26 giugno / 17 luglio
09 settembre / 07 ottobre
2011
Ministero per i Beni
e le Attività Culturali
Ministro
Giancarlo Galan
Direzione Generale
per lo Spettacolo
dal Vivo e lo Sport
Direttore
Salvatore Nastasi
Commissione Mibac
Salvatore Nastasi, presidente
Maurizio Giammusso
Antonello Pischedda
Pamela Villoresi
Regione Campania
Presidente
Stefano Caldoro
Fondazione Campania dei Festival
Presidente
Caterina Miraglia
Direttore artistico
Napoli Teatro Festival Italia
Luca De Fusco
Consiglio di Amministrazione
Luigi Grispello, vicepresidente
Paolo Macry
Maria Grazia Pagano
Collegio dei Revisori dei Conti
Fabrizio Martone, presidente
Gianluca Del Giudice
Mariano Di Pino
Comune di Napoli
Sindaco
Luigi De Magistris
Provincia di Napoli
Presidente
Luigi Cesaro
Layout
Cinzia Marotta
Fondazione Campania dei Festival
Via dei Mille, 16
80121 Napoli
tel/fax +39 081 19560383
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napoli teatro festival italia
e E45
tassinari/vetta
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Tipografia Rossi
si ringraziano tutti gli autori
delle fotografie presenti nel volume
napoli. teatro
festival italia
IV edizione 2011
INDICE
6 gioia per la città
caterina miraglia
14 il calendario giugno / luglio
8 per un teatro impuro
luca de fusco
19 ramblas – vie permanenti
dell’arte di strada
17 le dragon bleu
20 a portrait of the artist as a young man
21 otello e iago
23 sécheresse et pluie
25 sacrificium, victims of musical sensuality
e le sacre du printemps
27 t.e.l. e 338171, tel
29 the tempest
30 the yalta conference
31 tokyo notes
32 variazioni sul mito
33 la tana
34 faust o della bella vita
37 étude n. 1 e les trous du ciel
38 homunculus, il nerone di napoli
39 ferito a morte – preludio
64 mappa
40 saïd el feliz
66 biglietteria e card
41 cristiana famiglia
42 hybris
45 l’opera da tre soldi
68 i luoghi del festival
71 il dopo festival al borgo
46 a day in the life
73 gli incontri al pan
47 il teatro in cucina: ragù
74 e45 napoli fringe festival
49 exeredati mundi – via dolorosa del mondo
50 il calendario settembre / ottobre
52 dai premi olimpici alle maschere
del teatro italiano
55 opera obscura di napoli
57 trilogia quasi dantesca
59 trilogia del male
61 la casa di bernarda alba
62 il sogno dei mille
63 figli – laboratorio
78 eco festival
80 stagione estiva al teatro di san carlo
Gioia
per la città
di
Caterina Miraglia Presidente Fondazione Campania dei Festival
Il “varo” della quarta edizione del Napoli Teatro Festival Italia mi procura
la tipica trepidazione da debutto. È stato preceduto da non poche
difficoltà: l’insediamento del nuovo consiglio di amministrazione a pochi mesi dall’avvio dell’edizione 2011; la staffetta tra i direttori artistici,
con Luca De Fusco a fronteggiare tutte le comprensibili difficoltà di
sostituire “in corsa” un predecessore affermato e impegnativo come
Renato Quaglia; il rigore nei conti imposto dall’Europa che è divenuta
praticamente inflessibile con la Campania; l’eredità di passivo di cui la
nuova gestione ha dovuto farsi carico e che ha fatto seriamente rischiare
la chiusura della manifestazione; le immancabili e finanche scontate
polemiche politiche, alimentate da chi, per il gusto del pettegolezzo,
non esita a mettere a rischio gli obiettivi più importanti; e infine, ma
certamente non meno significativa, l’ennesima emergenza rifiuti che
obbliga Napoli a faticare almeno il doppio per accreditarsi come luogo
di turismo e di cultura di livello internazionale.
Ma la sfida, mano a mano che si prospettava più impegnativa, anziché
sfiduciarci, stimolava ogni giorno di più sia me, sia tutti quelli che hanno
collaborato alla realizzazione di questa bellissima quarta edizione. E alla
fine mi sembra che il risultato ottenuto, al di là dell’indiscusso valore
artistico e culturale dell’evento, rappresenti un valore positivo in sé.
L’avvio del Napoli Teatro Festival Italia serve a contrastare l’immagine
della città e dell’intera Campania come luogo di brutture quotidiane,
come territorio ripiegato su se stesso incapace di risollevarsi e di non
produrre altro che “munnezza”; serve a riconfermare, se ce ne fosse bisogno, che l’amministrazione regionale e in primis il presidente
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Stefano Caldoro puntano molto sulla cultura in generale e sul teatro
in particolare: non a caso la manifestazione di apertura della seconda
parte del Festival è “Le maschere del teatro italiano”, interessantissimo progetto attraverso il quale verrà ricordata con un premio speciale
Graziella Lonardi Buontempo, la mecenate napoletana amica di Andy
Warhol di recente venuta a mancare.
Come ho avuto modo di osservare già in altre occasioni, il Festival che
sta per aprirsi serve in breve a dare gioia a questa città, benché malata.
Perché la malattia c’è, i segni sono ben visibili e l’intento non è affatto
quello di nasconderli: ma da qualche parte bisogna pur partire per
innescare un circolo virtuoso che convogli le risorse di vitalità, buon
senso, ottimismo, creatività, generosità di cui pure siamo tanto dotati.
E allora il peccato di presunzione che oggi mi concedo è quello di ritenere che questo Festival – proprio perché si farà a dispetto di tutto e
tutti e, nonostante questo, ha le carte in regola per risultare addirittura
entusiasmante – sia portatore del messaggio, oggi così appannato, che
con l’onesta, l’impegno, la determinazione e il lavoro serio si vola alto.
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per un teatro
impuro
di
Luca De Fusco Direttore artistico Napoli Teatro Festival Italia
Non ho mai amato le categorie teatrali: “terzo teatro”, “teatro di
ricerca”, teatro di tradizione” e così via. Mi piace, anzi, sperare che
si vada verso l’abbattimento delle barriere nelle discipline dello spettacolo dal vivo. Per fare un esempio personale, gli spettacoli di Pina
Bausch sono tra i ricordi indimenticabili nella mia carriera di spettatore eppure faccio il regista di prosa. Mi sono formato alla scuola
del teatro visivo americano (“teatro immagine” si declinò da noi) ma
in realtà non saprei dire se Einstein on the Beach di Bob Wilson,
che vidi nel 1976 alla Biennale di Venezia, fosse uno spettacolo di
prosa, danza o quant’altro.
Quando si arriva alla direzione di un Festival quattro mesi prima
del suo inizio e bisogna rimetterlo in piedi partendo da una bozza
di cartellone, non si può non fare un’edizione “impura”. Non ricordo ormai più, nell’affannarsi del lavoro con cui stiamo cercando
di mandare in scena questa quarta edizione, quali titoli siano stati
scelti da me e quali dal mio predecessore, che ringrazio del lavoro
svolto. I miei collaboratori hanno fatto i calcoli e siamo al 50%.
Nonostante tutto ciò, mi pare che non sia difficile rintracciare un filo
tematico che attraversa tutto il cartellone. In realtà saltando dalle
magie di cinema teatrale di Lepage alle fantasticherie grottesche
di Chouinard, dalla prosa anglo-russa di The Tempest al teatro cinematografico di Pasqual, il nostro Festival si presenta come una
galleria di contaminazioni, di sconfinamenti tra un genere e l’altro.
Non a caso lo spettacolo di cui io stesso firmo la regia (L’Opera da tre soldi) è un testo simbolo delle mescolanze tra teatro e
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musica dei primi del Novecento e viene presentato in un’edizione
che si basa su una tradizione (quella del recitar cantando) tipica
del teatro napoletano. Artisti come Massimo Ranieri o Lina Sastri
hanno intrapreso un’intera carriera, sconfinando di continuo. Se
lo spettacolo italiano avesse considerato teatro, musica, cinema,
televisione quali vasi comunicanti tra loro, così come hanno fatto
Massimo e Lina nella loro carriera, ne avremmo guadagnato tutti.
Anche i nostri spettacoli paesaggistici (da quelli sotterranei nel Tunnel Borbonico e nella Catacomba di San Gennaro a quelli marini di
Otello e Iago e Ferito a morte) sono attraversati da una voglia di far
sconfinare il teatro in luoghi non deputati. Credo che questo spostamento procuri il vantaggio di rivitalizzare la parola letteraria (sia quella
antica di Variazioni sul mito che quella surreale e contemporanea de
La Tana di Kafka, sia quella shakespeariana che quella del maggiore
romanzo napoletano del dopoguerra di cui festeggiamo i cinquant’anni) ed insieme far scoprire o riscoprire scorci dimenticati di Napoli.
Credo che questa filosofia dello sconfinamento, questa logica di teatro
contaminato, impuro, sia molto adatta ad un festival e che il festival
ideale sia quello che mescola pubblici, linguaggi, teatro per pochi e
per molti, prosa classica, visiva o danza. In particolare ciò che mi piace del cartellone di quest’anno è la mescolanza tra spettacoli allestiti
al Real Albergo dei Poveri o nei grandi teatri insieme ai piccoli lavori
“esoterici” per poche persone a replica, come quelli degli spettacoli
“paesaggistici”.
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Credo insomma che non bisogna aver paura di perseguire consapevolmente il progetto di un teatro “impuro” che rinunci alla ricerca del
segno teatrale essenziale e pratichi l’arte della contaminazione, avendo
come sola costante la qualità. Ho sempre pensato che non abbia molto
senso la ricerca di un segno teatrale scarno, privo di rapporti con le altre
arti ma che anzi la caratteristica peculiare del teatro sia proprio quella
di essere luogo di confluenza di linguaggi diversi, dalla letteratura alle
arti visive (e ancora una volta ricorre L’Opera da tre soldi con la scenografia post-moderna e multimediale del grande Fabrizio Plessi), dalla
toccante verità antropologica del lavoro di Ea Sola allo sconfinamento
nella musica seria di un artista pop come Enzo Avitabile.
Resta però comunque valido il presupposto che un festival debba
compensare l’eccesso di normalità che si respira nelle programmazioni invernali dei nostri teatri. Non un festival anti-classico dunque,
ma una rassegna che sia più curiosa dei teatri invernali nella ricerca
di nuove strade da percorrere. Ciò vale dal punto di vista scenico (e
di una disciplina trascurata in Italia, la danza contemporanea, di cui
ci occupiamo molto quest’anno e così faremo anche nelle prossime
edizioni) ma anche da quello drammaturgico: se quest’anno non c’è
stato il tempo per commissionare molti nuovi testi mi impegno sin
d’ora a presentare un’edizione 2012 in cui ritorni in modo importante
la presenza di nuova drammaturgia.
Come credo che non si debba avere paura delle mescolanze tra
generi teatrali, così penso che non si debba temere di mescolare
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cultura e divertimento, cultura e turismo. Cercheremo quindi sin da
quest’anno, ma soprattutto dall’anno prossimo, di fare un festival
più solare, più “en plein air”. Già da questa edizione diamo una
svolta al dopofestival che non si terrà più nella autorevole, ma un
po’ seriosa, sede del Pan ma nella più marina e napoletana cornice
del Borgo Marinari che ci auguriamo diventi il villaggio del Festival,
operando il piccolo miracolo di trasformare una grande città come
Napoli in un piccolo luogo, più adatto a quella voglia di ritrovarsi,
di stare assieme che è tipica di tutti i festival.
A proposito di miracoli debbo ringraziare tutti coloro che stanno
contribuendo al salvataggio di una manifestazione che io considero un vero e proprio bene culturale, un patrimonio di Napoli e
dell’Italia. Non è stato facile – e non è facile tuttora – correre a
perdifiato per recuperare il tempo perduto sia dal punto di vista
della programmazione (e questa è la mia impresa personale che ha
prodotto un cartellone giudicabile ovviamente in modo diverso ma
di cui vado personalmente orgoglioso) sia da quello amministrativo
(che aveva bloccato l’attività della Fondazione) e organizzativo.
Lo staff che ha realizzato questa edizione è anch’esso una mescolanza
di persone che erano presenti già nelle scorse edizioni e di nuovi arrivati.
Lavorano assieme senza problemi col solito entusiasmo che chiunque
conosca il Festival ha avuto modo di constatare. Vorrei che questo
entusiasmo e questa energia fossero un segnale di fine delle polemiche che hanno attraversato lo scorso anno. Sia chi se ne è occupato
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prima sia chi se ne occupa ora non può non avere a cuore il futuro di
questa manifestazione.
Credo infatti che sia importante, per i valori stessi della nostra comunità
civile, affermare che il Napoli Teatro Festival Italia sia un bene culturale
da conservare al di là del destino delle persone e al di là delle parti
politiche che di volta in volta ne possono determinare il destino. Vige
infatti in Italia la brutta abitudine di considerare il mondo dello spettacolo
come appartenente ad una sola parte politica. Ciò non è un bene per
lo spettacolo, per il Paese, e per la politica. La Regione Campania dà
in questi mesi – attraverso il sostegno al Napoli Teatro Festival Italia –
un segnale di apertura e di abbattimento di sterili steccati. Ancora una
volta nel segno della mescolanza: il nostro slogan del 2011!
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© luciano romano
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il calendario
giugno/luglio
Le Dragon bleu
di Robert Lepage
26, 27 giugno
Teatro di San Carlo
Ramblas
di Giulio Barbato
e Claudio Javier Benegas
26 giugno,
2, 3, 8, 9, 10 luglio
Villa Comunale, via Scarlatti,
via Toledo, Spaccanapoli,
piazza Santa Maria la Nova
A portrait of the artist
as a young man
di Lorenzo Gleijeses
27, 28, 29 giugno
Ex Asilo Filangieri
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Sacrificium, victims
of musical sensuality
e Le Sacre du Printemps
di Ismael Ivo
27, 28 giugno
Real Albergo dei Poveri
T. E. L. e 338171, TEL
di Fanny & Alexander
30 giugno, 1, 2, 3 luglio
Molo San Vincenzo
The Tempest
di Declan Donnellan
30 giugno, 1 luglio
Teatro Mercadante
The Yalta Conference
di Oriza Hirata
1, 2, 3 luglio
Museo di Capodimonte
Otello e Iago
di Antonella Monetti
dal 27 giugno
al 13 luglio
Lega Navale Italiana Sezione di Napoli
Tokyo Notes
di Oriza Hirata
1, 2, 3 luglio
Museo di Capodimonte
Sécheresse et Pluie
di Ea Sola
27, 28 giugno
Teatro San Ferdinando
Variazioni sul mito
di Bruno Garofalo
dall’1 al 13 luglio (tranne il 7 luglio)
Tunnel Borbonico
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La Tana
di Francesco Saponaro
2, 3, 4, 5 luglio
Catacomba di San Gennaro
Cristiana Famiglia
di Fortunato Calvino
7, 8 luglio
Teatro Mercadante
Faust o della bella vita
di Sara Sole Notarbartolo
2, 3, 4 luglio
Teatro San Ferdinando
Hybris
di Enrico Frattaroli
9, 10 luglio
Teatro San Ferdinando
Étude no. 1
e Les Trous du ciel
di Marie Chouinard
2, 3 luglio
Real Albergo dei Poveri
L’Opera da tre soldi
di Luca De Fusco
13, 14, 15, 16 luglio
Real Albergo dei Poveri
Homunculus, il Nerone
di Napoli
di Paolo Castagna
4, 5 luglio
Ex Asilo Filangieri
Ferito a morte - Preludio
di Claudio Di Palma
6, 7 luglio
Bagno Sirena
Saïd el Feliz
di Thomas Germaine
6, 7 luglio
Institut Français de Naples Le Grenoble
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A day in the life
di Prodigal Theatre
14, 15, 16 luglio
Teatro San Ferdinando
Il teatro in cucina: Ragù
di Giancarlo Cosentino
15, 16 luglio
Teatro Sannazaro
Exeredati Mundi Via dolorosa del mondo
di Enzo Avitabile
17 luglio
Real Albergo dei Poveri
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LE DRAGON
BLEU
© Yanick MacDonald
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LE DRAGON
BLEU
testo Marie Michaud, Robert Lepage
regia Robert Lepage
produzione Ex Machina
in coproduzione con La Comète - Scène Nationale de Châlons-en-Champagne, La Filature - Scène Nationale de
Mulhouse, MC2 : Maison de la Culture de Grenoble, Le Théâtre du Nouveau Monde (Montréal), Festival Internacional
de las Artes de Castilla y León (Salamanca 2008), Le Théâtre du Trident (Québec), Simon Fraser University (Vancouver),
UCLA Live, Canada’s National Arts Centre (Ottawa), Cal Performances - University of California (Berkeley), barbicanbite 10
(London), BITEF Belgrade International Theater Festival, Le Volcan - Scène nationale du Havre, TNT - Théâtre National de
Toulouse Midi-Pyrénées, Ulster Bank Dublin Festival, Festival de Otoño de la Comunidad de Madrid, Théâtre National de
Chaillot (Paris), Tokyo Metropolitan Theatre, Melbourne International Arts Festival, Napoli Teatro Festival Italia
produttore per Ex Machina Michel Bernatchez
produttore esecutivo Europa, Giappone Richard Castelli (Epidemic, Paris)
Nel 2010 il Festival aveva coprodotto Lipsynch, una maratona che in nove ore di durata, raccontava nove storie interdipendenti che si sviluppavano tra Nicaragua, Canarie,
Montreal e Manchester interpretate da nove attori-cantanti che dialogavano in quattro
lingue. Nel 2011 Lepage torna a Napoli lanciando al pubblico una nuova sfida con uno
spettacolo dal marchio unico, ingegnoso e altamente visivo. Le Dragon bleu è una sorta
di sequel dell’ormai mitica Trilogie des dragons del 1985 (Le Dragon vert, Le Dragon
rouge, Le Dragon blanc). In questa opera monumentale vite e viaggi si snodavano tra
Oriente e Occidente, in un intreccio fatto di ricordi, passioni, dolori, partenze e ritorni
che raccontavano 75 anni della vita di alcune famiglie di immigrati cinesi nelle Chinatown
canadesi. Alla fine dell’ultimo episodio (Le Dragon blanc), Pierre Lamontagne, artista visivo
appassionato di cultura cinese, partiva per andare a studiare a Shanghai.
È qui che lo ritroviamo in Le Dragon bleu: Pierre dirige una galleria nel cuore del Moganshan 50 di Shanghai, un complesso di vecchi edifici industriali convertiti in centro
artistico, che ospita le nuove tendenze dell’arte contemporanea locale. Le vicende di
Pierre si intrecciano con quelle di Claire Forêt, pubblicitaria canadese e di Xiao Ling, giovane artista cinese. Sullo sfondo di una Cina che muta e di un Canada che si interroga,
l’incontro di questi tre personaggi provocherà in ognuno delle trasformazioni risolutive.
Lepage riesce, attraverso questa storia, a raccontare le zone d’ombra della nostra epoca:
le aporie della coppia, il mercato delle adozioni, l’impoverimento delle ideologie, l’asservimento dell’arte alle leggi del mercato, i paradossi della Cina liberale.
Oltre a creare un’abile macchina narrativa, Lepage dà vita a un apparato tecnico e tecnologico di estrema perfezione in cui i cambiamenti di luogo, di atmosfera, di registro,
sembrano frutto di magia. La scenografia, infatti, moltiplica le metamorfosi: l’interno di
un aereo lascia il posto alla hall di un aeroporto, che si trasforma in appartamento e che
diventa poi una strada di Shangai.
Ma oltre a tutti questi elementi, lo spettacolo – come dichiara il regista – fa leva sull’unica
risorsa inesauribile che, a suo avviso, il teatro conosce: l’intelligenza dello spettatore.
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PRIMA italiana
paese Australia, Canada,
Francia, Giappone,
Inghilterra, Irlanda, Italia,
Serbia, Spagna, Stati Uniti
lingua francese, inglese,
mandarino con sottotitoli
in italiano
date 26, 27 giugno
orario 21.00 (26 giugno);
19.00 (27 giugno)
durata 1h e 45min
luogo Teatro di San Carlo
Spettacolo senza
riduzione ma
in abbonamento
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© giusva cennamo
RAMBLAS Vie permanenti
dell’arte
di strada
direzione artistica Giulio Barbato, Claudio Javier Benegas
produzione Taverna Est Teatro
in collaborazione con Napoli Teatro Festival Italia
RambLAs - Vie permanenti dell’arte di strada giunge alla sua terza edizione. Il progetto,
che prende il nome dai viali pedonali al centro di Barcellona dove si esibiscono artisti di
strada, porta mimi, cabarettisti, giocolieri e acrobati anche tra le piazze e le vie di Napoli.
«Ramblas 2011 − spiega Giulio Barbato, che con Claudio Javier Benegas, cura la
direzione artistica del progetto − potrebbe essere la prima edizione con il regolamento
o l’ordinanza comunale approvati. Crediamo sia il momento di consolidare le proposte
fin’ora portate per rafforzare la presenza di vie dedicate all’arte di strada come normalità
nella città di Napoli».
PRIMA ASSOLUTA
Durante i tre fine settimana del Napoli Teatro Festival Italia, artisti provenienti da diverse
zone d’Italia e d’Europa, si esibiranno in vari luoghi della città, tra cui il Centro Storico
e gli spazi antistanti i teatri coinvolti nel Festival, prima dell’inizio degli spettacoli, con
lo scopo di favorire l’incontro tra il pubblico e l’arte di strada.
orario 10.30 - 14.00
(26 giugno, 3, 10 luglio);
17.00 - 20.00 (2 luglio);
17.00 - 20.30 (8 luglio);
16.30 - 20.30 e
22.30 - 00.30 (9 luglio)
Tra gli artisti che parteciperanno al progetto ricordiamo l’irriverente clown argentino
Loco Brusca.
Il 9 luglio, alle 22.30, in Piazza Santa Maria la Nova si svolgerà il Renegade: un libero
cabaret d’improvvisazione in cui gli artisti si esibiranno in numeri non inclusi nei loro
spettacoli.
Ramblas è concepito come un “festival nel festival” con una giuria di esperti che recensirà tutti gli spettacoli selezionando i vincitori per ogni categoria artistica coinvolta, e
una giuria “baby” che premierà autonomamente i propri vincitori. Quest’anno è prevista
anche off Ramblas, sezione collaterale in cui gli artisti partecipanti al bando potranno
esibirsi a cappello all’interno dei percorsi di Ramblas.
Inoltre dal 4 all’8 giugno Loco Brusca terrà un workshop dal titolo Puajjjj, rivolto ad artisti
di strada, attori e performer che avrà la spazzatura come punto di partenza creativa.
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paese Italia
date 26 giugno, 2, 3, 8, 9,
10 luglio
luogo Villa Comunale
(26 giugno, 10 luglio);
via Scarlatti (2, 3 luglio);
via Toledo (8 luglio);
Spaccanapoli e piazza
Santa Maria la Nova
(9 luglio)
date workshop 4, 5, 6, 7,
8 luglio
Performance gratuita
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A PORTRAIT
OF THE
ARTIST
AS A
YOUNG
MAN
(Ritratto dell’artista da giovane)
© Marco Ghidelli
ideazione e regia Lorenzo Gleijeses
produzione Napoli Teatro Festival Italia, Teatro Stabile di Calabria
con la collaborazione di Forum Universale delle Culture 2013, Centro Culturale “La Città del Sole”
Dopo il debutto in teatro nel 1991 a Napoli, al fianco del padre Geppy, Lorenzo Gleijeses
ha sempre cercato nuovi spunti per la propria formazione guardando a maestri di fama
internazionale come Lindsay Kemp, Eimuntas Nekrosius, Yoshi Oida, Eugenio Barba,
Jerzy Grotowski. Premio Ubu 2006 come “Nuovo Attore”, ha lavorato in questi anni, in
teatro e al cinema, con Mario Martone, Cesare Lievi, Michele Placido. Influenze significative
gli sono arrivate anche dal rapporto con Nikolaj Karpov, per il quale è stato Romeo nel
suo Romeo e Giulietta, e da Julia Varley dell’Odin Teatret, della quale è allievo dal 2001.
PRIMA ASSOLUTA
paese Italia
lingua italiano
date 27, 28, 29 giugno
orario 19.30
durata 3h
luogo Ex Asilo Filangieri
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Per il Napoli Teatro Festival Italia, Lorenzo Gleijeses trasforma gli ambienti dell’ex Asilo
Filangieri in tante stazioni che raccontano questa personale evoluzione artistica. «Ogni ambiente − spiega Gleijeses − vive di immagini, idee e prospettive che hanno caratterizzato
l’evoluzione del mio percorso. Ogni ambiente sarà un “cassetto interiore dell’artista” (come
nei quadri di Salvador Dalì), una finestra aperta sulla mia interiorità: il rapporto con me
stesso, con la mia città, il mondo esterno, i territori della mia ricerca. Sarà la ricostruzione
di una mappa psichedelica, l’elettrocardiogramma di un corpus alieno, il cortocircuito di
stati esistenziali, “glocali” e temporali, l’elettroencefalogramma di paesaggi della mente».
La cappella, i terrazzi, il refettorio, la biblioteca dell’Ex Asilo diventeranno tappe di questo
viaggio, “isole esistenziali”, nelle quali si esibiranno affermate realtà del teatro europeo
contemporaneo, conosciute dall’artista durante la sua formazione e provenienti dalle
più diverse forme di ricerca artistica: performer, danzatori, attori, artisti visivi, scenografi,
musicisti, filmmaker, come Pietro Babina, Vidal Bini e Caroline Allaire, Roberto Crea,
Egumteatro, Fuochi, Kinkaleri, TiConZero, Zapruder Filmmakers Group, Antonio Rezza e
Flavia Mastrella, metteranno in scena esibizioni create ad hoc per questo progetto, stralci
di opere create negli anni e istallazioni costruite in diretta sotto gli occhi del pubblico,
mentre lo stesso Lorenzo Gleijeses si esibirà nello spettacolo Cerimonia.
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OTELLO E IAGO,
prologo.
OTELLO E IAGO,
VIAGGIO
IN MARE.
Navigazione teatrale
a vela liberamente tratta
dall’Otello di Shakespeare
© KIO
ideazione e regia Antonella Monetti
produzione Napoli Teatro Festival Italia
in coproduzione con Chiaradanza
in collaborazione con Lega Navale Italiana - Sezione di Napoli
e con la collaborazione di Capri Wonderful Boats/Gianni’s Boat
Otello e Iago come uomini in balia delle onde. È per questo che una barca a vela
diventa luogo-simbolo della loro tragedia e luogo-realtà per lo spettacolo. Spazio ristretto e instabile, l’imbarcazione unisce attori e spettatori in una singolare esperienza
di navigazione teatrale che prende spunto dal dramma shakespeariano. La vicenda
è nota. Otello, il Moro di Venezia, uccide la moglie Desdemona perché Iago, invidioso
del suo potere, ne stuzzica la gelosia procurandogli la prova, che si rivelerà poi falsa,
del tradimento della donna. Due destini dominati da passioni contrastanti, due anime
che si sforzano di imprimere una direzione alle loro vite. Così come cercano di governare la piccola barca a vela, su cui galleggiano insieme col pubblico: il viaggio in mare
è una potente metafora dell’esistenza. Levata l’ancora e alzate le vele, Otello e Iago
si ritrovano gomito a gomito a salpare da Molosiglio veleggiando nella suggestione
del tramonto partenopeo. Con loro c’è anche Emilia, la moglie di Iago. Desdemona
è lontana, ma nello struggimento della sera, Otello non può fare a meno di pensare a
lei. Inglese, italiano e napoletano: le lingue si intrecciano in un parlare fitto che si lascia
interrompere dallo sciabordio delle onde e dalle grida dei marinai che governano la
barca. Tra le incombenze pratiche che incalzano, la dolcezza di Otello sa diventare
anche forza furiosa se si tratta di dominare la tempesta che incombe. Ma riuscirà, con
altrettanta energia, a fronteggiare gli intrighi di Iago? Sarà ugualmente determinato nel
difendersi dalla sua perfidia? Un estenuante duello verbale impegna entrambi in una
contesa che non vede vincitori. Sono tutti, pubblico compreso, sulla stessa barca.
Sospesi nell’abisso.
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Prima assoluta
paese Italia
lingua italiano e inglese
date dal 27 giugno al 13
luglio; 28 giugno (riservata
alla stampa)
orario 19.30 (dal 27
giugno al 13 luglio); 17.00
(1, 2, 3, 8, 9, 10 luglio)
durata 1h e 30 min
luogo Lega Navale Italiana
- Sezione di Napoli
Il Prologo si svolgerà
sul Molo
21
© Le Anh
© Le Anh
Sécheresse
et Pluie
recréation 2011
coreografia e regia Ea Sola
coproduzione Napoli Teatro Festival Italia, Edinburgh International Festival, Sadler’s Wells Theatre, Compagnie Ea Sola
in associazione con Scène nationale de Sénart
Coreografa di fama internazionale, Ea Sola porta al Napoli Teatro Festival Italia
una nuova versione del suo celebre Sécheresse et Pluie (Siccità e Pioggia). Artista
franco-vietnamita, ha lavorato, fin dai primi anni Ottanta, sul tema della memoria
del corpo. Dopo cinque anni di ricerche, nel 1995 ha presentato Sécheresse
et Pluie, un lavoro sulla memoria della guerra in Vietnam. Le 14 danzatrici non
professioniste erano donne di età compresa tra i 55 e gli 80 anni che durante la
guerra avevano dovuto imbracciare il fucile per entrare nella resistenza. Queste
donne, provenienti dalla provincia di Thai Binh, conoscevano solo una danza,
quella del loro paese, ma nella coreografia, hanno lavorato su gesti “ancestrali”
di matrice universale.
Per la nuova versione di Sécheresse et Pluie che sarà presentata in prima assoluta
a Napoli, la coreografa ha coinvolto altre donne vietnamite: donne che durante la
guerra non hanno combattuto, ma che, al fronte, hanno consolato i soldati con il
loro canto. La loro arma era la voce. È così che l’interesse di Ea Sola, sviluppatosi
a partire dalla “memoria di guerra”, giunge alla “memoria del mondo”: «I miei lavori
sulla “memoria di guerra”, dal 1991 al 1995, possono essere considerati come le
premesse di una serie di performance – drammaturgiche e visive –, a cui ho dato
vita tra il 1996 e il 2010, per raggiungere, appunto, un’altra memoria».
E se nella prima versione la coreografa cercava di comprendere le ragioni della
guerra – di qualsiasi guerra –, ora l’attenzione si sposta sul rapporto tra uomo
e natura. Protagonisti della drammaturgia sono, infatti, il Sole e la Pioggia che,
deliziandosi del loro potere, bruciano e inondano la terra, una terra abitata dall’Anonimo che attraversa i campi, cantando il proprio dolore. Udendo il suo lamento,
il Sole e la Pioggia comprendono l’ingiustizia che provocano e decidono, per far
cessare questo caos, di creare le stagioni. «Il Sole, la Pioggia e l’Anonimo, con
il loro canto, formano questa storia, che si sviluppa a partire da un coro diviso
tra l’orchestra e le interpreti del dramma». Ne emerge una profonda e intensa
contaminazione tra tradizione e contemporaneità, tra memoria del passato e
sguardo verso il futuro.
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PRIMA ASSOLUTA
paese Francia, Inghilterra,
Italia, Vietnam
lingua spettacolo senza
uso di parole
date 27, 28 giugno
orario 20.30
durata 1h e 15min
luogo Teatro
San Ferdinando
23
© fondazione campania dei festival
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SACRIFICIUM,
VICTIMS OF MUSICAL
SENSUALITY
regia e coreografia originali Ismael Ivo
compagnia Les Danseurs Napolitains
produzione Napoli Teatro Festival Italia
in collaborazione con Paestum Festival
LE SACRE
DU PRINTEMPS
regia e coreografia originali Ismael Ivo
compagnia Les Danseurs Napolitains
produzione Napoli Teatro Festival Italia
in collaborazione con Paestum Festival, Leuciana Festival (riallestimento per la IV edizione di Napoli Teatro Festival Italia)
Coreografia ideata da Ismael Ivo, Le Sacre du Printemps è stato portato in scena nel
2010 nell’ambito del Campania Teatro Festival Italia. Lo spettacolo, coprodotto dalla
Fondazione Campania dei Festival, dal Paestum Festival e dal Leuciana Festival, era il
frutto di un progetto studiato per valorizzare i danzatori campani e prevedeva un bando,
attraverso il quale Ismael Ivo aveva selezionato quattordici danzatori entrati a far parte
della compagnia Les Danseurs Napolitains. Il coreografo e danzatore brasiliano, coinvolse
i danzatori scelti a partecipare ad una “residenza creativa” della durata di quattro settimane. Il luogo, tanto semplice quanto singolare: un antico granaio ristrutturato di Paestum
dove i danzatori hanno lavorato insieme al maestro, ma hanno soprattutto respirato i
profumi, ascoltato i rumori e osservato i colori del paesaggio. Frutto di quell’esperienza
è un’originale rilettura del rituale della primavera ispirato al libretto di Igor Stravinskij. Un
vero e proprio inno colmo di riferimenti alla Magna Grecia, che celebra da un lato l’identità
culturale e lo spirito mediterraneo della compagnia e, dall’altro, auspica una primavera
priva di disastri ambientali. Quest’anno, Le Sacre du Printemps sarà preceduto dal
prologo in prima assoluta Sacrificium, victims of musical sensuality, una coreografia sul
mondo dei “castrati”, i giovani che erano privati della propria sessualità affinché la loro
voce non mutasse e continuasse a mantenere anche in età adulta l’acutezza tipica dei
fanciulli. La performance è ispirata al lavoro Sacrificium di Cecilia Bartoli, in cui l’illustre
cantante lirica, celebra le “voci bianche” del ‘700 napoletano, tra cui Carlo Broschi detto
Farinelli e Gaetano Majorano detto Caffarelli, allievi del maestro Nicola Porpora. Ismael Ivo
concepisce la coreografia come una danza che è dialogo tra corpo e anima: un’anima
che cerca di ritrovare nel corpo mutilato quell’equilibrio sacrificato in nome della musica.
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Sacrificium
PRIMA ASSOLUTA
e Le Sacre du Printemps
paese Brasile, Italia
lingua spettacolo senza
uso di parole
date 27, 28 giugno
orario 22.30
durata 20min+1h
luogo Real Albergo dei
Poveri (Cortile Quadrato)
Biglietto unico
per i due spettacoli
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© enrico fedrigoli
© enrico fedrigoli
© enrico fedrigoli
T.E.L.
338171, TEL
ideazione Luigi de Angelis e Chiara Lagani
drammaturgia Chiara Lagani
regia Luigi de Angelis
produzione Napoli Teatro Festival Italia
in coproduzione con Ravenna Festival, Fanny & Alexander, Tempo Reale
in collaborazione con Festival delle Colline Torinesi - Torino Creazione Contemporanea, Fondazione Teatro Piemonte
Europa - Teatro a Corte, Santarcangelo 41. Festival Internazionale del Teatro in Piazza
e in collaborazione con Rai Radio 3
con il sostegno di Autorità Portuale di Napoli, Distaccamento della Marina Militare di Napoli - M.O.V.M. Vincenzo
Ciaravolo, Capitaneria di Porto, Ufficio Affari Generali dello Stato Maggiore dell’Esercito, II Comando delle Forze di
Difesa di San Giorgio a Cremano (NA)
con il patrocinio di Ministero della Difesa
T.E.L. inaugura il nuovo progetto (2011/2013) che la compagnia ravennate Fanny
& Alexander sta sviluppando a partire dalle opere e dalla figura storica di Lawrence
d’Arabia. Al Napoli Teatro Festival Italia saranno presentate le prime due tappe del
progetto: uno spettacolo dal titolo T.E.L. e un radiodramma, 338171, TEL.
PRIMA ASSOLUTA
Archeologo, agente segreto, ufficiale britannico, scrittore, Lawrence d’Arabia fu soprattutto uno dei capi della rivolta araba di inizio Novecento e stratega della guerriglia,
tecnica di combattimento per mezzo di veloci incursioni che teorizzò nell’edizione
del ’29 dell’Enciclopedia Britannica.
date 30 giugno, 1, 2, 3
luglio
T.E.L. è un dispositivo per comunicazioni utopiche. Due attori, collocati in due luoghi
diversi (uno al Molo San Vincenzo di Napoli e uno al Teatro Astra di Torino), lontani
nello spazio, forse anche nel tempo, ma in collegamento continuo tra loro via internet,
daranno vita a un dialogo a distanza. Due pubblici differenti saranno testimoni simultanei del loro possibile-impossibile confronto.… Nel radiodramma 338171, TEL, che
avrà luogo il 1° luglio – e che quindi è parte integrante ma autonoma – un cronista,
intercettando e interpretando gli eventi acustici dello spettacolo, li renderà accessibili
per frammenti a un terzo pubblico, più vasto, raggiunto ovunque, radiofonicamente.
E se T.E.L. è l’acronimo di Thomas Edward Lawrence, nel titolo del radiodramma
diviene sigla misteriosa accompagnata da un codice: il numero di matricola che
questo complesso personaggio aveva alla Royal Air Force, 338171. L’ossessione
per l’idea di dispositivo della comunicazione utopico, intesa come possibile e impossibile apostrofe poetica e politica a un pubblico-comunità, è infatti il filo rosso che
unisce la presentazione delle due parti di questa prima fase del progetto di Fanny &
Alexander, che non si limita dunque al racconto della storia di Lawrence ma propone
un parallelismo tra l’ostinazione e la fede a un’ideale dell’ufficiale (e il suo fallimento)
e l’ostinazione utopica del teatro nella società di oggi.
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paese Italia
lingua italiano
orario 20.00
durata 1h e 15min
luogo Molo San Vincenzo
Il Festival garantisce
un servizio navette per
accompagnare il pubblico
dalla Darsena Acton al Molo
San Vincenzo
338171, TEL, radiodramma in
diretta radiofonica realizzato
e messo in onda dalla sede
Rai di Napoli il 1 luglio alle
ore 21.00
Il radiodramma potrà essere
ascoltato in diretta sulle
frequenze di Radio 3 e sul sito
www.radio3.rai.it
27
© Johan Persson
© Johan Persson
THE
TEMPEST
di William Shakespeare
regia Declan Donnellan
produzione Moscow’s Chekhov International Festival, Les Gémeaux - Scène National de Sceaux
in collaborazione con Cheek by Jowl
Declan Donnellan, regista inglese di fama internazionale, porta per la prima volta
in Italia The Tempest di William Shakespeare proponendo un allestimento che pur
rimanendo fedele al testo, offre allo spettatore una chiave di lettura contemporanea.
La vicenda è nota: Prospero, legittimo Duca di Milano, e sua figlia Miranda sono
stati esiliati per circa dodici anni in un’isola, dopo che il geloso fratello di Prospero,
Antonio, aiutato dal re di Napoli, lo aveva deposto e fatto allontanare. In possesso
di arti magiche Prospero è servito controvoglia da uno spirito, Ariel, che egli ha
liberato dall’albero dentro il quale era intrappolato. Prospero, avendo previsto che
il fratello Antonio sarebbe passato nei pressi dell’isola con una nave, organizza la
propria vendetta e scatena una tempesta che causa il naufragio della nave. L’isola
riprenderà vita grazie al mostro Caliban e agli uomini della ciurma che, tra intrecci
e vicende, riusciranno a portare la calma e l’inaspettato lieto fine. Infatti Prospero si
riconcilia con il fratello e rinuncia alla magia con un famoso monologo nel quale molti
studiosi hanno visto un riferimento a Shakespeare che con quest’opera abbandona
il teatro e ha l’occasione di riconciliarsi con se stesso e la società.
The Tempest, infatti, è la penultima opera del Bardo, quella in cui meglio emerge il
suo pensiero e in cui sceglie di svelare tutti i trucchi del proprio teatro. Facendo leva
su questi elementi, Donnellan mette in scena la commedia in russo. Una decisione
che non coinvolge semplicemente la lingua (in quanto traduzione) ma che conferisce all’opera nuovi significati: è così che l’inglese shakespeariano si arricchisce di
quel senso dell’assurdo e di quella sottile ironia tipica della letteratura russa (alcuni
critici ne hanno paragonato l’umorismo a quello de L’Ispettore generale di Gogol e
dell’Ivanov di Cechov).
Il rapporto di Donnellan con il teatro russo ha inizio nel 1994 quando fu invitato al
Chekhov International Festival con l’opera Measure For Measure che fu la prima
di undici sue produzioni presentate a Mosca. Il regista lavora da undici anni con la
stessa compagnia di attori russi e questo sodalizio fa sì che la recitazione, priva di
virtuosismi, renda la commedia moderna e delicata. Con questa produzione Shakespeare va oltre la barriera del linguaggio e chiede al suo pubblico di immergersi
nel mondo creato dal palcoscenico.
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PRIMA italiana
paese Francia, Inghilterra,
Russia
lingua russo con sottotitoli
in italiano
date 30 giugno, 1 luglio
orario 20.30
durata 2h
luogo Teatro Mercadante
29
© tsukasa aoki
the
yalta
conference
testo e regia Oriza Hirata
produzione Seinendan Theatre Company
con il sostegno di Agency for Cultural Affairs
in collaborazione con Santarcangelo 41.Festival Internazionale del Teatro in Piazza
e con la collaborazione di Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Napoletano
PRIMA italiana
paese Giappone
lingua giapponese con
sottotitoli in italiano
date 1, 2, 3 luglio
orario 18.30
durata 30min
luogo Museo di
Capodimonte
(Sala degli arazzi)
Biglietto unico per The Yalta
Conference e Tokyo Notes.
Al termine dello spettacolo
il pubblico è invitato a un
sushi break
La tournée italiana della
compagnia Seinendan è
realizzata in collaborazione
con The Japan Foundation
/ Performing Arts
Programme for Europe
30
The Yalta Conference può essere considerato come la caricatura della Conferenza
di Yalta, il vertice che si tenne nel febbraio 1945 in cui Franklin Roosevelt, Winston
Churchill e Joseph Stalin discussero del futuro assetto mondiale postbellico. Nello
spettacolo di Oriza Hirata, i dialoghi tra i tre capi di stato di Stati Uniti, Inghilterra
e Russia vertono, per i primi quindici minuti, sulla spartizione dell’Europa mentre,
per i successivi quindici, sulle strategie per affrontare il Giappone.
The Yalta Conference è stato acclamato in tutto il mondo per la capacità con cui il
regista è riuscito ad offrire una panoramica, scevra di pregiudizi e ideologie, della
storia del XX secolo attraverso un tagliente “umorismo nero”. Molti politologi e
giornalisti presenti al debutto giapponese, hanno sottolineato la verosimiglianza
dell’opera dichiarando come i dialoghi, seppur non “veri”, fossero assolutamente plausibili. Infatti, nonostante le parole che Hirata mette in bocca a Churchill,
Stalin e Roosevelt siano frutto di invenzione, i dialoghi raccontati in questa “black
comedy” sono stati composti a partire da fitte ricerche storiografiche. È così che
la discussione, tra toni seri e faceti, rivela tutto l’egoismo delle nazioni coinvolte.
Sia questo spettacolo sia Tokyo notes (in programma al Festival negli stessi giorni)
mostrano allo spettatore occidentale le nuove tendenze del teatro giapponese,
in particolare il lavoro che Oriza Hirata sta svolgendo con la compagnia Seinendan, da lui fondata a Tokyo nel 1983 con lo scopo di dar vita a un nuovo teatro a
partire dalla teoria da lui concepita del “teatro colloquiale contemporaneo”. Negli
ultimi decenni, infatti, il teatro moderno giapponese si è sviluppato importando
una drammaturgia fondata su logiche occidentali. Così, stili di scrittura e strutture
logiche estranee al linguaggio giapponese sono state meccanicamente perpetrate
in modo sterile. L’obiettivo di Hirata è di riconsiderare le teorie teatrali esistenti per
costruire un nuovo spazio teatrale sul palcoscenico che tenga conto dello stile di
vita giapponese, creando allo stesso tempo un nuovo linguaggio teatrale che sia
fusione tra forma scritta e forma orale. Il “teatro colloquiale contemporaneo” può
segnare così la nascita di una nuova e reale tendenza che rifletta la complessa
mentalità della società giapponese contemporanea.
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tokyo
notes
© tsukasa aoki
testo e regia Oriza Hirata
produzione Seinendan Theatre Company
con il sostegno di Agency for Cultural Affairs
in collaborazione con Santarcangelo 41.Festival Internazionale del Teatro in Piazza
e con la collaborazione di Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Napoletano
Scritto nel 1994, Tokyo Notes è uno dei testi più interessanti del giapponese Oriza
Hirata, autore di una trentina di drammi, ma anche regista, teorico del teatro e
direttore della compagnia Seinendan (1983). L’opera ha ottenuto numerosi premi,
è stata tradotta in nove lingue ed è stata messa in scena sia nei teatri che nelle
gallerie d’arte di diverse città del mondo. Tokyo Notes è un testo innovativo per
il teatro giapponese, un teatro solitamente caratterizzato da avvenimenti violenti,
spettacolari e lunghi discorsi. Hirata invece, profondamente influenzato dal teatro
occidentale, sceglie di portare in scena un dramma in cui non accade nulla, in cui
è la quotidianità (dei gesti, delle azioni, del linguaggio) ad essere protagonista.
L’azione si svolge in un futuro prossimo a Tokyo. Dall’altra parte del mondo,
l’Europa è dilaniata da una guerra civile. Per salvare il patrimonio artistico occidentale, molti quadri vengono portati in Giappone. Ed è in una galleria d’arte che
ospita una mostra su Vermeer che è ambientata la vicenda. I venti personaggi
che la popolano si incrociano per evocare la loro quotidianità, fatta di storie di
coppia, famiglia, futuro. Non esiste un intreccio ma piuttosto una sequenza di
istantanee, di scatti fotografici. I dialoghi si basano su un’economia linguistica
fatta di parsimonia di parole, una lingua ellittica che caratterizza il teatro di Oriza
Hirata e che talvolta è stata paragonata alla poesia haïkaï. Con le sue tante storie
che formicolano sulla scena, Tokyo Notes colpisce per la capacità di cogliere la
vita pur lasciandola scorrere, per il suo modo di esprimere l’essenziale fingendo
di non parlare di niente. In questo emerge la grande innovazione drammaturgica
di Hirata: fondere la cultura tradizionale giapponese con i tratti della modernità
occidentale.
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PRIMA italiana
paese Giappone
lingua giapponese con
sottotitoli in italiano
date 1, 2, 3 luglio
orario lo spettacolo
inizierà al termine di
The Yalta Conference,
preceduto da un sushi
break
durata 1h e 45min
luogo Museo di
Capodimonte
(Salone delle feste)
La tournée italiana della
compagnia Seinendan è
realizzata in collaborazione
con The Japan Foundation
/ Performing Arts
Programme for Europe
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VARIAZIONI
SUL MITO.
Femminile sotterraneo
Arianna o il labirinto
Palinodia per Elena
Antigone, nozze di morte
© fabio donato
da un’idea di Luca De Fusco
testi di Monica Centanni e Daniela Sacco da Omero, Eschilo, Sofocle, Gorgia, Pausania, Friedrich Nietzsche, Hugo von
Hofmannsthal, Ezra Pound, Maria Zambrano, Cesare Pavese, Friedrich Dürrenmatt
elaborazione drammaturgica Daniela Sacco
regia Bruno Garofalo
produzione Napoli Teatro Festival Italia
in coproduzione con Teatro Stabile di Napoli
PRIMA assoluta
paese Italia
lingua italiano
date dall’1 al 13 luglio
(tranne 7 luglio)
orario 20.45 (1, 8 luglio:
Arianna o il labirinto;
2, 9 luglio: Palinodia
per Elena; 3, 10 luglio:
Antigone, nozze di morte).
17.45 (4 luglio: Arianna;
5 luglio: Elena; 6 luglio:
Antigone). 17.15 (11 luglio:
Arianna; 12 luglio: Elena;
13 luglio: Antigone)
durata 1h
luogo Tunnel Borbonico
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Il tunnel borbonico è un’imponente galleria che si snoda nelle profondità di Monte
Echia. È questo il luogo in cui si svolge lo spettacolo Variazioni sul mito. Spazio
misterioso e suggestivo, saturo di storia e pregno di echi leggendari, coinvolge
e travolge il pubblico che, nel momento stesso in cui vi accede, cambia status,
diventando protagonista dell’azione scenica. A fargli da guida tra angusti cunicoli
e ampie volte di tufo è Giovanna Di Rauso che, di volta in volta, dà corpo e voce
ad Antigone, Elena e Arianna. Un monologo per sera, a formare una trilogia per tre
aspetti del femminile che, scrive la drammaturga Daniela Sacco, «sono tanto diversi
quanto legati da una comune appartenenza a una dimensione sotterranea, segreta
e oscura che ne legittima la collocazione nelle profondità della terra».
Il mito, che per il suo carattere multiforme si presta a una continua rielaborazione,
viene riproposto attraverso la contaminazione tra testi degli autori più vari: da Omero
e Sofocle a Friedrich Dürrenmatt, passando per Nietzsche, Hofmannsthal e Cesare
Pavese. Si realizza così un cortocircuito tra passato e presente capace di parlare
ai contemporanei.
Tre donne del mito, dunque, per dar voce alle mille sfaccettature della femminilità,
tre donne che si raccontano al pubblico invitandolo a compiere un iter ad Inferos,
un viaggio sotterraneo nei meandri nascosti della città e della psiche, nei cui recessi
oggi le figure del mito sono state ricacciate e hanno trovato inquieta dimora. E non
potevano essere che tre eroine, archetipi dell’eterno femminino, a condurre il gioco:
Arianna, sorella incestuosa del Minotauro, donna abbandonata dall’eroe, signora del
Labirinto e dea sposa di Dioniso; Elena la bellissima, colpevole e innocente, donna
della guerra e oggetto della contesa, il cui nome rifrange tutta l’ambiguità della sua
figura; Antigone straniera alle leggi della polis, coraggiosa ribelle, eroina degli Inferi
e ostinata sposa di Ade.
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la
tana
© giuseppe d’anna
di Franz Kafka
drammaturgia Gianni Garrera
regia e adattamento Francesco Saponaro
produzione Napoli Teatro Festival Italia
in collaborazione con Eruzioni Festival
produzione esecutiva Officinae Efesti
Mascia Musy è la protagonista di La Tana di Franz Kafka per la regia di Francesco
Saponaro. Nel monologo un imprecisato animale, impegnato a difendersi da nemici
improbabili, progetta e sistema la sua tana, accumula provviste, costruisce e demolisce
ipotesi di difesa.
Il tema del nemico invisibile, del sospetto, della paura dell’imponderabile, affrontato da
Kafka viene ripreso in questo lavoro per il Napoli Teatro Festival Italia rendendo ancora
più evidente la scelta estrema di questo essere, a metà tra animale e uomo, che rifiuta
il mondo reale e, nel costruire il proprio rifugio sotterraneo, si isola completamente
dagli altri individui.
«Quello che mi affascina in Kafka − scrive Francesco Saponaro nelle note di regia −
è l’atteggiamento mistico che serba in sé una piega prosaica, il gusto beffardo per
un’umanità apparentemente corrotta nella deformazione del corpo e della voce. Il
suo immaginario rende sensibile la distanza abissale tra una cosa e il suo contrario.
La sua verità è sempre maliziosa, ibrida e, in quanto profondamente contraddittoria,
terribilmente teatrale. Il comportamento della creatura ne La Tana è simile a quello di
un animale ammaestrato. Più che a un cherubino fiabesco e rassicurante penso ad
una creatura ibrida, un “freak” che evochi la “Donna Scimmia” dell’omonimo film di
Marco Ferreri, ambientato in un quartiere popolare di Napoli. Ne La Tana è ammutolita la
musica canonica. Si sono estinte le melodie. Restano il lontano fracasso di una banda,
suoni ridotti a sussurri appena percepibili, rumori rauchi e bisbigli, riflessi residuali di
luce, il formicolio balbuziente di un vecchio elettrodomestico abbandonato».
Il tufo e i corridoi della catacomba di San Gennaro daranno al pubblico la sensazione di
trovarsi realmente in quel nascondiglio, fatto di cunicoli e piazze, che Kafka descrive nel
suo racconto. La Catacomba, cimitero dai tempi dell’Impero Romano fino al X sec. d.C.,
sembra un luogo lontano dal mondo, dove ombre e spazi angusti, uniti al rimbombo
del più piccolo rumore, amplificano le angosce di quell’animale che, spostandosi tra
i corridoi stretti della tana, termina il racconto impegnato a decifrare un sibilo, a volte
intermittente, sul quale la sua mente costruisce le ipotesi più svariate.
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PRIMA assoluta
paese Italia
lingua italiano
date 2, 3, 4, 5 luglio
orario 19.00 e 20.30
(doppia replica)
durata 40min
luogo Catacomba di San
Gennaro
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FAUST
o della bella vita
drammaturgia e regia Sara Sole Notarbartolo
coproduzione Taverna Est Teatro, Libera Scena Ensemble
con il sostegno di Goethe Institut
in collaborazione con La Friche La Belle de Mai (Marsiglia), La Vicaria (Palermo)
Sara Sole Notarbartolo torna al Napoli Teatro Festival Italia con una nuova produzione.
La regista e drammaturga napoletana insieme alla compagnia Taverna Est Teatro,
di cui è stata co-fondatrice nel 2004, presenta una reinterpretazione del Faust di
Goethe in chiave contemporanea.
Superando la contrapposizione dell’opera ottocentesca tra azione e conoscenza,
il Faust di Sara Sole Notarbartolo si immerge nel presente raccontando l’incomunicabilità e l’inazione del nostro tempo schiacciato tra precarietà ed emarginazione,
come racconta la stessa regista: «Questa storia, narrata per musiche e incastri, che
procede per errori e paradossi, unisce una leggenda forte ed eterna come quella
del Faust con le piccole miserie del nostro paese».
In questo contesto emergono, così, personaggi nuovi e singolari: Gesù è il Cristo
che, ormai deluso dal genere umano, gestisce una piccola radio indipendente, “Radio
Gesù Salva e Libera” e vende il proprio sangue per pagare l’affitto; Margherita è una
giovane trentenne, disoccupata, vergine e depressa; Mefistofele è un contrabbandiere di organi, iperattivo e poco astuto; Lucifero, il capo dei demoni, lavora con
contratti a progetto in una hot line; Belzebù, personaggio sexy e sadico, vende falsi
oroscopi a cottimo.
PRIMA assoluta
paese Italia
lingua italiano
date 2, 3, 4 luglio
orario 20.00 (2, 3 luglio);
21.00 (4 luglio)
durata 1h e 35min
luogo Teatro
San Ferdinando
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La storia li posiziona in questo contesto di povertà ed alienazione per metterli alla
prova, per capire come si comporta un “essere sovrumano” tra le miserie della
nostra vita, in un mondo sempre più violento, impaurito e senza speranza. Unica
luce che sembra emergere all’interno della trama è quella del personaggio di Faust,
scrittore geniale ma costretto dalle circostanze a scrivere banalità commerciali, che
aspira ancora ad un’esistenza migliore, anche se attorniato e sopraffatto dai suoi
condomini che, con la sua inconsapevole partecipazione, stanno progettando la
distruzione del mondo.
Sulle musiche di Giovanni Block, lo spettatore si troverà, dunque, di fronte alla rappresentazione scenica di un condominio, una palazzina a due piani con tre appartamenti
ciascuno, dal quale i protagonisti non escono mai.
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© Gilda Kiwua Notarbartolo
© Gilda Kiwua Notarbartolo
© nicolas ruel
ÉTUDE no. 1
coreografia e direzione artistica Marie Chouinard
produzione Festival Danse Canada (Ottawa)
con il sostegno di ImPulsTanz (Vienna)
LES TROUS
DU CIEL
(Versione 2011)
coreografia e direzione artistica Marie Chouinard
produzione Centre National des Arts (Ottawa), Festival du Théâtre des Amériques (Montréal)
La coreografa canadese Marie Chouinard presenta al pubblico del Napoli Teatro
Festival Italia due performance nella stessa serata: Étude no. 1 e Les Trous du ciel,
rispettivamente un solo di danza e un balletto in un atto.
In venticinque anni di attività Marie Chouinard ha realizzato una cinquantina di performance, coreografie – solistiche e di gruppo – e installazioni, spaziando dalla regia
teatrale a quella video, dall’ideazione di costumi alla composizione musicale alla
passione per la fotografia e per la scrittura. Con l’interattività ha lavorato accostandosi
alla composizione sonora in tempo reale in diversi lavori dell’ultimo periodo, come
nel solo Étude no. 1 appositamente ideato per la danzatrice Lucie Mongrain e che
ha segnato il ritorno della coreografa alla forma solista. In questo solo, la Chouinard,
crea una danza geometrica e scatenata dove il corpo diventa il pretesto per un insieme di movimenti tanto disarticolati quanto incredibilmente ondulatori e armoniosi
di cui la musica è il prolungamento, una danza di “ferro” amplificata dalle note che
si diffondono in tempo reale.
Les Trous du ciel è uno spettacolo del 1991, ricreato in una versione inedita e presentato a Montréal in occasione del ventennale della compagnia della Chouinard. A
Napoli lo spettacolo è presentato in debutto europeo. Il balletto vede dieci danzatori
in scena e si ispira alle peregrinazioni di una antica tribù eschimese. Tra latrati di cani
e migrazioni di uccelli, tra voci filtrate e respiri amplificati, i “trous du ciel” (letteralmente
“buchi del cielo”, ovvero come gli eschimesi chiamano le stelle) tessono una ragnatela
di emozioni. Su un palco vuoto, si odono i passi di una banda solitaria che avanza
verso un’immensità di luce. Energia e ritmo sono elementi che contraddistinguono
il lavoro della Chouinard, definita dalla critica “femme sauvage du Quebec” (donna
selvaggia del Quebec), per il suo stile coreografico apparentemente rude e selvaggio.
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étude no. 1
e Les Trous du ciel
(versione 2011)
PRIMA europea
paese Canada
lingua spettacolo senza
uso di parole
date 2, 3 luglio
orario 22.30
durata 35min+1h
luogo Real Albergo dei
Poveri (Cortile Quadrato)
Biglietto unico
per i due spettacoli
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HOMUNCULUS,
IL NERONE
DI NAPOLI
drammaturgia Enrico Groppali
regia Paolo Castagna
produzione Napoli Teatro Festival Italia
in coproduzione con Compagnia Molière
con la collaborazione di Forum Universale delle Culture 2013
«Pochi sanno – racconta Giancarlo Condé – che Francesco Mastriani, il famoso
scrittore napoletano considerato dagli storici della letteratura italiana il più geniale
precursore di Émile Zola, che in settant’anni di vita varò oltre novecento titoli tra cui
ben centosette romanzi d’appendice di grande successo popolare, oltre ad insegnare
lingue straniere nei ritagli di tempo che gli concedeva l’impiego alla dogana, esercitò
per un breve periodo la professione di guardiano notturno nei musei della sua città
natale». La tradizione vuole che la vocazione letteraria dell’autore dei Misteri di Napoli sia, infatti, nata in seguito alle suggestioni provocate in lui dai quadri, osservati
attraverso la scarsa illuminazione di cui godevano i musei nelle ore notturne.
PRIMA assoluta
paese Italia
lingua italiano
date 4, 5 luglio
orario 21.30
durata 1h e 10min
luogo Ex Asilo Filangieri
(Cappella)
38
Il testo di Homunculus, il Nerone di Napoli racconta la nascita della vocazione letteraria
di Mastriani partendo dalla notte in cui questi debutta nel suo nuovo insolito compito
di custode: Giancarlo Condé immagina come il romanziere improvvisamente non
scorga più né statue né dipinti ma un’immensa carta geografica sulla quale, racchiusa
in un circolo segnato a penna da un pennello rosso come il sangue, campeggia la
parola “Mannheim”, nota città della Germania. Lo scrittore viene, quindi, posseduto
dai fantasmi di due eccentrici personaggi del passato, che lo conducono attraverso
una vera e propria trasformazione. La sua imponente statura si riduce a quella di un
uomo di modeste dimensioni, tanto che lui stesso assistendo alla propria mutazione,
si ribattezza “Homunculus”; una seconda metamorfosi lo porta a riacquistare la sua
forma precedente unita ad una sorprendente giovinezza e alla capacità di infami
prodezze, tanto da fregiarsi del titolo di “Nerone di Napoli”. Una volta tornato se
stesso, Mastriani decide di raccontare la propria esperienza nel libro Il mio cadavere,
considerato il primo romanzo giallo scritto in Italia.
Nella regia di Paolo Castagna – allievo del regista polacco Jerzy Grotowski e per
dieci anni assistente di Luca Ronconi –, Mastriani, come un medium tra passato e
presente, cronaca e storia, realtà e immaginazione, “scriverà” con la voce e coi gesti
la storia dei personaggi che lo abitano e ai quali deve la propria vocazione letteraria.
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© luciano romano
ferito
a morte preludio
dal romanzo di Raffaele La Capria
regia Claudio Di Palma
produzione Napoli Teatro Festival Italia
in coproduzione con Teatro Stabile di Napoli, Vesuvioteatro
in collaborazione con 32ª edizione del festival “Benevento Città Spettacolo”
Palazzo Donn’Anna, costruito com’è su un costone di tufo che pare galleggi sull’acqua, è indubbiamente uno dei luoghi più suggestivi di Napoli. È qui che Raffaele La
Capria ha ambientato Ferito a morte, con cui cinquant’anni fa vinse il Premio Strega.
E sarà proprio al cospetto del «palazzo che naviga nel mare» che la voce intensa
di Mariano Rigillo e la partitura musicale di Paolo Vivaldi, con la regia di Claudio Di
Palma, faranno rivivere la suggestione delle pagine di Raffaele La Capria. Soprattutto
quelle del romanzo La neve del Vesuvio che, benché pubblicato negli anni Ottanta,
può essere considerato il preludio di Ferito a morte.
Qui La Capria aveva impietosamente disegnato il ritratto della borghesia della Napoli
postbellica: ne è l’emblema, Massimo De Luca, dopo una giovinezza spensierata
trascorsa tra battute di pesca e incontri al circolo nautico, circondato da un’umanità
calda ma dalle prospettive troppo limitate, si ritrova a fare i conti con l’amarezza per
la doppia perdita della donna e della città che ha amato e che rappresentano ormai
solo un’irrimediabile «occasione mancata».
La neve del Vesuvio è il sapore dell’infanzia, con la sua stupita percezione del mondo. Ma è anche il racconto di una totalità intensamente vissuta con la complicità di
quello specchio d’acqua che bagna Posillipo, in cui l’energia positiva di una bella
giornata era intrisa del colore e del profumo del mare. È, insomma, il romanzo della
fanciullezza: il mondo di Tonino, il protagonista, è tutto un susseguirsi di sensazioni
ed emozioni che lo scrittore registra con una prosa asciutta e rotonda, conforme alla
sua poetica volta a «trovare parole simili a questi sassi, precise e in sé concluse».
Da qui lo spettacolo: niente di meglio, che calare il pubblico nel contesto della narrazione, sulla spiaggia lambita dallo stesso mare su cui si erge Palazzo Donn’Anna. Il
caldo timbro partenopeo della voce di Mariano Rigillo, che si confonde nella risacca
e si intreccia con la musica, scandisce il malinconico passaggio da una infanzia
nutrita di sole a una vita adulta priva di orizzonti.
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PRIMA assoluta
paese Italia
lingua italiano
date 6, 7 luglio
orario 20.30
durata 1h
luogo Bagno Sirena
Spettacolo gratuito fino
a esaurimento posti
39
SAÏD
EL FELIZ
© Hervé Bellamy
ideazione e interpretazione Thomas Germaine
coproduzione Théâtre des Quartiers d’Ivry, La 56ème Compagnie
PRIMA italiana
paese Francia
lingua francese con
sottotitoli in italiano
date 6, 7 luglio
orario 21.00 (6 luglio);
21.30 (7 luglio)
durata 1h e 30min
luogo Institut Français de
Naples Le Grenoble
Spettacolo gratuito fino
a esaurimento posti
Si ringrazia l’Institut
Français de Naples Le
Grenoble per la tournée
italiana della compagnia
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Una commedia dell’arte dai toni agrodolci che mira a mettere in evidenza il delicato tema dell’immigrazione. Un attore solo in scena accompagna il pubblico in un
vortice di emozioni intense, interpretando contemporaneamente sia il protagonista
Saïd, giovane marocchino esiliato, sia i personaggi della sua epopea che si aggirano
come in un teatro di ombre intorno alla solitudine di una realtà talvolta infantile e
spesso violenta.
Thomas Germaine, autore ed interprete, ha dato vita a Saïd un giorno in cui si trovava
a Barcellona, davanti agli uffici dello sportello immigrazione. Germaine arricchisce
questa visione di elementi della commedia dell’arte immaginando il giovane emigrante come un piccolo Arlecchino del XVI secolo trasportato nella realtà di oggi. Il
protagonista sogna Parigi perché «l’Africa è una madre dal ventre fecondo. I suoi
figli devono uscirne per poter sopravvivere», come afferma Germaine nelle note di
regia. In Europa cercherà fortuna e speranze ma cadrà in tutte le trappole di un paese
mistificatore, troppo spesso specchietto per le allodole. È la storia di un viaggio dove
il giovane protagonista affronta prima la ricerca di sé, poi quella dell’altro fino ad arrivare al punto più importante, il riconoscimento sociale. Saïd, nonostante le difficoltà
che incontra nel proprio percorso, si destreggia sulla scena come un funambolo e
conquista gli spettatori con un delicato umorismo incantatore.
La maschera indossata rivela una scelta precisa, quella di inquadrare una realtà
dove si confondono bestialità e poesia, dove il commediante posa lo sguardo sulle
disfunzioni di una società che appare come la terra promessa per poi diventare il
luogo delle disillusioni. Riso e pianto si mescolano tra la farsa e la tragedia. Fedele
allo spirito della commedia dell’arte, l’attore a partire da un canovaccio, reinventa le
avventure del proprio personaggio, così da portare in scena uno spettacolo che ha
ogni volta un sapore diverso.
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cristiana
famiglia
© paolo foti
drammaturgia e regia Fortunato Calvino
produzione Prospet Promozione Spettacolo
Fortunato Calvino porta al Napoli Teatro Festival Italia Cristiana Famiglia, testo da lui
scritto nel 1999 e comparso per la prima volta nella raccolta Teatro, edita nel 2007.
In questo lavoro, l’autore rielabora i temi che gli sono più cari, quali l’usura, l’emarginazione sociale, la violenza della malavita, la solitudine: Fortunato Calvino, infatti,
fin dall’esordio come regista e scrittore nel 1990, ha sempre affrontato tematiche di
respiro sociale, economico e politico.
In Cristiana Famiglia il nucleo domestico diventa il luogo in cui si scontrano due concezioni di vita e due modi di emergere dal degrado: da un lato il fratello operaio legato
a valori di umanità e di onestà, vittima di un contesto economico che lo emargina
mortificando il suo impegno politico; dall’altro il fratello più giovane, che ambisce a
diventare un boss malavitoso e usa la violenza per ottenere denaro e potere.
All’interno della trama, un ruolo di raccordo tra le due realtà in lotta è offerto dalle
figure femminili di madre, sorella e mogli dei protagonisti, che cercano di raccogliere
i frammenti di una realtà che si va disgregando. Le donne si muovono all’interno dei
topoi classici della vita napoletana dei vicoli, tra gli altarini di Santa Rita, le tentazioni
date dal benessere derivato dal facile guadano e le voci assordanti dei tanti televisori
che occupano gli ambienti domestici.
E proprio dagli schermi televisivi riecheggiano in sottofondo le notizie di una guerra
imminente, che in questo contesto assume un duplice significato, concreto e simbolico, e che coinvolgerà i protagonisti in un finale inaspettato, mantenendo una
suspense da sceneggiato televisivo fino alla conclusione del dramma: «La tv − afferma
Calvino nelle note di regia − ci abitua a convivere con la guerra e le sue mostruosità
e la “nostra famiglia” è talmente immersa nelle sue beghe, che quando la guerra
scoppierà violenta, trascinandola in un abisso senza fondo, non se ne renderà conto.
L’imbarbarimento sarà compiuto».
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PRIMA assoluta
paese Italia
lingua italiano
date 7, 8 luglio
orario 19.00
durata 1h e 15min
luogo Teatro Mercadante
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hybris
© sergio montebello
di Enrico Frattaroli
da Sofocle
produzione Neroluce (frattaroli & mazzi), Napoli Teatro Festival Italia, Florian - Teatro Stabile d’Innovazione (Pescara)
in collaborazione con ATCL - Associazione Teatrale Comuni del Lazio (Roma)
Nell’edizione 2009 del Napoli Teatro Festival Italia aveva portato nella Cappella del
Real Albergo dei Poveri un lucido e appassionato lavoro sulla figura del Marchese
De Sade; quest’anno Enrico Frattaroli torna a Napoli con un progetto sul mito greco
per eccellenza: Edipo. Il titolo dello spettacolo è Hybris, termine con cui, nell’antichità, veniva indicato il peccato di superbia contro gli dei. Una colpa destinata a
trasmettersi, insieme all’ira degli dei, alla discendenza di chi se ne fosse macchiato.
PRIMA assoluta
paese Italia
lingua greco antico
date 9, 10 luglio
orario 21.00 (9 luglio);
20.00 (10 luglio)
durata 1h e 30min
luogo Teatro
San Ferdinando
42
Lo spettacolo è presentato come un reperto acquisito in un lontano futuro e proveniente da un lontano passato; un futuro e un passato remoti ma coincidenti con
il presente in cui l’opera viene eseguita: il 2011. Lo spettatore attuale è invitato a
osservare il reperto come esistito in un tempo passato dalla prospettiva di un tempo
futuro che è il suo stesso presente. In questo corto circuito temporale la vicenda
di Edipo (interpretato da Franco Mazzi) si inscrive quale vertigine della coscienza,
precipitare della luce della ragione nell’oscurità dell’essere: indagine mitica (divenuta
mito dell’indagine) dell’essere umano sul suo essere uomo.
Sette attori, i corpi velati da costumi-sculture in silicone opalescente, si muovono
su una piattaforma scenica in alluminio, semicircolare come l’orchestra di un teatro
greco: una zattera, un’isola umana alla deriva nello spazio e nel tempo. In Hybris i
reperti delle due tragedie (Epido tiranno ed Edipo a Colono) disposti lungo un unico
arco temporale, sono recitati in greco antico: l’espressione tragica passa attraverso
il corpo musicale della lingua (dalla luce del significato all’oscurità del senso) per
risuonare con tutte le altre voci di un lavoro concepito come una grande partitura
verbale, sonora, musicale, visiva.
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© luciano romano
© fabio donato
© fabio donato
l’opera
da tre soldi
di Bertolt Brecht e Kurt Weill
regia Luca De Fusco
Orchestra del Teatro di San Carlo
produzione Napoli Teatro Festival Italia
in coproduzione con Teatro Stabile di Napoli
in collaborazione con Fondazione Teatro di San Carlo
Massimo Ranieri è Mackie Messer nell’Opera da tre soldi che Luca De Fusco porta
in scena in prima assoluta al Napoli Teatro Festival Italia. Un ruolo intrigante, quello
del fascinoso delinquente protagonista della commedia di Bertolt Brecht, in cui l’attore napoletano impegna tutte le proprie capacità di cantante, ballerino, interprete,
acrobata, mattatore. Ad affiancarlo, Lina Sastri che canta nei panni della prostituta
Jenny, e Gaia Aprea che interpreta Polly, giovane moglie di Messer. Il capolavoro
brechtiano viene presentato nella nuova traduzione di Paola Capriolo, scrittrice che
ha già collaborato con Luca De Fusco in occasione della prima edizione del Napoli
Teatro Festival Italia, quando firmò uno dei testi del progetto Lei. Cinque storie per
Casanova.
L’Albergo dei Poveri sarà teatro e palcoscenico, fondale e contesto nello stesso
tempo: niente di meglio del cortile quadrato dell’immenso edificio settecentesco
pensato da Ferdinando Fuga come ospizio-reclusorio di tutti i derelitti del Regno di
Napoli, per rappresentare la vicenda che Brecht aveva ambientato nei bassifondi
della Londra vittoriana e che a sua volta era ispirata a un lavoro dell’inglese John
Gay, L’opera del mendicante.
Le scene di Fabrizio Plessi, tra i più importanti videoartisti italiani, puntano sulla
valorizzazione di tale contesto: il fondale della scenografia riproduce una facciata
del Cortile Quadrato del Real Albergo dei Poveri da cui si affacciano grandi televisori che trasmettono immagini via via sempre più vicine alla contemporaneità.
La dimensione atemporale della rappresentazione viene accentuata dai costumi,
anch’essi giocati sulle svariate gradazioni del bianco e del nero, quasi sulla scena
si svolga un film degli anni Cinquanta. La musica di Kurt Weill, che affianca le atmosfere fumose dei cabaret della Repubblica di Weimar ai ritmi jazz d’Oltreoceano, è
affidata all’orchestra del Teatro di San Carlo diretta da Francesco Lanzillotta: una
scelta legata alla ferma convinzione del regista che «le istituzioni culturali devono
fare sistema per produrre grandi risultati».
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PRIMA assoluta
paese Italia
lingua italiano
date 13, 14, 15, 16 luglio
orario 21.30
durata 3h
luogo Real Albergo dei
Poveri (Cortile Quadrato)
Spettacolo senza
riduzione ma
in abbonamento
45
a day
in
the life
Prodigal Theatre © Matthew Andrews
regia Miranda Henderson
ideazione Prodigal Theatre - The Urban Playground Team
commissionato da Towner Eastbourne
produzione Napoli Teatro Festival Italia
in coproduzione con Teatro Stabile di Napoli
con il sostegno di Arts Council England e The Hawth Theatre, Crawley
Nel 2010 Prodigal Theatre presentò nell’ambito di E45 Napoli Fringe Festival The
tragedian. The rise to fame of Edmund Kean. In quell’occasione, una commissione
composta da esperti, selezionò cinque compagnie (tra cui Prodigal Theatre) per
partecipare a Fringe2Fringe, un progetto nato dalla collaborazione tra Napoli Teatro
Festival Italia e Teatro Stabile di Napoli: le compagnie erano invitate a proporre uno
studio nel mese di febbraio al Teatro San Ferdinando. Lo studio di Prodigal Theatre è
stato selezionato per diventare uno spettacolo che ora viene presentato in anteprima
nel cartellone del Napoli Teatro Festival Italia.
PRIMA assoluta
paese Inghilterra, Italia
lingua spettacolo senza
uso di parole
date 14, 15, 16 luglio
orario 20.00
durata 1h
luogo Teatro
San Ferdinando
46
A day in the life è ispirato alla danza parkour. Il parkour, detto anche art du déplacement (arte dello spostamento), si afferma come disciplina metropolitana agli inizi
degli anni Ottanta nei sobborghi di Parigi, grazie ad un gruppo di giovani (i Yamakasi),
tra cui Malik Diouf, famoso danzatore francese, nonché attore nell’omonimo film
Yamakasi. I nuovi samurai di Luc Besson. Questa tecnica, basata sul superamento
di ostacoli attraverso movimenti rapidi e decisi, sviluppa nei praticanti qualità fisiche
come l’agilità e la forza, ma soprattutto valori morali come il coraggio, la perseveranza,
l’autocontrollo. Negli ultimi sei anni, Prodigal Theatre, in collaborazione con Malik
Diouf e Charles Perrière, ideatori del Gravity Style (scuola di parkour), fondendo il
parkour con diversi stili di danza, ha elaborato un nuovo linguaggio coreografico: la
Performance-Parkour. In questo modo “l’arte dello spostamento” si trasforma, da
attività esercitata all’aperto, in una sofisticata disciplina adatta a praticarsi all’interno
di uno spazio chiuso, come quello teatrale.
La performance, sotto la direzione di Miranda Henderson, narra il sogno di ogni
impiegato di poter realizzare un miglioramento della propria posizione sociale. Un
ruolo fondamentale è svolto dalla suggestiva scenografia: al centro di un reticolo
enfatizzato da giochi di luci, simbolo delle difficoltà quotidiane, i cinque balleriniacrobati attraverso vuoti e non-vuoti danno vita ad una danza che si tramuta in sport
estremo, tra salti, capriole e free running.
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© vincenzo magliulo
il
teatro
in
cucina:
ragù
a cura di Maria Varriale de Curtis
testo Rosi Padovani
regia Giancarlo Cosentino
produzione Loro di Napoli
Mangiare a teatro si può! Rosi Padovani propone una trilogia dedicata a tre tipici
piatti della tradizione partenopea: la genovese, il ragù, la parmigiana di melanzane.
I cuochi della serata sono gli stessi attori che, mentre cucinano, tengono una vera
e propria lezione di gastronomia per il pubblico-apprendista presente in sala. Ma
non è tutto. Gli spettatori, dopo aver condiviso storia e ricetta, gustano il piatto protagonista della serata. Il progetto della compagnia “Loro di Napoli” non poteva che
intitolarsi “Il Teatro in cucina”. Lo spettacolo La genovese, ovvero il cassetto segreto
ha debuttato in primavera nella magica cornice di Villa Bruno: in quell’occasione lo
spettacolo era incentrato su una coppia che, tra una carota e un gambo di sedano,
snocciolava una crisi coniugale mentre preparava il piatto a base di carne e cipolle.
Ora tocca al Ragù. Un’originale commedia in cui cucina e quotidianità si fondono in
una divertente e appetitosa messinscena. Questa volta protagoniste della vicenda
sono due donne: Anna e Livia, docenti del corso di cucina partenopea, mentre
preparano un solenne Ragù cucinano e chiacchierano come si fa tra due vecchie
amiche, si sostengono e si confrontano su piccoli problemi quotidiani e grandi cambiamenti. Il cibo, con i suoi ingredienti e profumi, fa da cornice ad un dialogo che
va dal drammatico all’ironico fino a sfociare nella più profonda solidarietà femminile
e nell’amicizia. Uno spettacolo singolare che soddisfa tutti i sensi e che prova a
coniugare cultura e gusto.
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PRIMA assoluta
paese Italia
lingua italiano
date 15, 16 luglio
orario 21.30
durata 1h
luogo Teatro Sannazaro
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© roberto molteni / archivio club tenco 2009
EXEREDATI MUNDI VIA DOLOROSA DEL
MONDO
Cantata scenica in 15 stazioni per Coro,
Orchestra sinfonica e Voce recitante
testi, musiche e voce recitante di Enzo Avitabile
orchestra sinfonica e coro Nova Amadeus
direttore Gabriele Di Iorio
Gli studi classici al Conservatorio, la musica pop, i ritmi afro-americani e la “Zeza”
uniti al canto sacro. Enzo Avitabile, attraverso le molteplici contaminazioni che
hanno contraddistinto la sua carriera, ha vissuto nella ricerca di un suono inedito,
non solamente originale ma vitale ed essenziale, demolendo ogni sovrastruttura
dettata dal mercato o dalla moda. Queste le vere note biografiche del cantante,
compositore e polistrumentista, che in occasione del Napoli Teatro Festival Italia
porterà in scena Exeredati Mundi.
Un lavoro, quello del musicista partenopeo, che si sviluppa come opera sinfonica
unica anche nella sua forma: la cantata scenica. A tal proposito vengono alla
mente Atlàntida di Manuel de Falla, La circe di Alessandro Stradella, Didonis
Interitus, tratto dal IV libro dell’Eneide di Virgilio con musiche di Mozart, Pergolesi
e Purcell. La cantata scenica di Avitabile rispetta le grandi opere del passato ma
si muove liberamente in quanto a forma e contenuti. Exeredati Mundi è un inno
ai diseredati del mondo che sempre e da sempre vivono ai margini della storia
in un mondo a sua volta diseredato, che lotta tra il bene e il male, tra la vita e la
morte. Un requiem alla nostra anima che in ogni epoca vive la sua via dolorosa.
L’opera si sviluppa in 15 eventi definiti “stazioni” esattamente come succede
nelle 14 della Via Crucis che trovano un angolo di speranza nell’ultima stazione aggiunta “La via Lucis”. I “miserabili” del mondo di Avitabile cadono e si
rialzano fino alla luce finale esattamente come fa il Cristo nella propria via. La
voce recitante prepara i singoli episodi alla ricerca di momenti di riflessione,
emotivamente guidati da una musica intensa e coinvolgente. Le musiche sono
tutte di Avitabile, così come i testi che sono tratti da altre opere dell’autore, già
da tempo ispirato dai temi del disagio e della sofferenza. Il coro scandisce la
solennità dei momenti mentre l’orchestra riesce a creare un effetto sonoro di
grande forza descrittiva.
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paese Italia
lingua italiano
data 17 luglio
orario 22.30
durata 1h e 15min
luogo Real Albergo dei
Poveri (Cortile Quadrato)
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il calendario
settembre/ottobre
Premio Le Maschere
del Teatro Italiano
8 settembre
Teatro di San Carlo
La Casa di Bernarda Alba
di Lluís Pasqual
30 settembre, 1 ottobre
Teatro Mercadante
OPERA OBSCURA di Napoli
di Karen Stuke
dall’8 settembre al 7 ottobre
PAN | Palazzo delle Arti Napoli
Il sogno dei Mille
di Maurizio Scaparro
5, 6, 7 ottobre
Teatro San Ferdinando
Trilogia quasi dantesca
di Alessandro Taddei
9, 11 settembre
Real Albergo dei Poveri
10 settembre
Teatro Nuovo
Figli
Laboratorio di Davide Iodice
dal 3 al 16 ottobre
Ridotto del Teatro Mercadante
Trilogia del male
di Laura Angiulli
27, 28, 29 settembre
Teatro San Ferdinando
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© fabio donato
premio
Le Maschere
deL TeaTro
ITaLIano
DAI PREMI
OLIMPICI
ALLE MASCHERE
DEL TEATRO
ITALIANO
Il Napoli Teatro Festival Italia organizza da quest’anno il Premio Le Maschere del Teatro Italiano, in collaborazione con l’AGIS (Associazione Generale Italiana Spettacolo), rinnovando la tradizione del Premio Eti - Gli
Olimpici del Teatro.
Lunedì 13 giugno si è tenuta la Serata delle Nomination al Teatro Valle di Roma dove la Giuria del Premio
ha formato le terne dei finalisti, discutendo e votando davanti ad una platea di addetti ai lavori. Le terne
saranno sottoposte all’Assemblea dei Votanti (composta da oltre 200 artisti e professionisti del teatro) che
voteranno a scrutinio segreto i vincitori per ciascuna categoria. L’8 settembre la Cerimonia di Premiazione,
che si terrà al Teatro di San Carlo di Napoli, verrà trasmessa da Rai Uno.
Durante l’estate del 2002, il regista Luca De Fusco, da poco diventato direttore del Teatro Stabile del Veneto
e il critico Maurizio Giammusso pensarono di creare un premio che avesse per il teatro la stessa importanza
che per il cinema ha il David di Donatello o per la letteratura il Campiello, un premio che potesse rappresentare tutto il teatro italiano nella ricchezza delle sue esperienze, nella varietà delle sue espressioni artistiche e
produttive, un premio consegnato da critici, artisti e professionisti della scena ai loro colleghi. E per giunta
ambientato nella splendida cornice del Teatro Olimpico di Vicenza. L’idea piacque subito al presidente
dell’ETI, che era allora Lucio Ardenzi (poi, prematuramente scomparso) - e il cui entusiasmo fu ereditato
dalla passione di Giuseppe Ferrazza -, ai responsabili del Ministero e a un vero appassionato del teatro, il
sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, che da allora ne è un sincero sostenitore. Si creò
un accordo fra Teatro Stabile del Veneto ed Eti e si stilò un regolamento che teneva conto delle maggiori
esperienze internazionali (i Molières francesi, i Tony Awards americani, gli stessi Oscar cinematografici). La
prima edizione di quello che venne battezzato Premio Eti - Gli Olimpici del Teatro si svolse nel 2003, con
due appuntamenti che divennero canonici: alla fine della stagione teatrale (giugno) una giuria di esperti presieduta da Letta sceglieva le terne dei finalisti (come le nomination degli Oscar), che venivano poi sottoposte
a una votazione a cui partecipavano per posta circa 400 artisti e professionisti del teatro. A settembre, poi,
sul palcoscenico dell’Olimpico si proclamavano i vincitori nel corso di una serata di gala. Determinante per
l’immediato successo degli Olimpici fu la trasmissione assicurata da Rai Uno condotta con brio e umorismo
da Tullio Solenghi, e poi (dal secondo anno) l’udienza che il Presidente della Repubblica (prima Ciampi, poi
Napolitano) concesse – per la prima volta! – agli attori del teatro italiano.
Il Napoli Teatro Festival Italia, rispondendo ad un articolo del suo statuto che prevede l’istituzione di un
premio, ha deciso di riprendere l’iniziativa del premio con Le Maschere del Teatro Italiano.
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Premio Le Maschere del Teatro Italiano 2011 - Le terne dei finalisti
Miglior spettacolo di prosa
Aspettando Godot, regia di Marco Sciaccaluga
Le bugie con le gambe lunghe,
regia di Luca De Filippo
I giganti della montagna,
regia di Enzo Vetrano e Stefano Randisi
Migliore attore protagonista
Ugo Pagliai per Aspettando Godot
Enzo Vetrano per I giganti della montagna
Peppe Barra per La musica dei ciechi
Migliore attrice protagonista
Pamela Villoresi per Appuntamento a Londra
Mariangela Melato per Nora alla prova
Elisabetta Pozzi per Tutto su mia madre
Miglior attore non protagonista
Luca Micheletti per La resistibile ascesa di Arturo Ui
Filippo Dini per Romeo e Giulietta
Nicola Di Pinto per Le bugie con le gambe lunghe
Miglior attrice non protagonista
Giulia Lazzarini per Donna Rosita nubile
Milvia Marigliano per Romeo e Giulietta
Elisabetta De Vito per Ben-Hur
Miglior attore/attrice emergente
Lucia Lavia per Il malato immaginario
Massimo De Matteo per Le bugie
con le gambe lunghe
Fabrizio Vona per Il burbero benefico
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Miglior interprete di monologo
Mascia Musy per Love
Fabrizio Gifuni per L’ingegnere Gadda va alla guerra
Lina Sastri per La casa di Ninetta
Miglior regista
Valerio Binasco per Romeo e Giulietta
Antonio Calenda per Cercando Picasso
Giancarlo Sepe per Morso di luna nuova
Miglior scenografo
Graziano Gregori Amleto
Jean-Marc Stelè e Catherine Rankl
per Aspettando Godot
Maurizio Balò per Andromaca
Miglior costumista
Mela Dell’Erba per I giganti della montagna
Santuzza Calì per Il mare
Sandra Cardini per Romeo e Giulietta
Miglior autore di musiche
Antonio Di Pofi per Andromaca
Luis Bacalov per Napoletango
Radiohead per Il contagio
Miglior autore di novità italiana
Gianni Clementi per L’Ebreo
Erri De Luca per Morso di luna nuova
Luca De Bei per Le mattine dieci alle quattro
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© Karen Stuke
OPERA OBSCURA
di Napoli
Mostra fotografica
di Karen Stuke
a cura di Antonio Maiorino - Galleria PrimoPiano
in collaborazione con Napoli Teatro Festival Italia
Nel 2010, Karen Stuke, fotografa berlinese, è stata invitata dal Napoli Teatro Festival Italia e dalla Galleria PrimoPiano a prendere parte ad un progetto artistico,
teso a valorizzare lo stretto legame esistente tra il territorio napoletano e il teatro.
In quell’occasione l’artista ha realizzato fotografie che ritraevano l’essenza degli
spettacoli più significativi proposti in diversi spazi dal Napoli Teatro Festival Italia.
Il risultato di quel lavoro sono gli scatti realizzati dall’artista a 8 spettacoli che
saranno esposti in una mostra allestita al Pan | Palazzo delle Arti Napoli dall’8
settembre al 7 ottobre.
Le fotografie sono realizzate secondo una tecnica che la Stuke già da anni utilizza
per immortalare le più importanti rappresentazioni teatrali e operistiche in tutto
il mondo. Attraverso l’utilizzo di una camera pin-hole, Karen Stuke registra su
un’unica lastra fotografica tutto l’andamento dello spettacolo, dal momento in cui
si apre il sipario fino a quello della chiusura: i cambi di luci, di scena e i movimenti
degli attori sono catturati in una veduta finale dalla vivacità “ectoplasmatica”. Così
la performance prescelta si presenta con immagini sovrapposte, come un’unitàtotalità in cui le parti che la costituiscono non sono ben distinguibili, ma il tutto è
reso sommariamente: luce, spazio e movimento, appaiono insieme e fugacemente
ritratti. Fotografie come vere e proprie opere d’arte in cui viene mostrata l’anima
della rappresentazione teatrale.
Contemporaneamente alla mostra al PAN, la galleria PrimoPiano proporrà presso i
propri spazi espositivi in via Foria una personale di Karen Stuke, con una selezione
di fotografie realizzate nel corso degli anni scorsi nei più importanti teatri d’opera
europei.
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paese Germania, Italia
date dall’8 settembre
al 7 ottobre
orario dal lunedì al sabato
dalle 10.00 alle 19.30
domenica dalle 10.00 alle
14.00
chiuso il martedì
luogo PAN | Palazzo delle
Arti Napoli
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© Roberto Beretta e Virginia Paradinas
Trilogia
quasi
dantesca
ideazione progetto Alessandro Taddei, Enrico Caravita
regia Alessandro Taddei
coproduzione Napoli Teatro Festival Italia, Ponte Radio, Nuovo Teatro Nuovo
con il sostegno di Regione Emilia Romagna – Assessorato Cultura, Consolato Generale d’Italia di Gerusalemme,
Consolato Generale d’Italia di Beirut, Istituto di cultura italiano di Beirut, Scuola secondaria mista e pubblica di Tiro
Un viaggio dal buio verso la luce, con i colori come chiave d’accesso alle sorprese
dell’immaginazione. A compierlo sono 48 adolescenti palestinesi, turco-tedeschi,
italiani e libanesi che, con Trilogia quasi dantesca di Alessandro Taddei, portano
in scena il prodotto di un laboratorio triennale che li ha coinvolti con le rispettive
famiglie e scuole.
L’idea è nata nel 2008 in Palestina con il cantiere Colori nel Mediterraneo che, grazie
all’associazione Ponte Radio, ha avviato un ciclo di laboratori sul linguaggio e la
comunicazione in quattro città: Jenin in Palestina, Berlino, Alfonsine in provincia di
Ravenna e Tiro in Libano. Dall’esperienza è nato lo spettacolo che si compone di
tre parti autonome e interconnesse, della durata di 30 minuti ciascuna: Nero inferno,
creata a Jenin nel 2008; Rosso purgatorio, ideata nel 2009 tra Kreuzberg (Berlino) e
Alfonsine; Bianco paradiso, realizzata nel 2010 a Tiro, in Libano. Incentrata com’è
sul valore della comunicazione, la rappresentazione si avvale di ogni forma di linguaggio non verbale: pittura, musica, danza, mimo, luci, codici espressivi universali.
Il riferimento alla Divina Commedia è limitato all’idea di un percorso interiore volto
alla ricerca della luce. Non ci sono riferimenti religiosi, né alcun giudizio morale sui
luoghi coinvolti (la Palestina non viene identificata con l’inferno o il Libano con il paradiso), l’attenzione dello spettatore è chiamata piuttosto a compiere, insieme con
i ragazzi, un viaggio ideale intorno al Mediterraneo, ai suoi vitalissimi contesti di cui
i colori sono una metafora assai potente.
Il cantiere Colori nel Mediterraneo è una rete che collega Palestina, Germania, Italia
e Libano in un’esperienza in cui sono coinvolte 150 persone, tra ragazzi, famiglie,
artisti, insegnanti, giornalisti, responsabili istituzionali.
La Trilogia quasi dantesca rappresenta il secondo momento di un progetto più ampio
messo a punto da Alessandro Taddei con l’Associazione Ponte Radio, che è parte
del network etico Artha: la prima fase ha coinvolto 160 bambini di Alfonsine e Tuzla,
in Bosnia-Erzegovina, in due spettacoli - Sul Confine e Kroz Ogledalo (Attraverso lo
specchio); la tappa finale, che sarà avviata nel 2012 prevede uno spazio d’incontro
per i diversi immaginari che vivono in Italia, in Germania, in Bosnia-Erzegovina, in
Libano e in Palestina: il nuovo cantiere si aprirà in quattro città di ciascuno di questi
Paesi, coinvolgendo gruppi di 10 ragazzi dai 14 ai 16 anni nella stesura collettiva di
un audiolibro in cinque lingue su una piattaforma internet chiamata Babel.
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PRIMA europea
paese Germania, Italia,
Libano, Palestina
lingua spettacolo senza
uso di parole
date 9, 10, 11 settembre
orario 21.00
durata 30min
luogo Real Albergo dei
Poveri (9 e 11 settembre);
Teatro Nuovo
(10 settembre)
57
lady macbeth © George Cattermole
trilogia
del male
drammaturgia e regia Laura Angiulli
produzione Napoli Teatro Festival Italia, Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo
Laura Angiulli porta al Napoli Teatro Festival Italia un progetto drammaturgico che
fa riferimento all’opera di William Shakespeare e sceglie come filo conduttore il
tema del “male” portando in scena contestualmente Otello, Macbeth e Riccardo III
montate a intreccio.
Attraverso l’uso di un ampio spazio teatrale, composto da pochi ma raffinati
elementi scenici, Laura Angiulli asseconda con essenzialità i percorsi narrativi,
il cui peso è affidato a numerosi attori che danno voce ad una varietà di figure.
Le motivazioni di fondo della narrazione si rintracciano nella rappresentazione
delle diverse sfumature emotive, nell’ambiguità dei comportamenti dei singoli
personaggi posti in essere per il raggiungimento di propositi criminosi.
«L’affresco è ampio − spiega la regista − variamente tratteggiato nella scultura
degli atteggiamenti dei tanti personaggi che con diversa complessità, e difforme
profondità di sentire, si offrono allo spettatore per una comparazione. Così che, per
citare almeno i protagonisti, alla crudeltà smodata e indolore di Riccardo fa riscontro il perverso progetto di Iago, condotto fino agli estremi con gelida indifferenza
rispetto agli esiti luttuosi degli eventi, mentre il percorso sanguinario di Macbeth
si consuma con conduzione emotivamente consapevole da parte del soggetto,
la cui propensione al “male” si lega strettamente alla rovina di chi ne è artefice.
Chiara, luminosa per contro, la figura di Desdemona, giovanissima e spensierata
interprete di quel “tempo nuovo”, che proprio nello slancio verso altri mondi e altre
culture aveva posto il successo dell’avventura economica di certa Italia marinara.
E poco importa se nel precipitare degli eventi lo sprovveduto Otello interrompe
drammaticamente la troppo breve vita della sposa, perché dall’oltraggio del corpo
ne emerge incorrotta una delle più avvincenti immagini di candore e bellezza che
la letteratura abbia saputo concedere al repertorio universale».
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PRIMA assoluta
paese Italia
lingua italiano
date 27, 28, 29 settembre
orario da definire
durata da definire
luogo Teatro
San Ferdinando
59
La Casa
di Bernarda Alba
di Federico García Lorca
regia Lluís Pasqual
produzione Napoli Teatro Festival Italia
in coproduzione con Teatro Stabile di Napoli, Teatro Stabile di Catania
Il Teatro Mercadante si trasformerà in uno spazio scenico a pianta centrale dove due
semicerchi addossati al palco divideranno la platea perché assistere a La casa di
Bernarda Alba di Lluís Pasqual significa trovarsi in una posizione di inusuale prossimità
rispetto agli attori. Un’opera di forza straordinaria, scritta da García Lorca nel 1936,
per denunciare i mali della società spagnola a lui contemporanea: le coercizioni di cui
sono soprattutto le donne ad essere vittime, il sistematico soffocamento delle passioni, la sessuofobia, i rapporti familiari improntati al dovere di un’obbedienza cieca
e acritica, il rispetto di tradizioni assurde quanto incontestabili in una società rurale
ferma al feudalesimo. La sfera domestica è il luogo dove si generano i conflitti più tormentati, anche se le nevrosi private, nell’intenzione di García Lorca, devono fungere
da specchio delle tensioni politiche del tempo: il fascismo franchista sta prendendo
potere. La castità che Bernarda, interpretata per la prima volta da Lina Sastri, impone
alle cinque figlie da lei segregate in casa dopo la morte del marito, è la parabola di
un popolo schiacciato e represso dal potere. Le tensioni di questo spettacolo tutto al
femminile nascono dal confronto tra una madre dispotica e le figlie represse ma piene
di passioni che ribollono segrete negli animi, tant’è che presto qualcosa di “grave”
porterà alla rovina il regno di Bernarda.
Costruito sull’attesa della disgrazia, lo spettacolo di Lluís Pasqual accentua i segnali
di ciò che sta per accadere dando vita a una rappresentazione dal ritmo convulso ed
emozionante. Il regista porta a Napoli per la prima volta la versione italiana della Casa
di Bernarda Alba, spettacolo commissionato e prodotto dal Napoli Teatro Festival
Italia e dal Teatro Stabile di Napoli, con un cast italiano selezionato per l’occasione.
L’opera era già stata precedentemente rappresentata in Spagna dove aveva ricevuto
molti consensi da parte della critica e del pubblico.
Pasqual, uno dei più grandi registi contemporanei, inizia i suoi rapporti con l’Italia nel
1986 quando Giorgio Strehler gli affida la messinscena di El público di García Lorca,
per la prima stagione di vita del Teatro Studio ma è anche un’altra la parentesi italiana
del regista che infatti, per il 1995 e il 1996, ha diretto la sezione teatro della Biennale di
Venezia. Tra i suoi lavori si annovera anche la direzione di alcune regie al Teatro Stabile
del Veneto. Pasqual nel “dialetto” veneto ha trovato parole, frasi ed espressioni sorprendentemente simili alla sua lingua madre, il catalano, come il pubblico stesso ha potuto
verificare al Festival Grec di Barcellona, dove lo spettacolo La famiglia dell’antiquario
di Carlo Goldoni, ha ottenuto un grande successo. Attualmente Pasqual è tornato alla
direzione del Teatro Lliure, fondato da lui nel 1976, a Barcellona.
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PRIMA italiana
paese Italia, Spagna
lingua italiano
date 30 settembre,
1 ottobre
orario da definire
durata 1h e 40min
luogo Teatro Mercadante
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il sogno
dei mille
© andrea messana
da Les Garibaldiens di Alexandre Dumas
libero adattamento Roberto Cavosi
regia Maurizio Scaparro
produzione Napoli Teatro Festival Italia, Compagnia Italiana
Il sogno dei mille è la storia di una “speranza”. La speranza di mille ragazzi che gettatisi
in un’impresa creduta da tutti disperata, hanno combattuto e vinto per l’unità del
nostro Paese. Alexandre Dumas, l’autore de I Tre Moschettieri e de Il Conte di Montecristo, grande ammiratore di Garibaldi nonché idealista e promotore di quei valori
di libertà ed uguaglianza nati con la Rivoluzione Francese, segue con trepidazione
via mare la spedizione delle “camicie rosse”, a bordo della sua goletta “Emma”. Non
solo, partecipa attivamente all’impresa comprando armi o precedendo l’Eroe dei due
Mondi in quelle città dove poteva essere d’aiuto nel tessere rapporti diplomatici con
coloro che credevano nell’unità d’Italia e che già lavoravano per preparare il terreno
del “dopo Regno Borbonico”.
PRIMA assoluta
paese Italia
lingua italiano
date 5, 6, 7 ottobre
orario da definire
durata 1h e 35min
luogo Teatro
San Ferdinando
62
Come tutti sappiamo il Regno delle due Sicilie implode. Napoli è libera! E noi dove
siamo? Eccoci con Dumas, nella sua camera-studio a Napoli, a Palazzo Chiatamone,
un antico e bellissimo edificio della capitale partenopea, oggi scomparso. Garibaldi
l’aveva messo a disposizione di Dumas, dopo averlo nominato direttore delle biblioteche e degli scavi di Pompei, nonché editore del giornale “L’Indipendente”. È la
notte di San Gennaro e la città è in festa da quando, l’8 settembre, è stata liberata
ufficialmente. È una notte colma di gioia e di speranza, ma Dumas non può fare a
meno di ultimare il diario di quel grande sogno a cui lui stesso aveva partecipato,
quell’impresa epica e straordinaria. Improvvisamente nell’euforia della festa, irrompe
danzando Angelo, un ex mozzo, ma soprattutto un ex soldato borbonico che aveva
partecipato alla battaglia di Palermo. È un caso? Non si sa: il destino a volte gioca
davvero degli strani scherzi. Come quelle “strane voci” sentite da Angelo nelle strade
di Palermo: voci di ragazzi come lui, ma che venivano dal Nord e che con tutto il cuore
si gettavano nella mischia urlando “Viva l’Italia”. Angelo non ha più potuto dormire
da quel giorno, sentendo la parola Italia detta con quel sentimento, quel trasporto,
lo stesso con cui le camicie rosse sventolavano il Tricolore. “Sono italiano anch’io?”
si chiede Angelo, “Quella parola me la sento nel petto come mi fosse da sempre
appartenuta...”. Ed ecco che tra i ricordi di Angelo e quelli di Dumas si ricompone in
quella magica notte il mosaico dell’impresa. Finché lo scrittore francese mostra una
camicia rossa al ragazzo: dalla finestra esplodono i fuochi d’artificio.
Il sogno dei mille è il commosso tributo a tutti coloro che hanno permesso a quella
grande speranza di avverarsi, e che in quei giorni a Napoli sembrava raggiunta per
sempre. È il sogno di uomini che hanno creduto in un’Italia fondata sulla giustizia,
sul lavoro, sulla libertà. Un sogno poetico di unità e dolcezza.
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© andrea casari
figli
Laboratorio
a cura di Davide Iodice
produzione Napoli Teatro Festival Italia
in coproduzione con Teatro Stabile di Napoli
Un laboratorio teatrale incentrato sulle dinamiche del passaggio generazionale.
Gli attori della compagnia di Davide Iodice si mettono a nudo in un faccia a faccia
serrato coi loro genitori che, a loro volta si raccontano in tutta la propria fragilità. È
il progetto che il regista avvia ad ottobre con Figli, che vedrà la sua formalizzazione
scenica l’anno prossimo, realizzando così una sorta di ponte fra l’edizione 2011 e
quella 2012 del Napoli Teatro Festival Italia.
Attento indagatore della psiche, Iodice l’anno scorso ha ideato e diretto La fabbrica
dei sogni al Dormitorio pubblico, dove ha raccontato il mondo dell’emarginazione
sociale affiancando persone senza fissa dimora e attori professionisti, in un intenso
lavoro di scavo interiore e di espressività corporea.
L’obiettivo di Figli è ambizioso: realizzare una “drammaturgia delle esistenze” partendo
dalla “registrazione emotiva” delle singole biografie dei partecipanti al laboratorio e
giungendo a ricostruirne il senso. Una sorta di proustiana ricerca del tempo perduto
che però, non rimane bloccato sul filo della memoria, ma ritorna vivo e presente nella
rappresentazione. Genitori e figli in scena, in una prossimità fisica che è anche intimità
sentimentale: mondi di aspettative, di ansie, di malinconie e illusioni che entrano in
rotta di collisione incontrandosi e scontrandosi a un tempo.
“Loro” e “noi” in prospettiva ravvicinata: «Noi la mappa, loro i cartografi – scrive il
regista – noi promessa e fallimento, noi la quadratura del cerchio a un grado imprevisto, loro un’era, noi un permanente sarà».
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paese Italia
lingua italiano
date dal 3 al 16 ottobre
luogo Ridotto del Teatro
Mercadante
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i luoghi del festival
1 bagno sirena
via posillipo, 357
11 real albergo dei poveri
piazza carlo iii, 3
2 borgo marinari
12 teatro mercadante
piazza municipio
3catacomba di san gennaro
via tondo di capodimonte, 13
4 ex asilo filangieri
vico giuseppe maffei, 18
5galleria toledo
via concezione a montecalvario, 34
6 institut français de naples “le grenoble”
via francesco crispi, 86
7lega navale italiana - sezione di napoli
giardini molosiglio, 3
14 teatro san carlo
via san carlo, 98/f
15 teatro san ferdinando
piazza eduardo de filippo, 20
16 teatro sannazaro
via chiaia, 157
17 tunnel borbonico
via domenico morelli, 61/a
8 molo di san vincenzo
ingresso darsena acton
18 piazza santa maria la nova
9 museo di capodimonte
via miano, 2
20 via scarlatti
10 pan | palazzo delle arti napoli
via dei mille, 60
64
13 teatro nuovo
via montecalvario, 16
19 via benedetto croce
21 via toledo
22 villa comunale
65
biglietteria & card
NAPOLI teatro
FESTIVAL italia
E45 NAPOLI FRINGE
FESTIVAL
20 euro
biglietto intero
10 euro
biglietto intero
15 euro
titolari card | over 65
8 euro
titolari card | over 65
informazioni, biglietteria, attivazione e ritiro card, ufficio stampa
PAN | Palazzo delle Arti Napoli - via dei Mille, 60
da lunedì a sabato: 10.00 - 14.00 e 16.00 - 19.30
domenica: 10.00 - 14.00
tel +39 081 426991
email: [email protected]
12 euro
titolari Card Sostenitori, Cral Gruppi (a partire da 15 biglietti
per lo stesso spettacolo)
5 euro
accreditati card professionale
COME ACQUISTARE
10 euro
accreditati card professionale
abbonamenti
104 euro
8 ingressi a scelta
80 euro
8 ingressi a scelta per titolari
card | over 65
60 euro
4 ingressi a scelta
45 euro
4 ingressi a scelta per titolari
card | over 65
45 euro
abbonati teatri campani
5 spettacoli diversi a scelta
(entro il 26 giugno 2011)
35 euro
studenti universitari
5 spettacoli diversi a scelta
(entro il 26 giugno 2011)
INFOPOINT
abbonamenti
35 euro
5 ingressi a scelta
20 euro
5 ingressi a scelta per titolari
card | over 65
On-line
Sul sito www.vivaticket.it è possibile acquistare il biglietto per tutti gli
spettacoli.
Modalità di pagamento: carta di credito, PayPal, Pago InConto Intesa
SanPaolo, PagOnline UniCredit consultabili alla pagina
www.vivaticket.it/pagamenti.php
Call center
89.24.24 Pronto PagineGialle®
Contattando la numerazione 89.24.24 e richiedendo il servizio Vivaticket
si possono acquistare i biglietti per tutti gli spettacoli del Festival. Il
call center è attivo 365 giorni l’anno, 24 ore su 24 (info e costi su
www.892424.it)
899.666.805 Call center Vivaticket
Chiamando il numero 899.666.805 (dall’estero: tel + 39 0445 230313/
fax + 39 0445 357099) si possono acquistare telefonicamente i biglietti
per tutti gli spettacoli
Punti vendita in Italia
L’elenco completo dei punti vendita è consultabile sul sito
www.vivaticket.it
Vivaticket Mobile
È possibile acquistare i biglietti tramite l’app Vivaticket Mobile
per iPhone, scaricabile dall’App Store di Apple.
Maggiori informazioni su www.vivaticket.it/mobile.php
Spettacoli senza riduzioni ma in abbonamento
Le Dragon bleu
Ramblas
L’Opera da tre soldi
Spettacoli gratuiti fino a esaurimento posti
Saïd el Feliz
Ferito a morte - Preludio
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La Card è l’oggetto simbolo della community del Napoli Teatro Festival
Italia.
I titolari di card oltre a poter assistere agli spettacoli del Napoli Teatro Festival Italia
e dell’E45 Napoli Fringe Festival a prezzi vantaggiosi, possono accedere agli sconti
e alle promozioni riservate dagli “Scelti per voi” e dalle altre strutture partner del
Festival, ricevere costantemente informazioni su tutte le novità, le offerte e gli eventi
di questa edizione e molto altro ancora.
Per scoprire le tipologie di Card, le modalità di richiesta e i dettagli
sui vantaggi visita la sezione Card del sito www.napoliteatrofestival.it
Card (VERDE)
La Card, dedicata a tutti gli spettatori, è gratuita ed è valida per 2
persone, garantisce sconti sui biglietti e presso tutte le strutture
partner. Si può richiedere all’indirizzo www.napoliteatrofestival.it
inserendo i propri dati nell’apposita area di registrazione, oppure
recandosi all’Infopoint del Napoli Teatro Festival Italia presso il PAN in
Via dei Mille 60, a partire dal 6 giugno.
Card Professionale (rossa)
La Card Professionale, riservata ai professionisti dello spettacolo, è
gratuita ed è valida per una persona, garantisce sconti sui biglietti e
presso tutte le strutture partner. Si può richiedere all’indirizzo
www.napoliteatrofestival.it inserendo i propri dati e il proprio
curriculum vitae nell’apposita area di registrazione, oppure recandosi
all’Infopoint del Napoli Teatro Festival Italia presso il PAN in Via dei
Mille 60, a partire dal 6 giugno.
CARD SOSTENITORI (BIANCA)
La Card Sostenitori si ottiene con una sottoscrizione economica
e consente l’accesso a numerosi privilegi, oltre a quelli delle card
gratuite anche biglietti omaggio, sconti senza limiti di acquisto,
assistenza personalizzata con linea telefonica dedicata, bag NTFI,
inviti ad eventi e molti altri. Si può richiedere all’indirizzo
www.napoliteatrofestival.it inserendo i propri dati nell’apposita area di
registrazione, oppure recandosi all’Infopoint del Napoli Teatro Festival
Italia presso il PAN in Via dei Mille 60, a partire dal 6 giugno.
Per ulteriori informazioni
[email protected]
tel. +39 340 9246883
oppure
Fondazione Campania dei Festival
Ufficio Co.Marketing
via dei Mille 16
80121 Napoli
Per ulteriori informazioni
[email protected]
tel. +39 081 19560383
oppure
Fondazione Campania dei Festival
Ufficio Promozione
via dei Mille 16
80121 Napoli
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i luoghi
del festival
Bagno Sirena
via Posillipo, 357
Real Albergo dei Poveri
piazza Carlo III, 3
Borgo Marinari
via Partenope
Teatro Mercadante
piazza Municipio
Catacomba di San Gennaro
via Tondo di Capodimonte, 13
Teatro Nuovo
via Montecalvario, 16
Ex Asilo Filangieri
vico Giuseppe Maffei, 18
Teatro di San Carlo
via San Carlo, 98/f
Galleria Toledo
via Concezione a Montecalvario, 34
Teatro San Ferdinando
piazza Eduardo de Filippo, 20
Institut Français de Naples
“Le Grenoble”
via Francesco Crispi, 86
Teatro Sannazaro
via Chiaia, 157
Lega Navale Italiana
Sezione di Napoli
Giardini Molosiglio, 3
Molo di San Vincenzo
ingresso Darsena Acton
Museo di Capodimonte
via Miano, 2
Tunnel Borbonico
via Domenico Morelli, 61/a
E inoltre
piazza Santa Maria la Nova
via Benedetto Croce
via Scarlatti
via Toledo
Villa Comunale
PAN | Palazzo delle Arti Napoli
via dei Mille, 60
68
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© giuseppe d’anna
© fabio donato
© luciano romano
www.napoliteatrofestival.it
© fabio donato
il dopo
festival
al borgo
Dal 26 giugno al 16 luglio dalle ore 22.00 si accende la
notte con il dopofestival al Borgo Marinari, l’evento
esclusivo rivolto agli spettatori del Napoli Teatro Festival
Italia: video proiezioni, dj set e musica dal vivo (in collaborazione con il Conservatorio di Musica San Pietro a Majella
di Napoli) e performance live offerte dagli artisti di Ramblas
animeranno le serate del Festival nella cornice suggestiva
del Borgo. Ad ogni serata parteciperanno gli artisti ospiti
della quarta edizione del Festival.
Inoltre per i professionisti del settore, per i titolari di Card e
per i possessori del biglietto di ingresso agli spettacoli sono
riservate offerte vantaggiosissime nei bar e ristoranti della
zona: 20% di sconto (giornalisti, professionali, direttori di
teatri); 15% di sconto o proposta menù festival, cardisti o
spettatori con biglietto; cene offerte dal Consorzio Borgo
Partenope per le compagnie nella sera del debutto.
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allestimento 2010 dell’infopoint al PAN (Tassinari/Vetta)
GLI
incontri
al pan
Anche quest’anno il Napoli Teatro Festival Italia apre le
porte del PAN I Palazzo delle Arti Napoli agli incontri con gli
artisti e i protagonisti della scena teatrale internazionale. Dal
27 giugno al 15 luglio alle ore 12 il pubblico potrà seguire
i dibattiti e le tavole rotonde a cui parteciperanno artisti,
professionisti del teatro, ospiti internazionali e giornalisti.
Un’occasione da non perdere per entrare a far parte della
community del Festival.
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E45 Napoli Fringe Festival, in programma dal 28 giugno al 14 luglio, giunge
quest’anno alla sua terza edizione. Festival “indipendente” dedicato a compagnie
emergenti, E45 nasce con la seconda edizione del Festival (2009) sul modello dei
Fringe festival internazionali.
Nella prima edizione, E45 Napoli Fringe Festival ha presentato 27 spettacoli andati
in scena in teatri e spazi aperti della città in un cartellone autonomo e parallelo a
quello del festival maggiore. La novità dell’edizione 2010 è stata quella di introdurre una giuria che ha selezionato cinque compagnie che, nel corso del mese di
febbraio 2011, hanno presentato uno studio a Fringe2Fringe, il progetto nato
74
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dalla collaborazione tra Napoli Teatro Festival Italia e Teatro Stabile di Napoli che
si propone di promuovere le nuove creatività. Tra le cinque compagnie scelte,
Prodigal Theatre è stata selezionata per presentare uno spettacolo all’interno del
cartellone del Napoli Teatro Festival Italia 2011.
Per quest’anno per la sua terza edizione il Fringe presenta 16 spettacoli selezionati
attraverso un bando di concorso a cui hanno partecipato numerose compagnie
ed artisti provenienti da tutto il mondo. I criteri di selezione del bando imponevano
una durata degli spettacoli non superiore a novanta minuti e la gestione da parte
delle compagnie sia delle attività nei teatri messi a disposizione del Napoli Teatro
Festival Italia, sia della comunicazione. Gli spettacoli di E45 Napoli Fringe Festival
saranno messi in scena al Teatro Sannazaro, al Ridotto del Teatro Mercadante e
alla Galleria Toledo.
WATER
di gruppo E-motion
28, 29 giugno
Teatro Sannazaro
IN_SCATOLA_AZIONE
di DN@
1, 2 luglio
Galleria Toledo
SOLUZIONE PARZIALE A PROBLEMA
TRANSITORIO
de Il Cantiere /Sara Marasso
1, 2 luglio
Ridotto Mercadante
LA CITTà
(HORROR VACUI)
di Nudoecrudo teatro
5, 6 luglio
Ridotto Mercadante
IAI
di Alessandro Martinello Tam/
Teatromusica
11, 12 luglio
Ridotto Mercadante
NABUCCO, MARZO 1842
de Epimeteide
6, 7 luglio
Teatro Sannazaro
SOSPIRO D’ANIMA
(LA STORIA DI ROSA)
di Aida Talliente /Lacasadargilla
13, 14 luglio
Ridotto Mercadante
IDOLI
di Carrozzeria Orfeo
7, 8 luglio
Galleria Toledo
RENDEZ - VOUS
di Motus
1, 2 luglio
Teatro Sannazaro
LE BRICIOLE SULLA TAVOLA
di Teatro dei Sensi Rosa Pristina
8, 9 luglio
Ridotto Mercadante
ALICE’S ROOM
di Compagnia I.B.I./Giovanna Velardi
3, 4 luglio
Teatro Sannazaro
SALUTI DA…
di Con/cura
10, 11 luglio
Galleria Toledo
STUDIO IN DéPLACé
di Blucinque
4, 5 luglio
Galleria Toledo
B.F.R. Bestie Feroci Revolution
di Teatro dallarmadio
10, 11 luglio
Teatro Sannazaro
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YES, GRAZIE!
di Teatri, 35 /Alice Bever
13, 14 luglio
Galleria Toledo
PATER FAMILIAS
(dentro le mura)
di Kronoteatro
13, 14 luglio
Teatro Sannazaro
75
76
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77
© eniko
eco
festival
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Il Napoli Teatro Festival Italia, giunto alla sua quarta edizione, conferma
il progetto di politica ambientale, coniugando attività di spettacolo ed ecosostenibilità.
Misure di miglioramento sono state apportate nel corso di questi anni con
l’obiettivo di ridurre e contenere gli impatti ambientali risultanti dallo svolgimento delle attività (produzione di rifiuti, consumi energetici, trasporti e utilizzo
di prodotti e materiali).
Le azioni messe in campo riguardano il controllo delle attività fonti di fattori
inquinanti, attraverso il contenimento della realizzazione di prodotti cartacei
e l’utilizzo di carta riciclata e/o proveniente da certificata riforestazione, la
ricerca di prodotti alimentari locali a chilometro zero per le degustazioni, una
gestione attenta dei rifiuti, il riutilizzo di materiali per allestimenti tecnici e di
arredo, la piantumazione di alberi e la produzione, attraverso la realizzazione
di un impianto fotovoltaico, di energia rinnovabile per circa 32.000 kWh annui
messi in rete a compensazione delle emissioni di fattori inquinanti, derivanti
dai consumi energetici necessari allo svolgimento delle attività.
Coniugando dunque produzione culturale e rispetto per l’ambiente, il Napoli
Teatro Festival Italia dimostra che anche le attività di spettacolo possono
essere compiute in modo ecosostenibile. Il progetto rappresenta un’opportunità per promuovere e diffondere la crescita di una sensibilità sui principi di
uno sviluppo sostenibile, rispettoso dell’ambiente e che possa incoraggiare e
promuovere il cambiamento di abitudini a favore della qualità della vita di tutti.
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Stagione Estiva 2011
Sabato 11 giugno 2011, ore 19.30
Domenica 12 giugno, ore 19.30 / Martedì 14 giugno, ore 19.30
Teatro di San Carlo
L’OSTERIA DI MARECHIARO
di Giovanni Paisiello
libretto di Francesco Cerlone
Orchestra del Teatro di San Carlo
Direttore Donato Renzetti
Regia Roberto De Simone
Scene Nicola Rubertelli
Costumi Odette Nicoletti
Lesbina Monica Bacelli
Chiarella Marina Comparato
Dorina Mina Yamazaki
L’abate Scarpinello Antonio Siragusa
Il Conte di Zampano Filippo Morace
Carl’Andrea Domenico Colaianni
Federico Arianna Donadelli
Peppariello Biagio Abenante
Il Marchese Olivieri Raffaello Converso
Produzione Teatro di San Carlo – Fondazione Campania dei
Festival
Allestimento del Teatro di San Carlo in collaborazione con il
Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli
Il San Carlo propone il fortunato allestimento andato in scena per
la prima volta nel 2001 de L’Osteria di Marechiaro, commedia di
Giovanni Paisiello, riscoperta e rivisitata da Roberto De Simone.
Un concetrato di azione, musica versatile e divertente, e scenari
incantati della “mitologia” napoletana.
***
80
Sabato 18 giugno 2011, ore 19.00
Teatro di San Carlo
TROY GAME
Coreografie Robert North
Scuola di Ballo del Teatro
di San Carlo
Direttore della Scuola di Ballo
Anna Razzi
Produzione Teatro di San Carlo
– Fondazione Campania dei
Festival
Creato nel 1974, è uno dei più celebri balletti di Robert North. Otto
danzatori-gladiatori si affrontano in un’estrosa esibizione di muscoli,
rapidità e agilità, al tempo ossessivo della batucada brasiliana. Gli
allievi della Scuola di Ballo del San Carlo lo hanno presentato in più
occasioni, tra cui il Festival della Danza di Gubbio.
***
Progetto “Arte nei Giardini” - Regione Campania
Martedì 28 giugno 2011, ore 21.00
Martedì 05 luglio, ore 21.00
Martedì 12 luglio, ore 21.00
Giardini di Palazzo Reale
MUSICA NEI GIARDINI di Palazzo Reale
I Solisti del San Carlo
Produzione Teatro di San
Carlo – Soprintendenza
per i Beni Architettonici,
Paesaggistici, Storici, Artisti
ed Etnoantropologici di
Napoli
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***
Venerdì 8 luglio 2011, ore 21.00
Sabato 9 luglio, ore 21.00 / Domenica 10 luglio, ore 21.00
Cortile d’Onore di Palazzo Reale
LA STRADA
Coreografie Mario Pistoni
Musiche Nino Rota
Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo
Direttore del Corpo di Ballo Alessandra
Panzavolta
Produzione Teatro di San Carlo –
Fondazione Campania dei Festival
Allestimento del Teatro alla Scala di Milano
La fortuna del film La Strada di Federico Fellini è merito anche delle
musiche di Nino Rota, che accompagnavano la poesia grottesca e
amara dei protagonisti Gelsomina e Zampanò. Dalla colonna sonora,
il compositore italiano trasse un balletto, coreografato da Mario
Pistoni, andato in scena per la prima volta alla Scala di Milano.
***
Domenica 17 luglio 2011, ore 21.00
Mercoledì 20 luglio, ore 21.00 / Venerdì 22 luglio, ore 21.00
Domenica 24 luglio, ore 21.00
Teatro di San Carlo
PAGLIACCI
Musica e libretto di Ruggiero Leoncavallo
Orchestra, Coro e Coro di Voci Bianche del Teatro di San Carlo
Direttore Donato Renzetti
Maestro del Coro Salvatore Caputo
Direttore del Coro di Voci Bianche
Stefania Rinaldi
Coreografie Maria Bonzanigo
Regia e disegno luci Daniele Finzi Pasca
Scene Hugo Gargiulo
Costumi Giovanna Buzzi
Nedda Kristin Lewis
Canio Carl Tanner
Tonio Dario Solari
Beppe Francesco Marsiglia
Silvio Simone Piazzola
Produzione Teatro di San Carlo – Fondazione Campania dei Festival
Nuovo allestimento del Teatro di San Carlo
www.napoliteatrofestival.it
Daniele Finzi Pasca, tra i più interessanti registi e coreografi
contemporanei, firma una nuova versione dei Pagliacci di
Leoncavallo. In scena, la tradizione del melodramma si unisce alla
spettacolarità clownesca e alle atmosfere oniriche ideate da Finzi
Pasca, creatore di spettacoli con il Cirque Eloize e il Cirque du Soleil.
Un evento che si annuncia davvero unico.
***
Lunedì 18 luglio 2011, ore 20.30
Teatro di San Carlo
Prima nazionale del World Tour 2011
KEITH JARRETT / GARY PEACOCK / JACK DE JOHNETTE
in concerto
Pianoforte Keith Jarrett
Contrabbasso Gary Peacock
Batteria Jack De Johnette
in collaborazione con Angeli
Musicanti Festival
Quando varcò la soglia del Teatro
più antico d’Europa nel 2009,
Keith Jarrett, primo jazzista a
suonare al San Carlo, segnò una svolta decisiva nella vita musicale
del Lirico napoletano. Per il suo ritorno, è atteso con Gary Peacock e
Jack De Johnette, tre solisti stellari che dal 1983 incidono insieme,
sodalizio amato da pubblico e critica.
***
Progetto “Arte nei Giardini” - Regione Campania
Martedì 19 luglio, ore 21.00
Cortile d’Onore di Palazzo Reale
Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini”
direttore e pianista
Michele Campanella
Musiche di Franz Liszt
Produzione Teatro di San
Carlo – Soprintendenza
per i Beni Architettonici,
Paesaggistici,
Storici, Artisti ed
Etnoantropologici di
Napoli
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Venerdì 9 settembre 2011, ore 21.00
Sabato 10 settembre, ore 21.00
Cortile d’Onore di Palazzo Reale
Orchestra del Teatro di San
Carlo
direttore Maurizio Benini
Produzione Teatro di San Carlo
– Fondazione Campania dei
Festival
***
Sabato 17 settembre 2011, ore 21.00
Domenica 18 settembre, ore 21.00
Cortile d’Onore di Palazzo Reale
Orchestra del Teatro di San Carlo
direttore Alessandro Pinzauti
musiche di Felix Mendelssohn Bartholdy
foto di Fabrizio Ferri
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foto di Fabrizio Ferri
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Venerdì 23 settembre 2011, ore 21.00
Cortile d’Onore di Palazzo Reale
Coro e Ensemble strumentale del
Teatro di San Carlo
direttore Salvatore Caputo
Carl Orff, Carmina burana
Produzione Teatro di San Carlo –
Fondazione Campania dei Festival
IL TEATRO DI SAN CARLO IN TOURNÉE
Spoleto, Domenica 10 luglio 2011, ore 21.00
FESTIVAL DEI DUE MONDI di Spoleto
Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo
Direttore James Conlon
Maestro del Coro Salvatore Caputo
Musiche di Giuseppe Verdi
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Ravello, Sabato 23 luglio 2011, ore 19.45
RAVELLO FESTIVAL
Orchestra del Teatro di San Carlo
Direttore Michel Tabachnik
Soprano Martina Serafin
Musiche di Richard Wagner
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Dal 12 al 22 ottobre 2011
Teatro Mariinsky – San Pietroburgo
PERGOLESI IN OLIMPIADE
dall’Olimpiade di Giovan Battista
Pergolesi – libretto di Pietro
Metastasio
Revisione e intermezzi di Roberto De
Simone
Regia Roberto De Simone
Orchestra del Teatro di San Carlo
www.napoliteatrofestival.it
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(pagamento con carta di credito)
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Via telefono al numero 89.24.24
Pronto PagineGialle® (Servizio a
carattere sociale ed Informativo di
Seat Pagine Gialle. Costo da fisso
€0,026 al secondo più €0,36 alla
risposta (IVA incl.). Costo da mobile
in funzione del gestore.
Info e costi www.892424.it
Per informazioni
Biglietteria Teatro San Carlo
tel: 081 7972331 - 412 - 468
@: [email protected]
Per infor
Biglietter
tel: 081 7
@: bigliet
Gruppi,
Pubblico
Per acqu
per grup
nizzato
tel: +39 0
fax: +39
@: promozi
Gruppi, Scuole
Pubblico Organizzato
Per acquisto abbonamenti e biglietti
per gruppi, scuole e pubblico organizzato
tel: +39 081 7972 468
fax: +39 081 7972 453
La Direzione si riserva il diritto di
apportare al programma, al cast e
alle date le modifiche che si renderanno necessarie per esigenze
tecniche o per cause di forza maggiore.
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La Direz
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tecniche
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www.napoliteatrofestival.it
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4
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Online, dal
sito www.vivaticket.it
carattere
sociale
ed Informativo di
(pagamento
con carta
di da
credito)
Seat
Pagine Gialle.
Costo
fisso
Presso le
Vi€0,026
al rivendite
secondo del
più Circuito
€0,36 alla
vaticket(IVA incl.). Costo da mobile
risposta
in funzione del gestore.
Info e costi www.892424.it
5
15 4
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palchi laterali III e IV fila 3 and 4 tier side boxes
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balconate V e VI fila 5th and 6th tier balconies
1
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palchi laterali I e II fila 1st and 2nd tier side boxes
palchi laterali III e IV fila 3rd and 4th tier side boxes
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palchi centrali III e IV fila 3rd and 4th tier central boxes
2
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Online, dal sito www.vivaticket.it
(pagamento con carta di credito)
Presso le rivendite del Circuito Vivaticket
6
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10
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palchi laterali I e II fila 1st and 2nd tier side boxes
22
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5
20
100,00
100,00
Presso
le rivendite
specializzate
*Il prezzo ridotto è riservato ai titolari
delle
Carte dei programmi
di di
Informazioni
di servizio
100,00
Membership,
ai gruppi
di almeno
10 persone
e ai dei
membri
di enti,di
(Concerteria,
Il Botteghino,
90,00
*Il prezzo ridotto
è riservato
ai Napoli
titolari
delle
Carte
programmi
CRAL
ed associazioni
convenzionati
con
il Teatro
Carlo
e agli
Membership,
ai gruppi
di almeno
persone
ediaiSan
membri
enti,
Box10
Office,
PROMOS)
nei di
rispettivi
90,00
50,00
Via
al numero
89.24.24
Dove acquistare
under
CRAL30.
ed associazioni convenzionati
con
il Teatro
di San Carlo
e agli
oraritelefono
di apertura
50,00
Pronto PagineGialle® (Servizio a
Presso la Biglietteria
under 30. Teatro di San
22
palchi centrali I e II fila 1st and 2nd tier central boxes
palchi centrali III e IV fila 3rd and 4th tier central boxes
30
6
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20
alle 19, la domenica dalle 10 alle
15.30 (pagamento in contanti, assegno o carta di credito)
24
palchi centrali I e II fila 1 and 2 tier central boxes
28
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Dove acquistare
110,00
110,00
110,00
100,00
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¤ 20,00 aperta dal lunedì al sabato dalle 10
Posto unico
8
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19
6
8
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¤ 10,00
Presso le rivendite specializzate di
Napoli (Concerteria, Il Botteghino,
Box Office, PROMOS) nei rispettivi
orari di apertura
st
7
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18 16
Concerti Cortile d’Onore di Palazzo
Reale
Presso
la Biglietteria Teatro di San
Concerti
Cortile d’Onore
di Palazzo
Reale
Carlo,
Via San Carlo 98/F Napoli,
Posto
unico
¤ 20,00
14
poltrone stall seats
28
30
8
7
A
Posto unico
16
poltronissime super stall
poltrone stall seats
th
24
26
Posto
¤ 20,00
¤ 15,00
¤ 10,00
unico
balconate
V e VI fila 5th and 6th tier balconies
Posto
¤ 20,00
¤ 15,00
¤ 10,00
unico
Musica nei Giardini
palco reale royal box
Musica
nei Giardini ¤ 10,00 Informazioni di servizio
Posto
unico
Ridotto* euro
Ridotto*
180,00euro
7
15 17
8
10
43
20,00
18
poltronissime super stall
rd
8
6
th
Carlo, Via San Carlo 98/F Napoli,
aperta dal lunedì al sabato dalle 10
alle 19, la domenica dalle 10 alle
Pianta del Teatro di San Carlo
15.30 (pagamento in contanti, asPianta del Teatro di San Carlo
segno o carta di credito)
Pianta del Teatro
Theatre
Plan
Pianta Seating
del Teatro
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100,00
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60,00
parapetto
dietro
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dietro
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110,00
110,00
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parapetto
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rd
180,00
120,00
120,00
110,00
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dietro
parapetto
th
st
200,00
130,00
130,00
120,00
120,00
120,00
9
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5
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parapetto
dietro
80,00
40,00
40,00
20,00
130,00
120,00
120,00
180,00
5
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parapetto
nd
rd
150,00
130,00
130,00
200,00
36
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20
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38
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dietro
40
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80,00
60,00
60,00
80,00
180,00
150,00
150,00
130,00
50
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19 26 324
28
25
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1 28
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20
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5
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10
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4
Via telefo
Dove acquistare
palchi laterali III e IV fila 3 and 4 tier side boxes
Pronto P
Presso la Biglietteria Teatro di San
Carlo, Via San Carlo 98/F Napoli, carattere
poltronissime super stall
balconate V e VI fila 5 and 6 tier balconies
Seat Pag
aperta dal lunedì al sabato dalle 10
Balletto Troy Game
poltrone stall seats
€0,026 a
alle 19, la domenica dalle 10 alle ORCHESTRA
Balletto
Troy
Game
Posto unico
¤ 15,00
palco reale royal box
risposta (
15.30 (pagamento in contanti, asPALCOSCENICO
15,00
palchi Posto
centrali Iunico
e II fila 1 and 2 tier¤central
boxes
in funzion
segno o carta di credito)
Info e cos
Spettacoli
Reale
palchi
centrali III e IV a
filaPalazzo
3 and 4 tier
central boxes
Presso le rivendite specializzate di
La
strada
Spettacoli a Palazzo Reale
Napoli (Concerteria, Il Botteghino,
La strada Intero
Ridotto
over 65/card NTF
Ridotto card
palchi laterali I e II fila
1 and 2 tier
side boxes
Box Office, PROMOS) nei rispettivi
Professionale
Intero
Ridotto over 65/card NTF
Ridotto card
orari di apertura
Professionale
palchi laterali III e IV fila 3 and 4 tier side boxes
Ridotto* euro
Ridotto*
80,00 euro
200,00
170,00
170,00
150,00
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20
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50,00
30,00
30,00
Eventi speciali Keith Jarrett Trio
Eventi
speciali Keith Jarrett
Trio euro
Posti
Intero
Posti
Intero
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200,00
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20a
2
39
70,00
90,00
90,00
50,00
20
22a
16
28
2
2
4
37
9
16
6
60
22a
16
6
68
2
17
18
7
17 30
22
4
4
6
37
Intero
90,00euro
90,00
70,00
22
nd 24
15
15
15
7
15
6
30
13
13
24
26
6
6
8
35
Posti
22
24
st
9
11
15
62
34
34
4
14 12
16
palchi laterali I e II fila 1 and 226 tier side
18 boxes
20
Theatre Seating Plan
Spettacoli al Teatro di San Carlo
Spettacoli al Teatro di San Carlo
Opera L’osteria di Marechiaro
OperaPagliacci
L’osteria di Marechiaro
Pagliacci
Posti
Intero euro
10
9
9
7
17
28
8
8
35
Prezzi Spettacoli Estiva 2011
Pianta del Teatro
Prezzi Spettacoli
Estiva 2011
77
11 8
10
10
10
14 12
33
36
6
18 16
palchi centrali III e IV fila
3rd and 4th tier20 central
boxes
10
8 6
10
9
14 12
14 12
33
16
11
8
22
20
31
1
9
8
7
56
13
12
nd
11
10
36
PORTA DI PLATEA
24
22
18 16
31
38
52
14
palchi centrali I e II fila 1 and
2 tier central boxes
1
st
PALCO REALE
12
11
30
32
5
14
14
13
12
16
15
5
USCITA
26
6
3
24
22
8
48
12
8
3
1
14
13
13
28
32
18
20
10
1
2
56
28
30
16
22
24
26
26
66
26
24
9
70
poltrone stall seats
12
2
4
72
22
24
12
4
54
18
20
14
6
60
14
16
8
10
64
Pianta del Teatro
10
8
18 16
20
10
9
74
BIGLIETTERIA
Ravello Festival
Ravello Festival
Orchestra
e Coro
Orchestra
Coro
del
Teatro dieSan
Carlo
del Teatro di San Carlo
Direttore
Direttore
da
definire
da definire
10
9
14
16
11
10
palco reale royal box
9
62
Inaugurazione
dei
laboratori artistici
deiTeatro
laboratori
artistici
del
di San
Carlo
Pianta
delaTeatro
del
Teatro
di San Carlo
ex
Cirio
Vigliena
Theatre
Seating
Plan
ex Cirio
a Vigliena
di Orchestra
San
Carlo
e Coro
Orchestra
Coro
Teatro dieSan
Carlo
del
stall
Teatro disuper
San
Carlo
del poltronissime
76
Regia De Simone
Roberto
Roberto De Simone
Orchestra
Orchestra
del
Teatro di San Carlo
del Teatro di San Carlo
Sabato 23 luglio
Sabato
ore
20.0023 luglio
ore 20.00
84
www.napoliteatrofestival.it
© luciano romano
napoli. teatro
festival italia
allestimenti esterni / outdoor stage
Bilodunk/Fabio Cioffi
comunicazione /
communication
presidente / president
caterina miraglia
direttore di scena / stage director
margaret radi
direttore artistico / artistic
director
luca de fusco
referenti spazio / site coordinator
teresa cibelli
antonio gatto
giuseppe miraglia
ufficio stampa /
press office
raffaella tramontano
sergio marra
ivan morvillo
viola tizzano
ufficio di coordinamento /
co-ordination office
raffaele riccio
giovanni pagliuca
ufficio del personale / personnel
office
alessandro remondelli
ufficio legale / legal office
gianfranco imer
claudio vitale
assistente del direttore / assistant
to the festival director
vittorio esposito
organizzazione e produzione /
organization and production
mascia pavon
ira palmieri
francesca matteoli
dino rossi
gaia silvestrini
organizzazione per le sedi di
spettacolo / site organization
maria tiziana bacco
paola capuano
chiara di donato
marco esposito
francesca garofano
manuela genghi
antonio vladimir marino
ilaria poerio
luca di ruggiero
direzione tecnica e progettazione /
technical direction and planning
marciano rizzo
assistenza alla direzione tecnica /
technical direction assistant
clelio alfinito
melania cermola
alessandro grimaldi
salvatore guastafierro
gaetano piscopo
organizzazione e programmazione
tecnica / technical organization and
planning
luciamaria russo
www.napoliteatrofestival.it
tecnici / technicians
macchinisti / stagehands
ferdinando adagio
sergio alfinito
enzo barone
giuliano barra
michele bifari
carmine di gennaro
agostino esposito
jacopo fusco
aldo gallo
nunzio opera
stefano palumbo
ciro romano
enrico quagliozzi
giuseppe russo
raffaele d’alesio
elettricisti / electricians
renato cannavaro
alessandro diomede
alessio lazzaro
enrico maso
luca mondin
barbara mugnai
francesco rispoli
carmine pierri
pino bruno
fonici / sound engineers
enrico fidone
diego papa
mario parascandolo
andrea santini
sarte / costume designers
paola de luca
roberta mattera
maria rosaria riccio
antonella romano
silvia varotto
relazioni internazionali /
international relations
elena jannone
rapporti enti locali – progetto
sostenibilità ambientale / local
relations – environmental
sustainability project
paola capodanno
redazione / editorial office
patrizia bologna
andrea esposito
valentina orellana
armida parisi
valeria prestisimone
annarita romano
traduzione / translation
alan daniel taylor
grafica / graphics
cinzia marotta
andrea perasole
cerimoniale - biglietteria /
protocol office - ticket office
beatrice buti
maria rita baio
claudia carraro
gina gregorio
raffaella lavorgna
charta srl
sistemi informatici / information
technology
fabio paradiso
valerio de rensis
amministrazione / administration
alessandro russo
brunella fusco
luigi gagliotta
lina gisonna
gisa ippolito
veronica marigliano
segreteria / secretary
maddalena aprile
photo editor
fabio donato
foto e video /
photography and video
roberto russo
vincenzo pascolo
media plan
raffaella papa
web
luigi cerullo
promozione e ospitalità /
promotion and hospitality
relations
andrea iaccarino
aristotele aebli
francesca cessari
margherita de luca
lucia dovere
perla montella
massimiliano zecchi
ufficio co.marketing /
co.marketing office
fabiana sciarelli
andrea bianco
francesco bonaccorso
daria salabelle
spazio incontri del festival /
meeting site of the festival
francesco somma
relazioni esterne
iaia casiere
85
napoli. teatro
festival italia
progetto cofinanziato da / a project
co-funded by
unione europea
regione campania - p.o.r. campania
fesr 2007/2013 ob. operativo 1.10
con / with
ministero per i beni e le attività culturali
direzione generale per lo spettacolo
dal vivo
regione campania
provincia di napoli
comune di napoli
con la partecipazione di / with the
participation of
australia, brasile, canada, francia,
germania, giappone, inghilterra, irlanda,
italia, libano, palestina, russia, serbia,
spagna, stati uniti, vietnam
con il patrocinio di / with the
patronage of
ambasciata del canada in italia
ambasciata della r.s. del viet nam in italia
ambasciata di francia in italia
delegazione del québec - roma
ministero della difesa
con il sostegno di / with
the support of
banco di napoli
consorzio borgo partenope
formaperta
metropolitana di napoli
gi.r.gi.2
luma eventi
media partner
radio3rai
teatro.org
f2 radio lab
corriere del mezzogiorno
per l’edizione 2011 il festival
coproduce con / for the 2011 edition,
the festival co-produces with
associazione teatrale vesuvioteatro
barbican bite 10 - london
benevento città spettacolo
bitef belgrade international theater
festival
cal performances - university of
california, berkeley
86
canada’s national arts centre (ottawa)
centro di produzione rai di napoli
chiaradanza
compagnia italiana
compagnia molière
compagnie ea sola
edinburgh international festival
eruzioni festival
ex machina
fanny & alexander
festival de otoño de la comunidad de
madrid
festival delle colline torinesi – torino
creazione contemporanea
festival internacional de las artes de
castilla y león (salamanca 2008)
florian - teatro stabile d’innovazione
(pescara)
fondazione teatro di san carlo
fondazione teatro piemonte europa –
teatro a corte
galleria primo piano
la comète - scène nationale de châlonsen-champagne
la filature - scène nationale de
mulhouse
le théâtre du nouveau monde (montréal)
le théâtre du trident (québec)
le volcan - scène nationale du havre
leuciana festival
mc2 - maison de la culture de grenoble
melbourne international arts festival
neroluce (frattaroli & mazzi)
nuovo teatro nuovo
paestum festival
ponte radio
ravenna festival
sadler’s wells theatre
santarcangelo 41.festival internazionale
del teatro in piazza
scène national de sénart
seinendan theatre company
simon fraser university (vancouver)
taverna est teatro
teatro di san carlo
teatro stabile di calabria
teatro stabile di catania
teatro stabile di innovazione galleria
toledo
teatro stabile di napoli
tempo reale
théâtre national de chaillot (paris)
the urban playground team - prodigal
theatre
tnt - théâtre national de toulouse midipyrénées
tokyo metropolitan theatre
ucla live
ulster bank dublin festival
l’edizione 2011 è stata realizzata
grazie alla collaborazione di / the
2011 edition has been realized with
the support of
agency for cultural affairs
ambasciata d’italia a hanoi
arts council england
associazione borbonica sotterranea
atcl – associazione teatrale comuni
del lazio (roma)
autorità portuale di napoli
battaglione trasmissioni “vulture” caserma libroia di nocera inferiore (sa)
capitaneria di porto di napoli
capri wonderful boats/gianni’s boat
centro culturale “la città del sole”
comando logistico area sud di napoli
consolato generale d’italia di beirut
consolato generale d’italia
di gerusalemme
cooperativa sociale o.n.l.u.s. “la
paranza”
distaccamento della marina militare di
napoli – m.o.v.m. vincenzo ciaravolo
fondazione forum universale delle
culture napoli 2013
goethe institut
ii comando delle forze di difesa di san
giorgio a cremano (na)
institut français de naples le grenoble
istituto di cultura italiano di beirut
istituto italiano di cultura a mosca
lega navale italiana – sezione di napoli
regione emilia romagna – assessorato
cultura
reparto comando della divisione aqui di
san giorgio a cremano (na)
scuola militare “nunziatella” di napoli
scuola secondaria mista e pubblica
di tiro
soprintendenza speciale per il polo
museale napoletano
the hawth theater, crawley
the japan foundation/performing arts
programme for europe
ufficio affari generali dello stato
maggiore dell’esercito
ufficio progetto recupero real albergo
dei poveri (comune di napoli)
III direzione centrale - patrimonio e
logistica (comune di mapoli)
IX direzione centrale - politiche culturali,
sportive e del tempo libero (comune di
napoli)
il progetto premio le maschere del
teatro italiano è realizzato grazie
a / the project premio le maschere
del teatro italiano has been realized
thanks to
agis – associazione generale italiana
spettacolo
rai uno
il progetto di eco-sostenibilità è
realizzato con / the project of ecosustainability is made possible by
regione campania, settore demanio e
patrimonio
igeam
il progetto di archivio digitale del
teatro è realizzato con
regione campania - p.o.r. campania
fesr 2007/2013 ob. operativo 1.10
ubulibri
e45 napoli fringe festival è realizzato
con / e45 napoli fringe festival is
realized thanks to
associazione culturale interno 5
per l’edizione 2011 il festival trova
sede a / for the 2011 edition, the
festival takes place in
bagno sirena
borgo marinari
catacomba di san gennaro
ex asilo filangieri
galleria umberto i
institut français de naples “le grenoble”
lega navale italiana - sezione di napoli
molo beverello
molo di san vincenzo
museo di capodimonte
pan | palazzo delle arti napoli
piazza dante
piazza garibaldi
piazza san domenico maggiore
piazza santa maria la nova
real albergo dei poveri
teatro mercadante
teatro nuovo
teatro di san carlo
teatro san ferdinando
teatro sannazaro
tunnel borbonico
via benedetto croce
via scarlatti
via toledo
villa comunale
www.napoliteatrofestival.it
si ringrazia / special thanks to
3° circolo didattico de amicis
aeroporto di napoli
associazione il corpo in movimento
associazione le bazarre
associazione le parole del corpo
azzurro service s.r.l.
bar roma- galleria umberto i
british council
centro a.t.l. ost
centro danza arcadia
centro movinghart connection
cisalfa sport napoli
co.branding italy s.r.l.
danzanda
film commission regione campania
i ken onlus
indie rocket festival tour napoli
instituto cervantes di napoli
luciano rizzo eri s.r.l. (padova)
musical village di afragola
palestra kodokan
paolo velardi e collettivo macunaima
parcheggio morelli
pasticceria scaturchio
ristorante palazzo petrucci
scuola di danza arabesque
di santa maria capua vetere
scuola di danza giselle
the worry beads
università degli studi di napoli federico ii
yes events
www.napoliteatrofestival.it
e inoltre / and
monica amato, giuseppe ariano,
alessandra attena, salvatore barbato,
denis barbet, katià bazzocchi, giovanna
caiazzo, alessandra caliendo, carlo
caracciolo, dario carandente, michele
ciardiello, grazia ciceri, giuseppe
codispoti, giuseppe d’alessio, francesco
de cristofaro, giovanna del bello, enzo
de luzio, andrea de rosa, arturo de vivo,
gabriele di martino, stefano di scala,
gilda donadio, raffaella d’onofrio, alison
driver, vincenzo esposito, germana
falibretti, nunzia frezza, franco gagliardi,
tonia garante, marta gianzini, rosaria
guidi, gloria hoppe, davide iodice,
giovanna leone, maria liguori, massimo
lo iacono, sergio manes, pasquale
manfredi, rosaria manzo, stefania
maraucci, linda martino, massimo
marrelli, ciro mauriello, gianluca minin,
simona monticelli, maria carmen
morese, claudia moretti, fabrice morio,
lucia nicodemo, paolo pandolfi, valeria
parrella, chiara pavolini, paolo pica
ciamarra, pietro pignatelli, daniela
procida, franco rendano, eugenio
rinaldini, simona rocco, daniele russo,
paola russo, pasquale sabbatino, lydia
schapirer, maria isabèl serrano sanchez,
emanuela spedaliere, maria teresa
valiante, salvatore vanorio, renato
vardaro, marina vergiani, johanna wand
87
sponsor
GI.R.GI. 2 S.R.L.
media sponsor
88
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© fabio donato
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