- ANNO LXXXVII • N. 21 • 1° NOVEMBRE 1963 la copertina Un lutto per la Chiesa .e per, la . . Famiglia Salesiana : la morte di mons. Domenico ., COMM, CIvi-. . lì zatore .e apostolo del,:- Kivarr, '(Oriente puatoriano) . 00 ANNO LXXXVII • NUM. 21 • TORINO, 1^ NOVEMBRE 1963 \ \~ I it RI \\\\~~~~ ~~\\\~~\\ \\~\~\~\\\\\\\\\ \\~\\\ \\ \\\\ Chi è il vescovo « Fra i vari problemi che questa meditazione, a cui il Concilio si accinge, offrirà, sarà primo quello che riguarda voi tutti, Venerabili Fratelli, come Vescovi della Chiesa di Dio . Noi non esitiamo a dirvi che guardiamo con viva attesa e sincera fiducia a questa prossima trattazione, come quella che . . . dovrà approfondire la dottrina sull'Episcopato, sulle sue funzioni e sui suoi rapporti con Pietro . . . » PAOLO VI inaugurando la seconda Sessione del Concilio Vaticano /l an Paolo, nell'esporre ai cristiani di Efeso la mirabile realtà della Chiesa, Corpo Mistico di Cristo, ha un'affermazione luminosa : Voi dunque non siete più nè forestieri, nè avventizi ; ma siete concittadini dei santi e membri della famiglia di Dio, essendo stati edificati sul fondamento degli apostoli . . . essendo Cristo stesso la pietra angolare (Il, 19-20) . La Chiesa è fondata su Cristo, pietra angolare ; è fondata su Pietro (come abbiamo visto nel numero precedente), ma è anche edificata sugli apostoli ; è quindi apostolica, come è una, santa e cattolica . Gesù Cristo, durante la sua vita pubblica, si era preoccupato di formarsi un gruppo di dodici « apostoli » . Per essi aveva avuto cure particolari, ad essi aveva rivelato i misteri del Regno di Dio, li aveva ripetutamente chiamati « amici », aveva loro dato, nell'ultima cena, l'appellativo di «.figlioletti » ; li aveva scelti uno per uno . Essi avevano goduto della più profonda intimità col Maestro, avevano partecipato alla sua stessa vita e agli stessi avvenimenti (lei tre anni della vita pubblica ; erano stati i testimoni « prescelti da Dio » della passione, morte e risurrezione di Gesù . Ad essi ancora Egli aveva promesso la piena autorità nella Chiesa : . . . Tutte le cose che avrete legate sulla terra, saranno legate nel cielo ; e tutte le cose che avrete sciolte sulla terra, saranno sciolte in cielo (MATT ., XVIII, 18) . Ebbene, prima di salire al cielo, Gesù Cristo affidò ai dodici apostoli quella stessa missione che Egli aveva ricevuto dal Padre : Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi . . . (Giov ., XX, 21) . Ad essi affida la predicazione del Vangelo a tutte le creature : con essi Egli sarà sino alla fine del mondo (MATT ., XXVIII, 19-20) . Il che vuol dire che nella Chiesa, sino alla fine del mondo, ci saranno gli apostoli e, morendo le persone, rimarrà la loro funzione . 36 1 Pietro e gli apostoli costituiscono l'elemento direttivo che dà la sua particolare fisionomia alla Chiesa di Cristo, in modo tale che essa, senza Pietro e senza gli apostoli, non potrebbe essere la Chiesa di Cristo . Nella Chiesa, Pietro e gli apostoli formano un gruppo determinato, di cui Pietro è il Capo e gli altri sono le membra ; ma un gruppo chiuso : è questo gruppo che ha avuto da Cristo la missione di reggere e governare la Chiesa e portare le anime a Dio, amministrare i mezzi di salute, i Sacramenti e predicare il Vangelo . Questo gruppo o collegio degli apostoli sarà sempre presente nella Chiesa e questa . nel suo sviluppo, dovrà sempre mantenersi unita ad esso . Quando la sua espansione esigerà l'allargamento numerico del collegio apostolico, pastori legittimi delle nuove comunità diventeranno solo coloro che saranno chiamati a farvi parte dal Capo di esso e si manterranno in perfetta armonia e unità col collegio stesso . Agli apostoli succederanno nel tempo i vescovi, al collegio apostolico succederà il collegio episcopale, ma cambiando i nomi e le persone, rimarranno immutate le disposizioni di Gesù . Attraverso la catena ininterrotta dei suoi vescovi, la Chiesa tutta si potrà riallacciare agli apostoli e per essi a Cristo stesso . Il martire Sant'Ignazio di Antiochia, già nel I secolo, presenta la comunità cristiana strettamente unita al suo vescovo, a lui soggetta come allo stesso Gesù . Ai cristiani di Smirne scrive : Seguite tutti il vescovo, come Gesù Cristo segue il Padre . . . Nessuno faccia senza il vescovo alcuna di quelle cose che riguardano la Chiesa . . . Dove appare il vescovo, ivi è la comunità, come dov'è Gesù Cristo, ivi è la Chiesa cattolica . Nella sua diocesi, il vescovo continua la missione degli apostoli, che è anzitutto missione di governo : Gesù agli apostoli aveva detto : Andate, fate miei discepoli 362 tutti i popoli battezzandoli . . . insegnando loro ad osservare tutte le cose che vi ho comandato (MATT ., XXVIII, 19-20) . Questo esige un'autorità nel vescovo, l'autorità di comandare in nome di Cristo e di esigere docilità e obbedienza . È evidente che l'autorità degli apostoli e quindi del vescovo - è autorità di ordine diverso da quello che vige nelle società umane . L'autorità del vescovo è spirituale, intesa esclusivamente al raggiungimento dello scopo supremo della Chiesa, cioè la salvezza delle anime : la trasgressione a quanto tale autorità impone, porta al peccato e impedisce il bene dell'anima e la sua salvezza . E autorità che si esercita solo nell'ambito del piano soprannaturale di Dio e presuppone nei soggetti la libera accettazione di Gesù Cristo e della fede, ma è autorità autentica che impone ed esige obbedienza, autorità che lega o scioglie, che può anche condannare le anime, autorità che impegna lo stesso Dio, perchè quello che gli apostoli - e quindi il vescovo con il Papa - legano in terra, viene legato anche in cielo . Ma è un'autorità di padre e di pastore, che preferisce avere figli anzichè sudditi, che serve e non si fa servire : autorità quindi di servizio e non di dominio . A tale autorità paterna i fedeli debbono obbedienza, ma soprattutto amore . Se si vede Gesù Cristo nel vescovo, si sarà felici di seguire le sue direttive e le sue iniziative per il bene ; si collaborerà volentieri con lui, lo si rispetterà e gli si vorrà bene come al padre delle anime nostre . Si sarà sempre con lui : quando comanda con autorità e quando consiglia esortando ; quando impone e quando proibisce ; quando libera e quando condanna . Col vescovo siamo sicuri di non errare nella fede, di essere diretti verso la salvezza; anche quando le nostre vedute non coincidessero con quelle del nostro vescovo, faremo volentieri sacrificio di noi stessi, perchè col vescovo troveremo Dio . Sarebbe errato, però, considerare nella Chiesa solo l'aspetto dell'autorità . Gesù Cristo ha affidato a tutti i cristiani il compito di amare il prossimo, di risplendere con la propria vita di fronte al mondo, di penetrare nella umanità a noi contemporanea, per portarvi il soffio dello spirito di Cristo, di agire nella società in cui si vive, per portarla a Cristo . Egli ha detto che il Regno dei Cieli è simile al lievito che permea a poco a poco tutta la massa di farina, che i cristiani debbono essere il sale della terra e la luce del mondo . L'autorità del vescovo e del Papa non può soffocare la libera iniziativa di bene dei cristiani che si impegnano, nell'impeto del loro amore a Cristo e ai propri fratelli, ad attuare il cristianesimo nella vita e nella società . L'autorità della Chiesa veglierà perchè quel generoso sforzo sia sempre diretto al bene delle anime, aiuterà, benedirà, darà - quando lo riterrà opportuno le necessarie direttive ; ma lascerà piena libertà ai cristiani di agire, purchè - è evidente - la loro azione di cristiani rimanga in armonia con la dottrina e con l'azione di Cristo . E quale campo immenso si apre all'azione dei cristiani! Oggi più che mai urge portare Gesù Cristo nelle menti e nei cuori . nella società e nelle istituzioni civili, nella cultura e nell'arte, nella soluzione dei problemi che assillano l'umanità . Ma l'azione dei cristiani sarà efficace nella stessa misura con cui essi saranno uniti al Papa e al loro vescovo, perchè Gesù ha promesso di essere nei secoli con Pietro e con gli apostoli . IL GENIO EDUCATORE DELLA CHIESA Domenica 6 ottobre u . s . il Santo Padre, durante una Udienza accordata ai rappresentanti delle A . C . L . I ., si è intrattenuto sulla importanza della formazione professionale dei lavoratori e si è degnato, con squisito tratto di benevolenza paterna, di citare la modesta opera dei figli di Don Bosco nel settore della formazione professionale . ile Riportiamo qui una parte dell'alto insegnamento di Sua Santità Il Nostro encomio, in materia di formazione professionale, deve allargarsi a molte altre istituzioni dipendenti dall'Autorità ecclesiastica, a tutti notissime e da tutti riconosciute meritevoli di fiducia, di riconoscenza e di appoggio ; basti accennare, ad esempio, a quelle dei Salesiani, per dimostrare che cosa possa la Chiesa e il suo genio educatore per il bene del popolo lavoratore e per la gioventù che cresce nella civiltà della tecnica e dell'industria ; e basta osservare come dovunque la vita pastorale riesce a svilupparsi secondo la linea dei bisogni della nostra gente, che subito si pronuncia il proposito, si direbbe istintivo ma spesso solo per tentativo, di fondare una scuola che qualifichi il lavoratore all'arte sua, e gli infonda il senso della dignità della sua fatica, nell'amore, non più nel rancore o nell'odio, alla società che così lo educa e lo onora . E dobbiamo infine rilevare come saggiamente voi parlate di « formazione », comprendendo in questa parola programmatica una complessità di scopi, e perciò di metodi, che onora la vostra coscienza umana e cristiana . La vostra attività non è diretta soltanto a « qualificare » il lavoratore, a renderlo cioè idoneo a compiere il suo ufficio, che la macchina moderna e la strumentazione e la complessità del lavoro moderno esigono appunto che sia dotato di particolari nozioni e di specifiche abilità ; a voi non basta preparare dei tecnici, fare delle macchine umane, capaci di guidare strumenti e di raggiungere certi risultati produttivi . Una scuola professionale, la quale non mirasse che a questo, solleverebbe il dubbio se rappresenti veramente un progresso nel grande ciclo della educazione umana . Il pericolo dell'orientamento scolastico moderno è appunto questo tecnicismo, se limitato a se stesso e privo di ricchezza interiore, il quale, in forza precisamente del suo sviluppo esteriore e delle sue finalità contingenti, può aggravare l'alienazione dell'alunno oggi, dell'uomo e del cittadino domani, e dare a lui, in definitiva, una formula di vita deludente e infelice . IL BEATO LEONARDO MURIALDO «AMICO» DI DON BOSCO 3 novembre 1963 : giorno di gloria e di giubilo per i PP . Giuseppini, che vedono elevato all'onore degli altari il loro venerato Fondatore, il Teologo Leonardo Murialdo . La Famiglia Salesiana è in festa con la Pia Società Torinese di San Giuseppe, ne condivide l'esultanza e rievoca la figura del novello Beato alla luce della generosa collaborazione da Lui prestata a Don Bosco e degli stretti vincoli di amicizia che hanno unito i due grandi cuori S :aio an Giovanni Bosco e il Beato Leonardo Murialdo sono quasi contemporanei : il primo nasce nel 1815, il secondo nel 1828 . Tredici anni di differenza non sono pochi e neppure troppi . Alla mèta del sacerdozio la distanza si accorcia : Don Bosco è ordinato nel 1841, il Murialdo nel 1851 . Al traguardo della morte giunge prima, com'è logico, Don Bosco ; puntualmente lo segue il Murialdo una dozzina di anni dopo, nel 1900 . I1 primo sale all'onore degli altari nel 1929 ; il secondo in questo mese di novembre 1963 : ma ogni calcolo in questo caso perde senso, trattandosi di fare i conti con la Provvidenza divina, che ha tempi e misure a noi ignoti . Contemporanei - conterranei (entrambi piemontesi e per di più torinesi : Don Bosco di elezione, il Murialdo di nascita) - amici animati dallo stesso zelo per «la gloria di Dio e il bene delle anime » (l'espressione ritorna frequentissimamente in entrambi) bruciati dalla stessa passione per la salvezza della gioventù, soprattutto la più povera e abbandonata - educatori di primo piano e fautori di una pedagogia ispirata all'amore - fondatori di Congregazioni religiose che hanno come scopo primario l'educazione dei giovani . . . - e infine « santi » : si deve riconoscere che Don Bosco e il Murialdo hanno molto in comune . Non mancano certo le differenze . Don Bosco è figlio dei campi ; la sua famiglia fu povera di una povertà talora sconfinante nella miseria ; nella sua adolescenza e giovinezza il « pane quotidiano » fu sempre il premio di una faticosa conquista . Per diventare sacerdote dovette affrontare un cumulo di difficoltà che avrebbero scoraggiato qualsiasi altro . Per il Beato Murialdo le cose andarono diversamente e dai tetti in giù molto meglio : viene da una famiglia agiata, e - a quanto sembra - non priva di nobiltà ; fa i suoi studi in uno dei migliori collegi del tempo sotto la guida di esperti educatori, i Padri delle Scuole Pie ; entra in seminario e senza alcuna particolare difficoltà giunge al sacerdozio . È in questa situazione che si realizza tra i due una qualche convergenza . Don Bosco è « popolo », e la « vocazione popolare » la porta in sè - sangue del suo sangue - da sempre : sa che cosa vuol dire stentare, aver fame, servire, aver nessuno a cui appoggiarsi . . . ; diventato prete rinuncia ad «imborghesirsi » - e c'erano delle prospettive allettanti a portata di mano - proprio per rimanere con i « suoi », la povera gente . I1 Murialdo non ha provato niente di tutto questo : la • sua « vocazione popolare » l'ha fatta sua a ragion veduta, rinunciando ad una vita corroda e agiata, quale i mezzi della sua famiglia gli potevano con qualche larghezza permettere, per buttarsi allo sbaraglio con una generosità sempre maggiore fino quasi ad esserne risucchiato e distrutto, lui e l'opera sua . Su questa base i due erano fatti per intendersi : di fatto si intesero, si stimarono e si amarono e per qualche tratto anche camminarono insieme ; per alcuni anni il Murialdo fu in qualche modo alla scuola di Don Bosco, e forse vi sarebbe rimasto per sempre, se la Provvidenza non lo avesse condotto per altre, ma non dissimili strade . Non ci risulta però in alcun modo che Don Bosco gli abbia fatto proposte di «rimanere sempre con lui», come soleva dire a quelli che intendeva aggregare alla sua famiglia . A mettere a confronto la loro vicenda terrena, nell'analogia della loro missione, si avvertono differenze di « tono », che del resto è possibile intuire guardandoli in volto : i tratti di Don Bosco sono più marcati, la mascella è quella di un volitivo ; l'occhio più mobile e lo sguardo vi discende « dentro » . Chi si incontra con lui ne è subito soggiogato : c'è la tempra del condottiero . Il Murialdo ha lineamenti fini e aristocratici ; l'impressione che immediatamente si ha è di dolcezza e di discrezione; lo sguardo - dal ritratto di lui fanciullo alle ultime fotografie - è buono, riposante . Non era certo uno che sbattesse le porte o avesse il passo pesante . Passare inosservato : questo il desiderio che gli si legge in volto . Il lavoro che i due Santi compiono è dal più al meno lo stesso, ma lo stile è dissimile : Don Bosco è dinamico, ardito e talvolta audace, sempre impegnato in cento direzioni . Il Murialdo è un prete posato e pacato : diffida molto di se stesso . Raramente è lui a prendere iniziative : si lascia condurre dalla divina Provvidenza, ai cui cenni è prontissimo, anche se gli costa immensamente, anche se il peso che gli si viene accumulando sulle spalle lo sta schiacciando. i rapporti tra Don Bosco e il teologo Murialdo incominciarono all'Oratorio dell'Angelo custode in Vanchiglia : rapporti piuttosto alla lontana, a dire il vero . Tale Oratorio, fondato e diretto dallo zelante Il novello Beato Leonardo Murialdo, fondatore dei PP . Giuseppini sacerdote don Giovanni Cocchi sin dal 1840, - dopo una interruzione di alcuni presi nel periodo della prima guerra di indipendenza passò alle dipendenze di Don Bosco, che ne affidò la direzione prima a don Giovanni Vola e poi al teol . Roberto Murialdo, che si valse anche dell'opera del cugino Leonardo . Qualche anno dopo il teol . Leonardo Murialdo passò a prestare la sua opera preziosa all'Oratorio San Luigi, fondato da Don Bosco fin dal 1848 presso Porta Nuova e diretto dal giovane sacerdote don Paolo Rossi, che del Murialdo era amicissimo fin dagli anni di seminario . Quando improvvisamente il Rossi morì nel 1856, l'oratorio rimase affidato allo zelo di un laico, l'avvocato Belingeri . Era però una soluzione provvisoria : occorreva un bravo sacerdote e Don Bosco incominciò a pensare al teol . Murialdo . Sapeva di poter contare su di lui . L'atteggiamento assunto qualche anno prima, durante la violenta crisi a cui erano andati soggetti gli Oratori di Don Bosco ad opera di alcuni che avevano tentato manovre secessionistiche, gliene dava piena e assoluta garanzia . Era stata una prova dura per Don Bosco, che non aveva esitato a confidarsene con il : ;; ;,, Bontà e candore traspaiono dagli occhi di Leonardo Murialdo ragazzo Murialdo : « Tutti mi abbandonano, ma ho Dio con me e di che debbo temere? L'opera è sua e non mia, ed egli penserà a condurla avanti . . . Ho cominciato da capo altre volte c son pronto a ritornare da capo anche oggi » . Il Murialdo si schierò con Don Bosco senza reticenze o mezzi termini : « In lui - ricorderà anni più tardi - avevo incominciato a sospettare si nascondesse uno strumento destinato da Dio a grandi cose, un santo . . . Dio non suole scegliere a speciale strumento della grande opera della santificazione delle anione uomini nè malvagi, nè mediocri in fatto di virtù » . Non c'era quindi da avere incertezze a riguardo di Don Bosco . U 366 n giorno dell'anno 1857 Don Bosco incontra il Murialdo in via Dora Grossa, l'attuale via Garibaldi . Scherzosamente il Santo, che aveva in testa idee ben chiare e sapeva quel che voleva, gli propone di pagargli una consumazione . Seduti a un tavolo di caffè si parla meglio, e il discorso che voleva fare era importante . Il Murialdo annuì . Entrarono, dice il biografo, in « una bottega da caffè », così allora si diceva : oggi diremmo in un « bar » . Ordinarono, e « tra una facezia e l'altra » - è sempre il biografo a raccontarcelo, ma dietro ci deve essere la testimonianza del Murialdo-Don Bosco avanzò la sua proposta . Il Murialdo non ebbe un attimo di esitazione : si mise subito a disposizione del Santo e da quel momento « tenne l'Oratorio di San Luigi come la sua cosa più cara » . Dall'Oratorio di Valdocco Don Bosco gli mandava in aiuto alcuni tra i migliori dei « suoi » : Michele Rua, Celestino Durando, Giuseppe Lazzero, Francesco Cerruti, Paolo Albera . . . ; nomi tutti che nella storia della Congregazione Salesiana erano destinati a essere di primo piano . Al San Luigi il teol . Murialdo lavorò molto e bene . Nel settembre 1865 lasciò provvisoriamente -almeno questa era la sua intenzione - l'incarico per recarsi a Parigi a seguire nel Seminario di San Sulpizio alcuni corsi di perfezionamento in sacra teologia . A1 suo ritorno trovò che la provvidenza lo chiamava in altra direzione e accettò, sia pure in via provvisoria, la carica di rettore dell'opera degli Artigianelli già iniziata dal citato don Giovanni Cocchi . e vi rimase fino alla morte . Non sappiamo molto (lei rapporti intercorsi tra Don Bosco e il Murialdo durante questo periodo . L'unico fatto di rilievo è questo . Ai primi del 1885 il Murialdo era in fin di vita : sembrava non ci fosse più alcuna speranza . I suoi Figli allora ricorsero a don Lazzero domandando la benedizione di Don Bosco. Venne in persona accompagnato da don Lemoyne . Si intrattenne a lungo con l'infermo . Che cosa si siano detti, non sappiamo . Al termine il Santo lo benedisse, e uscendo disse a chi lo interrogava ansioso : - Per questa volta se la caverà . . . Egli deve ancora tirar su questa pianta . . . E intendeva riferirsi alla Pia Società di San Giuseppe . La malattia fu rapidamente superata : un decennio dopo la Congregazione fu approvata dalla Santa Sede . Ma questo era solo un aspetto della faccenda : potremmo dire l'aspetto giuridico . C'era dell'altro . L'opera degli Artigianelli fin dagli inizi si era trovata in guai finanziari piuttosto gravi . Con il passar degli anni poi, la situazione anzichè migliorare si era andata aggravando . Il Murialdo si dibatteva, cercava aiuti qua e là, ma non gli riusciva di venirne a capo . Ci si avviava a un disastro che avrebbe potuto compromettere la Congregazione . Pensò allora di ricorrere a Don Bosco : il santo Amico, adesso in cielo, non lo avrebbe certamente abbandonato, lui che sempre era stato assillato da debiti, che però aveva sempre saputo trovare quattrini, lo avrebbe compreso e aiutato . Fece voto di salire a Valsalice a celebrare una messa sulla sua tomba . Si era nel 1897 . II Beato Leonardo Murialdo rende omaggio a papa Leone XIII sotto gli occhi compiacenti di San Giovanni Bosco e del Venerabile Don Michele Rua Don Bosco non fu sorcio alle preghiere dell'Amico : si ricordò della conversazione avuta con lui in una « bottega da caffè » in via Dora Grossa nel lontano 1857, e soprattutto della generosità prodigata dal Beato a favore dei suoi ragazzi, e gli venne in aiuto . In breve la situazione migliorò : si incominciò a respirare; poi ci si trovò in condizione di riprendere con nuovo slancio, senza rèmore e impacci . Il 30 aprile 1899 il Beato Leonardo Murialdo con i suoi ragazzi si recava a Valsalice a sciogliere il suo voto . 367 ii1mati 1 nostrtexM.DI * in una profezia di Don Bosco Mentre si svolgono i lavori del Concilio Vaticano 11, in questo numero e nel seguente continuiamo a commentare ai nostri lettori una profezia fatta da Don Bosco durante il Concilio Vaticano I . È ricca d'interesse e utile per confermarci - se pure ce n'è bisogno - nella fede che Dio assiste e governa la sua Chiesa soprattutto quando è radunata a Concilio . C onfermato dalle parole di Don Bosco, Pio IX appariva sempre più deciso di ottenere dal Concilio la dichiarazione dell'infallibilità pontificia . Egli non si lasciò nè spaventare dagli avversari, ne smuovere dagli amici . Ai 25 di aprile il Governo francese invia un altro memorandum . Il Papa promette di studiarlo attentamente, ma si rifiuta di presentarlo al Concilio . Ed ecco dimettersi improvvisamente l'ostinato Daru e succedergli Ollivier, più conciliante e convinto della opportunità di mantenere il presidio francese a difesa di Roma . In tali condizioni il Concilio può continuare i suoi lavori . La discussione sull'infallibilità, pur tra fieri scontri verbali, procede regolarmente, e il r8 luglio la quasi totalità dei Padri la approva quale domma di fede . Si scatena la procella 368 Fino a questo momento la mano di Dio aveva frenato la procella incombente . Ora, d'improvviso, hanno il sopravvento le forze del male . Non c'è che da raffrontare le date . i8 luglio : solenne definizione . iq luglio : la Francia dichiara guerra alla Prussia . 12 agosto : la Francia ritira il presidio da Roma . 2 settembre : Napoleone III si consegna ai Prussiani . Il 20 settembre, con la presa di Roma da parte degli Italiani, cessa il dominio pontificio e si rende impossibile la continuazione del Concilio Vaticano . La profezia di Don Bosco si era pienamente avverata . Aveva previsto la caduta di Parigi ; aveva annunziato, e lo vedremo più avanti, la caduta di Roma ; aveva ammonito il Pontefice : « Tu accelera ; se non si sciolgono le difficoltà, siano troncate » . Il rapido succedersi degli avvenimenti era presente all'animo del Veggente . 'Ma il suo sguardo indagatore non si era arrestato al breve giro di un anno o poco più . Tutto un secolo si era presentato alla sua scrutazione divinatrice . Molto probabilmente, come cercheremo di dimostrare, ebbe presenti pure gli anni travagliosi vissuti dalla nostra generazione . E la profezia si chiude con un chiaro invito alla fiducia in Dio e alla speranza cristiana . La caduta di Roma e la quarta visita all'Italia Allorchè il 21 febbraio 1870, dietro richiesta di Pio IX, Don Bosco prese a discorrere degli avvenimenti futuri : - la guerra, da tutti ritenuta inevitabile, tra la Francia e la Prussia ; l'abbandono in cui Napoleone 111 avrebbe lasciato Roma ; i flagelli che sarebbero piombati specialmente su Parigi - ad un certo punto il Papa, fortemente impressionato, esclamò : a Basta, basta, altrimenti questa notte non posso più dormire » . Si cambiò argomento e, finita la lunga udienza, Don Bosco si ritirò . Il giorno dopo Pio IX, desideroso di sentire la continuazione di quelle previsioni, mandò a cercare Don Bosco, ma questi era già partito per Firenze . Noi la continuazione di quel racconto la troviamo nella sua profezia del 5 gennaio 1870 . Vi si annunziano chiaramente le quattro visite che il Signore avrebbe fatto alla città di Roma . In seguito alla terza visita la città sarebbe càduta : «Abbatterò - dice il Signore - le difese (di Roma) e i (suoi) difensori, e al comando del Padre sottentrerà il regno del terrore, dello spavento, della desolazione . . . ». I decenni durissimi passati dalla Chiesa a Roma e in Italia sullo scorcio del secolo XIX, giustificano queste parole che agli ignari dei fatti possono apparire esagerazioni o peggio . E quasi non bastasse la terza visita, il Veggente ne annunzia una quarta, collegata per anticipazione alle tre precedenti, anche se in realtà dovrà succedere molto più tardi . In tale visita « il tuo sangue e il sangue dei tuoi figli laveranno le macchie che tu fai alla legge del tuo Dio», mentre la distruzione ingoierà le ricchezze di cui vanno altèri i suoi abitanti . « Dove sono, o ricchi, - si chiede il Veggente - dove sono le vostre magnificenze, le vostre ville, i vostri palazzi? Sono divenuti la spazzatura delle piazze e delle strade ! » . Queste carneficine e distruzioni, minacciate alla Città capitale, nella quale resta impersonata l'intera Nazione, ci riportano per istinto alle rovine e alle stragi di cui furono tragico teatro le regioni italiane durante l'ultima guerra . Non si poteva dipingere più al vivo l'uragano che metro per metro percorse quasi tutta la penisola, radendo al suolo paesi interi e uccidendone i miseri abitanti! a alla lettera di un chierico salesiano cinese, che è riuscito a lesiano fuggire dalla Cina comunista dopo diciotto anni di forzata permanenza e rientrare a Hongkong . Si noti che il chierico è un abilissimo giocatore di calcio e che in questi anni gli furono fatte proposte assai lusinghiere. Ma egli rinunciò a tutto per raggiungere il suo ideale . Difatti, appena giunto a Hongkong, disse al Superiore : « I miei compagni sono già sacerdoti. Quando finalmente potrò compiere i miei studi teologici e diventarlo anch'io? . . . » . Riportiamo la lettera, che è diretta al Rettor Maggiore, nella sua stesura originale, anche perchè si veda come riesce a esprimersi bene nella lingua di Don Bosco . Cantate con me per favore la misericordia del Signore e della Vergine SS . perchè son persuasissimo che il mio ritorno fu miracoloso, e che il Signore si è degnato di ascoltare le pre- r - otenza della predicazione evangelica Ma il castigo di Dio è inviato ad emendazione. Per questo motivo il Veggente, in termini molto energici, si rivolge ai sacerdoti cui ricorda il grave obbligo che essi hanno di placare la divina giustizia e di illuminare a penitenza i cuori dei peccatori . « Ma voi, o sacerdoti, - egli ammonisce - perchè non correte a piangere tra il vestibolo e l'altare, invocando la sospensione dei flagelli? Perchè non prendete lo scudo della fede e non andate sopra i tetti, nelle case, nelle vie, nelle piazze, in ogni luogo anche inaccessibile, a portare il seme della mia parola? » . (Si noti l'accenno alla predicazione nelle case e nelle piazze che si va diffondendo ai nostri giorni) . « Ignorate che questa è la terribile spada a due tagli che abbatte i miei nemici e che rompe le ire di Dio e degli uomini ? » . Questo ci sembra l'elogio più bello della parola divina e della sua potenza nel migliorare e purificare gli uomini . Verso una predicazione rinnovata nel modo e resa più frequente, si orienta la Chiesa nella generale ristorazione, a cui il nuovo Concilio ecumenico ci va preparando . ghiere dei miei superiori e confratelli . Il viaggio che ho fatto io non era facile, sono scappato dal confine di Siberia, dove ho fatto sette anni e mezzo di lavori forzati, e quando son ritornato a Canton, non avevo ne soldi ne vestiti, e più ancora mi mancava la tessera per mangiare e il nido per posar il mio capo, perchè nessuno può far abitare nella casa sua qualunque persona che non ha il passaporto, sono dunque questioni difficili, ma il Signore per mezzo dei nostri allievi mi ha dato molto più del necessario per rimettermi bene in salute, sacrificando loro stessi . Ed in fine hanno pagato per me circa due mila dollari di Hong Kong ai pescatori, i quali mi hanno portato colla barchetta fino a Hong Kong . Tutto ciò che hanno fatto per me è contrario alla legge e perciò è molto pericoloso per loro . Ma ora sono molto contento di essere tornato nella casa di Don Bosco . Ho visto dopo 23 anni il mio caro papà ; la mamma, purtroppo, è morta da diversi anni, senza che io sapessi niente ; ho visto il mio fratellino e la sorellina, che lasciavo quando avevano il e 8 anni di età ; ora il fratellino è prete salesiano e la sorellina ha già due bambini. Come passa il tempo, ma il mio cuore è sempre col Signore, colla Madonna, col Papa e con Don Bosco ed i Superiori . Spero di vedervi in Italia fra qualche mese e vi dirò tante cose . Per ora finisco, grazie di tutto (segue firma) 371 A PAGINA DEI COOPERATORI Una prova di fedeltà N el 1853 San Giovanni Bosco fondava le Letture Cattoliche . Un nuovo mezzo, la stampa, si aggiungeva così ai molti altri con i quali il Santo andava estendendo il suo apostolato . Un mezzo modernissimo, dei quale Don Bosco aveva compreso in pieno l'importanza e previsto gli enormi sviluppi . Da allora le Letture Cattoliche hanno seguìto la linea tracciata dal Fondatore e la seguono tuttora, anche se oggi si sono radicalmente trasformate nella forma, nella presentazione, nella veste tipografica, in modo da adeguarsi alla mentalità dei nostri tempi e da rendersi gradite agli smaliziati ed esigenti lettori del giorno d'oggi . Esse sono divenute così Meridiano 12 . Parlare a lungo di questa pubblicazione sarebbe fare torto ai lettori del nostro Bollettino, che certamente l'avranno tutti sfogliata almeno una volta . Ci limiteremo a ricordare che è la rivista che può andare nelle mani di tutti . E questo, nel senso che essa può penetrare in tutti gli ambienti, anche in quelli che verso la stampa cattolica non sono troppo ben disposti . Perchè, è inutile negarlo, esiste una certa prevenzione nei riguardi della stampa cattolica, accusata di mantenersi sempre sul registro della predica e di essere inferiore a quella non cattolica sul piano tecnico e dell'informazione . Questo non può assolutamente dirsi per Meridiano 12, che è una rivista moderna, fresca, agile ; rispettosa dell'intelligenza dei suoi lettori ; redatta da una équipe di collaboratori appartenenti al miglior giornalismo italiano . Essa presenta una ricchissima varietà di articoli e di rubriche, trattati da specialisti e da esperti della materia ; segue da vicino gli avvenimenti di ogni nazione e di ogni campo, politico, economico, sociale, morale, culturale ; è aggiornatissima nelle sue informazioni ; è elegante nella veste tipografica, con un formato accessibile e pratico . Ed è una rivista cattolica, poichè così la vogliono gli intendimenti e lo spirito del suo Fondatore ; ma in essa il messaggio religioso è condensato soprattutto nel dialogo diretto con i lettori attraverso i problemi da essi posti, mentre in tutto il resto della rivista il pensiero religioso rimane come un sottofondo discreto, ma ugualmente fertile e produttivo . E dunque una rivista gradita al pubblico, ad ogni pubblico, anche a quello degli « indifferenti », che non possono non essere toccati da questa interpretazione cristiana del mondo e dei suoi avvenimenti . La prova migliore di questo gradimento è data dalla sua graduale e stupefacente diffusione : in otto anni ha superato le Zoo mila copie e punta decisamente verso nuove quote . IJ considerato il miglior mensile cattolico d'Italia e si affianca con onore ai più noti rotocalchi . Ora Meridiano 12 guarda al futuro . Farà di più e di meglio ; sarà ancora più aggiornato nelle informazioni, più originale nella formula di redazione, più vivace e più moderno nell'impaginazione e nella veste tipografica . E uno sforzo enorme quello che esso sta compiendo, cui si affianca una grande campagna di « promozione » - come si suol dire nel gergo pubblicitario - in tutta l'Italia . In questa sua fase di sviluppo è sicuro di poter contare sulla collaborazione dei Cooperatori e di tutti gli amici delle Opere di Don Bosco . La forza di una rivista consiste essenzialmente nel numero degli abbonati . Perciò chiediamo ai Cooperatori salesiani questa particolare e tangibile forma di adesione . Molti l'hanno già data abbonandosi e diffondendola ; non dubitiamo che tanti altri Cooperatori dimostreranno il loro interesse operoso pzr la rivista col farla conoscere, coi farla entrare negli ambienti dove lavorano e regalando abbonamenti a dipendenti e conoscenti . Cari Cooperatori, date questa prova di fedeltà : Meridiano 12 vi assicura che non verrà meno alla vostra attesa . »~ L'abbonamento annuo costa L . 1700 e a tutti coloro che lo avranno sottoscritto entro dicembre sarà inviato l'Almanacco 1964, che MERIDIANO 12 ha realizzato nell'intento di farne un oggetto utile e pratico per l'uso quotidiano di tutto l'anno . In più MERIDIANO 12 sta organizzando un concorso che prevede ricchissimi premi, sia singoli che collettivi, per coloro che avranno procurato nuovi abbonamenti . :l7'_' •tr ' La partenza dei missionari da Valdocco La domenica 6 ottobre, nella Basilica di Maria Ausiliatrice, si è ripetuta per la 89a volta la suggestiva funzione della consegna del crocifisso ai missionari partenti per le varie missioni salesiane del mondo . Quest'anno i Salesiani erano 110 e 18 le Figlie di Maria Ausiliatrice . Il rev .m o don Albino Fedrigotti presiedette il rito come vicario del Rettor Maggiore, attualmente al Concilio Ecumenico . La Basilica di Maria Ausiliatrice presentava un magnifico spettacolo : tra i fedeli erano numerosi i parenti dei missionari. Tutti i giovani dell'Oratorio piccolo clero, cantori, massa - hanno preso parte attiva alla cerimonia . I superiori e i confratelli della Casa Madre facevano ala ai partenti, che presero posto nel presbiterio al canto del Magni ficat . Il nostro missionario don Ravalico, venuto dall'Assam, dove ha trascorso ben 40 anni, rivolse ai partenti calde parole di commiato . Ricordò le prime partenze di missionari salesiani da quando Don Bosco da quello stesso altare amava rivolgere loro il suo paterno saluto e augurio . « Da quel giorno - egli disse - da questa Basilica sono Torino-Valdocco • Visione parziale (lato del Vangelo) del presbiterio della Basilica durante la cerimonia dell'addio ai Salesiani e alle Figlie di Maria Ausiliatrice partenti per le varie Missioni salesiane dei mondo . 373 partiti quasi 10 .000 Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice per tutte le vie del mondo pagano . Essi tutti erano animati dal fulgido ideale del Padre : Da mihi animas . Essi hanno scritto nel gran libro delle Missioni cattoliche pagine stupende, spesso irrorate dal loro sangue . Sul loro cammino sono sorte le opere della fede e della civiltà cristiana : chiese, scuole, orfanotrofi, ospedali, collegi universitari . . . » . Rivolgendosi poi ai giovani presenti ricordò loro le parole di Federico Ozanam : « È un onore, un grande privi- legio rappresentare il Salvatore in terre pagane . E migliaia di giovani non conoscono ancora tutte le meraviglie di una vocazione sacerdotale e missionaria » . Poi illustrò il pensiero con vari episodi della sua lunga vita apostolica, mettendo in luce la mirabile trasformazione che avviene nei pagani quando vengono a contatto con le meraviglie della Grazia . In particolare fece risaltare il bisogno che il mondo pagano sente della carità e del sistema di Don Bosco e come i Salesiani, attraverso i loro giovani allievi dell'Assam, poterono (licei anni fa entrare nello Stato del Manipur ed ora anche in quello del Buthan . Sintomatico il fatto che nel Manipur i pagani presero a chiamare i missionari di Don Bosco con l'appellativo di « Quelli che amano i ragazzi ». Terminata la conferenza del missionario, il r ev .m o don Fedrigotti benedisse i crocifissi . che poi consegnò ai partenti . Si cantarono quindi le preghiere rituali che la Chiesa mette sulle labbra di chi deve intraprendere un lungo viaggio . Intanto nel presbiterio i Superiori maggiori (lavano l'abbraccio ai missionari partenti, alcuni dei quali giovanissimi . Col crocefisso sul petto essi fecero un breve giro per la Basilica, oggetto di ammirazione e di santa insidia da parte dei presenti, in particolare dei giovani che li seguivano con tanto d'occhi . I missionari in partenza provengono da varie nazioni d'Europa . Il maggior contingente l'han dato l'Italia con 41 e la Spagna con 32 . E molto consolante il fatto che le vocazioni missionarie continuano a sbocciare tra la nostra gioventù, e •n oi ci auguriamo che abbiano ad aumentare per continuare questa santa e bella tradizione iniziata da Don Bosco nel 1875 . Fin che l'Europa darà i suoi figli per la santa crociata missionaria, il Signore continuerà a benedirla e a proteggerla contro la marea incalzante del materialismo . IL SUFFRAGIO PIÙ EFF è l'applicazione di Sante Messe I nostri cari, che tanto amammo quando erano accanto a noi, e ai quali anche ora vogliamo tanto bene, saranno già nel possesso del Paradiso? oppure, in mezzo alle fiamme purificatrici, invocheranno da noi refrigerio e aiuto? Essere generosi verso di loro è dovere di carità e di giustizia . Un giorno anche noi vorremo essere ricordati e suffragati . La «Pia Opera del Sacro Cuore di Gesù», istituita da San Giovanni Bosco in Roma presso la Basilica del Sacro Cuore, fa celebrare in suffragio degli iscritti 6 Messe al giorno (180 mensili, oltre 2000 annue) . E ciò in perpetuo! La « Pia Opera del Sacro Cuore di Gesù » ha due centri: Via Marsala, 42 - Roma C . C . Postale n . 1/19823 37 Ì Via Maria Ausiliatrice, 32 - Torino C . C . Postale n . 21355 Inoltre fa partecipare al frutto delle preghiere dei Salesiani e dei giovani loro affidati . Quale immenso tesoro di ricchezze spirituali! Mediante un'offerta adeguata, data una sola volta, potete iscrivere i vostri defunti ed anche voi stessi . L'iscrizione perdura anche dopo morte . Nel 1881 e nel 1882 i maggiorenti della cittadina di Oulx si rivolsero a Don Bosco perchè volesse aprirvi un convitto con scuole ginnasiali a beneficio di quelle vallate . Don Bosco prese a cuore la cosa, ma non avendo potuto concludere, la raccomandò a Don Rua . Questi, nel 1895, vi mandò i Salesiani, che presero possesso dell'antica chiesa abbaziale di San Pietro e vi aprirono accanto un piccolo convitto per studenti delle scuole pub- bliche e un oratorio festivo . Il convitto fu chiuso nella prima guerra mondiale, mentre la chiesa continuò ad essere officiata . Dopo la seconda guerra mondiale, si ritentò l'esperienza del convitto . Costruitesi intanto in Oulx le nuove scuole ,statali con la scuola inedia e il liceo classico, il contrasto con i miseri locali del convitto divenne ancor più stridente . Allora i Salesiani concepirono il disegno di trasformare l'antico palazzo abbaziale in un confortevole edificio moderno . Il 1° settembre u . s . ebbe luogo la solenne inaugurazione . S . Ecc . mons . Giuseppe Garneri, vescovo di Susa, celebrò la S . Messa, accompagnata dai canti dei chierici teologi dell'Ateneo salesiano di Torino e degli aspiranti di Chieri. Più tardi, nel piazzale antistante la Badia, il direttore dell'Ateneo salesiano mise in rilievo come nel terzo centenario della rinascita della casa abbaziale per opera dell'abate Renato de Birague, in quel giorno, alla presenza di un altro Renato, il Rettor Maggiore dei Salesiani, la Badia rinasceva per una terza volta a nuova vita . Parlò quindi il Sindaco di Oulx, sottolineando l'apporto importantissimo che il convitto dava alle scuole statali . Poi S . Ecc . il Vescovo benedisse la lapide rievocante le date gloriose dell'antica Badia, tra cui il soggiorno di papa Pio VI sulla via dell'esilio nel 1799 . Il Rettor Maggiore tagliò il nastro augurale e Sua Eccellenza procedette alla benedizione dell'edificio. I nuovi locali, moderni, luminosi, funzionali, potranno accogliere non solo i giovani dell'alta Valle, ma -- data h salubrità del luogo a 1100 metri d'altezza - anche molti altri che per la loro salute abbisognano di clima alpino . FRANCIA Don Bosco e la " Croîx " PARAGUAY Terre per 150 famiglie nella Colonia salesiana di Coronel Oviedo A 80 famiglie contadine di Coronel Oviedo i Salesiani hanno ceduto appezzamenti di terreno della loro Scuola agricola, a prezzo e condizioni di favore . Queste 80 famiglie si aggiungono alle 70 che due anni or sono godettero del medesimo beneficio . Così sono oggi 150 le famiglie nella Colonia salesiana . Un comitato di Cooperatori ha diviso, a titolo di prestito, tra questi contadini la somma di 5000 dollari, ottenuti per l'interessamento di don Cappelletti da famiglie degli Stati Uniti, per il lavoro di disboscamento e coltivazione delle terre . Fu lo stesso Ambasciatore USA a consegnare la busta-nrestito, presente il Direttore della « Caritas Paraguayana » e il rappresentante del Governo, Ministro dell'Educazione . Recentemente alla Redazione di La Croix, il grande quotidiano cattolico di Parigi, il regista F . Agostini l'o intervistato a proposito del film che egli prepara su Don Bosco . Un redattore gli pose la domanda se in esso pensa di evocare anche il trionfale viaggio del Santo nella Francia . Il regista di Tu es Petrus e dei Dialoghi delle Carmelitane ha dichiarato che egli si propone di riprendere il soggetto di Don Bosco, sempre così attuale, alla sua maniera, senza farne un film biografico . Nel suo viaggio a Parigi . Don Bosco intrepido combattente della penna, non poteva ignorare ciò che i cattolici fa- 375 cevano nel campo della stampa in Francia : è per questo che egli fece visita alla Casa della Buona Stampa, situata allora in via Francesco I, e benedisse La Croix nascente . Il padre Picard, vecchio amico di Don Bosco, l'aveva invitato e il Santo non si sottrasse all'invito, anzi l'aveva desiderato. La stampa, dopo la gioventù, essa formava la grande passione della sua vita . Per essa egli aveva abbreviato di una metà le sue notti . Si comprende dunque con quale gioia il Santo si assise alla tavola dei Padri Assunzionisti . La Croix quotidiana non era ancora nata . Era là all'alba della vita, non esitante, ma tuttavia con molte incertezze . Questo giornale avrebbe avuto la sorte di tanti altri? 1 cattolici l'avrebbero sostenuto? Fin dai suoi primi numeri sarebbe stato in grado di conquistarsi la simpatia del pubblico? Dubbi che si imponevano . Con una parola, con un gesto il Santo li fece dileguare : bisogna andare avanti e fare con coraggio il salto nell'incognito . E passeggiando attraverso i locali del grande quotidiano di domani, Don Bosco ammirò l'audacia di quei buoni operai della penna e incoraggiò calorosamente il loro progetto . Poi fece scendere sulla pubblicazione che stava per nascere, la sua paterna benedizione di vecchio lottatore che aveva logorato i suoi occhi al tavolo di scrittore . I EQUATORE A un anno dall'incendio dei complesso salesiano di Cuenca 376 E ormai trascorso un anno da quella notte terribile del disastroso incendio che ha ridotto in cenere uno dei complessi di opere sociali più importanti dell'Equatore . Con grandi sforzi e sacrifici e con gli aiuti pervenuti da molte parti si è incominciata l'opera della ricostruzione . Appunto per informare i lettori del Bollettino abbiamo chiesto notizie al direttore don Fulvio Botto . « La generosità dei buoni - ci ha detto si è manifestata superiore ad ogni aspettativa, tanto nell'Equatore come in altre nazioni . Nell'Equatore un plebiscito generale di aiuti ci venne da tutte le parti della Repubblica, in particolare dalle città di Cuenca e di Guayaquil . Il Governo equatoriano ci ha donato sei ettari di terreno per la costruzione delle scuole professionali ; il Ministro dell'Educazione diramò una circolare patetica agli scolari della Repubblica invitandoli a offrire el sacre estudiantil ; l'ingegnere Michele Merchàn ha posto a disposizione il suo quotidiano El Mercurio e la sua radio trasmittente e ha regalato il terreno per la scuola Merchéin . Quanto all'estero, possiamo citare la Misereor della Germania, il Punto Quarto degli Stati Uniti, i Salesiani della Colombia e del Venezuela ; e per l'Italia, alcuni lettori del Bollettino salesiano . Il primo lavoro che dovemmo affrontare con urgenza fu quello di improvvisare alcuni padiglioni per alloggiare i 1500 scolaretti e i 300 artigiani per il nuovo anno scolastico . Don Carlo Crespi, il re di questa città dei ragazzi, invece di scoraggiarsi al vedere ridotta in cenere la scuola gratuita, frutto dei suoi sudori, e il prezioso Museo, frutto della sua genialità di scienziato, archeologo e missionario, subito la prima domenica dopo il disastro riunì gli oratoriani, nonostante i suoi 70 anni, per far loro il catechismo e dare cinema all'aperto, come se nulla fosse stato! Quali i nostri progetti per l'avvenire? Costruire una scuola professionale degna dei tempi moderni . Lo so che è cosa che fa tremare le vene e i polsi, in una città dove la disoccupazione, l'indigenza e l'altezza delle Ande crea i più seri problemi. Ciò nonostante, con una illimitata confidenza nel Signore e nella generosità dei buoni, abbiamo formulato i piani per le scuole professionali, che formeranno i tecnici per cinque province : Azuay, Caùar, EI Oro, Loja, Oriente . I lettori del Bollettino, che nel campo dell'aiuto alle attività missionarie e sociali hanno già una gloriosa tradizione anche in Equatore, siamo certi che continueranno ad essere i fautori del vero progresso, aiutandoci a costruire una scuola professionale che formi cristianamente i tecnici di questo caro Equatore, a cui si apre un domani ricco di promesse . Per facilitare questa loro provvidenziale cooperazione, suggeriamo di mandare le offerte all'Ufficio Missioni salesiane, aia. Maria Au- siliatrice, 32, Torino . Se poi qualche generoso volesse legare il suo nome o quello di qualche caro defunto a un laboratorio o a una macchina, basterà che ce lo scriva, e i nostri giovani equatoriani lo ripeteranno in benedizione di generazione in generazione, implorando grazie e prosperità per i loro benefattori » . de Majicoroteri de El Platanal, a nove ore di navigazione da S . Maria de los Guaicas, dove si erano stabilite nel 1960 in aiuto ai missionari salesiani . La Missione è lontana dal mondo civile e come sepolta nell'immensità delle foreste che la circondano . Pellegrinaggio di militari a Valdocco Significativo e commovente è stato il pellegrinaggio al Santuario di Maria Ausiliatrice dei giovani militari che prestano servizio a Torino . Il pellegrinaggio è stato iniziato il i8 settembre da un migliaio di allievi Carabinieri che, prima di incominciare il loro servizio di leva nelle varie stazioni d'Italia, si sono accostati ai Ss . Sacramenti. Nei giorni seguenti si alternarono i militari prossimamente congedandi, affluendo dalle diverse caserme e accostandosi ai Sacramenti convivo senso di serietà, di devozione e di raccoglimento . Torino - Giubileo d'oro sacerdotale Nella Basilica di Maria Ausiliatrice, lo scorso settembre, celebrava la sua Messa d'oro il missionario salesiano don Luigi Boccassíno, veterano delle nostre Missioni della Cina, nelle quali lavorò in anni lontani accanto al Serva di Dio mons. Luigi Versiglia. « Buon giorno » salesiano MONTEVIDEO (Uruguay) - Con queste parole si apre ogni giorno, dallo scorso marzo, una breve trasmissione della stazione Radio « Cx8 Sarandí », alle ore 7,15 . • come un saluto familiare dato da un salesiano, e reca un messaggio orientativo di pace e di ottimismo. La nuova trasmissione • stata resa possibile per l'iniziativa di due ex allievi salesiani . Premio nazionale di musica ad un salesiano CARACAS (Venezuela) - Il Ministero dell'Educazione, settore Cultura e Belle Arti, ha conferito al salesiano don Jesús Antonio Calderón il premio nazionale di musica da camera . Questo • il secondo premio assegnato a don Calderón poiché già nel 1945, nella città di Messico, aveva ottenuto il primo premio di musica strumentale . Nuova opera cris iano-sociale Una nuova opera salesiana di agricoltura ee pastorizia ha avuto inizio in San Pedro de Timote (Uruguay) per giovani agricoltori, donata dal signor Alberto Gallinal . La prima pietra dell'Istituto fu benedetta dal Vescovo di Florida mons . Umberto Torma, che celebrò per l'occasione una Messa all'aperto, su quelle zolle che presto saranno campo sperimentale dei giovani, i quali alterneranno lo studio alla pratica « agro-pecuaria » . Un salesiano Direttore generale della Giunta catechistica nazionale BUENOS AIRES (Argentina) Sua Em . il card . Antonio Caggiano, arcivescovo di Buenos Aires, comunicava all'Ispettore salesiano don Ignazio Minervini che la Commissione permanente dell'Episcopato argentino aveva designato all'unanimità quale Direttore generale della Giunta catechistica nazionale il salesiano don Umberto Baratta, che già faceva parte della Giunta provvisoria . Presidente della Giunta è S . Ecc . mons . Michele Raspanti, salesiano . Nuova Casa-Missione nell'Alto Orinoco ALTO ORINOCO (Venezuela) - Da circa un anno le Figlie di Maria Ausiliatrice hanno aperto una nuova Casa-Missione nel Vicariato apostolico dell'Alto Orinoco : a S . José II « Don Bosco College » di Tehran (Iran) II Collegio Don Bosco di Tehran quest'anno agli esami ha presentato 34 candidati : 22 per la sezione dì matematica e 12 per quella di scienze . Si è avuto un risultato del cento per cento . I1 Direttore generale dell'Educazione Nazionale in Tehran, dr. Moezi, scrive : « È la prima volta a Tehran, e forse in tutto l'Iran, che un liceo ha il cento per cento di promossi a giugno in entrambe le sezioni di matematica e di scienze . Sono veramente orgoglioso che tale onore sia toccato, meritatamente, all'Andisheh Don Bosco College » . Da notare che le scuole cattoliche in paesi in prevalenza non cattolici sono tenute dalle autorità in alta considerazione . Un'ora di lavoro per il tempio sul Colle Don Bosco BELGIO - Il Congresso federale degli ex allievi dell'Ispettoria meridionale belga ha deciso di proporre a tutti gli ex allievi salesiani dell'Ispettoria di offrire per la costruzione del tempio di San Giovanni Bosco la somma equivalente alla rimunerazione di un'ora di lavoro . La proposta fu accolta con entusiasmo superiore al previsto . IL CALENDARIO SALESIANO 1964 Dio benedica e ricompensi i nostri benefattori! " È l'augurio e la preghiera che ripetiamo anche noi con Don Bosco per tutti i nostri affezionati Cooperatori e Benefattori che, ricevendo con questo numero del Bollettino il Calendario 1964, vorranno ricordarsi delle Missioni Salesiane, il cui crescente sviluppo rende sempre più necessario l'interessamento fattivo dei buoni . L'avere sott'occhio tutto l'anno scene e momenti dell'eroica vita dei nostri Missionari servirà di richiamo a cooperare con la preghiera e con le offerte all'estensione del Regno di Dio, che forma l'anelito più ardente di quanti vivono le ansie della Chiesa, nello spirito del Concilio Ecumenico Vaticano Il, 377 u TEMPIO SUL COLLE DON BOSCO Il mese scorso abbiamo parlato della chiesa inferiore ; ora qualcosa di quella superiore, tanto più che è lo stato di questa che condizionerà i lavori nell'interno durante la stagione invernale . Sono stati coperti i due coretti che ospiteranno le cantorie ed è in fase di avanzata lavorazione la copertura delle navatine laterali . Il castello di cemento, che è come l'ossatura della costruzione, è oramai tutto scomparso, integrato com'è dai mattoni che, annullando i vani, hanno modellato le pareti e dimensionato le chiese . Ma anche nella chiesa inferiore c'è una piccola novità . : è comparsa nel vano di una finestra una vetrata a colori . Essa rappresenta Don Bosco attorniato da ragazzi, sullo sfondo della Basilica di Maria Ausiliatrice ; ed è la prima delle diciotto invetriate incaricate di condizionare la luce e nello stesso tempo di decorare le pareti . Nel caso che esse coincidano con un altare, ne diventano anche e decorosamente l'icona . L'invetriata esposta porta la firma della ditta Gianina di Torino, è di una sobria modernità e ha un buon impasto di colori . Dietro al ristorante, intanto, è stato iniziato lo sterro per la costruzione di un grande piazzale che dovrà servire di posteggio alle macchine . Ai suoi margini sorgerà a suo tempo un grande ristorante modernamente attrezzato . Anek, con questo si mira a creare, nell'area del Santuario e dell'umile Casetta di Don Bosco, una zona di silenzio, che faciliti il dialogo con i ricordi del Santo e disponga l'animo alla meditazione . 3711 I l 17 agosto 1963 si spegneva a Guayaquil (Ecuador), nella patria di García Moreno, Oecc.mo mors . Domenico Comin, Vicario Apostolico di Méndez e Gualaquiza. Era alla soglia del 90 0 anno di età e cadeva dopo aver fatto fiorire e fruttificare con 60 anni di sacrifizi quella missione dei Kivari, che sembrava più insensibile e dura della roccia andina . Nato a Santa Lucia di Udine il 9 settembre 1874 e avviato agli studi nel seminario di Concordia, appena ebbe terminato il ginnasio si presentò al venerabile Dori Rua per essere salesiano . Fatto il noviziato, mentre completava gli studi filosofici, pensò alle missioni . Il 6 dicembre 1887 era partita la prima spedizione di missionari salesiani per l'Ecuador . Erano giunti a Quito il 28 gennaio 1888 . Don Bosco era morente, ma ancora in tempo per ricevere il cablogramma del loro arrivo, che gli lesse mors . Cagliero . Deo gratias! rispose Don Bosco a quella notizia e alzò la mano benedicente dicendo : « Benedico la casa di Quito » . Fu l'ultima benedizione del padre ai suoi missionari . Da Quito sarebbero partiti per la conversione dei Kivari . Pochi anni prima Doti Bosco aveva fatto sull'America latina sogni profetici, che si leggono nei volumi XVI e XVII delle Memorie biografiche . Era il campo immenso che si spiegava ai suoi occhi da Cartagena a Punta Arenas, dove i suoi figli avrebbero raccolto messi abbondanti . Ma nei due sogni non mancano accenni espliciti ai sacrifici e alle morti che sarebbero costate . I fichi acerbi che maturano solo se immersi nel sangue ; e soprattutto la scena orripilante, che si svolge in piena foresta, di un uomo legato e accerchiato da un'infinità di selvaggi, poi trafitto con un colpo che gli spicca netto il capo, sono il preannunzio di tutte le angosce riservate ai seminatori del campo missionario . Gualaquiza fu la prima missione dell'Ecuador . Ma un incendio del 1894 distrusse tutto e si dovette cominciare da capo . Venne il '96, l'infausto '96, che in Ecuador segnò il rigurgito di quell'onda massonica nella quale era stato assassinato, 20 anni prima, García Moreno . Il decreto di espulsione colpì anche i Salesiani, che a lunghe marce raggiunsero l'esilio . Per miracolo si salvarono nell'isolamento della foresta i due o tre di Gualaquiza . Anche per l'Italia quell'anno l'o infausto : c'era in corso la campagna d'Africa e si par- 379 lava molto di Amba Alagi e Makallé ; gli eroi del giorno erano Toselli e Galliano . La battaglia di Adua segnò la generosa ma infelice conclusione della politica africana . Fra quei militari, nel battaglione del Genio, c'era anche il nostro Comin, come telefonista di collegamento con il Comando . Aveva ricevuto l'ordine di rientrare nel battaglione come combattente, ma un contrordine inatteso lo trattenne al posto di telefono : fu così che si salvò dall'ecatombe di Adua! Chi avrebbe detto, in quel marzo del '96, che la Provvidenza salvava il futuro generale di un esercito ben più importante : quello missionario? :t80 Dopo il servizio militare, ritornò alla prediletta vita salesiana e agli studi teologici . Fu ordinato sacerdote a Milano dal servo di Dio cardinal Ferrari nell'aprile del 1900 . Per due anni lavorò nel nostro Istituto Sant'Ambrogio fino a quando, maturata la vocazione missionaria, partì nel 1902 per l'Ecuador . Guayaquil fu il primo campo che rivelò le sue capacità nell'Istituto « Santistevan » ; poi eccolo impegnato in quel collegio Cristóbal Colón, che è una magnifica costruzione di ampio respiro . dove si sono avvicendati in 50 anni migliaia di giovani, che ne serbano il più grato ricordo . Nel 1910 don Comin, nominato ispettore, riservò la prima visita alla missione di Gualaquiza . I feroci Kivari minacciavano continuamente, e contro quei signori della foresta non c'era forza nè organizzazione capace di garantire l'incolumità ai nostri missionari . Nel 1911 furono costrette a ritirarsi le suore e, due o tre anni dopo, anche i Salesiani, che 20 anni prima avevano resistito all'iniquità delle leggi eversive . Ma le prove venivano da decenni : il primo amministratore apostolico mons . Giacomo Costamagna, per disposizione legale, non aveva ancor potuto entrare nel suo Vicariato, che governava da lontano per corrispondenza . Solo di tanto in tanto gli veniva permessa una visita a tempo limitato . Dopo 20 anni di aspettativa, mons . Costamagna entrò stabilmente nella sua «Terra Promessa», ma già così sfibrato dall'età e dai patimenti, che pochi anni dopo chiese l'esonero dalla carica . Mons . Comin ne ricevette l'eredità . Consàcrato Vescovo nell'ottobre del 1920, prese per motto : Traham eos in vinculis caritatis. l a formula felice di tutta la sua vita missionaria . Solo la carità farà il miracolo . Questo kivaretto di Sucua ha già imparato il buon uso civile degli abiti e dell'acqua, ma ci vorranno decenni di paziente attesa . 1 Kivari avevano un carattere indomito . diffidente, vendicativo e feroce ; non per nulla erano cacciatori di teste umane . I1 kivaro chiede sempre e tutto, e non sa dare ; ha dei selvaggi tutti i difetti, e non si sa quale virtù . Erano anni e anni che i missionari lavoravano in mezzo a loro : dopo Gualaquiza era sorta la missione di Limón, poi Méndez e Cuchanza, poi Macas e Aguacate e Sucua : sette missioni, ed erano già morti quasi tutti i missionari della prima ora . Dopo tanti sudori, ancora nulla, neppure una conversione . Nel 1925, in una penosa escursione a cavallo . accompagnato da due suore, a pochi chilometri da Macas, mons . Comin incontra nella foresta un gruppo di kivari che portano con sè una ragazza ferita con arma da fuoco, già gonfia e purulenta nella parte ferita . Poiché i civilizzati avevano sparato, altri civilizzati la dovevano guarire . Con cipiglio che non ammette replica, dicono a Monsignore : « O guarite questa ragazza o vi uccidiamo! » . Non c'è possibilità di fuggire ; ma come curare senza ferri, senza medicine, una ferita che ha fatto pus e nasconde la pallottola? La suora infermiera ha solo un poco di alcool e di tintura di iodio . 1l Vescovo pensa un istante, poi le impone di operarla ; non c'è da tergiversare . egli pregherà mentre l'infermiera farà l'operazione . La suora disin- Nel rievocare le gesta del compianto apostolo dei Kivari, S . Ecc . mons . Domenico Comin, impressiona il constatare come fosse riuscito a stabilire con quei popoli primitivi una piena comunicazione di sentimenti e di idee . fetta il temperino e l'affonda nella ferita : con il pus che sprizza, balza fuori anche la pallottola . I Kivari gridano dalla gioia e i missionari sono salvi . Ancora 10 anni dopo, quando verrà ad limina dal Papa Pio XI, mons . Comin ripeterà le desolanti parole che aveva già detto a Benedetto XV nella prima visita del '21 : « Santità, stiamo inafiîando un palo secco» . Ma conce quel Papa, anche Pio XI ripeterà fiducioso nella grazia di Dio e nel tempo : « Vedrete che con il metodo di Don Bosco quel palo germoglierà e fiorirà» . Iw Don Bosco, l'apostolo dei giovani, aveva visto in sogno che anche i selvaggi sarebbero stati convertiti dai loro figli ; dunque bisognava intraprendere un nuovo cammino . Poichè i Kivari portano un grande amore alle loro creature, ecco il punto di incontro e la chiave per risolvere il problema : cominciare dai piccoli, poi questi convertiranno i genitori . Occorreranno scuole, quindi internati perchè i villaggi sono sparsi nella foresta, distanziati da dirupi scoscesi, con sentieri intricati senzai vie di comunicazione . E non basta un centro, ci volevano scuole in tutte le missioni, per tutti i centri ; così sorsero tanti piccoli internati, nei quali i Salesiani accoglievano i ragazzi, mentre le Figlie di Maria %kusiliatrice educavano le ragazze . Fu lo stesso cammino che avevano già percorso con felice successo i nostri missionari del Rio Negro per l'evangelizzazione dei Tucanos e delle varie tribù del bacino amazonico, . Ma per costruire gli internati quante fatiche! Quante volte il Vescovo deve stendere la mano, perchè il Vicariato abbraccia le vette andine in piena foresta ; e benchè le distanze non oltrepassino i 200 km ., mons . Comin non ha l'arco e neppure un modesto mezzo di trasporto a ruote, non esistendo strade . L'unico mezzo è il cavallo e in certe, zone solo il cavallo di San Francesco, perchè si va a piedi con l'aiuto delle mani . Da Indanza a Méndez sono due giorni a cavallo per il cammino del Pan ; ma chi oggi imbocca questa strada di 81) km . in direzione di Mendez, non può soffermarsi senza commozione dinanzi al monumento innalzato alla memoria di don Albino Del Corto, che ha realizzato, cori mezzi primitivi e con incredibili sacrifizi, l'audace progetto di questa strada su balze impervie e scoscendimenti paurosi. La strada ha aperto le vie dell'emigrazione e del commercio a centinaia di famiglie, che poterono stabilirsi in quelle terre fertili, con un lavoro sicuro e in comunicazione con il mondo civile . 38 1 Paute (Ecuador) - I figli dei Kivari hanno ormai a loro disposizione i mezzi moderni per prepararsi ad un razionale lavoro agricolo, che per ora è la loro fonte principale di benessere . Gli internati si riempirono subito ; i Kivaretti impararono a leggere e scrivere, passando dalla lingua della tribù a quella ufficiale, non solo parlata, ma scritta . E con l'istruzione venne il vivere civile e cristiano . Quale commozione per le autorità civili che di tanto in tanto si spingono in visita alle missioni, assistere ai saggi ginnastici e folclorici di tanti kivaretti che cantano l'inno nazionale e si inseriscono come nuovi elementi vivi nella storia patria! Dalla bocca dei genitori avevano sempre udito che la gloria del figlio è vendicare il padre, che la vendetta è sacra e pegno di tanti beni ; ora invece imparano che Dio è carità, che ha insegnato il perdono delle offese, che perdona a noi i nostri debiti perchè noi perdoniamo ai nostri debitori . Così i princìpi cristiani entrano insensibilmente e rafforzano la loro anima naturaliter christiana. 382 Ma fin dal principio della missione i nostri dovettero affrontare il problema della lingua : i Kivari non intendevano lo spagnolo e i nostri non intendevano il kivaro . La Provvidenza, che segue i nostri problemi, suscitò l'uomo ad 'aoc in don Ghinassi . Egli si affrettò a preparare il libretto bilingue per le orazioni, facilitandone l'apprendimento ai ragazzetti . Alla domenica poi, quando affluiscono coloni e adulti, tutti possono pregare • cantare nella loro lingua : Dio intende tutti! Dal piccolo libretto si passò al catechismo . poi senz'altro ai 5 volumi di Il re dei libri • stava curando la seconda edizione del vocabolario kivaro-spagnolo quando sopraggiunse la morte nel 1957 . A don Ghinassi il grande merito di aver dato la chiave per conoscere il mondo dei Kivari e di aver aperto a questi la porta della civiltà cristiana . L'indio nell'ambiente sereno della missione riceve non solo istruzione ed educazione cristiana, ma impara anche un mestiere che gli assicura la vita . Tutte le missioni, oltre il lavoro dei campi indispensabile per il mantenimento della comunità, hanno piccoli laboratori di falegnami, di sarti, di meccanici, • ora anche di elettromeccanici . Così il kivaro, terminata la sua formazione, giunge ai 18 anni pronto per il matrimonio . E poich7't ha un'istruzione che lo ha elevato, cercherà una compagna della stessa levatura fra le ex allieve delle Figlie di Maria Ausiliatrice : ecco l'inizio della famiglia cristiana . È commovente quel che scrive a Monsignore un kivaro già avanti in età : « Noi vogliamo fare una colonia cristiana ; le nostre donne non hanno nozione di cristianesimo . Le suore le istruiranno nella religione e formeranno famiglie di buoni cristiani . Noi faremo la cappella e tu di' al missionario che vi celebri la Messa e ci insegni ad essere buoni, come devono essere i cristiani » . Il cammino fatto dalla grazia di Dio nell'anima dei ragazzi, lo rivela l'episodio di un kivaretto di 12 anni all'ospedale di Méndez . È stato curato con tanto affetto dalla suora, sente che deve morire . Egli offre la sua vita perchè il padre si faccia cristiano . Era la primavera che si annunciava dopo il lungo inverno! Questo fu il germoglio spuntato dal palo secco . Quando, nel 1950, mons . Comin tornerà ad limina con il suo terzo papa Pio XII, potrà dire che finalmente questo ha germogliato . Ma ci volle la pazienza di una intera generazione prima di vedere i primi fiori, che di anno in anno si trasformano in frutti . Anche qui è il Vangelo che si avvera : uno semina, l'altro raccoglie . ti Quali i risultati attuali? Il Vicariato conta ora 12 centri missionari, oltre un centinaio di stazioni secondarie con 90 scuole elementari, 105 maestri laici, 1500 interni fra kivaretti e kivarette, altrettanti esterni, laboratori in ogni missione, 20 scuole di cucito e ricamo, due scuole normali per la formazione dei maestri cristiani : e attorno alla missione, terre coltivate per il mantenimento di tutti, strade, campi di aviazione, piccole centrali elettriche ecc . Nel campo sociale, oltre la schiera di ex allievi in tutti i villaggi, vi sono comitati di padri di famiglia, piccole cooperative agricole e anche circoli operai . Nel campo scientifico gli studi di don Carlo Crespi sugli usi e costumi dei Kivari e il prezioso materiale etnografico raccolto nel Museo della Casa centrale di Cuenca . Nell'Esposizione orientalista del 1944, in occasione del 50° della Missione, Quito e Guayaquil poterono ammirare il progresso realizzato da quel primo manipolo di missionari . Ora la tecnica ha portato nelle missioni non solo libri e cartelloni, ma anche i dischi, le pellicole, i film, la musica in scatola : i missionari sanno sfruttare per il bene delle anime tutti i ritrovati della scienza . La luce elettrica che illumina le nostre missioni è dovuta all'iniziativa del missionario, come pure la linea telegrafica da Pan a Méndez . Tre salesiani coadiutori meritano la nostra speciale riconoscenza : Pancheri, Brioschi e Solís . Quanti ponti e passerelle hanno gettato sopra i fiumi e torrenti impetuosi! Sono essi che adattarono macchine ingegnose per i lavori agricoli e domestici, e impianti idraulici ed elettrici . E poichè esistono confini nazionali, è bene ricordare che in tutte le terre di missione la difesa più sicura è quella dei missionari : sono essi (per giunta, stranieri) che insegnano ai ragazzi indigeni a parlare e scrivere la lingua nazionale, ad amare la patria, a conoscere la storia e le glorie nazionali, essi che non conoscono armi, ma solo la scuola, l'officina e l'aratro . « 1 inchè ai confini ci sono missionari, le frontiere sono sicure», disse un uomo politico senza fede, ma non senza criterio e buon senso . Ma il tempo passava e mons . Comin, giunto agli 85 anni, poteva dire di sentirsi stanco e chiedere un vescovo coadiutore . L'ebbe nella persona di S . Ecc. mons . Giuseppe Pintado . Non è il caso di ricordare qui tutte le onorificenze con cui governi, ministri e autorità vollero testimoniargli la loro gratitudine per l'opera di alta civiltà cristiana realizzata fra i Kivari, integrati alla nazione . Ma se un giorno si vorrà erigergli un monumento, credo che l'ispirazione migliore potrà venire da una fotografia di Monsignore a cavallo, con aria ancor giovanile, mano destra alle briglie ., braccio sinistro che si protende al saluto con il casco equatoriale in mano, volto sereno e gioioso di pacifico conquistatore giunto per il trionfo . Così immaginiamo mons . Comin, fissato nel marino o nel bronzo, a perenne ricordo della sua eroica vita missionaria per la conversione e l'incivilimento dei Kivari . SAC . GUIDO BORRA del Capitolo superiore i è caro incoraggiare e benedire di gran cuore i dilettissimi Missionari, pupilla dei Nostri occhi, che in tutti i continenti, agli avamposti della Chiesa, diffondono il Vangelo di Gesù : sappiano gloriarsi sempre nella Croce del Nostro Signore Gesù Cristo (Gal ., 6, 14), sopportando con amore le eventuali contrarietà e prove, certi che l'aiuto di Dio non mancherà mai a chi vive e lavora soltanto per Lui . S . S . PAOLO VI 3213 N d OM N el periodo trascorso tra la prima e la seconda sessione del Concilio Ecumenico, ho ripreso i miei giri missionari . Dopo il Colle Vaticano, irradiato di splendori di cielo e ammantato di glorie e grandezza millenarie, mi ritrovai ancora negli avamposti della vita missionaria . La cupola di San Pietro era scomparsa per dar posto alla capanna di paglia, così bassa da cozzare la testa contro i legni della volta! Visitai le colline Garo e mi inoltrai nei posti più remoti e selvaggi . Quando lasciai la jeep, sentii don Busolin che gridava : Episcopus procedat magna cum cautela! Cominciavano le tortuosità di un torrente . I piedi si affondano nella sabbia e nel fango :, la veste è tirata su e legata intorno al petto, la mano destra porta il pastorale di bambù, e guazzando nell'acqua e ansimando nelle salite. mi spingo verso la sudata mèta . Don Busolin non può trattenere un sorriso nel contemplarmi in simili paludamenti . . . t3fi4 Scacciando via un senso nostalgico di visioni romane, io recito forte i versi del Poeta : La gloria di Colui che tutto move per l'universo penetra e risplende in una parte più e meno altrove . Sì! La gloria della Chiesa di Dio brilla d'una luce bella anche in questi vasi capillari del Corpo Mistico di Cristo . Il contrasto serve a far risaltare di più la grandezza dell'ideale missionario, che dall'amore e dal sacrificio di Gesù trae l'ispirazione . Se i cattolici d'Italia vedessero . . . Trentadue anni or sono la missione fia i Garo veniva ufficialmente aperta da due pionieri : don Pianazzi e don Costa . Se vogliamo tradurre in cifre i frutti degli eroismi di questo periodo, scriviamo 20 .000 cattolici Assam-India . Specie di lambicchi che servono per fermentare il riso, da cui si ricava il cosiddetto fiat, bevanda alcooiica, e 4 centri di irradiazione . Ma i numeri non dicono nulla' dell'immane lavoro compiuto dai_ soldati di Gesù Cristo per abbattere il colosso del paganesimo . Se i cattolici d'Italia potessero vedere come questi pionieri dormono, viaggiano e mangiano ; come combattono contro le insidie delle malattie ; se conoscessero la loro povertà e sofferenze fisiche e morali non di un giorno, ma di anni e anni, certamente batterebbe nel cuore di molti un palpito più caldo di solidarietà cristiana . Quando nel 1946 visitai per la prima volta la seconda stazione missionaria fra i Garo . trovai don Colzani che viveva in una capanna di bambù in condizioni così disagiate e povere che non potei a meno di pensare ai buchi delle trincee del Carso nella prima guerra mondiale . Sono abitazioni con « aria condizionata », perchè non c'è nessuna differenza fra il di fuori e il di dentro . Per divagarmi don Colzani mi condusse a un campo-base per la caccia degli elefanti sull'orlo delle grandi foreste . Fummo ricevuti cortesemente da un Maharaja, che ogni anno pagava per il monopolio di quella caccia . Il Maharaja ci fece assistere al combattimento degli elefanti . Due enormi pachidermi furono aizzati l'un contro l'altro . Ma quel giorno si rifiutarono di combattere e non ci fu verso di far loro alzare la proboscide in atto di sfida per attorcigliare quella dell'avversario . Disse il Maharaja : « Si vede che gli elefanti sono più umani degli uomini, che fanno tante guerre . . . ». Quei due bestioni erano stati ammaestrati per catturare e addomesticare gli elefanti che vivevano ancora liberi nelle foreste . Vi sono delle sorgenti d'acqua salata . Anche l'elefante ama recarsi alle acque termali . I cacciatori circondano quelle sorgenti con enormi palizzate lasciando soltanto un'apertura . Quando gli elefanti selvatici sono entrati, una porta saracinesca si abbassa . Gli elefanti rimangono prigionieri . Più tardi, cautamente, attraverso la medesima apertura entrano quelli già domati con il loro mahut (guidatore) . E incomincia la dura scuola per insegnare a quegli elefanti selvaggi la virtù dell'ubbidienza e della mansuetudine . Con sangue . catene e digiuno imparano a piegarsi al volere dell'uomo . Quanti i giorni di gioia? . . . Ma gli elefanti non sono quegli animali simpatici e tranquilli del giardino zoologico di Roma . Nel tempo della mietitura, gli-elefanti in torme di dieci e venti entrano nelle risaie e in men che non si dica divorano il Assam-India . Questo è il portatore che accompagnava S . Ecc . mons . Ferrando con tutto il suo fabbisogno . frutto di tante fatiche e sudori . infischiandosi dei mezzi difensivi dei poveri Garo . Don Curto mi raccontava che una volta a mezzanotte, mentre dormiva nella capanna di un villaggio, venne dato l'allarme : « E l'elefante! l'elefante! » . E dovette fuggire . Gli elefanti affamati sfondano anche le pareti delle capanne in cerca di riso . Ci vogliono delle mura ben più forti per tenere a bada tali carri armati viventi! Nel sentiero che io percorrevo, il mio battistrada era stato un elefante selvaggio, solitario e quindi pericoloso, perchè scacciato dalla banda degli altri . Vedemmo le impronte del suo passaggio e il nuovo sentiero aperto dal suo pesante corpo . 385 Ecco - io pensavo - qui siamo ancora nel cuore della giungla e abbiamo un'idea della vita primitiva di cento e più anni or sono . Cari fanciulli, noi vi amiamo, e vogliamo portare anche qui, in questi luoghi ancora inaccessibili, il lavoro benefico dei missionari, che hanno già annunciato la Buona Novella a tanti vostri fratelli . Il tempo stringe Assam-India . Tipo delle colline Garo- 386 Questa povera gente vive in continua apprensione non soltanto degli elefanti e di altre bestie, ma di spiriti maligni che s'annidano ovunque : spiriti cattivi, vendicativi, che possono essere placati solo con sacrifici . All'ingresso dei villaggi potevamo scorgere sugli alberi i segni dei sacrifici : animali infilzati o penne di galline per tener lontano lo spirito maligno, che è la causa delle malattie . Quanti sono i giorni di gioia in mezzo a tanti terrori? Nella lunga, snervante marcia noi ci riposammo nel centro del villaggio, sull'aia di fronte alle capanne . Le abitazioni sono tutte costruite con bambù, alzate da terra e pulite all'apparenza . Le donne con i bambini, quasi tutti ignudi e spaventati, si rifugiano negli antri delle capanne . Ci vuole un po' di tempo e pazienza per rompere il ghiaccio e fare loro accettare qualche dolce . Le mamme ci portano un po' d'acqua contenuta nei bambù . Hanno ben poca cosa da offrirci . Dalla periferia nuove strade incominciano a incrociare le colline Garo, ove furono trovati preziosi giacimenti di carbone e petrolio . Anche l'interno delle colline Garo accoglierà il progresso materiale delle zone periferiche a contatto con la pianura . Ma col progresso materiale noi desideriamo che al regno del timore subentri quello dell'amore . I Battisti sono già molto più numerosi che i cattolici, e fra pochi anni questa tribù sarà tutta cristiana . Nel mio giro missionario amministrai più di 800 Cresime, distribuii centinaia di Comunioni . Migliaia di persone vennero ad ascoltare la parola di Dio . A Damra, al posto della capanna di don Colzani, don Willy ha eretto un salone capace di contenere 1000 persone . Vi sono due grandi belle scuole : una per i giovani e l'altra per le ragazze . A Tura don Buccieri, con i suoi edifizi scolastici, mi mostrava la nuova piccola stamperia, che stampa il periodico mensile e libri . Ma diceva : « Siamo troppo pochi, e il lavoro è iminane per il piccolissimo gregge di missionari fra i Garo! . . . ». Una volta don Busolin era ritornato da un lungo giro come il mio : era stato assediato ogni momento da tanta povera gente che domandava medicine, vestiti, cibo, aiuto, maestri e catechisti . . . A casa si faceva la lettura spirituale e l'autore diceva che in cielo saremo sempre circondati da quelle anime che avremo salvato . Don Busolin, che sentiva ancora la stanchezza di quelle lunghe processioni di gente che si stringevano attorno a lui, sorrise e gli scappò detto : « Basta! Basta! . . . » . Eppure, quando sotto la minaccia dell'invasione comunista, si sparse la voce che le suore e i padri sarebbero andati via, quanti uomini e donne vennero alle residenze missionarie piangendo e dicendo : « Noi abbiamo ricevuto tutto (la voi! Se andate via, chi ci darà i Sacramenti? Chi piglierà cura dei nostri figli?. . . » . Anche i missionari erano commossi e li rassicuravano : « Noi rimarremo sempre con voi! ». MONS . STEFANO FERRANDO S .D .B . Vescovo di Shillong (Assarn-India) Preferisce affidarsi a Maria Ausiliatrice Mio marito si era ammalato di bronchite grave . Il medico si era prodigato in tutti i modi per guarirlo, ma la febbre non lo voleva abbandonare . Perciò un giorno disse : « Esaurite le possibilità dei medicinali, bisogna affidarsi alla natura » . Io allora mi rivolsi a Maria Ausiliatrice, pregandola con tutto il cuore di fare Lei tutto quello che c'era da fare per guarirlo . Misi al collo del marito una medaglietta e cominciai la novena prescritta da Don Bosco . Il medico intanto decise di fare una radioscopia e il giorno coincise proprio con l'ultimo della novena . Le condizioni del marito furono trovate molto migliorate e in breve fu in grado di riprendere la sua attività . Il fatto mi ha confermato la fiducia nella bontà della Vergine e ho deciso di non staccarmi mai dal suo manto materno . Padova ANNA GRIGNOLO BONI Operazione rimandata, poi evitata Un mio caro nipote doveva essere operato di trombosi alla testa . Era già pronto per l'intervento, quando la suora gli dice che, per altri casi urgenti, l'operazione veniva rimandata al giorno seguente . L'indomani, invece, gli fu detto che poteva andare a casa perchè era guarito . Tutti si piangeva dalla gioia per la grazia ottenuta . Maria Ausiliatrice e i nostri cari Santi salesiani avevano esaudito le nostre preghiere . Orta (Novara) DESOLINA MIOTTO Era rimasto sotto il trattore capovolto Ritornavo a casa col mio trattore quando questo, non so come, in una curva si capovolse così che io restai a terra con l'automezzo addosso . Stetti qualche tempo senza che nessuno mi vedesse sotto quella morsa, finchè passò di lì un signore che vedendomi in quello stato, si mise a gridare e a chiamare aiuto . Subito accorse molta gente e con fatica mi tolsero di sotto il pesante automezzo . Ma io ero ormai privo di sensi, non davo più segni di vita e tutti mi credevano morto . Con una macchina di passaggio mi portarono all'ospedale, senza che riprendessi conoscenza . Là i dottori non mi riscontrarono che qualche ammaccatura e piccola lesione . Fecero quindi le più alte meraviglie ; ma solo io potevo spiegare il mistero : Maria Ausiliatrice e San Giovanni Bosco, sotto la cui protezione una mia zia mi ha messo da tempo, hanno steso le loro amorose braccia sopra di me e mi hanno salvato . Li ringrazio di cuore e li prego di volermi sempre proteggere insieme con i miei cari . Mandavi Carassone (Cuneo) RENZO GARELLI L'autista era svenuto!, . . Sono tornato in Italia per un po' di riposo, dopo 3o anni di Missione . I Superiori della casa in cui mi trovo, m'incaricarono di preparare un camion di roba per la colonia estiva . Tutto andò bene all'andata ; non così al ritorno . Infatti mentre stavo recitando le mie preghiere del mattino, ad un tratto vedo che il camion esce dalla strada . Non faccio a tempo ad accorgermi che l'autista è svenuto, che già l'automezzo è nell'abisso . Dopo esser sceso 10-12 metri con due capottamenti, il camion andò a incastrarsi in una insenatura fracassandosi del tutto . Io, invocando la Madonna, potei uscire quasi illeso . Anche l'autista, trasportato da uomini accorsi, fu ricoverato con me all'ospedale per pochi giorni . La gente non credeva ai suoi occhi nel vedere uscire dai rottami due uomini ancora vivi . Così sono sopravvissuto per rendere testimonianza alla bontà Maria Ausiliatrice . Macugnaga (Novara, CARLO CASTELLI coadiutore salesiano 389 Stavano per amputarle la gamba Ero affetta da una grave infezione ad una gamba . Esperti medici della città di La Vega avevano deciso di intervenire con una operazione urgente, perchè il male si aggravava ogni giorno più . Ciò che mi angosciava era il pensiero del dolore dei miei figli e di mio marito, al vedermi priva di una gamba . Perciò feci una filiale promessa a Maria Ausiliatrice, di cui sono tanto devota, e confidai in Lei . Mi trovavo già nella sala operatoria e tutto era pronto per l'intervento ; io intanto continuavo a pregare M . Ausiliatrice che mi salvasse la gamba . Ed ecco che i chirurghi non credono ai loro occhi : la gamba da operare è totalmente sana! . . . La più alta meraviglia si diffuse sul volto di tutti i presenti, mentre io ringraziavo commossa Maria Ausiliatrice, che aveva ascoltato le mie suppliche . Jarabacoa (Rep . Dominicana) EDITA RODRIGUEZ DE ABREU ottenute per l'intercessione di Maria Ausiliatrice e di S . Giovanni Bosco, di S. Maria .'Ilazzarello, di S. Domenico Savio e di altri servi di Dio - alcuni hanno anche inviato offerte ed elemosine per sante Messe di ringraziamento - i seguenti : I90 Abate Felice - Aiello Innocenza - Aimone Gina - Avmonod Pio - Albergante Angela - Alfano Carmela - Amato Laura - Andornetto Anna - .\ndreoli Ester - Arcuri Antonino Arduino Margherita - Arlian Paolo - Banchio Agata Barale Delfina - Barontini Assuntina - Barussi Fam . - Battezzato Roberto - Bellini Gianni - Bedotto Sorelle - BeiIone Ninasco Enrica - Benedetti Giulia - Bergamo Alessandro - Bergò Maria - Bertani Giuseppina - Bertinotti Carla - Bertoglio Giacomina - Bertoldi Giuliana - Bertolino Antonietta - Bertone Teresa - Bettoni Donato - Bianchi Silvana - Bianquin Lorenzina - Biasi Virginia - Binello Anna - Boido Michelaldo - Bon Anna Maria - Bonaccorso Caterina - Bonavia sr . Maria - Bongiorni Maria Cecilia Bonino Emma - Bonino Laura - Borra Albertina - Botta Giuseppe - Butto Luisa - Braghin Mariella - Bregoli Valentina - Briccarello Rita - Buccola Loreta - Burri Virginia - Busetto Ines - Busetto Maria - Buttigliero Anna - Buzzi Alfredo - Calabrese Giuseppa - Caldarera Fisauli Maria - Caldirola Giovanni - Calvi Aldo - Callegari Beatrice - Canavella Maria - Cancelliere Giovanna - Canelli Linuccia - Cargnaud Bernardo - Carpi Elena - Carpignano Lucia - Carrel Maria - Caso Rina - Catalano Sebastiano Cavallero Luigia - Cavelli Linuccia - Celestina Filomena - Celi Anna Maria - Cerri Concettina - Cerutti prof . Maria - Chesi Cesarina - Chiadò Anna - Chiarenza Rosa - Chiozzi Maria - Cianci Tullia - Cirillo Olga - Clivio Franco - Cogliatti Maria - Colombo Rinaldo - Comba Margherita Conigliaro Giuseppa - C'ornaglia lllariuccia - Craviotto Battistina - Crippa Gesuina - Cumino D . Sebastiano Curti Luciana - Dachena Anna - Dalmazzo Bianca Damiani Arrigo - D'Amico Francesca - Dellavesa F . Dell'Isola Antonio - De Magistris Porta Maddalena Destefano Maria - Diani Lina - Di Blasi Nestore - Di Caro Giuseppina - Di ranni Maria - Di Marco Lilla - Dré Giovanni - Durante Giuditta - Fachetti Mario - Ferrara lacono Anna - Favaro Maria - Ferrara Anna - Ferraris dr . Giuseppina - Ferrero Maria ved . Pozzo - Ferretti Teresa - Festi Ruggero - Filippini Isabella - Fiore Bianca - Fiorini Ester - Franchini Battista - Francini Franco Frisotto Anna - Fro,szoni Fernanda - Fucci Marta - Gaggioli Angelina - Galafani A . M . - Galante Teodora - Galino Lucia - Galli Margherita - Gancio-Caponetto Letizia Garbarino Annina - Ganglio Battista - Garis Antonio Gatti Emilia - Gazzoli Luigi - Ghidotti Diana - Ghiglia Mario - Gioannini Luigia ved . Paglia - Giumatti Giusep Altri cuori riconoscenti Emma Formica Torchio (Savona) ringrazia fervidamente M . A . e S . G . B . per la protezione avuta sopra di sè e sulla mamma ammalata . Anna Compagnoni Brighenti (Maccagno-Varese) attesta la protezione di M . A. e di S . D . S . sul suo piccolo Franco e sul nipote Aldo . Fam . Mazzotta (Catania) è riconoscentissima a M . A, per un'insperata grazia ricevuta . Sandra Patrucco (Torino) infinitamente riconoscente a M . A . e a S . G . B . per la guarigione del padre dopo tre anni di malattia, invia offerta in ringraziamento . Giuseppe Carozzo (Orsara Bormida-Alessandria) ricoverato all'ospedale con frequenti emorragie, riacquistò la salute invocando M . A ., S . G . B . e S . D . Savio . Rosina Rapetti (Ricaldone-Alessandria) operata, andò soggetta ad altre complicazioni per le quali ricorse a S . G . B . c a S . D . S . ottenendo il miglioramento desiderato . Fam . Napione (Torino) afilittissima per una figliuola che in seguito a caduta non dava più segni di vita, dava inizio a fervorose preghiere a M . A. ottenendo la grazia implorata . Giovanna Camerini Pozzi (Faenza-Ravenna) in segno di riconoscenza a S . G . B . e a I) . F . R . per la salute propria e del marito, invia offerte per le Missioni Salesiane . pina - Giuntini Zelia - Gonigliaro Giacoma - Grassi Norma - Grattarola Rita - Greppi Secondo - Gualco Maria Guarnieri Marisa - - Guariglia Aida - Guarrella Rina Guglielmino Quaglia Maria - Gussoni Lina - Innocenti Iris - Invernizzi Rina - Janin Speranza - Janni Bianca Lacatena Carmine - Laderchi Maria Pia - Lei Olga Lencioni sr . Flora - Lerotich Alessandro - Lo Cicero Serafina - Lombardi Teresa - Lovisolo Angela - Lucato Ettorina - Luciarnaz Sabina - Maggi Fam . - Malacrida Angelo - Mannalucchi Rosina - Marchisio Lucia - Mariani Iside - Martini Margherita - Marzetta Gian Piero Masaro Giuseppe - Mascari Rita - Mazzola Angelo Mazzola Teresina - Merelli Agazzi Luigina - Michelotti D . Matteo - Milazzo Maria - Milesi Maria - Minelli Rita - Mingrone Maria - Minissale Emilia - Molteni Giuditta - Montalto dott . Nello - Monti Angela - Monti Eulalia - Moro Adelaide - Munier Giorgetta - Musuraca dott . Gerardo - Nacci Teresina - Nava Maria - Negri Walter - Nicola Giuseppina - Nicosia Annina - Nucera Rita - Nuzzi Giovanna - Obert Eva Maria - Oliviero Cesare - Olivero Angelo - Olivetti Piera - Palermo cav . Umberto - Pancheri Giulia - Pantano Paolina - Pareti Livellara Carolina - Parisi Giovanni - Parisi Milan Maria - Pastore Antonio - Paternoster Angelo - Patroni Lucia - Pavno Concetta - Pecetto Marianna - Pedroli Maria - l'ellissetto Fam . - Pcllizzaroli Cristina - Pelucchi Belotti Silvia - Pezzana Elsa - Pezzano Domenica fu Antonino - Piaggio Albina - Picchio Coniugi - Pillan Germano - Piovano Pina - Pirrò Stefanina - Pisani Franca ved . Rizzo - Pogliana Miranda - Ponzo Esterina - Porta Fanni Maria - Presciuttini Francesco - Prevignano Letizia - Quattrocchi Gaetana - Quillico Maria - Radossa Maria - Randazzo Maria - Rasa Fam . - Reda Ida - Renaldo Clelia - Ricotti Giuseppina ved . Riva - Rigoni Armida - Riminucci Arturo - Roba Rosetta - Robiglio Luigina Robotti Carolina - Rolando Perino Paolo - Rosati Margherita - Rossi Giuseppina - Rossi Luigia - Rossi Rosa Rossitto Giuseppa - Russo Lida - Sabadini Gina - Saettone Marco - Sagristani Flora - Saino Pietro e Cesarina Salvo Paola - Salvoni Ines - Sandri Adalgisa - Santoro Maria - Sartori Maria Rita - Savoini Noemi - Sedini Gemma - Senatore Matteo - Silvini Maria - Sirocchi Carolina - Sclaverano Giovanna - Scuola materna (Crusinallo) - Spada Giovanna - Spadaro Iolanda - Spendolini Elisa - Spirito Giuseppe - Strada Maria - Stradella Alessandro - Szegedy Teresa - 'l'aiana Fario - Tamaginni Dina Terzago Vittoria - Tessitore dott. Lusia - Testolini Ida Tognolini Primina - Tomasella Granziera Agnese 'Fondo Teresina Torta Fam . Trombin Anna Vaccarino Rubeo - Valenziano Rachele - Valli Rossi Renata - Vandelli Marta - Verdolini Germano - Vergagno Maria - Vergano Angela - Vernazza Enrico - Viani Angela - Vichi Pia - Visconti Marina - Vitali Carmela - Vitalini Erminia - Volontè Lidia ed Ermanno - Zanta Virginia - Zeduri Diotallevi - Zoccarato Giulio - Zuni Malvolti Carolina - Zussa Maria . £ez irnlezceóóiofie di S. DOMENICO SAVIO Risana da tumore maligno Devo rendere di pubblica conoscenza una grazia ricevuta con l'applicazione dell'abitino di San Domenico Savio . Sono una madre di famiglia con tre figli . Avendo avuto un tumore maligno con emorragia, i medici mi avevano detto che non c'era nulla da fare dopo l'operazione . Passai alcuni mesi sempre in questo stato, quando un'amica mia mi fece dono di un abitino di San Domenico Savio . A poco a poco incominciai a migliorare ed ora sto bene e lo porto sempre al collo come una benedizione che mi accompagna perennemente . Ringrazio di cuore questo Santino che mi permette di vivere e lavorare per la mia famiglia . Terni MARIA MARCUCCI Il dono fu sovrabbondante Ero in pena per non veder accolta la mia ardente preghiera di ottenere dal Signore il dono di un bimbo che rallegrasse la mia famiglia . In un momento di maggior sofferenza, confidai il desiderio alla Direttrice, Figlia di Maria Ausiliatrice, della nostra Scuola materna, la quale mi riaprì la via della speranza nel consegnarmi il prezioso abitino di San Domenico Savio . Incominciai una fervorosa novena al caro Santo e mi vidi miracolosamente esaudita con il dono sovrabbondante di due gemelli : un bimbo e una bimba . Anche la mia vita corse grave pericolo, ma San Domenico Savio non fece la straordinaria grazia a metà . Con il dono dei due bimbi ottenne anche a me la piena salute . Cimetta (Treviso) ASSUNTA PALÚ E MARITO ADRIANO Guarisce da male definito incurabile Da sei mesi lavoravo a Milano, dove avevo trovato un'ottima sistemazione, coronando così un sogno della mamma vedova, che con gravi sacrifici mi aveva fatto studiare . Un giorno sentii un malessere strano alle gambe . Dopo lunghe consultazioni, medici e specialisti diedero un verdetto terribile : il male era incurabile e io avrei dovuto passare la vita su di una sedia a rotelle . Indescrivibile la mia angoscia e quella dei miei . Una zia, Figlia di M . Ausiliatrice, impegnò tutta la sua comunità a strappare la grazia a San Domenico Savio . Intanto altri specialisti di Catania confermarono la diagnosi di quelli di Milano : sclerosi a placche, chiamata in un secondo tempo e sieringomelia n . Sentendomi sempre peggio, ingoiai qualche particella di reliquia di San Domenico Savio e intensificammo le preghiere . Lentamente, ma decisamente, giorno per giorno, andai migliorando fino a ristabilirmi del tutto . Grande è, e sarà sempre, la mia riconoscenza a San Domenico Savio . Cesaró (Messina) DOTT . GINO SCARAVILLI SAVIO Lucia Arlotta (Lecce) incoraggia tutte le giovani madri preoccupate come lei, a invocare con fiducia S . D. S ., certe del buon esito finale . Camilla Ghidoni in Gusmini (Cologno al Serio - Bergamo) con l'intercessione del Santo delle culle si è vista allietata la famiglia dal piccolo Pierangelo . Geom. Agostino Basso (Torino) temeva che il figlio, ammalato di nefrite acuta, rimanesse in stato cronico ; lo raccomandò a S . D. S . ed ora può segnalarne la guarigione . Elvy Boer (Portogruaro-Venezia) preoccupata per la cristiana educazione dei figliuoli, ottenne, con la preghiera a S . D . S ., una duplice grazia a loro favore . Marisa Canessa Bonino (Torino) temeva con i medici di avere una creatura in pericolo . Invece, invocando l'aiuto di S . D . S ., ebbe una bimba in florido stato . Domenica Cotugno (Soccorso-Messina) si riconosce debitrice a S . D . S . per una pronta guarigione del figlio . Questi peggiorava sempre più ; ma indossato l'abitino dei Santo, incominciò a muoversi da solo, finchè in breve guarì perfettamente . Carla Riva (Como) invocando S . D . S ., di cui portava l'abitino, ottenne grazie per sè e per il figliuolo . Ambrogina Premoli in Costa (Vigevano-Pavia) professa viva riconoscenza a S . D . S . per la sua bambina quasi morente, guarita con l'intercessione e l'abitino del Santo . Santina Gavarone in Dodero (Genova) invia offerta per le Opere salesiane attribuendo a S . D . S ., di cui portava l'abitino, la vita del proprio figlioletto . :341 ~az~e a1Czi6ai1e a 3 SANTA MARIA MAZZARELLO MIRACOLATA DA SANTA MARIA MAZZARELLO 392 Per la seconda volta in Thailandia Santa Maria Mazzarello guarisce da sordità chi la prega . La nuova graziata dal 25 marzo s chiama Maria . La notte dal 3 al 4 febbraio, quando ebbe la visita di Madre Mazzarello, si chiamava solo Chaluei ed era catecumena . Chaluei era nata nel 1941, quarta di otto fratelli . Fin dalla nascita fu affetta da grave infermità alle orecchie, che emettevano quasi in continuità materia purulenta . La mamma non l'amava, anzi preferiva farle conoscere la sua volontà col bastone più che con la voce, anche perchè ci sentiva poco . I lavori più gravosi erano riservati a Chaluei . Che fare di una ragazza sempre in cura? pensava la poco amorosa mamma . - Che almeno si guadagni quel che spende nelle medicine . Ma le medicine non le davano nè guarigione nè sollievo . Neanche una lunga permanenza all'ospedale, all'età di 17 anni, le portò vantaggio . Povera Chaluei! Poteva solo dormire supina : appoggiare la testa al guanciale, tanto a destra come a sinistra, le era intollerabile . In tanto grigiore brillò per Chaluei un raggio di sole quando un buon giovane la liberò dalla persecuzione della mamma e le diede tutto il suo affetto . Due bimbe in quattro anni vennero ad allietare il nuovo nido familiare . . . Ma anche il marito Thon- glo, oggi Paolo, non potè portare sollievo all'infermità della sposa . Anzi quest'anno, in gennaio, le condizioni si aggravarono . Il primario dell'ospedale, dottor Somnuk, dopo inutili cure dovette confessare scoraggiato : Niente posso fare, neppure diminuire questa continua produzione di pus . Si potrebbe tentare un'operazione, mr è molto rischiosa e di dubbio successo . I due timpani sono completamente bucati . Intanto un fatto nuovo era avvenuto nella vita di Thonglo e, per riflesso, in quella di Chaluei . Un amico, fidanzatosi con una ragazza cristiana, aveva domandato di essere istruito nella nostra Religione . Thonglo aveva chiesto anche lui di studiare il catechismo con l'amico . Questo nel marzo del 1962 . Chaluei, quando era sola in casa, amava leggere il catechismo del marito . Ma non c'era nessuno che glielo spiegasse! Tuttavia una grande idea esercitò subito su di lei una irresistibile attrattiva : Dio è nostro Padre . E nella sua semplicità imparò da sè a parlare con Lui . Ma quale gioia quando trovò una seconda verità : Abbiamo anche una Madre, la Vergine Maria! Per lei che non aveva goduto le tenerezze della madre, ma che ora, divenuta madre lei stessa, si dedicava con tanto amore alle sue bimbe, questa scoperta j 'ti veramente sensazionale : « Dunque anch'io ho una Madre! » . Da allora le sue conver- Ratburi-Thailandia La signora Maria Chaluei e la suora diocesana suor Agata Praphai, felici e riconoscenti a Santa Maria Mazzarello per aver ricevuto la grazia dell'udito invocandone l'intercessione sazioni con la Mamma del Cielo divennero frequenti, filiali e piene di speranza . La festa di Cristo Re del 1962 portò a Thonglo la gioia del battesimo . La preghiera in famiglia divenne ancora più intensa . Peccato che la sordità non permettesse ai due sposi di unire la loro voce! . . . Si era ai primi di gennaio 1963 . Quando i dolori e la suppurazione delle orecchie di Chaluei erano più crudeli, un giorno essa col marito si recò all'Istituto « Santa Maria », dov'è direttrice suor Luigina di Giorgio F. M . A ., che è pure superiora della Congregazione diocesana delle « Ausiliatrici » . Nel 1947, Madre Mazzarello non aveva guarito miracolosamente suor Agata Praphai da completa sordità? Dunque perchè non interessare questa buona Mamma in favore di una catecumena in condizioni così dolorose? Chaluei non aveva mai sentito parlare di Madre Mazzarello ; ma accettò con gioia la sua reliquia, dopo che suor Luigina le ebbe fatto comprendere, più coi gesti che con le parole, che aveva guarito una giovane siamese e che avrebbe aiutato anche lei . La direttrice invitò le suore « Ausiliatrici » a incominciare una novena . Anche l'ammalata pregò con la sua fede semplice e viva . Terminata la novena, la notte dal 3 al 4 febbraio, Chaluei nel sogno vede illuminarsi la stanza, mentre Madre Mazza- rello avanza circondata da una decina di suore « Ausiliatrici » . La Santa le si avvicina, la prende per mano e sorridendo le chiede : « Stai bene adesso? » . Un altro sorriso e la visione si dilegua . Una gioia grande riempie il cuore di Chaluei . È notte alta, essa si sveglia e vorrebbe svegliare il marito, dirgli quel che ha visto, ma non osa : egli dovrebbe gridarle forte per farla comprendere e a quell'ora non conviene . . . Spunta finalmente l'alba . Solo allora Chaluei, schiacciando e stropicciando le orecchie, ha un sussulto : nessun male! E poi le orecchie son secche, non più pus, non più fetore, nulla! Ma è tanta la commozione che non si accorge della grazia più grande . Solo più tardi si rende conto che ormai ci sente, ci sente come mai aveva sentito, anche un lieve sussurro . Inesprimibile la meraviglia del dottor Somnuk, che aveva dichiarato l'impotenza della scienza in un caso così doloroso . Per la famiglia di Chaluei la gioia fu al sommo il 25 marzo, quando anch'essa acquistò col Battesimo il pieno diritto di chiamarsi «figlia di Dio » . E con la mamma anche le due bambine . Santa Maria Mazzarello aveva portato la felicità in quei cuori semplici e buoni . MONS . PIETRO M . CARRETTO, salesiano Vicario apostolico di Ratburi (Thailandia) 393 cicorloòeerati al eiaecalile DON MICHELE RUA Gli salva il dito Lavoravo in cucina con una macchina elettrica per tritare la carne . In un momento di distrazione l'affilato coltello dentato della macchina mi prese sotto tre dita della mano sinistra : l'indice, il medio e l'anulare . Il medio rimase tagliato quasi completamente alla seconda falange, restando unito soltanto per un pezzo di pelle . I medici dell'ospedale decisero di tagliarlo per curare la mano. Li supplicai di non farlo . Essi mi compiacquero, dicendo però che non c'era assolutamente nessuna speranza di poterlo salvare . Intanto i ragazzi del nostro collegio si accordarono con fede per chiedere al venerabile Don Rua che mi volesse conservare il dito a costo di operare un miracolo . Intanto le cure applicate alle dita colpite non impedirono che il pezzo di dito staccato diventasse nero e come morto . 1 medici nuovamente si disposero a tagliarmelo . Li supplicai ancora una volta che non lo facessero per un motivo mio personale e misterioso . Acconsentirono anche questa volta, rimandando ancora l'operazione . Bastò questo intervallo di tempo perchè Don Rua mi salvasse il dito, premiando la fede dei ragazzi e dei salesiani che lo pregavano . Infatti il dito cominciò a prendere colore naturale e in breve guarì perfettamente, tanto che oggi posso fare tutti i miei lavori e suonare la chitarra senza sentire il minimo disturbo . Desidero rendere pubblico il mio grazie a Don Rua ad edificazione di tutti . Cabezo de Torres (Marcia-Spagna) MICHELE ANGELO LAPETRA CORTÉS coadiutore salesiano Si scopre la causa del male 394 Un mio fratello da diverso tempo soffriva di una fortissima ipertensione che gli procurava gravi disturbi visivi e in ultimo una minaccia di paralisi . Malgrado continue e svariate cure, non si era riusciti a farla diminuire . Allora mi rivolsi con grande fede al venerabile Don Rua e al servo di Dio Don Rinaldi perchè ci aiutassero a scoprire la causa del male per poterla eliminare . Alla fine della prima novena, i professori decisero di asportargli un rene ammalato, unica possibilità di salvezza . Ma l'operazione si presentava molto preoccupante per le condizioni di estrema debolezza del malato . Don Rua e Don Rinaldi ci hanno esauditi : l'operazione è riuscita perfettamente e la pressione è notevolmente diminuita . Adempio quindi la promessa di pubblicare la grazia . Petrizzi (Catanzaro) CATERINA CARNEVALE Invocando Don Rua scompare una ciste Ai primi di maggio fui colpita da un male allo stomaco, che i medici diagnosticarono una ciste, per la quale avrei dovuto essere operata al più presto . Allora con grande fede e amore Ini rivolsi al venerabile Don Michele Rua e, dopo aver recitato ogni sera per nove giorni la preghiera della novena, ottenni la guarigione senza alcun intervento . Riconoscente al Venerabile, rendo pubblica la grazia, nella speranza che possa servire a risvegliare in altri amore e fiducia nella intercessione di Don Rua . Mazzarino (Caltanissetta) BORINA BOGNAMINI Alessio Cretti (Ceratello - Bergamo) è riconoscente al venerabile Don Michele Rua per una segnalata grazia, ne invoca fiducioso la protezione su tutti i familiari e invia un'offerta per la sua beatificazione e canonizzazione . P . A . L . (Biella) dichiara che, grazie alla intercessione di Don Rua, si potè finalmente risolvere una quest_.,ne d'interesse, che a causa di un familiare si trascinava da lungo tempo . Per questo rende pubblica la sua riconoscenza al Venerabile, di cui è molto devota . í noslrí moit J L' cA ~' SALESIANI DEFUNTI Sac . Ugo Gallízía t a Roma il 5-1X-1963 a 54 anni . Tempra di studioso profondo e versatile insegnante di Sacra Scrittura nella facoltà di Teologia nel nostro Pontificio Ateneo, fu amato e stimato per la vastità della sua cultura e per l'amabilità e l'umanità del suo carattere . Quando spiegava San Paolo, pur non essendo un remperamento brillante, sapeva elettrizzare ed entusiasmare gli alunni con la profondità delle sue osservazioni e con la meravigliosa apertura di prospettive su tutti i campi del sapere teologico e classico . Una memoria pronta e tenace gli aveva permesso d'imparare molte lingue, e questo aveva favorito in lui la lettura di moltissime opere nei testi originali, le cui reminiscenze colorivano le sue lezioni e le sue conversazioni, sempre interessantissime . Una ipertensione gli aveva tolto in questi ultimi anni la possibilità di ori lavoro intenso ; aveva tuttavia continuato a occuparsi, e ultimamente si era dato corpo e anima alla causa del latino, secondo le direttive della Veterum Sapientia . La sua perdita è gravissima e lascia in tutti un rimpianto e un vuoto non facilmente colmabile . Sac . Felice Grosso t a Torino - S . Giovanni Evangelista il 4-ix-1963 a 74 anni . Entrato nella Congregazione salesiana quando già era professore nelle scuole statali, e non senza difficoltà da parte della famiglia, visse quasi tutta la sua vita di sacerdote nella nostra scuola pareggiata S . Giovanni Evangelista, dove educò innumerevoli schiere di giovani alla pietà, all'apostolato, al coraggio cristiano . Fra essi alcuni salirono a importanti incarichi nell'Azione Cattolica e nella vita politica . Uomo di fede e di viva pietà, passava lunghe ore in chiesa, ogni volta che fosse libero dai suoi impegni di lavoro, tanto che a chi avesse chiesto di lui, si soleva rispondere che lo cercasse in cappella . Colpito da infermità, passò i tre ultimi anni di vita nella sua umile stanza, esempio di rassegnazione e di pietà ai confratelli, ai giovani, agli ex allievi, che conservarono sempre per lui vivissima simpatia e riconoscenza filiale . Sac. Igino Ricaldone t a Torino il 31-viii-i963 . lira nato a Mirabello Monferrato 1' i i gennaio del 1903 . Ancora chierico, nel 1924, partiva per le Missioni salesiane dell'Assam (India) . Ivi fondò la scuola media e superiore, parificata all'Università ' Don Bosco ~> a Shillong (India), lasciando un ricordo indelebile tra quelle popolazioni, di cui non pochi pagani furono da lui battezzati . Nel 1956 fu inviato nelle Filippine, dove per sei anni diresse due importantissime scuole professionali . La bontà d'animo, il fervore della pietà, lo zelo missionario, lo spirito di generosità e di sacrifizio distinsero tutta la sua vita di missionario e di religioso salesiano . Non conobbe riposo nè di giorno nè di notte, prodigandosi in una donazione totale di sè, che ha dell'eroico. Don Igino resterà nel ricordo di tutti coloro che lo conobbero quale esempio di rettitudine, di disinteresse, di sacrificio e di fedeltà alla Chiesa e alla sua amata Congregazione . Sac. Alfredo Massa t t a Bari a 55 anni . Sac. Bartolomeo Alibertí 54 anni . t a Concepción (Cile) a Sao. Felice Gadda t a Treviglio (Bergamo) a 53 anni . Coad . Giuseppe Franceschíní t 8z anni . Coad. Umberto Parísí Francesco Ceresa t a 77 anni . Il r° settembre 1963 lasciava la propria casa per il gran viaggio all'eternità, dopo una vita semplice e laboriosa, tutta spesa per la sua famiglia, portando con se, tra i titoli al premio, anche quello di aver dato a Don Bosco uno dei suoi figliuoli . Prof. Piero Rubatto, ex allievo salesiano nei collegi di Lanzo Torinese e di Torino-Valdocco . Aveva predilezione per la Casa Madre e ritrovava motivo di gioia e di dolci ricordanze quando poteva rivedere i superiori e i luoghi che gli furono palestra nei suoi anni giovanili . Amantissimo di Don Bosco e della sua Madonna, espresseo più volte il desiderio di avere, dopo morte, i suffragi nel Santuario di M . Ausiliatrice . Insegnante in parecchie scuole pubbliche, assolse il suo mandato con vero spirito di abnegazione e di sacrifizio, non mai disgiungendo l'educazione della mente da quella del cuore . Aveva fin da giovane formulato una massima che soleva partecipare agli intimi : i Sincerità con se stessi e col prossimo, semplicità nel sentire e nell'operare, sono guida sicura per un'aurea serenità di spirito a . Giovanni Novelli di anni 90 . Cristiano di grande fede e a tutti di ottimo esempio, anche se modesto e umile, Sua gioia e orgoglio erano i numerosi figli, che lo hanno sempre circondato di premuroso affetto nella sua lunga esistenza . Si gloriava di aver dato un figlio alla Società salesiana . Professoressa Angíola Maffiodo t a Oulx il 15-VUi-1963 . Cooperatrice salesiana educata nei collegi delle Figlie di !Maria Ausiliatrice, si era formata convinzioni religiose robuste, ben sostenute da una rettitudine e virilità di carattere non comuni . Durante la sua lunga carriera d'insegnamento nelle scuole classiche statali fu suo primo ideale scolastico il trasfondere nei suoi allievi i princìpi religiosi e morali, ch'ella viveva, il rispetto alla Chiesa e alle persone religiose, affrontando intrepida anche dure lotte é sopportando amare vessazioni . Molti suoi ex allievi devono al suo insegnamento l'aver orientato la loro vita verso ideali di fede . Cecilia Algostino ved . Bianco t a Caluso l'11-ix-i963 . Fervente Cooperatrice salesiana, lascia l'esempio di una vita cristiana ispirata a sentita pietà, a particolare divozione a Maria Ausiliatrice e a S . Giovanni Bosco . Beneficò generosamente le Opere e Missioni salesiane e si prodigò nell'apostolato . ALTRI COOPERATORI DEFUNTI Bacchetti Lucia - Bartoletti Emma - Bernardinello Emma Bertoletti Rachele - Biglieri Luigi - Sorella Maria - Carcaterra dott . Giovanni - Castagna Celeste - Chissoli Anna Cisarri maestro Antonio - Crivelli Maria - De Giusti Fabbro Italia - Facchin Leandro - Milano Francesco - Pistone Maddalena - Reguitti Rita - Scarazzini Maria - Soave Secondo Tesori Cesare - Valetto Maria . a Faenza a 82 anni . Sac. Lorenzo Gasperi t a Firenze a 78 anni . Sac. Filippo Badialí t a Borgomanero (Novara) a 74 anni . Sac. Ciro Santoro nasiali nel nostro Istituto di Sampierdarena e volle dimostrare la sua riconoscenza a Don Bosco diventando il più valido appoggio dell'apostolato delle Figlie di Maria Ausiliatrice in Campoligure . t a Nave (Brescia) a a Messina a 41 anni . L'ISTITUTO SALESIANO PER LE MISSIONI con sede in TORINO, eretto in Ente Morale con Decreto 12 gennaio 1924, n . 22, può legalmente ricevere Legati ed Eredità. Ad evitare possibili contestazioni si consigliano le seguenti formule : Se trattasi d'un legato : >. . . . lascio all'Istituto Salesiano per le Missioni con sede in Torino a titolo di legato la somma di Lire . . . (oppure) l'immobile sito in . . . '>, Se trattasi, invece, di nominare erede di ogni sostanza l'Istituto, la formula potrebbe esser questa : COOPERATORI DEFUNTI Canonico Lorenzo Oliverí t a Campoligure a 59 anni . Fu apostolo infaticabile della gloria di Dio e del bene delle anime nella chiesa e nella scuola, profondendo tesori di bontà, di fede, di zelo ardentissimo, fino all'ultimo respiro della sua vita . Si gloriava di aver compiuto gli studi gin- i . . .Annullo ogni mia precedente disposizione testamentaria. Nomino mio erede universale l'Istituto Salesiano per le Missioni con sede in Torino, lasciando ad esso quanto mi appartiene a qualsiasi titolo u . (firma per esteso) (luogo e data) 595 CROCI TOTALE MINIMO PER BORSA L . 50 .000 Per cominciare una Borsa occorre un minimo di Lire 10 .000 Borse complete Borsa Maria, Auxilium Christianorum, in suffragio dei coniugi Degrandi Carlo, Givario Vittoria e figli, a cura del figlio Carlo (Alessandria) (1a) - L . 50 .000 . Borsa Maria, Auxilium Christianorum, in suffragio dei coniugi Degrandi Carlo, Givario Vittoria e figli, a cura del figlio Carlo (2a) - L . 50 .000 . Borsa Cuore di Gesù, venga il tuo regno!, a cura di Filomena Zannella (Latina) - L . roo .ooo . Borsa Maria Ausiliatrice, proteggi la nostra creatura e conserva a lungo papà e mamma, a cura di Bonina Laura e Paolo (Cuneo) (Ia) - L . 50 .900 . Borsa Maggio Vincenzo, in suffragio e ringraziamento, a cura di un gruppo di Cooperatrici salesiane - L . 5o .000 . Borsa Maria Ausiliatrice e Don Filippo Rinaldi (2a), a cura del cav . Periti Angelo (Piacenza) - L . 50 .000 . Borsa Rua Don Michele, Venerabile, a cura di Cubetta Giuseppe (Messina) - L. 50 .000 . Borsa Maria Ausiliatrice, Pio XII e Santi salesiani, assisteteci in continua protezione, a cura di D . P . M . G . (Cuneo) - L . 50 .000 . Borsa San Guido, a cura dei coniugi Carlo Tarsilla Renzi (Alessandria) - L . 50 .000 . Borsa S . Giovanni Bosco e S . Domenico Savio, aiutate i miei figli, a cura di Adriana Zanzottera-Gatti (za) (Varese) - L. 50 .000 . Borsa S . Giuseppe, in onore e protezione, a cura di N . N . (Novara) - L . 5o .ooo . Borsa Santi salesiani, in ringraziamento, a cura di Carlo Viberti (Cuneo) - L . 50 .000 . Borsa Giacomuzzi don Paolino, in occasione delle sue Nozze d'oro sacerdotali, a cura della Parrocchia di Ziano di Fiemme (Trentino) (1a) - L. 50 .000 . Borsa Giacomuzzi don Paolino, in occasione delle sue Nozze d'oro sacerdotali (za) - L . 50 .000 . Borsa Giacomuzzi don Paolino, in occasione delle sue Nozze d'oro sacerdotali (3a), a cura dei Cooperatori e Cooperatrici salesiani di Ziano di Fiemme - L . 50 .000 . Borsa San Domenico Savio, a cura di N . N . Gattinara (Vercelli) - L . 50 .000 . Borsa Stella Maris, a cura di Lily e Mary Busuttil (Malta) - L . 50 .000 . Borsa Trasfigurazione di N . S . G. C . Salvatore, a cura di Salvina Camilleri (Malta) - L . 90 .000. Borsa Oberto don Stefano-Medaglia d'Oro, in memoria e suffragio, a cura della sorella Teresa (Cuneo) - L . 50 .000 . Borsa Maria Ausiliatrice e S . G . Bosco, invoco salute e protezione, a cura di N . N . (Udine) - L. 50 .000 . Borsa S. Cuore di Gesù, M. Ausiliatrice, S . G . Bosco e S . D . Savio, a cura di Ida Cornero (Torino) - L . 50 .000 . Borsa Anime del Purgatorio, S . Carlo e S . Antonio, a cura delle sorelle Lanfranco, Virginia e Maria - L . 6o .ooo . Borsa Maria Ausiliatrice, aiuta sempre me e familiari, a cura di N . N. (Cagliari) - L . 50 .000 . Borsa Maria Ausiliatrice e S . G . Bosco, secondo le intenzioni di N . M . (Como) - L. 50 .000 . Borsa San Giovanni Bosco, in ringraziamento, a cura di Rusconi Niny in Maggiori (Brescia) - L . 50 .000 . Borsa Angeli Custodi, a cura di Alessandro-Ornella Ferrero (Vercelli) - L . 50 .000 . 'Borsa Maria, Auxilium Christianorum, per un aspirante povero, a cura di P . D . G . M . (Torino) - L . So .ooo. 396 Borsa Maria Ausiliatrice, per suffragio e ricordo dei Defunti della famiglia Mariani-Vigevano, a cura di Cottinelli Lina (Brescia) - L . 90 .000 . Borsa Maria Ausiliatrice e Santi salesiani, in suffragio dei genitori Placido Assunta, a cura dei figli, Francesco, Italia, Gerardo e Luigi Sangiorgio (Catania) - L. 50 .000 . Borsa Maria Ausiliatrice, salva i bimbi affamati d'Africa, • secondo le intenzioni di Maria Luisa Gutti (Genova) - L . 50 .000 . Borsa Maria Ausiliatrice e S . G . Bosco, secondo le intenzioni della defunta Giuseppa Liaci (Lecce) - L . 50 .000 . Borsa La famiglia Longinotti, p . g . r., a cura di Anna Maria Longinotti (Parma) - L . 50.000 . Borsa Maria Ausiliatrice, S . Antonio e S . Gaetano, perchè continuino a proteggerci, a cura di Petrino Felicina (Asti) - L . 90 .000 . Borsa S . Cuore di Gesù, S . Giuseppe e S . G . Bosco, a cura di Petrino Macchio Felicina (Asti) - L. 50 .000 . Borsa Valle don Paolo, in suffragio e ricordo, a cura di Giuseppe Barbesino (Roma) - L . 50 .000 . Borsa Maria Ausiliatrice e Santi salesiani, p, g. r ., a cura di Francesco Clarizi (Napoli) - L . 50 .000 . Borsa Maria Ausiliatrice, a cura di N . N ., Termini Imerese (Palermo) - L . 6o .ooo . Borsa Papa Giovanni XXIII, in suffragio dei cari defunti • secondo le intenzioni di Maria Savelli Feyles (Genova) - L . 50 .000 . Borsa Maria Ausiliatrice e S . Giovanni Bosco, in suffragio di Masera Giuseppe e Piovani Teresa, a cura del cav. Lantieri Ferruccio (Torino) - L . 50 .000 . Borsa M . Ausiliatrice e S . G . Bosco, in suffragio dei coniugi Arduino Domenico e Lusso Maria, a cura di Arduino Francesca (Torino) - L . 50 .000 . Borsa Vallino sac . prof. Giovanni, in memoria e suffragio (Torino), a cura del doti . Piero Novero - L . 5 0 - 000 a cura di N . N . (Torino) - L . 50 .000 . Borsa Rua Don Michele, perchè interceda presso il S . Cuore • Maria Ausiliatrice, affinché possiamo ottenere la guarigione tanto desiderata, a cura della famiglia M . - L . 50 .000 . Borsa M . Ausiliatrice e S . G . Bosco, benedite sempre il salesiano D . Pier Giorgio Palazzin. Nella occasione della sua Ia S. Messa, a cura di Allara Leonilda - L . 50.000 . Borsa S . Domenico Savio, per due grazie ricevute e per ottenere una conversione, a cura di N . N . (Asti) - L. 50.000 . Borsa Per i Missionari di Don Bosco e in suffragio di Parlagreco Filomena, a cura di Parlagreco Giovanna (Enna) - L . 50 .000 . Borsa S . Domenico Savio, per ringraziamento e perchè continui a proteggermi negli studi, a cura di E . L. (Genova) - L . 50 .000 . Borsa Rinaldi Don Filippo, perchè mi protegga con i miei cari vivi e defunti, a cura di Olimpia Cavaglià (Torino) L . 5o .ooo . Borsa San Domenico Savio, p . g . r ., riconoscente la famiglia Getti (Bologna) - L . 50 .000 . Borsa Maria Ausiliatrice e S . G . Bosco, in suffragio di Genco Biagina, a cura della sorella Biagina (Trapani) L . 50 .000 . Borsa S. Cuore di Gesù e di Maria, in suffragio di tutti i miei defunti, a cura di Esmelia Cassinelli (California) - L . 57 .700 . (continua) AUTORIZZAZIONE DEL TRIBUNALE DI TORINO IN DATA 16 FEBBRAIO 1949, NUMERO DIRETTORE RESPONSABILE : SAC . DOTT . PIETRO ZERBINO, VIA MARIA AUSILIATRICE, 32 403 . - CON APPROVAZIONE - TORINO (712) - OFFICINE ECCLESIASTICA GRAFICHE S .E .I . Spedizione in abbonamento postale - Gruppo 2° - 1° quindicina JUAN DACIO 4q AGOSTINO FAVALE • `14 CONCIL CUMENIC \ DA PIETRO A GIOVANNI XXIII • NELLA STORIA DELLA CHIESA 2 Versione italiana di C . Jelminì Introduzione di Vintila Horia PAGINE 519 - L . 2000 PAGINE XI-295 - L. 2000 Fatta apposta per soddisfare la Nessun Stato possiede una sto- curiosità del grande pubblico, ria così complessa come quella l'opera contiene le notizie più del Vaticano, nè alcun sovrano significative sui venti Concili ebbe mai responsabilità simili a quelle di un Pontefice Romano • finora celebrati e la precisa puntualizzazione dei problemi f che la Chiesa sta affrontando nel XXI Concilio f Per ricevere i volumi a domicilio senza spese postali, basta anticipare l'importo a mezzo vaglia o conto corrente postale n . 2/171, indirizzando alla PERIODICO QUINDICINALE DELLE OPERE E MISSIONI DI SAN GIOVANNI BOSCO Direzione : via Maria Ausiliatrice, 32 - Torino - Telefono 48-41-17 AI 1 ° del mese: per i Cooperatori e le Cooperatrici Salesiane Al 15 del mese : per i Dirigenti della Pia Unione Si invia gratuitamente Facciamo noto ai benemeriti Cooperatori e alle benemerite Cooperatrici che le Opere Salesiane hanno il c . c . postale con il numero 2-1355 (Torino) sotto la denominazione : Direzione Generale Opere di Don Bosco - Torino 712 Ognuno può valersene con risparmio di spesa, nell'inviare le proprie offerte, ricorrendo all'ufficio postale locale per il modulo relativo * IMPORTANTE - Per correzioni d'indirizzo si prega d'inviare anche l'indirizzo vecchio. Si ringraziano i sigg . Agenti postali che respingono, con le notificazioni d'uso,i Bollettini non recapitati .