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Gubbio oggi - Mensile - Anno XXIV - n. 8 - Sped. A.P. - 45% - Art. 2 Comma 20/b Legge 662/96 Filiale di Perugia - € 2,50
OTTOBRE 2014
CALDO
autunno
Tasi, Imu e Tari:
quanto pagheranno
gli eugubini
Il turismo a Gubbio:
i numeri
All'interno:
"I Misteri di Gubbio"
In allegato:
"Speciale Autunno 2014"
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CONTENUTI
Mensile indipendente di informazione della città di Gubbio
OTTOBRE 2014
Editoriale
Tornati in partita: la giunta e anche gli eugubini
Attualità
4
Tasi, Imu e Tari: quanto pagheranno gli eugubini6
L'estate fa bene al turismo
Costume
Corrado Codignoni: un’odissea moderna
7
8
Sognando sotto le stelle 12
Associazioni
Un anno intenso 14
Sport
Trofeo "Cavicchi" nel segno del ricordo 16
Bentornato Semonte Calcio! 18
Gubbio oggi più
Rubriche20
I fatti del mese 22
GUBBIOrosa23
Numeri utili 24
La Satira 25
GUBBIOieri26
03
Ottobre 2014
Foto Giorgio Mariotti
Mensile indipendente di informazione della città di Gubbio
Mensile indipendente di
informazione cittadina Aut. Trib.
PG N. 37/91 del 28-11-1991
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Tornati in partita:
la giunta e anche
gli eugubini
Ha
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04
www.gubbiooggi.it
scelto la metafora calcistica, il prof. Filippo Stirati, per fotografare il lavoro dei primi 100 giorni di Giunta a Gubbio. “Siamo rientrati
in partita”, è la frase che ha utilizzato maggiormente, per descrivere come su più fronti sia stato
necessario recuperare il terreno perduto, sia per
l'anno sabbatico di un Commissariamento che ha
segnato molti progetti in stand by, sia perchè di
toppe da mettere ce n'erano già nell'eredità delle
precedenti amministrazioni.
Riprendendo la metafora del Sindaco, l'impressione è che se la squadra è tornata faticosamente
in partita – perchè faticoso era l'esercizio di recupero – la partita su alcuni fronti sia ancora tutta
da giocare.
Inutile sforzarsi a vedere se il bicchiere sia metà
vuoto o metà pieno. A questo punto poco conta,
l'importante è giocarsela. “Palla lunga e pedalare”.
Ad esempio, la partita dei Puc.
Su San Pietro non si parte dallo 0-0: sia perchè
c'è una ferita urbanistica sanguinante, la cui sutura deve essere ancora pianificata. Sia perchè non
basterà un po' di vecchio mercurio cromo, ma serviranno 1 milione di euro, spalmati in 3 anni, per
chiudere con una transazione che alla fine costerà agli eugubini, “cornuti e mazziati”. San Pietro
è sventrata da anni e ora toccherà pure pagarci
sopra (unico escamotage per il Comune per uscire indenne e non perdere finanze europee): c'è
anche chi ha chiesto una Commissione d'Inchiesta. Se si farà, sarà necessario che vengano a galla
definitivamente le responsabilità politiche di uno
scempio che è costato e continuerà a pesare, an-
L’editoriale di:
Giacomo
Marinelli Andreoli
http://giacomo-marinelli.blogspot.com
http://twitter.com/giacomomarinel1
che moralmente, sulla comunità finchè non sarà
superato.
Tutta da giocare anche la partita dell'ex ospedale,
dove Stirati vorrebbe far transitare gli uffici comunali disseminati per la città (ad esclusione di
Palazzo Pretorio), ma dove ancora è da capire fino
in fondo con quali risorse si potrà “bonificare” l'enorme immobile da 6 anni “cattedrale nel deserto” - quando da almeno 15 si sapeva che sarebbe
diventato così.
Da giocarsi anche la partita “con possibili supplementari” della Lumsa, si potrebbe arrivare anche
ai rigori con “Don Matteo”, mentre si registra un
importante sussulto con l'arrivo dei “Secondi d'Italia” che vedranno Gubbio capitale del quintoquarto almeno per un weekend. Sperando che i
“Secondi” ripercorrano le orme dei ”Primi” (nati
a Gubbio come “festa della pasta” ma sbocciati
a Foligno).
Tante sfide insomma: è già importante potersele
giocare, dopo aver visto le partite degli altri dalla
tribuna.
Ed è importante anche aver riannodato un dialogo con la cittadinanza, che aveva quasi perso
l'abitudine di colloquiare (se non per i soliti “favori”) con il Palazzo. Dalle “100 ramazze”, al Mese
dello sport, fino alle proposte dell'associazione
Quartiere di San Giovanni, c'è un forte segnale di
energia civica che alimenta più di una speranza
per il futuro.
Gubbio c'è, è in campo, senza aspettare che ci
pensi qualcun altro. Anche gli Eugubini, e non
solo la Giunta, si sono rimessi in partita. Per la città è la notizia migliore.
ATTUALITA' - Politica
di Marco Montedori
Tasi, Imu e Tari:
quanto pagheranno gli eugubini
Conti in ordine ma le aliquote si impennano. Scende la tassa sui rifiuti.
T
re sedute del consiglio comunale
e tante ore di discussione
infuocata con durissime critiche
dalle opposizioni. Nessun “buco”: i
conti tornano e la maggioranza fa
quadrato intorno alle proprie scelte.
Così il mese di settembre, dal punto
di vista della vita amministrativa,
è stato occupato in larga parte
dall'approvazione
del
bilancio
preventivo 2014.
E dagli atti indispensabili relativi
alle aliquote Imu, Tasi Tari,
l'addizionale Irpef e al “Pavi” (Piano
delle alienazioni e valorizzazioni
immobiliari).
Scelte difficili ma difese in maniera
decisa da parte del sindaco Filippo
Mario Stirati e dall'assessore al
Bilancio Giordano Mancini.
«Abbiamo compiuto un'operazione
quasi miracolosa» ha affermato il primo
cittadino durante una delle sedute.
Con una promessa ben precisa:
Ottobre 2014
06
www.gubbiooggi.it
di avviare fin da subito una
programmazione più puntuale per
giungere alla presentazione del
bilancio di previsione 2015 entro i
primi 3 mesi dell'anno.
Ecco dunque le aliquote delle principali
imposte di competenza comunale che
dovranno pagare gli eugubini.
Per l'Imu, tutte le aliquote sono
maggiorate rispetto alle tariffe base.
Per le abitazioni principali di lusso
la tariffa viene spinta al massimo
con lo 0,6% e una detrazione di
200 euro (le altre abitazioni sono
esenti); allo 0,96 le aree fabbricabili;
1,01 per negozi, laboratori, alberghi,
capannoni industriali; 1,06, il
massimo, per uffici e studi privati,
banche e assicurazioni.
Tasi (la nuova tassa sui servizi
indivisibili): per le abitazioni principali,
l'aliquota è fissata al tetto massimo
dello 0,33%. Sono previste però con
detrazioni da 30 a 100 per le abitazioni
con rendita catastale fino a 700 euro,
più altri 35 euro di detrazione per ogni
figlio sotto i 26 anni.
Esenzione sotto i 12mila euro di
reddito. L'introito previsto è di 2
milioni 150mila euro, a fronte dei
3 milioni 800mila euro di spesa del
Comune per i servizi.
L'addizionale Irpef viene confermata
alla soglia massima dello 0,8%, come
nel 2013, con una fascia di esenzione
sotto i 10mila euro.
Fra le principali critiche delle
opposizioni, da destra a sinistra, la
mancata introduzione di scaglioni in
base alle fasce Isee.
Unica tassa a scendere è la Tari (tassa
sui rifiuti), con riduzioni significative,
dal 10 al 26% sia per la abitazioni
che per le imprese.
Gli “sconti” maggiori sugli esercizi
che negli anni scorsi avevano la
pressione fiscale più alta e per la
famiglie numerose.
ATTUALITA'
di Marco Montedori
L'estate fa bene al turismo
Numeri in crescita ad agosto, ma lontani da quelli di alcuni anni fa.
I COMMENTI
Un dato positivo dovuto a molteplici
fattori, fra i quali sicuramente il tempo
incerto che ha dirottato alcuni turisti
su mete alternative rispetto al classico
soggiorno al mare.
Un raffronto «confortante» rispetto al
2013: così lo definiscono il sindaco Filippo Mario Stirati e l'assessore al Turismo, Lorenzo Rughi, che si dicono soddisfatti «dopo un periodo con la maglia
nera per Gubbio».
«È da registrare una inversione di tendenza - commentano gli amministratori - per la quale ci siamo impegnati
da subito, appena insediata la Giunta.
Riteniamo il turismo, per il quale abbiamo attivato un Tavolo pubblico-privato,
in collegamento con la valorizzazione
delle attività integrate, con la promozione delle eccellenze e delle unicità di cui
Gubbio è particolarmente ricca, il volano
indispensabile per il rilancio dell'economia e dell'occupazione».
«In generale siamo soddisfatti di com'è
andato l'ultimo periodo - afferma Cin-
zia Rosati di Federalberghi - anche se
siamo lontani dalle “stagioni lunghe” di
alcuni anni fa, che andavano da aprile a
ottobre. Quest'anno ci sono stati dei periodi molto positivi ad aprile e agosto,
mentre in altri mesi, come giugno, non
possiamo dire altrettanto».
Una tendenza positiva confermata anche da Attilio Bonifazi del Park hotel
"Ai Cappuccini", che per agosto parla
di un +18% in termini di occupazione
delle camere rispetto al 2013. Migliori
anche i dati di luglio, però poco significativi visto che lo scorso anno era stato
un mese pessimo per le presenze.
07
Ottobre 2014
Il
mese di agosto fa sorridere l'estate eugubina dal punto di vista del
turismo. A confermarlo sono i dati
diffusi dal Comune, che parlano di una
media del +7% con picchi in alcuni
segmenti, come il +20% di turisti stranieri nelle strutture extra alberghiere.
Rispetto allo stesso mese del 2013, i
numeri segnalano in totale un +13,06
% per gli arrivi e un +7,61 presenze
(ovvero di pernottamenti).
Cifre che vedono un incremento delle
presenze sia di italiani che stranieri. In
particolare, l'aumento negli arrivi dei
connazionali è stato del + 13,70% e
degli stranieri + 9,92%, mentre per le
presenze siamo a + 8,66% per gli italiani e a + 4,69% per gli stranieri.
«Il dato che colpisce - spiega una nota
del Comune - è l'aumento di arrivi stranieri del +20,88% nelle strutture extra
alberghiere». In termini numerici, gli arrivi sono stati 15mila 406 di cui 12mila
869 italiani e 2mila 537 stranieri, e le
presenze 47mila 791 di cui 35mila 553
italiani e 12mila 238 stranieri.
[email protected]
COSTUME
di Simone Zaccagni
Corrado Codignoni: un’odissea moderna
Il naufragio, il manicomio, l’inferno della prigionia in Russia. E l’insperato
lieto fine, con coincidenze così incredibili che fanno pensare ad un disegno
divino. Perché la Storia non è solo sui libri, ma nelle vite di tutti noi.
Ho scritto a Tortora, Magalli e Giletti, ma non
m’ha risposto nessuno, te ce l’hai la pazienza d’ascoltamme? Un lunedì pomeriggio in
questo modo mi accoglie Corrado Codignoni, 93 anni portati egregiamente, camicia
bianca a maniche corte e grande sorriso. E
allora mi metto giù ad ascoltare quello che
mi racconta: la storia della sua vita, un’odissea moderna, una serie di vicende che tutti
dovrebbero conoscere, al limite dell’incredibile, esperienze inenarrabili e tremende. E
come l’Odissea, la lascio in prima persona.
Purtroppo il primo ricordo che ho è la morte
di mia madre. Avevo solo 4 anni: la seppellimmo al cimitero di Gubbio. Tornati dal funerale,
i parenti ci accompagnarono a casa, giusto il
tempo di prendere alcune cose e riuscimmo: il
rumore della porta che sbatté mi rimbomba
ancora dentro e mi rattrista, perché significò
l’abbandono, la solitudine, la fine di un’epoca felice, il diritto di appartenere a qualcuno.
Iniziai la scuola, ma ben presto dovetti smettere per aiutare la famiglia e quindi cominciai
a guardare le pecore. Nonostante che ho solo
la prima elementare, so scrivere e dicendomi
questo mi mostra orgoglioso le lunghe lettere che ha spedito nel tempo ai sopracitati
conduttori TV, corrette ed in bella grafia.
Guardai gli animali per qualche anno, finché
un mio zio che aveva un albergo a Latina non
acconsentì ad assumermi come cameriere. Mi
diede 8 giorni di prova: mi impegnai moltissi-
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 Il Conte Rosso nel 1934
www.gubbiooggi.it
mo e, nonostante le difficoltà che avevo per i
calcoli e per tutto il resto, riuscii a farmi assumere. Fu un bel periodo, in cui feci tante esperienze, in quella che, agli occhi di uno che non
era mai uscito da Branca, sembrava una metropoli. Accumulai un buon gruzzoletto, mi ci
scapparono vestiti e perfino una bicicletta da
corsa. Ma purtroppo lo zio, che era Generale
dell’Esercito, con lo scoppio della seconda
guerra mondiale fu richiamato alle armi e io
dovetti tornare a casa. Trovai subito un lavoro, in una miniera di lignite. Ma per poco: la
guerra chiamò anche me. E da qui inizia una
serie di vicende che mi viene difficile riassumere in poche righe: Corrado è un fiume di
parole, riporta alla mente le vicende che seguono a volte commovendosi (e commovendomi), altre con un sorriso triste, come
chi ricorda un pericolo scampato. Il primo
gennaio del 1941 venni arruolato nel genio
marconista: imparai in modo egregio l’alfabeto morse e, visto il risultato raggiunto, il 24
maggio mi imbarcai a Napoli nel piroscafo
“Conte Rosso”, direzione Tripoli. Il capitano ci
disse che il viaggio sarebbe stato sicuro perché i nostri avevano conquistato Cipro ed il
mare era più libero. Ci illustrò le misure in
caso di affondamento, ci spiegò come indossare il salvagente e ci chiese di non fumare di
notte per evitare di essere avvistati dall’alto.
Ma il pericolo, come ci dice poi la storia, non
venne dal cielo, ma dal mare: il sommergibile inglese “HMS
Upholder”, al largo di Siracusa,
incrociò la rotta
del “Conte Rosso” e lanciò due
siluri che in pochi minuti fecero
affondare
di
prua il transatlantico. Ora mi fermo un attimo e penso che queste frasi, queste situazioni, io le ho vissute o nelle ricreazioni alle
elementari quando giocavo a battaglia navale, con gli amici nelle sfide a “Risiko!” o in
qualche film di successo con DiCaprio. Ma
c’è chi le ha vissute veramente… Il salvagente era scomodo, io me l’ero tolto per stendermi visto che avevo il mal di mare e, nella concitazione dovuta al primo siluro, che mi
svegliò dal torpore, non riuscii a ritrovarlo. Al
secondo siluro la disperazione sopraggiunse
e decisi di farla finita, puntandomi il fucile addosso. Mi salvò il mio amico Peppino, che mi
fece buttare anche senza salvagente. La nave
affondò in soli 8 minuti: creò una voragine
che ci ingoiò e poi un riflusso che ci scagliò
lontano. Ho un ricordo sbiadito di quei momenti, mi accorsi di essere in acqua con il salvagente (non so come sia successo ciò): gli
incrociatori che ci scortavano lanciavano razzi in aria per illuminare a giorno e siluri in acqua per allontanare i nemici, le grida, le invocazioni alla Madonna e alla mamma, le onde,
l’acqua fredda che immobilizzava le gambe.
Ebbi anche la tentazione di sciogliere il salvagente e farla finita. Ma poi, finalmente, venni
recuperato dall’incrociatore “Procione”. Ci misero nella sala motori per farci scaldare. Caricarono a bordo anche i morti, e riconobbi fra
di loro un mio amico di Perugia. Poi il buio
 Ex voto dipinto dal Signor Angelo Padello, marinaio sopravvissuto
all'affondamento del Conte Rosso (Santuario della Madonna di Crea)
rante le crisi acute. Persi anche l’appetito, perché per mangiare ci mettevano in fila e, siccome le gavette non ce n’erano per tutti,
dovevamo aspettare che finissero i primi ed
utilizzare le loro, sporche ovviamente. Rimasi
ricoverato dieci interminabili, infernali giorni,
tanto che, alla prima visita, dissi al medico militare di essere disponibile a tornare al fronte:
tutto pur di uscire da lì… Mi accontentò e dopo
due mesi di convalescenza ero in partenza per
l’Albania. Dopo tre mesi di stazionamento a
Durazzo, ricevemmo l’ordine di andare in Russia. Facemmo parte del viaggio a piedi, l’altra
in treno, che spesso si fermava per la neve sui
binari. Arrivammo in territorio sovietico il venerdì santo del ’42 e la passione di Cristo si
manifestò con i campi pieni di morti: questo
era il biglietto da visita della Russia. Nel raccontarmi l’abbigliamento fornito, Corrado
conferma ciò che sapevo dell’inconsistenza
dell’esercito italiano e della totale impreparazione a certi climi: scarpe rotte, fasce per
le gambe, una mantellina leggera sulle spalle, i muli come mezzo di trasporto, con l’alito
che gli si gelava addosso e al mattino erano
tutti bianchi. Di contro un nemico preparatissimo, abituato al clima, con mezzi all’avanguardia, abbigliamento adeguato e conoscenza del territorio. Così dopo le prime
vittorie e l’arrivo a Sebastopoli e Stalingrado, una grande nevicata sbaragliò le carte in
tavola: collegamenti tagliati, non arrivavano
più viveri, benzina, fieno. Una mattina all’alba i Russi ci sorpresero ed iniziò la ritirata, durante la quale molti morirono; fra di essi un
mio amico marchigiano del quale conservo
ancora la foto. Non potevo lasciarlo lì nella
neve, in preda agli animali: lo seppellii alla
bene meglio, con le gambe che ancora sporgevano dalla buca. In quel momento pensai a
sua madre. Pensai ai nostri anni migliori, alla
nostra giovinezza, passata a combattere chissà perché e per chi, quando avremmo dovuto
essere a casa a vivere la nostra vita. Ma forse
il mio amico, morendo, ha avuto fortuna, perché noi venimmo fatti prigionieri al confine
con l’Ucraina. Ci assalirono in mezzo ad un
bosco, sentivamo i proiettili sibilare e non sapevamo dove nasconderci, perché non capi-
vamo dove fosse il nemico. Quelli che non
morirono, vennero portati in un campo di
concentramento a Kiev. Dopo un mese ci fecero sfilare per il centro della città: ore e ore senza poter abbandonare la fila. Eravamo costretti a fare i nostri bisogni mentre
camminavamo, ma ormai la nostra dignità
era annullata, non ci facevamo nemmeno
caso. In seguito ci smistarono via treno nei
vari campi di concentramento: ci stivarono in
alcuni vagoni ammassati come sardine. Il
viaggio fu piuttosto lungo. Ebbi la fortuna di
trovarmi vicino alle pareti, perché potevo leccare la condensa che al mattino si formava e
così dissetarmi. Ovviamente molti morivano e
venivano semplicemente gettati sulla scarpata. A me toccò il campo di concentramento di
Černigov. Da qui comincia una storia, se possibile, ancora più infernale di quello che
Corrado mi ha appena raccontato. Mi descrive situazioni indicibili, sofferenze atroci,
umiliazioni, soprusi e violenza. Capisco che
sentirsele dire con un caffè davanti, al caldo
e con uno smartphone collegato, tanto per
elencare alcune delle comodità che a noi
sembrano scontate, non renda l’idea. Cercherò di raccontare alcuni, fra le decine di
tremendi episodi che sono riaffiorati durante il nostro incontro. Freddo e fame indescrivibili: ogni mattina passavano le guardie con
un carretto per caricare i morti. Siccome in inverno la terra era gelata, li ammassavano in
alcuni campi e non venivano seppelliti fino al
disgelo: le temperature sempre sottozero li
mantenevano intatti. Non puzzavano mica…
Al giorno ci davano, ogni dieci persone, un kg
di pane ed una tazza d’acqua calda con una
foglia di verza dentro e qualche seme di miglio. Noi grattavamo le ossa che trovavamo in
giro, potevano essere anche di esseri umani,
per ottenere una specie di farina per rendere
un pochino più sostanzioso questo brodo: vedevamo i nostri compagni morire di fame
ogni giorno, volevamo evitare quella fine… Il
09
Ottobre 2014
totale. Mi risvegliai due giorni dopo all’ospedale di Tripoli. Lì per lì mi chiesi “perché sono
qui”? poi realizzai quello che era successo e
mi misi piangere, ininterrottamente, senza respiro” Qui il signor Codignoni si ferma, i suoi
occhi si arrossano, attendo che si calmi e nel
frattempo colmo una mia lacuna e scopro
che quel naufragio, di cui fino a pochi minuti fa ignoravo l’esistenza, provocò il più alto
numero di vittime umane in un singolo bastimento di tutta la Seconda Guerra Mondiale all'interno della Marina Italiana: sul “Conte Rosso” viaggiavano 2.729 uomini dei
quali 1.297 morirono o furono allora dispersi. Tanto per tornare sul fatto delle due facce
della medaglia, della Storia che va sempre
letta da entrambe le parti, scopro che il comandante del sommergibile "Upholder" fu
decorato, per questo siluramento, con la
"Victoria Cross", una delle più alte onorificenze del Regno Unito… Corrado come un
pacco postale gira vari luoghi: Augusta, Napoli, in un ospedale per tubercolosi dove
venivano curati con un uovo e il marsala. Noi
scampati dal naufragio eravamo irriconoscibili, provati nel fisico e nella mente; alcuni
avevano smesso di parlare. Finché non fui trasferito al Celio. Venni accompagnato nel
viaggio in treno da un caporal maggiore che
non mi perdeva mai di vista, non capivo il perché, ma ero trattato come fossi un mascalzone. Alla fine del viaggio mi consegnò ad un
altro soldato, attraversammo un portone di
ferro ed una volta entrato capii che mi avevano internato in un manicomio! Gli altri malati
erano privati anche della dignità, legati du-
 La ritirata del Don segnò la disfatta italiana in Russia.
[email protected]
COSTUME
nostro più grande desiderio, lo dicevamo
sempre, era morire a casa, magari appena
tornati, ma con il conforto di chi ti bagna le
labbra o ti aggiusta il cuscino… questo era il
nostro sogno! Facevamo una specie di ginnastica per evitare l’atrofia. Avevamo perso
anche la cognizione del tempo e così avevamo costruito un rudimentale orologio solare:
il tempo non passava mai, l’unico passatempo era toglierci i pidocchi… Ogni volta che sto
male, che ho subìto qualche ricovero, che ho
temuto per la mia salute, ho sempre ripensato a quei momenti. Non ho più avuto paura
di niente. Rifarei un naufragio piuttosto che
tornare su un campo di concentramento. Almeno quando una nave affonda in 10 minuti o vivi o muori. La prigionia fu un inferno
lunghissimo, con rarissimi momenti dove
non prevalesse la disperazione. Uno di questi
fu una notte di Natale, in cui decidemmo di
organizzare una messa. Io che avevo fatto il
chierichetto mi proposi come prete. Avevamo
conservato in tasca, con grandissimo sforzo
di rinuncia, un pezzetto di pane che usammo
per la Comunione. Chi aveva i santini li mise
sull’altare a formare un presepe: mi ricordavo tutta la liturgia e quella notte fu un momento di commozione e di umanità che pensavamo di avere dimenticato. Per il resto
eravamo trattati come bestie, anzi peggio,
annientati dalla fame, dal freddo e dalla di-
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10
 Prigionieri italiani in Russia
www.gubbiooggi.it
 In una terribile marcia sulla neve, dei 220mila soldati
italiani ne sopravvivranno meno della metà
sperazione. Di tanto
in tanto ci portavano
alla stazione per scaricare alimenti dai treni: fagioli, patate, una
volta dei sacchi di farina. Lì per lì fummo
entusiasti di questo
incarico, pensando
che un po’ ci saremmo sfamati, ma restammo delusi quando
provammo a mangiare: inghiottire la farina
senza acqua è impossibile. Così come i fagioli: alcuni miei compagni che li mangiarono
crudi morirono la notte stessa. Eravamo degli
scheletri che camminavano, con il costante
spettro della deportazione in Siberia. Ogni
volta che ci portavano alla stazione temevamo che fosse per imbarcarci. E così quella
volta che ci stivarono sui vagoni pensavamo
fosse la nostra fine: era il 16 novembre 1946.
Il viaggio fu lunghissimo e noi eravamo in
preda alla disperazione, nessuno ci diceva
nulla. Finché una mattina, dopo circa 4 giorni sul treno, ci fecero scendere e riconoscemmo le Alpi! Il Brennero! Pensavamo di andare
a morire in Siberia ed invece eravamo tornati
in Italia! Baciammo la terra, urla, grida e salti
di gioia: non eravamo più schiavi, condannati a morte. Eravamo liberi! Nessuno delle istituzioni ci venne ad accogliere, come succede
oggi, ma semplicemente fummo ospitati per
8 giorni a Pescantina d’Ampezzo da alcuni
religiosi che ci rifocillarono e ci rimisero in
forze. Nonostante la libertà, ancora, istintivamente, ogni volta che vedevo una persona,
allungavo la mano, come avevo fatto per
anni in prigionia quando ci portavano fuori
dal campo, per chiedere anche una briciola
di pane a chiunque incontrassi. Ora che ero
in Italia il pensiero andò immediatamente
alla mia famiglia, che forse mi credeva morto; nemmeno io sapevo se fossero tutti vivi.
Quando ad Ancona cambiai treno, vidi dei
soldati. Uno di loro mi disse che era di Casacastalda. Allora gli chiesi se conoscesse qualcuno di Branca. Lui mi rispose che ci andava
tutte le domeniche per frequentare una ragazza, Giuseppina Codignoni: incredibile
coincidenza, mia sorella! Mi disse che stavano tutti bene e che erano angosciati per me.
Mi accompagnò a casa sua, mi fece dormire,
ma non volli andare nel letto perché ero pieno di pidocchi. Al mattino andò ad avvisare
la mia famiglia del mio ritorno, presentarmi
io sarebbe stato uno shock eccessivo. Quando si sparse la notizia, non solo i miei familiari, ma tutta la frazione accorse incredula:
mi vennero incontro, mi abbracciarono piangendo, festeggiammo fino a sera. Dopo tutto
quello che avevo passato ero di nuovo a
casa, non ci speravo più. All’inizio non fu facile, giravo fra le stanze come un fantasma,
ero provato nel fisico e nella mente, poi piano piano le cose si aggiustarono e tornai alla
normalità.
Corrado ha parlato tanto, è commosso: gli
verso un bicchiere d’acqua ma lui lo scansa. L’acqua la odio, dal naufragio, il sabato
quando devo fa’ ‘l bagno è una tragedia...
Così ci salutiamo, io ancora un po’ sconvolto, gli annuncio quando più o meno sarebbe uscito l’articolo. Non ti preoccupare, non
c’è fretta, a me è bastato sfogarmi. Sale sulla
sua Punto, che guida con devastante tranquillità e, prima di andarsene, si avvicina,
tira giù il finestrino e mi dice Io t’ho raccontato ‘ste storie, ma da quanto so tremende ‘n
ce credo manco io…
Pensandoci bene, Tortora, Magalli e Giletti
avrebbero fatto bene ad ascoltarlo....
 Il libretto di previdenza risalente al ventennio
Ottobre 2014
11
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COSTUME
Redazione
Sognando sotto le stelle
Una pista di pattinaggio su ghiaccio, una suggestione, un desiderio.
Ottobre 2014
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www.gubbiooggi.it
Un sogno di una notte di mezzo
inverno: una pista di pattinaggio su ghiaccio. Pensate quale
fascino, quale suggestione, quale passione. Sognare ad occhi
aperti non costa nulla e perché
Gubbio non dovrebbe sognare
anche una pista di pattinaggio?
Si tratta di privilegio o di una
possibilità? E' un vezzo o invece
un sano momento di incontro e
condivisione? Sono quesiti aperti
che lasciano veramente sognare.
Lasciamo, però, da parte i sogni
e capiamo cosa sia veramente
come ci insegna Wikipedia. Generalmente si tratta di recinti
chiusi condizionati per mantenere continuamente il ghiaccio, ma
è sempre più frequente trovare
piste di ghiaccio all'aperto, dato
che alcune imprese specializzate sono riuscite a ottimizzare la
tecnologia frigorifera per poter
mantenere il ghiaccio all'esterno in condizioni ottimali. Grazie
all'installazione di queste piste
di ghiaccio mobili nei centri commerciali e nelle piazze cittadine,
gli sport sul ghiaccio godono di
crescente attenzione da parte del
pubblico ed attraggono un numero sempre maggiore di appassionati. Esistono anche piste di
ghiaccio naturali, in località dove
il freddo è assai intenso (laghi
e fiumi ghiacciati). Una pista di
ghiaccio è una superficie limitata
da un recinto perimetrale in cui si
genera e si mantiene uno strato
di ghiaccio in modo artificiale, ossia con l’aiuto di un impianto di
raffreddamento. Per montare una
pista di ghiaccio, il primo requisito è disporre di suolo pianeggiante, solido e livellato. Il suolo viene ricoperto con una cosiddetta
copertura frigorifera, costituita
da una rete di tubazioni collegate
tra di loro che formano un circuito chiuso. Questa copertura frigorifera è collegata a dei collettori
principali che si trovano ad uno
o ad entrambi i lati della pista di
ghiaccio. A loro volta, i collettori
principali sono collegati ad una
pompa d’acqua, a un serbatoio
(chiamato polmone o buffertank)
e infine all'impianto di raffreddamento. Tale insieme forma un circuito chiuso che è la base della
futura pista di ghiaccio. In seguito
si riempie il circuito con una miscela di liquido anti-congelante
(monoetilenglicole o polipropilenglicole) e acqua, e si procede
ad avviare l’impianto di raffreddamento. La pompa fa circolare
continuamente il liquido lungo
la rete di tubazioni della pista di
ghiaccio ed il buffertank permette di espellere l’aria che altrimenti resterebbe bloccata nel circuito. Poco a poco, l’impianto di
raffreddamento provoca l’abbassamento della temperatura del
liquido fino a raggiungere -8 o
-10 °C. Successivamente, con una
manichetta dell’acqua, si stende
il primo strato, spruzzando sui
tubi della copertura frigorifera
l’acqua, che si cristallizza immediatamente. Questo processo si
ripete varie volte e poco a poco
si forma lo strato di ghiaccio. Lo
spessore ideale per una pista di
ghiaccio varia da 6 a 8 cm.
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ASSOCIAZIONI - Banda Comunale di Gubbio
a cura di Francesco Riccardini
Un anno intenso
La banda comunale di Gubbio è stata protagonista di numerosi
eventi, non solo a Gubbio, a testimonianza del buon lavoro svolto.
In
ascesa l’attività della BANDA COMUNALE DI GUBBIO.
Dopo aver svolto tutti gli
impegni istituzionali la nostra Associazione, in questo anno denso
di appuntamenti si è trovata a far
fronte a numerose richieste giunte da Enti e Associazioni operanti
nel territorio e oltre e, a causa della
mole di impegni già presi, a dover
declinare alcuni inviti arrivati intempestivamente.
Le inclemenze meteorologiche
hanno imposto, in alcune occasioni, al nostro Complesso di esibirsi
al chiuso, ciò nonostante sono stati effettuati nella loro completezza
tutti i servizi programmati.
Ottobre 2014
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L’attività della Banda Comunale di
Gubbio nel corrente anno può essere riassunta così:
•17 gennaio: Festa di S. Antonio
Abate – sfilata e concertino;
•2 marzo: Sfilata dei carri allegorici di
Carnevale – Centro della Gioventù.
•25 aprile: Anniversario della Liberazione - corteo;
•1 maggio: Festa del Lavoro - corteo;
•4 maggio: discesa Ceri;
•14 maggio: servizio ore 19,00;
•15 maggio: Ceri Grandi (n. 3 servizi);
•16 maggio: Concerto di S. Ubaldo
– Chiesa di S. Maria;
www.gubbiooggi.it
•18 maggio: Ceri Mezzani (n. 3 servizi);
•23 maggio: Concerto del Palio per la
Società Balestrieri – Chiesa di S. Maria;
•2 giugno: Ceri Piccoli (n. 3 servizi);
•7 giugno: Concerto di solidarietà
con l’Associazione Burkina Faso –
Chiesa di S. Domenico;
•22 giugno: processione del Corpus Domini;
•18 luglio: Concerto a Montone per
Rassegna Bande Musicali;
•28 luglio: processione a Torre Calzolari;
•30 luglio: Concerto per l’Associazione Gubbio Festival - Chiostro
Maggiore di S. Pietro;
•17 agosto: Concertino a Branca
per la festa della Madonna del
Granello;
•28 agosto: “SBANDIAMO” in collaborazione con la Banda Musicale
di Madonna del Ponte;
•7 settembre: processione a S. Marco.
Tenendo fede ai fini sociali contenuti nello Statuto, compatibilmente
con i servizi istituzionali, l’Associazione BANDA COMUNALE DI GUBBIO si dichiara disponibile a nuove
collaborazioni che Enti e Associazioni vorranno proporre e a programmare per tempo insieme ad
Esse gli eventi per il prossimo anno
di attività artistica. Dal 18 settembre, presso la sede di via Cairoli,
tutti i giovedì si stanno effettuando le prove per la preparazione del
prossimo Concerto in onore di S.
Cecilia che si terrà presumibilmente domenica 23 novembre in luogo
ancora da decidere.
Infine, è stato avviato un percorso
di stretta collaborazione tra BANDA
COMUNALE DI GUBBIO e SCUOLA
COMUNALE DI MUSICA, volta alla
formazione di nuovi strumentisti a
fiato, innanzitutto per la parte propedeutica.
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SPORT e associazioni
a cura di Giacomo Branco
Trofeo "Cavicchi"
nel segno del ricordo
N
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el segno del ricordo e della
passione. Anche quest’anno,
difatti, la sezione Federcaccia
eugubina ha ricordato quella grande
figura di uomo, cacciatore, cinofilo
che è stato il cav. Aldo Cavicchi, per
tutti “il Maestro”.
Il presidente Fabrizio Mengoni e i
suoi collaboratori hanno organizzato
l’evento, giunto alla quinta edizione
, dando un nuovo imprinting nel segno della crescita nel campo delle
competizioni cinofile.
La m anifestazione, a carattere amatoriale, era aperta a tutti gli appassionati cinofili delle razze da ferma,
verso le quali il Presidente Cavicchi
aveva spiccata predilezione.
La prova si è svolta su selvaggina naturale, con i concorrenti che si sono
confrontati all’interno della Zona Ripopolamento e Cattura “S. Cipriano”,
gestita dalla sezione federcaccia eugubina per conto dell’ATC Perugia 1
che insieme alla Provincia di Perugia
ha autorizzato la manifestazione. Agli
ordini dei giudici federali Angeli, Mazzoli, Castellani, Bordoni, Miluzzi, Franceschini e Cecchetti hanno gareggiato
78 concorrenti tra razze inglesi e continentali suddivisi in sette batterie.
Ogni batteria è stata dislocata in
una fascia sufficientemente ampia
della Z.R.C. “S.Cipriano” e si è mossa nella splendida cornice ambien-
www.gubbiooggi.it
tale della riserva sotto il controllo
e la guida degli accompagnatori
dello staff organizzativo.
Da evidenziare la partecipazione
di giovani concorrenti, tra i quali da
evidenziare l'ottima prova del giovanissimo Alessandro Pierucci che
ha guidato “Igor” ,epagneul breton,
senza dimenticare la rimarchevole
performance di Chiara Piccotti che
ha condotto Zara, setter inglese.
I giudici, prima di esporre i loro referti,
hanno ricordato la figura del maestro
Aldo Cavicchi, che quasi tutti hanno
avuto onore di conoscere. In seguito
hanno esternato grande soddisfazione ed entusiasmo per l’iniziativa della selvaggina naturale considerando
che di selvatici ne sono stati
incontrati tantissimi.
Particolarmente gradita è
stata la presenza dei due figli del cavaliere, Massimo e
Marcello, che si sono ritrovati con giudici, concorrenti e simpatizzanti e hanno
poi presenziato alle premiazioni cominciando dai
primi tre di ogni batteria.
Il trofeo come ormai tradizione vuole è istituito per
le due grandi categorie di
ausiliari(continentali e inglesi) ed è stato conquistato da Gianni Stafissi Burric-
La sezione Federcaccia
eugubina ha ricordato il
"maestro" Aldo Cavicchi
con la 5°edizione del trofeo
aperto agli appasionati
cinofili razze da ferma.
ca per i “continentali”, capace di
condurre magistralmente “Alì”, uno
splendido Kurzhaar e all’eugubino
Gianni Marchi per gli “inglesi”, assieme ad un eccelso esemplare di
pointer femmina di nome Naomi.
Il presidente della sezione Federcaccia
Gubbio Fabrizio Mengoni,nel ricordare
la figura del Maestro Aldo, ha voluto
poi illustrare il futuro del Trofeo Aldo
Cavicchi, che ha ormai preso un indirizzo ben definito: essere la manifestazione cinofila principale dei cacciatori
di Gubbio e, in quanto tale, destinata a
crescere ulteriormente nello scenario
dell’attività cinofila nazionale, rimandando l’appuntamento al prossimo
anno per la la sesta edizione.
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SPORT e associazioni
di Luca Tosti
Bentornato Semonte Calcio!
Rinasce il Semonte Calcio, che dopo i fasti del recente passato riparte
dalla Terza Categoria con l'obiettivo di divertirsi e far divertire.
S
comparso all’improvviso, senza
troppe spiegazioni con tanto
rammarico, accompagnato da
un boato che ha risuonato in tutta la
regione.
Riapparso a qualche anno di distanza,
gli stessi colori ma tecnico, squadra e
persino categoria del tutto diverso,
prima di scomparire, questa volta
decisamente più tra l’anonimato e
l’indifferenza della gente, per poi
riapparire ancora tra i Dilettanti, con
un progetto tutto nuovo.
Non si tratta dei misteri irrisolti di
“Chi l’ha visto?” e neppure l’ultima
trovata pubblicitaria di un famoso
quiz televisivo, semplicemente la
storia del Semonte Calcio, la piccola
realtà del comprensorio eugubino
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che a cavallo tra la fine degli anni
90' e il nuovo millennio, trascinata
dall’euforico presidente Sauro Notari
(ora nuovo numero uno della Gubbio
Calcio) riuscì ad aprire lo straordinario
ciclo di vittorie che portò la società
rossoverde dalla Terza Categoria fino
ai vertici dell’Eccellenza, con due finali
di Coppa Italia regionali perse niente
meno che al “Curi” di Perugia, una di
queste, forse la più amara, proprio
contro un'altra nobile decaduta dopo
una fiaba durata 15 anni, ovvero il
CastelRigone di Cucinelli, che fino
allo scorso anno militava in Lega
Pro sino al dietrofront del “re del
Cachemire”, deciso ora ad investire in
un'accademia del calcio piuttosto che
in una società professionistica.
Un gara vibrante quanto stregata,
quella datata 26 Febbraio 2009,
terminata 2-1 in favore dei lacustri
che festeggiarono grazie a due calci
piazzati, un rigore (assai dubbio)
trasformato da Baciocchi ed una
punizione ad un minuto dalla fine
pennellata dal terzino sinistro Vitali
quando tutto lasciava pensare ai
tempi suypplementari.
Oltre che di Sauro Notari, quello era
il Semonte di Mister Giuseppe “Pino”
Scattini (attualmente sulla panchina
dell'Angelana in Eccellenza) e con
giocatori di categoria superiore come
il portiere Massimo Prete (lo scorso
anno preparatore dei portieri del
Gubbio), gli esperti difensori Passeri,
Scarcella e Belcastro, veterani del
reparto nevralgico come Panzolini e
Bordichini, due fuoriquota razzenti
come Antonini e Monarchi oltre ad
un terzetto d'attacco sfavillante
composto dagli ex rossoblù Marco
Gaggiotti e Diego Marinelli e dal
centravanti Crispoltoni (in gol
proprio nella suddetta finale per il
momentaneo pareggio), vero rapace
d'area di rigore.
Quello è stato probabilmente il
Semonte tecnicamente più forte
mai visto fino ad oggi e chissà cosa
sarebbe successo con un esito finale
diverso: il tragitto poi avvenuto
 Formazione Semonte Calcio attuale
www.gubbiooggi.it
SCADENZE DI NOVEMBRE / DICEMBRE
16 NOV INPS ARTIGIANI E
COMMERCIANTI
INPS DIP
IRPEF DIP
IRPEF LAVORO AUTONOMO
IVA VERSAMENTO MENSILE
IVA VERSAMENTO TRIMESTRALE
1 DIC
2° ACCONTO DENUNCIA REDDITI
PER PERSONE FISICHE E SOCIETA’
 L'allenatore del Semonte
Guerrino Mischianti
settore giovanile, non ha saputo
dire proprio di no, soprattutto con
un progetto mirato a costruire e
mantenere una realtà che faccia
dell’amicizia e della voglia di
giocare a calcio divertendosi la sua
principale filosofia, lontano dalle
pressioni e dal’ossessione di vincere
a tutti i costi.
“Non siamo capaci nessuno, in primis
io – ci scherza su come suo solito
mister Mischianti – a parte tutto sono
molto contento di questo gruppo,
un po’ numeroso ma dove regna
armonia e dove c’è voglia di giocare a
calcio divertendosi. Noi praticamente
partiamo da zero rispetto la maggior
parte delle squadre del nostro girone,
ma secondo me alla fine diremo la
nostra. L’obiettivo? Sarebbe fantastico
centrare il nono posto, l’ultimo per
i play off, tuttavia come sempre
dico pensiamo a giocare, se saremo
bravi arriveranno anche tante belle
soddisfazioni”.
Il Semonte dunque riparte dall’erba
del vecchio “Parrocchiale”, anni
fa fortino quasi inviolabile dei
rossoverdi.
Non più giocatori di Eccellenza o
Serie D, bensì ragazzi che giocano per
la pura voglia di divertirsi, senza un
soldo di rimborso, con il sogno di farsi
breccia in un campionato complesso
come il Girone A di Terza Categoria
con 13 pretendenti di cui alcune con
connotato pedigree nei campionati
regionali come Pierantonio, Palazzo,
Gda Nocera Umbra e Rivo.
Un gruppo folto quello che compone
la squadra, con tanti ragazzi sfornati
direttamente dal vivaio del FontanelleBranca, esperti chiamati a far chioccia
ad un gruppo totalmente nuovo,
composto però da un giusto mix di
giovani ed esperti.
Le credenziali per una stagione di
emozioni e soddisfazioni ci sono
tutte, toccherà ora società e giocatori,
portare in alto il nome della ridente e
popolosa frazione di Semonte.
In alto con il sogno di non fermarsi
mai, magari svegliandosi proprio in
Eccellenza.
La rosa: Portieri: Menichetti Luigi, Gori
Luca, Difensori: Menichetti Matteo,
Corazzi Stefano, Minelli Roberto,
Cerbella Gabriele, Alunno Michele,
Piccotti Francesco, Lupini Paolo,
Tinti Alessandro, Ceccacci Daniele,
Calzettoni Simone, Ferranti Luca,
Belardi
Riccardo,
Centrocampisti:
Picchi Marco, Costantini Francesco,
Moina Bryan, Radicchi Daniele, Rughi
Roberto, Piergentili Giacomo, Bei
Giorgio, Mischianti Giuliano, Berettini
Roberto, Traversini Andrea, Attaccanti:
Sebastiani Francesco, Luca Tosti,
Minelli Alessio, Ragni Federico, Fiorucci
Mattia, Graziano Salvatore.
19
Ottobre 2014
nell'ultimo lustro ha poi detto che
quella partita è stata si l'apice storico
della società rossoverde ma allo
stesso tempo anche l'inizio di una
parabola discendente che ha portato
progressivamente alla scomparsa del
calcio nella frazione eugubina.
E ora, dopo la parentesi poco fortunata
di tre anni fa, riecco ancora il Semonte
Calcio riaffacciarsi nel torneo di Terza
Categoria, con l’intento di voler dire
la sua per quanto riguarda l’aspetto
strettamente sportivo, con un gruppo
dirigenziale praticamente quasi del
tutto rinnovato e con un progetto
nuovo e, si spera, non destinato a finire
a reve termine, consentendo a Gubbio
di avere un’altra realtà calcistica dopo
i recenti avvicendamenti che hanno
visto squadre rinunciare all’iscrizioni
oppure costrette a scegliere la via
della fusione.
Ed ecco allora il nuovo assetto
societario prendere corpo in una
serata d’estate, precisamente il 10
giugno, per un primo importante passo
verso la rinascita: Giorgio Brancaleoni
assume la carica di presidente, lo
storico Remo Pierini nelle vesti
di dirigente accompagnatore, il
consigliere Roberto Rossi, il direttore
sportivo Michele Pierotti, Gabriele
Cerbella, anch’egli consigliere e la
segretaria Giulia Mischianti.
In panchina? Non poteva ovviamente
non esserci Guerrino Mischianti, per
tutti gli eugubini “l’Verro”, reduce
dai due anni di esperienza sulla
panchina dell’Eugubina, e che al
Semonte, dove ha anche allenato nel
GUBBIO OGGI PIÙ - Rubriche
LIBRI IN CARTOLIBRERIA
A cura di: Pierini Cartolibreria
Via Reposati, 53 - Tel. 075 9274294
Via L. da Vinci, 2 Tel. 075 9274784v
Titolo: I giorni dell'eternità
I giorni dell'eternità è l'appassionante conclusione dell'epica trilogia
"The Century", dedicata al Novecento, nella quale Ken Follett segue il
Autore: Ken Follett
destinore
di cinque
legate traipsum
loro: una res
americana,
tedesca,reped
Catenaccio
Imil intiiscilit
namfamiglie
et harum
aut una
facessi
Editore: Mondadori
una russa, una inglese e una gallese. Dai palazzi del potere alle case delmagnia
post,moderna
nihil magnatem
abo.le Nam,
tatur sised
etum
Genere: Narrativa
la gente comune,
storie deisus,
protagonisti
snodano
e si excesto
intrecciano
nel
periodo
che
va
dai
primi
anni
Sessanta
fino
alla
caduta
del
Muro di
e contemporanea
Berlino, passando attraverso eventi sociali, politici ed economici tra i
i.
più drammatici e significativi del cosiddetto "Secolo breve".
Titolo: Rete padrona
Autore: Federico Rampini
Editore: Feltrinelli
Genere: Studi culturali
e sociali
Possiamo comprare qualunque cosa con un semplice clic, ma ignoriamo
i veri costi (sociali e non solo) del nostro shopping online.
Possiamo comunicare con tutti in ogni momento, ma ci siamo dimenticati cosa vuol dire concentrarsi, ascoltare noi stessi. Abbiamo accesso a
un’incredibile quantità di informazioni sul mondo, ma non ci accorgiamo che il mondo ha accesso a una quantità incredibile di informazioni
su di noi. Siamo sicuri che la rivoluzione digitale ci abbia reso più liberi?
O abbiamo nuovi padroni, e non ce ne siamo neanche accorti?
Titolo: Morte di un
uomo felice
Autore: Giorgio Fontana
Editore: Sellerio Editore
Palermo
Genere: Gialli e thriller
Milano, estate 1981: siamo nella fase più tarda, e più feroce, della stagione terroristica in Italia. Non ancora quarantenne, Giacomo Colnaghi a Milano è un magistrato sulla linea del fronte. Coordinando un piccolo gruppo di inquirenti, indaga
da tempo sulle attività di una nuova banda armata, responsabile dell'assassinio di
un politico democristiano. L'inchiesta che svolge è complessa e articolata, tra uffici
di procura e covi criminali, tra interrogatori e appostamenti, e andrà a buon fine.
Ma la sua coscienza aggiunge alla caccia all'uomo una corsa per capire le ragioni
profonde, l'origine delle ferite che stanno attraversando il Paese...
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GUBBIO OGGI PIÙ - Rubriche
La Donazione
a cura di:
Studio Legale Associato
Gagliardi - Lupini
Definizione e caratteristiche dell'istituto.
futuro, mentre può essere costituito da tutti i beni
esistenti nel patrimonio del donante.
Se un contratto di donazione ha ad oggetto sia beni
presenti che futuri, la donazione è nulla soltanto
per i beni futuri.
La donazione richiede sempre la forma dell’atto
pubblico, sia che abbia ad oggetto beni mobili che
beni immobili, e deve essere fatta alla presenza di
due testimoni.
L’accettazione della donazione può anche essere
non contestuale, in questo caso il donatario dovrà
comunicare la propria accettazione con le forme
previste per le notificazioni.
Per i beni di modico valore, la donazione è valida
anche se manca l’atto pubblico.
Il contratto di donazione può prevedere anche delle
condizioni, che possono essere sospensive o risolutive.
La donazione può sciogliersi solo nei casi previsti
dalla legge, così come per ogni contratto.
La revoca è ammessa per ingratitudine del donatario e per sopravvenienza dei figli.
La revoca, naturalmente, è frutto di una scelta personale del donante che ha il diritto di togliere efficacia
alla donazione nei casi previsti dalla normativa.
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La donazione è uno strumento giuridico di trasmissione a titolo gratuito effettuata da un soggetto
in vita, al contrario dell’istituto del testamento che
produce i suoi effetti alla morte del testatore.
Con la donazione si ha da una parte la diminuzione del patrimonio del donante e dall’altra l’incremento del patrimonio del donatario.
Le principali caratteristiche dell’istituto della donazione sono l’assenza di un corrispettivo e il carattere tendenzialmente definitivo, trattandosi di un contratto.
Per far si che il contrato di donazione si perfezioni è
necessario l’incontro delle dichiarazioni di entrambe le parti. Da un lato la manifestazione di volontà
di una parte di arricchire l’altra, senza alcun tipo di
corrispettivo, dall’altro la volontà del donatario di
ricevere la donazione.
Non possono donare i minori, gli interdetti, gli
inabilitati, gli incapaci naturali.
Le persone giuridiche possono donare se ciò è previsto dallo statuto o dall’atto costitutivo.
La scelta del donatario e dell’oggetto della donazione deve essere esclusivamente frutto della volontà
del donante, trattandosi di un suo atto personale.
L’oggetto della donazione non può essere un bene
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Cardoni nominato
Presidente Previambiente
Go internet" raggiunge 20.000
clienti e il titolo vola in Borsa
E’ stata una giornata esaltante in Borsa per "Go internet",
la società eugubina quotata a Piazza Affari all’Aim. Dopo
l’annuncio della crescita del numero di clienti il titolo ha
toccato anche un aumento a due cifre attestandosi verso
la chiusura intorno al +4%. Sono diventati 20.000 i clienti
di "Go internet S.p.A." al 31 agosto 2014, il 54% in più dei
clienti registrati alla fine dello stesso mese del 2013. Procede in questo modo il percorso di crescita della società.
“Con questo risultato stiamo confermando la nostra tabella di marcia che vede la progressiva copertura dei territori
dove siamo presenti e dove è crescente l’interesse per i
nostri servizi”, ha dichiarato Flavio Ubaldi, Chief operating
officer e responsabile commerciale della società. "Go internet", attiva nel settore dell’Internet Mobile 4G, ha visto
lo scorso agosto l’avvio delle negoziazioni delle proprie
azioni ordinarie su Aiim Italia, sistema multilaterale di negoziazione organizzato e gestito da Borsa Italiana.
Fonte: Corriere dell’Umbria
GUBBIO SU GUALDO GIU'
Ce l'ha fatta il sindaco di Gubbio e non ce l'ha fatta
il sindaco di Gualdo Tadino Presciutti. Un incredibile
debacle per la cittadina di Gualdo che non vede il proprio candidato andare a segno mentre esce al meglio
Gubbio che avrà il suo uomo in Provincia.
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www.gubbiooggi.it
L'Eugubino Gianfranco Cardoni è stato nominato Presidente del Previambiente. Previambiente è il Fondo
Pensione Complementare di categoria creato in attuazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro (Ccnl)
dell’igiene ambientale e dei “settori affini”: edilizia residenziale pubblica, servizi pubblici culturali, servizi
pubblici farmaceutici, servizi pulizie multiservizi, imprese private operanti nella distribuzione, recapito e
servizi postali e familiari a carico sotto il profilo fiscale.
Gli iscritti a tale fondo negoziale sono circa 50.000.
Pier Giuseppe Pelicci nominato
direttore della ricerca allo IEO
L'Pier Giuseppe Pelicci è stato nominato direttore della
ricerca allo IEO, l’Istituto Europeo Oncologico con sede
a Milano, da anni in prima linea nella lotta ai tumori. Anche il sindaco Filippo Mario Stirati si congratula
in una lettera di plauso. « Abbiamo appreso la notizia
della Sua prestigiosa nomina nell’equipe scientifica
a guida dello IEO, alla quale il professor Umberto Veronesi ha inteso lasciare la direzione dell’Istituto, da
anni all’avanguardia nella sfida contro il cancro. E’ un
grande riconoscimento per la Sua figura di medico, ricercatore, scienziato, per il ruolo di primo piano da Lei
ricoperto nella ricerca di nuove strategie terapeutiche,
per l’impegno ammirabile ed esemplare che lo ha condotto a grandi risultati a beneficio dei malati e delle
famiglie. Mi unisco, dunque, come sindaco e a nome
della città intera, al plauso che Le viene tributato e con
orgoglio mi piace ricordare la sua nascita tutta eugubina e la sua ‘fede’ ceraiola. So che i suoi legami con la
nostra terra sono vivi e profondi e questo ci onora e ci
rende orgogliosi del nuovo incarico nello svolgimento
di un compito arduo e impegnativo che, sono certo,
saprà corrispondere con l’intelligenza, la passione,
l’impegno che sempre l’hanno contraddistinta. Nella
speranza di poterLa personalmente salutare, magari
proprio nella ‘nostra’ Gubbio, Le auguro ogni successo
possibile e il raggiungimento dei traguardi che si prefigge, per il bene dell’umanità.»
GUBBIO OGGI PIÙ - GUBBIOrosa
Beltrami annuncia l'arrivo
del suo splendido fratellino Francesco, auguri a
mamma e papà!
È nata Alessia! Tanti auguri ai genitori
Sabrina e Andrea per la nuova arrivata!
Veronica Vantaggi
Francesco Cecchetti
Chiesa di San Domenico
(Dal Video di Studio Sannipoli)
Cristiana Cerbella
Lorenzo Brunetti
Chiesa di San Giovanni
(Aedi Photographers)
ta"
Tanti auguri a Margherita "Mi
ai
e,
Pierini che insieme alle figli
ha
lio
nipoti e a tanti amici, a Lug
festeggiato 100 anni!!!
Giulia Bicchiarelli
Alberto Angeli
Cattedrale di Città di Castello
(Tiziano Minciotti Photographer)
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I nonni Pellegrini ed i nonni Urb
anelli danno il benvenuto a Vittoria
augurando a Lei, Andrea e Lucia
un mondo di felicità!
[email protected]
GUBBIO OGGI PIÙ - Numeri Utili
Numeri Utili
Farmacie
Emergenza sanitaria............................. 118
Centralino Ospedale..............075 9270801
Pronto Soccorso Ospedale.....075 9270744
Guardia Medica (fest./nott)...075 9239468
ComunalePiazza 40 Martiri, 10 - 075 9272243
Ceccarelli Piazza Giordano bruno, 2 - 075 9221158
Luconi Via Perugina, 151/B - 075 9273783
Pierotti Via Campo di Marte, 46 - 075 920581
Cardinali Loc. Casamorcia - 075 9255131
Monacelli Frazione Padule - 075 9229123
Branca Via Ponte Rosso - 075 9256122
Tomarelli Loc. Scritto - 075 920134
Ottobre 2014
24
www.gubbiooggi.it
A.C.I. (Soccorso Stradale)........ 075 9274162
Acquedotto.............................. 075 5009474
Ass. Maggio Eugubino............. 075 9273912
Azienda Prom. Turistica............ 075 9220693
Biblioteca Sperelliana............... 075 9237632
Cimitero.................................. 075 9237690
075 9237637-638-639
Comunità M. Alta Umbria....... 075 9274604
Curia Vescovile......................... 075 9273980
Difensore civico ....................... 075 9237628
Funivia Colle Eletto................. 075 9273881
Guardia Finanza....................... 075 9273789
Gubbio Oggi............................ 075 9297553
Municipio (Centralino)................ 075 92371
Piscina Comunale.................... 075 9276887
Polisportivo S. Biagio............... 075 9275452
Pretura..................................... 075 9272148
Servizio Forestale Compr.......... 075 9273946
TAXI........................................ 075 9273800
Teatro Comunale..................... 075 9275551
Tele Radio Gubbio (Centralino).075 9235011
Biblioteca Comunale Sperelliana:
Orario: da martedì a sabato dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19.
Lunedì chiuso.
Orario SS. Messe
S. Francesco 7.30 / 10.00 / 11.30 / 18.30
S. Antonio 8.00
S. Secondo 8.00 / 11.00
Cappuccine 8.30
Madonna del Ponte 8.30 / 11.00
Astenotrofio Mosca 10.00
Cimitero 9.00
S. Domenico 9.00 / 11.00
S. Ubaldo 9.00 / 11.00 / 17.00
S. Agostino 9.30 / 11.15 / 18.30
S. Pietro 10.00
S. Biagio 10.00
Madonna del Prato 10.00 / 11.30
S. Giovanni 11.00 / 19.00
Duomo 11.15
S. Maria al Corso 12.00
Vittorina 17.00
Civico Cimitero (1° ottobre - 31 marzo):
feriali: 7.00-17.00 - festivi: 8.00-17.00
Gli uffici sono aperti anche il sabato mattina 7.00-13.00
GUBBIO OGGI PIÙ - La Satira
Ne resterà solo uno!
Gubbio Gualdo 2-0: Smacchi per Presciutti che non passa, e Stirati va in Provincia.
25
Ottobre 2014
“Ai Giochi delle Porte “Questi de Gubbio sul
l’ho fregato al bicchie- beve non se fregano…”
re della staffa…”
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Asilo del Liceo
anno scolastico 1972-73
Da sinistra in piedi: Federico Venerucci - ? - Maestra Valchiria Radicchi - Riccardo Marchetti Marco Panfili - Ivano Paradisi - Simonetta Bianchi - Rosella Dragoni - Cristina Massini - Francesca Vispi - Giampiero Gaggiotti - Gianmarco Moriconi - Massimo Proietti - Maestra Gemma
Menichetti - Flavio Flamini - Annarita Clementi.
Fila centrale: Sabina Bianchi -Sabrina Antonelli - Francesco Bonelli - Cristiana Palazzari - Stefano
Bazzucchi - Maria Gioia Pascolini - Orietta Giacometti - Alessandro Frattegiani - Paolo Federiconi
- Ezio Federiconi - Paolo Nicchi.
Seduti da sinistra: Laura Mattei - Cinzia Pizzirani - Barbara Bertinelli - Paola Cambiotti – Menichetti
Fabio - Clarissa Ferranti - Lucia Frattegiani - Luca Frattegiani - Lucia Salciarini - Ubaldo Baldoni.
(Dall'archivio personale di Paolo Nicchi)
Ottobre 2014
26
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