PERIODICO INDIPENDENTE CULTURALE - ECONOMICO DI FORMAZIONE ED INFORMAZIONE REGIONALE Via Lucifero 40 - CROTONE - Tel. 0962/905192 - Fax 1920413 DIREZIONE - REDAZIONE - AMMINISTRAZIONE - Via Lucifero 40 - Crotone 88900 - Tel.(0962) 905192 - Fax (0962) 1920413 Iscr.Reg.Naz. della Stampa n. 4548 del 12.02.1994 - ROC n. 2734 SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - 45% art. 2 comma 20/b L. 662/96 - Poste Italiane Filiale di Catanzaro - Gruppo 3° - mensile pubblicità inferiore al 50% - tassa pagata - tax paid Direttore Editoriale Pino D’Ettoris - Direttore Responsabile Tina D’Ettoris - Abbonamenti: euro 26,00 - Contributo Sostenitore euro: 50,00 - Estero euro: 100,00 c.c.p. 15800881 intestato a IL CORRIERE DEL SUD Sito Web: www.corrieredelsud.it - E-Mail: [email protected] - [email protected] - [email protected] ASSOCIATO ALL’USPI 1,00 Anno XVII N° 13/2008 - 4 dicembre UNIONE STAMPA PERIODICA ITALIANA C REGIONALE Via Lucifero 40 - CROTONE - Tel. 0962/905192 - Fax 1920413 Una Social Card per 1,3 milioni di italiani Un pacchetto da 200 miliardi di euro La “Carta acquisti” è “anonima” ed è stata varata tenendo conto di altre esperienze fatte in Europa Giorgio Lambrinopulos L a commissione europea ha dato oggi il via libera alle sue proposte per affrontare la crisi economica conseguente a quella finanziaria. Si tratta di un pacchetto da 200 miliardi di euro. “E’ una risposta senza precedenti” a una “crisi senza precedenti”, ha detto il presidente della commissione Ue José Manuel Barroso. Barroso, nel corso della conferenza stampa in cui sta illustrando i contenuti del piano, ha parlato dunque di un’entità pari all’1,5% del Pil dell’Ue. Di questi 200 miliardi, cifra che Barroso ha definito ‘realistica’ - ha spiegato l’1,2%, pari a circa 170 miliardi, “verrà messo a disposizione dagli Stati membri, mentre la parte restante, pari allo 0,3% verrà dal bilancio dell’Unione europea”. Barroso ha parlato di un piano ‘potente, sistematico e pragmatico’ in 10 punti. Tra questi lo sviluppo delle tecnologie pulite per le auto e per il settore delle costruzioni. Le misure adottate dagli stati Ue per affrontare la crisi economica Giulio Tremonti, ministro dell’Economia “non devono essere identiche ma devono essere coordinate”. Il presidente dell’euroesecutivo ha sottolineato che “coordinamento non vuol dire uniformità” perché le situazioni fra i vari stati membri variano molto fra di loro. Sarebbe un errore avere, ha spiegato, “un approccio in base al quale una taglia va bene per tutti”. “Il patto di stabilità e di crescita continua ad esi- stere e non viene messo tra parentesi”. Lo ha detto il commissario europeo agli Affari economici e monetari, Joachim Almunia durante la conferenza stampa di presentazione del pacchetto L’addio a Vito Scafidi R ivoli ha dato l’addio a Vito Scafidi, il ragazzo di 17 anni morto nel crollo del tetto della scuola che frequentava. Alle 15 i funerali nella parrocchia dei SS. Pietro e Paolo, cameramen e fotografi sono rimasti fuori, per desiderio della famiglia. Restano intanto gravi, ma stazionare le condizioni del bambino caduto dalla finestra della scuola elementare Cappellini a Milano, secondo i medici che lo hanno in cura all’ospedale Niguarda e che hanno diffuso il primo bollettino medico della giornata. Anche le condizioni circolatorie sono state stabilizzate e il bambino è tuttora in ventilazione assistita. La prognosi, secondo il direttore medico di presidio, Roberto Cosentina, rimane riservata. I primi ad arrivare alla scuola Alfredo Cappellini di via De Rossi a Milano dove ieri Luca, un bambino cinese di sei anni, è caduto dal secondo piano e ora è in coma all’ospedale Niguarda, intorno alle 7:30, sono i bambini del prescuola. I genitori li accompagnano frettolosi all’ingresso dove un agente della polizia non lascia entrare altri che non siano i piccoli. “Sono di fretta” oppure “sono troppo sconvolta” sono le frasi con cui vengono liquidati i giornalisti, prima di correre via. Ma c’é chi si ferma per spiegare che “questa è un’ottima scuola dove non è mai successo nulla”. I bambini ieri “sono tornati spaventati e abbiamo dovuto spiegare loro quanto accaduto”, spiega Elisabetta Lo Iacono, madre di una bimba di 10 anni. Nessuno accusa la maestra perché “il corpo insegnante é splendido”, dice un padre, mentre Pier, dopo aver lasciato il figlio, preferisce non sbilanciarsi: “La responsabilità è un pò di tutti”. I problemi comunque, a detta di qualche genitore, ci sono. “Sono classi di 25 bambini scatenati - spiega Antonio, con un figlio di 7 anni - e poi, per quanto ne so, le maestre hanno un pò il vizio di lasciare aperte le finestre tra una lezione e l’altra per aerare”. All’ingresso principale, che si affaccia su via Varesina, alle 8.20 aprono i cancelli e i genitori in capannelli commentano la tragedia di ieri. Tra chi si informa sulle condizioni del piccolo cinese e chi ricorda le domande fatte dal figlio ieri sera su quanto visto in tv, lo spavento e la preoccupazione, c’é Daniela, madre di un bimbo al secondo anno, che afferma: “Se c’é stata negligenza è nell’accessibilità alle finestre. La distrazione della maestra con così tanti bambini ci sta”. Le maestre, invece, entrano alla spicciolata. Non parlano o si trincerano dietro “ieri non ero in servizio” o “sono state dette cose tremende e preferisco non dire nulla”. Quando anche gli ultimi genitori si apprestano ad andare al lavoro si affaccia una preoccupazione: “Speriamo che tutto vada bene e che non mandino, almeno per oggi, i nostri bambini in quel laboratorio G.L. europeo anticrisi. Il ‘pacchetto’ anti-crisi sarà varato venerdì nel corso del Consiglio dei ministri, mentre la riunione del Cipe slitta “di intesa con la conferenza Stato-regioni”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, nel corso della conferenza stampa di presentazione della social card a palazzo Chigi. La Social card costerà “a regime 450 milioni di euro” l’anno e riguarderà “1.300.000 soggetti”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giulio Tremonti illu- strando a Palazzo Chigi la Carta per gli Acquisti. La Carta per gli acquisti parte con una dote di 1.070 milioni di euro, perché alle risorse stanziate da alcuni provvedimenti si aggiungono 250 milioni di euro donati da Eni (200 milioni) ed Enel (50 milioni). E’ quanto si legge nelle tabelle che sono state fornite a Palazzo Chigi durante la conferenza stampa per la presentazione della Social Card. Oltre alle donazioni in arrivo dai soggetti privati, si aggiungono 170 milioni in arrivo dal decreto 112, attraverso la Robin Tax (“ma solo per una piccola parte perché il gettito serviva ad altre cose”, ha spiegato Tremonti) oltre a 450 e 200 milioni previsti da altri due provvedimenti ora all’esame della Camera e del Senato. La “carta acquisti” è “anonima” ed è stata varata tenendo conto delle altre esperienze fatte in Europa, spiega il ministro Tremont ricordando che negli Usa un’iniziativa simile era stata attuara nel ‘61 da Kennedy. E il sottosegretario Sacconi sottolinea: si rivolge agli “ultimi degli ultimi” all’area del “bisogno assoluto che solitamente non è rappresentata ai tavoli con le parti sociali di Palazzo Chigi”. “Non intendiamo approfittare della maggiore flessibilità” del patto di stabilità europeo, perché bisogna ridurre il debito “indipendentemente da Maastricht. Lo ha detto il Continua a pag 2 Mark Lynas Sei Gradi La sconvolgente verità sul riscaldamento globale Fazi pp. X-338 €. 18,00 «Non è una sfida da poco, ma se tutti faranno la loro parte, si potrà ancora evitare la trappola dei sei gradi» Dalla prefazione di Luca Mercalli 2 Segue dalla prima premier Silvio Berlusconi, secondo quanto riferito da alcuni presenti, durante la riunione di maggioranza a Palazzo Chigi, dedicata alle misure del governo sulla giustizia. ll governo lavora intanto al pacchetto anticrisi in vista del Cdm di venerdì. Un intervento sulle tredicesime “credo sia difficile, Ci risultano cifre non sostenibili dagli attuali bilanci”, ha detto Berlusconi, secondo quanto riferito dai presenti alla riunione di ieri a palazzo Chigi. Il premier ha ribadito la necessità di sostenere i consumi, annunciando stanziamenti per grandi opere e definendo un errore lo sciopero generale della Cgil. Il leader Epifani ha confermato la protesta: servono 23 miliardi in due anni, a rischio 500mila precari. Il Pd chiede un confronto: per Bersani serve manovra da 2 punti Pil entro 2009. Presentata la Carta degli acquisti destinata dal Governo ai soggetti meno abbienti. La social card sarà una normale carta di pagamento elettronico, uguale a quelle che sono già in circolazione e ampiamente diffuse nel nostro Paese. La differenza è che “con la Carta acquisti le spese, invece che essere addebitate al titolare della Carta sono addebitate e saldate direttamente dallo Stato”. Così, la documentazione fornita dal governo descrive la “Carta Acquisti”, illustrandone il funzionamento. Due le tipologie: gli anziani e le famiglie con bambini piccoli. Spetterà agli anziani, cittadini e residenti italiani, tra i 6569 anni con redditi o pensione fino a 6.000 euro l’anni; oltre i 70 anni la soglia di reddito sale fino a 8.000 euro. Andrà poi alle famiglie con figli sotto i 3 anni, con un indicatore Isee di 6.000 euro. Il calcolo del reddito sarà infatti fatto con l’Indicatore di situazione economica equivalente (il cosiddetto Riccometro) già utilizzato per l’accesso ai servizi sociali. Per diventare possessori di social card bisognerà inoltre avere altri requisiti: possedere al massimo una casa, una autovettura (due in caso di una famiglia con figli minori) ed essere titolari di una sola utenza elettrica (una domestica e una non domestica per le famiglie con figli) o del gas (due per le famiglie). Inoltre non bisognerà avere più di 15.000 euro di risparmi in Banca alle Poste (da soli o insieme al coniuge). Sarà finanziata con 40 euro al mese. Per le domande che saranno fatte prima del 31 dicembre la Carta sarà caricata con l’arretrato di 3 mesi, quindi con 120 euro. Successivamente gli importi saranno caricati ogni due mesi. Potrà essere utilizzata per effettuare i propri acquisti in tutti i negozi alimentari abilitati. Potrà servire anche per pagare usufruire della tariffa sociale dell’Enel. Ma il suo utilizzo a fini sociali sarà esteso. I negozi convenzionati che sostengono il programma acquisti faranno sulla spesa effettuata con la Card uno sconto. Per ora è fissato al 5% ma non è detto che possa aumentare. E’ già partito l’invio delle lettere alla platea di interessati. L’operazione sarà gestita dalle Poste alle quali ci si dovrà rivolgere per presentare il modello Isee compilato. Nella generalità dei casi verrà consegnata subito la Carta Acquisti che sarà utilizzabile dal secondo giorno lavorativo. Il governo stima che saranno 1.300.000 i be- Politica neficiari della carta con una spesa “prima di venerdì il governo ci a regime di 450 milioni di euro avrebbe fatto sapere”. Blocco delle l’anno. Per ora sono state eviden- tariffe ferroviarie, autostradali, di ziate risorse per 1.070 milioni di luce e gas; 120 euro sulla social euro: 170 tramite la Robin Tax, ai card già a dicembre; interventi sui quali si aggiungeranno 250 milio- mutui e a sulla fiscalità delle imni di donazioni Eni-Enel, che ser- prese. Il governo ha illustrato staviranno per quest’anno; poi altri sera a grandi linee il pacchetto an650 milioni previsti da altri due ti-crisi alle parti sociali convocate provvedimenti per il prossimo a Palazzo Chigi. E’ previsto un inanno. Sono circa 400 mila i pre- tervento articolato a favore delle cari, al netto di quelli della pub- imprese e delle famiglie anche se blica amministrazione e della per i dettagli delle singole misure scuola, che rischiano di perdere il posto di lavoro, ha affermato il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, sottolineando che “la nostra impressione è che si tratti di un numero in difetto. Considerando i tagli nella Pa e nella scuola, i numeri superano di gran lunga le 500 mila persone”. Per questo, secondo Epifani, è necessario “allargare i finanziamenti alla cassa integrazione in deroga e prevedere misure specifiche per i contratti a tempo determinato, per gli apprendisti, per gli interinali e per i collaboratori a progetto”. JosÇ Manuel Barroso, presidente della Questa, ha concluso il Commissione UE segretario generale della Cgil, “deve essere una misura occorrerà attendere ancora qualche che risponde ad una emergenza e giorno, considerato che il decreto che, allo stesso tempo, deve poter verrà varato venerdi’, secondo portare ad un riforma, in tempi quanto confermato anche stasera. brevi, degli ammortizzatori socia- Il governo non fornisce però le cili”. “Una manovra pari allo 0,7% fre dell’intervento. ‘’Stiamo ancodel pil per quest’anno e allo 0,7% ra valutando i margini’’ dice il miper l’anno prossimo”, una mano- nistro dell’Economia, ribadendo vra “di circa 23 miliardi di euro in che e’ ‘’demenziale’’ ipotizzare per due anni”. E’ la proposta avanzata l’Italia, che ha un debito cosi’ alto, dal segretario generale delal Cgil, un allentamento dei vincoli di fiGuglielmo Epifani, e indirizzata nanza pubblica. Tremonti inoltre al governo, per affrontare la crisi ha sottolineato: ‘’Non siamo in rieconomica in atto. “E’ una mano- tardo, nessun Paese europeo ha anvra grossa - ha affermato Epifani cora deciso interventi per i consunel corso di una conferenza stam- mi ma solo per le banche’’. Nel pa - ma corrisponde a ciò che pomeriggio parlando a Milano lo Gordon Brown sta proponendo stesso ministro aveva invitato ‘’tutper il suo Paese”. Quanto alla ti a cooperare’’ in questo sforzo per compatibilità con la situazione dei porre un argine alla crisi. Ecco in conti pubblici italiani, “ci siamo sintesi le misure a favore delle fainterrogati su questo”, ha spiegato miglie e delle imprese illustrate il leader della Cgil, aggiungendo alle parti. Intanto : Sono in arrivo che “la nostra risposta tra la di- per l’inizio dell’anno interventi di mensione di questa manovra fatta blocco delle tariffe amministrate, parzialmente in disavanzo e gli ef- fra queste quelle autostradali e ferfetti nei prossimi quattro anni è roviarie, oltre che delle bollette di che da subito avrebbe un effetto luce e gas. Il governo punta ad un benefico sui consumi, ridurrebbe intervento sui mutui di natura legigli effetti di abbassamento del Pil, slativa che vada ‘’oltre la convene tra quattro anni avrebbe una so- zione’’ già siglata con l’Abi perche’ stanziale parità”. Epifani ha quin- - ha detto Tremonti - ‘’esiste un didi ribadito che di fronte a una crisi ritto delle famiglie di fissare la rata di tale portata sono necessari in- del mutuò’. L’Abi a questo propoterventi straordinari. “Sono due i sito ha rilevato che su 85.000 colcardini della proposta avanzata al loqui, 30.000 titolari di mutuo hangoverno”, ha spiegato Epifani: no espresso la volontà di “Come e perché fare una politica rinegoziare, ma anche a causa delforte di sostegno ai consumi e la flessione dei tassi, il numero e’ come affrontare l’emergenza oc- destinato a scendere ulteriormente. cupazione, che sta colpendo una Sarà retroattiva e dunque sulla tesparte consistente dell’apparato sera tipo ‘bancomat’, che il miniproduttivo e dei servizi e che è de- stro Tremonti stasera ha fatto vedestinata ad aumentare nei primi sei re ai rappresentanti delle parti mesi dell’anno prossimo”. Con sociali, verrà caricato il contributo questa crisi in atto, ha proseguito il di tre mesi. Secondo quanto si e’ segretario generale della Cgil, “o si appreso, la carta prepagata per gli dà sostegno alla domanda sui con- acquisti sarà alimentata ogni due sumi e sui beni intermedi o la crisi mesi con 80 euro, 40 mensili. A beè destinata evidentemente a galleg- neficiarne sarebbero le famiglie giare e a protrarsi nel tempo. C’é con un reddito pari a 6.000 euro bisogno di intervenire e di restitui- annui. Sarebbe in corso una trattare il fiscal drag pari a 13 miliardi di tiva tra governo e categorie del euro”. Epifani ha inoltre ribadito la commercio per firmare una connecessità di detassare la tredicesi- venzione che alle risorse messe ma a dicembre. “Sulla tredicesima dall’esecutivo aggiunga anche deil governo sta riflettendo”, ha affer- gli sconti ad hoc garantiti dalle immato Epifani, aggiungendo che prese. Le associazioni avrebbero N° 13/2008 - ANNO XVII - 4 dicembre per ora garantito uno sconto del 5% sugli acquisti effettuati con la social card, ma il confronto non e’ finito e non e’ escluso che la percentuale possa variare. Ci sarà un contributo per pensionati e famiglie con figli a carico. Sarà aggiuntivo alla social card ma il governo non ha fornito ulteriori dettagli. L’obiettivo e’ quello di finanziare le imprese innescando un meccanismo di trasparenza. L’intervento sarà realizzato sugli istituti di credito e si prevede l’istituzione di un osservatorio economico presso le prefetture, per un monitoraggio, sul modello francese. Questo, in modo che i flussi di credito non diminuiscano e i tassi non aumentino. Un osservatorio di questo genere al momento esiste con un profilo ‘’inter-associazioni’’. Le ultime rilevazioni di questo organismo segnalano un incremento del credito su base annua del 10%. Taglio dell’acconto Ires di fine mese, conferma per la detassazione degli straordinari e per i premi di produttività, sconto di parte dell’Irap a valere sull’Ires, sblocco dei pagamenti della pubblica amministrazione, interventi sulle banche per evitare restrizione del credito delle banche, Iva di cassa, creazione di un fondo nazionale per aiutare i confidi. Queste le misure per sostenere le aziende. L’ipotesi che si sta valutando e’ relativa ad un eventuale utilizzo delle risorse del Fondo Sociale Europeo. La misura e’ coordinata con la riprogrammazione dei fondi Cipe ... Aperti alla ‘’collaborazione e ai consigli di tutti’’: Silvio Berlusconi, a quattro giorni dal via libera al pacchetto anti-crisi e con davanti lo spettro dello sciopero generale della Cgil, sceglie la strada del dialogo. Rimanda un appuntamento a Milano per potersi sedere, spaccando l’orologio, al tavolo con le parti sociali: il presidente del Consiglio prende la parola per introdurre i lavori, il suo intervento dura una manciata di minuti, ma e’ il tono a farsi notare, sulla stessa linea del ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che oggi ha lanciato un appello ‘’agli uomini liberi e forti a cooperare per il bene del Paese’’. Il governo, commenta il capogruppo del Pd alla Camera Antonello Soro, ‘’ha finalmente l’approccio giustò’. Il che non vuol dire però che i Democratici si fidino: l’atteggiamento piuttosto e’ di attesa per le misure concrete. Poco più di due ore, tanto dura l’incontro con le parti sociali a Palazzo Chigi. L’Esecutivo e’ al lavoro e dunque l’illustrazione del pacchetto imprese-famiglie procede ancora per sommi capi. Le cifre dell’intero pacchetto, assicura però il presidente del Consiglio, saranno fornite ‘’in pochissimo tempò’. Quanto ai contenuti, nessuna grande sorpresa rispetto a quanto già emerso. Se l’opposizione mostra di apprezzare comunque lo spirito più conciliante del governo, la Cgil mantiene un giudizio severo: ‘’Esposizione generica e insufficiente’’, afferma nel corso della riunione Guglielmo Epifani, che conferma lo sciopero del 12 dicembre. ‘’Il presidente del Consiglio - aggiunge il numero uno di Corso d’Italia - deve dare segnali di speranza, ma senza esagerare’’. Nessuna esagerazione, invece, per Berlusconi, convinto che, dopo gli interventi sulle banche, ora sia il momento di incidere sul terreno dei consumi. Come? Attraverso appunto un ventaglio di misure ampio, che va dal bonus per i meno abbienti al blocco delle tariffe. Una cosa e’ certa, ribadiscono poi all’unisono i componenti del governo, che l’Italia sta ‘’andando avanti in sintonia con l’Europà’. Il che garantisce la fattibilità di tutte le operazioni messe in campo. Mercoledi’ arriverà infatti il via libera di Bruxelles al mega piano di 130 miliardi di euro e cosi’ due giorni dopo, venerdi’, il Consiglio dei ministri potrà varare i nuovi interventi anti-crisi. Il governo ‘’agisca - e’ l’invito del coordinatore del governo ombra del Pd Enrico Morando Continuare a parlare di ottimismo e’ solo una presa in giro se non si danno ragioni concrete per nutrirlò’. Anche l’Udc sceglie la linea della prudenza: ‘’Noi vogliamo provvedimenti veri - dice Pier Ferdinando Casini - per la famiglia, per le imprese e naturalmente anche un piano per le grandi infrastrutture. Lo aspettiamo, speriamo che non si siano solo spot, che ci siano fatti’’. lambrinopulos Direzione - Redazione - Amministrazione Via Lucifero 40 - 88900 Crotone Tel. (0962) 905192 Fax (0962) 1920413 Direttore Editoriale Pino D’Ettoris Direttore Responsabile Tina D’Ettoris Iscriz. registro naz. della Stampa n. 4548 del 12.02.1994 - ROC n. 2734 Servizi fotografici, fotocomposizione e impaginazione c/c postale 15800881 Intestato a IL CORRIERE DEL SUD Associato U. S. P. I. UNIONE STAMPA PERIODICA ITALIANA Sito Internet: http://www.corrieredelsud.it E-Mail: [email protected] - [email protected] [email protected] Pagina Tre N° 13/2008 - ANNO XVII - 4 dicembre 3 In montagna con Giovanni Paolo II Renzo Allegri N ell’ottobre di trent’anni fa, veniva eletto Papa il cardinale polacco Karol Wojtyla che prese il nome di Giovanni Paolo II. Erano 450 anni che sul trono di Pietro non saliva uno straniero. Per questo, l’annuncio dell’elezione fu accolto con stupore e freddezza dalla folla raccolta in Piazza San Pietro e dai milioni di credenti che seguivano la cerimonia alla televisione. Ma bastarono poche parole di saluto del neo eletto a dissipare i dubbi e a scatenare una incredibile corrente di simpatia e di entusiasmo, che andò col tempo via via aumentando fino a fare di Giovanni Paolo II il Papa più popolare e più amato di tutta la storia del Cristianesimo. Per ricordare i trent’anni di quell’elezione, nel corso di quest’anno sono state realizzate iniziative di ogni genere, che continuano ancora. Sono stati tenuti convegni di studi, conferenze, sono stati pubblicati innumerevoli articoli e libri. Tra questi, uno in particolare mi ha colpito. Un libro che si intitola “Wojtyla e il Generale” ed è stato pubblicato dalla casa editrice “Nuova Itinera”. Non ha una buona distribuzione e per questo non è conosciuto come meriterebbe. Ma è un libro straordinario. Conosco abbastanza bene l’argomento per aver seguito, come giornalista, le vicende di Papa Wojtyla fin dalla sua elezione, e per aver scritto anche un libro molto fortunato “Il Papa di Fatima”. Ma devo dire che questo libro mi ha colpito molto. Lo trovo bellissimo. Pieno di dettagli assolutamente sconosciuti e umanissimi. Un libro vivo, vero, che affascina e commuove. Ho voluto conoscere l’autore. Si tratta di un personaggio singolare e straordinario. Si chiama Enrico Marinelli, è un prefetto di Polizia, oggi in pensione, che per le vicende della vita ha avuto modo di conoscere Giovanni Paolo II in circostanze del tutto speciali, addirittura uniche, e di avere quindi molti episodi eccezionali da riferire. Nato ad Agnone, nel Molise, nel 1932, Enrico Marinelli si laureò in legge e nel 1956 entrò nella polizia di Stato dove svolse una brillante carriera, impegnato sempre in compiti particolarmente delicati: le emergenze sociali, la questione agraria nel Mezzogiorno, la contestazione giovanile del ’68, il terrorismo e l’eversione delle Brigate rosse, il caso Moro, la sicurezza negli stadi. Divenne famoso per l’equilibrio, la precisione e il successo con cui risolveva i problemi, e per questo, nel 1985, gli fu affidato un incarico speciale: la direzione dell’ Ispettorato Generale di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano, struttura della Polizia di Stato che si occupa della protezione del Sommo Pontefice durante i suoi spostamenti in territorio italiano. Per 14 anni, Marinelli è stato il responsabile della sicurezza del Papa. Compito particolarmente delicato, ma divenuto delicatissimo dopo l’attentato che Papa Wojtyla aveva subito nel maggio 1981. Marinelli affrontò il suo nuovo incarico con il piglio e la diligenza di sempre, ma uniti anche a una grande devozione per il Santo Padre. E subito conquistò la piena fiducia di Papa Wojtyla. Anzi, ottenne la sua amicizia. <<Era un fratello, un padre per me>>, mi ha detto Enrico Marinelli con gli occhi lucidi di commozione. <<Mi chiamava affettuosamente “il mio generale”>>. Marinelli ha raccolto nel suo libro alcuni dei ricordi di quel pe- Enrico Marinelli riodo. <<Una minima parte>>, precisa. <<Molte cose non si conosceranno mai, perché vincolate dal segreto. Se avessi deciso di scrivere tutto, avrei riempito diversi volumi>>. Quello che ha scritto è di un valore umano eccezionale. Anche perché, giustamente, Marinelli si è dilungato, con molta attenzione, rispetto e riservatezza, a raccontare ciò che nessuno sa, che nessun giornale ha mai scritto. E cioè le “uscite segrete” del papa dal Vaticano. Di quelle ufficiali, abbiamo sempre saputo tutto dai giornali. Ma di quelle “segrete” nessuno ha mai parlato. Ne erano al corrente il segretario del Papa e qualche altro ecclesiastico che lo accompagnavano e, sempre, Enrico Marinelli con i suoi fidatissimi uomini della scorta, il cui compito diventava, in quelle situazioni, ancor più delicato, in quanto dovevano agire in gran segreto, senza che neppure le altre forze di polizia sapessero niente. Allora, Marinelli e i suoi uomini avevano tra le mani la vita del Papa. Di qualunque cosa avesse avuto bisogno, il Pontefice doveva chiedere a loro. <<A poco a poco tra noi si instaurò un rapporto di affetto e di fedeltà assoluti>>, dice Marinelli. <<I miei uomini ed io erano pronti a dare la vita per Giovanni Paolo II e il Papa ci amava come figli>>. Ma quante furono le “uscite segrete” di Papa Wojtyla dal Vaticano nei 14 anni in cui Marinelli fu responsabile della sua sicurezza? Nessuno lo ha mai saputo. Alcune volte i media hanno scoperto che Papa Wojtyla, in borghese, era andato a sciare sul Terminillo o a passeggiare sul Gran Sasso. Ma nel suo libro, Enrico Marinelli parla di “parecchie uscite”. Quelle due parole, trattandosi di un Papa, incuriosiscono molto. “Quante uscite?”, abbiamo chiesto a Marinelli. Da persona seria qual è, non ha voluto precisare. Abbiamo insistito e alla fine ci ha detto: “Diverse decine nel corso di 14 anni”. Frase incredibile! Significa che Papa Wojtyla andò molto spesso sia a sciare che a passeggiare sulle montagne. Nel libro di Marinelli troviamo la cronaca di alcune di quelle uscite. La descrizione minuta di com’erano le sciate del Papa, le lunghe passeggiate, come camminava in montagna, quanto camminava, cosa mangiava, perché affrontava quelle passeggiate. Dettagli che stuzzicano la curiosità di tutti coloro che hanno ammirato e continuano ad ammirare il grande Papa polacco. <<Amava moltissimo la montagna>>, mi ha detto Marinelli. << Era nato e cresciuto con questo amore. Per lui, la montagna non era un diversivo, un’oc- casione per divertirsi. La montagna era l’ambiente che gli permetteva di sentirsi più vicino a Dio, che lo aiutava a concentrarsi nella preghiera. Mentre passeggiava in montagna, aveva sempre il rosario tra le mani e pregava. Si fermava ad ammirare il paesaggio e pregava. La natura lo aiutava a parlare con Dio. Andare in montagna era per lui come fare un giorno di immersione nella spiritualità più profonda. << Un giorno in Cadore, uscimmo con meta il rifugio Calvi, nella zona di Sappada, a 2164 metri di altezza. Un percorso in forte salita, per sentieri pietrosi. Quattro ore di cammino. Arrivati, il Papa alzò gli occhi e vide una croce che si stagliava nell’azzurro: era la croce del monte Peralba, quota 2694 metri. Decise di andare lassù. Ma bisognava superare una pericolosa “via ferrata” con uno strapiombo di alcune centinaia di metri. Il segretario, preoccupato, cercava di dissuaderlo, ma non ci riusciva. Mi chiese aiuto. Tentai, insistentemente anch’io, ma ricevetti una risposta secca: “Il Generale rimane qui a osservare il Papa che raggiunge la croce di Cristo per pregare per l’umanità”. Capii che per lui quella salita aveva un significato profondamente spirituale, inutile contraddirlo. Dovetti attendere paziente, e soprattutto trepidante per il pericolo che doveva affrontare. Seppi poi che, lungo la via ferrata, ad un certo punto il Papa mise un piede in fallo e rischiò di cadere nel precipizio. Alla sera, tornando, ammise: “Il Generale aveva ragione, il percorso era pericoloso”>>. Marinelli mi racconta che Wojtyla in montagna era un camminatore instancabile. Che a seguirlo si faticava molto. Perfino i suoi uomini, giovani e aitanti, faticavano a tenere il suo passo. E sulla neve era uno sciatore spericolato. <<Ma la montagna gli faceva bene. Era una medicina per lui. Quanto tornavamo in Vaticano era felice, rilassato e pieno di nuove energie>>. Ogni pagina del libro è una sorpresa, che rivela qualche aspetto sconosciuto di Wojtyla. Amava la montagna al punto da uscire segretamente dal Vaticano per andare a sciare, ma si sentiva in colpa. <<Pensava fosse tempo sottratto ai suoi doveri>>, mi ha detto Marinelli. <<E sapeva che molti cattolici non avrebbero condiviso quel suo comportamento e soprattutto molti ecclesiastici. Una sera, ringraziando me e i miei collaboratori, come faceva sempre al rientro, disse una frase che mi lasciò di stucco: “Grazie perché proteggete e nasconde- te uno scandalo internazionale”. In un’altra occasione, al termine di una lunga passeggiata in montagna, mi chiamò, si tolse il cappello e disse: “Non son degno”>>. In montagna, il contatto di Marinelli con il Papa era continuo e diretto. <<Giovanni Paolo II era gentile, affettuoso, premuroso>>, racconta il Prefetto Marinelli. <<Non solo con me, ma con tutti quelli che facevano parte della spedizione. Eravamo come una famiglia in gita. Il Papa era di una semplicità e di una umanità commoventi con tutti noi. A volte, in quota, dopo aver mangiato qualcosa al sacco, faceva un riposino. Chiedeva scusa, si allontanava un poco e si sdraiava sulla nuda terra coprendosi con una coperta di lana. In alcune occasioni mangiai con lui. Ricordo che un giorno non aveva consumata tutta la sua fetta di pane. Prese il pezzo rimasto, lo avvolse in un tovagliolo di carta e lo mise nello zaino dicendo: “Lo finirò più tardi con una tazza di te”. Il 13 di luglio ricorreva la festa di Sant’Enrico, era quindi il mio onomastico. E lui sempre si ricordava di farmi gli auguri. Voleva che brindassimo. La prima volta, eravamo su una vetta. Il segretario disse: “Ma non abbiamo vino per brindare”. “Non importa”, rispose il Papa. “Brindiamo con l’acqua e questa sera lo faremo con il vino”. <<Un giorno eravamo usciti per una passeggiata nei pressi del Gran Sasso. Affrontammo una salita molto dura. Il Papa continuò a camminare imperterrito per diverse ore. Quando si fermò, erano le due del pomeriggio. Pensavamo decidesse tornare, anche perché le scorte del cibo erano al “campo base”. Invece, decise di proseguire. Il segretario mi chiese se avessi qualcosa da mangiare. Il mio appuntato aveva nello zaino cinque panini preparati da mia moglie. Gliene diedi tre: due per il Papa e uno per lui. Il Papa si rifocillò e continuò a salire per altre due ore e mezzo e poi si cominciò a scendere. Arrivammo al “campo base” che imbruniva. Il Papa mi disse: “Oggi sarà scritto negli annali vaticani che il Generale Marinelli ha sfamato il Papa”>>. Renzo Allegri Didascalie per le foto Foto 1 Enrico Marinelli, nella sua casa romana, racconta i suoi incontri con Giovanni Paolo II, che ha raccolto nel libro “Wojtyla e il Generale”. Prefetto di Polizia, oggi in pensione, è stato, dal 1985 al 1999, direttore dell’ Ispettorato Generale di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano, responsabile quindi della protezione del Sommo Pontefice durante i suoi spostamenti in territorio italiano. Foto 2. Enrico Marinelli mostra il suo libro “Wojtyla e il Generale” nella edizione italiana e in quella polacca. In Polonia, patria di Wojtyla, il libro ha avuto un successo strepitoso, vendendo 100 mila copia in poche settimane. Foto 3. Un incontro tra Enrico Marinelli e Giovanni Paolo II in Vaticano. Dal sorriso che si vede sul volto del Pontefice, si comprende quanto il Papa gli volesse bene. <<E’ stato per me come un fratello e un padre>>, ricorda Marinelli. Foto 4. Una foto storica, tratta dall’album privato del prefetto Marinelli. <<E’ stata scattata sul Col Quaterna, quota 2503 metri sul livello del mare>>, dice Marinelli. <<Era il 13 luglio 1987, festa di Sant’Enrico. Il Papa volle che facessimo un brindisi per il mio onomastico. Non avevamo vino e brindammo con l’acqua. “Questa sera brinderemo con il vino”, disse il Papa. Ogni anno si ricordava del mio onomastico e mi faceva sempre gli auguri>>. Politica N° 13/2008 - ANNO XVII - 4 dicembre 5 Si prenda coscienza sul “Tempo pieno” N el mondo della scuola fare o rispondere a certe domande è “politicamente scorretto”; tra le tante c’è questa: siamo sicuri che il Tempo Pieno fa bene alla crescita dei bambini? E’ da settembre che se ne parla diffusamente, dopo il decreto legge n.137 del ministro Maria Stella Gelmini, passato come quello sul maestro unico. L’ordinamento scolastico del tempo pieno è nato negli anni settanta per rispondere principalmente alle esigenze della famiglia, dei genitori che entrambi lavorano. Il tempo pieno a tutti gli effetti è tempo scolastico, strutturato in cinque giorni alla settimana. Dal lunedì al venerdì, 8 ore al giorno, passate a scuola, dalle 8,30 alle 16,30, con una pausa per il pranzo alle ore 12,30 con successivo intervallo, di solito fino alle 14,30. Come tutti sanno è diffuso in particolare al nord del Paese. Da mesi la preoccupazione di molte famiglie, di insegnanti e del mondo sindacale è che i provvedimenti del ministro Gelmini tendono a far scomparire questa “grande conquista” sindacale. Ma per una volta proviamo a liberarci di tanti pregiudizi e cercare di metterci nei panni dei nostri figli, delle loro vere esigenze. Mentre inorridiamo quando ascoltiamo notizie su bambini costretti a lavorare otto ore al giorno nelle fabbriche, invece non abbiamo nessun dubbio per i nostri bambini costretti a stare otto ore a scuola. Addirittura certi bambini fanno al mattino il prescuola e dopo le 16,30 il doposcuola, quindi può capitare che stanno dentro l’edificio scolastico fino a 10 ore al gior- L no. L’ex ministro Fioroni, in un dibattito televisivo, polemicamente chiedeva a Gasparri del Pdl se conosceva che cosa fosse il tempo pieno, naturalmente l’ex ministro Pd voleva sottolineare l’ignoranza degli uomini politici della maggioranza in materia scolastica. Ecco io inviterei Fioroni a prendere coscienza lui su che cosa significa il tempo pieno per un bambino; magari a vedere questi alunni quando escono dalla scuola dopo otto ore di fila. E non venite a fare il discorso che sono stanchi perché gli insegnanti é. Dunque “come mai nessuno reclama per i nostri bambini un pò di ‘dirittò al tempo per giocare, allo stare con la famiglia, allo svagarsi e riposarsi? Si chiedeva Alessandro Aleotti su Libero del 26 ottobre scorso. La risposta è semplice: perché la scuola ‘baby sitter’ per otto ore al giorno è molto comoda, costa poco e, soprattutto, trova una facile giustificazione nella sempre ‘ giustà motivazione dello studio. Infatti sentiamo spesso: sono otto ore di scuola, senza fare caso alle parole: otto ore. Certamente c’è il pro- Mariastella Gelmini, ministro della Pubblica Istruzione non strutturano bene le materie d’insegnamento, perché qualsiasi cosa proponi soprattutto nel pomeriggio, sempre scuola blema sociale: la nostra società è fatta interamente da persone che lavorano; però c’è anche il problema didattico ed edu- cativo; l’ideale è fare quattro ore di scuola e non di più, almeno per i bambini del 1 ciclo. In effetti, mi rendo conto che non è possibile. Ma dal punto di vista didattico la situazione è questa. Se bisogna tenere i bambini nell’istituto scolastico per più tempo, facciamolo pure, ma distinguiamo bene la scuola da quello che scuola non è. Non diciamo che è bene che i ragazzi stiano a scuola per otto ore. “Oggi nelle vocianti e sguaiate proteste corporative di chi lavora nelle scuole elementari, nessuno considera le ragioni dei bambini. Tutti vogliono più tempo pieno, più insegnanti, più ore di studio, cioè, in definitiva, più soldi per chi lavora nella scuola”. (Alessandro Aleotti, Ma siamo sicuri che il tempo pieno sia indispensabile?, 26.10.08 Libero). Nessuno si interroga se questo giova ai nostri bambini. La qualità della scuola si misura sulle ore di permanenza in essa, sul volume delle risorse impiegate? O dalla armonica crescita dei bambini. Non è vero che più ore si trascorre negli edifici scolastici e più si impara o si cresca meglio. “Oggi l’Italia si ritrova in testa a una classifica molto particolare: le scuole Primarie del Bel Paese - quelle che i comuni mortali e le persone di buon senso continuano a chiamare “elementari” - impegnano i bambini in una maratona di 980 ore per anno scolastico. è il dato più alto di tutta Europa. In Germania dove la gente è notoriamente tutt’altro che pigra e men che meno ignorante - i kinder stanno in classe 698 ore. Qualche cosa come 300 ore in meno dei coscritti italiani, circa 60 giorni A scuola dal “Parlamento della Legalità” o scorso 27 ottobre, presso la splendida sala gialla del Palazzo dei Normanni sede dell’Assemblea Regionale Siciliana, è stata inaugurato l’anno accademico del Parlamento della Legalità. L’Associazione Parlamento della Legalità si prefigge il pieno rispetto della dimensione umana, culturale e spirituale della persona. Scopo primario dell’ Associazione Culturale è quello di potenziare al massimo le qualità naturali dei giovani, sia essi nel mondo della scuola, nel volontariato, in ogni settore socio-politico-culturale, al fine di renderli artefici e protagonisti della propria storia educandoli a divenire attenti interlocutori e cittadini responsabili che cooperano insieme alle istituzioni a favore di una cultura per la vita e nello specifico contro la subcultura dell’ indif- ferenza e clientelare mafiosa. L’Associazione intende vivere in prima persona i temi della solidarietà, del volontariato, della giustizia, della pace, dell’ accoglienza del diverso in chiave interconfessionale , interreligiosa. Punto di riferimento e di riflessione saranno tutti quei personaggi che hanno siglato con la propria vita un progetto culturale di riscatto e di legalità della nostra Nazione vivendo contestualmente i temi sopra citati passando alla storia come eroi del nostro tempo. “I valori espressi dal sacrificio delle vittime della mafia rappresentano esempi fondamentali per la crescita morale e civile della nostra collettività. Infatti, preservare la memoria di uomini come Borsellino, Falcone e Livatino e dei tanti eroi scomparsi per mano mafiosa deve costituire un rife- rimento importante anche per la nostra quotidianità. All’interno della scuola siciliana sono presenti, e dovranno essere al meg l i o valorizzate,, tutte le pot e n z i a l i t à p e r c o n t r i b u i re a d e d u c a re l e n u o v e g e n e razioni alla cultura della l e g a l i t à e d e l l a t r a s p a re n za. Momento importante dell’educazione - continua Pagano - dei giovani è la memoria che non deve ess e re r i d o t t a a v a l o re p u r a m e n t e ro m a n t i c o m a c h e i n v e c e d e v e e s s e re u n a costante pratica di vita” Inoltre l’Associazione vuole aiutare tutti quelli che per qualsiasi motivo si trovano in uno stato di disagio e di abbandono, cercando di studiare e approfondire le problematiche del t e r r i t o r i o . L’ A s s o c i a z i o n e v u o l e r e a l i z z a r e , a t t r a v e rso il sostegno reciproco e l’ azione comune, attività di differenza. La media europea per le scuole Primarie è di 755 ore all’anno, nettamente al di sotto della prassi italica. L’unico Paese con un monteore molto simile al nostro è la Francia (958), ma è notizia di queste settimane - invero clamorosa - che oltralpe si prepara una controrivoluzione dell’orario: il governo Sarkozy ha deciso di ridurre i giorni di scuola da 5 a 4, lasciando i fanciulli a casa il mercoledì, oltre che il sabato”. (Mario Palmaro, Se troppa scuola fa male, novembre 07, Il Timone). Paola Mastracola, insegnante e scrittrice, da sempre voce un pò controcorrente nel giudicare i fenomeni che riguardano i cambiamenti e le evoluzioni del nostro sistema scolastico, intervenendo sul giornale online Il Sussidiario (www.ilsussidiario. net) sosteneva che sarebbe salutare per il bambino tornare a una scuola con poche ore, con pochi maestri e con pochi libri. La Mastracola in questo vede un vantaggio pedagogico, un aiuto alla concentrazione mentale dei bambini, in un mondo troppo confuso e frammentato. Si tratta di scelta che ha anche un valore culturale, un antidoto alla dispersione, proprio dal punto di vista della mente dei bambini. Io non ho studiato in particolare questi aspetti, ma per quel che ho visto come insegnante mi sembra che la vita che conduciamo e la vita scolastica che abbiamo impostato stiano distruggendo le capacità mentali, cioè logico-razionali, dei ragazzi. Già la vita quotidiana che noi diamo ai nostri figli è del tutto frammentata e convulsa, per cui i ragazzi si trovano con giornate piene. Bisognerebbe tornare a un “vuoto” positivo. Il maestro unico aiuta a ridurre il frastuono mentale, il via-vai a cui siamo sottoposti. Domenico Bonvegna La conversione di Gramsci sconvolge i comunisti M ons. De Magistris, ex responsabile del Tribunale Vaticano della Penitenziei n t e g r a t i v e , d i d o c u m e n t a - ria Apostolica, ha dichiarato che Anz i o n e , d i a p p r o f o n d i m e n t o , tonio Gramsci ricevette i sacramenti d i s t u d i o , d i r i c e r c a d e l l a in punto di morte. E i collezionisti di m a f i a i n t u t t e l e s u e f o r m e , falci e martelli che fanno? Invece di r i v o l t e s i a a g l i s t u d e n t i , gioire per l’entrata nel regno dei cieli s i a a l l e l o r o f a m i g l i e c h e del fondatore del Partito Comunista a i c i t t a d i n i d e l t e r r i t o r i o Italiano, reagiscono cadendo nell’ans u l q u a l e i n s i s t e i n p a r t i - goscia più profonda. Strana reazione c o l a r e l ’ i s t i t u z i o n e s c o l a - per un partito che sin dai suoi albori s t i c a . L’ a s s o c i a z i o n e , p e r ha messo al primo posto l’attuazione i l r a g g i u n g i m e n t o d e i s u o i del paradiso terrestre. Eppure dovrebs c o p i , i n t e n d e p r o m u o v e r e be essere motivo di gioia sapere che v a r i e a t t i v i t à a c a r a t t e r e un loro compagno nel paradiso celeste d i d i v u l g a z i o n e c u l t u r a l e , (quello vero e non taroccato), potrebbe a s s o c i a t i v a , f o r m a t i v a e d esserci realmente entrato. Dopo anni di e d i t o r i a l e , i n p a r t i c o l a r e : purgatorio, s’intende. Misteri dell’al: c o r s i d i f o r m a z i o n e e d dilà a parte, la notizia della ritrovata a g g i o r n a m e n t i t e o r i c o / p r a - fede in extremis dell’amico dei regimi t i c i p e r e d u c a t o r i , p e r i n - stalinisti, atei e materialisti, ha scons e g n a n t i , p e r o p e r a t o r i s o - quassato le certezze razionali di chi, c i a l i , p e r a p p a r t e n e n t i a l l e dicendo a parole di voler soccorrere F o r z e A r m a t e e d i P o l i z i a , la classe operaia, ha speso di fatto la p e r c o m p o n e n t i d i E n t i sua esistenza a impoverire il mondo e a p u b b l i c i e p r i v a t i r i c o n o - perseguitare i cristiani. Ma la benignità s c i u t i d a l l o S t a t o , i s t i t u - di Dio è infinitamente più grande della z i o n i d i g r u p p i d i s t u d i o , d i miseria intellettuale e morale dei suoi sciagurati figli. ricerca e di divulgazione. D.B. Gianni Toffali Politica POLITICA EUROPEA 6 G li europei guardano con estrema preoccupazione ai cambiamenti climatici e sono chiaramente disposti a prendere misure per contrastarli. La maggioranza dei cittadini ritiene che gli obiettivi fissati dall’Unione europea per ridurre le emissioni di gas serra e aumentare la quota di energie rinnovabili entro il 2020 siano adeguati o addirittura troppo limitati. Tuttavia, una percentuale significativa di persone ritiene di essere poco informata sui cambiamenti climatici e su come contribuire a contrastarli. Sono queste le principali conclusioni di un sondaggio speciale Eurobarometro sull’atteggiamento dei cittadini nei confronti dei cambiamenti climatici commissionato dal Parlamento europeo e dalla Commissione europea e i cui risultati sono stati pubblicati recentemente. “Il fatto che molti europei affermino di non disporre di informazioni sufficienti, in particolare per quanto concerne le azioni da intraprendere a livello individuale, indica chiaramente che occorre riflettere su iniziative e misure volte a dare una maggiore diffusione a queste conoscenze, in particolare tra i gruppi di popolazione più vulnerabili. Il ruolo delle autorità locali e regionali sarà cruciale in questo compito”, ha dichiarato Guido Sacconi, presidente della commissione temporanea del Parlamento europeo sul cambiamento climatico. Margot Wallström, vicepresidente della Commissione europea, I cittadini di fronte ai cambiamenti climatici ha osservato: “Questo tipo di sondaggi costituisce un elemento importante nel nostro processo di elaborazione delle politiche. Sorprende constatare che i cittadini europei prendano tanto sul serio la questione dei cambiamenti climatici e ciò conferma la nostra convinzione circa la necessità di un’azione comunitaria coerente e costante in quest’ambito.” Stavros Dimas, commissario europeo responsabile dell’ambiente, ha aggiunto: “Il messaggio è che la maggior parte degli europei sostiene gli obiettivi dell’UE o desidera che venga fatto di più. È essenziale che il Parlamento europeo e il Consiglio approvino le proposte in materia di cambiamenti climatici e di energie rinnovabili presentate dalla Commissione nel mese di gennaio, in modo che l’Europa possa raggiungere pienamente i propri obiettivi e soddisfare le aspettative dei cittadini.” La maggioranza ritiene che il problema dei cambiamenti climatici possa essere risolto In base al sondaggio, tre quarti dei cittadini prendono molto sul serio il problema dei cambiamenti climatici. In totale, il 62% degli intervistati lo considera uno dei due problemi più gravi che il mondo si trova attualmente ad affrontare. Solo la povertà ha ottenuto un punteggio superiore: il 68% la indica infatti come uno dei due problemi più gravi. Ma, pur essendoci un ampio consenso fra gli europei quanto alla gravità del problema, la maggioranza (il 60%) ritiene sia possibile frenarlo e risolverlo. Una netta maggioranza (il 56%) è convinta che la lotta contro i cambiamenti climatici possa avere un impatto positivo sull’economia. Una consistente maggioranza degli europei ritiene che gli obiettivi previsti dall’UE con riguardo ai gas serra e alle energie rinnovabili siano adeguati o addirittura troppo limitati. I tre obiettivi fissati lo scorso anno dai leader europei, da raggiungere entro il 2020, sono i seguenti: una riduzione al- meno del 20% delle emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990, una riduzione del 30% se altri paesi sviluppati si impegnano a realizzare analoghe riduzioni nonché un aumento fino al 20% della quota di energie rinnovabili. Questi obiettivi sono ritenuti adeguati o troppo limitati rispettivamente dal 68%, 61% e 69% degli intervistati. Mancanza di informazioni Oltre la metà degli europei interpellati si considera informata circa le cause (56%) e le conseguenze (56%) dei cambiamenti climatici, nonché sui modi per contrastarli (52%). Tuttavia, la percentuale di cittadini che si considera poco informata al riguardo resta significativa (più di quattro intervistati su dieci). La mancanza di informazioni viene indicata come un motivo importante per non agire. Misure per far fronte ai cambiamenti climatici Gli europei ritengono che le imprese e l’industria (76%), i cittadini stessi (67%), i loro governi nazionali (64%) Settimana europea della Gioventù 2008 L e sfide future che si troveranno ad affrontare i giovani sono al centro della quarta edizione della settimana europea della Gioventù in programma dal 2 al 9 novembre 2008. Un numero senza precedenti di dibattiti politici, culturali e di altre attività è organizzato in tutte le parti d’Europa e diverse attività si svolgono a Bruxelles all’indirizzo di circa 200 giovani partecipanti selezionati. Letteralmente centinaia di eventi e di attività sono orga nizzati in tutti i paesi che partecipano al programma UE Gioventù in azione. Tali attività vanno da dibattiti politici a livello locale, regionale e na zionale in cui i giovani europei discutono delle sfide che la gioventù si troverà a dover affrontare, a eventi e attività culturali correlati al 2008 in quanto Anno europeo del dialogo interculturale. L’evento di Bruxelles è organizzato in stretta cooperazione con il Forum europeo della Gioventù. I giovani selezionati dai Consigli nazionali della Gioventù e dal Forum europeo della Gioventù discutono con le istituzioni dell’UE sulle sfide future che incombono sui giovani. Le discussioni culmineranno in un dibattito politico (il 6 n ovembre) con il Commissario Ján Figel’ e altri rappresentanti della Commissione europea, nonché con deputati europei. Questi dibattiti costituiscono un elemento importante delle consultazioni dei giovani che la Commissione organizza in vista dell’imminente riesame del quadro politico di cooperazione nel campo della gioventù previsto per la primavera del 2009. Esprimendosi sulla Settimana europea della Gioventù 2008, Ján Figel’, Commissario europeo responsabile per l’istruzione, la formazione, la cultura e la gioventù ha affermato:”La Commissione è impegnata in un’opera di consultazione per sentire dai giovani quali sono le loro principali preoccupazioni. Sono impressionato dal numero mai visto di attività che sono organizzate in tutta Europa. Queste attività consentiranno di sentire la voce dei giovani prima di avviare il riesame del quadro di cooperazione per i giovani a livello europeo. La settimana della gioventù è anche un’occasione per celebrare il 20° anniversario dei programmi UE a sostegno della gioventù, cui hanno partecipato più di un milione e mezzo di giovani. Sono lieto che grazie ai nostri programmi per la gioventù questi giovani abbiano acquisito nuove competen- ze e abbiano fatto preziose esperienze interculturali.” Le att ività organizzate dalle agenzie del programma Gioventù in azione e dai loro partner locali nei diversi paesi contrib u i r a n no all’obiettivo generale delle settimane europee della gioventù: offrire ai giovani una piattaforma e un’opportunità per partecipare e far sentire la loro voce. Settimane europee della gioventù sono state organizzate dalla Commissione europea nel 2003, nel 2005 e nel 2007 ed ora si è stata stabilita una cadenza regolare ogni 18 mesi. Le attività che si svolgeranno a Bruxelles comprenderanno le “Celebrazioni della gioventù europea” (il 5 novembre), che rappresentano un contributo dei giovani al 2008, Anno europeo del dialogo interculturale. 33 progetti, ciascuno in rappresentanza di un N° 13/2008 - ANNO XVII - 4 dicembre e l’UE (58%) non facciano abbastanza per combattere i cambiamenti climatici. Una netta maggioranza (61%) conferma di aver adottato qualche tipo di misura per far fronte a questo problema. Tuttavia, le misure adottate (separazione dei rifiuti, riduzione del consumo di energia, di acqua o di prodotti usa e getta) presuppongono uno sforzo personale o finanziario limitato. La ragione principale addotta dagli intervistati per non agire contro i cambiamenti climatici è che essi ritengono che i loro governi, le imprese e le industrie dovrebbero modificare il proprio comportamento. Circa il 44% degli intervistati dichiara che sarebbe disposto a pagare un prezzo più alto per un’energia prodotta da fonti con minori emissioni di gas serra, mentre il 30% non lo sarebbe (il 26% non ha risposto). Contesto Questo sondaggio speciale Eurobarometro è stato commissionato dal Parlamento europeo e dalla Commissione europea. Le interviste sono state realizzate tra marzo e maggio 2008 interpellando 30 170 cittadini dei 27 Stati membri dell’UE, dei tre paesi candidati (Croazia, Turchia ed ex Repubblica iugoslava di Macedonia) e della comunità turco-cipriota. Per ulteriori informazioni: La relazione completa è disponibile al seguente indirizzo: http://ec.europa.eu/public_opinion/index_en.htm Gianfranco Nitti paese che partecipa al programma Gioventù in azione, saranno rappresentati alla cerimonia e verranno illustrati in occasione di u n ’ a p p o s i t a m o s t r a . Tr a essi verranno selezionati i 7 migliori progetti facenti capo a diverse azioni del programma e verranno assegnati loro dei trofei in presenza del Commissario Ján Figel’. Le “Celebrazioni della gioventù europea” stanno anche a evidenziare il successo dei programmi UE a favore della gioventù condotti nell’arco di due decenni. GIANFRANCO NITTI Per ulteriori informazioni: Homepage della Commissione europea dedicata alla gioventù: http://ec.europa.eu/youth/index_ en.htm Portale gioventù: http://europa.eu/youth/ Rassegna del programma Gioventù in azione: http://ec.europa.eu/youth/ youth-in-action-programme/ doc74_en.htm Cultura N° 13/2008 - ANNO XVII - 4 dicembre 7 I nuovi cineforum L’arciprete di Acri L Acri. Basilica Beato Angelo E ra bello, ritrovarsi la sera nella sala cinematografica, assistere alla proiezione del film con particolare attenzione, per parlarne poi, dopo la parola fine. Ho di ciò un ricordo speciale. Mio padre, vigile urbano del comune di Cosenza, era un grande appassionato di cinema. Forse, se ne avesse avuto la possibilità, avrebbe fatto il regista o lo scrittore di cinema, visto che non solo andava spesso a vedere film, ma si siedeva alla scrivania povera su cui studiavamo tutti, e li trascorreva ore, a scrivere storie, saggi, pensieri. Mi ha trasmesso questa passione conducendomi spesso con lui a vedere i film che dopo cena proiettava il compianto don Luigi Maletta, parroco indimenticabile della parrocchia di san Gaetano, nel centro storico di Cosenza. Il dibattito che seguiva era sempre appassionato e competente. Ho imparato molto su come si legge un film, come non avrei potuto imparare in nessuna scuola. Quegli incontri non si fanno più da molto tempo, ma la speranza di un ritorno non è perduta. Alcune parrocchie del cosentino sono già in fermento. Non solo proiettano e discutono, ma addirittura producono film e cortometraggi. Ad Acri, per esempio, il 4 e il 5 di ottobre è stato proiettato il film “L’Arciprete”, prodotto dalla Congregazione Piccole Operaie di Sacri Cuori della cittadina silana, per la regia di Lorenzo Cognatti. È la storia di mons. Francesco Maria Greco di Acri, morto nel 1931 e del quale è in corso la causa di canonizzazione. Produttori cinematografici sono diventati anche i frati del santuario di sant’Umile di Bisignano. Il film sulla vita del santo sarà girato a giorni e distribuito in DVD. Ancora più in alto si pone l’esperienza della parrocchia San Carlo Borromeo di Rende, che ha addirittura fondato la onlus “Laboratorio Cinematografico san Carlo Borromeo”. Primo cortometraggio prodotto è “Il Candeliere”, per la regia di Daniela Sergio. Un film che parla del perdono di Dio, in corsa per la premiazione al Festival Internazionale del Cortometraggio di Roma. Intanto è stato proiettato già nella sala del cinema Garden di Rende, riscuotendo un ottimo consenso del pubblico. Caso speciale è quello della parrocchia “san Nicola di Bari” di Mendicino, che patrocina il Festival Internazionale del Cortometraggio, organizzato dal regista, attore ed autore teatrale Franco Barca. L’iniziativa, giunta quest’anno alla terza edizione, ha già riscosso notevoli consensi a livello nazionale, per i personaggi che hanno partecipato alle scorse edizioni, una per tutte Liliana De Curtis, la figli di Totò. Per l’edizione di quest’anno, ha fatto sapere della sua partecipazione Alessandro Di Robilant, regista de “L’uomo della Carità. Don di Liegro” e “Il giudice ragazzino”. Ce n’è dunque abbastanza per ben sperare sulla rinascita dei cineforum nelle parrocchie, questa volta non solo come momenti di incontro per assistere ad una proiezione del film e poi discuterne, ma anche come momento di ideazione, elaborazione e realizzazione. Una specie di minicentro di produzione. Le parrocchie hanno finalmente colto le opportunità che offre la tecnologia, che consente di accedere a mezzi di produzione a prezzi relativamente bassi e facilmente gestibili. I nuovi cineforum potrebbero davvero diventare davvero momenti importanti per distrarre, soprattutto i giovani, dalla passività della televisione. Questo nuovo modo di fare cineforum nelle parrocchie è una strada efficacissima per educare all’immagine. Quanto più si conosce il linguaggio del cinema, tanto più alto è il senso critico, tanto meno si dice “l’ha detto la televisione”. La scuola insegna a leggere e a scrivere ancora con il libro e la penna; nelle scuole più evolute anche con il PC, ma in nessuna scuola d’Italia si insegna a leggere il cinema e la televisione, nè a scrivere con la telecamera. Di nuovo insieme, dunque, dinanzi allo schermo, ma anche alla moviola, non solo per vedere ma anche per progettare e realizzare un film, senza l’interesse commerciale, liberi dalla pubblicità, con l’unico sentito scopo di comunicare un messaggio. Ci aspetta, dunque, un futuro nuovo, promettente: i nuovi cineforum, quelli che fanno incontrare. Roberto De Napoli ’ A rc i p re t e , n e l f i l m di Lorenzo Cognatti, è mons. Francesco Maria Greco, di Acri (1857 – 1931), interpretato da Nicola Di Pinto. La sua storia è quella degli uomini che decidono di non appartenersi, di donarsi totalmente al prossimo. Il padre lo voleva farmacista, come lui, e lo mandò a studiare a Napoli. Ma Francesco tornò sacerdote, per aiutare la gente povera del suo paese, che nel tempo è divenuto il mondo. La Congregazione delle Piccole Operaie dei Sacri Cuori, da lui fondata ad Acri nel 1894, insieme alla giovane Raffaella De Vi n c e n t i è , o g g i , p r e s e n te persino in India. Nel 1957 è iniziata la causa di beatificazione. Il film di Cognatti è stato proiettato ad Acri, dove è stato girato con il coinvolgimento dell’intera cittadinanza, sabato 4 e domen i c a 5 o t t o b r e . L’ h o v i s t o con piacere domenica. Mi sono avviato da Mendicino (CS) dove abito, con tanta curiosità e desiderio di conoscere questo personaggio di cui avevo sentito parlare ma del quale non sapevo assolutamente nulla. Il film cattura l’attenzione già con le prime immagini. Fanno pensare più ad un film di suspence che al racconto della vita di un sacerdote. Per almeno un minuto si vedono solo piedi che frettolosamente percorrono stradine di cemento e si fermano dinanzi ad altri piedi. I “proprietari” sono un giornalista e una suora dell’ordine delle Piccole Operaie dei Sacri Cuori. Furtivamente penetrano nella casa che fu di mons. Greco, morto da quasi 80 anni, alla ricerca di documenti per ricostruire la storia del fon- Nicola Di Pinto datore dell’Istituto. La suora trova un quaderno scritto di pugno dall’arciprete; si avvicina alla finestra ed inizia a leggere. E proprio qui c’è il primo escamotage narrativo di Cognatti. La suora ha la visione dell’Arciprete che si trova nel vicoletto, anziano. Da quel momento la macchina da presa è alternativamente sulla suora che legge e su mons. Greco che vive la sua vita e ricorda la sua giovinezza attraverso flash – back. Cognatti usa questa tecnica anche per raccontare le vicend e d i s u o r M a r i a Te r e s a D e Vi n c e n t i ( R a f f a e l l a D e Vi n c e n t i ) , f o r t e m e n t e osteggiata da suo padre nella vocazione. Il regista non si sofferma molto nella dimensione biografica. Privilegia quella introspettiva. È per questo, probabilmente, che le inquadrature sono prevalentemente ravvicinate. Sono rari la figura intera e i campi lunghi. È come se volesse condurre lo spettatore dentro la mente e il cuore di mons. Greco e di leggere nel suo intimo più profondo; lì dove l’Arciprete si sentiva “piccolo operaio” al lavoro nei cuori. E due cuori, uno trafitto da una spada, quello della Madonna, e l’altro sormontato dalla croce, di Gesù, circondati da una corona di spine, sono la sintesi del suo messaggio, lo stemma della sua congregazione. È con un petalo rosso che Cognatti, nel film, simboleggia il messaggio di mons. Greco. È un petalo rosso che questi lascia cadere sulla strada quando, morente, viene accompagnato a casa. Quell’atto è un invito a raccogliere il suo messaggio e a continuare la sua missione. È s u o r M a r i a Te r e s a D e Vi n c e n t i a r a c c o gliere il petalo e a continuare l’opera di educazione e di assistenza verso gli ultimi. Il film è stato girato interamente nella cittadina silana, con attori assolutamente non professionisti, escludendo Di Pirro, ben noto per la sua partecipazione alla fiction televisiva “Orgoglio”. Mi verrebbe da esclamare “Un bel coraggio!”, ma visto il risultato e i ripetuti applausi degli spettatori, evidentemente in Cognatti non c’è solo coraggio. R. N. Cultura 8 N° 13/2008 - ANNO XVII - 4 dicembre Alexandr Solženicyn, gigante dell’anticomunismo A lexandr Solženicyn è si è impegnato a far capire in stato un gigante della tutti modi possibili che il coletteratura e del pen- munismo altro non era che un siero che ho cominciato a co- cancro, dalla natura irrimedianoscere fin dalla mia adole- bilmente malvagia, e che se scenza e molto gli devo della tutto aveva avuto origine dalla mia preparazione culturale. Un «dimenticanza di Dio» (citanuomo che mi ha aiutato a vive- do Dostoevskij [1821-1881], re con coerenza le mie idee, in ricordava a Londra il 1 magun tempo della storia in cui è gio 1983, in occasione della stato difficile viverle, un uomo consegna del premio «Templeche mi ha aiutato a vivere sen- ton», che «la Rivoluzione parza mai piegare la schiena e la te sempre dall’ateismo»), tutmente alle menzogne ideologi- to poteva finire solo tornando che del tempo. Non ci si deve alla «santità come ideale soaffatto pentire di essere stati ciale». (Giovanni Formicola, anticomunisti - scrive Massi- L’eroica missione di un uomo mo Introvigne nel suo Il Segre- che combattè il comunismo to dell’Europa – ma si tratta di raccontandolo, 4.8.08 L’Occiuna memoria da coltivare per dentale). Solgenicyn fu poco esserlo ancora, visto che c’è amato in Occidente perché ne ancora chi si dice comunista. stigmatizzava i vizi (i «liquaAleksandr Solgenicyn autore mi» penetrati dall’ovest nelle del capolavoro “Arcipelago società vittime del comuniGulag”, sul sistema dei lager smo passando «al di sotto del sovietici e premio Nobel per la Muro». Il nostro tempo non ha letteratura nel 1970 è morto domenica 3 luglio a Mosca, all’età di 89 anni (era nato nel 1918). In Arcipelago Gulag, l’opera più conosciuta dello scrittore russo si ricordano le fiumane di deportati della recente storia russa, Solzenicyn mette in due migliaia e mezzo di pagine quella sorta di lager universale che è stato il sistema eliminativo di Stalin e affini nella prima metà del secolo scorso. Prigioni di transito, carceri di isolamento politico, campi di lavoro forzato, luoghi di confino e di esilio interno, tra circolo polare artico, steppe Alexandr Solženicyn del Caspio, Moldavia, Estremo Oriente e miniere d’oro siberiane: ecco l’”arcipelago” reale e invisibile a un tempo, abitato da milioni di cittadini sovietici: ecco la verità storica rivelata da un libro che è a sua volta una fiumana narrativa e documentale, un’implacabile j’accuse corale contro teorie e pratiche di terrorismo di massa, grido di dolore lanciato per tutti gli uomini della terra. (Claudio i è scritto molto sul Toscani, Un solitario chiuso e ostinato che scriveva secondo lavoro degli impiegati onore e coscienza, 4-5 agostatali e quasi tutti sono sto L’Osservatore Romano) concordi che effettivamente Espulso nel 1974 dall’Urss, ci sono molte anomalie, in Solzenicyn, dopo due anni tra- particolare quello dell’asscorsi tra Germania e Svizze- senteismo che colpisce in ra ripara in America, nel Ver- misura maggiore l’impiegato mont, e solo nel 1994 rientra statale che quello privato. Il in Russia, ma non ha accettato ministro Brunetta ha solleche poco o nulla, oltre la liber- vato per primo il problema, tà, s’intende, del sistema oc- cercando di trovare delle socidentale fondato su un altro luzioni, ma non è facile. Ma e non meno pericoloso tipo di perché la macchina pubblica dittatura: quella del capitale e e soprattutto alcuni settori del profitto, della produzione come quello della magistrae del consumo. Solgenicyn tura, della sanità, ma anche ha inteso combattere il Gu- della scuola, hanno una silag, l’universo concentrazio- tuazione di quasi paralisi? A nario, narrandolo, una vera e questa domanda ha cercato propria missione di salvare la di rispondere Alfredo Manmemoria della tragedia del co- tovano, sottosegretario agli munismo e della sua realizza- interni dell’attuale governo zione più tipica. “E da allora Berlusconi. Il problema riSolženicyn non è venuto meno sale a 40 anni fa quando il a tale impegno di vita contrat- nostro Paese precipitò dentro to con il Creatore stesso. Egli una rivoluzione culturale e S saputo apprezzare e amare la sua opera come meritava, basti pensare che le sue ultime opere non hanno trovato un editore per stamparle. Galli della Loggia, intervistato da Lucio Caracciolo nel lontano 1994, a proposito dell’indifferenza dei nostri intellettuali nei confronti di Solgenicyn scriveva: «Se permette una battuta: perché in Italia non si legge Solženicyn. La maggior parte delle persone colte che conosco non l’ha mai letto. Sembra incredibile, ma è così. Non esiste una edizione tascabile delle opere di Solženicyn. Se lei oggi cerca Arcipelago Gulag in libreria non lo troverà, a meno di esser straordinariamente fortunato. Il grande autore russo viene considerato da noi uno strano personaggio, del quale non si può dir male perché, poverino, è sta- to per tanti anni prigioniero in un gulag. In Francia, per prendere il paese dove è accaduto l’esatto opposto di quanto accaduto in Italia, i libri di Solženicyn hanno annichilito i gauchistes». Le cose che ho letto e il modo in cui è stata data la notizia della morte di Aleksandr Solgenitsyn dai nostri giornali, per la gran parte, scritti da ex militanti del comunismo all’amatriciana, antichi corteanti dal pugno chiuso che credettero d’essere superiori perché comunisti, e che oggi ancora si sentono superiori, fa un pò rabbia. Si può essere così ipocriti e bugiardi per vergogna, dimostrano che la sinistra italiana attende ancora chi la liberi dall’orrore di se stessa. “Solgenitsyn (come altri) ebbe il merito di non morire nel lager e la forza di raccontarlo con lucidità. Noi già lo sapevamo, e vedemmo questo nazionalista russo massacrato non dai comunisti lì al potere, ma dai nostri, come da quelli francesi, come dagli altri servi di quel gran merdaio. Sono gli stessi che, oggi, pretendono di darci lezioni, e pretendono anche di riscrivere la storia, per assolvere se stessi dall’avere ignorato quelle urla”. (Davide Giacalone, Solgenitsyn ed i bugiardi, 6.8.08 legnostorto). Forse Aleksandr Solzhenitsyn, era già morto da una decina d’anni e forse più, scrive Marcello Veneziani. “Eppure è stato lo scrittore che forse più ha contato con la sua opera nel Novecento agli effetti politici e civili. Nessuno scrittore del secolo andato ha avuto infatti l’incidenza di Solzhenitsyn nella denuncia dell’impero sovietico, nella nascita del dissenso, della rivolta giovanile, intellettuale e del sentimento nazional-religioso. Forse persino Papa Wojtyla non sarebbe pensabile senza l’Arcipelago Gulag e l’opera dello scrittore russo contro il comunismo. Il suo Nobel fu una bomba a orologeria nel sistema sovietico; mai l’assegnazione del premio Nobel ha così contato sulla vita di una superpotenza come nel suo caso. Un’eccezione, se consideriamo il filo “ideologico” rosato che ha avuto negli anni il Premio Nobel”. (Marcello Veneziani, Dal gulag all’oblìo, 5 agosto 2008 LIBERO). Commentando la morte dello scrittore russo, Alfredo Mantovano, sottosegretario agli interni, ha detto: “Molto prima che crollasse il Muro di Berlino, Aleksandr Solgenitsin aveva fatto crollare il muro della menzogna e aveva aperto squarci di impressionante verità sul comunismo realizzato; le cui devastazioni non erano, ci ha spiegato col rigore dello storico e con dolore della sua personale esperienza, frutto del tradimento, del capo di turno, bensì derivazione diretta dai fondamenti del marxismo leninismo. Solgenitsin è stato Maestro di chiunque, nel buio di decenni di sbornia progressista, desiderava conoscere la realtà e riflettere su di essa. Spero che il suo insegnamento non sia rovinato oggi da rievocazioni zuccherose e domani dall’oblio”. (Addio a Solgenitsin, icona dell’anticomunismo, 5.8.08 Avanti). Domenico Bonvegna I fannulloni nel pubblico impiego, eredità del ‘68 del costume che distrusse il senso dell’autorità, soprattutto quella del padre. E’ superfluo richiamare l’ampia letteratura sulla scomparsa dell’autorità paterna, ma non solo, sulla perdita dell’autorità del docente nella scuola, sulla ribellione che dilaga anche nella Chiesa. La riflessione sugli effetti della rivoluzione sessantottina è ancora superficiale, soprattutto su quanto ha inciso il venir meno della figura del padre (inteso come il principale riferimento, reale e simbolico, dell’autorità) sulla vita delle istituzioni pubbliche, e cioè di quelle realtà che a vario titolo rappresentano una articolazione dell’autorità. (Alfredo Mantovano, Il sessantotto, la morte del padre e il disastro della magistratura, 31.5.08 Il Domenicale). Dopo la seconda guerra mon- diale l’Italia si è risollevata anche grazie alla macchina amministrativa funzionante dello Stato, infatti scrive Mantovano l’idea di lavorare per lo Stato era vissuta dai funzionari come un dovere civile, costituiva fonte d’impegno e puntava al conseguimento di risultati precisi[…] il rispetto per la figura del padre aveva riscontro (con tutti i limiti dell’analogia) nel rispetto del capoufficio o comunque del superiore. Il sottosegretario puntualizza che non intende fare nessuna apologia di un mondo ideale, in particolare prima del 68. So bene scrive che tante forme erano in realtà formalismi. Tuttavia quello che è accaduto dopo il 68 ha puntato non allo snellimento del lavoro, ma alla sua riduzione, soprattutto alla deresponsabilizzazione nello svolgi- mento delle varie mansioni, in pratica si è giunti al trionfo di quel formalismo che si proclamava di voler combattere. Così troviamo negli uffici dei capi che sono poco equilibrati nell’esercitare la propria autorità, soggetti che viaggiano fra l’abbandono del comando per timore della denuncia sindacale o del ricorso al T.a.r. e l’esercizio di un potere dispotico, altra faccia di una autorità sminuita. Abbiamo dei capiufficio frustrati proprio perché non riescono a guidare il proprio ufficio e quindi non gli rimane altro che battere i pugni sul tavolo, la stessa cosa capita al docente in una classe o al padre di famiglia. Ma dura poco. Alla fine ci si accontenta del semplice fatto che le carte siano a posto. D.B. INSERTO Corriere Letterario N° 13/2008 - ANNO XVII - 4 dicembre A cura di Antonio D’Ettoris Sismondi: un intellettuale svizzero, italiano ed europeo Marco Bertoncini I l nome è oggi lasciato agli storici del pensiero economico e politico, ma Jean Charles Léonard Simonde de Sismondi (Ginevra, 1773– 1842) fu uno dei personaggi più influenti sul Risorgimento. La sua Storia delle Repubbliche italiane nel Medio Evo conobbe una fortuna immensa, venendo letta e meditata, nel primo Ottocento, da politici, pensatori, studiosi, storici, a partire da Manzoni: appunto con tale – limitato – riferimento manzoniano il Sismondi è oggi comunemente conosciuto. I legami del Sismondi con l’Italia furono rilevanti, causati all’origine da contingenze politiche. Lo studioso, di antica famiglia pisana (i Sismondi sono ricordati dal conte Ugolino, in Dante, con le altre casate dei Gualandi e dei Lanfranchi), venne in Toscana per evitare i pericoli della dittatura giacobina. Acquistò una villa con fattoria, in quel di Pescia, ove passò molto tempo, fra l’altro dedicandosi anche all’agricoltura (disciplina sulla quale lasciò più di uno studio). Contrario a Napoleone, legato a Madame de Staël, il Sismondi girò l’Europa, pur se i luoghi preferiti e di maggior soggiorno restarono per lui Ginevra e Pescia. L’elenco delle sue opere comprende la- vori economici, storici, letterari, oltre che diari e carteggi. Liberale quanto a principî, ma in economia tendente a una regolazione stringente del mercato, il Sismondi fu uno studioso di svariati interessi, di forte tendenza agli aspetti pratici e applicativi, di continue e ampie letture. In Italia esiste una specifica Associazione di Studi Sismondiani, della quale è animatore, prima ancora che presidente, lo storico Aldo G. Ricci, sovrintendente dell’Archivio centrale dello Stato. Ha sede, com’è ovvio, a Pescia, e cura la pubblicazione di opere sul e del Sismondi. L’ultimo denso volume è: Aldo G. Ricci, Esercizî sismondiani 19702005, a cura di Letizia Pagliai, Edizioni Polistampa, pp. VIII + 518, € 30. Sono raccolti gli scritti che l’autore ha licenziato, sul Sismondi, in un terzo di secolo di alacre attività, con l’aggiunta di una corposa appendice, a cura della Pagliai, che analizza le “Fonti a stampa su Sismondi (1805-1859)”, utile sussidio erudito per gli studiosi del pensatore svizzero. A Ricci abbiamo posto alcune domande. Un personaggio che fruì di una popolarità, se tale vogliamo definirla, immensa, nel mondo culturale del Risorgimento: oggi chi più lo ricorda? In effetti la domanda è giusta, perché al di là degli specialisti il nome è quasi scomparso dalla scena culturale. Ma in questa sorte Sismondi ha buona compagnia. Pensiamo a tutti grandi protagonisti del nostro percorso unitario. Pensiamo allo stesso Garibaldi, l’esempio massimo di popolarità, le cui celebrazioni per il bicentenario della nascita sono state più ritualistiche e ufficiali, che popolari. E’ la sorte di un Paese che ha subìto nel secondo dopoguerra una frattura culturale da cui non si è ancora ripreso. Sismondi: un intellettuale svizzero, italiano o europeo? Ovviamente tutte e tre le cose insieme, senza che egli sentisse contraddizioni tra le sue tre radici. Oggi penso che sarebbe un acceso europeista, ma allo stesso tempo difensore senza esitazioni delle tradizioni nazionali come componente vitale dello stesso europeismo. Liberale o socialista? Oppure liberista prima, ne La ricchezza commerciale, e socialista poi, nei Nuovi principî di economia politica? L’evoluzione del suo pensiero economico è indubbia, ma mai in senso socialista. Il Sismondi della prima opera è un ottimista nelle magnifiche sorti e progressive dell’economia; l’altro è un uomo che ha visto gli effetti delle crisi commerciali e pensa a uno ‘sviluppo sostenibile’, Artista attivo a Verona tra la fine del Quattrocento e la metà del secolo successivo. Si tratta della prima monografica dedicata ad un maestro che riscosse l’ammirazione appassionata di Vasari e che ottenne già a 16 anni la commissione per la Deposizione dalla Croce per l’altare della famiglia Da Lisca nella importante chiesa monastica di Santa Maria in Organo, pala che destò meraviglia per lo stile finissimo e il colorito armonioso. Castiglioni G., Peretti G. Per Girolamo Dai Libri Marsilio pp. 132 €. 30,00 Il punto centrale del libro è questo: mentre Peter Isabella Cani Pan è stato il campione e l’archetipo del rifiuHarry Potter o l’anti to di diventare adulti, dell’apologia del mondo Peter Pan dell’infanzia e della sua magia, Harry Potter Bruno Mondadori rappresenta l’uscita da questo mondo, l’accettapp. 292 €. 22,00 zione dell’età adulta, il rifiuto della mitizzazione dell’infanzia e della magia. Sotto l’apparenza di un serial (il serial è la negazione del tempo) Harry Potter è un ciclo (il ciclo ha al centro il tempo che passa) che racconta di un progressivo disincanto. Pasquale de Antonis La fotografia di moda 1946-1968 Marsilio pp. 158 €. 35,00 Le fotografie di moda di Pasquale De Antonis scelgono la Roma monumentale e archeologica come sfondo per gli abiti degli atelier d’alta moda della capitale. La frequentazione degli ambienti culturali e mondani della capitale si riflette nella scelta di set fotografici come il Caffè Greco, gli studi degli artisti Carlo Levi e Pietro Consagra, la galleria L’Obelisco, fondata nel 1946 da Gaspero del Corso e dalla giornalista di costume e di moda Irene Brin. Per oltre trent’anni Woody Allen ha conversato re- Woody Allen con Eric Lax golarmente e sinceramente con Eric Lax, facendolo Conversazioni su di andare sui suoi set, facendolo entrare nel suo stume e tutto il resto dio, consentendogli di chiedergli (quasi) qualunque Bompiani cosa. Dal 1971 al 2007, Woody Allen discute con pp. 618 €. 21,50 lui di tutto. con i minori costi sociali possibili. Per questo pensa che lo Stato debba avere un ruolo. Ma nel 2008 questa tesi mi sembra tornata di grande attualità. Un economista in sintonia con la politica economica oggi prevalente, con lo Stato in prima fila? La risposta rientra in parte in quel che ho appena detto. Più che lo Stato in prima fila, per Sismondi parlerei di uno Stato presente e in grado di valutare il quadro complessivo dello sviluppo, intervenendo solo dove è necessario. I Suoi studi, professor Ricci, paiono subire una forte evoluzione, perfino nel linguaggio usato, fra gli scritti giovanili e le più recenti riflessioni. In effetti quando mi avvicinai a Sismondi, alla fine degli anni sessanta, lo studiavo nella prospettiva di uno dei predecessori di Marx, in quanto critico delle contraddizioni del capitalismo (elemento in lui presente, anche se questo non lo spinge mai a “buttare il bambino con l’acqua sporca”, come si suol dire). Quando ho ripreso lo studio dei suoi scritti, questo è avvenuto in una prospettiva prevalentemente storica, vale a dire l’attenzione si è spostata sul ruolo di Sismondi nella formazione di una coscienza nazionale italiana. Senza per questo dimenticare il primo aspetto. Diciamo che la ricerca con gli anni è diventata meno unilaterale, almeno lo spero. Luis Lourenco Mourinho Mondadori pp. 293 €. 17,00 9 La regina Margherita G rande generazione, quella dei giornalisti attivi negli anni trenta e quaranta, e in parte ancora dopo. Maestri del bello scrivere, formati su una cultura letteraria e storica soprattutto francese, signori della forma, da Giovanni Ansaldo, a Massimo Bontempelli, a Paolo Monelli, ci lasciano il rammarico di non avere continuatori. Del resto, la terza pagina dei quotidiani è da tempo defunta. Non resta, allora, che rileggere pagine dimenticate, oppure approfittare della comparsa di pezzi rimasti inediti, come nel caso del volumetto di Manlio Lupinacci che Francesco Perfetti presenta nella “Piccola Biblioteca di Nuova Storia Contemporanea” edita da Le Lettere: La regina Margherita (pp. 76, € 9,50). Si tratta di due saggi - recuperati presso il luganese Archivio Prezzolini magistralmente diretto da Diana Rüesch - rimasti allo stadio di bozze predisposte per un volume mai pubblicato. Manlio Lupinacci (Roma 1903-‘82), direttore (1945-‘46) de Il Giornale di Napoli e condirettore (1948) del Risorgimento liberale, poi attivo al Corriere della sera, fu un liberale conservatore, fedele alla tradizione monarchica, esponente del Pli (partito per il quale fu più volte candidato alla Camera). In queste pagine godiamo un ritratto sintetico e vivace, appassionato e brillante, della prima regina d’Italia; e poi un profilo delle vicende politiche e parlamentari dell’Italia di fine Ottocento. Non si sa se apprezzare maggiormente la scrittura lieve e felice o le osservazioni e riflessioni storiografiche. Resta il rammarico per il fatto che pochissimi siano stati i libri scritti da Lupinacci, e da anni non più in commercio (citiamo, per il valore indubbio, Il sogno della duchessa di Berry, apparso nel 1937). m. b. II nuovo Mister dell’lnter ha un pedigree di tutto rispetto: Coppa Uefa, Champions League e Campionato con il Porto, due vittorie in Premier League e due volte in semifinale di Champions con il Chelsea. Nel 2004 e 2005 è stato indicato come miglior allenatore del mondo dall’Istituto Internazionale di Storia e Statistica del Calcio. Ma soprattutto è The Special One. Tutto Mourinho frase per frase, citazione dopo J. Amhurst, G. Padovan citazione, battute mordaci e uscite sarcastiche, Mourinho dichiarazioni e provocazioni, massime e miCairo nime. Questo libro, oltre a raccogliere le sue pp. 142 €. 10,00 esternazioni note e meno note, si incarica di spiegare “the Special One”: l’uomo di fascino, l’allenatore di successo, lo sportivo innovatore, il manager moderno. Remo Bodei Paesaggi sublimi Bompiani pp. 229 €. 17,00 Vi sono luoghi che la maggior parte degli uomini ha evitato per millenni e di fronte ai quali ha provato paura e sgomento: le montagne, gli oceani, le foreste, i vulcani, i deserti. Inospitali, ostili, desolati, evocano la morte. Eppure, dagli inizi del Settecento tali loci horridi cominciano a essere frequentati intenzionalmente e percepiti come “sublimi”, dotati di una più intensa e coinvolgente bellezza. In Sardegna, nel paese di Gìtile, al confine di ogni cosa, del male e del bene, della ricchezza e della povertà, della civiltà e della barbarie, don Alvaro Manca, prete più di speranza che di fede, assiste preoccupato allo svolgersi di un piccolo e drammatico intrigo politico-giudiziario. Paolo Maninchedda Diaspora Marietti 1820 pp. 124 €. 16,00 LIBRI DA LEGGERE 10 Myriam Périne Taci Nel silenzio dell’incesto Armando pp. 128 €. 12,00 A 8 anni divorziano i suoi genitori. G., il nuovo compagno della madre, si rivela un perverso, maestro nell’arte della manipolazione. Myriam cade molto presto nella sua rete, si allontana dalle sue amicizie e finisce con l’accettare tutto. LIBRI INSERTO è LEGGERE Una casa senza biblioteca è come una fortezza senza armeria (da un antico detto monastico) a cura di Maria Grazia D’Ettoris E' autore dei libri: “Paolo Conte. Sotto le stelle del jazz”; “Max Gazzé”; “Francesco De Gregori. Cercando un altro Egitto”; “Angelo Branduardi. Futuro antico”; “Andrea Mirò”; “Vincenzo Spampinato. Lettere mai spedite e rime tempestose”; “Con rabbia e con amore. Dizionario dei cantautori italiani”; “Ivan Graziani. Il chitarrista” “Piper club. Storia, mito, canzoni”; “Mario Castelnuovo.Tante storie…e qualcuna va a Roma”, Mimmo Locasciulli. Sognadoro e altre storie. CANTAUTORI ITALIANI 1973 - 1983 l saggista musicale Mario Bonanno è tornato alla ribalta col suo nuovo libro: “Cantautori italiani 1973-1983” (CRES). Si torna a fotografare una stagione di musica e parole. Stavolta non tratta di un solo cantautore, come ci ha abituato nei precedenti lavori, ma di quei cantautori che hanno fatto gli anni d’oro della musica. 10 anni di cantautorato che conta, dal 1973 al 1983, e non sono pochi. Un progetto ambizioso (300 pagine) visto con gli occhi di chi, quel periodo lo rimpiange. Un album di ricordi che può essere attualizzato per denunciare quanto il pop di oggi, o per dirla alla Bonanno “la musica da salotto”, fa male ai timpani e anche alle menti (assopite). Si guarda al periodo in cui il connubio tra musica e parole esisteva. Un rapporto intimo, inscindibile, lo stesso che legava l’ascoltatore alle parole. Il coronamento di una musica significante e portatrice di significati. Non un dizionario in senso stretto e fine a se stesso, ma uno svisceramento musicale e storico degli anni in cui la musica si ascoltava davvero, da cima a fondo, in silenzio religioso. Un modo per denun- C.R.E.S. - Catania I MARIO BONANNO (Catania, 1964) scrive di musica sulla stampa specializzata e su periodici nazionali. Collabora con Left e dirige per l'editrice Bastogi la rivista Musica & Parole, da lui stesso fondata. Ha lavorato in radio e televisione. Suoi articoli sono apparsi su Tutto Musica e Spettacolo, Film tv, Diario, Duel, Anna, Musica e Dischi, La Sicilia. MARIO BONANNO Intervista a Mario Bonanno autore del libro Mario Bonanno CANTAUTORI ITALIANI 1973 - 1983 C.R.E.S. Centro di Ricerca Economica e Scientifica Catania ciare, o comunicare qualcosa che banale non è. Mancano, per scelta dell’autore, i dischi dei proto-cantautori e gli abusivi anni 80. Come è giusto che sia. Un libro di nicchia forse, riservato ai pochi eletti che oggi, preferiscono tapparsi le orecchie ascoltando le canzoni pilota passate alla radio. Mario, il tuo ennesimo atto d’amore verso la canzone che conta. In questo libro analizzi il periodo 1973-1983. Ma tu quel periodo come lo ricordi? Si ascoltavano le canzoni in silenzio religioso. Una volta, e poi ancora e ancora. Mandavamo a memoria versi e strofe. Frasi di canzoni. Leggevamo Borges, magari anche Barthres perché ne aveva cantato Guccini in qualche sua canzone (“ma pensa se le canzonette C me li recensisse Roland Barthres”). Sentivamo di appartenere a qualcosa. A un mondo (che magari stavolta cambiava davvero). A un movimento. A sedici anni (o giù di lì) era importante stare dalla parte dei non allineati. Degli anticonformisti. Dei trasgressori delle leggi morali bigotte. Ogni nuova uscita di un cantautore italiano era, per noi, un evento. Si correva al più vicino negozio di dischi. Si arrivava al banco, si chiedeva: l’ultimo di De Gregori, per esempio. A voce alta, che sentissero tutti. Poi si correva a casa. Dal rito dello spacchettamento (lentamente, con estrema delicatezza, assaporando il momento) a quello dell’ascolto. Adesso cosa è cambiato? Cosa distingue la canzone pop di oggi dalla canzone d’autore di cui parli nel tuo libro? Oggi tutta un’altra musica. Occorre farsene una ragione. Il pop ha tracimato. La dittatura dell’effimero sul sostanziale. Del cd-singolo sull’album. La qualità (del brano d’autore) non paga. Imperversa il nulla melodico, il rock di maniera. Giovanottoni tirati a lucido come manichini della Rinascente, spacciati per cantautori doc (mai locuzione fu tanto infla- Questo libro fotografa una stagione italiana di passioni forti. Furori e poesia, piombo e vinile. Dieci anni esatti: dal 1973 al 1983. Quando la musica era non solo ribelle ma anche cosa seria. E le parole delle canzoni contavano qualcosa. Questo libro è anche (soprattutto?) un libro di ricordi: il fenomeno cantautorale comincia con la scuola romana del Folkstudio. Da lì promana nel resto della Penisola. Prima soltanto labili (pur se meritori) tentativi di una canzone diversa. In seguito, più o meno, il diluvio. (...) Viaggiavo in macchina verso Roma e la radio mi teneva compagnia. Pessima compagnia musicale. Cambiava il paesaggio intorno ma non le canzoni. Da Sud a Nord: le stesse voci, i soliti accordi, gli stessi singoli-tormentone. Ho pensato a come era bello quando per certe radio libere (“ma libere veramente”) passavano i dischi dei cantautori. Non soltanto i brani pilota. Interi LP, intendo. E' così che è nata l'idea di questo libro. onservali nella tua R. Moscati, E. Nigris, S. Tramma Dentro e fuori la scuola Bruno Mondadori pp. XI-160 €. 15,00 Forse mai come in questi tempi l’educazione è stata attraversata da importanti criticità. Il libro contiene contributi teorici che originano da differenti sguardi disciplinari e rielaborazioni di alcune significative esperienze italiane, perché l’idea di scriverlo è partita proprio dall’intenzione di superare i limiti delle divisioni istituzionali ma anche dei saperi e delle loro applicazioni, nonché della separatezza fra teoria e pratica. William M. Thackeray Barry Lyndon Bur pp. XXV-368 €. 9,50 L’autore della “Fiera delle vanità” rievoca le picaresche avventure di un ribaldo irlandese truffatore, spadaccino, seduttore, tanto cinico quanto affascinante. E al tempo stesso fa rivivere con sottile ironia ambienti e caratteri cari ai grandi romanzieri del XVIII secolo. Dal romanzo di Thackeray è stato tratto il celebre film di Stanley Kubrick. Wolfgang Svchivelbusch 3 New deal Tropea pp. 217 €. 16,50 zionata). Giovanottine innocue come Barbie in afasia, sdoganate per “signorine rock” (arridatece Gianna Nannini). Uno spreco comunicativo (milioni e milioni di potenziali ascoltatori e io a cantare cosa?, del mio cuore infranto perché lei/lui mi hai lasciato. Rumori di sottofondo, parentesi irrilevanti. Prodotti commerciali. Siamo ancora a Montagne verdi. A Maledetta Primavera. Con l’amore sempre e comunque a farla da padrone. Amori in tutte le salse e per tutti i gusti, meglio però se andati a male. Non sei d’accordo col cantare l’amore? Anche i cantautori hanno cantato l’amore… Ma c’è modo e modo di farlo. C’è quello di Se ti tagliassero a pezzetti (Bubola-De Andrè) e quello di Solo lei mi dà (Sugarfree). Differenza di stile e contenuto. Ipocrita sostenere che i prodotti artistici possiedano uguale dignità a prescindere dai contenuti. Esistono canzoni intelligenti e altre che non lo sono. Esistono Viva l’Italia di De Gregori e Italia di BalsamoReitano. Ma non sono la stessa cosa. Esistono Fiordaliso e Fiorella Mannoia. Ma stanno tra loro come il giorno alla notte. Razzismo culturale? Propedeutico, data l’omologazione in basso che ci avvince tutti come l’edera di nillapizziana memoria. B Prendendo le mosse dalla Grande depressione, Schivelbusch indaga la nascita e la fortuna di un nuovo tipo di stato, sostenuto da una massiccia propaganda governativa, guidato da una figura carismatica e volto alla salvaguardia della stabilità e del potere costituito. Emergono così sorprendenti somiglianze fra le politiche di Roosevelt, Hitler e Mussolini: il controllo governativo dell’economia e della società. Massimo Teodori Storia dei laici nell’Italia clericale e comunista Marsilio pp. 362 € 19,50 “Storia dei laici” ripercorre l’intero cammino nella Repubblica dei gruppi laici e antitotalitari italiani di matrice liberale, democratica e socialista. È la storia veritiera e originale del mondo politico e culturale che fu antifascista senza essere comunista e anticomunista senza essere fascista e clericale. Gianluca Ansalone I nuovi imperi La mappa geopolitica del XXI secolo Marsilio pp. 191 €. 10,00 CULTURA “Cantautori italiani” Silvia Calanna N° 13/2008 - ANNO XVII - 4 dicembre Coloro che avevano profetizzato la fine della storia e della geografia con la caduta del Muro di Berlino devono ripensare le loro teorie sulla base di una impressionante accelerazione delle dinamiche politiche, economiche e sociali che ha caratterizzato quest’ultimo ventennio. L’elemento territoriale, che gli analisti del villaggio globale volevano relegato agli atlanti del passato, torna ad affermarsi come discriminante nella competizione tra Stati. Una competizione per l’energia, il commercio, le nuove rotte di un mondo che ha fame di crescita e sete di petrolio. Chi sono gli attori di questa nuova competizione globale? Innanzitutto gli Stati Uniti d’America, ma negli ultimi anni la storia registra il ritorno ad una aggressività geostrategica della Russia, che nell’energia e nella proiezione politica trova due formidabili strumenti di affermazione. Ma a giocare un ruolo da protagonisti ci sono anche l’India e la Cina campione di una crescita economica senza freni. Giuliano da Empoli Obama La politica nell’era di Facebook Marsilio pp. 159 €. 12,00 Obama è il primo uomo politico che sia riuscito a fare leva sul potenziale di una nuova generazione, quella che gli americani chiamano i Millennials, i figli del terzo millennio. Obama ha già scritto più di 800 pagine di autobiografia. Invece di un programma, presenta all’elettorato una storia: la sua. In questo è perfettamente in sintonia con una generazione di narcisisti che si raccontano su internet, filmano con i cellulari ogni loro gesto, partecipano ai reality show. Obama non viene dalla politica, bensì dal volontariato. Tutta l’organizzazione della sua campagna elettorale è stata fondata su un meccanismo sofisticatissimo di social networking. Obama ha portato il carisma da rockstar nell’arena politica. iblioteca Robert Kagan Il ritorno della storia e la fine del sogno Mondadori pp. 152 €. 15,00 “Il mondo è tornato a essere normale.” Lo stato-nazione è forte come in passato, le vecchie ed esplosive ambizioni del nazionalismo rimangono vive e così le antiche passioni e rivalità fra i popoli. Robert Kagan torna ad alimentare il dibattito politico sui più scottanti temi d’attualità, sollecitando i paesi liberaldemocratici a fare fronte comune per neutralizzare le potenziali minacce di rotture e scontri. Gian Mario Anselmi L’età dellUmanesimo e del Rinascimento Carocci pp. 209 €. 18,70 L’affermarsi della modernità in Europa ha radici e fondamenta nell’Italia umanistica e rinascimentale: un “secolo lungo” e geograficamente complesso che da Dante si può far giungere a tutto il Cinquecento e ai primi decenni del Seicento, secoli in cui i protagonisti della cultura europea direttamente si legano al nostro Rinascimento. Gianfranco Lauretano La traccia di Cesare Pavese Bur pp. 247 €. 10,00 Pavese lo sapeva bene, un viaggio non si fa da soli: perché è triste; perché la complessità del mondo sovrabbonda la capacità di vedere di due occhi soltanto; perché parlando con qualcuno le cose non scappano più via. Per Pavese tutto l’essere fin nelle sue radici grida contro la solitudine, per cui la solitudine stessa è annuncio di un altro, sotto le cui “ali” bisogna stare. Marco Betozzi Storia del documentario italiano Marsilio pp. 359 € 30,00 Dai primi filmati sulle bellezze artistiche del Paese ai cinegiornali del Luce, dalle sperimentazioni delle avanguardie ai manifesti politici del ’68, dai critofilm di Ragghianti ai docufilm della rinascita degli anni novanta: tendenze, autori, governo, operatori culturali, industria, istituzioni pubbliche, televisione, e poi ancora De Santis, De Martino, Pasolini, Olivetti, Antonioni, Zavattini fino a Grifi, Alina Marazzi, Francesca Comencini... Religione R N° 13/2008 - ANNO XVII - 4 dicembre Perché i cristiani uccisi o violentati non fanno notizia è Domenico Bonvegna una domanda che molti si pongono ogni qual volta che accade un atto di violenza contro i cristiani, e non é esagerato scrivere che purtroppo capita ogni giorno. Recentemente due suore Maria Teresa Olivero e Rinuccia Girando sono state rapite in Kenia, nei pressi di El-wak, dove vivono e lavorano da trentacinque anni. Non sono giornaliste, nemmeno soldatesse, non indossano né il burqa, né il chador, non sfilano in corteo, non sventolano bandiere, non propagandano idee politiche, faticano sul fronte dell’esistenza quotidiana, si occupano dei malati e indossano l’abito religioso, sono suore. Non fanno notizia, non c’è sangue, non ci sono immagini violente, non ci sono appelli di giornali, di parenti disperati, non vedo sfilare cortei, non mi risultano manifestazioni, adunate davanti a san Pietro. Forse c’è una classifica anche per i sequestri, scrive Tony Damascelli su Il Giornale del 15 novembre scorso. Il silenzio è comodo per chi si deve occupare di altro, di tutto ciò che serve a finire in prima pagina, un titolo, una foto e via, ma non due suorette piemontesi, religiose del Movimento Contemplativo missionario «Charles De Foucauld», di Cuneo. Se si fosse trattato di Foucault, con la t, quello del pendolo, allora sì, forse, magari ma il nobile alsaziano convertitosi dopo una vita di lussi e lussurie, nessuno sa chi sia mai stato e poi, ormai, in Africa può accadere di tutto, la cronaca offre vicende più polpose, meglio dire pulp(…) Escludo che alle preghiere si uniscano le belle gioie del firmamento socialpolitico, non credo nemmeno siano previsti collegamenti e servizi speciali che sistemino la coscienza e coprano l’arco costituzionaltelevisivo da AnnoZero a Porta a Porta, da Matrix a Ballarò; in fondo, trattasi di roba piccola, le suore non possono tirare su gli ascolti eppoi queste due appartengono a un movimento contemplativo, dunque la meditazione fa a pugni con i consigli per gli acquisti, meglio l’isola con i suoi famosi e l’agitazione dei piloti Alitalia. (Tony Damascelli, Ma perché nessuno parla delle suore rapite in Kenia?, 15.11.08 Il Giornale). Un A cura di Gianpietro Zatti Francesco d’Assisi Il fratello universale Messaggero pp. 116 €. 5,00 L’amore universale e la fratellanza nei confronti di tutti gli esseri sono tra le caratteristiche più note della spiritualità di Francesco d’Assisi. Ripercorrendo i suoi scritti arriviamo innanzitutto alla sorgente e al fondamento di tali sentimenti: Dio, il Padre buono e misericordioso, e il suo Figlio, sentito però non nel fulgore della sua natura divina, ma nella fragilità della sua natura umana, povera, semplice, sofferente. CEI I quattro Vangeli San Paolo pp. 544 €. 28,00 Il testo integrale dei quattro Vangeli, nella versione del nuovo testo CEI, completamente illustrato a colori in ogni pagina, per renderlo accessibile e adatto a bambini e adulti. Il testo è arricchito, oltre che dalle illustrazioni, da una Introduzione Generale ad ogni vangelo; da “i perché dei bambini”, domande rivolte dai bambini direttamente all’evangelista; dalle Note introduttive ad ogni sezione del testo; altro episodio recente è quello dell’uccisione di due ragazze a Mosul in Iraq, appartenenti alla Chiesa siro-cattolica. Le due ragazze lavoravano per il tesoriere della municipalità di Wala. La madre, accoltellata, è stata soccorsa ed è fuori pericolo. Il padre e il fratello delle due vittime sono riusciti a fuggire dall’aggressione della banda e a rifugiarsi in un luogo sicuro. Quel che risulta insopportabile è la sostanziale impunità dei violenti fanatici che aggrediscono e uccidono gente inerme solo perché professa un’altra religione. L’Europa, culla della libertà, dovrebbe far sentire di più la sua voce, gri dare il suo sdegno e la sua condanna ed esigere che si metta fine ad una simile barbarie. Invece l’unica risposta è l’ignavia. Ma quali sono le ragioni della nostra tiepidezza, nel suo ultimo libro Il Sangue dell’agnello, Rodolfo Casadei ne individua tre: la prima di natura storica, nell’Europa occidentale la Chiesa non ha mai avuto il profilo di una comunità perseguitata, spesso è stata percepita da intellettuali e movimenti di opinione, custode dell’ordine costituito e all’alleata del potere, anzi erede di una tradizione violenta e repressiva che ha avuto i suoi piccoli dannati nell’Inquisizione e nella condanna a morte degli eretici. Per questi pensatori, uomini politici, la Chiesa è stata vista come un avversario storico, nel contesto della lotta tra Modernità e Tradizione. E’ difficile per loro prendere atto che i cristiani oggi sono la comunità più perseguitata. La seconda ragione è di natura politica: I cristiani nel Medio Oriente hanno la sfortuna di essere perseguitati non dalle potenze imperialiste e dai loro alleati, ma dalle vittime dell’imperialismo. Essere solidali con loro è politicamente inopportuno, perché implica un giudizio di condanna nei confronti dei ‘resistenti’ che combattono contro l’occupazione militare dell’Iraq da parte degli anglo-americani e dei territori palestinesi da parte degli israeliani. Anche la terza ragione è di segno politico: così come sono inutilizzabili per la tradizionale propaganda antiamericana, i profughi cristiani iracheni e i cristiani di Turchia non sono strumentalizzabili nemmeno in funzione filooccidentale e antimusulmana. Infatti da un lato i cristiani iracheni denunciano con tutta la loro forza i delitti degli estremisti islamici, dall’altro lato non mancano di sottolineare le responsabilità americane nel naufragio iracheno. I L iflettiamo con i Questo libro di parole e di immagini è il racconto del viaggio dalla malattia alla Noi ragazzi guariti guarigione e, anche, del cambiamento che Ancora quest’ultima ha provocato nei tanti guariti al pp. 176 €. 22,00 San Gerardo di Monza. Quasi 30 storie, trame e orditi di un’unica grande storia, che ci ricorda quanto preziosa e gioiosa sia la vita. G. Masera e M. Jankovic Vittorio Messori è il più noto scrittore cattolico a Vittorio Messori con livello internazionale, autore di bestseller tradotti Andrea Tornielli in tutto il mondo. Ha firmato, tra l’altro, due libri Perché credo intervista con gli ultimi due papi. Eppure, MesPiemme sori non è nato cattolico. La famiglia e la scuola pp. 429 €. 20,00 ne avevano fatto un anticlericale e un razionalista della dura scuola torinese. Poi, nell’estate del 1964, accadde qualcosa di imprevedibile: un incontro con il Vangelo. Jean-Claude Guillebaud, laico, intellettuale di sinistra, già ateo convinto, racconta la sua “conversione” al cristianesimo: un fatto di testa, una scelta razionale, culturale innanzitutto. E proprio per questo importante in questi nostri anni nei quali l’Europa scristianizzata, dopo aver conosciuto il fallimento delle ideologie e la diffusione dell’Islam, sembra aver smarrito la propria identità, divenendo preda di un edonismo che mostra la corda e di un relativismo cinico e disperato. Jean-Claude Guillebaud Come sono ridiventato cristiano Lindau pp. 141 €. 14,00 Perché, nella coscienza comune del cattolico medio, il Concilio non è così tanto importante Aldo M. Valli, L. Bettazzi Difendere il Concilio e, alla fine, si riduce a quel generico “rinnovaSan Paolo mento” e alla riforma liturgica che ha permesso pp. 176 €. 14,00 al sacerdote celebrante di guardare in faccia i fedeli anziché voltare loro le spalle? E perché quando si parla di Concilio si è portati a pensare al contrasto tra due diverse anime della Chiesa piuttosto che a una grande riflessione sulla fede nel mondo di oggi? Un dialogo in forma narrativa tra due autorevoli astrofisici americani, uno cattolico e gesuita, George Coyne, e l’altro ebreo tendenzialmente agnostico, Arno Penzias. I due, stimolati e incalzati dalle domande di un giornalista italiano, Riccardo Chiaberge, discutono, anche in chiave storica, i rapporti spesso conflittuali tra scienza e fede, dal caso Galileo a Darwin fino al dibattito attuale. Riccardo Chiaberge La variabile Dio Longanesi pp. 194 €. 14,60 Leopoldo Saracini Questa piccola guida presenta la storia e la reI santuari antoniani di altà attuale dei complessi monumentali e sanPadova tuariali legati alla presenza e all’ultimo periodo Messaggero di vita di sant’Antonio. pp. 60 €. 8,00 ibri dello David Torkington L’eremita Messaggero pp. 176 €. 12,00 “L’eremita” ha il formato di un breve romanzo, ma l’impatto di un’opera di profondo misticismo. Torkington scrive sulla preghiera e si sente che scrive per esperienza, con l’autorità di chi ha pregato e il libro riesce a presentare la teologia come esperienza vissuta. Questo piccolo libro potrebbe rivoluzionare il vostro modo di pregare, anzi potrebbe farvi scoprire che pregare è la cosa più importante al mondo. A cura di Giuliano Vigini Il Nuovo Testamento: Vangelo e Atti degli Apostoli Paoline pp. 608 €. 14,00 Con questa edizione dei Vangeli e degli Atti degli Apostoli, le Paoline iniziano la pubblicazione del testo completo di un’edizione propria della Bibbia. Il commento, affidato a Vigini, è presentato, anziché in nota, a fronte del testo biblico. Questo consente di leggere il testo senza soluzione di continuità e di avere al tempo stesso un riscontro visivo per la lettura delle note. Libri 11 S pirito Giovanni XXIII Lettere del pontificato San Paolo pp. 504 €. 32,00 Le lettere pubblicate in questo volume abbracciano uno spazio breve, intenso ed eccezionale dell’attività di Angelo Giuseppe Roncalli: dalla elezione al papato sino alla morte (1958 - 1963). In confronto col Il Giornale dell’Anima l’epistolario spazia su più vasto orizzonte geografico e mostra esplicitamente come l’attenzione dell’autore sia concretamente rivolta verso gli altri e verso i fatti che li coinvolgono. A cura di Lucio Coco Testamenti spirituali di donne e uomini illustri Paoline pp. 208 €. 16,00 Al tramonto della sua vita che cosa avrà pensato Fedor Dostoevskij o Chiara d’Assisi oppure don Bosco? Questo libro raccoglie i pensieri, i dubbi, le folgorazioni di queste figure che hanno lasciato un solco nella storia. Alcune testimonianze ci appaiono come pagine scritte quasi di fretta, frammentarie e incerte, desunte da pagine di diario, da interviste o da discorsi che si sono rivelati gli ultimi, perché la morte è arrivata imprevista o inattesa. A cura di Piero Lazzarin Paolo di Tarso La passione del Vangelo Messaggero pp. 88 €. 5,00 Quelle di Paolo sono lettere bellissime, forti, scritte con stile immediato, ricche di insegnamenti morali, di illuminazioni dottrinali e di verità teologiche; cariche di intuizioni mistiche e di esortazioni spirituali. Lettere intense, che rivelano la personalità dell’apostolo, una delle figure più in vista del cristianesimo nascente, che testimoniano che cosa significhi per lui credere in Cristo e come il Vangelo possa trasformare uomini e comunità. Gilbert K. Chesterton San Tommaso d’Aquino Lindau pp. 200 €. 16,50 San Tommaso d’Aquino (1225-1274), uno dei pilastri teologici della Chiesa cattolica, è il punto di raccordo fra la cristianità e la filosofia classica, tra fede e ragione, tema attualissimo e chiave di lettura privilegiata del papato di Joseph Ratzinger. Chesterton ne fa il centro di questa sua biografia, la migliore per molti tomisti - tra i quali Maritain e Pegis -, che si rivolge al lettore non specialista, credente o meno. Economia 12 N° 13/2008 - ANNO XVII - 4 dicembre A cura di Gianfranco D’Ettoris Contratto portieri, il punto sull’orario Sanità comunitaria, Corrado Sforza Fogliani Presidente Confedilizia I l portiere con alloggio a tempo pieno (A2/A4), che esplica mansioni di vigilanza, custodia, pulizia e mansioni accessorie in stabili adibiti ad uso abitazione o ad altri usi, è tenuto ad effettuare un orario di lavoro di 48 ore settimanali, che può essere distribuito su un arco di 6 giornate. L’orario di lavoro del portiere è articolato all’interno dell’arco temporale per il quale il datore di lavoro stabilisce l’apertura e la chiusura del portone, che è contrattualmente compreso tra le 7 e le 20 nei giorni non festivi (accordi integrativi territoriali possono prevedere l’anticipazione dell’apertura alle 6 e la C posticipazione della chiusura alle 21). Il predetto orario di lavoro potrà quindi coincidere con l’apertura o chiusura del portone oppure essere contenuto nell’ambito dello stesso. In ogni caso, il portiere a tempo pieno ha l’obbligo contrattuale di aprire e chiudere il portone alle ore prestabilite e, per lo svolgimento di questa attività, può percepire o meno una specifica indennità a seconda che il suo orario di lavoro coincida o non coincida con il nastro orario di apertura e chiusura del portone ovvero coincida con esso solo parzialmente (tabelle da A ad A-quater del Ccnl). Il Contratto collettivo di settore (che Confedilizia stipula da sempre con Cgil, Cisl e Uil) non prevede un limite massimo di orario per la pre- stazione lavorativa giornaliera: il lavoratore, pertanto, potrà essere tenuto allo svolgimento di una prestazione lavorativa di durata fino alle 13 ore (vale a dire dalle 7 alle 20). Unica limitazione prevista è che la prestazione lavorativa può essere frazionata in non più di due periodi, separati da un intervallo non superiore a 3 ore (accordi integrativi territoriali possono prevedere il frazionamento dell’orario di lavoro giornaliero in più periodi). Qualora sia richiesto al portiere di espletare l’attività lavorativa anche nel giorno della domenica – fatto salvo il diritto al riposo settimanale – e/o nelle festività (con riconoscimento delle maggiorazioni previste), l’orario di apertura del portone non può protrarsi oltre le ore 14. 15 milioni di errori l’anno N ell’Unione europea, un trattamento medico su dieci ha qualche pecca, sostiene la commissaria europea alla Sanità, Androulla Vassiliou, in un colloquio con il settimanale tedesco Die Welt. Bisogna dare più sicurezza e diritti ai pazienti, e dunque gli Stati membri devono dotarsi di strumenti per facilitare le denunce e garantire il dovuto risarcimento. Il piano di prevenzione sarà presentato domani 26 novembre, nel frattempo la commissaria ha anticipato la notizia Banche italiane, le più care d’Europa on un costo medio di 182 euro, i conti correnti italiani sono i più cari d’Europa, superiori a quelli della Germania (161 euro), della Francia (100 euro), del Regno Unito (40 euro) e dell’Olanda (34 euro). E’ quanto emerge dal rapporto sulla “Competitività del Sistema Italia” basato sui dati dell’Economist intelligence unit. Il valore italiano, sottolinea il Rapporto, e’ il più elevato d’Europa e la situazione non e’ migliore quando si passa ad analizzare le condizioni e i costi delle imprese. Il costo degli interessi passivi, infatti, per gli imprenditori italiani e’ in media più elevato rispetto a quello sostenuto dagli imprenditori in area euro. Per l’Economist, i costi dell’attività bancaria in Italia sono più alti che altrove per ragioni in parte di natura contingente, come il problema della sicurezza: il 50% delle rapine in banca di tutta Europa, scrive il rapporto, avviene in Italia. Ma secondo un’indagine del Fondo monetario internazionale, osserva ancora lo studio del centro di ricerca dell’Economi- Francesco Giunta, Michele Pisani Il bilancio Apogeo pp. XIV-704 €. 42,00 II bilancio è la raccolta di informazioni più immediatamente disponibili sull’assetto e sull’andamento di un’azienda. Saperlo interpretare correttamente, quindi, è indispensabile sia a chi sta dentro l’azienda e ha l’esigenza di controllarne la gestione (imprenditore, dirigenti), sia a chi sta fuori dall’azienda e intende avviare o mantenere con essa rapporti d’affari (finanziatori, fornitori, clienti). Luigino Bruni, Alessandra Smerilli Benedetta economia Città Nuova pp. 120 €. 10,00 L’economia e i carismi; il mondo disincantato della società di mercato fatto di profitto, ricerca del tornaconto e di denaro, e la dimensione ricca di spiritualità, di gratuità e ideali dei carismi. Sembrano a prima vista due realtà distanti. Ma non è così. È quanto dimostrano gli Autori del volume. La storia, quella economica compresa, è anche il risultato dell’azione dei carismi. st, anche al netto di tali fattori il costo del servizio bancario in Italia resterebbe comunque mediamente più alto che nel resto d’Europa del 13%. Nulla di nuovo si potrebbe dire perche’ il dato e’ stato più volte ricordato da vari organismi, quali l’Antitrust, la Banca d’Italia, il Fondo monetario internazionale, ecc. Quello che non riusciamo a capire e’ perche’ alcune associazioni di consumatori si ostinano a sottoscrivere “Pat- U tiChiari” che e’ “un grande progetto di cambiamento dei rapporti tra cliente e banca” come sostiene l’Abi. Dove sia il cambiamento non sappiamo. La sicurezza e’ un problema della cui soluzione sollecitiamo il Governo: ci par di ricordare che ne aveva fatto elemento centrale della propria campagna elettorale. I risultati non si vedono. Primo Mastrantoni, segretario Aduc II libro di Kreitner e Kinicki offre una panoramica agile ma organica degli studi sul comportamento organizzativo, illustrando sia i principali schemi teorici di riferimento sia i più importanti risultati della ricerca empirica, con una particolare attenzione per la dimensione applicativa e le implicazioni manageriali. J. T. Schnapp, E. Scarpellini ItaliAmerica L’editoria Il Saggiatore pp. 223 €. 23,00 L’impatto della cultura americana nell’Italia del Novecento è un fatto scontato. Tuttavia poche indagini hanno preso in considerazione gli effettivi meccanismi attraverso cui questa influenza è diventata una realtà. Questo libro è un contributo innovativo perché studia i “mediatori” di tale scambio (agenti letterari, traduttori, editori) e l’ambito della cultura popolare, dove maggiore è stato l’influsso statunitense. (1) http://leg16.camera.it/_dati/ leg16/lavori/documentiparlamentari/ indiceetesti/022/002/relazione.htm Primo Mastrantoni, segretario Aduc A cura della CONFEDILIZIA di Crotone - Via Lucifero 40 - Tel. 0962/905192 Sito Internet: www.godel.it/confediliziakr tilità Robert Kreitner, Angelo Kinicki Comportamento organizzativo Apogeo pp. XVI-391€. 29,00 che negli ospedali dell’Unione europea si registrano 15 milioni di errori l’anno. In Germania, secondo l’Ordine dei medici, il maggior numero di errori attiene alla chirurgia, seguita da ortopedia, medicina interna, ginecologia. E in Italia? L’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) in un convegno svoltosi nel 2006, riportò alcune cifre: 90 decessi al giorno per cattive pratiche sanitarie e 10 miliardi di costi l’anno. L’affermazione registrò le proteste dell’Associazione per i Medici Accusati di Malpractice Ingiustamente (Amami). Secondo il Tribunale del Malato i settori maggiormente interessati sono ortopedia e traumatologia, oncologia, ostetricia e chirurgia. Recentemente (1) il Parlamento ha varato una proposta di legge che istituisce una commissione d’inchiesta sugli errori sanitari. Nel nostro Paese ci sono 28mila denunce contro i medici (anno 2006) e 500 milioni i premi assicurativi sottoscritti, segno che il problema e’ reale e sentito dai cittadini, pazienti e sanitari. Cassatella, Pontalti, Sommaggio Atti giudiziari di diritto civile, penale, amministrativo Giuffrè pp. 381 €. 30,00 Il volume contiene 50 atti giudiziari di diritto civile, penale, amministrativo svolti per offrire ai candidati all’esame di avvocato un metodo affidabile per affrontare la prova scritta. Le tracce sono organizzate in Sezioni allo scopo di individuare per ogni parte del diritto gli argomenti più attuali, che potrebbero costituire oggetto delle future prove concorsuali. Marco Guarnaschelli Gotti Grande enciclopedia della gastronomia Mondadori pp. XXII – 1808 €. 40,00 Seicento voci per conoscere a fondo la gastronomia italiana e non solo, aggiornate e ampliate con grande rigore scientifico da un’equipe di esperti dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche. Dai prodotti e dai piatti delle tradizioni regionali italiane a quelli stranieri recentemente accolti nel nostro paese, dalle tecniche ai personaggi: una grande opera non solo di cucina, ma sulla cucina e sulla cultura materiale. James O’Loughlin Il vero Warren Buffett Lindau pp. 337 €. 24,00 Il 5 marzo 2008 Warren Buffett - proprietario della Berkshire Hathaway, una delle più grandi holding del mondo - è tornato a essere l’uomo più ricco del pianeta, dopo tredici anni di incontrastato dominio di Bill Gates. La sua fortuna, stimata in 62 miliardi di dollari, si fonda da quasi mezzo secolo sulla stessa strategia di investimento: il momento di comprare arriva quando la Borsa scende e riguarda solo titoli di aziende solide. A cura di Parisio Di Giovanni Economia della cortesia Carocci pp. 167 €. 16,00 Il libro mostra come la cortesia influisca non solo sulla soddisfazione e fidelizzazione dei clienti, ma anche sulla produttività e sul management Contiene l’analisi di specifici risvolti economici della cortesia (cortesia e rendimento dei gruppi di lavoro, razionalità delle scelte) una revisione critica dell’attuale teoria della cortesia (viene introdotta accanto alla difensiva la cortesia costruttiva) e della teoria economica. Attualità N° 13/2008 - ANNO XVII - 4 dicembre 13 Nasce “AFAFRICA”, la forza aerea USA per il continente africano S embrano proprio voler fare sul serio le forze armate USA in Africa. A dodici anni dalla sua disattivazione, torna in vita il 17th AF (Seventeenth Air Force), il 17° Stormo dell’Aeronautica Militare degli Stati Uniti d’America. E assume il nome altisonante di “AFAFRICA” e la direzione della neocostituita componente aerea statunitense per il continente africano. Il 17° AF è divenuto operativo meno di un mese fa presso la grande base aerea di Ramstein, Germania, agli ordini del nuovo comando per le operazioni nel continente africano, Africom. “Si tratta di 400 militari dell’US Air Force che stanno già ricevendo un primo addestramento specifico per contribuire al robusto programma di cooperazione alla sicurezza, secondo la visione strategica del Comando USA per l’Africa”, ha commentato il colonnello Keith Cunningham del 17th Air Force. “Prevediamo di raggiungere una piena capacità operativa tra il 2009 e il 2010, ma già adesso siamo l’elemento guida per le operazioni aeree di Africom”. Noto per aver coordinato negli anni ’80 l’installazione in tre basi europee dei GLCM (Ground Launched Cruise Missile), i missili Cruise a capacità nucleare – tra queste quella di Comiso, in Sicilia -, il 17th Air Force avrà adesso come principale funzione il trasporto aereo di uomini, mezzi e armamenti dall’Europa al continente africano. Il 17° Stormo dell’US Air Force si è dotato di una struttura organizzativa interna basata sul neocostituito 404th Air Expeditionary Group e sul 42nd Expeditionary Airlift Squadron, squadrone di trasporto aereo proveniente dalla base aerea di MaxwellGunter, Alabama. Quest’ultimo gruppo di volo vanta numerosi interventi nei più recenti scacchieri di guerra internazionali. Durante la prima guerra del Golfo, i suoi bombardieri B-52 eseguirono per 960 missioni contro l’Iraq, sganciando in soli 44 giorni oltre 12,588,766 libre di bombe. Il 42° Squadrone USA è inoltre operativo in Africa già da alcuni anni, avendo effettuato diverse missioni a favore della “Combined Joint Task Force – Horn of Africa”, la speciale forza operativa che Washington ha insediato a Gibuti. Lo squadrone ha pure partecipato ad esercitazioni multinazionali come la “Flintlock” in Mali e la “Enduring Freedom – Trans Sahara” in diversi paesi dell’africa settentrionale e occidentale. AFAFRICA ha già ricevuto in dotazione due velivoli cargo C-130 “Hercules”, provenienti dalla base aerea di Little Rock, Arkansas, dove, l’1 ottobre 2008 (lo stesso giorno dell’attivazione del Comando Africom in Germania), è stato ricostituito il 19th Airlift Wing. Questo gruppo per il trasporto aereo ha già iniziato ad operare sulle rotte Usa- Europa-Africa, ma non è nuovo nello scacchiere africano. Dal 1955 al 1961 ha operato infatti stabilmente presso le basi aeree marocchine di Sidi Slimane e Ben Guerir. Trasferito successivamente in Arkansas, il gruppo ha assunto i compiti di trasporto aereo e rifornimento, ricoprendo un ruolo determinante nelle invasioni statunitensi dell’isola di Grenada (1983) e di Panama (1989). Dopo l’intervento diretto nella prima guerra contro l’Iraq, il 19th Airlift Wing fu dislocato in alcune basi europee per assicurare il rifornimento in volo dei caccia della Nato durante la campagna militare in Bosnia dell’autunno 1995. Il gruppo rimase operativo in Europa sino alla fine dei bombardamenti USA e Nato contro la ex Repubblica di Yugoslavia (1999). Secondo il Comando della 17^ Forza Aerea USA di Ramstein, già a partire dal prossimo anno i C-130 Hercules saranno sostituiti da una nuova versione del velivolo, il C-130J, dotato di migliore flessibilità e maggiori capacità di trasporto. Ad AFAFRICA sarà pure assegnato uno squadrone operativo con i nuovi aerei da trasporto C-17. “Se si vola dalla Germania e si prende un C-130, sono necessarie diverse soste intermedie durante il trasferimento verso l’Africa”, ha dichiarato il generale Tom Hobbins, in forza al nuovo comando delle forze aeree USA. “Quando però saremo in grado di utilizzare in questo scenario i C-17, si potrà raggiungere lo Zambia senza aver bisogno di rifornirsi in volo. Per l’US Air Force la principale ragione di questo programma di acquisizione di velivoli con raggio d’azione maggiore, è quella di poter offrire un supporto a forze dell’esercito più leggere e più veloci, nelle loro missioni alle basi europee dell’est Europa, e attraverso l’intero continente africano”. In vista del rafforzamento delle proprie responsabilità operative, Air Forces Africa ha pure pianificato di trasferire stabilmente I zate alla “promozione della sicurezza aerea nel continente” sono già state realizzate in Marocco e Nigeria nei mesi di ottobre e novembre 2008. “Grazie all’addestramento e all’interazione del personale sosteniamo gli africani nell’edificazione di una sicurezza aerea sostenibile”, ha commentato il generale Ronald R. “Ron” Ladnier, comandante del 17th Air Force USA. “E noi saremo sempre più impegnati ad aiutare i nostri partner in Africa a sviluppare le loro capacità militari”. è questo il lato tipicamente viennese del nostro negozio“, sottolinea Daniel Weiss. Il 33enne ha rilevato nel 2001 dal padre la gestione di questo esercizio a conduzione familiare, fondato dal nonno nel secondo dopoguerra. “Noi vendiamo oggetti utili di uso quotidiano“: è così che Daniel Weiss illustra l’offerta del suo negozio, che è praticamente indefinibile. „Forse il termine più esatto sarebbe l’inglese “grooming“”. Set da manicure, specchi per farsi la barba, forbici per capelli, coltelli da cucina, spugne naturali: qui si trovano oggetti di ottima qualità a prezzi accessibili in un suggestivo ambiente retrò. E Daniel Weiss non ha intenzione di cambiare nulla. “Forse siamo un po’ bizzarri, ma sicuramente inimitabili“. Antonio Mazzeo Stormo di aerei della US Air Force Curiosità Da Walter Weiss, tutto per la cura l negozio “Walter Weiss” è uno scampolo di vecchia Vienna conservatosi nel bel mezzo della rutilante metropoli moderna. A metà della Mariahilfer Strasse, la più lunga via commerciale di Vienna con la sua offerta internazionale, è situato questo negozio dall’elegante e tradizionale ingresso in legno di mogano. Basta vedere i numerosi oggetti esposti nella vetrina del negozio “Walter Weiss“ per capire che qui sia uomini che donne troveranno un’offerta vastissima ed adatta a tutte le tasche di tutto ciò che serve per la bellezza e la cura del corpo. Un pennello per farsi la barba in tasso con impugnatura in legno d’olivo o piuttosto uno in setole naturali di maiale con manico in plexiglass? Un pettine di corno o uno in celluloide? Una spazzola con i dentini in legno o una in setole naturali? E ci sono clienti che qui ci vengono apposta per acquistare un particolare sapone da barba che infatti si trova solo qui, in presso la base di Camp Lemonier, Gibuti, gli uomini e i mezzi di un altro gruppo di trasporto aereo, il 449th Air Expeditionary Group. Dotato anch’esso di velivoli C-130 “Hercules”, il 449° Gruppo ha già sostenuto importanti attività logistiche per le forze terrestri USA che operano in Corno d’Africa. Il trasporto non sarà comunque l’unico settore d’intervento di Air Forces Africa. Il Comando del 17th Air Force ha già pianificato per il 2009 la propria partecipazione ad una trentina di esercitazioni addestrative con le forze aeree dei paesi africani partner. Due attività finaliz- questo insolito negozio lungo la Mariahilfer Strasse. E chi si ritrovasse paralizzato dalla scelta può sempre contare sulla paziente e competente assistenza del personale. “È un piacere per noi parlare con la clientela, e forse Walter-weiss foto di C Daniel Weiss Informazioni: Walter Weiss, Mariahilfer Straße 33, 1060 Wien, www. walterweiss.at Gianfranco Nittiz Attualità 14 Aggressione mediatica contro padre Salvatore L a polemica pretestuosa, messa in campo dal curatore di un noto sito internet sul probabile e favoloso “arricchimento” di padre Salvatore Sinitò, della Parrocchia Maria SS del Rosario di Furci Siculo (ME), reo di chiedere ai genitori 15 euro per il libretto del catechismo dei bambini, è sicuramente ben piccola cosa fra i tantissimi e gravi problemi che esistono nel mondo; ma proprio per ciò essa mostra intanto il ridicolo di cui tale sito forse non si rende conto e, poi, il suo malanimo e forse pure la malafede in quanto è rivolta contro la Chiesa alla quale egli dovrebbe volere un po’ di bene visto che è frequentata a quanto pare anche dai suoi figli. Non vorremmo dire che costui faccia della “persecuzione” perché usando tale vocabolo forse gli si darebbe soverchia importanza soprattutto se si guardano i luoghi nel mondo dove la Chiesa – nell’indifferenza totale dei media – viene in questi tempi massacrata davvero nelle persone dei suoi preti, delle suore e dei semplici fedeli; ciò che, del resto, è in linea con le parole di Gesù: “il mondo vi odia” e “hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi”. Qui, considerando il caso del curatore del sito, è probabile che a queste veloci riflessioni, si debba aggiungere una sua non conoscenza dei fatti o, se si vuole, ignoranza colpevole. Primo, perché con quella somma il prete I p. Salvatore Sinitï non si arricchisce ma cerca di ridistribuirla per le varie necessità; secondo, perché chiunque sa che per emettere anche uno starnuto oggi occorre sborsare quattrini e non vedo come questa regola non debba valere anche per le parrocchie che, com’è noto, non campano d’aria e sono sottoposte, pur’esse, alla legge del vile denaro; terzo, risulta a tutti che il parroco dia regolarmente dettagliato e preciso resoconto ai fedeli di entrate e uscite come è giusto che avvenga. A questo punto non resta che pensare alla malafede, al malanimo e all’ignoranza di cui si diceva, mescolati – però – ad un ideologismo di 4ª fiata che il “nostro” probabilmente beve a grandi sorsate da giornali come “Repubblica” e poi sfoggia nei suoi “interventi”. Tale polemica appare ancor più pietosa ove si guardi la realtà della plaga di e intorno alla Riviera Jonica afflitta da becero immobilismo e dove chi fa qualcosa di utile per l’anima e per il corpo delle persone sono le Parrocchie e la buona volontà di qualche prete come padre Salvatore. E poi se crediamo veramente nel grande bene che una parrocchia offre non possiamo pensare che la stessa viva senza il nostro sostegno che deve essere anche economico. Sembrano, pertanto, fuori luogo e indecorose le critiche, le menzogne e le aggressioni contro di lui che, fra tante difficoltà, fa del suo meglio per portare la parola di Dio in un mondo neopagano e indifferente come quello che ci circonda. È il colmo che l’ostilità preconcetta gli debba provenire proprio da chi si dice “cristiano” e magari frequenta la Parrocchia! Domenico Bonvegna Latino snobbato in Italia. Ma in USA è cult l paradosso emerge da una recente inchiesta (“Latino perchè? Latino per chi?”) realizzata dall’Associazione TreElle, che si è avvalsa delle informazioni fornite dal date base Eurydice sui sistemi nazionali di istruzione e dai siti dei ministeri dell’istruzione europei e degli USA. Dappertutto il latino è previsto solo in specifici indirizzi umanisticoletterari (ad esempio Austria, Danimarca, Paesi Bassi) ed è opzionale. In Italia, invece –rimasto intatto l’impianto costruito dal Ministro Gentile nei primi del ‘900- quello del latino è un insegnamento obbligatorio per tutti i licei, eccetto l’artistico. La Germania, che ha un’importante tradizione di studi umanistici, è ferma a un 5% di studenti delle medie e 8% alle superiori. La Francia arriva ad uno scarso 3%. A seguire, la Gran Bretagna con solo il 2%. Solo la Grecia arriva al 28%. Ma, come documentano i risultati di questa inchiesta, la quantità non va di pari passo con la qualità. Morale della favola: dove le lingue classiche, come in Italia, devono essere studiate obbligatoriamente, non si studiano. Dove, come in USA, quelle lingue rappresentano una op- zione specialistica, lo studio di formalmente, di fatto –conquelle lingue, latino in testa, clude- snobbata e rifiutata”. porta risultati ragguardevo- Per questo motivo, l’Assoli e di qualità. Il New York ciazione TreElle propone di Times ha evidenziato la cre- conservare l’obbligatorietà scita dei corsi di latino. Negli del latino al liceo classico e ultimi 2 anni più di 124 mila proporlo, come materia opgli studenti si sono presentati zionale, per gli altri indirizzi. all’esame nazionale di latino. Una proposta che pare essere Tra l’altro sono raddoppiati in stata raccolta dal Ministe10 anni i ragazzi che superano ro dell’Istruzione. “Al di la l’Advanced Placement Test. dell’obbligatorietà o meno Dopo il francese e lo spagnolo, dello studio –sottolinea il lail latino potrebbe raggiungere tinista Leopoldo Gamberale il tedesco nella classifica delle occorre un insegnamento prolingue più studiate, superando fondamente rinnovato”. persino il cinese. “Il carattere di obbligatorietà –spiega Attilio OLIVA, Presidente di TreElle, ne fa una delle materie meno amate. Chi lo studia per scelta, come gli americani o gli inglesi, lo studiano bene e lo sanno. Da noi invece esiste una opzionalità clandestina di questa materia, obbligatoria solo Marco Tullio Cicerone N° 13/2008 - ANNO XVII - 4 dicembre U Sbaraccare parentopoli na volta, la pratica più frequente di favoritismo si chiamava nepotismo, perché nato alla corte papalina, intorno al ‘600, a privilegio soprattutto dei nipoti dei pontefici visto che non avevano mogli e figli. Fra i tanti beneficati, uno era il “cardenal nepote” messo a capo della segreteria del pontefice. Oggi tale pratica, nel frattempo laicizzatasi, si chiama “parentopoli” quasi a sottolineare una sua degradante estensione, diffusa in politica e non solo, giacché non si limita a favorire i nipoti ma l’intero casato dei potenti di turno: mogli, figli, fratelli, cognati, cugini, ecc. I recenti articoli di “Repubblica” hanno squarciato il velo della parentopoli siciliana, offrendo uno scorcio eloquente di una realtà che sta crescendo, come un’escrescenza informe, sotto la scorza di un potere arcaico e arrogante che, ormai, mira a piegare la legge ai suoi voleri. D’altra parte, in questa stagione di crolli di muri ma anche di valori ed ideali, il confine fra moralità e immoralità diventa sempre più labile, sfumato. E se, formalmente, è la legge a segnare l’incerto confine, basta un maneggio alchemico della legge per far diventar legale anche l’immorale. Succede in Sicilia, ma anche in Italia, a tutti i livelli della politica e dell’amministrazione, delle università, dei media e delle professioni. Insomma, un vero boom tanto che si comincia ad esportare tale pratica anche in Europa, nelle segreterie di parlamentari e di commissari dell’U.E. Una pratica riprovevole, dunque, invalsa anche nella compilazione delle testate di lista per la “nomina” a deputato e senatore. Nell’ultima tornata elettorale c’è stata un’infornata di mogli, figli, fratelli, avvocati e medici personali, portaborse, dipendenti inguaiati, ecc. Tutti promossi al rango di legislatori e taluni fin’anco di ministri e sottosegretari. Eppure quasi nessuno ne parla e ne scrive. In Sicilia si sono registrate solo poche e inviperite reazioni di taluni responsabili i quali, non potendo negare l’evidenza, si sono trincerati nella proterva rivendicazione della legalità di tali assunzioni, indignandosi, cioè, non per le scandalose chiamate dirette, ma per gli articoli che le hanno denunciate. Il vero dramma è che quelle assunzioni sono immorali, ma legali. Perciò, il problema è come uscirne, come mettere mano a serie riforme per cancellare questa sconcezza legalizzata. Cominciando ad abolire, a riformare le leggi che la consentono. Fra queste la n. 10 del 2000 e altre simili che, sotto le mentite spoglie della separazione dei ruoli tra politica e amministrazione, servono, in realtà, a legittimare vecchie e nuove pratiche spartitorie e consociative. Provvedimenti del genere ne sono stati varati più d’uno, secondo logiche tutt’ora incomprensibili che hanno dato vita a quella strana stagione “riformatrice”, che ha spianato la strada ai clamorosi successi elettorali del centro-destra e a governi che hanno portato la Regione sull’orlo dell’attuale baratro finanziario e amministrativo. Si giunse perfino a legittimare (al comma 6 dell’art. 4 della sopra citata legge) la possibilità per il presidente della regione e per gli assessori di avvalersi di personale ed uffici posti alle proprie ed esclusive dipendenze per “la collaborazione all’attività politica”. Come se negli assessorati e negli uffici pubblici si potesse fare attività politica. Sappiamo che se ne fa tanta, ma abusivamente. E la legge non può avallare un abuso. Tale norma, infatti, contrasta col principio costituzionale che separa l’attività di governo, esercitata in nome e per conto dell’interesse pubblico, da quella politica svolta per conto di un partito che la Costituzione qualifica come soggetto privato. La cosa si aggrava quando per svolgere tali attività si assumono, senza concorso e con lauti compensi, parenti intimi. Ma è tempo d’andare oltre la denuncia e cominciare ad abolire le norme che consentono “parentopoli” e “consulentopoli” e quant’altro, alla regione, ma anche nelle Asl, negli ospedali, nelle province, nei comuni e nella miriade di enti e di società derivate. Tenendo presente che la faccenda non è solo morale, ma ha una pesante incidenza finanziaria sui bilanci del governo e degli enti locali. Soprattutto, in tempi di vacche magre come quelli che viviamo, buona regola sarebbe quella di evitare le chiamate di personale esterno all’amministrazione. In ogni caso, in assenza di concorso pubblico o di una selezione equipollente, devono essere interdette le assunzioni di parenti degli esponenti politici e di governo fino ad un certo grado. E visto che siamo in argomento, sarebbe il caso di reintrodurre adeguati controlli, anche preventivi, sulla spesa della pubblica amministrazione e di ricostruire il sistema delle ineleggibilità e incompatibilità, praticamente demolito con le ultime leggi elettorali, per evitare che si possa essere eletti (o nominati dall’alto) a qualsiasi carica pubblica in barba a conflitti d’interessi e ad un certo stile che dovrebbe sempre distinguere un uomo politico da un capo clan (in senso etnologico s’intende). Invece vediamo nomine sopra nomine fra loro oggettivamente incompatibili. Molti si chiedono: cosa ci fanno nei vari Parlamenti tutti questi sindaci e presidenti di provincia? Possono conciliare l’incarico di sindaco di una grande città col mandato parlamentare? Come si è visto coi sindaci di Catania e di Palermo parrebbe proprio di no. Insomma non ci sono alibi. Per nessuno. Se c’è la volontà politica si può cambiare, abolire anche parentopoli. Agostino Spataro Voce N° 13/2008 - ANNO XVII - 4 dicembre I l Movimento per l’autonomia di Raffaele Lombardo pare abbia inventato una nuova tecnica di soluzione di taluni rebus che la politica non riesce a sciogliere per le vie ordinarie. L’invenzione è stata presentata, in pompa magna, alla festa del movimento, alla fiera campionaria di Messina dove si è vista campeggiare la parola “sudditi” alla quale sono state tagliate “diti” ossia le due sillabe finali. Una scomposizione sillabica imperfetta, anche un po’ goliardica, che per magia fa risaltare il sospirato “Sud”, disperato e appesantito da antichi, irrisolti problemi, sul quale pendono nuove minacce d’emarginazione e insidiose manovre populistiche. Insomma, i nodi stanno venendo al pettine e non sapendo come risolverli si pensa di riversare il tutto nel solco del classico vittimismo piagnone meridionale, puntando su una pericolosa contrapposizione fra nord e sud, immemori d’aver contratto un accordo di ferro, elettorale e di governo, con la Lega di Bossi e Calderoli. Una contraddizione evidente, ingestibile specie per chi ha promesso mari e ponti ed ora non sa come mantenere le promesse. Allora, ecco l’escamotage, quasi un giochino per enigmisti principianti, che vorrebbe risolvere un problema complesso con una sillaba residua, autoproclamandosi “novello liberatore” della Sicilia e dell’intero Sud. Non novello Garibaldi, per carità di bottega! Sudditi? E di chi? Se si parla di sudditi Politica all’Opinione Sicilia, alla fiera delle inanità Raffaele Lombardo, presidente della Regione Siciliana vuol dire che ci sarà un monarca dispotico, magari straniero, che li ha oppressi o ancor l’opprime. Ma di tiranni, stranieri o nostrani, nemmeno l’ombra negli ultimi 60 anni. Qualsiasi abitante di questo pianeta sa benissimo che, per mezzo secolo ininterrottamente, la Sicilia, il Meridione e l’Italia intera sono stati (mal)governati dalla Democrazia Cristiana. Solo un alieno, forse, potrebbe bersi la favola dei sedicenti autonomisti. I siciliani sanno che la realtà attuale di questo partito è anch’essa figlia della diaspora democristiana, avviatasi dopo l’inglorioso crollo della “balena bianca”. Soprattutto in Sicilia abbiamo assistito ad una sapiente, calcolata opera di distribuzione, d’infiltrazione direi, nei nuovi partiti di capi e capetti delle seconde e terze file dc che oggi sono riusciti a conquistare l’agognata prima fila della politica. E’ bastato cambiare casacca e nascondere il proprio passato politico per riuscire nel gioco. Solo pochi hanno avuto la coerenza di continuare a dichiararsi democristiani. Fra questi, gliene va dato atto, Totò Cuffaro, fino a ieri presidente di questa disastrata LETTERA AL DIRETTORE Una legge sulla dislessia E gregio Direttore, ho letto che è in via di approvazione in Commissione Salute al Senato il testo di legge sulla dislessia che dovrà passare alla Camera e che è già stata votata la procedura d’urgenza per l’approvazione. (Corriere della Sera del 24.10.08) Cambiano i governi, ma non cambia la pressione con la quale si vogliono codificare per legge i “disturbi di apprendimento” nei nostri studenti. Nello specifico si tratta della dislessia, uno dei tanti disturbi (elencati nel DSM IV, Manuale Statistico e Diagnostico della psichiatria) dei quali soffrirebbero i nostri alunni. Esercitando una costante pressione mediatica come sta avvenendo in questo caso per la dislessia, successivamente verrà chiesto al Parlamento di approvare altre leggi che obbligheranno la scuola e le famiglie a sottoporre i bambini e i ragazzi a screening e cure per gli altri “disturbi” che si trovano nel DSM IV. Le modalità di diagnosi della dislessia, così come per l’iperattività ed altri disturbi si basano su test , vengono esaminati errori di scrittura, di lettura degli studenti: “Un ritardo nel linguaggio o la difficoltà di esprimersi in età prescolare possono essere un primo segnale”, “Se un bambino fa più errori degli altri, per esempio sbaglia 20 volte le doppie invece di 5 o 6 nello scrivere un brano come accade ai normolettori (bambini normali ), il segnale si fa più evidente.” (Corriere della Sera del 24.10.08). In molti casi le prime diagnosi le fanno le insegnati indottri- nate su questi disturbi nei vari corsi di aggiornamento. Spesso mi ritrovo con colleghi che, ad esempio, fanno notare che l’alunno ha una pessima grafia, o fa errori di scrittura, o legge male, a quel punto nell’indifferenza degli altri docenti della classe i genitori vengono invitati a portare il figlio all’ASL per un’eventuale diagnosi di dislessia o altri “disturbi”. Per una mia alunna ad esempio l’insegnante di sostengo ha spiegato che le era stato diagnosticato un ritardo mentale, quando l’alunna in questione è di nazionalità filippina, i genitori a casa parlano soltanto la lingua filippina e lei sente parlare italiano soltanto in classe comprendendo poco o niente. Sfido chiunque a non avere problemi di comprensione nella sua condizione e a non essere esercitata a sufficienza nello scrivere e nel leggere l’italiano. Se questa legge dovesse passare molti alunni con lacune e carenze nella loro istruzione sarebbero a rischio di diagnosi di dislessia. Mi sono chiesta chi trae vantaggio da questa legge? Gli alunni no, perché non far più leggere chi ha difficoltà nella lettura ma fargli usare gli audiolibri o aspettare che la madre o l’insegnante di sostegno legga per lui il libro, non credo migliorerà la sua capacità di leggere. Non far fare più i calcoli ad un alunno discalculo (che fa errori di calcolo) ma costringerlo ad usare la calcolatrice, non credo sia il percorso per farlo diventare un Einstein. Lo stesso dicasi per l’imposizione dell’uso del computer con il correttore automatico per chi fa errori di scrittura. Sono un’insegnante, non sono un medico ma ricercatori e fonti autorevoli affermano che non ci sono prove scientifiche o di laboratorio che provino l’esistenza dei disturbi psichiatrici. Ad esempio lo psichiatra Colin Ross sottolinea: “Il criterio mediante il quale i disturbi vengono inseriti nel DSM non è basato su esami del sangue, o esami fisici, è basato su una descrizione del comportamento e questo è quello su cui tutto il sistema psichiatrico si basa”. Che a trarne vantaggio siano le aziende che stanno divulgando i programmi didattici per questi alunni? Non si tratta di cifre elevate e allora quali sarebbero gli interessi che stanno dietro a queste pressioni? Forse questa è la Testa di Ariete per aprire le porte della scuola ad un business ben più grande che grazie alle diagnosi dei “disturbi” previsti nel DSM IV, ha portato nelle casse delle case farmaceutiche un ricavo a livello mondiale di 27 miliardi di dollari con la vendita di psicofarmaci. Sono 100 milioni le persone nel mondo che assumono psicofarmaci e 20 milioni di queste sono bambini. Non dimentichiamoci che in Italia ci sono 82 centri approvati per la cura dei bambini iperattivi (ADHD) e che i bambini italiani attualmente in cura con psicofarmaci sono 50 mila. Spero che la Commissione Salute al Senato prima di approvare questa legge si informi accuratamente perché è in gioco il futuro di milioni di bambini e della nostra società. Margherita Pellegrino Regione. Anche Raffaele Lombardo era di questo avviso fino a tre anni fa, poi, inspiegabilmente, ha cambiato idea e si è inventato il Mpa. Fino ad ora, le cose gli sono andate a gonfie vele. Ma fino a quando? Prima o poi bisognerà onorare gli impegni assunti. E ci vorrà un’espansione illimitata del sistema di potere per accontentare la massa dei nuovi arrivati che certo non sono attratti dal Mpa per le sue adamantine idealità autonomistiche. Puro trasformismo, dunque. In linea, del resto, con una certa tradizione storica della politica siciliana e meridionale. Un po’ com’è successo anche in alcune neo formazioni di centro-sinistra, in particolare nel Pd diretto da esponenti che ieri erano ai vertici del vecchio Pci (che non è una marca di computer, ma l’acronimo di partito comunista italiano) ed oggi dichiarano di non essere mai stati comunisti o di esserlo stati per caso o per forza. Quasi l’avessero catturati quelli della vigilanza mentre si trovavano a passare per via delle Botteghe Oscure e sbalzati ai piani alti delle segreterie. Certo, in politica non è consigliabile la staticità e non c’è nulla di strano nel cambiare idea, senza per questo rinnegare il proprio passato. Ma lasciamo questi piccoli eroi in tuta mimetica e torniamo alla festa degli autonomisti dove al coro del vittimismo targato Mpa si è aggiunto un esponente influente del governo Berlusconi: quell’ineffabile Gianfranco Miccichè che spesso s’atteggia a padrone del vapore e talvolta, come in questa occasione, a parente povero e in- 15 dispettito del berlusconismo in salsa milanese. Il sottosegretario ha minacciato ritorsioni nei confronti della Moratti che ha osato criticare la pronta elargizione dei 140 milioni al dissestato comune di Catania, in barba alle norme che dovrebbero regolare i trasferimenti dallo Stato agli enti locali. Il braccio destro (o sinistro?) di Berlusconi se l’è presa pure col progetto di federalismo fiscale propugnato dalla Lega nord ( già varato dal governo di cui egli fa parte) del quale non ci si può fidare. Meglio tardi che mai. Forse, finalmente, ci si comincia a rendere conto della carica eversiva, dissolvente del progetto leghista che, sotto sotto, mira a scardinare l’unità nazionale e ad emarginare ancor di più il Mezzogiorno e la Sicilia. Altro che le opportunità propagandate dagli esponenti del Mpa! Il siluro di Miccichè non è sfuggito a Lombardo che però non può seguirlo su questa via, anche se, forse, anch’egli comincia a ricredersi sugli accordi stipulati, in quell’anonima trattoria di montagna, col ministro Calderoli il quale, per altro, l’indomani sarebbe venuto alla festa. La sua presenza, affatto rassicurante, è almeno servita a coniare una nuova definizione della galassia berlusconiana che il rubicondo ministro, in polemica con Miccichè, ha sprezzantemente bollato come un “pollaio” nelle cui liti non desidera entrare. Siamo alle prime difficoltà e già si parla di polli. Se si dovesse arrivare alla crisi, quella incombente da tutti temuta, chissà a quali degradanti categorie zoologiche si ricorrerà per dipingere gli avversari e gli alleati in dissenso. Agostino Spataro Gianfranco Miccichä, sottosegretario al CIPE LETTERA AL DIRETTORE La tv spazzatura L’ultima edizione de L’isola dei famosi è stata vinta da Vladimir Luxuria. Liberazione, il giornale di Rifondazione Comunista ha festeggiato la vittoria asserendo che il trionfo dell’ex deputato transessuale comunista, è paragonabile all’elezione di Barak Obama in America. Il paragone fa sbellicare dalle risate, ma almeno non si potrà più dire che i nostalgici dell’impero rosso e della fame non abbiano il senso dell’umorismo. Comicità in Casa Marx a parte, ma fino al giorno prima del- la consacrazione dell’unica forma di comunismo vincente (Luxuria in bikini), i paladini del potere operaio non amavano unicamente disoccupati, precari, extracomunitari ed irregolari e aborrivano la TV spazzatura e i suo strapagati prezzolati VIP di cartapesta? Vuoi vedere che l’ebbrezza della ribalta mediatica e la sensualità esplosiva di Luxuria hanno convertito al capitalismo anche gli ultimi irriducibili nipotini di Stalin? Gianni Toffali Nicoletta Hristodorescu L’apprendimento intelligente Teoria dei luoghi della mente, metodologia per favorire lo sviluppo delle capacità intellettive L’apprendimento intelligente è una metodologia di gestione ottimale delle risorse intellettive che tutti possono acquisire per migliorare l’efficienza del proprio sistema cognitivo. In effetti, l’energia della mente è potenzialmente illimitata, ma non tutti sanno usarla in modo appropriato per il loro profitto e per il profitto degli altri. La “Teoria dei luoghi” (Tdl) formula alcune ipotesi sulla natura e la struttura della mente umana, partendo dal presupposto che il cervello non è un contenitore in cui vengono immagazzinate, alla rinfusa, le informazioni in entrata, ma una struttura di strutture citoarchitettoniche geneticamente predisposte ad essere organizzate. Il modello neuro mimetico descritto dalla “Teo- ria dei Luoghi” è il risultato di studi che riguardano non soltanto le Neuroscienze, ma anche la Cibernetica, la Psicologia, la Linguistica e le problematiche connesse all’insegnamento. Nessuna sperimentazione diretta sull’essere umano può accertare con mezzi non invasivi le modalità in cui i processi intellettivi di alto livello (creativo, scientifico, religioso) siano soddisfatti dal comportamento funzionale dei singoli neuroni, all’interno delle strutture alle quali essi appartengono. La Hristodorescu descrive in maniera approfondita questi processi nel preciso intento di porre le basi di una metodologia che possa favorire il processo di apprendimento e dotare l’insegnamento scolastico di presupposti scientifici più efficaci e consapevoli del funzionamento cerebrale. L’autrice completa il suo studio con una sua personale teoria da lei applicata ai suoi alunni che consente un graduale e sostanziale miglioramento del quoziente intellettivo. I-88900 Crotone, via Lucifero 40 tel. 0962/90.51.92 fax 0962/1920413 ISBN 978-88-89341-12-4 pp. 466, € 22,00 Opera di prossima pubblicazione