Numero 4
Aprile 2015
IL CASSINISTA
Se pareva Boves____________
In questo numero:
Quando ci sono gli strumenti
pag.4
When I see you
pag. 20
La risposta dei rappresentanti
pag.5
L’antica culla
pag. 20
Quello che le donne non dicono pag.6
Il bacio di amore
pag 20
Il barbone insignificante
La botta nel pineto
pag 21
pag.7
Felpe, il mistero della puntualità pag.8
Ritardare humanum est
pag.9
Il valoroso Compagno Scalandri
pag.10
PLAYTIME__________________
Il fantasma del Cassini
pag.11
Giochi
pag. 22
soluzioni
pag. 27
Le nostre rubriche:
CASSICOMICS_____
Lo svarione della domenica
Abate
pag.12
L’angolo del Bruzza
Pap, Zazza
pag. 24
Pap
pag. 25
Elogio dell’errore e dell’imperfezione pag.13
Storia della città straniera
Antonio Quintino
pag.14
Quando fuori piove
Inquadrature in Sicilia
pag.15
Proposte di lettura
Tutte le cosmicomiche - I.Calvino
pag.16
Faccia da Cassinista
Federico Falbo
pag.17
BACHECA
pag.18
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L’album “The Revolver “ (1966) dei Beatles al quale si è ispirato il nostro
disegnatore Zazza per la realizzazione della copertina di questo numero
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Aprile 2015
IL CASSINISTA
L’ANGOLO DEL CAPOREDATTORE
Cari lettori,
questa volta non vi scrivo a mano come nei numeri precedenti, in
quanto molti di voi si sono lamentati della difficoltà di lettura dell'a
dell'anngolo del capo. Ormai siamo al quarto numero del Cassinista, e sono
felice di aver raggiunto questo traguardo. Non posso che ringrazi
ringraziaare i numerosi della redazione che si sono impegnati per il nostro
giornalino. Ci sono articolisti, disegnatori, c'è Guido Vallarino, l’ impag
impagi-i-inatore, che cerca disperatamente di stare dietro ai ritardatari
per consegnare il numero in tempo. C'è Marco Fiore che mi aiuta
L’ANGOLO DEL VICE
I regali che ricordo con gioia e
piacere da tutte le vacanze pasquali sono quelli brutti, quelli
delle uova che hanno tanto cioccolato quanto difosfato disodico.
Non sto parlando dei coprimatita
di lana grezza prodotti in Tibet
che, saranno pur brutti, ma ti lasciano in bocca il retrogusto di
buona azione che li rendono piacevoli al tuo sguardo. No, gli incriminati sono i regali orripilanti
che si trovano nelle uova che i
tuoi genitori comprano perché il
loro costo è pari a quello di una
bustina di minerva. La grande
star che quest'anno ha allietato la
mia Pasqua è stato un ciondolo
con un bassotto dal colore arancio, munito di guinzaglio rosso
con decorazioni di palle da calcio.
La voglia di studiare per la maturità però non era dentro le mie
uova, magari dovevo comprare le
Kinder.
Se avete trovato pacchianate inusitate, scrivetele in bacheca, dopo
averle sfoggiate con tracotanza
per i nostri corridoi.
nel difficile ruolo di caporedattrice. C'è anche poi chi come Zazz
Zazza
a
IL CASSINSTA RISPONDE:
(Danilo Zanello), che mi dice che il disegno me lo invierà in seguito
perché è molto impegnato in quella settimana (e dopo poche ore mi
chiede se va bene quello che ha disegnato). Menomale che aveva da
fare! Purtroppo non ho abbastanza spazio per citare tutti, ma in
fondo al Cassinista potrete trovare un elenco di tutti coloro che
Ci è stato chiesto un recapito per scrivere alla redazione ed eventualmente
inviare del materiale per il giornalino.
Potete contattarci in due modi:
•
mettendo un vostro bigliettino
nelle bacheche della sede e
della succursale
•
scrivendo alla nostra mail:
hanno contribuito a questo numero. Auguro a tutti buona lettura!
SARAH
[email protected]
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Aprile 2015
IL CASSINISTA
I pro di un liceo statale illustre
Quando Ci Sono Gli Strumenti
Aule, stampe, bidelle e molto altro
Il Cassini è una cosa bella.
No, aspettate, non linciatemi: ho una
spiegazione per questa controversa affermazione. Se dico che il liceo che frequentiamo ha i suoi pregi, è per introdurvi qualcosa che ha sorpreso positivamente soprattutto me. È bello scoprire
che alla fin fine si è protetti, che comunque sotto c'è qualcuno qualcuno che
qualcuno che ti grida: "Buttati, ci sono io
a prenderti!". Quel qualcuno, per una
volta, è il liceo G.D. Cassini. In sintesi: il
nostro istituto offre dei vantaggi, delle
agevolazioni, delle "facilities", in pochi
però ne conoscono l'esistenza e meno
della metà ne usufruiscono. E perché
tutto questo entusiasmo? Perché spesso, è sicuramente superfluo ripeterlo,
non riusciamo a vedere il buono in ciò
che ci circonda. Finalmente non abbia-
mo scusanti. Il mio piccolo viaggio alla
scoperta di questo "paese della cuccagna" comincia quando Pietro Russo mi
scrive, descrivendomi con entusiasmo
alcune delle opzioni offerte dalla scuola,
sottolineandomi in maniera decisa come
quasi nessuno sfrutti tali possibilità.
Vengo così a conoscenza del fatto che si
può usufruire delle AULE POMERIDIANE.
Come funzionano e cosa sono? La scuola
mette a disposizione durante il pomeriggio delle classi che possono essere utilizzate da un qualunque gruppo di studenti. È solamente necessario ritirare in portineria l'apposito modulo, compilarlo e
farlo firmare dalla vice preside, la professoressa Massa. Un autentico salvagente per quando non sapete dove studiare in gruppo, perché ad esempio a
casa di Edoardo si è scatenata la furia di
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un Orlando impazzito o perché Rosalia
ha il nonno che dorme sul divano russando e grattandosi il peloso ventre. Il
buon Russo -di cui qui affianco trovate
un breve pezzo per coinvolgervi ed illustrarvi cosa ha intenzione di fare a proposito della questione- mi narra di come
si è riunito con i suoi compagni per terminare il disegno di tecnica, qualche settimana prima. Un'opzione certamente
che può essere sfruttata anche per i
gruppi che vogliono incontrarsi non solo
per studiare, così da avere un luogo di
incontro per svolgere le attività più disparate. Ci fosse la mia romana nonna
se ne uscirebbe con un eloquente
<<Anvedi>> e assumerebbe uno sguardo
tra il soddisfatto e l'impressionato. Continuo la mia ricerca contattando Anna, la
bidella con i capelli castani che è solita
Aprile 2015
IL CASSINISTA
rimanere al pian terreno: le chiedo cortesemente nuove informazioni, fiducioso nella sua esperienza accumulata al
Cassini. Ed ecco che spunta fuori un'altra novità: Anna mi parla della TESSERA
PER LE FOTOCOPIE, una scheda acquistabile a 5€ dal centralino da un qualsiasi alunno. Fondamentalmente, fornisce la possibilità di fare 100 fotocopie
con la stampante presente al pian terreno vicino alla segreteria, semplicemente inserendo la tessera. Riflettiamo: quante volte si è presentata la necessità di fotocopiare per i più disparati
motivi? E quante volte i professori si
sono lamentati di avere un numero limitato di stampe? Vi pare giusto che
Carlo debba portarsi a casa il foglio con
i documenti necessari per i compiti e
debba spendere buona parte del pomeriggio inviando lo scan a tutti per email? Ecco così che abbiamo trovato
una soluzione, miracolosamente offerta
dalla scuola. Le applicazioni sono innumerevoli: ad esempio una sola scheda
potrebbe essere acquistata da una classe intera, mi sottolinea Pietro Russo,
così da soddisfare il bisogno di tutti i
componenti della stessa. Anna infine mi
chiede, per quanto riguarda le richieste
di uscita anticipata, di ricordarvi di consegnare il vostro libretto direttamente
quando entrate al mattino, così da evitare confusione. La saluto, lei mi augura
buona Pasqua con la strana emoticon di
un pulcino che esce da un uovo. L'ultimo punto che voglio portare alla vostra
attenzione è l'AULA AUTOGESTITA, di
cui ho sentito soltanto vociferare e rimane per me tuttora qualcosa di poco
chiaro. La sua reputazione è simile a
quella della Camera dei Segreti di Hogwarts: ecco, magari evitate di andare
nel bagno delle ragazze al secondo piano e sibilare in serpentese "Apriti", vi
assicuro che non accadrà nulla. In compenso, se foste curiosi, potreste chiedere ai vostri rappresentanti di classe di
ritirarne la chiave in centralino e poi
restituirla appena avrete terminato.
Dopo aver raggiunto il retro dell'aula
magna, ciò che vi si presenterà, aperta
la porta, sarà uno spazio fornito di un
computer, una stampante e un divano.
"Autogestita" perché la gestione è affidata direttamente ai ragazzi, che possono utilizzarla per qualsiasi scopo; so
che da qualche settimana a questa parte era divenuta il luogo per depositare
la felpe ancora da consegnare. Ora mi
limiterò a suggerire un paio di frangenti
in cui sfruttare questo delizioso angolino, così che possiate spaziare con la
fantasia. Spesso i ragazzi che non frequentano il corso di religione, vengono
sfrattati da una classe all'altra in cerca
di un'atmosfera come minimo soddisfacente: perché non farli rifugiare qua
dentro? Oppure ancora, non amate il
caos che domina i corridoi durante la
ricreazione e vorreste godervi qualche
pagina della nuova biografia di Totti
"Mo je faccio 'er cucchiaio". Perché non
chiedere alla preside di tenere aperto
l'accesso a questo luogo durante quei
fondamentali minuti, ovviamente rimanendo entro un determinato limite di
persone? Le domande che pongo sono
veri e propri quesiti a cui bisogna trovare delle risposte; adesso come adesso,
le proposte sono tante, ma le soluzioni
che potrebbero essere prese in considerazione sono estremamente poche. E
la verità è che non è finita qui: ci sono
una marea di segreti da svelare, paracaduti da utilizzare, facilities da utilizzare,
ma nessuno si è mai prodigato per far sì
che tutti ne fossero a conoscenza. Leggendo questo articolo, quanti problemi
riguardo la vostra vita scolastica? La
realtà è che sicuramente c'è la soluzione anche per voi. È proprio quello che i
nostri rappresentanti di istituto tenteranno di fare, organizzandosi e indagando per voi, con voi. Tutto è rimesso
nelle mani del singolo, che, prendendo
in mano il regolamento di istituto, potrebbe ideare qualche utilizzo intelligente per tutto ciò che la scuola mette
a disposizione.
La proposta
dei nostri
rappresentanti
Siccome credo che ci siano ancora tante
altre possibilità date dalla nostra scuola
che non vengono sfruttate perché non si
conoscono la mia proposta è:
1)
2)
3)
fare un'indagine di tutti i servizi
che la scuola offre concentrandoci
su quelli meno conosciuti
individuare per ciascuna le modalità di utilizzo
diffondere quanto scoperto.
È un'attività che secondo me contribuirebbe al maggiore utilizzo di molte cose
che,siccome sono state introdotte per
venire incontro alle esigenze degli studenti,possono davvero migliorare la vita
nella scuola. C'è bisogno però di più idee
e aiuto per farlo.
Per questo rivolgo a ciascuno l'invito a
darmi una mano. In cambio temo che non
ci sia altro che il piacere di aver fatto
qualcosa di utile.
[email protected]
Gli elementi ci sono, sta a te sfruttarli.
Pietro Russo
Marco Fiore, 3 D
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Aprile 2015
IL CASSINISTA
Quello che le donne non dicono
Un piccolo mondo segreto
Noi donne siamo le grandi dedicatarie di
poesie, canzoni, libri. Abbiamo fatto girare la testa ai grandi del passato: pensiamo a Cleopatra e a Marco Antonio,
pensiamo a Beatrice e Dante, a Montale
e alla sua “Mosca”, pensiamo a Marilyn
Monroe, icona di stile e amante dei fratelli Kennedy. Spesso siamo state paragonate ad angeli, eteree creature in grado di salvare gli uomini. Eppure, nonostante questo compito salvifico, noi siamo considerate fragili, pronte a spezzarci al minimo soffio di vento.
Noi donne però non siamo deboli, nonostante secoli di storia abbiano cercato di farcelo pensare.
Ci hanno raccontato delle numerose battaglie, nelle quali uomini
combattevano con altri uomini,
maneggiando prima la spada, poi
il fucile, e adesso armi di cui è
meglio non parlare per la loro
potenza distruttiva. Le donne,
sopratutto in passato, sono rimaste in disparte a guardare, ad aspettare che i loro mariti, i loro
padri, i loro fratelli tornassero da
loro. Stavano in casa, facevano le massaie, accudivano i bambini. Nel frattempo gli uomini giocavano a dadi, bevevano per dimenticare, incontravano nuove
donne, più “fresche”, più giovani, più
vitali. Le donne hanno sempre sopportato i molti soprusi e discriminazioni fatte
nei loro confronti. Oggi si parla di emancipazione femminile, ma in realtà gli uomini vengono ancora considerati il
“sesso forte”, solo perché stringono mol-
to forte la caffettiera e noi donne non
riusciamo a svitarla. Eppure lo stesso
uomo che stringe la caffettiera che non
riusciamo ad aprire, è lo stesso che chiede una pastiglia per la “brigola” che ha
sotto l'ascella (è una storia vera, ve l'assicuro!). Nell'assemblea d'istituto di
marzo c'è stato lo spettacolo "Finché
morte non ci separi", una rappresentazione teatrale a cura dei ragazzi del
gruppo di teatro. Il tema era la violenza
sulle donne. C'erano Ofelia, Pia De' Tolo-
ribellarsi, nei confronti degli uomini. Mi
ha colpito una scena, nella quale un marito infedele viene avvelenato dalla moglie e dall'amante. Non è stato però l'unico uomo a morire: altre donne hanno
ucciso in “Finché morte non ci separi”.
Altre invece sono riuscite a scappare dal
loro carnefice (dopo mesi di violenze e
soprusi), ma purtroppo non tutte hanno
avuto un lieto fine.Noi donne ci innamoriamo di uomini che non sanno amare, e
speriamo di poterli cambiare sopportando in silenzio. Siamo stupide. Abbiamo una forza interiore enorme,
e spesso non sappiamo come usarla. Forse alcuni maschilisti potrebbero obiettare che noi siamo
le “piagnone”, quelle dalla lacrima
facile. Vero, noi piangiamo, ma
non perché siamo deboli, piangiamo perché siamo sensibili. La vera
forza non si misura dalle quantità
di lacrime che versiamo. Mi ricordo durante l'alluvione di qualche
mese fa, una madre aveva fatto
chilometri a piedi, sfidando il maltempo per raggiungere il marito
mei (tanto cara a Dante), e poi tante al- malato e la figlia down che aveva protre donne, donne moderne, che hanno blemi di cuore. Ha impiegato ben sei ore
raccontato la loro storia. Gli attori e le
prima di raggiungere la sua casa. "Passo
attrici che hanno interpretato i persodopo passo e con il passare del tempo,
naggi sono stati molto coinvolgenti, gra- sentendomi sempre più vicina ai miei
zie anche alla bravura di Mauro Pirova- cari ho trovato la forza per proseguire.
no, che da anni gestisce il corso di teatro Cadevo e mi rialzavo più volitiva di priqui al Cassini. Lo spettacolo non raccon- ma", racconta ai giornalisti dell'ANSA.
tava solamente le storie di donne vittiQuesta è la forza che noi donne abbiamo.
me di violenza, ma raccontava anche la
forza che alcune di noi hanno avuto nel Questo siamo noi.
Sarah Vignoly, 5 D
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Aprile 2015
IL CASSINISTA
Esperienze al Cassini
L’ANGOLO
IL BARBONE INSIGNIFICANTE
L’incontro con Sergio Bambarén del 18 marzo in aula magna
Ecco un “barbone” insignificante con
la bandana, prevedo due ore di noia.
Questo è quello che mi è venuto da
pensare dopo una prima occhiata superficiale al volto di Sergio Bambarèn.
Invece, col senno di poi, posso dire di
essermi completamente sbagliato, come si suol dire, di aver preso un granchio. Le sue parole e i suoi racconti,
infatti, hanno reso l’incontro nell’Aula
Magna del Liceo G.D. Cassini un piacere per il sottoscritto e per i numerosi
presenti. Il nostro “barbone” è infatti
una persona stupenda e speciale, per
la quale vale il detto: “L’abito non fa il
monaco”. Quest’uomo, con la sua passione del surf e il mare nel sangue, ha
deciso di distaccarsi dalla vita lavorativa manageriale per dedicarsi, come se
fosse un eterno bambino, alle sue più
grandi passioni: il surf, la chitarra e i
sogni. Bambarèn mi ha colpito molto
per la sua modestia e per la sua umiltà
che sono subito emerse, malgrado venisse trattato dal suo collaboratore
con esagerata ammirazione e un tantino di adulazione. Tuttavia Sergio (così
si vuol far chiamare) ha cercato di instaurare un rapporto confidenziale e
quasi surreale tra un pubblico di adolescenti ed un celebre scrittore. Tutto
ciò mi ha piacevolmente sorpreso, poiché vedere una celebrità umile e amichevole e non attaccata ai soldi è veramente una rarità nel mondo attuale.
Bambarèn, infatti, è rimasto, malgrado
il grande successo letterario, un uomo
semplice, ma speciale, legato al mare,
alle sue origini e a ciò che gli dice il
suo cuore. Un altro aspetto particolare di questo surfista è il coraggio assieme alla voglia di seguire i propri sogni, cose che lo hanno portato a fare
scelte nella vita che lo hanno fatto
sembrare “loco” (pazzo) alla vista degli altri. Questo coraggio e questa forza di seguire ciò che dice il cuore sono
molto importanti e Sergio ha aiutato
noi adolescenti a comprendere che
nulla nella vita è impossibile se si segue il proprio cuore e se non si perde
la nostra essenza interiore. Infatti se
lui è riuscito a trovare un lavoro che
gli piace e che gli lascia il tempo per
dedicarsi al surf, perché uno come me
dovrebbe rinunciare al sogno di diventare uno sportivo affermato? Sergio è
riuscito a rafforzare le nostre convinzioni a non fermarci mai davanti a
niente perché il sogno può diventare
realtà, anche casualmente, da un momento all’altro. Bambarèn ha pronunciato una frase molto significativa: ha
infatti spiegato che in America il sogno
di tutti è essere miliardari, mentre lui
preferisce essere più “povero” economicamente, ma più “ricco” nel cuore e
più felice. Inizialmente, udita questa
frase, non nego di aver pensato di aver a che fare con il solito “fanfarone”,
tanto fumo e niente arrosto che parla
come quando Crozza fa la satira di
Renzi. Poi, però, ho capito che Sergio
è una persona concreta e pura, che
vive veramente in una casa semplice
con i suoi più grandi amori; le tavole
da surf, la chitarra e la moglie fotografa, che timidamente assisteva alla
“performance” del marito con un misto di ammirazione ed orgoglio. Come
se non bastasse, dopo che ci ha dato
un po’ della sua “magia”, ha anche risposto in maniera amichevole e, soprattutto, esaustiva alle domande dei
presenti. Alla fine della mattinata era
cambiato del tutto il mio parere su
quel “barbone con la bandana” e tutto
per merito suo. Era arrivato con
un’aria misteriosa e da sognatore ed
ora se ne andava con il medesimo aspetto, dopo che aveva condiviso con
noi un po’ di se stesso e un po’ della
sua essenza interiore, che è poi quella
della vita felice.
Pietro Sartori, 1 F
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DELLE CITAZIONI
Le massime del Cassinista
“L'unico vero rischio nella
vita è non voler correre
alcun rischio. ”
Sergio Bambarén
“La fortuna sorride solo alla
mente pronta ad accoglierla.”
Isaac Asimov
“A
volte è meglio tacere e
sembrare stupidi che aprir
bocca e togliere ogni dubbio.”
Oscar Wilde
“Avrai davvero capito una
cosa quando sarai riuscito a
spiegarla a tua nonna.”
Albert Einstein
“Se tu hai una mela, e io ho
una mela, e ce le scambiamo,
allora tu ed io abbiamo sempre una mela ciascuno. Ma se
tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora
abbiamo entrambi due idee.”
George Bernard Shaw
“Il mondo è pieno di cose ovvie che nessuno si prende mai
la cura di osservare.”
Arthur Conan Doyle
“Mettere ordine nel caos,
questo è creare”
Guillaume Apollinaire
Aprile 2015
IL CASSINISTA
Felpe
Il mistero della puntualità
Cari lettori,
spero che siate un po’ di più dei venticinque di Manzoni. Essendo il mio
primo articolo, chiedo perdono per
qualsiasi errore io possa commettere
perché l’emozione c’è ed è tanta.
Parlando di cose serie, invece, come
tutti ormai sapete, nella nostra scuola è abitudine che i rappresentanti, al
momento della candidatura, nelle loro liste inseriscano un punto chiamato “Felpe”. Ebbene io oggi
sono qui ad analizzare come
è stato svolto il loro lavoro
quest’anno. Innanzitutto
penso che dovremmo ringraziare la nostra rappresentante Luna Montervino per essersi occupata da sola della
questione.
Come ogni anno, da quando
frequento il Cassini, durante
la presentazione delle liste
tutti i candidati promettono
che le felpe arriveranno prima di Giugno, cosa che non è
mai avvenuta. Quest’anno,
stranamente, ci sono riusciti!
Dopo molti problemi, tra mille varietà di modelli di felpe,
di loghi, di colori siamo riusciti a ricevere le nostre felpe
in un periodo in cui sono ancora utilizzabili. Peccato però
che non sia stato così per
tutti, in alcune classi le felpe sono
arrivate con notevole ritardo rispetto
alle altre, così ne ho domandato il
motivo a Luna, la nostra rappresentante, la sua risposta è stata questa:
“Alcune combinazioni colore-modello
non sarebbero state rese disponibili
al momento di saldare l’ordine causa
insufficienza pezzi da parte del fornitore e dunque sarebbero arrivate
successivamente rispetto alle altre”.
Inoltre abbiamo affrontato delle votazioni per scegliere il logo da stampare sulle felpe e ha vinto quello meno simpatico e rappresentativo fra le
proposte. E non sono l’unica a pensarlo perché facendo un po’ di chiacchiere nei corridoi, prendendo persone totalmente a caso, la mia opinione
è stata confermata, tra l’altro mi
sembra che non c’entri assolutamen-
modelli, ci hanno dato così tanta libertà di scegliere la nostra PERSONALE felpa che si sono complicati la vita!
E non solo, alla fine, le felpe non
sembrano nemmeno appartenere
tutte alla stessa scuola! A volte è meglio rimanere nella semplicità e non
esagerare! Sarebbe stato meglio se
avessimo creato un logo da utilizzare
nel tempo, così per esempio, fra dieci
anni potremmo riconoscere chi frequenta il Cassini, piuttosto
che fare un concorso in
fretta e furia ogni anno per
scegliere un disegno che
andrà bene solo per pochi
mesi.
Inoltre per i corridoi sono
girate anche delle voci riguardo, al fatto, che alcune
persone si siano appropriate di alcune felpe senza pagarle; riguardo a ciò non
sono riuscita a trovare ne
conferme ne smentite; a
questo punto spero
nell’onestà e nel buon senso delle persone e mi auguro che questa sia solo una
di quelle “Stupide voci di
corridoio”.
Luna tutto sommato devo
farti i miei complimenti poiché sei riuscita, per la prima volta, a consegnare tutte nulla con la nostra scuola. Oltre al to in tempo e sono davvero curiosa di
logo ci è stato proposto di scegliere
sapere come hai fatto, visto che è
anche il modello di felpa, stile
sempre sembrata un cosa così diffici“College”, felpa con il cappuccio, sen- le! Magari potrà diventare il segreto
za cappuccio, con cerniera, senza cer- che vi tramanderete da un rappreniera,con le maniche bianche o colo- sentante all’altro.
rate (per quanto riguarda le felpe
Scrivendo questo articolo natural“College”), una grande gamma di co- mente ho espresso la mia opinione
lori da bianco a nero, da verdi a ros- e ho provato a fare un po’ di sana
se. Insomma, tra la vastità di colori e critica.
Alessandra De Simone, 2B
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Aprile 2015
IL CASSINISTA
RITARDARE HVMANVM EST
(perseverare anche)
Essi sono tra di noi..
e non gli extraterrestri, ma badate bene: i
Ritardatari.
Sono presenti dappertutto: la concentrazione varia da classe a classe, con un picco che si raggiunge nella Redazione del
Cassinista.
Come in una loggia massonica, spesso i
Ritardatari non si conoscono tra di loro,
ma si trovano a condividere tutti i giorni
le stesse situazioni, come la maratona
per entrare a scuola in orario..
Secondo uno studio pubblicato dalle bidelle dell’atrio, non tutti i Ritardatari sono uguali, siccome rincorrere il tempo è una scelta etica che varia da
individuo a individuo…
IL RITARDATARIO DELLA MATTINA
Ritardo seriale: tutte le mattine si
sveglia tardi o si addormenta in bagno e questo lo porta a corse contro
il tempo per arrivare a scuola senza
essere fermato nell’atrio. Non è mai
solo, e questo lo conforta, anzi spesso cerca delle scorciatoie per guadagnare tempo seguendo i suoi ‘’compagni
di ritardo’’, ovvero gente sconosciuta
che condivide lo stesso pensiero con lui,
tutte le mattine: ENTRARE A SCUOLA.
Il ritardatario della mattina è un
centometrista più che allenato, capace
di compiere il tragitto Brignole-Atrio in
meno di un minuto, fatto che lo porta
ad accasciarsi sulle scale al momento
della salita in classe. Probabilmente è
la persona più odiata dai prof della
prima ora.… La frase più usata da
questo individuo è :
‘’Raga sono in ritardo, dite al prof che un
cane mi ha morsicato una gamba.’’
IL RITARDATARIO DEI COMPITI IN CLASSE
Scrive, cancella, poi riscrive e infine ricancella.. insomma questo individuo ha bisogno di tre ore per finire il compito in classe dalla durata di un’ora.Il compito in
classe è una lotta contro il tempo, fatto
che porta questo Ritardatario a portarsi
dietro tre orologi da polso, uno da taschino, un orologio a pendolo e un portatile
cucù svizzero sotto il banco. La maggior
parte delle sue verifiche ha gli angoli del
foglio strappati: per ritirare il compito il
prof ha dovuto strapparlo letteralmente
dalle mani dello studente!!
lL RITARDATARIO CRONICO
E’ raro e questo è un bene: è perennemente in ritardo, che si tratti di andare al
cinema o del primo appuntamento con la
sua ragazza. Il suo ritardo è preciso e
puntuale: mezz’ora spaccata, non un minuto in più ne uno in meno.
Gira con la cintura dei pantaloni in mano
e le scarpe slacciate: non ha ancora avuto
il tempo di vestirsi completamente..
Passa talmente tanto tempo a programmare il suo pomeriggio e gli orari precisi
con le attività da fare, che non riesce a
fare nulla.Fa i compiti di matematica, ma
della settimana prima!
Non sa leggere l’orologio, e per questo si affida al cellulare, che puntualmente si spegne per batteria scarica
nei momenti di bisogno, costringendolo a ricaricarsi elemosinando corrente in gelaterie, pub o qualsiasi negozio trovato nelle vicinanze..
Insomma, il ritardatario cronico è in
via di estinzione, e spero non vi capiti
mai di conoscerne uno!
IL CASSINISTA RITARDATARIO
Sta scrivendo il suo articolo in ritardo,
mentre dal telefono arrivano mille notifiche dell’impaginatore e delle illustratrici,
che sollecitano l’uscita dell’articolo. È una
realtà più che affermata nel nostro giornalino, nonostante le fiscalissime scadenze. Si difende utilizzando la scusa del fuso
orario, dell’ora legale o dell’eclissi di sole,
ma stando sempre attento a inventarsi
una storia credibile per non venire aggredito. Il Cassinista ritardatario sa di essere
in ritardo, e perciò cerca di evitare di incrociare nei corridoi il Caporedattore o
l’Impaginatore, che lo stanno cercando
per fargli il calzettone. *
ps: perdona il mio ritardo…signor Impaginatore
pps: “Giuditta”, ecco, sei stata citata in
un articolo Giudi!!!
*nota dell’impaginatore: purtroppo il
Cassinista ritardatario ha una capacità
innata a farsi perdonare con la sua travolgente simpatia. Dato che la passa
sempre liscia aumenta sistematicamente
il suo ritardo mandando sempre di più in
esaurimento nervoso il povero impaginatore che, per rispettare le sue scadenze, si
ritrova costretto a svolgere il suo lavoro
in tempi da Guinness World Record.
Giorgio Rossi, 5 L
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9
Aprile 2015
IL CASSINISTA
“ IL VALOROSO COMPAGNO SCALANDRI”
Un salto nel passato del Cassini
Fra le più caratteristiche liste d’Istituto
viste in questi anni al Cassini, sicuramente
merita attenzione la “lista Scalandri”, proposta dall’omonimo compagno durante le
elezioni dei rappresentanti dell’anno scorso. Abbiamo quindi contattato l’ideatore
della suddetta lista al fine di saperne
qualcosa in più. Giusto per introdurre
l’intervista ecco come si presentava una
parte del manifesto di Scalandri:
Ecco il piano di conquista e sviluppo del
sogno socialista scalandriano,
diviso in quattro punti chiave:
PIANO SOCIALE
-Istituzione del CCCP (Comitato Centrale
Cassinisti Proletari)
-Adozione di Internazionale come unica
polifonia ammessa all’interno del Liceo,
che sarà interrotta solamente dalle comunicazioni via interfono del CCCP.
-Basta alle ronde fasciste nei bagni del
quarto piano! Un compagno deve poter
essere libero di fumare dove cazzo vuole!
PIANO MILITARE
(ESPANSIONISTICO)
- Marcia sulla presidenza: le
stanze del potere diventeranno
le stanze del popolo. Qui sarà
posta la base del CC, dalla
quale i compagni più valorosi
opereranno nel rispetto del manifesto scalandriano.
- Trasformazione dell’osservatorio
LISA in LISA (Lanciamissili Internazionale
Scalandriano Anticapitalista)
- Conquista del Barabino, edificio borghese mascherato da piattaforma socialista. I
gretti occupanti dello stabile saranno riallocati nel nuovo gulag del popolo in via
Scalandri (ex via Serra).
PIANO ECONOMICO
-Condivisione totale dei beni, la tua focaccia è anche del compagno Scalandri. Bisogna estirpare l’invidia e l’avidità capitalista dagli animi borghesi.
-Abolizione del macchinoso sistema capitalista del registro elettronico, ultima arma dell’oppressore Borghese. Si torni alla
cellulosa che tanta fama ha donato al
compagno Marx.
PIANO STRUTTURALE
-Siamo stufi di dover pagare dazio alle
-Demolizione della succursale, tanto ormultinazionali del panino e del distributomai è solo una questione di tempo prima
re automatico. Autarchia alimentare!
che crolli.
Ci potrebbe raccontare alcune delle sue
-Reimpiego del suolo sottostante la sudgesta compiute durante le elezioni?
detta per un gulag punitivo di ultima geCertamente, purtroppo ora come ora la
nerazione.
memoria non mi aiuta e l'età è quella che
-L’auletta autogestita diventerà finalmen- è, ma posso dire senza alcuna ombra di
te un centro sociale, tanto per rendere la dubbio che ho perseguito l'ideale comunicosa ufficiale.
Fabrizio Gargano, 1 H
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sta (ergo mi sono autoperseguito) tramite
gesti eclatanti e rivoluzionari. Impossibile
dunque non menzionare il manifesto elettorale ricamato a mano dalle fedeli sarte
del Comitato Centrale che è stato esposto
per la tromba delle scale del liceo e che,
inevitabilmente, è entrato nella storia del
Cassini come "più lungo striscione mai
esposto". Ma non è nulla in confronto al
Golpe di Ottobre, dove centinaia di compagni si sono radunati nell'atrio del liceo
per esprimere il più totale dissenso nei confronti del potere borghese rappresentato in essere dalla figura della Preside.
Un messaggio per tutti i cassinisti?
Cari compagni Cassinisti, lottate
fino alla fine per la liberazione del
Liceo, portate Scalandri nei vostri
cuori, poiché dotato di infinita
bontà, comprensione e giustizia.
Non lasciatevi infangare dagli
sporchi fascisti nascosti tra i banchi, non
siate invidiosi dei borghesotti bastardi,
ricchi, discotecari, tirati e sboroni che al
Cassini abbondano in ogni dove. Gridate
la vostra fierezza proletaria!! Al bando le
marche, le mode, il glamour, e i figli di
papà!! Non siate diversi ad ogni costo ma
siate semplicemente voi stessi (e preferibilmente elettori scalandriani)!
E per concludere, tre cose essenziali per
il Valoroso Compagno Scalandri?
Droga, rivoluzione e fascisti morti. Scusa.
Fascisti e leghisti morti.
In conclusione ringraziamo il compagno
Scalandri per l’intervista concessa da colui
che ha scritto “Onorevole Compagno Scalandri” sul muro dello spogliatoio maschile della sede, così da averci permesso di
venire a conoscenza di un pezzo di storia
del Cassini.
Ken Xhelaj, 1 H
10
Aprile 2015
IL CASSINISTA
Il fantasma del Cassini
Ogni scuola ha i suoi scheletri
nell’armadio, i suoi misfatti, i suoi fallimenti e, pure, i suoi morti, indi non v’è da
stupirsi se il Cassini ha le sue oscure presenze. La storia che vorrei raccontarvi
oggi è d’una di quelle presenze, la quale
sembra abitare i bagni della sede e mi fa
pensar, in profondo del cuor mio,”Grazie
agli Dèi sono in succursale”.
Uno studente, che noi chiameremo X, si
trovava nei bagni del primo piano della
sede a fare tranquillamente ciò che si fa
nei bagni, insomma nulla d’eccezionale,
quando una strana presenza lo prende da
dietro e lo scaraventa fuori dal bagno con
una forza immensa. Correva il 31 Marzo
2001 quando ciò avvenne. Tutt’oggi, X,
non ha idea alcuna di ciò che possa averlo
aggredito, sa soltanto che la forza con la
quale lo fece sbatter contro il muro era
tale d’averlo paralizzato dalla vita in giù
ed avergli incrinato quattro costole. Grazie ad un mio compagno di scherma ho
potuto aver colloquio con lui e n’è emerso che dopo l’accaduto X ha cambiato
scuola, ma ancora oggi sogna l’evento e
non sa spiegarsi del perché sia avvenuto.
Ei ha ipotizzato che avesse “varcato”
qualche confine che quest’entità non voleva varcasse. Quello di X non fu l’unico
caso, ve ne sono molti altri, ma per carenza di spazio ne elencherò solo i più
degni di nota. 15 Ottobre 2003, una ragazza ed il suo fidanzato decidono
d’avere una ricreazione, come dire,
“divertente” e di chiudersi nei bagni del
primo piano a “giocare”. Nel bel mezzo
del “gioco”, qualcosa apre la porta e trascina fuori il ragazzo ed inizia a sbatterlo
( non nelle modalità nelle quali lo stava
facendo la ragazza) su d’un muro. La ragazza, assistendo con orrore alla scena,
corre a chiamare aiuto e torna li con due
professori, ma al suo ritorno trovano solo
il ragazzo svenuto che blatera solo frasi
senza senso e con connessioni logiche
molto contorte farcite con scelte morfologiche discutibili. Una volta rinvenuto, il
ragazzo, raccontò questa storia, però né i
professori né i compagni lo crederono e
pensaron che lo shock gli aveva alterato i
ricordi, indi diedero la colpa ad un altro
ragazzo, al quale piaceva la fidanzata del
primo ragazzo, e lo rinchiusero in un carcere minorile. Appena uscì rapinò un negozio ed uccise una coppia di pensionati,
ma questa è un’altra storia. Nel 27 Febbraio del 2004 avvenne un altro incontro,
quando un ragazzo ebbe la sfortuna di
fare i suoi bisogni nel bagno sbagliato,
indi potete già immaginare cos’è successo. Il ragazzo sentì una mano sulla spalla
ed infine una voce maschile sussurrare
<<Fuori dalla mia dimora.>>. Inutile dire
che il giovine non se lo fece ripetere e se
ne andò ai bagni del secondo piano,
senz’altro più sicuri. Un altro notabile evento avvenne nel 21 Gennaio dell’anno
2007, un ennesimo giovine si trovava in
quei bagni durante la ricreazione decide
di chiamare gli amici e, in un momento
d’eccezionale stupidità, di compier una
gara a chi sarebbe riuscito ad urinare più
lontano. Nel ben mezzo della “gara”, i
giovini vedon che le loro urine infrangersi
contro un muro invisibile e decidono
d’interromper la “gara” chiamare un bidello ed allertarlo della situazione, ma,
appena arrivato il bidello, vide solo un
gran casino e nessun muro invisibile, indi
inviò i ragazzi in presidenza e li ricevettero una nota disciplinare. Sinceramente,
nemmeno io credo a questa storia, in
quanto sembra appena uscita da una
commedia con Massimo Boldi. Gli eventi
poi proseguono in una scala generalmente minore e, senz’altro, meno notabili
rispetto ai precedenti, tali eventi sono:
rumori di passi, strane brezze fredde, sibili ed, in misura minore,tocchi da parte del
fantasma. Ciò nonostante( e si, si scrive
tutto attaccato) nel 26 Settembre 2014
avvenne un evento notevole, un ragazzo
venne aggredito. Tale ragazzo stava preparando uno scherzo per un suo amico,
quando il fantasma lo spinse contro il muro e, così facendo, perdere i sensi. Quando rinvenne, il giovine, decise di raccontare la storia in giro e, caso volle, ch’io mi
trovassi nel posto giusto al momento giusto per sentirla, così iniziai a condurre
un’indagine, prima chiedendo ai miei
compagni di scherma, alcuni dei quali avevano frequentato il Cassini prima di
me, poi agli esperti del settore e, da tali
ricerche, emerse un avvenimento non
molto conosciuto, ma alquanto macabro
ed avvenuto nel medesimo loco dove sono avvenute le storie summenzionate.
Tale avvenimento consiste nella scomparsa d’uno studente del Cassini nel 19 di
Gennaio dell’anno 1965( giorno in cui avvenne la denuncia), ma, or si chiederanno
i miei lettori, cosa v’è di macabro nella
scomparsa d’un ragazzo? Nulla, invero,
sennonché sembrava che la carcassa di
tale ragazzo fosse stata rinvenuta, proprio nei bagni del piano I, alla cui carcassa
sembrava fossero state asportati gli occhi
e le palpebre ed il ventre li fosse stato
squarciato in modalità tale da permetter
la visione degli organi più interiori, ma
quando gli studenti che l’avevano trovato
allertarono i professori, il cadavere era
svanito ed, al posto suo, v’era una scritta
in pennarello nero che recitava ”Non mi
avrete mai, né vivo, né morto.”.
Io, sinceramente, non credo a tali storie
ed le ritengo frutto più della fantasia che
della realtà, ma è anche possibile il contrario, a voi il giudizio.
Leonardo Giannissav
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Aprile 2015
IL CASSINISTA
>Lo Svarione Della Domenica<
ESTATE
(Jovanotti)
ABATE
(Gabriele De Leo)
Vedo nuvole in viaggio che hanno la
forma delle cose che cambiano
mi viene un po’ di coraggio se penso che le
cose poi non rimangono mai
come sono all’inizio 2013 un nuovo solstizio
se non avessi voluto cambiare oggi sarei allo
stato minerale
mi butto mi getto tra le braccia del vento
con le mani ci faccio una vela e tutti i sensi li sento
più accesi più vivi come se fosse un’antenna sul tetto
che riceve segnali da un mondo perfetto
Vedo MIGNOLET in BAGGIO che hanno la
SOMMA delle cose che CAMBIASSO
mi viene un po’ di coMAGGIO se penso che le
MOSES poi non rimangono mai
KONE sono all’inizio 2013 un nuovo soltIZZO
se non aMESSI voluto cambiare GIORGI sarei allo
stato DI NATALE
mi BUTT mi getto tra le CACCIA del BENTO
con LEALI ci faccio LAMELA e tutti i sensi li sento
MILLESI più VIDIC come se fosse un’ANGELLA sul tetto
che riceve BENALI da un MILANETTO
Sento il mare dentro una conchiglia
Estate l’eternità è un battito di ciglia
Sento il mare dentro una conchiglia
Estate l’eternità è un battito di ciglia
Sento il SUAREZ dentro una PINILLA
ABATE l’eternità è un battito di BIGLIA
Sento il SUAREZ dentro una PINILLA
ABATE l’eternità è un battito di BIGLIA
Faccio file di files e poi le archivio
nel disco per ripartire
non li riaprirò mai il passato è passato
nel bene e nel male
come un castello di sale
costruito sulla riva del mare
niente resta per sempre nel tempo uguale
mi butto mi getto tra le braccia del vento
con le mani ci faccio una vela aeroplani
coi libri di scuola
finita per ora inclinato come l’asse terrestre
voglio prendere il sole, è il programma del prossimo
trimestre
Faccio RIISE di WEISS e poi le arBRIVIO
nell’ISCO per ripartire
non li GAMEIRO mai il PASQUATO è PASQUATO
nel bene e nel male
GASTALDELLO di sale
costruito SOMMARIVA del mare
niente NESTA per sempre nel MESTO uguale
mi BUTT mi getto tra le CACCIA del BENTO
con LEALI ci faccio LAMELA aeroPJANIC
coi libri di VIOLA
finita per ora inclinato come l’asse SILVESTRE
voglio prendere il sole, è il LAMANNA del prossimo
trimestre
Sento il mare dentro una conchiglia
Estate l’eternità è un battito di ciglia
Sento il mare dentro una conchiglia
Estate l’eternità è un battito di ciglia
Sento il SUAREZ dentro una PINILLA
ABATE l’eternità è un battito di BIGLIA
Sento il SUAREZ dentro una PINILLA
ABATE l’eternità è un battito di BIGLIA
Come un’orbita la vita mia gira intorno
a un centro di energia
sento il tuo respiro che mi solleva
è una vita nuova
Come un’orbita la vita mia gira ALBORNO
a un centro di energia
sento il CASEMIRO che mi CANDREVA
è PORTANOVA
Sento il mare dentro una conchiglia
Estate l’eternità è un battito di ciglia
Sento il mare dentro una conchiglia
Estate l’eternità è un battito di ciglia
Sento il SUAREZ dentro una PINILLA
ABATE l’eternità è un battito di BIGLIA
Sento il SUAREZ dentro una PINILLA
ABATE l’eternità è un battito di BIGLIA
Gabriele De Leo, 4 L
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Aprile 2015
IL CASSINISTA
L’ANGOLO DEL “BRUZZA”
… spunti di riflessione per cassinisti curiosi…
Elogio dell'errore e dell'imperfezione
È opinione diffusa che la
scienza sia il luogo della certezza e della verità.
Sarebbe molto rassicurante,
ma non è così.
Il leitmotiv che segna il quotidiano lavoro di ogni scienziato è il dubbio e la parola
"verità" non appartiene al lessico della scienza. I motori
della scoperta scientifica, anche se può apparire strano,
sono gli errori e le anomalie.
Basta volgere lo sguardo al
passato per costatare come la
scienza proceda non per accumulo di
verità ma per continue rettificazioni: la
fisica newtoniana non si aggiunge alla
fisica aristotelica, ma la ribalta. La relatività einsteiniana non completa la
meccanica di Newton ma rovescia i significati dei concetti su cui quest'ultima
si fonda, come tempo, spazio, materia.
La teoria dinamica del calore (il punto
di partenza dell'odierna termodinamica) non amplia la teoria del
"calorico" (la teoria che guidò per gran
parte del XIX secolo lo studio dei fenomeni termici) ma la demolisce definitivamente.
Per quanto paradossale possa apparire,
la storia della nostra conoscenza ci consegna un percorso che si sviluppa all'interno di un cimitero di teorie: ciascuna
svela gli errori della precedente. Si tratta di un percorso che ci insegna non
proprio come il mondo è ma come esso
non è.
Gli studenti dell'ultimo anno sentiranno riecheggiare in queste ultime frasi i
temi della filosofia di Karl Popper (e se
ancora non sentono questa eco presto
te del mio intervento all'imperfezione. Lo faccio riportando una riflessione di Rita Levi
Montalcini.
Se confrontassimo – osservava la scienziata – uno dei tanti insetti fossili, conservato da
decine di milioni di anni nell'ambra, con l'analogo insetto
vivente ai giorni nostri, non
rileveremmo alcuna differenza: i due insetti apparirebbero perfettamente identici.
Ciò accade perché gli insetti
sono macchine perfette e come tali non possono evolvere. Molto
diverso – continuava la Montalcini – è
invece il discorso per la macchina umana. In questo caso siamo di fronte a
una struttura imperfetta ed è grazie a
questa imperfezione che l'uomo continua a evolvere.
Ormai è quasi una consuetudine della
rubrica: lasciarsi, fino al prossimo numero, con una riflessione che possa
accompagnarci in qualche momento
delle nostre faticose giornate. Il pensiero che questa volta voglio lasciare ai
lettori del Cassinista non proviene da
un uomo di scienza ma da una poetessa, da poco scomparsa, che amo particolarmente: Alda Merini, una donna
coraggiosa che ha attraversato la follia
e l'ha trasformata in pura luce.
Parlando di sé, della propria anima, disse: "Sono contenta di vivere in una
condizione di equilibrio molto precario,
perché si può cadere. Ma è solo cadendo che ci si può rialzare".
la sentiranno). Molti lettori del Cassinista avranno quindi già riflettuto sull'importanza dell'errore nel tracciare
una linea di demarcazione tra ciò che è
o non è scientifico: una teoria può fregiarsi tanto più autorevolmente del
marchio di scientificità quanto maggiormente è refutabile. Le teorie fisiche, ad esempio, fanno previsioni molto precise che possono essere controllate sperimentalmente. Se il confronto
con il dato empirico fallisce, non ci sono alternative: c'è qualche errore nella
teoria e perciò va eliminato. Non così
accade in altri ambiti, ad esempio quello in cui si muove l'astrologia: sono ambiti in cui le teorie non esibiscono in
anticipo i loro potenziali falsificatori e
quindi non possono essere refutate.
Guardate perciò con sospetto le teorie
che spiegano tutto e che non sbagliano
mai. Esse non hanno nulla a che fare
con la scienza ma, nella maggior parte
dei casi, sono alimentate dalla magia e
dalla superstizione.
Dopo queste brevissime considerazioni Al prossimo numero….
sull'errore voglio dedicare l'ultima par-
Prof. Giusepppe Bruzzaniti
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Aprile 2015
IL CASSINISTA
Storia della città straniera
capitolo secondo
Antonio Quintino, lo sbirro che spiega come eludere gli sbirri.
Massimo Ferrero, Beppe Grillo, Maurizio
Crozza, Marco Fiore e Giovanni Alessandro Pedullà, questi sono solo i nomi di
alcuni degli strani e numerosi(ed a loro
modo curiosi) personaggi che s’aggirano
per le vie di Genova, che, di questi, tempi sono assai comuni, più comuni di donne canidi, hypster ed altra gente che Satana non vorrebbe mai all’Inferno, ma vi
siete mai chiesti come questa
“pandemia” sia cominciata? Chi fu il primo strambo della città? Chi per primo
venne ricordato principalmente per aver
fatto un’azione, o più, “insolite”,
“strane”, “folli” o, semplicemente, definibili come pazzie? Beh, io non so
chi sia stato “il pazzo zero”, ma so
che girano da molto tempo per la
Superba, e ciò che vi sto per raccontare è la storia di uno di loro, il
Maestro d’arme Antonio Quintino,
nato nel 15XX e morto nel 16XX.
Prima di passare alla sua storia,
debbo fare un lieve excursus sul
perché lo conosco e sulla rarità delle sue opere, indi se digitate Antonio Quintino su Google troverete
massimo cinque risultati e quattro
sono discussioni mie e dei miei
compagni di scherma chiuse, per
ciò vi risparmio già la fatica di farlo.
Ed ora vi chiederete come ho fatto
ad avere tali informazioni, giusto?
Detto fatto, chi devo ringraziare è il mio
istruttore di scherma, Il Signor Magnifico Colonnello(m’ha obbligato lui a scrivere questo epiteto) Daniele Calcagno, il
quale durante una lezione mi mise al
corrente dell’esistenza d’una tecnica di
scherma per combattere mucche da
guerra e, dopo molta esitazione, mi spigò nel dettaglio la storia d’Antonio Quintino e le sue tecniche schermistiche,
tanto buffe, quanto utili( anche se su
quest’ultima affermazione ho non poche
riserve). Ora mettetevi comodi e rilassatevi, poiché vi sto per raccontare la storia di Antonio Quintino, lo sbirro che
spiegò come s’eludevano gli sbirri.
Sappiamo ben poco di Antonio Quintino,
sennonché ei fu un maestro di scherma
bolognese e che è uno dei più importanti, ed allo stesso tempo meno conosciuti, maestri del genere. Al livello biografico sappiamo ben poco di lui, sappiamo
che fu al servizio di Carlo Doria( non serve spiegare quanto fosse importante
quest’uomo nel mondo seicentesco), che
comandò gli sbirri( poliziotti) ed i secondini della Repubblica per un dato periodo
tato di scherma mai scritto. Tale libro
contiene alcune delle più inutili, curiose,
strane ed, almeno spero, efficaci tecniche di scherma della storia, come la tecnica per vincere una mucca da guerra,
uno sciame di api, un lupo, un cavallo,
un uomo armato di pistola o un uomo
molto più forte di voi.
Tra l’altro, tale libro, ci da pure qualche
spunto di riflessione sull’etica lavorativa
di Quintino, poiché esso contiene alcuni
“trucchi” per eluder i controlli da parte
degli sbirri, ad esempio spiega che se ti
metti oggetti contraffatti sotto la lingua
o nelle mutande in vicinanza del pube,
probabilmente, riuscirai ad eludere i controlli dei doganieri della
Repubblica e contrabbandare in
santa pace. Meno male che doveva fermarlo il contrabbando.
E’, inoltre, notabile il fatto ch’egli
abbia raccolto dati, per così dire,
“empirici” sul comportamento degli animali da cui ha preso la missione di divulgarne le tecniche difensive, come non citare di quando
sputò negli occhi di tutti i cavalli
dell’esercito repubblicano per vedere se erano mordaci e, ora, non
dobbiamo stupirci se la maggioranza di essi l’ha morso.
In sintesi si può dire che Antonio
Quintino fu sicuramente una persona curiosa( per non dire bizzarra), che
intorno al 1610 e che scrisse due libri,
merita d’esser ricordato per aver, o aluno( quello di cui oggi parleremo) un
trattato di scherma e l’altro un resoconto meno aver tentato, stilato un’opera
d’un operazione di “sfratto” avvenuta ai completa ed accessibile a tutti, per via
danni dei mori di Spagna e da lui guidata. del volgare usato, che tratti d’autodifesa
Ora, essendo che lo scritto inerente allo contro un gran numero di minacce( alcu“sfratto”, pulizia etnica invero, è un co- ne più, alcune meno).
mune rapporto il quale non brilla per
nessuna qualità, indi noi parleremo del Detto ciò vi saluto, sperando d’avervi
“Giojello di sapienza…”( metto i punti di intrattenuto ed incuriosito per questo
breve tempo.
sospensione poiché il nome è davvero
lungo), ovvero, forse, il più curioso trat-
Giovanni Alessandro Pedullà, 2 C
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14
Aprile 2015
IL CASSINISTA
Quando fuori piove…
Inquadrature in Sicilia
Terra di sole, terra di caldo, la Sicilia è
sempre stata qualcosa più che uno
sfondo per le storie che si sono svolte
in quel territorio, dal verismo in poi.
L'insularità è uno stato mentale, prima
di tutto. Due figli di questa terra, diversi tra loro, hanno interpretato l'evoluzione di questa isola in modo a tratti
simile, a tratti differente, in questi due
film: PerdutoAmor (di Franco Battiato,
2003) e Baarìa (di Giuseppe Tornatore,
2009).
In PerdutoAmor, Battiato racconta la
storia di Ettore, giovane che ha ricevuto sin da piccolo un'educazione di prim'ordine, tra studi pianistici e colloqui
filosofici con Manlio Sgalambro che ricorda un Dio greco, pronto a commentare, iniziando e concludendo il film,
con spirito salace e distaccato il destino
degli uomini siculi. Ettore però decide
di fuggire a Milano per scrivere e suonare la tastiera, quasi tradendo questa
terra che tanto gli ha dato. Ciò che stupisce è quanto Battiato riesca a trasfigurare ogni azione rendendola rituale,
sciamanica o coprendola di un velo di
misticismo unico. I pensieri di un professore di filosofia diventano raggio di
luce, il cucito si rivela momento di analisi antropologica ed un abito si carica
di un misterico esotismo. I movimenti
di camera sono unici, forse vicini a
quelli di Lynch, ma l'armosfera data
dagli sfondi e dai colori, rende il tutto
meno stridente, la storia scorre come
se noi fossimo degli spettri immersi realmente nella pellicola. Ogni cosa fa
parte di un tutto che è per Battiato la
Sicilia, intesa quasi con significato teoretico o forse addirittura metafisico.
Esistenziale è la Sicilia di Baarìa, che fa
sudare lo spettatore, lo fa palpitare e
emozionare. Peppino vivrà la Sicilia del
fascismo, quella della guerra, quella
Differenziamo subito le due opere con delle elezioni e quella degli anni '80.
delle note biografiche: l'allora 58enne Cosa cambierà tra una e l'altra? Gli uocantautore, al primo film, ha lasciato
mini; sono loro che rendono sempre
Jonia per la nebbiosa Milano del Club nuova Bagheria. Questo paesino è una
64 quando era ancora un giovane con il madre che guarda i propri figli con asogno della musica, mentre Tornatore morevole distacco, anche se questi deè cresciuto professionalmente a Paler- cidono di prendere una via che si discomo, arrivando da lì ad Hollywood.
sta da quella per loro sognata, ed è
Ciò che accomuna i film è la scelta di
sempre pronta a sistemargli la camicia
una successione temporale che accom- o soffiargli il naso. Ma non c'è nulla di
pagna per mano un protagonista che
metafisico in questo, la personificaziocresce fisicamente, mentre i minuti del ne non esercita la sua importanza a lifilm passano.
vello caratteriale, ma fattuale: Peppino
agisce, picchia chi ha torto, corre per
guadagnarsi soldi e rispetto, lo fa sin da
piccolo, e forse non ha mai realmente
smesso di farlo. Un Siciliano meditativo, forse, finirebbe come il personaggio
di Beppe Fiorello, rimasto segnato a
vita dallo sbarco americano. Un cast
stellare, realizzazione da peplum e musiche di Morricone non sono però servite a salvare questo film da un severo
giudizio della critica.
Guardatelo e fate vobis, personalmente la
''Sicilia del pensiero'' di Battiato è molto più
interessante di quella di Tornatore, che
però ha moltissimi pregi, tolta una prevedibilità di fondo che permea tutto il girato,
che contestualizzata, come in ''Nuovo Cinema Paradiso'', ha un suo perchè, ma in
questo film appesantisce il tutto.
P.S.: se volete un consiglio da amico, non
guardate gli altri film di Battiato, che è
stato giustamente premiato per PerdutoAmor tra gli altri dal Nastro d'Argento, perchè sono uno più brutto dell'altro. E peggio
del secondo (Musikanten) è dura.
Edoardo Rivetti, 5 E
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Aprile 2015
IL CASSINISTA
Proposte di lettura
Tutte le cosmicomiche di Italo Calvino
Le raccolte di racconti sono sempre
qualcosa di delicato da gestire, è complicato spesso notarne il filo conduttore, discernere le sfaccettature e i
moti di pensiero diversi che li contraddistinguono. La mente non fa altro che girare in tondo in una struttura concentrica, che si espande man
mano che ci dirigiamo verso l'esterno,
per uscire, per sfuggire: veniamo continuamente inglobati da nuovi elementi, nuove congetture che ci spingono sempre più in fondo,
lasciandoci affogare.
I racconti sono racconti, sono scritti
con l'idea di essere letti singolarmente, non hanno un intreccio che li unisce, ma proprio in questo risiede la
loro ricchezza. Piccole perle, lucenti e
minuscole. Unite in un unico tomo
perdono però le proprie caratterestiche contestuali, ci chiediamo dunque
se non sia più il tentativo di creare
una splendida collana, ponendoli così
uno in fila all'altro. La possibilità di
raggiungere tale obiettivo è riposta
nella bravura dell'editore, del curatore, tutte figure che si eclissano nella
visione che un lettore ha di un romanzo, che comunque esistono e tirano le
fila per rendere migliore la nostra esperienza.
Tutte Le Cosmicomiche
Italo Calvino
Tutto nasce il giorno dell'allunaggio:
Calvino rimane affascinato dalle incredibili possibilità che si schiudono al
cospetto dell'uomo contemporaneo
grazie alle moderne tecnologie. Il primo atteggiamento di piacevole stupo-
re viene presto sostituito da un atteggiamento scettico, che lo porta ad approcciarsi al tema della scienza, della
cosmologia e della fisica con un occhio più analitico ed etico. Incomincia
tutto per scherzo, ecco, per satira
probabilmente.
Le Cosmicomiche sono racconti derivati dall'osservazione originale di alcuni ipotesi, considerazioni e scoperte
cosmologiche da parte di Calvino. Egli
rende la fantasia l'unico velo da interporre tra la teoria e il racconto, utilizzando a proprio piacimento
quell'elemento duttile e spesso ambiguo che è la cosmologia. Per farvi un
semplice esempio, la prima narrazione si apre con un testo in corsivo che
espone brevemente il perché secondo
Darwin la Luna è distante in un determinato modo dalla Terra. Grazie all'e-
scamotage di un personaggio, il vecchio Qfwq, che idealmente è sempre
esistito e che è quindi testimone di
tutto ciò che è accaduto nell'universo
fin dal principio, viene raccontata una
novella graziosa e simpatica. Essa ha
sì i tratti della comica,
ma possiede aspetti anche del mito e
ovviamente della science fiction.
Quando si parla di Cosmicomiche, per
Calvino si parla di un lavoro durato un
intera vita, un incessante passo con
cui l'autore accompagna tutta la propria produzione letteraria. Si evolvono, maturano e invecchiano insieme.
Nell'edizione che possiedo io (Oscar
Mondadori), i racconti sono stati ordinati secondo un filo logico suggerito
dallo stesso scrittore, che spesso non
coincide con l'ordine cronologico secondo il quale sono stati singolarmente pubblicati. È evidente comunque
un cambiamento, una visione sempre
diversa della vita. Perché è proprio
questo che Italo Calvino fa: osserva la
vita la quotidiana sotto una prospettiva che esiste a prescindere dallo spazio e dal tempo; presente e passato si
intersecano fino a diventare la medesima linea, passante per due stessi
punti o forse per nessuno.
Termino chiedendovi scusa: il
desiderio di presentare un'esperienza
che mi ha così tanto coinvolto, non mi
ha permesso di notare come, effettivamente, recensire un'opera dalla così delicata profondità in così poche
righe fosse improponibile.
D'altronde, le mie sono proposte: leggetelo, non ve ne pentirete.
Marco Fiore, 3 D
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Aprile 2015
IL CASSINISTA
Faccia da Cassinista
Inter viste a persone (interessanti?) incontrate per i corridoi
Nome e cognome:
Federico Falbo, 4D
Ok, interessi e/o sport?
In particolare mi piacciono le
arti marziali, per ora ho praticato karate e Kung fu, e ho
fatto qualche prova di jeet
kune do, che però non permetteva di gareggiare agonisticamente e dunque non ho
continuato.. Ho anche praticato e amato la pallavolo, ma
non quanto le arti. Ho diversi
hobby, in primis la musica: sono produttore e DJ, non voglio
sfondare, solo divertirmi
Qualche lettura da consigliare?
Adoro Tolkien, qualunque sua
opera è un capolavoro
Hai detto che non vuoi sfondare, ma ti vedresti al set di
Tomorrowland?
Che domanda ahaha si certo
Ho detto di non voler sfondare
perché è un mondo in cui non
basta il talento e la dedizione,
ma servono finanziamenti e
agganci.. inoltre il mio sogno è
quello di finire la scuola e andare in accademia militare
(aeronautica), e se si dovesse
avverare questo sogno automaticamente si smonterebbe
l‘altro, quindi meglio non mettere il cuore sopra a Tomorrowland
Accontentiamo tutti i patiti di
areonautica della scuola(me
incluso), il tuo aereo preferito?
Beh non saprei.. dei più recenti, per valore affettivo, L'EFA
2000... dico valore affettivo
perché ho conosciuto un grande pilota che lo portava, e poi
da piccolo avevo qualcosa come 10 modellini di Eurofighter.
Mio padre portava il 339, l'aereo delle frecce e stravedo
anche per quello.
Infine massimo rispetto ai mitici F 14 e F 15
Descrivi in breve Sara
Ghersina:
Sicura, affabile e diretta. Ha
degli occhi grandissimi.
Descrivi il tuo prof ideale:
Essendo sostanzialmente il
professore una persona che
mette a disposizione il suo sapere, innanzi tutto dev'essere
competente. Purtroppo la
competenza non sempre basta. Ci vuole pazienza, nell'essere professore, e ripetere e
ripetere qualunque cosa gli
venga chiesta al fine di rendere
più chiaro ogni argomento.
Siccome poi ha a che fare con
delle persone, sarebbe d'obbligo che egli fosse disponibile,
gentile e dedito al suo lavoro,
rispettando gli studenti anche
se non sono suoi coetanei (a
patto che essi stessi gli portino
rispetto) e magari non egualmente competenti nella sua
materia (cosa che mi pare ovvia). Inoltre dovrebbe dare
quello che secondo me è il
giusto peso al voto, cioè un
qualcosa di simbolico, che rispecchi la preparazione dello
studente nell'arco di più tempo, non di un giorno o di una
prova, e null'altro, proprio perchè non sa quasi nulla di quello
che fa a casa lo studente, se si
impegna o meno ecc. Secondo
me il professore dovrebbe limitarsi a spiegare e ad assicurarsi che lo studente comprenda le lezioni, per il resto sta allo
studente decidere se studiare
o meno. Poi, per quanto mi
riguarda, dovrebbero esistere
solo interrogazioni programmate, decise con la classe in
modo da non mettere in difficoltà nessuno. Non capisco chi
da i 3, non capisco chi interroga lo studente che ha chiesto
di non essere interrogato, proprio perché non studiando, lo
studente ha fatto una scelta, e
se vogliamo, ha già arrecato un
danno a se stesso. Non spetta
all'insegnante PUNIRE.
Qualche pezzo da ascoltare?
Allora Runaway - Galantis ,
Mercury - Perri & Falbo Tubular bells pt1 - Mike Oldfield
Guido Sanguineti, 2 F
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17
Aprile 2015
IL CASSINISTA
Se pareba boves
La sezione letteraria del Cassinista
Zazza
Aras
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20
Aprile 2015
IL CASSINISTA
La pioggia nel pineto
La botta nel pineto
Taci. Su le soglie
Ou, taci! Su le
del bosco non odo
soglie del bosco
parole che dici
non odo parole che dici
umane; ma odo
umane, ma odo
parole più nuove
parole di rave,
che parlano gocciole e foglie
che parlano jäger,
lontane.
birra e caramelle
-molto- amare.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
E dai, ascolta! Piove
Piove su le tamerici
dalle nuvole colorate
salmastre ed arse,
e sparsa,
piove su i pini
piove su le piante
scagliosi ed irti,
di ganja verdi ed
piove su i mirti
arse,
divini,
piove su gli unicorni
su le ginestre fulgenti
divini,
di fiori accolti,
sugli gnomi con tra la
su i ginepri folti
barba fiori accolti,
di coccole aulenti,
su le radici ricche
piove su i nostri volti
di principi attivi e stupefacenti,
silvani,
piove su i nostri
piove su le nostre mani
volti distrutti,
ignude,
occhi rossi e socchiusi,
su i nostri vestimenti
su i nostri vestimenti
leggieri,
pieni di pittura fluo,
su i freschi pensieri
su le strane visioni
che l'anima schiude
che il fungo schiude, oh bella!
novella,
Su l'alfa zitella
su la favola bella
su il trip
che ieri
che ieri
t'illuse, che oggi m'illude,
t'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione.
non male sti funghetti,
o Ermione
Gabriele D’Annunzio
THC
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21
Aprile 2015
IL CASSINISTA
PLAY TIME
SCIARADA
Cado dalla moto
INDOVINELLO
Il lepidottero
A certe persone proprio manca Y'YYYYY della strada:
non solo ho correttamente seguito la XXXXXYYYYYY,
ma il semaforo del SUV che mi ha tagliato la strada
XXXXX pure rosso!
Ero dall'alto ad osservarlo,
si muoveva verso la luce fioca,
nella notte che tutto nasconde,
bastava un soffio per causarne la morte
.
CAMBIO DI VOCALI
Ricetta difficile
SCARTO
Stagione melanconica
Che fatica fare il pesto!
Se almeno ci fossero delle XYXXYXXY
nel libro di ricette
su come usare il XYXXYXXY.
L'autunno con sè porta
XXXYX pensier d'ogni sorta,
castagne, cieli grigi.
Ci aspettano XXXX bigi.
L'Angolo Ottuso - Battute imbecilli dal 1856%
Come trovi delle circonferenze? Le cerchi.
È morto il lattaio. È stato parzialmente cremato.
Vuoi una chitarra? Beh, te la scordi!
"Diocleziano, la Macedonia avanza!" "Lasciala, poi la mangio."
Cos'è giallo e se premi un bottone diventa rosso? Un canarino nel frullatore.
"Pronto, centralino?" "Si, se ci stringiamo."
Harry Potter entrò nella sua stanza e sentì una voce dappertutto. Era il nuovo Dobby Surround.
Cosa fa un canguro al Polo Nord? Salta.
Capisci di essere alla frutta quando finisci il secondo.
Osservando il numero di motocicli nel parcheggio qui fuori questa mattina all'entrata e oggi all'uscita,
ho dedotto che la quantità di moto non si conserva.
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22
Aprile 2015
IL CASSINISTA
Cruci
Orizzontali
Verticali
1. Stato centramericano con capitale Managua - 7. A Venezia
c'è la Foscari - 9. L'accendino che si accende scoperchiandolo 13. Test di fine ciclo - 14. Caratterizzano il cammello - 16.
L'arte per Cesare - 17. Goleador mondiale dell'Argentina del
'78 - 20. Gli amici la chiamano Lola o Lolita - 22. Il prefisso
che vale dopo, in più - 23. Il Leander grande tennista - 26. Il
fariseo che di notte ascoltava Gesù - 27. Il più brutto dei guerrieri dell'Iliade - 29. Dispari in lembo - 30. La più importante
opera di Gorgia da Lentini - 34. Il rutenio sulla tavola periodica - 36. Lo è il rapporto tra consanguinei - 37. La sigla che indica la registrazione - 38. se ha per argomento e, vale 1 - 39. Il
Ben dei cartoni - 40. Indica ciò che è passato definitivamente 43. Associazione Radioamatori Italiani - 45. La società delle
strade statali - 47. Portare appresso un grave fardello - 48. Tutt'altro che acido - 50. Associazione Calcistica - 51. Questo è il
bacino degli Eschimesi - 53. Il poeta maledetto de Il Battello
Ebbro - 54. La Penelope di Todo sobra mi madre - 56. Argomento già lungamente trattato - 58. Indica uguaglianza - 59.
Brescia sulle targhe - 60. Può essere veritcale od a coda - 61.
contengono il lago Erie - 62. Il partito di Berlinguer
1. Il cantante di Fatti avanti amore - 2. Calcolo indicativo della
situazione economica personale - 3. Eccessivo attaccamento
alla propria città - 4. Tutt'altro che angusti - 5. Colpevoli, malvagie - 6. Le iniziali del patriota Mameli - 7. Accompagna i
grandi nomi - 8. Il Barkhad di Captain Phillips - 9. Ne è pieno
chi ha voglia di fare - 10. Sembra, potrebbe essere - 11. Il verbo
che si compie sui tasti - 12. Con il risotto sono un piatto tipico
Milanese - 14. La provincia di Genova... in breve - 15. La petanque ne è una specialità - 18. La speranza risorgimentale - 19.
Il giusto mezzo aristotelico - 21. OverDrive - 24. Quella di
maiale è un taglio della schiena - 25. La città libica cantata da
De Andrè - 26. Il Liam di Shindler's List - 27. L'onomatopea
della porta - 28. Lo zio spagnolo - 31. Popolare rete televisiva
statunitense - 32. Il de' Medici che fu Il Magnifico - 33. Il saluto indiano - 35. Senza alcun pelo - 37. Fa provincia in Lazio 41. L'altare pagano - 42. Preparare un campo alla coltivazione 44. Capo autoritario medio orientale - 45. Acronimo antipolizia - 46. L'intelligenza organizzatrice di Anassagora - 47.
Giallo tendente al marroncino - 49. Il Bergman regista (iniz.) 50. Il club automobilistico di maggior spessore in Italia - 52.
Classifica i tennisti - 55. L'articolo che non specfica - 57. Antica lingua di Francia
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IL CASSINISTA
CASSICOMICS *
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IL CASSINISTA
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IL CASSINISTA
Cassinista fill:
Spazi vuoti riempiti in modo utile
Eh sì, caro lettore, in questo numero il “Cassinista Fill” occupa molto più spazio rispetto ai precedenti: una
pagina intera. Questa rubrica cerca di trasformare ciò che potrebbe essere considerato un problema per il
giornalino, uno spazio vuoto, in qualcosa di utile o divertente.
E in questo numero, questo spazio non potrebbe essere meglio utilizzato. Infatti negli scorsi Cassinisti abbiamo commesso alcuni errori nella pubblicazione del giornalino e vorremo cercare di porre rimedio chiedendo pubblicamente scusa agli interessati e inserendo in questa pagina gli errata corrige più rilevanti.
Gennaio 2015 (numero 1)
Nel primo numero era apparso anche un articolo che
parlava dell'alluvione intitolato “GENOVA, RAIN STEAM & SPEED”. Quell'articolo doveva essere corredato
di un disegno di Maddalena Cantamessa, (la disegnatrice) che però per un nostro errore non è stato scannerizzato e impaginato. Chiediamo quindi umilmente
scusa a Maddalena. Alleghiamo quindi lo sfortunato
disegno, che finalmente potrà essere pubblicato!
Febbraio 2015 (numero 2)
Nel numero di febbraio abbiamo omesso il nome di due disegnatrici nell’ultima pagina nell’elenco di coloro che hanno lavorato per la pubblicazione del numero. Chiediamo scusa a Lucia Gallina e ad Emanuela
Borelli che avevano illustrato l’articolo di Giorgio Rossi “La Leggenda del libretto rosso scomparso”
Marzo 2015 (numero 3)
Nel numero di marzo, l’articolo della rubrica Stereolove non aveva una conclusione poiché era stato tagliato durante il processo di impaginazione. Chiediamo scusa a Chiara Raffa e riportiamo il finale
dell’articolo che sarebbe dovuto essere pubblicato in precedenza:
“[…] Siate espliciti, tanto prima o poi “tutti i nodi vengono al pettine” e “tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino”.
Questo per dire che se avete continuato, continuate e continuerete a raccontare falsità, qualche dubbio sorgerà nella testa di
chi si sente raccontare solamente scuse, e si accorgerà delle vostre menzogne, perdendo completamente la fiducia in voi.
Per il resto, siate felici, divertitevi e godetevi la vita (a prescindere dalle giornate a scuola), uscite con gli amici e dedicate del
tempo a voi stessi e ai vostri pensieri e vedrete che tutto andrà sempre per il meglio!:)”
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Aprile 2015
IL CASSINISTA
La nostra redazione:
CAPOREDATTORI: Sarah Vignoly, Marco Fiore
VICE CAPOREDATTORE: Edoardo Rivetti
ARTICOLISTI: Marco Fiore, Pietro Russo, Sarah Vignoly,
Pietro Sartori, Alessandra De Simone, Giorgio Rossi, Fabrizio Gargano, Ken Xhelaj, Leonardo
Giannisav, Gabriele De Leo, Professor. Giuseppe Bruzzaniti, Giovanni Alessandro Pedullà,
Edoardo Rivetti, Guido Sanguineti, Zazza, Aras, THC.
DISEGNATORI: Filippo Papallo (responsabile), Zazza, Eleonora Pastorino, Nicolò Lorenzotti,
Maddalena Cantamessa, Lucia Gallina, Eudora Saccorotti, Zazza.
GIOCHI E BARZELLETTE: Edoardo Rivetti, Emanuele Sorzana, Giuliano Gisotti, Davide Perri.
IMPAGINATORE: Guido Vallarino
Play time - soluzioni
a cura di…..
L’angolo del caporedattore:
Sarah Vignoly, 5 D
L’angolo del vice:
Edoardo Rivetti, 5 E
L’angolo delle citazioni:
Guido Vallarino, 3 F
Play time:
Edoardo Rivetti &
Emauele Sorzana, 5 E
Sciarada; XXXXXYYYYYY=segnaletica
Cambio di vocali; XYXXYXXY=postille/pestello
Indovinello; Leandro
Scarto; XXXYX=mesti
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Angolo Ottuso:
Giuliano Gisotti &
Davide Perri, 4 D
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