Torino
Auditorium Rai
Arturo Toscanini
Orchestra Sinfonica Nazionale
della Rai
Timothy Brock direttore
Mercoledì 16.IX.2015
ore 21
Nosferatu
36
°
Nosferatu
Regia di Friedrich Wilhelm Murnau
Con Max Schreck, Gustav von Wangenheim, Greta Schröder
Germania 1922, 92’
Musica di Heinrich Marschner
Adattamento di Timothy Brock
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Timothy Brock, direttore
In collaborazione con
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Museo Nazionale del Cinema
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Nosferatu il vampiro (Nosferatu, eine Symphonie des Grauens)
Regia: Friedrich Wilhelm Murnau; soggetto: liberamente ispirato a
Dracula di Bram Stoker; sceneggiatura: Henrik Galeen; fotografia
(b/n): Fritz Arno Wagner; scenografia e costumi: Albin Grau;
interpreti: Max Schreck, Gustav von Wagenheim, Greta Schröder,
Gustav Botz, Alexander Granach, John Gottowt, Wolfgang Heinz;
produzione: Prana Film; durata: 92’; origine e anno: Germania
1922.
Brema 1838. L’agente immobiliare Knock invia il giovane Hutter
in Transilvania per concludere un affare con il conte Orlok. Prima
di lasciare la città, chiede a una coppia di amici di prendersi
cura di sua moglie Ellen, quindi parte e giunge al castello sui
monti Carpazi dopo una serie di strani e misteriosi episodi. Verso
mezzanotte, Orlok invita il giovane a cena e quando questi,
affettando il pane, si ferisce a un dito, si mostra particolarmente
eccitato. Il mattino seguente, svegliandosi, Hutter nota dei segni
sul collo e ne attribuisce la colpa a delle punture di zanzara. La
notte seguente, rimasto affascinato da un medaglione col ritratto
di Ellen, il conte firma il contratto per l’acquisto di una casa a
Brema. A notte fonda, mentre il giovane è a letto, entra nella sua
camera. Per un fenomeno di telepatia, Ellen si sveglia urlando.
L’indomani, sceso nella cripta del castello, Hutter scopre il conte
disteso in un sarcofago e poco dopo lo vede allontanarsi su un
carro carico di bare. Queste sono dirette a Varna, per poi essere
imbarcate sul Demeter, una nave volta a salpare per Brema. Il
giovane Hutter torna in Germania via terra e durante il viaggio
parallelo si vedono una serie di misteriosi episodi. Sul veliero
scoppia la peste e, una volta arrivato a destinazione, a bordo
viene trovato solo il cadavere del capitano. Orlok è a Brema e
nella città il morbo della peste dilaga. Dalla sua finestra, il conte
spia la bella Ellen che, avendo letto nel Libro dei Vampiri che solo
il sacrificio di una ragazza dal cuore puro può far terminare il
flagello, permette a Nosferatu di entrare nella sua camera. Questi,
impegnato a succhiarle il sangue, non si avvede che il sole sta
sorgendo e muore incenerito.
Capolavoro dell’espressionismo tedesco e capostipite del genere
horror, Nosferatu il vampiro di Friedrich Wilhelm Murnau è un
classico senza tempo, capace ancora oggi di conquistare il pubblico
con la potenza delle sue immagini e la novità assoluta del suo
linguaggio. Recentemente restaurato in digitale, il cult movie di
Murnau viene riproposto con le musiche di Heinrich Marschner
adattate da Timothy Brock.
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L’adattamento di Der Vampyr di Heinrich Marschner per Nosferatu
Come spesso accade per le musiche scritte durante quella
stagione del cinema muto, la partitura originale composta
da Hans Erdmann per accompagnare Nosferatu è purtroppo
andata perduta. Ironicamente, le sopravvive un’opera di cento
anni più antica, che lo stesso Friedrich Wilhelm Murnau aveva
scelto come preludio alla sua Sinfonia degli Orrori. Dovendo
supplire alla grave perdita della partitura originale composta da
Erdmann nel 1922, e dovendo creare una nuova colonna sonora
per Nosferatu, ho pensato di cogliere il suggerimento lasciatoci da
Murnau e di adattare l’intera partitura per orchestra dell’opera
di Marschner, tralasciando volutamente il libretto di Der
Vampyr, distante dall’impianto narrativo di Nosferatu o del
Dracula di Bram Stoker. Ho dunque trascritto integralmente
l’opera per utilizzarla come materiale sinfonico “grezzo”,
selezionando e trasformando le scene più efficaci per questo tipo
di adattamento, incorporando la parte vocale e ripartendo da
zero come per la composizione di una nuova partitura per film.
Liberando la musica dai confini del palcoscenico per cui era stata
originariamente composta, ho sviluppato e utilizzato liberamente
i passaggi che meglio sintetizzano la rara bellezza di Der Vampyr.
Ho trovato particolarmente utile il modello seguito da Schönberg
nel suo adattamento dell’opera n. 6 di Händel o del Concerto per
clavicembalo di Matthias Monn, ovvero la creazione di una nuova
partitura che mantenga però inalterate la sonorità e le atmosfere
dell’opera originale. Nonostante le differenze rispetto all’opera
concepita da Marschner, ho dunque tentato di mantenere lo stesso
impatto cupo e sinistro che l’autore si era ripromesso di ottenere,
ispirato dalla sua grande passione per i vampiri. Persino Richard
Wagner, dopo aver assistito alla prima di Der Vampyr nel 1828,
scrisse che a suo avviso si trattava di una delle più grandi opere
“demoniache” di tutti i tempi. L’orchestrazione originale è stata
mantenuta fedelmente, con l’aggiunta di un organo e un clarinetto
basso. L’organico si compone di due ottavini, due flauti, due oboi,
due clarinetti, clarinetto basso, due fagotti, controfagotto, quattro
corni, due trombe, tre tromboni, timpani, percussioni, organo e
archi.
Timothy Brock
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Nosferatu
La casa cinematografica Prana ha invitato la stampa ad assistere
ad alcune interessanti riprese di Nosferatu. Il film (scritto da
Henrik Galeen, con musica di Hans Erdmann) si svolge sui
monti Tatra e ha per tema una leggenda popolare – avvolta dal
mistero, e di presunte origine rumene – sul sinistro personaggio
di Nosferatu, uno spettro dalle sembianze umane che si insinua
nelle vite altrui. Eccoci di nuovo alle prese con uno di quei
film carichi di mistero e molto in voga negli ultimi tempi. Per
l’accuratezza della realizzazione, per l’amore dedicato da tutti
i collaboratori a ogni dettaglio, Nosferatu si distingue però,
beneficamente, dai prodotti in serie d’oggigiorno. Per la prima
volta sembra qui risolto con facilità un problema tecnico del
cinema: l’irruzione del mistero nell’aperta natura – e non solo –
in luoghi chiusi, fra scenografie stilizzate. Se davvero sia riuscita
l’operazione di trarre dal fantastico più arbitrario i massimi
risultati a cielo aperto, solo il film ultimato potrà naturalmente
dimostrarlo. Le foto, da sole, non convincono a sufficienza, pur
essendo molto promettenti.
Joseph Roth
Da L’avventuriera di Montecarlo. Scritti sul cinema, Adelphi 2015,
pag. 73
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L’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai nacque nel 1994
dall’unificazione delle orchestre dell’ente radiofonico pubblico di
Torino, Roma, Milano e Napoli, divenendo una delle compagini
più prestigiose d’Italia. I primi concerti furono diretti da Georges
Prêtre e Giuseppe Sinopoli, seguiti da Jeffrey Tate, Rafael Frühbeck
de Burgos, Eliahu Inbal e Gianandrea Noseda.
Dal novembre 2009 Juraj Valčuha è il direttore principale.
Tra le altre presenze significative sul podio: Carlo Maria Giulini,
Wolfgang Sawallisch, Mstislav Rostropovič, Myung-Whun Chung,
Riccardo Chailly, Lorin Maazel, Zubin Mehta, Yuri Ahronovitch,
Marek Janowski, Semyon Bychkov, Dmitrij Kitajenko, Aleksandr
Lazarev, Valery Gergiev, Gerd Albrecht, Yutaka Sado, Mikko
Franck, James Conlon, Roberto Abbado e Kirill Petrenko.
Grazie alla presenza dei suoi concerti nei palinsesti radiofonici
(Radio3) e televisivi (Rai1, Rai3 e Rai5), l’OSN Rai ha contribuito alla diffusione del grande repertorio sinfonico e delle pagine
dell’avanguardia storica e contemporanea, con commissioni e prime esecuzioni che hanno ottenuto riconoscimenti artistici, editoriali e discografici. Esemplare dal 2004 la rassegna di musica
contemporanea Rai NuovaMusica.
L’Orchestra tiene a Torino regolari stagioni concertistiche e cicli speciali, ed è spesso ospite di importanti festival quali MITO
SettembreMusica, Biennale di Venezia, Ravenna Festival e Sagra
Malatestiana di Rimini. Tra gli impegni istituzionali si annoverano i concerti di Natale ad Assisi trasmessi in mondovisione e le
celebrazioni per la Festa della Repubblica.
Nel 2006 è stata invitata al Festival di Salisburgo e alla
Philharmonie di Berlino per celebrare l’ottantesimo compleanno
di Hans Werner Henze.
Tra i recenti impegni: Abu Dhabi Classics, una tournée in
Germania, Austria e Slovacchia, il debutto in concerto al Festival
RadiRO di Bucarest nel 2012 e nel 2013 al Festival Enescu, una
tournée in Germania e Svizzera nel novembre 2014.
Importante il debutto, con il suo direttore principale Juraj Valčuha,
al Musikverein di Vienna e il ritorno alla Philharmonie di Berlino.
L’OSN Rai ha partecipato ai film-opera Rigoletto a Mantova, con
la direzione di Mehta e la regia di Bellocchio, e Cenerentola, una
favola in diretta, trasmessi in mondovisione su Rai1. L’Orchestra
si occupa, inoltre, delle registrazioni di sigle e colonne sonore dei
programmi televisivi Rai. Dai suoi concerti dal vivo sono spesso
ricavati cd e dvd.
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Timothy Brock, nato ad Olympia nello stato di Washington nel
1963, è attivo come direttore e compositore, specializzato nel
repertorio della prima metà del XX secolo e in rappresentazioni di
film muti con accompagnamento musicale. Tra le sue composizioni
si segnalano tre sinfonie, due opere e diversi concerti per strumento
solista e orchestra, nonché oltre 20 colonne sonore originali per film
muti. Durante la sua carriera Brock ha presentato oltre 30 prime
esecuzioni per il Nord America, di autori quali Šostakovič, Eisler,
Schulhoff e altri. Il suo lavoro nel campo dei film muti è iniziato nel
1986, quando gli fu commissionata la colonna sonora per il celebre
capolavoro di Pabst Il Vaso di Pandora con l’attrice Louise Brooks.
Da questo momento la composizione, o il restauro, di musiche
per l’accompagnamento di film muti è divenuta una componente
regolare della sua attività. Timothy Brock ha scritto musiche per
film di Buster Keaton (The General, One Week e Steamboat Bill Jr.),
Ernst Lubitsch (Il ventaglio di Lady Windermere), Robert Wiene
(Il Gabinetto del Dottor Caligari), Friedrich Wilhelm Murnau
(Faust, Aurora) e molti altri ancora; inoltre ha restaurato celebri
colonne sonore quali Nuova Babilonia di Šostakovič e Cabiria di
Pizzetti/Mazza. Recentemente ha ricevuto commissioni per nuove
partiture dalla Los Angeles Chamber Orchestra, dalla Konzerthaus
di Vienna, dall’Orchestra di Lione e dalla 20th Century Fox. Nel
1999 la Fondazione Chaplin ha chiesto a Brock di restaurare la
partitura originale di Tempi Moderni: da quel momento è iniziata
una proficua collaborazione tra la famiglia Chaplin e la Cineteca
Nazionale di Bologna che ha portato al restauro delle musiche
originali di tutti i grandi capolavori di Charlie Chaplin, che
Brock ha eseguito praticamente in tutto il mondo. Recentemente
hanno avuto grandissimo successo le nuove colonne sonore da
lui composte per il film Il fu Mattia Pascal, un capolavoro della
cinematografia europea degli anni Venti, e per Three Bad Men,
l’ultimo western muto di John Ford. Timothy Brock collabora
regolarmente con la Cineteca Nazionale e il Teatro Comunale
di Bologna, presentando ogni anno, nell’ambito del Festival Il
Cinema Ritrovato, nuove partiture per capolavori del cinema muto.
Brock ha diretto importanti orchestre quali Royal Philharmonic
Orchestra, Los Angeles Chamber Orchestra, Chicago Symphony,
BBC Symphony, Orchestra della Radio Austriaca, Orchestra
Nazionale dell’Accademia di Santa Cecilia, tutte le principali
orchestre di Francia, Rotterdam Philharmonic, Tonhalle di Zurigo,
Orchestre de la Suisse Romande, Orchestra della Toscana, del
Teatro Massimo di Palermo e del Comunale di Bologna; è ospite
ogni anno alla Konzerthaus di Vienna.
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