Numero 2
Febbraio 2015
IL CASSINISTA
In questo numero:
PLAYTIME________________
Scandalo a scuola
pag.4
Articolo sulla trasparenza
pag.5
Un individuo misterioso
pag.6
Risvoltini: perché?
pag.8
La burocrazia
pag.15
Eco
pag.16
Aqua
pag.17
Giochi
pag. 18
soluzioni
pag. 24
CASSICOMICS____
Pastorino, Beghetto, Cantamessa pag. 20
The Pap
pag. 21
The Pap
pag. 22
Beghetto, Zazza
pag. 23
Le nostre rubriche:
Storie di Vita
Il libretto rosso scomparso
l
pag.7
L’angolo del Bruzza
L'irragionevole utilità della matematica
Consigli di lettura
Il grande Gatsby
l
pag.9
l
pag.10
Stereolove
L’effetto speciale
Lo svarione della domenica
l
pag.11
l
La Nuova Grella Di Bradley
pag.12
Quando fuori piove
l
Gran Budapest Hotel
pag.13
Faccia da Cassinista
Andrea Altomare
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l
pag.14
2
Febbraio 2015
IL CASSINISTA
L’ANGOLO DEL CAPOREDATTORE
L’ANGOLO DEL VICE
150 parole sul sabato libero
Un quadrimestre di questo anno travagliato dal punto delle riforme,
specialmente per chi, come il sottoscritto, è in quinta, è oramai alle
spalle, ed è oramai possibile rispondere all'annosa questio del sabato
libero. Ognuno avrà il proprio pensiero, ma sta di fatto che oramai il
cambiamento è stato metabolizzato,
quindi le conclusioni si possono trarre. Personalmente trovo nel sabato
la giornata giusta per godermi il
tempo libero e dedicarmi a mille attività dalla dubbia utilità sociale, ma
dalla fondamentale importanza personale, letture di Kierkegaard, serate in teatro e soprattuto il raggiungimento della mucca finale di Cow
Evolution. Insomma, il sabato libero
è, non ostante la pletora di ore di
lezione settimanali, una manna dal
cielo, che, ammetto, all'inizio dell'anno mi pareva più simile ad un
diluvio universale; che bello ricredersi!
Ora che il gene ''weekendlungo'' si è
aggiunto al nostro DNA, guardiamoci indietro, ne siete soddisfatti o
preferivate i sei giorni dell'anno
scorso? De gustibus non est sputazzellam.
L’IMPAGINATORE RISPONDE
Un saluto a tutti i cassinisti! Sono il nuovo impaginatore del Cassinista. Come già sapete il nostro giornalino ha passato ultimamente un periodo difficile e non siamo riusciti ad uscire prima di gennaio. Per questo ci siamo proposti di uscire d'ora
in poi mensilmente e speriamo di riuscirci! Purtroppo si era creata un po' di confusione tra i lettori e spesso ci veniva chiesto: “Che fine ha fatto il Cassinsta?” e “Ma è vero che non esiste più nella sua versione cartacea?” Perciò mi sembrava doveroso puntualizzare queste cose perché si era creata una situazione confusa (in realtà si era creato uno spazio vuoto in
questa pagina e ho dovuto riempirlo in questo modo...) Mi piace definire la nostra come una redazione “work in progress”
perché stiamo lavorando di numero in numero per rendere il Cassinista sempre più ricco di contenuti e bello graficamente. Mi raccomando comunicateci eventuali commenti, consigli e critiche perché ci aiutano a crescere) e visitate il nostro
sito con tutti i numeri e alcuni contenuti extra. Spero che questa nuova impaginazione vi piaccia e…. buona lettura!
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Febbraio 2015
IL CASSINISTA
Quando manca la trasparenza
SCANDALI A SCUOLA
-Il torneo di calcetto e molto altroAlcuni di voi ricorderanno che fin dall'Assemblea di presentazione delle liste io e Luca Garbarino, mio socio in Consulta, abbiamo insistito al limite del fastidioso nel sottolineare
quanto un tema fondamentale da affrontare
quest'anno fosse quello della trasparenza. La
nostra insistenza era giustificata da fatti di cui
avevamo sentore e che nel corso dei mesi si
sono chiariti meglio, fatti che sono convinto
meritino attenzione e riflessione: la mia tesi è
che il Cassini necessiti una gestione del denaro più oculata e trasparente; porto i due esempi qui sotto a sostegno della mia affermazione.
coppe, materiale vario.
ogni anno.
Durante il comitato era emersa anche la preoccupazione che la cauzione richiesta al momento dell'iscrizione potesse non essere restituita. Ciò, unito ai 500 euro di scarto dovuti
all’errore in cui a causa di un fraintendimento
telefonico eravamo incorsi credendo che
l’assicurazione non fosse pagata affatto, avrebbe quasi raddoppiato il ricavato degli
organizzatori. Da questo problema nacquero
voci riguardo a un ricavo superiore ai tremila
euro, che hanno generato spiacevoli incom-
Questi sono i dati, e qui a Dicembre ci siamo
fermati, lasciando aperta al dibattito la questione. Poiché i miei auspici e le mie considerazioni non sono cambiati da allora, mi cito
testualmente:
prensioni che ho chiarito a tempo debito con
gli organizzatori stessi, i quali erano giustamente arrabbiati per i dati falsati che erano
giunti alle loro orecchie tramite vie non ufficiali. Siccome non si è colpevoli per le intenzioni, ma per le azioni, e non c'è motivo di
supporre che la cauzione (essendo, appunto,
una cauzione) sia stata richiesta per non essere poi restituita, la questione è caduta a tempo debito.
2 – è così scontato che tutti i partecipanti del torneo, soprattutto le leve più giovani, siano consapevoli di partecipare ad
una attività a fini di lucro gestita da soggetti anche esterni al cassini?
1 – è davvero così scontato che ci debba essere lucro dietro un’attività di questo tipo, tra
l’altro spesso presentata dai rappresentanti
d’istituto come punto in programma al momento della candidatura?
IL TORNEO DI CALCETTO
La questione, affrontata ufficialmente durante la riunione del Comitato dei Rappresentanti dello scorso 10 dicembre, è piuttosto semplice: tenendo presente che il campo (il G
Mora di Quarto) richiede un pagamento di 35
euro per singola partita e 100 euro per tre
partite in un pomeriggio, e che ad ogni classe
vengono richiesti 25 euro per partita, per un
totale di circa un centinaio di partite il ricavato risulta essere di circa 1500 euro. Rimane
inoltre la questione dell'assicurazione: parlando con l’organizzatore del torneo ci è stato
comunicato che la cifra versata, si suppone
verificabile tramite la polizza assicurativa, è di
500 euro netti, che, contro i circa 825 euro
richiesti agli studenti, porta un surplus di circa
325 euro, da sommare ai precedenti. La cifra
risultante si aggira dunque intorno ai 1825
euro, dai quali sono da sottrarre le spese non
tracciate per arbitri (si consideri che a volte gli
arbitri sono gli organizzatori stessi), palloni,
(Il principale organizzatore del torneo
non è più al Cassini da tre anni)
3 – Non saremmo in grado di gestire
un’organizzazione interna che, se portatrice di introiti, mantenga gli utili
Risulta comunque chiaro che, a conti fatti, il
all’interno delle casse degli studenti per
torneo di calcetto frutti a chi lo organizza una
il finanziamento di altre attività?
cifra che si aggira intorno al migliaio di euro
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IL CASSINISTA
4 – Vogliamo deciderci a pretendere trasparenza e documentazione riguardo tutte
le attività che ci vengono proposte?Ho
un’idea però su cosa si potrebbe fare, su
come si potrebbe trasformare una zona
d’ombra della nostra scuola in occasione
che permetta di attuare iniziative più creative: il torneo potrebbe essere organizzato
dai Rappresentanti di Istituto, oppure, meglio, essere appaltato con una gara indetta
dal Comitato dei Rappresentanti a chi avesse voglia di organizzarlo - concordando
pubblicamente un rimborso spese e magari (perché no?) anche un moderato compenso – al fine di riversare la maggioranza
dei proventi in altre attività scolastiche,
che guadagnerebbero molto in qualità e
mezzi.
ho mai dovuto pagare un soldo per
l’attività (che cosa lo avrebbe richiesto?): di
sicuro non 150 euro.
ARTICOLO SULLA
TRASPARENZA
E’ emerso inoltre che una parte della cassa
dell’anno scorso è ancora in possesso degli
ex Rappresentanti, si auspica venga consegnata agli attuali eletti il più presto possibi- Ogni volta che girano soldi, cosa che succede di frequente quando si è Rappresenle.
tanti d'Istituto, è lecito sospettare l'uso
La buona notizia è che quest’anno qualco- non sia dei più onesti. Viste le esperienze
passate è comprensibile dubitare anche
sa in effetti sta cambiando. Fin dalla predella nostra onestá, poiché ci occupiamo
sentazione delle liste i Rappresentanti noi della gestione dei fondi e potremmo
d’Istituto si sono impegnati a realizzare in tutta tranquillità farne sparire una paruna cassa ufficiale (il come non mi è anco- te, piccola o grande che sia. Per questo
ra chiaro) e a redigere un bilancio puntuale motivo abbiamo pensato di creare un
gruppo composto da noi Rappresentanti è
di ogni spesa effettuata e dell’ammontare
da alcuni studenti, sperando in un futuro
della cifra presente nella cassa degli stu- prossimo di privarci di questa mansione.
denti. Se queste promesse venissero vera- I compiti di questo gruppo saranno: - elamente mantenute avremmo per la prima borare un regolamento di utilizzo della
LA GESTIONE DEI SOLDI
volta un metodo efficace di controllo per
Il secondo punto che voglio trattare riguar- evitare che i nostri soldi vengano indebitada la attuale inesistenza di una qualsiasi mente sottratti.
garanzia o controllo sui soldi – la fantomaNon intendo dilungarmi troppo in considetica “cassa degli studenti” – che vengono
razioni di merito che rischierebbero di apgestiti dai Rappresentanti d’Istituto duranpesantire un articolo che, me ne rendo
te l’anno fino al termine del mandato. Vorconto, è già fin troppo pesante così. Mi
rei sottolineare quanto allo stato attuale
limiterò quindi a richiamare l’attenzione di
dei fatti l’ammontare della cifra in questiochi pazientemente fosse arrivato a leggere
ne sia ignota se non per dichiarazioni in
fino a qui su quanto una scuola, un liceo –
buona o cattiva fede dei Rappresentanti di
importante parola di aristotelica memoIstituto stessi, e quanto la buona usanza,
cassa studenti; - aggiornare periodicaria – sia il luogo in cui ora viene formata la
mente il bilancio dei soldi presenti; - racprassistica ma indubbiamente meritevole,
società di domani. Lordure, disattenzione, cogliere le ricevute di ogni spesa fatta e
di passare tutta la cassa da rappresentanti
corruzione, menefreghismo, inefficienza e provvedere ad eventuali rimborsi. Abbiauscenti a rappresentanti entranti sia stata
indifferenza nascono anche da qui, e qui mo pensato a questa modalità, ma siccoin questi anni largamente disattesa.
potremmo iniziare a creare un correttivo, a me si tratta dei VOSTRI soldi, è importante che ognuno di voi, se ha delle migliorie
Alla fine dell’anno scolastico scorso, per lavorare perché almeno il nostro piccolo e
da proporre, si faccia avanti per aiutarci.
esempio, i rappresentanti di istituto hanno protetto ambiente sia limpido, come vorprelevato senza dire niente a nessuno dai remmo fosse la collettività tutta.
soldi degli studenti 150 euro a testa per un
Per questo motivo ho accettato di scrivere
totale di 600 euro al fine di rimborsarsi
l’articolo che avete letto, che spero abbia [email protected]
“spese personali” non chiarite e non dimofatto chiarezza e abbia risposto alle varie
strate, emerse solo quando l’argomento è
domande che avrebbero potuto essermi
stato chiamato in causa dal Comitato dei
rivolte. Vi ringrazio per l’attenzione!
Rappresentanti del 14 gennaio. Anch’io
sono stato Rappresentante d’Istituto e non
I Vostri Rappresentanti
d'Istituto
Martino Tanasini, V F
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IL CASSINISTA
UN INDIVIDUO MISTERIOSO
Un piccolo giallo che ha fatto parlare!
Chi sta al 2° piano sicuramente se ne sarà
accorto, ma da Novembre alla postazione
delle bidelle c’è sempre un ragazzo, anche
durante le lezioni. Siccome non capivamo
perché era lì, iniziammo a fare ipotesi sul
suo conto: alcuni credevano fosse lì per
punizione , altri che stesse fuori perché
non si sentiva bene (succede spesso al 2°
piano!), però era lì troppo spesso... Qualcuno allora ipotizzò che fosse un
“criminale” mandato qui a scuola per svolgere lavori socialmente utili. Infine, incapaci di darsi una spiegazione, alcuni ragazzi del piano sono andati a conoscerlo, e
con grande sorpresa hanno scoperto la
sua identità: era un nuovo bidello! Non
era affatto un criminale ma anzi un ragazzo molto simpatico che lavorava a scuola.
Così noi del Cassinista, curiosi di conoscere
la sua storia, siamo andati ad intervistarlo.
Come ti chiami? Quanti anni hai?
e quando non lavoro vado subito in biblio- Insomma mi hanno accolto tutti molto
teca a studiare. Ogni due settimane a gio- bene.
care a calcio con gli amici.
E invece qui al Cassini com’è stato?
Mi chiamo Giuseppe Airò e ho 22 anni.
Prendo molto di più le parti dei ragazzi,
lascio passare qualche “marachella”. Poi ci
sono le scritte sui banchi: io ero il primo a
farle, ora invece trovando sempre in certe
classi disegni, come teschi giganti, non ne
sono più molto contento.. però vi capisco,
se no come passate le lezioni?
Studi? Se sì, cosa?
Sì studio. Sono al terzo anno di scienze
politiche e diplomatiche. Prima ho frequentato il liceo linguistico Grazia Deledda.
Il primo giorno qui, mentre venivo a scuola
sul treno ho incontrato Marco Fiore
(nonché caporedattore di questo giornalino!), che ho rivisto anche a scuola proprio
al 2° piano. In generale al Cassini siete più
timidi.. Al Calvino chiacchieravo di più coi
ragazzi perché erano sbattuti fuori dalle
classi più spesso, qui invece non succede
quasi mai…
Accaduti divertenti?
Rispetto a quando eri studente, com’è
stare “dall’altra parte”?
Il Cassini è un po’ più “noioso”, mentre al
Calvino ogni giorno succedeva qualcosa...
Però anche qui non sono mancati episodi
divertenti, come essere spesso scambiato
per uno studente: un giorno mentre entravo nel bagno dei prof che usano anche i
bidelli, una professoressa mi ferma e mi
sgrida dicendo << Ehy tu! Non puoi usare il
bagno dei professori!>> , oppure un’altra
vedendomi spesso in corridoio << Ma tu
non sei mai in classe?>>. Un’altra volta
invece sono entrato in una classe per chiamare una ragazza (che doveva andare in
segreteria), e il professore << si però riportacela!...>>.
La domanda che tutti i nostri lettori si staInoltre stando “dall’altra parte”, mi accorgo
ranno facendo: come mai un ragazzo giodi dinamiche tra i colleghi che prima, da
vane come te ha scelto di fare questo instudente, ignoravo. E in più una cosa che i
solito lavoro?
ragazzi non sanno, è che la scuola è aperta
Ahah, beh, un po’ sono stato spinto a fare anche il 29 e 30 Dicembre e noi dobbiamo Ahahah! Bene, ringraziamo Giuseppe per
domanda come bidello da mia madre, che essere qui!
l’intervista! Speriamo ci sia ancora quando
lavora in una segreteria scolastica. Poi voCom’è stata la tua prima esperienza come leggerete il giornalino, perché tra poco finisce
levo anche un po’ di indipendenza econoil suo periodo di lavoro nella nostra scuola, e
bidello?
mica. E mi sono detto “Perché non provaanche se per fortuna ora ci sono sempre
re?”. Comunque questo non è il mio primo Ho lavorato per la prima volta al liceo Cal- gruppi di ragazzi e ragazze che chiacchieraralavoro: avevo già fatto altri lavoretti e la- vino come centralinista. Quando mi hanno no con lui, se Giuseppe ci fosse ancora invitiapresentato alle colleghe erano tutte sorvoro tutt’ora anche come portapizze.
mo comunque tutti ad andare a conoscerlo!
prese e in modo affettuoso come delle zie
P.s. Nel frattempo dopo l’intervista e mentre
Wow, encomiabile! (cit. di una prof). Comi hanno detto << Ma come sei giooovalavorava ancora a scuola Giuseppe si è anche
me riesci a conciliare studio e lavoro?
ne!!>>. I ragazzi erano molto curiosi e anlaureato! Complimenti dottore!
Non ho molto tempo libero: lavoro 7 ore, che loro mi hanno fatto molte domande.
Silvia Carosio, 5 D
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Febbraio 2015
IL CASSINISTA
La leggenda del Libretto Rosso scomparso
no, non quello di Mao Tse-tung!
Un’avventura accaduta è un fatto.
Se il fatto viene raccontato diventa una storia.
Se la storia rasenta la fantascienza diviene leggenda!
I fatti accadono tutti i giorni, le
storie si raccontano alle riunioni
degli alcolisti anonimi mentre le
leggende si tengono da parte per
i propri (futuri) nipoti..
Ma farò uno strappo alla regola,
raccontandovi della Leggenda del
Libretto Rosso…
Tutto iniziò a Novembre
dell’anno del Signore 2014: dopo
aver giustificato, firmato e completato tutte le pratiche burocratiche torno al mio posto..
…quello fu l’ultimo avvistamento
del mio Libretto Rosso, che nel
frattempo era stato fagocitato
dalla cartella del vicino di banco.
Quella cartella, mai svuotata,
tanto che si è formato uno strato
di humus sul fondo, rapisce puntualmente oggetti di sua spontanea volontà come penne, astucci,
merende, sciarpe, ombrelli.. Ha
sviluppato una coscienza così
carnivora che quando qualcuno
non torna in classe da ricreazione
le ricerche iniziano proprio da lei!
Il compagno di banco F., ignaro di
ciò, fa finta di nulla, sapendo che avessi giustificato il giorno dopo.
non potrebbe mai mettersi con- Non vedevo via di scampo, e così,
tro la sua ‘’piccola’’.
rassegnato chiesi in segreteria il
modulo per denunciare la scomIntanto, lo zaino viene utilizzato parsa del Libretto, almeno per far
per andare in bici, frullandosi co- vedere la mia buona volontà nei
sì nella discesa con le altre cose
confronti del prof di matematipresenti intorno, come frammen- ca…
ti di carta sporchi di caffè, calzini
non lavati della gita dell’anno
…la mia buona volontà non fu apscorso, magnesite per arrampica- prezzata…
re, cioccolatini pasquali e una
confezione di tonno della Prima
E così, dopo aver preso la mia vaGuerra Mondiale.
lutazione negativa, negativa nel
Il Libretto passa a ottimi voti an- senso che era un numero sotto lo
che la ‘’prova ginnastica’’, ovvero zero, tornai a posto disperato.
il contatto con il materiale sporti- Il compagno di banco F., per convo sudato e radioattivo che pun- solarmi cerca nel suo zaino framtualmente viene infilato a forza
menti di cioccolato delle uova
nello zaino e sigillato, perché più pasquali, e… come per magia, tra
pericoloso del reattore di Cherl’astuccio imbalsamato e un set
nobyl.
di posate di plastica fa la sua
Successivamente, iniziata la sta- comparsa, dopo più di due mesi
gione sciistica delle vacanze nata- di rapimento e molestie, il Libretlizie il Libretto vede la prima ne- to Rosso, o quello che ne rimane.
ve e probabilmente viene usato
come sottobicchiere per un paio
di Bombardini, siccome presenta
macchie di brandy sulle prime tre
pagine..
Nel frattempo la mia situazione
diventò disperata: con tre ritardi
e quattro assenze all’attivo dovevo trasalire ogni volta che sento
la parola ‘’giustificazione’’.
Anche il registro elettronico si
mise contro di me: la spia della
mancata giustificazione si era tra- Quello che non riuscirò mai a casformata in un faretto lampegpire sono le macchie di unto sul
giante e le opzioni come
retro, come se fosse stato usato
‘’giustifica’’ e ‘’ignora’’
come sottopiatto per un fritto
erano diventate ‘’INQUISICI’’ e
misto, o le tracce di terra nelle
‘’BRUCIA SUL ROGO’’.
pagine centrali. Volendo tirare
Fu così che il prof di Matematica fuori un fatto positivo dalla sto(che insegna anche Fisica e Dife- ria, il Libretto di sicuro ha passasa dalle Arti Oscure), stanco di
to delle vacanze natalizie più invedere la spia, minacciò
teressanti dello studente medio
un’interrogazione mortale se non del Cassini!
Giorgio Rossi, 5 L
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IL CASSINISTA
La grande domanda che tutti ultimamente si sono posti … …
Risvoltini: perché?
… ..e il sondaggio del Cassinista
Risvoltini: tutti ne parlano, alcuni li portano. In discoteca, in via
XX, persino nei corridoi della nostra amata scuola, non puoi
sfuggirne. Ma vi siete mai chiesti
come mai vengano fatti i risvoltini ai pantaloni? Noi sì, e quale
metodo migliore di scoprirlo se
non chiederlo a persone a caso
durante la ricreazione?
Abbiamo quindi iniziato a girare
chiedendo “Ehy, cosa ne pensi
dei risvoltini?”. C'è da dire che le
prime risposte sono state tutte
più o meno uguali. Gran parte
delle persone che abbiamo intervistato hanno replicato con
parole che non possiamo riportare sul giornale per ovvi motivi (ma tu, lettore estremamente malizioso e fantasioso,
saprai senz'altro a cosa ci riferiamo). Per non essere di parte, però, va detto che alcuni si
sono espressi favorevoli ai risvoltini, a patto che vengano
fatti a causa dei pantaloni
troppo lunghi. Infatti piuttosto che dover portare i jeans
troppo larghi alla caviglia,
molti preferiscono abbandonarsi a questo fenomeno, ma
sempre con un certo rimorso.
A riguardo, una ragazza alla
quale abbiamo chiesto come
mai avesse i risvoltini ha risposto, con tono sinceramente
triste, di sapere di non doverseli
fare ma che era costretta dai
pantaloni lunghi.
Ci siamo però accorti che quello
era il motivo pratico, ma i ragazzi che portano i pantaloni risvoltati fino a metà polpaccio di certo non appartegono a questa categoria. Perciò abbiamo fermato
esclusivamente le persone coi
risvoltini fatti “per moda”, dopo
un po'. Fare un resoconto sommario delle risposte sarebbe
troppo poco, troppo dispersivo,
quindi riportiamo le conversazioni più significative.
-Ciao! Scusa se ti disturbiamo,
come mai porti i risvoltini?
-Perchè sono belli.
-Ma in che cosa ti piacciono esattamente?
probabilmente avremmo avuto
la stessa risposta per diversi minuti...
Sempre per rimanere in tema di
indecisioni ecco un altro piccolo
botta e risposta.
-Ciao, come mai ti fai i risvoltini?
-Così.
E se ne è andato subito dopo. Vi
lasciamo immaginare le nostre
facce.
Un ragazzo almeno ha provato a
riflettere sul perché.
-Ehy, come mai i risvoltini oggi?
-Boh non saprei, ci penso e ti
faccio sapere!
Infine, un paio di persone hanno
detto “Perché vanno di moda”.
Questi sono state senza dubbio
le risposte più sensate, che ci
hanno anche aiutato a tirare le
somme su questo fenomeno.
Abbiamo concluso che i risvoltini sono principalmente una moda senza un motivo specifico,
come tutte le altre mode, nata
chissà come e chissà quando.
Pensiamo che sia partita dalle
persone che li fanno per motivi
pratici, copiate da qualche stilista che ha infine riprodotto in
larga scala i pantaloni risvoltati.
Come ogni fenomeno virale del
genere, è destinato a scomparire, tutto d'un tratto, proprio
come è iniziato. Forse dovrem-Boh...sono belli!
mo provare pure noi a metterli,
Ripensandoci, avremmo dovuto forse capiremmo finalmente,
chiedere alla persona in questio- forse.
ne cosa ci trovava di bello, ma
Fabrizio Gargano, 1 H
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Ken Xhelajm, 1 H
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Febbraio 2015
IL CASSINISTA
L’ANGOLO DEL “BRUZZA”
… spunti di riflessione per cassinisti curiosi…
L'irragionevole utilità della matematica
Forse tutti, almeno una
volta, abbiamo imprecato
contro la matematica.
Forse è successo di fronte a interminabili equazioni con frazioni e radicali di ogni tipo, forse di
fronte a improbabili disequazioni goniometriche.
Insomma, chi non si è
mai chiesto: "Perché la
matematica?"
La risposta che ha probabilmente ottenuto è stata: "Perché è utile".
Nulla di più vero, ma non è abbastanza. Senza la matematica non ci
sarebbero le macchine per fare le
TAC., le risonanze magnetiche e
sicuramente non ci sarebbero le
esplorazioni spaziali e i treni ad al-
ta velocità e, anche se è poco noto,
neppure le pillole anticoncezionali,
per la cui realizzazione sono necessari imponenti apparati matematici, ma la ragione più profonda del
senso della matematica sta altrove.
Risiede là dove si possono trovare
le ragioni che danno un senso alla
musica, alla poesia, alla pittura, alla letteratura, insomma a tutte le
attività che hanno condotto l'uomo
alla sua attuale condizione. "Il matematico, come il pittore e il poe-
mente questo aspetto della
matematica ma il mio capo
redattore è stato inflessibile
sul numero di parole concesse all'Angolo del Bruzza;
lascio quindi l'argomento
alle riflessioni del lettore. E
insieme gli lascio un frammento di un'intervista fatta
nel 1996 a Ennio De Giorgi,
uno dei maggiori matematici italiani della seconda metà del Novecento:
ta – ha scritto Godfrey Harold
Hardy, grande matematico inglese
del primo Novecento - è un creatore di forme". In questo risiede la
bellezza della matematica e il segreto, per chi lo sa scoprire, del
suo fascino.
Il pensiero di Hardy stimola però
altre riflessioni sulla natura della
matematica. Pensiamo, ad esempio, alla musica: una delle attività
più importanti del musicista è di
tradurre la sua musica in simboli su
un pentagramma. Quando l'artista
scrive una serie di simboli come
quelli riportai nella figura accanto,
sta rappresentando dei suoni attraverso dei segni. La stessa cosa può
essere detta per il poeta, per il pittore, ma anche per il matematico:
quando quest'ultimo scrive
ax+by+c=0 non sta facendo altro
che rappresentare con dei simboli
una retta, ossia sta parlando in un
linguaggio simbolico (l'algebra) di
un oggetto che vive nel mondo della geometria.
Si potrebbe sviluppare ulterior-
Quale è il legame tra la matematica e la realtà fisica, l’irragionevole
utilità della matematica?
Credo che sia un mistero il motivo
dell’utilità della matematica non
ax + by + c = 0
solo in fisica, ma anche in biologia,
economia, eccetera. L’indicazione
per me più suggestiva viene dal libro dei proverbi, là dove dice che la
sapienza era con Dio quando Dio
creava il mondo e la sapienza ama
farsi trovare dagli uomini che la
cercano e la amano; e io penso che
la matematica sia una delle manifestazioni più significative
dell’amore per la sapienza.
Al prossimo numero….
Prof. Giusepppe Bruzzaniti
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IL CASSINISTA
Consigli di Lettura
-Francis Scott Fitzgerald“IL GRANDE GATSBY”
Fino a poco tempo fa credevo
che leggere un bel libro per una
seconda volta fosse come mangiare pizza per due giorni consecutivi: l'ottimo pasto ripetuto, osservavo, portava alla stucchevolezza del piatto, fattore da non
trascurare. In realtà mi sono accorto
che il paragone non è per niente valido in campo letterario. Ogni lettura
è filtrata dalla nostra coscienza, che
si espande e si modifica nel corso del
tempo; ogni volta che ci approcciamo ad una stessa
pagina scritta, viviamo l'esperienza
con occhi diversi, mutati dalla maturità acquisita nel lasso di tempo che
intercorre tra la prima volta e la seguente.
Vi dico tutto questo solo per introdurvi alla descrizione di uno dei libri
che lessi quando ancora non capivo
nulla di letteratura e che ultimamente ho ripreso in mano, finalmente
riuscendo a notare sfumature che un
tempo mi erano sfuggite.
• Il grande Gatsby - Francis Scott Fitzgerald
Proiettatevi un momento nella
New York degli anni '20. Il grigio opprimente della mattina e della borsa
di Wall Street si scontra inevitabilmente con il giallo sfavillante della
sera, quando ogni dimora si anima di
feste con donne vestite di lunghi abiti color zolfo e uomini con gli occhi
lucidi, intenti a sfuggire alla terribile
quotidianità a cui New York conduce.
del libro: proprio ad uno di questi
sfarzosi ritrovi serali,
quest'ultimo si presenterà come un
giovanotto dal fare pettinato e attraente, ben vestito e carismatico. Verrete catapultati quasi direttamente
nella vicenda, un giro di intrighi e
passioni che mostreranno il lato più
folle di un'America segnata da avvenimenti politici importanti, in cerca
di una propria identità. Gatsby si rivela come l'amante perduto della
cugina di Nick, Daisy, che conserva
ancora il ricordo di lui, in un angolo
segreto del proprio cuore. Ella tuttavia è oramai sposata con
Tom Buchanan, conosciuto giocatore
di polo, burbero e stupidotto.
Di base, la trama è semplice, lineare
e con pochi colpi di scena, se non per
quanto riguarda la figura di Jay
Gatsby. Capitolo dopo capitolo, la
facciata presentataci inizialmente si
sfalderà pezzo dopo pezzo a causa
dell'eventualità contro cui questo
personaggio deve scontrarsi. Scoprirete un uomo non proprio integerrimo, che ha però fatto qualsiasi cosa
per perseguire un solo scopo nella
propria vita: riavvicinare Daisy, raggiungere quella luce verde in fondo
conoscenza di Nick, narratore e per- al pontile di casa Buchanan, così gravida di significato metaforico.
sonaggio della storia: giovane borProtagonista è la frenesia tipica dei
ghese, un ragazzo comune e non
Twenties, anni di gestazione per la
troppo intraprendente, adatto apcultura americana, e la consapevopunto ad un contesto del genere.
Verrà presto a contatto con la miste- lezza che un uomo solo, per quanto
riosa figura, Mr Gatsby, che pare os- possa cambiare il mondo, non potrà
servare il lettore da dietro ogni riga mai cambiare se stesso.
Cameriere, un altro bicchiere di
champagne, please.
Il personaggio per eccellenza di questo scenario abbagliante è il signor
Gatsby, ricco oltre ogni modo gentiluomo, che organizza
ogni settimana grandi feste a cui tutta la città è invitata, e sul cui conto
circolano strane e discordanti voci.
In questa ambientazione facciamo la
Marco Fiore, 3 D
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10
Febbraio 2015
IL CASSINISTA
-Stereoloveun nuovo inizio
L'effetto speciale
Ciao, sono innamorato perso di
una ragazza, ma non so dove
trovare il coraggio per dichiararmi, e soprattutto in che modo farlo.
Conviene la semplicità o provare
a colpirla con qualche effetto
speciale?
M.C.
Caro M.C.,
il consiglio che vorrei darti è
quello di essere tu stesso
“l'effetto speciale”!
Non sono qui per dettar legge, quindi quelli che ti darò
sono solo alcuni suggerimenti.:)
Innanzitutto, devi considerare che nel caso il tuo piano
non filasse liscio, ci sarebbe
il rischio che qualcosa cambi.
Premesso questo, la prima
cosa che potresti fare è passare un pochino più di tempo con lei, se già non lo fai,
facendola ridere e magari uscendo non subito da soli, ma
magari con un gruppo di amici
comuni.
Non serve fare cose eclatanti,
stupefacenti, sorprendenti ecc..
per poter conquistare una ragazza: la maggior parte delle
volte basta essere sé stessi, sinceri e sicuri di ciò che si vuole.
Capisco la tua difficoltà nella
scelta del momento opportuno
e del modo in cui dichiararti: a
parer mio potresti proporle di
fare insieme ciò che piace a entrambi, come ad esempio una
passeggiata al mare durante una bella giornata e farlo comunque durante un momento solo
vostro, in cui tu dovrai sapere di
essere tranquillo e risoluto nella
tua scelta di rivelare i tuoi sentimenti.
Evita i teatralismi: spesso risultano stucchevoli e troppo vistosi.
Parlale guardandola negli occhi,
senza fuggire il suo sguardo per
paura di una sua reazione negativa, e soprattutto segui ciò che
ti dice il cuore. Non ti consiglio
di studiare a memoria un discorso, poiché in preda all'ansia
e/o all'euforia del momento ri-
schieresti di dimenticarlo e di
cadere nel panico.
Se pensi di conoscere abbastanza questa ragazza tanto da sapere cosa le piace e cosa invece
no, quali sono le sue idee e via
dicendo, allora potresti decidere di rivelarle tutto appena possibile e appena ti sentirai pronto; se al contrario credi che il
vostro rapporto sia ancora troppo superficiale, allora ti suggerisco di far passare ancora
un po' di tempo durante il
quale però dovrai cercare di
avvicinarti a lei il più possibile, far sì che lei si fidi di te,
farle capire che per te conta
abbastanza tanto da interessarti e stare davvero ad ascoltarla.
Ripeto, non ti imbarcare in
cose esagerate, programmate e progettate in lungo e in
largo, troppo difficili da gestire.
All'inizio, i pensieri più semplici e le azioni fatte davvero
con il cuore sono molto più di
impatto che cartelloni, striscioni, guazzabugli di fogli, lettere,
mazzi esagerati di rose rosse e
poesie smielate tanto da causare carie solamente al solo leggerle: per tutto ciò bisogna che
qualcosa cominci e che passi un
po' di tempo per capire come
comportarsi e se questo potrebbe risultare gradito.
Chiara Raffa, 5 D
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11
Febbraio 2015
IL CASSINISTA
>Lo Svarione Della Domenica<
LA NUOVA STELLA DI BROADWAY
(Cesare Cremonini)
Lui era un businessman con un’idea in testa
Lei ballerina di jazz
Leggeva William Blake vicino a una
Finestra, Lui beveva caffè
Guardando quelle gambe muoversi pensò è una stella,
pensava a Fred Astaire
E chi non ha mai visto nascere una dea
non lo sa che cos’è la felicità
Lui garofano rosso e parole, una vecchia
Cabriolet,Lei vestita come la Rogers
fulmini e saette lassù nel cielo blu il loro nome argento
tra le stelle
LA NUOVA GRELLA DI BRADLEY
(Gabriele De Leo)
Lui era un BIRSAsman con un DE GEA INIESTA
FREY JALLETrina di jazz
CANDREVA WILLIAN Blake vicino a una
MARESCA, lui beveva CISSE’
GUARDADO quelle GABI muoversi DODO’ è una QUAGGLIARELLA,
pensava a FRED Astaire
E GIGGS non ha mai PINTO nascere un CODREA
non lo SAHA che KONE la VALBUENA
Lui GAROFALO ROSSI e PAROLO, una vecchia
MIGNOLET, lei ANITA come la NEUER
FulFINI e saette RADU nel MELO blu il loro nome PACHECO
tra le stelle
New York New York è una scommessa d’amore
Tu chiamami e ti vestirò
come una stella di Broadway
New York New York è una scommessa d’amore
Tu chiamami e ti vestirò
come una stella di
MUÑOZ MUÑOZ è una CARESSA d’amore
Tu chiaRAMI e ti GAMEIRO
come una GRELLA di BRADLEY
MUÑOZ MUÑOZ è una CARESSA d’amore
Tu chiaRAMI e ti GAMEIRO
come una GRELLA di
Lui si svegliò senza lei nudo nella
Tempesta là fuori New York Square
Entrava luce al neon dal vetro di una
finestra l’odore del caffè
Guardando quelle gambe muoversi pensò è
una stella, pensava a Fred Astaire
E chi non ha mai visto nascere una dea,
non lo sa che cos’è la felicità
Lui garofalo rosso e parole, una vecchia
Cabriolet Lei vestita come la Rogers,
fulmini e saette lassù
nel cielo blu il loro nome
argento tra le stelle
Lui si ALMIRON senza senza lei, CAPUTO nella
ACQUAFRESCA là fuori MOU York Square
KELAVA LUCI al LEON dal PETROV di una
fiNESTA, PASTORE del VALDES
GUARDADO quelle GABI muoversi RONDON è
un’ANGELLA , pensava a NEYMARstaire
CLICHY non ha mai ZICO nascere un CODREA
non lo sa KOKE la felicità
Lui GAROFANO ROSI e PAROLA, una vecchia
KONATE’, lei vestita come la TORRES,
fulCRINI e saette RAUL
nel MARCELO blu il FLORO nome
BARRIENTOS tra le stelle
New York New York è una scommessa d’amore
Tu chiamami e ti vestirò
come una stella di Broadway
New York New York è una scommessa d’amore
Tu chiamami e ti vestirò
come una stella di Broadway
New York New York è una scommessa d’amore
Tu chiamami e ti vestirò
come una stella di Broadway
New York New York è una scommessa d’amore
Tu chiamami e ti vestirò
come una stella di
MUÑOZ MUÑOZ è una CARESSA d’amore
Tu chiaRAMI e ti GAMEIRO
come una GRELLA di BRADLEY
MUÑOZ MUÑOZ è una CARESSA d’amore
Tu chiaRAMI e ti GAMEIRO
come una GRELLA di BRADLEY
MUÑOZ MUÑOZ è una CARESSA d’amore
Tu chiaRAMI e ti GAMEIRO
come una GRELLA di BRADLEY
MUÑOZ MUÑOZ è una CARESSA d’amore
Tu chiaRAMI e ti GAMEIRO
come una GRELLA di
Gabriele De Leo, 4 L
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12
Febbraio 2015
IL CASSINISTA
Quando fuori piove…
Gran Budapest Hotel
Scrivendo questo articolo ho
sottomano la lista delle
nomination agli Academy Awards 2015, e fra queste vedo molte volte comparire
''The Gran Budapest Hotel'' di
Wes Anderson e spero che
quando avrete per le mani
questo Cassinista, qualcuna di
queste nomination si sia trasformata in quella bella statuetta che ricorda lo zio Oscar. Perchè tanto amore nei
confronti di questo film e del
suo regista? Evidentemente
non avete mai visto i suoi lavori, altrimenti questa domanda non sarebbe stata posta. Quindi voglio spingervi,
con questo articolo, a dare
una chance a questo regista,
vedrete che non ve ne pentirete.
Per fare ciò, prenderò in esame il suddetto ''The Grand
Budapest Hotel''.
Questo film si apre in maniera stravagante, parola che
sarà abusata lungo questa
recensione, infatti vengono
presentati quattro piani narrativi diversi a livello temporale(a cui corrispondono tre
formati cinematografici diversi, piccola chicca) anche a
fronte dell'unico svolgimento
della storia nel quarto ed ultimo piano.
La storia narra le avventure
del proprietario del Gran Budapest Hotel, Monsieur Gustave(Ralph Fiennes) e del
suo ''Lobby boy'' Zero(Tony
Revolori), impegnati a reclamare un'eredità nel bel mezzo di un'occupazione paranazista.
Il tutto si svolge nella regione
di Zubrowska, inventata per
l'occasione, le cui cime innevate, riprese in un 2D che ricorda gli albori del cinema e
le meraviglie che offriva agli
spettatori George Melies, vi
faranno rimanere senza fiato,
non perchè queste riprese,
che logica vorrebbe fossero
panoramiche, d'effetto e che
usassero un focale corto, siano particolarmente sublimi o
magnificenti, ma al contrario
perchè esse sono minute, piene di zoom e teleobiettivi e,
soprattutto, sono stravaganti.
Lungo questa storia i protagonisti affronteranno peripezie
che hanno vari rimandi con la
storia del cinema, usando cliches elaborati e raffinati sen-
za mai cadere nel grottesco di
bassa categoria: la fuga di
prigione di M. Gustave ricorda per molti versi lo stupendo
''La grande illusion'' di Jean
Renoir; il cattivissimo Jopling
(Willem Dafoe) è uno stereotipo vivente, con la giacca
nera, una Harley Davidson
roboante ed una famiglia più
particolare dei Tenembaum;
le dita che si staccano a conclusione di una tesa fuga a
me ricordano, sarà che sono
fissato, Luis Bunuel e, da che
mondo è mondo, una testa in
una scatola porta alla mente
''Seven''.
Tutti questi rimandi però non
sono sterili considerazioni
preparate ad hoc per chi vuole scrivere una qualsivoglia
critica su questo film, essi sono amalgamati grazie alla regia di Anderson, su cui vale la
pena spendere l'ultimo paragrafo.
Wes Anderson ha una regia
unica, versatile ma mai ridondante, e questo non per una
caratteristica propria di questo stile, ma unicamente per
la bravura del regista. La prima cosa che salta agli occhi
sono i colori accesi e particolari usati, Anderson ha una
maestria nell'uso del colore
si potrebbe dire che la finalità
di questi è il concentrare lo
sguardo esattamente nel
pensiero del nostro cervello;
facciamo un esempio ed una
micro lezione di regia: sono
su una scrivania e sto facendo
un difficile problema di geometria, ho l'idea chiave, prendo la penna e scrivo due righe
ed il tanto agognato CVD. Un
regista hollywoodiano farebbe questa scena così: figura
intera per dare allo spettatore le informazioni sull'ambiente, primo piano per vedere lo sforzo ragionativo e l'illuminazione, una ripresa dall'alto a vedere lo studente
che scrive la soluzione; un
regista russo: scena senza
tagli, tutta la figura ripresa
fino alla fine della sequenza
narrativa; Wes Anderson:
dettaglio del ticchettio nervoso di mani, dettaglio del problema insoluto, primo piano
simmetrico sul viso illuminato, dettaglio sulla penna che
viene presa dalla mano, dettaglio sul CVD finale,. La macchina non si muove mai, ogni
che non si riconosce dai film ripresa è la focalizzazione del
di Tarkovskij, ogni segmento pensiero, il ponte più immenarrativo ha una sua distindiato tra pensato e filmato.
zione cromatica di cui tutti gli Insomma, fategli vincere l'Oelementi presenti nel quadro scar.
compositivo sono parte inteCuriosità:
grante, non importa se que-C'è un po' d'Italia in ''The
sta scena ha una particolare
valenza nella storia o se dura Gran Budapest Hotel'': Milepochi secondi. Le inquadratu- na Canonero ha ricevuto la
re simmetriche sono onnipre- nomination per i migliori costumi! (sarò un gufo, ma sono
senti, mai esasperate nella
finzione, chinano tutte il capo molto fiducioso!)
al gran maestro Ozu, ed appli- -Forse non tutti sanno che
Wes Anderson, quando era
cano la sua lezione con gran
uno studente di filosofia alla
maestria.
Gli stacchi proverbilali di An- University of Texas, era copagno di stanza di Owen Wilderson sono, però, ciò che
son, che ha iniziato come atrende unico il suo stile: impossibile descriverli a parole, tore proprio nei suoi film
Edoardo Rivetti, 5 E
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13
Febbraio 2015
IL CASSINISTA
Faccia da Cassinista
Inter viste a persone (interessanti?) incontrate per i corridoi
- Nome e cognome
Andrea Altomare
- Hobby?
Calcio e palestra come sport,
hobby veri e propri sciare e
leggere libri di filosofia
- Hai qualche lettura da proporre?
"L'interpretazione dei sogni" di
Freud, "Diario del seduttore" di
Kierkegaard e "Il mondo come
volontà e rappresentazione" di
Schopenhauer, consigliato dallo stesso Nietzsche
- Il tuo rapporto con la moto?
Mi muovo sempre con la moto, per andare quasi ovunque,
la moto è parte di me
- Cosa pensi ci sia bisogno di
cambiare nel sistema scolastico del Cassini?
Bisognerebbe far capire ai professori che non esiste solo la
loro materia. Solitamente non
sono uno che si lamenta, ma
se devo trovare il pelo nell'uovo ti dico questo.
- Tre aggettivi per Luna Montervino (rappresentante di
istituto, n.d.r.)
Solare, interessante e con la
parlantina
- Descrivi il tuo professore
ideale
Colui/colei che fa migliorare
coloro che sono portati per la
sua materia, ma che segue
anche quelli che vanno male,
rendendosi disponibile a ripiegare o chiarire. Dovrebbe riuscire a capire ogni alunno, dimostrando umanità.
Marco Fiore, 3 D
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14
Febbraio 2015
IL CASSINISTA
LA BUROCRAZIA
e il suo incredibile potere rallentatore
Per chi non sapesse cos'è la burocrazia, tralasciando tutte le definizioni ironiche e probabilmente veritiere del termine, si tratta di tutti gli
uffici pubblici e di tutti i funzionari che se ne occupano ed estendendola si tratta anche di osservanza pedante e formale dei regolamenti.
Nata per fare ordine la sua degenerazione, come
si poteva immaginare, è avvenuta, portando con
sé nuovi significati della parola, come rigidità,
lentezza, incapacità di adattamento, inefficienza,
inefficacia, lessico difficile o addirittura incomprensibile .
Sembra infatti che in Italia vogliano spingerti a
non seguire la burocrazia, resa ormai complicata in
ogni aspetto.
Noi a scuola viviamo in un regno di
cui la regina è sicuramente lei.
Ogni tentativo di
miglioramento è
ostacolato da lei,
nulla è facile. Anche se si tratta di
proposte innovative, interessanti ed
utili per il miglioramento della
scuola la burocrazia le tratterà come tutte le altre
cose, si piazzerà
davanti a loro non permettendogli il passaggio.
L'assemblea d'istituto sull'Isis, che ha portato
tutti noi a riunirci in Aula magna, ha rischiato di
non essere svolta per un intoppo burocratico che
non avrebbe permesso la presenza di esterni. Ciò
non ci deve sorprendere perchè si tratta della
stessa istituzione che non permette di intervenire sul problema che da diverso tempo è legato al
fatto che in Aula magna non ci possano stare
tante persona quanti i posti a sedere per via del-
le uscite di emergenza.
La burocrazia ci circonda in ogni aspetto, i rappresentanti d'istituto cercano di conviverci ma la
situazione è a tratti imbarazzante perché oltre a
non permettere la buona riuscita di iniziative che
sicuramente migliorerebbero la nostra scuola è
anche diventata il paravento di molti.
Vi sono infatti visi che a scuola anche solo per una semplice richiesta impallidiscono o persone
che appena scoprono che stai parlando con loro
scappano o meglio c'è chi ti ascolta con interesse
e pazienza ma ovviamente ciò che stai chiedendo
non rientra mai
nelle sue competenze. Come
afferma il grande Pietro Russo
"l'assenza totale
di burocrazia
creerebbe il caos ma se si perpetua questo
immobilismo,
nessuno è più
disposto a credere che vi sia
un modo per
cambiare le cose
che non funzionano e allora
tutte le istituzioni,da cui ci si aspettano novità
nel miglioramento di certe situazioni, verrebbero viste con
un'enorme sfiducia".
Noi giovani proviamo tutti i giorni a migliorare
questo paese che ci viene descritto come alla deriva dal giorno in cui siamo nati, ma certo ciò che
voi adulti avete creato sotto certi aspetti non ci
aiuta. Non siamo una generazione priva di iniziativa o di senso del dovere siamo solo stati resi
inermi da una vostra creazione.
La A Scarlatta
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15
Febbraio 2015
IL CASSINISTA
Eco
Premessa:
Questo è un racconto ispirato alle città invisibili
di Italo Calvino. È un libro che mi ha affascinato
sin dalla prima pagina. So che può essere presunzione la mia, ma vorrei potervi far sentire attraverso la mia storia, la magia che mi ha avvolto
mentre leggevo questo libro.
Sto viaggiando ormai da giorni, eppure
non ho incontrato ancora nessuna città.
Non ho nemmeno scorto nessuna traccia
che indichi che questa terra arida e desolata sia mai stata abitata. All'improvviso,
sento che qualcuno sta correndo verso di
me. Mi giro di scatto. Nessuno. Eppure
quei passi io li ho sentiti. Sorpreso, continuo ad andare avanti, e odo delle risate.
Una leggera brezza profumata mi fa muovere i capelli. Subito dopo smettono di ondeggiare e i rumori svaniscono. Proseguo,
finché non giungo in cima ad una collina.
Lì, seduto a fissare l'enorme distesa desolata che avevo appena percorso, un vecchio dall'aria stanca.Non mi guarda nemmeno: i suoi occhi sono fissi verso il deserto polveroso dal quale provengo.
Senza che io chieda nulla, comincia a parlare. -Era Eco- mi spiega. -Una bella, fiorente città.
Amante del lusso, dei piaceri, della bellezza. Continuamente alla ricerca di nuove cose, da sfoggiare per imitare le altre città. A poco a poco però, cominciò ad assomigliare sempre meno a sé
stessa, sbiadì. Inutilmente tentò di ritornare indietro. Ormai era solo una pallida
copia di quello che era in origine, che
mancando di vitalità, a poco a poco si consumò. Divenne inesistente, invisibile. Morì. Imparò troppo tardi che da certi sbagli
non si può tornare indietro. Ciò che si riesce a percepire di essa, a volte, è un tenue
venticello che riproduce suoni e odori ormai dimenticati.-
Sarah Vignoly, 5 D
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16
Febbraio 2015
IL CASSINISTA
Aqua
Ciò che è e non può essere e ciò che non è e
non può non essere:
tutto il contrario di tutto, sono parole scritte
a caso in una serata di
pioggia fitta. Quella
pioggia che ti occupa la
mente, la confusione
che si impossessa dell'animo quando fuori
piove.
Quando (una goccia)
Fuori (mille gocce)
Piove (l'uragano imperversa).
Uno stordimento dovuto all'enorme, immane,
potente sinfonia che
trova nella natura la
propria casa e la propria cassa,
ciò che permette di vivere e risuonare. Esatto, la pioggia vive. L'ho
scoperto una sera di
novembre: mentre
molti si preparavano
per trasfigurare e mascherarsi con visi silvani, io coglievo l'essenza
stessa di un'esistenza
che mai fino a quel
momento mi era parsa
più annacquata. E come piangeva il cielo,
anche io. Una voce in
fondo. In fondo a COSA, neanche io lo so
con certezza. Dal fondo
dell'universo, forse, o
dal fondo del mio sto-
maco. Andiamo, quante voci si sentono. Ma
io
quella la toccavo. Era
fuori e dentro me, oserei dirti che ero io stesso, ma durante un acquazzone tutto sfuma
chi al cielo scuro nel
quale mi smarrivo e
naufragavo. Nelle orecchie suonava una
canzone di speranza,
dolci suoni che commuovevano, il cuore si
apriva, raccoglieva l'in-
nell'indistinto.
Non voglio lasciarti
troppo sulle spine, caro
Te. Non so cosa blaterasse quell'invisibile
suono.
So solo che quando sono uscito su quel terrazzo, sotto quella
pioggia, dentro l'universo, ho alzato gli oc-
finito, così facevano le
mia braccia aperte,
sotto quel temporale
estivo che si era perso
nell'autunno, sopra
quel ragazzo che si era
perso nella vita e le sue
virtù. Le speranze. Le
speranze e gli sguardi
terrorizzati. Le speranze e gli sguardi terroriz-
zati e le lacrime. Le
speranze e gli sguardi
terrorizzati e le lacrime
e la pioggia.
Pioggia che accarezza e
che distrugge case e
sogni. "Si è portata via
la mia vita," dicevano
tutti "l'acqua sporca,
l'acqua del
cielo!" Certamente non
erano state lacrime di
angeli né minuscoli
gioielli di vita ad aver
devastato. Non ci potevano credere, lo spettacolo della natura che
aveva messo in ginocchio centinaia di persone, mozzando loro la
testa in modo teatrale.
Quindi acqua che annienta, che colpisce come migliaia di frecce
scagliate da un arciere
confuso e irato.
Missili e proiettili che
costringono a vivere
come soffocati da ombrelli troppo grigi
per renderci felici.
Ma quella pioggia alla
fine aveva il suo arcobaleno, i suoi colori oscurati da un cielo per
cui non valeva la pena
di vivere. Tendevo a
quella luce, le mani in
avanti, cercando di afferrarla. Troppo lontana purtroppo, ma forse
domani...
Marco Fiore, 3 D
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17
Febbraio 2015
IL CASSINISTA
PLAY TIME
Sciarada
Sulla tomba
Lucchetto
Brahms e la sua strana dieta
YYYYYY la sua ombra, un giorno d'inverno
seri XX avvicinammo.
Rubò i nostri ricordi fino al grammo,
il XXYYYYYY fraterno
Mentre scriveva sinfonie
mangiava almen due XXXX ogni dì.
E con i ravanelli YYYY
compose grandi XXXYYYYX
Indovinello
Amiche petulanti
Bisenso
Poliziotto antisommossa
È impensabile trovarle spaiate
e si ha sempre bisogno di chi le regga
ed anche se si sa che dentro sono vuote,
ci si sorprende sempre quando danno buca
Guardalo, con la tuta blu
e lo scudo che lo XXXXXXX,
nemmeno un grande maestro
di XXXXXXX lo colpirebbe
CRUCI N.1
nei blog - 57. Il dominio russo - 58. Gli anime pubblicati per home
video - 59. Il presidente americano fautore del New Deal - 60. Riunione tra capi di azienda - 61. La tela che collega i computer - 62.
Valore economico che può essere pro capite - 63. La sigla dell'alfabeto fonetico - 65. Il dio egizio del sole - 66. Vittoria fuori casa 67. Forza Italia - 68. Così si divide la produzione di Chopin
Orizzontali
1. Asino inglese - 6. Morì nel termidoro dell' anno II - 16. l'innamorato del teatro latino - 19. Oggetto del più acceso rancore - 21.
Il Gray che non invecchia mai - 22. Una calza inutilizzabile - 24.
La società del petrolio italiano - 25. Le truppe di sterminio nazista - 27. L'altare pagano - 28. La regione in cui regnò l'ultimo imperatore Pu Yi - 30. Tra lambda e ni - 32. Il teatro dell'intrattenimento il cui capostipite fu Le Chat Noir - 36. La targa di Torino 37. Grande film di Herzog del 1982 con Klaus Kinski - 40. Opera
di Bach due volte incisa da Glenn Gould - 45. Può sostidtuire d.
C. - 46. Colpisce i tossicodipendenti - 47. La sigla del codice a barre - 49. L'Isaac grande scienziato inglese - 53. Si dice facendo storia controfattuale - 55. Il simbolo del lantanio - 56. Un singolo di
Chocabeck - 60. Il Watts batterista dei Rolling Stones (iniz.) - 62.
Accoglie i tre più bravi - 64. Drammaturgo napoletano autore, tra
gli altri, de ''il sindaco del rione Sanità'' - 69. L'animale che è Ciccio - 70. Ciò che indica la differenza in statistica
Verticali
2. L'Umberto poeta triestino - 3. Pallida, emaciata - 4. agenzia di
scommesse - 5. Dario premio nobel per la letteratura - 6. Sigla per
tombe - 7. Racchiudono l'onda - 8. Le pari in abete - 9. Sigla per
reflex Canon - 10. Il partito di Renzi - 11. L'ego latino - 12. Articolo romanesco - 13. Registro Italiano Alfa Romeo - 14. Per nulla
usuali - 15. La formula che si scrive sulla porta delle neo-mamme 17. Addolorato, afflitto - 18. Scalda l'ambiente - 20. Il suo ossido è
altamente infiammabile - 23. Il Florentino protagonista de
''L'amore ai tempi del colera'' - 26. non hanno nulla tra piede e
scarpa - 28. Segue solo il re - 29. Un tipo di scuola secondaria di
secondo grado - 30. Lo stato americano con capoluogo Augusta 31. Spettacolo teatrale di Alessandro Bergonzoni - 33. Il nome
della Merini poetessa - 34. Berkeley DataBase - 35. Le vocali di
aloe - 38. Rappresenta gli ingegneri - 39. L'Howard regista de ''A
Beautiful Mind'' - 41. Giuste per lo scopo - 42. Il ruolo di Carlo
Felice - 43. Movimentata danza del diciannovesimo secolo 44. Il
tasto più grande nel computer - 48. Napoli - 50. Le frontiere delle
estere - 51. Le inizialidel Dafoe attore - 52. Il Ludd figura mitica
della cultura inglese - 53. Non accompagnati - 54. Le modifiche
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CRUCI N.2
Orizzontali
1. Non si nasconde a chi si stima - 12. Se si ha di voce, si sta in
silenzio - 13. Venezia - 14. Caratterizza il cappello da baseball 15. La corsa come il jogging - 18. Il vulcano Mongibello - 19. Ciò
che in filosofia esistono - 20. La cavità della bocca - 22 . A me 23. Suddivisione romana - 25. Non è capace di fare nulla - 27. Si
dice quando tutto è finito al meglio - 29. L'animale che può essere
ridens - 31. La prima coniugazione - 32. Terrorizza lo scolaretto 34. L'elettrotreno sull'orario - 35. L'Eduardo ex-calciatore genoano - 36. Ha la pancia piena - 38. Lo diventa chi è eletto - 39. Il santo dell'ippodromo milanese - 40. Il monarca assoluto sunnita - 42.
Prodotti della terra - 45. Tutt'attorno ha acqua - 47. Piccoli difetti 48. Gli animali come Yogi - 50. Furono fatali per Cesare - 51. Dopo emme e prima di o - 53. Piccole porte - 55. La culla del sole 57. Terza persona singolare maschile - 58. Non beve mai
Verticali
1. non è una domanda! - 2.Il primo cronologico - 3. Il gruppo di
soldati - 4.Lunghi periodi storici - 5. Il protagonista della grande
opera di Svevo - 6. La targa di Avellino - 7. Il prodotto delle api 8. Amano il bello - 9. Il palindromo che nega - 10. Fa arrossire il
cielo - 11. Le vocali delle cose - 16. Vi si fa ribollire il vino - 17.
quello parlante aiutava Pinocchio - 21. Si regalano come pegno 24. L'ordine di non salpare - 26. Il chiodo del golf - 28. Automezzo
pesante che aiuta nelle costruzioni - 30. La cura l'apicoltore - 33.
Albero da ornamento - 36. Lo dice chi lascia le cose scorrere - 37.
Rinfresca il beduino - 39. Il solista dei Police - 41. Collega il computer ad internet - 43. Organo purificatore - 44. Si dice per sollevare - 46. Consunti - 49. L'ora del colpo - 52. Precede Alamein - 54.
Dominio italiano - 56. Capoluogo piemontese
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IL CASSINISTA
Cruci N.1
Cruci N.2
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19
Febbraio 2015
IL CASSINISTA
CASSICOMICS *
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20
Febbraio 2015
IL CASSINISTA
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21
Febbraio 2015
IL CASSINISTA
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22
Febbraio 2015
IL CASSINISTA
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23
Febbraio 2015
IL CASSINISTA
Play time - soluzioni
Sciarada: XXYYYYYY= Cipresso
Indovinello: Le calze
Lucchetto: XXXYYYYX= Rapsodie
Bisenso: XXXXXXX= Scherma
a cura di:
www.il-cassinista.weebly.com
Edoardo Rivetti Emauele Sorzana, 5 E
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Febbraio 2015
IL CASSINISTA
La nostra redazione:
Cassinista fill:
Spazi vuoti riempiti in modo utile
CAPOREDATTORI:
Le altre partecipanti al concorso
per la nostra mascotte:
Sarah Vignoly
Marco Fiore
VICE CAPOREDATTORE:
Edoardo Rivetti
ARTICOLISTI:
Marco Tanasini
Silvia Carosio
Giorgio Rossi
Fabrizio Gargano
Ken Xhelajm
Professor Giuseppe Bruzzaniti
Marco Fiore
Chiara Raffa
Gabriele De Leo
Edoardo Rivetti
La A Scarlatta
Sarah Vignoly
DISEGNATORI:
Giada Proverbio
Davide Beghetto
Filippo Papallo
Eudora Saccorotti
Danilo Zanello
Eleonora Pastorino
Nicolò Lorenzotti
Maddalena Cantamessa
CRUCIVERBA:
Edoardo Rivetti
Emanele Sorzana
IMPAGINATORE:
Guido Vallarino
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Numero Febbraio 2015 - IL CASSINISTA