In cammino verso te
Giovanna Cicognani
L’AUTORE
Giovanna Cicognani
In cammino verso te Sono nata in un città dai mille portici.
Ho vissuto in Italia, in Germania e in
Repubblica Ceca prima di basarmi a
Grenoble dove ho conosciuto mio marito.
Come molte coppie abbiamo desiderato
fondare una famiglia e avere dei figli, ma
abbiamo presto scoperto che non
potevamo averne in modo naturale.
Abbiamo quindi seguito un percorso di
procreazione medicalmente assistita e
fatto delle inseminazioni in vitro.
Dopo diversi anni e quattro tentativi,
siamo riusciti ad avere un bambino.
In seguito abbiamo deciso di adottare, per
poter avere un secondo figlio. Questo
l
l
ll
___________________________________________
Questo racconto è anche disponibile all’indirizzo web:
http://moncheminverstoi.unblog.fr/
A
A come :
Avventura, Adozione, Abbandono, Assenza,
Attestazione, Apostilla, Angoscia, Attesa,
Accompagnatore, Abbinamento, Accoglienza,
Adattamento, Attaccamento, Ancoraggio, Avvenire
A come Amore
A… te mio Piccolo Amore
Copertina : ©Benjamin Lacombe, www.benjaminlacombe.com
1
"Per piacere , addomesticami !", disse la volpe.
"Che cosa vuol dire addomesticare "chiese il Piccolo Principe.
"E’ una cosa troppo dimenticata, disse la volpe. Vuol dire
creare dei legami."
"Creare dei legami ?
"Certo", disse la volpe. "Tu, fino ad ora, per me, non sei che
un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho
bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono
per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi
addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai
per me unico al mondo, e io saro' per te unica al mondo "[..]
"D’accordo, [..] cosa devo fare ? " chiese il Piccolo Principe.
"Bisogna essere pazienti", disse la volpe. " In principio tu ti
sederai un po' lontano da me, cosi', nell'erba. Io ti guardero'
con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Ma ogni
giorno tu potrai sederti un po' piu' vicino... ".
[..] E cosi il Piccolo Principe addomesticò la volpe.
Antoine De Saint-Exupéry, IL PICCOLO PRINCIPE
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INDICE
4
Perchè questo libro
p.7
Prefazione
p.9
Parte prima: Attestazione d’Idoneità
p.13
Parte seconda: Adozione
p.61
Parte seconda: Apriori
p.167
Postscriptum
p.177
Appendici
p.181
5
Perchè questo libro
L’idea d’adottare è germinata a poco a poco nella nostra
mente e nel nostro cuore. Il 9 Settembre 2010, dopo
molti mesi di riflessione, abbiamo deciso di lanciarci
nella grande avventura dell’adozione internazionale.
Ho deciso di raccontare la storia del nostro percorso
d’adozione, del nostro periplo umano e amministrativo.
Scrivere può essere un modo efficace per pazientare, per
sopravvivere all’attesa, per riflettere sui sentimenti e
evacuare le emozioni.
Ma soprattutto, questo racconto è una testimonianza
destinata a nostro figlio, perchè possa rivivere attraverso
queste pagine la nostra avventura, l’interminabile attesa,
i nostri dubbi, le nostre paure, le nostre sofferenze e le
nostre gioie. Questo racconto gli sarà, spero, prezioso.
E forse riempirà, almeno in parte, il buco che avrà nella
sua storia. A volte ci chiediamo che cossa faremmo se ci
fosse data la possibilità di leggere il nostro futuro. Oggi
so che conoscere il proprio passato è qualcosa di ben più
importante.
Queste pagine sono la storia di una gravidanza fuori dal
comune, una gravidanza molto lunga, che ci porterà un
giorno fino a te, mio Piccolo Amore.
Grenoble, 1 Ottobre 2010.
Oggi il tuo papà ha compiuto 40 anni.
6
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Prefazione
Il desiderio di diventare mamma è radicato in me da
sempre. Non ho mai immaginato la mia vita diversa da
una vita in famiglia, con un marito e dei figli, tanti figli.
Questo desiderio cosí forte ha guidato le mie scelte di
vita e le mie scelte in amore.
Se mi avessero detto a che prezzo e dopo quanti anni di
sacrifici avrei realizzato questo sogno e cosa avrei
dovuto attraversare, non so se avrei trovato il coraggio
di affrontare tutti gli ostacoli.
Sotto choc un giorno abbiamo scoperto che fondare una
famiglia sarebbe stato per noi più difficile che per la
maggior parte delle altre coppie, e sotto choc ci siamo
trovati in PMA1. E a questo punto è stato troppo tardi,
mi è stato impossibile far marcia indietro, intappolata
nell’ingranaggio diabolico delle procedure mediche e
amministrative, della speranza e dell’accanimento.
Già all’epoca abbiamo pensato all’adozione senza poi
dare seguito all’idea. A volte me ne sono pentita. A dire
il vero ci era stato esplicitamente detto come sia difficile
ottenere l’idoneità all’adozione quando si segue una
procedura di PMA.
Col senno di poi penso che sia stato meglio cosí. Sono
due percorsi molto diversi, e se da un lato l’adozione
potrebbe sembrare una soluzione di ripiego se
intrapresa unicamente in caso di un fallimento della
PMA, dall’altro è importante essere riusciti a elaborare il
lutto del figlio biologico prima di aprire il proprio cuore
ad un bambino che non è nostro e che arriva colla sua
storia.
1
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Procreazione asisstita medicalmente
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Tutti quei lunghi anni di FIVET2, i fallimenti successivi,
le speranze deluse, mi hanno spossata, scombussolata,
esasperata. I miei nervi si sono consumati in quest’attesa
dolorosa e tutto ciò che ha portato con sé, soprattutto
l’idea di non poter mai tenir un bimbo nelle mie braccia.
E’ stata dura. Molto dura. Un vero affronto che la Vita
mi faceva, rifiutandomi ciò a cui tenevo più di ogni altra
cosa al mondo. Ho cercato invano una risposta. Niente
da fare. Ero persa. Il GPS fuori servizio.
La mia vita a quell’epoca ? Uno yoyo di sentimenti,
come sulle montagne russe, ad ogni fallimento scendevo
in un pozzo di cui mi chiedevo se avesse un fondo. Mi
ricordo di me, sotto ormoni, colla partecipazione della
nascita del figlio di un’amica, in lacrime e inconsolabile,
eppure avrei dovuto essere felice per lei.
Il lutto di un figlio biologico è difficile da elaborare.
E’ una prova che fa male, molto male. Non si soffre
perchè nessun figlio ci assomiglierà mai. A dire il vero
che mi assomigliasse poco o per niente non è mai stato il
problema. Se desideravo cosí ardentemente un figlio
naturale non era tanto per il fatto di trasmetter i miei
geni, quanto per il fatto di vivere quella meravigliosa
esperienza della gravidanza e quel miracolo che è il
“dare alla vita”.
C’era dunque questo lutto da elaborare. Ciò si è fatto
discutendo tra di noi, e facendo uscire le emozioni che
avevamo dentro. E poi c’è stato il tempo, colla sua
reputazione di poter risolvere tutto. Ma il tempo in sé
non è magico. E’ il tempo che si mette a pensare, a
parlare, a piangere, poi a risollevarci, che farà sí che il
lutto cederà il posto a poco a poco ad un altro progetto.
C’è chi dice che il lutto di un figlio biologico rimane
sempre in se stessi. Forse è proprio cosí.
2
Vivere un lutto, è subire una perdita e tentare col tempo
di rassegnarsi. Significa adattarsi a poco a poco, e come
meglio si può, ad un’assenza che sembra difficilmente
colmabile. Per quel che mi riguarda, col tempo ho
capito che il nostro destino non è altro che la strada che
devi fare per incontrare te stesso. E che dunque di ogni
cosa prima o poi devi fartene una ragione.
A poco a poco sono riuscita ad accettare il fatto che il
mio destino era di essere mamma in modo diverso, e che
la vita si era semplicemente incaricata di farmelo capire.
Spettava a me trovare un modo di convivere con ciò.
Nessuno può dirigere il vento, ma si può imparare ad
regolare le proprie vele.
Alla fine la fortunata ci ha sorriso, e alla quarta FIVET
siamo riusciti ad avere un figlio: Matias è nato e ci ha
riempiti di gioia.
Qualche anno più tardi, quando abbiamo desiderato
allargare la nostra famiglia, l’adozione è diventata per
noi un’evidenza. Ma dal momento in cui la nostra
decisione è stata presa e l’arrivo del nostro bambino
sono passati 3 anni e 8 mesi, 973 giorni, spesso da
incubo.
Spero che nostro figlio sarà fiero di ciò che abbiamo
fatto per poter vederlo crescere con noi. Adottare non è
facile, spesso è decisamente difficile e le molte difficoltà
spingono alcuni ad abassare le braccia. Adottare è
difficile prima, durante e forse pure dopo, ma è stata
una delle cose più belle che ci siano capitate
A pensarci bene, l’adozione è come una gravidanza a
rischio che si termina con un parto difficile: alla fine
tutte le difficoltà restano solo un pallido ricordo.
Perchè la ricompensa alla fine del percorso non ha
prezzo.
Fertilizzazione in Vitro
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IDONEITA
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La scelta
Gennaio 2010.
Eccoci arrivati a un momento chiave della nostra vita e
la necessità di prendere una decisione s’impone. Matias
avrà due anni quest’estate. Ci piacerebbe allargare la
nostra famiglia e dargli un fratellino o una sorellina.
Quale cammino scegliere ? Nessuno può decidere al
nostro posto e indicarci la via da seguire. Continuare il
percorso delle FIVET, probabilmente senza esito positivo,
in un accanimento poco salutare ?
« Ah no ! ».
Fine della discussione.
Un giorno, senza preamboli ci diciamo :
« E se adottassimo ? ».
E pazientare ancora due o tre anni prima di stringere tra
le braccia un bambino adottato? Rischiare che soffra di
un ritardo di sviluppo fisico o psicologico, con il
conseguente impatto sulla nostra vita e in quella di
Matias ?
« Forse è meglio di no ».
Fine della discussione.
Primo passo
Settembre 2010.
Mesi dopo, ci poniamo la stessa domanda. Questa volta
ci interroghiamo profonfamente. Come spesso si dice,
non costa niente provare, o almeno cominciare a vedere
cosa si deve fare per ottenere l’idoneità, tappa necessaria
nel processo d’adozione.
La risposta è dunque qualcosa del tipo:
« Perchè no ? Informiamoci ».
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Une delle mie caratteristiche è che quando mi si mette
un progetto tra le mani, mi ci getto anima e corpo. Mi
sono quindi messa a cercare ogni tipo d’informazione,
abbiamo la fortuna di vivere nell’era di internet ! Sono
andata a leggere testimonianze su vari forum di
discussione, ho percorso pagine e pagine di siti web.
Ed ecco che, all’ inizio di Settembre, spediamo la nostra
prima lettera al Conseil Général de l’Isère (CGI).
Qualche giorno più tardi riceviamo l’invito ad assistere
ad una riunione d’informazione, il 22 Settembre.
Nel frattempo m’informo su quali documenti devo fare
venire dall’Italia, per guadagnare tempo. E’ mamma che
me li procura e mi le spedisce per posta.
Alla data fatidica, ci presentiamo dunque al GCI. Ci
ritroviamo in una sala con una quindicina di coppie e ci
osserviamo tutti di sottecchi.
Presentazione da parte della responsabile del servizio
adozioni della procedura da seguire per ottenere
l’idoneità e tutti gli aspetti legali. Ci parla dell’adozione
semplice e di quella plenaria, dell’adozione nazionale
(dei pupilli di stato che sono molto rari) e delle difficoltà
delle procedure all’estero. Ci si deve preparare alle tante
difficoltà del percorso, e alle difficoltà d’integrazione del
bambino.
Tutto è chiaro e realista : non tutte le coppie presenti
oggi riusciranno a realizzare il loro progetto.
Poi uno degli assistanti sociali e una degli psicologi del
CGI ci descrivono in dettaglio la procedura: una volta
che il nostro dossier è registrato al CGI, cominicano le
« inchieste psicosociali », nel corse delle quali il nostro
progetto e la nostra situazione saranno valutati sul
piano materiale, educativo e familiare.
Le inchieste prevedono:
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1. Una valutazione dell’assistente sociale della nostra
situazione familaire, delle nostre capacità educative e
delle nostre possibilità d’accoglienza di un bambino.
In totale due incontri di circa 3 ore, di cui uno a casa.
2. Una valutazione della psicologa del contesto
psicologico nel quale si è formato il nostro progetto
d’adozione. In tutto tre appuntamenti di circa 1 ora,
uno in coppia e uno per ciascuno di noi.
Osservo i professionisti che ci parlano soprattutto la
psicologa, che ha l’aria fredda e distante e stampata sul
viso una espressione che dice « ho visto tutto, so tutto ».
Spero proprio che non sarà con lei che avremo i nostri
appuntamenti.
Conservo di questa giornata uno strano ricordo. Da un
lato mi sentivo molto sollevata, la nostra decisione era
presa, avevamo una roadmap, sapevamo cosa ci
aspettava ; dall’altro la nostra relativa serenità
contrastava collo stress e l’impazienza di molte delle
coppie presenti. Di sicuro la zen attitude si addice di più
a chi è già genitore.
Il nostro dossier parte qualche giorno più tardi.
Confermiamo la nostra intenzione di volere adottare un
bambino. E alleghiamo tutti i documenti richiesti.
MA .. il plico ci torna indietro, l’estratto di nascita di
mio marito non è abbastanza recente. Ma come può
scadere un certificato di nascita ? Ne chiediamo uno
nuovo in Comune.
E gli scioperi paralizzano la Francia !
Finalemnte l’estratto arriva, mando il tutto in lettera
raccomandata, e il nostro dossier è registrato in data 18
Octobre (buon compleanno Nonno Gian), con ben due
settimane di ritardo rispetto al planning iniziale.
E cominciamo ad aspettare.
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Quale Paese ?
Nella nostro progetto di
adozione non abbiamo
espresso una preferenza
particolare né per il
sesso né per l’etnia del
bambino. La nostra sola
condizione è che sia più
giovane di Matias e di
almeno un anno. Ci è
stato d’altronde
consigliato di non
precisare un paese di
origine nel dossier
d’idoneità: le leggi
cambiano e molti Paesi
potrebbero chiudere le loro porte all’adozione
internazionale (o renderla impossibile per noi, coi nostri
criteri), e un giudice potrebbe offuscarsi e sentirsi mal
disposto nei nostri confronti vedendo che il suo Paese
non era la nostra prima scelta, ma piuttosto una
soluzione di ripiego.E’ difficile scegliere un Paese, su
quali criteri basare la nostra scelta? Parlo 5 lingue ma
nessuna di loro appartiene ad un paese in cui si possa
adottare, a parte lo spagnolo, ma l’America del sud ci è
esclusa a causa della nostra età (per l’adozione di un
bimbo dell’età che stiamo cercando).
Inizialmente ci siamo dunque orientati verso l’Europa
dell’Est, e l’Ucraina o la Russia in particolare, per tutta
una serie di motivi. In primo luogo i paesi dell’Est sono
più vicini ai nostri da un punto di vista geografico e
culturale. Per quel che riguarda la Russia, conosco bene
la cultura del paese; per quel che riguarda l’Ucraina,
mio padre conosce qualcuno al ministero di Kiev, cosa
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che potrebbe rivelarsi utile in caso di bisogno sul posto.
In secondo luogo i bambini slavi non sono identificabili
immediatamente come bambini adottati e questo a mio
aviso rende più facile la loro integrazione, almeno
all’inizio.
Ma soprattutto rischiamo di essere rifiutati da tutte le
OAA3, a causa della nostra età e del fatto che abbiamo
già un figlio, e la Russia e l’Ucraina sono tra i rari paesi
che permettono ancora di adottare seguendo una
procedura in individuale.
Siccome la procedura in Russia è più lunga e complessa
abbiamo deciso di provare per prima cosa in Ucraina.
Navigando su internet ho cercato dunque soprattutto
delle testimonianze di adozione in questo paese. Ho
scambiato degli email con alcune persone ed ho persino
telefonato ad una di esse, Lydie.
Ricordo ancora la mia emozione quella sera quando l’ho
chiamata. Avevo i sudori freddi. La telefonata è durata
più di un’ora. Lydie mi ha fornito tantissime
informazioni, molti consigli e dato speranza. Anche lei
aveva una figlia naturale di due anni quando hanno
chiesto l’idoneità, e circa due anni dopo hanno adottato
un bimbo di 17 mesi in buona salute. Eh sí, perchè è
proprio la salute dei bambini in Ucraina che mi
preoccupa. Ma Lydie mi ha detto che ciò che si dice o si
legge non è necessariamente vero, e che molti dei
problemi di salute descritti nelle schede dei bambini
adottabili sono reversibili, curabili o addirittura
esagerati. Insomma, adottare in Ucraina è possibile,
anche se in effetti soggetto a una buona dose di fortuna.
Grazie Lydie. Grazie infinite. Probabilmente non sei
consapevole dell’importanza che hai avuto per me.
3
Organsimo abilitato all’adozione
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Un ucraniano d’eccezione
Georges Charpak è morto il 29 Settembre 2010.
Ho avuto la fortuna di incontrare questo uomo
eccezionale (abbiamo lavorato nello stesso campo – i
rivelatori di particelle – una decina di anni fa) e ne ho
letto ovviamente l’autobiografia (Mémoires d'un
déraciné, physicien, citoyen du monde).
Lo sapevo polacco, ma non sapevo che era nato a
Dąbrowica in Pologna, oggi Doubrovytsia in Ucraina.
reazioni entusiaste e altre piu’ scettiche. Certamente
non per cattiva volontà, direi piuttosto per degli a priori,
e per una certa preoccupazione dovuta soprattutto a
una cattiva informazione sull’argomento. Sono sicura
che quando il bambino arriverà, tutti perderanno la
testa per lui.
Nonostante ciò, ci tenevo assolutamente a conciliare
tutti quanti col nostro progetto. E ho discusso a lungo
l’argomento in famiglia. Sarà importante per il bambino
che si sappia atteso da tutti, accolto e accettato nello
stesso modo che gli altri membri della famiglia.
Mio Piccolo Amore, se un giorno leggerai queste righe,
sappi che sei oramai atteso da tutti, e che sei già iscritto
nella discendenza della nostra famiglia.
Cammino interiore
L'annuncio
L’attesa è la parte più difficile nel percorso di ogni
genitore adottivo. Anche una donna che scopre di essere
incinta deve aspettare prima di poter stringere il suo
bambino tra le braccia, ma sa esattamente quanto tempo
deve aspettare e le ecografie ci danno un’indicazione
molto accurata del momento in cui il bambino arriverà.
Nell’adozione non si sa mai in anticipo quando potremo
stringere nostro figlio tra le braccia. Si ha solo la
certezza di un’attesa interminabile.
Quando si annuncia « aspettiamo un bambino » durante
una riunione di famiglia, di solito la notizia produce
gioia, allegria, a volte persino qualche lacrima di
felicità.
Quando abbiamo annunciato alle nostre famiglie che
avevamo deciso di adottare un bambino, l’adesione al il
nostro progetto non è stata unanime. Abbiamo avuto
Questo primo periodo d’attesa per ottenere l’idoneità,
non è stato difficile. In questa fase del nostro percorso
mi sono sentita molto serena. Vedevo nelle diverse tappe
della procedura un’opportunità di dialogare con dei
professionisti, di misurare la serietà delle nostre
intenzioni e la nostra capacità a diventare genitori
adottivi. Ero senza attese.
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21
Un giorno qualcuno che ho incontrato mi ha detto:
“Non aspettarsi nulla significa permettere alla vita di
darci ciò che essa ha previsto per noi, fidandosi di lei e
sapendo che ciò che ci accade ha sempre un senso,
come anche cio’ che non ci accade ».
Ho dunque utilizzato questo tempo per maturare il
nostro progetto, discutendo tra di noi e informandomi
sull’argomento. E ancora una volta chi mi conosce bene
non faticherà a immaginare che mi sono immersa nella
lettura di diversi libri. Le settimane passate a leggere
sono state molto importanti nel mio percorso di mamma
adottiva. Tramite le testimonianze degli autori (spesso
personale specializzato nell’ambito dell’adozione o/e
genitori adottivi) ho potuto farmi un’idea più chiara
(anche troppo chiara a volte) di ciò che un genitore
adottivo dovrà affrontare. Nel nostro immaginario
collettivo, l’adozione è spesso una variante della favola
tradizionale:
“Adottarono e vissero tutti felici e contenti”
Ma le cose sono molto più complesse: il bambino che
accogliamo ha avuto una vita PRIMA di noi, delle ferite,
delle paure, ha sicuramente vissuto la separazione (a
volte anche più di una) e tutto ciò può avere delle
ripercussioni sul suo sviluppo fisico e psicologico,
nonchè un forte impatto sulle relazioni tra i bambini e i
loro genitori adottivi. Il processo di addomesticamento
reciproco non è privo d’ostacoli e può essere più o meno
lungo. E anche se il bambino arriva nella sua nuova
famiglia sufficientemente piccolo, avrà nel corso della
sua esistenza delle domande sulle sue origini, sul perchè
è stato abbandonato, sulla sua identità.
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La ferita provocata dalla separazione dalla madre
biologica è una cicatrice indelebile, che si rimetterà a
sanguinare improvvisamente un giorno o l’altro,
risvegliata da circostanze particolari. E noi genitori
adottivi siamo spesso incapaci di affrontare la
situazione.
La filizaione adottiva è una sfida, un test della nostra
capacità ad essere veramente umani.
Un sogno
Ottobre sta finendo, i primi freddi arrivano, le giornate
si accorciano a vista d’occhio. La nostra vita procede
tanquilla come se niente fosse, non penso neppure alla
buchetta delle lettere. L’appuntamento coll’assistente
sociale sarà quando sarà. Nonostante ciò, mi capita ogni
tanto di chiedermi se il nostro bambino sia già nato
oppure no. Chissà se mi ricorderò cosa stavo facendo il
giorno in cui è venuto al mondo. Probabilmente no.
Stanotte ho fatto un sogno. Eravamo partiti in un paese
per adottare, ma ancora non ci era stato presentato un
bambino. Durante una visita all’orfanatrofio incontravo
una bimba di 3 anni e mezzo e mi affezzionavo. Quando
è stata l’ora di andare via, si è messa a piangere, voleva
venire con noi. La direttrice ci spiegava che questa
bambina era stata abbinata ad un’altra coppia, che non
poteva fare nulla per aiutarci.
Per fortuna mi sono svegliata !
E’ stato forse un segno? Forse dovremmo modificare la
nostra richiesta di un bambino tra 0 e 3 anni, estenderla
a un bambino piu’ grande ? Booh...
Molto probabilmente solo la dimostrazione che il mio
inconscio lavora sulla questione.
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Enfants d’Ukraine
18 Ottobre 2010.
Su internet ho trovato questa associazione4 a cui ho
aderito. Da allora ne ricevo la newsletter. Raccolgono
doni per degli orfanatrofi in Ucraina, allo scopo di
permettere alle madri che danno i loro bambini in
adozione per mancanza di mezzi di avere i soldi
necessari per crescerli nel loro paese.
Iniziative come queste fanno pensare. Se tutti gli
adottanti (ovviamente quelli con già un figlio come noi,
a chi desidera ardentemente un figlio e non può' averlo
non si puo' chiedere troppo) versassero - adesso non
dico l'equivalente del costo totale dell'adozione ma
comunque una parte di questi soldi - molti babmbini
potrebbero crescere in condizioni dignitose nel loro
paese.Devo dire - che in modo simile al nostro percorso
di FIVET - questa strada che stiamo percorrendo mi apre
ogni giorno tanti interrogativi etici, umani, per nulla
semplici e a volte anche un pò dolorosi (pochi sanno che
solo il 5% dei bambini degli orfanatrofi del mondo
intero sono adottabili. Che fine faranno gli altri 95% ?).
Con queste premesse non riesco più a pensare alla
adozione come un atto altruisco, ma piuttosto come un
atto egoistico, con comunque degli effetti benefici non
trascurabili.
4
http://enfantsukraine.canalblog.com/
Tempesta di sabbia
Novembre 2010.
Sul forum dell’EFA5, chiedo informazioni sull’adozione
in Ucraina. Sotto pseudonimo, Sand mi scrive un testo
che mi fa male, non che sia particolarmente duro, solo
molto razionale, informativo, freddo. Mi dice che sono
evidentemente male informata sull’adozione in Ucraina.
La SDA6 non puo’ rispondere favorevolmente a progetti
di adozione disposti ad accogliere esclusivamente
bambini piccoli e con problemi si salute minori. Da dati
statistici recenti si vede che è praticamente impossibile
adottate bambini di meno di 6 anni. Attualmente, 91%
dei bambini in attesa di adozione internazionale hanno
più di 7 anni. I bambini di meno di 6 anni sono pochi e
soffrono di problemi di salute gravi (AIDS, epatite C,
5
6
24
Associazione “Enfants é familles d’Adoption”
Centro delle Adozioni in Ucraina
25
trisomia, ..). Senza contare che la SDA ha delle quote
per paese, e la Francia non ottiene più di 100 bambini
ogni anno e meno di 20 tra i 2 e 4 anni. “Insomma conclude Sand - il vostro progetto di adozione di un
bambino di meno di 3 anni non è attuabile in Ucraina."
Accuso il colpo e mi aggrappo a ciò che mi ha detto
Lydie: tutto ciò che si dice non è necessariamente vero.
L’adozione in Ucraina è possibile, anche se soggetta a
una buona dose di fortuna.
La fortuna mi assisterà ancora una volta ?
cammino pieno di dubbi e domande.
E dopo tutto ci sono forse delle regole su cosa dovrebbe
succedere ? E’ possibile che di fronte a questo bimbo
venuto da lontano, il mio cuore non faccia un balzo, che
la paura mi invada di fronte a quest’enorme
responsabilità. Non c’è stata coabitazione anteriore
come durante una gravidanza. Ci sono state scartoffie, e
ancore scartoffie, un’attesa lunga, terribilmente lunga,
poi un giorno in due minuti si diventa genitori.
In cammino per davvero
Et se non riuscissi a volergli bene ?
Forse mi direte adesso che questo genere di discorsi non
si fa. In effetti, dovrei dire piuttosto: e se non dovessi
volergli bene da subito ? Se il colpo di fulmine tanto
atteso non dovesse verificarsi al momento della
attribuzione, o quando mi metteranno il bambino tra le
braccia ? Pensare a delle cose del genere fa di me una
madre cattiva ? Il fatto che questa domanda mi
attraversi la mente mette in dubbio la mia capacità di
gestire questo progetto, di assumerne le responsabilità?
A volte dubito di me. A volte ho paura, paura di non
riuscire a considerarlo come veramente mio figlio,
paura di non riuscire ad amarlo quanto il mio.
Più spesso mi dico che queste domande sono in realtà
normali e anche sane da un certo punto di vista. Porsi
queste domande non pregiudica le nostre capacità di
genitori. Anzi, sono convinta che tanti buoni genitori si
pongono proprio le stesse domande, non penso di essere
l’ unica. Solo che ciò fa parte di quelle cose di cui non si
parla, che si ha vergogna a confessare. Quelle cose di
cui si parla solo con quelle persone capaci di capire
perchè percorrono – o hanno percorso – lo stesso
26
8 Novembre 2010.
Una lettera del CGI ci comunica che ci è stata attribuita
un’assistente sociale. Possiamo adesso fissare con lei il
nostro primo appuntamento, sarà il 24 Novembre.
Per la prima volta mi sento veramente in cammino verso
te, mio Piccolo Amore.
Iscrizione riuscita !
16 Novembre 2010.
La mia iscrizione al forum di discussione yahoo7 creato
per le coppie che desiderano adottare in Ucraina è stata
finalmente validata. Questo sito è una miniera di
informazioni e molto utile (a volte indispensabile) per
preparare il dossier per la SDA. Siamo solo all’inizio
della procedura per l’idoneità, dunque per il momento il
7
http://fr.groups.yahoo.com/group/adoptionUKRAINE/
27
nostro percorso è guidato dall’amministrazione
francese. Mi limito quindi a navigare sul sito. Sono
iscritta da solo qualche ora e già apprezzo il grande
spirito di solidarietà che regna nelle discussioni, ci si
sente meno soli in quest’avventura, e l’entusiasmo è
contagioso!
Morale a terra
17 Novembre 2010.
Dopo una buona notizia, eccone una cattiva. Ho saputo
che la legge sulla moratoria delle adozioni è stata
approvata in prima istanza il 2 Novembre. Deve fare
l’oggetto di una seconda lettura e se sarà approvata di
nuovo dovrà essere firmata dal presidente ucraniano (la
legge è stata proposta dal partito dell’opposizione di
Yulia Timochenko, quella colle trecce da principessa
Leila). Non si conoscono ancora esattamente le
conseguenze di questa legge che vuole instaurare una
moratoria delle adozioni per quei Paesi che non hanno
firmato un accordo coll’Ucraina. La Francia è uno di
quelli. Se il presidente firma, la legge potrebbe entrare
in vigore alla fine di quest’anno. Ci sono dunque grandi
probabilità che la Francia sarà obbligata di firmare un
accordo, e ciò segnerà la fine dell’adozione individuale
in Ucraina. I dossier francesi saranno trattati dall’ AFA,
con conseguenze disastrose: l'AFA è famosa per la sua
disorganizzazione, la sua lentezza e inefficacia, che
rallentano il processo di adozione considerevolmente.
Cerco di focalizzarmi sull’obiettivo: l’ottenimento
dell’idoneità. Dopo si vedrà. Nostro figlio ci sta
aspettando da qualche parte, solo che forse non verrà
dall’Est.
Aggiornamento sulla legge del 2011
Oggi ho avuto altre informazioni.
La legge è stata annunciata dalla RADA8 ma uno degli
articoli iniziali che specificano l’impossibilità d’adottare
per le coppie provenenti da paesi non signatari di un
accordo bilaterale è stato soppresso (errore di stampa o
volontario ?). Forse non tutto è perduto: ci vorrà tempo
per correggere tutto cio’ e ripresentare la legge e poi tra
m’adozione e l’entrata in vigore della legge si devono
contare ancora 3-4 mesi.
Con un pò di fortuna arriveremo alla fine del 2011 e
visto il caos economico e politico attuale non è la legge
sull’adozione che costituirà la priorità legislativa.
1° appuntamento coll’assistente sociale
24 Novembre 2010.
E’ un mercoledí di sole ma fa freddo: l’inverno è
arrivato, la neve è alle porte.
Arriviamo puntualissimi. L’assistente sociale è sorridente
e sembra simpatica e aperta. Ci installiamo nel suo
ufficio e cominciano le domande.
 La nostra coppia: come ci siamo conosciuti? Cosa
caratterizza la nostra coppia ?
Perchè siamo ancora insieme dopo tutti questi anni ?
Euh, comincio per prima : tento un timido “lo amo”. E’
il padre di mio figlio. E poi non riuscirei più a dormire
bene senza di lui. Mi vergogno ancora un po’ di avere
detto questo. E Monsieur ? Almeno per lui è chiaro: mi
ama, ma non sa perchè ! Parliamo della nostra capacità
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Parlamento dell’Ucraina
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di comunicazione, del rispetto che abbiamo l’uno per
l’altro, dei suoi gusti e differenze. Dei valori che
vogliamo trasmettere ai nostri figli.
 Quando è nato il desiderio di avere dei bambini ?
Per me, da sempre. Per lui, da quando mi ha incontrata.
 L’adozione : le nostre motivazioni ? Quando abbiamo
cominciato a parlarne insieme ?
Mi emoziona vedere mio marito parlare con tanto
entusiasmo dell’argomento.
Parliamo dei libri letti, del fatto che siamo consapevoli
di cosa rappresenta l’arrivo di un bambino con la sua
storia, e che è stato per di piu’ espatriato.
 Come abbiamo vissuto les FIV? Come ci
immaginiamo l’arrivo di un bambino che non ci
assomiglierà e che non abbiamo messo al mondo ?
Ma se anche il nostro non mi assomiglia ! Parlo del
perchè sono stata cosí contenta di avere potuto avere un
figlio naturale: non per avergli potuto trasmettere i miei
geni, ma per aver potuto vivere l’esperienza della
gravidanza. Non m’interessa poter trasmettere i miei
geni. Non conosco neppure il 25% dei miei, visto che
non si sa nulla di mio nonno paterno.
E Monsieur ? E’ la stessa cosa. Non è stato “incinto” lui !
E poi suo nonno era un trovatello, anche lui ha un
“buco” nella sua storia familiare. In fin dei conti questa
storia dei geni non è qualcosa d’importante nella nostra
famiglia, gli alberi genealogici non sono cosa per noi.
 Pensiamo di poterlo amare altrettanto del “nostro” ?
Ho già riflettuto molto sulla questione. Non penso poter
amarli nello stesso modo, ma li amerò senz’altro colla
stessa intensità. Quando si mette al mondo un bambino,
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lo si ha nelle trippe. Ma un bambino adottato lo si ama
lo stesso e altrattanto, ci si sente invadere da questo
immenso amore per questo piccolino che è stato
costretto a trovare da solo dei meccanismi che gli
permettessero di affrontare la paura, la fame, la
sofferenza: è un superstite, ce l’ha fatta, e da solo! E’
stato così coraggioso da poter sopravvivvere a tutte le
difficoltà dei suoi primi mesi o anni di vita. Come non si
può amarlo con tutto il cuore ?
 Età ? Sesso ? Perchè ?
Parliamo delle difficoltà dei bambini più grandi e della
nostra intenzione di averne uno più giovane del nostro
in ogni caso. Non abbiamo preferenza per il sesso,
pensiamo già a certi paesi, ma non vogliamo fissarci su
uno in particolare per il momento.
 Uno o due bambini (o più) ?
Euh… no, in teoria no. In ogni caso, pensare a due
bambini (come nel caso di fratelli/sorelle) vuole dire
automaticamente almeno uno dei due un pò più
grandicello. Quindi, la nostra intenzione è di
cominciare con uno solo. Mi sembra soddisfatta di
questa “saggia” decisione.
 Accettermmo un bambino con delle carenze
(nutritive), con ritardo motorio o affettivo, con altri
problemi di salute e/o psicologici?
Rispondiamo in coro, si! A condizione che i problemi
siano reversibili o curabili in Francia.
 Accetteremmo un bambino con un grave handicap
(mentale o fisico)?
Qui rifiutiamo: non ci sentiamo sufficientemente
coraggiosi per questo. Inoltre, abbiamo già un figlio, e
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dunque delle responsabilità nei suoi confronti, non
possiamo rischiare di perturabre troppo la nostra vita
famigliare per un desiderio di un “figlio ad ogni costo”.
 Frequentiamo delle associazioni sull’adozione?
Parlo dei forum, dei gruppi di discussione, del sito
dell’EFA e della nostra riunione d’informazione già
programmata coll’EFA38, ecc. Insomma, abbiamo
mostrato che non dormiamo sugli allori, ma che ci
informiamo !
I casi sono due: o siamo dei chiacchieroni o ci sono
tantissime cose da dire (o entrambe le cose), fatto sta
che tutto ciò è durato piu’ di 2h30 ! Prendiamo
appuntamento per il prossimo incontro : il 4 Gennaio.
Lenta la neve fiocca, fiocca, fiocca
1 Dicembre 2010.
E’ nevicato tutta notte. Appena sveglia l’ho capito subito.
Il silenzio che c’è quando nevica è inconfondibile. E
difatti quando apro la finestra mi ritrovo in una
cartolina natalizia. Gli alberi, i tetti, le strade, il cielo:
tutto è bianco. Fa freddo. Solo Akela non sembra
soffrirne. Siccome la brandina fuori si è riempita di
neve, ha dormito per terra, nella neve, da vero Husky.
Matias ha messo la sua nuova tuta e gli scarponcini
imbottiti di pelo (finto). E’ contento e bellissimo cosí
infagottato, si vedono soli i suoi occhioni. Mentre lo
vesto mi dico che forse un giorno la metterai anche tu.
Forse la porteremo con noi quando verremo a prenderti,
perchè tu non abbia freddo all’uscita dell’orfanatrofio.
Mi piace la neve, mi piace Dicembre, mi piace Natale.
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Questo sarà il primo Natale in cui penseremo a te,
dovunque tu sia, mio Piccolo Amore.
L’ignoranza fa la felicità ?
6 Dicembre 2010.
Le testimonianze delle coppie che hanno deposto il
dossier di adozione alla SDA quest’anno e che sono in
attesa di un’attribuzione non sono incoraggianti: molti
hanno già avuto diversi appuntamenti senza successo.
Alcuni di loro sono rientrati dopo avere incontrato a
volte anche più di un bambino, il cui dossier medicale
non corrispondeva alla realtà e i cui problemi di salute
erano minimizzati. Non ci si deve quindi nascondere il
fatto che adottare in Ucraina è attualmente difficile, se
non impossibile, a meno che il progetto non preveda
l’adozione di un bambino gravemente ammalato, e non
con problemi di salute minori o correggibili. Forse molte
coppie (come noi d’altronde) decidono di adottare in
Ucraina spinti dalle esperienze positive di famiglie che
hanno adottato con successo qualche anno fa. Ma la
situazione è cambiata. Tutti lo sanno ma nessuno lo dice
apertamente. Non voglio scoraggiarmi prima del
dovuto, malgrado il fatto che queste testimonianze
confirmino le parole di Sand.
Iscrizione riuscita – n°2
10 Dicembre 2010.
Ho deciso di iscrivermi al gruppo di discussion yahoo9
dei genitori che desiderano adottare in Russia. Se la
9
http://fr.groups.yahoo.com/group/adopterenrussie/
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situazione attuale in Ukraina perdura, sarà necessario
orientarsi verso altri Paesi.
Buon Natale !
24 Dicembre 2010.
Buon Natale mio Piccolo Amore, da parte di noi tre. Ti
aspettiamo e pensiamo a te. Questa cartolina fa parte di
un pacchetto di cartoline d’auguri natalizi che ho
comprato all’Associazione "Amis de Svieta10 ". Le
cartoline sono realizzate con disegni fatti dai bambini
degli orfelinati aiutati dall’associazione. E i ricavati sono
ovviamente loro destinati.
2° appuntamento coll’assistente sociale
4 Gennaio 2011.
Il nuovo anno non potrebbe cominciare meglio : ecco il
2° appuntamento coll’assistente sociale. Questa volta so
cosa ci aspetta e quindi sono più serena.
Portiamo Matias da mia cognata Sybile, per poter
discutere tranquillamente. Oggi non va dalla tata
perchè l’assistente sociale desidera incontrarlo al
termine del nostro incontro.
Non appena arriva, ci isediamo in salotto e attacchiamo
subito. Comincia con delle domande classiche, ha il suo
taccuino in mano, le risposte non si danno in poche
parole :
 cognome, nome, data e luogo di nascita, data del
matrimonio
 professione e datore di lavoro
 reddito, mutui, ecc.
 padre e madre : età e luogo di residenza
 fratelli e sorelle : età, hanno figli, dove abitano
 la nostra infanzia : comme percepiamo la nostra
educazione, come abbiamo vissuto la nostra infanzia
 la nostra vita fino ad oggi, o almeno fino a quando ci
siamo incontrati
 i nostri studi, il nostro percorso professionale
 quale educazione vogliamo dare ai nostri figli ? quali
sono i valori che vogliamo trasmettere loro ?.
Abbiamo parlato a lungo sui vari punti. Ho ascoltato
mio marito dire cose che non pensavo potessero venire
da lui. Ho dovuto concentrarmi per non pinagere
d’emozione davanti all’assistente sociale, che cretina!
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Les Amis de Svieta , Mme Truchot, 34/36 rue Louis Pasteur - 92100 BOULOGNE
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 Come pensiamo gestire l’arrivo del bambino e tessere
i legami familiari ? abbiamo pensato a prendere ferie ?
quanto tempo ? abbiamo pensato se metterci a lavorare
part-time per un certo periodo ?
Abbiamo in effetti molte ferie, e contiamo metterci a
lavorare all’80%. Siamo coscienti dell’importanza di
passare all’inizio molto tempo tra di noi, per permetterci
di costruire la nostra nuova famiglia.
 Gli nasconderemo le sue origini ?
Assolutamente no.
 Vogliamo mantenere un legame col suo passato ? O
vogliamo cancellare la sua vita prima di noi e
ricominciare da zero ?
Faremo il possible per mantenere un legame colla sua
cultura di origine (cibo, odori, viaggi), vegliando al fatto
che si riesca a radicare solidamente al suo nuovo paese.
 Gli parleremo della sua storia sin dall’inizio o solo
quando ce lo chiederà ?
Da subito, con parole adatte alla sua età. Ho già due
libri per bambini, che parla dell’adozione. Per il
momento li sfoglio con Matias, per cercare di fargli
capire il significato della parola “adozione”.
 Dire la verità è sempre la migliore soluzione ? in caso
di una storia difficile (violenza sessuale, incesto, ecc.),
che cosa racconteremo al bambino ?
Abbiamo già riflettutto molto a questa domanda.
Speriamo effettivamente di avere il massimo
d’informazioni sulle sue origini, su sua madre naturale e
sulle circostanze dell’abbandono. Parliamo di
abbandono perchè siamo in effetti coscienti del fatto che
gli orfanelli trai bambini adottatti sono la minoranza.
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Non gli nasconderemo nulla, ma non gli racconteremo
la VERA verità se questa potesse pesare troppo su delle
piccole spalle: è meglio credere che la propria madre ci
ha lasciato sulle scale di una chiesa, cosciente del fatto
che qualcuno ci avrebbe trovato e si sarebbe preso cura
di noi, piuttosto che sapere che ci ha buttatto in un
contenitore della spazzatura. E’ cio’ che ho pensato, ma
ho ovviamente fornito all’assistente sociale una versione
meno estrema dei miei propositi.
Durata dell’incontro : 2h00.
L’assistente sociale chiede d’incontrare Matias. Facciamo
le presentazioni. Lui fa il timido, come spesso gli accade
di fronte a persone sconosciute. E noi che l’abbiamo
descritto come un ometto aperto, gioviale, curioso ! Poi,
il declic. Chiedo a mio figlio di mostrare la sua camera
alla signora. E lui la prende addirittura per mano,
l’accompagna, le mostra i giocattoli, il suo nuovo
camion dei pompieri. L’assistente sociale gli parla
qualche minuto e poi facciamo una rapida visita della
casa. Non scruta tutte le stanze, dà solo uno sguardo
d’insieme. Trova casa nostra proprio bella.
L’incontro finisce qui.
L’assistente sociale ci dice che nella sua relazione per il
tribunale esprimerà certamente un avviso favorevole
(evviva !). La psicologa ci contatterà tra circa due mesi
per cominciare gli incontri con lei. Se tutto va bene,
dovremmo ottenere l’idoneità dal tribunale prima
dell’estate.
Una situazione piuttosto scoraggiante
Tutti i dati confermano il calo importante del numero
delle adozioni internazionali in quasi tutti i paesi
europei. Sembra che ovunque l’adozione sia diventata
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quasi una missione impossibile. Ci sono più genitori in
cerca di un bambino, che bambini in cerca di una
famiglia. Le liste di attesa si allunga di anno in anno :
Come raccontare al bambino la sua storia ?
Per non parlare della situazione attuale in Ucraina, uno
dei rari paesi dove l’adozione era ancora relativamente
facile. Diversi fattori spiegano la cosa. I paesi dove di
solito si adottava dispongon di una migliore organizzazione. I bambini adottabili potenzialmente possono
esserlo nel loro paese, e ci sono meno bimbi destinati
all’adozione internazionale. Molti paesi danno difatti la
priorità alle adozioni nazionali. Ci sono meno bambini e
soprattutto non hanno più lo stesso profilo. Sono più
grandi, o allora hanno problemi di salute o sono
fratelli/sorelle non separabili.
Insomma, nulla vieta alle coppie di chiedere l’idoneità.
Però si deve essere consapevoli del fatto che poi non
tutti riusciranno ad adottare. Le cifre parlano chiaro : in
Francia ogni anno 30 000 coppie (o persone sole) che
hanno ottenuto l’idoneità non riescono ad adottare.
Durante gli incontri coll’assistente sociale, ci è stata fatta
una domanda che d’allora mi trotta in testa e mi assilla
profondamente: in che modo pensiamo raccontare al
bambino la sua storia. Non è facile spiegare a un
bambino il perchè del suo abbandono e della sua
adozione. Abbiamo detto all’assistente sociale che non ci
permetteremo mai di giudicare la madre biologica, ma
in questo modo si rischia di presentarla sotto una luce
troppo positiva e quindi di banalizzare l’atto di
abbandono. L’assistente sociale ci ha fatto capire che è
importante che nessun dubbio rimanga nella testa del
bambino e che tutto dipenderà dal modo in cui gli
presenteremo le cose. Il bambino non deve credere per
esempio che la sua mamma biologica l’ha abbandonato
unicamente per delle ragioni economiche perchè non
riuscirà mai a rompere definitivamente col suo passato e
ad accettarci come suoi genitori. In altre parole, si deve
fare attenzione a non idealizzare troppo la famiglia
d’origine (e in particolare la madre) perchè si può
compromettere l’integrazione del bambino nella sua
nuova famiglia e nel suo nuovo paese.
A poco a poco comincio a fare ordine nei miei pensieri e
mi sembra di avere le idee un pò più chiare. Sarà
importante che il bambino capisca che l’abbandono è
stata una decisione, una scelta. Quando una madre
abbandona il proprio figlio vuol dire che rinuncia ai
suoi diritti parentali e che lascia al bambino il diritto di
crescere altrove. Anche se la povertà è una delle cause
dell’abbandono, ci sono altre famiglie altrettanto povere
che non hanno scelto questa strada (dico questo senza
alcuna traccia di giudizio, né per l’una o per l’altra
scelta). La cronologia è importante : si deve spiegare che
c’è stato l’abbandono, poi l’accoglienza in una struttura
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 Cina : 5 anni d’attesa
 Russia : 1200 persone su lista d’attesa dell’AFA, e
quasi tutte le regioni francesi su lista nera
 Haiti : chiusa
 Kazakhstan : chiuso
 Colombia : anni d’attesa o bambini grandi
 Lettonia : bambini di più di 10 anni
 Ungheria : fratelli di cui uno grande, bimbi di più di
10 anni o malati
 Bulgaria : anni d’attesa per bimbi di meno di 6 anni
 India : solo possibile tramite OAA e per bambini
grandi (più di 7 anni)
 Filippine : bambini a particolarità o grandi.
statale (orfanotrofio o altro) perchè non si lasciano i
bambini da soli, e poi più tardi l’adozione. Questo per
evitare che i bambini confondano le diverse tappe e che
pensino che i genitori adottivi sono all’origine dell’
abbandono. Ovviamente, ci si deve anche preparare a
non sapere nulla del suo passato. Anche questa
situazione non è semplice, eppure succede.
Black list
l nostro dipartimento non è piu’ sulla « black list » per
le adozioni in Russia. E’ una bella notizia che ci
permetterà di adottare in Russia più facilmente. Mi
spiego meglio : le famiglie che addottano un bambino
russo devono inviare dei rapporti alle autorità russe
per tre anni. Una lista circola in Russia che cita tutti i
dipartimenti francesi che non sono in regola. Se non
si mettono in regola rapidamente, tutti i dossier di
adottanti che provengono da tali dipartimenti sono
rifiutati dalla maggiorparte delle regioni in Russia
(fatta eccezione per Perm e Smolensk). La colpa di
alcuni penalizza gli altri. In più, nella maggiorparte
dei casi i rapporti mancano non per cattiva fede. Se
non sono fatti a tempo, se il CG fornisce il modello
sbagliato, o se non sono registrati correttamente al
Ministero a Mosca, voilà che il dipartimento è messo
sulla lista. Ed è un casino perchè le autorità russe
forniscono la lista dei rapporti mancanti alla SAI, che
però se ne lava le mani e rifiuta di agire come entità
centrale in termine di adozioni internazionali, e
trasmette la lista ai CG individuali, che rifiutano di
agire come intermediari e sono dunque gli adottanti –
adulti e vaccinati – che devono assumere e gestite la
loro adozione da soli.
Buon Natale Ucraino !
6 Gennaio 2011.
I Re Magi sono arrivati : Matias li ha trovati stamani
davanti alla capanna di Gesù. E la Befana gli ha lasciato
una calza piena di biscotti e cioccolata. Il 6 Gennaio è
festeggiato diversamente in Ucraina e in Russia: chi
rispetta la tradizione ortodossa festeggia il Natale la
notte tra il 6 e il 7 Gennaio. Buon Natale ortodosso !
Serata d’informazione
4 Febbraio 2011.
Ci rechiamo a una serata d’informazione, organizzata
dall’EFA11 del nostro dipartimento. L’EFA a per scopo di
aiutare i futuri genitori adottivi a maturare il proprio
progetto, offrendo loro la possibilità d’incontrare delle
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Association Enfant Familles d'Adoption
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famiglia che condividono la loro esperienza in materia
d’adozione. La "soirée postulants" in particolare, è
destinata alle persone che stanno chiedendo l’idoneità.
A dire il vero, la serata non ci ha aiutato molto nel
nostro cammino interiore, ciò che dimostra che
abbiamo progredito bene nella nostra riflessione. Però lo
scambio ci ha arricchito, gli animatori erano tutti
genitori adottivi, molto positivi e pieni di entusiasmo :
ciò prova che l’adozione può realmente riuscire.
1° appuntamento colla psicologa
2 Marzo 2011.
Cominciano i colloqui colla psicologa. Saranno tre: uno
in coppia, e uno per ciascuno da soli. Oggi siamo
convocati insieme.
Ripenso alla psicologa che avevo visto alla riunione di
informazione e che non mi era piaciuta. Non so perchè
ma ho il presentimento che sarà proprio lei a riceverci.
Sono un pò stressata ma la zen-attitude di mio marito
mi aiuta a rilassarmi. E per fortuna, visto che sarà
proprio quella psicologa che ci riceverà !
Arriviamo al CGI alle 9h10, in anticipo di più di un
quarto d’ora. Se ne rende certamente conto, visto che
mio marito mi ha detto poi che l’ha vista nell’ufficio
della segretaria, intenta alla lettura di un dossier,
quando è entrato per annunciare il nostro arrivo.
Alle 9h35 ci viene a cercare in sala d’attesa. Entriamo
nel suo ufficio e ci sediamo. Aspettiamo che parli per
prima, pero’ non mi aspetto da lei che diriga la
conversazione, quindi quando ci dice « Oggi siete qui
per parlarmi del vostro progetto », e poi tace prendendo
carta e penna, non mi faccio destabilizzare e comincio.
Spiego brevemente il nostro percorso, le FIVET, la
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nascita di nostro figlio, le prime riflessioni che ci hanno
portato all’adozione. Quando non si può concepire un
bambino in maniera naturale, non ci sono cinquanta
milioni di soluzioni : o ci si rivolge alla medicina, o
all’adozione. Se ci siamo lanciati da subito nelle FIVET,
non è stato solo per il nostro desiderio di avere un figlio
naturale, ma anche perchè sapevamo già all’epoca che a
causa della nostra età e della situazione attuale (molte
piu’ domande di adozione che bambini adottabili),
l’adozione è un percorso lungo, difficile, e che non
sempre ha successo. La FIVET ci è dunque sembrata la
soluzione più semplice.
La psicologa sembra del tutto d’accordo e inoltre,
contrariamente a ciò che mi aspettavo, è molto cordiale,
aperta, loquace (!!) e tutto sommato proprio simpatica.
Non sono in grado di enumerare le domande fatte
durante l’incontro come avevo fatto per l’assistente
sociale, anche perchè non sono così sicura che ce ne
siano veramente state.
 Le FIVET sono state difficili da vivere?
Brevemente, le diciamo che in effetti non è stato facile
per nessuno dei due. Aggiungo che nel mio caso, la cosa
più difficile da vivere non è stato tanto il lato fisico della
faccenda (gli ormoni, le punture) : ciò è stato un pò
come decuplicare gli effetti di una sindrome preme‐
struale, tutto qui. Ma siccome sono sempre stata una
persona positiva e battagliera, avevo probabilmente
finito col credere che nella vita tutto è possibile, a patto
di volerlo veramente e di lavorare duro per ottenerlo.
Ebbene no : dopo il primo insuccesso, e il secondo … e il
terzo, ho finalmente capito che la volontà e le statistiche
non sono tutto, e l’idea che in effetti avrei potuto non
avere mai figli ha cominciato a prendere forma nella
mia testa. Ed è stata dura, molto dura. Poi in qualche
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modo mi sono rassegnata al mio destino. Sarà stato forse
questo atteggiamento più distaccato, fatalista, che ha
fatto sí che l’ultima FIVET abbia in effetti funzionato ?
Non lo sapremo mai.
Ritorniamo sull’adozione e precisiamo che sappiamo
che è un percorso difficile, ma avendo già un figlio,
pensiamo di poter affrontare le difficoltà e l’eventuale
fallimento delle nostre aspettative con più serenità. Non
vogliamo un bambino a tutti i costi, ma ci lanciamo su
questa strada con serietà. Lo facciamo sperando di
riuscire non per passare il tempo.
D’altro canto siamo consapevoli del fatto che avere già
un figlio naturale può apportare delle complicazioni
uleriori rispetto a chi non ne ha o ha solo figli adottatti :
il bambino adottato si sentirà diverso rispetto a suo
fratello, ciò si aggiungerà per forza alle gelosie
normalmente esistenti tra fratelli e sorelle.
 Abbiamo già spiegato a nostro figlio perchè
adottiamo, come è stata difficile la sua concezione,
perchè non possiamo avere dei figli in modo ? Che cosa
sa a proposito di come nascono i bebé ?
Ehm.. Visto che ha due anni e mezzo, non abbiamo
ancora pensato di affrontare l’argomento
« procreazione » con lui (in effetti pensavo di avere
ancora molto tempo davanti a me per farlo). Però sono
fiera di informarla che proviamo già a parlarlgi dell’
adozione, che gli leggo regolarmente un libro per
bambini splendidamente illustrato che racconta la storia
di una bimba che ha due mamme, una che l’ha messa al
mondo e l’altra che l’ha aiutata a crescere, e che ..
 Perchè secondo lei è possibile avere « due » mamme ?
E tac ! Prima buca ! Ma un’osservazione molto giusta in
effetti. Si deve fare MOLTA attenzione alla scelta delle
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parole che si usano con dei bambini. E’ vero. Quale
sarebbe la mia reazione se Matias mi chiedesse un
giorno che fine ha fatto l’altra mamma ? La psicologa
sorride al mio commento (sí, sí : sorride !).
 Che cosa hanno pensato le nostre famiglie quando
abbiamo parlato del nostro progetto ? Sono al corrente ?
Gli rispondiamo che le reazioni sono state molteplici.
Che ci sono stati gli entusiasti e i reticenti: è normale da
parte di una madre di chiedersi perchè vogliamo
complicarci la vita. Malgrado questo, siamo convinti
che questo bambino sarà accolto e amato da tutti,
quando sarà il momento.
Parliamo del nostro progetto di adozione. Abbiamo dei
criteri ben definiti, ma non riguardano il sesso o l’etnia
del bambino, ma la sua età: più giovane del nostro e non
più grande di 3 o 4 anni. Non riesco ad immaginarmi
madre dal giorno al domani di un bambino grande. Un
bambino di 4 anni o più è già completamente
verbalizzato, sarebbe più difficile per me stabilire un
contatto con lui senza conoscere la sua lingua. Coi
bambini più piccoli è più facile usare altri canali di
comunicazione: si può cantare, coccolare, disegnare.
Come l’assistente sociale, la psicologa sembra essere
d’accordo con me.
 Pensiamo che ci sarà una differenza tra un figlio
biologico e uno adottato ?
Bene, abbiamo già sentito questa domanda. Mi preparo
dunque serenamente a descrivere il risultato delle mie
riflessioni, come già fatto coll’assistente sociale. Anche
se non so se li amerò nello stesso modo, li amerò
altrettanto : un bambino adottato è un sopravvissuto,
perchè ..
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bambino di qualche mese possa soffrire
dell’abbandono ? Vuole solo che qualcuno si occupi di
lui, poco importa chi sia la persona in questione.
sappiamo, certo, ma pensiamo che è ancora un pò
presto per abbassare le braccia. Nota dunque che siamo
realisti in quanto alle difficoltà ma che ci crediamo
ancora (se non ci credessimo, non saremmo qui nel suo
ufficio). La psicologa ci propone finire qui. Ridendo e
scherzando è già un’ora che siamo nel suo ufficio.
Prendiamo appuntamento per gli incontri individuali: il
21 Marzo per me e il 24 Marzo per mio marito.
Si, in effetti. Seconda buca ! E’ probabilmente solo più
tardi che i problemi eventualmente arriveranno, colle
domande sulle sua identità, la ricerca delle sue origini.
2° appuntamento colla psicologa
 Qual è la nostra posizione sull’argomento ?
Abbiamo fatto un bel pò di strada da quando abbiamo
visto l’assistente sociale la prima volta. Se all’inizio ci
sembrava normale o addirittura legittimo che il
bambino possa accedere alla storia delle sue origini, che
possa ritornare sui luoghi dov’è nato e che sia nostro
dovere di genitori adottivi di mantenere questo legame e
accompagnarlo nella sua ricerca, adesso la nostra
posizione è cambiata: è necessario effettuare una vera e
propria rottura colla filiazione originale e col passato se
si vogliono tessere dei nuovi legami familiari solidi.
Per le stesse ragioni, anche se siamo piuttosto orientati
verso un’adozione in individuale (so che questo non
piace ai servizi sociali, ma rischiamo in ogni modo di
farci rifiutare dalla maggiorparte delle OAA) per noi è
importante adottare in paesi dove l’abbandono del
bambino è riconosciuto giuridacamente.
La psicologa annuisce con vigore e insiste sulla necessità
di mantenere in modo fermo la nostra posizione e non
sacrificare i nostri criteri a facili compromessi. E ci fa
capire che visto la situazione attuale dell’adozione
internazionale, la natura del nostro progetto e i nostri
criteri, le probabilità di riuscita saranno ben scarse. Lo
21 Marzo 2011.
Per paura di arrivare in ritardo a causa del traffico,
arrivo con più di mezz’ora di anticipo. Aspetto in un
bar, leggendo il giornale in compagnia di un caffé e di
un croissant.
Alle 10h00, mi siedo nell’ufficio della psicologa e
aspetto che cominci la conversazione. Mi chiede se
l’appuntamento dell’ultima volta mi ha fatto cogitare.
Colgo la palla al balzo per ritornare sulla questione
della differenza tra un figlio naturale e uno adottato. La
volta scorsa avevo cominciato a dire che non pensavo di
poterli amare nello stesso modo, ma siccome siamo poi
finiti a parlare di altro, non sono riuscita ad
argomentare bene la mia affermazione. Questa frase è
dunque restata nella mia mente come un incubo
durante le ultime tre settimane. M’immaginavo già il
rapporto della psicologa « Madame afferma che non
potrà amare il bambino adottato come il suo».
Ritorno dunque sulla questione delle differenze figlio
bio/adottato. Non penso in effetti di poterli amare nello
stesso modo, ma di certo altrettanto. Un figlio biologico
è inserito nella nostra storia sin dall’inizio. Ho sentito
moi figlio crescere nel moi ventre, ho tessuto dei legami
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 Un sopravvissuto ? Perchè ?
Ehm.. perchè ha sofferto du uno o più abbandoni, e
che..
 Soffrire di un abbadono ? Credete forse che un
con lui durante la gravidanza. Quando è nato, certo non
sapevo a chi sarebbe assomigliato (anche se l’ecografia
in 3D ci aveva dato qualche indizio), ma non era un
estraneo. Ci sono padri che – il giorno della nascita del
loro bambino – si ritrovano con un bebé tra le braccia e
hanno difficoltà a realizzare che è veramento figlio loro.
Per i papà a volte la nozione di filiazione si stabilisce più
tardi, a poco a poco, non sin dal primo istante. Nel caso
di un’adozione padre e madre sono allo stesso livello :
l’amore e l’addomesticamento sono graduali, non
avviene in un istante. Inoltre i ricordi, le foto, il fatto di
ritrovare nel sorriso di nostro figlio il sorriso di
qualcuno della nostra famiglia, tutto questo contribuisce
a tessere dei legami forti e alimenta l’amore. Un bimbo
adottato ha un buco nella sua storia. Ma l’amore nel
nostro immaginario sarà alimentato da altre cose : il
fatto d’immaginare il giorno della sua nascita, le sue
prime notti all’orfanatrofio, i suoi primi passi, ecc.
La psicologa mi chiede come penso poter gestire questo
« buco ». Le parlo allora di questo libro che sto
scrivendo. Penso che potrà in parte riempire questo
« buco ». Se non sapremo che cosa è accaduto nella sua
vita prima del nostro incontro, potremo raccontargli
cosa stavamo facendo il giorno in cui è nato, il giorno in
cui è arrivato all’orfanatrofio, ecc. Deciderà poi lui
come gestire questa cosa, che uso farne.
Alla rinfusa e senza un ordine preciso, parliamo del moi
passato, del perchè sono arrivata (e restata) in Francia,
perchè ho fatto gli studi che ho fatto, come hanno
reagito i miei genitori quando sono partita all’estero,
della mia infanzia, delle relazioni colla mia famiglia,
con mia madre, mio padre, mia sorella. Ritorniamo sulla
storia personale di mio padre, su come ha vissuto il fatto
di non avere un padre, su come (e quando) ci è stato
48
raccontato il fatto e su come l’abbiamo vissuto. Siamo
d’accordo tutte e due : potrò’ trarre degli insegnamenti
da questa storia nel mio percorso di madre adottiva.
Sempre alla rinfusa, parliamo della mia precedente
relazione, della mia rottura e delle cause che l’hanno
determinata, dell’incontro con mio marito, del nostro
percorso insieme. Mi chiede se sto bene con mio marito
(penso a una coppia del forum a cui è stato chiesto se
avevano intenzione di divorziare in un futuro
prossimo). La rassicuro sulla nostra coppia, che dura
oramai da quasi 10 anni. Ci sono stati alti e bassi, ma il
nostro percorso difficile e la nascita di nostro figlio ci ha
molto uniti, siamo una coppia solida.
Durata dell’incontro : 1h30. La psicologa mi dice che
non pensa aver bisogno di incontrarmi di nuovo. Non
ho visto il tempo passare. Ho apprezzato la discussione
con questa psicologa nonostante la mia prima
impressione. Però, impossibile capire se è andata bene o
no, e cosa scriverà nel rapporto. Ma questo è tipico
delgli psicologi, no ?
3° appuntamento colla psicologa
24 Marzo 2011.
Stavolta tocca a mio marito. Mi ha detto che hanno
parlato della sua famiglia, dei rapporti coi suoi genitori,
del fatto che cerca di spiegare a nostro figlio la difficoltà
che abbiamo per avere dei figli e perchè adottiamo, e
che si è mostrato sereno, cosciente delle difficoltà, ecc.
Non facile dire di più. Già è stato difficile fare un
resoconto dei miei incontri, allora farlo per quelli
raccontanti da terzi. Durata dell’incontro : una
mezz’ora ! Sono disgustata.
49
Marc Chagall
Holy Lola
3 Aprile 2011.
Siamo andati a vedere una
mostra bellissima sul famoso
pittore russo (bielorusso più
esattamente), un filo
conduttore in un’esposizione di
più di 150 quadri, sculture,
disegni, fotografie di pittori
russi dell’epoca. Matias ha
adorato gli animali di Chagall.
Un bellissimo pomeriggio dai
colori della Russia.
11 Aprile 2011.
Questa sera ARTE trasmette
"Holy Lola". Ho visto il film
quando è uscito nel 2004, ma
all’epoca non ero ancora
sensibile alle difficoltà di
procreazione e all’adozione.
E’ la storia di una coppia che
decide di adottare in Cambogia. Per loro comincia
un’avventura impegnativa e formidabile: visita a vari
orfelinati, confronto colle autorità francesi e le
cambogiane, minaccia di traffico e corruzione. Senza
dimenticare la circospezione e la gelosia della piccola
comunità degli adottanti riunita dal caso. Attraverso
questo percorso, la coppia affronta le sue paure, i suoi
egoismi. Si allontana, si riavvicina, e ne esce per sempre
trasformato.
Una bella sorpresa
9 Aprile 2011.
Vado alla buchetta della lettera, e trovo una lettera
raccomandata. Viene dal CGI, e non puo’ essere che una
sola cosa : l’annuncio del nostro passaggio in
Commissione. Apro la lettera, non senza una certa
emozione. Sarà tra 10 giorni ! Possiamo già sin d’ora
andare a consulatre i rapporti dell’assistente sociale e
della psicologa e se non siamo d’accordo col loro
contenuto possiamo chiedere alla Commissione di essere
ricevuti, accompagnati da una persona di nostra scelta.
Telefono al CGI per prendere appuntamento: andremo
il 13 Aprile.
Se tutto va bene avremo l’idoenità prima del previsto !
50
Un russo eccezionale
12 Aprile 2011.
50 anni fa Youri Gagarine è stato
il primo uomo ad essere inviato
nello spazio. E’ stato uno degli
eroi della mia infanzia.
Sono una appassionata dello
spazio, credo che i primi passi di
Louis Armstrong ssulla Luna mi
abbiano marcato. Ero ben
piccina quel 20 Luglio 1969, ma
ho ancora un vago ricordo di mio padre che viene a
svegliarmi per mostrarmi le immagini alla televisione.
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Consultazione del dossier
Prossime tappe
13 Aprile 2011.
Andiamo al CGI come previsto per consultare i rapporti
della psicologa e dell’assitente sociale. Sono nervosa. La
segretaria ci accompagna in una stanza tranquilla.
Mi precipito a leggere il rapporto della psicologa, non
ho proprio idea di quello che può aver pensato del mio
incontro di un’ora e mezza e di quello di mezz’ora con
mio marito. La differenza di durata è tale che mi chiedo
se non sia un brutto segno. Il rapporto è succinto, una
pagina A4, certo la quantità non fa la qualità.
Comincio a leggere. Corta introduzione. Parla del nostro
percorso, del fatto che abbiamo fatto quattro FIVET; dice
che sente che ho ben digerito la cosa; che m’informo,
che rifletto sull’adozione, mi documento e leggo molto.
Poi parla di mio marito: meno disposto alla lettura, ma si
vede che è impegnato nel nostro progetto e entusiasta.
Siamo una coppia con una buona dinamica, che
affronta l’adozione con maturità e impegno.
Dunque … avviso FAVOREVOLE ! Evviva !!!
Leggiamo il rapporto dell’assistente sociale in meno di 3
minuti, sapevamo che era favorevole.
Poi ho riletto di nuovo il rapporto della psicologa. Avevo
voglia di contabilizzare la nostra venuta e di godermi un
pò di più questo momento di grande felicità.
Poi abbiamo richiamato la segretaria e abbiamo
restituito il tutto.
La Commissione - composta da 3 persone appartenenti
al servizio protezione dell’infanzia, di 2 membri del
consiglio di famiglia dei pupilli di stato e di una persona
qualificata ‐ si riunirà inizio Maggio. Verdetto dopo 3
settimane circa.
Insomma, tanto per cambiare, aspettiamo !
Cominciamo a cercare un accompagnatore : Lydie mi ha
consigliato il suo, Taras. Dopo aver ottenuto l’idoneità,
potremo costituire il nostro dossier preliminare, che
dovrà comportare:
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 una procura per l’interprete, legalizzata in comune e apostigliata
in Corte d’appello
 una domanda d’iscrizione al Ministero delle Adozioni in
Ucraina, legalizzata e apostigliata
 certtificato di idoneità (copia conforme)
 rapporti psicosociali (copie conformi)
 dichiarazione al consolato, legalizzata e apostigliata
Una volta inviato, tradotto e registrato il pre-dossier a
Kiev otterremo poi una data per il deposito del dossier
completo, e la lista dei documenti da fornire non sta in
un foglio A4. Insomma, non sarà una passeggiata !
Nei documenti da fornire, dobbiamo specificare il nome
che vogliamo dare al bambino. Abbiamo deciso di non
conservare il suo nome di origine, e di tenerlo solo come
secondo nome. Questo di sicuro non per cancellargli
l'identità, ma un pò perchè sarà forse impronunciabile e
un pò per allontanare la tristezza di quel nome datogli
da due persone che lo avevano messo al mondo e poi
abbandonato, forse perché troppo spaventati.
Abbiamo dunque già pensato a un NOME per te, cosa
che ci avvicina ulteriormente a te mio Piccolo Amore.
Abbiamo un interprete !
16 Aprile 2011.
Taras mi risponde : accetta di accompagnarci nella
procedura di adozione in Ucraina. Un passo in piu’
verso te, moi Piccolo Amore.
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Pasqua
Chernobyl, 25 anni dopo
24 Aprile 2011.
Quest’anno, Pasqua capita lo stesso giorno per cattolici e
ortodossi. Per quest’ultimi è una festa estremamente
importante, che viene celebrata con grande solennità.
Coincide coll’arrivo della Primavera e simbolizza la vita,
il rinnovo. Pasqua è profondamente ancorata nelle
tradizioni ortodosse e ci si prepara a festeggiarla per 7
settimane, durante la Grande Quaresima che comincia
con il Lunedi puro , l’indomani della domenica di
carnevale Maslen itsa.
La quaresima finisce colla veglia Pasquale del Sabato
Santo. Gli ortodossi, vestiti coi loro abiti tradizionali,
portano in un paniere ricoperto da una sciarpa bianca
splendidamente ricamata, la Paska (una brioche) e una
piccola porzione dei piatti da consumare durante il
pasto pasquale. Sulle piazze delle chiese, tutti aspettano
la benedizione del pope, poi la sciarpe sono sollevate e i
panieri vengono benedetti. I fedeli rientrano poi a casa
per il pasto tradizionale.
26 Aprile 2011.
Poco più di un mese dopo gli incidenti delle centrali
giapponesi di Fukushima, il mondo intero commemora
la catastrofe più grave del nucleare civile, avvenuta 25
anni fa in Ucraina. Il 26 Aprile 1986 alle 1h23, il
reattore n°4 della centrale di Chernobyl esplode,
provocando il rigetto di elementi radioattivi equivalenti
a circa 200 bombe di Hiroshima.
Viktor Ianoukovitch (presidente ucraino) e Dimitri
Medvedev (presidente russo) si sono incontrati oggi sul
luogo del dramma per migliorare la sicurezza del
setttore nucleare e aiutare le persone che hanno ripulito
il sito dopo l’esplosione. Circa 600 000 liquidatori
sono stati inviati in 4 anni per pulire la zona attorno alla
centrale, e sono stati esposti a forti dosi di radiazione
con una protezione minima.
Il bilancio di Chernobyl è controverso. L’ONU parla di
31 morti (operatori e pompieri), e Greenpeace parla di
100 000 persone morte in seguito alla contaminazione
radioattiva. Il silenzio delle autorità sovietiche ha
contribuito alla contaminazione di centinaia di migliaia
di persone, principalmente in Ucraina, in Bielorussia e
in Russia. Le autorità hanno ammesso il dramma solo
dopo 3 giorni, quando la Svezia (sorvolata dalla nube
radioattiva) ha avvertito il mondo intero il 28 Aprile.
Esistono diversi organismi in Europa che organizzano
delle vacanze presso famiglie volontarie per dei bambini
bielorussi e/o ucraini che, 25 anni dopo la catastrofe,
vivono ancora in un ambiente contaminato dalle
radiazioni. Quando si tratta di bambini provenienti da
orfanatrofi, a volte questi soggiorni portano all’adozione
del bambino da parte della famiglia che lo ospitato per
diverse estati.
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L’attestazione d’idoneità
13 Maggio 2011.
E’ arrivata ! Una settimana dopo il passaggio in
commissione, l’attestazione del tribunale è nella buca
delle lettere. Abbiamo trovato nella busta :
 l’attestazione d’idoneità propriamente detta ;
 la notice, documento che riassume certe informazioni
sul bambino;
 i rapporti della psicologa e dell’assistente sociale.
Oggi sono incinta, siamo incinti. Oggi comincia la
nostra gravidanza, non sappiamo se la porteremo a
termine e quanto durerà. E’ una tappa importante del
nostro percorso di genitori adottivi. Adesso dobbiamo
costituire il dossier per l’adozione, scrivere una bella
lettere di motivazione, colla copia di tutti i documenti,
forse anche qualche foto. Insomma, scartoffie e ancora
scartoffie.
Siamo arrivati al primo pianerottolo, ma la sfilza di
scalini che ci aspettano è da spavento. Specie se si
considera il fatto che fino ad ora il nostro cammino è
stato tracciato dall’amministrazione francese, dovevamo
solo seguire le procedure. Niente a che vedere
coll’investimento personale (e emotivo) che ci aspetta.
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ADOZIONE
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Le chicche dell’amministrazione francese
16 Maggio 2011.
Oggi ho preso una mezza giornata di ferie perchè devo
fare legalizzare e apostigliare tutti i documenti del
dossier preliminare e spedire una lettera al CGI.
In effetti, abbiamo scoperto che la frase « bambino con
malattie guaribili », importante per il nostro progetto in
Ucraina, è stata omessa nella documento che riassume il
dossier d’idoneità, malgrado sia stata ben citata nel
rapporto dell’assistente sociale. Che stress che stress.
Abbiamo quindi scritto una lettera al CGI chiedendo
una rettifica.E’ partita stamattina in raccomandata.
Ouff.
Mi reco in Comune per fare le copie certificate di tutte i
documenti originali, e la segretaria mi piazza un bel
timbro "copia certificata" … sull’originale ! Si scusa
"heu, mi dispiace.." l’avrei semplicemente strozzata. Non
so come, sono riuscita a mantenere la calma e il sorriso
sulle labbra, ma avrei voluto morire (anzi ucciderla).
Chiamo il CGI e per fortuna accettano di rifarmi il
documento. Quindi, prima vado alla Corte di Appello
per deporre i documenti da apostigliare, poi corro al
CGI per rendere il dossier timbrato: arrivo alle 11h40,
cinque minuti prima della chiusura. Ecco una mezza
giornata di ferie bien riempita. Ed è solo l’inizio.
Un dossier vola a Kiev
20 Maggio 2011.
Oggi ho inviato il dossier d’adozione a Taras. Nella
busta: copia dell’attestazione d’idoneità e dei rapporti
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sociali e psicologici, la procura per l’interprete, e la
domande d’iscrizione alla SDA12. Il tutto validato e
apostigliato come di deve. Il dossier sarà tradotto da un
traduttore abilitato, poi mandato alla SDA. Se tutto va
bene (cioè se ogni documento sarà validato anche
dall’amministrazione ucraniana), allora otterremo una
data di deposito del dossier d’adozione completo e
comincerà l’attesa per l’abbinamento. Un’attesa che
pensiamo poter gestire bene, perchè abbiamo già un
figlio.
Una data di deposito inutile
Al ritorno dalle vacanze, Taras m’informa che il dossier
è in corso di legalizzazione e che ha chiesto una data di
deposito per il dossier d’adozione: il 3 Novembre di
quest’anno. Se tutto va bene, rischiamo di partire a Kiev
prima di Natale!
Grossi nuvoloni neri si accumulano però all’orizzonte:
la RADA ha votato il 19 maggio una legge che impedisce
agli stranieri di adottare in Ucraina dei bambini in
buona salute che abbiano meno di 5 anni. Se la legge è
firmata dal presidente, entrerà in vigore circa un mese
dopo. Non ci sarà nessuna eccezione, tranne nei casi de
adozione di fratelli/sorelle di cui il più grande ha
almeno 5 anni, nei casi di handicap gravi e nei casi di
adozione del fratellino/sorellina di un bambino già
adottato in precedenza. L'Ucraine afferma per la prima
volta ufficialmente che non affiderà più i suoi bambini
piccoli e in buona salute agli stranieri, privilegiando le
soluzioni nazionali. Ciò mette dunque fine all’ipocrisia
che regna da un pò di tempo alla SDA in merito alle
12
presentazioni di bimbi piccoli.
Quindi ottenere un appuntamento alla fine dell’anno è
totalmente illusorio per noi : siamo irremovibili quanto
all’étà del bambino, dovrà essere imperativamente più
giovane del nostro.
До свидания Ucraina
8 Giugno 2011.
Goodbye Ukraina. Il presidente ucraino ha firmato la
legge. La nostra avventura in Ucraina si conclude qui.
Nel frattempo, ho contattato un ufficio di avvocati a
Mosca. Non ci saranno adozioni durante l’estate, e mi
hanno proposto di ricontattarli a Settembre. Il vantaggio
di Mosca è l’adozione è rapida (6-7 mesi) e ci sono molti
bimbi di 1-2 anni in perfetta saluta, di origine mongola
o asiatica.
Black list
20 Giugno 2011.
Il nostro dipartimento è di nuovo sulla lista nera. La
maggiorparte delle regioni russe (tra cui Mosca) non
accettano le domande di adozioni che provengono dai
dipartimenti che sono sulla lista. Siamo ritornati alla
casella di partenza.
Perchè ? Perchè non possiamo avere figli in modo
naturale ? Tutto sarebbe talmente più facile. Non avremmo
dovuto lanciarci in una procedura laboriosa di valutazione
da parte d’estranei che hanno passato a setaccio la nostra
vita sin nei suoi aspetti più intimi, per poi subire la tortura
di un’attesa interminabile.
Servizio delle Adozioni in Ucraina
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63
Sinceramente, non penso che i genitori « normali » si
rendano conto della fortuna che hanno, di ciò che
dobbiamo sopportare, di come sia difficile.Bisogna
esserci passati. Bisogna aver dovuto subire gli esami, i
trattamenti, le andate‐ritorrno negli ospedali, aver
vissuto gli alti e i bassi delle FIVET, l’altalena delle
speranze e delle delusioni. E ancora noi siamo stati
fortunati, perchè per noi hanno funzionato alla fine.
Bisogna esserci passati, per capire il percorso interiore
che porta a scegliere la strada dell’adozione. Molte
persone credono di avere certezze sull’argomento. Ma
quando si preoccupano di elencarcele, dimenticano
spesso di porsi la domanda : « abbiamo forse una scelta
alternativa ? ».
Il personale dei servizi sociali non ha cessato di dirci che
i bambini cresciuti in un orfanatrofio sono per forza
marcati da questa esperienza, ed è qualcosa che
dovremo affrontare. Più del 50% dei bambini lasciati
nell’istituzioni dell’Europa dell’Est sono nati sotto peso.
Alcuni sono nati prematuramente e in molti casi ciò è
perchè la madre beveva durante la gravidanza.
Gli orfanatrofi mancano di personale e i bimbi soffrano
di mancanza di stimoli, cosa che ritarda il loro sviluppo.
I bambini perdono in media un mese di crescita lineare
ogni tre mesi passati in istituzione.
A volte mi viene da piangere. Siamo forse incoscienti ?
Non faremmo meglio a tenatre un’altra FIVET ?
Però poi mi rivengono in mente le testimonianze dei
genitori adottivi. Con un trattamento adeguato e molto
amore, i bambini adottivi crescono e si sviluppano come
tutti gli altri.
Questo processo d’adozione è un vero atto di fede.
Appuntamento al Conseil Générale
28 Giugno 2011.
La direttrice del servizio dell’adozione ci ha convocato
per parlare della nostra domanda di modifica della
notice. Vuole solo essere sicura che non abbiamo
l’intenzione di cambiare il nostro progetto e optare per
l’adozione di un bambino con malattie/handicap non
reversibili. L’abbiamo rassicurata sul fatto che non
abbiamo esteso i nostri limiti, e che siamo pronti ad
adottare un bambino con dei problemi di salute a patto
che siano non gravi e reversibili. Non possiamo in
nessun caso restringere la nostra domanda d’adozione a
dei bambini in buona salute perchè in molti paesi, tra
cui l’Ucraina, il dossier sarebbe rifiutato.
Tant espéré, tant attendu
24 Settembre 2011.
Ecco un libro di foto destinato ai
bambini adottati all’estero13.
Nelle prime pagine si puo’
identificare su una cartina
geografica il paese d’origine,
descrivere la sua lingua, la sua
religione e i suoi costumi. Poi c’è
una sezione per l’incontro, con
spazio per foto e testi. Il resto dell’album è più classico.
Questo album sarà di certo molto prezioso per il nostro
bambino quando comincerà a porsi delle domande sulla
sua adozione.
13
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Tant espéré, tant attendu de Diane Cadieux et par Rebecca Dautremer
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Intermezzo estivo
Cap sulla Russia
1 Agosto 2011.
I servizi delle adozioni in Europa dell’Est chiudono. Le
vacanze arrivano. Come tutti gli anni andiamo al mare.
La casa di Calenzana ci aspetta a braccia aperte.
Ritrovo le giornate ardenti, l’aria satura dell’odore degli
ulivi e il mare di un blu infinito.
Il mare. Respiro l’aria marina carica di iodio e la pace
invade il muo cuore. Les giornate s’infilano l’una dopo
l’altra, come perle in una collanina, al ritmo della vita di
qui : la spiaggia, le nuotate, le gite in biciletta.
Sono certa che amerai il mare di quaggiù, mio Piccolo
Amore : il suo blu è intenso quanto il bianco della neve
che ricopre ogni inverno il tuo paese.
23 Agosto 2011.
Ho trovato un contatto a Perm, la sola regione che
accetta i dossiers che provengono da dipartimenti su
lista nera : Roman. Il ruolo di un accompagnatore è
essenziale in un’adozione internazionale in individuale.
E’ il nostro mandatario, si occupa di prendere tutti gli
appuntamenti, di fare tradurre il dossier, di trovarci un
interprete che ci accompagni in tribunale e al ministero,
di aiutarci a prenotare l’hôtel, i voli, ci procura gli inviti
necessari ad ottenere il visto, ecc.
Sono veramente contenta che il nostro secondo figlio
verrà dalla Russia.
Per me è facile amare questo grande paese, per tutta una
serie di ragioni. Anche si mi sarò battuta con dei
funzionari poco cooperativi, o che l’adozione non si sarà
svolta nelle migliori condizioni, non sarà ciò che riterrò
di più e trasmetterò a nostro figlio.
Quando si ha letto – divorato ! – le opere di Tolstoï,
Dostoïevski, Chechov, Turgenev e quando si ha ascoltato
i capolavori di Tchaïkovski, Stravinski, Rimski-Korsakov,
Prokofiev, non si può non essere fieri di avere un figlio
che ha le stesse origini di questi giganti. Nostro figlio
non avrà difficoltà ad amare la Russia attraverso i miei
occhi. E ciò è veramente molto importante. Se un
bambino ha un’immagine valorizzante delle proprie
origini, gli sarà più facile affrontare gli interrogativi
sulla sua storia e su se stesso.
La speranza rinasce : cap sulla Russia ! Quando avremo
preparato il dossier, lo manderemo via DHL a Roman e
si occuperà della sua traduzione. Dopo di che potremo
cominciare a pianificare il nostro primo viaggio.
Nonna Maria Luisa
13 Agosto 2011.
Se ne è andata due mesi prima di compiere 104 anni.
Non conoscerai dunque questa donna eccezionale che
attraverso i nostri ricordi. Da giovane era di una
bellezza smozzafiato, nelle foto sembra un’attrice del
cinema. Ha avuto tre figli (la gemella di mio padre è
morta in fasce) ma non si è mai sposata col nonno, che
l’ha presa a lungo in giro, ogni volta che lei si decideva
a piantarlo ritornava con mille promesse fino a quando
non è riuscita a cancellarlo definitivamente dalla sua
vita. I suoi figli non hanno avuto un padre, li ha allevati
sa sola. Tutto questo a un’epoca quando questo genere
di cose non era frequente, si era mostrati a dito,
stigmatizzati, giudicati. Non hai perso il coraggio, aveva
un ottimismo e un buon umore debordanti.
Buon viaggio Maria.
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Scartoffie e ancora scartoffie ..
Serata russa
1 Settembre 2011.
Roman mi ha risposto e ha inviato la lista dei documenti
da riunire per la registrazione della domanda di
adozione al Ministero. Una volta pronto, gli invierò il
dossier per DHL e si occuperà della sua traduzione.
Dopo di che, cominceremo a pianificare il nostro primo
viaggio.
Nella procedura d’adozione, il sentiero cartaceo è un
incubo senza fine. La lista dei documenti necessari è
lunga, e ne comprende 31 : copia dei nostri atti di
nascita e di matrimonio, dei nostri passaporti,
attestazione di risorse fornita dal datore di lavoro, atto
notariale di proprietà che specifichi il valore della casa,
documenti descrittivi degli altri beni in nostro possesso,
lettera che c’impegna a fornire dei rapporti regolari sul
bambino una volta l’adozione concluda, lettera che
c’impegna a registrarlo all’ambasciata russa, certificati
medici (redatti da ben sette specialisti di varie
discipline), copia del documento d’idoneità, e dei
rapporti della psicologa e dell’assistente sociale, estratti
(possibilmente in bianco) delle nostre fedine penali, foto
della casa, della camera del bambino, di noi e della
nostra famiglia …
Il tutto ovviamente legalizzato (in comune o dal notaio,
secondo il tipo do documento) e apostigliato dalla corte
d’appello. Tempo stimato per riunire il tutto: dalle 4 alle
6 settimane!
1 Ottobre 2011.
Oggi è il compleanno di mio marito, ed è anche quello
di questo racconto, che ho cominciato a scrivere
esattamente un anno fa.
Per l’occasione, andiamo a cena in un ristorante russo 14
che è stato aperto da due sorelle di origine russoarmenienne.
Abbiamo assaggiato i zakouski, le tapas alla russe, il
Khorovatz (spiedini armeni di agnello o maiale) e la
vatrouchka (dolce al formaggio). E ovviamente una
vodka per finire !
Na Zazdorovie !
14
68
http://lespoupeesrusses-resto.perso.sfr.fr/
69
Sondaggi
Persone famose di Perm
Ecco alcuni dati riportati sul forum yahoo-Russie.
Sono felice di scoprire che molti eroi russi della mia
gioventù provengono da Perm:
 Piotr Ilitch Tchaïkovski, uno dei miei compositori
preferiti
 Alexander Stepanovich Popov, fisico famoso,
inventore della radio
 “Il Dottor Jivago15” di Boris Pasternak, si svolge nella
regione di Perm e degli Urali !
Abbiamo dunque rivisto «Il
Dottor Jivago » con Omar
Sharif e Julie Christie. Sempre
bello, ben che lungo (quasi 3h)
e lento (è un film vecchio,
girato nel 1966).
Il film è stato sicuramente
prodotto in studio ma certi
paesaggi degli Urali sono ben
reali e magnifici. Il nostro
primo viaggio a Perm sarà
sicuramente intorno a Natale,
la temperature rischia di essere
molto bassa, ma sono sicura
che m’innamorero’ di questi
paesaggi incontaminati, di
questo bianco infinito e di
questo vasto orizzonte.
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http://www.dailymotion.com/video/x2i68p_docteur-jivago-trailer_shortfilms
71
Pomme Q Steve
Un dossier vola a Perm
5 Octtobre 2011.
Steve Jobs è morto. Tutti lo conoscono, quando si parla
di Apple o Pixar, si parla di lui, il campione
incontestabile del marketing degli ultimi 30 anni.
Perchè parlare di lui qui ? Perchè è stato adottato.
12 Ottobre 2011.
Ho riunito tutti i documenti per il predossier (in 2 copie
conformi) e inviato il tutto via DHL a Roman. La lista è
lunga (e ben altri documenti ci saranno richiesti in
seguito):
La storia di Steve Jobs è il prototipo di quella che si
chiama "l'open adoption " americana. Da quel che si
racconta, sembra che il piccolo Steve sia nato dagli
amori illegittimi tra un professore e una sua
studentessa. Questa coppia non sposata e che non
poteva occuparsi di lui nella California degli anni 50, ha
allora deciso di farlo adottare, ma a certe condizioni.
La condizione principale posta da questi genitori
biologici di alto livello universitario fu che loro figlio
potesse beneficiare di studi superiori. La famiglia Jobs,
di modeste origini, si è dunque dissanguata per pagare
l’Univeristà al piccolo genio. Sempre secondo la storia
che si racconta, i genitori biologici avrebbero poi finito
collo sposarsi e hanno avuto una figlia, diventata poi
scrittrice di successo e che ha dedicato il suo primo libro
al fratello cresciuto in una famiglia: the Jobs.
C’è abbastanza in questa storia per poter speculare sulla
predominanza dell’innato sull’acquisito per quanto
riguarda genio e intelligenza, sull’interesse di conoscere
le proprie origini, sul desiderio di rivincita del bambino
addottato.
Io ho voglia di ritenere semplicemente che i bambini
addottatti possono essere estremamente brillanti,
nonostante ciò che spesso si dice.




Un questionnario su ciascuno di noi
Un questionario sul bambino che desideriamo adottare
Impegno formale a mandare i rapporti di follow-up
Impegno formale a registrare il bambino presso il consolota russo
piu’ vicino (Parigi)
 Certificato di matrimonio
 Copia dei nostri passaporti
 Attestazione del CG che faranno i rapporti di follow-up
 Attestazione del CG che verificheranno che il bambino è
registrato al consolato russo
 Certificato d’idoneità all’adozione
 Rapporto sociale e rapporto psycologico
 Certificat psichiatrico per ciascuno di noi
72
73
Dovrebbe arrivare a Perm
tra un paio di giorni, e
sarà tradotto in russo,
legalizzato, e sottoposto al
giudice. Tutto ciò
prenderà ancora qualche
settimana. Se tutti i
documenti sono OK,
dovremmo andare a Perm
prima di Natale.
Una scatola preziosa
C’est parti !
In una scatola dai colori russi, comincio a riunire degli
oggetti per te, mio Piccolo Amore. L’album dei ricordi,
qualche pelouches e un libro di stoffa con delle foto di
noi stessi e della nostra famiglia. Te lo lasceremo al
nostro rientro in Francia, per aiutarti ad attenderci.
18 Ottobre 2011.
E’ proprio vero che le cose belle spesso succedono
quando meno te le aspetti. Oggi ricevo un email di
Roman che ci chiede di andare a Perm il 31 Ottobre per
registrare la domanda di adozione al ministero. Cioè tra
meno di due settimane. Panico. Da dove cominciare,
cosa si deve fare, ce la faremo ? Dall’emozione, non
riesco più a pensare. Questa è la prima tappa concreta
dopo mesi di scartoffie e procedure amministrative.
E siamo felici. Anche se sappiamo che le tappe
successive saranno più lunghe e difficili.
Concretamente prima di partire dobbiamo :




trovare qualcuno che si occupi di Matias (e Akela)
fare i visti e comprare i biglietti di aereo
procurarsi un’attestazione di rimpatrio
fare le valige e prenotare un hotel.
Impariamo il russo
Mi preoccupa il fatto che nostro figlio capirà solo il
russo, lingua che non conosco. Come faremo a capirci?
Ho comprato quindi «Russian phrases for children 16».
Per aiutare i genitori adottivi a comunicare col bambino
nei primi mesi di vita insieme, l’autore ha riunito in un
CD più di 200 frasi e parole utili nella vita di tutti i
giorni. Non ci resta più che imparare il massimo di
espressioni per essere capaci di parlare col bimbo in
attesa che lui stesso capisca il francese (e l’italiano bien
sûr !)
16
Trovo per fortuna un’agenzia specializzata che riesce a
procurarci il visto in meno di una settimana (a prezzo
salato, ovviamente). Ed è subito “ouff”.
26 Ottobre 2011.
Abbiamo tutto ciò che ci serve per partire: biglietti,
visto, soldi cash. Restano le valige. A Perm farà freddo,
saremo alle porte della Siberia, maglione, guanti,
berretto di lana sono necessari. La cosa piu’ difficile è
stato decidere cosa metterò il giorno in cui andremo al
Ministero : elegante ma non troppo. Insomma, perchè
dare cosi’ importanza a questi dettagli ? In fin dei conti
l’abito non fa la matriochka !
http://phrasesforchildren.com/ru_main_new.html
74
75
Cheburashka e i suoi amici
Il Bolchoï alza il sipario
23 Ottobre 2011.
Oggi ho portato per la prima
volta Matias al cinema, per
vedere un cortometraggio di
circa un’ora destinato a
bambini della sua età :
"Cheburashka et ses amis".
Scopro che si trattava della
produzione giapponese di un
cartone russo degli anni 60.
Tchebourachka è un
personaggio della letteratura
infantile russa, adattato per una
serie televisiva a partire degli
anni 1960.
28 Ottobre 2011.
Serata di gala questa sera a Mosca. Il più famoso teatro
russo, il Bolchoï, ha alzato il sipario dopo sei anni di
lavori che hanno ridato all’edificio un lustro imperiale.
L’evento è stato ritrasmesso in diretta in 36 paesi e in
600 cinema del mondo intero.
Tchebourachka è un animaletto dalle grandi orecchie
rotonde (una specie di scimmietta), non conosciuto
dalla scienza. La storia racconta che è stata trovata in
una cassa di arance, dove si è addormentata dopo
averne mangiato il contenuto. Tchebourachka non ha
un nome e il venditore di arance ha dunque battezzato
la sua specie: quando la prende dalla cassa e la mette a
sedere, le zampe dell’animaletto erano ancora
addormentate dopo il suo lungo soggiorno nella cassa, e
quindi « Cade » sulla sedia, e poi al suolo (Чебурашка
= Cade)
Un pomeriggio molto simpatico e un modo carino per
prepararsi (in tre) alla grande avventura !
76
La ricostruzione del teatro aveva come obiettivo da un
lato la sua stabilizzazione (distrutto per quasi il 70%
rischiava di crollare dal giorno al domani), e dall’altro a
ridargli l’aspetto che aveva nel XIX secolo, ai tempi del
suo splendore. Gli stemmi della famiglia Romanov sono
cosí riapparsi sulle tapezzerie, che erano state ricoperte
da globu terrestri o altre immagini durante l’epoca
sovietica. Dopo la rivoluzione bolscevica del 1917, i
comunisti avevano fatto sparire tutti i riferimenti al
regime zarista, e questo anche al Bolchoï che accolse più
di una volta i congressi del partito. Le dorature della
sala, che si erano rovinate sono state restaurate comme
all’epoca : sette strati d’oro sono stati successivamente
deposti, colla base tradizionale d’albume d’uovo, poi
puliti alla vodka e infine lustrati con code di scoiattolo.
In programma questa sera degli estratti dei balletti più
famosi che hanno marcato questo luogo leggendario. Il
Lago dei Cigni di Tchaïkovsky risuonerà di nuovo in
questi luoghi mitici dove il balletto fu rappresentato per
la prima volta. Accanto alle stelle soliste del balletto,
sono state invitate alcune delle vedettes della lirica :
Angela Gheorgiu, Placido Domingo e Natalie Dessay.
Una vera festa per l’anima.
77
1° viaggio a Perm
29 Ottobre 2011.
Oggi è un grande giorno. Passaporti e biglietti in tasca;
morale al bello fisso. Sono proprio felice di andare in
Russia. Prima di tutto perchè amo molto questo paese, la
sua cultura, la sua musica, l’anima slava e che non ci
sono mai stata. E soprattutto perchè forse vi
incontreremo nostro figlio.
Ecco una cartina per meglio situare Perm, ai piedi dei
monti Urali, alle porte della Siberia 17:
17
Visite virtuelle: http://www.youtube.com/watch?v=lZhr-Q7zgZU
78
Partiamo da Bologna – dove lasciamo bambino e cane ai
miei genitori – alle 17h30. Davanti a noi 16h ore di
volo per percorrere 3606 km e traversare 4 meridiani.
Al nostro arrivo Mosca è immersa nell’oscurità: sono le
2h20 del mattino, cioè 23h20 da noi (la differenza
oraria colla Francia è di 3h d’estate come d’inverno,
dal Febbraio 2011, quando il presidente Medvedev
ha deciso di sopprimere il cambiamento all’ora
invernale). L’aereoporto Sheremetievo è tutto di vetro e
scintilla dappertutto. Diciamo "grazie" et "arrivederci" in
russo alle hostess, che sono sorprese e riconoscenti.
Utilizzeremo spesso qualche espressione russa durante il
nostro viaggio e ogni volta ciò procurerà gentilezza e
buona disposizione nei nostri confronti. Passiamo la
dogana e il controllo dei passaporti e delle carte
d’immigrazione e recuperiamo la nostra valigia. Ci
rechiamo all’imbarco per le corrispondenze con voli
interni. Qui è tutto scritto in russo. Aspettiamo il nostro
volo per Perm, che è tra ben 7h. La notte bianca ci
trasforma in zombi ambulanti.
Finalmente alle 9h30 siamo sull’aereo. Il volo dura
2h30 ma non ce ne accorgiamo perchè appena seduti
sprofondiamo in un sonno profondo, scomodo e senza
sogni. Arriviamo a Perm alle 13h00 (ora locale). La sera
prima ha nevicato. L’aereoporto è piccolissimo, sembra
una stazione. Ma per questo bisogna crederci sulla
parola, perchè non ci è stato permesso fotografarlo (e i
poliziotti russi non scherzano).
Stanchi morti, arriviamo all’Hotel Amaks, in pieno
centro. E’ un hôtel confortevole e pulito, ben che troppo
riscaldato, la camera è decente. Il personale parla
inglese e francese, e tanto meglio cosí perchè il nostro
russo è molto limitato !
Abbiamo un solo desiderio: dormire !
79
31 Ottobre 2011.
Abbiamo dormito 12h di fila e siamo ben riposati. Dopo
una breve visita ai dintorni dell’hotel, ci ritroviamo con
Roman nella hall per fare conoscenza. Fino ad ora
abbiamo comunicato unicamente per email, e
incontralo di persona è un vero piacere. Il programme
della giornata : parlare del nostro progetto e preparare
l’incontro al Ministero, incontrare la nostra interprete –
Marine – e infine appuntamento alle 14h col nostro
avvocato – Dmitri – per firmare le carte della procura.
Alle 14h30 arriviamo tutti al Ministero per deporre
ufficialmente la nostra richiesta di adozione, a 4000 km
da casa nostra. La persona che ci riceve è una giovane
donna. Durante l’incontro, ci guarda dritto negli occhi.
La discussione con lei, attraverso l’interprete, è un pò
strana perchè il russo è una lingua che ci è totalmente
estranea e quindi ci possiamo unicamente limitare a
interpretare le espressioni e le intonazioni della voce, in
attesa di averne la traduzione. Ci spiega che studierà il
nostro dossier e se lo ritiene opportuno, lo farà
registrare nella banca dati degli adottanti. Ci ricorda la
regolamentazione russa sulle adozioni. Ci chiede infine
di presentarci brevemente (nome, cognome, professione,
ecc), il perchè vogliamo adottare in Russia, perchè
proprio a Perm, se abbiamo una preferenza per il sesso
del bambino, la sua età, ecc. Il tutto dura circa 20min
senza interruzione o domande. Pare sia un buon segno.
Un pò scossi dagli ultimi avvenimenti, non ci resta che
visitare Perm. Conoscere questa città, i suoi abitanti, i
suoi monumenti, è un altro modo di avvicinarci a nostro
figlio.
80
Perm
Perm, il polmone industriale della
Russia, si trova a 1 434 km ad est di
Mosca, ai piedi della catena dei
monti Urali, che demimitano i
confini tra l’Europa e l’Asia. Con più
di un milione di abitanti, Perm è la
seconda città degli Urali, dopo
Ekaterinbourg, e la sesta in Russia.
La città è attraversata dal fiume Kama, il 4° fiume più
lungo di Europa, di cui la città occupa le 4eme plus long
fleuve d'Europe.
Il simbolo di Perm è l’Orso e una scultura imponente
che lo rappresenta è stata costruita verso la Via Lenin,
una delle strade principali della città. Perm fu fondata
nel 1723 dal Capitano di artiglieria par Vassili
Tatichtchev, nell’ambito dello sviluppo degli Urali
ordinato da Pietro il Grande. L’anniversario della
fonazione della città è festeggiato il 12 Giugno, che è tra
l’altro il giorno della festa nazionale russa.
Nel XIX secolo, Perm diventa una città industriale molto
importante. Annessa alla regione degli Urali nel 1923,
fu ribattezzata Molotov nel 1940, dal nome del Minsitro
degli Affari Esteri di Stalin. Porterà questo nome fino al
1957. A causa del suo formidabile complesso militare e
industriale, Perm divenne una vera e propria fortezza
all’epoca sovietica e fu totalmente chiusa agli stranieri
che ignoravano persino l’esistenza di questa città che fu
« cancellata » dalle carte sovietiche. Riaperta alla fine
della Guerra Fredda, Perm è oggigiorno un grande porto
fluviale, una tappa importante sulla via del treno Transsiberiano e un centro amministrativo, industriale,
scientifico e culturale di primo piano.
81
1 Novembre 2011.
Abbiamo appuntamento all’hotel con Roman. Abbiamo
diverse cose da chiedergli, risponde a tutte le nostre
domande e ci rassicura su multi punti. Piccola parentesi
sui russi, almeno quelli che abbiamo incontrato : sono
tutti molto ottimisti, specialmente sulle date e i tempi di
attesa. Ma noi manteniamo i piedi per terra, un pò per
proteggerci e evitare troppe delusione.
Ultimo giorno a Perm : shopping time ! Compriamo un
piccolo pelouche Cheburashka per Matias, dopo tutto è
qui che vive la scimmietta !
Da svidanija Perm
2 Novembre 2011.
Sveglia alle 4h00 e partenza per l’aereoporto in taxi.
Registriamo il bagaglio fino a destinazione, per essere
più liberi durante le corrispondenze. Il volo va tutto
bene : colazione "aéroflot", pisolino, lettura. Arriviamo a
Mosca alle 9h35. Questa volta il viaggio mi sembra
interminabile. Forse è l’impazienza di ritrovare Matias e
casa nostra. Finalmente l’aereo atterra alle 16h55 a
Bologna, dopo unos calo a Amsterdam. Mia sorella viene
a prenderci all’uscita dell’apparecchio (siccome lavora
all’aereoporto ha tutti i pass necessari). La sera andiamo
a letto stanchissimi ma felici di questo viaggio che è
stato ricco di emozioni e nuove scoperte. Il giorno dopo
riprendiamo la strada per Grenoble. Alle 15h30 siamo a
casa, dopo un lungo periplo aereo e stradale attraverso
l’Europa.
Il destino è in marcia, e il futuro appartiene a coloro che
credono nella bellezza dei propri sogni.
82
Stuart Little
Conoscete per caso questo film per bambini ? E’ uscito al
cinema qulche anno fa ed di recente è stato ritrasmesso
alla TV. Una storia allucinante, che comincia con una
coppia di genitori che si reca in un orfanatrofio con il
loro figlio biologico per SCEGLIERE un bambino da
adottare (excuse me ?!?). Tra i molti bambini si trova un
topolino che si lamenta perchè nessuno vuole adottarlo
e invece lui sarebbe cosí contento di avre una famiglia.
Commossi i genitori decidono di adottarlo, e il loro
bambino comincia a chiamarlo “mio fratello” (sí sí, ma
il peggio deve ancora venire). Un giorno qualcuno
suona alla porta, ed ecco che i genitori biologici del
topolino sbarcano vestiti di tutto punto mentre tutta la
famiglia è a tavola,: “Buongiorno Stuart, noi siamo i tuoi
VERI genitori” (davvero !?! quelli adottivi sono i FALSI
genitori allora ?).
Ed ecco che il film abborda l’argomento PRINCIPALE che
ogni genitore adottivo dovrà affrontare col proprio
bambino: la ragione del loro abbandono.
“La decisione di abbandonarti è stata molto difficile da
prendere, ma eravamo talmente poveri e non avevamo
scelta; adesso che stiamo meglio economicamente,
abbiamo decisio di venire a riprendere nostro figlio” (un
incubo!). E per coronare questo orrore, s’impara poi che
quei due lí non sono i genitori biologici (in realtà morti)
ma due impostori che sono stati assunti da un gatto
geloso dell’attenzione di cui gode il topolino adottato.
Non ho la minima idea di chi ha scritto e prodotto lo
scenario di questa storia, ma ciò dimostra che in materia
di adozione la strada è lunga e che i bambini (e i VERI
genitori adottivi) hanno bisogno di essere più forti che
mai, quando si vedo l’informazione deviante che circola
nei media.
83
Numero di dossier
13 Novembre 2011.
Roman mi manda la lettera ufficiale (in russo, insieme
alla sua traduzione) del Ministero che ci comunica la
registrazione della nostra domanda nella loro banca
dati, con un numero di dossier 246.
I Romanov, una tragedia russa
Sto leggendo un libro appassionante18, scritto da uno
scienziato mondialmente conosciuto, che si lancia sulle
tracce dei nostri antenati coll’aiuto della genetica.
Tra le altre storie, racconta le sue ricerche sulla famiglia
dei Romanov. Nel Luglio del 1991, diversi scheletri sono
ritrovati in una fossa della regione degli Urali, vicino a
Ekaterinenburg (là dove l’ultimo Tzar è stato tenuto
priogioniero colla sua famiglia nel 1918).Test del DNA
suggeriscono che potrebbe trattarsi dello Tzar Nicola II,
di sua moglie Alexandra e di tre delle loro figlie (Maria,
Olga e Tatiana). Il principe Alexis e la più giovane delle
sorelle – la famos principessa Anastasia – mancano
all’appello.
Nel 1918, i soldati dell’armata bolscevica credevano di
avere compiuto l’omicidio perfetto : i corpi sfigurati
dall’acido e seppelliti nella campagna isolata. Se ci sono
voluti 73 anni per sotterrare le ossa, è bastata qualche
goccia di sangue reale e una serie di manipolazioni in
laboratorio per risolvere uno dei più grandi misteri del
XX secolo : la fine dei Romanov.
I cadaveri sono in effetti proprio quelli di 5 membri
della famiglia reale e del suo seguito : lo Tzar Nicola II,
18
la Tzarina Alexandra (nipote della regina Vittoria e
prozia dell’attuale principe consorte Philip, duca di
Edinburgo), 3 delle loro figlie, il loro medico e due
domestiche. La prova irrefutabile dell’identità dei morti
è stata fornita dalle analisi del DNA fatte a partire dei
resti che hanno permesso di stabilire il legame di
parentela tra i 2 genitori e le 3 figlie. Ed è stato grazie
all’analisi del DNA mitocondriale del principe consorte,
pronipote della Tzarina, che si è potuto dimostrare che
si trattava proprio dei Romanov, mettendo fine alla
suspense imperiale. Dunque 5 morti, 2 dispersi.
Si dovrà aspettare il 2007 per che si trovino, in una
seconda fossa, 44 fragmenti di ossa semi distrutti dal
fuoco e dall’acido solforico. Un esame preliminare ha
permesso di stabilire che si trattava dei resti di un
bambino di età compresa tra i 10 e i 14 anni e di una
giovane donna di età compresa tra i 18 e i 23 anni. Si
potrebbe dunque trattare dei resti dei due ereditieri
mancanti. Il mistero dei Romanov è dunque risolto.
Bryan Sykes, The seven daughters of Eve
84
85
Le coincidenze della vita
Buon Natale
1 Dicembre 2011.
Ho incontrato una prof di francese dell’Università di
Perm. E’ venuta a Grenoble stabilire contatti con Istituti
internazionali di ricerca e Università e informarsi sui
programmi di scambio esistenti. Uno dei miracoli che ci
offre la Vita ogni volta che abbiamo paura di non
farcela, sono proprio le coincidenze. La prossima volta
che andremo a Perm, conosceremo qualcuno laggiù.
Che bel regalo di Natale !
Natale 2011.
Durante le feste ho pensato spesso a te, mio Piccolo
Amore. Di certo hai festeggiato il Natale all’orfanatrofio,
anche se non lo stesso giorno nostro.
I russi amano molto le feste. Le peripezie della loro
storia hanno portato all’aumento dei giorni festivi, e
questo vale anche per Natale e Capodanno.
Nel 1582 il papa Gregorio XIII ha introdotto la riforma
del calendario che oggi chiamiamo gregoriano. Il nuovo
calendario fu adottato da tutti i paesi cattolici in Europa,
e qualche anno dopo da quelli protestanti, ma gli
ortodossi hanno rifiutato di accettarlo. Questa è la
ragione per cui in Russia si festeggia Natale seguendo
l’antico calendario giuliano il 7 Gennaio.
Ecco perchè in Russia si festeggiano due Natali e due
Capondanni.
Non è più la stessa Russia
10 Dicembre 2011.
Il popolo russo si è recato alle urne il 4 Dicembre per le
elezioni legislative. Nonostante che il partito al potere
sia uscito vittorioso, delle manifestazione di protesta si
sono organizzate oggi in tutto il Paese (cosa senza
precedenti negli ultimi 20 anni) e il presidente Dmitri
Medvedev ha autorizzato la televisone a parlarnee ha
chiesto la verifica delle accuse di irregolarità.
La Russia odierna non assomiglia più a quella che aveva
eletto Vladimir Putin, l’uomo forte, nel 1999. Ciò non
significa certo che la democrazia trionferà, ma i Russi
hanno imparato che il potere è indebolito, e che ha
paura di loro. E’ più che probabile che Putin si rielegga
l’anno prossimo, ma la Russia non è più la stessa e sarà
difficile imbavagliarla di nuovo.
Come dice Oleg Kachine (il giornalista gravemente
molestato in 2010) :
« Non si può rimettere il dentifricio nel tubetto una volta
che ne è uscito. Questa regola semplice è la garanzia più
affidabile di cambiamenti futuri ».
86
La festa più importante per i russi è il Capodanno, che è
la festa familiare. Comme dappertutto c’è la tradizione
di decorare l’albero e di mettervi sotto i regali, portati
ovviamente da Babbo Natale. La celebrazione della festa
comincia alle 23h00 circa. Tutta la famiglia si riunisce
attorno alla tavola e dice addio all’anno passato. Di
solito 5 min prima di mezzanotte è trasmesso il discorso
del Presidente che finisce appena prima dello scoccare
della mezzanotte, dato dal campanile del Kremlino. Al
primo rintocco si apre una bottiglia di champagne (deve
essere dello champagne sovietico), e durante i dodici
rintocchi si deve versare lo champagne nei calici e
berlo. Si può esprimere un desiderio tra il primo e il
dodicesimo rintocco. Poi si apre la porta o la finestra per
far entrare l’Anno Nuovo e la festa continua.
87
Il piatto obbligatorio non è l’anatra o l’oca ma l’insalata
« Olivier », un’insalata con patate, carne cotta, piselli,
cetrioli, cipolle, uova e maionese.
Durante la festa di Capodanno ci si deve vestire coi
colori del nuovo anno, secondo il calendario orientale. E
ovviamente si scambiano i regali. Se è Babbo Natale che
arriva col suo sacco di regali, chiederà ai bambini di
cantare una canzone o recitare una poesia.
Penso a mio padre, e alla sua sempiterna mania di
festeggiare il Capodanno « all’ora di Mosca » (per
andare a letto prima). Quest’anno la cosa sarà proprio
appropriata, e saremo in tanti ad esprimere lo stesso
desiderio !
Пьер e волк
Pierino e il Lupo : un’opera didattica sulla quale la
maestra di nostro figlio sta lavorando all’asilo. Durante
le vacanze guardiamo quindi il cartone animato di
Disney.
Prokofiev si lancia nella creazione di Pierino e il Lupo –
che completerà in soli 4 giorni – sotto richiesta del
Teatro centrale per i bambini di Mosca. Lo scopo
dell’opera è di far conoscere ai bambini certi strumenti
dell’orchestra. Mentre il narratore parla, l’orchestra
commenta il racconto con intermezzi musicali dove i
vari protagonisto sono rappresentati da strumenti
diversi:
Pierino: gli archi
l'uccello: il flauto traverso
l’anatra: l’oboe
il gatto: il clarinetto
il lupo: il corno
il nonno : il basso
i cacciatori: flauto, oboe,
fagotto
i colpi di fucile: timpani e
batteria.
Ogni personaggio ha un tema
musicale caratteristico, suonato al momento della sua
entrata in scena nella storia.
Un bel racconto di Natale, nel decoro innevato della
campagna russa.
СЧАСТЛИВОГО РОЖДЕСТВА !!
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89
Buon anno 2012 !
Due ali ai piedi
1 Gennaio 2012.
Che dire di quest’anno appena trascorso: un anno di
grandi decisioni, pazienza, attesa. Ci sono stati dei
momenti belli, e dei momenti di sconforto. E’ stato un
anno pieno di sorprese, rimbalzi, gioia e tristezza.
L’anno 2011 resterà nella mia memoria comme l’anno
dell’inizio concreto di questa nostra avventura in Russia.
Ho la fortuna di avere molte persone vicine : famiglia,
amici, colleghi. Senza dimenticare mio marito, sempre
presente colle parole giuste per risollevarmi e
sdramatizzare, nonstante il suo carettera a volte un pò
scontroso. E mio figlio, traboccante di energia e buon
umore.
L’anno 2012 sarà quello dell’attesa.
Ti auguro un bellissimo anno, mio Piccolo Amore e che
il 2012 sia l’anno del nostro incontro. E’ questo il mio
desiderio (non poi cosí segreto), espresso colle le labbra
su una coppa di champagna, durante i 12 colpi che
battevano la mezzanotte : alla russa !
90
6 Gennaio 2012.
Rudolf Nureyev è morto 20 anni fa,
all’età di 54 anni. Era nato il 17 marzo
1938 a bordo della transiberiana, da
qualche parte vicino al Lago Baïkal,
luogo sperduto degli Urali, poco prima
Irkoutsk verso Vladivostok.
Il16 Juin 1961, Rudolf Nureyev fece il
suo famoso "salto della libertà" e
traversò la cortina di ferro per
scappare in Europa. Fu condannato a
morte per alto tradimento e non potrà
rientrare in Russia che nel 1989 grazie
ad un invito personale di Mikhail
Gorbaciov.
Rudolf Noureev è arrivato con un salto
ed è partito in un soffio.
Non dimenticheremo mai questo
"Les lumières s’éteignent
ballerino venuto dal freddo, che da
et je meurs, demain je
renaîtrai, demain je
subito si è imposto sulla scena
danserai".
internazionale.
Nessun altro ballerino prima (e forse
dopo) di lui ha avuto maggiore influenza sullo stile e la
percezione della danza. Ha toccato un pubblico più
numeroso di qualsiasi altra stella, per la sua personalità
carismatica e il dono completo di sé a ciascuna delle sue
apparizioni sulla scena.
Rudolf Noureev è stato un genio. Ne aveva la stoffa, il
talento, la stranezza e l’audacia. La danza era la sua vita,
e in un certo senso si può dire che il giorno in cui smise
di danzare, cominciò a morire.
91
Cacciate Napoleone fuori dalla Russia !
Mentre la Francia celebra il 600simo anniversario della
nascita di Giovanna d’Arco (la pulzella che ha esortato
nel 1429 il Re Carlo VII a « scacciare gli inglesi fuori
dalla Francia »), la Russia celebra il bicentenario della
sconfitta di Napoleone davanti alle truppe dello Tzar
Alessandro I.
L’ultima vittoria di Napoleone sul suolo russo fu il 7
Settembre 1812, data alla quale 45 000 militari e 400
cannoni dell’artiglieria napoleonica hanno attacato
20 000 soldati e 300 cannoni russi su un fronte di circa
1,5 km. Questa battaglia – che ha di fatto aperto
all’imperatore francese le porte di Mosca – è celebrata
in Russia, perchè si considera la ritirata delle truppe
russe come una mossa strategica. Difatti l’arrivo precoce
dell’inverno ha massacrato le truppe napoleoniche e le
ha condotte alla disfatta.
L’apprendimento continua
Ho sempre avuto voglia di parlare molte lingue. Come
ha detto un filosofo dell’antichità, parlare più lingue è
come vivere più vite. Ecco dunque che mi attacco alla
sesta, ma con molte difficoltà. Trovo che il Russo sia una
lingua molto difficile. Forse perchè è la sola (a parte lo
spagnolo) che non imparo vivendo nel paese, il che
cambia molte cose.
Si potrebbe pensare che l’alfabeto (cirillico) costitutisca
la principale difficoltà nell’imparare il russo, al solo
pensare di dover memorizzare tutte queste lettere,
alcune delle quali non assomigliano a niente di già
conosciuto.
92
Ma se si paragona l’alfabeto con
altri aspetti della lingua russa,
come per esempio l’uso di prefissi e
suffissi e il sistema verbale, non c’è
paragone !
Per fortuna ho una forte memoria
visiva, e ho comprato un libro
illustrato (un abecedario) che
per il momento sfoglio con
Matias. In seguito mi sarà molto
utile per parlare col nostro
bimbo venuto dall’est.
Per fortuna che il russo ha
preso in prestito molte parole
al francese, lingua parlata alla corte dello
Tzar :
aeraport, bank, viza, divan, doktar, dakoumient,
journal, intirièsnyï, istoriïa, karidor, mouzyka, ristaran,
sport, stadion, tiatr, tsyrk, tilvizar, tilifon
Inoltre per aiutarmi ci sono anche molte parole russe
nel vocabolario comune, in particolare delle parole che
designano piatti o evenimenti politici :
Votka, blyni, tsar, spoutnik (compagnon), myr (paix),
glasnost (transparence), perestroïka (reconstruction)
Et Ronald Regan aimait répéter l’expression russe :
"Daviriaï, no praviriaï" (Fidati, ma verifica)
93
Fronda Siberiana
Pazienza
4 Febbraio 2012.
Nuova giornata di protesta a Mosca e nelle grandi città
del Paese, organizzata dal « Comitato d’organizzazione
del movimento per delle elezioni oneste » che si è creato
subito dopo le elezioni legislative del 4 Dicembre scorso.
Le manifestazioni si moltiplicano.
A Baraoul, in Siberia, c’è stata una manifestazione in
miniatura, dove delle figurine di plastica portavano dei
mini cartelli di protesta. Almeno questi personaggi,
sistemati davanti al teatro della città il 7 e il 14 Gennaio,
non hanno patito il freddo nella neve, contrariamente ai
manifestanti di oggi che dovranno affrontare delle
temperature polari (meno 20°C a Mosca).
10 Febbraio 2012.
E’ passato un anno e mezzo da quando abbiamo
cominciato il nostro percorso d’adozione e tre mesi dalla
data di registrazione del nostro dossier al Ministero di
Perm.
I giorni passano e per il momento nessuna nuova. Lo
sapevamo in ogni caso che non ne avremmo avuto per
molti mesi. Una coppia di adottanti su Perm ha scritto
sul loro blog che hanno dovuto aspettare esattamente un
anno dalla data della registrazione della domanda a
quella della presentazione di un bambino (la seconda,
hanno rifiutato la prima, come spesso accade in Russia).
Li ho contattati e Lynda è stata di grande aiuto e mi ha
dato qualche consiglio per l’interpreazione dei dossier
medicali russi. Lynda. Lydie. Decisamente è la lettera
« L » che è stata scelta dal moi Angelo Custode per
guidarmi.
Nel frattempo bisogna pensare ad altro e vivere
normalmente la nostra vit anel quotidiano. Oggi
abbiamo festeggiato i 70 anni di Nonna Carla.
La nostra missione :
ASPETTARE
Allora, ancora una
volta :
PAZIENZA
" Patience et longueur de
temps font mieux que
force et rage" (Jean de la
Fontaine).
94
95
La falsa vera vittoria di Vladimir Putin
5 Marzo 2012.
Le elezioni poliche in Russia si sono svolte Domenica 4
Marzo. Sono state di grande importanza, perchè ai soliti
giochi politici questa volta si è mescolato un desiderio
più fervido per la democrazia.
Come previsto, Vladimir Putin ha vinto. Secondo i
risultati provvisori di questa mattina ha ottenuto oltre il
63% dei voti dopo lo spoglio di circa il 30% dei seggi
elettorali, con un affluenza alle urne di circa il 58%,
poco meno che alle elezioni amministrative (60,2%).
La tanto attesa mobilitazione elettorale in seguito alle
manifestazioni delle ultime settimane non è avvenuta.
E allora? Tutti per uno, tutti per Putin? La situazione
reale del paese non è così semplice. Naturalmente c'è
prima di tutto l’effetto della propaganda e della censura
della TV e della stampa a Mosca e in altre città poiché, a
causa del deterioramento del sistema di distribuzione e
la scarsità dei sistemi di trasporto, non esiste più una
stampa "nazionale".
Ma non si deve trascurare l'importanza della deriva di
molti cittadini, scioccati dal periodo "Yeltsin", dalla
caduta di prestigio del proprio paese e dal allineamento
con la politica degli Stati Uniti. I russi hanno scelto in
definitva lo zar che avevano sognato.
Meno prevedibili sono stati i sospetti di frode che hanno
macchiato di nuovo le elezioni. In effetti, si pensava che
Vladimir Putin si sarebbe impegnato a garantire elezioni
oneste, a effettivamente rendere la vita più democratica
nel suo paese, e questo per tagliare l'erba sotto i piedi
dei suoi avversari, calmare i manifestanti e uscire
vittorioso dale urne.
96
Non è stato apparentemente cosí. Una videocamera di
sorveglianza di un seggio elettorale in Daghestan,
mostra degli elettori che letteralmente "riempono" le
urne, voto dopo voto. Ampiamente diffuse su Internet,
queste immagini hanno prova indignazione in Russia e
la Commissione elettorale centrale ha promesso di
annullare il risultato in questo seggio.
In ogni modo – che frode ci sia stata o no ‐ la Russia non
ha respinto Putin.
Senza dubbio avrebbe
dovuto esserci un secondo
turno, ma alla fine
avrebbe poi vinto lui lo
stesso (anche se adesso è
contestato), perchè
l’opposizione è ancora
molto divisa e non ha
ancora trovato un leader e
perchè la Russia profonda,
quella delle campagne e
delle città dell’industria
sovietica in fallimento,
vive in condizioni di
miseria troppo grandi per
rischiare di aggravarle
colle incertezze di un
cambiamento politico.
Per quanto contestato, il voto di ieri ha confermato
l'esistenza di due Russie, e la vera questione ora è come
farà il Presidente che è tornato al Cremlino a navigare
tenendo la rotta e senza accentuare questo divorzio?
97
Passeggiata intersiderale
18 Marzo 2012.
Esattamente 47 anni fa, Alekseï Leonov effettua la prima
uscita nello spazio della storia dell’umanità. E ancora
una volta è un russo (in più della Siberia) che compie
una tale missione. In termini di conquista spaziale gli
americani sono ampiamente superati : tutte le « prime »
spaziali sono per i sovietici (persino la prima donna
nello spazio è una russa, Valentina Terechkova, il16
Giugno 1963).
Gli astronauti americani sono stati i primi a sbarcare
sulla Luna, ma già da 10 anni delle bandiere recanti
l'immagine dell'Unione Sovietica si trovavano sulla
superficie lunare. Erano state gettate il 14 Settembre
1959 dal stazione sovietica Luna‐2, che aveva raggiunto
per la prima volta la superficie della Luna. Lo stesso
anno, la stazione Luna‐3 fotografa la faccia nascosta del
nostro satellite.
Per ritornare a Leonov, erano anni che si allenava. Quel
giovedi 18 Marzo 1965 alle 8h35 UCT lasia lo oskhod 2
per trovarsi sospeso a 190 km al di sopra del suolo (con
sé la pillola di veleno che i medici gli hanno dato per
evitargli l’agonia di una morte terribile nel caso si fosse
trovato bloccato fuori). Dirà in seguito che uscire nello
spazio è stato meno difficile per lui che uscire dalla sua
datcha per affrontare una tempesta di neve. Non sono
solo gli astronauti americani che sono ritagliati nella
stoffa di eroi.
Milioni di terrestri hanno visto la trasmissione in bianco
e nero, in diretta. Con stupore e di orgoglio, lo hanno
visto nuotare nel vuoto. La prima camminata nello
spazio è durata 12 minuti e 9 secondi.
98
I due astronauti (Leonov e il comandante Pavel
Belyayev) atterrarono a 180 km a NE di Perm, in mezzo
al deserto siberiano. Saranno anche attaccati da un
branco di lupi, prima di essere recuperati (sani e salvi)
dall'esercito sovietico.
Di ritorno sulla Terra, Leonov racconterà la sua
passeggiata nello spazio:
"Ho camminato verso l'ignoto e nessuno al mondo mi ha
potuto dire quello che stavo per incontrare. Non ho
avuto istruzioni. E 'stata la prima volta. Ma sapevo che
doveva essere fatto [...]. Uscii fuori dalla botola senza
fretta. Mi allontanai lentamente dalla navetta [...]. E’
stato soprattutto il silenzio che più mi ha colpito. Un
silenzio impressionante, come non ho mai incontrato
sulla Terra, così pesante e così profondo che ho
cominciato a sentire il suono del mio corpo [...]. C'erano
più stelle nel cielo di quanto mi aspettassi. Il cielo era di
un nero profondo, ma, allo stesso tempo, brillava la luce
del sole ... La Terra sembrava piccola, blu, chiara, così
commovente, così sola. E completamente rotonda. Credo
di non aver mai saputo cosa significasse veramente
« rotondo » prima di vedere la Terra dallo spazio."
Bello come un testo di Tolstoï.
99
Avere un bambino o essere genitore ?
“ Non si è maggiormente padre per la nascita di un bimbo
che per l’educazione che gli si dà. Essere madre non è
tanto generare quanto allevare saggiamente il bambino. ”
San Giovanni Crisostomo
Dall’inizio della nostra avventura cerco di prepararmi a
quello che noi, genitori adottivi, dovremo affrontare per
crescere e educare nostro figlio. E’ opinione diffusa che
le esigenze di un bambino adottato non siano le stesse di
quelle di un figlio biologico, a causa del suo abbandono
a un’étà in cui si pongono le premesse della fiducia in se
stessi, del tempo passato in istituzione, della mancanza
di affetto e di stimolo, delle carenze alimentari, ecc.
Senza dimenticare che « cambiare » di genitori è un
trauma, un pò come cambiare di identità.
Tutto ciò è certamente vero. Tuttavia, comincio a capire
che è molto più difficile essere genitori che figlio
adottivo. Questa evidenza ha cominciato a germogliare
in me a poco a poco, e non la devo alla lettura di un
ennesimo libro. La devo a mio figlio.
Certo nell’adozione si incontrano dei problemi educativi
diversi di quelli che si affrontano nell’educazione di un
figlio biologico. Ma prima di diventare dei bravi genitori
adottivi, si deve innanzi sapere essere dei bravi genitori,
cosa per nulla evidente.
Non si nasce genitore, lo si diventa.
Ma come si diventa un bravo genitore ? Non ho tutte le
risposte in mano, ma so che il mio percorso d’adozione
mi aiuta oggi ad essere una madre migliore. Questo
percorso ha acuito il nostro spirito e risvegliato le nostre
coscienze. Non vedo perchè tutto ciò che mi prepara a
diventare una migliore mamma adottiva non possa
servirmi nel mio rapporto col mio figlio biologico.
100
Oggi riesco ad ascoltaro molto di più e molto meglio di
quanto non fossi capace prima di aver intrapreso questo
cammino. Riesco bene o male a percepire il progetto
unico e misterioso che è scritto in lui, so leggere tra le
righe e comportarmi come una vera madre.
L’educazione e la disciplina hanno certo importanza, ma
anche l’ascolto, il riconforto e soprattutto l’amore senza
condizioni.
Diamo per scontato l’amore per i nostri figli, ma spesso
dimentichiamo che non lo è per loro, specialmente
quando sono piccoli. E questo vale non soltanto per i
figli adottatti, che attraversano la famosa « tempesta »
(in genere qualche mese dopo il loro arrivo nella
famiglia adottiva), periodo in cui mettono alla prova
l’amore dei loro genitori per verificare che l’amore che
provano è ben solido, e che non cedono alla tentazione
di rimandarli indietro, spossati dalla resitsenza del
bambino al loro amore.
Quando Matias si sveglia la mattina e non mi vuole
perchè non sono rientrata a casa la sera prima, quando
mi fa il muso perchè sono io che lo porto all’asilo ma è
sempre papà che va a prenderlo, o quando mi dice che
vuole « cambiare mamma » perchè l’ho punito un’ora
prima, potrei certo offuscarmi, offendermi, cedere alla
tentazione di imporgli la mia presenza o persino di
giustificare il mio comportamento.
Eppure no. In questi casi lascio che sia suo padre a
occuparsi di lui, in questi casi lo lascio stare.
Ma prima di uscire dalla sua stanza, lo stringo forte tra
le braccia e gli sussurro nell’orecchio che qualsiasi cosa
succeda, qualsiasi cosa faccia, lo amerò per sempre, sarò
la sua mamma per sempre, e lui il mio bambino per
sempre. E ogni volta, quando faccio cosi’, è nelle mie
braccia che vuole restare.
101
Montagne russe
Racconti di Russia
Il cammino più difficile è spesso il solo che ci permette di
arrivare alla felicità - La Bibbia
Mio figlio ha detto a scuola : " Il lupo
non è cattivo coi bambini. Mangia solo
le pecore. E i tre porcellini, bien sûr ".
Hanno letto in classe i 3 porcellini et
Cappuccetto rosso, difficile fargli
capire che il lupo cattivo esiste solo
nel nostro immaginario collettivo.
Abbiamo letto spesso insieme una
bella favola russa L’uccello di fuoco 19.
Conoscete questo racconto ? L’ho
scoperta alle scuole medie, grazie alla
sua versione musicale, scritta da
Stravinski. Mi è piaciuta subito un
sacco: per cambiare, il Lupo non
aveva il classico ruolo del "cattivo".
Ivan Tsarevitch, figlio dello tzar
Vasilyi, parte alla rcierca dell’Uccello
di fuoco col Lupo grigio. Durante il
suo viaggio l’eroe è confrontato a molte prove di
coraggio. I consigli e l’aiuto del Lupo grigio lo
aiuteranno a superarle. Alla fine, Ivan Tsarevitch saprà
combattere il terribile Koshchei l’Immortale e scoprirà
l’amore colla bella Yelena.
Nelle leggende delle steppe russe il lupo aiuta i gentili e
i deboli. I popoli che hanno scelto come amico un lupo o
che l’hanno scelto come animale totemico hanno tutti
una cosa in comune: sono nomadi o ribelli.
Il lupo è l’emblema stesso dell’anima russa, solitaria,
diseinteressata e incorrotta.
Da quando la black list è in applicazione in quasi tutte
le regioni della Russia, gli adottanti il cui dipartimento
figura sulla lista, ripiegano sempre più sulla regione di
Perm, la sola che possa accettare il loro dossier. Ne
risultano ingorghi e rallentamenti delle procedure.
Alcune testimonianze sul forum lamentano il fatto che
stia diventanto sempre più difficile adottare con
successo. Sembra che il Ministero di Perm presenti alle
coppie straniere quasi sistematicamente bambini grandi
o malati.
Le montagne russe delle emozioni ricominciano. Su e
giù, su e giù. Ma è il principio delle montagne russe: si
scende e poi si sale. Nonostante le difficoltà e le
molteplici delusioni di questo percorso c’è ancora tanta
energia in me, che mi aiuta a risollevare il morale
quando cade troppo in basso. Ma fino a quando ?
Resisto. E’ ancora troppo presto per abbassare le braccia.
C’è una costante nel nostro percorso per diventare
genitori: anche quando la nebbia è diventata così spessa
da non riuscire a vedere dove ci trovassimo, c’è sempre
stata una schiarita poco tempo dopo. E’ ancora troppo
presto per abbassare le braccia. Un bel sole riapparirà di
nuovo dietro tutta questa nebbia, a rischiarare il
cammino tortuoso che abbiamo intrapreso e che ci
porterà alla soglia della tua porta, mio Piccolo Amore.
Continuo a sperare.
19
102
http://www.artrusse.ca/contes/l'oiseau-de-feu.htm
103
Il té dell’ospitalità
1 Aprile 2012.
Abbiamo assaggiato il té
alla russa – un misto di
té neri di Cina, essenze
di agrumi e scorze
seccate creato apposta
tempo fa per l’Impero
Russo.
Questo té dal colore
dorato ha un sapore di
frutta e un po’ speziato.
Si beve in genere molto
forte e molto zuccherato, ornato da una rondella di
limone. I russi hanno l’abituditine di berlo mettendo
prima in bocca una zolletta di zucchero o prendendo un
cucchiaio di marmellata.
E 'intorno al samovar – grande bollitore a forma di urna
con un camino centrale per mantenere l'acqua calda ‐ che si declina l'arte dell'ospitalità russa. Gli sconosciuti
di passaggio, gli amici, le famiglie si riuniscono, in
qualsiasi momento della giornata davanti al samovar.
In città come in campagna, o in ogni vagone del treno,
si versa un concentrato di tè del tchaïnik (teiera posta
sulla parte superiore del samovar in cui si fanno
infusare le foglie del té) e si aggiungere l’acqua calda
del samovar.
Uova di Pasqua
cultura slava e nei paesi slavi o ortodossi in generale.
Nella nostra famiglia non nascondiamo le uova di
cioccolata in giardino per i bambini, ma portiamo delle
uova sode in chiesa a farle benedire e poi le decoriamo.
Ciascuno ha il suo uovo sodo da mangiare e poi
bruciamo le bucce nel camino o in giardino, perchè
essendo benedette non si possono gettare nella
spazzatura.
La decorazione
delle uova è
sempre spettata a
moi nonno. Si
inventava ogni
anno dei motivi
diversi, ci manca
molto, anche per
questo. Da
quando non c’è
piu’, ci
arrangiamo come
possiamo, ma le
uova sode
decorate sono
sempre a tavola il
giorno di Pasqua.
Quest’anno le ho preparate io, con Matias. Siamo andati
insieme in chiesa a farle benedire e poi abbiamo
utilizzato delle decorazioni termoadesive per decorarle.
Magnifiche. Il nonno sarebbe stato fiero di noi.
8 Aprile 2012.
Ogni Paese, ogni famiglia, ha le proprie tradizioni
pasquali. La decorazione delle uova è molto diffusa nella
104
105
Putin, fino a quando ?
7 Maggio 2012.
La notizia è ovviamente passata innosservata alla
televisione, nella Francia delle post‐elezioni. Ma oggi a
Mosca si è tenuta la cerimonia d’investitura di Vladimir
Putin alla presidenza della Russia. Rieletto il 4 Marzo al
primo turno alla testa del governo dopo un intermezzo
di 4 anni, l’ex ufficiale del KGB – che ha già due
mandati consecutivi al suo attivo (2000‐2008) – ritorna
al Cremlino per una durata di 6 anni come minimo,
poichè la durata del mandato presidenziale è stata
aumentata da un ammendamento alla Costituzione nel
2008. Poichè due mandati consecutivi sono tutt’ora
possibili, gli esperti politici lo danno in carica fino al
2024. Rendiamo omaggio all’azione in favore della
democratizzazione intrapresa dal presidente uscente
Dmitri Medvedev, nonostante la coabitazione imposta
dal tandem poutiniano. Le sue azioni costituiscono un
capitale politico prezioso per la Russia, che non potrà,
speriamo, essere spazzato via con un semplice gesto
della mano. Ugualmente inosservato è passato il
rassemblamento gigantesco "La Marcia dei milioni", che
ha avuto luogo Domenica 6 Maggio, alla vigilia
dell’investitura di Putin. La manifestazione voleva
ottenere delle elezioni legislative anticipate (quelle di
Dicembre 2011 essendo state macchiate da frode).
Couleur de peau :miel
6 Giugno 2012.
Un altro compleanno per me. Il secondo da quando
siamo in cammino verso nostro figlio adottivo. L’ho
passato in mare, da qualche parte tra Taormina e Corfu.
106
Oggi è anche il giorno
dell’uscita del film
d’animazione “Couleur de
peau: miel”, un’ adattazione
del fumetto di Jung, che
abbiamo scoperto l’anno
scorso. Nato nel 1965 a Seoul
e adottato nel 1971 da una
famiglia belga, Jung racconta
la sua storia : l’uscita
dall’orfanatrofio, l’arrivo in
Belgio, l’adolescenza difficile.
Racconta come sia riuscito gradualmente ad accettare le
proprie contraddizioni e differenze, lo sdradicamento
dal suo paese d’origine, l’integrazione nella nuova
famiglia. Tutti temi abbordati con poesia, umorismo e
emozione. Realizzato con originalità, attraverso
l’interposizione d’immagini reali e disegni, tra il
presente e i ricordi, questo film è un racconto che parla
d’adozione esplorando terreni nuovi e raramente
abbordati.
Masha y Michka
12 Luglio 2012.
Guardiamo spesso su
YouTube, in versione originale
ovvio, gli episodi del cartone
animato russo Masha e
Michka. Ho persino trovato
una versione francese per
iPhone e iPad. Piccolo
aneddoto : abbiamo trovato in
un negozio che vende prodotti russi e armeni, un pacco
di pop corn russi con l’immagine di Masha e Michka !
107
Queste 80 h che ci allontanano dalla meta
Fatto apposta per noi !
25 Agosto 2012.
Eccoci di ritorno dalle vacanze, due settimane al mare,
isolati dal mondo e da internet. Esattamente un anno fa,
mi ero immaginata in vacanza a quattro. Si può sempre
sognare !
Al nostro ritorno troviamo una brutta sorpresa. La
Russia ha reso obbligatoria per i genitori adottivi una
formazione di 80h, e ciò si applicherà a tutti i dossier
che saranno trattati in tribunale a partire dal 1
Settembre. Questa decisione è una consequenza del
piano d’azione nazionale per l’infanzia – approvato da
Vladimir Putin a giugno. L’idea è semplice, lo Stato
vuole garantire a ogni bambino in istituzione una
famiglia, russa di preferenza. In questo modo il governo
vuole ridurre il numero di orfanotrofi sul territorio
russo e mettere il 90% dei bambini in affido attraverso
varie forme di tutela. Il documento fornisce anche un
punto di notevole importanza: il numero di bambini
adottati da stranieri deve diminuire. Questa è la prima
volta che si ha una dichiarazione ufficiale di questo
genere da parte del Capo dello Stato. La Russia sta
attraversando una crisi demografica. Quest'anno molte
classi di scuola elementare erano deserte.
Questa formazione ci allontana ancora di più dalla
nostra meta. Ovviamente, in Francia non si è ancora
organizzato niente a questo effetto. E purtroppo non
credo che il CG ci aiuterà molto, visto che la legislazione
russa non sembra essere un loro problema (basta
guardare come gestiscono il problema della lista nera).
Non riesco a raggiungere Roman. Saremmo forse in un
impasse ? Riportati alla casella di partenza ? Sarà forse
la fine delle adozioni internazionali in Russia ?
1 Settembre 2012.
Oggi c’è stata l’inaugurazione del nuovo volo diretto
Bologna/Mosca. Con frequenza giornaliera, partirà da
Bologna alle 12h00 e arriverà a Mosca alle 17h10, il
che ci permetterà di prendere poi l’ultimo volo per Perm
senza passare la notte in aereoporto. Evviva !
108
109
La speranza è l’ultima a morire
8 Settembre 2012.
Sono un vulcano d’idee, e fiera di esserlo ! Di fronte al
problema della formazione, non mi sono arresa. 80h
rappresentano circa 10 giorni sul posto se la formazione
è assicurata da Mosca, cosa non certo facile da gestire,
anche perchè avremmo bisogno di un interprete. Per
fortuna, la Francia è stata ha negoziato una riduzione
del numero di ore, e avremo bisogno di accumularne
solo 30, contando che l’idoneità ce ne ha date una
dozzina. La Francia è davvero un paese molto regredito
in termini di adozione, soprattutto internazionale. Altri
paesi ‐ tra cui l'Italia ‐ preparano le coppie molto
meglio. Allora ho cercato una formazione in Italia e ne
ho trovata una a Milano (4 ore di macchina) di 9 ore (di
Sabato). Ho chiamato la responsabile formazione, la
dottoressa Loredana Paradiso (mai un cognome fu più
appropriato) e ci siamo iscritti. Mia cugina Lucia che
vive a Monza con il marito, terrà Matias per la giornata.
Lydia, Lynda, Lucia, Loredana : adesso sono certa, la
lettera « L » è quella scelta dal nostro Angelo Custode
per accompagnarci nel nostro cammino.Problema
risolto ! Ouf.
Anche se dovremo poi convincere la SAI20 a includere
questa formazione (italiana) nell’attestazione col conto
globale d’ore di formazione che abbiamo seguito nel
nostro percorso.
Fin tanto che avremo del coraggio e dell’immaginazione,
si va avanti !
Tutto è sotto controllo
24 Settembre 2012.
Ho chiamato Roman. Il suo silenzio e mancata reazione
ai miei mail recent mi ha un pò preoccupata. E’ vero che
i russi non scrivono se non hanno niente di nuovo da
dire, ma quando si è in un impasse, è facile immaginare
il peggio. Siccome il nostro ultimo scambio d’email
risale a quasi un anno fa, chi poteva assicurarmi che era
sempre della partita ?
Roman è stato contento che lo abbia chiamato: è così
occupato che non ha avuto il tempo di rispondermi. Ci
sono molte famiglie in Russia in questo momento, per
registrar la domanda di adozione, per incontrare un
20
Service des Adoptions Internationales
110
bambino o per passare in tribunale. Mi ha detto che
dobbiamo essere fiduciosi e che avremo una
presentazione, quando non sa (tra una settimana come
tra un anno), ma avremo prima o poi il nostro bambino.
E mi ha anche rassicurato sulla formazione di 80h e
confermato che i giudici di Perm sono ben al corrente
che abbiamo bisogno di giustificarne solo 30‐35h max.
Siamo sulla buona strada.
Una bella giornata a Milano
7 Ottobre 2012.
Sono rientrata entusiasta dalla nostra formazione a
Milano. Al di là del fatto che abbiamo accumulate delle
ore e che ci sarà data la possibilità di accumularne altre,
abbiamo vissuto un’esperienza che ci ha arricchiti
molto. Capisco meglio ora il perchè le istituzioni
vogliono imporre questo tipo di formazione ai futuri
genitori adottivi non riesco a capire perchè in Francia
niente sia organizzato a tale scopo.
Abbiamo abbordato insieme molti argomenti, alcuni dei
quali farebbero bene anche ai genitori biologici, come
per esempio il percorso della coppia che la porta a una
matura presa di coscienza delle funzioni genitoriali, o
ancora cosa significhi e implichi essere dei « buoni »
genitori, o infine i pericoli associati alla proiezione e alla
idealizzazione di un bambino reale. Ogni bambino, che
sia biologico o adottato, puo’ allontanarsi e anche di
parecchio dall’immagine idealizzata che portiamo
dentro di noi. Altri argomenti erano più centrati sulle
caratteristiche del bambino adottato, che è sempre e per
definizione un bambino “ferito”. E abbiamo cercato di
capire come questa ferita si traduce nel comportamento,
emozioni e pensieri del bambino. Per quanto si siano
letti numerosi libri sull’argomento (come ho fatto io
111
stessa), niente equivale un lavoro (in gruppo) con uno
psicologo professionista in materia d’adozione.
Prima di partire, Loredana ci ha proposto un lavoro
personale d’approfondimento, che consisterà a lavorare
in coppia con delle schede di riflession (La nostra storia
familiare, Le motivazioni al nostro progetto adottiovo, La
descrizione del nostro progetto adottivo, Come
immaginiamo il nostro bambino) e a guardare una serie
di film che abbordano il tema dell’adozione sotto angoli
diversi. Questo lavoro ci permetterà di accumulare una
ventina d’ore supplementari.
Insomma, nonostante la fatica del viaggio, è stato un
week end memorabile, e tanto di più che Lucia e
Giovanni si sono annunciati essere dei freschi futuri
genitori.
Lavoriamo sodo
Siamo immersi nel nostro lavoro di approfondimento
personale, al ritmo di una scheda a week end e di due
film a settimana. Le nostre serate non sono sempre
molto gaie – i film sono spesso duri e le problematiche
sollevate dolorose– ma non abbiamo avuto una sola
volta l’impressione di perdere il nostro tempo. Ogni film
ci ha dato una o più piste di riflessione. Ma come è stato
difficile di vederli tutti, a volte me ne sono andata a letto
col cuore stretto e le lacrime agli occhi.
Dirò a Loredana che ci deve una serata al cinema, e
saremo noi a scegliere il film !
112
Pussy Riot
10 Ottobre 2012.
Il ricorso in appello del gruppo Pussy Riot è stato
esaminato oggi dalla giustizia russa. Nell’Agosto scorso
tre cantanti del gruppo rock sono state condannate a
due anni di lavori forzati per "holiganismo" e "incitazione all’odio religioso" dopo aver cantato nella
cattedrale dei Cristo Salvatore a Mosca, una preghiera
punk per chiedere alla Vergine Maria di cacciare dal
potere il presidente Vladimir Putin dal potere. La chiesa
ortodossa russa ha denunciato il fatto come "blasfemo" e
"sacrilego". Il Primo Ministro Dmitri Medvedev si è
espresso in favore della loro liberazione, ma Putin ha al
contrario dichiarato che la decisione del tribunale è
corretta e che le tre donne hanno ottenuto cio’ che
meritavano.
Nessuno è stato sorpreso dunque del fatto che oggi il
processo ha confermato la pena per due delle tre
cantanti. La terza è stata liberata, perchè la sua difesa ha
potuto dimostrare che non aveva partecipato alla
manifestazione. Durante l’udienza le accusate hanno
ripetuto che le loro motivazioni erano esclusvamente
politiche, e che volevano denunciare la colluzione tra
certe personalità politiche e religiose.
Se la condanna delle Pussy Riot ha sollevato lo scandalo
all’estero, la simpatia per le cantanti è molto limitata in
Russia: i risultati di un referendum realizzato a
settembre ha mostrato che la maggioranza dell’opinion
pubblica considera giusta la loro condanna.
113
La meta si avvicina
12 Novembre 2012.
Una coppia che ha registrato la domanda di adozione a
Perm a fine Agosto 2011 (cioè due mesi prima di noi)
parte oggi per incontrare un bambino di 2.5 anni, in
buona salute. Non mi sono mai sentita così vicina alla
meta. La tensione in me comincia a crescere a poco a
poco. Lo so, e mio marito non smette di ricordarmelo,
che non serve a niente cercare d’immaginare la date
della nostra chiamata, ma se si tiene conto del fatto che
le vacanze di Natale in Russia sono dal 1 al 15 Gennaio,
mi dico che forse riceveremo notizie da Roman verso la
fine di Gennaio. Ancora qualche mese di pazienza.
La matematica non è un’opinione
14 Novembre 2012.
Molti adottanti s’interrogano sulla famosa formazione e
queste ore imposte, che sembrano fluttuanti. Infatti,
ogni regione della Federazione Russa sembra essere
autonoma quanto al numero da richiedere, che può
variare da 39 a 80 ore. Per quanto riguarda i colloqui
che si sono fatti per ottenere l’idoneità, è compito del CG
di validarne il numero d’ore complessivo, e alcuni ne
validano 40 e altri solamente 3.
Siamo in cammino con Adozioni Percorsi in Italia, ma
l’esigenza russa vuole che la formazione sia gratuita, e
questo sarà ripreso dalla SAI nella sua certificazione
finale del numero d’ore complessivo. Quindi, sono
praticamente sicura che il numero d’ore di formazione
che stiamo facendo in Italia non saranno riconosciute
come valide. Però mi dico che 1) ci servono comunque
per avanzare nel nostro percorso di genitori adottivi, e
114
che 2) il giudice sarà forse apprezzare in un modo o
nell’altro questo nostro impegno.
Ma la matematica non è un’opinione. Dovremo avere
comunque alla fine 30‐35 h di formazione.
Ed ecco che di nuovo il cielo ci aiuta e un angelo
custode (conosciuto per il tramite del mio stesso blog) ci
informa che l’associazione Adoption Russie si sta
muovendo per fare delle formazioni via skype. Mi sono
iscritta. Per il primo corso, avremo 4h validate, sul tema
" Particularita dello sviluppo di un bimbo privato di
cure parentali ". Per il resto, si vedrà.
Skyping
22 Novembre 2012.
Abbiamo seguito due sedute di formazione (via Skype)
fornite dall’associazione Adoption Russie , sulle
particolarità di un bambino rimasto senza cure
parentali. In particolare, abbiamo abbordato il tema
dell’attaccamento, la sua definizione, le diverse strategie
d’attaccamento, la loro evoluzione e i fattori che
possono influenzarle. Abbiamo anche parlato del
processo di attaccamento per i genitori adottivi e del
loro ruolo e di quello di tutta la famiglia biologica nella
costruzione del bambino.
Questa storia di formazione obbligatoria imposta dalle
autorità russe ci impone di fare i salti mortali. Però devo
dire che più avanzo su questo terreno ad ostacoli, più mi
rendo conto que la finalità di questa legge è una sola :
assicurarsi che i futuri genitori adottivi s’interessino ai
bambini che adotteranno in modo umano, per poter
assicurare loro un futuro.
115
Come ti chiami ?
Tre
A San Pietroburgo, Alexandre e Anastasia restano in
testa nella classifica dei nomi alla moda (Tratto da :
Courrier International n° 1150, 15-21 Novembre
2012).
Per vederci più chiaro, abbiamo chiamato il nostro
Conseil General per sapere quale sarà il numero d’ore
che saranno pronti a certificare : 3 ! Solo la riunione
d’informazione rientra secondo loro nei criteri imposti
dalla Russia.
E sorvolo sull’ amabilità colla quale ci hanno
comunicato la notizia al telefono.
I’ve got email !
6 Dicembre 2012.
Lo aspettavamo da 402 giorni questo email di Roman,
che ci propone finalmente un abbinamento : un bimbo
di due anni e mezzo, di nome Egor. In allegato, una
piccola foto in bianco e nero e delle informazioni molto
succinte sul suo stato di salute.
PAF, vado in tilt. Non è possibile immaginare la diversità
di emozioni che ho vissuto stamattina, e in ogni modo
sono incapace di descriverle. E’ veramente incredibile,
visto che tra l’altro sapevamo che questa notizia sarebbe
prima o poi arrivata.
Ma il corpo umano è fatto per proteggersi. Ci si copre il
cuore di uno strato protettivo per non sperare troppo.
Per non soffrire troppo.
Comunque, rimaniamo coi piedi ben per terra, nulla è
ancora sicuro. La nostra filosofia resta sempre : un
giorno alla volta, piccolo passo dopo piccolo passo. E in
un percorso di adozione si fanno spesso due passi avanti
e uno indietro.
116
117
Ci è stato detto che il primo abbinamento spesso non è
quello buono, perchè le istituzioni devono mostrare che
propongono (anche) bambini malati all’adozione
internazionale. Bisogna dunque cercare di mantenere
una certa distanza e sangue freddo. Ci concentriamo
sulle poche righe del dossier medico con attenzione.
Non sembra così grave, ma mancano delle informazioni
essenziali (quali la statura, peso e perimetro craniano
alla nascita, e i risultati del test APGAR), senza le quali è
inutile chiedere un parere a un medico. Avremo tutte le
informazioni all’orfanatrofio.
Che fare ? Andare a incontrare questo piccolino che è
forse malato (o forse no) ? Le nostre domande e
interrogativi restano tutti senza risposta. Ma ci diciamo
che sarà solo incontrandolo che troveremo delle vere
risposte, che ci renderemo realmente conto della
situazione. Soprattutto visto che è più facile rendersi
conto dello stato di salute di un bambino di due anni e
mezzo che di un bébé. Siamo consapevoli dei rischi che
prendiamo, e anche preparati a rifiutare questo
abbinamento, ma non vogliamo rischiare di lasciare
passare la felicità se ci è stata destinata. La nostra
decisione è presa. Partiamo a Perm il 16 Dicembre.
Se decidiamo di adottare il bambino, firmeremo allora
un documento in cui ci impegnamo a farlo.
Roman mi ha assicurato che che questo bambino non ha
dei problemi gravi di salute, che è un abbinamento
molto buono. Ma tutto può succedere, non si sa mai.
Quindi, dobbiamo chiudere il nostro cuore di genitore
fino al 21 Dicembre.
Sul piano pratico, è di nuovo lo stress totale, percjè
abbiamo solo 10 giorni per preparare il viaggio (visti,
voli, hotel, ecc.) proprio come la prima volta.
Dubbi e incertezze
Per riassumere la procedura. Andremo al Ministero
dell’educazione di Perm dove ci sarà mostrata la scheda
del bambino che hanno scelto per noi e ci sarà dato un
permesso di visita. Se le informazioni sono OK per noi,
allora andremo a incontrare il bambino. Saremo prima
ricevuti dalla direttrice dell’orfanatrofio e potremo porle
tutte le domande che vorremo a proposito della salute
del bimbo e del suo dossier medico. A questo punto la
grande decisione dovrà essere presa: adotteremo o no il
bambino? Ovviamente, in caso di rifiuto, questo dovrà
essere giustificato con delle ragioni mediche.
Andremo in Russia per incontrare nostro figlio tra poco
meno di una settimana. Guardo la foto tutti i giorni, lo
so che non dovrei. Questo bimbo è cosi’ carino. Mi sto
già affezzionando. Mi guarda con questi due grandi
occhi chiari e un sorriso triste che fa male al cuore.
All’improvviso sono attenagliata da dubbi. Ho una
grande paura che il bambino non riesca ad adattarsi alla
sua nuova vita e alla sua nuova famiglia, paura che le
cose non vadano bene con Matias, e che quest’ultimo
prenda male l’adozione, paura che il bimbo che arriva si
senta diverso.
Eppure mi ero preparata, mi ero già poste tutte queste
domande per mesi e mesi. Avevo anche trovato molte
risposte. Mi sentivo pronta. E’ normale avere tutti questi
dubbi e provare panico poco prima di partire ?
Adottare avendo già un figlio, biologico per di più,
cambia in effetti molte cose. E’ anche per questo motivo
che ci siamo preparati con dei professionisti.
Se fossi incinta di un secondo figlio mi porrei forse tutti
questi interrogativi ? Avrei così paura che il primo non
accetti il fratellino ? E se il più grande manifestasse
118
119
gelosia e disaccordo all’arrivo del più piccolo mi sentirei
forse scossa nei miei sentimenti di genitore ? Avrei forse
paura di non riuscire a dividere il mio amore tra i due
bambini ?
Certo un bambino adottivo ha delle difficoltà d’integrazione e adattamento che un bambino biologico non avrà
mai. Però le relazioni tra fratelli sono in fin dei conti le
stesse nei due casi.
E non si deve dimenticare che questo bambino è per ora
puramente teorico, ma che diverrà una persona reale e
concreta e che i legami si stabiliranno a poco a poco
nella realtà quotidiana e non sulla base di un’immagine
astratta.
Credo che tutti passino per questi momenti di grande
dubbio e angoscia. E’ normale in fin dei conti. Finchè si
ha il naso nelle scartoffie non ci si rende troppo conto,
ma quando la data dell’incontro si avvicina ci si dice
d’un tratto : ecco, presto incontreremo nostro figlio e lo
riporteremo a casa con noi. Aiuto !
di vita. Se è normale che un bimbo cresciuto in
istituzione sia in media più piccolo, la progressione deve
essere regolare : non è normale avere un peso che
stagna, o che diminuisce. Nel libretto sanitario di
Matias trovo anche dei consigli per analizzare lo
sviluppo psicomotore di un bambino. Con semplici gesti
possiamo valutare la sua motricità globale, il linguaggio
e la sociabilità.
In caso di dubbio, contatteremo il Dr de Montléon, che
rappresenta per gli adottanti LA referenza medica. La
sua gentilezza e disponibilità sono senza pari. L’abbiamo
contattato e preso appuntamento per il 20 Dicembre,
appuntamento che ora abbiamo dovuto annullare e
riportare all’anno prossimo. Ci ha comunque dato
qualche pista di analisi e si è reso disponibile per
aiutarci a distanza.
Partiamo quindi abbastanza sereni, colla certezza di
essere in buone mani.
Ma soprattutto, nonostante l’emozione, dovremo
mantenere il sangue freddo, e prendere il tempo di
riflettere. Più facile a dire che a farsi.
Pronti a partire
12 Dicembre 2012.
Ho preparato un memo con i test AGPAR21, i termini
medici da conoscere, i mezzi per diagnosticare una
SAF22, le curve di crescita, insomma una sintesi di tutti
gli elemanti che posseggo.
A Perm, dovremo cercare di ottenere il più possibile
d’informazioni e di elementi misurabili che ci aiutino a
valutare lo stato di salute del bambino. L’evoluzione del
peso e della statura è importante specie nei primi anni
21
22
Test rapide qui permet d'évaluer l'état initial du nouveau-né.
Syndrome d’alcoolisme fœtal
120
Secondo viaggio a Perm
16 Dicembre 2012.
Dopo due anni di procedure amministrative, eccoci in
viaggio verso un bambino. Non pensare più. Agire.
Seguire le rotaie del destino in marcia. Viaggio come un
automa, colla macchina fotografica in permanenza
attorno al collo, per potre più tardi ritrovare i luoghi, i
visi, le sensazioni e le vibrazioni di questo viaggio durante
il quale non mi sono autorizzata alcun sentimento.
Incontreremo un bambino, forse sarà il nostro. O forse
121
no. Non siamo mai stati così vicini alla meta, o alla fine:
siamo difatti decisi di abbandonare tutto se la nostra
procedura di adozione in Russia non funzionerà.
Come l’ultima volta partiamo da Bologna per lasciare
Matias e Akela dai nonni, e imbarchiamo per percorrere i
3606 km e i 4 meridiani che abbiamo già traversato
l’anno scorso. Arrivati a Perm, pernottiamo allo stesso
hotel. Arriviamo distrutti e un pò agitati dalla nostra
apprensione per l’incontro.
17 Dicembre 2012.
Appuntamento nella hall con Roman, che ci spiega come
funzioneranno le cose. Per cominciare andremo al
Ministero e ci sarà presentata la scheda del bambino. Poi
andremo all’orfanatrofio per vedere il bimbo. Avremo 4
giorni per decidere se vogliamo adottarlo oppure no.
Eccoci dunque al Minsiteron poco più di un anno dopo la
nostra prima visita. Siamo ricevuti da una signora
cordiale che ci dice che un bimbo di 2 anni e mezzo di
nome Egor è stato scelto per noi. Ci legge il dossier
medico, poi ci chiede se vogliamo incontrarlo.
Sapevamo che la lettura del dossier medico fa venire la
pelle d’oca e che ci si deve fare un’opinione più precisa di
persona. Decidiamo dunque di andare a vedere il
bambino.
Poi i test e i depistaggi effettuati, le ecografie varie, le
vaccinazioni, lo sviluppo del bambino, ecc. Il dossier
contiene anche alcuni dei termini di norma trascritti in
quasi tutti i dossier russi e altri che cerco di annotare il
meglio possibile: displasia broncopolmonare, sindrome
dell’intestiono irritabile senza diarea, ritardo generale
dello sviluppo, e dei termini sempre più complessi.
All’improvviso la porta si apre e una tata fa entrare un
bimbo nella stanza, poi richiude la porta dietro di sé.
Non riusciamo più a concentrarci su quello che dice
l’infermiera e tanto meno a porle le domande che
dobbiamo e vogliamo porle. Nella stanza, tutti gli occhi
sono fissi su di noi. Siamo un pò in imbarazzo, non
sappiamo che fare : continuare il colloquio o andare dal
bambino ? Egor resta lì in piedi, piantato al centro della
stanza e sposta il peso da una gamba all’altra, segno
evidente di stress. Come interagire con un piccolo della
sua età, che ci vede per la prima volta e di cui non
parliamo la lingua ? Per una frazione di secondo sono
invasa dal panico. Che fare ? Mi avvicino e cerco
disperatamente di ricordare le poche frasi di russo che ho
appunto imparato per quest’occasione 23.
"Nee boyssya. Meenia zavut Giovanna24".
Mi guarda curioso, deve essere il moi accento ! Gli diamo
i giocattoli che abbiamo portato per lui, e lo prendo sulle
ginocchia.
Lacrime amare
Siamo ricevuti da un’infermiera, la direttrice (che è poi
anche il medico) dottore non è disponibile. Ci fa
accomodare in una stanza, ci sediamo e cominciamo. Ci
legge la scheda medica completa, cosa che ci fa rizzare i
capelli. Peso e altezza alla nascita. E’ nato a 27 settimane !
Sospettavamo che fosse prematuro, ma non di così tanto.
122
"Ti ochesch eta ? Teebya nravitsya 25?
Osservo questo piccino, cerco d’interpretare le sue
23 A noter que l’orthographe des mots russes reportés ici suit la phonétique US, ayant
nous appris sur une méthode américaine.
24 N’ait pas peur. Je m’appelle Giovanna ?
25
Veux-tu cela ? Est-ce que ça te plait ?
123
reazioni. Può sembrare disumano privare questi primi
istanti di un incontro del calore e dell’emozione che
portiamo in noi, e di dare più spazio all’analisi che
all’accoglienza. Ma purtroppo questo è necessario. Come i
genitori che hanno già adottato ci avevano detto, durante
il primo incontro il nostro cervello lavora ai cento all’ora
senza lasciarci tregua.
Egor è veramente in ritardo. Ma di quanto ? Giocando
con lui e paragonando coll’esperienza che ho fatto con
mio figlio, mi dico che sulla carta ha 2 anni e mezzo, ma
che il suo sviluppo corresponde a quello di un bimbo di
un anno, un anno e mezzo tutt’al più.
Ritorniamo a trovare Egor tutti i giorni per tre giorni,
nonostante il suo ritardo evidente (psicomotore e
intellettuale) perchè ci siamo detti che è un grande
prematuro, che avrà sicuramente bisogno di tempo e di
amore per recuperare il ritardo e che se esitiamo è perchè
le nostre attese sono troppo elevate. Dopo tutto Roman ci
ha assicurato che questo bambino sta bene.
Passiamo del tempo con lui, per giocare, stimolarlo, spiare
un progresso anche minimo. Questo bimbo è così carino,
si applica, sorride. Ma non tardiamo a renderci conto che
la nostra presenza è accessoria, e che a volte ha delle
assenze, lo sguardo perso che guarda il soffitto.
Siamo in contatto quotidiano col Dr de Montelon, e i suoi
consigli ci aiutano, le sue impressioni sono a volte
incoraggianti a volte negative.
Poi, succede qualcosa di inaspettato. Durante una delle
visite, la tata di Egor lo accompagne di persona nella
stanza dove lo aspettiamo, mi guarda fissa negli occhi e
con uno sguardo triste ma determinato mi fa no colla
testa.
Non sapremo mai quali siano stati le ragioni del suo gesto.
124
La pesona che ci accompagna non ha saputo o voluto
tradurre ciò che la tata ci ha detto. Ma una tata è come
una mamma per questi bambini, nessuno meglio di lei li
conosce, e i suoi non detti valgono molto più di tutte le
parole del mondo.
Di ritorno all’hotel, esigiamo da Roman di farci
incontrare il medico prima di prendere una qualsiasi
decisione. Ci è parso in imbarazzo, ma non dubitiamo un
solo istante della sua buona fede. C’è sicuramente stato un
equivovo da qualche parte. Ci organizza l’appuntamento
senza indugi. Dopo una lunga notte insonne, ritorniamo
all’orfanatrofio. Siamo accolti dalla neurologa, che ci
conferma le nostre peggiori paure. Egor ha troppi
problemi, consenguenze della sua grande prematurità.
Non potrà mai recuperare completamente il suo ritardo,
solo in modo parziale e con molteplici sforzi e cure
costanti. Per il suo bene, e quello di tutti, decidiamo di
non adottarlo.
Siamo a pezzi. Incontrare un bambino e dire di no è
un’esperienza devastante. Il suo piccolo viso ci
perseguiterà a lungo. Ma non possiamo scendere a
compromessi e passare i limiti che ci siamo imposti.
Non ho niente da aggiungere per il momento. Ho il cuore
troppo gonfio di lacrime.
Kungur
19 Dicembre 2012.
Andiamo al Ministero per deporre il nostro rifiuto di
adozione e spiegarne i motivi. In seguito ho saputo che le
autorità russe non apprezzano che i genitori rifiutino un
bambino a distanza, su dossier. E che sono invece ben
disposte verso le coppie che prendono "la pena" et "il
tempo" di venire ad incontrarlo, indipendentemente dalla
125
sua scheda medica. Non sapremo mai la verità. Fatto sta
che nel momento stesso in cui abbiamo rifiutato di
adottare Egor, ci è stato detto che un altro bimbo era
disponibile nella banca dati dei bambini adottabili da
stranieri e che potevamo andarlo a vedere se lo
desideravamo.
Siamo sotto shock. Non ci sentiamo pronti ad incontrare
un altro bambino, non subito, non adesso : siamo ancora
troppo scossi emozionalmente. Ma delle ragioni prartiche
s’impongono. Dopo tutto siamo già qui, non avrebbe
senso di percorrere 3600 km in senso inverso per poi
ritornare tra quindici giorni. Accettiamo ad una sola
condizione : vogliamo essere ricevuti dal dottore PRIMA
di incontrare il bambino.
Ecco dunque che una nuova scheda esce dalla stampante
HP di questa gentile signora. " мальчик", ci dice, un
bambino : Sergueï, nato il 12/08/2011 a Kungur.
KUNGUR ! Questo nome è per me un segno del cielo,
colorato di speranza. Durante le mie ore sul net sono
venuta a conoscenza di un’associazione di genitori che
hanno adottato in questa città, a un centinaio di km da
Perm26. L’orfanatrofio è gestito da donne eccezionali che,
con pochi mezzi, aiutano i bimbi a costruirsi e a crescere
in modo ineguagliato. La direttrice (e dottore) è una
donna che si batte per trovare fondi e migliorare le
condizioni di vita dei suoi bambini. Per esempio, ha
lanciato il progetto « Un bus per Kungur », per comprare
un minibus e poter portare i bimbi in giro perchè possano
rendersi conto che la vita non finisce alle porte del loro
orfanatrofio. Quante volte ho sperato che il nostro
bambino venisse da Kungur ! Forse è proprio questo il
motivo della nostra venuta negli Urali …
26
Il nostro Piccolo Principe degli Urali
20 Dicembre 2012.
Questo è il giorno tanto atteso e desiderato. Fuori fa meno
27° C. Abbasso le falde della mia chapka sulle orecchie
all’uscita dell’hotel (i russi dicono che i veri uomini lo
fanno solo a partire da meno 18 ° C). Saliamo in
macchina, al calduccio nelle nostre giacche. Vedo sfilare
dal finestrino il paesaggio della periferia di Perm, con le
sue torri, le case di legno, le fabbriche, e poi ecco qualla
che può essere chiamata una nazionale bordata da betulle
e abeti. Lasciamo la città e percorriamo 100 km di una
strada sfondata dal gelo e dalle gomme coi chiodi. Il
paesaggio è di un biancore accecante: gli alberi, le strade
innevate, i fiumi ghiacciati. A volte, c'è il pannello della
fermata dell’autobus piantato nel bel mezzo del nulla e
della gente che aspetta. Incrociamo delle auto degli anni
50, 4x4 di lusso e camion scintillanti. Davvero tutte le
epoche coesistono in Russia. Eccoci arrivati.
Siamo ricevuti dalla direttrice, Olga, che ci legge il
contesto sociale del bambino e ci spiega in dettaglio la sua
cartella clinica. L’abbiamo letta e riletta il giorno prima e
abbiamo notato alcune domande che facciamo a Olga
quando ha finito di leggere. Ci conferma che il problema
di cuore è risolto, e ci rassicura sulle curve di crescita,
tutte ben al di sotto della media (bassa), e in particolare il
piccolo perimetro craniano. E’ proprio per questo motivo
che il piccolo è stato rifutato (su scheda) da ben tre
famiglie francesi in 15 giorni, ci ha detto il Dr de
Montleon, e la cosa ci è sembrata più che preoccupante!
Ma il bimbo è certo piccolo ma ben proporzionato e si
sviluppa e cresce molto bene. E’ un pò in ritardo per la
sua età ma niente che non possa essere spiegato dal fatto
che cresce in un’istituzione.
https://sites.google.com/site/associationpourkungur/
126
127
Siamo fiduciosi e completamente rassicurati da questa
donna che ci dimostra in meno di mezz’ora di essere
all’altezza della sua reputazione.
Abbiamo un solo desiderio : incontrare Sergueï. Olga ci
spiega che ha avuto della febbre e quindi ha dovuto essere
ricoverato all’ospedale. Sarà quindi là che andremo a
vederlo.
Eccoci dunque all’ospedale di Kungur. Tutto nel suo
aspetto esteriore (e ancor più interiore) traspira l’era
sovietica. Ci accompagna l’assistente sociale, una donna
dolce e gentile quanto Olga. Ci fanno accomodare in una
stanza da visita, piena di cartoni e strumenti di misura.
All’improvviso un’infermiera entra con un bambino in
braccio.
Ho provato ad immaginare questo momento innumerevoli volte. Spesso il primo incontro non va come si era
immaginato: lo stress, la paura, la stanchezza e la lunga
attesa, tutto si mescola nella nostra testa. Mi sono chiesta
innumerevoli volte come avrei reagito di fronte a questo
bambino nato in capo al mondo: assalita dalla emozione ?
incapace di mantenere la calma? colle lacrime agli occhi?
paralizzata dallo stupore ?
Fino a questo momento ci sono state carte e ancora carte,
un’attesa terribilmente lunga e poi un giorno un bambino
passa una porta e io divento sua madre.
Sono sopraffatta da una serie di sentimenti diversi. Felice,
certo, ma irrigidita. Mi è sembrato essere in un sogno.
Il mio cuore fa bum bum.
All’improvviso mi assale la paura di fronte a
quest’enorme responsabilità che mi è caduta addosso,
come se io stia prendendo pienamente coscienza solo ora
del peso che si posa sulle mie spalle: niente di meno che
l’avvenire di questo piccolino.
Chi ha già fatto questa esperienza sa che non si può più
dimenticarla. Chi non l’ha ancora fatta, sappia che vale la
128
pena aspettare, sperare, pregare e contare i giorni.
Qualsiasi difficoltà vale quest’istante in cui la porta si
apre e un bambino appare.
Non posso descrivere esattamente ciò che ho provato, ma
so che – come non dimenticherò mai l’istante in cui
hanno Matias su di me quando è nato –non dimenticherò
mai il momento in cui ho preso in braccio Sergueï.
Il mio cuore fa bum bum.
Tiriamo fuori i giocattoli e cerchiamo di interagire con
lui. Va detto che con un bambino di questa età tutto è più
semplice e più complicato nello stesso tempo (il
comportamento dei bimbi più grandi è più facile da
analizzare). Inoltre l'ambiente di un’ospedale non ci aiuta
a valutare il suo presunto ritardo in modo appropriato
(cammina a gattoni ? sta in piedi senza appoggio ?
cammina da solo ?), per cui ci siamo interamente affidati
alle parole di Olga e, questa volta abbiamo favorito
l’accoglienza e lo scambio.
Il giorno dopo torniamo a trovarlo. Abbiamo avuto un
bell’incontro col piccino. Siamo molto più a nostro agio
che con Egor. Teniamo Sergueï praticamente sempre in
braccio (non osando posarlo a terra in questa stanza di
dubbia pulizia), giochiamo con dei giochi adatti alla sua
età (comprati in fretta e furia al supermercato vicino
all’hotel) e gli diamo da mangiare. Ha buon appetito ed è
sorridente e per nulla intimorito. Tutti dei segni molto
buoni, ci dice il Dr de Montleon. Poi lo metto a nanna nel
suo lettino a sbarre. Non appena lo metto giù si mette a
piangere.
Allora il moi cuore fa bum bum.
129
Abbiamo detto Si
Paka moy maleesh 27
« L'essentiel est invisible pour les yeux, on ne voit bien
qu'avec le cœur » Antoine de Saint-Exupéry.
21 Dicembre 2012.
Siamo tornati in albergo. E’ giunto il momento di
prendere la nostra decisione. E 'ovvio che nessuno - né i
genitori del forum, né il Dr de Montléon né la direttrice
dell'orfanotrofio - ci potrà dare la certezza che questo
bambino è in perfetta salute.
Ma l'adozione di un bambino è prima di tutto un atto
d'amore, un atto di fede e di speranza nel futuro. A cosa
serve dirsi che ci è capitato il "figlio perfetto" sul piano
medico, se non lo si ama ? Non si adotta una diagnosi o
un referto medico o l'età o le "caratteristiche", ma un
essere umano che ha bisogno di noi per prendere il volo,
un giorno, colle sue ali. E’ il suono della sua voce, il suo
sorriso, i suoi gesti, le sue piccole dita, che ci dirà se il
bambino è nostro figlio, non i medici, o le altre storie e
testimonianze che abbiamo sentito.
Allora questo bambino è il nostro ? Come sapere se è colui
che ci è stato destinato ?
Mi affido spesso al mio istinto, perchè so che il mio
Angelo Custode veglia su di me e mi guida sulla giusta
via, spesso anche contro la mia volontà.
La nostra decisione è presa: abbiamo detto Si.
Esausti ma felici, diciamo a Roman che vogliamo firmare i
documenti ufficiali e impegnarci all’adozione di Sergueï.
Secondo la credenza Maya, oggi doveva essere la fine del
mondo. Di certo la data di oggi segna la fine del nostro
mondo prima di te, mio Piccolo Amore.
22 Dicembre 2012.
Il nostro soggiorno giunge a termine. Abbiamo firmato i
documenti ufficiali. Le valigie sono pronte, l'aereo parte
domani all'alba. Siamo stati qui per 7 giorni, lontani da
tutto.
Questa settimana rimarrà per sempre impressa nella
nostra memoria e nei nostri cuori. Solo qualche giorno,
ma così intensi di ansia, dolore, sorpresa e felicità che ci
sembra aver trascorso qui molto più tempo.
Partiamo con un solo desiderio: che il tempo passi in
fretta fino al nostro ritorno.
Arrivederci mio Piccolo Amore!
Ritorno
24 Dicembre 2012.
Voilà. Siamo tornati da questo secondo viaggio esausti,
stanchi, scossi emozionalmente, sfasati in orario, cibo,
lingua, e temperatura. Abbiamo incontrato un bambino. Il
nostro desiderio di un figlio e il suo desiderio di una
famiglia si sono incontrati. Abbiamo incontrato il nostro
bambino. Si è presentato con il suo nome, i suoi occhi, il
suo naso, e i suoi capelli, non con gli occhi di mio marito,
il naso di mia nonna e i capelli di non so chi.
Quando un bambino cresce nella nostra pancia, abbiamo
il tempo di preparare e immaginare una vita insieme;
quando arriva che ha già 2 anni, si deve improvvisare.
Siamo felici. E presi da panico.
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Au revoir mon petit.
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Last Xmas
25 Dicembre 2012.
Questo è il terzo Natale da quando ci siamo messi in
cammino, esattamente 2 anni 3 mesi e 3 giorni fa.
Quest'anno il nostro biglietto di auguri ha i colori della
speranza, i colori della Russia. Siamo certi che questo
sarà l'ultimo Natale lontano da te, mio Piccolo Amore.
Tra un anno ci sarà una matriochka di più sulla nostra
cartolina, e nei nostri cuori.
Ded Moroz
31 Dicembre 2012.
In Russia è a Capodanno (НОВЫЙОД) che Ded Moroz e
la sua nipotina Sengourochka (bambina delle nevi)
portano i regali.
Il suo aspetto è simile a
quello di Babbo Natale,
indossa un lungo
cappotto di pelliccia di
colore rosso o blu, cinta e
ornata con motivi a
fiocchi di neve e ricami,
un cappello di pelliccia e
guanti di pelliccia e
stivali di feltro, i valenki .
Con il freddo a meno 50
gradi, è difficile vestire
in modo diverso (solo
Babbo Natale può
permettersi di indossare
una giacca corta, un
cappello da elfo e stivali di cuoio).
Ded Moroz viaggia in troika trainata da cavalli con
campane. Non entra nelle case attraverso i camini (visto
che in Russia non c'era il camino). In verità nessuno sa
come Ded Moroz entri in casa, appare come per magia.
Ded Moroz non si limita a offrire doni ai bambini nella
notte di Capodanno, ma aiuta anche coloro che si sono
persi nella foresta. E’ accompagnato dalla sua nipotina
Snegurochka, suo fedele assistente, che ama giocare con
i piccoli28.
Questa sera avremo tutti un piccolo regalo, per
abituarci a rispettare le date del calendario delle festività
russe. La Piccola Fate delle nevi passerà a trovarvi questa
notte, mio Piccolo Amore ? Pensiamo a te sempre, e
forte.
28
Les différences détaillées entre «Père Gel et Père Noel :
http://fr.rian.ru/infographie/20121230/197061768.html
132
133
Carte e timbri
2 Gennaio 2013.
Dobbiamo preparare al più presto il nostro dossier per il
tribunale, in modo che una data sia fissata rapidamente.
Tra le varie cose da fare ci sono due grosse cose :
l’attestazione delle ore di formazione, e la famosa tabella
medica. Sette medici di sette specializzazioni devono
dichiarare che il nostro stato di salute non mostra
controindicazioni all’adozione.
Abbiamo anticipato la cosa, prendendo appuntamento
con alcuni di loro diversi mesi fa, dicendo loro che
saremo venuti in seguito per far loro firmare (e
timbrare) la casellina nella tabella che deve datare meno
di 3 mesi al momento della sentenza.
Ho organizzato un programma degno di una campagna
elettorale, giostrando con le agende di tutti. Non ci
resterà poi che far validare la tabella dalla CNOM29.
Questa parte del dossier è fonte di grande stress per me
perchè il nostro prezioso documento dovrà fare un
periplo complesso per posta. Il resto del dossier è un
poco più semplice, ma la lista dei documenti da fornire
è talmente lunga:
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
10.
29
domanda d’adozione
copia dei passaporti
atto di matrimonio
copia delle carte delle macchine
impegno dei genitori a inviare le relazioni sul bimbo
impegno dei genitori a registrare il bimbo al consulato
attestazione d’immigrazione
attestazione di validità della decisione russa
promessa di Visa dal consolato francese di Mosca
copia dell’idoneità
11.
12.
13.
14.
15.
16.
17.
18.
19.
20.
21.
22.
23.
24.
25.
26.
27.
28.
29.
30.
31.
32.
33.
34.
35.
36.
37.
copie dell’attestazione di validità dell’idoneità
copia rapporti socio-psicologici
attestazione CG e testo di legge
impegno del CG a inviare le relazioni sul bimbo
impegno del CG a registrare il bimbo al consulato
lettera del datore di lavoro per lui
lettera del datore di lavoro per lei
attestazione salario minimo in francia
attestazione di residenza e descrizione della casa
certificato di proprietà (per ogni bene)
copia atto di vendita della casa
attestazione della banca per ogni conto bancario
attestazione della banca per ogni prestito
fedina penale per lui
fedina penale per lei
dossier con le foto (noi, famiglia, casa, ..)
rapporto finanziario
tabella medica per lui
tabella medica per lei
certificato medico per lui
certificato medico per lei
tabella colla lista dei medici e loro numero CNOM
attestazione CNOM
atto di nascita di Matias
certificato medico per Matias
lettera della maestra di Matias
attestazione di formazione (minimo 32h)
Il tutto legalizzato, autenticato e in 3 esemplari (uno per
il giudice, uno per la tutela e uno per noi). Visto che un
documento può fare diverse pagine, si parla di più di un
centinaio di fogli.
Sono ufficialmente demoralizzata. E per fortuna che non
abbiamo detto di avere un cane, altrimenti saremmo
dovuti andare dal veterinario e fare un sacco di carte
anche per Akela !
Conseil National de l’Ordre de Médecins
134
135
Benvenuti in Absurdistan
United Colors of Monléon
Gli americani non potranno più adottare un bambino in
Russia. E’ ciò che stipula la legge "Dima Iakovlev", dal
nome del bambino adottato da una coppia americana e
morto per cattivo trattamento in 2008. La legge è
entrata in vigore il 1 Gennaio 2013.
Ecco la risposta dei deputati russi alla legge ‐ adottata di
recente dal congresso americano e promulgata dal
presidente Obama ‐ che vieta ai responsabili del
martirio del giurista russo Sergueï Magnitsk (picchiato a
morte in prigione nel 2009 per aver denunciato uno
schema di corruzione implicante dei criminali e degli
alti funzionari) l’ingresso sul suolo americano e impone
il gelo dei loro beni.
La misura ha toccato l’élite russa là dove duole (i conti
in banca). I russi dovevano reagire. Difficile di scegliere
la reciprocità perchè gli americani piazzano raramente
le loro economie alla Sberbank. I deputati della Duma
hanno dunque ripiegato sull’adozione (60 000 bambini
russi sono stati adottati da coppie americane dal 1992
ad oggi, di cui 962 nel 2011). Non si poteva certo
chiedere a questi alti funzionari di boicottare gli iPhone
e iPad che tramballano nei corridoi del Cremlino.
Bloccare adozioni è ben più giudizioso. E così 52
procedure d’adozione in corso per l’america sono state
bloccate. Aggiungo che gli americani adottano spesso (e
più di altri) bambini malati, già rifiutati da coppie russe
o di altri paesi. Per compensare il fatto che non
troveranno una famiglia, gli orfani avranno diritto a un
posto gratuito in uno dei cimiteri della capitale. Lo ha
dichiarato Kirill, il patriarca della Chiesa ortodossa, il
28 Dicembre 2012.
7 Gennaio 2013.
Oggi andiamo a Dijon, per una consultazione preadozione col Dr de Montléon. Tanto vale consultare LO
specialista in materia, anche se questo significa fare
ancora dei kilometri.
Siamo oramai dei globe-trotters, e la nostra motivazione
non diminuisce (non ancora per lo meno).
Il Dr de Montléon riceve i genitori che adottano in
Russia per aiutarli a farsi un’idea sullo stato di salute del
bambino. Il contenuto dei rapporti medici russi è spesso
spaventoso e quasi impossibile da decifrare. Ci sono un
sacco di termini che fanno paura. Si dice a volte che le
diagnosi sono esagerate per privilegiare le adozioni
internazionali o aumentare i sussidi di stato. Ma non è
sempre così. I medici russi credono veramente in quello
che scrivono. Per un’interpretazione corretta è
essenziale conoscere le particolarità del sistema medico
russo e di sapere che i loro medici praticano la medicina
in modo diverso dai nostri. I mezzi diagnostici e di
valutazione non sono gli stessi.
Questa consultazione è andata ben al di là degli aspetti
puramente medici. Abbiamo abbordato molti altri
argomenti: siamo pronti ad adottare un bambino?
Abbiamo definito con chiarezza i nostri limiti? E ancora,
l’importanza di conoscere la storia del bambino e di
amare il suo paese d’origine. Abbiamo parlato per più di
un’ora. Il Dr de Montléon ha trovato il tempo sia per
ascoltare che per spiegare, sempre preciso e pedagogo.
Proprio come nel suo libro e nel suo blog.30. In questa
attesa interminabile, questo tipo d’incontro, questa
qualità di ascolto (attenta e benevola) ha il merito di
30
136
leblogdeladoption.blogspot.fr/ et " Naître là-bas, grandir ici ""
137
rasserenare, e di ridare senso al tempo che passa,
ricentrandoci sulle cose essenziali che perdiamo a volte
di vista, inghiottiti come siamo dalle scartoffie.
Grazie mille Doc !
Voilà. Devo fare una foto : il giudice apprezza il fatto di
vedere le foto della camera. E’ la prova che siamo
veramente pronti ad accogliere il bambino.
Un bus per Kungur
Le ore preziose
10 Gennaio 2013.
Oggi sono stata ricevuta dalla responsabile del servizio
adozioni del Conseil General. In seguito ad una volontà
d’uniformizzazione sul piano nazionale, il nostro CG ha
accettato di contabilizzare nelle ore di formazione,
anche quelle dei colloqui psicosociologici fatti durante
la procedura d’idoneità. Potremo quindi ottenere 11h,
invece delle 3h annunciate. Il colloquio è andato molto
bene. La responsabile e la sua assistente sono state
estremamente gentili. Ci valideranno un totale di 57 h
perchè le letture che abbiamo fatto saranno in parte
contabilizzate. Tutto ciò mi leva un gran peso dal cuore.
La camera è pronta !
20 Gennaio 2013.
Finchè non si è incontrato un bambino e che non si sa la
sua età o il suo sesso, è impossibile lanciarsi in una tale
impresa. Abbiamo dovuto decidere se mettere i bimbi in
due camere separate o se farli domire insieme e fare
della seconda la stanza dei giochi. Ben che la differenza
di età tra i due non sia trascurabili (tre anni esatti)
abbiamo optato per la prima soluzione. Sergueï non è
abituato a dormire da solo e il fatto di condividere la
stanza con Matias lo rassicurerà. In seguito si vedrà.
138
Mio Piccolo Amore, non ringrazierò mai abbastanza le
persone che si sono occupate di te per tutti questi anni e
che si sono consacrate con tanta energia e devozione al
benessere dei bambini. E che dire di Hélène, presidente
dell’associazione di sostegno alla Baby House di
Kungur, che con energia e entusiasmo inesauribile, non
solo raccoglie fondi per aiutarli, ma è anche riuscita a
creare un prezioso legame tra le famiglie adottanti, i
bambini e le tate. Olga dice che questa cosa ha cambiato
il loro modo di pensare. Grazie alle testimonianze delle
famiglie, le tate si sono rese conto che tutto ciò che
fanno per i bambini è di grande importanza per il loro
avvenire. E se prima l’adozione era vissuta come
qualcosa di triste, adesso è una vera gioia, perchè
attraverso le lettere e gli album fotografici, le cartoline
di Natale, ecc… vedono che i bambini sono felici nella
loro nuova vita. Non potendo aiutare di persona, voglio
cercare di apportare un contributo personale : un
grande maiale salvadanaio ci aiuterà a raccogliere fondi
per aiutare Kungur. Olga avrà il bus, giurin giuretto !
Stalingrado
2 Febbraio 2013.
Oggi la Russia celebra i 70 anni della vittoria contro la
Germania nazista. Per sei mesi le forze dell’Asse
(Germania-Italia-Giappone) e l’armata sovietica si
139
affrontano con inaudita violenza durante i combattimenti sanguinari nelle rovine di Stalingrado, totalizzando più di 2 milioni di morti, prigionieri, feriti e dispersi
(solo i morti saranno 700 000). Di solito sono tutti
d’accordo per dire che è a Stalingrado che si è giocato
l’esito della Seconda Guerra Mondiale. Ma secondo gli
storici, in realtà Hitler ha perso la guerra il 22 Giugno
1941, quando ha deciso di invadere l’Unione Sovietica.
Però è vero che Stalingrado rapressenta un mito: il
momento in cui Hitler ha smesso di sembrare
invincibile. Quando le truppe tedesche arrivano a
Stalingrado nell’autunno del 1942 conquistano i nove
decimi della città casa dopo casa. Il decimo che resta
continuna a difendersi. Stalin ordina alle sue truppe di
tenere la città-simbolo e rifiuta di evacuare la
popolazione. Quasi 40 000 civili muoiono sotto il fuoco
tedesco. Per la prima volta della Storia una città
moderna è tenuta dalle truppe fino alla distruzione del
suo ultimo pezzo di muro. L’8 Novembre, Hitler
annuncia alla radio la caduta di Stalingrado. Il giorno
dopo l’inverno arriva, e così pure i rinforzi dell’armata
sovietica. Circondati, i tedeschi muoiono di fame e di
freddo. Dei 230 000 soldati tedeschi di Stalingrado, solo
5 000 sono ritornati, gli ultimi di loro solo nel 1955. Per
loro niente è stato come prima dopo Stalingrado.
Per l’eroismo dei suoi abitanti e dei soldati che l’hanno
difesa, Stalingrado ricevette il titolo di "Città eroe"
(город-герой, gorod-gueroï) nel 1945.
Durante la destalinizzazione promossa da Nikita
Khrouchtchev nel 1961, la città diviene Volgograd
("Città della Volga "). Ma il regime di Putin, sempre alla
ricerca di simbolici patriotici forti, ha di recente
proposto di ridare alla città l’antico nome di Stalingrado.
140
Panico a bordo
6 Febbraio 2013.
La Russia parla di abolire le adozioni da parte dei
francesi, a causa della legge sul matrimonio e l’adozione
per tutti. La loro paura è che – in caso di un’adozione
non riuscita – i bambini che sono rimessi ai servizi
sociali francesi possano poi essere adottati da una
coppia omosessuale. In sostanza la preoccupazione
principale non è tanto il fatto che i genitori adottivi
cambino parere e abbandonino una seconda volta i
bambini (coi traumi che ne deriverebbero), ma che la
nuova coppia disposta ad occuparsi di loro e a dare loro
l’affetto di cui hanno bisogno, sia omosessuale. Il
ragionamento non fa una piega, ed è coerente colla
politica di un paese in cui la Duma ha votato
all’unanimità il decreto che dichiarara l’omosessualità
fuori legge. Insomma, fino al giorno della sentenza in
tribunale non potremo essere tranquilli. Ho i nervi a
pezzi, ma non posso cedere. Devo tenere duro ancora
poche settimane.
Dossier pronto
13 Febbraio 2013.
Abbiamo completato il nostro dossier alla velocità della
luce : 5 settimane, contanto anche l’andata-ritorno per
posta dei documenti che dovevano essere autenticati a
Parigi.
Il successo di questa impresa lo dobbiamo anche alla
disponibilità e all’aiuto di molte persone.
Grazie a tutti i genitori più avanti di noi nella loro
procedura di adozione per il loro prezioso aiuto nella
costituzione di un dossier così complesso.
141
Grazie a tutti quei medici importanti che ci hanno
ricevuti senza troppa attesa.
Grazie alla maestra di Matias che ha scritto una lettera
bellissima su nostro figlio.
Grazie ai miei collaboratori che mi hanno permesso di
rendere flessibile la mia agenda.
Grazie a tutti gli amici, alla mia famiglia, per l’appoggio
durante queste settimane stressanti.
E grazie a mio marito per essersi trascinato con una
febbre da cavallo a tutti gli appuntamenti.
Invio il dossier a Roman per DHL. Sarà poi tradotto e
sottomesso al giudice, che ci fisserà una data per
l’udienza. La nostra missione adesso consiste a pregare
che tutti i documenti forniti vadano bene e che la data
sia fissata prima del 14 Aprile, data in cui la tabella
medica scadrà.
Che stress tutte queste scartoffie ! Ma coraggio, siamo
veramente vicini alla meta !
Abbiamo una data per il tribunale
12 Marzo 2013.
Roman ci ha scritto per dirci che l’udienza avrà luogo
l’8 Aprile. Dobbiamo andare a Perm una settimana
prima, per fare, tra le altre cose, degli esami medici (mi
chiedo allora a cosa sia servito farli in Francia).
La felicità è vicina: tra meno di 4 settimane rivedremo
nostro figlio.
Terzo viaggio a Perm
2 Aprile 2013.
La preparzione del viaggio questa volta la si fa ad occhi
chiusi. Conosciamo la procedura. E’ la terza volta che ci
rechiamo in questa città che comincia oramai a
diventare familiare.
Tranne che questa volta Perm non è che una tappa.
Dopo una notte al solito hotel, direzione Kungur e il
nostro bambino.
Kungur
Kungur si trova a 100 km a sud-est
di Perm, siu contrafforti occidentali
degli Urali. La città è l’ultima tappa
della linea Transiberiana in
occidente ; dopo di essa, il treno
penetra nella parte asiatica della
Russia.
Grazie agli sforzi e all’attività dei mercanti di Kungur, la
città divenne la capitale russa del té nel XIX secolo. Sul
territorio della citta si trova un sito geologico
grandioso : la grotta di ghiaccio di Kungur. E’ la grotta
di gesso più grande degli Urali e la sesta in grandezza
nel mondo intero. La sua lunghezza è di 5600 m e
all’interno si trovano ben 60 laghi.
U’altra attrazione famosa di Kungur è il festival delle
mongolfiere "La Foire céleste de l’Oural", che si tiene
ogni anno dal 2001, fine Giugno inizio Luglio. Il festival
riunisce per una settimana una trentina di mongolfiere
e i loro equipaggi, che vengono da diverse parti della
142
143
Russia, Ucraina, Kazakhstan, Pologna, Repubblica Ceca
ed altri paesi.
La scelta di Kungur come luogo dell’attrazione è dovuta
al fatto che il cielo sopra la città non è mai attraversato
dagli aerei, cosicchè i palloni godono di una libertà di
movimento totale. I concorsi di pilotaggio sono seguiti
dalla « Battaglia dell’aria », una specie di gioco di
guerra. Tutti gli equipaggi sono divisi in due squadre
avversarie. I palloni volano sopra la città collo scopo di
raggiungere diverse obiettivi e vincere i nemici
coll’aiuto di sacchi di sabbia. Ogni squadra possiede la
propria compagnia di sbarco, che salta con paracaduti,
di un tiratore professionista e un navigatore.
Uno spettacolo unico, un cielo pieno di palloni, una
fantasmagoria di colori.
144
Una settimana a Kungur
5 Aprile 2013.
Abbiamo trascorso la settimana Kungur e reso visita a
Sergueï tutti i giorni. Il primo giorno mi accorgo che è
un po' preoccupato all'inizio, anche se non lo fa
vedere. Quando lo prendo in braccio sento che il suo
cuoricino batte forte forte. Ma in seguito si è rilassato.
Abbiamo giocato con lui e lo abbiamo fatto camminare.
Non è per nulla intimidito e ci fa dei gran sorrisi.
Il giorno seguente, è più a suo agio. Guarda con
curiosità i giocattoli che gli abbiamo portato. Com'è
cresciuto!
E ' difficile valutare i progressi di un bambino di questa
età nel suo rapporto con degli adulti che non parlano la
sua lingua. Il terzo giorno però accadono due fatti
importanti : è venuto spontaneamente e volentieri a
sedersi sulle mie ginocchia e ha cercato di farsi dare dei
bacini tendendomi il collo. Il nosro cuore si è allargato e
riempito di felicità. Nonstante cio, è chiara la sua
contentezza di rivedere la tata quando lo viene a
riprendere. Ma il fatto non ci preoccupa più di tanto,
anzi è un comportamento ovvio e normale.
Il quarto giorno è visibilmente stanco. Anche questa
volta, nonostante non sia mai riluttante ad essere
lasciato con noi, non abbiamo avuto l'impressione che
voglia gettarsi nelle nostre braccia. Ma oggi abbiamo
avuto la conferma che si fida di noi, perché si è
addormentato tra le braccia di moi marito.
Più tardi, nel pomeriggio, quando è stata l'ora di
ripartire colla tata, mostra per la prima volta la voglia di
restare a giocare con noi.
Il resto della settimana è trascorso in modo molto simile.
145
Abbiamo visitato l'orfanotrofio. Avevo ricevuto una
missione per l'associazione "Pour Kungur" : fare delle
foto più recentio per il loro sito web. I locali sono tenuti
bene e sono apparentemente rinnovati regolarmente.
L'interno è arredato con quadri e disegni dei bambini ed
è molto pulito. Sono rassicurata sulla qualità della vita
dei bambini. E non posso fare a meno di notare i
numerosi segni della loro vita collettiva: lettini a sbarre
messi uno accanto all'altro nel dormitorio, paia di
scarpette usate ben ordinate all'ingresso, armadietti con
un nome o una foto appicicati.Il cuore s'intenerisce e si
serra nello stesso tempo.
E oggi andiamo a trovare Sergueï per l’ultima volta.
Questo piccolino che viene verso di noi, sarà nostro
figlio. Lo stringo forte tra la mie braccia. Gli facciamo
vedere l’album in tessuto colle foto :
"Eta nash Dom. Eta nasha semnya. Eto tvoj brat.31"
Quando partiamo gli lasciamo un peluche e affidiamo
alle tate il libro di stoffa in modo che possano
prepararlo al nostro ritorno. Ci facciamo aiutare per
spiegargli che dobbiamo partire, ma che ben presto lo
verremo a prendere per sempre.
Trenta giorni è una cifra enorme per dei bambini che
non capiscono il motivo di quest'attesa, e che
improvvisamente si sentono abbandonati di nuovo.
Questo problema è stato risolto a Kungur: i bambini di
qui fanno il bagno due volte a settimana. E una tata ha
insegnato ai bimbi a contare l'intervallo della
separazione in bagni."Fa il bagno 8 volte, e la mamma ti
verrà a prendere". I bimbi cominciano a capire. Otto
volte stanno in otto dita e ce ne sono ancora due in
riserva !
31
C’est notre maison. C’est notre famille. C’est ton frère. C’est notre chien.
146
Il giudice ha detto "da"
8 Aprile 2013.
E’ il giorno dell’udienza. Roman ci ha dato una scaletta
da seguire per preparare il nostro intervento in
tribunale. Dobbiamo imparare il nostro dossier a
memoria, essere coerenti con gli importi degli stipendi,
conti bancari, le date dei vari certificati. Nonostante la
buona volontà dei rappresentanti della giustizia locale,
dobbiamo dare le giuste risposte, o tutti i nostri sforzi
potrebbero essere distrutti. Alla fine, il nostro discorso
per il giudice è lungo una decina di pagine.
10h30
Tocca a noi. Entriamo in aula con la nostra interprete.
Anche se non sono mai stata così in ansia in vita mia,
sono stranamente tranquilla.
Il giudice entra nella stanza, ci alziamo. Ci saluta, ci
sediamo. Il procuratore è una donna. Anche l’assistente
sociale (avvocato dei bambini) è una donna, e così pure
il cancelliere. L’interprete è una donna. Il solo uomo in
aula – a parte il giudice ‐ è il futuro papà, così grande e
così bello nel suo completo Armani. Il giudice legge la
nostra richiesta, elenca le numerose carte del nostro
dossier. Presenta la composizione dei membrei della
giuria e delll'udienza e ci chiede di presentarci.
Poi invita il padre ad esporre il nostro discorso. Sarà a
lui che saranno poste la maggiorparte delle domande, e
anche se pure io mi sono presa la briga di mettere un
bel vestito, sono stata ignorata per la maggior parte del
tempo. E’ il capo famiglia che deve parlare, e in Russia è
l’uomo.
Quanto a me, sono stata testimone quasi sempre muto di
questa udienza, come di un film surreale in cui eravamo
ancora comunque in pericolo. Non mi accade spesso di
147
riuscire a restare in disparte, discreta. Sicuramente
questa avventura ci ha aiutato a fare uscire e ad ottenere
il meglio di noi (così come la fecondazione in vitro è
riuscita spesso a tirare fuori il peggio). Così ho ascoltato
passivamente le risposte perfetti e a volte pure un pò
ipocrite di mio marito, sperando che fosse ad ogni
istante abbastanza credibile e convincente e soffocando
a volte la mia voglia di interrompere e di intervenire.
Perché l'adozione internazionale, perché abbiamo scelto
la Russia e la regione di Perm, la nostra situazione
economica e occupazionale, il nostro progetto di
adozione, l’incontro con il bambino, che cosa abbiamo
sentito, e come ci immaginiamo il futuro.
Poi è venuto il mio turno e il giudice mi fa domande
relative alla salute di Sergueï, se siamo informati e
conosciamo le malattie dei bambini delle istituzioni
russe. Come penso di gestire l'arrivo di un secondo
figlio, che cosa è stato acquistato per la camera, come
abbiamo preparato il nostro figlio biologico all'arrivo di
un fratellino e come possiamo gestire la barriera
linguistica. Che cosa faremo se il bambino ha problemi
di salute o comportamentali. Abbiamo attorno a noi
delle persone che ci possono aiutare, dei professionisti
che possiamo contattare.
Ed è sempre a me che chiede come penso di riuscire ‐
con un lavoro come il mio ‐ a prendermi cura dei miei
due figli. Aavrei voluto rispondergli che siamo in due,
che non viviamo più nell’800 e che le donne che
lavorano riescono ad organizzarsi e a gestire lavoro e
famiglia molto bene: ma sarebbe stato maleducato di
dire che insomma che faremo come tutti gli altri
genitori che lavorano .
Mi sono dunque limitata a dire che ho molti giorni di
ferie non presi da un lato, e che dall’altro sono
abbstabza libera nel mio lavoro, posso lavorare da casa
la sera, una volta che i bambini sono a letto e che ho
optato per lavorare a tempo parziale, all’inizio. Queste
risposte ha soddisfatto. Eravamo un po ' tesi all’inizio,
ma alla fine ci siamo rilassati e siamo stati a nostro agio
nel dare le risposte.
Durata dell’udienza: 2h30.
Il procuratore dà la sua conclusione : positiva.
L'assistente sociale dà la sua: positiva.
Si legge la decisione dell’orfanatrofio : positiva.
Il giudice esce per deliberare e ritorna 20 minuti più
tardi per pronnciare la sentenza:
148
149
" [..] le autorità russe ritengono che questa adozione è
formulata nell’interesse del bambino, e ci autorizzano a
diventare i genitori di Sergueï Tchoubakov, nato il 12
Agosto 2011 [..] "
La sentenza sarà esecutoria il 9 Maggio 2013, dopo i 30
giorni di appello come previsto dalla legge. Poichè si
tratta di un giorno festivo (associato ad un ponte),
possiamo venire a prendere il bambino la settimana
successiva. Il giudice si congratula con nou, e l'assistente
sociale piange dall’emozione. Ci dice di essere felice per
noi, per Sergueï, e ci assicura che questo bambino ci
riempirà di gioia e felicità. Ci scambiamo sguardi umidi.
Ritroviamo Roman all'hotel, sorridente e felice per noi.
Poi andiamo in stanza, al computer, per inviare la
buona notizia.
La sera crolliamo a letto. La notte è lunga, priva di
sonno e ricca emotivamente. Il mio cuscino è bagnato di
lacrime di felicità. Ci stringiamo l’uno contro l'altra.
Siamo felici.
Noi siamo "rimasti incinti" il 9 maggio 2011, quando
abbiamo ricevuto la nostra idoneità. E oggi è nato il
nostro secondo bambino. Non è nato nel mio grembo, il
nostro piccolo principe degli Urali. Viene da altrove. Al
diavolo la somiglianza, si riconoscerà nei nostri occhi.
Una volta che lo abbiamo stretto contro il nostro cuore,
è stato nostro per sempre. Per noi, è come se fosse nato
nel ventre di un aereo che lo porterà a casa.
La vita ci offre oggi il più bello dei doni. Veniamo da
lontano. Abbiamo fatto tanta strada per arrivare fin qui.
Il nostro viaggio per diventare genitori (due volte) è
durato quasi sette anni.
« Sette paia di scarpe ho consumate
Di tutto ferro per te ritrovare
Sette verghe di ferro ho logorate
Per appoggiarmi nel fatale andare
Sette fiasche di lacrime ho colmate,
Sette lunghi anni, di lacrime amare »
Nella vita si deve a volte andare molto lontano, per
ritornare in seguito carichi di tesori. Ecco cosa rende la
Vita interessante: il fatto di credere nei miracoli.
Rientriamo in Francia. Il prossimo viaggio è già
programmato: veniamo a prendere Sergueï il 16 maggio
(con Matias) poi andremo a Mosca per fare i suoi
documenti. Se tutto va bene, il 25 Maggio saremo tutti e
quattro di ritorno a casa.
Faccio fatica a realizzare. Faccio fatica a credere che la
lunga attesa volga al termine, che il mio più caro
desiderio sia esaudito, e che tutti I nostri sforzi non
siano stati inutili.
"Paka, moy daragoy ".32 Tra 30 giorni saremo per
sempre i tuoi genitori, mio Piccolo Amore.
32
Au revoir mon petit chéri.
150
Il mese più lungo della nostra vita
Come sarà difficile aspettare questi 30 lunghi giorni e
attendere quel momento di certezza che niente e
nessuno ci potrà separare. Per questo ultimo viaggio ci
sono molto meno cose da fare. Dopo aver attraversato
un periodo di intenso stress, di corsa ai documenti, di
paure e dubbi, tutto sembra fin troppo tranquillo,
facciamo fatica a realizzare che non abbiamo quasi più
nulla da fare. E dover aspettare senza fare niente è
difficile: 30 giorni sono 30 giorni. Oppure, se si vuole
contarli, 2 592 000 secondi.
Nonostante l'impazienza, devo ammettere però che
questo ultimo viaggio mi fa un pò paura, mio Piccolo
Amore. In primo luogo, ho paura perché so che avrai
paura. Ti chiederai dove è che queste persone che non
capisci ti stanno portanto ? Inoltre ho paura perché ci
vorrà un pò di tempo, e un bel pò di kilometri, per
arrivare a casa, e non sarà un viaggio semplice con due
bambini piccoli, e specie per te, che non sei mai stato in
un seggiolino per auto e tantomeno in un aereo.
Ma hey, abbiamo messo tutte le carte dalla nostra parte:
abbiamo lasciato dei disegni alle tate, perchè te li
spieghino, che rappresentano il nostro viaggio e le tappe
che faremo per arrivare nella tua nuova casa.
Back in USSR
11 Maggio 2013.
Oggi je vois la vie en rose. Due anni esatti dopo aver
ricevuto l’idoneità, ritorniamo in Russia per andare a
prendere nostro figlio. Non vedo l’ora, sono impaziente,
e anche stressate, sì un pò. Stento a credere che tra
qualche giorno la nostra vita cambierà e che saremo
presto in quattro.
151
Questa volta Matias viaggia con noi. Pensiamo sia
meglio per lui di condividere questa esperienza piuttosto
che di vederci rientrare a casa con un bambino
sconosciuto.
L’aereo si posa a Perm. Ripenso a una cartomante che mi
disse un giorno "Viaggerete molto nella vostra vita".
La predizione si è realizzata tra gli anni passati
all’estero, gli spostamenti professionali e i viaggi fatti
durante le vacanze. Ma questo viaggio non è né
professionale né turistico: sono in cammino verso il mio
bambino.
so che cosa capisca di ciò che sta succedendo. Di certo è
un pò preoccupato. E chi non lo sarebbe? Questo è un
capitolo della sua vita che si conclude, un salto nel buio.
In macchina, mi guarda e vedo che non è rassicurato, lo
abbraccio e lo riconforto, e la paura passa.
Il mio cuore si stringe davanti a questo piccino così
coraggioso. Quanto coraggio ti è stato chiesto fino ad
oggi mio Piccolo Amore ? E quanto coraggio ti
chiederemo nei prossimi mesi ? Essere adottati vuol dire
venire da altrove per arrivare a casa propria. Una casa
che non è sempre evidente, una casa da sedurre, da
conquistare e da amare.
Gotcha Day 33
La sera i bimbi si addormentano rapidamente, vinti dalla
fatica. I genitori sono abruttiti dal viaggio, dal fuso
orario e dalle emozioni. Questi primi istanti passati
insieme resteranno per sempre nel nostro cuore.
14 Maggio 2013 (San Mattia).
Andiamo a prendere Sergueï. Quando arriviamo all'
orfanotrofio tutto è tranquillo. Ci portano per l'ultima
volta nella stanza degli incontri. Il grande momento è
arrivato: una tata ci porta il nostro bambino. Ci sorride,
ci ha riconosciuto! Lo prendo tra le mie braccia, e lo
stringo forte forte.
"Moy daragoy. Ya ochen za toboy saskuchalas. Mee
yidem v tvoy novee dom."34
Matias è commosso tanto quanto noi, si siede e gioca
con il suo fratellino con una palla. Tutto succede in
fretta, troppo in fretta. E 'già ora di partire. Con Sergueï
in braccio, faccio il giro delle tate e da svidania a tutte.
Le tate gli parlano con emozione e lo baciano. Vorrei
poter capire quello che dicono. Sergueï è piccolo e non
Oggi rimarrà una data anniversario per noi, mio Piccolo
Amore. La tua piccola anima bianca è nata due volte: la
prima nel grembo di tua madre biologica, la seconda tra
le nostre braccia.
Adesso, celebreremo il tuo compleanno due volte l'anno:
la prima volta il 12 agosto apertamente con tutti, la
seconda volta il 14 maggio, nel silenzio dei nostri cuori.
Sarai tu a decidere che cosa farai di queste due date
della tua vita, e se vuoi mantenerle tutte due oppure no.
Sarai tu a decidere se avrai bisogno di nascere due volte
l'anno per sempre, o se una sola ti basta per realizzare i
tuoi sogni.
33
Fêté aux US, le Gotcha Day c'est le jour où les autorités confient l'enfant adopté à
sa nouvelle famille.
34 Mon chéri. Tu m’as beaucoup manqué. On va à ta nouvelle maison.
152
153
From Moscow with Love
аспорт
19-25 Maggio 2013.
Prima cartolina a quattro. Ci siamo fermati a Mosca per
fare il visto di Sergueï. Abbiamo affittato un appartamento, con due bambini è più pratico.
In attesa di concludere tutte le formalità, abbiamo fatto
turismo. Mosca è una città molto interessante per la sua
bellezza e la sua ambiguità. E’ un condensato di
cultura e storia russa, una grande capitale che combina
le influenze dell’epoca zarista, della religione ortodossa
e del regime comunista con le nuove tendenze della
Russia moderna e il suo sviluppo a due velocità.
Visitiamo la Piazza Rossa, il Cremlino , la Cattedrale di
San Basilio e la sua cupola, l'imponente mausoleo di
Lenin , il Bolshoi. Mosca è anche un centro vivace, di
giorno e di notte. Negozi, ristoranti e caffè, il centro
città è attivo e divertente. Insomma, una città costosa (è
una delle città più costose del mondo) una vita attiva,
un ricco patrimonio. Ma anche una città piena di
paradossi. Strano senzazione quella di camminare per
Mosca: si possono aprire gli occhi su di una città del
passato e poi in un batter d’occhio vedere il divario che
esiste tra i moscoviti di oggi. Dal punto di vista
architetturale è la stessa cosa, e mentre si passeggia
nella capitale si risente questa mescolanza di storia
zarista e comunista
23 Maggio 2013.
Stringo tra le mani con
emozione il passaporto di
Sergueï con un bel VISTO
stampato sopra. Manterrà la
nazionalità russa per tutta la
vita, e avrà due passaporti (o
addirittura tre). Però, come
tutti i russi che sono residenti
all’ estero, non potrà votare in
Russia e non sarà obbligato a
fare il servizio miltare (per
fortuna !). I russi fanno la
distinzione tra nazionalità
(mantenuto per tutta la vita) e
cittadinanza (con i diritti e
doveri ad esso allegate).
Il nostro piccolo è stupito e si guarda costantemente
attorno. Ci sono così tante cose da vedere, è felice e
sorridente. Non riesco a credere che si sia adattato così
rapidamente. E’ veramente un bambino solare, con il
suo bel caratterino. Siamo felici. Quattro fa davvero
« famiglia ».
154
Rientriamo a casa
25 Maggio 2013.
Alle 11:40 partiamo da Mosca direzione CASA.
Atterrriamo a Lione alle 14:00 circa. Dobbiamo andare
al controllo della polizia perché Sergueï ha un
passaporto russo. Chiedo al signore dello sportello di
mettere un timbro con una data ben chiara (perché
senza di essa, tutto si complica per fare i documenti). Mi
chiede: "Questa è una adozione?". "Sì, signore, è una
adozione." Mi fa un timbro perfetto e ci augura tanta
felicità.Grazie signore! Questo è il nostro primo contatto
con la Francia e sono lieta che abbia questo colore.
155
I bambini sono stanchi morti (e anche noi!) e crollano in
macchina. Stanno ancora dormendo quando arriviamo
a casa.
Ecco. Siamo a casa nostra. Tutto va bene. Siamo i
genitori di due bimbi magnifici.
Faccio ancora un pò fatica a realizzare che il nostro
percorso d’adozione è finito e che, nonostante le
difficoltà del percorso, siamo arrivati a destinazione.
Adesso posso dimenticare le lunghe attese, le angosce, lo
stress, la fatica, i fusi orari. Posso smettere di dubitare di
aver preso la buona decisione e di domandarmi se forse
abbiamo preso la strada sbagliata.
Da quando sei con noi, ho ritrovato la serenità.
Da quando sei con noi, ho lasciato dietro di me tutti
quegli anni in cui ci siamo battuti per diventare genitori
e la frustrazione di non poter riuscire facilmente.
Da quando sei con noi, ho un solo desiderio : occuparmi
di voi due e cominciare la nostra vita a quattro.
Da quando sei con noi, ogni neve che cade mi ricorderà
la Siberia, mio Piccolo Amore.
La vita a quattro comincia
26 Maggio 2013.
Oggi segna l'inizio della nostra vita a quattro e della
nostra storia insieme, mio Piccolo Amore. Gradualmente
e col tempo, ci dovremo adottare, addomesticare e darci
fiducia reciproca. Dopo un tale viaggio, vogliamo
posarci, ritrovarci, guadagnare il tempo perduto e che
non potremo veramente mai recuperare totalmente,e
soprattuttp creare un legame solido. Innanzi tutto
dovrai abituarti a noi, a Akela (non hai mai visto un
cane prima, nella tua breve vita), alla tua nuova vita. E
anche Matias si deve abituare. Per lui non sarà facile
trattare con un fratellino che occupa così tanto spazio e
tempo con mamma e papà. Questa storia dell’amore di
una madre che è condiviso tra i bambini in parti
perfettamente uguali non è convincente. E chissà se
nella sua mente non c'è un altro quesito, a cui non
riesce a dare una risposta soddisfacente : e se
abbandonano anche me? Perché se un bambino viene
abbandonato, tutti i bambini possono esserlo, giusto ?
30 000 ...
… questo è più o meno il numero di chilometri che
abbiamo percorso per incontrare il nostro bambino e
portarlo a casa con noi per sempre.
Da svidania Russia 35!
35
http://www.dailymotion.com/video/x5871m_hymne-russe_music
156
157
Partecipazione
In un modo simile agli album di nascita, i siti web che
propongono la realizzazione di partecipazioni sono
molti, ma pochissimi modelli sono adatti all’adozione.
Un sito36 però offre una buona gamma di modelli per
l'adozione, a seconda del paese di origine del bambino.
Ecco la tua mio Piccolo Amore.
Delle carte, ancora delle carte
3 Giugno 2013.
No, le scartoffie non sono ancora finite, dobbiamo
ancora fare delle tonnellate di carte. In ordine d’urgenza
dobbiamo :
1 - Fare una dichiarazione di arrivo del bambino al CG
nelle 48 ore che seguono il rientro in Francia, per poi
richiedere il certificato di riconoscimento dell’affido del
36
http://www.pascomlesautres.fr/index.htm
158
bambino che ci permetterà di giustificare a tutti gli altri
interlocutori che il bambino vive con noi. Si deve fornire
il certificato di nascita, la senteneza del tribunale
tradotta e fotocopia del passaporto, col visto timbrato
con la data di arrivo in Francia. Si deve allo stesso tempo
fissare un appuntamento con l'assistente sociale per la
prima visita, e chiedere il libretto medico.
2 – Contattare l’USL per informarli dell’arrivo del
bambino. Si deve fornire la copia dell’atto di nascita (il
vecchio e il nuovo), la sentenza, l’atto d’adozione, copia
del passaporto e visto e l’attestazione del CG.
3 –Telefonare all’assicurazione.
4 – Prendere appuntamento col Dr de Monléon.
6 – Chiedere al Procuratore della Repubblica di Nantes
di trascrivere la sentenza russa nei registri francesi, il
che permetterà di ottenere uno nuovo atto di nascita
francese per poi fare i documenti franceso (Sergueï per
il momento ha solo un passaporto russo con un visto
valido per 12 mesi).
E per la trascrizione si deve fornire una lista di
documenti che non finisce più (in tre copie, ovvio)e fare
tradurre gli originali in russo in francese da un
traduttore riconosciuto:
 le formulaire de demande de transcription de décision étrangère
d’adoption dûment complété et signé ;
 la copie certifiée conforme du jugement d’adoption plénière du
Tribunal de Perm, ainsi que sa traduction en français ;
 la copie intégrale de nos actes de naissance ;
 la copie certifiée conforme de l’acte de naissance russe de
l’enfant, faisant apparaître sa filiation avec nous, ainsi que sa
traduction en français ;
 la copie certifiée conforme de l’acte de naissance de l’enfant,
faite par les autorités de la Fédération de Russie, préalablement
à son adoption, ainsi que sa traduction en français ;
 la copie certifiée conforme du certificat de non-appel du
jugement, ainsi que sa traduction en français ;
159
 la copie de l’agrément et notice délivré par le CGI ;
 la copie du passeport de l’enfant et du le visa
 la copie certifiée conforme du certificat d’adoption ainsi que sa
traduction en français ;
 la copie certifiée conforme du consentement à l’adoption
plénière de l’enfant, délivré par l’orphelinat, ainsi que sa
traduction en français ;
 la copie certifiée conforme du jugement de déchéance de
l’autorité parentale de la mère biologique, ainsi que sa
traduction en français.
7 – E per finire si deve registrare il bambino al
Consolato di Russia a Parigi. E si hanno tre mesi di
tempo per farlo, e bisogna andare di persona, sono le
esigenze delle autorità russe. Il consolato è aperto dal
lunedi al giovedi dalle 15h alle 17h30. Documenti da
fornire :
 formulaire de demande d’immatriculation;
 copies et originaux de 2 certificats de naissance (avant et après
adoption);
 copie et original du jugement et certificat d'adoption;
 original du passeport de l'enfant + photocopie (les pages avec la
photo et le visa);
 originaux des nos passeports + photocopies (idem);
 photos d'identité de l'enfant;
 enveloppe timbrée avec l’adresse de retour;
 25 euros (certificat d'immatriculation à envoyer en Russie,
immatriculation gratuite);
Preparo il tutto e voilà, parto per una nuova
immersione in territorio russo. Sarà durato quanto ? 10
minuti in tutto ? ma mi ci è voluta una giornata intera e
6 ore di treno.
160
Festa Nazionale Russa
12 Giugno 2013.
E’ la giornata della Russia, celebrata in commemorazione del 12 giugno 1990, il giorno in cui il parlamento
russo ha dichiarato l'indipendenza dalla Federazione nei
confronti dell'Unione Sovietic. Il giorno della Russia è
una delle feste più recent del paese. Stasera barbecue
festivo!
Un mese di già
14 Giugno 2013.
Oggi la tua madrina, zia Sybile ha festeggiato i suoi 40
anni. E oggi è un mese da quando siamo venuti a
cercarti all'orfanotrofio mio Piccolo Amore. Un mese da
quando le nostre vite rispettive si sono intrecciate e
hanno cambiato per sempre. Come è passato in fretta il
tempo. Stai facendo progressi ogni giorno, scopri tutto
con curiosità, cambi rapidamente: risplendi, sorridi,
prendi possesso della tua vita e prendi peso. Capisco
dalla lunghezza delle tue sieste come devi essere esausto
da questa vita diversa e dagli stimoli innumerevoli che
porta con sé. Ma non c'è dubbio: ti senti a casa. Ti
guardo dormire. Sei così bello, così tranquillo. La tua
capacità di recupero mi ha impressionato. Così piccolo e
già così forte.
Proposta di legge
18 Giugno 2013.
La Duma ha approvato oggi una proposta di legge che
vieta l’adozione di bambini russi da parte di coppie
omosessuali. Questo divieto sarà esteso ai single che
161
provengono da quei paesi dove il matrimonio gay è
legale (come in Francia), anche se questa opzione non è
ancora stata validata da tutti i deputati.
Questa proposta di legge sarà votata in 3° lettura il 21
Giugno, per poi essere firmata da Vladimir Putin, e
integrare così il Codice Civile e essere applicata.
I dossier di coppie eterosessuali già registrati al
ministero o in attesa della data dell’udienza in tribunale
dovranno in teoria continuare senza intoppo, ma in
futuro delle nuove clausole saranno previste negli
accordi bilaterali franco-russi.
Quel che è certo è che oramai non si potrà più adottare
da single in Russia e visto che in Francia l’idoneità è data
alla coppia solo se è sposata, la disposizione bloccherà
parecchie persone.
Sono gli incovenienti dell’adozione internazionale.
Giorno dopo giorno mi rendo sempre più conto della
fortuna che abbiamo avuto ad avere il nostro bambino
qui a casa con noi.
Incomparabile
Senza volerlo, a volte gli amici e i familiari possono
rendere la vita difficile ai genitori, paragonando in
continuazione i bambini adottati ai figli biologici. Che
sia per le curve di crescita o per l’età in cui toglie il
pannolino o le capacità psicomotorie, il paragone è
inutile. Durante i primi sei mesi dopo il suo arrivo, ci si
deve fare all’idea che sarà "unico" in quanto non
comparabile con quello che un bambino della sua stessa
età, nato e cresciuto in Francia "dovrebbe essere". Sarà
unico anche perchè nel suo primo anno crescerà a un
ritmo straordinario. In quanto genitori, dobbiamo
sempre ricentrarci, non lasciarci ferire o destabilizzare
dai commenti altrui. Bisogna sempre confrontare il
bambino con stesso. Solo noi conosciamo veramente il
percorso che ha fatto da quando è stato adottato.
Una scatola dei ricordi
Buon compleanno !
12 Agosto 2013.
Oggi hai compiuto due anni mio Piccolo Amore. Oggi
abbiamo festeggiato il nostro 1° compleanno insieme.
Canzoni, torta, candeline, foto, regali. Sei felice e pieno
di gioia e questo è per me il regalo più grande del
mondo.
Sono appena tre mesi che sei con noi e hai già imparato
tanto. Le tue prime parole, i primi passi, i tuoi primi
capricci e le tue prime rabbie, ci mostrano ogni giorno
che le radici cominciano a crescere nelle nostre vite.
Il nostro bambino è con noi, la maggior parte dei
documenti è fatta. E ' venuta l’ora di chiudere il capitolo
"Adozione in Russia." La scatola che contiene gli oggetti
preziosi che abbiamo messo da parte per te, diventerà la
nostra scatola dei ricordi, mio Piccolo Amore: un album
con le foto scattate durante i nostri viaggi in Russia, un
magnete dell'albergo dove abbiamo pernottato, una
penna e un piccolo taccuino acquistato a Perm, il
collage che illustra il nostro ritorno a casa, un libro in
cui le tate di Kungur ahnno scritto una pensiero per te,
una matita matrioska, un kit di posate Aeroflot, un
biglietto della metropolitana di Mosca, gli abiti che
indossavi quando sei uscito dall'orfanotrofio e una copia
di questa storia.
162
163
E naturalmente abbiamo già cominciato a costruire
insieme senza forbici o colla un album di ricordi da
conservare nei nostri cuori.
FINE
Una lettera del Tribunale di Nantes ci informa che la
decisione resa dal Tribunale di Perm è stata trascritta nei
registri dello stato civile francese. Adesso dobbiamo solo
aspettare il nuovo atto di nascita di Sergueï e il nostro
nuovo libretto di famiglia.
E’ finita.
Ora posso dedicarmi ad essere una mamma senza
distrazioni d’ordine amministrativo.
Sarò una buona madre per te, mio Piccolo Amore? Le
mamme a cui vorrei somigliare sono numerose.
Prima di tutto mia madre. Come vorrei riuscire ad
essere disponibile come lei, che è sempre stata presente
in ogni momento della mia vita, anche quando ha
inghiottito il suo dolore per lasciarmi andare all'estero a
crescere come volevo.
O nonna Sisa, con il suo amore incondizionato per i suoi
figli, ai suoi occhi i più belli e migliori del mondo.
O ancora zia Camilla, che non ho mai sentito alzare la
voce con i suoi figli: quanti sforzi faccio io al
quoitidiano per fare la stessa cosa, mi trattengo, mi
trattengo e poi esplodo in un "Urlo di Mamma 37" e la
vergogna mi perseguita in seguito.
37
Spero che il mio amore per te non t’impedirà mai di
crescere e che il tuo mi accompagnerà per sempre,
come tutte le cose belle della vita a cui non voglio
rinunciare.
Dicono che i giovani leoni sono più feroci quando sono
stati privati delle loro radici, e che i bambini adottati
saranno terribili all'adolescenza.
Tra qualche anno sarai un adolescente e cercherai forse
di distruggere tutto, perché l'adolescenza comporta la
distruzione di ciò che si ha per sapere ciò che manca e
ciò che conta davvero. E’ il passaggio obbligato per
poter costruirsi come un adulto.
Spero di essere pronta ad accogliere con amore le tue
tempeste, e se un giorno smetterai di chiamarmi
mamma per ribellione, non te ne vorrò. So che se mi
abbandonerai, sarà per avere una chance di ritornare
veramente da me, da solo, per scelta, come un grande.
Voilà. Ora smetto di scrivere. Non ci resta che vivere la
nostra vita. Adesso ho voglia di guardarti crescere, senza
raccontarlo. Scriverai tu stesso il resto della tua storia
mio Piccolo Amore, e sarà bellissima.
Jutta Bauer, Urlo di mamma, edito da Nord-Sud (2008)
164
165
APRIORI
166
167
Nous ne sommes pas responsables de la manière dont
nous sommes compris, mais de celle dont nous sommes
aimés.
Bernanos (Georges)
Un progetto di adozione è il progetto certo dei futuri
genitori, ma anche quello della famiglia o degli amici.
Ovviamente abbiamo avuto bisogno di condividerlo, e ci
ha un po’ perturbato il fatto di vedere che non tutti
hanno avuto la stessa reazione entusiasta. Col senno di
poi, trovo la cosa abbastanza normale. Dopo tutto,
circolano molti a priori sull’argomento, cosa che
confonde per forza le idee. Ecco una lista non esaustiva
delle domande che ci sono state poste e le risposte che
abbiamo trovato, in cammino verso nostro figlio.
Sull’adozione
 E’ facile adottare ?
Con centinaia di migliaia di bambini abbandonati, si
potrebbe pensare che un’adozione si dovrebbe
concludere abbastanza facilmente. La realtà è tutt’altra.
Colla preoccupazione più che legittima di proteggere i
bambini e evitare traffici orribili, tutti i Paesi hanno
moltiplicato i controlli e le precauzioni legislative.
 Perchè adottare ?
- Adottare non è un gesto umanitario. Non siamo madre
Teresa o Gandhi, e neppure miriamo al Nobel per la
pace. Se si vuole salvare una vita, in generale si puo’
adottare a distanza o fare un dono agli organismi che
sono sul luogo.
168
169
Si adotta perchè si vuole fondare una famiglia e che si
ha un desiderio di figli ben egoista, come coloro che
fanno dei figli in modo naturale, né più né meno, tranne
che ai genitori adottivi si chiedono in permanenza delle
giustificazioni.
- Un progetto d’adozione non si decide su un colpo di
testa, e neppure dopo avere seguito un programma alla
televisione. E’ un progetto che matura e si costruisce nel
corso di diversi anni e in due. Il percorso per ottenere
l’idoneità aiuta in questo, grazie all’incontro con
professionisti e con altri adottanti.
- Un progetto d’adozione non è : voglio, vado e ottengo
un bambino prima o poi. Puo’ anche non andare in
porto, sia che si passi per una OAA, per l’AFA o si vada
in individuale. Non è il fatto di aver ottenuto l’idoneità
che garantisce di avere un bambino.
 Perchè l’adozione internazionale ?
Molto semplicemente perchè i servizi sociali vi fanno
preso capire che ci sono tropo pochi bambini adottabili
in Francia e che il miglio modo di garantirsi il successp
e di rivolgersi all’estero.
Sull’adozione individuale
L’adozione internazionale è complessa, specie se in
individuale. Le cose cambiano da paese a paese, o
persino da regione a regione (come in Russia) e le leggi
e procedure cambiano in fretta. Durante il nostro
percorso abbiamo incontrato delle persone eccezionali,
che si sono fatte in quattro per aiutarci, e delle altre che
ci hanno messo i bastoni tra le ruote non appena
170
possibile. Non dimentichiamo che in Francia l’adozione
in individuale è considerata sospetta.
E allora a tutti coloro che hanno degli apriori su questa
procedura e che la condannano pretestando di "volere
grantire la sicurezza giuridica delle adozioni " vorrei
dire questo.
Le istituzioni del mondo sono piene di bambini che
aspettano un Papà et une Mamma. Un orfanatrofio è
una sala d’attesa ben organizzata: i pasti, le sieste, le
ricreazioni, le docce. I bambini vivono tutti insieme in
colletività, ma crescono soli. Le tate fanno il possibile
(perchè amano i loro bambini) ma sono troppo poche
per dare in quantità sufficiente l’attenzione e l’amore di
cui un bambino ha bisogno per crescere. Le tate sono
come i bambini : aspettanto che un Papà e una Mamma
varchino le porte delle loro istituzione e prendano un
bimbo tra le loro braccia.
Avete dei figli? Si’? Avete avuto difficoltà per averne?
No? Tanto meglio per voi.
Capisco benissimo che non vi sia possibile renderrvi
conto pienamente di una cosa che vi sembra così
naturale: fare dei figli. E’ come quando beviamo un
bicchiere d’acqua: ci basta aprire il rubinetto. Ma se si
pensa che nei paesi sottosviluppati quattro milioni di
persone muoiono ogni anno di malattie legate alla
mancanza d’aqua, allora e solo allora sapremo
apprezzare pienamente la trasparenza, la purezza e la
freschezza di quel liquido che cola nella nostra gola.
Provate per credere.
E provate a immaginare il vostro bambino lasciato a se
stesso in un lettino colle sbarre, con sola occupazione
quella di guardare il soffitto.
171
Forse penserete che il diritto di diventare genitori non
esiste, ma che ne è del diritto di avere dei genitori ?
Quando un papà e una mamma rendono visita a loro
figlio all'orfanotrofio, tutto i bimbi si gettano nelle
gambe, avidi di tenerezza. E i papà e le mamme ne
hanno di tenerezza da rivendere, si è terribilmente
accumulata nei loro cuori durante il loro lungo viaggio.
Che cosa succederebbe se l’adozione individuale
cessasse per davvero ? Questo modo di trattare dei
dossier che le OAA in surbooking non possono più
accettare, soprattutto dei dossier con profilo specifico
(coppie di 40 anni o più, famiglie con bambini biologici,
singles ) che sono rifiutati sistematicamente dalle OAA,
perchè hanno più richieste di quelle che possono
trattare (spesso non eseguono più di 60 adozioni
all’anno). E visto la lista d’attesa dell’AFA, si avrebbe il
tempo di ottenere 3 idoneità consecutive prima di
riuscire a fondare una famiglia.
Le cifre dell’adozione da parte di coppie francesi in
Russia nel 2011 parlano chiaro : 10 adozioni tramite
l'AFA, 49 tramite le OAA e 227 in individuale. Oggi la
lista d’attesa dell’AFA delle coppie francesi per la Russia
è di 1400 persone, dunque a 10 l’anno, anche se
moltiplicano per dieci il loro sforzi, si un’attesa media di
100/150 anni.
Trovate normale chiudere una via che funziona e
funziona bene ? I genitori che adottano in individuale
non rapiscono né comprano il loro bambino. Hanno
avuto tutte le autorizzazioni necessarie all’adozione, e in
entrambi in paesi e non hanno corrotto nessuno. Certo
hanno dovuto pagare i servizi dei traduttori, interprete,
avvocato, ma remunerare questi servizi è normale, no ?
E in ogni caso, anche se si passa per un ente autorizzato
questi servizi si devono bene o male retribuire.
172
Sull’adozione in Russia
Adottare in Russia (specie se in individuale) è piuttosto
complicato per diverse ragioni: è richiesto un elenco
infinito di documenti , tra cui dei certificati medici ben
precisi, e ci si deve rendere sul luogo almeno tre volte,
spesso quattro, dipende dalle regioni
Un consiglio: a partire dal momento in cui un
coordinatore serio decide di accettare di occuparsi di
voi, bisognerà obbedirgli in tutto e per tutto. Qualunque
sia il tipo di documento che vi è richiesto, bisogna
arrangiarsi per poterglielo fornire. Non serve a niente
cercare di argomentare ore e ore sull’utilità o meno di
un tale pezzo di carta. Sarebbe solo una perdita di
tempo.
In materia d’adozione, niente è sicuro in Russia. E’ una
scommessa che si fa, col rischio che alla fine, un
abbinamento in corso è annullato perchè una famiglia
russa decide di adottare il « vostro » bambino (cio’ resta
possibile fino all’emissione della sentenza in tribunale).
Nei media e a volte nelle sfere amministrative, la Russia
è spesso descritta come un paese dove la corruzione
regna sovrana. Ma questo non è vero.
 Si, la Russia è un paese molte procedurale.
 Si, l’adozione individuale laggiù diventa sempre più
difficile.
 Si, è il percorso del combattente, e ci è stato chiesto di
fornire un numero di carte sempre più numeroso.
 Si, la black lis è un vero rebus, e si, le ore di
formazione richieste non facilitano le cose, e se non si
ha la fortuna di avere un CG comprensivo come il
nostro si accumulano le difficoltà.
173
 No, i giudici non sono pagati sotto banco per
accelerare la procedura.
 Si, si deve aspettare in media da 9 a 30 mesi per
avere un abbinamento (ma almeno 5 anni in Cina).
 Si, i coordonatori e gli avvocati fanno dei regali ai
loro interlocutori, ma perchè questa cosa dovrebbe
scioccare più di tanto, in fin dei conti le imprese francei
fanno regolarmente dei regali a Natale ai loro migliori
clienti.
 No, non abbiamo comprato nostro figlio, nè lo
rubiamo a dei genitori più poveri. Certo l’adozione ha
un costo importante, ma si devono pagare i servizi delle
persone coinvolte, le traduzioni, le legalizzazioni per
procura, i visti, ecc... senza contare i costi associati ad
ogni viaggio (aereo, hotel, ecc…).
 No, non è vero che la maggioranza dei bambini
adottabili abbia la SAF. Certo i bambini delle istituzioni
russe sono più a rischio, ma la percentuale resta ancora
abbastanza bassa.
Personalmente, sono stata completamente rassicurata
quanto all’onestà e all’impegno dei nostril interlocutori
russi sin dal primo viaggio. Ho sentito che avevamo a
che fare con persone umane e formidabili e sempre
rispettose delle regole e delle istituzioni.
Certo la Russia non gestisce le procedure nello stesso
modo che la Francia, ma non ho oggi alcun dubbio che
tutti i bambini proposti all’adozione internazionale sono
dei bambini « adottabili » e e che il loro futuro sta molto
a cuore alle autorità russe e al personale delle
istituzioni, e che si sarà fatto il possibile e ancora di più
per preservare il loro interesse.
In fin dei conti STING puo’ stare tranquillo, perchè è
proprio vero che
”the Russians love their children too38”…
 No, non è vero che la maggiorparte dei bambini
soffra di problemi di attaccamento. Tutti i bimbi
adottati, qualunque sia la loro età, hanno dei problemi
di attaccamento il primo anno. Ma con un’educazione
adatta e molta pazienza e amore, la maggiorparte di
questi problemi sono presto superati.
 Si, ci sono molti bambini adottabili nelle istituzioni
russe, ben che la Russia sia un paese sviluppato e una
potenza internazionale. E meritano tutti una famiglia,
come quelli degli altri paesi nel mondo.
38
174
http://www.youtube.com/watch?v=wHylQRVN2Qs
175
Postscriptum
« Ils vécurent heureux, et eurent beaucoup d'enfants… »
Sono esattamente tre anni che ho cominciato a scrivere.
E fanno più di sette anni da quando abbiamo deciso di
avere dei figli. In sette anni abbiamo affrontanto quattro
FIVET, tre trasferimenti di embrioni congelati, avuto un
figlio e adottato un altro. Messa alla prova da tutto cio’
la nostra coppia è stata molto scossa.
Il percorso in PMA è duro. E’ duro specialmente per una
donna, a causa del trattamento ormonale. Sinceramente
penso che un uomo non possa comprendere pienamente
quello che passa nella nostra testa e nel nostro corpo,
cosa che rende il dialogo a volte difficile e teso. Inoltre i
problemi d’infertilità fanno affiorare cose diverse negli
uomini e nelle donne. E’ una prova difficile che
ciascuno affronta col proprio carattere, la propria
sensibilità e la propria personalità.
Dopo tutti quegli anni di FIVET ero arrivata ad un grado
di sofferenza tale da provare quasi del risentimento per
mio marito. A ogni fallimento la nostra sofferenza ci
allontanava. Eppure il dialogo c’era e continuava tra di
noi, cosa che è stata fondamentale per andare avanti,
per riconoscere i desideri di ciascuno di noi e
esteriorizzarne le sofferenze. Mio marito, come molti
uomini, teneva molte cose dento di sé, senza
verbalizzarle, eppure Dio solo sa come è sempre stato
presente.
Attraversare tutto ciò può unire o dividere. Ci sono
coppie che si sono separate durante le FIVET (e questo
accade anche durante un’adozione).
176
177
Ad ogni fallimento, ci siamo rialzati bene o male, ci
siamo ricostruiti, ci siamo riavvicinati.
La nostra coppia è uscita da questa prova più forte, più
unita, il dialogo è più facile e più profodo (anche se è
difficile adesso dire cosa sarebbe successo se anche
l’ultima FIVET avesse fallito).
A partire da quel momento, potevamo spostare delle
montagne.
Due anni più tardi abbiamo intrapreso il nostro
percorso di adozione con fiducia e determinazione.
E posso assicurarvi che se ne ha proprio bisogno quando
ci si mette su un tale cammino. Le inchieste psicosociali
possono essere molto difficili da vivere, e assistenti
sociali e psicologi sono a volte indelicati, e sanno sempre
mettere il dito nelle piaghe, e a insistere. E poi, una volta
ottenuta l’idoneità, è meglio essere blindati parchè è
proprio allora che la parte più difficile comincia. Il
bambinon non verrà da solo a bussare alla porta,
bisognerà andare a cercarlo, attraversare mari e scalare
montagne, con tutta l’energia e la determinazione che è
necessaria per riuscire. Senza contare che l’adozione
internazionale è particolarmente difficile e stremante.
Dunque è così. Il nostro secondo figlio è nato nel ventre
di un’altra donna, abbiamo adottato un piccolino in
capo al mondo, e siamo felici. Era sicuramente il nostro
destino.
Il percorso d’adozione è disseminato di interrogativi.
Personalmente, ritengo che il fatto di esserceli posti ci ha
cambiato e reso più forti. Come ritengo che i genitori
adottivi siano spesso delle persone formidabili. Senza
dubbio perchè adottare richiede molto coraggio,
volontà, abnegazione e soprattutto molta umiltà e
tolleranza. Bisogna possedere tutte queste qualità o
saperle aquisire.
178
I genitori adottivi non sono certo superman o
superwoman ma il percorso che li ha portati ad adottare
un bambino ha permesso loro di approfondire molto
meglio la loro riflessione sulla parentalità. Il risultato è
che ottengono in 95% dei casi delle relazioni genitorifigli di qualità ben superiore alla media dei genitori
biologici.
Non so se saro’ una madre milgiore o una madre più
paziente grazie all’adozione.
Ma la cosa certa è che mio marito ed io ci conosciamo
molto meglio. Abbiamo dovuto porci tante domande,
che andavano dalla scelta del paese dove adottare alla
scelta del tutore da designare in caso di decesso.
A volte le nostre posizioni erano diverse o addirittura
divergenti, e abbiamo dovuto parlare e discutere molto.
Ma alla fine, dopo tutti questi anni, avremo trovato la
nostra risposta comune ad almeno una domanda (molto
importante) :
" Perchè vogliamo dei figli ? "
Grenoble, 1 Ottobre 2013.
Oggi il tuo papà ha compiuto 43 anni.
179
Appendici
180
181
DATE IMPORTANTI
Il nostro percorso d’adozione in breve
"Ce qui sauve, c'est de faire un pas" A. de Saint-Exupéry
9 Settembre 2010
Invio della lettera di richiesta di idoneità al Conseil General
dell’Isère (CGI).
22 Settembre 2010
Riunione di informazione al CGI.
20 Maggio 2011
Invio del predossier a Kiev, per un deposito del dossier
completo il 3 Novembre 2011.
8 Giugno 2011
Firma della legge ucraina che proibisce l’adozione da parte di
stranieri di bambini in buona salute di meno di 5 anni.
Annulliamo la nostra procedura in Ucraina.
23 Agosto 2011
Contatto con un accompagnatore per un’adozione a Perm,
Russia.
12 Ottobre 2011
Invio del predossier a Perm.
12 Ottobre 2010
Invio del dossier di richiesta di idoneità al GCI.
31 Ottobre 2011
Registrazione della domanda di adozione al Ministero di
Perm (1° viaggio).
18 Ottobre 2010
Dossier d'adozione registrato dal CGI.
6 Dicembre 2012
Convocazione per l’ abbinamento.
24 Novembre 2010
Primo appuntamento coll’assistente sociale.
21 Dicembre 2012
Incontro con Sergueï (2° viaggio)
4 Gennaio 2011
Secondo appuntamento coll’assistente sociale.
8 Aprile 2013
Udienza in tribunale (3° viaggio)
2 Marzo 2011
Primo appuntamento colla psicologa (in coppia).
14 Maggio 2013
Gotcha day: andiamo a prendere Sergueï (4° viaggio) e
rientriamo in Francia con lui il 23 Maggio.
21 e 24 Marzo 2011
Appuntamento individuale colla psicologa.
9 Maggio 2011
Ottenimento del certificato d’idoneità all’adozione.
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BIBLIOGRAFIA
LIBRI
 "Destins d’adoption", Pierre Levy-Soussan
 "Parents de coeur", Sherrie Eldrige
 "Au risque de l'adoption ", Cécile Delannoy
 "L'enfant adopté en 15 chapitres ½", J. François Chicoine
 "Naître làs-bas, grandir ici", Jean Vital de Monléon
 "Adoption internationale", Laetitia TOANEN
 "On ne choisit pas ses parents", Jean-Philippe Pierron
 "Fais moi un bébé", Sinhead Moriarty
 "Adopte moi", Sinhead Moriarty
 "The Russian Adoption Handbook", John Maclean
LIBRI PER BAMBINI
FILM
 "Holy Lola", Bernard Tavernier
 "John John", Brillante Mendoza
 "Va, vis et deviens", Radu Mihalieanu
 "Le secret de l’enfant fourmi", Cristine François
 "Secrets et mensoges", Mike Leigh
 "Une histoire de famille", Helen Hunt
 "L’italien", Andreï Kravchuk
 "Comme les autres", Vincent Gareng
 "Precious", Lee Daniels
 "Lezioni di volo", Archibugi
 "The odd life of Thimoty Green", Peter Hedges
FILM PER BAMBINI
 "Couleur de peau, Miel", Jung 2012
 "Stuart Little", Rob Minkoff 1999
 "Leafie, a hen into the wild", Seong-yun Oh 2011
 "Azur et Asmar", Michel Ocelot 2006
" Maman(s) d’amour", poème illustré par Josée Masse
 "On s'est adoptés", Catherine Dolto
 " En attendant Timoun", Geneviève Casterman
 " Le deux anniversaires d’Ariane", Jee Yung
BDs
 "Couleur de peau : miel", Tome I, Jung
 "Couleur de peau : miel", Tome II , Jung
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GLOSSARIO
AFA
Agenzia Francese per le Adozioni
APAER Associazione dei genitori adottanti in Russia
CGI
Conseil General dell’Isère
CNOM Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Medici
EFA
Associazione « Enfants et familles d’Adoption »
FIV
Inseminazione in vitro
OAA
Organismo Autorizzato all’Adozione
ONG Organismo non governamentale
PMA Procreazione medicalmente assistita
RADA Parlemento della Republica di Ucraina
SAF
Sindrome d’alcolismo fetale
SAI
Servizio delle Adozioni Internazionali
SDA
Servizio delle adozioni in Ucraine
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