,
DUE AUTOGRAFI
CONTEMPORANEI ALLA PESTE DEL MDCXXX
,.
ALLA PRIMA COLTIVAZIONE DEL MAIS
IN LOMBARDIA
)liJlORIA DEL PROF.
F ILI P P O LUS S A NA
letlo ~l 11.. IstilU lu VeuClo di Idollle, Iellero ed arti
UOll"du".nu dci lilurao li' .prllo 1881
I
DUE AUTOGRAFI
•
CONTEMPORANEI ALLA PESTE DEL MDC!X!
'"
ALL! PRlMA COLTIVAZIONE OEL M!IS
IN LOMBARDIA
..
.IlElloRIA DtL P811P.
FILIPPO LUSSANA
Iella Il 1\ . IlliIute Veneto di .dente, leUeH ed ort i
Del!' adUII' lIt1 del liQfUO H aprU I tUI
VENEZIA
TIPOGRAFIA DI G. .\NTONELLI
iS S I
ALLA ILLUSTRE FAi\ll GLlA PRINCIPESCA
GIOVANELLI
ORIUNDA DA GANDlNO
QUESTI STUD i STORIC I GANDINESI
OFFHE IN OMAGGIO mVERENTE
IL PHOF. FILIPPO LUSSANA
GIÀ MEDICO CONDOTTO DI GANDINo
•
•
•
Ho la fortuna di esporre a questo illustre Istituto
du.e antiche inedite memorie originali intorno alla peste
del MDCXXX , ed alla prima coltivazione del mais in
Lombardia - memorie autograro, scritte ~a persona cbe
fu testimonio oculare di ambedue i suddetti fatti storici
e che scrisse ciò che vide.
Uno di que.sti autografi esisle negli Archivii municipali di Gandino, donde ne ebbi gentilmente ufficiale
comunicazione. E lo espongo, avvertendo che gli errori di or tografia e di grammatica non sono miei, ma
testuali dello scrittore.
Jl Miser abile ct infelice fu l' <.lllllO -1629
nel {{uale fu
• pioggie contin ue che causo una ca l'cstia ' sì gra nd e di
tuHe le cose ueces,.~3I' i e ,che non si l'jlerolse niente. ,L' 3011 0
• 1630 veramente infelice il fOl' vale.\'3 j , ·156 la soma
~ et il miglio I.. ~ 35' et non 6i trova "a bi ade per d ina r i si
• che ne 1110,'j"a tanti di fame ,et li 17 Giugno su c~essc
• puoi l.al prodi gio che ca uso uo grande s pavento nel Vc-
j
,
-6• ronese nel l1ressa no et nella Bergamasco come anco nel
~ slnto di !\filano ....... se sparse un a voce che l' AIM
lemani venivo con un gl'osso esscrcito per saccheggia l'C
• q~~tj paesi Successe puoi sullilo cessato questo pro.
• diSiO In pesle et duro sino a metà il mese di Agos to di
•
•
•
•
•
che moriva sino a 50 al giorno ct mio fratello D. Pietro
Paolo ct LocI'etia mia sOI'ella sotterrati in un fenile d'
alle Vel' love ilei Comme di Pi glia ct mio (.: ;i/o celebrava
lo messa so tto ad un portico di Ms Bortolomco Dioni so
~~ et mentre cile ritirati per sa lvarsi dalla pes le sicolllc Id" dio mi ha fatto lo gl'ozia fu detto curato di Gandino col
• consenso di tutto lo te,fl'a quale fece l'esistenzll da ~Oll
• voler accella re dt" carico et tor nissi mo ti Gandino per
• diII' IlI'incipio di celebra i' le feste di tutti li san li si cele• Iiravn in Santa C,'oce el si predica,ra al Convento presso
• la Cllicsa di S,n Moria dil'ocala pel' causa della fabbrica
, per un anno inliCl'o si celebrava fuori di S,~ tUul'i a El
• mio pod ,e morse .di peste in cusa li 6 Agosto et fu sc• polto in s.a MiII'ia huvendo in lutlo il tempo che dl1l"O
• ID Ileslc gO\'CI'IJatO l'i nfel'llli . spero nel S.~ cbc per [e
• huone opere sia andato a goder (Iuella felice pal ria del
P3I'adiso.
• lo FI'n D.- q.N D. Gio. Balla Radici bo fotto questa
• Mcmoria. &
I. ' altro autografo è vergalo ancor sempre di pugno del
mcdesimo Francesco Rad ici, e si Ironl presso il sig: Ferdi nando Fa sciotti di Torino, nalh'o di Gandino. Questo
mio egl'egio (lmico mi partecipò trasc ritto di sua mano il
prezioso autografo, che io vado tosto esponendo tesluolmente, seoza conezione o vOI'iazione di soda.
• lIlcmol'io dell ll pes te stutta in valle Gandino c nclla
nosll'lI Ilullia co n il numero de Modi c onm('rn de vivi
~ Restati come si vede a piedi con alcune memorie.
-7• L'an no .j 623 furono por tati a GUlHliuo li COI'pi dci Sa nti
- Quirino e Fl n\'iano c alli 7 Agosto d,IO '.1623 fu Calta
• la TraslazioD c, con solell nilà magni fica e fu l'ODO po• sii sotto r altare Maggiore nclla Chiesa Vecchio di
• S." Maria.
• 1632 fu seminato il primo cam po di Melegotto nel Ter• reno chiamato fa Cosla solto Corno in contrata di
• Clnsveue e Tutti andavano il vedere il semillato
• nuovo di d.l" Grano mai più vcduto in Hallia , dopo
~ ne fecero semeuze e fu podato in llaese da un fo~ r esto,
~ ·1654 fu consàcraln lo Cb iesa N9slt'a Pal'ochiale Sta .Ma~ l'io a 14 Settemb re dal lII'uo Cl fievere ndlll o D Cur io
• Nembrini dll Gandin o ct Vescovo di PUI'ma e Cr i~ smò tutta la valle Gondino in (p~ Chiesa di SIa Mal'ill
~ eori graod issimo eoo col'SO di foresli .
.j 629 Miserabile, et infel icc fu dIO Anno nel quale fn jliog~ gie continue elle ca usò una stel'il il,' si gl'a ode di
~ tutte le necessita che non si rnccolsc coso alcuna.
~ -1630 Veramente fu peggio infclice il fO l'roento valeva
• di prezzo F ·156 o raggion di Soma et il miglio F .135
I nostre di piil non si li'O\'aWI pcr denari bi ave alcune
" si eh6 se ne moriva di vel'o fome Adi H Giugno diO
~ Anno .j 630 successe poi tal prodiggio che causò un
~ grant Spil\'cnto, massime nel Veronese, Dresciano e
~ nella Dergamasca, e in Siato Jj Milano, nel diO -17
• Giugno alle or e 20 si sparse una voco che li Alle~ mani venÌvall coo un gl'osso Esercito per sacbeg~ giar e questi paesi. Successo poi subito cessnlo que, sto prodiggio. Nel diO tem po e mese vense il Mal Con .
n taggioso Peste et durò \'crso Julli 28 Giugno sino li
~ 15 Agosto cioè gior ni in cil'CO 48 nelli d ll giorni se
~ ne trOvava sino N. 50 morti. Il RUO Sg D. Pietro
• Paolo et Lucreziu sorella di dio D. pro pio lladici si
"
-9 -
-s »
ritirò ad nn finile dio alle Vcrto\'e ilei Comune di
Pou e cola celebravo con pallcnte la SSlI Messa solto
" un portico di l'ogione l\Ieser Bcrtolomeo Dionisio, (>{
» mentre fu ritirati per tal influenzo l'cstile ll ziale pCI'
~ salvarsi come di fatti fu liberato con \' oiulo Didio
~ foltomi Gl'ozia fu poi eletto Cor do io Ga ndino col
• consenso di lulta lo Ter ra cibò di quelli che furono
» sa h'i c preserva ti di tale peste; quale fece resistenza
e di non voler llcccttare tal cari ca. 'rol'oassimo a Gan~ dioo lutli due Sa lvi pel' dare pl'incipio alla cclebra~ zione dello festa che fu il primo di No,;emb l'c ·giol'oo
» di Ogni Sun ti , si celebrava nella Qhiesa di S CI' OCC
~ pcr cS$cre lo Viù Antica e di pi ù comodo èt si pl'cdi• covo no lIalii R.dl P Reformati al cooveoto {lcr cssere
• la chiesa di .$" Mal'ia dirocata pcr la rahbl'iea e per
• un nn no iotiel'o si celebrò fuori di S Ma ria , Et mio
• padre !\IOI'se da Peste in Cnsn alli 6 Agosto 1630 e
• fu sepellilo in della Cb iesa di sa Mal'ia baveodo tutto
I
il tempo che duro tal Peste ascslilo olli Apestati,
• doppo io spel'o che sarà all a Celeste Patria. Quale
~ detto mio Padl'e fece la presente memoria in parte a
~ suo nome sono F"aocesco q.ru Gio Datta Radici.
• Gand ino
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~ VOl'tOWI
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• Casnigo
• Pea
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•
L ' Antorc dei due l'iferiti autogra fi è un Francesco Radici, i cu i discendenti si tro\'aoo ancbe oggidl in un a rispettabil e f3m igliu di Gandino.
Ed i du e espo·sli autogrufi del sig. Rad ici llal·I'a llO quatlI'o falli impo1'la nU delle nosll'e slorie pall'ie, cioè: - la LCl·ribile cllI'eslia degli onoi ·1 629 e 1630 - !'i nvasione ledesca
uel -1630 nell' Italia superiol'e - la peste la pitI micidiale di
lutte, io Ilo li a, del ·1630 - 1a prima colti\'azione del mais
io' Lombardia nel 1G32.
Dello carestia e dello peste del ~ 630 in Lombardia
abbiamo giù il classico ,·ncconlo ne) Prom essi SpOlt di Maozoo L ti Cro nista nostro gandi nese ci d,' l{l notizia positiva
(uotizia che noi sommo !'OOl anZO Ilon si tl"ova) into"uo agti
COOl'mi (H'c:.::zi a cui cra no saliti i gruni all ori! usati prcsso
le nost,'e popolazioni, cioè lil'o ,156 ulla SOIM il frum ento,
lire 135 il miglio (avverto che la soma bergama sca COl'c.
•
.
I
--_ .........--------
-
10-
11 -
~
risponde .II ·120 chilogr amm i). Non s i pada IHllllI'nlmente di
palazzo ducale, do,·c i principi Gonza ghi in ta nti tempi
addi etro uvcva no l'agu nata gl'an copia di preziosi mobi li,
~ pHlul'e, tappez zer ie, statue c ,'asi di squ is ito lavol'o , dci
w quali nond imeno ne a\'e\'a il du cll Carlo, (leI' la necessità
~ della prese nte gliel'l'a, alienata p3l'to, c I·iea,'ati seiccnto» milo scudi. P ochi fUl'ono i pa lngi e le ca se ~ h c non soggia* eesscl'o aUa r al)acità milita l'C con tullì {l li cccessi della HM conza di quegli sfrenati masll adiel'i \'eI'So le donne e vel'so
» i ~uoghi sacri , alcun i nondi meno dei (Iuali l' imascro esenti
~ dalla loro in umani tà ed ava ri zia. Alessandl'o Zili òtto nelle
• sue Slol'ie s(wh'e eho i buoni Tedescbi att esero molto li
• l' ulla l'c, poco a soddisflll:e la libidin e. Nè solamente eOIl~
mais, non p CI' 1lnco ~o llj"ato in f. omhol'dia. E (ci dice il
cronista) non si trovava biade 1J C1' di nari si cil e 1t C 1/IQ r i v a
tanti di fam e.
Nel Illese di giugno dol ·163 0 nrrivu" a Il Gand ino la notizia degli esecr abili ma SSil Cl'j fatti dui Tedesclli in dello
an no nella provincia di Mantova e la mi oaccia di inva sione
di que' barba ri anche nella Bresciona e nella BCI'gam asca. ·
Il MUI'alori llQs ll'o 'Ci Oa l' 1'3 le stra gi e le l'apine .commesse
in quella primavera da i Tedesch i lIella infel ice c' \'nlol'osa
ci ttà italiana, onde ben si giu stifica il terrore che se ne
era sparso anche nei Galldin esj. lo Il e l'ifcl'i l'ò qui solamente alcuni broni.
•
• Venuta la pr imaver a (d el ~ G30) fl1 di nuovo stretta
~
qu clla cill à (Mantova) dtl!!' armi cestl r ee, l'infona te CO LI
• altr i soecOi'si, colati di fI 'csco dall o GCl'lna nia ' " Dentro
» vi faceva st rage immeusa la peste i eronsi ridott i o pocO
• Du mel'O i difensori , c questi atter r ili j e le guol'die con
Il troppa s'\'ogliotoggine si fo ceono, Non ignol'al'ollo i Tedc ·
» sehi l' infelice stato della città, e pe rò segr etamente si
Il accinsero pel' sorp l'endel'lu , '. Cbi può do r misura alla
• fur ia di tru ppe scalenate t'd ansa nti d i pl'eda che pren.• <looo l) vi va for za U Il O città ? , " Fl'IlIlcesco Ol'sino dci
• duchi di Lamentana !C il DUllanle oeeorsero alla difesa :
» ma il primo vi lasciò la vj lu, e il secondo con altri uffi~ ciali r cs ~ò pl'igione" , Gl' infuriati ll'edesclli' $i misero a
»,saccheggtare lo misera ci ltà, c durò pel' tre gioJ'Jli quella
) bm'harica ,Iagl'i mevole scena. Gode" a dianzi Montova per
• la IU,nga pace, per la ricchezza ,lei domin anti e ,d ei ' eitD tadini , u n delizioso e fio ritissimo stato, "la ,per la pesÌ:CJ
• che ,alo'e:va giù tagliato il fi lo della vita o· q.uasi vQnticin(l uc
>. unilo <abitanti, e pcr questo omido sacco, eccolll pr l!cipi/II tOl IC in un bal'ah'o di miserie,
Fu I)les50 a l'ubll lutto il
.
.~~~
,\
" tr o Ic persone e l'ohe degr illl)Qcenti in fi,eril'o llo, ma anI) che co nll'o
lc stesse case c mU I'u glie, o incendiandole,
• o l'OInpend ole pel' iscavarue i IlI'etes i nascosti' tesori .. . ,
~ Gi unta poi Il Vie.onll la nuova di si memorabile scempio,
" ne pl'OVÒ som nio OI'l'Òre, e ne l'cslò altamente fe rilo il
• cU'OI'e del pio Fel'dinando impera dore .. . , Ma questo
~ nulla s uffr ngò all' infelice èittà e s uo terrilol"Ìo che rOl'se
~ in peggior situazi one restò, pCl'ctt è spogliato di abitatori ,
~ di alheri c di bes tia me, colle case ab battute, o pu re l'i• dotte a nud e mura ) e quc' rertil issi mi camp i e gilll'dini
• t utti in colti , di\'cnuti un a seh'a di s teq li c spi ne. lli ma• sero do lì in nll nzi i miseri Mlln lol'a ni esposti alle co nli~ Ilne angherie dell' Aldr i1tglw l' , che gi unse fin o ad inli• mare ad l ITI popolo spogliato di tulto una contri buzione
• di ceoto mila doh ble: del cile !l "l'ertil!) l' iml/erador e,
ma ndò ordini in contrario. Non si (l lU" dirc che odi osihì
• co ntro il nome dell' f mfl et'adore e della nazioll tedesca si
• diffo ndesse pCI' l' It alia a cngioll della gne rro. e del sacco
u di (Ill ella infelice citt ù c territot'io (I ). "
FI o r ipod ato testu almente ulcuni hra ni dci gl'!lude s t o ~
~ I ) MUIU,Tom. A" 'IRli d' IllIli tl.; anno
MDCXXX, pago 1036-tO H.
l
- -- - -----:---
-
- -12 -ritO, sia pel'chè g iO l lO sem pre ,'iconlat'C agli Iln'i ani ce!'le
lezioni di stol'in pa trio , sin pCl'ohò cziandio (' i spicgnno il
[Jl'o ·ndc spavcl.to II\'uto dal nostl'o cl'on isla c suoi co ntemllO ,'unc; pCI' 51 /l II'oei sccmpii , i qu ali nell' oulografo SUl' l'i padulo non potcr ono iilJ icarsi con pOl'ora più , cSpl'cssì\'u
di prodigio.
,
dcii' cvento: c l' impo rtan za dell' c,'cnto, Ol'anuli aceel'luta
da te!;itim oni oculuri C dalla Illuru"iglia a llor a destata nel
pubblico, "it'lIc Il sa ncil'ne [u sicurezza. 'l'u lla la senle,
dice il el'o nista cli C ne fu ~ p c Uatorc, and a\'a a vederc il
semin ato nuovo di delto gl'uno , moi 'più \'eduto in Holia, AJtl'cUanto i1 \'\,cni "a sci Il llni dopo ncll a \'icina Lov ol'C: nel -lU3 8 (cos i scr i"e il nosll'o ill us!['e putriota Gabriele Rosa a pag, 6 t (I cllc sue No le slatisticJlc defil, PTf)'v;1Icia di Bergamo, 1858) fu la stcssa 1J/al'a rig/ù, a Lo vere,
dovI' lo l)ùmlò un l'icl1'o Cai01!Celli, Nel ·1G~2 il muis era
stato sem iualo su ((w'l di Ga ll di no, o dUllO se ne crono
r:l lte semcnze, comc sC I'is~c il nos ll'o cronisla , E IIcl ICI'd!ol'i o di 1.00'e l'e, ch e confi na collcnilol'io di Gund ino , fu ,
dopo sci onui , pi antllio con Ol Il I'll\'iglia delltl popol nzio'nc,
.
Or ,'cniamo al tCl' lO fallo 5101'; eo, IlIcm:i onalll nei (Iue
pC8tC del ·1630. E ve ne l.'ovillmo i dClla "li
oHI'cUnnto fun çs ti quanto p,'ccisi, lalch è costituiscono fOl'sc
'a utOgl,~{j, , la
la piil anlica completa Tabella stat jstica Ji un in liol'o Illalldamcnlo. I~ illd;('olo il, nUlllct'Q degli uhilanti d' ogni si ngola co ntrada, prima della (leSle, il num e,'o dci mOl'ti c
dei 'sopril\'issuli di cad oun a conll'ocl a, E quello che t SpOl ,'('nloso u 'sopel'si si è che di t2662 ne mu"i;'o no 632 8,
lo molt) , e ne l'ostu l'ono vivi 6334 , pa l'occhi dei quali pl'Ohabi lmcute coll)i/i essi !lUl'C clal mole e guariti.
llesti SllC l,<1 a Ga ndino la mCI1lO I'in di (lu ci Gio\'onni
llaJtista Had ici) pad r e del nbslro ' Cron ist a, il quale pel'
lulto il tempo che durò qu ella peste micidi alissimo continuò scmp l'e a governa['e gli infermi e ne I,llOl'i "iUillla,
Finalmente il foUo sto 1'i co più importunle, che ,'iene
stab ilito incontcs labilmentc nel secondo auto"• l'afo , si c
quello dello pl'imo in trodu zione c colti "azione del mais in
r.ombu l'd io , precisamente nell ' ann o 1632, Stat isti , igicnisti , pcllagl'o!ogi, fecero oggetto di molte r icerchc c di scussioni qu ello l'iformo fondam entale dello agr icofl lll'Ol e della
alimcllta zione 110polul'e, senza 1I'0\'are un punlo fiss o j anzi
si sba lzaronu cnl,"o tel'mini "ughi e incCI' ti di quasi un sccolo, Ilcr non
, di're di alcune "ccchi e Il'udizioni , seco nd y
lc quali potcvasi a nche suppol'l:e che in "al'Ì i luoghi d' Itulia il mai s fosse colli\'alo fl uo du! XII I secolo, Lo molti ludine delle rela ti ve di scussiolli mostra di già l' impol' tanzil
À
13
I
Si so come 11I1:1 Ili'OVOl ('al'd1l1:1lc dclla der ivazione dI' ila
Jlellagra (I nl nwis ~ i soglia stahilil'la nella COl'I'i SpOlldcllZH
~ L nl' i C<l e gcogra fic fI dell' lIllO c dell' ult l'n, Per lole gui sn lil
noziolle sloricn posili\'o delirI prima inll'Oduzione ugl'a l'ÌiI
ed ali mentOl'ia del mais nellc diversc reg ioni offr e agli
sc ienziati uno degli argome nti di \'ivo e accuratll ricel' cu.
}~b ÌJen e 1 il pl'iIllO, il solo uutcltl ico e certo e cl' lltemporaneo documcnto, che Icstilie hi l' cpoca 1J1'ccisu della
IlI'i mu COI!UI'Il del Olll is in LomÌJlll'dill , i: il ~ c c olld() all logl'ufo chc ~Op I' U c ~ p osi. " I lij 2, - Fu ~Cll1i ll :l(1) il primo
camJio di J)/e le!Jollv il eI ter reuo chiamuto lo costa sol/o
• corno in co nll'a la di Cll/svene, c tutti ullil avullu il "edel'e
_ il ticlllin ato nuo' o Ili detto gl'uno llI ui più veduto jn Ilul" lia , dopo ne fecc l'O selllCll ze; c fu porta lo iII un puese
~ da UIl fl)l'eslo, •
Il nOlile di meleaf!//n fu duto cosi ul mn is nclla sua pl"iIlia selll in aziulic sul Icr l'i luri o l,cl'go nHlS('u . .E tn e/!J ollo c
a n(' he ogg itH il nome (h-r gl' allO tu rco nel dilliello hr rgaIIWSCO,
•
- 14Il tCl'I'cno, dcnomilluto la tosla sof/o COnto in cOll tm-
da dt C/«svene, O\'e fu pCI' la primn volla semina lo il mais '
in Lombardia, è un poggio nel territorio di Gandino ; c in
1100lla co nlnida di Clu svcnc ri fui più volte anch' io 11 visilai'C ùmnidJati. E pOl'lano f1 IlCOI'lt identi co ndllle sì il [Cl'l'CllO cOllie la cou trtidu.
Le du e piccole valli, clic sCOI'rouo appiè dci poggio di
Clusvenc, confluisco nQ in un pi ccolo tone ntc, sul quale,
al confine trII Gllndino 'e Leffe, do tempo im l11cmO l'rlbilc
soq;c un mulino; e qu es to mulino, /16 auliquo c llnchc
oggidl , pOI'ta il nome di flwlil}O 1I1el9(11'Olo, pCl'cbè assa i
pt'obubihnentc " j si macinò il primo l/1efgOltO.
~gno!o m'o il mais nella Bergumasca prim 3 dci :161 7,
ignoto unche nel -1680. Fra CelcSliM non lo noia nello
minuta slotistica dei prodotti della !,l'o,'incia Berga masca
nel ,16 17, bcnchè vi enumeri spccificatamente fl' umellto,
mi glio , panico) vino, fieno, castagne, legne, ferro, acciaiò, cc.
In ambedue gli autog rafi det lJostro cronisla , si legge come
nel -'630 in Lombal'dia si mOI'i sse di fa me, pel'c ui.: non ci
CI'a oè frumento, nè miglio, nè all l'e biade: ma non si
pada allOI'1I di tnt/golto, S' ingannava a lla rtito J'abate An·
di'ca !\Iut>(' hese Fulcis, qunndo ncllo sua mcmori a sull'agrieoltum nel territorio bellunese, mCHIO.-iù l'ceil alll il eI]' accademia a~'a l'ia di Belluno e llUhbli cnta_ nel .j7!l7 nclla
Raccolta di Memorie di pubbliche accadeniic (I) scr iveva:
che quasi in (1dla {(L LOl/lb01'dia dalt' o1U1O 16 10 vel/et'asi ;11,
vendita il sorgo lurco; e clte an;:;i 1J i'«- 1!Qlt si in/esc a parlar e in q/tes/a patte /.fltalia di pClllll'je, come andava 80ggeff a lwima dell' in troduzio n e di q/U8to mais. Impcrocchè
gli alilogrnG da mc cspos.ti dimoslt'u1l0 pU I' tt'oppo che
anche nel 163n in Lomb3l'di a si moriva di fame, !le/'.cbè
non c'ero nè fl'uùlCn to , nè mi gli o, nl' altre hiade, nè vi si
, sa pevll dci melgotto,
( I) VCIH;asi in Ilne al discorso , I doc umcnlo n." I.
-
15 -
Si ù p al'lll i o ~Ii tlIl'tica l!. di fjT01IQ 111101]0 C di gf/l1W S(j,'acetHJ in vari i luoghi d' Unlia (lrh1l3 del secolo XVII: Mo
grano nltOtJo, di cui pol'lo Cesare Cautù nello Sltll Sconta
può essere ·iI frumento de11a
nuova l'occolto jn confronto al grano dell' anno !lossato,
come <'gualmcn le si diet viflO fU/OVO O vino ,·ecchio, c cos i
via discorrendo. ·GrtnW soracetW è il pafli;;zo. Ateleg(l> è la
f(lggi'l/G. o il sprgo rome OJ'31~a i da qU3si tulli i hotanici .
è ,l'iconosciu to ('I). E dal OOllle di mclcg(J, o metica, ,l::he in
a<!dict ro US8vasi in Piemonte, in Tosca no , nella Lomba rdia , pel' designarc lo saggi110, si ca";u'ono nel ~ (i32 i nomi
nno\i di mctegoUo, lIIclgone, 1)1elieo1lC, Ilcr desig ll ore il ('el'cole nuovo, percili.: <1\'e\'a gToni ll iù, 91'ossi. Pe l' lo stesso;
motivo -il nome di {rU1ll tt/l to o {ormmlo si trasportò in {l''/Imlflto,1C Ù {oN/l(:tllone ileI' designa l'C egualmentp. il, nuo\'o
cerea le dai gro ni piit g,ro18i di quell i Ilel .rrumenLQ eomune,
DcII I! coltivazione del,.mois fcee l'o Illaravigliu i Gal.ldinesi', e gius{a.mQ nl€, come .di rosa imp(H'tanlc e ttiwtia. E
non 'Si creda çhe t'lllc mo r3viglia e .sOqll'csa d ipendesse dal~
i' essm'o que' 1lI0nranal'i a poca eogn izion~ di a ll~'i luoghi ,
di altri costumi , di alt l'c ipdllstrie e agricolture, Impero~-
afjli a1'chi"U di Firenze (I),
(1 t~IUo
J10b ile'; Creplo l,lefie offriva "cl 1.55,6 ~ I ,duc~ ,di lJ' irenr.e
SI aia dieci ,dfi\ 71 l+C1p o Il')4/10; e quest~ i1(lti li~ ,I ,el;lbe~i riell ~lutr9 · !iJ
Ces,arc Calllù ecc, • - ~ obo ' oUL
V eil~as i a pag, '10 deHll Ilela%iOl1ç del ~illislero d ofJri\'o lltJ.l'a e
cOf1l7ll<'1'cio; R pU1~ , 1880,
(2) M II/c ya I(M'ATTIOL! , Vi 8c {)rsi 811i sei libri di D~{)$co ri(lc , Vene2:ia, 1645),
MèlcgG (Go\Sl'Nlot: SAIIUI!l, Theolrum (,{)IQllic ulIl. Bll.si lea" ~5!\8).
Mj1lig a ( GIOIl G;lO 'Dt;~W'- TOIl R&, ,Dr"a~ um , A ,lIfldry adu nlo, eM<Jrisque Iriuf1I ,I/'us. Palav ii, i(ì85),
,
Melega, M èlica, Mclli!lu (l',\RGlONI-To zUTTI, j)izi{)nal'io botanico
italia no, Firell~e, 18(9),
Melica , Me!liga (AI,IlEnn, Di:ionurio universale critico eneldo·
,
petlico ddla lingu il- ilaliul1u, Milanu, 1808).
•
-
1G-
cll è appunto in quc' tempi i dl'311P; e le Ill ullifaUUI'c di la~ u
di Gandino 3"0 " 8 11 0 un Kr andissimo. slllercio non solo 111
tutta Italia , ma 11 011' Ungheria , noli o Polonio e nella ?~ l' ­
ma nia allo e bussa, O\'C posteri or mente solt ooto 5000$1 ,m f
•
h'odotte e dilalale le 'fabbl'iche di questo gener e, come l'lIevosi dai docume nti dell' ar chi,' io m un icipa le (il · E n,o n laccr ò cbe nei secoli XIV e XV la famigli a BOl'Zizza di, Gon~
dioo u\'cva doto due illu ski pl'ofessol'i all' Uoiverslt,'" di
Fuòova, Battista pc,: le belle ar li , Cri stofo ro nelle SCIC,Il ZC
m e d ic h~ ; ed aveva dalo il celebl'c gram matìco G8 S p a rJll ~ ,
c l'unCOl' più celcl:lI'c IcUcl'otp GuinifOl' le, che fu . COIl $Igliel'c del Re 'd' Al'I'ogo na, PO! segl'eto l'io d ~ cal c ,di F.I ·O~­
cesco Sfor za, chc lo elesse per Ilmmacsll'IlI'C I SUOI fi~h t ).
La pu bbli cazion c, ehe ho la forluna di f~ l·~ dcII aut~­
gr afo l'elati,,o alla prim a coltivazione del mais Ul ~omb<H ­
dia , mi pOI·c·anche di maggiore impo l'tanza , ~oDsld~ra ndo
che ne pa rlar o no, ma senza ben co noscerlo, IIl.u~tl"l pe llagl'ologi cd illustri stolisti ) come Facbcl'is, Balardilll e Roussei Cantù e Gabrielc Rosa. E non solo 'ne pa rlarono (Iuesii ' autol'i senza beo Iconosccl'e il leslo dell' nulogl'ofo,
(lUantunq~e ne valul3ssero r impoi·tall za ; ma ne scambìaI·ono più o meno a nche In leslu ale \'i l'id ici~;'1. ~OSì nell' oper.a
di Ignazio Ca ntù, JJ c l"g ~mo e i l suo. t er ~, tor,o ,. .j 860, a, pogina 24 si legge: • La prima eoltn'azlone di esso gl 0 0 0
» turco fu ncl 1632 n Gandino, in uo orto nella co otra~~
» di Clusvene : lo gente trac, 'a o mil' ol'e ' quest a pillntu IVI
n 0 00 mai pl'Ìmu ved,uta. ~ Or questu nota è in errorC
qu ando dice chc solamente ivi nO.1l e l'a~i prima vedut a
«uesta pianta, c che fosse
sla l ~ c~I li vo l ~
Il'e invece, di fa llo , cro stata senu noto
,
In
tn Uft
orto ; .IllC~­
1m campo II l1CI O,
(1) Supplemctll Cl all!!C$SCI alla Sta l i$ tica 'iel COI!I !<f! e-di Gandi.1I0.
Ve ggasi (m clle il docume nlo n. 2 iII fu\!" a 1\~ presente M ~ lllor, ~ .
\2) ;;upp /em ento ecc., I. c.
- 17e non era stato ved uta in primo non solo a Ga odi no, IIlU
nemmeno in fl ari a, ecceltuulo però il Bellunesc, COOle tosto vedl'cmo.
Gall l'iele Rosa nelle sue Note statistiche della provincia
di Bergamo (1 858), a pago 6\ , sc r ive che pella Del·guma scu
il prim o cenno clelia colli"ozione dol mais si trovfl in cado
di Gandi no, don ' collh'a to ncl 1632 iII 01'10 dellu con trada
di C-' U ~ \'ell (" In gen ie Ii'oevo 11 .mi l'a re qu csto gl'Ullo Il OII
pria "edulo . Pi' rta nl o Contù nel 1860 copiu,'o du l Rosa
(1858) le due sUI'I'ife r itc ill i'Su llcuc.
Il distinto medico berga nwsi'o Fachcl'i s, uulol'c di ull a
pregic,'olissimo oper a Delle fllO /alli e pi"4. com'lm'; del dipa,'UV/ e'il Io del Serio (13èl'gll illo, \804), in UII suo l'apporlo o l'igi nll le indiri ZZllto all'L n. Governo di Mjla no, sel'i"c,'u avert i
memor ia, cil e 1Iet I: crgama sco ilmelgo/lo vem·sse cul/ iI'.alo
da prim a i lI 1IIW (ra zione de l COlI/ m lC di Candùto 'I et ,16 32.
Ma q uesta indica zion e ri monev'u molto "aga ed incollllllcta .
E l' ill ustl'e BalOl"dini , nel suo classico la"OI'o sulla pelIOgI'8, [l pago 5,4 sCl'irc\'U e)) aversi r icordo che 1161131l1'0,"ineia di BCl'go mo il ma is Cf'il s tato importa to PC!' la (lI'ima
volta il ei 1G32 e coltivat o in (IU uldie pa l'te dci com un e di
Gandi no, l'if(wClldosi egli il llalardini per tale notizia ul lih/'o di Far:h cd s; Delle flw tall i e pi il, comuni ' l eI di,Ja l'(j metll o
del Seriù (1804). Ma qucst'opcl'a dcJ Faclle!'is 0 0 0 eoo ticne a1c unllllO l"ola relali" a alla pl"ima colti\'uzionc dci ma is
nella Bcrgamu sea o IleI Gu ndi ncse. Un,l tale rctti fic alione mi vcnne Il'lIsLUcssa dallo stesso Ba lal'dini in una sua
cOl'tese letlcr·a, uella quale 1' ill usll'e pell agl'ologo m i in.fo rm tH'à di avcl'c invece des unto 1(1 menlovata indireUa
notizia da un l'appor lo ol"igi nale llI ulloscd llo , r cdatto dul
Fach.eris all ' I. R . Goverllo di l\liIano ìn d Sllostu ai quesit i
("I). Della pello;gro;, dc/ gr,UlO turco, quale (.(l tU" p r<lcip,I'a d i
qu el /o; ",n/allia e dei mer zi per ar redarla . i\l ilano, 1845.
c.
3
•
18
-
fatti anteriormente al -1830 dol Go,'ero otorc slèsso all e D c~
simo cJreale. e quindi vi 'pl'oduceva ulla l'iformu sì radicale dell' agricoltura? Donde \'eoi\'o egli ?
lo ne cer ca i le traccie. E panni di 3\'e l'io trovato.
In quc' tem pi , nel I G3::! , vivel'a nella pienezz a della
sua encl' gill . j1rt)speram cul e (i ), il sig nor Benedetto i\liuri
da Belluno. Ce lo nurl'3 il di lui c?mpaesa no e coe taneo,
moosignor Durpo , ilei S li O a ureo li bro s ull' Agricollttra,
stampa'to a Venezia ilei 1(33/0, E fu il s ud detto ) lcoedetto
Miu r i chc (lei pr im o, nel suo natto terr eno, scminava c
cvlt ivava e ,'accoglieva il grano ftu'co , comuni candolo agli '
allr i ag/'icolI QI'i , come è prup,'jo dei bltQlli {al' parl e a t1tlti
del p" QPl'io betl e, So no par ole tes tua li dello s lol'i co ed
agrollomo suddello monsignor e Gio\'a uni Ba llista Barpo ,
il quale c r o stato testim onio del fatto sullo s tesso luogo, o
gliene l'cndeva ap pun to il meri ta to e ocomio colle fo "se un
po' encefa liche pa l'olc segue nti ; 11 Ilc r la nobiltà del sa ng ue
,. feeondtl so bole, et per utilissimo seme spa rso nU Ol'R Ce" l'erc . , ~ che come un nlh'o Colombo hn scoperto la l'ella
» dell' 01'0 o' l' icchi , il sostenta mc nto a' poveri, ìa gaglior8 (lia a' pigr i, la bcllèzzu o' brulli e l'a llegl'in a' mesti ...
• Il pOVCl'O con simil bi ada soslenla agia tamente sè s lesso
~ e la sua fa migliuola ; il medioc r e ncc l'esce le sue forzo e
,. il grandc enipie lo horsn dc' scudi. E molli hanno osseI'·
• rato (ed è gentil pens iero) ell e doppo intr odotto qu esta
• biada , gli uomini vengo no di maggiol' Ill'ocerità , più hi a n~ chi , sani , ga gliardi et n'lIegl'i ; causa prima è il gl'l'm dc
» Iddio, la seco nda de\'esi a ttribui re a l sig. llliari. ~
'Ecco le notizie biogl' ~fiche che di (\ues10\uoI110 si benemerito bo potuto l'<l ccogHel'c dalle CI'QtHtC h ~ br./llw ts i (')
legazioni .
Fillolmenle anchc il primo pellagrologo fran cese, il Roussei, Il pa gina 351 della prinHI edizione de lla s ua eccellente
l\Ionogralìn della pel1 ogl'il , sc ri,'~va q~onto segue : . D'upr'ès
~ Facherrs (sulle malallie del dipartim ento del Serio, 131>1'• gamo 180 4),v00 se sOll venait cnCOI'C da ns le pI'ov inee dc
• "Bergame que le mais 3\'oil é lé impot'lé pOm' lo p,'clriè re
~ fois eD 1082 et c ultivè duns quelques porlies de 11.1 COnl» mUlle de Gandino. » 0 1' non lr'nttasi solamente di lIn
ricordo qu alunque, m a di un doc ume nto uulogl'ufo. P e l'Ò
nella cita zione raUa dall' autor e francese brl'' i\'j {IU,l!cosa di
più gra ve assai, impcl'ciocc hè vj s i è ralsa ta la dala del
faUo , ll'o spo rtandola dol -1632 01 ,168 2. A quale scopo? Lo
scopo ne l\ ev identiss imo, « Il est cC l,tuine (sc l'j\'e il c ita to
IO Roussel nella
mo nogl'ofio medE's imu) que da ll s III prcli mi èr e moiHé du s ix sc pli ~ me siOOle, le mais ne fi glll'oil
~ pas c ucore partui Ics de lll'ét's dc con somm atio n lI an s
" l'It!llic seplenll'ionule (i ), ~ -
,
10 -
PI'cmcvll tl'OppO Il ROlJ ssel '
c he s i cr edesse alla co rl'ispond enza cronologici! dell' uso
del m ais e de lla produ zione della pe llagro ; per lui , cioè
secondo lo sua dottrina, cra certo che l'uso del mais fosse
llo primu mcI" del secolo XVII ; Ino ude co n
posterior c aO
una ummil'ouile destrezza ca mbiò nello. composizio ne li110grafico il 1632 iç. .\6 82 .
Il nostro seeondo doc ume nto dimostra positivamente
che lo prima colth' azione del ma is in Lombardia fu fatta
sul territo t'io di Gandino nel -1"632 , Cl che ve lo impo l'tò un
{orello. E chi era questo sl b en em e ri ~o e intrtl pl'cndente
foresto c he alla Lombal'di a faceva il dono del preziosis-
( t ) l Il si;nor Benedetto Mia. r i che ho ra pr os peramente vive ....
Vefgasi il documento n," 3 in fine di qn e!lla Mem orill .
(1) De /a p ellagre, de
~on
! lence eu Fran ce, Pari !, 18'5,
ori gine, de
le!
progrè$, de lon exi·
(2) C""lIudle belllille8; Inedìle
"
,
t 86S.
,
del COllie
fi or i" Miari, Belluno,;
•
-
20-
c dogl i Affi dcI C:on~ i glio tle' nobili di Bell uno C) , nonché
da i registri PUI'I'occhi ali dello ci Wl di Dclluno, pCI' le 11I'cmu rc ge nti lissime del mio rollrgn ed Il/llico sig . Pietro r o-
gello, chi l'lH'gÒ IlI'jnHll'io noli' Ospitale di ,Bell uno.
•
Benedetto .'liI1l'i, nobile, bellunese, noc(luCj nel ItHj!) ;
non si sa quando mol'isse. Rapprcscnla\'ll una parte impor ta nte civile ilei suò paese, pel'occhè li: so li venti anni
nel I 57!.1 _ cl'a ammesso al Consi glio dci nobili (' ). Ave,';
60 anni quando nel 1619-20 prnlicu\'a [a prima oolli,'oziono del mais nel territorio bellunese, pCl'oC'chè tosto vcdr emo come appun to into rno al 16 19-20 avesse luogo la
detta [lI'ima coltivozione. E nel 163.1,. cioè nell' ch\ di i4
/I nni , il !\Iiori godeva anCOra di prospera salule; infalli ti
Bm'po stam pava ne! 1634 i suui Il'e libri sull' ugricoltul'l.l,
nci quali li pagi na 240 scriveva che allor a il Mia!'i villevn
prQsperament e.
A scbial'imento e riconfcl'ma di tu li notizie giovu l'ifel'i_
l'C om'be qua lche cenno biografico in(ol'no al canonico Ba l'po, quale contemporaneo e storico del Mial'h Giambattista
Bal'\)O di Antonio , di famiglia citfod inescll (I i Bell uno
nacque nel ~ 584 ; vcstiva r abito ecclesiastico, c nel 1608
(cioè a 24 anni) vcnh'll elelto canonico flal Copilolo di Bel.
lun o; poi uodl.lvo Il Hom a per otleocl'e il deea nuto al. (l ualc
ri nunziò nel 1628 (pioè a 44 aoni) , rimanendo semplicemenle canon ico finch é visse. Morivo nel l 64!) adi 22 aprile,
ncll' età di 65 anni . Egli dunq ue aveva 50 uoni (Il cl -1(34)
allorché oe' suoi h'e commende\'olissimi lihri sutl' ag,'ieoltu ra
pubbliell il suo Ricordo XV 1010l'J1O alla I)rima col-
e)
(1) Afti dI.!! Corniglio dei Nobili della Com,mi fa di Belluno.
(2) Ciò risulta dalle noie m~noscrittc del suo discende nte conle
Florio ~liari sopra la sua f~miglia, le quali si conSCI ~ano 'nel Mu ~c o
ci\'ico di Belluno.
(a) Le dcli/ic el i ('·ulti dell' ag.·icol/tl,·(1 et Ilclln villa, l,bri tre
ccc. di mOll~. Gio. Battista Bo,·po belluncse. Venuia, 1634.
-
21'-
Hl'azione del tÒTgO I-UTCO nel bellunese ; cd aveNa 35 anni
era appun lo testimonio oeulo['e della dcltu prima
colth'azione nelle. sue patl'ie terl'C. Più LUI'di, cioè nel 1640,
ne ll' età suo di 56 anni cgli S([ltlllH1va a Bellu no un libretto
di 36 pllginc non lHllllcrate, intitolato Dtscl' iltiollc di Civi dal di Belluno e SItO ICI,.,itorio, nel quale se l'i \re ehe l' agricoltUl"n cra aCCI'elciufn mìm bilmcute da velli' aml i addietro
tl ella colt I/m delgrall o indiu7Io. Ecc'O duoque per ta le r;nùdo
\'enire pl'ecisata l'epoca della pl'i ma ('oUu!"u agl'a l ' iII di delto
grano da vellI' (/)Uli addiefro, cioè nel I G' O-:.!Q. Del qua le
illll)Ol'lunle c 1l 1l0\0 futt o di \'iforma agrul"ill Il "iUuaria, egli
il B'I·I'j)O eru sluto nppun lo ocu(ure testi monio ilei Bell unese.
nllOl'cllè
Il territol"Ìo hellunese, quando fu{'cvlJ il gl'ulldç acquisto delta estesa co!tin lzio ue del gl'aDO turco, fornw,'a pa rtc
preziosa dello Serenissima Repuhblica. I tl'e lib ri dci canonico hellunese SODO stampa ti nel 1634 a Venezia , e ne
pOl'tnno in fronle l' 'effigie gloriosa col !('one alato e col
simbolo: meri/o poletl8 tt.bique. E precisilllle nte allora era
"es·e(I\'O di Bclluno Giovanni Dolfin di Venezia . E certam ~ n le il s i bOl,lemel"i to nohile i\l iuri, il cui nome raccoglieva ,to nle benedizioni cotllsias licbe de' suoi conci\lodilli,
pel' illDdo che r U\'Cl'UOO quasi. JlO l"Cl;;gio lo aHa pl'o\'\"idenza
d' Iddio (come (l'stè ho riferito) , do\'cvl,I esser c ben no lo e
caro al Procurato rc della Rcpubblicu ed al Patrio t'ca. Or
bene ~ a quc' temlli hll'ollo pt'ocurutori della grande Republiea di Venezia il ba rone lleuedctto Gio\unclli e Andrca ;
c palriu rcfl di Vell('z ia el·a il barone FedCl'ico Murla Giol'unelli. Ed i GiO\'Dnelii sono di Gandino.
I
Il nobile l\lial'Ì segui probabilmente il Pal r im'cn od il
ProC' urutorc di S. Mu rco in un !t.u·o viaggio ~ l1e natie eÒIllnlde, e nOli dimcntil:ò per esse il dono di quell u hi oda di
cui al'e\'U pl"ocul"u lo.il tesoro alle Il l'ovinc ie venete. Ecco
•
-
- ' 22 probubilmcnt..: il forestQ che portò nel tel'ritorio Ijanùi ncsc
il I1UO\'O gl'uno c ''c lo seminò in un comllO di Cl us\'c ne. E
Clus\'cIl C era appunto un podere uci Giovnllcll i. Ed il !\I iari
godeva allo['a di lilla prospera salute pCI' illLra prcll dcl'c il
viaggio e pCI' diffondel'c anche in Lombardia l'OPl'l'U uencIÌI;a elle :l\cva compiuto nel Venetu.
0 , se non fu PI'0lll'io l'illu stre filan tl'opo, almeno fu
un suo di5cc11010 c co ntinuatOl'c della filanh'opicu missione.
Anche a G;lodinu in que' tempi, cioc du rante la peste
micidiale del 1630, crano sindaci Flaminio c Gionllllli Baltista Giovanel! i, dci medesimo stipite dci ha l'oni , i quali (loi
si tl'apiantn:'ono Ilclla Venezia, ma che fino al 1637 Icnnel'O la 10m p,'op ri n eusa in Gandino (I ), NOli di rò qui te
glorie di qucstn grande farnigli n itulinun , nnti "a di Gandino,
ta quale ha dalo il genera le GunUerio alle milizie di Cado V
e di r e Ferdinando, il consigliere e genel'a le Andl'ca all' Im_
pero ausll'iaco nelle guerre contro la Turchiu, Ma col prof.
Tirabosclii dirò clic; • è giù mezzo secolo che da Gandino
• scompan'e ogni l'arllpollo dei Gio\'lI nelti , eppur'c il 101'0
f nome continua ad essen'i popolul'izzalo, Non il per ad ulazione se crediamo che il nome dei Giuvanclli contin uerà
ad essere ripetuto pel' molte gener azioni da gli ahilanti
» di Ganùino, solo pe rchè si collega a qu anto Jll10 f'ssere
~ oggello della 101'0 più legiltima compia cenza . Cl,
•
•
•
•
I
(1) " Solo nel 1637 il dello Alessandro, , padre de l Cud,nale,
ve"deHe la casa, che fino allora a,'e"a teuuto 'n Gand ino, ave $"5siste an cora un altI o nllnO dell a stessa {ami,ha in o,\e~tissll na
condilioM , Oiasi dunque il. Verona la (lloria di av e r e (bio ~l1a luc ..
qU!'$t' u omo dotti~simo, ma non neghisi 3 Bcrgamo queil ~ di averne avnto per circa quattro secoli i pro genitori nel s uo t6rrilo-
( G, T IIIAnOSC!I!, Sto .. ia della letteratu ..a i ta/lanCl, Milano, 1824,
10Ul, VIli, pa(l, 200,)
• fIO, '
\'l ) I.a (o.m i9/10. Giov/1I,clli De' N/"ù; 110 111.11' " ,1l'~oltl oI~ ,\nlo-
nio
nr abo~ebi ,
Beq;alllo, 1878, pa&, 2G-21,
23-
lo che in Candin o ho Ila ~sa l i gli :lIm i pil'l helli del13 mi3
,'ila dai 29 al 40 , io lo so che in quel pnese it non le \lci
Cioranelli suon a emhlema c sinonimo di jll'()vvidenz a, Gio,"/lnelti nell' ospitale, nell' OI'f11 11 0t1'000, nel tem pi o, nell' isti_
tuto di cal'itù , nella dO
ispensa del sale.' Nel euo/'e di (luell11
popolazione è la renna cl'cdcnza che presto vi dehha sorgere eziandio l' istiluto della caritù moderna , l'Asilo infantile, Ed io slesso credo che sulla loro ll\'ita abitazionc, o,'e
si eonsel'\'ano ancora parecc hi marmi c stemmi della gl'ande fami gliu, mi SO l'à dalo leggere CASA GIO\'J. NEI.LI AS II,O
ll\'fA tH ILE Ili GA/i' DIl\'O,
E adesso ritorniamo allu cronaca dci gl'ano tUI'(,o,
.Dondc mai il nohilc iIIia r i aveva preso (lUci gl'ano cui
s ì heneficamente diffond evlI pel' il l1I'il1lo nella agri col tul'll
bellun ese e poi nel resto d' Italia? ' , , Cc lo dice es pliei tllmenle monsignore Barpo, il quale, COllle sopl'a fu delto,
"eùe,'a cgli stesso e mllTnva la pl'imtl coltivazione ag l'a ri a
del sudd etlo cCi'eole, - • È gionto (egli scrive\'a) nelle nu• st re cOlIl l'ade pel' opel';I del c1nl'Ìssilllo dolI. di legge Odon rico Pilo ni, inda gato /' ,'igilan tissimo delle più recundite
,. anticaglie c cu/'ioso investigatore delle modcl'lle ilH'en~ zioni (',h' alla giol'nata si sc op rono JlC!' or llal'lle il S IlO 110 ~ bile studio di Casteltlardo ~ ('l,
•
Ma Ilonde l' ehlle il dottore Odoard o Piloni questo
gr ano ?
Se, come ci mUTa r egregio dollon~ Jacollo Faeco di
Feltr e nella sua preziosn memol'in sullo uyricQlt1mt felIrese (i), " el'amente il sullodato Odol'ic u Piloni fu alle
guerre di Tu rchia , Il oi SU l)l'l'OlJUO chial'alllente I.! he di là ,
dai paesi tu rchi, egli Vt>I't ò secu qualche l'ilccolta di gl'uno
turco, nella stessa maniera che tl'e secoli IlI'inlll , doi paesi
( I ) ' eg ~a S I in c'lIe LI ,Joculnento Il.'' 3,
1..2 )
hl ,
id,
Il,''
4,
-
24-
hll'éhi dcII' Anatolia, ne a\t~HlnO pod ato srco lIll su('d H'1I0
<I lio 101'0 Ilulria Monfcl'I'olo i ùue crociati, Moliutll'i e In-
cisa, cava!icl'j r educi dall' Odente C)·
Che vel' ~lIne Dt e ,noto c eoUivalo in Oriente, in Per sia,
in Chino, fosse il mais, senzachè gl~ EU l'opei lo sapessel'o,
lH'inlll della sua scoperta in Ameriro, parrebbcllli abbastanzo dimosll'alo. li lIosll'o tante ,'oHe citato Barpo (i) ci
(lice clie il nostro gl'ano meglio si chiama" Iwco, poicllè il
1)rimo lum e se ti' ebbe di Turcltia per opera li' mi Oratore
Veneto, nel t'itOI'lIO ch' ci fece di PCl'si(l, cil'ca f annQ mille
cinq.uectnlo vCfltinove, clte con tal occasione hebbc ,wtizia
(Ii simil biada da 1m macml/ c vcwuto ({u ClI/ajo (lo Chi no
di MU I'co P2 1o).
Codesl;) nozione di geografia slol'i cu dcI I)Hlis, (jll\lle cc
la fOI' nil'eh be la di chilll'uz ione dell'agron omo mons, BUI'llO ,
sulltl leslimoniollza dcII' Onllore Veoeto, pal'\'emi di gl'antic imllol'ta ll zll~ ond e sciogli ere la antica ùd ancho oSgidi
agitnto Iju istione, se il mais sia origin3l'io eschlsivamenle
dell'Ameri ca, o se anclle di altl'i luogbi , o"e fosse coltil'u lo
primu della scoperta di Colombo, Laonde mi assun si la III'emura tli istituire in vestigazioni direlle cd autcll li('hc inlol'llo
ulla sueci lala l'clazione dell' Ol'otOl'e Veneto, J~ le mie preghier e fur ono accolte dall'onor. Sindaco di Venezia , pCi' cui
gentile concessione llotei consultare il preziosissimo lilll'o
della Diblioleca Ma rci ana , ed izione aldina, shllupatò nel
H543 , e illtil olut o: l'iagoi {alli da l'ille/ia alla Talla,;'1 pt'J'sia, in /ll dia, Ncl detto tibl'o si 11'0\'ano vcramente du pagi na 65 a pug. 108 i dieci callitoli autografi di AI;nbl'ogio
Contal'CllO , Ol'ulol'c Veneto ed ambasciatore al Re di Pel'sia , o\'e con molte e illtcl'essu nli pal'ticolul'itil intorno a {'oslum~ luoghi , leggi, eoltivaziooi ec., si oUl'I'a il vinggio
(1)
i.'.!)
V,~ggasi
in fine il documen to n.o 5.
id.
n.o 3,
Id,
-
25-
fotto d'a !tii negli onni /413- 1471 ]leI' la GCI'ltJO.'n id Polooi'3
'l' edll l'ia , Georgia, Armenia , PCI'sia, Tuul'ille, !Spn il anl , Cjr~
cassia, Russia; ma , le Ilo c riletto, io non vi ho tru\'alo parola alculla che pos!:a l' ifl'l'i rsi 01 mais, ne al colloquio
teoùto dil li' oratore \'e ncto con un mCI'c3ule vcnuto dalla
China. E qu eslo ultimo ralto Irovasi bensl nOI'l'o lo nd medesimo libro slicci lflio a Jlag. 114 ; mu 3PllUI'ticoe 3d un'ulIra 11IlITaziOne di \'i aggi, fatt i 5~ ànn i dopo, cioc ncl 1529,
d a .·Uoigi di 6io\'311I1i, \'enczinno, In c ui relu zione è molto
Ilrcziosa p CI' nozion i ol'igi nali s'cogl'idiche, sta tistiche, politiche di molli (lucsi IrMI'ica e d' Asia nel secolo XV I (I).
Eppul'c nemmeno nel mcntovolo l'acc:nnlo del viaggiulOl'c
Aloigi col mCl'contc ven uto dolio Chinu , 1H1110 (l1'opl'Ìamcnte
l'isll!lU che sia l'ifol'ibile 01 mais.
Solùmolile Il pa g, 116- 1,17 delltl rcluziono ,li detto Aloigi Lo ri lçvato un celln o, I! hc [)(Jlrehll e indicll l'e lo YCgel<lzionc indigeuu d'el Ill tlis ne(l ' isol o di ;\lngndascà l" ove fllc1m i viflaniv eu i vallQ SW'BSQ
(l.
!'ilruvarc j viaOOitHol'i v e-
nel!' eon cerU Urani rr oro, quali dicea no tro\'u re il'l' ce rte
\t) Viaggio di CO/DCIII dJ3criuO ller 1IIClf3er A/oitJi di meue"
GiOl1anni Vetlc :iatlo.
Il primo .iall(io di Ilu esto illustre Vellezi~lIo nelle In die fu fatto
15'19, cioè 47 anni dopo il primo immorlale viaggio di Colombe.
Il secondo vi,.ggio del sudJettu Aloigi per Il! Imlie fu fntto nel
i a3'.!, partemlo5L da iAsbonn fopra una ca..auclla ,Culo mb o aveva
sall/a to da Palo. COli In' ca,auel/e). i!: curiosa -Ilo circostan2i.L che
l'Aloigi prese a 11010 la ~ua carnveli;, in Li!l'1Jona appunto da .\nd,·ea
CO l"mbo, nipote ,li C,'istororo. (Ve gGasi in fille il documento n.o 11).
E non posso tacere ,Ielle Inda;;-inl e ,Ielle S~(>I'erte che l'erudito viaggiatore VenezIano ha fatto IIcll' Egitto intorno ai ool\ali
gi à i
ed i
uvcvanço tlln!llto
couiunica:
zioue d'cl ,nare Medltcr r'JUM cuI l'iL<) ~ c'ol lMl' 1\t>S50. Nel ' docun~1
~he
Fa~aoni
Rom~ni
1l\l'~ I1~
mento n'," '12 il' fine, vengollo eSllosle ;IICUM teslutl.li mnfniolli c(i
.a .utentiche dclicl",iioni oJ cll ~ ~,'aHdion inl\,r ~~~ ehe ebl>u d~ l,e~sep~
,I suo cO!lIpi'lIen to da pochi allui.
c.
•
•
•
fumare de
r iSQla,
2Din !Jran quantità. E ques to ci
-
ma 1lOn
fu ricordare il grano aureo, che i (,l'oeiati piemontesi, come
sopra vedemmo, O\ 'C \' u oo portuto dall' Anatolia ileI 101'0
27- -
La qu i l'iferit u notizia in torno 01 80 1'!JO bi a 7ICO acquista
il cu rollcl'c di posith'u testimoni anza, quando si rifleUa
che dulia clussica Geogra(ta holmtica, di Dc-Condollc (1) c
dulia splendida lIlonogl'ofio di Bonafuus (') risulta dimosll'olo che nelle iso le dcii' A1'oil1clago illdiuno e Dello China
il mais alla metà dci secolo XVI era già do tempo e diffu-
ritorno in putria.
Allo importante spedizione det veneto Aloigi (H'eSC plute
anche un certo Marco do Bergamo (l) , il quale durante il
viaggio mOI'1 di peste in Tiphis (' ).
Finalmente una nm:ione abbas tanza positivo intorno
somente coltivato.
IleI' la Chi no ci 5C I"'0 di c\'i dentc IlI'ovtl lo fi gura che
dci fovmcntonc contiene l'opera chiucsc di Li-cM-l chift,
sedili! sulla mci;) dci XVI secolo c co nsultato dul sig. 111'of.
BonafulI 5
nello succil ulu Monogrufiu.
Hi gmlrdo ai puesi distribuiti sul lillol'ale indiano ed
arubico, siccome lo i.: (]moaran sulla ultimu sponda Ol'ahica dcI IlHll' Rosso, oppl'cndiomo da Dc-Co nd olle, qualUlent e ì l mais eru colth'illo in uno llLuni Cl'1I gencrale c da
un tculllo indetermin ato, nelle isole di Ja "u, Smnatl':) cd
olh'o\'o dciI' Arcipelagu indi ll no, O\' C pol'la un zi i nomi pro])l'ii origi nul'ii ) ar/illg nell' isola di Ja\'tl , Alolika in Deuga lia , 1l/lO lI a o 8/HI /a nell' Indosl an, Mo/wiuna in Telioga ,
11h/wa a Cc)'hln .
I..aomle il nome di india no dato al gl'ano del mais 1'0(1presenta ubbaslunza beue la sua geografico dCl'i\'uziOllc Cl,
alla coltivazione indigena del mais nell' Or'iente ci si presenta a pagina 162-163 del piu volle citalo libr'o dei Viaggi
[ aUi da l'ine/ia. E tale nozione appartiene alla r elazione di
e)
un \'iagginlore innominato , il quale (ecO' porte della spedizione pil'otcsca dcI hll sc ià Solimano da Alesso ndrill d'Egitto
nelle lodie nell' Dnno 1536 (l). Vi si nal'l'o il modo con cui
gli abitanti dcII' isola Camaran solevan o nUlcinol'e il sorgo
bianco, infrangcndolo sopra .una larga piell'lI di marmo con
sopra un' altra piett'lI in modo di un l'otol o, impastando di
un h'atto e facendone focacci e : e questo è il loro pan e,
g Delle qu ali cose (soggiunge il BaI'pO, che appuoto ne l'iIl porta la oa .... aziooe) benissimo si conosce esser questo il
• sorgo hian co, da noi detto turco • I ~l,
(1 ) Pag, 65-66 della (lelu ione.
('2) Id. 87-88
ib.
(3) Viagg i !> di Alenandria ne ll e I nd ie, MOXXXVI.
Veggasi in fine il documento n.~ 6.
(4) Ve,gasi in line il documento n. o 3,
Si IIne rl a pe rò ehe il Barpo commise l'equivoco di attr ibui r e
questa no rrui one al viaggio di Aloigi ne l 1529, mantrc invece appar ti4me alla 'pedilione di Solimano nel 1536.
T ro vo a bbuta nza importante neHa re!allOne di questa p ir~ tesca
spedi lione la noti zia che ci ~iene fOl'nita intorno ad u'n te rri bire
velen o, so mi gli ante affatto al curar o ame r icano (se nOfl fo rse lo slesI so) con cui ~ li ab itanti dell' isola di Malac,l illtridev~no le pun te
delle loro f , eccie, sicché la semplice puntura con ('sse ra tta pr{lduimm ediatnmen te la mor te.
Veggui ;n fine il docume nto n," 13.
i.1) Geog rap hic bolaniqllc robOllllé, pa r M, AII)II. De Ca ndoll e.
ce \' ~
l'aris, 1855, pa {l , !H9.
(2) 11i51ail'e 'lalllrdic ayrica/c cl écatlomique du Naif, paf Ma tthicu Bonafous , Puis, 18311.
(3) VeSI>~5i il docume nto Il, H,
(4) , Le Mais ewt, apr ès le r;z, la productio n a:;ri cole la plus
• impar tlt nte clH.lz lcs grltlldes t ribu s de l' Ar chipel indicn. Lc Ul o t
• Jagtmg, quc je crO;K indigimc, est l' e~pression par la q uelle celte
• pian te C5t COlloue depuis une cdrèmitc dc l'A rchi pel jusqu' à l' au-
•
\",
,
----~------'--~----~--------.r_-----------------------------------------•
•
-
28 -
- 28-
lo ci tengo molto Il' <jllcsl<.> IHlrQlc medaglie di MUl'1,olo
per intCl'l'Qga rc e suggellare gli c,'cn li dethl storia passo la.
Così nel .caso del noslro graÌlo,
j
\'8to (lcr eo nto ]01'0 l'articolo l 'C come un .. eul'ios il ~ botanica. E fO l'se non avevu fatto altt'o di niit anche il Sigll
, ui'
Odoul'(lo Pi.loni. Invcce di esser c stato alle lwUilglie co ntro
i 'l'ul'clti colle tl'uppe della Seren issima Hepubblica, egli
(I)el' <IutlJllO me Ile scrive il mio aruico-collega Pagello), eg li,
[' OdOI'ieo Pitoni, uomo di ~ "ariat3 eo!luru e amieo rellu
vita campestrc, visse nel suo Castello D'ardo, ncl ,quale il
sud detto Pagello ricord(lsi anch' egli u"el' ved uto Ilntl l'accolla di val'ii oggcllj dì storia naturale, libri antichi, pergamene, quudri, incisioni, ccc., un "el'o museo l'accollo
con assid ua ]lazicnzu d<l qlleslo gentiluomo che diligc\'a gli
Oli operosi della cam pag na. NO Il è quio4i da Illal'o"igliarsi
(cosl conlillUa nella su:! leUcra a me diretta il sig. l'agello)
se, amante dclle cose l'are , si ]/l'OC Ul' Ò i sem i dello lea-maisi
Ulil egli fu sludioso di giw'ispl'udcnza c non soldnto, e Don
tagliù la cucuzza u nessun turco, nè "i,de ffi:!i la Turchi:!.
Egli enl nu to nel 1503 c mol'i vecch'ionc nel' 59<1. Ci fu
poi un a[ ll'o Ollo!'Ì('o ptlOll i, che qu u[e coyalierc di Malta
combaltè nel I G44 conll'o i turchi e mOI'i nel 170G ; ma
questo non ha venilla ,:elozione col fullo della semina del
gru no-tu l'CO, di tui fu ilutorc il suo contemporuneo Benedetto l\1iUl'i.
Quantunque le eoseesposle mi portino a credere eheu Dche lo scienzinto Piloni siasi ]H'oeucciulo dall'O riente, quale
una 11I'cziosn CUl'iosit4 hOlu uica, il gl'uno turco da co lt ~Yar si
nel suo eustello, lulluvia il 110sll'o storico Barpo (1) prope ndc\'a a credere che pur sClUpl'e il mais "en isse in Eurol13,
di l'ettamente l) indi,'ettll mente dull'A!J.lericil. Egli giunse pel'sino Ucl'edere cho fosse impOl'tulo da[I'Amcrica ll eBa Chin~
ai tempi di Colombo ed anche prima. Di siffalta quisti9ne
si occu pò recentemente anc he De-Cando lle II pugino 950
dellu sua Geo!Jfo{!(t ~ota1ti(;lI, senza tuttavia CO!lOSeel'e le
lombul'do-\'e neti lo diR-
sel'o turco, perchè l'c~bcro dalla TUI'chia - i (un'hi, gmlll)
d' E gitto - gli egizinoi, Dou;:.ùfl di Siria - i !'ussi gronQ di
Roma - i loscuni g)'ono ifi S~cilia - i Siciliani, grano d'India - i tedeschi, grano osialico od anche tU'I'liisc/um-kor11 i boemi, lllrcltcJlzy(o _ i~ PI'UVCIlZIl . grano (lì Bal'beria o di
(;uin ea - ne' Pirenei, !I)'ono di Spagn(l- nella Spagnp.l mais,
cioè ~ol llome pl'edso col quale venne dall' Ameri cA o che
11:1 tutta\ia e che aveva onginariolllcnle ~l clr AtDcriClI, I
botanici icdeschi Boch C), Ruc! (~), F'ucbs (l), LOll icc.. io (Il c TubertHl-i\Tontono
crodettero e nOI't'f1 rUno essere ca])itnto il fllflis dalI' Arnbia e d:.dJ" .Asio.
Veramente poco impot>la al no.sh'o argomenlo il constatare se l'Odori co Piloni di Belluno, nel secolo XV I, nel
quale ,'.issO, ohhill u\'ulo dallo via della Sll/lgna, c ' l]lt indi
dnll\))'igine nmericollu, il gl'ano turNI, che fu pùi scm ill nlo
c colljvato pel' la pt'ima volta in Ilalia da Benedetto l\linri ,
o se il sudd eUo Pi lon i ]' ol)bia o"uto dall'Oriente, come
dull' Ori ente l'ebbero lutti gli illtri suoi cOl) temporune i
botoni,ci e naturnlisli , i quali lo OVeVilllO l'aceo[lo ed olle-
n
• tre; i\ ne s~urait done y avoir quc ptu de dOlile, ainsi qu'on J' a
• VIl pour le ri'l, qu' un e s~ ule IrilJu nit instruit toutes Ics alltl'es
~ dans cette cu\lufe , Un ("it pc cc genre n'est pas SUScclltible dc
~ démonstratioo ; mais il est permis de coojecturer 11I1e le M"h fui
, culLivè au~ Indes·Orientales al' allt la decoul'erlo dc r Améri([uc,
, ct que celle pJante est un produìt ituliyene., (Joh n Cl'all turd ,
1Ii&tory or Ille J11dian Archipelago. E~iltlbuq:, 182Q, 10m. L)
(1) D~ sti"piufn ma:çimc earum quae m Ger,,,ania no~lra Ila,cluuur usi/allS nomcnc/aluris, AI'{; Cnlorati, i55i.
(2) De tlCillira $Iirpium, Pari{;'i, 1536.
(3) Dc /ih/oria slirpiuni. Basileao, 154-2,
(4) Naturali$ biModae OpllS nOllm!!, Francfoft, 1551,
(5). Eiconcl planla,'u'fl. f'ralldort, 1500.
( I) \'esgasi)n flUe Il documenlo n: 3 .
•
,
-
-- 11 'iiu r esta csr lusn pei nloti vi seguenti. fn Europa il gl'fino
lurco fu conosc iuto piil IUI'{li che nell'OI'iente, Gli Spagnoli
(l nclte il eI 1511 non a\'evu no ,1Ilco ra tro spOl'llIt0 Jall'Anle·
fi clI lo coltivuzione del mais, impe rocch~ il grand e viaggiatore spagnolo IlcI'rlaIHles, il Cj1111le COnsa cru un lungu
capitolo al mais, esprime la suo inùignazione, pCI'ch~ gl i
Spag noli non avessero pnco l'll introdollo IlI'cSSO di 101'0
una pianta così utilc C), Ora (Illesto \'iagginto l'c era parlilo dulI' EUl'o pa nel 1571 , sccondo alcuni , c nel 1593 secondo altr i (''). E ben 11I'ilna nell u China e nelle Isole indiane Iro\'a\'8si coltivalo il gl'ono turco co n nOllli IlI'opri i
indigeni, ma non col nome di mais, col ([uule el'a designnto in Alllericn e col quole czialldio ruportato dall'Americu nella SI)agna l1n secolo dopo la scopcrta dell'Am cl'iea.
E Ilon l! possibile ebe nemmeno da ll'alt ra viu, cioè alIra\'el'SIl il mare l' acifi('o, Ilil'ettamellte dall'America, la
China c le Indie ricevcssero il gl'ti no turco, pei mòti vi storici scguenti. Il celebre ,viaggio di i'Ilagellano, pcr la IlI'ima
\'olta dall'Amer ica nelle Filippine, è del 1520, Mngclla llo
o !\lagnlhucns (Portoghese), nato alla melò dci XV secolo,
conlemporall eo di Co lombo, fu il primo Il penelt'ore ncl
mOI'e da lu i dello Pacifico, per lo str etto che pl'ese il nome
di Magellallo, posto fra il conlincnte meridionale americano e la 'l'cna del fuoco, Egli sba rcò nell e Isole Filippine
del mare della Chilla Del 1520, apll l'odando al porto di
Zebu , isolu delle Filippint' , ove anelle fu massacrato pochi
mesi ..lupo da lIna lt'ibù selvaggia, e molti de' s'uui SI13g1l01i
l'i furono con llii sca oooti, mentre i superstiti veleggiurollo
alle Molucche, di !il al Cu po di Uuonu Speranza, per alla
\'oHa della Spagna , "m'c gillnsel'o in settcUl bl'e del 15:12.
30-
antiche cd illipol'tanti lratlizioui dcll'agronomo bellunesc
c del viagsiatore vcncziauo, « Credo hene (scrhcvu monsi" gnui' Bar po) che la cog niziullc di lui (gl',lIlU turco) s' lla• "esse tlul!' Orientc, ma il seme di Spugna, mediuntc (lucI
n si famoso Ch l'i slofol'o CulOlllllo , che scco l'ipol'lò COli
• Iluesto molli ulLI'i sem i, animali c piuute, molto dalle IlO), sll'c diffc l'cnti. "
Così sc rive,'u il Btll'po nel 1G34 ne' suoi libri sull' agriI:oltu ra, E sei anni dopo, cioè nel ·1G..W (t~ Tgli enl au cora
iII {(ubbio sc il gl'allo turco, OI'affi3l eollivalo IOl'gulllenlc
in quel tempo ilei Bellunese, )l\"ovenissc pl'illlitivoiuente
uall' AlIlel'ica UpJllll'C dal Cotaj o (China). InfaLli, scombiandu il viaggio dell'OI'a Lorc veneto COl\ qu ello dcll'Aloigi,
il .Bul'110 fe ce entrare il1 scena il collolluiu ten uto dal prim o
(im'ece fu tenuto dal secondo) eOIl un mel'callte vellutu
d<ll1u China , che gli disse qualruell te 1m Re suddito dci grufl
l'atlatO, il quale COllfiuu col Perit, faceva genIe cl curcilu
grande, lJer an·dar C0111l'O SpagllllOti, li qua(i I:ra1lO vcmdi
in !fue' mari, cl av ev an o dep" eduio tm suo Pll ese .. fa qual
cosa' llOiri/ ornal o de qui, gli {II confirm af,a, che Spagnoli
etallQ passati al detto Pel'u, ove avevano trov(1I0 quel faufo
gnm tllCsoro e/I·e si disse (i).
Di qui sor gerebbe lo credenza, che il gra no (u rco col·
Ii\'alo giù in China cd iII varie iso le dell' Arcipelago indiano, vi fos se per ò im portalo an cora dall' America. E le \'ic
di La le importazionc llulrebbero essere slote le due seguenti, l' una dall'Amcrica aust rale ut!t'averso al mure Pacifico,
l'ultl'a per mez zo deg li S]lu glloli o dci Pol'togllcsi, vcguenLi
uull'ElIl'upu c passanti l'cl CallO di Buunu Sllcr3llza, dopochè
l'avcsser o giù tl'aspol'talo seco dall'Amel'ie<l. Questa ult ima
\ I)
(1) UC$c/"irliot1c
[(HO, l'a l). Hl.
ai
7'h U CltlrUI)I
Mex iC(lUlIIIl, pa IO, '.M'l. -
De Ca nd o llc, ope ra c,ta·
la, vo I. Il, pas. 946.
Clvi(l,,1 di licl/mUJ c suv/ur!·i!o /"io. llc ll uuo,
(2) I.asé,ue, .Uus, Dr len., !,a~, 4(;7. lala , "o!. Il, paio 9.i!i,
t2) Vc};sas l iII fine II do cumentv n:' i.
•
Dc Can do Ile, opera ci-
•
~" u tlun clll C tutt ' :1 111'0
-
32 --
che opportu no pCI' li. im llod .nionc
dcI mli is nei ch iusi dominii del Celesle fmpct'lI questo pri-
mo glorioso cna sfOl'tlln alo viaggio degli Spagnoli col prude
l\logeHollo. E Ilon fu chc ncl ~ 5G4 che gli Spagnoli potel'ono sta bilil'si nelle Iso le Fi li pp ine, ('he cosi anzi in nllora
le chiùllHl l'ono in onore del 101'0 l'C Pilippo II.
E del tutto in foll clnta lo cl'crilillza che il ma is, colti valo
in Orienle, vi dCl'ivassc dall' America, siccome lo suppose il
Burpo. An che Dc Cnndollc comlw l(c un a lule cl'cdenzll.
Qu anto poi aUa Il lu" 'lIzionc fattuci in proposito llal!' Aloigi,
secondo qu anto avc"fI ud ito da (luel mel'ciullc ""(muto dal
Calaio in Derbcnl, il Il uale el'o cltristiano 1!toro, n'on oecOI're dire cO me sia in Lcssntn di vo ,'i i e(l nivoci , lIuasichè
il gran. 'fartaro confinasse col PCI'Ù e il Catajo colmare del
S ud dcll' America , e che 1m Ile stlddifo del grati 'fal'taro
raunG8se es crciti p er alI dar contro gli SJllIgnoli Ilei Pe)'I~
•
e) ...
Di siUntii equivoci ve n' li ti persi no nei raccon ti di Marco
Polo. Anzi UI! equivoco an alogo., nel nosh'o Il l'golllento
della l,rima colti v<lziolle del grano tm'co in Lomba l'd ia , inCO I'se onell o al distinto slu lista hel'gamaScol, il Gab l'ie/e
Rosa, quando s(:r isse che a l.Joverc il gl'aDo (mlco fu pia ntato nel 1638 da un Picll'o Gaiqncclli, che l' avcva recato
d'America (I), mentre iuvece non era venuto che Il poche
miglia di lontanan za dal contiguo hH'I'ì! orio di Ga ndino, ove
giù da sci anni veniva \'olgurmente coltivato, scnZA ondal'1o
a Ilrend ere;sino dnll' Amcl'icu .
La co lti \'llZionc del gl'ono tUl'CO in Europa è stn Lo un
av" enilncnto di gl'a lule imporLanza. tu dHfu'sionc se nc
re'cc ):d pidissima ed estesissima, Sol i dùc nnn i dopo la l)I'ifua sua coltivo zio ne ncl Bellunese, cioè a mctil dciI' <Inno
.J 62.' , it Rettore de lla ciUiI PI'Ol'Vt'de gralldc copilt di {01'~
(i )' VeggaM i in nnç i dClc umc nti n.i :\ c 7,
(2) NOle . frW/flit;/' e dclla P"CI"')/C;a ,li n(,l'gr!nH~; 1858, pag, ti!.
- 33n!o' I!l di lorghi tureAi per {arlli! dispt1l8are le Curine ai
po\'el'ij
ed in fine di delto onno ancora mille d a).a (I t sorgo
(" reo C).
. .
Nel 1640 71ureè l'ù,dllJ fria dei paisani, d vll lo foro
pri ncipale sta tldl grano [7J.cfjallO Cl).
"
.
Tostamente, anche nel confinante territoriO di Feltre
c di Udine si diffonde copiosa mente ùol Bell unese 13 Co l ~
lura c l' uso del mais e), poiché nel 1620 esso fig nra nel
prezzi della piazzo di Udine (4) . Eu il governo ,dellu R.epub~
hliea Veneta ncl ·1629 ne fa copiose Ill'oVvlste pel SUOI
stati ( ~ ) . ']'uHe queste deliberazioni dim ostr ~no ~b e n.el vo~­
gel'e di due lu sll'i dopo III slla pr ima se~lllla g~ one ti Jll 3 1S
CI'U gil' eatroto largamente nello oco oonl1a agl'lcola e domestica <Ii olcune provincie \'enete.
La colti,'a zione del gl'a no IUI'co era statu sa lul utu dalle
popol azio ni e da gli stati si i come ulla grn n ~l e b: nedi zione
celeste, il sostentamcu to <lei povcri, lu gaghul'dla e la salute della gente, tu veli a d' OJ'u ai ri cebi , il tesoro dell e pl' O~
,'incie (&) - crano scomparse la carestia e lo fume (I) che negh
anni addieÌl'o 8\'eVOno menato t'anta stnlge nel LombardoVeneto, ,come il cronista ga ndinesc ce nc fa UM taconien ma
(1) Veggasi in fine il docum cntCl n.o 8.
(2) Barpo, D~8eriltiClne di Cividal di Il ei/Imo e $UO /eI'l'i tori'o.
BeliunCl, 16-\0.
t3) Le/lel'a ,ull' agl'icollul'tI {ellr c&e, de l dotto JacClpo t' acen,
(4;) Z;anon, SCl'iu. di agl'icoll!lTti ecc. VoI. IX, pa go 329.
(5) Ve ggas i in fine il dClcumentCl n.~ 9.
(6) Ve G'gansi in fine i dClCumen ti Il.; 1, 3, IO.
(7) , P iu nCl» s' intese. pa rl:l1'o in qne~t~ pa r te d' lI alia di pe n u~
» ria, come an dav ~ !CI\ìgetta prima dell'i ntrodUlione di ques tCl Maiz.~
Vel/(lui in fine il documento n. · 1 .
c DClpo d'allora nOli piu si trova llu r ico rdat i tanti anni di c.tre~
• stia come aCl;adeva per \' al'anli, c si lasc,arClnCl lante !lementi
I che mCllto men o di qu es ta davan prodotto. l VeG'lIui in IIn e il
dClcumentCl n,~ i O,
c.
5
-
34 -
spaven tosfl narrozione e come le cronache stesse bellunesi
ce ne porgono notizia - la popolazione bellunese in pochi
anni, coll1u50 vHtuario del mais invece degli 1I1t1'i CCl"cu li ,
c,'u diventalo (01 dil'c del BlI I'(W, e solto i suoi occhi) più
fort e, pro ce ro ~ so na , gagliarda , bian ca, allegro - i Ber gamaschi , fru i qu ali (01 dire dell' illustre botanico Bonofou s)
si II'OV81l0 degli uomini di una forz a atletica, lutH questi
uomini vigorosi avevano sostituito, per la ma ggiol' porte,
illDOis 01 ft'u mento (I). Cercrc (al dire del canonico B OI'po)
ridiscesI! fra di noi e)·
Ci pill'C di leggere le féstc divine che 'o qu esto cerco le
si celebravano dogli Americani all' epoca di CI'i slofOl'O Colomho (1).
Chi l'avl'ebbe detto che, due secoli dopo lale Ol)oteosi,
il gr ono IUI'co do,'esse seminare la morl e in Italia, in SI)Ogna, in Froncia ? Chi l' nvrebbe dello che il solo Lombol'do-Veneto dovesse oggidt con tare più di settontomil0 pellagl'osi IlCI' motivo di aver mongiatograno IUI'co guasto?",
Qua le nuovissi mo straordinario potentissimo elemento cosmo-tellul'ico, nelle tel're abitate dalla l'azza latina , e solaeI'O
,
(1) Hi&/oirc nature/le etc. dI< Mau. Tu riD, 1836, pago 145. c Les
Beq;amasques, parmi Icsquels se trouvent des hommes d·une rorI ee at hlétique ... tous ces hommes vigoureux substituent, la plu:t part, le Mals au rroment. :t
(2) Vcgga si in fine il documento n." 3.
t3) c Nel loI enico una Dea portava il Dome derivato da quello
l del Mah (Cinllcu/, da Cintli) ed era adorala come la Cerere dei
• Greci, perocchè essa riceveva le primi~ie d e ' l(t raccolte det Mais,
• a lla stessa guisa che la Cerere dei Greci le prime spic he dei nol s ir i cereali. A Cusco le Vergini del Sole preparavano del pane di
:t Tltnis per i sac r ifici. Nulla serve mo glio a dimostrare l'antichità.
:t
• della coltiv:uioil o d'una piallia in un paese, che (Iu e~ta fusione il\*
I tilllil COll li usi r oligiosi tlci prillli aoilanti. I
(Geograplli8 bOlu";'"
qua '·ai!0l1m!8, pu M. Al ph . De Candolle. Paris, 1855, tomo [l, l'a-'
gina 951 ).
,[
I
-
35-
!nenie in queste, anzi solamente nelle campagne, non nelle
ciHà, potè prod Ul'I'c un veleno cosi micidiale nella sosta nza
del cercale omel'icano, il qU lIle tuttavia in tutta t'Amel'ica
co nti nua ancol' sempI'C 3d esser il cibo s3l ubel'l'imo e princ i~l e?
•
Natu I'olme ntc illerribile quesito ci si prese nta come ci
venne formul alo a (lug. 17 della Relazione degli Amwli di
agricoltul·a fI.O 18 dci :llilliste)'f) di agricoltura, illdustrùt e
commercio, dil'czionc dcii' Agricoltura, La f'etlagra in italia, 1879 , O\'C sia sC I'illo (iuollio segue: - ~ Si sllPllia che
n uno dei principali ul'gomcllti aùdotti do qu elli che opi nano
n esser·e lo pellagl'a Ll nu conseg ucIl 1.ll dciI' lllimentazionc
» col gl·n no*lu l'CO, e !lI'eeisnmcnle (Iu cllo des unto dalla
» Cju asi contomporfln eu o(lJlnl'izion c in lI olia di ques to pt'e~ zioso ,'egolole o della tristi ss ima malaUia. » Sta bCllc.
Controlliamo storicamcnle r epoca dena introduzione agrario ed alimentol·in del mois coll' ellOclI della com porso dello
pellagl'a .
Nella 11rimn meltì de l UCG lo X l'II il mais è cop iosamente coltivalo e formn la base dlllln alimenta zione contadina dcII' alto LOlllhunlia c dell' alla Vellczitl. lu fine del
secolo Xl'lll si manifestano i l'dOli casi di pellagnJ nel
Lomhardo e nel Veneto. Il/l secolo e I1IC;;;;:'O di separa;:;io l~e
e distanza fra mais e flcll(j9I"ll f! Do\" è la cOJll empol"aflCilà? .
;\la il Ministero lloliano di Agri coHunt CO li un colpo di
pell na , con un' al"lc oramai rOllosciuta di logismografia
officiale, cancella un sccolo, ed CetO fa ll Cl la cOlll emporaI!cilà . ...
Secondo r aritm eticI! CI'ollOlogic,l ùcl Ministero d· agriCOItUL'O c COllltIlCI'cio, il secolo XV II eOITispoude all\lDC
quand o si 11"011 11 del ,nwi s, UHI eorrifipondc al MDCC qU Ofldo ~ i Irrt llu di l'cllllgl'll. In cluesto ulli ltlo caso ilMDC CLXXX
app artiene Uilt01U al XV ll ~ecolo. E cosi, io base all'ili-
.,
,
-
36-
r-
dliesla agraria fjQVl'l'twfit'(1 del 1879, ecco falta IIna slol'in pellagrologica e zeistioa ad usu-m Ministerii el Zeislicarml/.
Siccome questo misticazione c moll o curiosu ed in ter essa nte, pCl'meUclemene qualche leslull[e esposizi one.
• ~ Da quanto si è espos to (\-i si legge a pago 24) sem»
bra a sufUcienza IlI'ovalo, cile la introduzione in EUl'Optl
dello zeo mais ' sia llv \'cnula non 11I'iwa della scope!'! a
n dell ' America; e cbe lo sua pl'o,'cn icDza sia con mag» gioI' probabili!;) da quest' ultima j e che se fosse nnche
»
»
sta la importala (,lati' Asia e dall' Africa, quesiti importn-
)) zione no n era stalu seguita dasufficiente cottivazion e, se
.. non verso il principio del secolo dcci'1llOseflimo. Dall'eso» me ' faUo intorno an' cpoco della COUlpOl'sa in Eumpll,
" della pellagra, risulta pnrimenli dimostl'oto potel'la s t ll~
v hilirc dopo fa metà dello I>tessfI secolo , Conseguentemente
~, dalla coltivazione dello zeo mais olia mnnifeslazio ne della
v pellogl'a passa un intervallo di circa chlquan/' a111~i, •
Come?" , ? Secon do l'aritmetica ol'dina rin, dal ·1620
al ,1 780 passano HiO anni) ma secouGo il lldalore del/' lnchiesta yowrnativa passollo 80lamenk ciuqU<llIt' (//111 i,
« In questo senso pCI'tanto (eondude a pag, 25 il sulo ' .loda to Relatore) pare si possu fo ndalumenle ammeHere
la contempOl'u ll cilù dcllu pellugl'o colla coltivazione dello
" zea mais, D
(l Come si sl)ieghel'ebbc (scr h'e il Relalore medesimu Il
pH g, 24) l'inlel'\'ullo che CO lT e tra l'uso dcI mHis e la
» comparsa del morbo, qualora ques to fosse l'effello di
n 9uel cibo? , , , "
Subito falto, L' inle]'\'allo non c' i: pc]'c hè sessallt' unni
tra CatlSa cd effetto soni) ldente, d'alt ronde si jH1Ò sOllp r imer e per sov l'appiù lHlche Ull secolo d' intel'\'al!o a comodil1) della spiegazion e.
ho m)lgglui' lode del medesimo Relalore c del Miuislcl'o
)
•
)
37
italiano di Agricolt ura', giovi ricordal'o come essi non , co' noscano che in Italia ha\'vi un n, Istitutq Lom bardo di
scienze, il qua le fece fare e fcc~ tanl i lavori sulla pellagl'l:I,
c elle in Milano ba\'vi una Comm issione
, penDo nente pel' lo
studio della pell agra, e che ileI ·184/, fU V1'i a Milano un
Congresso scientifico degli italiani, il quale si occupò p CI'
massima pade della pellagl'a e llt! fondò fin d'allora la GOIDmissione perma nente, Ma forse il Relator e non è italiano,
llCrchè a pagina 7 scrive, che Berga'mo (palda del Pasta) è
Ilelle COlltrade bresdane, E scrive a pag, 2\ che l' Agostinetti fu il primo h'a i georgici che abbia ll'atlato deUa colli\'azio ne del sorgo t urco n el~ opera stampata nel 16-19,
menlre il trattato del Bal'po e di Girolamo' dal Cavallo sono
delllt~ncipio del XV II secolo, cioè di mezzo secolo pl'ima,
lo , come bcr gamusco, aggiungerò qui intanto alcUile
annotaz ioni iatomo alla etimologia lombard a del nome
IJellag/'U, 'per chè n edo sempre che le pal'ole medaglie di
Ma rzolo possano illuminare la storia unclte delle malattie,
0 1' dunque è da l'icDl'darsi che in tutti i diver si luoghi 0\'8
dappl'ima , (e qu asi conlellljlor anctllncnte in tutti, cioè Il ei
i1'allo di 4 <l 6 lusll'i) complll've la pellugru, essa ebbe dal
\'o lgo diversi nomi speciali, mal de la 1'08a, scol'buto, alpùto,
salso, scollatura., '11wl del sole, mal del m01!/e pellal'ella,
mal del padl'OJ~e, Wiewza, pelagra. Ed oramai , l'icono.:.
sciuta scie ntificamente lo. idcn titù del morbo in sorto nelle
diverse località l'ul'oli, si è conven uto, pel merito classico
delle opere di Sll'ombio, di chiamarla o'mnquc col nome
di lJcllagra, O\'unque però nO li furono già gli scienziati
che inventarono i nomi della ma lattia, ma fu il popo lo delle
campagne: • e du esso i pI'imi SCI:itlori della pellagra ne ac~
ceUarono il nome giù l'olgannelltc usa lo, Questo fatt,o ci
l'ic.onfcl'lllu all CO l'U una volla, che la mulallia flQ1i è (/fllcriore alla lilWdd secolo AVili (non XV Il ) cowe scumbia
,.
r
-
- 99-
38 -
la l'eluzio nc govcl'ua linl), iUl ]JCr-occhi· in nessun luogo ,'i fu
hisogno che lu iOolallia lu scop risse l' O gli scienziati, nln il
110polo delle cll mpagllc, da pCI' sè s tesso, osscn'ò (lUi' h'oppo
facil mente ed o\' unqu e la flllOva IJlàla((ia. Ed ero si gl'a\'e c
si I1U O\ 'O il rutto che non Ilole,'u c non potè sottrarsi 01111
illltllCdia lu "olga l'c osservazione. E nJCnLrc gli scic nzinli S0l10
soliti anche COli tl'0 PIla comp iacenza inventore nomi novelli
di etimologia greca o Ialin a, per assicurol','i il PI'Olll'io l'icor da, im'ecc li nome di pel/agra è vellu to dal dialetto \'01ga!'o lombu l'do. Inva no j diversi au tol'i fece r o pozicnli c [';_
]lctuLi sfor zi per utiUCCU['c la deriva zione pi i. u meno ibri da
c sloq liuta del uome pell ugra ad un a dimofofjiCl fJrcco~fa­
f in a, pcr esempio peltis aegm. (pelle malata) , ptlfi~-d.Ì'p~
(IJe lle \'ittim u) od imita zione di 7lcòo;-dÌ'pa (pieJ e "[!li mo),
"elli 8- ~"p f~ (pelle, r uslicu), 7Ti'\::J.r;-ct P/a (scorcio di ~'ptl­
fTI 7rf/,ctç fuipola, e arpia rustica). Im pcl'ucc hè j conladi ni
lomba rdi non eo nosce,'ono lJ è i l gl'eco II I'! il lolino onche
i n flue del secolo XVIII ; c ()' afl rond e essi conta dini dis$cro e dicevano pelagra con "occ ,'er nacolu c non fJcfla!Jl'a COli "oce italia na o latina. I"tlfgo pefagram sCI'isse Frapoll i ilei 177 1, non pellagl'um. Denominala pelagra diII vol!la: così sCI'ive"u ZaneUi di Canobbio nel l i78 , e non
/Jcflogra. Ma lu tti i monografi della pellagr'8 , t(lmpr(>s() uncbe il I\elalot'e offi eiale, nellu relativa bibliogl'u (ìu hanuo
fulsalo il testo origin ario di (Iue' due primi oSSIln'alori del
H1 0 t'110 l'U\'u le, elTonea mente sostituendo il "oe'ubo lo pella!J1'a al re l'O voca b()Io autentico pelu!Jra. 01"11 pell/g"O , nel
din lctto lomba r do, significa I>c((e asp1°o, du pii (pelle) e 1I!Jf(1
(<1 51'1"(1 al latto cd al gusto), O fUI'se repi lcto di agra (du
ugg iungel'si ul nome di pèO fu tollo ud imprcs!i lo dul voca holu }lodagl'Q, volgu n ncote IHJ opcl'ato, du cui si Il'asse hl
Ji ll ule pcr cS]ll"i ruCI'e la O1 al<llli1l , sos lil ucudo"i li) l'u di l'lllc
pcl ondl' ~ibn i fklll' e la ~(' d c della lllul uHia st('s~u. Coultlnque, Sl il sempre eùe il HUlue primo ucllu Hwhtl tiu fu il \'01"-
r
,
nacolo pclag)"a, ita!ieomenle c lu(iuo mente trasportato in
peflllgra. E pcr "oler roccosllH'c r origine di essa llluJ ~ tti u
coll' uso del mais, con\'en ebbc rite nere quanto segue: ~
ma is si guaslu solamente presso te genti latine, oon per le
alt l'e razze umaneo Da migliajll di ao ni 11 0 11 si è guastalo
in America cd in Asia, e (lC I' un secolo e mczzo ' nemmeno nel Lombu l'do-Vencto. Anchc oggid ì si guasta solame nle nelle campag ne, Illa non nelle cittù, quantunque
r ad a delle campague, nnzi delle colli ne lomban lo-,'ene te,
•
sia più <lsciutta, più solcggioln e pi ù puro dell' aria delle
città . TI guastar'si del mais pl'oducc sola mente in campagna un "clcno direl'so da tutt i {IUunti i vcleni, il qu olc
passa eredita riamc nte l'C I' le gene razion i, quantunque non
passi pel' allullamc nlo - veleno che fa st rage nelle campagne, nHI rispe tt a cittù - clte decima i pover i, mu r ispetta
gli agi ali _ che non suole luscia l'c più lo sua vittima per
tutta la ,'ila, qua ntu nque taccio pc l' va rii illter \'all i di
Illesi - chc colpisce gli opcrosi onesti, ma l' islJa l'mia i " j ziosi cd i delinquenti.
,\. ebi mi domandasse; Che vcleoo è questo? - io I"i sponderei SCIlZ' 01l 1'0: ii la 'IIIiserù, col hooppo lavol'O. E
(quello che fu ancOI" più pena Q dirsi) è Ja miseria congiu nta alla Illol'alilù ed alla abnegaz ione. Centomil a petlagrosi nel nostro pac~ c, vill ime della vitlù laboriosa - e
centomila ribaldi che \'i\'ooo luutornente nelle pr igioni.
Quale lezione di Illorali tù govcr nativa e sociale !
Gal'antire lo \'itu ed il salu ]lI'e ma nten imento agli assassin i ('oll'aboli zio ne dello pellU di mor te, c l asc~a r morire
di inedia migliaja di "i r luosi uS l'icoltol'i ! Lasciar emi SI'ar e
dall' Italia hm tc migliajn di ugl'icollor i mOI'igerati, pel IllOtivo della impossibile imposta fondiar ia e dclla rinegata pCI'equazione, irl\'eee di fai' emigr are fOI'l:u tume ntc, e non impolota poi do\'ecchessia, mol le miglil1ja di bir banti condannati.
Progresso !
le
- 41 - '
40 -
DOCUMENTI
•
,h. (' UUlenl u
" .. l .
Raccolta di Memot'ic delle pubbliche Accademie di agl'icoltura,
arti Il commercio dello Stato Veneto, tomo XV III. Venezia,
1797, presso Gio. Antonio Perlini.
"
Dello stato deU'agl'icoltura nel wrritorio Bellunese prima del l' iu!rodu~ione del (Ol'mMltOtle o sorgo lurco. Memoria del
sig. abate Andrea Inareli. Fu1cili recitata nell' Accademia agraria di Belluno (pag. 125).
< fin o ad ora ,'i feci vedere il prodolla d'una quanlitil di
terr eno, prendendo un decenn io, prima dell' introduzione del
sorgo turco, ovvero 'Mail ; ora passerò ad csnmin:lL'c lo stesso
terreno dopo l'introduzione di questo grano. ì\fa prima permettetemi una digrcS!ìione per farvi sapere in qual anno fu introdollo, e chi ne rurooo gli introdullori. Questa piaota ad ognuno di voi aùbastanza è nota, ed io non mi raccio a darvene una
descrizione ; bastami solo farvi noto che ]' introduzione di questo gl'ano non fu prima dell' anno 1590, ed il Canonico Barpo
nostro bellunese ne' suoi ricordi d'Agricoltura, al ricordo 15,
nel quale tralta del sorgo, meli~a, o saggi na , dice « che fu pOI'l) Ialo in queslo paeiÒe per opera del Ch. n oHol' di Legge Odo..!
» rico Pi loni indagalore vibilao\issimo delle più reCondite an11 ticaglie, e cu rioso indagatore deltr> modemc invenzioni, ~
Queslo fu il pad re di Giorgio Piloni istorico della nostra Patria
Più sotto dice (sono le slesse parole dell'Aulore): 4: ma infrutIl luoso sarebbe stato il suo arrivo, se il sig. 13enedelto Miari
11 lIon avesse sparso quest' utilissimo seme e come nuova Cel) l'ere non a\'esse primo di lulti quello
r:oltivalo e raccolto,
Il comunìcandolo agli altri Agricoltori, :& e lungi si diffonde
nel far vedere l' ut ile di (fuesto gl'allo; indi poi dice che la
causa prima de' beni è Iddio; la seconda deve~i attrib uire al sig,
Miari c: che come un' altro Colombo ha scop(!rto I:l vena d' oro
" a ricchi, il sostentamento a poveri, la gagliardia a pigri, la
~ bellezza a brutti, e l'allegria a mesti; :t non mi f(! rmerò più
a fare l'esame d(!lla verità di tutte queste prerogative attribuitegli; bastami solo dirvi che dall' anno 1610, nel qual tempo
vedesi in vendita il sorgo turco quasi in tutta la Lombardia,
più non s'intese a parlare in questa parte d'Italia di penurie,
. come andava soggetta prima dell'intro,duzione di questo Maiz,.,
') Il sig. Zangn nella lettera quindici del tomo quinto dice: « Ab') biamo un documento certo che fin all'anno 1610 non si vide
:J posto in commercio nè in vendita il sorgo turco nel Friuli ;
:t cosi noi giustamente possiam fissargli quest' epoca. »
Documento
I\' , :l.
II Gandi no, posto quasi al centro d'una vallata pittoresca,
cerchialo da feraci colline e seminato di casal i c paeselli. Aveva, ai -tempi dei Comuni', torri e rocche; e <lui pure trambuslarono fi eramente Guelfi e Ghibellini; nel 1410 P andolfo
Malatesta, a nome del Duca di Milano, acconsenti a' Gandinesi
privilegi ed un proprio vicario.
:t Venezia, a cui si diedero nel 1428, confermò quei privilegi e un proprio statuto, secondo il quale si l'esser fino 3011797.
li L' ubertoso, ma scarso territorio coltivo, basta ad un terzo
della popolazione; il resto vive di l:worar sete, tesser(! tessuti
e coper te di cascame, tingere e fabricarc panno, al quale ri'I;uardo Supera ogni altro luogo della provin.cia, Un teatro, pie
istituzioni, una ma(!slosa parrocchiale eretta nel 1445 con disegno del Bellera di P eja, con molti marmi e ornati dei F an-
,
~
,
-
4! -
-
toni a' eon ostensorio di puro nrgento eseguito nel 157'1) e ricchissimo altare maggiore con balaustrata in Inolll:O di Corinto,
dono de' Giovanelli e lavoro di F rancesco Lagostino nel 1590,
arrestano "attenzione.
:& Gandino vanlasi patria dì molli llJuslri nelle seienze, nelle
armi, nelle lcUere e nelle arti, fra' quali il piil distinto e GiurobaUisLa Castelli, morto nel 1570 ; che lavorò a fresco nella
cappella Colleoni dei Lanzi a Gorlago, a Genova, a Madrid , dove
pCI' avere ingegnosamente eseguito una scala segrela ncl palazzo del re, fu nominato architetto maggiore delle regie fabbriche. :&
(Ignazio Cantù, Bergamo e il
pago 245, 251.)
3ltO
Documento
territorio. Bergamo, 1860,
~.
3.
Le Delitie ct i Frutti dell'Agricoltura e della 'tIilla; libri Ire, di
Gio. Battista Barpo bellunese. Venezia, 1634; libro m, Ricordo XV: De! Sorgo, Melica o Segina, pago 245-251.
« Chiamalo col nome di Sorgo, percbè presto sorge c vieoe
grande sì il rosso come il bianco . .. Il bianco, che si chiama Turco,
è venuto dall'America, o\'e lo chiamano Mahice, altri grano Indiano, altri formentone bianco, ma meglio Turco, poichè il primo lume s'ebbe di Turchia, per opera d'un Oratore Veneto, nel r itorno
ch 'ci fece di Persia, circa l'anno mille cinquecento ventinove, che
con tal occasione hebbe notizia di simil biada da un Mercante
venuto dal Calajo, che riferi essere stato parlato dal Peru, per via
di Ol'iente, confinando il Catajo col mar del sud dell'America. Nè
ti paia strano che Aloigi de Giovanni Venetiano, nelle relazioni
che fa della P ersia, dice a questo modo: Da un Mercante, venuto dal Catajo in Derhent, mi fu affirmato, come uoo re suddito del gran Tartaro il qual confina col Perù, faceva genie et
esercito grande, per andar contro Spagnoli, li quali erano' velluti in quei mari, et avevano depredalo un suo paese, La qua)
10sa poi ritornato da q~i , rqi fu confil'lnata, che SP<"IgnuQ)i ,enmq
•
43-
pas~ti
al dello Peru, ave avevano trovato quel tanto gran Thcsora che si disse. El questo certo è da credere, perché, per
quel;o mi disse detto Mercante, il quale era Chr.istiano ne~ro,
quel paese è tuHo oro. Aggionge anche ne~la relah~n.e del, vIaggio dell' Indie in Calicut, fallo dal medesImo AIOIgl nel.1 Isola
de Camaran, queste simili parole: il sorgo veramente lo mfrangonq sopra una pietra de Marmora l ar~n, Cl modo di que.lle, che
si macinano i colori; e di sopra hanno uo' altra pietra larga mezo
bracio, in modo d' uo rotolo; et con della pietra maciD;lllO, et
ad un tratto impastano et fanno alcune focaccie , et quello è il
suo pane, el è molto caro. Dalle qual cose benissimo si conosce, esser questo il sorgo bianco, da noi delto Turco. Come
poi il Ramusio, nelle relationi dell' America, confirmò farsi il
loro pane n ella sudella maniera, questo adunque é stato il TheSOl'O del nostro paese, ricchezza della nostm borsa e vero alimenlo de' nostri bifolchi. Credo bene che la cognitione di lui
~'havesse dall' Udente, ma il seme di Spa gna mediante quel
sì fam oso Cbrisloforo Colombo, che seco riportò con questo
molti altri semi animali e pianle molto dalle nostre differenti,
et che sii glonlo nelle nostre contrade per opera del darissimo
Doltor di legge Odorico Piloni, indagator vigilantisslmo delle
piil. recondite anticaglie, e curioso investigatore delle moderne
invenzioni ch' alla giornata si scoprono, per ornarne il suo nobil studio di Casleldardo. Ma infl"Utiuoso sarebhe stato il suo
arri\'o, se il signor Benedetto, Miari, che hora prosperamente
vive et che ricercherebbe longo encomio, se la maleria lo richiedesse, per la nobiltà del sangue, seconda sobole, E nconomia essaltata et per l' utilissimo seme sparso, seconda Cerere,
non havesse, primo de' tutti, (IUello seminato, coUivalo e raccolto, comunicandolo agli altri Agricoltori , come è proprio de
buoni, far parte a tutti del proprio bene. Il povero con simil
biada sostenta agiatamente se slesso e la sua famigliuola; il
mediocre accresce le sue forzo; e il grande empie la borsa de
scudi . E molli hanno ossel'\'ato (el è gentil pensiero) che doppo
introdoUa questa biada, gli uomini vengono di maggior procenta, jJlU hianclu, llani, gagllanll cd allegri. Causa prima è
il brande Iddio, la seconda devesi attribuire :Il sig:, Miari, che
•
-
44-
come un altro Colombo ha scoperto la wma dell' oro a' l'icchi,
il sostentamento a' poveri, la gagliardia a' pi gri, la bellezza a'
brulli, e l'allegria a' mesti, :t
Docu mento N. <I .
Leller a sull' agricoltura (eltrese, del don, Jacopo Faccll,
•
c Se nel vicino Bellunese, per attestazione del cronista Gi.:"nnballista Barpo, fu inlrodollo il frumentone la prima volta da
Odorico Piloni, che fn alle guerre di Turchia, e poscia diffusa
la sua semina gione' da Benedetto Miari, intorno l'anno 1619,
scmbra probabil cosa che nel contermine agro feltrino sia stalo
inlrodotto e disseminalo intorno a quest' cpoca medesima dal
distinto agronomo contemporaneo, Gh'o/amo dal Cavalo, di cui
ci ha lascialo ricordevole memoria nel suo pr egialo trattatello
sull' allet'amento dei bovini, caltivamento de' prati e 8utt' agricoltura in gel1era/e delle campagne (d/n1Ie a quett' epoca, B
(Da unn leUera autografa del sig, doti. Facen; Lnmon, 23 mar-
zo 188t.)
D o c u.lDClll o 1\". >i.
<I. Anno nativitatis domini nostri Jesu Christi millesimo ducentesimo quat"lo, ind. VII die V vcl non. Augusti, in oppido
Incisac Monlisferrali in ccdesia Parochiali collegiata S. Joannis
Baplislac .,., et in pieno consilio .... in qua intel'fue run! ....
intc~l"Um consilium componentes .. ,. excellentissimus dominus
nosler Henricus Mn l"chio Incisae, Valis elc, ,. , et populo ihi
con gregaLo .. , comparueru nl egregii domi ni Jacobus ex Marchionibt.s Incisae, quondam Alberli et Antonellills i\folinuri ... ambo capitanei e(juitum serenissi mi Bonifacii i\Jarchionis i\fontisfenati, el su prem i ducis christianarum omnium potenliarulIl, qui
ttcclill"uvel"unl sc contulisse militando ClUO eodcm 13()nifucio, col'um ducc, ad magnalll Conslnnlinopolim civitalcm, Cl iHa capla ...
l'cdi vissc (l(~ ci\'ilalem C,lsalis Monlisfcrrati, et in calli Ale):iU1l1
-.5 -
imperatorem iIlum, victum el cnptum cum uxorc et lì1iis ~ius
, traduxisse, et per hane eorum patriam transcunles, donavisse
siculi donanl et remittunl, acceptantibus pro ea domino Henrico Marchionc eximioque publice consilio ante dietis, cruce~
unam. argenteam , ., in qua parva cru x de ligtlo verac cruc~ s
domini nostri J esu-Christi ' .. Translatis inde supradictis ommhus .• , in ejusdem civitatis cOJlsularcm aulam , ipsi egregii domini capitanei equilum Jacohus et Antoniellus Iradiderunl et
donaverunl eorum patriae (quibus supra acceplantibus) bursam
unam capacitatis ocla"ae partis stadii uniu:> de bac ~cnsu ra
plenam de seminc, seu granis dc colore aureo et partlm albo,
non amplius anlea visis in regionihus nostris qui dixe runt detulisso ab una provincia Asiae Nalolia dicla, ptlr q llam cum
equitibus suis excursiones executi eran.t, le~ p or e c i rcu~\'al­
lationis magnae illius civilatis Constnntmopohs, el vocaTl Meliga, quae tradu temporis magnum l"cdditum et subsidium patriae comparcr et. Quam bursam el seminis grana uti supra
Meliga dicta pI'aelibati excellentissimus dominus Henricus Marchio et magnifici consules in hoc publicum archiyium consu~
lare Iradiderunl .,. pro seminatione el collectioDe promissi fru ctus ad bujus populi utilitatem, si terrae qualitas, aer et cultura favebunt, uti sperant.
» P ro quibus munerihus ' .. gratias egeruut nomine pa~iae , ..
el pro ipsorum munerum memoria cba rta~ ~anc fie~1 .rogarunt cui testes interfuerun\ omnes s upra dlctl, et scnpsi
; Ego Laul"cnlius Ferrarius pub licus imp, auctoritate Notarius el hujus communitatis cancellarius. :t
Questo documento si legge nel tomo I di un' opera che ha per
titolo: Storia d'Incisa c de l gici celcln'c 8140 marchesato, pubblicata da Molinari in Asti nel 1810 - ed ò riportato anche da Michaud nella sua Storia delle èrociale - noncllè dal Bonafous
nella sua llistoirc natul'cUe agl·icolc et économiquc du Mais, ed
el:iandio nel n." 14, anno 1877, dci Giornalc deU'Agricoltura ecc.
della provincia di Belluno.
-
46-
l)oe ullle nlO No G.
« A di XX (.1prilc 1538) se vcnne ad unti Isola chiamata Camaran, luogo di acqua el rinfl'escumenli buoni, largo
da terraferma miglia XX. habitato da forsi cinquanta case et
alcuni altri ca:!ali per la isola, et le case son falle di frasche.
si piglia in questo luogo gran quantità de coralli bianchi, <li è
uno castello ruinato, et dishabitato. li huomini vanno pur nudi,
son piccoli, portano capelli senza niente in testa, et intorno le
vergogne portano un ("cciolo da barbieri, il resto nudi e scalci,
sono huomini lutti navig,,'nti ; vanno con alcune barche el nauilij
fatli senza fel'amenli cucili con alcuni spaghi come cordicelle,
li quali fanno di dattilieri, el le loro veh: sono di stuare soltile, falte de palme di datillieri, come si fanno li veniali, et
vanno con delle barche in lerra ferma, et por lano dattili in
grandissima quantità, el zibibi, et certo sorgo bianco, et fan no
gengini anechini assai; et viene dalla bisia gran quantità di
niirra, il sorgo veramente lo infrangono sopra una pietra de
marmoro larga a modo de quele che si macina i colori, et di
sopra hanno un' altra pietra larga mezo braccio in modo de uno
ruotolo, et con della pietra macinano, et ad un trattro impastano, el fa nno alcune focaccie, el quello è il suo pane, et è
molto caro: et bisogna fa rlo di giorno in giorno altramenle non
SI può mangiare, perchè cl si seccha. II
(Viaggi fatti àa Venctia alla Tana, in Persia, in India,
ccc. In Vincsia, ?tIDXLIlI, pago 162, 163).
Documenlo 1\. 7 0
<! De la dcquali ci Cl la 1:(ran Tartaria siW10re(;!;iata dal gran
Can, piena di ~ ran cilla, cl regni: nelliquali llOO san stato : ma
in DCI'bent cUriOS:llHenlc l'uohi haver inforlllatiùnc j cl r itrovai
in elIcllo esserci il gran rcgno dci Catajo, ct di ZJljalai. Ci
•
-47 sono città grandissime cioe MarchauL Macin, e sono paesi fertilissimi et abbondanti d'oro: et tuHi dctti regni sono su la ri·
viera de l'India verso Levante, cui da un mercante venuto dal
Calalo in Derbent, mi fu afO rmato come uno He !;uddito del
gran Tarlaro~ ilCJual confinava col Peru, facea gente, et essercilo grande, pcr andar contro a Spagnoli; li quali erano ve·,
nuli in qUo'!lli mar i, et aveano depradato uno suo paese: la
qualcosa poi ritornato di qui, mi fu confirmata, che Spagnoli
erano passati al delto Peru, ove haveano ritrovato quel tanto
gran thesoro che si disse: el questo certo è da credere: perchè pel' quello mi disse detto mercante, il qual era chrlstiano
negro, quel paese e tullo oro, »
(Viaggio di Colocu! descritto da messef Aloiili di messer Gi~
vanni Veneziano, pago 11 4 - MDXLIII.)
Docn'm en'o 1\'. So
( Die 12 Maj 1621. In consilio majori.
( Havendo 1'111.- Sig! Federico Cornaro degnissimo Rettore
di questa città .... el massime per la provvisione necessaria di
biade per il Fontico olIel'lo due. 3000 a grato impreslilo per
il tempo del suo Reggimento, et usata ogni maggior cautela. '.
nell' investita di gran copia di formenli e di Soq;hi Turchi .•.
per fame 4ispensar in farine a credenza conforme al hisogno
di ciascun povero miserabile . .. , ele. li
(Lib. X, carte ti7, tl61'tO)
« Die 10 Septembris 1621, In consilio majori.
( Intendendosi per ogni parte la stretlena grande di biave
che è •.. l' anderà parle che sij mandato uno di questo Consiglio .,., per far provvedere per quesla città e per il Fonlico
di stara mille Sorgo turco ecc. -'
( A. tti det Consiglio .li BeUuno.)
-
48-
Documento
,
i\'. D,
u Die 23 meosis Aprilis 1629. In consillo majori.
Non essendo possibile sovvenir li poveri . . .. con il c3])it::ll
'del Fonlico che si ritrova .... l' andera parte e sij in autorità
del Sig.' Gio. Antonio Persicino che si ritrova in Venetia di
luor a credenza .... slara mille di sorgo turco .... e di !uor
a interessi ducati sci mille etc..... .,
IAtti del Consiglio di Belluno; Iib. X, carte 27'1:, verso.)
Doc u mento 1\'. IO.
Il Tosto che fu data buona regola alle imposizioni, altro
grande vantaggio sentì Belluno coll' introduzione a queste p3rtl
del rnaiz o fermento ne che noi chiamiamo grano turco. La prima
semente fu porlata da OdoricQ Piloni padre del nostro stor ico
Giorgio j ma il merito d'avernela diffusa si fu di Benedetto Miari,
come lo attesta il canonico Gio. Ball. Barpo nella sua Agricol·
tura, e come si trova anche detto nelle provvigioni del Consi·
glio; e ciò accadeva circa l'anno 1617; difatti dopo d'aUora
non più. si trovano ricordati .tanti anni di carestia. Come accadeva per l'avanli, e si lasciarono tante semenli che molto meno di questa davan prodotto. :t
(Cronache bellunesi inedite del conte Florio Miari. Belluno,
1865, pago 123.)
Docnmento 1\'. l J.
« II secondo viaggio.
«L'anno MDXXXIl Ritrovandomi colle galee di Fi;md ra;
Roncinoto desideroso di ritornare in Colocut, rimasi in Lisbona
città del re di Portogallo, el acconciat(Jmi con uno messer Andrea Colomho, nipote di quel tanto honorato, et animoso €api.
tano Christophoro Colombo, primo inventore delle navigationi de
-
49-
l'Indie occidentali; luo~ IJl Ja~li anlichi in 1Il0do akunu conosciuti; Alli xvij di 1\Iar'l.0 l'anno soprascrilto, si partimmo per
Lisbona per Colocut, con una carevella del delto Colombo. :t
(Viaggio di Colocut, descritto per manar Aloigi di Giovanni
Venetiano, ecc., pago H6.)
I
Documen to N • •
~.
« Andai al Pelusio; nel qual luogo rit rovai vinti mila gua.
slatori ch' erano posti a cavaI' una fossa; la qual diceano anti.
caJflente esser stata faUa da gli gloriosi Romani: la qU3l è miglia sessanta italiani: et dicesi, che per detta fossa, dal mal' rosso,
nel Nilo, et sino in Alessandria in h alia \'cnh'ano le caravelle
d'India, cariche di spelie: lo vidi 31 cavamanto di della fossa,
molti soprastanl i: et si havcva già cavato da miglia vinti . 1>
(pa gina 109.)
« Continuando il mio camino \'enni al fiume Nilo, et di li
al Mal' rosso in uno porlo chiamato il Tor ; ove ritrovai molti
ingegneri mandati. dal sig. Turco; li <juali guardavano una fossa;
che per quanto intesi anticamente dal mal' ros~ o s'andava nel
1'\ilo: la qual fossa era sessanta miglia Ilaliani longa, et cento
piedi larga: et gli babitan!i di quelli luoghi, m' affirmavano detta
fos5i! esser stala principiata da gli antichi Plolomei Re di Egitto;
ma poi non compiuta; temendo che per quella il mar rosso non
sommergesse \' Egitto, il gran Signore QUomano adunque con·
tinuava la cavalione della fossa predetta ; acciò le caravelle ca·
rich~ di spetie potessino venir dell' India di longo in AlessandI'io.; et de li in Costantinopoli, et a quesla opera, n'erano
aH' hora, da dodeci mila guastatori, che solicitavano di cavar
la della fossa. 1> (pag. 117.1-18.)
OUçUfllClIlO
1\ • •
r
I
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3 .
~ Malaca. Le genti sono piccole ct l'ossi, hanno li capelli
lunghi et negri, portano per :1I'u\e una ciarabottan;t con una
c.
7
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______________.i
I
•
-
50 -
freccia ùentro attossicala di (jlodlJ, che quando fe'ri scollo uoo,
immcdiate muori" » ( pa ~. 179-180.)
U ocuwento 1\: . 14.
Fac $imi/t d'
~pr~:;.
le livre chinois
PIi ~-TIISAo-li~ :;G-)lOU.
« Un temoi gnage, plus solide s'offre il mes recherces :
c'est la figure rnème que je trou\'e de celte piante dans l' 0 \1 vnge chinois de Li-chi-Ichin , composé vers le milieu du sei:z;éme sièclc (cct ouvrage, commence eo 155'2, fut terminé
-
51-
en 1578). Le peu d'années écoulées entre l' époque ou ce Iivre parut el la découvel'te de l'Amerique permei-il d' admettre que l' introuuclion ~ n Chine du Mais soit due il celte decouverte, lorsque persollne n' ignore l' isolemenl dans lequel vivenl les Chinois, et la lenleur de ce peuple à adoptel' les cultures élrangères? .. (Bonarous, l. c .. pago 15.)
•
EnnATA · CO RIì IC E
Pago
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llt r . d/ll l'Q/. fII , Serie Y d_gli .(W d.1 Il . 1I11IUro "tnUO
di u l enu, lelfer . ed orli.
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legg. settimo
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Escisionedi Imll,;due l 'lorlli Glos-
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u', c u te , co nserv a to poslc l';o r me n lCj sensi biHla gene l-ale CO!lSI' rvala o\' ul1'lue.
lùpol'/a: iollc di (lmbidrce i Gang iii 3ft-'lWpalalili'.
ed am bidue
5 con;iuntm'a
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