Progettista:
Ing. Vincenzo IERACE
PROGETTO DEFINITIVO DI UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO A TERRA, DÌ POTENZA P = 992.25
KWP, IN AGRO DEL COMUNE DI TITO, SULLA PARTICELLA CATASTALE N°88 DEL FOGLIO N°71
Committente:
SOCIETA’ ENERGETICA
LUCANA S.P.A.
Corso Umberto I°, 28
85100 POTENZA
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
INDICE
1.
PREMESSA
3
2.
DATI IDENTIFICATIVI CANTIERE
6
3.
COORDINATORI / RESPONSABILI
7
4.
LOCALIZZAZIONE DELL’INTERVENTO
8
5.
DESCRIZIONE DELL’OPERA
11
6.
ANALISI DEL SITO E DEL CONTESTO
15
7.
ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE
18
8.
CRONOPROGRAMMA DEI LAVORI
31
9.
METODOLOGIA PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI
32
10.
ANALISI DELLE LAVORAZIONI
33
11.
RISCHI PARTICOLARI E RELATIVE MISURE DI SICUREZZA
44
12.
INTERFERENZE TRA LE LAVORAZIONI
47
13.
COSTI PER LA SICUREZZA
49
14.
PRESCRIZIONI OPERATIVE
51
15.
DOCUMENTAZIONE A CURA DELLE IMPRESE ESECUTRICI
63
16.
FIRME DI ACCETTAZIONE
66
1
Progettista:
Ing. Vincenzo IERACE
PROGETTO DEFINITIVO DI UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO A TERRA, DÌ POTENZA P = 992.25
KWP, IN AGRO DEL COMUNE DI TITO, SULLA PARTICELLA CATASTALE N°88 DEL FOGLIO N°71
Committente:
SOCIETA’ ENERGETICA
LUCANA S.P.A.
Corso Umberto I°, 28
85100 POTENZA
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
Piano di Sicurezza e Coordinamento
(art. 100 e all. XV del D.Lgs. 81/08 e s.m.i.)
Descrizione dell'opera:
Realizzazione di un Impianto Fotovoltaico connesso alla
Rete, di Potenza P = 992.25 kWp, in Agro del Comune di
Tito, sulla particella catastale n°88 del Foglio n.71
Committente:
Coordinatore per la Sicurezza in
Società Energetica Lucana S.p.a.
Ing. Vincenzo IERACE
fase di progettazione:
Data:
Versione:
Novembre 2010
1 – Novembre 2010
Il Coordinatore per la Sicurezza in fase di Progettazione
(Ing. Vincenzo Ierace)
______________________________
2
Progettista:
Ing. Vincenzo IERACE
PROGETTO DEFINITIVO DI UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO A TERRA, DÌ POTENZA P = 992.25
KWP, IN AGRO DEL COMUNE DI TITO, SULLA PARTICELLA CATASTALE N°88 DEL FOGLIO N°71
Committente:
SOCIETA’ ENERGETICA
LUCANA S.P.A.
Corso Umberto I°, 28
85100 POTENZA
1.
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
PREMESSA
Il presente documento è stato redatto in conformità con quanto previsto dall'art 100 e in base ai
contenuti dell'all. XV del D.Lgs 81/08 e s.m.i..
Le imprese appaltatrici e subappaltatrici nonché tutti i soggetti coinvolti all'esecuzione dell'opera
dovranno valutare attentamente quanto riportato al suo interno.
Ogni impresa esecutrice dovrà redigere il proprio Piano Operativo di Sicurezza che dovrà
essere complementare e di dettaglio al presente documento.
I lavori di cui al presente Piano di Sicurezza e Coordinamento sono inerenti alla realizzazione di
un Impianto Fotovoltaico, di potenza P = 992.25, da realizzare in Agro del Comune di Tito, sulla
particella catastale n°88 del foglio n°71.
L’impianto, del tipo fisso a terra, viene proposto dalla Società Energetica Lucana S.p.a., con
sede a Potenza, in Corso Umberto I° n°28.
Definizioni e abbreviazioni
Ai fini del presente piano, valgono le seguenti definizioni:
Decreto
Si intende il D.Lgs. 81/2008 “Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in
materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”, come modificato dal D.Lgs.
106/2009.
Responsabile dei lavori (RDL)
Soggetto che può essere incaricato dal committente per svolgere i compiti ad esso attribuiti dal
decreto; nel campo di applicazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive
modificazioni, il responsabile dei lavori è il responsabile del procedimento.
Coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione (CSP)
Soggetto incaricato, dal committente o dal responsabile dei lavori, dell'esecuzione dei compiti di
cui all'articolo 91; ed in possesso dei requisiti di cui all’art. 98 del Decreto.
Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione (CSE)
Soggetto incaricato, dal committente o dal responsabile dei lavori, dell'esecuzione dei compiti di
cui all'articolo 92, che non può essere il datore di lavoro delle imprese esecutrici o un suo
dipendente o il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP) da lui designato
ed in possesso dei requisiti di cui all’art. 98 del Decreto.
Impresa affidataria
3
Progettista:
Ing. Vincenzo IERACE
PROGETTO DEFINITIVO DI UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO A TERRA, DÌ POTENZA P = 992.25
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Committente:
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Corso Umberto I°, 28
85100 POTENZA
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
Impresa titolare del contratto di appalto con il committente che, nell'esecuzione dell'opera
appaltata, può avvalersi di imprese subappaltatrici o di lavoratori autonomi.
Impresa esecutrice
Impresa che esegue un’opera o parte di essa impegnando proprie risorse umane e materiali.
Subappaltatore
L’impresa esecutrice e/o il lavoratore autonomo che interviene in cantiere per l’esecuzione dei
lavori sulla base di un rapporto contrattuale con una impresa affidataria. Si intende per
subappaltatore anche l’impresa esecutrice e/o il lavoratore autonomo che instaura il rapporto
contrattuale con chi sia a sua volta subappaltatore.
Fornitore
Qualsiasi persona che entri in cantiere senza effettuare alcuna lavorazione o parte di
lavorazione, eccettuato il personale preposto alla vigilanza come di seguito definito.
Personale preposto alla vigilanza
Il CSE e il suo eventuale assistente, il Direttore dei Lavori ed il suo assistente, il Responsabile
del Procedimento, i funzionari degli organi di vigilanza.
Referente
E’ la persona fisica che rappresenta l’impresa affidataria e i suoi subappaltatori/subaffidatari nei
rapporti con il committente e con il CSE. Solitamente coincide con la figura del direttore tecnico
di cantiere o del capocantiere. L’impresa provvede alla sua nomina ed egli è sempre presente
in cantiere anche qualora vi fosse un solo lavoratore dell’impresa affidataria e dei suoi
subappaltatori/subaffidatari e tra l’altro agisce in nome e per conto dell’Impresa per tutte le
questioni inerenti la sicurezza e costituisce l’interlocutore del CSE; pertanto tutte le
comunicazioni fatte al Referente si intendono fatte validamente all’Impresa.
Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS)
Persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della
salute e della sicurezza durante il lavoro e che svolge le funzioni di cui all’art. 50 del Decreto.
Lavoratore autonomo
Persona fisica la cui attività professionale concorre alla realizzazione dell’opera senza vincolo di
subordinazione.
Piano di sicurezza e di coordinamento (PSC)
E’ il presente documento, che viene redatto dal CSP e tenuto aggiornato dal CSE, contenente
quanto previsto dall’art. 100 del Decreto. I contenuti minimi di questo documento sono descritti
al punto 2 dall’allegato XV dello stesso decreto.
Piano operativo di sicurezza (POS)
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PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
Documento, redatto dal datore di lavoro dell’impresa esecutrice, con riferimento al cantiere
oggetto del presente PSC. La redazione del POS è obbligatoria per tutte le imprese esecutrici. I
contenuti di questo documento sono al punto 3.2 dall’allegato XV dello stesso decreto.
Dispositivi di protezione individuali (DPI)
Qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di
proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il
lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.
5
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Committente:
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LUCANA S.P.A.
Corso Umberto I°, 28
85100 POTENZA
2.
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
DATI IDENTIFICATIVI CANTIERE
Committente:
Società Energetica Lucana S.p.a.
Corso Umberto I, 28
85100 Potenza
Direttore dei lavori:
.....
Via: ..... n°: ….. – C.A.P.: ….. – Città: …..
Telefono: ….. FAX: …..
Descrizione dell'opera:
Realizzazione di un Impianto Fotovoltaico connesso alla
Rete, di Potenza P = 992.25 kWp, in Agro del Comune di
Tito, sulla particella catastale n°88 del Foglio n.71
Indirizzo cantiere:
C.da Isca – Comune di Tito – Comune di Sant’Angelo Le
Fratte
Data inizio lavori:
GG/MM/AA
Durata presunta lavori (gg lavorativi):
Ammontare presunto dei lavori:
Numero uomini/giorni:
Numero Massimo di lavoratori
presenti in Cantiere:
N° di Imprese
Oneri per la Sicurezza
120 giorni
4.047.098,32 €
4.388
15
1
Il costo complessivo della sicurezza inteso come stima dei
costi derivanti dall'adozione di procedure esecutive
particolari e dall'impiego di apprestamenti ed attrezzature
atti a garantire il rispetto delle norme per la prevenzione
degli infortuni e la tutela della salute dei lavoratori è pari a
€ 18.285,92 come specificato nel Capitolo 13.
6
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LUCANA S.P.A.
Corso Umberto I°, 28
85100 POTENZA
3.
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
COORDINATORI / RESPONSABILI
Coordinatore Progettazione:
…..
Via: ..... n°: ….. – C.A.P.: ….. – Città: …..
Codice fiscale: …..
Telefono: ….. FAX: …..
Coordinatore Esecuzione:
…..
Via: ..... n°: ….. – C.A.P.: ….. – Città: …..
Codice fiscale: …..
Telefono: ….. FAX: …..
Responsabile dei Lavori:
…..
Via: ..... n°: ….. – C.A.P.: ….. – Città: …..
Codice fiscale: …..
Telefono: ….. FAX: …..
7
Progettista:
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4.
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
LOCALIZZAZIONE DELL’INTERVENTO
L’Impianto Fotovoltaico in questione sarà realizzato nell’agro del Comune di Tito (PZ),
in località Isca, su un terreno posto all’interno del Comune di Sant’Angelo Le Fratte, ad ovest
della Strada Comunale dell’Isca, in prossimità dell’intersezione con la Strada per Contrada
Farisi (Figura 1).
Satriano di Lucania
AREA DI INTERVENTO
Area Ind.le Sant’Angelo Le Fratte
Figura 1 – Inquadramento Generale dell’Area di Intervento
In particolare, l’area asservita per la realizzazione dell’Impianto, è l’intera superficie
della particella precedentemente indicata, ammontante a 72.615 mq, mentre la superficie
effettivamente utilizzata risulta complessivamente pari a circa 23.920 mq.
Pur avendo una maggiore disponibilità di terreno, il sito per l’ubicazione dell’Impianto
(Figura 2) è stato scelto per la favorevole accessibilità dalla viabilità comunale Strada per
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Contrada Farisi ed anche per alcune peculiarità di particolare rilievo, indicate nelle pagine
seguenti:
Strada per Contrada Farisi
PUNTO DI
CONNESSIONE
ALLA RETE MT DI
ENEL
Strada Comunale
dell’Isca
AREA DI INTERVENTO
Figura 2 – Area di Intervento
In particolare l’impianto sarà realizzato nell’Agro del Comune di Tito (PZ), in Contrada
Isca, ad una Latitudine di 40°32’46” N e ad una Longitudine 15°36’07” E, su un terreno avente
la seguente identificazione catastale:
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-
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
Comune di:
TITO
-
Foglio n.:
71
-
88
Particella n.:
o
Proprietà:
Comune di Tito
o
Superficie:
72.615 mq
A
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1
3
1
3
3
1
4
3
1
Figura 3 – Stralcio Planimetria Catastale Foglio n.71 – Comune di Tito
Per tale particella la Società Energetica Lucana S.p.a. ha sottoscritto con la proprietà un
contratto di costituzione di diritti reali utili alla realizzazione del campo fotovoltaico e delle opere
connesse, per tutta la vita utile dell’impianto, come risulta dai documenti allegati alla S.C.I.A..
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5.
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DESCRIZIONE DELL’OPERA
L’Impianto Fotovoltaico in questione sarà del tipo a pannelli su strutture fisse ancorate
al terreno; esso avrà una Potenza nominale P = 992.25 KWP e sarà essenzialmente composto
dai seguenti elementi:
a)
Viabilità di accesso
b)
Recinzione
c)
Strutture di sostegno a vela fissa
d)
Cabina BT/MT
e)
Cabina Consegna Enel
f)
Pannelli fotovoltaici
g)
Quadri Elettrici
h)
Inverter centralizzati
i)
String comb max 60 kW
j)
Impianti ausiliari
k)
Sistema di sicurezza e sorveglianza
l)
Connessione alla Rete elettrica pubblica
Come si può rilevare dagli elaborati grafici di progetto, il posizionamento delle
apparecchiature e delle strutture dell’impianto, nonché il tracciamento delle opere edili, è stato
eseguito partendo dalla superficie complessivamente disponibile nell’area di proprietà, e
tenendo conto dell’orografia del sito, in modo tale da assicurare una compatibilità percettiva e,
nel contempo, ridurre al minimo gli interventi di movimento terra.
L’impianto sarà costituito da 1.470 strutture a vela fissa, suddivise in moduli da 7 vele
che costituiscono un modulo base; vi saranno, pertanto, 210 moduli base disposti su 32 file,
ciascuna con un numero variabile di moduli base. Le file, a seconda dell’orografia del sito,
avranno da 2 a 11 moduli, corrispondenti a 14 e 77 vele.
Ogni vela ospiterà 3 pannelli fotovoltaici, di potenza pari a 225 KWp, ogni modulo base
21 pannelli, per un totale di 4.410 pannelli.
A causa della presenza di un Linea Elettrica di Media Tensione, che attraversa in
direzione trasversale l’intero sito di intervento, e della conseguente necessità di lasciare una
fascia di rispetto di larghezza pari a 15 mt , è stato necessario dividere l’impianto in due parti
interamente recintate:
-
una a monte della Linea, nella quale saranno ubicati la Cabina di Consegna, la
Cabina di Campo e 89 moduli base;
-
una a valle della Linea, nella quale saranno ubicati 121 moduli base.
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PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
La superficie del singolo pannello è pari a 1,65 mq, pertanto la superficie totale captante
risulta pari a 4.410 x 1,65 = 7.276,50 mq.
La producibilità annua attesa (al contatore GSE), per l’impianto in oggetto, risulta pari a
1340 kWh/kWp ca.
Tale valore è stato ottenuto a partire dal dato di radiazione solare su piano orizzontale
proveniente dalla norma Uni 10349 per la città di Potenza, pari a 1540 kWh/mq ca l’anno.
La produzione attesa al primo anno di funzionamento (al contatore GSE) risulta pari a
1.329.692 kWh/anno ca.
STRUTTURE DI SUPPORTO MODULI FOTOVOLTAICI
I moduli saranno montati direttamente su telai (vele), costituiti da strutture inclinate a
30° in modo da ottenere un’esposizione ottimale.
Ogni telaio ospiterà 3 moduli (si vedano gli elaborati grafici).
Tali telai saranno montati, mediante idonei sistemi di fissaggio su strutture ancorate alle
fondazioni, costituite da pali elico-infissi.
Tale sistema consente di avere notevoli vantaggi in termini di costi e di tempi di
realizzazione, e costituisce una valida alternativa alle fondazioni in calcestruzzo a platea o
plinto, gettate in opera. In particolare, tale soluzione, grazie all’altissimo grado di
prefabbricazione ed alla perfetta integrabilità dei componenti del sistema, consente:
-
il non utilizzo di calcestruzzo per le fondazioni in modo da non compromettere
l’assetto geomorfologico del terreno;
-
l’infissione senza asportazione di materiale evitando, in tal modo, di conferire il
materiale a discarica;
-
il consolidamento del terreno;
-
un minore impatto ambientale;
-
una facile rimozione.
Un gruppo di 7 vele, costituisce il modulo base che si ripete nei diversi filari del campo;
pertanto un modulo base sarà costituito da 7 vele, ciascuna ospitante 3 pannelli, per un totale di
21 pannelli.
I diversi moduli base saranno affiancati in filari che costituiranno il Sottocampo ed
insieme il Campo.
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CONNESSIONE ALLA RETE ELETTRICA PUBBLICA
La connessione dell'impianto fotovoltaico con la rete pubblica di distribuzione elettrica
avverrà in Media Tensione, tramite un punto di consegna dedicato, situato presso una cabina
elettrica appositamente predisposta all'interno del sito di installazione. Le valutazioni della
connessione,
nonché
le
caratteristiche
fisiche
della
linea,
verranno
descritte
più
dettagliatamente nel progetto di Connessione Elettrica, e nelle tavole annesse, e porterà tutti
dettagli e le caratteristiche dell’installazione, in conformità a quanto indicato da ENEL
Distribuzione S.p.a. nel “Preventivo di connessione alla Rete MT di Enel Distribuzione per
cessione per l’impianto di produzione da fonte solare per una potenza in immissione richiesta di
1000 kW sito in FG 71 P.LLA 88 – Tito T0090104” (Vedi Elaborato ALL.03) – Prot. ENEL: EnelDIS-14/07/2010-0705528 – Codice di rintracciabilità: T0090104.
Il tracciato prescelto per la connessione elettrica alla rete nazionale, è stato previsto
totalmente con un cavo interrato, lungo un tracciato posto all’interno dell’area asservita
all’impianto, ma esterno al perimetro dello stesso.
Infatti si prevede il collegamento tra la Cabine di Consegna e la linea MT esistente,
lungo la fascia compresa tra il limite della particella catastale sul lato nord e la recinzione
dell’Impianto Fotovoltaico. Tale percorso evita l’installazione della connessione su linee aeree,
soggette a procedure di esproprio verso i proprietari dei fondi attraversati dall’elettrodotto. La
connessione interrata oltre a presentare indubbi vantaggi da un punto di vista temporale, risulta
essere meno impattante da quello visivo, quindi da preferire ogni qual volta se ne presentino le
condizioni.
VIABILITÀ D'ACCESSO
Per accedere al sito dell’Impianto è prevista la realizzazione di un tratto di strada che
collega il sito con la Strada per Contrada Farisi,
Tale tratto dovrà avere caratteristiche tali da consentire il transito dei mezzi pesanti per
il trasporto di macchine, materiali ed attrezzature, in fase di realizzazione, gestione e
dismissione dell’impianto.
Il progetto prevede la sistemazione di detto tratto con materiali lapidei di bassa
granulometria, scelta che risulta essere efficace, perché presenta le dovute caratteristiche
drenanti, che assicurano la normale adduzione di acqua piovana al terreno sottostante senza
aumentare il carico di smaltimento delle stesse sulle dorsali laterali della strada e nel contempo
è in grado di sopportare il carico dei mezzi.
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RECINZIONE
L’intera area occupata dal campo sarà protetta da una recinzione in pannelli rigidi in
rete elettrosaldata, formata da tondini di acciaio zincato, di altezza pari ad almeno 2,00 mt,
rispetto al piano di campagna.
Laddove, in base all’andamento del terreno, dovessero esserci più di 7 cm tra il filo
inferiore del pannello e il piano campagna, dovrà essere realizzato un cordolo in calcestruzzo
per far si che tale distanza si mantenga non superiore a 7 cm.
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6.
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ANALISI DEL SITO E DEL CONTESTO
CARATTERISTICHE DELL’AREA DI CANTIERE
L’area di Intervento, facente parte del Comune di Tito, ma ubicata nel territorio del Comune di
Sant’Angelo Le Fratte, si trova ad ovest della Strada Comunale dell’Isca, in prossimità
dell’intersezione con la Strada per Contrada Farisi. Quest’ultima, dalla quale si accede al
cantiere è caratterizzata da bassi volumi di traffico, in quanto non rientra tra le principali direttrici
di traffico e viene utilizzata unicamente dalle poche Aziende Agricole presenti nella zona.
Il contesto in cui si opera è caratterizzato da una scarsa presenza antropica, per cui è molto
remota la possibilità della presenza di persone nelle immediate vicinanze.
RISCHI PROVENIENTI DALL'AMBIENTE ESTERNO
Non sono presenti presso il sito ne altri cantieri, ne attività di tipo industriale; le poche Aziende
Agricole presenti nella zona sono ubicate a distanza sufficientemente tale da non avere
problemi di interferenze tra le diverse attività.
I possibili rischi provenienti dall'esterno sono legati alla presenza della strada innanzi indicata,
ma tali rischi sono quasi nulli, in quanto tutte le operazioni si svolgono all’interno dell’area di
cantiere, sufficientemente distante dalla stessa.
RISCHI CAUSATI ALL'AMBIENTE ESTERNO
Al fine di evitare rischi per l’ambiente esterno, tutta l’Area di Intervento sarà delimitata da una
recinzione di cantiere, messa in opera su idonei sostegni e dotata di un cancello carrabile e uno
pedonale per consentire l’accesso di mezzi e personale addetto all’interno del cantiere.
Il transito di mezzi meccanici in entrata e in uscita dal cantiere verso la viabilità esistente dovrà
essere opportunamente segnalato.
Il carico e lo scarico dei materiali e dei mezzi d’opera deve avvenire solo ed esclusivamente
all’interno dell’area di cantiere, evitando la sosta dei mezzi di trasporto lungo la viabilità
esistente.
Edifici circostanti con particolari esigenze di tutela
Non sono presenti edifici circostanti con particolari esigenze di tutela.
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Progettista:
Ing. Vincenzo IERACE
PROGETTO DEFINITIVO DI UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO A TERRA, DÌ POTENZA P = 992.25
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PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
Caduta/proiezione di oggetti all’esterno del cantiere
Non c’è rischio di caduta di oggetti dall’alto all’esterno dell’area di cantiere.
Valutazione preventiva del rumore verso l’esterno
Nel corso dei lavori non si prevedono emissioni di rumori tali da recare disturbo all’attività
produttiva o alle attività circostanti.
Emissione di agenti inquinanti
Non è prevista emissione di agenti inquinanti durante lo svolgimento dei lavori.
CONDIZIONI CLIMATICHE SPECIALI
L'intervento in oggetto sarà realizzato in una zona climaticamente normale e, visto che
l'intervento sarà di durata limitata, e, probabilmente realizzato nella stagione primaverile e/o
estiva, non si prevedono particolari eventi.
Gli eventuali rischi potrebbero derivare da:
−
temporali
−
eccezionale ventosità che provochi lo stacco dai rami, evento peraltro di difficile
attuabilità (non si riscontrano in sito nel tempo eventi di tale portata).
LINEE AEREE E CONDUTTURE SOTTERRANEE
Nell’area di Intervento è presente una Linea Elettrica in MT che taglia il sito in direzione
trasversale. Pertanto in corrispondenza di tale Linea i mezzi, anche a pieno carico dovranno
mantenersi entro la sagoma limite ed operare ad almeno 5 metri di distanza dal traliccio.
L'operatore dovrà fare particolare attenzione nel manovrare il braccio o la benna dei mezzi
meccanici, per non andare a toccare le linee elettriche aeree.
Ciascun palo della linea sarà delimitato con rete in plastica arancione, posta in opera su idonei
sostegni, realizzando in tal modo, una fascia di rispetto circolare, con centro in corrispondenza
del palo e raggio pari ad almeno 5 metri.
Nel corso dei sopralluoghi e da indagini effettuate presso il Comune di Tito, non è stata
riscontrata la presenza di altre infrastrutture all’interno dell’area di cantiere.
In ogni caso:
−
prima di iniziare uno scavo, accertarsi se vi sono cavi elettrici interrati. Un cavo
interrato e non adeguatamente segnalato può essere rotto facilmente dalla benna del
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Progettista:
Ing. Vincenzo IERACE
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PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
mezzo meccanico. Provvedere quindi a segnalare sul terreno, eventualmente con una
riga bianca o con delle “paline" la linea elettrica interrata e la sua profondità;
−
ugualmente segnalate vanno anche le condutture del gas interrate, quelle
dell'acquedotto e telefoniche. Una rottura della conduttura del gas, determinata dalla
benna del mezzo meccanico, può innescare un incendio a causa della fuoriuscita del
gas dalla conduttura. Una rottura di una linea telefonica può determinare un grave
danno economico.
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Progettista:
Ing. Vincenzo IERACE
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7.
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE
RECINZIONE DI CANTIERE
L'area in oggetto sarà completamente delimitata con recinzione di cantiere, alta non meno di 2
mt, su idonei sostegni di fissaggio e tenuta; sul lato in corrispondenza della strada di accesso
sarà posto l'ingresso principale con un cancello carrabile e uno pedonale.
Sarà proibito l’accesso al cantiere dei non addetti ai lavori; al fine di prevenire l’ingresso di
persone estranee nell’area di cantiere, si prescrive di mantenere costantemente chiuso
l’accesso al cantiere.
Tutte le zone di lavoro esterne alla recinzione di cantiere dovranno essere delimitate con nastro
del tipo bianco e rosso e dovranno essere segregate, al fine di evitare a persone non
autorizzate di avvicinarsi; inoltre al termine della giornata lavorativa dovranno essere rimossi
tutti i materiali, le attrezzature e i mezzi d’opera dalle zone non idoneamente segregate.
ACCESSI AL CANTIERE
Accesso al cantiere direttamente dalla Strada per Contrada Farisi, attraverso un tratto di strada
da realizzare ex novo, con una pavimentazione in misto granulare, per garantire l’accessibilità
dei mezzi di trasporto e dei mezzi d’opera al sito di intervento.
I mezzi d’opera adibiti al carico e scarico dei materiali potranno accedere all’area di cantiere,
previa autorizzazione, ed effettuare le suddette operazioni in aree appositamente predisposte
sul lato nord del lotto. In alternativa i suddetti mezzi potranno raggiungere direttamente le aree
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PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
operative e procedere alle operazioni di scarico di quei materiali di immediata posa in opera. In
tal caso gli autisti dovranno utilizzare la viabilità presente nell’area e rispettare tutte le
prescrizioni riportate nei cartelli presenti all’interno dell’area.
SEGNALETICA E CARTELLONISTICA DI CANTIERE
In prossimità dell’accesso all’area di cantiere sarà posta tutta la cartellonistica di cantiere e
quella idonea per la manovra dei mezzi che accedono ed escono dal cantiere stesso.
ATTIVAZIONE EMERGENZE E TELEFONI UTILI
In situazioni di emergenza (incendio-infortunio) dovrà essere attivata la Procedura riportata in
allegato al presente Piano di Sicurezza e Coordinamento.
SERVIZI LOGISTICO ED IGIENICO-ASSISTENZIALI
I servizi da allestire a cura dell’impresa affidataria dovranno essere conformi a quanto previsto
dalle normative in materia di igiene e sicurezza e rispettare le dimensioni minime di seguito
riportate:
Servizi igienico-assistenziali
Dovrà essere installato, all’interno dell’Area di Cantiere, un Box prefabbricato per uso
servizio igienico contenente un WC alla turca, una doccia, un lavabo, uno scaldabagno
elettrico per la produzione dell'acqua calda, completo di impianto di illuminazione (dim. mq
1,5). Detto servizio sarà alimentato con acqua stoccata in idonei contenitori, se non sarà
realizzata una rete idrica di cantiere.
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PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
VIABILITÀ PRINCIPALE DI CANTIERE
La viabilità di cantiere si identifica con il breve tratto di accesso al sito dalla Strada per Contrada
Farisi e con le piste da realizzare sulla base del Layout dell’Impianto.
IMPIANTI
Reti principali di elettricità
Poiché verranno utilizzati utensili a batteria, non occorre una rete elettrica di cantiere.
Impianto di messa a terra
Non si prevede la realizzazione di tale impianto.
Impianti di protezione dalle scariche atmosferiche
Non si prevede la realizzazione di tale impianto.
Illuminazione di cantiere
Non si prevede la realizzazione di tale impianto.
Reti principali idriche
Non si prevede la realizzazione di tale impianto.
AREE DI DEPOSITO
Aree di Carico e Scarico
Le operazioni di carico e/o scarico dei materiali dovranno di norma essere effettuate nelle
aree appositamente predisposte dall’impresa appaltatrice e delimitate con transenne di tipo
mobile o in alternativa con paletti e relativa segnalazione bianco/rossa e predisponendo
idonea segnaletica.
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PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
Deposito attrezzature
L’area di stoccaggio del materiale e il ricovero dei mezzi d’opera saranno ubicate sul lato
nord della zona di intervento, in un’area separata da quelle operative. In adiacenza a
queste sarà predisposta l’area ospitante i servizi logistici ed igienico-assistenziali. I materiali
e le attrezzature dovranno essere disposti o accatastati in modo da evitare il crollo o il
ribaltamento. I POS delle imprese dovranno contenere indicazioni sulle corrette modalità di
stoccaggio e deposito.
Eventuali sostanze pericolose condotte all'interno del cantiere devono essere sempre
stoccate in contenitori sigillati (fusti, sacchi, ecc.) ove in maniera chiara ed inequivocabile
ed in lingua italiana deve essere indicato il nome della sostanza. Nel caso di sostanza
pericolosa dovranno essere riportate le informazioni prescritte dalla legge italiana.
Deposito materiali con rischio d’incendio o esplosione
Non si prevede l’accatastamento di materiale con rischio d’incendio.
Qualora dovesse essere necessaria la creazione di un’area di deposito di materiale
infiammabile, sarà cura dell’impresa affidataria prevedere la presenza di un estintore a
polvere, adeguatamente segnalato, in prossimità dell’area stessa.
Stoccaggio e smaltimento dei rifiuti
Tutto il materiale di risulta dovrà essere allontanato dal cantiere il prima possibile e
trasportato in discarica autorizzata o in apposito centro di stoccaggio.
All’interno dell’area logistica di cantiere è stata prevista un’apposita zona per lo stoccaggio
temporaneo dei rifiuti prodotti: l’impresa affidataria dovrà, pertanto, mettere a disposizione
un cassone per lo stoccaggio dei propri rifiuti e di quelli dei subappaltatori e dovrà
provvedere allo svuotamento e al trasporto in discarica dello stesso, non appena risulti
pienamente carico.
Smaltimento dei rifiuti da demolizioni e scavi: è fatto obbligo agli Appaltatori di provvedere a
propria cura e spese compreso l’eventuale indennizzo di discarica, all’allontanamento dei
materiali di rifiuto provenienti da demolizioni, rimozioni e/o scavi, mediante trasporto in
discarica autorizzata o altra forma di smaltimento ai termini di legge. A seguito dell'entrata
in vigore del nuovo Testo Unico dell'ambiente (D.Lgs. 03.04.2006, n. 152 integrato dal
D.Lgs. 4/2008), l’impresa che esercita la raccolta ed il trasporto dei propri rifiuti non
pericolosi come attività ordinaria e regolare nonché le imprese che trasportano i propri rifiuti
pericolosi in quantità che non eccedano 30 chilogrammi al giorno o 30 litri al giorno deve
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essere iscritta all'Albo nazionale gestori ambientali a seguito di semplice richiesta scritta alla
Sezione regionale dell'Albo territorialmente competente. E’ fatto obbligo agli Appaltatori di
provvedere allo smaltimento dei rifiuti, anche speciali, ed in genere di tutti i materiali
presenti sia in superficie e sia all’interno dei fabbricati da demolire, compresi nelle aree di
cantiere e di provvedere a propria cura e spese compreso l’eventuale indennizzo di
discarica, all’allontanamento di qualsiasi tipo, qualità e quantità di materiali presenti nelle
aree e fabbricati suddetti, compresa l’eventuale cernita del materiale a demolizione
avvenuta nel caso non fosse possibile o sicuro accedere all’interno dei fabbricati prima della
loro demolizione, compreso trasporto a discarica autorizzata o altra forma di smaltimento ai
termini di legge.
In particolare:
ƒ
i rifiuti di cantiere “assimilabili ad urbani” saranno raccolti negli appositi sacchi ed
immessi nei cassonetti della nettezza urbana;
ƒ
quelli “non assimilabili ad urbani” e non classificati come “pericolosi”, propri delle
attività di demolizione, costruzione e scavo, verranno smaltiti in discariche
autorizzate; il trasporto di tali materiali dovrà avvenire previa compilazione di
apposito “Formulario di trasporto”;
A seguito delle lavorazioni di cantiere si può prevedere la produzione dei seguenti “rifiuti
pericolosi”:
ƒ
oli esauriti (da circuiti idraulici, freni, motori, trasmissioni, ingranaggi)
ƒ
rifiuti non specificati altrimenti nel catalogo del Decreto (batterie ed accumulatori)
I POS delle imprese dovranno contenere le procedure di gestione dei rifiuti prodotti in
cantiere, con particolare riguardo per la rimozione dei materiali pericolosi.
AREE DI SOSTA DEI MEZZI
L'eventuale sosta dei mezzi utilizzati per l'esecuzione dei lavori è prevista in apposita zona ai
margini dell’area operativa, come da Layout di Cantiere.
PARCHEGGIO DIPENDENTI
Le maestranze impiegate per la realizzazione dell’Impianto avranno a disposizione un’area per
la sosta dei propri mezzi, come da Layout di Cantiere .
MACCHINE E ATTREZZATURE PREVISTE IN CANTIERE
L’elenco delle macchine e delle attrezzature è il seguente
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I POS delle imprese dovranno integrare le indicazioni relative alle macchine e attrezzature
utilizzate per le lavorazioni.
Durante le operazioni di scavo è proibito entrare nel raggio di azione della macchina. Le aree di
scavo dovranno essere delimitate e segnalate. Durante le operazioni di infissione dei pali della
struttura di supporto dei panelli fotovoltaici è proibito entrare nel raggio di azione della
macchina. Le aree di lavoro dovranno essere delimitate e segnalate.
Tutte le imprese utilizzatrici devono preventivamente formare i propri addetti sull’uso corretto
delle macchine e delle attrezzature di uso comune.
SEGNALETICA
La segnaletica deve sempre essere conforme agli allegati da XXIV a XXXII del D.Lgs.81/2008,
in particolare per tipo e dimensione. In cantiere vanno installati i cartelli elencati nella tabella
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seguente:
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Anche per i segnali gestuali si dovranno rispettare le prescrizioni del D.Lgs. 81/2008, che
vengono richiamate nella tabella sottostante:
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PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
Particolare formazione dovrà essere impartita in merito alla segnaletica gestuale ed ai lavoratori
che non conoscono la lingua italiana.
GESTIONE DELL’EMERGENZA
Indicazioni generali
Sarà cura dell’impresa affidataria organizzare e mantenere operativo il servizio di
emergenza, avvalendosi di idoneo personale addetto.
L’impresa affidataria dovrà assicurarsi che tutti i lavoratori presenti in cantiere siano
informati dei nominativi degli addetti e delle procedure di emergenza; dovrà inoltre esporre
in posizione visibile le procedure da adottarsi unitamente ai numeri telefonici dei soccorsi
esterni.
Assistenza sanitaria e Pronto Soccorso
Il D.M. 15 luglio 2003, n. 388 prescrive che il datore di lavoro dell’impresa affidataria
identifichi, sentito il medico competente, il gruppo di appartenenza della propria impresa
(Gruppo A, B o C) in base alla tipologia di attività svolta, al numero di lavoratori occupati e
ai fattori di rischio.
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PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
In funzione del gruppo individuato, il datore di lavoro deve garantire le seguenti attrezzature
per il primo soccorso:
ƒ
per i gruppi A e B:
a) cassetta di pronto soccorso, contenente la dotazione minima indicata nell’allegato 1
del decreto, eventualmente integrata sulla base dei rischi presenti nel luogo di lavoro;
b) mezzo di comunicazione idoneo (quale ad esempio un cellulare), per attivare
rapidamente il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale.
ƒ
per il gruppo C:
a) pacchetto di medicazione, contenente la dotazione minima indicata nell’allegato 2
del decreto, eventualmente integrata sulla base dei rischi presenti nel luogo di lavoro;
b) mezzo di comunicazione idoneo (quale ad esempio un cellulare), per attivare
rapidamente il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale.
Nel cantiere in esame, tenendo conto della tipologia di attività svolte, del numero di
lavoratori occupati e dei fattori di rischio presenti, dovrà essere predisposta / o a cura
dell’impresa affidataria, in luogo facilmente accessibile ed adeguatamente segnalato con
cartello, la cassetta di pronto soccorso.
Inoltre l’impresa dovrà garantire la presenza di un mezzo di comunicazione idoneo ad
attivare rapidamente il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale.
L’impresa affidataria dovrà garantire inoltre la presenza di un addetto al pronto soccorso
durante l’intero svolgimento dell’opera; a tale figura faranno riferimento tutte le imprese
presenti.
L’addetto dovrà essere in possesso di documentazione comprovante la frequenza di un
corso di pronto soccorso i cui requisiti sono stabiliti dal D.M. 388/2003 in funzione del
gruppo di appartenenza dell’impresa. A tale riguardo il P.O.S. dell’impresa affidataria dovrà
indicare il gruppo di appartenenza secondo il D.M. 15 luglio 2003, n. 388 e i nominativi degli
addetti al pronto soccorso con allegata documentazione attestante la partecipazione ai corsi
di formazione specifici secondo i tempi e i contenuti minimi stabiliti dal decreto stesso.
In qualsiasi caso di emergenza sanitaria (incidenti, malori, ecc.) è importante mantenere la
calma, esporre il motivo della chiamata e rispondere con la maggiore precisione possibile e
con tranquillità alle domande poste dall'operatore; i pochi secondi necessari per le risposte
consentiranno poi la scelta del mezzo più idoneo e l'accertamento del luogo in cui
intervenire, in modo da soddisfare nel modo più rapido ed efficace le esigenze del caso.
Le domande più importanti poste dall'operatore saranno:
ƒ
le generalità e il numero telefonico del chiamante;
ƒ
il luogo di provenienza della chiamata;
28
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PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
ƒ
il nome (se possibile) e le condizioni dell'infortunato;
ƒ
il luogo dove si è verificato l'evento;
ƒ
il numero delle persone coinvolte;
ƒ
lo stato di coscienza o di incoscienza;
ƒ
eventuali emorragie visibili in atto, eventuali persone incastrate;
ƒ
eventuale presenza di incendio o gas.
Ospedale San Carlo Potenza
Centralino
Tel. 0971/611111
Pronto Soccorso
Tel. 0971/612694 – 612566 612662
Prevenzione Incendi
In cantiere, in considerazione delle lavorazioni previste, saranno presenti materiali
infiammabili e combustibili. Le principali fonti di rischio che si possono avere sono così
schematizzabili:
ƒ
impianti elettrici.
ƒ
depositi di prodotti infiammabili in genere;
ƒ
depositi di materiali di risulta (imballi in legno, in cartone, in materiale plastico, etc.);
Il 115 consente un accesso veloce alla struttura operativa di zona, ma per un intervento
efficace e tempestivo c’è bisogno di:
ƒ
descrivere con calma al centralinista la natura e l’entità del sinistro, telefonando anche
nuovamente se la situazione ha subito mutamenti sostanziali;
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ƒ
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
comunicare l’indirizzo o la località con eventuali riferimenti per una sicura e veloce
individuazione del sito e, se necessario, andare incontro alle squadre di soccorso per
indicare la giusta direzione;
ƒ
segnalare eventuali difficoltà di viabilità ed accesso al luogo del sinistro.
Quale presidio antincendio disponibile presso le aree di cantiere dovrà essere predisposto a
cura dell’impresa affidataria, in luogo facilmente accessibile ed adeguatamente segnalato
con cartello, un estintore a polvere di capacità estinguente almeno pari a 34A 233BC.
Durante sporadiche operazioni di saldatura o che comportano l’uso di fiamme libere o la
formazione di scintille, l’impresa affidataria assicurerà comunque la presenza di un estintore
a polvere presso la zona di lavorazione.
L’impresa affidataria garantirà la presenza di un addetto all’emergenza antincendio durante
l’intero svolgimento dell’opera; a tale figura faranno riferimento tutte le imprese presenti.
L’addetto dovrà essere in possesso di documentazione comprovante la frequenza di un
corso conforme al D.M. 10/3/1998.
Comando Provinciale Vigili del Fuoco
di Potenza
Tel. 0971/658111
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8.
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CRONOPROGRAMMA DEI LAVORI
SUDDIVISIONE DEI LAVORI IN FASI E SOTTOFASI
Le procedure e la progressione cronologica delle fasi da seguire durante la realizzazione
dell’Impianto Fotovoltaico, può essere così riassunta (vedi Cronoprogramma dei Lavori –
Allegato 1):
1) Preparazione campo
a) Tracciatura
b) Realizzazione Strada di accesso
2) Cantierizzazione
a) Recinzione provvisoria
b) Allestimento cantiere
3) Preparazione terreno
a) Formazione strade interne e piazzali
b) Scavo perimetrale per impianto antintrusione
4) Installazione pannelli fotovoltaici
a) Montaggio pali di fondazione
b) Montaggio strutture
c) Montaggio pannelli
5) Realizzazione Cabine
a) Scavo - Fondazioni
b) Costruzione cabine
6) Impianti elettrici
a) Posa QPS
b) Realizzazione vie cavi interrati
c) Infilaggio cavi nei cavidotti
d) Collegamenti pannelli
e) Posa inverter - Trasformatori
f) Collegamento inverter - media
7) Connessione MT
a) Realizzazione scavo per linea MT
b) Posa cavo MT
c) Realizzazione pali di sostegno
d) Connessione MT
8) Realizzazione recinzione e cancelli
9) Smobilizzo cantiere
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PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
METODOLOGIA PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI
La metodologia per l’individuazione dei rischi prevede:
1)
la definizione degli stralci esecutivi;
2)
l’individuazione delle lavorazioni all'interno dell'unico stralcio esecutivo in cui si realizza
l'opera;
3)
l’individuazione dei rischi per ogni lavorazione.
I rischi individuati vengono quindi analizzati con riferimento al contesto ambientale, alla
presenza contemporanea e/o successiva di diverse imprese e/o diverse lavorazioni (si veda il
Cronoprogramma dei lavori) e ad eventuali pericoli correlati.
Per ogni lavorazione è stata elaborata la relativa analisi riportata di seguito, contenente:
ƒ
la descrizione della lavorazione;
ƒ
gli aspetti significativi del contesto ambientale;
ƒ
l’analisi dei rischi;
ƒ
le azioni di coordinamento e le misure di sicurezza;
ƒ
i contenuti specifici del POS;
ƒ
la stima del rischio riferita alla lavorazione.
Per la stima dei rischi si fa riferimento a un indice che varia da 1 a 3, ottenuto tenendo conto sia
della gravità del danno, sia della probabilità che tale danno si verifichi. L’indice cresce
all’aumentare del rischio ed è associato alle seguenti valutazioni:
32
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Ing. Vincenzo IERACE
PROGETTO DEFINITIVO DI UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO A TERRA, DÌ POTENZA P = 992.25
KWP, IN AGRO DEL COMUNE DI TITO, SULLA PARTICELLA CATASTALE N°88 DEL FOGLIO N°71
Committente:
SOCIETA’ ENERGETICA
LUCANA S.P.A.
Corso Umberto I°, 28
85100 POTENZA
10.
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
ANALISI DELLE LAVORAZIONI
SBANCAMENTI E PREPARAZIONE TERRENO
Descrizione della lavorazione
Mediante l’ausilio di appositi mezzi si provvederà all’eventuale livellamento del terreno, quindi si
procederà alla formazione delle strade interne predisponendo il Tout-Venant di sottofondo su
cui sarà realizzato uno strato di stabilizzato. Si provvederà a delimitare in modo opportuno le
zone dei lavori ed in particolare ad interdire l’accesso alle area di lavoro ai non addetti ai lavori.
Aspetti significativi derivanti dal contesto ambientale
Viabilità esterna su strada interpoderale.
Analisi dei rischi
ƒ
Investimento da parte di mezzi meccanici
ƒ
Ribaltamento dei mezzi meccanici
ƒ
Caduta di materiale terroso dall’alto durante il carico sul mezzo
ƒ
Stritolamento
ƒ
Urti, colpi, impatti, compressioni
ƒ
Punture, tagli, abrasioni, lesioni
ƒ
Caduta di oggetti dall’alto
ƒ
Inalazione Polveri
Azioni di coordinamento e misure di sicurezza
Sbancamenti e preparazione del terreno
Le zone in cui operano i mezzi meccanici devono essere adeguatamente segnalate e
delimitate.
Coordinamento fra personale a terra e conducenti dei mezzi
I mezzi devono procedere a passo d’uomo e rispettare i percorsi consentiti. Le macchine
devono essere utilizzate solo da conduttori di provata esperienza anche in caso di brevi
interventi. E’ vietato l’attraversamento e/o la sosta nel raggio di azione delle macchine
operatrici. Tutti i mezzi devono essere usati correttamente per gli usi per i quali sono stati
progettati e devono essere mantenuti in buono stato di funzionamento.
33
Progettista:
Ing. Vincenzo IERACE
PROGETTO DEFINITIVO DI UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO A TERRA, DÌ POTENZA P = 992.25
KWP, IN AGRO DEL COMUNE DI TITO, SULLA PARTICELLA CATASTALE N°88 DEL FOGLIO N°71
Committente:
SOCIETA’ ENERGETICA
LUCANA S.P.A.
Corso Umberto I°, 28
85100 POTENZA
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
Impresa esecutrice
Impresa opere edili e impianti elettrici
Contenuti specifici del POS dell’impresa esecutrice
Il POS, oltre alle misure per contenere e/o eliminare i rischi individuati, dovrà contenere anche
lo schema dell’area di cantiere e il dettaglio degli apprestamenti utilizzati per la protezione di
terzi e l’elenco delle macchine ed attrezzature utilizzate, nonché l’elenco dei DPI in dotazione al
personale incaricato.
Stima del rischio della fase
INSTALLAZIONE CANTIERE
Descrizione della lavorazione
Installazione degli impianti di cantiere, predisposizione aree di deposito per i materiali.
Sistemazione dei locali da adibire ad uso spogliatoio e servizi. Allestimento delle opere
provvisionali necessarie allo svolgimento delle lavorazioni.
Aspetti significativi derivanti dal contesto ambientale
Viabilità esterna su strada interpoderale. Presenza di viabilità interna.
Analisi dei rischi
ƒ
Investimento da parte di mezzi meccanici
ƒ
Scivolamenti, cadute a livello
ƒ
Cesoiamento, stritolamento
ƒ
Urti, colpi, impatti, compressioni
ƒ
Punture, tagli, abrasioni, lesioni
ƒ
Proiezione schegge e chiodi
ƒ
Movimentazione manuale dei carichi
ƒ
Elettrocuzione, folgorazione
Azioni di coordinamento e misure di sicurezza
Preparazione area di cantiere e misure generali
34
Progettista:
Ing. Vincenzo IERACE
PROGETTO DEFINITIVO DI UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO A TERRA, DÌ POTENZA P = 992.25
KWP, IN AGRO DEL COMUNE DI TITO, SULLA PARTICELLA CATASTALE N°88 DEL FOGLIO N°71
Committente:
SOCIETA’ ENERGETICA
LUCANA S.P.A.
Corso Umberto I°, 28
85100 POTENZA
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
Durante la sistemazione dell’area di cantiere dovrà essere presente cartello che vieti la
presenza di lavoratori nella zona di lavoro delle macchine operatrici. Predisposizione di idonea
segnaletica conforme alle prescrizioni di cui agli allegati da XXIV a XXXII del D.Lgs. 81/2008
idonea sia per il periodo diurno che notturno che evidenzi i rischi presenti nelle singole aree di
operazione.
Le zone di pericolo dovranno essere sempre rese inaccessibili.
Coordinamento fra personale a terra e conducenti degli automezzi durante le operazioni di
carico/scarico
dei materiali.
Verificare che i pavimenti dei locali destinati alla logistica di cantiere non presentino
avvallamenti e parti in rilievo, non siano scivolosi e le pareti dei servizi igienici siano facilmente
lavabili. Le attività di pulizia non devono essere effettuate in concomitanza con altre attività di
cantiere. Il materiale deve essere depositato al fine di evitare la possibilità di caduta,
ribaltamento o scivolamento dello stesso conseguente anche ad urto accidentale. Il deposito
deve inoltre garantire una facile ripresa del materiale e non costituire ostacolo o pericolo per il
transito (in tal caso è necessario predisporre una adeguata segnaletica). Nel caso sia previsto
lo scarico del materiale in più punti del cantiere, il movimento del mezzo di trasporto deve
avvenire con il carico in sicurezza (adeguatamente rizzato, con sponde alzate) e a passo
d’uomo. E’ vietato il trasporto di persone sui cassoni dei mezzi e sui mezzi di sollevamento. Il
sollevamento deve avvenire in conformità alle possibilità dei mezzi utilizzati e nel rispetto delle
norme di utilizzo, delle portate e delle eventuali condizioni esterne agenti sulle operazioni quali il
vento. I lavoratori addetti all’utilizzo dei mezzi di sollevamento devono essere stati
adeguatamente formati ed istruiti; i mezzi devono essere conformi alle normative vigenti. Tutti i
lavoratori devono evitare movimentazioni di carichi manuali che determinino rischi dorso lombari
per i lavoratori.
L’impresa esecutrice dovrà delimitare e segnalare a terra le zone in adiacenza alle opere
provvisionali, per evitare la presenza di non addetti ai lavori e rendere inaccessibili le parti di
esse in fase di allestimento.
Impresa esecutrice
Impresa affidataria
35
Progettista:
Ing. Vincenzo IERACE
PROGETTO DEFINITIVO DI UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO A TERRA, DÌ POTENZA P = 992.25
KWP, IN AGRO DEL COMUNE DI TITO, SULLA PARTICELLA CATASTALE N°88 DEL FOGLIO N°71
Committente:
SOCIETA’ ENERGETICA
LUCANA S.P.A.
Corso Umberto I°, 28
85100 POTENZA
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
Contenuti specifici del POS dell’impresa esecutrice
Il POS, oltre alle misure per contenere e/o eliminare i rischi individuati, dovrà contenere anche
l’elenco delle macchine ed attrezzature utilizzate, nonché l’elenco dei DPI in dotazione al
personale.
Stima del rischio della fase
INSTALLAZIONE PANNELLI FOTOVOLTAICI
Descrizione della lavorazione
Vengono installati i pali di fondazione mediante apposita macchina avvitatrice, previa
trivellazione e riempimento dei fori con sabbia.. Quindi si procede al montaggio delle strutture di
supporto dei pannelli e alla posa dei pannelli sui rispettivi supporti. Lo scarico degli elementi
strutturali e dei pannelli avverrà tramite autogrù. L’elemento viene imbracato con catene, viene
controllato il bilanciamento del carico e viene alzato lentamente tramite elevatore di cantiere, in
questa fase l’operatore dell’elevatore si interfaccia continuamente con un operatore a terra, che
gli fornisce ulteriori informazioni su come movimentare il carico, una volta posizionato nei pressi
del supporto subentra l’ausilio di altri 2-3 operatori che seguiranno e gestiranno la posa,
indirizzando manualmente l’elemento sul proprio supporto, permettendo agli operatori di poterlo
fissare a quest’ultimo.
Aspetti significativi derivanti dal contesto ambientale
Carichi notevoli sospesi.
Analisi dei rischi
ƒ
Investimento da mezzi meccanici
ƒ
Caduta di oggetti dall’alto
ƒ
Schiacciamento
ƒ
Lesioni connesse con la movimentazione dei carichi
ƒ
Urti, colpi, impatti, compressioni
36
Progettista:
Ing. Vincenzo IERACE
PROGETTO DEFINITIVO DI UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO A TERRA, DÌ POTENZA P = 992.25
KWP, IN AGRO DEL COMUNE DI TITO, SULLA PARTICELLA CATASTALE N°88 DEL FOGLIO N°71
Committente:
SOCIETA’ ENERGETICA
LUCANA S.P.A.
Corso Umberto I°, 28
85100 POTENZA
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
Azioni di coordinamento e misure di sicurezza
Delimitazione delle aree adibite alla posa dei pannelli, verifica del corretto imbracamento degli
elementi, tiro in quota da effettuarsi lentamente e con l’ausilio di un operatore a terra, calo degli
elementi con ausilio di operatori a terra che li indirizzano verso il corretto posizionamento.
Delimitare e segnalare adeguatamente le zone di lavoro, impedendo l’accesso ai non addetti ai
lavori. Il personale deve tenere la distanza di sicurezza dalle macchine operatici e non sostare
e/o passare nel raggio d’azione dei mezzi operativi.
Durante il posizionamento dell’autogrù e dell’elevatore di cantiere, utilizzare gli appositi
stabilizzatori e verificare che gli stessi non vadano a poggiare su terreno cedevole.
Nessun’altra lavorazione sarà permessa nella zona operativa durante l’installazione dei
pannelli.
Impresa esecutrice
Impresa affidataria e impresa opere edili
Contenuti specifici del POS dell’impresa esecutrice
Il POS dell’impresa esecutrice dovrà contenere la valutazione dei rischi e le misure per ridurre
e/o eliminare i rischi individuati.
Stima del rischio della fase
SCAVI
Descrizione della lavorazione
Verranno effettuati gli scavi per le dorsali interrate e per la realizzazione del piano di posa delle
cabine.
Aspetti significativi derivanti dal contesto ambientale
Presenza di alcune parti del progetto già realizzate nelle aree di lavorazione.
Analisi dei rischi
ƒ
Contatto con macchine operatrici.
ƒ
Caduta nello scavo.
37
Progettista:
Ing. Vincenzo IERACE
PROGETTO DEFINITIVO DI UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO A TERRA, DÌ POTENZA P = 992.25
KWP, IN AGRO DEL COMUNE DI TITO, SULLA PARTICELLA CATASTALE N°88 DEL FOGLIO N°71
Committente:
SOCIETA’ ENERGETICA
LUCANA S.P.A.
Corso Umberto I°, 28
85100 POTENZA
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
ƒ
Lesioni connesse con la movimentazione dei carichi.
ƒ
Inalazione polveri e fumi.
ƒ
Tagli, colpi, lesioni durante l’uso di utensili manuali.
ƒ
Elettrocuzione.
Azioni di coordinamento e misure di sicurezza
Delimitazione e segnalazione delle zone su cui insistono gli scavi e massima attenzione da
parte degli operatori a terra. Vietare il deposito di materiali sul ciglio degli scavi.
Il posto di manovra dell’addetto alle scavatore, quando questo non sia munito di cabina
metallica, deve essere protetto con solido riparo. Divieto di avvicinamento al personale non
addetto alle macchine operatrici. Dovrà essere fatto uso dei D.P.I: scarpe antinfortunistiche,
guanti, otoprotettori e maschere antipolvere.
Scavi, tombini e ogni tipo di portello, aperti anche per un tempo brevissimo, situati in punti di
passaggio all’interno dell’area di cantiere, dovranno essere completamente recintati utilizzando
delimitazioni provvisorie.
Impresa esecutrice
Impresa opere edili e impianti elettrici
Contenuti specifici del POS dell’impresa esecutrice
Il POS dovrà prevedere le modalità di segnalazione dell’area di scavo, l’individuazione dei
sottoservizi presenti, l’armatura degli scavi, indicazione dei controlli preventivi e periodici
effettuati sulle attrezzature ed opere provvisionali. In particolare dovranno essere riportate
l’elenco delle attrezzature utilizzate e le relative manutenzioni, nonché l’elenco dei DPI in
dotazione al personale.
Stima del rischio della fase
INSTALLAZIONE CABINA
Descrizione della lavorazione
Viene preparato il piano di posa della cabina prefabbricata mediante realizzazione di magrone
di calcestruzzo gettato in opera. La cabina viene imbracata con catene, viene controllato il
38
Progettista:
Ing. Vincenzo IERACE
PROGETTO DEFINITIVO DI UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO A TERRA, DÌ POTENZA P = 992.25
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Committente:
SOCIETA’ ENERGETICA
LUCANA S.P.A.
Corso Umberto I°, 28
85100 POTENZA
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
bilanciamento del carico e viene alzata lentamente tramite autogrù, in questa fase l’operatore
dell’autogru si interfaccia continuamente con un operatore a terra che gli fornisce ulteriori
informazioni su come movimentare il carico, una volta posizionata nei pressi del supporto
subentra l’ausilio di altri 2-3 operatori che seguiranno e gestiranno la posa, indirizzando la
cabina sul proprio piano di posa.
Aspetti significativi derivanti dal contesto ambientale
Carichi notevoli sospesi.
Analisi dei rischi
ƒ
Caduta di oggetti dall’alto
ƒ
Schiacciamento
ƒ
Investimento
ƒ
Schizzi di cemento, inalazione dei vapori totali.
Azioni di coordinamento e misure di sicurezza
Delimitazione dell’area adibita all’installazione della cabina, verifica del corretto imbracamento,
tiro in quota da effettuarsi lentamente e con l’ausilio di un operatore a terra, calo della cabina
con ausilio di operatori a terra che la indirizzano verso il corretto posizionamento. Delimitare e
segnalare adeguatamente le zone di lavoro, impedendo l’accesso ai non addetti ai lavori. Il
personale deve tenere la distanza di sicurezza dalle macchine operatici e non sostare e/o
passare nel raggio d’azione dei mezzi operativi. Durante il posizionamento dell’autogru,
utilizzare gli appositi stabilizzatori e verificare che gli stessi non vadano a poggiare su terreno
cedevole.
Durante le operazioni di installazione, nessun’altra lavorazione sarà permessa all’interno
dell’area in cui installare la cabina.
Impresa esecutrice
Impresa installatrice cabine e impresa installatrice quadri elettrici.
Contenuti specifici del POS dell’impresa esecutrice
Il POS dell’impresa esecutrice dovrà contenere la valutazione dei rischi e le misure per ridurre
e/o eliminare i rischi individuati.
39
Progettista:
Ing. Vincenzo IERACE
PROGETTO DEFINITIVO DI UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO A TERRA, DÌ POTENZA P = 992.25
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Committente:
SOCIETA’ ENERGETICA
LUCANA S.P.A.
Corso Umberto I°, 28
85100 POTENZA
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
Stima del rischio della fase
REALIZZAZIONE COLLEGAMENTI ELETTRICI
Descrizione della lavorazione
Collegamenti elettrici tra i pannelli.
Aspetti significativi derivanti dal contesto ambientale
Nessuno in particolare
Analisi dei rischi
ƒ
Urti, colpi, impatti, lesioni
ƒ
Elettrocuzione
Azioni di coordinamento e misure di sicurezza
Rispettare la separazione delle zone di lavoro.
Le lavorazioni potranno essere eseguite in contemporanea ad altre imprese esecutrici purché
siano svolte in differenti aree operative. Gli impianti elettrici di cantiere devono garantire la
disponibilità di quadri secondari in vicinanza ai posti di lavoro al fine di evitare per quanto
possibile la presenza di prolunghe. Fare uso dei necessari DPI. La realizzazione dei
collegamenti elettrici dovrà essere effettuata da personale esperto ed abilitato. Verificare che gli
utensili elettrici portatili siano a doppio isolamento o alimentati a bassa tensione di sicurezza.
Impresa esecutrice
Impresa opere edili e impianti elettrici
Contenuti specifici del POS dell’impresa esecutrice
Il POS dovrà contenere le misure per contenere e/o eliminare i rischi individuati.
Stima del rischio della fase
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Progettista:
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PROGETTO DEFINITIVO DI UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO A TERRA, DÌ POTENZA P = 992.25
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Committente:
SOCIETA’ ENERGETICA
LUCANA S.P.A.
Corso Umberto I°, 28
85100 POTENZA
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
REALIZZAZIONE RECINZIONE E CANCELLO
Descrizione della lavorazione
Viene realizzata la recinzione permanente di protezione del campo fotovoltaico mediante paletti
infissi nel terreno dotati di piccolo plinto in calcestruzzo e rete elettrosaldata. Si procede
all’installazione del cancello metallico all’ingresso dell’area di cantiere. Il cancello viene
imbracato con catene, viene controllato il bilanciamento del carico e viene alzato lentamente
tramite autogru, in questa fase l’operatore dell’autogru si interfaccia continuamente con un
operatore a terra, che gli fornisce ulteriori informazioni su come movimentare il carico, una volta
posizionato nei pressi del supporto subentra l’ausilio di altri 2-3 operatori che seguiranno e
gestiranno la posa, indirizzando manualmente il cancello sul proprio supporto, permettendo agli
operatori di poterlo fissare a quest’ultimo.
Aspetti significativi derivanti dal contesto ambientale
Carichi notevoli sospesi.
Analisi dei rischi
ƒ
Investimento da parte di mezzi meccanici
ƒ
Urti, colpi, impatti, compressioni
ƒ
Movimentazione manuale dei carichi
ƒ
Urti, colpi, impatti, compressioni
ƒ
Inalazione Polveri
Azioni di coordinamento e misure di sicurezza
Preparazione, delimitazione dell’area interessata dai lavori.
Fare uso di guanti e tute da lavoro scarpe antinfortunistiche.
Preventiva informazione e formazione sulle corrette modalità ergonomiche di movimentazione
manuale dei carichi non sollevare carichi > 25 kg pro capite.
Coordinamento fra personale a terra e i conducenti degli automezzi durante le operazioni di
scavo.
Durante il getto di calcestruzzo l’operatore a terra si interfaccerà con l’autista dell’autobetoniera.
Delimitare ed interdire l’area in prossimità dell’ingresso durante l’installazione del cancello.
Porre la massima attenzione durante le fasi di scarico del cancello e durante la posa in opera
mediante ausilio di gru. Durante le operazioni di posa in opera del cancello l’accesso all’area
avverrà da ingresso provvisorio appositamente realizzato e segnalato.
41
Progettista:
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PROGETTO DEFINITIVO DI UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO A TERRA, DÌ POTENZA P = 992.25
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Committente:
SOCIETA’ ENERGETICA
LUCANA S.P.A.
Corso Umberto I°, 28
85100 POTENZA
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
I mezzi devono procedere a passo d’uomo e rispettare i percorsi consentiti.
Le macchine devono essere utilizzate solo da conduttori di provata esperienza anche in caso di
brevi interventi. E’ vietato l’attraversamento e/o la sosta nel raggio di azione delle macchine
operatrici.
Tutti i mezzi devono essere usati correttamente per gli usi per i quali sono stati progettati e
devono essere mantenuti in buono stato di funzionamento.
Impresa esecutrice
Impresa affidataria e impresa opere edili e impianti elettrici
Contenuti specifici del POS dell’impresa esecutrice
Il POS dovrà contenere la valutazione dei rischi e le misure per la loro eliminazione.
Stima del rischio della fase
SMOBILIZZO CANTIERE
Descrizione della lavorazione
Smontaggio delle opere provvisionali. Rimozione delle altre attrezzature, degli apprestamenti e
delle eventuali baracche di cantiere, delle recinzioni e della cartellonistica; pulizia delle aree
interne ed esterne interessate dai lavori.
Aspetti significativi derivanti dal contesto ambientale
Presenza di eventuali aree da ripristinare.
Analisi dei rischi
ƒ
Investimento da parte di mezzi meccanici
ƒ
Ribaltamento dei mezzi meccanici
ƒ
Caduta del materiale dall’alto
ƒ
Caduta dall’alto
ƒ
Cesoiamento, stritolamento
ƒ
Urti, colpi, impatti, compressioni
42
Progettista:
Ing. Vincenzo IERACE
PROGETTO DEFINITIVO DI UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO A TERRA, DÌ POTENZA P = 992.25
KWP, IN AGRO DEL COMUNE DI TITO, SULLA PARTICELLA CATASTALE N°88 DEL FOGLIO N°71
Committente:
SOCIETA’ ENERGETICA
LUCANA S.P.A.
Corso Umberto I°, 28
85100 POTENZA
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
ƒ
Punture, tagli, abrasioni, lesioni
ƒ
Proiezione schegge e chiodi
ƒ
Movimentazione manuale dei carichi
Azioni di coordinamento e misure di sicurezza
Segnalare e delimitare i percorsi riservati al cantiere.
Durante le operazioni di spostamento dei baraccamenti esterni, coordinamento fra personale a
terra manovratori dei mezzi di sollevamento. Rimuovere gli apprestamenti installati per la
separazione delle zone occupate dal cantiere rispetto a quelle accessibili ai non addetti ai lavori
solo quando siano state liberate completamente le aree da mezzi, materiali e attrezzature
impiegate per i lavori.
Interdire con idonei sbarramenti della zona interessata allo smontaggio della strutture di
cantiere alle persone non addette, alle quali deve essere fatto divieto di avvicinamento, sosta e
transito. Non sostare sotto i carichi sospesi durante la fase di montaggio.
Impresa esecutrice
Impresa affidataria
Contenuti specifici del POS dell’impresa esecutrice
Il POS, oltre alle misure per contenere e/o eliminare i rischi individuati, deve contenere anche le
procedure di sicurezza per lo smontaggio delle opere provvisionali presenti.
Stima del rischio della fase
43
Progettista:
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PROGETTO DEFINITIVO DI UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO A TERRA, DÌ POTENZA P = 992.25
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Committente:
SOCIETA’ ENERGETICA
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Corso Umberto I°, 28
85100 POTENZA
11.
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
RISCHI PARTICOLARI
SICUREZZA
E
RELATIVE
MISURE
DI
RISCHIO DI INVESTIMENTO
All’interno delle aree di cantiere gli automezzi e le macchine operatrici dovranno circolare a
passo d’uomo esclusivamente nell’ambito della viabilità ad essi consentita. Le macchine
operatrici dovranno essere condotte da personale esperto e dotate di telaio omologato di
protezione del posto di manovra. Dovranno essere presenti addetti per coordinare le manovre
dei mezzi per l’entrata e uscita dal cantiere durante le operazioni di carico e scarico del
materiale. E’ vietata la presenza di automezzi privati dei lavoratori all’interno del cantiere ed è
vietato l’accesso ai mezzi dei non addetti ai lavori. Dovrà essere vietata la presenza di
personale nel raggio d’azione delle macchine operatrici.
L’impresa affidataria deve disporre segnaletica per la segnalazione del cantiere in conformità al
Nuovo Codice della Strada nei tratti stradali adiacenti le zone di lavoro.
RISCHIO DI RIBALTAMENTO DELLE MACCHINE OPERATRICI
Le macchine operatrici dovranno essere condotte da personale esperto. Il posto di manovra
dell’addetto all’escavatore, quando questo non sia munito di cabina metallica, deve essere
protetto con solido riparo.
L’area interessata dagli scavi dovrà essere segnalata e delimitata opportunamente. Dovrà
inoltre essere valutata la stabilità del piano di appoggio delle macchine operatrici, in particolare
durante i lavori in adiacenza a dislivelli del terreno. Nei lavori di escavazione con mezzi
meccanici deve essere vietata la presenza degli operai nel campo di azione dell'escavatore e
sul ciglio del fronte di attacco.
RISCHIO DI CADUTA DALL’ALTO
Il rischio è presente durante le operazioni di montaggio delle strutture di supporto dei pannelli e
durante la posa in opera degli stessi.
Durante le attività che espongono il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad
altezza superiore a 2 m rispetto ad un piano stabile devono essere scelte dal datore di lavoro
delle imprese esecutrici le attrezzature di lavoro più idonee a garantire e a mantenere
condizioni di lavoro sicure, dando priorità alle misure di protezione collettiva rispetto alle misure
di protezione individuale.
44
Progettista:
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Committente:
SOCIETA’ ENERGETICA
LUCANA S.P.A.
Corso Umberto I°, 28
85100 POTENZA
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
L’utilizzo di scale a pioli quale posto di lavoro in quota deve essere considerato solo nei casi in
cui l'uso di altre attrezzature di lavoro più sicure non e' giustificato a causa del limitato livello di
rischio e della breve durata di impiego oppure delle caratteristiche esistenti dei siti che non può
modificare.
RISCHIO DI INCENDIO O ESPLOSIONE
Per la prevenzione e protezione da incendio o esplosione connessi con lavorazioni o materiali
pericolosi utilizzati in cantiere si veda il relativo paragrafo del Capitolo 7 del presente PSC.
RISCHIO PER ESPOSIZIONE AL RUMORE
Durante l’esecuzione dei lavori è presumibile l’emissione di rumori in particolare durante le
attività relative all’esecuzione di opere edili. I lavoratori devono utilizzare gli idonei D.P.I.. Per
una più approfondita trattazione di tale problematica si rimanda al capitolo 14 del presente PSC.
E’ facoltà del CSE richiedere eventuali integrazioni alla documentazione fornita dalle imprese
esecutrici o verifiche fonometriche in sito al fine di verificare l’effettiva esposizione dei lavoratori.
RISCHIO DA VICINANZA A LINEE / IMPIANTI ELETTRICI
Non sono presenti rischi da vicinanza a linee o impianti elettrici.
RISCHIO DA CADUTA DI OGGETTI DALL’ALTO
Il rischio è presente durante le operazioni di carico/scarico e posa in opera di materiali con la
gru; tali materiali dovranno essere sollevati mediante imbracatura effettuata da personale
esperto. La zona a terra interessata dalle lavorazioni dovrà essere adeguatamente delimitata e
resa inaccessibile, a cura dell’impresa affidataria.
E’ vietato il sollevamento dei carichi all’esterno dell’area di cantiere, inoltre le manovre per il
sollevamento ed il sollevamento-trasporto dei carichi devono essere disposte in modo da
evitare il passaggio dei carichi sospesi sopra i lavoratori e sopra i luoghi per i quali l’eventuale
caduta del carico può costituire pericolo. Qualora tale passaggio non si possa evitare, le
manovre per il sollevamento ed il sollevamento-trasporto dei carichi devono essere
tempestivamente preannunciate con apposite segnalazioni in modo da consentire, ove sia
possibile, l'allontanamento delle persone esposte al pericolo dell'eventuale caduta del carico.
Si prescrive l’utilizzo di casco di protezione per tutti gli operatori impegnati in aree ricadenti
sotto il raggio d’azione della gru. L'imbracatura dei carichi deve essere effettuata usando mezzi
idonei per evitare la caduta del carico o il suo spostamento.
45
Progettista:
Ing. Vincenzo IERACE
PROGETTO DEFINITIVO DI UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO A TERRA, DÌ POTENZA P = 992.25
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Committente:
SOCIETA’ ENERGETICA
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Corso Umberto I°, 28
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PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
RISCHIO PER LAVORI DI MONTAGGIO O SMONTAGGIO DI ELEMENTI PREFABBRICATI IN
METALLO
L’impresa esecutrice delle opere di montaggio degli elementi prefabbricati in metallo costituenti
le strutture di supporto dei pannelli, prima dell’inizio delle proprie lavorazioni, dovrà provvedere
alla redazione di un piano di montaggio dei suddetti elementi. Tale documentazione dovrà
contenere le prescrizioni, le procedure e la successione delle fasi/lavori, per effettuare in
sicurezza le operazioni di montaggio, indicando gli apprestamenti necessari per effettuare le
operazioni in sicurezza e dovrà essere trasmessa, tramite l’affidataria, al Coordinatore in fase di
esecuzione almeno dieci (10) giorni prima dell’inizio delle specifiche lavorazioni. e comunque in
concomitanza del proprio Piano Operativo di Sicurezza. E’ sconsigliato l’accatastamento in
cantiere degli elementi prefabbricati ed è preferibile la loro diretta posa in opera dal mezzo.
Qualora fosse necessario lo stoccaggio a piè d’opera tali manufatti devono essere appoggiati
su fondo livellato, costipato e orizzontale, si devono predisporre appoggi in legno di dimensioni
minime di 50x50 mm sulle verticali dei ganci di sollevamento. Inoltre l’imbracatura va fatta
osservando tutte le norme previste per funi, catene, cinghie e simili.
RISCHIO DA STRESS LAVORO-CORRELATO
Un problema di stress da lavoro può derivare dalla presenza di fattori quali:
ƒ
l’organizzazione e i processi di lavoro (pianificazione dell’orario di lavoro, grado di
autonomia, grado di coincidenza tra esigenze imposte dal lavoro e capacità/conoscenze
dei lavoratori, carico di lavoro, ecc.),
ƒ
le condizioni e l’ambiente di lavoro (esposizione ad un comportamento illecito, al rumore, al
calore, a sostanze pericolose, ecc.),
ƒ
la comunicazione (incertezza circa le aspettative riguardo al lavoro, prospettive di
occupazione, un futuro cambiamento, ecc.)
ƒ
i fattori soggettivi (pressioni emotive e sociali, sensazione di non poter far fronte alla
situazione, percezione di una mancanza di aiuto, ecc.).
Se il problema di stress da lavoro è identificato, bisogna agire per prevenirlo, eliminarlo o
ridurlo.
La responsabilità di stabilire le misure adeguate da adottare spetta al datore di lavoro.
Queste misure saranno attuate con la partecipazione e la collaborazione dei lavoratori e/o dei
loro rappresentanti.
46
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12.
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
INTERFERENZE TRA LE LAVORAZIONI
SFASAMENTO SPAZIALE E TEMPORALE DELLE LAVORAZIONI
Il punto 2.3 dell’allegato XV del D. Lgs. 81/2008 e s.m.i. descrive i contenuti minimi del PSC in
riferimento alle interferenze tra le lavorazioni e al loro coordinamento.
In questo capitolo per maggior chiarezza vengono riassunte le più significative misure di
prevenzione e protezione dei rischi derivanti dalla presenza contemporanea e/o successiva di
più imprese e/o lavoratori autonomi e dall’interferenza generata da particolari lavorazioni
eseguite
da
un’unica
impresa
esecutrice.
Il
Cronoprogramma
dei
lavori
consente
l’individuazione di tali interferenze. Le imprese devono porre particolare attenzione e
sensibilizzare i loro lavoratori in merito.
Si evidenziano le seguenti interferenze e le relative misure di prevenzione:
ƒ
Sbancamenti e preparazione del terreno
ƒ
Realizzazione recinzione e cancello
ƒ
Installazione pannelli fotovoltaici
ƒ
Scavi
ƒ
Realizzazione collegamenti elettrici
ƒ
Installazione cabina
Le interferenze individuate nel Cronoprogramma dei lavori hanno carattere temporale e non
spaziale, dal momento che le lavorazioni si succederanno in tratti diversi dell’area d’intervento e
che esse, nella medesima area, sono successive l’una all’altra.
MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE E/O DPI PER LA RIDUZIONE DELLE INTERFERENZE
Vista l’ampiezza degli spazi di intervento si organizzano le lavorazioni in modo da evitare la
compresenza di più attività nella medesima zona. Ciascuna impresa affidataria informerà i
propri subappaltatori di tale prescrizione e vigilerà sul rispetto della stessa.
Le imprese esecutrici dovranno comunicare per iscritto, con anticipo di almeno 7 giorni, al CSE
eventuali nuove lavorazioni non previste nel PSC.
Le imprese esecutrici dovranno tener conto che:
ƒ
tutte le macchine ed attrezzature presenti sono ad utilizzo esclusivo dell’impresa affidataria;
ƒ
in assenza di lettera di affidamento, ciascuna impresa dovrà utilizzare in cantiere solo
macchine ed attrezzature proprie;
47
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ƒ
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
ciascuna impresa potrà derivare propri quadretti di cantiere a norma solo a partire dal
quadro elettrico generale.
Le imprese impiantistiche dovranno:
ƒ
evitare di procedere agli scavi e alla posa di cavi in zone prossime o sottostanti a quelle
occupate da altre imprese;
ƒ
disporre in ordine i cavi dopo il loro utilizzo e di non lasciarli sparsi sul terreno;
Le imprese esecutrici dovranno inoltre informare preventivamente per iscritto il CSE
dell’ingresso in cantiere di eventuali subappaltatori.
Qualora in corso d’opera si presenti la necessità di interferenze non previste, le stesse
dovranno essere preventivamente comunicate al CSE ed autorizzate.
48
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13.
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
COSTI PER LA SICUREZZA
Per la definizione dei costi per la sicurezza si sono considerati gli elementi elencati al punto 4
dell’allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i..
STIMA DEI COSTI
Nei costi della sicurezza verranno stimati, per tutta la durata delle lavorazioni previste nel
cantiere, i seguenti oneri:
ƒ
degli apprestamenti previsti nel PSC;
ƒ
delle misure di prevenzione e protezione e dei dispositivi di protezione individuale previsti
nel PSC per lavorazioni interferenti;
ƒ
dei mezzi e servizi di protezione collettiva;
ƒ
delle procedure contenute nel PSC e previste per specifici motivi di sicurezza;
ƒ
delle misure di coordinamento relative all’uso di apprestamenti, attrezzature, infrastrutture e
servizi di protezione collettiva.
Tale stima è stata effettuata in modo analitico per voce singola a corpo e/o a misura.
I prezzi unitari delle singole voci fanno riferimento alla Tariffa di Riferimento dei Prezzi per
l’esecuzione di Opere pubbliche – Edizione 2010 della Regione Basilicata.
I costi, valutati complessivamente in € 18.285,92, di cui:
ƒ
2.128,28 € per oneri ordinari per l’attuazione dei piani di sicurezza;
ƒ
16.157,64 € per oneri aggiuntivi per l’attuazione dei piani di sicurezza
Tali costi risultano così suddivisi:
RIEPILOGO COSTI SICUREZZA
Opere per impianto fisso di cantiere
13.564,08 €
Dispositivi di protezione collettiva ed individuale
3.892,64 €
Segnaletica di sicurezza aziendale
829,20 €
TOTALE COSTI PER LA SICUREZZA
18.285,92 €
49
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PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
Il valore complessivo dei Costi della Sicurezza, valutato per l’esecuzione delle opere in appalto,
è da considerare incluso nelle singole voci di computo e, ove non specificato, già contemplato
nell’ambito dei costi generali d’Impresa.
In relazione ai lavori affidati in subappalto, ove gli apprestamenti, gli impianti e le altre attività
sopra riportati siano effettuati dalle imprese esecutrici, l’impresa affidataria corrisponde ad esse
senza alcun ribasso i relativi oneri della sicurezza (rif. Art. 97, comma 3-bis. del D.Lgs. 81/2008
come modificato dal D.Lsg. 106/2009).
50
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14.
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
PRESCRIZIONI OPERATIVE
Questo capitolo riporta prescrizioni ulteriori a quelle riportate nei capitoli precedenti.
Gli aggiornamenti del PSC sono a cura del CSE e saranno forniti ai Referenti delle imprese
appaltatrici a mezzo di fogli integrativi o sostitutivi datati, firmati e con chiara indicazione della
sezione del PSC che integrano o sostituiscono. Alle imprese appaltatrici compete l’obbligo di
trasmettere gli aggiornamenti ai loro subappaltatori (imprese e lavoratori autonomi).
PRESCRIZIONI PER LE IMPRESE AFFIDATARIE
Le imprese affidatarie dovranno verificare la congruenza dei piani operativi di sicurezza (POS)
delle imprese subaffidatarie rispetto al proprio, prima della trasmissione dei suddetti piani
operativi di sicurezza al CSE (art. 97, comma 3, lettera b del Decreto).
All’impresa affidataria compete l’obbligo di assicurare la disponibilità in cantiere, per tutta la
durata dei lavori, di idonee dotazioni antinfortunistiche (ad es. elmetto) per l’accesso al cantiere
del personale preposto alla vigilanza (CSE, Direzione Lavori, Ispettori degli organi di vigilanza).
L’eventuale sospensione dei lavori o delle singole lavorazioni a seguito di gravi inosservanze
delle imprese esecutrici e/o dei lavoratori autonomi, comporterà la responsabilità dell’impresa
affidataria per ogni eventuale danno derivato, compresa l’applicazione della penale giornaliera,
prevista contrattualmente, che verrà trattenuta nella liquidazione a saldo.
Si ritiene “grave inosservanza”, e come tale passibile di sospensione dei lavori, anche la
presenza di lavoratori non in regola all’interno del cantiere.
PRESCRIZIONI PER I LAVORATORI AUTONOMI
I lavoratori autonomi dovranno rispettare quanto previsto dall’art. 94 del Decreto e dal presente
PSC e rispettare le indicazioni loro fornite dal CSE. Dovranno inoltre partecipare alle riunioni di
coordinamento se previsto dal CSE e cooperare con gli altri soggetti presenti in cantiere per
l’attuazione delle azioni di coordinamento.
PRESCRIZIONI PER TUTTE LE IMPRESE
Alle imprese esecutrici competono i seguenti obblighi:
ƒ
consultare il proprio RLS prima dell’accettazione del presente Piano e delle modifiche
significative apportate allo stesso;
ƒ
comunicare al CSE i nominativi dei propri subappaltatori prima dell’inizio dei lavori tramite
l’impresa affidataria;
51
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ƒ
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
fornire ai propri subappaltatori:
¾
copia del presente PSC e dei successivi aggiornamenti, in tempo utile per consentire
tra l’altro l’adempimento del punto 1 da parte delle imprese subappaltatrici;
ƒ
¾
comunicazione del nominativo del CSE;
¾
l’elenco dei documenti da trasmettere al CSE;
¾
adeguata documentazione, informazione e supporto tecnico-organizzativo;
recuperare dai propri subappaltatori in tempo utile e comunque 10 giorni prima dell’effettivo
inizio dei lavori la documentazione di cui al paragrafo 14.9 e trasmetterla al CSE;
ƒ
convocare i propri subappaltatori per le riunioni di coordinamento indette dal CSE; salvo
diversa indicazione, la convocazione dovrà essere inviata a tutti i subappaltatori
indistintamente;
ƒ
informare preventivamente (anche a mezzo fax) il CSE dell’ingresso in cantiere di eventuali
subappaltatori;
ƒ
fornire collaborazione al CSE per l’attuazione di quanto previsto dal PSC;
Le imprese hanno l'obbligo di dare completa attuazione a tutte le indicazioni e prescrizioni
contenute nel presente PSC. In particolare, le imprese debbono informare i propri
subappaltatori ed i propri fornitori dei rischi specifici del cantiere e di quelli indicati nel PSC e nel
POS.
Il presente PSC deve essere esaminato in tempo utile (prima dell'inizio lavori) da ciascuna
impresa esecutrice; tali imprese, sulla base di quanto qui indicato e delle loro specifiche attività,
redigono e forniscono al CSE, prima dell'inizio dei lavori il loro specifico POS.
Le misure di sicurezza relative a eventuali lavorazioni a carattere particolare, le cui modalità
esecutive non siano definibili con esattezza se non in fase di esecuzione, dovranno comunque
essere inserite nel POS prima di iniziare le lavorazioni stesse. In particolare, in questo caso,
l’impresa interessata dai lavori dovrà integrare il suo POS e presentarlo così aggiornato al CSE.
Solo dopo l’autorizzazione del CSE l’impresa potrà iniziare la lavorazione.
I verbali del CSE costituiscono aggiornamento e integrazione al PSC.
Qualsiasi variazione, richiesta dalle imprese, a quanto previsto dal PSC (quale ad esempio la
variazione del programma lavori e dell’organizzazione di cantiere), dovrà essere approvata dal
CSE ed in ogni caso non comporterà modifiche o adeguamenti dei prezzi pattuiti.
Tutte le imprese esecutrici (appaltatrici o subappaltatrici) dovranno inoltre:
ƒ
comunicare al CSE il nome del Referente prima dell’inizio dei lavori e comunque con
anticipo tale da consentire al CSE di attuare quanto previsto dal PSC;
ƒ
comunicare per iscritto, con anticipo di almeno 7 giorni, al CSE eventuali nuove lavorazioni
non previste nel piano di sicurezza e coordinamento;
52
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ƒ
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
fornire la loro disponibilità per la cooperazione ed il coordinamento con le altre imprese e
con i lavoratori autonomi;
ƒ
garantire la presenza dei rispettivi Referenti in cantiere ed alle riunioni di coordinamento;
ƒ
trasmettere al CSE almeno 10 giorni prima dell’inizio dei lavori i rispettivi POS;
ƒ
disporre in cantiere di idonee e qualificate maestranze, adeguatamente formate, in
funzione delle necessità delle singole fasi lavorative;
ƒ
assicurare:
¾
il mantenimento del cantiere in condizioni ordinate e di salubrità;
¾
idonee e sicure postazioni di lavoro;
¾
corrette e sicure condizioni di movimentazione dei materiali;
¾
il controllo e la manutenzione di ogni impianto che possa inficiare la sicurezza e la
salute dei lavoratori.
ƒ
contattare immediatamente il CSE in caso di infortunio verificatosi durante le lavorazioni o
in caso di ispezione da parte degli organi di vigilanza (quali SPISAL, Direz. Prov.le del
Lavoro, ecc.);
ƒ
nell'ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto e di subappalto, munire i
lavoratori di apposita tessera di riconoscimento, corredata di fotografia, contenente le
generalità del lavoratore e l'indicazione del datore di lavoro (art. 18, comma 1, lettera u del
Decreto).
PRESCRIZIONI PER IMPIANTI MACCHINE ED ATTREZZATURE
I datori di lavoro delle imprese esecutrici curano la manutenzione, il controllo prima dell’entrata
in servizio e il controllo periodico degli impianti e delle attrezzature al fine di eliminare i difetti
che possono pregiudicare la sicurezza e la salute dei lavoratori. Tutte le macchine e le
attrezzature impiegate, oltre a rispettare le norme vigenti in materia di igiene e sicurezza,
andranno utilizzate e mantenute in sicurezza secondo le norme di buona tecnica.
Tutti gli impianti dovranno rispettare le normative vigenti. Inoltre, è richiesto quanto segue:
ƒ
le misure, secondo legge, della resistenza di terra;
ƒ
la verifica, almeno mensile, del funzionamento dei differenziali dell’impianto elettrico;
ƒ
la continua verifica del mantenimento del grado di protezione contro la polvere e l’umidità
per i componenti quali quadri elettrici, sottoquadri, quadri di macchine.
53
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PRESCRIZIONI PER L’USO COMUNE DI IMPIANTI, MACCHINE ATTREZZATURE
Nei lavori con utilizzo di ponteggi dovranno essere scelte, da parte dei datori di lavoro delle
imprese esecutrici, le attrezzature di lavoro e le misure preventive più idonee atte a garantire e
mantenere condizioni di lavoro sicure per i lavoratori come quanto prescritto dalla Sezione V del
Capo I del Titolo IV del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n° 81 e dagli allegati XVIII e XIX dello
stesso.
La movimentazione dei carichi in quota avverrà mediante l’utilizzo di autogrù e, pertanto,
l’accatastamento e le modalità di trasporto dei materiali dovranno essere tali da garantire la
stabilità del carico stesso.
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D.P.I. E SORVEGLIANZA SANITARIA
La sorveglianza sanitaria dovrà essere attuata in conformità alla legislazione vigente. Il POS
dovrà riportare il nominativo del medico competente. In caso l’attività non sia soggetta a
sorveglianza sanitaria, tale circostanza dovrà essere esplicitamente riportata nel POS.
Il POS dovrà riportare l’elenco dettagliato dei DPI consegnati nominalmente ai lavoratori e le
modalità di consegna e di gestione; in particolare dovrà prevedere che tutti i DPI devono essere
marcati CE ed essere conformi alle prescrizioni del D.Lgs. 475/92 e successive modificazioni e
integrazioni e che dovrà essere preventivamente fornita informazione e formazione ai lavoratori
sull’uso dei DPI (per i DPI di 3a cat. è obbligatorio anche l’addestramento).
Per quanto riguarda la fase di montaggio pali di fondazione l’operatore addetto alla macchina
operatrice dovrà utilizzare i seguenti DPI: otoprotettori, casco e calzature di sicurezza con suola
antisdrucciolo.
Durante la fase di esecuzione degli scavi mediante l’uso di escavatore sono previsti:
ƒ
operatore sul mezzo: calzature di sicurezza con suola antisdrucciolo, indumenti protettivi
(tute), otoprotettori, guanti;
ƒ
operatore ausiliario a terra: calzature di sicurezza, indumenti protettivi (tute),
otoprotettori, guanti, occhiali protettivi o visiera, casco di sicurezza.
VALUTAZIONE DEL RUMORE PER I LAVORATORI
L’esposizione dei lavoratori al rumore è stata valutata in fase preventiva facendo riferimento ai
tempi di esposizione ed ai livelli di rumore standard individuati da studi e misurazioni
riconosciuti dalla commissione prevenzione infortuni (rif. documentazione C.P.T. di Torino, vol.
II manuale 5 “Conoscere per prevenire”). Tali dati sono stati aggiornati alla luce di quanto
richiesto dal D. Lgs. 81/2008 utilizzando la procedura indicata dallo stesso C.P.T., ma dovranno
comunque essere verificati dal datore di lavoro che, nell’aggiornare tale valutazione, dovrà
tener conto delle specifiche attività svolte, dei livelli di emissione delle macchine e attrezzature
rumorose in uso e dei relativi D.P.I. scelti per i propri lavoratori.
Si prevede “rischio rumore” significativo per i lavoratori impegnati in cantiere:
ƒ
in quanto vengono eguagliati e/o superati i valori inferiori di azione pari a 80 dB(A) con un
ppeak (ppeak = pressione acustica di picco: valore massimo della pressione acustica
istantanea ponderata in frequenza “C”) pari a 112 Pa per gli addetti per gli addetti alle
normali attività di cantiere, per i quali si richiede adeguata informazione e formazione sui
rischi provenienti dall’esposizione al rumore, sulle procedure di lavoro, sull’uso corretto dei
D.P.I., nonché la disponibilità degli stessi D.P.I. per l’udito;
55
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ƒ
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in quanto vengono eguagliati e/o superati i valori superiori di azione pari a 85 dB(A) con un
ppeak pari a 140 Pa per gli addetti all’utilizzo di elettro-utensili, per i quali il datore di lavoro
fa tutto il possibile per assicurare che vengano indossati i D.P.I. dell’udito, elabora ed
applica un programma di misure tecniche ed organizzative volte a ridurre l’esposizione al
rumore, li sottopone alla sorveglianza sanitaria prevista e provvede a segnalare e
delimitare le aree a rischio.
Dovranno comunque essere adottate le opportune misure e i necessari accorgimenti per non
superare mai i valori limite di esposizione pari a 87 dB(A) con un ppeak pari a 200 Pa per la cui
misura si tiene conto dell’attenuazione prodotta dai D.P.I. indossati dal lavoratore che viene
calcolata utilizzando i dati forniti dal produttore.
A titolo esemplificativo si riporta l’abaco dei livelli di esposizione con otoprotettore elaborato
secondo la metodologia HML che valuta l’efficacia dei sistemi di protezione sulla base di tre
diversi valori di attenuazione:
alta (H), media (M), bassa (L).
Per applicare il metodo HML occorre conoscere i valori di livello equivalente (Livello equivalente
= livello, espresso in dB, di un ipotetico rumore costante che, se sostituito al rumore reale per lo
stesso intervallo di tempo T, comporterebbe la stessa quantità totale di energia sonora) LAeq e
LCeq di rumore sul luogo di lavoro (ponderati secondo le curve A e C), ed i tre corrispondenti
valori di attenuazione H, M e L forniti dal produttore del protettore auricolare sottoposto a
valutazione.
Per effettuare il calcolo è in primo luogo necessario calcolare la differenza tra i valori LCeq –
LAeq . Se tale differenza è inferiore a 2 dB è possibile utilizzare la tabella 1 riportata di seguito,
se tale differenza è maggiore di 2 dB è possibile utilizzare la tabella 2. Graficamente è possibile
interpolare con una retta i valori forniti dal produttore: H ed M (per la tabella 1) o i valori M ed L
(per la tabella 2) e trovare il valore corrispondente al PNR (Predicted Noise Reduction) che si
ottiene dall’incrocio con l’altra linea d’interpolazione da tracciare sulla colonna corrispondente
all’esatto valore della differenza LCeq – LAeq (si vedano gli esempi grafici riportati sulle
tabelle).
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Il valore del PNR può essere calcolato anche in modo analitico utilizzando la relazione:
in alternativa alla tabella 1; e la relazione:
in alternativa alla tabella 2.
Il livello di esposizione (livello effettivo all’orecchio) è dato dalla differenza fra il livello misurato
in dB(A) e il valore PNR ottenuto: L’Aeq = LAeq – PNR.
Il valore ottenuto da tale relazione deve essere infine confrontato con il livello di azione per
valutare l’idoneità dell’otoprotettore. Dovranno essere utilizzati dispositivi di protezione
individuale che garantiscano una protezione sufficiente, tale da non generare danni all’apparato
uditivo, ma che non raggiungano livelli di iper-protezione tali da provocare sensazione di
isolamento e difficoltà di percezione dei suoni dall’ambiente circostante. E’ quindi necessario
verificare l’efficacia dei D.P.I. applicando le indicazioni fornite dalla UNI EN 458 riportate nella
seguente tabella:
57
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Il POS delle imprese dovrà quindi contenere la valutazione preventiva dell’esposizione
personale al rumore dei gruppi omogenei di lavoratori impegnati nelle diverse fasi lavorative e
l’individuazione dei DPI scelti e assegnati ai lavoratori esposti. Si raccomanda inoltre di evitare il
più possibile altre lavorazioni nelle vicinanze di tali fonti di rumore.
VALUTAZIONE PREVENTIVA DEL RISCHIO DERIVANTE DA VIBRAZIONI MECCANICHE PER I
LAVORATORI
Per l’esposizione quotidiana personale dei lavoratori alle vibrazioni meccaniche il D.Lgs.
81/2008 definisce un valore d’azione giornaliero ed un valore limite di esposizione giornaliero,
entrambi normalizzati a un periodo di riferimento di 8 ore lavorative. Tali valori sono diversi a
seconda si tratti di vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio o trasmesse al corpo intero.
Lo stesso decreto consente di effettuare la valutazione in fase preventiva facendo riferimento ai
tempi di esposizione ed ai livelli di accelerazione standard individuati da studi e misurazioni
effettuati dall’I.S.P.E.S.L., dalle regioni, dal CNR o direttamente dai produttori o fornitori (Nel
presente paragrafo si fa riferimento alle indicazioni riportate nelle “Linee guida per la
valutazione del rischio da vibrazione negli ambienti di lavoro” pubblicati dall’I.S.P.E.S.L. nel
2001 e in “100 Misure di vibrazioni in ambiente lavorativo” pubblicato dalla Direzione Regionale
Toscana I.N.A.I.L.).
Nel cantiere in esame si prevede “rischio da vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio”
significativo per i lavoratori impegnati in cantiere in quanto si ha una fascia di esposizione con
2.5 m/s2 < A(8) < 5 m/s2 per gli addetti all’utilizzo giravite elettrici e pneumatici, trapani elettrici,
per i quali si richiedono misure di tutela per i soggetti esposti:
ƒ
Adozione di sistemi di lavoro ergonomici che consentano di ridurre al minimo la forza di
pressione o spinta da applicare all’utensile.
ƒ
Sostituzione dei macchinari che producono elevati livelli di vibrazioni con macchinari che
espongano a minori livelli di vibrazioni.
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ƒ
Effettuazione di manutenzione regolare e periodica degli utensili.
ƒ
Adozione di cicli di lavoro che consentano di alternare periodi di esposizione a vibrazioni a
periodi in cui il lavoratore non sia esposto a vibrazioni.
ƒ
Impiego di DPI (guanti antivibranti).
ƒ
Informazione sul rischio da esposizione a vibrazioni e formazione specifica sulle corrette
procedure di lavoro ai fini della prevenzione e riduzione del rischio da esposizione a
vibrazioni mano-braccio,
ed in particolare sulle corrette modalità di prensione e di
impugnatura degli utensili; sull’impiego dei guanti durante le operazioni che espongono a
vibrazioni; sull’adozione di procedure di lavoro idonee al riscaldamento delle mani prima e
durante il turno di lavoro; sull’incremento di rischio di danni da vibrazioni in soggetti
fumatori; sugli esercizi e massaggi alle mani da effettuare durante le pause di lavoro.
ƒ
Effettuazione di controlli sanitari preventivi e periodici da parte del medico competente.
Per fasce di esposizione con A(8) > 5 m/s2 valgono le stesse prescrizioni precedenti e diventa
assolutamente prioritaria l’eventuale sostituzione dei macchinari.
Nel cantiere in esame si prevede anche “rischio da vibrazioni trasmesse al corpo intero”
significativo per i lavoratori impegnati in cantiere in quanto si ha una fascia di esposizione con
0.5 m/s2 < A(8) <1.15 m/s2 per gli addetti all’utilizzo di autogru, camion cassonati, macchine
movimentazione inerti gommate o cingolate, per i quali si richiedono misure di tutela per i
soggetti esposti:
ƒ
Sorveglianza sanitaria con esami di routine;
ƒ
Informazione dei lavoratori potenzialmente esposti a tali livelli e formazione ai fini
dell’applicazione di idonee misure di tutela. In particolare, la formazione dovrà essere
orientata verso i seguenti contenuti:
¾
Metodi corretti di guida al fine di ridurre le vibrazioni: ad es. necessità di evitare alte
velocità in particolare su strade accidentate.
¾
Posture di guida e corretta regolazione del sedile.
¾
Ulteriori fattori di rischio per disturbi a carico della colonna.
¾
Come prevenire il mal di schiena.
Il datore di lavoro dovrà comunque:
ƒ
Programmare l’organizzazione tecnica e/o di lavoro con le misure destinate a ridurre
l’esposizione. Tra tali misure prioritaria importanza riveste:
¾
pianificare una regolare manutenzione dei macchinari, con particolare riguardo alle
sospensioni, ai sedili ed al posto di guida degli automezzi;
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¾
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
identificare le condizioni operative o i veicoli che espongono ai più alti livelli di
vibrazioni ed organizzare laddove possibile turni di lavoro tra operatori e conducenti
idonei a ridurre le esposizioni individuali;
ƒ
¾
pianificare laddove possibile i percorsi di lavoro scegliendo quelli meno accidentati;
¾
oppure, dove possibile, effettuare lavori di livellamento stradale;
Pianificare una politica aziendale di aggiornamento del parco macchine, che privilegi
l'acquisto di macchinari a basso livello di vibrazioni e rispondenti a criteri generali di
ergonomia del posto di guida.
Il POS delle imprese dovrà contenere la valutazione preventiva dell’esposizione personale alle
vibrazioni con indicazione delle misure di tutela intraprese per i lavoratori esposti; qualora, data
la specialità dei lavori da effettuare, non si possano ridurre tali emissioni, si raccomanda
comunque l’uso di idonei D.P.I. a tutti gli addetti interessati.
DISPOSIZIONI PER L’ATTUAZIONE DEL COORDINAMENTO E LA COOPERAZIONE
In attuazione dell’art. 92, comma 1, lettera c del Decreto, per il coordinamento e la
cooperazione sono previste riunioni fra le imprese esecutrici ed i lavoratori autonomi.
La convocazione, la gestione e la presidenza delle riunioni è prerogativa del CSE.
La convocazione delle riunioni di coordinamento può avvenire tramite semplice lettera, fax,
messaggio telematico o comunicazione verbale o telefonica. I referenti delle imprese convocati
dal CSE sono obbligati a partecipare.
La verbalizzazione delle riunioni svolte diviene parte integrante dell’evoluzione del PSC in fase
operativa.
RIUNIONE DI COORDINAMENTO PRIMA DELL’INIZIO DEI LAVORI
Tale riunione ha luogo, prima dell’apertura del cantiere, con le imprese appaltatrici e i relativi
subappaltatori già individuati. In tale riunione tutte le imprese esecutrici dovranno consegnare al
CSE i relativi POS ed altra documentazione richiesta a loro carico dal PSC. Il CSE provvederà
alla presentazione del PSC ed alla verifica dei punti principali, del programma lavori ipotizzato
in fase di progettazione con le relative sovrapposizioni, alla verifica che siano individuati i
Referenti e delle altre eventuali figure particolari previste nel POS. Tale riunione ha anche lo
scopo di permettere al
RLS di ricevere adeguati chiarimenti in merito alle procedure previste nel PSC.
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PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
RIUNIONE DI COORDINAMENTO ORDINARIA
La riunione di coordinamento ordinaria sarà ripetuta, a discrezione del CSE, in relazione
all’andamento dei lavori, per illustrare procedure particolari di coordinamento da attuare e
verificare l’attuazione del PSC.
Nel caso di situazioni, procedure operative delle imprese o altre situazioni particolari il CSE ha
facoltà di indire riunioni di coordinamento straordinarie.
RIUNIONE DI COORDINAMENTO IN CASO DI INGRESSO IN CANTIERE DI NUOVE IMPRESE
Nel caso di ingressi in tempi successivi di imprese esecutrici e nel caso non sia possibile
comunicare le necessarie informazioni a queste imprese durante le riunioni ordinarie, il CSE ha
la facoltà di indire una riunione apposita.
Durante questa riunione saranno, tra l’altro, individuate anche eventuali sovrapposizioni di
lavorazioni non precedentemente segnalate e definite le relative misure. Sarà obbligo di tutte le
imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi attenersi a tali misure.
DISPOSIZIONI PER LA CONSULTAZIONE DEL R.L.S.
Ciascuna impresa prima dell'accettazione del piano consulta il proprio RLS (rappresentante dei
lavoratori per la sicurezza) e gli fornisce eventuali chiarimenti. E' facoltà del RLS formulare
proposte sui contenuti del piano (art. 50 del Decreto).
Inoltre ciascuna impresa è tenuta a consultare il proprio RLS in occasione di ogni variazione a
quanto previsto nel PSC e/o nel POS.
REQUISITI MINIMI DEL POS
Il POS, dovrà contenere i requisiti previsti dal punto 3.2 dell’Allegato XV del Decreto.
Il POS è redatto a cura di ciascun datore di lavoro delle imprese esecutrici, ai sensi dell’articolo
96, comma 1, lettera g del Decreto, in riferimento al singolo cantiere interessato; esso contiene
almeno i seguenti elementi:
ƒ
a) i dati identificativi dell’impresa esecutrice, che comprendono:
¾
il nominativo del datore di lavoro, gli indirizzi ed i riferimenti telefonici della sede legale
e degli uffici di cantiere;
¾
la specifica attività e le singole lavorazioni svolte in cantiere dall’impresa esecutrice e
dai lavoratori autonomi subaffidatari;
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¾
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
i nominativi degli addetti al pronto soccorso, antincendio ed evacuazione dei lavoratori
e, comunque, alla gestione delle emergenze in cantiere, del rappresentante dei
lavoratori per la sicurezza, aziendale o territoriale, ove eletto o designato;
¾
il nominativo del medico competente ove previsto;
¾
il nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione;
¾
i nominativi del direttore tecnico di cantiere e del capocantiere;
¾
il numero e le relative qualifiche dei lavoratori dipendenti dell’impresa esecutrice e dei
lavoratori autonomi operanti in cantiere per conto della stessa impresa.
ƒ
b) le specifiche mansioni, inerenti la sicurezza, svolte in cantiere da ogni figura nominata
allo scopo dall’impresa esecutrice;
ƒ
c) la descrizione dell’attività di cantiere, delle modalità organizzative e dei turni di lavoro;
ƒ
d) l’elenco dei ponteggi, dei ponti su ruote a torre e di altre opere provvisionali di notevole
importanza, delle macchine e degli impianti utilizzati nel cantiere;
ƒ
e) l’elenco delle sostanze e preparati pericolosi utilizzati nel cantiere con le relative schede
di sicurezza;
ƒ
f) l’esito del rapporto di valutazione del rumore;
ƒ
g) l’individuazione delle misure preventive e protettive, integrative rispetto a quelle
contenute nel PSC, adottate in relazione ai rischi connessi alle proprie lavorazioni in
cantiere;
ƒ
h) le procedure complementari e di dettaglio, richieste dal PSC;
ƒ
i) l’elenco dei dispositivi di protezione individuale forniti ai lavoratori occupati in cantiere;
ƒ
j) la documentazione in merito all’informazione ed alla formazione fornite ai lavoratori
occupati in cantiere.
Il contenuto del POS sarà verificato dal CSE.
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15.
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
DOCUMENTAZIONE
ESECUTRICI
A
CURA
DELLE
IMPRESE
Fermo restando l’obbligo delle imprese di tenere in cantiere tutta la documentazione prevista
per legge, al CSE ciascuna impresa esecutrice deve consegnare per sé e per le imprese sue
subappaltatrici la seguente documentazione:
GENERALE
ƒ
POS Piano Operativo di Sicurezza (deve essere redatto per ogni cantiere da parte di
ciascuna impresa: affidataria e esecutrice/subappaltatrice)
ƒ
Certificato di iscrizione alla Camera di Commercio (aggiornato)
ƒ
Documento Unico si Regolarità Contributiva
ƒ
Contratto di appalto (è necessario il contratto con ciascuna impresa esecutrice e
subappaltatrice)
ƒ
Dichiarazione prevista dall’art. 90 comma 9 lettera b) del D.Lvo 81/08 concernente
l’organico medio annuo, gli estremi delle denunce all’INPS, all’INAIL e alla Cassa Edile,
nonché una dichiarazione relativa il contratto collettivo applicato (obbligo a carico di
ciascuna impresa; affidataria e esecutrici/subappaltatrici)
ƒ
Libro unico: sostituisce il libro paga e il libro matricola (obbligo a carico di tutte le imprese)
ƒ
Fotocopia Registro infortuni
ƒ
Copia libro denuncia infortuni
ƒ
Ricevuta della consegna della tessera di riconoscimento (BADGE) nei cantieri con più di
dieci dipendenti
ƒ
Dichiarazione di non essere oggetto di provvedimenti di sospensione o di interdizione di cui
all’articolo 14 del D.Lvo 81/08
ƒ
Documentazione relativa alla attuazione degli obblighi di cui all’articolo 97 a carico
dell’impresa affidataria: verifica della idoneità tecnico professionale delle imprese
esecutrici/subappaltatrici secondo l’allegato XVII - vigilanza sulla sicurezza dei lavori
affidati e sull’applicazione del PSC - coordinamento delle misure di cui agli articoli 95 e 96
a carico delle imprese esecutrici
ƒ
DVR: Documento di Valutazione dei Rischi (deve essere redatto da tutte le aziende e deve
essere aggiornato con i rischi indicati nel D.Lvo 81/08 articolo 28 comma 1) ovvero
Autocertificazione: nelle aziende che occupano fino a 10 addetti, sostituisce il DVR (D.Lvo
81/08 articolo 29 comma 5), è possibile fino a giugno 2012
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ƒ
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
Valutazione del rischio rumore e redazione del relativo rapporto (l’impresa ha l’obbligo di
redigere il rapporto per ciascun cantiere anche in caso di autocertificazione della
valutazione dei rischi)
ƒ
Valutazione del Rischio Vibrazioni (l’impresa ha l’obbligo di redigere il rapporto per ciascun
cantiere anche in caso di autocertificazione della valutazione dei rischi)
ƒ
Designazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP). Non è
più necessaria la lettera di comunicazione alla AUSL e alla DPL, prevista dalla precedente
norma 626, ma è sufficiente la lettera di incarico firmata per accettazione dal designato
ƒ
Documentazione attestante il possesso dei requisiti per svolgere la funzione di RSPP (titolo
di studio e attestato di formazione per soggetti diversi dal datore di lavoro - attestato di
formazione per il datore di lavoro che si autonomina)
ƒ
Verbale della Riunione Periodica (è obbligatoria almeno una riunione annuale nelle aziende
con più di 15 addetti)
ƒ
Verbale di avvenuta formazione e informazione ai lavoratori
ƒ
Ricevute della consegna dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), firmate da ciascun
lavoratore e riportanti la marca e la tipologia di ciascun DPI
ƒ
Certificati di conformità dei DPI consegnati ai lavoratori: sono le schede tecniche di ciascun
DPI
ƒ
Nomina del Medico Competente (è obbligatoria per tutte le aziende che hanno dipendenti
esposti a rischi specifici: in edilizia è obbligatoria sempre)
ƒ
Nomina del preposto e attestato di formazione (obbligo a carico di ciascuna impresa affidataria ed esecutrici/subappaltatrici)
ƒ
Verbale di elezione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS)
ƒ
Attestato del Corso di formazione del RLS
ƒ
Verbali di avvenuta consultazione del RLS o del RLST
ƒ
Designazione degli addetti alla gestione del primo soccorso (l’azienda deve designare
almeno 1 addetto, per ciascun luogo di lavoro, tra i lavoratori presenti)
ƒ
Attestati di formazione degli addetti alla gestione d 1. el primo soccorso
ƒ
Designazione degli addetti alla lotta antincendi, gestione incendi ed evacuazione di
emergenza (l’azienda deve designare almeno 1 addetto, per ciascun luogo di lavoro, tra i
lavoratori presenti)
ƒ
Attestati di formazione degli addetti alla gestione delle emergenze incendi ed evacuazione
ƒ
Piano per la gestione delle emergenze (deve essere redatto dalle aziende per ciascun
luogo di lavoro dove sono presenti più di 10 addetti: compresi i cantieri)
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ƒ
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Segnalazione all’ENEL per le operazioni effettuate a meno di 5 metri dalle linee elettriche
aeree
ƒ
Copia delle schede di sicurezza delle sostanze che saranno utilizzate in cantiere
MACCHINE E ATTREZZATURE
ƒ
Documentazione attestante la conformità di macchine, attrezzature e opere provvisionali
(Libretti di uso e manutenzione delle macchine e attrezzature e progettazione opere
provvisionali)
ƒ
Indicazione dei livelli sonori delle macchine ed attrezzature che verranno impiegate
ƒ
Comunicazione
agli
uffici
provinciali
dell’A.R.P.A.
territorialmente
competente
dell’installazione degli apparecchi di sollevamento
ƒ
Copia della richiesta all’ISPESL dell’omologazione degli apparecchi di sollevamento
immessi in commercio prima del 21/09/1996
ƒ
Libretti di omologazione degli apparecchi di sollevamento ad azione non manuale di portata
superiore a 200 kg
ƒ
Schede di verifica trimestrale di funi e catene degli apparecchi di sollevamento
ƒ
Verifica annuale degli apparecchi di sollevamento non manuali di portata superiore a 200
kg
ƒ
Attestazione del costruttore per i ganci
ƒ
Libretto degli apparecchi a pressione
ƒ
Schede di manutenzione periodica delle macchine, attrezzature e opere provvisionali
Per quanto riguarda le imprese subappaltatrici la trasmissione della documentazione richiesta al
CSE avverrà tramite l’impresa affidataria.
L’impresa affidataria dovrà affiggere in cantiere, in posizione visibile, copia della notifica
preliminare trasmessa alla A.S.L. e alla Direzione Provinciale del Lavoro competenti per il
territorio a cura del Committente.
Deve inoltre essere tenuta in cantiere, a cura del referente di ciascuna impresa, la copia del
presente PSC debitamente sottoscritto.
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FIRME DI ACCETTAZIONE
Il presente PSC è composto da n° 66 pagine numerate in progressione e dagli allegati.
Con la presente sottoscrizione esso si intende letto, compreso ed accettato in ogni sua parte.
Il Coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione
(Ing. Vincenzo Ierace)
------------------------------------------------------------------------------------
L’Impresa Affidataria
(Il Legale Rappresentante)
------------------------------------------------------------------------------------
66
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ALLEGATI
ALLEGATO 1 – Cronoprogramma dei Lavori
ALLEGATO 2 – Layout di Cantiere
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ALLEGATO 1 - CRONOPROGRAMMA DEI LAVORI
FASI
N°
1 Preparazione campo
a
Tracciatura
b
Realizzazione Strada di accesso
2
Cantierizzazione
a
Recinzione provvisoria
b
Allestimento cantiere
3
Preparazione Terreno
a
Formazione strade interne e piazzali
b
Scavo perimetrale per imp. antintrusione
4
Installazione pannelli fotovoltaici
a
Montaggio pali di fondazione
b
Montaggio strutture
c
Montaggio pannelli
5
Realizzazione Cabine
a
Scavo - Fondazioni
b
Costruzione cabine
6
Impianti elettrici
a
Posa QPS
b
Realizzazione vie cavi interrati
c
Infilaggio cavi nei cavidotti
d
Collegamento pannelli
e
Posa inverter - Trasformatori
f
Collegamento inverter - media
7
Connessione MT
a
Realizzazione scavo per linea MT
b
Posa cavo MT
c
Realizzazione pali di sostegno
d
Connessione MT
8
9
Realizzazione recinzione e cancelli
Smobilizzo cantiere
2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2
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