La Lirica del ‘600
Di Paganelli Alberto
Inizio
Giambattista Marino
È considerato il maggior poeta del Seicento e del seicentisimo.
La vita- Nacque a Napoli nel 1569. Fu espulso ancor giovane della casa
paterna e per alcune leggerezze commesse, incarcerato per ben due volte:
ma riuscì a fuggire e a ripassare fuori dal reame.
Visse un po’ ovunque, ma specialmente:
- A Roma, al servizio di monsignor Crecenzio e poi del cardinale Pietro
Aldobrandini, nipote del Papa.
- A Torino (1608), presso la corte di Carlo Emanuele I.
Fu insignito dalla Croce dei SS. Maurizio e Lazzaro, onde il titolo di cavaliere,
che Marino ostentò per tutta la vita; ebbe un’aspira polemica con un
poetastro, Gaspaere Murtola, contro il quale lanciò una fiera satira di
sonetti, la Murtoleide, e dal quale si prese un colpo di archibugio; soffrì
ancora una volta il carcere, perché colpevole di aver sparlato del duca.
Sciopero casa davanti al Lirico
A Parigi (1615) presso la corte di Maria de’ Medici e di Luigi XIII (cui dedicò l’Adone), gradito
agli scrittori del famoso Hȏtel de Rambouillet.
A Napoli (1623), dove fu accolto come un trionfatore, e dove morì due anni dopo nel 1625.
Le Opere
Le opere- Tra le principali opere del Marino ricordiamo:
Gli Epitalami e panegirici, dalle lodi esagerate ed iperboliche, come ad
esempio i Panegirici per Carlo Emanuele di Savoia e la Regina di Francia.
La Lira, la più ampia raccolta di liriche di Marino (sonetti, madrigali,
canzoni), in cui sono trattati gli argomenti più diversi, dai profani ai sacri:
famosa soprattutto la Canzone dei baci, che fornisce per così dire, il motivo
fondamentale della poesia mariniana.
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