tema della Marcia che Charles Gounod compose, durante il periodo in cui egli era ospite all’Accademia di Francia, e che, offrì a Papa Pio IX, Marcia eseguita con grande successo a Piazza San Pietro, ma, poi, passata nell’Archivio Vaticano – e dove, nel 1950, per l’Anno Santo, il Principe Lancellotti la riesumò e propose a Pio XII, che la dichiarò Marcia Ufficiale dello Stato Pontificio – Marcia che tutti possono ricordare, perché eseguita a Piazza San Pietro, per le Benedizione Papali “Urbi et Orbi”. - Nel 1993, in occasione del V Anniversario della Elezione al Pontificato di Papa Giovanni Paolo II (1978-1993) anno che coincideva anche con il Centenario della morte di Gounod (18931993) - la Radio Vaticana incaricò, su richiesta della AISC (Associazione Italiana Santa Cecilia) incaricò il Maestro Alberico Vitalini, già Direttore dei Servizi Musicali della Radio, di comporre la trascrizione a 4 voci dispari della Marcia di Gounod, da potersi cantare, come Inno, con incarico a Monsignor Raffaello Lavagna, giornalista della stessa Radio, di scrivere un testo, che doveva essere in latino, stante il latino lingua ufficiale del Vaticano (e di cui ulteriori notizie sul Sito: www.raffaellolavagna.it). - - Ecco la traduzione : “O felice Roma – o Roma nobile – Sede di Pietro - che a Roma effuse il 33 Ta ecclesiale (suo) sangue – Pietro, cui sono state affidate le chiavi del Regno dei Cieli - Pontefice, Successore di Pietro – Pontefice, Maestro confermante i fratelli - Pontefice, Servo dei servi di Dio - Pescatore di uomini - Pastore del gregge - che lega Cielo e Terra – Pontefice, Vicario di Cristo in terra Roccia tra i flutti - Faro nelle tenebre - Vindice di Pace - Custode dell’Unità - Vigile Difensore della Libertà, in cui é la Potestà – O Roma felice – O Roma nobile”. - Ora è interessante il paragone con alcuni testi, soprattutto italiani, dai toni melodrammatici, modernamente, e veramente, in-cantabili! Bastano alcuni cenni: “Roma immortale – la tua luce non tramonta – vince l’odio e l’onta lo splendor di tua bontade!? – Mentre nel nuovo testo (a parte il latino) i versetti base sono riferiti a quanto si dice di Pietro: sia nei Vangeli che negli Atti degli Apostoli, con anche alcuni cenni alla Pace, all’Unità, alla Libertà e alla Potestà carismatica Papale e con una sola licenza (liceat!) quella dell’autore, Lavagna, che, ligure, ha immaginato il Papa come: “Rupe-Roccia” sul mare, su cui si infrangono i flutti - e “Faro” per illuminare i naviganti nel buio della notte umana”! 4°) - LOCANDINA MARCELLINO - Roma (Piccolo Eliseo - TV - Roma (Bernini) Disco (RCA) - Luzzi (Cosenza) - Milano (Teatro dell’Arte) – Roma (Ostiense) FRATELLO NEGRO – Roma (Ridotto Eliseo) –Roma (Postelegrafonici) – Milano (Litta) – Anzio (Avis) Roma (Oratorio San Pietro) –Frascati (Avis) - Treviso (Avis) - Francavilla Fontana (Brindisi) Lugano (Sala Cattaneo) - Roma (Ridotto Eliseo) - Tivoli (Avis) - Reggio Calabria (Unicef) –Roma (Ridotto) – Parigi (Teatro Montparnasse) – TV -Trieste (Teatro Moderno) FRONTIERE – Roma (Servi) – Roma (Ridotto) - Oratorio San Pietro - Tournée - Finale Ligure/Savona (Teatro Giovanni XXIII) 34 Ta ecclesiale TOKYO - 23/18/1983 - Teatro KAN I HOKEN Alcune scene del “DAVIDE RE” Lettera al Maestro Vitalizi dopo l’esecuzione dell’opera “DAVIDE RE”: “Per me è una grande gioia il poterle comunicare che il suo “DAVIDE RE”, eseguito dai nostri complessi, nel grande Teatro di Tokyo, Kan I Hoken, ha avuto uno strepitoso successo! Le esprimo i più vivi ringraziamenti per averci permesso di eseguire la prima esecuzione mondiale di una sì magnifica opera! Ossequi, Kyosuke Shimoyakawa Presidente Università di Musica di Showa di Tokyo Don Lavagna Raffaello giornalista Programma Italiano Radio Vaticana Via Stazione di San Pietro, 6 – 00165 – Roma tel=fax: 06/635718 – 3388061864 - 3392771329 In emergenza, tel:06/6390204/269- 3398265664 35