Numero 4 Aprile 2015 IL CASSINISTA Se pareva Boves____________ In questo numero: Quando ci sono gli strumenti pag.4 When I see you pag. 20 La risposta dei rappresentanti pag.5 L’antica culla pag. 20 Quello che le donne non dicono pag.6 Il bacio di amore pag 20 Il barbone insignificante La botta nel pineto pag 21 pag.7 Felpe, il mistero della puntualità pag.8 Ritardare humanum est pag.9 Il valoroso Compagno Scalandri pag.10 PLAYTIME__________________ Il fantasma del Cassini pag.11 Giochi pag. 22 soluzioni pag. 27 Le nostre rubriche: CASSICOMICS_____ Lo svarione della domenica Abate pag.12 L’angolo del Bruzza Pap, Zazza pag. 24 Pap pag. 25 Elogio dell’errore e dell’imperfezione pag.13 Storia della città straniera Antonio Quintino pag.14 Quando fuori piove Inquadrature in Sicilia pag.15 Proposte di lettura Tutte le cosmicomiche - I.Calvino pag.16 Faccia da Cassinista Federico Falbo pag.17 BACHECA pag.18 www.il-cassinista.weebly.com L’album “The Revolver “ (1966) dei Beatles al quale si è ispirato il nostro disegnatore Zazza per la realizzazione della copertina di questo numero 2 Aprile 2015 IL CASSINISTA L’ANGOLO DEL CAPOREDATTORE Cari lettori, questa volta non vi scrivo a mano come nei numeri precedenti, in quanto molti di voi si sono lamentati della difficoltà di lettura dell'a dell'anngolo del capo. Ormai siamo al quarto numero del Cassinista, e sono felice di aver raggiunto questo traguardo. Non posso che ringrazi ringraziaare i numerosi della redazione che si sono impegnati per il nostro giornalino. Ci sono articolisti, disegnatori, c'è Guido Vallarino, l’ impag impagi-i-inatore, che cerca disperatamente di stare dietro ai ritardatari per consegnare il numero in tempo. C'è Marco Fiore che mi aiuta L’ANGOLO DEL VICE I regali che ricordo con gioia e piacere da tutte le vacanze pasquali sono quelli brutti, quelli delle uova che hanno tanto cioccolato quanto difosfato disodico. Non sto parlando dei coprimatita di lana grezza prodotti in Tibet che, saranno pur brutti, ma ti lasciano in bocca il retrogusto di buona azione che li rendono piacevoli al tuo sguardo. No, gli incriminati sono i regali orripilanti che si trovano nelle uova che i tuoi genitori comprano perché il loro costo è pari a quello di una bustina di minerva. La grande star che quest'anno ha allietato la mia Pasqua è stato un ciondolo con un bassotto dal colore arancio, munito di guinzaglio rosso con decorazioni di palle da calcio. La voglia di studiare per la maturità però non era dentro le mie uova, magari dovevo comprare le Kinder. Se avete trovato pacchianate inusitate, scrivetele in bacheca, dopo averle sfoggiate con tracotanza per i nostri corridoi. nel difficile ruolo di caporedattrice. C'è anche poi chi come Zazz Zazza a IL CASSINSTA RISPONDE: (Danilo Zanello), che mi dice che il disegno me lo invierà in seguito perché è molto impegnato in quella settimana (e dopo poche ore mi chiede se va bene quello che ha disegnato). Menomale che aveva da fare! Purtroppo non ho abbastanza spazio per citare tutti, ma in fondo al Cassinista potrete trovare un elenco di tutti coloro che Ci è stato chiesto un recapito per scrivere alla redazione ed eventualmente inviare del materiale per il giornalino. Potete contattarci in due modi: • mettendo un vostro bigliettino nelle bacheche della sede e della succursale • scrivendo alla nostra mail: hanno contribuito a questo numero. Auguro a tutti buona lettura! SARAH [email protected] www.il-cassinista.weebly.com 3 Aprile 2015 IL CASSINISTA I pro di un liceo statale illustre Quando Ci Sono Gli Strumenti Aule, stampe, bidelle e molto altro Il Cassini è una cosa bella. No, aspettate, non linciatemi: ho una spiegazione per questa controversa affermazione. Se dico che il liceo che frequentiamo ha i suoi pregi, è per introdurvi qualcosa che ha sorpreso positivamente soprattutto me. È bello scoprire che alla fin fine si è protetti, che comunque sotto c'è qualcuno qualcuno che qualcuno che ti grida: "Buttati, ci sono io a prenderti!". Quel qualcuno, per una volta, è il liceo G.D. Cassini. In sintesi: il nostro istituto offre dei vantaggi, delle agevolazioni, delle "facilities", in pochi però ne conoscono l'esistenza e meno della metà ne usufruiscono. E perché tutto questo entusiasmo? Perché spesso, è sicuramente superfluo ripeterlo, non riusciamo a vedere il buono in ciò che ci circonda. Finalmente non abbia- mo scusanti. Il mio piccolo viaggio alla scoperta di questo "paese della cuccagna" comincia quando Pietro Russo mi scrive, descrivendomi con entusiasmo alcune delle opzioni offerte dalla scuola, sottolineandomi in maniera decisa come quasi nessuno sfrutti tali possibilità. Vengo così a conoscenza del fatto che si può usufruire delle AULE POMERIDIANE. Come funzionano e cosa sono? La scuola mette a disposizione durante il pomeriggio delle classi che possono essere utilizzate da un qualunque gruppo di studenti. È solamente necessario ritirare in portineria l'apposito modulo, compilarlo e farlo firmare dalla vice preside, la professoressa Massa. Un autentico salvagente per quando non sapete dove studiare in gruppo, perché ad esempio a casa di Edoardo si è scatenata la furia di www.il-cassinista.weebly.com 4 un Orlando impazzito o perché Rosalia ha il nonno che dorme sul divano russando e grattandosi il peloso ventre. Il buon Russo -di cui qui affianco trovate un breve pezzo per coinvolgervi ed illustrarvi cosa ha intenzione di fare a proposito della questione- mi narra di come si è riunito con i suoi compagni per terminare il disegno di tecnica, qualche settimana prima. Un'opzione certamente che può essere sfruttata anche per i gruppi che vogliono incontrarsi non solo per studiare, così da avere un luogo di incontro per svolgere le attività più disparate. Ci fosse la mia romana nonna se ne uscirebbe con un eloquente <<Anvedi>> e assumerebbe uno sguardo tra il soddisfatto e l'impressionato. Continuo la mia ricerca contattando Anna, la bidella con i capelli castani che è solita Aprile 2015 IL CASSINISTA rimanere al pian terreno: le chiedo cortesemente nuove informazioni, fiducioso nella sua esperienza accumulata al Cassini. Ed ecco che spunta fuori un'altra novità: Anna mi parla della TESSERA PER LE FOTOCOPIE, una scheda acquistabile a 5€ dal centralino da un qualsiasi alunno. Fondamentalmente, fornisce la possibilità di fare 100 fotocopie con la stampante presente al pian terreno vicino alla segreteria, semplicemente inserendo la tessera. Riflettiamo: quante volte si è presentata la necessità di fotocopiare per i più disparati motivi? E quante volte i professori si sono lamentati di avere un numero limitato di stampe? Vi pare giusto che Carlo debba portarsi a casa il foglio con i documenti necessari per i compiti e debba spendere buona parte del pomeriggio inviando lo scan a tutti per email? Ecco così che abbiamo trovato una soluzione, miracolosamente offerta dalla scuola. Le applicazioni sono innumerevoli: ad esempio una sola scheda potrebbe essere acquistata da una classe intera, mi sottolinea Pietro Russo, così da soddisfare il bisogno di tutti i componenti della stessa. Anna infine mi chiede, per quanto riguarda le richieste di uscita anticipata, di ricordarvi di consegnare il vostro libretto direttamente quando entrate al mattino, così da evitare confusione. La saluto, lei mi augura buona Pasqua con la strana emoticon di un pulcino che esce da un uovo. L'ultimo punto che voglio portare alla vostra attenzione è l'AULA AUTOGESTITA, di cui ho sentito soltanto vociferare e rimane per me tuttora qualcosa di poco chiaro. La sua reputazione è simile a quella della Camera dei Segreti di Hogwarts: ecco, magari evitate di andare nel bagno delle ragazze al secondo piano e sibilare in serpentese "Apriti", vi assicuro che non accadrà nulla. In compenso, se foste curiosi, potreste chiedere ai vostri rappresentanti di classe di ritirarne la chiave in centralino e poi restituirla appena avrete terminato. Dopo aver raggiunto il retro dell'aula magna, ciò che vi si presenterà, aperta la porta, sarà uno spazio fornito di un computer, una stampante e un divano. "Autogestita" perché la gestione è affidata direttamente ai ragazzi, che possono utilizzarla per qualsiasi scopo; so che da qualche settimana a questa parte era divenuta il luogo per depositare la felpe ancora da consegnare. Ora mi limiterò a suggerire un paio di frangenti in cui sfruttare questo delizioso angolino, così che possiate spaziare con la fantasia. Spesso i ragazzi che non frequentano il corso di religione, vengono sfrattati da una classe all'altra in cerca di un'atmosfera come minimo soddisfacente: perché non farli rifugiare qua dentro? Oppure ancora, non amate il caos che domina i corridoi durante la ricreazione e vorreste godervi qualche pagina della nuova biografia di Totti "Mo je faccio 'er cucchiaio". Perché non chiedere alla preside di tenere aperto l'accesso a questo luogo durante quei fondamentali minuti, ovviamente rimanendo entro un determinato limite di persone? Le domande che pongo sono veri e propri quesiti a cui bisogna trovare delle risposte; adesso come adesso, le proposte sono tante, ma le soluzioni che potrebbero essere prese in considerazione sono estremamente poche. E la verità è che non è finita qui: ci sono una marea di segreti da svelare, paracaduti da utilizzare, facilities da utilizzare, ma nessuno si è mai prodigato per far sì che tutti ne fossero a conoscenza. Leggendo questo articolo, quanti problemi riguardo la vostra vita scolastica? La realtà è che sicuramente c'è la soluzione anche per voi. È proprio quello che i nostri rappresentanti di istituto tenteranno di fare, organizzandosi e indagando per voi, con voi. Tutto è rimesso nelle mani del singolo, che, prendendo in mano il regolamento di istituto, potrebbe ideare qualche utilizzo intelligente per tutto ciò che la scuola mette a disposizione. La proposta dei nostri rappresentanti Siccome credo che ci siano ancora tante altre possibilità date dalla nostra scuola che non vengono sfruttate perché non si conoscono la mia proposta è: 1) 2) 3) fare un'indagine di tutti i servizi che la scuola offre concentrandoci su quelli meno conosciuti individuare per ciascuna le modalità di utilizzo diffondere quanto scoperto. È un'attività che secondo me contribuirebbe al maggiore utilizzo di molte cose che,siccome sono state introdotte per venire incontro alle esigenze degli studenti,possono davvero migliorare la vita nella scuola. C'è bisogno però di più idee e aiuto per farlo. Per questo rivolgo a ciascuno l'invito a darmi una mano. In cambio temo che non ci sia altro che il piacere di aver fatto qualcosa di utile. [email protected] Gli elementi ci sono, sta a te sfruttarli. Pietro Russo Marco Fiore, 3 D www.il-cassinista.weebly.com 5 Aprile 2015 IL CASSINISTA Quello che le donne non dicono Un piccolo mondo segreto Noi donne siamo le grandi dedicatarie di poesie, canzoni, libri. Abbiamo fatto girare la testa ai grandi del passato: pensiamo a Cleopatra e a Marco Antonio, pensiamo a Beatrice e Dante, a Montale e alla sua “Mosca”, pensiamo a Marilyn Monroe, icona di stile e amante dei fratelli Kennedy. Spesso siamo state paragonate ad angeli, eteree creature in grado di salvare gli uomini. Eppure, nonostante questo compito salvifico, noi siamo considerate fragili, pronte a spezzarci al minimo soffio di vento. Noi donne però non siamo deboli, nonostante secoli di storia abbiano cercato di farcelo pensare. Ci hanno raccontato delle numerose battaglie, nelle quali uomini combattevano con altri uomini, maneggiando prima la spada, poi il fucile, e adesso armi di cui è meglio non parlare per la loro potenza distruttiva. Le donne, sopratutto in passato, sono rimaste in disparte a guardare, ad aspettare che i loro mariti, i loro padri, i loro fratelli tornassero da loro. Stavano in casa, facevano le massaie, accudivano i bambini. Nel frattempo gli uomini giocavano a dadi, bevevano per dimenticare, incontravano nuove donne, più “fresche”, più giovani, più vitali. Le donne hanno sempre sopportato i molti soprusi e discriminazioni fatte nei loro confronti. Oggi si parla di emancipazione femminile, ma in realtà gli uomini vengono ancora considerati il “sesso forte”, solo perché stringono mol- to forte la caffettiera e noi donne non riusciamo a svitarla. Eppure lo stesso uomo che stringe la caffettiera che non riusciamo ad aprire, è lo stesso che chiede una pastiglia per la “brigola” che ha sotto l'ascella (è una storia vera, ve l'assicuro!). Nell'assemblea d'istituto di marzo c'è stato lo spettacolo "Finché morte non ci separi", una rappresentazione teatrale a cura dei ragazzi del gruppo di teatro. Il tema era la violenza sulle donne. C'erano Ofelia, Pia De' Tolo- ribellarsi, nei confronti degli uomini. Mi ha colpito una scena, nella quale un marito infedele viene avvelenato dalla moglie e dall'amante. Non è stato però l'unico uomo a morire: altre donne hanno ucciso in “Finché morte non ci separi”. Altre invece sono riuscite a scappare dal loro carnefice (dopo mesi di violenze e soprusi), ma purtroppo non tutte hanno avuto un lieto fine.Noi donne ci innamoriamo di uomini che non sanno amare, e speriamo di poterli cambiare sopportando in silenzio. Siamo stupide. Abbiamo una forza interiore enorme, e spesso non sappiamo come usarla. Forse alcuni maschilisti potrebbero obiettare che noi siamo le “piagnone”, quelle dalla lacrima facile. Vero, noi piangiamo, ma non perché siamo deboli, piangiamo perché siamo sensibili. La vera forza non si misura dalle quantità di lacrime che versiamo. Mi ricordo durante l'alluvione di qualche mese fa, una madre aveva fatto chilometri a piedi, sfidando il maltempo per raggiungere il marito mei (tanto cara a Dante), e poi tante al- malato e la figlia down che aveva protre donne, donne moderne, che hanno blemi di cuore. Ha impiegato ben sei ore raccontato la loro storia. Gli attori e le prima di raggiungere la sua casa. "Passo attrici che hanno interpretato i persodopo passo e con il passare del tempo, naggi sono stati molto coinvolgenti, gra- sentendomi sempre più vicina ai miei zie anche alla bravura di Mauro Pirova- cari ho trovato la forza per proseguire. no, che da anni gestisce il corso di teatro Cadevo e mi rialzavo più volitiva di priqui al Cassini. Lo spettacolo non raccon- ma", racconta ai giornalisti dell'ANSA. tava solamente le storie di donne vittiQuesta è la forza che noi donne abbiamo. me di violenza, ma raccontava anche la forza che alcune di noi hanno avuto nel Questo siamo noi. Sarah Vignoly, 5 D www.il-cassinista.weebly.com 6 Aprile 2015 IL CASSINISTA Esperienze al Cassini L’ANGOLO IL BARBONE INSIGNIFICANTE L’incontro con Sergio Bambarén del 18 marzo in aula magna Ecco un “barbone” insignificante con la bandana, prevedo due ore di noia. Questo è quello che mi è venuto da pensare dopo una prima occhiata superficiale al volto di Sergio Bambarèn. Invece, col senno di poi, posso dire di essermi completamente sbagliato, come si suol dire, di aver preso un granchio. Le sue parole e i suoi racconti, infatti, hanno reso l’incontro nell’Aula Magna del Liceo G.D. Cassini un piacere per il sottoscritto e per i numerosi presenti. Il nostro “barbone” è infatti una persona stupenda e speciale, per la quale vale il detto: “L’abito non fa il monaco”. Quest’uomo, con la sua passione del surf e il mare nel sangue, ha deciso di distaccarsi dalla vita lavorativa manageriale per dedicarsi, come se fosse un eterno bambino, alle sue più grandi passioni: il surf, la chitarra e i sogni. Bambarèn mi ha colpito molto per la sua modestia e per la sua umiltà che sono subito emerse, malgrado venisse trattato dal suo collaboratore con esagerata ammirazione e un tantino di adulazione. Tuttavia Sergio (così si vuol far chiamare) ha cercato di instaurare un rapporto confidenziale e quasi surreale tra un pubblico di adolescenti ed un celebre scrittore. Tutto ciò mi ha piacevolmente sorpreso, poiché vedere una celebrità umile e amichevole e non attaccata ai soldi è veramente una rarità nel mondo attuale. Bambarèn, infatti, è rimasto, malgrado il grande successo letterario, un uomo semplice, ma speciale, legato al mare, alle sue origini e a ciò che gli dice il suo cuore. Un altro aspetto particolare di questo surfista è il coraggio assieme alla voglia di seguire i propri sogni, cose che lo hanno portato a fare scelte nella vita che lo hanno fatto sembrare “loco” (pazzo) alla vista degli altri. Questo coraggio e questa forza di seguire ciò che dice il cuore sono molto importanti e Sergio ha aiutato noi adolescenti a comprendere che nulla nella vita è impossibile se si segue il proprio cuore e se non si perde la nostra essenza interiore. Infatti se lui è riuscito a trovare un lavoro che gli piace e che gli lascia il tempo per dedicarsi al surf, perché uno come me dovrebbe rinunciare al sogno di diventare uno sportivo affermato? Sergio è riuscito a rafforzare le nostre convinzioni a non fermarci mai davanti a niente perché il sogno può diventare realtà, anche casualmente, da un momento all’altro. Bambarèn ha pronunciato una frase molto significativa: ha infatti spiegato che in America il sogno di tutti è essere miliardari, mentre lui preferisce essere più “povero” economicamente, ma più “ricco” nel cuore e più felice. Inizialmente, udita questa frase, non nego di aver pensato di aver a che fare con il solito “fanfarone”, tanto fumo e niente arrosto che parla come quando Crozza fa la satira di Renzi. Poi, però, ho capito che Sergio è una persona concreta e pura, che vive veramente in una casa semplice con i suoi più grandi amori; le tavole da surf, la chitarra e la moglie fotografa, che timidamente assisteva alla “performance” del marito con un misto di ammirazione ed orgoglio. Come se non bastasse, dopo che ci ha dato un po’ della sua “magia”, ha anche risposto in maniera amichevole e, soprattutto, esaustiva alle domande dei presenti. Alla fine della mattinata era cambiato del tutto il mio parere su quel “barbone con la bandana” e tutto per merito suo. Era arrivato con un’aria misteriosa e da sognatore ed ora se ne andava con il medesimo aspetto, dopo che aveva condiviso con noi un po’ di se stesso e un po’ della sua essenza interiore, che è poi quella della vita felice. Pietro Sartori, 1 F www.il-cassinista.weebly.com 7 DELLE CITAZIONI Le massime del Cassinista “L'unico vero rischio nella vita è non voler correre alcun rischio. ” Sergio Bambarén “La fortuna sorride solo alla mente pronta ad accoglierla.” Isaac Asimov “A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio.” Oscar Wilde “Avrai davvero capito una cosa quando sarai riuscito a spiegarla a tua nonna.” Albert Einstein “Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela ciascuno. Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.” George Bernard Shaw “Il mondo è pieno di cose ovvie che nessuno si prende mai la cura di osservare.” Arthur Conan Doyle “Mettere ordine nel caos, questo è creare” Guillaume Apollinaire Aprile 2015 IL CASSINISTA Felpe Il mistero della puntualità Cari lettori, spero che siate un po’ di più dei venticinque di Manzoni. Essendo il mio primo articolo, chiedo perdono per qualsiasi errore io possa commettere perché l’emozione c’è ed è tanta. Parlando di cose serie, invece, come tutti ormai sapete, nella nostra scuola è abitudine che i rappresentanti, al momento della candidatura, nelle loro liste inseriscano un punto chiamato “Felpe”. Ebbene io oggi sono qui ad analizzare come è stato svolto il loro lavoro quest’anno. Innanzitutto penso che dovremmo ringraziare la nostra rappresentante Luna Montervino per essersi occupata da sola della questione. Come ogni anno, da quando frequento il Cassini, durante la presentazione delle liste tutti i candidati promettono che le felpe arriveranno prima di Giugno, cosa che non è mai avvenuta. Quest’anno, stranamente, ci sono riusciti! Dopo molti problemi, tra mille varietà di modelli di felpe, di loghi, di colori siamo riusciti a ricevere le nostre felpe in un periodo in cui sono ancora utilizzabili. Peccato però che non sia stato così per tutti, in alcune classi le felpe sono arrivate con notevole ritardo rispetto alle altre, così ne ho domandato il motivo a Luna, la nostra rappresentante, la sua risposta è stata questa: “Alcune combinazioni colore-modello non sarebbero state rese disponibili al momento di saldare l’ordine causa insufficienza pezzi da parte del fornitore e dunque sarebbero arrivate successivamente rispetto alle altre”. Inoltre abbiamo affrontato delle votazioni per scegliere il logo da stampare sulle felpe e ha vinto quello meno simpatico e rappresentativo fra le proposte. E non sono l’unica a pensarlo perché facendo un po’ di chiacchiere nei corridoi, prendendo persone totalmente a caso, la mia opinione è stata confermata, tra l’altro mi sembra che non c’entri assolutamen- modelli, ci hanno dato così tanta libertà di scegliere la nostra PERSONALE felpa che si sono complicati la vita! E non solo, alla fine, le felpe non sembrano nemmeno appartenere tutte alla stessa scuola! A volte è meglio rimanere nella semplicità e non esagerare! Sarebbe stato meglio se avessimo creato un logo da utilizzare nel tempo, così per esempio, fra dieci anni potremmo riconoscere chi frequenta il Cassini, piuttosto che fare un concorso in fretta e furia ogni anno per scegliere un disegno che andrà bene solo per pochi mesi. Inoltre per i corridoi sono girate anche delle voci riguardo, al fatto, che alcune persone si siano appropriate di alcune felpe senza pagarle; riguardo a ciò non sono riuscita a trovare ne conferme ne smentite; a questo punto spero nell’onestà e nel buon senso delle persone e mi auguro che questa sia solo una di quelle “Stupide voci di corridoio”. Luna tutto sommato devo farti i miei complimenti poiché sei riuscita, per la prima volta, a consegnare tutte nulla con la nostra scuola. Oltre al to in tempo e sono davvero curiosa di logo ci è stato proposto di scegliere sapere come hai fatto, visto che è anche il modello di felpa, stile sempre sembrata un cosa così diffici“College”, felpa con il cappuccio, sen- le! Magari potrà diventare il segreto za cappuccio, con cerniera, senza cer- che vi tramanderete da un rappreniera,con le maniche bianche o colo- sentante all’altro. rate (per quanto riguarda le felpe Scrivendo questo articolo natural“College”), una grande gamma di co- mente ho espresso la mia opinione lori da bianco a nero, da verdi a ros- e ho provato a fare un po’ di sana se. Insomma, tra la vastità di colori e critica. Alessandra De Simone, 2B www.il-cassinista.weebly.com 8 Aprile 2015 IL CASSINISTA RITARDARE HVMANVM EST (perseverare anche) Essi sono tra di noi.. e non gli extraterrestri, ma badate bene: i Ritardatari. Sono presenti dappertutto: la concentrazione varia da classe a classe, con un picco che si raggiunge nella Redazione del Cassinista. Come in una loggia massonica, spesso i Ritardatari non si conoscono tra di loro, ma si trovano a condividere tutti i giorni le stesse situazioni, come la maratona per entrare a scuola in orario.. Secondo uno studio pubblicato dalle bidelle dell’atrio, non tutti i Ritardatari sono uguali, siccome rincorrere il tempo è una scelta etica che varia da individuo a individuo… IL RITARDATARIO DELLA MATTINA Ritardo seriale: tutte le mattine si sveglia tardi o si addormenta in bagno e questo lo porta a corse contro il tempo per arrivare a scuola senza essere fermato nell’atrio. Non è mai solo, e questo lo conforta, anzi spesso cerca delle scorciatoie per guadagnare tempo seguendo i suoi ‘’compagni di ritardo’’, ovvero gente sconosciuta che condivide lo stesso pensiero con lui, tutte le mattine: ENTRARE A SCUOLA. Il ritardatario della mattina è un centometrista più che allenato, capace di compiere il tragitto Brignole-Atrio in meno di un minuto, fatto che lo porta ad accasciarsi sulle scale al momento della salita in classe. Probabilmente è la persona più odiata dai prof della prima ora.… La frase più usata da questo individuo è : ‘’Raga sono in ritardo, dite al prof che un cane mi ha morsicato una gamba.’’ IL RITARDATARIO DEI COMPITI IN CLASSE Scrive, cancella, poi riscrive e infine ricancella.. insomma questo individuo ha bisogno di tre ore per finire il compito in classe dalla durata di un’ora.Il compito in classe è una lotta contro il tempo, fatto che porta questo Ritardatario a portarsi dietro tre orologi da polso, uno da taschino, un orologio a pendolo e un portatile cucù svizzero sotto il banco. La maggior parte delle sue verifiche ha gli angoli del foglio strappati: per ritirare il compito il prof ha dovuto strapparlo letteralmente dalle mani dello studente!! lL RITARDATARIO CRONICO E’ raro e questo è un bene: è perennemente in ritardo, che si tratti di andare al cinema o del primo appuntamento con la sua ragazza. Il suo ritardo è preciso e puntuale: mezz’ora spaccata, non un minuto in più ne uno in meno. Gira con la cintura dei pantaloni in mano e le scarpe slacciate: non ha ancora avuto il tempo di vestirsi completamente.. Passa talmente tanto tempo a programmare il suo pomeriggio e gli orari precisi con le attività da fare, che non riesce a fare nulla.Fa i compiti di matematica, ma della settimana prima! Non sa leggere l’orologio, e per questo si affida al cellulare, che puntualmente si spegne per batteria scarica nei momenti di bisogno, costringendolo a ricaricarsi elemosinando corrente in gelaterie, pub o qualsiasi negozio trovato nelle vicinanze.. Insomma, il ritardatario cronico è in via di estinzione, e spero non vi capiti mai di conoscerne uno! IL CASSINISTA RITARDATARIO Sta scrivendo il suo articolo in ritardo, mentre dal telefono arrivano mille notifiche dell’impaginatore e delle illustratrici, che sollecitano l’uscita dell’articolo. È una realtà più che affermata nel nostro giornalino, nonostante le fiscalissime scadenze. Si difende utilizzando la scusa del fuso orario, dell’ora legale o dell’eclissi di sole, ma stando sempre attento a inventarsi una storia credibile per non venire aggredito. Il Cassinista ritardatario sa di essere in ritardo, e perciò cerca di evitare di incrociare nei corridoi il Caporedattore o l’Impaginatore, che lo stanno cercando per fargli il calzettone. * ps: perdona il mio ritardo…signor Impaginatore pps: “Giuditta”, ecco, sei stata citata in un articolo Giudi!!! *nota dell’impaginatore: purtroppo il Cassinista ritardatario ha una capacità innata a farsi perdonare con la sua travolgente simpatia. Dato che la passa sempre liscia aumenta sistematicamente il suo ritardo mandando sempre di più in esaurimento nervoso il povero impaginatore che, per rispettare le sue scadenze, si ritrova costretto a svolgere il suo lavoro in tempi da Guinness World Record. Giorgio Rossi, 5 L www.il-cassinista.weebly.com 9 Aprile 2015 IL CASSINISTA “ IL VALOROSO COMPAGNO SCALANDRI” Un salto nel passato del Cassini Fra le più caratteristiche liste d’Istituto viste in questi anni al Cassini, sicuramente merita attenzione la “lista Scalandri”, proposta dall’omonimo compagno durante le elezioni dei rappresentanti dell’anno scorso. Abbiamo quindi contattato l’ideatore della suddetta lista al fine di saperne qualcosa in più. Giusto per introdurre l’intervista ecco come si presentava una parte del manifesto di Scalandri: Ecco il piano di conquista e sviluppo del sogno socialista scalandriano, diviso in quattro punti chiave: PIANO SOCIALE -Istituzione del CCCP (Comitato Centrale Cassinisti Proletari) -Adozione di Internazionale come unica polifonia ammessa all’interno del Liceo, che sarà interrotta solamente dalle comunicazioni via interfono del CCCP. -Basta alle ronde fasciste nei bagni del quarto piano! Un compagno deve poter essere libero di fumare dove cazzo vuole! PIANO MILITARE (ESPANSIONISTICO) - Marcia sulla presidenza: le stanze del potere diventeranno le stanze del popolo. Qui sarà posta la base del CC, dalla quale i compagni più valorosi opereranno nel rispetto del manifesto scalandriano. - Trasformazione dell’osservatorio LISA in LISA (Lanciamissili Internazionale Scalandriano Anticapitalista) - Conquista del Barabino, edificio borghese mascherato da piattaforma socialista. I gretti occupanti dello stabile saranno riallocati nel nuovo gulag del popolo in via Scalandri (ex via Serra). PIANO ECONOMICO -Condivisione totale dei beni, la tua focaccia è anche del compagno Scalandri. Bisogna estirpare l’invidia e l’avidità capitalista dagli animi borghesi. -Abolizione del macchinoso sistema capitalista del registro elettronico, ultima arma dell’oppressore Borghese. Si torni alla cellulosa che tanta fama ha donato al compagno Marx. PIANO STRUTTURALE -Siamo stufi di dover pagare dazio alle -Demolizione della succursale, tanto ormultinazionali del panino e del distributomai è solo una questione di tempo prima re automatico. Autarchia alimentare! che crolli. Ci potrebbe raccontare alcune delle sue -Reimpiego del suolo sottostante la sudgesta compiute durante le elezioni? detta per un gulag punitivo di ultima geCertamente, purtroppo ora come ora la nerazione. memoria non mi aiuta e l'età è quella che -L’auletta autogestita diventerà finalmen- è, ma posso dire senza alcuna ombra di te un centro sociale, tanto per rendere la dubbio che ho perseguito l'ideale comunicosa ufficiale. Fabrizio Gargano, 1 H www.il-cassinista.weebly.com sta (ergo mi sono autoperseguito) tramite gesti eclatanti e rivoluzionari. Impossibile dunque non menzionare il manifesto elettorale ricamato a mano dalle fedeli sarte del Comitato Centrale che è stato esposto per la tromba delle scale del liceo e che, inevitabilmente, è entrato nella storia del Cassini come "più lungo striscione mai esposto". Ma non è nulla in confronto al Golpe di Ottobre, dove centinaia di compagni si sono radunati nell'atrio del liceo per esprimere il più totale dissenso nei confronti del potere borghese rappresentato in essere dalla figura della Preside. Un messaggio per tutti i cassinisti? Cari compagni Cassinisti, lottate fino alla fine per la liberazione del Liceo, portate Scalandri nei vostri cuori, poiché dotato di infinita bontà, comprensione e giustizia. Non lasciatevi infangare dagli sporchi fascisti nascosti tra i banchi, non siate invidiosi dei borghesotti bastardi, ricchi, discotecari, tirati e sboroni che al Cassini abbondano in ogni dove. Gridate la vostra fierezza proletaria!! Al bando le marche, le mode, il glamour, e i figli di papà!! Non siate diversi ad ogni costo ma siate semplicemente voi stessi (e preferibilmente elettori scalandriani)! E per concludere, tre cose essenziali per il Valoroso Compagno Scalandri? Droga, rivoluzione e fascisti morti. Scusa. Fascisti e leghisti morti. In conclusione ringraziamo il compagno Scalandri per l’intervista concessa da colui che ha scritto “Onorevole Compagno Scalandri” sul muro dello spogliatoio maschile della sede, così da averci permesso di venire a conoscenza di un pezzo di storia del Cassini. Ken Xhelaj, 1 H 10 Aprile 2015 IL CASSINISTA Il fantasma del Cassini Ogni scuola ha i suoi scheletri nell’armadio, i suoi misfatti, i suoi fallimenti e, pure, i suoi morti, indi non v’è da stupirsi se il Cassini ha le sue oscure presenze. La storia che vorrei raccontarvi oggi è d’una di quelle presenze, la quale sembra abitare i bagni della sede e mi fa pensar, in profondo del cuor mio,”Grazie agli Dèi sono in succursale”. Uno studente, che noi chiameremo X, si trovava nei bagni del primo piano della sede a fare tranquillamente ciò che si fa nei bagni, insomma nulla d’eccezionale, quando una strana presenza lo prende da dietro e lo scaraventa fuori dal bagno con una forza immensa. Correva il 31 Marzo 2001 quando ciò avvenne. Tutt’oggi, X, non ha idea alcuna di ciò che possa averlo aggredito, sa soltanto che la forza con la quale lo fece sbatter contro il muro era tale d’averlo paralizzato dalla vita in giù ed avergli incrinato quattro costole. Grazie ad un mio compagno di scherma ho potuto aver colloquio con lui e n’è emerso che dopo l’accaduto X ha cambiato scuola, ma ancora oggi sogna l’evento e non sa spiegarsi del perché sia avvenuto. Ei ha ipotizzato che avesse “varcato” qualche confine che quest’entità non voleva varcasse. Quello di X non fu l’unico caso, ve ne sono molti altri, ma per carenza di spazio ne elencherò solo i più degni di nota. 15 Ottobre 2003, una ragazza ed il suo fidanzato decidono d’avere una ricreazione, come dire, “divertente” e di chiudersi nei bagni del primo piano a “giocare”. Nel bel mezzo del “gioco”, qualcosa apre la porta e trascina fuori il ragazzo ed inizia a sbatterlo ( non nelle modalità nelle quali lo stava facendo la ragazza) su d’un muro. La ragazza, assistendo con orrore alla scena, corre a chiamare aiuto e torna li con due professori, ma al suo ritorno trovano solo il ragazzo svenuto che blatera solo frasi senza senso e con connessioni logiche molto contorte farcite con scelte morfologiche discutibili. Una volta rinvenuto, il ragazzo, raccontò questa storia, però né i professori né i compagni lo crederono e pensaron che lo shock gli aveva alterato i ricordi, indi diedero la colpa ad un altro ragazzo, al quale piaceva la fidanzata del primo ragazzo, e lo rinchiusero in un carcere minorile. Appena uscì rapinò un negozio ed uccise una coppia di pensionati, ma questa è un’altra storia. Nel 27 Febbraio del 2004 avvenne un altro incontro, quando un ragazzo ebbe la sfortuna di fare i suoi bisogni nel bagno sbagliato, indi potete già immaginare cos’è successo. Il ragazzo sentì una mano sulla spalla ed infine una voce maschile sussurrare <<Fuori dalla mia dimora.>>. Inutile dire che il giovine non se lo fece ripetere e se ne andò ai bagni del secondo piano, senz’altro più sicuri. Un altro notabile evento avvenne nel 21 Gennaio dell’anno 2007, un ennesimo giovine si trovava in quei bagni durante la ricreazione decide di chiamare gli amici e, in un momento d’eccezionale stupidità, di compier una gara a chi sarebbe riuscito ad urinare più lontano. Nel ben mezzo della “gara”, i giovini vedon che le loro urine infrangersi contro un muro invisibile e decidono d’interromper la “gara” chiamare un bidello ed allertarlo della situazione, ma, appena arrivato il bidello, vide solo un gran casino e nessun muro invisibile, indi inviò i ragazzi in presidenza e li ricevettero una nota disciplinare. Sinceramente, nemmeno io credo a questa storia, in quanto sembra appena uscita da una commedia con Massimo Boldi. Gli eventi poi proseguono in una scala generalmente minore e, senz’altro, meno notabili rispetto ai precedenti, tali eventi sono: rumori di passi, strane brezze fredde, sibili ed, in misura minore,tocchi da parte del fantasma. Ciò nonostante( e si, si scrive tutto attaccato) nel 26 Settembre 2014 avvenne un evento notevole, un ragazzo venne aggredito. Tale ragazzo stava preparando uno scherzo per un suo amico, quando il fantasma lo spinse contro il muro e, così facendo, perdere i sensi. Quando rinvenne, il giovine, decise di raccontare la storia in giro e, caso volle, ch’io mi trovassi nel posto giusto al momento giusto per sentirla, così iniziai a condurre un’indagine, prima chiedendo ai miei compagni di scherma, alcuni dei quali avevano frequentato il Cassini prima di me, poi agli esperti del settore e, da tali ricerche, emerse un avvenimento non molto conosciuto, ma alquanto macabro ed avvenuto nel medesimo loco dove sono avvenute le storie summenzionate. Tale avvenimento consiste nella scomparsa d’uno studente del Cassini nel 19 di Gennaio dell’anno 1965( giorno in cui avvenne la denuncia), ma, or si chiederanno i miei lettori, cosa v’è di macabro nella scomparsa d’un ragazzo? Nulla, invero, sennonché sembrava che la carcassa di tale ragazzo fosse stata rinvenuta, proprio nei bagni del piano I, alla cui carcassa sembrava fossero state asportati gli occhi e le palpebre ed il ventre li fosse stato squarciato in modalità tale da permetter la visione degli organi più interiori, ma quando gli studenti che l’avevano trovato allertarono i professori, il cadavere era svanito ed, al posto suo, v’era una scritta in pennarello nero che recitava ”Non mi avrete mai, né vivo, né morto.”. Io, sinceramente, non credo a tali storie ed le ritengo frutto più della fantasia che della realtà, ma è anche possibile il contrario, a voi il giudizio. Leonardo Giannissav www.il-cassinista.weebly.com 11 Aprile 2015 IL CASSINISTA >Lo Svarione Della Domenica< ESTATE (Jovanotti) ABATE (Gabriele De Leo) Vedo nuvole in viaggio che hanno la forma delle cose che cambiano mi viene un po’ di coraggio se penso che le cose poi non rimangono mai come sono all’inizio 2013 un nuovo solstizio se non avessi voluto cambiare oggi sarei allo stato minerale mi butto mi getto tra le braccia del vento con le mani ci faccio una vela e tutti i sensi li sento più accesi più vivi come se fosse un’antenna sul tetto che riceve segnali da un mondo perfetto Vedo MIGNOLET in BAGGIO che hanno la SOMMA delle cose che CAMBIASSO mi viene un po’ di coMAGGIO se penso che le MOSES poi non rimangono mai KONE sono all’inizio 2013 un nuovo soltIZZO se non aMESSI voluto cambiare GIORGI sarei allo stato DI NATALE mi BUTT mi getto tra le CACCIA del BENTO con LEALI ci faccio LAMELA e tutti i sensi li sento MILLESI più VIDIC come se fosse un’ANGELLA sul tetto che riceve BENALI da un MILANETTO Sento il mare dentro una conchiglia Estate l’eternità è un battito di ciglia Sento il mare dentro una conchiglia Estate l’eternità è un battito di ciglia Sento il SUAREZ dentro una PINILLA ABATE l’eternità è un battito di BIGLIA Sento il SUAREZ dentro una PINILLA ABATE l’eternità è un battito di BIGLIA Faccio file di files e poi le archivio nel disco per ripartire non li riaprirò mai il passato è passato nel bene e nel male come un castello di sale costruito sulla riva del mare niente resta per sempre nel tempo uguale mi butto mi getto tra le braccia del vento con le mani ci faccio una vela aeroplani coi libri di scuola finita per ora inclinato come l’asse terrestre voglio prendere il sole, è il programma del prossimo trimestre Faccio RIISE di WEISS e poi le arBRIVIO nell’ISCO per ripartire non li GAMEIRO mai il PASQUATO è PASQUATO nel bene e nel male GASTALDELLO di sale costruito SOMMARIVA del mare niente NESTA per sempre nel MESTO uguale mi BUTT mi getto tra le CACCIA del BENTO con LEALI ci faccio LAMELA aeroPJANIC coi libri di VIOLA finita per ora inclinato come l’asse SILVESTRE voglio prendere il sole, è il LAMANNA del prossimo trimestre Sento il mare dentro una conchiglia Estate l’eternità è un battito di ciglia Sento il mare dentro una conchiglia Estate l’eternità è un battito di ciglia Sento il SUAREZ dentro una PINILLA ABATE l’eternità è un battito di BIGLIA Sento il SUAREZ dentro una PINILLA ABATE l’eternità è un battito di BIGLIA Come un’orbita la vita mia gira intorno a un centro di energia sento il tuo respiro che mi solleva è una vita nuova Come un’orbita la vita mia gira ALBORNO a un centro di energia sento il CASEMIRO che mi CANDREVA è PORTANOVA Sento il mare dentro una conchiglia Estate l’eternità è un battito di ciglia Sento il mare dentro una conchiglia Estate l’eternità è un battito di ciglia Sento il SUAREZ dentro una PINILLA ABATE l’eternità è un battito di BIGLIA Sento il SUAREZ dentro una PINILLA ABATE l’eternità è un battito di BIGLIA Gabriele De Leo, 4 L www.il-cassinista.weebly.com 12 Aprile 2015 IL CASSINISTA L’ANGOLO DEL “BRUZZA” … spunti di riflessione per cassinisti curiosi… Elogio dell'errore e dell'imperfezione È opinione diffusa che la scienza sia il luogo della certezza e della verità. Sarebbe molto rassicurante, ma non è così. Il leitmotiv che segna il quotidiano lavoro di ogni scienziato è il dubbio e la parola "verità" non appartiene al lessico della scienza. I motori della scoperta scientifica, anche se può apparire strano, sono gli errori e le anomalie. Basta volgere lo sguardo al passato per costatare come la scienza proceda non per accumulo di verità ma per continue rettificazioni: la fisica newtoniana non si aggiunge alla fisica aristotelica, ma la ribalta. La relatività einsteiniana non completa la meccanica di Newton ma rovescia i significati dei concetti su cui quest'ultima si fonda, come tempo, spazio, materia. La teoria dinamica del calore (il punto di partenza dell'odierna termodinamica) non amplia la teoria del "calorico" (la teoria che guidò per gran parte del XIX secolo lo studio dei fenomeni termici) ma la demolisce definitivamente. Per quanto paradossale possa apparire, la storia della nostra conoscenza ci consegna un percorso che si sviluppa all'interno di un cimitero di teorie: ciascuna svela gli errori della precedente. Si tratta di un percorso che ci insegna non proprio come il mondo è ma come esso non è. Gli studenti dell'ultimo anno sentiranno riecheggiare in queste ultime frasi i temi della filosofia di Karl Popper (e se ancora non sentono questa eco presto te del mio intervento all'imperfezione. Lo faccio riportando una riflessione di Rita Levi Montalcini. Se confrontassimo – osservava la scienziata – uno dei tanti insetti fossili, conservato da decine di milioni di anni nell'ambra, con l'analogo insetto vivente ai giorni nostri, non rileveremmo alcuna differenza: i due insetti apparirebbero perfettamente identici. Ciò accade perché gli insetti sono macchine perfette e come tali non possono evolvere. Molto diverso – continuava la Montalcini – è invece il discorso per la macchina umana. In questo caso siamo di fronte a una struttura imperfetta ed è grazie a questa imperfezione che l'uomo continua a evolvere. Ormai è quasi una consuetudine della rubrica: lasciarsi, fino al prossimo numero, con una riflessione che possa accompagnarci in qualche momento delle nostre faticose giornate. Il pensiero che questa volta voglio lasciare ai lettori del Cassinista non proviene da un uomo di scienza ma da una poetessa, da poco scomparsa, che amo particolarmente: Alda Merini, una donna coraggiosa che ha attraversato la follia e l'ha trasformata in pura luce. Parlando di sé, della propria anima, disse: "Sono contenta di vivere in una condizione di equilibrio molto precario, perché si può cadere. Ma è solo cadendo che ci si può rialzare". la sentiranno). Molti lettori del Cassinista avranno quindi già riflettuto sull'importanza dell'errore nel tracciare una linea di demarcazione tra ciò che è o non è scientifico: una teoria può fregiarsi tanto più autorevolmente del marchio di scientificità quanto maggiormente è refutabile. Le teorie fisiche, ad esempio, fanno previsioni molto precise che possono essere controllate sperimentalmente. Se il confronto con il dato empirico fallisce, non ci sono alternative: c'è qualche errore nella teoria e perciò va eliminato. Non così accade in altri ambiti, ad esempio quello in cui si muove l'astrologia: sono ambiti in cui le teorie non esibiscono in anticipo i loro potenziali falsificatori e quindi non possono essere refutate. Guardate perciò con sospetto le teorie che spiegano tutto e che non sbagliano mai. Esse non hanno nulla a che fare con la scienza ma, nella maggior parte dei casi, sono alimentate dalla magia e dalla superstizione. Dopo queste brevissime considerazioni Al prossimo numero…. sull'errore voglio dedicare l'ultima par- Prof. Giusepppe Bruzzaniti www.il-cassinista.weebly.com 13 Aprile 2015 IL CASSINISTA Storia della città straniera capitolo secondo Antonio Quintino, lo sbirro che spiega come eludere gli sbirri. Massimo Ferrero, Beppe Grillo, Maurizio Crozza, Marco Fiore e Giovanni Alessandro Pedullà, questi sono solo i nomi di alcuni degli strani e numerosi(ed a loro modo curiosi) personaggi che s’aggirano per le vie di Genova, che, di questi, tempi sono assai comuni, più comuni di donne canidi, hypster ed altra gente che Satana non vorrebbe mai all’Inferno, ma vi siete mai chiesti come questa “pandemia” sia cominciata? Chi fu il primo strambo della città? Chi per primo venne ricordato principalmente per aver fatto un’azione, o più, “insolite”, “strane”, “folli” o, semplicemente, definibili come pazzie? Beh, io non so chi sia stato “il pazzo zero”, ma so che girano da molto tempo per la Superba, e ciò che vi sto per raccontare è la storia di uno di loro, il Maestro d’arme Antonio Quintino, nato nel 15XX e morto nel 16XX. Prima di passare alla sua storia, debbo fare un lieve excursus sul perché lo conosco e sulla rarità delle sue opere, indi se digitate Antonio Quintino su Google troverete massimo cinque risultati e quattro sono discussioni mie e dei miei compagni di scherma chiuse, per ciò vi risparmio già la fatica di farlo. Ed ora vi chiederete come ho fatto ad avere tali informazioni, giusto? Detto fatto, chi devo ringraziare è il mio istruttore di scherma, Il Signor Magnifico Colonnello(m’ha obbligato lui a scrivere questo epiteto) Daniele Calcagno, il quale durante una lezione mi mise al corrente dell’esistenza d’una tecnica di scherma per combattere mucche da guerra e, dopo molta esitazione, mi spigò nel dettaglio la storia d’Antonio Quintino e le sue tecniche schermistiche, tanto buffe, quanto utili( anche se su quest’ultima affermazione ho non poche riserve). Ora mettetevi comodi e rilassatevi, poiché vi sto per raccontare la storia di Antonio Quintino, lo sbirro che spiegò come s’eludevano gli sbirri. Sappiamo ben poco di Antonio Quintino, sennonché ei fu un maestro di scherma bolognese e che è uno dei più importanti, ed allo stesso tempo meno conosciuti, maestri del genere. Al livello biografico sappiamo ben poco di lui, sappiamo che fu al servizio di Carlo Doria( non serve spiegare quanto fosse importante quest’uomo nel mondo seicentesco), che comandò gli sbirri( poliziotti) ed i secondini della Repubblica per un dato periodo tato di scherma mai scritto. Tale libro contiene alcune delle più inutili, curiose, strane ed, almeno spero, efficaci tecniche di scherma della storia, come la tecnica per vincere una mucca da guerra, uno sciame di api, un lupo, un cavallo, un uomo armato di pistola o un uomo molto più forte di voi. Tra l’altro, tale libro, ci da pure qualche spunto di riflessione sull’etica lavorativa di Quintino, poiché esso contiene alcuni “trucchi” per eluder i controlli da parte degli sbirri, ad esempio spiega che se ti metti oggetti contraffatti sotto la lingua o nelle mutande in vicinanza del pube, probabilmente, riuscirai ad eludere i controlli dei doganieri della Repubblica e contrabbandare in santa pace. Meno male che doveva fermarlo il contrabbando. E’, inoltre, notabile il fatto ch’egli abbia raccolto dati, per così dire, “empirici” sul comportamento degli animali da cui ha preso la missione di divulgarne le tecniche difensive, come non citare di quando sputò negli occhi di tutti i cavalli dell’esercito repubblicano per vedere se erano mordaci e, ora, non dobbiamo stupirci se la maggioranza di essi l’ha morso. In sintesi si può dire che Antonio Quintino fu sicuramente una persona curiosa( per non dire bizzarra), che intorno al 1610 e che scrisse due libri, merita d’esser ricordato per aver, o aluno( quello di cui oggi parleremo) un trattato di scherma e l’altro un resoconto meno aver tentato, stilato un’opera d’un operazione di “sfratto” avvenuta ai completa ed accessibile a tutti, per via danni dei mori di Spagna e da lui guidata. del volgare usato, che tratti d’autodifesa Ora, essendo che lo scritto inerente allo contro un gran numero di minacce( alcu“sfratto”, pulizia etnica invero, è un co- ne più, alcune meno). mune rapporto il quale non brilla per nessuna qualità, indi noi parleremo del Detto ciò vi saluto, sperando d’avervi “Giojello di sapienza…”( metto i punti di intrattenuto ed incuriosito per questo breve tempo. sospensione poiché il nome è davvero lungo), ovvero, forse, il più curioso trat- Giovanni Alessandro Pedullà, 2 C www.il-cassinista.weebly.com 14 Aprile 2015 IL CASSINISTA Quando fuori piove… Inquadrature in Sicilia Terra di sole, terra di caldo, la Sicilia è sempre stata qualcosa più che uno sfondo per le storie che si sono svolte in quel territorio, dal verismo in poi. L'insularità è uno stato mentale, prima di tutto. Due figli di questa terra, diversi tra loro, hanno interpretato l'evoluzione di questa isola in modo a tratti simile, a tratti differente, in questi due film: PerdutoAmor (di Franco Battiato, 2003) e Baarìa (di Giuseppe Tornatore, 2009). In PerdutoAmor, Battiato racconta la storia di Ettore, giovane che ha ricevuto sin da piccolo un'educazione di prim'ordine, tra studi pianistici e colloqui filosofici con Manlio Sgalambro che ricorda un Dio greco, pronto a commentare, iniziando e concludendo il film, con spirito salace e distaccato il destino degli uomini siculi. Ettore però decide di fuggire a Milano per scrivere e suonare la tastiera, quasi tradendo questa terra che tanto gli ha dato. Ciò che stupisce è quanto Battiato riesca a trasfigurare ogni azione rendendola rituale, sciamanica o coprendola di un velo di misticismo unico. I pensieri di un professore di filosofia diventano raggio di luce, il cucito si rivela momento di analisi antropologica ed un abito si carica di un misterico esotismo. I movimenti di camera sono unici, forse vicini a quelli di Lynch, ma l'armosfera data dagli sfondi e dai colori, rende il tutto meno stridente, la storia scorre come se noi fossimo degli spettri immersi realmente nella pellicola. Ogni cosa fa parte di un tutto che è per Battiato la Sicilia, intesa quasi con significato teoretico o forse addirittura metafisico. Esistenziale è la Sicilia di Baarìa, che fa sudare lo spettatore, lo fa palpitare e emozionare. Peppino vivrà la Sicilia del fascismo, quella della guerra, quella Differenziamo subito le due opere con delle elezioni e quella degli anni '80. delle note biografiche: l'allora 58enne Cosa cambierà tra una e l'altra? Gli uocantautore, al primo film, ha lasciato mini; sono loro che rendono sempre Jonia per la nebbiosa Milano del Club nuova Bagheria. Questo paesino è una 64 quando era ancora un giovane con il madre che guarda i propri figli con asogno della musica, mentre Tornatore morevole distacco, anche se questi deè cresciuto professionalmente a Paler- cidono di prendere una via che si discomo, arrivando da lì ad Hollywood. sta da quella per loro sognata, ed è Ciò che accomuna i film è la scelta di sempre pronta a sistemargli la camicia una successione temporale che accom- o soffiargli il naso. Ma non c'è nulla di pagna per mano un protagonista che metafisico in questo, la personificaziocresce fisicamente, mentre i minuti del ne non esercita la sua importanza a lifilm passano. vello caratteriale, ma fattuale: Peppino agisce, picchia chi ha torto, corre per guadagnarsi soldi e rispetto, lo fa sin da piccolo, e forse non ha mai realmente smesso di farlo. Un Siciliano meditativo, forse, finirebbe come il personaggio di Beppe Fiorello, rimasto segnato a vita dallo sbarco americano. Un cast stellare, realizzazione da peplum e musiche di Morricone non sono però servite a salvare questo film da un severo giudizio della critica. Guardatelo e fate vobis, personalmente la ''Sicilia del pensiero'' di Battiato è molto più interessante di quella di Tornatore, che però ha moltissimi pregi, tolta una prevedibilità di fondo che permea tutto il girato, che contestualizzata, come in ''Nuovo Cinema Paradiso'', ha un suo perchè, ma in questo film appesantisce il tutto. P.S.: se volete un consiglio da amico, non guardate gli altri film di Battiato, che è stato giustamente premiato per PerdutoAmor tra gli altri dal Nastro d'Argento, perchè sono uno più brutto dell'altro. E peggio del secondo (Musikanten) è dura. Edoardo Rivetti, 5 E www.il-cassinista.weebly.com 15 Aprile 2015 IL CASSINISTA Proposte di lettura Tutte le cosmicomiche di Italo Calvino Le raccolte di racconti sono sempre qualcosa di delicato da gestire, è complicato spesso notarne il filo conduttore, discernere le sfaccettature e i moti di pensiero diversi che li contraddistinguono. La mente non fa altro che girare in tondo in una struttura concentrica, che si espande man mano che ci dirigiamo verso l'esterno, per uscire, per sfuggire: veniamo continuamente inglobati da nuovi elementi, nuove congetture che ci spingono sempre più in fondo, lasciandoci affogare. I racconti sono racconti, sono scritti con l'idea di essere letti singolarmente, non hanno un intreccio che li unisce, ma proprio in questo risiede la loro ricchezza. Piccole perle, lucenti e minuscole. Unite in un unico tomo perdono però le proprie caratterestiche contestuali, ci chiediamo dunque se non sia più il tentativo di creare una splendida collana, ponendoli così uno in fila all'altro. La possibilità di raggiungere tale obiettivo è riposta nella bravura dell'editore, del curatore, tutte figure che si eclissano nella visione che un lettore ha di un romanzo, che comunque esistono e tirano le fila per rendere migliore la nostra esperienza. Tutte Le Cosmicomiche Italo Calvino Tutto nasce il giorno dell'allunaggio: Calvino rimane affascinato dalle incredibili possibilità che si schiudono al cospetto dell'uomo contemporaneo grazie alle moderne tecnologie. Il primo atteggiamento di piacevole stupo- re viene presto sostituito da un atteggiamento scettico, che lo porta ad approcciarsi al tema della scienza, della cosmologia e della fisica con un occhio più analitico ed etico. Incomincia tutto per scherzo, ecco, per satira probabilmente. Le Cosmicomiche sono racconti derivati dall'osservazione originale di alcuni ipotesi, considerazioni e scoperte cosmologiche da parte di Calvino. Egli rende la fantasia l'unico velo da interporre tra la teoria e il racconto, utilizzando a proprio piacimento quell'elemento duttile e spesso ambiguo che è la cosmologia. Per farvi un semplice esempio, la prima narrazione si apre con un testo in corsivo che espone brevemente il perché secondo Darwin la Luna è distante in un determinato modo dalla Terra. Grazie all'e- scamotage di un personaggio, il vecchio Qfwq, che idealmente è sempre esistito e che è quindi testimone di tutto ciò che è accaduto nell'universo fin dal principio, viene raccontata una novella graziosa e simpatica. Essa ha sì i tratti della comica, ma possiede aspetti anche del mito e ovviamente della science fiction. Quando si parla di Cosmicomiche, per Calvino si parla di un lavoro durato un intera vita, un incessante passo con cui l'autore accompagna tutta la propria produzione letteraria. Si evolvono, maturano e invecchiano insieme. Nell'edizione che possiedo io (Oscar Mondadori), i racconti sono stati ordinati secondo un filo logico suggerito dallo stesso scrittore, che spesso non coincide con l'ordine cronologico secondo il quale sono stati singolarmente pubblicati. È evidente comunque un cambiamento, una visione sempre diversa della vita. Perché è proprio questo che Italo Calvino fa: osserva la vita la quotidiana sotto una prospettiva che esiste a prescindere dallo spazio e dal tempo; presente e passato si intersecano fino a diventare la medesima linea, passante per due stessi punti o forse per nessuno. Termino chiedendovi scusa: il desiderio di presentare un'esperienza che mi ha così tanto coinvolto, non mi ha permesso di notare come, effettivamente, recensire un'opera dalla così delicata profondità in così poche righe fosse improponibile. D'altronde, le mie sono proposte: leggetelo, non ve ne pentirete. Marco Fiore, 3 D www.il-cassinista.weebly.com 16 Aprile 2015 IL CASSINISTA Faccia da Cassinista Inter viste a persone (interessanti?) incontrate per i corridoi Nome e cognome: Federico Falbo, 4D Ok, interessi e/o sport? In particolare mi piacciono le arti marziali, per ora ho praticato karate e Kung fu, e ho fatto qualche prova di jeet kune do, che però non permetteva di gareggiare agonisticamente e dunque non ho continuato.. Ho anche praticato e amato la pallavolo, ma non quanto le arti. Ho diversi hobby, in primis la musica: sono produttore e DJ, non voglio sfondare, solo divertirmi Qualche lettura da consigliare? Adoro Tolkien, qualunque sua opera è un capolavoro Hai detto che non vuoi sfondare, ma ti vedresti al set di Tomorrowland? Che domanda ahaha si certo Ho detto di non voler sfondare perché è un mondo in cui non basta il talento e la dedizione, ma servono finanziamenti e agganci.. inoltre il mio sogno è quello di finire la scuola e andare in accademia militare (aeronautica), e se si dovesse avverare questo sogno automaticamente si smonterebbe l‘altro, quindi meglio non mettere il cuore sopra a Tomorrowland Accontentiamo tutti i patiti di areonautica della scuola(me incluso), il tuo aereo preferito? Beh non saprei.. dei più recenti, per valore affettivo, L'EFA 2000... dico valore affettivo perché ho conosciuto un grande pilota che lo portava, e poi da piccolo avevo qualcosa come 10 modellini di Eurofighter. Mio padre portava il 339, l'aereo delle frecce e stravedo anche per quello. Infine massimo rispetto ai mitici F 14 e F 15 Descrivi in breve Sara Ghersina: Sicura, affabile e diretta. Ha degli occhi grandissimi. Descrivi il tuo prof ideale: Essendo sostanzialmente il professore una persona che mette a disposizione il suo sapere, innanzi tutto dev'essere competente. Purtroppo la competenza non sempre basta. Ci vuole pazienza, nell'essere professore, e ripetere e ripetere qualunque cosa gli venga chiesta al fine di rendere più chiaro ogni argomento. Siccome poi ha a che fare con delle persone, sarebbe d'obbligo che egli fosse disponibile, gentile e dedito al suo lavoro, rispettando gli studenti anche se non sono suoi coetanei (a patto che essi stessi gli portino rispetto) e magari non egualmente competenti nella sua materia (cosa che mi pare ovvia). Inoltre dovrebbe dare quello che secondo me è il giusto peso al voto, cioè un qualcosa di simbolico, che rispecchi la preparazione dello studente nell'arco di più tempo, non di un giorno o di una prova, e null'altro, proprio perchè non sa quasi nulla di quello che fa a casa lo studente, se si impegna o meno ecc. Secondo me il professore dovrebbe limitarsi a spiegare e ad assicurarsi che lo studente comprenda le lezioni, per il resto sta allo studente decidere se studiare o meno. Poi, per quanto mi riguarda, dovrebbero esistere solo interrogazioni programmate, decise con la classe in modo da non mettere in difficoltà nessuno. Non capisco chi da i 3, non capisco chi interroga lo studente che ha chiesto di non essere interrogato, proprio perché non studiando, lo studente ha fatto una scelta, e se vogliamo, ha già arrecato un danno a se stesso. Non spetta all'insegnante PUNIRE. Qualche pezzo da ascoltare? Allora Runaway - Galantis , Mercury - Perri & Falbo Tubular bells pt1 - Mike Oldfield Guido Sanguineti, 2 F www.il-cassinista.weebly.com 17 Aprile 2015 IL CASSINISTA Se pareba boves La sezione letteraria del Cassinista Zazza Aras www.il-cassinista.weebly.com 20 Aprile 2015 IL CASSINISTA La pioggia nel pineto La botta nel pineto Taci. Su le soglie Ou, taci! Su le del bosco non odo soglie del bosco parole che dici non odo parole che dici umane; ma odo umane, ma odo parole più nuove parole di rave, che parlano gocciole e foglie che parlano jäger, lontane. birra e caramelle -molto- amare. Ascolta. Piove dalle nuvole sparse. E dai, ascolta! Piove Piove su le tamerici dalle nuvole colorate salmastre ed arse, e sparsa, piove su i pini piove su le piante scagliosi ed irti, di ganja verdi ed piove su i mirti arse, divini, piove su gli unicorni su le ginestre fulgenti divini, di fiori accolti, sugli gnomi con tra la su i ginepri folti barba fiori accolti, di coccole aulenti, su le radici ricche piove su i nostri volti di principi attivi e stupefacenti, silvani, piove su i nostri piove su le nostre mani volti distrutti, ignude, occhi rossi e socchiusi, su i nostri vestimenti su i nostri vestimenti leggieri, pieni di pittura fluo, su i freschi pensieri su le strane visioni che l'anima schiude che il fungo schiude, oh bella! novella, Su l'alfa zitella su la favola bella su il trip che ieri che ieri t'illuse, che oggi m'illude, t'illuse, che oggi m'illude, o Ermione. non male sti funghetti, o Ermione Gabriele D’Annunzio THC www.il-cassinista.weebly.com 21 Aprile 2015 IL CASSINISTA PLAY TIME SCIARADA Cado dalla moto INDOVINELLO Il lepidottero A certe persone proprio manca Y'YYYYY della strada: non solo ho correttamente seguito la XXXXXYYYYYY, ma il semaforo del SUV che mi ha tagliato la strada XXXXX pure rosso! Ero dall'alto ad osservarlo, si muoveva verso la luce fioca, nella notte che tutto nasconde, bastava un soffio per causarne la morte . CAMBIO DI VOCALI Ricetta difficile SCARTO Stagione melanconica Che fatica fare il pesto! Se almeno ci fossero delle XYXXYXXY nel libro di ricette su come usare il XYXXYXXY. L'autunno con sè porta XXXYX pensier d'ogni sorta, castagne, cieli grigi. Ci aspettano XXXX bigi. L'Angolo Ottuso - Battute imbecilli dal 1856% Come trovi delle circonferenze? Le cerchi. È morto il lattaio. È stato parzialmente cremato. Vuoi una chitarra? Beh, te la scordi! "Diocleziano, la Macedonia avanza!" "Lasciala, poi la mangio." Cos'è giallo e se premi un bottone diventa rosso? Un canarino nel frullatore. "Pronto, centralino?" "Si, se ci stringiamo." Harry Potter entrò nella sua stanza e sentì una voce dappertutto. Era il nuovo Dobby Surround. Cosa fa un canguro al Polo Nord? Salta. Capisci di essere alla frutta quando finisci il secondo. Osservando il numero di motocicli nel parcheggio qui fuori questa mattina all'entrata e oggi all'uscita, ho dedotto che la quantità di moto non si conserva. www.il-cassinista.weebly.com 22 Aprile 2015 IL CASSINISTA Cruci Orizzontali Verticali 1. Stato centramericano con capitale Managua - 7. A Venezia c'è la Foscari - 9. L'accendino che si accende scoperchiandolo 13. Test di fine ciclo - 14. Caratterizzano il cammello - 16. L'arte per Cesare - 17. Goleador mondiale dell'Argentina del '78 - 20. Gli amici la chiamano Lola o Lolita - 22. Il prefisso che vale dopo, in più - 23. Il Leander grande tennista - 26. Il fariseo che di notte ascoltava Gesù - 27. Il più brutto dei guerrieri dell'Iliade - 29. Dispari in lembo - 30. La più importante opera di Gorgia da Lentini - 34. Il rutenio sulla tavola periodica - 36. Lo è il rapporto tra consanguinei - 37. La sigla che indica la registrazione - 38. se ha per argomento e, vale 1 - 39. Il Ben dei cartoni - 40. Indica ciò che è passato definitivamente 43. Associazione Radioamatori Italiani - 45. La società delle strade statali - 47. Portare appresso un grave fardello - 48. Tutt'altro che acido - 50. Associazione Calcistica - 51. Questo è il bacino degli Eschimesi - 53. Il poeta maledetto de Il Battello Ebbro - 54. La Penelope di Todo sobra mi madre - 56. Argomento già lungamente trattato - 58. Indica uguaglianza - 59. Brescia sulle targhe - 60. Può essere veritcale od a coda - 61. contengono il lago Erie - 62. Il partito di Berlinguer 1. Il cantante di Fatti avanti amore - 2. Calcolo indicativo della situazione economica personale - 3. Eccessivo attaccamento alla propria città - 4. Tutt'altro che angusti - 5. Colpevoli, malvagie - 6. Le iniziali del patriota Mameli - 7. Accompagna i grandi nomi - 8. Il Barkhad di Captain Phillips - 9. Ne è pieno chi ha voglia di fare - 10. Sembra, potrebbe essere - 11. Il verbo che si compie sui tasti - 12. Con il risotto sono un piatto tipico Milanese - 14. La provincia di Genova... in breve - 15. La petanque ne è una specialità - 18. La speranza risorgimentale - 19. Il giusto mezzo aristotelico - 21. OverDrive - 24. Quella di maiale è un taglio della schiena - 25. La città libica cantata da De Andrè - 26. Il Liam di Shindler's List - 27. L'onomatopea della porta - 28. Lo zio spagnolo - 31. Popolare rete televisiva statunitense - 32. Il de' Medici che fu Il Magnifico - 33. Il saluto indiano - 35. Senza alcun pelo - 37. Fa provincia in Lazio 41. L'altare pagano - 42. Preparare un campo alla coltivazione 44. Capo autoritario medio orientale - 45. Acronimo antipolizia - 46. L'intelligenza organizzatrice di Anassagora - 47. Giallo tendente al marroncino - 49. Il Bergman regista (iniz.) 50. Il club automobilistico di maggior spessore in Italia - 52. Classifica i tennisti - 55. L'articolo che non specfica - 57. Antica lingua di Francia www.il-cassinista.weebly.com 23 Aprile 2015 IL CASSINISTA CASSICOMICS * www.il-cassinista.weebly.com 24 Aprile 2015 IL CASSINISTA www.il-cassinista.weebly.com 25 Aprile 2015 IL CASSINISTA Cassinista fill: Spazi vuoti riempiti in modo utile Eh sì, caro lettore, in questo numero il “Cassinista Fill” occupa molto più spazio rispetto ai precedenti: una pagina intera. Questa rubrica cerca di trasformare ciò che potrebbe essere considerato un problema per il giornalino, uno spazio vuoto, in qualcosa di utile o divertente. E in questo numero, questo spazio non potrebbe essere meglio utilizzato. Infatti negli scorsi Cassinisti abbiamo commesso alcuni errori nella pubblicazione del giornalino e vorremo cercare di porre rimedio chiedendo pubblicamente scusa agli interessati e inserendo in questa pagina gli errata corrige più rilevanti. Gennaio 2015 (numero 1) Nel primo numero era apparso anche un articolo che parlava dell'alluvione intitolato “GENOVA, RAIN STEAM & SPEED”. Quell'articolo doveva essere corredato di un disegno di Maddalena Cantamessa, (la disegnatrice) che però per un nostro errore non è stato scannerizzato e impaginato. Chiediamo quindi umilmente scusa a Maddalena. Alleghiamo quindi lo sfortunato disegno, che finalmente potrà essere pubblicato! Febbraio 2015 (numero 2) Nel numero di febbraio abbiamo omesso il nome di due disegnatrici nell’ultima pagina nell’elenco di coloro che hanno lavorato per la pubblicazione del numero. Chiediamo scusa a Lucia Gallina e ad Emanuela Borelli che avevano illustrato l’articolo di Giorgio Rossi “La Leggenda del libretto rosso scomparso” Marzo 2015 (numero 3) Nel numero di marzo, l’articolo della rubrica Stereolove non aveva una conclusione poiché era stato tagliato durante il processo di impaginazione. Chiediamo scusa a Chiara Raffa e riportiamo il finale dell’articolo che sarebbe dovuto essere pubblicato in precedenza: “[…] Siate espliciti, tanto prima o poi “tutti i nodi vengono al pettine” e “tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino”. Questo per dire che se avete continuato, continuate e continuerete a raccontare falsità, qualche dubbio sorgerà nella testa di chi si sente raccontare solamente scuse, e si accorgerà delle vostre menzogne, perdendo completamente la fiducia in voi. Per il resto, siate felici, divertitevi e godetevi la vita (a prescindere dalle giornate a scuola), uscite con gli amici e dedicate del tempo a voi stessi e ai vostri pensieri e vedrete che tutto andrà sempre per il meglio!:)” www.il-cassinista.weebly.com 26 Aprile 2015 IL CASSINISTA La nostra redazione: CAPOREDATTORI: Sarah Vignoly, Marco Fiore VICE CAPOREDATTORE: Edoardo Rivetti ARTICOLISTI: Marco Fiore, Pietro Russo, Sarah Vignoly, Pietro Sartori, Alessandra De Simone, Giorgio Rossi, Fabrizio Gargano, Ken Xhelaj, Leonardo Giannisav, Gabriele De Leo, Professor. Giuseppe Bruzzaniti, Giovanni Alessandro Pedullà, Edoardo Rivetti, Guido Sanguineti, Zazza, Aras, THC. DISEGNATORI: Filippo Papallo (responsabile), Zazza, Eleonora Pastorino, Nicolò Lorenzotti, Maddalena Cantamessa, Lucia Gallina, Eudora Saccorotti, Zazza. GIOCHI E BARZELLETTE: Edoardo Rivetti, Emanuele Sorzana, Giuliano Gisotti, Davide Perri. IMPAGINATORE: Guido Vallarino Play time - soluzioni a cura di….. L’angolo del caporedattore: Sarah Vignoly, 5 D L’angolo del vice: Edoardo Rivetti, 5 E L’angolo delle citazioni: Guido Vallarino, 3 F Play time: Edoardo Rivetti & Emauele Sorzana, 5 E Sciarada; XXXXXYYYYYY=segnaletica Cambio di vocali; XYXXYXXY=postille/pestello Indovinello; Leandro Scarto; XXXYX=mesti www.il-cassinista.weebly.com 27 Angolo Ottuso: Giuliano Gisotti & Davide Perri, 4 D Aprile 2015