Seminario di confronto tra addetti ai lavori
per evidenziare idee ed esperienze per la
gestione di quanto previsto in
finanziaria 2005 in tema di catasto.
Bologna 19 maggio 2005.
Dott. Ing. Fernando Imbroglini - Direttore Regionale per l’Emilia Romagna
Contenuti della relazione
 Temi della relazione
 Indirizzi e le linee guida per l’attuazione operativa della
legge Finanziaria – Premesse
 Obiettivi strategici per la “Qualità dei dati”
 Obiettivi strategici per la “Qualità dei servizi”
 DPR 138/98
 OMI
 Indirizzi operativi per l’attuazione della finanziaria 2005 –
Interventi programmati
 La gestione dei rapporti con i Comuni – Implicazioni
organizzative
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Indirizzi e linee guida per
l’attuazione operativa della
legge Finanziaria 2005
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La legge finanziaria 2005 – Premesse
 comma 300 – revisione delle tariffe, delle tasse ipotecarie e dei tributi
speciali catastali. Monitoraggio per via telematica delle variazioni dei diritti
reali sugli immobili, rilevanti ai fini della pubblicità immobiliare;
 comma 335 – revisione dei classamenti delle unità immobiliari ubicate in
microzone caratterizzate da “significativi” scostamenti tra valori di mercato e
valori catastali;
 comma 336 – avvio di procedure per fare emergere unità immobiliari non
dichiarate in catasto o con classamento incoerente rispetto agli interventi
edilizi eseguiti;
 comma 339 – emanazione del provvedimento del Direttore dell’Agenzia del
territorio d’intesa con la Conferenza Stato-Città ed autonomie locali
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5
La legge finanziaria 2005 – Premesse
 comma 340 – modifica della superficie di riferimento ai fini TARSU nel caso
risulti inferiore all’80% della superficie catastale;
 comma 367÷373 – divieto di riutilizzazione commerciale di documenti ed
informazioni catastali ed ipotecarie se non regolamentate da specifiche
convenzioni con l’Agenzia del territorio;
 comma 374 – presentazione degli atti di aggiornamento per via telematica,
mediante un modello unico sottoscritto con firma digitale, con modalità di
pagamento senza la diretta interazione con l’ufficio;
 comma 375 – notifica delle rendite catastali con procedure automatizzate.
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La legge finanziaria 2005 – Premesse
Perché la finanziaria ha introdotto
rilevanti attività in materia
catastale?
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7
La legge finanziaria 2005 – Premesse
 per i COMUNI:
 emersione di evasione fiscale
 recupero di elusione fiscale
Con ricadute importati nei confronti dell’entrate ICI e
TARSU
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La legge finanziaria 2005 – Premesse
 per l’AGENZIA:
 miglioramento della qualità dei dati
 ottimizzazione della qualità dei servizi
Ritenuti obiettivi strategici di intervento
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La legge finanziaria 2005 – Premesse
 per entrambi:
 attività sinergiche finalizzate all’efficienza ed
economicità della Pubblica Amministrazione.
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Obiettivi strategici
per la “Qualità dei dati”
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Cosa abbiamo già fatto
 Informatizzazione processi di aggiornamento
 Codifica e diffusione informazioni (stradari, sezioni
censuarie, codifica titolo possesso …)
 Completamento recupero arretrato documentale
 Bonifica e standardizzazione delle informazioni
 Bonifica informazioni in convenzione con comuni
per costituzione anagrafe immobiliare fiscale per
gestione ICI
 Banca dati cartografica: 40% in formato vettoriale e
60% in formato raster.
 Nuovo modello gestione dati in “banca dati
integrata”
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Le 2 direttrici del Piano d’azione
 Realizzazione nuova piattaforma tecnologica.
 Interventi
miglioramento
banche dati.
Dic. 04
Qualità Dati
Livello qualitativo
% compl.
Qualità Infrastruttura
Prima dispon.
B.D.I.
della
delle
Trasf. nuovo amb.
ti
en
m
ola
reg
i
ion
z
ria
a
V
ica
Bonif
Dic. 04
Lug. 06
qualità
Lug. 06
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13
Nuova piattaforma tecnologica
Scopo:

prevenire la nascita di disallineamenti e di
incoerenze

innalzare il livello di convalida dei dati relativi
ai nuovi atti
Prevede:
Indici univoci di riconoscimento degli elementi
fondamentali degli archivi, basati su elementi
formalmente completi e corretti.
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14
Interventi migliorativi sulle Banche Dati:
 Soggetti titolari di diritti reali
 Identificativo catastale
 Dati di classamento
 Indirizzo
 Dati grafici (planimetrie, cartografia)
 Conservatoria
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15
Operiamo in modo pianificato: 2005 - 2007
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16
Obiettivi strategici
per la “Qualità dei servizi”
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La “Qualità percepita” nel 2004: azioni
 Da 11 a 29 gli Uffici con la Carta della Qualità.
 Indagine di Customer satisfaction per servizi di pubblicità
immobiliare, (già fatta per i servizi catastali)
 “Qualità
percepita” tra gli obiettivi operativi
Dirigenza, ai fini della valutazione delle prestazioni
della
 Attivazione procedura Reclami e segnalazioni
 Attivazione del Contact Center sperimentale
E’ in diffusione il rapporto 2004 sul “Barometro d. Q”.
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18
12.000 questionari customer satisfaction P.I.
 Giudizio complessivo: 80% soddisfatti, di cui, però,
il 43% è solo “abbastanza soddisfatta”.
 Maggiore soddisfazione per aspetti relazionali
 Media soddisfazione per tempestività, semplicità
e chiarezza
 Criticità: pulizia e confort dei locali per il pubblico e
dei servizi igienici.
Priorità di intervento: tempi di esecuzione delle
annotazioni, pulizia e confort dei locali.
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Reclami e segnalazioni
I principali problemi emergenti
in ordine d’importanza:
 “Tempo di attesa in coda”
 ”Comportamento del personale”

“Tempi di espletamento pratiche”
 “Errori in banca dati”
Fonte: elenco di segnalazione reclami – totale reclami: 1536
Verifichiamo la rispettiva situazione locale
e definiamo le azioni correttive
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20
Reclami: le “lezioni” apprese
 Nei servizi “a diretto contatto” il momento della
verità è costituito dalla gestione dei disservizi che
inevitabilmente si verificano.
 Essa fa parte della normale attività dell’ufficio e
porta alla soluzione dei problemi.
 Segnalazioni e reclami sono un utile strumento
per “tastare il polso” dell’utenza.
 Spesso
offrono utili suggerimenti su aspetti
specifici del servizio.
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IL CONTACT CENTER “FUNZIONA”
ATTIVITA' CONTACT CENTER periodo 23/11/2004-28/2/2005
Totale richieste pervenute: 6.739
Richieste evase
92%
In lavorazione
3%
Non evase
8%
Sospese
1%
In attesa di
presa in carico
4%
La maggior parte delle richieste non evase è di
competenza degli uffici provinciali.
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Il barometro della qualità nel 2004
Andamento barometro qualità Italia
100%
90%
80%
78%
79%
81%
78%
80%
82%
79%
79%
% Obiettivi raggiunti
75%
70%
76%
84%
82%
81%
81%
Servizi pubblicità
immobiliare
70%
Servizi catastali
60%
59%
61%
60%
64%
62%
57%
56%
57%
50%
Netto
miglioramento
nel 2° semestre
44%
40%
30%
20%
gen-04 feb-04 mar-04 apr-04 mag-04 giu-04
lug-04
ago-04
set-04
ott-04
nov-04
dic-04
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LE PROSPETTIVE 2005
1. Estendere il barometro della qualità, ai
fini del sistema incentivante, ai servizi di
pubblicità immobiliare
2. Integrare gli indicatori con dati sul
portafoglio / deflusso
SISTEMA DI MISURA
DELLA QUALITA’
3. Standardizzare i sistemi di misura (uso
del protocollo, omogeneità con i dati di
pianificazione e controllo)
4. Pubblicare la Carta della
Qualità in altri 40 uffici (vedi
obiettivi di Convenzione)
CARTA
DELLA
QUALITA’
PUBBLICAZIONE DEI
RISULTATI
5. Più comunicazione verso
l’utenza
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24
Regolamento per la revisione
generale delle zone censuarie,
delle tariffe d’estimo delle unità
immobiliari urbane.
(DPR 138/98)
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25
IL D.P.R. 138/98
 Finalità del DPR
Tale regolamento ha previsto un completo processo revisionale, mirato a
razionalizzare il sistema tecnico estimale, principalmente attraverso i
seguenti strumenti innovativi:
 revisione delle zone censuarie
 articolazione del territorio in microzone
 determinazione delle rendite catastali con procedure automatiche
 adozione dell’unità di misura “mq” di superficie, come unico parametro
di consistenza per le u.i. a destinazione ordinaria
 adozione
di
un
nuovo
quadro
di
qualificazione
generale
e
classificazione delle u.i.
 partecipazione dei comuni alle operazioni revisionali
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26
IL D.P.R. 138/98
 La zona censuaria
Rappresenta una porzione omogenea di territorio provinciale, che può
comprendere un solo comune o una porzione del medesimo, ovvero
gruppi di comuni caratterizzati da similari caratteristiche ambientali e
socio-economiche.
In sostanza rappresenta, di norma, un ampio comprensorio avente
elementi di omogeneità morfologico-ambientale (fascia costiera, pianura
interna, collina, montagna, alta montagna, ecc.) e socio-economica
(economia rurale a carattere estensivo o intensivo, area a bassa, media o
alta industrializzazione, area a basso, alto o medio interesse terziarioturistico, ecc.)
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27
IL D.P.R. 138/98
 La microzona
E’
una
porzione
continua
del
territorio
comunale,
individuata
catastalmente da uno o più fogli di mappa, che presenta omogeneità nei
caratteri di posizione, urbanistici, storico-ambientali, socio-economici
degli
insediamenti, nonché
nella
dotazione
unità
immobiliari
dei
servizi
e
delle
infrastrutture urbane.
In
ciascuna
microzona
le
sono
uniformi
per
caratteristiche tipologiche, epoca di costruzione e destinazione prevalenti.
Essa individua, ambiti territoriali di mercato omogeneo sul piano dei
redditi e dei valori, ed in particolare per l’incidenza su tali entità delle
caratteristiche delle u.i.
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28
IL D.P.R. 138/98
 La microzona
I comuni provvedono a delimitare nell’ambito del proprio territorio, le
microzone, in base ai criteri definiti nelle norme tecniche allegate al
regolamento.
I comuni possono procedere ad una nuova delimitazione delle microzone,
con deliberazione del consiglio comunale, da comunicare al competente
ufficio provinciale dell’Agenzia del territorio.
La deliberazione ha effetto dal 1° gennaio dell’anno successivo.
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29
L’Osservatorio del Mercato
Immobiliare
dell’Agenzia del territorio
(OMI)
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30
OMI
 Finalità dell’OMI
L’Agenzia gestisce l’Osservatorio ai sensi del D.Lgs. n° 300/99
L’Osservatorio ha l’obiettivo di:
 concorrere alla trasparenza del mercato immobiliare
 fornire elementi informativi necessari alle attività dell’Agenzia nel
campo estimale.
L’Osservatorio gestisce, per l’intero territorio nazionale, una banca dati :
 delle quotazioni dei valori immobiliari
 delle locazioni
Tale banca dati è consultabile, relativamente all’ultimo semestre rilevato,
sul sito dell’Agenzia.
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31
OMI
 La struttura dell’OMI
Il territorio di ogni comune è suddiviso in fasce, le quali individuano aree
territoriali che rispecchiano una collocazione urbanistica consolidata
(centrale, semicentrale, periferica, rurale).
All’interno di ogni fascia sono definite più zone omogenee, descritte con
l’indicazione dei quartieri e delle vie principali.
La tipologia prevalente individuata nelle destinazioni (residenziale,
terziario, commerciale, produttiva), consente di caratterizzare, in ciascuna
zona omogenea OMI, la specie immobiliare più diffusa tra quelle presenti
in banca dati.
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32
OMI
 La struttura dell’OMI
In seguito all’articolazione del territorio comunale in microzone, si è
proceduto alla corrispondenza territoriale delle microzone catastali con le
zone omogenee OMI, precisando che le microzone possono contenere
una o più zone OMI.
Nella banca dati dell’OMI risultano:
 n° 26.290 zone omogenee
 n° 16.037 microzone catastali
 n° 9.531 zone OMI sono coincidenti con altrettante microzone catastali
 le restanti microzone catastali contengono, mediamente, 2.5 zone OMI
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33
Indirizzi operativi per
l’attuazione della
finanziaria 2005
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34
Comma 335
Revisione parziale classamento microzone
Articolo 1, comma 335, della legge 311 del 2004
Provvedimento Direttoriale di cui all’art. 1 comma 339
e Linee guida approvate dalla Conferenza Stato-Città ed
autonomie locali
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35
Finalità
Migliorare il livello di perequazione degli attuali estimi
catastali nell’ambito urbano, attraverso interventi
revisionali del classamento in microzone “critiche”
cioè in microzone i cui valori medi di mercato si
discostano in modo “significativo” dai corrispondenti
valori medi catastali
+Δ
Scostamento
medio
-Δ
Microzone
1
2
…………
………… n-1
n
FINALITA’ ANTI ELUSIVA, A DIFFERENZA DEI COMMI 336 - 340
Comuni potenzialmente interessati
Il calcolo del Rc a livello comunale, cioè del valore medio del
rapporto tra il Valore medio di mercato aggiornato di
microzona (VMAm) ed il Valore medio catastale di
microzona(VCm) per l’insieme delle microzone, presuppone la
presenza di due o più microzone
L’individuazione
delle microzone “anomale”
rispetto all’insieme delle microzone, presuppone
che detto insieme sia costituito da almeno tre
microzone
I Comuni potenzialmente interessati da processi
revisionali sono quelli caratterizzati da un numero
di microzone uguale o superiore a tre
Presupposti
L’individuazione delle microzone critiche presuppone la definizione:
A. del rapporto tra i valori medi di mercato
e i corrispondenti valori medi catastali
per ciascuna microzona
RM =
V Mm
V Cm
B. dell’analogo rapporto a livello comunale
RC =
C. del valore di soglia dello scostamento
tra il rapporto relativo alla specifica
microzona e quello relativo all’intero
Comune, oltre il quale il Comune
medesimo è legittimato a richiedere
all’Agenzia del Territorio la revisione
parziale del classamento
∑ RM
n° Microz
Δ ± k%
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38
Nozioni utilizzate
A tal fine, vengono precisate le seguenti nozioni:
VMAm
Valore medio di mercato aggiornato di microzona
VC m
Valore medio catastale di microzona
RM
Rapporto tra VMAm e VC m di microzona
RC
Media dei rapporti tra VMAm e VC m relativi
all’insieme delle microzone comunali
Zoom…
Zoom…
Zoom…
La discrezionalità del Comune
Variazioni del valore di soglia
Ciascun Comune ha la facoltà di assumere per
quale valore soglia uno scostamento più elevato di
quello fissato dal provvedimento direttoriale (±
35%), per cui detto valore può assumere l’entità
variabile:
RM > (1 + K) * RC
oppure
RM < (1 - K) * RC
In cui:
K = 0,35 + X
C
(X C > 0 ; K > 0,35)
L’impatto presumibile su Comuni e microzone
Impatto presumibile a livello nazionale
Ambito
 Comune
 Microzona
Quantità
Condizione
 Circa 1700
 Numero
microzone ≥ 3 Comuni
 Circa 2000
 Soglia
scostamento > Microzone
35%
Potranno essere interessati dalle attività di revisione
circa 1700 Comuni e 2000 delle 7500 microzone in cui
gli stessi sono articolati
Microzone da non considerare
Esempio
A titolo esemplificativo si illustra una
simulazione relativa ad un comune con
cinque microzone
Esempio
MICROZONA
VCm
(2)
RM
(3=1/2)
I
2.500
950
2,63
0,71
37%
II
2.000
1.000
2,00
0,08
4%
III
1.800
1.050
1,71
-0,21
11%
IV
1.500
900
1,67
-0,25
13%
V
1.200
750
1,60
-0,32
17%
RC
1,92
SCOSTAMENTO
(SC=RM-RC)
% DI
VMAm
(1)
SCOSTAMENTO
(|SC|/RC)
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43
Esempio
2,30
0,71
RC
SCOSTAMENTI
0,08
2,00
-0,21
-0,25
-0,32
1,70
VALORI
1,40
1,10
1,92
1,92
1,92
1,92
1,92
I
II
III
IV
V
0,80
0,50
0,20
-0,10
MICROZONA
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44
Attività propedeutiche di AdT e Comuni.. 1/2
1. Per l’anno 2005, entro cinque mesi dall’entrata in
vigore
del
provvedimento
del
Direttore
dell’Agenzia
del
territorio,
quest’ultima
predispone i dati e le elaborazioni per
determinare i valori ed i rapporti di cui al criterio
operativo
2. Una volta predisposti i dati e le elaborazioni,
questi sono resi disponibili entro trenta giorni
dalla data dell’eventuale richiesta del Comune
3. Le
operazioni
di revisione parziale del
classamento sono richieste dai Comuni tramite
motivata istanza da trasmettere ai competenti
Uffici provinciali dell’Agenzia del territorio.
Attività propedeutiche di AdT e Comuni.. 2/2
4. Il Direttore dell’Agenzia del territorio emana,
previa verifica dei presupposti delle richieste
pervenute dai Comuni, entro il 31 maggio e il 30
novembre i provvedimenti di attivazione della
revisione del classamento di cui all’articolo 1,
comma 335, ultimo periodo, della legge 31
dicembre 2004, n. 311, relativi alle richieste
pervenute rispettivamente entro il 15 aprile e il
15 ottobre di ciascun anno.
Primi indirizzi operativi
1/2
Attività revisionali all’interno delle microzone
Sono in corso di definizione procedure semiautomatiche
mirate a supportare le attività di verifica e di classamento
che saranno sviluppate dagli Uffici.
I criteri generali
assunti alla base delle
suddette procedure sono i seguenti:
 Segmentazione
geografica
e
tipologicofunzionale
del
patrimonio
immobiliare
all’interno della microzona analizzata;
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47
Primi indirizzi operativi
2/2
 Individuazione degli scostamenti di ciascun
segmento dal valore medio di microzona;
 Scala delle priorità in relazione alla rilevanza degli
scostamenti riscontrati;
 Interventi revisionali (semiautomatici), mirati alla
eliminazione delle in coerenze con il “contesto”
delle microzone limitrofe.
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48
Comma 336
Revisione classamento singole u.i.u.
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49
Modalita’ di interscambio
1/2
 Agenzia del Territorio rende disponibile una procedura
per la creazione di un DB informatico
 I Comuni inseriscono nel DB i dati relativi a

Identificativo u.i.u. o particella terreni

Dati di toponomastica

Generalità e domicilio destinatari della richiesta

Data e protocollo della richiesta inoltrata

Data di avvenuta notifica

Sintesi dei dati accertati come incoerenti

Data cui riferire la violazione degli adempimenti
catastali
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50
Modalita’ di interscambio
2/2
 I Comuni inviano i dati agli Uffici Provinciali con
cadenza mensile.
 Gli UP dell’Agenzia del Territorio restituiscono ai
Comuni il DB integrato con i dati relativi a:



Nuovi dati di censimento attribuiti
Data di inserimento in atti del nuovo accertamento
Data di avvenuta notifica dei nuovi accertamenti
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51
Punti di attenzione sui commi 335 e 336 - 1/3
Il processo revisionale per microzone comporta:
per l’Agenzia, un impegno progettuale ed operativo
risorse umane e finanziarie;

rilevante
per

per i Comuni, una attenta valutazione del rapporto costi/benefici
soprattutto sul piano finanziario e politico.
Appare pertanto fortemente opportuno che:

i Comuni avviino con carattere di priorità le attività di cui al comma
336; in modo da favorire anche l’eventuale riduzione del numero delle
microzone “critiche”;

gli Uffici provinciali accelerino le attività propedeutiche
(ad
es:
collegamento NCT-CF), soprattutto al fine di
favorire
l’adozione
di
metodiche semiautomatiche.
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52
Punti di attenzione sui commi 335 e 336 - 2/3
 La
rivisitazione
dei
classamenti
per
microzona, promossa dai Comuni in base alle
proprie valutazioni ed aspettative, deve tener
conto dell’impatto sul contesto dell’esistente
sistema
estimativo,
soprattutto
delle
condizioni “al contorno” con le altre
microzone non interessate dall’intervento.
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53
Punti di attenzione sui commi 335 e 336 - 3/3
 L’organizzazione delle strutture e delle risorse deve poter far fronte ad
un processo non pianificabile a priori, da sviluppare comunque con il
pieno e responsabile supporto delle categorie professionali.
 Le modalità di interscambio previste costituiscono un modo di dialogo
standardizzato con i Comuni; ma è indispensabile che le stesse siano
supportate da un efficace rapporto collaborativo.
 Il processo di rivisitazione dei classamenti, conseguito nell’ottica di un
recupero di equità impositiva, deve costituire anche presupposto per il
recupero della qualità delle informazioni gestite e prerequisito per
l’impianto di un nuovo sistema estimativo catastale.
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54
Comma 340
Calcolo superfici ai fini
TARSU
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55
Il ruolo dei comuni …
 Facolta’ di avviare la procedura di controllo sulle
dichiarazioni in essere.
 Incrocio dei dati superfici catastali con quelle
derivanti dalle dichiarazioni TARSU
 Sollecitazione agli intestatari catastali per la
presentazione delle planimetrie all’Agenzia, se
non presenti in archivi catastali
 Gestione del contenzioso in commissione
tributaria, per rettifiche d’ufficio ed accertamenti
effettuati.
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56
… e il ruolo dell’Agenzia
 Mettere a disposizione superfici + dati metrici
u.i.u., + informazioni per abbinare unita’
immobiliare a quella dichiarata fini tarsu e quindi:
 L’IDENTIFICATIVO CATASTALE
 L’INDIRIZZO
 GLI INTESTATARI CATASTALI
 Offrire sostegno al comune per il contenzioso,
soprattutto per correggere eventuali errori
contenuti nei dati metrici e di superficie messi a
disposizione dall’Agenzia medesima.
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Per la qualitá della banca dati
 Obiettivo implicito, d’interesse sia di Comuni che
di Agenzia: migliorare qualitá e completezza della
banca dati del catasto attraverso:
 recupero planimetrie mancanti
 processo virtuoso di interscambio di
informazioni tra Agenzia del territorio e
comuni per l’allineamento dei dati catastali e
comunali
Il recupero planimetrie mancanti dipenderà dalla
capacitá del Comune di richiedere l’adempimento
necessario agli intestari catastali.
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58
Comma 374
Presentazione telematica
degli atti di aggiornamento catastali
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59
Il quadro normativo: comma 374
Il Direttore dell’Agenzia del territorio definisce:
 modello unico informatico di aggiornamento
degli atti catastali e modalità trasmissione
 progressiva attivazione del servizio
 modalità conservazione documenti originali
cartacei che non saranno più presentati
all’ufficio provinciale.
Il documento informatico sarà sottoscritto con
la firma elettronica avanzata rilasciata
dall’Agenzia del territorio.
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Fasi del processo
Abilitazione al servizio
Costituzione del deposito
Invio del documento
Accettazione del documento
Controllo e registrazione
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I nuovi servizi telematici: piano attivazione
Marzo: inizio sperimentazione Docfa in 6 province
Aprile: nuovi modelli Pregeo in 3 province
Giugno: inizio speriment.ne estratto di mappa telem.
Settembre: inizio speriment.ne Pregeo telematico
Settembre: rilascio nuova procedura Docfa
Ottobre: avvio piano estensione Docfa telematico
Gennaio 2006: avvio piano estensione Pregeo telem.
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62
La gestione dei rapporti
con i Comuni.
Implicazioni organizzative
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63
La gestione dei rapporti con i Comuni:
 Modalità tecnico – operative di interscambio non esauriscono la
problematica “rapporto con i Comuni”.
 Questa deve poggiare su tessuto relazionale cooperativo
tra Agenzia e Comune.
 Revisione parziale classamenti è .. “materia sensibile”:
dovremo evitare che sull’Agenzia e sui Comuni si
scarichino tensioni, per limiti nella cura dei rapporti con
l’esterno.
 Finanziaria 2005 offre all’Agenzia ed ai Comuni una
grande occasione per agire in sinergia
 La gestione del rapporto, quindi, richiede l’adozione di un
approccio idoneo e di un presidio organizzato di questo
aspetto.
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64
Impegni dell’Agenzia
 diffondere e focalizzare le incombenze della finanziaria
2005 su tutto il territorio (Incontri a livello centrale,
regionale e provinciale con tutto il personale dipendente)
 individuare di concerto con i Comuni i possibili problemi
che potranno presentarsi e concordare le azioni
appropriate.
 rapportarsi con le forme associative dei Comuni (Anci,
Consorzi, Comunità Montane, ecc.).
 acquisire al più presto notizie sugli orientamenti dei
Comuni, utili a prevedere il carico di lavoro indotto.
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Implicazioni organizzative dell’Agenzia
 Comma 336 comporterà un incremento quantitativo di
flussi già noti, da trattarsi con le procedure consolidate,
migliorando le modalità di impiego del Personale.
 In particolare, dovranno definirsi precise responsabilità e
modalità di gestione dello scadenziario delle richieste
comunicate dai Comuni.
 A livello centrale è già attivo il necessario sistema di
monitoraggio
smaltimento.
dell’incremento
dei
flussi
e
del
loro
 Le nuove modalità telematiche, più avanti nel tempo,
agevoleranno la gestione dei flussi, anche in termini di
cooperazione (telelavoro) tra uffici.
FINE
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Valore medio di mercato
VMm
Valore medio di mercato di microzona
E’ il valore individuato ai sensi del regolamento di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 138:
 dalle Amministrazioni Comunali,
 ovvero in carenza di determinazione dei Comuni, dagli
Uffici provinciali dell’Agenzia del territorio, nel processo di
definizione delle microzone comunali.
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Valore medio di mercato aggiornato
VMAm
Valore medio di mercato aggiornato di microzona
Il VMAm è il valore individuato ai sensi del regolamento di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 138, aggiornato
utilizzando i valori dell’O.M.I.. riferiti al II semestre 2004, e relativi alla
zona ovvero alle zone territoriali corrispondenti alla microzona
esaminata
• Primo caso (1 microzona = 1 zona territoriale OMI), il VMAm è definito
dal
 valore centrale dell’intervallo dei valori indicati nell’Osservatorio,
con riferimento alla tipologia immobiliare omogenea a quella del valore
medio di mercato individuato ai sensi del citato regolamento
• Secondo caso (1 microzona = 2 o più zone territoriali OMI), il VMAm è
definito dalla

media dei relativi valori centrali
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Valore medio catastale
VC m
Valore medio catastale di microzona
Il VCm, cioè il valore unitario per metro quadrato di superficie, è
eguale al rapporto tra :
• la sommatoria dei valori costituenti la base imponibile dell’imposta
comunale sugli immobili relativi alle unità immobiliari ubicate nella
microzona e omogenee, per destinazione e categoria catastale, a
quelle di riferimento per il VMm ( valore medio di mercato),
• e la superficie complessiva delle medesime unità immobiliari,
ricavata direttamente dalla banca dati catastale o indirettamente
attraverso il vano medio;
VCm =
Σ Valore imponibile ICI
Σ Sup
=
ΣV
ΣV
ICI
Σ Sup
ICI
Σ Sup
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Rapporti tra i valori
RM
Rapporto tra VMAm e VC m di microzona
RM rappresenta il rapporto tra il valore medio di mercato aggiornato e il
valore medio catastale ai fini dell’applicazione dell’imposta comunale sugli
immobili, per ciascuna microzona
RM =
RC
Valore medio di mercato aggiornato
Valore medio catastale
V M Am
=
V Cm
Media dei rapporto tra VMAm e VC m per il Comune
RC rappresenta la media dei rapporti tra VMAm e VC
comunali interessate
RC =
Σ
m
delle microzone
V M Am / V C m
numero microzone
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Media dei rapporti di valore
RC
Media dei rapporto tra VMAm e VC m per il Comune
RC rappresenta la media dei rapporti tra VMAm e VC
comunali interessate
Σ
RC =
m
delle microzone
V M Am / V C m
numero microzone
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Microzone da non considerare
Le linee guida precisano che non debbono
essere prese in considerazione per il calcolo del
rapporto RC:
 le microzone afferenti a porzioni di territorio
comunale prive di possibili valorizzazioni di fabbricati,
con riferimento ai dati presenti nell’Osservatorio del
mercato immobiliare dell’Agenzia del territorio
 le microzone caratterizzate dalla prevalenza di
unità immobiliari non ordinarie per destinazione e
tipologia catastale
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