CONSIGLIO REGIONALE DELLA PUGLIA
VIII LEGISLATURA
a
45 SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO STENOGRAFICO
mercoledì 4 aprile 2007
Presidenza del Presidente PEPE
indi del Vicepresidente MINEO
INDICE
Presidente
pag.
5
Processo verbale
Congedi
Risposte scritte alle interrogazioni
Assegnazioni alle Commissioni
Interrogazioni e mozioni presentate
Ordine del giorno
»
»
5
6
»
»
6
6
»
»
7
8
DDL n. 09/2007 del 15/03/2007
“Disposizioni per la formazione
del bilancio di previsione 2007 e
bilancio pluriennale 2007-2009
della Regione Puglia”
Presidente
pag.
Potì, relatore
Surico
Zullo
Palese
Silvestris
»
»
»
»
»
8,10,12,17
32,33,39
8
10
12
12,19
12
Atti consiliari della Regione Puglia
– 2 –
SEDUTA N° 45
RESOCONTO STENOGRAFICO
PRESIDENZA DEL
VICEPRESIDENTE MINEO
Maniglio
Saccomanno
Romano
pag.
»
»
13
14,17
17
PRESIDENZA DEL
PRESIDENTE PEPE
Brizio
Damone
Vadrucci
Saponaro, assessore al bilancio,
alla programmazione, ai fondi
strutturali e alle politiche comunitarie, alle finanze, all’economato,
alla ragioneria, al controllo interno di gestione e al patrimonio
Introna, assessore ai lavori pubblici, alla difesa del suolo e alle risorse naturali
Tedesco, assessore alle politiche
della salute
Vendola, Presidente della Giunta
regionale
»
»
»
24
25
27
»
28
»
33
»
33
»
36
»
»
»
»
»
39 e passim
39 e passim
39,103
40
41 e passim
»
41,44,62
»
43
»
45,102,106
» 46,48,50,53,55,
57,58
4 APRILE 2007
pag.
59
»
»
59
63,64
»
»
63,64,107
66,68
» 67,69,71,72,73,
81,85,93
»
70
»
71,84,92
PRESIDENZA DEL
PRESIDENTE PEPE
Manni
Losappio, assessore alla tutela
dell’ambiente, alle politiche energetiche, alle attività estrattive, allo smaltimento rifiuti e alle aree
protette
Romano
Surico
Cera
Minervini, assessore all'organizzazione e alla gestione delle risorse umane, agli affari generali, ai
contratti ed appalti, al contenzioso, al demanio marittimo, allo
sport, alle politiche giovanili, alla
trasparenza e alla cittadinanza
attiva
Attanasio, segretario
»
72,97
»
»
»
»
80
81,93
83
84
»
»
95
96,97
»
107
»
»
107,108,111
108
PRESIDENZA DEL
VICEPRESIDENTE MINEO
PRESIDENZA DEL
PRESIDENTE PEPE
DDL n. 10/2007 del 15/03/2007
“Bilancio di previsione per
l’esercizio finanziario 2007 e bilancio pluriennale 2007-2009”
PRESIDENZA DEL
VICEPRESIDENTE MINEO
Russo, assessore all’agricoltura,
all’alimentazione, all’acquacoltura,
alle foreste, alla caccia e alla pesca
Zullo
Saccomanno
Marmo Giuseppina
Barbanente, assessore all’urbanistica
e all’edilizia residenziale pubblica
Lospinuso
Loizzo, assessore ai trasporti e
alle vie di comunicazione
Tagliente
Frisullo, Vicepresidente della Giunta
regionale e assessore alle attività
produttive, all'industria, all'industria energetica, all'artigianato, al
commercio, all' innovazione tecnologica, alle fiere e ai mercati
Stefàno
Tedesco, assessore alle politiche
della salute
Borraccino
Costantino
Esame articolato
Presidente
Brizio
Damone
Loperfido
Palese
Saponaro, assessore al bilancio,
alla programmazione, ai fondi
strutturali e alle politiche comunitarie, alle finanze, all’economato,
alla ragioneria, al controllo interno di gestione e al patrimonio
Giampaolo
Potì, relatore
Marmo Nicola
VIII Legislatura
Presidente
»
»
»
»
53,55
54
54,75,79
56,58,75
»
56
Esame articolato
Presidente
Palese
Frisullo, Vicepresidente della
Atti consiliari della Regione Puglia
– 3 –
SEDUTA N° 45
Giunta regionale e assessore alle
attività produttive, all'industria,
all'industria energetica, all'artigianato, al commercio, all' innovazione tecnologica, alle fiere e
ai mercati
RESOCONTO STENOGRAFICO
Presidente
pag.
111
Ordine del giorno a firma dei
consiglieri Borraccino, De Leonardis, Giampaolo, Marmo G.,
Maniglio, Potì, Sannicandro ed
altri “Abolizione ticket”
Presidente
Ordine del giorno a firma dei
consiglieri Brizio, Costantino,
Lospinuso, Mineo, Scalera,
Tagliente, Pelillo, Pentassuglia ed altri “Istituzione di
una ‘zona franca urbana’ a
Taranto”
VIII Legislatura
111
pag.
112
»
112
»
113,114
»
113
Ordine del giorno a firma dei
consiglieri Brizio e Stefàno “Individuazione di criteri per autorizzazione e accreditamento di
strutture residenziali extraospedaliere”
Presidente
»
4 APRILE 2007
Ordine del giorno a firma dei
consiglieri Stefàno, Marmo
G., Costantino, Maniglio,
Ognissanti e Olivieri “Corsi
triennali sperimentali di istruzione e formazione professionale”
Presidente
Vendola, Presidente della Giunta
regionale
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 45
– 5 –
VIII Legislatura
RESOCONTO STENOGRAFICO
PRESIDENZA DEL
PRESIDENTE PEPE
PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore
11,00).
Processo verbale
PRESIDENTE. Do lettura del processo
verbale della seduta n. 43 dell’8 marzo 2007:
Presidenza del Presidente Pepe
indi del Vicepresidente Mineo
indi del Presidente Pepe
La seduta ha inizio alle ore 11,10 con la
lettura e l’approvazione del processo verbale
della seduta del 27/02/2007.
Hanno chiesto congedo i consiglieri Povia,
Russo, Stefàno, Tarquinio e Tedesco.
Viene data lettura delle assegnazioni alle
Commissioni e delle interrogazioni presentate.
Il Presidente saluta la numerosa rappresentanza femminile presente in Aula per assistere
alla discussione del ddl sulla parità di genere.
Saluta gli alunni delle scuole di Campi Salentina e Squinzano.
Il Presidente riferisce che la Conferenza
dei Capigruppo ha accolto, ai sensi
dell’articolo 29 del Regolamento interno, la
richiesta d’iscrizione all’odg dei seguenti argomenti che saranno trattati di seguito a quelli
odierni: ddl n. 02 del 16/01/2007 “Modifiche e
integrazioni alla legge regionale 6 settembre
1999, n. 28 (Delimitazione degli ambiti territoriali ottimali e disciplina delle forme e dei modi
di cooperazione tra gli enti locali, in attuazione
della legge 5 gennaio 1994, n. 36)”; ddl n. 07
del 28/02/2007 “Proroga nomina dei Commissari e dei componenti dei Collegi dei revisori
dei conti degli E.DI.S.U. della Regione Puglia.
Il Presidente comunica che il Consiglio regionale sarà convocato, per il giorno 27 marzo
p.v. in seduta solenne per celebrare il “50° anniversario dei Trattati di Roma”.
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
4 APRILE 2007
Primo argomento in discussione è la proposta di legge dell’Ufficio di presidenza
“Norme sull’autonomia organizzativa, funzionale e contabile del Consiglio regionale”. Il
consigliere Chiarelli, Presidente della VII
Commissione, svolge la relazione.
Il Consiglio procede all’esame dell’articolato.
Per dichiarazione di voto intervengono i
consiglieri Mineo, Palese, Ruocco, Zullo, Damone, Brizio, Potì, Sannicandro, De Leonardis
ed Introna.
Al termine, la proposta di legge, posta ai
voti, è approvata a maggioranza con
l’astensione del consigliere Ruocco.
Secondo argomento in discussione è il ddl
“Norme per le politiche di genere e i servizi di
conciliazione vita-lavoro in Puglia”. Il consigliere Marino, Presidente della III Commissione, svolge la relazione.
Nella discussione generale intervengono i
consiglieri Bonasora, Cera (sostituzione alla
Presidenza del Presidente Pepe con il Vicepresidente Mineo), Marmo G. (sostituzione alla
Presidenza del Vicepresidente Mineo con il
Presidente Pepe), Zullo, De Santis, Sannicandro, Surico, Giampaolo, Saccomanno, Buccoliero e Pellegrino.
Segue l’intervento dell’assessore Gentile e
del Presidente della Giunta Vendola.
La seduta, sospesa alle ore 14,50, riprende
alle ore 16,10 con l’esame dell’ articolato.
Per dichiarazione di voto intervengono i
consiglieri Zullo e Loperfido. Interviene
l’assessore Gentile.
Al termine, il ddl, posto ai voti, è approvato a maggioranza con l’astensione dei Gruppi
FI, AN e del consigliere Sùrico (risultano assenti dall’Aula i Gruppi PSDI, GpA e La Puglia prima di tutto).
Terzo argomento in discussione è il ddl n.
02 del 16/01/2007 “Modifiche e integrazioni
alla legge regionale 6 settembre 1999, n. 28
(Delimitazione degli ambiti territoriali ottimali
e disciplina delle forme e dei modi di cooperazione tra gli enti locali, in attuazione della leg-
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 45
– 6 –
VIII Legislatura
RESOCONTO STENOGRAFICO
ge 5 gennaio 1994, n. 36)”. La relazione del
consigliere Mita, Presidente della V Commissione, viene data per letta.
Il Consiglio procede con l’esame
dell’articolato. Al termine il ddl, posto ai voti,
è approvato a maggioranza con l’astensione
dei Gruppi FI, AN, DC - Ind. Movimento per
l’Autonomia, UDC e del consigliere Sùrico
(sono assenti dall’Aula i Gruppi PSDI, GpA,
La Puglia prima di tutto e l’Italia di mezzo).
L’assessore Frisullo chiede che la legge
venga dichiarata urgente. La richiesta, posta ai
voti, è approvata all’unanimità (sono assenti
dall’Aula i Gruppi PSDI, GpA, La Puglia prima di tutto e l’Italia di mezzo).
Quarto argomento in discussione è il ddl n.
07 del 28/02/2007 “Proroga nomina dei
Commissari e dei componenti dei Collegi dei
revisori dei conti degli E.DI.S.U. della Regione Puglia. La relazione del consigliere De Santis, Presidente della VI Commissione, viene
data per letta.
Per dichiarazione di voto intervengono i
consiglieri Palese e Marmo N.
L’articolo unico posto ai voti è approvato
a maggioranza con il voto contrario dei Gruppi FI, AN, UDC, DC- Ind. Movimento per
l’Autonomia e del consigliere Sùrico (sono assenti dall’Aula i Gruppi PSDI, La Puglia prima
di tutto, GpA e l’Italia di Mezzo).
L’assessore Frisullo chiede che la legge
venga dichiarata urgente. La richiesta, posta ai
voti, è approvata all’unanimità (sono assenti
dall’Aula i Gruppi PSDI, La Puglia prima di
tutto, GpA e l’italia di Mezzo).
Il Presidente dichiara tolta la seduta.
Il Consiglio sarà convocato a domicilio.
La seduta termina alle ore 19,53.
Congedi
PRESIDENTE. Hanno chiesto congedo i
consiglieri Lonigro e Tarquinio.
Non essendovi osservazioni, i congedi si
intendono concessi.
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
4 APRILE 2007
Risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. È pervenuta risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
– Buccoliero, Canonico e De Leonardis:
“Stabilizzazione del personale precario in servizio nelle Aziende ospedaliere, ASL e
IRCCS”;
– De Santis e Borraccino: “Finanziamenti
al Comune di Ugento per la realizzazione della
fogna nera a Torre San Giovanni”;
– Palese, Baldassarre e Vadrucci: “Utilizzo TAC ospedale ‘Vito Fazzi’ di Lecce”;
– Saccomanno, Attanasio, Congedo, Lospinuso, Marmo N., Ruocco e Silvestris: “Presenza polveri sottili nel centro abitato di Torchiarolo”.
Assegnazioni alle Commissioni
PRESIDENTE. Sono state effettuate le
seguenti assegnazioni:
I Commissione in sede referente e II, III,
IV, V, VI e VII per parere
Disegno di legge n. 09 del 15/03/2007
“Disposizioni per la formazione del bilancio di
previsione 2007 e bilancio pluriennale 20072009 della Regione Puglia”;
Disegno di legge n. 10 del 15/03/2007 “Bilancio di previsione per l’esercizio finanziario
2007 e bilancio pluriennale 2007-2009”.
III Commissione
Proposta di legge a firma del consigliere
Riccardi “Interventi a sostegno delle adozioni
a distanza”;
Proposta di legge a firma dei consiglieri
Saccomanno, Palese, Sùrico, Cera, Loperfido,
Damone e Santaniello “Stabilizzazione del
personale precario delle Aziende sanitarie e
internalizzazione dei servizi esternalizzati”;
Proposta di legge a firma dei consiglieri
Tagliente, Sùrico, Cera, Saccomanno, Damo-
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 45
– 7 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
ne e Palese “Organizzazione e direzione del
servizio sociale professionale in attuazione
delle leggi regionali 25 e 26/2006 e successive
integrazioni e modificazioni”;
Disegno di legge n. 12 del 27/03/2007 “Abolizione del libretto di idoneità sanitaria per
gli alimentaristi e formazione del personale alimentarista”;
Richiesta parere deliberazione Giunta regionale n. 175 del 26/02/2007 “Regolamento concernente ‘Modalità e criteri per l’individuazione
dell’alunno come soggetto in situazione di handicap’” e regolamento regionale 8 marzo 2007, n.
6, pubblicato sul BURP 14 marzo 2007, n. 37;
Richiesta parere deliberazione Giunta regionale n. 392 del 27/03/2007 “DPCM
29/11/2001 – Livelli essenziali di assistenza –
Deliberazione Giunta regionale n. 2242 del
23/12/2002. Presa d’atto regolamento”.
IV Commissione
Richiesta parere deliberazione Giunta regionale n. 232 dell’8/03/2007 “Regolamento
regionale n 2/2006 – Razionalizzazione e ammodernamento della rete distributiva dei carburanti sulla rete stradale ordinaria – Modifiche ed integrazioni”.
V Commissione
Richiesta parere deliberazione Giunta regionale n. 316 del 20/03/2007 “Regolamento
per l’attuazione della rete escursionistica pugliese”;
Richiesta parere deliberazione Giunta regionale n. 317 del 20/03/2007 “Attuazione art.
22 - l.r. n. 39/2006 – Regolamento ‘Garanzie
finanziarie relative alle attività di smaltimento
e di recupero di rifiuti (d.lgs. n. 152/2006)’. Criteri e modalità di presentazione e di utilizzo”.
V Commissione in sede referente e IV
Commissione per parere
Disegno di legge n. 11 del 20/03/2007
“Norme per il sostegno e lo sviluppo del settore estrattivo”.
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
4 APRILE 2007
I Commissione (ai sensi dell’art. 17,
comma 3, della l.r. 28/2001)
Deliberazione di Giunta regionale n. 171
del 26/02/2007 “Approvazione Programma
operativo FESR 2007-2013”;
Deliberazione della Giunta regionale n.
173 del 26/02/2007 ‘Approvazione Programma operativo FSE 2007-2013”.
Interrogazioni e mozioni presentate
PRESIDENTE. Sono state presentate la
seguenti
interrogazioni:
– Lospinuso (con richiesta di risposta
scritta): “ASL Ta/1 – Gravissime inadempienze della Direzione generale in materia di acquisizione di attrezzature e materiale sanitario”;
– Marmo N. (con richiesta di risposta
scritta): “Degrado nuovo macello comunale
di Andria”;
– Marmo N., Saccomanno, Attanasio,
Congedo, Lospinuso, Ruocco e Silvestris (con
richiesta di risposta scritta): “Mancata applicazione dell’articolo 16 della legge regionale 3
agosto 2006, n. 25”;
– Saccomanno (con richiesta di risposta
scritta): “Nomine ad personam”;
– Congedo (con richiesta di risposta scritta): “Concorso per la copertura di nn. 3 posti
di tecnico di laboratorio medico indetto dalla
ASL Le/1 con delibera n. 7212 del
17/11/1997. Scorrimento graduatoria”;
– Marmo N. (con richiesta di risposta
scritta): “Applicazione legge regionale
22/2006 – IACP”
– Lospinuso (con richiesta di risposta
scritta): “Gestione partitica della ASL Ta/1”;
– Silvestris e Laurora (con richiesta di risposta scritta): “Disservizi rilevati all’ospedale
civile di Barletta ‘Monsignor Raffaele Dimiccoli’”;
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 45
– 8 –
VIII Legislatura
RESOCONTO STENOGRAFICO
– Marmo N. (con richiesta di risposta
scritta): “Problematiche diversamente abili utenti della AUSL Bat/1”;
– Cera, Brizio, Santaniello, Loperfido, Caroppo, Scalera e Copertino (con richiesta di
risposta scritta): “Situazione igienico-sanitaria
degli ospedali pugliesi”;
4 APRILE 2007
al quale va l’augurio per il prosieguo
dell’attività, non si trovava in condizione di ineleggibilità in occasione delle elezioni regionali del 2005.
Inoltre, rivolgo un saluto di benvenuto agli
alunni dell’Istituto professionale per i servizi
commercio e turismo «Sforza» di Palagianello
che assisteranno ai lavori di questa seduta
e le seguenti
mozioni:
– Buccoliero, De Leonardis e Canonico:
“Piano regionale di sicurezza stradale”;
– Congedo, Saccomanno, Surico, Cera,
Marmo N., Ruocco, Lospinuso, Palese e Zullo: “Distribuzione del ‘NORLEVO’”.
Ordine del giorno
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca i
seguenti argomenti:
1) DDL n. 09/2007 del 15/03/2007 “Disposizioni per la formazione del bilancio di
previsione 2007 e bilancio pluriennale 20072009 della Regione Puglia” (rel. cons. Potì);
2) DDL n. 10/2007 del 15/03/2007 “Bilancio di previsione per l’esercizio finanziario
2007 e bilancio pluriennale 2007-2009” (rel.
cons. Potì).
Nel corso della Conferenza dei Capigruppo si è stabilito che il termine per la presentazione degli emendamenti al ddl sul bilancio di
previsione coincide con la conclusione della
discussione generale, al termine della quale seguirà una breve pausa. La ripresa dei lavori sarà preceduta da una nuova Conferenza dei Capigruppo convocata per esaminare i vari emendamenti.
Comunico al Consiglio regionale che la
Corte di Cassazione ha notificato alla Presidenza del Consiglio la sentenza con cui sancisce che il consigliere regionale Ignazio Zullo,
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
DDL n. 09/2007 del 15/03/2007 “Disposizioni per la formazione del bilancio di
previsione 2007 e bilancio pluriennale
2007-2009 della Regione Puglia”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno, al
punto n. 1), reca: «DDL n. 09/2007 del
15/03/2007 “Disposizioni per la formazione
del bilancio di previsione 2007 e bilancio pluriennale 2007-2009 della Regione Puglia”».
Comunico che la relazione e la discussione
generale che seguiranno si riferiscono al ddl
riguardante il bilancio di previsione e al ddl recante “Disposizioni per la formazione del bilancio 2007 e pluriennale 2007-2009 della Regione Puglia”.
Ha facoltà di parlare il relatore.
POTI’, relatore. Signor Presidente, colleghi, signori assessori, siamo chiamati ad esaminare – e mi auguro ad approvare – importanti provvedimenti relativi al bilancio di previsione 2007 e pluriennale 2007-2009 che
chiudono la fase dell’esercizio provvisorio,
utilizzata per vedere concluso l’iter della finanziaria dello Stato e approfondire tematiche
connesse all’eventualità di utilizzare strumenti
impositivi, scongiurati, peraltro, dalle forze
sociali e produttive preventivamente consultate, a sostegno di un bilancio gracile, ma nel
contempo esposto a legittime domande di intervento da parte della società pugliese.
Desidero esprimere apprezzamento al Presidente della Regione ed alla Giunta, in particolare all’assessore al ramo, per aver predisposto un bilancio che mantiene gli impegni
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 45
– 9 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
assunti al momento dell’approvazione in
quest’Aula della legge sull’esercizio provvisorio, cioè quello di evitare il ricorso
all’inasprimento dell’IRPEF e dell’IRAP per il
riequilibrio.
Il progetto di bilancio di previsione 2007
presentato è stato impostato nel rispetto della
legge finanziaria 2007 dello Stato e dei principi previsti dalla legge di contabilità regionale
n. 28 del 2001, oltre che nel rispetto dei principi sanciti dallo Statuto regionale.
Non è superfluo ricordare, tuttavia, che la
manovra di bilancio proposta, pur avendo la
caratteristica positiva di sfruttare al massimo i
margini ristretti disponibili per finalizzare le
risorse all’elevamento socio-economico e culturale della nostra regione, sconta alcuni limiti
dovuti ai noti vincoli ereditati dal passato e
all’andamento della spesa sanitaria che assorbe
circa l’80% delle entrate.
Attendiamo con fiducia, perciò, i risultati
concreti delle iniziative legislative adottate, i
cui primi effetti positivi sono stati illustrati
dall’assessore alle politiche della salute in una
recente riunione congiunta della I e III Commissione, così come costituitesi per seguire
l’andamento della spesa sanitaria, in seguito
all’iniziativa di indirizzo presentata dal collega
Saccomanno e fatta propria dal Consiglio in
occasione dell’approvazione della legge di bilancio 2006. Così come sono attesi i benefici
effetti della ristrutturazione e rinegoziazione
dei mutui previsti al punto 2 dell’articolato, sul
quale la Commissione si è soffermata con particolare attenzione, utilizzando anche le informazioni dell’assessore dell’epoca – oggi autorevole componente della Commissione –, che
negoziò i mutui al ripiano, al fine di conseguire
condizioni favorevoli con ammortamenti spalmati con equilibrio negli anni.
La complessità dei provvedimenti in esame
scoraggia un’illustrazione di dettaglio, dando
per acquisita la lettura diretta degli elaborati,
la ricognizione delle singole norme proposte,
dell’ubicazione delle poste contabili di entrata
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
4 APRILE 2007
e di spesa, dei prospetti riepilogativi, e, soprattutto, la preziosa relazione che l’assessore ha
trasmesso allegata al bilancio.
In stretto collegamento con il progetto del
bilancio 2007 è stato presentato il disegno di
legge contenente disposizioni per la formazione del bilancio di previsione, con il quale sono
state proposte una serie di norme di carattere
settoriale, finalizzate a tracciare un quadro di
riferimento coerente con le attuali esigenze di
gestione.
In particolare, il disegno di legge si compone di tre titoli e di trenta articoli.
Il I titolo contiene una serie di disposizioni
di carattere strettamente finanziario, tra cui,
come si è detto, la ristrutturazione dei mutui.
Gli altri contengono norme settoriali a completamento o a parziale modifica di precedenti
significative scelte effettuate da questo Governo regionale.
Si evidenziano tra queste le più importanti:
rafforzare gli strumenti delle politiche ambientali ed agricole; potenziare i trasporti pubblici;
intensificare lo sforzo finanziario nei settori
della cultura, dello spettacolo, dello sport e del
sociale.
L’esame del disegno di legge, in I Commissione, è stato preceduto da quello delle
Commissioni di merito sulle parti di propria
competenza, i cui pareri espressi si allegano.
Inoltre si è svolta una partecipata e proficua
audizione degli Enti, delle Università degli
studi, delle organizzazioni ed associazioni sindacali e di categoria, dell’UPI e dell’ANCI,
che ha evidenziato, come si evince dalle memorie agli atti, una sostanziale adesione alla
scelta di evitare un gravame impositivo e
qualche riserva in ordine alla spesa sociale,
per la quale si è sottolineata l’opportunità
dell’utilizzazione delle entrate rivenienti da
programmi comunitari, come aggiuntive e
non sostitutive di quelle ordinarie.
La discussione in I Commissione è stata
ampia, approfondita e costruttiva. A valutazioni positive, espresse dai componenti delle
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 45
– 10 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
forze politiche della maggioranza, si sono contrapposte – come è fisiologico che accada –
denunce di criticità da parte dei componenti
delle forze politiche di opposizione, ai quali,
però, va dato atto di avere offerto un contributo positivo di approfondimento, indipendentemente dalle valutazioni finali risultate quasi
sempre di contrarietà.
Tale positivo contributo lo si può rilevare
in occasione dell’esame degli emendamenti
pervenuti dalle Commissioni o presentati durante i lavori soprattutto al disegno di legge
sulle disposizioni per la formazione del bilancio 2007. Dei quaranta valutati diciotto sono
stati approvati. Altri più complessi ed incidenti, sono stati giudicati non pertinenti ed inviati
alle Commissioni di merito per farne eventuale
oggetto di disegni di legge specifici.
Inoltre, un emendamento alla legge regionale n. 17/2006 «Disciplina della tutela e
dell’uso della costa» ed un altro, alla legge regionale n. 17/2001 «Istituzione e disposizioni
normative dell’attività ricettiva di Bed &
Breakfast (affittacamere)» sono stati rinviati
alla valutazione dell’Assemblea, essendo insorte perplessità ed esigenze di chiarimenti da
parte dei proponenti assenti o dell’assessore di
competenza in relazione alla loro congruità
con le leggi di riferimento.
Sono stati altresì soppressi alcuni articoli
riguardanti il personale, approvando un emendamento di cancellazione, in quanto valutati,
come altri, non pertinenti e per di più contraddittori rispetto a norme licenziate recentemente da questa Assemblea.
Esaurita la discussione ed il confronto sui
disegni di legge e sugli emendamenti presentati, la I Commissione ha espresso a maggioranza parere favorevole.
Ora vengono sottoposti alla valutazione di
questa Assemblea che, mi auguro, li approverà
per consentire l’applicazione efficace delle
proposte di Governo contenute ed il rientro
nella normalità politico-gestionale della nostra
regione.
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
4 APRILE 2007
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
È iscritto a parlare il consigliere Surico.
Ne ha facoltà.
SURICO. Signor Presidente, la sussidiarietà verticale, che vede il trasferimento dei poteri dall’Europa alle Nazioni, dalle Nazioni alle
Regioni, da queste ai Comuni ed infine dai
Comuni al cittadino, si poggia su una sussidiarietà orizzontale, che deve creare le opportunità di sviluppo, di lavoro, di competitività, riducendo le competenze del pubblico e affidandole ad un privato competitivo.
Le
Regioni
devono
provvedere
all’applicazione della sussidiarietà orizzontale
mediante lo strumento fondamentale del bilancio.
È evidente, non solo da un punto di vista
tecnico-giuridico, che l’approvazione del bilancio annuale della Regione rappresenti uno
dei momenti più alti di partecipazione democratica per la realizzazione di migliori condizioni sociali, economiche, culturali ed ambientali di una comunità. Nel nostro caso il bilancio regionale è strumento determinante per la
costruzione di una Puglia migliore.
Purtroppo, nulla di tutto questo è desumibile dalla proposta di bilancio 2007 presentata
dalla Giunta regionale e di cui oggi discutiamo
l’approvazione. Non si comprendono, allora, i
motivi per i quali si è fatto ricorso all’esercizio
provvisorio, perché un bilancio di tal genere
poteva essere approvato anche a dicembre.
Le norme previste nella legge, che ci accingiamo ad approvare, riguardano prevalentemente la sanità, di cui emergono due provvedimenti specifici: spesa farmaceutica e mantenimento dei ticket. Che la spesa sanitaria sia
aumentata negli ultimi 15 anni, sia in termini
reali che per effetto inflazionistico, è un dato
acquisito ed è fenomeno che riguarda tutti i
paesi, anche quelli più evoluti. Anzi, l’aumento
riscontrato in Italia è inferiore alla media europea, l’8,4% contro l’8,6%, mentre in Grecia,
Portogallo e Spagna l’incremento è nettamen-
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te superiore. Diversi economisti che si occupano del tema – Brenna, Fuchs, Drummond –
sostengono che non sia possibile limitare la
spesa sanitaria, mentre è necessario qualificarla e razionalizzarla. Invece, questo bilancio costringe i cittadini pugliesi a misure contenitive,
in controtendenza con quanto avviene in tutti
gli altri paesi.
La spesa sanitaria non è certo aumentata a
causa dei piani di riordino ospedaliero e via
elencando, ma perché la vita media
dell’individuo è aumentata e la tecnologia e la
ricerca garantiscono una migliore salute dei
cittadini. La sanità, pertanto, non può essere
ingabbiata da una spesa farmaceutica che fissa
dei tetti. Garattini dieci giorni fa, parlando
all’Università Tor Vergata di Roma, ha detto
che il 70% dei farmaci presenti sul mercato
mondiale è inutile. Il restante 30% è efficace,
deve essere garantito ai cittadini e ad esso assicurata una ricerca scientifica costante per un
miglior risultato terapeutico. È quanto la Regione deve fare.
Solo in presenza di una strategia le tasse
ed i ticket potrebbero essere compresi. Noi
dobbiamo far sì che la domanda abbia una risposta efficace: come riduciamo i 280 milioni
di euro di debito per mobilità passiva? Possiamo ridurli solo se ottimizziamo e qualifichiamo l’intervento a favore dei cittadini, creando
dei percorsi diagnostici e terapeutici seri. Ma
questo non sta avvenendo, la burocrazia regna
sovrana. Per richiedere una tomografia ad emissione di positroni (PET) il paziente deve
rivolgersi all’unico centro – da poco se n’è aperto un altro a San Giovanni Rotondo –, torna dallo specialista che compila un modulo da
consegnare al centro, in seguito va dal medico
curante che presenta tre richieste, quella per la
visita specialistica di medicina nucleare, per la
PET total body e per la PET cerebrale.
Senza percorsi efficaci per i cittadini e per
i malati, avremo un debito di mobilità passiva
extraregionale che aumenterà sempre di più.
Per ridurlo – torno ai principi di economia sa-
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nitaria – bisogna qualificare e razionalizzare.
Vogliamo aprire al privato? Bene, ma i bandi
dove sono? È compito della Regione controllare la qualità dell’intervento. Il buco nella sanità, che oggi è di ottanta milioni di euro, cresce: domani sarà di cento, dopodomani di centoventi. Aumenterà sempre più se non riduciamo e razionalizziamo il pubblico e se non
autorizziamo un privato serio e qualificato.
Questo nel bilancio non lo si legge.
Le tasse vanno bene se contestualmente si
portano avanti alcuni progetti, perché no?, anche come quello sul salario sociale. Ma se le
misure sono ragionieristiche e, nonostante tutti
gli sforzi compiuti dall’ottimo assessore Saponaro, non si intuisce una sia pur minima prospettiva tanto nella sanità quanto negli altri
settori, allora non possiamo che avvertire una
forte preoccupazione.
I princìpi che ho enunciato sono contenuti
nell’accordo Stato-Regione del 23 marzo
scorso, laddove si pone la definizione degli obiettivi condivisi di breve, medio e lungo periodo, il coinvolgimento di tutti gli stakeholders del settore sanitario che includono, oltre
al medico e al paziente, anche la comunità civile, una politica di responsabilità che affronti
la sfida della spesa sanitaria non in termini meramente contabili e ragionieristici, ma con
l’ottica di chi guarda al futuro e considera la
riqualificazione della spesa e la politica degli
investimenti come una via necessaria per il
domani.
Il bilancio alla nostra attenzione offre
scarse risorse da destinare alle politiche sociali e giovanili; poca attenzione e poche risorse agli ex ASI, ai Consorzi di bonifica ed
ai Consorzi Fidi; debole consistenza del
fondo di rotazione per la cooperazione. Dopo tutto ciò ed altro, se ne ricava
l’immagine di un bilancio di previsione raffazzonato alla meno peggio e che qua e là
cede alle pressioni e alle lusinghe salottiere
e di immagine di qualche gruppo e rinvia
tutto ai programmi comunitari, ma anche qui
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non è previsto alcun cofinanziamento, tanto
da ipotizzare la decorrenza dei programmi
dal 2008.
Considerando il ricorso all’esercizio provvisorio, mi aspettavo che questo provvedimento fornisse dei segnali positivi, anche ideologici, ma comprensibili, magari non condivisibili
per alcuni versi, ma sicuramente molto più apprezzabili dei contenuti portati alla nostra attenzione.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Zullo. Ne ha facoltà.
ZULLO. Signor Presidente, colleghi consiglieri, devo evidenziare che il bilancio dimostra una grande fragilità strutturale poiché è
imperniato sulle risorse destinate alla sanità
e
questo
evidenzia
lo
scetticismo
dell’Amministrazione regionale nel raggiungere il tanto agognato pareggio di bilancio
all’interno del Servizio sanitario regionale.
Nutriamo la preoccupazione che ancora una
volta, come è accaduto lo scorso anno, fondi
del bilancio autonomo dovranno essere utilizzati per ripianare i maggiori oneri derivanti da
un Servizio sanitario regionale nei cui confronti la maggioranza non ha avviato alcuna azione
di riorganizzazione e razionalizzazione, nonostante le leggi varate per dare un volto nuovo
alla sanità regionale. In realtà tali provvedimenti stanno sortendo effetti deleteri, sia sotto
il profilo della spesa, che per quanto concerne
la funzionalità e l’erogazione delle prestazioni
a favore dei fruitori dei servizi.
La fragilità strutturale comporta il mancato
stanziamento di sufficienti risorse finanziarie
per ricerca ed innovazione, settori da cui dipende il rilancio della nostra regione che lamenta finanziamenti carenti per fronteggiare il
dilagare del disagio sociale, a partire dai piani
di zona. È una Regione che non guarda allo
sviluppo, ma che gestisce la quotidianità. È un
bilancio, quindi, che ci lascia con l’amaro in
bocca. Abbiamo pensato che questi mesi di e-
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sercizio provvisorio potessero essere utilizzati
per stilare un bilancio definitivo che desse un
volto nuovo alla Puglia. Purtroppo di ciò non
c’è traccia..
PALESE. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALESE. Signor Presidente, sarebbe opportuno l’intervento di qualche consigliere di
maggioranza, considerando che hanno preso la
parola due rappresentanti dell’opposizione.
Oltretutto, vorremmo che fosse presente
l’assessore Tedesco, che non vedo. Rammento
che molti interventi sono imperniati sulla spesa
sanitaria.
PRESIDENTE. Posso esclusivamente sollecitare i colleghi della maggioranza ad intervenire.
È iscritto a parlare il consigliere Silvestris.
Ne ha facoltà.
SILVESTRIS. Signor Presidente, colleghi
del Consiglio, intervengo soprattutto perché
rimango basito dal clima di grande partecipazione e coinvolgimento che prelude alla definizione di questo importante documento qual è
il bilancio di previsione.
Siccome c’è la corsa ad intervenire, a ragionare, a parlare, a spiegare e ad illustrare le
linee di sviluppo tracciate in questo bilancio,
non voglio sottrarre tempo a cotanti interventi
che sicuramente si succederanno al mio.
Ad ogni modo, colgo l’occasione per chiedere all’assessore Saponaro, che così attentamente ascolta il mio intervento e all’assessore
Tedesco che con l’assessore al bilancio starà
approfondendo gli ultimi aspetti del bilancio,
di chiarire un arcano.
In Commissione sanità l’assessore Tedesco
ci ha illustrato la parte del bilancio che riguarda le politiche per la salute, sostenendo che
era stato previsto uno stanziamento di 40 mi-
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lioni di euro per ripianare il deficit dello scorso
anno. Dopodiché, ho notato che lo stesso assessore Saponaro si chiedeva se questa somma
ci fosse realmente, ponendo la stessa domanda
al direttore dell’Ares.
Ho letto e riletto la legge di bilancio, e
francamente questi 40 milioni di euro che sarebbero dovuti servire per coprire il deficit
della sanità nella gestione 2006, almeno per la
parte coperta dal bilancio autonomo, non mi
sembra che ci siano. Siccome 40 milioni di euro non sono bruscolini, vorrei sapere
dall’assessore Saponaro che ci ascolta così attentamente e dall’assessore Tedesco, al quale
certamente chiederà lumi, se sul bilancio 2007
vi è questa posta. Vorrei una risposta al quesito, anche in considerazione di quanto
l’assessore Tedesco ha riferito in Commissione
sanità.
Nella giornata di ieri ho discusso,
nell’onorabilissimo Consiglio comunale della
mia città, gli atti propedeutici al bilancio. Ebbene, siamo stati dodici ore a discutere e, non
appena mancava uno dei dieci assessori della
Giunta, o uno dei colleghi di maggioranza,
l’opposizione non mancava di chiedere la verifica del numero legale. È incredibile il clima
con cui stiamo discutendo, ad aprile, il bilancio
di previsione della Regione Puglia. Di questo
vorrei congratularmi con la maggioranza.
PRESIDENZA DEL
VICEPRESIDENTE MINEO
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Maniglio. Ne ha facoltà.
MANIGLIO. Signor Presidente, colleghi
consiglieri, do atto all’assessore Saponaro, alla
Giunta ed all’intera maggioranza di aver lavorato con dedizione attorno a questo provvedimento. Mi pare giusto rilevare come la mancata approvazione del bilancio entro dicembre,
interpretata da alcuni come forma di cedimento, anche alla luce della proposta giunta in
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Consiglio regionale, si è rivelata una scelta
saggia, peraltro compiuta anche da altre dieci
Regioni. Ciò testimonia che i motivi alla base
dell’esercizio provvisorio non nascessero da
una situazione contingente, ma risiedessero
nella dinamica legata alla legge finanziaria. Chi
ha ascoltato le parti sociali, invitate in quest'Aula ad offrire il loro contributo, ha potuto
percepire la differenza di clima rispetto allo
scorso anno. La presenza è stata più partecipata ed il giudizio di massima è stato positivo ed
è stato valorizzato il fatto che questo bilancio,
a differenza di altri, non contiene alcun inasprimento fiscale. Non mi pare che si possa
sorvolare su questo punto, perché noi evitiamo di caricare sulle spalle dei pugliesi tributi
che in altre Regioni, guidate anche dal centrosinistra, sono stati attivati già con l'esercizio in
corso. È una scelta che tende a difendere ed a
tutelare le famiglie ed i ceti più deboli, una soluzione oculata perché seguìta da una politica
di contenimento della spesa, che sta dando i
primi risultati.
Già in I Commissione abbiamo avuto occasione di esaminare gli effetti che i provvedimenti in materia di spesa farmaceutica stanno
avendo. Il contenimento della spesa, probabilmente, ci consentirà di liberare risorse per
migliorare e potenziare i servizi ai cittadini. Il
bilancio, quindi, va visto nel suo complesso:
da una parte si tenta di non scaricare sui cittadini il peso delle difficoltà finanziarie, dall'altra
si lavora per contenere le spese e nello stesso
tempo si investe nel settore sociale. Le parti
sociali consultate hanno sottolineato come il
nostro bilancio autonomo sia assolutamente
insufficiente, attestandosi sui 680 milioni di
euro, una cifra più o meno doppia rispetto al
bilancio della Città di Bari. Questo dato dovrebbe essere alla base di ogni verifica del
grado di rispondenza tra le cose che desidereremmo e quelle che possiamo realizzare.
Tutti vorremmo disporre dell’“erba voglio”, ad iniziare da noi consiglieri regionali,
ma penso anche ai colleghi della Giunta ed alle
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RESOCONTO STENOGRAFICO
forze sociali che pure ci hanno indicato una serie di questioni, rilevando, però, le restrizioni
del nostro bilancio. Eppure, nonostante i limiti
strutturali, sono stati assicurati ai cittadini i
servizi fondamentali, mi riferisco alla spesa sociale, e noi abbiamo già avuto modo di sottolineare come negli anni 2000/2005 la spesa sociale fosse mediamente di 22 milioni di euro,
mentre nel 2006, col primo bilancio della giunta Vendola, è salita a 38 milioni di euro.
Mi pare assolutamente infondata, proprio
sulla base dei dati esposti, la polemica su un
presunto contenimento degli investimenti in
materia sociale, tanto che nel 2007 sono previsti altri 30 milioni per la spesa sociale ed interventi in altri settori importanti, dal trasporto
pubblico locale al lavoro, dall'occupazione con
il bonus – che sarà attivato nel 2007 – ai fondi
per la cultura e per lo spettacolo.
Certo, sarebbe impossibile pensare che il
bilancio possa rispondere a tutti i bisogni della
Puglia, tuttavia sarebbe sbagliato non collegare gli interventi previsti con le politiche attivate in questi mesi.
Uno degli ultimi esempi riguarda le infrastrutture e l'accordo di programma sottoscritto
a Roma per un valore di circa 1,400 milioni di
euro. Si tratta di risorse importanti che, calate
nella nostra realtà, puntano a fare della Puglia
una regione più ricca, più moderna e più competitiva.
Le risorse che in questi anni sono state destinate a strade e ferrovie, quindi ad una politica per lo sviluppo e la modernizzazione, non si
trovano solo in un bilancio che sottostà ai vincoli a tutti noti e che ha ereditato una pesante
situazione debitoria, ma vanno analizzate in un
contesto più ampio, all'interno del quale la
spesa nazionale e dei fondi comunitari non è
irrilevante.
Nei giorni scorsi, insieme a colleghi anche
di minoranza, ho partecipato ad un seminario
organizzato dalla Coldiretti, nel corso del quale è stato affermato che dal 2007 al 2013, solo
per le politiche di coesione, la Puglia spenderà
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122 miliardi di euro. Si tratta di una cifra ingente che ci consentirà di pianificare, avendo
certezza della dotazione finanziaria, i programmi di sviluppo della regione.
Ci sono grandi questioni che riguardano la
spesa sanitaria, e ne discuteremo quando all'ordine del giorno sarà posto il piano della salute, ma gli interventi che si stanno attivando
con maggiore determinazione in questi ultimi
tempi corrispondono all'esigenza di contenere
la spesa e di qualificarla. Vanno in questa direzione i punti da noi sollevati in occasione della
discussione del bilancio in Commissione, che
spero saranno condivisi in questa sede. Toccano aspetti importanti della vita della nostra regione, in modo particolare in materia di stabilizzazione degli incarichi di lavoro a tempo determinato, così come deliberato dalla legge Finanziaria, la scelta di mitigare le difficoltà dei
piccoli laboratori che per il combinatodisposto della Finanziaria rischiano di trovarsi
in grandi difficoltà ed, infine, la questione sollevata anche dai colleghi dell'opposizione, riguardante la soppressione del ticket di 10 euro
per la diagnostica e per gli esami di laboratorio.
Noi abbiamo trovato nell’assessore alla sanità e nel Presidente, in maniera particolare,
interlocutori assolutamente attenti ed io penso
che con qualche accorgimento riusciremo a
migliorare ulteriormente il bilancio 2007, che
deve essere approvato perché rappresenta un
punto di partenza per le politiche finanziarie e
di sviluppo della Regione.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Saccomanno. Ne ha facoltà.
SACCOMANNO. Signor Presidente, colleghi consiglieri, ricordo all’Ufficio di Presidenza del Consiglio – se n’è fatto portavoce
anche il collega Attanasio – che da diverso
tempo è stata sollevata la questione del miglioramento del sistema audio e di rilevamento dei
voti dell’Aula. Nei Consigli Comunali di tutta
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la Puglia l’intervento è stato realizzato con
spese contenute, mi sembra strano che questa
esigenza non sia stata avvertita, anche per dare
una maggiore trasparenza al lavoro svolto in
quest'Aula. Mi permetto, quindi, in occasione
dell’approvazione del bilancio, di rivolgere all'Ufficio di Presidenza un’ulteriore sollecitazione. Aspettavamo questo regalo qualche Natale fa, speriamo che con il prossimo si riesca a
realizzarlo.
Presidente Vendola, assessore Saponaro,
la disposizione del bilancio torna a ricalcare
vecchi schemi, all’interno dei quali, oltre agli
aspetti puramente finanziari, trovano spazio
argomenti che non dovrebbero essere oggetto
del dibattito odierno. Purtroppo, questo modo
di operare sarà ulteriormente appesantito, come vedremo in seguito, dalla presentazione
degli emendamenti. Si sarà personalmente reso
conto che nella Conferenza dei capigruppo
abbiamo assicurato un’opposizione costruttiva
e ragionata, per rendere scorrevoli i lavori della giornata. Tuttavia sono preoccupato per il
numero degli emendamenti, non tanto per i
nostri che non mi sembra siano moltissimi,
quanto per quelli del Governo, che richiederanno una discussione più approfondita. Nella
successiva riunione valuteremo se muoverci
ancora una volta in sintonia oppure se è il caso
di ricorrere a sistemi di approvvigionamento
legislativo surrettizio, qual è tornato ad essere
il bilancio.
Assessore Saponaro, in questo bilancio rivedo un elemento che, tra l'altro, lei mi sembra
ammetta nella sua stessa relazione: un deficit
strutturale notevole con un grado di rigidità
del bilancio autonomo ed una gracilità della
finanza ordinaria veramente estrema.
Su questo aspetto ci facciamo carico delle
responsabilità derivanti dal ruolo per compiere
una riflessione sulle scelte ed anche sui comportamenti che il Governo assume in simili
condizioni, perché il bilancio, nelle osservazioni politiche, è la sintesi dell’andamento ordinario dell'attività legislativa e produttiva ri-
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spetto al progetto con il quale il Governo ha
assunto la guida della Regione.
Torno a sottolineare quanto è stato detto
da qualche altro collega, anche se non in questa seduta: mi preoccupa la fredda determinazione con cui il Governo ha infranto il patto di
stabilità. Non so quanto si possa essere tranquilli di non incorrere in meccanismi sanzionatori perché, al di là delle parole, il ministro Padoa-Schioppa non ha assunto alcun provvedimento per scongiurare il rischio di non usufruire delle risorse integrative del fondo sanitario nazionale. Mi sarà sfuggito, poi lei ci spiegherà come non corriamo alcun pericolo a metà anno di perdere questi finanziamenti, però è
la prima volta che un Governo premeditatamente viola una legge, questo mi è sembrato
di comprendere.
Disponiamo di un bilancio rigido, però le
spese per alcuni capitoli aumentano, come anche le forze sociali hanno fatto rilevare. A
proposito, a me sembra che il consigliere Maniglio abbia partecipato ad un'altra riunione:
possiamo leggere il documento della CGIL,
della CISL, dell'ANCI, non parliamo di quello
della UIL che anche sui giornali di questa mattina critica il presidente Vendola. Sono pronto
ad esaminare tutti questi documenti, per cui mi
domando se il consigliere Maniglio era presente alle consultazioni, avendo esordito con dichiarazioni che andavano in una direzione opposta rispetto alle posizioni assunte dalle forze
sociali, soprattutto in ordine a determinate
spese quali quelle per la cultura e la comunicazione istituzionale.
Con questa legge di bilancio ci si astiene dal
programmare, rinviando il finanziamento di tutti
quei settori, per i quali non c'è un impegno concreto di spesa da parte del Governo regionale, ai
fondi POR. Ritengo che sia difficile ipotizzare
che un programma possa raggiungere un risultato se non c’è certezza di risorse.
Prima si accennava ai ticket, vi faceva riferimento anche un collega: i ticket continuano
ad insinuarsi nelle carni delle persone ed a
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produrre danni. Li paga oltre il 40% dei cittadini, ma non dovevamo abolirli? Forse qualche
passo in avanti c’è stato, ma mi chiedo se le
nuove scelte che stiamo operando, quella sulla
comunicazione istituzionale e su questo grande spazio culturale, sono più importanti
dell’abolizione dei ticket, che pure da un punto
di vista sociale ed umano era così importante.
Sempre a proposito della spesa sociale e
riguardo a questa tipologia di interventi, il
consigliere Maniglio ha ringraziato il Governo
per la sua sensibilità, rimandando le soluzioni
al piano della salute. Siamo a metà legislatura,
le spese non programmate stanno procurando
dei danni e sulla spesa farmaceutica è stata
compiuta una operazione di facciata che non
esclude un intervento di sostanza, ma nulla è
stato fatto per migliorare l'efficacia del servizio sanitario, tanto che stiamo creando fonti di
spesa non ragionate. Si stanno aprendo reparti, nei diversi ospedali, che sono ad uso e servizio dei consiglieri regionali e non dei cittadini, lo ripeto. Se Fitto ha perso le elezioni perché ha avuto anche uno scontro interno con
consiglieri regionali che non si ritenevano
soddisfatti, non possiamo ipotizzare che
possa essere considerata vincente la strategia di accontentare ogni singolo consigliere
affinché resti seduto al suo posto e voti a
favore del Governo.
È dannosa, non ne abbiamo bisogno, non
c’è necessità del “repartino”, sono queste le
spese che stanno incidendo negativamente, lo
abbiamo evidenziato in un emendamento.
Davvero la sanità in Puglia riparte e migliora
con i “repartini” che si stanno aprendo? Si sta
rispondendo ai bisogni sociali con interventi
minori e, tra l'altro, al di fuori di ogni logica
programmatoria se non quella di evidenziare
che mentre il centrodestra i reparti li ha chiusi,
il centrosinistra li apre. Fatelo, purché in modo
qualificato. Quello era un piano da rivedere in
funzione di un progetto, l'ho detto allora e lo
ripeto, mentre va fermato anche quanto sta
accadendo oggi perché produce danni.
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Comprendo l’impopolarità delle mie affermazioni perché ognuno vorrebbe avere un
ospedale nel proprio paese, però questo non è
un progetto realizzabile a tre anni dalle elezioni e mi auguro di non assistere ad inaugurazioni di reparti prima delle elezioni comunali,
non è questo un tema da utilizzare come veicolo di propaganda.
PRESIDENTE. Consigliere Silvestris, la
invito a non interrompere il suo Capogruppo.
SACCOMANNO. Sarebbe in continuità il
fatto che noi prima delle elezioni li abbiamo
chiusi e voi li riaprite. Ritengo che questo non
si debba fare, vorrei che si vigilasse e
l’assessore che ha la delega alla salute, e non
alle politiche elettive del Governo regionale,
stabilisse con i direttori generali che le inaugurazioni non vadano fatte in questo mese: primo perché non ci sono nuovi fondi, quindi non
capisco come si possano aprire i reparti, secondo perché non c'è alcuna necessità. Caro
assessore alla politiche elettive, spero che ella
vigili affinché la salute torni ad essere predominante nei suoi interventi.
Ancora, al collega Maniglio ricordo che la
CGIL, che sino a poco tempo fa era rappresentante delle forze sociali ed ora non so, considerando che l’ha esclusa dal suo intervento,
parla di riduzione dei servizi sociali, di assenza
di risorse per la stabilizzazione del personale,
di scarse certezze per gli interventi sui POR,
critica il mantenimento dei ticket ed i criteri di
esenzione, punta il dito sui troppi convegni e
sui pochi soldi per i giovani e per l'ARPA.
Dovete sapere che l'ARPA funziona bene
solo per i giornali: solo per i giornali abbiamo
dato più risorse e le cose sono migliorate, salvo apprendere da un'altra forza sociale come
la UIL, che non so se ancora è rimasta tale,
che negli ultimi due anni la situazione è peggiorata, come leggiamo stamani sui quotidiani.
Ci sono le risorse per la contrattazione integrativa in sanità? Non li vedo.
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La CISL sostiene che sono insufficienti i
fondi per diritto allo studio e forestali. Anche
questo sindacato era soddisfatto? I tagli ai servizi sociali, la mancanza di agevolazioni tariffarie, la legge n. 19: cosa ne facciamo? L’8
marzo abbiamo tenuto una seduta in pompa
magna sulla parità di genere e dieci giorni dopo ci ritroviamo con una legge di bilancio che
non aiuta in nessun modo a raggiungere un risultato positivo, anche di questo parleremo nei
nostri emendamenti. E per quanto riguarda
ancora la salute, la libera scelta è un principio
che questa Regione ancora riconosce?
PRESIDENTE. Invito il pubblico ed i consiglieri a fare silenzio per non costringere il
consigliere Saccomanno a sgolarsi. I consiglieri escano dall'Aula se devono parlare con
qualcuno.
SACCOMANNO. Grazie, Presidente.
Dobbiamo riprendere il discorso sulla libera
scelta, assessore Tedesco, si tratta di scelte di
fondo. Ritengo che lei non sia stato mai contrario alla libera scelta, vogliamo allora costruirla concretamente, oppure dobbiamo affidarci al meccanismo degli emendamenti ed intraprendere una guerra mediatica per stabilire
la primogenitura, sostenere che bisogna far vivere anche un certo privato, riorganizzarlo adeguatamente sul territorio senza imporre soluzioni vincolanti? Se le spese vanno fuori
controllo per fattori non collegati alle necessità sanitarie, è chiaro che non ci saranno risorse
per i laboratori di analisi.
E per i Consorzi di bonifica è in previsione una riforma, o dobbiamo giocare a
rimpiattino tra contributi elargiti, debiti in
aumento, situazioni al limite del dramma che
possono anche essere partite da lontano,
con il coinvolgimento di tutte le Amministrazioni succedutesi in quest'Aula, ma una
mattina dobbiamo pur svegliarci per riorganizzare il sistema!
Avviandoci a metà legislatura, da questo
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bilancio ci si dovrebbe attendere una
determinata progettualità.
È su questi argomenti che riteniamo di
qualificare il bilancio anche con i nostri interventi emendativi, cercando una sponda per far
sì che il nostro tentativo sortisca effetti positivi
a favore dei cittadini, e non per una situazione
elettorale contingente. Viceversa, se già oggi
che la conclusione della legislatura è abbastanza lontana ed i bilanci danno l’idea di una gestione allegra e priva di progettualità, si ha
l’impressione che la guida sia più da capitano
di squadra di calcetto che da capo di un Governo regionale.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Romano. Ne ha facoltà.
ROMANO. Signor Presidente, colleghi consiglieri, bisogna dare atto all'assessore al bilancio
per il lavoro prodotto con lo strumento di contabilità generale della nostra Regione. Voglio
comparare il mio ragionamento con le affermazioni utilizzate in occasione dell’approvazione
del bilancio dello scorso anno.
Anche allora il problema veniva posto in
termini di governo più razionale dei meccanismi di spesa, ed anche allora veniva dichiarata
la difficoltà strutturale delle risorse pubbliche
della nostra Regione in merito alla capacità di
acquisizione di entrate aggiuntive provenienti
da tassazione. Certo, la scelta dell'esercizio
provvisorio, compiuta da questa maggioranza
per disporre di più utili elementi per una programmazione finanziaria, ci ha consentito di
non modificare la leva fiscale. E questa credo
sia una scelta importante per le condizioni di
vita delle famiglie pugliesi.
Però io vorrei soffermarmi sulla relazione
dell'assessore al bilancio, accompagnatoria
dello strumento contabile. In essa emergono
alcuni dati, rispetto ai quali dobbiamo formalizzare un apprezzamento alla struttura tecnico-amministrativa che sostiene l'assessore al
bilancio.
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Credo che sia un fatto importante, da ascrivere a questa discussione, che oggi – a differenza del passato – ci si trovi dinanzi ad una
sostanziale contrazione delle carte contabili.
Altro fatto importante è l'intervento sui residui
perenti, su quelli passivi e sulla contabilità derivante dal vincolo degli anni passati.
Emerge, ad esempio, che i residui del periodo 1997-2006 sono pari ad oltre 1.568 milioni di euro e dopo la ricognizione eseguita lo
scorso anno per 112 milioni di euro, quest'anno vengono reiscritti residui passivi perenti per
759 milioni di euro con un residuo di 709 milioni di euro, altro elemento di incidenza sul
quale bisogna ancora agire.
Il consigliere Saccomanno, che mi ha preceduto, ha detto che avremmo dovuto prestare
maggiore attenzione ad altri temi, ma la coperta, purtroppo, è corta, è la stessa che aveva
il centro destra, e nella relazione dell'assessore
si afferma che il bilancio autonomo della nostra Regione assomma a circa 700 milioni di
euro, 350 dei quali assorbiti dalla struttura
amministrativa dell'ente.
Non si tratta di una eredità che il centrosinistra ha rilevato, ma dei vincoli della bilancia
derivata così come funziona in questo nostro
paese. Il problema che ci poniamo, e che l'assessore in modo puntuale si pone, è far sì che
gli avanzi di amministrazione non vengano
bruciati sull'altare della finanza trasferita, obiettivo che viene oggi enunciato e che è giusto prendere in considerazione, per dare certezze di risorse alla struttura stessa.
Altro aspetto che merita la nostra attenzione, al pari del lavoro svolto dalla struttura
sui residui perenti e sulle carte contabili, riguarda l’emissione dei mandati di pagamento,
non più collegati ad una telefonata di raccomandazione, ma alla certezza dei tempi di erogazione. Si tratta di fatti importanti, dai quali
si comprende che è stata imboccata la strada
della buona amministrazione e dell’utilizzo più
razionale delle risorse.
Nel dibattito c'è chi sostiene che le spese
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per la cultura sono improduttive, una discussione che va avanti da sempre, così come c'è
chi sostiene che la comunicazione istituzionale
destinata alla società civile sia una spesa ancor
oggi improduttiva. Noi riteniamo, invece, che
questa sia la chiave di volta per un rapporto
nuovo e diverso con la Puglia. Se per alcuni
l’informazione, la comunicazione istituzionale
e la convegnistica possono costituire sprechi
di risorse, per noi significa, invece, assicurare
strumenti di trasparenza attraverso i quali instaurare un rapporto più razionale ed organico
con la popolazione pugliese.
Nella relazione dell’assessore al bilancio
rimane il tema importante dell'incidenza della
spesa sanitaria. Ritengo che su materie a dimensione sovramunicipale, passatemi il termine, come la sanità, i trasporti, l'università, eccetera, dobbiamo metterci d'accordo – e questa è una sfida che lancia lo stesso assessore al
bilancio –, sul tema del rapporto esigenzarisposta, perché se è vero che la riapertura di
qualche reparto può essere in controtendenza
rispetto ad un'esigenza epidemiologica di una
determinata realtà, è altrettanto vero che
sbandieriamo la necessità di aprire Università
di medicina in tutti i luoghi, la logistica vuole
stare ovunque ed i porti e gli aeroporti competono direttamente tra di loro. Credo che la sfida dell’assessore non vada in questa direzione.
Sono d'accordo con il consigliere Saccomanno, però, ricordo nella discussione tenuta
lo scorso agosto scorso sui temi dell'omnibus
sanitario, una questione che mi fece specie.
L'assessore alla sanità intervenne con un emendamento per proporre a quest'Aula la modifica dei DRG sugli interventi di nascita, prospettando che l’intervento invasivo doveva avere un peso specifico minore rispetto alla nascita naturale. Noi siamo andati in una direzione completamente opposta a quella indicataci
dall’assessore, perché il parto cesareo ha un
costo differente rispetto al parto spontaneo.
Sono queste le questioni sulle quali dobbiamo intervenire per orientare la spesa stessa.
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Non sono dell'avviso che la spesa sanitaria
debba lievitare in maniera esponenziale in rapporto all’innovazione tecnologica, alla diagnostica per le immagini e quant’altro, quello è un
altro aspetto.
Sono convinto, invece, che sulla spesa sanitaria si debba avere una proposta quanto più
collegata alla verifica dell’appropriatezza delle
prestazioni erogate.
Su questo tema l’assessore al bilancio, a
proposito di controllo della spesa sanitaria e di
scelte compiute, ci dice che si interviene con
decisioni di natura legislativa già assunte, sulla
spesa farmaceutica, sull’appropriatezza delle
prestazioni farmaceutiche, sulle ferie annuali
non godute che nella nostra regione hanno un
costo di 60 milioni di euro, sulla distribuzione
diretta dei farmaci, sulla centralizzazione degli
acquisti e sulla dismissione del patrimonio immobiliare delle AA.SS.LL. Egli pone questo
aspetto come obiettivi attraverso i quali contenere la spesa sanitaria complessivamente intesa.
A questi obiettivi ne aggiungo un altro: la
verifica dell’appropriatezza delle prestazioni.
Dobbiamo incominciare a dirci in questa regione che forse il funzionamento del pubblico
ed il funzionamento del privato devono avere
meccanismi di trasparenza migliori rispetto a
quelli del passato. Ritengo di dover mettere le
mani nel piatto, senza girare per la tangente.
Credo, allora, che le linee di indirizzo e di
guida fornite dall’assessore al bilancio con
questo strumento contabile ci fanno guardare
con fiducia al futuro. Non abbiamo fatto ancora nulla, però la sfida sulla spesa sanitaria è
proprio questa. Il resto mi sembra abbastanza
approssimativo.
Anche il tema del ticket sui laboratori di
analisi introduce un’ingiustizia tra chi è pesante strutturalmente e chi non lo è, esattamente
come il ticket sui farmaci che è stato introdotto e per il quale noi chiediamo formalmente al
Governo nazionale di rivedere. Si tratta di
questioni che, però, attengono all’iceberg del-
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la spesa sanitaria. A tutto ciò dobbiamo aggiungere anche altre scelte che ci pongono nella condizione di governare il controllo della
spesa pugliese attraverso meccanismi di appropriatezza sulla verifica e la validazione delle cartelle cliniche, sia nella struttura pubblica,
che nella struttura accreditata e convenzionale.
PRESIDENZA DEL
PRESIDENTE PEPE
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Palese. Ne ha facoltà.
PALESE. Signor Presidente, abbiamo già
espresso un giudizio critico nei confronti del
DDL predisposto dalla Giunta regionale e dalla maggioranza sia alla stampa sia nel corso
dei lavori della Commissione.
Gli aspetti finanziari hanno influenzato gli
indirizzi politici e non c’è dubbio che il DDL
presentato dalla Giunta sia figlio di scelte che
definisco poco prudenziali, compiute con
l’assestamento di bilancio 2005 e con il bilancio di previsione 2006.
Con quei due provvedimenti, infatti, si è
elevato il livello di spesa rispetto alla consistenza delle entrate.
Dal punto di vista contabile e finanziario è
stato possibile mantenere questa progressione
fintanto che si è giunti alla fine dell’esercizio
finanziario 2006, quando, rispetto al mantenimento dei livelli di spesa da parte degli assessorati, la Giunta ha dovuto compiere una scelta: aumentare le aliquote di competenza regionale, così come emerso nelle discussioni sulla
stampa, oppure impostare un bilancio in linea
con quello che ci accingiamo a discutere.
Non concordo con il collega Maniglio: ho
partecipato alle audizioni delle organizzazioni
sindacali e delle associazioni di categoria e tutte hanno dato atto che non è stato esercitato
alcun aumento delle addizionali, su questo non
c’è dubbio, ma facendo ricorso ad un vecchio
e collaudato espediente, così come facevano
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RESOCONTO STENOGRAFICO
tanti anni fa i Governi nazionali, che prima lasciavano trapelare la voce di un possibile aumento della benzina di 200 delle vecchie lire a
litro o quant’altro, quindi decidevano un aumento reale di 50 lire, e così la gente tirava un
sospiro di sollievo dinanzi ad un aumento più
contenuto. Questo era lo stratagemma messo
in atto.
Rispetto ad un ventaglio enorme di opzioni, è chiaro che l’impostazione politica del
centrosinistra è stata compromessa. Organizzazioni sindacali, ANCI, UPI ed altri organismi hanno lamentato alcune riduzioni di spesa
verificabili anche dal punto di vista contabile.
Mi riferisco all’assegno di cura, alla prima
dote, alla politica per la casa, ad una serie di
interventi che sono stati evidenziati un po’
da tutti, anche rispetto alle politiche
dell’occupazione e quant’altro.
Al di là di questo dato, c’è da fare una
profonda riflessione, perchè siamo ad un punto
di svolta, sullo stato attuale della stressata finanza regionale.
Noto che nessuno è interessato al mio intervento. Se l’argomento riguarda le vicende
politiche di alcuni partiti, tutti partecipano con
grande interesse, ma le cose serie non interessano a nessuno, mi riferisco sia ai colleghi che
al pubblico.
PRESIDENTE. Le chiedo scusa a nome di
tutti. Per favore, poniamo fine a questo dialogo interpersonale.
PALESE. Grazie, Presidente. Siamo arrivati ad un punto di svolta perché a nessuno
sfugge che il Consiglio regionale legifera, per
scelta politica, ma le stesse leggi non vengono
supportate da una dotazione finanziaria. Non è
mia intenzione sollevare una polemica, mi limito a constatare che il bilancio di previsione
2007 predisposto non determina stanziamenti
di risorse per nuove leggi, a cui la maggioranza legittimamente ha dato grande importanza –
mi riferisco al DDL sulla parità di genere, alla
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legge sui consorzi ASI, a quella a favore dei
piccoli Comuni tuttora ferma in Commissione,
al fondo globale per nuove leggi –. Tanto meno è definita la prospettiva – problema serissimo – delle quote di cofinanziamento del
POR 2007-2013 le cui procedure saranno avviate sicuramente nel corso dell’anno, ma per
le quali va definita una dotazione finanziaria
importante al momento assente.
Nel contempo emerge un dato inconfutabile, rilevabile da quanto riportato dalle norme,
non solo dal punto di vista finanziario e sul
quale una riflessione è quanto mai necessaria.
Si pone il problema dell’articolo 5 relativo ai
Consorzi di bonifica. Per la prima volta, assessore, lei ha inserito con un escamotage – corretto dal punto di vista tecnico, ma privo degli
esiti sperati (mi riferisco sia alla quantizzazione, sia all’effetto temporale) –, l’anticipazione
con una partita di giro. Le entrate del bilancio
regionale, infatti, erano insufficienti per assicurare i 25 milioni di euro.
Qui si pone un problema serio e ritorno ai
motivi che indussero l’intero Consiglio regionale nella passata Legislatura a varare il famoso articolo, con cui furono annullate le cartelle
ed i ruoli dei Consorzi di bonifica e che ha
messo in moto questo meccanismo infernale.
Non c’è dubbio che le proteste dei consorziati
e degli agricoltori hanno avuto parte rilevante,
ma il vero motivo che indusse il Consiglio regionale a tale operazione fu generato dalle
sentenze della Corte di Cassazione e della
Corte Costituzionale che dando ragione ai
contribuenti, giudicavano quella tassa illegittima in quanto priva del corrispettivo di un
servizio reso.
È questo il punto fondamentale che indusse il Consiglio regionale a concedere anticipazioni rilevanti, ammontanti a circa 100 milioni
di euro ed a cui se ne aggiungono altri 25.
Noi, però, dobbiamo immaginare che, fin
quando non ci sarà una riforma che metta nelle
condizioni i Consorzi di bonifica ad emettere
ruoli che avranno corrispondenza con i servizi
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RESOCONTO STENOGRAFICO
resi, non potremo contare – diciamolo in maniera molto chiara – sulla restituzione delle anticipazioni.
Faccio notare che ove dovessimo dare direttive in tal senso ai Consorzi di bonifica incorreremmo nello stesso errore che ha prodotto il contenzioso. È una responsabilità che
come opposizione sicuramente ci assumiamo e
lo dico perché condivido le perplessità sollevate a proposito dal collega Marmo nel corso
della Commissione. Se non si chiarisce il passaggio, aggiungiamo 25 milioni di euro di anticipazioni con la partita di giro, ma senza possibilità di restituzione per due motivi.
Intanto, rispetto al rendiconto della Regione, non li avremo entro 2007 come entrata, ma
ammesso e non concesso che fossero emessi i
ruoli – cosa impossibile dopo il 30 aprile – non
ci troveremmo in questa condizione.
Questa è un’emergenza, così come, se noi
avessimo vinto le elezioni, saremmo stati in
procinto di iniziare un confronto su un altro
elemento di anomalia all’interno del bilancio
regionale. Poiché il Consorzio di bonifica Terre d’Apulia, a suo tempo commissariato per
dissesto finanziario non poteva più gestire i
pozzi irrigui, la Regione fu costretta ad accollarsi la gestione diretta dei pozzi dei Consorzi
con una dotazione finanziaria, all’epoca, di 3,5
miliardi di vecchie lire.
Questo problema non è stato affrontato, è
andato avanti e le esigenze sono aumentate,
ma anche in questo caso, unico nel nostro Paese, si è arrivati alla circostanza per cui la Regione gestisce direttamente pozzi che gravano
sul bilancio regionale perché le entrate sono
nettamente inferiori rispetto alle uscite.
Di fronte a tutto questo noi stanziamo 25
milioni di euro per i Consorzi di bonifica, circa
15 milioni di euro per i pozzi e altre risorse
per la manutenzione dei pozzi e per i Consorzi
di bonifica per circa 7,5 milioni di euro. Si
tratta di cifre rilevanti, ecco perché sollecito
che tali argomenti vengano affrontati. Per la
gestione dei pozzi irrigui – non so se la mia
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proposta sarebbe stata condivisa –, ma ci sono
enti che fanno già questo mestiere. Non so le
condizioni in cui versa l’ente di irrigazione, ma
anche AQP svolge questo ruolo e, per altro, è
di proprietà della Regione. Potrebbe occuparsene, perché non si può continuare in questo
modo.
Lo stesso dicasi per la riforma dei Consorzi di bonifica il cui testo deve ancora andare in
rilettura. L’impostazione va completamente
rivista, perché direttamente collegata ad una
serie di informazioni finora assunte, ma anche
e, soprattutto, al problema delle anticipazioni.
Solo in questa maniera possiamo avere
manovrabilità finanziaria del bilancio regionale
per assicurare il cofinanziamento alle risorse
comunitarie, non sarebbe sufficiente neppure
la somma reperibile attraverso la ricontrattazione dei mutui, in considerazione di una forte
consistenza patrimoniale, seppure in presenza
dell’indebitamento per il dissesto finanziario.
Per questo motivo si può andare sul mercato
con la raccomandazione, che ribadisco
all’assessore al bilancio, di fare in modo che il
piano di ammortamento sia a rate costanti, indipendentemente dalle condizioni che dipenderanno anche dal mercato. Comunque sia, quelle risorse non saranno sufficienti per assicurare
il cofinanziamento per il POR.
Altro elemento accennato riguarda la spesa
sanitaria. Qui dobbiamo metterci d’accordo su
alcuni aspetti, perché siamo in presenza di un
problema di programmazione. Non mi interessa sapere se sia stata fatta o meno una programmazione per il piano della salute; a me
preme, invece, evidenziare un tema molto specifico sul quale presenteremo un emendamento. Noi abbiamo un costo standard del sistema
su cui incidono alcune variabili (finanziamento,
costi di produzione, mobilità passiva) e poi c’è
la spesa farmaceutica, che però è un altro filone.
Noi abbiamo il sacrosanto dovere di individuare il motivo per cui un certo numero di
pazienti pugliesi si cura in altre regioni per un
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RESOCONTO STENOGRAFICO
totale di quasi 250 milioni di euro. Dico questo per un motivo molto semplice, perché se la
Giunta regionale da un lato sostiene che le
AA.SS.LL. sono in sofferenza finanziaria e
dall’altro consente l’attivazione di posti letto
non direttamente collegati alla mobilità passiva, compie un danno finanziario inestimabile.
Lo dico al di là delle scelte politiche, perché i
costi di gestione rispetto a quelli di produzione
delle strutture pubbliche sono costanti sul dato
della mobilità passiva.
Per carità, non è mia intenzione innescare
una polemica, però, solo per situazioni particolarissime una minima parte di pazienti partorisce fuori regione, oppure ricorre a strutture
extraregionali per farsi curare la bronchite, così come i cittadini di altre regioni si curano da
noi solo durante le vacanze.
Se acuiamo dal punto di vista finanziario la
gravità della situazione senza collegarla direttamente alla quota della mobilità passiva,
commettiamo un grosso errore – la mia è una
riflessione generale, perché diversi sono i
provvedimenti –, dopodiché, se aumentiamo le
prestazioni del sistema privato in regime di accreditamento senza che i costi di gestione del
pubblico siano abbattuti, viene meno il rapporto tra entrate e ricavi.
Aggiungo un altro elemento alla discussione: si parla del potenziamento della medicina
territoriale e lei, Presidente, sa meglio di me
che gli atti della Giunta tendono ad incrementare più la spesa ospedaliera che quella territoriale. Anche questo è un elemento sul quale
dobbiamo trovare un’intesa ed è nostra intenzione presentare degli emendamenti perché se
il Gruppo federato DL sostiene che il problema è l’appropriatezza della spesa, noi affermiamo che il limite è nella trasparenza. Ciò
vuol dire che gli attuali sistemi non sono efficienti nonostante tutti gli sforzi profusi. E sono tanto in buona fede che le dico, Presidente,
che il problema è generale e non limitato solo
alla sanità pugliese.
Se così è, come del resto il collega Roma-
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no ha confermato, istituiamo un comitato di
sorveglianza. La democrazia a cui lei fa riferimento prevede che anche un cittadino eserciti
il potere di controllo. Se così fosse avremo grandi sorprese, in quanto le cose dette poco fa dal
consigliere Saccomanno sono verificabili.
Non è questo, comunque, l’aspetto che determina la situazione. Piuttosto, invito ad un
rigore maggiore all’interno della Conferenza
Stato-Regioni. Non è possibile che il Governo
nazionale assegni in due distinti provvedimenti
4 miliardi di euro per ripianare i disavanzi della
sanità senza che la nostra Regione, come altre,
sia destinataria di un solo euro. Tra poco la
Conferenza Stato-Regioni dovrà esprimere il
parere sul decreto legge n. 23 relativo ai 3 miliardi di euro stanziati per risanare le situazioni
debitorie di Lazio e Campania. Il parere di alcune Regioni sarà certamente negativo. Ma
questo è sufficiente?
Faccio notare che ci sono cinque profili di
illegittimità costituzionale su cui altre Regioni,
per motivi diversi, sono intervenute perché
non è ammissibile che le Regioni virtuose vengano penalizzate a favore di chi sperpera. Forza Italia e gli altri partiti di opposizione, pertanto, la invitano ad adire la Corte Costituzionale se il Parlamento manterrà questa formulazione.
Non è possibile che la Regione Puglia non
ottenga neppure la quota di finanziamento obbligatoria prevista dall’articolo 3 della Costituzione, si tratta di risorse per noi importanti.
Sulla spesa farmaceutica ribadiamo di non
condividere per nulla il provvedimento predisposto perché riteniamo che si sarebbero potuti ottenere gli stessi risultati con minori disagi
per i cittadini. L’assessore Tedesco ha preannunciato in Commissione che sarà posticipata
la distribuzione diretta del primo ciclo di terapia, in attesa di definire con Federfarma il precedente PHT che poteva essere esteso anche
alle tre sole molecole, (antiulcera, antistatine e
antipertensivi), senza grossi disagi per i cittadini e con l’identico risparmio del 35%.
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Si tratta di scelte politiche i sui risultati sono da verificare, tuttavia sappiamo che provocano problemi dal punto di vista occupazionale per gli informatori del farmaco e per altre
categorie.
Qualche cosa sul disavanzo 2006 della sanità va detta. Intanto, dobbiamo individuare le
cifre, sia pur provvisorie. Nel preconsuntivo di
settembre si parla di un deficit di 257 milioni
di euro, nel Piano della salute di 350 milioni di
euro, mentre nella relazione questa somma sale a 392 milioni di euro. Quando i dati saranno
definitivi sapremo l’ammontare del disavanzo
che va coperto, come, non c’è scritto da nessuna parte. Si tratta di un problema enorme,
per la cui soluzione non faremo mancare le
nostre proposte.
Il contenzioso è in notevole aumento, in
parte per i ritardi nei pagamenti, ma soprattutto per le cause intentate dal personale delle
AA.SS.LL. Nel bilancio non è prevista alcuna
norma inerente le gestioni liquidatorie, periodo
che lei, Presidente, non ha vissuto, ma che è
ancora attuale ed è tipico della nostra Regione. Ho studiato il fenomeno leggendo i documenti della Commissione d’inchiesta governativa inviata dall’allora Presidente del Consiglio
Ciampi per far luce sul dissesto finanziario. La
situazione era tanto disastrata che la Regione
non potè stipulare un mutuo a ripiano di una
serie di partite debitorie delle ex 55 USL.
Mentre le altre Regioni risolsero i loro problemi finanziari contraendo mutui, la Regione
Puglia si ritrovò nel 1999-2000 con debiti per
420 miliardi di vecchie lire, derivanti dalle ex
55 USL. Successivamente emersero altre situazioni di grave deficit finanziario, come
quella di Taranto, che ci indussero ad assumere quel provvedimento d’urgenza che tutti conoscete.
A tutt’oggi risultano ancora in essere le
ex-gestioni delle Asl Fg/3, Ba/4 e Le/1. Siamo
di fronte ad un problema ancora aperto, peraltro – non che sia una novità per noi – la Corte
Costituzionale ci ha detto che la norma da noi
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approvata è anticostituzionale, per cui bisognerebbe intervenire per sanarla. Dopodiché,
non vedo particolari segnali per gli investimenti. Anche nelle altre Regioni si sostiene la necessità di operare in discontinuità con i programmi precedenti; non c’è dubbio che ciò sia
necessario, però, la nostra esperienza ci porta
a dire che il segnale più forte che possiamo dare in questo senso riguarda i criteri. Se ogni
ente o istituzione continuerà a lottare contro le
procedure, non ci sarà mai discontinuità, piuttosto dovremo preoccuparci di spendere alle
meno peggio le risorse pur di non perderle,
come avviene ovunque.
Su questo va sviluppata una riflessione
profonda con tutti gli strumenti di controllo e
di garanzia possibili: l’Autorità di gestione finanziaria e di controllo o l’Autorità di controllo rispetto all’attuazione delle procedure ambientali e territoriali. Tuttavia, immagino che,
almeno per le opere pubbliche e per i finanziamenti degli enti pubblici, ci sia un ordinamento – qualcosa che assomigli alla legge obiettivo 1 – che dia impulso alle procedure.
Per questo motivo riteniamo che debba esserci
grande attenzione a fronte di tale situazione.
Lei, Presidente Vendola, è oggi qui presente perché si discute il bilancio, ma sa anche
che a Roma si gioca la partita del federalismo
fiscale – è in programma una riunione interlocutoria della Conferenza Stato-Regioni. Ebbene, in quella sede si gioca la partita vera. Certamente non commetteremo l’errore politico,
che altre forze politiche commisero, allorquando ci opponemmo al decreto D’Alema n.
56/2000 con lo strumento della petizione.
Quell’atteggiamento non era strumentale perché era in atto una battaglia epocale che conducemmo a nome di tutto il Mezzogiorno
d’Italia.
Non commetteremo l’errore di qualche
parte politica che non sottoscrisse quella petizione. Quella, non sarà una battaglia di centrodestra o di centrosinistra, tant’è che le Regioni del nord non badano al colore dei gover-
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ni quando si parla di federalismo fiscale. Gli
aspetti che emergono dalla bozza che ho ricevuto dal Ministero – nonostante tutto continuano ad esistere i rapporti di natura istituzionale –, sono molto preoccupanti perché la Puglia è una regione a bassa capacità fiscale ed in
quanto tale le sarà assicurato solo il finanziamento per l’assistenza sanitaria e sociale. Ci
sono altri servizi e non può esistere una fascia
di serie A, una di B ed una di serie C a cui assicurare solo alcuni servizi essenziali.
Secondo questi parametri la nostra capacità fiscale per il settore sanità è inferiore di 2
miliardi di euro. È una partita che attiene la vita o la morte delle Regioni del sud, riguarda il
futuro di molti settori della nostra società e
che dovrà vedere schierata la Puglia intera.
Noi dobbiamo assumere una posizione intransigente, già riconosciutaci dai mille verbali stilati in occasione delle battaglie intraprese per
bloccare il decreto Giarda-D’Alema.
In quell’occasione avevamo dato segnali
importanti, si tratta ora di confermarli, anche
se alcuni provvedimenti della sua Giunta vanno in direzione opposta. Mi riferisco, ovviamente, ai provvedimenti della sanità, il problema dei problemi come in tutte le altre Regioni.
Presenteremo una serie di emendamenti
che, mi auguro, ricevano la dovuta attenzione.
Alcuni di hanno una valenza politica, come i
laboratori di analisi, il ticket sulla specialistica
ed i precari, altri hanno intenti strutturali, altrimenti avremo difficoltà a votare il bilancio
2008 con i cofinanziamenti del POR e con la
sanità che andrà oltre il fabbisogno stabilito
dallo Stato.
Oltre che per scelta, eravamo obbligati a
intervenire con le spese di contenimento sulla
sanità e con il Piano di ristrutturazione che abbiamo perseguito per non trovarci nelle condizioni di Campania e Lazio che devono ripianare gli enormi debiti della sanità. Se non fossimo intervenuti ci saremmo trovati ad assommare al dissesto finanziario della Regione la
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situazione risultante dai debiti accumulati nella
sanità, una situazione che ci avrebbe portato al
collasso totale.
Noi siamo consapevoli che gran parte delle
risorse regionali sono oggi impegnate per onorare il piano di consolidamento, al di là della
ristrutturazione che verrà. Da qui discendono
tutte le preoccupazioni che responsabilmente
esprimo a nome di Forza Italia, più per rispondere ad una esigenza di carattere istituzionale che come confronto politico perché ci
sono scelte e valori che travalicano ogni steccato.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Brizio. Ne ha facoltà.
BRIZIO. Signor Presidente, il mio intervento è francamente critico, sia rispetto a
quanto emerso sinora in Aula, ma anche nelle
Commissioni. Sin dall’inizio ci siamo chiesti
quale necessità ci fosse per portare
all’attenzione del Consiglio regionale un bilancio di previsione quando, di fatto, esso non
presenta alcuna programmazione, almeno secondo la visione di un Governo di centrosinistra che, tra l’altro, ha preannunciato molti interventi riformisti, che ha cambiato il modo di
fare politica e amministrare questa Regione,
ma che ci sottopone un provvedimento che
rincorre solo le situazioni di emergenza.
Ad esempio, ci saremmo aspettati qualcosa
di più sui Consorzi di bonifica, la cui legge di
riforma, a detta dell’assessore all’agricoltura
non più tardi di qualche settimana fa durante
un convegno svoltosi nel tarantino, sarebbe
prossima ad entrare in vigore. Oggi, invece,
leggiamo che è prevista un’ulteriore anticipazione ai Consorzi di bonifica, cosa che ci lascia
immaginare un rinvio della tanto decantata riforma.
Lo stesso potremmo dire di tante altre situazioni che non vanno nella direzione
dell’assistenza al cittadino. Ci saremmo aspettati provvedimenti più decisi a favore della fa-
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miglia: non ci sono, e quel che c’è è solo uno
spreco. Se non si finanziano interventi a favore
del miglioramento della qualità della vita dei
pugliesi, ma si preferisce stanziare maggiori
fondi per la cultura o per pubblicizzare le attività della Regione, è chiaro che ci troveremo
in disaccordo. Avremmo preferito interventi
nei confronti dei più deboli, dei cittadini che
occupano le ultime posizioni in questa regione,
e che per l’ennesima volta non trovano una
forma di tutela al proprio stato.
Un bilancio così impostato non può avere
il nostro consenso, anche se gli emendamenti
che Governo e maggioranza presenteranno
tendono a stravolgere questa impostazione iniziale, così com’è avvenuto prima che il testo
giungesse in I Commissione. Vorrei ricordare
a tutti voi che la prima bozza del bilancio di
previsione 2007 era ancor meno articolata rispetto a quella che la Commissione bilancio
ha approvato. Immagino, pertanto, che anche
in questa sede troveranno accoglienza emendamenti che accontenteranno ogni singolo
Gruppo della maggioranza.
Su una serie di situazioni non c’è risposta.
Ricordo il nostro voto favorevole sulla legge
per la parità di genere, anche se con forti perplessità circa la consistenza delle risorse in essa previste. Come avevamo supposto le risorse
non ci sono e non ci saranno mai, così che anche quella legge farà parte della politica dei
proclami, destinata a produrre molto fumo e
poco arrosto.
È questo il bilancio di previsione del 2007.
La domanda che vi rivolgo è la seguente: era
necessario insistere su questa impostazione,
non sarebbe stato meglio continuare con
l’esercizio provvisorio, tanto sarebbe cambiato
ben poco? Se per gestire un ente così importante si utilizzano provvedimenti tampone anziché una programmazione più ampia, è chiaro
che la Regione rischia un declino che deriva
anche da una cattiva gestione delle risorse nazionali. Noi oggi ci accingiamo ad approvare
un bilancio limitato nelle risorse perché, come
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si è detto, il Governo nazionale tende sempre
più a contenere i trasferimenti e ad assicurare i
finanziamenti solo per i servizi indispensabili.
Pertanto, mi sarei aspettato un atteggiamento differente nei confronti della coalizione
di centro sinistra, che oggi governa il Paese.
Ad esempio, sarebbe stato lecito attendersi
che la voce della Puglia si fosse levata in maniera costruttiva, così come è accaduto nelle
precedenti Legislature quando le situazioni di
necessità lo hanno richiesto. Ben dice il collega Palese quando invita a fare maggiore attenzione per scongiurare un altro decreto
D’Alema favorevole ad un federalismo non
equilibrato, penalizzante per le regioni del sud.
Noto, tra l’altro, poco interesse da parte
della maggioranza nel mantenere i collegamenti con il Governo nazionale, circostanza che
preoccupa me, ma, soprattutto, i cittadini pugliesi che avrebbero desiderato una Puglia
all’avanguardia tra le regioni meridionali per
far rispettare le giuste necessità di un territorio
in difficoltà rispetto alle regioni del nord.
Presidente Vendola, noi confidiamo in una
azione politica forte da parte sua e della maggioranza che la sostiene. Non ci deluda. Se ciò
dovesse avvenire ne sarebbe mortificato non
solo il centrodestra, ma l’intera comunità pugliese.
Per quanto ci riguarda, ribadiamo la nostra
disponibilità ad una discussione costruttiva sugli emendamenti che presenteremo per migliorare il bilancio 2007.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Damone. Ne ha facoltà.
DAMONE. Signor Presidente, colleghi
consiglieri, quando si discute di bilancio, generalmente si ripetono i soliti riti di circostanza e
le posizioni si contrappongono.
Questa Giunta regionale si caratterizza
grazie al suo presidente Vendola, indiscusso
vincitore della campagna elettorale. A lui va
riconosciuta onestà intellettuale e comporta-
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mentale, animata dalla più ampia buona fede.
Nel corso di questi mesi ha proposto soluzioni
in campo sociale, ha ripercorso luoghi comuni
ed ha dichiarato di andare incontro alle categorie meno agiate. Credo nei princìpi da lui
sostenuti nella campagna elettorale e alle parole che in questi giorni ascolto. Ma tra il dire e
il fare, come solitamente avviene, c’è di mezzo
il mare della politica gestionale.
Noi oggi registriamo – non mi soffermo
sugli aspetti squisitamente tecnici evidenziati
dal collega Palese – una fase di grande scontento da parte della pubblica opinione per il
modo con cui viene gestita la Regione Puglia.
Il dato è oggettivo, soprattutto per il fatto che
vi è uno scollamento tra Presidenza della
Giunta ed assessorati regionali. Vi è un abisso
tra il territorio di Bari e quello delle altre Province, quella di Foggia in particolare. Noi siamo stati sempre emarginati da tutti i Governi
regionali succedutisi sino ad oggi, ed anche
questo Governo non fa eccezione, perché se
verifichiamo quel che è stato fatto per la Provincia di Foggia, in particolare per il Subappennino dauno, notiamo che non c’è neppure
lo stanziamento di un solo euro per risanare i
danni causati dal terremoto. Eppure, in quella
Provincia operano comunità che non sono seconde a nessuna.
Non ci sono fondi per la viabilità e per
l’assetto del territorio: come pretendiamo di
sostenere il riscatto di quelle comunità se
manca una minima politica economica di sviluppo? Presidente, ho sottoscritto un manifesto per l’Università di Foggia, vicenda di estrema attualità e da risolvere perché è inutile
continuare con posizioni contrapposte. Facciamo chiarezza una volta per tutte: stiamo
con l’Università o con i cavalli di Stallone?
Personalmente sono per l’Università perché è
una fabbrica di cervelli, produce cultura e
combatterla significa ostacolare la crescita politica e culturale della Provincia di Foggia. Noi
dobbiamo rivendicare gli interventi a favore
del nostro territorio, e le dico di più: non sono
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i numeri che mi fanno impressione, quanto le
autorizzazioni concesse e che comportano arricchimenti più o meno leciti per quanto riguarda le politiche ambientali e quelle energetiche. Non è concepibile che in Provincia di
Foggia vi sia una richiesta per impiantare 1400
pale eoliche!
Sono di estrazione liberale, ma in questo
caso mi schiero contro il privato perché ai
Comuni, cui spetta esprimere l’assenso, non
può andare la fetta più piccola della torta. Bisogna favorire l’azionariato popolare ed il
controllo deve essere affidato ai Comuni. Perché solo il privato può gestire questo business? La gente è scontenta e non parliamo della sanità: l’accorpamento delle ASL ha
prodotto un notevole disastro. A Foggia il
protocollo è fermo al 15 gennaio, mentre ci
preoccupiamo di penalizzare funzionari che
simpatizzano per il centrodestra. La sanità non
è più il pozzo di San Patrizio, è diventata il
pozzo nero all’interno del quale si compiono
macroscopici intrallazzi. Basti dire che l’appalto
per il trasporto dei medicinali costa 54 mila euro
al mese. Le ditte che dovrebbero verificare
l’efficienza degli apparecchi elettromedicali sono sempre le solite, ma non svolgono mai un
intervento di manutenzione negli ospedali.
Con la salute non si scherza. Noi viviamo
costantemente a contatto con la sofferenza
della gente, ma ci preoccupiamo soltanto di
piazzare il funzionario amico nei posti chiave e
di esprimere veti, così che nulla va mai avanti.
Che sanità è questa? È tutta da rifondare. Non
voglio imputare responsabilità all’assessore, né
tanto meno al Presidente, ma vado al cuore del
problema.
Vi sono soggetti che approfittano della loro posizione politica per imporre scelte, sia sul
piano professionale che organizzativo. Dobbiamo liberarci di queste catene se vogliamo
fare un discorso utile per la Puglia, ma non ne
vedo alcuna possibilità, perché in questa regione è venuta a mancare la politica, quella
con la lettera maiuscola, la politica di servizio
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a favore della gente. Assistiamo incuranti ed
impassibili a tutto ciò che avviene. Vi sono alcune realtà che fanno onore alla nostra regione: non per un fatto di appartenenza territoriale, ma posso garantirvi – per esempio – che
all’ospedale, al cui territorio mi onoro di appartenere, è in funzione un reparto di cardiologia primo in Puglia per numero di visite ambulatoriali, interventi in day hospital e ricoveri. È il reparto che ha imposto a livello regionale l’impiego della trombolisi. Vi sono realtà
che vanno coltivate ed incentivate, ma non
possiamo continuare a rimanere inerti, perché
negli ospedali si muore e si continua a fare ricorso ai parti cesarei. Negli ospedali si è a
contatto costante e continuo con la sofferenza
della gente, noi ci preoccupiamo solo delle apparenze e di ciò che è possibile ricavare in
termini elettorali e clientelari, trascurando che
la sanità è importantissima. Non possiamo
spendere 6 miliardi di euro per la sanità ed avere risultati tanto deludenti. Se debbo investire una somma così ingente devo avere dei servizi ed un ritorno per i cittadini. Invece, abbiamo il degrado.
Vi invito a visitare un pronto soccorso, a
verificare le attese, ad osservare quel che accade agli sportelli del CUP: la realtà va vissuta, non governata dall’alto, perché dalla scrivania non si apprende quello che nella quotidianità avviene.
Ecco perché il bilancio è un freddo documento contabile, uno strumento utile a collocare le varie poste finanziarie. Invece, la realtà
che ci circonda è caratterizzata dalla mancanza
di sviluppo e dall’abbandono delle zone periferiche. Vi siete macchiati di un delitto imperdonabile, che vi porterete sulla coscienza, perché
la Provincia di Foggia, con il Gargano, con il
Subappennino, con un territorio variegato,
non ha l’opportunità del contatto con la sanità.
I suoi abitanti continuano ad essere considerati
da terzo mondo. Se avete un minimo di consapevolezza e di resipiscenza, tornate sulle vostre posizioni, rivedete l’atto di imperio che
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avete compiuto, perché la gente non vi giudica
per quello che dite ma per quel che fate, e vi
assicuro che vi è grande amarezza e profonda
delusione.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Vadrucci. Ne ha facoltà.
VADRUCCI. Signor Presidente, colleghi
consiglieri, il mio intervento vuole solo mettere in evidenza la scarsa attenzione – tanto che
nel disegno di legge non se ne parla affatto –
posta dall’amministrazione regionale nei confronti del mondo imprenditoriale. Non vi è
nessuna posta in bilancio a favore delle aziende manifatturiere, siano esse industriali, artigianali o commerciali, e si rimanda tutto ai
POR 2008.
Posto che nel 2008 si riescano ad espletare
i bandi, per attivare i fondi comunitari sarà
sempre necessario disporre del 50% della
somma destinata all’intervento, per cui le nostre aziende devono sapere che quest’anno la
Regione Puglia non mette a disposizione
nemmeno un euro.
L’assessore Frisullo si è assentato, ma
l’ultimo provvedimento del suo assessorato ha
riguardato l’eliminazione del 15% a favore delle
imprese artigiane del contributo a fondo perduto.
Si trattava di uno dei pochi provvedimenti invidiatoci da tutte le aziende del
Mezzogiorno. Ebbene, il risultato è che dal
1° luglio – tra l’altro non si comprende se il
provvedimento decorre dal 31 dicembre
2006 – le aziende che hanno compiuto degli
investimenti si vedranno negati i contributi
garantiti dalla legge regionale.
Al di là delle parti che rappresentiamo,
questo non è un modo corretto per trattare i
nostri imprenditori. Penso che sia il caso di riconsiderare la questione e di correggerla, perché non è pensabile che il mondo imprenditoriale pugliese, circa duecentomila aziende, non
debba ottenere alcun riconoscimento da questa
Regione.
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RESOCONTO STENOGRAFICO
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Saponaro.
SAPONARO, assessore al bilancio,
alla programmazione, ai fondi strutturali
e alle politiche comunitarie, alle finanze,
all’economato, alla ragioneria, al controllo interno di gestione e al patrimonio.
Innanzitutto ringrazio i colleghi che hanno reso questo dibattito non rituale, ma molto approfondito ed interessante, come merita
l’occasione della discussione del bilancio di
previsione. Ringrazio anche tutte le forze sociali ed i nostri partner istituzionali, i Comuni e
le Province, che hanno dato, nel corso di
quest’ultimo periodo di confronto sul testo di
bilancio 2007 elaborato dalla Giunta regionale,
dei contributi anch’essi molto approfonditi.
Come è stato richiesto sia dalle forze sociali che da alcuni colleghi intervenuti questa
mattina, è giusto anzitutto rendere conto di
quali sono le proposte, le critiche ed i suggerimenti già accolti durante il corso dei lavori
della sessione di bilancio, e quali le considerazioni del Governo regionale a proposito dei
temi e delle proposte individuate nei documenti e negli incontri.
Una prima, obiettiva considerazione è stata
richiamata oltre che da altri, anche dai colleghi
Maniglio e Romano. Mi riferisco alla generale
considerazione di apprezzamento per essere
riusciti ad impostare un bilancio qualificato,
pur nei limiti delle risorse, senza fare ricorso
alla leva fiscale.
Credo che questo aspetto vada contestualizzato sia nel panorama nazionale che da dicembre a questa parte vede altre Regioni ricorrere alla leva fiscale per ritoccare chi le aliquote IRAP, chi le aliquote IRPEF, sia nel
contesto della politica regionale degli ultimi
anni, allargando la considerazione anche a
quella tariffaria.
È bene che il Consiglio regionale, e attraverso questo i cittadini della nostra regione,
conoscano alcune dinamiche che influiscono
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sui redditi in misura pari o addirittura superiore rispetto ad alcune aliquote fiscali concesse
alle Regioni. Mi riferisco, per esempio, alle
politiche tariffarie, a partire da quelle
dell’Acquedotto pugliese: è bene che il Consiglio regionale ed i cittadini pugliesi sappiano
che, a fronte di aumenti tariffari variabili tra il
6 e l’8% decisi negli anni 2004-2005,
l’aumento effettivo è stato dell’1,7%, pari al
tasso d’inflazione programmata.
Nel 2007 noi avremo una sostanziale diminuzione della tariffa idrica perché non sarà
calcolato nemmeno l’adeguamento al tasso
programmato d’inflazione.
Tale contesto è da considerare, perché in
alcuni casi costituisce una vera e propria opzione da parte del Governo regionale, in altri
casi la considerazione spinge a valutare adeguatamente le perplessità già ampiamente espresse dalle principali forze sociali della Puglia. In via preliminare tutte le organizzazioni, nessuna esclusa, ci hanno rivolto
l’apprezzamento per aver impostato un bilancio qualificato senza fare ricorso alla leva
fiscale.
La seconda considerazione condivisa da
tutti i partner istituzionali e dalle forze sociali,
nessuna esclusa, è la scelta contenuta nel bilancio di previsione 2007 di ridurre, compatibilmente con la legislazione vigente, tutte le
categorie di spesa, generalmente spesa corrente di carattere amministrativo, in qualche modo legata ai costi della politica e non strettamente funzionale all’erogazione di servizi al
cittadino. Ciò è stato possibile – lo dico in
maniera formale –, innanzitutto per la disponibilità dell’’Ufficio di Presidenza e del Consiglio
Regionale che hanno ridotto le richieste di budget per il 2007 rispetto al 2006. Ovviamente, la
politica di tagli alla spesa corrente non strettamente funzionale alla erogazione di servizi ha
riguardato vari altri costi amministrativi, dalle
spese postali e telefoniche, alle auto blu, a vari
altri rivoli di spesa corrente.
Si tratta di una tendenza – hanno ragione
Atti consiliari della Regione Puglia
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RESOCONTO STENOGRAFICO
le forze sociali che l’hanno condivisa invitandoci a proseguire su questa strada –, limitata
alle norme, eventualmente da aggiornare anche ai fini del contenimento della spesa, ma da
proseguire, oltre che determinata dalla situazione illustrata nella relazione di accompagnamento al bilancio.
L’altra scelta che è giusto considerare –
poi velocemente passerò ad esaminare i rilievi
e le critiche avanzate da alcuni colleghi della
minoranza –, è che a fronte di una riduzione
della spesa corrente di carattere amministrativo, questo bilancio registra, pur nei vincoli rigidi che tutti hanno evidenziato, un ulteriore
sviluppo delle opzioni della Giunta regionale
in carica per quanto riguarda il rafforzamento
delle politiche dei beni collettivi, dei servizi
sociali e culturali.
In alcune occasioni di confronto con le
forze sociali ho già distribuito delle tabelle riepilogative che parlano da sole: per esempio,
per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, rispetto ai bilanci della precedente legislatura, noi abbiamo incrementato le risorse per il
trasporto pubblico locale di 28 milioni di euro,
la spesa per i servizi sociali per più di 30 milioni di euro e abbiamo triplicato sia gli interventi nel campo della cultura, sia gli interventi
nel campo della promozione dello spettacolo.
Peraltro, vorrei invitare il collega Palese
che ha svolto un intervento molto approfondito, ponendo anche dei temi di grande rilievo
per il futuro dell’Assemblea legislativa, mi riferisco in particolare ai Consorzi di bonifica, a
conciliare due affermazioni molto diverse:
quella che faceva all’avvio del suo intervento,
sostenendo che la Giunta in carica ha ecceduto
nell’aumento della spesa nel biennio 20062007, e quella dello sviluppo critico
dell’intervento, laddove si stigmatizza che su
quel capitolo si spende poco e sull’altro meno.
Tra le due, è vera la prima affermazione
del collega Palese, cioè che nel 2006-2007 abbiamo investito sulla spesa qualificata, quale
quella per i servizi sociali e per il trasporto
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pubblico, compresi gli altri esempi che facevo,
molto più dell’intero quinquennio 2000-2005.
Vorremmo fare anche i più, come tutti i Governi e come tutte le Giunte in carica, ma non
possiamo non considerare i dati di fondo da
cui parte questo bilancio.
Per quanto riguarda le altre osservazioni,
noi abbiamo accolto alcune proposte venute
dalle forze sindacali, in particolare in materia
di lotta al precariato. Il bilancio oggi
all’attenzione del Consiglio regionale contiene,
rispetto alla prima bozza, un incremento significativo delle risorse per il lavoro degli operai
forestali e degli irrigui, così come chiesto da
CGIL, CISL e UIL. L’istanza sostenuta dalle
forze sindacali è necessaria per aumentare il
numero dalle giornate di lavoro. Rispetto alla
bozza iniziale siamo già intervenuti con delle
modifiche significative che segnano, nel caso
degli operai forestali, un incremento delle risorse di circa 1,8 milioni di euro e nel caso
degli operai irrigui un incremento di oltre un
milione di euro. Vi sono poi alcune preoccupazioni evidenziate sia dall’ANCI che dalla
CGIL e dalla CISL, relativamente alla spesa
sociale. In generale le preoccupazioni sono
fondate, ma possono trovare un semplice chiarimento in una lettura più approfondita dei dati
del bilancio 2007. Mi riferisco, per esempio, al
fondo per la cosiddetta prima dote ed al fondo
per la non autosufficienza. Probabilmente una
lettura limitata alla parte di competenza del bilancio di competenza 2007, non ha permesso
di approfondire l’argomento. Con la collega
Gentile abbiamo chiarito questo aspetto, ma
questa è la sede idonea per formalizzare la
corretta lettura dei dati del bilancio e su queste
due voci, essendo stati impegnati nel 2006 e
non erogati nel 2007, finanziamenti per complessivi 10 milioni di euro, si potrà disporre di
quelle risorse a cui sono stati aggiunti 8 milioni di euro per i due capitoli di bilancio, il che
significa che in termini di cassa, per l’esercizio
2007, ci saranno 8 milioni in più disponibili. Il
bilancio non è – o non dovrebbe essere –, ma-
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teria di simbolismi politici, cioè poste messe
quasi fossero bandierine, perché un approccio
serio e rigoroso deve sempre puntare a determinare l’ammontare delle risorse spendibili nel
corso dell’esercizio solare. In questo caso ci
sono 8 milioni in più per i servizi sociali, in
particolare per il sostegno di queste due norme. Lo stesso chiarimento va fatto – sto unificando sinteticamente alcune considerazioni
critiche avanzate sia dalle forze sociali che da
altre nel corso del dibattito –, anche per il tema della casa. Probabilmente, non è stato consultato il bilancio vincolato dove continuano
ad esserci molte risorse ancora non erogate e
che lo saranno a valle delle procedure, in alcuni casi concorsuali (bandi pubblici), che la Regione e l’assessorato competente per il territorio sta portando avanti. Si tratta di provvedimenti noti tanto agli Enti locali che ai cittadini.
Quindi, su questo tema non c’è penuria di risorse.
Lo scorso anno specificammo che il grosso
di questa provvista finanziaria deriva
dall’utilizzazione di residui pluriennali non
spesi, ma credo che l’opposizione, all’epoca
forza di Governo, possa elogiarci per aver rimesso in circolo nella società pugliese decine e
decine di milioni di euro non spesi per la casa
e la riqualificazione urbana.
Si è detto che per le politiche giovanili non
sono state previste risorse, ma dobbiamo tenere conto che dal 2006, ed ancor più dal 2007,
le politiche giovanili fiore all’occhiello della
nostra Regione e, se mi permettete, della
Giunta regionale -, sono finanziate attingendo
sia al Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS)
per la parte infrastrutturale del programma
“Bollenti Spiriti”, sia al fondo sociale europeo
che ha permesso di finanziare migliaia di
master per i nostri giovani. Si continuerà su
questa strada e l’approfondimento della Giunta regionale sull’insieme della programmazione
fuga ogni preoccupazione: i programmi non
saranno abbandonati ma, possibilmente, intensificati.
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Per quanto riguarda, invece, la questione
dei Consorzi di bonifica, ho già detto di aver
apprezzato la diagnosi impietosa che su questo
tema è stata fatta dal collega Palese. Il suo intervento fa riflettere sull’impegno che
l’Assemblea legislativa deve porre in occasione della discussione della legge di riforma dei
Consorzi, perché su questo tema e forse anche
sulle ASI, abbiamo avuto una legislazione che,
riprendendo la metafora di un giurista di diritto amministrativo, definirei in parte ciclotimica
ed in parte anoressica, naturalmente riferita alle risorse finanziarie. Ciclotimica perché nel
2003 ed in questa Legislatura si è registrato un
picco, mentre il minimo comune denominatore
per l’approccio normativo ha riguardato il
concetto di anticipazione.
Certo, la considerazione di scetticismo
manifestata dal consigliere Palese questa mattina sul fatto che la situazione possa risolversi
con la normalizzazione dei ruoli è tema di
grande preoccupazione che va ulteriormente
approfondito dal legislatore con analisi più rigorose. Però, è indubbio il fatto che il problema va affrontato di petto ed in modo anche
più trasparente, nel senso che fino a quando
nella contabilità italiana e quindi anche in questa Regione – ed è l’unica citazione positiva
che faccio del mio Assessorato –, si parlerà di
anticipazione, è logico prevedere un rientro e
appostare così la partita.
Tra l’altro, si tratta di 27 milioni di euro,
una cifra tre volte superiore al budget
dell’intero settore agricoltura al netto delle foreste. A questo punto anche il richiamo ai vincoli del nostro bilancio ordinario diventa retorica, se non colleghiamo le cifre con i significati che esse assumono.
Credo che su questo il Consiglio debba al
più presto ritornare, magari con il conforto di
valutazioni più approfondite sulle conseguenze
della normativa, prendendo delle decisioni di
cui, se modificassero la natura di anticipazione delle somme stanziate, l’Assessorato al bilancio non potrà che prendere atto.
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Ringrazio delle espressioni di completo
consenso all’impostazione del bilancio ricevute
da forze importanti come la Lega delle cooperative, Confindustria ed UPI, che però ci hanno manifestato la loro preoccupazione per i
Consorzi di sviluppo industriale, di alcuni in
particolare.
A riguardo, credo sia giusto partire dalla
recentissima legge approvata dal Consiglio regionale, la n. 2/2007, attendere l’insediamento
degli organi previsti dalla norma, e, nei casi
critici, la redazione dei programmi di rientro
che devono basarsi, innanzitutto, sulla copertura da parte dei soci (e la Regione non è socia), anche alla luce della legge n. 2 dei Consorzi ASI. A quel punto, si valuterà la situazione, con la consapevolezza che la Regione è
intenzionata a partecipare in modo qualificato
per migliorare la qualità delle aree attrezzate e
per farne luoghi di attrazione degli investimenti. Non potrà obiettivamente farlo per quanto
riguarda la spesa corrente e per quanto attiene
la responsabilità dei soci del Consorzio.
Per quanto riguarda il decentramento amministrativo, tema posto dall’ANCI, abbiamo
già informato l’Associazione dei Comuni che
stiamo impostando la materia in modo da attingere ai rispettivi capitoli di bilancio. È già in
corso un lavoro molto avanzato come è stato
riconosciuto anche dall’Unione Province Italiane, quindi, tecnicamente non è stata ravvisata l’utilità di istituire un capitolo ad hoc perché le risorse sono allocate nei singoli capitoli.
Per i comuni di piccole dimensioni, altro
grande tema posto dall’ANCI durante le consultazioni, in attesa della nuova normativa già
predisposta come il Presidente Potì ricordava,
abbiamo deciso all’unanimità, ed è importante
sottolinearlo, di introdurre un capitolo di nuova istituzione all’interno del bilancio per il cofinanziamento dei programmi di edilizia scolastica perché i piccoli comuni sono quelli più in
sofferenza, tant’è che molte volte non riescono
nemmeno a garantire il cofinanziamento dei fondi
erogati dallo Stato per l’edilizia scolastica.
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Credo che questo sia un primo atto concreto da parte di questo Consiglio regionale su
un tema di grande rilievo collettivo che sta a
cuore al Presidente Vendola, come credo
all’intero del Consiglio regionale che a breve
valuterà la normativa di insieme che si sta predisponendo.
Sono state sollevate altre questioni che
meritano grande attenzione. Ad esempio,
l’UGL ha sottoposto all’attenzione del Consiglio regionale un tema importante quale quello
della condizione critica di chi perde il lavoro
dopo i quarantacinque anni, chiedendo misure
che non possono portare all’istituzione di
nuovi capitoli, ma dovranno prevedere interventi normativi o con il FSE.
Chiariti i punti principali dei non eccessivi
rilievi avanzati nel quadro di una sostanziale
condivisione, termino il mio intervento richiamando alcuni dati di fondo della spesa sanitaria. Già il consigliere Surico nel suo intervento
ha parlato di alcune tendenze, inserendole in
una cornice più ampia della spesa sanitaria e di
determinati aspetti strutturali. Altre volte in
questo Consiglio regionale abbiamo affrontato
questi argomenti e non mi sembra il caso di
tornarci, piuttosto richiamo la vostra attenzione su una tendenza illustrata nella relazione al
bilancio e che vede nella nostra Regione, a
partire dal 2003 in poi, una crescita esponenziale del deficit delle AA.SS.LL. Il trend dura
sino al 2005, poi rallentata – in questi casi si
aggiunge qualche parola scaramantica –
nell’ultimo biennio. Ora, valuteremo attentamente i dati del consuntivo definitivo.
Collega Palese, i dati che fanno fede per
analizzare le tendenze strutturali della spesa
sanitaria sono i consuntivi dei bilanci delle AA.SS.LL. Le incertezze cui lei faceva riferimento riguardano la lettura dei dati contabili
contenuti nella relazione al bilancio, vale a dire
83 milioni di euro di deficit nel 2003, 100 milioni di euro di deficit nel 2004 e via discorrendo in quella escalation lì richiamata. Diversi sono i dati al lordo delle quote che lo Stato
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e la Regione mettono a disposizione delle AA.SS.LL. per il ripiano, i soli utili per capire la
tendenza strutturale.
Poi, ci può essere una situazione congiunturale data da una determinata legge finanziaria che concorre – il discorso, per nostra fortuna, vale anche per il 2006 – in misura maggiore o minore, ed infatti la legge finanziaria
un anno stanzia 2 miliardi, un’altro anno ne
stanzia uno e questo determina dei problemi
per la completa copertura dei debiti, ma il dato
strutturale è questo.
Dico ciò non per sottovalutare la criticità
derivante da questa dinamica, ma spostando il
discorso al controllo e alla qualificazione della
spesa sanitaria, valgono sempre più le considerazioni fatte anche dai colleghi della minoranza
su cosa debba significare nella nostra Regione
il contenimento di alcuni costi non strettamente funzionali all’erogazione dei servizi, fino ai
comportamenti prescrittivi non appropriati.
Probabilmente, non essendo un tecnico
della materia dico che i provvedimenti da noi
adottati già con la legge di esercizio provvisorio sono stati, forse, un po’ drastici, ma sicuramente stanno ottenendo già dei risultati significativi di decremento della spesa e se dobbiamo parlare di controllo della spesa, credo
che siano efficaci quanto altri interventi che
costituiscono un insieme di investimenti e,
pronostico, di risparmio.
Per tutti i sistemi sanitari il discorso sta diventando più difficile; pensiamo alla politica
distrettuale, ebbene, in quel caso è un investimento finalizzato anche a determinare dei risparmi in altri sottosistemi come, ad esempio,
quello della spesa ospedaliera. È un cimento
complesso che vogliamo portare avanti anche
sulla scorta degli orientamenti che stanno maturando nel dibattito delle Commissioni I e III
che stanno approfondendo la radiografia della
spesa sanitaria.
In conclusione, è un bilancio senza tasse,
che riduce la spesa corrente non utile, che aumenta al massimo le risorse per il trasporto
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pubblico locale e per i servizi sociali nei limiti
del bilancio ordinario, che può contare su un
miliardo e mezzo di spesa di investimento – se
ci fosse stato tempo avrei avuto piacere di approfondire anche quest’altro aspetto – per i
POR ed i FAS a partire dal 1° gennaio 2007,
dove la vera preoccupazione, questo lasciatemelo dire, socializzata spesso negli incontri
con i rappresentanti di comuni, province e forze sociali, è di non riuscire a spendere fino in
fondo la mole di risorse che abbiamo da rendicontare, anche se è nostro compito quello di
ridurre i tempi.
Dalla relazione avrete notato come stiamo
cercando di ridurre i tempi industriali della ragioneria per l'emissione dei mandati di pagamento, ma questo deve riguardare anche le autorizzazioni perché una delle criticità
nell’attuazione dei programmi di investimento
è data dai tempi dei procedimenti amministrativi. Stessa cosa dobbiamo richiedere a comuni, province ed a tutti gli enti territoriali, perché gran parte della spesa è storicamente allocata presso gli enti attuatori, le grandi agenzie
e gli enti locali. Sarà questa la vera sfida per
tutti noi, non dimenticando che anche lì la ragioneria è una medicina su cui non bisogna
mai ironizzare se non si vuole ripercorrere i
fasti del Comune di Taranto o di altri crack,
per cui farei un elogio della ragioneria come
forma di prevenzione e di rispetto dell'etica e
della finanza pubblica.
Detto questo, è anche vero che la vera sfida sarà quella della politica degli investimenti,
dello sviluppo, per portare la Puglia fuori dalle
Regioni dell'obiettivo convergenza, quindi,
fuori dal novero delle Regioni che hanno bisogno di finanza straordinaria.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire
l’assessore Introna.
Comunico che è scaduto il tempo per la
presentazione di emendamenti. Tuttavia, se in
questo momento ne dovessero arrivare altri, li
accetteremo.
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INTRONA, assessore ai lavori pubblici,
alla difesa del suolo e alle risorse naturali.
Grazie, Presidente, e, soprattutto, ringrazio il
collega Damone per aver espresso in
quest’Aula la sua preoccupazione per lo stato
della viabilità della Provincia di Foggia, consentendomi di dire che non soltanto nel bilancio di quest'anno, ma da molti anni, la Regione
Puglia non destina risorse alla viabilità in
quanto è materia di diversa programmazione.
Tuttavia tranquillizzo il collega Damone e
l'intero Consiglio regionale, comunicando che
è pronto un piano per la viabilità regionale
concordato con le Amministrazioni provinciali,
che utilizza le risorse trasferite dal 2001 al
2005 alla Regione Puglia per il miglioramento,
l'estensione e la messa in sicurezza di tutta la
rete stradale ex ANAS e oggi di competenza
delle Province.
La Giunta regionale approverà nei prossimi giorni un piano di viabilità, che prevede un
investimento di circa 95 milioni di euro ripartiti in rapporto ai chilometri di ex viabilità ANAS presenti in ciascuna Provincia. Nel riparto è stata dedicata particolare attenzione alla
viabilità della Provincia di Foggia cui, d’intesa
con tutte le altre Amministrazioni provinciali,
è stato riservato un fondo pari al 2% della
somma globale per la particolare situazione di
dissesto in cui si trovano le strade del Subappennino Dauno.
Per cui nel bilancio non troviamo risorse
specifiche se non per piccolissimi e limitatissimi interventi di emergenza, mentre con questo
piano di viabilità diamo una risposta molto importante, in quanto sono numerosissimi gli interventi di ammodernamento, ampliamento,
estensione e messa in sicurezza della viabilità
regionale.
Nel contempo, rinvio i colleghi all’intesa
preliminare che la Regione Puglia ha sottoscritto, non più tardi di un mese fa, con il Ministero delle infrastrutture, con la quale vengono finanziati, oltre al sistema della viabilità,
anche quello ferroviario, quello relativo ai por-
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ti ed agli aeroporti, per un totale di due miliardi e 300 milioni di euro.
Il problema vero è la capacità degli Enti
locali a realizzare i progetti. Per esempio, in
relazione al riparto dei 94 milioni di euro, abbiamo condizionato l’assegnazione dei finanziamenti alle Province alla cantierizzazione
delle opere entro il 2007, altrimenti queste risorse continueranno a giacere tra i fondi residuali della Regione Puglia.
Non è tantissimo, ma le risorse non presenti nel bilancio autonomo saranno comunque
messe a disposizione del territorio attraverso il
piano della viabilità.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire
l’assessore Tedesco.
Seguirà l’intervento del Presidente Vendola con cui si concluderà la discussione generale
ed anche il termine per la presentazione degli
emendamenti.
TEDESCO, assessore alle politiche della
salute. Signor Presidente, colleghi del Consiglio, poiché sono state sollevate da numerosi
colleghi questioni direttamente collegate agli
aspetti economico-finanziari della gestione del
servizio sanitario della Puglia, mi sembra doveroso intervenire sia per dare puntuali riscontri, sia per chiarire alcune questioni sollevate.
Comincio subito a rispondere al collega
Saccomanno in relazione ad alcuni atti da me
sottoposti all'approvazione della Giunta regionale e conseguentemente approvati, riferiti alla
riattivazione di alcuni servizi richiestaci, come
peraltro consente la normativa vigente, da alcuni direttori generali per corrispondere ad esigenze provenienti dai rispettivi territori.
Quest’attività, che sarebbe potuta diventare estremamente cospicua, si è limitata a pochissimi casi, ben circoscritti, e non ha originato questo stravolgimento che si teme, bensì ha
semplicemente colmato alcune evidenti lacune
nell’organizzazione sanitaria della Regione,
con il ripristino di servizi che all'epoca della
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RESOCONTO STENOGRAFICO
loro soppressione funzionavano perfettamente
e possedevano dati di utilizzo di assoluto rilievo. A fronte di servizi soppressi con quei dati
di utilizzazione, ne sono stati invece confermati altri con dati di utilizzo molto inferiori, sicché la Giunta regionale, in attesa del piano regionale della salute, si è limitata ad aggiustamenti che hanno poco o nulla a che vedere con
interrelazioni di carattere elettorale. Sicché la
ringrazio per la qualifica da lei attribuitami di
assessore alle politiche elettive, ma se avessi
dovuto corrispondere a questa funzione, francamente, per quello che ho fatto, non avrei potuto riscuotere la fiducia della Giunta e soprattutto di chi confidava in questo atteggiamento.
Al contrario, posso confermare che noi
non inaugureremo alcun reparto in campagna
elettorale, non lo faremo per una esigenza di
rispetto nei confronti delle competizioni in atto
sul territorio. Il sottoscritto, per alcune di queste situazioni, si è limitato a corrispondere ad
inviti delle Amministrazioni locali per chiarire
la posizione del Governo regionale. Le riunioni si sono svolte nelle sedi istituzionali ed io ho
condizionato la mia presenza al rispetto della
condizione che si svolgessero alla presenza
dell'intero Consiglio comunale e, comunque, di
tutte le forze politiche interessate.
Quanto alla questione più generale che interessa in maniera più pregnante il dibattito sul
bilancio regionale – l'equilibrio dei conti nella
gestione del servizio sanitario –, questo è chiaramente evidenziato nella relazione del collega
Saponaro. Credo che in qualche modo stiamo
invertendo il trend della spesa, o meglio stiamo riducendo l’incremento del trend della spesa, che percentualmente in questi due anni è
cresciuta meno di quanto non sia cresciuta nel
biennio precedente al 2005. Lo ha esposto con
dati alla mano l'assessore Saponaro ed anche il
2006, una volta che saranno disponibili i dati
consuntivi definitivi, confermerà questo trend
di crescita percentualmente inferiore a quella
degli anni precedenti.
Inoltre, accertata al centesimo l’entità, la
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copertura del disavanzo del 2006 sarà affidata
anche ad interventi del bilancio autonomo, così come hanno fatto tutte le Regioni e così
come credo sia inevitabile fare, dal momento
che il fondo sanitario nazionale è sottostimato
– rispetto ai costi di funzionamento del servizio sanitario nazionale – di almeno quattro miliardi di euro.
Tuttavia, credo che non si possa sottacere
– da questo punto di vista – che il Governo
regionale, a livello di confronto con il sistema
regionale in materia di riparto del fondo sanitario nazionale, ha fino ad oggi ottenuto dei
significativi risultati, anche se non quelli a cui
il collega Palese fa riferimento e ai quali dobbiamo assolutamente tendere. Il consigliere
Palese sostiene che dovremmo avere almeno
una quota capitaria mediana rispetto al divario
che esiste tra la quota capitaria più bassa e la
quota capitaria più alta attribuita alle diverse
Regioni d'Italia, e questo è un obiettivo che
questa Regione si è posto e che deve essere
perseguito dall'intero sistema politico della
Regione perché, siccome a livello di Conferenza dei Presidenti vige la clausola
dell’unanimità delle decisioni, è del tutto evidente che in quella sede noi non raggiungeremo mai l'unanimità su una decisione che dovesse veder crescere significativamente e legittimamente i trasferimenti di fondo sanitario attribuiti alla Puglia.
Allora è necessaria, peraltro è in corso di
esame da parte del Parlamento, una legge che
punta a colmare il divario tra i diversi servizi
sanitari del Paese, in particolar modo il divario
tra i servizi sanitari del Mezzogiorno e quelli
delle Regioni del centro-nord. In quella sede
dovrà essere sanato un vero e proprio vulnus,
introdotto con i criteri di riparto del fondo sanitario. Ciascun gruppo consiliare presente in
quest'Aula dovrebbe impegnare i propri rappresentanti parlamentari a sostenere la proposta che la Puglia ha avanzato in sede parlamentare, perché possa essere corretta per legge questa anomalia.
Atti consiliari della Regione Puglia
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Anche ai fini del miglioramento dei conti
della sanità la Regione ha attivato una serie di
iniziative utili a contrastare alcuni fenomeni
della spesa, che deve essere assolutamente ricondotta al controllo della Regione, vale a dire
la spesa farmaceutica per la quale al collega
Palese – che ha fatto specifico riferimento alla
possibilità di utilizzare la distribuzione diretta
dei farmaci del primo ciclo terapeutico successivo alle dimissioni attraverso il sistema delle
farmacie convenzionate, rimarcando che anziché fare la guerra a determinate molecole si
sarebbe potuta imboccare quella strada molto
più utilmente – dico alcune cose: primo, quelle
decisioni assunte con la legge dell’esercizio
provvisorio di bilancio di fine anno non hanno
assolutamente modificato la qualità dell'assistenza farmaceutica erogata ai cittadini della
Puglia; secondo, non hanno determinato ai cittadini quella difficoltà che si paventava; terzo,
stanno già determinando significativi decrementi della spesa farmaceutica. Rispetto ai
mesi corrispondenti del 2006, a gennaio ha
fatto registrare un meno 15% ed a febbraio un
meno 18%.
Peraltro, quel tipo di normativa ha indotto
a più miti consigli proprio il sistema della distribuzione, che oggi avanza proposte di collaborazione molto più ampie di quelle che erano state esposte in precedenza, non solo, ma
sta facendo ragionare – sui costi dei farmaci a
livello nazionale – l'agenzia italiana per il
farmaco che, come sapete, è l'ente che dispone
dell’entità dei costi dei farmaci, ha fatto ragionare l'intero sistema delle Regioni, che si sono
affannate a chiederci copia di quei provvedimenti, insomma, ha posto la questione della
spesa farmaceutica, che in questo Paese dovrà
necessariamente tornare nei livelli fisiologici
dai quali si è ampiamente discostata.
Ma elementi di contrasto li abbiamo posti
in essere anche in relazione all'altra emorragia
finanziaria prodotta dalla mobilità passiva, attraverso una manovra articolata, che si è caratterizzata innanzitutto per una qualificazione
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ulteriore dell'offerta sanitaria pugliese per
buona parte delle patologie oggetto della migrazione sanitaria, che si è caratterizzata anche
per l'aver messo sotto osservazione alcuni fenomeni patologici di migrazione sanitaria, ed
anche attraverso iniziative bilaterali con le Regioni italiane per definire accordi sul contenimento della rispettiva mobilità.
Noi crediamo che questa manovra articolata potrà, nel medio termine, consentirci recuperi finanziari anche su questo versante della
spesa.
Avremo modo di ragionare, come hanno
chiesto anche i colleghi della maggioranza,
sulla qualità della spesa sanitaria in sede di approvazione del documento di indirizzo economico funzionale, che ci auguriamo di portare all'approvazione entro fine aprile, con grande anticipo rispetto agli anni precedenti. Sarà
quella la sede nella quale ragioneremo di allocazione di risorse, e dove potremo cominciare
a trarre un bilancio più puntuale delle ricadute
sulla spesa sanitaria degli interventi prodotti.
Così come sarà occasione di discussione del
piano regionale della salute quella all'interno
della quale ragioneremo sull'organizzazione
del servizio sanitario complessivo della Regione, non soltanto sull’organizzazione ospedaliera dell'assistenza sanitaria.
D'altro canto, e concludo, questa Giunta
ha anche impostato, e di questo non si dà conto nella relazione al bilancio perché stiamo
parlando di fondi assolutamente diversi, già un
piano di ammodernamento delle strutture sanitarie, operando a stralcio sull'utilizzazione dei
fondi dell'articolo 20, in maniera da evitare di
perdere il treno dei fondi immediatamente disponibili, presentando un accordo di programma al Governo centrale di oltre 450 milioni di euro, che è finalizzato – già da subito –
ad una forte riqualificazione del sistema ospedaliero. Con il piano operativo regionale dei
fondi strutturali sono state previste risorse cospicue, che potranno essere indirizzate in direzione della riqualificazione del sistema territo-
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RESOCONTO STENOGRAFICO
riale. Con la programmazione in materia sociale e in materia sanitaria si sono posti i paletti
per l'integrazione tra questi due fondamentali
momenti dell'assistenza rivolta ai nostri cittadini.
Credo che ci siano tutte le condizioni per
ritenere l'azione del Governo, anche in questo
settore, assolutamente in linea con gli obiettivi
programmatici che questo Consiglio ha avuto
la possibilità di verificare.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire il
Presidente della Giunta regionale, Nichi Vendola.
VENDOLA, Presidente della Giunta regionale. Avrei potuto rinunciare a
quest’intervento perché gli interventi degli
assessori Saponaro, Introna e Tedesco
sono stati molto puntuali, e poi nel corso
del dibattito sugli emendamenti e sugli articoli avremo modo di sviluppare un confronto che ha mantenuto per tutta la mattinata un tono di grande civiltà.
Tuttavia, ci tenevo a fare alcune rapide osservazioni. Nel mese di dicembre vi è stato,
non è un segreto, un momento dialettico importante all'interno della mia maggioranza e
del mio Governo, relativamente alle scelte che
dovevamo compiere per rispondere ai problemi del bilancio. È noto, io ero sostenitore della
tesi che fosse necessario ritoccare le aliquote fiscali, e mi trovavo in buona compagnia, nel senso che la stragrande maggioranza dei protagonisti degli enti territoriali, i comuni, hanno ritoccato le aliquote fiscali perché la base fiscale della
nostra Regione è terribilmente fragile.
E devo dire che in quel dibattito abbiamo
vissuto delle esperienze importanti, per esempio, quando abbiamo chiesto al Ministero del
tesoro una simulazione su cosa comportasse
l'aumento di una percentuale minima dell'IRPEF per i redditi sopra i 30 mila euro l'anno,
per garantire un'intangibilità dei ceti popolari,
il risultato è stato sconfortante, cioè non si ca-
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va sangue dalle rape, perché il grosso del peso
fiscale è sui redditi dai 30 mila euro in giù, un
dato importante, che in parte fa pensare ancora a quanto sia ampia la zona dell'elusione fiscale, ma questo è un altro problema.
In quel caso sono rimasto impressionato
soprattutto dalla determinazione delle forze
sociali, dei sindacati, di Confindustria, su come fosse importante, in questo momento storico, per il vantaggio competitivo che ne può
derivare e per la fragilità sociale del nostro territorio, non toccare le aliquote fiscali.
Confesso che giudicai un errore politico
rinunciare in quel momento all'inasprimento
fiscale, tuttavia, siccome mi sono sempre considerato punto di mediazione e non capo militare di una coalizione – soprattutto penso che
l'ascolto delle forze sociali sia molto importante –, accettai l'invito, che veniva anche dalle
forze sociali, a proporre l'esercizio provvisorio
ed a cercare di costruire forme di contenimento della spesa che ci consentissero di chiudere
il bilancio senza ricorrere ai ritocchi fiscali.
Bene, noi proponiamo un bilancio che non
ha dentro di sé la leva fiscale, in una Regione
che ha due, non uno, ma due elementi supplementari di riflessione dal punto di vista della
pressione fiscale. L’assessore Saponaro ha ricordato che noi, per quest’anno, non avremo
ritocchi neppure dal punto di vista dell’indice
di inflazione delle tariffe di acquedotto, lo dico
con nessun tono polemico. Noi abbiamo avuto
il massimo aumento tariffario in presenza dei
minimi storici di investimenti. Credo che, al
contrario, noi stiamo implementando in maniera considerevole la politica degli investimenti
diminuendo le tariffe dell’acquedotto. Aggiungo che abbiamo confermato l’intervento per
finanziare la diminuzione del 10% degli abbonamenti dei pendolari del trasporto pubblico,
che sono quasi esclusivamente lavoratori e
studenti.
Ci presentiamo, quindi, confermando scelte importanti. Queste scelte – lo dico alla mia
maggioranza – non ci esimono dal compito
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RESOCONTO STENOGRAFICO
che ci viene segnalato dall’intervento del consigliere Palese, ovvero quello di rendere sempre più stringente la radiografia dei sistemi di
spesa, che in fin dei conti sono sistemi di potere, spesso opachi e imboscati.
Credo che sia un compito al quale permanentemente dobbiamo chiamare l’intera Assemblea elettiva, perché ha ragione il consigliere Palese a richiamare questa come una necessità istituzionale: produrre atteggiamenti di
bonifica delle fonti di spreco, di dissipazione
delle risorse pubbliche. Da questo punto di vista possiamo farci i complimenti, perché siamo
l’unica Regione d’Italia ad aver tagliato gli interventi di spesa del Consiglio regionale, tanto
che spendiamo molto, molto di meno di regioni con un numero inferiore di abitanti rispetto
alla nostra. Inoltre, siamo riusciti ad intervenire con ritocchi ai nostri stipendi, alla telefonia
ed alle auto blu.
Insomma, non lo dico a vanto di una maggioranza o di un Governo, ma a vanto di un
Consiglio regionale, anche perché il bilancio
del Consiglio è normativamente autonomo,
per cui vi ringrazio molto perché l’input che è
stato dato con molta energia da me al mio
Governo, ed al Presidente Pepe, è stato raccolto. Possiamo dire che qui non c’è la manifestazione di una cultura della furbizia e dello
spreco, ma il Consiglio regionale ha diminuito
rispetto allo scorso anno le proprie spese. E di
questo vi ringrazio.
Certo, ci sono stati interventi legittimamente critici e polemici. Permettetemi di fare
solo un’osservazione a tal riguardo. Domani è
il secondo anniversario del voto che mi ha
portato a vincere e ad assumere questo incarico così oneroso. Io stesso, talvolta, faccio fatica a misurare il tempo, perché è talmente faticoso questo mestiere che ho quasi abrogato
la memoria del prima. Domani sono due anni
dal voto, non dall’inizio dell’esercizio di Governo, perché passerà ancora circa un mese e
mezzo dall’inizio delle attività proprie di Governo.
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Lo dico al netto di qualsiasi spirito politico, ma semplicemente per ragionare. Noi abbiamo di fronte una regione che ha compiuto
alcuni sforzi importanti nella precedente Legislatura dal punto di vista del risanamento dei
conti. Tuttavia, parlavamo dei conti del bilancio regionale, anche se è difficile non immaginare che la politica debba corrispondere a molte e differenti aritmetiche. Faccio un esempio.
La Puglia è una regione che ha la povertà al
19%, il che significa che abbiamo tra i 700 e
gli 800 mila cittadini che vivono sotto il livello
della decenza e della dignità. Badate che 800
mila poveri in un territorio di 4 milioni 68 mila
persone significa avere un potenziale di crisi
delle forme di coesione sociale devastante.
Secondo una sequenza molto lunga, storica – non è una polemica con un Governo o
con l’altro – registriamo un bassissimo tasso di
infrastrutturazione socio-assistenziale. Insomma, riscontriamo una debolezza della risposta
in termini di implementazione dei servizi sociali e dei diritti dei cittadini.
Stressare il bilancio, per aumentare la spesa sociale, credo che sia un rischio che è moralmente doveroso correre. Ricostruire le reti
di protezione sociale per intere porzioni di popolazione che non hanno nessun paracadute
quando crollano, quando alla povertà tu sommi la non autosufficienza, quando in una famiglia che vive ai margini, in una periferia sociale
urbana, si aggiunge un figlio diversamente abile o una malattia particolare, diventa una miscela esplosiva.
Abbiamo provato a corrispondere a questo
bisogno di ricostruire la tessitura dei servizi e
dei diritti sociali. Su questo, però, dobbiamo
fare molto di più. Anche gli oltre 50 milioni di
euro sostanziali di questo anno sono assolutamente insufficienti, anche per un problema. Gli
amici che si occupano nella sanità di questioni
che riguardano la vita concreta delle persone,
lo sanno bene: quando cominci ad organizzare
le risposte, c’è la moltiplicazione automatica
delle domande. Non appena cominci a rico-
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RESOCONTO STENOGRAFICO
struire un percorso di protezione sociale, naturalmente c’è l’acquisizione di percezione di diritti soggettivi da parte dei cittadini. Quindi, la
domanda non rallenta, ma si moltiplica e diventa una tempesta di domande che noi dobbiamo saper fronteggiare con grande attenzione, come tutte le domande che riguardano il
mondo del lavoro precario.
Certo, potremmo fare di più in prospettiva
sugli operai forestali, ma non dobbiamo dimenticare che li abbiamo presi che avevano 41
giornate all’anno di lavoro finanziate e li abbiamo portati a 102 giornate annue. Non è la
stabilizzazione, non è l’uscita dal recinto della
precarietà, ma è un altro reddito, è un’altra
possibilità di vita nella misura in cui possiamo
fare. Il tema del precariato, che non possiamo
agitare soltanto per puro spirito demagogico,
deve diventare un tavolo paziente di concertazione di una grande questione sociale, dove
dobbiamo evitare la guerra tra poveri.
Lo dico a tutti i colleghi: il rischio non è la
guerra tra gli uni e gli altri con il centrodestra
che ci può rinfacciare la stabilizzazione, e noi
che rispondiamo che l’abbiamo cominciata,
accusando che sono stati loro ad avviare questo giro del precariato. Il problema vero non è
questo, che attiene più al teatro della politica.
Il problema vero è la guerra tra colui che è
precario, e rischia di uscire, e colui che è iscritto alle liste di collocamento e rischia di
non entrare mai nel mondo del lavoro. Noi
dobbiamo costruire soluzioni che abbiano elementi di equità sociale, che impediscano la
guerra tra i poveri.
Mi fermo qui su questo aspetto, convinto
davvero che le sedute consiliari come quella
che, speriamo, prima dell’estate potremo fare
sul piano della salute, ci possono consentire di
più e meglio di approfondire, anche approfittando da parte mia dello spirito assolutamente
costruttivo che abbiamo complessivamente
colto nell’impostazione dell’opposizione.
Sul federalismo fiscale ha ragione il consigliere Palese a richiamarci tutti quanti alla ne-
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cessità di essere molto attenti a questo passaggio. Ho condiviso il richiamo del Presidente della Repubblica sul dovere di adempiere al
dettato costituzionale. Tuttavia, il federalismo
fiscale o significa due cose che stanno insieme,
oppure non si fa, perlomeno noi ci metteremo
di traverso. Le due cose che devono stare insieme sono il criterio della responsabilizzazione dei territori – perché non vogliamo rappresentare un sud piagnone che chiede sempre
ammortizzatori sociali, sussidi ed elemosine,
ma vogliamo qualificare la spesa e renderci autosufficienti – e l’equità, uno dei punti strutturali che fanno l’unità nazionale.
Ebbene, se il federalismo fiscale non contiene questo secondo elemento noi non lo possiamo accettare. Per essere più specifici, c’è
una discussione preliminare che riguarda il riparto del Fondo sanitario nazionale. Per avviare nel modo migliore questa discussione,
intanto mettiamoci d’accordo sul fatto che il
Fondo sanitario nazionale non può essere ripartito usando soltanto due parametri, quello
del peso della popolazione e del suo invecchiamento.
Manca il terzo parametro, che non è previsto, ma che è invece necessario che ci sia – grida
vendetta la sua assenza –, della deprivazione.
Non pesare la debolezza della infrastrutturazione
sanitaria, non pesare la debolezza dei fenomeni di
povertà, di scolarizzazione e quant’altro, è assolutamente sbagliato.
Intanto vanno ripensati e arricchiti i parametri, poi, quando si tratta di immaginare quali
sono gli interventi complessivi dello Stato,
quest’ultimo non può pensare di aver esaurito
il proprio compito nel garantire il Fondo sanitario nazionale. L’unitarietà dello Stato si vede
dall’assistenza sanitaria, dall’assistenza sociale
nel suo complesso, dall’organizzazione dei
servizi di pubblica istruzione e dalla qualità del
trasporto pubblico locale.
Sono molti gli ingredienti che ci possono
consentire di sviluppare fino in fondo la nostra
parte, quella di chi è chiamato al dovere di bo-
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RESOCONTO STENOGRAFICO
nificare i bilanci, di tagliare tutti i rami improduttivi e parassitari della spesa pubblica. Questo è un dovere assoluto: noi siamo pronti ad
affrontarlo. È importante questo richiamo generale, perché le lobby possono essere più forti della politica. E io non intendo contribuire a
mettere in piedi una lobby del sud contro una
lobby del nord.
Non sto parlando lobbysticamente, ma sto
parlando guardando alla lettera e allo spirito
dell’articolo 117 della Costituzione. Per la nostra parte, la Puglia nel suo complesso è pronta a scendere in campo, a condizione che ci sia
ciò che garantisce l’unità nazionale e l’equità
sociale tra tutte le Regioni, la solidarietà, ma
siamo pronti a fare anche la nostra parte in
termini di rigore, di risanamento e di responsabilizzazione dei territori.
Queste erano le cose che intendevo dire, e
ribadisco il ringraziamento a tutti voi per il
contributo che avete già dato e che darete nel
prosieguo del dibattito.
PRESIDENTE. Presidente Vendola, la
ringrazio anche per l’apprezzamento rivolto
all’Ufficio di Presidenza per lo sforzo compiuto nel contenimento della spesa che, è bene
precisare, è stato attuato attraverso una decisione unanime dei Gruppi politici e dell’Ufficio
di Presidenza.
Comunico che gli emendamenti pervenuti
sono numerosi e che per la loro riproduzione
occorrono circa novanta minuti. Nel frattempo, invito i Capigruppo ad incontrarsi con il
Presidente Vendola presso la saletta adiacente
all’Aula del Consiglio, per tentare di individuare una soluzione
La seduta è sospesa.
PRESIDENTE.
dell’articolato.
4 APRILE 2007
Passiamo
all’esame
BRIZIO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BRIZIO. Signor Presidente, intervengo solo per ribadire che questo bilancio è arrivato in
Commissione con una certa struttura e subisce
una trasformazione in Consiglio regionale.
Caro Presidente del Consiglio, caro Presidente della Giunta, siamo davvero stanchi di
assistere alla presentazione di una serie di emendamenti che stravolgono completamente il
bilancio di previsione. Noi abbiamo bisogno di
tempo per studiare gli emendamenti, per armonizzarli e concordarli con le associazioni di
categoria. Faccio riferimento all’intervento del
Capogruppo dei DS, il quale ha detto che in
Commissione si è svolta una discussione serena sul bilancio. Ebbene, vorrei sapere a quale
bilancio presentato ai cittadini pugliesi si riferiva. Le ricordo che era un bilancio completamente diverso da quello presentatoci oggi in
Aula. Non possiamo più assistere a questo
modo di operare; è bene trovare un accordo in
Commissione, individuare un modo unico di
procedere sui temi importanti che riguardano i
cittadini pugliesi.
Pertanto, signor Presidente, è obiettivo del
Gruppo che rappresento andare avanti – come
avevamo dichiarato in Conferenza dei Capigruppo – fin quando tutti gli emendamenti e
gli articoli proposti non saranno sviscerati e
discussi accuratamente, con l’attenzione della
stampa e dei pugliesi.
DAMONE. Domando di parlare.
(La seduta, sospesa alle ore 15,00, riprende alle ore 18,26).
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.
Esame articolato
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PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAMONE. Signor Presidente, quando si
convoca la Conferenza dei Capigruppo, che si
è riunita regolarmente e formalmente nel corso
Atti consiliari della Regione Puglia
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VIII Legislatura
RESOCONTO STENOGRAFICO
della mattinata, deliberando di andare avanti
fino a notte inoltrata con la discussione sugli
emendamenti, dobbiamo attenerci ai deliberati.
Chi è assente ha torto.
Noi siamo persone serie, e come tali abbiamo partecipato ad un organismo istituzionale che ha previsto la seduta no stop di stasera, anche per andare incontro alle esigenze di
alcuni consiglieri.
Nessuno, all’ultimo momento, può dichiarare la propria disponibilità per la mattinata di
domani.
PRESIDENTE. Vi invito a rispettare le
posizioni e le idee di ognuno.
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TITOLO I
DISPOSIZIONI
DI CARATTERE FINANZIARIO
art. 1
(Spesa a carattere pluriennale)
1. Gli importi da iscrivere in bilancio in relazione alle autorizzazioni di spesa recate da
Leggi regionali a carattere pluriennale restano
determinati, per ciascuno degli anni 2007,
2008 e 2009, nelle misure indicate nella tabella
“A” allegata alla presente legge.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
Do lettura degli articoli successivi:
LOPERFIDO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOPERFIDO. Signor Presidente, voglio
chiarire un paio di punti dell'intervento del
prezioso collega Damone. In primo luogo, una
riunione di Capigruppo non può – il collega
Damone dovrebbe saperlo – anticipare, se non
in maniera bonaria, il termine di un Consiglio
convocato per due giorni.
In secondo luogo, ritengo che gli impegni
personali, di fronte alle nostre competenze, si
possano rimandare. Del resto, il Consiglio si
riunisce una volta al mese, in alcuni casi ogni
20 giorni, e in quell’occasione abbiamo il dovere morale di parteciparvi – se necessario,
anche per diversi giorni – come forma di rispetto nei confronti dei cittadini pugliesi e della nostra coscienza. Dopo tutto il nostro lavoro è ben riconosciuto economicamente, grazie
alla legge regionale.
PRESIDENTE. Quando arriveremo ad un'ora insostenibile, insieme valuteremo il da
farsi.
Procediamo,
dunque,
con
l'esame
dell’articolato.
Do lettura dell’articolo 1:
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
art. 2
(Ristrutturazione e rinegoziazione
mutui regionali)
1. La Giunta regionale è autorizzata a rinegoziare, anche ricorrendo all'estinzione anticipata, tutti o parte dei mutui stipulati e dei titoli emessi con oneri a carico del bilancio regionale.
2. In caso di ricorso all'estinzione anticipata di mutui, la Giunta regionale è autorizzata a
contrarre nuovi mutui o prestiti obbligazionari
per un importo pari al debito residuo inclusi gli
oneri connessi all'operazione, per una durata
superiore alla vita residua ed ad un tasso fisso
o variabile annuo iniziale non superiore a quello dei mutui da estinguere.
3. Per le operazioni di cui al comma 1 è
autorizzato il pagamento della penale contrattualmente prevista per l'estinzione anticipata,
ovvero dei costi connessi alla rinegoziazione.
4. L'eventuale ricorso a strumenti derivati
va effettuato a condizione che si realizzi una
riduzione del costo finale del debito e del grado di esposizione ai rischi di mercato.
PALESE. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 45
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RESOCONTO STENOGRAFICO
PALESE. Signor Presidente, l’articolo in
oggetto è importante ed impegnativo, come ho
voluto sottolineare, sia in Commissione, sia
questa mattina in discussione generale, richiamando l’attenzione su due aspetti.
La Regione, al momento, si trova nelle
condizioni di ritornare sul mercato per riposizionare lo stock di debito del piano di consolidamento per il dissesto finanziario. Come hanno annunciato gli organi del Governo regionale, la società internazionale di certificazione di
rating attesta un miglioramento, da A2 ad A1.
Questo è un dato che si rileva, in particolare,
prendendo a riferimento la gestione finanziaria
al 31/12/2005.
La consistenza patrimoniale della nostra
Regione – mi riferisco soprattutto alla società
aeroportuale e all’AQP – è stata notevolmente
potenziata. Per quanto riguarda l’AQP, ciò è
dovuto all'interezza della proprietà da parte
della nostra Regione; per quanto riguarda la
società aeroportuale, che sta operando miglioramenti dal punto di vista strutturale – penso, innanzitutto, agli aeroporti internazionali di Bari e
Brindisi –, il valore è enormemente aumentato
rispetto alla concessione quarantennale.
Una situazione come questa consente, certamente, di andare sul mercato. Gli atti della
Giunta regionale dicono chiaramente che le operazioni vengono svolte nella maniera dovuta.
Rinnovo la raccomandazione di porre
grande attenzione affinché i piani di ammortamento, che probabilmente presenteranno gli
istituti finanziari, prevedano una rata costante
nel tempo, sia per la parte in conto interessi,
sia per la parte in conto capitale.
BRIZIO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BRIZIO. Signor Presidente, su questo articolo, che può sembrare anche una disposizione di ordinaria amministrazione della Giunta regionale – rinegoziare i mutui, mettere ma-
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VIII Legislatura
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no alla finanza del bilancio regionale –, avremmo preferito vi fosse un’informativa al
Consiglio regionale, nonché alla Commissione
bilancio.
Mettere mano su una questione così importante per la vitalità di una Giunta regionale,
se da una parte è necessario, dall’altra suscita
non pochi sospetti riguardo ad operazioni che
potrebbero anche non essere convenienti per le
casse regionali.
Conoscendo il buonsenso dell’assessore,
mi auguro che in futuro si possa arrivare al rifinanziamento dei mutui in maniera più agevole, anche rispetto a quello che è accaduto precedentemente. Mi auguro inoltre che, una volta ottenuto tale risultato, si possa definire,
d’intesa con la Commissione regionale al bilancio, un’informativa che ci permetta di essere più sereni e tranquilli rispetto ad operazioni
che, come abbiamo visto per altre amministrazioni e per altri enti, non hanno apportato
grande giovamento. Mi riferisco, ad esempio,
ai BOC che più Comuni hanno attivato negli
ultimi anni e che hanno causato dei veri disastri nelle casse degli enti pubblici.
Confidando nel buonsenso dell’assessore,
mi auguro che il Consiglio regionale, nella sua
interezza, venga portato a conoscenza di particolari operazioni.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’assessore Saponaro.
SAPONARO, assessore al bilancio,
alla programmazione, ai fondi strutturali
e alle politiche comunitarie, alle finanze,
all’economato, alla ragioneria, al controllo interno di gestione e al patrimonio.
Innanzitutto voglio precisare – il collega
Palese ne è a conoscenza – che già nella
Commissione bilancio è stata avviata una discussione su questo articolo, con un primo
approfondimento e alcune raccomandazioni.
Ovviamente, solo quando sarà definita una
proposta organica di rinegoziazione dei mu-
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 45
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RESOCONTO STENOGRAFICO
tui in essere, sarà fornita un’ulteriore informazione più dettagliata.
Tuttavia, data l’importanza di questo articolo e del tema, come hanno riconosciuto i
colleghi della minoranza, credo che il Consiglio, in occasione dell’approvazione della legge finanziaria, debba essere ulteriormente informato innanzitutto riguardo al punto di partenza.
Mi dispiace dover ricordare al consigliere
Palese, assessore al bilancio nella precedente
legislatura, e al consigliere Brizio, che già sedeva sui banchi del Consiglio regionale nella
maggioranza, che il punto di partenza è una
emissione obbligazionaria fatta nel 2003 che,
per la struttura della stessa, espone – non è
quindi un sospetto riferito al passato, ma è un
punto della realtà odierna – la Regione Puglia
ai rischi del mercato, nel senso che ci sono stati già degli andamenti negativi sulla parte relativa agli interessi dell’operazione.
Dopodiché, per la struttura del cosiddetto
fondo di accumulo (il famoso sinking fund), a
cui viene versata una rata semestrale gestita
attraverso il ricorso al mercato dei titoli finanziari, tale emissione espone, anche per le clausole di questo contratto – è bene che il Consiglio regionale sia informato di questo, che è un
tema importantissimo – la Regione al fatto che
i rischi relativi a questi titoli sono a suo carico,
mentre gli eventuali guadagni finanziari sono
appannaggio del gestore.
Quindi, caro consigliere Brizio, noi partiamo
da questa struttura contrattuale da voi deliberata
nel 2003. Tale struttura potrebbe anche esporre
– al termine del periodo, ossia nel 2023 –, in caso di default di alcuni titoli, al fatto che, anziché
870 milioni da restituire a quella data, ce ne ritroviamo 770. A proposito del «canto libero» sul
famoso bilancio autonomo, in quel caso dovremo integrare la differenza.
Questa è la posizione di partenza della
struttura contrattuale. Noi ci stiamo lavorando
da diversi mesi. Peraltro, la legge finanziaria
nazionale approvata a dicembre, date le condi-
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Servizi di resocontazione parlamentare
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zioni mediamente favorevoli del mercato finanziario internazionale, spinge gli Enti locali
e le Regioni affinché rinegozino i mutui. Stiamo lavorando per giungere ad una impostazione che minimizzi, o riduca a zero, i rischi
che ho testé richiamato, insiti nell’attuale
struttura contrattuale.
Credo, quindi, che il Consiglio regionale
possa stare tranquillo sul fatto che, ferma restando l’informazione che sarà fornita alla
Commissione bilancio, vi sono tutte le condizioni per migliorare la situazione attuale dei
mutui, dal punto di vista sia finanziario e del
grado di rischio.
Ho dovuto fare questa precisazione in riferimento al termine «sospetto» utilizzato dal
collega Brizio.
BRIZIO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BRIZIO. Signor Presidente, approvo
l’intervento dell’assessore volto a chiarire
quest’aspetto, che rispecchia anche le mie perplessità, già sollevate nel 2003. Oggi confermate che le perplessità esistono e sono tali da
esporre la Regione ad una posizione finanziaria ed economica di rilevante peso per le casse
del bilancio regionale. Probabilmente vi fu un
minimo grado di superficialità all’epoca, sebbene, sentendo il protagonista di allora,
l’assessore Palese, queste preoccupazioni non
vi erano allora e non vi sono oggi.
Per questo motivo vi invito a fare in modo
che ci sia un coinvolgimento del Consiglio regionale da una parte e della Commissione
dall’altra. A volte si ricorre alla cosiddetta finanza creativa per risolvere i problemi
dell’oggi, che poi diventano i problemi del
domani. Dal momento che la rinegoziazione
dei mutui coinvolge inevitabilmente le future
generazioni di questa Regione, dobbiamo cercare di rendere tutti quanti consapevoli delle
scelte che si assumono.
Atti consiliari della Regione Puglia
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Lo dico per i più giovani, come me, che
non si sa se tra vent’anni siederò ancora in
quest’Aula consiliare, o come il collega Tedesco, che da 25 anni siede in quest’Aula. Dobbiamo fare in modo di renderli partecipi e di
essere trasparenti il più possibile su queste operazioni che, a volte, possono essere ad alto
rischio.
PALESE. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALESE. Signor Presidente, è bene chiarire queste questioni, atteso che all’epoca vi sono state le autorizzazioni del Consiglio regionale, gli atti e i percorsi amministrativi e autorizzativi. Mi riferisco al nuovo ordinamento
inerente al ricorso ai mercati finanziari, che
chiama in causa la vicenda del Governatore
della Banca d’Italia, la legge sul risparmio e
quant’altro.
Tale ordinamento prevede nuove regole,
ma non contiene i passaggi che la Regione allora dovette compiere. I passaggi sono quelli
del CICR, della Banca d’Italia, del Ministro
dell’economia e delle finanze e quant’altro.
Non vi è cosa peggiore che parlare a casaccio
di queste questioni, visto che si può fare riferimento agli atti.
Basterebbe considerare che una società di
certificazione internazionale e indipendente,
che nulla ha a che vedere con le banche e
quant’altro, conoscendo il debito della Regione, la sua condizione patrimoniale, le situazioni di gestione finanziaria al 31/12/2005, ha deciso di migliorare il rating. Mi sembra che
questa scelta non coincida tanto con le perplessità e i rischi paventati. Si tenga presente
che il rating non è nient’altro che lo specchio
dell’affidabilità finanziaria rispetto alla situazione patrimoniale.
Non possiamo pensare che ciascuno di noi
possa alzarsi in Consiglio regionale e pronunciare queste fantasie. L’altra variabile da tener
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presente è quella dei mercati: un conto è andarvi nelle condizioni in cui si trovava la Regione Puglia al suo primo ingresso, un conto è
andarvi nelle condizioni attuali. In primo luogo, la Regione Puglia ha una credibilità più
forte rispetto al passato, essendo già stata sui
mercati; in secondo luogo, in questi anni (dal
2003 ad oggi), a seguito delle rate che abbiamo pagato, lo stock del debito è diminuito.
È comprensibile che la nostra Regione,
come avviene anche per lo Stato, le aziende
private, gli altri Enti locali, punti a condizioni
più favorevoli. Fa bene, dunque, la Regione ad
assumere questo provvedimento. Le situazioni
migliorative del rating permettono di usufruire
di condizioni migliori rispetto alle precedenti.
Non vedo, quindi, nessuna superficialità.
Tuttavia, invito il collega Brizio a rileggere gli
atti e a studiarli bene, se non lo ha fatto quando era nella maggioranza. Allo stesso tempo,
invito l’assessore Saponaro ad individuare tutti
i percorsi e le situazioni che si sono verificate
in un contesto tragico della Regione, nella fase
della ricognizione del debito, della prima ricontrattazione, e via dicendo.
La verità storica su questo dato va individuata. Non mi sembra che la nostra Regione –
se non per la consulenza dell’avvocato Viganò, all’epoca della Giunta Martellotta e
dell’assessore Pugliese –, abbia mai avuto bisogno di un advisor e quant’altro. Abbiamo
sempre cercato di andare avanti da soli, nella
migliore maniera possibile, spuntando condizioni che, comunque, si sono poi rivelate favorevoli e vantaggiose per la Regione.
GIAMPAOLO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMPAOLO. Signor Presidente, chiedo
all’assessore di fare una precisazione su un aspetto tecnico. All’articolo 2, comma 3, si parla di autorizzazione al pagamento delle penali.
L’articolo 8 del decreto Bersani sulle liberaliz-
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VIII Legislatura
RESOCONTO STENOGRAFICO
zazioni non prevede alcuna penale per
l’estinzione o la rinegoziazione dei mutui. Ritengo sia utile non trascurare questo aspetto.
Sebbene il decreto legge si riferisca ai privati,
bisogna verificare se la cosa sia possibile anche
per gli Enti pubblici.
Aspetto
una
risposta
in
merito
dall’assessore.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’assessore Saponaro.
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meno a livello della premessa normativa, rappresenti una garanzia. Cercheremo – non è
detto che ci riusciremo, perché dipende dai
contraenti, in questo caso dagli istituti finanziari – di avere dei vantaggi, sia finanziari, sia
economici, sia di riduzione del grado di rischio, di cui parlavamo a proposito dello
strumento finanziario in atto.
BRIZIO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAPONARO, assessore al bilancio,
alla programmazione, ai fondi strutturali
e alle politiche comunitarie, alle finanze,
all’economato, alla ragioneria, al controllo interno di gestione e al patrimonio.
Il decreto Bersani si riferisce ai mutui per la
prima casa. In ogni caso, ai soli privati.
Il senso del comma 3 è quello di negoziare
i costi per la ristrutturazione dei contratti,
comprendendo ovviamente le penali. Si legge,
infatti, «ovvero dei costi connessi alla rinegoziazione». In realtà, il vantaggio che si può ottenere in queste operazioni passa in maniera
significativa – tranquillizzo il collega Giampaolo – proprio dalla misura della rinuncia alle
penali, contrattualmente previste da parte degli
istituti finanziari. In altre parole, una maggiore
rinuncia comporta un’operazione più conveniente per il committente.
È importante leggere i commi 1, 2 e 3 contestualmente al comma 4. Quest’ultimo, infatti, in sintonia con la normativa nazionale, rappresenta la vera garanzia, in quanto parla di
«riduzione del costo finale del debito e del
grado di esposizione ai rischi di mercato».
Questi sono due concetti importanti, poiché
potrebbe esserci una riduzione del costo del
debito, ma con un aggravio: ad esempio,
strumenti finanziari che espongono maggiormente ad un rischio di mercato.
La circostanza che la nostra legge – nel
caso specifico il comma 4 – preveda entrambi
gli elementi come valutazione, credo che, al-
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Servizi di resocontazione parlamentare
BRIZIO. Signor Presidente, non vorrei che
qualcuno pensasse che tra me e il collega Palese ci sia una difformità di opinioni. Preciso che
non ho mai detto che gli atti del 2003 lasciano
perplessità sull’operato del Governo di allora.
È risaputo che quando si parla di operazioni di
un certo genere, siccome sono spostate nel
tempo, bisogna fare in modo che ci sia una
partecipazione più completa, una memoria storica della questione.
L’assessore, al contrario, poneva dubbi
fortissimi sull’operazione, tanto da lasciar
comprendere – perlomeno a me – che questa
norma, in qualche modo, servirà ad annullare
quello che è stato fatto nel 2003.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’assessore Saponaro.
SAPONARO, assessore al bilancio,
alla programmazione, ai fondi strutturali
e alle politiche comunitarie, alle finanze,
all’economato, alla ragioneria, al controllo interno di gestione e al patrimonio.
Devo fare una precisazione per il verbale.
Ho parlato del grado di rischiosità insita in
quel tipo di contratti che tanti Enti locali,
non solo la Regione Puglia, hanno stipulato
nel periodo in questione. Ad onor del vero,
non è stata solo la Regione Puglia a mettere
in atto le operazioni di emissione obbligazionaria con quel tipo di strumento swap,
Atti consiliari della Regione Puglia
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RESOCONTO STENOGRAFICO
più il meccanismo bullet (ossia il fondo di
accumulo e quant’altro).
Ho svolto, più che altro, una considerazione (che credo sia presente anche nella letteratura sulla materia) sulla rischiosità insita in
quel tipo di operazione.
Qualcuno avrà letto, nei mesi scorsi, le
precisazioni in ordine ad uno strumento simile
adottato dall’Acquedotto Pugliese. Ebbene,
all’interno della medesima famiglia contrattuale possono esserci delle clausole che avvantaggiano particolarmente il gestore o l’istituto
finanziario, ovvero altre clausole che diano più
garanzie alla Regione.
PRESIDENTE. Pongo ai voti l’articolo 2.
È approvato.
art. 3
(Incremento fondo per la reiscrizione
delle economie vincolate)
1. Al fine di assicurare la specifica destinazione di somme legislativamente vincolate
confluite nel capitolo 1110052/2004 ovvero
reiscritte e non impegnate nel medesimo esercizio finanziario, il capitolo 1110060 “Fondo
per la reiscrizione delle economie vincolate”
del Bilancio di previsione 2007 viene incrementato dell’importo complessivo di €
14.569.358,92 da reiscrivere ai seguenti capitoli di spesa:
- 621110 U.P.B. 6.3.1 €
877.976,73
- 621115 “
“
“
861.450,11
- 621120 “
“
“ 5.939.254,34
- 916040 “
11.1.1 “
390.677,74
- 953070 “
5.1.2. “ 6.500.000,00
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 4
(Integrazione Fondo Sanitario Regionale
2006. Variazione di bilancio)
1. Al fine di consentire il pronto utilizzo
delle risorse finanziarie ripartite con delibera
CIPE n. 140 del 17 novembre 2006 e destinate
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al finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale per l’anno 2006, la Giunta regionale è autorizzata a disporre, con proprio atto, le variazioni occorrenti per l’iscrizione nel bilancio per l’esercizio finanziario 2007, compresa l’istituzione dei correlati capitoli di entrata e di spesa, della somma risultante dalla
differenza tra importo spettante di €
5.708.409.509,00 e l’importo di €
5.449.193.822,00 già stanziato nel bilancio
di previsione per l’anno 2006.
Il relativo provvedimento è comunicato al
Consiglio regionale entro dieci giorni.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
È stato presentato un emendamento aggiuntivo dell’articolo 4/bis (n. 1/bis) a firma
dei consiglieri Potì, Sannicandro, Stefano e altri, del quale do lettura: «Art. 4/bis:
L’ammontare del residuo passivo proprio proveniente dall’esercizio finanziario 2005, cui al
cap. 873010, U.P.B. 4.6.1., di €
53.379.629,06 per la quota non perfezionatasi
in obbligazioni giuridicamente vincolanti e dichiarata, pertanto insussistente con atto di
Giunta Regionale, viene fatta affluire
nell’originario fondo di cui all’art. 54 della
L.R. n. 28 del 2001, cap. 1110052, U.P.B.
10.4.1., per essere utilizzata secondo quanto
previsto dal medesimo articolo».
Ha chiesto di parlare il consigliere Potì. Ne
ha facoltà.
POTI’, relatore. Signor Presidente, chiedo
di soprassedere a questo articolo aggiuntivo,
in attesa di trovare una formulazione unitaria
con la proposta emendativa successiva, aggiuntiva dell’articolo 4/ter. Mi permetto di
chiederle di metterlo in coda.
PRESIDENTE. Non essendoci osservazioni, accantoniamo momentaneamente gli
emendamenti, in attesa di una nuova formulazione.
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TITOLO II
NORME SETTORIALI
DI RILIEVO FINANZIARIO
MARMO Nicola. Domando di parlare.
Capo I
Disposizioni in materia di Agricoltura
MARMO Nicola. Signor Presidente, colleghi consiglieri, noi riteniamo che la formulazione di questo articolo rappresenti plasticamente i termini entro i quali il Governo regionale vuole affrontare la questione dei Consorzi
di bonifica.
Riteniamo che un articolo siffatto rappresenti, in pratica, un vuoto che si protrae da
troppo tempo, per giungere alla conclusione di
una vicenda che ha visto occupati e preoccupati – in passato e ancora oggi – le forze politiche, il Consiglio regionale, i diversi Governi
regionali. Ebbene, credo che questo articolo
mostri con assoluta chiarezza l’incapacità di
affrontare questo problema, tentando di risolverlo con un versamento di 25 milioni di euro
per affrontare le emergenze dell’anno in corso
nella gestione dei Consorzi di bonifica. Contemporaneamente, però, al comma 2, si crea il
capitolo per l’incameramento di questa anticipazione.
Ho ascoltato l’intervento dell’assessore al
bilancio di questa mattina, a conclusione del
dibattito, durante il quale si è intrattenuto sulla
questione dell’anticipazione. Difatti, se la
norma parla di anticipazione, è evidente che
dovrà prevedere i termini entro i quali essa
dovrà ritornare nelle casse della Regione.
Noi riteniamo invece che ogni anticipazione – e le nostre avevano questo significato –,
soprattutto in questo caso, debba essere operata in attesa dell’approvazione del disegno di
legge di riforma dei Consorzi di bonifica. In
questo modo, altro non facciamo che porre le
premesse affinché questi soldi non vengano
spesi. Faccio notare che se dovranno ritornare
nelle casse della Regione entro l’anno, entro
quel termine non avremo i piani di bonifica,
non avremo i piani di contribuenza che prevede la legge in itinere, ancora ferma in Commissione, dunque non potremo ottenere il ri-
art. 5
(Anticipazioni finanziarie
ai Consorzi di bonifica)
1. Per le finalità e le esigenze riferite
all’esercizio 2007, di cui all’art. 1 comma 1,
della Legge regionale 3 aprile 2006, n. 8 (Disposizioni in materia di Consorzi di bonifica)
ed all’art. 17, comma 3, della Legge regionale
19 luglio 2006, n. 22 (Assestamento e prima
variazione al Bilancio di previsione per
l’esercizio finanziario 2006), è autorizzata
un’anticipazione finanziaria di euro 25 milioni
in favore dei Consorzi di bonifica.
2. Alla spesa per far fronte all’erogazione
dell’anticipazione di cui al comma 1, si provvede mediante iscrizione di pari importo sui
capitoli di nuova istituzione di entrata
6151270 “Recupero di somme anticipate ai
Consorzi di bonifica (P.M.S. vinc. 1 a 1)” –
UPB 6.1.1 – e di uscita 1200170 “Anticipazione finanziaria in favore dei Consorzi di bonifica (P.M.S. vinc. 1 a 1)” – UPB 99.99.1 delle partite di giro del Bilancio di previsione
per l’esercizio finanziario 2007.
3. Per gli adempimenti di cui alle lettere b),
c), d) ed e) dell’articolo 1, comma 1, della l.r.
n. 8/2006 e dell’articolo 17, comma 3, della
l.r. n. 22/2006, la Giunta regionale è autorizzata a nominare, con potere di riscossione e di
pagamento delle somme, un Commissario ad
acta che potrà avvalersi di una struttura di
supporto.
Il compenso da riconoscere e corrispondere al Commissario ad acta ed ai componenti
della struttura di supporto per complessivi euro 27.000,00 farà carico al capitolo di nuova
istituzione 112099 del Bilancio per l’esercizio
finanziario 2007.
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PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
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storo delle anticipazioni. A nostro avviso, queste somme non saranno spese e, quindi, rientreranno subito nel bilancio regionale. Se il fine è questo, allora è giusta la previsione, al
comma 2, del capitolo relativo a queste anticipazioni.
In conclusione, signor assessore, riteniamo
che non si possa utilizzare in questa sede –
soltanto in via cautelativa, se ho capito bene –
la formulazione del secondo comma. Di contro, riteniamo che la modalità di rientro di tutte le anticipazioni debba essere contenuta nella
legge di riforma dei Consorzi di bonifica. In
quella sede, accertata l’entità complessiva del
debito che è in capo ai Consorzi di bonifica –
debito in gran parte rivolto nei confronti della
Regione stessa –, dovremo operare il rientro
immediato, con la contrazione di mutui (come
ha dichiarato l’assessore al bilancio in Commissione) per il ripianamento di quei debiti.
È difficile individuare il garante di quei
mutui. Riteniamo, dunque, di dover modificare
– esprimeremo questa nostra convinzione
nell’illustrazione dell’emendamento – la norma
proposta, perché siamo dell’opinione che non
sia questo il modo di affrontare un problema
importante per i nostri agricoltori, ovvero
quello dell’utile funzionamento dei Consorzi di
bonifica.
Crediamo che si debba soprassedere alla
formulazione del comma 2, e procedere invece
all’approvazione dell’articolo, nonché continuare nell’approvazione degli altri articoli aggiuntivi che proponiamo, per fare in modo che
ci sia un impegno minimo per la soluzione di
questo problema.
Il nostro auspicio è che si arrivi ad una
modifica di questo articolo, nell’ottica della
soluzione del problema più ampio: la vita dei
Consorzi di bonifica ed il loro funzionamento
nell’interesse degli agricoltori.
BRIZIO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
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BRIZIO. Signor Presidente, con questo
articolo affrontiamo un problema di particolare importanza per i rapporti all’interno della
maggioranza e della minoranza, e rilevante soprattutto rispetto ad un tema che è stato portato avanti per diverso tempo, a partire dalla
scorsa (se non dalla precedente) legislatura,
quello della riforma dei Consorzi di bonifica.
L’assessore all’agricoltura non perde occasione per ricordare, in convegni pubblici e in
Aula, che una legge di riforma ormai è in procinto di produrre i suoi effetti. Tuttavia, oggi
prendiamo atto, per l’ennesima volta, a distanza di circa due anni, che si stanno portando
all’attenzione del Consiglio regionale due articoli che individuano una soluzione tampone,
da una parte per i dipendenti, dall’altra per le
imprese che hanno lavorato e continuano a lavorare per i Consorzi di bonifica. Mi auguro
che questo sia realmente l’ultimo articolo di
bilancio che prevede una soluzione del genere.
Voglio ricordare che stiamo parlando di
non pochi dipendenti, non poche aziende che
lavorano con i Consorzi di bonifica, non pochi
utenti che hanno necessità – specialmente nei
periodi estivi – di godere dei servizi dei Consorzi stessi
Oggi ci troviamo a riflettere sull’efficienza
e sull’efficacia di un servizio che si è trasformato nel tempo. Una volta l’attività prevalente
era la bonifica delle aree piuttosto che la distribuzione idrica, mentre oggi avviene il contrario. Mi vengono in mente i non pochi problemi legati ai tributi che i cittadini di alcune
aree bonificate continuano a pagare all’ente,
che li rivendica.
Cerchiamo, allora, di trovare realmente
una soluzione e facciamo in modo che, anche
in questo caso, ci sia una condivisione rispetto
ad una linea che deve trovare la sua organizzazione più ampia. Non possiamo più pensare
che il sistema idrico destinato all’agricoltura
debba essere scollegato da quello destinato
all’utilizzo civile.
Sforziamoci, inoltre, di individuare solu-
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zioni adeguate anche per il risparmio di gestione di ogni ente. Non sarebbe male ipotizzare, nell’immediato futuro, la possibilità di
avere un unico ente gestore delle acque, che
possa far valere il suo know-how, le sue competenze sulla distribuzione, risparmiando il
giusto rispetto ad una gestione che, alcune
volte, ha fatto discutere.
Del resto, non si ha ancora oggi un’idea
reale della debitoria di gestione di questi enti.
Come tutti sappiamo, i Consorzi di bonifica
sono governati, in parte, dalle associazioni degli agricoltori, che rivendicano giuste partecipazioni ad un sistema così importante per la
riuscita del prodotto finale da commercializzare sui mercati italiani.
L’appello che rivolgiamo è di risolvere in
tempi brevissimi questa problematica, in modo
da non ritrovarci nel prossimo bilancio regionale di previsione nelle condizioni di approvare una norma che faccia fronte al pagamento
degli stipendi dei dipendenti. In altre parole,
dobbiamo cercare di dare certezza ai cittadini
pugliesi per quanto riguarda il sistema
dell’irrigazione, così importante e vitale per il
tessuto economico.
PRESIDENZA DEL
VICEPRESIDENTE MINEO
PRESIDENTE. A questo articolo è stato
presentato un emendamento (n. 1) a firma dei
consiglieri Brizio, Loperfido ed altri, del quale
do lettura: «All’art. 5 alla fine del comma 1 è
aggiunto il seguente comma 1 bis: “Al personale dipendente già in quiescenza è corrisposto
il saldo delle somme dovute per la liquidazione
del trattamento di fine rapporto.“».
A questo emendamento è stato presentato
un subemendamento a firma del consigliere
Brizio, del quale do lettura: «Aggiungere dopo
“trattamento di fine rapporto”, “nonché le
somme spettanti dall’esodo incentivante”.».
Ha chiesto di parlare il consigliere Brizio.
Ne ha facoltà.
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BRIZIO. Signor Presidente, ho avuto
modo di confrontarmi con l’assessore
all’agricoltura e devo riconoscere di aver
mal inteso. La mia proposta emendativa
all’articolo 5 recita: «Al personale dipendente già in quiescenza è corrisposto il saldo
delle somme dovute per la liquidazione del
trattamento di fine rapporto».
È chiaro che il trattamento di fine rapporto
abbiamo già provveduto a pagarlo con precedenti provvedimenti. Con il subemendamento,
in realtà, si va al cuore del problema. Alcuni
dipendenti dei Consorzi di bonifica, che sono
andati in pensione con l’esodo incentivante,
hanno già percepito il 50 per cento delle spettanze dovute. Con il subemendamento, e con
l’approvazione dell’emendamento così modificato, non si fa altro che provvedere al saldo
delle spettanze che già la Regione ha riconosciuto nel dicembre dell’anno scorso.
PRESIDENTE. Pongo ai voti il subemendamento.
Non è approvato.
Pongo ai voti l’emendamento.
Non è approvato.
È stato presentato un emendamento (n. 2)
a firma dei consiglieri Marmo N., Saccomanno
e altri, del quale do lettura: «Il comma 2
dell’articolo 5 è soppresso».
Ha chiesto di parlare il consigliere Marmo.
Ne ha facoltà.
MARMO Nicola. Signor Presidente, questo emendamento propone di sopprimere il
comma 2, che così recita: «2. Alla spesa per
far fronte all’erogazione dell’anticipazione di
cui al comma 1, si provvede mediante iscrizione di pari importo sui capitoli di nuova istituzione di entrata 6151270 “Recupero di somme
anticipate ai Consorzi di bonifica (P.M.S. vinc.
1 a 1)” – UPB 6.1.1 – e di uscita 1200170
“Anticipazione finanziaria in favore dei Con-
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sorzi di bonifica (P.M.S. vinc. 1 a 1)” – UPB
99.99.1 – delle partite di giro del Bilancio di
previsione per l’esercizio finanziario 2007».
Riteniamo che questo comma sia, in questo momento, inutile. Dobbiamo guardare alla
situazione, nel suo complesso, delle varie anticipazioni che la Regione ha fatto, della valutazione sulle finalità dei Consorzi, dell’interesse
legittimo affinchè i territori vengano manutenuti, stabilendo chi deve provvedere a questo
compito: se questo, quindi, è in capo solo agli
agricoltori, o se è in capo anche all’Ente Regione che, insieme alle Province e ai Comuni –
in base alla modifica costituzionale del 2001 –,
deve garantire la tutela e la manutenzione del
territorio.
In questo modo, noi faremmo gravare ancora una volta sugli agricoltori il peso di competenze esclusive delle Istituzioni regionali,
comunali e provinciali. Riteniamo, quindi, che
l’utilizzo, allo stato attuale, di questa modalità
di previsione di rientro, entro l’anno, dei 25
milioni di euro sia negativo e oltretutto impossibile.
Pertanto, riteniamo che questo comma
debba essere soppresso e che si debbano prevedere, nella legge di riforma dei Consorzi di
bonifica, le modalità e le quantità di recupero,
da parte della Regione, delle sue anticipazioni.
BRIZIO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BRIZIO. Signor Presidente, anche in questo caso non posso che condividere le riflessioni del collega Marmo rispetto al problema
che, come avevo poc’anzi avevo riferito, riguarda la programmazione più ampia dei Consorzi di bonifica. Non riusciamo a comprendere quale sia realmente l’intenzione di questo
Ente regionale rispetto al futuro dei Consorzi.
È necessario capire se si tratta di una responsabilità dell’istituzione Regione Puglia o delle
associazioni di categoria, che fino ad oggi
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hanno gestito, e continuano a gestire, i Consorzi di bonifica.
Se non comprendiamo la direzione che
questo Ente vuole prendere in tal senso, non
possiamo anticipare provvedimenti che risulterebbero inutili. Infatti, da una parte anticipiamo soldi rispetto ad una responsabilità nostra,
dall’altra li richiediamo sulla base della consapevolezza che quei soldi erano dovuti, in
quanto la Regione in qualche maniera è proprietaria di questi enti. In questo modo non
facciamo altro che anticipare un aspetto rinviabile nel tempo, almeno fin quando non avremo le idee chiare sul percorso da portare
realmente avanti per riformare un ente di vitale
importanza per i cittadini e, soprattutto, per gli
agricoltori pugliesi.
PRESIDENTE. Pongo ai voti l’emendamento.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell’articolo 5.
PALESE. Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALESE. Signor Presidente, non ripeterò
le osservazioni sollevate nel corso della discussione generale di questa mattina. Tuttavia,
annuncio che, per le stesse motivazioni, voteremo contro l’articolo 5.
Riteniamo di essere in presenza di
un’entrata fittizia. In primo luogo, ove i Consorzi di bonifica dovessero emettere il ruolo, si
verificherebbe una situazione contestabile dal
punto di vista giuridico, atteso che la Corte di
Cassazione e la Corte Costituzionale hanno
ripetutamente sancito che se non vi è il corrispettivo dell’erogazione di un servizio, il tributo non può essere pagato da nessun contribuente. In secondo luogo, l’anticipazione è sicuramente dovuta, ma – a nostro avviso –nelle
modalità finora prese in considerazione.
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Permane, a questo punto, l’emergenza da
parte della Regione di definire i profili, che i
consiglieri Marmo e Brizio hanno affrontato,
rispetto alla riforma e alle decisioni imminenti.
Se non poniamo i Consorzi di bonifica nelle
condizioni di erogare servizi e di pretendere in
cambio il pagamento delle tariffe dovute, è
come se avessimo la loro totale gestione (sebbene vengano gestiti da altri) sul carico del bilancio regionale.
Noi avremmo votato a favore
dell’impostazione precedente, ma quella attuale, totalmente diversa, non può che vederci contrari.
Ad ogni modo si avverte l’urgenza di arrivare, in tempi brevissimi, alla riforma.
PRESIDENTE. Pongo ai voti l’articolo 5.
È approvato.
È stato presentato un emendamento (n. 3)
aggiuntivo dell’articolo 5/bis a firma dei consiglieri Marmo N., Saccomanno e altri, del
quale do lettura: «Art. 5/bis (Finanziamento
nuova Legge di bonifica integrale).
1. Al fine di approvare ed attuare la Legge
di riordino dei Consorzi di Bonifica è istituito
il Capitolo “Finanziamento legge nuove norme
in materia di bonifica integrale e riordino dei
Consorzi di Bonifica”
+ 20.000.000,00 €
C.N.I.
- 20.000.000,00 €
a valere sui trasferimenti statali erogati in base alla Legge
23.12.1999 n. 499 e rivenienti dal Fondo di
rotazione di cui all’art. 5 della Legge
16.04.1987 n. 183».
Ha chiesto di parlare il consigliere Marmo.
Ne ha facoltà.
MARMO Nicola. Signor Presidente, colleghi consiglieri, questo articolo aggiuntivo
viene da noi proposto per colmare un vuoto
che rileviamo in questo bilancio, che non
prende atto del fatto che è quasi conclusa –
manca solo la rilettura di alcuni articoli in
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4 APRILE 2007
Commissione – la legge di riforma sui Consorzi di bonifica.
Non condividiamo l’impostazione di quella
legge e la virata che ad essa la maggioranza ha
impresso in Commissione – ne riparleremo al
momento opportuno – e riteniamo che nel bilancio non sia contenuta la previsione per far
fronte all’impegno finanziario che la legge
stessa, tra non molto approvata, dovrà ricevere.
Ho individuato la fonte da cui attingere
almeno le risorse che la maggioranza ritiene di
utilizzare per finanziare una parte del debito
complessivo dei Consorzi di bonifica; debito
che si aggira, lo ricordo, intorno ai 290 milioni
di euro.
Un emendamento della maggioranza recita
che il Governo regionale contribuirà al sostegno del risanamento dei Consorzi nel limite del
10 per cento. Pertanto, depurando di molte
voci che possono andare in chiusura di concessioni, in compensazioni varie, abbiamo previsto una somma del 10 per cento, corrispondente a 20 milioni di euro.
Abbiamo recuperato tale somma, non volendo sconvolgere nessuna parte del bilancio
regionale, dai finanziamenti del cosiddetto
«federalismo» del decreto legislativo n. 499 e
della legge n. 183, che dal 2000 fanno sì che la
Regione riceva finanziamenti per le attività delegate. La Regione, fino a questo momento, ha
ricevuto importi in diminuzione, partendo da
54 milioni di euro, per arrivare a 28-30 milioni
di euro, forse quest’anno, per le attività delegate che svolge sostituendosi allo Stato. In
questo modo abbiamo individuato quella fonte
di finanziamento di 20 milioni di euro come
una scelta politica e, anche, per far rilevare e
confermare con chiarezza quello che
l’assessore ha dichiarato questa mattina, nella
sua relazione conclusiva del dibattito. Mi riferisco all’affermazione che il bilancio
dell’agricoltura non ha fondi specifici per investimenti e non dispone di somme per l’attività
istituzionale che deve compiere.
Atti consiliari della Regione Puglia
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Assessore Saponaro, come ho comunicato
in Commissione – lo ripeto in Aula per il verbale – il Settore agricoltura di questa Regione
nell’ultima legislatura ha vissuto senza fondi
discrezionali, ma solo sulla base dei fondi trasferiti dallo Stato per il cosiddetto «federalismo», mantenendo in bilancio solamente le
spese obbligatorie, compresa quella dei 10 miliardi all’anno per dieci anni (ossia 5 milioni di
euro) per sanare la debitoria delle indennità
compensative per le zone svantaggiate e montane. Questi fondi non ci sono più. Parliamo di
cifre che la Regione risparmia ulteriormente
dal comparto dell’agricoltura.
L’articolo 5 denuncia due mancati finanziamenti da parte vostra: il primo nei confronti della legge di riforma dei Consorzi di
bonifica, il secondo nei riguardi del settore
dell’agricoltura, nelle sue funzioni normali e
quotidiane di assistenza agli agricoltori.
Dico questo poiché le risorse che sono
mancate all’agricoltura nella scorsa legislatura
sono state utilizzate – ne siamo consci – per il
risanamento complessivo del debito della Regione. Ritenevamo, però, che dopo la sistemazione di quei debiti, dopo la contrazione dei
mutui di cui si è parlato all’articolo 2, fosse
giunto il momento, per l’agricoltura pugliese, di ricevere quei fondi e quegli investimenti per svolgere proprie attività, finanziare leggi, per esempio, nel settore biologico e
dell’agriturismo.
In altre parole, riteniamo che sia giunto
il momento di avviarsi verso iniziative di sistema, in modo da consentire alle nostre aziende agricole di acquisire un vantaggio
competitivo nei confronti dei loro concorrenti esteri.
La Puglia, ad oggi, si trova in una posizione strategica particolare, per la quale deve ad
ogni costo assumere iniziative di concentrazione delle produzioni – soprattutto quelle
massive –, intervenire nei mercati, fare in modo che quegli interventi siano di conquista degli stessi, secondo le leggi del settore, ma con
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un orientamento che deve essere impostato
dalla Regione.
Purtroppo, al momento non ci risultano nel
bilancio le risorse utili all’agricoltura né per
realizzare questi progetti, né per sanare una
situazione gravosa da molti anni, per le cui responsabilità non mi dichiaro indenne. Mi sento
di affermare che, oggi, nonostante il tempo
trascorso, non vengono appostate le risorse
per risanare i debiti dei Consorzi, per fare in
modo che possano funzionare nell’interesse
dell’agricoltura, e non solo. Infatti la manutenzione del territorio, e l’assetto idrogeologico
delle nostre campagne, sono tematiche di interesse generale e riguardano tutti i cittadini pugliesi
che molto spesso, e sempre di più, cercano un
contatto sempre più stretto con la natura.
In conclusione, il risanamento dei Consorzi
– lo diremo quando discuteremo della legge
apposita – non può essere posto in capo soltanto all’agricoltura.
Si tratta di un interesse complessivo della
Regione: riguarda l’assessorato all’ambiente,
l’assessorato alle risorse naturali e l’assessorato
all’agricoltura.
Insomma, riguarda tutti; non potete pensare
di far ricadere soltanto sull’agricoltura il peso di
tutto quello che si è accumulato in questi anni.
Per questo motivo riteniamo che l’articolo
aggiuntivo in oggetto sia essenziale e dirimente circa la volontà di affrontare questo problema, che è ormai necessario risolvere.
BRIZIO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BRIZIO. Signor Presidente, non posso che
essere d’accordo con il collega Marmo. Il problema parte sì dai Consorzi di bonifica, ma abbraccia un po’ tutta l’agricoltura pugliese.
Non posso dimenticare, assessore Marmo,
quando, a ridosso delle elezioni regionali scorse, furono istituiti diversi tavoli. Il cosiddetto
tavolo Verde, ad esempio, cavalcava tutte le
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RESOCONTO STENOGRAFICO
questioni dell’agricoltura e devo riconoscere –
ne sono stato anche responsabile, e ne approfitto per porgerle le mie scuse personali – che
in qualche modo ho coltivato un movimento
apparentemente apolitico, ma che alla fine si è
dimostrato di carattere esclusivamente politico, tanto è vero che oggi il tavolo Verde non
porta avanti più alcuna battaglia, in particolare
quelle che coinvolgevano la Regione da una
parte e il Governo nazionale dall’altra.
Le questioni, voglio ricordarlo al Presidente Mineo, erano diverse. Attualmente tali questioni non vengono più poste all’attenzione
dell’opinione pubblica, ma rimangono di fatto
irrisolte. Una di queste riguarda il servizio dei
Consorzi di bonifica.
Possiamo riconoscere che, al momento,
stiamo facendo un concreto passo avanti approvando una norma come quella in oggetto,
che in qualche maniera può rappresentare la
reale definizione di un percorso.
I Consorzi di bonifica devono essere sistemati (probabilmente ce la faremo in questa
legislatura, probabilmente no). Con questo
tassello, comunque, si definisce una loro identità e, di fatto, si conferma il riconoscimento
che l’ente di bonifica è di competenza della
Regione Puglia, che prevede una posta ad hoc.
Non possiamo far altro che accogliere autorevolmente, e in maniera positiva, un emendamento alla legge di bilancio.
In questo modo risponderemo a tutti quegli agricoltori che non hanno voluto credere al
sacrificio dell’allora Governo di centrodestra.
L’ex assessore Marmo non ha negato le nostre
responsabilità di allora, dovute, però, ad
un’azione di Governo atta a risanare la bilancia dello stesso Ente. Tale obiettivo è stato
raggiunto. Dobbiamo dedicarci, a questo punto, agli investimenti strutturali.
Naturalmente, non possiamo dedicarci solo a quelli di carattere culturale. Investiamo
consistenti cifre – e il bilancio ne è testimone –
nel settore della cultura, trascurando quello
dell’agricoltura, che ritengo essere alla base
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dell’economia e radice culturale di questa Regione. Non possiamo puntare tutto sulla cultura e dimenticare un settore così importante e
strategico per questa terra.
Facciamo, quindi, un piccolo sacrificio che
rassicuri gli animi di tutti. Dimostriamo che la
legge sul riordino dei Consorzi di bonifica
questa volta è una cosa seria. Colleghi del centrosinistra, devo proprio ricordarvi che la gente comincia a non credervi più. Sono ormai
trascorsi due anni dall’inizio della nuova gestione regionale e un anno dalla gestione del
Governo nazionale. I sondaggi testimoniano
chiaramente che la credibilità dei Governi di
centrosinistra è in calo. Per combattere questa
situazione – non dovrei dirlo certo io, che oggi
faccio parte della coalizione di centrodestra –
un segnale positivo sarebbe quello di cominciare a portare avanti le norme, non limitandosi solo
ad enunciarle. L’enunciazione prima o poi stanca
tutti, anche noi che la commentiamo.
PRESIDENTE. Pongo ai voti l’emendamento.
Non è approvato.
art. 6
(Modifica all’ art. 27 l.r. n. 14/2001)
1. Il comma 1, 2° capoverso, dell’art. 27
della legge regionale 31 maggio 2001, n. 14
(“Bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2001 e bilancio pluriennale 2001-2003”)
è così modificato:
Comma 1, 2° capoverso
“È data facoltà ai Consorzi di bonifica di richiedere alla Regione Puglia di provvedere alla
liquidazione e al pagamento diretto in favore delle imprese esecutrici e/o agli aventi titolo degli
stati d’avanzamento lavori, degli eventuali stati
revisionali dei prezzi contrattuali, delle indennità
espropriative ed occupazionali nonché degli interessi legali e moratori relativi ai fondi stanziati
per l’esecuzione di opere pubbliche affidate in
concessione ai Consorzi medesimi.”.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
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RESOCONTO STENOGRAFICO
art. 7
(Modifica alla l.r. n. 20/99)
1. Dopo il 2° comma dell’art. 7 della legge
regionale del 30 giugno 1999, n. 20 (“Definizione procedure di assegnazione e vendita di
beni di riforma fondiaria e per dismissioni patrimoniali in favore di enti pubblici”) e s.m.i. è
aggiunto il seguente:
“3. Le disposizioni di cui al Decreto Legislativo del 22 gennaio 2004, n. 42 (“Codice
dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi
dell’articolo 10 della L: 6 luglio 2002, n.
137”) non si applicano alle cessioni di case coloniche realizzate e/o acquisite per finalità di
riforma fondiaria, così come pervenute, per
successione tra Enti, al patrimonio indisponibile della Regione Puglia”.
2. All’ art. 8, 1° comma lett. a)
l’espressione “...dal comma 2° dell’art. 11 della L. 383/1976” è sostituita con la seguente
“....dall’art. 13 della presente legge.”.
BRIZIO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BRIZIO. Prendiamo in esame, anche oggi,
un provvedimento che viene citato come sostegno allo sviluppo turistico, ma francamente
ha poco a che vedere con esso.
Quello che, anche in questo caso, si vuole
tamponare è una delle mancanze che questo
Ente regionale si porta dietro ormai da diverso
tempo.
PRESIDENTE. Consigliere Brizio, le ripeto che stiamo ancora parlando dell’articolo 7,
«Modifica alla l.r. n. 20/99». Lei ha di fronte il
testo della legge, come lo abbiamo tutti.
L’articolo 7 riguarda i beni della riforma fondiaria.
Ha facoltà di parlare l’assessore Russo.
RUSSO,
assessore
all’agricoltura,
all’alimentazione, all’acquacoltura, alle fore-
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ste, alla caccia e alla pesca. Tutti gli immobili
di proprietà degli enti pubblici, che hanno più
di cinquant’anni, rientrano nel regime di tutela
previsto dal codice dei beni culturali e del paesaggio. Quindi, per essere alienati devono avere un’autorizzazione.
Il provvedimento in oggetto svincola gli
immobili di proprietà dell’ex ERSAP da questa forma di tutela, permettendo – per le condizioni in cui versano gli immobili che hanno
ormai perso la destinazione di bonifica – di
procedere con speditezza anche alla loro alienazione.
Su questo punto abbiamo anche il parere
dell’avvocatura dello Stato, che dichiara essere un provvedimento che si può attuare.
MARMO Nicola. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARMO Nicola. Signor Presidente,
l’intervento dell’assessore chiarisce la volontà
che questo Governo regionale vuole assumere,
in relazione a strutture che rappresentano
l’anima della civiltà contadina e, comunque,
sono beni vincolati dal codice dei beni culturali
e del paesaggio.
L’emendamento successivo, tra l’altro, ben
comprende l’importanza che tutti gli immobili
antichi, compresi quelli realizzati nel corso
della seconda riforma fondiaria degli anni ’50
– anch’essi hanno superato i 50 anni, non solo
quelli dal 1928 al 1938 –, siano catalogati come «di pregio» e, se non di pregio nella loro fattura, ad ogni modo tutelati dal codice dei beni
culturali e del paesaggio. Mi fa specie che questo
Governo voglia declassare questo vincolo, per
consentire alla Regione di fare cassa e di vendere
gli immobili in oggetto a chiunque.
Se questi immobili hanno compiuto cinquant’anni, essi devono mantenere la loro dignità di bene culturale, qualunque sia la loro
forma o fattura. Tali immobili devono servire
propriamente a ricreare nelle campagne quel
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RESOCONTO STENOGRAFICO
valore, che avevano e che possono continuare
ad avere, come testimonianza di una comunità,
di identità di un territorio con il proprio popolo. Non possono essere svincolati da questa
condizione per essere assegnati e, quindi, demoliti.
La collega Pina Marmo, a questo proposito, pone – a ragione – un limite, con riferimento ai beni che sono nelle vicinanze di immobili
definiti dall’Unesco beni dell’umanità. Questa
tutela deve valere per tutti gli immobili, come
avviene in Toscana,in Emilia-Romagna.
Credo che l’articolo in oggetto sia indegno
e vada bocciato, con la riflessione di tutti
quanti, manifestando l’interesse dovuto alla
custodia del patrimonio e dei beni culturali dei
nostri padri e dei nostri avi, ritenendoli l’anima
di un luogo e di un popolo. Dobbiamo conservare, non dilapidare.
Questi beni – si trovino sulla Murgia tarantina, a Cerignola, nella Murgia barese, e soprattutto nel leccese – devono essere arricchiti
e ceduti con quel vincolo, affinchè vengano
mantenuti come beni culturali, come capita a
qualunque cittadino che si trovi in eredità un
immobile designato come bene culturale, immodificabile, che deve essere mantenuto tale a
vita. Noi non possiamo consentire questo
scempio.
BRIZIO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BRIZIO. Non so se questo articolo agevoli alcuni percorsi, ormai dettati dalla legge,
impedendo che si possa creare una discriminazione tra soggetti proprietari di strutture che
hanno più o meno di cinquant’anni. Tuttavia,
credo che possa essere accolto, nella misura in
cui la Regione si faccia carico anche di un controllo in tal senso. Non possiamo annullare
tutte le strutture che hanno più di cinquant’anni, ritenendo che poco attengano alla
situazione culturale o paesaggistica del territo-
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rio. Ci troviamo di fronte a strutture di grande
interesse. L’agricoltura rappresenta – l’ho dichiarato in precedenza – le radici della nostra
civiltà, della nostra cultura, e tali strutture sono le testimonianze di queste radici.
Stiamo prendendo in considerazione l’idea
di togliere indiscriminatamente dei paletti di
tutela ad alcune strutture che possono essere
anche di grande pregio storico, ancorché di
storia recente. Dobbiamo fare in modo, assessore, di trovare un sistema per non eliminare
tout court questo vincolo. Dobbiamo, altresì,
fare in modo che la Regione possa censire
immobili da svincolare rispetto ad altri che
vanno tenuti in alta considerazione. Mi riferisco, quindi, non solo agli immobili nelle vicinanze del patrimonio Unesco, ma anche a
quelli situati nei pressi delle nostre case, che
possono in qualche modo rappresentare la storia, il valore di un determinato territorio.
Sarei grato se l’assessore si esprimesse anche in tal senso.
ZULLO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZULLO. Signor Presidente, colleghi consiglieri, mi associo all’appello rivolto dal collega Marmo, in considerazione del fatto che,
nell’ambito dei POR 2007-2013, una delle direttrici essenziali di questo sviluppo è caratterizzata anche dalla formazione di quel turismo
rurale, che potrebbe dare un impulso alla nostra redditività. Credo, dunque, che quanto ha
dichiarato il collega Marmo sia apprezzabile e
da tenere in debita considerazione nel momento in cui esprimeremo un voto su questo articolo.
SACCOMANNO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SACCOMANNO. Signor Presidente, vor-
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RESOCONTO STENOGRAFICO
rei raccontare al Presidente Vendola – dovrei
raccontarlo all’assessore Ostillio, ma frequenta
poco l’Aula – un episodio inerente all’articolo
in questione.
Pochi giorni fa a Londra si è svolta una
manifestazione turistica importante, una grande esposizione.
L’assessore di un Comune della Puglia,
che si trovava lì in quei giorni, appreso che
si trattava di masserie pugliesi, si è messo in
contatto con il rappresentante della manifestazione, proveniente dalla Toscana, che
vendeva la possibilità di costruire masserie
in Puglia. Il nostro assessore, molto più ferrato in materia, ha provato a spiegare che le
masserie erano tutt’altra cosa e che, quindi,
non c’era alcuna possibilità di costruire
masserie in Puglia.
Il momento topico dell’esposizione, su
quanto la Toscana offriva in termini di disponibilità, consisteva nella costruzione di masserie in Puglia. Ho raccontato questo episodio
per sottolineare la volgarizzazione, in termini
culturali, di un patrimonio assolutamente importante della nostra terra.
Signor Presidente, voglio invitare a riflettere su questo articolo, sulla possibilità di accompagnare con dignità ciò che possediamo.
La diminutio che determiniamo – l’articolo
non incide direttamente su questo, sebbene il
consigliere Marmo abbia chiarito che potrebbe
anche farlo – con una volgarizzazione del sistema, che accomuna beni estremamente importanti e non, ritengo che vada assolutamente
a danno del patrimonio culturale e storico della tradizione di questa Regione.
Voglio, pertanto, pregare il Presidente della Giunta regionale di farsi portavoce, con
l’assessore all’agricoltura, al fine di rivalutare,
con più attenzione, l’articolo che ci è stato
proposto, a mio avviso, in modo assolutamente inopportuno.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’assessore Russo.
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RUSSO,
assessore
all’agricoltura,
all’alimentazione, all’acquacoltura, alle foreste, alla caccia e alla pesca. Comprendo le
ragioni degli interventi, ma non vorrei che parlassimo di temi totalmente diversi rispetto a
quelli contenuti nella proposta dell’articolo.
Capisco perfettamente che il patrimonio, anche rurale, per certi aspetti rappresenti – per le
sue dimensioni, le tipologie, l’anzianità, la storia – un valore che dobbiamo salvaguardare.
Su questo non c’è ombra di dubbio.
Nell’articolo prevediamo la possibilità di svincolo di case coloniche, attualmente vincolate
in quanto hanno superato i cinquant’anni di età. Abbiamo operato in tutti i modi possibili ed
immaginabili per evitare di incorrere in questa
condizione.
Propongo di accantonare l’articolo in oggetto, per riprenderlo, signor Presidente, nel
momento in cui avremo chiarito bene i termini
della questione. Vorrei evitare dubbi o confusione.
MARMO Nicola. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARMO Nicola. Signor Presidente, non
credo che la richiesta del collega Saccomanno
avesse come fine quello di accantonare questo
articolo, bensì quello di invitare il Presidente e
l’assessore a riflettere sulla sostanza dello
stesso. Accantonare significa affrontare frettolosamente, entro la serata, il destino di questi
beni.
Il mio intervento non si riferisce alla condizione – nell’ordine delle cose – che vengano
venduti, ma alla questione che chi li compra
debba avere ben chiaro che sono beni che non
devono essere modificati. Parlo di trulli che
hanno dai 500 agli 800 anni di storia, di vigneti di 800 anni fa, di uliveti di 300 anni fa. Quei
trulli, quelle case coloniche, quei piccoli borghi della Murgia devono rimanere così come
sono. Bisogna cercare di riportarli a nuova vi-
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RESOCONTO STENOGRAFICO
ta, signor Presidente, affinchè le famiglie che li
abitano accolgano ospiti provenienti da altre
Regioni e da altre Nazioni. Semmai, possono
essere modificati per adeguarli alle esigenze
della vita attuale.
L’intero centro storico di Bologna, la cui
età è superiore ai cinquant’anni, è stato ristrutturato con la tecnica dell’anastilosi: le facciate
sono rimaste intatte, all’interno i servizi sono
stati ammodernati e sono state realizzate case
abitabili.
Noi dobbiamo operare nello stesso modo
sulla Murgia, dove vi sono case coloniche che
devono rimanere tali, onde riportare la vita in
quei posti. Suggerisco di venderle agli imprenditori che hanno più fantasia, che possano
fare gli imprenditori dell’accoglienza turistica,
che possano andarci ad abitare o a villeggiare.
Riportiamole alla vita, così com’erano originariamente.
Molti di questi beni sorgono in aree previste nel piano del parco della Murgia, quindi sono di per sé modificabili lievemente, rispettando le strutture del luogo, i materiali –
pietra, tufo – a cui si applicano le moderne
tecnologie, in base a quanto prescritto dal
codice dei beni culturali, mantenendo questo
vincolo.
Non possiamo cancellare la storia, affermando con una legge che questi immobili non
hanno cinquant’anni. La richiesta del collega
Saccomanno, quindi, non è quella di accantonare l’articolo – l’approvazione alla fine potrebbe essere dettata dalla fretta –, ma di eliminarlo e di discuterlo in un altro momento e
con maggiore serenità.
Credo che la minoranza vi abbia dato un
segno importante, proprio nella settimana di
Pasqua, chiudendo il dibattito questa sera, invece di prolungare la discussione fino a domani o dopodomani. La stessa minoranza vi chiede, adesso, la disponibilità su una questione
che non è personale, o di categoria, o di interessi particolari: stralciare questo articolo e discuterlo con serenità in un altro momento.
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MARMO Giuseppina. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARMO Giuseppina. Signor Presidente,
voglio segnalare un mio errore. L’emendamento
a mia firma si riferisce all’articolo 8 («Sostegno
allo sviluppo turistico»), comma 1, dove ho inserito l’espressione «nonché i siti Unesco».
Riguardo all’articolo 7, credo che bisognerebbe sospenderne la discussione, poiché sono
necessari alcuni approfondimenti. Animati come siamo da spirito francescano, amanti della
natura, chiediamo di approfondire il significato
dell’articolo, riservandoci eventualmente di
cassarlo.
PRESIDENTE. La proposta era già stata
avanzata dall’assessore.
Sospendiamo, pertanto, l’esame dell’articolo
7, sul quale torneremo successivamente.
Ha facoltà di parlare l’assessore Barbanente.
BARBANENTE, assessore all’urbanistica e
all’edilizia residenziale pubblica. In merito
all’articolo 7, come ricorderà il collega Russo,
avevo espresso delle perplessità, che erano
state fugate dal funzionario che se ne era occupato e che aveva chiesto, peraltro, apposito
parere all’avvocatura.
Laddove l’articolo recita «non si applicano
alle cessioni di case coloniche realizzate e/o
acquisite per finalità di riforma fondiaria», si
potrebbe specificare «ferma restando la norma
di tutela prevista dal Codice Urbani ai fini della trasformazione».
Il Codice Urbani vige automaticamente
sugli immobili di proprietà pubblica di età superiore ai 50 anni, non anche su quelli di proprietà privata. Pertanto, ai fini della cessione,
occorre un parere. È la proprietà pubblica che
fa sì che automaticamente questi immobili siano sottoposti al parere, anche ai fini della cessione. Se noi specifichiamo che vogliamo
«snellire» il procedimento di cessione, perché
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RESOCONTO STENOGRAFICO
abbiamo oggettivamente dei problemi, ma vogliamo che la norma permanga ai fini della trasformazione, il parere è importante, qualunque
sia la trasformazione.
Una volta che questi beni siano andati alla
proprietà privata, resta ferma la volontà regionale di tutelarli ai fini della trasformazione.
Questa è la mia proposta.
PRESIDENTE. L’articolo 7 si intende accantonato.
È stato presentato un emendamento (n. 5)
aggiuntivo dell’articolo 7/bis, a firma dei consiglieri Marmo, Saccomanno ed altri, del quale
do lettura: «Articolo 7/bis (Inserimento nel
ruolo regionale di personale addetto agli impianti irrigui e ai servizi irrigui) – 1. I posti disponibili nella dotazione organica della Regione per gli operai preposti ai servizi irrigui saranno coperti mediante procedura concorsuale, cui saranno ammessi gli operai a tempo indeterminato addetti ai servizi irrigui di cui
all’art. 5 comma 2 L.R. 18 aprile 1994 n° 15,
per i quali si accerti la natura a tempo indeterminato
del
rapporto
svolto
con
l’Amministrazione Regionale negli anni 19901991-1992-1993. 2. L’accertamento del possesso del suddetto requisito dovrà essere riconosciuto da sentenze passate in giudicato, ovvero a seguito di accordi transattivi da stipularsi tra le parti.».
Ha chiesto di parlare il consigliere Marmo.
Ne ha facoltà
MARMO Nicola. L’emendamento tende a
chiudere un lungo contenzioso tra il personale
fuori ruolo, addetto agli impianti di irrigazione
e ai servizi irrigui, e la Regione. Con DPR del
10 aprile 1979, detti impianti sono stati trasferiti alla Regione Puglia e successivamente sono stati affidati in gestione ai Consorzi di bonifica competenti per territorio, con legge regionale 18 aprile 1994, n. 5 «Disposizioni per
l’affidamento degli impianti irrigui collettivi ai
Consorzi di bonifica». La stessa legge aveva,
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altresì, disposto che i Consorzi di bonifica dovessero avvalersi, per le esigenze di manodopera, delle unità di personale che avessero totalizzato, in ciascuno degli anni 1990, 1991,
1992 e 1993, almeno 181 giornate lavorative
nell’arco di 12 mesi. Tale personale, a seguito
del licenziamento avvenuto in data 26 ottobre
1993, ha promosso vari contenziosi, con i quali ha contestato la legittimità del licenziamento
e ha rivendicato la natura privatistica e a tempo indeterminato del rapporto di lavoro instaurato con la Regione.
Tale contenzioso si protrae ormai da circa
dieci anni, davanti ai vari tribunali e Corti
d’appello, con alea del giudizio e con una notevole eventuale entità economica a carico
dell’Amministrazione regionale, in caso di accoglimento totale, o anche parziale, delle pretese dei ricorrenti.
L’articolo 65 del decreto legislativo n. 165
del 30 marzo 2001 e le successive modifiche
hanno previsto, per la pubblica amministrazione, il tentativo obbligatorio di conciliazione
nelle controversie individuali, per evitare
l’aggravio di oneri aggiuntivi (interessi legali,
rivalutazioni, eccetera) sui bilanci, laddove
l’esito sia incerto.
A tal proposito, in passato, l’Amministrazione
regionale aveva dato incarico al professor De Feo
della redazione di una proposta transattiva per la
risoluzione dei giudizi pendenti – vedi la deliberazione della Giunta regionale n. 2064 del 2004, allora condivisa dal settore legale, dal settore personale
e dal settore demanio –, tendente a concludere il
contenzioso in itinere e a disciplinare la materia di
che trattasi.
L’emendamento in oggetto viene proposto, quindi, per prevedere una specifica disposizione legislativa, che stabilisca, ai sensi
dell’articolo 7 della legge regionale n. 7 del
1997, le condizioni per la partecipazione del
personale interessato ad eventuali concorsi indetti per la categoria di pertinenza, volta
all’inserimento, nel ruolo regionale, degli operai in questione.
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RESOCONTO STENOGRAFICO
PRESIDENTE. Pongo ai voti l’emendamento.
Non è approvato.
Capo II
Disposizioni in materia di Trasporti
art. 8
(Sostegno allo sviluppo turistico)
1. La Regione Puglia, a fini di promozione
turistica, destina proprie risorse all’attivazione
di servizi automobilistici di collegamento tra
gli scali aeroportuali e le aree regionali a maggiore attrazione turistica.
2. Per le finalità di cui al comma 1 la Giunta regionale, istituisce i predetti servizi e ne dispone l’attivazione per il tramite della società
Aeroporti di Puglia che ne definisce le modalità di esercizio.
3. Per l’esercizio finanziario 2007, la Regione concorre agli oneri derivanti
dall’attuazione delle disposizioni di cui al
comma 2, utilizzando le risorse di cui al Programma triennale di promozione turistica, approvato con DGR 146/2007.
4. I servizi di cui al presente articolo sono
effettuati in deroga a quanto disposto dalla
legge regionale 31 ottobre 2002, n. 18 (“Testo
unico sulla disciplina del trasporto pubblico
locale”).
È stato presentato un emendamento (n. 4),
a firma della consigliera Marmo G., del quale
do lettura: «All’articolo 8, al comma 1, dopo
la parola “turistica” aggiungere le parole
“nonché i siti Unesco”».
Ha chiesto di parlare la consigliera Marmo
Giuseppina. Ne ha facoltà.
MARMO Giuseppina. Signor Presidente,
credo che la Giunta Vendola – l’assessore
Loizzo insieme all’assessore Ostillio – abbia
sicuramente operato in modo ottimale per il
sostegno allo sviluppo turistico. Ho voluto
aggiungere l’espressione «nonché i siti Unesco» in quanto dobbiamo varare i piani di ge-
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stione, insieme con i Comuni dove insistono i
siti Unesco, le Province, le associazioni, le imprese e quant’altro.
Tale inserimento è un piccolo frammento
per la formulazione di questi piani di gestione,
senza i quali rischiamo che l’Unesco tolga la
sua etichetta di patrimonio mondiale. Volutamente – ma credo sia un’iniziativa apprezzabile da tutti – ho inserito i siti Unesco, al fine di
poter trovare, nel prossimo futuro, altri finanziamenti per i sopraccitati piani di gestione.
MARMO Nicola. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARMO Nicola. Signor Presidente, presumo che questo emendamento si riferisca alla
fine del primo comma, «aree regionali a maggiore attrazione turistica». In tal caso, non mi
sembra appropriata la formulazione «nonché i
siti Unesco», ma proporrei «…, in particolare
per i siti dichiarati dall’Unesco bene
dell’umanità».
PRESIDENTE. Possiamo mettere in votazione l’emendamento con la modifica proposta
dal consigliere Nicola Marmo.
MARMO Nicola. Signor Presidente, la
modifica recita: «in particolare per i siti dichiarati patrimonio dell’umanità dall’Unesco».
PRESIDENTE. Pongo ai voti l’emendamento,
come modificato dal consigliere Nicola Marmo.
È approvato.
È stato presentato un emendamento (n. 6)
a firma dei consiglieri Palese, Zullo e altri, del
quale do lettura: «Il secondo comma dell’art. 8
è così modificato: “2. Per le finalità di cui al
comma 1, la Giunta Regionale istituisce i predetti servizi e ne dispone l’attivazione per il
tramite della Società Aeroporti di Puglia, che
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RESOCONTO STENOGRAFICO
ne definisce le modalità di esercizio secondo le
previsioni dei contratti dei servizi minimi e con
i corrispettivi ivi riconosciuti”.».
Lo pongo ai voti.
Non è approvato.
Pongo ai voti l’articolo 8, nel testo emendato.
È approvato.
È stato presentato un emendamento (n. 7)
aggiuntivo dell’articolo 8/bis a firma dei consiglieri Tagliente e Lospinuso, del quale do lettura: «All’art. 2 comma 3 della legge 14/1995
dopo “a effettuare” aggiungere “a chiamata”».
Ha chiesto di parlare il consigliere Lospinuso. Ne ha facoltà.
LOSPINUSO. Signor Presidente, colleghi
consiglieri, con questo emendamento intendiamo apportare un chiarimento alla questione, ormai atavica, meglio conosciuta come la
questione dei «tassisti tarantini», ma che evidentemente coinvolge anche altre province.
Mi riferisco alla possibilità per i tassisti tarantini di recarsi «a chiamata» presso
l’aeroporto di Bari, come accadeva precedentemente in base ad un accordo, e prendere a
bordo i clienti di Taranto. In ordine a questa
situazione, tutti i consiglieri regionali della
provincia di Taranto, di maggioranza e di opposizione, hanno presentato un ordine del
giorno che è stato approvato all’unanimità in
data 15 febbraio.
Il problema si pone perché se da un lato
nella legge nulla è vietato, dall’altro non è espressa la dizione «a chiamata». Abbiamo,
quindi, inserito nella legge regionale che prevede questa possibilità tale espressione, in
modo da dare la possibilità al Presidente della
Giunta regionale, laddove non si raggiungesse
l’accordo, di poter decidere. Altrimenti non si
arriverà mai ad una decisione.
Questo emendamento è orientato a trovare
una soluzione in tal senso.
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PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’assessore Loizzo.
LOIZZO, assessore ai trasporti e alle vie
di comunicazione. Signor Presidente, credo
che non sia possibile risolvere con furbizia un
problema, purtroppo, non ancora avviato a soluzione, che vede la contrapposizione tra i tassisti di Taranto e i tassisti di Bari.
Da un anno a questa parte stiamo lavorando per cercare di far prevalere il buonsenso.
Pochi giorni fa abbiamo svolto un’audizione,
nella Commissione competente, nella quale
abbiamo sviluppato una lunga e approfondita
discussione, che non credo sia necessario riportare all’intero Consiglio. L’emendamento
in oggetto, come formulato, è inaccettabile, in
quanto rappresenta la negazione della disciplina del servizio taxi, come prevista nella legge
quadro n. 21, da cui discende la legge n. 14.
Il principio fondante del servizio taxi, come riportato nella legge suddetta, è che la
«raccolta» deve essere «indifferenziata»: non
spetta al tassista scegliere i clienti e le destinazioni più convenienti. Per sopperire a questa
esigenza è previsto il servizio a noleggio con
conducente, grazie al quale è possibile stabilire
personalmente le modalità di spostamento.
Credo che questo emendamento, di cui pure
comprendo il buonsenso, sia inaccettabile poiché contrario al principio istitutivo del servizio
taxi.
LOSPINUSO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOSPINUSO. Signor Presidente, voglio
far notare che diverse volte abbiamo invitato
l’assessore a mostrarci l’articolo della legge
nazionale che vieta questa possibilità, e non è
stato in grado di farlo. Tant’è vero che la legge n. 422, ripresa dalla legge regionale, dichiara la possibilità dell’accordo.
Ad ogni modo sarebbe impropria, da parte
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RESOCONTO STENOGRAFICO
del legislatore regionale del 1995 e del legislatore nazionale, la previsione della possibilità
per i tassisti tarantini di prendere a bordo i
clienti presso l’aeroporto di Bari per accompagnarli, magari, all’interno della stessa
città.
Il tassista proveniente da Taranto dovrebbe prendere a bordo il cliente tarantino per riportarlo nella sua città. Credo che questa sia
una cosa abbastanza naturale.
Del resto, opinioni corrispondenti alla mia
sono state già espresse. Lo stesso assessore
Loizzo, in data 2 febbraio, dichiarava che il
Presidente della Giunta stava per assumere
una decisione in tal senso e che aveva la soluzione a portata di mano.
Gli stessi consiglieri Costantino e Mineo
sostengono che «tutte le normative nazionali
in vigore, per ultimo il decreto Bersani sulle
liberalizzazioni, consentono ai tassisti di esercitare la loro attività all’interno del bacino aeroportuale di competenza. È davvero grave,
pertanto, che ai tassisti ionici venga impedito
di prelevare i clienti di Taranto dall’aeroporto
di Bari».
È una interpretazione unica, peraltro
prevista dalla legge. In definitiva, si tratterebbe di dare al Presidente della Regione la
possibilità di applicare la legge regionale del
1995; questo costituirebbe uno stimolo affinché il Comune di Bari e di Taranto raggiungano un accordo, in modo da dare la
possibilità ai tassisti tarantini di esercitare
questo sacrosanto diritto, previsto in tutti
gli aeroporti d’Italia.
PRESIDENTE. Pongo ai voti l’emendamento.
Non è approvato.
Sulla base di questa votazione, mi consentirete di dichiarare che il problema posto è assolutamente reale ed il Governo regionale lo
deve affrontare, come tra l’altro deliberato con
un ordine del giorno approvato all’unanimità
dal Consiglio regionale.
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art. 9
(Modifica all’art. 10 della l.r. 18/2002)
1. All’art. 10 comma 1 della legge regionale 31 ottobre 2002, n. 18, alle parole “vincolate all’acquisto di veicoli, attrezzature e tecnologie...” sostituire con “vincolate all’acquisto
di veicoli, velivoli, attrezzature e tecnologie”.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
Comunico che l’emendamento (n. 8) aggiuntivo dell’articolo 9/bis a firma del consigliere Potì, del quale do lettura: «1. La Regione Puglia, nell’ambito delle disposizioni di cui
all’art. 10 della L.R. N. 18/2002, destina proprie risorse all’acquisto di velivoli per
l’esercizio dei servizi di trasporto pubblico regionale elicotteristici. 2. Con l’esercizio finanziario 2007, la Regione concorre agli oneri derivanti dall’attuazione delle disposizioni di cui
al comma 1), istituendo nell’unità revisionale
di base 13.1.2, apposito capitolo di spesa avente la seguente declaratoria: “L.R. N.
18/2002 – art. 10 – investimenti nel settore del
trasporto pubblico elicotteristico” finanziato
con uno stanziamento di € 100.000,00», è stato ritirato dal proponente.
art. 10
(Variazioni compensative e classificazione
servizi minimi interurbani automobilistici)
1. È facoltà degli Enti affidanti, fino
all’approvazione del Piano triennale dei servizi
e per motivate esigenze di mobilità, disporre
variazioni compensative ai programmi di esercizio, anche mediante l’istituzione di nuovi
servizi.
2. Tale facoltà potrà essere esercitata
nell’ambito delle percorrenze chilometriche di
propria competenza, già contrattualizzate con
i soggetti gestori e previa intesa con gli stessi,
nonché con la Regione che la esprimerà con le
modalità di cui al comma 2 dell’art. 6 della l.r.
18/2002.
3. È facoltà della Regione, fino
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RESOCONTO STENOGRAFICO
all’approvazione del Piano triennale dei servizi
ed in deroga alle previsioni dell’art. 5 della l.r.
18/2002, al fine di realizzare livelli di servizi
sufficientemente rapportati alla domanda di
trasporto, classificare ed affidare nuovi servizi
minimi interurbani.
4. Gli Enti competenti affidano i nuovi
servizi minimi sulla base dei contratti in essere
e dei corrispettivi contrattualmente riconosciuti al soggetto gestore.
5. Per le finalità di cui al comma 3 si provvede con uno stanziamento nel bilancio di previsione 2007, di euro 2,5 milioni sul capitolo di spesa
551035 avente ad oggetto: “Spesa per classificazione dei nuovi servizi minimi interurbani in attesa approvazione Piano triennale dei servizi”.
6. La Giunta regionale con proprio atto
definirà le modalità di attuazione della disposizione di cui al comma 3.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 11
(Riconoscimento oneri IVA)
1. Alle imprese esercenti servizi di tprl di
cui all’art. 8 del D. Lgs. 422/1997 (Conferimento alle Regioni ed agli enti locali di funzioni e compiti in materia di trasporto pubblico
locale, a norma dell’articolo 4, comma 4, della
L.15 marzo 1997, n. 59), la Regione riconosce
l’onere per IVA sull’importo già fatturato per
IRAP dalle medesime imprese, per gli anni dal
2001 al 2006 e liquidato in applicazione dei
contratti “ponte” di servizio.
2. Per le finalità di cui al comma 1, è istituito nel bilancio regionale, nell’unità previsionale di base 13.4, apposito capitolo di spesa n.
552056 avente la seguente declaratoria “Riconoscimento, alle imprese esercenti servizi di
tprl ex art. 8 D.Lgs. 422/97, dell’onere IVA
sull’importo IRAP già fatturato per gli anni
dal 2001 al 2006”., con uno stanziamento pari
a € 1.500.000,00.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
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TITOLO III
DISPOSIZIONI VARIE
art. 12
(Interventi in materia di difesa
del suolo e bacini regionali)
1. Al fine di consentire il completamento
degli interventi di cui alla Legge 18 maggio
1989, n. 183 (“Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo”) e la
Legge n. 253/1990 in materia di difesa del
suolo e bacini regionali e previsti nel programma approvato con la delibera n.
6473/1997, viene stanziata sul capitolo di
nuova istituzione n. 621109 U.P.B. 06.03 del
bilancio regionale per l’esercizio finanziario
2007, la somma di € 1.300.000,00.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
È stato presentato un emendamento (n. 9)
aggiuntivo dell’articolo 12/bis a firma dei consiglieri Palese, Saccomanno, Zullo e altri, del
quale do lettura: «Art. 12/bis (Contributo
straordinario al Comune di Gallipoli)
1. La Giunta Regionale è autorizzata ad erogare un contributo straordinario di €
3.000.000,00 al Comune di Gallipoli per far fronte alle emergenze conseguenti alla voragine apertasi in via Firenze del medesimo Comune.
2. Per le finalità di cui al precedente comma è istituito un nuovo capitolo (C.N.I.)
“Contributo straordinario al Comune di Gallipoli per emergenze voragine apertasi in via Firenze”. U.P.B. 6.1.1.
C.N.I “Contributo straordinario al Comune di Gallipoli per emergenze voragine apertasi in Via Firenze”.
+ € 3.000.000,00
U.P.B. 6.1.1.
Cap. 3430
- 2.000.000,00
Cap. 1110097
- 1.000.000,00».
A questo emendamento è stato presentato
un subemendamento sostitutivo a firma
dell’assessore Saponaro.
Ha facoltà di illustrarlo.
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RESOCONTO STENOGRAFICO
SAPONARO, assessore al bilancio,
alla programmazione, ai fondi strutturali
e alle politiche comunitarie, alle finanze,
all’economato, alla ragioneria, al controllo interno di gestione e al patrimonio.
Ne do lettura: «1. Al fine di fronteggiare le
emergenze conseguenti alla voragine apertasi in Gallipoli, alla via Firenze, la Regione
provvede ad erogare un contributo straordinario di € 500.000,00.
La Giunta regionale con proprio atto definisce le modalità di erogazione delle somme definendo tempi e criteri della rendicontazione.
2. All’onere derivante dal precedente
comma 1 si fa fronte mediante l’istituzione
del capitolo 511060 U.P.B. 6.1.1 denominato “Contributo straordinario al comune di
Gallipoli” con uno stanziamento di pari importo».
Seguono i relativi emendamenti al tabulato.
PALESE. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALESE. Signor Presidente, voteremo a
favore di questo subemendamento a firma
dell’assessore Saponaro, pur ritenendo esiguo
il contributo straordinario stanziato.
Si istituisce un nuovo capitolo, fermo
restando che in seguito verificheremo la
questione della Protezione civile. Dopodiché, ove necessario, una volta acquisito il
principio del contributo straordinario in un
capitolo di nuova istituzione, la somma potrà essere integrata.
PRESIDENTE. L’emendamento al tabulato, naturalmente, sarà presentato successivamente.
Pongo ai voti il subemendamento a firma
dell’assessore Saponaro.
È approvato.
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art. 13
(Cofinanziamento sostegno all’accesso
alle abitazioni in locazione)
1. Gli stanziamenti di bilancio previsti al capitolo di entrata 2057005, iscritto nell’Unità Previsionale di Base 2.1.14, vanno ad incrementare,
nella misura di € 15.000.000,00, i fondi di cui al
capitolo 411192 (Cofinanziamento per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione,
L. 431/98 anno 2007) con destinazione
vincolata.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
È stato presentato un emendamento (n.
10) aggiuntivo dell’articolo 13/bis a firma dei
consiglieri Saccomanno, Palese, Zullo ed altri,
del quale do lettura: «Art. 13/bis (Contributo
straordinario al Comune di Bari per l’edilizia
giudiziaria). 1. La Giunta Regionale è autorizzata a concedere un contributo straordinario
al Comune di Bari di € 10.000.000,00, come
compartecipazione per la realizzazione di edifici destinati all’edilizia giudiziaria in Bari.
2. Per le finalità di cui al precedente comma è
istituito un nuovo capitolo (C.N.I.) “Contributo
straordinario al Comune di Bari per la realizzazione di edifici destinati all’edilizia giudiziaria in
Bari”. U.P.B. 6.1.4
C.N.I. “Contributo straordinario al Comune
di Bari per la realizzazione di edifici destinati
all’edilizia giudiziaria in Bari” + € 10.000.000,00
U.P.B. 6.1.4
Cap. 813020 – 1.000.000,00
Cap. 813025 – 2.000.000,00
Cap. 114110 – 500.000,00
Cap. 941010 – 500.000,00
Cap. 861020
– 50.000,00
Cap. 861040 – 150.000,00
Cap. 131014 – 2.000.000,00
Cap. 112053 – 1.000.000,00
Cap. 111164 – 2.000.000,00
Cap. 1110097 – 800.000,00».
Lo pongo ai voti.
Non è approvato.
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RESOCONTO STENOGRAFICO
art. 14
(Modifica l.r. n. 22/2006)
1. Il termine di cui all’art. 9, comma 2, della l.r. n. 22/2006, è prorogato al 30 settembre
2007.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
È stato presentato un emendamento (n.
11) aggiuntivo dell’articolo 14/bis a firma dei
consiglieri Tagliente e Palese, del quale do lettura: «Art. 14/bis. Alla Legge Regionale n. 2
del 08.03.2007 sono apportate le seguenti
modifiche: sostituire l’articolo 10 con il seguente: “I compensi per i componenti dei vari
Organi dei Consorzi sono stabiliti con appositi
e separati provvedimenti dell’Assemblea Generale”; sopprimere il comma 5 dell’art. 17;
all’ art. 18 sostituire il comma I con il seguente: “Entro trenta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, i Commissari nominati ai sensi dell’art. 1 della legge regionale
25 luglio 2001, n. 19 (Disposizioni urgenti e
straordinarie in attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 – articolo 26),
provvedono alla convocazione delle Assemblee generali per la ricostituzione degli organi
di ciascun Consorzio, nel rispetto delle prescrizioni di cui alla presente legge, con esclusione di quanto disposto nella seconda parte
del comma 2 e dal comma 3 dell’art. 11, e dei
vigenti Statuti per quanto con la stessa compatibili”; sopprimere le parole “... e la composizione dell’Assemblea generale...” al comma 2;
sopprimere i commi 3 e 4».
Ha chiesto di parlare il consigliere Tagliente. Ne ha facoltà.
TAGLIENTE. Signor Presidente, colleghi
consiglieri, questo emendamento consente di
eliminare ogni elemento di contrasto, o di
dubbia interpretazione, rilevato nell’articolato
della legge n. 2 – relativa ai Consorzi per le
aree di sviluppo industriale – dell’8 marzo
scorso, al fine di consentire un’immediata ri-
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VIII Legislatura
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presa dell’attività dei Consorzi industriali, finalmente restituiti ad una gestione ordinaria e
democratica.
Infatti,
dopo
l’esplicito
richiamo
all’articolo 36 della legge n. 317, che recita
«spetta alle Regioni soltanto il controllo sui
piani economici e finanziari dei Consorzi», e la
statuizione al comma 5 dell’articolo 2 della
nuova legge regionale che recita «i Consorzi
hanno piena autonomia amministrativa, organizzativa ed economico-finanziaria», non possono trovare posto prescrizioni lesive di
quell’autonomia quali quelle riportate
all’articolo 10 e al comma 5 dell’articolo 17.
Per consentire, inoltre, un immediato e non
contestato ripristino degli organi, si rende necessario apportare correzioni ai primi due
commi dell’articolo 18 e sopprimere il quarto
comma.
Si propone, infine, la soppressione del
comma 3 dello stesso articolo 18, in quanto lo
stesso è lesivo delle prerogative proprie
dell’Esecutivo, stabilite dalla vigente normativa e dallo Statuto della Regione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’assessore Frisullo.
FRISULLO, Vicepresidente della Giunta regionale e assessore alle attività produttive, all’industria, all’industria energetica,
all’artigianato,
al
commercio,
all’innovazione tecnologica, alle fiere e ai
mercati. Signor Presidente, l’emendamento a
firma dei consiglieri Tagliente e Palese è in
contrasto con il lavoro che abbiamo svolto esattamente qualche mese fa. Tale lavoro è stato il frutto di un’intensa attività di concertazione e di confronto con le parti sociali, con le
Istituzioni locali, con le Camere di commercio,
e di un confronto intenso con l’opposizione,
oltre che all’interno della maggioranza.
Francamente, mi sembra insostenibile quello che il collega Tagliente ha testè sostenuto,
giacché quelle misure e quelle norme che si
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VIII Legislatura
RESOCONTO STENOGRAFICO
vogliono cassare o modificare incidono su parti sostanziali. Ad esempio, la modifica
dell’articolo 10 incide sull’indennità degli amministratori e dei componenti del Collegio dei
revisori. È stata una misura di contenimento
della spesa. Il collega Potì ricorderà bene, come anche altri colleghi, che è stato un punto di
confronto tra di noi.
Stesso discorso vale per la previsione
normativa, secondo cui la Giunta ha il potere
di approvazione di tutti gli atti di riorganizzazione degli uffici e della dotazione organica.
Mi pare anche questa una misura giusta per
cercare di contenere i costi.
Per quanto riguarda la partecipazione
all’assemblea generale, penso che la modifica
leda un principio costitutivo degli enti pubblici
economici, giacché la partecipazione dei soci
non può che rappresentare le quote che si versano e le popolazioni. Non può il Comune capoluogo pesare nella stessa misura di un
piccolo centro. È, quindi, una misura democratica tipica degli enti pubblici economici,
dove ognuno pesa rispetto alle quote che versa. Sono questi i motivi che ci inducono ad
esprimere un dissenso sull’emendamento in
oggetto.
TAGLIENTE. Domando di parlare.
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Per quanto riguarda la vicenda delle quote,
in fase di prima attuazione, se dobbiamo aspettare la riforma degli statuti dei Consorzi per
avviare il tutto – visto che ad oggi non ci sono
quote, ma ognuno vale per il voto che rappresenta nelle assemblee –, i Consorzi di sviluppo industriale non si insidieranno mai, se non
prima che la modifica venga approvata. Per
approvare una modifica, lo sappiamo, non basta qualche mese.
In
riferimento
alla
composizione
dell’assemblea generale, mi sembra pleonastico parlarne perché sarà lo statuto ad
individuare questa composizione.
In merito al comma 3 dell’articolo 18, che
riguarda il Collegio dei revisori dei conti, voglio soltanto dire al Consiglio e all’assessore
Frisullo che sono molto preoccupato. I revisori dei conti di Taranto, ad esempio, hanno
chiesto una liquidazione per l’anno passato di
90 mila euro ciascuno.
Pertanto, quando dico che questa norma va
in qualche modo rivista e cassata, mi riferisco
proprio a questo genere di esperienza, che veramente mette i Consorzi in grosse difficoltà.
In merito al comma 4 dell’articolo 18, che
parla del fondo di dotazione, vorrei ricordare
che ad oggi il fondo di dotazione non esiste.
Mi sembra, pertanto, una soppressione necessaria.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAGLIENTE. Signor Presidente, non sono soddisfatto delle osservazioni formulate
dall’assessore Frisullo. Mi permetto, pertanto,
di illustrare brevemente le ragioni che ci hanno
portato ad individuare questo emendamento.
Prima abbiamo stabilito che gli enti pubblici economici hanno assoluta autonomia e che
il potere della Regione si esplicita soltanto
nell’approvazione dei bilanci; all’articolo 10,
però, abbiamo previsto che sia la Regione a
stabilire il compenso degli amministratori.
Mi sembra questo un principio che lede
l’autonomia, di cui abbiamo parlato in precedenza.
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PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’assessore Frisullo.
FRISULLO, Vicepresidente della Giunta regionale e assessore alle attività
produttive,
all’industria,
all’industria
energetica, all’artigianato, al commercio,
all’innovazione tecnologica e alle fiere e ai
mercati. Signor Presidente, il collega Tagliente sa bene, poiché ha partecipato ai lavori di
stesura, che questa legge risale all’8 marzo. Le
questioni oggi sollevate si sarebbero potute
manifestare in quella circostanza. Lo dico in
tono non polemico: non è una legge di uno o
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RESOCONTO STENOGRAFICO
due anni fa, ma dell’8 marzo appena passato.
Sono trascorsi meno di due mesi.
Si tratta di materia concorrente sulla quale
la Regione può e deve intervenire con il riconoscimento pieno dell’autonomia statutaria dei
Consorzi, ma questo non significa che il legislatore non possa e non debba intervenire per
fissare dei paletti.
La parte relativa all’indennità mi pare che
sia un punto importantissimo. In un’ottica di
sforzo di contenimento dei costi e di moralizzazione – che pure in quest’Aula sento spesso
– questa legge ha tentato e tenta di corrispondere pienamente a questo obiettivo, sia per il
compenso degli amministratori, che per quello
del Collegio dei revisori dei conti.
Per quanto riguarda la liquidazione chiesta
da qualche revisore, la richiesta è incardinata
su un fatto che non esiste. A giorni, infatti, avremo un confronto.
Si interpreta in modo del tutto disinvolto il
contenuto del decreto di nomina dei revisori
stessi. È del tutto evidente che uno dei compiti
del Collegio è quello dell’accertamento della
debitoria e del patrimonio, ma questo non può
significare dar luogo a compensi o a istanze di
compensi che non sono dovuti.
Questa norma, che si vorrebbe qui modificare, va nella direzione di contenere, di disciplinare e di normare in modo chiaro le spettanze e le competenze sia degli amministratori,
che dei Collegi.
PRESIDENTE. Pongo ai voti l’emendamento.
Non è approvato.
È stato presentato un emendamento (n.
13) aggiuntivo dell’articolo 14/ter a firma dei
consiglieri Palese, Zullo, Saccomanno ed altri,
del quale do lettura: «Art. 14/ter (Sostituzione
del comma 2 dell’art. 2 della L.R. 2/2006
“Norme per l’attuazione delle politiche in favore dei consumatori e degli utenti”). Il
comma 2 dell’art. 2 della L.R. n. 12 del 15
maggio 2006 è così sostituito: “2. La CRCU è
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nominata con decreto del Presidente della
Giunta Regionale e rimane in carica per la durata della legislatura.
Essa è composta dall’Assessore regionale
al ramo o da un suo delegato, che la presiede,
da un rappresentante per ciascuna delle associazioni dei consumatori iscritte nel registro
regionale e riconosciute dal Consiglio nazionale dei consumatori e utenti (CNCU), ovvero
dalle associazioni dei consumatori costituite
nel territorio pugliese, da un rappresentante
dell’ANCI, dell’UPI, dell’UNIONCAMERE e
dell’Ufficio scolastico regionale”».
Lo pongo ai voti.
Non è approvato.
È stato presentato un emendamento (n.
14) aggiuntivo dell’articolo 14/quater, a firma
dell’assessore Frisullo, del quale do lettura:
«Art. 14/quater. All’art. 18, primo comma della Legge Regionale 8 marzo 2007 n. 2, è aggiunto il seguente periodo: “ed, ai sensi del
precedente articolo 2 sesto comma”».
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 15
(Modifica l.r. n. 40/2006)
1. A parziale modifica di quanto stabilito
dall’art. 4 comma 2 della legge regionale 28
dicembre 2006 n. 40 (“Modifiche ed integrazioni alla Legge regionale 22 novembre 2005,
n. 13 ‘Disciplina in materia di apprendistato
professionalizzante’”) il termine ultimo per
l’emanazione del bando di cui al comma 2
dell’articolo 10 L.r. 13/2005 è fissato al 31
maggio 2007 nei limiti delle risorse di cui al
capitolo 951000 del bilancio di previsione
2007.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
È stato presentato un emendamento (n.
15) aggiuntivo dell’articolo 15/bis a firma dei
consiglieri Marmo G., Stefàno, Ventricelli,
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Riccardi, Montanaro ed altri, del quale do lettura: «Art. 15/bis (Rideterminazione finanziamento corsi di formazione professionale).
1. In sede di esame dei rendiconti presentati
dagli enti gestori per le attività formative attuate a partire dall’anno 2002, si applica, a
modifica delle convenzioni sottoscritte, per rideterminare il finanziamento spettante in caso
di: a) avvio e prosecuzione del corso con un
numero di allievi inferiore a quello previsto; b)
dimissioni di allievi durante il corso. 1. Un
meccanismo di riparametrazione basato sul ricalcolo dei soli costi variabili, legati cioè al
numero effettivo degli allievi frequentanti, con
esclusione quindi dei costi fissi e dei costi generali del corso. 2. Il meccanismo di cui al
comma precedente sarà definito, nella sua
concreta articolazione, con determinazione del
Dirigente del Settore Formazione Professionale, da assumere entro trenta giorni dalla entrata in vigore della presente legge e da notificare
a tutti gli enti interessati».
Ha chiesto di parlare il consigliere Stefàno.
Ne ha facoltà.
STEFANO. Signor Presidente, ritiriamo
l’emendamento in oggetto, così come
l’emendamento aggiuntivo dell’articolo 15/ter,
avendo
ricevuto
garanzie
da
parte
dell’assessore Barbieri di approfondire
l’argomento a breve.
PRESIDENTE. Comunico che l’emendamento
aggiuntivo dell’articolo 15/bis è stato ritirato.
Comunico altresì che l’emendamento (n.
16) aggiuntivo dell’articolo 15/ter a firma dei
consiglieri Marmo G., Stefàno, Ventricelli ed
altri, del quale do lettura: «Art. 15/ter (Modifica art. 62 della L.r. 4 agosto 2004, n. 14). 1.
Al primo comma dell’art. 62 della legge regionale 4 agosto 2004 n. 14 la frase “del personale non impegnato in attività formative nel periodo dal 1° luglio 1996 fino alla data di entrata in vigore della legge regionale 16 novembre
2001, n. 27 (Misure straordinarie di ristruttu-
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4 APRILE 2007
razione del sistema formativo)” viene sostituito con la frase “del personale non impegnato
in attività formative nel periodo dal 1° luglio
1996 al 31 marzo 2002, ivi compreso il costo
relativo, per tale periodo, all’inquadramento
nelle fasce retributive e per passaggi di livello
ex artt. 18 e 27 CCNL 94/97, derivante
dall’applicazione dell’accordo di contrattazione decentrata del 18/6/02”. 2. Ai fini della integrazione di spesa da riconoscere agli enti gestori, ad effetto di quanto previsto al precedente comma, restano fisse le condizioni, le
procedure e le modalità previste all’art. 62 della l.r. 14/04. 3. Qualora, in virtù di quanto disposto con il presente articolo, le risorse finanziarie messe a disposizione dal comma 7
dell’art. 62 non risultino sufficientemente capienti, secondo la stima che effettuerà il Settore Formazione Professionale, l’attuazione della
presente norma resta comunque vincolata
all’avvenuto incremento della dotazione, da
disporre in sede di assestamento del Bilancio
2007 della Regione», è stato ritirato.
art. 16
(Finanziamento A.R.P.A.)
1. L’assegnazione a carico del Bilancio regionale per il finanziamento delle attività a rilievo
sanitario dell’Agenzia regionale per la Protezione
Ambientale della Puglia, è prevista all’interno del
Documento annuale di indirizzo Economico
Funzionale del Servizio Sanitario Regionale.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 17
(Tributo per il deposito dei rifiuti
in discarica – ecotassa)
1. A partire dall’esercizio finanziario 2007,
della dotazione complessiva del capitolo 611087,
una quota annua pari a euro 150.000,00 (centocinquantamila) è destinata a finanziare il funzionamento della Segreteria tecnica “bonifiche”
presso l’Assessorato all’Ecologia Settore Gestione Rifiuti e Bonifiche.
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RESOCONTO STENOGRAFICO
2. Per l’annualità 2007 e per le successive
annualità 2008 e 2009, i fondi relativi alla “ecotassa” iscritti nel capitolo 611087 provenienti dal tributo per il deposito dei rifiuti in
discarica, fatta salva la quota di cui al precedente comma 1, sono destinati a programmi di
sviluppo dei servizi di raccolta differenziata.
3. Per il 2007, i fondi di cui al precedente
comma 2 sono trasferiti:
a) per la quota del 70% alle Province, che
li assegnano agli Ambiti territoriali ottimali per
la gestione dei rifiuti urbani definendo criteri
incentivanti ed elementi di premialità;
b) per la quota del 30% direttamente agli
Ambiti territoriali ottimali per la gestione dei
rifiuti urbani quale quota aggiuntiva premiale
da ripartire tra gli stessi Ambiti, a condizione
che alla data del 30 giugno 2007 si siano dotati di personalità giuridica.
Tale quota sarà attribuita in funzione della
popolazione residente e trasferita previa presentazione, entro il 30 giugno 2007, di un
programma di incremento della percentuale di
raccolta differenziata.
4. Nel caso in cui uno o più degli Ambiti
territoriali ottimali già dotati di personalità
giuridica non presenti il proprio programma
entro la data del 30 giugno 2007, la relativa
quota premiale è riattribuita alla corrispondente Provincia che la utilizza nel rispetto dei criteri già definiti.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 18
(Intervento finanziario
in favore dell’ARTI)
1. Per la copertura della quota di disavanzo patrimoniale dell’Agenzia regionale per la
Tecnologia e l’Innovazione (ARTI) risultante
al 31 dicembre 2006 è autorizzata la spesa di €
159.989,00.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
È stato presentato un emendamento (n.
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17) aggiuntivo dell’articolo 18/1 a firma
dell’assessore Tedesco, del quale do lettura:
«Art. 18/1 (Modifiche alla legge regionale n.
24/01). L’articolo 8, comma 2, della legge regionale 13 agosto 2001, n. 24, è sostituito dal
seguente:
“2. Le aree di direzione sono individuate
con riferimento a:
a) Programmazione sanitaria
5). Assistenza territoriale
c), Accreditamento qualità, formazione e
ricerca
d). Emergenza sanitaria, fenomeni sanitari
di particolare rilievo e collaborazione alla
promozione del governo clinico
2. All’interno del documento di indirizzo
economico funzionale alle aziende sanitarie è
adeguato il finanziamento dell’agenzia ai fini
dell’attuazione del comma 1”».
PALESE. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALESE. Signor Presidente, vorremmo
conoscere le motivazioni che inducono a questa modifica relativa all’allargamento delle aree dirigenziali nell’ARES. Inoltre, vorremmo
sapere se è intendimento della Giunta regionale spostare all’ARES qualche direttore generale in carica, per esempio quello di Taranto.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’assessore Tedesco.
TEDESCO, assessore alle politiche della salute. Signor Presidente, la finalità
dell’emendamento è semplicemente quella di
occuparsi del carico di lavoro dell’azienda,
diventato ormai insostenibile.
Anticipo, peraltro, che è soltanto un primo
passo verso un rafforzamento dell’azienda e mi
auguro, una volta terminati i concorsi, anche un
rafforzamento dell’assessorato che ho la fortuna
di dirigere.
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Nella precedente discussione d’Aula ebbi
modo di illustrare all’intero Consiglio come le
strutture degli altri assessorati, o delle agenzie
di Regioni anche più piccole della nostra, siano notevolmente più forti dal punto di vista
organizzativo rispetto a quelle pugliesi. Pertanto, credo che questo sia veramente l’inizio
di un rafforzamento, che peraltro non modifica
particolarmente la spesa dell’ARES. Come il
collega Palese sa, infatti, la stessa ARES
quest’anno ha restituito una parte del bilancio
come economie realizzate.
PRESIDENTE. Pongo ai voti l’emendamento
aggiuntivo dell’articolo 18/1.
È approvato.
Comunico al Consiglio che l’articolo 7 è stato ritirato. Di questo ringraziamo l’assessore
Russo e, naturalmente, l’intera Giunta regionale.
STEFANO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STEFANO. Signor Presidente, apprendiamo la volontà di ritirare l’articolo 7, però
vorrei richiamare l’attenzione dell’assessore
Barbanente per cercare una metodologia affinché quella intuizione normativa, a cui prima
aveva accennato, si possa concretizzare nel
prossimo futuro.
PRESIDENTE. È stato presentato un emendamento (n. 18) aggiuntivo dell’articolo
18/2 a firma dell’assessore Tedesco, del quale
do lettura: «Art. 18/2 (Modalità di attuazione
dell’art. 9 della Legge regionale 13 agosto
201, n. 24). L’autorizzazione al reclutamento
di personale dirigenziale, da parte dell’Agenzia
Regionale Sanitaria, previste in deroga alle
percentuali di cui all’articolo 15 septies del
decreto legislativo 30 dicembre 2002, n. 502 e
successive modificazioni, di cui all’art. 9 della
legge regionale 13 agosto 2001 n. 24 e suc-
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cessive modificazioni e integrazioni, deve intendersi, comunque, entro i limiti della dotazione organica e dell’equilibrio di bilancio
dell’Agenzia».
Lo pongo ai voti.
È approvato.
È stato presentato un emendamento (n.
19) aggiuntivo dell’articolo 18/3 a firma
dell’assessore Tedesco, del quale do lettura:
«Art. 18/3 (Modifica all’art. 24 della l.r.
12/01/2005 n. 1). L’art. 24 della l.r.
12/01/2005 n. 1 è sostituito dal seguente:
“il personale con la qualifica di Educatore
Professionale in servizio presso le AA.SS.LL.
in possesso del diploma di laurea è equiparato
alla figura professionale di Collaboratore Professionale Esperto”».
Lo pongo ai voti.
È approvato.
È stato presentato un emendamento (n.
20) aggiuntivo dell’articolo 18/4 a firma dei
consiglieri Palese, Zullo, Saccomanno ed altri,
del quale do lettura: «Art. 18/4 (Modifica
all’art. 24 della L.R. 12/01/2005 n. 1)
1. Il personale con la qualifica di Educatore Professionale in servizio presso le AASSLL, in possesso di diploma di laurea, è
equiparato alla figura professionale di “Collaboratore Professionale Esperto”.
2. L’equiparazione di cui al precedente
comma è estesa alle professioni sanitarie di
ruolo infermieristiche, ostetriche, riabilitative,
tecniche riabilitative, tecniche sanitarie e della
prevenzione in possesso di laurea».
STEFANO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STEFANO. Signor Presidente, credo che
ci sia un altro emendamento che va nella stessa
direzione. Quindi, sarebbe il caso di affrontarli
congiuntamente.
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RESOCONTO STENOGRAFICO
PRESIDENTE. Direi di procedere secondo l’ordine.
PALESE. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALESE. Signor Presidente, vorrei chiarire che l’emendamento n. 19, già approvato
all’unanimità, corrisponde al primo comma
dell’emendamento n. 20, che quindi va cassato. Rimane il secondo comma, che diventa
primo comma.
Vorrei sapere se il Governo conferma
quanto preannunciato circa il parere contrario.
In tal caso, lo possiamo votare.
PRESIDENTE. Dunque, il primo comma
dell’emendamento in oggetto viene cancellato.
Ha facoltà di parlare l’assessore Tedesco.
TEDESCO, assessore alle politiche della
salute. Signor Presidente, il parere della Giunta è contrario, dato che il secondo comma
dell’emendamento comporterebbe, secondo un
calcolo approssimativo effettuato dagli uffici,
una maggiore spesa annua di 17 milioni di euro. Siamo, pertanto, assolutamente nella condizione di non poterlo accogliere.
PRESIDENTE. Pongo ai voti l’emendamento
aggiuntivo dell’articolo 18/4.
Non è approvato.
È stato presentato un emendamento (n. 21)
aggiuntivo dell’articolo 18/5, a firma dei consiglieri Palese, Zullo, Saccomanno ed altri, del
quale do lettura: «Le disposizioni di cui all’art.
71 della L.R. n. 1 del 12 gennaio 2005 sono estese alla legislatura in corso e si applicano anche
ai dipendenti del Servizio Sanitario Regionale».
Ha facoltà di parlare l’assessore Tedesco.
TEDESCO, assessore alle politiche della
salute. Signor Presidente, chiedo ai proponenti
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dell’emendamento in oggetto di ritirarlo, impegnandomi a fare una verifica sulla competenza regionale a poter disporre su questa materia. In seguito riferirò ai colleghi.
Se l’indagine sarà positiva, in una prossima
occasione potremo riproporlo all’attenzione
del Consiglio.
PRESIDENTE. Comunico che l’emendamento
aggiuntivo dell’articolo 18/5 è stato ritirato.
art. 19
(Modifica l.r. n. 26/2006)
1. Il quarto comma dell’art. 6 della legge
regionale del 9 agosto 2006, n. 26 (Interventi
in materia sanitaria) è così modificato:
4. Per il conseguimento di omogeneità di
trattamento tra le varie figure professionali, al
personale dipendente inquadrato nei ruoli del
S.S.N. ai sensi della Legge 18 febbraio 1999,
n. 45 (Disposizioni per il Fondo nazionale di
intervento per la lotta alla droga e in materia
di personale dei Servizi per le tossicodipendenze) ai fini giuridici, economici e previdenziali viene riconosciuta l’anzianità del servizio
prestato, in regime convenzionale con riferimento all’orario settimanale svolto, secondo i
criteri stabiliti nel D.P.C.M. 8 marzo 2001.
A questo articolo è stato presentato un emendamento (n. 22) a firma dei consiglieri Palese, Zullo, Saccomanno ed altri, del quale do lettura: «All’art. 19, a) Al primo rigo sostituire la
parola “Quarto” con la parola “Quinto”; b) Al
terzo rigo sostituire: “4” con “5”; c) Al nono rigo dopo le parole “8 marzo 2001” aggiungere le
parole “e con effetti retroattivi”».
Il Governo esprime parere favorevole.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
Comunico che l’emendamento (n. 23) a
firma dei consiglieri Stefàno, Olivieri, Marino,
Maniglio, Pelillo e Marmo G., del quale do lettura: «All’art. 19, 2° comma. Si aggiunga
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RESOCONTO STENOGRAFICO
all’articolo 8 della L.R. n. 26/2006, quale 4°
comma,
la
seguente
disposizione:
“Nell’intento di garantire l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza, per la concessione del parere di compatibilità ai fini della realizzazione di attività residenziali extraospedaliere, la scelta dell’immobile più idoneo
e pronto all’uso e dei servizi sanitari in esso da
erogare, deve essere effettuata mediante avviso pubblico, garantendo il principio della trasparenza amministrativa”» e l’emendamento
(n. 47) aggiuntivo dell’articolo 20/7, a firma
dei consiglieri Brizio, Loperfido ed altri, del
quale do lettura: «Al fine della concessione del
parere di compatibilità per la realizzazione di attività residenziali extra ospedaliere, l’Assessorato
alla Salute provvede, prioritariamente, al rilascio
di parere ai soggetti che prevedono l’utilizzo di
immobili già realizzati, già disponibili e idonei
allo scopo, in presenza di più domande che
prevedono l’utilizzo di immobili da costruirsi o
non immediatamente disponibili, l’Assessorato
provvede alla costituzione di una commissione
che valuti la fattibilità dei progetti e i loro
tempi di realizzazione», sono superati da un
ordine del giorno che metteremo in votazione
a conclusione della seduta.
Pongo ai voti l’articolo 19, nel testo emendato.
È approvato.
È stato presentato un emendamento (n.
24) aggiuntivo dell’articolo 19/1 a firma
dell’assessore Tedesco, del quale do lettura:
«Art. 19/1. Le disposizioni di cui all’art. 3,
comna 8, della legge regionale 9 agosto 2006,
n. 26, si applicano anche al personale medico
che abbia svolto, per almeno tre anni nel periodo tra il primo gennaio 2001 e la data di entrata in vigore della presente legge, servizi a
tempo indeterminato, nella dirigenza medica e
in regime di convenzione nelle strutture di
pronto soccorso o medicina e chirurgia di accettazione e d’urgenza».
A questo emendamento è stato presentato
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un subemendamento, sempre a firma
dell’assessore Tedesco, del quale do lettura:
«Al terz’ultimo rigo correggere la penultima
parola “indeterminato” con “determinato”».
Lo pongo ai voti.
È approvato.
Passiamo alla votazione dell’emendamento.
BRIZIO. Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BRIZIO. Signor Presidente, vorrei complimentarmi con il Governo regionale per aver
proposto un articolo che noi dell’opposizione
avevamo proposto già nel passato bilancio,
circa sei o sette mesi fa. Solo per dovere di
cronaca per i presenti e per far sì che i giornali
lo divulghino a chi è interessato da questo
provvedimento, sottolineo che ci fu l’impegno
dell’assessore Tedesco di interloquire con il
Governo nazionale per far passare una norma
che era già passata. Mi verrebbe da dire meglio tardi che mai. Quindi, complimenti.
Il nostro voto su questo emendamento è,
ovviamente, favorevole.
BORRACCINO. Domando di parlare per
dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BORRACCINO. Signor Presidente, voglio
innanzitutto ringraziare il consigliere Brizio
del voto favorevole espresso a livello personale.
Voglio ricordare al collega che, in quel
Consiglio regionale, nel quale da parte sua ci
fu la presentazione di questo emendamento,
era stato presentato precedentemente un altro
emendamento – poi ritirato a seguito di un impegno del Governo a risolvere questa questione – da parte di diciotto consiglieri regionali di
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RESOCONTO STENOGRAFICO
diversi partiti, in cui si chiedeva di arrivare a
questa determinazione.
Siamo contenti che oggi si approvi questo
articolo aggiuntivo, così finalmente a 128 medici del pronto soccorso viene dato il giusto
riconoscimento. Da sette anni, infatti, continuano a lavorare senza un contratto a tempo
indeterminato e vivono le grandi difficoltà del
precariato.
È una norma importante, dato che finalmente si riconosce ai medici del pronto soccorso, analogamente a quanto fu fatto questa
estate per i medici del servizio di emergenzaurgenza 118, la stabilizzazione.
Di questo voglio ringraziare la sensibilità in
primis del Presidente Vendola e dell’assessore
Tedesco; ringrazio anche l’assessore Barbieri,
che tecnicamente si è molto adoperato su questo provvedimento, i tanti consiglieri regionali
che ci hanno creduto, in particolare il consigliere Costantino e la consigliera Marmo, ma
anche gli altri che hanno lavorato per raggiungere questo obiettivo.
COSTANTINO. Domando di parlare per
dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COSTANTINO.
Signor
Presidente,
l’approvazione di questo articolo da parte del
Consiglio regionale è di straordinaria importanza. Si conclude una vicenda che è davvero
singolare nella nostra Italia. La legge n.
401/2000 di fatto ha escluso per sempre la
possibilità che i medici del pronto soccorso, i
cosiddetti precari, possano lavorare all’interno
dei pronto soccorso. Questa legge, quindi, non
consente agli stessi medici né di partecipare
agli avvisi pubblici o a concorsi, né di iscriversi alla specializzazione, poiché ormai da tanti
anni lavorano nei pronto soccorso.
Dico questo per far capire che la differenza
con le altre normative, che stiamo approvando
sul precariato, è sostanziale. Per queste ragioni
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credo che vada dato merito all’assessore Tedesco e al Presidente Vendola di aver recepito,
dopo una lunga discussione durata diversi mesi, questa proposta.
Detta proposta risolve per sempre la problematica dei 128 medici di pronto soccorso
della Puglia. Inoltre, ritenendo che questa legge, qualora vada in porto, farà scuola, anche le
altre regioni ci imiteranno per sanare la posizione dei medici di pronto soccorso, che è
uguale in tutta Italia.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’assessore Tedesco.
TEDESCO, assessore alle politiche della
salute. Signor Presidente, intervengo solo per
dare atto all’intero Consiglio regionale di una
grande sensibilità rispetto a questo problema
che, come diceva da ultimo il collega Costantino, è un problema peculiare della nostra Regione. Esso ha penalizzato ingiustamente un
gruppo di professionisti, peraltro abbastanza
numeroso, che finalmente si vede stabilizzato,
all’interno di una funzione svolta per anni con
grande professionalità e dedizione nei confronti del Servizio sanitario.
È, peraltro, una norma che non produce
costi ulteriori a carico del bilancio regionale.
Rappresenta, quindi, una di quelle norme ideali
che sanano ingiustizie senza richiedere costi
ulteriori alle pubbliche finanze.
PRESIDENTE. Pongo ai voti l’emendamento,
nel testo subemendato.
È approvato.
PRESIDENZA DEL
PRESIDENTE PEPE
PRESIDENTE. È stato presentato un emendamento (n. 25) aggiuntivo dell’articolo
19/2, a firma del consigliere Manni, del quale
do lettura: «Art. 19/2. Il comma C dell’Art. 14
della L.R. 26/2006 viene così modificato: c)
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Servizio sociale professionale, quale struttura
per il raccordo operativo a livello distrettuale
delle UO e dei Servizi sovradistrettuali in materia socio-sanitaria, funzionalmente collegata
al Coordinatore socio-sanitario e diretta da un
assistente sociale iscritto all’Albo Ordine Assistenti sociali sezione A denominata degli Specialisti (DPR 328/2001); questa struttura collabora con il Coordinatore socio-sanitario per
la programmazione distrettuale in materia socio-sanitaria, per l’elaborazione del PAT e
PSZ, per la progettazione di interventi sociosanitari, per la promozione della cooperazione
interistituzionale, per il monitoraggio e la valutazione delle attività promosse in ambito socio-sanitario».
Ha chiesto di parlare il consigliere Manni.
Ne ha facoltà.
MANNI. Signor Presidente, la legge regionale n. 26/2006, all’articolo 14, nel prevedere l’affidamento della direzione del servizio
sociale professionale, indica, come titolo necessario, la laurea specialistica o laurea ad essa
equiparata. In questa maniera non si è tenuto
in considerazione il fatto che la laurea specialistica, o laurea ad essa equiparata, non è titolo
sufficiente per svolgere l’attività di assistente
sociale. Il titolo necessario è l’iscrizione
all’Albo ordine assistenti sociali sezione A denominata degli specialisti, previsto dal DPR 5
giugno 2001, n. 328.
In assenza di questa iscrizione, l’assistente
sociale non può esercitare la professione. Bisognerà, quindi, prevedere, come titolo necessario per l’affidamento della direzione,
l’iscrizione a questo Albo.
Nella formulazione della legge, inoltre,
non si è tenuto conto del fatto che possono
essere iscritti all’elenco speciale anche assistenti sociali che non abbiano la laurea specialistica o altra laurea ad essa equiparata,
bensì siano in possesso di altri requisiti professionali.
Si propone, pertanto, la sostituzione del ti-
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VIII Legislatura
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tolo necessario all’affidamento della direzione
del servizio sociale professionale: la sostituzione dell’iscrizione all’albo rispetto al possesso della laurea.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’assessore Tedesco.
TEDESCO, assessore alle politiche della
salute. Signor Presidente, non so se il collega
Manni abbia partecipato o meno alla riunione
che si è svolta prima tra i Gruppi consiliari per
la valutazione degli emendamenti, ma in quella
sede è emersa l’esigenza di approfondire questa proposta.
Inviterei, quindi, il collega Manni a ritirare
l’emendamento, assumendo l’impegno di approfondire la proposta per riproporla eventualmente in una successiva circostanza.
L’articolo che abbiamo approvato qualche
istante fa, infatti, dimostra che, quando il Governo prende l’impegno di approfondire una
materia, lo fa sul serio. Se questa proposta sarà ritenuta plausibile, sarà inserita in una prossima norma che andremo a definire.
MANNI. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANNI. Signor Presidente, non abbiamo
dubbi sull’affidabilità del Governo. Pertanto,
l’impegno dell’assessore Tedesco ci è pienamente sufficiente.
PRESIDENTE. Comunico che l’emendamento
a firma del consigliere Manni è stato ritirato.
È stato presentato un emendamento (n.
26) aggiuntivo dell’art. 19/3, a firma
dell’assessore Tedesco, del quale do lettura:
«Art. 19/3. Alla legge regionale 9 agosto
2006, n. 26, è apportata la seguente modifica:
all’art. 32, lett. B) comma 1 bis sostituire la
dicitura “31 ottobre 2006” con “30 aprile
2007”».
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 45
– 73 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
PALESE. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALESE. Signor Presidente, vorrei che
l’assessore Tedesco ci dicesse a cosa fa riferimento questa proroga.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’assessore Tedesco.
TEDESCO, assessore alle politiche della
salute. Signor Presidente, si tratta della proroga dell’entrata in funzione della distribuzione
diretta dei farmaci alla dimissione del primo
ciclo terapeutico.
Questa proroga si rende necessaria, da una
parte, per mettere a punto l’organizzazione
che dovrà poi sostenere la distribuzione diretta
e, dall’altra, per verificare alcune aperture che
sono venute, come dicevo questa mattina in
fase di discussione generale, dall’associazione
delle farmacie convenzionate. Federfarma, per
esempio, parrebbe volersi candidare alla distribuzione diretta.
Ciò ci consentirebbe di realizzare un duplice risparmio: il minor costo dei farmaci e il
minor costo dell’organizzazione, che naturalmente dovremmo affrontare per mettere a
punto la distribuzione diretta.
PALESE. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALESE. Signor Presidente, l’assessore
Tedesco ci ha anticipato l’illustrazione
dell’emendamento n. 32. Ma stiamo parlando dell’emendamento n. 26.
TEDESCO, assessore alle politiche della
salute. Effettivamente ho illustrato un altro
emendamento. Mi scuso, ma la stanchezza
comincia ad affiorare.
L’emendamento in oggetto proroga la de-
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4 APRILE 2007
finizione tariffaria relativa alle strutture riabilitative psichiatriche che la precedente norma
della legge n. 26 fissava, come limite, al 31 ottobre.
Purtroppo, c’è voluto più tempo per definire le nuove tariffe, che oramai sono pronte.
Il termine della vigenza delle precedenti tariffe
dovrebbe essere prorogato al 30 aprile 2007,
data entro la quale il Governo ritiene che saranno introdotte le nuove tariffe relative alle
strutture di riabilitazione psichiatrica.
PRESIDENTE.
l’emendamento.
È approvato.
Pongo
ai
voti
È stato presentato un emendamento (n.
27) aggiuntivo dell’articolo 19/4 a firma
dell’assessore Tedesco, del quale do lettura:
«Art. 19/4 (Integrazione art. 5 della L.R. n.
34/2006). Le disposizioni di cui all’art. 5 della
L.R. 34 del 2006 si applicano anche agli educatori che sono in servizio a far data dal 01
gennaio 1996 ai sensi della LR. n. 16 del
1987».
Lo pongo ai voti.
È approvato.
È stato presentato un emendamento (n.
28) aggiuntivo dell’articolo 19/5, a firma dei
consiglieri Palese e Saccomanno, del quale do
lettura: «Art. 19/5 (Integrazione all’art. 5 della legge regionale 28 dicembre 2006, n. 39
“Norme relative all’esercizio provvisorio del
Bilancio di previsione per l’anno finanziario
2007”). All’articolo 5 della Legge regionale
28 dicembre 2006 n. 39 sono apportate le seguenti integrazioni: a) dopo il comma 2 è aggiunto il seguente comma 2 bis: “I Commissari
straordinari liquidatori delle liquidazioni coatte
amministrative, riguardanti le gestioni degli
esercizi 1994 e precedenti, delle USL soppresse dal 1995 e rientranti negli ambiti territoriali
delle rispettive province”; b) dopo il comma 4
è aggiunto il seguente comma 4 bis: “Al
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Commissario straordinario ed al sub Commissario sono applicabili le disposizioni di cui
all’art. 3 bis comma 11 del D.Lgs 502/92 e
successive modificazioni. La posizione di aspettativa senza assegni con la stessa ASL
provinciale non è motivo di incompatibilità
con la carica di Commissario straordinario e
sub Commissario».
PALESE. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALESE. Signor Presidente, questo emendamento è uguale al n. 29, a firma
dell’assessore Tedesco. Quest’ultimo, però,
prevede anche un comma 2. Direi, pertanto,
che l’emendamento n. 28 viene assorbito da
quello successivo.
PRESIDENTE. L’emendamento n. 28, pertanto, si intende superato dall’emendamento (n.
29) aggiuntivo dell’articolo 19/6, a firma
dell’assessore Tedesco, del quale do lettura:
«Art. 19/6. Integrazione all’articolo 5 della
legge regionale 28 dicembre 2006, n. 39
(Norme relative all’esercizio provvisorio del
bilancio di previsione per l’anno finanziario
2007). 1. All’articolo 5 della legge regionale
28 dicembre 2006, n. 39 sono apportate le seguenti integrazioni: a) dopo il comma 2 è aggiunto il seguente comma 2 bis: “I Commissari
straordinari di cui al precedente comma 2 subentrano nelle funzioni di Commissario liquidatore delle liquidazioni coatte amministrative,
riguardanti le gestioni degli esercizi 1994 e
precedenti, delle USL soppresse dal 1995 e
rientranti negli ambiti territoriali delle rispettive province.”; b) dopo il comma 4 è aggiunto
il seguente comma 4 bis: “Al Commissario
straordinario ed al sub Commissario sono applicabili I disposizioni di cui all’art. 3 bis
comma il del D.Lgs 502/92 e successive modificazioni. La posizione di aspettativa senza assegni con la stessa ASL provinciale non è mo-
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tivo di incompatibilità con la carica di Commissario straordinario e sub Commissario.”. 2.
Le norme regionali in materia di denominazione delle ASL della Regione sono abrogate e
sostituite dal seguente comma: “Le ASL della
Regione Puglia sono indicate numericamente,
precedute da denominazione ‘ASL Puglia’, secondo una numerazione progressiva numero 1,
a partire dalla ASL con popolazione superiore
sino a quella di popolazione inferiore”».
Lo pongo ai voti.
È approvato.
Comunico che l’emendamento (n. 30) aggiuntivo dell’articolo 19/7, a firma dell’assessore
Tedesco, del quale do lettura: «Art. 19/7 (Modifica all’art. 10 della l.r. 39/06). Al comma 1,
dell’articolo 10 della l.r. n. 39/06, come modificato dall’articolo 3 della l.r. n. 1/07, le parole
“non oltre il 30 giugno 2007” sono sostituite
da “non oltre il 31 dicembre 2007”, e le parole
“dal 1° dicembre 2006 al 31 marzo 2007” sono sostituite dalle parole “dal 1° dicembre
2006 al 30 giugno 2007”», è stato ritirato.
È stato presentato un emendamento (n.
31) aggiuntivo dell’articolo 19/8, a firma della
consigliera Marmo G., del quale do lettura:
«Art. 19/8 (Integrazione dell’art. 10 della
L.R. n. 39/2006). Alla fine del comma 1,
dell’art. 10 della L.R. 39/2006 è apportata la
seguente integrazione: Sono salvaguardati tutti i diritti relativi alle lavoratrici, assunte direttamente dalle Aziende sanitarie o che abbiano
prestato servizio alle dipendenze della Agenzie
di somministrazione in missione presso le predette Aziende, i cui contratti non siano stati
rinnovati nei periodi antecedenti il 1° dicembre
2006 o successivamente a tale data, perché interrotti per effetto dell’art. 17 – comma 2 lett.
a) del Decreto Legislativo n. 151 del
26.03.2001 e dalle norme a tutela della maternità. Le lavoratrici che si trovano in tali condizioni, il periodo di sospensiva a carico
dell’INPS è riconosciuto utile a tutti gli effetti
di anzianità di servizio e possono essere assun-
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RESOCONTO STENOGRAFICO
te direttamente dalle Aziende sanitarie fino alla
fine del 30.06.07, salvo eventuali proroghe».
Ha chiesto di parlare la consigliera Marmo. Ne ha facoltà.
MARMO Giuseppina. Signor Presidente,
ho annunciato il ritiro dell’emendamento in
oggetto. Parlando con l’assessore Tedesco,
infatti, abbiamo convenuto che è meglio approfondire l’argomento. Le donne che sono in
maternità hanno gli stessi diritti, e il periodo
della maternità deve essere calcolato ai fini del
rientro per le proroghe del tempo di lavoro.
L’assessore Tedesco, quindi, farà un approfondimento in modo da fornire ai dirigenti
e ai manager indicazioni precise in riferimento alla legge esistente.
PRESIDENTE. Comunico, pertanto, che
l’emendamento a firma della consigliera Marmo è stato ritirato.
È stato presentato un emendamento (n.
32) aggiuntivo dell’articolo 19/9, a firma
dell’assessore Tedesco, del quale do lettura:
«Art. 19/9. Modifica alla legge regionale
28/12/2006 n. 39. All’articolo 12, c. 1, lett. e
della legge regionale 28/12/2006, n. 39 la data
del “1° aprile 2007” è sostituita da “1° giugno
2007” ».
Lo pongo ai voti.
È approvato.
Comunico che l’emendamento (n. 33) aggiuntivo dell’articolo 19/10, a firma dei consiglieri Brizio, Loperfido ed altri, del quale do
lettura: «Art. 19/10. Modifica e/o integrazione
all’art. 13, comma 3, della L. R. 39 del
28.12.06. 3 bis. I dipendenti dell’Agenzia assegnati, di cui al comma 3, si intendono trasferiti nei ruoli della Regione Puglia» è stato ritirato.
È stato presentato un emendamento (n.
34) aggiuntivo dell’articolo 19/11 a firma dei
consiglieri Maniglio, Stefàno, Marino, Ventricelli, Montanaro, Riccardi, Sannicandro, Pen-
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tassuglia ed altri, del quale do lettura: «Art.
19/11. In attuazione dei commi 558 e 565, art.
1, della legge 296/2006 la giunta regionale,
entro 90 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, delibera un piano per la stabilizzazione del personale in possesso dei requisiti
previsti dai commi sopra indicati».
A questo articolo è stato presentato un subemendamento a firma dell’assessore Tedesco,
del quale do lettura: «Al primo rigo sopprimere da “dei commi 558 e 565, art. 1,”».
Lo pongo ai voti.
È approvato.
SACCOMANNO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SACCOMANNO. Signor Presidente, faccio presente che nel subemendamento si chiede la soppressione dei commi, ma alla fine
dell’emendamento si legge «in possesso dei
requisiti previsti dai commi sopra indicati». È
necessaria una modifica.
PRESIDENTE. Apportiamo, dunque, le
dovute correzioni.
Pongo ai voti l’emendamento aggiuntivo
dell’articolo 19/11, nel testo subemendato.
È approvato.
È stato presentato un emendamento (n.
35) aggiuntivo dell’articolo 19/12, a firma dei
consiglieri Palese, Surico, Zullo, Saccomanno
ed altri, del quale do lettura: «Art. 19/12. Stabilizzazione del Personale Precario delle Aziende Sanitarie ed Internalizzazione dei Servizi Esternalizzati 1. Al fine di dare attuazione
ad un piano organico per la risoluzione della
condizioni di precariato di chi opera
nell’ambito di strutture del Servizio sanitario
regionale, entro 60 giorni dall’approvazione
della presente legge, l’Assessore alle Politiche
della Salute promuove, attraverso gli Uffici
dell’Assessorato e con la collaborazione delle
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Aziende Sanitarie, il Policlinico di Bari, gli
Ospedali Riuniti di Foggia, gli Istituti di Ricovero a Carattere Scientifico di diritto pubblico
e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale,
l’accertamento ed il monitoraggio delle situazioni di lavoro precario atipico e derivante da
processi di affidamento a terzi dei servizi. 2.
Eseguiti gli accertamenti ed il monitoraggio di
cui al precedente comma le Aziende Sanitarie
e gli enti strumentali di concerto con gli Assessorati alla Sanità, al Lavoro ed al Bilancio
avviano le procedure per: a) la reinternalizzazione dei servizi affidati in gestione esterna; b)
la trasformazione dei contratti a tempo determinato, comunque in essere alla data di applicazione della presente legge, in contratti a
tempo indeterminato previa un percorso pubblico di selezione/assunzione per titoli culturali
e di servizio. 3. Tali processi hanno come obbiettivo primario la gestione diretta dei servizi.
4. La reinternalizzazione dei servizi prevista
dai commi precedenti del presente articolo,
fatte salve le necessità di verifica ed adeguamento delle dotazioni organiche di ogni singola Azienda, verrà concordato tra le Aziende
Sanitarie e l’Assessorato alla Sanità, sentite le
parti sociali ed a tal fine la Regione adotterà i
necessari provvedimenti per autorizzare le opportune modifiche alle dotazioni organiche anche con appositi impegni di spesa. 5. I provvedimenti autorizzativi di modifiche alle dotazioni organiche, la verifica dei minori costi per
i servizi non esternalizzati e le compensazioni
di spesa, saranno adottati dalla Giunta Regionale».
Lo pongo ai voti.
Non è approvato.
È stato presentato un emendamento (n.
37) aggiuntivo dell’articolo 19/13, a firma dei
consiglieri Palese, Saccomanno ed altri, del
quale do lettura: «Art. 19/13. Proroga contratti precari del Servizio Sanitario Regionale. Nelle more di definire i percorsi di stabilizzazione del personale precario della Aziende
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Sanitarie, degli II.RR.CC.SS. e dell’ Istituto
Zooprofilattico Sperimentale, i contratti di lavoro a tempo determinato del personale di cui
all’art. 10 comma 1 e 3 della L.R. 28 dicembre
2006 n. 39, sono prorogati sino al 31 dicembre
2007».
Ha chiesto di parlare il consigliere Palese.
Ne ha facoltà.
PALESE. Signor Presidente, anche questo
emendamento viene assorbito dal successivo,
presentato dall’assessore Tedesco. Lo stesso
dicasi per l’emendamento n. 39.
Annunciamo, chiaramente, il nostro voto a
favore sull’emendamento n. 38.
PRESIDENTE. Comunico, pertanto, che
l’emendamento n. 37 è ritirato.
È stato presentato un emendamento (n.
38) aggiuntivo dell’articolo 19/14, a firma
dell’assessore Tedesco, del quale do lettura:
«Art. 19/14 Proroga contratti precari del Servizio Sanitario Regionale in esecuzione art. 1,
co. 565, della L. 296/2006. 1. Al fine di dare
esecuzione all’art. l, co. 565, della L.
296/2006, sono prorogati al 31/12/2007 i contratti di lavoro del personale in servizio alla
data del 31/12/2006 con rapporto di lavoro a
tempo determinato, con contratto di collaborazione coordinata e continuativa o con altre forme
di lavoro flessibile o con convenzioni, fermo restando il rispetto del vincolo della spesa».
A questo articolo è stato presentato un subemendamento a firma dell’assessore Tedesco,
del quale do lettura: «Al secondo rigo dopo la
locuzione “del personale” inserire “del servizio
sanitario nazionale”».
PALESE. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALESE. Signor Presidente, voglio solo
sottolineare che concordiamo anche con questa precisazione.
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 45
– 77 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
PRESIDENTE. Pongo ai voti il subemendamento.
È approvato.
Pongo ai voti l’emendamento, nel testo
subemendato.
È approvato.
Come anticipato dal consigliere Palese,
l’emendamento (n. 39) aggiuntivo dell’articolo
19/15, del quale do lettura: «Art. 19/15. Proroga contratti precari.
In attesa di definire i percorsi di stabilizzazione del personale precario delle Aziende Sanitarie, degli II.RR.CC.SS. e dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale, i contratti di lavoro
a tempo determinato del personale di cui
all’art. 10 comma 1 e 3 della L. R. 28 dicembre 2006 n. 39, sono prorogati sino al 31 dicembre 2007» è stato ritirato.
art. 20
(Interventi socio-assistenziali collegati
all'assistenza psichiatrica –
norma transitoria)
1. Per il corrente esercizio finanziario e
nelle more dell'approvazione del Piano Regionale delle Politiche Sociali 2008-2010, le ASL
della Regione assicurano la continuità delle
prestazioni socio-assistenziali in favore delle
persone affette da disturbi psichici, di cui alla
legge regionale 7 settembre 1987, n. 26 (Assegnazioni finanziarie alle UU.SS.LL. per interventi socio-assistenziali collegati all’assistenza psichiatrica), abrogata per effetto delle disposizioni
di cui alla lettera c) comma 5 dell'art. 70 della
legge regionale 10 luglio 2006 n. 19 (Disciplina
del sistema integrato dei servizi sociali per la dignità e il benessere delle donne e degli uomini in
Puglia).
2. A tal fine la Regione, assegna alle ASL i
fondi necessari ad erogare il sussidio terapeutico-riabilitativo ai pazienti in trattamento, con
i criteri e le modalità di cui alla deliberazione
di Giunta regionale 8 marzo 1988, n. 1500 co-
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sì come integrata e modificata con successiva
deliberazione 24 maggio 1993, n. 1431.
3. La richiesta relativa al fabbisogno di ciascuna ASL, dovrà pervenire entro il termine di
mesi uno dalla data di entrata in vigore della
presente legge.
4. Per l'anno 2007 alla spesa riveniente
dall'applicazione della presente disposizione, si
fa fronte mediante risorse autonome allocate
sul capitolo di bilancio 783035, la cui declaratoria, varia come segue: CAP. 783035 ‘TRASFERIMENTI ALLE ASL PER L'ASSISTENZA ECONOMICA AI PAZIENTI PSICHIATRICI’ € 3.000.000,00.
È stato presentato un emendamento (n. 40)
aggiuntivo dell’articolo 20/1, a firma
dell’assessore Tedesco, del quale do lettura:
«Art. 20/1. Il Documento di Indirizzo Economico e Funzionale, che definisce l’utilizzazione del
Fondo Sanitario attribuito alla Regione per
l’armo 2007, determina le tariffe relative alle prestazioni di laboratorio da applicare a far data dalla sua approvazione. Per il periodo compreso tra
il primo gennaio ed il 30 aprile 2007 le tariffe relative alle suddette prestazioni sono quelle contenute nel nomenclatore tariffario della Regione
adottato con DGR n. 3600 del 27/05/1997 e
successive modificazioni ed integrazioni, ridotte
del 20 per cento. Il maggiore onere riveniente
dall’attuazione del comma 2 è posto a carico del
bilancio autonomo della Regione».
A questo emendamento è stato presentato
un subemendamento a firma dell’assessore
Tedesco, del quale do lettura: «Al secondo
comma dopo la locuzione “tra il primo gennaio” sostituire “ed il 30 aprile 2007” con “e la
data di approvazione del DIEF di cui al comma precedente”. Sopprimere il terzo comma».
Lo pongo ai voti.
È approvato.
PALESE. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
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RESOCONTO STENOGRAFICO
PALESE. Signor Presidente, francamente nutro qualche dubbio rispetto al riferimento della delibera: è possibile che sia la
DGR n. 3600 del 27/05/1997?
L’emendamento recita: «Per il periodo
compreso tra il primo gennaio ed il 30 aprile
2007 le tariffe relative alle suddette prestazioni
sono quelle contenute nel nomenclatore tariffario della Regione adottato con DGR n. 3600
del 27/05/1997 e successive modificazioni ed
integrazioni, ridotte del 20 per cento».
Ho riferimenti diversi da questo circa le
delibere di Giunta regionale adottate.
PRESIDENTE. Se c’è un errore, lo correggiamo rapidamente. Ad ogni modo, facciamo
annotare a verbale che è stata manifestata la perplessità da parte del consigliere Palese sul numero della delibera di Giunta regionale.
PALESE. Signor Presidente, inoltre faccio
notare che l’emendamento n. 51 fa riferimento
ad altri atti di Giunta regionale.
Eventualmente, potremmo fare il confronto con questi dati insieme all’assessorato.
Ad esempio, abbiamo una delibera di
Giunta regionale n. 3006 del 27/05/1997.
PRESIDENTE. Procediamo alla correzione. È opportuna, però, una verifica.
PALESE. Chiedo che si specifichi, per la
verifica, la delega all’Ufficio di Presidenza e
all’assessorato.
PRESIDENTE.
Pongo
ai
voti
l’emendamento a firma dell’assessore Tedesco, nel testo subemendato e modificato.
È approvato.
È stato presentato un emendamento (n.
41) aggiuntivo dell’articolo 20/2 a firma dei
consiglieri Palese, Zullo, Saccomanno ed altri,
del quale do lettura: «Art. 20/2 (Disposizioni
in materia sanitaria) 1.
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Nelle more dell’adozione del nuovo piano
della salute, la Giunta Regionale può autorizzare, solo ed esclusivamente, l’istituzione di
nuovi posti letto, nelle strutture ospedaliere
pubbliche e private, limitatamente alle discipline di alta specialità ed a quelle direttamente e
strettamente collegate alla riduzione della mobilità passiva extraregionale. 2. Per l’attuazione
del comma precedente è necessario, comunque,
il rispetto dei vincoli di bilancio».
Ha chiesto di parlare il consigliere Palese.
Ne ha facoltà.
PALESE. Signor Presidente, questa mattina, in fase di discussione generale, ho accennato che avremmo presentato un emendamento,
il quale autorizza la Giunta regionale a istituire
nuovi posti letto, ma con un vincolo:
l’istituzione dei posti letto deve riguardare discipline ad alta specialità (rianimazioni, discipline specialistiche e affini), o discipline che
sono direttamente collegate con le prestazioni
della mobilità passiva.
Penso che questi riferimenti debbano essere tenuti presenti dalla Giunta regionale. Se istituiamo nuovi posti letto con queste indicazioni e questi vincoli – pur essendo in disavanzo le AASSLL, ma ammesso che non lo fossero – c’è comunque l’innalzamento della qualità
e delle prestazioni rese all’interno del Servizio
sanitario regionale, con la possibilità di riduzione della mobilità passiva.
Mi riesce, quindi, difficile capire i circa
dieci provvedimenti che attualmente la Giunta
regionale ha approvato per l’istituzione di
nuovi posti letto, per la rimodulazione
all’interno degli ospedali, che riguardano discipline di base dove non c’è mobilità passiva.
Né penso che ci sia una urgente necessità di
questi posti. Quello che sostiene l’assessore
Tedesco circa la necessità di vedere l’utilizzo
prima della disattivazione è vero, ma andiamo
a vedere l’utilizzo attuale negli ospedali e nelle
strutture. Se l’utilizzo non è al di sopra del
75%, commetteremmo un’irregolarità.
Atti consiliari della Regione Puglia
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RESOCONTO STENOGRAFICO
In questo modo non facciamo altro che far
rimanere costantemente i limiti finanziari della
mobilità passiva a livelli alti, per non dire altissimi. Nonostante i disavanzi e le dichiarazioni
secondo cui le risorse trasferite dallo Stato sono inferiori rispetto a quelle che dovrebbero
essere, attiviamo nuovi posti letto di cui non vi
è necessità. Non si capisce la ratio perversa di
queste scelte.
Il Consiglio – questa mattina ho spiegato
in lungo e in largo questo aspetto – dovrebbe
riflettere su questi dati. Se si aprisse una rianimazione, verremo con le trombe sotto la sede della Giunta regionale ad elogiarvi. E così
se si aprisse una chirurgia toracica, o un centro trapianti. Aprendo, invece, reparti di ostetricia, pediatria o di altre discipline, come avete fatto a Ceglie, a San Pietro Vernotico, a
Mesagne o altrove, si commette un delitto.
State facendo quello che Bassolino e Storace hanno fatto dal 2000 al 2005. Si può determinare il modello, solo nel momento in cui
si predispone il piano della salute e si riscontrano effettivamente queste esigenze. Non ha
senso, però, attivarsi senza alcun criterio, sulla
scorta delle relazioni delle Direzioni sanitarie
delle AASSLL, ben sapendo che la gara è tra
tutte le Direzioni della nostra regione, ma anche delle altre, e che, purtroppo per il nostro
paese, c’è un clima di corruzione. Al momento, noi facciamo fede esclusivamente a quello
che dicono le Direzioni generali. Non possiamo assolutamente permettere questa situazione.
Penso che questo emendamento rappresenti un vincolo, ma soprattutto una certezza,
una sicurezza.
Come ho già detto alla stampa e ripeto in
questa sede, non penso che siano atti irregolari. Gli atti adottati per la BAT, per Lecce, così
come altri, sono illegittimi rispetto alla copertura finanziaria.
Addirittura, le risposte dei dirigenti non so
quanto possano corrispondere al vero. I dirigenti, infatti, sostengono che il presente prov-
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VIII Legislatura
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vedimento non comporta oneri a carico del bilancio regionale. E la sanità a carico di chi è?
Forse, a carico del bilancio della SEAP? O a
carico del mio bilancio familiare?
Questi sono problemi seri. Ho già sentito
in via preliminare che il Governo è contrario a
questo emendamento. Riteniamo che questo,
invece, sia un vincolo determinante che il Consiglio ha l’obbligo di proporre, anche se poi
non sarà approvato dalla Giunta regionale, in
attesa del piano della salute che potrebbe rimodellare tutto.
Altro elemento importante – e concludo –
riguarda le autorizzazioni che vengono rilasciate alle strutture private per l’incremento di
posti letto. Oggi stiamo approvando un emendamento con cui si apre l’indiretta, e quindi le
autorizzazioni comportano automaticamente
una spesa. Questo è il quadro, è opportuno
che il Consiglio ne sia informato.
Noi siamo contrari a questo tipo di impostazione. Abbiamo già le strutture private
transitoriamente accreditate “storiche” e poi
ci sono le strutture transitoriamente accreditate con incremento di posti letto autorizzati
con delibera della Giunta regionale. Se a
queste autorizzazioni e anche a quelle senza
accreditamento, adesso si apre la possibilità
anche dell’indiretta, sicuramente ci esponiamo pericolosamente dal punto di vista finanziario.
SACCOMANNO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SACCOMANNO. Signor Presidente, prima abbiamo esaminato insieme gli emendamenti. Il Governo, come ha ribadito il consigliere Palese, si è già pronunciato negativamente su questo nostro emendamento.
Ritengo che vada stigmatizzato il comportamento del Governo riguardo a queste problematiche, per preoccupazioni – per carità,
includo anche quelle riferite dal consigliere Pa-
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lese – che non sono solo economiche, ma anche di funzionalità.
L’assessore Tedesco ha dato una risposta
seria, ma non riguardo a questo problema.
Una risposta che possiamo definire seria in generale, ma che non riguarda direttamente
l’argomento. Questa, purtroppo, è una pratica
utilizzata molto spesso.
Non è una cosa che la dovrebbe coinvolgere, parlando dell’argomento, assessore Tedesco.
Quando lei parla di utilizzazione precedente di reparti, la cui riapertura è da valutare, le
voglio ricordare che sono state emanate deliberazioni che svuotano completamente reparti
– chiamati, una volta, regionali o che erano
delle Aziende – e che non dimezzano, ma riducono a un quarto quello che già prima funzionava con oltre il 70%. Tutto questo crea
una migrazione di pazienti allucinante. Ci sono
città totalmente prive di alcuni reparti, dunque
i cittadini sono costretti a spostarsi per vari
chilometri in città nelle quali stiamo riaprendo,
ad esempio, reparti di chirurgia, che però risultano scollegati da reparti di rianimazione ed
unità coronarica.
Le mie osservazioni attengono ad un problema esclusivamente di funzionalità. Ritengo
che aggraviamo i problemi della sanità moltiplicando e suddividendo strutture sanitarie sul
territorio. Se tracciamo un cerchio ci accorgiamo che il raggio non è superiore agli otto o
dieci chilometri. Ebbene, su una superficie così
limitata, si decide di aprire tre ospedali, magari
con tre discipline identiche, e di suddividere
quelle che erano concentrate nell’ospedale di
maggiore impegno. Ritengo che questo sia
dannoso e che la Giunta debba avviare una
propria riflessione.
Tra l’altro, non è giusto illudere le persone
con speranze di riaperture che puntualmente
vengono disattese. In una logica organizzativa
di un piano della salute ritengo sia assolutamente difficile giustificare una cosa del genere.
So che stiamo parlando in un «deserto»,
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ma penso che tutto debba rimanere a verbale,
dato che queste sono situazioni dannose e documentate.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’assessore Losappio.
LOSAPPIO, assessore alla tutela
dell’ambiente, alle politiche energetiche, alle
attività estrattive, allo smaltimento rifiuti e
alle aree protette. Signor Presidente, desidero
chiedere innanzitutto scusa ai colleghi consiglieri e all’assessore Tedesco per non aver
partecipato questa mattina alla discussione generale. Sono stato impegnato in altro tipo di
lavoro istituzionale. Parlo, quindi, non conoscendo la discussione che si è sviluppata su
questo punto, come apprendo dagli interventi
in Aula. Non ho potuto, inoltre, partecipare
agli incontri con i Presidenti di Gruppo e con il
Governo, dato che a questi incontri sono delegati a partecipare i colleghi assessori al ramo.
Elimino tutti gli aspetti roboanti delle dichiarazioni, le stigmatizzazioni e quant’altro,
per andare direttamente all’emendamento in
oggetto, non senza ricordare al Consiglio regionale che siamo in una situazione di precaria
stabilità finanziaria, a seguito della crescita
della spesa sanitaria. Operiamo, quindi, non in
condizioni di vacche grasse, dove è possibile
andare oltre i desiderata della popolazione
pugliese, ma purtroppo per noi – e senza indicare le responsabilità recenti e passate – ci
troviamo nella situazione opposta di vacche
magre, in cui sono a rischio il bilancio della
Regione e gli interventi in tutti i settori sociali,
dall’ambiente ai trasporti, dai servizi sociali
all’agricoltura, in conseguenza proprio della
crescita della spesa sanitaria.
L’emendamento in oggetto recita, al primo
comma: «Nelle more dell’adozione del nuovo
piano della salute, la Giunta Regionale può autorizzare, solo ed esclusivamente, l’istituzione
di nuovi posti letto, nelle strutture ospedaliere
pubbliche e private, limitatamente alle discipli-
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ne di alta specialità ed a quelle direttamente e
strettamente collegate alla riduzione della mobilità passiva extraregionale». Se non ci fosse
l’indicazione «nelle more dell’adozione del
nuovo piano della salute» io direi che
l’emendamento è sbagliato, in quanto congela
il sistema ospedaliero sine die, in attesa non si
comprende di cosa.
Dato che abbiamo assunto l’impegno – e
l’assessore Tedesco sta lavorando al riguardo
– di presentare un’ipotesi di programmazione
(piano della salute), dire che, nelle attuali condizioni in cui si trova il bilancio della Regione,
fino a quando non c’è quella ipotesi di programmazione non si va oltre, se non nelle specializzazioni di maggiore qualità e intervento,
oppure quelle tese alla riduzione della mobilità
passiva, mi sembra più che ragionevole.
Chiedo, pertanto, all’assessore Tedesco di
dare, come sempre, una risposta non di routine a questo emendamento, per permettere ad
un neofita dell’argomento, come chi vi parla,
di tornare a casa senza alcun dubbio.
ROMANO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROMANO. Signor Presidente, concordo con
le ultime considerazioni espresse dall’assessore
Losappio, ma con motivazioni diametralmente
opposte a quelle da lui enunciate. A tal riguardo, l’assessorato e le dichiarazioni programmatiche della Giunta Vendola hanno già
chiarito che la materia dell’alta specialistica in
acuzie, come presenza sul territorio, sia sul
versante pubblico, che privato, attiene al piano
regionale della salute. Negli indirizzi di presentazione del suddetto piano, infatti, si è introdotto un tema molto caro alla programmazione sanitaria, quello dell’area vasta. Non capisco, quindi, come possano ridursi ad una delibera di Giunta scelte così importanti che riguardano l’alta specialità.
Ritengo, invece, più pertinente e più pun-
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tuale, per un collegamento diretto tra dato epidemiologico ed esigenze del territorio,
l’apertura di reparti così come si sta facendo.
Desidero, inoltre, ricordare che, per le
norme approvate e per il peso che fu dato alle
scelte del piano Fitto, queste norme e queste
aperture non possono che approvarsi in presenza di isorisorse invariate, come un atto
formale che non può variare lo strumento sul
quale si è intervenuti.
La delibera deve prevedere la dichiarazione di riapertura con dotazione organica identica in termini di spostamento di struttura, ad
isorisorse invariate. La delibera, diversamente,
sarebbe illegittima.
Ritengo che tutta la materia, come ho già ribadito in discussione generale, dell’istituzione di
nuovi posti letto, dell’appropriatezza delle
strutture operanti sul territorio abbia bisogno
di una puntualizzazione e della costruzione di
un percorso attraverso il quale la mano destra
sa ciò che fa la mano sinistra. Su questo ritengo che il nostro impegno debba essere più
puntuale.
In queste scelte di risposta ad un dato
epidemiologico importante credo che,
sull’appropriatezza anche di strutture
private, debba avere un peso, una funzione
ed una voce, anche se piccola, la struttura
sanitaria del territorio, e quindi le AASSLL
e via elencando. Si può e si deve cominciare
a ragionare sulla necessità di costruire un
procedimento che metta insieme più punti di
vista e renda più efficace, rispetto al dato
epidemiologico, la scelta che compirà il
Governo regionale.
L’emendamento, così come è stato presentato, ritengo che vada in tutt’altra direzione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’assessore Tedesco.
TEDESCO, assessore alle politiche della
salute. Signor Presidente, devo dire che i proponenti dell’emendamento – i colleghi Palese,
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Saccomanno e gli altri – sono riusciti ad inserire, in un dibattito estremamente attento, una
nota di distrazione che può avere indotto alla
confusione alcuni degli intervenuti nel dibattito
stesso.
L’emendamento proposto – e il collega
Romano l’ha colto pienamente – va
esattamente nella direzione opposta a quella
nella quale si è mossa la Giunta in tutti questi
mesi. Sei o sette, e non dieci o undici, sono le
delibere approvate che accolgono le proposte
di istituzione da parte delle Aziende sanitarie
locali: proposte effettuate ai sensi della legge
regionale n. 26, precisamente all’articolo 14,
che poneva delle condizioni e stabiliva in quali
casi le AASSLL potevano proporre la
riapertura di strutture.
Per tranquillizzare totalmente il compagno
ed amico assessore Losappio, dirò che qui si
sta parlando esclusivamente di pubblico. È stato inserito l’amo del privato per far abboccare
qualche pesce, ma qui si sta parlando di pubblico. Questo settore pubblico, che è stato autorizzato fino a questo momento seguendo le
procedure di legge, non ha comportato
l’aumento di un solo posto letto. Sono state
autorizzate soltanto attivazioni di strutture per
trasferimento di posti letto da altre strutture
inagibili o intasate, o sovradimensionate, come
ha ben detto il consigliere Saccomanno – al
quale ho sempre riconosciuto, anche quando
ricopriva l’incarico di assessore nella scorsa
legislatura, grande capacità di competenza e di
conoscenza della materia –, che ha illustrato
correttamente l’emendamento. Se fossimo stati tutti più attenti, ci saremmo risparmiati qualche inutile sottolineatura.
Il consigliere Saccomanno ha detto con
chiarezza che sono state attivate strutture. Naturalmente ha commentato, dal suo punto di
vista, l’esempio di Brindisi, dove i sessanta
posti letto – se non ricordo male – di ortopedia, anziché rimanere concentrati su Brindisi,
dietro proposta dell’Azienda, sono stati distribuiti non capoticamente, ma secondo un dise-
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gno organico proposto dall’Azienda alla Giunta regionale, per servire meglio il territorio.
Si potrà dire che a Brindisi non sono sufficienti i posti letto di ortopedia rimasti, ma
questo lo vedremo nel piano sanitario. Nessuno, però, può dire che con quei provvedimenti
sia stato istituito un solo posto letto. Dato che
voi fate riferimento anche ai privati – ma ripeto, lo avete fatto strumentalmente – voglio ribadire in quest’Aula che tutte le azioni di questo Governo regionale, comprese le tre intese
definitivamente approvate da questa Giunta
regionale, si sono mosse nella direzione di ridurre le precedenti proposte. Proposte che noi
abbiamo trovato, non ancora del tutto definite,
che abbiamo ridotto nel numero e ulteriormente riqualificato nelle specialità, proprio in quelle specialità alle quali ha fatto riferimento il
collega Palese, particolarmente carenti ed originanti mobilità passiva.
Questo è un emendamento che, semmai,
propone di aumentare il numero di posti letto.
Si chiede che, nelle more dell’adozione del
nuovo piano sanitario, si possa aprire qualche
divisione di unità operativa di rianimazione.
Divisioni di questo genere le abbiamo aperte e
inaugurate nell’ambito del piano ereditato dal
precedente Governo regionale, il quale non era
stato ovviamente completato. Molti posti di
rianimazione, in attuazione delle previsioni attuative di quel piano, sono stati attuati ed effettivamente inaugurati. Francamente, quindi,
la ratio di questo emendamento la comprendo
soltanto come una legittima provocazione a
questo Consiglio regionale, ma è assolutamente destituita di tutte quelle conseguenze adombrate. Mi fa piacere, quindi, poter rassicurare da questo punto di vista anche l’assessore
Losappio, che potrà tranquillamente continuare a seguire i nostri lavori di Giunta, nei quali
adottiamo decisioni assolutamente in linea con
la compatibilità finanziaria del bilancio regionale e, soprattutto, con la normativa vigente.
PALESE. Domando di parlare.
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PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALESE. Non abbiamo lanciato nessun
amo. Dopo l’intervento dell’assessore Tedesco sono più preoccupato di prima.
Non sono del parere che gli atti approvati
dalla Giunta regionale riguardino solo un rimodellamento delle strutture pubbliche. Il rimodellamento può riguardare i posti letto, che
possono essere spostati da un presidio ospedaliero all’altro, ma per effettuare questo spostamento immagino i costi elevati che le AASSLL, già in deficit, dovrebbero sostenere.
Comunque, non si può negare l’istituzione
di nuovi posti letto, soprattutto nella deliberazione appositamente emanata per la BAT, per
specialità che esulano dai parametri.
In merito al privato – tirarlo per i capelli
non era mia intenzione – è bene chiarire alcuni
aspetti. La Giunta regionale, negli ultimi 5-6
mesi, ha approvato diverse deliberazioni, in cui
conferma l’accreditamento di alcune strutture
– ne cito una per tutte, la casa di cura “Bernardini” di Taranto –, stabilisce il numero di
posti transitoriamente accreditati in via istituzionale. Dopodiché la Giunta autorizza dei posti fuori dall’accreditamento.
Ora, tutto questo stride con quanto affermato prima dall’assessore Tedesco e riportato
nell’emendamento n. 48, che, al secondo
comma, riapre l’indiretta (con la semplice autorizzazione l’indiretta diventa un rimborso a
piè di lista, senza neanche la previsione di un
tetto). Ora dobbiamo metterci d’accordo su
questi aspetti e su queste situazioni.
Quel che è fatto è fatto, ma per la parte
successiva vanno imposti dei vincoli. È chiaro
che l’istituzione di nuovi posti letto è riferita
all’attuale programmazione e non prevede un
superamento dei posti letto designati nel piano
ospedaliero in vigore. Noi vorremmo, però,
che per quanto riguarda le strutture private
fosse mantenuta la parte relativa a «transitoriamente accreditato», finché non si arriva ad
un accordo, finché non si vara il nuovo piano;
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per quanto riguarda le strutture pubbliche,
chiediamo che si provveda all’attivazione di
quelle cose riferite dall’assessore Losappio.
Come ha detto il collega Saccomanno, ci
sono problemi dal punto di vista assistenziale,
organizzativo e funzionale, ma non mi voglio
addentrare in questo discorso per evitare di
scatenare altre discussioni. Penso che rispetto
alla dotazione finanziaria di questa Regione e
rispetto ai dati che gli stessi direttori generali
trasferiscono in merito ai preconsuntivi e al
quadro generale esistente, non possiamo consentire una leggerezza che produca un aumento dei costi ingiustificato nel caso delle autorizzazioni delle strutture private. Mi dovete
dire quale donna va a Milano per partorire, o
quale bambino viene portato a Genova per curargli una bronchite.
Di questo dobbiamo parlare. Se poi, invece, come dice il consigliere Saccomanno – non
ho voluto affrontare questo problema perché
non voglio introdurre elementi distorsivi di natura politica, né polemiche –, togliamo questi
aspetti, dovremmo anche spiegare le motivazioni, che sono tante.
Ci limitiamo, però, ad un fatto esclusivamente tecnico, di buonsenso e di copertura.
Ribadisco che gli atti che avete assunto, compreso quello di ieri, sono illegittimi. Prima o
poi perderò la pazienza e li porterò alla Corte
dei conti. Voglio vedere i funzionari sottoscrivere che quel provvedimento non comporta
oneri a carico del bilancio regionale. Arriveremo a questo se si procede in questo modo.
SURICO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SURICO. Io non credo che questo emendamento voglia smentire l’assessore Tedesco
quando dice che non sono stati istituiti nuovi
posti letto. Possiamo darlo per buono, ma non
è così. Questo emendamento dà la possibilità
alla Giunta, nelle more del piano sanitario re-
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gionale, di istituire nuovi posti letto di alta
specialità.
Noi abbiamo il problema di 280 milioni di
euro di mobilità passiva. Questo è l’esempio di
come si intende porre il Governo davanti ad
una responsabilità. Qui nessuno parla di posti
letto da trasformare nuovamente, sebbene
questo in alcuni casi sia accaduto. Vorrei far
notare che Monopoli, Putignano, Fasano e
Conversano hanno quattro reparti di ginecologia. Ma sono reparti ad alta specialità? Riduciamo la spesa extra di mobilità passiva aprendo quei reparti ed eventualmente riconvertendo i posti letto? Io credo di no. Non comprendo, dunque, tutta questa contrarietà rispetto
ad un emendamento che è favorevole
all’istituzione di nuovi posti letto finalizzati alla diminuzione della mobilità passiva. Credo
che dovreste apprezzare l’intento nostro, e del
collega Palese, di darvi la possibilità di intervenire praticamente e in maniera adeguata a
favore dei cittadini. Se creiamo reparti e strutture che funzionano seriamente, limitando così
la mobilità passiva, facciamo un bene per i nostri cittadini. Aprire reparti insicuri, dove non
vi è terapia intensiva, dove non vi è chirurgia,
significa mettere a rischio la vita dei pazienti.
CERA. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CERA. Vorrei chiedere all’assessore, dato
che parliamo di mobilità passiva, come egli intende risolvere il problema della ex ASL FG/1
San Severo, che lo scorso anno – visto che
adesso abbiamo una sola ASL provinciale – ha
chiuso con mobilità passiva per quasi 100 miliardi di lire.
Dato che l’accorpamento in un’unica ASL
ha depauperato quel poco di credibilità che
aveva l’ospedale di San Severo e ha messo in
difficoltà quella struttura – esistendo già una
mobilità passiva verso Termoli, Larino, Campobasso e verso la Casa Sollievo della Soffe-
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renza –, le chiedo, assessore, come intende risolvere il problema che riguarda tutta la zona
da San Severo al Gargano.
COSTANTINO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COSTANTINO. Intervengo brevemente,
dato che questa discussione la affronteremo
successivamente, quando arriverà in Consiglio
il piano sanitario regionale. Vorrei sottolineare, però, che quando parliamo di mobilità passiva pensiamo ad interventi di alta e altissima
specialità, ma perdiamo di vista i dati – che
non ho qui con me –, dai quali si evince che
abbiamo la mobilità passiva perfino per la cataratta. L’anno scorso duemila pugliesi sono
andati in altre regioni per la protesi dell’anca e
del ginocchio. Questo significa che dobbiamo
guardare in maniera diversa la mobilità passiva. Collega Palese, sicuramente siamo
d’accordo sull’alta specialità, ma non possiamo non dire che l’istituzione di discipline di
alta specialità comporta degli oneri sostenuti,
soprattutto in virtù di quanto ha detto poco fa
il collega Surico: l’alta specialità impone comunque strutture specializzate annesse, come
per esempio la terapia intensiva o quella subintensiva.
Possono gli ospedali più piccoli, citati prima, fare alta specialità se non sono dotati di
terapia intensiva e sub-intensiva? Credo che,
da questo punto di vista, le cose si complichino e, a mio giudizio, è opportuno affrontare
questa discussione con grande attenzione
quando avremo il piano sanitario regionale.
BRIZIO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BRIZIO. Non avrei voluto toccare questo
tasto. Credo sia giusto affrontare il problema
quando ci sarà un piano da discutere, che mi
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auguro, assessore Tedesco, arrivi il più presto
possibile. Siamo ormai abituati alle proroghe
di questo Governo regionale e, francamente, ci
siamo stancati. Aspettiamo, quindi, che arrivi
qualcosa su cui realmente si possa discutere.
Voglio, però, ricordare alcune esperienze,
tra cui quella del mio Comune. Per l’ospedale
di Castellaneta, che ha aperto poco meno di
due anni fa, il piano sanitario approvato dalla
scorsa Giunta prevedeva la predisposizione
all’apertura del reparto di rianimazione, di
UTIC e di altri reparti. Ancora oggi, però,
questi reparti hanno delle difficoltà, o meglio,
della loro apertura ancora non si parla. Si è
riusciti ad aprire, e in maniera piuttosto frettolosa, solo il reparto di cardiologia.
Mentre a questi reparti non si dà la giusta
valenza e il giusto lancio per la loro apertura,
in altri ospedali, dove non si ha neanche la
predisposizione, si stanno aprendo nuovi reparti o meglio si riaprono i reparti chiusi in
precedenza. Mi riferisco, ad esempio, a Massafra, dove di fatto si è riaperto il reparto di
ostetricia e dove c’è la possibilità di fare
piccoli interventi di ortopedia e chirurgia.
Questo è preoccupante, perché se la logica,
nell’attesa del piano della salute, è quella di
accontentare gli amici degli amici o i potentati
locali per fini politici – questo è quello che sta
avvenendo nel nostro territorio, dove i primari
facenti funzione o tante altre persone vengono
stranamente candidate nelle liste del centrosinistra – è molto preoccupante. Fanno bene,
dunque, i colleghi a sollevarla.
Voglio ricordare che la mobilità passiva
nel mio Comune, dove c’è un ospedale di 10
mila mq, è elevata. La gente preferisce andare
ad Acquaviva, in un ospedale convenzionato
con la Regione Puglia. Affrontiamo questi
problemi, non guardiamo solo alla politica; assumiamoci delle responsabilità per la tutela
della salute del cittadino.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’assessore Tedesco.
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TEDESCO, assessore alle politiche della
salute. Io non replicherò, se non ad una inesattezza. Credo che tutto il resto faccia parte di
un dibattito che non può invadere quello sul
bilancio regionale. Ribadisco interamente i
contenuti del mio precedente intervento. Voglio rassicurare il collega Brizio che la Giunta
regionale non ha approvato alcuna modifica
dell’organizzazione sanitaria della provincia di
Taranto. Quella ASL, del resto, non ha inviato
alcuna delibera nella direzione di modificare
l’organizzazione attuale.
Francamente non so cosa stiano facendo,
ma sicuramente stanno operando in attuazione
del piano approvato dal Governo regionale
precedente, tanto per essere chiari.
L’unico aumento di posti letto – ha fatto
bene il collega Palese a ricordarmelo, così mi
dà la possibilità di correggere un’inesattezza –
che questa Giunta regionale ha deliberato, in
forza di una norma (la Giunta regionale non si
è mai mossa sulla base di proprie autonome
decisioni) approvata in questo Consiglio, se
non ricordo male all’unanimità, riguarda la casa di cura “Bernardini” di Taranto. Su tutte le
pre-intese siamo andati in diminuzione rispetto
al provvedimento che ci avete consegnato.
Questo lo posso dimostrare davanti a qualunque tribunale e a qualunque consesso politico.
Collega Palese, lei sbaglia, credo in buona
fede, ma le dimostrerò, carte alla mano, che
siamo andati in diminuzione rispetto alle preintese. Abbiamo autorizzato in aumento esclusivamente i 30 posti letto della “Bernardini”.
In questo Consiglio regionale è stata approvata una norma che sanava un’ingiustizia. La
Bernardini, infatti, ha presentato al Comune di
Taranto un progetto, approvato nel 2000, per
130 posti letto, che poi è stato realizzato (la
“Bernardini” è una struttura da 130 posti letto,
peraltro modernissima). Quando siamo arrivati
alle pre-intese, la struttura si è trovata bloccata
dai meccanismi delle stesse. Noi avevamo accreditato – cosa che non potevamo non fare –
i 100 posti letto accreditati in precedenza e
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non potevamo autorizzare i 30 posti letto in
più. È stata necessaria una norma del Consiglio
regionale – riprenderò l’emendamento approvato
in quest’Aula – che ha consentito alla Giunta regionale di autorizzare quell’ampliamento di 30
posti letto autorizzati.
Ringrazio il collega Palese per l’appunto
che mi ha rivolto. Modificherò l’articolo 20, in
quanto, in effetti, la proroga dell’assistenza indiretta non è stata fatta per quei 30 posti letto,
ma per i posti letto autorizzati e in corso di
accreditamento, per quelle strutture non ancora accreditate che hanno bisogno del tempo
che la legge consente per rimettersi in linea
con gli standard organizzativi e strutturali.
L’assistenza indiretta, infatti, decrescerà progressivamente all’accreditamento dei posti letto. Non è, quindi, assolutamente una riapertura di spesa e lo sarebbe stata soltanto per quei
30 posti letto della “Bernardini”, sui quali adesso dobbiamo intervenire.
Alla casa di cura di Taranto abbiamo chiarito, in maniera inequivocabile, che i 30 posti
letto autorizzati potranno operare soltanto
privatamente.
L’assistenza indiretta sarà definitivamente
cassata in questa Regione appena le strutture
che hanno diritto all’accreditamento saranno in
condizione di mettersi in linea con i requisiti.
Per tutto questo periodo e anche successivamente, quei 30 posti letto della “Bernardini”
non potranno operare in assistenza indiretta,
ma dovranno operare esclusivamente in assistenza privata.
Le sono grato, consigliere Palese, perché mi
dà la possibilità di correggere un’involontaria
svista contenuta in quella norma. Una norma di
tutela di soggetti che, non essendo ancora accreditati, agiscono senza autorizzazione e non
possono farlo in assistenza indiretta. Obiettivamente sarebbe stata un’ingiustizia.
PRESIDENTE. Pongo ai voti l’emendamento
aggiuntivo dell’articolo 20/2.
Non è approvato.
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È stato presentato un emendamento (n.
42) aggiuntivo dell’articolo 20/3, a firma dei
consiglieri Palese, Surico, Zullo, Saccomanno
ed altri, del quale do lettura: «Art. 20/3 (Istituzione dei Comitati di Sorveglianza nelle Aziende Sanitarie) 1. Ai fini del controllo della
qualità dell’assistenza e delle prestazioni sanitarie
erogate dalle Aziende Sanitarie, dell’acquisizione
di beni e servizi, nonché del reclutamento del
personale, delle convenzioni e della spesa farmaceutica, è istituito un Comitato di Sorveglianza
presso ogni Azienda Sanitaria.
2. Il Comitato di Sorveglianza, di cui al
comma 1, è così costituito: a) un rappresentante della Corte dei Conti; b) un rappresentante designato dal Tribunale dell’ ammalato;
c) un magistrato in quiescenza.
3. Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, la Giunta Regionale
nomina i Comitati di Sorveglianza.
4. I Comitati di Sorveglianza durano in carica cinque anni e non sono né rinnovabili, né
prorogabili. 5. Ai componenti dei Comitati di
Sorveglianza sono assicurati gli stessi emolumenti dei Collegi dei revisori dei conti delle
Aziende Sanitarie.
6. Il Comitato di Sorveglianza, entro cinque giorni dalla notifica di nomina elegge al
suo interno un coordinatore ed ha i seguenti
compiti e funzioni: a) esprime pareri vincolanti
su ogni provvedimento della Direzione Generale che comporti una spesa pari e/o superiore
a 25.000,00 euro; b) predispone una relazione
trimestrale dettagliata su tutta l’attività assistenziale e gestionale dell’Azienda che sarà inviata al Presidente della Regione, all’Assessorato
alla Sanità, all’Assessorato al Bilancio ed ai Presidenti delle Commissioni Consiliari Permanenti alla Sanità ed al Bilancio; c) i Presidenti
delle Commissioni Consiliari Permanenti alla
Sanità ed al Bilancio sono obbligati a convocare trimestralmente apposite sedute congiunte
con la partecipazione vincolante del Presidente
della Regione, degli Assessori alla Salute ed al
Bilancio, per esaminare, analizzare e valutare
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le relazioni dei Comitati di Sorveglianza di cui
al presente articolo; d) presenzia obbligatoriamente con compiti e funzioni di vigilanza
all’ espletamento di tutte le prove concorsuali
per il reclutamento del personale.
7. I Direttori Generali sono tenuti ad assicurare al Comitato di Sorveglianza gli stessi
strumenti logistici, organizzativi e funzionali
del Collegio Sindacale».
Ha chiesto di parlare il consigliere Palese.
Ne ha facoltà.
PALESE. Signor Presidente, colleghi, già
nella discussione di questa mattina avevo preannunciato la presentazione di questo emendamento, stimolato anche dalla richiesta, da
parte del Gruppo federato dell’Unione, di rassicurazioni e certezze per un maggior controllo della spesa sanitaria, della sua qualità ed
appropriatezza. Evidentemente gli strumenti
attuali – io sono dello stesso parere – non funzionano, sono delle incrostazioni di una miscela esplosiva all’interno delle Aziende sanitaria,
un misto tra clientela politica, corruzione e
quant’altro.
Dare alla Giunta regionale la possibilità di
avere una struttura di supporto costituita da
un rappresentante della Corte dei conti, da un
rappresentante designato dal tribunale
dell’ammalato, da un magistrato in quiescenza,
con i compiti di cui all’emendamento, immagino che possa essere uno strumento da prendere in considerazione. È uno stimolo, insomma.
Ci saranno forse proposte alternative a questa,
ma gli attuali sistemi di controllo non funzionano. Questo è l’elemento che emerge. Rispetto a questo emendamento è già stato preannunciato il parere contrario del Governo, ma
vorrei sapere, rispetto al prosieguo della gestione della spesa sanitaria e di quel che accade nelle ASL, quali altri strumenti di controllo
vengono posti in essere. Non vorremmo che
tutte le aziende sanitarie cominciassero ad avere addetti stampa, a richiedere consulenze
d’oro a professionisti che nulla hanno a che
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vedere con l’assistenza sanitaria. Se si richiede
una consulenza a un illustre professore di Pittsburgh non c’è problema, ma se si vogliono
richiedere delle consulenze inutili solo per
problemi di clientela politica, noi vogliamo saperlo. Queste situazioni all’interno delle AASSLL accadono con un’insistenza nettamente superiore agli anni passati. C’è un assedio
da parte di tutti i consiglieri regionali che affollano le AASSLL, con una media elevata di
consulenze.
Immagino che prima o poi avremo delle
sorprese di vario genere all’interno delle AASSLL. Lo diciamo per far sì che tutto rimanga agli atti. A me piacerebbe che questo emendamento fosse preso in considerazione, se
non in questa sede, come stimolo e come presupposto per un’azione futura. Non sarei corretto con me stesso, però, se non dicessi che
purtroppo il problema della spesa sanitaria non
interessa solo la nostra Regione, ma riguarda
tutte le regioni del nostro Paese, dove ovunque bisogna affrontare questo grave problema.
Non è possibile che i nostri cittadini spendano,
fra risorse pubbliche e private, 250 mila miliardi di vecchie lire all’anno per avere il servizio che sappiamo.
PRESIDENTE. Pongo ai voti l’emendamento.
Non è approvato.
È stato presentato un emendamento (n.
43) aggiuntivo dell’articolo 20/4, a firma dei
consiglieri Palese, Zullo, Saccomanno ed altri,
del quale do lettura: «Art. 20/4 (Disposizioni
procedurali per le gare d’appalto nelle Aziende Sanitarie) – A decorrere dall’entrata in
vigore della presente legge le Aziende Sanitarie sono obbligate a: 1. Effettuare gare
d’appalto per acquisizione di beni e servizi adottando procedure che prevedano solo ed esclusivamente il massimo ribasso secondo
quanto disposto dalle normative vigenti in materia; 2. Revocare tutte le gare d’appalto già
bandite, con esclusione di quelle che preveda-
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RESOCONTO STENOGRAFICO
no la procedura di cui al comma 1, che alla data di entrata in vigore della presente legge non
si sono concluse con l’atto di aggiudicazione;
3. Bandire gare d’appalto, nel rispetto di quanto disposto al comma 1, anche per le procedure riguardanti aggiornamenti di beni durevoli;
4. Chiedere la preventiva autorizzazione alla
Giunta Regionale per tutti i provvedimenti di
estensione riguardanti l’acquisizione di beni e
servizi».
Ha chiesto di parlare il consigliere Palese.
Ne ha facoltà.
PALESE. All’interno della Comunità europea, ormai siamo sommersi da chilometri e
chilometri di Gazzette ufficiali che stabiliscono
che un certo presidio sanitario debba avere
una certa caratteristica, una certa qualità. Tutto è etichettato per legge comunitaria. Se questo è vero, non riesco a capire come mai quei
lestofanti che operano all’interno della sanità
possano inventarsi di non poter bandire gare al
massimo ribasso per tutto quello che deve essere acquistato nella sanità, altrimenti viene
meno la qualità.
Sarebbe molto più onesto se dicessero che,
per mille motivi, non gradiscono questa procedura, in quanto preferiscono favorire alcune
ditte piuttosto che altre. Potrebbe essere una
buona idea, perché potrebbe esserci una ditta
che offre lo stesso prodotto a un prezzo più
basso rispetto alle altre. È inaccettabile, però,
che si giustifichi con l’esigenza di qualità – che
invece manca sempre – il fatto che non si possono bandire gare al massimo ribasso. Nel
momento in cui un direttore generale decide di
comprare 10 mila siringhe con determinate caratteristiche, previste nella Gazzetta ufficiale
europea, perché non può essere assunto il criterio del massimo ribasso? Stesso discorso vale per tutto il materiale necessario, compresa
la grande tecnologia. Francamente non riesco
a capire perché questo non accada.
Quando fu condotta l'Operazione Speranza
(non entro nel merito dei processi successivi),
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per un certo periodo tutte le gare venivano
fatte al massimo ribasso nelle AASSLL. Potete andare a vedere gli atti, come ho fatto io
personalmente. Nelle AASSLL, in quel periodo, tutte le gare venivano fatte al massimo ribasso. Vuol dire che non c'era più la qualità?
Per questo motivo, ogni volta che parliamo di sanità propongo questo emendamento.
Ricordo che fu proposto anche in occasione
della legge n. 28 del 2000, e il Consiglio regionale ritenne di adottare il criterio
dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
Fu un grande segnale.
Nel 2005 l’emendamento fu adattato ad esigenze che il Consiglio regionale ritenne di
manifestare, nonostante io non condividessi
alcuni aspetti. Ritengo che si debba ritornare,
quanto prima, a questo sistema.
Se si ritiene che una norma siffatta, se generalizzata, sarebbe eccessiva, cominciamo
comunque a porci il problema di ciò che potremmo fare in questa direzione. Sarebbe già
questo un grande risultato per tutti.
PRESIDENTE. Comunico che il Governo
esprime parere contrario sull'emendamento in
esame.
Lo pongo ai voti.
Non è approvato.
A questo articolo è stato presentato un
emendamento (n. 44) aggiuntivo dell’articolo
20/5, a firma dei consiglieri Brizio, Loperfido
ed altri, del quale do lettura: «Art. 20/5. Norme per la prevenzione della diffusione di malattie infettive.
Al fine di prevenire la diffusione di malattie infettive in soggetti umani, le strutture sanitarie pubbliche e private di cui all'art. 4 del
Decreto del Presidente della Repubblica 14
gennaio 1997, le scuole pubbliche e private di
ogni ordine e grado, nonché le strutture penitenziarie, hanno l'obbligo di provvedere:
1. Almeno una volta ogni anno ed ogni
qualvolta sia necessario, a proprie spese, alla
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RESOCONTO STENOGRAFICO
ispezione e al controllo igenico-sanitario dei
sistemi di condizionamento dell'aria e di ventilazione, dei sistemi di distribuzione e raccolta
idrica e degli ambienti in generale, ponendo
particolare attenzione alla individuazione di
agenti biologici già classificati dal decreto legislativo n. 626 del 19 settembre 1994 allegato
XI;
2. Almeno una volta ogni tre mesi, ed ogni
qualvolta sia necessario, a proprie spese, alla
generale pulizia e alla sanificazione, di certificata efficacia, dell'aria ambientale e degli arredi nonché, se necessaria, alla sanificazione degli impianti idrici e aeraulici.
Tali operazioni devono essere certificate
dagli enti preposti, registrate su apposito registro e controfirmate dal responsabile della
struttura o suo preposto.
I dipartimenti di prevenzione delle ASL,
nell'ambito delle proprie competenze in materia di vigilanza ed ispezione, esercitano le funzioni di vigilanza sulle istituzioni di cui al
comma 1, assicurando che vengano ispezionate almeno una volta ogni due anni ed ogni
qualvolta se ne ravvisi l’opportunità; di tali ispezioni deve essere tenuta apposita registrazione.
In caso di violazione delle disposizioni di
cui al presente articolo, fatta salva, nei casi di
grave inadempienze comportanti situazioni di
pericolo per la salute umana, la trasmissione di
informativa di reato all'Autorità giudiziaria, la
Regione può ordinare, previa diffida, la chiusura
temporanea o la sospensione dell' attività».
Comunico che il Governo regionale esprime
parere favorevole sull'emendamento in esame.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
È stato presentato un emendamento (n.
45) aggiuntivo dell’articolo 20/6, a firma
dell’assessore Tedesco, del quale do lettura:
«Art. 20/6. Tariffe enti ecclesiastici, I.R.C.C.S
e Aziende ospedaliere.
Le disposizioni di cui agli articoli 14,
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commi 4 e 5, 15 e 16 delle legge 9 agosto
2006, n. 26 sono confermate per l'anno 2007
in deroga a quanto previsto dal decreto del
ministro della salute del 12 settembre 2006
“ricognizione e primo aggiornamento delle tariffe massime per le remunerazione delle prestazioni sanitarie”.
Il maggior onere riveniente dall'attuazione
del co. 1 è posto a carico del bilancio autonomo regionale».
A questo emendamento è stato presentato
un subemendamento, a firma dell’assessore
Tedesco, del quale do lettura: «Sopprimere il
2° comma».
Lo pongo ai voti.
È approvato.
Pongo ai voti l’emendamento, nel testo
subemendato.
È approvato.
È stato presentato un emendamento (n.
46) aggiuntivo dell’articolo 20/7, a firma dei
consiglieri Palese, Saccomanno e Surico, del
quale do lettura: «Art. 20/7.
Agli Enti Ecclesiastici equiparati di cui all'art. 4, comma 12 del D. L.gs. n. 502/1992,
s.m. e i., si applicano gli stessi criteri di finanziamento complessivo, vigenti e riconosciuti
alle Aziende Ospedaliere Pubbliche».
Il Governo regionale esprime parere contrario.
Lo pongo ai voti.
Non è approvato.
È stato presentato un emendamento (n.
48) aggiuntivo dell’articolo 20/8, a firma
dall’assessore Tedesco, del quale do lettura:
«Art. 20/8. Attuazione art. 1, co. 796, lett. S
della Legge 27/12/2006 n. 296.
In attuazione della Legge 27/12/2006 n.
296, art. 1, co. 796, lett. S ed a modifica della
L.R. n. 8/04 e successive modificazioni, il termine previsto per la cessazione del transitorio
accreditamento è fissato al 31/12/2007, mentre
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RESOCONTO STENOGRAFICO
quello per la cessazione del provvisorio accreditamento è fissato al 31/12/2009.
Il termine del 31 dicembre 2004 di cui all'articolo 29, comma 4, della L.R. 1/2004 è
prorogato in relazione all'attuazione delle procedure di accreditamento e, comunque, non
oltre il 31 dicembre 2007. Per ciascuna struttura sanitaria il regime di assistenza indiretta
regredisce gradualmente in relazione agli accreditamenti concessi.
Le strutture che alla data del 31/12/2007
siano operanti in regime di transitorio accreditamento ai sensi della legge 23/12/1994
n. 724, art. 6, co. 6, accedono ad una fase di
provvisorio accreditamento a far data dal
01/01/2008, purché in possesso dei requisiti
ulteriori di carattere organizzativo, di cui al
Regolamento n. 3/2005.
Tali strutture, comprese quelle per le quali le
intese, di cui al Regolamento n. 15/2006, hanno
confermato posti letto già in transitorio accreditamento, devono, comunque garantire l'adeguamento ai requisiti di carattere strutturale e tecnologico, entro la data del 31 dicembre 2009.
Le strutture che, nelle intese di cui al Regolamento n. 15/2006 abbiano avuto conferma
di posti letto già operanti in regime di autorizzazione all'esercizio, ovvero abbiano avuto una trasformazione di posti letto, possono fare richiesta
di accreditamento definitivo, ai sensi della legge
regionale n. 8/2004 art. 21, co. 4, entro la data
del 31/12/2009, purché in possesso di tutti i requisiti di cui al Regolamento n. 3/2005».
A questo emendamento è stato presentato
un subemendamento, a firma dell’assessore
Tedesco, del quale do lettura «Dopo “31 dicembre 2007” aggiungere, al settimo rigo,
“limitatamente ai posti letto autorizzati al 31
dicembre 2006”».
Lo pongo ai voti.
È approvato.
Pongo ai voti l’emendamento, nel testo
subemendato.
È approvato.
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È stato presentato un emendamento (n.
49) aggiuntivo dell’articolo 20/9, a firma dei
consiglieri Palese, Saccomanno, Zullo ed altri,
del quale do lettura: «Art. 20/9. (Prestazioni
sanitarie). Nelle more dei provvedimenti di
accreditamento istituzionale, il pagamento delle tariffe stabilite dalla Giunta Regionale con la
Deliberazione n. 1621 del 30/10/2006 (DIEF
2006) al punto 1) del capitolo aggiornamento
tariffe, dovute per le prestazioni di alta specialità erogate a tutti gli assistiti del Servizio Sanitario Regionale da parte delle strutture appositamente autorizzate di cui all'art. 16,
comma 3, della L.R. 9 agosto 2006 n. 26 (Interventi in materia sanitaria), è assicurata direttamente dalla ASL della provincia nel cui
territorio ha sede la struttura sanitaria autorizzata che ha erogato le prestazioni, previa
regolare fatturazione. La successiva regolazione delle partite debitorie e creditorie tra le
AASSLL interessate, in dipendenza della residenza dei singoli assistiti, avrà luogo secondo
le procedure fissate dalle norme che disciplinano la mobilità sanitaria».
Ha chiesto di parlare il consigliere Palese.
Ne ha facoltà.
PALESE. Ritiriamo l’emendamento poiché, nell’incontro con i Capigruppo, il Governo regionale si è impegnato ad affrontare e risolvere questo problema in sede di predisposizione ed approvazione del DIEF 2007.
PRESIDENTE. L’emendamento si intende
ritirato.
Comunico che l’emendamento (n. 50) aggiuntivo dell’articolo 20/10, a firma dei consiglieri Marino, Stefàno, Marmo G., Maniglio
ed altri, del quale do lettura: «Art. 20/10. Il
nomenclatore tariffario della Regione Puglia è
quello dotato con DGR n. 3006 del 27.05.97
approvata dal Consiglio Regionale con atto n.
223 dei 28/10/1997 modificato ed integrato
con successive deliberazioni di Giunta Regionale n. 3784 del 22/09/1998 (appr. dal Consi-
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RESOCONTO STENOGRAFICO
glio Regionale atto n. 400b stessa legislatura?), DGR 3842 del ‘98, n. 141 del
02/03/1999 n. 295 del 15/03/2004. Ad esso si
applicano le determinazioni che prevede la
Legge n. 296 del 27/12/2006 (Finanziaria
2007), pubblicata sul supplemento ordinario
alla G.U. n. 299 del 27/12/2006 all'art. 1, c.
796, lettera “o”», è stato ritirato.
Anche l’emendamento (n. 51) aggiuntivo
dell’articolo 20/11, a firma dei consiglieri Palese, Saccomanno, Surico, Zullo ed altri, del
quale do lettura: «Art. 20/11. Per l'attuazione
delle disposizioni di cui al comma 796, lettera
“o”, dell'art. l della legge n. 296 del
27/12/2006, si applica il nomenclatore tariffario della Regione Puglia adottato con la delibera di Giunta Regionale n. 3006 del
27/5/1997 ed approvata dal Consiglio Regionale con atto n. 223 del 28/10/1997, modificato ed integrato con successive deliberazioni di
Giunta Regionale n. 3784 del 22/9/1998, n.
141 del 2/3/1999 e n. 295 del 15/3/2004», è
stato ritirato.
È stato presentato un emendamento (n.
52) aggiuntivo dell’articolo 20/12, a firma dei
consiglieri Palese, Saccomanno, Surico, Zullo
ed altri, del quale do lettura: «Art. 20/12 (Adempimenti per l'abrogazione della quota fissa sulla ricetta pari a 10 euro).
La Giunta Regionale, entro e non oltre
trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, adotta con proprio atto le misure di
cui all'art. 6-quater della Legge n. 17 del 26
febbraio 2007 necessarie per annullare le disposizioni relative alla quota fissa di cui all'art.
1, comma 796, lettera p) della Legge 27 dicembre 2006 n. 296».
Ha chiesto di parlare il consigliere Palese.
Ne ha facoltà.
PALESE. L’emendamento intende porre la
Giunta regionale nella condizione di attuare
l'articolo 6-quater della legge n. 17 del 26 febbraio 2007, cosiddetta “milleproroghe”. Tale
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articolo sostanzialmente stabilisce che fino al
31 marzo 2007 l'integrazione di 10 euro di ticket sulle ricette specialistiche, stabilita dal
Governo Prodi, rimanga invariata; a partire dal
1° aprile 2007, se le Regioni riescono a coprire direttamente col bilancio o dimostrano di
poter predisporre un piano per recuperare
queste risorse con misure alternative, possono
decidere di eliminare l'integrazione di 10 euro.
Con questo emendamento diamo alla
Giunta la possibilità, entro 30 giorni (se ne occorrono di più, possiamo stabilire un termine
diverso), di adottare, sempre in base alla legge
n. 17, misure tali da poter consentire la soppressione di quei 10 euro aggiuntivi di ticket
previsti dal Governo Prodi per le ricette specialistiche.
Nel frattempo, se il Governo avesse un
barlume di lucidità e pensasse a stimolare il più
possibile la prevenzione – così come ha detto
in varie occasioni il Ministro Turco –, il tesoretto di cui tutti parlano, che è enorme e consolidato – ammonta a 811 milioni di euro
l’intera copertura di tutte le Regioni –, potrebbe essere utilizzato per dare copertura al balzello introdotto dal Governo di centrosinistra.
Penso che le Regioni facciano bene (stando
anche alle notizie della stampa) a costituire
fronte comune e a sollevare questo problema
in sede di Conferenza Stato-Regioni.
Se in quella sede si riuscirà ad ottenere
questa o altre misure alternative, è chiaro che
la Giunta regionale non potrà assumere scelte
diverse. Nel caso in cui, invece, questo risultato non dovesse arrivare, penso che potremmo,
intanto, almeno cercare di approvare questo
provvedimento, considerati i tempi che si
stanno determinando (siamo già ad aprile e,
per un eventuale piano, si arriverà alla seconda
parte dell'anno).
Anche nella Conferenza dei Capigruppo,
se non sbaglio, si è parlato della presentazione
di un ordine del giorno. Questo strumento, però, non è sufficiente rispetto a questo dato.
Peraltro, in un ordine del giorno (o una mo-
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RESOCONTO STENOGRAFICO
zione) che abbiamo presentato precedentemente, il Consiglio regionale impegnava il Presidente della Giunta regionale a far quadrato
rispetto alla trattativa con il Governo, per poter abolire questa integrazione e per chiedere
al Governo di coprire gli 811 milioni. Anche in
quel caso, si invitava il Governo regionale a
procedere nei confronti del Governo nazionale, così come, all’epoca del Governo Berlusconi, noi non abbiamo esitato a difendere la
nostra Regione e la nostra gente. Senza preoccuparci del fatto che all’epoca ci fosse un Governo di centrodestra, quando abbiamo ritenuto di doverci rivolgere alla Corte Costituzionale lo abbiamo fatto.
L’integrazione dei 10 euro di ticket è un
provvedimento invasivo. Quattro Regioni si
sono già rivolte alla Corte Costituzionale per
protestare contro questo aumento; noi, invece,
non facciamo nulla, come se avessimo a che
fare con persone intoccabili. Prodi per il Presidente Vendola è una specie di Achille. Qualche volta, però, è necessario utilizzare il bastone, oltre che la carota.
Se deve essere messo in discussione un ordine del giorno, caro Presidente, propongo di recuperare quello che abbiamo presentato noi.
COSTANTINO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COSTANTINO. Signor Presidente, intervengo brevemente per fare alcune considerazioni. Effettivamente questa proposta di articolo non è assolutamente irragionevole, nel
senso che siamo tutti contrari a che permanga
questo ticket di 10 euro a ricetta, per diverse
ragioni. Innanzitutto, il ticket di fatto non determinerà alcun risparmio della spesa sanitaria,
poiché in gran parte delle prestazioni l'aggiunta di 10 euro di ticket per ricetta supera di
gran lunga la cifra che il paziente pagherebbe
o paga se si rivolgesse ad un privato. Ad esempio, se una radiografia del piede costa 6
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euro e aggiungiamo i 10 euro di ticket, il paziente preferisce rivolgersi al privato e pagare
6-7 euro. Questo significa che sicuramente –
ed è giusto premere perché il Governo cambi
idea – il ticket va eliminato.
L’aumento è ingiusto, inoltre, perché colpisce essenzialmente coloro che pagano le tasse, cioè coloro che non sono esenti dal ticket.
Se facciamo una statistica media e prendiamo come riferimento una ASL, ad esempio
la ASL Ta/1 – quella che io conosco meglio –,
vediamo che nell'arco di un anno sono state
effettuate 500 mila prestazioni (esami
strumentali e di laboratorio). Su 540 mila
abitanti, appena 150 mila hanno usufruito di
tali prestazioni. Questo significa che i due terzi
della popolazione non ricorre ad alcuna prestazione. Chi paga, dunque, paga due volte: il
ticket più i 10 euro.
Se poi consideriamo che la legge impone
al medico di prescrivere al massimo otto esami per ricetta, questo significa che se un paziente deve fare 17 esami, deve pagare tre ricette: 36 euro di ticket più 30 euro.
In sintesi, il ticket va assolutamente abolito. Il problema è che oggi dovremmo dire a
quanto ammontano le risorse e, soprattutto, a
quali fonti attingiamo.
Ritengo, quindi, che sia per noi impossibile, in questo momento, accogliere l'emendamento, pur ritenendolo condivisibile. Noi proponiamo che tutte le Regioni – tutte insieme,
anche se di diverso «colore» – cerchino di
convincere il Governo a cambiare questa disposizione.
In secondo luogo, una volta effettuati i conteggi, si può eliminare il ticket per ricetta aumentando il ticket massimo della prestazione (non più
36 euro, ad esempio, ma 46). Questo significa
che se devo fare un esame della glicemia, che costa appena tre euro, non pagherò più i 10 euro
aggiuntivi per ricetta, ma soltanto tre euro; chi,
invece, necessita di una prestazione che eccede il
massimo del ticket previsto – per esempio gli esami tiroidei – pagherà 46 euro.
Atti consiliari della Regione Puglia
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Questa è una proposta che lanciamo al
Governo perché la studi.
PRESIDENTE. Governo nazionale o regionale?
COSTANTINO. Regionale. Speriamo che,
nel frattempo, il Governo nazionale abolisca il
ticket.
ROMANO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROMANO. Ricordo che il tema è stato affrontato in sede di audizione degli assessori al
bilancio e alla sanità nella Commissione competente, a proposito degli elaborati sul bilancio. Sostenevo, allora, che la finanziaria riconoscesse alle Regioni potestà modificatoria rispetto al ticket, e su questo conveniva il consigliere Palese. Ebbene, ho approfondito la
materia, e devo dire che mi sbagliavo. «Le
Regioni – cito testualmente la finanziaria –, in
presenza di un’individuazione del gettito corrispondente che si perde con l'eliminazione del
ticket, possono proporre alla Commissione
ministeriale un percorso alternativo al recepimento delle risorse previste dal ticket». Ritengo, dunque, che l'emendamento così formulato
non possa essere accolto, data la sua palese
incompatibilità con una norma dello Stato.
Devo dire che il giudizio espresso dal centrodestra, sul lavoro che sta portando avanti il
Ministro Turco nel nostro Paese, è abbastanza
ingeneroso. Da quando si è insediata, proprio
sugli obiettivi di rivisitazione dell'impianto del
Piano sanitario nazionale, sta facendo cose
importanti.
Rispetto al tema specifico, al di là dell'ordine del giorno, mi sento di suggerire all'assessore Tedesco di attivare un percorso che consenta già alla Puglia di intraprendere la strada
prevista dalla finanziaria.
Come diceva il collega Costantino, si può
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prevedere una fascia di esenzione che si attesti
sui costi della diagnostica prevista dai prontuari
(40-45 euro), magari caricando su prestazioni
specialistiche un ticket più alto di 10 euro.
PRESIDENTE. Pongo ai voti l'emendamento aggiuntivo dell’articolo 20/12.
Non è approvato.
È stato presentato un emendamento (n.
52/bis) aggiuntivo dell’articolo 20/13, a firma
del consigliere Saccomanno, del quale do lettura: «Art. 20/13. Disposizioni in materia di
Assistenza domiciliare tramite associazioni di
volontariato.
1. Le unità sanitarie locali che assicurano il
servizio di assistenza domiciliare a pazienti
terminali tramite associazioni di volontariato,
possono consentire la prescrizione di farmaci
d'urgenza, non distribuiti direttamente dalle aziende sanitarie da parte di medici operanti
nelle suddette associazioni utilizzando il ricettario regionale. Ai fini del monitoraggio dell'attività prescrittiva, le Aziende assegnano il
relativo codice identificativo.
2. Le convenzioni stipulate dalle aziende sanitarie con le associazioni di cui al comma 1 sono
assoggettate a controllo da parte di una commissione regionale paritetica con la presenza di rappresentanti delle associazioni e della Regione al
fine di garantire uniformità del livello assistenziale sul territorio regionale nonché la relativa appropriatezza, qualità ed economicità».
Ha facoltà di parlare l'assessore Tedesco.
TEDESCO, assessore alle politiche della
salute. Signor Presidente, ho chiesto e chiedo
formalmente al collega presentatore di ritirare
quest’emendamento, impegnandomi ad individuare nel DIEF una procedura che possa approdare agli stessi risultati che il consigliere
Saccomanno vuole conseguire con questo emendamento.
Mi riferisco alla possibilità di consentire
ai medici volontari, che svolgono assistenza
Atti consiliari della Regione Puglia
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RESOCONTO STENOGRAFICO
domiciliare in favore dei pazienti a patologia
oncologica avanzata, di prescrivere i farmaci
che occorrono all’attività di assistenza che
essi svolgono nei domicili dei pazienti.
All'interno del DIEF verificheremo la
possibilità di introdurre questo aspetto,
previo parere del comitato di medicina
generale, che ha competenza specifica in
materia.
PRESIDENTE. Comunico che l'emendamento viene ritirato.
Non essendovi ulteriori emendamenti,
pongo ai voti l’articolo 20.
È approvato.
art. 21
(Modifica della I.r. n. 37/2006)
1. All’art. 1 della legge regionale 12 dicembre 2006, n. 37 (Integrazione all'articolo
15 della legge regionale 26 aprile 1995, n. 27
(Disciplina del demanio e del patrimonio regionale) è modificata la formulazione “l'art. 15
della legge regionale 26 aprile 1995, n. 27 è
sostituita con la seguente:
“gli inventari dei beni mobili ricadono nella
competenza del Settore Provveditorato ed
Economato e, sono articolati per categorie secondo la seguente classifica:
- Categoria A: arredi;
- Categoria B: macchine e attrezzature;
- Categoria C: libri e riviste;
- Categoria D: opere d'arte;
- Categoria E: altri beni”.
2. Sono esclusi dagli inventari i materiali di
facile consumo o prodotti destinati alla produzione”.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
È stato presentato un emendamento (n.
53) aggiuntivo dell’articolo 21/bis, a firma
dell’assessore Gentile, del quale do lettura:
«Art. 21/bis. Programma di alienazione. Dopo il comma 2 septies dell'art. 33 della legge
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regionale 26 aprile 1995, n. 27 è aggiunto il
seguente comma:
2 octies. “In deroga al comma 1, la Giunta
regionale è autorizzata, altresì, a concedere, a
titolo gratuito, con diritto di superficie, per la
durata di 99 anni per i beni di cui alla lett. a),
b) e c) e per la durata di anni 20 per il bene di
cui alla lett. d), e con applicazione della norma
del precedente comma 2 quinquies:
a) alla Provincia di Brindisi e al Comune di
Brindisi, in modalità indivisa e in parti uguali
di diritto, il compendio immobiliare ex Collegio Navale “N. Tommaseo”, con le pertinenze
funzionali, per le finalità di insediamenti universitari, culturali e turistico-congressuali;
b) alla Fondazione San Girolamo Emiliani
della Provincia Romana dei Chierici Regolari
Somaschi l'immobile colonia collinare ex G.I.
“A. Motolese” in Martina Franca, con le pertinenze funzionali, per le finalità di assistenza ai
minori in disagio;
c) all'Università degli Studi di Lecce l'immobile ex INAPLI, in Lecce alla via Birago,
per le finalità didattiche, a condizione che venga definito il contenzioso;
d) alla Provincia di Lecce il “Campo di
Calcio”, adiacente alla Residenza Universitaria
“E. De Giorgi”, per le finalità socio-sportive,
attuative del Protocollo d'Intesa con la Federazione Italiana Giuoco Calcio.
2 nonies. “Agli oneri di manutenzione
straordinaria e di adeguamento a leggi per l'uso dell'ex Collegio Navale Tommaseo, della
Colonia Collinare ex G.I. “A. Motolese” e dell'area Campo di Calcio, provvedono, rispettivamente, la Provincia di Brindisi e il Comune
di Brindisi, la Fondazione San Girolamo Emiliani della Provincia Romana dei Chierici Regolari Somaschi, l'Università degli Studi di
Lecce e la Provincia di Lecce.”
2 decies. I beni sono retrocessi alla Regione, con soddisfo dei danni, qualora non venga
espletata la funzione e perseguita la finalità definita al comma 2 octies».
A questo emendamento è stato presentato
Atti consiliari della Regione Puglia
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RESOCONTO STENOGRAFICO
un subemendamento, a firma dell’assessore
Gentile, del quale do lettura: «2. Octies. e) Al
Comune Sannicola (Le) la Colonia “L. Staiano” per finalità sociali e specificatamente per
ospitalità diversificata nell’anno in favore di
giovani ed anziani.
2. Nonies....(OMISSIS)...Il Comune di
Sannicola per la Colonia “L. Staiano”».
PALESE. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALESE. Intervengo sull’emendamento e
sul subemendamento, preannunciando richiesta di voto per appello nominale. Pongo un
problema che avevo già posto precedentemente, in sede di Conferenza.
Abbiamo, nella disponibilità della Regione,
dei beni patrimoniali che hanno un certo valore. Si tratta di beni consistenti, di una certa
importanza, concessi all'università o ad enti
pubblici in maniera gratuita. In questo modo,
priviamo la Regione di tutti questi beni patrimoniali, ricavandone nulla, con una perdita di
valore che vi lacio immaginare.
A nostro avviso, dato che questi beni vengono utilizzati dagli enti locali e dalle università, anziché ricorrere al pubblico incanto, si potrebbero rendere disponibili questi beni – se si
vuole dare il segnale di un’agevolazione –
concedendoli al prezzo ex UTE, determinato
adesso dall'Agenzia del territorio.
Prevediamo, insomma, che ogni bene venga ceduto a titolo oneroso in base al valore
determinato dall’Agenzia del territorio. Concedere gratuitamente questo patrimonio è una
grave responsabilità che ci assumiamo. Fa piacere anche a me, dato che riguarda la mia provincia, gli enti pubblici, le università, ma ritengo che prudenzialmente si dovrebbe adottare
una norma di salvaguardia che preveda che i
beni vengono concessi al prezzo UTE.
La Giunta regionale ha assegnato all'università di Foggia un bene per oltre 500 mila
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euro, dopo che l'Agenzia del territorio ne ha
determinato il valore. Non c’è giustificazione
nel concedere questo patrimonio in maniera
gratuita.
Penso che una norma di salvaguardia debba essere prevista. L’abbiamo fatto per il patrimonio ERSAP, dovremmo farlo anche in
questo caso.
PRESIDENTE. È stata richiesta la votazione per appello nominale sia per il subemendamento che per l'emendamento.
Ha facoltà di parlare l'assessore Minervini.
MINERVINI, assessore all'organizzazione e
alla gestione delle risorse umane, agli affari generali, ai contratti ed appalti, al contenzioso, al
demanio marittimo, allo sport, alle politiche
giovanili, alla trasparenza e alla cittadinanza
attiva. Voglio sottolineare due aspetti che mi
sembra importante considerare per il giudizio su
questa proposta di provvedimento.
Il primo è che si tratta di beni che versano
in condizioni di avanzato degrado e il cui recupero ha un carattere pesantemente oneroso
per l'ente che se ne accolli la gestione.
Il secondo punto di riflessione è che questa
alienazione consente il compimento di un processo di decentramento delle strutture universitarie, nel nostro territorio, avanzato ormai da
molti anni. Ricordo che il primo tassello di
questo processo riguardò, a suo tempo,
l’IRIIP di Foggia ed ebbe lo stesso carattere di
concessione d'uso a titolo gratuito per un arco
di tempo piuttosto lungo. Alla luce di questo
processo, il Governo regionale ha messo in atto una serie di altre indicazioni, nella fattispecie concentrando importanti risorse di finanziamenti pubblici per realizzare strutture universitarie di eccellenza. Mi riferisco, ad esempio, ai termini piuttosto ristretti, dal punto di
vista temporale, dell'accordo di programma
quadro che insiste proprio sull'Università di
Lecce: questo induce il Governo a procedere
nell’alienazione di questo bene, al fine di con-
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 45
– 96 –
VIII Legislatura
RESOCONTO STENOGRAFICO
sentire la realizzazione di questo accordo di
programma quadro e, quindi, l'insediamento
nell’Università di Lecce del cosiddetto polo
umanistico.
Nel caso, ad esempio, del “Tommaso” di
Brindisi, è già previsto un apposito finanziamento della Provincia di Brindisi, che innesca
il processo di realizzazione dell'Università con
finanziamenti autonomi. In questo modo conta
di canalizzare ulteriori risorse sia del Ministero
sia dei finanziamenti regionali che dovessero
derivare da altri canali.
Non stiamo mettendo, dunque, in una
condizione di alienazione, senza adeguata valorizzazione, i nostri beni patrimoniali. Si tratta di un’affermazione dell'interesse pubblico,
attraverso interlocutori che hanno carattere
pubblico ed istituzionale.
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Del resto, sui beni ex ERSAP ho assunto
la medesima posizione, in via prudenziale, rispetto al patrimonio della Regione.
Credo che non introdurre elementi di salvaguardia del patrimonio, seppure in termini
minimi, sia una forte imprudenza.
PRESIDENTE. Indìco la votazione per appello nominale del subemendamento a firma
dell’assessore Gentile all’emendamento aggiuntivo dell’articolo 21/bis.
I consiglieri favorevoli risponderanno «sì», i
consiglieri contrari risponderanno «no», gli astenuti si comporteranno di conseguenza.
Invito il segretario a procedere all'appello nominale, iniziando dal consigliere Costantino, nominativo estratto a sorte a norma di Regolamento.
ATTANASIO, segretario, fa la chiama.
PALESE. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALESE. Assessore Minervini, per i
motivi da lei esposti, e che noi conosciamo,
la Regione può prendere in considerazione
l’idea di procedere alla concessione per un
valore determinato dall'Agenzia del territorio, altrimenti dovremmo procedere con l'asta pubblica.
Si tratta sempre e comunque della concessione di un patrimonio per 99 anni in maniera
gratuita; i 20 anni riguardano una parte minima.
Non riesco a comprendere la ratio per
cui non si vuol adottare una valutazione del
costo da parte dell'Agenzia del territorio. Se
non vi fossero queste finalità di pubblica utilità e di concessione ad enti pubblici, chiaramente non potremmo agire per nessun
motivo al mondo. Ma ricordo che la Giunta
regionale, in una delle ultime sedute, nei
confronti di un bene ceduto all'Università di
Foggia per 560 mila euro, ha utilizzato la
valutazione dell'Agenzia del territorio.
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Hanno votato «sì» i consiglieri:
Attanasio,
Bonasora, Borraccino, Buccoliero,
Cioce, Costantino,
De Leonardis, De Santis, Dicorato,
Frisullo,
Gentile, Giampaolo,
Introna,
Loizzo, Lomelo, Losappio,
Maniglio, Manni, Marino, Marmo G.,
Minervini, Mita, Montanaro,
Ognissanti, Olivieri,
Pellegrino, Pentassuglia, Potì, Povia,
Riccardi, Romano, Russo,
Sannicandro,
Taurino, Tedesco,
Vendola, Ventricelli, Visaggio.
Hanno votato «no» i consiglieri:
Brizio,
Caroppo, Cera,
Damone,
Loperfido, Lospinuso,
Palese,
Saccomanno, Surico,
Tagliente.
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Si sono astenuti i consiglieri:
Pelillo,
il Presidente Pepe,
Stefàno,
Zullo.
Sono in congedo i consiglieri:
Lonigro,
Tarquinio.
Risultano assenti i consiglieri:
Baldassarre,
Canonico, Cappellini, Cassano, Congedo,
Chiarelli, Copertino,
Laurora,
Marmo N., Mineo,
Rollo, Ruocco,
Santaniello, Scalera, Silvestris,
Vadrucci.
PRESIDENTE. Comunico il risultato della
votazione:
Consiglieri presenti 52
Consiglieri votanti
48
Hanno votato «sì»
38
Hanno votato «no» 10
Astenuti
4
Il subemendamento è approvato.
Indìco la votazione per appello nominale
dell’emendamento
aggiuntivo
dell’articolo
21/bis, a firma dell’assessore Gentile, nel testo
subemendato.
I consiglieri favorevoli risponderanno «sì», i
consiglieri contrari risponderanno «no», gli astenuti si comporteranno di conseguenza.
Invito il segretario a procedere all'appello
nominale, iniziando dal consigliere Romano,
nominativo estratto a sorte a norma di Regolamento.
MANNI. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
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MANNI. Prima di procedere con la votazione mi preme segnalare la necessità di un
adeguamento.
Al punto 2 octies dell’emendamento è
stabilita la durata dei beni concessi; questo
avviene per i beni elencati nell’emendamento
e non per il bene di cui al subemendamento,
la cui durata, in realtà, non è specificata (99
o 20 anni).
È necessario apportare una correzione al terzo rigo, aggiungendo la lettera
e).
PRESIDENTE. Va bene. Procediamo con
la votazione dell’emendamento.
ATTANASIO, segretario, fa la chiama.
Hanno votato «sì» i consiglieri:
Attanasio,
Bonasora, Borracino, Buccoliero,
Cappellini, Cioce, Costantino,
De Leonardis, De Santis,
Frisullo,
Gentile, Giampaolo,
Loizzo, Losappio,
Maniglio, Manni, Marino, Minervini, Mita, Montanaro,
Ognissanti, Olivieri,
Pellegrino, Pentassuglia, Potì, Povia,
Riccardi, Romano, Russo,
Sannicandro,
Taurino, Tedesco,
Vendola, Ventricelli, Visaggio.
Hanno votato «no» i consiglieri:
Damone,
Lospinuso,
Palese,
Saccomanno,
Tagliente.
Si sono astenuti i consiglieri:
Pelillo,
il Presidente Pepe,
Stefàno.
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SEDUTA N° 45
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Sono in congedo i consiglieri:
Lonigro,
Tarquinio.
Risultano assenti i consiglieri:
Baldassarre, Brizio,
Canonico, Caroppo, Cassano, Cera, Chiarelli, Congedo, Copertino,
Dicorato,
Introna,
Laurora, Lomelo, Loperfido,
Marmo G., Marmo N., Mineo,
Rollo, Ruocco,
Santaniello, Scalera, Silvestris, Surico,
Vadrucci, Zullo.
PRESIDENTE. Comunico il risultato della
votazione:
Consiglieri presenti 43
Consiglieri votanti
40
Hanno votato «sì»
35
Hanno votato «no»
5
Astenuti
3
L’emendamento è approvato.
art. 22
(Anticipazione in favore IACP di Taranto)
1. Al fine di consentire la definizione della
proposta transattivi intervenuta tra l'Istituto
Autonomo per le case popolari della provincia
di Taranto e l'Istituto bancario creditore (Banca Intesa), la Giunta regionale è autorizzata al
versamento in anticipazione in favore dell'Istituto case popolari di Taranto della somma di €
1.804.558,37.
2. L'anticipazione di cui al primo comma
sarà recuperata all'atto del versamento da parte degli assegnatari degli alloggi delle rispettive quote su apposito conto vincolato intestato
all'Ente Regione sottoposto a condizione risolutiva della durata di due anni in ordine al passaggio di proprietà degli immobili ai rispettivi
assegnatari.
3. Agli oneri derivanti dalla presente nor-
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ma, si provvede mediante apposito stanziamento di pari importo in entrata ed in uscita
delle partite di giro del Bilancio di previsione
del 2007.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 23
(Modifica alla l.r. 18/1999)
1. All'art. 1 comma 2 della legge regionale
del 5 maggio 1999, n. 18 (Disposizioni in materia di ricerca ed utilizzazione di acque sotterranee) vengono eliminate le parole “per il tramite dei
propri uffici periferici del Genio Civile” .
2. All’art. l viene aggiunto il comma 3:
3. La unitaria funzione amministrativa della estrazione ed utilizzazione di cui al comma
2 viene espletata dalla Regione per il tramite
dei propri Uffici:
a) dell'ex Genio Civile competenti per territorio;
b) che hanno la gestione diretta irrigua degli impianti di cui all'art. 1 della legge regionale 18 aprile 1994, n. 15 (Disposizioni per
l’affidamento degli impianti irrigui collettivi ai
Consorzi di Bonifica.) e altri pervenuti alla
proprietà della Regione.
4. All'art. 19 bis (Norme transitorie) vengono aggiunti i seguenti commi:
3. Le norme della presente legge non si
applicano agli impianti irrigui condotti direttamente dalla Regione per il tramite delle
competenti strutture individuate nel tempo
dalla Giunta regionale.
4. Ai fini dell'unitario esercizio delle funzioni di cui all'art. 1, comma 2 e 3, le strutture
e gli uffici regionali preposti alla gestione diretta degli impianti di irrigazione pubblica,
comunicano agli Uffici del Genio Civile competenti per territorio, per ogni singolo impianto, l'ubicazione, la portata di esercizio, il volume annuo utilizzato, l'estensione dell'area agricola servita.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
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RESOCONTO STENOGRAFICO
art. 24
(Commissario liquidatore Consorzio
volontario interprovinciale. Proroga)
1. Le funzioni del Commissario liquidatore
del Consorzio volontario interprovinciale per
la valorizzazione dei trulli e delle grotte con
sede in Martina Franca (TA) sono prorogate
sino al 31 dicembre 2007.
2. Al fine di poter assolvere agli adempimenti ordinari indifferibili (quali registrazione
sentenze favorevoli, spese essenziali per il funzionamento, atti di conservazione del patrimonio e dei crediti esistenti etc.), viene stanziata
sul capitolo di nuova istituzione UPB Enti Locali, del bilancio di previsione 2007, la somma
di €. 110.000,00.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 25
(Modifica I.r. n. 2/1977)
1. Gli articoli 13 e 14 della legge regionale 25 gennaio 1977, n. 2 (Disciplina dei
servizi
del
Settore
ProvveditoratoEconomato-Contratti ed Appalti.) sono così
modificati:
- All’art. 13 comma 2: “il Cassiere Centrale effettua i pagamenti, previa autorizzazione
su appositi mandati a firma del Dirigente del
Settore, per le spese ordinate ai sensi del precedente art. 4, lettera b), sino al limite massimo di €. 5.000,00”.
- All'art. 14, comma 2: “i Dirigenti di Settore degli Uffici centrali possono provvedere,
tramite i rispettivi Servizi Economato e Cassa,
allorché sia stata fatta richiesta di anticipazione di fondi, all'ordinazione diretta di spesa nel
limite massimo di €1.500,00”.
- All'art. 14, comma 5: “l'EconomoCassiere Provinciale e gli Economi-Cassieri
della Sede della Delegazione Romana e delle
Sedi Estere possono ordinare le spese sino al
limite massimo di €.2.500,00”.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
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art. 26
(Modifica I.r. n. 17/2006)
1. All'art. 11 della legge regionale 23 giugno 2006 n. 17 (Disciplina della tutela e dell'uso della costa) è aggiunto il seguente comma:
“il mantenimento per l'intero anno delle
strutture precarie ed amovibili di facile rimozione, funzionali all'attività turistico-ricreativa
e già autorizzate per il mantenimento stagionale, è consentito anche in deroga ai vincoli previsti dalle normative in materia di tutela territoriale, paesaggistica ed ambientale”.
A questo articolo è stato presentato un
emendamento (n. 54), a firma dei consiglieri
Palese e Surico, del quale do lettura: «Dopo la
parola ambientale aggiungere “ed idrogeologica”».
Lo pongo ai voti.
È approvato.
Pongo ai voti l'articolo 26, nel testo emendato.
È approvato.
Comunico che l'emendamento (n. 55) aggiuntivo dell’articolo 26/bis, a firma dei consiglieri Palese, Saccomanno, Surico, Zullo ed
altri, del quale do lettura: «Art. 26/bis (Integrazione e modifica della deliberazione di
G.R. 15/12/2000 n. 1748 relativamente all'art. 3.07 – coste ed aree litoranee ...3.07.4.
– prescrizioni di base, punto 4.1.b-1 terzo capoverso) L'art. 3.07 – coste ed aree litoranee
...3.07.4. – prescrizioni di base, punto 4.1.b-1
terzo capoverso della deliberazione di Giunta
Regionale n. 1748 del 15/12/2000 va sostituito
come segue:
le attrezzature per la balneazione con carattere stagionale, la cui durata – in coerenza
con l’art. 11, comma 4, L.R. n. 17/2006 – potrà essere annuale anche al fine di svolgere attività collaterale alla balneazione e con possibilità di rinnovo prima della scadenza, purché
realizzate con elementi trasportabili, comprese
Atti consiliari della Regione Puglia
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RESOCONTO STENOGRAFICO
le pavimentazioni; i nuclei destinati a servizi
possono assumere carattere permanente, purché realizzati con ingombro, materiali e forme
compatibili con le caratteristiche del sito;», è
stato ritirato.
Sono altresì ritirati gli emendamenti nn. 56
e 57, aggiuntivi degli articoli 26/ter e
26/quater, a firma dei consiglieri Palese e Surico, dei quali do rispettivamente lettura: «Art.
26/ter. All'art. 16 della Legge Regionale
17/2006 aggiungere i seguenti commi:
13) costituiscono gravi violazioni agli obblighi concessori e, pertanto, motivo di immediata ed automatica decadenza, anche in relazione all'Art. 1 – comma 250 della Legge
296/2007:
a) l'accesso ed il transito libero negato, in
assenza di varchi pubblici alla spiaggia in ambito pari o inferiore a quello dell'art. 11 –
comma 1 lett. e);
b) la realizzazione, dopo l'entrata in vigore
della presente norma, dei manufatti abusivi;
c) la costruzione ed il mantenimento di cancellate, di recinzioni e di qualsiasi altra opera che
impediscano il libero accesso agli arenili.
14) entro e non oltre sei anni dell'entrata in
vigore della presente norma, le opere abusive
e quelle di difficile rimozioni – comunque realizzate sugli arenili e ad esclusione delle pertinenze demaniali – devono, pena la decadenza
della concessione e la rimozione in danno, essere trasformate in strutture di facile rimozione, così come definite al comma 12 del presente articolo»; «Art. 26/quater. All'art. 17 della
Legge Regionale 17/2006 aggiungere il seguente comma: 6) alla Regione è consentito il
rilascio:
a) di concessioni per la realizzazione di
opere pubbliche, attività di ricerca, monitoraggio, studio e similari;
b) di concessioni per la realizzazione di
opere di ingegneria costiera di cui all'art. 3 –
comma 3;
c) di concessioni in aree portuali di competenza regionali;
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d) delle autorizzazioni ex art. 55 per le
realizzazione di opere pubbliche».
È stato presentato un emendamento (n.
58) aggiuntivo dell’articolo 26/quinquies, a
firma dei consiglieri De Leonardis, Maniglio,
Marino, Sannicandro e Potì, del quale do lettura: «Art. 26/quinquies (Disposizioni urgenti
in materia di demanio marittimo) 1. All'art. 5
– comma 1 – sono aggiunti i seguenti accapi:
j) Ordinanze balneari;
k) rilascio di concessioni nei porti regionali, così come definiti ai sensi dell'art. 4 – comma 1 – lett. d) della Legge 84/94 (categoria II
– classe III);
l) rilascio di concessioni o autorizzazioni
per attività di ricerca, monitoraggio, studio e
similari;
m) redazione, d'intesa con il comune o i
comuni interessati, dei Piani Regolatori, di cui
all'art. 5 della Legge 84/94, relativi a porti di
competenza regionale;
n) la consegna delle aree agli Enti territoriali e loro Associazioni ove costituite, ai sensi
dell'art. 34 del Codice della Navigazione, così
come modificato dall'art. 1 – comma 40 – della Legge 308/2004.
2. all'art. 5 sono aggiunti i seguenti commi:
3. Per lo svolgimento delle attività di propria competenza, connesse alla approvazione
ed all'attuazione del Piano Regionale della
Portualità Turistica, nonché finalizzate a consentire la realizzazione dei singoli interventi, la
Regione si avvale o di apposita struttura interna di progetto, di cui alla L.R. 7/97, ovvero di
soggetti pubblici aventi specifica conoscenza
ed esperienza in materia con i quali stipulare
convenzioni o accordi di programma.
4. Nel caso in cui le aree richieste in concessione ricadano nell'ambito di porti polifunzionali, il progetto preliminare allegato alla
domanda per la realizzazione di infrastrutture
dedicate alla nautica da diporto deve essere
compatibile con il Piano Regolatore portuale.
5. Ove le arre richieste in concessione ri-
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 45
– 101 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
cadano nell’ambito di porti unitamente o precipuamente turistici, il progetto preliminare alla domanda deve essere esteso anche alle aree
retroportuali e prevedere adeguati servizi a
supporto.
6. L'assenza del Piano Regolatore portuale
ovvero del progetto preliminare esteso alle aree retroportuali, ove richiesto, impedisce il
rilascio di nuove concessioni.
7. Nelle more dell'approvazione del Piano
Regolatore portuale è consentito il rinnovo
delle concessioni scadute con clausola di
provvisorietà.
8. Le concessioni già assentite in contrasto
con il Piano Regolatore portuale al loro scadere non sono più rinnovate.
9. La Giunta regionale, ai fini della piena
attuazione del Piano di cui al precedente
comma 3 e del rafforzamento della Rete della
portualità turistica, promuove la costituzione
di un apposito soggetto giuridico che provvede agli aspetti di valorizzazione, commercializzazione e gestione della Rete e dei servizi
connessi in modo unitario ed organico.
10. Per le medesime ragioni e finalità di cui
al precedente comma, il Piano Regolatore portuale potrà prevedere la rimodulazione, anche
per mezzo di accorpamenti delle concessioni
demaniali esistenti.
11. Sono abrogate le disposizioni della
Legge regionale 6/82, nonché tutte le altre in
contrasto con le presenti norme.
12. Ai fini della concessione di agevolazioni finanziarie pubbliche, comprese quelle
comunitarie, gli interventi relativi alla portualità turistica, oltre a quanto previsto dalle vigenti normative, devono prevedere:
a) uno studio di incidenza turistica;
b) l'adesione al soggetto di cui al precedente comma 9;
c) l'assolvimento di quanto previsto ai precedenti commi 4, 5;
d) l'individuazione del soggetto richiedente
in una società di capitali anche misto.
3. all'art. 6 è aggiunto il seguente comma:
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4. I Comuni o le loro Associazioni, ove
costituite, possono promuovere la elaborazione dei Piani Regolatori Portuali.
4. all'art,11 è aggiunto il seguente comma:
5. Il mantenimento per l’intero anno delle
strutture di facile amovibilità, funzionali all'attività turistico-ricreativa e già autorizzate per
il mantenimento stagionale, è consentito, anche in deroga ai vincoli previsti dalle normative in materia di tutela territoriale, paesaggistica ed ambientale.
5. all’ art. 13 è aggiunto il seguente comma:
4. Le limitazioni di cui ai precedenti comma 1 - lettera b) e comma 2 non operano per
la nautica da diporto.
6. il comma 2 dell'art. 14 è così sostituito:
2. I Comuni e la Regione, nell'ambito delle
rispettive competenze, provvedono al rilascio
dell'autorizzazione di cui al precedente comma, previo acquisizione del parere obbligatorio e vincolante del 'Autorità Marittima relativamente ad opere e manufatti che per dimensioni ed altezze possono determinare interferenze visive alla navigazione.
7. all’art. 15 sono aggiunti i seguenti
commi:
9. È istituito presso il Settore Demanio e
Patrimonio, il Comitato Regionale per la Tutela della Costa (CRTC), quale organo tecnico
consultivo in materia di indirizzo e coordinamento delle attività di vigilanza e controllo sul
Demanio Marittimo;
10. Il CRTC è nominato con delibera di
Giunta regionale ed è composto:
a) dal dirigente del Settore Demanio e Patrimonio, che ne assume la presidenza;
b) da due dirigenti o funzionari delle Amministrazioni provinciali, indicati dell'UPI;
c) da cinque dirigenti o funzionari dei comuni costieri, indicati dall'ANCI;
d) da un rappresentante di ciascun organo
di polizia;
e) da un rappresentante della Direzione
Marittima regionale;
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RESOCONTO STENOGRAFICO
f) da un dirigente o funzionario dell'Agenzia del Demanio;
g) da un rappresentante designato delle associazioni ambientaliste più rappresentative.
11. Le funzioni di segretario sono svolte da
un dirigente o funzionario in servizio presso il
Settore Demanio e Patrimonio, anch'esso nominato con la delibera di cui al precedente comma.
12. Le modalità organizzative e di funzionamento del CRTC sono disciplinate con apposito Regolamento.
8. all’art. 16 sono aggiunti i seguenti commi:
13. Costituiscono gravi violazioni agli obblighi concessori e, pertanto, motivo di immediata ed automatica decadenza, anche in relazione all'art. 1 – comma 250 della Legge
296/2007:
a. l'accesso ed il transito libero negato, in
assenza di varchi pubblici alla spiaggia in ambito pari o inferiore a quello definito dall'art.
11 –comma 1 lett. e);
b. la realizzazione, dopo l'entrata in vigore
della presente norma, dei manufatti abusivi;
c. la costruzione ed il mantenimento di cancellate, di recinzioni e di qualsiasi altra opera che
impediscono il libero accesso agli arenili.
14. Entro e non oltre 2 anni dalla approvazione della pianificazione costiera comunale, le
opere di difficile rimozione – realizzate sugli
arenili e ad esclusione delle pertinenze demaniali – devono, pena la decadenza della concessione e la rimozione in danno, essere trasformate in strutture di facile rimozione, così
come definite al comma 12 del presente articolo.
9. all'art. 17 – comma 1 – sono aggiunti i
seguenti accapi:
g) la revoca e la decadenza delle concessioni già assentite, rispettivamente ai sensi degli artt. 42 e 47 del Codice della Navigazione
e nei casi previsti dalla presente legge;
h) il rilascio delle autorizzazioni all'affidamento di cui all'art. 45 bis del Codice della
Navigazione, nei limiti di cui all'13 – comma 1;
i) il rilascio di concessioni per aree relitte,
di cui all'art. 11 – comma 3;
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j) il rilascio di concessioni per sole aree
complementari, quali aree non di arenile destinate a parcheggio, a verde privato, ad attrezzature sportive, strutture per il tempo libero ed
altri usi;
k) il rilascio dell'autorizzazione ex art. 55
del Codice della Navigazione;
l) il rilascio di concessioni per la realizzazione e gestione di punti di ormeggio per la
nautica da diporto.
10. all'art. 17 sono aggiunti i seguenti
commi:
6. Alla Regione è consentito il rilascio:
a) di concessioni per la realizzazione di
opere e servizi pubblici, attività di ricerca, monitoraggio, studio e similari;
b) di concessioni per la realizzazione di
opere di ingegneria costiera di cui all'art. 3 –
comma 3;
c) di concessioni in aree portuali di competenza regionale;
d) delle autorizzazioni ex art. 55 per la
realizzazione di opere pubbliche.
7. Nelle more della classificazione di cui
all'art. 16 – comma 9 –, ed in conformità all'art. 1 – comma 251 della legge 296/2006,
in ordine alle aree ad alta e media valenza
turistica, la categoria di riferimento per la
determinazione dei canoni concessori è fissata in quella B».
Ha chiesto di parlare il consigliere Potì. Ne
ha facoltà.
POTI’, relatore. Questo emendamento
viene ridimensionato, in quanto rimane in piedi
solo il punto 8, mentre tutti gli altri vengono
ritirati. I puntini vanno sostituiti (al comma
14) con il numero “2”.
PRESIDENTE. Ci viene fatto notare che
si fa riferimento al “comma 12 del presente articolo”, che non esiste.
Pongo ai voti l'emendamento, così come
modificato.
È approvato.
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 45
– 103 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
art. 27
(Affidamento incarichi
ai facenti funzione)
1. Al fine di evitare grave pregiudizio
nella continuità dell'azione amministrativa,
la Giunta regionale può affidare temporaneamente incarichi di direzione di Uffici a dipendenti regionali appartenenti alla categoria D, nei limiti e alle condizioni di cui all'art. 52, comma 2, lettera a), e comma 4 del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e
nel numero massimo delle posizioni lavorative dirigenziali già avviate a pubblico concorso con provvedimento del Dirigente del
Settore Personale e Organizzazione n. 252
del 22 marzo 2007. Per l'affidamento di incarichi di direzione di uffici del Consiglio,
provvede l'Ufficio di Presidenza.
2. Gli incarichi affidati ai sensi del comma
precedente cessano con la proclamazione dei
vincitori delle prove concorsuali.
Comunico che l'emendamento (n. 62), a
firma dei consiglieri Potì, Manni ed altri, del
quale do lettura: «Al 2° rigo, dopo la parola
“regionale” inserire “previo avviso interno”»,
è stato ritirato.
Pongo ai voti l'articolo 27.
È approvato.
art. 28
(Delega delle funzioni dirigenziali)
1. Nell'ambito delle funzioni loro attribuite,
i Dirigenti di ogni livello della Regione Puglia
adottano gli atti e i provvedimenti amministrativi esercitando i poteri di spesa e di acquisizione delle entrate, compresi i poteri di impegno e di liquidazione di cui agli artt. 78 e seguenti della legge regionale 16 novembre
2001, n. 28.
2. I dirigenti, per specifiche esigenze di
servizio, possono delegare per un tempo determinato, con atto scritto e motivato, alcuni compiti rientranti nelle proprie funzioni,
ivi inclusi quelli di cui al comma precedente,
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4 APRILE 2007
a dipendenti che ricoprano posizioni funzionali più elevate nell'ambito degli uffici ad essi affidati.
3. Ferme restando le attività di direzione,
coordinamento e controllo proprie della funzione e del livello, i dirigenti della Regione
Puglia possono liberamente revocare la delega,
in tutto o in parte, ovvero esercitare il potere
sostitutivo, anche relativamente ad una singola
questione.
DAMONE. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DAMONE. Al comma 1 si legge che “i dirigenti di ogni livello della Regione Puglia adottano gli atti e i provvedimenti amministrativi».
Questo significa che anche i dirigenti
periferici devono riavere il codice cifra.
Questo è un dato estremamente positivo.
Inoltre, al secondo comma si legge «a
dipendenti che ricoprano posizioni funzionali più elevate nell'ambito degli uffici ad
essi affidati». Assessore Minervini, anziché parlare di “posizioni funzionali più elevate» perché non specificare «di categoria D»?
PRESIDENZA DEL
VICEPRESIDENTE MINEO
PRESIDENTE. Pongo ai voti l’articolo 28.
È approvato.
È stato presentato un emendamento (n.
63) aggiuntivo dell’articolo 28/bis, a firma dei
consiglieri Palese e Saccomanno, del quale do
lettura: «I dipendenti regionali che prestano
servizio presso le sedi regionali non raggiunti
da mezzi pubblici adeguati, hanno diritto ad
una indennità da erogarsi annualmente per 12
mensilità.
L’indennità di cui trattasi graverà sul capitolo C.N.I. che per l’anno 2007 è definito in €
100.000,00
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 45
– 104 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
C.N.I. “Indennità per il personale dipendente per utilizzo mezzi pubblici” + €
100.000,00
Cap. 113060: – € 100.000,00».
Lo pongo ai voti.
Non è approvato.
art. 29
(Modifiche alla l.r. n. 6/2004)
1. Dopo l'art. 6 della legge regionale 29
aprile 2004, n. 6 (Norme organiche in materia di Spettacolo e norme di disciplina transitoria delle Attività Culturali) è inserito il
seguente:
Art. 6 bis (Mediateca regionale)
1. È istituita la mediateca regionale:
a) La Mediateca acquisisce, conserva, riproduce i materiali cinematografici e audiovisivi prodotti, commissionati o acquisiti dalla
Regione nonché la relativa documentazione
fotografica e a stampa, riguardanti anche la
conoscenza della storia, della cultura e dello
spettacolo dei territori della Puglia; promuove
e diffonde anche di concerto con la Fondazione Apulia Firm Commision, la conoscenza del
patrimonio cinematografico ed audiovisivo
della Regione;
b) Il finanziamento delle attività di cui al
presente articolo è ricompresso nel Fondo
Unico Regionale per le Attività dello Spettacolo.
2. Al primo rigo della lettera e) del comma
2 dell'art. 7 le parole “assumere e” sono abrogate.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 30
(Consorzio Teatro Pubblico Pugliese)
1. La Regione Puglia aderisce al Consorzio Teatro Pubblico Pugliese in qualità di Socio Ordinario, sulla base dello Statuto del
Consorzio stesso. In sede di prima adesione la
quota onnicomprensiva della Regione Puglia
per il 2007 è stabilita in € 100.000,00. A Tal
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4 APRILE 2007
fine è istituito il capitolo 81.30.60 di bilancio
all'interno dell'UBP 09.01.01.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
Comunico che l’emendamento (n. 64) aggiuntivo dell’articolo 30/1, a firma dei consiglieri Palese, Saccomanno, Surico, Zullo ed
altri, del quale do lettura: «Il comma 1 e il
comma 5 dell'art. 11 della L.R. n. 3 del 28
febbraio 2000 “Istituzione, organizzazione e
funzionamento del Comitato Regionale per le
Comunicazioni (CO.RE.COM.)” sono così sostituiti:
1. Al Presidente, ai Vice Presidenti, in
relazione a quanto stabilito dal Regolamento
del CO.RE.COM., e ai Componenti del Comitato è attribuita una indennità lorda mensile di funzione, pari alla percentuale media
applicata dagli altri CO.RE.COM. di Regioni aventi pari bacino di utenti ed emittenti,
dell'indennità mensile spettante ai Consiglieri regionali.
5. A tutti i Componenti del Comitato
che non risiedono nel luogo di riunione del
Comitato è dovuto, per ogni giornata di
presenza dovuta ad incontri collegiali e/o di
gruppi di lavoro, il rimborso delle spese di
viaggio effettivamente sostenute» è stato ritirato.
È stato presentato un emendamento (n.
65) aggiuntivo dell’articolo 30/2, a firma dei
consiglieri Maniglio e Mineo, del quale do
lettura: «L'art. 11 della L.R. n. 3 del 28 febbraio 2000 “Istituzione, organizzazione e
funzionamento del Comitato Regionale per
le Comunicazioni (CO.RE.COM)” è cosi
modificato:
1) L'indennità lorda mensile di funzione del
Presidente dei Vicepresidenti e dei Componenti del Corecom sarà pari alla percentuale, stabilita con specifico atto deliberativo dall'Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale, dell'indennità mensile spettante ai Consiglieri regionali.
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 45
– 105 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
2) A tutti i Componenti del Comitato che
non risiedono nel luogo di riunione del Comitato è dovuto, per ogni giornata di presenza
dovuta a incontri collegiali e/o gruppi di lavoro, il rimborso delle spese di viaggio effettivamente sostenute».
Lo pongo ai voti.
È approvato.
È stato presentato un emendamento (n.
66) aggiuntivo dell’articolo 30/3, a firma dei
consiglieri Marmo N., Saccomanno ed altri,
del quale do lettura: «Art. 30/3(Istituzione
sede operativa presso l'Unione Europea)
1. La Giunta regionale è autorizzata ad
istituire un proprio ufficio dedicato nella
sede di rappresentanza della Regione Puglia dell'Unione europea in Bruxelles, al
fine di facilitare la trattazione di argomenti che riguardano l'applicazione di disposizioni comunitarie riguardanti il territorio
regionale, in relazione alla programmazione ed agli interventi da attuare anche con
il concorso di risorse rivenienti dai fondi
comunitari.
2. Il compito dell'ufficio, di cui al
comma 1, è quello di operare quale strumento di collegamento amministrativo,
tecnico ed operativo tra le strutture regionali e gli uffici, gli organismi e le Istituzioni comunitarie».
Lo pongo ai voti.
Non è approvato.
È stato presentato un emendamento (n.
67) aggiuntivo dell’articolo 30/4, a firma del
consigliere Potì, del quale do lettura: «Art.
30/4 (Modifica alla L.R. 17/2001)
Nel caso di esercizio dell'attività di cui alla
L.R. n. 17/2001 “Istituzione e disposizioni
normative dell'attività ricettiva di BED &
BREAKFAST” in forma di impresa individuale o societaria i requisiti e gli obblighi di cui
all'art. 2 e 3 della stessa legge devono essere
posseduti da uno dei soci».
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Lo pongo ai voti.
È approvato.
È stato presentato un emendamento (n.
68) aggiuntivo dell’articolo 30/5, a firma del
consigliere De Leonardis, del quale do lettura:
«Art. 30/5.
Il comma 4 dell'art. 4 della L.R. n. 28/78 è
così modificato: dopo la parola “disponibile” è
inserita la seguente proposizione incidentale “,
riveniente dalla programmazione di cui al
comma 2,”».
Lo pongo ai voti.
È approvato.
È stato presentato un emendamento (n.
69) aggiuntivo dell’articolo 30/6, a firma del
consigliere Cera, del quale do lettura: «Art.
30/6 (Rideterminazione finanziamento corsi
di formazione professionale)
1. In sede di esame dei rendiconti presentati dagli enti gestori per le attività formative attuate a partire dall'anno 2002, si
applica, a modifica delle convenzioni sottoscritte, per rideterminare il finanziamento
spettante in caso dì:
a) avvio e prosecuzione del corso con un
numero di allievi inferiore a quello previsto,
b) dimissioni di allievi durante il corso,
2. Un meccanismo di riparametrazione basato sul ricalcolo dei soli costi variabili, legati
cioè al numero effettivo degli allievi frequentanti, con esclusione quindi dei costi fissi e dei
costi generali del corso.
3. Il meccanismo di cui al comma precedente sarà definito, nella sua concreta articolazione, con determinazione del Dirigente del
Settore Formazione Professionale, da assumere entro trenta giorni dalla entrata in vigore
della presente legge e da notificare a tutti gli
enti interessati».
Comunico che sull’emendamento il parere
del Governo è contrario.
Lo pongo ai voti.
Non è approvato.
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SEDUTA N° 45
– 106 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
È stato presentato un emendamento (n.
71) aggiuntivo dell’articolo 30/7, a firma del
consigliere Cera, del quale do lettura: «Art.
30/7 (Modifica art. 62 della L.R. 4 agosto
2004, n. 14)
1. Al primo comma dell'art. 62 della
legge regionale 4 agosto 2004 n. 14 la frase “....del personale non impegnato in attività formative nel periodo dal 1° luglio
1996 fino alla data di entrata in vigore
della legge regionale 16 novembre 2001,
n. 27 (Misure straordinarie di ristrutturazione del sistema formativo)”, viene sostituita con la frase “...del personale non impegnato in attività formative nel periodo
dal 1° luglio 1996 al 31 marzo 2002, ivi
compreso il costo relativo per tale periodo, all'inquadramento nelle fasce retributive e per passaggi di livello ex artt. 18 e 27
CCNL 94/97, derivante dall'applicazione
dell'accordo di contrattazione decentrata
del 18/06/02”.
2. Ai fini della integrazione di spesa da
riconoscere agli enti gestori, ad effetto di
quanto previsto al precedente comma, restano fisse le condizioni, le procedure e le
modalità previste all' art. 62 della L.R.
14/04.
3. Qualora, in virtù di quanto disposto
con il presente articolo, le risorse finanziarie messe a disposizione dal comma 7
dell'art. 62 della L.R. 14/04, non risultino
sufficientemente capienti, secondo la stima che effettuerà il Settore Formazione
Professionale, l'attuazione della presente
norma resta comunque vincolata all'avvenuto incremento della dotazione, da disporre in sede di assestamento di Bilancio».
Lo pongo ai voti.
Non è approvato.
Riprendiamo l’esame dell’emendamento
(n. 1/bis) aggiuntivo dell’articolo 4/bis, a
firma dei consiglieri Potì, Stefàno, Sanni-
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4 APRILE 2007
candro ed altri, precedentemente accantonato.
Ne do nuovamente lettura: «Art. 4/bis.
L’ammontare del residuo passivo proprio
proveniente
dall’esercizio
finanziario
2005, di cui al Cap. 873010, UPB 4.6.1.,
di € 53.379.629,06 per la quota non perfezionatasi in obbligazioni giuridicamente
vincolanti e dichiarata, pertanto, insussistente con atto di Giunta regionale, viene
fatta riaffluire nell’originario fondo di cui
all’art. 54 della L.R. n. 28 del 2001, Cap.
1110052, UPB 10.4.1, per essere utilizzata secondo quanto previsto dal medesimo
articolo».
Ha chiesto di parlare il consigliere Potì. Ne
ha facoltà.
POTI’, relatore. Sullo stesso tema sono stati presentati due emendamenti.
Abbiamo deciso di ritirare l’emendamento
riportato nella pagina successiva, aggiuntivo
dell’articolo 4/ter, mentre resta integrale quello in esame, che rappresenta la soluzione organica del problema.
PRESIDENTE. Comunico che il Governo esprime parere favorevole sull'emendamento.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
Pongo ai voti il disegno di legge “Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2007 e bilancio pluriennale 20072009 della Regione Puglia” nel suo complesso.
È approvato.
FRISULLO, Vicepresidente della Giunta
regionale e assessore alle attività produttive,
all'industria, all'industria energetica, all'artigianato, al commercio, all'innovazione tecnologica, alle fiere e ai mercati. Domando di
parlare.
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 45
– 107 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FRISULLO, Vicepresidente della Giunta regionale e assessore alle attività produttive, all'industria, all'industria energetica, all'artigianato, al commercio, all'innovazione tecnologica, alle fiere e ai mercati.
Chiedo che il provvedimento sia dichiarato
urgente.
PRESIDENTE. Pongo ai voti la procedura
d'urgenza.
È approvata.
PRESIDENZA DEL
PRESIDENTE PEPE
DDL n. 10/2007 del 15/03/2007 “Bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2007 e bilancio pluriennale 20072009”
PRESIDENTE. L'ordine del giorno, al
punto n. 2), reca: «DDL n. 10/2007 del
15/03/2007 “Bilancio previsione esercizio
finanziario 2007 e bilancio pluriennale 2007
– 2009”».
Ricordo che la relazione è già stata svolta.
Esame articolato
PRESIDENTE.
Passiamo
all’esame
dell’articolato.
Come di consueto, cominciamo con gli
emendamenti al tabulato.
È stato presentato un emendamento (n. 1) a
firma dell’assessore Minervini, del quale do lettura: «Cap. 3430 – € 400.000,00; Cap. 3665 + €
400.000,00».
Lo pongo ai voti.
È approvato.
È stato presentato un emendamento (n.
2) a firma dell’assessore Tedesco, del quale
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4 APRILE 2007
do lettura: «Istituzione nuovo capitolo Albo
Regionale on-line dei fornitori ospedalieri
(L.R. 1/2004 – DGR n. 194/2005) UPB
12.1.3.
Con riferimento allo schema in oggetto, si richiede l'istituzione di nuovo
capitolo,
per
l'importo
di
euro
70.000,00 per tre anni, con la seguente
declaratoria:
- Albo Regionale on-line dei fornitori
ospedalieri (LR. 1/2004 – DGR n.
194/2005)
al fine di provvedere alle tre annualità, a partire dal 2007, relative all'istituzione dell'Albo
Regionale on-line dei fornitori ospedalieri, ai
sensi della L.R. n. 1/2004 e della successiva
Deliberazione della Giunta Regionale n.
194/2005.
Tale richiesta si rende necessaria in
quanto, a seguito della intervenuta Divisione
del Settore Sanità, nella UPB del Settore
Assistenza Ospedaliera e Specialistica, cui è
affidata la competenza nella materia, non vi
sono risorse disponibili per il pagamento
delle annualità».
Lo pongo ai voti.
È approvato.
Accantoniamo
per
il
momento
l’emendamento n. 3.
È stato presentato un emendamento (n. 4),
a firma dell’assessore Tedesco, del quale do
lettura: «Bilancio di previsione 2007 – UPB
12.1.2 cap. 751050 (spese per l'osservatorio
epidemiologico art. 7 l.r. 14/1985): il suddetto
capitolo è incrementato di € 90.000,00 (novantamila/00)».
Lo pongo ai voti.
È approvato.
È stato presentato un emendamento (n. 5),
a firma dell’assessore Saponaro, del quale do
lettura:
Lo pongo ai voti.
È approvato.
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 45
– 108 –
VIII Legislatura
RESOCONTO STENOGRAFICO
4 APRILE 2007
Regione Puglia
Bilancio di previsione esercizio finanziario 2007
BILANCIO 2007 – PARTE SPESA
Variazioni in termini di competenza e cassa
UPB
CAP.
04.04.01 3429
06.01.02 531060
12.01.02 741010
Settore
Spese per attuazione dell’art. 6 della l.r.
29/03.
Collegato al cap. di entrata n. 4091160
Somma da attribuire agli enti proprietari
delle strade interessate dal transito di veicoli addetti a trasporti eccezionali (l.r.
14/86 – art. 6) – Collegato al cap. entrata
3072050
Spese per elaborazione dati –legge 833/78
F.S.R.
Trasferimenti e spese di parte corrente per
il funzionamento del servizio sanitario re12.01.03 741090
gionale compreso gli interventi di cui
all’art. 10 l.r. 38/94 e art. 5 l. r. 10/89
Oneri previdenziali ed assistenziali e assi04.02.01 3031
curazioni obbligatorie a carico ente s.o.
Fondo di riserva per la reiscrizione dei residui passivi perenti derivanti da risorse
10.04.01 1110046
con vincolo di destinazione (artt. 93 e 95
l.r. 28/2001)
Fondo di riserva per la definizione delle
10.04.01 1110090
partite pregresse
TOTALI
È stato presentato un emendamento (n.
6) a firma dell’assessore Saponaro, del
quale do lettura: «Cap. 1110097 “Fondo
per la regolarizzazione delle carte contabili” – € 500.000,00; Cap. 511060 “Contributo straordinario al Comune di Gallipoli
per le emergenze voragine”
+ €
500.000,00».
Lo pongo ai voti.
È approvato.
Riprendiamo l’emendamento (n. 3) a firma
dell’assessore Tedesco, precedentemente accantonato, del quale do lettura: «Variazione
alla denominazione del cap. 771090 UPB 1213, aggiungere: interventi umanitari, copertura
delle differenze tariffarie ai sensi della L. 296
del 27/12/2006».
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
250.000,00
Demanio
e patrimonio
400.000,00
Lavori pubblici
40.000.000,00
Programmazione
e gestione sanitaria
40.000.000,00
Programmazione
e gestione sanitaria
1.400.000,00
Personale e organizzazione
1.350.000,00
600.000,00
42.000.000,00
Ragioneria
Ragioneria
42.000.000,00
PALESE. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALESE. Signor Presidente, è importante
la copertura finanziaria, perché si tratta di stabilire le risorse derivanti dalla diminuzione intervenuta rispetto al tariffario regionale dei laboratori analisi.
PRESIDENTE. Gradirei avere la certificazione della Ragioneria, in modo da essere più
tranquillo.
Comunico all’Assemblea che l'emendamento n. 3 a firma dell’assessore Tedesco,
dopo un’attenta verifica, viene ritirato.
Passiamo all’esame degli articoli.
Do lettura dell’articolo 1:
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 45
– 109 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
art. 1
(Stato di previsione delle entrate)
1. Lo stato di previsione delle entrate della
Regione Puglia per l'anno finanziario 2007, annesso alla presente legge, predisposto secondo i
criteri di cui all'art. 45 della Legge regionale 16
novembre 2001, n. 28, è approvato in euro
16.149.608.837,34 in termini di competenza ed
in euro 30.838.434.883,23 in termini di cassa.
2. Sono autorizzati, secondo le leggi in vigore, l'accertamento, la riscossione ed il versamento nelle casse della Regione delle imposte, delle tasse e di ogni altra entrata spettante
nell'esercizio finanziario 2007.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
Do lettura degli articoli successivi:
art. 2
(Stato di previsione della spesa)
1. Lo stato di previsione della spesa della
Regione Puglia per l'anno finanziario 2007, annesso alla presente legge, predisposto secondo i
criteri di cui all'art. 46 della L. r. 28/2001, è approvata in euro 16.149.608.837,34 in termini di
competenza e in euro 30.838.434.883,23 in termini di cassa.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 3
(Impegni e pagamenti delle spese)
1. È autorizzato l'impegno della spesa della
Regione Puglia per l'anno finanziario 2007 entro
il limite degli stanziamenti di competenza definiti
nello stato di previsione di cui all'art. 2, fatto salvo l'impegno autorizzato sugli esercizi futuri a
norma degli articoli 76 e 77 della L.r. 28/2001.
2. È autorizzato il pagamento delle spese della Regione per l'esercizio finanziario 2007 entro
il limite degli stanziamenti di cassa definiti nello
stato di previsione di cui all'articolo 2.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
4 APRILE 2007
art. 4
(Quadro generale riassuntivo)
1. È approvato il quadro generale riassuntivo del bilancio della Regione per l'anno finanziario 2007, di cui all'allegato 1, predisposto secondo il quadro di classificazione in titoli per
l'entrata e per la spesa previsti, rispettivamente,
dagli articoli 45 e 46 della L.R. 28/2001.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 5
(Elenco delle spese obbligatorie)
1. Sono considerate spese obbligatorie quelle
di cui all'elenco, allegato 4, contenente le unità
previsionali di base che possono essere integrate
a norma dell'art. 49, comma 2, della L.r.
28/2001.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 6
(Fondo di riserva per le spese
obbligatorie e d'ordine)
1. Il fondo di riserva per spese obbligatorie e d'ordine – capitolo 1110010 – UPB
10.4.1. – viene determinato per l'esercizio
2007 in euro 2.000.000,00 ed è gestito a
termini dell'articolo 49 della L.r. 28/2001.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 7
(Fondo di riserva per le spese impreviste)
1. Il fondo di riserva per le spese impreviste –
capitolo 1110030 UPB 10.4.1 – è determinato per
l'esercizio 2007 in euro 1.500.000,00 ed è gestito a
termini dell'articolo 50 della L.r. 28/2001.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 8
(Fondo di riserva per le integrazioni
delle autorizzazioni di cassa)
1. Il fondo di riserva per le integrazioni
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 45
– 110 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
delle autorizzazioni di cassa – cap. 1110020
– UPB 10.4.1 – è determinato per l'esercizio 2007 in euro 52.663.976,65 ed è gestito a termini dell'articolo 51 della L.r.
28/2001.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 9
(Utilizzo del saldo finanziario presunto
alla chiusura dell'esercizio 2006)
1. Il saldo finanziario presunto alla
chiusura dell'esercizio 2006 applicato
al
bilancio
di
previsione
2007
nell’ammontare complessivo di euro
1.450.000.000,00, ai sensi dell'articolo 48
della vigente legge di contabilità regionale
n. 28/2001, è utilizzato come segue:
a) per euro 50.000.000,00 al capitolo
1110045 – U.P.B. 10.4.1. – “Fondo di riserva
per la reiscrizione dei residui passivi perenti
del bilancio autonomo”, gestito a termini dell'articolo 95 della vigente legge di contabilità
regionale n. 28/2001;
b) per euro 306.133.207,59 al capitolo
1110046 – U.P.B. 10.4.1. – “Fondo di riserva
per la reiscrizione dei residui passivi perenti
derivanti da risorse con vincolo di destinazione”, gestito a termini dell'articolo 95 della vigente legge di contabilità regionale n.
28/2001;
c) per euro 986.262.318,03 al capitolo
1110060 – U.P.B. 10.4.1 – “Fondo delle economie vincolate”, gestito a termini dell'articolo
93 della vigente legge di contabilità regionale
n. 28/2001;
d) per euro 15.000.000,00 al capitolo
1110097 – U.P.B. 10.4.2 – “Oneri rivenienti
dalla regolarizzazione delle carte contabili
(L.r. n. 28/2001, art. 82/bis);
e) per euro 97.257.527,38 a diversi
capitoli di spesa per interventi in conto
capitale.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
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art. 10
(Variazioni di bilancio. Autorizzazione
alla Giunta regionale)
1. La Giunta regionale, fermo restando le
autonome facoltà e poteri previsti dall'articolo 42
della L.r. 28/2001, è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2007 a disporre con proprio atto le
variazioni occorrenti per l’istituzione di nuove
unità previsionali di entrata, per l’iscrizione di entrate derivanti da assegnazioni vincolate a scopi
specifici da parte dello Stato e della Unione Europea (UE), nonché per l'iscrizione delle relative
spese quando queste siano tassativamente regolate dalla legislazione in vigore.
2. La Giunta regionale è autorizzata inoltre a effettuare, con delibera da comunicare al
Consiglio regionale entro dieci giorni, variazioni compensative tra le unità previsionali di
base strettamente collegate nell’ambito di una
stessa funzione-obiettivo o di uno stesso programma o progetto, nonché ad effettuare variazioni compensative tra unità previsionali di
base diverse qualora le variazioni stesse siano
necessarie per l'attuazione di interventi previsti
da intese istituzionali di programma o da altri
strumenti di programmazione negoziata.
3. Le variazioni di cui al comma 2 relative
ad assegnazioni a destinazione vincolata possono essere apportate nell'ambito dei vincoli di
destinazione specifica stabiliti dalla UE, dallo
Stato o da altri soggetti.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 11
(Erogazione al Consiglio regionale)
1. I fondi iscritti al capitolo di nuova istituzione 1050 – U.P.B. 00.01.01 – dello stato
di previsione della spesa, ai sensi dell'articolo
102, comma 3, della vigente legge di contabilità regionale n. 28/2001, sono messi a disposizione del Consiglio regionale, su richiesta del
suo Presidente.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
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SEDUTA N° 45
– 111 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
art. 12
(Bilancio Pluriennale)
1. È approvato il bilancio pluriennale della
Regione Puglia per il triennio 2007-2009, nelle
risultanze di cui allo stato di previsione dell'entrata e allo stato di previsione della spesa, annesso
alla presente legge e predisposto secondo i criteri
di cui all'articolo 26 della citata L.r. 28/2001.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
Pongo ai voti il disegno di legge “Bilancio
di previsione per l’esercizio finanziario 2007 e
bilancio pluriennale 2007-2009” nel suo complesso.
È approvato.
FRISULLO, Vicepresidente della Giunta
regionale e assessore alle attività produttive, all'industria, all'industria energetica, all'artigianato, al commercio, all'innovazione tecnologica,
alle fiere e ai mercati. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FRISULLO, Vicepresidente della Giunta
regionale e assessore alle attività produttive,
all'industria, all'industria energetica, all'artigianato, al commercio, all'innovazione tecnologica, alle fiere e ai mercati. Chiedo che il
provvedimento sia dichiarato urgente.
PRESIDENTE. Pongo ai voti la procedura
d’urgenza.
È approvata.
Ordine del giorno a firma dei consiglieri
Borraccino, De Leonardis, Giampaolo,
Marmo G., Maniglio, Potì, Sannicandro ed
altri “Abolizione ticket”
PRESIDENTE. È stato presentato un ordine del giorno a firma dei consiglieri Borraccino, De Leonardis, Giampaolo, Marmo G.,
Maniglio, Potì, Sannicandro ed altri “Aboli-
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zione ticket”, del quale do lettura: «Il Consiglio regionale
considerato che:
- la Legge 296 del 27.12.2006 (Finanziaria
2007) ha introdotto un ticket di euro 10 da
applicare su tutte le prestazioni specialistiche
erogate dalle strutture pubbliche e accreditate,
ai fini del conseguimento di 811 milioni di euro aggiuntivi al Fondo Sanitario Nazionale;
- la suddetta misura, oltre a penalizzare gli
utenti, rischia di non conseguire l'obiettivo
propostosi e di spostare sugli erogatori privati
una parte significativa di prestazioni che i cittadini preferiscono ottenere a pagamento in
quanto meno onerose delle stesse aggravate
dal suddetto ticket;
- tale situazione, se ulteriormente protratta, introdurrà uno squilibrio sensibile nel rapporto tra strutture pubbliche e private e costituirà un costo posto a carico dei cittadini;
- le alternative proposte dal D.L. n. 300
del 28/12/2000, convertito in Legge n. 17 del
24/02/2007 consistono o nel porre a carico del
Bilancio autonomo delle Regioni il presumibile
mancato introito del ticket, nel caso di sua
soppressione, o di attivare, previo assenso dei
Ministeri competenti, forme diverse di compartecipazione alla spesa sanitaria che
mantengano inalterati gli introiti previsti;
- tali alternative appaiono assolutamente
impraticabili in quanto la prima graverebbe il
bilancio autonomo della Regione di un ulteriore carico insostenibile e la seconda manterrebbe a carico dei cittadini un oneroso contributo,
anche se diversamente articolato;
tutto quanto premesso e considerato,
impegna la Giunta regionale
- ad attivare ogni utile e determinata iniziativa nei confronti del Governo finalizzata all'abolizione del ticket di che trattasi con la contestuale implementazione del Fondo Sanitario
Nazionale della somma di € 811 milioni, pari
all'introito previsto in favore delle Regioni;
- a coinvolgere nella suddetta iniziativa la
Conferenza dei Presidenti delle Regioni e la
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 45
– 112 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
Conferenza tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome affinché venga rispettato il
Patto per la salute sottoscritto con il Governo
che non conteneva alcuna previsione di inasprimento dei costi delle prestazioni sanitarie a
carico dei cittadini».
Lo pongo ai voti.
È approvato.
Ordine del giorno a firma dei consiglieri
Brizio, Costantino, Lospinuso, Mineo, Scalera, Tagliente, Pelillo, Pentassuglia ed altri
“Istituzione di una ‘zona franca urbana’ a
Taranto”
PRESIDENTE. È stato presentato un
ordine del giorno a firma dei consiglieri Brizio, Costantino, Lospinuso, Mineo, Scalera,
Tagliente, Pelillo, Pentassuglia ed altri “Istituzione di una ‘zona franca urbana’ a Taranto”, del quale do lettura: «Il Consiglio regionale della Puglia,
preso atto che
- il Governo nazionale intende istituire nel
Mezzogiorno talune “zone franche urbane”,
cui conseguirebbero incentivi normativi e
sgravi fiscali a sostegno dell'economia locale;
rilevato che
- in sede nazionale Confindustria ha ufficialmente proposto la localizzazione di Taranto per una di tali aree, inserendo giustamente
anche la Puglia tra le Regioni meritevoli di un
tale beneficio;
constatato che
- Taranto, grazie soprattutto alle caratteristiche, alla vitalità ed alle straordinarie potenzialità del suo Porto, ha tutte le carte in regola
per aspirare a questa grande opportunità, che
da un lato la compenserebbe per il prezzo altissimo che paga alla necessaria industrializzazione del Mezzogiorno, dall'altro le consentirebbe un prezioso ristoro dalle pesanti conseguenze socio-economiche dell'attuale situazione del Comune;
considerato che
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- il suddetto riconoscimento alla città
di Taranto comporterebbe sicuri vantaggi
per l'intera area jonica e per tutta la Puglia,
chiede
al Governo nazionale di localizzare a Taranto una delle “zone franche urbane” che si
propone di istituire al fine di imprimere, con
uno strumento efficace ed innovativo, una forte accelerazione alle politiche di sviluppo dell'intero Mezzogiorno, all'uopo impegnando il
Governo regionale all'assunzione di ogni utile
iniziativa».
Lo pongo ai voti.
È approvato.
Ordine del giorno a firma dei consiglieri Brizio e Stefàno “Individuazione di
criteri per autorizzazione e accreditamento di strutture residenziali extraospedaliere”
PRESIDENTE. È stato presentato un ordine del giorno a firma dei consiglieri Brizio e
Stefàno “Individuazione di criteri per autorizzazione e accreditamento di strutture residenziali extraospedaliere”, del quale do lettura: «Il
Consiglio regionale
al fine di garantire tempestivamente l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza
per le prestazioni erogate dalle strutture residenziali extraospedaliere e per favorire
l’individuazione di principi e criteri idonei a
garantire valutazioni eque e razionali nei
processi di autorizzazione e accreditamento
delle suddette strutture
impegna la Giunta regionale
a
predisporre
entro
60
giorni
un’apposita normativa finalizzata a definire i
suddetti criteri compreso quello della disponibilità immediata di idoneo immobile da adibire a sede di struttura di cui alle premesse».
Lo pongo ai voti.
È approvato.
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SEDUTA N° 45
– 113 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
Ordine del giorno a firma dei consiglieri
Stefàno, Marmo G., Costantino, Maniglio,
Ognissanti e Olivieri “Corsi triennali sperimentali di istruzione e formazione professionale”
PRESIDENTE. È stato presentato un ordine giorno a firma dei consiglieri Stefàno,
Marmo G., Costantino, Maniglio, Ognissanti e
Olivieri “Corsi triennali sperimentali di istruzione e formazione professionale”, del quale
do lettura: «Il Consiglio regionale
vista
- la legge finanziaria 2007, la quale
stabilisce la prosecuzione, anche per il
prossimo anno scolastico, dei percorsi
triennali sperimentali di istruzione e
formazione professionale di cui all'articolo
28 del decreto legislativo 17 ottobre 2005 n.
226, realizzati in attuazione dell'accordoquadro sottoscritto in data 19 giugno 2003
e al quale hanno fatto seguito specifici protocolli di intesa stipulati dalle Regioni con
gli Uffici scolastici regionali;
vista
- la circolare del Ministero della Pubblica Istruzione n. 74 del 21 dicembre 2006,
protocollo n. 11668, emanata dal Dipartimento per l'Istruzione – Direzione Generale
per gli Ordinamenti Scolastici, avente ad
oggetto “Iscrizioni alle scuole dell'infanzia e
alle classi delle scuole di ogni ordine e grado relative all'anno scolastico 2007/2008”,
la quale, al punto 5.1, nel fissare al 27/1/07
il termine per la presentazione delle domande di iscrizione al ciclo successivo per i giovani che terminano nel presente anno scolastico la scuola secondaria di primo grado, ha
formalmente prevista tale possibilità;
considerato che
- in attuazione di tale circolare ministeriale
numerosi giovani hanno già presentato domanda di iscrizione ai corsi triennali sperimentali di istruzione e formazione professionale
presso i centri di formazione professionale ac-
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creditati, per la specifica tipologia formativa,
presso la Regione Puglia;
considerato che
- il Ministero del Lavoro, con il decreto direttoriale 2 marzo 2007 n. 15/CONT/II/2007, ha stanziato a favore della Regione Puglia la somma di €
15.496.838, proprio per l'attuazione di tali percorsi;
invita l'Assessore alla
Formazione Professionale
- a far predisporre con urgenza, dagli uffici
del competente Settore regionale, gli atti amministrativi necessari per l'emanazione dell'avviso
pubblico per la presentazione dei progetti relativi
a tali percorsi, in maniera da consentire l'inizio
dei corsi in questione in tempi ragionevoli, e comunque coincidenti con l'avvio del prossimo anno scolastico, con l'effetto anche di non determinare soluzioni di continuità nella obbligatoria
frequenza per i giovani che hanno fatto la scelta
di iscriversi ai corsi triennali sperimentali;
- a disporre che venga mantenuto, ancora per
questo anno, in attesa del generale riordino del
meccanismo dell'obbligo da parte del competente
Ministero così come prefigurato dalla legge finanziaria 2007, il sistema di attuazione dei corsi
triennali sperimentali tuttora in vigore, sulla base
delle intese operanti con gli organismi ministeriali
e la Direzione Scolastica Regionale per la Puglia,
anche nel rispetto delle scelte operate dalle famiglie e dai giovani studenti che hanno già presentato domanda di iscrizione a tali percorsi presso i
centri di formazione professionale accreditati dalla Regione Puglia».
Lo pongo ai voti.
È approvato.
Ha facoltà di parlare il Presidente della
Giunta regionale, Nichi Vendola.
VENDOLA, Presidente della Giunta
regionale. Credo che sia doveroso da parte
di tutti noi ringraziare coloro che non sono
protagonisti in quest'Aula, ma che hanno
consentito alla stessa di poter svolgere il
proprio lavoro.
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 45
– 114 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
Rivolgo un ringraziamento sentito a tutte
le lavoratrici e i lavoratori della Regione; ai
commessi; un ringraziamento particolare al
dottor Spinelli, al ragionier Di Fonzo, alla
consulenza del dottor Marone; un ringraziamento all'assessore Saponaro, che ha svolto
tanta parte del lavoro che abbiamo affrontato
oggi. Spero di non aver dimenticato nessuno.
Ringrazio i consiglieri della maggioranza e
i consiglieri dell'opposizione. Ringrazio il Presidente Potì, che ha svolto in quest’occasione,
ancora una volta, un preziosissimo ruolo di
mediazione e che merita l'apprezzamento di
tutti noi.
Colgo l'occasione per rivolgere a tutti gli
auguri di buona Pasqua, di serenità, di buone
vacanze.
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VIII Legislatura
4 APRILE 2007
Oggi è una giornata che si è aperta con
una notizia positiva, la probabile liberazione
degli ostaggi inglesi da parte del Governo
dell’Iran. Speriamo che sia questo il clima con
il quale tutti noi affrontiamo la Pasqua. Auguri!
Un ringraziamento ed un augurio anche alla stampa.
PRESIDENTE. Grazie a tutti. Auguri agli
assessori, ai signori consiglieri, alla stampa, ai
collaboratori, al Segretario generale. Buona
Pasqua a tutti. Grazie anche per avermi dato la
possibilità di visitare i sepolcri della mia città.
Il Consiglio sarà convocato a domicilio.
La seduta è tolta (ore 23,26).
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Resoconto stenografico - Consiglio Regionale della Puglia