- ANNO LXXXVII
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N. 21
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1° NOVEMBRE 1963
la
copertina
Un lutto per la Chiesa .e per, la
. . Famiglia Salesiana : la morte di
mons. Domenico ., COMM,
CIvi-. .
lì zatore .e apostolo del,:- Kivarr,
'(Oriente puatoriano) .
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ANNO LXXXVII
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NUM. 21
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TORINO, 1^ NOVEMBRE 1963
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Chi
è
il
vescovo
« Fra i vari problemi che questa meditazione, a cui il Concilio si accinge,
offrirà, sarà primo quello che riguarda voi tutti, Venerabili Fratelli, come
Vescovi della Chiesa di Dio . Noi non esitiamo a dirvi che guardiamo
con viva attesa e sincera fiducia a questa prossima trattazione, come
quella che . . . dovrà approfondire la dottrina sull'Episcopato, sulle sue
funzioni e sui suoi rapporti con Pietro . . . »
PAOLO VI
inaugurando la seconda Sessione del Concilio Vaticano /l
an Paolo, nell'esporre ai cristiani di
Efeso la mirabile realtà della Chiesa, Corpo
Mistico di Cristo, ha un'affermazione luminosa : Voi dunque non siete più nè forestieri, nè avventizi ; ma siete concittadini
dei santi e membri della famiglia di Dio,
essendo stati edificati sul fondamento degli
apostoli . . . essendo Cristo stesso la pietra
angolare (Il, 19-20) .
La Chiesa è fondata su Cristo, pietra
angolare ; è fondata su Pietro (come abbiamo visto nel numero precedente), ma
è anche edificata sugli apostoli ; è quindi
apostolica, come è una, santa e cattolica .
Gesù Cristo, durante la sua vita pubblica, si era preoccupato di formarsi un
gruppo di dodici « apostoli » . Per essi
aveva avuto cure particolari, ad essi aveva
rivelato i misteri del Regno di Dio, li
aveva ripetutamente chiamati « amici »,
aveva loro dato, nell'ultima cena, l'appellativo di «.figlioletti » ; li aveva scelti
uno per uno . Essi avevano goduto della
più profonda intimità col Maestro, avevano partecipato alla sua stessa vita e
agli stessi avvenimenti (lei tre anni della
vita pubblica ; erano stati i testimoni « prescelti da Dio » della passione, morte e
risurrezione di Gesù . Ad essi ancora Egli
aveva promesso la piena autorità nella
Chiesa : . . . Tutte le cose che avrete legate
sulla terra, saranno legate nel cielo ; e tutte
le cose che avrete sciolte sulla terra, saranno sciolte in cielo (MATT ., XVIII, 18) .
Ebbene, prima di salire al cielo, Gesù
Cristo affidò ai dodici apostoli quella stessa
missione che Egli aveva ricevuto dal Padre :
Come il Padre ha mandato me, anch'io
mando voi . . . (Giov ., XX, 21) . Ad essi affida la predicazione del Vangelo a tutte
le creature : con essi Egli sarà sino alla
fine del mondo (MATT ., XXVIII, 19-20) .
Il che vuol dire che nella Chiesa, sino
alla fine del mondo, ci saranno gli apostoli e, morendo le persone, rimarrà la
loro funzione . 36 1
Pietro e gli apostoli costituiscono l'elemento direttivo che dà la sua particolare
fisionomia alla Chiesa di Cristo, in modo
tale che essa, senza Pietro e senza gli
apostoli, non potrebbe essere la Chiesa
di Cristo .
Nella Chiesa, Pietro e gli apostoli formano un gruppo determinato, di cui Pietro
è il Capo e gli altri sono le membra ; ma
un gruppo chiuso : è questo gruppo che
ha avuto da Cristo la missione di reggere
e governare la Chiesa e portare le anime
a Dio, amministrare i mezzi di salute, i
Sacramenti e predicare il Vangelo .
Questo gruppo o collegio degli apostoli
sarà sempre presente nella Chiesa e questa .
nel suo sviluppo, dovrà sempre mantenersi
unita ad esso . Quando la sua espansione
esigerà l'allargamento numerico del collegio apostolico, pastori legittimi delle
nuove comunità diventeranno solo coloro
che saranno chiamati a farvi parte dal
Capo di esso e si manterranno in perfetta
armonia e unità col collegio stesso .
Agli apostoli succederanno nel tempo
i vescovi, al collegio apostolico succederà
il collegio episcopale, ma cambiando i nomi
e le persone, rimarranno immutate le disposizioni di Gesù . Attraverso la catena
ininterrotta dei suoi vescovi, la Chiesa
tutta si potrà riallacciare agli apostoli e
per essi a Cristo stesso .
Il martire Sant'Ignazio di Antiochia, già
nel I secolo, presenta la comunità cristiana strettamente unita al suo vescovo,
a lui soggetta come allo stesso Gesù . Ai
cristiani di Smirne scrive : Seguite tutti il
vescovo, come Gesù Cristo segue il Padre . . .
Nessuno faccia senza il vescovo alcuna di
quelle cose che riguardano la Chiesa . . .
Dove appare il vescovo, ivi è la comunità,
come dov'è Gesù Cristo, ivi è la Chiesa
cattolica .
Nella sua diocesi, il vescovo continua
la missione degli apostoli, che è anzitutto
missione di governo : Gesù agli apostoli
aveva detto : Andate, fate miei discepoli
362
tutti i popoli battezzandoli . . . insegnando
loro ad osservare tutte le cose che vi ho comandato (MATT ., XXVIII, 19-20) .
Questo esige un'autorità nel vescovo,
l'autorità di comandare in nome di Cristo
e di esigere docilità e obbedienza .
È evidente che l'autorità degli apostoli
e quindi del vescovo - è autorità
di ordine diverso da quello che vige nelle
società umane . L'autorità del vescovo è
spirituale, intesa esclusivamente al raggiungimento dello scopo supremo della
Chiesa, cioè la salvezza delle anime : la
trasgressione a quanto tale autorità impone, porta al peccato e impedisce il bene
dell'anima e la sua salvezza .
E autorità che si esercita solo nell'ambito del piano soprannaturale di Dio e
presuppone nei soggetti la libera accettazione di Gesù Cristo e della fede, ma è
autorità autentica che impone ed esige
obbedienza, autorità che lega o scioglie,
che può anche condannare le anime, autorità che impegna lo stesso Dio, perchè
quello che gli apostoli - e quindi il vescovo con il Papa - legano in terra,
viene legato anche in cielo . Ma è un'autorità di padre e di pastore, che preferisce
avere figli anzichè sudditi, che serve e
non si fa servire : autorità quindi di servizio e non di dominio .
A tale autorità paterna i fedeli debbono
obbedienza, ma soprattutto amore .
Se si vede Gesù Cristo nel vescovo, si
sarà felici di seguire le sue direttive e le
sue iniziative per il bene ; si collaborerà
volentieri con lui, lo si rispetterà e gli si
vorrà bene come al padre delle anime
nostre . Si sarà sempre con lui : quando
comanda con autorità e quando consiglia
esortando ; quando impone e quando proibisce ; quando libera e quando condanna .
Col vescovo siamo sicuri di non errare
nella fede, di essere diretti verso la salvezza; anche quando le nostre vedute non
coincidessero con quelle del nostro vescovo, faremo volentieri sacrificio di noi
stessi, perchè col vescovo troveremo Dio .
Sarebbe errato, però, considerare nella
Chiesa solo l'aspetto dell'autorità . Gesù
Cristo ha affidato a tutti i cristiani il
compito di amare il prossimo, di risplendere con la propria vita di fronte al mondo,
di penetrare nella umanità a noi contemporanea, per portarvi il soffio dello spirito
di Cristo, di agire nella società in cui si
vive, per portarla a Cristo . Egli ha detto
che il Regno dei Cieli è simile al lievito
che permea a poco a poco tutta la massa
di farina, che i cristiani debbono essere
il sale della terra e la luce del mondo .
L'autorità del vescovo e del Papa non
può soffocare la libera iniziativa di bene
dei cristiani che si impegnano, nell'impeto
del loro amore a Cristo e ai propri fratelli, ad attuare il cristianesimo nella vita
e nella società .
L'autorità della Chiesa veglierà perchè
quel generoso sforzo sia sempre diretto
al bene delle anime, aiuterà, benedirà,
darà - quando lo riterrà opportuno le necessarie direttive ; ma lascerà piena
libertà ai cristiani di agire, purchè - è
evidente - la loro azione di cristiani rimanga in armonia con la dottrina e con
l'azione di Cristo .
E quale campo immenso si apre all'azione dei cristiani! Oggi più che mai urge
portare Gesù Cristo nelle menti e nei cuori .
nella società e nelle istituzioni civili, nella
cultura e nell'arte, nella soluzione dei problemi che assillano l'umanità .
Ma l'azione dei cristiani sarà efficace
nella stessa misura con cui essi saranno
uniti al Papa e al loro vescovo, perchè
Gesù ha promesso di essere nei secoli con
Pietro e con gli apostoli .
IL GENIO EDUCATORE DELLA CHIESA
Domenica 6 ottobre u . s . il Santo Padre, durante una Udienza accordata ai rappresentanti delle A . C . L . I .,
si è intrattenuto sulla importanza della formazione professionale dei lavoratori e si è degnato, con
squisito tratto di benevolenza paterna, di citare la modesta opera dei figli di Don Bosco nel settore della formazione professionale . ile Riportiamo qui una parte dell'alto insegnamento di Sua Santità
Il Nostro encomio, in materia di formazione professionale, deve allargarsi a molte
altre istituzioni dipendenti dall'Autorità ecclesiastica, a tutti notissime e da tutti
riconosciute meritevoli di fiducia, di riconoscenza e di appoggio ; basti accennare,
ad esempio, a quelle dei Salesiani, per dimostrare che cosa possa la Chiesa e il
suo genio educatore per il bene del popolo lavoratore e per la gioventù che cresce
nella civiltà della tecnica e dell'industria ; e basta osservare come dovunque la vita
pastorale riesce a svilupparsi secondo la linea dei bisogni della nostra gente, che
subito si pronuncia il proposito, si direbbe istintivo ma spesso solo per tentativo,
di fondare una scuola che qualifichi il lavoratore all'arte sua, e gli infonda il senso
della dignità della sua fatica, nell'amore, non più nel rancore o nell'odio, alla società
che così lo educa e lo onora .
E dobbiamo infine rilevare come saggiamente voi parlate di « formazione », comprendendo in questa parola programmatica una complessità di scopi, e perciò di metodi,
che onora la vostra coscienza umana e cristiana . La vostra attività non è diretta
soltanto a « qualificare » il lavoratore, a renderlo cioè idoneo a compiere il suo
ufficio, che la macchina moderna e la strumentazione e la complessità del lavoro
moderno esigono appunto che sia dotato di particolari nozioni e di specifiche abilità ; a voi non basta preparare dei tecnici, fare delle macchine umane, capaci di
guidare strumenti e di raggiungere certi risultati produttivi . Una scuola professionale, la quale non mirasse che a questo, solleverebbe il dubbio se rappresenti veramente un progresso nel grande ciclo della educazione umana . Il pericolo dell'orientamento scolastico moderno è appunto questo tecnicismo, se limitato a se stesso e
privo di ricchezza interiore, il quale, in forza precisamente del suo sviluppo
esteriore e delle sue finalità contingenti, può aggravare l'alienazione dell'alunno
oggi, dell'uomo e del cittadino domani, e dare a lui, in definitiva, una formula di
vita deludente e infelice .
IL BEATO
LEONARDO MURIALDO
«AMICO» DI DON BOSCO
3 novembre 1963 : giorno di gloria e di giubilo per i PP . Giuseppini, che vedono elevato
all'onore degli altari il loro venerato Fondatore, il Teologo Leonardo Murialdo . La Famiglia
Salesiana è in festa con la Pia Società Torinese di San Giuseppe, ne condivide l'esultanza
e rievoca la figura del novello Beato alla luce della generosa collaborazione da Lui prestata a Don Bosco e degli stretti vincoli di amicizia che hanno unito i due grandi cuori
S
:aio
an Giovanni Bosco e il Beato Leonardo
Murialdo sono quasi contemporanei : il primo
nasce nel 1815, il secondo nel 1828 . Tredici
anni di differenza non sono pochi e neppure
troppi .
Alla mèta del sacerdozio la distanza si
accorcia : Don Bosco è ordinato nel 1841, il
Murialdo nel 1851 . Al traguardo della morte
giunge prima, com'è logico, Don Bosco ;
puntualmente lo segue il Murialdo una dozzina di anni dopo, nel 1900 . I1 primo sale
all'onore degli altari nel 1929 ; il secondo in
questo mese di novembre 1963 : ma ogni calcolo in questo caso perde senso, trattandosi
di fare i conti con la Provvidenza divina, che
ha tempi e misure a noi ignoti .
Contemporanei - conterranei (entrambi
piemontesi e per di più torinesi : Don Bosco di
elezione, il Murialdo di nascita) - amici animati dallo stesso zelo per «la gloria di
Dio e il bene delle anime » (l'espressione
ritorna frequentissimamente in entrambi) bruciati dalla stessa passione per la salvezza della gioventù, soprattutto la più povera e abbandonata - educatori di primo
piano e fautori di una pedagogia ispirata
all'amore - fondatori di Congregazioni religiose che hanno come scopo primario l'educazione dei giovani . . . - e infine « santi » :
si deve riconoscere che Don Bosco e il Murialdo hanno molto in comune .
Non mancano certo le differenze . Don Bosco è figlio dei campi ; la sua famiglia fu povera di una povertà talora sconfinante nella
miseria ; nella sua adolescenza e giovinezza il
« pane quotidiano » fu sempre il premio di
una faticosa conquista . Per diventare sacerdote dovette affrontare un cumulo di difficoltà che avrebbero scoraggiato qualsiasi
altro . Per il Beato Murialdo le cose andarono
diversamente e dai tetti in giù molto meglio :
viene da una famiglia agiata, e - a quanto
sembra - non priva di nobiltà ; fa i suoi
studi in uno dei migliori collegi del tempo
sotto la guida di esperti educatori, i Padri
delle Scuole Pie ; entra in seminario e senza
alcuna particolare difficoltà giunge al sacerdozio .
È in questa situazione che si realizza tra
i due una qualche convergenza .
Don Bosco è « popolo », e la « vocazione popolare » la porta in sè - sangue del suo
sangue - da sempre : sa che cosa vuol dire
stentare, aver fame, servire, aver nessuno a
cui appoggiarsi . . . ; diventato prete rinuncia ad
«imborghesirsi » - e c'erano delle prospettive allettanti a portata di mano - proprio
per rimanere con i « suoi », la povera gente .
I1 Murialdo non ha provato niente di tutto
questo : la • sua « vocazione popolare » l'ha
fatta sua a ragion veduta, rinunciando ad
una vita corroda e agiata, quale i mezzi
della sua famiglia gli potevano con qualche
larghezza permettere, per buttarsi allo sbaraglio con una generosità sempre maggiore
fino quasi ad esserne risucchiato e distrutto,
lui e l'opera sua .
Su questa base i due erano fatti per intendersi : di fatto si intesero, si stimarono e
si amarono e per qualche tratto anche camminarono insieme ; per alcuni anni il Murialdo fu in qualche modo alla scuola di
Don Bosco, e forse vi sarebbe rimasto per
sempre, se la Provvidenza non lo avesse
condotto per altre, ma non dissimili strade .
Non ci risulta però in alcun modo che
Don Bosco gli abbia fatto proposte di «rimanere sempre con lui», come soleva dire
a quelli che intendeva aggregare alla sua
famiglia .
A
mettere a confronto la loro vicenda
terrena, nell'analogia della loro missione, si
avvertono differenze di « tono », che del
resto è possibile intuire guardandoli in volto :
i tratti di Don Bosco sono più marcati, la
mascella è quella di un volitivo ; l'occhio più
mobile e lo sguardo vi discende « dentro » .
Chi si incontra con lui ne è subito soggiogato :
c'è la tempra del condottiero . Il Murialdo
ha lineamenti fini e aristocratici ; l'impressione che immediatamente si ha è di dolcezza
e di discrezione; lo sguardo - dal ritratto di
lui fanciullo alle ultime fotografie - è buono,
riposante . Non era certo uno che sbattesse le
porte o avesse il passo pesante . Passare
inosservato : questo il desiderio che gli si legge
in volto .
Il lavoro che i due Santi compiono è dal più
al meno lo stesso, ma lo stile è dissimile : Don
Bosco è dinamico, ardito e talvolta audace,
sempre impegnato in cento direzioni .
Il Murialdo è un prete posato e pacato :
diffida molto di se stesso . Raramente è lui a
prendere iniziative : si lascia condurre dalla
divina Provvidenza, ai cui cenni è prontissimo,
anche se gli costa immensamente, anche se
il peso che gli si viene accumulando sulle spalle
lo sta schiacciando.
i rapporti tra Don Bosco e il teologo Murialdo incominciarono all'Oratorio dell'Angelo custode in Vanchiglia : rapporti piuttosto alla lontana, a dire il vero . Tale
Oratorio, fondato e diretto dallo zelante
Il novello Beato Leonardo Murialdo,
fondatore dei PP . Giuseppini
sacerdote don Giovanni Cocchi sin dal 1840,
- dopo una interruzione di alcuni presi nel
periodo della prima guerra di indipendenza
passò alle dipendenze di Don Bosco, che ne
affidò la direzione prima a don Giovanni
Vola e poi al teol . Roberto Murialdo, che
si valse anche dell'opera del cugino Leonardo .
Qualche anno dopo il teol . Leonardo Murialdo passò a prestare la sua opera preziosa all'Oratorio San Luigi, fondato da
Don Bosco fin dal 1848 presso Porta Nuova
e diretto dal giovane sacerdote don Paolo
Rossi, che del Murialdo era amicissimo fin
dagli anni di seminario .
Quando improvvisamente il Rossi morì nel
1856, l'oratorio rimase affidato allo zelo di
un laico, l'avvocato Belingeri . Era però una
soluzione provvisoria : occorreva un bravo sacerdote e Don Bosco incominciò a pensare
al teol . Murialdo . Sapeva di poter contare
su di lui . L'atteggiamento assunto qualche
anno prima, durante la violenta crisi a cui
erano andati soggetti gli Oratori di Don Bosco
ad opera di alcuni che avevano tentato
manovre secessionistiche, gliene dava piena
e assoluta garanzia .
Era stata una prova dura per Don Bosco,
che non aveva esitato a confidarsene con il
: ;; ;,,
Bontà e candore traspaiono dagli occhi
di Leonardo Murialdo ragazzo
Murialdo : « Tutti mi abbandonano, ma ho
Dio con me e di che debbo temere? L'opera
è sua e non mia, ed egli penserà a condurla
avanti . . . Ho cominciato da capo altre volte
c son pronto a ritornare da capo anche oggi » .
Il Murialdo si schierò con Don Bosco senza
reticenze o mezzi termini : « In lui - ricorderà anni più tardi - avevo incominciato a
sospettare si nascondesse uno strumento destinato da Dio a grandi cose, un santo . . . Dio
non suole scegliere a speciale strumento della
grande opera della santificazione delle anione
uomini nè malvagi, nè mediocri in fatto di
virtù » . Non c'era quindi da avere incertezze
a riguardo di Don Bosco .
U
366
n giorno dell'anno 1857 Don Bosco incontra il Murialdo in via Dora Grossa, l'attuale via Garibaldi . Scherzosamente il Santo,
che aveva in testa idee ben chiare e sapeva
quel che voleva, gli propone di pagargli una
consumazione . Seduti a un tavolo di caffè si
parla meglio, e il discorso che voleva fare era
importante . Il Murialdo annuì . Entrarono,
dice il biografo, in « una bottega da caffè »,
così allora si diceva : oggi diremmo in un
« bar » . Ordinarono, e « tra una facezia e
l'altra » - è sempre il biografo a raccontarcelo,
ma dietro ci deve essere la testimonianza del
Murialdo-Don Bosco avanzò la sua proposta .
Il Murialdo non ebbe un attimo di esitazione : si mise subito a disposizione del Santo
e da quel momento « tenne l'Oratorio di
San Luigi come la sua cosa più cara » .
Dall'Oratorio di Valdocco Don Bosco gli
mandava in aiuto alcuni tra i migliori dei
« suoi » : Michele Rua, Celestino Durando,
Giuseppe Lazzero, Francesco Cerruti, Paolo
Albera . . . ; nomi tutti che nella storia della
Congregazione Salesiana erano destinati a
essere di primo piano . Al San Luigi il teol . Murialdo lavorò molto e bene . Nel settembre 1865
lasciò provvisoriamente -almeno questa era la
sua intenzione - l'incarico per recarsi a Parigi
a seguire nel Seminario di San Sulpizio alcuni
corsi di perfezionamento in sacra teologia .
A1 suo ritorno trovò che la provvidenza lo
chiamava in altra direzione e accettò, sia
pure in via provvisoria, la carica di rettore
dell'opera degli Artigianelli già iniziata dal
citato don Giovanni Cocchi . e vi rimase fino
alla morte .
Non sappiamo molto (lei rapporti intercorsi
tra Don Bosco e il Murialdo durante questo
periodo . L'unico fatto di rilievo è questo .
Ai primi del 1885 il Murialdo era in fin di
vita : sembrava non ci fosse più alcuna speranza . I suoi Figli allora ricorsero a don
Lazzero domandando la benedizione di Don
Bosco. Venne in persona accompagnato da
don Lemoyne . Si intrattenne a lungo con
l'infermo . Che cosa si siano detti, non sappiamo . Al termine il Santo lo benedisse, e
uscendo disse a chi lo interrogava ansioso :
- Per questa volta se la caverà . . . Egli
deve ancora tirar su questa pianta . . .
E intendeva riferirsi alla Pia Società di
San Giuseppe . La malattia fu rapidamente
superata : un decennio dopo la Congregazione
fu approvata dalla Santa Sede .
Ma questo era solo un aspetto della faccenda : potremmo dire l'aspetto giuridico .
C'era dell'altro . L'opera degli Artigianelli fin
dagli inizi si era trovata in guai finanziari
piuttosto gravi . Con il passar degli anni poi,
la situazione anzichè migliorare si era andata
aggravando . Il Murialdo si dibatteva, cercava aiuti qua e là, ma non gli riusciva di
venirne a capo . Ci si avviava a un disastro
che avrebbe potuto compromettere la Congregazione . Pensò allora di ricorrere a Don
Bosco : il santo Amico, adesso in cielo, non
lo avrebbe certamente abbandonato, lui che
sempre era stato assillato da debiti, che però
aveva sempre saputo trovare quattrini, lo
avrebbe compreso e aiutato . Fece voto di
salire a Valsalice a celebrare una messa sulla
sua tomba . Si era nel 1897 .
II Beato Leonardo Murialdo rende omaggio a papa Leone XIII sotto gli occhi
compiacenti di San Giovanni Bosco e del Venerabile Don Michele Rua
Don Bosco non fu sorcio alle preghiere
dell'Amico : si ricordò della conversazione
avuta con lui in una « bottega da caffè » in
via Dora Grossa nel lontano 1857, e soprattutto della generosità prodigata dal Beato
a favore dei suoi ragazzi, e gli venne in aiuto .
In breve la situazione migliorò : si incominciò
a respirare; poi ci si trovò in condizione di
riprendere con nuovo slancio, senza rèmore
e impacci .
Il 30 aprile 1899 il Beato Leonardo Murialdo con i suoi ragazzi si recava a Valsalice a sciogliere il suo voto .
367
ii1mati
1 nostrtexM.DI
*
in una profezia di Don Bosco
Mentre si svolgono i lavori del Concilio Vaticano 11, in questo
numero e nel seguente continuiamo a commentare ai nostri
lettori una profezia fatta da Don Bosco durante il Concilio
Vaticano I . È ricca d'interesse e utile per confermarci - se
pure ce n'è bisogno - nella fede che Dio assiste e governa
la sua Chiesa soprattutto quando è radunata a Concilio .
C
onfermato dalle parole di Don Bosco,
Pio IX appariva sempre più deciso di ottenere
dal Concilio la dichiarazione dell'infallibilità
pontificia . Egli non si lasciò nè spaventare dagli
avversari, ne smuovere dagli amici .
Ai 25 di aprile il Governo francese invia
un altro memorandum . Il Papa promette di
studiarlo attentamente, ma si rifiuta di presentarlo al Concilio .
Ed ecco dimettersi improvvisamente l'ostinato Daru e succedergli Ollivier, più conciliante e convinto della opportunità di mantenere il presidio francese a difesa di Roma .
In tali condizioni il Concilio può continuare i suoi lavori . La discussione sull'infallibilità, pur tra fieri scontri verbali, procede regolarmente, e il r8 luglio la quasi totalità dei
Padri la approva quale domma di fede .
Si scatena la procella
368
Fino a questo momento la mano di Dio
aveva frenato la procella incombente . Ora,
d'improvviso, hanno il sopravvento le forze
del male .
Non c'è che da raffrontare le date .
i8 luglio : solenne definizione .
iq luglio : la Francia dichiara guerra alla
Prussia .
12 agosto : la Francia ritira il presidio da
Roma .
2 settembre : Napoleone III si consegna ai
Prussiani .
Il 20 settembre, con la presa di Roma da
parte degli Italiani, cessa il dominio pontificio
e si rende impossibile la continuazione del
Concilio Vaticano .
La profezia di Don Bosco si era pienamente
avverata . Aveva previsto la caduta di Parigi ;
aveva annunziato, e lo vedremo più avanti, la
caduta di Roma ; aveva ammonito il Pontefice :
« Tu accelera ; se non si sciolgono le difficoltà,
siano troncate » .
Il rapido succedersi degli avvenimenti era
presente all'animo del Veggente . 'Ma il suo
sguardo indagatore non si era arrestato al
breve giro di un anno o poco più . Tutto un
secolo si era presentato alla sua scrutazione
divinatrice .
Molto probabilmente, come cercheremo di
dimostrare, ebbe presenti pure gli anni travagliosi vissuti dalla nostra generazione . E la
profezia si chiude con un chiaro invito alla
fiducia in Dio e alla speranza cristiana .
La caduta di Roma
e la quarta visita all'Italia
Allorchè il 21 febbraio 1870, dietro richiesta
di Pio IX, Don Bosco prese a discorrere degli
avvenimenti futuri : - la guerra, da tutti ritenuta inevitabile, tra la Francia e la Prussia ;
l'abbandono in cui Napoleone 111 avrebbe
lasciato Roma ; i flagelli che sarebbero piombati specialmente su Parigi - ad un certo
punto il Papa, fortemente impressionato,
esclamò : a Basta, basta, altrimenti questa
notte non posso più dormire » .
Si cambiò argomento e, finita la lunga
udienza, Don Bosco si ritirò .
Il giorno dopo Pio IX, desideroso di sentire
la continuazione di quelle previsioni, mandò
a cercare Don Bosco, ma questi era già partito per Firenze .
Noi la continuazione di quel racconto la
troviamo nella sua profezia del 5 gennaio 1870 .
Vi si annunziano chiaramente le quattro
visite che il Signore avrebbe fatto alla città
di Roma . In seguito alla terza visita la città
sarebbe càduta : «Abbatterò - dice il Signore - le difese (di Roma) e i (suoi) difensori,
e al comando del Padre sottentrerà il regno del
terrore, dello spavento, della desolazione . . . ».
I decenni durissimi passati dalla Chiesa a
Roma e in Italia sullo scorcio del secolo XIX,
giustificano queste parole che agli ignari dei
fatti possono apparire esagerazioni o peggio .
E quasi non bastasse la terza visita, il Veggente ne annunzia una quarta, collegata per
anticipazione alle tre precedenti, anche se in
realtà dovrà succedere molto più tardi . In
tale visita « il tuo sangue e il sangue dei tuoi
figli laveranno le macchie che tu fai alla legge
del tuo Dio», mentre la distruzione ingoierà
le ricchezze di cui vanno altèri i suoi abitanti .
« Dove sono, o ricchi, - si chiede il Veggente - dove sono le vostre magnificenze, le
vostre ville, i vostri palazzi? Sono divenuti la
spazzatura delle piazze e delle strade ! » .
Queste carneficine e distruzioni, minacciate
alla Città capitale, nella quale resta impersonata l'intera Nazione, ci riportano per istinto
alle rovine e alle stragi di cui furono tragico
teatro le regioni italiane durante l'ultima
guerra . Non si poteva dipingere più al vivo
l'uragano che metro per metro percorse quasi
tutta la penisola, radendo al suolo paesi interi
e uccidendone i miseri abitanti!
a alla lettera di un chierico salesiano cinese, che è riuscito a
lesiano
fuggire dalla Cina comunista dopo
diciotto anni di forzata permanenza e rientrare a Hongkong . Si
noti che il chierico è un abilissimo
giocatore di calcio e che in questi
anni gli furono fatte proposte assai
lusinghiere. Ma egli rinunciò a
tutto per raggiungere il suo ideale .
Difatti, appena giunto a Hongkong,
disse al Superiore : « I miei compagni
sono già sacerdoti. Quando finalmente potrò compiere i miei studi
teologici e diventarlo anch'io? . . . » .
Riportiamo la lettera, che è diretta al Rettor Maggiore, nella sua
stesura originale, anche perchè si
veda come riesce a esprimersi bene
nella lingua di Don Bosco .
Cantate con me per favore la
misericordia del Signore e della
Vergine SS . perchè son persuasissimo che il mio ritorno fu
miracoloso, e che il Signore si
è degnato di ascoltare le pre-
r - otenza
della predicazione evangelica
Ma il castigo di Dio è inviato ad emendazione.
Per questo motivo il Veggente, in termini
molto energici, si rivolge ai sacerdoti cui ricorda il grave obbligo che essi hanno di placare la divina giustizia e di illuminare a penitenza i cuori dei peccatori . « Ma voi, o
sacerdoti, - egli ammonisce - perchè non
correte a piangere tra il vestibolo e l'altare,
invocando la sospensione dei flagelli? Perchè
non prendete lo scudo della fede e non andate
sopra i tetti, nelle case, nelle vie, nelle piazze,
in ogni luogo anche inaccessibile, a portare il
seme della mia parola? » . (Si noti l'accenno alla
predicazione nelle case e nelle piazze che si
va diffondendo ai nostri giorni) . « Ignorate che
questa è la terribile spada a due tagli che abbatte i miei nemici e che rompe le ire di Dio
e degli uomini ? » .
Questo ci sembra l'elogio più bello della
parola divina e della sua potenza nel migliorare e purificare gli uomini . Verso una predicazione rinnovata nel modo e resa più frequente, si orienta la Chiesa nella generale
ristorazione, a cui il nuovo Concilio ecumenico ci va preparando .
ghiere dei miei superiori e confratelli .
Il viaggio che ho fatto io
non era facile, sono scappato
dal confine di Siberia, dove ho
fatto sette anni e mezzo di lavori forzati, e quando son ritornato a Canton, non avevo
ne soldi ne vestiti, e più ancora mi mancava la tessera per
mangiare e il nido per posar il
mio capo, perchè nessuno può
far abitare nella casa sua qualunque persona che non ha il
passaporto, sono dunque questioni difficili, ma il Signore per
mezzo dei nostri allievi mi ha
dato molto più del necessario
per rimettermi bene in salute,
sacrificando loro stessi .
Ed in fine hanno pagato per
me circa due mila dollari di
Hong Kong ai pescatori, i quali
mi hanno portato colla barchetta
fino a Hong Kong . Tutto ciò
che hanno fatto per me è contrario alla legge e perciò è
molto pericoloso per loro .
Ma ora sono molto contento
di essere tornato nella casa di
Don Bosco . Ho visto dopo
23 anni il mio caro papà ; la
mamma, purtroppo, è morta da
diversi anni, senza che io sapessi niente ; ho visto il mio
fratellino e la sorellina, che
lasciavo quando avevano il e
8 anni di età ; ora il fratellino
è prete salesiano e la sorellina
ha già due bambini. Come passa
il tempo, ma il mio cuore è
sempre col Signore, colla Madonna, col Papa e con Don
Bosco ed i Superiori .
Spero di vedervi in Italia
fra qualche mese e vi dirò tante
cose . Per ora finisco, grazie
di tutto
(segue firma)
371
A PAGINA DEI COOPERATORI
Una prova di fedeltà
N el
1853 San Giovanni Bosco fondava le
Letture Cattoliche . Un nuovo mezzo, la stampa,
si aggiungeva così ai molti altri con i quali il
Santo andava estendendo il suo apostolato . Un
mezzo modernissimo, dei quale Don Bosco
aveva compreso in pieno l'importanza e previsto
gli enormi sviluppi .
Da allora le Letture Cattoliche hanno seguìto
la linea tracciata dal Fondatore e la seguono
tuttora, anche se oggi si sono radicalmente trasformate nella forma, nella presentazione, nella
veste tipografica, in modo da adeguarsi alla
mentalità dei nostri tempi e da rendersi gradite
agli smaliziati ed esigenti lettori del giorno
d'oggi . Esse sono divenute così Meridiano 12 .
Parlare a lungo di questa pubblicazione sarebbe fare torto ai lettori del nostro Bollettino,
che certamente l'avranno tutti sfogliata almeno
una volta . Ci limiteremo a ricordare che è la
rivista che può andare nelle mani di tutti . E
questo, nel senso che essa può penetrare in tutti
gli ambienti, anche in quelli che verso la stampa
cattolica non sono troppo ben disposti .
Perchè, è inutile negarlo, esiste una certa
prevenzione nei riguardi della stampa cattolica,
accusata di mantenersi sempre sul registro della
predica e di essere inferiore a quella non cattolica sul piano tecnico e dell'informazione .
Questo non può assolutamente dirsi per Meridiano 12, che è una rivista moderna, fresca,
agile ; rispettosa dell'intelligenza dei suoi lettori ; redatta da una équipe di collaboratori appartenenti al miglior giornalismo italiano .
Essa presenta una ricchissima varietà di articoli e di rubriche, trattati da specialisti e
da esperti della materia ; segue da vicino gli
avvenimenti di ogni nazione e di ogni campo,
politico, economico, sociale, morale, culturale ;
è aggiornatissima nelle sue informazioni ; è
elegante nella veste tipografica, con un formato
accessibile e pratico . Ed è una rivista cattolica,
poichè così la vogliono gli intendimenti e lo
spirito del suo Fondatore ; ma in essa il messaggio religioso è condensato soprattutto nel
dialogo diretto con i lettori attraverso i problemi
da essi posti, mentre in tutto il resto della rivista
il pensiero religioso rimane come un sottofondo
discreto, ma ugualmente fertile e produttivo .
E dunque una rivista gradita al pubblico,
ad ogni pubblico, anche a quello degli « indifferenti », che non possono non essere toccati
da questa interpretazione cristiana del mondo
e dei suoi avvenimenti . La prova migliore di
questo gradimento è data dalla sua graduale e
stupefacente diffusione : in otto anni ha superato
le Zoo mila copie e punta decisamente verso
nuove quote . IJ considerato il miglior mensile
cattolico d'Italia e si affianca con onore ai più
noti rotocalchi .
Ora Meridiano 12 guarda al futuro . Farà di
più e di meglio ; sarà ancora più aggiornato
nelle informazioni, più originale nella formula
di redazione, più vivace e più moderno nell'impaginazione e nella veste tipografica . E
uno sforzo enorme quello che esso sta compiendo, cui si affianca una grande campagna
di « promozione » - come si suol dire nel gergo
pubblicitario - in tutta l'Italia .
In questa sua fase di sviluppo è sicuro di
poter contare sulla collaborazione dei Cooperatori e di tutti gli amici delle Opere di
Don Bosco . La forza di una rivista consiste
essenzialmente nel numero degli abbonati .
Perciò chiediamo ai Cooperatori salesiani questa
particolare e tangibile forma di adesione . Molti
l'hanno già data abbonandosi e diffondendola ;
non dubitiamo che tanti altri Cooperatori dimostreranno il loro interesse operoso pzr la
rivista col farla conoscere, coi farla entrare negli
ambienti dove lavorano e regalando abbonamenti a dipendenti e conoscenti .
Cari Cooperatori, date questa prova di fedeltà : Meridiano 12 vi assicura che non verrà
meno alla vostra attesa .
»~ L'abbonamento annuo costa L . 1700 e a tutti coloro che lo avranno sottoscritto entro dicembre
sarà inviato l'Almanacco 1964, che MERIDIANO 12 ha realizzato nell'intento di farne un
oggetto utile e pratico per l'uso quotidiano di tutto l'anno . In più MERIDIANO 12 sta organizzando un concorso che prevede ricchissimi premi, sia singoli che collettivi, per coloro che
avranno procurato nuovi abbonamenti .
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La partenza dei missionari da Valdocco
La domenica 6 ottobre, nella Basilica di
Maria Ausiliatrice, si è ripetuta per la 89a volta
la suggestiva funzione della consegna del
crocifisso ai missionari partenti per le varie
missioni salesiane del mondo . Quest'anno i
Salesiani erano 110 e 18 le Figlie di Maria
Ausiliatrice . Il rev .m o don Albino Fedrigotti presiedette il rito come vicario del
Rettor Maggiore, attualmente al Concilio
Ecumenico .
La Basilica di Maria Ausiliatrice presentava un magnifico spettacolo : tra i fedeli
erano numerosi i parenti dei missionari. Tutti
i giovani dell'Oratorio
piccolo clero, cantori, massa - hanno preso parte attiva alla
cerimonia . I superiori e i confratelli della
Casa Madre facevano ala ai partenti, che
presero posto nel presbiterio al canto del
Magni ficat . Il nostro missionario don Ravalico,
venuto dall'Assam, dove ha trascorso ben
40 anni, rivolse ai partenti calde parole di
commiato . Ricordò le prime partenze di missionari salesiani da quando Don Bosco da
quello stesso altare amava rivolgere loro il
suo paterno saluto e augurio . « Da quel giorno
- egli disse - da questa Basilica sono
Torino-Valdocco • Visione parziale (lato del Vangelo) del presbiterio della Basilica durante la cerimonia dell'addio
ai Salesiani e alle Figlie di Maria Ausiliatrice partenti per le varie Missioni salesiane dei mondo .
373
partiti quasi 10 .000 Salesiani e Figlie di
Maria Ausiliatrice per tutte le vie del mondo
pagano . Essi tutti erano animati dal fulgido ideale del Padre : Da mihi animas . Essi
hanno scritto nel gran libro delle Missioni
cattoliche pagine stupende, spesso irrorate
dal loro sangue . Sul loro cammino sono
sorte le opere della fede e della civiltà cristiana : chiese, scuole, orfanotrofi, ospedali,
collegi universitari . . . » . Rivolgendosi poi ai
giovani presenti ricordò loro le parole di Federico Ozanam : « È un onore, un grande privi-
legio rappresentare il Salvatore in terre pagane . E migliaia di giovani non conoscono
ancora tutte le meraviglie di una vocazione
sacerdotale e missionaria » . Poi illustrò il
pensiero con vari episodi della sua lunga vita
apostolica, mettendo in luce la mirabile
trasformazione che avviene nei pagani quando
vengono a contatto con le meraviglie della
Grazia . In particolare fece risaltare il bisogno
che il mondo pagano sente della carità e
del sistema di Don Bosco e come i Salesiani,
attraverso i loro giovani allievi dell'Assam,
poterono (licei anni fa entrare nello Stato del
Manipur ed ora anche in quello del Buthan .
Sintomatico il fatto che nel Manipur i pagani
presero a chiamare i missionari di Don Bosco
con l'appellativo di « Quelli che amano i
ragazzi ».
Terminata la conferenza del missionario,
il r ev .m o don Fedrigotti benedisse i crocifissi .
che poi consegnò ai partenti . Si cantarono
quindi le preghiere rituali che la Chiesa mette
sulle labbra di chi deve intraprendere un
lungo viaggio . Intanto nel presbiterio i Superiori maggiori (lavano l'abbraccio ai missionari partenti, alcuni dei quali giovanissimi .
Col crocefisso sul petto essi fecero un breve
giro per la Basilica, oggetto di ammirazione
e di santa insidia da parte dei presenti, in
particolare dei giovani che li seguivano con
tanto d'occhi .
I missionari in partenza provengono da
varie nazioni d'Europa . Il maggior contingente l'han dato l'Italia con 41 e la Spagna
con 32 . E molto consolante il fatto che le
vocazioni missionarie continuano a sbocciare
tra la nostra gioventù, e •n oi ci auguriamo
che abbiano ad aumentare per continuare
questa santa e bella tradizione iniziata da
Don Bosco nel 1875 .
Fin che l'Europa darà i suoi figli per la
santa crociata missionaria, il Signore continuerà a benedirla e a proteggerla contro la
marea incalzante del materialismo .
IL SUFFRAGIO PIÙ EFF
è l'applicazione di Sante Messe
I nostri cari, che tanto amammo quando erano accanto a noi,
e ai quali anche ora vogliamo tanto bene, saranno già nel
possesso del Paradiso? oppure, in mezzo alle fiamme purificatrici, invocheranno da noi refrigerio e aiuto?
Essere generosi verso di loro è dovere di carità e di
giustizia .
Un giorno anche noi vorremo essere ricordati e suffragati .
La «Pia Opera del Sacro Cuore di Gesù», istituita
da San Giovanni Bosco in Roma presso la Basilica del Sacro
Cuore, fa celebrare in suffragio degli iscritti 6 Messe al
giorno (180 mensili, oltre 2000 annue) . E ciò in perpetuo!
La « Pia Opera
del Sacro Cuore di Gesù »
ha due centri:
Via Marsala, 42 - Roma
C . C . Postale n . 1/19823
37 Ì
Via Maria Ausiliatrice, 32 - Torino
C . C . Postale n . 21355
Inoltre fa partecipare al frutto delle preghiere dei Salesiani e
dei giovani loro affidati .
Quale immenso tesoro di ricchezze spirituali!
Mediante un'offerta adeguata, data una sola volta,
potete iscrivere i vostri defunti ed anche voi stessi .
L'iscrizione perdura anche dopo morte .
Nel 1881 e nel 1882 i maggiorenti della
cittadina di Oulx si rivolsero a Don Bosco
perchè volesse aprirvi un convitto con scuole
ginnasiali a beneficio di quelle vallate . Don Bosco prese a cuore la cosa, ma non avendo
potuto concludere, la raccomandò a Don Rua .
Questi, nel 1895, vi mandò i Salesiani, che
presero possesso dell'antica chiesa abbaziale
di San Pietro e vi aprirono accanto un piccolo convitto per studenti delle scuole pub- bliche e un oratorio festivo . Il convitto fu
chiuso nella prima guerra mondiale, mentre
la chiesa continuò ad essere officiata . Dopo
la seconda guerra mondiale, si ritentò l'esperienza del convitto . Costruitesi intanto in
Oulx le nuove scuole ,statali con la scuola
inedia e il liceo classico, il contrasto con
i miseri locali del convitto divenne ancor
più stridente . Allora i Salesiani concepirono il disegno di trasformare l'antico palazzo abbaziale in un confortevole edificio
moderno .
Il 1° settembre u . s . ebbe luogo la solenne
inaugurazione . S . Ecc . mons . Giuseppe Garneri, vescovo di Susa, celebrò la S . Messa,
accompagnata dai canti dei chierici teologi
dell'Ateneo salesiano di Torino e degli aspiranti di Chieri. Più tardi, nel piazzale antistante la Badia, il direttore dell'Ateneo salesiano mise in rilievo come nel terzo centenario della rinascita della casa abbaziale per
opera dell'abate Renato de Birague, in quel
giorno, alla presenza di un altro Renato, il
Rettor Maggiore dei Salesiani, la Badia rinasceva per una terza volta a nuova vita .
Parlò quindi il Sindaco di Oulx, sottolineando
l'apporto importantissimo che il convitto
dava alle scuole statali . Poi S . Ecc . il Vescovo
benedisse la lapide rievocante le date gloriose
dell'antica Badia, tra cui il soggiorno di
papa Pio VI sulla via dell'esilio nel 1799 .
Il Rettor Maggiore tagliò il nastro augurale
e Sua Eccellenza procedette alla benedizione
dell'edificio.
I nuovi locali, moderni, luminosi, funzionali, potranno accogliere non solo i giovani
dell'alta Valle, ma -- data h salubrità del
luogo a 1100 metri d'altezza - anche molti
altri che per la loro salute abbisognano di
clima alpino .
FRANCIA
Don Bosco
e la " Croîx "
PARAGUAY
Terre per 150 famiglie nella Colonia salesiana di Coronel Oviedo
A 80 famiglie contadine di Coronel Oviedo i Salesiani hanno
ceduto appezzamenti di terreno della loro Scuola agricola, a prezzo e condizioni di favore . Queste 80 famiglie si aggiungono alle 70 che due anni or
sono godettero del medesimo beneficio . Così sono oggi 150 le famiglie nella
Colonia salesiana . Un comitato di Cooperatori ha diviso, a titolo di prestito, tra questi contadini la somma di 5000 dollari, ottenuti per l'interessamento di don Cappelletti da famiglie degli Stati Uniti, per il lavoro
di disboscamento e coltivazione delle terre . Fu lo stesso Ambasciatore
USA a consegnare la busta-nrestito, presente il Direttore della « Caritas
Paraguayana » e il rappresentante del Governo, Ministro dell'Educazione .
Recentemente alla Redazione di La Croix, il grande
quotidiano cattolico di Parigi, il regista F . Agostini
l'o intervistato a proposito
del film che egli prepara
su Don Bosco . Un redattore
gli pose la domanda se in
esso pensa di evocare anche il
trionfale viaggio del Santo
nella Francia . Il regista di
Tu es Petrus e dei Dialoghi
delle Carmelitane ha dichiarato che egli si propone di
riprendere il soggetto di Don
Bosco, sempre così attuale,
alla sua maniera, senza farne
un film biografico .
Nel suo viaggio a Parigi .
Don Bosco intrepido combattente della penna, non poteva
ignorare ciò che i cattolici fa-
375
cevano nel campo della stampa in Francia :
è per questo che egli fece visita alla Casa
della Buona Stampa, situata allora in via
Francesco I, e benedisse
La Croix nascente . Il padre Picard, vecchio amico di
Don Bosco, l'aveva invitato e il Santo
non si sottrasse all'invito, anzi l'aveva desiderato.
La stampa, dopo la gioventù, essa formava
la grande passione della sua vita . Per essa
egli aveva abbreviato di una metà le sue
notti . Si comprende dunque con quale gioia
il Santo si assise alla tavola dei Padri Assunzionisti . La Croix quotidiana non era ancora nata . Era là all'alba della vita, non esitante, ma tuttavia con molte incertezze .
Questo giornale avrebbe avuto la sorte di
tanti altri? 1 cattolici l'avrebbero sostenuto?
Fin dai suoi primi numeri sarebbe stato in
grado di conquistarsi la simpatia del pubblico? Dubbi che si imponevano . Con una
parola, con un gesto il Santo li fece dileguare :
bisogna andare avanti e fare con coraggio
il salto nell'incognito .
E passeggiando attraverso i locali del grande
quotidiano di domani, Don Bosco ammirò
l'audacia di quei buoni operai della penna e
incoraggiò calorosamente il loro progetto . Poi
fece scendere sulla pubblicazione che stava
per nascere, la sua paterna benedizione di
vecchio lottatore che aveva logorato i suoi
occhi al tavolo di scrittore .
I
EQUATORE
A un anno dall'incendio
dei complesso salesiano di Cuenca
376
E ormai trascorso un anno da quella notte
terribile del disastroso incendio che ha ridotto in cenere uno dei complessi di opere
sociali più importanti dell'Equatore . Con
grandi sforzi e sacrifici e con gli aiuti pervenuti da molte parti si è incominciata l'opera della ricostruzione . Appunto per informare i lettori del Bollettino abbiamo chiesto
notizie al direttore don Fulvio Botto .
« La generosità dei buoni - ci ha detto si è manifestata superiore ad ogni aspettativa,
tanto nell'Equatore come in altre nazioni .
Nell'Equatore un plebiscito generale di aiuti
ci venne da tutte le parti della Repubblica,
in particolare dalle città di Cuenca e di Guayaquil . Il Governo equatoriano ci ha donato
sei ettari di terreno per la costruzione delle
scuole professionali ; il Ministro dell'Educazione diramò una circolare patetica agli scolari della Repubblica invitandoli a offrire el
sacre estudiantil ; l'ingegnere Michele Merchàn
ha posto a disposizione il suo quotidiano El
Mercurio e la sua radio trasmittente e ha
regalato il terreno per la scuola Merchéin .
Quanto all'estero, possiamo citare la Misereor della Germania, il Punto Quarto degli
Stati Uniti, i Salesiani della Colombia e del
Venezuela ; e per l'Italia, alcuni lettori del
Bollettino salesiano .
Il primo lavoro che dovemmo affrontare
con urgenza fu quello di improvvisare alcuni padiglioni per alloggiare i 1500 scolaretti e i 300 artigiani per il nuovo anno
scolastico .
Don Carlo Crespi, il re di questa città dei
ragazzi, invece di scoraggiarsi al vedere ridotta in cenere la scuola gratuita, frutto dei
suoi sudori, e il prezioso Museo, frutto della
sua genialità di scienziato, archeologo e missionario, subito la prima domenica dopo il
disastro riunì gli oratoriani, nonostante i
suoi 70 anni, per far loro il catechismo e
dare cinema all'aperto, come se nulla fosse
stato!
Quali i nostri progetti per l'avvenire? Costruire una scuola professionale degna dei
tempi moderni . Lo so che è cosa che fa tremare le vene e i polsi, in una città dove la
disoccupazione, l'indigenza e l'altezza delle
Ande crea i più seri problemi. Ciò nonostante,
con una illimitata confidenza nel Signore e
nella generosità dei buoni, abbiamo formulato
i piani per le scuole professionali, che formeranno i tecnici per cinque province : Azuay,
Caùar, EI Oro, Loja, Oriente .
I lettori del Bollettino, che nel campo dell'aiuto alle attività missionarie e sociali hanno
già una gloriosa tradizione anche in Equatore, siamo certi che continueranno ad essere i fautori del vero progresso, aiutandoci
a costruire una scuola professionale che
formi cristianamente i tecnici di questo caro
Equatore, a cui si apre un domani ricco di
promesse .
Per facilitare questa loro provvidenziale
cooperazione, suggeriamo di mandare le offerte
all'Ufficio Missioni salesiane, aia. Maria Au-
siliatrice, 32, Torino . Se poi qualche generoso volesse legare il suo nome o quello di
qualche caro defunto a un laboratorio o a
una macchina, basterà che ce lo scriva, e i
nostri giovani equatoriani lo ripeteranno in
benedizione di generazione in generazione, implorando grazie e prosperità per i loro benefattori » .
de Majicoroteri de El Platanal, a
nove ore di navigazione da
S . Maria de los Guaicas, dove si
erano stabilite nel 1960 in aiuto ai
missionari salesiani . La Missione
è lontana dal mondo civile e come
sepolta nell'immensità delle foreste che la circondano .
Pellegrinaggio di militari
a Valdocco
Significativo e commovente è stato
il pellegrinaggio al Santuario di
Maria Ausiliatrice dei giovani militari che prestano servizio a Torino . Il pellegrinaggio è stato iniziato il i8 settembre da un migliaio
di allievi Carabinieri che, prima di
incominciare il loro servizio di leva
nelle varie stazioni d'Italia, si sono
accostati ai Ss . Sacramenti. Nei
giorni seguenti si alternarono i militari prossimamente congedandi,
affluendo dalle diverse caserme e
accostandosi ai Sacramenti convivo
senso di serietà, di devozione e
di raccoglimento .
Torino - Giubileo d'oro
sacerdotale
Nella Basilica di Maria Ausiliatrice,
lo scorso settembre, celebrava la
sua Messa d'oro il missionario salesiano don Luigi Boccassíno,
veterano delle nostre Missioni della
Cina, nelle quali lavorò in anni
lontani accanto al Serva di Dio
mons. Luigi Versiglia.
« Buon giorno » salesiano
MONTEVIDEO (Uruguay) - Con
queste parole si apre ogni giorno,
dallo scorso marzo, una breve
trasmissione della stazione Radio
« Cx8 Sarandí », alle ore 7,15 .
• come un saluto familiare dato
da un salesiano, e reca un messaggio orientativo di pace e di
ottimismo. La nuova trasmissione
• stata resa possibile per l'iniziativa di due ex allievi salesiani .
Premio nazionale di musica
ad un salesiano
CARACAS (Venezuela) - Il Ministero dell'Educazione, settore
Cultura e Belle Arti, ha conferito al salesiano don Jesús Antonio Calderón il premio nazionale di musica da camera . Questo
• il secondo premio assegnato a
don Calderón poiché già nel 1945,
nella città di Messico, aveva ottenuto il primo premio di musica strumentale .
Nuova opera
cris iano-sociale
Una nuova opera salesiana di agricoltura ee pastorizia ha avuto inizio
in San Pedro de Timote (Uruguay)
per giovani agricoltori, donata dal
signor Alberto Gallinal . La prima
pietra dell'Istituto fu benedetta dal
Vescovo di Florida mons . Umberto
Torma, che celebrò per l'occasione
una Messa all'aperto, su quelle zolle
che presto saranno campo sperimentale dei giovani, i quali alterneranno lo studio alla pratica
« agro-pecuaria » .
Un salesiano Direttore generale della Giunta catechistica
nazionale
BUENOS AIRES (Argentina) Sua Em . il card . Antonio Caggiano, arcivescovo di Buenos Aires,
comunicava all'Ispettore salesiano
don Ignazio Minervini che la
Commissione permanente dell'Episcopato argentino aveva designato
all'unanimità quale Direttore generale della Giunta catechistica
nazionale il salesiano don Umberto
Baratta, che già faceva parte della
Giunta provvisoria . Presidente della Giunta è S . Ecc . mons . Michele
Raspanti, salesiano .
Nuova Casa-Missione
nell'Alto Orinoco
ALTO ORINOCO (Venezuela) - Da
circa un anno le Figlie di Maria Ausiliatrice hanno aperto una nuova
Casa-Missione nel Vicariato apostolico dell'Alto Orinoco : a S . José
II « Don Bosco College » di
Tehran (Iran)
II Collegio Don Bosco di Tehran
quest'anno agli esami ha presentato
34 candidati : 22 per la sezione dì matematica e 12 per quella di scienze .
Si è avuto un risultato del cento per
cento . I1 Direttore generale dell'Educazione Nazionale in Tehran,
dr. Moezi, scrive : « È la prima volta
a Tehran, e forse in tutto l'Iran, che
un liceo ha il cento per cento di promossi a giugno in entrambe le sezioni di matematica e di scienze .
Sono veramente orgoglioso che tale
onore sia toccato, meritatamente,
all'Andisheh Don Bosco College » .
Da notare che le scuole cattoliche
in paesi in prevalenza non cattolici
sono tenute dalle autorità in alta
considerazione .
Un'ora di lavoro
per il tempio
sul Colle Don Bosco
BELGIO - Il Congresso federale
degli ex allievi dell'Ispettoria meridionale belga ha deciso di proporre a tutti gli ex allievi salesiani
dell'Ispettoria di offrire per la costruzione del tempio di San Giovanni Bosco la somma equivalente alla
rimunerazione di un'ora di lavoro .
La proposta fu accolta con entusiasmo superiore al previsto .
IL CALENDARIO SALESIANO 1964
Dio benedica e ricompensi i nostri benefattori! "
È l'augurio e la preghiera che ripetiamo anche noi
con Don Bosco per tutti i nostri affezionati Cooperatori e Benefattori che, ricevendo con questo
numero del Bollettino il Calendario 1964,
vorranno ricordarsi delle Missioni Salesiane, il cui
crescente sviluppo rende sempre più necessario
l'interessamento fattivo dei buoni . L'avere sott'occhio tutto l'anno scene e momenti dell'eroica vita
dei nostri Missionari servirà di richiamo a cooperare con la preghiera e con le offerte all'estensione
del Regno di Dio, che forma l'anelito più ardente
di quanti vivono le ansie della Chiesa, nello spirito
del Concilio Ecumenico Vaticano Il,
377
u
TEMPIO
SUL
COLLE
DON
BOSCO
Il mese scorso abbiamo parlato della chiesa inferiore ; ora
qualcosa di quella superiore, tanto più che è lo stato di
questa che condizionerà i lavori nell'interno durante la
stagione invernale .
Sono stati coperti i due coretti che ospiteranno le cantorie
ed è in fase di avanzata lavorazione la copertura delle navatine laterali .
Il castello di cemento, che è come l'ossatura della costruzione, è oramai tutto scomparso, integrato com'è dai mattoni che, annullando i vani, hanno modellato le pareti
e dimensionato le chiese .
Ma anche nella chiesa inferiore c'è una piccola novità . :
è comparsa nel vano di una finestra una vetrata a colori .
Essa rappresenta Don Bosco attorniato da ragazzi, sullo
sfondo della Basilica di Maria Ausiliatrice ; ed è la prima
delle diciotto invetriate incaricate di condizionare la luce
e nello stesso tempo di decorare le pareti . Nel caso che
esse coincidano con un altare, ne diventano anche e decorosamente l'icona . L'invetriata esposta porta la firma della
ditta Gianina di Torino, è di una sobria modernità e ha
un buon impasto di colori .
Dietro al ristorante, intanto, è stato iniziato lo sterro per
la costruzione di un grande piazzale che dovrà servire di
posteggio alle macchine . Ai suoi margini sorgerà a suo
tempo un grande ristorante modernamente attrezzato .
Anek, con questo si mira a creare, nell'area del Santuario
e dell'umile Casetta di Don Bosco, una zona di silenzio,
che faciliti il dialogo con i ricordi del Santo e disponga
l'animo alla meditazione .
3711
I
l 17 agosto 1963 si spegneva a Guayaquil
(Ecuador), nella patria di García Moreno,
Oecc.mo mors . Domenico Comin, Vicario
Apostolico di Méndez e Gualaquiza. Era alla
soglia del 90 0 anno di età e cadeva dopo
aver fatto fiorire e fruttificare con 60 anni
di sacrifizi quella missione dei Kivari, che
sembrava più insensibile e dura della roccia
andina .
Nato a Santa Lucia di Udine il 9 settembre
1874 e avviato agli studi nel seminario di
Concordia, appena ebbe terminato il ginnasio
si presentò al venerabile Dori Rua per essere salesiano . Fatto il noviziato, mentre
completava gli studi filosofici, pensò alle missioni .
Il 6 dicembre 1887 era partita la prima
spedizione di missionari salesiani per l'Ecuador . Erano giunti a Quito il 28 gennaio 1888 .
Don Bosco era morente, ma ancora in tempo
per ricevere il cablogramma del loro arrivo, che gli lesse mors . Cagliero . Deo
gratias! rispose Don Bosco a quella notizia
e alzò la mano benedicente dicendo : « Benedico la casa di Quito » . Fu l'ultima benedizione del padre ai suoi missionari . Da
Quito sarebbero partiti per la conversione
dei Kivari .
Pochi anni prima Doti Bosco aveva fatto
sull'America latina sogni profetici, che si
leggono nei volumi XVI e XVII delle Memorie biografiche . Era il campo immenso che
si spiegava ai suoi occhi da Cartagena a
Punta Arenas, dove i suoi figli avrebbero
raccolto messi abbondanti . Ma nei due sogni
non mancano accenni espliciti ai sacrifici e
alle morti che sarebbero costate . I fichi
acerbi che maturano solo se immersi nel
sangue ; e soprattutto la scena orripilante, che
si svolge in piena foresta, di un uomo legato
e accerchiato da un'infinità di selvaggi, poi
trafitto con un colpo che gli spicca netto il
capo, sono il preannunzio di tutte le angosce
riservate ai seminatori del campo missionario .
Gualaquiza fu la prima missione dell'Ecuador . Ma un incendio del 1894 distrusse tutto
e si dovette cominciare da capo . Venne il
'96, l'infausto '96, che in Ecuador segnò il
rigurgito di quell'onda massonica nella quale
era stato assassinato, 20 anni prima, García
Moreno . Il decreto di espulsione colpì anche
i Salesiani, che a lunghe marce raggiunsero
l'esilio . Per miracolo si salvarono nell'isolamento della foresta i due o tre di Gualaquiza .
Anche per l'Italia quell'anno l'o infausto :
c'era in corso la campagna d'Africa e si par-
379
lava molto di Amba Alagi e Makallé ; gli
eroi del giorno erano Toselli e Galliano . La
battaglia di Adua segnò la generosa ma infelice conclusione della politica africana . Fra
quei militari, nel battaglione del Genio, c'era
anche il nostro Comin, come telefonista di
collegamento con il Comando . Aveva ricevuto l'ordine di rientrare nel battaglione
come combattente, ma un contrordine inatteso lo trattenne al posto di telefono : fu
così che si salvò dall'ecatombe di Adua!
Chi avrebbe detto, in quel marzo del '96,
che la Provvidenza salvava il futuro generale
di un esercito ben più importante : quello
missionario?
:t80
Dopo il servizio militare, ritornò alla prediletta vita salesiana e agli studi teologici .
Fu ordinato sacerdote a Milano dal servo di
Dio cardinal Ferrari nell'aprile del 1900 .
Per due anni lavorò nel nostro Istituto
Sant'Ambrogio fino a quando, maturata la
vocazione missionaria, partì nel 1902 per
l'Ecuador . Guayaquil fu il primo campo che
rivelò le sue capacità nell'Istituto « Santistevan » ; poi eccolo impegnato in quel collegio Cristóbal Colón, che è una magnifica costruzione di ampio respiro . dove si sono avvicendati in 50 anni migliaia di giovani, che
ne serbano il più grato ricordo . Nel 1910
don Comin, nominato ispettore, riservò la
prima visita alla missione di Gualaquiza . I
feroci Kivari minacciavano continuamente, e
contro quei signori della foresta non c'era
forza nè organizzazione capace di garantire
l'incolumità ai nostri missionari . Nel 1911
furono costrette a ritirarsi le suore e, due o
tre anni dopo, anche i Salesiani, che 20 anni
prima avevano resistito all'iniquità delle leggi
eversive .
Ma le prove venivano da decenni : il primo
amministratore apostolico mons . Giacomo
Costamagna, per disposizione legale, non
aveva ancor potuto entrare nel suo Vicariato, che governava da lontano per corrispondenza . Solo di tanto in tanto gli veniva
permessa una visita a tempo limitato . Dopo
20 anni di aspettativa, mons . Costamagna
entrò stabilmente nella sua «Terra Promessa», ma già così sfibrato dall'età e dai
patimenti, che pochi anni dopo chiese l'esonero dalla carica .
Mons . Comin ne ricevette l'eredità . Consàcrato Vescovo nell'ottobre del 1920, prese
per motto : Traham eos in vinculis caritatis. l a formula felice di tutta la sua vita
missionaria . Solo la carità farà il miracolo .
Questo kivaretto di Sucua
ha già imparato il buon uso civile degli abiti e dell'acqua,
ma ci vorranno decenni di paziente attesa .
1 Kivari avevano un carattere indomito . diffidente, vendicativo e feroce ; non per nulla
erano cacciatori di teste umane . I1 kivaro
chiede sempre e tutto, e non sa dare ; ha dei
selvaggi tutti i difetti, e non si sa quale
virtù .
Erano anni e anni che i missionari lavoravano in mezzo a loro : dopo Gualaquiza era
sorta la missione di Limón, poi Méndez e
Cuchanza, poi Macas e Aguacate e Sucua :
sette missioni, ed erano già morti quasi tutti
i missionari della prima ora . Dopo tanti sudori, ancora nulla, neppure una conversione .
Nel 1925, in una penosa escursione a cavallo .
accompagnato da due suore, a pochi chilometri da Macas, mons . Comin incontra nella
foresta un gruppo di kivari che portano
con sè una ragazza ferita con arma da fuoco,
già gonfia e purulenta nella parte ferita .
Poiché i civilizzati avevano sparato, altri
civilizzati la dovevano guarire . Con cipiglio
che non ammette replica, dicono a Monsignore :
« O guarite questa ragazza o vi uccidiamo! » .
Non c'è possibilità di fuggire ; ma come curare senza ferri, senza medicine, una ferita
che ha fatto pus e nasconde la pallottola?
La suora infermiera ha solo un poco di alcool
e di tintura di iodio . 1l Vescovo pensa un
istante, poi le impone di operarla ; non c'è
da tergiversare . egli pregherà mentre l'infermiera farà l'operazione . La suora disin-
Nel rievocare le gesta del compianto apostolo dei Kivari, S . Ecc . mons . Domenico Comin, impressiona il constatare
come fosse riuscito a stabilire con quei popoli primitivi una piena comunicazione di sentimenti e di idee .
fetta il temperino e l'affonda nella ferita :
con il pus che sprizza, balza fuori anche la
pallottola . I Kivari gridano dalla gioia e i
missionari sono salvi .
Ancora 10 anni dopo, quando verrà ad limina dal Papa Pio XI, mons . Comin ripeterà
le desolanti parole che aveva già detto a Benedetto XV nella prima visita del '21 : « Santità, stiamo inafiîando un palo secco» . Ma
conce quel Papa, anche Pio XI ripeterà fiducioso nella grazia di Dio e nel tempo : « Vedrete
che con il metodo di Don Bosco quel palo
germoglierà e fiorirà» .
Iw
Don Bosco, l'apostolo dei giovani, aveva
visto in sogno che anche i selvaggi sarebbero
stati convertiti dai loro figli ; dunque bisognava
intraprendere un nuovo cammino . Poichè i
Kivari portano un grande amore alle loro
creature, ecco il punto di incontro e la chiave
per risolvere il problema : cominciare dai piccoli, poi questi convertiranno i genitori . Occorreranno scuole, quindi internati perchè i
villaggi sono sparsi nella foresta, distanziati
da dirupi scoscesi, con sentieri intricati senzai
vie di comunicazione . E non basta un centro,
ci volevano scuole in tutte le missioni, per
tutti i centri ; così sorsero tanti piccoli internati, nei quali i Salesiani accoglievano i ragazzi, mentre le Figlie di Maria %kusiliatrice
educavano le ragazze . Fu lo stesso cammino
che avevano già percorso con felice successo
i nostri missionari del Rio Negro per l'evangelizzazione dei Tucanos e delle varie tribù
del bacino amazonico, .
Ma per costruire gli internati quante fatiche! Quante volte il Vescovo deve stendere
la mano, perchè il Vicariato abbraccia le
vette andine in piena foresta ; e benchè le
distanze non oltrepassino i 200 km ., mons . Comin non ha l'arco e neppure un modesto
mezzo di trasporto a ruote, non esistendo
strade . L'unico mezzo è il cavallo e in certe,
zone solo il cavallo di San Francesco, perchè
si va a piedi con l'aiuto delle mani . Da Indanza a Méndez sono due giorni a cavallo
per il cammino del Pan ; ma chi oggi imbocca
questa strada di 81) km . in direzione di
Mendez, non può soffermarsi senza commozione dinanzi al monumento innalzato alla
memoria di don Albino Del Corto, che ha
realizzato, cori mezzi primitivi e con incredibili sacrifizi, l'audace progetto di questa
strada su balze impervie e scoscendimenti
paurosi. La strada ha aperto le vie dell'emigrazione e del commercio a centinaia di famiglie, che poterono stabilirsi in quelle terre
fertili, con un lavoro sicuro e in comunicazione
con il mondo civile .
38 1
Paute (Ecuador) - I figli dei Kivari hanno ormai a loro disposizione i mezzi moderni per prepararsi ad un razionale
lavoro agricolo, che per ora è la loro fonte principale di benessere .
Gli internati si riempirono subito ; i Kivaretti impararono a leggere e scrivere, passando dalla lingua della tribù a quella ufficiale, non solo parlata, ma scritta . E con
l'istruzione venne il vivere civile e cristiano .
Quale commozione per le autorità civili che
di tanto in tanto si spingono in visita alle
missioni, assistere ai saggi ginnastici e folclorici di tanti kivaretti che cantano l'inno
nazionale e si inseriscono come nuovi elementi vivi nella storia patria!
Dalla bocca dei genitori avevano sempre
udito che la gloria del figlio è vendicare il
padre, che la vendetta è sacra e pegno di
tanti beni ; ora invece imparano che Dio è
carità, che ha insegnato il perdono delle offese, che perdona a noi i nostri debiti perchè
noi perdoniamo ai nostri debitori . Così i
princìpi cristiani entrano insensibilmente e
rafforzano la loro anima naturaliter christiana.
382
Ma fin dal principio della missione i nostri
dovettero affrontare il problema della lingua :
i Kivari non intendevano lo spagnolo e i
nostri non intendevano il kivaro . La Provvidenza, che segue i nostri problemi, suscitò
l'uomo ad 'aoc in don Ghinassi . Egli si affrettò
a preparare il libretto bilingue per le orazioni, facilitandone l'apprendimento ai ragazzetti . Alla domenica poi, quando affluiscono coloni e adulti, tutti possono pregare
• cantare nella loro lingua : Dio intende
tutti!
Dal piccolo libretto si passò al catechismo .
poi senz'altro ai 5 volumi di Il re dei libri
• stava curando la seconda edizione del vocabolario kivaro-spagnolo quando sopraggiunse la morte nel 1957 . A don Ghinassi il
grande merito di aver dato la chiave per conoscere il mondo dei Kivari e di aver aperto
a questi la porta della civiltà cristiana .
L'indio nell'ambiente sereno della missione
riceve non solo istruzione ed educazione cristiana, ma impara anche un mestiere che gli
assicura la vita . Tutte le missioni, oltre il
lavoro dei campi indispensabile per il mantenimento della comunità, hanno piccoli laboratori di falegnami, di sarti, di meccanici,
• ora anche di elettromeccanici . Così il kivaro, terminata la sua formazione, giunge ai
18 anni pronto per il matrimonio . E poich7't
ha un'istruzione che lo ha elevato, cercherà
una compagna della stessa levatura fra le
ex allieve delle Figlie di Maria Ausiliatrice :
ecco l'inizio della famiglia cristiana .
È commovente quel che scrive a Monsignore un kivaro già avanti in età : « Noi vogliamo fare una colonia cristiana ; le nostre
donne non hanno nozione di cristianesimo .
Le suore le istruiranno nella religione e formeranno famiglie di buoni cristiani . Noi faremo la cappella e tu di' al missionario che
vi celebri la Messa e ci insegni ad essere buoni,
come devono essere i cristiani » .
Il cammino fatto dalla grazia di Dio nell'anima dei ragazzi, lo rivela l'episodio di un
kivaretto di 12 anni all'ospedale di Méndez .
È stato curato con tanto affetto dalla suora,
sente che deve morire . Egli offre la sua vita
perchè il padre si faccia cristiano .
Era la primavera che si annunciava dopo
il lungo inverno!
Questo fu il germoglio spuntato dal palo
secco . Quando, nel 1950, mons . Comin tornerà ad limina con il suo terzo papa Pio XII,
potrà dire che finalmente questo ha germogliato . Ma ci volle la pazienza di una intera
generazione prima di vedere i primi fiori,
che di anno in anno si trasformano in frutti .
Anche qui è il Vangelo che si avvera : uno
semina, l'altro raccoglie .
ti
Quali i risultati attuali? Il Vicariato conta
ora 12 centri missionari, oltre un centinaio
di stazioni secondarie con 90 scuole elementari, 105 maestri laici, 1500 interni fra kivaretti e kivarette, altrettanti esterni, laboratori in ogni missione, 20 scuole di cucito e
ricamo, due scuole normali per la formazione
dei maestri cristiani : e attorno alla missione,
terre coltivate per il mantenimento di tutti,
strade, campi di aviazione, piccole centrali
elettriche ecc . Nel campo sociale, oltre la
schiera di ex allievi in tutti i villaggi, vi
sono comitati di padri di famiglia, piccole cooperative agricole e anche circoli operai . Nel
campo scientifico gli studi di don Carlo Crespi
sugli usi e costumi dei Kivari e il prezioso
materiale etnografico raccolto nel Museo della
Casa centrale di Cuenca . Nell'Esposizione
orientalista del 1944, in occasione del 50°
della Missione, Quito e Guayaquil poterono
ammirare il progresso realizzato da quel primo
manipolo di missionari .
Ora la tecnica ha portato nelle missioni
non solo libri e cartelloni, ma anche i dischi,
le pellicole, i film, la musica in scatola : i
missionari sanno sfruttare per il bene delle
anime tutti i ritrovati della scienza . La luce
elettrica che illumina le nostre missioni è
dovuta all'iniziativa del missionario, come
pure la linea telegrafica da Pan a Méndez .
Tre salesiani coadiutori meritano la nostra
speciale riconoscenza : Pancheri, Brioschi e
Solís . Quanti ponti e passerelle hanno gettato
sopra i fiumi e torrenti impetuosi! Sono essi
che adattarono macchine ingegnose per i lavori agricoli e domestici, e impianti idraulici
ed elettrici . E poichè esistono confini nazionali, è bene ricordare che in tutte le terre
di missione la difesa più sicura è quella dei
missionari : sono essi (per giunta, stranieri)
che insegnano ai ragazzi indigeni a parlare e
scrivere la lingua nazionale, ad amare la
patria, a conoscere la storia e le glorie nazionali, essi che non conoscono armi, ma solo
la scuola, l'officina e l'aratro . « 1 inchè ai
confini ci sono missionari, le frontiere sono
sicure», disse un uomo politico senza fede,
ma non senza criterio e buon senso .
Ma il tempo passava e mons . Comin, giunto
agli 85 anni, poteva dire di sentirsi stanco
e chiedere un vescovo coadiutore . L'ebbe
nella persona di S . Ecc. mons . Giuseppe
Pintado .
Non è il caso di ricordare qui tutte le onorificenze con cui governi, ministri e autorità
vollero testimoniargli la loro gratitudine per
l'opera di alta civiltà cristiana realizzata fra
i Kivari, integrati alla nazione . Ma se un
giorno si vorrà erigergli un monumento, credo
che l'ispirazione migliore potrà venire da una
fotografia di Monsignore a cavallo, con aria
ancor giovanile, mano destra alle briglie .,
braccio sinistro che si protende al saluto con
il casco equatoriale in mano, volto sereno e
gioioso di pacifico conquistatore giunto per
il trionfo .
Così immaginiamo mons . Comin, fissato
nel marino o nel bronzo, a perenne ricordo
della sua eroica vita missionaria per la conversione e l'incivilimento dei Kivari .
SAC . GUIDO BORRA
del Capitolo superiore
i è caro incoraggiare e benedire di
gran cuore i dilettissimi Missionari, pupilla dei Nostri occhi, che in tutti i
continenti, agli avamposti della Chiesa,
diffondono il Vangelo di Gesù : sappiano gloriarsi sempre nella Croce del
Nostro Signore Gesù Cristo (Gal ., 6, 14),
sopportando con amore le eventuali contrarietà e prove, certi che l'aiuto di Dio
non mancherà mai a chi vive e lavora
soltanto per Lui .
S . S . PAOLO VI
3213
N d OM
N
el periodo trascorso tra la prima e la
seconda sessione del Concilio Ecumenico, ho
ripreso i miei giri missionari . Dopo il Colle
Vaticano, irradiato di splendori di cielo e
ammantato di glorie e grandezza millenarie,
mi ritrovai ancora negli avamposti della vita
missionaria . La cupola di San Pietro era
scomparsa per dar posto alla capanna di paglia, così bassa da cozzare la testa contro i
legni della volta!
Visitai le colline Garo e mi inoltrai nei posti
più remoti e selvaggi . Quando lasciai la jeep,
sentii don Busolin che gridava : Episcopus
procedat magna cum cautela! Cominciavano
le tortuosità di un torrente .
I piedi si affondano nella sabbia e nel
fango :, la veste è tirata su e legata intorno al
petto, la mano destra porta il pastorale di
bambù, e guazzando nell'acqua e ansimando
nelle salite. mi spingo verso la sudata mèta .
Don Busolin non può trattenere un sorriso
nel contemplarmi in simili paludamenti . . .
t3fi4
Scacciando via un senso nostalgico di visioni romane, io recito forte i versi del Poeta :
La gloria di Colui che tutto move
per l'universo penetra e risplende
in una parte più e meno altrove .
Sì! La gloria della Chiesa di Dio brilla
d'una luce bella anche in questi vasi capillari del Corpo Mistico di Cristo . Il contrasto
serve a far risaltare di più la grandezza dell'ideale missionario, che dall'amore e dal sacrificio di Gesù trae l'ispirazione .
Se i cattolici d'Italia vedessero . . .
Trentadue anni or sono la missione fia
i Garo veniva ufficialmente aperta da due
pionieri : don Pianazzi e don Costa . Se vogliamo tradurre in cifre i frutti degli eroismi
di questo periodo, scriviamo 20 .000 cattolici
Assam-India . Specie di lambicchi che servono per fermentare il riso, da cui si ricava il cosiddetto fiat, bevanda alcooiica,
e 4 centri di irradiazione . Ma i numeri non dicono nulla' dell'immane lavoro compiuto dai_
soldati di Gesù Cristo per abbattere il colosso
del paganesimo . Se i cattolici d'Italia potessero vedere come questi pionieri dormono,
viaggiano e mangiano ; come combattono contro le insidie delle malattie ; se conoscessero
la loro povertà e sofferenze fisiche e morali
non di un giorno, ma di anni e anni, certamente batterebbe nel cuore di molti un palpito più caldo di solidarietà cristiana .
Quando nel 1946 visitai per la prima volta
la seconda stazione missionaria fra i Garo .
trovai don Colzani che viveva in una capanna di bambù in condizioni così disagiate
e povere che non potei a meno di pensare
ai buchi delle trincee del Carso nella prima
guerra mondiale . Sono abitazioni con « aria
condizionata », perchè non c'è nessuna differenza fra il di fuori e il di dentro .
Per divagarmi don Colzani mi condusse
a un campo-base per la caccia degli elefanti
sull'orlo delle grandi foreste . Fummo ricevuti cortesemente da un Maharaja, che ogni
anno pagava per il monopolio di quella caccia .
Il Maharaja ci fece assistere al combattimento degli elefanti . Due enormi pachidermi
furono aizzati l'un contro l'altro . Ma quel
giorno si rifiutarono di combattere e non ci
fu verso di far loro alzare la proboscide in
atto di sfida per attorcigliare quella dell'avversario . Disse il Maharaja : « Si vede che
gli elefanti sono più umani degli uomini,
che fanno tante guerre . . . ».
Quei due bestioni erano stati ammaestrati
per catturare e addomesticare gli elefanti
che vivevano ancora liberi nelle foreste . Vi
sono delle sorgenti d'acqua salata . Anche l'elefante ama recarsi alle acque termali . I cacciatori circondano quelle sorgenti con enormi palizzate lasciando soltanto un'apertura .
Quando gli elefanti selvatici sono entrati, una
porta saracinesca si abbassa . Gli elefanti rimangono prigionieri . Più tardi, cautamente,
attraverso la medesima apertura entrano
quelli già domati con il loro mahut (guidatore) . E incomincia la dura scuola per insegnare a quegli elefanti selvaggi la virtù dell'ubbidienza e della mansuetudine . Con sangue .
catene e digiuno imparano a piegarsi al volere dell'uomo .
Quanti i giorni di gioia? . . .
Ma gli elefanti non sono quegli animali
simpatici e tranquilli del giardino zoologico
di Roma . Nel tempo della mietitura, gli-elefanti in torme di dieci e venti entrano nelle
risaie e in men che non si dica divorano il
Assam-India . Questo è il portatore che accompagnava
S . Ecc . mons . Ferrando con tutto il suo fabbisogno .
frutto di tante fatiche e sudori . infischiandosi dei mezzi difensivi dei poveri Garo .
Don Curto mi raccontava che una volta a
mezzanotte, mentre dormiva nella capanna
di un villaggio, venne dato l'allarme : « E
l'elefante! l'elefante! » . E dovette fuggire .
Gli elefanti affamati sfondano anche le pareti delle capanne in cerca di riso . Ci vogliono
delle mura ben più forti per tenere a bada
tali carri armati viventi!
Nel sentiero che io percorrevo, il mio battistrada era stato un elefante selvaggio, solitario e quindi pericoloso, perchè scacciato
dalla banda degli altri . Vedemmo le impronte
del suo passaggio e il nuovo sentiero aperto
dal suo pesante corpo .
385
Ecco - io pensavo - qui siamo ancora
nel cuore della giungla e abbiamo un'idea
della vita primitiva di cento e più anni or
sono . Cari fanciulli, noi vi amiamo, e vogliamo portare anche qui, in questi luoghi
ancora inaccessibili, il lavoro benefico dei
missionari, che hanno già annunciato la
Buona Novella a tanti vostri fratelli .
Il tempo stringe
Assam-India . Tipo delle colline Garo-
386
Questa povera gente vive in continua apprensione non soltanto degli elefanti e di
altre bestie, ma di spiriti maligni che s'annidano ovunque : spiriti cattivi, vendicativi,
che possono essere placati solo con sacrifici .
All'ingresso dei villaggi potevamo scorgere
sugli alberi i segni dei sacrifici : animali infilzati o penne di galline per tener lontano lo
spirito maligno, che è la causa delle malattie .
Quanti sono i giorni di gioia in mezzo a
tanti terrori?
Nella lunga, snervante marcia noi ci riposammo nel centro del villaggio, sull'aia di
fronte alle capanne . Le abitazioni sono tutte
costruite con bambù, alzate da terra e pulite
all'apparenza . Le donne con i bambini, quasi
tutti ignudi e spaventati, si rifugiano negli
antri delle capanne . Ci vuole un po' di tempo
e pazienza per rompere il ghiaccio e fare loro
accettare qualche dolce . Le mamme ci portano
un po' d'acqua contenuta nei bambù . Hanno
ben poca cosa da offrirci .
Dalla periferia nuove strade incominciano
a incrociare le colline Garo, ove furono trovati preziosi giacimenti di carbone e petrolio .
Anche l'interno delle colline Garo accoglierà
il progresso materiale delle zone periferiche
a contatto con la pianura . Ma col progresso
materiale noi desideriamo che al regno del
timore subentri quello dell'amore . I Battisti
sono già molto più numerosi che i cattolici,
e fra pochi anni questa tribù sarà tutta cristiana . Nel mio giro missionario amministrai
più di 800 Cresime, distribuii centinaia di
Comunioni . Migliaia di persone vennero ad
ascoltare la parola di Dio .
A Damra, al posto della capanna di don Colzani, don Willy ha eretto un salone capace
di contenere 1000 persone . Vi sono due grandi
belle scuole : una per i giovani e l'altra per
le ragazze .
A Tura don Buccieri, con i suoi edifizi
scolastici, mi mostrava la nuova piccola stamperia, che stampa il periodico mensile e libri .
Ma diceva : « Siamo troppo pochi, e il lavoro
è iminane per il piccolissimo gregge di missionari fra i Garo! . . . ».
Una volta don Busolin era ritornato da
un lungo giro come il mio : era stato assediato ogni momento da tanta povera gente
che domandava medicine, vestiti, cibo, aiuto,
maestri e catechisti . . . A casa si faceva la
lettura spirituale e l'autore diceva che in cielo
saremo sempre circondati da quelle anime che
avremo salvato . Don Busolin, che sentiva ancora la stanchezza di quelle lunghe processioni
di gente che si stringevano attorno a lui, sorrise e gli scappò detto : « Basta! Basta! . . . » .
Eppure, quando sotto la minaccia dell'invasione comunista, si sparse la voce che le suore
e i padri sarebbero andati via, quanti uomini e
donne vennero alle residenze missionarie piangendo e dicendo : « Noi abbiamo ricevuto tutto
(la voi! Se andate via, chi ci darà i Sacramenti? Chi piglierà cura dei nostri figli?. . . » .
Anche i missionari erano commossi e li rassicuravano : « Noi rimarremo sempre con voi! ».
MONS . STEFANO FERRANDO S .D .B .
Vescovo di Shillong (Assarn-India)
Preferisce affidarsi a Maria Ausiliatrice
Mio marito si era ammalato di bronchite
grave . Il medico si era prodigato in tutti i
modi per guarirlo, ma la febbre non lo voleva
abbandonare . Perciò un giorno disse : « Esaurite le possibilità dei medicinali, bisogna affidarsi alla natura » . Io allora mi rivolsi a
Maria Ausiliatrice, pregandola con tutto il
cuore di fare Lei tutto quello che c'era da
fare per guarirlo . Misi al collo del marito una
medaglietta e cominciai la novena prescritta
da Don Bosco . Il medico intanto decise di
fare una radioscopia e il giorno coincise proprio con l'ultimo della novena . Le condizioni
del marito furono trovate molto migliorate
e in breve fu in grado di riprendere la sua
attività . Il fatto mi ha confermato la fiducia nella bontà della Vergine e ho deciso
di non staccarmi mai dal suo manto materno .
Padova
ANNA GRIGNOLO BONI
Operazione rimandata, poi evitata
Un mio caro nipote doveva essere operato
di trombosi alla testa . Era già pronto per l'intervento, quando la suora gli dice che, per
altri casi urgenti, l'operazione veniva rimandata al giorno seguente .
L'indomani, invece, gli fu detto che poteva
andare a casa perchè era guarito . Tutti si
piangeva dalla gioia per la grazia ottenuta .
Maria Ausiliatrice e i nostri cari Santi salesiani avevano esaudito le nostre preghiere .
Orta (Novara)
DESOLINA MIOTTO
Era rimasto sotto il trattore capovolto
Ritornavo a casa col mio trattore quando
questo, non so come, in una curva si capovolse così che io restai a terra con l'automezzo addosso . Stetti qualche tempo senza
che nessuno mi vedesse sotto quella morsa,
finchè passò di lì un signore che vedendomi
in quello stato, si mise a gridare e a chiamare
aiuto . Subito accorse molta gente e con fatica mi tolsero di sotto il pesante automezzo .
Ma io ero ormai privo di sensi, non davo
più segni di vita e tutti mi credevano morto .
Con una macchina di passaggio mi portarono
all'ospedale, senza che riprendessi conoscenza .
Là i dottori non mi riscontrarono che qualche
ammaccatura e piccola lesione . Fecero quindi
le più alte meraviglie ; ma solo io potevo spiegare il mistero : Maria Ausiliatrice e San Giovanni Bosco, sotto la cui protezione una mia
zia mi ha messo da tempo, hanno steso le
loro amorose braccia sopra di me e mi hanno
salvato . Li ringrazio di cuore e li prego di volermi sempre proteggere insieme con i miei cari .
Mandavi Carassone (Cuneo)
RENZO GARELLI
L'autista era svenuto!, . .
Sono tornato in Italia per un po' di riposo,
dopo 3o anni di Missione . I Superiori della
casa in cui mi trovo, m'incaricarono di preparare un camion di roba per la colonia estiva .
Tutto andò bene all'andata ; non così al ritorno . Infatti mentre stavo recitando le mie
preghiere del mattino, ad un tratto vedo che il
camion esce dalla strada . Non faccio a tempo
ad accorgermi che l'autista è svenuto, che già
l'automezzo è nell'abisso . Dopo esser sceso
10-12 metri con due capottamenti, il camion
andò a incastrarsi in una insenatura fracassandosi del tutto . Io, invocando la Madonna,
potei uscire quasi illeso . Anche l'autista, trasportato da uomini accorsi, fu ricoverato con
me all'ospedale per pochi giorni . La gente non
credeva ai suoi occhi nel vedere uscire dai
rottami due uomini ancora vivi . Così sono
sopravvissuto per rendere testimonianza alla
bontà
Maria Ausiliatrice .
Macugnaga (Novara,
CARLO CASTELLI
coadiutore salesiano
389
Stavano per amputarle la gamba
Ero affetta da una grave infezione ad una
gamba . Esperti medici della città di La Vega
avevano deciso di intervenire con una operazione urgente, perchè il male si aggravava
ogni giorno più . Ciò che mi angosciava era
il pensiero del dolore dei miei figli e di mio
marito, al vedermi priva di una gamba . Perciò
feci una filiale promessa a Maria Ausiliatrice,
di cui sono tanto devota, e confidai in Lei .
Mi trovavo già nella sala operatoria e tutto
era pronto per l'intervento ; io intanto continuavo a pregare M . Ausiliatrice che mi salvasse la gamba . Ed ecco che i chirurghi non
credono ai loro occhi : la gamba da operare è
totalmente sana! . . .
La più alta meraviglia si diffuse sul volto
di tutti i presenti, mentre io ringraziavo commossa Maria Ausiliatrice, che aveva ascoltato
le mie suppliche .
Jarabacoa (Rep . Dominicana)
EDITA RODRIGUEZ DE ABREU
ottenute per l'intercessione di Maria Ausiliatrice e di S . Giovanni Bosco, di S. Maria .'Ilazzarello, di S. Domenico Savio
e di altri servi di Dio - alcuni hanno anche inviato offerte
ed elemosine per sante Messe di ringraziamento - i seguenti :
I90
Abate Felice - Aiello Innocenza - Aimone Gina - Avmonod
Pio - Albergante Angela - Alfano Carmela - Amato Laura
- Andornetto Anna - .\ndreoli Ester - Arcuri Antonino Arduino Margherita - Arlian Paolo - Banchio Agata Barale Delfina - Barontini Assuntina - Barussi Fam . - Battezzato Roberto - Bellini Gianni - Bedotto Sorelle - BeiIone Ninasco Enrica - Benedetti Giulia - Bergamo Alessandro - Bergò Maria - Bertani Giuseppina - Bertinotti
Carla - Bertoglio Giacomina - Bertoldi Giuliana - Bertolino Antonietta - Bertone Teresa - Bettoni Donato - Bianchi
Silvana - Bianquin Lorenzina - Biasi Virginia - Binello
Anna - Boido Michelaldo - Bon Anna Maria - Bonaccorso
Caterina - Bonavia sr . Maria - Bongiorni Maria Cecilia Bonino Emma - Bonino Laura - Borra Albertina - Botta
Giuseppe - Butto Luisa - Braghin Mariella - Bregoli Valentina - Briccarello Rita - Buccola Loreta - Burri Virginia - Busetto Ines - Busetto Maria - Buttigliero Anna
- Buzzi Alfredo - Calabrese Giuseppa - Caldarera Fisauli
Maria - Caldirola Giovanni - Calvi Aldo - Callegari Beatrice - Canavella Maria - Cancelliere Giovanna - Canelli
Linuccia - Cargnaud Bernardo - Carpi Elena - Carpignano
Lucia - Carrel Maria - Caso Rina - Catalano Sebastiano Cavallero Luigia - Cavelli Linuccia - Celestina Filomena
- Celi Anna Maria - Cerri Concettina - Cerutti prof . Maria
- Chesi Cesarina - Chiadò Anna - Chiarenza Rosa - Chiozzi
Maria - Cianci Tullia - Cirillo Olga - Clivio Franco - Cogliatti Maria - Colombo Rinaldo - Comba Margherita Conigliaro Giuseppa - C'ornaglia lllariuccia - Craviotto
Battistina - Crippa Gesuina - Cumino D . Sebastiano Curti Luciana - Dachena Anna - Dalmazzo Bianca Damiani Arrigo - D'Amico Francesca - Dellavesa F . Dell'Isola Antonio - De Magistris Porta Maddalena Destefano Maria - Diani Lina - Di Blasi Nestore - Di
Caro Giuseppina - Di ranni Maria - Di Marco Lilla - Dré
Giovanni - Durante Giuditta - Fachetti Mario - Ferrara
lacono Anna - Favaro Maria - Ferrara Anna - Ferraris
dr . Giuseppina - Ferrero Maria ved . Pozzo - Ferretti
Teresa - Festi Ruggero - Filippini Isabella - Fiore Bianca
- Fiorini Ester - Franchini Battista - Francini Franco Frisotto Anna - Fro,szoni Fernanda - Fucci Marta - Gaggioli Angelina - Galafani A . M . - Galante Teodora - Galino
Lucia - Galli Margherita - Gancio-Caponetto Letizia Garbarino Annina - Ganglio Battista - Garis Antonio Gatti Emilia - Gazzoli Luigi - Ghidotti Diana - Ghiglia
Mario - Gioannini Luigia ved . Paglia - Giumatti Giusep
Altri cuori riconoscenti
Emma Formica Torchio (Savona) ringrazia fervidamente
M . A . e S . G . B . per la protezione avuta sopra di sè e
sulla mamma ammalata .
Anna Compagnoni Brighenti (Maccagno-Varese) attesta
la protezione di M . A. e di S . D . S . sul suo piccolo Franco
e sul nipote Aldo .
Fam . Mazzotta (Catania) è riconoscentissima a M . A,
per un'insperata grazia ricevuta .
Sandra Patrucco (Torino) infinitamente riconoscente
a M . A . e a S . G . B . per la guarigione del padre dopo
tre anni di malattia, invia offerta in ringraziamento .
Giuseppe Carozzo (Orsara Bormida-Alessandria) ricoverato all'ospedale con frequenti emorragie, riacquistò
la salute invocando M . A ., S . G . B . e S . D . Savio .
Rosina Rapetti (Ricaldone-Alessandria) operata, andò
soggetta ad altre complicazioni per le quali ricorse a
S . G . B . c a S . D . S . ottenendo il miglioramento desiderato .
Fam . Napione (Torino) afilittissima per una figliuola che in
seguito a caduta non dava più segni di vita, dava inizio a
fervorose preghiere a M . A. ottenendo la grazia implorata .
Giovanna Camerini Pozzi (Faenza-Ravenna) in segno di
riconoscenza a S . G . B . e a I) . F . R . per la salute propria
e del marito, invia offerte per le Missioni Salesiane .
pina - Giuntini Zelia - Gonigliaro Giacoma - Grassi Norma
- Grattarola Rita - Greppi Secondo - Gualco Maria Guarnieri Marisa - - Guariglia Aida - Guarrella Rina Guglielmino Quaglia Maria - Gussoni Lina - Innocenti
Iris - Invernizzi Rina - Janin Speranza - Janni Bianca Lacatena Carmine - Laderchi Maria Pia - Lei Olga Lencioni sr . Flora - Lerotich Alessandro - Lo Cicero
Serafina - Lombardi Teresa - Lovisolo Angela - Lucato
Ettorina - Luciarnaz Sabina - Maggi Fam . - Malacrida
Angelo - Mannalucchi Rosina - Marchisio Lucia - Mariani Iside - Martini Margherita - Marzetta Gian Piero Masaro Giuseppe - Mascari Rita - Mazzola Angelo Mazzola Teresina - Merelli Agazzi Luigina - Michelotti
D . Matteo - Milazzo Maria - Milesi Maria - Minelli Rita
- Mingrone Maria - Minissale Emilia - Molteni Giuditta - Montalto dott . Nello - Monti Angela - Monti Eulalia - Moro Adelaide - Munier Giorgetta - Musuraca
dott . Gerardo - Nacci Teresina - Nava Maria - Negri
Walter - Nicola Giuseppina - Nicosia Annina - Nucera
Rita - Nuzzi Giovanna - Obert Eva Maria - Oliviero
Cesare - Olivero Angelo - Olivetti Piera - Palermo
cav . Umberto - Pancheri Giulia - Pantano Paolina - Pareti Livellara Carolina - Parisi Giovanni - Parisi Milan
Maria - Pastore Antonio - Paternoster Angelo - Patroni
Lucia - Pavno Concetta - Pecetto Marianna - Pedroli
Maria - l'ellissetto Fam . - Pcllizzaroli Cristina - Pelucchi
Belotti Silvia - Pezzana Elsa - Pezzano Domenica fu Antonino - Piaggio Albina - Picchio Coniugi - Pillan Germano - Piovano Pina - Pirrò Stefanina - Pisani Franca
ved . Rizzo - Pogliana Miranda - Ponzo Esterina - Porta
Fanni Maria - Presciuttini Francesco - Prevignano Letizia - Quattrocchi Gaetana - Quillico Maria - Radossa
Maria - Randazzo Maria - Rasa Fam . - Reda Ida - Renaldo Clelia - Ricotti Giuseppina ved . Riva - Rigoni Armida
- Riminucci Arturo - Roba Rosetta - Robiglio Luigina
Robotti Carolina - Rolando Perino Paolo - Rosati Margherita - Rossi Giuseppina - Rossi Luigia - Rossi Rosa Rossitto Giuseppa - Russo Lida - Sabadini Gina - Saettone Marco - Sagristani Flora - Saino Pietro e Cesarina Salvo Paola - Salvoni Ines - Sandri Adalgisa - Santoro
Maria - Sartori Maria Rita - Savoini Noemi - Sedini
Gemma - Senatore Matteo - Silvini Maria - Sirocchi Carolina - Sclaverano Giovanna - Scuola materna (Crusinallo) - Spada Giovanna - Spadaro Iolanda - Spendolini
Elisa - Spirito Giuseppe - Strada Maria - Stradella Alessandro - Szegedy Teresa - 'l'aiana Fario - Tamaginni Dina
Terzago Vittoria - Tessitore dott. Lusia - Testolini Ida
Tognolini Primina - Tomasella Granziera Agnese 'Fondo Teresina
Torta Fam .
Trombin Anna Vaccarino Rubeo - Valenziano Rachele - Valli Rossi Renata - Vandelli Marta - Verdolini Germano - Vergagno
Maria - Vergano Angela - Vernazza Enrico - Viani Angela
- Vichi Pia - Visconti Marina - Vitali Carmela - Vitalini
Erminia - Volontè Lidia ed Ermanno - Zanta Virginia
- Zeduri Diotallevi - Zoccarato Giulio - Zuni Malvolti
Carolina - Zussa Maria .
£ez irnlezceóóiofie di
S. DOMENICO SAVIO
Risana da tumore maligno
Devo rendere di pubblica conoscenza una
grazia ricevuta con l'applicazione dell'abitino
di San Domenico Savio . Sono una madre
di famiglia con tre figli . Avendo avuto un
tumore maligno con emorragia, i medici mi
avevano detto che non c'era nulla da fare dopo
l'operazione . Passai alcuni mesi sempre in
questo stato, quando un'amica mia mi fece
dono di un abitino di San Domenico Savio .
A poco a poco incominciai a migliorare ed
ora sto bene e lo porto sempre al collo come
una benedizione che mi accompagna perennemente . Ringrazio di cuore questo Santino
che mi permette di vivere e lavorare per la
mia famiglia .
Terni
MARIA MARCUCCI
Il dono fu sovrabbondante
Ero in pena per non veder accolta la mia
ardente preghiera di ottenere dal Signore il
dono di un bimbo che rallegrasse la mia
famiglia .
In un momento di maggior sofferenza,
confidai il desiderio alla Direttrice, Figlia di
Maria Ausiliatrice, della nostra Scuola materna, la quale mi riaprì la via della speranza
nel consegnarmi il prezioso abitino di San Domenico Savio .
Incominciai una fervorosa novena al caro
Santo e mi vidi miracolosamente esaudita con
il dono sovrabbondante di due gemelli : un
bimbo e una bimba .
Anche la mia vita corse grave pericolo,
ma San Domenico Savio non fece la straordinaria grazia a metà . Con il dono dei due bimbi
ottenne anche a me la piena salute .
Cimetta (Treviso)
ASSUNTA PALÚ E MARITO ADRIANO
Guarisce da male definito incurabile
Da sei mesi lavoravo a Milano, dove avevo
trovato un'ottima sistemazione, coronando così
un sogno della mamma vedova, che con gravi
sacrifici mi aveva fatto studiare . Un giorno
sentii un malessere strano alle gambe . Dopo
lunghe consultazioni, medici e specialisti diedero un verdetto terribile : il male era incurabile e io avrei dovuto passare la vita su di
una sedia a rotelle . Indescrivibile la mia angoscia e quella dei miei . Una zia, Figlia di
M . Ausiliatrice, impegnò tutta la sua comunità a strappare la grazia a San Domenico
Savio . Intanto altri specialisti di Catania confermarono la diagnosi di quelli di Milano :
sclerosi a placche, chiamata in un secondo
tempo e sieringomelia n .
Sentendomi sempre peggio, ingoiai qualche
particella di reliquia di San Domenico Savio
e intensificammo le preghiere . Lentamente,
ma decisamente, giorno per giorno, andai migliorando fino a ristabilirmi del tutto .
Grande è, e sarà sempre, la mia riconoscenza a San Domenico Savio .
Cesaró (Messina)
DOTT . GINO SCARAVILLI SAVIO
Lucia Arlotta (Lecce) incoraggia tutte le giovani madri
preoccupate come lei, a invocare con fiducia S . D. S .,
certe del buon esito finale .
Camilla Ghidoni in Gusmini (Cologno al Serio - Bergamo)
con l'intercessione del Santo delle culle si è vista allietata la famiglia dal piccolo Pierangelo .
Geom. Agostino Basso (Torino) temeva che il figlio,
ammalato di nefrite acuta, rimanesse in stato cronico ; lo
raccomandò a S . D. S . ed ora può segnalarne la guarigione .
Elvy Boer (Portogruaro-Venezia) preoccupata per la
cristiana educazione dei figliuoli, ottenne, con la preghiera a S . D . S ., una duplice grazia a loro favore .
Marisa Canessa Bonino (Torino) temeva con i medici
di avere una creatura in pericolo . Invece, invocando
l'aiuto di S . D . S ., ebbe una bimba in florido stato .
Domenica Cotugno (Soccorso-Messina) si riconosce debitrice a S . D . S . per una pronta guarigione del figlio .
Questi peggiorava sempre più ; ma indossato l'abitino
dei Santo, incominciò a muoversi da solo, finchè in
breve guarì perfettamente .
Carla Riva (Como) invocando S . D . S ., di cui portava
l'abitino, ottenne grazie per sè e per il figliuolo .
Ambrogina Premoli in Costa (Vigevano-Pavia) professa
viva riconoscenza a S . D . S . per la sua bambina quasi
morente, guarita con l'intercessione e l'abitino del Santo .
Santina Gavarone in Dodero (Genova) invia offerta per
le Opere salesiane attribuendo a S . D . S ., di cui portava
l'abitino, la vita del proprio figlioletto .
:341
~az~e a1Czi6ai1e a
3
SANTA MARIA MAZZARELLO
MIRACOLATA DA SANTA MARIA MAZZARELLO
392
Per la seconda volta in Thailandia
Santa Maria Mazzarello guarisce da sordità chi la prega . La nuova graziata dal
25 marzo s chiama Maria . La notte dal 3
al 4 febbraio, quando ebbe la visita di Madre
Mazzarello, si chiamava solo Chaluei ed
era catecumena .
Chaluei era nata nel 1941, quarta di
otto fratelli . Fin dalla nascita fu affetta
da grave infermità alle orecchie, che emettevano quasi in continuità materia purulenta . La mamma non l'amava, anzi preferiva farle conoscere la sua volontà col
bastone più che con la voce, anche perchè ci
sentiva poco . I lavori più gravosi erano riservati a Chaluei . Che fare di una ragazza
sempre in cura?
pensava la poco amorosa mamma . - Che almeno si guadagni
quel che spende nelle medicine . Ma le medicine non le davano nè guarigione nè sollievo . Neanche una lunga permanenza all'ospedale, all'età di 17 anni, le portò vantaggio . Povera Chaluei! Poteva solo dormire
supina : appoggiare la testa al guanciale,
tanto a destra come a sinistra, le era intollerabile .
In tanto grigiore brillò per Chaluei un
raggio di sole quando un buon giovane la
liberò dalla persecuzione della mamma e
le diede tutto il suo affetto . Due bimbe in
quattro anni vennero ad allietare il nuovo
nido familiare . . . Ma anche il marito Thon-
glo, oggi Paolo, non potè portare sollievo
all'infermità della sposa . Anzi quest'anno,
in gennaio, le condizioni si aggravarono .
Il primario dell'ospedale, dottor Somnuk,
dopo inutili cure dovette confessare scoraggiato : Niente posso fare, neppure diminuire questa continua produzione di pus .
Si potrebbe tentare un'operazione, mr
è molto rischiosa e di dubbio successo .
I due timpani sono completamente bucati .
Intanto un fatto nuovo era avvenuto nella
vita di Thonglo e, per riflesso, in quella di
Chaluei . Un amico, fidanzatosi con una ragazza cristiana, aveva domandato di essere
istruito nella nostra Religione . Thonglo
aveva chiesto anche lui di studiare il catechismo con l'amico . Questo nel marzo del
1962 . Chaluei, quando era sola in casa,
amava leggere il catechismo del marito .
Ma non c'era nessuno che glielo spiegasse! Tuttavia una grande idea esercitò
subito su di lei una irresistibile attrattiva : Dio è nostro Padre . E nella sua semplicità imparò da sè a parlare con Lui .
Ma quale gioia quando trovò una seconda
verità : Abbiamo anche una Madre, la Vergine Maria! Per lei che non aveva goduto
le tenerezze della madre, ma che ora, divenuta madre lei stessa, si dedicava con tanto
amore alle sue bimbe, questa scoperta j 'ti
veramente sensazionale : « Dunque anch'io
ho una Madre! » . Da allora le sue conver-
Ratburi-Thailandia
La signora Maria Chaluei e la suora
diocesana suor Agata Praphai, felici
e riconoscenti a Santa Maria Mazzarello per aver ricevuto la grazia dell'udito invocandone l'intercessione
sazioni con la Mamma del Cielo divennero
frequenti, filiali e piene di speranza .
La festa di Cristo Re del 1962 portò a
Thonglo la gioia del battesimo . La preghiera
in famiglia divenne ancora più intensa .
Peccato che la sordità non permettesse ai
due sposi di unire la loro voce! . . .
Si era ai primi di gennaio 1963 . Quando
i dolori e la suppurazione delle orecchie di
Chaluei erano più crudeli, un giorno essa
col marito si recò all'Istituto « Santa Maria », dov'è direttrice suor Luigina di Giorgio F. M . A ., che è pure superiora della
Congregazione diocesana delle « Ausiliatrici » . Nel 1947, Madre Mazzarello non
aveva guarito miracolosamente suor Agata
Praphai da completa sordità? Dunque perchè
non interessare questa buona Mamma in
favore di una catecumena in condizioni
così dolorose? Chaluei non aveva mai sentito parlare di Madre Mazzarello ; ma accettò con gioia la sua reliquia, dopo che
suor Luigina le ebbe fatto comprendere, più
coi gesti che con le parole, che aveva guarito una giovane siamese e che avrebbe aiutato anche lei . La direttrice invitò le suore
« Ausiliatrici » a incominciare una novena .
Anche l'ammalata pregò con la sua fede
semplice e viva .
Terminata la novena, la notte dal 3
al 4 febbraio, Chaluei nel sogno vede illuminarsi la stanza, mentre Madre Mazza-
rello avanza circondata da una decina di
suore « Ausiliatrici » . La Santa le si avvicina, la prende per mano e sorridendo le
chiede : « Stai bene adesso? » . Un altro sorriso e la visione si dilegua . Una gioia grande
riempie il cuore di Chaluei . È notte alta,
essa si sveglia e vorrebbe svegliare il marito,
dirgli quel che ha visto, ma non osa : egli
dovrebbe gridarle forte per farla comprendere e a quell'ora non conviene . . . Spunta
finalmente l'alba . Solo allora Chaluei, schiacciando e stropicciando le orecchie, ha un
sussulto : nessun male! E poi le orecchie
son secche, non più pus, non più fetore,
nulla! Ma è tanta la commozione che non
si accorge della grazia più grande . Solo
più tardi si rende conto che ormai ci sente,
ci sente come mai aveva sentito, anche un
lieve sussurro .
Inesprimibile la meraviglia del dottor
Somnuk, che aveva dichiarato l'impotenza
della scienza in un caso così doloroso .
Per la famiglia di Chaluei la gioia fu al
sommo il 25 marzo, quando anch'essa acquistò col Battesimo il pieno diritto di
chiamarsi «figlia di Dio » . E con la mamma
anche le due bambine . Santa Maria Mazzarello aveva portato la felicità in quei cuori
semplici e buoni .
MONS . PIETRO M . CARRETTO, salesiano
Vicario apostolico di Ratburi (Thailandia)
393
cicorloòeerati al
eiaecalile
DON MICHELE RUA
Gli salva il dito
Lavoravo in cucina con una macchina elettrica per tritare la carne . In un momento di
distrazione l'affilato coltello dentato della
macchina mi prese sotto tre dita della mano
sinistra : l'indice, il medio e l'anulare . Il medio
rimase tagliato quasi completamente alla seconda falange, restando unito soltanto per un
pezzo di pelle . I medici dell'ospedale decisero
di tagliarlo per curare la mano. Li supplicai
di non farlo . Essi mi compiacquero, dicendo
però che non c'era assolutamente nessuna speranza di poterlo salvare . Intanto i ragazzi del
nostro collegio si accordarono con fede per
chiedere al venerabile Don Rua che mi volesse
conservare il dito a costo di operare un miracolo . Intanto le cure applicate alle dita colpite non impedirono che il pezzo di dito
staccato diventasse nero e come morto . 1
medici nuovamente si disposero a tagliarmelo .
Li supplicai ancora una volta che non lo facessero per un motivo mio personale e misterioso . Acconsentirono anche questa volta, rimandando ancora l'operazione . Bastò questo
intervallo di tempo perchè Don Rua mi salvasse il dito, premiando la fede dei ragazzi e
dei salesiani che lo pregavano . Infatti il dito
cominciò a prendere colore naturale e in breve
guarì perfettamente, tanto che oggi posso
fare tutti i miei lavori e suonare la chitarra
senza sentire il minimo disturbo . Desidero
rendere pubblico il mio grazie a Don Rua
ad edificazione di tutti .
Cabezo de Torres (Marcia-Spagna)
MICHELE ANGELO LAPETRA CORTÉS
coadiutore salesiano
Si scopre la causa del male
394
Un mio fratello da diverso tempo soffriva
di una fortissima ipertensione che gli procurava gravi disturbi visivi e in ultimo una minaccia di paralisi . Malgrado continue e svariate cure, non si era riusciti a farla diminuire .
Allora mi rivolsi con grande fede al venerabile Don Rua e al servo di Dio Don Rinaldi
perchè ci aiutassero a scoprire la causa del
male per poterla eliminare . Alla fine della
prima novena, i professori decisero di asportargli un rene ammalato, unica possibilità di
salvezza . Ma l'operazione si presentava molto
preoccupante per le condizioni di estrema debolezza del malato . Don Rua e Don Rinaldi
ci hanno esauditi : l'operazione è riuscita perfettamente e la pressione è notevolmente diminuita . Adempio quindi la promessa di pubblicare la grazia .
Petrizzi (Catanzaro)
CATERINA CARNEVALE
Invocando Don Rua
scompare una ciste
Ai primi di maggio fui colpita da un male
allo stomaco, che i medici diagnosticarono una
ciste, per la quale avrei dovuto essere operata
al più presto .
Allora con grande fede e amore Ini rivolsi al
venerabile Don Michele Rua e, dopo aver
recitato ogni sera per nove giorni la preghiera
della novena, ottenni la guarigione senza alcun
intervento . Riconoscente al Venerabile, rendo
pubblica la grazia, nella speranza che possa
servire a risvegliare in altri amore e fiducia
nella intercessione di Don Rua .
Mazzarino (Caltanissetta)
BORINA BOGNAMINI
Alessio Cretti (Ceratello - Bergamo) è riconoscente al venerabile Don Michele Rua per
una segnalata grazia, ne invoca fiducioso la
protezione su tutti i familiari e invia un'offerta per la sua beatificazione e canonizzazione .
P . A . L . (Biella) dichiara che, grazie alla intercessione di Don Rua, si potè finalmente
risolvere una quest_.,ne d'interesse, che a
causa di un familiare si trascinava da lungo
tempo . Per questo rende pubblica la sua riconoscenza al Venerabile, di cui è molto devota .
í noslrí moit
J L'
cA
~'
SALESIANI DEFUNTI
Sac . Ugo Gallízía t a Roma il 5-1X-1963 a 54 anni .
Tempra di studioso profondo e versatile insegnante di Sacra
Scrittura nella facoltà di Teologia nel nostro Pontificio Ateneo,
fu amato e stimato per la vastità della sua cultura e per l'amabilità e l'umanità del suo carattere . Quando spiegava San Paolo,
pur non essendo un remperamento brillante, sapeva elettrizzare ed entusiasmare gli alunni con la profondità delle sue
osservazioni e con la meravigliosa apertura di prospettive su
tutti i campi del sapere teologico e classico . Una memoria
pronta e tenace gli aveva permesso d'imparare molte lingue,
e questo aveva favorito in lui la lettura di moltissime opere
nei testi originali, le cui reminiscenze colorivano le sue lezioni
e le sue conversazioni, sempre interessantissime .
Una ipertensione gli aveva tolto in questi ultimi anni la possibilità di ori lavoro intenso ; aveva tuttavia continuato a occuparsi, e ultimamente si era dato corpo e anima alla causa
del latino, secondo le direttive della Veterum Sapientia . La sua
perdita è gravissima e lascia in tutti un rimpianto e un vuoto
non facilmente colmabile .
Sac . Felice Grosso t a Torino - S . Giovanni Evangelista
il 4-ix-1963 a 74 anni .
Entrato nella Congregazione salesiana quando già era professore nelle scuole statali, e non senza difficoltà da parte
della famiglia, visse quasi tutta la sua vita di sacerdote
nella nostra scuola pareggiata S . Giovanni Evangelista,
dove educò innumerevoli schiere di giovani alla pietà,
all'apostolato, al coraggio cristiano . Fra essi alcuni salirono a
importanti incarichi nell'Azione Cattolica e nella vita politica .
Uomo di fede e di viva pietà, passava lunghe ore in chiesa,
ogni volta che fosse libero dai suoi impegni di lavoro,
tanto che a chi avesse chiesto di lui, si soleva rispondere
che lo cercasse in cappella .
Colpito da infermità, passò i tre ultimi anni di vita nella sua
umile stanza, esempio di rassegnazione e di pietà ai confratelli, ai giovani, agli ex allievi, che conservarono sempre
per lui vivissima simpatia e riconoscenza filiale .
Sac. Igino Ricaldone t a Torino il 31-viii-i963 .
lira nato a Mirabello Monferrato 1' i i gennaio del 1903 .
Ancora chierico, nel 1924, partiva per le Missioni salesiane
dell'Assam (India) . Ivi fondò la scuola media e superiore,
parificata all'Università ' Don Bosco ~> a Shillong (India),
lasciando un ricordo indelebile tra quelle popolazioni, di
cui non pochi pagani furono da lui battezzati .
Nel 1956 fu inviato nelle Filippine, dove per sei anni diresse due importantissime scuole professionali .
La bontà d'animo, il fervore della pietà, lo zelo missionario,
lo spirito di generosità e di sacrifizio distinsero tutta la sua
vita di missionario e di religioso salesiano . Non conobbe
riposo nè di giorno nè di notte, prodigandosi in una donazione totale di sè, che ha dell'eroico.
Don Igino resterà nel ricordo di tutti coloro che lo conobbero quale esempio di rettitudine, di disinteresse, di sacrificio e di fedeltà alla Chiesa e alla sua amata Congregazione .
Sac. Alfredo Massa
t
t
a Bari a 55 anni .
Sac. Bartolomeo Alibertí
54 anni .
t
a Concepción (Cile) a
Sao. Felice Gadda t a Treviglio (Bergamo) a 53 anni .
Coad . Giuseppe Franceschíní t
8z anni .
Coad. Umberto Parísí
Francesco Ceresa t a 77 anni .
Il r° settembre 1963 lasciava la propria casa per il gran viaggio
all'eternità, dopo una vita semplice e laboriosa, tutta spesa
per la sua famiglia, portando con se, tra i titoli al premio,
anche quello di aver dato a Don Bosco uno dei suoi figliuoli .
Prof. Piero Rubatto, ex allievo salesiano nei collegi di
Lanzo Torinese e di Torino-Valdocco .
Aveva predilezione per la Casa Madre e ritrovava motivo
di gioia e di dolci ricordanze quando poteva rivedere i
superiori e i luoghi che gli furono palestra nei suoi anni
giovanili .
Amantissimo di Don Bosco e della sua Madonna, espresseo
più volte il desiderio di avere, dopo morte, i suffragi nel
Santuario di M . Ausiliatrice . Insegnante in parecchie
scuole pubbliche, assolse il suo mandato con vero spirito
di abnegazione e di sacrifizio, non mai disgiungendo l'educazione della mente da quella del cuore .
Aveva fin da giovane formulato una massima che soleva
partecipare agli intimi : i Sincerità con se stessi e col prossimo, semplicità nel sentire e nell'operare, sono guida
sicura per un'aurea serenità di spirito a .
Giovanni Novelli di anni 90 .
Cristiano di grande fede e a tutti di ottimo esempio, anche
se modesto e umile, Sua gioia e orgoglio erano i numerosi
figli, che lo hanno sempre circondato di premuroso affetto
nella sua lunga esistenza . Si gloriava di aver dato un figlio
alla Società salesiana .
Professoressa Angíola Maffiodo t a Oulx il 15-VUi-1963 .
Cooperatrice salesiana educata nei collegi delle Figlie di
!Maria Ausiliatrice, si era formata convinzioni religiose
robuste, ben sostenute da una rettitudine e virilità di carattere non comuni .
Durante la sua lunga carriera d'insegnamento nelle scuole
classiche statali fu suo primo ideale scolastico il trasfondere nei suoi allievi i princìpi religiosi e morali, ch'ella
viveva, il rispetto alla Chiesa e alle persone religiose,
affrontando intrepida anche dure lotte é sopportando
amare vessazioni . Molti suoi ex allievi devono al suo insegnamento l'aver orientato la loro vita verso ideali di fede .
Cecilia Algostino ved . Bianco t a Caluso l'11-ix-i963 .
Fervente Cooperatrice salesiana, lascia l'esempio di una
vita cristiana ispirata a sentita pietà, a particolare divozione a Maria Ausiliatrice e a S . Giovanni Bosco . Beneficò
generosamente le Opere e Missioni salesiane e si prodigò
nell'apostolato .
ALTRI COOPERATORI DEFUNTI
Bacchetti Lucia - Bartoletti Emma - Bernardinello Emma Bertoletti Rachele - Biglieri Luigi - Sorella Maria - Carcaterra dott . Giovanni - Castagna Celeste - Chissoli Anna Cisarri maestro Antonio - Crivelli Maria - De Giusti Fabbro
Italia - Facchin Leandro - Milano Francesco - Pistone Maddalena - Reguitti Rita - Scarazzini Maria - Soave Secondo Tesori Cesare - Valetto Maria .
a Faenza a 82 anni .
Sac. Lorenzo Gasperi t a Firenze a 78 anni .
Sac. Filippo Badialí t a Borgomanero (Novara) a 74 anni .
Sac. Ciro Santoro
nasiali nel nostro Istituto di Sampierdarena e volle dimostrare la sua riconoscenza a Don Bosco diventando il più
valido appoggio dell'apostolato delle Figlie di Maria Ausiliatrice in Campoligure .
t
a Nave (Brescia) a
a Messina a 41 anni .
L'ISTITUTO SALESIANO PER LE MISSIONI
con sede in TORINO, eretto in Ente Morale con
Decreto 12 gennaio 1924, n . 22, può legalmente
ricevere Legati ed Eredità. Ad evitare possibili
contestazioni si consigliano le seguenti formule :
Se trattasi d'un legato : >. . . . lascio all'Istituto Salesiano per le Missioni con sede in Torino a titolo
di legato la somma di Lire . . . (oppure) l'immobile sito in . . . '>,
Se trattasi, invece, di nominare erede di ogni sostanza l'Istituto, la formula potrebbe esser questa :
COOPERATORI DEFUNTI
Canonico Lorenzo Oliverí t a Campoligure a 59 anni .
Fu apostolo infaticabile della gloria di Dio e del bene delle
anime nella chiesa e nella scuola, profondendo tesori di
bontà, di fede, di zelo ardentissimo, fino all'ultimo respiro
della sua vita . Si gloriava di aver compiuto gli studi gin-
i . . .Annullo ogni mia precedente disposizione testamentaria. Nomino mio erede universale l'Istituto
Salesiano per le Missioni con sede in Torino, lasciando
ad esso quanto mi appartiene a qualsiasi titolo u .
(firma per esteso)
(luogo e data)
595
CROCI
TOTALE MINIMO PER BORSA L . 50 .000
Per cominciare una Borsa occorre un minimo di Lire 10 .000
Borse complete
Borsa Maria, Auxilium Christianorum, in suffragio dei
coniugi Degrandi Carlo, Givario Vittoria e figli, a cura
del figlio Carlo (Alessandria) (1a) - L . 50 .000 .
Borsa Maria, Auxilium Christianorum, in suffragio dei
coniugi Degrandi Carlo, Givario Vittoria e figli, a cura
del figlio Carlo (2a) - L . 50 .000 .
Borsa Cuore di Gesù, venga il tuo regno!, a cura di
Filomena Zannella (Latina) - L . roo .ooo .
Borsa Maria Ausiliatrice, proteggi la nostra creatura
e conserva a lungo papà e mamma, a cura di Bonina
Laura e Paolo (Cuneo) (Ia) - L . 50 .900 .
Borsa Maggio Vincenzo, in suffragio e ringraziamento, a
cura di un gruppo di Cooperatrici salesiane - L . 5o .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice e Don Filippo Rinaldi (2a),
a cura del cav . Periti Angelo (Piacenza) - L . 50 .000 .
Borsa Rua Don Michele, Venerabile, a cura di Cubetta
Giuseppe (Messina) - L. 50 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice, Pio XII e Santi salesiani, assisteteci in continua protezione, a cura di D . P . M . G .
(Cuneo) - L . 50 .000 .
Borsa San Guido, a cura dei coniugi Carlo Tarsilla
Renzi (Alessandria) - L . 50 .000 .
Borsa S . Giovanni Bosco e S . Domenico Savio, aiutate i
miei figli, a cura di Adriana Zanzottera-Gatti (za) (Varese) - L. 50 .000 .
Borsa S . Giuseppe, in onore e protezione, a cura di N . N .
(Novara) - L . 5o .ooo .
Borsa Santi salesiani, in ringraziamento, a cura di Carlo
Viberti (Cuneo) - L . 50 .000 .
Borsa Giacomuzzi don Paolino, in occasione delle sue
Nozze d'oro sacerdotali, a cura della Parrocchia di
Ziano di Fiemme (Trentino) (1a) - L. 50 .000 .
Borsa Giacomuzzi don Paolino, in occasione delle sue
Nozze d'oro sacerdotali (za) - L . 50 .000 .
Borsa Giacomuzzi don Paolino, in occasione delle sue
Nozze d'oro sacerdotali (3a), a cura dei Cooperatori e
Cooperatrici salesiani di Ziano di Fiemme - L . 50 .000 .
Borsa San Domenico Savio, a cura di N . N . Gattinara
(Vercelli) - L . 50 .000 .
Borsa Stella Maris, a cura di Lily e Mary Busuttil (Malta)
- L . 50 .000 .
Borsa Trasfigurazione di N . S . G. C . Salvatore, a cura
di Salvina Camilleri (Malta) - L . 90 .000.
Borsa Oberto don Stefano-Medaglia d'Oro, in memoria
e suffragio, a cura della sorella Teresa (Cuneo) - L . 50 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice e S . G . Bosco, invoco salute e
protezione, a cura di N . N . (Udine) - L. 50 .000 .
Borsa S. Cuore di Gesù, M. Ausiliatrice, S . G . Bosco
e S . D . Savio, a cura di Ida Cornero (Torino) - L . 50 .000 .
Borsa Anime del Purgatorio, S . Carlo e S . Antonio, a
cura delle sorelle Lanfranco, Virginia e Maria - L . 6o .ooo .
Borsa Maria Ausiliatrice, aiuta sempre me e familiari, a
cura di N . N. (Cagliari) - L . 50 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice e S . G . Bosco, secondo le intenzioni di N . M . (Como) - L. 50 .000 .
Borsa San Giovanni Bosco, in ringraziamento, a cura di
Rusconi Niny in Maggiori (Brescia) - L . 50 .000 .
Borsa Angeli Custodi, a cura di Alessandro-Ornella
Ferrero (Vercelli) - L . 50 .000 .
'Borsa Maria, Auxilium Christianorum, per un aspirante
povero, a cura di P . D . G . M . (Torino) - L . So .ooo.
396
Borsa Maria Ausiliatrice, per suffragio e ricordo dei Defunti della famiglia Mariani-Vigevano, a cura di Cottinelli Lina (Brescia) - L . 90 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice e Santi salesiani, in suffragio
dei genitori Placido Assunta, a cura dei figli, Francesco,
Italia, Gerardo e Luigi Sangiorgio (Catania) - L. 50 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice, salva i bimbi affamati d'Africa,
• secondo le intenzioni di Maria Luisa Gutti (Genova)
- L . 50 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice e S . G . Bosco, secondo le intenzioni della defunta Giuseppa Liaci (Lecce) - L . 50 .000 .
Borsa La famiglia Longinotti, p . g . r., a cura di Anna
Maria Longinotti (Parma) - L . 50.000 .
Borsa Maria Ausiliatrice, S . Antonio e S . Gaetano, perchè
continuino a proteggerci, a cura di Petrino Felicina (Asti)
- L . 90 .000 .
Borsa S . Cuore di Gesù, S . Giuseppe e S . G . Bosco, a
cura di Petrino Macchio Felicina (Asti) - L. 50 .000 .
Borsa Valle don Paolo, in suffragio e ricordo, a cura di
Giuseppe Barbesino (Roma) - L . 50 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice e Santi salesiani, p, g. r ., a
cura di Francesco Clarizi (Napoli) - L . 50 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice, a cura di N . N ., Termini
Imerese (Palermo) - L . 6o .ooo .
Borsa Papa Giovanni XXIII, in suffragio dei cari defunti
• secondo le intenzioni di Maria Savelli Feyles (Genova)
- L . 50 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice e S . Giovanni Bosco, in suffragio
di Masera Giuseppe e Piovani Teresa, a cura del cav. Lantieri Ferruccio (Torino) - L . 50 .000 .
Borsa M . Ausiliatrice e S . G . Bosco, in suffragio dei coniugi Arduino Domenico e Lusso Maria, a cura di Arduino
Francesca (Torino) - L . 50 .000 .
Borsa Vallino sac . prof. Giovanni, in memoria e suffragio
(Torino), a cura del doti . Piero Novero - L . 5 0 - 000 a cura di N . N . (Torino) - L . 50 .000 .
Borsa Rua Don Michele, perchè interceda presso il S . Cuore
• Maria Ausiliatrice, affinché possiamo ottenere la guarigione tanto desiderata, a cura della famiglia M . - L . 50 .000 .
Borsa M . Ausiliatrice e S . G . Bosco, benedite sempre il
salesiano D . Pier Giorgio Palazzin. Nella occasione della
sua Ia S. Messa, a cura di Allara Leonilda - L . 50.000 .
Borsa S . Domenico Savio, per due grazie ricevute e per
ottenere una conversione, a cura di N . N . (Asti) - L. 50.000 .
Borsa Per i Missionari di Don Bosco e in suffragio di
Parlagreco Filomena, a cura di Parlagreco Giovanna
(Enna) - L . 50 .000 .
Borsa S . Domenico Savio, per ringraziamento e perchè
continui a proteggermi negli studi, a cura di E . L. (Genova)
- L . 50 .000 .
Borsa Rinaldi Don Filippo, perchè mi protegga con i miei
cari vivi e defunti, a cura di Olimpia Cavaglià (Torino) L . 5o .ooo .
Borsa San Domenico Savio, p . g . r ., riconoscente la famiglia
Getti (Bologna) - L . 50 .000 .
Borsa Maria Ausiliatrice e S . G . Bosco, in suffragio di
Genco Biagina, a cura della sorella Biagina (Trapani) L . 50 .000 .
Borsa S. Cuore di Gesù e di Maria, in suffragio di tutti
i miei defunti, a cura di Esmelia Cassinelli (California)
- L . 57 .700 .
(continua)
AUTORIZZAZIONE DEL TRIBUNALE DI TORINO IN DATA 16 FEBBRAIO 1949, NUMERO
DIRETTORE RESPONSABILE : SAC . DOTT . PIETRO ZERBINO, VIA MARIA AUSILIATRICE, 32
403 . - CON APPROVAZIONE
- TORINO (712) - OFFICINE
ECCLESIASTICA
GRAFICHE S .E .I .
Spedizione in abbonamento postale - Gruppo 2° - 1° quindicina
JUAN DACIO
4q AGOSTINO FAVALE
•
`14
CONCIL
CUMENIC
\
DA PIETRO A GIOVANNI XXIII
•
NELLA STORIA DELLA CHIESA
2
Versione italiana di C . Jelminì
Introduzione di Vintila Horia
PAGINE 519 - L . 2000
PAGINE XI-295 - L. 2000
Fatta apposta per soddisfare la
Nessun Stato possiede una sto-
curiosità del grande pubblico,
ria così complessa come quella
l'opera contiene le notizie più
del Vaticano, nè alcun sovrano
significative sui venti Concili
ebbe mai responsabilità simili
a quelle di un Pontefice Romano
•
finora celebrati e la
precisa
puntualizzazione dei problemi
f
che la Chiesa sta affrontando
nel XXI Concilio
f
Per ricevere i volumi a domicilio senza spese postali, basta anticipare l'importo a mezzo vaglia o
conto corrente postale n . 2/171, indirizzando alla
PERIODICO QUINDICINALE DELLE OPERE E MISSIONI DI SAN GIOVANNI BOSCO
Direzione : via Maria Ausiliatrice, 32 - Torino - Telefono 48-41-17
AI 1 ° del mese: per i Cooperatori e le Cooperatrici Salesiane
Al 15 del mese : per i Dirigenti della Pia Unione
Si invia gratuitamente
Facciamo noto ai benemeriti Cooperatori e alle benemerite Cooperatrici
che le Opere Salesiane hanno il c . c . postale con il numero 2-1355 (Torino)
sotto la denominazione : Direzione Generale Opere di Don Bosco - Torino 712
Ognuno può valersene con risparmio di spesa, nell'inviare le proprie offerte,
ricorrendo all'ufficio postale locale per il modulo relativo
*
IMPORTANTE - Per correzioni d'indirizzo si prega d'inviare anche l'indirizzo vecchio.
Si ringraziano i sigg . Agenti postali che respingono, con le notificazioni d'uso,i Bollettini non recapitati .
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anno lxxxvii • n. 21 • 1° novembre 1963