N.7 - ANNO II - MAGGIO 2010 - FREE PRESS PAOLO ZANOCCO Intervista a 2 EDITORIALE di Fabio Lunghi Tiene banco da qualche mese il dibattito cittadino sul centro sociale Barattolo. E’ un argomento di discussione su cui molti pavesi si sono sentiti in dovere di intervenire. Sarebbe bello se vi fosse più spesso un dibattito così partecipato anche su altri argomenti. Nessuno parla dei giovani disoccupati? Niente da dire? Cosa aspetta ai giovani dopo la laurea? Un salto nel vuoto. Forse oggi non basta più essere laureati. Allora bisognerebbe parlarne di più, per cercare soluzioni al problema. Per tentare almeno, nel nostro piccolo, di migliorare le cose. Manca poco al Festival Internazionale dei saperi, non so ancora quale sia l’argomento di quest’anno, ma se per una volta l’argomento fossero i giovani? I giovani e il lavoro. Un festival per fare un punto della situazione giovani-lavoro, per mettere a confronto esperienze di quei giovani che fanno impresa e ricerca ad alto livello. Per far esibire giovani artisti nel campo della musica, della pittura, della moda, del ballo, dello sport; per far parlare giovani amministratori e ricercatori. Ma anche professori e imprenditori. Serve il consiglio di tutti. Per offrire un’ occasione in più a chi ha voglia di partecipare e a chi avrebbe voglia di imparare. Perché fare politiche giovanili non è solo questione di spazi per i giovani. E’ ben altro. E’ invogliare a partecipare. Per non addormentarsi, e risvegliarsi quando ormai si è già vecchi. 3 INTERVISTA A PAOLO ZANOCCO di Alessandro Cavenaghi UAU! Paolo Zanocco è un medico pavese che negli ultimi anni ha scelto di dare libera espressione alla sua vena artistica di scrittore e di cantautore, pubblicando libri di sonetti in vernacolo, libri di costume provinciale e CD di canzoni dialettali. Durante un recente incontro ci siamo soffermati in particolare sulla sua attività di intrattenitore musicale, che Zanocco svolge con lo pseudonimo di “al Dutur”. Chi è al Dutur? Al Dutur è l’alter ego di Paolo Zanocco. E’ un personaggio che costituisce la mia valvola di sfogo: indossando il suo cilindro speciale riesco a liberarmi da tutte le negatività che mi vengono proiettate addosso quotidianamente dai miei mutuati. Mutuati? Non è una definizione superata? Beh, se volessimo essere al passo coi tempi io dovrei essere un “Medico di Medicina Generale” che interagisce con i suoi 4 “assistiti”. Ma io so di avere le mie radici in quello che era il “Medico della Mutua” e quindi penso di avere sempre a che fare con dei “mutuati”. Anche perché il termine “mutuato” non identifica solo un utente, ma esprime uno stereotipo comportamentale: chi più one, perché al Dutur è stato da me creato dopo anni e anni di impegno come medico, e costituisce la emanazione dei sentimenti di un uomo che ha lavorato come tale per più di venti anni. In secondo luogo, perché nei panni di al Dutur io mi sento di svolgere una attività autenticamente terapeutica, dal momento che il mio repertorio, per lo più, ha come scopo quello di far sentire meglio me e tutto il mio pubblico. Le canzoni di al Dutur si propongono di alleggerire il mio carico lavorativo e il peso esistenziale della gente, esorcizzando la visione angosciata che oggi è tipica della maggior parte dei pazienti. chi meno, ognuno di noi nasconde in sé un mutuato Progetti futuribili per questo Dutur? potenziale (persino io…). Sto cercando di dare alla figura di al Dutur una caratterizzazione che esca un po’ dal E come descriveresti il mu- suo attuale clichè di cantastorie dialettale tuato tipico? cittadino, e che si avvicini maggiormente al E’ proprio questo il bello: mondo del teatro-cabaret. E’ una sfida imnon esiste un mutuato tipo. pegnativa: ma sto lavorando con impegno. Ognuno ci mette il suo, con le sue caratteristiche, e E cosa c’è di concreto che sta bollendo in fortunatamente non esiste pentola? nessuno che le assomma Ho in programma di registrare un terzo CD tutte in sé: sarebbe una di mie canzoni dialettali, che si intitolerà creatura mostruosa! “La pastiglia”. Ma come sempre il tempo scarseggia, perché oltre al mio lavoro di Al Dutur è più medico o più medico, mi assorbe molto anche la attività artista? di scrittore: con il mio amico Tosco Fontana Beh, al Dutur è un sostan- sto lavorando al prossimo libro di costume zialmente un artista; ma provinciale, che dovrebbe intitolarsi “L’è è un artista che ha un im- rivà Citón!”. printing fondamentale di medico. Questo innanzitut- Ciao Dutur! Un saluto ai lettori? to per via della sua estrazi- Am racumandi: ciàpatla no! UAU! 5 NOTE BIOGRAFICHE Paolo Zanocco nasce a Pavia il 20 luglio 1953.Compie tutto il ciclo dei suoi studi a Pavia, conseguendo infine la Maturità Classica al Liceo Ugo Foscolo. Si iscrive quindi a Medicina e Chirurgia. Negli anni ’70, durante il periodo degli studi universitari, è uno dei primi collaboratori della radio libera pavese Pavia Radio City ed anche della emittente Tele Monte Penice. Durante l’estate lavora nei villaggi turistici del Club Vacanze come animatore ed istruttore di vela. Nel 1980 si laurea con Lode in Medicina e nel 1984 si specializza con Lode in Otorinolaringoiatria. Compie il servizio militare come Ufficiale Medico della Marina Militare. Prosegue la sua carriera in campo turistico svolgendo la sua attività di accompagnatore e di medico nei villaggi tropicali del Club Vacanze; ricopre infine il ruolo di Capovillaggio in Sardegna. Nel 1990 intraprende la attività di Medico di Base, che svolge tuttora a Pavia. Ha pubblicato tre libri di sonetti dialettali intitolati “Dutur, Dutur!”, “Pavia, Pavia…” e “La vita… la Vita!”, e due libri di costume provinciale dal titolo “La cà ad Balnégar” e “Sèt un ciula!”. E’ anche cantautore dialettale: ha realizzato due CD intitolati “G’ho un Dulur!”e “Un paés fantasma”. Abita a Torre d’Isola, con Giovanna e con la figlia Gaia. 6 7 UNA STORIA PAVESE di Roberto Monti “Guarda questo! Si atteggia come se fosse dio in terra! Non lo sopporto più, fermami se no vado lì e …”. “Stai tranquilla, non ne vale la pena …”. “Sì, ma sa chi siamo noi? Si atteggia da duro con il suo giubbotto nero e si fa lisciare dalla gente!”. È qui da poco: cosa ha visto della vita? Niente! Proprio niente! Noi, noi si che abbiamo fatto la storia di questa città, altro che lui e i suoi altri amici sparpagliati a chiazza in giro per le strade! Cos’ha visto? Cos’ha fatto? Ha subito forse saccheggi? È rimasto fermo e saldo quando l’assedio è durato cinquantadue giorni? Ha annusato la fetida pupù di quadrupedi, bipedi, tripedi e chissà cosa fosse quella puzza del dicembre del 1347? Quante sono state le volte che ha visto l’Italia alzare la coppa del mondo? Quanti incidenti ha vissuto o causato? Quante volte i “geometri” l’hanno misurato? Quante volte ricoperto o colorato con strisce gialle, bianche, blu, continue, parallele o circolari? Dov’era durante l’acquazzone del 1788? Te lo dico io dov’era, non era questo è il punto! Non esisteva e ora è lì ad atteggiarsi come salvatore della patria solo perché copre qualche buco! Io non so come tu faccia a rimanere così tranquillo, se fossi al tuo posto … Pietrino sai, comincio a capire perché ti hanno fatto santo”. “Te l’ho già detto: devi stare calma. Va bene che sei la dea della guerra, però … Quello, se lo porterà via il tempo! Proprio come fa, ogni inverno, con tutti i rabbocchi di asfalto che i cittadini buttano per le strade. Lascialo divertire …”. 8 ONE PHOTO ONE STORY 9 BAND PAVESI GLI SMODATI di Marco Taglietti Partiamo dall’inizio, chi sono gli Smodati? Gli Smodati sono sostanzialmente una band di rock’n’roll; musicalmente siamo cresciuti in un clima legato alle sottoculture di origine britannica: quindi mod, punk, skin, tutto quanto ormai da 30 anni vive sotto la pelle di Milano la nostra città. I nostri punti di riferimento li ritrovi nella storia della musica inglese, dagli anni ‘60 ad oggi. è per me” del 2002. Poi sono successe mille cose. E poi, un bel giorno, ci è sembrato naturale riprendere da dove avevamo lasciato. La voglia di dire qualcosa era ancora forte? Sicuramente sì, tutto è rinato infatti dalla voglia di dire Quando e da dove nasce l’idea di questa band? qualcosa; nel caso particolaNasce da lontano; quando a Milano c’erano re, quella di dire a una ragazpunk band, c’erano HC band, ma non c’era una za quanto mi piacesse! mod band che ci cantasse quello che ci volevamo sentir cantare. Al che, abbiamo pensato Musiche e testi sono vostre, di cantarcelo da soli. da cosa prendete ispirazione? E quanto c’è di voi nelle voNel corso degli anni, c’è stato uno stop, una stre canzoni? specie di pausa...perché? Musiche e testi nostri, più Ce n’è stato anche più di uno e le motivazioni una manciata di cover come sono state tante, dalle più futili alle più serie omaggio ai nostri eroi, dal e legate a vicissitudini, avventure o disavven- sound sixties degli Small ture personali. Direi che un certo tipo di per- Faces alle band del ‘77-’79 corso si è concluso con l’album “Questa città come Chords, Buzzcocks, 10 due canzoni molto diverse tra loro, se vogliamo, ma anche inconfondibilmente Smodati. Chi ci conosce, ci riconosce al volo. Undertones etc. Per quanto riguarda le tematiche a noi care, faccio prima a dirti da cosa non prendiamo ispirazione: proclami politico-sociali, velleità intellettualistiche, tentativi di simbolismo decadente, vittimismi ermetici, alle quali cose preferiamo di gran lunga uscire al pub con gli amici confidando in una serata di belle avventure e gran divertimento. Il bilancio dell’uscita, magari, lo troverai in qualche canzone... Avete calcato parecchi palchi in Italia ed in Europa, l’esperienza più forte? Sono tutte belle e tutte forti, e ognuno di noi sicuramente ha le sue personali emozioni legate ad ogni concerto. Le date all’estero hanno una marcia in più da un punto di vista: si va in gita! Scherzi a parte, una data molto significativa per la band è stata la partecipazione, la scorsa estate, al Camber Sands Scooter Rally in Inghilterra. Abbiamo suonato, unica band non britannica, insieme ai gruppi più rappresentativi della scena mod e scooterista, aprendo il sabato notte per due leggende come Moment e Purple Heats. Un riconoscimento a cui, lo confesso, abbiamo tenuto davvero tantissimo. Tra l’altro il prossimo luglio dovremmo tornarci e ci saranno i Lambrettas! Altra data per noi “storica” è stato aprire a Como per i Long Tall Shorty. Ma devo dire un’altra cosa: per me è significativo qualsiasi concerto, anche il più piccolo, che sia nato dall’impegno dei kids - di qualsiasi scena - che si sbattono per pura passione e riescono a dar vita ad un evento anche dove i locali e le situazioni offrono zero spazio e zero opportunità. Li ringrazio tutti quanti - e tutte quante - di cuore. Il nuovo album è in uscita, qualche anticipazione? In uscita... bhe speriamo! Qualche anticipazione del sound e dei brani a cui stiamo lavorando la trovate nei due singoli “Ragazza del tempo migliore” e “Quegli anni”: In Europa siete riconosciuti come la “band Mod italiana per eccellenza”, eppure in Italia create spesso “spaccature”...perchè secondo voi? Ahaah bhe sì è vero, effettivamente questa definizione è venuta fuori: che dire!? Non mi pronuncio, ma ne siamo onorati! Fa piacere che addirittura in Inghilterra saltino fuori con11 siderazioni del genere, anche perché cantando in italiano non è facile. E anche perché di cosa sia “mod” in Inghilterra un po’ se ne intendono. Quando se ne parla in Italia si aprono dibattiti, polemiche, diatribe infinite su cosa lo sia e lo non sia, su chi lo sia o non lo sia, eccetera eccetera. Alle volte sembra ci sia una lotta per il monopolio della definizione. Qualcuno dovrebbe depositare il marchio! Ognuno la pensi come vuole, ovviamente. Io mi ricordo di aver letto, tanto tempo fa, alcune parole di Paul Weller: raccontava di scooter e parka nel ‘64, di capelli corti e anfibi nel ‘69, di glam e panta a zampa nel ‘74, di punk e revival nel ‘79... di casuals negli stadi degli ‘80, di britpop kids nel decennio dopo; insomma era una lista infinita, ma lui sosteneva fossero tutti capitoli della medesima storia. Avete un forte seguito sottoculturale variegato pur riuscendo ad arrivare al grande pubblico... qual è la sottocultura in cui vi riconoscete? Finora abbiamo parlato un sacco di mods... ma la “sottocultura” in cui ci riconosciamo è quella di cui parlavo appunto nella risposta precedente.Chiamatela come volete! Molto umilmente, ci adegueremo! Cheers! 12 TITOLO ? di Lorenzo Meazza RU o non RU? No, non è questo il problema. La questione relativa alla sicurezza della cosiddetta pillola abortiva RU-486 (da non confondersi con la pillola del giorno dopo) è già stata affrontata e risolta in maniera univoca in un primo momento dall’Organizzazione mondiale della sanità (2003), che l’ha addirittura inserita nella lista dei farmaci essenziali (2005), poi dall’Agenzia europea per i medicinali (2007) e, infine, dall’Agenzia italiana del farmaco nel 2009, anno in cui diventa ufficialmente utilizzabile in Italia; come già da tempo lo è nella quasi totalità degli stati dell’Unione Europea, oltre che negli Usa. Nel nostro Paese, dove ormai più la classe politica che la componente sociale è ancora pregna di un’eccessiva reverenza, se non addirittura di una totale sudditanza alle grida del Papa e della Chiesa, il percorso è stato molto più tortuoso rispetto ad altre nazioni e le polemiche non sono potute mancare, come quelle dei molti detrattori che ne sostengono il maggior pericolo rispetto al metodo chirurgico (!!!), oppure che vedono in essa uno strumento per deresponsabilizzare la donna in una scelta così delicata, quasi a dire: 14 “Vuoi abortire? Allora beccati un’operazione (che comporta anche il rischio della sterilità)”. Pesantissima limitazione al diritto all’interruzione volontaria di gravidanza sancito dalla “194”. Ma non è questo il punto sul quale voglio soffermarmi. Appena terminate le recenti consultazioni regionali, i neo presidenti di Piemonte e Veneto, rispetti- vamente Cota e Zaia, hanno sorpreso l’opinione pubblica intera (d’altro canto, dati i veleni che hanno fatto da protagonisti per tutta la campagna elettorale, nessun candidato è riuscito in maniera chiara a parlare del proprio programma) con delle dichiarazioni che suonavano come: “RU-486? Not in my house (o regione, in questo caso)”. E’ vero che la tutela della salute rientra tra le materie di potestà concorrente StatoRegioni, nella quale queste ultime svolgono una funzione prevalente, in maniera tale che le diverse amministrazioni possano gestire al meglio la sanità nel proprio territorio dal punto di vista logistico-organizzativo, decidendo gli ambiti dove far confluire maggiori risorse o le modalità operative; ma la discrezionalità regionale in questo campo non può spingersi oltre certi limiti, volti e ispirati, in ogni caso, a mantenere una linea comune nazionale sulle questioni più delicate. Sarebbe, infatti, del tutto paradossale che una donna piemontese o veneta dovesse recarsi, per esempio, in Puglia (dove è stata somministrata la prima pillola) per utilizzare un farmaco pienamente riconosciuto in tutto il territorio dello Stato. Quale sarebbe il successivo step? Doversi affidare, come ha fatto per esempio l’Ecuador, alla Women on Waves, l’organizzazione no profit olandese a tutela dei diritti delle donne che esercita l’aborto con la RU-486 in acque internazionali? In Italia ultimamente si sta trascendendo dal reato al peccato, come dimostrano i vari casi di processi mediatici e di caccia alle streghe sulla base di intercettazioni dalle quali emergono comportamenti sì immorali, ma nulla di illecito; siamo quasi di fronte a un regresso a uno stato pseudoteocratico, parrebbe, ma in questo caso si rischia addirittura di andare a intaccare l’esercizio di un diritto, quello all’aborto, appunto. Sulla vicenda è prontamente intervenuto il Ministro della Salute, Ferruccio Fazio, che ha richiamato alla piena applicazione della legge e costretto a un brusco dietrofront i due governatori leghisti. Auguriamoci, insomma, che la querelle possa dirsi chiusa in via definitiva con un sì alla vita in fieri, ma con un assenso gridato a voce ancora più alta per la libertà di scelta di una persona, di una donna, già in atto. 15 16 17 18 19 20 Outlet LA FINE DEGLI OCCHIALI CARI 21 FENOMENO FASHION BLOG di Gresy Daniillidis Nel nell’oceano della moda le acque non sono mai calme... E ultimamente, ad agitarle, sono i fashion blog, considerati le riviste del futuro, ma sarà poi vero? Il modo più banale per tradurre blog in italiano è «diario personale su Internet», ma la definizione è riduttiva. Non tutti raccontano la loro vita. I fashion blog, come dice la parola stessa, sono pagine dove ognuno può esprimere la propria opinione su un argomento preciso, nel caso specifico, in tema di moda! Gli scrittori, fashion blogger, sono giovani appasionati di moda, che vogliono esprimere la loro personalità, il loro estro creativo, il loro stile, attraverso uno dei modi forse più diretti e veloci nel fashion system: il blog, appunto. Questo fenomeno negli ultimissimi anni ha avuto un ascesa tanto rapida, da allarmare addirittura i vertici delle più note riviste, che vedono in tali strumenti un mezzo di comunicazione moderno e (soprattutto) gratuito! Fin qui non si può dire abbiano torto, ma il tema che più li fa scalpitare è il timore che i loro magazine possano venire trascurati e 22 sostituiti da queste sempre più interessanti pagine web. A questo proposito, provo a intervenire io, che da fashion blogger mi sento presa in causa! Dal mio punto di vista, blog e riviste viaggiano su due cor- sie parallele, con i reciproci pro e contro ovviamente. Si può dire che una rivista possa dare più sicurezza dal punto di vista informativo. Sai che ogni mese la potrai trovare in edicola, sai che potrai farti un’idea degli articoli presenti solo leggendo la copertina, ma soprattutto, la potrai portare ovunque, strappare le pagine e tenerle con te; insomma, è un documento cartaceo e ciò solo gli fa assumere notevole valore. Un blog, invece, è imprevedibile, non sai quando verranno pubblicati gli articoli (il che potrebbe risultare anche più coinvolgente), non sai di cosa si parlerà, nè in che modo se ne parlerà. Ma ciò che soprattutto rende i blog così amati è la loro libertà di opin- ione. Dopo aver letto un post, chiunque ha la possibilità di esprimere il proprio parere, o di confrontarsi con altri sul medesimo tema d’interesse e questo, senza dubbio, è il più grande punto di forza. Non solo, un blog può essere letto da ogni parte del mondo e, se scritto in inglese, la rosa di lettori diventerà multietnica, aspetto che rende tutto ancor più avvincente. Il mondo della moda, quindi, sta subendo una reale rivoluzione. Infatti, sino a qualche anno fa, il fashion system era riservato ad una ristrettissima fascia di eletti e il parere degli altri contava ben poco. Ora invece sta accadendo l’opposto con l’opinione dei famosi bloggerche sta diventando quasi fondamentale! In conclusione, questo fenomeno, noto anche come fashion blogging, sta dando la possibilità a ciascuno di farsi conoscere in questo “mondo” anche vivendo nel paese più remoto, basta creatività e... la connessione a internet! Perciò, se pensi di averne le qualità, perché non provarci? 23 VESPA RALLY 4 REGIONI di NOME ? Sabato 29 e domenica 30 Maggio, uno sciame di Vespa Piaggio invaderà il Comune di Varzi per un evento di rilievo internazionale organizzato dal Vespa Club Pavia. Si svolgerà, infatti, il 1° “Vespa Rally delle 4 Regioni” Manifestazione di regolarità vespistica, a media oraria imposta, 2^ Tappa del Campionato Vespa Rally 2010; questo Campionato, giunto alla 3^ edizione, è organizzato dalla Piaggio Italia S.p.A. e dal Vespa World Club.Lo scopo dei concorrenti è quello di percorrere un tragitto in un tempo imposto dall’Organizzazione e di essere il più possibile precisi sui rilievi delle fotocellule sparse per il percorso; la precisione viene calcolata al decimo di secondo, ogni decimo di errore comporta una penalità.L’idea di organizzare un evento di questo tipo nasce da un gruppo di Piloti della “Squadra Corse Vespa Club Pavia” che partecipano al Campionato per il terzo anno consecutivo e che, in qualità di organizzatori, dovranno purtroppo astenersi dal correre questa tappa, nonostante la voglia di mettere alla prova e mostrare agli altri concorrenti le strade ed i panorami mozzafiato che offrono le nostre colline.La Gara, patrocinata dalla Provincia di Pavia e dal Comune di Varzi, sarà composta da 2 Prove su strada per un totale di 180 Km e 4 Prove Speciali. Nella giornata di sabato sono previste 2 Prove Speciali e la prima prova su strada di 40 Km sul tragitto Varzi - Zavattarello - Varzi; domenica le 2 Prove Speciali restanti e la seconda Prova su strada di 140 Km sul tragitto Varzi - P.sso del Penice - Bobbio - Rovegno - Pian del Poggio - Varzi. Sono attesi circa 80 concorrenti da tutta l’Italia, dalla Francia, dalla Croazia e dall’Austria che si sfideranno alla ricerca della precisione al decimo di secondo ai passaggi sulle fotocellule regolarmente posizionate dall’Associazione Nazionale Cronometristi C.O.N.I.. Per maggiori informazioni si può consultare il nostro sito www. vespaclubpavia.it, scrivere all’indirzzo e-mail [email protected] o contattare gli organizzatori ai numeri indicati sulla locandina. 24 25 TITOLO ? di Aldo Bonaventura L’Italia non funziona: è quello che succede da quattro anni a Montaguto, paesino campano dell’Irpinia, ai confini con la Puglia, quando nel 2006 la frana più grande d’Italia si è abbattuta sulla SS 90 “delle Puglie”, interrompendo la principale arteria di comunicazione tra Campania e Puglia. E, un mese fa, il mostro di fango, come lo chiamano gli abitanti del posto, è sceso fino ad occupare i binari della ferrovia, cosicché la linea Roma-Lecce è, al momento, interrotta e l’Italia tagliata a metà. Tutto ha inizio nel gennaio nel 2006 quando, a seguito delle abbondanti precipitazioni, da una sorgente a monte della collina circostante Montaguto, il terreno comincia a muoversi e a formare una “lingua nera di terriccio umido”, che attualmente ha raggiunto la lunghezza di tre chilometri e la larghezza di 300 metri, un volume di 700 metri cubi di fango, pari a “cinque volte quello che spazzò via Sarno”: “per ogni litro al secondo che scende a valle la frana riceve una spinta in basso pari a 86 tonnellate. I mezzi pesanti utilizzati per seminare e mietere il grano e il foraggio concorrono a trasformare il versante in una poltiglia che scivola giù.” La zona, non a caso, è conosciuta come la “Lama”: fango, in dialetto locale, 26 proprio “per indicare un terreno scivoloso e in pendenza, instabile” perché argilloso e quindi permeabile all’acqua e che preoccupava già a metà del ‘700 i Borboni. A seguito del disastro si mette in moto la macchina dell’emergenza, guidata da vari commissari di nomina governativa, tutti accomunati dall’incapacità di raggiungere un risultato utile: si cerca di tamponare rimuovendo il terreno che continua a scendere e realizzando una bretella che aggiri il cumulo di fango riversatosi sulla statale. Non si pensa, pur impiegando per questo genere di interventi più di tre milioni di euro, ad un intervento definitivo, ma semplicemente ad una soluzioneponte per “passà la nuttata”. Come è facile immaginare, la popolazione è sul piede di guerra da quattro anni, non ne può più di questa frana che tanti problemi arreca sia dal punto di vista della mobilità (si pensi ai pendolari o ai problemi del soccorso, considerando che la gran parte della popolazione è anziana) sia dal punto di vista economico (tante attività commerciali hanno dovuto chiudere i battenti per il ridotto traffico che transita sulla SS 90). Lo stato di indifferenza prolungato porta a ciò che gli abitanti – sembra paradossale dirlo – speravano al fine di richiamare l’attenzione: alle 19 del 10 marzo scorso, la frana arriva a lambire i binari della ferrovia Roma-Bari-Lecce, cosicché la stessa viene interrotta a scopo cautelativo: da allora, andare da Roma a Lecce diventa un calvario, un vero terno al lotto. Solo da questo momento l’attenzione mediatica si alza: arrivano, tra gli altri, Luca Abete di “Striscia la notizia”, le troupes di La7, del Tg5 e di SkyTg24. Per fortuna, l’attenzione non è mai calata da parte di Montaguto.com, portale ideato e curato dalla Mi.Dra.Max, che ha seguito giorno per giorno l’evoluzione del disastro ed organizzato una manifestazione pacifica di protesta nello scorso agosto, il Frana’s Day. Non c’è scappato il morto, ma si è dovuta interrompere la ferrovia per far convergere le attenzioni delle istituzioni su un problema enorme come quello della frana, trascurato dalla negligenza e da interessi eterogenei in una zona già problematica. Sempre il solito copione, la solita Italia che non funziona. È lecito sperare in un futuro diverso? 27 TUNING SI, TUNING NO di AUTORE ? Esiste una legge che regolamenta il tuning? Finora no. Sarebbe fondamentale una legge che introduca e regolamenti il Tuning, come già avviene nella maggior parte dei paesi europei, nel rispetto della sicurezza propria ed altrui, così che gli appassionati tuning possano finalmente praticare nella legalità e vivere serenamente questa passione. Ad oggi è stato approvato con voto di fiducia l’emendamento al decreto “mille pro- roghe” che prevede l’addio al nulla osta delle case produttrici per poter intervenire modificando le autovetture. Quali modifiche saranno possibili? Tutte, ma solo se regolamentate e certificate in base alla regolamentazione stessa. Quali modifiche dovranno essere riportate a libretto? Tutte,qualunque modifica effettuata verrà registrata 28 sul libretto di circolazione, questo anche per agevolare le Forze dell’Ordine nel riconoscimento delle modifiche e nell’isolamento di quelle applicate abusivamente. Chi potrà eseguire le modifiche sui veicoli? Carrozzieri, meccanici, gommisti, elettrauto. Tutto questo a patto che ciascun componente venga certificato da una relazione tecnica di un ente abilitato che attesti, la possibilità di esecuzione della sostituzione; e a patto che la certificazione sia redatta sulla base di collaudi e prove effettuate in conformità delle disposizioni tecniche previste dai regolamenti internazionali ECE-ONU e dalle direttive comunitarie e venga certificato che le caratteristiche tecniche e funzionali dei componenti siano equivalenti o superiori a quelle originarie in dotazione del veicolo nel rispetto della sicurezza attiva e passiva del veicolo. (DECRETO BERSANI AUTO) Vantaggi? I costi per gli utenti meno elevati. Crescita del settore e di fatturato per le aziende. Lo sviluppo del settore, finalmente regolato da principi chiari di mercato e libera concorrenza, comporterà una diminuzione degli oneri per gli utenti che avranno inoltre il vantaggio di poter circolare con sicurezza ed in piena regola con veicoli modificati Esclusione dal mercato di prodotti di scarsa qualità e per questo insicuri con facilità di individuazione delle trasgressioni con aumento della sicurezza sulle strade e conseguente riduzione delle vittime; Eliminazione delle procedure di omologazione “facili e a pagamento”; Eliminazione del rischio di subire procedure di infrazione da parte dell’Europa. 29 SEGNO DEL MESE TORO di Paolo Redio Secondo l’astrologia occidentale, il Toro è un segno zodiacale fisso e di terra. È governato da Venere. In questo segno la Luna si trova in esaltazione, Marte e Plutone in esilio, Mercurio in caduta. È opposto al segno dello Scorpione. Il metallo associato al segno è il rame, le pietre associate sono quelle di colore rosa o verde, come il quarzo rosa, la rodocrosite, lo smeraldo. Il colore del segno è il verde, le specie vegetali sono la rosa e il mirto. Fra i nati sotto il segno del Toro segnalo Al Pacino,Sigmund Freud,Uma Thurman,George Clooney,William Shakespare,Ella Fitzgerald,Marlon Brando. Molti taurini in questo periodo non avranno vita facile. Alcuni perderanno autobus o non passeranno esami decisivi all’università, alcuni il fidanzato o la fidanzata, altri invece continueranno a recitare nel privato fingendo di essere innamorati e inspiegabilmente il/la partner farà finta di niente,continuando la relazione basata su materialismo e, da veri tori,corna... Il tutto per festeggiare il matrimonio nel solito locale del sabato sera e divorziare un anno dopo. Molti altri taurini invece vinceranno facile a calcetto, a poker o prenderanno autobus in orario, c’è chi passerà tutti gli esami, qualcuno si sposerà dopo una lunga convivenza basata su amore e antichi valori, festeggiando in un castello del ‘700 nei pressi di Alba(CN). Qualcuno andrà a vedere “il mondo di Patty” dal vivo all’Arena di Verona in Luglio.. Se non ci fosse l’astrologia... 30