N. 4290/04 RGNRDDA
N. 2863/05 RGIPDDA
TRIBUNALE DI REGGIO CALABRIA
- ufficio del giudice per le indagini preliminari-
Il Giudice, Dr. Kate Tassone,
visti gli atti del procedimento penle di cui in epigrafe nei confronti di :
1. ATTINA’ Domenico nato a Melito Porto Salvo (RC) il 25/08/1971, ivi
residente in via Prolungamento Lungomare dei Mille nr.156;
2. ATTINA’ Paolo nato a Melito Porto Salvo il 20.05.1963, residente a
Roccaforte del Greco via Carcea, di fatto domiciliato in Melito P.S. via
Stadio nr.42;
3. ATTINA’ Mario nato a Melito Porto Salvo il 20.05.1977, residente a
Roccaforte del Greco via provinciale 23, di fatto domiciliato a Melito
P.S. via Ten. Minicuci;
4. CENTO Agostino nato a Melito Porto Salvo il 06.11.1978, residente a
Roccaforte del Greco in via Contado nr.5;
5. CERAVOLO Giuseppe, nato a Scilla il 14.04.1955 ivi
residente in
frazione Solano Sup Via Acrello Sup II° vico nr 2
6. CRUCITTI Nicola nato a
Reggio di
Calabria il 24.07.1966, ivi
residente ivi residente Via G. Melacrino nr 26 int. 17;
7. FERRARO Francesco, nato a Domodossola (VB) il 10.05.1985, Via italia
nr 86;
8. GABELLO Massimo Antonio, nato a Reggio di Calabria il 05.01.1978,
residente Roghudi Via della Libertà nr 8;
9. GALIANO Antonio, nato a Lamezia Terme , in data
18.07.1978,
residente Novara Via strada Ceresa Roggia 56;
10.GELSONI Andrea, nato a Roccaforte del Greco (RC) il 01.07.1958 ivi
residente in via Fossa;
11. GULLI’ Antonino nato a Melito Porto Salvo il 04.10.1969 residente
Reggio di Calabria Via Sbarre 97/C;
12.GULLI’ Vincenzo, nato a Melito Porto Salvo il 10.06.1968 residente
Reggio di Calabria Via Sbarre 97/C;
13.IARIA Annunziato, nato a
Melito
di
Porto Salvo il 15.10.1978,
residente Roccaforte del Greco Via Contado 8;
14.IARIA Antonio, nato a Melito Porto Salvo il 02.06.1972, residente
Roccaforte del Greco, Via Fosso Trav I;
15.IARIA Domenico Carmelo, nato a Melito Porto Salvo il 29.10.1975,
residente a Roccaforte del Greco in via Contado nr.8;
16.IARIA Giuseppe Romeo nato a Melito Porto Salvo il 26.09.1980, ivi
residente in via Madonnuzza nr.6;
17.IARIA Ugo nato a Roccaforte del Greco il 14.01.1956, residente a
Melito Porto Salvo in via Madonnuzza nr.6;
18.IDA’ Massimo nato a Roccaforte del Greco il 16.04.1973, ivi residente
in via Roma nr.25;
19.IOFRIDA Leone Luigi, nato a Melito di Porto Salvo (RC) il giorno
27/08/1965 e residente a Roghudi Nuovo (RC) alla via Rizzari nr. 11,
di fatto domiciliato a Domodossola (VB) alla via Italia nr. 28;
20.
LA CAVA Bruno nato a Reggio calabria il 08.06.1974, già
residente in reggio Calabria, emigrato per Roncoferraro (MN);
21.LA CAVA Giuseppina, nata a Reggio Calabria il 31.10.1977 ivi
residente Via Sbarre Superiori 48 ;
22.
LA CAVA Domenica Maria nata a Reggio Calabria il 23.01.1971,
ivi residente in via sbarre Superiori 48;
23.
LA CAVA Paola, nata a Reggio Calabria il 10.06.1969 ivi
residente Via Ravagnese sup 5;
24.
LUPARELLI Angelo, nato
a
Roma
il 04.02.1978, residente
Novara Str Roggia ceresa nr 56;
25.
MAESANO Salvatore nato a Roccaforte del Greco il 10.09.1962,
ivi residente alla via Plachi nr.1;
26.
MANTI Paolo Giuseppe nato a Melito Porto Salvo il 19.03.1956,
residente a Condofuri (RC) via Peripoli n. 284;
27.
MESIANO Andrea
Pasquale, nato a Roccaforte del Greco il
05.04.1947, ivi residente Via provinciale 114, di fatto domiciliato a
Reggio Calabria C.da Galiardi.
28.
MESIANO Carlo, nato a Reggio Calabria il 02.11.1970, residente
in località protetta:
29.
NARDO Pietro nato a Vibo Valenzia il 15.06.1969, residente a
Sorianello (VV) in via Roma nr.21.
30.
PALAMARA Agostino, nato a Roccaforte del Greco il 27.04.1973,
ivi residente Via Santa Maria 8;
31.PANGALLO Antonino nato a Roccaforte del Greco il 27.01.1953
residente a Reggio Calabria SS106 trav;
32.
PANGALLO Carmelo nato a Melito Porto Salvo il 11.09.1973,
residente a Riccò del Golfo (SP) località San Benedetto via Aurelia Sud
nr.104,
33.
PANGALLO Domenico, nato
a Roccaforte del Greco (RC) il
giorno 13/03/1961 e ivi residente alla via S. Maria nr. 15.
34.
PANGALLO Francesco, nato a Melito di
Porto Salvo il
01.03.1974, residente Roccaforte del Greco Via Santa Maria nr 4.
35.
PANGALLO Francesco nato a Melito Porto Salvo l’01.07.1975,
residente a Roccaforte del Greco in via Dante nr. 8;
36.
PANGALLO Giovanni nato a Roccaforte Del Greco il 07.07.1963,
ivi residente via Provinciale 133;
37.
PANNUTI Antonino nato a San Lorenzo il 17.01.1967, ivi
residente in via Col. Pontati nr.31;
38.
PARISI Antonio nato a San Lorenzo (RC) il 30.11.1965 e
residente a Condofuri in via Rossetta snc;
39.
PIZZI Bruno nato a Melito di Porto Salvo (RC) il 26/10/1963,
residente a Domodossola (VB) Via Al Bersaglio 10 bis;
40.
PROSCENIO Arnaldo, nato a Reggio di Calabria il 13.12.1934,
residente Roccaforte del Greco (RC) Via case Popolari Trav I;
41.PROSCENIO Domenico nato a Roccaforte del Greco il 18.02.1962, ivi
residente in via Puccini nr.4;
42.
ROMEO Antonio, nato a Reggio Calabria il 21.04.1988 residente
in Roccaforte del Greco;
43.
ROMEO Francesco, nato
a Condofuri (RC) il 03.09.1966,
residente in Svizzera, domiciliato in Condofuri via Pistaria snc.
44.
ROMEO Girolamo, nato a Melito di Porto Salvo il 29.03.1979,
residente Condofuri via Pistaria snc.
45.
ROMEO Giuseppe, nato a Roccaforte del Greco il 23.03.1937,
residente Reggio Calabria residente Reggio Calabria, Fraz Sbarre Via
Calvari 97;
46.
ROMEO Marco, nato a Melito di Porto Salvo il 09.04.1966
residente Reggio di Calabria C.da Petti Sant’Elia nr 5.
47.
ROMEO Vincenzo nato a Melito Porto Salvo il 12.03.1968,
residente Montebello Ionico (RC) C.da D’adora;
48.
SIVIGLIA Annunziato nato a
Melito
di
Porto Salvo, il
05.05.1970 residente Reggio di Calabria alla Via Ravagnese Superiore
5, commercialista;
49.
SIVIGLIA Paola Giuseppa, nata a Roghudi (RC) il 02.01.35, res.
in Reggio Calabria via Ravagnese sup. nr. 5;
50.
SOTTILE Carmelo, nato a Melito di Porto Salvo il 29.06.1974,
celibe, operaio, residente a Condofuri alla Via Rosetta snc.
51.SOTTILE Claudio, nato a Melito di Porto Salvo (RC) il 07/05/1978,
residente a Condofuri (RC), frazione Marina, via Rossetta nr. 234;
52.
SPANO’ Annunziato nato a Roccaforte del Greco (RC) il
08.09.1960, residente a Reggio Calabria in via Ravagnese Superiore
nr.05;
53.
SPANO’ Benito; nato a Reggio Calabria il 22.08.1977 ivi
residente Via Ravagnese Sup 5.
54.
SPANO’ Marta,
nata a Melito di Porto Salvo il 05.09.1953,
residente Reggio Calabria Via Sbarre Superiori;
55.
SPANO’ Teodoro nato a Roccaforte del Greco il 23.08.1958,
residente a Reggio Calabria in via Ravagnese superiore nr.5;
56.
STELITANO Filippo, nato a
Melito
di
P.S. il 06.11.1978,
residente roccaforte del Greco Via tripoli 16;
57.
TRAPANI Andrea nato a Melito Porto Salvo il 22.08.1981,
residente a Roccaforte del Greco (RC) in via Angelone nr. 5;
58.
VERNO Vittorio nato a Roccaforte del Greco (RC) il 22.09.1964,
ivi residente in via Puccini nr.8.
59.
VERNO Pietro, nato a Roccaforte Del Greco il 21.01.1962, ivi
residente via Santa Maria nr. 64, di fatto domiciliato a Melito di
Porto Salvo Via Crotone;
in ordine ai seguenti reati:
MAESANO Salvatore; SPANO’ Teodoro; SPANO’ Annunziato; ATTINA’ Domenico;
PANGALLO Giovanni; PROSCENIO Domenico; PROSCENIO Arnaldo; GULLI’ Antonino;
GULLI’ Vincenzo; PARISI Antonio; SOTTILE Claudio; PIZZI Bruno; PANGALLO
Domenico; FERRARO Francesco; PANGALLO Francesco cl 1975; IARIA Domenico
Carmelo; IARIA Annunziato; VERNO Vittorio; VERNO Pietro; PANGALLO Antonino cl
1953; PANGALLO Carmelo; IDA’ Massimo; TRAPANI Andrea; IARIA Ugo; CENTO
Agostino; PANGALLO Francesco cl. 1974; MESIANO Andrea; MESIANO Carlo;
ROMEO Giuseppe cl 1937; STELITANO Filippo; PALAMARA Agostino; ROMEO
Vincenzo; IOFRIDA Leone Luigi; MANTI Paolo Giuseppe; ROMEO Francesco; ROMEO
Girolamo
CAPO A) delitto previsto e punito dall’art.416 bis 1°, 2°, 3°, 4°, 5° co. c.p.,
perché facevano parte, insieme ad altri soggetti allo stato n.i., nonché insieme a Pangallo
Antonino cl. 70 e Cento Sebastiano cl 53 (deceduti), Attinà Paolo (nei cui confronti si
procede separatamente nell’ambito del p.p. n. 1272/07 rgnr/dda), Maesano Santo,
Maesano Francesco, Romeo Vincenzo Pasquale, Tiralongo Massimo Antonio, Tripodi Bruno,
Tripodi Natale, Costantino Giampaolo, Iaria Carmelo Rocco (nei cui confronti si procede
separatamente nell’ambito del p.p. n. 1160/05 rgnr/dda) di un’associazione a delinquere
finalizzata alla consumazione, mediante esercizio della forza di intimidazione del vincolo
associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva, di una serie
indeterminata di delitti quali: traffico internazionale di sostanze stupefacenti; omicidi;
evasioni; danneggiamenti, estorsioni, furti in appartamento, rapine, truffe; intestazioni
fraudolente di beni a prestanome; detenzione e porto di armi ed esplosivi;
favoreggiamento di latitanti; turbative d’asta; usura, esercizio abusivo del credito,
riciclaggio. Associazione per delinquere di tipo mafioso, finalizzata al controllo dei
territori di Roccaforte del Greco, Roghudi, con diramazioni in San Lorenzo, Melito Porto
Salvo
ed in
tutta la fascia Ionica Reggina, con collegamenti
sulla città
di Reggio
Calabria, nel nord Italia e all’estero in particolare in Svizzera ed alleata con altri sodalizi
mafiosi insistenti nei territori limitrofi, come la cosca Paviglianiti di S. Lorenzo;
associazione mafiosa finalizzata altresì al controllo ed alla gestione dei pubblici appalti,
nonché al condizionamento delle competizioni elettorali e della vita politica, in particolare
del Comune di Roccaforte del
Greco, tutto con l’unico scopo
di
realizzare
illeciti
profitti o vantaggi ingiusti per se stessi o per altri.
Associazione che, seppur attraverso complesse dinamiche mafiose ed alterne vicende che
hanno visto i due gruppi anche ferocemente contrapposti nella sanguinosa faida di
Roghudi, risultava infine dalla alleanza o federazione delle storiche cosche mafiose
denominate cosca Zavettieri e cosca Pangallo-Maesano-Favasuli e così strutturata:
Cosca Zavettieri, con a capo Maesano Salvatore, detto “arciprete”, che dirigeva ed
organizzava il sodalizio, assumendo le decisioni più rilevanti, impartendo disposizioni o
comminando sanzioni agli altri associati a lui subordinati, decidendo e partecipando ai riti
di affiliazione, curando i rapporti con le altre cosche, dirimendo contrasti interni o
esterni al sodalizio, controllando il settore degli appalti pubblici anche per il tramite di
imprenditori di riferimento;
della cosca Zavettieri facevano parte: Proscenio Domenico in qualità di capo giovani;
Attinà Paolo e Pangallo Giovanni con il ruolo di “basisti”; Attinà Domenico, Proscenio
Arnaldo, Pangallo Domenico, Pangallo Francesco cl. 74, Iaria Ugo, Gullì Antonino, Gullì
Vincenzo, Cento Agostino, Parisi Antonio, Sottile Claudio, Pizzi Bruno, Ferraro Francesco,
Mesiano Andrea, Mesiano Carlo, Romeo Giuseppe cl.37, Romeo Vincenzo, tutti affiliati,
facevano parte dell’associazione, riconoscendo e rispettando le gerarchie e le regole
interne del sodalizio, eseguendo le direttive del capo cosca, fornendo supporto agli altri
affiliati nella consumazione di reati ovvero con l’intento di sottrarsi alla Giustizia o
eludere le investigazioni delle Autorità, ponendo in essere le attività delittuose del
sodalizio (tra le quali, quelle descritte di seguito e nei capi di imputazione sottostanti).
Romeo Vincenzo, in particolare, quale affiliato al gruppo Zavettieri, anche occupandosi di
reati finanziari, riciclaggio, detenzione di armi, tenendo contatti con importanti esponenti
di altre organizzazioni mafiose (Grande Aracri di Cutro).
Manti Paolo Giuseppe, Pizzi Bruno, Romeo Francesco, Romeo Girolamo, Iofrida Leone Luigi,
Ferraro Francesco e Sottile Claudio, in particolare, quali affiliati, operando sull’asse
Roccaforte del Greco – Nord Italia – Svizzera, occupandosi della detenzione, del
trasporto, della messa a punto, della consegna all’utilizzatore di numerose armi da fuoco;
gruppo che operava nel contesto mafioso sopra descritto e sulla base di ruoli ed incarichi
di natura mafiosa, in diretto contatto con il versante Zavettieri della organizzazione
criminale.
Gullì Antonino e Gullì Vincenzo anche occupandosi del traffico di sostanze stupefacenti,
ponendo in essere reati contro la persona mediante utilizzo di armi da fuoco, esercitando
il controllo nella zona di Ghorio di Roccaforte del Greco.
Pangallo Francesco cl. 74, Mesiano Andrea e Mesiano Carlo anche quali imprenditori di
riferimento della cosca nel settore edile.
Cosca Pangallo-Maesano-Favasuli, con a capo Maesano Santo, Pangallo Antonino cl. 70,
detto “Chiumbino” (fino alla sua morte in data 29.09.04), Pangallo Francesco cl. 75 (che
succedeva al fratello Antonino cl. 70);
in particolare, Maesano Santo dirigeva ed organizzava il sodalizio, assumendo insieme agli
altri maggiorenti del sodalizio (Pangallo Antonino cl. 70) le decisioni più rilevanti,
impartendo disposizioni o comminando sanzioni agli altri associati a lui subordinati,
decidendo e partecipando ai riti di affiliazione, curando i rapporti con le altre cosche (in
particolare, con la cosca Paviglianiti di S. Lorenzo, con specifico riferimento al traffico
internazionale di sostanze stupefacenti), dirimendo contrasti interni o esterni al
sodalizio;
Pangallo Antonino cl. 70 deceduto e Pangallo Francesco cl. 75 che gli succedeva, dirigevano
ed organizzavano il sodalizio, assumendo le decisioni più rilevanti, impartendo disposizioni
o comminando sanzioni agli altri associati a loro subordinati, decidendo e partecipando ai
riti di affiliazione, curando i rapporti con le altre cosche, dirimendo contrasti interni o
esterni al sodalizio, dedicandosi alla consumazione di reati contro il patrimonio;
della cosca Pangallo – Maesano – Favauli facevano parte Maesano Francesco, Romeo
Vincenzo Pasquale, Tiralongo Massimo Antonio, Tripodi Bruno, Tripodi Natale, Costantino
Giampaolo, Iaria Carmelo Rocco Pangallo Carmelo, Pangallo Antonino cl.1953, Iaria
Domenico Carmelo, Iaria Annunziato, Palamara Agostino, Cento Sebastiano cl 1953
deceduto, Idà Massimo, Trapani Andrea, Verno Pietro,Verno Vittorio, Spanò Teodoro,
Spanò Annunziato, Stelitano Filippo, tutti affiliati, facevano parte dell’associazione,
riconoscendo e rispettando le gerarchie e le regole interne del sodalizio, eseguendo le
direttive del capo cosca, fornendo supporto agli altri affiliati nella consumazione di reati
ovvero con l’intento di sottrarsi alla Giustizia o eludere le investigazioni delle Autorità,
ponendo in essere le attività delittuose del sodalizio (tra le quali, quelle descritte nei capi
di imputazione sottostanti).
Maesano Francesco, Verno Pietro, Verno Vittorio, Romeo Vincenzo Pasquale, Tripodi
Bruno, Costantino Giampaolo, Iaria Carmelo Rocco, Iaria Domenico Carmelo, in particolare,
anche quali organizzatori del sodalizio, facevano parte della fascia decisionale
dell’organizzazione, costituivano indispensabile supporto per i capi cosca, coadiuvandoli
nelle attività sopra descritte.
Con le aggravanti di cui ai commi 4 e 6 dell’art. 416 bis C.P., per avere fatto parte
dell’associazione mafiosa sopra specificata disponendo di armi, nonché per avere
finanziato in tutto o in parte con i proventi di attività economiche di cui hanno acquisito il
controllo con il prezzo, il prodotto o il profitto dei reati - fine compiuti.
Con l’aggravante, per MAESANO Salvatore , PANGALLO Antonino cl
1970 (fino alla
sua morte), PANGALLO Francesco cl 1975, MAESANO Santo, di cui al comma 2
dell’art.416 bis C.P., avendo gli stessi rivestito il ruolo di capi ed organizzatori della
suddetta associazione di tipo mafioso.
Con l’aggravante, per Maesano Francesco, Verno Pietro, Verno Vittorio, Romeo Vincenzo
Pasquale, Tripodi Bruno, Costantino Giampaolo, Iaria Carmelo Rocco, Iaria Domenico
Carmelo, Proscenio Domenico e Pangallo Giovanni di cui al comma 2 dell’art.416 bis C.P.,
avendo gli stessi rivestito il ruolo di organizzatori della suddetta associazione di tipo
mafioso.
in Roccaforte del Greco, Roghudi, Condofuri, San Lorenzo (RC) ed altre zone della
provincia reggina, nonché in Domodossola ed in territorio Svizzero, in epoca antecedente
e prossima al mese di Aprile 2002 e sino alla data odierna.
(Mesiano Carlo fino all’anno 2006)
PANNUTI ANTONINO
CAPO B) delitto p.p. dall’art. 416bis c.p., perché, insieme ad altri soggetti allo stato in
corso di identificazione, faceva parte di una organizzazione mafiosa operante in San
Lorenzo e zone limitrofe (denominata cosca Paviglianiti) alleata della cosca Pangallo –
Maesano – Favasuli, finalizzata alla consumazione, mediante esercizio della forza di
intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà
che ne deriva, di una serie indeterminata di delitti; in particolare, eseguendo le
disposizioni dei vertici dell’organizzazione, esercitando una supremazia mafiosa nella zona
di influenza sulla base del ruolo ricoperto in seno all’organizzazione ed, eventualmente,
ricorrendo a danneggiamenti, tenendo i contatti tra il sodalizio mafioso di cui fa parte ed
il sodalizio mafioso di cui al capo A (principalmente tramite Attinà Paolo per il gruppo
Zavettieri e Pangallo Francesco cl. 75, Iaria Domenico Carmelo, Idà Massimo per il gruppo
Pangallo Maesano Favasuli), insieme ai quali, peraltro, organizzava e portava a termine, in
più occasioni, reati contro il patrimonio (furti, rapine).
In San Lorenzo e Roccaforte del Greco (RC) in epoca antecedente e prossima al mese di
Aprile 2004 e sino alla data odierna.
MAESANO Salvatore, PANGALLO Francesco cl. 74, MESIANO Andrea
CAPO C) delitto p.p. dagli artt. 513bis c.p. e 7 l. n. 203/91, perché, in concorso tra
loro, ponevano in essere atti illeciti di concorrenza sleale volti al controllo o comunque al
condizionamento del settore degli appalti pubblici, ed, in particolare, stringevano un
accordo collusivo mirante alla fraudolenta predisposizione di offerte attraverso le quali
realizzare atti di imposizione esterna nella scelta delle ditte aggiudicatrici di appalti
pubblici banditi dalla amministrazione comunale di Roccaforte del Greco, attività illecita
resa possibile dalla presenza e dall’intervento intimidatorio dell’organizzazione criminale
di stampo mafioso di cui al capo A), con a capo proprio il Maesano Salvatore, che si
arrogava facoltà di scelta delle ditte destinate ad aggiudicarsi l’appalto ovvero cui
affidare i subappalti, ditte che dovevano poi versare all’organizzazione somme a titolo
estorsivo.
In Roccaforte del Greco dall’anno 2004 fino alla data odierna
MAESANO Salvatore
CAPO D) delitto p.p. dagli artt. 81 cpv. 629 c.p., 7 l. n. 203/91, perché, con più
azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, mediante violenza e minaccia –
consistite nel pretendere, nella qualità di capo della cosca mafiosa denominata Zavettieri
operante in Roghudi e Roccaforte del Greco, da parte degli imprenditori impegnati in
lavori pubblici nei territori sopra indicati, il pagamento di una somma di denaro a titolo
estorsivo – costringeva sistematicamente numerosi imprenditori aggiudicatari di appalti
pubblici o sub-appalti nel comprensorio dei Comuni sopra citati a consegnargli una somma
di denaro pari al 7-8% dell’importo complessivo dei lavori, così procurandosi un ingiusto
profitto in danno degli imprenditori medesimi.
Con l’aggravante di aver commesso il fatto avvalendosi della forza di intimidazione tipica
delle consorterie mafiose ed al fine di agevolare l’associazione mafiosa di cui al capo A).
In Roccaforte del Greco e Roghudi dall’aprile del 2004 al giugno del 2007
GULLÌ Vincenzo
CAPO E) delitto p.p. dagli artt. 110, 56 – 575 – 576, 7 l. n. 203/91, perché, in
concorso con soggetti n.i., quale organizzatore ed esecutore materiale, decideva e portava
a compimento un agguato ai danni di Spanò Teodoro; in particolare, in data 08.04.2004
alle ore 18.15, in C.da Lacco del Comune di Melito Porto Salvo (SS 183), insieme ad altro
individuo n.m.i., con il viso travisato da un casco, a bordo di una moto di grossa cilindrata
(una Honda DOMINATOR targata AM 19216 risultata poi rubata a Valenza Diego),
esplodeva numerosi colpi d’arma da fuoco (cal. 12) all’indirizzo di SPANÒ Teodoro, il quale
viaggiava con direzione di marcia Roccaforte- Melito Porto Salvo a bordo della sua
Hyundai Galloper targata ZA 034 TD, attingendo lo stesso in più parti del corpo (ferita
regione mentoniera dx con foro di uscita regione mentoniera sx e ritenzione di schegge
metalliche; ferita III braccio dx con ritenzione di proiettile; ferita con ritenzione di
schegge metalliche V dito mano dx); così compiendo atti idonei diretti in modo non
equivoco a cagionarne la morte e non riuscendo nell’intento per cause indipendenti dalla
sua volontà (l’azione dei malviventi veniva provvidenzialmente interrotta dal casuale
sopraggiungere di una pattuglia di Carabinieri).
Con l’aggravante di aver commesso il fatto avvalendosi della forza di intimidazione tipica
delle consorterie mafiose ed al fine di agevolare l’associazione mafiosa di cui al capo A).
in C.da Lacco del Comune di Melito Porto Salvo in data 08.04.04
GULLÌ Vincenzo
CAPO F) delitto p.p. dagli artt. 110, 81 cpv., c.p. – 10, 12, 14 l. n. 497/74 – 61
n. 2 c.p., 7 L. n. 203/91, per avere, in concorso con soggetti non identificati, e con più
azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, illegalmente detenuto e portato in luogo
pubblico l’arma da fuoco - fucile cal. 12 – utilizzata per commettere il reato di tentato
omicidio ai danni di Spanò Teodoro di cui al precedente capo.
Con l’aggravante di cui all’art. 61 comma 2 per avere agito allo scopo di eseguire l’agguato
in danno di Spanò Teodoro e di cui all’art. 7 l. n. 203/91 per aver commesso il fatto con
modalità intimidatorie di tipo mafioso ed allo scopo di agevolare l’attività dell’associazione
di cui al capo A.
in C.da Lacco del Comune di Melito Porto Salvo in data 08.04.04
GULLÌ Vincenzo
CAPO G) delitto p.p. dagli artt. 110, 648, 61 n. 2 c.p., 7 l. n. 203/91, perché, allo
scopo di trarne profitto, riceveva da Mesiano Carlo il motociclo Honda DOMINATOR
targ. AM 19216 risultato di provenienza delittuosa perché oggetto di furto in danno di
Valenza Diego.
Con l’aggravante di cui all’art. 61 comma 2 per avere agito allo scopo di eseguire l’agguato
in danno di Spanò Teodoro e di cui all’art. 7 l. n. 203/91 per aver commesso il fatto con
modalità intimidatorie di tipo mafioso ed allo scopo di agevolare l’attività dell’associazione
di cui al capo A.
In Reggio Calabria e Roccaforte del Greco in data ant. e pross. al g. 08.04.04
MESIANO Carlo
CAPO H) delitto p.p. dall’art. 648 c.p., perché, allo scopo di trarne profitto,
acquistava o comunque riceveva da due nomadi n.i. il motociclo Honda DOMINATOR targ.
AM 19216 risultato di provenienza delittuosa perché oggetto di furto in danno di Valenza
Diego.
In Reggio Calabria in data ant. e pross. al g. 08.04.04
IARIA Domenico Carmelo
CAPO I) delitto p. e p. dagli artt. 575 c.p., 7 l. n. 203/91, perché, colpendo al capo
Pangallo Antonino cl. 70 con un corpo contundente metallico e causandogli così uno
squarcio di circa cm 5,5x2 sulla calotta cranica, ne cagionava la morte.
Con l’aggravante di cui all’art. 7 l. n. 203/91 per aver commesso il fatto avvalendosi delle
condizioni di cui all’art. 416bis c.p. ed al fine di agevolare l’organizzazione mafiosa di cui al
capo A).
In Roccaforte del Greco il 28.09.04
PANGALLO Francesco cl. 75
CAPO L) delitto p.p. dagli artt. 56, 629 co. 2 (rif. 628 co. 3 nn. 1 e 3) del c.p.
e 7 l. n. 203/91, perché, insieme ad altro soggetto n.m.i., richiedendo ad un venditore
ambulante n.m.i. la consegna di una somma di
denaro non precisata ed al contempo
rivolgendo allo stesso la minaccia di farlo allontanare dal posto dove svolgeva la sua
attività e di ammazzarlo, compiva atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere la
suddetta p.o., mediante violenza e minaccia, a consegnargli del denaro non dovuto, e quindi
a procurarsi così un ingiusto profitto, non riuscendo nell’intento per cause non dipendenti
dalla sua volontà.
Con l’aggravante di aver commesso il fatto in più persone riunite, e con le modalità tipiche
delle consorterie mafiose, avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416bis c.p. ed al fine
di agevolare l’associazione di cui al superiore capo A) di cui fa parte.
In Roccaforte del Greco (RC) in data 29.10.2005
PANGALLO Francesco cl. 75 - STELITANO Filippo
CAPO M) delitto p.p. dagli artt. 110 – 629 co. 2 (rif. 628 co. 3 nn. 1 e 3) del c.p.
e 7 l. n. 203/91, perché, in concorso tra loro, con violenza e minaccia consistita
nell’intimare ad un venditore ambulante n.m.i. di allontanarsi dal luogo dove stava
svolgendo la sua attività e nel prospettargli ritorsioni in caso di diniego, costringevano la
suddetta p.o. a non svolgere la sua attività lavorativa e ad allontanarsi dal comprensorio di
Roccaforte del Greco, così procurando a sé ed a soggetti loro vicini (Idà Pietro, cognato
del Pangallo) l’ingiusto profitto di eliminare dal mercato un venditore concorrente.
Con l’aggravante di aver commesso il fatto in più persone riunite, e con le modalità tipiche
delle consorterie mafiose, avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416bis c.p. ed al fine
di agevolare l’associazione di cui al superiore capo A) di cui fanno parte.
In Roccaforte del Greco (RC) in data 08.06.06
PANNUTI Antonino
CAPO N) delitto p.p. dagli artt. 110 - 81 cpv., 624bis – 625 nn. 2 e 7 - 635
comma 2 c.p. e 7 l. n. 203/91, perché, in concorso con soggetti n.i., rompeva il vetro
della porta di ingresso ed una finestra di un chiosco adibito alla vendita di bevande e
generi alimentari sito a San Pantaleo, di proprietà di ZUMBO Caterina, nata a Melito di
Porto Salvo il 21.10.1981, di fatto gestito dalla famiglia di ZUMBO Virgilio nato a Melito di
Porto Salvo il 24.12.1961, esposto per destinazione alla pubblica fede, si introduceva
all’interno dello stesso, asportava alcune prese di corrente, danneggiava alcune casse di
bevande.
Con l’aggravante di aver commesso il fatto con le modalità tipiche delle consorterie
mafiose, avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416bis c.p.
In S. Pantaleo di S. Lorenzo in data ant. e pross. al 16.06.05
PANNUTI Antonino, IARIA Domenico Carmelo, PANGALLO Francesco cl. 75.
CAPO O) delitto p.p. dagli artt. 110 – 624bis c.p., 7 l. n. 203/91, perché, in
concorso tra loro ed allo scopo di trarne profitto, si introducevano indebitamente
all’interno della abitazione di Iaria Paolo ed asportavano buoni postali per un valore di
circa 250 milioni di lire.
Con l’aggravante di aver commesso il fatto al fine di agevolare l’associazione mafiosa di
cui al capo A).
In Roccaforte del Greco in data ant. e pross. al 05.12.05
MAESANO Salvatore
CAPO P) delitto p.p. dagli artt. 2 e 4
Legge 895/67, così come modificati dalla
Legge 497/74, 7 l. n. 203/91, perché illegalmente deteneva e portava in luogo pubblico
una pistola, da ritenersi arma comune da sparo, esplodendo nr. 02 (due) colpi in aria,
all’indirizzo dell’abitazione della famiglia CENTO – PANGALLO, senza procurare danni a
persone o a cose.
Con l’aggravante di aver commesso il fatto avvalendosi della forza di intimidazione tipica
delle consorterie mafiose ed al fine di agevolare l’associazione mafiosa di cui al capo A).
In Roccaforte del Greco (RC) in data 02.07.2006
PANGALLO Francesco cl. 75
CAPO Q) delitto p.p. dagli artt. 110 c.p., 2 e 4
Legge 895/67, così come
modificati dalla Legge 497/74, 7 l. n. 203/91, perché, in concorso con soggetti n.i.,
illegalmente deteneva e portava in luogo pubblico una pistola, da ritenersi arma comune da
sparo.
Con l’aggravante di aver commesso il fatto avvalendosi della forza di intimidazione tipica
delle consorterie mafiose ed al fine di agevolare l’associazione mafiosa di cui al capo A).
In Roccaforte del Greco (RC) in data 04.10.05
PANNUTI Antonino
CAPO R) delitto p.p. dagli artt. 2 e 4
Legge 895/67, così come modificati dalla
Legge 497/74, 7 l. n. 203/91, perché illegalmente deteneva e portava in luogo pubblico
una pistola, da ritenersi arma comune da sparo.
Con l’aggravante di aver commesso il fatto avvalendosi della forza di intimidazione tipica
delle consorterie mafiose ed al fine di agevolare l’associazione mafiosa di cui al capo A).
In Roccaforte del Greco (RC) in data 27.06.05
IARIA Domenico Carmelo – STELITANO Filippo
CAPO S) delitto p.p. dagli artt. 110 c.p., 2 e 4
Legge 895/67, così come
modificati dalla Legge 497/74, 7 l. n. 203/91, perché, in concorso tra loro,
illegalmente detenevano e portavano in luogo pubblico una pistola, da ritenersi arma
comune da sparo.
Con l’aggravante di aver commesso il fatto avvalendosi della forza di intimidazione tipica
delle consorterie mafiose ed al fine di agevolare l’associazione mafiosa di cui al capo A).
In Roccaforte del Greco (RC) in data 16.05.05
SPANO’ Teodoro
CAPO T) delitto p.p. dagli artt. 2 e 4
Legge 895/67, così come modificati dalla
Legge 497/74, 7 l. n. 203/91, perché illegalmente deteneva e portava in luogo pubblico
una pistola, da ritenersi arma comune da sparo.
Con l’aggravante di aver commesso il fatto avvalendosi della forza di intimidazione tipica
delle consorterie mafiose ed al fine di agevolare l’associazione mafiosa di cui al capo A).
In Roccaforte del Greco (RC) tra il g. 03.04.04 ed il g. 08.02.05
SOTTILE Claudio – SOTTILE Carmelo
CAPO U) delitto p.p. dagli artt. 81 cpv. – 110 c.p., 2 e 4 Legge 895/67, così come
modificati dalla Legge 497/74, 7 l. n. 203/91, perché, in concorso tra loro e con più
azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, illegalmente detenevano e portavano in
luogo pubblico numerose armi da fuoco (pistole, fucili) e materiale esplodente (tritolo).
Con l’aggravante di aver commesso il fatto avvalendosi della forza di intimidazione tipica
delle consorterie mafiose ed al fine di agevolare l’associazione mafiosa di cui al capo A).
In Condofuri (RC) fino al 10.12.06
ROMEO Vincenzo
CAPO V) delitto p.p. dagli artt. 81 cpv. c.p., 2 e 4
Legge 895/67, così come
modificati dalla Legge 497/74, 7 l. n. 203/91, perché, in esecuzione di un medesimo
disegno criminoso, illegalmente deteneva e portava in luogo pubblico numerose armi da
sparo da sparo.
Con l’aggravante di aver commesso il fatto avvalendosi della forza di intimidazione tipica
delle consorterie mafiose ed al fine di agevolare l’associazione mafiosa di cui al capo A).
In Roccaforte del Greco (RC) in data ant. e pross. al g. 01.07.06
CERAVOLO Giuseppe
CAPO Z) delitto p.p. dagli artt. 2 e 4
Legge 895/67, così come modificati dalla
Legge 497/74, 7 l. n. 203/91, perché illegalmente deteneva e portava in luogo pubblico
un fucile, da ritenersi arma comune da sparo.
Con l’aggravante di aver commesso il fatto avvalendosi della forza di intimidazione tipica
delle consorterie mafiose ed al fine di agevolare l’associazione mafiosa di cui al capo A).
In Roccaforte del Greco (RC) in data ant. e pross. al g. 01.07.06
MANTI Paolo Giuseppe, PIZZI Bruno, ROMEO Francesco, ROMEO Girolamo,
IOFRIDA Leone Luigi, FERRARO Francesco
CAPO A-bis) delitto p.p. dagli artt. 81 cpv. – 110 c.p., 2 e 4 Legge 895/67, così
come modificati dalla Legge 497/74, 7 l. n. 203/91, perché, in concorso tra loro e con
più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, illegalmente detenevano e portavano
in luogo pubblico numerose armi da fuoco (pistole, fucili e relative munizioni), operando
sull’asse Roccaforte del Greco – Nord Italia – Svizzera, ed occupandosi della detenzione,
del trasporto, della messa a punto, della consegna all’utilizzatore di tali armi, il tutto sulla
base di ruoli ed incarichi di natura mafiosa.
Con l’aggravante di aver commesso il fatto avvalendosi della forza di intimidazione tipica
delle consorterie mafiose ed al fine di agevolare l’associazione mafiosa di cui al capo A).
in Roccaforte del Greco, Condofuri (RC), Domodossola (VB), Briga (Conf. Svizzera) tra
maggio e dicembre 2006
MAESANO Salvatore – ATTINA’ Mario
CAPO B-bis) Delitto p. e p. dagli artt. 110 c.p. e 12 quinquies D.L. 8 giugno
1992, n. 306, conv. In l. 7 agosto 1992 n. 356 e 7 l. n. 203/91, perché, previo
accordo, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso ed al fine di eludere le
disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniale, Maesano
Salvatore
attribuiva
fittiziamente
ad
Attinà
Mario
la
titolarità
formale
dell’esercizio commerciale denominato “Garibaldi Caffè”, sito in Melito di Porto
Salvo via Garibaldi nr.5, C.F.: RIAGPP80P26F112N, Nr. REA RC-172019, di
fatto di proprietà del Maesano Salvatore:
−
dal 10.06.2004 (data di apertura) sino al 19.09.2006;
Con l’aggravante di aver commesso il fatto per agevolare l’attività della cosca
mafiosa di cui al capo A)
In Melito Porto Salvo e Roccaforte del Greco (RC) nelle date sopra indicate
MAESANO Salvatore – ROMEO Antonio
CAPO C-bis) Delitto p. e p. dagli artt. 110 c.p. e 12 quinquies D.L. 8 giugno
1992, n. 306, conv. In l. 7 agosto 1992 n. 356 e 7 l. n. 203/91, perché, previo
accordo, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso ed al fine di eludere le
disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniale, Maesano
Salvatore
attribuiva
fittiziamente
a
Romeo
Antonio
la
titolarità
formale
dell’esercizio commerciale denominato “Garibaldi Caffè”, sito in Melito di Porto
Salvo via Garibaldi nr.5, C.F.: RIAGPP80P26F112N, Nr. REA RC-172019, di
fatto di proprietà del Maesano Salvatore:
−
dal 21.11.2006 al 12.03.2008;
Con l’aggravante di aver commesso il fatto per agevolare l’attività della cosca
mafiosa di cui al capo A)
In Melito Porto Salvo e Roccaforte del Greco (RC) nelle date sopra indicate
MAESANO Salvatore – IARIA Giuseppe Romeo – IARIA Ugo
CAPO D-bis) Delitto p. e p. dagli artt. 110 c.p. e 12 quinquies D.L. 8 giugno
1992, n. 306, conv. In l. 7 agosto 1992 n. 356 e 7 l. n. 203/91, perché, previo
accordo, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso ed al fine di eludere le
disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniale, Maesano
Salvatore attribuiva fittiziamente a Iaria Giuseppe Romeo - (classe 1980), figlio
di IARIA Ugo, che di fatto coadiuvava il Maesano nella gestione del locale - la
titolarità formale dell’esercizio commerciale denominato “Garibaldi Caffè”, sito in
Melito di Porto Salvo via Garibaldi nr.5, C.F.: RIAGPP80P26F112N, Nr. REA
RC-172019, di fatto di proprietà del Maesano Salvatore:
−
dal 13.03.2008 a tutt’oggi.
Con l’aggravante di aver commesso il fatto per agevolare l’attività della cosca
mafiosa di cui al capo A)
In Melito Porto Salvo e Roccaforte del Greco (RC) nelle date sopra indicate
IARIA Domenico Carmelo
CAPO E-bis) delitto p.e p. dagli artt. 390 C.P., 7 l. n. 203/91, per avere aiutato
PANGALLO Carmelo cl. 73 a sottrarsi all’esecuzione della pena cui era stato condannato
(ordine di carcerazione nr. 438/2004 R.E.S. emesso dall’ufficio esecuzioni penali della
Procura c/o Trib. Di LA SPEZIA), fornendogli un supporto logistico in occasione dei suoi
spostamenti e comunque fornendogli necessarie informazioni, nella consapevolezza del suo
stato di latitanza.
Con l’aggravante di aver commesso il fatto per agevolare l’attività della cosca
mafiosa di cui al capo A)
In Roccaforte del Greco (RC) il 07.07.2005
MAESANO
Salvatore,
GULLI’
Vincenzo,
GULLI’
Antonino,
PARISI
Antonio,
PROSCENIO Domenico, IARIA Antonio, ATTINA’ Paolo, ATTINÀ Domenico, PIZZI
Bruno, IARIA Domenico Carmelo, IARIA Annunziato, IDA’ Massimo, STELITANO
Filippo, TRAPANI Andrea, PANGALLO Domenico, MESIANO Carlo, IARIA Ugo
CAPO F-bis) delitto p. e p dall’art. 74 n. 1, 2, 3, 4 e 5 D. P. R. 309/90, per aver
fatto parte integrante di una articolata e vasta organizzazione dedita all’acquisto, alla
detenzione a fini di spaccio, alla vendita, offerta, cessione, distribuzione, commercio,
trasporto, di sostanze stupefacenti, del tipo cocaina, eroina e hashish.
In particolare:
MAESANO Salvatore, PANGALLO Antonino (quest’ultimo fino al 28.09.2004, data del
decesso) svolgevano le funzioni di capi dell’organizzazione criminale dedita la traffico di
sostanze stupefacenti.
Gli altri rappresentando altrettanti canali di smercio della droga, occupandosi
dell’acquisto e delle successive cessioni a terzi della sostanza stupefacente.
In Roccaforte del Greco (RC) dall’anno 2001 condotta in atto
(Mesiano Carlo fino all’anno 2006)
GULLI’ Vincenzo – GULLI’ Antonino – MESIANO Carlo
CAPO G-bis) delitto p.p. dagli artt. 81 cpv. - 110 c.p. e 73 D.P.R. n. 309/90,
perché, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, in più occasioni Gullì Vincenzo e
Gullì Antonino cedevano, dietro corrispettivo, diverse partite di sostanza stupefacente
del tipo cocaina a Mesiano Carlo, che le acquistava e deteneva ai fini di spaccio nella città
di Reggio Calabria.
In Roccaforte del Greco (RC) e Reggio Calabria dall’anno 2001 al 2006
MAESANO Salvatore
CAPO H-bis) delitto p.p. dagli artt. 110 c.p. e 73 D.P.R. n. 309/90, perché, in
concorso con altri soggetti allo stato n.i., deteneva ai fini di spaccio una quantità
imprecisata di sostanza stupefacente del tipo cocaina.
In Roccaforte del Greco (RC) il 23.07.04
MAESANO Salvatore
CAPO I-bis) delitto p.p. dagli artt. 110 c.p. e 73 D.P.R. n. 309/90, perché, in
concorso con altri soggetti allo stato n.i., deteneva ai fini di spaccio una quantità
imprecisata di sostanza stupefacente del tipo cocaina.
In Roccaforte del Greco (RC) il 22.09.04
MAESANO Salvatore – PARISI Antonio
CAPO L-bis) delitto p.p. dagli artt. 110 c.p. e 73 D.P.R. n. 309/90, perché, in
concorso tra loro e con altri soggetti allo stato n.i., detenevano ai fini di spaccio una
quantità imprecisata di sostanza stupefacente del tipo cocaina.
In Roccaforte del Greco (RC) in data ant. e pross. al 06.08.04
IARIA Domenico Carmelo – IARIA Annunziato – STELITANO Filippo – IDA’ Massimo
Capo M-bis) delitto p.p. dagli artt. 81 cpv. - 110 c.p. e 73 D.P.R. n. 309/90,
perché, in concorso tra loro e con altri soggetti allo stato n.i., in più occasioni
acquistavano, detenevano ai fini di spaccio, cedevano a terzi quantità imprecisate di
sostanza stupefacente del tipo cocaina.
In Roccaforte del Greco (RC) dall’anno 2001 all’anno 2006
PANGALLO Domenico – PIZZI Bruno
CAPO N-bis) delitto p.p. dagli artt. 110 c.p. e 73 D.P.R. n. 309/90, perché, in
concorso tra loro e con altri soggetti allo stato n.i., detenevano ai fini di spaccio una
quantità imprecisata di sostanza stupefacente.
In Roccaforte del Greco (RC) in data ant. e pross. al g. 08.05.06
PANGALLO Domenico – PIZZI Bruno – MANTI Paolo Giuseppe – PANGALLO Pietro
n.m.i.
CAPO O-bis) delitto p.p. dagli artt. 110 c.p. e 73 - 80 D.P.R. n. 309/90, perché, in
concorso tra loro e con altri soggetti allo stato n.i., detenevano ai fini di spaccio una
quantità imprecisata di sostanza stupefacente (oltre 130 kg di vario genere).
In Roccaforte del Greco (RC) dal 26.03.06 al g. 08.04.06
ATTINA’ Domenico
CAPO P-bis) delitto p.p. dagli artt. 110 c.p. e 73 D.P.R. n. 309/90, perché, in
concorso con altri soggetti allo stato n.i., deteneva ai fini di spaccio una quantità
imprecisata di sostanza stupefacente.
In Roccaforte del Greco (RC) 29.09.04
ATTINA’ Paolo – GELSONI Andrea
CAPO Q-bis) delitto p.p. dagli artt. 110 c.p. e 73 D.P.R. n. 309/90, perché, in
concorso tra loro e con altri soggetti allo stato n.i., detenevano ai fini di spaccio una
quantità imprecisata di sostanza stupefacente.
In Roccaforte del Greco (RC) il 27.01.05
PROSCENIO Domenico – IARIA Antonio
CAPO R-bis) delitto p.p. dagli artt. 110 c.p. e 73 D.P.R. n. 309/90, perché, in
concorso tra loro e con altri soggetti allo stato n.i., detenevano ai fini di spaccio una
quantità imprecisata di sostanza stupefacente.
In Roccaforte del Greco (RC) 03.02.06
NARDO Pietro
CAPO S-bis) delitto p.p. dagli artt. 110 – 648 c.p., perché, in concorso con Romeo
Vincenzo e Rondinelli Girolamo (nei cui confronti allo stato si procede separatamente),
acquistavano o comunque ricevevano nr. 3 obbligazioni della “STANDARD OIL COMPANY”
(STATI UNITI D’AMERICA) del valore di 100 mila dollari cadauna, di provenienza
delittuosa perché destinate alla distruzione dal Governo Statunitense;
In Montebello Jonico, Reggio Calabria, Sorianello (VV) e Parma il 07.06.06
ROMEO Vincenzo e NARDO Pietro
CAPO T-bis) delitto p.p. dagli artt. 110 e 459 c.p., per aver detenuto, in concorso
tra loro, al fine di metterle in circolazione, un numero indeterminato di marche da bollo
contraffatte.
In Montebello Jonico, Reggio Calabria e Sorianello (VV) in epoca antec. e pross. al
25.04.2006
NARDO Pietro e ROMEO Vincenzo
CAPO U-bis) delitto p.p. dagli artt. 110 c.p. e 19 legge 528 del 1982,
poiché
in concorso tra loro, al fine di commettere l’ulteriore reato di truffa,
falsificavano o comunque detenevano,
un numero indeterminato di tagliandi della
lotteria istantanea cd. “gratta e vinci”, per un controvalore di 450.000 euro,
per altro privi di combinazioni vincenti, realizzati in assenza delle previste
autorizzazioni governative.
In Montebello Jonico, Reggio Calabria e Sorianello (VV) in data antec. e pross. al
30.04.2006
ROMEO Vincenzo
CAPO V-bis) delitto p.p. dall’art.
497 bis
comma 2 codice penale,
per avere
detenuto, al fine di cederli ad una terza persona n.m.i., che li aveva commissionati, falsi
documenti d’identità (carta d’identità, patente e codice fiscale).
In Montebello Ionico (RC) in data antecedente e pross. al 01.07.2006
ROMEO Vincenzo
CAPO Z-bis) delitto p.p. dagli all’art. 648 C.P. per aver detenuto un numero
indeterminato di assegni falsi o contraffatti nell’importo e quindi di provenienza
delittuosa, al fine di cederli ad altri, dietro corrispettivo, affinchè venissero posti
fraudolentemente all’incasso, utilizzando falsi documenti di riconoscimento.
In Montebello Ionico (RC) nel mese di giugno 2005
SPANO’ Teodoro, LA CAVA Paola, LA CAVA Bruno, LA CAVA Giuseppina, LA CAVA
Maria, SPANO’ Benito, SIVIGLIA Annunziato cl 1970, CRUCITTI Nicola, SPANO’
Marta, SPANO’ Annunziato.
CAPO A-ter) delitto p. e p. dall’art. 416 c.p., perché costituivano e promuovevano
un’associazione a delinquere dedita alle truffe ai danni di società finanziarie, istituti di
credito e compagnie assicurative (simulazione di sinistri stradali). In particolare i coniugi
SPANO’ Teodoro e LA CAVA Paola
promuovevano e dirigevano l’associazione interagendo
con le società finanziarie, gli istituti di credito e le compagnie assicurative, predisponendo
documentazione falsa per ottenere finanziamenti, organizzando la simulazione dei sinistri
stradali, avvalendosi della complicità degli altri accoliti: familiari soprattutto, ma anche
liberi professionisti (Crucitti, Siviglia), consapevoli della illiceità delle condotte poste in
essere.
Il Siviglia ed il Crucitti coadiuvando i coniugi Spanò nelle attività sopra descritte,
soprattutto per quanto concerne gli aspetti burocratici e legali; il Crucitti anche
concordando con Spanò Teodoro, in occasione dei processi civili instaurati a seguito dei
falsi sinistri stradali, il numero e l’identità dei testimoni falsi da presentare in udienza.
Gli altri eseguendo le direttive di Spanò Teodoro e fornendo le proprie generalità per il
confezionamento delle pratiche relative ai falsi sinistri stradali.
In Reggio Calabria in epoca antecedente e prossima all’Aprile del 2004 fino alla data
odierna.
SPANO’ Teodoro - CRUCITTI Nicola - ROMEO Marco
CAPO B-ter) delitto p.p. dagli artt. 110 – 485 - 642 c.p., perché, in concorso tra
loro, con artifizi e raggiri consistiti nel predisporre la documentazione relativa ad un
sinistro stradale fittizio, inducendo in errore una Compagnia di Assicurazioni n.m.i. circa
l’effettiva esistenza e le modalità del sinistro, si procuravano un ingiusto profitto
rappresentato dal relativo risarcimento, in danno della predetta Compagnia di
Assicurazione.
Reggio Calabria in data antecedente e prossima al 09.07.2004.
SPANO’ Teodoro - CRUCITTI Nicola - SIVIGLIA Paola Giuseppa
CAPO C-ter) delitto p.p. dagli artt. 110 – 485 - 642 c.p., perché, in concorso tra
loro e con CENTO Sebastiano cl 1953 (deceduto), con artifizi e raggiri consistiti nel
predisporre la documentazione relativa ad un sinistro stradale fittizio, inducendo in
errore la Compagnia di Assicurazioni Aurora circa l’effettiva esistenza e le modalità del
sinistro, si procuravano un ingiusto profitto rappresentato dal relativo risarcimento, in
danno della predetta Compagnia di Assicurazione.
Roccaforte del Greco e Reggio Calabria in data antecedente e prossima al 19.11.2004.
SPANO’ Teodoro - CRUCITTI Nicola
CAPO D-ter) delitto p.p. dagli artt. 110 – 485 - 642 c.p., perché, in concorso tra
loro, con artifizi e raggiri consistiti nel predisporre la documentazione relativa ad un
sinistro stradale fittizio, inducendo in errore la Compagnia di Assicurazioni Generali circa
l’effettiva esistenza e le modalità del sinistro, si procuravano un ingiusto profitto
rappresentato dal relativo risarcimento, in danno della predetta Compagnia di
Assicurazione.
Reggio Calabria in data antecedente e prossima al 08.04.2005.
SPANO’ Teodoro - CRUCITTI Nicola
CAPO E-ter) delitto p.p. dagli artt.110 – 485 - 642 c.p., perché, in concorso tra
loro, con artifizi e raggiri consistiti nel predisporre la documentazione relativa ad un
sinistro stradale fittizio, inducendo in errore la Compagnia di Assicurazioni Sai circa
l’effettiva esistenza e le modalità del sinistro, si procuravano un ingiusto profitto
rappresentato dal relativo risarcimento, in danno della predetta Compagnia di
Assicurazione.
Reggio Calabria in data 30.05.2005.
SPANO’ Teodoro - LA CAVA Giuseppina.
CAPO F-ter) delitto p.p. dagli artt. 110 – 485 - 642 c.p., perché, in concorso tra
loro, con artifizi e raggiri consistiti nel predisporre la documentazione relativa ad un
sinistro stradale fittizio, inducendo in errore la Compagnia di Assicurazioni Milano circa
l’effettiva esistenza e le modalità del sinistro, si procuravano un ingiusto profitto
rappresentato dal relativo risarcimento, in danno della predetta Compagnia di
Assicurazione.
Reggio Calabria 11.10.2004.
SPANO’ Teodoro - CRUCITTI Nicola - IARIA Annunziato - IARIA Domenico
Carmelo
CAPO G-ter) delitto p.p. dagli artt. 110 – 485 - 642 c.p., perché, in concorso tra
loro, con artifizi e raggiri consistiti nel predisporre la documentazione relativa ad un
sinistro stradale fittizio, inducendo in errore una Compagnia di Assicurazioni n.m.i. circa
l’effettiva esistenza e le modalità del sinistro, si procuravano un ingiusto profitto
rappresentato dal relativo risarcimento, in danno della predetta Compagnia di
Assicurazione.
Roccaforte del Greco e Reggio Calabria in data antecedente e prossima al 29.09.2004.
LA CAVA PAOLA - SPANO’ BENITO - SPANO’ Teodoro - CRUCITTI Nicola
CAPO H-ter) delitto p.p. dagli artt. 110 – 485 - 642 c.p., perché, in concorso tra
loro, con artifizi e raggiri consistiti nel predisporre la documentazione relativa ad un
sinistro stradale fittizio, inducendo in errore una Compagnia di Assicurazioni n.m.i. circa
l’effettiva esistenza e le modalità del sinistro, si procuravano un ingiusto profitto
rappresentato dal relativo risarcimento, in danno della predetta Compagnia di
Assicurazione.
Reggio Calabria 24.11.2005.
SPANO’ Teodoro
CAPO I-ter) delitto p.p. dagli artt. 110 – 485 - 642 c.p., perché, in concorso con
tale Calabrò Santo n.m.i., con artifizi e raggiri consistiti nel predisporre la
documentazione relativa ad un sinistro stradale fittizio, inducendo in errore una
Compagnia di Assicurazioni circa l’effettiva esistenza e le modalità del sinistro, si
procuravano un ingiusto profitto rappresentato dal relativo risarcimento, in danno della
predetta Compagnia di Assicurazione.
Reggio Calabria il 01.03.2006.
SPANO’ Teodoro - IARIA Ugo
CAPO L-ter) delitto p.p. dagli artt.110 – 485 - 642 c.p., perché, in concorso tra loro,
con artifizi e raggiri consistiti nel predisporre la documentazione relativa ad un sinistro
stradale fittizio, inducendo in errore una Compagnia di Assicurazioni n.m.i. circa
l’effettiva esistenza e le modalità del sinistro, si procuravano un ingiusto profitto
rappresentato dal relativo risarcimento, in danno della predetta Compagnia di
Assicurazione.
Melito di Porto Salvo 24.10.2004.
SPANO’ Teodoro
CAPO M-ter) delitto p.p. dagli artt. 485 - 640 c.p., perché, con artifizi e raggiri
consistiti nel predisporre falsa documentazione necessaria ad istruire una pratica di
finanziamento, inducendo in errore la società finanziaria Americard circa l’effettiva
solvibilità del richiedente e l’esistenza dei presupposti per l’erogazione di un
finanziamento, si procurava un ingiusto profitto rappresentato dalla concessione del
finanziamento, in danno della predetta società.
Reggio Calabria in data antecedente e prossima al 06.07.2005
SPANO’ Teodoro
CAPO N-ter) delitto p.p. dagli artt. 485 - 640 c.p., perché, con artifizi e raggiri
consistiti nel predisporre falsa documentazione necessaria ad istruire una pratica di
finanziamento, inducendo in errore la società finanziaria Credial circa l’effettiva
solvibilità del richiedente e l’esistenza dei presupposti per l’erogazione di un
finanziamento, si procurava un ingiusto profitto rappresentato dalla concessione del
finanziamento, in danno della predetta società.
Reggio Calabria in data antecedente e prossima al 05.12.2005
SPANO’ Teodoro - LA CAVA Paola - SIVIGLIA Annunziato - SPANO’ Marta
CAPO O-ter) delitto p.p. dagli artt. 485 - 640 c.p., perché, in concorso tra loro, con
artifizi e raggiri consistiti nel predisporre falsa documentazione necessaria ad istruire
una pratica di mutuo, inducendo in errore la società finanziaria Ideal Mutui circa
l’effettiva solvibilità del richiedente e l’esistenza dei presupposti per la concessione del
mutuo, si procurava un ingiusto profitto rappresentato dalla concessione del mutuo, in
danno della predetta società.
In particolare SPANO’ Teodoro e LA CAVA Paola per aver ideato ed organizzato la
truffa, SIVIGLIA Annunziato, in qualità di commercialista, per aver contribuito alla
redazione della richiesta ed alla falsificazione dei documenti, nella consapevolezza del
carattere illecito della condotta, SPANO’ Marta, in qualità di dipendente della
conservatoria dello stato, fornendo al fratello Spanò Teodoro un attestato originale di
vincolo ambientale, al fine di utilizzarlo quale modello per la contraffazione di un analogo
attestato.
Reggio Calabria in data antecedente e prossima al 25.01.2006.
LUPARELLI Angelo - GALIANO Antonio - GABELLO Massimo Antonio - SOTTILE
Claudio
CAPO P-ter) Delitto p. e p dall’art. 416 c.p., poiché costituivano un’associazione a
delinquere dedita alle truffe ed alle appropriazioni indebite, consistente nel noleggiare
varia attrezzatura da spiaggia, gazebo, sedie a sdraio ombrelloni ed altro, a nome del
Luparelli Angelo, pagando con assegni tratti da conti correnti bancari già chiusi da tempo
e comunque non restituendo mai la merce acquistata o noleggiata. In particolare, il Sottile
dirigeva l’associazione, tenendo i contatti con i fornitori truffati sotto il falso nome di
Picci Pietro, impartendo disposizioni agli altri associati; il Luparelli mettendo a
disposizione le sue generalità; gli altri occupandosi degli aspetti logistici ed eseguendo le
direttive impartite dal Sottile.
In Condofuri (Reggio Calabria) in epoca antecedente e prossima al marzo del 2006 fino
alla data odierna.
LUPPARELLI Angelo - SOTTILE Claudio
CAPO Q-ter)
delitto p.p. dagli artt. 110 – 494 - 640 – 61 n. 7 c.p., perché, in
concorso tra loro, con artifizi e raggiri consistenti nel simulare l’esistenza di una ditta
“Luparelli” e di un suo collaboratore a nome Picci Pietro, in realtà inesistente, nonché
contrattando ed effettuando un ordinativo di materiale balneare con la ditta Crema
Lorenzo, non restituendo la merce e non versando il corrispettivo dovuto, inducendo il
citato fornitore in errore circa l’esistenza e l’identità del contraente, la correttezza ed il
buon esito dell’affare, si procuravano l’ingiusto profitto della consegna a titolo di noleggio
di merce per un valore di 16.758,38 euro, a fronte del quale si consegnava un assegno
tratto da un c/c chiuso da tempo, con relativo danno per la ditta Crema Lorenzo.
Con l’aggravante del danno patrimoniale di rilevante gravità.
Montagnana (PD), Novara, e Condofuri (Reggio Calabria) il 26.06.2006.
LUPPARELLI Angelo - SOTTILE Claudio
CAPO R-ter)
delitto p.p. dagli artt. 110 – 494 - 640 – 61 n. 7 c.p., perché, in
concorso tra loro, con artifizi e raggiri consistenti nel simulare l’esistenza di una ditta
“Luparelli” e di un suo collaboratore a nome Picci Pietro, in realtà inesistente, nonché
contrattando ed effettuando un ordinativo di generi alimentari con la ditta Latteria
Belvedere srl (l.r. Negrin Renato), non restituendo la merce e non versando il
corrispettivo dovuto, inducendo il citato fornitore in errore circa l’esistenza e l’identità
del contraente, la correttezza ed il buon esito dell’affare, si procuravano l’ingiusto
profitto della consegna a titolo di noleggio di merce per un valore di 8.213,00 euro, a
fronte del quale si consegnava un assegno tratto da un c/c chiuso da tempo, con relativo
danno per la ditta sopra menzionata.
Con l’aggravante del danno patrimoniale di rilevante gravità.
Bastia Rovolon (PD), Novara e Condofuri (Reggio Calabria) marzo - maggio 2006.
LUPARELLI Angelo - GALIANO Antonio- SOTTILE Claudio,
CAPO S-ter)
delitto p.p. dagli artt. 110 – 494 - 640 – 61 n. 7 c.p., perché, in
concorso tra loro, con artifizi e raggiri consistenti nel simulare l’esistenza di una ditta
“Luparelli” e di un suo collaboratore a nome Picci Pietro, in realtà inesistente, nonché
contrattando ed effettuando un ordinativo di attrezzatura da catering con la ditta Dining
House (l.r. Rondina Sauro), non restituendo la merce e non versando il corrispettivo
dovuto, inducendo il citato fornitore in errore circa l’esistenza e l’identità del contraente,
la correttezza ed il buon esito dell’affare, si procuravano l’ingiusto profitto della
consegna a titolo di noleggio di merce per un valore di 5.000,00 euro, a fronte del quale si
consegnava un assegno tratto da un c/c chiuso da tempo, con relativo danno per la ditta
sopra menzionata.
Con l’aggravante del danno patrimoniale di rilevante gravità.
Fano, Novara e Condofuri (Reggio Calabria) il 06.07.06
LUPPARELLI Angelo - SOTTILE Claudio - GALIANO Antonio
CAPO T-ter)
delitto p.p. dagli artt. 110 – 494 - 640 – 61 n. 7 c.p., perché, in
concorso tra loro, con artifizi e raggiri consistenti nel simulare l’esistenza di una ditta
“Luparelli” e di un suo collaboratore a nome Picci Pietro, in realtà inesistente, nonché
contrattando ed effettuando un ordinativo di articoli e attrezzature per ristorazione con
la ditta NOVALBERGHIERA s.r.l. (l.r. SCAGNELLI Giovanni), non restituendo la merce e
non versando il corrispettivo dovuto, inducendo il citato fornitore in errore circa
l’esistenza e l’identità del contraente, la correttezza ed il buon esito dell’affare, si
procuravano l’ingiusto profitto della consegna a titolo di noleggio di merce per un valore di
5.906,00 euro, a fronte del quale si consegnava un assegno tratto da un c/c chiuso da
tempo, con relativo danno per la ditta sopra menzionata.
Con l’aggravante del danno patrimoniale di rilevante gravità.
In Novara e Condofuri (Reggio Calabria) il 21.07.06
LUPARELLI Angelo - GALIANO Antonio - SOTTILE Claudio
CAPO U-ter)
delitto p.p. dagli artt. 110 – 494 - 640 – 61 n. 7 c.p., perché, in
concorso tra loro, con artifizi e raggiri consistenti nel simulare l’esistenza di una ditta
“Luparelli” e di un suo collaboratore a nome Picci Pietro, in realtà inesistente, nonché
contrattando ed effettuando un ordinativo di schermi al plasma con la ditta M.M.
Elettronics
(l.r. Merlo Sergio Marco), non restituendo la merce e non versando il
corrispettivo dovuto, inducendo il citato fornitore in errore circa l’esistenza e l’identità
del contraente, la correttezza ed il buon esito dell’affare, si procuravano l’ingiusto
profitto della consegna a titolo di noleggio di merce per un valore di 1.800,00
euro
(valore della merce 17.000,00), a fronte del quale si consegnava un assegno tratto da un
c/c chiuso da tempo, con relativo danno per la ditta sopra menzionata.
Con l’aggravante del danno patrimoniale di rilevante gravità.
San Pietro Mozeso (NO), Cesano Maderno (MI), Condofuri (Reggio Calabria) il 26.07.06
LUPARELLI Angelo - GALIANO Antonio - SOTTILE Claudio
CAPO V-ter)
delitto p.p. dagli artt. 110 – 494 - 640 – 61 n. 7 c.p., perché, in
concorso tra loro, con artifizi e raggiri consistenti nel simulare l’esistenza di una ditta
“Luparelli” e di un suo collaboratore a nome Picci Pietro, in realtà inesistente, nonché
contrattando ed effettuando un ordinativo di gazebo, sedie, tavoli, luci con la ditta CDO
Rossante (l.r. Rossante Vanes), non restituendo la merce e non versando il corrispettivo
dovuto, inducendo il citato fornitore in errore circa l’esistenza e l’identità del contraente,
la correttezza ed il buon esito dell’affare, si procuravano l’ingiusto profitto della
consegna a titolo di noleggio merce per un valore di 5.000,00 euro, a fronte del quale si
consegnava un assegno tratto da un c/c chiuso da tempo, con relativo danno per la ditta
sopra menzionata.
Con l’aggravante del danno patrimoniale di rilevante gravità.
Castagnaro (VR), San Pietro Mosezzo, Condofuri (Reggio Calabria) il 29.06.06
osserva
Il procedimento che qui ci occupa trae origine dalle indagini avviate in esito al
ferimento a Spano’ Teodoro verificatosi in contrada Lacco di Melito Porto Salvo
l’8\4\2004.
Si legge nella richiesta del P.M.:
“La presente richiesta si fonda sugli esiti delle attività di indagine svolte, a partire dall’aprile del
2004, dalla Compagnia CC di Melito Porto Salvo NOR. Gli elementi acquisiti nel corso delle
investigazioni intraprese sono stati compendiati nella informativa nr. 58/8-118-2004 di prot., in data
27.08.2008 e relativi allegati, il cui contenuto verrà di seguito quasi integralmente riportato.
Le indagini hanno orgine in data 08.04.2004 quando, in c.da Lacco di Melito Porto Salvo, ignoti
killers, in un agguato di chiaro stampo mafioso, attentano alla vita di SPANO’ Teodoro (proc pen
2113/04 RGNR/mod.44 DDA, successivamente passato a mod. 21 e riunito al presente procedimento);
ulteriore sviluppo alle investigazioni viene fornito da un altro grave episodio delittuoso: in data
28.09.2004, infatti, a Roccaforte del Greco veniva brutalmente assassinato PANGALLO Antonino detto
“U Chiumbinu” (Proc Pen 4290/04 RGNR/mod.21 DDA, cui viene poi riunito il p.p. scaturito dal
tentato omicidio di Spanò Teodoro).”
Sulla scorta delle indagini originate dai due fatti di sangue la Pubblica Accusa
assume di avere acquisito elementi sull’attuale operativita’ dei sodalizi criminali che
opererebbero nell’area di Roccaforte del Greco , sulla struttura della o delle
associazioni, sulle attivita’ poste in essere, sulla identita’ degli associati. Al fine di
comprendere gli antecedenti storici dei fatti oggetto del procedimento il P.M. ha , se
pur per brevi cenni, richiamato il contesto storico in cui gli indagati hanno operato.
Scrive il P.M.:
“Dagli inizi degli anni 90 e fino alla fine del decennio, il territorio di Roccaforte del Greco e
Roghudi è stato interessato da una cruenta faida che ha visto contrapposte due consorterie mafiose
presenti nel territorio gli ZAVETTIERI, da un lato, e i PANGALLO - MAESANO – FAVASULI,
dall’altro. Le due consorterie mafiose in un primo momento, anni 70 – 80, erano in buoni rapporti,
anche se sostanzialmente non risultò mai che abbiano fatto parte di un'unica consorteria criminale;
entrambe le cosche erano interessate alla costruzione del paese nuovo (il paese di Roghudi vecchio nel
1971 venne quasi spazzato via da una violenta alluvione e quindi sfollato; ad oggi, Roghudi vecchio è
un paese fantasma), ed anche se ciò determinò dei dissapori i rapporti tra le due consorterie non
degenerarono in guerra. Le due cosche appunto, si interessavano prevalentemente di gestire gli appalti
pubblici,
penetrando all’interno delle amministrazioni pubbliche, in particolare l’amministrazione
comunale di Roghudi e Roccaforte del Greco, l’unità sanitaria locale di Melito Porto Salvo e la
comunità montana (è doveroso precisare che il figlio di ZAVETTIERI Sebastiano - all’epoca capo
cosca a Roghudi - ZAVETTIERI Mario era il tecnico comunale). Quindi negli anni 70 - 80 si registrava
una sorta di pax mafiosa, per cui entrambi gli schieramenti mafiosi si occupavano oltre che degli appalti
anche di gestire il traffico di droga, di armi e l’attività estorsiva, senza entrare in contrasto.
Tale equilibrio venne spezzato in data 09.06.1992, in occasione delle elezioni comunali svoltesi
nel comune di Roghudi. Nella circostanza, i gruppi criminali del luogo si erano messi d’accordo sul
nome dei consiglieri comunali da eleggere (il numero previsto era 12 , 9 di maggioranza e 2 di
minoranza); ZAVETTIERI Sebastiano, all’epoca capo locale, non fu d’accordo sul nome del 12°
consigliere ( i nomi da eleggere venivano stabiliti prima presentando di fatto una sola lista perché la
seconda si presentava con solo 3 nominativi). Nella circostanza venne eletto quale 12° consigliere
comunale PANGALLO Annunziato a discapito di
ZAVETTIERI. In questo modo la cosca
PANGALLO - MAESANO - FAVASULI prendeva il sopravvento all’interno dell’amministrazione
comunale di Roghudi a discapito del gruppo ZAVETTIERI. Gli effetti di tale capovolgimento di
fronte non si facevano attendere; infatti, in data 16.07.1992 la nuova Giunta comunale, pur avendo la
possibilità di confermare nell’incarico di tecnico comunale ZAVETTIERI Mario, gli preferì
l’architetto NUCERA Salvatore. Purtroppo neanche la risposta del gruppo ZAVETTIERI si fece
attendere, infatti in data 25.07.1992 nel centro abitato di Roghudi vennero uccisi PANGALLO
Annunziato, artefice del ribaltamento politico in favore della cosca PANGALLO – MAESANO
all’interno dell’amministrazione comunale e ZAVETTIERI Lorenzo che lo accompagnava. Tale fatto
di sangue sancì l’inizio della così detta “Faida di Roghudi” che, come si vedrà appresso, lasciò sul
terreno numerosi morti. L’agguato rappresentava un chiaro segnale del clan ZAVETTIERI volto a far
comprendere a tutta la cittadinanza che nulla era cambiato e quale era la sorte riservata ai dissidenti. Il
fatto di sangue provocò un inversione di tendenza anche all’interno dell’amministrazione comunale
di Roghudi. Infatti, in data 14.04.1993 il consiglio comunale nominava rappresentante della
maggioranza alla comunità montana ZAVETTIERI Mario.
Tuttavia , la frattura tra i due gruppi criminali era ormai insanabile, e si era dato inizio alla
faida che durò fino alla fine del decennio.
OMICIDI SUBITI DALLA COSCA PANGALLO MAESANO
a) In data 25.07.1992 nel comune di Roghudi vennero uccisi PANGALLO Annunziato cl 49 e
ZAVETTIERI Lorenzo cl 48;
b) In data 24.09.1992 in Bova Marina veniva ucciso FAVASULI Giovanni cl 43;
c) In data 10.03.1994 in Melito Porto Salvo venivano uccisi MAESANO Mario Antonio cl 57 ed
in più i killers tentavano di uccidere, circostanza che poi non avvenne per cause indipendenti
dalla loro volontà, MAESANO Caterina cl 55 (fratello e sorella di MAESANO Fortunato) e
ZAVETTIERI Gaetana cl 63 moglie del deceduto;
d) In data 23.06.1994 in Melito Porto Salvo veniva ucciso FAVASULI Domenico cl 40;
e) In data 28.08.1994 in Roghudi vennero uccisi i fratelli ROMEO Vittorio Umberto cl 66 e
ROMEO Antonio cl 68;
f) In data 11.10.1994 in Roccaforte del Greco, a seguito di assalto armato con l’utilizzo oltre
che di pistole e fucili anche di lanciarazzi e bombe a mano, decedeva PANGALLO
Giovanni cl 1972 e rimanevano feriti PANGALLO Santoro Salvatore e SQUILLACI
Maria rispettivamente fratello padre e madre di
PANGALLO Antonino detto “U
chiumbinu”.
g) In data 20.01.1995 in Melito Porto Salvo veniva ucciso SIVIGLIA Giovanni Salvatore cl 1973;
h) In data 09.11.1995 in Roccaforte del Greco mediante l’esplosione di un colpo sparato con una
carabina di precisione ignoti killers tentavano di uccidere VERNO Vittorio cl 1964;
i) In data 28.08.1996 nel comune di Bova ignoti killers uccidevano a colpi di arma da fuco
TAORMINA Giacomo;
j) In data 01.11.1996 In Roccaforte del greco veniva ucciso RUSSO Alfredo;
k) In data 09.05.1997 in Melito Porto Salvo veniva ucciso FAVASULI Leone Salvatore cl 1974;
l) In data 05.11.1997 in Roccaforte del Greco era la volta di PANGALLO Santoro Salvatore cl
1950 padre del defunto PANGALLO Antonino cl 1970 detto Chiumbino o Cinghiale.
OMICIDI SUBITI DALLA COSCA ZAVETTIERI
m) In data 05.01.1994 in località Prunella di Melito Porto Salvo venivano uccisi ZAVETTERI
Sebastiano cl 1932 e ZAVETTIERI Mario cl 1965, rispettivamente padre e figlio, ed il primo
all’epoca dei fatti capo indiscusso dell’omonima cosca .
n) In data 14.10.1994 in località Annà del Comune di Melito Porto Salvo veniva ucciso a colpi
d’arma da fuco ZAVETTIERI Antonio, alias manuzza;
o) In data
06.11.1996 nella
frazione Pilati
di Melito Porto
Salvo (RC) veniva ucciso
ZAVETTIERI Antonio alias vurpi;
p) In data 03.04.1997 in Condofuri Marina avveniva il tentato omicidio di MODAFFARI leone cl
1945, evento che non si verificò per cause non dipendenti dalla volontà di killers che agirono
con il chiaro intento di uccidere.
q) In data 06.09.1997 in Roccaforte del Greco veniva ucciso a colpi d’arma da fuoco MAESANO
Donato detto “Massaro Nato” padre di MAESANO Salvatore.
r) In data 17.02.1998 in Roccaforte del Greco veniva ucciso IARIA Rocco cl 1975;
s) In data 11.11.1996 in San Lorenzo ignoti killers tentavano di uccidere CANDIDO Concetto
Bruno, circostanza non avvenuta per causa indipendenti dalla volontà degli esecutori.
Influenza sul territorio di Roccaforte del Greco
Come si evince dai fatti di sangue (omicidi e tentati omicidi) di cui ai punti
f, h, j, l, q , r che
hanno interessato quel territorio, la guerra fra le due cosche fu particolarmente cruenta. In particolare,
sembra doveroso soffermarsi sull’agguato cui al capo f dove l’abitazione della famiglia PANGALLO
venne assalita con armi da guerra che tra l’altro oltre a cagionare la morte di PANGALLO Giovanni ed
il ferimenti di PANGALLO Santoro e di SQUILLACI Maria provocò il parziale diroccamento
dell’abitazione, ciò a conferma della potenza dei gruppi criminali contrapposti e della possibilità da
parte dei medesimi di reperire qualsiasi tipo di arma.
I due gruppi criminali sopra detti, anche durante le fasi della faida, operavano su due fronti: il traffico
di sostanze stupefacenti ed il traffico di armi. Ciò agevolmente si evince dalle varie operazioni di
polizia che hanno interessato vari personaggi del comprensorio “Roghudese- Roccaforticiano”, come ad
esempio l’arresto in Spagna di PANGALLO Antonino detto Chiumbino per traffico di droga, le
operazioni Zappa e Zappa 2 che hanno visto coinvolti vari personaggi del comprensorio di Roccaforte
del Greco, ed in particolare, nella seconda operazione, personaggi legati al Chiumbino si sono recati in
Spagna - dove era detenuto uno dei più grandi trafficanti di droga, MAESANO Santo - con l’intento
di programmare una sua evasione1.
Appare inevitabile porre in risalto l’arresto di Domenico STELITANO che in data 27.07.1993
venne colpito da OCC emessa dal GIP presso il tribunale di Torino poiché ritenuto responsabile di
traffico internazionale di sostanze stupefacenti; il provvedimento restrittivo di quest’ultimo appare
estremamente significativo del forte connubio esistente tra “Ndrangheta” e politica, infatti STELITANO
Domenico all’epoca rivestiva la carica di Sindaco del comune di Roghudi (carica da cui venne
sollevato ai sensi dell’art 40 della legge 08.06.1990).
A quel punto la carica di Sindaco del predetto Comune fu assunta da TRIPODI Domenico,
il quale in data 18.08.1994 venne pure colpito da OCC in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale
di Reggio Calabria e si rese latitante fino al 15.10.1994, giorno in cui il provvedimento fu annullato
dal Tribunale della Libertà. Del consiglio comunale di Roghudi facevano parte anche personaggi
quali Giacomino STELITANO ed altri tutti gravitanti a vario titolo negli ambienti criminali del
comprensorio.
Negli anni passati il consiglio Comunale di Roghudi veniva già sciolto per mafia. Stessa ed
identica situazione si presentava a Roccaforte del Greco, infatti in data 10.02.96 ed in data 24.10.2003
- quindi per ben 2 volte (cfr. nota nr. 58/8-159-2004 di prot. in data 14.05.09 Compagnia CC di Melito
Porto Salvo NOR) - il predetto comune veniva sciolto per mafia. Quindi le cosche ZAVETTIERI e
PANGALLO MAESANO, anche durante la guerra che le ha viste coinvolte, hanno continuato
imperterrite ad occuparsi degli affari illeciti.
Gli affari illeciti delle cosche trovavano terreno fertile nell’ambiente in cui si sviluppavano.
Infatti ogni qual volta avveniva un fatto di sangue o altro, i criminali potevano contare sulla forza
intimidatrice che ne derivava e della marcata omertà conseguentemente dimostrata dalla cittadinanza.
1
Si veda l’ordinanza di custodia cautelare nr. 1160/05 rgnr – nr. 1262/05 r.gip. – 1/06 r.occ in atti, che deve considerarsi parte
integrante delle motivazioni a fondamento della presente richiesta, con particolare riferimento all’ipotesi associativa di stampo
mafioso.
L’ambiente omertoso che caratterizza il territorio raggiungeva il suo massimo apice in data
28.08.1994 quando verso sera, in pieno centro abitato di Roghudi, vennero uccisi i fratelli ROMEO; in
tale circostanza i cadaveri vennero fatti giacere per diverse ore, e solo verso le 6 del mattino una
telefonata anonima avvertì la Centrale Operativa del Comando CC di Melito Porto Salvo (vedasi Proc.
Pen. 82/98 R.G.N R D.D.A nr 14/2000 R.G. Assise, Nr 133/98 R.G.I.P. D.D.A. e nr 2/2002 R.G.
SENTENZE emessa in data 22.04.2002 dalla prima sezione della Corte di Assise del Tribunale di
Reggio Calabria).
LA FINE DELLA FAIDA
Dalle indagini svolte durante la faida di Roghudi
e dall’operazione così detta Armonia , è
emerso che dalla fine degli anni ‘90 i vertici provinciali della Ndrangheta jonica fossero impegnati a
sanare i contrasti sorti nel locale di Ndrangheta di Roghudi. Per quanto concerne questo argomento
giova precisare che prima della faida la cosca ZAVETTIERI aveva stretto alleanza con la cosca di
MORABITO Giuseppe alias “Tiradritto”, alleanza che veniva sancita in data 03.06.1990 quando
MORABITO Giovanni figlio di Giuseppe contraeva matrimonio con ZAVETTIERI Olimpia figlia di
Sebastiano cl 32, successivamente ucciso in agguato di stampo mafioso, mentre la cosca PANGALLO
MAESANO aveva stretto alleanza con la cosca IAMONTE di Melito.
Giuseppe MORABITO si impegnò affinchè la faida terminasse e vennero organizzati diversi summit
dove parteciparono personaggi
dell’una e dell’altra consorteria,
per la cosca ZAVETTIERI
partecipavano ai summit ROMEO Antonio detto Bistecca, Annunziato ZAVETTIERI e Domenico
ZAVETTIERI
detto
lancia bombe , mentre per l’altra fazione MAESANO Filiberto, TRIPODI
Giovanni detto Giannetto e STILLITANO Sebastiano detto Tarpa . Uno degli incontri venne
organizzato in Contrada Razzà di Brancaleone a casa di Fabio TRUNFIO alla presenza di Giuseppe
“Tiradritto”, che peraltro in quella circostanza rischiò di essere arrestato poiché poco dopo la casa fu
circondata dalle forze di polizia. Alla trattativa si interessavano anche Giuseppe PELLE e Pietro
VERNO esponente della ‘ndrangheta di Roccaforte del Greco.
In questa fase si registrava un forte interessamento di esponenti di prim’ordine
della
ndrangheta operante nella provincia reggina, tra i quali Giuseppe MORABITO detto Tiradritto e
Giuseppe PELLE appartenente all’omonima consorteria mafiosa. Il motivo dell’interessamento di
suddetti elementi a che nel locale di Roghudi fosse raggiunta la pace tra le due cosche
non è di
certo da ricercare nel senso di fratellanza, che come la storia insegna non insiste nell’animo degli
appartenenti alla criminalità organizzata di cui tratta la presente informativa, ma bensì negli assetti
malavitosi della provincia di Reggio Calabria: infatti la NDRANGHETA risultava divisa in settori, la
zona jonica, quella di Reggio Calabria e la Tirrenica. Orbene, la cosca MAESANO - PANGALLO
aveva stretto allenza con i PAVIGLIANITI e con la cosca IAMONTE, che facevano parte della zona di
influenza di Reggio Calabria per tramite Santo MAESANO che prestò la sua opera affinché fosse
raggiunto un accordo; evidentemente i Boss della Jonica temevano un’alleanza del locale di Roghudi
con le cosche del reggino, ed in tale ottica la libertà di azione e di movimento degli ZAVETTIERI,
compromessa durante le fasi della faida, risultava di fondamentale importanza, dal momento che tale
sodalizio mafioso, alla luce dei vincoli di parentela e derivanti da antiche alleanze, avrebbe garantito
fedeltà del locale di Roghudi al comparto della Jonica. La faida ebbe termine nel 1998 su preciso
imput del MORABITO Giuseppe alias Tiradritto all’epoca dei fatti latitante, dal quel momento in poi
non si registrarono più omicidi di mafia.
Il processo per la faida di Roghudi - che fu celebrato presso la I sezione della Corte d’Assise di
Reggio Calabria - si concluse in data 22.04.2002 con la condanna di esponenti del clan ZAVETTIERI
e PANGALLO MAESANO FAVASULI, per associazione mafiosa ed omicidi, tuttavia per alcuni fatti
di sangue non si raggiunse una sufficiente rilevanza probatoria ed alcuni di questi a tutt’oggi
risultano privi di colpevoli; ciò nonostante rimane la consapevolezza investigativa che tutti gli omicidi
avvenuti nel comprensorio di Roghudi e Roccaforte del Greco, o che comunque hanno interessato
personaggi appartenenti ai due schieramenti criminali anzidetti, abbiano un’unica matrice, ovvero la
faida che, come si vedrà appresso, è ormai diventata una realtà processuale, ragion per cui anche se
alcuni delitti sono rimasti irrisolti dal punto di vista processuale, è assolutamente giustificato ricondurre
storicamente tali fatti alla guerra di mafia in discorso.
La Corte di Assise emetteva le seguenti condanne :
•
ZAVETTIERI Annunziato, ZAVETTIERI Sebastiano e ZAVETTIERI Salvatore ergastolo;
•
IOFRIDA Leone Luigi anni 8 di reclusione ;
•
STELITANO Mario Giuseppe anni 8 di reclusione ;
•
ROMEO Antonio detto Bistecca anni 9 di reclusione;
•
STELITANO Domenico anni 8 di reclusione ;
•
MAEASANO Fortunato, MAESANO Caterina ergastolo;
•
PANGALLO Antonio detto u Chiumbino e VERNO Pietro alle pena di anni 9.
Fin qui quanto emerge da atti processuali suggellati dalla sentenza dlla Corte di Assise
di Reggio Calabria del 22\4\02, atti coperti da autorita’ di giudicato
Prosegue il P.M.:
GENESI E SVILUPPO DELLE INDAGINI
Come ampiamente enunciato in premessa, nei comuni di Roghudi e Roccaforte del Greco
esistono storicamente e risultano, come si vedrà adesso, attualmente operative due organizzazioni
mafiose di cui una denominata “cosca ZAVETTIERI”, e una denominata “PANGALLO – MAESANO
- FAVASULI”. Le indagini che si sono sviluppate dal 08.04.2004 fino a tutto il 2007 hanno permesso
di accertare i vari accoliti appartenenti ai due sodalizi, nonché le attività illecite che gli stessi pongono
in essere.
Le indagini di cui ai procedimenti penali sopra indicati, hanno orgine in data
08.04.2004 quando, in c.da Lacco
di
Melito Porto Salvo, ignoti
killers, in un
agguato di chiaro stampo mafioso, attentano alla vita di SPANO’ Teodoro (proc
pen 2113/04 RGNR DDA), e successivamente in data 28.09.2004, quando a
Roccaforte del Greco trovava la morte PANGALLO Antonino cl. 70 detto “U
Chiumbinu” (Proc Pen 4290/04 RGNR DDA).
Lo svilippo delle indagini sarà di seguito trattato esaminando distintamente i vari
filoni investigativi, essendo la
presente attività molto complessa ed articolata,
sviluppatasi nel corso del tempo su diversi fronti. Le prove a carico dei vari
indagati sono state acquisite
principalmente con intercettazioni telefoniche ed
ambietali, servizi di ocp, e, da ultimo, tramite l’analisi delle dichiarazioni del
collaboratore di giustizia Carlo Mesiano, che hanno sostanzialmente confermato
quanto emerso nel corso dell’attività investigativa posta in essere.
LE INDAGINI ED I GRAVI INDIZI DI COLPEVOLEZZA A
CARICO DEGLI INDAGATI
L’ASSOCIAZIONE DI STAMPO MAFIOSO
LA FINE DELLA FAIDA E GLI ASSETTI SUCCESSIVI
Dopo la fine della faida di Roghudi non si registrano nella zona omicidi di mafia, tuttavia le
due consorterie mafiose hanno continuato ad operare negli affari illeciti che contraddistinguono la
criminalità organizzata, ovvero il traffico di armi, il traffico di sostanze stupefacenti, le estorsioni
ed il controllo degli appalti pubblici. A riscontro di quanto appena affermato basti pensare che il
comune di Roccaforte del Greco risulta essere stato sciolto già due volte per mafia, in data
13.02.1996 e in data 23.10.2003, in entrambi i casi con commissariamento. Questo avveniva perché
attraverso le elezioni comunali, nel comune di Roccaforte del Greco, come del resto in altri
comprensori caratterizzati dalla presenza mafiosa, la composizione della amministrazione comunale
veniva decisa a tavolino dal potere criminale e non da libere elezioni come in un normale paese
democratico; a conferma di ciò giova ricordare, fin d’ora, parte delle dichiarazioni rese dal
collaboratore di giustizia MESIANO Carlo, presenti in atti. Si riporta stralcio della trascrizione
dell’interrogatorio in data 06 giugno 2007 (anche in seguito, i brani dell’interrogatorio del
Mesiano che verranno riportati, saranno sempre tratti dal medesimo verbale).
B: Si, l’amministrazione comunale la decidevano le 2 famiglie, a chi dovevano dare…
A: Come facevano?
B: 400 abitanti dottore, non erano 10 mila, facilissimo questo vale per me quest’altro per me
mettiamo a questo, dovevano arrivare soldi nel paese obbligatorio dai fondi, da Roma qualsiasi
cosa …
A: Cerchiamo di dare sempre una collocazione nel tempo di questi fatti!
B: Fino a quando ero io la’ sopra.
A: Fino a?
B: fino…
A: Perché lei dice sempre che fino a quando ho frequentato pepè ROMEO questi fatti
succedevano.
B: Fino a quando….chiedo scusa fino ad un anno prima che mi hanno dato la sorveglianza
2004- 2005.
A: La sorveglianza quando glieli l’hanno data ?
Avvocato: 2006 25 marzo 2006.
B: nel 2005 io già salivo con Pepè e poi è uscito pure Orazio .
A: Quindi fino al 2005 questi fatti succedevano?
ALLEGATO 1
E’ quindi chiaro, come afferma anche il collaboratore sopra citato - che
per sua stessa
ammissione ha fatto parte dell’ambiente criminale di Roccaforte del Greco - che le 2 famiglie mafiose
insistenti nella zona in discorso, ormai in stato di non belligeranza, si accordano al fine di gestire i
traffici illeciti (in questo caso si parla degli appalti pubblici ed elezioni comunali).
A tale proposito il MESIANO Carlo, oggi collaboratore, in sede di interrogatorio, delinea la
strategia delle cosche per accaparrarsi gli appalti pubblici. E’ stato accertato che le ditte che dovevano
partecipare all’appalto decidevano già in anticipo anche chi se lo sarebbe aggiudicato. Il metodo
utilizzato era quello classico, ovvero del massimo ribasso: infatti le ditte partecipanti, sotto l’influenza
mafiosa - non è chiaro se complici o vittime del sistema - presentavano un offerta “pilotata”, essendo
già a conoscenza di quella presentata dalle altre concorrenti, in modo tale da predeterminare l’offerta
vincente. In cambio dell’assegnazione dei lavori, veniva corrisposta una tangente alle due cosche pari al
7-8% dell’importo dell’opera.
I personaggi di spicco di Roccaforte del Greco, come sopra detto, anche dopo la faida hanno
continuato ad interessarsi, oltre agli appalti, ad un'altra branca dei
traffici
illeciti
che
contraddistinguono le cosche reggine, ovvero il traffico di droga, come si evince dai trascorsi giudiziari
di PANGALLO Antonino, detto Chiumbino, che in data 04.03.2004 è strato tratto in arresto a Madrid
(lo stesso a seguito della condanna in primo grado a 10 anni per la faida di Roghudi si era reso
latitante - l’argomento sarà trattato più ampiamente nel capitolo che riguarderà il traffico di sostanze
stupefacenti delle due cosche).
Da quanto sopra riferito,si evince che il comune di Roccaforte del Greco è stato da
sempre territorio occupato dalla “NDRANGHETA” in cui gli affari illeciti hanno avuto la
supremazia. Orbene, in questo contesto sono scaturiti il tentato omicidio di SPANO’ Teodoro,
avvenuto in data 08.04.2004, e l’omicidio dello stesso PANGALLO Antonino, entrambi esponenti
di spicco della criminalità organizzata operante a Roccaforte del Greco.
La ‘ndrangheta è stata da sempre organizzata come una struttura militare, i suoi componenti si
distinguono per gradi e funzioni, e l’accesso all’organizzazione avviene secondo un rito vero e proprio,
che viene impropriamente detto “battesimo”. Tale procedura è stata più volte messa a fuoco in diverse
vicende processuali.
Nella fattispecie dei due sodalizi criminali, oggetto la presente indagine, tali risultanze (rituali,
cariche, regole interne all’organizzazione) vengono confermate da diverse conversazioni intercettate.
Inoltre sono state confermate dal collaboratore di giustizia che direttamente ha fatto parte
dell’organizzazione. Emblematico in tal senso – ed estremamente indicativo della “federazione” tra le
due cosche - è il racconto fatto dal collaboratore Mesiano Carlo circa la cerimonia della sua affiliazione
(cfr. infra).
L’INIZIAZIONE
L’attività investigativa svolta ha permesso di accertare la attuale operatività
dell’organizzazione mafiosa operante a Roccaforte del Greco e comuni vicini. Si
è già detto che, a differenza del passato, ovvero nel periodo della guerra di
mafia, epoca in cui operavano due cosche contrapposte tra di loro, in epoca
successiva alla fine della faida, pur
riscontrandosi l’esistenza di due distinte
consorterie mafiose (ognuna con ruoli e cariche e struttura piramidale), si
registra un avvicinamento ed una gestione comune degli affari illeciti.
A tale deduzione, come si è detto, si è giunti, oltre che dall’analisi di diverse
conversazioni telefoniche ed ambientali, anche grazie alle dichiarazioni del
collaboratore di
di
giustizia Carlo Mesiano, che ha raccontato, tra l’altro,
il rito
affiliazione previsto nel caso di ingresso nell’organizzazione di un nuovo
membro. Durante l’affiliazione del predetto Mesiano, appunto, erano presenti i
due capi mafia di Roccaforte del Greco, ovvero MAESANO Salvatore e
PANGALLO Antonino detto Chiumbino, in rappresentanza delle due cosche. A tal
proposito
appare necessario evidenziare che nella faida di
Roghudi MAESANO
Salvatore ha perso il padre mentre PANGALLO Antonino ha perso il padre ed un
fratello.
Si riporta stralcio dell’interrogatorio di MESIANO Carlo.
“C: C’è stato un rito particolare che cosa avete fatto ?
B: c’è stato una cosa detta da Turi MAESANO e poi si sono guardati in faccia Chiumbino e
Turi e tutto il resto della tavola per me si può fare, perché ci voleva il numero preciso, più
anziani possibili e meglio era , poi il Chiumbino lo faccio io o lo fai tu, per me è la stessa cosa,
Carlo è nostro ormai ha detto TURI e fui bucato ma non normale, dall’altra parte diciamo.
A: Cioè bucato ?
Avvocato: Con che cosa?
B: Con un coltello.
A: Da parte di chi?
B: U Chiumbino, Nino PANGALLO Antonino detto Chiumbino.
A: Un coltello che ha?
B: Sulla mano sinistra a quel punto comincia a baciarmi con tutte le persone il mio sangue
toccava con gli altri, pure se ero malato non c’era nessun problema , si continuava.
A: Quindi salutava tutte le persone con la mani
B: Mi baciamo e mi raccomando da oggi però a Roccaforte si a posto, al che in paese si seppe
in tutti i posti a chi i ragazzi Carletto da Reggio.
C: Una su questa cosa perché a fare a dire le parole sottovoce fu MAESANO e non un altro
per dire ?
B: Perché MAESANO viene chiamato il prete cioè era una persona.
C: Cioè aveva un grado più elevato era qualche.
B: MAESANO prima di fare una cosa ci pensava non era affrettato.
Avvocato: Ma aveva un grado superiore rispetto alle altre
B: Era capo Bastone il capo Bastone era MAESANO e Chiumbino.”
Dalle dichiarazioni di Mesiano Carlo emerge dunque un primo tratto del’ipotesi
accusatoria. In primo luogo va rilevato che Mesiano Carlo dichiara di avere
frequentato gli ambienti crimininali di Roghudi e Roccaforte del Greco fino ad un anno
prima che gli venisse applicata la sorveglianza speciale e dunque fino ad un anno prima
del 25\3\2006 ( VEDERE COSA C’E’ SCRITTO NEL DECRETO DI SORVEGLIANZA)
Mesiano riferisce della sua cerimonia di affiliazione, cerimonia officiata da Maesano
Salvatore, in rappresentanza del gruppo Zavattieri e da Pangallo Antonino detto ‘u
Chiumbino quale vertice del decimato ( tra omicidi e condanne) sodalizio MaesanoPangallo-Favasuli. Entrambe le persone indicate da Mesiano Carlo hanno un fortissimo
legame ed uno specifico coinvolgimento nei fatti della faida Roghudi.
Pangallo Antonino e’ stato, infatti, condannato dalla Corte di Assise di Reggio Calabria
il 22\4\02 per il reato di cui all’art. 416 bis come esponente del gruppo MaesanoPangallo-Favasuli a dieci anni di reclusione.
Nella faida Pangallo Antonino ha visto morire il fratello Giovanni, il padre Santoro
Salvatore e ferita la madre, Squillaci Maria.
Maesano Salvatore ha visto cadere il padre, Maesano Donato, come esponente del clan
Zavattieri sotto i colpi inferti dal caln cotrapposto.
Secondo quanto dichiarato, quindi, da Mesiano, dopo la fine della faida, e certamente
prima della morte del Chiumbino (28\9\04), esponenti di rilievo dei gruppi, un tempo
ferocemente contrapposti, officiavano insieme un rito di comune affiliazione.
Si trascrive per intero il verbale di dichiarazioni rese al P.M. il 6\6\2007 da Mesiano
Carlo a cui piu’ volte si fara’ riferimento nel corso dell’esame dei vari fatti di reato.
Il fatto che i due gruppi non fossero piu’ cruentamente contrapposti e non si
sterminassero l’un l’altro non ha eliso, per cio’ solo, nell’ottica accusatoria, la specifica
identita’ dell’uno e dell’altro.
V E R B A L E:
di Trascrizione in forma integrale dell’interrogatorio di M.C. svolto in data 06.06.2007
presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria .
… omissis …
A. Questo Paolo non si ricorda il cognome? Detto Lepro?
B: detto lepro, “Paolennu Lepro” si stretto affiliato di TURI MAESANO,9 e gli faceva l’autista alla buonanima
del padre di Turi MAESANO. Ecco come l’ho conosciuto, quando io salivo a Roccaforte e facevo i lavori
vicino a casa sua era sempre chiuso aveva porte blindate, finestre blindate, non usciva mai e se usciva, usciva
armato, perché a quell’epoca c’erano ancora piccole scosse di guerra mi ricordo pure che sempre nel 1995
accompagnai Mimmo RUSSO in una montagna, con la macchina una Pegeout bianca che era intestata alla DECO
Farm Srl una delle due società lo accompagnai in una montagna che doveva parlare con un signore anziano, che
all’epoca non sapevo che era, comunque lo lasciai ad un certo punto e rimasi sulla macchina, mancò circa un ora
,Russo Domenico, poi parlando c’e ne siamo scesi ed ho parlato con Pepè ROMEO,gli ho detto a posto, si ho
parlato era l’ha sotto con gli animali, nel giro di qualche giorno qualche mese non ricordo bene, si ha la scomparsa
di un anziano, non lo trovavano più, non si sapeva dov’era, allora andiamo dai Carabinieri sai, non ancora no e
poi era il padre di TURI MAESANO, ammazzato nelle montagne là, Donatello MAESANO10e si paralave sempre
delle stesse cose, le cene le cose.
A: Lei quando è stato affiliato in che anno ?
B: La sera che successo il fatto di Teodoro SPANO’, che si bisticcio’ con lepro, io ero stato incaricato anzi io
stato incaricato da Mimmo RUSSO di prendere Teodoro SPANO’ e a Paolo Lepro e accompagnarli fino a casa e
sarebbe successo qualcosa, perché Teodoro non mi lasciava neanche che lo sparava se la prendeva con me , mi
chiamò Teodoro SPANO’ uscendo dalla villa in via Pasquale ANDILORO,e Teodoro mi aveva comandato se gli
facevo la cortesia a cortesia che doveva rimaneva tra me e lui che Mimmo Russo non doveva sapere nulla, se
ammazzavo a Paolo Lepro, gli ho detto non te lo ammazzo, To di tutto quello che vuoi basta che me lo ammazzi,
Gli ho detto tieni la pistola ammazzalo tu , non fu fatto lui insistendo e lo accompagnai fino a Melito gli ho detto
sali sulla tua macchina Paolo, lui all’epoca aveva una mini minor una cosa del genere vecchia .
A: Lui chi Paolo?
B: Paolo.
A: invece Teodoro SPANO’ era in macchina con lei ?
B: noi avevamo la macchina nostra tipo quella che usavo io , gli ho detto sali con me, lo abbiamo accompagnato
fino a Pellaro e lui fino al tragitto dalla Via pasquale fino a là lo dovevo ammazzare all’ultimo lo accompagnai e
gli ho detto se ne può andare, gli ho detto te ne puoi andare tanto arriva Ah perché non lo hai fatto, ho detto io
non faccio niente. E’ successo che io sono tornato la mattina stesso verso le 08.30 che aveva sonno da Mimmo
RUSSO e mi sono appoggiato nel divano in una sedia che lui nella cucina aveva un caminetto e mi ha chiesto che
è successo, e gli ho detto sai Paolo così così, ma non è che hai fatto qualcosa ( ndr ha chiesto RUSSO a
9
MAESANO Salvatore nato a Roccaforte del Greco il 10.09.1962, ivi residente alla via Plachi nr.1;
MAESANO Donato, padre di MAESANO Salvatore ucciso a Roccaforte del Greco il 06.09.1997.
10
MESIANO), no niente dopo quella scena, dopo qualche mese pure più io salì a roccaforte, comincia nuovamente
a salire a Roccaforte.
A: Noi stiamo parlando sempre del 1996 sempre?
B: No, si si più o meno là 96- 97 e mi fecero una sorpresa, viene a Roccaforte, mangi da tutte la parti mangi a
casa del Chiumbino, avevo fatto pure una vetrata blindata a casa di Chiumbino sopra i Carabinieri, dove c’era
l’ex posta, ricordo bene una vetrata tutta blindata io avevo progettata io e mangiavo a casa del Chiumbino avevo
conosciuto il Cinghiale, persona si vedeva che era una persona che avrebbe fatto la qualsiasi cosa pur di non dare
“sazzio” ( soddisfazione) che non era capace, esaltata, gente esaltata non era gente normale, e gli ho detto com’e,
lui mi dice tu ormai fai parte di noi, Gli ho detto faccio parte di che vedi che non ho fatto giuramento o cose
varie, il battezzo lo davano a tutti la sopra, chi voleva aveva, perché non era.
A; E come si è svolta la cosa?
B: E quella volta già c’erano i nomi di chi c’era Chiumbino , Teodoro SPANO’ che poi quella volta fece pure
casino che non voleva che mi dessero la cittadinanza onorata si chiamava
A. Perché lei era di Reggio:
B: Si, e non voleva e perché mancava Mimmo RUSSO nella tavola che era arrestato compare Mimmo non c’è è
arrestato a Catania, e copre Mimmo non c’è è arrestato ,dice c’è Pepè tanto e con loro sempre quindi.
A: Cioè Giuseppe ROMEO?
B: Si, allora Paolo, Ciccio PANGALLO Detto picciotto 11come a suo padre, Chechella Giovanni PANGALLO 12,
Mico Bicicletta .
A: Mico Bicicletta chi è?
B: Mico PANGALLO è Domenico13 PANGALLO detto bicicletta è poi c’erano i componenti del bar qua sotto
non il bar di Annunziato, il bar dei PANGALLO diciamo e i vari componenti Andrea si chiamava un cugino di
Nino Mico PANINO suo fratello (IARIA Domenico e IARIA Annunziato)“Gustino” (ndr Agostino)
A: Se tra i PANGALLO che ha nominato c’è un rapporto di parentela li deve precisare?
B: No perché il gruppo MAESANO i PANGALLO erano questi qua lo zio di Francesco e bisogna vedere come è
la cosa, e poi c’erano i PANGALLO Antonino PANGALLO detto u Chiumbino erano divisi come cosa perché
quello era 300 abitanti dottore, se non erano tra di loro parenti.
A; Queste persone erano presenti al suo battesimo ?
B: Si e successo una cosa comunque .
A: Cioè cosa avete fatto cosa è stato detto?
B: Sono state dette delle fasi sottovoce di TURI MAESANO c’era una tavolata tutta di bibite sono uno ha bevuto
bibite perché aveva il diabete, Giuseppe e vino niente, ci siamo ubriacati praticamente ma prima di ubriacarci
Teodoro SPANO’ a solito con Lepro.
A: Ma i cosa consiste questo battesimo cosa gli hanno detto?
B:Che diventavo giovanotto diciamo che potevo essere già nel comune di Roccaforte ero cittadino onorato e
potevo sentire e fare come era una persona normalissima solo nel comune di Roccaforte avevo dato le cose ed
avrebbero dato voce che ero stato fatto là a Roccaforte.
A: E? stato fatto?
Avvocato DATTOLA IL magistrato vuole che gli spieghi proprio il rito .
A: Quello che stavamo parlando cioè cittadino onorario di Roccaforte o cittadino onorario della Mafia di
Roccaforte.
B: Cittadino Onorato di Roccaforte ma non il sindaco dalla malavita, chiamiamola malavita là sopra perchè era
solamente.
A: Dobbiamo chiarire la cosa ..
B:Ero chiamato cittadino Onorato di Roccaforte della MALAVITA Roccaforticiana.
C: C’è stato un rito particolare che cosa avete fatto ?
B: c’è stato una cosa detta da Turi MAESANO e poi si sono guardati in faccia Chiumbino e Turi e tutto il resto
della tavola per me si può fare, perché ci voleva il numero preciso, più anziani possibili e meglio era , poi il
Chiumbino lo faccio io o lo fai tu, per me è la stessa cosa, Carlo è nostro ormai ha detto TURI e fui bucato ma
non normale, dall’altra parte diciamo.
11
PANGALLO Francesco, nato a Melito di Porto Salvo il 01.03.1974, residente Roccaforte del
Greco.
12
PANGALLO Giovanni nato a Roccaforte Del Greco il 07.07.1963, ivi residente via Provinciale
133;
13
PANGALLO Domenico, nato a Roccaforte del Greco (RC) il giorno 13/03/1961 e ivi residente alla
via S. Maria nr. 15.
A: Cioè bucato ?
Avvocato: Con che cosa?
B: Con un coltello.
A: Da parte di chi?
B: U Chiumbino, Nino PANGALLO Antonino detto Chiumbino.
A: Un coltello che ha?
B: Sulla mano sinistra a quel punto comincia a baciarmi con tutte le persone il mio sangue toccava con gli altri,
pure se ero malato non c’era nessun problema , si continuava.
A: Quindi salutava tutte le persone con la mani
B: Mi baciamo e mi raccomando da oggi però a Roccaforte si a posto, al che in paese si seppe in tutti i posti a
chi i ragazzi Carletto da Reggio.
C: Una su questa cosa perché a fare a dire le parole sottovoce fu MAESANO e non un altro per dire ?
B: Perché MAESANO viene chiamato il prete cioè era una persona.
C: Cioè aveva un grado più elevato era qualche.
B: MAESANO prima di fare una cosa ci pensava non era affrettato.
Avvocato: Ma aveva un grado superiore rispetto alle altre
B: Era capo Bastone il capo Bastone era MAESANO e Chiumbino.
Avvocato: Capo Bastone .
C: e Lei come lo sa che MAESANO era capo Bastone e come ha saputo la gerarchia diciamo?
B: A parte che io con Peppe ROMEO e Mimmo RUSSO si parlava del più e del meno .
C: Il RUSSO e ROMEO e cosa le dicevano?
B: Diciamo che io ormai facevo parte di loro dicevano un mio Giovanotto, Pepè è il giovanotto mio.
C: Si ma del MAESANO Cosa le hanno detto, cioè come che lo ?
B: Che erano in guerra…
C: Cioè che MAESANO Aveva potere decisionale cioè decidere se fare questo a chi ammazzare e chi non
ammazzare?
B: Certo, certamente,
C: E questo chi glielo ha detto ?
B: infatti era successi Pepè ROMEO e cose varie perché io non volevo essere fatto là al paese che già pare una
cosa strana.
C: Ha conosciuto altri MAESANO, oltre a Turi , altri MAESANO sa qualcuno che riveste qualche ?
B: Turi MAESANO, poi Pepè ROMEO mi presentò a uno dei PAVIGLIANITI la sotto a CHORIO che avevano
una bottega che vendevano mangimi e cose varie, il fatto che stavamo là ci fermavamo cioè ho conosciuto il
padre dei PAVIGLIANITI e tutto il resto , ho conosciuto gente tipo ho partecipato a Pranzi alla madonna della
Montagna.
C: MAESANO sa dire solo di TURI MAESANO o sa dire di altri MAESANO che hanno cariche .
B: Altri MAESANO io so che Santo MAESANO 14faceva parte del gruppo PANGALLO con il Chiumbino,
era vicino A ..
C: Erano parenti con l’altro MAESANO o non c’entravano niente?
B: No questo non vi so dire.
C: E cosa sa dell’altro MAESANO?
B: Eh!
C:Cosa sa dell’altro MAESANO?
B: Che era una persona abbastanza influente che era in Spagna è stato arrestato poi è uscito e poi è stato
arrestato un altra volta.
C: Per quale reato se lo ricorda?
B: Droga, e so pure che gli portavano un omicidio di SGRO’…..
C: Ma questo lo ha sentito dalle persone che lei ha conosciuto o..
B: Tutto questo lo ha sentito dalle persone che ho conosciuto e sono sempre stato in contatto con queste persone
io da quando ho cominciato a frequentare dalla prima galera in poi sono sempre stato con queste persone, sono
stato con loro sono stato fermato sempre con loro, fermi a San Romano a Pisa Roma in tutti i posti.
A: Questa sua affiliazione, cioè lei ha detto frequentavo già Pepè ROMEO , RUSSO prima dell’affiliazione.
B: Si!
A: Dopo l’affiliazione ho continuato a frequentarli e fino a qualche tempo fa li frequentava?
B: Si , perché ero persona con Mimmo RUSSO io ero ormai una persona che poteva partecipare , ero stato in
14
MAESANO Santo, nato a Roghudi il 15.09.1957
galera con questa gente con il CHIUMBINO e company.
A: Quando lei dice con me parlavano liberamente e queste cose le ho apprese da loro .
B: Si!
A: Loro parlavano liberamente anche prima dell’affiliazione o soltanto dopo?
B: Pure prima perché mi dicevano ma com’è qua il fatto ma che voleva vabbè no ti preoccupare parliamo
risolviamo il problema andiamo da Nino ,stai tranquillo non ti preoccupare o andiamo da Turi .
A: Lei ha accennato prima all’esistenza di due gruppi ?
B: Si!
A: Questo lo ha appreso sempre frequentando Mimmo RUSSO .
B: Frequentando Mimmo RUSSO, frequentando il figlio di TURI MAESANO, frequentando perché io
purtroppo io non gli ho detto faccio parte con voi faccio parte con tè, Io ho detto sono Carletto e resto Carletto,
vi siete ammazzati, vi siate scannati” va bene .
A: Questi due gruppi quali erano ripeta un attimo qual’era la composizione .
B: PANGALLO e MAESANO:
A: Quindi PANGALLO faceva capo a Chiumbino.
B: Chiumbino PANGALLO detto il Chiumbino.
A; chi c’era con lui?
B: Suo fratello, Mico Panino ( IARIA Domenico Carmelo15) . Mario Verno.
A: Mico Panino ?
B: Mimmo IARIA che lavorava lui era nella nostra ditta .
A: Domenico IARIA detto il Parrino ?
B: Detto Panino, no Parrino!
A: Detto Panino! Poi?
B: il fratello tutti componenti, erano sette – otto ragazzini emergenti e molto diciamo pur di non fare che non
era capaci come dire Chechella avrebbero fatto la qualunque di fronte al loro boss, erano tutti picciotti.
A: Quindi lei aveva detto il Chiumbino?
B: Il Chiumbino era il capo assoluto .
A: Era il capo assoluto, poi?
B: Mario VERNO15 bis; suo nipote Gustino.
C: Gustino sinonimo di Agostino.
B: Agostino si.
C: è il cognome se lo ricorda?
B: E no se mi date le foto vi dico a tutti .
A: Poi.
B: il fratello di Panino, Panino.
A: Il fratello di Panino?
B: Mico Panino, Limuni 16.
A: E suo fratello.
B: Andrea .
A: Limuni chi è?
B: Limone era uno che frequentava là al bar sempre lo chiamavano il fratello di un altro soggetto che poi vi farò
vedere le foto e vi spiegherò tutto, poi c’era pure il fratello di Nino che aveva una polo Rossa .
A: fratello di Nino?
B: PANGALLO !
A: Che si chiamava?
B: Non avevo tanta confidenza perché ci salutavamo ciao e ciao perché faceva , era fattore con Saccà pure lui
un azienda agricola
A: Invece Giovanni PANGALLO e Domenico PANGALLO ?
B: Domenico PANGALLO …Mico PANGALLO e Giovanni PANGALLO erano gruppo MAESANO che
erano i fratelli del PANGALLO ammazzato sotto la galleria dello Spirito Santo (ndr si riferisce a PANGALLO
15
IARIA Domenico Carmelo, nato a Melito Porto Salvo il 29.10.1975, residente a Roccaforte del
Greco in via Contado nr.8;
15 bis
VERNO Mario, non meglio identificato.
16
IARIA Annunziato, nato a Melito di Porto Salvo il 15.10.1978, residente Roccaforte del Greco
Via Contado 8;
Angelo) .
A: Quindi l’altro gruppo invece c’era Turi MAESANO?
B: Turi MAESANO!
A: E quindi era il capo di quest’altro gruppo?
B: Si, Paolo lepro, Chechella , Bicicletta, Ciccio Razzo 17l’avvocato il fratello di Paolo Lepro , (si sente una voce
in sottofondo)
A: I nomi li dovrebbe dire se se li ricorda ?
B: Dottore purtroppo si paralava sempre di nomi come Carletto u Nqueto che ero io, perché già il fatto, il
soprannome per loro era normale, perché già non si sapeva il cognome pure per l’istituzione.
A: SPANO’ Teodoro di chi faceva parte di quale gruppo ?
B: Teodoro SPANO’ con il gruppo di Chiumbino, perché Teodoro SPANO’ era abbastanza furbo da farsi i San
Giovanni con Mimmo RUSSO perché grazie a Mimmo RUSSO lui fu battezzato.
A: Mimmo RUSSO è Pepè ROMEO con stavano intanto ?
B: Mimmo RUSSO è Pepè ROMEO erano dei Patriarchi diciamo anziani non stavano con nessuno , più per fare
pace per sistemare le cose che per fare non gli conveniva farsi la guerra a loro che gliela faceva fare, avevano
palazzi, avevano la farmacia, rovinati per com’erano chi gliela faceva fare, però avevano voce in capitolo con
Mimmo RUSSO.
A: Quindi mi stava dicendo Teodoro SPANO’.
B: Teodoro SPANO’ fu fatto grazie a Mimmo RUSSO fu battezzato Malandrino e fu “spogliato” un'altra
persona per colpa sua .
A: Cioè che vuol dire?
B: Hanno messo da parte un'altra persona per fare a lui, insomma Mimmo RUSSO la copiata , Teodoro ha preso
la copiata di RUSSO, come io ho preso la copiata di Turi MAESANO, Chiumbino e tutti gli altri, io rispondevo
a loro dei miei errori che avrei fatto, la copiata perciò questo quando si bisticciavano.
A: Chiedo scusa per capire meglio?
B: Teodoro SPANO’ controllava Roccaforte …Chorio Roccaforte.
A: Controllava SPANO’?
B: Si lui voleva Chorio, sarebbe un paese sotto Roccaforte si chiamava Chorio di Roccaforte, ma adesso “ppunta
u carru” (nasce l’intoppo) c’erano i fratelli GULLI’, Tonino 18e Vincenzo19, elementi vicino alla cosca
MAESANO e molto pericolosi, fuoco.
C: A questo punto?
B: Fuoco!
C: Cosa vuol dire ?
B: Mi ha detto Pepè che hanno fatto azioni punitive e mi ha detto pure Pepè che hanno fatto tentati omicidi e via
di seguito.
A: Chiariamo per gradi se nella sua copiata c’erano sia Chiumbino..
B: Nella copiata c’erano Turi MAESANO, io oggi come oggi ero ritenuto il compare prediletto e persona
strettissima di Turi MAESANO .
C: Ero o è?
B: Sono ancora , infatti ci scambiammo dei regali, come diciamo la cena dei 12 apostoli che Dio si è bevuto il
calice ….
A: Magari usiamo un altro paragone.
B: io gli ho regalato un orologio rolex e Lui mi ha detto scegli quello che vuoi, e mi sono preso un orologio da
100 euro.
A: Si ma io voglio capire una cosa, se nella copiata c’erano sia gli uni che gli altri quindi c’’erano due gruppi ma
il contesto era lo stesso?
B: le spiego subito!
A: Mi faccia capire com’è che lei viene fatto solo dagli uni o sola dagli altri erano tutti insieme?
B:Per il paese per i personaggi del paese più anziani e più capo locali diciamo, ma siccome io con Antonino
PANGALLO non andavo tanto d’accordo perché era più a cercare cose non aveva la cosa di voler chiedere cose
perciò non vedevo il suo modo di fare.
17
Non meglio identificato
GULLI’ Antonino nato a Melito Porto Salvo il 04.10.1969 residente Reggio di Calabria Via Sbarre
97/C;
19
GULLI’ Vincenzo, nato a Melito Porto Salvo il 10.06.1968 residente Reggio di Calabria Via
Sbarre 97/C;
18
C: Io una cosa non ho capito, c’erano 2 famiglie ?
B: Si c’erano 2 famiglie.
C: A Roccaforte del greco Cioè alla fine secondo quello che dice lei non c’era un antagonismo.
A: Questo è?
B: Erano nella fase della pace quando fui fatto io.
C: Ma in che cosa consiste questo?
B: Non si “scannavano più” (non si facevano più la guerra) si erano divisi il territorio, si dividevano le cose .
C: Alla fine diciamo!
B: Quasi alla fine della guerra.
C: No, no non avevano rapporti conflittuali diciamo?
B:Non no non si sparava più, infatti ci fu un periodo, infatti ci fu un periodo che non si sparava più, poi mi ha
detto Pepè che avevano discusso sulle montagne si Santo Luca (San Luca) la pacificazione tra queste due
famiglie che si sparavano tra di loro.
Queste sono le dichiarazioni rese da Mesiano Carlo .
Il collaboratore ha ribadito l’esistenza di due diverse associazioni, se pur pacificate
dopo la fine della faida, ne ha tracciato la nomenclatura, ha indicato alcune delle
attivita’ delittuose compiute.
Orbene, si ritiene piu’ funzionale per
la verifica dell’ipotesi accusatoria muovere
dall’esame dei fatti delittuosi che hanno dato origine alle indagini, verificare poi
quanto emerso in ordine ad una serie di singoli reati – fine enucleando i singoli capi di
imputazione dall’inistinto compendio indiziario, per poi trarre le conclusioni in ordine
alla esistenza dei reati di cui ai capi A) e B) relativi a due diverse invertendo, in tale
ottica, l’ordine seguito nella richiesta.
La genesi del procedimento
I reati contro la persona : il tentato omicidio di Spano’ Teodoro
L’indagine che ha dato origine al procedimento che qui scaturisce proprio dal tentato
omicidio di Spano’ Teodoro e dunque si muovera’ da qui per l’esame del compendio
indiziario.
Si legge nella richiesta:
“In data 08.04.2004 alle ore 18.15, in C.da Lacco del Comune di Melito Porto Salvo (SS 183), due
individui dal viso travisato da un casco, a bordo di una moto di grossa cilindrata (una Honda
DOMINATOR targata AM 19216 risultata poi rubata), esplodevano numerosi colpi d’arma da
fuoco all’indirizzo di SPANÒ Teodoro, il quale viaggiava con direzione di marcia Roccaforte Melito Porto Salvo a bordo della sua Hyundai Galloper targata ZA 034 TD. L’azione dei malviventi
veniva provvidenzialmente interrotta dal casuale sopraggiungere di una pattuglia di Carabinieri; lo
SPANÒ, pur colpito in più parti del corpo riusciva a scampare all’agguato. Dopo di ciò SPANÒ
Teodoro veniva trasportato presso l’ospedale di Melito Porto Salvo per le cure del caso e sul
medesimo venivano, appunto, riscontrate diverse ferite da arma da fuoco (ferita regione mentoniera
dx con foro di uscita regione mentoniera sx e ritenzione di schegge metalliche; ferita III braccio dx
con ritenzione di proiettile; ferita con ritenzione di schegge metalliche V dito mano dx, come si
evince dal referto medico nr. 355 trasmesso con nota nr. 58/8-3 del g. 08.04.2004, in atti). Mentre
SPANO’ Teodoro si sottoponeva ad esami radiologici si presentava presso il predetto nosocomio
D’ANDREA Leone, in atti generalizzato, il quale chiedeva con fare molto agitato di poter vedere
lo SPANÒ Teodoro. Escusso il D’ANDREA a sommarie informazioni, lo stesso riferiva di aver
appreso la notizia dell’agguato allo SPANÒ da un suo amico, tale ROMEO Vincenzo, e quindi di
essersi subito precipitato presso l’ospedale per sincerarsi delle condizioni di salute dello SPANÒ.
L’agguato posto in essere dai killer si presentava indiscutibilmente di stampo mafioso, sia
per le modalità di esecuzione, sia per l’arma (un fucile cal. 12) e mezzo utilizzato (una motocicletta
risultata oggetto di furto); risultava altrettanto evidente che l’evento non si era verificato solo ed
esclusivamente per il casuale sopraggiungere di una macchina dei Carabinieri. Altro dato che non
lasciava dubbi sulla matrice mafiosa dell’agguato si desumeva dalla personalità criminale dello
SPANÒ, personaggio appartenente appunto alla criminalità organizzata di Roccaforte del Greco ed
in particolare alla cosca ZAVETTIERI , come confermano anche le numerose vicende giudiziarie
che lo hanno visto coinvolto (e come confermato dagli esiti della presente indagine).
Dopo l’agguato, al fine di trovare tracce o cose pertinenti al reato, si procedeva ad effettuare
nel territorio di Roccaforte del Greco delle perquisizioni domiciliari presso le abitazioni di
PANGALLO Francesco cl 1974, PANGALLO Francesco cl 1975, VERNO Vittorio, tutti in atti
generalizzati. Le predette perquisizioni davano ESITO NEGATIVO, ma va comunque rilevato che
presso l’abitazione di VERNO Vittorio si accertava la presenza di MORABITO Santo, in atti
generalizzato, unitamente alla di lui moglie, TALIA Pierina nata ad Africo (RC) il 07.06.1967, ivi
residente Via Mazzini nr 13, nonchè si rilevava la presenza di CENTO Agostino, in atti
generalizzato. I predetti PANGALLO Francesco cl 1974, PANGALLO Francesco cl 1975 e
VERNO Vittorio venivano escussi a s.i. dalla quali non emergeva nulla di rilevante, anche se si
evinceva che VERNO Vittorio e PANGALLO Francesco cl 1974, all’ora dell’agguato, fossero in
Roccaforte del Greco, mentre PANGALLO Francesco cl 1975 dichiarava di aver fatto rientro a casa
alle ore 17.20 circa senza esserne più uscito; inoltre non è da sottovalutare la circostanza che i primi
due notavano lo SPANÒ aggirarsi in Roccaforte del Greco nel pomeriggio .
VEDASI ALLEGATI NR 54
L’episodio in questione si inseriva certamente nel contesto criminale di Roccaforte del Greco,
territorio che in passato, unitamente al comune di Roghudi, è stato scenario come si è già dettodi una
sanguinosa guerra di mafia denominata appunto “faida di Roghudi” che ha visto coinvolte le famiglie
mafiose PANGALLO - MAESANO - FAVASULI da un lato e la famiglia ZAVETTIERI dall’altro
(vedasi paragrafo associazione mafiosa ) .
In data 12.06.2004 alle ore 12.10, SPANO’ Annunziato, nato a Roccaforte del Greco (RC) il
08.09.1960, residente Reggio Calabria in via Ravagnese superiore 5 e fratello di Teodoro, veniva notato
a Roccaforte del Greco parlare amichevolmente all’interno della sua autovettura FIAT Punto targata BL
310 LV con PANGALLO Antonino nato a Melito Porto Salvo il 27.09.1970 e successivamente ucciso
a Roccaforte del Greco in data 28.09.2004. Alle successive 15.25 lo stesso SPANÒ Annunziato veniva
notato nei pressi del circolo privato di Roccaforte unitamente a PANGALLO Antonino, sopra
generalizzato, MAESANO Salvatore nato a Roccaforte del Greco il 10.09.1962 ed ivi residente in via
Plachi nr 1, IARIA Domenico Carmelo nato a Melito Porto Salvo il 29.10.1975, PANGALLO
Francesco nato a Melito Porto Salvo il 01.07.1975, TRAPANI Andrea nato a Melito Porto Salvo il
22.08.1981 e ROMEO Salvatore nato a Roccaforte del Greco il 08.09.1960, tutti personaggi facenti
parte della criminalità organizzata di Roccaforte del Greco.
VEDASI ALLEGATI NR 55
Alla luce delle dichiarazioni rilasciate dal collaboratore MESIANO in data 06.06.2007 appare
doveroso
soffermarsi
sull’incontro
tra SPANO’ Annunziato
e PANGALLO Antonino
e
MAESANO Salvatore detto “Turi”, infatti questi ultimi due personaggi sono stati definiti dal
collaboratore i due capi mafia di Roccaforte del Greco, il primo risultava (fino alla sua morte,
avvenuta, come si vedrà, di lì a poco)
essere il rappresentate unico
della cosca MAESANO –
PANGALLO – FAVASULI a Roccaforte del Greco mentre il secondo ovvero Turi MAESANO è il
rappresentate nel medesimo centro aspro - montano della cosca ZAVETTIERI ( nonostante porti il
cognome MAESANO è organico e capo mafia a Roccaforte del Greco per la cosca ZAVETTIERI).
Ordunque, questo incontro, relazionato
anche
a quello effettuato nella mattinata
da SPANO’
Annunziato si potrebbe certamente interpretare come un tentativo di chiarificazione posto in essere
dallo SPANO’ Teodoro, per tramite il fratello, per qualche sua manchevolezza verso l’organizzazione
di cui lui stesso faceva e fa parte. Stando alle dichirazioni del collaboratore Carlo Mesiano si può
certamente argomentare che l’agguato a SPANO’ Teodoro sia nato all’interno del gruppo criminale
capeggiato da MAESANO Salvatore, verosimilmente con il benestare di PANGALLO Antonino,
referente per l’altro gruppo criminale operante in Roccaforte del Greco.
A siffatta deduzione si giunge analizzando i vari elementi emersi dall’attività tecnica posta in
essere nell’ambito del procedimento penale 2113/04 RGNR DDA subito dopo l’agguato. Da tale attività
è emerso che SPANÒ Teodoro era ed è tutt’ora organico della cosca PANGALLO - MAESANOFAVASULI, anche se nel processo della faida di Roghudi risultava inserito nella cosca ZAVETTIERI.
L’appartenenza alla consorteria mafiosa in questione di
SPANO’ si ricava innanzitutto dai suoi
trascorsi giudiziari (vedasi scheda personale). Lo SPANÒ Teodoro nel 1992, precisamente in data
16.09.1992, con informativa nr 53/74-12 del Comando CC di Melito Porto Salvo, veniva deferito
all’A.G. unitamente ad altre 8 persone, per associazione mafiosa e tentato omicidio nei confronti di
PANGALLO Giovanni cl. 1963 (fatti
avvenuti a Roccaforte del
Greco il 22.08.1992). Per tale
circostanza lo stesso è stato condannato per il reato di lesioni da arma da fuoco ad anni 2 di reclusione;
in proposito si ritiene doveroso precisare che SPANÒ Teodoro ha trascorso un periodo di latitanza
sottraendosi alla cattura relativa ad un provvedimento cautelare emesso dal Tribunale di
Reggio
Calabria. Al fine di meglio delineare il contesto criminale che si sta trattando, è doveroso aggiungere che
le indagini relative al tentato omicidio di PANGALLO Giovanni, nato a Roccaforte del Greco il
07.07.1963, si sono basate principalmente sulle dichiarazioni rese dal fratello della vittima,
PANGALLO Angelo, che in data 24.09.1992 è stato assassinato in quel di Reggio Calabria.
L’esecuzione di quest’ultimo è ovviamente da riportare alle dichiarazioni che questi fece agli inquirenti
in merito al tentato omicidio del fratello Giovanni. Nel 1994 SPANÒ Teodoro è stato indagato e poi
prosciolto dall’accusa di associazione mafiosa unitamente a personaggi appartenenti alla cosca mafiosa
IAMONTE di Melito Porto Salvo.
Rilevante risultava anche l’assenza di qualsiasi collaborazione, da parte del medesimo Spanò,
nell’immediatezza dell’agguato. Stesso atteggiamento è stato tenuto anche dal fratello della vittima
SPANO’ Annunziato, che in data 12.07.2007, escusso a s.i. dichiarava che l’agguato al fratello poteva
essere frutto di un errore di persona. Le dichirazioni rese non collimano nel modo più assoluto con le
risultanze investigative emerse, infatti sia lo SPANO’ Teodoro che i suoi familiari dovevano essere
perfettamente a conoscenza che l’attentato fosse rivolto proprio allo Spanò, come si evince anche dal
fatto che nel periodo immediatamente successivo all’agguato Teodoro Spanò non si è più recato a
Roccaforte del Greco, riprendendo a frequentare quel centro solo dopo che il fratello Annunziato, come
sopra specificato, si era incontrato con PANGALLO Antonino e MAESANO Salvatore. Inoltre, SPANÒ
Teodoro evidentemente temeva che l’attentato nei suoi confronti potesse ripetersi, come si evince
chiaramente dalle intercettazioni telefoniche delle utenze a lui riconducibili, attivate nell’ambito del
Proc. Pen. 2113/04 RGNR con RIT 879/04 e 970/04.
SPANÒ Teodoro, non solo sapeva bene che l’agguato era rivolto alla sua persona, ma temeva
anche che l’azione potesse ripetersi di lì a breve. Infatti la moglie LA CAVA Paola, in data 18.05.2004
ore 17.31 progressivo 463 dall’utenza nr 0965/640512 (rit 970/04), conversava con una donna,
probabilmente titolare di negozio di articoli militari, chiedendo informazioni su un giubbotto
antiproiettile ed il relativo prezzo; poco dopo la donna le diceva di richiamare tra 5 minuti. Si riporta la
conversazione:
Donna:Pronto!
Paola:Pronto buonasera, senta signora un informazione siccome vorrei acquistare un giubbotto antiproiettile
Donna:Si
Paola:- Volevo sapere è di libero commercio, per averlo cosa si deve fare?
Donna:Per comprarlo lei deve mandare un bonifico bancario tutto qua, le mando lo scontrino fiscale
ed apposto.
Paola:Ma è di libera vendita oh!
Donna: Tranquillamente!
Paola:- A è di libera vendita e quindi come devo fare?
Donna:Se va bene io adesso le dico la taglia che ho disponibile a me lo hanno chiesto stamattina... che
taglia le serve?
Paola:Una 56!
Donna: Una xl o xxl allora xxl allora, costa 895 (ndr euro)
Paola: 895 si può portare liberamente?
Donna:E certo questo lo diamo ai privati lavoriamo soprattutto con i privati.
Paola:Ho capito e quindi cosa devo fare?
Donna: Mi manda una richiesta via fax oppure le do le coordinate postali lei mi fa il bonifico ed io
glielo mando.
Paola:Senta mi può dare le coordinate bancarie
Donna:coordinate postali.
Paola:Coordinate postali!
Donna: Si però io devo sapere perchè eventualmente ve lo spedisco domani che c'è un altro cliente
che vuole questo giubotto.
Paola:Ah perchè già lo ha ordinato un altro cliente?
Donna:Si vediamo se ha già fatto il versamento.
Paola:Ha già fatto il versamento postale?
Donna: Vediamo se non lo ancora fatto lo posso dare a lei.
Paola:A bene se ancora non lo ha fatto me lo può dare a me io glielo confermo immediatamente:
Donna:Aspetti un atti ci vuole un po' di tempo mi vuol richiamare tra 5 minuti!
Paola:La richiamo tra 5 minuti va bene d'accordo.
Donna: Il tempo di controllare grazia..
Paola: si grazie.
ALLEGATO 9A
Lo stesso SPANO’ Teodoro provvedeva a far installare a casa sua un sistema di video sorveglianza,
come si evince dalla conversazione registrata sull’utenza 328/3595793 (rit 879/04) progressivo 114 del
03/06/2004 ore 20.32.58 laddove Teodoro conversava con tale sig. SPANTI e fissava con lo stesso un
appuntamento per l’installazione di una telecamera presso la sua abitazione:
Teodoro:-Si!
Spanti:Sig SPANO'
Teodoro:A buonasera sig SPANTI
Spanti: Avevo chiamato prima ma non mi rispondevate, forse eravate fuori servizio non lo so..
Teodoro:-Si forse non prendeva la linea allora?
Spanti:Niente io ho fatto il giro per vedere se trovavo qualcosa per quanto riguarda le antenne.
Teodoro:Eh!
Spanti: Perchè per queste via radio non c'è niente , oggi sono stato pure a Messina mi sono informato
pure la però non ha niente da darmi per la ricezione di questo genere qua.
Teodoro:-E quindi come possiamo sistemare.
Spanti:E l'unica cosa è portare il cavo che io stasera ho comprato, si lascia la telecamera là e portare
l'alimentazione
Teodoro:E facciamo la prolunga e spostiamo l'alimentatore del coso.
Spanti: Sperando che non ci sia caduta video, perchè più lungo è il cavo è pià la telecamera rende il
segnale meno efficiente.
Teodoro:-Va bè proviamo in qualche maniera, quando venite.
Spanti:Io ho visto su internet stasera.
Teodoro:Eh!
Spanti: Il sito dove avete preso la cosa voi, lì c'è l'hanno un antenna che può andare accoppiata a
questa perchè c'è un guadagno di 8 db in più rispetto a prima però con otto db non credo che
risolviamo il problema .
Teodoro:- Allora è inutile che la prendiamo
Spanti:Io mi sono preso il codice di questa antenna qua è tutto ho preso pure il prezzo .
Teodoro: E va bè se m pensate che lo risolviamo è inutile prenderla.
Spanti: E non non risolviamo, l'unica cosa è prendere un antenna io qui che andava bene con le
caratteristiche, purtroppo sul sistema via radio non hanno niente, se fosse un sistema con il filo bene,
via radio non hanno nulla.
Teodoro:- Via radio niente, va bene mettiamo, il cavo e vediamo.
Spanti:mettiamo tutto dall'altra parte domani mattina.
Teodoro: Allora domani mattina venite?
Spanti: Si domani mattina.
Spanti:Considerate verso le 8 più o meno.
Teodoro:Ah va bene allora ci vediamo domani mattina
Spanti: Vi saluto buona serata.
ALLEGATO 8V
Ulteriore conferma si ha dalla conversazione registrata sull’utenza fissa 0965/640512 cui al
progressivo 781 del 04/06/04 16.52.00 intercorsa tra lo Spanò Teodoro e tale signor Licciardo. Lo
Spanò gli faceva presente che il segnale della telecamera si riceveva male e poi chiedeva altri
chiarimenti tecnici
Teodoro:che aumenta di 2, 4
Licciardo:Si
Teodoro: e di 8,5 db
Licciardo: si
Teodoro: E poi c'è sotto un amplificatore che dice che aumenta di 20 db
Licciardo:In questi casi e bene metter un buon cavo perchè un po' di potenza si perde
Teodoro:E io per risolvere il problema quale mi consiglia lei.
Licciardo:No forse è sufficiente l'antenna direttiva ha visto il trasmettitore?
Teodoro:Allora io ho messo il trasmetti.. la telecamera in un punto, ho fatto una prolunga , cioè io il
tecnico insomma , sia sotto dove c'è il trasmettitore sia sopra dove c'è il ricevitore,
Licciardo:Si!
Teodoro:Nell'immagine si vede chiara , ma appena c'è un po' di vento si muove.
Licciardo: Ah!perchè è direttivo, praticamente si disorienta ...
Teodoro:Eh!
Licciardo:L'antenna quali hai usato quelle che c'erano!
Teodoro:Si quelle che c'erano!
Licciardo: Strano perchè quelle non sono molto direttive cosa c'è la parete dal'altro lato?
Teodoro:No è libero, l'ho messo nel balcone sotto e nel balcone sopra diciamo c'è la ringhiera è un
pezzetto di muretto.
Licciardo:Molto si muove ?
Teodoro:No no quando c'è vento si muove poco l'immagine
Licciardo: Ma questo anche con l'antenna non è che lo risolve, c'è da dire questo queste attenne
guadagnano molto, però
sono abbastanza direttive riescono a prendere anche da lontano ma
l'importante e che siano ben orientate , ma quando c'è vento devono rimanere ben orientate.
Teodoro:Conviene lasciarla così?
Licciardo:Lo dico contro il mio interesse ...non comprensibile... la direttiva potrebbe anche peggiorare
le cose perchè alla fine se si muove, certo un amplificatore è un altro discorso perchè un amplificatore
se accoppiato bene la potenza raddoppia quindi alla fine .
Teodoro:E scusi l'amplificatore dove va messo.
Cade la linea…….
ALLEGATO 9B
Infine, SPANÒ Teodoro si attivava anche per far montare sulla sua autovettura dei vetri antiproiettile
come si evince chiaramente dalla telefonata del 02/09/2004 ore 13.00.30 progressivo 16697 registrata
sull’utenza 328/3595793 dove Teodoro conversa con Carmelo. I due parlavano del costo dei vetri
blindati per la sua macchina. Si evince inoltre che Teodoro avesse fretta di mettere i vetri blindati prima
possibile, tanto da pregare il suo interlocutore pomeriggio di andare dal carrozziere per prendere le
misure dei vetri:Carmelo:Pronto!
Teodoro:Ciao Carmelo Teodoro sono allora?
Carmelo:E ora se ne andato questo ragazzo da qua , aspretta che predo la carta mi ha lasciato la
carta qua
Teodoro:Eh!
Carmelo: Allora ti vengono davanti e dietro .
Teodoro:Ah!
Carmelo:550 tutte e due!
Teodoro:550 tutte e due.
Carmelo:E 340 se vuoi fatti quelli laterali quindi in tutto sono 890
Teodoro:E senti che ti dico ma quanto grossi sono?
Carmelo: Ah!
Teodoro:Quant'erano?
Carmelo:Questi sono 4 strati, vedi che sono pesanti come vetri poi si deve fare qualche staffetta
perchè solo con il mastice non è che tengono.
Teodoro:Va bè ma l'importante e che si possa fare perchè non è che glieli ordiniamo e poi non si può
fare nulla.
Carmelo:No come non si può fare nulla, non non è che li ordiniamo così, ancora si devono smontare
quelli.
Teodoro:Eh!
Carmelo: Potare il disegno perchè li deve tagliare precisi, perchè c'è un macchinario che viene 800
milioni quello per tagliarli e una volta che li misura li deve fare precisi
Teodoro:Certo!
Carmelo:Perchè qua non è che sono caramelle una volta che taglia un vetro di quello come lo taglia
poi,
Teodoro:Scusa un atti Carmelo....(Teodoro in sottofondo “Giusy non rispondere dallo studio”) Allora
Carmelo.
Carmelo:E non è che sono caramelle lui deve venire là , togliere i vetri e fare il lavoro per bene , deve
fare la forma con il cartone perfetta.
Teodoro:Certo.
Carmelo: Una volta che quello viene qua cvon che cosa lo taglia perchè là hanno mun macchinario
speciale per tagliarlo non è che li fanno con il flessibile.
Teodoro: va bene quando lo facciamo quando viene questo, lo dobbiamo fare subito il più presto
possibile.
Carmelo:Più presto possibile tutto stà a te quando gli fai togliere quei vetri lì,
Teodoro:Ma questi lui ha detto che in tre minuti li “sciuppa”(ndr li toglie)
Carmelo:Io gli do l'o.k.
Teodoro:No lui mi ha detto che li toglie quando questo viene, pure con lui qua, mentre lui prende la
misura di dietro lui smonta quello davati ci vuole tre minuti.
Carmelo: Se tu mi dai l'o.k. Io glielo dico.
Teodoro: Si si diglielo telefonagli che può venire pure pomeriggio andiamo.
Carmelo:Io glielo dico di venire e prendere le misure per bene.
Teodoro:Digli di venire pomeriggio pure se non ci sono io il carrozziere sa tutto già.
Carmelo:Io glielo dettop appena gli portano i vetri da Locri glieli paghiamo
Teodoro:Si glieli paghiamo a tic e tac per questo fatto che non si crei problemi,
Carmelo: Li vuoi fatti tutti allora non solo quelli davanti e di dietro.
Teodoro:Puere quelli dietro laterali.
Carmelo:Va bene ora glielo dico che vada li lui stesso esi faccia la cosa
Teodoro:Va bene e vedi di venire pure tu cosi insieme al carrozziere per fare quelle modifiche così gli
spieghi tu.
Carmelo:Va bene , io non posso che ho un poco di impicci per ora.
Teodoro:Ma che venga lui a prendere le misure intanto giusto poi il fatto della modifica della staffa è
una cosa che si può fare.
Carmelo: Si va bene!
Teodoro:Quindi dagli l'o.k perchè lo faccia subito.
ALLEGATO 8Z
La circostanza appena riportata trova riscontro nell’attività tecnica sopra menzionata, da dove tra l’altro
è emerso in maniera chiara che lo SPANÒ Teodoro ha messo in atto con l’ausilio dei suoi familiari una
serie di richieste di denaro a istituti di credito ed inoltre ha instaurato una serie di pratiche assicurative
volte ad acquisire denaro (si presume attraverso la simulazione di falsi incidenti stradali, circostanza che
sarà trattata a parte), e pertanto si può desumere che lo stesso abbia avuto la necessità di acquisire
liquidità per far fronte a qualche impegno preso. Nel contesto delle presunte truffe che lo SPANÒ ha
perpetrato, va richiamata l’attenzione su una circostanza di fondamentale importanza al fine di meglio
lumeggiare il contesto criminale di cui si sta parlando. SPANÒ Teodoro si è attivato, nel periodo di
interesse, per conto dei fratelli IARIA Annunziato e Domenico Carmelo, entrambi in oggetto
generalizzati, personaggi affiliati alla cosca PANGALLO–MAESANO di Roghudi ed indagati
nell’ambito dell’operazione “Zappa 2”, al fine di instaurare una causa assicurativa per il risarcimento di
un non meglio specificato incidente stradale. Nella circostanza Teodoro fa interessare l’avvocato
CRUCITTI, legale che ha seguito la maggior parte delle pratiche assicurative che hanno visto coinvolto
lo SPANÒ e i suoi familiari.
Si riportano le telefonate di interesse :In data 27.04.2004 ore 10.54 progressivo 149, SPANÒ Teodoro chiama l'utenza 0965/361231
e prenota una vista per conto di IARIA Annunziato.
Donna:Pronto!
Teodoro:A buongiorno vorrei prenotare una visita
Donna:Un attimo solo quanto finisco con la signora un attimino
Voce della donna in sottofondo
Donna:Allora mi scusi dica!
Teodoro:Dovevo fare una visita di controllo siccome mi aveva dato..
Donna:Visita radiografica o controllo clinico
Teodoro: Controllo clinico, perchè mi aveva dato 10 giorni e finivano il 25 perchè dovevo fare la
risonanza magnetica , io adesso la risonanza c'è l'ho quindi dovrei prenotare il prima possibile.
Donna:Il 4 maggio è il prima possibile però aspetti un attimo come si chiama.
Teodoro:IARIA Annunziato
Donna:Si il 4 maggio alle 20 avremmo un posto.
Teodoro: Senta con quale dottore?
Donna:E sala generale dottore Spinzia
Teodoro:Alle 8, va bene.
Donna:Allora Iaria
Teodoro: Annunziato.
Donna:Annunziato, quando è nato?
Teodoro:Il 15.10.1978.
Donna:15 10. 1978 Via Contad..
Teodoro: Via Contado 8 si.
Donna:Contado va bene allora 4 maggio ore 8
Teodoro:va bene si.
Donna:Perfetto la ringrazio.
Teodoro:Prego.
ALLEGATO 9C
In data 01/07/04 19.19.36 progressivo 1319 sull’utenza fissa 0965/640512 è stata registrata una
conversazione tra LA CAVA Paola e l’Avv. CRUCITTI con utenza non rilevata. La donna chiede se ci
sono novità e l'avvocato risponde di no. Paola dice che se non ha notizie di fargli causa e poi chiede
notizie per la visita di quei due fratelli. L'avvocato dice che la prossima settimana si farà.
Crucitti:Pronto!
Paola:Avvocato Crucitti Buonasera.
Crucitti:Buonasera.
Paola:Come va?
Crucitti: Ah qua siamo.
Paola:Eh sentite avvocato novità?
Crucitti:E novità niente!
Paola:Neanche per la GAN (compagnia assicurativa)
Crucitti:Lunedì!
Paola:Lunedì ha detto, perchè senò mio marito ha detto di fargli l'atto ingiuntivo avvocato di fargli
causa.
Crucitti:Si lunedì dovrei avere notizie
Paola:Eh ma sicuro pensate lunedì avremo notizie?
Crucitti:Si si è sicuro.
Paola:E' sicuro va bene, e per la visita di quei 2 fratelli (IARIA Annunziato e Domenico)
Crucitti:Dovrei sapere qualcosa domani.
Paola:Domani.
Crucitti:Già mi sono sentito.
Paola:Siccome devono poi partire non lo so poi se.
Crucitti:Penso che la prossima settimana si fa.
Paola:E pensate che la prossima settimana si fa? Va bene avvocato la disturbo domani sera.
Crucitti:Ci sentiamo domani sera.
Paola:Va bene grazie.
Crucitta:Prego arrivederci.
ALLEGATO 9D
In data 05/07/2004 16.27.05 nr. 551 sull’utenza mobile 328/3595793 è stata registrata una
conversazione tra l’Avv. CRUCITTI e Teodoro. L'avvocato diceva che la stessa sera dovevano fare la
visita per IARIA Annunziato (alias Limone) e IARIA Domenico (alias Panino).
Donna: Pronto!
Teodoro:Buonasera signora SPANO' sono l'avvocato Crucitti?
Donna : si un attimino che glielo passo arrivederci.
Teodoro: Si grazie.
Crucitti:Pronto !
Teodoro:Avvocato buonasera.
Crucitti: Sig SPANO' Buonasera. Allora io avevo chiamato
vostro nipote per dargli un altra
comunicazione nel frattempo gli avevo detto di farmi chiamare.
Teodoro: Si!
Crucitti:Stasera dovremmo fare la visita per i fratelli IARIA Annunziato e IARIA Domenico.
Teodoro:Ora vedo se li rintraccio a che ora avvocato ?
Crucitti: Alle 7 (alle 19.00) dal dottore PLATEROTI.
Teodoro: Ora vedo perchè devono scendere da Roccaforte poi vi chiamo e vi dico.
Crucitti:Aspetto la vostra telefonata allora.
Teodoro:Siete allo studio allora?
Crucitti: Altri 10 minuti.
Teodoro: Si e io ora subito chiamo e vedo di rintracciarli.
Crucitti:Va bene .
Teodoro:Arrivederci.
ALLEGATO 8AA
In data 05/07/2004 16.29.28 prog. 553 dall'’utenza mobile 328/3595793 verso l'utenza
3384752170, Teodoro chiamava IARIA Annunziato e gli diceva che stasera dovevano andare con
Domenico dall'avvocato perché hanno la visita, aggiungendo che il medico stasera era libero altrimenti
chissà quando se ne parlava.
Annunziato:Pronto!
Teodoro:Nunziato!
Annunziato:Oh!
Teodoro:A bellezza
Annunziato: Ue come andiamo che si dice?
Teodoro:Non c'è male tu?
Annunziato:A qua siamo.
Teodoro:meno male che ti ho rintracciato al paese siete?
Annunziato:Si io si!
Teodoro:Tuo fratello?
Annunziato: Mio fratello è andato per basso (ndr verso Melito) è andato a mare
Teodoro:E no lo devi rintracciare urgente avete la visita alle 7 (alle 19) mi ha chiamato adesso
l'avvocato.
Annunziato:Stasera tutte e due?
Teodoro:Tutte e due si.
Annunziato:Eh!
Teodoro:E non è meglio io ci suona il telefono ho provato a chiamarlo.
Annunziato: Si gli suona si pure io ho provato.
Teodoro:Gli suona ma non risponde. Lo devi rintracciare.
Annunziato:Stasera alle 7 è ?
Teodoro:Si alle 6.30 ( alle 18.30) ci vediamo a casa mia.
Annunziato: Ok.
Teodoro: Allora posso chiamare l'avvocato e dargli conferma perchè altrimenti poi ci rinvia chissà a
quando perchè poi non è che c'è.
Annunziato:Eh!
Teodoro:Quindi rintracialo e alle 18.30 ci vediamo qua a casa mia porta carta di identità e codice
fiscale.
Annunziato: Eh la carta di identità forse c'è l'ho scaduta.
Teodoro:Vabbè la patente un documento di riconoscimento.
Annunziato:Va bene ok!
Teodoro:Chiama a Mico e diglielo.
Annunziato: Va bene ora lo rintraccio in qualche maniera e vedo come posso fare.
Teodoro:Va bene rintracciarlo tu e alle 18.30 ci vediamo qua.
Annunziato:va bene vi saluto statevi bene.
ALLEGATO 8AB
La circostanza appena evidenziata, conferma che SPANÒ Teodoro subito dopo l’agguato e dopo un
periodo di distanza da Roccaforte del Greco, cominci a intrattenere rapporti con personaggi mafiosi del
luogo, come i fratelli IARIA, luogotenenti del boss PANGALLO Antonino (come accertato
dall’indagine Zappa 2 e dalla presente attività), personaggio di grande personalità mafiosa, all’epoca dei
fatti appena narrati ancora in vita.
Nella telefonata del 05/08/2004 15.54.07 dall’utenza 0965/640512 progressivo 1199, Teo e Micuzzu
(Domenico Carmelo IARIA) utilizzatore 3405314434:
Domenico:Ou!
Teodoro:Micuzzo che sei a mare?
Domenico:No quale mare.
Teodoro:A non vai a mare, non stò andando a mare.
Domenico:No quale mare.
Teodoro:Al paese sei (ndr a Roccaforte) Che fate scendete che fate ?
Domenico:No non scendiamo e
non ci
siamo visti, non ci
siamo visti proprio
oggi.
Teodoro:Ah!Ma per lì è lui ( per il paese di Roccaforte)
Domenico:Penso di si.
Teodoro:Però di dovresti fare sapere.
Domenico:No pensa che stasera no ci vediamo domani, che so io.
Teodoro:Va bè ci sentiamo. Annunziato (IARIA Annunziato) il braccio?
Domenico:Ancora c'è l' ha ingessato.
Teodoro:Comunque diglielo che ...
Domenico:Gli dico che ci siamo sentiti.
Teodoro:Va bene .
Domenico: Ciao ti saluto.
ALLEGATO 9E
Per quanto sopra esposto, non vi è alcun dubbio che il tentato omicidio di SPANO’ Teodoro è
maturato nell’ambiente criminale di cui lo stesso faceva e fa parte. Il comprensorio di Roccaforte del
Greco, come si è già detto sopra, negli anni passati è stato oggetto di una sanguinosa faida. Da qualche
anno a questa parte nel territorio di interesse si è registrata una sorta di patto di non belligeranza tra le
due consorterie mafiose operanti in zona. Il dato, già ampiamente oggetto di trattazione, emerge, tra
l’altro dalla conversazione ambientale registrata sull’autovettura di PANGALLO Giovanni (prog 420 e
rit 1247/04 ), laddove il predetto si lamenta del fatto che ATTINA’ Paolo è stato fatto basista ma, a suo
dire, è stato fatto “dopo che sono finiti gli imbrogli” (chiaro riferimento alla faida di Roghudi). Alla
luce delle acquisizioni effettuate nell’ambito del presente p.p., deve ritenersi che entrambi i fatti di
sangue verificatisi nella zona di Roccaforte nel 2004 (tentato omicidio di Teodoro Spanò ed omicidio di
Pangallo Antonino, cfr. infra), siano stati dei dei veri e propri regolamenti di conti “interni” nati da
dissidi relativi a specifiche circostanze.
La tesi appena riportata assume maggiore forza se si analizza quanto emerso nell’attività
tecnica sopra delineata; si pensi, oltre al comportamento dello Spanò immediatamente successivo al
delitto (predisposizione di strumenti di difesa, allontanamento da Roccaforte, opera di mediazione con i
capi cosca per il tramite del fratello Annunziato), anche agli ulteriori tentativi di ricucire i rapporti con
esponenti di rilievo del sodalizio (vds. l’interessamento presso il legale in favore dei fratelli Iaria).
Stesso atteggiamento si registra in occasione della morte di PANGALLO Antonino, allorchè
SPANO’ fa preparare una corona di fiori e chiede alla moglie quale foto sia migliore per il quadro (ndr
del defunto PANGALLO Antonino) .
Telefonata registrata alle ore 12.04 del 30.09.2004 tra l'utenza 3283595793 RIT 879/04 in uso a
SPANÒ Teodoro e l'utenza 3474126064 in uso a LA CAVA Paola progressivo 2198.
Paola:Si!
Teodoro:Ciccia dove sei?
Paola:E qua a casa!
Teodoro: Senti è meglio corona o è meglio cuscino?
Paola:La corona.
Teodoro:La corona è meglio vero.
Paola:Si aspetta un attimo ( in sottofondo chi è...chi è) e dimmi?
Teodoro: Chi è?
Paola:Ciccio e Angela.
Teodoro:Va bene allora corona megliono.
Paola:Eh!
Teodoro:Va bene ciao!
Paola:Glielo hanno dato ?
Teodoro:No ora è arrivato il medico per fargli l'autopsia quindi poassano un altro paio d'ore ancora
non sappiamo comunque ora vediamo.
Paola:va bene ciao!
Teodoro: Ciao.
ALLEGATO 8EI
Telefonata delle ore 20.16 del 04.10.2004 progressivo 2283 tra l'utenza 393283595793 e l'utenza
0965640512
Paola:Pronto!
Teodoro:Conca (vezzeggiativo con cui Teodoro chiama la moglie) senti e quella fotografia del
giornale non la può fare?
Paola:Non lo so ma una più bella.
Teodoro:E dove...
Paola: non c'è l'hanno?
Teodoro: E lo so ma glielo detto vai là pare pure male. Ora mi ha detto suo fratello che vedeva di
darmela una ma perchè quella del giornale che ha?
Paola:E ma c'è lo abbiamo noi il giornale?
Teodoro:E ma non comprensibile.
Paola: Se c'è lo abbiamo io vado glielo porto e glielo dico
Teodoro:E trova li se hanno qualche giornale vecchio da qualche parte, quella del giornale è una delle
ultime forse loro non hanno ultime, guarda il giornale di ieri avantieri e se con quella del giornale
può fare il coso, prima di tutto una fotografia per fare il quadro.
Paola:Va bene!
Teodoro:E poi quell'altra hai capito! Va bene ad Angela gli hai detto che va lei domani?
Paola:Si c'era pure Marta
Teodoro:Chi c'era?
Paola: Marta.
Teodoro:E bè!
Paola: No niete. Domani mattina è chiuso non c'è il medico domani pomeriggio
Teodoro:va bene lo fa sempre con la data di domani quindi non fa niente. I bambini?
Paola:Ancora non sono venute:
Teodoro:A va be .
Paola: Va bene.
Teodoro:Ciao!
Paola:ciao!
ALLEGATO 9F
Atteso che PANGALLO Antonino, unitamente ai fratelli IARIA, va collocato nella cosca
PANGALLO – MAESANO - durante la faida di Roghudi contrapposta alla cosca degli ZAVETTIERI,
di cui SPANÒ storicamente faceva parte - l’atteggiamento di quest'ultimo appare quanto mai sospetto e
tale da ritenere che lo stesso abbia una sorta di “obbligo” nei confronti dei soggetti sopra citati. Se si
considera inoltre che sulle utenze in uso allo SPANÒ, dopo la morte di PANGALLO Antonino, non si
sono più registrate conversazioni relative a misure volte alla salvaguardia della sua persona (giubbotto
antiproiettile, vetri blindati ed altro sopra esposto, cfr. conversazioni registrate prima del 28.09.2004), si
ritiene che i personaggi in oggetto indicati, tutti facenti parte del contesto criminale di Roccaforte del
Greco, possano in qualche maniera essere coinvolti nel tentato omicidio “de quo”, ovvero che soltanto
attraverso la corretta lettura delle dinamiche criminali in quel frangente caratterizzanti lo scenario
criminale di Roccaforte possano veramente comprendersi i contorni della vicenda in esame.
A supporto della suddetta attivita’ investigativa nel giugno del 2007 sono state acquisite le
dichiarazioni del collaboratore di Giustizia MESIANO Carlo, il quale, in merito all’agguato subito
dallo Spanò, fornisce elementi assolutamente preziosi. Si riportano i passaggi di interesse (cfr. verbale
interrogatorio in atti):A: Quindi mi stava dicendo Teodoro SPANO’.
B: Teodoro SPANO’ fu fatto
grazie a Mimmo RUSSO fu battezzato Malandrino e fu
“spogliato” un'altra persona per colpa sua .
A: Cioè che vuol dire?
B: Hanno messo da parte un'altra persona per fare a lui, insomma Mimmo RUSSO la copiata ,
Teodoro ha preso la copiata di RUSSO, come io ho preso la copiata di Turi MAESANO,
Chiumbino e tutti gli altri, io rispondevo a loro dei miei errori che avrei fatto, la copiata
perciò questo quando si bisticciavano.
A: Chiedo scusa per capire meglio?
B: Teodoro SPANO’ controllava Roccaforte …Chorio Roccaforte.
A: Controllava SPANO’?
B: Si lui voleva Chorio, sarebbe un paese sotto Roccaforte si
chiamava Chorio di
Roccaforte, ma adesso “ppunta u carru” (nasce l’intoppo) c’erano i fratelli GULLI’,
Tonino e Vincenzo, elementi vicino alla cosca MAESANO e molto pericolosi, fuoco.
C: A questo punto?
B: Fuoco!
C: Cosa vuol dire ?
B: Mi ha detto Pepè che hanno fatto azioni punitive e mi ha detto pure Pepè che hanno fatto
tentati omicidi e via di seguito.
A: Del tentato omicidio di Teodoro SPANO’ cosa sa?
B: Del tentato omicidio di Teodoro SPANO’, Teodoro Spano’, io avevo un dominator,
comprai
un dominetor , intestato a mio nonno MONTELEONE Giovanni, rosso, lo
comprai da un certo Serpa, lo portai a casa dei fratelli.
A: Quali fratelli?
B: Gulli’, e dice che dobbiamo fare con questa moto così e fece rubare una moto da uno
zingaro.
A: Chi la fece rubare GULLI’?
B: No io
A: lei fece rubare una moto da uno zingaro.
Avvocato:-La sua moto?
B: No un'altra moto, la mia moto era apposto, aveva libretto aveva tutto a posto.
Avvocato : Ah ecco.
B: La feci rubare da uno zingaro E lo fatta montare, facendone una nuova, la moto vecchia
serve a me, dice no la moto vecchia ci serve a noi, gli ho chiesto a cosa serve , serve, serve se
dobbiamo fare qualche lavoro che fai, troviamo mezzi o andiamo a rubare mezzi, e questa
moto scomparse. Nel frattempo io con i fratelli GULLI’ facevo attività di comprare cocaina, e
uscivo la cocaina per loro, senza mai aver fatto una lira di guadagno, come ho detto già con 50
pezzi 100 pezzi
…
B: Si Dopo il tentato omicidio di SPANO’ io ero a casa sua che scherzavamo .
C: Quando era successo il tentato omicidio ?
B: Allora io l’anno scorso avevo la sorveglianza, un anno indietro sono salito ed era già
successo, e allora 96 mi hanno dato la sorveglianza nel 95 (si riferisce sicuramente al 2005) e
no 2005 se non sbaglio, se non sbaglio 2005.
A: E’ sicuro?
B: Dottore se non sbaglio
non è che posso
ricordare so solo che io non avevo la
sorveglianza andai al paese ad Agosto c’era la festa di santo Rocco a Roccaforte che a
Chorio di Roccaforte e ho chiesto non scende Teodoro, dice no non scende , tranquillo
tutto a posto, lui abitava ha una casa lì a Chorio di Roccaforte .
A: Quindi quando è successo il tentato omicidio SPANO’ questo discorso con la cocaina con i
GULLI’ era in piedi
B: Sisi era in piedi.
A: Era in corso?
B: Si!
A: Quindi stava dicendo lei aveva questo dominator!
B: Si!
A: Si ricorda la targa?
B: Non lo mai usato questo Dominetor?
A: Quindi lei acquista questo Dominetor?
B: Lo porto a casa dei fratelli GULLI’ e faccio portare questa moto dallo zingaro
A: Che l’acquista a nome suo?
Avvocato : Della Moglie .
B: A nome di mia moglie si , lo pagai 600 euro all’epoca .
A: Quindi questo succede poco prima, quando succede stò fatto del Dominetor?
B: Fu per un bel periodo sotto il nome di mia moglie fu per un bel periodo non lo ha usato
nessuno , mi ricordo una volta che venne Turi MAESANO se per caso dovessero venire i
Carabinieri e ti domandano di questa moto dici che me l’hai venduta tale giorno,
perché ebbero fretta di farmi fare subito il passaggio, andai a votare.. a firmare sotto il
duomo c’era un notaio.
A: Quindi lei acquistò questa moto.
B: la lasciai .
A: Stavamo dicendo quindi si rivolge a degli zingari ha detto così?
B: Si, anzi vennro gli zingari tu che hai quella moto tu hai una moto così così e così, che
abbiamo preso 3 giorni fa, ho detto io va bene me la prendo io quanto volete e la pagai
all’epoca 600 euro furono, la portai ai fratelli, anzi presi la targa della mia moto, la
montai sulla targa dei fratelli ed ho detto fate montare la moto nuova sul mio stesso
telaio e fecero tutte cose loro, mi ricordo che pagai 300 euro fecero tutte cose loro.
A: Ma la moto che ha comprato lei era usata?
B: Si era già usata.
A: Quindi questa rubata era più nuova rispetto alla sua ?
B: Si la mia era vecchia a pezzi fracida, cadeva a pezzi quella era nuovissima.
A: Quindi ha montato la sua targa sulla moto rubata?
B: No, no, in quel momento, la targa la spostai per poter spostare la moto, così risultava a posto
e non era rubata quando arrivai li la staccai e la misimo su quella normale e feci montare i pezzi
della moto, questo dopo un mese tipo carena…
A: Questo da GULLI? Lo avete fatto questo lavoro.
B: Si, No i GULLI’ l’hanno portata presso un amico suo e gliela montata.
A: Non ricorda il nome?
B: No, Però mi ricordo la via dov’era, era mi ricordo che ra vicino una traversa del Quiper, si
sale dal Quiper dal lato.
A: Quale Quiper?
Avvocato: Di Viale Calabria o?
B: DI Viale Calabria, Viale Calabria si si, c’era un cancello ed ra là poi gli ho detto la moto
vecchia che facciamo, , no mi serve a me la moto vecchia , gli telefono .
Non comprensibile.
A: Quindi la moto vecchia era la sua praticamente?
B: No La moto rubata e smontata e montata con i vecchi pezzi, però il telaio risultava rubato, la
targa risultava rubata
e tutto il resto si metteva a disposizione in un garage chiuso
tranquillamente .
A: Quindi quando i GULLI’ intanto i Gulli’ quale dei due?
B: GULLI? Tonino Tutte e due perché ero amico di tutte e due
A: Dice la vecchia la vecchia ci serve a noi
B: Però avevo più rapporti con Tonino.
A: Si rieriscono A quella rubata si riferiscono a quella rubata a cui erano stati messi i pezzi
della sua.
B: Si rubata Avevamo una moto che potevamo camminare passeggiare, potevamo andare pure
al paese,
A: Con i pezzi nuovi, rubati.
B: siamo saliti pure a Santo Luca in quel periodo.
A: quindi per moto vecchia intendiamo quella che in origine quella vecchia era rubata.
B: Quella rubata era passata con quella vecchia
A. Ed è diventata vecchia perché ci avevate montato i pezzi vecchi
B. Si,
A: Ma era quella rubata ?
B: Si!
A: E dice mi serve a me ?
B: Siamo saliti con questa moto ci siamo fatti passeggiate, abbiamo fatto l’assicurazione , tutto
normale siamo saliti a Santo Luca …
A: Lei lo sa.
C: Con l’assemblato diciamo no?
B: Si con l’assemblato, Siamo saliti là sopra?
A: Quella Pulita?
B: Si, Abbiamo fatto la strada della montagna siamo saliti a santo Luca abbiamo mangiato mi
ricordo che c’era una tavolata con 20 persone, mi dicevano questi sono tutti amici di santo
luca, c’era gente di San Carlo,.
C: Quindi questa moto pulita ora chi c’è l’ha ?
B: Turi MAESANO posteggiata là .
C: C’è l’ha Turi MAESANO siamo sicuri ,
B: S perché gli serviva una mota che suo figlio l’aveva investita, che suo figlio l’aveva investita,
comunque una sera gli ho detto mi serve la moto che devo fare un lavoro.
A: Questa moto c’è l’ha MAESANO perché lei gliela dovuta dare per il discorso della droga?
B: Glielo venduta non sapevo cosa farmene mi seccavo che questa moto camminava a
nome mio, anche perché aveva già lasciato le persone gli elementi , mi piglio sti soldi 1500
euro …
B: Quando sono andato l’ultima volta a mangiare da Turi MAESANO, questo le parlo.
A: Ma questa moto lei o sa a chi era stata rubata?
B: Chi?
A: La moto rubata? non lo sa!
B: Non mi interessava saperlo mi interessava che la moto era nuova e basta .
A: Questa cosa lei me la stà dicendo dopo che io le ho chiesto del tentato omicidio si SPANO’
Teodoro ? E’ arrivato.
B: Io mi sono bisticciato con Teodoro SPANO’ , mi sono bisticciato non andavamo d’accordo
di fatto, perché era un tipo prima eravamo assai amici, gli avevo fatto aprire il conto a suo
nipote, aveva un nipote Benito mi pare che si chiama , gli ho fatto aprire il conto al Monte dei
Paschi di Siena, dove c’è l’avevo io, gli avevo cambiato delle sterline, ci sono delle carte con
delle sterline, e cercava, e un giorno mi ha detto a cretino storto, con chi stai parlando gli ho
detto io, a tu grazie a me sei, ho detto no grazie a te no, perché quel giorno tu hai detto che la
tua copiata non la portavo perciò fatti da parte, a Pepè Carletto si comporta male qua e là,
quindi era un tipo fatto a modo suo ed eravamo bisticciati infatti lo chiamavamo Don Vito,
tipo il padrino, insomma era rimasto a don Vito don Vito, mi ricordo che con i fratelli GULLI’
c’era Mico
PALAMARA , che prima era assai assai
amico
con Teodoro Spano’,
all’improvviso e si sono bisticciati pure loro, infatti io a tuo compare qua là, allora quando è
successo il fatto là parlavamo a guarda che culo che ha avuto .
A: Con chi parlava?
B: Con Tonino e con cos GULLI’ ma non è che sei stato tu, no sei stato tu, pure tu , era
su successo che Guerino, no marco GULLI’ e Guerino Sergi erano architetti del comune
del comune di Roccaforte, cugini con Teodoro SPANO’, abitanti nello stesso palazzo,
Palazzo , avevano fatto entrare delle ditte avevano messo scompiglio però si sapeva che
era colpa di teodoro come i cugini, la morte di… alla latitanza di Chiumbino aveva alzato
la cresta un po’al paese là sotto, insomma
voleva emergere e non esisteva poi dopo la
morte aveva fatto dei casini insomma.
A: Dopo la morte di chi?
B: Di Chiumbino pure, si perché è morto prima Chiumbino e poi l’omicidio se non erro, perciò
quella sera siamo arrivati a casa ed ha detto hai visto che è successo , ho detto io ma dove, ho
detto là sotto a Pallica, dove abita Ciccio Razzo, si si dove abita Ciccio Razzo, no e qua là,
voleva pure i danni della jeep è venuto che voleva i danni delle jeep, si è costituito ed aveva
fatto casino.
A: Allora, Allora, questi commenti che avete fatto li avete fatti con i GULLI’ , rispetto alla
vicenda della moto quanto tempo passa?
B: No io quando ho fatto il passaggio era già successo il fatto, perché lui quella sera venne
Tonino, no Enzo mi ha detto vedi che la moto se viene qualcuno Polizia Carabinieri tu gliela
l’hai venduta a Turi mi raccomando quello che era successo:
A: Lei ha detto che ha cambiato i pezzi ecc ecc e loro dicono la moto serve a noi, quella con i
pezzi vecchi
B: Si lasciala là che ci serve a noi che la prendiamo per qualsiasi cosa.
A: Succede un giorno x che adesso non si ricorda qual è che adesso non si ricorda qual è,
quando lei ha raccontato che ci sono questi commenti sull’attentato a SPANO’ Teodoro tra il
momento in cui le dicono questa moto serve a noi, e questi commenti quanto tempo passa più
o meno, lasciamo stare un attimo il passaggio di proprietà.
B: Da quando è stato sparato ai commenti?
A: Da quando gli hanno detto la moto con i pezzi vecchio serve a noi a quando avete fatto i
commenti .
B: E’ passato un bel po’, è passato un bel po’, perché avevo venduto pure la moto avevo già
firmato , è passato un bel po’ ora non ricordo esattamente .
A: E tra quando le dicono i pezzi servono a noi ?
B: No i pezzi , la moto vecchia è posata se ti serve possiamo sempre andare a prenderla ma
lasciala là dove è (dove si trova) .
A: Ma tra questo è il tentato omicidio di SPANO’ Teodoro quanto tempo passa.
B: Un bel po’!
A: un mese, due mesi, tre mesi, sei mesi un anno? Almeno per quello che è il suo ricordo?
B: Due, tre mesi . se non erro una cosa del genere.
A: Lei quando lo ha saputo del tentato omicidio di SPANO’ Teodoro?
B: Io l’avevo sentito dire, diciamo, però poi ho letto dai giornali, e poi parlando là con i fratelli
che ero , perché io andavo sempre a casa sua , io non avevo la sorveglianza.
A. A casa dei GULLI’ ?
B: Io non avevo la sorveglianza, Tonino solamente aveva la sorveglianza .
A: Con Pepè e Mimmo ha mai parlato di questo episodio ?
B: No, con Pepè e Mimmo no, perché Pepè dopo il pagamento che abbiamo fatto ad Orazio
Assuma e cosa varie si è dato a vita privata , stava sempre a casa.
A: Quindi ne ha parlato solo con I GULLI’?
B: Si solo con i GULLI’, Mimmo RUSSO, fatti suoi chi semina coglie, che vuoi, perché
Mimmo è un tipo molto furbo si stava da parte non si interessava.
A: I commenti con i GULLI’….
B: Però aveva san Giovanni con Mimmo RUSSO Teodoro (Ndr intende un comparato).
A: I commenti con i GULLI’ in che tenore erano, cioè che cosa dicevano?
B: Tu non sai niente no, mi dicevano a me, no sai più tu gli dicevo io, “non iarmare tragedie ti
prego” (ndr non fare nascere malintesi), e allora perché me la dovete scaricare a me, perchè tu
eri culo e camicia, insomma battutine su battutine per vedere quello che sapevo io, che volevi
sire che sei stato tu, poi dice che gli avevano sparato allo sportello voleva pagata pure lo
sportello e la tappezzerie Dott.
A:Lei mi ha detto usando un espressione più colorita, che loro gli hanno detto che fortuna ha
avuto?
B: SI! Che culo! Se era successo a te Carletto, a me erano già morti.
A:A cosa si riferisce quindi?
B:Tipo da dove era stato preso dallo guancia striscio del
tappezzeria della jeep
e come mi era stato
cole perché all’altezza della
cercava pure i danni della jeep
tappezzeria della jeep e tutto il resto.
A: Riferito alla dinamica del fatto, lei della dinamica del fatto che cosa sa?
della
B: Che è successo vicino Pallica, salendo verso Roccaforte, da Melito si sale si chiama
Pallica,…
A: lei in merito a quello che sa perché le è stato detto non in merito a quello che ha letto sui
giornali.
B: No mi è stato raccontato, da Tonino.
A: Chiumbino?
B: No Tonino GULLI’, Chiumbino era già morto. No questo l’ho saputo da Tonino GULLI’
che mi ha raccontato come era stato fatto che sul giornale non era neanche stato visto, infatti
eravamo rimasti, e faceva queste battutine a qua, là, tu sai qualcosa qual cosa sicuramente il
comando tuo, ho detto io si il telecomando mio.
A: Quindi i motivi questo
attento per quello che lei
ha potuto
capire quali erano ?
B: Era in conflitto con i GULLI’, con i GULLI’.
A: Ma chi è in conflitto con i GULLI’ è anche in conflitto con Turi MAESANO?
B: Certo, i GULLI’ Sono con TURI MAESANO perché vi spiego una cosa quando successo
che noi facemmo il ponte radio, lassù a Roccaforte del Geco fecimo il ponte radio della TIM,
lo fece Pepè ROMEO e c’erano le cugine di Tonino GULLI’, ed Enzo GULLI’, infatti più
volte a vedi a te ti hanno sfruttato ti fatto, pepè non è venuto mai al lasciare soldi per il
paese , tipo mazzetta, e gli ho detto io che c’entra, gli abbiamo fatto prendere a lui tutto
non sa dove deve venire glielo dobbiamo imparare noi, le sai tu queste cose, e che vuoi il
ragazzo è rovinato e pieno di debiti.
A: Invece SPANO’ Teodoro dopo l’episodio ci ha parlato?
B: Non con Teodoro SPANO’ dopo quell’episodio non ci siamo parlati di fatto.
A: ma lei prima le ho chiesto se avevano armi o non avevano armi ha detto delle cose su
SPANO’ Teodoro adesso . percio che aveva C’è l’aveva?
B: Teodoro, una 357 con un giubbotto camminava pure.
A:Questo quando dopo l’attentato?
B: Si Dopo la sparatoria.
A. Dopo la sparatoria ?
B: Si!
A: ma lei lo dice perché lo ha visto?
B: no.
A: Come lo sa?
B: So, me lo ha detto Mimmo PALAMARA, il suo ex giovanotto , quello che cammina con
GULLI’, Mimmo PALAMARA purtroppo per le date il lavoro che faccio dati degli assegni,
date degli appalti, però su quello che…
A: Lo aveva detto chi del giubbotto lo può ripetere un attimo.
B: PALAMARA , quello che cammina ha una y 10 modello sempre con Tonino GULLI’, gli
fa pure l’autista, trasporta pure cocaina per lui, Mico Domenico.
A: Cioè gli ha parlato PALAMARA di questo fatto, cioiè come mai PALAMARA gli ha detto
SPANO’ ha il giubbotto antiproiettile?
B: No, tanto tuo compare se la guarda la pelle per ora ha il giubbotto ha pure la tuf di sopra, gli
ho detto gliela vista tu? La tufa l’abbiamo tutti di sopra, si ma lui , erano le battute classiche
per vedere dove si arrivava, si sapeva com’è, infatti gli ho detto Tonino non è che sai niente
tu? O Enzo quella sera si sono arrabbiati tanto che gli ho fatto quella battuta Carletto
guarda non scherzare su ste cose che guarda che ci arrestano la galera a vita , ho detto
hanno le prove, già lui che cercava i danni della jeep.
A: ma la reazione di SPANO’
B: la reazione..
A: quale è stata a parte munirsi di armi e giubbotto antiproiettile.
B: La reazione di SPANO’ che si è chiuso dentro che non usciva di casa, proprio chiuso.
A: Per quanto tempo?
B: poi per un bel periodo non l’ho visto più io.
A: poi che cosa è successo?
B: Poi dopo un periodo di tempo l’ho visto in giro, al banco di Roma, lo vedevo alla
macelleria Malara, perché Malara Marta, gli viene cugina perché è figlia del fratello, il padre di
Teodoro si chiama “U Sceriffu” lo chiamano che un fratello che ha avuto una seconda moglie,
ed ha avuto Marta la moglie di Franco MALARA che hanno la macelleria l’ha sotto in Viale
Europa .
A: Ho capito!
B: Con Franco MALARA sono amico, con Enzo MALARA sono amico, con tutti sono amico.
A: Cioè alla fine questa storia come è andata a finire?
B: L’hanno aggiustata no! O l’hanno aggiustata o…..
A: Questo lo pensa lei o ha parlato perché. O ha parlato con
B: No, non ho parlato, però per come ho visto le cose prima non usciva pure quando sono
andato alla festa a Roccaforte era sempre chiuso dentro, io già ai fratelli più volte scherzando
nella macchina tipo scendevamo a Chorio di Roccaforte e ci facevamo vedere dall’altro
gruppo, tipo dispettelli tipo siamo più potenti noi diciamo no, perché già la cosa che Carletto era
con loro pensavano che Carletto era capace a fare tutto già la soprannomina che avevo, perché a
Reggio mi portavano che ero capace a tutto insomma e facevamo questi scherzetti mi
chiudevano dentro il cofano della macchina scendevamo in tre e poi salivano in due, poi io
scendevo a casa di Turi finitela ragazzi non “zanniati” ( scherzare) .
A: Senta questi zingari questi zingari lo sa la moto dove l’hanno rubata?
B: So che nei pressi di viale Europa.
A: Non sa come si chiamavano questi zingari?
B: Uno si chiamava Mario
A: Viale Europa perché glielo hanno detto loro.
B: Si non ti preoccupare stai tranquillo, Allora Mario, e non so se c’era pure coso Romano
AMATO in quel periodo.
Le dichiarazioni sopra riportate forniscono numerosi elementi di assoluta rilevanza in ordine:
- al contesto criminale nel quale matura il delitto in discorso; viene confermata, infatti, l’ipotesi
investigativa di una matrice mafiosa dell’agguato e della consapevolezza da parte dello Spanò dei
motivi dello stesso e quindi dei possibili autori;
- al movente del delitto; il collaboratore fa espresso riferimento a contrasti insorti tra lo Spanò ed i
fratelli Gullì in relazione a questioni di supremazia mafiosa sulla zona di Chorio di Roccaforte (“…Si
lui voleva Chorio, sarebbe un paese sotto Roccaforte si chiamava Chorio di Roccaforte, ma adesso
“ppunta u carru” (nasce l’intoppo) c’erano i fratelli GULLI’, Tonino e Vincenzo, elementi vicino
alla cosca MAESANO e molto pericolosi, fuoco… era in conflitto con i Gullì…”);
- ai possibili autori del tentato omicidio; il collaboratore non nasconde di nutrire dei sospetti circa la
possibilità che siano stati gli stessi Gullì, portatori sicuramente di uno specifico movente, a porre
materialmente in essere l’agguato, e descrive l’atteggiamento sospetto degli stessi ogni qual volta si
affrontava l’argomento; aggiunge, inoltre, che una motocicletta “Dominetor” gli era stata chiesta proprio
dai fratelli GULLI’ – indicati come soggetti in grado di compiere azioni violente mediante l’uso di armi
da fuoco – al fine di porre in essere qualche azione delittuosa.
Numerosi e significativi sono i riscontri al narrato del collaboratore sul punto, in
particolare:
- come accertato dalle attività di indagine svolte nell’ambito del presente p.p. Spanò Teodoro, subito
dopo l’attentato, ha realmente smesso di frequentare, per un congruo periodo di tempo, Roccaforte del
Greco, e si è munito di strumenti di difesa personale, quali il giubbotto antiproiettile (cfr. sopra);
- in effetti il tentato omicidio di SPANO’ Teodoro è stato effettuato con una moto DOMINETOR poi
sequestrata dalla P.G. procedente; la predetta moto è risultata oggetto di furto ai danni di VALENZA
Diego, maresciallo dei CC in servizio ed abitante a Reggio Calabria, pertanto quanto dichiarato dal
collaboratore trova ampia conferma negli accertamenti svolti nell’immediatezza del fatto. Risulta inoltre
che lo stesso MAESANO Salvatore sia in possesso di uno moto Dominator (la motocicletta utilizzata
per l’agguato è stata invece restituita al legittimo proprietario VALENZA Diego, tale mezzo è stato
nuovamente asportato ed a tutt’oggi risulta oggetto di furto);
- sempre nell’immediatezza del fatto è stato posto sotto sequestro un casco e un paio di guanti da
motociclista – abbandonati in prossimità della scena del delitto – recanti tracce di materiale biologico
dalle quali è stato estratto un profilo genetico (DNA), che è stato poi comparato da personale del RIS
di Messina con quello estratto da un bicchiere di carta, abbandonato da Gullì Vincenzo cl. 68, e
prelevato con modalità riservate dalla P.G. procedente (cfr. nota nr. 58/8-160-2004 di prot. in data
14.05.2009 Compagnia CC di Melito Porto Salvo NOR, e relativi allegati in atti). Orbene, l’esame del
bicchiere di carta utilizzato ed abbandonato da GULLI’ Vincenzo ha permesso di estrapolare dal
materiale biologico ivi presente il profilo genotipico univocamente riconducibile ad un soggetto di sesso
maschile e appartenente inequivocabilmente a GULLI’ Vincenzo; lo stesso è stato comparato con il
profilo genotipico estratto dal casco da motociclista utilizzato dal killer in occasione del tentato
omicidio in pregiudizio di SPANO’ Teodoro. La comparazione stabilisce la completa
sovrapponibilità dei profili genetici analizzati.
(vedasi relazione tecnica del RIS di Messina nr. 909/15-1 I.T. 2004 allegata alla nota nr. 58/8-1602004 di prot. in data 14.05.2009 Compagnia CC di Melito Porto Salvo NOR, in atti)
L’analisi incrociata delle risultanze investigative emerse nella presente indagine (intercettazioni
e sequestri, in particolare), delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Carlo Mesiano, nonché degli
esiti degli accertamenti tecnici (comparazione profilo genetico), senz’altro consente una esatta
ricostruzione dell’episodio delittuoso in discorso. Non possono esservi dubbi, infatti, che l’eliminazione
fisica di SPANO’ Teodoro – verosimilmente previa acquisizione del consenso di emtranbi i reggenti
dell’organizzazione criminale di Roccaforte del Greco ovvero MAESANO Salvatore e PANGALLO
Antonino cl 1970 – sia stata voluta, organizzata ed eseguita dai germani GULLI’ Vincenzo cl 1968 e
GULLI’ Antonino cl 1969 (i killer erano appunto due), a causa dell’aspirazione dello SPANO’ ad
affermare una sua supremazia mafiosa sulle attività criminali di Roccaforte del Greco, e precisamente
nella zona di Chorio, dove invece operavano i Gullì. Altrettanto evidente che, fallito l’attentato, dopo un
primo periodo di fibrillazione, il contrasto in seno al sodalizio, anche grazie alla mediazione di Spanò
Annunziato presso i capi mafia Maesano Salvatore e Pangallo Antonino, è stato pacificamente
ricomposto.
“
Tutto cio’ premesso si osserva e si rileva quanto segue.
Spano’ Teodoro e’ stato raggiunto da ordinanza cautelare emessa nell’ambito del
procedimento per la c.d. Faida di Roghudi in quanto ritenuto persona vicina al clan
Zavettieri mentre le piu’ recenti frequentazioni lo hanno , secondo quanto si legge
nella scheda personale, visto accanto a Pangallo Antonino detto ‘u Chiumbinu, a Iaria
Domenico Carmelo, a Ida’ Massimo, a Iaria Annunziato, tutti indagati che le
dichiarazioni di Mesiano Carlo collocano sul fronte del gruppo Maesano-Pangallo
Favasuli.
Ancora prima dei fatti della faida di Roghudi Spano’ Teodoro e’ stato condannato a
due anni di reclusione per lesioni ai danni di Pangallo Giovanni, delitto consumatosi il
22\8\92.
Pangallo Giovanni e’ fratello di Pangallo Angelo il quale rese dichiarazioni alle Forze
dell’ordine nell’immediatezza del delitto
e denunzio’, tra gli altri, anche Spano’
Teodoro.
Orbene, Pangallo Angelo e’ stato ucciso in un agguato di certo stampo mafioso il
24\9\92.
Per questo omicidio la Corte di Assise di Reggio Calabria, proc. 5-7\99 R.G.Assise ha
condannato, con sentenza del 12\11\2001,
Giovanni Familiari assolvendo gli altri
imputati chiamati in causa dal collaboratore ai sensi dell’art. 530 II comma c.p.p. e il
solo Maesano Santo ai sensi del I comma.
La Corte ha ritenuto che le dichiarazioni del collaboratore di giustizia, dotate di
elevatissima attendibilita’ intrinseca e assistitie da solidi riscontri esterni sul fatto
erano, pero’, prive di riscontro individualizzante quanto al concorso di Di Bona Enzo,
Mafrica Giovanni, Tripodi Carmelo che avrebbero agito, come lo stesso Familiari, su
mandato di Paviglianti Domenico.
Pangallo Angelo era il padre di Pangallo Francesco cl. 74, indicato dal collaboratore
Mesiano Carlo come una sorta di testa di legno di Maesano Salvatore ( cosca
Zavettieri).
Mesiano Carlo attribuisce questo delitto a un deliberato di Pangallo Antonino detto ‘
Chiumbinu.
Sul punto va rilevato che le emergenze processuali dei procedimenti Zappa1 e Zappa2
collocano Maesano Santo, Paviglianiti Domenico, Pangallo Antonino detto ‘u Chiumbinu
su un medesimo fronte , tutti prte di une medesima associazione mafiosa attiva fino a
febbraio 2004 a Roccaforte, Roghudi, Chorio, San Lorenzo.
Tutto questo per dire che dagli elementi appena richiamati non si colgono indicazioni
univoche in merito alla collocazione di Spano’ Teodoro su questo o quel fronte, sia
prima che dopo la faida e che non sono contrasti logici tra quanto merso dagli atti
processuali fin qui acquisiti e le dichiarazioni di Mesiano Carlo.
E infatti, nell’immediatezza del ferimento di Spano’, gli inquirenti hanno indirizzato le
indagini su entrambi i fronti effettuando perquisizioni a casa di Pangallo Francesco cl.
74 ( cosca Zavettieri) ma anche di Pangallo Francesco cl. 75 e Verno Vittorio ( cosca
Maesano –Pangallo-Favasuli).
Allo stesso modo deve ritenersi che fondatamente gli inquirenti non diedere alcun
credito al fratello della persona offesa, Spano’ Annunziato, quando ha dichiarato che
l’attentato, con ogni probabilita’, sarebbe stato frutto di errore di persona.
Le predette dichirazioni sono smentite dalle risultanze investigative.
L’attentato aveva come destinatario Spano’ Teodoro e di questo Spano’ Teodoro ed i
suoi familiari erano ampiamente consapevoli, senza incertezze.
Risulta, infatti, che nel periodo immediatamente successivo all’agguato Teodoro Spanò
non si è più recato a Roccaforte del Greco, riprendendo a frequentare quel centro
solo dopo che il fratello Annunziato ha incontrato PANGALLO Antonino e MAESANO
Salvatore in un incontro probabilmente finalizzato a chiarire quanto accaduto e a
comporre il dissidio.
Dalle intercettazioni telefoniche effettuate sulle utenze riconducibili a Spano’ nel
Proc. Pen. 2113/04 RGNR con RIT 879/04 e 970/04 si evince che Spano’ Teodoro,
non solo sapeva bene che l’agguato era rivolto alla sua persona, ma temeva anche che
l’azione potesse ripetersi di lì a breve.
LA CAVA Paola, moglie di Spano’, infatti, in data 18.05.2004 ore 17.31 progressivo
463 dall’utenza nr 0965/640512 (rit 970/04), conversava con una donna, titolare di
negozio di articoli militari, e chiedeva informazioni su un giubbotto antiproiettile e sul
relativo prezzo dimostrando di avere fretta di acquistarlo subito.
Il 3\6\04 era, invece, direttamente Spano’ Teodoro ad essere alle prese con
l’installazione di una telecamera a presidio e controllo della sua abitazione.
Sullo stesso tema la conversazione del 4\6\04.
A settembre del 2004 poi, Spano’ Teodoro si attivava per blindare la propria
autovettura ( cfr, conversazione del 29\9\04 con tale Carmelo).
E’ di tutta evidenza che tutte le circostanza appena richiamate depongono in un senso
preciso: chi subi’ l’attentato di aprile 2004 non solo sapeva di esserne il destinatario
ma temeva che i killers potessero provarci ancora.
Su tale quadro si sono innestate le dichiarazioni di Mesiano Carlo che ha riferito
dell’esistenza di contrasti fra i fratelli Spano’ e i fratelli Gulli, figli di Marco Gulli,
per la supremazia su Chorio di Roccaforte, centro che ricade nell’enclve Roccaforte
del Greco-Roghudi.
Mesiano ha, altresi’ dichiarato che i Gulli erano uomini di Turi Maesano e che non
potevano tollerare le ambizioni e le smanie di supremazia di Spano’ in quello che loro
consideravano un loro indiscusso presidio ( Chorio).
Il collaboratore oltre a indicare i Gullì come portatori di una specifica causale per il
delitto, ha descritto l’atteggiamento sospetto tenuto dai predetti dopo l’attentato,
descritto come smaccatamente evasivo ogni qual volta si affrontava l’argomento del
ferimento di Spano’.
Mesiano ha rivelato che i fratelli Gulli, un paio di mesi prima dell’attentato a Spano’, gli
avevano chiesto una moto “Dominator” che il collaboratore aveva, poi, provveduto a
fare rubare da uno zingaro nella zona di Viale Europa e a fare truccare con la targa di
una moto analoga, da lui stesso regolarmente acquistata, al fine di potere trasferire
quella rubata fino a Roccaforte, senza rischi in ipotesi di un eventuale controllo di
Polizia .
Le indagini condotte sul delitto hanno accertato che i killers del tentato omicidio di
SPANO’ Teodoro viaggiavano su una moto Dominator di colore bianco e blu ( secondo
quanto si legge nella relazione di servizio redatta dai C.C. che hanno assistito al fatto)
La moto Dominator poi rinvenuta e sequestrata dalla P.G. in contrada Caredia , riversa
in mezzo all’erba, viene indicata di colore grigio-verde ed e’ stata oggetto di furto ai
danni di Valenza Diego, il quale risiede in Via Missori , il 13\8\03.
Si tratta dunque di una moto di colore diverso da quella usata per il delitto e rubata
otto mesi prima del delitto ( e non un paio di mesi prima come dice Mesiano) in una
zona della citta’ diversa da quella indicata dal collaboratore ( via Missori, di fronte
alla Stazione centrale e non in Viale Europa) .
Risulta dagli atti che lo stesso MAESANO Salvatore possedeva uno moto Dominator
ma di tale motociclo nulla si sa pur non potendosi escludere che potrebbe essere
quello utilizzato dai killers. Allo stesso modo non si sa se veramente Mesiano Carlo
abbia registrato a suo nome nei pubblici registri una moto Dominatore nel periodo
oggetto di indagine.
Sul punto si segnalano evidenti lacune investigative.
A riscontrare la cornice indiziaria descritta da Mesiano Carlo soccorrono, pero’, le
indagini scientifiche condotte sul casco e su un paio di guanti squestrati al momento
del fatto, sul luogo del delitto.
Va precisato che il casco integrale di colore bianco e’ stato sequestrato alle 19.30,
subito dopo dopo il delitto ( 18.10) sullo stesso luogo ove sono stati sequestrati 3
bossoli calibro 12 , una camiciatura di proiettile e i guanti.
Va altresi’ precisato che nel caso del casco la descrizione ( entrambi i killers a bordo
della moto Honda Dominator indossavano un casco integrale di colore bianco) resa dai
C.C. che hanno assistito al fatto coincide con le caratteristiche del casco in sequestro
su cui e’ stata effettuata la prova del DNA.
Non residuano margini di dubbio in ordine al fatto che si tratta del casco usato da uno
dei killers.
Le indagini scientifiche, infatti, hanno consentito di superare le lacune investigative
segnalate in ragione della univocita’ del risultato a cui sono giunte.
Sul casco e sui guanti in sequestro, infatti, sono state rinvenute tracce di materiale
biologico dalle quali è stato estratto un profilo genetico (DNA) poi comparato da
personale del RIS di Messina con quello estratto da un bicchiere di carta,
abbandonato da Gullì Vincenzo cl. 68, e prelevato con modalità riservate dalla P.G.
procedente (cfr. nota nr. 58/8-160-2004 di prot. in data 14.05.2009 Compagnia CC di
Melito Porto Salvo NOR, e relativi allegati in atti).
L’esame del
bicchiere di carta utilizzato ed abbandonato da GULLI’ Vincenzo ha
permesso di estrarre dal materiale biologico presente il profilo genotipico
univocamente riconducibile ad un soggetto di sesso maschile e appartenente
inequivocabilmente a GULLI’ Vincenzo.
Il predetto profilo genotipico è stato comparato con il profilo genotipico estratto dal
casco
da motociclista utilizzato dal
killer
in occasione del tentato omicidio in
pregiudizio di SPANO’ Teodoro.
La comparazione stabilisce la completa sovrapponibilità dei profili genetici
analizzati.
Sul punto si richiama e si rinvia, integralmente, alla relazione tecnica del RIS di
Messina nr. 909/15-1 I.T. 2004 allegata alla nota nr. 58/8-160-2004 di prot. in data
14.05.2009 Compagnia CC di Melito Porto Salvo NOR, in atti.
Quanto alla valenza probatorio del test sul DNA, ex plurimis:
“Gli esiti dell’indagine genetica condotta sul DNA , atteso l’elevatissimo numero delle
ricorrenze statistiche confermative, tale da rendere infinitesimale la possibilita’ di
errore, presentano natura di prova e non di mero elemento indiziario ai sensi dell’art.
192, secondo comma, c.p.p.” Cass. Sez. I, 30\6\2004 n. 48349, Rizzetto
Secondo la relazione di servizio della pattuglia interevenuta sul posto i killers a bordo
della Moto Dominator, quell’8\4\04, erano due, uno di questi era, senza ragionevoli
dubbi, Vincenzo Gulli.
Il tipo di arma usata nell’agguato, il numero dei colpi esplosi, la direzione, le ferite
riportate depongono nel senso che chi ha sparato, e uno dei due ( poco importa che
guidasse la moto o imbracciasse l’arma) ora sappiamo che era Vincenzo Gulli’, ha
sparato per uccidere Teooro Spano’ non riuscendovi per un mero accidente temporale
connesso al sopraggiungere, del tutto casuale, delle Forze dell’ordine, evento che ha
impedito all’attentatore di continuare a sparare centrando mortalmente l’obiettivo.
Sul punto ci si limita ad osservare che chi spara ad una persona alla guida di un auto,
puntando e centrando il volto della vittima, colpendo la mascella e trapassandola da
destra verso sinistra ( cfr, referto medico in atti) stava mirando a punti vitali solo
accidentalmente mancati.
Il complesso dei dati esaminati non lascia, dunque, significativi margini di dubbio sul
fatto che l’eliminazione fisica di SPANO’ Teodoro – poco rileva se voluta da entrambi i
reggenti dell’organizzazione criminale di Roccaforte del Greco, MAESANO Salvatore
e PANGALLO Antonino cl 1970 -
e’ stata organizzata ed eseguita da
Vincenzo cl 1968 con il probabile concorso di
GULLI’
GULLI’ Antonino cl 1969 a causa
dell’aspirazione di SPANO’ di affermare una sua supremazia mafiosa sulle attività
criminali di Roccaforte del Greco, e precisamente nella zona di Chorio, dove invece
operavano i Gullì.
Allo stesso modo si conviene con il Pubblico Ministero allorche’ rileva che
fallito
l’attentato, dopo un primo periodo di fibrillazione, il contrasto in seno al sodalizio,
anche grazie alla mediazione di Spanò Annunziato presso i capi mafia Maesano
Salvatore e Pangallo Antonino, è stato pacificamente ricomposto.
L’individuazione certa di uno dei due esecutori del delitto, l’indicazione della causale
del delitto e l’assenza di qualsivoglia causale alternative accredita l’ipotesi che
l’attentato, piu’ che da tensioni esistenti fra i gruppi contrapposti, sia stato originato
dalle ambizioni di potere del singolo Spano’ che hanno scatenato la reazione di Gulli’
Vincenzo, situazione in cui i vertici del sodalizio avevano, proabilmente, l’interesse a
che l’equilibro faticosamente raggiunto non fosse turbato dalle brame dei singoli.
Sussistono quindi i gravi indizi di reita’ in ordine ai reati di cui ai capi E)-F)- G) a
carico di Gulli Vincenzo .
La vicenda e’, pero’, anche sintomatica del fatto che tanto Spano’ Teodoro che Gulli’
Vincenzo sono parte di quello che si vedra’ essere il sodalizo mafioso operante su
teritorio, sodalizio che gestiva gli equilibri e li tutelava salvaguardando la posizione e
gli interessi dei singoli affiliati secondo logiche alle quali non era consentito sottrarsi.
Cio’ vale tanto per Gulli’ Vincenzo, il quale ha agito con il beneplacito dei veritici
dell’associazione che intanto ha potuto avere in quanto di quell’associazione esponente
accreditato, tanto per Spano’ Teodoro che quegli equilibri aveva tentato di sovvertire
manifestando per tale via, inequivocabilmente, egli stesso , di agire secondo logiche
mafiose di predominio e sopraffazione per il controllo del territorio ambito.
L’omicidio di Pangallo Antonino cl. 70 – Capo I – Iaria Domenico Carmelo
A diversa concusione deve giungersi per il reato di cui al capo I) contestato a Iaria
Domenico Carmelo
Si legge nella richiesta:
.
“Il 28 settembre 2004, alle ore 13.10 circa, presso il pronto soccorso dell’ospedale civile “T. Evoli” di
Melito Porto Salvo, giungeva il cadavere di PANGALLO Antonino cl. 70, in atti meglio generalizzato,
ivi condotto dal di lui fratello PANGALLO Francesco nato a Melito Porto Salvo il 01.07.1975, residente
a Roccaforte del Greco in via Dante nr.8 (sul tipo di lesioni riscontrate sul corpodel Pangallo
Antonino cl. 70 e sulle cause del decesso si veda la consulenza medico-legale a firma del dott. Aldo
Barbaro depositata in data 17.11.04, in atti).
Subito dopo l’accaduto, a seguito di esplicita richiesta da parte degli inquirenti, PANGALLO Francesco
conduceva i militari del Comando CC di Melito Porto Salvo sul luogo dove, a suo dire, aveva rinvenuto
il fratello agonizzante. L’ispezione di quei luoghi ed un attento rastrellamento non consentivano di
rilevare la benché minima traccia dell’evento delittuoso (anche le analisi di alcuni campioni di terreno
prelevati sul luogo indicato, dove vi doveva essere stato un notevole riversamento di sangue, davano
esito negativo).
Questo era solo l’inizio di una condotta finalizzata a sviare le indagini, proseguita, come si vedrà, anche
fornendo una versione dei fatti completamente sganciata dalla realtà.
Immediatamente i militari intervenuti, procedevano ad escutere a sommarie informazioni tutte le
persone che potevano fornire circostanze utili alla ricostruzione del fatto, partendo proprio da quelle che
più erano vicine a PANGALLO Antonino. Sin da subito le indagini si mostravano oltremodo difficili,
anche in relazione alla personalità della vittima che risultava essere un personaggio di spicco della
criminalità organizzata operante su questo territorio.
Contemporaneamente venivano svolte altre attività di p.g. finalizzate alla ricerca di elementi utili alla
ricostruzione dei fatti.
Durante la perquisizione domiciliare presso l’abitazione di PANGALLO Giovanni, nato a Roccaforte
del Greco il 07.07.1963, ivi residente in via Provinciale nr.133, venivano rinvenuti una tuta da
meccanico con apparenti tracce ematiche ed un paio di scarpe con tracce di fango che opportunamente
repertate, venivano poste sotto sequestro. A seguito di ciò, PANGALLO Giovanni veniva escusso ex
art.370 c.p.p. alla presenza del Legale di fiducia. Successivamente gli indumenti rinvenuti di cui sopra,
venivano inviati al R.I.S. Carabinieri di Messina, per essere analizzati. Le successive analisi davano
“esito negativo” per quanto riguarda le tracce ematiche citate.
A seguito delle prime risultanze investigative nei confronti di PANGALLO Giovanni, venivano iniziate
alcune attività tecniche di intercettazione telefonica ed ambientali, dalle quali però non emergeva alcun
elemento riconducibile al suo coinvolgimento nell’omicidio di PANGALLO Antonino.
E’ da precisare che il giorno prima dell’omicidio sull’utenza nr 340/8347524 intestata a
IARIA
Antonina moglie di PANGALLO Giovanni intercettata con RIT 865/04 erano state intercettate alcune
conversazioni che palesavano dei dissapori
tra il predetto
PANGALLO Giovanni e appunto
PANGALLO Antonino detto Chiumbinu.
Le successive indagini hanno stabilito l’estraneatà del PANGALLO Giovanni all’omicidio in questione.
Tuttavia, nel complesso le attività tecniche fornivano un quadro d’insieme molto articolato, all’interno
del quale si colloca il grave episodio criminoso.
L’omicidio di PANGALLO Antonino è avvenuto in seno all’ambiente delinquenziale in cui lo stesso era
inserito. Non si è trattato di attrito o contrasti con altri sodalizi esistenti in questo territorio. Le modalità
di esecuzione e gli accertamenti successivi fanno ritenere che l’azione provenga dalla sua stessa
compagine criminale. Infatti: pregresse attività di polizia giudiziaria lo collocano all’interno di un
sodalizio criminale; le modalità esecutive dell’omicidio sono diverse dalle tipiche forme di agguato in
stile mafioso; dato il suo spessore e la sua collocazione nel gruppo, appariva strano che non vi fosse
stata una risposta; il comportamento omertoso e depistante dei familiari, con particolare riferimento a
quello del fratello Francesco, hanno fatto ritenere che gli stessi fossero a conoscenza dell’autore
dell’omicidio.
Sin dai primi giorni dopo l’omicidio è emerso un dato importante: da diverse fonti è stata diffusa la
notizia che la morte di PANGALLO Antonino era avvenuta per un incidente di caccia. Questa reazione
era evidentemente in contrasto con la normale condotta che le persone escusse avevano assunto
nell’immediatezza dei fatti: quest’area geografica è notoriamente caratterizzata da un’omertà endemica.
Questo iniziale sospetto ha trovato sostanziale riscontro nell’esito degli accertamenti medico legali sulla
salma: PANGALLO Antonino non era morto perché attinto da colpi d’arma da fuoco. Di qui la logica
deduzione dell’esistenza di un tentativo di depistaggio posto in essere dalle persone a lui vicine, a
cominciare dal di lui fratello PANGALLO Francesco. Partendo proprio da questo tentativo di
depistaggio, attraverso la già evidenziata mancata risposta (che l’eliminazione del PANGALLO avrebbe
sicuramente comportato se l’azione fosse scaturita da altro sodalizio) si arriva al risultato delle
intercettazioni, che hanno consentito di ricostruire l’accaduto, fornendo gravi indizi di colpevolezza in
ordine all’omicidio di PANGALLO Antonino a carico di IARIA Domenico Carmelo, in rubrica
generalizzato.
In data 05.10.2004 in esecuzione al decreto d’intercettazione nr.4290/04 RGNR DDA e nr.1272/04 RIT
D.D.A. emesso in data 04.10.2004 da questa Procura della Repubblica, hanno avuto inizio le operazioni
d’intercettazione dell’utenza telefonica 349/6635497, in uso a PANGALLO Antonino, nato a
Roccaforte del Greco il 27.01.1953 residente a Reggio Calabria SS106 trav I.
In data 05.10.2004 in esecuzione al decreto d’intercettazione nr.4290/04 RGNR DDA e nr.1272/04 RIT
D.D.A. emesso in data 04.10.2004 da questa Procura della Repubblica, hanno avuto inizio le operazioni
d’intercettazione dell’utenza telefonica 333/6454277, in uso a IDA’ Massimo, nato a
Roccaforte del
Greco il 16.04.1973, ivi residente in via Roma nr.25.
In data 06.10.2004 in esecuzione al decreto d’intercettazione nr.2113/04 RGNR DDA e nr.1249/04 RIT
D.D.A. emesso in data 29.09.2004 da questa Procura della Repubblica, hanno avuto inizio le operazioni
d’intercettazione ambientale tra presenti all’interno della casa di ATTINA’ Domenico nato a Melito
Porto Salvo il 25.08.1971.
In data 14.10.2004 in esecuzione al decreto di intercettazione telefonica nr 4290/04 R.G.N.R.. D.D.A. e
nr. 1272/04 R.I.T. emesso in data 04.10.2004 da questa Procura della Repubblica, hanno avuto inizio le
operazioni di intercettazione dell’utenza 333/1878114 in uso a PANGALLO Carmelo nato a Melito
Porto Salvo il 11.09.1973, residente a Riccò del Golfo, località San Benedetto via Aurelia Sud nr.104,
pregiudicato.
In data 19.10.2004 in esecuzione al decreto di intercettazione in caso d’urgenza avente nr.4290/04
R.G.N.R. D.D.A. e nr.1289/04 R.I.T. emesso il 07.10.2004 da questa Procura della Repubblica, hanno
avuto inizio le operazioni di intercettazione ambientali tra presenti all’interno dell’autovettura LANCIA
Y targata BJ427HV in uso a IARIA Domenico Carmelo in oggetto indicato.
Vengono riportate alcune conversazioni intercettate all’interno dell’abitazione di
ATTINA’ Domenico intercettata con RIT 1249/04.
Il giorno 08.10.2004, alle ore 20.29, al progressivo nr.503; viene captata una conversazione
all’interno dell’abitazione di ATTINA’ Domenico tra quest’ultimo ed un uomo (in corso
d’identificazione), di cui si riporta uno stralcio:
…OMISSIS…
Uomo
: Chi ha ammazzato il Chiumbino? (PANGALLO Antonio)?
Domenico: Ma vai a dormire.
Uomo
: Chi è stato?
Domenico: Quel pazzo di IARIA. Non raggiunge quell’orario, mannaia la madonna.
OMISSIS…
ALLEGATO 29B
In questa conversazione l’uomo che si trova in compagnia di ATTINA’ Domenico gli domanda
chi sia stato ad ammazzare “u’chiumbino” (ndr. PANGALLO Antonino nato a Melito Porto Salvo
27.09.1970) ed ATTINA’ gli risponde che ad ammazzarlo è stato “quel pazzo di IARIA”.
Il giorno 07.10.2004, alle ore 22.44, al progressivo nr.312; viene captata una conversazione
all’interno dell’abitazione di ATTINA’ Domenico tra quest’ultimo, ATTINA’ Paolo e tale Mario (in
corso d’identificazione), di cui si riporta uno stralcio:
…OMISSIS…
Uomo 2: So che cazzo si è messo Beh. Per cambiare gioco.
Uomo 1: Fino a che gli ha tenuto il cuore gli ha parlato, gli ha preso una coperta
Sovrapposizione di voci.
Uomo 2: Nel mentre è arrivata la gru, per cacciare quel cazzo di Antonio che era
pesante. Sono passati quindici anni
…OMISSIS…
ALLEGATO 29C
Gli interlocutori si riferiscono verosimilmente agli ultimi momenti di vita di PANGALLO
Antonino e dicono che fino a che il cuore ha resistito ha parlato, verosimilmente al fratello Francesco,
che come da lui stesso riferito è stato il primo a offrirgli soccorso.
Il giorno 08.10.2004, alle ore 00.03, al progressivo nr.336; viene captata una conversazione all’interno
dell’abitazione di ATTINA’ Domenico tra quest’ultimo e due uomini, di cui si riporta uno stralcio:
…OMISSIS…
Uomo 2: Quello ha qua parenti e a Reggio (Reggio Calabria) ha.
Uomo 1: E’ partito, è partito come un toro.
Uomo 3: …inc…
Uomo 1: …inc…
Uomo 2: Hanno il modello …inc.. (sovrapposizione di voci).
Uomo 3: Bastardi gli ha detto.
…OMISSIS…
ALLEGATO 29D
I presenti si riferiscono verosimilmente alla dinamica dell’aggressione nei confronti di
PANGALLO Antonino e fanno presente che l’aggressore è partito come un “toro” e PANGALLO
Antonino gli ha gridato “bastardi”.
Il giorno 02.11.2004, alle ore 13.17, al progressivo nr.352; viene captata una conversazione
telefonica sull’utenza 349/6635497 RIT 1272/04 , in uso a PANGALLO Antonino, nato a Roccaforte
del Greco il 27.01.1953, tra quest’ultimo e IDA’ Maria Rosa, nata a Roccaforte Del Greco il 29.4.1980.
ivi residente via Dante 8 (moglie di PANGALLO Francesco), di cui si riporta uno stralcio:
…OMISSIS…
IDA' ROSA
voleva vederti mia suocera
PANGALLO
e nipote, per oggi non posso
IDA' ROSA
è urgente zio
PANGALLO
e oggi ... sono partito, ho fatto la notte e me ne.. me ne sto scendendo da quà
nipote......
IDA' ROSA
eh!
PANGALLO
.....che faccio, se poteva aspettare domani mattina, che so
IDA' ROSA
e al più presto zio
PANGALLO
vuoi che faccio un salto che so, domani mattina .... però oggi non posso
scappare
IDA' ROSA
domattina, domattina
PANGALLO
IDA' ROSA
e, domattina magari faccio un salto ... incomprensibile ...... e me ne salgo
va bene occhei ciao zio
PANGALLO vabbene, il bambino è buono si
IDA' ROSA
si, si
PANGALLO
evviva dio. Ciccio? (ndr. PANGALLO Francesco, marito di Rosa, nipote di
PANGALLO Antonino)
IDA' ROSA
e così zio
PANGALLO
che cosa è succeso Rosa?
IDA' ROSA
e zio il finimondo
PANGALLO
va bene va si sono bisticciati sicuro
IDA' ROSA
o per carità!
PANGALLO
i due fratelli?
IDA' ROSA
insieme zio
PANGALLO
a mannaggia la ... incomprensibile
IDA' ROSA
ti raccomando zio al più presto
…OMISSIS…
La donna dice allo zio che la madre di Francesco e Carmelo ha bisogno di parlargli
urgentemente, atteso che i figli di lei non andrebbero d’accordo, aggiungendo che
“è successo il finimondo”. Da tale conversazione emergono i contrasti tra i
fratelli PANGALLO Carmelo e Francesco la cui gravità ha indotto i familiari a
rivolgersi al più carismatico anziano PANGALLO Antonino
(il quale da tempo non
vive più a Roccaforte del Greco), per risolvere i dissidi interni alla famiglia.
Il giorno 02.11.2004, alle ore 13.20, al progressivo nr.353; viene captata una conversazione
telefonica sull’utenza 349/6635497 RIT 1272/04 , in uso a PANGALLO Antonino, nato a Roccaforte
del Greco il 27.01.1953, tra quest’ultimo e IDA’ Massimo, nato a Roccaforte Del Greco il 16.04.1973.
ivi residente via Roma nr.25, di cui si riporta uno stralcio:
…OMISSIS…
IDA' MASSIMO
vedete se potete salire stasera che questi stanno facendo un mondo di
"bordello" quà
PANGALLO
ma i due fratelli?
IDA' MASSIMO
e stanno iniziando a prendersi i due fratelli. Se venite voi quà stasera è
l'unica maniere per risolverla se no quà
succede incomprensibile
un
macello
PANGALLO
ma compare, coso, ora sto scendendo io che ero a monte cornuto di dio ma non
ho capito è importante che si istigano per litigarsi ma perchè?
IDA' MASSIMO
perchè sono gli altri che li stanno lavorando.
PANGALLO
madonna, madonna
IDA' MASSIMO
se potevate
PANGALLO
di lasciarlo stare digli a Ciccio di lasciarlo stare
IDA' MASSIMO
ma Ciccio non sente proprio, non sente a nessuno, forse a voi vi sente
PANGALLO
madonna, madonna, madonna ma come devo fare! Vedo ma per stasera non
posso scappare, vedo compare Michele da vedo quello che posso fare
IDA' MASSIMO
vedete se potete fare questo grande favore
PANGALLO
mannaggia al cuore dio santo. e dov'è Cicciareddo (ndr Francesco Pangallo)
IDA' MASSIMO
a casa mia è
PANGALLO
ummah! e questo cane malato (ndr. PANGALLO Carmelo) peri peri è? (ndr è
in giro)
IDA' MASSIMO
peri peri (in giro in giro)
PANGALLO
...incomprensibile .... mannai la buttana! Va bene Michele ... da Massimo,
vediamo, vediamo cosa posso fare
IDA' MASSIMO
vedete se è possibile, se ce lo fate per favore
PANGALLO
vediamo Massimo dai, vediamo Massimo, va bene ciao Massimo
IDA' MASSIMO
ciao, ciao
…OMISSIS…
ALLEGATO 25F
L’intervento di PANGALLO Antonino per risolvere i dissidi sopra narrati, viene
sollecitato da IDA’ Massimo il quale dall’utenza 333/6454277 chiama il predetto
PANGALLO dicendo se può salire nella stessa serata (ndr - non domani come era
rimasto d’accordo con IDA’ Rosa – vds trascrizione nr. 352
sopra indicata)
atteso che, riferendosi a PANGALLO Carmelo e Francesco, dice che i due “hanno
iniziato a prendersi” e “stanno facendo un mondo di bordello”. IDA’ aggiunge che
l’intervento di PANGALLO Antonino sarebbe “l’unica maniera per risolvere la
faccenda se no succede un macello”.
Il giorno 11.11.2004, alle ore 19.29, al progressivo nr.11; viene captata una conversazione
telefonica sull’utenza 333/1878114 RIT 1272/04 in uso a PANGALLO Carmelo nato a Melito Porto
Salvo il 11.09.1973, tra quest’ultimo e la cognata VERNO Francesca nata a Roccaforte del Greco il
11.05.1970, ivi residente in via Contado nr.8, di cui si riporta uno stralcio:
…OMISSIS…
BAMBINO 2
passami mamma
CARMELO
Si passamela
FRANCA
Carmelo!
CARMELO
ouh Franca!
FRANCA
ciao Carmelo
CARMELO
che si dice?
FRANCA
che si dice ...incomprensibile...?
…OMISSIS…
FRANCA
e senti che ti dico, li tutto a posto?
CARMELO
si, si non ti preoccupare
FRANCA
ah?
CARMELO
si, si
FRANCA
ti sei sistemato un poco di cose?
CARMELO
si, si non ti preoccupare
…OMISSIS…
FRANCA
Carmelo sistemati le cose hai capito
CARMELO
si, si non ti preoccupare
FRANCA
eh! ti raccomando eh
CARMELO
va bene dai tutto a posto li?
FRANCA
senti che ti dico, lo so che ti faccio sempre le solite ...incomprensibile... e si
scocci
CARMELO
e,dimmi
FRANCA
però sistemati le tue cose
CARMELO
non ti preoccupare, non ti preoccupare
FRANCA
eh, e poi torna, per dispetto, ha capito?
CARMELO
si, si non ti preoccupare, vai tranquilla
FRANCA
voglio vedere se sei tanto in gamba da riuscire a sistemare le tue cose
CARMELO
si si non ti preoccupare
FRANCA
e ritornare quà
CARMELO
non ti preoccupare dai
FRANCA
hai capito?
CARMELO
va bene dai.
…OMISSIS…
ALLEGATO 26A
VERNO Francesca chiede a PANGALLO Carmelo di “sistemarsi le cose” e poi ritornare a
Roccaforte. La stessa lo esorta dicendo: “voglio vedere se sei tanto in gamba da riuscire a sistemare
le tue cose e ritornare qua”. La donna ha bisogno della presenza di qualcuno che sia dalla sua parte.
Questo riscontra come PANGALLO Francesco (l’altro fratello del defunto Antonino) non abbia assunto
una posizione di fronte al grave fatto delittuoso che li ha colpiti, e la donna si rivolge a PANGALLO
Carmelo che evidentemente le è più vicino.
Di qui emerge il motivo del dissidio tra i due fratelli, documentato da questa sequenza di
conversazioni.
Il giorno 17.11.2004, alle ore 13.04, al progressivo nr.52; viene captata una conversazione
telefonica sull’utenza 349/6635497 RIT 1272/04, in uso a PANGALLO Antonino, nato a Roccaforte
del Greco il 27.01.1953, tra quest’ultimo e la di lui figlia PANGALLO Domenica, nata a Melito P.S. il
08.07.1975, di cui si riporta uno stralcio:
…OMISSIS…
DOMENICA
l'altra sera mi ha chiamato Andrea
ANTONINO
uh!
DOMENICA
ogni tanto mi chiama, e niente
ANTONINO
e se ne è andato quello la si
DOMENICA
eh, era ora
ANTONINO
si, si
DOMENICA
è assai?
ANTONINO
ho parlato l'altro giorno
DOMENICA
e va bò dai
ANTONINO
ci siamo incontrati con Mico, abbiamo parlato l'altro giorno e ha detto che
se ne è andato, ho detto io ho detto, le cose? ma si sono calmate ha detto, si
stanno mettendo a posto un altra volta. E va bò gli ho detto io fate come le
cose gli ho detto io, a me mi interessa quel ragazzo gli ho detto io
DOMENICA
incomprensibile
ANTONINO
è il mio coso
DOMENICA
eh! eh! e va bò. Ma chi sono sempre loro?
ANTONINO
no, no, no, si cosa ..incomprensibile .. no, no, incomprensibile si sono calmati
che se ne è andato quello non crea, perchè quello era autotrasportabile
capisci, così .. lo coman...quello ci raccontava menzogne, si metteva ad
avvicinare a quegli altri, invece così si lib... se ne è andato e ora quelli sono
tornati capisci, sono come erano prima capisci, c'è Ciccio, c'è Mico ecco, si
rispettano come prima magari così, hai capito. Se non con quello creava
problemi perchè quelli lo comandavano
DOMENICA
eh
ANTONINO
e quello ora pro nobis
DOMENICA
eh!, eh!, eh!, eh! infatti
ANTONINO
meno male che se ne è andato
DOMENICA
eh! eh! quello storto
ANTONINO
e lasciamoci in pace
DOMENICA
e va bo
…OMISSISS…
ALLEGATO 25A
I due interlocutori parlano di quanto accade a Roccaforte. Nel caso di specie il
padre dice alla figlia di avere incontrato Mico (ndr IARIA Domenico Carmelo) il
quale gli riferiva che “quello là se ne è andato”, quasi certamente riferendosi a
PANGALLO Carmelo. L’uomo aggiunge di aver appreso da Mico che le cose si sono
calmate, che si stanno mettendo a posto un'altra volta. Aggiunge che le cose si
sono calmate perché “quello” (PANGALLO Carmelo) se ne è andato. Dalla
conversazione si intuisce che l’elemento destabilizzante era PANGALLO Carmelo il
quale si metteva ad avvicinare “a quegli altri”, e creava problemi perché “quelli”
lo comandavano. Adesso che se ne è andato le cose sono tornate come prima e
Mico (IARIA Domenico Carmelo) e Ciccio (PANGALLO Francesco) si rispettano
come prima.
Il giorno 19.11.2004, alle ore 11.45, al progressivo nr.117; viene captata una conversazione
telefonica sull’utenza 349/6635497 RIT 1272/04, in uso a PANGALLO Antonino, nato a Roccaforte del
Greco il 27.01.1953, tra quest’ultimo e IDA’ Massimo nato a Roccaforte del Greco il 16.04.1973, di cui
si riporta uno stralcio:
…OMISSIS…
PANGALLO
IDA'
compare Nino
PANGALLO
IDA'
ouh!
compare Massimo sono
PANGALLO
IDA'
pronto
e che c'è compare Massimo
tutto a posto, voi?
PANGALLO
e sono quà per Reggio stamattina che dovevo salire in montagna la al campo, che cosa è
successo?
IDA'
no niente, vi volevo dire una parola, salite per sopra pomeriggio non siete per Reggio?
PANGALLO
IDA'
no, sono, può darsi che sono per quà, dove sei? se mi dici che vieni ti aspetto
vengo verso le due e mezza, le tre
PANGALLO
umh! e ora salgo ...
incomprensibile per la sovrapposizione delle voci degli interlocutori
IDA'
dove volete che ci vediamo?
PANGALLO
e quà alla colonnina magari ci vediamo ..... incomprensibile
in sottofondo si sente la voce di una donna
IDA'
a Pellaro
PANGALLO
IDA'
si
e ci vediamo verso le ...incomprensibile
PANGALLO
no, quà alla cosa perchè vengo, vado per sopra hai capito, per la montagna, come
scendo scendo quà ci vediamo quà
IDA'
eh!
PANGALLO
IDA'
all'esso la fuori dove, a San Gregorio?
PANGALLO
IDA'
uh va bene dai
vi saluto
PANGALLO
IDA'
uh! d'accordo, d'accordo compare Massimo?
no niente così una parola vi volevo dire
PANGALLO
IDA'
uh! sempre quà all'autostrada ...incomprensibile
e verso le tre
PANGALLO
IDA'
all'esso, all'esso ci vediamo
incomprensibile ... è successo qualcosa (commento)! ciao.
no niente vi saluto
PANGALLO
ciao
ALLEGATO 25B
IDA’ chiede al PANGALLO se possono incontrarsi perché “gli vuole dire una parola”. L’attività
d’intercettazione è stata ampiamente supportata dal controllo del territorio e difatti, al fine di riscontrare
quanto intercettato, in data 19.11.2004 personale di P.G. si portava presso la stazione di rifornimento
carburante Esso sita sulla SS106 località san Gregorio ove accertava la presenza di IDA’ Massimo, il
quale ivi giungeva alle ore 15:15 a bordo di una autovettura Opel Corsa targata AE400HL. Lo stesso
assumeva un atteggiamento piuttosto guardingo e difatti, prima di entrare all’interno del bar ivi presente,
si recava alla toilette. Al fine di accertare l’identità della persona con cui l’IDA’ doveva incontrarsi
personale di P.G. accedeva al bar unitamente al predetto il quale all’interno non rivolgeva parola a
nessuno dei presenti. Solo dopo l’uscita dal bar dell’ufficiale di p.g. l’IDA’ salutava un uomo dalla
apparente età di anni 50 unitamente al quale ivi si tratteneva fino alle successive ore 15:52 allorchè
assieme a questi egli usciva dall’esercizio pubblico e dopo aver conversato per alcuni secondi si salutava
col classico bacio su entrambe le guance. Successivamente l’IDA’ Massimo si allontanava con
l’autovettura Opel Corsa e il suo interlocutore se ne andava a bordo di un Fiat Fiorino di colore bianco
(annotazione allegata alla nota p.n. datata 24.11.2004). Atteso che il PANGALLO Antonino ha in uso
un veicolo Fiat Fiorino di colore bianco targato BL930LV a lui intestato, che i due avevano
appuntamento nel luogo e nell’ora dell’accertamento della p.g., è assodato che l’uomo notato in
compagnia dell’IDA’ sia senza ombra di dubbio PANGALLO Antonino sopra generalizzato (vds.
Annotazione di servizio allegata).
Il giorno 19.11.2004, alle ore 17.02, al progressivo nr.139; viene captata una conversazione
telefonica sull’utenza 349/6635497 RIT 1272/04 in uso a PANGALLO Antonino, nato a Roccaforte
del Greco il 27.01.1953, tra quest’ultimo e IARIA Domenico Carmelo nato a Melito Porto Salvo il
29.10.1975, di cui si riporta uno stralcio:
…OMISSIS…
PANGALLO
IARIA
pronto compare Nino, Mimmo sono.
PANGALLO
IARIA
pronto?
ah! Mimmo
mi ha detto mia sorella che mi avevate chiamato che l'aveva lei il telefonino
PANGALLO si, si , che si dice?
IARIA
quà siamo, voi?
PANGALLO
ma sono quà pure io pensavo che ti potevo incontrare che ti volevo per domandarti
una cosa. Quando vieni per sotto?
IARIA
eeeh!
PANGALLO
IARIA
posso scendere domani verso le sei domani sera
PANGALLO
IARIA
inconprensibile come le sei e mezza puoi venire pure ci vediamo alla casa allora.
e io non so. Ciccio sa?
PANGALLO
IARIA
non è che ti cosa, volevo parlare
verso le sei. sei e mezza, dove ci vediamo?
PANGALLO
IARIA
eh! che volevo parlare un pochino hai capito?
va bene
PANGALLO
IARIA
eh! e vieni, viene Ciccio, digli a Ciccio di venirsene con te
si
PANGALLO
IARIA
dico per sotto quando scendi?
si, si lo sa Mimmo lo sa
va bene, va bene
OMISSISS
PANGALLO
può darsi pure che non mi faccio qualche scappata ... ma qualunque ... ma domani non
posso già è sabato
IARIA
domani è sabato
PANGALLO
mh! mh! mh! va bene fatevi una passeggiata con Ci
Mico cosi parliamo un poco
hai capito?
IARIA
va bene si ci vediamo
PANGALLO mh mh va bene Mimmo ci vediamo
…OMISSIS…
ALLEGATO 25C
PANGALLO Antonino dice a IARIA che vuole incontrarlo per domandargli una cosa
e aggiunge di andare a casa da lui l’indomani sera assieme a Ciccio (PANGALLO
Francesco). L’attività d’intercettazione è stata ampiamente supportata dal
controllo del territorio e difatti, al fine di riscontrare quanto intercettato, in
data 20.11.2004 personale della Stazione Carabinieri di Roccaforte del Greco
espletava un servizio di o.c.p. durante il quale, alle ore 16:57 del giorno
20.11.2004, notava IARIA Domenico Carmelo e PANGALLO Francesco a bordo
dell’autovettura Lancia Y targata BJ427HV
transitare in località Pace di
Roccaforte del Greco con direzione Melito P.S. Successivamente si espletava un
servizio di p.g. che consentiva di certificare l’incontro tra PANGALLO Antonino,
PANGALLO Francesco e IARIA Domenico Carmelo. Nel caso di specie, alle ore
18:07 del 20.11.2004 PANGALLO Antonino veniva notato uscire dalla sua
abitazione sita in Pellaro di Reggio Calabria alla via SS106 trav.I. Alle ore 18:10
arrivavano a bordo della suddetta autovettura IARIA Domenico e PANGALLO
Francesco che unitamente al PANGALLO Antonino accedevano al fabbricato in cui
è ubicata l’abitazione di quest’ultimo. I due si trattenevano all’interno fino alle
successive ore 20:33 successive allorché uscivano dallo stesso ed entravano
nuovamente nell’autovettura Lancia Y targata BJ427HV a bordo della quale di li si
allontanavano. ALLEGATO 25CBIS
Il giorno 04.12.2004, alle ore 09.20, progressivo nr.276, viene captata una conversazione
telefonica sull’utenza 333/1878114 RIT 1272/04 in uso a PANGALLO Carmelo nato a Melito Porto
Salvo il 11.09.1973, tra quest’ultimo e VERNO Vittorio nato a Roccaforte del Greco il 22.09.1964, ivi
residente in via Puccini nr.8, di cui si riporta uno stralcio:
CARMELO: PRONTO.
VITTORIO: CARMELO!
CARMELO: Ehhh …INC… ORA …. STO ARRIVANDO!
VITTORIO: Ahhh VA BENE …INC…
CARMELO: SCUSA Ehhh MI SONO ADDORMENTATO COME …INC… UN PESCE MORTO …
STAMATTINA!
VITTORIO: VA BENE HAI FATTO BENE …INC…
CARMELO: AH, STO ARRIVANDO DAI …INC… STO ARRIVANDO CIAO CIAO.
VITTORIO: CIAO.
ALLEGATO 26M
VERNO Vittorio in questa data si trovava a La Spezia e i due avevano fissato un appuntamento.
VERNO Vittorio è fratello di Francesca (RIT1509/04 DDA) e di Pietro (P.P. 2113/04 – RIT 1247/04
DDA). Nella sua abitazione, il giorno in cui fu posto in essere l’agguato nei confronti di SPANO’
Teodoro egli si trovava in compagnia di MORABITO Santo, nato a Bova Marina (RC) il 10.08.1963,
residente ad Africo (RC) in via G. Mazzini nr.13, personaggio affiliato alla consorteria mafiosa
denominata “Speranza-Palamara” operante nel versante Jonico meridionale della provincia di Reggio
Calabria e particolarmente attiva nel settore delle estorsioni e del traffico di sostanze stupefacenti. Il
MORABITO è gravato da precedenti penali e già destinatario di un’informazione di garanzia
notificatagli dalla DDA di Reggio Calabria “per aver fatto parte di una associazione finalizzata al
traffico di sostanze stupefacenti del tipo eroina e cocaina”. Nonostante PANGALLO Carmelo abbia
fatto ritorno a La Spezia, egli continua ad avere contatti telefonici con TRAPANI Andrea (RIT 1509/04
DDA). Il fatto che PANGALLO si sia incontrato a La Spezia con VERNO Vittorio induce a ritenere che
egli mantenga ancora uno stretto rapporto con alcuni personaggi di Roccaforte del Greco e non con il
fratello Francesco con il quale è in contrasto.
Il giorno 21.12.2004, alle ore 09.30, LANCIA Y targata BJ427HV RIT 1289/04, viene captata
una conversazione tra presenti all’interno dell’autovettura in uso a IARIA Domenico Carmelo tra
quest’ultimo e una persona al momento non identificata, dal seguente tenore:
…OMISSIS…
D:Cioè? Io più di così. Dopo il Chiombino. Sono io con te, hai capito.
U: Ma non siamo in pochi.
D: Perchè io che ho detto?
…OMISSIS…
ALLEGATO 20BB
I due fanno riferimento a PANGALLO Antonino e, IARIA dice “Dopo il Chiombino, sono io con te,
hai capito”, asserendo che dopo PANGALLO adesso “c’è lui”. Evidentemente IARIA vuole assumere
la posizione del defunto PANGALLO Antonino.
Nella conversazione successiva, captata alle ore 14:29 del 21.12.2004, LANCIA Y targata
BJ427HV RIT 1289/04 IARIA si trova in compagnia di MAESANO Giuseppe, nato a Melito Porto
Salvo il 11.06.1980. I due fanno riferimento ad una terza persona (non indicata) la quale si sarebbe
rivolta a IARIA usando il termine dispregiativo, di una persona poco valente. Questa persona avrebbe
detto a IARIA:- “E ...inc... ha detto ma che sei pisciatore, che sei, a chi hai ammazzato a quel
punto, a chi hai ammazzato a quel punto”.
Si riporta stralcio della conversazione:
L’auto è in movimento e a bordo ci sono IARIA Domenico e MAESANO Giuseppe (alias Stecca).
…OMISSIS…
IARIA: E ...inc... ha detto ma che sei pisciatore, che sei, a chi hai ammazzato a quel punto, a chi
hai ammazzato a quel punto
Uomo:
Dieci telefonate, ora pure Gennarini, gli devi dire che mi ha telefonato. Ah, zitto, zitto, questo
discorso là con Gennarini. Dammi, dammi ...inc... di scarico, ...inc... scaricavo ...inc...
IARIA: Di chi?
…OMISSIS…
ALLEGATO 20BC
Dal contenuto di questa conversazione emerge nuovamente che IARIA Domenico
abbia ammazzato qualcuno e che, nonostante questo suo gesto, una terza persona
non nominata, lo considera un uomo di scarso valore (un pisciatore ndr).
Successivamente a seguito dell’eliminazione di PANGALLO Antonino, IARIA Domenico
Carmelo, durante alcune conversazioni all’interno della sua auto, parla della nuova situazione mafiosa di
Roccaforte del Greco (RC).
Progressivo nr. 4749 del 21.05.2005 alle ore 19.50.45 per la durata di 33,17,sull’autovettura LANCIA
Y targata BJ427HV RIT 1289/04 Domenico: IARIA Domenico Carmelo; Uomo1: PALAMARA
Agostino nato a Melito Porto Salvo il 27.04.1973 residente a Roccaforte del Greco in via S. Maria
nr.44; Uomo2: IDA’ Massimo nato a Roccaforte del Greco (RC) il 16.04.1973.
Auto in movimento.
Vocio fuori dell'auto.
Uomo1:Lele, l'ho guardato negli occhi ...inc... così grrr, ...inc...
Uomo2: mosca.
Uomo1: Sai che mi, mi ha guardato prima e poi si è voltato, questo cornuto misi è accorto ed ha preso e
si è voltato.
Domenico: ...inc...
Uomo1:...inc... a lui. Non sento più, mannaia Dio, mi ha stordito là dentro. Per dire da una parte ti apre
le orecchie.
Domenico: ...inc...
Uomo1:Chi tu? ...inc... le orecchie
Uomo2: ...inc... sto scherzando.
Domenico: ...inc... centrale ...inc...
Sovrapposizione di voci.
Domenico: Mi spacchi la macchina.
Uomo1:Perchè?
Domenico: Madonna e che cazzo è?
Uomo1:Ti sei assordito?
Domenico: Ma, non sento le gambe!
Uomo1:...inc...
Uomo2: ...inc...
Uomo1: Io non sento le orecchie non le gambe. Mi ha stordito quella cazzo di canzone là.
Domenico: ...inc...
Uomo1:Mi devo imparare a mettermi le cose quando ...inc...
Domenico: I tappi.
Uomo1:Eh.
Uomo2: Come vorrei cacciare ...inc...
Uomo1: Tutti contro di te oggi.
Domenico: Perchè?
Uomo1:Che cazzo so il perchè?
Uomo2: ...inc... i cazzi ....inc...
Uomo1: Tutti contro di te ...inc... O ti rassi o ti allontani.
Uomo2: O ti avvicini ...inc...
Domenico: ...inc... o ti allontani o ti avvicini.
Uomo1: Se ti rassi, significa che ti marchi
Domenico: Tagli la fune.
Uomo1:Ti marchi, ti marchi. Se ti allontani significa che ti allontani dai cristiani. Se ti avvicini ...inc...
Ti saluta vi riconosce.
Uomo2: ...inc...
Domenico: La motivazione ...inc... però tu l'hai fatta complicata
Uomo1:...inc... Come poteva essere ...inc... complicata. Io non ho cosa fargli.
Uomo2: ...inc...
Uomo1: E ha minacciato le ...inc... e il discorso ...inc...
Domenico: Ti viene addosso.
Uomo2:Sempre i soliti discorsi ...inc...
Domenico: ...inc... E ti pare che la sente, non la sente
Uomo1: La sente ...inc.. il discorso allora.
Domenico: Ma quale discorsi.
Uomo1: Se trova a quello là. Mannaia la madosca. Dagliele tu ...inc...
Domenico: Vedi che non ci vogliono le altre.
Uomo1:E quello è il ...inc...
Uomo2: Pure Annunziato ha detto ...inc...
Domenico: Tutti li fanno.
Uomo1:Quei figlioli li ha raccolti tutti
Domenico: Quando io gli ho spiegato, li sapete prevenire.
Uomo1:In mezzo a tanti non un cristiano
Uomo2: Non sposatevele.
Uomo1: Sai perchè ...inc... Gli ho detto voi quanti anni avete compare Rinaldo, il fratello di compare
Bastiano.
Domenico:A quello, quello ...inc...
Sovrapposizione di voci
Uomo1: Trentaquattro, ha detto ne ho trentaquattro e tuo figlio quanto ha. Ho detto io lascia che vedo
...inc... Gli ho detto una persona.
Domenico: Ma il più bello, sai il più bello
Uomo1:Da somari. Ho detto mannaia, salutami che ...inc... Dice che non lo saluta mai. ...inc...
Domenico: Gli ho detto e non sapete quello che è, è ...inc...
Uomo1:E Antonio torna a otto anni ...inc...
Uomo2: ...inc...
Domenico: Capito Massimo ...inc...Ci tiene, ci tiene, guarda qua?
Uomo1:Ci tengono, perchè li hanno raccolti, so i cazzi che ha fatto.
Domenico: Pecchiona che ha detto, ha detto quando vedo a voi.
Uomo1:Io non posso andare ad un matrimonio.
Domenico: Sembrava ha detto che ho visto a lui
Uomo2: ...inc... Ma io sai che ho detto ...inc... ma secondo te ...inc...
Uomo1: Io non è che posso, che devo dirgli ...inc... Mi state mangiando la testa, ora chiudetelo questo
discorso. Tutti i minuti ricordiamo gli ho detto io. Se c'è il rispetto, vedete che c'è più rispetto.
Eh, tutti i minuti, mi hanno cacciato dai monti. poi se la prendono con questo qua perchè
sempre in giro con lui era, ehh è vostro cognato, mio cognato gli ho detto io, un posticino
dentro all'animo lo ha chiuso ...inc... (vola la ruetta me la devo bere?). No ha detto e ci
mancava. Ed allora gli ho detto io lasciatelo stare. Ti ricordi, gli ho ricontato tutti i peli. E ci
sembra male a tutti che ti pare
Domenico: ...inc... pure che me ne andavo all'oro, lui se ne veniva, abbandonava pure l'oro se aveva
bisogno
Uomo1:...inc...
Domenico: Ma poi me lo gustavo io ...inc... Mica Toto.
Uomo1: E' verissimo. Oh la persona più seria che c'è, è lui
Uomo2: E' lui per davvero ...inc...
Uomo1:Vedi che un cristiano più serio che c'è ...inc...
Uomo1: Se tu lo guardi sempre chiuso, sempre tranquillo, non dice mai, non parla mai, non dice mai.
Domenico:Pure se ha problemi poveretto
Uomo1:Eh, lo so, lo so tutto, quando siamo andati a casa sua, tu non c'eri quando siamo andati a casa
sua, c'era tuo fratello ...inc...
Domenico: No c'ero, quando aveva la barba?
Uomo1: Quando aveva la barba, gli ho detto io non vi conosco a voi. Ha detto non mi conoscete, come
fate a non conoscermi ...inc...
Domenico: E' un bastardo.
Uomo1:E' un bastardo.
Uomo1: Aveva una barba tanta. Aveva una barba tanta perchè ...inc... E' morta sua madre ...inc...
Domenico: E ti sei fatto lo scrupolo di coscenza perchè quel giorno
Uomo1:Perchè quel giorno non è andato pure lui.
Domenico: E ci ha detto tutti i giorni c'ero pure io là
Uomo1: C'ero io ed è morto per colpa mia. Sono fatti tuoi, poteva un po di più di tutti quanti. E lui se l'è
scordato. ...Inc... con il piede.
Domenico: Ora gli ho detto io. Poi incontrano dei conoscenti e Domenico dice eh ba. Poi continua e
dice: Gli ho detto io. Sapete non è il discorso qua.
Uomo1:No che gli mancava ...inc... mi ha detto me lo compri il sigaro ...inc... Ciccio ha detto. No ha
detto, sapete che ci tengo. Quando volete vi porto robba pericolosa.
Domenico: Basta
Uomo1:Si sapete ...inc... Così se non vi muovete, come fate (si rivolge ad una persona fuori dell'auto).
Uomo2:No stavamo bevendo ...inc... mio fratello.
Uomo1: Abbandonate, abbandonate le situazioni.
Uomo2: No ...inc...
Uomo1: Ci vuole di più di trenta euro ...inc... a Ghorio.
Domenico:...inc...
Uomo1: Ma voglio dire a Roccaforte con tutti i cristiani che ci sono, ti beccano proprio a te. Ma non ci
viene nessuno, vedete figlioli che girava lui. Queste cose non posso dirgliele io. Ma non gliele
dice chi sa.
Domenico: A chi?
Uomo1:Ma purtroppo quello che sa non ci dice niente.
Uomo2: E' andato a fare il tiro.
Domenico: Che devo fare?
Uomo2:Così si partono e iniziano a girare un'altra volta e tutto, insieme a voi ...inc... Insieme a voi.
Uomo2:...Inc...se sei prensente.
Uomo1: Eh, non sono presente in nessuna parte più. Io il mio lavoro l'ho finito. Se lui dice, compare
dobbiamo fare gli amici là ...inc... può fare amici a chi vuole lui. Io non vengo sicuro a fare
amici a nessuno. A suo fratello, ma quello è un testa di minchia là. Io gli ho detto ...inc... fare
compare Agostino. ...Inc... gli dico compare fai. ...Inc... vedete che là il cervello non è zero, è
sotto zero. Se voi non uscite, non avete un dialogo ...inc..., io per me. Sono qua con voi. Glielo
dico chiaro e libero
Uomo3: E adesso quando iniziamo ...inc...
Uomo1:Perchè non riesco più ad avere un dialogo con mio fratello. Poi vedono uno storto di questi che
poveri cristiani. Io non sono riuscito, cercavo di dirgli, di accennargli qualcosa, per far
quagliare le persone. Con quello non c'è da accennare. Tanto ...inc... la ragione ..inc...
Uomo2: No ...inc...
Uomo1: Ma se io, possibile che mi sono cresciuto a Roccaforte e so chi sono i cristiani, figurati se non
so chi è lui. Ma se sono cresciuto con lui io.
Uomo2:Eh, ...inc...
Uomo1: Noi siamo stupidi. Noi sappiamo che quello era più stupido di te. Lui era stupido alla scuola,
era stupido, se mi dici che c'è amaro Giovanni, allora si, ma non che mi dici questo qua,
questo qua se voglio me lo ...inc...
Uomo2: E quegli altri ...inc... posto.
Uomo1:Fa sempre danni e vuole non ...inc...Noi andiamo là e gli facciamo tutti i discorsi che vuole. Io
gli dico per me gli potete fare tutti i discorsi che volete. E' un discorso, un ragionamento, sacro
e sano, avanti a mio cognato e mio cognato le risposte le sa, se vuole saperle. Questa persona
vedete che è fatto così, così, così e così, se vi prendete le responsabilità e giustificazione voi.
Io per me potete fare quello che volete.
Uomo2: ...Inc...
Uomo1:Dice se la prende compare, lasciate perdere compare Toto, che pure loro si scaricano, voi
...inc... datevi saettate perchè qua ...inc... me lo devo vedere io, mio cognato Mico e ...inc...
fratello, lasciate stare queste chiacchiere. A me le chiacchiere, se vogliono farsi amici, però lui
da qua deve sloggiare, se prende le pallottole se ne va, perchè questo danneggia.
Uomo2: Si si deve dire chiaro.
Uomo1: E dice ma prima non me lo hai detto. Ho detto non ve l'ho detto prima perchè non volevo
dirvelo. Perchè non dovevamo parlare prima di quel ragionamento, ma dovevamo parlare di
un altro ragionamento. Se volete ragionare in questa maniera, se volete per me potete fare
...inc... Noi possiamo venire anche a casa vostra. Questo non è idoneo a stare qua a ...inc...
Uomo2:No, idoneo non è .
Uomo1: Non è idoneo a stare neanche più in Italia. Qua deve stare solo in Afghanistan, dove ci sono i
Talebani. ...Inc... Hai visto la moglie di quello il Capo. Eh, eh, eh.
Uomo2: No, ma lui ...inc...
Uomo1: ...Inc... ma tu ti rendi conto, ma tu stai parlando, tu parli con i muli.
Uomo2:...inc...
Uomo1: Vedi che una persona di quelli, non vi sta neanche dentro il piede della cosa.
Uomo2: Questo lo faccio ...inc...
Uomo1:Se vi volete prendere la responsabilità compare ...inc..., fatevelo qua però. Neanche là lo
vogliamo.
Uomo2: No, perchè lui ...inc... zappa pure ...inc...
Uomo1: ...Inc... Ma perchè non li sa, ma perchè non li sa questi discorsi, perchè non glieli dice nessuno
...inc... Voi ognuno siete fatti in una maniera. A me l'unica cosa che mi da fastidio, sapete
quale è che mi da fastidio? Che quando parlo un discorso, io parlo un discorso, ora siamo a
Roccaforte giusto. I cazzi dei Roccafortigiani li sappiamo noi. Se sappiamo che una famiglia è
fatta in una certa maniera, lo sappiamo noi. Quello che sta di là non sa che quella famiglia è
fatta in quella maniera. Se noi andiamo e glielo diciamo, magari può dire, mi stai raccontando
una menzogna, perchè difende quell'altro e mi ha detto in questa maniera. Va bene, però vi
posso portare le prove che è in questa maniera. Ma io con Toto delle volte gli dico che le cose
sono così, così e così, chiamate a quello e vedete se sono così, così e così, senza che mi
chiamate a me un'altra volta. Tu quest'anno dici mi valuta e ragiono, dici è vero. A questo
l'evidenza non si può nascondere così. Se voi nascondete, se una persona anziana, una persona
di una certa età, nasconde l'evidenza, o non vale, o non serve.
Uomo2: Si
Uomo1: Allora se una persona serve e vale, significa che l'evidenza, non l'ha nascosta mai nella sua vita.
Uomo2: Ma non nasconde.
Uomo1:Può nascondere a suo figlio, può essere che lo nasconde, cerca di voltarlo e girarlo
Uomo2: ...inc... cristiano.
Uomo1: Perchè è sempre una cosa sua. Ma se, bisogna cercare altre situazioni, non le può nascondere.
Allora se noi non andiamo mai a parlare con i cristiani e questi cristiani non possono venire a
parlare con noi.
Uomo3:E' quello è il discorso.
Uomo2: Parli lunedì
Uomo1: Quando gli ho detto io a Ciccio, gli ho detto, non gli dire ...inc... dove deve andare. Io so
...inc... sai che fa?
Domenico: Lunedì, andiamo.
Uomo1:Ti spiego subito il discorso com'è. Passano altri quindici anni e poi si presenta là ...inc...
(sovrapposizione di voci)
Domenico: ...inc...
Uomo2:Si deve andare lunedì, perchè.
Domenico: Si deve andare lunedì.
Uomo2:...Perchè è una bomba vagante, non sa che avevi paura, hai capito.
Domenico: Ma Pasta Gialla non fa niente
Uomo1:A chi?
Uomo2: No che non è con noi ...inc...
Uomo1: Chi?
Uomo2:No con noi.
Domenico: Chi è una bomba vagante?
Uomo2:...inc...
Uomo1: Prima ...inc... per i cazzi vostri e poi lasciatelo stare a questo qua. Questo qua è un appalto che
viene dopo.
Uomo2: ...Inc... è pure possibile ...inc...
Uomo1: Ed allora lunedì.
Uomo2:Allora domani.
Uomo1: E quanti cazzo di impegni ho.
Domenico: Che devi fare domani, altrimenti andiamo martedì. Un giorno in più un giorno in meno, non
è che caccia ...inc... (sovrapposizione di voci)
Uomo1:Quando dobbiamo andare, non dobbiamo avere nessuno in mezzo ai piedi.
Domenico: No, non c'è nessuno
Uomo2:E' apposta.
Domenico: E' apposta.
Uomo2:Non sa nessuno che ...inc...
Domenico: Chi sa che andiamo.
Uomo2:Non lo sa nessuno.
Uomo1: Non mi interessa, io per questi discorsi qua abbandono tutto anche i soldi abbandono.
Uomo2: Devi vedere un cazzo tuo urgente.
Domenico: Veditelo
Uomo1:No un cazzo tuo urgente non c'è proprio, perchè queste sono cose più urgenti, che i cazzi miei.
Uomo2: Se andiamo domani, domani è domenica i cristiani ...inc...
Domenico: Domani a ...inc... è pieno là.
Uomo2:...inc... domani.
Domenico: Ad ogni minuto lo trovo o domenica o lunedì
Uomo1:E sempre domani sera devo andare a quel posto. Domeni sera devo andare là.
Domenico: Certo andiamo verso ...inc... (sovrapposizione di voci). Si va bene, il sabato e la domenica là
sai che c'è un matrimonio. Tu lo sai ha matrimoni e partono a salutarlo.Mangiano, bevono e
poi che cazzo gli dici cazzi.
Uomo1:Lo so.
Domenico:Lo sai benissimo
Uomo2:No meglio lunedì.
Domenico: Meglio lunedì. Dopo che torna dal lavoro ...inc... sistemiamo andiamo lunedì, andiamo
lunedì, altrimenti andiamo martedì, andiamo prendiamo a Peppino ed andiamo.
Uomo1:Ti ho detto che gli impegni li dobbiamo prendere noi. No con altri. Andiamo io tu e Ciccio.
Domenico: Così siamo rimasti quella sera.
Uomo1:Perchè dobbiamo risolvere
Domenico: Come siamo rimasti quella sera.
Uomo1: Perchè Ciccio ha cristiani là, Ciccio non sta in nessuna parte.
Uomo2: No ...inc...
Domenico: Ma se lui ci ha detto, ma e tu.
Uomo1:Vedi che mi ha raccomandato a me, mi ha detto compare, mi ha detto voi gli ragionate a
compare Ciccio.
Uomo2: Ma chi ha detto così?
Uomo1: Mi ha detto se compare Ciccio non sta, non ci sta, ...inc...
Domenico: ...inc...
Uomo1:Abbiate la bontà portatelo qua e ragiono io con compare Ciccio. Se viene. Vediamo.
Domenico: Poi alla fine gli ho detto io veniamo lo stesso.
Uomo1:No, lo stesso andiamo lo stesso, però dobbiamo andare lo stesso perchè Ciccio deve esporgli i
suoi problemi.Lui, lui deve andare ad esporre i suoi problemi. Io non posso andare ad esporre
a lui i miei problemi.
Domenico: ...Inc... dentro.
Uomo1:Mi raccomando pure voi non cercate di pescare.
Uomo2: No, ...inc... ho visto che ve lo portate.
Uomo1: No, io vi ho raccomandato a voi, non cercate di ...inc... Se noi cerchiamo di aizzare.
Uomo2: No, proprio costretto, visto che già ...inc... (sovrapposizione di voci)
Uomo1: Non risolviamo niente, questo è un ragionamento logico. Lui parla là, giusto, io non so come ne
usciamo, perchè, però, può darsi che quello che impostiamo, riusciamo, riusciamo belli e
puliti. Se non usciamo, se noi usciamo belli e puliti. Ora Ciccio il carattere, lo so come lo ha.
Lui non li può vedere, è inutile, parliamoci chiaro, perchè la buonanima non li poteva vedere
lo stesso.
Uomo2: E quindi (sovrapposizione di voci).
Uomo1: Però, siccome uno. ...Inc... usava una politica, quello, Ciccio non usa la politica.
Uomo2: Non ce l'ha.
Uomo1: Se noi a Ciccio lo infastidiamo dalla mattina alla sera.
Uomo2:No, ma è lo stesso.
Uomo1: Non riusciamo. Allora ...inc... ed allora siamo fissati. Uno deve cercare di vedere. Voi dovete
collaborare con noi.
Uomo2: Ed allora non stiamo.
Uomo1:Noi sotto ai piedi, non vogliamo stare è vero o no. Come voi e come noi. Voi sapete che sono
discorsi, caro Michele (chiama Michele IDA' Massimo).
Uomo2: Si.
Uomo1: Noi dobbiamo fare, che sotto ai piedi non stiamo a nessuno, ...inc..., dobbiamo collaborare
purtroppo, perchè purtroppo, se vogliamo e se non vogliamo gli amici, ci devono dire. Noi
dobbiamo collaborare. Ora noi gli dobbiamo dimostrare agli amici, ti porto le chiavi dell'asilo,
che deve andare come l'asilo di Melito? Non possiamo fargli questo discorso. Pure che
abbiamo il sangue tagliato dentro. Che capiamo che abbiamo sempre ragione, che ci hanno
sempre criticato e ci hanno ammazzato e pezziato, ci hanno fatto male. Ma voi pensate che
quando è partito la buonanima da qua ed è andato là, mannaia la madonna, non ha ris e per
risolvere ha dovuto, è tornato con la testa abbassata. Però lui è tornato con soddisfazione. E ci
ha ringraziato a me, ha ringraziato a te che non eri presente, ha ringraziato ad Annunziato, ha
ringraziato ad Andrea, ha ringraziato, ha ringraziato a tutti. Ha detto ringrazio a voi, perchè
questo l'ho potuto fare grazie a voi. Altrimenti a quest'ora eravamo tutti là per terra. Ma una
volta che c'eravamo, c'eravamo tutti là dietro da me. Io ho potuto fare ...inc... Altrimenti
...inc... peggio che mai. Rendetevi conto, Ciccio non è che può fare sempre che pensa che
quelli lo appoggiano, quegli altri lo appoggiano, quegli altri. Ciccio non deve pensare questo
discorso qua.
Uomo2: No, ma non lo pensa.
Uomo1: Lui non deve pensare al discorso che quello lo appoggia, lo appoggia, se lo va a cercare.
Domenico: Quelli neanche ...inc...
Uomo1:Per tutto, che poi ...inc... un po di cervello. Hai un certo riguardo reverenziale, si comprano i
tuoi. Lo devi stabilire tu o lo stabiliamo tutti.
Domenico: Si.
Uomo1:Ragioniamo, sappiamo magari che quello ehhh. Quello che abbiamo fregato, lo abbiamo
inguaiato, la confusione l'abbiamo creata. Voi pensate che abbiamo fatto giusto, noi lo
abbiamo fatto più sbagliato degli altri. Però la questione l'abbiamo creata, perchè l'abbiamo
potuta creare. Sapevamo di avere cristiani che se li chiamavamo ci davano appoggio. Perchè ci
davano appoggio? ...Inc...
Domenico: Perchè sapevano come era l'andazzo.
Uomo1:Quando gli hanno detto che ci sono state tante situazioni che si sono ...inc...
Domenico: Eh.
Uomo1: E ci hanno dato, avete bisogno di quello, se avete bisogno le porte sono
aperte. Poi non è che possiamo, ci ributtiamo, Africoti, Santolucoti, Bagnaroti e
...inc...,
non
li
possiamo
rimpiazzare.
Adesso
dobbiamo
tenerceli.
Che
naturalmente non è che dobbiamo. Il nuovo potere non ha famiglia, vedete
figlioli. Andiamo là e gli raccontiamo che stasera abbiamo montato il bagno,
stasera, stasera io sto con mia moglie, forse domani esce in cinta ...inc...
neanche loro. Questa è realtà nostra. Allora dobbiamo ragionare con la testa un
pochettino. Purtrobbo li abbiamo e li dobbiamo tenere.
Uomo2:...inc....
Uomo1: Io che ho ragionato, non potete fare niente. E' inutile che cercate ...inc... Che potete fare i
discorsi come fanno gli altri, non li potete fare. Scusate, da parte vostra non potete fare.
Domenico: Ahè, ora giriamo intorno (verosimilmente si riferisce ad una persona fuori dell'auto). Vuoi il
caffè?
Uomo1:Questi qua ci ...inc... Ma tu ti pare che sono storto io?
Uomo1:Ma lo so Agostino. Ma se loro. Ma se loro infastidiscono a noi, noi facciamo guerre. Non
facciamo guerre.Ma.
Uomo2: E non lo capisce.
Uomo1: Ciccio lo deve capire , Ciccio la deve finire di rompere i coglioni, la deve finire,. Se tu ragioni
ragioni un pochettino con la testa. Noi andiamo dagli amici ...inc... Quelli non capiscono un
cazzo ...inc...Se lui ha un pochettino di cervello, girava un pò con gli amici, non faceva
....inc... che dobbiamo fare, vediamo lui che trova? Eh, allora si vedrà questo qua. Vedi che
loro lo vedono uno storto. E quello ...inc... Ma tu lascia stare a quello. Tu accetta tu e poi
accettano tutti. Perchè è giusto che c'è qualche problema in questo discorso che vuoi. Io una
volta gli ho detto lascia fare quello che cazzo vuole la prima volta ...inc... Ma se tu non gli
dici. Questo è quello che ho incominciato a ragionargli ...inc...
Uomo2: C'è il fatto che sono aggiustati perchè gli ho detto io non vedete questa situazione.
Uomo1:Si la devo vedere io, ma io non posso uscire pazzo.
Uomo2: Ma non è questo ...inc..., ma se voi dite di no e che ...inc... si sa che voi. Io figlioli ho visto, ho
visto un figliolo che c'è all'ultimo del reparto nuovo, quello è menomato, è menomato. Lo
allacciamo, sai perchè lo abbracciamo, perchè è un figliolo purtroppo fatto in quella maniera.
Lui mi ha salutato, mi ha baciato e mi ha detto ...inc... ed io che avrei dovuto fare. E'
menomato ...inc... per il culo. L'ho preso, vieni qua e come andiamo e dove lavori e che, mi ha
raccontato tante cose ed io gli raccontavo a lui. ...inc... che ha una persona no, ma io non te
l'ho pesata, quello non poteva farlo mai. Ora ...inc... (sovrapposizione di voci)
Uomo2: ...inc...
Uomo1: Se io stavo in un altra casa. E ma questo storto parla con tutti ...inc... gli pare che sono una
persona stupida che fa ...inc... E lui si attacca dietro a noi. Dice guarda questo scemo, parla
con un figliolo menomato dice che gli pare che è ...inc...
Uomo2: Chi è?
Uomo1: ...inc.. (Meggi?). Tu puoi pensare quello che cazzo vuoi. Che non lo so quello che fai. Quello
prendeva tutti a braccetto, ...inc... vuole prendere tutti a braccetto ...inc... va avanti ed indietro.
...inc... Loro sapete che mi hanno nominato sempre tutti i minuti, sempre quel discorso.
Compare, compare Ciccio gli ho detto io ...inc... se uno viene qua a fare la festa, gli ho detto
...inc... non ho capito. Mi ha detto compare Agostino mi dovete scusare che vi ho detto in
questa maniera, bravo. Ora mi ha detto, che mi piacete. Gli ho detto io vedete che ci sono
...inc... qua che passano. Ma non è che poi ...inc... con voi.
Un uomo fuori dell'auto dice dove volete che andiamo. Uomo1Dove vuole compare Lele andiamo.
Uomo2:Qua non lo fanno buono.
Domenico: Non lo fanno buono qua? E dai dove vuoi tu.
Uomo2:...Inc...
Domenico: Che so il caffè e poi ti prendi una gassosa.
Uomo2:...Inc...
Domenico: Non bevete dentro il matrimonio.
Uomo1:E che li hanno invitati ...inc... No, non beve nessuno.
Domenico: E li hanno invitati.
Uomo1:Non sono venuti ed è più di una volta che sto vedendo cristiani questi qua che
matrimonio lo sai. Ogni matrimonio gli mandano una busta a tipo ...inc... di che ...inc...
...inc...
Domenico: Eh, questi qua del grattacielo non vengono lo stesso al matrimonio, perchè non hanno fatto
mai i doveri. Non hai capito ancora.
Uomo1:Io non voglio capire Mico, io guardo l'evidenza. Se Mico Proscenio a me oggi mi lasciava là a
Roccaforte, io volevo vedere ...inc... Hai visto che mi sono assettato con lui e quello non
saliva. Gli raccontava, gli diceva, lo rigirava. Ha detto il padre, ha detto, tu non lo capisci tu
come è fatto, mannaia là. Gli ho detto al cristiano, gli ho detto io. Sai come si capiscono,
quando fanno gli offesi. Lui ha fatto l'offeso, ha preso e se n'è passato con gli occhi.
Uomo2: Tutti sono rimasti offesi una giornata.
Uomo1: Ma sapete come mi chiamano.
Uomo2: Si, si.
Uomo1:E mannaia la madonna, ti pare che faccio politica, faccio un'altra politica, vaffanculo tu hai
fatto un'altra politica. Aspetta che ora vengo e ti trovo, cornuto che non sei altro, pezzo di
merda. Sei rimasto a piedi a Roccaforte. Comunque gli ho detto io, me ne vengo con lui al
matrimonio. Mi ha detto che andava cercando a mio cognato, a Peppe e a Nino. ...Inc... sai che
gli ho detto al telefono. Mi pare che fuori a voi vi hanno preso per ...inc...
Uomo 2:Come vi ha detto?
Domenico: No mi ha detto sbraita al telefono, ha detto.
Uomo1:Ah, sbraita, sbraita. Gli faccio il culo tanto gli faccio.
Domenico: Te li ho cacciati ed anche gentilmente.
Uomo1:Siccome adesso avete parlato voi ...inc... con il CAPO. Gli ho detto come erano. No là tangenti
ci sono di mezzo. Gli ho detto mi pare a me che ti piace parlare ora. Non scherza, va a finire
che loro gli chiudono la cassa sopra a Toto, ascolta.
Uomo2: ...inc...
Uomo1: Perchè io gli sono andato a raccontare a lui, con tutto che non andiamo daccordo. Però quando
gli ho detto che ce li ha, lui subito ha comprato.
Uomo2: ...Inc...
Uomo1: Vedete là. Senti che vi dico io.
Uomo2:...Inc...
Uomo1: Ma voi vedete come sono fatti i cristiani là, mi sono avvicinato ...inc... Non è così. No
sinceramente se l'è portata bene ...inc... se l'ha portava bene. Chi non se l'è portata bene sei tu
...inc... Ma Turi se l'è portata bene ...inc... E giochiamo con i cristiani. Se vi dico io che il
mondo ...inc... di tragedia, che non si capisce niente e ...inc... ha detto tu, tu, tu. E se ...inc...
che vuoi ora. Perchè ora mi ha fatto un discorso di questi qua e ognuno deve tenere conto di
quello che dice ...inc... non deve essere come un caino. Eppure vedete stasera ...inc... talmente
calmo che tradivo in faccia mio padre. Però ogni botta che gli do nelle corna ...inc... me ne
salgo là sotto....Inc... Però ...inc... mio fratello ha preso la macchina e me ne vado con la
macchina....Inc... Io gli ho detto dentro il telefono. Mi sembra che pure a voi vi ha preso la
debolezza. Lui era ubriaco. Eh, eh, eh. E dove ce ne andiamo per questo caffè.
Domenico: Allo SNACK BAR a me mi interessa là che è buono. Salgo con la vecchia.
Uomo2:No lo fanno buono pure il caffè.
Uomo1:: Non è ...inc... di noi. ...inc...
ALLEGATO 20BD
Alle ore 20.17.27 scendono dall'auto. In lontananza vocio incomprensibile.
Al progressivo nr. 5020, del 28.05.2005, alle ore
23.24.07, per la durata di 8,37 minuti
sull’autovettura LANCIA Y targata BJ427HV RIT 1289/04 Auto ferma. A bordo c'è Domenico e fuori
dell'auto ci sono tre uomini (Massimo).
Domenico: IARIA Domenico
Uomo1: in corso di identificazione
Uomo2: IDA' Massimo
Uomo3: in corso d'identificazione
TRASCRIZIONE
L'uomo2 e l'uomo3 sembra che parlino tra loro, mentre l'uomo1 si rivolge a Domenico.
Uomo1: Me la porti?
Domenico: Che la vuoi?
Uomo1: ...inc... Quello di Antoni.
Uomo2: Ma a loro domandagli.
Uomo3: Ma ora c'è offerta.
Uomo1: Tu però, responsabile omicidio.
Domenico: Va bene.
Uomo2: Metà qua.
Uomo1: Puoi sapere.
Poi auto in movimento.
In questa conversazione sembra che un uomo, in corso di identificazione,
stesse mettendo in guardia IARIA Domenico Carmelo che è ritenuto da qualcuno
(non si sa bene chi) responsabile dell’omicidio di PANGALLO Antonino.
Al progressivo nr. 5502 del 11.06.2005, alle ore 20.56, per la durata di 22,33 min.
(GPS è ad Africo. Alle ore 20.40/20.45 si ferma a Brancaleone e poi riparte in direzione Melito P.S.)
Auto in movimento. A bordo c'è Domenico e PALAMARA Agostino.
...OMISSIS... (dalle ore 20.57.18)
Uomo1: Dobbiamo avere un pò di collaborazione, hai capito Mico.
Domenico: ...inc...
Uomo1: Vai piano, via piano, ...inc... Fai il ragionamento ad uno che lavora. Non c'entrava niente quel
ragionamento là Mico.
Domenico: In mezzo ai tubi.
Uomo1: Là non c'entrava niente il lavoro. Io non sono restato ...inc... Sono rimasto male come se fosse
del gruppo del nostro lavoro.
Domenico: Certo.
Uomo1: Mi salutava ...inc...
Domenico: ...inc...
Uomo1: Tu sei cambiato tu. Ed allora quello ...inc... a quello. ...Inc... Ah, siamo partiti ora ...inc... che
aveva tutte le pecore ...inc...Allora così non va bene a questo punto. Noi dobbiamo essere
chiaro ci dobbiamo mettere al tavolo.
Domenico: Si riconta la capra, si riconta la pecora. Va e si mette lui.
Uomo1: Ma che cazzo ...inc...
Domenico: Io cornuto in fallo gioco.
Uomo1: Là verso luca l'altro giorno ...inc...
Domenico: Ciao ma, ciao, ciao.
Uomo1: ...inc...
Domenico: Eh, se vado mi devi aspettare. Dico le stesse cose.
Uomo1: Non deve dirlo ogni ora. Lo mandano in tilt. ...inc... Vedi che gli ho detto l'altro giorno. Ho
sentito un'altra cosa. A chi vuoi vogliamo? Ma davvero si deve rompere le corna. Ma chi
vuoi vogliamo e per ogni cosa chiama a quello. Non capisco.
Domenico: Io non te l'ho detto, che tu due o tre li sai.
Uomo1: Ah, no perchè ...inc... chissà quanta gente ha qua ...inc... Lo sapevo che un discorso di questi
qua non si chiudeva mai. Io ti aiutavo a te e tu poi aiutavi a me Mico. Tu sei sano. Io vi
aspettavo, che cazzo fai con quel cazzo di numero di telefono, non vi aspettavo, che ti ho
detto. Ma io te lo dico che siamo rimasti in questa maniera.
Domenico: Ma che te ne fotte, ma fottitene, io me ne fotto.
Uomo1: ma va cammina. Però ...inc... dove devo andare altrimenti non lo so.
Domenico: ...inc...
Uomo1: Vaffanculo, ma vaffanculo. ...inc... A Milano, me ne ero andato quasi quasi con un aereo. Era
stato meglio. Ma voi capite da Arezzo. Poi fanno i ...inc... era già che chiude. Adesso lo fai
perchè? perchè scherzando rompe i coglioni. Ed io cambio ...inc... Per vedere quante volte
chiama. Davvero ...inc... Vaffanculo. Quell'altro non era di questa maniera. ...inc.. ...inc...
una cosa e un altra. Abbiamo pagato due, giusto, e tu già lo sapevi. Parlagli.
Domenico: E' tempo perso.
Uomo1: E poi, ad ogni ...inc... che noi non vogliamo il coraggio. ...inc... Prendessero questa qua nelle
mani. ...inc... O ragiono io per una parte e tu per un'altra e poi ci incontriamo noi ...inc...
non è andato più a controllarli. Ed allora non vi conviene tutte quelle chiacchiere ...inc...
Domenico: ...inc... per andare bene deve prendere la palla in balzo e prendono tutto loro. Là c'è la
ricotta che vogliono loro.
Uomo1: Mico, bravo ...inc... E dove la prende la palla in balzo, prende i soldi. Ma tutti la sanno
prendere la palla in balzo.
Domenico: Allora no.
Uomo1: Ma oggi stesso ritardo, con un messaggio, per dirti voglio votare. ...inc..., me ne fotte a me. Se
tira il portafogli, ti faccio votare. Vedi se c'è Randelli che ci facciamo una birra.
Domenico: E meno paraocchi.
Uomo1: Non c'è Randelli, andiamocene Mico.
Domenico: Ha parlato con Peppe genericamente.
Uomo1: In tutti i modi, non mi comanda è più piccolo. Ha trent'anni. Tranne questa cosa, non è che è
tanto più figliolo di Mimmo. Se vai tu. Se vuoi ...inc... Se fai domanda uno ...inc... capisce.
Ah, quello, devo aprire quest'altro nuovo per trovare il barattolo Peppe, per il cane. Ma vedi
dove cazzo ti devi andare a rompere le corna e ritorna la sera alle quattro, cornuto di merda.
E' come se tu vai e gli conti i soldi a ...inc..., ma vaffanculo tu sei rimasto a piedi. Vado e te
li cambio io. Ti ho tirati là davanti, mannaia la madonna, che vuoi? Tremila voti. Ti serve il
voto, ...inc..., che dici Mico, ...inc...
Domenico: Eh?
Uomo1: ...inc... vuole e non da. Ora se vuole stare, a lui sta, se non vuoi stare, ce la vediamo
diversamente. La farsa la facciamo libera.
SOVRAPPOSIZIONE DI VOCI
Uomo1: Ci siamo litigati con tutti, qual'è il problema Mico? Mico non abbiamo problemi.
Domenico: Ma, va.
Uomo1: Tu, non abbiamo nessun problema, perchè noi già arriviamo, ...inc... con una compagnia non
stiamo, andiamo là. Hai capito. I cristiani che si devono rispettare li sappiamo noi. O
no. La politica la sappiamo fare. Perchè ti dico io. Fai il ragionamento che ti dico io, non
fare il ragionamento che pensi tu. Tu li inviti per il matrimonio, vengono a Roccaforte, gli
offriamo, bevete, mangiate, fate quello che cazzo volete. Quando andiamo là beviamo,
mangiamo, ...inc... il saluto, come andiamo, tutto a posto. Ma dice non è tutto a posto e che
cazzo volete da noi. Ti saluto e arrivederci e ce ne andiamo. Ciao, ciao, bello, bello. E la
cosa ce la facciamo per fatti nostri. Giusto. Se vuole stare lui sta. A questi gli facciamo la
pasta con il ...inc... che cazzo me ne fotte a me. Quando ...inc... scannatevi. Come si hanno
cose, scannatevi. Ritornate poi per tagliare i passi. ...inc... E' partito oggi per andargli a
raccontare, chissà che gli dice poi, che non gli racconta poi, che non gli sta, che non, che non
lo aiuta a trovarlo, che è andato a raccontargli?
Domenico: Tutto.
Uomo1: Eh? E che andiamo a dire i fatti nostri? Là ci sono cristiani, giovanotto. Domani mattina mi ha
detto una sera, domani sera, fra una settimana vienite qua.Tutti e due. Mi sono preso un
caffè ...inc... Mi ha fatto quello ...inc... certo e voi non gli avete fatto il ragionamento e che
volete ora. Ciccio voleva chiamare lui. Ma non ho capito. Ma io non lo so. Spero che non
parti e ragioniamo noi soli.
Domenico: ...inc...
Uomo1: E che voleva ...inc... mi chiama Toto (ndr. VERNO Vittorio). Fa quello che cazzo vuole
Toto. Stare, non vuole stare, vuole stare con noi, vuoi stare bello pulito come ti diciamo
noi. Non vuole stare ed allora lascia fottere. E' vero lui, ma vedi che non la leviamo per
noi. Ma ti pare che lui non sapeva quello che faceva là.
Domenico: Ma sapeva tutto quello che faceva.
Uomo1: Eh?
Domenico: Ma sapeva tutto.
Uomo1: Ora vuole ...inc..., quello razziava pure.
Domenico: Ha la barba quello.
Uomo1: Si quella sera è partito ...inc... perchè stavamo vicino all'angolo. Quando capitava dentro le valli
balzava. Lo faceva apposta.
Domenico: ...inc... anzi all'ultimo mi ha detto, che gli rompevano le scatole con i cinghiali, qua e là. Suo
nipote ha ammazzato i cinghiali a quell'altre sorelle e non glieli portava ed io ti porto i
cinghiali là. Suo nipote non veniva piedi, piedi ad ammazzare i cinghiali paro, paro, qua da
noi e io gli porto i cinghiali alla sorella, ma vai a romperti il culo Mico. Non avevi chi cazzo
te li deve portare io ti porto i cinghiali. ...inc... che lui pensava meglio. No me lo ha detto a
me, mi ha detto ...inc...
Uomo1: Io ho capito
Domenico: Ce lo mangiamo noi, che cazzo me ne fotte, tuo nipote non te lo raccoglie, te lo porto io
Uomo1: Si.
Domenico: Che cazzo vuoi da me.
Uomo1: Ora devono cercare di impegnarsi a prendere il potere e questi qua sono come.
Domenico: Chi noi?
SOVRAPPOSIZIONE DI VOCI
Domenico: O ti stai con i tuoi piedi.
Uomo1: Si, puoi andare a mare.
Domenico: Si.
Uomo1: Chi ci trova, ora ...inc... in tutti i paesi.
Domenico: E che cambia?
Uomo1: E cambia tutti i paesi.
SOVRAPPOSIZIONE DI VOCI.
Domenico: Cose, che abbiamo ospitato latitanti, andiamo a Roccaforte e ora prende mangiare,
bere.
Uomo1: Si, e poi se ne fottono ...inc...
SOVRAPPOSIZIONE DI VOCI.
Uomo1: ...inc... che lavori. Me li prendo io e te li prendi tu.
Domenico: No, ma vedi che ti vogliono da Locri.
Uomo1: Eh.
Domenico: Questo amico mio, non è che gli potevo fare un abuso, qua e là, eh. E lui se ne fotte.
Uomo1: Certo. Così faceva.
Domenico: Hai capito come si può fare.
Uomo1: Ma quello, questo qua, ha sbagliato a toccare. Ha trovato le famiglie.
Domenico: ...inc...
Uomo1: Ha sbagliato a toccare, perchè ci sono famiglie che sono diverse. Qua rovinano più di una
famiglia, mentre quello si divertiva, ha detto il ragioniere, quello, quello che era nella
cosa ...inc... Poi si divertiva quello che brindava.
SOVRAPPOSIZIONE DI VOCI.
Domenico: ...inc...
Uomo1: Ha brindato, ha brindato, gli stavo dicendo ...inc...
Domenico: Avete preso tutto.
Uomo1: ...inc...
INCOMPRENSIBILE A CAUSA DEL FORTE FRUSCI'O.
Uomo1: Io pensavo che era questione di quaranta euro, ...inc... mi ha mancato ...inc... completamente,
mi ha mancato completamente. ...Inc... dividono il paese.
Domenico: Ma ti accorgi o no.
Uomo1: Ci mettiamo al tavolo ...inc.... Divide il paese ...inc... , ma vaffanculo. Sinceramente ...inc... per
una persona utile. ...inc... Ma tu la cerchi la compagnia ...inc... lo ho visto a Reggio, ma voi
chi cazzo siete, scusa chi cazzo siete. Voi avete i cazzi vostri e vi devo venire a baciare le
mani, (emette un suono con la bocca) vi devo venire a baciare la mano. Però non gliela
bacio a nessuno, vaffanculo ...inc... un cristiano, vado a testa alta io.
Domenico: Vaffanculo.
Uomo1: Ma sinceramente sono rimasto tanto, sono rimasto secco Mico, parola d'onore, sono
rimasto freddo sai perchè, perchè non mi aspettavo mai che mi facesse un
ragionamento di quelli, perchè pensavo che era in una maniera il discorso. Chi rispetta,
...inc... non ha rispetto ...inc... per rispetto, non ti sembra che tu. Sai quante volte ...inc... qua
per là. La vedi tu, la vedi. Eh? Tu poi la vedi. O non c'è Mico. C'è o non c'è?
Domenico: Ai cristiani gli fa scorrettezze. Chi rispetta ...inc... A quelli là.
Uomo1: ...Inc... Ma perchè non parla STELITANO? Eh, Mico?
Domenico: ...Inc...
Uomo1: Eh, Mannaia, ora mi salgono i cazzi, me li sono impuntati. Me ne fotto, mannaia la
madonna, devo crepare, ma con la casa mi devo separare mannaia la madonna. Ora mi
sono impuntato. ...Inc... parte delle cose, vado là e gliele dico in faccia. Ma mannaia la
madonna, guarda che cazzo di ragionamenti ...inc... E questo è il bello, dalla parte di
qua, va là. Poi è arrivato là con quel gran pezzo di baffo di merda, questo coso lordo.
Domenico: ...inc...
Uomo1: Vedi che ha assaggiato a tua moglie.
Domenico: Andiamo di qua?
Uomo1: ...inc... Quello è ...inc... di merda, capisci?
Domenico: Quello è ...inc... per davvero.
Uomo1: ...inc... E' giusto in questa maniera ...inc... avevamo i cazzi con la gente, ti vuoi prendere il
posto. Vogliono prendere il potere a Roccaforte e questi stupidi gli stanno dietro, ma
guarda tu, tutti vogliono mettere mano la dentro come una volta, pensa tu, perchè si
sono lagnati capisci che era uscita una cosa fuori e vogliono buttarsi tutti là dentro.
Guarda tu, perchè sanno che a Roccaforte c'è la diga una cosa e l'altra, pare che, hai
capito? Cercano tutti di mettere le cose, le mani, perchè non si contano le mani. Gliele
facciamo vedere noi le cose Mico. Lascia che aggiusto io e stiamoci come deve stare, se
vuole stare ...inc... di suo cognato vediamo, parliamo prima per dopo. No e non si può Mico.
Sai a quello che gli avrei detto io. Tu devi chiudere ...inc...
Domenico: ...inc...
Uomo1: Eh?
Domenico: Tu vai a pisciare là.
Uomo1: Dove?
Domenico: Al bar.
Uomo1: Io già sto sul cazzo che piscio.
Domenico: Non erano femmine?
Uomo1: Me ne fotte di lei, sta zoccola.
Domenico: Una femmina è.
Uomo1: E si ferma pure.
Uomo1: ...inc... Ci vuole una strada giusta, bella pulita. Devo trovare una strategia, mannaia la
madonna. Non riesco a trovarla.
Domenico: Di notte.
Uomo1: Mico, non possiamo stare staccati tutti. ...Inc... senti che ti dico io.
Domenico: Una soluzione la troviamo, però dobbiamo parlare al tavolo.
Uomo1: Dove vai Mico?
Domenico: ...inc... con la calma.
Uomo1: Con la calma, certo ...inc... Mico, ma tu, se una persona non parla con la calma, uno deve dire
sempre, ragionare con un ragionamento.
Domenico: ...inc...
Uomo1: Ho capito. Però il ragionamento ...inc... Se tu mi dici un ragionamento a me. Io non è
...inc... Io ti dico, no questo ragionamento non è sbagliato, ma tu mi devi dire questo
ragionamento a me. Io non ti dico il ragionamento a te. Allora ci troviamo questi cazzo
di ragionamenti e non usciamo anche noi ...inc... in questi ragionamenti. Altrimenti, va
da lui e vuole che gli spiegamo, ma che vuoi che gli spieghiamo noi a Ciccio. Chiaramente
che vuoi che gli spieghiamo?
Domenico: Vuoi che facciamo un ragionamento buono?
Uomo1: Eh?
Domenico: Andiamo stasera io e te ...inc...
Uomo1: ...inc...
Domenico: E' vero, perchè l'altro giorno mi ha detto, per oggi ...inc..., giusto? Poi ...inc... a Ciccio
...inc... Tu vuoi stare così, così, così, noi siamo con te, però vedi quello che cazzo devi
fare ...inc... giusto? E giuramelo qua.
Uomo1: Si.
Domenico: Tu a tale persona ed a tale persona non gli devi dare conto, se gli dai conto e domani lo
so e domani lo so.
Uomo1: Sono guai per te.
Domenico: Sono guai per te.
Uomo1: ...inc....
Domenico: Ma no a, andiamo a trovare a questo e andiamo a trovare a quello là fuori a Reggio.
Uomo1: A Nuccio, a Nuccio lo lego, mica gli fa la spia.
Domenico: No. no quello è una spia, spia, è una spia che domani, dopo domani non ci può più fare
a pezzi (pazziare). Quello è una spia ...inc...
Uomo1: Ci ha fatto a pezzi, prima Mico.
Domenico: Si, ci ha fatto a pezzi, ci ha fatto a pezzi.
Uomo1: Vai a raccontarglielo a questi qua Mico.
Domenico: ...Inc... lui mi fa questi discorsi, ma io glielo dico chiaro, fino ad adesso glielo ho detto
chiaro? ...Inc...
Uomo1: Si ma con ...inc..., io a questo punto qua ci tengo.
Domenico: Ci tieni?
Uomo1: Ci tengo. Io a questo punto qua ci tengo. ...inc...
Domenico: No andiamo io e te e parliamo, a Ciccio lo lasciamo dopo, andiamo a parlargli dopo.
Uomo1: Eh?
Domenico: E intanto ...inc... e Ciccio non è capace a fare un cazzo. Non è capace, non è cazzo suo,
non è cazzo suo. Ciccio quanto arriva a certe ...inc... lui deve dire si, però ...inc...
Uomo1: ...inc...
Domenico: ...inc... sono cazzi tuoi.
Uomo1: Ma i ragionamenti quali sono, del si, suo. Lui deve lasciare fuori a tutti i suoi cognati.
Domenico: I suoi cognati.
Uomo1: A tutti.
Domenico: Ed ai vari nipoti.
Uomo1: A tutti.
Domenico: In che senso li deve lasciare fuori. Li deve rispettare, questo è fuori dubbio. Però loro
non devono sapere niente, se lo devono sapere lo devono sapere dopo e basta. Che
devono sapere? Le cose lecite.
Uomo1: Le cose lecite. Ma io ho visto che c'è ...inc... e glielo ho detto allora.
SOVRAPPOSIZIONE DI VOCI.
Domenico: Altrimenti sai che succede, succede che ...inc... in una bolla di sapone, tutti i giorni una bolla
di sapone.
Uomo1: Lui deve sapere pure che non siamo ...inc... Ma ti sei accorto quando ...inc... Gli ho detto
da parte nostra, sia di me che di mio cognato ...inc... Intanto con "malo core" ...inc...
con malo core perchè ...inc... Poi stasera non ho potuto vedere, quanto cazzo ...inc... Ma
questi che discorsi sono ...inc... e che discorsi sono ...inc... Che discorsi sono questi qua.
...Inc... Non ce l'ho con voi io ...inc... ed intanto avete cacciato a me. Che eravamo
presenti, che ha detto così e ha detto colì e poi ...inc... e cazzo. ...Inc... non ha capito
quello che ha perso pure a noi. Ti pare che non l'hak capito ..inc...
CADE LA LINEA
I due interlocutori indicano chiaramente che a Roccaforte del Greco gli equilibri all’interno delle
“famiglie mafiose” sono precari. Infatti, PALAMARA dice a IARIA che devono avere un po’ di
collaborazione e che così non va bene in quanto devono essere più chiari e si devono sedere ad un tavolo
e ragionare. Poi dicono che devono approfittare delle occasioni che gli si presentano e, riferendosi
evidentemente a chi li comanda, dicono che se “lui” vuole stare a quello che dicono loro può stare,
altrimenti se la vedono diversamente; e continuano che si sono litigati con tutti, ma che comunque loro
sanno chi sono “i cristiani” che si devono rispettare. Poi, aggiungono che devono dire agli altri
(componenti del sodalizio), che è, sempre, tutto a posto e le cose (traffici illeciti) loro di farsele per i
fatti loro. Poi parlando di Toto (ndr. VERNO Vittorio) dicono che pensa ai propri interessi e che da ora
in avanti “se vuole stare come gli dicono loro bene, altrimenti può fare per conto suo”, in quanto adesso
loro “devono impegnarsi a prendere il potere”. Altresì, PALAMARA dice che non ha voluto portare
rispetto a personaggi di Reggio Calabria e parlando di una persona (di cui non fa il nome) dice di esserci
rimasto male perché pensava che il discorso fosse in un modo ed invece questa persona gli ha fatto un
altro ragionamento. Domenico aggiunge che (una persona) fa scorrettezze ai “cristiani” e PALAMARA
chiede perché STELITANO (ndr. STELITANO Filippo) non dice la sua. Pertanto PALAMARA dice di
essersi stancato di questa situazione e che ora andrà e glielo dirà in faccia (verosimilmente che fa
scorrettezze). In questa situazione dove “nessuno vuole prendere il posto” (del loro capo), tutti (gli altri
sodalizi criminali) vogliono prendere il potere a Roccaforte del Greco, e questi (i loro maggiori
esponenti) “stupidi gli vanno dietro”. Ancora, dicono che ci vuole la strada giusta e che devono trovare
una strategia. Domenico ribadisce che una soluzione la trovano, però devono parlare intorno ad un
tavolo e devono fare un ragionamento alla volta ed a Ciccio (ndr. PANGALLO Francesco successore
naturale del fratello di PANGALLO Antonino ucciso) gli devono dire che se vuole restare deve fare
come dicono loro e cioè di non dare conto (dei traffici illegali) “a tale persona ed a tale persona”,
“altrimenti sono guai per lui”. Questa frase è importantissima perché viene pronunciata come una
minaccia nei confronti di PANGALLO Francesco. Poi IARIA e PALAMARA si mettono d’accordo per
andare a Reggio Calabria a trovare a questo (verosimilmente un personaggio legato alla criminalità di
Roccaforte del Greco). Quindi, dicono che con Ciccio (ndr. PANGALLO Francesco) ci andranno a
parlare dopo che sono stati a Reggio Calabria, perché quest’ultimo secondo loro, non è capace a fare il
loro ragionamento. Inoltre, dicono che (PANGALLO Francesco) deve lasciare fuori dai traffici illeciti i
suoi cognati, ed i suoi nipoti; e che questi devono sapere solo “le cose lecite”, altrimenti tutto finisce in
una bolla di sapone. In questo discorso appare evidente che IARIA Domenico Carmelo, dopo
l’uccisione di PANGALLO Antonino, si sente pronto a prenderne il posto. Infatti, appare che voglia
imporsi sia su VERNO Vittorio, che su PANGALLO Francesco, i quali, a suo avviso, lo devono
seguire.
Sulla scorta delle acquisizioni investigative sopra esposte, si può effettuare una ricostruzione dei fatti.
Da qualche tempo all’interno del sodalizio, cui appartengono i personaggi citati in narrativa, esistono
delle tensioni, che vengono registrate già nel corso delle indagini sfociate nell’operazione di Polizia
denominata “Zappa 2” (queste attività riguardano il 2003 e l’inizio del 2004); e trovano il culmine in
due gravi fatti di sangue: l’agguato a SPANO’ Teodoro e l’omicidio di PANGALLO Antonino. I due
episodi vanno analizzati nello stesso contesto, e vengono naturalmente collegati dal coinvolgimento
degli stessi personaggi. A tal proposito si sottolinea il rapporto di SPANO’ Teodoro con il defunto
PANGALLO Antonino, subito dopo l’agguato ai danni del primo; nonché l’avvicinamento di IARIA
Domenico Carmelo proprio allo stesso SPANO’, già da un mese prima della morte del PANGALLO. Le
indagini in corso continuano a registrare questa situazione di tensione ed instabilità. In questo quadro,
durante un incontro tra PANGALLO Antonino, IARIA Domenico Carmelo ed altri, avviene una lite (la
cui causa è da ricercare nell’intreccio di rapporti poc’anzi citato) , culminata in uno scontro fisico, nel
corso del quale IARIA ha cagionato la morte di PANGALLO Antonino. Di qui l’intervento di
PANGALLO Francesco, ed il tentativo di soccorrerlo portandolo all’ospedale di Melito Porto Salvo. Poi
la sua condotta depistante e la sua mancata presa di posizione.
PANGALLO Carmelo ignaro della situazione, rientra immediatamente a Roccaforte del Greco dal nord
Italia dove vive, dovendo far fronte alla situazione. Qui portato a conoscenza dei fatti, non trova
l’appoggio del fratello Francesco che, aderendo alle disposizioni di PANGALLO Antonino (cl.1953),
preferisce ricomporre la frattura. PANGALLO Carmelo non condivide il punto di vista del fratello
Francesco, e nasce un dissidio tra i due, tale da dover far intervenire lo zio PANGALLO Antonino
(intervento richiesto sia da IDA’ Massimo che dalla di lui sorella Rosa moglie di PANGALLO
Francesco), il quale riconduce alla calma i due germani e riconsolida gli equilibri, che si stavano
sgretolando dopo la morte di PANGALLO Antonino. Dopo l’intervento di PANGALLO Antonino
(cl.1953), il nipote Carmelo se ne tornava al nord Italia presso il suo domicilio, mentre PANGALLO
Francesco e IARIA Domenico Carmelo continuavano a gestire le attività del sodalizio (le intercettazioni
hanno portato alla luce alcuni “movimenti” riconducibili ad un traffico di sostanze stupefacenti).
Da questo momento in poi i rapporti tra PANGALLO Francesco e la famiglia VERNO si interrompono:
dalle intercettazioni telefoniche ed ambientali non sono emersi contatti. Tra l’altro la circostanza viene
riferita da VERNO Francesca, vedova di PANGALLO Antonino, la quale dichiarava che i rapporti con i
parenti di suo marito “sono normali anche se non si frequentano”.
Questo “distacco” (anche se non si può definire una vera e propria frattura) riscontra ulteriormente le
risultanze investigative.
Bisogna rilevare che dopo l’incontro con VERNO Vittorio, PANGALLO Carmelo non ha più fatto
rientro a Roccaforte del Greco (evidentemente è stato dissuaso dalle sue iniziali posizioni sulla morte
del fratello).
Pertanto, appare evidente che, i fatti di sangue avvenuti in Roccaforte del Greco, sono da considerarsi
intestini ai gruppi criminali che ivi operano e che la morte di PANGALLO Antonino è avvenuta a causa
delle tensioni esistenti tra i sodali; e gli affari attualmente (come si è visto nel corso delle intercettazioni)
vengono gestiti da PANGALLO Francesco e IARIA Domenico Carmelo, i quali hanno stretto rapporti
di “amicizia” con altri sodalizi criminali (PAVIGLIANITI di San Lorenzo e MORABITO di Africo).
A quanto sopra riportato vanno certamente aggiunte parte delle dichiarazioni rese dal collaboratore di
Giustizia MESIANO Carlo che si riportano di seguito:
A: Stavamo concludendo a proposito del tentato omicidio di SPANO’ Teodoro quindi questo e
quello che lei , quindi questo è quello che lei si ricorda insomma, invece della morte di
Antonino PANGALLO che cosa sa?
B: La morte di Antonino PANGALLO quando ho letto sul giornale , ed ho incontrato, e dopo
qualche giorno ho incontrato a Donato gli domandai cosa era successo.
A: Si ricorda in che periodo era?
B: No, perché bene o male con mi vedevo sempre perché lui andava a scuola Reggio Reggio ,
gli domandai ma che è successo.
A: Chi è che andava a scuola ?
B: Esalv… Donatello, MAESANO si il figlio di Turi MAESANO .
A: Quindi sicuramente era periodo di scuola quindi? Erano aperte le scuole.
B: Non c’era periodo perché lui sempre a Reggio era, perché ha la casa qua a Reggio viene a
trovare gli amici suoi, manda ambasciate al bar ai fratelli non c’è, comunque in quel periodo
dopo qualche giorno ho chiesto che è successo come è successo.
A: Comunque i due episodi il tentato omicidio SPANO’ e l’omicidio di PANGALLO Antonino,
come li colloca lei in successione se ricorda?
B: In che senso scusi?
A: Prima o prima l’altro ?
B: Non ricordo.
A: Questo non se lo ricorda, comunque dice che ha parlato con Donato.
B: Gli ho detto Donato ma veramente lo hanno sparato dice che gli hanno fatto l’agguato ,dice
no erano a caccia è scivolato non so dove ha sbattuto ed è partito il colpo gli è scappato a uno
di quelli che erano là, e ho detto che c’era là? Totò RIINA uno che chiamano Totò RIINA.
A: E sarebbe?
B: Non lo so so che aveva un BMW 320…318 vecchio modello a gas .
A: il nome non se lo ricorda ?
B: No, Mico Panino suo fratello il nipote ed il fratello .
A: Quindi Mico PANINO sarebbe?
B: Mimmo IARIA il fratello di Mimmo IARIA .
A: Si!
B: E’ il nipote del cinghiale tipo PANGALLO sarebbe Gustino (ndr Agostino) si chiama e poi
c’era Andrea limuni lo chiamano e il fratello di Chiumbino il fratello di Antonino PANGALLO
che ha una macchina rossa.
A: Quindi queste persone erano andate a caccia insieme?
B: Si tutti armati al solito perché a caccia si andava sempre armati.
A: E Donato come le sapeva queste cose?
B: E il figli di Turi MAESANO non si sa la cosa, …..se realmente.
C: Ma lei dice armati in che senso di fucili?
B: Non solo di fucili ma anche ..
C: perché è normale che a caccia si va armati.
B: Si giustamente , con armi proprie pistole , revolver.
A: Quindi Donato diceva è stato un incidente.
B: Si diceva stai tranquillo puoi fare quello che vuoi , sicuro, e poi non abbiamo più parlato di
questo discorso.
A: Un incidente in che senso cioè le ha detto la dinamica del fatto le ha detto forse gli è partito
un colpo e partito a uno di quelli che erano là!
B: Mi ha fatto capire che era scivolato e gli è partito il colpo e uno di questi soggetto gli
scappato il colpo che è scivolato me lo ricordo però neanche lui più o meno non mi ha saputo
più o meno però mi ha detto di stare tranquillo che era una cosa loro.
A: Cioè che non ci sarebbero state ripercussioni secondo questa ?
B: E comunque!
A: perché glielo diceva lei era preoccupato per qualcosa?
B: Si siccome salivo a Roccaforte, ero amico con tutte e due ma di più amico con Turi
MAESANO e se ci fosse stata una seconda guerra poteva avere pure io degli scontri perché
pure di toccare a Turi MAESANO perché era un carissimo amico suo e compare suo.
A: Quindi sostanzialmente Donato collocava il fatto che sostanzialmente non veniva da loro ,
questo era il senso del discorso .
B: Si, non c’entrava niente ne su quello che era stato scritto sui giornali .
A: E comunque non c’entravano niente loro insomma, loro intendo MAESANO!
B: perché, anche perché sono andati i carabinieri e non hanno trovato neanche il posto perché
ha piovuto per 2 giorni e non hanno saputo neanche dare..
A: Il corpo dove stava?
B: Era stato
trasportato
all’ospedale non hanno trovato
come ha raccontato
Donato i
carabinieri non hanno saputo spiegare dove è successo il fatto, perché ha piovuto per 2 giorni.
A: Lui lo sapeva dov’era successo il fatto ?
B: In montagna là vicino, strada cacciadiavoli si chiama , nelle colline di Roccaforte.
A: Strada?
B: cacciadiavoli, o briganti sono strade dove vanno tutti i forestali e cose varie, nella fitta
montagna di Roccaforte.
A: Quindi Donato le disse che era successo lì il fatto?
B: Si, nella montagna .
A: Quindi dopo che era successo cosa avevano fatto quelli che stavano là?
B: Da quanto mi ha detto lui lo hanno trasportato in ospedale e nient’altro, comunque mi ha
detto poi stare tranquillo Carletto .
VEDASI ALLEGATO 1
Dopo la morte di PANGALLO Antonino, MESIANO Carlo, oggi collaboratore ma all’epoca dei
fatti affiliato alla Ndrangheta di Roccaforte del Greco ed in particole vicino a Turi MAESANO,
personaggio che all’epoca della guerra di mafia era contrapposto al gruppo del Chiumbino, si preoccupa
per un eventuale apertura delle ostilità, infatti teme per la propria incolumità, si rivolge a MAESANO
Donato, figlio di Turi, il quale lo rassicura dicendogli che è stato un incidente ed una cosa loro (ndr
interna alla cosca). Lo stesso collaboratore dichiara di aver appreso sempre da MAESANO Donato che
sul luogo del fatto erano presenti i fratelli IARIA Domenico Carmelo ed Annunziato, PANGALLO
Francesco, fratello della vittima e Agostino (ndr PALAMARA Agostino), cognato
di
IARIA
Domenico Carmelo.
Quanto dichiarato dal collaboratore conferma la ricostruzione già desumibile dalle attività
tecniche poste in essere nell’amnito del presente procedimento, ovvero che il predetto omicidio sia
stata una questione solo interna al gruppo Pangallo e non si sviluppa a seguito di questioni sorte con
l’altra consorteria (Zavettieri). Va inoltre rilevata la circostanza – riferita dal collaboratore - che sul
luogo vi era la presenza appunto di IARIA Domenico Carmelo, che, sentito nell’immediatezza del fatto,
non ha fornito un alibi e che, a seguito di ricerca da parte dei Carabinieri, che volevano nuovamente
sentirlo a s.i., per un periodo di tempo ha fatto perdere le proprie tracce. Durante il periodo di assenza
di IARIA Domenico Carmelo, si interessano in maniera molto attiva alla vicenda IARIA Annunziato e
IDA’ Massimo, che contattano l’avvocato PITASI al fine di andare in caserma a Roccaforte del Greco
per vedere se “c’era qualcosa”, ovviamente riferito ad un eventuale provvedimento cautelare nei suoi
confronti.
Si riportano di seguito le predette conversazioni intercettate sull’utenza 333/6454277
RIT
1272/04.
Monitorato: 393336454277
Registrazione:
758
Ora registrazione:
22/10/2004 12.31.39
Interlocutore
+393384752170
IARIA Annunziato telefona a IDA' Massimo dicendogli che è andato ma non sa nulla, che gli ha
spiegato la sitiazione ma poi parlano là (ndr a Roccoforte del Greco).
Vedesi conversazione 755.-
ALLEGATO 24G
Monitorato: 393336454277
Registrazione:
809
Ora registrazione:
23/10/2004 09.30.09
Interlocutore
+393283719170
Massimo telefona all'Avvocato PITASI dicendo che lui è il cugino di IARIA. Massimo chiede a PITASI
se lui è nello studio in mattinata, in quanto vorrebbe parlare con lui e che aveva chiamato la sera
precedente. Massimo chiede all'avvocato PITASI se è possibile per lui salire a Roccaforte del Greco e
chiedere lì in casema se c'era qualche cosa. L'avvocato PITASI risponde di nò e chiede con chi ha
parlato. Massimo dice che lui ieri ha parlato con IARIA. L'avvocato chiede se è urgente o se possono
rinviare per lunedì. Massimo dice che se è possibile per luned' mattina e che vanno loro a prenderlo
con l'autovettura. L'Avvocato PITASI chiede se lui può scendere a Reggio Calabria nel pomeriggio.
Massimo dice di sì, che loro si trovano a Reggio Calabria nel pomeriggio. L'avvocato chiede a Massimo
di telefonarlo alle 4:30 (ndr16:30).* : Codice cella :22201 2251148135
* : Ind :VIA REGGIO CAMPI,93
* : Com :REGGIO DI CALABRIA
ALLEGATO 24H
Monitorato: 393336454277
Registrazione:
818
Ora registrazione:
23/10/2004 12.42.33
Interlocutore
+393384752170
IARIA Annunziato telefona a Massimo dicendo che si sono visti con l'avvocato ed hanno parlato e lui
gli ha detto che luned' scendono e poi. Massimo dice e lo prendiamo. Annunziato dice che gli telefona e
dopo vedono.
* : Ind :LOCALITA LICORDARI-ROCC.DEL GRECO FG.33-P.LLA 65,SNC
•
: Com :ROCCAFORTE DEL GRECO
VEDASI INFORMATIVA NR 58/39-57-2004 DEL 01.04.2006
ALLEGATO 24I
All’esito delle indagini svolte sulla vicenda in discorso, gli indizi a carico di Iaria Domenico
Carmelo in ordine all’omicidio di Pangallo Antonino cl. 70 appaiono gravi, precisi e concordanti.
Le attività tecniche e le altre acquisizioni in atti hanno consentito, infatti, di fare luce:
- sul contesto mafioso al cui interno è maturato l’omicidio del Pangallo Antonino cl. 70: le
intercettazioni danno contezza dell’esistenza di contrasti e malumori all’interno della fazione Pangallo –
Maesano – Favasuli e delle velleità di un gruppo di associati (dei quali fa sicuramente parte Iaria
Domenico Carmelo) che intende “gestire” la leadership di Pangallo Francesco, influendo in modo
decisivo sulle sue scelte criminali e costringendo in una posizione di assoluta marginalità gli accoliti più
vicini al Pangallo Antonino (i Verno); peraltro, che l’autore e la ragione dell’omicidio vadano ricercati
all’interno delle dinamiche associative della organizzazione di cui il defunto faceva parte è confermato
dall’assenza di successivi episodi di sangue che possano costituire risposta mafiosa nei confronti di altro
clan, nonché dalle dichiarazioni del collaboratore Carlo Mesiano, più vicino al gruppo Zavettieri, che
viene rassicurato circa l’eventualità di possibili ritorsioni da parte dei Pangallo;
- sul possibile movente dell’omicidio: la morte del “chiumbino”, secondo gli organigrammi del
sodalizio con evidenza emergenti dalla presente indagine, consegna a Iaria Domenico Carmelo un ruolo
di assoluto rilievo all’interno della fazione Pangallo – Maesano – Favasuli, circostanza di cui lo stesso
Iaria è pienamente consapevole (cfr. conversazione tra presenti in data 21.12.2004, alle ore 09.30,
LANCIA Y targata BJ427HV RIT 1289/04, “Cioè? Io più di così. Dopo il Chiombino. Sono io con te,
hai capito”);
- sull’autore materiale dell’omicidio: le attività tecniche hanno consentito di apprezzare come i
soggetti intranei alla organizzazione siano a conoscenza del fatto che ad uccidere Pangallo Antonino cl.
70 sia stato Iaria Domenico Carmelo (cfr. conversazione tra presenti in data 08.10.2004, alle ore 20.29,
al progressivo nr.503; tra ATTINA’ Domenico ed un uomo in corso d’identificazione: Uomo: Chi ha
ammazzato il Chiumbino? Domenico: Ma vai a dormire.Uomo: Chi è stato? Domenico: Quel pazzo di
IARIA); in più di un’occasione, nel periodo immediatamente successivo all’uccisione di Pangallo
Antonino cl. 70, si è registrata la circostanza che alcuni interlocutori del medesimo Iaria si rivolgessero
allo stesso attribuendogli la responsabilità per un omicidio, senza che mai Iaria abbia reagito protestando
la propria innocenza o comunque la propria estraneità ad un così efferato delitto di sangue (cfr.
conversazione captata alle ore 14:29 del 21.12.2004, LANCIA Y targata BJ427HV RIT 1289/04 “E
...inc... ha detto ma che sei pisciatore, che sei, a chi hai ammazzato a quel punto, a chi hai ammazzato
a quel punto”; cfr. conversazione di cui al progressivo nr. 5020, del 28.05.2005, alle ore 23.24.07,
sull’autovettura
LANCIA
Y
targata
BJ427HV
RIT
1289/04
“…Tu
però,
responsabile
omicidio.Domenico: Va bene…”);
- sulla presenza di Iaria Domenico Carmelo sul luogo dell’omicidio: dato, quest’ultimo, riferito dal
collaboratore di Giustizia Carlo Mesiano, il quale ha reso sull’episodio dichiarazioni estremamente
credibili; in particolare, le intercettazioni dimostrano come tutti i soggetti indicati dal collaboratore quali
persone presenti sul luogo del delitto risultino oltremodo informati sulla vicenda e sicuramente
interessati dei possibili sviluppi della stessa; deve osservarsi, poi, che le propalazioni del Mesiano – che
apprende le notizie in suo possesso da Donatello Maesano, fratelo del boss “Turi” - non possono essere
considerate mere dichiarazioni “de relato”; la Suprema Corte ha avuto modo di chiarire che “in tema di
dichiarazioni provenienti da collaboratore di giustizia che abbia militato all’interno di
un’associazione mafiosa, occorre tenere distinte le informazioni che lo stesso sia in grado di rendere in
quanto riconducibili ad un patrimonio cognitivo comune a tutti gli associati di quel determinato
sodalizio dalle ordinarie dichiarazioni “de relato”, che non sono utilizzabili se non attraverso la
particolare procedura prevista dall’art. 195 c.p.p., in quanto l’impossibilità di esperire, nel primo caso,
l’anzidetta procedura rende le stesse propalazioni meno affidabili e, come tali, inidonee di per sé a
giustificare un’affermazione di colpevolezza; nondimeno, le stesse possono assumere rilievo probatorio
a condizione che siano supportate da validi elementi di verifica in ordine al fatto che la notizia
riferita costituisca, davvero, oggetto di patrimonio conoscitivo comune, derivante da un flusso
circolare di informazioni attinenti a fatti di interesse comune per gli associati, in aggiunta ai normali
riscontri richiesti per le propalazioni dei collaboratori di giustizia” (cfr. Cass. sez. I, sent. nr. 11097 del
26.01.2006 dep. 20.03.2006); ebbene, nel caso di specie non può dubitarsi del fatto che le notizie in
questione abbiano conosciuto, tra gli associati alle organizzazioni mafiose di Roccaforte del Greco, la
più ampia diffusione; le stesse attività tecniche, i cui risultati sono stati sopra riassunti, danno contezza
di come i principali soggetti attenzionati rivolgessero, nelle loro conversazioni, la massima attenzione
all’episodio delittuoso in discorso, non perdendo occasione per confidarsi eventuali dettagli di cui i
fossero venuti a conoscenza, trattandosi della eliminazione fisica di uno dei capi delle organizzazioni
mafiose operanti in Roccaforte e, quindi, di un episodio di sangue che – astrattamente idoneo a
scatenare una nuova faida tra le famiglie del posto – potenzialmente poteva direttamente o
indirettamente coinvolgere tutti i protagonisti dello scenario criminale roccaforticiano;
- sul comportamento di Iaria Domenico Carmelo in epoca successiva all’omicidio: le attività
tecniche hanno dimostrato che dopo l’omicidio Iaria ha dovuto porre in essere un’attività di mediazione,
anche tramite Pangallo Antonino cl. 53, per riconciliarsi con Pangallo Francesco, cosa che
effettivamente avviene, mentre viene rassicurato dalla partenza per il nord Italia di Pangallo Carmelo,
più vicino alla famiglia della vedova (Verno), soggetto evidentemente più deciso a regolare
diversamente la faccenda; di assoluto rilievo è poi la circostanza che Iaria, in epoca immediatamente
successiva ai fatti, si sia reso irreperibile per un congruo periodo di tempo (cfr. Cass. Sez. II, sent. n.
5890 del 27.04.95, secondo cui “la latitanza di per sè non può costituire prova o indizio a carico
dell’imputato, ma in unione ad altri elementi può essere tenuta presente quale comportamento “post
delictum”, nella formazione del convincimento del giudice”).
“
Su quanto sin qui dedotto dal P.M. si rileva quanto segue.
In primo luogo e’ opportuno trascrivere quanto e’ stato ritenuto dal Gip nel
procedimento c.d. “Zappa2”.
Sul punto, allo stato, vi e’ un risalente giudicato cautelare - indiziario in attesa che il
P.M. eserciti l’azione penale.
“IARIA DOMENICO CARMELO
E’ la persona di riferimento di Pangallo Antonino detto “u
Chiumbinu”.
Partecipa al tentativo di fare evedere Maesano santo il
30\12\2003. Si reca in Spagna con Tripodi Natale e
Tiralongo Massimo, e’ riconosciuto dalla Polizia spagnola
come componente del commando ( composta anche a Pangallo
Antonino e Tripodi Bruno)che si era introdotto all’interno
dell’ospedale “ XII de Octubre” ove Maesano santo era
riuscito a farsi ricoverare e da dove i suoi accoliti
avrebbero dovuto farlo evadere.
Rimane ancora qualche giorno in Spagna dopo il fallimento
dell’evasionee.
Il 06/11/2004 ore 17.15 PANGALLO Antonino diceva a Romeo
Vincenzo che , a causa di quanto accaduto, era opportuno
che i componenti del gruppo che si era recato in SPAGNA per
liberare MAESANO Santo rientrassero in Italia uno per
volta, supponendo che sarebbero stati inaspriti i controlli
alle frontiere. Successivamente informava
ROMEO Vincenzo
che nella serata dello stesso giorno sarebbe rientrato in
Italia il “SECCO”, successivamente, identificato per IARIA
Domenico Carmelo, che , una volta giunto a Reggio Calabria
avrebbe riferito direttamente a ROMEO Vincenzo quanto
accaduto; che la persona che aveva tradito
MAESANO Santo
era, probabilmente, il “suo compagno” (di cella).
E infatti, Iaria Domenico Carmelo
alle ore 18.18.08 del
06/01/2004 (ALLEGATO N. 1332), utilizzando il telefono
pubblico
contraddistinto
dall’utenza
0965/751866
e
installato nell’aerea di servizio AGIP, corsia Nord,
dell’autostrada
A3
SA/RC,
telefonava
sull’utenza
radiomobile spagnola 0034/654624777 che si accerterà essere
in uso al PANGALLO Antonino latitante.
A
IARIA Domenico che diceva di non essere riuscito a
rintracciare “quel ragazzo” , con elevata probabilita’
Romeo Vincenzo “SONO IN GIRO. NON L'HO RINTRACCIATO A
QUELLA P... A QUEL RAGAZZO, LI'” PANGALLO Antonino
rispondeva
“VA BENE, NON CI ... L'HO RINTRACCIATO IO.”.
Effettivamente PANGALLO Antonino aveva parlato con ROMEO
Vincenzo alle ore 17.15 dello stesso giorno e gli aveva
riferito che sarebbe stato contattato dal “SECCO”. IARIA
Domenico, inoltre, alla domanda
di PANGALLO Antonino, lo
rassicurava dicendo di essere già arrivato a casa (Dal
progressivo 0480 tra PANGALLO Antonino (A) e IARIA Domenico
Carmelo (B): “… A = E VOI SIETE GIA' A CASA?--B =
ADESSO STO ANDANDO A CASA.--- A = AH! SIETE ARRIVATO GIA'
NELLE NOSTRE PARTI? --B = SI, SI.--- A = QUANDO?--B = QUESTA MATTINA.--- …”).
In merito all’incontro che ROMEO Vincenzo avrebbe dovuto
avere con
IARIA Domenico Carmelo, venivano intercettati
degli SMS tra ROMEO Vincenzo e
PANGALLO Antonio cl.’76,
che rispecchiavano quanto riferito da IARIA Domenico a
PANGALLO Antonino. In particolare, alle ore 14.58.34 del
07/01/2004, alla domanda di PANGALLO Antonio cl.’76 “Ciao
tutto bene?Che novità?” (SMS registrato alle ore 13.43.34
del 07/01/2004 – ALLEGATO N. 1484)
ROMEO rispondeva “E’
TORNATO UN ALTRO E PENSO CHE OGGI LO VEDO” (SMS registrato
alle ore 14.58.34 del 07/01/2004 – ALLEGATO N. 1484).
Nel corso della stessa conversazione, con un linguaggio
alquanto ermetico, i due discutevano della conclusione di
qualcosa da individuarsi, certamente, nella vendita di
armi.Si rinvia alle pagg. 489 e segg. della richiesta del
P.M. per le trascrizioni integrali.
N. 0480 - 06/01/2004 - 18.18.08 - MONITORATO
CHIAMATO 0034/654624777
UOMO (A) - UOMO (B)
A = OLA'!--B =
OLA'?--- A = DOVE SIETE?---
0965/751866
B =
-
SONO IN
GIRO. NON L'HO RINTRACCIATO A QUELLA P... A QUEL RAGAZZO, LI'.--A = VA BENE, NON CI ... L'HO RINTRACCIATO IO. MA SIETE GIA' A
CASA? NO!---
B =
NO!---
A = SIETE LA'?---
B =
SI, SONO LA'. E
STAVO ASPETTANDO A RINTRACCIARLO. DOMANI HO L'APPUNTAMENTO.-- A = NO, NO, E ... COME ARRIVATE ANDATE CHE GIA' HO PARLATO IO.
CON CHI SIETE? CON L'AMICO NOSTRO? --SOLO?---
B =
SONO DA SOLO.---
SONO?---
B =
E ... IN GIRO, PENSO!---
DAI PAESANI? --DUE FRATELLI?--AH! NO?---
B = EH!--B =
A =
B =
NO, NO.---
A = DA
A = E GLI AMICI NOSTRI DOVE
A =
MA NON E' ... SIETE
AH! HO CAPITO! (INCOMPRENSIBILE)
EH! SENTITE UNA CO... NO, NO, NO.---
B = SENTITE UNA COSA! VI RICORDATE QUEL RAGAZZO LI'
CHE ERA STA... CHE SIETE STATO DA LUI UN PAIO DI GIORNI?--EH! BRUNO?--B =
IL FATTO DEL CANE BIANCO! ---
CICCIO.--- A = CICCIO?--B =
A =
B = NO! QUELL'ALTRO! ... LI' FUORI! --- A = DOVE?--A = CANE BIANCO! CANE BIANCO!
... DITEMI IL NOME! NON C'E' PROBLEMA! (INCOMPRENSIBILE).---
-
A =
B =
B = VI RICORDATE?--- A = CICCIO CHI?--
QUELLO DI LA' FUORI! ---
A = EH!--- B = IL COMPARE!
MI HA
MANDATO UN MESSAGGIO!--CHE E' URGENTE!---
A = EH! --- B = PER QUEL DISCORSO LI'!
A = EH! E COME L'AVETE RICEVUTA VOI?---
B =
ME L'HA DETTO QUELLO CHE AVETE MANDATO LA' ME L'HA DETTO CHE E'
ANDATO IERI.---
A = E VOI SIETE GIA' A CASA?---
ANDANDO A CASA.---
B = ADESSO STO
A = AH! SIETE ARRIVATO GIA' NELLE NOSTRE
PARTI? ---
B =
SI, SI.---
A = QUANDO?---
B =
QUESTA
MATTINA.---
A = AH! SI! QUESTA MATTINA, SIETE ARRIVATO?---
B =
SI, SI.--- A = EH! ALLORA, SAPETE COSA DOVETE FARE? PRENDETE QUEL
NOSTRO AMICO ... ---
B =
VA BENE.---
B = EH! E VADO LI'? ---
A = A CONCLUDERE! DI ME GLI DITE CHE ... GLI
SPIEGATE CHE SONO FUORI. ---
B = VA BENE. OK.---
DI QUELLE COSE CHE DOVETE MOSTRARE!--SUBITO!---
A = E ANDATE LI'.--
B =
A = E IL FATTO
EH!---
A = SE E'
B = GLIEL'HO MOSTRATO, A UNO GLIEL'HO MOSTRATO!---
A = E COSA HA DETTO. ---
B =
HA DETTO <VA BENE. VEDIAMO A
QUANTO LE VOGLIONO, A QUANTO NON LI VOGLIONO.>---
A = AH!---
B = VA BENE.--- A = ALLORA, DOMANI ANDATE E CONCLUDETE.--VA BENE.---
A = VA BENE? ANDATE!---
A = BUONASERA.---
B =
B = OK, CIAO, BUONASERA.--
A (IN SOTTOFONDO RIVOLGENDOSI AD ALTRA
PERSONA) = ABBIAMO COMBINATO UN PICCOLO AFFARE!----
Dalla conversazione telefonica tra PANGALLO Antonino e IARIA
Domenico Carmelo registrata alle ore 17.10.14 del 01/02/2004
(ALLEGATO N. 1349 - Verbale di trascrizione del progressivo 0042 dall’intercettazione
telefonica
dell’utenza
radiomobile
0034/654624777 in uso al PANGALLO Antonino - N. 27/2004 RIT DDA)
si apprendeva che erano arrivate a
REGGIO CALABRIA, a TRIPODI
Bruno “quelle cose” tra cui vi sarebbero dovute essere quelle
commissionate
da
tale
“CICCIO”,
successivamente,
secondo
gl’inquirenti, identificato in PANGALLO Francesco cl.’79,
già
oggetto della telefonata tra gli stessi interlocutori intercettata
alle ore 18.18.08 del 06/01/2004 (Dal progressivo 0480 tra il
PANGALLO Antonino (A) e lo IARIA Domenico Carmelo (I): “… … … B =
SENTITE UNA COSA! VI RICORDATE QUEL RAGAZZO LI' CHE ERA STA... CHE
SIETE STATO DA LUI UN PAIO DI GIORNI?--- A = EH! BRUNO?--B =
NO! QUELL'ALTRO! ... LI' FUORI! --- A = DOVE?--B = IL FATTO
DEL CANE BIANCO! --- A = CANE BIANCO! CANE BIANCO! ... DITEMI IL
NOME! NON C'E' PROBLEMA! (INCOMPRENSIBILE).--B =
CICCIO.--A = CICCIO?--B = VI RICORDATE?--- A = CICCIO CHI?--B =
QUELLO DI LA' FUORI! --A = EH!--- B = IL COMPARE!
MI HA
MANDATO UN MESSAGGIO!--A = EH! --- B = PER QUEL DISCORSO LI'!
CHE E' URGENTE!--- … … … A = E IL FATTO DI QUELLE COSE CHE DOVETE
MOSTRARE!--B = EH!--- A = SE E' SUBITO!--B = GLIEL'HO
MOSTRATO, A UNO GLIEL'HO MOSTRATO!--A = E COSA HA DETTO. --B = HA DETTO <VA BENE. VEDIAMO A QUANTO LE VOGLIONO, A QUANTO NON
LI VOGLIONO.>--A = AH!--B =
VA BENE.--A = ALLORA,
DOMANI ANDATE E CONCLUDETE.--B = VA BENE.--- …”).
PANGALLO Antonino disponeva che IARIA Domenico andasse
dal “GROSSO” (TRIPODI Bruno), a prendere quanto gli era
stato già consegnato e portarlo al “compare CICCIO” il
quale ne aveva fatto richiesta, e al quale IARIA aveva
mostrato un campione qualche giorno prima (PANGALLO, dal
progressivo 0042: “CHE GLI AVETE PORTATO IL PEZZO?”),
come emerso anche dalla conversazione del 6/01/2004,
sopra citata (IARIA, dal progressivo 0480: “GLIEL'HO
MOSTRATO, A UNO GLIEL'HO MOSTRATO!”)pag 314
Progressivo: 0042 - Data conversazione: 01/02/2004 - Ora inizio
conversazione: 17.10.14 - Telefonata in entrata
Interlocutori: --P) PANGALLO Antonino
I) IARIA Domenico Carmelo
=====================================================
INIZIO CONVERSAZIONE
SINTESI: SI SALUTANO.--- P: TUTTO A POSTO?--- I: SI.--- P:
SENTITE, ANDATE DAL GROSSO!--- I: EH!--- P: CHE SONO ARRIVATE
QUELLE COSE PER COMPARE CICCIO. VI RICORDATE?--- I: SI, SI, CHE MI
HANNO MANDATO A DIRE CHE LI VOLEVANO.--- P: EH! E … TRENTACINQUE E
TRENTACINQUE.--- I: TRENTACINQUE E TRENTACINQUE.--- P: EH!--- I:
EH!--- P: OK?--- I: EH!--- P: E …--- I: E CE LI HA QUA?--- P: SI!
SONO ARRIVATI!--- I: VA BENE.--- P: TRENTACINQUE E TRENTACINQUE,
POI … TENETELI VOI CHE POI VI DICO IO COS’ALTRO SI DEVE FARE. OK?-- I: VA BENE.--P: OK?--- I: OK!--P: CIAO.--I: CIAO.
QUAN…--- P: AH! PORTA… PORTATEGLIELI.--I: TUTTI?--- P: NON
AVETE CAPITO NIENTE! (impreca) VI RICORDATE QUELLE COSE PER
COMPARE CICCIO?--I: SI, SI.--- P: CHE GLI AVETE PORTATO IL
PEZZO?--I: SI, SI.--- P: EH! PORTATEGLIELI.--- I: VA BENE.--P: E … A TRENTACINQUE E A TRENTACINQUE.--I: VA BENE.--P:
AVETE CAPITO?--- I: TRENTACINQUE E TRENTACINQUE?--- P: EH!--- I:
OK.--- P: TRENTACINQUE UNO E TRENTACINQUE UN ALTRO, PER CENTO.--I: SI, SI.--- P: OK?--- I: OK.--- P: TUTTO A POSTO?--- I: TUTTO A
POSTISSIMO.--- P: CI SENTIAMO … CI SENTIAMO VERSO MERCOLEDI’.--I: VA BENE.--- P: CIAO.--- I: CIAO, VI SALUTO.--FINE CONVERSAZIONE
IARIA Domenico Carmelo si era effettivamente recato dal “GROSSO”
(TRIPODI Bruno) e l’esito dell’incontro veniva riferito nel corso
della conversazione telefonica intercettata alle ore 17.16.15 del
04/02/2004 (ALLEGATO N. 1354 - Verbale di trascrizione del
progressivo 0043 - dall’intercettazione telefonica dell’utenza
radiomobile 0034/654624777 in uso al PANGALLO Antonino
- N.
27/2004 RIT DDA). IARIA Domenico riferiva che quanto destinato al
“compare CICCIO” non era arrivato ma erano arrivate “ALTRE COSE”.
PANGALLO Antonino ordinava all’interlocutore di riferire alla
persona interessata all’acquisto delle armi che il corriere aveva
dimenticato di caricare quanto da lui richiesto, aggiungendo di
proporre alla stessa (Dal progressivo 0043 tra il PANGALO Antonino
(P) e lo IARIA Domenico Carmelo (I): “… I: VA BENE. SEMPRE A
QUELL’AMICO LA’?---/ P: SEMPRE A QUELL’AMICO, CI… A CI…---/ I: SE
GLI INTERESSA QUALCOSA DI QUELLO! VA BENE!---…”) l’acquisto delle
“altre cose” che erano arrivate, al prezzo che IARIA Domenico e
TRIPODI Bruno avrebbero dovuto concordare insieme. PANGALLO
Antonino ordinava a IARIA Domenico di andare di nuovo dal “GROSSO”
(TRIPODI Bruno). IARIA Domenico, come accertato dalla P.G., si
recava in via Ravagnese-Arangea, a bordo dell’autovettura LANCIA
Y targata BJ427HV diretto all’abitazione del TRIPODI Bruno
(ALLEGATO N. 1355 - Relazione di servizio redatta in data
04/02/2004 dall’Agente Scelto ROCCHETTA Giuseppe), subito dopo
aver parlato con il PANGALLO Antonino. L’
autovettura
a
bordo
della quale il 4\2\04 viaggiava Iaria Domenico Carmelo risultava
intestata a IARIA Pietro, padre dell’indagato ( pag. 318 della
richiesta per la trascrizione integrale della conversazione).
Si riporta la trascrizione della conversazone
citata:
Progressivo: 0043 - Data conversazione: 04/02/2004 - Ora inizio
conversazione: 17.16.15 - Telefonata in entrata
Interlocutori:
P) PANGALLO Antonino
I) IARIA Domenico Carmelo
=====================================================
INIZIO CONVERSAZIONE
P: EHI!---/ I: PRONTO.---/ P: COME ANDIAMO?---/ I: BENE. VOI?---/
P: INSOMMA!--I: VEDETE …--- P: ALLORA? EH?---/ I: QUEL… NON
SONO ARRIVATI!--- P: NO?--- I: NO! ALTRE COSE! QUELLI LA’ NO!---/
P: E QUELLI CHE INTERESSANO A NOI NON SONO ARRIVATI?---/ I: NO,
NO!--- P: SICURO?--I: SICURO! NO! GLIEL’HO CHIESTO DUE, TRE
VOLTE!--P: (incomprensibile).--- I: MI HA DETTO CHE NON SONO
ARRIVATE.---/ P: VA BENE. ALLORA, POI, MI INFORMO PER BENE IO. MI
INFORMO IO.---/ I: VA BENE.--- P: E …--- I: SICCOME QUELLI LI’ …
QUEL COMPARE LA’, LI VOLEVA, NO! PERCHE’ ME LO AVEVA MANDATO ANCHE
A DIRE. CHE GLI DICO?--- P: EH!--- I:
DI ASPETTARE UN ALTRO
POCO?--- P: EH! GLI DITE CHE …--- I: CHE C’E’ STATO UN
CONTRATTEMPO, DAI!--- P: NO! GLI DITE LA VERITA’. CHE …--- I: SI,
SI, HO CAPITO.--- P: CHE QUANDO E’ PARTITO … IL DISCORSO, SI SONO
DIMENTICATI DI METTERLI.---/ I: VA BENE.---/ P: E IN PIU’ … ANDATE
A TROVARE IL GROSSO E DITEGLI DI … DI FARE INSIEME CERTE COSE E,
POI, LUI … DI ANDARLO A INFORMARE SU CHE COSA E’ ARRIVATO.---/ I:
NO, LO SO COSA E’ ARRIVATO!--- P: EH!--- I: COSE CHE C’ERANO …---/
P: AL NOSTRO AMICO, AL GROSSO …--- I: SI.--- P: DOVETE FARE IL
PREZZO INSIEME.--- I: AH! HO CAPITO.--- P: I PREZZI! VOI PRENDETE
I PREZZI E ANDATE DAL NOSTRO AMICO E GLI DITE CHE E’ ARRIVATO
QUESTO. PERO’ QUELLE ALTRE COSE SONO RIMASTE PERCHE’ SI SONO
DIMENTICATI DI METTERLI.---/ I: VA BENE. SEMPRE A QUELL’AMICO
LA’?---/ P: SEMPRE A QUELL’AMICO, CI… A CI…---/
I: SE GLI
INTERESSA QUALCOSA DI QUELLO! VA BENE!--- P: AH!--- I: OK.--- P:
E … PER QUANTO RIGUARDA ALTRO, NIENTE? TUTTO A POSTO?--- I: TUTTO
A POSTO, TUTTO NORMALE. AH! SE… MA PER GLI INVITI …--P: AH!--I: LI HANNO FATTI!--P: EH?--I: EH! VA BEH! LI HA FATTI
VOSTRO …--- P: E A CHI HA INVITATO?--- I: A NOI TUTTI! MA SUO …
IL PADRE DI QUELLA PERSONA! GLI HA DETTO DI INVITARE ANCHE QUEGLI
ALTRI … QUEGLI ALTRI AMICI CONTRO DI NOI, LA’ …--P: AH?--- I:
AH! AH! AL COLLE…--P: A CHI? AL VE…?--- I: AH!--- P: GLI HA
DETTO DI INVITARLO?--- I: SI, SUO PADRE!--- P: COMPARE BRI…?--I: EH! ALMENO COSI’ HO SENTITO.--P: E LUI E’ ANDATO AD
INVITARLO?--I: NON LO SO! FORSE E’ ANDATO LUI.--(incomprensibile)?--- I: NON QUELLO … MANAGO’. QUELL’ALTRO.--- P:
E CHI E’ ANDATO.--I: GLI ALTRI, QUANDO SONO VENUTI. MI DEVO
INFORMARE PER BENE CHE NON HO CAPITO IL DISCORSO. E POI VI DICO.-P: VA BENE, SE HANNO FATTO UNA COSA DI QUESTE ANDATE …
MANDATECI … VOI MANDATECI LA BUSTA.-- I: UH!--- P: EH! MA NON
PENSO E’ IMPOSSIBILE!--I: VA BENE! POI VI DICO, LA PROSSIMA
VOLTA …--- P: EH! INFORMATEVI MEGLIO … CI SENTIAMO DOMANI SERA A
QUEST’ORA.--- I: DOMANI SERA?--- P: SI.--- I: VA BENE.--- P: E
INFORMATEVI SU QUESTA COSA! CHE MI INTERESSA!--I: VA BENE!--P: E ANDATE A TROVARE IL GROSSO.--- I: OK! CIAO.--FINE CONVERSAZIONE
Iaria Domenico Carmelo si rivelava essere la persona deputata da
Pangallo Antonino a dare concreto
sbocco attuazione a uno
specifico filone tra le attivita’ illecite del gruppo, il
collocamento sul mercato delle armi fatte giungere in Italia
tramite l’attivita’ condotta in Spagna da Tripodi Bruno, Pangallo
Antonino e dal bulgaro Piskov.
Nelle conversazioni che seguono Pangallo Antonino e Iaria Domenico
Carmelo commentano l’esecuzione dell’ordinanza del 21\1\2004.
Progressivo: 0050 - Data conversazione: 11/02/2004 - Ora inizio
conversazione: 17.15.58
Interlocutori: --P) PANGALLO Antonino
I) IARIA Domenico Carmelo
=====================================================
INIZIO CONVERSAZIONE
P: SI.---/ I: PRONTO BUONASERA, CHE SI DICE?---/ P: TUTTO A POSTO,
LI’?---/ I: TUTTO A POSTO! QUASI!---/ P: PERCHE’?---/ I: GLI AMICI
NOSTRI LI HANNO PRESI.---/ P: A CHI?---/ I: AL VIP.---/ P: EH!--I: A …--- P: AL GROSSO?---/
I: AL GROSSO NON LO SO, MA AL SUO
COMPARE LO HANNO PRESO, PURE.---/ P: PER CHE COSA?---/ I:
COLLEGAMENTI CON … UN’ASSO… UNA
ESSE ESSE! AVETE CAPITO?---/ P:
HANNO FATTO UN ASSO…?---/ I: AH?--- P: UN’ASSOCIA…?--- I: SI, UN
ASSOCIAZIO…---/ P: EH! E A CHI HANNO PRESO? IL FIGHETTO ...---/ I:
NON SO GLI ALTRI PERCHE’ DOMANI ESCE SULLA COSA, OGGI L’HANNO
FATTA.---/ P: E IL GROSSO NON LO SAPETE PERCHE’?---/ I: NON SO,
DEVO ANDARE A TROVARLO PERCHE’ NON RISPONDEVA.---/ P: EH! …
MOTIVAZIONE?
TAPPATEVI
IL
NASO
…--(…)
I:
TRAFFICO
INTERNESCIONAL.---/ P: EH! EH! CON CHI?---/ I: CON QUELLO!---/ P:
CON MAR…?---/ I: EH! EH!.---/ P: CON MARCO?---/ I: SI, SI. E PIU’
ALTRE
COSE
DELICATE!---/
P:
EH!
INTERCETTAZIONI?---/
I:
INTERCETTAZIONI PIU’ SU FATTI FATTI!--- P: EH! SU CHE COSA? FATTI
LORO?---/ I: CATANOSO!---/ P: EH! E NO! EH! PROBLEMI SUOI! A NOI
CHE CE NE FREGA!--- I: SI, SI!--- P: SONO PROBLEMI SUOI!--- I:
LO SO, LO SO!--- P: CI POSSONO DISPIACERE!--- (…) P: SENTITE!
ANDATE A VEDERE …--I: PER QUELLO?--- SI INTERROMPE LA
TELEFONATA.--FINE CONVERSAZIONE
Progressivo: 0051 - Data conversazione: 11/02/2004 - Ora inizio
conversazione: 17.18.45
Interlocutori: --P) PANGALLO Antonino
I) IARIA Domenico Carmelo
=====================================================
INIZIO CONVERSAZIONE
SITESI: IL PANGALLO INVITA LO IARIA AD INFORMARSI IN MERITO
ALL’ARRESTO DEI LORO AMICI E A RINTRACCIARE “IL GROSSO” PER
CERCARE DI SAPERE QUALCOSA IN PIU’; CHIEDE SE SONO STATE
EFFETTUATE INTERCETTAZIONI TELEFONICHE ED AMBIENTALI A CARICO
DEGLI
ARRESTATI.--LO
IARIA
RISPONDE
AFFERMATIVAMENTE.--CONCORDANO DI RISENTIRSI IL GIORNO DOPO ALLA STESSA ORA.--FINE CONVERSAZIONE
Progressivo: 0052 - Data conversazione: 12/02/2004 - Ora inizio
conversazione: 17.51.30
Interlocutori: --P) PANGALLO Antonino
I) IARIA Domenico Carmelo
=====================================================
INIZIO CONVERSAZIONE
SINTESI: SI SALUTANO.--P: (…) ALLORA?---/ I: EH! ALLORA …
TUTTI!---/
P: CHI TUTTI? (…).---/ I: QUEL DISCORSO DI IERI SERA
CHE VI HO DETTO IO … ANCHE AL … GROSSO---/ P:EH! (…) ED IO?---/ I:
NO, NO!---/ P: SOLO LORO?---/ I: SOLO LORO!---/ P: E COSA HANNO
COMBINATO?---/ I: (…) INTERCETTE…, COSE, UN BORDELLO!---/P: (…)
QUANTE PERSONE HANNO PRESO?---/ I: EH! PARECCHIE, PARECCHIE!---/
P: PIU’ O MENO?---/ I: TRA COSE … PIU’ DI CENTO.---/ P: PIU’ DI
CENTO! …(impreca).---/ I: PURE A SUO FRA…---/ P: AL LUNGO?---/ I:
AH!---/ P: AL LUNGO!---/ I: SI, SI.---/ P: …(impreca).---/ I: VA
BEH!--- P: E GUERI…?--- I: NO, NO!--- P: (incomprensibile).--I: SENTITE, SICCOME VOSTRO NIPOTE DEVE FARE IL COMPLEANNO, QUELLO,
IL PICCOLO (…) FA UNA FESTICCIOLA E AVEVA PIACERE SE ANDAVA LA
VOSTRA CONSORTE.---/ P: (…) SI OK, OK…--- (…)
P: DI ALTRO TUTTO
BENE?---/ I: SI, TUTTO BENE.---/ P: SENTITE MA …PERSONE DI FUORI
DI DOVE SAPETE VOI NE HANNO PRESO? NO!---/ I: NO. DI LI’?---/ P:
EH!---/ I: SI, SI. PERO’ NON QUESTI, ALTRI.---/ P: (…) OK, BASTA …
(…) CI SENTIAMO … DOMANI SERA..---/ I: DOMANI SERA NO (…) PERCHE’
DEVO ANDARE ALLA FESTA.--- (…), I: DOMANI IN GIORNATA, A
MEZZOGIORNO, LE UNDICI, SE VOLETE.---/ P: DA MEZZOGIONO ALL’UNA.--/ I: VA BENE … (…).---/ P: SE NON … ASCOLTATE, SE NON RISPONDO
VUOL DIRE CHE …(incomprensibile)…---/ I: VA BENE.---/
SINTESI:
CONCORDANO DI RISENTIRSI TRA TRE GIORNI AL SOLITO ORARIO.--FINE CONVERSAZIONE
Progressivo: 0053 - Data conversazione: 15/02/2004 - Ora inizio
conversazione: 17.32.18
IARIA Domenico Carmelo (U) – PANGALLO Antonino (C)
… … …
C= ... IL PAESE DI QUELLO CHE METTE ... MORRIS L'HANNO TOCCATO?--U= NO! ... SI' GIU' GIU'!--- C= PIU' GIU'?--- U= SI'!--- C= ... DI
QUELL'AMICO PICCOLO? ... ESSE.-- U= SI'!--- C= SOLO A LUI?--- U=
SI', DI LA' SI'!--- C= E IL PAESE DOVE STANNO LE PECORE?--- U=
NO!--- CINGHIA CHIEDE SE CI SONO ALTRE NOVITA' E L'UOMO GLI DICE
CHE TUTTO E' A POSTO. CINGHIA DICE CHE SI SENTIRANNO MERCOLEDI'
ALLA SOLITA ORA E CHIEDE ALL'UOMO DI CONSERVARE I GIORNALI PER POI
DARGLIELI.--- C= VEDETE CHE ... VEDIAMO IN SETTIMANA CI FACCIAMO
UNA PASSEGGIATA PER LA CAMPAGNA.
… … …
Progressivo: 0054 - Data conversazione: 18/02/2004 - Ora inizio
conversazione: 17.10.33
IARIA Domenico Carmelo (U) – PANGALLO Antonino (C)
… … …
SINTESI = SI SALUTANO.--- C = A QUELLO, MARLETTA, PURE?--- I =
NON PARLATE PER TELEFONO! AVETE CAPITO? --C = SI, SI. BEH!
NEANCHE VOI!--- I = NO! NEANCHE! SI! A TUTTI! UNA CATERVA!--- C
= AVEVANO (INCOMPRENSIBILE)?--- I = NO! LE STESSE COSE CHE FANNO
QUANDO FANNO SEMPRE!--C = AH! HO CAPITO! EH! SENTITE POTETE
CHIAMARMI PER DARMI IL NUMERO VOSTRO?--- I = E NON L'HO PIU' IO!
GLIEL'HO DATO A QUELLO LI'. NE DEVO TROVARE UN ALTRO.--C = E
QUANDO TEMPO VOLETE PER PROCURARNE UN ALTRO?--I = EH! DOMANI!
PERCHE' ...--- C = VA BENE, ALLORA CI SENTIAMO DOMENICA.--- I =
DOMENICA? VA BENE!--- C = DI ALTRO TUTTO BENE?--- I = SI, SI.--C = PROCURATE I GIORNALI!--- I = SI, CI SONO.--- C = OK!--- I =
VA BENE, BUONA SERA.--- C = CIAO.---
La partenza per MADRID di IARIA Domenico Carmelo e del fratello
IARIA Annunziato era programmata per il 4\3\2004 (ALLEGATO N. 1368
- Trascrizione degli SMS registrati dalle ore 18.53.10 del
29/02/2004, progressivo 0011, alle ore 13.32.25 del 03/03/2004,
progressivo 0046 – dal brogliaccio ascolto dell’intercetazione
telefonica dell’utenza 333/4583414 in uso a IARIA Domenico Carmelo
– N. 270/2004 RIT DDA, ALLEGATO N. 1369 - Annotazione di servizio
redatta in data 04/03/2004 dall’Ispettore Superiore CAPPUCCIO
Palma, Allegato N. 1370 - Relazione di servizio redatta in data
03/03/2004 dall’Ispetore Sup. LUCERI Giuseppe)
In particolare, dagli SMS registrati il 03/03/2004 si evinceva che
IARIA Domenico e il fratello sarebbero partiti il giorno dopo
(PANGALLO, dal progressivo 0041: “Quando.Vai.”; IARIA, dal
progressivo 0042: “Domani così e tutto a posto ok.Più il tempo
necessario per arrivo.Ok ciao”), utilizzando, come indicato in un
messaggio precedente (IARIA, dal progressivo 0034: “Ma non con
l’uccello ora sto vedendo per il verme però e sta resa da lass”),
il treno (“… il verme …”). Dall’analisi dei dati tecnici relativi
all’intercettazione
telefonica
dell’utenza
333/4583414,
si
rilevava che
PANGALLO Antonino utilizzava, per lo scambio di
messaggi con
IARIA Domenico, una nuova utenza radiomobile
spagnola, 0034/628891171, sottoposta ad intercettazione telefonica
dal 02/03/2004 al 26/03/2004. A seguito di quanto emerso
dall’intercettazione telefonica dell’utenza 333/4583414, in uso a
IARIA Annunziato, nel pomeriggio del 04/03/2004, veniva effettuato
il citato servizio di osservazione presso la stazione ferroviaria
di RCo (ALLEGATO N. 1369) Annotazione di servizio redatta in data
04/03/2004
dall’Ispettore
Superiore
CAPPUCCIO
Palma),
che
permetteva
di accertare, alle ore 18.10 circa, la presenza di
IARIA Domenico Carmelo, nato a Melito di Porto Salvo (RC) il
29/10/1975, residente a Roccaforte del Greco (RC) in Via Contado
n. 8, identificato a mezzo carta d’identità n. AC9601693
rilasciata
dal
Comune
di
Roccaforte
del
Greco
(RC)
il
27/01/2000;IARIA Annunziato, nato a Melito di Porto Salvo (RC) il
15/10/1978, residente a Roccaforte del Greco (RC) in Via Contado
n. 8, identificato a mezzo carta d’identità n. AC9601633
rilasciata
dal
Comune
di
Roccaforte
del
Greco
(RC)
il
04/06/1999;PANGALLO Francesco, nato a Melito di Porto Salvo (RC)
il 01/07/1975, residente a Roccaforte del Greco (RC) in Via Dante
n. 8, identificato a mezzo di patente di guida, categoria B, n.
RC5181849W, rilasciata dalla M.C.T.C. di Reggio Calabria il
23/11/2002;IDA’ Massimo, nato a Roccaforte del Greco (RC) il
16/04/1973, ivi residente in Via Roma n. 25, identificato a mezzo
di patente di guida, categoria B, n. RC2248186P, rilasciata dalla
M.C.T.C. di Reggio Calabria il 23/10/1991
Durante il servizio di
osservazione, prima che si procedesse al controllo la P.G.notava
che
IARIA Domenico Carmelo, unitamente a
PANGALLO Francesco,
fratello del PANGALLO Antonino, utilizzava più volte il telefono
pubblico,
contraddistinto
dalla
numerazione
0965/5894547,
installato nelle immediate vicinanze della stazione centrale di
Reggio Calabria, come riscontrato anche dall’intercettazione
telefonica dell’utenza 0034/654624777, in uso a PANGALLO Antonino.
Contestualmente IARIA Annunziato e IDA’ Massimo stazionavano
all’ingresso della predetta Stazione Centrale.
Gl’indagati venivano sottoposti a perquisizione personale, IARIA
Domenico Carmelo veniva trovato in possesso della somma contante
di 3.000 euro e di due biglietti ferroviari REGGIO CALABRIA–
MILANO. In merito al possesso dei biglietti ferroviari
IARIA
Domenico
Carmelo
riferiva
che
stava
partendo
per
MILANO,
unitamente al fratello Annunziato, per trascorrervi un periodo di
vacanza. Aggiungeva che PANGALLO Francesco e IDA’ Massimo li
avevano accompagnati alla stazione ferroviaria. Il
controllo
veniva, poi, esteso all’autovettura Volswagen Golf targata BT671AA
di proprietà di PANGALLO Francesco cl.’75, usato per raggiungere
la Stazione. All’interno del bagagliaio dell’autovettura veniva
rinvenuto un borsone da viaggio, all’interno del quale vi erano,
oltre a vari capi d’abbigliamento, anche numerosi ritagli di
quotidiani locali riportanti gli articoli relativi all’arresto di
ROMEO Vincenzo, di TRIPODI Bruno e di altri indagati. Ultimato il
controllo Il servizio di osservazione a loro carico veniva
prolungato fino ad accertare la presenza degli stessi sulla
banchina del binario da dove, alle ore 19.30, sarebbe dovuto
partire il treno per MILANO.
Nel frattempo la Squadra Mobile di RC, unitamente al personale
della Jefatura Superior De Policia di MADRID - Brigada Provincial
de Policia Judicial – Grupo 18 U.D.y.C.O., nel primo pomeriggio
dello stesso giorno aveva proceduto alla cattura del PANGALLO
Antonino.
E’ di tutta evidenza il pieno coinvolgimento di Iaria Domenico
Carmelo nelle attivita’ illecite della cosca e il ruolo fiduciario
nei confronti di Pangallo Antonino.
Iaria partecipa, in ruolo di assoluto rilievo,
a vicende
delicatissime nella vita dell’associazione quali la tentata
evasione di Maesano santo, il collocamento sul mercato reggino
delle armi, della droga giunte dalla Spagna, l’attivita’
di
supporto alla latitanza di Pangallo Antonino a cui, il 4\3\2004
stava portando denaro, medicine, quanto necessario per tenersi
informato
sulle
vicende
giudiziarie
che
avevano
investito
autorevoli esponenti dell’associazione.
La richiesta deve essere accolta in relazione al reato di cui al
capo A) e al capo C). “
Cio’ detto in ordine al ruolo di Iaria Domenico Carmelo nel precedente procedimento e
al suo specifico rapporto con Pangallo Antonino si rileva quanto segue
Secondo la Pubblica Accusa le tensioni e i contrasti esistenti tra i due gruppi criminali
presenti a Roccaforte del Greco sarebbero alla base dei due delitti ai danni di Spano’
Teodoro e di Pangallo Antonino.
Orbene se si e’ ritenuta fondata e assistita da gravita’ indiziaria la ricostruzione
della causale e l’attribuzione della responsabilita’ per il tentato omicidio di Spano’
Teodoro, responsabilita’ circoscritta a disegni egemonici individuali,
ad analoghe
conclusioni non puo’ giungersi per l’ipotesi accusatoria sulla morte di Pangallo Antonino.
In primo luogo occorre richiamare le conclusioni della consulenza autoptica sulle
circostanze di tempo e luogo della morte e sulle cause che l’hanno determinata.
Secondo quanto si legge nella consulenza autoptica redatta dal Dr. Aldo Barbaro su
incarico del P.M. Pangallo Antonino e’ deceduto tra le 11.00 e le 13.00 del 28\9\04 per
arresto cardiorespiratorio conseguente a frattura della calotta cranica con gravi
lesioni cerebrali lacero-contusive.
La vittima, si legge “e’ stata colpita violentemente alla testa con un mezzo metallico
che ha provocato una ferita lacero-contusa del cuoi capelluto delle dimensioni di 2,5
*7 cm ed uno squarcio di circa 5,5, *2
sulla sottostante calotta cranica, con
proiezione di frammenti ossei. La morfologia delle lesioni e la presenza di tracce
metalliche ( accertate con le micro-analisi) sui margini della breccia ossea nonche’ sui
frammenti ossei rimasti adesi alla dura dura madre rende verosimile l’ipotesi che sia
stato utilizzato come corpo contundente un oggetto metallico e che il colpo sia stato
vibrato con estrema violenza e con direzione dall’alto verso il basso. Le due lesioni al
fianco sinistro sono state cagionate da un mezzo dotato di punta ma non tagliente
trattandosi di lesioni non trapassanti , sono state ininfluenti ai fini del decesso. E’
presumibile che siano state inferte mentre la vittima era in piedi e rivolgeva il fianco
sinistro all’aggressore . L’esame istopatologico delle lesioni sul cuoio capelluto e sul
fianco sinistro ha confermato che le stesse non sono state cagionate da proiettile di
arma da fuoco.
La presenza di lesioni escoriate sulle due mani, sulle braccia, sul dorso fanno
presumere che tra aggressore e vittima vi sia stata una colluttazione.
E’ stato determinato il genotipo della vittima al fine di non precludere la possibilita’ di
una comparazione futura con eventuali tracce ematiche che dovessero ritrovarsi su
oggetti che potessero essere stati utilizzati per colpire Pangallo.”
Cio’ detto ritiene questo Gip che quanto e’ emerso sulla vicenda non e’ sufficiente a
qualificare il fatto come omicidio certamente doloso e ad attribuirne la responsabilita’
a Iaria Domenico Carmelo per le considerazioni di cui ora si dira’.
Nell’intercettazione dell’8\10\04 Attina’ Domenico, fratello di Attina’ Paolo, persona
ritenuta affiliata al gruppo Zavettieri, sottoposto a monitoraggio telefonico
unitamente a Ida’ Massimo e a
Iaria Domenico Carmelo, attribuisce la morte di
Pangallo Antonino al “pazzo” di Iaria. Sul punto soccorre una prima riflessione.
L’affermazione non e’ sufficiente a individuare Iaria in Iaria Domenico Carmelo tanto
piu’ ove si pensi che il collaboratore Mesiano Carlo, riferendo notizie apprese de
relato dal figlio di Turi Maesano, colloca sia Domenico Carmelo che Annunziato sulla
scena del fatto, durante una battuta di caccia.
In secondo luogo, anche ove potesse affermarsi con certezza che il “pazzo” di Iaria
fosse Iaria Domenico Carmelo l’affermazione di Attina’ Domenico nulla dice,
comunque, sulla volontarieta’ del fatto.
Forti perplessita’ , a volere leggere il fatto come omicidio volontario,
destano le
modalita’ della morte.
Se e’ vero che il drappello di persone era intenta a una battuta di caccia, e ove
l’indagato avesse covato il proposito di sopprimere Pangallo Antonino, non sarebbe
stato piu’ facile, logico, sicuro dissimulare l’omicidio con il tragico accidente di un
colpo partito fortuitamente ?
Successivamente si osserva che i presunti contrasti
insorti all’interno del gruppo
Maesano-Pangallo-Favasuli e che vorrebbero Iaria Domenico Carmelo animato da
ambizioni di comando sono successivi alla morte di Pangallo Antonino e, come afferma
lo stesso P.M. a pag. 421, riguardano l’intenzione di Iaria di interferire nella attivita’
di conduzione del gruppo da parte di Pangallo Francesco indirizzandola nel senso di una
esautorazione dei Verno.
Tutti gli atti di indagine, tutte le conversazioni intercettate, anche quelle di cui e’
protagonista Iaria Domenico Carmelo, rimandano l’idea di un sodalizio che nutriva
profondo rispetto e ammirazione per ‘U Chiumbino, di cui nessuno ha mai posto in
discussione il ruolo di comando, di cui tutti continuavano a rimpiangere la leadership.
Altrettanto contraddittoria con l’ipotesi accusatoria e ‘ la totale assenza di reazione
alla morte di ‘u Chiumbino da parte dei suoi fedelissimi, e principalmente da parte del
fratello Francesco.
Con questo si intende dire che se la morte di Pangallo Antonino cl. 70 fosse stato un
omicidio e il delitto fosse maturato all’interno del sodalizio mafioso da parte di
qualcuno che contendeva al morto la guida del gruppo e’ inverosimile che i sodali di un
uomo carismatico come Pangallo Antonino, e tra loro lo stesso fratello Francesco, non
abbiano avuto alcuna reazione violenta e abbiano accettato supinamente un delitto
cosi’ efferato.
L’ipotesi accusatoria appare ancora meno convincente ove si pensi che il delitto
sarebbe avvenuto per mano di una persona che comunque non aveva, o non ha
dimostrato di avere, alcuna forza, alcuna capacita’ di leadership tanto e’ vero che dopo
la morte di Pangallo Antonino ha continuato a essere subordinato, comunque, a Pangallo
Francesco.
Che senso avrebbe che Iaria abbia ucciso per strappare la leadership a Pangallo
Antonino per poi lasciare il testimone del comando a Pangallo Francesco, un uomo, tra
l’altro, di cui da piu’ parti, nel sodalizio, viene messe in dubbio il carisma?
Pare a questo giudice che delle due l’una.
Se Iaria Domenico Carmelo fosse stato un uomo di tale carisma criminale, capacita
tattica da eliminare un capo di cui tutti riconoscevano l’eccezionale leadership, sotto
gli occhi del fratello, avrebbe dovuto avere buon gioco anche nel mettere a tacere le
reazioni della famiglia della vittima e, avrebbe dovuto assumere lui stesso , senza
indugi e ostacoli di sorta, la guida del sodalizio.
Ma se il testimone del comando del gruppo Maesano-Pangallo-Favasuli, dopo la morte
di Pangallo Antonino, e’ passato, come e’ passato,
senza cesure e soluzioni di
continuita’, al fratello Francesco cio’ attesta che i piani di Iaria, se tali erano, sono
miseramente falliti.
Iaria avrebbe commesso un grave delitto per nulla, avrebbe perso, avrebbe fallito
grossolanamente.
Ma se cosi’ fosse stato, puo’ ritenersi verosimile che il fratello dell’ucciso e l’intero
sodalizio abbiano perdonato, senza battere ciglio, un traditore , per di piu’ perdente,
adoperandosi, tra l’altro, per placare gli animi infuriati della vedova di ‘U Chiumbinu e
dell’altro fratello della vittima, Carmelo?
Sul punto si rileva che quella che viene indicata in questa parte della richiesta come
attivita’ di mediazione sollecitata da Iaria Domenico Carmelo a Pangallo Antonino cl.
53
per riconciliarsi con Pangallo Francesco, in altra parte della richiesta viene
ricostruita come intermediazione dello zio Antonino tra i due fratelli Francesco e
Carmelo Pangallo, invocata dalla mamma dei due fratelli tramite la nuora.
In tal senso depone, univocamente, tra le altre, la conversazione del 2\11\04 in cui
Ida Maria Rosa dice a Pangallo Antonino che sua suocera vuole vederlo perche’ e’
successo un finimondo fra i due fratelli superstiti.
Tutte le conversazioni che hanno ad oggetto questo tema depongono, a parere del Gip,
nel senso che certamente erano insorti aspri dissidi tra Francesco e Carmelo Pangallo
probabilmente sulla reazione a quanto accaduto al fratello Antonino ma sul punto non
vi e’ alcun indizio preciso.
Sul punto le conversazioni intercettate tra Pangallo Carmelo e la vedova Verno
Francesca sembrano registrare un comune sentire dei due cognati, in contrasto con la
posizione assunta da Pangallo Francesco che poi, anche a seguito dell’intermediazione
di Pangallo Antonino cl. 53, prevvarra’ con la conseguenza che Verno Francesca non
intratterra’ piu’ rapporti con i congiunti del marito rimasti a Roghudi e Pangallo
Carmelo fara’ ritorno nel suo luogo di residenza nel nord Italia.
Ora, e’ ragionevole ritenere che , dinanzi all’omicidio volontario di un fratello, Pangallo
Francesco, sol per non aprire nuovi fronti di guerra, abbia potuto non solo non reagire
( denunziando il fatto come avrebbe fatto una persona animata da ordinario senso
civico, o sostituendosi alla Stato, come purtroppo in questa terra sovente accade) ma,
abbia, addirittura, continuato ad intrattenere con l’omicida i rapporti di sempre, come
attestano le innumerevoli conversazioni telefoniche registrate tra Iaria Domenico
Carmelo e Sangallo Francsco dopo la mrte di ‘U Chiumbinu?
Non e’ senza rilievo che Pangallo Francesco fosse presente al momento del fatto e
abbia visto come il fratello Antonino e’ morto.
Questo rende ancora piu’ inverosimile che, ove egli avesse assistito ad un omicidio,
abbia deciso di non reagire, quale che ne fosse stato l’autore.
Di contro proprio la non reazione di Pangallo Francesco, il suo atteggiamento di aperto
depistaggio tenuto con gli inquirenti, lo scontro con il fratello Carmelo che non viveva
a Roccaforte, sono elementi che accreditano l’ipotesi, a parere del Gip, che l’evento
possa essere stato causato forse anche da Iaria Domenico Carmelo ma non con
l’intento di uccidere Pangallo Antonino, che vi sia stato un incidente, o un lite sfuggita
di mano.
Tale lettura dei fatti trova riscontro nell’affermazione di Attina’ Domenico secondo il
quale a uccidere Pangallo Antonino sarebbe stato “il pazzo di Iaria” , dichiarazione che
indirizza la responsabilita’ per la morte su uno dei due fratelli Iaria ( c.f.r. Mesiano
colloca entrambi sulla scena del fatto) ma che non e’ sufficiente per effettuare una
credibile opzione tra fatto doloso e fatto colposo e tra i due fratelli presenti .
Risulta, poi, dagli atti del procedimento che vi e’ richiesta cautelare nei confronti di
Iaria Domenico Carmelo per il reato di cui all’art. 390 c.p. a favore proprio di Pangallo
Carmelo, fatto consumatosi nell’estate del 2005, a distanza di circa otto mesi dalla
morte di Sangallo Antonino.
Non puo’ non rilevarsi che anche tale circostanza appare del tutto inconciliabile con il
presunto risentimento che Pangallo Carmelo avrebbe nutrito nei confronti di Iaria ove
questi fosse stato l’omicida del fratello Antonino.
Allo stesso modo il fatto che Iaria Domenico Carmelo sia sparito da Roccaforte
nell’immediatezza della morte di Pangallo Antonino non puo’ essere univocamente letto
nel senso della responsabilita’ dolosa di Iaria.
Ipotizzando che Iaria abbia accidentalmente causato la morte di Pangallo Antonino e’
del tutto ragionevole che egli abbia, comunque, temuto la reazione della famiglia del
morto, anche tenuto conto del contesto ambientale ove i fatti sono accaduti, dalla
quale certo non pensava, evidentemente, di esser accolto come un figliol prodigo.
Non muta i temini della questione il fatto che uno degli accoliti , il 28\5\05 ore 23.24
progressivo 5020 ,
rimproveri a Iaria Domenico Carmelo
di avere ammazzato
qualcuno e questo per le medesime osservazioni formulate sulle affermazioni di
Attina’ Domenico.
In ultimo si rileva che Mesiano Carlo, sulla morte di Pangallo Antonino, riferisce
notizie apprese da Donato Maesano, figlio di Turi Maesano il quale parla della morte di
‘U Chiumbinu come di un incidente di caccia.
In definiva si ritiene che gli indizi a carico di Iaria Domenico Carmelo non sono
assistiti da precisione, univocita’ coerenza tali da conferire la gravita’ necessaria alla
emissione di un titolo cautelare per il reato di cui al capo I).
Puo’ ora esaminarsi quanto e’ stato accertato dopo il verificarsi dei due fatti di
sangue.
Come si e’ anticipato in premessa prima di esaminare il compendio indiziario
specificamente indicato a sostengno delle ipotesi accusatorie di cui ai capi A) e B) si
esamineranno una seie di ipotesi di reato che il P.M. attribuisce agli indagati, come
espressione dell’attivita’ di sodalizi mafioso presenti sul territorio
o come fatto
commessi grazie alla forza di intimidazione promamnete da questi o al fine di favorire
tale societas sceleris.
OPERAZIONI FINANZIARIE E RICICLAGGIO. IL RUOLO DI ROMEO
VINCENZO.
Si legge nella richiesta:
“ Le indagini in parola hanno permesso di accertare un mutamento della
Ndrangheta da organizzazione criminale a vera e propria hoolding del
crimine,
infatti ha cambiato le proprie strategie di intervento, cerando di essere sempre
più invisibile e spostando il suo principale interesse non all’eliminazione fisica
dell’avversario, esigenza vedicativa messa da parte in nome del
guadagno e
dell’accumulazione di ricchezza nella tratta di affari illeciti. Per tale motivo la
presente indagine è stata denominata in codice “NUOVO POTERE”, perché
appunto c’è stato
un vero
e proprio cambio di strategia con la fine delle faide
che hanno portato solo morti e contraccolpi da parte dell’A.G., il tutto
ovviamente a discapito degli affari illeciti.
La conferma di quanto appena detto è stata data dal monitoraggio di ATTINA’
Paolo che, oltre a
mantenere i contatti con personaggi del medesimo sodalizio,
mantiene contatti
con personaggi che
non sono direttamente coinvolti
nel
medesimo contesto criminale ma che ugualmente sono in grado di garantire il loro
fondamentale apporto per la conclusione di affari illeciti. In primo luogo giova
ricordare che ATTINA’ Paolo è stato tratto in arresto nell’ambito dell’operazione
denominata in codice “ONORATA SOCIETA’”, che ha colpito i vertici
della
Sanità Calabrese, ed inoltre ha dimostrato i contatti del medesimo Attinà con il
consigliere Regionale Domenico CREA (rapporto ampiamente confermato dalla
presente indagine); inoltre ATTINA’ Paolo risulta aver
avuto numerosi contatti
con ROMEO Vincenzo, sopra generalizzato, personaggio gravato da innumerevoli
precendenti penali. Sin dalle prime battute il rapporto instaurato tra i due
sembrava riguardare operazioni di
natura illecita, soprattutto in considerazione
del tenore delle conversazioni che nulla avevano a che fare con le attività
lavorative, almeno con quelle ufficialmente svolte dai due. La figura di
ROMEO
Vincenzo emerge per la prima volta in data 12.05.2005 allorquando sull’utenza
349/6735207 RIT 1248/04 in uso
ad ATTINA’ Paolo, è stata registrata, al
progressivo 4047, una conversazione nella quale ATTINA’ Paolo chiama ROMEO
Vincenzo e chiede se può ritirare un assegno dell’importo di 2.400 euro in quanto
lo ha chiamato il direttore della banca “CREDITO ITALIANO”
e che per
quell’assegno non vi è copertura; a questo punto ROMEO dice che se avesse
saputo in anticipo questa situazione
verificare “come è combinata
avrebbe agito diversamente ma ora deve
lei” (si
riferisce alla di lui moglie
ALAMPI
Mariagela).
Vincenzo:pronto!
Paolo:vincenzo, paolo sono!
Vincenzo:ciao, paolino come va, tutto apposto!
........... omissis dalle ore 17:15:10 alle ore 17:15: 26
Paolo: sentite che vi dico, vincenzo!
Vincenzo:ditemi!
Paolo:siccome, vi ricordate di quell'assegno?
Vincenzo:sì!
Paolo:ehhh. da allora è arrivato ora, no!
Vincenzo:sì!
Paolo:siccome avevo fatto un versamento...........!
Vincenzo:allora,…….. io sapete cosa ho dovuto fare là, praticamente, ho dovuto fare, gli ho mandato
tramite mia moglie i soldi e l'ho fatto versare a lei , quindi il vostro assegno lo aveva versato mia
moglie!
Paolo:ah, lo ha versato lei?
Vincenzo:si, perchè praticamente là....incomprensibile...... gli hanno sistemato la partita, quindi gli ho
mandato i soldi io e poi mi pare, non mi ricordo il 30 o il primo, il secondo il 2, quando è stato non so,
lo ha versato mia moglie!
Paolo:sentite che vi dico una cosa, lo possiamo ritirare per un paio di giorni vincenzo?
Vincenzo:eh.....guardate sono io....se ero io là, vedevo se lo potevamo richiamare, ma dato che lei ... che
non ci sono in …. …. non so come é combinata lei, ma penso male perchè ha dovuto fare, mi pare una
domanda ad un amico perchè ha dovuto fare una domanda ad un amico per portargli (mi ci leva) un
assegno per coprire qualche cosa, perchè non è messa tanto buona!
Paolo:com.... mi vi dico, no, perchè un paio di giorni, così risolvevo, perchè mi è arrivato dopo tanti
giorni. avete capito?
Vincenzo:paolo se voi me lo avevate detto subito, alle....... in quel momento, allora io mi ero gestito
diversamente la situazione, a....dato che voi non mi avete detto niente!
Paolo:no, ma infatti no, perchè visto che feci quei due versamenti, no e poi ne sono arrivati altri due,
avete capito?
Vincenzo:sì, ho capito!
Paolo:ehh... ieri mi ha chiamato il direttore, non me lo aspettavo no!
Vincenzo:sì
Paolo:che pensavo che era arrivato quello, avete capito?
Vincenzo:sì!
Paolo:ora siccome mi ha chiamato ieri, disse siccome non è fuori piazza, è in piazza.no!
Vincenzo:sì
Paolo:allora io per un paio di giorni, poi risolvevo, senza che impazzivo, avete capito?
Vincenzo:eh lo so, paolo, allora là bisogna fare un'operazione di richiamo, gli faccio richiamare, gli
devo dare 2400 euro, me li versa e me lo richiama, altrimenti non lo richiama perchè lei non è messa
bene, con la banca ora come ora. capite?
Paolo:ho capito!
Vincenzo:quindi non lo so, ehh .... gli chiamo a lei ( ndr vincenzo chiamerà a sua moglie ), vedo come
è messa, ma penso male perchè ve l'ho detto, ieri ho dovuto chiamare ad un amico mio gli ho fatto
portare
un assegno (mi ci facciu livari un assegnu), me lo versa e mi va tamponando, perchè con il
fatto che.... se ero io là era diverso...o ieri ha dovuto chiamare!
Paolo:lo so, ...lo so....se eravate voi qua non avevamo problemi.... vi dico, ……. comunque allora
chiamateci voi e poi mi chiamate voi a me.
Vincenzo:uh....va bene!
.........omissis dalle ore 17:17:23 alle ore 17:17:43
Paolo:infatti ora sono qua da vostra moglie, sono io, che mi ha dato il numero e vi sto chiamando!
Vincenzo:va bene!
Paolo:vedete se è possibile fare quest'operazione vincenzo! avete capito?
Vincenzo :paolo domani quando va alla banca lei, vedo, se è possibile che lo può richiamre in base a
come è messa lei!
Paolo:sì!
Vincenzo:, perché………, capite?
Paolo:mi chiamate voi e mi dite?
Vincenzo:ok!
Paolo:va bene! grazie
Vincenzo:vi saluto, arrivederci.
ALLEGATO 7AD
La
conversazione
due soggetti
di
cui sopra potrebbe sembrare una normale discusione tra
che si imbattano in un normalissimo problema economico. Tuttavia,
considerato lo spessore criminale delle due persone in argomento,
aggiungendo
inoltre che il rapporto economico tra i due non avrebbe motivo
esistere, in
quanto il ROMEO svolge l’attività
operaio forestale, in data
di
di
assicuratore mentre ATTINA’ Paolo è
16.06.2005 con RIT 925/05, si riteneva opportuno
attivare l’intercettazione dell’utenza 348/6468549 in uso
appunto a ROMEO
Vincenzo. Questa attività tecnica, seguita da numerose altre (durante il percorso
investigativo intrapreso si è reso necessario ampliare l’attenzione sul ROMEO), ha
permesso di accertare quanto segue.
Innanzitutto è stato rafforzato, in quanto captato sia sull’utenza
in uso
349/6735207
ad ATTINA’ Paolo, sia sull’utenza 348/6468549 in uso a ROMEO
Vincenzo, il rapporto economico che consiste nel continuo scambio di assegni tra i
due, che come si ripete non ha motivo di esistere se non per degli affari illeciti.
Si riportano preliminarmente le numerose conversazioni intercorse tra i due
e
registrate su le utenze monitorate con rit 1248/04 e 925/05.
Conversazioni
intercettate
sull’utenmza
925/05 ed in uso ROMEO Vincenzo.
Monitorato: 393486468549 - 925/05
Registrazione:
2866
Ora registrazione:
11/07/2005 16.05.07
Interlocutore
+393496735207
348/6468549
autorizzata
con
RIT
Romeo parla con Paolo Attinà e gli dice che la stessa doveva versare 7-8000
euro e lui gli ha detto di lasciare qualcosa da perte in modo che potesse coprire
anche lui ( Attinà). Attinà gli dice che va all'ufficio dalla moglie. ALLEGATO 13A
Monitorato: 393486468549 – 925/05
Registrazione:
4524
Ora registrazione:
21/07/2005 17.07.27
Interlocutore
+393496735207
Paolo per Vincenzo.... dice che è rientrato..... e Vincenzo chiiede se ha concluso qualcosa per la pratica
che era partito.... lui dice di si che ha parlato con l'avvocato... poi chiede se può risolvergli qualche
problema con il direttore della Banca. . ALLEGATO 13B
monitorato: 393486468549 – 925/05
Registrazione:
5148
Interlocutore
+393496735207
VINCENZO per PAOLO ATTINA'.... chiede quando si vedranno.... chiede se si possono prendere il
caffè.... se si possono incontrare domani.... per quella pratica che gli ha presentato si può fare
qualcosa.... ATTINA' ha tutti i documenti e quindi può fare l'assicurazione. ALLEGATO 13C
Monitorato: 393486468549 – 925705
Registrazione:
5187
Ora registrazione:
25/07/2005 21.01.04
Interlocutore
+393496735207
Vincenzo e Paolo Attinà, Vincenzo dice che stasera non ha tempo, gli chiede se
per domani ha disponibile 1500 euro, Vincenzo dice che non sà, Paolo dice che
eventualmente passerà domani mattina dalla moglie per vedere.- ALLEGATO 13D
Monitorato: 393486468549 – 925/05
Registrazione:
5247
Ora registrazione:
26/07/2005 10.41.36
Interlocutore
+393496735207
Vincenzo e Paolo Attinà, quest'ultimo gli chiede un'assegno che poi lui lunedì gli copre.- .
ALLEGATO 13E
Monitorato: 393486468549 - RIT 925/05
Registrazione:
5707
Ora registrazione:
02/08/2005 11.21.08
Interlocutore
+393496735207
ATTINÀ Paolo telefona a Vincenzo, al quale chiede se l'ha improntata quella cosa. Vincenzo risponde
che si trova ancora fuori e che il pomeriggio sarà sulla Piana ( ndr Gioia Tauro). Rientrerà in serata.
Paolo chiede se riescono a fargliela per dopodomani. ALLEGATO 13F
Monitorato: 393486468549 - RIT 925/05
Registrazione:
5898
Ora registrazione:
04/08/2005 11.04.16
Interlocutore
+393496735207
Dalle ore 11:04:57 la conversazione si sviluppa come segue:
Paolo: ATTINÀ Paolo
Vincenzo: ROMEO Vincenzo
Paolo:sentite, che vi dico un'altra cosa. appena mi chiama gli do il vostro numero. avete parlato con
vostra moglie? perché lei ha detto che non sa niente!
Vincenzo:non vi sento paolo!
Paolo:con vostra moglie avete parlato?
Vincenzo:si'. gli ho raccomandato di vedere se riesce a farvela.
Paolo:perché gli ho telefonato sino ad ora e mi ha detto che non sapeva niente e dovevo parlare con voi.
Vincenzo:no, io gli ho raccomandato di vedere un attimino, per vedere se riesce a recuperare un
attestato per farvela .....
Paolo:perché sino ad ora gli ho chiamato un'altra volta. chiamateci voi, nel caso. va bene!
Vincenzo:va bene, ok.
Paolo: …………….. incomprensibile ……………..
Vincenzo:ok, la chiamo subito.
Paolo:chiamatela subito per favore. …….incomprensibile…………..
Vincenzo:va bene vi saluto.
Paolo:vi saluto.
ID cella : Indirizzo : Via Zaniboni-46032-CASTELBELFORTE - Sett. 1
ALLEGATO 13G
Monitorato: 393486468549 - RIT 925/05
Registrazione:
16853
Ora registrazione:
31/01/2006 11.39.39
Interlocutore
+393496735207
Enzo viene chiamato da ATTINA' Paolo questo chiede come sono combinati, Enzo dice che non hanno
incassato, Paolo dice perchè è arrivato quell'assegno di 3.000. ALLEGATO 13H
Monitorato: 393486468549 - RIT 925/05
Registrazione:
16941
Ora registrazione:
31/01/2006 19.43.30
Interlocutore
+393496735207
ATTINA' Paolo con Vincenzo. Gli chiede se domani deve andare a lavorare perchè è stato chiamato di
nuovo (non dice da chi). Vincenzo pensa che domani dovrebbero risolvere risolvere e non ci dovrebbero
essere difficoltà. Si vedranno domani mattina. ALLEGATO 13I
Monitorato: 393486468549 – RIT 925/05
Registrazione:
17042
Ora registrazione:
01/02/2006 13.05.59
Interlocutore
+393496735207
Enzo viene chiamato da Paolo Attinà dice che come è finita perchè lo ha chiamato di nuovo, Enzo dice
che stà aspettando dirisolvere la situazione (si tratta di soldi) . ALLEGATO 13L
Monitorato: 393486468549 – RIT 925/05
Registrazione:
17148
Ora registrazione:
02/02/2006 9.45.34
Interlocutore
+393496735207
Enzo con ATTINA' Paolo il primo dice che stà perfezionando quel contratto, Paolo dice che quello lo
ha già chiamato. ALLEGATO 13M
Monitorato: 393486468549 – 925/05
Registrazione:
17186
Ora registrazione:
02/02/2006 11.27.21
Interlocutore
+393496735207
Enzo con Paolo ATTINA' dice che stà aspettando quella persona che deve portare le chiavi e dargli
l'assegno, Paolo chiede se risolvono primadi mezzogiorno. . ALLEGATO 13N
Monitorato: 393486468549 - 925/05
Registrazione:
17271
Ora registrazione:
02/02/2006 14.25.41
Interlocutore
+393496735207
Enzo con Paolo Attinà, il primo dice che in parte ha risolto, Paolo dic edi muoversiche quello lo stà
aspettando davanti alla Banca. . ALLEGATO 13O
Monitorato: 393486468549 - 925/05
Registrazione:
17296
Ora registrazione:
02/02/2006 15.34.05
Interlocutore
+393496735207
Enzo con Paolo Attinà questo chiede se ha fatto qualcosa perchè ha il direttore davanti, Enzo dice che
lo hanno versato stamattina e lo hanno benefondato si vedono stasera. . ALLEGATO 13P
Monitorato: 393486468549 – 925/05
Registrazione:
17419
Ora registrazione:
03/02/2006 11.13.42
Interlocutore
+393496735207
Enzo con ATTINA' Paolo comunica che ha scoperto che quello l'assegno di 5.000 non lo ha cambiato ed
ha versato un altro a Melito. ALLEGATO 13Q
Monitorato: 393486468549 – 925/05
Registrazione:
17850
Ora registrazione:
06/02/2006 15.18.29
Interlocutore
+393496735207
Enzo con ATTINA' Paolo dice di arivare a casa sua a predersi quello che ha incasso la moglie per quello
sul contratto deve fare un altra modifica. ALLEGATO 13R
Monitorato: 393486468549 - 925705
Registrazione:
17876
Ora registrazione:
06/02/2006 16.40.45
Interlocutore
+393496735207
Enzo con Paolo ATTINA' ilprimo chiede che non è andato a predersi gli incassi, Paolo chiede se ha
risolto Enzo dice di si. ALLEGATO 13S
Monitorato: 393486468549 – 925/05
Registrazione:
19174
Ora registrazione:
17/02/2006 9.05.10
Interlocutore
+393496735207
Romeo parla con Paolo Attinà e gli dice che ieri era al paese e il telefono non
prendeva. Romeo dice di avere l'assegno e Paolo gli dice di andare a versarlo.
Romeo dice che l'assegno deve essere girato da lui e Paolo gli dice di farlo lui da
2000,00 euro. Romeo dice di avere il numero del suo conto corrente però per la
girata se quelli della banca si accorgono che la firma di dietro non è quella di
Attinà fanno storie. Attinà gli dcie di andare che nel caso ci fossero problemi
arriva lui. ALLEGATO 13T
Monitorato: 393486468549 – 925/05
Registrazione:
19952
Ora registrazione:
27/02/2006 13.54.17
Interlocutore
+393496735207
Romeo parla con Paolo Attinà ceh gli dice che gli deve portare l'assegno a quello per le 14.30 .
ALLEGATO 13V
Monitorato: 393486468549 – 925/05
Registrazione:
20734
Ora registrazione:
06/03/2006 13.28.17
Interlocutore
+393496735207
Enzo chiama ATTINA' Paolo, il primo dice che quell'amico suo per quella pratica non lo ha chiamato,
Paolodice che lo ciamerà lui .
Monitorato: 393486468549 - 925/05
Registrazione:
21041
Ora registrazione:
09/03/2006 12.06.17
Interlocutore
+393496735207
Enzo con ATTINA' Paolo comunica che l'assegno della posta è tornato indietro, si vedranno in serata. .
ALLEGATO 13Z
Monitorato: 393486468549 - 925/05
Registrazione:
30922
Ora registrazione:
24/08/2006 17.22.29
Interlocutore
+393496735207
Enzo viene chiamato da Paolo ATTINA', si vedono tra poco a Melito, Paolo chiede se gli ha chiamato
quell'amico, Enzo dic eche si devono vedere verso le 19.00, Paolo chiede s eglielo da quella
cosa
(ndr un assegno), enzo dice che spera di si, si vedranno verso le 19. ALLEGATO 13BA
Monitorato: 393486468549 - 925/05
Registrazione:
30927
Ora registrazione:
24/08/2006 20.18.14
Interlocutore
+393496735207
Enzo viene chiamato da ATTINA' Paolo, il primo dice che ha ritardato, Paolo dice chre allora se ne
sale, Enzo dice che si vedranno domani mattina, Paolo dice che manderà suo figlio per prendere
l'assegno. ALLEGATO 13BB
Monitorato: 393486468549 - 925/05
Registrazione:
30929
Ora registrazione:
25/08/2006 8.56.15
Interlocutore
+393496735207
Enzo viene chiamato da ATTINA' Paolo, questo chiede cosa ha fatto, il primo dice che non ha risolto
nulla perchè non ha visto quel'amico suo. ALLEGATO 13BC
Monitorato: 393486468549
Registrazione:
30935
Ora registrazione:
25/08/2006 10.56.27
Interlocutore
+393496735207
Enzo viene chiamato da Paolo ATTINA' il primo dice di non avere concluso nulla (ndr si riferisce alla
consegna di un assegno), però adesso si trova alla posta per vedere se gliene può fare uno dei suoi però
non glielo danno per uno perchè ne ha
21 in giro e de ve scendere a 20 quindi deve vedere di
annullarne qualcuno, Paolo dic eche si farsi sentire altrimento lo rovinano (ndr lo protestano) .
ALLEGATO 13BD
Monitorato: 393486468549 - 925/05
Registrazione:
30945
Ora registrazione:
25/08/2006 14.19.30
Interlocutore
+393496735207
Enzo viene chiamato da ATTINA' Paolo, il primo dice di che stà vedendo di risolvere facendo una
denuncia di alcuni assegni e prenderne uno, paolo chiede se è sicuro che lo prende, Enzo dice che
dipende se gli accettano la denuncia perchè non la può fare a casa perchè non vuoe rischiare di
denunciare assegni che ha fatto. ALLEGATO 13BE
Le varie attività tecniche poste in essere sul conto di ATTINA’ Paolo hanno permesso di
accertare, oltre ai rapporti intercorsi tra questo e altri personaggi inseriti nel contesto criminale di
Roccaforte del Greco (RC), che il medesimo ha intrennuto rapporti anche di nautura economica con
ROMEO Vincenzo, personaggio attenzionato con varie attività nella presente indagine ed anch’egli
risultato personaggio inserito in vari contesti criminali, che saranno analizzati più avanti.
La circostanza di maggior rilievo è certamente il rapporto economico che, stando a quanto
risulta agli atti, non avrebbe motivo di esistere, infatti come si vedrà sono diverse le conversazioni in
cui i due soggetti in questione si scambiano assegni, che spesso risultano scoperti (spesso utilizzano
assegni per coprire altri assegni), ma va aggiunto che ATTINA’ Paolo svolge la professione di operaio
afor mentre ROMEO Vincenzo gestisce una agenzia di assicurazioni a Melito Porto Salvo. Si riportano
alcune delle conversazioni intercorse tra ATTINA’ paolo e ROMEO Vincenzo.
In data 01.08.2005 al progressivo 6000 utenza 349/6735207 in uso ad ATTINA’ Paolo
autorizzata con RIT 1248/04, ROMEO Vincenzo e Paolo il quale chiede se gli ha fatto quella cosa della
macchina e Vincenzo gli dice che ancora non ha fatto nulla e che in questo momento è combinato male
e sta vedendo come risolvere, Paolo gli dice che l'assegno glielo hanno mandato pagato e se gli ha
chiesto .Vincenzo gli risponde che ancora non l'ha vista a quella. Paolo gli dice se gli puo risolvere il
fatto dell'assicurazione e Vincenzo gli risponde che sta vedendo come sistemarla. Paolo gli dice che neol
pomeriggio scende a melito e si vedono in serata.
omissis sino a 12.27.23
P:- Attinà Paolo
V:- Romeo Vincenzo
P: Vincenzo buongiorno
V: Buongiorno, come va? tutto bene?
P: Voi?
V: mah! quà siamo a lavoro, voi siete per "munti" (ndr sopra)
P: si, ora scendo, ora sto scendendo, un'altra "stampa" (ndr un altro pò) scendo
V: niente, avevo visto una chiamata delle vostre e vi ho chiamato, ho detto alle volte......
P: no vi, no vi ho chiamato io se mi avete fatto quella cosa della macchina
V: no, ancora niente, niente, questa mattina quà siamo.... combinati male, stavo vedendo un attimino
come la possiamo risolvere
P: gli.... gliel'hanno mandato pagato quell'assegno, avete domandato?
V: no, non ho domandato ancora perchè non lo visto a quello, ora un altro po vado
P: si ma potete doma..., si, no è in zona, ma pomeriggio siete là voi
V: penso, sono in giro
P: e poi vedo se scendo vi faccio un colpo di telefono, ma vi dico non me la potete risolvere quel fatto là
dell'assicurazione
V: sto, sto vedendo come la posso sistemare
P: eh vabbè, allora vi chiama pomeriggio Vincenzo e ci vediamo,
V: ok
P: ci prendiamo un caffè, vabbene grazie Vincenzo
V: vabbene, ti saluto
P: ti saluto
ALLEGATO 7AF
Anche in questo caso si ritiene che l’oggetto del contendere sia la falsificazione di polizze assicurative,
infatti l’interlocutore dice che l’assicurazione è scadita dal 20 (ndr 20 Luglio), appare quanto mai strano
che al 03 di agosto la polizza deve ancora essere ritirata.
In data 15.02.2006 al progressivo 11011 utenza 349/6735207 RIT 1248/04 in uso ad ATTINA’
Paolo autorizzata con RIT 1248/04, ATTINA' Paolo telefona a ROMEO Vincenzo, chiedendogli se ha
risolto qualche cosa, altrimenti lo protesta. ROMEO dice che è a Cosenza e se non ritorna tardi si
vedono. ATTINA' chiede se gli riesce a fare un assegno. ROMEO dice che per prendere tempo può
fargli uno di quelli. ALLEGATO 7AG
In data 25.08.2006 al progressivo 15513 sull’utenza 349/6735207 RIT 1248/04 in uso ad
ATTINA’ Paolo autorizzata con RIT 1248/04, ATTINA' Paolo telefona a ROMEO Vincenzo
quest’ultimo dice che con quello ancora non conviene, lui è alla posta a Reggio Calabria e non riesce
per un foglietto ( un assegno) perchè è a ventuno e se non riesce a trovarne in giro uno dei suoi ed
annullarlo in modo che così si scende a venti, non riesce a farglielo. ATTINA' dice che si risentiranno
dopo. ALLEGATO 7AH
In data 25.08.2006 al progressivo 15537 349/6735207 in uso ad ATTINA’ Paolo autorizzata
con RIT 1248/04, ROMEO Vincenzo dice che sta vedendo se riesce a risolverlo lui, alle ore 15:00
andrà a fare la denuncia di un paio di foglietti e se ne prende uno (assegni). ATTINA' chiede a
ROMEO se lui lo prende sicuro. ROMEO dice che se gli accettano la denuncia, in quanto ha dovuto
prendere la lista, per vedere quali è sicuro di avere, quali ha dato ad uno ed all'altro, perchè non
rischiare di fare la denuncia e poi lo portano all'incasso in banca.- ALLEGATO 7AI”
“ Alla luce delle nuove risultanze investigative emerse dall’utenza di
ROMEO
Vincenzo ed il suo rapporto certamente di natura illecita istaurato con ATTINA’
Paolo, si focalizzava l’attenzione sul predetto personaggio. Dal monitoraggio delle
diverse utenze a lui in uso (RIT 925/05, 1527/05, RIT 393/06. 735/06e RIT
1580/06), nonché dall’intercettazione ambientale
dell’autovettura AUDI A8
targata BE 715 FL autorizzata con RIT 898/06, si
accertava che
Vincenzo non è soltanto personaggio che commette dei reati, ma
dell’illegalità un vero e proprio stile di vita. Infatti
che
ROMEO
ha fatto
il suo raggio d’azione svaria
dalla contraffazione di marche da bollo alla spendita di monete false (vedasi proc
pen 4401/05 rgnr c.d. operazione “GIOTTO”, a seguito della quale viene
raggiunto da provvedimento restrittivo in data 28.01.09 per tali reati), alla
falsificazione di contratti
assicurativi,
(lo stesso in data 26.10.2006
alla
gestione di falsi incidenti stradali
venica colpito da OCC perché facente parte di
un’organizzazione criminale dedita appunto a falsificare incidenti stradali, furti di
autovettura, percependo così un
2045/2005 della Procura di
ingiusto profitto nell’ambito del proc pen
Reggio di Calabria), alla gestione di pratiche
finanziarie del valore di svariati milioni di euro dai contorni certamente illeciti,
al traffico di vari tipi di materiale, dall’oro, a puntelli o altro, che certamente
fanno del ROMEO un vero e proprio professionista del crimine.
L’attività
illecita del
contatti che lo stesso
ROMEO viene tra l’altro appurata dagli innumerevoli
ha intrattenuto con personaggi di
ogni tipo,
da liberi
professionisti , a imprenditori, passando per i commercianti e quant’altro. Oltre
agli argomenti che con ognuno di questi trattava, tutti diversi come si è detto,
spesso parlava di non meglio specificate pratiche (la frase che ricorreva spesso è
la seguente “per quanto riguarda quella pratica che avevamo parlato ci dobbiamo
vedere un attimo”) il cui contenuto, nonostante l’ampia attività di intercettazione
in atto, rimaneva ignoto; inoltre il ROMEO svolgeva la sua giornata-tipo partendo
da casa verso le 09 della mattina e tornando in tarda serata,
percorrendo la
provincia dalla fascia Ionica a quella tirrenica e viceversa. Durante il tragitto era
solito prendere numerosi appuntamenti, e utilizzava l’apparecchio cellulare per
trattare gli affari più vari ed insoliti, in particolare per un assicuratore. Gli
argomenti
trattati
dal
ROMEO vanno dalla vendita di Puntelli e Ponteggi
(conversazione con NARDO Pietro), alla gestione di
fideiussioni e garanzie
bancarie, alla gestione di progetti in varie parti del mondo (Cina, Africa ed
altro), all’attività
di
recupero credito per conto di soggetti privati (in
particolare per la Fondone Marmi di Massa Carrara ), allo scambio continuo di
assegni con vari
svolti
soggetti
che
almeno per quanto risulta dagli accertamenti
dalla P.G. procedente svolgono tutt’altra attività lavorativa. Il ROMEO,
durante il periodo in cui è stato monitorato, era solito fare dei viaggi al nord
Italia in varie città: Milano, Torino, Massa Carrara, Parma, Reggio Emila, Roma,
provincia di Vicenza ed altro. Le persone con cui lo stesso intratteneva gli affari
di cui sopra, almeno quelle identificate, raramente erano immuni da pregiudizi di
carattere penale, in particolare molti
associazione mafiosa e
erano stati oggetto di denunce per
riciclaggio (CAROLEO
Salvatore, MARTE Giovanni,
STRANGIO Salvatore).
Dall’analisi di quanto sopra descritto, si può ritenere che il ROMEO sia un punto
di riferimento per diversi sodalizi criminali, come si
evince dagli affari che ha
condotto con ATTINA’ Paolo, appartenente alla cosca ZAVETTIERI
Roghudi e Roccaforte del
operante a
Greco, con NARDO Pietro e RONDINELLI Girolamo,
della cosca GRANDE ARACRI di Cutro, per non parlare della sua disponibilità ad
impegnarsi in operazioni di riciclaggio (a tale proposito appare sintomatica la
conversazione avvenuta all’interno della propria autovettura targata BE 715 FL in
data 09.06.2006 progressivo 313 RIT 898/06 dove, riferendosi all’operazione
che aveva messo in piedi con PAIROTTI Domenico, dice testualmente “se
l’operazione era pulita l’avrebbero fatta da soli e non avrebbero certo chiato
a noi”), inoltre non sono certamente da sottovalutare i vari contatti con
personaggi
inseriti in vari contesti criminali calabresi, come ad esempio
STRANGIO Salvatore e MARTE Giovanni . ALLEGATO 19A
Si andrà
adesso ad analizzare il materiale
probatorio acquisito sul conto del
ROMEO Vincenzo e nel contempo saranno sviscerate gli innumerevoli fatti reato.
Prima di analizzare quanto emerso dalle attività tecniche, al
fine di
meglio lumeggiare la personalità del ROMEO, di cui già i suoi trascorsi giudiziari
non lasciano adito a dubbi circa la sua inclinazione al crimine, si riportano le
conversazioni
registrate
tra
ROMEO
Vincenzo
e
un
personaggio
maschile,
ancora
volta
successivamente indetificato in DRAGO Anthony.
La
circostanza
che
sarà
adesso
trattata
conferma
una
la
predisposizione del ROMEO ad effettuare operazioni illecite di riciclaggio .
In data 24.10.2005 veniva dato inizio alle operazioni di intercettazione telefoniche in entrata e
uscita dall’393/3336717 in uso a ROMEO Vincenzo RIT 1527/05. In particolare in data 28.1.2005
sono state registrate delle conversazioni tra lo stesso Romeo Vincenzo e una persona di sesso maschile,
successivamente identificato in DRAGO Anthony, sopra meglio generalizzato, che riguardano il
movimento di un’ ingente somma di denaro. Bisogna preliminarmente osservare che i contatti tra
ROMEO e DRAGO iniziano dal 16.11.2005 quando alle ore 14.36 sull’utenza 393/3336717 al
progressivo 3060, viene intercettata una conversazione che riguarda un appuntamento a Palizzi Marina
(RC), e in questa circostanza pare che i due non si conoscano.
I vari contatti tra i due vertono principalmente su fideiussioni e altre operazioni finanziarie .
ALLEGATO 15A
In data 16.11.2005 al progressivo 3073 dell’utenza 393/3336717 intercettata con RIT 1527/05
in uso a ROMEO Vincenzo RIT 1527/05, Enzo con Vicenzo, chiede se quella persona che parlava ieri si
chiama DRAGO, Vincenzo dice che non lo sa. ALLEGATO 15B
In data 16.11.2005 al progressivo 3079 ancora con Enzo, questo dice che prova a chiedere su
DRAGO. ALLEGATO 15C
I contatti tra i due continuano anche nei giorni ad avvenire, trattando argomenti di carattere
finanziario. In data 28.11.2005, al progressivo 4418 dell’utenza 3933336717 intercettata con
rit
1527/05, viene registrata una conversazione tra Romeo Vincenzo e DRAGO Anthony, quest’ultimo
chiede a Enzo se ha amicizie al San Paolo ( Banca San Paolo) perché gli manda un a persona pulita e
gli fa aprire un conto corrente, poi arriverà un bonifico e se lo divideranno, Enzo chiede se al San Paolo
in zona; Anthony dice che può dargli anche lui un nominativo che possa riceverlo; si riporta la
conversazione integralmente:In sottofondo si sente la voce di Anthony che dice "se non facciamo cose fuori legge perchè dopo”.
Enzo: Dimmi Antonio!
Anthony: Sentimi una cosa carissimo!
Enzo:Si!
Anthony: Hai amicizie al San Paolo.
Enzo:- E dipende fino a che punto.
Anthony: E il San Paolo ti mando io una persona gli fai aprire un conto corrente è una persona
pulita .
Enzo:Si.
Anthony: Però entro domani mattina ti dò i documenti e tu lo devi aprire al San Paolo però entro
domani mattina poi arriva un bonifico che c'è lo dividiamo va bene.
Enzo:- Ma al San Paolo di quà di zona ?
Anthony:Dove vuoi non mi interessa.
Enzo: No dico stà persona è di quà perchè ti posso dire ....
Anthony: E dammi tu una persona che deve ricevere un bonifico dammi tutti in dati ...
Enzo:- Che abbia il conto per forza al San Paolo.
Anthony: Al San Paolo nessun altro solo al San Paolo.
Enzo:va bene allora ci sentiamo più tardi.
Anthony: Fammelo sapere al più presto, entro stasera lo devo sapere che domani mattina faccio il
bonifico.
Enzo:- Va bene Ok!
Anthony: D'accordo?
Enzo:Va bene ti faccio sapere più tardi. Ciao.
Anthony: Ciao ciao.
ALLEGATO 15D
Al successivo progressivo 4419 Enzo comunica che qui c’è il San Paolo Banco di Napoli; Antony dice
che va bene e che il bonifico e di 15 milioni (ndr 15.000.000 di Euro) gli spiegherà tutto per e mail; la
conversazione si riporta integralmente:Anthony: Pronto!
Enzo: Si ti volevo dire che quà è San Paolo Banco di Napoli non è solo San Paolo.
Anthony: Deve essere San Paolo, va lo stesso gruppo.
Enzo:- Esatto da Roma in giù si chiama San Paolo Banco di Napoli .
Anthony: Va bene perfetto.
Enzo:Ok! E ascolta importo ?
Anthony: Intorno ai 15 milioni .
Enzo:- ok va bene
Anthony: Capiti di che?
Enzo: Ok va bene .
Anthony: capito?
Enzo:- Si si ho capito. Ok ci sentiamo più tardi.
Anthony: Poi ti dico via e mail chiamami via e mail c'è l'hai.
Enzo: Si si c'è l'hai tu il mio indirizzo anche no.
Anthony: Si ti scrivo qualcosina via e mail
Enzo:- Da dove mi hai mandato ...
Anthony: Arriva dalla direzione generale non ti preoccupare.
Enzo: Da dove ti ho mandato quella e mail che hai ricevuto allo stesso indirizzo rimandamelo.
Anthony: Va bene perfetto.
Enzo:- Ciao!
Anthony: Leggila ora subito.
ALLEGATO 15E
Al successivo progressivo 4461 Enzo dice ad Anthony che ha diversi nominativi, ed in base all’e.mail
che arriverà deciderà quale comunicare, ma l’e mail non gli è arrivata; Anthony dice che la manderà più
tardi; la conversazione si riporta integralmente:Anthony: Ei!
Enzo:cusa che ti disturbo a quest'ora ma io lavoro fino a tardi. Senti io ho quei dati che mi hai chiesto
solo che l’ e mail non l'ho trovata non so se l'hai inviata.
Anthony:Eh!
Enzo:- Il messaggio di posta che mi hai inviato non mi è arrivato.
Anthony:Non ti è arrivato.
Enzo:No, no.
Anthony: C'è li hai i dati?
Enzo:- I dati c'è li ho devo valutare in base alla e mail che mi arriva quale fornirti perchè ne ho
diversi sempre come ti interessano a te
Anthony:Se!
Enzo:Ok!
Anthony:Va bene.
Enzo:- Va bene.
Anthony:Io considera che fino a tardi che arrivo tra un oretta due ore.
Enzo:Si.
Anthony:E ti invio e mail.
Enzo:- Se tu me la mandi io anche più tardi anche per le 10 (ndr le 22.00) passo dall'ufficio e t'è la
scarico. Così valuto entro domani mattina quali farti avere.
Anthony:Esatto.
Enzo:va bene!
Anthony:Ok!
Enzo:- Ci sentiamo domani allora .
Anthony:Ciao ciao.
Enzo:Ciao
ALLEGATO 15F
In data 29.11.2005 al progressivo 4487 Enzo comunica a DRAGO Anthony che ha bisogno di tempo per
il bonifico perché deve andare a Roma in quanto deve vedere per lo spostamento, Anthony dice che non
lo deve fare subito gli darà lui un riferimento; Enzo dice che proverà a fare una telefonata perché
l’ostacolo principale è che deve arrivare proprio sul quel conto; la conversazione integralmente si
riporta:Anthony:Pronto!
Enzo:Buongiorno.
Anthony:Buongiorno a te, l'hai letta e mail?
Enzo:- Si si, io praticamente sono in condizioni di gestirla quella situazione però se tu mi chiami
così dalla sera alla mattina insomma ho bisogno di qualche giorno di tempo perchè mi devo
spostare a Roma e avevamo la possibilità
Anthony:E non abbiamo tempo.
Enzo:Lo so. cioè considera.
Anthony:Pensa che arriva un popò di belle cose lì.
Enzo:Cioè considera una cosa se tu mi dice così dalla sera alla mattina non essendo preparato io...
Anthony:E ma purtroppo l'ho saputo anch'io dalla sera alla mattina credimi.
Enzo:- E niente, se c'è tempo io più tardi se riesco parto e vedo un attimino tu quando...
Anthony:C'è tempo cosa vuoi dire più o meno
Enzo:Per farti avere le coordinate entro quando.
Anthony: Entro mezzogiorno, prima mezzogiorno.
Enzo:No, e non c'è la facciamo.
Anthony: Non c'è la facciamo.
Enzo:- Devo arrivare a Roma capisci .
Anthony: managgia la morte.
Enzo:E non facciamo in tempo. cioè a saperlo, stamattina avrei preso l'aereo e già stamattina ero a
Roma, però siccome devo venire su dico salgo in macchia e mi stavo organizzando.
Anthony:Basta che fai una telefonata e dici dammi il numero di pratica e cin.
Enzo:Devo passare io perchè dobbiamo un attimino vedere il discorso dello spostamento capisci.
Anthony: Quello te lo do io non è che lo devi mandare subito da un altra parte, te lo do io un
numero di riferimento.
Enzo:- Comunque vedo provo a fare una telefonata e vediamo, diciamo che l'ostacolo più diciamo
l'ostacolo principale e che deve essere per forza sul quell'Istituto capisci perchè se era su un altro.
Anthony: E bravo se era su un altro, perchè l'unica cosa sai poi dice scusate abbiamo sbagliato e chi se
ne frega ormai.
Enzo: Certo.
Anthony:Capito.
Enzo:- Va bene ci sentiamo più tardi.
ALLEGATO 15G
Infine al successivo progressivo 4488 Enzo con Anthony il primo chiede se le 72 ore sono sicure,
Anthony dice di si.
Le conversazioni appena riportate, non lasciano adito a nessun dubbio circa la illeceità
dell’operazione che i due stanno provando a portare a termine. Infatti i due evitano di dire particolari
per telefono e parlano per e-mail . L’illiceità risalta principalmente dalla necessità di trovare un
prestanome (e che sia pulito), nonché dai ristretti termini temporali entro cui effettuare l’operazione
(entro l’indomani a mezzogiorno). Infine nella conversazione nr 4418, prima che Romeo rispondesse al
telefono, Anthony in sottofondo dice: “ "se non facciamo cose fuori legge perchè dopo!”.
Nei giorni a venire si registrano i seguenti contatti tra lo stesso ROMEO Vincenzo e DRAGO
Anthony .
Monitorato: 393933336717
Registrazione:
3422
Ora registrazione:
18/11/2005 14.22.51
Enzocon Antonio, cheide se si trova all'aeroporto dice che stà facendo le fotocopie e arriva.
ALLEGATO 15I
Monitorato: 393933336717
Registrazione:
4749
Ora registrazione:
30/11/2005 09.53.55
Interlocutore
+393332757763
Enzo viene chiamato da DRAGO Anthony, questo dcie che per quella fideussione se si sbriga la
chiudono, la provviggione sarà del 6%, ne parlano quando si vedono, parlano di provider comunque si
vedono , Anthony dice che in un giorno riesce a fare le fiudeussioni . ALLEGATO 15L
In data 02.12.2005 al progressivo 11155 utenza 348/6468549 RIT 925/05 viene registrata una
conversazione tra ROMEO Vincenzo e DRAGO Anthony nato in Australia il 01.05.1968, quest’ultimo
dice di aspettare un fax da Romeo. ALLEGATO 13BF
In data 02.12.2005 al progressivo 11199 utenza 348/6468549 RIT 925/05 viene registrata una
conversazione tra Enzo e Anthony, il primo chiede se ha il numero di un fax, gli da il numero
0161/829031, si vedono in serata perchè domani mattina ha l'aereo per scendere, parlano di una
fideussione con il 4% di provviggione, Anthony chiede quanto devono prendere loro Enzo non vuole
dirlo per telefono. ALLEGATO 13BG
In data 02.12.2005 al progressivo 11248 utenza 348/6468549 RIT 925/05 viene registrata una
telefonata tra Romeo Vincenzo con DRAGO Anthony, il primo dice che non è riuscito a mandare il fax,
Antonio dice che poi si mettono d'accordo per procedere poichè se il lavoro è questo questa e la prima e
l'ultima, Anthony dice che ha messo in mezzo funzionari e si è esposto, Enzo dice che se il Tribunale
non ha lettera di intenti procede con la vendita.
Tale conversazioni rivestono particolare interesse poiché i due avevano parlato di un bonifico di
15.000.000 di Euro da fare ad un prestanome. ALLEGATO 13BH
Alle citate conversazioni, che già da sole non lasciano nessun dubbio circa l’illeceità
dell’oggetto - altrimenti non vi sarebbe nessun motivo di trovare un nominativo pulito e soprattutto di
aprire il conto necessariamente presso la banca San Paolo (evidentemente all’interno del predetto
Istituto il sodalizio può disporre di qualche aggancio compiacente) - bisogna aggiungere e sottolineare
che da una controllo effettuato alla Banca Dati, DRAGO Anthony risulta essere residente a Bianco e ha
un controllo del territorio con CRIACO Giuseppe cl 1954, noto esponente della Criminalità organizzata
della fascia Jonica appartenente alla cosca capeggiata da Giuseppe MORABITO alias “Tiradritto”. A
questo punto bisogna porre in evidenza anche la circostanza che ROMEO Vincenzo è stato attenzionato
poiché in continuo contatto con ATTINA’ Paolo, personaggio legato alla cosca ZAVETTIERI di
Roghudi (RC), sodalizio che a sua volta è collegato al
più potente clan dei
MORABITO -
PALAMARA – BRUZZANITI di Africo, capeggiato dal potente boss Giuseppe MORABITO detto
“Tiradritto”. L’alleanza tra i due sodalizi è confermata ulteriormente da numerose inchieste che sono già
diventate realtà processuali come l’operazione per la “faida di Roghudi”, operazione “Armonia” e non
ultima l’operazione denominata in codice “ONORATA SANITA’” nella quale, a conferma di quanto
appena detto, sono state utilizzate conversazioni realtive a ATTINA’ Paolo e GANGEMI Leonardo,
entrambi colpiti da OCC ed a lungo monitorati in questa indagine, a conferma del solido legame che
esiste tra le due consorterie, legame vincolato anche dal matrimonio tra la figlia del Boss di Roghudi
ZAVETTIERI Sebastiano, ZAVETTIERI Olimpia nata a Melito di Porto Salvo il 03.06.1966 che in
data 03.06.1990 ha contratto matrimonio con MORABITO Giovanni cl 1963 , figlio del ben più noto
MORABITO Giuseppe cl 1933 detto “ Tiradritto”.
Oltre alla conversazione appena riportata, che non lascia adito a dubbi circa l’illeceità
dell’oggetto, va certamente aggiunta la conversazione registrata tra l’utenza 349/4017784 risultata
intestata a MAVIGLIA Vincenzo, nato a Africo il 04.08.1978 ed ivi residente, e l’utenza 3933336717
intercettata con RIT 1527/05 in data 16.11.2005 al progressivo 3073. In questa conversazione
ROMEO Vincenzo conversa con una persona di sesso maschile che chiama Vicenzo, a cui chiede se
quella persona che parlava ieri si chiama DRAGO perchè gli sembra un tipo strano, Vincenzo dice che
non lo sa. Da tale conversazione se ne deduce che ROMEO Vincenzo e DRAGO Anthony sono entrati
in contatto tramite persone residenti ad Africo, tesi avvalorata dalla telefonata registrata il 16.11.2005
sulla medesima utenza alle ore 14.36 del 16.11.2005 progressivo 3060, laddove si evince chiaramente
che il DRAGO e il ROMEO non si siano mai visti (all’atto dell’incontro DRAGO dice a a ROMEO
“Io sono sulla sua destra seduto sulla panchina” ROMEO Risponde “Io ho un AUDI Nera”).
ALLEGATO 15B
In data 16.11.2005 sempre tra le utenze sopra indicate al progressivo 3079 viene registrata
un'altra conversazione tra ROMEO Vincenzo e MAVIGLIA Vicenzo, quest’ultimo dice che prova a
chiedere informazioni su DRAGO, contatterà qualche persona che lo conosce e gli farà sapere,
ROMEO dice che siccome ha delle polizze serie da gestire non vorrebbe fare delle cattive figure.
Va aggiunto inoltre che a seguito delle conversazioni intrattenute tra il ROMEO e il DRAGO, è
stata posta in essere con RIT 1821/05 l’intercettazione dell’utenza 333/2757763 in uso appunto a
DRAGO Anthony, la stessa è stata mantenuta dal 06.12.2005 al Dicembre del 2006; durate questo
periodo si
è appurato che lo stesso non aveva grande disponibilità
economica, anzi in alcune
circostanze ha avuto delle difficoltà per spese di poco conto, tale dato viene posto in risalto perché
conferma che la somma di 15 milioni (è da precisare che da ormai 4 anni è entrato in vigore l’euro e
comunque se si fosse trattato di 15 milioni di vecchie lire sarebbe stata una cifra che non avrebbe
necessitato di tutte queste cautele), non era certamente il frutto nè del lavoro nè dei risparmi fatti dal
DRAGO o di una eventuale eredità ricevuta dallo stesso, ma una elevata somma di provenienza
illecita che il DRAGO, data la sua professione di mediatore finanziario, avrebbe dovuto riciclare e per
fare ciò si è rivolto al ROMEO chiedendogli di trovare “un nominativo pulito” a cui inviare un
bonifico.
Per quanto sopra, anche se non è stato rilevato se l’operazione è stata effettivamente portata a
termine, è comunque palese che i personaggi sopra indicati siano soltanto dei meri operatori di un più
ampio sodalizio criminale, i controlli del territorio effettuati sul conto di DRAGO Anthony con
CRIACO e la circostanza che il ROMEO il giorno prima dell’incontro con il DRAGO abbia parlato del
medesimo con un altro personaggio di Africo, identificato in MAVIGLIA Vincenzo, induce a ritenere
che la cifra indicata dal DRAGO sia nella disponibilità della cosca MORABITO facente capo al ben
noto boss MORABITO Giuseppe alias “Tiradritto”.
ROMEO Vincenzo, durante tutto il periodo in cui è stato monitorato ha avuto contatti con
altre persone, con le quali ha instaurato rapporti di natura illecita in vari settori. In particolare è emerso
che il ROMEO ha intrattenuto con altri personaggi, che di seguito saranno specificatamente indicati,
contatti riconducibili ad operazioni di riciclaggio. Oltre alle conversazioni intrattenute tra ROMEO
Vincenzo e DRAGO Antony, di particolare interesse risultano le
conversazioni intercorse tra il
medesimo una persona di sesso femminile identificata in PIOVESAN Tiziana, nonché con PAIROTTI
Domenico, MARTE Giovanni, STRANGIO Salvatore.
Le conversazioni in questione – in relazione alle quali basti il richiamo alla informativa di P.G.
- sono certamente da riferire ad operazioni quantomeno sospette, verosimilmente di riciclaggio, ed
evidenziano:
- la propensione del ROMEO Vincenzo alla consumazione di tale tipologia di reati (significativa la
conversazione ambientale nella quale il ROMEO Vincenzo, conversando all’interno della propria
autovettura con un soggetto di sesso maschile identificato in CERAVOLO Giuseppe, afferma: “glielo
ho detto a Mico (PAIROTTI Domenico) che se l’operazione era lecita l’avrebbero fatta da soli e
non avrebbero certo contattato noi”) .
- la fitta rete di rapporti intrattenuti dal Romeo con personaggi di spicco della malavita organizzata
calabrese, certificata anche dalle conversazioni di natura criptica che lo stesso ha intrattenuto con
soggetti del calibro di STRANGIO Salvatore e MARTE Giovanni. Tali contatti confermano che il
ROMEO rappresenti un punto di riferimento per le cosche di tutto il comprensorio calabrese in
particolare nell’ambito delle operazioni di riciclaggio.
Di analogo tenore le conversazioni intercorse tra lo stesso e NARDO Pietro, che si riportano di
seguito. Come si vedrà con il Nardo si parla esplicitamente anche della compravendita di armi
micidiali.
Contatti ed incontro del 24/05/2006, registrati sull’utenza 328/8719297 RIT 1103/05,
progressivo nr. 8368 registrate sull’utenza 348/6468549 RIT 925/05 del 23/05/2006: “ROMEO con
Pietro. Vincenzo dice di esser stato chiamato per quei contratti originali che avevano ritirato insieme e
che quindi si deve firmare l'accordo d'urgenza. Aggiunge che Pietro potrà avvisare che quindi
concluderanno. Pietro chiede se si vedono e Vincenzo dice che è a Siderno e non lo sa” ALLEGATO
47A
In questa conversazione ROMEO riferisce a Pietro di esser stato contattato per dei contratti per i
quali bisogna firmare subito l’accordo. Riferisce ancora che Pietro potrà avvisare (terze persone non
indicate) che il contratto verrà concluso.
Al progressivo nr. 8383 del 23/05/2006, 328/8719297 RIT 1103/05 “Pietro con ROMEO.
Vincenzo dice che gli hanno sollecitato la questione dei contratti che un amico ha controllato. Aggiunge
che i contratti vanno bene e possono concludere. Pietro gli chiede se devono andare insieme a prenderli
e ROMEO dice di si. Poi Pietro gli domanda se sia a posto "quello di Catania", ma ROMEO dice che
con quello non si è sentito. Pietro gli domanda se sia quello di "sopra" e ROMEO risponde di si. Pietro
dice che quindi devono partire per andare lì e ROMEO dice che dovrebbero andare al più presto per
controllare i contratti. Pietro gli chiede se si possono vedere domani per concludere anche qualcosa lì,
considerato che i ragazzi di Gioiosa gli avevano cercato i documenti. Si vedranno domani”.
ALLEGATO 47B
Sempre nella stessa giornata i due interlocutori si risentono ed ancora fanno menzione ai contratti. In
particolare ROMEO dice di aver ricevuto un sollecito per i contratti per i quali possono concludere.
Entrambi sono d’accordo sul fatto che dovrebbero partire al più presto per andare a controllarli.
Poi cambiano discorso e Pietro dice che dovrebbero “concludere anche qualcosa lì”, considerato che i
ragazzi di Gioiosa gli hanno chiesto i “documenti”.
Stabiliscono di incontrarsi il giorno dopo.
Al progressivo nr. 8392 del 24/05/2006: “ROMEO con Pietro e gli dice che si vedono tra poco
ALLEGATO 47C
Al progressivo nr. 8396 del 24/05/2006: “Pietro con ROMEO e gli dice che lo ha visto passare”.
ALLEGATO 47D
In queste conversazioni, come già stabilito nelle conversazioni precedenti, i due interlocutori si danno
appuntamento.
In effetti in data 24.05.2006 alle ore 12.24 progressivo 645 sull’autovettura Fiat Stilo targata
CH 516 FK RIT 575/06 i due soggetti in questione si incontrano. I due salgono sull’autovettura sopra
indicata e ne scaturisce la seguente conversazione:Pietro con Enzo ROMEO. Pietro dice che ci sono tante donne di facili costumi. Enzo dice che ieri
c'erano tante pattuglie che camminavano piano e ha pensato che forse era scappato qualcuno. Pietro dice
che c'è Ernesto che va cercando terra, basta che c'è il prezzo. Pietro dice che ha i documenti per quanto
riguarda l'ingrosso e fanno riferimento ad un contratto. Poi Enzo gli chiede se quell'amico di Serra gli ha
più detto nulla per i gratta e vinci. Pietro dice che si sono incontrati ma non era d'accordo sui soldi in
quanto non gli conviene perchè rimangono solo 30 mila euro. Aggiunge di avergli detto ha detto che
eventualmente si toglieranno qualcosa da loro guadagno. Pietro risponde al telefono e dice che lo
chiama e lo va a trovare.
Pietro dice che se questa operazione andrà bene per un paio mesi... Enzo dice che non cosa il notaio
debba fare perchè non parlano per telefono ma che comunque i controlli sono andati bene . Poi anno
riferimewntio a degli originali che detiene solo ROMEO il quale dice che manda solo le fotocopie.
Pietro si ferma a parlare con una donna.
Pietro dice che l'altro giorno Ernesto gli ha detto della questione di Antonimina.
I due parlano di un lavoro da fare al nord con terze persone.
Pietro che gli avevano accenato che c'e ne sono assai in giro (non si capisce cosa)
Pietro fa riferimento ad un ragazzo al quale stasera insegnerà una strada che conosce da 10 anni e che
fino ad oggi è andato tutto bene anche perchè non l'ha detta mai a nessuno.
ore 12.40. Pietro a bassa voce parla di kalansnikov (arma da guerra) ed aggiunge che ci sono pure le
"nove" che hanno i militari (verosimilmente armi calibro 9 X 19 in dotazione alle Forze dell'Ordine) e
continua dicendo che costano. Pietro dice che può fare carichi al massimo di 20 kg. Pietro dice che
Ernesto aveva detto da fare 10 - 10 e 10. Pietro dice che ci volgiono 1.500 euro. ROMEO dice che non
si trovano e che li avevano cercati anche a lui. Pietro dice che a Vibo si possono trovare 2-3 pezzi.
Pietro dice che c'è qua c'è da guadaganre molti soldi ma non lì a Soriano perchè a Soriano non bisogna
darli a nessuno.
Enzo dice che a Reggio li hanno presi a prezzi buoni ma durante il periodo della guerra, indicando come
periodo temporale 10 anni fa. Pietro dice che se servono i prezzi sono 2000 - 2500 euro timbrata.
Aggiunge (facendo riferimento ad una terza persona) che poi li vende a 1.700.
Pietro chiede se martedì ha letto il giornale perchè domenica sera è successo il fatto (si riferisce
all'accoltellamento di un giovane avvenuto nel bar di Nardo). Pietro esternamente alla macchina dice
che ha tre carette. Pietro dice a Enzo che con il pane si stanno facendo ricchi ed Enzo dice che
impastando farina si guadagna molto. ROMEO dice che ha parlato con il dottore e gli ha detto che ha
cambiato i cerchi alla macchina. Pietro dice che la sera, dove ha il bar suo fratello, si sta da Dio.
Nardo:Vedete questà
qui lavora a giornate pagameto in natura si porta la figlia e poi non
comprensibile
Romeo:Poi vi dovete regoalre voi!
Nardo:Ci vogliono i soldi comapre Vincenzo che c'è ne sono tati bu.. strade strade.Avete visto guardate
che bello ma vi giuro che mi sono nauseato
Romeo:Vi stavo dicendo che ieri mattina come sono arrivato là da Ardore fino a Locri c'erano 4-5
macchine dei carabinieri che camminavano piano piano ed ad ogni macchina c'erano due con la testa di
fuori che guradavano sotto il bordo della strada e c'erano posti di blocco da tutte le parti sicuramente
gli è scappato qualcuno che hanno pensato che ha buttato qualcosa ed andavano trovato qulacosa e
c'era "bampato" che non si poteva camminare tanto che dovevo andare a fare un
pò di cose urgente che dovevo prendere anche un pò di soldi sono uscito e me ne sono andato dritto
dritto ho preso la limina e me sono salito e vi ho chiamato non comprensibile
Nardo:No me ne sono venuto, abbiamo mangiato lì che hanno insistito che mangiassi là c'è Ernesto che
va cercando terra quanta c'è ne basta che c'è il prezzo
Romeo:Gli posso vedere quegli amici che lavorano
Le voci si accavvlano
Nardo:Ma se c'è il prezzo gli interessa c'è un amico mio che fà direttamente lui
Romeo:Non comprensibile
Nardo:A proposito un altra cosa io quà ho quei problemi per quanto riguarda l'ingrosso però questo mi
devo prendere i documeti ed ancora neanche me li ha dati e già hanno cominaciato non comprensibile
questo è un pochettino non lo sò, gli ho detto io di portare pzinza ma pazienza non mi pare che ne
abbia
Romeo:Da quella ditta è arrivata che doveva arrivare qualche altra cosa
Nardo:Ma già stà camminando stà andando avanti
Romeo:Lì manca che mettiamo le firme sugli originali e che glielo mandiamo indietro e sentite un altra
cosa l'ha sopra quell'amico di là vi ha più detto qualcosa per quei gratta e vinci
Nardo:E ci siamo sentiti ieri ci siamo visti stamattina perchè ci siamo incontrati però dice che non era
d'acordo perchè dice a me mi toccano che avevamo fatti i conti 30 mila euro gli ho detto io guarda non
è questo il problema che lo accontentiamo , lo sistemiamo facciamo un poco io e un poco voi, invence
che c'è ne tocchi 30 c'è ne tocca 20 gliene diamo 50 e sistemiamo la partita non è che andiamo vednedo
i 10 milioni sopra e sotto però stavalta erano lui e Geranrdo che io lo conosco pure a geranrdo e dice
guarda ne dobbiamo paralre sempre con lui benissimo parlate con lui e fatemelo sapere ora stà
aspettando ora ieri l'ho chiamato "ciao Mimmo" (saluta un passante) era quà in giro,
A questo punto NARDO EFFETTUA UNA CONVERSAZIONE
Nardo: Alora, per quella ambasciata non mi hai detto nulla. è fattibile allora come vieni mi chiami che
fino alle 16 io sono quà alle 14.30 va bene allora mi chiami che vengo a trovarti a casa
Romeo:Non comprensibile
Nardo:Ma se va bene pure questa operazione un paio di mesi
Romeo:Si questa l'unica cosa è non è che li fanno subito perchè la banca vuole la liberatoria
Nardo:E appunto per questo
Romeo:Ora non so nel dettaglio che operazione vogliono fare perchè per teelfono non abbiamo parlato
lui mi ha detto che i controlli sono andati bene mi raccomandanto c'è l'hai tu gli originali in mano
Nardo:Ma all'epoca l'orginale gliela avete mandata
Romeo:C'è l'ho io nelle mani l'originale quella non gliela dò a nessuno nella mani gliela do quando
sono sicuro che lìoperazione e partita altrimen ti non è che gli do l'originale questi una partitra
sicuramente fanno un programma non comprensibile che aspettavano che gli mando la ben garant e che
facciano siccome si vuole fare il discorso della garanzia per questa operazione
Si fermano a paralre con una donna
NARDO : Buongiorno commare? fatevi avanti comapre Vincenzo il sedile
Donna: Buongiorno!
Nardo:Non comprensibile che c'è?
Donna: Quà!
Nardo:madonna addolarata che caldo che c'è. ma ieri di più si!
Donna: Non comprensibile
Romeo:ma voi ....non comprensibile
Nardo:Ma avete visto che bei fiori non comprensibile
Romeo:No se non arriva Agosto settembre
Nardo:No quà da noi hanno cominciato a spogliarsi
Donna: Non comprensibile
Romeo:Sono caricati!
Nardo:Si quest'anno si non mi ricordo se ieri o avantieri no avantieri ma se ci regoliamo che c'è
problema con la macchina saliamo con questa
Donna: Grazie
Nardo:Di niente
Donna: Non comprensibile
Nardo:E la questione di Luca l'altra volta Ernesto me lo ha detto se è possibile una cosa
Romeo:Non comprensibile
Nardo:No la questione di Antonimina
Romeo:ma questa di Antonimina che si deve fare con quell'amico
Nardo:Ora vediamo
Romeo:sapete cosa è importante perchè poi ieri là io mi sono regolato che non sapevo cosa dire quella
ditta coem si chiama
Nardo:Non lo sò nenache io
Romeo:E altrimenti cosa gli diciamo
Nardo:Che si mettano in contatto tra loro già è stato messo è stato già chiamato pare che gli abbia
risposto male
Romeo:Perchè quando andiamo a paralre con quest'amico sicuramente dirà chi questi amici l'ha sopra
vogliono sapere
Nardo:Ernesto mi ha detto di fare il nome sui che sono il nipote suo ...non credo che c'è se c'è è quà
alla macelleria,. ma non credo che c'è
Romeo:Sieti usciti pure sul giornale stamattina
Nardo:Io...noi siamo usciti sul giornale il nome di mio padre per ..Sorianello
(Nardo effettua una telefonata)
SCENDONO DALLA MACCHINA E RISALGONO ALLE ORE 12.37.54
Nardo:Allora sei venuto a prenderli con la macchina ma figurati ma dai a marina ci siete andato in giro
che dice che ci sono ...dice che c'è ne sono assai assai
Romeo:Io con quegli amici che lavorano non comprensibile ci sono i prezzi ...
Nardo:Comnque vi stavo dicendo che c'è Codraro non comprensibile infatti stasera gli insegno una
strada che sono 10 anni che ho questa stradina è un stradina che ha più di 10 anni ed è durata perchp non
glielo detto mai a nessuno
Romeo:Quando poi le cose si allargano
Nardo:Io infatti a questo "wagliione" (ndr ragazzo) gli l'ho detto guarda quà sono 10 anni che ho
questa strada fino ad oggi tutto tranquillo, dice comapre Pietro la verità se avete questa strada e perchè
non avete mai parlato con nessuno avete capito, ora non è che la insegno a te spero, comapre Pietro, e
questo quà va ..kalaschikov e ci sono pure i 9 russi che erano militari stè cose quà quelli dice che
costano però non è che può fare carichi non indifferenti fà poco può portare 10- 15 pezzi 20,
proprio, Ernesto ieri ha cominciato 10, 10 e 10
Romeo:vabbè ma se lui ha non comprensibie con questi quà bustarelle
Nardo:Ho parlato con questo ragazzo quà e vuole 1200- 2000 euro
Romeo:Ah!
Nardo:Perchè a noi quà c'è non comprensibile
Romeo:Non comprensibile
Nardo:Quà il Vibonese un pezzo un qualsiasi pezzo
Romeo:Ma quà si trovano a me c'erano amici di Vibo non comprensibile
Nardo:Non lo sò a Vibo non si trova assai trovate 2 pezzi 3 pezzi se si trova qualcuno che li da a 1000
euro quà c'è da fare soldi quà c'è da fare denaro ma non quà a Soriano perchè poi non comprensibil ci
ammazzano a noi la verità funziona così compare Vincenzo.
Romeo:Io ero sopra una giornata non comprensibile e lui mi aveva cercato a me 1200
Nardo:Non comprensibile
Romeo:Gli ho detto io ma sei uscito pazzo noi li possiamo pagare 6-700 non di più dice ma non questi
prezzi noi li diamo 1200 - 1300 gli ho detto io non ne parliamo proprio
Nardo:In pratica voi la registrate diversamente proprio
Romeo:Ma perchè noi li abbiamo presi quando li abbiamo presi li abbiamo presi con prezzi buoni
anche perchè a reggio C'erano prezzi alti ma quando il periodo..
Nardo:Della guerra
Romeo:10 anni fà che quello era un periodo ma adesso se il prezzo non è buono
Nardo risponde al telefono
Nardo:I prezzi se vi servono 2000-2500 euro timbrata non comprensibile ma poi li rivendono non è
che li tiene lui poi li rivendono ma trattabili avete capito martedì lo avete letto il giornale
Romeo:Non mi ricordo ma l'ho letto
Nardo:O martedì o mercoledì è uscito perchè la sera e sono venuti a rompere il ca....alla fine tenete
tenete però poi
Voci in sottofondo
OMISSI DALLE ORE 12.46.17 ALLE ORE 12 58 49
ALLEGATO 35A
In due soggetti in questa conversazione stanno parlando innanzitutto dell’affare dei gratta e vinci falsi
che devono consegnare ad un rivenditore, circostanza che sarà trattata nell’apposito capitolo realtivo ai
reati di falso condotti dal ROMEO, e successivamente di un affare concernente l’acquisto di Armi.
Nelle conversazioni sopra riportate viene confermata la propensione a delinquere dei due soggetti in
trattazione, l’appartenza ad organizzazioni criminali operanti nel territorio Calabrese, in particolare alla
cosca ZAVETTIERI per quanto concerne il ROMEO, ed alla cosca GRANDE ARACRI di Cutro per
quanto riguarda NARDO.
I TITOLI SEQUESTRATI A PARMA
A conferma della tesi finora sostenuta, che vede il ROMEO Vincenzo impegnato in operazioni
di riciclaggio per conto delle più potenti cosche calabresi (come si vedrà nel presente paragrafo, non
solo quelle del reggino ma anche per conto della cosca GRANDE ARACRI di Cutro), si tratterà di
seguito l’episodio, oltremodo significativo, relativo al sequestro di titoli di provenienza illecita
effettuato in Parma.
Nel corso delle attività tecniche poste in essere al fine di monitorare i contatti ed attività del
ROMEO, è emerso come lo stesso fosse in affari con un personaggio identificato in NARDO Pietro, in
atti generalizzato, a sua volta monitorato nell’ambito della presente indagine (RIT 1102/05 e 545/06).
Grazie all’incrocio delle varie conversazioni si è appreso che il ROMEO, oltre agli affari illeciti
condotti unitamente ad ATTINA’ Paolo, personaggio legato alla cosca ZAVETTIERI di Roghudi, è
dedito ad altre attività delittuose che vedono il coinvolgimento di soggetti dal rilevantissimo spessore
criminale.
Durante l’attività investigativa è stato accertato, infatti, uno scambio di titoli obbligazionari
della STANDARD Oil Of America che, da verifiche effettuate presso il RIS di Parma, sono risultati già
incassati; inoltre la società incaricata, negli Stati Uniti d’America, della distruzione di tali titoli, è
risultata poi collusa con la mafia. A conferma dell’illeceità dell’operazione va rilevato come all’atto del
controllo operato dal Reparto Operativo di Parma, su imput della P.G. procedente, il RONDINELLI
Girolamo, soggetto trovato in possesso dei titoli, ha immediatamente dichiarato di averli ricevuti da un
non meglio conosciuto cittadino Juogoslavo, a fronte di un anticipo per un lavoro da effettuare. La
tempestività con la quale il RONDINELLI si è addossato le colpe di un’operazione illecita fa certamente
ritenere che l’operazione possa riguardare ben più gravi fattispecie delittuose riguardanti la cosca
GRANDE ARACRI
di
Cutro. L’ accostamento
a tale consorteria
mafiosa deriva sia dal
coinvolgimento nell’operazione di NARDO Pietro e sia dalla circostanza che il RONDINELLI
Girolamo è figlio di GRANDE ARACRI Maria, nata a Cutro il 30.04.1952, sorella di GRANDE
ARACRI Nicolino detto “mano di Gomma” e capo indiscusso dell’omonima cosca operante a Cutro,
provincia di Crotone, nonchè nelle Provincie di Parma e Crotone, attualmente in carcere per reati di
mafia omicidio ed altro.
Saranno adesso riportate ed analizzate le conversazioni registrate sulle utenze e sull’autovettura
in uso ROMEO Vicenzo che riguardano la circostanza in trattazione :
In data 23.05.2006 (al progressivo 1158) utenza 393/5018989 in uso a ROMEO Vincenzo RIT
909/06 Enzo con Pietro NARDO; il primo dice che lo hanno chiamato per firmare l'accordo e quindi
potrà avvisare che possono concludere.
NARDO: Si pronto?
ROMEO: Compare Pietro
NARDO: Ditemi tutto
ROMEO: Vi disturbo stamattina e...
NARDO: No figuratevi
ROMEO: Dato che voi siete su quella zona
NARDO: Eh
ROMEO: Io vi volevo informare che mi hanno chiamato per quei contratti originali che abbiamo ritirato
insieme, vi ricordate?
NARDO: Si
ROMEO: Eh, mi hanno chiamato che mi vogliono subito d'urgenza per firmare l'accordo
NARDO: Ah!
ROMEO: Quindi potete avvisare che sicuramente andiamo a concludere, ok?
NARDO: Ok
ROMEO: Va bene, ci sentiamo
NARDO: Ma ci vediamo oggi? Si !
ROMEO: No, vediamo un attimo perchè io ora sono su Siderno. Comunque quello che mi devo
organizzare, e mi hanno chiamato che mi vogliono d'urgenza per andare a definire questi contratti
perchè gli interessano. Hanno fatto tutti i controlli..
NARDO: Eh eh
ROMEO: I contratti risultano apposto, ok?
NARDO: Ok
ROMEO: Vi saluto, arrivederci
NARDO: Ci sentiamo ciao.
ALLEGATO 14I
In data 23.05.2006 (al progressivo 1234) utenza 393/5018989 in uso a ROMEO Vincenzo RIT
909/06 Enzo viene chiamato da NARDO Pietro; il primo dice che ci sono due possibilità per
concludere i contratti; Pietro chiede se è quello di sopra; Enzo dice di si, ma ci vogliono i contratti in
originale; Pietro chiede se si vedono domani per concludere. Gli stessi stabiliscono di vedersi il giorno
dopo. ALLEGATO 14L
In data 03.06.2006 (al progressivo 1724) utenza 393/5018989 in uso a ROMEO Vincenzo RIT
909/06 Nardo contatta Vincenzo il quale dice che si sente stanco e si vuole riposare; aggiunge che si
vedranno nel pomeriggio perché ha avuto la conferma che il contratto lo vogliono stipulare; Nardo gli
fa gli auguri per il contratto. ALLEGATO 14M
In queste prime conversazioni si fa riferimento a dei “contratti” oggetto dell’incontro di
Parma.
In data 06.06.2006 (al progressivo 26186) registrate sull’utenza 348/6468549 RIT 925/05
Pietro chiama Romeo e gli dice che si vedono Mercoledì mattina a Reggio (ndr Reggio Emilia).
VEDASI ALLEGATO 13 CO E 13CO BIS
In data 06.06.2006 (al progressivo 1827) utenza 393/5018989 in uso a ROMEO Vincenzo RIT
909/06 Enzo chiama Claudio; quest’ultimo dice che il materiale gli interessa però gli deve dare qualche
giorno perché la persona domani parte per Parigi però già si adoperava; aggiunge che al momento
interessano solo quelli verdi, il prezzo può andare però si raccomanda di controllarli perché da qualche
parte non sono buoni;
Enzo tronca la discussione e dice che si possono controllare uno a uno.
ALLEGATO 14N
In data 06.06.2006 (al progressivo 1830) utenza 393/5018989 in uso a ROMEO Vincenzo RIT
909/06 giunge il seguente messaggio “Sono Claudio mi puoi chiamare ho notizie x i croati. Ciao”.
ALLEGATO 14O
Durante il suo viaggio d’andata ROMEO, ha dei contatti con tale Claudio, non meglio
identificato con il quale parla di “oggetti verdi” e successivamente invia un messaggio dove dice a
Romeo di chiamarlo che ha notizie per i croati.
In data 06.06.2006 (al progressivo 1828) utenza 393/5018989 in uso a ROMEO Vincenzo RIT
909/06 Enzo con Pietro NARDO i due si danno appuntamento a domani mattina, verso le 08.30; Pietro
dice che deve uscire a Reggio Emilia. ALLEGATO 14Q
In questa conversazione i due interlocutori fissano l’appuntamento, che inizialmente
doveva essere a Reggio Emilia e poi si sposterà a Parma, per il giorno 07/06/2006.
In data 07.06.2006 (al progressivo 1838) utenza 393/5018989 in uso a ROMEO Vincenzo RIT
909/06 Enzo chiama Pietro NARDO, il primo dice di essere già arrivato; Pietro dice che partirà tra
10 minuti, Enzo dice che farà tardi, Pietro dice che chiamerà Jerry (RONDINELLI Girolamo) e si
vedranno prima loro due. ALLEGATO 14Q
In data 07.06.2006 (al progressivo 1840) utenza 393/5018989 in uso a ROMEO Vincenzo RIT
909/06 Enzo chiama Jerry, (RONDINELLI Girolamo, identificato nel corso del servizio di cui si dirà di
seguito) il primo chiede dove si vedranno; Jerry risponde dopo poco a Parma, all’uscita casello centro,
poco più avanti dove c'è un parcheggio grande.
TRASCRIZIONE INTEGRALE
JERRY: Pronto
ROMEO VINCENZO: Buongiorno, come va, tutto bene?
JERRY: Tutto bene, tutto bene
ROMEO VINCENZO: E allora, io sono ora a Reggio Emilia, mi diceva ...inc... che devo tornare a
Parma, però Parma centro, Parma ovest, dove devo uscire?
JERRY: Allora, la prima uscita di Parma
ROMEO VINCENZO: Parma centro è mi pare la prima
JERRY: Si è Parma centro, non appena arrivate da Reggio Emilia
ROMEO VINCENZO: Eh
JERRY: Trovate Parma, voi uscite li a Parma, alla prima uscita
ROMEO VINCENZO: Si
JERRY: E io vi vengo a prendere li, allora non appena uscite dall'uscita
ROMEO VINCENZO: Si
JERRY: E... andate verso Parma, subito sulla destra c'è un parcheggio grande
ROMEO VINCENZO: Umh va bene
JERRY: Ci vediamo lì
ROMEO VINCENZO: Ok vi saluto
JERRY: Va bene? ciao
ROMEO VINCENZO: Arrivederci
ALLEGATO 14R
Il giorno 07/06/2006 ROMEO contatta Pietro, con il quale fissa i dettagli dell’appuntamento e dopo
chiama RONDINELLI con i quale stabilisce di vedersi a PARMA.
A seguito delle telefonate sopra indicate, il 07/06/2006, a Parma, ROMEO Vincenzo, NARDO Pietro e
RONDINELLI Girolamo venivano controllati da personale del Reparto Operativo di quel centro, e
durante il controllo venivano rinvenuti:
nr. 3 obbligazioni della “STANDARD OIL COMPANY” (STATI UNITI D’AMERICA) del valore di
100 mila dollari cadauna;
una foto con numerose mazzette di denaro di nazionalità estera;
Inoltre sull’auto di ROMEO Vincenzo venivano rinvenuti:
una fotocopia di una obbligazione della “STANDARD OIL COMPANY”;
una fotocopia di una banconota simile a quella riprodotta nella foto di cui sopra
(vedasi atti redatti dal Reparto Operativo di Parma). ALLEGATO 14R BIS
Dalle operazioni di intercettazione in parola è stato accertato quanto segue:-
CONVERSAZIONI
REGISTRATE
SULL’AUTOVETTURA
INTERCETTATE CON RIT 898/06
Monitorato:
Registrazione:
231
Ora registrazione:
07/06/2006 14.28.42
AUDI
A
8
BE
715
FL
Alle 14.29.10 si sente un uomo che chiede che roba sia , non si sente la risposta di Romeo e
l'uomo subito replica che quello già ha detto che sono falsi e inoltre sono fotocopie di fotocopie
ALLEGATO 19B
Monitorato:
Registrazione:
241
Ora registrazione:
07/06/2006 19.15.40
In data 07.06.2006 al progressivo 241, all’interno della predetta autovettura è stata registrata una
conversazione tra ROMEO Vincenzo e una persona di sesso maschile identificata in NARDO Pietro,
personaggio già attenzionato nella presente indagine con RIT 1102/05 e 575/06. Nella circostanza
ROMEO Vincenzo dice “all'interno della valigetta del portabagagli nr 3 obbligazioni”; Pietro dice “c'è
pure la copia dei soldi”; Enzo aggiunge “nr 3 obbligazioni rilasciate dalla Standard Oil” ; Pietro dice
che secondo lui riporta che glieli ha dati (ndr a Romeo Vincenzo ) RONDINELLI Girolamo; Pietro
continua a leggere il verbale di sequestro in particolare riferito alla foto ritraente
le banconote
straniere, Enzo dice dice “che non dice che non erano sulla macchina”; Pietro dice che non è così in
quanto riporta che sono simili (la fotocopia della banconota e la foto delle mazzette di banconote),
Pietro dice che in pratica li stanno collegando perchè ha sentito il Maresciallo che diceva che si erano
incontrati per lo scambio (ndr si riferisce a ROMEO e RONDINELLI) . Nella citata conversazione i
due personaggi si riferiscono al già citato controllo che hanno subito a Parma da personale del
Comando Provinciale di Carabinieri di Reggio Emilia e Parma, nel quale sono stati
controllati
ROMEO Vincenzo, RONDINELLI Girolamo e NARDO Pietro.
In data 07.06.2006 al progressivo 26295 registrate sull’utenza 348/6468549 RIT 925/05 Enzo
viene chiamato da Pietro NARDO, (i due si riferiscono al controllo effettuato in data 07.06.2006 a
Parma).
ROMEO: Compare Pietro scusate se vi ho fatto lo squillo ma con l'altro... questo è scarico e quell'altro
qua non mi prende
NARDO: Non vi preoccupate, ditemi
ROMEO: Eh, allora il discorso era quell'errore che vi ho fatto rimarcare io che avevano messo quelle
cose li da me che non li dovevano mettere, quello che hanno sistenato
NARDO: Eh
ROMEO: E in più quello che mi avevate detto voi che non... sul sul .... riguardo a voi, se guardate,
leggete per bene la prima parte vedete come c'è
NARDO: C'è problema?
ROMEO: No no, quel discorso che mi avete detto voi, mi avete fatto notare una cosa, vi ricordate?
NARDO: Eh
ROMEO: Voi rileggetevi la prima parte per bene, proprio la prima parte
NARDO: Eh
ROMEO: E vedete come effettivamente risulta
NARDO: Risulta?
ROMEO: Si si risulta
NARDO: Eh, e per domani come avete fatto?
ROMEO: Eh niente, ci vediamo da voi domani
NARDO: Ah ci vediamo qua a Torino?
ROMEO: Si si
NARDO: E sapete già più o meno l'orario oppure...
ROMEO: No ve lo dico, ve lo comunico domani perchè una volta che sono qua, ho due appuntamenti
qua da alcuni...
NARDO: ...inc...
ROMEO: Eh, da alcune finanziarie e mi sbrigo qua
NARDO: Va bene, allora in pratica se riuscite, arrivate ...inc.. o a mezzogiorno, l'una?
ROMEO: Tarda mattinata, tarda mattinata oppure pomeriggio
NARDO: Esatto!
ROMEO: Va bene?
NARDO: Va bene
ROMEO: Ci vediamo domani, vi saluto
NARDO: Ok ciao ciao.
VEDASI ALLEGATO 13 CP
Il procedimento
instaurato presso la Procura della
Repubblica di
Parma risulta essere tutt’ora
pendente. “
Le conversazioni fin qui intercettate tra Romeo Vincenzo e Attina’ Paolo rivelano un
continuo, anomalo scambio di assegni fra i due ( cfr. conversazioni del 12\5\05,
11\7\05, 21\7\05, 25\7\05, 26\7\05, 31\1\2006, 2\2\2006, 3\2\2006, 6\2\2006,
7\2\06, 27\2\06, 6\3\06, 9\3\06, 24\8\06, 25\8\06), la preoccupazione di Attina’
che i suoi assegni vengano protestati ove Romeo non gliene corrisponda uno dei suoi (
15\2\06), contengono riferimenti a false denunzie di smarrimento di siffatta
tipologia di titoli di credito ( 25\8\06).
Il dato e’ quanto mai sorprendente ove si pensi che Attina’ Paolo e’ un operaio
forestale e Romeo Vincenzo un assicuratore.
Le conversazioni intercettate tra Romeo Vincenzo e Attina’ Paolo rimandano con buona
probabilita’ ad attivita’ poco chiare ( ricettazione? esercizio abusivo del credito?
riciclaggio? usura?) cio’ nondimeno il risultato dell’attivita’ investigativa non si e’
tradotto in una specifiche contestazioni di fatti di reato.
Allo stesso modo le attivita’ di cui si e’ appena detto, probabilmente illecite, non
contengono elementi che consentano di stabilire un collegamento tra le cointeressenze
di Romeo Vincenzo e Attina’ Paolo e la cosca di cui al capo A) di cui Romeo Vincenzo
farebbe parte in virtu’, proprio, delle attivita’ di cui si e’ appena detto.
Allo stesso modo il prosieguo dell’attivita’ di indagine ha fotografato una serie di
contatti intrattenuti da Romeo Vincenzo che, anche in questo caso, sottendono
probabilmente la conduzione di attivita’ illecite ma non si traducuno in contestazioni di
specifici fatti di reato ne’ evidenziano rapporti qualificati con consorterie mafiose da
potersene trarre una qualche conseguenza sul ruolo dell’indagato Romeo Vincenzo.
In ultimo si rileva che il fatto relativo alla ricettazione dei titoli della Standard Oil
Company , per cui in questo procedimento si procede solo nei confronti di Nardo
Pietro, e’ stato accertato il 7\6\06 a Parma ed e’ quella citta’ il luogo in relazione al
quale si ha notizia certa della sua consumazione sicche ‘ non sussiste la competenza
territoriale di questo Giudice.
IL CONTROLLO DEGLI APPALTI PUBBLICI – Capo C) – Maesano Salvatore,
Pangallo Francesco, Mesiano Andrea
Scrive il P.M.:
“Passate inchieste giudiziarie hanno stabilito con assoluta certezza che uno dei settori economici dai
quali la ’ndrangheta trae i suoi maggiori guadagni è certamente l’ambito degli appalti pubblici, aggrediti
direttamente dalla cosche per il tramite di imprese intestate a prestanome ed eseguiti con forniture
ampiamente al di sotto degli standard qualitativi richiesti nei capitolati. A tal proposito si rimanda alla
risultanze investigative compendiate nell’operazione denominata “Bellu Lavoro”, condotta dai
Carabinieri del Provinciale di Reggio Calabria che ha fatto luce proprio su questo particolare settore.
A questa consolidata prassi mafiosa, non sono di certo estranee le cosche “ZAVETTIERI” e
“PANGALLO-MAESANO-FAVASULI”, consorterie al centro delle presenti indagini; è emerso, infatti,
in maniera chiara ed inequivocabile che gli appalti pubblici posti in essere dal comune di Roccaforte del
Greco siano stati preparati a tavolino e sempre vinti da ditte collegate alla predette famiglie mafiose.
Protagoniste di questo sistema sono le due società che fanno capo a MAESANO Salvatore, cioè la ditta
di PANGALLO Francesco, detto Zumbachedda e a MESIANO Andrea. Questi assunti sono stati
documentati puntualmente dalle attività tecniche di intercettazione ambientale e telefonica attivate
nell’ambito di questo procedimento ma anche nel proc. pen. nr. 2113/04 poi confluito nel presente.
In data 22.12.2004 al progressivo 968 sull’utenza 347/6735207 in uso ad ATTINA’ Paolo (RIT
1248/04) è stata registrata una conversazione tra ATTINA’ Paolo e LAMPADA Mario, nato a Melito
Porto Salvo il 30.01.1953, ivi residente Via Garibaldi 52; di seguito la trascrizione integrale:
In sottofondo Mario dice "Tutti della margherita"
Mario
Pronto!
Paolo
Onorevole buonasera!
Mario
Buonasera a lei, io non sono l'onorevole se vuole glielo passo non è nemmeno vicino a me
che c'è Paolo?
Paolo
La disturbo a quest'ora ?
Mario
No, mi dica mi dica mi dica tutto!
Paolo
Senti una cosa perchè devo prendere a pugni ad alcune persone non per altro!
Mario
Ah!
Paolo
Senti una cosa,mi stava dicendo PANGALLO No!
Mario
Si, PANGALLO chi?
Paolo
Ciccio quello l'impresa Francesco (n.d.r. PANGALLO Francesco cl 1974) .
Mario
Eh!
Paolo
Che ancora non gli sono arrivati cose
Mario
Paolo, PANGALLO io glielo spiegato io non sono la banca regionale , là hanno miliardi
e miliardi di mandati, purtroppo li fanno pure a blocchi lui sarà in un blocco che
c'entra io come faccio a tirare fuori a lui solo!
Paolo
Mario, siccome qui abbiamo da fare con persone intelligenti non è che hai da fare con
persone stupide
Mario
ma io glielo detto è inutile che mi chiami dalla mattina alla sera che sono io che devo fare le
cose
Paolo
Senti che ti dico una cosa io gli ho detto che è stato tutto a posto giusto o no, che
tutta la documentazione è apposto giusto le pratiche sono tutto a posto.
Mario
Io ho chiamato è in banca materialmente il mandato è in banca ma l'emissione non gliela
fanno perchè ad un certo periodo dell'anno per due mesi bloccano le procedure!
Paolo
Mhmm!
Mario
Sai perchè per problemi all'interno che non riescono a fare tutti i mandati
Paolo
Senti una cosa, se non ti disturbo tra 10 minuti ti chiamo un altra volta o con questo
numero o con un altro numero va bene .
Mario
Va bene"!
Paolo
Mario sai perchè ti giuro mi viene da vomitare.
Mario
ma no Paolo!
Paolo
Capisci cosa ti voglio dire io!
Mario
Ho capito lui l'altra mi ha detto mi avete inguaiato ma scusa che sono io che emetto il
mandato .
Paolo
Anzi sa cosa mi ha detto pure perchè non è che io adesso vado là davanti a lui e ti telefono
a te mi ha detto che per una settimana non mi ha risposto al telefono ( frase detta da
Francesco PANGALLO a Paolo ATTINA' RIFERITA A LAMPADA Mario) vedi che
Mario era malato.
Mario
Gli ho detto che Mario era ammalato l'ho incontrato per strada e glielo detto allora scusami
e Paolo!
Paolo
Non comprensibile.
Mario
Allora le persone devono essere garbate e gentili come lo sono io se io sono troppo gentile
allora comincio a diventare sgarbato non che non gli ho risposto per una settimana.
Paolo
Mario io e te parliamo la stessa lingua .
Mario
Allora a questo punto tu gli dice che quello che ti ho detto io e basta io con lui non voglio
parlare .
Paolo
No.....
Mario
Paolo stiamo consumando il telefono ti chiedo scusa
Paolo
Mi lasci finire o no!
Mario
Si!
Paolo
Siccome hai da fare con persone stupide che domani io gli posso dire tu sei un pezzo di
Merda.
Mario
Ma domani mattina ci vediamo per Melito Paolo domani mattina ci vediamo a Melito ora
sono al non comprensibile
Paolo
Ti chiamo tra 10 minuti.
Mario
Non comprensibile
Paolo
Fammi la cortesia ti chiamo tra 10 minuti per favore!
Mario
Va bene Ok!
Paolo
Mario quando hai da fare con persone intelligenti
Mario
Paolo i discorsi telefonici poi si perde tempo capisci.
Paolo
Io ti voglio bene tu ?
Mario
Tu lo sai quanto rispetto c'è nei tuoi confronti vero.
Paolo
Anzi tu glielo fai pensare è stato fatto un discorso principalmente e poi per Paolo.
Mario
Oltre tutto ti dico solo una cosa non comprensibile
Paolo
Mario tra 5 dieci minuti ti chiamo
Mario
va benissimo!
le voci si accavallano.
ALLEGATO 7BT
Dall’analisi della predetta conversazione si evince che ATTINA’ Paolo stia facendo da tramite
presso LAMPADA Mario, dipendente regionale per un pagamento dovuto alla ditta di PANGALLO
Francesco, in oggetto generalizzato. La citata conversazione potrebbesembrare un normale intervento di
sollecito per un pagamento ad una ditta che si trova in difficoltà economica, tuttavia in questa
circostanza la ditta interessata è quella il cui titolare è PANGALLO Francesco, che, come si vedrà
appresso dalle dichiarazioni rese dal collaboratore MESIANO Carlo, risulta essere di fatto gestita da
MAESANO Salvatore, personaggio che come si già detto è il referente per la cosca ZAVETTIERI a
Roccaforte del Greco ed in grado di gestire gli appalti nel predetto comune.
In data 22.02.2005 al progressivo 2330 sempre registrata sull’utenza 347/6735207 (RIT
1248/04), LAMPADA Mario telefona ad ATTINA’ Paolo dal numero 0965/880175 interno della
Regione Calabria - Consiglio Regionale - Via Cardinale Portanova di Reggio di Calabria - Ufficio
Presidente Gruppo Consigliare C.C.D.. Nel corso di tale conversazione Paolo fornisce a Mario i numeri
del PANGALLO: 339/2873155 e 349/7642663 (Il 349/7642663 risulta intestato a PANGALLO
Giuseppina, nata a Roccaforte del Greco (RC) il 09/10/1971 e residente a Reggio di Calabria via Sbarre
Centrali nr. 40 sorella di PANGALLO Francesco, in oggetto generalizzato). La conversazione prosegue
come sintetizzato all’interno dell’ ALLEGATO 7BV
Le conversazioni intercettate sull’utenza in uso ad ATTINA’ Paolo hanno certamente valenza circa
l’interessamento da parte di personaggi del sodalizio alla gestione degli appalti nel comune di
Roccaforte del Greco.
Nell’ambito della presente indagine, il 19.10.2007 sull’autovettura Citroen C1 targata
DH849AB, in uso al figlio di PANGALLO Giovanni (Francesco), intercettazione autorizzata
nell’ambito del procedimento penale 1892/07 RIT 972/07, ai progressivi 3155 e 3156 del 19.10.2007,
vengono registrate due conversazioni, intercorse tra PANGALLO Giovanni, in oggetto generalizzato e
un soggetto, tale RUSSO Rocco n.m.i.
Si riporta la conversazione cui al progressivo 3155:
Russo
E non c'è niente da fare, non c'è niente da fare.
Giovanni
Ed è giusto Rocco, è giusto Rocco!
Russo
E non c'è niente da fare. Ritorno a dire e te lo riconfermo noi.
Giovanni
Troveremo un modo!
Russo
Noi nell'insieme nostro della famiglia
Giovanni
Vedi che ora troviamo una soluzione che ci spac...il culo alle persone.
Russo
Noi nell'isieme nostro della nostra famiglia abbiamo i nostri problemi,
abbiamo le nostre cose.
Giovanni
E vabbè ci sono, perchè l'abbiamo avuti tutti .
le voci si accavvallano.
Russo
Io ho avuto quello che ho avuto
Giovanni
ognuno ha le sue Rocco , perchè gli altri non c'è l'hanno.
Russo
Io ho avuto quello che ho avuto, Tu hai avuto diciamo quello che purtroppo di
cose .
Giovanni
E purtroppo.
Russo
Della famiglia di tuo fratello ecc a me non mi hanno fatto piacere …non
comprensibile (ndr si riferisce all’uccisione del fratello e PANGALLO Angelo)
Giovanni
non comprensibile
Russo
C'è ancora tuo padre e mio fratello hanno quello che hanno.
Giovanni
E noi troviamo il modo gli hanno telefonato .....non comprensibile
Russo
Noi dobbiamo
Giovanni
Gli hanno telefonato per dirgli le cose io lo sapevo che succedevano le cose , perchè
lui ha chiamato sicuramente è successo qualcosa o abbiamo litigato..
le voci si accavallano.
Russo
Tra di noi non ci deve essere..
Giovanni
Rocco noi li chiariamo queste cose.
le voci si accavallano.
Russo
No per finire il discorso
Giovanni
Non comprensibile
Russo
Noi abbiamo le nostre cose però Giovanni però le prese in giro.
Giovanni
A me dispiace, quella battuta di stasera che è venuto quello
Russo
Sono prese in giro
Giovanni
me l'ha fatto quel giorno a me
OMISSIS dalle ore 21.53 50 alle ore 21.59.01
Giovanni
che poi noi da ora in avanti si fà come diciamo noi no come vogliono gli altri e
che non ci facciano sedere nella sedia dove vogliono gli altri ci dobbiamo
sedere nella sedia dove vogliamo noi hai capito, e il potere c'è l'abbiamo e non
c'è lo toglie nessuno però noi per sederci dove vogliono gli altri come stasera
hanno fatto quel gesto là è sbagliato
Russo
Bravo Bravo...
Giovanni
Ora se noi lo facciamo lo facciamo per essere diciamo
Russo
Lo facciamo perchè lo vogliamo noi
Giovanni
Bravo ma perchè non diciamo non siamo cattivi non siamo maligni
Russo
non comprensibile
Giovanni
Però questa sedia quà Rocco non gliela diamo più a nessuno noi la nostra sedia
come gli ho detto l'altro giorno.
Russo
Non ci deve dare niente nessuno Giovanni
Giovanni
Io l'altro giorno a coso
Russo
Noi dobbiamo dare ad altri
Giovanni
Senti una cosa
Russo
Noi dobbiamo dare agli altri, a noi non devono dare nulla di famiglia non ci
deve dare niente
le voci si accavallano
Giovanni
E come vanno le cose vedete che Mario Rodà e con noi con noi il resto non mi
interessa niente di nessuno su Roccaforte parliamo e dell' Amendolea degli altri nel
momento in cui si faranno le postazioni e Mario RODA' non accetta come saranno
le cose sono Cazzi suoi io però non glielo tolgo se ci sono altri che hanno le cose
si prende una decisione e non è stupido sono fatti suoi però nel momento in cui
lui rimane quà con noi cioè Mario e con me non con noi Mario e con mè, poi sono
c..suoi se lui non vuole che sia con me fatti se vuoi io non voglio fare un iniziativa
mia
Russo
Non comprensibile
Giovanni
Altri discorsi, a Gennaio Rocco non comprensibile
OMISSIS DALLE ORE 22.01 ALLE ORE 22.02.58
Giovanni
TESORONE non comprensibile perchè ha l'operaio lui è un parente pure sono
parenti ha una famiglia.
Russo
Ed è giusto così.
Giovanni
E se fanno la giornata con l'operaio sono fatti suoi non mi interessa sono fatti suoi
Russo
Non comprensibile.
Giovanni
E non mi interessa neanche.
Russo
però non deve fare il furbo.
Giovanni
Perchè noi spendiamo.
Russo
Perchè quello...
Giovanni
10 maiali l'anno 30
ristoranti, ma perchè devo pagare sempre io e tu non
comprensibile.
Russo
No Giovanni posso pagare pure io.
Giovanni
Ma giusto.
Russo
Pagare però di altro non ti devi vedere preso in giro .
Giovanni
però non mi devi prendere per il Culo però Rocco
Russo
Non ti devi vedere prendere per il Culo
Giovanni
Ma dimmi non mi prendere per il Culo
Russo
Non ti devi vedere prendere per il Culo
Giovanni
Ora loro quà a Roccaforte, TESORONE ha preso 800.....840 mila euro di
contributi giusto, noi diciamo le cose le sappiamo perchè sono certe Rocco, noi
se non abbiamo toccato il discorso
perchè non lo abbiamo toccato …non
comprensibile… perchè bene o male sono famiglie e sono parenti e hanno il
trattore e guadagnano soldi, Lillino è parente ha il trattore e guadagna soldi
ma tu scusa ma tu perchè a me mi devi prendere per il culo, tu dice ma io
(riferito ad una terza persona) di Tesorone, ma tu lascia perdere
Russo
Tu fai il bello
Giovanni
Tu fai il bello
Russo
Tu fai il bello però pure per altri
Giovanni
fallo pure per altri
Russo
Non fare il bello
Giovanni
Io non voglio niente Rocco
Russo
Giovanni nessuno vuole niente Giovanni, nessuno vuole niente
Giovanni
Però non fare...sulle spalle mie, sulle spalle mie su quelli che a Roccaforte
fanno sacrifici e cose Rocco , perchè ognuno sa le sue.
Russo
Si devono fare le cose giuste
Giovanni
Rispetta gli amici rispetta le persone
Russo
Non comprensibile
Giovanni
E fai la persona corretta/coerente, perchè io se devo ammazzare una pecora
ammazzo una pecora perchè a mè una pecora non mi cambia nulla .
Russo
Giusto!
Giovanni
Me ne fotto del pesce stocco me ne fotto di tutti i cazzi Rocco non comprensibile
Russo
Non comprensibile non pretendi neanche questi Giovanni non pretendi.
Giovanni
Si ma non mi prendere per il culo però.------////
Russo
Perchè non pretendi di essere preso per il Culo Giovanni
Giovanni
Non mi "sputtire" (prendere in giro) , non mi "sputtire" (prendere in giro) quando mi
vedi
Russo
Non comprensibile
Giovanni
Te ne sei andato, entra.
Russo
Giovanni se tu arrivi davanti alla porta del bar e te ne vai (riferito ad una terza
persona) e mi mandi ogni volta non comprensibile avanti, perchè io li vedo le cose
Giovanni l vedo le cose Giovanni.
Giovanni
Rocco tu pensi che stasera
Russo
maledettamente.
Giovanni
Non comprensibile
Russo
Può darsi pure che io sono non so!
Giovanni
Ti faccio un paragone Rocco, domani sera a Roccaforte, ti faccio un paragone
banale se ne vanno di là 100 - 200 alberi di ulivo ma pensi che Lillino non
comprensibile
Russo
Eh! Non può
Giovanni
Ecco, Lillino che fà
Russo
Non comprensibile
Giovanni
Tesorone che fà a chi chiama Tesorone.
Russo
Non comprensibile
Giovanni
A quelli che deve chiamare e gli dicono ma sai ma Lillino a mè ha promesso
Lillino chi è nessuno
Russo
nessuno!
Giovanni
E allora tu perchè non ti sei comportato bene merda!
Russo
Si
Giovanni
Mi capisci Rocco oppure no!
Russo
Si!
Giovanni
Eh! Allora tu stasera hai fatto una mossa sbagliata falla bella
OMISSIS DALLE ORE 22.06.02 ALLE ORE 22.08.27
Russo
ma parla quando
Giovanni
Solo perchè non gli hanno dato l'assessore due anni e mezzo a tuo nipote non
comprensibile
Russo
Allora gli ha fatto comodo quando è andato bene a loro
Giovanni
E scusa allora tu!
Russo
Quando gli conviene a lui.
Giovanni
Ora tu stupido che non sei altro voglio dire non vedi che stai "campando"
(trarre guadagno per vivere) a Roccaforte non comprensibile tutti sappiamo le
cose rocco ci
sono progetti a Roccaforte noi basta che "sconsiamo” (ndr
disturbiamo) ad un amico ci dicono tutto a Roccaforte, tutto, ora tu stai
lavorando, stai prendendo operai nessuno ha parlato tu hai un progetto a
Roccaforte
Russo
Non comprensibile
Giovanni
Non ha speso nulla là
Russo
Neanche una lira
Giovanni
Stai lavorando hai una famiglia "campa" c'è mario, ...è giusto no, non posso
mettere ostacoli a padri di famiglia Rocco che non è corretto
Russo
Ma non è corretto
Giovanni
E se c'è lo metti
Russo
C'è lo mettiamo noi stessi Giovanni
Giovanni
Glielo metti che fà lui poi?
Russo
Eh!
Giovanni
Ma uno storto del genere che fà Rocco.
Russo
Non lo sò cosa può fare Giovanni
Giovanni
Chiude, questo chiude barracca e se ne va.
Russo
Eh!
Giovanni
E lui che fà più, quando chidono questi 4 cacatori (ndr gente di poco conto) a
Roccaforte lui che fà, che fà dimmi che fà lui il trattore s e lo può vendere ed è
finita ma gli togli il pane ad un altra persona però al suo collega che lavora e si
rompe il c...
Russo
E diciamo che non è corretto
Giovanni
Però ti voglio dire rocco tu fai l'obiettivo sii neutrale fai entrate tutti, entra
disponi poi se non hai dieci euro per carità perchè ognuno non possiamo ...rocco
se in tasca non hai dieci euro giustamente ognuno signori miei perchè non è che
poui, però
Russo
Si Giovanni non è così.
Giovanni
però fai il signore
Russo
Ma non c'entra quello , non c'entra quello diciamo si fà, facciamo il paragone che si
faceva prima giocavamo stasera là con nino oppure non è il discorso di andare e
pagare
Giovanni
Non comprensibile
Russo
pago io se ho 100 euro
Giovanni
Ma li paghi prima
Russo
E allora se non c'è l'ho ti dico Giovanni pagali tu che non c'è l'ho perchè se non c'è
li hai tu c'è l ha Mico, li ha mia suocera
Le voci si accavallano
Russo
Non è il gioco del pagare, è il gioco perchè si gioca ed è finita là non comprensibile
non è quello il discorso è la presa per il culo che dà fastidio non ma dici tu ma
può andare, ma dici tu d'accordo hai bevuto sei ubriaco e stasera dici "sfantasii"
(d ci cose senza senso) non è questo, non è l'essere ubbriaco Giovanni la presa per
il cu...
Giovanni
Dunque l'altra sera
Russo
La presa in giro,
Giovanni
Tuo zio melo lo ha accompagnato a Roccaforte e lo aspettavano non comprensibile
Russo
meno male
Giovanni
E penso che lo doveva capire
Russo
E penso di si!
Giovanni
Più rispetto di quello non c'è. Compare e dice no io voglio il lavoro della
piazza ma Carmelo ma tu vuoi il lavoro della piazza, Ciccio è tuo cugino vai
chiama a tuo cugino e dici Ciccio io voglio questo lavoro
Russo
Giusto!
Giovanni
Perchè deve vivere pure io, se Ciccio si comporta male noi lo schiacciamo sotto
i piedi o dici no io voglio l'impianto elettrico , perchè vuoi l'impianto elettrico
chi te lo ha messo in testa a te se Andrea Mesiano deve prendere l'acquedotto
che siamo rimasti così e tu devi prendere questo cazzo di lavoro della piazza
Russo
ma perchè non c'era lui.
Giovanni
Aspetta , aspetta Non comprensibile chiama a ciccio e lo affronta ciccio gli ha
detto io voglio il lavoro dell'impianto elettrico gli ha detto Ciccio e perchè lo
vuoi giustamente ciccio lo ha affrontato e ma tu non sei venuto a chiamarmi a
dire io voglio l'impianto elettrico te lo do io come cugino tu gli hai detto che
lo vuoi e basta altrimenti partecipi al lavoro no, sbagliato e non ha preso
niente o perchè non hanno preso ne l'impianto elettrico e ne lavoro tu vai a
chiamare a tuo cugino a casa gli dici Ciccio, e sono parenti voglio dire cugini.
Russo
da parte di sua mamma
Giovanni
Dici ciccio io mio figlio angelo ha cominciato...non comprensibile… apposto che ti
serve l'impianto elettrico apposto fallo tu!
Russo
fallo tu .
Giovanni
Ma tu non puoi partire
dall'inizio altrimenti partecipo alla gara se noi a
Roccaforte abbiamo impegni tu non puoi dire di fare questo lavoro
Russo
E' sbagliato
Giovanni
Non ha preso nulla dice non ti do nulla neanche Ciccio gli ha detto non ti dò
niente infatti ora gli è rimasta la gara a Ciccio per impegni che siamo rimasti
che il lavoro al lacco lo deve prendere Andrea e quello lo deve prendere lui ora
tu dai parenti a chi cerchi a Melito vai a cercare la grazia
Russo
No..
Giovanni
E tuo diretto , è tuo cugino e gli dici rocco io voglio questa spesa me la dai, me la
puoi dare? che voglio pure io che ho bisogno e tu dici Giovanni non te la posso
dare questa spesa quà perchè ho questo problema la prossima ti dò due spese non
una ed è finita, lui l'ha inventata lo inventa e dice allora partecipo Ciccio gli ha
detto no partecipa tu non comprensibile ora l'impianto elettrico facciamo in modo
che glielo dia perchè è uno dei nostri melo glielo da lui voglio dire quando
finisce il lavoro glielo da lui lo stesso, però tu non puoi affrontare un discorso
del genere e dici no io lo voglio e porto una lettera e gareggio alla gara
d'appalto tu non puoi fare questo discorso Rocco perchè è sbagliato tu è tuo
cugino vallo a chiamare
Russo
Non lo puoi fare
Giovanni
Io ho bisogno questa cosa quà me la puoi dare si, no perchè ho perso soldi là a
Roccaforte, ho perso soldi in piazza perchè purtroppo ho dovuto regalare 10
mila euro ad una amico e Rocco sono tutti così i discorsi no
Russo
Si!
Giovanni
Carmelo si è comportato male invece
cade la linea
(vedasi allegato 371).
La conversazione continua, anche in maniera più esplicitamente al successivo progressivo 3156:
Giovanni
Allora all'impianto elettrico partecipo pure io alla gara , partecipa gli ho detto
io, e scusa se sai come è il fatto a Roccaforte che facciamo rompiamo le briglie
(ndr rompe gli equilibri).
Russo
No!
Giovanni
E scusa, Ciccio te lo da lo stesso ora quando lo deve fare glielo da Ciccio non è
che non glielo dà che poi è suo cugino voglio dire ma tu non puoi farmi questi
discorsi Rocco non ci possiamo investire noi, sempre noi ci investiamo sempre le
stesse persone non ci investiamo sempre le stesse persone
Russo
Ma questo è il fatto.
Giovanni
E noi ci investiamo sempre le stesse persone "miniamo sempre contro il muro" (ci
andiamo sempre di mezzo) sempre le stesse persone , ora tu i parenti che sei primo
cugino Rocco non vai a chiamarlo e gli dice ma Ciccio vedi che ho bisogno, ma
bensi che Ciccio se la negava ma voglio dire ma dai come fai a partire con un
principio in quella maniera poi vedi come girano le cose così, poi giustamente ho
chiamato anch'io a Carmelo vedi che non è così (riferito a carmelo) , si è
rammentato, perchè giustamente poi si è rammentato ma tu ascolta una cosa
ma tu pensi che noi che abbiamo tenuto una tesi a roccaforte chi ha perso chi
non ha perso ancora perdi, non sai , ma ti metti pure tu a fare lo sfascia
briglie, ma scusa non ho capito ma fai una cosa, ragiona pure tu e Rocco fai il
serio (riferito ad una terza persona) , facciamo i seri perchè poi dice ma che stai
facendo tu o che hai fatto Rocco lasciamo stare la buffonata cose che volano,
sempre tra di noi quando uno si siede al tavolo con persone Rocco deve parlare e
se ti chiedono devi rispondere Rocco, ora tu lo affronti e gli porti una lettera "a
basso" (verso giù) se noi abbiamo impegni a Roccaforte che precisi seri.
Russo
Non comprensibile
Giovanni
Che questi non devono venire, Perchè altrimenti te la prendi tu la responsabilità poi
.
Russo
Se la porti, io posso pure portarla Giovanni, io posso pure portarla Giovanni però poi
se la porto la devo portare con gli accordi...
Giovanni
Ma tutti se viene e chiami a me o mio fratello o a Ciccio o a Turi o a Pasquale e
gli dice c'è questo amico mio che deve fare questo lavoro nessuno ti dice di no
Rocco, fallo "busca" (guadagna) 10 mila euro ma che pensi tu che te lo toglie
qualcuno.
Russo
No!
Giovanni
Nessuno
Russo
Nessuno
Giovanni
Ma chi te lo toglie Rocco, ma chi te lo toglie ma tu pensi che qualcuno è pazzo
a toglierti 10 mila euro a te e li prende chi poi uno di Milano.
Russo
No, nessuno!
Giovanni
No prendili tu
Russo
Però è giusto che se io entro senza sapere
Giovanni
Però è giusto non è che lui compare quà
Russo
Senza sapere che mangiare e bere ne parenti...non comprensibile.
Giovanni
A Roccaforte non comprensibile a .. e chi glielo vuoi dare non comprensibile
daglielo allora, però fallo tu!
Russo
Mi pare che Ciccio è rimasto per il 20%
Giovanni
ma faglielo tu
Russo
Bella cosa il 20%
Giovanni
Ma faglielo tu a questo punto scusa, ma sei hai bisogno 2000 euro 3000 euro
vai da Ciccio non te li dà se c'è li hai non ho capito e ci rimangono sempre a
noi nelle nostre tasche e daglielo a lui, tanto a lui glieli deve dare lo stesso il suo
che quello glielo devono dare lo stesso a lui che è così è la legge è così il 7% lo
devono dare, sono 400 mila euro il 7% sono 21 mila euro che gli devono dare a
lui quelli sono i suoi Rocco perchè la legge è così
Russo
Ma già ha preso il lavoro il 20% di ribasso
Giovanni
Eh!
Russo
Sai che significa il 20% di ribasso
Giovanni
Ecco!
Russo
Quando lui lo poteva prendere con l'1% di ribasso
Giovanni
Bravo, con il 5%
Russo
Voglio dire io cambiava.
Giovanni
Cambiava
Russo
Hai capito
Giovanni
1000 euro si poteva fare una festa per mangiare bere se ha bisogno
Russo
Quando prende un lavoro al 20%
Giovanni
Se ha bisogno non comprensibile lo prende
Russo
Giovanni oggi come oggi prendere un lavoro in quella maniera sai cosa
significa?
Giovanni
Perdere soldi!
Russo
Ecco! Bravo, bravo!
Giovanni
Però se un parente è malato e ha una cosa 10 mila euro non li deve spendere e Rocco
ma se non c'è l'ha non li spende però non comprensibile.
Russo
Perchè queste cose quà sono sbagliate, sono sbagliate , non devono esistere
Giovanni
ma purtroppo Rocco non siamo abituati a darci la zappa sui piedi
Russo
Non comprensibile
Giovanni
Noi siamo abituati a darci la zappa sui piedi noi dobbiamo cambiare la mentalità ,
no che facciamo sempre noi e poi non facciamo nulla , perchè solo così facciamo
Russo
Ma quà non siamo niente più!
Giovanni
Siamo noi e poi non siamo niente
Russo
Non comprensibile
Giovanni
E basta e basta.
Russo
E basta, io stasera ho detto questa cosa qua
OMISSIS DALLE ORE ….ALLE ORE …..
Giovanni
Tu prendi a Melito, a Melito Rocco a Melito non gli interessa il lavoro chi li
prende gli devono dare i soldi è basta, lo può prendere Michele , lo può
prendere Pasquale, Gesù, Cogliandro, Matteo
Russo
Chi lo prende prende.
Giovanni
Chi lo prende prende, su 200 mila euro
Russo
E' in questa maniera
Giovanni
Chi lo prende prende quant'è 200 mila euro 3x7 21, 21 mila euro a casa
Russo
E' così
Giovanni
E ciao Rocco, Perchè non gli interessa
Russo
Non gli interessa
Giovanni
Quelli viaggiano con questa mentalità
Russo
E fanno bene
Giovanni
E fanno bene giusto, altrimenti non partecipare non ci interessa , giusto abbandona
il lavoro, vattene a casa prenditi i mezzi non comprensibile, ed è così Rocco, Perchè
quà da noi non siamo capaci, perchè poi se giriamo insieme siamo un impero Rocco
e non siamo capaci a fare rumore . Andiamo a dormire và
Russo
andiamo a dormire. per noi!
Giovanni
Si non cambia nulla Rocco
Russo
Noi è inutile che facciamo animali, un solo problema non dobbiamo fare ne animali
ne
Giovanni
No!
Russo
Si deve fare solo non comprensibile
Giovanni
Esatto
Russo
Per le nostre famiglie
Giovanni
Va bene Rocco
Russo
Ciao!
Giovanni
Si ciao Buonanotte
PANGALLO Giovanni effettua una telefonata dalle ore 22.21.00 alla fine
ALLEGATO 48AE 48B
Le due conversazioni appena riportate confermano quanto riferito dal collaboratore di giustizia
MESIANO Carlo circa la gestione illecita degli appalti pubblici nel comune di Roccaforte del Greco e
chiariscono ancora una volta le modalità di gestione degli stessi. Infatti il PANGALLO Giovanni,
soggetto ben inserito nel contesto criminale in trattazione, parla della gestione degli appalti a Roccaforte
del Greco e fa riferimento a tale Ciccio (ndr PANGALLO Francesco detto Zumbachedda), titolare
dell’omonima ditta di costruzioni, nipote di PANGALLO Giovanni, che da accertamenti effettuati
presso il predetto comune, è colui che si aggiudica sistematicamente tutte la gare d’appalto. In tale
contesto è sintomatica la frase detta dal PANGALLO Giovanni: “Perchè devo vivere pure io, se Ciccio
si comporta male noi lo schiacciamo sotto i piedi o dici no io voglio l'impianto elettrico , perchè vuoi
l'impianto elettrico chi te lo ha messo in testa a te se Andrea Mesiano deve prendere l'acquedotto
che siamo rimasti così e tu devi prendere questo cazzo di lavoro della piazza” ed ancora “ma tu
non puoi partire dall'inizio altrimenti partecipo alla gara se noi a Roccaforte abbiamo impegni tu
non puoi dire di fare questo lavoro”. Il senso di queste affermazioni è estremamente chiaro e non ha
bisogno di grosse interpretazioni: a Roccaforte del Greeco la spartizione degli appalti pubblici è un
affare interamente gestito a priori dalla cosche mafiose, con studiate suddivisione dei singoli lavori,
suddivisioni che non possono essere sovvertite dal singolo, pena l’essere “schiacciato sotto i piedi”. In
questa circostanza il PANGALLO critica il comportamento di questa terza persona (colui che pretendere
di “rompere le briglie”, di sovvertire gli equilibri), al momento non identificata, che minaccia di
partecipare alla gara d’appalto non tenendo conto di questa legge non scritta delle spartizioni: “il lavoro
dell’acquedotto lo deve prendere Andrea Mesiano che sono rimasti così”.
Queste due conversazioni sono state registrate, e non è un caso, le sera del 19.10.2007, lo stesso
giorno nel quale si è tenuta l’apertura della offerte richieste dal Comune di Roccaforte del Greco per
“Lavori di recupero e restauro di un palazzo storico per la realizzazione della casa della cultura
Grecanica” per un importo pari a 385.293,00 euro. A detta gara si presentarono, con altrettante offerte,
otto diverse ditte delle quali, a seguito dell’esame delle singole proposte, è risultata vincitrice, con il
ribasso dell’11,20% rispetto al prezzo base, l’impresa “C.G.S. Costruzioni Generali Scarpelli S.r.l.”
avente sede legale in Reggio Calabria via D. Marvasi che si avvarrà, come impresa cooptata, della ditta
facente capo a PANGALLO Francesco, con sede legale in Roccaforte del Greco, via Santa Maria;
risultato: è ancora la ditta del PANGALLO Francesco ad assicurarsi l’opera. Chiarito dunque il contesto
su cui si basa la conversazione di cui sopra, ancora più illuminante diventa il significato e la portata
della frase pronunciata da PANGALLO Giovanni verso il suo interlocutore: “Ma faglielo tu a questo
punto scusa, ma sei hai bisogno 2000 euro 3000 euro vai da Ciccio non te li dà se c'è li hai non ho
capito e ci rimangono sempre a noi nelle nostre tasche e daglielo a lui, tanto a lui glieli deve dare
lo stesso il suo che quello glielo devono dare lo stesso a lui che è così he la legge è così il 7% lo
devono dare, sono 400 mila euro il 7% sono 21 mila euro che gli devono dare a lui quelli sono i
suoi Rocco perchè la legge è così”. Non merita lunghe spiegazioni, poi, la “questione del 7%”; a
Roccaforte del Greco, a prescindere dalla ditta che si aggiudica l’appalto, vige una curiosa legge del 7%,
è la regola della tangente da versare a favore della cosca mafiosa del luogo. Non può avere altro
significato “…tanto a lui glieli deve dare lo stesso il suo che quello glielo devono dare lo stesso a lui
che è così he la legge è così il 7% lo devono dare.
Il contesto di spartizione dei lavori pubblici ricostruito sin qui trova ulteriore fondamento e
riscontro nelle dichiarazioni fornite dal collaboratore di Giustizia MESIANO Carlo proprio in relazione
al particolare argomento in discorso; di seguito lo stralcio del verbale di dichiarazioni di interesse:
B
Una volta domandai a Pepè ROMEO perché chiamavano a Francesco PANGALLO chiumbino
..e picciotto e mi ha raccontato che suo padre era pure appaltatore a Roccaforte e cose varie
ed aveva portato la nomina del figlio, e gli ho detto scusate e picciotto, che c’entra, e pure il
figlio picciotto, e dice pure il figlio è picciotto e con la famiglia di TURI MAESANO, e gli ho
chiesto io e come mai lo hanno ammazzato, perché si lamentava con i carabinieri che diceva
pagava la mazzetta qua e là, e chi è stato, Nino e Mario verno….
A
Chi è che parlava con i Carabinieri?
B
U chiumbin.. e picciotto quello che è stato ucciso alla galleria PANGALLO, l’appaltatore
quello che è stato ucciso alla galleria di Spirito santo e diceva che si lamentava con i
carabinieri e..(il collaboratore si riferisce a PANGALLO Angelo ucciso in agguato di stampo
mafioso alla galleria di
Pellaro, poiché appaltatore fuori
dagli schemi, lo stesso non ha
disdegnato di testimoniare ad un processo ).
A
Quindi lei ne ha parlato con chi di questo fatto ?.
B
Con ROMEO Giuseppe, un anziano di Roccaforte del Greco, è amico mio ho lavorato con lui,
e lo accompagnato per un po’ di tempo.
A
e Romeo Giuseppe le ha detto che questo omicidio di PANGALLO appaltatore avvenuto
quindi più o meno quando non se lo ricorda?
B
Non non me lo ha detto, Io ho chiesto come mai l’hanno ammazzato e mi hanno detto che
erano in guerra e sa cantava con i carabinieri .
A
Non ho capito che c’entra il fatto del picciotto?
B
Era il sopranome di questo appaltatore picciotto.
A
Questo che hanno sparato?
B
Allora c’era picciotto che era chiamato lui e picciotto era il figlio Francesco PANGALLO che
oggi ha un impresa edile di costruzioni che è sempre con Turi MAESANO, l’impresa è di
Turi MAESANO lui per figura là.
A
Quindi lui è un prestanome di TURI MAESANO?
B
Si si, perché è sempre compare.
A
Quindi questo PANGALLO Francesco che ha l’impresa edile è il figlio di quello che hanno
ammazzato.
B
Ammazzato dal Chiumbino come detto e Verno perché se la cantava con i carabinieri che
pagava la mazzetta e parlava pure assai era sbirru ,poi c’è Mico Bicicletta che è capo
forestale a Roccaforte del Greco dove lavora pure Turi MAESANO antincendio e forestale,
Mico è vicinissimo a Turi MAESANO che è fratello di quello che hanno ammazzato allo
Spirito Santo.
A
Quindi questo PANGALLO Francesco che ha l’impresa edile è il figlio di quello che hanno
ammazzato.
B
Ammazzato dal Chiumbino come detto e Verno perché se la cantava con i carabinieri che
pagava la mazzetta e parlava pure assai era “sbirru” ,poi c’è Mico Bicicletta che è capo
forestale a Roccaforte del greco dove lavora pure Turi MAESANO antincendio e forestale ,
Mico è vicinissimo a Turi MAESANO che è fratello di quello che hanno ammazzato allo
Spirito
Santo poi c’è
Giovanni Chechella, chiamato
Chechella mi ha raccontato Pepè
ROMEO, perché una volta Chiumbino lo “furriato “ (inseguito) e sparato
vicino alla
carrozzeria vicino al cimitero di Roccaforte del Greco che poi in questa carrozzeria ha
comprato tutti i pezzi Pepè ROMEO e ci aveva messo Chechella, non mi sparare non mi
sparare.
A
E chiaro il significato .
B
E questo fa pure parte …poi ora ultimamente..
A
Questi PANGALLO qua sino più vicini a Turi MAESANO?
B
Sono vicinissimo affiliatissimi questi.
In questa prima parte di dichiarazioni il MESIANO non ha dubbi su una doppia circostanza; innanzi
tutto che l’omicidio del padre di PANGALLO Francesco, PANGALLO Angelo (ucciso in data
24.09.1992 a Reggio Calabria), sia stato orchestrato dai sodali della cosca per “fare giustizia” sul fatto
che questi, essendo un “appaltatore” nel piccolo centro aspromontano, cioè uno di coloro che si
spartivano i lavori pubblici in quella zona, era sospettato di avere un atteggiamento collaborativo con le
FF.OO. sintetizzando così la condanna a morte del PANGALLO Angelo: “…se la cantava con i
carabinieri che pagava la mazzetta e parlava pure assai…”. Seconda circostanza valutata dal
MESIANO con carattere di estrema sicurezza è che la stessa azienda edile di PANGALLO Francesco,
figlio del PANGALLO Angelo, è in realtà controllata di fatto da MAESANO Salvatore; a questo
proposito dal significato inequivocabile è la frase del collaboratore: “Francesco PANGALLO che oggi
ha un impresa edile di costruzioni che è sempre con Turi MAESANO, l’impresa è di Turi MAESANO
lui per figura là”.
Si riporta un ulteriore stralcio delle dichiarazioni rese dal collaboratore sopra indicato, sempre relativi
alla gestione degli appalti pubblici:B
Fino a quando
frequentavo io, fino a quando
ho
con Pepè ROMEO tutta la storia di
Roccaforte l’ho saputa da Pepè ROMEO ed ho vissuto anch’io delle cose .
A
Quindi quello che lei ci dice vale ancora oggi per esempio ? Il ruolo attuale di questo Paolo
Lepro.
B
Il fratello, Paolo Lepro è il fratello sono vicini a Turi MAESANO,
C
E’ Attuale quindi?
B
Si è attuale, attuale.
C
Attualmente sono della cosca MAESANO, fanno parte della cosca MAESANO (in realtà
MAESANO Salvatore è il reggente della cosca ZAVETTIERI a Roccaforte del Greco, il
collaboratore per cosca MAESANO intende che Turi MAESANO è il personaggio da maggior
spessore criminale a Roccaforte del Greco).
B
Si, si.
A
Ma sa di loro affiliazioni, erano presenti quando è stato affiliato lei, oltre all’episodio .
B
Lui era presente quando c’ero io l’ho detto già pure.
C
Lui chi? indichi il nr 4 la foto nr 4.
B
U Lepru, Paolo u Lepru.
A
Che ruolo avevano nell’associazione questi ?
B
Paolo era
sempre nei pranzi, preparava da mangiare era
un amico affidato
di
Turi
MAESANO, l’avvocato era vicinissimo assai a Turi MAESANO ed abita a Melito, ultimamente
aveva la sorveglianza.
A
Questo avvocato (ndr ATTINA’ Domenico) come lo chiama lei che tipo di attività svolgeva?
B
Non l’ho visto mai che lavorasse.
A
Si, nel gruppo dico che incarichi gli affidavano?
B
Affiliato del gruppo, non ricordo..
C
Allora ricopriva incarichi particolari?
B
No.
A
Dico erano azionisti, si occupavano di appalti di andare a rompere le scatole a qualcuno,
erano così affiliati.
B
Si erano affiliati.
C
Prestanomi….
B
Gli accudivano gli animali perché turi MAESANO aveva la tenuta .
C
Uomini di fiducia ecco!
B
Ecco uomini di fiducia.
A
Senta prima ha detto PANGALLO no quello ucciso l’altro, il figlio che aveva una ditta,
che fa questa ditta sempre costruzioni.
B
Si di costruzioni.
A
Che è di TURI MAESANO?
B
E proprio vicino a TURI MAESANO questo PANGALLO.
A
Si lei diceva prima che la ditta è proprio di MAESANO.
B
Si, perché una volta gli ho detto ma una volta che Pepè ROMEO non c’è a Roccaforte non ho
diritto pure io a entrare,
dice no ma che devi
fare glieli lasciamo a cicciareddu (ndr
PANGALLO Francesco) i lavori tu a Reggio ha lavori c’è bisogno che viene a Roccaforte ,
poi se c’è qualche lavoro più grosso ti facciamo gareggiare non c’è problema mi ha fatto capire,
poi..
A
Ti facciamo gareggiare che vuol dire?
B
Ti facciamo fare lavori pure a te.
C
Quindi.
B
Non c’è problema potevo gareggiare.
C
Ma MAESANO, è in grado di gestire gli appalti a Roccaforte del Greco?
B
Si certo!
C
Come vuole lui ?
B
Si certo!
C
Non hanno problemi di nessun tipo quindi i lavori li danno a chi è in particolare a questo
costruttore.
B
Si mettono d’accordo prima, si mettono d’accordo prima, si chiamano le ditte tu fai il
ribasso di tanto , oggi come è oggi è difficile per si mettono d’accordo, intanto sono ditte
sempre di roccaforte, a chi rimane vabbò tu la fai tu però gli dai.
C
Ma Roccaforte del Greco li prendono solo quelli di Roccaforte del Greco.
B
Si, si.
A
Ma questo lei come fa a dirlo?
B
Perché abbiamo gareggiato su altri lavori con Pepè ROMEO.
A
Quali?
B
Sull’asfalto fatto , sul restauro del municipio che poi è rimasta ad un certo FALLANCA di
Reggio Campi, poi sulla strada da asfaltare a Roccaforte, sulla piazza di Roccaforte, l’ha presa
Pepè ROMEO, sul centro sociale, sul polivalente..sul cimitero.
A
Tutti lavori di Pepè ROMEO sono questi?
B
Pepè ROMEO e Ciccio PANGALLO.
A
Come li hanno presi questi lavori.
B
Sempre d’accordo il comuni con il legale…una volta è successo hanno aperto la gara a
Pepè ROMEO e mancava un certificato hanno preso il certificato e l’hanno messo nella
busta nuovamente, di fronte all’architetto Marco GULLI’ e GUERINO SERGI si faceva
quello che si voleva.
A
Che erano responsabili del.
B
Dell’ufficio tecnico si!
C
Naturalmente doveva dare qualche forma di ringraziamento per questi appalti, pagavano
qualcosa?
B
L’appalto si pagava alle famiglie, sia Turi che PANGALLO si dividevano l’8% all’epoca
mi disse Pepè…
A
Questi appalti che ha nominato ha fatto lei i lavori proprio.
B
C’ero pure io si.
A
Quindi gli appalti li prendeva la ditta di Pepè ROMEO, Pepè ROMEO ed in questi appalti
lavorava anche lei?
B
Si.
A
Pepè ROMEO le diceva io questi appalti li ho avuti tramite TURI.
B
Io ero come ditta con Pepè ROMEO come MAESANO Costruzioni, c’era un'altra ditta
MAESANO costruzioni che ci chiamavamo cugini, ma Andrea MAESANO non c’entra
nulla.
A
parliamo degli anni?
B
Parliamo anni 97.
A
In poi?
C
Si ricorda…
B
Cimitero.
A
L’ultimo lavoro che ha fatto con questo sistema quando è stato?
B
Il cimitero, Il cimitero e poi l’ultimo lavoro che abbiamo fatto era il restauro che avevano
rubato termosifoni tutte cose , l’allagamento del cimitero e il restauro della casa dove c’è
l’asilo abbiamo fatto un'altra volta che ci è rimasto a Pepè.
A
In che periodo l’avete fatto questo?
C
Si ricorda..
B
Ho le carte dei mandati perché mi arrivano i soldi a me sul conto .
C
E’ in grado di esibire documentazione Si ricorda se ha mai subito controlli da parte dei
carabinieri o altre forze dell’ordine?, la conoscono a roccaforte del greco?
B
Si, si mi hanno fermato più volte.
C
Il maresciallo dei carabinieri, lei è mai stato fermato da qualcuno?
B
Si, fui fermato con lo scooter di Turi MAESANO e fu
sbagliato pure il verbale, carlo
MAESANO.
C
QUINDI il verbale gli fu fatto da chi?
B
Dai carabinieri con lo scooter di turi MAESANO.
C
Quando lei stava facendo quel lavori.
B
Si quando io già frequentavo a Roccaforte.
C
Che scooter era se lo ricorda?
B
Un Majestek all’epoca dei fatti ricordo che in quel periodo stavamo facendo la soletta di
TURI MAESANo, dove abita turi MAESANO, facevamo la tettoia dove abita lui.
A
Si, mi interessa quindi
voi sapevate che potevate gareggiare, sapevate che avrete
partecipato ai lavori e l’8% a chi andava e da dove usciva?
B
Alle famiglie..
A
Alle famiglie?
B
Appena la cassa dei depositi e prestiti faceva il
mandato che pigliavamo i soldi, mi
ricordo questo fatto quando fecimo la strada cacciadiavoli e la strada che porta alla
montagna alla diga con pepè ROMEO e Ciccio PANGALLO, però PANGALLO era in
socio al 50% mi ricordo che Ciccio PANGALLO disse a pepè ROMEO che dovevano
pagare l’ha sotto, 4 milioni me li date voi e 4 milioni li metto io erano 8 milioni, infatti sono
arrivati qualche 100 milioni una cosa del genere e dice ma perché dobbiamo pagare, pure
tu paghi come cos’è, non comprensibile.
A
un contributo per la famiglia, perché era stata la famiglia a fare partecipare all’appalto?
B
Sopra un altro lavoro sul cimitero mi ricordo che
successe chiumbino era latitante e
mandò un sicario suo a Reggio Calabria, io ero là sotto,
e gli chiede dei soldi a Pepè
ROMEO, un milione un milione e mezzo, o in euro non ricordo,
andai a prendere sti
soldi, gli ho dati questi soldi.
A
Come glieli davate in contanti?
B
Si sempre in contati, gli ho detto questi soldi, si sono di Nino un regalo, per la mazzetta ,
era tutto controllato.
Lo stralcio delle dichiarazioni del collaboratore riportate qui sopra, dichiarazioni da ritenersi
assolutamente attendibili in quanto collimano con le risultanze investigative emerse dalle varie attività
tecniche poste in essere, chiarisce, senza ombra di dubbi, il sistema gestione degli appalti che vede il
momento principale nell’organizzazione a tavolino e preventiva delle offerte che devono essere
presentate, organizzazione che arriva addirittura a prevedere anche il quantum del ribasso che ogni ditta
“concorrente” dovrà proporre sul prezzo base. Altrettanto lapalissiane è anche la regola della “mazzetta”
da versare, comunque, alla cosca nella misura dell’7-8% (entità così quantificata dal collaboratore di
giustizia) per ogni lavoro. Chiarificatrice è la frase del collaboratore: “Appena la cassa dei depositi e
prestiti faceva il mandato che pigliavamo i soldi, mi ricordo questo fatto… mi ricordo che Ciccio
PANGALLO disse a pepè ROMEO che dovevano pagare l’ha sotto, 4 milioni me li date voi e 4 milioni li
metto io erano 8 milioni, infatti sono arrivati qualche 100 milioni una cosa del genere” dalla quale si
comprende anche quanto rodato fosse il sistema di “corresponsione” della “regalia” a favore della
“famiglia” a titolo di ringraziamento per aver fatto in modo che il lavoro fosse stato assegnato a quella
determinata ditta.
In data 27 maggio del 2008 presso questi uffici veniva escusso a s.i. MODAFFERI Giovanni,
nato a Melito di Porto Salvo il 21.05.1963, ivi residente Via Capodimonte nr 7, attuale assessore ai
lavori pubblici del comune di Roccaforte del Greco.
Si riporta quanto dichiarato dal medesimo: “Domanda:- Che ruolo ricopre all’interno al comune di
Roccaforte del Greco ?---------///
Risposta:- Sono assessore ai lavori pubblici dal mese di Giugno 2006.-----/////
Domanda: Precisamente di che cosa si occupa?--------///
Risposta:- Sono stato fino a qualche giorno, 16.04.2008, ho ricoperto il ruolo di tecnico comunale in
quanto
era
mancante, in questo
contesto mi occupavo di bandi
di
gara, responsabile dei
procedimenti relativi a quell’ufficio. -------////
Domanda: Come vengono svolte le gare d’appalto in seno al comune di Roccaforte del Greco?
Risposta :innanzitutto viene approvato il progetto esecutivo che viene fatto o
dall’ufficio tecnico o si da incarico a tecnici esterni, poi si fa una determina di
bando di gara inerenti i lavori in questione, si fa il bando di gara che viene
pubblicizzato mediate il BUR, sito del comune di Roccaforte del Greco, presso
l’albo pretorio del comune per tutta la durata. Una volta scaduti i termini di
presentazione delle offerte si procede all’apertura delle buste delle ditte
partecipanti, che vengono esaminati da un apposita commissione di cui io sono il
presidente, il segretario che è un dipendente, e due testimoni sempre tra i
dipendenti a secondi di chi si trova in quel momento. A questo punto vengono
aperte le buste in base al decreto nr 163/2006, viene scelta la ditta, se queste
sono inferiori a 5 si va a ribasso più alto, da 5 in poi si va a media che viene
stabilito da un programma che esclude automaticamente le offerte anomale che
sono l’offerta più alta e quella più bassa lo stesso
programma fa la media
dividendo per il numero dei partecipanti rimasti in gara, quella che si avvicina di
più alla media si aggiudica l’appalto.
Domanda: A questo punto cosa succede?-----------///
Risposta:- Viene comunicato alla ditta vincitrice nonché alla seconda l’esito della
gara, l’aggiudicataria a questo punto presenta il resto della documentazione
necessaria, tipo certificato antimafia, attestazione SOA cioè la certificazione
che l’impresa può appaltare quel tipo di lavoro, ed altro inerente l’appalto. A
questo punto si stipula il contratto, la ditta inizia i lavori.---///
Domanda:- Dopo l’inizio dei lavori chi è che controlla lo stato di avanzamento e la
regolare esecuzione?----------------------///
Risposta:- Il controllo viene effettuato dal direttore dei lavori che viene
nominato a monte dal responsabile del procedimento, negli ultimi due anni da me,
preciso viene fatta una gara in base ai professionisti che sono iscritti all’albo.
Durante i lavori il direttore redige lo stato di
avanzamento viene depositato
all’ufficio tecnico che controlla e lo approva.--////
Domanda: Nel
caso in cui con la cifra appaltata non si riesce a finire i lavori
quindi è necessario finanziare altri soldi quale procedura viene seguita:Risposta: Solitamente non c’è possibilità di aumentare la cifra appaltata, previa
autorizzazione dell’ufficio tecnico al fine di migliorare l’opera si può aumentare
del 5%, di più di questa cifra l’autorizzazione dell’ente finanziatore.
Domanda:- Quando si presenta una ditta che porta la dicitura cooptata ATI che
significa?
Risposta:- Significa che ci sono almeno 2 imprese di cui ATI significa
associazione temporanea di impresa.----////
Domanda:- Per quanto concerne i lavori di restauro della chiesa San Rocco in
base alla documentazione che le sottopongo in visione cosa ci può riferire?
Domanda:- I lavori della chiesa San Rocco iniziati in data 02.07.2007 e finiti il
12.11.2007 l’impresa che si è aggiudicato i lavori è quella di PANGALLO
Francesco, di Roccaforte del Greco, hanno partecipato 5 ditte di cui 3 escluse
per aver omesso il versamento dell’autorità di vigilanza, di fatto sono rimaste la
ditta CAMERA Costruzioni e PANGALLO Francesco che si è aggiudicata la gara. ---------/////
Domanda:- Lavori
di recupero e restauro di un palazzo
storico
per la cultura
Grecanica:Risposta:-
Questi lavori sono in corso d’opera sono iniziati circa 3 mesi, mi
riservo di fare avere documentazione , a questa gara hanno partecipato sette
ditte, sono state escluse prima e ultima , la media di aggiudicazione è stata di
11,20% impresa vincitrice la ditta PANGALLO Francesco ATI CGS SCARPELLI ,
questa ha fatto richiesta di sub appalto alla ditta di PANGALLO Francesco.
Domanda:- Lavori di riqualificazione di infrastrutture di accesso al centro
storico?
Risposta:- Questi lavori sono iniziati prima del mio insediamento comunque hanno
partecipato nr 9 ditte e i lavori sono stati aggiudicati alla ditta FG Costruzioni di
FOTI Giovannino con offerta del 3,45% data poi in sub appalto alla ditta
MESIANO Andrea Pasquale per il 30% il restante 70% li ha fatti la ditta
aggiudicataria. Per quanto concerne questi lavori sono finiti mancano solo alcuni
documenti che dovrebbero essere finiti a giorni. In questo lavori ci dovrebbero
essere stata una variante di cui mi riservo di produrre documenti.
Domanda:- Lavori di prevenzione rischi di consolidamento?-------////
Risposta:- Questi lavori sono stati consegnati il 19.06.2004, hanno partecipato 2
ditte precisamente la ditta MESIANO Andrea Pasquale e PANGALLO Francesco,
quest’ultima si è aggiudicata l’appalto con il ribasso di 5,20%, mentre l’altra
offerta e di 3,073%. ---------Domanda:- lavori Piazza Municipio?-----///
Risposta:- I lavori sono consegnati in data 13.02.2006 , hanno partecipato nr 3
ditte aggiudicataria la ditta ATI CAMERA PANGALLO Francesco ribasso
del
5.20%---////
Domanda:- Lavori di illuminazione pubblica ?
Risposta:- I lavori sono stati consegnati il 14.12.2004, hanno partecipato nr 11
ditte, aggiudicataria la ditta CAMERA Costruzioni di Rocco e Domenico Camera
ribasso del 16.45%.
Domanda:- Lavori manutenzione del centro Polivalente?-----///
Risposta:-
I
lavori
sono
finiti
il
31.07.2006
hanno
partecipato
4
ditte
aggiudicataria PANGALLO Francesco ribasso del 4,12%.”
ALLEGATO 57
Da quanto emerso dalle dichiarazioni del predetto assessore il comune di Roccaforte del Greco,
come per legge, effettua le gare d’appalto secondo due criteri, il primo con sistema del minimo ribasso
quando si presentano fino a 4 ditte, assegnando il lavoro alla ditta che offre il ribasso più alto ed in
tutte queste circostanze i lavori sono stati sempre aggiudicati alla ditta PANGALLO Francesco. Quando
le ditte concorrenti sono più di 4 ovvero (da 5 in su), l’aggiudicazione si realizza facendo la media tra
varie offerte, con la preventiva esclusione dell’offerta più alta e di quella più bassa poiché giudicate
offerte anomale, assegnando l’appalto alla ditta che si avvicina, nel ribasso presentato, alla media dei
ribassi calcolata sulla base di ogni offerta pervenuta, escluse quelle anomale.
A seguito
di
quanto sopra
riferito
dal collaboratore ed a seguito delle
risultanze investigative appena illustrate, sono stati acquisiti ed analizzati gli
incarti di tutte le gare d’appalto
realizzate dal
comune di
Roccaforte del
Greco negli anni 2004, 2005, 2006, 2007; gli esiti di tali accertamenti sono di
seguito riportati.
Gara d’appalto realtiva ai lavori di ampliamento impianto di pubblica
illuminazione
In data 16.02.2004 presso il Comune di Roccaforte del greco è stata effettuata la gara d’appalto sopra
indicata; Alla stessa partecipano le seguenti ditte:1. Elettroionica di MUSOLINO Saverio &C. s.a.s. di Bovalino ribasso del 16,140%
2. DE FRA CAR s.n.c Melito Porto Salvo ribasso del 19,54%
3. Impresa elettrica di Minunzio Antonio – Giosa Ionica ribasso del 19,18%
4. camera Costruzioni s.n.c. di Rocco e Domenico CAMERA , ribasso 16.45%
5. FRAGER Costruzioni di PAPALIA Francesco delianuova 14.108%
6. Ditta FONTANA Giovanni con sede a Bianco ribasso del 15,17;
7. Ditta Licastro renato sede delianuova; 15.91%
A questo punto il presidente geometra ALAMPI Demetrio esclude le offerte anomale e dichiara
aggiudicataria dei lavori la ditta Camera Costruzioni di Reggio Calabria per un importo pari a euro
50.534,38 (circa i rapporti di questa ditta con la ditta di Pangallo Francesco, vds. Appalto relativo ai
lavorii di riqualificazione della piazza antistante il municipio). I lavori in corso d’opera richiedano una
variante di perizia e giungono a complessive 55.411,97 più iva al 20%.
ALLEGATO 50
Gara d’appalto realtiva ai lavori di manutenzione straordinaria del Centro
Polivalente
In data 20.09.2005 con delibera della C.S. (Commisione Straordinaria ) si stabiliva di finanziare i
lavori realtivi alla manutenzione straordinaria del Centro Polivalente di Roccaforte del Greco.
In data 13.07.2006, presso il Comune di Roccaforte del Greco si è proceduto all’apertura delle
buste relative alla gara d’appalto sopra indicata, per una base d’asta di euro 68.000 . Alla predetta gara
si presentano nr 4 ditte e precisamente:1. Ditta DE.FRA.CAR impianti di franceasco Caracciolo con sede in Melito di Porto Salvo
ribasso del 3,59%
2. MALASANO cav Francesco con sede in Melito di Porto Salvo Via Anna’ 253 ribasso del
3,285;
3. Ditta FRA.VE.SA. via Sandro Pertini Melito di Porto Salvo, ribasso del 3.911%
4. Ditta PANGALLO Francesco con sede in Roccaforte del Greco Via Santa Maria, ribasso
del 4,12%.
La gara viene ovviamente assegnata alla ditta di PANGALLO Francesco per un importo di euro
65.198,00 + 2480 per oneri di sicurezza.
I predetti lavori
data
vengono iniziati
dalla
14 settembre 2006, quindi
(compresi le festività
di
circa 44
ferragosto
Roccaforte del Greco nella persona del
MODAFFERI con determina
per un totale di
pagati
ditta di
PANGALLO Francesco
giorni dopo l’inizio dei lavori
e periodi
di
responsabile del
nr 66 approva lo stato
27.577 euro
compreso
ed in
ferie) il Comune di
servizio Arch Giovanni
di avanzamento dei lavori
di iva, pertanto il totale dei lavori
dal Comune alla ditta risulta essere euro 97.873,22, in pratica più del
40% rispetto alla base d’asta.
ALLEGATO 51
Gara d’appalto realtiva ai lavori di riqualificazione della piazza antistante il
municipio
In data 27/10/2005 con determina nr 74 si stabilisce di appaltare i predetti lavori per un importo di
euro 185.180,55 con il sistema del massimo ribasso.
Il giorno 27/12/2005 presso il Comune di Roccaforte del Greco viene effettuata la gara d’appalto
sopra indicata, a cui si presentato le seguenti ditte:_
1. T.M. EDILCALCESTRUZZI di Miceli Tommaso con sede in Condofuri;
2. Impresa costruzioni s.n.c. ZAPPIA Angelo con sede in Benestare G.N. Costruzioni di
NIRTA Giuseppe.
3. Camera Costruzioni di
s.n.c (capogruppo -
Impresa costruzioni di
PANGALLO
Francesco con sede in Roccaforte del Greco).
Vengono escluse le ditte cui al punto 1 e 2, la prima poiché la dichiarazione sostituiva non è conforme
alla previsioni del bando, mentre la seconda perché manca il certificato del casellario giudiziale e dei
carichi pendenti, e dichiara quindi aggiudicataria dell’appalto la ditta Camera Costruzioni - ditta
PANGALLO Francesco con un ribasso del 5,20%.
Si precisa che nel verbale di gara non sono indicati comunque i ribassi offerte dalle ditte escluse,
anche questa gara è stata aggiudicata dalla ditta di PANGALLO Francesco che si presenta insieme alla
ditta Camera Costruzioni (la stessa che si è aggiudicata la riqualificazione dell’impianto elettrico, cfr.
sopra).
ALLEGATO 52
Gara d’appalto realtiva ai lavori di restauro e valorizzazione della chiesa di
San Rocco
In data 26.10.2006 con determina nr 20 della giunta comunale è stato approvato il progetto dei lavori
sopra indicati per un importo complessivo di euro 45.000 finanziato con fondi PIT nr 23 Area
Grecanica ed in data 23.02.2007 è stata indetta la predetta gara con base d’asta di euro 35.246,75.
In data 03.04.2007 presso il comune di Roccaforte del Greco viene effettuata la gara d’appalto a cui
si presentavano le seguenti ditte e realtivo ordine :1. DE.FRA.CAR. Impianti di Francesco Caracciolo di Melito Porto Salvo;
2.
FRA.VE.SA. Via pertini Melito Porto Salvo ;
3. PANGALLO Francesco Via Santa maria Roccaforte del Greco;
4. G.D. Costruzioni Via Lacco Melito Porto Salvo:
5. Camera Costruzioni Via carrubara Reggio Calabria
Vengono aperte le buste e vengono escluse le ditte indicate ai punti 1 e 2 e 4 la gara viene quindi
aggiudicata alla ditta di PANGALLO Francesco con il ribasso del 6,23% mentre giunge seconda
la ditta CAMERA Costruzioni per il ribasso del 5.69%.
ALLEGATO 53
Gara d’appalto realtiva ai lavori di riqualificazione infrastrutture d’accesso
al centro storico con il recupero di spazi panoramici dell’area interessata .
In data 23.02.2004 con determinazione nr 29 il responsabile dei servizi di lavori pubblici del comune di
Roccaforte del Greco indice gara d’appalto mediante pubblico incanto con il criterio del prezzo più
basso inferiore a quello di base d’asta pari ad euro 165.999,42.
In data 01.02.2005 viene effettuata la gara d’applto a cui si presentano nr 13 di cui 4 (FRA.VE.SA di
Melito Porto Salvo, FAGER Costruzioni di Dilianuova, ELECTRO Costruzioni di Delianuova ed EDIL
Impianti di Reggio Calabria) sono state preliminarmente escluse poiché non possiedono la categoria
OS21 e non hanno altresì dichiarato che intendono sub - appaltare i lavori realtivi ricadenti sotto quella
categoria.
Con verbale di gara privo di data e protocollo (dovrebbe esere in data 15.02.2005) viene effettuata la
relativa gara d’appalto a cui hanno partecipato:
•
Impresa Costruzioni PANGALLO Francesco, con sede Roccaforte del
Greco ribasso del
0,567%;
•
Impresa costruzioni Giosano di delianuova ribasso del 1,050%;
•
Impresa costruzioni Caridi di reggio calabria ribasso del 4,301%;
•
Impresa costruzioni Mesiano Costruzioni con sede in Reggio Calabria ribasso del 5,301%;
•
Impresa Costruzioni Mafrico con sede in Dilianuova con ribasso del 3,150%;
•
Aeffe Costruzioni di Rizziconi con ribasso del 2,800%;
•
Impresa costruzioni Rocco Foti Con sede in Sitizano (RC) ribasso del 3,450%;
•
Effeigi Costruzioni con sede in Lamezia Terme con ribasso del 3,600%;
•
Impresa costruzioni Mesiano Andrea con sede in Roccaforte del Greco con ribasso del
5,400%.
In data 14.06.2005 con determina nr.42, il responsabile del servizio Geom. ALAMPI Demetrio
autorizza il sub-appalto dalla ditta affidataria Effegi di Lamezia Terme alla ditta di MESIANO
Andrea Costruzioni.
ALLEGATO 54
Gara d’appalto realtiva ai lavori di riqualificazione infrastrutture d’accesso
al centro storico con il recupero e restauro di un palazzo storico per la
realizzazione della casa della cultura grecanica .
In data 19.10.2007 presso il Comune di Roccaforte del Greco si svolge la gara d’appalto sopra
indicata per un importo 385.293,00 euro.
Alla predetta gara si presentano nr 10 ditte , dopo l’apertura delle buste vengono ovviamente escluse le
offerte anomale ovvero la più bassa e la più alta e una, la ditta IORMEDIA viene esclusa perché la
cauzione versata risulta essere più bassa. La gara viene aggiudicata dalla ditta A.T.I. (Associazione
temporanea di imprese) Impresa C.G.S. Cistruzioni Generali Scarpelli S.r.l. Via D. MARVASI 8
(impresa cooptata PANGALLO Francesco) con un ribasso del 11,20%., seconda giunge L’a.t.i.
Aquila Sondaggi cooptata FRA.VE.SA.
VEDASI ALLEGATO 55 BIS
Conclusioni
Come si è già detto in precedenza gli appalti pubblici costituiscono, unitamente al taffico di
sostanze stupefacenti, la principale fonte di guadagno delle organizzazioni criminali. In questo capitolo
si è appunto parlato degli appalti pubblici effettuati dal comune di Roccaforte del Greco, comune già
interessato da due procedure di scioglimento del consiglio comunale per infiltrazione mafiosa. Orbene
anche dopo il secondo scioglimento per mafia la situazione
cambiata, infatti è chiara la conversazione che intercorre
politico-culturale non sembra essere
all’interno dell’autovettura FIAT Uno
avvenuta in data 11.09.2005 al progressivo (vedasi pag 30)
qualche mese prima delle elezioni
comunali:
In data 11.09.2005 al progressivo 3216 .
Giovanni: ora ora mi sono fatto la doccia, Lello...fino ad ora ho lavorato
L.: tutto il giorno hai lavorato?
G.: minchia, mi sono ammazzato..e da stamattina alle sette che ho quella macchinetta in mano, ora ho
finito...ho mangiato...mi sono fatto la doccia, ho mangiato, e ho detto mi faccio una passegiata perchè
mi ero scocciato...è uscita bene la festa allora al professore?
L.: si...
G.: e chi c'era di noi altri?
L.: inc...
G.: e chi ha cucinato?
L.: inc.
G.: inc... ha cucinato
L.: inc...Ciccio Gatto
G.: ah...ah
L.: inc...
G.: ah...ah...buono allor... gli è uscita bene
L.: no, cucina speciale sai...io non ho mangiato però
G.: inc...
L.: guarda quello che hanno mangiato
G.:no, ma inc... cucina bene...io lo so che cucina bene...inc...
L.: guarda quelli che hanno angiato...
G.: e chi via ha portato là? Tureddu?
L.: si...
G.: Pinuzzu dirige là tutta la baracca...sono venuti là sopra l'altro giorno per...abbiamo litigato
L.: chi?
G.: inc...
L.: eh
G.: è un buffuneddu, Leo.
L.: che ha combinato?
G.: no, inc...quel giorno è venuto là sopra con me...con bicicletta... quando parlavamo con
Turiddu...quando parlavamo con me..neanche ciao..più
L.: ah, neanche ciao..niente?
G.: no, non abbiamo fatto amici...è arriv...avevo il Maresciallo Mangano e mi è comparso là sopra
L.: chi è il Maresciallo Mangano?
G.: quello della Forestale...l'ispettore della Forestale..quello di Basilicò
L.: ah
G.: è comparso stui stortu di Peppineddu ed mi ha detto ...se vuoi venire io...mi ha detto il dottore
Battista...io da parte mia ringrazio il dottore Battista...gli ho detto io...gli dice che poi vado e lo
trovo...ma gli ho detto io se ci sono questi elementi non vengo...gli ho detto chiaro nella ...inc..non è che
me ne fottevo di loro .--------////
L.: bè ma queste cose qua sono cose interne che...inc...
G.: ma me ne fotto di lui.. a me che mi...mi..mi porta con porta con chi?..con Turiddu (ndr
verosimilmente MAISANO Salvatore)?..lui è venuto a fargli il favore a Turiddu quel giorno là.. e poi
passava di là per caso, non è che mi ha telefonato per dirmi Giovanni vedi che ti ha invitato il dottore
Battista, Lello...lui è passato per caso perchè sono andati per fare gli imbrogli conTureddu per le vacche
L.: guarda.. è capace...sicuro...che Battista gli ha detto:" invita i soliti amici di Roccaforte"
G.: lui... praticamente...è salito per caso là, Lello...lui è venuto per caso perchè sono andati con Turiddu
per bollare le vacche...per fare imbrogli là..inc...solo loro lo sanno..là c'era un altro che ho visto con una
Renaulti non lo consco... non so chi era
L.: un altro veterinario?
G.: si
L.: e chi era?
G.: non lo so, un giovanottino
L.: più o meno?
G.: un giovanotto..ma manco nella faccia l'ho guardato...inc...
L.: ed era veterinario..?
G.: si, sono saliti per bollare le vacche..non mi risulta che...
L.: hanno fatto ... inc...no?
G.:non lo so perchè..io non è che...loro erano la mattina là a monte, loro sono passati di là...sopra la
aluna......nell'area pic nicinc..se aveva telefonato..comunque in ogni modo, gli ho detto io, al dottore
Battista lo trovo io...è meglio che lo trovo in questi giorni che lo voglio per un'altro discorso mio, per
quel fatto della Forestale allora che mi avevano detto che mi aiutavano per il fatto...la situazione no..poi
non sono più andato..quando..inc...un mese fa...io non è che...il fatto che non sono andato alla festa non
cambia niente...vado giocando con questi zimbari io?ubriachi il giorno....tragediatori..inc...
L.: ma tu eri potuto venire...tu ti impunti sopra a certe cazzate che non hanno senso vedi..tu eri
invitato..ti facevi la tua..inc..ti sedevi, mangiavi e buonanotte
G.: si, lo so però non c'era...non li sopporto a questi qua io...non li sopporto Lello, non li sopporto più, se
ti dico...non li digerisco non c'è niente da fare più no..se ci sono loro non vado manco ai matrimoni più
se sono invitati a gruppi...non vado più a questi matrimoni non vado più e non vado non è che mi
intereessa...voglio stare fuori dai suoi problemi..io se ne ho problemi miei non voglio che me li
piangano loro se li hanno loro non glieli piango io...no, non voglio avere più conto con questa gente
perchè sono tragediatori e falsi..uono più dell'altro... a parte il fatto che non si possono vedre tra di lo
pure ...che è la cosa più peggiore vedi...
L.: quello che ho capito anch'io
G.: la cosa più peggiore sai qual'è? che a parte che sono in gruppo non si possono vedere tra di loro...che
vedi sono cose gravi queste..si criticano a vicenda poi non è che...e lora Lello a che serve questo gruppo
qua per che cosa? per accollarmi guai io...che non ne ho...? io amo la tranquillità Lello...grazie a Dio il
mio lavoro...io miei lavoreddi me li faccio...me ne fotto di lui se vengono e se non vengono, gli piscio
nel culo a loro e non glieli faccio proprio se venivano..che non glieli facevo proprio se
venivano...comunque..non mi interessa a me Lello di loro...di questa gente ...non voglio avere più a
conto...inc..voglio stare per i fatti miei, a me gli amici che mi rispettano mi rispettano sempre lo stesso
Lello stai tranquillo
L.: ci credo.
G.: su quello ci puoi calare la pasta...dove vado io..e loro la differenza è enorme, però purtoppo... loro
sono fatti così, Lello...falsi tra di loro e quindi sono sempre falsi...io non sono capace...e siamo due
caratteri diversi...voialtri tutto a posto? eh? questo ufficio funziona?
L.: si
G.: inc...
L.: io quando me ne sono andato di qua, mi è arrivata una telefonata e mi ha telefonato il dottore
Iacopino, mi ha detto siamo a Gambarie, vieni a mangiare qua...dovevo andare ad un matrimonio...
G.: Iacopino è in gamba, vedi queste sono persone serie
L.: e sono salito per monte e me e sono andato a Gambarie
G.: e quello ...inc...che prendi da questa gentaglia..gente storta...
L.: sono sceso...gli ho dato la busta ed il bambino che aspettava fuori, me ne sono andato meno di
cinque minuti...con la macchina in moto...inc
G.: hai fatto bene
L.: inc.
G.: e cosi devi fare
L.: ho fatto il mio dovere...
G.: tu lo devi fare perchè hai un ruolo..hai una sistema di...tu lo devi fare Lello...ma io...voglio
dire...inc...mi vado ai matrimoni al giorno botte di cento euro a chi? centocinquanta euro..si è sposato
quello zimbaro del figlio di Rocca....allora a Bovalino...buste di quattrocento, cinquecento euro
L.: chi?
G.: quando si è sposato quello...Micareddu..quando mi è successo l'intoppo...inc..gli è essiccato il
culo..non voleva fare neanche il testimone quella sera...che siamo andati alla macelleria quel giorno..hai
capito?non ..ma che..devi conoscere prima..ma Leo me ne fotto delle persone che devo prendere io da
questa gente..buongiorno, saluti e ciao e basta e via ed è finita...me ne fotto di loro
L.: questo è pure vero
G.: ah Lello mi sono stancato Lello, vedi che io ne ho passate guarda ne ho passate assai e basta mi sono
stancato se ho detto basta guarda che ho chiuso
L.: e com'è questo lavoro?
G.: io non vado, tu? inc..sopra l'aera pic nic lui onestamente...inc..dice alzati e vai là...non esiste...lui mi
ha detto fai tutto quello che vuoi...se non ti va di fare una cosa non ti alzare proprio..nessuno ti dice
niente...inc..in compagnia siamo quattro cristiani...scusa...io, mio zio inc.., Mico dell'acqua e
Giovanni inc...quattro cristiani che scherzavamo, facevamo perchè mi diverto con loro, mi rilasso,
il giorno quando vado là mi rilasso...sono persone che non ti danno nessun tipo di fastidio...mi
siedo là..se voglio buttarmi sopra la macchina, mi butto sopra la macchina e dormo, se voglio
dormire sulla macchina, dormo sulla macchina, se voglio andare per funghi, vado per funghi,
devo stare sotto a chi?quando Tureddu quella mattina è venuto là fuori e mi ha fatto perdere la
pazienza, ha detto che a Roccaforte tutto noi vogliamo, che ha ragione Pietro Verno, che noi
vogliamo macelleria, noi vogliamo animali, noi vogliamo officine, noi vogliamo ditte, noi volgiamo
tutto, aveva ragione Pietro Verno ed infatti gli ho detto io hai ragione pure tu che hai detto questa
parola, così basta l'ho piantato e poi l'ho lasciato..hai capito?che si deve fare..io là che ammazzo
qualcheduno con tragedia e bicicletta..ora basta stai tranquillo e sicuro che il tempo gli darà
ragione..a lui..a me no, Lello perchè grazie a Dio non mi interessa
L.: inc...
G.: io viaggio a testa alta, Lello..il brutto è chi non viaggia a testa alta
L.: dissi...
G.: si, si...
L.: che ha...inc...Verno..
G.: ma infatti ...inc...hai ragione pure tu
L.: inc..gli dà ragione a lui..gli devi dire
G.: si, ma appunto....
L.: inc..che non lo può vedere..inc...
G.: penso di si...la gente Lello, la devi concoscere, te l'ho detto..difficile purtoppo è conoscere le
persone..io sto bene lo stesso...guarda..ti assicuro che sono assai più tranquillo ora, Lello...non esco
più..non vado al bar...non volgio sapere del bar di Annunziato..non voglio sapere niente..perchè sono a
posto
L.: parliamo di cose più serie che è meglio..vedi che ho intenzione di candidarmi per sindaco
G.: per conto mio ti ho detto che si...ma vedi non ti mettere a tragedia con lui, vedi che cade a tragedia,
parla prima per me, Lello, e per quanto riguarda i miei..i miei quelli..i miei ti parlo di mia suocera, mio
suocero, mia moglie, ...i miei..puoi stare sicuro che non ti sbagliano...io dove arrivo ti appoggio puoi
stare tranquillo sicuro a politica aperta..non politica libera barbarie che ti faccio male non è che ti faccio
bene però ti faccio una politica sicuro bene..però parla prima con loro...parla chiaro...vedi che ti bleffano
ah..non ti fare ingannare e mi ti bruciano...perchè se ti bruci e non fai niente, vedi che te lo dico prima
L.: una parola gliel'ho detta già...
G.: tu non devi dirgli parola, tu devi sederti a tavola, Lello e devi parlargli chiaro e devi dirgli volete e
non volete? no, mi appoggiate, perchè sono cose diverse vedi che poi si mettono d'accordo alla fine e
non ti vota nessuno, Leo..che se Turi non ti vota, bicicletta non ti vota nemmeno non gli credere (non mi
ti lo 'mbucchi)..
L.:si, si...
G.:di questo puoi stare tranquillo..lui ora gli dà il culo e gli dice mettimela..io ti dico le cose come sono
perchè sai che fanno?...ti bruciano..ti mettono là e ti bruciano... e poi fai cattiva figura che non è il
caso...mi capisci? ti fanno fare la fine di Mesiano (ndr ex sindaco di Roccaforte) e non è il caso,
vedi...che poi...se tu hai un ruolo per cazzi tuoi di medico ...cioè stai benone..perchè ti devi bruciare se
non vinci le elezioni..mi segui? tu devi andare con le elezioni vinte...se vai...devi andare con carta e
tavolino...ti devi prendere tutto il suo parentato...
L.:e tu dici come gli dico?
G.:io te l'ho detto come gli devi dire...li devi chiamare a quel tamburo di Bicicletta (ndr PANGALLO
Domenico) ed a Turiddu (Turi MAESANO) e a Paolo 'u Lepru (ndr Paolo Attinà) ...perchè sennò non ti
appoggiano poi...non ti appoggia nessuno....gli devi dire "io mi candido per sindaco...mi appoggiate?
..ho questa intenzione...che pensate? ...mi appoggiate o no?"..perchè loro hanno già preso impegni con
Ercole...vedi che già si sono esposti..questo te lo dico ma che resti qua...
L.:lo so
G.:e allora..parla prima vedi...
L.:io gli ho detto che se..
G.:perchè poi Ercoleddu è pure nei Maisano...non è Lino...vedi parla chiaro con tutti...
L.:aspetta...
G.:chiama a Lillino...
L.:aspetta...senti che ti dico io...vedi che Tureddu gli ho detto io queste parole...lui mi ha detto che
forse..inc..mezza parola..Turi...gli ho detto io...mi appoggiate o non mi appogiate?
G.:così è...
L.:voi se voi appoggiate ad Ercole...
G.:così ...devi parlare chiaro...
L.:se voi appoggiate ad Ercole, la lista la faccio lo stesso...
G.:si ...che tu la vuoi fare, stai tranquillo sicuro che ti appoggio per conto mio..
L.:io che sono io...se tu voti ad Ercole ricordati, gli ho detto io, quello che ti dico...i rispetti che hai
tu a Roccaforte ce li ho anch'io perchè tuo figlio è nato a Roccaforte come me
G.:ma tu chiama i parenti..fissa..chiama Lillino...stringi tutto il parentato prima..parla tutto con i parenti
prima..ad esempio stringi a Lillino e blocca tuta la situazione di inc... di tutti questi quà
L.:li sto facendo
G.:e appunto...tu blocca tuti i cosi
L.:lascia stare che ora vado e trovo a Bistecca(ndr ROMEO Antonio) e piglio inc..
G.:Non ti fa niente Bistecca, Lello..Bistecca non ti fa niente...Bistecca e Turiddu neanche si
parlano...capisci o no? Bistecca con il fatto di sua mamma che Turiddu allora Bistecca l'ha chiamato là,
Bistecca non gli parla più a Turiddu..gli parla però lui gli è caduto dal cuore..hai capito? quando non ha
invitato a sua madre al compleanno di suo figlio...di quello scecco di inc...
L.:l'ha chiamto là a lui?
G.:si...si...li so io i fatti eprchè allora eravamo in buoni rapporti e li so tutti
L.:ah...
G.:quindi Bistecca gli è caduto di cuore perchè Bistecca, quando ha chiamato una persona là, per lui è
inc..non c'è inc..se non fanno quello che dice lui, a lui l'hai perso...è finito...con Tureddu non si... inc...
trovare gli amici...
L.:vabbò...
G.:comunque io ti ho detto le cose da fare...
L.:io sto stringendo il cerchio, Turiddu può fare quello che vuole..
G.:per me...
L.:ascolta che ti dico...vogliono appoggiare ad Ercole..appoggiano ad Ercole..è giusto? fronte con
fronte non si incontrano mai...ma vedi che possono perdere lo stesso...
G.:ah si...se fai la politica per bene e fai una lista per bene si...
L.:pare che la perdono lo stesso, Giovanni...
G.:se fai una lista, guarda, con dodici candidati ed il parentato...il parentato che ti appoggia però non è
che ti fanno bleff...non è che ti fai bleffare
L.:stai tranquillo
G.:non è che ti bleffa il parentato...io non ti bleffo sicuro perchè per conto mio puoi andare..ci puoi...i
miei..tu ...dieci voti...puoi contarli dei suoi..dieci...non contare voti tu...conta dieci dei miei e che quelli
sono sicuri...puoi stare tranquillo..sono dieci voti..i miei...che ce li ho io..dieci voti...puoi stare
tranquillo..dei miei...chei ti voto sicuro...tu curati il parentato tutto...se fai dodici consiglieri...mi scegli
dodici cristiani...gli vinci le elezioni con inc...Leo
L.:io intanto gliel'ho detto..gli ho buttato la pietra in acqua...voi volete portare ad Ercole,
portatelo... è giusto?
G.:vedi che sono falsi, Leo...non ti illudere, che ti riempiono di pelo il primo di bicicletta...
L.:no, no...
G.:perchè è falso
L.:no, ora mi devono chiamare loro, giusto?
G.:vedi che lui...biciletta dice di si...all'ultimo minuto...t'incula (t'appoia)
L.:ma bicicletta gli devo dare poco conto
G.:e non gli dare poco conto che è meglio
L.:a bicicletta inc...
G.:inc...perchè poi va e gli rapporta, quello che dici tu va e glielo rapporta a Ercole ed a lui, ed a
Tureddu...anche se ancora Ercole deve venire a Roccaforte
L.:non ci viene
G.:perchè non viene?...non so se Ercole viene e si mette inmezzo a questa marmaglia
L.:Ercole non è un...un segretario regionale che ha a disposizione onorevoli, senatori è capace,
consiglieri provinciali..ha il suo entourage..il capo di questi va a candidarsi a Roccaforte addirittura poi
lo possono pure bruciare...
G.:no, ma non lo bruciano perchè se si candida, Lello, le probabilità vedi che ce l'ha...lo
appoggiano tutti..questi qua lo appoggiano tutti...i parentati grossi lo appoggiano...se piglia questo
Battaglia ...questi lo appoggiano tutti...chiumbino (ndr riferito alla famiglia PANGALLO, di cui
fa parte PANGALLO Francesco, nato a Melito P.S. il 01.03.1974 ed il defunto fratello Antonio)...
questo lo appoggiano tutti..puoi stare tranquillo
L.:deve trovare altri dodici elementi
G.:si li deve trovare però a lui lo apoggiano tutti.. a livello politico lo poggiano
tutti..questi..chiumbino...macino,...non tenere conto di questi... Andrea Mesiano..questi lo
appoggiano tutti...Marco Gullì (ndr ex sindaco di Roccaforte)...questi qua sono tutti là se fa la lista
lui...contali
tutti
per
là...lu
Lepru..bicicletta...Tureddu..Giannici
(ndr
MAESANO
Giovanni)...questi contali tutti per là perchè questi non si spostano...
L.:Si ma è capace che... sai che ci fa Ercole? sai che ci fa? tiene a galla, tiene a galla poichè sai che
faccianmo candidiamo a mio cognato.----------------//
G.:inc...ah gli faceva pure bene in questa maniera...in questa maniera era una mossa che gli faceva pure
bene perchè gli stava bene a lui inc...per conto mio non me lo dire proprio...con loro non li voglio
nemmeno sentire a loro...dove ci sono loro non mi interesso, guarda, può anche essere che ci siano
miliardi, anche se mi chiamavano, guarda si devono dividere...io gli dicevo io non vengo...quindi con
questa gente non voglio avere inc...per quanto riguarada questi inc..tutte le notizie che mi curo, me le
curo per me non perchè sono con loro, hai capito? quindi è una cosa nostra diversa...non lo voglio
sapere...dove c'è sta gente qua voglio stare lontano perchè sono gente falsa...e purtroppo...non vanno
bene...questi sono cristiani che non vanno bene...tieniti di conto a questi qua..tieniti di conto tutto il
parentato innanzitutto...che poi vedrai che già avrai risultati con il parentato..perchè devi fare i conti che
già con il solo parentato a Roccaforte hai 50 voti.-----////
L.:abbiamo il 50%...----////
G.:solo per i parenti hai già cinquanta voti, solo i parenti stretti
L.:vedi che inc..cristiani, i favori vogliono poi
G.:eh certo...uno, due...ma non li tenere in conto, Lello...no, non li tenere in conto, Lello, gliene ho
cacciati cazzi dal culo ai cristiani
L.:ma questi qua non mi possono dire di no
G.:eh, Lello non ti dicono di no ma quando vanno là non votano Leo e poi ti dicono che hanno
votato...Lello vedi che Roccaforte è micidiale come tragedia e come invidia...non mi ti 'mbucchi vedi il
roccafortigiano...non mi lo 'mbucchi perchè gli fai il favore...glielo fai tu il favore ma non lui a te..vedi
che è molta diversa la cosa
L.:e la seconda volta...se uno non vota poi me ne accorgo
G.: vedi che è molto diversa...
L.: inc...come ti faccio un favore statti tranquillo che fai ...inc..amaro sennò non hai...
G.:ma tu sei sicuro guarda qua...se tu ti curi il parentato di tua moglie..lascia stare a Giannici , tutti
questi di Billi, tutti questi qua..il nostro parentato...già hai settanta voti matematici, giusto?quelli sono
matematici, i tuoi. Tu hai i dodici candidati, portandosi cinque voti l'uno, undici candidati, cinque voti
l'uno, Lello...
L.:Giovanni, il paese è questo, ci deve riuscire...inc..a fare la lista...
G.:eeeehhh..purtroppo....eeehhhhh
L.:se non riesce, non ce la fa neanche la lista, però alla fine dei conti, stai tranquillo che Ercole ti farà la
mossa di dirti..vabbè ...giacchè.... io guardate sinceramente volevo ma ho troppi impegni...e ti porta un
candidato tipo suo
G.:si, ma non trova...
L.:hai capito?
G.:non ...inc...
L.:chi non si...si candida?
G.:sii...
L.:no
G.:no te lo 'mbuccare....Leo..
L.:no
G.:si..Leo...gli fa comodo agli altri fissa...anche se lui traballa, gli fa comodo agli altri
L.:no
G.:non ti 'mbuccare...non ti 'mbuccare mai la pelle del lupo, Lello...vedi che il lupo è lupo sempre
e vuole sempre fare il lupo..a Roccaforte entra ..inc..al comune se c'è un amministrazione che ci sa
fare...inc..ci sono soldi che arrivano da tutte le parti e soldi che si possono amministrare, Lello...
L.:vedi che non sia mai perde l'elezioni...
G.:non li perde se si candida, Leo...non è difficile che li perde...cioè non è facile..vedi che non..se lui
si candida, è già perchè è andato a tavolino... con tutti questi qua..stai tranquillo e sicuro...io non
so...perchè non gli domando perchè non abbiamo un buon rapporto e da tre mesi che con me non
è che abbiamo...è già da Natale che con me...inc
L.:Jonny...io a inc..l'ho chiamato e gliel'ho detto..lui può fare quello che vuole però ricordati sempre che
tu ci hai rimesso una carrozzeria
G.:a va bene mio fratello dice che non è vero
L.: ah non è vero?..inc...
G.:si, mio fratello...mio fratello crede alle cose che vuole..lui è abbagliato da loro
L.:io ci ho rimesso una macchina...una jeep..inc...
G.:loro...
L.:poi di altro ti ho detto tutto...poi che appoggi a chi vuole...
G.:loro sai che fanno?..per ora sono fatti così...poi certo non si possono vedere nenache tra loro perchè
poi non è che è così la realtà..ma io ti dico di parlare prima....in modo che ti dicano la realtà..la verità
com'è perchè loro non parlano...loro sono fatti
L.:lascia stare che parliamo con inc...di fuori...vedi tu dove se io ..ai miei parenti devo...parenti...
G.:ma quale parenti...
L.:il fratello di mio cognato
G.:ma Leo, ma quali parenti...ma tu sei...ma stai scherzando..ma che tu vuoi scherzare..è gentaglia...è
tutta gentaglia..parenti si...ci stavo rimettendo la vita io per loro..non ce l'ho rimessa per trenta e
trentuno...parenti...non questa gentè là...per carità...chi non li conosce come se li tiene...chi non li
conosce, cari se li tiene...gente marcia... a parte il fatto che sono fatti tra loro...Lello, io...secondo
me...puoi fare a meno pure di dirmelo perchè io...dove arrivo io..se posso esserti utile dove arrivo io
puoi stare tranquillo che non ci sono ombre di dubbio...fino a dove arrivo io...se poi...ti serve anche il
candidato che pensi che io arrivo per candidarlo puoi stare tranquillo e sicuro che non ci sono ombre di
dubbio perchè questo...
L.:non ho neanche idea ancora...
G.:...va per scontato...e tu devi ..inc...una lista per spezzare i parentati..per spezzare i
parentati...questo già...loro le idee già ce l'hanno..non pensare che non l'hanno e nella
candidatura...quelli che sono non mettono diretti però indiretti li mettono tutti...perchè i diretti
non li possono mettere...se li mettono diretti sciolgono l'amministrazione
L.:vabbò
G.:però i suoi li hanno già ...inc..non ti preoccupare
L.:io li aspetto... stai tranquillo che li aspetto...ho pazienza
G.:ma quando penso che si vota queste elezioni...quando è che sono queste elezioni?
L.:a giugno.
G.:a giugno?
L.:si a giugno...ancora ci vuole...
G.:ancora ci vuole quasi un anno...inc...dieci mesi...però...già a febbra..a marzo..inc...ti devi preparare
perchè sennò...
L.:se si deve fare..si deve battere già da ora
G.:esatto...devi battere già di ora..perchè là Mallamaci è nuovo aspirante...Fullitti (ndr PITASI
Domenico Antonio)...questi qua...però non sai ancora che fanno loro perchè loro...fanno pio
pio...Guerineddu (ndr SERGI Marco Antonio Guerino) forse aveva idee pure
L.:non so...non lo so perchè non ho mai parlato con lui...gli devo domandare a inc...
G.:però non penso perchè a lui non penso che lo vuole nessuno a Roccaforte
L.:no
G.:e chi è che votata a Guerineddu..a Roccaforte non andava nessuno a votare per Guerineddu...so che
non lo può vedere nessuno perchè i cristiani buttavano fuoco già da quando era qua che era
architetto...le persone lo tenevano sopra lo stomaco...buttavano fuoco..per carità
L.:no, inc...Guerino no...si sono bruciati allora
G.:si, si sono bruciati loro e quell'altro
L.:si sono bruciati perchè..per il fatto di inc...Marco Gullì...inc...buttano fuoco...
G.:ma tutti buttano fuoco..buttano fuoco tutti dei roccafortigiani per quei due...e io fino a dove posso
arrivare io..che pensi che ti posso...stai tranquillo sicuro che io meno con le due mani...di questo stai
tranquillo...io meno con le due mani dove...hai bisogno di un candidato fino a dove arrivo io...quello che
possiamo stringere..lo stringiamo ...inc...e con la campagnola di Pietro che avete fatto?
L.: domani lo vedo...non l'ho visto più
G.:inc...
L.:il parafango è...
G.:ma quello che è, è..che ci vuole mezza giornata è..porto la..inc...
ALLEGATO 2L
La conversazione conferma la gestione dei voti e della politica nel comune di Roccaforte del Greco
da parte delle organizzazioni criminali; infatti l’interlocutore del Pangallo vorrebbe candidarsi ma sa già
che il gruppo criminale operante a Roccaforte del Greco quindi in primis MAESANO Salvatore, Paolo
lepro (ATTINA’ Paolo) Bicicletta (PANGALLO Domenico) e il Chiumbino (PANGALLO Francesco),
si sono già accordati con Ercole (ndr Ercole NUCERA); l’interlocutore manifesta l’intenzione di
andare
a paralre con Bistecca sopranome di
ROMEO Antonio cl
1947, colpitio
da OCC e
successivamente condannato nell’ambito del processo ARMONIA e ritenuto elemento di spicco
della cosca ZAVETTIERI di Roghudi. Nel corso della discussione PANGALLO Giovanni dice che
“se c’è un amministrazione capace arrivano soldi”: questo è l’obiettivo della criminalità organizzata,
mettere ad amministrare il paese persone a vicine affichè indirettamente possano essere gestiti gli
appalti pubblici ed altro. Il PANGALLO Giovanni, ad ulteriore conferma
che l’amministrazione
comunale è completamente controllata dalla criminalità dice “quelli che sono non mettono diretti però
indiretti li mettono tutti...perchè i diretti non li possono mettere...se li mettono diretti sciolgono
l'amministrazione.
In data 23-24 maggio 2006 a Roccaforte del Greco si svolgono le elezioni amministrative per
il rinnovo del consiglio comunale, dove si presenta, guarda caso, una sola lista capeggiata da NUCERA
Ercole, che ovviamente vince le elezioni.
In definitiva le indagini esperite in merito alla gestione politica da parte della criminalità
organizzata di Roccaforte del Greco ha permesso di accertare che l’organizzazione inizalmente
gestisce le elezioni comunali facendo candidare persone non direttamente coinvolte in inchieste o
gravate da pregiudizi penali per mafia o altro (prestanomi), come si evince da quanto dichiarato dal
collaboratore di giustizia e come emerso nella conversazione registrata all’interno dell’autovettura di
PANGALLO Giovanni (“non li possono mettere diretti altrimenti sciolgono l’amministrazione”); una
volta vinte le elezioni ha inizio la gestione controllata delle attività pubbliche illecite, con particolare
riferimento agli appalti.
Infatti, a Roccaforte del Greco, come confermano anche le conversazioni intercettate all’interno
della autovettura Citroen C1 targata DH849AB, vi sono due ditte che riescono sempre ad aggiudicarsi i
più importanti lavori pubblici, la ditta di PANGALLO Francesco e quella di MESIANO Andrea. A
seguito di tale conversazione, nonchè a seguito delle dichiarazioni del collaboratore Carlo Mesiano,
sono stati effettuati degli accertamenti presso l’ufficio tecnico del comune di Roccaforte del Greco, e
le suddette dichiarazioni, sia del collaboratore sia di PANGALLO Giovanni, trovano ampio riscontro in
atti. Infatti tutti i lavori effettuati in quel comune sono stati vinti dalla ditta di PANGALLO Francesco,
che puntualmente si è sempre aggiudicata l’appalto, evidentemente frutto di un accordo preliminare con
le altre ditte che al fine di non dare adito a sospetti partecipavano alle gare pro forma. Una sola gara è
stata aggiudicata alla ditta Effegi di Lamezia Terme, che tuttavia ha successivamente sub appaltato alla
ditta MESIANO Andrea Costruzioni, che pur aveva partecipato alla gara d’appalto ma era stata esclusa
poiché la sua offerta, con il ribasso del 5,600% è stata giudicata dalla commissione, presieduta dal
tecnico comunale, anomala.
Alla luce di quanto sopra, si deduce chiaramente che la criminalità organizzata di Roccaforte
del Greco abbia il totale controllo di tutte le attività economiche del territorio, come dimostra anche la
frase proferita dal PANGALLO Giovanni nella conversazione registrata in data 11.09.2005 “ha ragione
Pietro Verno che dice che noi vogliomo le ditte, noi vogliamo la macelleria ecc. “
In data 27 maggio del 2008 presso gli uffici della P.G. procedente veniva escusso a s.i. MODAFFERI
Giovanni, nato a Melito di Porto Salvo il 21.05.1963, ivi residente Via Capodimonte nr 7, attuale
assessore ai lavori pubblici del comune di Roccaforte del Greco. Si riporta quanto dichiarato dal
medesimo:
“Domanda:- Che ruolo ricopre all’interno al comune di Roccaforte del Greco ?---------///
Risposta:- Sono assessore ai lavori pubblici dal mese di Giugno 2006.-----/////
Domanda: Precisamente di che cosa si occupa?--------///
Risposta:- Sono stato fino a qualche giorno 16.04.2008 ho ricoperto il ruolo di tecnico comunale in
quanto era mancante, in questo contesto mi occupavo i bandi di gara, responsabile dei procedimenti
relativi a quell’ufficio. -------////
Domanda: Come vengono svolte le gare d’appalto in seno al comune di Roccaforte del Greco?
Risposta :innanzitutto
viene approvato il progetto esecutivo che viene fatto
o
dall’ufficio tecnico o si da incarico a tecnici esterni, poi si fa una determina
di
bando di
gara inerenti i lavori in questione,
si
fa il bando
di
gara che
viene pubblicizzato mediate il BUR, sito del comune di Roccaforte del Greco,
presso l’albo pretorio del comune per tutta la durata. Una volta scaduti i termini
di presentazione delle offerte si procede all’apertura delle buste delle ditte
partecipanti, che vengono esaminati da un apposita commissione di cui io sono il
presidente, il segretario
che
è un dipendente, e due testimoni sempre tra i
dipendenti a secondi di chi si trova in quel momento. A questo punto vengono
aperte le buste in base al decreto nr 163/2006 viene scelta la ditta, se queste
sono inferiori a 5 si
stabilito
va a ribasso più alto, da5 in poi si
va a media che viene
da un programma che esclude automaticamente le offerte anomale che
sono l’offerta più alta e quella più bassa lo stesso
dividendo per il numero
programma fa la media
dei partecipanti rimasti in gara, quella che si
avvicina
di più alla media si aggiudica l’appalto.
Domanda: A questo punto cosa succede?-----------///
Risposta:- Viene comunicato alla ditta vincitrice nonché alla seconda l’esito della
gara , l’aggiudicataria a questo punto
presenta il resto
della documentazione
necessaria , tipo certificato antimafia , attestazione SOA cioè la certificazione
che l’impresa può appaltare quel
tipo di lavoro, ed altro inerente l’appalto. A
questo punto si stipula il contratto, la ditta inizia i lavori.---///
Domanda:- Dopo l’inizio dei lavori chi è che controlla lo stato di avanzamento e
la regolare esecuzione?----------------------///
Risposta:- Il controllo viene effettuato
nominato
a monte dal responsabile del
me, preciso
dal
direttore dei lavori che viene
procedimento, negli ultimi due anni da
viene fatta una gara in base ai professionisti
all’albo. Durante i lavori il direttore redige lo stato
di
che sono iscritti
avanzamento viene
depositato all’ufficio tecnico che controlla e lo approva.--////
Domanda: Nel
caso in cui con la cifra appaltata non si
riesce a finire i lavori
quindi è necessario finanziare altri soldi quale procedura viene seguita:-
Risposta: Solitamente non c’è possibilità
di
aumentare la cifra appaltata ,
previa autorizzazione
al
fine di migliorare l’opera si può
dell’ufficio tecnico
aumentare del 5%, di più di questa cifra l’autorizzazione dell’ente finanziatore.
Domanda:- Quando si presenta una ditta che porta la dicitura cooptata ATI che
significa?
Risposta:- Significa che ci
sono almeno 2 imprese di
cui ATI significa
associazione temporanea di impresa.----////
Domanda:- Per quanto
concerne i lavori
di restauro della chiesa San Rocco in
base alla documentazione che le sottopongo in visione cosa ci può riferire?
Domanda:- I lavori della chiesa San Rocco iniziati in data 02.07.2007 e finiti il
12.11.2007 l’impresa che si
è aggiudicato i lavori
è quella di
PANGALLO
Francesco, di Roccaforte del Greco, hanno partecipato 5 ditte di cui 3 escluse
per aver omesso il versamento dell’autorità di vigilanza, di fatto sono rimaste
la ditta CAMERA Costruzioni e PANGALLO Francesco
che si
è aggiudicata la
gara. ----------/////
Domanda:- Lavori di recupero e restauro di un palazzo storico per la cultura
Grecanica:Risposta:riservo di
Questi lavori
sono in corso
d’opera sono iniziati circa 3 mesi, mi
fare avere documentazione , a questa gara hanno partecipato
sette
ditte, sono state escluse prima e ultima , la media di aggiudicazione è stata di
11,20% impresa vincitrice la ditta PANGALLO Francesco ATI CGS SCARPELLI ,
questa ha fatto richiesta di sub appalto alla ditta di PANGALLO Francesco.
Domanda:- Lavori
di
riqualificazione
di infrastrutture di
accesso
al
centro
storico?
Risposta:- Questi lavori sono iniziati prima del mio insediamento comunque hanno
partecipato nr 9 ditte e i lavori sono stati aggiudicati alla ditta FG Costruzioni
di
FOTI Giovannino con offerta del
3,45% data poi in sub appalto
alla ditta
MESIANO Andrea Pasquale per il 30% il restante 70% li ha fatti la ditta
aggiudicataria. Per quanto concerne questi lavori sono finiti mancano solo alcuni
documenti
che dovrebbero essere finiti
a giorni. In questo lavori
ci
dovrebbero essere stata una variante di cui mi riservo di produrre documenti.
Domanda:- Lavori di prevenzione rischi di consolidamento?-------////
Risposta:- Questi lavori sono stati consegnati il 19.06.2004, hanno partecipato
2 ditte precisamente la ditta MESIANO Andrea Pasquale
Francesco, quest’ultima si
è aggiudicata l’appalto
con il ribasso
e PANGALLO
di
5,20%,
mentre l’altra offerta e di 3,073%. ----------///
Domanda:- lavori Piazza Municipio?-----///
Risposta:- I lavori sono consegnati
in data 13.02.2006 , hanno partecipato nr
3 ditte aggiudicataria la ditta ATI CAMERA PANGALLO Francesco
ribasso
del
5.20%---////
Domanda:- Lavori di illuminazione pubblica ?
Risposta:- I lavori
sono stati
consegnati il 14.12.2004, hanno partecipato nr
11 ditte, aggiudicataria la ditta CAMERA Costruzioni di
Rocco
e Domenico
Camera ribasso del 16.45%.
Domanda:- Lavori manutenzione del centro Polivalente?-----///
Risposta:- I lavori
sono finiti il 31.07.2006 hanno partecipato 4 ditte
aggiudicataria PANGALLO Francesco ribasso del 4,12%.”
ALLEGATO 57
In definitiva, ricapitolando quanto fin qui esposto, le dichiarazioni del collaboratore sono state
confermate dalla complessa attività tecnica posta in essere nell’ambito dei procedimenti penali in
questione, come evidenziato nelle conversazioni sopra richiamate, nonché dall’esame della
documentazione e degli atti relativi agli appalti banditi dal comune di Roccaforte del Greco nel periodo
interessato dalle indagini. E’ evidente, alla luce di quanto esposto, non soltanto il forte interesse delle
cosche operanti nella zona di Roghudi e Roccaforte del Greco per gli appalti pubblici, ma anche la
possibilità, da parte delle organizzazioni, di influenzare in modo decisivo l’andamento delle procedure
di aggiudicazione, di imporre alle imprese aggiudicatarie il pagamento di somme di denaro in
percentuale sull’importo dei lavori, di intervenire anche nei subappalti, decidendo chi ed entro che limiti
possa lavorare nel settore edilizio nella zona di “competenza” del sodalizio mafioso.
E’ evidente, allora, che gli indagati sopra menzionati (tra questi, sicuramente MAESANO
Salvatore, PANGALLO Francesco CL. 74, MESIANO Andrea, MESIANO Carlo) devono
ritenersi responsabili del delitto p.p. dagli artt. 513bis c.p. e 7 l. n. 203/91, perché, in concorso tra
loro, ponevano in essere, come sopra evidenziato, atti illeciti di concorrenza sleale volti al controllo o
comunque al condizionamento del settore degli appalti pubblici; gli stessi, come si è visto (cfr.
intercettazioni e dichiarazioni del collaboratore Carlo Mesiano), stringevano un accordo collusivo
mirante alla fraudolenta predisposizione di offerte attraverso le quali realizzare atti di imposizione
esterna nella scelta delle ditte aggiudicatrici di appalti pubblici banditi dalla amministrazione comunale
di Roccaforte del Greco, attività illecita resa possibile dalla presenza e dall’intervento intimidatorio
dell’organizzazione criminale di stampo mafioso oggetto della presente indagine, con a capo proprio il
Maesano Salvatore, che si arrogava facoltà di scelta delle ditte destinate ad aggiudicarsi l’appalto ovvero
cui affidare i subappalti, ditte che dovevano poi versare all’organizzazione somme a titolo estorsivo
(cfr. Cass. Sez. I, sent. n. 4836 del 27.01.2005, imp. Scianna).
CAPITOLO VI.
I RAPPORTI CON LA POLITICA
In seno all’associazione mafiosa in trattazione, durante tutto il periodo delle indagini, alcuni
personaggi, a conferma della forte pervasività del sodalizio, hanno mantenuto stretti rapporti con alcuni
politici regionali, in particolare con L’onorevole CREA per quanto concerne ATTINA’ Paolo, che tra
l’altro a seguito di ciò è stato tratto in arresto nell’ambito dell’operazione denominata in codice
ONORATA SANITA’.
Di seguito si riportano le conversazioni di maggiore interesse, dalle quali si evince la tendenza
degli associati a privilegiare i rapporti con la classe politica, ad impegnarsi nelle competizioni elettorali,
all’evidente fine di ricavarne un tornaconto.
Saranno adesso riportate alcune conversazioni intercettate sull’autovetura Ford Fiesta
RC503623 in uso a Gangemi Leonardo e autovettura Fiat Punto targata AA272VW in uso Attina’
Paolo entrambe intercettate con rit 383/05 utilizzate nell’ambito dell’indagine denominata in
codice “Onorata Sanita’”.
Progressivo nr. 3103, registrato in data 09.05.2005 alle ore 18.56 su autovettura FORD Fiesta
INTERLOCUTORE NR. 1: GANGEMI Leonardo;
INTERLOCUTORE NR. 2: ATTINA’ Paolo;
Omissis --//
ATTINA’: Antonio l’ho visto oggi con Mimmo…
GANGEMI:Con Mimmo ci siamo visti ieri però… appena siamo usciti …gli sono arrivate
persone…siamo arrivati sino a qui …a Lazzaro … ha detto aspettano …(inc.)…parlavamo
ATTINA’:si è ripreso…
GANGEMI:Pa.. Paolo quando l’ha presa lui l’ha presa ..eh
ATTINA’:no no
GANGEMI: …(inc.)… è di quelli piccoli
ATTINA’:ma si è ripreso un poco oppure ancora…
GANGEMI:poco…chi sa… magari…pensavamo alla nostra cazzatella… (inc.)… fantasticava…lui
sa…lui sa…quello che c’entra…non è facile uno…
ATTINA’:lui non può vedere a nessuno….(inc.)….
GANGEMI:ah?
ATTINA’:non può vedere a nessuno
GANGEMI:…(inc.)…
ATTINA’:…(inc.)…
GANGEMI:voglio dire imm… immagina tu alla fine sei uno che hai partecipato alla cosa… immagina
lui direttamente …(inc.)… nausea quando vedi certuni che…inc.)… lasciamo stare…purtroppo
ATTINA’:comunque se lui prenderà presidenza…
GANGEMI:Paolo speriamo che la prenda
ATTINA’:eh
GANGEMI:ma lo sai cosa è questa in confronto…eh?
ATTINA’:eh… ma sapete quale è il fatto…però è da una parte
GANGEMI:ecco…e voglio dire…(inc. si accavallano le voci dei due)…
ATTINA’:..(inc.)…non se lo dimenticano…tengono conto…
GANGEMI:esito poi rende…
ATTINA’:..(inc.)…almeno fanno qualcosa…
GANGEMI:avendo un posto di potere avendone conto uno…ha contatto con tutti … con
cinquemila seimila persone quando avrà questa cosa quindi…con una…(inc.) con un’altra
ed un’altra …si possono…si può fare una … un bel discorso
ATTINA’:Comunque se Mimmo entrava …(inc.)…tanto poi facciamo un discorso fino qua
poi…prima lui…io ho idee chiare su certe cose
GANGEMI:io non so neanche tipo di macchina ha (i due parlano di una persona che stanno cercando)
ATTINA’:una 156 bianca
GANGEMI:sarà salito là sopra…
Omissis…..
Nella seconda conversazione continuano il commento in merito alla mancato risultato elettorale,
GANGEMI afferma che ad aprirgli gli occhi al CREA sono stati loro (GANGEMI ed ATTINA’), quindi
fanno riferimento al fatto che una persona ha guadagnato un miliardo e trecento milioni e che di questo
ne hanno parlato anche con Mimmo.
Progressivo nr. 3104, registrato in data 09.05.2005 alle ore 18.17 su autovettura FORD Fiesta
INTERLOCUTORE NR. 1: GANGEMI Leonardo;
INTERLOCUTORE NR. 2: ATTINA’ Paolo;
Omissis
GANGEMI: L’altra mattina ho incontrato a Pasquale TRIPODI… era a festeggiare con i ragazzi… se
eravamo noi non eravamo gongolanti?
ATTINA’:…(inc.)…era con lui?
GANGEMI:no era solo…dentro l’Ospedale…ha detto Nanà abbiamo fatto il pugno di ferro perché
questa provincia di Reggio hanno cercato di trattarla sempre male…e ho ottenuto tutto…tutte le
deleghe mi ha detto…bravo gli ho detto…hai fatto bene
ATTINA’:gli e lo hai detto…(inc.)…
GANGEMI:ah?
ATTINA’:…(inc.)…
GANGEMI:non ho capito
ATTINA’:da parte dell’assessorato che incarichi gli hanno dato?...
GANGEMI:tutti tutti tutti completi…tutti i regressi (?) … il porto di Gioia Tauro…l’aeroporto…penso
la saline…tutte quelle che mi ha detto lui tutte … e non mi diceva una cosa per
un’altra…tutto… caro amico mio quando uno è in un partito può fare la guerra…cioè
quando è in un partito e il partito fa quadrato attorno a te…a lui Mastella gli ha detto…che poi
non lo faceva…qua ce ne usciamo da tutte le giunte d’Italia…no dalla giunta della Calabria
…da tutte le giunte…
ATTINA’:non se ne usciva…
GANGEMI:eh no…però…ci sono le politiche…ci sono le cose…vanno ad armare?...non vanno ad
armare…tra l’altro poteva fare…un consigliere un coso…era tutto al partito…
ATTINA’:è venuto a ringraziare gli infermieri…(inc.)…
GANGEMI:mh?...
ATTINA’:è venuto a ringraziare uno per uno?...
GANGEMI:a rapporti…
ATTINA’:Pasquale dico?...
GANGEMI:si
era
là…ha
detto
che
c’era
sua
suocera…suo
radiologia…(inc.)…Mimmo riesce a farsi assai nemici…
suocero
che
stava
in
ATTINA’:ma io non ho mai capito perché?
GANGEMI:riesce a farsi assai nemici Mimmo…è pure invidiato perché…chi va in alto capisci la gente
lo invidia ma a lui in modo particolare…in modo particolare…ora lui…si allontana…(inc.)…(i
due parlano della direzione da prendere con l’auto)…
ATTINA’:lui si crea…non so … tutto…tutti…parlano di Mimmo
GANGEMI:e non…
ATTINA’:e male …non ha mai mantenuto mai niente…cioè vedete che tutti in questa maniera…
GANGEMI:no…parlano in male non è che….Mimmo
ATTINA’:non dico che non fa niente…
GANGEMI:Mimmo se si è guardato…si è guardato con me cioè con qualcuno ma perché gli
abbiamo aperto gli occhi noi…nel senso senza che dice…va bene è fatta…(inc.)…qua le cose
se vogliono perché no?...si
ATTINA’:…appunto…
GANGEMI:lui invece aveva …aveva prima …è fatta a questo Ninareddo ROMEO l’ho tenuto dentro
io perché coglioneggiava … ma non coglioneggiava volutamente…lui era capo
operai…non mi ricordo…
ATTINA’:capo operaio…
GANGEMI:capo operaio al consorzio…non so…bè quando abbiamo parlato con lui…due giorni
eh…sono passati due anni voglio dire…tre giorni ed è fatta…sono passati due anni è non è
stata fatta…hai capito cosa ti voglio dire…
ATTINA’:ho capito si…
Omissis parlano dell’autovettura di un uomo……..
GANGEMI:vediamo se passa questo pezzo di merda allo stesso tempo…
ATTINA’:avete capito o no?...siete andati…al parco…(inc.)…una cazzata lui ha detto che è
fatta…(inc.)…è
vero
o
no?...fatta
un
cazzo…non
ho
capito
se
lui
si
è
impegnato…niente…(inc.)…no è fatta è fatta è fatta…ora a me sembra brutto andare un’altra
volta a dire…o…è giusto o no?...è più…infatti non c’ho parlato più con lui…
GANGEMI:pensa che lui…(Inc. si accavallano le voci)…e lui…tu pensi che se staresti al suo
posto…mai sbagliare…nel senso dire le cose…no perché io mi vergogno…forse non era
politico…
ATTINA’:eh va bene però in questa maniera…
GANGEMI:tu quando mi dici una cosa è fatta….hai capito…tu mi dici vediamo se si può
fare…vediamo cerchiamo…certe volte una parola ti cambia tutta la situazione…una parola ti
cambia tutto…e lui purtroppo era di questa faciloneria nella…nel linguaggio
ATTINA’:e poi una cosa è chiara ah…uno quando andava vicino a lui e gli diceva la verità…lui
mandava a fare in culo e diceva che non era vero…
GANGEMI:e che lui non aveva nessuno…la prova provata è stata che sono fuggiti tutti…quello
Raffaele se ne è …(inc.)…
ATTINA’:questo è proprio un porco…
GANGEMI:in dieci anni si è buscato un miliardo e trecento milioni … un miliardo e trecento
milioni sono soldi di (inc.)…ieri sera abbiamo pure parlato di queste cose…purtroppo
Mimmo
ATTINA’:ah?
GANGEMI: …ieri sera abbiamo pure parlato di queste cose…purtroppo Mimmo…quando uno
deve fare una cosa…dice che era in sei paesi revisore e se aveva messo sei commercialisti a
paese …140 voti ciascuno…erano…(inc.)…anche perché dici ma…non si devono buttare
sempre gli stessi Mimmo perché queste mangiavano con lo trasferte…mangiavano con la
qualunque…mangiavano con la madonna santissima e pure i revisore dei conti ma allora
sembrano…
ATTINA’:sapete una volta gli ho detto io…ad Antonio…gli ho detto io…Antonio di darmi due
blocchetti di buoni che me lo dava a me, non che lo dava a me…ma con un blocchetto di
buoni uno …con le persone vedi che…tante di quelle cose…come fanno tutti…cazzo non ti
costa niente un blocchetto…è giusto o no?
GANGEMI:…dici ma queste cose …questa cosa se era stata buona …era stata buona in una
giornata nel senso che andava sott’acqua e poi riemergeva per renderti conto delle persone
che hai avuto sino ad ora …purtroppo invece non è che uno è sceso sott’acqua eh…e
speriamo non avi …per tornare a galla…
ATTINA’:per tornare a galla Mimmo guarda…(inc. si accavallano le voci)…
GANGEMI:lui ancora …lui ancora è fissato…non …lui ancora non ha capito che deve entrare nel
partito e deve fare alleanze ..Gigi MEDURI…devi fare alleanze
Omissis…..
Altri importanti elementi emergono dalla intercettazioni attivate in seno al procedimento penale
4290//04 R.G.N.R. – D.D.A. (già procedimento penale n.2113/04 R.G.N.R. I.) della Procura della
Repubblica di Reggio Calabria – Direzione Distrettuale Antimafia condotte dal dott. A. De Bernardo
Sost.
Le intercettazioni rigurdano alcune conversazioni tra presenti avvenute all’interno del veicolo Ford
Fiesta targato RC503623, in uso al noto GANGEMI Leonardo.
Dai dialoghi (che sinteticamente si riportano), emerge come GANGEMI Leonardo, unitamente ad
ATTINA Paolo abbiano appoggiato la candidatura di CREA Domenico alle elezioni regionali del
03.04.2005 :
•
in data 29.03.2005, al progressivo 109, veniva registrata una conversazione tra Enzo, figlio di
GANGEMI Leonardo, e tale Davide (non identificato). Gli stessi si auguravano che il CREA
Domenico potesse prendere almeno 1200 voti, frutto anche alle assunzioni presso la Villa Anya
di Melito Porto Salvo (RC);
•
in data 02.04.2005, al progressivo 183, veniva registrata una conversazione tra GANGEMI
Leonardo e tale Filippo (non identificato). Quest’ultimo nella circostanza dichiarava di
impegnarsi per le elezioni a condizione che il fratello venisse sistemato;
•
in data 04.04.2005, al progressivo 208, veniva registrata una conversazione tra
GANGEMI
Leonardo e tale Franco (non identificato). Quest’ultimo rammaricato per gli scarsi risultati
ottenuti da CREA Domenico alle elezioni regionali, dice che la colpa è delle famiglie numerose
che si uniscono per votare personaggi insignificanti e che ci sarebbe dovuta utilizzare la verga.
A tal punto GANGEMI Leonardo replicava che non si sarebbe dovuta utilizzare la verga, ma il
bazooka (occorre ricordare che tale modus operandi è incline alle faide delle ‘ndrine locali,
come avvenuto da parte del gruppo ZAVETTIERI, dopo uno dei suoi affiliati PANGALLO
Angelo, i quali hanno attaccato tramite esplosivi l’abitazione del gruppo concorrente ovvero i
PANGALLO,“Chiumbino”.
Di fondamentale importanza la conversazione intercorsa tra ATTINA’ Paolo e CREA Antonio, a pochi
giorni dalla sconfitta elettorale del CREA Domenico.
Progressivo nr. 2597 RIT 383 emesso in data 09.03.2005 procedimento 4290/04 RGNR, registrato in
data 07.04.2005 alle ore 19.56 su autovettura Fiat Punto targata AA272VW in uso ad ATTINA’ Paolo
audio:
INTERLOCUTORI:
CREA Antonio;
ATTINA’ Paolo;
Omissis sino al 19.56
CREA:…non se lo meritava mio padre
ATTINA:non me l’aspettava mai… (inc.)
CREA:guarda era stato meglio se mi avessero sparato mi credi?
ATTINA:No dai che cazzo stai dicendo
CREA:Ma non che mi avessero ammazzato però solo che mi avessero sparato, no che mi avessero
ammazzato, non è…
ATTINA:Tu te la sei sentita perché la cosa.. tu te la sei sentita Antonio, ma tu pensi che quelli che
son…
CREA:se la sono sentita come me
ATTINA:Eh… tu un modo diverso, ma quelli che sono vicini a te ce la siamo “stricata”
CREA:E lo so Paolo quando siamo una squadra, morte tua voglio dire è morte mia, vita tua è vita
mia voglio dire non è…
ATTINA:So… uno quando è preciso quando è… così…
CREA:ma che la facciano in culo, ci sono tanti bastardi parola d’onore che non meritano niente…
Omissis
ATTINA:Ma io vado lì e mi faccio dare spiegazione…inc…anzi andiamo insieme qualche giorno.
Noi, i nostri amici, quegli amici che…. Noi dove siamo andati ci hanno risposto è vero o no
Antonio?
CREA:Si, dove 15 dove 20, dove 10 i nostri voti ce li siamo presi
ATTINA:E siamo andati tardi pure giusto o no?Noi dobbiamo tornare, noi dobbiamo tornare
giusto?
CREA:Noi dobbiamo partire da ora a fare politica
ATTINA:A fare politica perfetto
CREA:A farci le nostra mangiate…inc…
ATTINA:A farci le nostre nuove amicizie, giusto o no?
CREA:Si ma che si lavori da ora, 5 anni prima, no un giorno prima, 5 anni
ATTINA:Antonio io sono disponibile, io ho da fare un po’ per i cazzi miei, però io mi sbrigo per i
cazzi miei…Noi partiamo, tu lo sai che io parto, non mi spavento né mi vergogno di venire con te,
io paura non ne ho, hai capito o no?
CREA:Si si si la paura perché …sei lineare non sei…
ATTINA:Dico per dire….partiamo e facciamo, non dee esserci paese dove noi non siamo…
CREA:Presenti
ATTINA:E presenti con….
Omissis
CREA:parola d’onore potevamo fare una bella politica, potevamo fare una politica porta a porta,
casa per casa fatta per benecon gli amici giusti che andavamo a trovare noi a loro e no loro a noi e
per portare a compimento le parole e farle diventare fatti e vedi come la prossima volta come si
volava e con 300 voti di merda eravamo, facevamo l’Assessore, mannaggia alla Mado (ndr
bestemmia) ce se uno sapevo pure prendeva 100 milioni e se li comprava
ATTINA:Ma la qualsiasi Antonio, la qualsiasi faceva
Omissis
CREA:…io a questo punto me ne fotto pure dell’assessorato basta che siamo li dentro
ATTINA:che siamo li dentro
CREA:Che poi nella vita si sanno le cose, girano, ti prendi il partito in mano e poi te lo prendi tu
l’assessorato
ATTINA:Basta che siamo lì dentro, che non siamo di fuori, perché se noi siamo lì dentro
CREA:Il nostro ce lo tiriamo
ATTINA:A parte siamo vittoriosi la prossima volta, al mille per mille no al cento per cento, se noi
siamo fuori dobbiamo sudare
CREA:eh no certo e lottare con i denti e con tutti
ATTINA:…inc…questi cornuti, onestamente è peccato
Omissis
CREA: Sono cose brutte, cioè anche perché è inaspettata.
ATTINA’: Antonio io pure non ho dormito per due notti… non ho dormito per due notti, hai capito o
no?
… omissis…
ATTINA’: 12.000 Antonio, io con il professore 12.000, 11.500/12.000 voti, queste erano le….
…omissis…
CREA:Che poi non me la posso prendere con nessuno sai perché? Perché voglio dire non hanno
preso assai voti quegli altri, hanno preso i voti che pensavamo, 500 voti in più hanno potuto
prendere ma a noi ce la “nacavamo” 500 voti in più
ATTINA:Non ci toccava proprio il discorso
CREA:Perché noi con 9000 con 8500 voti eravamo da papa, m no con… con altri 300 voti Paolo
non è che ci sono mancati 2000 voti e allora dici va bene è stata…cioè voglio dire…cioè cazzo 300
voti uno, cioè sbaglia un giro di un paio di amici dove può andare, dove sa andare e li fa in due
giorni, in 48 ore li raccoglie 300 voti
ATTINA:Va bene va…inc…tuo padre ma gli mancava lui di raccogliere 500 voti in una girata,
non gli mancava, perché lui era sicuro tuo padre, porca puttana, come ero io come eri tu, hai
capito eravamo tutti sicuri di questo sistema.
CREA: … chi cazzo mai poteva pensare…. (omissis) … pure a Locri prendiamo non meno di 500 o
600 voti e poi pigliamo 230 voti, ma non andate a spararvi con la merda… (omissis)… si è vero,
possono dire quello che vogliono ma io non ce l’ho con Melito, perché mi dicono di contare 1000
voti…
ATTINA: E quelli erano.
CREA: E trenta voti mancavano, ma trenta voti sono mancati perché è morto uno, è morto un altro, cioè
voglio dire… ma quelli erano, 1000 a Melito….
… omissis….
Questa conversazione è estremamente importante. Da qui emerge un elemento comune a tutti i
sostenitori di CREA Domenico: la reazione alla sconfitta elettorale. Nessuno se l’aspettava, ed anche
qui ATTINA’ Paolo esterna il suo stato d’animo (“… non ho dormito per due notti…”). Ma ciò che
viene detto in maniera specifica riguarda il loro (della “squadra”) interesse ad avere l’assessorato, forti
della convinzione di ottenere l’elezione di CREA. I termini utilizzati sono inequivocabili ed indicano il
reale rapporto tra i CREA, ATTINA’ e GANGEMI (“il professore”). Proprio questi ultimi due avevano
pronosticato “11.500/12.000 voti”; del resto le previsioni su Melito hanno avuto riscontro dal risultato
elettorale; solo “a Locri” il risultato è stato inferiore a quello previsto, e qui il suo rappresentante era
MARCIANO’ Alessandro. Loro fanno parte della stessa squadra e devono chiede spiegazioni a “quegli
amici” per la situazione cretasi: “Ma io vado lì e mi faccio dare spiegazione…inc…anzi andiamo
insieme qualche giorno. Noi, i nostri amici, quegli amici che…”; e concludono: “… Pure a Locri
prendiamo non meno di 500 o 600 voti, e poi pigliamo 230 voti, ma non andate a spararvi con la
merda…”.
- Progressivo nr. 2598 RIT 383 emesso in data 09.03.2005 procedimento 4290/04 RGNR, registrato in
data 07.04.2005 alle ore 20.14 su autovettura Fiat Punto targata AA272VW in uso ad ATTINA’ Paolo
INTERLOCUTORI:
CREA Antonio;
ATTINA’ Paolo;
Attinà P.
“E mi ti dicu” noi Antonio ora che facciamo ..inc.. ci pigliamo il partito ..inc..
Crea A.
Questo si, ma il problema specifico che restiamo fuori non esiste perché se non è là ti
prendi, voglio che resta tra noi, o un’AFOR cioè non è che uno rimane così
all’asciutto ecco “all’urmu”, voglio dire, però se potevamo entrare era meglio ancora,
perché se no o un’AFOR o un’ASL o una cosa o un’altra te la prendi
Attinà P.
..inc..
Crea A.
E’ normale dopo che ..inc.. voti come fai a non entrare ..inc..
Attinà P.
..inc..
Crea A.
Certo. Il problema era che non prendiamo quello che volevamo
Attinà P.
Non facciamo il Papa; basta. Qua siamo noi e comandiamo noi, non è possibile
Crea A.
..inc.. no dagli amici, dagli estranei
Le conversazioni sono altamente esplicative della presenza di altri soggetti dietro la persona del CREA
Domenico “Qua siamo noi e comandiamo noi, non è possibile”, nonché delle aspettative di posizioni
di potere all’interno delle istituzione regionali: AFOR e ASL.
Di seguito si riportano due diverse conversazioni che dimostrano la continua ricerca di consensielettorali
da parte dell’ATTINA’ Paolo, nei riguardi del CREA Domenico:
- Progressivo nr. 117 RIT 383 emesso in data 09.03.2005 procedimento 4290/04 RGNR, registrato in
data 23.03.2005 alle ore 16.34 su autovettura Fiat Punto targata AA272VW in uso ad ATTINA’ Paolo .
Attinà
Come andiamo allora?
Uomo
Ma, così
Attinà
Li “arrangiamo” questi due voti?
Uomo
Voti? Ma non più di due
Attinà
Due qui, due lì sopra al campo e sono quattro; lì al campo una cinquina
Uomo
Ma lì già…inc..
Attinà
Lasciate stare che lì noi abbiamo un’altra situazione
Uomo
Qui due (ndr due voti) ci sono sicuri
Attinà
Ma qui a chi appoggiano?
Uomo
Dove? Non abbiamo parlato per niente, ma che cosa, si, non mi hanno detto niente ed io
non sono andato a chiedere e nessuno è andato a chiedere; se non dicono niente non è che
dobbiamo andari a pregarli
Attinà
Vediamo di “arrangiargli” un poco di voti, va bene?
Uomo
Per Mimmo Crea
Attinà
Uhm
Uomo
Qui altri due, altri due al Lacco li arrangiamo pure, due o tre
Attinà
Ciccio dove vota?
Uomo
Ciccio vota qui ..inc..
Attinà
Dice che non vota Ciccio
Uomo
Come non vota? Come non vota?
Attinà
Dice che non va a votare
Uomo
Va, come non va
Attinà
Va bene
.omissis… dalle 16.42.57
- Progressivo nr. 1691 RIT 383 emesso in data 09.03.2005 procedimento 4290/04 RGNR, registrato in
data 03.04.2005 alle ore 12.36 su autovettura Fiat Punto targata AA272VW in uso ad ATTINA’ Paolo.
Donna
Dammi un volantino che non né ho visto nessuno, per vedere, prima che sbaglio che poi
sbaglio ..inc.. pensi che sbaglio veramente
Attinà
Devi tagliare la Margherita
Donna
La Margherita e Crea
Attinà
E scrivi CREA
Donna
Solo Crea basta solo Crea senza…
Queste conversazioni, come si è detto, sono già oggetto di valutazione nell’ambito del proc pen 6772/06
RGNR mod. 21; tuttavia appare doveroso riportarle nella presente richiesta perché parte integrante del
materiale probatorio raccolto nel presente procedimento penale, al fine di evidenziare il larghissimo
raggio d’azione criminale in cui i soggetti coinvolti spaziano; assolutamente significativo risulta il
rapporto intercorso tra ATTINA’ Paolo e GANGEMI Leonardo con L’onorevole CREA Domenico
(VDS. OCC ONORATA SANITA’).
Inoltre, l’interessamento diretto di MAESANO Salvatore alla elezione di CREA Domenico emerge dai
seguenti passaggi.
In data 01.04.2005 al progressivo 3133 telefono 349/6735207 in uso ad ATTINÀ Paolo: RIT 1248/04
MAESANO Salvatore chiama a Paolo, spiegandogli che l'indomani mattina, lui ha appuntamento con
Antonio (NDR verosimilmente CREA ANTONIO), che deve andare là fuori con suo compare.
MAESANO Salvatore continua dicendo che lui l'indomani mattina deve partire, in quanto ha una
consegna urgente da fare a Catanzaro e deve partire alle ore 06:30. MAESANO Salvatore chiede a
Paolo di telefonare ad Antonio e di spostare l'appuntamento per le due (ndr 14:00) in quanto lui per le
13:00 rientra, ha tutto carico e deve consegnare, visto che il fratello deve fare un'altra strada e non può
andare, motivo per il quale dovrà andare lui, obbligatoriamente a consegnare. Salvatore si raccomanda
con Paolo in quanto, avevano l'appuntamento per l'indomani mattina al bar. Paolo risponde a Salvatore,
dicendogli che appena lo rintraccia ( ndr a CREA Antonio) gli farà sapere. VEDASI ALLEGATO 7F
In data 01.04.2005 al progressivo 3136 telefono 349/6735207 in uso ad ATTINÀ Paolo: rit 1248/04.
Paolo telefona a CREA Antonio dicendogli che l'indomani mattina quella persona ha un appuntamento
in quanto deve andare a Catanzaro a fare una consegna. Paolo parla dell'appuntamento che Antonio
aveva l'indomani mattina con Turi
(NDR MAESANO Salvatore) al bar. Antonio chiede
se
l'appuntamento è sempre con quell'amico e di telefonare lui a Turi ( NDR MAESANO Salvatore ) e di
dirgli che l'indomani alle 2 ( NDR 14:00) si vedranno da LUGARÀ e poi vanno. Paolo ed Antonio si
vedranno dopo. Paolo chiede ad Antonio di dire a Nino FOTI che lui lo vuole. VEDASI ALLEGATO
7G
In data 01.04.2005 al progressivo 3138 telefono 349/6735207 in uso ad ATTINÀ Paolo: rit
1248/04.
Paolo telefona a MAESANO Salvatore, al quale riferisce che si vedranno l'indomani al Re
degli Amici da LUGARÀ
e poi andranno lì. Salvatore risponde di sì. (Ndr si riferiscono
all'appuntamento tra Salvatore, CREA Antonio ed altre persone. VEDASI ALLEGATO 7H
In data 02.04.2005 al progressivo 3159 telefono 349/6735207 in uso ad ATTINÀ Paolo: rit 1248/04.
Paolo telefona a CREA Antonio.Antonio sta dal Professore (Ndr verosimilmente porrebbe trattarsi di
GANGEMI Leonardo) per andare all'appuntamento. Paolo dice che ha detto sua Maestà, il Cardinale
( NDR MAESANO Salvatore) che ritarda dieci minuti e di aspettarlo che sta arrivando. Antonio chiede
se il Cardinale è Turi ( ndr MAESANO Salvatore). Paolo risponde di sì. Paolo ed Antonio si vedranno
l'indomani. Antonio dice a Paolo che gli offrirà un bicchiere di vino, lunedì sera ( giorno 04/04/2005
dopo lo spoglio delle schede relative alle elezioni Regionali, nelle quali è candidato il padre di Antonio
CREA Domenico, per la lista di centro Sinistra, partito della Margherita). Paolo raccomanda ad
Antonio su quello che gli aveva detto. VEDASI ALLEGATO 7I “ (dall’informativa “Nuovo Potere”).
L’ampiezza del “cartello” che ha sostenuto CREA Domenico acquisisce un ulteriore elemento se si
considera la posizione di IETTO Antonio, che conversa sempre con ATTINA’ Paolo:
“… In data 13.04.2005 al progressivo 3440, è stata registrata una conversazione tra ATTINA’ Paolo e
IETTO Antonio di NATILE (RC) la conversazione verte su esami dell’università di Messina che
possono essere superati pagando la somma di 600 euro a materia.
Paolo:Compare Ntoni!
Ietto:A Bellezza
Paolo:Io quà casa voi ora sono tornato!
Ietto:E pure io quà ero fuori!
Paolo:E dov'eravate?
Ietto:A castellace sono!
Paolo:Eh... girate sempre voi.
Ietto:E cehfaccio mi do da fare faccio l'agricoltore pure
Paolo:Allora sentite ceh vi dico io!
Ietto:E ditemi?
Paolo:Allora erano 600 euro a materia mi dicevano .
Ietto:A Materie
Paolo:Eh!
Ietto:E questo va benissimo in questa maniera
Paolo:Eh eh!
Ietto:Ma se è così come dici tu ma vedi che non è così però
Paolo:E ma glio ho chiesto pure a mio fratello per dirvi la verità !
Ietto:E che ha detto!
Paolo:Io gli ho chiesto pure a mio fratello per dirvi la verità io ho parlato pure con mio fratello ed
ha detto 600 euro a materia ha detto
Ietto:E questo va bene 600 euro a materia vanno bene io domani o domani o dopodomani vado a
Messina voi siete libero andiamo "aniti" (insieme)
Paolo:Di mattina ?
Ietto:E di mattina vediamo come possiamo fare!
Paolo:E di pomeriggio possiamo fare perchè la mattina lavoriamo
Ietto:Lo so io!
Paolo:Eh!
Ietto:E va bè ci prendiamo un giorno di ferie compare Paolo non è quello il problema
Paolo:E non possiamo neanche
Ietto:Non possiamo!
Paolo:C'è li siamo "zuccate" (finite) le ferie!
Ietto:A li avete zuccate (finite) ?
Paolo:siamo rimasti a piedi!
Ietto:E magari ci diamo un appuntamento alle 2 o alle 3!
Paolo:Verso le 3 che siamo là si!
Ietto:Eh Eh!
Paolo:Ora vi dico mora vedo quando è quà lui ci vediamo stasera e vi dico di preciso quando è
quà lui
Ietto: Ditemi una cosa ma Mimmo CREA è entrato?
Paolo:Ancora forse si!
Ietto:A m,e mi hanno detto che è entrato?
Paolo:E a posto di qualche altro?
Ietto:Ah!
Paolo:E forse si ancora non sappiamo di preciso ma entra forse
Ietto:A va bene !
Paolo:Che hanno fatto imbrogli quà!
IettoA va bene va!
Paolo:Poi ci vediamo stasera va
Ietto:Ci vediamo stasera ..non comprensibile
Paolo:Ci vediamo stasera così vediamo quando è lui lì a messina va bene
Ietto: Vi saluto!
Paolo: Vi saluto!
VEDASI ALLEGATO 7Q
Le acquisizioni relative anche all’altro sodalizio focalizzato consentono di definire i contorni del
complesso quadro delineato intorno alla figura di CREA Domenico.
Al progressivo 2202 del 05.03.2005, dell’autovettura LANCIA Y targata BJ427HV RIT 1289/04,
viene registrata una conversazione tra IARIA e IDA’ Massimo nel corso della quale parlano delle
prossime elezioni regionali. A tal proposito IARIA dice che loro voteranno a chi gli conviene. IARIA
dice che CREA probabilmente a loro ha promesso il posto di lavoro ed a loro no. Nel prosieguo
della conversazione, IARIA insiste dicendo che loro non sono i pupazzi di nessuno e nessuno deve dire
loro chi devono votare. IARIA dice che l'Avvocato ce la fa perchè i voti li prende e parla di quattromila
voti. IARIA dice che se ne frega di Mico CREA e dice che qua (a Roccaforte) se vuole i voti deve
andare da "Lepre" (ATTINA' Paolo) e da "Bicicletta" (PANGALLO Domenico). IARIA dice che è stato
all'A.S.L. e non gli ha fatto mai un'obbligazione, un favore.
Questa conversazione è stata registrata in prossimità delle elezioni regionali calabresi, è sintomatica la
frase proferita da IARIA Domenico Carmelo che dice CREA A LORO HA PROMESSO IL POSTO
DI LAVORO A NOI NO”. Alla luce dell’arresto di ATTINA’Paolo nell’ambito dell’operazione
Onorata Sanità, si ha la conferma delle
premesse fatte dal CREA ad ATTINA’, nonché della
circostanza che a Roccaforte siano ancora presenti due gruppi criminali distinti, seppur alleati, che, in
occasione delle elezioni regionali, sembrano voler favorire candidati differenti.
OMISSISS DALL'INIZIO FINO AL MINUTO 19.00.05
DOMENICO: Tu ...inc... votano quelli lì, noi votiamo a chi ci conviene a noi
MASSIMO: Ah questo è sicuro, no non mi hai capito!
DOMENICO: Si lo so..
MASSIMO: Una domanda ti ho fatto Mico io!
DOMENICO: Si e io ti do la risposta. Massimo noi... Crea forse a loro gli ha promesso il posto di
lavoro, a noi ...inc... Voi che ti raccolgo 200 voti? .. dammi un posto di lavoro, gli abbiamo detto noi.
Qua non viene nessuno a ...inc.... ...Inc... Aquilino perchè una parola ..inc... con lui. Quando gli ho detto
io ...inc... Ti ricordi con il fatto di ercole Nucera? se portava a qualche altro nemmeno ad ercole votavo
...inc... lui
MASSIMO: ...inc...
DOMENICO: A tutti, a tutti ..inc.. progetto te lo fa. Giusto o no?
MASSIMO: Ah perciò ...inc...
DOMENICO: No ma dico io, noi... noi i nostri voti, sappiamo noi a chi glieli dobbiamo dare, a chi ci
può dare a noi perchè è giusto così
MASSIMO: Ma è così!
DOMENICO: Noi non siamo squatteri di nessuno
MASSIMO: Noi siamo ...inc.. poi viene quello con/degli animali!
DOMENICO: A noi nessuno deve venire a dirci... votiamo a questo o votiamo a quell'altro, noi
sappiamo. Vengono da fuori, ...inc... i soldi, dice.... portiamo a questo (ndr votiamo) ...inc... voti a
questo ...inc.. ce lo/li deve dare. ..inc... ma che cazzo me ne fotto. ..inc.. con Crea siamo fuori strada
però, hai capito? ...inc.. a cercargli.. l'hai visto là!
MASSIMO: ...inc...
DOMENICO: ...inc.. problemi ..inc... non è che ...
MASSIMO: ...inc.. personalmente
DOMENICO: ..inc.. giusto?
MASSIMO: ...inc...
DOMENICO: Sia per il posto di ...inc.. mi pare che ha detto ...inc..
MASSIMO: 500 in più ...inc..
DOMENICO: No deve andare a...
MASSIMO: ...inc.,..
DOMENICO: Si, no ma ti voglio dire il discorso, pure..
MASSIMO: ...inc...
DOMENICO: E con il parente quando ...inc... minchia a ...inc... No Pannuti
MASSIMO: Si è candidato?
DOMENICO: Si è candidato
OMISSISS DAL MINUTO 19.03.01 AL MINUTO 19.03.49
MASSIMO: E' un peccato perchè ora vedi che si scontrano due consiglieri qua, voglio dire io, lo stesso
...inc... rischiano di non andare nessuno dei due ...inc... tutti e due dovevano andare
DOMENICO: No, l'avvocato và
MASSIMO: Nessuno dei due...
DOMENICO: L'avvocato và, l'avvocato và perchè i voti li ...inc...
MASSIMO: Speriamo
DOMENICO: 4000 voti
MASSIMO: Quello ...inc...
OMISSISS DAL MINUTO 19.04.14 AL MINUTO 19.05.39
DOMENICO: C'è "lo zio" Mico Crea Massimo
MASSIMO: E non lo votiamo, perchè dobbiamo votarlo? ...inc...
DOMENICO: Ma che cazzo me ne fotto di lui, lui.....
MASSIMO: ..inc... io....
DOMENICO: Sai chi ..inc...
MASSIMO: Mico io...
DOMENICO: Viene qua ..inc... va dal "Lepro" (Attinà paolo), va da "bicicletta" (Pangallo Domenico),
che cazzo me ne fotte, mah!
MASSIMO: Mico vedi che io allora gliel'ho detto ...inc.., se noi non lo dobbiamo votare, non lo votiamo
...inc...
DOMENICO: Un porco di quelli! Che cazzo me ne fotto
MASSIMO: Io ve lo dicevo in faccia
DOMENICO: E' stato alle stelle e non ci ha fatto mai " un'obbligazione", mai!
MASSIMO: ...inc.. lo dicevamo apposta
DOMENICO: E tu che sei ..inc.. un favore
MASSIMO: Io Mico, vedi che una volta, ...inc.. zio rocco ...inc... e gli puoi domandare a ...inc.. Rocca.
mi ha detto di votargli e io ..inc.. io ho opreso e gliel'ho mandato a un ...inc... domandagli a ...inc..., io
non l'ho votato. se andavo a votare a quello, non votavo. Votare non avrei votato per lui
OMISSISS DAL MINUTO 19.06.27 AL MINUTO 19.07.02
DOMENICO: E' andato là, gli ha fatto le promesse ...inc... le mantiene dopo
MASSIMO: Voglio dire, sono problemi suoi
DOMENICO: Si, ma dico io ì, poi voghlio vedere chi li mantiene le promesse
MASSIMO: Io gliel'ho detto, io non gliel'avrei dato, senno ho detto io... qua a chi ci dà, diamo sennò
non esiste, qua ognuno. che cazzo me ne fotte a me ...inc... se va ...inc... o va Giovanni o va Nicola, che
a me per gli altri ...inc... per me, per tutti ...inc...
DOMENICO: A me Crea non mi è piaciuto mai ...inc...”.
(DALL’INFORMATIVA NUOVO
POTERE)
Un oggettivo riscontro alle parole di IARIA Domenico – e quindi dell’approccio tra il CREA ed i suoi
sostenitori del versante Zavettieri – è senz’altro costituito dalla relazione di servizio del 19 Settembre
2004 del personale della Stazione Carabinieri di Roccaforte del Greco (vds. all. 13 Volume 3), nella
quale si attesta che il CREA Domenico, unitamente a CURATOLA Antonino2, ATTINA’ Paolo,
CURATOLA Francesco3, GANGEMI Leonardo, si incontrava con PANGALLO Domenico4,
MAESANO Giovanni5, PANGALLO Giovanni6 e RUSSO Rocco7.
Proprio questi soggetti si legano a CREA Domenico attraverso un rapporto qualificato proprio da CREA
Antonio (figlio del primo) in una conversazione con ATTINA’ come una “squadra” (cfr. intercettazione
2
CURATOLA Antonino, nato a Melito Porto Salvo il 06.09.1970;
CURATOLA Francesco, nato a San Lorenzo il 24.03.1944;
4
PANGALLO Domenico, nato a Roccaforte del Greco il 13.03.1961, pluripregiudicato anche per 416 bis;
5
MAESANO Giovanni, nato a Roccaforte del Greco il 24.03.1963, pregiudicato;
6
PANGALLO Giovanni, nato a Roccaforte del Greco il 07.07.1963;
7
RUSSO Rocco, nato a Roccaforte del Greco il 01.12.1967;
3
ambientale 2597 del 07/11/05 – vds. all. 5 Volume 2): “… noi dobbiamo partire ora a fare politica….”;
“…a farci le nostre mangiate…”; “…a farci le nostre nuove amicizie…”.
I dati emersi dalla presente indagine, incrociati con le emergenze di altre, recenti attività
investigative, sfociate nell’emissione di ordinanze custodiali da parte dell’Ufficio GIP di Reggio
Calabria, insieme all’esame di ulteriori accertamenti effettuati dalla Polizia Giudiziaria,
consentono di cogliere pienamente la versatilità e la capacità di penetrazione del sodalizio
criminale in questione, nonché di cogliere l’assoluta attualità della sua operatività sul territorio di
influenza ed, in generale, nell’intera provincia reggina, all’interno delle dinamiche criminali
messe in luce da numerose attività degli inquirenti.
Appare utile prendere le mosse da una delle più significative conversazioni captate nella
presente indagine.
“… e ci hanno dato, avete bisogno di quello, se avete bisogno le porte sono aperte. Poi non è che
possiamo, ci ributtiamo, africoti, santolucoti, bagnaroti e … (inc.)… non li possiamo rimpiazzare.
Adesso dobbiamo tenerceli. Che naturalmente non è che dobbiamo. IL NUOVO POTERE NON
HA FAMIGLIA, vedete figlioli … (omissis) … questa è realtà nostra. Allora dobbiamo ragionare
con la testa un pochettino. Purtroppo li abbiamo e li dobbiamo tenere. … “ (progr. 4749 del
21.05.2005 Lancia Y tg. BJ427HV).
Il brano sopra riportato è solo un passaggio di una importante conversazione avvenuta tra alcuni dei
principali attori del complesso quadro illustrato nell’informativa cui di fa seguito.
In queste poche parole viene riassunta l’attuale struttura della ‘ndrangheta: esistono degli organismi che
operano al di sopra delle “famiglie” che ne disciplinano i rapporti e coordinano le attività in funzione
degli interessi del momento.
Appare evidente il legame delle ‘ndrine (famiglie) oggetto delle indagini con altri gruppi esistenti in altri
paesi della medesima area geografica. Dalla conversazione di sottolinea la vicinanza agli “africoti”.
Recenti operazioni di polizia, in particolare quelle denominate “Bellu Lavuru” e “Onorata Sanità”,
hanno fornito ulteriori elementi in questa direzione. Gli assetti delineati dalle complesse attività di
indagine riguardano le cosche che operano nel medesimo territorio di quelle indicate nell’informativa
del 27.08.2008, e per diverse condotte riguardano anche alcuni personaggi indicati nella rubrica della
stessa C.N.R. : ATTINA’ Paolo, GANGEMI Leonardo, PANGALLO Giovanni, CANDITO Concetto
Bruno e PROSCENIO Arnaldo (gli ultimi tre non sono indagati nei proc.ti citati). In estrema sintesi si
sottolinea
l’esistenza
delle
connessioni
tra
le
cosche
PANGALLO/MAESANO,
ZAVETTIERI/MORABITO e PAVIGLIANITI di San Lorenzo, con i TALIA ed i VADALA’ di Bova
Marina, ed i MORABITO di Africo. E’ chiaro che questi rapporti si collocano nell’ambito di organismi
che sono dei veri e propri cardini della struttura organizzativa della ‘ndrangheta.
Di tali organismi, che operano al di sopra delle “famiglie”, se ne coglie l’esistenza proprio nelle indagini
sfociate nella c.d. operazione “Bellu Lavuru”; e di tale organismo (vedremo essere denominato “base”)
risulta far parte anche ATTINA’ Paolo, protagonista sia dell’indagine denominata “Onorata Sanità”, sia
della presente.
Le attività di indagine citate hanno documentato come la ‘ndrangheta abbia acquisito il controllo di
importanti fasce di attività economiche ed imprenditoriali stabilendo accordi di “cartello” (e di questo
“cartello” si ritiene facciano parte anche i gruppi indicati nell’informativa denominata “Nuovo
Potere”) ed attuando forme di condizionamento della pubblica amministrazione e collusione con
esponenti politici. Il settore di maggiore interesse è proprio quello degli appalti pubblici.
Il dato che si rileva è la piena operatività delle cosche in questo specifico settore, e la maggiore
aggressione avviene proprio nel momento in cui l’ordine pubblico non viene intaccato da gesta eclatanti
e la “pax mafiosa” regola i rapporti tra le ‘ndrine direttamente interessate alla gestione dell’appalto.
(cfr. informativa nr. 58/8-141-2004 di prot. datata 10.03.09 trasmessa dalla Compagnia
CC di Melito Porto Salvo NOR)”
Fin qui quanto ritenuto dal P.M.
L’esame delle conversazioni intercettate e il confronto tra quanto emerso dai dialoghi
fra gli indagati con gli esiti dell’attivita di riscontro documentale sugli atti della
Pubblica Amministrazione riscontra quanto dichiarato da Mesiano Carlo e conferma, a
parere del giudice, l’assunto del Pubblico Ministero.
E’ opportuno, sul punto, seguire la sequenza cronologica delle conversazioni.
La prima conversazione segnalata nella richiesta e’ quella del 22\12\04 tra Attina’
Paolo e un dipendente regionale, Lampada Mario . Attina’ Paolo opera una sorta di
intercessione a favore di Pangallo Francesco per il pagamento di alcune fatture
emesse a favore della ditta di questo ultimo.
E’ opportuno segnalare che nel caso in esame si tratta di Pangallo Francesco cl. 74,
titolare di un ‘impresa che farebbe capo, in realta’, a Maesano Salvatore, detto
l’arciprete, attuale reggente della cosca Zavettieri. Nella successiva conversazione
del 22\2\06 Attina’ fornisce a Lampada i numeri del
telefono in uso a Pangallo
Francesco.
Si rammenta che Attina’ Paolo e’ un operaio forestale sicche’ non si comprende a quale
titolo operi in detto contesto.
Assai significativa e’ la conversazione del 19\10\07 tra Pangallo Giovanni e Russo
Rocco.
Pangallo, in base alla conversazione della cui genuinita’ non e’ lecito dubitare, si rivela
persona ben inserita nel sistema di controllo degli appalti pubblici a Roccaforte del
Greco.
Pangallo Giovanni , del cui inserimento nella consorteria che fa capo a Maesano
Salvatore si dira’ di qui a breve, parla del ruolo dell’impresa di Pangallo Francesco cl.
74, del fatto che sono le cosche a decidere chi deve “prendere” questo o quel lavoro
secondo logiche che il singolo non puo’ sovvertire pena l’essere “ schiacciato sotto i
piedi”. E’ rilevante che la predetta conversazione sia stata registrata la sera dello
stesso giorno in cui sono state aperte le buste con le offerte relative ad un appalto
bandito dal Comune di Roccaforte del Greco . I conversanti parlano di un 7% che
comunque deve essere versato , evidentemente, a chi ha garantito l’aggiudicazone
dell’appalto e ha dato alla vicenda l’avallo della cosca egemone sul teritorio .
Quanto mai rilevanti sono i dati documentali sull’aggiudicazione dei pubblici appalti del
Comune di Roccaforte di cui si legge a pag. 312 della richiesta del Pubblico Ministero
perche’ offrono simmetrica eco documentale ai dialoghi intercettati.
Su quanto gia’ emerso da conversazioni
e documenti della P.A. si innestano le
dichiarazioni rese da Mesiano Carlo al cui verbale si rinvia.
Va rilevato che le dichiarazioni del collaboratore si pngono in termi del tutto coerenti
con quanto attestato da documentazine ufficiale e conversazioni telefoniche.
Preme qui ricordare che Mesiano afferma che l’impresa di Pangallo Francesco cl. 74 e’,
di fatto, riferibile a Maesano Salvatore e rivela che Pangallo Angelo , imprenditore,
padre di Pangallo Francesco cl. 74, e’ stato ucciso per volere di Pangallo Antonino
detto ‘u Chiumbino, proprio per avere rivelato ai Carabinieri delle tangenti che era
stato costretto a pagare a conferma di come sia esiziale per la cosche mafiose, tanto
piu’ in aree economicamente depresse ove la ricchezza e’ principalmente quella
distribuita dallao Stato, gestire, senza interferenze di sorta, i flussi di denaro
pubblico attraverso il controllo, tra l’altro, dei pubblici appalti.
Mesiano, che indica quali altri affiliati alla cosca Zavettieri oltre a Maesano
Salvatore, Paolo Attina e suo fratello Domenico, ribadisce quanto e’ emerso dalle
parole di Pangallo Giovanni, che la cosca mafiosa di Roccaforte controllava ( e
probabilmente controlla) le assegnazioni di tutti i pubblici appalti.
Mesiano riferisce di fatti caduti sotto la sua percezione nel 1997 ma, come si evince
dalla conversazione del 19\10\07, dieci anni dopo, nulla e’ cambiato.
Sostanzialmente immutata e’ rimasta anche la percentuale della tangente pretesa
dalla cosca ( 7-8 %).
Dalle dichiarazioni rese come persona informata sui fatti dall’assessore ai lavori
pubblici di Roccaforte, Modafferi Giovanni, emerge che, quale che fosse il sistema, la
ditta aggiudicataria dei pubblici appalti banditi in quel Comune , da sola o in ATI, e’
stata quasi sempre la ditta di Pangallo Francesco cl. 74 con l’unica variante della ditta
di Mesiano Andrea, indicato anche egli come affiliato al clan Zavettieri.
Il dato e’ confermato dall’esame dei dati sugli appalti per gli anni 2004-2007 di cui si
legge alle pagg. 321 e seguenti della richiesta.
Rilevante è anche il dato sul superamento della percentuale legale del 5%.
Rileva inoltre che il Consiglio Comunale di Roccaforte del Greco e’ stato sciolto due
volte per infiltrazioni mafiose.
Ove
residuassero
dubbi
in
ordine
all’assetto
degli
equilibri
e
allo
stato
dell’infiltrazione mafiosa che ha condotto allo scioglimento dei consessi amministrativi
si richiama la conversazione dell’11\9\05.
Il dialogo conferma che le organizzazioni criminali di Roccaforte e Roghudi
controllano la vita amministrativa , la politica, i flussi di voti in occasione delle
competizioni elettorali.
Si delinea cosi’, senza incertezze, il connubio : uomini dell’associazione presenti in
consiglio comunale – mani delle associazioni sui soldi pubblici.
L’esito effettivo delle elezioni comunali del 2006 ha, poi, confermato le previsioni
degli interlocutori della conversazione registrata l’11\9\05.
In definitiva deve ritenersi che le dichiarazioni del collaboratore sono state
confermate dalla complessa attività tecnica condotta nell’ambito del procedimento,
come hanno evidenziato le conversazioni sopra richiamate, e dall’esame della
documentazione e degli atti relativi agli appalti banditi dal comune di Roccaforte del
Greco nel periodo interessato dalle indagini.
E’ evidente, quindi, non solo il tenace interesse delle cosche operanti nella zona di
Roghudi e Roccaforte del Greco per gli appalti pubblici, ma anche la possibilità, da
parte delle organizzazioni, di influenzare in modo decisivo l’andamento delle procedure
di aggiudicazione, di imporre alle imprese aggiudicatarie il pagamento di somme di
denaro in percentuale sull’importo dei lavori, di intervenire anche nei subappalti,
decidendo chi, ed entro quali limiti, possa lavorare nel settore edilizio nella zona di
“competenza” del sodalizio mafioso.
Si conviene, quindi, con quanto deduce il P.M. nella richiesta in merito all’esistenza di
gravi indizi di reita’ del delitto p.p. dagli artt. 513bis c.p. e 7 l. n. 203/91 per
MAESANO Salvatore, PANGALLO Francesco CL. 74, MESIANO Andrea, MESIANO
Carlo perché, in concorso tra loro, ponevano in essere, come sopra evidenziato, atti
illeciti di concorrenza sleale volti al controllo o comunque al condizionamento del
settore degli appalti pubblici.
Gli indagati, come si evince dalle intercettazioni in atti e dalle dichiarazioni del
collaboratore Carlo Mesiano, hanno stretto un accordo collusivo diretto alla
fraudolenta predisposizione di offerte attraverso le quali imponevano la scelta delle
ditte aggiudicatrici di appalti pubblici banditi dalla amministrazione comunale di
Roccaforte del Greco, attività illecita resa possibile dalla presenza e dall’intervento
intimidatorio dell’organizzazione criminale di stampo mafioso oggetto della presente
indagine, con a capo proprio Maesano Salvatore, che si arrogava facoltà di scelta delle
ditte destinate ad aggiudicarsi l’appalto ovvero cui affidare i subappalti, ditte che
dovevano poi versare all’organizzazione somme a titolo estorsivo (cfr. Cass. Sez. I,
sent. n. 4836 del 27.01.2005, imp. Scianna).
Su altro fronte i dati emersi in questo procedimento ( ci si riferisce alle analizzate
intercettazioni telefoniche) incrociati con quanto portato alla luce dagli inquirenti
nell’ambito di procedimenti penali nell’ambito dei quali questo stesso ufficio ha emesso
ordinanze custodiali ( cfr. Bellu Lavuru e Onorata Sanita’) consentono di cogliere
pienamente la versatilità e la capacità di penetrazione del sodalizio criminale in
questione, nonché di cogliere l’assoluta attualità della sua operatività sul territorio di
influenza ed, in generale, nell’intera provincia reggina, all’interno delle dinamiche
criminali messe in luce da numerose attività degli inquirenti.
A tal proposito si richiamano brani di alcune conversazioni: “..e ci hanno dato, avete
bisogno di quello, se avete bisogno le porte sono aperte. Poi non è che possiamo,
ci ributtiamo, africoti, santolucoti, bagnaroti e … (inc.)… non li possiamo
rimpiazzare. Adesso dobbiamo tenerceli. Che naturalmente non è che dobbiamo.
IL NUOVO POTERE NON HA FAMIGLIA, vedete figlioli … (omissis) … questa è
realtà nostra. Allora dobbiamo ragionare con la testa un pochettino. Purtroppo li
abbiamo e li dobbiamo tenere. … “ (progr. 4749 del 21.05.2005 Lancia Y tg.
BJ427HV).
Le parole riportate sono significatve dell’esistenza di un legame delle ‘ndrine
(famiglie) oggetto delle indagini con altri gruppi esistenti in altri paesi della medesima
area geografica. Proprio i procedimenti “Bellu Lavuru” e “Onorata Sanità” hanno
offerto precise indicazioni in tal senso .
In ultimo una considerazione.
Dalle dichiarazioni del collaboratore e dal capo di imputazione come formulato si
evince, fondatamente, che le ditte colluse con Maesano Salvatore pagavano comunque
una percentuale al capo cosca sull’importo dell’appalto.
Tale dato, che non appare confutabile alla luce di quanto dichiarato da Mesiano e di
quanto emerso dalle indagini sugli atti della P.A. , conduce , in primo luogo, a escludere
che Mesiano Andrea e Sangallo Francesco cl. 74 siano affiliati all’associazione di cui al
capo A).
Se cosi’ fosse non si spiegherebbe il pagamento della percentuale sull’importo degli
appalti.
In ogni caso va sottolineato che Mesiano Andrea e Sangallo Francesco classe 74 non
sono delle vittime.
Intanto Mesiano Andrea e Sangallo Francesco hanno potuto accaparrarsi gli appalti
e\o i subappalti in esame in quanto disponibili verso Maesano Salvatore e cosi’ facendo
non solo ne hanno tratto beneficio per se ma hanno garantito alla cosca l’accesso ai
flussi di denaro pubblico.
Il fatto, anche qui, si qualifica per la particolare gravita’ delle condotte serbate da
Mesiano e Sangallo.
La loro disponibilita’ ha reso possibile la distorsione della libera concorrenza con i
metodi mafiosi posti in essere dal capo cosca, e anche a vantaggio anche di questo
ultimo e, dall’altro, ha arrecato oggettivo vantaggio al sodalizo mafioso.
Sul punto e’ bene fare chiarezza perche’ sa da un lato, e’ vero, le ditte aggiudicatrici
dell’appalto hanno dovuto versare una percentuale a Maesano Salvatore ( e da qui
l’impossibilita’ di ravvisare, a parere del giudice, in capo a loro il reato di cui al capo
A), dall’altro, tali imprenditori hanno concorso senza concorrenza, hanno eliminato,
slealmente,
le ditte competitrici e grazie al patto illecito stretto con Maesano
Salvatore, hanno fruito di vantaggi – l’aggiudicazione delle pubbliche commesse- ai
quali , senza tale illecito meccanismo non sarebbero stati in grado di accedere.
E dunque
tali imprenditori non sono imprenditori “estorti”, non sono vittime, sono
tessere necessarie e fondamentali del meccanismo mafioso, sono imprenditori
compiacenti e disponibili verso la cosca, ben felici di esserlo perche’ consapevoli dei
comodi vantaggi il cui costo ricade, comunque, sulla collettivita’ come si evince dai
costi aggiuntivi per varianti in corso di opera.
Sotto altro profilo, pero’ deve rilevarsi che Mesiano Carlo descrive un meccanismo
generalizzato, che ha operato anche oltre Sangallo Francesco e Mesiano Andrea e
dunque
deve ritenersi altamente probabile che, in altre occasioni, in presenza di
imprenditori meno disponibili di Mesiano Andrea e Sangallo Francesco c. 74, Maesano
Salvatore abbia esercitato violenza e minaccia per addivenire allo stesso risultato
raggiunto, mediante accordo, nel caso descritto al capo C) secondo il meccanismo
descritto da Mesiano Carlo.
I reati contro il patrimonio – capi da L) a O)
Capo L) – Pangallo Francesco cl. 75
Capo M) – Pangallo Francesco cl. 75. Stelitano Filippo
Scrive il P.M.:
CAPITOLO VIII.
I REATI CONTRO IL PATRIMONIO
IL CONTROLLO DEL TERRITORIO E L’ATTIVITA’ ESTORSIVA
L’attività tecnica posta in essere nell’ambito del presente p.p. consentiva, altresì, di raccogliere
elementi in ordine alla consumazione, da parte di soggetti organici alla organizzazione criminale oggetto
delle investigazioni, dei tipici reati attraverso i quali si estrinseca il potere di intimidazione ed il
controllo del territorio, quali le estorsioni.
Sul punto giova ricordare, tra l’altro, la vicenda estorsiva, risalente all’aprile del 2002, che
ha visto coinvolti il defunto Pangallo Antonino cl. 70, Iaria Annunziato, Palamara Agostino,
Modafferi Annibale, Stelitano Filippo e culminata, in primo grado, con la condanna degli stessi
all’esito di giudizio abbreviato. Per comprendere la rilevanza dell’episodio ed il carattere
intrinsecamente mafioso della condotta posta in essere dai suddetti personaggi, data anche la
rilevanza ai fini associativi, basti la lettura della sentenza n. 2144/02 rgnr – n. 2146/04 r.gip – n.
12/05 r.sent. in atti. Senza alcun dubbio tale reato deve essere considerato quale diretta
espressione del programma della consorteria mafiosa in argomento e, quindi, reato-fine
dell’associazione mafiosa, insieme agli altri che di seguito verranno trattati.
Estorsione da parte PANGALLO Francesco ai danni di un venditore ambulante
In particolare, dalla conversazione registrata a bordo dell’autivettura MITSUBISHI PAJERO
targato ZA220RA RIT 385/05, che di seguito si riporta, può agevolmente evincersi, senza necessità
di ulteriori commenti, come Pangallo Francesco abbia rivolto una richiesta estorsiva ad un
venditore ambulante. L’episodio viene contestato, in rubrica, nella forma tentata soltanto perché
agli atti non vi è la prova della effettiva consegna del denaro a seguito delle minacce subite
dall’ambulante.
Monitorato:
Registrazione:
892
Ora registrazione:
29/10/2005 17.50.16
Auto in movimento, a bordo c'è Francesco, alle ore 17,55 (lo stesso si trova nel centro abitato di
Roccaforte) si sente Francesco che parla con un uomo dall'accento straniero (probabilmente
Marocchino), a questi gli chiede se ha portato i soldi.
TRASCRIZIONE:
Auto in movimento
F: Una mezza sigaretta, guarda tu ...inc...
Poi scende dall'auto e risale.
F: Una mezza sigaretta, guarda tu ...inc...
Auto in movimento, autoradio accesa.
F: Che io avevo bisogno di un baccalà.
Poi si ferma.
F: I soldi dove sono Scemo?
U: Come?
F: I soldi dove cazzo sono?
U: Li ha portati Rocco ...inc...
F: A me, a me i soldi.... i miei soldi dove sono?
Sovrapposizione di voci.
U: ...inc...
F: A me non me ne fotte un cazzo
U: ...inc... non è arrivata ancora la gente qua.
F: Si ti mando io via a te, no tu via, via. Ci vogliono i soldi, non ti sei reso conto che ci vogliono i
soldi, non ti chiamo più vedi.
U: ...inc...
F: Non vai ne sopra e ne sotto, hai capito?
U: Si.
F: Tu mi devi dare i soldi a me. sono i miei i soldi. Ti ammazzo vedi è. Va bene. Va bene.
Prosegue la marcia e poi si ferma e scende. Poi risale e si ferma a dialogare con uno di un lavoro che
devono fare l'indomani mattina e prosegue.
Si ferma.
F: La belleza di compare Ba... (ndr. CENTO Sebastiano)
S: Compare Ciccio, ci siamo persi mannaia la madosca.
F: Che si dice tutto a posto?
S: Una buttata di soldi, io scappo, ogni tanto ...inc...
F: Io tagliavo erba oggi.
S: ...inc...
F: Lascia fottere compare. E chi ha famiglia? ...inc... Che si dice tutto a posta Nunziatino? Se porta bene
la vita.
S: ...inc..., domani o dopo domani vengo e ti prendo
F: ...inc... ho l'assicurazione.
S: ...inc...
F: Ho la pratica dall'avvocato.
S: ...inc...
F: Si, si.
S: ...inc... lottiamo la piccola vita (frase ricorrente di CENTO Sebastiano).
F: Va bene, Va bene.
S: ...inc... per sopra, fai il fuoco.
Poi si sente Sebastiano che parla con un altro uomo all'esterno dell'auto, incomprensibile.
F: ...inc...
S: ...inc...
F: ...inc...
S: Se volete il caffè ve lo offro.
F: Poi ci vediamo sotto.
Roccaforte del Greco 29.10.2005
ALLEGATO 28E
Estorsione da parte PANGALLO Francesco e STELITANO Filippo ai danni di un venditore ambulante
Un’ulteriore conversazione intercettata all’interno dell’autovettura MITSUBISHI PAJERO targato
ZA220RA RIT 385/05 consentiva di raccogliere elementi in ordine ad un nuovo episodio di natura
estorsiva posto in essere ai danni di un venditore ambulante da parte di Pangallo Francesco, questa volta
in concorso con Stelitano Filippo.
In data 08.06.2006 al progressivo 5179 RIT 385/05, infatti, sull’auto in movimento vi sono
Pangallo Francesco e Stelitano Filippo; i due alle ore 07,43 incontrano un uomo (venditore ambulante)
al quale intimano di non salire più a Roccaforte del Greco e di andare via immediatamente. Si
comprende che la richiesta viene avanzata nell’interesse del cognato del Pangallo, Pietro Idà, venditore
di frutta e verdura. La conversazione è assolutamente chiara circa il tenore della richiesta e circa il
“metodo” utilizzato dagli indagati in questa ed altre, precedenti occasioni.
TRASCRIZIONE PARZIALE
INIZIO 07.43.25 FINE 07.51.04
Francesco:-compare ..buongiorno...come andiamo? tutto a posto? o campate voi o campiamo noi...
Uomo:-tutti dobbiamo campare..
Francesco:-non ma quà no! quà dobbiamo campare noi non voi, -incomp.- quà c'è la strada scendete
verso sotto tacchiamo compare, -incomp.- quà il paese questo è!
Filippo:-quà siamo poche persone.
Uomo:-ma tutti dobbiamo campare....-incomp.Francesco:-eh....ma quà non devi venire....-incomp.- l'altra volta ve l'ho detto che era mio fratello e non
l'avete voluto capire ora avete la
-incomp.- e andatevene abbiate la bontà andate per sotto ce
trovate...abbiate la bontà...non fate che.. - incompuomo:-incomp.
Francesco:-non mi fate fare lo scortese...io voglio essere educato perchè è giusto
Uomo:-pure io...io vengo per campare vado in tutti i posti e solo voi....è la prima volta in vita mia che
mi sento richiamato -incomp.- io quà vengo per lavorare...non vengo.....pare che li chiamo io le
persone....gli dico venite da me e comprate....
Francesco:-compare sentite che vi dico.......
Uomo:-io quà a giornata sono....
Francesco:-compare......(accavallamento di voci) no compare la dobbiamo vedere ora -incomp.Uomo:-io sto lavorando....sto lavorando
Francesco:-compare una volta ve lo dico, non me lo fate dire due volte....io ve lo sto dicendo con
educazione non mi fate..-incompUomo:-io pure sono educato con voi...
Francesco:-ora prendete da quà per sotto e andatevene proprio....
Uomo:-e perchè?
Francesco:-perchè ve ne dovete andare....quà non c'è pane per voi avete capito?
Uomo:-e perchè non c'è pane per me?....io vengo a lavorare quà!
Francesco:-ma quà non avete da lavorare...non potete più......
Uomo:-e perchè?
Francesco:-perchè si! -incomp.- ora prendi e te ne vai e non mi fare venire i cazzi.....
Uomo:-non vi fate venire i cazzi.....
Francesco:-hai capito?
Uomo:-stiamo parlando tra amici....
Francesco:-no ora basta ora! c'è poco da parlare....tu sei scostumato (accavallamento di voci)
Uomo:- a io sono scostumato?
Francesco:-si sono tre volte che te lo dice mio fratello...la quarta volta c'è poco da fare....piglia e
vattene..-incomp.- non mi fare squilibrare vedi eh!....ora......mi fai la cortesia....te ne vai per sotto che ti
conviene...si ti conviene ti dico che ti conviene lascia fottere non....non toccare dei tasti che non devi
toccare
Uomo:-no non tocco niente... non sto toccando niente io!
Francesco:-e allora.......
Uomo:-io non non ho paura di nessuno io! io vengo solo a lavorare....io non vengo a chiamare le
persone per venire da me o da qualche altro...io vengo per lavorare...se vogliono uscire da me escono da
me!
Francesco:-quà no! non c'è pane per te!
Uomo:-ma perchè?
Francesco:-quà non è......quà non è paese.......
Uomo:-ma perchè?
Francesco:-quà non è paese...
Uomo:-non è paese?
Francesco:-no! quà non è paese che -incomp.- io te l'ho detto....questa volta te l'ho detto una volta, poi
la seconda non te lo dico più..hai capito? è inutile che ci coglioneggiamo.....
Uomo:-io non sto coglioneggiando...
Francesco:-e allora te l'ho detto......
Uomo:-non ho cose da coglionare io.....
Francesco:-e allora te l'ho detto vattene e lascia fottere...
Uomo:-incomp.Francesco:-incomp.Uomo:-vieni e ammazzami! io ormaio devo farmi la giornata!
Francesco:-(accavallamento di voci) ti sto dicendo -incomp.Uomo:-ho consumato 30 euro di benzina!
Francesco:-sono fatti tuoi te l'ho detto tre volte...-incomp.-tre volte non hai voluto sentire ragione
Uomo:-incomp.Francesco:-hai capito? no non hai cosa fare quà campano le persone e tu vieni da Reggio o da dove
cavolo sei che vieni quà......
Uomo:-e domani vengo con i Labate....
Francesco:-puoi venire con chi vuoi...tanto il rispetto di quello che dici tu....puoi venire con chi vuoi
hai capito? per ora te ne vai poi vieni con chi vuoi...per ora te ne vai....si ma per ora te ne vai ......per ora
te ne vai poi vieni con chi vuoi .....per ora te ne vai poi vieni con chi vuoi...hai capito? puoi venire con il
meglio compare che poi vediamo... uno con l'altro compare.....
Uomo:-io voglio campare....tutti dobbiamo campare
Francesco-e ma lo sai ma quà.....ma quà....
Uomo:-ma tutti campiamo...tutti campiamo quà
Francesco:-ma non possiamo campare......
Filippo:-quà duecento persone sono......
Francesco:-duecento persone siamo.....
Filippo:-non è che......
Francesco:-quà duecento persone......
Uomo:-incomp.Francesco:-e che vieni tu a dire quello che deve fare mio fratello?
Uomo:-io? no no! per l'amor di Dio!
Francesco:-e allora.......
Uomo:-incompFrancesco:-e allora.....
Uomo:-incomp.Francesco:-e allora tu vai al tuo paese....al tuo paese.....tuo paese...
Uomo:-incompFrancesco:-e lo stesso che venivo al tuo paese....
Uomo:-la strada è aperta...per tutti e aperta per tutti...la strada è aperta per tutti!
Francesco:-tremila abitanti quattromila abitanti.....
Uomo:-la strada è aperta per tutti!
Francesco:-quà no! quà non c'è per i piccoli..-incomp.- ti abbiamo trattato meglio degli altri.....
Uomo:-e io vi ringrazio
Francesco:-si perchè tre volte te l'ha detto mio cognato.....mio cognat......mio fratello mio fratello e tu
non hai voluto capire ragione, non è che.......tu devi capire pure non è che non devi capire te lo ripeto a
dire...tu dici devo campare però quà non c'è....perchè....noi campiamo...siamo -incomp.- tutti con questo
lavoro campiamo fai i conti tu quanto può durare una lambretta tu lo sai meglio di me......bello mio!
Uomo:-ormai mi faccio questa giornata io come vuole Dio!
Francesco:-no lascia fottere questa giornata! 7.48.26
Uomo:-ormai questa giornata....-incomp.- ho un mare di roba quà sopra!
Francesco:-fatti....fatti
Uomo:-non ho che fare!
Francesco:-fatti la giornata a Santa Maria
Uomo:-non ho -incomp.- mi stanno aspettando i cristiani...-incomp.- ..mi stanno aspettando
Francesco:-e tu perchè non vai a Santa Maria.. da Santa Maria per sotto.....
Uomo:-io devo arrivare fino alla chiesa e poi me ne torno indietro..
Francesco:-la chiesa dove?
Uomo:-la chiesa quà!
Francesco:-allora vedi ....arrivi alla chiesa.....
Uomo:-arrivo alla chiesa e me ne ritorno indietro!
Francesco:-poi te ne.......compare....
Uomo:-a disposizione e doman........
Francesco:-e poi domani vieni con chi vuoi che domani sono quà io!
Uomo:-a disposizione!
Francesco:-ciao...poi te lo dico io con chi sali!
Filippo:-incomp.- poi vediamo....questo quà.....-incomp.Francesco:-incomp.- a noi non ce ne fotte un cazzo!
Filippo:-no proprio quando viene......
Francesco:-no che cazzo lo voglio...
Filippo:-incomp.- uno spiega le cose belle pulite -incomp.Francesco:-incomp.Filippo:-gli ho detto io....duecento persone ci sono......non è che......mannaia a Dio se non -incomp.- per
davvero lo pestavamo-incomp.- gli davamo una bella mangiata di botte e poi la faceva in culo!
Francesco:-accavallamento di voci -sto scemo....che rompe i coglioni...pepepepe......dietro di lui
vado......incompFilippo:-domani mattina...-incomp.Francesco:-che vengano....che vengano
Filippo:-incomp.Francesco:-incomp.- quà non c'è pane per nessuno!
Filippo:-devono stare belli puliti...-incomp.- poi come esce ce la prendiamo!
Francesco:-quà non c'è pane per nessuno!
Filippo:-una volta stavano con due piedi in una scarpa che gli rompevamo il culo.....state composti ora!
uno viene con un pò di educazione venivano e chiedevano dove si può andare a comprare una capra.....
Francesco:-certo....
Filippo:-ma non è scostumato onestamente eh?
Francesco:-no! scostumato non è ma quando gli domandi una -incomp.- è scostumato....
Filippo:-(ride) non è scostumato.......un tipo montato.....Roccaforte del Greco , 08/06/2006
ALLEGATO 28F”
Le conversazioni appena trascritte afferiscono ai due episodi estorsivi di cui ai capi L)
ed M).
Quanto alla prima ( pag. 425 della richiesta del P.M.) si rileva che l’esame complessivo
degli atti
ha attestato la riconducibilita’ di quell’autovettura Mitsubishi Pajero a
Pangallo Francesco cl. 75.
Il dialogo riprende la richiesta arrogante e violenta di denaro da parte di Pangallo
verso un venditore ambulante, assistita da minacce di morte e dalla minaccia di
mandarlo via.
Proprio la parte del dialogo ove Pangallo Francesco minaccia il suo interlocutore di
mandarlo via e il riferimento di questo ultimo al fatto che non ha i soldi da dare a
Pangallo perche’ ancora non e’ venuta gente consente di ritenere fondata la
prospettazione accusatoria secondo la quale il destinatario delle richiesta di Pangallo
sia un venditore ambulante a cui Pangallo, con elevata probabilita’, sta richiedendo il
pagamento di una somma di denaro per potere stazionare sul posto ed esercitare la
sua attivita’.
D’altro canto la richiesta di denaro proferita con tanta veemenza da Pangallo non pare
trovare alcuna spiegazione lecita.
A quale titolo Pangallo potrebbe chiedere la restituzione legittima di denaro?
E’ ragionevole e logicamente ipotizzabile che Pangallo abbia presta del denaro a un
venditore ambulante della cui solvibilita’ nulla poteva sapere?
Nulla negli atti suffraga tale conclusione. Di contro e’ indubitabile che Pangallo
richieda, violentemente, al suo interlocutore la consegna di denaro con la specifica
minaccia di mandarlo via ( non vai ne’ sopra ne’ sotto) e di ammazzarlo.
Tutto depone nel senso di una chiara richiesta estorsiva da parte di chi ritiene di
controllare il territorio e
reputa a lui dovuto, anche da parte di un venditore
ambulante, l’odioso pizzo.
Nello stesso senso si deve concludere per la conversazione dell’8\6\06 di cui a pag.
426 della richiesta del P.M. quanto allo stesso Pangallo Francesco.
La conversazione e’ drammatica nella crudezza della sua evidenza probatoria .
Pangallo Francesco costringe un venditore ambulante ad andarsene via con la frase
esplicita che li’ non c’e’ pane per lui.
Il
malcapitato
replica
che
nessuno
lo
ha
mai
trattato
cosi,
rivendica,
drammaticamente, il suo diritto a lavorare, a guadagnarsi onestamente da vivere
esercitando , come dovrebbe potere accadere in un paese civile, una offerta di beni a
cui liberamente risponde la gente che intende acquistarli ma Pangallo Francesco e’
irremovibile.
Lui da li’ se ne deve andare, che andasse a guadagnarsi la giornata altrove, a Santa
Maria.. e il tipo di frasi usate e’ un crescendo di minacce e intimidazioni malamente
filtrate da insostenibili riferimenti a una inesistente cortesia.
Il venditore replica che sarebbe tornato con gente di Reggio, con i Labate ma Pangallo,
sprezzante, replica che sarebbe potuto tornre con chi avesse voluto, da li’ lui aveva
deciso che se ne doveva andare perche’ altri dovevano operare indisturbati quel
commercio.
Si assiste al paradigma tipico dell’estorsione esercitata con metodi e con finalita’
mafiose.
Si e’ registrato il tipico reato - fine dell’assoociazione mafiosa, quello attraverso il
quale ci si assicura il controllo del territorio attraverso un soffocante stillicidio sulle
attivita’ economiche che liberamente avrebbero dovuti esplicarvisi.
Il messaggio e’ chiaro ed univoco: su quel territorio lavora chi decide Pangallo
Francesco , chi e’ legato alla cosca , chi non disturba gli interessi degli affiliati o attua
e realizza questi ultimi.
Nel caso in esame non viene neppure richiesto il pizzo, viene proprio estirpata in
radice la possibilita’ di esercitare un’attivita’, viene inibita la concorrenza.
La conversazione oltre a integrare gravi indizi di reita’ per Pangallo Francesco del
reato di cui al capo M) chiarisce, in modo nitido, che Pangallo Francesco controlla con
metodi mafiosi e per finalita’ mafiose quel teritorio.
Quanto a Stelitano Filippo si rileva che non e’ chiarito in alcun modo come si e’ giunti
alla sua identificazione e dunque la richiesta, per lui, no puo’ essere accolta.
Capo N) –Pannuti Antonino
Scrive, ancora il P.M.:
“
Daneggiamento di un chiosco sito in località san Pantaleo e di proprietà di ZUMBO .
Si è già detto dell’astio del PANNUTI nei confronti di ZUMBO; l’attrito non tarda a
manifestarsi e lo Zumbo risulta vittima di alcuni episodi criminosi dei quali è inevitabile, sulla scorta
anche di quanto emerso nel corso dell’attività tecnica, attribuire la paternità al medesimo PANNUTI.
In data 05.07.2005 progressivo nr. 4694 relativo all’intercettazione dell’utenza telefonica
dell’utenza 328/0137962 in uso a PANNUTI Antonino RIT 704/05 “Rosita dice ad Antonino che
oggi è venuto uno di Condofuri ed hanno parlato della baracca (chiosco sito in San Pantaleo gestito
dalla famiglia di Zumbo Virgilio), Antonino chiede se hanno nominato a lui, Rosita non gli dice nulla”.
MISSIS DALLE ORE 20.09.35 ALLE ORE 20..11.53
Rosita: Oggi è venuto uno di Condofuri quà!
Pannuti:Mhmm!
Rosista:E parlavamo òper la barracca di Virgilio
Pannuti:Chi è questo di Condofuri
Rosita:Uno!
Pannuti:Chi è!
Rosista: Non lo conosco io so solo che è di Condofuri e ha una figlia che fà l'avvocato.
Pannuti:E cosa parlavano per la barracca
Rosita:E ora te lo dico a te.
Pannuti:Ah!
Rosista: Tel lo dico a te !
Pannuti:Che parlavano , hanno nominato a me?
Rosita:Non ha nominato nessuno a te.
Pannuti:Va bene ciao
Rosista
ALLEGATO 36F
In data 08.07.2005
progressivo nr. 4830 sull’utenza 328/0137962 in uso a PANNUTI
Antonino RIT 704/05, viene registrata Antonino chiama Rosita e quest'ultima si lamenta del fatto che
lui tiene il telefono spento. Continuano a parlare con tono alterato.Ore 14.18 Rosita riferisce ad
Antonino che se lei avesse voluto avrebbe potuto raccontare il fatto della baracca (Chiosco in San
Pantaleo gestito dalla famiglia ZUMBO). Antonino non crede al fatto che lei non lo abbia raccontato.
Rosita riferisce che fino a qualche giorno fa trovandosi a parlare con sua sorella Marcella, hanno litigato
in quanto Marcella è convinta che sia stato Antonino a fare quei danni e Rosita dice di averlo difeso
asserendo che è stato Antonino che gli ha fatto mettere la baracca là, e quindi non avrebbe avuto motivo
per fare quello che è successo. Marcella gli ha risposto che se non è stato lui, è stato qualcuno mandato
da lui. Continuano a discutere di altri argomenti non pertinenti”.
OMISSIS DALLE ORE14.14.31 ALLE ORE 14.16.55
Rosita: Cioè non lo sò! Io non lo so perchè questa cosa Nino non ci stiamo vedendo da tre mesi e da
Maggio siamo a Luglio io mi sono comportata come mi stò comportando penso da signora
Pannuti:Mhmm!
Rosista:Ci sono state cose che io potevo parlare benissimo io ti ho difeso e non ho parlato mai mi avevi
promesso che non cambiavi la sheda e invece tu ne hai fatti....
Pannuti:Non comprensibile.
Rosita:No ...
Pannuti:Con questa razza devi stare a 500 metri lontano
Rosista:Che hai detto?
Pannuti:Con chi hai parlato tu devi stari 500 metri lontano!
Rosita:Si Nino però io ti dico una cosa
Pannuti:Non comprensibile
Rosista:Si Nino però io ti dico una cosa se io ti avessi voluto male
Pannuti:ente indegna .....non comprensibile
Rosita:Ma tu hai ragione
Pannuti:Non comprensibile
Rosista:Nino ma tu pensi che se io volevo il male tuo non avevo parlato!
Pannuti:Mi hai inguaito non devi avere contatti sai che vuol dire non avere contatti
Rosita:Nino ma se io volevo il male tuo quando è stato della baracca non avrei parlato!
Pannuti:Come non hai parlato
Rosista: Che cosa?
Pannuti:Come non hai parlato!
Rosita:Guarda per tutto te la faccio passare che tu non mi vuoi credere ma che mi dici a me che ho
parlato il fatto della baracca lo sai....
Pannuti: Con le tue sorelle!
Rosista:Con chi io con le mie sorelle
Pannuti:Non mi interessa
Rosita:Vedi che io fino all'ltro giorno con marcella (ndr sorella di Rosista) abbiamo litigato
Pannuti:Eh!
Rosista: Che mi ha detto il fatto della baracca, lei sa che mi ha detto Rosita a me non mi interessa un
ca... se tu lo vuoi difendere o non lo vuoi difendere , io gli ho detto non difendo un ca.
perchè con lui è da tre mesi che non ci sentiamo e non ci vediamo e gli ho detto non pensi che dop
che è stato lui (ndr PANNUTI) a fargli mettere la barracca là era proprio lui a fare una cosa del genere,
mi ha detto No non è andato lui ma è andato chi per lui perchè prima di andare là gli hanno non
comprensibile, lui gli ha dato l'o.k. cazzi suoi io non voglio sapere ti ho detto per caso che è andato lui
no, quando una persona ti dice che sono stata io a paralre con le mie
sorelle allora che me li prenda e me li porti davanti allora in quella circostanza si che mi puoi dire
vattene cosa lorda disgraziata e non venire davanti a me
Pannuti:Non devi avere rapporti con nessuno non hai capito
Rosita:Ma Nino perchè non mi devi credere a me Nino
Pannuti:E basta!
Rosista:ma perchè devi fare che "mi lattariu" (mi arrabbio)
Pannuti:Ti lattarii?
Rosita:Ma perchè hai chiuso il telefono in questi giorni hai messo quell'altra scheda che te ne devi
andare dove devi andare che non puoi parlare e invece eri solo tu e tuo zio
Pannuti:Non mi interessa con chi eri e con chi ero e quello che facevo va bene!
Rosista:D'accordo ma io non lo so come devo fare parlano perchè per telefono!
Pannuti:Non volgio paralre con nessuno non volgio avere contatti
Rosita:Allora è stato falso tutto quello che mi hai detto?
Pannuti:Ma quale falso
OMISSI ALLE ORE 14.20.09 ALLE ORE 14.28.02.
ALLEGATO 36G
Nelle conversazioni di cui ai due progressivi sopra indicati, vi è un chiaro riferimento al
danneggiamento del chiosco sito a San Pantaleo, di proprietà di ZUMBO Virgilio ed alle accuse mosse
contro il PANNUTI indicato come esecutore materiale e/o mandante.
Come effettivamente riscontrabile dagli accertamenti esperiti da personale della stazioni carabinieri di
Bagaladi e Roccaforte del Greco, il chiosco in questione subiva un danneggiamento che il titolare non
aveva comunque denunciato (vedasi relazione di servizio – allegato 65 )
In questa conversazione, oltre alla chiara conferma della responsabilità del PANNUTI nella vicenda del
danneggiamento, si conferma la caratura mafiosa del PANNUTI, infatti l’amante Rosita racconta di una
discussione avuta con la sorella Marcella, quest’ultima ritiene appunto
responsabile
del
danneggiamento il PANNUTI; Rosita, pur consapevole delle responsabilità del suo amante, tenta di
difenderlo dicendo che è stato lo stesso PANNUTI a far mettere il chiosco lì a ZUMBO Virgilio.
Orbene, dato che il PANNUTI di professione è allevatore e non risulta essere soggetto abilitato a
rilascio di licenze commerciali, si
evince chiaramente che lo stesso ha interessato la cosca
PAVIGLIANITI affinché il ZUMBO potesse avviare la propria attività.”
Le conversazioni del 5\7\05 ore 20.11 e dell’8\7\05 tra Pannuti Antonino e l’amante
Rosita inchiodano Pannuti per il reato di cui al capo N).
Da come si esprimono i due conversanti, e, soprattutto, da cio’ che Pannuti non dice in
ragione dell’assenza di qualsivoglia smentita da parte dell’indagato su quanto la sua
amica afferma, non
possano residuare significativi dubbi sul fatto che sia stato
Pannuti Antonino a danneggiare il chiosco di Zumbo Virgilio .
Quanto all’aggravante contestata emergera’ con chiarezza in occasione dell’esame del
materiale indiziario di cui al cap B) che Pannuti non agisce come persona isolta ma
come parte di un sodalizio agguerrito e ben radicato sul territorio che capillarmente
controlla
Capo O) – Pannuti Antonino, Iaria Domenico Carmelo – Pangallo Francesco cl. 75
A diverse conclusioni si deve giungere per il reato di cui al capo O) di cui sono chiamati
a rispondere lo stesso Pannuti Antonino, Pangallo Francesco e Iaria Domenico Carmelo.
La vicenda puo’ essere ricostruita sulla base delle conversazioni del 6\10\05,
16\10\05, 19\12\05.
Al riguardo si rileva, in primo luogo, che Iaria Paolo, la vittima del contestato furto,
non ha mai denunziato la sottrazione dei predetti buoni postali o, in ogni caso, nella
richiesta non se ne da notizia.
Successivamente si osserva che dalle conversazioni sembra di poter desumere che gli
indagati hanno, certamente, preso i titoli una prima volta e poi li hanno rimessi a posto
mentre la seconda volta, quando probabilmente erano pronti a cambiarli, non li hanno
trovati.
Ritiene il Gip che dalle conversazioni in atti si evince certamente un primo tenativo di
furto, reiterate violazioni di domicilio, un secondo tentativo di furto ma non il fatto
cosi’ come descritto nella richiestaa pag. 435 e segg.. Si riportano di seguito le
conversazioni a cui si e’ fatto riferimento:
“
FURTO BUONI POSTALI AI DANNI DI IARIA PAOLO
Al progressivo 1125 del 25.07.2005, alle ore 00.30, BMW 320 D targata CK247LS in uso a
PANNUTI Antonino RIT 704/05, viene intercettata una conversazione tra PANNUTI e GULLI’
Francesco nel corso della quale discutono su dove debbano nascondere quelle cose stasera. Il timore
palesato da PANNUTI, qualora vengano trovati dai Carabinieri in possesso di queste cose, e
l’atteggiamento guardingo dei due fa desumere l’illiceità dell’azione che i due si apprestano a
commettere.
Dalle informazioni acquisite tramite il sistema di radiolocalizzazione satellitare GPS si apprende
che l’autovettura del PANNUTI, a bordo della quale quest’ultimo si trovava in compagnia del GULLI’
Francesco, risulta avere sostato dalle ore 00.38 alle ore 01.25 lungo la strada provinciale San Lorenzo,
località San Pantaleo. ALLEGATO 37N
Al progressivo 1158 del 27.07.2005, BMW 320 D targata CK247LS in uso a PANNUTI
Antonino RIT 704/05, a bordo dell’auto in movimento ci sono PANNUTI, IARIA Domenico Carmelo,
PANGALLO Francesco, PALAMARA Pasquale ed un uomo. Linea disturbata. Un uomo parla di
animali e recinzioni, poi chiede a IARIA se domani e là, IARIA risponde di no in quanto domani deve
andare dall'avvocato. Alle ore 02.10, l'uomo chiede di lasciarlo anche lì ed alle 02.11 scende. Alle ore
02.12 PANNUTI dice che devono trovare ad uno con la gru, inoltre spera che non ci siano posti di
blocco altrimenti li tengono qualche ora, se c'è stavolta ....incomprensibile.... PANNUTI dice che verso
sopra ci sono sicuro i Carabinieri ma non si preoccupa in quanto loro andranno avanti e lui dietro così se
ci dovesse essere un posto di blocco fermeranno loro e lui passa.
Come desumibile da quanto sopra, al fine di eludere un eventuale controllo da parte dei
carabinieri, concordano come comportarsi e PANNUTI dice che lascerà andare avanti loro così (i
carabinieri) fermeranno loro e lui potrà proseguire oltre.
ALLEGATO 37O
Al progressivo 1160 del 27.07.2005, BMW 320 D targata CK247LS in uso a PANNUTI
Antonino RIT 704/05, a bordo dell’auto in movimento ci sono PANNUTI, IARIA Domenico Carmelo,
PANGALLO Francesco e PALAMARA Pasquale. Alle ore 02.20 PANNUTI dice che c'è un posto di
blocco e chiede se conoscono la targa. ...Incomprensibile... ALLEGATO 37P
Al progressivo 1162 del 27.07.2005 BMW 320 D targata CK247LS in uso a PANNUTI
Antonino RIT 704/05, a bordo dell’auto in movimento ci sono PANNUTI e IARIA Domenico Carmelo.
PANNUTI, parlando di una terza persona, dice che se vengono a sapere qualche cosa gli danno 4/5 anni
e IARIA risponde che ne danno pure di più. PANNUTI dice che adesso li fermano, IARIA dice “....la
macchina di quello”. IARIA dice che gli sembra Leocata (Maresciallo dei CC di Bagaladi)
...incomprensibile... PANNUTI dice che se camminano in questo modo a loro non li vedono.
ALLEGATO 37Q
Dal monitoraggio della persona in oggetto è emersa l’inclinazione a delinquere dei componenti del
sodalizio e la costante dedizione degli stessi nella ricerca di “facili guadagni”.
A tal proposito, al progressivo nr. 3006 del 06.10.2005, BMW 320 D targata CK247LS in uso a
PANNUTI Antonino RIT 704/05, si riporta quanto intercettato all’interno dell’autovettura, nel corso di
una conversazione tra PANNUTI Antonino, PANGALLO Francesco e IARIA Domenico Carmelo in
cui viene proposto a PANNUTI di mettere in atto un furto ai danni di IARIA Paolo, nato a Roccaforte
del Greco (RC) il 28.09.1925, ivi residente in via Gattani nr. 37.
La conversazione si articola come segue:
Francesco: quello non si accorge, noi quando li prendiamo li dobbiamo cambiare subito, quello
magari non va ora a controllarli ma due giorni tre giorni, è capace che va e controlla.
Antonino:quanti anni ha sua figlia!
Francesco. sua figlia ha ...una quarantina di anni può avere.
Antonino: Ma non è qua
Francesco: No, sua figlia è a Roma, lui è qua.
..incomprensibile....
Antonino:quello con l'Ape.
Francesco: ah (annuisce)
Antonino: ora vediamo, questa cosa bisogna farla subito, si devono prendere ..incomprensibile... si
estinguono.
Francesco: per questo dico
Antonino: In quale posta...nella posta...
Francesco: si, ..no li tiene a casa
Antonino: si, ma dico io postali.
Francesco: si postali, lui praticamente ...è capace che se ne va a Roma, come ha fatto ora, sta 3/4
giorni 5 giorni, noi abbiamo tutto il tempo.
Antonino: Va bene ora vediamo.
18.33,34 PANNUTI, rivolgendosi verso fuori, dice "Saverio.......... digli che si affaccia...ahh...” Si sente
da fuori qualcuno dire che è per giù. PANNUTI dice che quando tornano si fermano.
Si trova a San Fantino di San Lorenzo, verosimilmente cerca a PAVIGLIANITI Saverio.
Francesco: capisci Nino, ...però devi vedere....
Antonino: Dico che vedo, vedo.
Francesco ...250 milioni... chi cazzo li vede più...
ALLEGATO 37R
La conversazione si riferisce ad un furto di buoni postali da effettuare a danno di IARIA Paolo.
Approfittando di alcuni giorni di assenza da Roccaforte di IARIA Paolo, i tre progettano di introdursi
all’interno dell’abitazione al fine di asportargli i buoni postali di cui disporrebbe, ammontanti a circa
250 milioni di vecchie lire.
Perché possano portare a compimento l’azione criminosa, PANNUTI chiede la collaborazione di un
uomo, verosimilmente identificato in SARICA Pasquale, nato a Melito Porto Salvo (RC) il 28.07.1958,
residente a San Lorenzo Marina, pregiudicato, ex sorvegliato speciale di P.S. con obbligo di soggiorno.
PANNUTI gli espone il piano criminoso e concorda le modalità dell’”operazione” atteso che per suo
tramite, PANNUTI intende contattare qualche compiacente impiegato postale che, dietro corresponsione
di una percentuale sull’illecito guadagno, effettuerebbe l’operazione di cambio dei titoli.
Quest’ultima frase dette dal PANNUTI conferma quanto il sodalizio riesce ad essere penetrante in tutte
le istituzioni, infatto lo stesso PANNUTI sa bene che senza la collaborazione compiacente di un
impiegato postale l’azione non potrà essere portata a termine.
Ai progressivi nr. 3010 e 3011 del 06.10.2005, vengono registrate altre conversazioni intercorsa
tra i due:
Prog. 3010 del 06.10.2005
Ore 20.45,25
Antonino:senti qua ...200......
Uomo:Ma sono quelli fasulli
Antonino:No, no perfetti ....li dobbiamo prendere....abbiamo 4 giorni di tempo ...c'è qualcuno ... a cui
passare .....a posta ......
Uomo:Incomprensibile.....
Antonino:E quando andiamo..
Uomo:Subito...
Antonino:Ora
Uomo:..incomprensibile..... di dove è questo..
Antonino:di Roccaforte
Uomo:risulta dal documento
Antonino:risulta chi
Uomo:chi va a cambiarlo...
Antonino:e se facciamo un documento...eee...grazie ...così ci attaccano.......dobbiamo trovare una
soluzione, se troviamo un documento fasullo con una firma "streusa" (strana).... questo se ne va,
loro sanno dove sono ...questo per esempio parte per Roma per 3/4 giorni loro lo sanno e
...incomprensibile
Uomo:Ma tu pensi che hanno le copie
Antonino:Le copie di che?
Uomo:...incomprensibile...
Antonino:loro hanno fatto i buoni originali
Uomo:si ma loro ..incomprensibile
Antonino:sono buoni ...postali...
Uomo:ma risultano poi se lui si ...gli originali....
Antonino:eh ..li abbiamo cambiati....pure che se ne accorgono ..chi se ne fotte...
Uomo:..incomprensibile....
Antonino:se quelli....dobbiamo fare il lavoro...dobbiamo fare il lavoro...non è che vediamo...non deve
uscire .
Uomo:Posso parlare pure con un'altro ...qua a Bova.... un documento suo non si può avere?
Antonino:un documento suo.... e non lo so perchè dici che con il documento suo ....vediamo
Uomo:bisogna vedere quando ci cerca...
Antonino:Chi
Uomo:sta ...incomprensibile,.....
Antonino:certo che bisogna vedere quando ci cerca
Uomo:..incomprensibile....
Antonino:..eee. vai a vedere e domani sera....quanto gli dovremmo dare.....di buoni sono
buoni..perfetti...
Uomo:incomprensibile...
Antonino:...da signora....
Uomo:non lo so ....porta....
Antonino:glieli ha tolti...da signora...lo sapevo ...dove dobbiamo andare per queste cose....
Uomo:dove vuoi ...incomprensibile...
Antonino:E' Fattibile!
Uomo:quanti sono
Antonino:E vedi che lo facciamo...."azzicchiamo qualcosa" prendiamo qualcosa ....hai capito non e
che dici che c'è denuncia ...che non c'è niente..le cose sono perfette ...sono i suoi originali... questo
va per sopra manca 3/4 giorni loro appena sanno che manca vanno li prendono e l’indomani
mattina.....abbiamo due giorni di tempo per fare l'operazione
Uomo:si ma devo andare a parlare
Antonino:Certo che devi andare a parlare
Uomo:..così è tranquillo..incomprensibile...
Antonino:Certo...
Uomo:..incomprensibile...
Antonino:Non lo so penso di si......incomprensibile..
Uomo:..incomprensibile
Antonino:Non lo so ......si perdono gli interessi..... ma si possono prendere.....
Uomo:..incomprensibile....
Antonino:Io non c'è la caccio, perchè me ne fotto di loro
Uomo:..incomprensibile
Antonino:Lo so a me aveva detto qualcosa Vincenzo....
.......omossis....
20.51 parlano di altro, non inerente al dialogo di cui sopra. Cade la linea.
ALLEGATO 37S
Prog. 3011 del 06.10.2005
La conversazione relativa all’oggetto continua al progressivo precednete
Ore 21.01 Parlano di tale Peppe che PANNUTI considera un bravo figliolo. PANNUTI riprende a
parlare dei buoni postali dicendo che forse sono nominativi.
21.13,29 l'uomo dice di fermarsi lì e PANNUTI chiede se è lì l'ufficio di Nucera.
21.14 scendono dalla macchina.) ALLEGATO 37T
Al progressivo 3440 del 16.10.2005 BMW 320 D targata CK247LS in uso a PANNUTI
Antonino RIT 704/05 viene registrata una conversazione tra PANNUTI e PANGALLO Francesco, dalla
quale si evince la facilità con cui riescono ad introdursi nell’abitazione di IARIA Paolo. Nel corso della
conversazione, PANNUTI dice a PANGALLO che “quelle cose” non vanno bene, riferendosi
presumibilmente alle fotocopie dei buoni postali che sono state fatte. PANNUTI precisa infatti come
debba essere fatta la fotocopia di ambedue i lati in quanto sull’altro lato figurano “i dati”, ossia la
scadenza dei buoni. PANGALLO replica dicendo che stasera vedranno di tornare di nuovo e fotocopiare
anche l’altro lato.
La conversazione si articola come segue:
10.50, 40 All’interno dell’autovettura ci sono PANNUTI e PANGALLO Francesco.
...omissis.....
Francesco: e principà...e allora!
Antonino:Non vanno bene quelle cose.
Francesco:Non vanno bene,..perchè
Antonino:Perchè ci vogliono i dati ...i dati non li hanno..incomprensibile....
Francesco:Mannaia a Dio
Antonino:e Mannaia a Dio
Francesco:praticamente si devono fare avanti e dietro
Antonino:Avanti e dietro ...perchè non li avete fatti .. avevamo parlato che li facevate avanti e dietro,
Francesco: Io gliel'ho detto ..di dietro..
Antonino:Ah
Francesco: li facciamo un'altra volta avanti e dietro,
Antonino:Però urgente li dovremmo fare
Francesco: Vediamo se stasera riusciamo a prenderglieli, li facciamo stasera avanti e dietro.
Antonino:Fateli avanti e di dietro...perchè hai capito
....si accosta una persona e parla con Francesco, non utile.....
Francesco:Allora li facciamo avanti e dietro....stasera ...se c'è la facciamo stasera avanti e dietro...
Antonino:Esatto
Francesco:Mannaia a Dio
Antonino: Mannaia la Madonna..li avevate nelle mani... ma dico io...
Francesco:lo so...va bene va
Antonino:Che ci vogliono ..incomprensibile...perchè la si deve vedere... se ci sono gli interessi e se gli
interessi si possono prendere o alla scadenza... perchè se sono a scadenza ...uhm
Francesco: si ...interessi...infatti
Antonino:perchè se sono a scadenza ...se gli interessi sono a scadenza non te li danno ...ti tolgono ,
ti danno solo...
Francesco:si perchè se uno li ha messi a 2 anni a 3 anni ..a 2 anni o a 3 anni li deve ritirare.... la so come
è la procedura...
Antonino:Dobbiamo vedere quello, dobbiamo vedere la data ...si fanno tutti i conti e si vede...
Francesco:E senti che ti dico se prendiamo solo i dati di dietro senza fare fotocopie,
Antonino:prendendo solo i dati.... e chi si ricorda qual è la sua data di queste cose...
Francesco:Ma no facciamoli tutti un'altra volta.
Antonino:Chi si ricorda la sua data
Francesco:Si, si
Antonino:fateli tutti e che escono belle chiare che si vedono per bene....
Francesco:Va bene li faccio tutti...
Antonino:fateli ...di qualche maniera fate... va bene..
Francesco:Va bene rimaniamo in questo modo....
Antonino:si ..se è caso..e cosa.....stasera me li portate urgente...
Francesco:eh
Antonino:a qualunque orario
Francesco:va bene
Antonino:una botta di telefono
10.52 si salutano e rimangono che se ci sono novità si sentono per telefono.
ALLEGATO 37U
Al prog. 3472 del 17.10.2005 BMW 320 D targata CK247LS in uso a PANNUTI Antonino RIT
704/05 viene registrata una conversazione tra PANNUTI ed un uomo in cui continuano a parlare dei
buoni postali:
Ore 20.30 PANNUTI domanda all’uomo: ”questo è Ufficiale Postale?” e poco dopo dice: "allora non c'è
niente". La risposta dell’uomo è incomprensibile perché il tono di voce è troppo basso.
Ore 20.32,00 PANNUTI domanda all’uomo se li vuole tenere lui stasera. L’uomo risponde qualcosa di
incomprensibile. PANNUTI dice che così li potrà mostrare domani a quella persona e che è inutile che li
porti “avanti e indietro”. L’uomo risponde che gli parlerà soltanto. PANNUTI dice di averglieli dati
affinché li facesse vedere a quello, altrimenti non servono. La risposta dell’uomo è incomprensibile.
ALLEGATO 37V
Da questa conversazione si ritiene che gli interlocutori già si sono introdotti presso l’abitazione di
IARIA Paolo ed hanno prelevato i buoni postali da cambiare sostituendoli con delle fotocopie.
Al progressivo 4353 del 18.11.2005, BMW 320 D targata CK247LS in uso a
PANNUTI Antonino RIT 704/05, viene registrata una conversazione all’interno
dell’autovettura tra PANNUTI ed un uomo in via di identificazione, nel corso
della quale PANNUTI chiede all'uomo se Ciccio gli ha detto dove devono andare.
L'uomo risponde che glielo ha detto lui ieri e PANNUTI continua dicendo: ”quel
lavoro là ...si devono fare le cose perfette ..incomprensibile...”. Quindi,
prosegue dicendo che alle 7 devono essere là, li portano là…glieli fanno perfetti.
Poi dice che gli mette quelle altre (alludendo a delle copie dei buoni postali), e
così lui non se ne accorge per niente.
OMISSIS DALLE ORE 08.11.2 FINO ALLE ORE 08.17.09
Pannuti:Quel lavoro là delle cose bisogna fare le cose perfette
Uomo:Non comprensibile
Pannuti:arriviamo là li facciamo alle 08 dovevamo essere là alle 09 e li fanno perfette e gli mette quegli
altri hai capito così lui
non se ne accorge di niente vai a vedere quando se ne accorge
Uomo:Quello gli da la pista non comprensibile
IMISSI DALLE ORE 08.17.47
ALLEGATO 37Z
Al progressivo 5087 del 19.12.2005, BMW 320 D targata CK247LS in uso a PANNUTI
Antonino RIT 704/05 viene registrata una conversazione tra PANNUTI e IARIA, nel corso della quale
quest’ultimo dice che là non c'era neanche un “foglio”, riferendosi verosimilmente al posto abituale in
cui IARIA Paolo custodisce i buoni postali. PANNUTI risponde che (IARIA Paolo) avrà cambiato
posto in quanto potrebbe essersi accorto di qualcosa. IARIA risponde di no ed aggiunge che li avrà tolti
solo perchè è arrivato suo figlio.
PANNUTI: Oh, ma a te ti ha salutato?
UOMO: Ha salutato a te?
PANNUTI: Eh, gli ho suonato e non mi ha salutato. ( si sente suonare una macchina) Ancora non
sapevo chi cazzo era! non l'avevo riconosciuto, con questo coso..
UOMO: ...inc... là, 5 fogli
PANNUTI: E l'ho visto qua io, se l'è portati, li ha nascosti. Se n'è accorto allora che ....inc...
UOMO: No, non si è accorto/a, sai perchè? è venuto suo figlio nuovamente, è venuto, hai capito?
PANNUTI: Umh
UOMO: Ma non appena torna....
PANNUTI: Va bene, ci vediamo
UOMO: Ci vediamo.. manco... domani che fai?
PANNUTI: ...inc...
UOMO: Umh ...inc.. mio nonno
PANNUTI: E ci vediamo quando torni
UOMO: Ah?
PANNUTI: Ci vediamo quando torni. Ci vediamo per natale? Minchia non ci ha salutati a nessuno dei
due
UOMO: (ride)
PANNUTI: E perchè?
UOMO: E che ne so
OMISSISS DALLE ORE 10.11.00 FINO ALLA FINE
ALLEGATO 37ZBIS
In questa conversazione si evince che i soggetti dopo averli presi per la prima volta si sono
introdotti nuovamente nell’abitazione di IARIA Paolo, non trovando i buoni al solito posto, gli
interlocutori ritengono che la vittima abbia sospettato qualcosa, evidentemente riferendosi alla prima
volta che hanno prelevato i buoni .
Monitorato: 393280137962 RIT 704/05
Registrazione:
368
Ora registrazione:
10/05/2005 11.33.27
Interlocutore
+393386302832
Nino con una persona di sesso maschile, gli dice che lo ha abbandonato, questo dice che si
dovevano vedere per i fondi che dovevano disenvestire, poi parlano di documenti che deveno arrivare,
Nino dice che per il momento devono lascaire tutto com'è. ALLEGATO 36G
Le conversazioni si riferiscono ad un furto perpetrato ai danni di IARIA Paolo, a cui gli sono
stati asportati dei buoni postali; questi sono stati fotocopiati al fine di produrre dei falsi da sostituire agli
originali (in modo che la p.o. non si accorgesse del furto); gli indagati, tuttavia, nel momento in cui sono
tornati a riprendere gli originali non li hanno più trovati poiché il legittimo proprietario, forse
insospettito, aveva nel frattempo provveduto a spostarli.”
Le conversazioni che di seguito si trascrivone non confluiscono in un capo di
imputazione. Si ritiene utile pero’ riportarle perche’ attestano come Pannuti Antonino,
Iaria Domenico Carmelo e Pangallo Francesco cl. 75 siano concretamente inclini al
delitto e alla perpetrazione di reati di varia tipologia.
Tali elementi, unitamente a quelli emersi in occasione dell’esame di cui al capo O) sono
indicativi anche di altre due circostanze, significative, a parere del Gip.
Pannuti Antonino, per quanto emerge dalla richiesta all’esame del Gip, oera
costantemente in sieme ad elelemnti del gruppo Maesno-Pangallo-Favasuli, anzi, a
fianco del capo di questo sodalzio.
Depone nel senso indicato dal Gip a proposito del reato di cui al capo I) ( omicidio di
Pngallo Antonino contestato a Iaia Domenico carmelo) il fatto che Iaria , a poco piu’ di
un anno dalla morte del Chiumbinu, delinque indisturbato a fianco del fratello della
vittima del suo asserito omicio.
“
CONVERSAZIONI INERENTI LA PIANIFICAZIONE DI UNA RAPINA IN
DANNO DI UN PORTAVALORI
Andato a vuoto il furto-truffa relativo a dei buoni postali in danno di IARIA Paolo, il sodalizio
ha programmato una rapina ad un furgone portavalori che preleva il denaro della catena di supermercati
QUIPER da fare in Reggio Calabria .
Dall’attività tecnica d’intercettazione esperita nei confronti di PANNUTI Antonino, di IARIA
Domenico Carmelo (Rit. 897/05, Rit. 1289/04 e Rit. 1534/04) e PANGALLO Francesco (Rit. 1637/04 e
Rit. 385/05), è altresì emerso che i predetti stiano organizzando una rapina con la complicità di CARIDI
Antonino, nato a Reggio Calabria il 16.09.1966, carabiniere in congedo, pregiudicato.
CONVERSAZIONI INTERCETTATE SULL’AUTOVETTURA BMW TARGATA BMW 320 D
targata CK247LS in uso a PANNUTI Antonino RIT 704/05
In data 11.09.2005 al progressivo sull’autovettura BMW 320 D targata CK247LS in uso a
PANNUTI Antonino RIT 704/05PROG. 2301 viene registrata una conversazione tra PANNUTI
Antonino, IARIA Domenico Carmelo, PANGALLO Francesco e CARIDI Antonino. I 4 stanno
parlando chiaramente di una rapina da porre in essere ad un furgone portavalori.
A:-Pannuti Antonio
D:-Iaria Domenico carmelo:
F:- Francesco : PANGALLO Francesco
U:-uomo (si tratta di CARIDI Antonino)
A:-Quello, questo, quello di Roccaforte con, il vostro Comandante là, quello di Roccaforte si
conoscevano bene.
F:- Siii
A:-Uh, ziccava dice quello.
D:- Chi Valerio.
U:-Con quell'altro come si chiamava, con suo compare.
F: Cuzzolese abbiamo conosciuto noi.
A:- Faceva servizio ...inc... Figlioli di dove cazzo dobbiamo prendere qua ora.
F:-Piglia di nuovo l'autostrada.
U:-Nino torna indietro.
A:- Eh, io voglio tornare indietro.
F:- Prendi l'autostrada, e vai da sotto, vai da sotto.
A:- Se riesco.
F: Come no ...inc...
D:- Il maresciallo di Roccaforte
A:- Di dove dobbiamo prendere qua.
U:- ...inc... attenzione che tocchiamo.
A:- ora prendiamo di quà
U:-Si ...inc... Come si chiamava quello là di coso.
D:- Che macchina aveva?
U:- ...Inc... però ora è in borghese.
A:- ahhh il coso di .....incomprensibile..., poi se lo sono venduto e lo hanno arrestato qua mentre veniva
...inc...
U:- ...inc... ha fatto ...inc... e lo hanno arrestato.
A:-Se lo sono venduti, è partito dalla Spagna è arrivato quà fino quà che era tutto a posto.
Incomprensibile per l'accavallamento di voci.
A:- lo aspettavano circa 30 carabinieri lo aspettavano.
U:-750 grammi di cocaina che era pronta, che aveva preso, ...incomprensibile ..... lo hanno arrestato, a
Gallico 35 carabinieri , quando lo hanno fermato mi veniva la voglia ...,parola d'onore, gli ho detto a
quello ti hanno preso. Certamente non ti è sembrato ...inc..., perchè ...incomprensibile....come a te, ha
detto non venire là, perchè ...incomprensibile
A:-Abbiamo sbagliato l'uscita...incomprensibile...mannaia la....
U:-Però ..c'erano due macchine avanti..
A: Lo hanno preso quà.
U: ...inc... mi veniva una rabbia di torgliermi le manette, ma io ....incomprensibile... no però io ...inc...
perchè ho detto io, vacci ...inc...
A:- Senti.... e Paolino, ti sei sentito più, lo hai visto ...inc...
U:- Con Paolo, l'ho allontanato io sai perchè, perchè non vorrei che escono fuori la storia delle cose
delle rapine e delle cose e inquisiscono pure a lui.
A:- risata
U:-No, veramente ...inc... lo hanno salato, io ormai,........incomprensibile....
A:- Di qua dobbiamo girare?
U:- Peccato se rovino pure a lui. Io......incomprensibile ...tu ci credi no
A:-ehhh
U:-Eravano tre uomini, quattro il comandate e altri due ...inc... rapine dalla mattina alla sera.
A:- Il comandante era pure corrotto.
U:-Quelli passavano e non c'erano problemi, rapine dovevano fare, ogni mese dovevano fare una
rapina e basta...
A:- A me, mi ha preso il numero di targa quelli di Gambarie ...inc...
U: Che hai preso la lancia K ... inc... tre quattro volte che girava e hanno preso il numero di targa non c'è
problema e non me lo hanno detto neanche a me, gliela hanno data al maresciallo del Nucleo Operativo
di Villa. Ha preso e mi ha chiamato e mi ha detto senti Nino mi ha detto, a te interessa qualcosa in
mezzo a questa cosa e io gli ho detto si, siccome (ore 21.05'.17) là cacciamo ....inc... mi interessa gli ho
detto io perchè e lui mi ha detto vedi che ti ho messo questo numero di targa...incomprensibile...dovevo
comprargli due capretti.
A:- Di qua dobbiamo girare.
U: No per sopra. Io il numero della sua targa ed ho visto a lui che viaggiava tre, quattro, quante volte
ha girato Gambarie, Gambarie
F: Sto cornuto.
D:-Antonio, pure in borghese a Roccaforte.
U: Si girava, poi all'ultimo ho lasciato perdere ...incomprensibile ho fatto 960 giorni di malattia bene
o male per fottergli la pensione se no perdevo pure quella. Meno male Va bene pero lo sapevo che mi
arrestavano...prima o poi lo sapevo che mi dovevano arrestare
F:- incomprensibile
U:-All'ultimo a tutte le parti, dove c'erano le Poste, c'eravamo noi. Abbiamo finito i paesi e
abbiamo incominciamo con le città
F: ...incomprensibile.....
Linea disturbata
A: Ti ha preso ...inc... ora vediamo ...inc...
Linea disturbata.
A:- ... Sai che abbiamo sbagliato all'epoca, abbiamo sbagliato che quei lavori ...inc... li potevamo
fare in due e invece ci siamo ritrovati in sette, otto, hai capito, bastavano loro e due soli noi.
U:- Guarda che era facile ...incomprensibile gli smontavo tutto ....incomprensibile..., giusto o no.
A:-andavo io e li prendevo e glieli portavo.
U: ...inc..., è o no?
A:-Tutto così, lui portava. Eh, io gli portavo pure le macchine io.
Linea disturbata
A:-era tuttooo...... pronto,ci sentiamo dopo ciao ( parla al telefono), hai capito era tutto calcolizzato
,calcolato il discorso.
Linea disturbata
U: ...inc... se vogliamo aspettare a Dicembre.
A:- E c'è lui come complice?
U:-Penso, assicurato. Incomprensibile.
Linea disturbata
A:- E va bene, per Dicembre.
U:-No io te l'ho detto perchè di fatto hanno le tredicesime. Suo cognato sai dove sta lavorando ora,
ora voleva salire a casa e gli ho detto che sali a fare vieni a mangiare a casa, sta lavorando dove
stanno facendo le palazzine ad Arghillà.
A:- Tuo cognato le sta facendo?
U:-No lui gli fa il vigilante la dentro.
A:-Ah,ha.
U:-E va e gli prende i soldi e gli prende i soldi con somme di seicento, seicentomila, seicento trenta.
A:-Se li prende come?
U:-Ogni tre mesi va e glieli prende in banca e glieli sale ...incomprensibile.. lo stipendio.
A:- Ah ho capito.
U:-.Gli ho detto come gli assegni, mi ha detto in parte assegni, ...inc... tutto contanti.
A:- Viene un bel lavoro.
U:-Due, trecentomila, sono contanti.
A:- Non devi parlare in questa maniera sopra a questa macchina che non sappiamo
come....incomprensibile
Sovrapposizione di voci. Incomprensibile.
A: ...inc... non ti sentono ...inc...
U:- A me ne hanno date due e una mattina me ne sono accorto di una, avevo la cosa, la Brava,
erano le quattro di mattina e ho chiuso la macchina, alle sette, sono uscito da casa e ho visto la
macchina, dove sei andato che esci.
A: Mi sono dimenticato, mi sono dimenticato.
Sovrapposizione di voci.
U: No dietro è.
A: Arghillà?
U:No avanti, avanti.
A: Che cavolo dici ...inc... Una volta bisognava uscire qua.
U:- E ho visto questa macchina aperta, gli ho chiamato a mia moglie e gli ho detto hai aperto le la
macchina e mi ha detto no. Io mi ricordo che tu hai chiuso quando sei arrivato. Mi sono tolto questa
macchina e mi tolgo la macchina e glielo venduta ad un avvocato, dopo circa otto giorni mi ha mandato
a chiamare...incomprensibile....... Dice che pensava ad uno scherzo ...inc... quello aspettava ...inc...
prima lo hanno chiamato. Poi mi dissero devi chiamare a quello che gli hai venduto la macchina. ...Inc...
A:- Il fatto della pistola?
U: eh
A: Gli hanno dato la macchina là e si è dimenticata la pistola sotto il sedile per ...inc... giorni e quello
girava con quella macchina.
F:- Mannaia la madosca.
A: ...inc... mannaia ...inc...
U:-La pistola, qua di lato.
Dopo, passarono
circa sei giorni e questo...sempre questo Davide.
...Incomprensibile.. mi cercava ....incomprensibile... c'è il Tenente. ...Incomprensibile.
A:- Si lui se ne è accorto dopo otto giorni.
U:- Perchè è arrivato a Vibo e a Vibo se ne è accorto così, è andato a prendere una cosa ...che ...inc...
messa là sotto.
F:- mannaia la madosca.
U:-Che l'avevo messa in mezzo tra il sedile e la cosa e l'ho messa cosi e l'ha incastrata così e la lasciava
qua capito.
F: ...inc...
U:- No la mettevo così, che qua non si vede. ... Inc... Tutti i giorni la porto di dietro.
A:-...Inc... ha messo la mano.
U: Comunque so dov'è la macchina.
D: ...inc...
...........incomprensibile
A: Due alla volta si devono prendere le pistole.
U: ...Inc...
A:- ecco qua questa e la zona ...inc... qualcosa qua era meglio.
U: ...Inc... andavo a cento sessanta e non gli stavo dietro con la macchina. Con la Stilo ...inc... la
macchina a cento sessanta ...inc...
(vedesi allegato 553)
PROG. 2302 del 11.09.2005
(GPS è sull'autostrada di RC e esce a Arghillà e va verso monte) Auto in movimento. A bordo c'è
Antonino, Domenico, Francesco e uomo (CARIDI Antonino nato a Reggio Calabria il 16.09.1966,
residente a Mosorrofa in via Fiume nr.40).
U: ...inc... allora.
A: ...inc... ci sono le telecamere.
F: Hai cercato di vedere.
U: Queste qua ce n'è una a sinistra. Una a sinistra c'è.
A: Vedi che tu mi fai lavorare ...inc...
U: Il lavoro, allora tu parti da qua un'altra volta. ...inc... una passeggiata, è l'ultimo che si fa.
A: Passa da Gallico ...inc...
U: Si. O passa e viene qua, o dentro a Gallico.
Linea disturbata.
U: Noi altri lo dobbiamo agganciare dentro al dottore. Se vogliamo fare una cosa pulita. ...inc...
elegantemente. ...inc... paura ...inc... poi.
Sovrapposizione di voci. Qualcuno dei presenti dice che è giusto così.
U: Ora che siamo nel ballo balliamo. Io giro di fuori perchè ...inc... elegantemente, poi se si deve
fare si fa.
Linea disturbata.
U: Se vuoi ce lo dici altrimenti.
A: Li dice se vuole e se non vuole.
U: Ma sono tutti litigati ...inc... Di sabato sera ..inc... Si carica i soldi pure quelli di Gallico. Allora
li carica ...inc... ai semafori a Pellaro. Il Quiper un'altro è dove? Più avanti ...
Linea disturbata
A: Non parlare sempre specifico.
U: Va bene.
A: Parliamo solo.
U: Questa macchina ...inc..., portagliela a un amico mio. Dove gli hai portato la Lancia K allora.
A: ...inc...
U: Si.
A: Poi qualche giorno la porto.
Sovrapposizione di voci. Qualcuno dice chi è Peppino?
A: E' apposta ...inc...
U: E vai che ci sono problemi.
F: ...inc...
A: E' e dove dobbiamo andare ora?
U: ...inc...
A: Non fate nomi ...inc... E poi fa questa strada così?
U: ...inc... se ne va di qua.
Incomprensibile.
A: E ...inc... che ha fatto con i figli.
U: Alla casa è. ...Inc... Non ha risolto ...inc...
A: ...inc...
U: ...inc... lavora.
A: Uh.
U: ...inc... che non ho soldi nel cellulare. ...inc...
A: Un altro macinato di soldi.
U: Non potevo, gli ho detto io mi dispiace. ...inc... Gli ho detto ...inc... che non fa niente. ...Inc... Soldi a
palate gli servono.
Linea disturbata
U: Gli faceva lui a settemila euro, non glieli voleva dare.
A: ...inc... Cazzo, il cognato di Carmelo?
U: No, il cognato di Carmelo a lui.
A: A lui.
U: Sono salito e gli ho detto Peppe, che hai in testa, il contratto è in quella maniera e molla la pila. ...
inc... a me non mi interessa. Gli doveva dare i soldi ...inc...
Linea disturbata.
U: ...Inc... e prendiamogli la macchina a Nino è vero o no.
A: Uh.
U: Andiamo e prendiamogli la macchina a Nino.
A: ...inc...
U: ...inc.. che sono ...inc... io. Senti Nino il resto è a posto?
Linea disturbata.
ALLEGATO 37AA
PROG. 2303 del 11.09.2005
Auto in movimento. A bordo c'è Antonino, Domenico e Francesco e uomo (CARIDI Antonino nato a
Reggio Calabria il 16.09.1966, residente a Mosorrofa in via Fiume nr.40).
Antonino: Una strategia comunque stanno studiando.
Uomo: ...inc... dopo quello che è successo. ...inc... c'è. E' un prosieguo.
Sovrapposizione di voci
Uomo: Così mi rintracciava. Poi risponde al telefono.- Uomo: Pà e che vuol dire in giro.
Antonino: Qua dobbiamo uscire.
Uomo: Ciao.
Antonino: Ed in quale cose presentano, le palestre non le sai tu?
Domenico: Sta macchina di chi è?
Uomo: O ho capito male?
Antonino: Eh, non è che vi segue la zappa?
Uomo: C'è, c'è Santo pure?
Antonino: ...inc...
Domenico Eh, una cosa di queste, così uno ...inc...
Antonino: Ah, siete andati?
Uomo: ...inc... la voce è così, ...inc...
Sovrapposizione di voci.
Antonino: E non si può spiegare solo per farci sapere.
Uomo: Si. ...inc... glielo avevo cercato io ...inc.. Il discorso che io gli avevo cercato.
Antonino: Qua dobbiamo scendere, figlioli.
Poi scendono dall'auto.
PROG. 2304 del 11.09.2005
(GPS è a RC dal Policlinico vanno al ponte della libertà e poi tornano in direzione Melito P.S.) Auto in
movimento. A bordo c'è Antonino, Domenico, Francesco e Uomo (CARIDI Antonino nato a Reggio
Calabria il 16.09.1966, residente a Mosorrofa in via Fiume nr.40). O
U: ...inc... lo arresti.
F: Al brigadiere.
D: Pensavo pure qualche sbirro ci poteva essere.
U: A Nino.
Risata e sovrapposizione di voci.
U: Lo hanno conciato, il ...inc... faceva.
D: ...inc...
U: Prendi per qua.
A: No, giriamo qua per sopra, o no.
U: No, va da qua. ...Inc...
A: Tu dagli appuntamento.
U: O qualche appuntamento ...inc...
A: Va bene, non è che stiamo, ...inc... se ci fermavano non è che stavamo, poi non doveva essere
Nino. Eh, si signore. Noi lo cercavamo sopra ed invece era alla via marina. Andiamo di sotto per la
via marina. E allora ci vediamo sabato sera?
U: Sabato, ...inc... bar.
A: Qua?
U: ...inc...
A: E va bene ...inc... sotto la via marina. Là è divieto d'accesso e non lo avevo visto.
U: No uno, se ne devono fare ...inc... Se era uno, mettiamo ...inc... deve uscire alla via marina ...inc...
A: Qua possiamo scendere?
U: ...inc... là è?
A: Si lo ho visto ...inc... a quella via.
U: ...inc... una macchina qua.
A: Uh, aha, aha.
U: Ancora è scuro ...inc... questa banca ancora.
Sovrapposizione di voci.
U:Ormai, poi di queste cose tu sai. Capito, non è ...inc...
A: Dimmi un pò, è inutile che fai questa vita ...inc..., giusto, ce ne andiamo qua fuori e ci laviamo. Ho
detto io restiamo qua. Come restiamo allora?
U: Sabato sera.
A: Sabato sera.
U: Io non ho problemi ...inc... Dalle sette in poi ...inc...
A: Ci vediamo qua, ha detto che scende pure Ciccio.
U: Sabato scende Ciccio, o scende Ciccio o manda a te.
Scendono dall'auto. Vocio all'esterno.
A: Aho, quando me la presenti una? Quando me la presenti un'amica tua? Ancora a femmine ...inc..
U: Il prossimo giovedì.
A: Eh?
U: ...inc... in un locale.
A: Si.
U: ...inc... un gruppo che ci sono tutte femmine e due froci che fanno gli spettacoli, travestiti e ci sono
qualche duecento femmine, vuoi venire.
A: Si.
U: Gli faccio prenotare il tavolo?
A: Sabato parliamo.
U: Non so se questo giovedì, o l'altro giovedì. ...Inc... con Annunziato, vuoi venire? Tutte femmine, ce
ne sono più di duecento. Ci sono due froci che fanno lo spettacolo, due catanesi e poi tutte femmine ci
sono.
A: E dov'è?
U: ...inc... un locale che è il massimo gente tutta bella, Reggio bene che hanno la pila. Tutte zoccole
sono Nino.
A: Sabato parliamo. Questo si è mangiata la corona di Santo Lazzaro. ...inc... hai visto quanta gente
conosceva, ...inc..., tu pensavi che era a questo livello?
D: E per forza che ce l'ha, questo testa di cazzo.
A: Vedi come sanno che portano le cose. Ti risulta? ...inc... sono figli di puttana.
D: ...inc...
A: No, io a quelli gli devo cacciare.
D: Eh?
A: A quelli gli devo cacciare.
F: A quelli dentro.
A: ...inc... ha visto due che sono andati con la macchina del buonanima. Minchia se li vedono e gli dice
che era con noi, muoiono, muoiono. Questo glielo dice. Vedi che io ...inc... non ho.
D: C'è Ciccio là.
A: ...inc...
D: Hai fatto bene, altrimenti questi ti tiravano a te nel mezzo.
A: No tirare, ...inc... è sicuro che non parlano a parlare, però, non si guardavano in faccia. Poi alla fine
che è venuto ...inc... ti sembra che lo abbiamo aiutato con che, abbiamo raccolto cento euro l'uno ed è
finito, mille euro ...inc.. Hanno messo tutti, quelli di Annunziato ..inc..
D: ...inc...
A: ...inc... Però ...inc... li abbiamo presi duecento euro ..inc..
D: ...inc...
A: Quelli che gli toccavano, li hanno presi ...inc... che si fotteva i soldi.
D: Questi sono drogati.
F: ...inc...
A: Li conosci ...inc... si ma hanno avuto problemi pure con voi altri.
D: Si lo so.
Sovrapposizione di voci
A: Si ora me lo ricordo. Si esatto, con lo storto di Pasta Gialla (IARIA Antonio).
D: Tutti a lui gli imbattono
A: Si. Figlioli, com'è, come vi sembra la situazione.
D: La cosa è fattibile.
A: ...inc...
D: Però è difficile farlo. Noi veniamo, facciamo la cosa.
A: Due volte ...inc...
D: Ma pure, ma pure tre volte. L'importante è che quando si salta si deve fare. Dobbiamo essere,
dobbiamo essere sicuri di quello che facciamo.
A: L'operazionella, come la vedete?
D: L'operazione, come ha detto lui ...inc...
F: C'è la talpa.
A: Ma non vedi che ...inc... Sa tutti i cazzi.
D: Noi facciamo la cosa, di Vibo.
F: Dobbiamo essere sicuri, altrimenti.
D: Se la dobbiamo fare, dobbiamo essere sicuri al cento per cento ...inc... perchè o la fai, o non la
fai ci rimetti.
A: Certo. Hai visto il fatto della.
Incomprensibile.
A: Ha il direttore complice.
D: Si e ...inc... facciamo alla stessa maniera.
A: Se non ha duecento cinquanta, trecento. Duecento ce li danno.
D: ...inc... cento.
A: Siamo, dividiamo in sei.
Incomprensibile.
A: Sei.
D: Sei ...inc... Mangiano altri sei. ..inc...
A: No ...inc...
Poi Antonino risponde al telefono e dice: "pronto, pronto, pronto, pronto ".
Linea disturbata.
ALLEGATO 37AB
Dalla pregressa attività tecnica di intercettazione ambientale all’interno dell’auto del PANNUTI, si
raccoglievano elementi sufficienti che inducevano a sospettare che l’azione criminosa avrebbe
interessato il furgone portavalori che raccoglie gli incassi di alcuni ipermercati Quiper siti nel capoluogo
reggino.
Acquisita la notizia che PANNUTI, IARIA e PANGALLO, alle ore 21 del 08.10.2005, si
sarebbero dovuti incontrare presso il Bar Pasticceria “Malavenda” sito a Reggio Calabria in Piazzale
della Libertà, per concordare con CARIDI le modalità dell’”operazione”, veniva approntato un sevizio
di o.c.p. al fine di meglio monitorare detti personaggi e soprattutto identificare altri eventuali complici.
ALLEGATO 66
Al progressivo 3091 del 08.10.2005, viene registrata una conversazione tra PANNUTI, IARIA e
PANGALLO i quali, all’interno dell’autovettura, attendono l’arrivo di CARIDI Antonino:
20.49,42"
Domenico: quindi quello arriva con quella cazzo di macchinetta (ndr Caridi Antonino)
Antonino:ora vediamo che “tira o chianu” stasera, questo.
Francesco: basta che vediamo il discorso,
Antonino: mi sono rotto i coglioni
Francesco:no...tutto.....tu...
Antonino: Ne avrebbe potuto fare almeno....ora ve ne andate con quella macchinetta, andate a
vedere cosa dovete vedere ed io vi aspetto qua.
Domenico: ah..con quella macchinetta vai dove vuoi.....
Francesco: Ma che dici Nino, dove dobbiamo arrivare con quella macchinetta...li pila.....
Domenico: quella si spegne per strada
Antonino: .....incomprensibile.....i Carabinieri...incomprensibile.....ora vediamo.
Francesco: ..incomprensibile.....
...omissis.....
dal 20.50,42 parlano di donne, non rilevante......
...omissis....
20.51,20
Domenico: devo chiamare al capo...e quando chiamo al capo
Antonino: cui....appena ..incomprensibile...il capo.....incomprensibile...devo vedere se faccio in tempo
...li chiamo...
Domenico: un'altra "stortaina"
Antonino: se non parto prima per San Pietro
Domenico: per dove
Antonino: per via San Pietro
Domenico: incomprensibile...
Antonino se la macchina risulta demolita invece cammina dal numero di telaio, cosa succede...
Domenico: boh...e le targhe che ci sono messe.....
Antonino: Possono dire in questo modo loro (ndr i Carabinieri)
Francesco: Possono dire cosa cazzo vogliono loro
La conversazione continua sul fatto del sequestro della macchina (Fiat Uno) operata da parte dei
Carabinieri.
.....omissis......
Squilla il cellulare Antonino risponde, cade la linea.
ALLEGATO 37AC
Dall’intercettazione della conversazione di cui al prog. 3093 del 08.10.2005, si desume che la
rapina che intendono perpetrare non sia necessariamente ai danni di un furgone portavalori, ma più
probabilmente in danno di una persona non meglio identificata, incaricata di prelevare detto incasso.
Il fatto che PANNUTI e gli altri non siano a conoscenza del tipo di autovettura del quale si
servirà il “malcapitato” per prelevare gli incassi dei Quiper, è la prova che non si tratti di un furgone
portavalori altrimenti sarebbe da loro facilmente individuabile.
Nel corso del servizio di o.c.p., approntato all’uopo da militari della Aliquota Operativa del
Comando CC di Melito Porto Salvo (vedasi allegata annotazione di P.G.), si accertava la presenza del
BMW di PANNUTI il quale si trovava parcheggiato in Piazza della Libertà a Reggio Calabria. Alle ore
21:15 circa, all’arrivo di un uomo che, sulla scorta di quanto intercettato al prog. 3093 all’interno
dell’autovettura, si identifica in CARIDI Antonino, i tre occupanti del BMW uscivano fuori dall’auto.
Nel corso della conversazione di cui al progressivo anzidetto, vengono concordate le modalità operative
e a tal proposito decidono di dividersi su due macchine, al fine di dare meno adito a sospetti e meglio
controllare gli spostamenti dell’”obiettivo” in attesa del momento più propizio per dare esecuzione al
proposito criminale.
Pannuti:Dove dobbiamo andare.
Caridi: Ah?
Pannuti:Dove bisogna andare
Caridi: Facciamo che uno resta con me qua e due si fanno una passeggiata, poi ..incomprensibile....
telefono e ci vediamo ad Arghillà
Pannuti:Non ho capito
Caridi: Allora, uno di loro due ...incomprensibile....
Pannuti:Uh
Caridi: Giusto,
Pannuti:Uh
Caridi: E tu te ne vai dove vuoi....quando quello là si ferma
Pannuti:Uh
Caridi: Qua, io vi telefono e voi aspettate ad Arghillà ...una volta che io vi chiamo e parto, voi seguite la
macchina e vediamo dove va e poi ci incontriamo, ci sei.... così ci togliamo da qua che diamo all'occhio
Pannuti:certo è normale
Caridi: resta uno con me e....
Pannuti: ma la sopra non prende il coso (ndr telefonino)
Caridi: no ti sto ...incomprensibile..la zona... altrimenti dove mi aspetti...non mi interessa...
Pannuti:Perchè se aspetto qua e come arriva parto e me ne vado là sopra
Caridi:Ma ora che parti di qua non vediamo ..incomprensibile.....
Voce di altra persona dice andiamo, andiamo.
Caridi: Capito o no, ve ne andate due e uno resta con me, poi chiamo te e ti dico com'è la macchina....
Pannuti:Non è meglio che ci fermiamo lì sopra
Caridi:Fermati dove vuoi
Pannuti:Va bene.
Caridi:Perchè quattro sulla macchina ...questa qua diamo all'occhio, due fuori non diamo a niente, capito
o no, pure che passeggiamo, facciamo "a cugliunella"
Pannuti:Va bene
Caridi:Ti trovi sul posto ...resti tu con me Mico
Sovrapposizione di voci.
Pannuti: resti tu con me.
Sovrapposizioni di voci.
Domenico: ci vediamo tra un pò.
Francesco: però Nino cazzo a te ti hanno preso davvero....con questa cazzo di macchina. ci
..incomprensibile...li cazzi.
Pannuti: chiudi questo finestrino di dietro, allunga la mano quello di quella parte.
...omissis......
A seguito degli accordi presi, IARIA e CARIDI scendono dall’auto di PANNUTI e
quest’ultimo, che resta con PANGALLO, si sposta dal predetto piazzale sostando per pochi minuti,
come desumibile dal sistema di radiolocalizzazione satellitare, lungo la via Lia, nelle vicinanze
dell’omonimo svincolo autostradale.
21.21,40 Antonino: se troviamo parcheggio ci fermiamo e quando loro ci chiamano siamo pronti per
andare.
21.24,02 Antonino risponde al telefono (l'interlocutore è Caridi Antonino). L’interlocutore gli dice che
si incontrano al Ritrovo Morabito.
Antonino: Che quello è al Ritrovo Morabito fra dieci minuti
Francesco: andiamo là
Antonino: ci vediamo al Ritrovo Morabito fra dieci muniti
Francesco: Minchia questo..parola d'onore, da Morabito là alla discesa
Antonino:dell'ospedale
Francesco:del Riuniti
Antonino:Non è che questo è venuto e ha detto al ritrovo Morabito,
Francesco:Ah
Antonino:mah ....ha detto di non andare per sopra...è già arrivato quello
Francesco:Scusa non siamo rimasti in questo modo....non siamo rimasti
Antonino:Chiama a Mico (Iaria Domenico), gli devi dire a Mico tu
Francesco:Non ho il numero
Antonino:Non lo hai mai chiamato a Mico
Francesco:No, per telefono mai,
Antonino:Mannaia la madonna,..... lo chiamo io, non è che li ha lasciati qua i telefoni
Francesco:No se li è portati penso
Antonino:Com'è il numero di Mico 39
Francesco:finisce 34
Antonino:Se ha detto che fra 10 minuti ci vediamo al ritrovo Morabito, vuol dire che dobbiamo andare
al ritrovo Morabito
Francesco:E certo se siamo rimasti in quel modo, vuol dire che siamo rimasti così......e scusa.
Antonino:Come era il numero di Mico...ma mannaggia. questo è 392..... se ha detto che ci vediamo al
ritrovo Morabito... (chiama a Caridi e gli chiede se deve andare al ritrovo Morabito o deve andare là
sopra)
Francesco:Là,
Antonino:No, al ritrovo Morabito....non facciamo niente....
Francesco:..incomprensibile...
Antonino:Là..quel discorso dobbiamo vedere....
Francesco:..incomprensibile....
Antonino:se c'è proprio rischio...
Francesco:ma se c'era questo vaffanculo, c'era ..c'era ..ma questo..
Antonino:Per il ritrovo Morabito l'uscita qual è
ALLEGATO 37AD
A seguito degli accordi telefonicamente presi con CARIDI, PANNUTI si reca davanti al Ritrovo
Morabito sito a Reggio Calabria in via Vallone Petrara, dove era stato concordato che si incontrassero
nuovamente. Il luogo prescelto per l’incontro non è casuale atteso che, sulla scorta di quanto accertato in
sede di sopralluogo, l’obiettivo, partendo dal quartiere Arghillà (RC), si sarebbe dovuto dirigere presso
la Banca Nazionale del Lavoro, sita in via Cardinale Portanova, alle spalle del predetto Ritrovo
Morabito, al fine di depositare il denaro contante.
Sul posto, interveniva anche personale di P.G., che veniva subito notato dagli occupanti del
BMW. Successivamente il PANNUTI, avvisato anche telefonicamente da CARIDI della presenza dei
militari, si dava repentinamente alla fuga.
Dalla registrazione della conversazione di cui al prog. 3096 del 08.10.2005 si evince lo stato di
agitazione in cui versano PANNUTI, PANGALLO e IARIA che, accortisi della presenza dei
carabinieri, vogliono sottrarsi ad un eventuale quanto temuto controllo, lasciando intendere l’eventuale
disponibilità di armi. Durante la fuga, i tre commentano quanto appena accaduto, trovando quale unica
spiegazione l’intercettazione dei loro telefoni o la presenza, all’interno dell’auto di PANNUTI, di
qualche microspia attraverso la quale viene monitorato ogni loro spostamento:
Francesco: ma come fanno....Nino hai qualcosa nella macchina,
Antonino: ho la microspia sulla macchina
Francesco: o sulla macchina e nei telefoni
Domenico: perchè hai visto come sono comparsi qua da Morabito
Antonino: dove sono
Francesco: sono là
Domenico: vai per sotto, vai per sotto
Francesco: vai per sotto sennò ci prendono ...che ora ti dico io dove dobbiamo uscire
Antonino: ma dove cazzo sono fermi
Domenico: sono là, sono là
Francesco: Sono là Nino, fermi nella piazza, si sono fermati là i cornuti, mannaia la marosca
Antonino da dove usciamo ora...c'è qualcosa sulla macchina e sentono tutto quello che diciamo
Domenico: Hai visto
Antonino: uhm, dove vanno...da dove prendiamo ora. Di là ci stanno guardando
Domenico: incomprensibile
Antonino: prendiamo di quà, no non possiamo
Francesco: no non si può appena arriva sull'autostrada vai a tavoletta con questa macchina.
Antonino: vedi se ci vengono dietro
Francesco: corri a tavoletta con questa macchina
Domenico: gira per là.....vai veloce....veloce
Antonino: non parlate di dove siamo (non dite la località dove ci troviamo)
21.40,11" risponde al telefono e dice che lo sa ( l’interlocutore è Caridi, il quale lo avverte che ci sono i
carabinieri che li stanno inseguendo)
Antonino: dove andiamo....sopra la macchina se c'è qualcosa....
La conversazione prosegue al prog. 3097
Antonino: e no
Domenico: e faccia di sbirro
Antonino: e coma hanno fatto a seguirci là, .....non è che abbiamo parlato di dove andiamo
Accavallamento di voci
Antonino: quando camminavamo piano ..per i fatti nostri...
Accavallamento di voci
Antonino: va bene...ma noi ...e sentono cosa vogliono tanto noi non è che parliamo di cose non lecite...
Domenico: ma sono cornuti,...dove devono andare non vanno questi pezzi di cornuti di merda
Francesco: ...incomprensibile......c'era quel brigadiere che mi ha chiesto a me
Domenico: lo so..incomprensibile.....l'ho visto pure io l'altro giorno a Melito
Antonino: questi bastardi .....ci spacchiamo il culo a lavorare ...chi sa dove sono andati a finire
Domenico: indietro
Antonino: dici tu
Domenico: e dove sono
Antonino: (Ride)
Domenico: incomprensibile
Incomprensibile.
(vedesi allegato 557)
In particolare, al progressivo 3138 del 10.10.2005 PANNUTI, PANGALLO e IARIA
commentano quanto successo il sabato precedente, avanzando sospetti sulla presenza di microspie
all’interno delle auto e sull’intercettazione dei loro telefoni.
IARIA chiede perchè prende da lì e PANNUTI risponde che c'è meno confusione. IARIA dice
che stanno mollando la presa ( si riferisce alle forze di polizia), chiede se secondo loro è stata staccata (
la microspia) e dice inoltre che hanno allentato per vedere quello che fanno. IARIA si vanta del fatto che
li abbia visti sabato sera ed aggiunge che se si fossero accorti prima, non avrebbero nemmeno preso
quell'altra persona (CARIDI). PANGALLO dice che a "Paneri" le cose gli sono andate male, anche
l'incontro con la donna che era con lui. PANNUTI dice che il discorso che c'erano i Carabinieri là può
essere perchè li stavano seguendo, ma non si spiega come mai poi siano comparsi pure al bar. IARIA
dice a PANNUTI di cambiarsi la macchina e quest’ultimo replica dicendo che non gli interessa. IARIA
chiede se quella del bar è sposata. PANNUTI risponde che è sposata con quello che gli ha portato il
telefono. ALLEGATO 37AF
Le conversazioni sopra riportate fanno ritenere che gli indagati hanno programmato una
rapina da effettuare ai danni del vigilante incaricato di prelevare il denaro degli incassi della
catena di Supermercati Quiper; gli stessi hanno effettuato anche dei sopralluoghi con tanto di
monitoraggio della strada che il denaro avrebbe fatto; il delitto non di è consumato solo perché gli
indagati si sono accorti di essere seguiti dalle forze dell’ordine, pertanto hanno desistito dal porre
in essere la rapina.”
La disponibilita’ di armi – reati di cui ai capi da P) ad A bis)
Le conversazioni che di seguito saranno esaminate hanno riguardo alla disponibilita’ di
armi in capo agli indagati e, di piu’, alla disponibilita’ di un vero e proprio campo di
esercitazione per il tiro.
Le conversazioni sono chiarissime tanto da non richiedere alcun ulteriore commento.
Dai dialoghi si evince la sicura capacita’ degli indagati, di volta in volta chiamati in
causa, di reperire armi, presumibilmente clandestine, la sicumera con cui le portano in
luoghi pubblici, ne fanno uso per atti dimostrativi e\o per esercitarsi nel tiro.
Capo P) – Maesano Salvatore
Scrive il P.M.:
“
CAPITOLO IX.
LA DISPONIBILITA’ DI ARMI
Numerose conversazioni telefoniche ed ambientali, insieme ad ulteriori accertamenti posti
in essere dalla P.G. procedente, hanno consentito di dimostrare, inconfutabilmente, la
disponibilità di armi, tra le più micidiali, da parte degli appartenenti al sodalizio in esame.
MAESANO Salvatore. artt. 61 nr. 1 e 2 e artt. 2 e 4 Legge 895/67 Esplosione di colpi d’arma da
fuoco e detenzione.
In data 02/07/2006 alle ore 05:19 giungeva al numero telefonico 112 da parte
di CENTO Antonia, nata a Melito di Porto Salvo
(RC) il 19/05/1971 ed ivi
residente alla via Emilia nr. 23, di fatto domiciliata in Roccaforte del Greco (RC)
alla via Provinciale 104, la telefonata della
durata di minuti 03:49, la cui
trascrizione integrale di seguito si riporta. Gli interlocutori si identificano in:OPERATORE:- Centralinista di turno 01:00/07:00, presso la C.O del Comando Provinciale Carabinieri
di Reggio di Calabria.CENTO A: CENTO Antonia, sopra generalizzata.Voce in sottofondo dice “MAESANO Salvatore”
OPERATORE: Carabinieri Reggio Calabria!
CENTO A: Carabinieri per favore correte a Roccaforte, correte a Roccaforte ci stanno ammazzando!
OPERATORE:Ma chi, ma chi?
CENTO A:
ammazzando
Famiglia PANGALLO Fortunata e CENTO Rocco di
Roccaforte, ci
e la Caserma non riesco a rintracciarla per favore. Correte
incomprensibili) correte per favore!
Urla in sottofondo non comprensibili
OPERATORE: Signora…
stanno
(urla in sottofondo
CENTO A:Correte per favore!
OPERATORE:A Roccaforte dove? In che via?
In sottofondo: correte ….
OPERATORE: A Roccaforte dove?
CENTO A::A Roccaforte correte per favore.
OPERATORE: Se non si calma non la capisco.
CENTO A: A Roccaforte del Greco, per favore in Via Provinciale a Roccaforte non mi risponde
nessuno.
OPERATORE: Ho capito allora Melito .. Melito..(l’operatore contatta la Centrale Operativa del
Comando Compagnia CC di Melito di Porto Salvo) allora Roccaforte del Greco Via Provinciale nr.
CENTO A: Correte per favore.
OPERATORE:Signora Roccaforte del Greco numero.
CENTO A: Nr 104, Roccaforte del Greco, nella Macelleria.
OPERATORE: Dove c’è la macelleria?
CENTO A:Non siamo nella macelleria, chiamo dalla macelleria per favore chiamate il comandate di
Roccaforte che non mi risponde.
OPERATORE:Signora Famiglia Pangallo.
CENTO A: Ma non posso dirlo 100 volte (non comprensibile)
CENTO A: Le dico chi è stato,
è stato
MAESANO Salvatore, che ha sparato alla porta.
MAESANO Salvatore.
OPERATORE: Ha sparato alla porta MAESANO Salvatore .
CENTO A: MAESANO Salvatore ci sta ammazzando tutta la famiglia.
OPERATORE: E’ in via Nazionale (ndr parla con l’operatore di Melito di Porto Salvo)
Urla non comprensibili.OPERATORE: Signora mi lascia un recapito telefonico.
CENTO A:0965.
OPERATORE: Si!
CENTO A:782780.
OPERATORE: 782780.
CENTO A: per favore correte ve lo chiedo per l’anima dei morti.
OPERATORE:- Gli hanno sparato alla porta?
CENTO A::- Correte, no alla porta, a noi, insomma correte!
OPERATORE: Signora sta arrivando la macchina, va bene…
Successivamente, la richiesta di intervento veniva inoltrata all’operatore di turno
della C.O. di Melito di Porto Salvo (RC), il quale
a sua volta, richiedeva
prontamente, a mezzo radio “gamma 400”, l’intervento sul posto di personale del
Comando Stazione Carabinieri, in servizio perlustrativo con turno 00:00/06:00. Di
seguito si riporta per una migliore comprensione dei fatti, la relazione di servizio
redatta dai militari che per primi sono giunti sul posto :“In data 02/07/2006 alle ore 05:35 circa, all’interno dei nostri uffici, abbiamo
ricevuto a mezzo gamma 400, una chiamata radio da
parte della
C.O.
del
Comando Compagnia CC di Melito di Porto Salvo (RC). L’operatore addetto, ci
riferiva che dovevamo portarci prontamente alla via Provinciale civico 104
di
questo Centro abitato, presso la famiglia PANGALLO – CENTO, località ove era
stato
richiesto intervento telefonico al 112, da parte di una donna,
per
esplosione di colpi d’arma da fuoco. Giunti sul posto, notavamo in stato di grande
agitazione le seguenti persone:PANGALLO Fortunata,
nata a Roccaforte del Greco (RC) il 16.01.1952 ed ivi
residente in via Prov.le 104.
CENTO Antonia, nata a Melito di Porto Salvo (RC) il 19.05.1971, ivi residente
in via Emilia 23, di fatto domiciliata
in Roccaforte del Greco (RC) alla via
Provinciale nr. 104.
CENTO Francesco, nato a Roccaforte del Greco (RC) il 30/07/1972, ivi residente
alla via Prov.le nr. 80.
La CENTO Antonia e la di lei madre PANGALLO Fortunata, ci riferivano di aver
sentito esplodere dei colpi d’arma da fuoco e pertanto impaurite, si erano chiuse
in casa,
senza notare mezzi o persone,
aggiungendo
di non avere sospetti su
nessuna persona in particolare senza saper fornire nessuna indicazione utile (si
evidenzia come la condotta dolosa disciplinata nella fattispecie reato del
favoreggiamento personale, alla luce
delle attuali risultanze investigative,
risultava già posta in essere dalla CENTO Antonia, dopo pochi minuti dal
verificarsi del fatto reato. Infatti la stessa in contrapposizione con quanto
riferito pochi minuti prima all’operatore del 112, asserisce di non sapere chi
abbia sparato)
. La CENTO Antonia, riferiva (ai militari operanti) che
stata lei a chiamare il 112, perché il numero della nostra caserma
era
le dava
occupato (si precisa che a far data dal giorno 30 giugno e sino alla mattina del
04 luglio, il Comando Stazione
CC di Roccaforte del Greco è stato senza linea
telefonica, per dei guasti di natura tecnica,
sugli apparati del gestore di
telefonia fissa), riferendogli (all’operatore del 112) di correre subito nei pressi di
casa sua, in quanto in mezzo alla via Provinciale, la stessa aveva udito esplodere
dei colpi di arma da fuoco (ulteriore elemento di contrasto, con quanto dichiarato
nella telefonata di richiesta d’intervento, lo si desume da quanto la stessa ha
dichiarato nell’immediatezza dell’arrivo dei militari, ai quali
ha riferito
che i
colpi erano stati sparati nella via Provinciale e non contro il portone di casa sua,
ovvero contro membri della sua famiglia, come invece dichiarato all’operatore
pochi minuti prima).Su esplicita richiesta degli scriventi, la CENTO Antonia ci riferiva che lei aveva
si udito esplodere dei colpi di arma
precisione,
da fuoco, senza poter però stabilire con
se fossero stati esplosi nei pressi della sua abitazione, ovvero alla
distanza di pochi metri, riferendo che comunque i colpi erano stati esplosi in
mezzo alla pubblica via (la via Provinciale di Roccaforte del Greco) verosimilmente
in aria e che lei era ancora intimorita, ed avendo sentito i colpi aveva chiamato
prontamente sua madre che stava uscendo di casa,
per farla rientrare. La
madre PANGALLO Fortunata, dietro esplicita domanda degli scriventi, ci riferiva
di aver udito in via Provinciale nei pressi della sua abitazione dei colpi di arma da
fuoco, senza però notare persone o mezzi, in quanto chiamata dalla figlia si era
chiusa in casa.Il Sig. CENTO Francesco classe 1972, al momento del nostro arrivo (nel momento
in cui i militari giungono sulla località dell’intervento) si presentava ai nostri occhi,
con il labbro inferiore spaccato e con un evidente ematoma all’occhio sinistro,
nonché del rossore e dei leggeri graffi sul viso. Il medesimo interpellato
sull’accaduto,
ci riferiva di essere scivolato la sera prima, del giorno
mentre pascolava gli animali (elemento di
01/07/2006 alle ore 20:00 circa,
contraddittorietà, che emergerà successivamente, sia
da quanto emerso dalla
relazione dei militari operanti, sia dalle dichiarazioni discordanti rese dai membri
della sua famiglia e dallo stesso, in sede di s.i.t.) .Si precisa
che gli scriventi nel corso del servizio perlustrativo odierno,
con
turno 00:00/06:00 alle ore 01:10 circa del 02/07/2006, hanno controllato in
località PUNTO CROCE di Roccaforte del Greco (RC) il
CENTO Francesco, nato
a Roccaforte del Greco (RC) il 30/07/1972 in compagnia di MAESANO Giovanni,
nato a Roccaforte del Greco (RC) il
Provinciale
24/03/1964 ed ivi residente alla
nr. 47 a bordo dell’autovettura
via
AUDI 80, nera, targata BP434DX
(fratello dell’indagato MAESANO Salvatore) di proprietà del MAESANO. Il
CENTO Francesco veniva identificato a mezzo patente di guida cat. B, numero
RC5128799J. il Sig. MAESANO Giovanni, nato a Roccaforte del Greco (RC) il
24.03.1964 ivi residente in via Provinciale nr. 47 veniva identificato a
mezzo
patente di guida cat. B RC2100436N.Al momento del controllo il CENTO Francesco, si presentava agli scriventi senza
nessuna
zona ove
lesione al labbro e senza
nessun
ematoma al viso. Si precisa che la
è stato controllato, è centro abitato, ove vi è un’ottima illuminazione.
Il CENTO ed il MAESANO erano in uno stato apparentemente normale.
A Seguito di quanto descritto, si provvedeva ad ispezionare minuziosamente tutti
i luoghi limitrofi e le pertinenze delle abitazione ivi presenti, nonché tutto il
tratto di strada interessato e le sue pertinenze, senza rinvenire bossoli,
cartucce, o altri elementi utili a poter
stabilire
se fossero stati esplosi dei
colpi di arma da fuoco, a persone, a mezzi, a immobili ovvero a
veniva riscontrato”.-
cose.
Nulla
Ulteriori elementi che denotato il clima di omertà nel quale è stato consumato il
fatto reato, lo si desume inoltre dalle successive attività di indagine, messe in
atto dalla P.G.. Infatti, successivamente, personale del Comando CC di Melito
P.S. NOR, essendo nuovamente interessato dalla C.O. di Melito di Porto
(RC), che riferiva che
Salvo
la CENTO Antonia, nella conversazione di richiesta di
intervento, aveva comunicato che a sparare era stato MAESANO Salvatore, si
portavano presso l’abitazione del MAESANO Salvatore, in rubrica meglio indicato,
effettuando e notando quanto in seguito riportato:
“In data 02/07/2006
alle ore 07:50, ci siamo portati in via Plachi nr. 01, di
Roccaforte del Greco (RC) presso l’abitazione di MAESANO Salvatore, nato a
Roccaforte del Greco (RC) il 10/09/1962 ed ivi residente alla via Plachi nr. 01;
per effettuare una perquisizione domiciliare ex art. 352 C.P.P.,
a seguito della
richiesta di intervento, fatto sul numero telefonico 112, da parte di CENTO
Antonia, nata a Melito di Porto Salvo
(RC) il 19/05/1971 ed ivi residente alla
via Emilia nr. 23, di fatto domiciliata in Roccaforte del Greco (RC) alla via
Provinciale 104. La perquisizione è stata
eseguita in ottemperanza a quanto
sancito dal citato art. 352 del C.P.P., poiché, l’operatore di turno della C.O. del
Comando Compagnia CC di Melito P.S.,
ci aveva riferito che l’operatore
dell’analogo Reparto del Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria, che
materialmente aveva ricevuto la richiesta di intervento al 112, avendo riascoltato
la telefonata, registrata
su apparecchiatura tecnica in loro possesso, aveva
riferito che nella telefonata di richiesta di intervento la CENTO Antonia, sopra
meglio generalizzata, aveva riferito che a sparare i colpi di arma da fuoco era
stato MAESANO Salvatore. Essendo a conoscenza che in questo centro vi abita
realmente una persona a nome di MAESANO Salvatore, ci siamo portati
prontamente,
nella località sopra indicata,
presso l’abitazione di
MAESANO
Salvatore, in relazione completamente generalizzato, al fine di ricercare cose o
tracce pertinenti al reato, che potessero essere cancellate o disperse. Appena
giunti sul posto, trovavamo pronti ad aprirci la porta di casa, gia alzati e vestiti
la moglie del MAESANO,
tale PALAMARA Domenica, nata a Roccaforte del
Greco (RC) il 10/09/1962, unitamente al figlio MAESANO Donato, nato a Melito
di Porto Salvo (RC) il 11/09/1986, residente a Roccaforte del Greco (RC) alla via
Plachi nr. 01.
Dopo aver fatto presente agli stessi
portavamo
le ragioni del nostro intervento, ci
all’interno dell’abitazione ove trovavamo completamente vestiti, ma
sdraiati a dormire i figli MAESANO Agostino, nato a Melito di Porto Salvo (RC)
il 04/02/1989 e
MAESANO Luca Salvatore, nato a Melito di Porto Salvo (RC)
il 27/04/1991.Si provvedeva
a chiedere poi
a singoli
componenti della famiglia, sopra meglio
generalizzati, dove si trovasse il MAESANO Salvatore, senza ottenere dagli
stessi delle univoche risposte,
perché di
riferendoci che
turno, riferendo che
ma senza saper riferire
forse si era portato al lavoro,
qualcuno sicuramente era andato a prenderlo,
quando, chi era andato e dove era stato prelevato. Gli
stessi avevano un aspetto dal quale si poteva verosimilmente desumere che
avessero dormito poco. Su esplicite domande degli scriventi, tutti riferivano che
avevano dormito poco di notte a causa del caldo afoso, motivo per il quale si
erano addormentati vestiti”.
Le fonti di prova, non essendo stato reperito il corpo del reato o cose a questo
pertinenti, essendo risultate negative le perquisizioni domiciliari eseguite nelle
abitazioni del MAESANO e della famiglia CENTO - PANGALLO (vedesi allegati
verbali di perquisizione e verbali e relazioni di servizio riguardanti le operazioni di
sopralluogo), consistono oltre che dalla conversazione telefonica sopra riportata,
dalle indagini dirette effettuate escutendo a s.i.t. le persone informate sui
fatti. Infatti, di seguito si riporta il contenuto dei singoli verbali di s.i.t.:-
1.
CENTO Antonia:
Domanda:- Ci può sommariamente raccontare quanto accaduto nella mattinata
odierna verso le 05.00 presso Via Provinciale 104 di Roccaforte del Greco?Risposta:- A quell’ora stavo dormendo quando ho sentito colpi d’arma da fuoco
e mi sono svegliata,
anche perché ho sentito mia madre PANGALLO Fortunata
che gridava, a questo punto nella concitazione del caso ha cercato di chiamare
le forze dell’ordine, prima ho fatto un numero sbagliato poi ho chiamato il 112
raccontando l’accaduto.Domanda:- Ha visto qualcuno fuori dalla sua abitazione durante questa fase?Risposta:- Mi sono affacciata dopo un po’ perché mi sono spaventata e non sono
uscita subito, comunque non ho visto
nessuno, sono arrivati poco
dopo
dei
vicini di casa che hanno sentito l’accaduto.Domanda:- Al momento dell’accaduto quanti eravate in casa?Risposta:- Eravamo io, mia madre, mio padre e mio fratello CENTO Francesco.Domanda:- Si ricorda se suo fratello ieri sera è uscito di casa e a che ora è
rincasato?Risposta:- Ieri
sera mio fratello è uscito
verso le 20.00 – 20.30
poiché è
stato chiamato da un mio cugino CENTO Giuseppe, in quanto quest’ultimo si è
cresimato e lo ha invitato a mangiare una fetta di
torta, mio fratello ha
accettato l’invito ed è rincasato IN PRIMA SERATA, non saprei
specificare
l’orario.Domanda:- Sa specificare se ieri
sera. Suo fratello
dopo essere rincasato
è
uscito nuovamente?Risposta:- No escludo che sia nuovamente uscito.Domanda:- Quando
ha visto suo fratello rincasare ha notato
qualcosa di
strano?Risposta:- Non ho notato nulla di
strano mi ha solo detto che voleva andare a
dormire.Domanda:- In questo momento dove si trova suo fratello CENTO Francesco?-
Risposta:- Adesso mio fratello si
Salvo
per farsi
è recato al pronto
medicare in quanto
ieri
soccorso di Melito Porto
sera è caduto dove accudisce gli
animali è si è procurato un ematoma al volto e al labbro.Domanda:- Quando
ha notato che suo fratello presentava questi ematomi al
volto?Risposta:- L’ho notato verso l’ora di cena, prima che uscisse per andare da mio
cugino.Domanda:- Come mai prima non mi ha parlato degli ematomi di suo fratello?Risposta:- Non l’ho riferito prima perché l’ho notato prima di
cena quindi
quando è rincasato già ero a conoscenza della circostanza.Domanda:- Questa mattina quando
ha chiamato il 112 si
ricorda cosa ha
riferito?Risposta:- Non ricordo di preciso perché urlavo e piangevo cercavo di spiegare
dove si trova l’abitazione ma ero molto agitata e mia mamma mi urlava accanto,
non saprei aggiungere altro.Domanda:- Saprebbe dirmi se i colpi d’arma da fuoco che ha sentito erano rivolti
a qualche suo familiare?Risposta:- Su questa circostanza non saprei riferire aggiungo che escludo che sia rivolto a qualche
mio familiare poiché siamo una famiglia tranquilla che non abbiamo mai avuto problemi con
nessuno.(Dall’analisi delle dichiarazione sopra riportate, fornite all’Ufficiliale di P.G. i sede di s.i.t. dalla
CENTO Antonia, emerge con particolare chiarezza la sua condotta atta ad eludere le investigazioni
dell’Autorità, nonché le contraddizioni nel dichiarare di non sapere chi sia stato a sparare, e
all’indirizzo di chi. Altro elemento di contraddittorietà è quello che emerge dalle dichiarazioni sui
tempi e i luoghi in cui si è infortunato il fratello, successivamente risultati del tutto inventati, nonché
sull’orario di rientro del fratello a casa e sulle sue reali condizioni di salute).
2. PANGALLO Fortunata:
Domanda:-Signora PANGALLO Fortunata, saprebbe descrivermi meglio le condizioni, i motivi e le
modalità dell’accaduto, specificando dove si trovava lei, sua figlia e gli altri componenti della sua
famiglia al momento dei fatti?---////
Risposta:-“Al momento dell’accaduto, alle ore 05:25/05:30 circa di oggi 02/07/2006 nel mentre stavo
uscendo di casa, per portarmi in un terreno di mia proprietà, ad effettuare dei lavori di coltivazione di un
vigneto, mentre mi trovano sulle scale che collegano il mio portone di ingresso, con la via Provinciale
di Roccaforte del Greco (RC), udivo esplodere dei colpi di arma da fuoco, sulla via Provinciale.
Preciso che non ho udito persone parlare, non ho sentito mezzi transitare sulla citata via, non ho visto
nessuna persona e nessun mezzo. Non saprei dirle niente. Mia figlia e mio figlio dormivano, mio
marito era dietro di me.Domanda:-Signora PANGALLO saprebbe dirmi con più precisione il numero dei colpi di arma da fuoco
esplosi, nonché se provenienti da pistola, da fucile o da altro?Risposta :-“No, non saprei dirle se erano colpi di pistola o di fucile, posso soltanto dirle che erano colpi
di arma da fuoco. I colpi esplosi sono stati nr. 02 (due).”.Domanda:-Saprebbe riferirmi se ha udito delle persone parlare, dei rumori ovvero delle autovetture
transitare prima dell’esplosione dei colpi di arma da fuoco?Risposta:-“No, non ho sentito nulla. Non ho visto nulla”Domanda:-Saprebbe riferirmi dove si trovavano gli altri membri della sua famiglia, al momento
dell’esplosione dei colpi di arma da fuoco.Risposta:-“Mio marito CENTO Rocco, nato a Roccaforte del Greco (RC) il 21/11/1950 era appena
rientrato dal Pronto Soccorso dell’Ospedale di Melito di Porto Salvo (RC) perché aveva avuto un
abbasso di pressione a seguito dei suoi valori di diabete sballati. Al momento dei fatti lo stesso si
trovava dietro di me, ma soffrendo di sordità, da oltre cinque anni, non ha sentito niente. Mia
figlia CENTO Antonia, nata a Melito di Porto Salvo (RC) il 19/05/1971 e mio figlio CENTO
Francesco, nato a Melito di Porto Salvo (RC) il 30/07/1972, stavano dormendo nelle loro camere,
all’interno della nostra abitazione”.Domanda:-Saprebbe dirmi suo figlio CENTO Francesco, come e dove si è procurato l’ematoma al
viso, i graffi al viso ed la lesione al labbro inferiore?Risposta:-“Si, mio figlio CENTO Francesco, si è procurato l’ematoma al viso, sotto l’occhio
sinistro, le lesioni al viso e la lesione al labbro inferiore, ieri sera, dopo le ore 16:00, nel mentre
accudiva gli animali in nostro possesso, delle pecore che custodiamo alla via Carcea di questo
centro abitato. Lo stesso accidentalmente cadeva, battendo il viso e procurandosi quanto sopra
detto. Mio figlio in questo momento è andato con mio marito, al Pronto Soccorso di Melito di
Porto Salvo (RC) per farsi medicare, in quanto il labbro gli stava gonfiando.Domanda:-Subito dopo l’accaduto, vi siete portati sulla strada, ovvero, avete sentito persone transitare o
parlare sulla via Provinciale. Sapete se qualcuno ha rinvenuto dei bossoli, ovvero ha visto delle cartucce
esplose nei pressi della sua abitazione.Risposta:-“No, sono stata chiusa in casa dalla paura, non ho né visto, né sentito niente”..Domanda:-Avete altre notizie utili da fornire, per meglio lumeggiare sull’accaduto?-
Risposta:-“No, aggiungo soltanto che a noi non hanno danneggiato nulla, non abbiamo avuto
problemi con nessuno. Io e il resto della mia famiglia, non abbiamo problemi con nessuno;
compreso mio figlio CENTO Francesco, non abbiamo mai ricevuto intimidazioni in tal senso né
minacce estorsive ovvero di altro tipo. Escludo che i colpi di arma da fuoco siano stati sparati per
intimidire me ovvero altri componenti della mia famiglia. Escludo nel modo più assoluto, che i
colpi fossero indirizzati a noi, neanche a tipo intimidatorio. Non saprei fornire altre indicazioni
utile. Non ho sospetti su alcuno.-
Domanda:-Saprebbe riferirmi i nomi di persone che saprebbero fornire indicazioni utili, ovvero che
erano presenti al momento dei fatti?Risposta:-No, posso soltanto riferire che dopo che ho sentito i colpi esplodere, sono rientrata in casa
gridando dalla paura. In quel momento mia figlia CENTO Antonia, provvedeva a telefonare al 112
chiedendo l’intervento di voi Carabinieri. La richiesta di intervento ai Carabinieri a mezzo telefono sul
numero 112 è stata effettuata da mia figlia alcuni minuti dall’accaduto, dopo che erano stati esplosi i
colpi. Preciso che mia figlia CENTO Antonia e mio figlio CENTO Francesco, al momento
dell’esplosione dei colpi di arma da fuoco, stavano ancora dormendo”.-
3. CENTO Rocco:
Domanda:- Questa mattina verso le ore 05.00 dove si trovava?-----///
Risposta:- Questa mattina presto non so
dire l’orario ho avuto un calo di
pressione in quanto sono diabetico, preciso
che ho misurato il diabete ed il
valore della stessa era di
250,
quindi e mi sono avviato presso il pronto
soccorso dell’ospedale di Melito Porto Salvo, giunto
davanti al
cancello mi
sentivo meglio e qui di sono tornato indietro senza farmi visitare.Domanda:- A che ora è tornato a casa da Melito Porto Salvo ?Risposta:- Non ho guardato l’ora ma era quasi giorno.Domanda: A questo punto cosa avete fatto?Risposta:- Sono rientrato in casa e sono andato in bagno quando ho sentito mia
moglie gridare che stavano sparando mai sono uscito e non ha visto ne prima ho
sentito nulla (la moglie aveva dichiarato che il marito al momento dell’esplosione
dei coli si trovasse dietro di lei. Il figlio dichiarerà che il padre al momento
dell’esplosione dei colpi di arma da fuoco, stava dormendo). -
Domanda : Cosa ha fatto
dopo che sua moglie gli ha riferito
questa
circostanza?Risposta: Dopo un po’ ho preso la macchina e sono andato a dare da mangiare agli
animali che tengo in località “Carcea” di Roccaforte del Greco.Domanda:- Suo figlio CENTO Francesco presenta degli ematomi al labbro e al
volto saprebbe dirmi come se li è procurati?Risposta:- Lui mi ha riferito che è caduto nella prima serata di
ieri
quando
accudiva gli animali, non saprei aggiungere altro.Domanda:- Saprebbe dirmi come mai solo questa mattina suo figlio si è recato al
pronto soccorso?Risposta:- Perché ieri sera non è voluto andare in quanto credeva che la cosa
fosse meno grave (Asserisce quindi falsamente che il figlio si è procurato le
lesioni nella serata del 01/07/2006, come
invece smentito direttamente dal
figlio).Domanda:- Quando
stanotte si
è recato al pronto
soccorso per farsi
controllare il diabete era da solo?Risposta:- Si ero da solo.Domanda:- questa mattina quando
ha sentito sua moglie gridare chi c’era in
casa?
Risposta:- Eravamo in casa io mia moglie me i miei due figli, quest’ultimo
dormivano ed io e mia moglie ci apprestavamo ad andare in campagna.Domanda:- Ieri
sera
suo figlio Francesco le risulta che sia uscito di
casa e a
che ora?Risposta:- Ieri sera fino alle 21.00 circa si
trovava
a casa poi però sono
andato a dormire e non saprei dire cosa abbia fatto. (elemento discordante con
tutte le dichiarazione rese dagli altri membri della famiglia, compreso il CENTO
Francesco, i quali forniscono un orario antecedente).
Domanda:- Quando lei m è andato la prima volta a Melito con l’intento
di
andare al pronto soccorso suo figlio Francesco dove si trovava?Risposta:- Si trovava a letto.-
4. CENTO Francesco:
Domanda:-Signor CENTO , saprebbe descrivermi meglio le condizioni, i motivi
e
le modalità dell’accaduto, specificando dove si trovava lei, sua sorella e gli altri
componenti della sua famiglia al momento dei fatti?Risposta:-“Al momento dell’accaduto, alle ore 05:30 circa di oggi 02/07/2006
nel mentre stavo dormendo, ho sentito mia madre urlare e dire “Ci sparano, ci
Sparano”, a quel punto io sono uscito fuori
mia
madre,
la
quale
si
trovava
in
per cercare di riportare alla calma
un
evidente
stato
di
agitazione.
Successivamente ho fatto entrare mia madre in casa, mentre la stessa continuava
ad urlare chiedendogli delucidazione sull’accaduto. Mia
che
madre
rispondeva
stavano sparando. Io gli ho chiesto chi stava sparando, visto che io non
avevo udito niente. Mia madre non mi ha riferito chi stava sparando. Dopo che la
stessa si è calmata gli ho richiesto se aveva visto qualcuno sparare. La stessa mi
ha riferito che ha sentito soltanto dei colpi di pistola, esplodere sulla via
Provinciale di Roccaforte del Greco.Domanda:-Signor CENTO Francesco saprebbe dirmi con più precisione il numero
dei colpi di arma da fuoco esplosi, nonché se provenienti da pistola,
da fucile
o da altro?Risposta :-“No, non mi ha detto nulla”.Domanda:-Saprebbe riferirmi dopo quanto tempo sua sorella ha telefonato
al
112 per richiedere l’intervento e al momento dei fatti dove si trovava sua
sorella?Risposta:-“Mia sorella ha telefonato dopo alcuni minuti, comunque lei dormendo
nella camera che
si affaccia sulla via Provinciale
ha udito i colpi. Quando mia
sorella parlava al telefono io ero con mia madre, infatti io non so con chi stesse
parlando al telefono. Sono venuto a conoscenza che aveva telefonato a voi
Carabinieri dopo alcuni minuti”Domanda:-Saprebbe riferirmi dove si trovavano gli altri membri della sua
famiglia, al momento dell’esplosione dei colpi di arma da fuoco.Risposta:-“Mio padre CENTO Rocco,
nato a Roccaforte del Greco (RC) il
21/11/1950 era a letto, SI DOVEVA ALZARE per andare a fare dei lavori
agricoli in vigna. Mia madre era già alzata e si trova fuori di casa a preparare
l’attrezzature per andare in campagna. Mia sorella CENTO Antonia, nata a
Melito di Porto Salvo (RC) il 19/05/1971 stava dormendo nella sua camera.Domanda:-Saprebbe riferirmi se suo padre ieri si è portato al Pronto Soccorso di
Melito di Porto salvo, per delle cure?Risposta-“NO, non saprei dirglielo”.Domanda:-Subito dopo l’esplosione dei colpi di arma da fuoco, vi siete portato
sulla strada, ovvero, avete sentito persone
transitare o parlare sulla via
Provinciale. Sapete se qualcuno ha rinvenuto dei bossoli, ovvero ha visto delle
cartucce esplose nei pressi della sua abitazione.Risposta:-“No, io non sono sceso sulla strada, sulla via Provinciale, ho sentito
soltanto molta gente gridare”.Domanda:-Saprebbe dirmi come
e dove si è procurato l’ematoma
al viso, i
graffi al viso ed la lesione al labbro inferiore?Risposta:-“Si, sono caduto ieri sera alle ore 20:00 circa mentre mi trovavo in
Montagna, località, Scaletta – Zumbello di Roccaforte del Greco (RC) dove ho dei
bovini maschi chiusi in un recinto, ai quali tutte le sere porto da mangiare e da
bere. Ieri sera siccome avevo in mano un secchio con della biada, sono inciampato
e sono caduto, procurandomi l’ematoma al viso, sotto l’occhio sinistro, le lesioni al
viso e la lesione al labbro inferiore. Questa mattina alle ore 08:30, sono andato
al Pronto Soccorso di Melito di Porto Salvo (RC), in compagnia di mio padre, per
farmi medicare, in quanto il labbro mi stava gonfiando.-
Domanda:-Sig. CENTO per quale motivo non è andato al Pronto Soccorso ieri
sera, dopo l’accaduto?.Risposta:-Perché non volevo disturbare
i medici. Sono andato questa mattina
perché la ferita mi faceva troppo male.”Domanda:-Saprebbe riferirmi lei dove si trovava ieri sera, in compagnia di chi è
a che ora è rientrato in casa?Risposta:-“Io ieri sera sono andato da mio cugino CENTO Giuseppe, classe 1979
in via Provinciale, alle ore 20:30 circa perché si era cresimato, e mi aveva
invitato a mangiare una fetta di torta. Sono rientrato alle ore 22:00/22:30,
infatti vi era mia sorella che stava ancora guardando la televisione.”Domanda:-Sig. CENTO lei ieri sera è uscito dalla sua abitazione dopo le ore
22:30?
Risposta:-“No” io non sono assolutamente uscito dalla mia abitazione. Sono
rimasto a casa a dormire”.Domanda:-Sig. CENTO lei è sicuro di non essere uscito dalla sua abitazione ieri
sera dopo le ore 22:30. Ricorda che è stato controllato da una
pattuglia di
Carabinieri alle ore 01:10 del 02/07/2006 in località Punto Croce di Roccaforte
del Greco?Risposta:-“SI ADESSO MI È RITORNATO IN MENTE, IO SONO STATO
CONTROLLATO IERI SERA DAI CARABINIERI ALLE ORE 01:10 IN LOCALITÀ
PUNTO CROCE DI ROCCAFORTE DEL GRECO (RC), IN LOCALITÀ ILLUMINATA
DALLA PUBBLICA ILLUMINAZIONE,
DI MAESANO GIOVANNI, NATO A
UNITAMENTE
È SULL’AUTOVETTURA
ROCCAFORTE DEL GRECO (RC) E IVI
RESIDENTE ALLA VIA PROVINCIALE. IO STAVO FACENDO CON LO STESSO
UN GIRO A BORDO DELLA SUA AUTOVETTURA AUDI
A4 COLORE BLU
SCURO”.Domanda:-Ieri lei a che ora effettivamente è rientrato in casa?Risposta:-Si io sono rientrato alle ore 01:30 del 02/07/2006”.-
Domanda:-Lei quindi ieri sera ha fatto o no rientro a casa alle ore 22:30 del
01/07/2006”Risposta:-“NO, PRIMA MI ERO CONFUSO, NON SONO RIENTRATO A CASA
ALLE ORE 22:30 E NON HO VISTO MIA SORELLA. IO SONO STATO IN
GIRO SINO ALLE ORE 01:30
in compagnia di MAESANO Giovanni, con il quale
sono andato anche alla cresima di mio cugino CENTO Giuseppe”.Domanda:-Sig. CENTO lei saprebbe descrivermi dettagliatamente
cosa ha fatto
ieri in Roccaforte del Greco (RC) in compagnia di MAESANO Giovanni, per tutta
la serata?.Risposta:-Ieri alle ore 20:30 circa mi sono portato con MAESANO Giovanni a
casa di mio cugino CENTO Giuseppe, in via Provinciale dove siamo rimasti sino
22:30 circa, dopo di che siamo stati in giro per Roccaforte del Greco”.Domanda:-Lei è sicuro di essere caduto ieri sera, alle ore 20:30 mentre stava
accudendo gli animali in località ZUMBELLO di Roccaforte del Greco”.Risposta:-NO, ADESSO IO MI SONO RICORDATO, SONO CADUTO IERI
NOTTE,
MENTRE
RIENTRAVO A
CASA, PERCHÉ SONO INCIAMPATO
SULLE SCALE DI CASA MIA ED HO SBATTUTO LA TESTA”. A quel punto gli
ufficiali di P.G. operanti interrompevano il verbale, rendendo edotto il CENTO
Francesco della sua qualità di indagato, facendogli eleggere domicilio e nominare
difensore di fiducia. Lo stesso ha nominato quale difensore di
L’avvocato Loris Maria NISI del foro
di
Reggio Calabria,
fiducia,
con studio in Saline
di Montebello Ionico (RC) alla Via Nazionale nr. 01, eleggendo domicilio presso la
propria abitazione di residenza sita in Roccaforte del Greco (RC) Via Provinciale
104.-
5. MAESANO Giovanni:
Domanda:-Signor MAESANO, saprebbe riferirmi se lei ha udito nella mattinata
odierna,
alle ore 05:25 circa,
l’esplosione di colpi di arma da fuoco,
Provinciale di Roccaforte del Greco?-
in via
Risposta:-“No”.Domanda:-Signor MAESANO Giovanni,
saprebbe dirmi lei come ha trascorso la
serata di ieri e dove si trovava alle ore 05:25 circa di oggi 02/07/2006?Risposta :-“Ieri sera sono stato a casa di un mio amico, CENTO Giuseppe di
Roccaforte del Greco (RC),
abitante alla via Provinciale, in quanto lo stesso mi
aveva invitato, poiché aveva fatto la cresima.
mezzanotte. Infatti
Siamo rimasti sino a dopo la
dopo la mezzanotte, dopo che sono uscito da casa di
CENTO Giuseppe, unitamente a CENTO Francesco di Roccaforte, figlio di Rocco
detto “Furia”
siamo stati fermati dai Carabinieri, in località PUNTO CROCE, di
Roccaforte del Greco, dopo esserci fatti un giro dentro Roccaforte del Greco.Successivamente ho lasciato a CENTO Francesco, nei pressi della sua abitazione
e sono andato a casa”.Domanda:-Ieri mentre era in compagnia di CENTO Francesco, ha notato se lo
stesso avesse delle ecchimosi al di sotto dell’occhio sinistro, ovvero delle lesioni
sul viso e una ferita sul labbro inferiore?Risposta:-“NO, NON AVEVA NULLA”.
Domanda:-Saprebbe riferirmi dove si trovavano gli altri membri della sua
famiglia, al momento dell’esplosione dei colpi di arma da fuoco?Risposta:-“Si, mia moglie e i miei tre figli si trovavano con me a casa”Domanda:-Saprebbe riferirmi a che ora è uscito di casa e per andare dove?Risposta-“Sono uscito alle ore 05:45 circa, in quanto dovevo raggiungere la
località montana ove svolgo il mio lavoro in qualità di operaio AFOR della squadra
antincendio Aib, la località è il Monte Cuma di Roccaforte del Greco”.Domanda:-Saprebbe riferirmi se quando è transitato sulla via Provinciale per
recarsi al lavoro,
ha notato persone o mezzi, ovvero visto bossoli, cartucce
o
altro sul manto stradale?Risposta:-“No, ho visto solo delle persone passare, ma non ricordo chi erano?-///
Domanda:-Saprebbe dirmi sul posto di lavoro chi altro c’era con lei e se lì,
è
venuto a conoscenza di altri particolari o di circostanze relative all’esplosione di
colpi di armi da fuoco?Risposta:-“Vi erano tutti gli operai della nostra squadra, in quanto essendo
domenica nessuno è a riposo. In tutto siamo in otto persone è precisamente,
oltre
a me, c’era mio fratello MAESANO Salvatore; PROSCENIO Domenico;
CENTO Carmelo; PITASI Domenico Antonio; ATTINA’ Paolo,
IARIA Annibale e
TRAPANI Giovanni. Non ho avuto nessuno notizia sull’esplosione dei colpi di arma
da fuoco, essendo io una persona che per natura è riservata, è visto che non ho
parlato con nessuno. Preciso che nessuno
ha parlato di questo evento, in quanto
forse non interessava a nessuno, ovvero non era nota a nessuno dei miei
colleghi”.Domanda:-Avete
altre
notizie
utili
da
fornire,
per
meglio
lumeggiare
sull’accaduto?
Risposta:-“No”.Domanda:-Saprebbe riferirmi i nomi di persone che saprebbero fornire indicazioni
utili, ovvero che erano presenti al momento dei fatti?Risposta:-“No”.6. CENTO Giuseppe:
Domanda:-Signor CENTO, lei giorno 01/07/2006 è stato cresimato?Risposta:-“Si, io giorno 01 luglio 2006,
mi sono cresimato a Reggio Calabria,
presso il Duomo alle ore 10:00 del mattino, poiché in futuro ho intenzione di
contrarre matrimonio”.Domanda:-Sig. CENTO lei dopo la cresima,
dove ha trascorso il resto della
giornata e dove ha festeggiato?Risposta:-“Dopo la cresima soltanto con i membri della mia famiglia, siamo andati
al ristorante Magna Grecia di
Lazzaro di Motta San Giovanni (RC). In serata
siamo rientrati io e la mia famiglia. Al rientro
a Roccaforte del Greco (RC) ho
festeggiato presso la mia abitazione con tutti i parenti e con degli amici”.-
Domanda:-Sig. CENTO saprebbe elencarci le persone che
erano a festeggiare
con lei a Roccaforte del Greco (RC) nella serata del 01/02/2006, in occasione
della sua cresima?Risposta:-“Si, con me vi erano i miei nonni materni, TRAPANI Francesco e MOSCHETTINI Delia,
mia madre TRAPANI Carmela, sua zia TRAPANI Giuseppina con il figlio TRAPANI Salvatore, mio
zio TRAPANI Antonino con tutta la sua famiglia, mio cugino CENTO Francesco, classe 1972 che abita
a Roccaforte del Greco (RC) alla via Provinciale 104, la mia fidanzata COLORISI Preziosa, nata il
17/07/1986 a Locri (RC) residente a Melito di Porto Salvo (RC) in via A. Orlando, tutti i componenti
della famiglia della mia ragazza, tra i quali il padre COLORISI Domenico classe 1948; inoltre vi era
CENTO Andrea, di Roccaforte del Greco ex. vigile urbano di questo Comune, attualmente addetto alla
Polizia Provinciale di Reggio di Calabria, unitamente ai figli CENTO Rocco il quale è stato il mio
padrino di cresima, nonché tutti gli altri componenti della sua famiglia, MAESANO Giovanni, di
Roccaforte del Greco abitante nella via Provinciale di questo centro al numero 47, nonché tutta la
famiglia di RUSSO Leone, unitamente alla moglie PITASI Maria ed ai figli”.Domanda:-Sig. CENTO saprebbe riferirci sino a che ora vi siete intrattenuti a festeggiare a casa sua?Risposta:-“Si, all’incirca sino alle ore 24:00, infatti subito dopo, mentre ci trovavamo fuori di casa
nostra, io e mia madre sono passati i Carabinieri”.Domanda:-Sig. CENTO saprebbe dirci se a suo avviso qualcuno in quella serata ha esagerato nell’uso
degli alcolici?Risposta:-“No, in quella serata nessuno ha abusato nell’uso di bevande alcoliche, non si è ubriacato
nessuno”Domanda:-Sig. CENTO cosa ha fatto dopo che tutti gli invitati sono andati via?Risposta:-“Dopo la fine della festa, essendo stanco sono andato a dormire.”Domanda:-Signor CENTO Giuseppe saprebbe dirmi se lei nella mattinata del 02/07/2006 ha sentito
esplodere dei colpi di arma da fuoco?Risposta :-“No, io nella mattina del 02/07/2006 verso le ore 05:45 –06:00, ho sentito della gente
gridare, mi sono alzato e sono andato a casa di mio zio CENTO Rocco e di mio cugino CENTO
Francesco a vedere cosa fosse successo, in quanto le grida provenivano da casa loro”.Domanda:-Sig. CENTO lei quando è arrivato a casa di suo zio, cosa ha visto, cosa ha sentito e cosa gli
hanno riferito i suoi parenti?Risposta:-“Non ho visto nulla, ho sentito che gridavano tutti, dicendo che avevano sentito dei colpi di
arma da fuoco esplodere, senza spiegarci se avessero sparato a qualcuno oppure la località esatta dove
avevano sparato. Non avendo visto mio zio CENTO Rocco, sono andato unitamente a mio cugino
PANGALLO Francesco di Roccaforte, impresario edile con la sua autovettura a cercare mio zio
CENTO Rocco, per vedere se gli fosse successo qualcosa. Nel mentre stavamo andando a cercarlo
abbiamo visto i Carabinieri, quindi sicuri che fosse tutto apposto siamo ritornati indietro, ho visto
che la macchina era a casa e quindi è ritornato a casa sua”Domanda:-Sig. CENTO perché non è ritornato a casa si suo zio per vedere cosa era successo?Risposta:-“Perché quando sono ritornato sotto casa mia, ho visto mia madre la quale mi ha detto che era
tutto apposto, si erano solo spaventati senza riferirmi nulla”Domanda:-Sig. CENTO lei cosa ha fatto dopo che sua madre le ha detto che era tutto regolare?Risposta:-“Sono andato nuovamente a dormire, mi sono svegliato nel pomeriggio e sono andato via da
Roccaforte del Greco per lavoro”Domanda:-Sig. CENTO Giuseppe lei quando ha visto l’ultima volta suo zio CENTO Rocco e quando ha
visto per l’ultima volta suo cugino CENTO Francesco nel giorno 02/07/2006?Risposta:-“Io ho visto mio zio CENTO Rocco il giorno 01/07/2007, alle ore 19:00 circa, quando è
venuto a darmi gli auguri, per poi vederlo in lontana il giorno 02/07/2006 alle ore 07:00 circa. Preciso
che prima le ho detto che non l’avevo visto, perché pensavo che lei volesse sapere se vi avevo parlato,
cosa che io invece non ho fatto. Ho visto mio cugino l’ultima volta ai festeggiamenti della Cresima e
precisamente giorno 02/07/2006 alle ore 01:00 circa mentre era in auto con MAESANO Giovanni ed è
stato fermato dai Carabinieri?Domanda:-Sig. CENTO Giuseppe, quando lei ha visto l’ultima volta a suo cugino CENTO Francesco,
figlio di suo zio Rocco, saprebbe descriverci in quali condizioni di salute si trovava?Risposta:-“STAVA BENISSIMO, ANCHE SE AVEVA QUALCHE GRAFFIO SULLA FACCIA”Domanda:-Sig. CENTO Giuseppe, saprebbe descriverci in modo più dettagliato quali graffi avesse
sul viso suo cugino CENTO Francesco e saprebbe riferirci se lui le ha riferito dove e come se li
era procurati?Risposta:-“MIO CUGINO CENTO FRANCESCO AVEVA DEI LEGGERI GRAFFI, SENZA
AVERE NESSUN EMATOMA, NON AVEVA NESSUN TAGLIO SUL VISO, NE SULLE
LABBRA E NEANCHE SOTTO AGLI OCCHI, io non gli ho chiesto nulla perché ero impegnato
nei festeggiamenti e perché i graffi erano davvero lievi, quindi non mi hanno insospettito”.Domanda:-Sig. CENTO Giuseppe, saprebbe riferirci se ha parlato con suo cugino CENTO Francesco e
con MAESANO Giovanni, durante i suoi festeggiamenti e se sì, di cosa ha parlato?Risposta:-“No, non abbiamo parlato di nulla”.Domanda:-Sig. CENTO ha visto parlare suo cugino CENTO Francesco e MAESANO Giovanni parlare
tra loro, nella serata dei suoi festeggiamenti?Risposta:-“No, io li ho visti assieme soltanto quando erano nell’auto del MAESANO e sono stati fermati
dai Carabinieri”.Domanda:-Sig. CENTO ha visto suo cugino CENTO Francesco, durante i festeggiamenti preoccupato
ed impegnato a conversare con qualcuno oppure impegnato a parlare al telefono?Risposta:-“No, lui era normalissimo ed ha parlato con tutti gli invitati normalmente”-/
Domanda:-Sig. CENTO è a conoscenza del motivo per il quale suo zio CENTO Rocco non è venuto ai
festeggiamenti della sua cresima?Risposta:-“Si, perché era stanco”Domanda:- Sig. CENTO lei in questi giorni è stato via da Roccaforte del Greco?Risposta:-“Si, sono andato via nel pomeriggio di domenica, dopo che mi sono svegliato, per andare a
suonare e successivamente per andare a lavorare come autista, facendo rientro a Roccaforte del Greco
(RC) nella serata di ieri 04/07/2006”.Domanda:-Saprebbe dirmi se nella nottata del 02/07/2006 ha sentito gente parlare nella via Provinciale
di Roccaforte, oppure autovetture in movimento?Risposta:-“No, dopo che sono andato a dormire non ho sentito nulla”.Domanda:-Avete altre notizie utili da fornire, per meglio lumeggiare sull’accaduto?Risposta:-“No”.Domanda:-Saprebbe riferirmi i nomi di persone che saprebbero fornire indicazioni utili, ovvero che
erano presenti al momento dei fatti?Risposta:-“No”.Va infine segnalto che nell’informativa nr Nr. 15/12-1 del Comando Stazione Carabinieri di
Roccaforte del Greco datata 06 luglio 2006 oltre a MAESANO Salvatore, denunciato alla Procura della
Repubblica di Reggio Calabria per quanto sopra riportato, anche CENTO Francesco – CENTO
Antonia – CENTO Rocco - PALAMARA Fortunata venivano denunciati per il reato p. e p. dagli
artt. 61 nr. 2 e 378 comma 1 C.P., perché, aiutavano il reo/i ad eludere le investigazioni delle
Autorità di P.G., in relazione all’esplosione di colpi di armi da fuoco.
Tale circostanza appare di fondamentale importanza al fine di rimarcare la grande forza
intimidatrice di cui il sodalizio criminale gode, ed in particolare si rimarca la posizione predominante
del MAESANO che conferma ampiamente le dichiarazioni rese dal collaboratore. Oltretutto conferma
la disponibilità di armi da parte del sodalizio.
(VEDASI ALLEGATO 60 ) “
La complessa vicenda appena esaminate, la lettura delle contrastanti dichiarazioni
delle persone che ne sono state protagoniste, il contrasto con quanto riferito
nell’immediatezza del fatto, e sotto l’onda della paura che non consentiva menzogne,
dai testimoni oculari del fatto, l’esito dell’attivita’ di P.G. consentono di ritenere
integrato un grave quadro indiziario in ordine al reato di cui al capo P) a carico di
Maesano Salvatore.
In particolare proprio il timore forsennato delle persone offese e dei loro congiunti
per le eventuali conseguenze di quanto dichiarato nel momento della paura da Cento
Antonia e dai suoi stretti congiunti, la platealita’ del successivo mendacio, della
ragazza e dei suoi familiari, sono la conferma piu’ genuina dell carisma mafioso di
Maesano Salvatore capace di intimidire anche chi ha rischiato di perdere o di vedere
gravmente ferito uno stretto congiunto sotto il fuoco aperto dall’indagato.
Sotto altro aspetto la vicenda prova la ferocia di Maesano Salvatore , la disinvoltura
nell’uso irresponsabile e criminale delle armi e lascia emergere, netta, l’idea guida
dell’indagato per il quale Roccaforte del Greco e’ luogo ove egli ritiene di poter agire
indisturbato, attentando all’incolumita’ di chiunque si ponga di traverso sulla sua
strada, a qualunque ora del giorno e della notte.
Il capo Q) - PANGALLO Franesco cl. 75
Analogamente la conversazione che di seguito si riporta di cui si legge a pag. 475 della
richiesta del P.M. consente di ritenere integrati i gravi indizi di reiita’ in ordine al
reato di cui al capo Q) a carico di Pangallo Francesco cl. 75. La chiarezza delle
affermazioni che di seguito si leggono non necessita’ di ulteriori commenti:
“
art 4 e 7 della legge 895/67 Porto Illegale di Pistola da parte di PANGALLO
Francesco cl. 75.
La conversazione che segue dà contezza degli elementi a carico di Pangallo Francesco cl. 75 in
ordine al reato di cui all’art. art 4 e 7 legge nr 895 del 02 ottobre 1967 perché portava in luogo
pubblico un’arma da fuoco illegalmente detenuta.
Conversazione intercettata all’interno dell’autovettura MITSUBISHI PAJERO targato ZA220RA RIT
385/05
Monitorato:
Registrazione:
306
Ora registrazione:
04/10/2005 06.47.52
Pangallo:Pangallo Francesco;
Uomo: in corso di identificazione;
Uomo2 in corso di identificazione
OMISSIS DALLE ORE 06.47.52 ALLE ORE 06.50.52
Uomo: Si è nascosto, lo bastardo di sbirro si è nascosto . E che ti stavo dicendo poi ho detto io deve
andare a Falerna
Pangallo:Mannaggia a .....ho investito
Uomo:Non comprensibile
Pangallo:e Se non guardano, stò baccalaro mi stava venendo di sopra sembra che dormono la mattina
Uomo:E Poi ...non comprensibile
Pangallo: Metto le cassette
Uomo:Mettile dietro ..la pistola ce l'abbiamo
Sale a bordo un altra persona di sesso maschile
Uomo:E ma la pistola
Uomo2: Non comprensibile
Uomo: a prima mattina
OMISSI dalle ore 06.51.44 alla fine
Roccaforte del Greco 04.10.2005
ALLEGATO 28G”
“
art 4 e 7 della legge 895/67 Porto Illegale di Pistola da parte di PANGALLO Francesco
cl. 75 e Rocco n-m-i-
La conversazione che segue dà contezza degli elementi a carico di Pangallo Francesco cl. 75 in
ordine al reato di cui all’art. art 4 e 7 legge nr 895 del 02 ottobre 1967 perché portava in luogo
pubblico un’arma da fuoco illegalmente detenuta, insieme ad altro soggetto n.i..
Conversazione intercettata all’ingterno dell’autovettura MITSUBISHI PAJERO targato ZA220RA RIT
385/05.
In data 15.04.2006 al progressivo nr 4130 sull’autovettura sopra indicata viene intercettata una
conversazione, a bordo c'è Pangallo Francesco. Francesco dialoga con un uomo con il quale parla
dell'acquisto di una vettura o una Punto o una Alfa 147 (con la legge 104); poco dopo si avvicina il
signor Iaria Pietro (padre di IARIA Domenico Carmelo cl.1975 detenuto) e si intrattengono a dialogare
con quest'ultimo che poi Francesco riaccompagna a casa; Durante il tragitto Francesco dice a Pietro che
quello è Rocco Macina (verosimilmente lo incontrano); Francesco domanda dove si trova Agostino
(ndr. PALAMARA Agostino) ed aggiunge che si trova a Reggio Calabria, poco dopo Pietro scende
dall'auto e Francesco prosegue; ore 17,48 sale a bordo dell'auto Rocco; Rocco dice che poco anzi si è
incontrato con Scaramozzino, Francesco domanda chi è e Rocco dice che si tratta del cugino (di
Francesco); Francesco chiede a Rocco perchè mette la cintura e Rocco risponde che li ha visti
passare da sotto con un'Alfa Sud Sprint ed erano quelli di Melito (verosimilmente Carabinieri) ed
aggiunge che li arrestano pure se li fermano perchè ha addosso la pistola (irregolarmente
detenuta); Francesco dice di disfarsi della pistola e di scendere dall'auto ed aggiunge che sono fatti
suoi, continuano la marcia; Rocco dice che è passato Francesco suo cugino e che è una brava persona
e che sono molto amici con Rocco; Rocco dice che con Franco si sono conosciuti a Melito e parlano del
fidanzamento di quest'ultimo. Poi si fermano a dialogare con un uomo di donne; L'uomo racconta un
episodio avuto con tale Ciccio che lo voleva ammazzare, ma non ha avuto paura ed aggiunge che non ha
avuto paura neanche di Andrea Macina (ndr. TRAPANI Andrea) e di Pietro Banana che gli volevano
fare una fossa dietro al campo per sotterrarlo e lo avevano pure portato sul posto per realizzare questo
intento, Francesco dice che stavano scherzando; ore 17,56,39 Rocco dice a Filippo che l'altro giorno ha
avuto paura quando gli ha puntato la pistola da Pietro Macina (ndr. TRAPANI Pietro); Filippo dice che
non era una vera pistola ma che si trattava di una a salve. Ore 18,02 Rocco va via perchè ha paura che
arrivi la visita medica in quanto è in malattia; Dialogo amichevole tra i due, fino alle ore 18,08, che si
fermano e scendono dall'auto.
OMISSIS dalle ore 17.38.33 alle ore 17.48.37
Pangallo:Andiamo Rocco dai!
Rocco:E' passato mio comapre ora ora
Pangallo:Chi?
Rocco:Non comprensibile
Pangallo:Allora?
Rocco:Non comprensibile
Pangallo:Come andiamo?
Rocco:Scaramozzino
Pangallo: Chi è?
Rocco:Tu cugino chi è
Pangallo:Cugino, e me lo avete salutato?
Rocco:E! Te l'ho salutato con me siamo intimi amici!
Pangallo:Che cazzo ti attacchi a fare? (ndr si riferisce alla cintura di sicurezza)
Rocco:ora ora sono passati per là verso sotto!
Pangallo:Quelli di Roccaforte erano?
Rocco:Eh!
Pangallo:Con la campagnola erano?
Rocco:No quelli di basso (ndr di melito)
Pangallo:Con quale?
Rocco:Un Alfa Sud Sprinti (Forse un 156)
Pangallo:Ma che cazzo dici!
Rocco:Ci arrestano che ho la pistola addosso
Pangallo:La pistola la togli scendi a terra
Rocco:La pistola ti arrestano
Pangallo:Non comprensibile
OMISSIS dalle ore 17.49.31 alle ore 18.12.50
Roccaforte del Greco, 15.04.2006
ALLEGATO 28H
La conversazione sopra appena trascritta non confluisce in alcun capo di imputazione
perche’ il detentore dell’arma, tale Rocco, non e’ stato identificato e Pangallo
Francesco ha chiaramente manifestato, in questo frangente, la sua dissociazione
rispetto alla detenzione di una pistola da parte di Rocco n.m.i.
Diversamente si deve concludere per le conversazioni che seguno e relativamente ai
reati di cui ai capi R) per Pannuti Antonino, S) per Iaria Domenico Carmelo e Stelitano
Filippo, T) per Spano’ Teodoro
Capo R) – Pannuti Antonino
Scrive il P.M.:
art 4 e 7 legge nr 895/67 Porto Illegale di Pistola da parte di PANNUTI Antonino.
La conversazione che segue dà contezza degli elementi a carico di Pannuti Antonino in ordine al
reato di cui all’art. art 4 e 7 legge nr 895 del 02 ottobre 1967 perché portava in luogo pubblico
un’arma da fuoco illegalmente detenuta.
CONVERSAZIONE INTERCETTATA 328/0137962 in uso a PANNUTI Antonino
RIT 704/05 .
Monitorato: 3280137962
Registrazione:
4200
Ora registrazione:
27/06/2005 19.11.46
Interlocutore
+393207831245
Nino chiama Rosita. Rosita chiede a Nino dove sia e Nino le dice che sta andando a prendere una
pistola, che la sta portando ed è con la macchina. Nino le dice se ha capito dove sta andando e poi le
dice che questa macchina non gli sale e non sa da dove andare. Rosita gli dice che questi discorsi non li
vuole sentire e poi gli domanda se è con la macchina vecchia e Nino dice di si. Rosita dice a Nino di
essere andata dalla dottoressa la quale le ha prescritto alcune medicine a causa dei forti dolori che ha
avuto la sera precedente. Rosita dice di avere fatto il test e la dottoressa le ha riscontrato una colite.
Rosita: Ciao!
Nino:Ou!
Rosita:Ma dove sei?
Nino:In Giro!
Rosita:ma vai a romperti il sedere !Ma perchè mi devi rispondere sempre così!
Nino:Mi stai rompendo i sono andato a prendere una pistola la stò portando e sono in macchina va
bene!
Rosita: Scascio ...ti pila pisciloa fracita
Nino:Hai capito dove sono andato ! non comprensibile Pronto!Hai sentito
Rosita:No non voglio sentire
Nino:E allora che cazzo vuoi?
Rosita:uesti discorsi non li voglio sentire
Nino:Mannaggia san....
Rosita:Ma che sei con la macchina vecchia
Nino:Si! e Allora?
Rosita:Niente quà ora sono andata dalla dottoressa mi ha ordinato medicine
OMISSIS 19.12.43 alle ore 19.13.46
ALLEGATO 36E
La conversazine contiene una chiara confessione dell’indagato.
Analogamente deve concludersi per la conversazione che segue in capo a Iaria
Domenico Carmelo e a Stelitano Filippo e per il successivo capo T) per Spano’ Teodoro
Quanto a tale ultimo fatto di reato si osserva che Spano’ Teodoro on avrebbe chiesto
informazioni per acquistare le guancette di una pistola Beretta se non ne avesse
posseduta una su cui effettuare la eventuale sostituzione.
Sussiste per tutti l’aggravante di cui all’art. 7 L. 203\91. Tutti gli indagati, come si
vedra’, risulterranno inseriti in un’associazione di tipo mafioso e, anche ove gli indizi in
tal senso non saranno ritenuti gravi ( sara’ il caso di Stelitano Filippo) deve rilevarsi
che la assidua frequentazione con persone certamente affiliate ( e’ il caso di Stelitano
con Iaria Dmenico Carmelo) accredita l’ipotesi che delle armi l’indagato sia venuto in
possesso grazie a canali dell’associazione. ,
Capo S) – Iaria Domenico Carmelo, Stelitano Filippo
art 4 e 7 della legge 895/67 Porto Illegale di Pistola da parte di IARIA Domenico
Carmelo e STELITANO Filippo
La conversazione che segue dà contezza degli elementi a carico di IARIA Domenico Carmelo e
STELITANO Filippo in ordine al reato di cui all’art. art 4 e 7 legge nr 895 del 02 ottobre 1967 perché
portavano in luogo pubblico un’arma da fuoco illegalmente detenuta.
Conversazione registrata sull’autovettura LANCIA Y targata BJ427HV RIT 1289/04Progressivo
nr. 4517 del 16.05.2005, alle ore 14.38, per la durata di 10,04 min., (Global Position System: Roccaforte
del Greco LAT. 38°02'38.99"NORD-LONG.15°54'04.87"EST) Auto in movimento, si sente Domenico
dialogare con STELITANO Filippo (alias Reina Sorv. Spec. di P.S.). Filippo dice come fa, fa primiera.
Gli stessi dopo aver fatto un pò di strada alle ore 14,43 si fermano in località Scala di Roccaforte del
Greco (vds. G.P.S.) dove provano un'arma, verosimilmente una pistola, infatti si sentono degli spari.
Poi Domenico dice “dov'è caduto” e poi dice “uno qua dentro è caduto”, riferendosi verosimilmente ad
un bossolo. Poi Domenico dice che deve essere oliata e riprendono la marcia. Dialogo incomprensibile.
In questa conversazione è chiaro che IARIA Domenico ha la disponibilità di una pistola; si noti
che anche in precedenza, in altra conversazione tra il fratello Annunziato ed altre persone, si parlava di
comprare una pistola (vds nota 58/39-18-19-2004 del 01.05.2005).
Roccaforte del greco 16.05.2005
ALLEGATO 20BG
Capo T) – Spano’ Teodoro
“
art. 4 e 7 della legge 895/67 Porto Illegale di Pistola da parte di SPANO’ Teodoro.
Le conversazioni che seguono e le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Mesiano Carlo
dànno contezza degli elementi a carico di SPANO’ Teodoro in ordine al reato di cui all’art. art 4 e 7
legge nr 895 del 02 ottobre 1967 perché portava in luogo pubblico un’arma da fuoco illegalmente
detenuta.
Conversazioni intercettate sull’utenza 0965/640512 in uso a SPANO’ Teodoro.
Monitorato:
Registrazione:
1752
Ora registrazione:
08/02/2005 5.31.34
Teodoro e la BERETTA (fabbrica d'armi) - Chiede informazioni sulle guanciole di una pistola - poi
chiede se è possibile fare acquisti on-line ALLEGATO 9G
Monitorato:
Registrazione:
1772
Ora registrazione:
08/02/2005 10.32.35
Teodoro e la BERETTA - teodoro vuole informazioni su le guanciole di una pistola ma cade la lineaALLEGATO 9H
Monitorato:
Registrazione:
1773
Ora registrazione:
08/02/2005 10.33.24
Teodoro e la BERETTA Teodoro vuole acquistare delle guancette per una pistola - non può acquistarle
direttamente in fabbrica ma deve rivolgersi ad un armeria (costano 450 euro + IVA).
ALLEGATO 9I
Oltre alle conversazioni sopra riportate, che fanno ritenere che SPANO’ Teodoro sia
possesso
di un arma da sparo, si
riporta lo stralcio delle dichiarazioni rese dal
in
collaboratore
MESIANO Carlo sul punto:
A: ma lei prima le ho chiesto se avevano armi o non avevano armi ha detto delle cose su SPANO’
Teodoro adesso . percio che aveva ce l’aveva?
B: Teodoro, una 357 con un giubbotto camminava pure.
A:Questo quando dopo l’attentato?
B: Si Dopo la sparatoria.
Dopo la sparatoria ?
B: Si!
A: ma lei lo dice perché lo ha visto?
B: no.
A: Come lo sa?
B: So, me lo ha detto Mimmo PALAMARA, il suo ex giovanotto, quello che cammina con GULLI’,
Mimmo PALAMARA purtroppo per le date il lavoro che faccio dati degli assegni, date degli appalti,
però su quello che…
Capo U)- Sottile Claudio e Sottile Carmelo
“
IL POLIGONO ABUSIVO
(detenzione e porto illegale di armi da fuoco ed esplosivi da parte di Sottile Claudio e Sottile Carmelo)
Ulteriore conferma che il sodalizio oggetto delle presenti investigazioni abbia una considerevole
disponibilità di armi, si evince anche dal monitoraggio dell’utenza telefonica mobile 320/0794341 in
uso a SOTTILE Claudio (RIT 1593/04 prima e 655/05 poi)
Infatti, dall’ascolto dell’utenza sopra indicata, è emerso che lo stesso, unitamente al fratello,
SOTTILE Carmelo e ad altri soggetti non meglio identificati, abbia approntato un poligono di tiro a
cielo aperto, improvvisato in C.da Rosetta del Comune di Condofuri (RC).
Di seguito le risultanze investigative utili a dimostrare quanto sopra sul conto del SOTTILE.
In data 08.11.2006 al progressivo 6936, in sottofondo, mentre il telefono intercettato è in trasmissione,
si sente la deflagrazione di un colpo d’arma da fuoco; la conversazione sfocia nel risponditore
automatico della WIND. Il telefono risulta essere in possesso di SOTTILE Claudio poiché la
conversazione è in entrata.
ALLEGATO 12A
In data 09.11.2006 al progressivo 6969,
Sintesi:
SOTTILE parla con la fidanzata e la stessa chiede dove si trovi; Claudio le risponde che “è lì sotto” (in
sottofondo si sente un colpo d'arma da fuoco e delle voci di altre persone).
ALLEGATO 12B
Registrazione:
5552
Ora registrazione:
20/09/2006 18.52.04
Interlocutore
+393206763903
Sintesi:
Sottile chiama Domenica a cui dice di trovarsi là sotto nei campi che sta sparando due colpi con il
fucile insieme al cugino.
ALLEGATO 12B
Monitorato: 393200794341
Registrazione:
6719
Ora registrazione:
29/10/2006 15.59.26
Interlocutore
+393206763903
Sintesi:
Domenica chiama il suo fidanzato (in sottofondo si sentono colpi d’arma da fuoco tanto che
Domenica chiede se stanno sparando).
ALLEGATO 12D
Monitorato: 3200794341 - RIT 655/05
Registrazione:
6783
Ora registrazione:
01/11/2006 16.57.37
Interlocutore
+393206763903
Sintesi:
Manganaro Domenica chiama Sottile Claudio il quale le dice che è sotto a sparare.(in sottofondo si
sentono esplosioni di colpi d’arma da fuoco e altre persone presenti che parlano tra loro).
La cella che aggancia la conversazione è la nr. 222-88-45023-2190 di Condofuri (RC) frazione Marina Cda. ROSSETTI, quindi è chiaro che il telefono monitorato si trovi nelle vicinanze del ripetitore in
quella località.
ALLEGATO 12E
Monitorato: 3200794341 - 655/05 RIT
Registrazione:
6904
Ora registrazione:
06/11/2006 14.25.22
Interlocutore
+393206763903
Sintesi:
(in sottofondo si sentono colpi d'arma da fuoco )SOTTILE parla con la fidanzata e la stessa chiede
dove si trovi; SOTTILE risponde che si trova a casa.
Cella 222-88-45023-2190 di Condofuri (RC) frazione Marina - Cda. ROSSETTI
ALLEGATO 12F
Monitorato: 3200794341 - 655/05
Registrazione:
6936
Ora registrazione:
08/11/2006 13.50.41
Interlocutore
+393477057433
( SI SENTONO DUE COLPI D'ARMA )
ALLEGATO 12F
Monitorato: 3200794341 – 655/05
Registrazione:
6969
Ora registrazione:
09/11/2006 17.13.32
Interlocutore
+393206763903
Sintesi:
SOTTILE parla con la fidanzata la stessa chiede dove si trovi e lui risponde che è lì sotto (in sottofondo
si sente un colpo d'arma da fuoco e delle voci di altre persone)
ALLEGATO 12H
In data 11.11.2006 al progressivo 7023 utenza 320/0794341 (RIT 655/05) è stata registrata una
conversazione tra SOTTILE Claudio e una persona di sesso maschile che si presenta come suo cugino
non meglio identificato. La conversazione si riporta integralmente nella parte di interesse:Claudio
Pronto!
Cugino
A bellezza di mio cugino Claudio!
Claudio
Buongiorno e ....non comprensibile.
Sottile
Come andiamo!
Claudio
A qua siamo stiamo provando la balistica con Prestopino
Cugino
-Si sente una risata ...le solite botte asciutte?
Claudio
Si asciutte bagnate, tutte si calcolano traiettoria
Sottile
Bene, bene.
Claudio
Stiamo scrivendo il nuovo codice della balistica.
Cugino
-Della balistica...
Claudio
Mondiale. Si apre si chiude tutte queste cose qua.
OMISSIS DALLE ORE 16.46.34 ALLE ORE 16.55.10
Claudio passa il telefono al fratello Carmelo e si sentono degli spari in sottofondo;
Carmelo
Senti perché non mi hai telefonato.
Cugino
Senti un pò io sapevo che era un pò di più tuo fratello cosi acchiappo a suo fratello e lui
mi deve rispondere
Carmelo
Non ho capito nulla !
Cugino
Tu non hai capito nulla perché non vuoi capire e il bello è che ha piani (ndr pianure) l'ha
sotto è ancora non capisce
Carmelo
Nel piano della pisella siamo (ndr pisella è un modo di dire per intendere la
Ndrangheta)
Cugino
Apposta dico io , quando prendono il brigliozzo...non comprensibile
Carmelo
Senti perché non sei venuto.
Cugino
Ma perché lavori cogl...che non sei altro che lavori a fare
Carmelo
Ma oggi se eri qua con uno "scavatoreddu" (ndr uno scavatore) ti saresti divertito
Cugino
Per davvero
Carmelo
Ti saresti divertito con lo scavatoreddu
Cugino
O butta della madosca...
(In sottofondo si sente un uomo che dice): Un poco di armi.
Carmelo
Grida più forte baccalaro
Cugino
Mi divertivo davvero.
(In sottofondo) "abbiamo un poco di tritolo che lo stiamo sotterrando"
Cugino
Che fate che state facendo state provando cartucce cose
Carmelo
No mio cugino Melo gioca con il fucile e rompe i co...perché non è capace di
guardare quello che deve sparare gioca con il fucile.
(interviene un interlocutore che dice) abbiamo preso uno scavatore che dobbiamo sotterrare ...
Cugino
Bene , bene vi siete ingranditi per dire và...
Carmelo
Si mio cugino Melo...Nino si è ingrandito apposta lo abbiamo portato qua nel piano
della Pisella pure a lui.
Cugino
Bene, bene, rozzolatavi lì e divertitevi.
(In sottofondo) "vieni pure tu in mezzo alla pisella storto".
Carmelo
Suo padre la faceva sempre vicino all'orto Cugino. Divertitevi, divertitevi, che
qualche minuto
Carmelo
Va bene domani mattina andrai a caccia.?
OMISSIS dalle ore 15.57.20 alle ore 16.58.
ALLEGATO 12I
Monitorato: 3200794341 – 655/05 RIT
Registrazione:
7378
Ora registrazione:
25/11/2006 16.26.24
Interlocutore
+393206763903
Sintesi:
SOTTILE parla con la fidanzata e durante la conversazione si sente un colpo di arma da fuoco; la
fidanzata allora chiede se fossero “la sotto a sparare” e SOTTILE conferma.
ALLEGATO 12L
Monitorato: 3200794341 - RIT 655/05
Registrazione:
7703
Ora registrazione:
10/12/2006 09.10.19
Interlocutore
+393477031518
Sintesi:
SOTTILE dialoga con Siviglia. Sottile gli passa un Uomo (medico); conversazione durante si sentono
degli spari di fucile. SOTTILE è in assieme al fratello Luciano ed al cugino che fa il medico.
Al fine di accertare la presenza di altri soggetti presenti sul luogo del poligono, la P.G.
procedente ha installato un sistema di video-sorveglianza esterna, ma la relativa telecamera è stata
rinvenuta e rimossa, pertanto il servizio in questione non ha prodotto gli effetti desiderati.
ALLEGATO 12M
Le conversazioni sopra riportate inducono a ritenere con assoluta certezza che i fratelli
SOTTILE, Claudio e Carmelo, abbiano gestito un poligono nel quale venivano utilizzate delle armi da
fuoco anche di grosso calibro.
Questa considerazione è il frutto sia di quanto si è ascoltato in sottofondo (si sentono, nitidi, gli
spari di armi da fuoco) durante il monitoraggio dell’utenza telefonica di SOTTILE Claudio (utenza
320/0794341 – RIT 655/05) sia degli espliciti riferimenti fatti all’argomento delle armi nel corso della
conversazione di cui al progressivo 6969 dello 09.11.2006 (vds sopra per la trascrizione integrale),
intercorsa tra SOTTILE Claudio prima e SOTTILE Carmelo poi, con un soggetto di sesso maschile non
meglio identificato. Nel corso di tale conversazione vengono captate frasi del tenore “stiamo provando
la balistica con Prestopino”, “palle asciutte”, “abbiamo un poco di tritolo che lo stiamo sotterrando”,
“Un poco di armi”; ma ancora più emblematica è l’allusione al “piano della Pisella”, località
immaginaria che nel linguaggio criptico della ‘ndrangheta indica appunto l’organizzazione criminale
stessa.
A ulteriore riscontro delle conversazioni sopra riportate è doveroso aggiungere
che in data 19.02.2006, intorno alle ore 19.00, in C.da Rosetti del Comune di
Condofuri, stesso luogo ove è stata dedotta la presenza del poligono in parola, si
produceva una forte esplosione nelle adiacenze di un appezzamento di terreno di
proprietà di SOTTILE Giuseppe, nato a Terme Vigliatore (ME) lo 01.01.1933,
residente Condofuri Via Marina; in tale occasione personale del Commissariato di
P.S. di Condofuri, intervenuto sul posto, rilevava la presenza dell’involucro di una
bomba a mano marca Breda mod 35 nonché di prodotti esplodenti della ditta
“Sabino S.r.l.”, oltre a frammenti di Cartucce per fucili da caccia. A quanto
detto si aggiunge che personale del Comando Stazione CC di Condofuri - San
Carlo il 14.11.2006, produce una relazione di servizio nella quale dà atto del
rinvenimento, nella località più volte ricordata di C.da Rosetti, di una serie
consistente di elettrodomestici attinti da numerosi colpi d’arma da fuoco nonché
diverse bottiglie frantumate verosimilmente dai colpi. (vedesi allegato 62)
Per quanto sopra, SOTTILE Claudio, SOTTILE Carmelo ed altre persone rimaste ignote si
ritengono responsabili dei reati di cui all’art 4 legge nr 895 del 02 ottobre 1967 perché utilizzavano in
luogo pubblico armi da fuoco illegalmente detenute.
La disponibilità di armi dei fratelli SOTTILE va certamente ricollegata anche al sodalizio
criminale facente capo alla cosca ZAVETTIERI, operante in Roccaforte del Greco ed in altre parti del
territorio nazionale (con particolare riferimento alla provincia di Verbania), il cui reggente si identifica
in MAESANO Salvatore.
La dimostrazione di tale assunto, cioè della ricollegabilità delle armi alla cosca stessa, emerge
attraverso le considerazioni che seguono:
La figura di SOTTILE Claudio è emersa nel corso della presente inchiesta già alla fine del 2004,
cioè poco dopo il tentato omicidio di SPANO’ Teodoro e l’omicidio di PANGALLO Antonino. Lo
stesso è stato inizialmente attenzionato con RIT 1593/04 poiché in stretto contatto con PARISI Antonio,
altro personaggio inserito nella presente indagine costantemente in contatto con MAESANO Salvatore
(cfr. anche capitolo relativo al traffico di sostanza stupefacente).
Si aggiunge che lo stesso SOTTILE Claudio nell’anno 2004, unitamente a SIVIGLIA Annunziato,
ha preso in affitto una costruzione (capannone) in Milano di proprietà proprio di PARISI Antonino,
ufficialmente per fini commerciali (stoccaggio e distribuzione di prodotti per pasticceria). Ad
abundantiam si evidenzia che PARISI Antonio e SOTTILE Claudio sono cugini in quanto il padre del
SOTTILE è fratello della madre del PARISI.
Ulteriore conferma dello stretto rapporto che insiste tra i fratelli SOTTILE, Claudio e Carmelo, con il
gruppo criminale in trattazione ed in particolare con la fazione che opera nella zona dell’Ossola
(provincia di Verbania) si evince chiaramente dal servizio di O.C.P. effettuato dalla Compagnia CC di
Domodossola (Nucleo Operativo e Radiomobile) in data 09.09.2005; in questa circostanza, a seguito
dell’attività tecnica in atto nell’ambito del presente procedimento, la P.G. operante (Compagnia
Carabinieri di Melito di Porto Salvo), unitamente al Reparto Operativo del Comando Provinciale CC di
Verbania, sub delegato all’ascolto di alcune utenze telefoniche in uso a personaggi originari di
Roccaforte del Greco e Condofuri ma da anni residenti in quella provincia, apprende di un incontro che
doveva avvenire in Domodossola, tra ATTINA’ Paolo, giunto dalla Calabria, con PIZZI Bruno e
PALAMARA Domenico.
Veniva quindi approntato un servizio di OCP nel corso del quale si accertava quanto segue:•
L’incontro, citato sopra, avveniva verso le ore 16.20 presso il negozio di abbigliamento denominato
“STOK HOUSE” di proprietà di STELITANO Franco. All’arrivo dei militari sul luogo erano già
presenti tre personaggi di cui solo uno è stato possibile identificare compiutamente, in quanto saliva
a bordo di un’autovettura Fiat Punto di colore Bianco targata BH 497 BX, risultata intestata a
SOTTILE Carmelo, condotta per l’appunto dal SOTTILE Claudio.
•
Alle successive ore 16.22 giungeva a bordo della propria autovettura PIZZI Bruno che unitamente a
SOTTILE Claudio, STELITANO Franco, FERRARO Francesco, ZAVETTIERI Annunziato ed
altri personaggi non meglio identificati, si recavano presso il vicino bar Italia, da dove uscivano alle
ore 17.30. A questo punto il SOTTILE Claudio apriva il cofano dell’autovettura Fiat Punto ed
estraeva nr.3 valigie di colore scuro (apparentemente molto pesanti) consegnandole allo
STELITANO Franco. I due si salutavano e SOTTILE Claudio, risalito in macchina si allontanava
dal posto in cui aveva incontrato le persone sopra indicato, quindi appositamente fatto fermare da
una pattuglia della Radiomobile del luogo e quindi compiutamente identificato. In occasione del
controllo il SOTTILE riferiva di essere un rappresentante di prodotti tipici calabresi. Per la completa
illustrazione dell’episodio, si rimanda alla parte della presente richiesta relativa al traffico di
sostanze stupefacenti.
Quanto sin qui detto non lascia dubbi sulla disponibilità di armi dei germani SOTTILE e sugli stretti
collegamenti che effettivamente intercorrono tra questi – in particolare Sottile Claudio - e diversi
personaggi facenti capo alla consorteria mafiosa degli ZAVETTIERI.”
Le conversazioni del 20\9\06, 29\10\06, 1\11\06, 9\11\06, 25\11\06 di cui si legge
alle pagg. 485 e segg. della richiesta del P.M. non lasciano margine d dubbio alcuno in
ordine al fatto che Sottile Claudio si dedichi sistematicamente alle esercitazioni di
sparo, in compagnia di terze persone, in un luogo preciso di riferimento, posto all’aria
aperta.
Si tratta di conversazioni tra l’indagato e la fidanzata in cui si sente chiaramente
l’esplosione di colpi di arma da fuoco e in cui Sottile Claudio esplicitamente dice che
sta sparando.
La conversazione dell’11\11\2006 attesta, poi, che tale attivta’ viene condotta da
Sottile Claudio unitamente al fratello Carmelo che si trova in sua compagnia in quel
momento.
Entrambi fanno precisi riferimenti all’attivita’ che stanno svolgendo, all’impiego di
munizioni, si registra anche l’enfatica affermazione secondo cui i due fratelli stanno
riscrivendo il codice della balistica .
Si legge, circostanza ancora piu’ allarmante, che entrambi i fratelli, insieme ad un
cugino non identificato, hanno la necessita’ di sotterrare del tritolo.
Risulta evidente, a parere del Gip, che i fratelli Sottile gestiscono, di fatto, un
poligono di tiro abusivo, all’aria aperta ove persone non identificate si recano per
esercitarsi.
Le conversazioni sono di tale chiarezza che non necessitano di particolare commenti.
Merita, invece,
una riflessione la contestazione dell’aggravante di cui all’art. 7
L.203\91.
Se, infatti, alla luce di quanto si ascolta dire da Sottile Carmelo e Sottile Claudio e,
soprattutto, delle esplosioni di colpi di arma da fuoco registrati in sottofondo delle
conversazioni puo’ dirsi assistito da gravita’ indiziaria che Sottile Claudio e Sottile
Carmelo gestiscano un poligono di tiro abusivo, sotto altro profilo, non risulta in alcun
modo chi siano coloro che il poligono frequentano.
Allo stesso modo il riferimento fatto dagli indagati di trovarsi nel piano “della pisella”
è’ possibile, visto il significato attribuito al termine “pisella” dalla P.G. , che alluda
all’esistenza di un collegamento con ambienti di ‘ndrangheta ma in difetto di ulteriori
elementi specifici, l’assunto non e’ assistito da gravita’ indiziaria.
Non puo’ non essere considerato, infatti, che
nonostante i predisposti servizi di
osservazione sul presunto luogo ove il poligono abusivo ha operato, non e’ stata
registrata la presenza di alcuno degli indagati per i reati di cui ai capi A) e B), ne’ di
persone appartenenti ad altre organizzazioni di tipo mafioso, ne’ sono emersi concreti
collegamenti con altre organizzazioni criminali del luogo ne’ contatti e frequentazioni
significative.
Il servizio di OPC condotto in collaborazione con l’Arma di Verbania non ha portato a
significative conclusioni sul punto.
E dunque deve concludersi che e’ certamente probabile che a frequentare il poligono
siano stati, e siano, anche gli indagati del presente procedimento per il reato di cui al
capo al capo A) cosi’ come e’ possibile che lo abbiano fatto altre persone vicine e\o
intranee a questa o quella cosca ma, in difetto di concreti elementi che determinino il
passaggio dalla sfera dell’astrattamente possibile, del ragionevolmente prevedibile al
dato storicamente verificabile, affermarlo in termini di gravita’ indiziaria sarebbe
mera tautologia.
Capo V) – Romeo Vincenzo
Capo Z) – Ceravolo Giuseppe
Si legge nella richiesta:
“
Artt. 4 e 7 ella legge 895/67 ROMEO Vincenzo, CERAVOLO Giuseppe, detenzione
di armi da fuoco.
La conversazione che segue dà contezza degli elementi a carico di ROMEO Vincenzo e
CERAVOLO Giuseppe in ordine al reato di cui all’art. art 4 e 7 legge nr 895 del 02 ottobre 1967
perché portavano in luogo pubblico armi da fuoco illegalmente detenute.
In data 01.07.2006 al progressivo 792 viene registrata una conversazione tra ROMEO Vincenzo
e CERAVOLO Giuseppe, nato a Scilla (RC) il 14.04.1955; i due sono in viaggio di ritorno da Massa
Carrara e nell’autovettura si registra la seguente conversazione:
ROMEO: Ora mi sento per quell'operazione, tutto pronto tutto a posto vado là, la macchina non c'è. ora
vediamo ora vediamo mi hanno detto di cercare una macchina, io gli ho detto scendi e dammi la tua,
se succede qualcosa vatti a coricare. -----------------///
CERAVOLO: Ha fatto la denuncia poi ?
ROMEO: No tutto regolare. Quando ha chiamato la prossima volta prima tieni la macchina pronta poi
ci sentiamo.
CERAVOLO: non comprensibile ... c'era una squadra che veniva da Firenze, non comprensibile erano
5 - 6 persone. non comprensibile, scendevano la mattina alle 6 , non comprensibile.
ROMEO: non comprensibile.
CERAVOLO: Era un bel fucile, fucile cartucce; Poi glieli abbiamo dati a uno per tenerli, quello
che hanno ammazzato quando mi sono sposato io, l'aveva posato dentro.
ROMEO: Eh!
CERAVOLO:L'aveva nascosto dentro, non comprensibile.
ROMEO: Io li tenevo nell'autostrada ad una parte (in un luogo), poi mi hanno arrestato ed ho
mandato mio fratello a recuperare , quando è andato non li ha trovato più, se li sono fregati.
CERVALO: Ah avete mandato a uno (una persona)?
ROMEO:No, questo quà che ha fatto quando li abbiamo posati, li abbiamo posati uniti (ndr
insieme), quindi lui sapeva dov’erano, poi a me mi hanno arrestato, gli ho detto che mio fratello
era andato a recuperali, , no te li porto io te li prendo io, poi è tornato non comprensibile, ma sai
dov’erano sono uscito pazzo per queste, è uscito pazzo veramente, ...non comprensibile.
CERAVOLO: Non comprensibile modello 70 non comprensibile, ad un certo punto al bivio ci sono i
Carabinieri, l'ha lasciata sopra un muretto, poi sono salito la sera a prenderla, sono tornato "appresso
iornu" (l'indomani), e non l'ha trovata, sono passati animali l'hanno tirata....non comprensibile. -------------------/////
ROMEO: Erano talmente nascosti bene che andava l'ANAS puliva, bruciava, pioveva, diluviava non si
sono mai fatti niente.--------------------////
CERAVOLO: E poi quello li ha trovati?
ROMEO:No quello non li ha trovati.sono andato a recuperarli e c'erano quelli dell'ANAS che
pulivano ho detto li ho persi. Poi erano subito disponibili, parcheggiavo in una piazzola in un
parte, saltavo un attimo sotto e li prendevo.
CERVALO: Questi scatta l'allarme.
ROMEO:Si questi quando passano 5 minuti chiamano a uno e chiedono cosa stà combinando se non
gli risponde al telefono fanno scattare l'allarme
.
OMISSIS DAL MINUTO 09.00 (la conversazione dura 36 minuti).
ALLEGATO 19D
La conversazione di cui sopra si ritiene di fondamentale importanza, infatti CERAVOLO parla di un
fucile e di cartucce che ha dato ad altra persona per conservarli e quest’ultima a suo dire li ha nascosti
(anche se il Ceravolo risulta titolare di porto d’armi – cfr. infra – è evidente, dal tenore della
conversazione, che trattasi di arma di cui lo stesso non dispone lecitamente, dal momento che si tratta di
arma che è stata affidata a terzi n.i. proprio al fine di essere occultata, il che appare del tutto
incompatibile con una lecita detenzione); ROMEO Vincenzo, continuando nella discussione, pur non
citando la parola armi (per il tono e le parole usate si ritiene che anch’egli si riferisca ad armi), parla
di cose che sono state nascoste e dopo che è stato arrestato ha mandato suo fratello Giuseppe a prenderle
e questi non le ha trovate. Enzo, aggiunge che erano ben nascoste e subito disponibili. Si deduce che lo
stesso ROMEO Vincenzo si riferisca a una circostanza passata, tuttavia che il medesimo sia collegato
al traffico di armi si deduce anche dalla conversazione intercorsa tra ROMEO Vincenzo e Pietro
NARDO registrata in data 24.05.2006 (al progressivo 645) sull’autovettura Fiat Stilo targata CH 516
FK ( RIT 575/06) dove NARDO Pietro e ROMEO Vincenzo conversano tra di loro e parlano di armi
in particolare di kalasnikov .
Si riporta trascrizione integrale
Nardo:Vedete questà
qui lavora a giornate pagamento in natura si porta la figlia e poi non
comprensibile
Romeo:Poi vi dovete regoalre voi!
Nardo:Ci vogliono i soldi compare Vincenzo che c'è ne sono tati bu.. strade strade.Avete visto guardate
che bello ma vi giuro che mi sono nauseato
Romeo:Vi stavo dicendo che ieri mattina come sono arrivato là da Ardore fino a Locri c'erano 4-5
macchine dei carabinieri che camminavano piano piano ed ad ogni macchina c'erano due con la testa di
fuori che guradavano sotto il bordo della strada e c'erano posti di blocco da tutte le parti sicuramente
gli è scappato qualcuno che hanno pensato che ha buttato qualcosa ed andavano trovato qualcosa e
c'era "bampato" che non si poteva camminare tanto che dovevo andare a fare un pò di cose urgente
che dovevo prendere anche un pò di soldi sono uscito e me ne sono andato dritto dritto ho preso la
Limina e me sono salito e vi ho chiamato non comprensibile
Nardo:No me ne sono venuto, abbiamo mangiato lì che hanno insistito che mangiassi là c'è Ernesto che
va cercando terra quanta c'è ne basta che c'è il prezzo
Romeo:Gli posso vedere quegli amici che lavorano
Le voci si accavallano
Nardo: Ma se c'è il prezzo gli interessa c'è un amico mio che fà direttamente lui
Romeo:Non comprensibile
Nardo:A proposito un altra cosa io quà ho quei problemi per quanto riguarda l'ingrosso però questo mi
devo prendere i documeNti ed ancora neanche me li ha dati e già hanno cominciato non comprensibile
questo è un pochettino non lo sò, gli ho detto io di portare pazienza ma pazienza non mi pare che ne
abbia
Romeo:Da quella ditta è arrivata che doveva arrivare qualche altra cosa
Nardo:Ma già stà camminando stà andando avanti
Romeo:Lì manca che mettiamo le firme sugli originali e che glielo mandiamo indietro e sentite un altra
cosa l'ha sopra quell'amico di là vi ha più detto qualcosa per quei gratta e vinci
Nardo:E ci siamo sentiti ieri ci siamo visti stamattina perchè ci siamo incontrati però dice che non
era d'accordo perchè dice a me mi toccano che avevamo fatti i conti 30 mila euro gli ho detto io guarda
non è questo il problema che lo accontentiamo, lo sistemiamo facciamo un poco io e un poco voi,
invece che c'è ne tocchi 30 c'è ne tocca 20 gliene diamo 50 e sistemiamo la partita non è che andiamo
vedendo i 10 milioni sopra e sotto però stavalta erano lui e Gerardo che io lo conosco pure a Gerardo e
dice guarda ne dobbiamo parlare sempre con lui benissimo parlate con lui e fatemelo sapere ora stà
aspettando ora ieri l'ho chiamato "ciao Mimmo" (saluta un passante) era quà in giro,
…
Nardo: Allora, per quella ambasciata non mi hai detto nulla. E fattibile allora come vieni mi chiami che
fino alle 16 io sono quà alle 14.30 va bene allora mi chiami che vengo a trovarti a casa
Romeo:Non comprensibile
Nardo:Ma se va bene pure questa operazione un paio di mesi
Romeo:Si questa l'unica cosa è non è che li fanno subito perchè la banca vuole la liberatoria
Nardo:E appunto per questo
Romeo:Ora non so nel dettaglio che operazione vogliono fare perchè per telefono non abbiamo parlato
lui mi ha detto che i controlli sono andati bene mi raccomandanto ce l'hai tu gli originali in mano
Nardo:Ma all'epoca l'originale gliela avete mandata
Romeo:Ce l'ho io nelle mani l'originale quella non gliela dò a nessuno nella mani gliela do quando
sono sicuro
che l’operazione è partita altrimenti non è che gli do l'originale
questi una partita
sicuramente fanno un programma non comprensibile che aspettavano che gli mando la ben garant e che
facciano siccome si vuole fare il discorso della garanzia per questa operazione
Si fermano a parlare con una donna
NARDO : Buongiorno commare? fatevi avanti comapre Vincenzo il sedile
Donna: Buongiorno!
Nardo:Non comprensibile che c'è?
Donna: Quà!
Nardo:madonna addolarata che caldo che c'è. ma ieri di più si!
Donna: Non comprensibile
Romeo:ma voi ....non comprensibile
Nardo:Ma avete visto che bei fiori non comprensibile
Romeo:No se non arriva Agosto settembre
Nardo:No quà da noi hanno cominciato a spogliarsi
Donna: Non comprensibile
Romeo:Sono caricati!
Nardo:Si quest'anno si non mi ricordo se ieri o avantieri no avantieri ma se ci regoliamo che c'è
problema con la macchina saliamo con questa
Donna: Grazie
Nardo:Di niente
Donna: Non comprensibile
Nardo:E la questione di Luca l'altra volta Ernesto me lo ha detto se è possibile una cosa
Romeo:Non comprensibile
Nardo:No la questione di Antonimina
Romeo:ma questa di Antonimina che si deve fare con quell'amico
Nardo:Ora vediamo
Romeo:sapete cosa è importante perchè poi ieri là io mi sono regolato che non sapevo cosa dire quella
ditta coem si chiama
Nardo:Non lo sò nenache io
Romeo:E altrimenti cosa gli diciamo
Nardo:Che si mettano in contatto tra loro già è stato messo è stato già chiamato pare che gli abbia
risposto male
Romeo:Perchè quando andiamo a paralre con quest'amico sicuramente dirà chi questi amici l'ha sopra
vogliono sapere
Nardo:Ernesto mi ha detto di fare il nome sui che sono il nipote suo ...non credo che c'è se c'è è quà
alla macelleria,. ma non credo che c'è
Romeo:Sieti usciti pure sul giornale stamattina
Nardo:Io...noi siamo usciti sul giornale il nome di mio padre per ..Sorianello
(Nardo effettua una telefonata)
SCENDONO DALLA MACCHINA E RISALGONO ALLE ORE 12.37.54
Nardo:Allora sei venuto a prenderli con la macchina ma figurati ma dai a marina ci siete andato in giro
che dice che ci sono ...dice che c'è ne sono assai assai
Romeo:Io con quegli amici che lavorano non comprensibile ci sono i prezzi ...
Nardo:Comunque vi stavo dicendo che c'è Codraro non comprensibile infatti stasera gli insegno una
strada che sono 10 anni che ho questa stradina è un stradina che ha più di 10 anni ed è durata perchè non
glielo ho detto mai a nessuno
Romeo:Quando poi le cose si allargano
Nardo:Io infatti a questo "uaglione" (ndr ragazzo) gli l'ho detto guarda quà sono 10 anni che ho questa
strada fino ad oggi tutto tranquillo, dice compare Pietro la verità se avete questa strada e perchè non
avete mai parlato con nessuno avete capito, ora non è che la insegno a te spero, compare Pietro, e
questo quà va ..kalaschikov e ci sono pure i 9 russi che erano militari stè cose quà quelli dice che
costano però non è che può fare carichi non indifferenti fà poco può portare 10- 15 pezzi 20, proprio,
Ernesto ieri ha cominciato 10, 10 e 10
Romeo:vabbè ma se lui ha non comprensibie con questi quà bustarelle
Nardo:Ho parlato con questo ragazzo quà e vuole 1200- 2000 euro
Romeo:Ah!
Nardo:Perchè a noi quà c'è non comprensibile
Romeo:Non comprensibile
Nardo:Quà il Vibonese un pezzo un qualsiasi pezzo
Romeo:Ma quà si trovano a me c'erano amici di Vibo non comprensibile
Nardo:Non lo sò a Vibo non si trova assai trovate 2 pezzi 3 pezzi se si trova qualcuno che li da a 1000
euro quà c'è da fare soldi quà c'è da fare denaro ma non quà a Soriano perchè poi non comprensibil ci
ammazzano a noi la verità funziona così compare Vincenzo.
Romeo:Io ero sopra una giornata non comprensibile e lui mi aveva cercato a me 1200
Nardo:Non comprensibile
Romeo:Gli ho detto io ma sei uscito pazzo noi li possiamo pagare 6-700 non di più dice ma non questi
prezzi noi li diamo 1200 - 1300 gli ho detto io non ne parliamo proprio
Nardo:In pratica voi la registrate diversamente proprio
Romeo:Ma perchè noi li abbiamo presi quando li abbiamo presi li abbiamo presi con prezzi buoni
anche perchè a reggio C'erano prezzi alti ma quando il periodo..
Nardo:Della guerra
Romeo:10 anni fà che quello era un periodo ma adesso se il prezzo non è buono
Nardo risponde al telefono
Nardo:I prezzi se vi servono 2000-2500 euro timbrata non comprensibile ma poi li rivendono non è
che li tiene lui poi li rivendono ma trattabili avete capito martedì lo avete letto il giornale
Romeo:Non mi ricordo ma l'ho letto
Nardo:O martedì o mercoledì è uscito perchè la sera e sono venuti a rompere il ca....alla fine tenete
tenete però poi
Voci in sottofondo
OMISSI DALLE ORE 12.46.17 ALLE ORE 12 58 49
ALLEGATO 35A
E’ doverso precisare che non è stato ovviamente possibile procedere ad un riscontro diretto in quanto
trattasi di una fattispecie di reato posta in essere dagli interessati in epoca precednete all’attività di
indagine, tuttavia pur sconoscendo la natura delle armi detenute da ROMEO, se queste fossero state
legalmente detenute o armi giocattolo od altro, non vi era nessun motivo di nasconderle. Pertanto si
ritiene la condotta del ROMEO certamente illecita.”
Le conversazioni appena esaminate conducono a ritenere fondata l’ipotesi accusatoria
prospettata dal P.M.
Il tenore dei dialoghi, sia per Romeo che per Ceravolo e’ assai esplicito in ordine al
fatto che, entrambi, in momenti e contesti diversi, hanno detenuto armi illegalmente
tanto da avere la necessita di occultarli, Romeo, in prossimita’ di un tratto
autostradale, Ceravolo consegnandole a un terzo non identificato.
Per entrambi il P.M. fondatamente deduce che se le armi fossero state legalmente
detenute
non ci sarebbe stata necessita’ alcuna di occultarle, Romeo, in un luogo
aperto ove, tra l’altro, sono state individuate da terzi che le hanno sottratte,
Ceravolo, titolare di porto di armi, consegnandole a un terzo.
Il fatto che Romeo non fosse nuovo a gestire la disponibilita’ di armi illegalmente
detenute e’ riscontrato dalla conversazione che intrattiene con Nardo Pietro ove si
parla esplicitamente di kalashnikov, del margine di guadagno e dei rischi connessi alla
negoziazione degli stessi.
In odine all’aggravante contestata si deve, in assenza di elementi di alcuno tipo,
concludere come per l’aggravante di cui al capo U)
Capo A – bis) – Manti Paolo Giuseppe, Pizzi Bruno, Romeo Francesco, Romeo
Girolamo, Iofrida Leone Luigi, Ferraro Francesco
Il Capo Abis ) riguarda Manti Paolo, Pizzi Bruno, Romeo Francesco, Romeo Girolamo,
Iofrida Leone Luigi, Ferraro Francesco a cui sono contestate, in concorso, la illegale
detenzione, e il porto in luogo pubblico di numerose armi da fuoco sull’sse Roccaforte
del Greco, Nord Italia, Svizzera
con attivita’ che vanno dalla detenzione , al
trasporto, alla messa a punto, alla consegna delle armi all’utilizzatore finale il tutto
sull base di ruoli ed incarichi di natura mafiosa con l’aggravante di essersi avvalsi della
forza di intimidazione tipica dell’’associazione mafiosa
e al fine di agevolare
l’associazione mafiosa di cui al capo A).
Si trascrivone le conversazioni e gli esiti dell’attivita’ di indagine poste a fondamentl
della contestazione:
“
IL TRAFFICO DI ARMI CON LA SVIZZERA
Le indagini poste in essere dopo il tentato omicidio di SPANO’ Teodoro e l’omicidio di
PANGALLO Antonino, permettevano di ricostruire, come si è già accennato, un’importante contiguità
tra alcuni dei personaggi oggetto delle presenti investigazioni (indubitabilmente legati da un vincolo di
tipo associativo) e altri soggetti, originari di Roccaforte del Greco o zone limitrofe, ma residenti da
diversi anni in comuni dell’Italia settentrionale, in particolare nella Provincia di Verbania, ove insiste un
folto gruppo di affiliati che gestiscono affari illeciti di rilevante entità (spesso anche per conto delle
cosche di Roccaforte del Greco).
Giova ribadire che la nuova geografia criminale conseguente alla “guerra per l’egemonia”
combattuta (negli anni ’90 del secolo scorso fino all’intervento pacificatore del “tiradrittu” –
avvenimento dettagliatamente ricostruito nell’ambito della nota operazione “Armonia” condotta dalla
Polizia di Stato ) tra le fazioni ‘ndranghetiste contendenti, nei territori di Roghudi (RC) e Roccaforte del
Greco (RC), ha delineato un nuovo assetto in cui è possibile individuare due principali centri di potere:
la cosca Zavettieri, da un lato, e la cosca Pangallo – Maesano – Favasuli, dall’altro.
Ciò che accomuna i predetti sodalizi, è il vigoroso interessamento a tutte le possibili occasioni di
illecito guadagno offerti dal (pur depresso) territorio di influenza, nonché il sistematico ricorso alla forza
di intimidazione derivante dal vincolo associativo corroborato, quest’ultimo, dalla ingente disponibilità
di armi e da un tessuto sociale e culturale notoriamente omertoso.
I principali accoliti della cosca ZAVETTIERI - alla luce del presente procedimento, delle
dichiarazioni del collaboratore di giustizia MESIANO Carlo e delle diverse sentenze che hanno
riguardato i singoli fautori della “faida” e della successiva “pacificazione” - possono indicarsi, tra gli
altri, in (soggetti tutti identificati):
I
MAESANO Salvatore (alias l’ “Arciprete”), nella qualità di promotore e capo cosca;
ATTINA’ Paolo;
ATTINA’ Domenico;
PANGALLO Giovanni (alias “chechello”);
PANGALLO Domenico (alias “bicicletta”);
PIZZI Bruno;
GULLI’ Antonio;
GULLI’ Vincenzo;
IARIA Ugo;
PARISI Antonio;
Allo stesso modo, sono stati accertati i principali sodali dell’associazione PANGALLO –
MAESANO – FAVASULI, identificati in:
PANGALLO Antonino (alias “u’ chiumbinu”, morto in un agguato nel 2004);
PANGALLO Francesco;
PANGALO Carmelo;
IDA’ Massimo;
IARIA Domenico Carmelo;
IARIA Annunziato
VERNO Pietro;
VERNO Vittorio;
SPANO’ Teodoro
Al precipuo fine di verificare l’esistenza di pericolose connivenze tra il gruppo residente nella
fascia ionica della provincia reggina e il gruppo stanziatosi al nord - Italia (confine Svizzero), venivano
significativamente implementate le attività tecniche, attraverso il monitoraggio di diversi personaggi, tra
i quali: PIZZI Bruno, FERRARO Francesco, STELITANO Franco ed altri ancora, di seguito indicati
(tutti identificati).
Tra i personaggi mantenuti in costante osservazione - RIT 1103/06; 1533/06 e 2090/06 figurano anche i fratelli Francesco e Gino ROMEO, entrambi originari di Condofuri (RC), ma residente,
il primo, nella Confederazione Svizzera, a Briga (località in cui, il 26.10.2006, veniva tratto in arresto il
capo mafia MAESANO Fortunato, soggetto ampiamente noto alla Giustizia italiana nella sua veste di
reggente della cosca Pangallo – Maesano); e il secondo nel comune di Condofuri (RC). Orbene, l’analisi
incrociata delle conversazioni intercorse tra ROMEO Francesco, Pizzi Bruno e, successivamente,
Romeo Gino consentivano di ricostruire una serie di contatti che denotavano, in modo sufficientemente
chiaro - nonostante il ricorso ad una terminologia criptica basata su vocaboli convenzionali – l’esistenza
di un intenso traffico di armi posto in essere dai medesimi soggetti a beneficio del gruppo criminale di
appartenenza (ZAVETTIERI)
In data 25/06/2006, al progressivo nr. 18073 dell’utenza 338/3014270, in uso a PIZZI Bruno RIT 644/05, veniva riportata una conversazione tra il pluri-pregiudicato MANTI Giuseppe e PIZZI
Bruno. Il primo chiedeva se avesse pensato al proprio cognato. PIZZI, con tono alquanto stizzito,
rispondeva affermativamente e diffidava il Manti dal formulare nuovamente quella richiesta atteso che,
nel passato, su quello stesso argomento, si era già espresso almeno cento volte. Pizzi, quindi, invitava il
Manti Giuseppe a riferire al cognato quanto segue (testualmente): “DIGLI CHE NON SONO
GIOCATTOLI, quindi deve avere pazienza se vuole, altrimenti fa che cazzo vuole anche lui. Io
altri 15/20 giorni scendo giù (in Calabria) basta, finito, non si deve telefonare, quando telefona
devi dirgli che deve chiamarmi lui, così lo mando a fanculo". (VDS. SINTESI ALLEGATO 379)
Il cognato del MANTI Giuseppe al quale si fa riferimento - così profondamente interessato a
ricevere qualcosa dal PIZZI, da suscitare, con la sua insistenza, la contrarietà del medesimo - è
sicuramente (in quanto unico cognato del MANTI, per aver sposato la sorella MANTI Antonina)
TRIPODI DOMENICO Antonio, nato a san Lorenzo (RC) il 07.06.1957, residente a Condofuri (RC) via
Peripoli n.284, autista. Il TRIPODI è stato condannato per associazione per delinquere di stampo
mafioso, nell’ambito del procedimento penale 19/94 Reg. Assise – sentenza del 21.04.2001 contro
Natale IAMONTE + 73. TRIPODI DOMENICO Antonio, inoltre, è zio di TRIPODI Carmelo, nato a
Melito P.S. il 26.09.1969 e allo stato sta scontando una condanna all’ergastolo poiché ritenuto
responsabile di concorso in omicidio ed associazione delinquenziale di stampo mafioso (organico alla
cosca LATELLA di Reggio Calabria).
ALLEGATO 34C
n data 06.07.2006, al progressivo nr.18854, sull’utenza 338/3014270 in uso a PIZZI Bruno RIT 644/05, veniva raccolta un’altra conversazione, ancora tra MANTI Giuseppe (chiamante) e PIZZI
Bruno (chiamato). PIZZI Bruno chiede a MANTI di andarlo a trovare (n.d.r a Domodossola), così
prima che Manti se ne vada (ndr in Calabria) potranno andare a prendere “le cioccolate” in Svizzera.
Quindi, prima di interrompere la comunicazione, MANTI Giuseppe chiede al PIZZI se abbia sentito il
cognato (ndr di Manti), ovvero il fratello Rosario.
TRASCRIZIONE INTEGRALE
PIZZI
MANTI
Eih
Eih " don gnuri"
PIZZI
Che state combinando?
MANTI
E qua siamo, tu?
PIZZI
Mah, ...inc... siamo
MANTI
Eh?
PIZZI
Quand'è che vieni per quaì?
MANTI
Non lo so Bru...
PIZZI
E vieni, vieni quando vuoi, andiamo ci prendiamo due cioccolate nella Svizzera
MANTI
Eh
PIZZI
E ce li portiamo per sotto prima che te ne vai
MANTI
Eh
PIZZI
Però devi venire, perchè io non posso andare che ho un sacco di impegni
MANTI
Eh
PIZZI
E di impicci. Devi venire tu..
MANTI
Eh
PIZZI
E... boh, quando vieni poi vediamo
MANTI
Vediamo così... vediamo se posso arrivare vengo sabato
PIZZI
Vedi tu, io... basta che me lo dici due o tre giorni prima, non presentarti qui a prendere
...inc... però ah !
MANTI
Vengo sabato Bruno
PIZZI
Vieni sabato ora?
MANTI
Si
PIZZI
Va bene, va bene
MANTI
Hai capito?
PIZZI
Va bene
MANTI
Eh, sentimi qua, a.... ti ha telefonato mio fratello Rosario, mio cognato? No?!
PIZZI
No
MANTI
Eh
PIZZI
Che è successo?
MANTI
Una... un problemuccio, no, ma no niente di ...
PIZZI
Che è successo, che problema?
MANTI
Eh?
PIZZI
Che problemi? che hai litigato con qualche altro, con qualcuno?
MANTI
No nooo, no no. Là sotto a mio cognato
PIZZI
Tuo cognato?
MANTI
Eh
PIZZI
Ah, va bene, allora...
MANTI
No, si è fatta la scappatella mia nipote
PIZZI
Come?
MANTI
(ride) eh
PIZZI
Si è fatta la scappatella tua nipote?
MANTI
Eh eh (ndr si si)
PIZZI
Con chi?
MANTI
Con quello là di Bova Superiore
PIZZI
Chi è questo di Bova Superiore
MANTI
Quello di ...inc...
PIZZI
Ma è una cretina proprio ! si è rimbambita?
MANTI
Oh, non parlare con nessuno perché mio cognato non vuole, e mi ha detto che ti telefonava
lui
PIZZI
Ah, va bene dai
MANTI
Hai capito?
PIZZI
Io sono qua, ci vediamo poi per sabato dai
MANTI
E sabato, sabato sono lì io
PIZZI
Va bene
MANTI
Va bene? Ciao
ALLEGATO 34D
In data 13.07.2006 al progressivo nr. 19493, sull’utenza 338/3014270 in uso a PIZZI Bruno RIT 644/05 si sente, in sottofondo, PIZZI Bruno proferire le seguenti parole:"C'è Ciccio ROMEO, che
è sposato con una Croata ed ha due bambini". PIZZI, quindi, chiama MANTI Giuseppe per riferirgli di
aver parlato al telefono con ROMEO Francesco (si riferisce alla conversazione nr. 30 del 13/07/2006,
tra PIZZI Bruno e ROMEO Francesco) e che dovranno risentirsi il giorno dopo (o l’altro ancora) per
sapere se ha o meno “cioccolato con le nocciole”. MANTI chiede a PIZZI di farglielo sapere al più
presto.
La conversazione si sviluppa poi come segue:
MANTI
Oh! Oh!
PIZZI
-Ascolta vedi che ho chiamato ora.
MANTI Eh!
PIZZI
Mi chiama domani. Domani o dopodomani.
MANTI
Eh!
PIZZI
E mi dice SE C'È CIOCCOLATO CON LE NOCCIOLINE O NIENTE. Se non è per
questo Sabato, potrebbe essere l'altro.
MANTI Fammelo sapere, perchè allora non vengo questo, vengo l'altro.
PIZZI
Ascolta ti sto dicendo, io l'ho chiamato subito.
MANTI
Eh!
PIZZI
E GLI HO DETTO
VEDI
CHE MI SERVE LA CIOCCOLATA CON LE
NOCCIOLINE.
MANTI Eh!
Se è Domenica vado E LI PRENDO (si desume chiaramente che
PIZZI
qui non parla di
cioccolata), sennò niente.
MANTI
Eh!
PIZZI
Ti chiamo e ti dico.
MANTI Eh e vedi tu domani sera...
PIZZI
Se mi dimentico chiamami.
MANTI
A limite o domani sera o sabato prima di partire ti chiamo.
ALLEGATO 34E
Al progressivo nr. 19572 del 14/07/2006, MANTI Giuseppe telefona a PIZZI Bruno - RIT 644/05.
PIZZI dice che ancora non l’ha chiamato (si riferisce a ROMEO Francesco, per l’acquisto della
“cioccolata con le noccioline”) quando lo chiamerà gli farà sapere lui. ALLEGATO 34F
In data 13.07.2006, sull’utenza telefonica 0041/788193321, intercettata con RIT 1103/06, è stata
registrata una conversazione tra due soggetti di sesso maschile, identificati in PIZZI Bruno e ROMEO
Francesco, entrambi in oggetto generalizzati.
Monitorato:
Registrazione:
30
Ora registrazione:
13/07/2006 21.40.07
Pizzi (in sottofondo)
Romeo
Il giorno prima devo andare...e non mi conviene proprio, perché c’ho da
fare !
Ciccio!
Pizzi
E Bruno Pizzi della “ provincia” di Condofuri!?
Romeo
E che si dice!?
Pizzi
Eh State bene!?
Romeo
Non c'è male tu dove sei?
Pizzi
E dove sono a casa sono
Romeo
E!
Pizzi
Senti un pò, come siete messi state lavorando?
Romeo
E' si è!
Pizzi
State bene?
Romeo
Non comprensibile
Pizzi
Tu che non stai bene non fa nulla basta che stiano bene il bambino e
tua moglie.
Romeo
E si è, 2 bambini no uno.
Pizzi
E va bene due tutte e due
Romeo
Si!
Pizzi
Senti che ti dico io può darsi che Domenica .
Romeo
Eh!
Pizzi
Dovrei venire a prendermi due cioccolate
Romeo
Eh!
Pizzi
Tu hai capito no?
Romeo
Si, si ma mi devono dare “ambasciata”
Pizzi
E, però mi devi chiamare prima.
Romeo
Si!
Pizzi
Prima di sabato mi devi chiamare per darmi ambasciata perché
altrimenti io devo venire domenica altrimenti.
Romeo
Si!
Pizzi
O questa domenica o l'altra?
Romeo
E non è cento per cento, mi ha dato (...non comprensibile) hai capito?
Pizzi
E ho capito però
vedi
di
chiamarmi immediatamente informami
perchè...
Romeo
Ma in poche parole mi conosci a me no?
Pizzi
E ma non ho capito vengo io e mi "levu" (mi porto via) due cioccolate
Romeo
E se non ti telefonano le cioccolate te li porto io.
Pizzi
va bene!
Romeo
Eh (si sente una risata)
Pizzi
Apposto!?
Romeo
Apposto
Pizzi
Stai lavorando è arrivato Carmelino?
Romeo
No per fine mese viene mi ha mandato il fax ieri che gli dovevo dare i
soldi a fine mese...
Pizzi
Eh! va bene va!
Romeo
A fine mese dobbiamo fare un altro viaggio
Pizzi
va bene ma per l'Italia uscite in questi periodi vedete che fino a giorno
28 sono qua.
Romeo
Non comprensibile
Pizzi
Che poi mi butto nella provincia di Condofuri.
Romeo
E quanto stai là?
Pizzi
E una mesata penso!
Romeo
E che ti cada la croce
Pizzi
E certo ma non scendete ?
Romeo
ma che scendo devo andare in Croazia
Pizzi
E ma in Croazia solo andate?
Romeo
E vado solo che devo fare un pavimento!
Pizzi
Il pavimento? e le facciate quando le facciamo?
Romeo
Le facciate le dobbiamo fare?
Pizzi
Ascolta se a me mi fanno passare vengo e ti aiuto.
Romeo
Non ti fanno passare perchè non ti dovrebbero fare passare ?
Pizzi
Non lo so se mi fanno passare vengo ad aiutarti Venerdì, sabato e
domenica.
Romeo
venerdì sabato e domenica.
Pizzi
Per tre giorni puoi prendere impegni per me ed altri due.
Romeo
Va bene allora mi devo organizzare il materiale e tutto.
Pizzi
E organizza tutto che ti aiuto
Romeo
Devo vedere a mio cognato come è combinato
Pizzi
E vedi quello che devi fare?
Romeo
Hiiiii!!
Pizzi
Ascolta ti raccomando per le cioccolate
Romeo
va bene!
Pizzi
Pure una
Romeo
Non comprensibile vedo vedo.
Pizzi
va bene Quelle con le noccioline
Romeo
va bene.
ALLEGATO 43A
In questa conversazione, i due soggetti parlano di “cioccolate”. Il PIZZI, in particolare, dice che
vorrebbe andare domenica a prendersi 2 cioccolate. ROMEO risponde che sta aspettando “ambasciata”
(ndr notizia). PIZZI dice di fargli sapere sul da farsi in quanto, nel caso in cui le cioccolate non
dovessero esserci, andrà la domenica successiva. Lo stesso, ancora, si raccomanda che la cioccolata sia
quella con le noccioline.
La conversazione induce a ritenere che i due soggetti stiano parlando di beni/cose di illecita
provenienza o comunque illegalmente detenuti - presumibilmente armi - atteso che la cioccolata, anche
la più sofisticata, è un prodotto commerciale di largo consumo, facilmente reperibile presso la generalità
dei supermercati. Ancora più peregrina, per quanto rara e pregiata la predetta cioccolata possa essere, è
la circostanza in base alla quale appare assolutamente indispensabile, per recuperare quello specifico
prodotto, attendere un’ “ambasciata” ad hoc e, quindi, riscontro da terzi soggetti. Va aggiunto, ad
abundantiam, che la conversazione in esame avviene in data 13 Luglio, cioè in un periodo in cui la
cioccolata, in virtù del caldo, non è abitualmente consumata (ad esempio, la FERRERO, una delle
principali aziende produttrici di cioccolata, in estate sospende addirittura la produzione).
Monitorato: 393478215292 – 1533/06
Registrazione:
791
Ora
03/08/2006 15.05.56
registrazione:
Interlocutore
+4178819332
ROMEO Francesco ed il fratello Gino (ROMEO Girolamo). Gino dice che ha visto Bruno PIZZI
il quale lo saluta. Francesco dice al fratello Gino che a quello deve dargli la “cioccolata”. Gino esclama:
"A quello là, ma tu sei pazzo, a me non ha detto niente!?". ROMEO Francesco, a questo punto, sostiene
espressamente di non poter parlare per telefono in quanto sarebbe troppo rischioso. Gino afferma
comunque di non aver cioccolate.
LA CONVERSAZIONE SI SVILUPPA COME SEGUE
Interlocutori:
ROMEO FRANCESCO:FRANCESCO
ROMEO GIROLAMO:GIROLAMO
TRASCRIZIONE
FRANCESCO Eh ... (incomprensibile).
GIROLAMO
Che stai facendo?
FRANCESCO Dove sei?
GIROLAMO
Qua all'impianto vicino ad Andrea.
FRANCESCO (incomprensibile).
GIROLAMO
Eh vengo e lavoro un pò qua e un pò per il campo.
FRANCESCO Ah.. Ah.. (incomprensibile)
GIROLAMO
I tuoi figli, Sindi ...
FRANCESCO (incomprensibile).
GIROLAMO
Eh (incomprensibile).
GIROLAMO
I tuoi figli, Sindi ..
FRANCESCO Tutti bene, (incomprensibile).
GIROLAMO
Dove sei che lavori?
FRANCESCO
Abenati.
GIROLAMO
Ho visto a Bruno PIZZI. Ti saluta.
FRANCESCO Vedi che a quello (incomprensibile) quel discorso (incomprensibile).
GIROLAMO
Ah?
FRANCESCO A quello devi dargli la cioccolata ....
GIROLAMO
A quello là? ...
FRANCESCO Eh ..…….
GIROLAMO
Ma tu sei pazzo……………………
FRANCESCO E perchè
GIROLAMO
(incomprensibile) ma sei scemo (incomprensibile)?
A me non mi ha detto niente!……………..
FRANCESCO Ma lui non sa niente, te lo dico io…………….
GIROLAMO
Ma no, per ora non ci sono, dopo vediamo……………
FRANCESCO Ma perchè, ma
(incomprensibile) non posso parlare per telefono, perchè tu sei
scemonito………………….
GIROLAMO
ho capito, ma poi vediamo, ho capito………………
FRANCESCO Ma che vediamo, che vediamo. Tu vai e lo trovi……………
GIROLAMO
eh…………….
FRANCESCO eh…………..
GIROLAMO
Eh. No. Di altri fatti niente, perchè non ci sono cioccolate.
FRANCESCO Come di altri fatti?
GIROLAMO
Eh ... cioccolate non ci sono.
FRANCESCO Non ci sono cioccolate. Eh non vivi più.
GIROLAMO
risata.
FRANCESCO Eh.
GIROLAMO
Dopo (incomprensibile) non (incomprensibile)
FRANCESCO Ti prometto che non ridi più, te lo dico io.
GIROLAMO
(incomprensibile)
FRANCESCO Eh
GIROLAMO
Sei pazzo.
FRANCESCO Ma tu ridi, va bene. Ciao Gino.
GIROLAMO
Ciao, ci sentiamo dopo.
FRANCESCO Statti bene.
GIROLAMO
Ciao. Ciao
ALLEGATO 42A
Questa conversazione rafforza ulteriormente la tesi secondo cui il reale argomento della
discussione non sono certamente le cioccolate, bensì articoli/beni dei quali non è conveniente parlare per
telefono.
Inoltre, tali argomenti venivano affrontati in un periodo certamente non ideale per la consumazione di
cioccolato: il 3 agosto del 2006. E’ altresì da evidenziare la risolutezza con la quale Francesco intima
(quasi) al fratello Gino di consegnare la “cioccolata” al PIZZI.
Monitorato: RIT 1103/06
Registrazione:
46
Ora registrazione:
07/08/2006 15.53.51
CONVERSAZIONE IN DIALETTO CALABRESE TRA ROMEO FRANCESCO E IL FRATELLO
ROMEO Gino, residente in Condofuri.
Ore 15:55
Gino
Si!
Francesco
Non comprensibile
Gino
E come andiamo?
Francesco Che si dice non c'è male voi?
Gino
Si sente una risata - che fai lavori?
Francesco No sto giocando.
Gino
e per controllo
Francesco Ah!
Gino
(Non comprensibile...) un altro fratello
Francesco E come si chiama
Gino
Una sorellina
Francesco Una sorellina non la voglio
Gino
Francesca.
Francesco Francesca....
Gino
I bambini che fanno?
Francesco I bambini stanno bene tu?
Gino
Io qua sono qua in giro.
Francesco Non comprensibile..
Gino
Ah!
Francesco la commare peppina com'è?
Gino
La cognata peppina stà bene ma si chiama giusy e non peppina.
Francesco Come?
Gino
Giusy!
Francesco Come si chiama Giusy!
Gino
Giusy e Pina Giusy!
Francesco commare Peppina
Gino
Risata.
Francesco Gianni dice Pipina
Gino
La zia pepipna pure carmelo dice la zia pepilla.
Francesco Eh!
Gino
Carmela che fà?
Francesco Sta bene.
Gino
E perchè non li porti una settima i bambini?
Francesco E fra otto giorni vanno a scuola
Gino
A è va bene ha finito Gino di andare sotto e sopra che non li porti.
Francesco Glieo hai dato quel coso allo zio Mario
Gino
Deve andare a passeggiare
Francesco Ma tu sei esaurito figlio mio.
Gino
Non ho niente io ciao!
Francesco E perchè?
Gino
Perchè non ho nulla.
Francesco Non comprensibile
Gino
Non mi ha detto nulla lui a me.
Francesco ma me lo ha detto a me!
Gino
te lo dice a te come è venuto con le mani vuote veniva con le mani piene.
Francesco ma tu gli dice quando te ne vai mi lasci.
Gino
Non gli do niente perché fanno la fine di quegli altri che se li prendono le persone Ciao!
Francesco Ma tu glielo dici.
Gino
Non gli dico nulla io.
Francesco a bu....io aspetto che prendo altre cose
Gino
Si si tu sei come a tuo padre che pensi sempre per gli altri poi gli altri se ne fottono di
voi.
Francesco Si, si è vero tu non pensi tu pensi solo per te
Gino
(Si sente una risata)
Francesco Dagli quella cosa
Gino
Ti ho detto io che non funzionano quelli sono una no e l'altra non funziona hai capito?
Francesco va bene (... non comprensibile )
Gino
mandagliela se la vuoi
Francesco Eh!?
Gino
mandagliela se la vuoi
Francesco Ma lui ne ha 2-3 qua
Gino
E 4 ne ha lui
Francesco no ciao.
Gino
Ciao.
ALLEGATO 43B
Appare, altresì, opportuno sottolineare che, sulle utenze in uso ai soggetti appena menzionati,
sono state registrate talune conversazioni che denotano una stretta vicinanza dei predetti al noto capo di
‘ndrangheta MAESANO Fortunato, cui si è già fatto riferimento in precedenza. Il predetto MAESANO
è soggetto ampiamente noto alla Giustizia italiana per il ruolo di leader rivestito nell’ambito della faida
di Roghudi. Attualmente risulta risiedere in Svizzera.
In data 08.08.2006, al progressivo 1549 - RIT 1053/06, viene registrata una conversazione tra
una voce maschile (n.m.i.) e IOFRIDA Leone Luigi (vedasi scheda nr 31). Nel corso della stessa, il
primo, servendosi di una utenza cellulare in uso a FERRARO Francesco, domanda a IOFRIDA quando
“scenderà” (a Reggio Calabria ndr). IOFRIDA risponde dicendo che, per il momento, non pensa di
dover scendere, ma che nei giorni venturi qualcuno comunque sarebbe sceso. IOFRIDA, quindi,
rivolgendosi al suo interlocutore, domanda se gradisca della “cioccolata”. L’uomo, senza esitazione,
risponde che gli farebbe piacere ricevere della “cioccolata con le nocciole”. I due si salutano e l’uomo
passa il telefono a FERRARO al quale IOFRIDA domanda se gli serva qualcosa. FERRARO risponde
di no in quanto a breve rientrerà (a Domodossola). ALLEGATO 41B
Al progressivo nr. 3749 del 29/08/2006, RIT 1533/06, ROMEO Girolamo telefona al fratello
ROMEO Francesco. Francesco si lamenta con il fratello per il comportamento che tiene con la madre.
ROMEO Francesco dice a Girolamo: "Non fate gli errori che ha fatto tuo padre, che ha fatto Merigo
(n.m.i.) etc., CERCHIAMO DI TENERE LA CARICA, ALTRIMENTI LASCIATELA. SE NON
SIETE BUONI, LASCIATELA LA CARICA, perchè la prossima volta che quella fa pio- pio, parto e
vi mando all'ospedale a tutti: al papà, ai figli ed a tutti, perchè la mamma è esaurita e quando poi
muore ed arrivo là e voi piangete, vi caccio fuori a tutti". ROMEO Girolamo, spiega al fratello che
MORABITO è malato, perché ha il diabete. Francesco gli risponde e dice: "DAGLI DUE PASTIGLIE
DI PIOMBO". Girolamo chiede a Francesco le cioccolate. Francesco dice: "LE CIOCCOLATE.
NON HAI NIENTE TU, ORMAI TI HO CHIUSO TUTTI I TUB ... (incomprensibile) sono tutti
chiusi". Girolamo: "E SE TI CHIUDO IO ... (incomprensibile)". ROMEO Francesco: "SE NON
SIETE BUONI, LASCIATELE LE CARICHE". I due si salutano. ALLEGATO 42B
Nella precedente conversazione, ROMEO Francesco esorta il fratello Girolamo a mantenere un
comportamento consono alla sua posizione e a non ripetere gli errori già commessi dalla famiglia nel
passato. Si parla di “carica” (e quindi di un certo rango all’interno di un determinato organismo) e
viene prospettata la possibilità di esserne privati qualora non si dimostrasse l’idoneità. Girolamo, quindi,
domanda a Francesco delle “cioccolate”. Questi risponde di non averne.
Al progressivo nr. 4759 del 08/09/2006, RIT 1533/06 ROMEO Francesco telefona al fratello
ROMEO Girolamo, riferendogli: "La debolezza non è una cosa ereditaria, chi ce l’ha, ce l’ha, io ti ho
proposto un discorso, ancora (incomprensibile)... aspetta (incomprensibile)..... ma che ho dato, ...
(incomprensibile). che mi tornano e mi ridono nella faccia ... (incomprensibile) tu sei stato un jolly,
... (incomprensibile) ma io quel jolly l'ho perso, ... (incomprensibile) qualche nostro fratello, ha
detto una Ferrari, ... (incomprensibile) ma senza benzina devi lasciarla nel garage ...". Francesco,
chiaramente, si lamenta del modo in cui Girolamo sta gestendo le incombenze
assegnategli.
ALLEGATO 42D
Al progressivo nr. 4762 del 08/09/2006, RIT 1533/06 ROMEO Francesco telefona al fratello
Girolamo. Girolamo chiede se per caso gli ha chiuso la conversazione. Francesco dice che non ha
chiuso, è semplicemente caduto il telefono che si stava anche rompendo.
Girolamo
Si vede che hai detto qualcosa che non dovevi dire
Francesco
"Qualche nostro caro fratellino, ... ci ha detto che
qualche Ferrari senza benzina,
bisogna lasciarla al garage ..... e sempre pio pio ... (incomprensibile) suono gutturale ...
hai capito ... alla ragazza, lascia il telefono alla macchina, ... pio pio, mucio .. mucio, ... vi
chiudo i viveri ragazzi".
Girolamo
Bisogna vedere chi vuole aprirli a te".
Francesco
" Ma i caini di là sopra, non hanno parlato mai più?" (Girolamo chiede di chi parla).
Francesco
"I gallicianì" (Persone di Gallicianò, frazione aspromontana del comune di Condofuri)
Girolamo
no!?
Francesco sono scomparsi dalla zona.
Girolamo
sono sceso ma non li ho visti proprio.
Francesco
vedi per quel fatto là
Girolamo
che devo lasciare stare, perchè ci vuole tempo.
Francesco
Ma che ci vuole tempo, ma quando partorisce?
Girolamo
A Pasqua!, a Natale!.
Francesco
Ma fuoco della mia vita, una stupidaggine di quella, figurati ...
Francesco chi è andato lì?
Girolamo
che non è venuto nessuno.
Francesco
Si taglia con il coltello la debolezza, ... la debolezza non è una cosa ereditaria.
Girolamo
ciao salutami il "parente".
ALLEGATO 42E
Al progressivo nr. 5256 del 14/09/2006, rit 1533/06 ROMEO Francesco telefona al fratello
Girolamo chiedendogli se gli ha telefonato “quello là”. Girolamo gli risponde di no domandandogli per
quale motivo dovrebbe telefonargli. Francesco dice: "Per andare a prendere le medicine" . Girolamo:
"Ma lo zio Mario che sta là, non può andare?". Francesco chiede a Girolamo se lui passa per Reggio
Calabria. Girolamo dice che lui non può passare per Reggio Calabria, "da là sotto" con il camion,
riferendogli inoltre che non ha il numero telefonico (di Vincenzo n.m.i.) e che questa sera vede lui se
riesce ad andare. ALLEGATO 42H
Al progressivo nr. 5412
del 15/09/2006,RIT 1533/06 ROMEO Girolamo telefona
a ROMEO
Francesco, riferendogli che ieri sera è andato a prenderli e glieli ha lasciati lì da loro, così può
andarseli a prendere (lo zio Mario). ALLEGATO 42I
In relazione alle conversazioni richiamate supra, è utile evidenziare come l’espressione “cioccolata” sia
diffusamente utilizzata tanto dai soggetti che gravitano nella zona di Verbania, quanto dagli accoliti
operanti nel reggino. A tal proposito, è eloquente la conversazione riportata in precedenza (08.08.2006,
progressivo 1549 - RIT 1053/06) in cui IOFRIDA Leone Luigi (residente a Domodossola), contattato
attraverso il telefono di FERRARO Francesco (anche lui residente in provincia di Verbania, ma che, in
quel momento, evidentemente si trovava in Calabria) da un soggetto di sesso maschile, non identificato,
ma sicuramente residente in Calabria (gli domanda infatti quando sarebbe sceso a trovarlo) si rende
disponibile a inviargli della “cioccolata” (“quella con le noccioline”, precisa l’ignoto interlocutore).
ALLEGATO 41B
Non meno importanti sono le conversazioni intrattenute da PIZZI con altri sodali. Dalle stesse
emerge chiaramente che, dietro il termine “cioccolata” e “cioccolata con le noccioline” (ampiamente
adoperati anche dai fratelli ROMEO), si celino invero altri oggetti (verosimilmente armi e munizioni).
L’interesse, infatti, mostrato dal PIZZI e dai soggetti a lui contigui all’acquisto della cioccolata con le
noccioline, nonché le modalità ed i tempi di approvvigionamento, evidenziano, in modo inequivocabile,
l’urgenza e l’importanza che il prodotto riveste per i soggetti in questione. Il termine criptato con cui
PIZZI definisce le armi, si desume chiaramente dalle successive conversazioni tra PIZZI Bruno e
MANTI Giuseppe8. Infatti:
o al progressivo nr. 18073 del 25/06/2006, utenza 338/3014270 in uso a PIZZI Bruno RIT
644/05, MANTI Giuseppe telefona a PIZZI Bruno chiedendogli se ha pensato a suo cognato
(identificato in TRIPODI Domenico Antonino cl.’57, vds supra) . PIZZI (con tono stizzito) gli
dice di sì e gli chiede di non domandarglielo più, in quanto sono gia 100 volte che glielo
chiede. PIZZI Bruno inoltre chiede a MANTI Giuseppe di riferire al cognato quanto segue:
“DIGLI CHE NON SONO GIOCATTOLI, quindi
altrimenti
fa
deve
avere pazienza se vuole,
che cazzo vuole a anche lui. Io altri 15/20 giorni scendo giù (in Calabria)
basta, finito, non si deve telefonare, quando telefona devi dirgli che deve chiamarmi lui,
così lo mando a fanculo". ALLEGATO 34C
o Al progressivo nr. 18854 del 06/07/2006, utenza 338/3014270 in uso a PIZZI Bruno RIT
644/05 MANTI Giuseppe telefona a PIZZI Bruno. PIZZI Bruno dice a MANTI Giuseppe che
deve andare per là (a Domodossola) quando vuole, così vanno a prendersi quelle cioccolate
nella Svizzera e scendono per sotto , prima di andarsene. MANTI dice che se riesce andrà il
sabato di quella settimana. MANTI Giuseppe chiede poi a PIZZI, se gli ha telefonato suo
cognato o suo fratello Rosario, riferendo: “a mio cognato (TRIPODI Domenico Antonino
cl.’57, vds supra), sotto (in Calabria), gli è scappata mia nipote, con quello di Bova Superiore,
quello di Musceda”. MANTI Giuseppe, quindi, chiede a PIZZI di non parlare con nessuno,
perché suo cognato ha detto che gli telefona lui. ALLEGATO 34D
o Al progressivo nr. 19491 del 13/07/2006, rit 644/05, MANTI Giuseppe telefona a PIZZI
Bruno riferendogli che sabato andrà a Domodossola. PIZZI gli ricorda che lui sabato non c’è.
8
Nato a Melito Porto Salvo (RC) il 16/03/1960, domiciliato in provincia di Torino, pregiudicato e fratello sia di MANTI
Paolo - nato a Melito di Porto Salvo (RC) il 19.03.1956, residente a Condofuri (RC), autotrasportatore (monitorato
nell’ambito del medesimo procedimento penale -l RIT DDA 736/06) , sia di MANTI Rosario residente nella provincia di
Verbania
MANTI Giuseppe dice che si vedranno allora domenica alle ore 09:00, faranno colazione e
dopo vedranno il da farsi. ALLEGATO 34E
o Al progressivo nr. 19493 del 13/07/2006, utenza 338/3014270 RIT 644/05 in uso a PIZZI
Bruno RIT 644/05 in sottofondo si sente PIZZI Bruno dire "C'è Ciccio ROMEO, che è sposato
con una Croata ed ha due bambini". PIZZI chiama MANTI Giuseppe per riferirgli che ha
telefonato a ROMEO Francesco (si riferisce alla conversazione nr.30 del 13/07/2006, sopra
riportata, tra PIZZI Bruno e ROMEO Francesco) e che deve richiamarlo domani o dopodomani
per notiziario (sapere se ha “cioccolato con le nocciole o niente”). MANTI chiede a PIZZI di
farglielo sapere così, invece di andare quel sabato, andrà l’altro ancora.
Quest’ultima conversazione è particolarmente significativa, in quanto consente di meglio
lumeggiare il meccanismo attraverso il quale si giunge all’approvvigionamento delle tanto agognate
cioccolate. L’uomo di riferimento è Francesco Romeo il quale – come si è sottolineato nelle precedenti
conversazioni - interloquisce, ai fini dello “smistamento” delle cioccolate dalla Svizzera/Domodossola
alla Calabria, col fratello Girolamo. Pizzi Bruno, quindi, si rivolge a ROMEO Francesco ogni qualvolta
gli servano “cioccolate” da inviare in Calabria. Francesco, per parte sua, qualora si trovi sprovvisto di
cioccolate, interessa il fratello Girolamo che a tutt’oggi risiede a Condofuri (RC). PIZZI, invece, è in
stretto contatto col pregiudicato MANTI Giuseppe, il quale lo chiama insistentemente (fino a farlo
irritare), al fine di procurare cioccolate con noccioline per il cognato (TRIPODI DOMENICO Antonio,
nato a san Lorenzo (RC) il 07.06.1957, residente a Condofuri (RC) via Peripoli n.284, autista.
Condannato per associazione per delinquere di stampo mafioso, nell’ambito del procedimento penale
19/94 Reg. Assise – sentenza del 21.04.2001).
Dalla disamina delle conversazioni sopra citate, emerge, infatti, che il MANTI Giuseppe, fratello di
Rosario e Paolo Giuseppe, è intenzionato all’acquisto di armi per conto del cognato. Infatti il MANTI è
preoccupato che PIZZI nel distribuire agli amici la “cioccolata” acquisita per il tramite del ROMEO in
Svizzera, si dimentichi proprio del cognato. È certamente rilevante sottolineare che PIZZI spiega a
MANTI che l’oggetto di cui si parla non è paragonabile a dei giocattoli, ed invita lo stesso a non
telefonargli più in merito, poiché lui ha già provveduto. Successivamente si evidenzia, in modo
cristallino, la dinamica con la quale deve avvenire l’acquisto. MANTI Giuseppe dovrà recarsi a
Domodossola dove si incontrerà con il PIZZI Bruno. Quindi, insieme, entreranno in territorio Svizzero,
ove incontreranno ROMEO Francesco il quale consegnerà la tanto agognata “cioccolata con le
noccioline” procurata, verosimilmente, da terze persone, persone dalle quali ROMEO Francesco deve
ricevere (come lo stesso espressamente afferma) “un’ambasciata”. Si ritiene utile, altresì, per meglio
chiarire cosa si celi dietro al termine “cioccolata”, evidenziare che il ROMEO Francesco spiega a PIZZI
Bruno che lui oltre ad attendere un’ambasciata, deve organizzare il materiale e tutto, nonché vedere
suo cognato com’è combinato.
Monitorato: 393478215292 RIT 1533/06
Registrazione:
10393
Ora registrazione:
27/10/2006 17.42.49
Interlocutore
+41788193321
In questa conversazione, Romeo Girolamo parla con il fratello e gli dice che sta tornando con la
madre da Reggio. Alle 17.43, il medesimo asserisce che ha letto quella notizia sul giornale
(ndr
presumibilmente si riferisce all'arresto di Maesano Fortunato avvenuto in Svizzera) e se ne rammarica
suggerendo al fratello di andarsene per sotto. Ciccio lo saluta repentinamente dicendo che non vuole più
parlare con lui e di non sentirsi tanto in forma. Romeo Gino chiede quindi quando tornerà in Calabria lo
zio Mario (n.m.i.).ROMEO Francesco risponde di non sapere (ndr molto probabilmente Romeo invita il
fratello a tornarsene in seguito all'arresto di Maesano Fortunato). ALLEGATO 42M
Monitorato: 393478215292 RIT 1533/06
Registrazione:
10627
Ora registrazione:
30/10/2006 14.28.57
Interlocutore
+41788193321
ROMEO Francesco telefona al fratello Girolamo. Girolamo domanda a Francesco della “partita”.
Francesco risponde: "La partita è finita è finito tutto". Girolamo replica: "Ci rifaremo, non fa nulla".
Francesco confida al fratello di non essere più in grado di continuare ed aggiunge: "non andare più
avanti, hai capito?!". Girolamo risponde affermativamente e domanda se lo zio Mario si trovi ancora lì
(in Svizzera). Francesco dice di si.
ALLEGATO 42N
E’ importante sottolineare come l’enorme mole di attività investigativa posta in essere
nell’ambito del presente procedimento penale, ha permesso di accertare l’esistenza di collegamenti
molto intensi tra il gruppo criminale operante nel territorio di Roccaforte del Greco ed un folto numero
di associati stanziati nel territorio di Domodossola.
Nel corso della vasta attività di indagine, infatti, sono stati
monitorati personaggi che,
stabilmente risiedenti nel settentrione di Italia, hanno mantenuto un costante collegamento e una fitta
rete di relazioni e frequentazioni (non meramente occasionali) con i personaggi più in vista della
comunità delinquenziale di Roccaforte del Greco (RC). Tra i soggetti maggiormente attenzionati,
meritano di essere menzionati i seguenti (tutti identificati):
IOFRIDA Leone Luigi, nato a Melito di Porto Salvo (RC) il giorno 27/08/1965 e residente a
Roghudi Nuovo (RC) alla via Rizzari nr. 11, di fatto domiciliato a Domodossola (VB) alla via Italia nr.
28 (pregiudicato per associazione a delinquere di stampo mafioso);
FERRARO Francesco, nato a Domodossola (VB) il giorno 10.05.1965, ivi residente via Italia nr. 86
(vds allegato 41 B);
MAFRICI Antonio Giuliano, nato a Piedimulera (VB) il 12/04/1954 e residente in Svizzera a VISP in
via Brueckenideg nr. 06, titolare della Ditta INTERALP, appaltatrice di innumerevoli lavori nel campo
edilizio e di costruzione di strade, nell’intero territorio Svizzero. Ditta nella quale lavorano quasi
esclusivamente calabresi;
PALAMARA Domenico, nato a Roccaforte del Greco (RC) il 12/01/1956 e residente a Domodossola
(VB )
PIZZI Bruno, nato a Melito di Porto Salvo (RC) il giorno 26/10/1963 e residente a Domodossola;
ROMEO Francesco, nato a Condofuri (RC) il giorno 03/09/1966, domiciliato in Svizzera;
RODA’ Carmelo, nato a Condofuri (RC) il 13/10/1951 e residente a Crevoladossola (VB) località
Bisogno nr. 01.STELITANO Franco, nato a Domodossola (VB) il 23.04.1968, ivi residente, titolare dell’esercizio
commerciale denominato STOCK HOUSE sito in Domodossola, pregiudicato per armi, stupefacenti ed
altro;
STILLITANO Rocco, nato a Seminara (RC) il 06/07/1972 e residente Mozzate (CO) in via
Tagliabue nr. 02, pregiudicato per traffico di sostanze stupefacenti, estorsione e rapina (ha inoltre
frequenti contatti, con SOTTILE Claudio;
I predetti rapporti (tra calabresi emigrati ed autoctoni) vanno certamente al di là delle semplici
frequentazioni, come si evince dal tenore delle conversazioni intercettate dalle quali emergono rapporti
di amicizia, affaristici, nonché di appartenenza ad un medesimo gruppo. Le numerose cene organizzate
dai vari sodali - di cui ATTINA’ Paolo è sicuramente figura di rilievo, come peraltro confermano i suoi
precedenti di Polizia e tutte le inchieste che nel tempo lo hanno riguardato - rientrano nei rituali delle
associazioni mafiose del territorio di origine. Quest’ultima circostanza è inconfutabilmente conclamata
dalle numerose inchieste giudiziarie e dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia. Fra questi
MESIANO Carlo sulle cui dichiarazioni, fra l’altro, si fonda parte significativa del materiale probatorio
inerente questo procedimento penale.
In data 15/08/2006, inoltre, giungeva a Roccaforte del Greco, l’anziano e indiscusso capo
della cosca di Domodossola, CENTO Domenico, nato a Roccaforte del Greco (RC) il 01/01/1936 e
residente in Domodossola (VB), via Cairoli nr.3, tratto in arresto per associazione a delinquere di
stampo mafioso nell’ambito dell’operazione “Betulla” condotta dalla Criminalpol di Torino in
collaborazione con la D.I.A. ed il Nucleo Operativo Carabinieri di Domodossola.
Il predetto CENTO Domenico, durante tutta la sua permanenza nel centro aspromontano di
origine, aveva la possibilità di passeggiare indisturbato per le vie del paese, ossequiosamente
accompagnato dai più fidati accoliti e riverito dalla collettività del piccolo centro (vds. le allegate
relazioni di servizio e le annesse fotografie; lo stesso è facilmente riconoscibile in quanto è il solo che fa
uso di un bastone in metallo, indossa un vestito color grigio ed è parzialmente calvo).
Si riportano, di seguito, le conversazioni intercettate tra i vari affiliati, in quel particolare
periodo:Al progressivo 15495 del 24.07.2006 sull’utenza 349/6735207 in uso ad ATTINA’ Paolo autorizzata
con RIT 1248/04, ATTINA' Paolo telefona a PIZZI Bruno e gli chiede dove si trova. PIZZI risponde
che si trova da quell'amico di Napoli, è dovuto partire, e per quella sera si trova da Gigino (SALERNO
Luigi) dove sta mangiando e dove dormirà. PIZZI dice che Gigino è quello che è andato, con loro, a
mangiare là sopra (a Roccaforte del Greco). ATTINA' si lamenta perché PIZZI non l'ha avvertito che
stava partendo. VEDASI ALLEGATO 7AA
(I due si riferiscono ad un incontro tra loro ed altri sodali, in occasione di una ricorrenza religiosa, quali
i festeggiamenti del Santo patrono di Roccaforte del Greco, in modo da sfuggire all’attenzione delle
FF.PP.- Vedesi allegate relazioni di servizio).
Al progressivo 15184 del 13.08.2006 sull’utenza 349/6735207 in uso ad ATTINA’ Paolo autorizzata
con RIT 1248/04, ATTINA' Paolo telefona a PIZZI Bruno. PIZZI Bruno dice che intorno al giorno
quindici, ovvero giorno sedici, in occasione dei festeggiamenti (di San Rocco, patrono di Roccaforte
del Greco) salirà a Roccaforte. PIZZI dice che lui adesso sta andando a Bagaladi. ATTINA' dice che ha
visto a Piero (PANGALLO Pietro). ATTINA' dice che deve salire il sedici. PIZZI dice che il quindici
non può salire, perché ha degli impegni a casa sua. VEDASI ALLEGATO 7V
Al progressivo 15293 del 18/08/2006 sull’utenza 349/6735207, in uso ad ATTINA’ Paolo, autorizzata
con RIT 1248/04, ATTINA' Paolo telefona a PIZZI Bruno dice che si trova vicino alla Villa di Bova
Marina e sta mangiando un panino. PIZZI Bruno dice di non fare casino, in quanto ha saputo che hanno
preparato capra ed altro. PIZZI dice che sta per telefonare a Piero (PANGALLO Pietro). ATTINA' e
PIZZI dicono che si vedranno al Casello AFOR di Roccaforte del Greco. ATTINA' spiega a PIZZI che
il casello,
è quello che si trova sulla strada proseguendo da casa sua verso su. I due si danno
appuntamento per l'indomani. VEDASI ALLEGATO 7Z
E’ il caso di evidenziare, ancora, che
dal
giorno 28 maggio e sino al giorno 30
aprile/1° maggio 2006, PIZZI Bruno, IOFRIDA Leone Luigi, FERRARO Francesco
e MAFRICI Giuliano, unitamente ad altri personaggi provenienti dal nord Italia,
non identificati, soggiornavano in Calabria dove partecipavano ai festeggiamenti in
occasione del matrimonio di tale MODAFFARI Pasquale, nato a San Lorenzo (RC)
il 03/01/1964, originario della frazione San Pantaleo e residente a NATERS, in
Svizzera il quale, in data 29/04/2006 alle ore 10:30, contraeva appunto
matrimonio in Condofuri (RC), frazione Marina, con SGRO’ Domenica, nata a
Melito di Porto Salvo (RC) il
28/07/1965 e residente a Condofuri (RC) frazione
Marina, via Peripoli nr. 322, nipote di RODA’ Domenico, nato a Condofuri (RC) il
01/11/1926, pluri-pregiudicato, “noto Capo Cosca di quel centro”, e cugina di
RODA’ Tommaso, nato a Condofuri (RC) il 24/05/1945,
pregiudicato per
associazione a delinquere di stampo mafioso; nonché cugina di
MAFRICA
Giovanni, nato a Condofuri (RC) il 23/08/1970, pregiudicato per omicidio,
associazione a delinquere e spaccio di sostanze stupefacenti.
Nonostante la distanza geografica, quindi, intensi e costanti sono i rapporti tra i
diversi componenti del sodalizio criminale, cosi come dimostrano, ad esempio, i
frequenti contatti telefonici che intercorrevano tra ATTINA Paolo e PIZZI
Bruno, nel periodo in cui si procedeva al monitoraggio delle utenze telefoniche agli
stessi in uso:Monitorato: 393496735207
Registrazione:
2654
Ora registrazione:
11/03/2005 18.47.17
Direzione (1:Usc - 2:Entr)
1
Tipo (1:voce - 4: sms)
1
Interlocutore
+393383014270
Intestatario:
Utilizzatore:
Sintesi:
Paolo chiama a tale Bruno al quale dice che ha un San Giovanni suo (originario di
Melito) che ha due figli e che ha voglia di lavorare in quanto deve mantenere due figli
piccoli, aggiunge che deve venire a lavorare lì, il Bruno dice che deve aspettare Pasqua,
il Paolo aggiunge che forse salirà prima lui.
Integrale:
Monitorato: 393496735207
Registrazione:
3402
Ora registrazione:
13/04/2005 04.00.30
Direzione (1:Usc - 2:Entr)
1
Tipo (1:voce - 4: sms)
1
Interlocutore
+393383014270
Intestatario:
Utilizzatore:
Sintesi:
Paolo telefona a Bruno PIZZI. Bruno dice a Paolo che si trova dalla sorella e che
andrà via l'indomani a mezzogiorno. Paolo riferisce a Bruno che si trova a Melito P.S..
Bruno risponde dicendo alle alle ore 17:0 ha un appuntamento a Reggio Calabria.
Bruno dice che tra 15 minuti parte e si prende il caffè là sotto. I due si vedranno nella
località da loro concordata ma non meglio specificata
La data e l'orario effettivo della conversazione è quello che si evince dai cartellini del
sistema MCR: gionno 11/04/2005 ore 14:55:15
Integrale:
Monitorato: 393496735207
Registrazione:
3419
Ora registrazione:
13/04/2005 05.54.07
Direzione (1:Usc - 2:Entr)
1
Tipo (1:voce - 4: sms)
1
Interlocutore
+393383014270
Intestatario:
Utilizzatore:
Sintesi:
In ambientale si sente a Paolo dire al minimo e la moglie Carmela dire, male per te
che ti facesti ....... Paolo poi riferendo alla moglie dice , Ca, offrigli una grappa, Ca.
Risponde GANGEMI Leonardo che dice No signora, no
signora.............incomprensibile.
Telefonicamente si sente Tim. Paolo stava tentando di telefonare a BRUNO PIZZI.
La data e l'orario effettivo della conversazione è quello che si evince dai cartellini del
sistema MCR: gionno 11/04/2005 ore 21:08:42
Integrale:
Monitorato: 393496735207
Registrazione:
3427
Ora registrazione:
13/04/2005 06.04.29
Direzione (1:Usc - 2:Entr)
1
Tipo (1:voce - 4: sms)
1
Interlocutore
+393383014270
Intestatario:
Utilizzatore:
Sintesi:
In ambientale si sente Paolo parlare con altre persone e dire mi disse il Professore è
incazzato vedete, so io se è incazzato, il professore è incazzato.........incomprensibile.
Si sente parlare un altro uomo .....incomprensibile........
Paolo stava tentando di telefonare a BRUNO PIZZI.
La data e l'orario effettivo della conversazione è quello che si evince dai cartellini del
sistema MCR: gionno 11/04/2005 ore 22:02:01
Integrale:
Monitorato: 393496735207
Registrazione:
4263
Ora registrazione:
21/05/2005 19.16.59
Direzione (1:Usc - 2:Entr)
1
Tipo (1:voce - 4: sms)
1
Interlocutore
+393383014270
Intestatario:
Utilizzatore:
Sintesi:
Paolo telefona a PIZZI Bruno, al quale riferisce che ha appena visto sul suo telefono la
chiamata di Bruno di giorni addietro. Bruno riferisce scherzando che ha detto ad uno
che scende ora, che prima di scendere deve riferirglielo in quanto gli deve mandare
l'oggetto. Bruno Continua dicendo che l'altro giorno provò a chiamarlo per il fatto del
padre del professore ( ndr la morte del padre di GANGEMI Leonardo, Santo) per avere
l'indirizzo al fine di inviargli un telegramma di condoglianze. I due parlano del fatto
che l'indomani le loro figlie fanno la comunione. Paolo dice che sta andando a Reggio
Calabria a prendere le bomboniere e che già in giornata ha ammazzato l'animale è lo
ha portato al ristorante. Bruno dice che non scende prima di agosto. Paolo dice che
forse lui salirà sopra e chiede a Bruno se ha visto per un'autovettura. Bruno risponde
dicendo che ha visto ma che quando salirà lui, vedranno e poi la Bloccano. Bruno
riferisce a Polo che per domenica dovrebbe arrivare Piero ( PANGALLO Pietro di
Roccaforte ma residente al Nord Italia) e che quando arriva lui gli dirà e poi
Paolo dovrà richiamare a Bruno.
Integrale:
Monitorato: 393496735207
Registrazione:
4889
Ora registrazione:
26/06/2005 20.43.29
Direzione (1:Usc - 2:Entr)
1
Tipo (1:voce - 4: sms)
1
Interlocutore
+393383014270
Intestatario:
Utilizzatore:
Sintesi:
Paolo dice Bruno PIZZI che ha parlato con il professore il quale sta andando lui con il
Dottore a vedere le condizioni di salute del padre di PIZZI e che più tardi lo chiamerà.
Paolo poi dice che lo richiamerà per riferirgli cosa gli hanno riferito sul padre
Integrale:
Monitorato: 393496735207
Registrazione:
4989
Ora registrazione:
01/07/2005 09.52.06
Direzione (1:Usc - 2:Entr)
2
Tipo (1:voce - 4: sms)
1
Interlocutore
+393383014270
Intestatario:
Utilizzatore:
Sintesi:
PIZZI Bruno telefona sul numero in uso a Paolo. Risponde la moglie di Paolo,
PALAMARA Carmela. Carmela riferisce che Paolo è al lavoro. PIZZI chiede alla
donna di salutarglielo.
Integrale:
Monitorato: 393496735207
Registrazione:
5203
Ora registrazione:
12/07/2005 19.53.00
Direzione (1:Usc - 2:Entr)
1
Tipo (1:voce - 4: sms)
1
Interlocutore
+393383014270
Intestatario:
Utilizzatore:
Sintesi:
Paolo e Bruno, dialogo amichevole, poi Paolo gli dice a Bruno che Giovedì alle 11,00
arriva e di andarlo a prendere
Integrale:
Monitorato: 393496735207
Registrazione:
6019
Ora registrazione:
01/08/2005 17.41.01
Direzione (1:Usc - 2:Entr)
1
Tipo (1:voce - 4: sms)
1
Interlocutore
+393383014270
Intestatario:
Utilizzatore:
Sintesi:
Paolo e Bruno PIZZI, il quale dice che è al bar di compare Lillo Vadalà, Paolo gli dice
che è per Melito.
Bruno gli dice se viene da lui o viene lui che ha degli oggetti da dargli e che vuole
lavare la macchina, Paolo gli dice se il marrazzo glielo lo ha portato e bruno gli
risponde che lo con lui e che è uno di quelli seri,Paolo gli dice di aspettarlo che fra 5
minuti arriva
Integrale:
Monitorato: 393496735207
Registrazione:
6514
Ora registrazione:
18/08/2005 09.01.51
Direzione (1:Usc - 2:Entr)
1
Tipo (1:voce - 4: sms)
1
Interlocutore
+393383014270
Intestatario:
Utilizzatore:
Sintesi:
Paolo dice a Bruno che è al lavoro e poi gli dice quanti sono che vengono e Bruno gli
dice 4 0 5 persone, Paolo gli dice che sono la sopra al casello a mezzogiorno-l'una, si
risentono dopo per sapere quanti sono
Integrale:
Monitorato: 393496735207
Registrazione:
6632
Ora registrazione:
21/08/2005 15.56.38
Direzione (1:Usc - 2:Entr)
2
Tipo (1:voce - 4: sms)
1
Interlocutore
+393383014270
Intestatario:
Utilizzatore:
Paolo con PIZZI chiede se stasera si mangiano le Marbizze (Uccelli) Paolo si trova in
un matrimonio la cella di aggancio è Platì.
Sintesi:
Integrale:
Monitorato: 393496735207
Registrazione:
6633
Ora registrazione:
21/08/2005 15.59.10
Direzione (1:Usc - 2:Entr)
2
Tipo (1:voce - 4: sms)
1
Interlocutore
+393383014270
Intestatario:
Utilizzatore:
Bruno PIZZI telefona a ATTINA' Paolo. Bruno riferisce che lo saluta suo compare
Franco. Bruno riferisce che parte mervoledì. Bruno poi parla con un uomo, il quale gli
riferisce che lo chiama lui dopo. Paolo poi chiede a Bruno se si mangiano quegli
uccelli e di farglielo sapere in quanto lui è là con il Professore ( ndr verosimilmente
GANGEMI Leonardo).
Sintesi:
ID cella : Indirizzo : Località Livio-89039-PLATI` - Sett. 1
Integrale:
Monitorato: 393496735207
Registrazione:
6689
Ora registrazione:
23/08/2005 17.21.43
Direzione (1:Usc - 2:Entr)
1
Tipo (1:voce - 4: sms)
1
Interlocutore
+393383014270
Intestatario:
Utilizzatore:
Paolo con PIZZI Bruno, dice che ha messo le pentole sopra, si vedono verso le 19.30 a
fare una mangiata, si vedono a caa della casa di Gangemi Leonardo sotto l'autostrada.
Sintesi:
Integrale:
Monitorato: 393496735207
6783
Registrazione:
Ora registrazione:
26/08/2005 14.34.53
Direzione (1:Usc 2:Entr)
1
Tipo (1:voce - 4: sms)
1
Interlocutore
+393383014270
Intestatario:
Utilizzatore:
Sintesi:
Paolo con Bruno Pizzi chiede se conosce a uno di santa maria che si chiama SPATARO Giuseppe
che abita a Milano e lavora alle poste e non si comporta molto bene con un cugino suo (ndr di
Bruno PIZZI) che è un bonaccione, gli chied edi mandargli i saluti dal quel cugino di Condofuri,
chiede che quando va a Melito e di paralre con suo fratello
Bruno: Ou!
Paolo:Buongiorno ben arrivato
Bruno:Grazie!siete tornati o dormivate la verità
Paolo:Ah!
Bruno:Sei tornato ora o dormivi?
Paolo:Ora sono .....non comprensibile
Bruno:Senti che ti dico.
Paolo:Dimmi?
Bruno:Conosciamo a uno di santa maria che si chiama SPATARO Giuseppe
Paolo:SPATARO .. si!
Bruno:Che è a Milano lavora alle poste così!
Paolo:non so conosco a suo fratello.
Bruno:Senti ma.....persona educata com'è? Perchè non si comporta tanto bene sai?
Paolo:Eh!
Bruno:Perchè lavora con un cuginetto mio questo mio cugino è di Milano quà abita a Milano !
Paolo:Ah Ah!
Bruno:Ed un bravo ragazzo, sai un ragazzo bonaccione
Paolo:Ma lavorano alla posta tutte e due ?
Bruno:Bravo!
Paolo:Ho capito!
Bruno:E siccome gli ha detto che ha un cugino suo che è a Condofuri ed ha fatto finta che non sa
com'è come non è?
Paolo:non comprensibile
Bruno:No digli che lo saluto e basta
Paolo:va bene va bene !
Bruno:Nient'altro digli solo che lo saluta quell'amico di Condofuri
Paolo:Non comprensibie.
Bruno: Niente di cose digli solo che quando lo incontro un caffè glielo offro sicuro
Paolo:va bene ! Senti che ti dico trovami un marazzo?
Bruno:Il Marazzo c'è l'ho a casa ti ho detto
Paolo:Va bene!
Bruno:E fammi una cosa quando scendi per Melito .
Paolo:Eh!
Bruno:Ti fermi per favore da suo fratello e gli dice di chiamargli
Paolo:E ora oggo passo di là!
Bruno:E digli che appena và ti offre il caffè (ndr da parte di PIZZI) se non vuoi andare digli che mi
chiama che vado io
Paolo:Ciao Ciao!
Bruno:Ciao!
Integrale:
OGGETTO:-Verbale di trascrizione integrale della conversazione telefonica registrata sull’utenza
349/6735207 in data 26.08.2005 progressivo 6783 in uso a ATTINA’ Paolo nato a Melito di
Porto Salvo il 20.05.1963 intercettata con RIT 1248/04 RGNR DDA nell’ambito del Proc Pen
2113/04 emesso in data 29/09/2004 dalla Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale
Antimafia - di Reggio Calabria, Dr.ssa R. NUNNARI..
=======================================================================
L'anno 2008 addì 14 del mese di Maggio , in Melito Porto Salvo (RC), nella Sala Intercettazioni di
questo Comando Compagnia Carabinieri, alle ore 12.30.
Io sottoscritto Ufficiale di P. G. Mar. Ord. TRIOLO Rosario e Car. Sc SORRENTI Domenico ,
appartenente al Nucleo Operativo in intestazione, do atto di procedere alla trascrizione
integrale/parziale della conversazione telefonica in oggetto indicata tra ATTINA’ Paolo e PIZZI
Bruno nato a Melito di Porto alvo il 26.10.1963.
Bruno: Ou!
Paolo:Buongiorno ben arrivato
Bruno:Grazie!siete tornati o dormivate la verità
Paolo:Ah!
Bruno:Sei tornato ora o dormivi?
Paolo:Ora sono .....non comprensibile
Bruno:Senti che ti dico.
Paolo:Dimmi?
Bruno:Conosciamo a uno di santa maria che si chiama SPATARO Giuseppe
Paolo:SPATARO .. si!
Bruno:Che è a Milano lavora alle poste così!
Paolo:non so conosco a suo fratello.
Bruno:Senti ma.....persona educata com'è? Perchè non si comporta tanto bene sai?
Paolo:Eh!
Bruno:Perchè lavora con un cuginetto mio questo mio cugino è di Milano quà abita a Milano !
Paolo:Ah Ah!
Bruno:Ed un bravo ragazzo, sai un ragazzo bonaccione
Paolo:Ma lavorano alla posta tutte e due ?
Bruno:Bravo!
Paolo:Ho capito!
Bruno:E siccome gli ha detto che ha un cugino suo che è a Condofuri ed ha fatto finta che non sa
com'è come non è?
Paolo:non comprensibile
Bruno:No digli che lo saluto e basta
Paolo:va bene va bene !
Bruno:Nient'altro digli solo che lo saluta quell'amico di Condofuri
Paolo:Non comprensibie.
Bruno: Niente di cose digli solo che quando lo incontro un caffè glielo offro sicuro
Paolo:va bene ! Senti che ti dico trovami un marazzo?
Bruno:Il Marazzo c'è l'ho a casa ti ho detto
Paolo:Va bene!
Bruno:E fammi una cosa quando scendi per Melito .
Paolo:Eh!
Bruno:Ti fermi per favore da suo fratello e gli dice di chiamargli
Paolo:E ora oggo passo di là!
Bruno:E digli che appena và ti offre il caffè (ndr da parte di PIZZI) se non vuoi andare digli che mi
chiama che vado io
Paolo:Ciao Ciao!
Bruno:Ciao!
Monitorato: 393496735207
Registrazione:
11422
Ora registrazione:
03/03/2006 13.34.35
Direzione (1:Usc - 2:Entr)
2
Tipo (1:voce - 4: sms)
1
Interlocutore
+393383014270
Intestatario:
Utilizzatore:
Sintesi:
PIZZI Bruno telefona ad ATTINA' Paolo, per riferirgli che loro questo mattina:
"Qualcuno ha telefonato, per due ricotte, dobbiamo provvedere, vedi che io non ne ho
neanche una ...........". (la conversazione termina perchè cade la linea)
Integrale:
Monitorato: 393496735207
Registrazione:
11423
Ora registrazione:
03/03/2006 13.37.35
Direzione (1:Usc - 2:Entr)
2
Tipo (1:voce - 4: sms)
1
Interlocutore
+393383014270
Intestatario:
Utilizzatore:
Sintesi:
ATTINA' e PIZZI Bruno.
PIZZI: "….. É caduta la linea.
ATTINA': Stavi dicendo”.
PIZZI: “Niente per DUE RICOTTE stavo dicendo".
ATTINA': "Ma fresche o salate?".
PIZZI: "No, ma quelle là, madonna le hanno finite e siamo inguaiati. Tutti"
ATTINA': "Eh… Ora non è periodo ancora".
PIZZI: "E va bene"
ATTINA': Sono prenotati comunque, non ti preoccupare".
PIZZI: "A me quello mi interessa. Va bene".
ATTINA': Eh quando scendi per sotto".
PIZZI: "Paolo ora vedo, aspettavo a voi che salivate per sopra, non è che sempre noi
dobbiamo scendere per sotto. So che lì adesso hanno finito tutto, è tutto apposto".
ATTINA': Si ora questi macelli sono finiti "frittole non c'è ne sono più".
PIZZI: "TANTI SALUTI, TANTI AUGURI, MACELLAZIONE NON C'È NE PIÙ,
VEDETE COME DOVETE RIEMPIRE QUALCHE BORSA È PARTIRE, CHE UN
PEZZO DI PANE LO COMPRIAMO QUA E C'È LO MANGIAMO".
ATTINA': "Va bene è capace che mi faccio un passeggiata"
Omissis
Integrale:
Monitorato: 393496735207
Registrazione:
12382
Ora registrazione:
05/04/2006 12.18.14
Direzione (1:Usc - 2:Entr)
2
Tipo (1:voce - 4: sms)
1
Interlocutore
+393383014270
Intestatario:
Utilizzatore:
Sintesi:
PIZZI Bruno telefona ad ATTINA' Paolo, chiedendogli se ha visto al professore
(verosimilmente GANGEMI Leonardo). PIZZI dice che non gli ha telefonato per quel
fatto, cerca di non chiamarlo e gli chiede di salutarglielo. PIZZI dice che Mico
(PANGALLO Domenico) deve mandargli un 100 kg. di salami e che quasi
sicuramente scende per giorno 28 e gli chiede di passare da Ugo (IARIA Ugo) e
dirgli di farlo chiamare perchè lui per giorno 28 o giorno 29 ha bisogno di un biglietto.
ATTINA' fornisce a PIZZI il numero di IARIA Ugo 347/3500347. ATTINA' chiede a
PIZZI di mandargli un paio di bottiglie di grappa.
Integrale:
Monitorato: 393496735207
Registrazione:
12401
Ora registrazione:
06/04/2006 14.56.58
Direzione (1:Usc - 2:Entr)
2
Tipo (1:voce - 4: sms)
1
Interlocutore
+393383014270
Intestatario:
Utilizzatore:
Sintesi:
PIZZI Bruno telefona ad ATTINA' Paolo, riferendogli che lui ha davanti a se un
amico che deve prendersi tutti i capicolli e le cose che gli manda Mico (PANGALLO
Domenico), ma devi riferirgli ( a PANGALLO Domenico) quanti sono ( la quantità).
PIZZI chiede ad ATTINA' di riferire a Mico (PANGALLO Domenico) che dovrà
dirgli quanti kg sono di soppressate, di capicolli, di pancette e quanto vuole (quanto
costano). PIZZI chiede ad ATTINA' di chiamarlo (a PANGALLO Domenico) e dirgli
di telefonargli, perchè deve parlargli. PIZZI sottolinea il fatto che deve mandarglieli
prima di Pasqua ( i capicolli). ATTINA' dice che li manda ora, appena sale Paolo
(MANTI Paolo Giuseppe). PIZZI dice ad ATTINA':"Deve farmi un pacco bello
(bellu pulito) che lui non deve vedere".
Integrale:
Monitorato: 393496735207
Registrazione:
12788
Ora registrazione:
01/05/2006 13.39.08
Direzione (1:Usc - 2:Entr)
2
Tipo (1:voce - 4: sms)
1
Interlocutore
+393383014270
Intestatario:
Utilizzatore:
Sintesi:
Pizzi Bruno chiama Attiinà. I due scherzano tra loro sula fatto che non si sono visti.
pizzi dice che è quasi arrivato a casa. Poi Pizzi dice che quando attinà sale a
Domodossola deve dirglielo che ha preso appuntamento per i libri. Poi attinà gli chiede
dell'assicurazione del morotino volendo sapere dove sia. Poi Pizzi dice che sabato
prende appuntamento con quello per il lavoro. Poi ATTINA' chiede per una macchina
poichè aveva gia chiesto a suo cugino per una macchina ma gli aveva chiesto 15.000
euro. Pizzi chiede a ATTINA' di chiedere a Marco che lui ancora aspetta la capinta e
chiede di fargli un pacco di capinte e darlo a Paolo (MANTI) adesso che sale e
mandarglieli. Pizzi gli dice che poi ci pensa lui a vederne una. Poi Attinà dice che verrà
su perchè deve ricoverare qualcuno (non si capisce) a Pavia e che verrà con l'aereo e
pertanto scenderà a Linate.
Integrale:
Attina'E che e!
Pizzi: Non ti preoccuapre tu guarda
Attina': Perchè?
Pizzi:: Ti faccio vedere poi ci vediamo poi ci vediamo mi fai togliere tutti gli
impegni che ho e poi tu ti dimentichi
Attina': No mi è successo un impiccio poi ti spiego
Pizzi: Va bene non ti preoccuapre il tuo impiccio te lo do io quando ti chiamo io ti
dico vedi che vengo e poi non vengo
Attina': ma dove sei sei arrivato
Pizzi:Sono arrivato e sono già quasi a casa
Attina': A apposta mi hai aggredito perchè sei lontano
Pizzi: certo ti grido perchè sei lontano altrimenti mi spaventavo che eri vicino
Attina': si sente una risata
Pizzi:Tutte e due
Attina': E mannaggia bruno
Pizzi: Non ti preoccupare vedi quando devi salire che io ho preso appuntamento per i
libbri
Attina': hai preso appuntamento
Pizzi:E tu che mi hai detto
Attina': hai fatto bene tu che mi ha detto
OMISSIS DALLE ORE 13.40.13 ALLE ORE 13.43.26
Pizzi
Attina'
Pizzi:
Attina'
Pizzi
Attina'
Pizzi:
Monitorato: 393496735207
Registrazione:
12957
Ora registrazione:
08/05/2006 11.57.58
Direzione (1:Usc - 2:Entr)
2
Tipo (1:voce - 4: sms)
1
Interlocutore
+393383014270
Intestatario:
Utilizzatore:
Sintesi:
PIZZI Bruno telefona ad ATTINA' Paolo. PIZZI dice che ha visto a Mico e gli chiede
se ha portato a suo suocero a Milano. ATTINA' dice che salirà lui domenica e poi gli
dirà. PIZZI dice a lui Domenico (PANGALLO Domenico) lo sta facendo uscire pazzo
per i soldi dei capicolli. ATTINA' chiede a PIZZI di cercare di chiudergli questa
partita e di mandargli questi soldi.
Integrale:
Monitorato: 393496735207
Registrazione:
13822
Ora registrazione:
11/06/2006 14.41.06
Direzione (1:Usc - 2:Entr)
1
Tipo (1:voce - 4: sms)
1
Interlocutore
+393383014270
Intestatario:
Utilizzatore:
Sintesi:
Integrale:
Monitorato: 393496735207
Al progressivo 13822 del 11.05.2006 (vedasi allegata sintesi), ATTINA' Paolo telefona
a PIZZI Bruno.
PIZZI riferisce ad ATTINA' che c'è da guadagnare nel modo più legale del mondo,
un po' di soldi per le ferie e per le mangiate estive. PIZZI dice che gli è capitata una
partita di climatizzatori, con pompa di calore per aria calda e fretta, che come prezzo di
listino costano 900 euro ciascuno, sono 12000 btu unità interna ed esterna, noi li
possiamo prendere a 270/280 euro, hanno la garanzia, sono Amstard. ATTINA' chiede
quanti pezzi sono. PIZZI dice che sono 300/400 c'è un camion sano, e questi qua
stanno chiudendo, si può fare anche la fattura. ATTINA' dice che serve la fattura,
perchè con la fattura li vendiamo a qualche commerciante. PIZZI dice che lui adesso
ne manda cinque alla sorella. ATTINA' chiede di mandarne uno a lui. PIZZI dice che
non è roba sua, ma se fanno quest'operazione, non c'è da guadagnare tanto ma
quatto/cinque può prenderseli lui e due al suocero così può prendersi 2000 euro di
lavoro e deve considerare che un operaio AFOR prende 1100 euro. ATTINA' dice che
se riesce la prossima settimana deve andarlo a prendere. PIZZI dice che lui lo ha detto
già a Mico (Domenico) ma deve essere una cosa fulminante, devono dire quanti ne
vogliono. PIZZI dice che per loro servono 270/280 euro e deve considerare che bisogna
pagare il viaggio a Paolo (MANTI Paolo) motivo per il quale deve vedere tutti gli amici
che ci sono sopra è sotto.
.
Registrazione:
14212
Ora registrazione:
04/07/2006 20.43.29
Direzione (1:Usc - 2:Entr)
2
Tipo (1:voce - 4: sms)
1
Interlocutore
+393383014270
Intestatario:
Utilizzatore:
Sintesi:
PIZZI Bruno con Paolo. Inizialmente scherzano tra di loro e poi PIZZI gli dice che suo
cugino lo ha chiamato da Milano per la questione di un ragazzo di Santa Maria, che lui
(PIZZI) non conosce neanche. PIZZI aggiunge che questo ragazzo non "l'ha capita" e
gli chiede se "deve andare lui". Paolo gli dice di dargli un paio di giorni. PIZZI dice che
se dovesse andare lui, manderà il ragazzo all'ospedale. Paolo gli ribadisce che dargli un
paio di giorni e vuole sapere cosa sia successo ma PIZZI non lo sa. PIZZI ribadisce a
Paolo che se scende da Domodossola, lo aspetta quando termina di lavorare e lo
manderà all'ospedale.
Integrale:
Monitorato: 393496735207
Registrazione:
14620
Ora registrazione:
20/07/2006 20.52.16
Direzione (1:Usc - 2:Entr)
2
Tipo (1:voce - 4: sms)
1
Interlocutore
+393383014270
Intestatario:
Utilizzatore:
Sintesi:
PIZZI Bruno telefona ad ATTINA' Paolo. PIZZI Bruno chiede ad ATTINA Paolo
come ha visto a quello là. ATTINA' dice che lo ha visto bene. PIZZI dice che a quel
suo cugino quello gli crea problemi sul lavoro. PIZZI dice che lui se tutto va bene, per
il 30/31 sarà giù. I due parlano di un problema avuto tra un conoscente di ATTINA' ed
un cugino di PIZZI, per una relazione con una ragazza fidanzata con entrambi. PIZZI
Bruno dice ad ATTINA' Paolo che deve preparare per la festa a Roccaforte del Greco,
per giorno 14 - 16, perché lì a Roccaforte ci sarà qualche amico.
Integrale:
Monitorato: 393496735207
Registrazione:
15035
Ora registrazione:
07/08/2006 15.43.40
Direzione (1:Usc - 2:Entr)
2
Tipo (1:voce - 4: sms)
1
Interlocutore
+393383014270
Intestatario:
Utilizzatore:
Sintesi:
PIZZI Bruno telefona ad ATTINA' Paolo cheidendogli dove si vedono. ATTINA' dice
che lui si trova sopra all'Unicredit, vicino all'INPS
Integrale:
Monitorato: 393496735207
Registrazione:
15037
Ora registrazione:
07/08/2006 15.46.49
Direzione (1:Usc - 2:Entr)
1
Tipo (1:voce - 4: sms)
1
Interlocutore
+393383014270
Intestatario:
Utilizzatore:
Sintesi:
ATTINA' Paolo telefona a PIZZI Bruno riferendogli che è appena passato e
dicendogli che lui si trova al di sopra del Bar di quello di Roccaforte (bar Attinà)
Integrale:
Monitorato: 393496735207
Registrazione:
15047
Ora registrazione:
07/08/2006 20.46.59
Direzione (1:Usc - 2:Entr)
2
Tipo (1:voce - 4: sms)
1
Interlocutore
+393383014270
Intestatario:
Utilizzatore:
Sintesi:
PIZZI Bruno telefona ad ATTINA' Paolo, riferendogli che lui è con la famiglia che
sta andando da Masi ed aggiunge che dopo che finiscono di mangiare la moglie fa
per fatti suoi e loro escono insieme
Integrale:
Monitorato: 393496735207
Registrazione:
15184
Ora registrazione:
13/08/2006 11.24.53
Direzione (1:Usc - 2:Entr)
2
Tipo (1:voce - 4: sms)
1
Interlocutore
+393383014270
Intestatario:
Utilizzatore:
Sintesi:
ATTINA' Paolo telefona a PIZZI Bruno. PIZZI Bruno dice che intorno al giorno
quindici, ovvero giorno sedici, in occasione dei festeggiamenti (di san Rocco, patrono
di Roccaforte del Greco) sale. PIZZI dice che lui adesso sta andando a Bagaladi.
ATTINA' dice che ha visto a Piero (PANGALLO Pietro). ATTINA' dice che deve
salire il 16. PIZZI dice che il 15 non può salire, perché ha degli impegni a casa sua.
Integrale:
Monitorato: 393496735207
Registrazione:
15231
Ora registrazione:
15/08/2006 22.07.20
Direzione (1:Usc - 2:Entr)
1
Tipo (1:voce - 4: sms)
1
Interlocutore
+393383014270
Intestatario:
Utilizzatore:
Sintesi:
Attina' Paolo telefona a Pizzi Bruno. Pizzi dice di essere a Condofuri a mangiare.
Attinà Paolo chiede a Pizzi per domani se può andare es e si vedono domani sera. Pizzi
dice che domani sera non può perchè è impegnato pertanto se vuole si possono vedere,
nella mattinata. ATTINA' dice che si devono vedere domani sera perchè ha un
capocollo. Attinà dice ancora per domani sera, ma stranamente Pizzi ripete che domani
sera non può, e questo lo ripete più volte. Infatti dice che è invitato da amici suoi.
PIZZI Bruno poi chiede a Attinà se domani è in montagna, se è in montagna a lavora di
"cardareddi" o ... ATTINA' gli risponde di no. Pizzi dice che non andrà neanche lui
allora. Attinà risponde che è sempre in montagna. Pizzi gli ripete se lui si trova in
montagna al lavoro - - .Attinà risponde di no. Pizzi dice che tutto è a posto pertanto
anche lui è quindi non andrà. Attinà dice ancora che aspetta lui, ma Pizzi riferisce che
per alcuni giorni deve andare per quelle parti ( sulla costiera Ionica - verosimilmente a
Soverato, ove dimora CENTO Domenico). Attinà dice ( come se avesse capito, ndr)
che lui ( rivolto a Pizzi, ndr) che lui gli aveva detto che doveva salire con una persona.
ATTINA' dice che lui doveva salire, gli aveva detto che sarebbe salito anche con
un'altra persona (con CENTO Domenico). PIZZI dice: "No, ma se ne è andato".
ATTINA': "É qua, non mi rompere , e quà". PIZZI: "Se ti dico che abbiamo mangiato
ora insieme, se ti dico che è andato via". ATTINA': Ci vediamo domani sera". Pizzi
dice che domani non può e chiede a Attinà di tenere il cellulare acceso.
Integrale:
Nucleo Operativo e Radiomobile
OGGETTO:-Verbale di trascrizione integrale della conversazione telefonica
intercettata sull'utenza 349/6735207 in uso a ATTINA' Paolo, registrata con
apparecchiatura MCR della ditta AREA registrata alle ore 22:07:20 del 15.08.2006
avente numero progressivo 15231-----------------------------------------------Intercettazione autorizzata con il decreto di intercettazione nr.2113/04 R.G.N.R.I. DDA
e nr. 1249/04 R.I.T., emesso dalla Procura della Repubblica Direzione Distrettuale
Antimafia di Reggio Calabria, Dr.ssa R. NUNNARI, in data
TRASCRIZIONE INTEGRALE
PIZZI: Ouh, la sera vi ricordate tardi
ATTINA': Eh, ora ora
PIZZI: Per chiamarmi..
ATTINA': Eh eh. Il caldo, il caldo ....
PIZZI: Il caldo ti ha dato alla testa e ora vieni a farmi impazzire a me vero?
ATTINA': Dove sei
PIZZI: Ah
ATTINA': Dove sei?
PIZZI: Sono qua a Condofuri
ATTINA': E che stai facendo
PIZZI: Ah, a Condofuri sono
ATTINA': Ma stai mangiando sicuramente !
PIZZI: No, ho finito di mangiare
ATTINA': E dove sei, che hai mangiato?
PIZZI: Dove sono, non telo posso dire dove sono
ATTINA': va bene, non voglio sapere, non mi interessa, va bene?
PIZZI: E poi non mi chiedere nemmeno
ATTINA': Non ti domando, anzi...
PIZZI: Chi ti ha insegnato questa, questa cosa di chiedere dove sono, dove non sono.
Che vuoi?
ATTINA': Signore chiedo scusa
PIZZI: Umh, bò ecco già hai iniziato... Che è successo
ATTINA': Allora, ci vediamo domani sera?
PIZZI: Domani sera?
ATTINA': Eh
PIZZI: Domani sera penso di no. Domani magari, penso in giornata, se riesco
ATTINA': No, domani sera ci vediamo
PIZZI: Domani sera non posso
ATTINA': E sai perchè?
PIZZI: Eh
ATTINA': Perchè ho un capicollo
PIZZI: No il capicollo ce lo possiamo mangiare dopodomani sera, però domani sera
non posso
ATTINA': Ma vedi dove devi andare, nonfa...
PIZZI: No no..
ATTINA': Non fare traffico e confusione
PIZZI: No, ma non posso perchè sono invitato, capisci?
ATTINA': ma disd..... disdici tutti gli appuntamenti che hai
PIZZI: Si, disdico io e gli mando solo i ragazzi e mia moglie?
ATTINA': Allora, ci vediamo domani sera, va bene?
PIZZI: Ti ho detto che non posso domani sera, è inutile che ti .... vuoi che ti dico si?
ATTINA': Prendi questo capicollo e buttalo Guseppe per favore!(ndr si rivolge ad una
persona che è li con lui, provebilmente il figlio)
PIZZI: Buttalo Peppe diglielo, di buttarlo, di buttarlo dalla parte di qua però, di non
buttarlo dalla parte di là
ATTINA': ( ride) Ci vediamo....
PIZZI: No domani non posso Paolo
ATTINA': Ma che stai dicendo?
PIZZI: No, ti giuro no, e non posso guarda, sennò lo sai che non è che faccio... Domani
sera ho un appuntamernto con, con amici miei qui, che mi hanno invitato e domani sera
sono impegnato
ATTINA': Va bene
PIZZI: Io però penso...
ATTINA': Fino a che ora?
PIZZI: Non so, ma tu domani, domani sei in montagna?
ATTINA': Si, io sempre in montagna sono
PIZZI: Si, ma ti dico, sei in montagna a lavoro, " di caldarelle" o....
ATTINA': No no no
PIZZI: Va bò, ok apposto, allora, allora non vado nemmeno io
ATTINA': Eh, non so, io sono qua e aspetto a te io
PIZZI: No io, ascolta, io domani, domani ti dico, non lo so Paolo, domani.. perchè devo
andare un paio di giorni per là fuori, hai capito?
ATTINA': Allora, tu devi salire, mi hai detto che salivi con un'altra persona tu
PIZZI: Ti sto dicendo... no ma se n'è andato
ATTINA': E' qua
PIZZI: Se n'è andato, senti a me
ATTINA': Va bene, non mi rompere i .... è qua !
PIZZI: Ma se abbiamo mangiato ora assieme ...inc...
ATTINA': ...inc...
PIZZI: Se ti dico io, se ti dico che se n'è andato...
ATTINA': Ci vediamo domani sera e basta
PIZZI: Ti ho detto che non posso domani sera, non farmi impazzire
ATTINA': Ma.. vieni domani per sopra?
PIZZI: Domani ...inc.. in giornata o in una maniera o nell'altra per salire e vederci, o al
massimo scendi e ci vediamo a metà strada
ATTINA': No, non scendo io, non scendo perchè domani è la festa qua del paese
PIZZI: Eh.. dai domani, domani, ci sentiamo domani dai. Tu tieni questo cellulare
acceso
ATTINA': Umh?
PIZZI: Mettiti il telefonino nella tasca domani che poi ti chiamo dai
ATTINA': Io ti dico di venire sennò ...inc..
PIZZI: Va bene
ATTINA': Va bene?
PIZZI: Va bene, va bene ..inc... ciao ciao
Monitorato: 393496735207
Registrazione:
15293
Ora registrazione:
18/08/2006 21.12.30
Direzione (1:Usc - 2:Entr)
1
Tipo (1:voce - 4: sms)
1
Interlocutore
+393383014270
Intestatario:
Utilizzatore:
Sintesi:
ATTINA' Paolo telefona a PIZZI Bruno, questo dice che si trova vicino alla Villa a
Bova Maina e stà mangiando un panino. PIZZI Bruno dice di non fare casino, in
quanto perchè ha saputo che hanno preparato capra ed altro. PIZZI dice che gli sta
telefonando Piero (PANGALLO Pietro). ATTINA' e PIZZI dicono che si si vedranno
al Casello AFOR di Roccaforte del Greco. ATTINA' spiega a PIZZI che il casello, è
quello che si trova sulla strada proseguendo da casa sua verso sù. I due si danno
appuntamento per l'indomani.
Integrale:
Monitorato: 393496735207
Registrazione:
15495
Ora registrazione:
24/08/2006 20.31.01
Direzione (1:Usc - 2:Entr)
1
Tipo (1:voce - 4: sms)
1
Interlocutore
+393383014270
Intestatario:
Utilizzatore:
Sintesi:
ATTINA' Paolo telefona a PIZZI Bruno e gli cheide dove si trova. PIZZI dice che si
trova da quell'amico di Napoli, è dovuto partire, per questa sera è da Gigino
(SALERNO Luigi) dove sta mangiando e dove dormirà, e poi domani parte. PIZZI dice
che Gigino e quello che è andato con lui, con loro a mangiare là sopra ( a Roccaforte
del Greco, al Pic-nic). ATTINA' si lamenta perchè PIZZI non l'ha avvertito che stava
partendo. ATTINA' dice che lo aspetta là.
La cella che aggangia, la conversazione di PIZZI Bruno, è la seguente:
* : Ind :VIA PROVINCIALE SARNO,43
* : Com :NOCERA INFERIORE
* : Loc :NOCERA INFERIORE
* : Prov :SALERNO
Integrale:
Monitorato: 393496735207
Registrazione:
15907
Ora registrazione:
05/09/2006 13.27.11
Direzione (1:Usc - 2:Entr)
2
Tipo (1:voce - 4: sms)
1
Interlocutore
+393383014270
Intestatario:
Utilizzatore:
Sintesi:
PIZZI Bruno telefona ad ATTINA' Paolo, per chiedergli di contattare a Maurizio
SCUNCIA, il cantante di Reggio Calabria, il quale dovrà provvedere a sponsorizzare
una ragazza di professione cantante. PIZZI chiede ad ATTINA' se andrà giorno 23 al
matrimonio. ATTINA' gli risponde di no. ATTINA' chiede a PIZZI Bruno di
mandargli quelle due pietre per arrostire la carne, perchè lui le ha là e nessuno li ha
mandati. PIZZI dice che lì non c'è nessuna pietra.PIZZI dice che come gli capitano
glieli manda. ATTINA' chiede a PIZZI Bruno di salutargli a Maurizio, riferendogli che
lui di pietre qualche cosa sà.
Integrale:
Monitorato: 393496735207
Registrazione:
16669
Ora registrazione:
02/10/2006 12.29.42
Direzione (1:Usc - 2:Entr)
1
Tipo (1:voce - 4: sms)
1
Interlocutore
+393383014270
Intestatario:
Utilizzatore:
Sintesi:
ATTINA' Paolo telefona a PIZZI Bruno, per chiedergli dove ha l'assicurazione di quel
motorino. PIZZI in ambientale parla con la moglie Giusy, per chiedergli se si ricorda
dove si trova l'assicurazione. PIZZI poi dice ad ATTINA' che l'assicurazione dovrebbe
essere a Condofuri da qualche parte, a casa sua, altrimenti va lì e gliela manda.
PIZZI dice che gli telefonerà lui.
Integrale:
Monitorato: 393496735207
Registrazione:
16673
Ora registrazione:
02/10/2006 12.55.39
Direzione (1:Usc - 2:Entr)
2
Tipo (1:voce - 4: sms)
1
Interlocutore
+393383014270
Intestatario:
Utilizzatore:
Sintesi:
Integrale:
PIZZI Bruno telefona ad ATTINA' Paolo, riferendogli che c'è l'ha lì e che può
spedirgliela. ATTINA' dice che l'indirizzo è via Carcea 24, Roccaforte del Greco (RC)
89060. PIZZI dice: "Il paese dove si è dimenticato le scarpe il signore".
ATTINA' chiede a PIZZI se gli ha mandato le pietre.
PIZZI dice che appena glieli portano glieli manda.
ATTINA' dice che gli erano detto che glieli portavano.
PIZZI dice che lui va dietro a loro che sono ubriaconi.
In sottofondo PIZZI parla con la moglie Giusy, alla quale gli dice: "Roccaforte del
Greco, staccato e non è attaccato, .. attaccato che attaccano a lui (arrestano a lui)”.
ATTINA' Paolo dice a PIZZI che se trova n biglietto, si fa un giro e chiede gli altri
se stanno bene. PIZZI dice che stanno tutti bene e gli chiede per quelle ricotte.
ATTINA' dice che adesso vede, ma un paio dovrebbero esserci.
PIZZI dice che oggi gliela manda.
Monitorato: 393496735207
Registrazione:
17440
Ora registrazione:
26/10/2006 18.52.11
Direzione (1:Usc - 2:Entr)
2
Tipo (1:voce - 4: sms)
1
Interlocutore
+393383014270
Intestatario:
Utilizzatore:
Sintesi:
Bruno Pizzi prende in giro Attinà perché non telefona e gli dice che se non ha soldi gli
fa lui una ricarica . Pizzi dice che quell'amico suo, Stefano, gli ha portato due pietre
ollari per arrostire la carne e glieli vorrebbe mandare con Paolo (Manti?) ma sembra
che questi non va più lì ma si ferma a Milano, quindi non sa se riesce a mandargliele
con qualcuno. Attinà dice che se trova un biglietto se ne sale una giornata
Integrale:
Monitorato: 393496735207
Registrazione:
17719
Ora registrazione:
08/11/2006 18.32.15
Direzione (1:Usc - 2:Entr)
2
Tipo (1:voce - 4: sms)
1
Interlocutore
+393383014270
Intestatario:
Utilizzatore:
Sintesi:
Bruno Pizzi dice che venerdi a mezzoggiorno mangia a Melito e poi pomeriggio e la
sera è a Condofuri. Attinà dice che allora si vedono o a condofuri o a Melito. Poi Pizzi
dice che domani gli porta quelle quattro pietre, quelle due pietre che gli ha portato.... a
Paolo e gli dice di portargliele
Integrale:
Monitorato: 393496735207
Registrazione:
17884
Ora registrazione:
11/11/2006 20.03.16
Direzione (1:Usc - 2:Entr)
1
Tipo (1:voce - 4: sms)
1
Interlocutore
+393383014270
Intestatario:
Utilizzatore:
Sintesi:
ATTINA' Paolo telefona a PIZZI Bruno.
PIZZI: SI, TI RICORDI, QUANDO ME NE VADO IO.
ATTINA': BUONGIORNO, ....
PIZZI: Uhh... BUONGIORNO. NON TI PREOCCUPARE. GUARDA CHE SE NON
VOLEVI PORTARMI DUE "RICOTEDDE", …. NON FACEVA NULLA, PERCHÉ
TI SALUTAVO LO STESSO...
ATTINA': NO, NO, LASCIA STARE CHE ... VA BENE, NON MI GRIDARE
SEMPRE, PAOLO, ...
PIZZI: NON É CHE TI GRIDO, TI DEVO GRIDARE PER FORZA.
ATTINA': TI DICO UNA COSA.
PIZZI: Ehh... MI TI GRIDO.
ATTINA': IO ORA STO RIENTRANDO A ROCCAFORTE.
PIZZI: Ehhh... MA NOI, TU MI DICESTI CHE OGGI DOVEVI ANDARE A
PRENDERE LEGNA, DOVEVI ANDARE PER LEGNA GIUSTO?
ATTINA': SI, MA NON SONO ANDATO NEANCHE, PERCHÉ HO DOVUTO
FARE (incomprensibile) ROBA...
PIZZI: IO INVECE SONO ARRIVATO IERI E STO PARTENDO OGGI
ATTINA': Ehh. TI DICO, SEI PARTITO GIA'
PIZZI: Eh CERTO, TI AVEVO DETTO QUEL GIORNO CHE DOVEVO ANDARE
E TORNARE E CHE POI TI DICEVO CHE COSA VENNI A FARE, E TU NON SEI
VENUTO, BOO PAZIENZA...
ATTINA': FATTI IL CONTO CHE IERI SERA ERO A MELITO IO.
PIZZI:E, .. VEDI CHE SEI FESSO, SE MI AVEVI CHIAMATO.
ATTINA': NO, POI QUANDO CI INCONTRIAMO TI DICO.
PIZZI:E VA BENE, NIENTE ... Eh
ATTINA': DOVE SEI ORA?
PIZZI: A CASA SONO.
ATTINA': A DOMODOSSOLA?
PIZZI: SI.
ATTINA':
(incomprensibile)
PIZZI: (incomprensibile) QUANDO TI RACCONTO, POI TI DICO. CHE HO
FATTO. HO FATTO. QUALCHE COSA HO FATTO!
ATTINA': VA BENE, L'IMPORTANTE É QUELLO, VA BENE.
PIZZI: VA BENE. ASCOLTA, VEDI CHE IO TI HO MANDATO LE PIETRE,
QUANDO ARRIVA PAOLO, VAI A PRENDERTELE.
ATTINA':Eh, … MA NON SO QUANDO ARRIVA, BRUNO!
PIZZI:Eh … QUANDO ARRIVA, SE MI CHIAMA, TI TELEFONO IO.
ATTINA': TI DICO. TU ARRIVASTI VENERDI' E SABATO … ED OGGI SEI
PARTITO?
PIZZI:NO, SONO ARRIVATO VENERDI' POMERIGGIO ALLE DUE POI SONO
PARTITO OGGI ALLE DUE E SONO ARRIVATO ALLE QUATTRO QUA, ALLE
CINQUE ERO GIA' QUA
ATTINA': VA BENE. TI DICO, CI VEDIAMO PER SOPRA, SALGO PER SOPRA
IO.
PIZZI: UH COMUNQUE IO PENSO CHE PER IL... GLI HO TELEFONATO AD
UGO.. CHE MI TROVA BIGLIETTI PER GIORNO VENTICINQUE, NO
VENTISEI.
ATTINA': DI QUESTO MESE?
PIZZI: NO, DI NATALE, VENTISEI , VENTICINQUE MAGARI ME LO FACCIO
QUA, IL VENTISEI PARTO.
ATTINA': VA BENE, MA CI VEDIAMO SICURAMENTE, O QUA O LÀ CI
VEDIAMO. VA BENE...
PIZZI: VA BENE.
ATTINA': SCUSAMI "BRUNEDDU" PERCHÉ POI TI SPIEGO.
PIZZI: NON C'É BI... NON HO SPIEGAZIONI PER TE, VUOL DIRE CHE NON
HAI POTUTO di SICURO. SENTI COSA TI DICO.
ATTINA': DIMMI!
PIZZI: TE LO DICO VERAMENTE PAOLO, VEDI SE ... PERCHÉ SE NO' ... A
ME NON PIACCIONO QUESTE ALTRE, VEDI SE LA', COSO .. COME SI
CHIAMA QUELLO LA' A MONTE, ALLA MONTAGNA LA' DA ANNIBALE...
ATTINA': Eh.
PIZZI: MANDA A QUALCUNO CHE VEDIAMO SE PRENDIAMO (SCIPPAMU)
QUALCHE PAIO.
ATTINA': QUALCHE PAIO DI COSA?
PIZZI: DI RICOTTE!
ATTINA': NON É PERIODO ORA BRUNO DI RICOTTE!
PIZZI:NO,
ATTINA': NON É PERIODO ORA
PIZZI:Eh MA QUAND'É PERIODO POI SE LE MANGIANO FRESCHE.
ATTINA': NO, MA ME LA VEDO IO, LASCIA STARE CHE ME LA VEDO IO,
SALUTAMI A TUTTI A CASA.
ATTINA': FAI ANCHE TU LO STESSO.
Integrale:
Monitorato: 393496735207
Registrazione:
19306
Ora registrazione:
04/01/2007 19.54.10
Direzione (1:Usc - 2:Entr)
2
Tipo (1:voce - 4: sms)
1
Interlocutore
+393383014270
Intestatario:
Utilizzatore:
Sintesi:
Bruno Pizzi dice ad Attinà che adesso è a casa di suo padre ma più tardi va a Melito;
Pizzi dice che
lunedì scende Franco per prendere quella stufa e se lo incontra per Roccaforte gli può
dire di portargli quelle pietre. Pizzi dice ancora che lui se ne va domani sera alle otto; Attinà chiede
conferma che
Franco è qui e chiede dove si trova ma Pizzi non risponde alla domanda e si infastidisce
ed Attinà
non insiste più. Pizzi poi dice che Franco per la stufa va lunedì e se lo trova gliele porta
quelle due
pietre. Poi Pizzi dice al m. di vedere con Annibale se gli procura due ricotte
Integrale:
Monitorato: 393496735207
Registrazione:
20546
Ora registrazione:
15/03/2007 11.45.14
Direzione (1:Usc - 2:Entr)
1
Tipo (1:voce - 4: sms)
1
Interlocutore
+393383014270
Intestatario:
Utilizzatore:
Sintesi:
Attinà chiama Pizzi Bruno e si lamenta che non gli hanno telefonato, Bruno dice di
smetterla, Attinà gli chiede l'indir zzo per mandare il telegramma e Bruno dice di non
ricordare e che glielo darà dopo, Attinà dice che ieri lo ha saputo e Bruno sembra fargli
capire che non deve parlare, pou gli chiede se ci sono le ricotte poichè lui sabato
mattina è a Condofuri ed Attinà dice che ci sono, poi i due dicono di sentirsi dopo per
l'indirizzo.-
Integrale:
Sebbene, nelle conversazioni sopra riportate, gli interlocutori tentino di celare
dietro l’utilizzo di termini convenzionali il reale oggetto dei loro dialoghi, appare
di tutta evidenza, qualora si soffermi l’attenzione su talune incongruità logiche e
sull’eccessiva cautela dimostrata dagli indagati nell’affrontare l’argomento, che i
medesimi siano impegnati in un traffico di natura illecita. Pur in assenza di un
riscontro materiale (l’andamento delle investigazioni non ha consentito di operare
un sequestro nei confronti di tali soggetti), attraverso una attenta analisi del
materiale indiziario risulta comunque possibile l’individuazione dell’oggetto di tale
traffico illecito. Che si tratti di armi da fuoco, infatti, è agevolmente desumibile
da una serie di elementi che di seguito si richiamano sinteticamente.
- Il tenore delle conversazioni. Che le “cioccolate” di cui parlano gli interlocutori
non possano essere altro che armi, si evince da numerosi passaggi, alcuni peraltro
estremamente eloquenti.
In data 25/06/2006, ad esempio, al sopra-riportato progressivo nr. 18073 dell’utenza
338/3014270, in uso a PIZZI Bruno - RIT 644/05, veniva captata una conversazione tra il pluripregiudicato MANTI Giuseppe e PIZZI Bruno il quale ad un certo punto afferma: “DIGLI CHE NON
SONO GIOCATTOLI, quindi deve avere pazienza se vuole, altrimenti fa che cazzo vuole anche lui.
Io altri 15/20 giorni scendo giù (in Calabria) basta, finito, non si deve telefonare, quando telefona
devi dirgli che deve chiamarmi lui, così lo mando a fanculo". L’espressione “digli che non sono
giocattoli” allude a qualcosa di cui si deve parlare con molta circospezione. Un argomento rischioso,
quindi, da affrontare con la cura e l’accortezza necessarie. Si tratta, pertanto, di cose di una certa
importanza e non di giocattoli, di cose delle quali non è conveniente parlare per telefono (e questo
concetto viene ribadito nel corso di diverse telefonate), armi per l’appunto. La terminologia utilizzata,
peraltro, è oltremodo evocativa del reale oggetto delle conversazioni (arma/giocattolo), così come
quando
vengono
convenzionalmente
utilizzati
riferimenti
come
“cioccolata/noccioline”
(arma/munizioni).
Ancora, in data 07.08.2006 viene registrata la seguente conversazione sempre tra i fratelli ROMEO
Monitorato: RIT 1103/06
Registrazione:
46
Ora registrazione:
07/08/2006 15.53.51
CONVERSAZIONE IN DIALETTO CALABRESE TRA ROMEO FRANCESCO E IL FRATELLO ROMEO Gino,
residente in Condofuri.
… omissis …
“Gino:Ti ho detto io che non funzionano quelli sono una no e l'altra non funziona hai capito?
Francesco:va bene non comprensibile
Gino:mandagliela se la vuoi
Francesco:Eh!
Gino:mandagliela se la vuoi
Francesco:Ma lui ne ha 2-3 quà
Gino:E 4 ne ha lui
Francesco:no ciao.
Gino:Ciao.”
Questa conversazione fuga definitivamente ogni dubbio circa il reale oggetto delle
conversazioni. Non trattandosi certamente di cioccolata (prodotto peraltro difficilmente definibile in
termini di “una” cioccolata, “due” cioccolate…e così via), non può trattarsi neppure di stupefacente.
Non avrebbe senso, infatti, riferirsi ad “uno” stupefacente (senza fare riferimento fra l’altro ad una unità
di misura del peso) che “è rotto”, che “non funziona”, ovvero alludere alla circostanza di averne un
certo numero di cui “una no e l’altra non funziona” . E’ sicuramente più congruente rispetto al tenore
delle frasi appena riportate che si tratti di armi, infatti Gino afferma: …quelli sono (plurale) una no
(singolare femminile), e l’altra non funziona (evidentemente una delle pistole non funziona!).
Infine, al progressivo nr. 3749 del
29/08/2006, RIT 1533/06 (analizzato in precedenza),
ROMEO Girolamo telefona al fratello ROMEO Francesco. Francesco si lamenta con il fratello per il
comportamento che tiene con la madre. ROMEO Francesco dice a Girolamo: "Non fate gli errori che
ha fatto tuo padre, che ha fatto Merigo (n.m.i.) etc., CERCHIAMO DI TENERE LA CARICA,
ALTRIMENTI LASCIATELA. SE NON SIETE BUONI, LASCIATELA LA CARICA, perchè la
prossima volta che quella fa pio- pio, parto e vi mando all'ospedale a tutti: al papà, ai figli e a tutti,
perché la mamma è esaurita e quando poi muore ed arrivo là e voi piangete, vi caccio fuori a tutti".
ROMEO Girolamo, ancora, spiega al fratello che MORABITO è malato, perché ha il diabete. Francesco
gli risponde: "DAGLI DUE PASTIGLIE DI PIOMBO!". Girolamo chiede a
Francesco delle
cioccolate. Francesco dice: "LE CIOCCOLATE. NON HAI NIENTE TU?, ORMAI TI HO
CHIUSO TUTTI I TUB ... (incomprensibile) sono tutti chiusi". Girolamo: "E SE TI CHIUDO IO
... (incomprensibile)". ROMEO Francesco: "SE NON SIETE BUONI, LASCIATELE LE
CARICHE". I due si salutano.
Ancora una volta i due fratelli ROMEO Gino e Francesco parlano di “cioccolate”. Il primo
chiede al secondo delle cioccolate; Francesco chiede (rivolgendosi al fratello) LE CIOCCOLATE?
NON HAI NIENTE TU? ORMAI TI HO CHIUSO TUTTI I TUB , (ndr le fonti di
approvvigionamento), e aggiunge che se non sono in grado di svolgere il loro compito (“buoni”) sarebbe
meglio che lasciassero le “cariche” (ndr evidentemente si
riferisce alla posizione
all’interno
dell’organizzazione).
Appare evidente, pur in assenza di uno specifico riscontro, che l’argomento oggetto di contesa
fra i fratelli ROMEO non è certamente rappresentato dalle cioccolate. E se non vi sono dubbi circa
l’illiceità delle questioni affrontate dagli interlocutori (che induce i medesimi a parlare in maniera
criptica evitando ogni esplicito riferimento alla reale natura dei beni in trattazione), vi sono gravi ed
univoci motivi per sostenere che l’interessi dei due consanguinei sia interamente concentrato su un
cospicuo movimento di armi. Il riferimento alle nocciole, inoltre, sembrerebbe ulteriormente rafforzare
la precedente tesi. Le nocciole, infatti, difficilmente ascrivibili ad orpelli o accessori di sostanza
stupefacente (o del relativo packaging), dovrebbero rappresentare, nel frasario convenzionale
perfezionato dai predetti soggetti, il munizionamento a corredo delle armi trafficate dai medesimi. La
possibilità di accedere, con relativa facilità, ad armi e la disponibilità ad usarle (anche con una certa
disinvoltura) è palesata del resto dal frammento della precedente conversazione in cui ROMEO
Francesco replica - al fratello Girolamo che cerca di convincerlo del fatto che un tale Morabito n.m.i.
non possa nuocere alla loro causa in quanto ammalato di diabete – di somministrargli due pastiglie di
piombo!
- La disponibilità di armi da parte di Sottile Claudio. Si è già detto dei legami di Sottile Claudio con
i soggetti in trattazione. Sul punto giova ricordare quanto riferito nel paragrafo dedicato al “poligono
abusivo” ed in particolare alla figura di Sottile Claudio ed ai suoi rapporti con Ferraro Francesco. Va
infine debitamente sottolineato che i personaggi coinvolti nel traffico di armi abitano, o comunque sono
originari, del comune di Condofuri (RC), centro in cui, nel corso della stessa indagine, è stato accertato
l’approntamento, da parte del SOTTILE Claudio e del fratello Carmelo, del poligono abusivo in cui
veniva frequentemente perfezionato l’addestramento al tiro degli accoliti utilizzando, e verificato il
corretto funzionamento di armi illecitamente detenute ( si segnala quanto rappresentato dalla P.G.
procedente - Compagnia CC di Melito Porto Salvo NOR - in ordine ai soggetti cui vengono contestati i
reati di detenzione e porto illegale di armi, cfr. 58/8-146-2004 in data 18.03.09, cfr. inoltre pp.587 ss.
dell’informativa).
Appare evidente, sulla base degli elementi emersi ed ora illustrati, l’esistenza di un gruppo di
soggetti (sicuramente Manti Giuseppe, Pizzi Bruno, Romeo Francesco, Romeo Girolamo, Iofrida Leone
Luigi, Ferraro Francesco e Sottile Claudio), operante sull’asse Roccaforte del Greco – Nord Italia –
Svizzera, dedito alla detenzione; trasporto; messa a punto; consegna e utilizzazione di numerose armi da
fuoco.
Il predetto gruppo opera in un contesto mafioso (“…la piana della pisella…”) e, sulla base di
ruoli ed incarichi di natura mafiosa (“le cariche”), in diretto contatto con il versante Zavettieri della
organizzazione criminale oggetto della presente richiesta (si pensi, ad esempio, alla assoluta contiguità
tra Pizzi Bruno ed Attinà Paolo, ovvero agli stretti rapporti tra Sottile Claudio e Parisi Antonio, o tra
Sottile Claudio e lo stesso Attinà Paolo).
Per completezza si segnala quanto rappresentato dalla P.G. procedente (Compagnia CC di
Melito Porto Salvo NOR) circa i soggetti cui vengono contestati e reati di detenzione e porto
illegale di armi (cfr. 58/8-146-2004 in data 18.03.09):
Tutte le sottonotate persone, alle quali sono state contestate imputazioni afferenti il possesso ed il porto
illegale di armi da sparo, non risultano agli atti d’ufficio detenere legalmente armi tantomeno essere
titolari di licenze di porto d’armi:
ROMEO Francesco Domenico, nato a Condofuri (RC) il 03.09.1966, residente in Svizzera, risulta avere
domicilio in Italia nel comune di Condofuri alla Via Pistaria snc;
ROMEO Girolamo, nato a Melito di Porto Salvo (RC) il 29.03.10979, celibe, autista, residente In
Condofuri alla Via Pistaria snc;
SOTTILE Claudio, nato a Melito di Porto Salvo il 07.05.1978, coniugato, commerciante, residente
Roghudi alla Via Unione nr 2, di fatto domiciliato a Condofuri alla Via Rosetta, 8;
SOTTILE Carmelo, nato a Melito di Porto Salvo il 29.06.1974, celibe, operaio, residente a Condofuri
alla Via Rosetta snc;
MAESANO Salvatore nato a Roccaforte del Greco il 10.09.1962, ivi residente alla via Plachi nr.1;
PANGALLO Francesco nato a Melito Porto Salvo l’01.07.1975, residente a Roccaforte del Greco in via
Dante nr.8;
IARIA Domenico Carmelo, nato a Melito Porto Salvo il 29.10.1975, residente a Roccaforte del Greco in
via Contado nr.8;
STELITANO Filippo, nato a Melito di P.S. il 06.11.1978, residente Roccaforte del Greco Via Tripoli
16;
SPANO’ Teodoro nato a Roccaforte del Greco il 23.08.1958, residente a Reggio Calabria in via
Ravagnese superiore nr.5;
GULLI’ Antonino nato a Melito Porto Salvo il 04.10.1969 residente Reggio di Calabria Via Sbarre
97/C;
GULLI’ Vincenzo, nato a Melito Porto Salvo il 10.06.1968 residente Reggio di Calabria Via Sbarre
97/C;
SPANO’ Teodoro nato a Roccaforte del Greco il 23.08.1958, residente a Reggio Calabria in via
Ravagnese superiore nr.5;
IOFRIDA Leone Luigi, nato a Melito di Porto Salvo (RC) il giorno 27/08/1965 e residente a Roghudi
Nuovo (RC) alla via Rizzari nr. 11, di fatto domiciliato a Domodossola (VB) alla via Italia nr. 28;
ROMEO Vincenzo nato a Melito Porto Salvo il 12.03.1968, residente Montebello Ionico (RC) C.da
D’ADORA, di fatto domiciliato in C.da Tigani 43;
PANNUTI Antonino nato a San Lorenzo il 17.01.1967, ivi residente in via Col. Pontati nr.31;
PIZZI Bruno nato a Melito di Porto Salvo (RC) il 26/10/1963, residente a Domodossola (VB) Via Al
Bersaglio 10 bis;
IOFRIDA Leone Luigi, nato a Melito di Porto Salvo (RC) il giorno 27/08/1965 e residente a Roghudi
Nuovo (RC) alla via Rizzari nr. 11, di fatto domiciliato a Domodossola (VB) alla via Italia nr. 28;
FERRARO Francesco, nato a Domodossola (VB) il 10.05.1985, ivi residente alla Via Italia nr 86;
Per le persone sottonotate, invece, si rappresenta quanto segue:
MANTI Paolo Giuseppe nato a Melito Porto Salvo il 19.03.1956, residente a Condofuri (RC), è titolare
di licenza di porto di fucile nr.755041-L, rilasciato dalla Questura di Reggio Calabria il 17.01.2004 e
risulta detenere le sueguenti armi e munizioni:
Fucile cal. 12, marca Franchi, matr. A4014213;
Carabina cal. 4,5, marga GAMO, mod. Shadow, matr. 041C43281207;
Canna cal. 12, marca Beretta, mod. 90, matr. 15625;
Fucile cal. 12 semiatuomatico, marca Benelli, mod. Super 90, matricola M24961/C11962;
Nr. 10 cartucce a palla;
Nr. 10 cartucce a pallettoni cal. 12;
CERAVOLO Giuseppe, nato a Scilla il 14.04.1955 ivi residente in frazione Solano Sup Via Acrello
Sup II° vico nr 2, detiene le seguenti armi e munizioni ed è titolare di licenza di porto di fucile nr.
018512-J, rilasciato dalla Questura di Reggio Calabria il 19.09.1990;
Fucile cal. 12, marca BOCCALER” matr. 5188;
Pistola cal. 7.65, marca Beretta, matr. 881428;
Pistola cal. 6.35, marca Beretta, matr. 25185;
Fucile a pompa cal. 12, marca Maverich USA, matr. MV57288B e canna matr. 06624423;
Fucile cal. 12, marca Beretta, matr. E20602B;
Pistola semiautomatica cal. 40 W, marca Smith % Wesson, matr. TVH6595;
Pisota semiautomatica cal. 7.65, marca Beretta, matr. A80711;
Revolver cal. 44 magnum, marca STURM Rugger & CO. USA, matr. 551-15116;
Nr. 200 cartucce caricate a palla di vari calibri;
Nr. 100 cartucce caricate a pallettoni cal.12;
Nr. 100 cartucce per pistola cal. 6.35;
Nr. 100 cartucce per pistola cal. 7.65;
Nr. 150 cartucce per pistola cal 40W;
Nr. 100 cartucce per pistola cal. 44 magnum.”
La prima conversazione che segnala il coinvolgimento di Pizzi Bruno nella fornitura di
quelli che l’indagato stesso definisce “non sono giocattoli” a cui e’ interessato
Tripodi Domenico Antonio, condannato per il reato di cui all’art. 416 bis c.p. nel
procedimento 19\94 R.Assise c\Iamonte Natale +73 e’ quella del 25\6\06.
Pizzi diffida il cognato di Tripodi, suo interlocutore dal parlare ancora per telefono
annunziando che si sarebbe recato presto in Calabria.
Il 6\7\06 parlano ancora Pizzi Bruno e Manti Giuseppe e manifestano un comune
interesse per della “cioccolata” da prelevare in Svizzera per tornare giu’.
Ancora il 13\7\06 Pizzi Bruno parla ancora di “cioccolata con le nocciole” che tale
Ciccio Romeo dovrebbe avere, circostanza di cui Pizzi dovra’ informare Manti. Quello
stesso giorno viene registrata una conversazone tra Pizzi Bruno e Romeo Francesco
da cui si evince che Pizzi, domenica, vuole andare a prendersi “ due cioccolate”.
Romeo aspetta una “ ambasciata”, se non ricevere’ alcuna telefonata portera’ lui la
cioccolata. Di assoluta chiarezza la conversazione del 3\8\06 tra Romeo e il fratello
in cui il primo ribadisce di dovere dare “le cioccolate” a Bruno Pizzi e di non avergli
detti nulla perche’ parlare per telefono e’ da “scimuniti” Girolamo Romeo dice che,
per ora, non ci sono cioccolate . Il 7\8\06 Girolamo conferma di non avere nulla, che
non funzionano, una no e l’altra non funziona.
Una prima riflessione e’ d’obbligo.
E’ di tutta evidenza che gli interlocutori parlano di qualcosa la cui natura deve
essere dissimulata con l’uso di termini cifrati a parlare della quale, per telefono, si
rischia.
La deduzione per cui il termine “ cioccolata” dissimuli ben altro e’ suffragata da due
considerazioni.
Se si fosse trattato di acquisti di vera cioccolata non ci sarebbe stato alcun
problema a parlarne per telefono e invece sia Pizzi Bruno che Romeo Francesco sono
espliciti nel manifestare prudenza e timore a parlare dell’oggetto dei loro affari per
telefono.
Risulta dall’informativa che in estate le fabbriche di cioccolato, per l’impatto della
temperatura estiva sul prodotto o per la diminuita richiesta di prodotto, chiudono (
cfr. Ferrero).
L’uso del termine “cioccolata”
avrebbe anche potuto rimandare a sostanza
stupefacente ma Romeo Girolamo dice esplicitamente che delle due cioccolate che il
fratello Francesco dovrebbe prendere una non l’altra non funziona, frase che fa
ragionevolmente pensare piu’ ad un congegno meccanico, la cui detenzione e cessione
e’ illecita quanto quella della sostanza stupefacente.
In ragione delle predette considerazioni si ritiene fondata la prospettazione
accusatoria secondo la quale Manti Giuseppe, Pizzi Bruno, Romeo Francesco, Romeo
Girolamo siano interessati all’acquiso da un lato, alla cessione dall’altro di armi.
Ancora di cioccolata con le nocciole si parla l’8\8\06 tra Iofrida Leone e una persona
che usa una utenza riconducibile a Ferraro Francesco. Questa persona conferma a
Iofrida che “gli farebbe piacere ricevere cioccolata con le nocciole”.
Il 29\8\09 Romeo Francesco chiede al fratello Girolamo ancora “ cioccolata” e ancora
una volta questi ne e’ sprovvisto.
Il meccanismo indagato ha come uomo di riferimento Francesco Romeo che
interloquisce,
per
il
reperimento
e
lo
smistamento
delle
cioccolate
dalla
Svizzera/Domodossola alla Calabria, col fratello Girolamo. Pizzi Bruno si rivolge a
Romeo Francesco quando ha necessita’ di “cioccolata” sovente richiestagli da Manti
Giuseppe.
PIZZI risulta essere in contatto con
MANTI Giuseppe, il quale lo chiama
insistentemente (fino a farlo irritare), al fine di procurare cioccolate con noccioline
per il cognato (TRIPODI DOMENICO Antonio, nato a san Lorenzo (RC) il 07.06.1957,
residente a Condofuri (RC) via Peripoli n.284, autista, condannato per associazione per
delinquere di stampo mafioso, nell’ambito del procedimento penale 19/94 Reg. Assise –
sentenza del 21.04.2001).
Le conversazioni di cui si e’ detto e i dialoghi registrati costituiscono gravi indzi di
reita’ a carico di Manti Paolo Giusepe, Pizzi Bruno, Romeo Francesco, Romeo Girolamo.
La frequenza delle conversazioni, l’uso di un linguaggio cifrato eppure immediatamente
compreso sia dall’una che dall’altra parte depongono nel senso di un’attivita’ reiterata
nel tempo, di un modolo operativo consolidato.
A prescindere dalla momentanea indisponibilita’ di armi, in qualche caso registrata, e’
chiaro che tutti gli indagati, e principalmente Romeo Girolamo che ha i contatti con le
fonti
di
approvvigionamento,
sono
inseriti
in
un
collaudato
circuito
di
commercializzazione di armi da fuoco.
Va rilevato, al riguardo, che le armi, cosi come la sostanza stupefacente, non sono un
prodotto che si acquisti sul libero mercato, nel caso delle armi, ove cio’ avvenga al di
fuori delle procedure di legge.
E’ dunque evidente che se ci si rivolge a determinate persone per acquistare delle armi
in luogo di recarsi in armerie ufficiali cio’ conduce ritenere,d a un lato, che l’acquisto
non puo’ passare attraverso canali leciti, e che, chi e’ stato interpellato come
intermediario , e’ inserito affidabilmente e stabilimente nella gestione di canali illeciti
di rifornimento.
Quanto a Ferraro Francesco e Iofrida Leone Luigi si rileva quanto segue.
Dalla conversazione che li riguarda emerge, in primo luogo, che ferraro non dice nulla
di significativo del suo coinvolgimento nei fatti.
A interloquire con Iofrida e’ una terza persona rimasta non identificata che
gradirebbe ricevere della “cioccolata con le nocciole” ma da nulla risulta che l’ignoto
interlocutore abbia fatto qualcosa di piu’ che esprimere questo suo intendimento.
Sotto altro profilo il fatto che Iofrida chieda all’ignoto interlocutore se desidera
ricevere della cioccolata attesta certamente che Iofrida gravita in questo ambito
criminale ove vi e’ disponibilita’ di armi ( cioccolata) e che in quel momento di armi
Iofrida probablmente dispone . Vi e’ pero’, al te,mpo stesso, che nella congerie di
intercettazioni questa e’ l’unica in cui Iofrida compare e il fatto rimane assolutamente
isolato circostanza che non consnete di ritenere seramente attuali le esigenze
cautelari.
Quanto alla contestata aggravante si osserva quanto segue.
Tutte le altre conversazioni riportate nella richiesta tra Pizzi Bruno e Attina’ Paolo, i
riferimenti a Cento Rocco e al suo soggiorno in Calabria rivelano l’esistenza di
frequentazioni tra persone indagate per il reato di cui al capo Abis ) ( Pizzi Bruno) e
persone conigue all’organizzazione criminale di cui al capo A) ( Attina’ Paolo) .
Ma vi e’ di piu’.
Emerge che Manti Paolo Giuseppe rivolge a Pizzi Bruno richiesta di fornitura di
“cioccolata” per il cognato. Ci si riferisce alle conversazioni del 25\6\06 e 6\7\06.
Attraverso l’esame delle relazioni di affinita’ di Manti Giuseppe Paolo la P.G. ha
individuato il cognato di Manti in Tripodi Domenico Antonio, condannato quale
appartenente alla cosca Iamonte . La richiesta del 25\6\06, liquidata sbrigativamente
da Pizzi dicendo che, non trattandosi di giocattoli, il cognato di Manti avrebbe dovuto
aspettare si traduce, poi, 6\7\06 nell’invito rivolto da Pizzi a Manti a recarsi da lui
perche’ avrebbero preso quelle cioccolate in Svizzera e sarebbero tornati in Italia.
E dunque la fornitura di armi a favore di un associato della cosca Iamonte si e’
tradotta in un fatto concreto che consente di ritenere integrata l’aggravante in
esame.
Il reato di cui all’art. 12 quinquies L. 356\92-7 L. 203\91, capo B-bis), C-bis),
D-bis)
Capo B-bis) Maesano Salvatore , Attina’ Mario
Si legge nella richiesta:
CAPITOLO X.
ALTRI REATI FINE
INTESTAZIONE FRAUDOLENTA A PRESTANOME DELL’ESERCIZIO
COMMERCIALE “GARIBALDI CAFFE’”
L’esercizio commerciale denominato “Garibaldi Caffè”, sito in Melito di Porto Salvo via
Garibaldi nr.5, C.F.: RIAGPP80P26F112N, Nr. REA RC-172019 (vds visura camerale allegata), avente
sede legale in Melito di Porto Salvo, via Garibaldi nr.5, è impresa individuale esercente l’attività di bar,
proprietà di IARIA Giuseppe Romeo, nato a Melito di Porto Salvo il 26.09.1980, recante quale data di
inizio attività il 13.03.2008. Prima che l’esercizio fosse ceduto allo IARIA, la denominazione dello
stesso era “Bar Attinà” ed era di proprietà di Attinà Mario, nato a Melito di Porto Salvo il 20.05.1977.
Quest’Ufficio, nel corso delle indagini di P.G. inerenti il proc. pen. in oggetto, ha acquisito
elementi in base ai quali è possibile dimostrare, con carattere di incontrovertibilità, che l’esercizio
commerciale in questione fosse solo “formalmente” intestato al detto ATTINA’, essendo di fatto sotto il
completo controllo di MAESANO Salvatore, ritenuto il reggente della famiglia mafiosa che ha il
controllo delle attività illecite nel comprensorio di Roccaforte del Greco. Tale constatazione emerge
chiaramente nella conversazione che segue tra MAESANO Salvatore e tale BALDASSAR Giuseppe, un
grossista di alcolici (pare) per bar:
Monitorato: 393402915400 – in uso a MAESANO Salvatore
Registrazione:
1659
Ora registrazione:
07/10/2004 18.29.10
Interlocutore
+393395016188
In sottofondo si sente “Portami una penna”.
MAESANO
pronto il signor Baldassar Giuseppe.
BALDASSAR
Si.
MAESANO
Chiedo scusa buonasera, senta io poco fa avevo chiamato alla Montessor.
BALDASSAR
Si!
MAESANO
Che sono interessato… che avevo bisogno di acquistare un po’ di bottiglie
blu di vallemburg da un litro e mezzo, quella bottiglia blu.
BALDASSAR
Si!
MAESANO
E mi hanno dato il vostro numero eventualmente mi hanno detto o mi sapete
indicare voi o di mettermi in contatto con voi.
BALDASSAR
ma voi siete un privato si!
MAESANO
No io ho un piccolo bar pure
BALDASSAR
di dove?
MAESANO
di Melito Porto Salvo
BALDASSAR
Melito Porto Salvo, come si chiama il bar ?
MAESANO
ATTINA’
BALDASSAR
Attina’…di blu da un litro e mezzo
MAESANO
Si!
BALDASSAR
Ma c’è non so nemmeno se c’è quella piccola c’è.
MAESANO
No quella grande voglio quella da un litro e mezzo.
BALDASSAR
Mhmm il bar come si chiama bar ATTINA’?
MAESANO
Si!
BALDASSAR
va bene! E niente passo a trovarvi poi.
MAESANO
E ma tra quanto?
BALDASSAR
E fra quanto… dove si trova il bar preciso?.
MAESANO
Ma all’inizio del corso è , ma in tutti modi voi dove siete a reggio?
BALDASSAR
Si!
MAESANO
perché altrimenti potrei passare io se avete qualche deposito non lo so
BALDASSAR
No io non sono grossista io sono l’agente non ho deposito
MAESANO
Ah ho capito.
BALDASSAR
Dobbiamo fare l’ordine e vi arriva da Verona.
MAESANO
Ah ho capito! E un minimo di quanto si fa grosso modo così mi regolo.
BALDASSAR
200 euro.
MAESANO
200 euro…
…OMISSIS…
In questa conversazione è assolutamente evidente come la figura dell’Attinà (proprietario) sia
solo una copertura, una testa di legno utile al MAESANO per coprire la reale disponibilità dell’esercizio
commerciale, così illudendosi di poter dissimulare all’osservazione delle FF.OO. circa la riconducibilità
dello stesso alla sua persona.
La proprietà del bar muta, si ripete, il 13.03.2008 (vedasi visura camerale nella parte dedicata
all’“inizio attività), quando subentra IARIA Giuseppe Romeo, detto “Giuppi” figlio (celibe, fidanzato
con la figlia Giovanna del detenuto per 416 bis c.p. IAMONTE Giuseppe, classe 1941, figlio dello
storico boss di Melito Porto Salvo IAMONTE Vincenzo) di IARIA Ugo, personaggio che, alla luce
degli elementi raccolti nell’ambito della presente indagine, risulta inserito all’interno di un contesto
associativo di tipo mafioso unitamente ad altri numerosi personaggi, tutti ricollegabili alla cosca
“Zavettieri” di Roccaforte del Greco (RC) (cfr. supra);
Quanto sopra, viene anche confermato dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia
MESIANO Carlo, che, in riferimento all’argomento de qua, testualmente afferma:
A: Dottor Antonio DE BERNARDO, Sost Proc.
B: MESIANO Carlo, collaboratore di giustizia ;
B
Passa che paga 3 tutte cose, però è di Turi Francesco PANGALLO quando ha bisogno
di qualcosa va da Turi Francesco PANGALLO stà prendendo lavori pure qua a Reggio
perciò è appoggiato da quelli di Roccaforte, siccome Francesco PANGALLO è vicino a
TURI MAESANO, TURI MAESANO hanno pure un bar a Melito all’inizio del corso
Garibaldi e lo gestisce Ugo IARIA, figliastro di Pepè ROMEO.
A
Ed è di Turi Pure quello?
B
Si ha buona parte pure lui, a voce in capitolo l’ha dentro però, non so la percentuale
però poi ha un agenzia di viaggi, RUSSOTTO, di un certo MASI ( ndr ATTINA’
Tommaso), Masi lo chiamavano e gestisce con la figlia di Ugo IARIA fa fatture,
avevano una finanziaria e fanno pure, prestano pure soldi con un tasso del 7- 8%
Tirando le somme, dunque, quello che attualmente è denominato “Garibaldi Caffè” (già “Bar
Attinà”) è stato sempre nella disponibilità del “Turi MAESANO” (MAESANO Salvatore, nato a
Roccaforte del Greco il 10.09.1962, detto “Arciprete”) secondo la seguente cadenza temporale:
− dal 10.06.2004 (data di apertura) sino al 19.09.2006 (data del primo passaggio della
proprietà) figurando come testa di legno ATTINA’ Mario (classe 1977);
− dal 21.11.2006 al 12.03.2008, risultando proprietario tale ROMEO Antonio, nato a Reggio
Calabria il 21.04.1988, residente in Roccaforte del Greco (RC);
− dal 13.03.2008 a tutt’oggi attraverso il figlio di IARIA Ugo, Giuseppe Romeo (classe 1980);
che lo gestiva anche quando ATTINA’ Mario ne era il formale proprietario.
Comune denominatore della storia di questo esercizio commerciale è la presenza sia del
MAESANO che dello stesso IARIA Ugo (il collaboratore afferma:”…lo gestisce Ugo
IARIA…”), padre di colui che è attualmente anche il formale proprietario dell’esercizio.
A Carico del MAESANO Salvatore, nato a Roccaforte del Greco il 19.02.1962, detto
“l’arciprete”, limitatamente agli atti d’ufficio ed al contenuto della BB.DD. delle FF.PP.:
• in data 17.09.1994 con informativa nr 45/84 veniva denunciato per omessa custodia delle
armi;
• in data 07.05.1995 con informativa nr 97/1 della Stazione CC di Roccaforte del Greco veniva
denunciato per omessa custodia delle armi art 20 e 20 bis della legge 110/1975;
• in data 04.05.1998 veniva denunciato da questo Comando per associazione per delinquere di
tipo mafioso (processo inerente la faida di Roghudi); in data 30.03.2000 la DDA di Reggio
Calabria, per tali fatti, ne chiedeva il rinvio a giudizio;
• in data 30.08.2004 veniva denunciato dalla Stazione CC di Roccaforte del Greco per truffa in
concorso;
• in data 26.01.2005 veniva sottoposto all’avviso orale ai sensi dell’art 4 L 27.12.1956, Nr
1423, come modificato dall’art. 5 della L. 327/88;
• in data 06.07.2006 con informativa nr 15/12-1-2006 veniva denunciato dal Comando
Stazione CC di Roccaforte del Greco per violazione degli art 2 e 4 della legge 895/1967, art
697 e 699 del c.p.
(cfr. informativa nr. 58/8-141-2004 di prot. datata 10.03.09 trasmessa dalla
Compagnia CC di Melito Porto Salvo NOR)
La circostanza che il Maesano sia stato nel tempo coinvolto in vicende giudiziarie per
reati di criminalità organizzata, nonché raggiunto da provvedimenti ex l. n. 1423/56,
consente di affermare con tranquillità la sussistenza dell’elemento soggettivo della
specifica finalità di elusione della normativa in materia di misure di prevenzione richiesto
dalla fattispecie di reato di cui all’art. 12 quinquies D.L. 8 giugno 1992, n. 306, conv. in l. 7
agosto 1992 n. 356.”
In primo luogo qualche riflessione sulla fattispecie delittuosa contestata.
La norma di cui all'art. 12 quinquies Legge n. 356 del 1992 prevede che, salvo che il
fatto costituisca più grave reato, “chiunque attribuisce fittiziamente ad altri la
titolarità o disponibilità di denaro, beni o altre utilità al fine di eludere le disposizioni
di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali o di contrabbando, ovvero di
agevolare la commissione di uno dei delitti di cui agli artt. 648 bis e 648-ter c.p., è
punito con la reclusione da due a sei anni”.
La norma e’ diretta a prestare idonea garanzia di effettivita’ al sistema delle misure
di prevenzione patrimoniali impedendo che le persone sottoposte a misure di
prevenzione, o i loro eredi e\o prestanome possano continuare a fruire dei patrimoni
illecitamente accumulati attraverso la creazione di una specifica fattispecie
incriminatrice e della sanzione penale.
In tale ottica il legislatore ha previsto la confisca dei beni oggetto delle condotte
incriminate.
Secondo la piu’ recente giurisprudenza della Corte di Cassazione l’art. 12 quinquies
delinea un’ipotesi di reato istantaneo con effetti di natura permanente, sicché, una
volta realizzata l’attribuzione fittizia, il delitto perviene alla sua consumazione, senza
che possa assumere rilevanza la situazione (anti)giuridica conseguente al
trasferimento (cfr. Cass. Sez. Un. n. 8/01 secondo la quale “ il disvalore della
condotta si esaurisce, sul piano del possibile giuridico, mediante l’utilizzazione di
meccanismi interpositori in grado di determinare l’effetto traslativo del diritto sul
bene, ovvero il conferimento di un potere di fatto sul bene stesso, così da
determinarne, attraverso i modelli della simulazione o del negozio fiduciario, la solo
formale attribuzione ”).
La Corte di Cassazione (cfr. Cass. Sez. II sent. n. 38733 del 09/07/2004 - dep. il
04/10/2004) ha poi precisato che quella prevista dall’art. 12 quinquies è “una
fattispecie a forma libera” e che “sono molteplici e non classificabili in astratto i
meccanismi attraverso i quali può realizzarsi l’attribuzione fittizia, senza che sia
possibile ricondurli entro schemi tipizzati di tipo civilistico”. E', quindi, una
fattispecie comprensiva di ogni condotta che comporti il concreto risultato di una
volontaria attribuzione fittizia della titolarità o della disponibilità di denaro o altre
utilità, al fine di eludere, tra le altre, le norme in materia di misure di prevenzione
patrimoniali. In tal senso, è stato chiarito che, sebbene la dizione letterale della
rubrica, “trasferimento fraudolento di valori”, faccia pensare ad un “passaggio” di
titolarità di beni da un soggetto ad un altro con modalità fittizie o simulatorie, di
modo che sembrerebbe necessario accertare, in primo luogo, se tale passaggio vi
sia stato e, in secondo luogo, se esso rivesta carattere fittizio, la fattispecie di reato
in esame va esattamente individuata attraverso il contenuto precettivo della
disposizione normativa e alla luce della sua ratio, che consiste nell'intento di
impedire l'elusione di misure di prevenzione patrimoniali o di contrabbando ovvero
l'agevolazione di delitti di ricettazione, riciclaggio o impiego di beni di provenienza
illecita. Pertanto, l'impiego dei termini “disponibilità” e “titolarità”, inidonei a
caratterizzare soltanto la condizione del possessore o quella del proprietario,
risponde all'esigenza di ricondurre nell'ambito della previsione normativa tutte
quelle situazioni, anche non inquadrabili secondo precisi schemi civilistici, nelle
quali il soggetto viene a trovarsi in un rapporto di signoria con il bene; inoltre, il
termine “attribuzione” prescinde da un trasferimento in senso tecnico-giuridico o,
per meglio dire, non descrive quali debbano essere le modalità della fittizia
attribuzione, rimandando, non a negozi giuridici tipicamente definiti ovvero a
precise forme negoziali, ma piuttosto ad una indeterminata casistica, individuabile
soltanto attraverso l'accertamento che denaro, beni od altre utilità che appaiono
nella “titolarità o disponibilità” di un soggetto in realtà siano riconducibili ad un
soggetto diverso. Il fatto - reato nella sua struttura consiste, quindi, in una
situazione di apparenza giuridica e formale della titolarità o disponibilità del bene,
difforme dalla realtà, e nel realizzare consapevolmente e volontariamente tale
situazione (Cass. Sez. III, sent. n. 1665 del 15/07/1993 - dep. il 23/09/1993).
Il dolo specifico è poi indicato con precisione dalla norma (“al fine di eludere le
disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali ”): sul
punto, la Cassazione ha precisato, con riferimento alla fattispecie di cui all’art. 12
quinquies L. n. 356/92, che le misure di prevenzione indicate nell’art. 10 L. n. 575 del
1965, in quanto comportano l’inibizione del normale svolgimento dell’attività di
impresa, implicano una deminutio patrimonii e, pertanto, sono di natura
patrimoniale, pur se conseguenti all’applicazione di una misura di prevenzione di
tipo personale (Cass. Sent. n. 29816 del 06/07/2001, Cutrupi ed altro).
Infine, è da ritenersi pacifico in giurisprudenza che il delitto previsto dall’art. 12
quinquies, comma primo, D.L. 306/1992 possa essere commesso anche da chi non
sia sottoposto a misura di prevenzione e anche prima che il relativo procedimento
sia iniziato, ben potendo il dolo specifico previsto dalla citata norma “essere
configurato non solo quando sia già in atto la procedura di prevenzione ma
anche prima che la detta procedura sia intrapresa, quando l’interessato possa
fondatamente presumerne l’inizio”.
Cio’ detto si rileva che la conversazione gravemente indiziante dell’intestazione
fraudolenta del Bar Attina’, ora bar Garibaldi , e’ quella del 7\10\04 tra Maesano
Salvatore e Baldassar Giuseppe, agente di commercio questo ultimo per la
distribuzione di bibite e liquori.
La conversazione attesta in termini che non lascian significativi margini di dubbio che,
alla data del 7\10\04, era Maesano Salvatore ad interessarsi della gestione effettiva
del bar.
In tal senso il fatto che l’indagato abbia contattato un agente di commercio, si e’
concretamente
attivato
per
ottenere
delle
forniture,
deve
ritenersi
una
manifestazione peculiare dello status di effettivo dominus dell’esercizio commerciale.
Ove cio’ non bastasse e’ proprio Maesano Salvatore che, nel corso della conversazione,
dice a Baldassar di essere proprietario del Bar Attina’.
Sul punto va precisato che Maesano Salvatore non aveva alcuna veste formale per
interessarsi della gestione del bar : non ne era un dipendente, un gerente, un socio,
nulla cio nondme agiva uti dominus .
Al riguardo la conversazione esaminata riscontra perfettamente quanto dichiarato
sull’argomento da Mesiano Carlo.
Al momento della conversazione ( 7\10\04) , anzi, dal 10\6\04 al 19\6\06, infatti, il
bar e’ stato formalmente intestato ad Attina’ Mario ma chi curava , in concreto, la
gestione, si è visto, era Maesano Salvatore.
Quanto all’elemento soggettivo del reato contestato, al dolo specifico in capo a
Maesano Salvatore di volersi sottrarre alle conseguenze di una misura di prevenzione
patrimoniale e alla consapevole collaborazione prestata da Attina’ Mario si osserva
quanto segue.
Maesano Salvatore, a marzo del 2000 e’ stato rinviato a giudizio dinanzi alla Corte di
Assise di Reggio Calabria per la faida di Roghudi.
Dalle intercettazioni telefoniche di questo procedimento, in corso gia’ da aprile 2004,
sappiamo che dopo la fine della faida , a Roghudi, Maesano Salvatore detto l’Arciprete
era pacificamente ritenuto colui che aveva ereditato il testimone di guida e vertice
del sodalizio Zavettieri.
Maesano Salvatore sapeva quale erano il suo ruolo e la sua attivita’ in seno alla
consorteria.
Ma non solo.
Come dichiarato anche dal collaboratore di giustizia Mesiano Carlo, Roghudi e’ un
paese di poche centinaia di anime.
La sentenza emessa dalla Corte di Assise di Reggio Calabria il 20\4\02 sulla faida di
Roghudi inserita tra gli atti di questo procedimento ha descritto analticamente come
tutto il paese fosse ostaggio della faida, come ogni movimento e\o spostamento di un
uomo di un sodalizio fosse rilevato in seno all’opposta consorteria.
Attina’ Mario e’ il fratello di Attina’ Paolo, eminente esponente della cosca Zavettieri.
Si dice questo perche’ e’ assolutamente impensabile ritenere che Attina’ Mario non
fosse a conoscenza dei nuovi equilibri in seno alla cosca di cui il fratello era accorsato
accolita , del ruolo in quel momento rivestito da Maesano Salvatore e di come fosse
prevedibile ( come – di fatto e’ stato) che gli inquirenti accertassero la leadership di
Maesano Salvatore in seno alla cosca Zavettieri e di come Maesano concretamente
rischiasse , e sapesse di rischiare, di essere sottoposto ad una misura di prevenzione
anche patrimoniale.
Tutto depone, a parere del Gip, nel senso che da un lato Maesano Salvatore aveva
intestato il bar ad Attina’ Mario proprio al fine di non incorrere nei rigori di una
probabile misura di prevenzione ( e infati nel 2005 sara’ destinatario di avviso orale).
Attina’ Mario non poteva non essere consapevole delle finalita’ che stava concorrendo
a perseguire.
E dunque sussistono i gravi indizi di reita’ in capo a entrambi gli indagati per il reato di
cui al capo B-bis)
Capi C-bis) Maesano Salvatore, Romeo Antonio
Capo D-bis) Maesano Salvatore- Iaria Giueppe Romeo- Iaria Ugo
Il collaboratore di giustizia ha dichiarato che non solo Attina Mario e’ stato
intestatario formale del bar oggi denominato “Garibaldi caffe’” ma che anche per i
successivi proprietari, precisamente, il figlio di Iaria Ugo, Iaria Giuseppe Romeo , si e’
trattato di mera titolarita’ formale del bene
di cui il vero dominus era Maesano
Salvatore.
Sul punto risulta dagli atti che dopo la prima cessione, del bar e’ stato proprietario,
dal 21.11.2006 al 12.03.2008 tale ROMEO Antonio, nato a Reggio Calabria il
21.04.1988, residente in Roccaforte del Greco (RC); dal 13.03.2008 a tutt’oggi il
figlio di IARIA Ugo, Giuseppe Romeo (classe 1980); che, secondo quanto si legge nella
richiesta del P.M.,
lo gestiva anche quando ATTINA’ Mario ne era il formale
proprietario.
Cio’ detto, quanto ai capi C-bis) e D-bis), deve rilevarsi che
le dichiarazioni del
collaboratore sono prive di riscontro.
Se per quanto riguarda l’intestazione fittizia ad Attina’ Mario la conversazione del
7\10\04 funge da riscontro esterno , individualizznte, delle parole del collaboratore
di giustizia quanto dichiarato da Mesiano ( anche in difetto di accertamenti
patrimoniali) sulle successive intestazioni vi e’ solo la dichiarazione di Mesiano Carlo.
Dagli atti, nonostante le intercettazioni effettuate,
presenza di Maesano Salvatore.
non emerge piu’ traccia della
Nulla si sa, sul punto, della circostanze
delle condizioni delle cessioni, se queste
presentassero elementi di sospetto e\o degni di verifica, da nulla emerge che
Maesano abbia continuato a gestire come domnus l’esercizio commerciale.
In definitiva, tranne la dichiarazione di Mesiano Carlo che, per altro, attribuisce un
ruolo al solo Iaria Giuseppe Romeo, non vi sono dati da cui desumersi la fittizeta’
dell’intestazione.
La richiesta non puo’ quindi essere accolta quanto ai capi C-bis) e D-bis)
Il reato di favoreggiamento della latitanza di Pangalo Carmelo. Capo Ebis)
Iaria Domenico Carmelo
Si legge nella richiesta:
Favoreggiamento del latitante PANGALLO Carmelo.
Dalle intercettazioni è emerso, altresì, che Iaria Domenico Carmelo – in epoca successiva
all’omicidio di Pangallo Antonino cl. 70 e, quindi, in un momento in cui si erano ormai sanati i contrasti
sorti nella fazione di appartenenza a seguito di tale fatto di sangue – si è reso responsabile del reato di
cui all’art 390 del c.p., per avere favorito la latitanza del ricercato PANGALLO Carmelo cl 1973 colpito
da ordine di carcerazione nr. 438/2004 R.E.S. emesso dall’ufficio esecuzioni penali della Procura di LA
SPEZIA.
In data 06.07.2005 la Procura della Repubblica di La Spezia emetteva nei confronti di
PANGALLO Carmelo, nato a Melito Porto Salvo il 11.09.1973, provvedimento di revoca di decreto di
sospensione di ordine di esecuzione per la carcerazione ex art 656 c 8 cpp e ripristino dell’ordine
medesimo, poiché condannato alla pena di anni 3 e mesi 5 di reclusione per i reati di cui agli art 110,
644 (usura) e 629 (estorsione), reati consumati fino al novembre 1999 in la Spezia e Provincia.
All’atto dell’emissione della predetto decreto PANGALLO Carmelo si trovava in Roccaforte del
Greco, dove apprendeva la notizia del provvedimento.
In data 07.07.2005 al progressivo 6392 sull’autovettura LANCIA Y targata BJ427HV RIT
1289/04, veicolo in uso a IARIA Domenico Carmelo, viene registrata una conversazione tra questi e
IDA’ Massimo, dialogo che si protrae sino alle 22.57 quando l’IDA’ si allontana dall’autovettura e
contemporaneamente si avvicina alla stessa un uomo identificato dalla voce in PANGALLO Carmelo,
che chiede a Domenico, ottenendolo, un passaggio. Nella circostanza il PANGALLO Carmelo tiene a
riferire al suo amico IARIA, prima di salire a bordo, di scappare nel caso in cui si fossero imbattuti in un
controllo delle FF.OO., riferendo al suo interlocutore il suo stato di ricercato. La conversazione continua
coi due che parlano di quello che avrebbero organizzato l’indomani sera sino a quando, alle 23.08,
PAGALLO viene lasciato e IARIA riparte da solo. Di seguito la trascrizione integrale della parte della
conversazione interessante ai presenti fini.
OMISSIS DALLA ORE 22.54 ALLE ORE 22.57.13
Carmelo
Ciao mico!
Domenico
Ou!
Carmelo
Passa da Melito per favore o hai da fare?
Domenico
No!
Carmelo
Non comprensibile . Vedi che io devo scappare che sono ricercato è!
Domenico
Non comprensibile
OMISSIS DALLE ORE 22.58.54 IL DIALOGO DIVENTA INCOMPRENSIBILE FINO ALLE
ORE 23.05.53
Carmelo
Tu quando torni ?
Domenico
Domani sera !
Carmelo
Digli ad Agostino vedi come va.......non comprensibile
OMISSI FINO ALLE FINE
Roccaforte del Greco, 07.07.2005
La conversazione sopra riportata non lascia dubbi circa la configurabilità del delitto indicato
sopra, reato che si consuma nel moneto in cui IARIA apprende direttamente dall’interessato che il
PANGALLO è stato colpito da un ordine dell’A.G. che gli impone di ritornare in carcere e,
ciononostante, non si cura delle eventuali conseguenze che ciò possa comportare a suo carico, fornendo
al ricercando l’appoggio di cui ha bisogno e programmando con lo stesso attività non meglio identificate
per l’indomani sera.
Va precisato, infine, che i due sono entrambi parte dello stesso sodalizio criminale riconducibile
alla cosca “PANGALLO-MAESANO-FAVASULI”; per la cronaca PANGALLO Carmelo è fratello del
defunto PANGALLO Antonino, detto “Chiumbino”, assassinato in data 28.09.2004 in Roccaforte del
Greco, reggente, sino a quel momento, della predetta cosca in Roccaforte del Greco.
ALLEGATO 20BH
Il 6\7\05 la Procura della Repubblica di La Spezia revocava il decreto di sospensione
dell’ordine di esecuzione pena nei confronti di Pangallo Carmelo.
Il 7\7\05 Pangallo Carmelo e’ a Roccaforte del Greco, incontra Iaria Domenico
Carmelo a bordo della sua autovettura alle 22.54, sale a bordo, e solo dopo Pangallo
Carmelo sale a bordo Iaria apprende che il suo passeggero e’ ricercato.
E’ infatti lo stesso Pangallo Carmelo che, alle 22.57 comunica a Iaria “vedi che devo
scappare che sono ricercato”. Dalle 22.58 al 23.05 Pangallo chiede a Iaria quando
sarebbe tornato e dice “dici ad Agostino..vedi come va”; alle 23.08 Pangallo e’ gia
sceso dall’auto. Se pur per un arco temporale limitatissimo iaria Domenico Carmelo ha
dato il suo contributo alla fuga di Pangallo Carmelo, secondo quanto dice Pangallo
Carmelo stesso. Iaria, infatti, una vota appreso ce Pangallo e’ ricercato non gli dice di
lasciare l’auto, non accosta per farlo scendere ma gli consnete uno spostamento sulla
sua autovettura.
Sotto altro profilo i fatto si pone, ancora una volta, in contrasto con quanto si legge
nella richiesta sull’omicidio di Pangallo Antonino.
Se ad uccidere volontariamente ‘u Chiumbinu fosse stato Iaria Domenico Carmelo, se
Pangallo Carmelo avesse, per questo , dissentito ferocemente dal fratello Francesco
per avere questi “perdonato” velocemente l’assassino del fratello Antonino, sarebbe
stato concepibile il fatto di cui al capo E-bis)?
I capi di imputazione che seguono, da F-bis) a R-bis) hanno ad oggetto l’attivita’ di
traffico di sostanze stupefacenti.
Si legge nella richiesta:
“
CAPITOLO XI.
IL TRAFFICO DI SOSTANZE STUPEFACENTI
Numerose indagini della magistratura,anche in tempi recenti, hanno dimostrato come la mafia
calabrese sia dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti e collegata per questa attività con
potenti organizzazioni criminali nazionali ed internazionali.
Dal business degli stupefacenti non sono certo estranei i gruppi di Roccaforte del
Greco oggetto delle presenti investigazioni che hanno permesso di accertare che
le cosche ZAVETTIERI e PANGALLO – MAESANO- FAVASULI siano tra le più
attive nel settore.
In ordine alla contestazione relativa all'associazione finalizzata al traffico di
sostanze stupefacenti, va osservato che, mentre l'associazione di tipo mafioso ha
come elemento specializzante, rispetto alla fattispecie di cui all'art. 416 C.P.,
l'utilizzazione della forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo e la
condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva, invece l'associazione di
cui
all'art.
74
DPR
309/90
si
pone
in
rapporto
di
specialità
rispetto
all'associazione per delinquere semplice, in quanto si caratterizza per lo scopo
perseguito dagli associati di commettere più reati fra quelli previsti dall'art. 73
del citato DPR 309/90. Di conseguenza, possono concorrere tra loro i reati
associativi di cui agli artt. 416 bis cod. pen. e 74 DPR 9 ottobre 1990 n. 309,
avendo scopi diversi e tutelando differenti beni giuridici: il primo l'ordine pubblico
sotto il particolare profilo della pericolosità sociale dell'esistenza di associazioni
svolgenti attività, lecite ed illecite, con modalità intimidatrici derivanti dalla
natura dell'associazione e cagionanti condizioni di assoggettamento ai propri scopi
e di omertà sugli stessi, idonei al raggiungimento di profitti o vantaggi ingiusti; il
secondo la difesa della salute individuale e collettiva contro l'aggressione della
droga e della sua diffusione, solo indirettamente la salvaguardia dell'ordine
pubblico in senso generico (Cass. 1, 9.5.1996 n. 4714, Angelini; 11, 29.9.1995
n. 478, Allegretto ed altri; 11. 6.12.1996 n. 10469. Arenà ed altri. VI.
9.5.1997 n. 4234. Calabrò ed altri).
L’ASSOCIAZIONE SANZIONATA DALL’ART 74 DPR 309/90
Per Giurisprudenza ormai consolidata, l’elemento organizzativo dell’associazione
sanzionata dall’art. 74 D.P.R. 309/90 assume connotati più sfumati che negli
altri reati associativi. Ciò che la norma sanziona è qualsiasi organismo stabile
che, attraverso una articolazione di mezzi anche economici e un coordinamento
delle attività delle persone, è in grado di proiettare la propria attività oltre i
limiti di singoli episodi criminosi e di offendere l’interesse protetto per effetto
della sua sola esistenza, indipendentemente da ulteriori manifestazioni nella
realtà materiale.
Il commercio degli stupefacenti, per sua natura, quantomeno nelle fasi intermedie
e finali, non richiede mai particolari forme di organizzazione. Anche una sola
persona, almeno in astratto, potrebbe acquistare stupefacente per rivenderlo al
minuto a tossicodipendenti o piccoli spacciatori. Se aumenta il quantitativo dello
stupefacente da acquistare possono entrare in gioco investimenti economici più
elevati e si può porre un problema di distribuzione dello stupefacente, ma il
problema dell’organizzazione si pone in termini ontologicamente identici. L’art. 74
D.P.R. 309/90, del resto, afferma espressamente, al comma 6, la possibilità che
l’associazione sia finalizzata a commettere reati di piccolo spaccio. Il che, per
non svuotare di ogni contenuto tale ultima previsione, impone di attribuire al
profilo organizzativo una rilevanza modesta per valorizzare gli ulteriori elementi
tipici di tutti i reati associativi quali la stabilità dell’accordo criminoso e la
genericità del programma criminale, utili anche a discriminare il reato in questione
dalle ipotesi di concorso di persone nel reato plurimo.
In quest’ordine di idee la giurisprudenza afferma:
“…Sia
il codice penale (artt. 416 e 416 bis) che il t.u. delle leggi sugli
stupefacenti
(art. 74 D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309) non recano nozioni
definitorie dell’associazione che intendono reprimere, ma rimandano all’interprete
per l’individuazione del concetto. Elemento essenziale dei reati previsti dalle
norme suindicate è l'accordo associativo il quale crea un vincolo permanente
a
causa della consapevolezza di ciascun associato di far parte del sodalizio e di
partecipare, con contributo causale, alla realizzazione di un duraturo programma
criminale. Tale essendo la caratteristica del delitto, ne discende a corollario la
secondarietà degli elementi organizzativi che si pongono a substrato del sodalizio,
elementi la cui sussistenza è richiesta nella misura in cui dimostrano che
l'accordo può dirsi seriamente contratto, nel senso cioè che l’assoluta mancanza
di un supporto strumentale priva il delitto del requisito dell’offensività. Tanto sta
pure a significare che, sotto un profilo ontologico, è sufficiente un’organizzazione
minima perché il reato si perfezioni, e che la ricerca dei tratti organizzativi non
è diretta a dimostrare l’esistenza degli elementi costitutivi
del
provare, attraverso dati sintomatici, l'esistenza di quell'accordo
reato,
fra
ma
a
tre o più
persone diretto a commettere più delitti, accordo in cui il reato associativo di
per sé si concreta” (così Cass. 12 ottobre 1998, Villani). L’accordo criminoso, pur
essenziale, non deve essere necessariamente espresso in atti formali, ma può
“costituirsi di fatto fra soggetti consapevoli che le attività proprie ed altrui
ricevono vicendevole ausilio e tutte insieme contribuiscono all'attuazione dello
scopo comune; la prova in ordine al delitto associativo può desumersi anche dalle
modalità esecutive dei reati-scopo, dalla loro ripetizione, dai contatti fra gli
autori, dall'uniformità
delle
condotte, specie
se
protratte
per
un tempo
apprezzabile…”
(così Cass. 12 marzo 1998, Cuomo).
L’esistenza e la stabilità dell’accordo criminoso può essere, pertanto, enucleata dalla percezione di
contatti continui tra i soggetti coinvolti nel traffico per un lasso temporale apprezzabile e con
riferimento a una serie di episodi riconducibili alle fattispecie sanzionate dall’art. 73 D.P.R. 309/90. Il
reciproco contributo alle attività afferenti agli stupefacenti, ove protratto nel tempo, presuppone, infatti,
una comunanza di fini e una stabile disponibilità di mutua assistenza che, a prescindere dal materiale
apprezzamento di una struttura di base, è suscettibile di agevolare la realizzazione dei reati fine e merita
per questo motivo una autonoma sanzione penale, sempre che l’esistenza di un organismo di questo
genere sia pienamente percepita dagli associati i quali, proprio da tale consapevolezza, traggono
supporto per le loro attività individuali.
Tale impostazione si riflette necessariamente, all’interno dell’apparato così descritto, anche sulla
ripartizione dei ruoli tra i singoli associati. Riconosciuto che l’aspetto organizzativo può assumere
contenuti marginali e che l’accordo di base va apprezzato in relazione al comune fine di agevolare la
diffusione degli stupefacenti tra i consumatori finali piuttosto che a un programma criminoso
compiutamente individuabile, il vincolo associativo può essere apprezzato anche tra soggetti che
intervengono in fasi diverse della catena commerciale attraverso la quale lo stupefacente giunge al
pubblico dei consumatori e che sono animati da uno scopo di profitto personale che può essere
antagonista rispetto a quello degli altri associati. Il rapporto che si instaura tra spacciatori di diverso
livello nei vari passaggi della distribuzione dello stupefacente, ove caratterizzato da stabilità e da
reciproco affidamento, pertanto, può essere apprezzato come frutto di un accordo criminale nel senso
sopra prospettato.
“…La diversità di scopo personale non è ostativa, infatti, alla realizzazione del fine comune, che è
quello di sviluppare il commercio degli stupefacenti per conseguire sempre maggiori profitti. Né
associazione criminosa è esclusa dalla diversità dell'utile che i singoli partecipi si propongono di
ricavare, o da un contrasto degli interessi economici di essi, posto che né l'una, né l'altro sono di
ostacolo alla costituzione ed alla persistenza del vincolo associativo, solo che colui che opera come
acquirente si
stabilmente disponibile a ricevere le sostanze, assumendo, così, una funzione
continuativa, che trascende il significato negoziale delle singole operazioni, per costituire un elemento
della complessa struttura che facilita lo svolgimento dell'intera attività criminale. Ne deriva che è ben
configurabile, fra venditori ed acquirenti di sostanze stupefacenti, l'associazione volta alla commissione
di reati nella specifica materia… ” (così Cass. 23 settembre 1997, Bruciati. Cfr. Cass. 7 aprile 1997,
Lipari; Cass. 17 marzo 1997, Beraj; Cass. 10 giugno 1996, Timpani).
I personaggi emersi nella presente indagine certamente godono di massima fiducia reciproca e
risulteranno, per le notevoli vicissitudini giudiziarie di alcuni di questi legati tra loro dal noto vincolo di
mafiosità apparentemente inesistente ed acclarato solo attraverso lunghe e peculiari indagini tecniche
che hanno indotto gli inquirenti a dover ricercare le convivenze con particolare meticolosità.
Non v’è dubbio che gli indagati hanno tessuto e tessono rapporti criminali e personali da tempo,
sempre connessi allo specifico settore del narcotraffico.
IL MATERIALE PROBATORIO RELATIVO AL TRAFFICO DI DROGA
Durante le fasi dell’indagine sono emerse a carico degli accoliti diverse tipologie di reato, tra le
quali certamente uno delle più importati è appunto il traffico di sostanze stupefacenti.
La P.G. ha incentrato la sua attenzione sui movimenti che i vari soggetti, man mano attenzionati,
effettuavano in questo settore illecito, trovandosi di fronte ad un lavoro molto difficile in quanto i
monitorati, già in passato colpiti da provvedimenti di cattura nel contesto di altre indagini, utilizzavano
sempre più spesso linguaggio convenzionale, frasi criptiche, parole in codice, che almeno in alcune
circostanze non sono sfuggiti all’orecchio della P.G.
Capo G-Bis – Gulli’ Vincenzo- Gulli’ Antonino – Mesiano Carlo
Scrive il P.M.:
“
Il primo riscontro alla tesi investigativa sono certamente le dichiarazioni rese dal collaboratore di
giustizia MESIANO Carlo, che si ritengono attendibili anche in quanto vissute in prima persona. A tale
proposito il medesimo ha dichiarato quanto segue (per ogni dettaglio riferirsi all’Allegato nr. 1):
B
No, ho visto io ed ho vissuto io con la famiglia GULLI’, attività di droga, grossi quantitativi di
droga.
A
Quindi quelli che ha indicato prima erano collegati a Turi MAESANO?
B
Si, abitavano a Chorio di Roccaforte e il padre era la buonanima di Marcuzzo, sindaco di
Roccaforte (Marco GULLI’), morto nel 2003; io conobbi a Tonino quando uscii che mi chiamò
Ciccio Razzo, Francesco .. U rattu anzi, che mi chiamò in Via Pio XI che avevano una carta di
credito, io ho detto già che ero… che dovevano passare , ho chiesto che mi esce quà a me, e
non sa è di Ciccio qua là, ho detto io vabbè, glielo fatta passare nella gioielleria di Basile, a Via
PIO XI, Raffaele Basilio, è passata questa carta, Ciccio si prese all’epoca un anello con brillante
del valore di 900 euro, più altre cose, ed uscirono fuori.
A
Lei la comprava dai GULLI?
B
Dai GULLI? Sempre dai GULLI, si, gli dicevo mi servono 50 pezzi mi servono 100 pezzi.
A
E gliela vendevano?
B
Si me la davano io prendevo i soldi e glieli portavo ormai avevo preso l’abitudine una volta 5
pezzi una volta 10 pezzi.
A
Ma lei che ci faceva con la cocaina?
B
Come?
A
che ci faceva con la cocaina lei?
B
la vendevo a chi me la chiedeva.
A
E il ricavato la dava ai GULLI’?
B
Si Sempre, ma non si parlava di un pezzo alla volta, un pezzo, 100, 150.
A
Un pezzo che intendiamo?
B
un grammo.
A
Periodo?
B
minimo 5 grammi e finiamo a 150 massimo 200.
A
In che periodo siamo?
B
Ah?
A
In che periodo siamo?
B
Quest’anno, l’anno scorso, iniziammo l’attività quando Tonino GULLI’ uscii dal carcere,
durante la sorveglianza, perché lui rientrava alle 8 (alle 20) io la sorveglianza ancora non c’è
l’avevo, è da un anno che ho io la sorveglianza, parliamo da quando usciva dal carcere lui.
C
Gli scambi dove avvenivano.
B
A casa sua, sotto dove abbiamo mangiato più volte con Turi MAESANO, con altri componenti
di Roccaforte, a casa sua sotto, non dove c’è il portone dalla parte di dietro.
C
Dove abita il sig. GULLI’?
B
Il sig GULLI’ abita in Viale Europa, c’è una traversa si sale c’è un edificio tutto suo, c’è un
cortile un cancello dove si entra e c’è il garage là, e li mangiavo, là parlavamo.
C
La robba gliela consegnava?
B
Si tranquillamente, io chiamavo Nino vedi che oggi mi servono 10 pezzi per il dottore
C
Non comprensibile.
A
No andavo a casa sua o andavo al bar che hanno un bar sul corso.
C
Quindi lei lo chiamava e prendeva appuntamento o gli diceva qualche cosa ?
B
Andavo al bar, dov’è Tonino.
C
Ci descriva come funzionava ?
B
Andavo al bar, andavo a mezzogiorno, l’una
C
Quale Bar Sig Maesano, dov’è?
B
Bar sul corso Garibaldi
C
E come si chiama il bar?
B
bar imperiale vicino alla ex banca commerciale oggi banca intesa…andavo senti oggi mi
servono 10 pezzi senti mi servono 5 pezzi glieli devo dare al dottore là sopra mi servono tot,
pagavo, qualche fornitura non gliel’ho pagata ancora stò pagando.
A
Questo tramite i fratelli GULLI’ ma lei lo sa da chi la prendevano la cocaina i fratelli
GULLI’?
B
Le posso dire solo una cosa che la mano era sempre la stessa e la cocaina era sempre la stessa e
ne avevano un grosso quantitativo.
A
ha detto che i GULLI’ Erano con Turi MAESANO, c’entra qualcosa questo MAESANO con la
droga che lei sappia?
B
una volta quando successe il problema di due anni o l’anno scorso, vendetti 100 grammi di
cocaina sul corso Garibaldi ad un certo Mimmo D’AGOSTINO e questo me la voleva pagare a
poco a poco non mi dette nessun assegno, la banca ritardava il pagamento, gli ho detto sai Turi
infatti detti la mia moto a Turi MAESANO, la mia moto il dominetor.
A
Per compensare?
B
Gli ho detto io vendigli la moto a 2500 nel frattempo andiamo scontando con i soldi che ti
devo dare si sai Turi io ho un problema così e così vorrei però non voleva entrare perchè era
una cosa di un amico suo e non voleva che succedesse qualcosa e diceva sistematela
insomma io sono stato fortunato che ho avuto un miracolo diciamo così parliamo di quasi 10
mila euro di cocaina che io ho dato a 1500 euro a fronte di 2500 che gli è rimasto un
orologio che gli ho dato in pegno .
A
A lui chi ?
B
A Tonino GULLI’ un orologio …e do le pure le chiavi .. e un bracciale versace un pezzo
unico in oro.
A
Mi può ripetere un attimo il periodo in cui faceva questo discorso della cocaina con i GULLI’?
B
Da quando è uscito Tonino dal carcere fino a che non mi disse che aveva la polizia di sopra la
finanza parliamo di..
A
Questa moto c’è l’ha MAESANO perché lei gliela dovuta dare per il discorso della droga?
B
Glielo venduta non sapevo cosa farmene mi seccavo che questa moto camminava a nome
mio, anche perché aveva già lasciato le persone gli elementi, mi piglio sti soldi 1500 euro …
B
Quando sono andato l’ultima volta a mangiare da Turi MAESANO, questo le parlo.
A
La partita di droga era stata presa dal Chiumbino?
B
Si era stata presa dal Chiumbino e mi ricordo che mi chiamò Orazio all’epoca mi ricordo
che….
A
Orazio Chi?
B
Orazio FICARA il nipote di Orazio ASSUMMA e mi chiamò dicendo che aveva problemi per
dirmi che tipo era, ho detto sistema la situazione perché questi sono storti non è che si può
ragionare, si sono montanari hanno chiamato a mio padre che era carcerato e so che Orazio
ASSUMMA sistemò la situazione.
A
Anno, correva l’anno?
B
E ora non mi ricordo, dottore non è che mi posso ricordare .
C
lei era sposato aveva figli?
B
Mia moglie era incinta di Anna .
A
Quindi?
B
Era incinta di Anna … parliamo….
C
Quanti anni ha sua figlia?
B
2001.
A
Quindi fatti del 2001?
B
Si , perché poi tempo fa quando parlavo con Orazio che eravamo in un buon rapporto gli ho
detto ti ricordì là della situazione quando gli hai sistemato la situazione a tuo nipote, perché
adesso
sono bisticciati
Orazio con suo nipote, a si
quello con Cinghiale, u Chiubinu
buonanima per la partita di droga e parlò lui personalmente.
C
Quindi lei non è a conoscenza se dovevano acquistare grosse quantità di droga assieme ai
GULLI’ se dovevano fare degli acquisti dovevano investire denaro…
B
No, so che hanno ramificazioni al nord Italia, Domodossola, tutta questa zona Pisa.
A
Può ripetere l’ultima cosa che ha detto?
B
Parenti su Domodossola ..
C
Chi ha parenti su Domodossola?
B
I GULLI’
C
E che cosa fanno questi parenti ?
A
Cioè perché lo stà dicendo?
B
Perché quando parlavo con Pepè abbiamo saputo di uno arrestato che era latitante e mi avevano
detto che aveva pure parenti nell’alta Italia.
ALLEGATO 1
Quindi, a gestire il traffico di sostanze stupefacenti sulla città di Reggio Calabria erano appunto i
fratelli GULLÌ, figli dell’ex sindaco di Roccaforte del Greco, Marco GULLI’ facenti capo a
MAESANO Salvatore, che risulta essere l’attuale “capo–bastone” di Roccaforte del Greco. Le
dichiarazioni rese dal collaboratore trovano ampio riscontro nelle intercettazioni ambientali e
telefoniche che sono state poste in essere nella presente attività d’indagine”.
Le dichiarazioni di Mesiano Carlo hanno dato origine al capo G-bis) con il quale si
contesta ai fratelli Vincenzo e Antonino Gulli di avere in piu’ occasioni, e in esecuzione
di un medesimo disegno criminoso ceduto, dietro corrispettivo, a Mesiano Carlo, che le
acquistava e deteneva a fini di spaccio , diverse partite di cocaina.
Mesiano Carlo ha riferito di situazioni risalenti al 2001, ha
dichiarato di avere
acquistato, sistematicamente, sostanza stupefacente dai fratelli Gulli, in particolare
cocaina, 100\150 pezzi alla volta intendendosi per un pezzo, un grammo, da un minimo
di 5 grammi massimo 200 grammi commercializzati per volta. Ha specificato che si
trattava di Gulli che abita in Viale Europa in un palazzo di proprieta’, che ha un bar sul
Corso Garibaldi, vicino la Banca Intesa .
Le affermazioni del collaboratore, certamente dotate di attendibilita’ intrinseca ,
sono prive di qualsivoglia riscotro esterno.
La richiesta non puo’ essere accolta.
Capo H-bis – Maesano Salvatore
Si legge, ancora, nella richiesta:
“Sarà adesso analizzato tutto il materiale probatorio emerso nell’ambito del traffico di droga, di cui il
paese di Roccaforte è stato sempre uno dei primari crocevia (il famoso trafficante di droga SQUILLACI
Oreste Giovanni è originario di Roccaforte del Greco), come confermano le operazioni SIM CARD,
ZAPPA 1 E 2, SCILLA.
Sulla base delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia, dunque, emerge che egli stesso si
riforniva di cocaina dai fratelli GULLÌ e tale affermazione è stata ampiamente riscontrata durante le
attività tecniche poste in essere, in particolare, sull’utenza 340/2915400 intercettata con RIT 865/04 in
uso a MAESANO Salvatore, risultata molto proficua per il presente filone investigativo. Si riportano, di
seguito, alcune conversazioni che si ritengono utili a lumeggiare l’appartenenza dei soggetti interessati
al sodalizio che si occupava di traffico di stupefacenti.
Art 73 dep 309/90 MAESANO Salvatore, Ciccio n.m.i. ed ignoti.
Art 73 DPR 309/90 MAESANO Salvatore, Ciccio n.m.i. ed ignoti
Monitorato: 393402915400
Registrazione:
177
Ora registrazione:
23/07/2004 15.04.22
Interlocutore
+393496772391
Salvatore viene chiamato da un soggetto di sesso maschile non identificato, il quale dice di rallentare
che lo stanno raggiungendo. L'uomo dice che glielo ha detto suo cugino Ciccio.
Maesano
Ue!
Uomo
Compare Turi siete arrivato a melito?
Maesano
no ancora no!
Uomo
E rallentante, rallentate che arriva qualcuno da dietro
Maesano
E quanto “dimura” (ndr ritarda)?
Uomo
10 minuti, un ora, ora ci hanno fermato e c’è l’hanno detto. Ciccio, cugino Ciccio, va
bene …non comprensibile… e poi vi dico va.
Maesano
Va bene.
Uomo
Ciao!
ALLEGATO 3M
La conversazione è certamente da ricondurre ad un trasporto di sostanza stupefacente in quantità non
meglio identificata in quanto l’interlocutore di sesso maschile raccomanda al MAESANO di rallentare
perché sta arrivando qualcuno da dietro, senza fare il nome, circostanza che induce questa P.G. a
ritenere che il predetto stesse trasportando sostanza stupefacente. Anche considerato il genere di traffici
di cui il MAESANO è protagonista.
Roccaforte del Greco, 23.07.2004
La conversazione e’ evidentemente generica e non univoca per fondare un grave quadro
indiziario.
La richiesta non puo’ essere accolta.
Capo I-bis) – Maesano Salvatore
Si legge nella richiesta:
“
MAESANO Salvatore, Agostino n.m.i., Ciccio n.m.i. ed ignoti
Art 73 DPR 309/90 per aver ceduto sostanza stupefacente a persone rimaste ignote.
Monitorato: 393402915400 - rit 865/04
1337
Registrazione:
Ora registrazione:
22/09/2004 12.18.51
Interlocutore
+393496772391
Francesco e Salvatore al quale dice che il dentista vuole che vanno assieme da lui allo studio con
urgenza.
Francesco
-Pronto
Maesano
- Eh.. chi è?
Francesco
- Ah volevo dirvi compare Turi, vedete che che mi ha detto... che mi vuole il
dentista urgente...
Maesano
- Eh..
Francesco
- Ma di urgenza però ha detto per le quattro e mezza di andare pure io al suo
studio
Maesano
- Eh..
Francesco
- Eh... che andiamo io e voi ha detto
Maesano
- va bene
Francesco
-Già me lo immaginavo... Agostino è li?... Pronto!
Maesano
- No Agostino... non è qui no...
Francesco
-No... va bene... ci vediamo allora verso le quattro e mezza?
Maesano
- Eh
Francesco
- Eh.. va bene
Maesano
- Va bene
Francesco
- Vi saluto
Maesano
- Ciao.
ALLEGATO 3N
Monitorato: 393402915400 – rit 865/04
1347
Registrazione:
Ora registrazione:
22/09/2004 16.05.41
Interlocutore
+393496772391
Sintesi:
Ciccio dice a Salvatore che si vedono all'inizio del corso. (vedesi sintesi allegato 529)
Monitorato: 393402915400 - RIT 865/04
1348
Registrazione:
Ora registrazione:
22/09/2004 16.32.22
Interlocutore
+393496772391
Sintesi:
Ciccio chiede a MAESANO se è arrivato e lui risponde che gli occorrono ancora dieci minuti. Ciccio
replica dicendo che è all'inizio del corso.
ALLEGATO 3P
A distanza di qualche mese dalla conversazione registrata il 28.07.2004 i due interlocutori parlano
ancora del dentista che stavolta, a dire dell’interlocutore maschile in questione, li vorrebbe vedere tutte e
due con urgenza, quindi si ritiene che in questa circostanza il MAESANO Salvatore abbia fornito
sostanza stupefacente a persone rimaste ignote.
Roccaforte del Greco - Melito Porto Salvo 22.09.2004
Le conversazioni sono assolutamente vaghe e potrebbero sottintendere qualsivoglia
ipotesi o anche nulla di illecito. Si rigetta la richiesta
Capo L-bis – Maesano Salvatore –Parisi Antonino
Monitorato: 3402915400 - 865/04 RIT
398
Registrazione:
Ora registrazione:
06/08/2004 13.42.26
Interlocutore
+393487915721
Sempre dall’utenza 340/2915400 intercettata con RIT 865/04 viene registrata un'altra conversazione tra
il monitorato ed un soggetto di sesso maschile identificato in PARISI Antonio, in oggetto generalizzato,
che si sviluppa come segue:
Sintesi:
Il MAESANO chiama un uomo, successivamente identificato in PARISI Antonio, in oggetto
generalizzato, che risponde dicendo “mio compare”, il MAESANO gli dice di aver bisogno un favore
per lunedì e di rintracciare anche compare Franco, cade la linea.
Questa la trascrizione integrale:
Parisi
Mio compare!
Maesano
E ma dove sei che fai tutto questo casino?
Parisi
Vedi che cade subito la linea!
Maesano
OU!
Parisi
Vedi che sono qua a capo d’armi e cade la linea!
Maesano
A va bene che ti dico un attimo, non prendere impegni per lunedì e trova a compare Franco
che ho bisogno un favore.
Parisi
per lunedì!
Maesano
Va bene!
Parisi
va bene!
Maesano
E!
Parisi
va bene ma poi fammi sapere qualcosa!
Maesano
fermati un minuto che non sento . Pronto!
ALLEGATO 3F
Monitorato: 3402915400 - 865/04
Registrazione:
401
Ora registrazione:
06/08/2004 13.46.37
Interlocutore
+393487915721
Sulla caratura criminale del MAESANO ci si è già soffermati nella parte della presente
richiesta dedicata all’associazione mafiosa; le ipotesi che il predetto personaggio sia dedito al traffico di
sostanze stupefacenti si desume oltre che dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia (ampiamente
esaustive sul ruolo e sui narcotraffici del MAESANO) anche dalla conversazione registrata alle ore
13.46 del 06.08.2004 tra lo stesso ed una persona di sesso maschile, successivamente identificata in
PARISI Antonio, nato a San Lorenzo (RC) il 30.11.1965 residente Condofuri Via Rosetta, utilizzatore
dell’utenza 348/7915721.
La conversazione si sviluppa come da seguente trascrizione integrale:
“MAESANO”: MAESANO Salvatore nato a Roccaforte del Greco (RC) il 10.09.1962;“ANTONIO”: PARISI Antonio
ANTONIO
Oh, pronto! Pronto!-
MAESANO
Eh! Allora, per lunedì piglia compare Franco e diglielo a compare Nato, eventualmente
li liberi che dobbiamo fare una camminata.-
ANTONIO
Va bono.-
MAESANO
Va boh? E ti dico un poco Antonio. Quando vengo a prendermi un barattolo di
quello, di quello di nutella che mi hai dato l’altra volta, che ho un rompi cazzo qua?-
ANTONIO
Eh, eh, guarda qua, io ce l’ho, io ce l’ho sempre, solo che ora è assai che è dentro.-
MAESANO
E che mi interessa.-
ANTONIO
Quando vuoi, quando vuoi, non c’è problema.-
MAESANO
Va bene. ischia c’è uno che è un mese che mi rompe le scatole per 100 grammi.-
ANTONIO
Senti, ma verso che ora, non mi dici nient’altro, mannaia la miseria!-
MAESANO
Eh, eh, che stai facendo, sei in viaggio ora?-
ANTONIO
Sto tornando ora, sono partito ieri sera. Ero andato fino a scaricare a Lamezia, a
Cosenza.-
MAESANO
Eh, dimmi.-
ANTONIO
Eh, dimmi un orario, più o meno, o niente, manco orario mi dai?-
MAESANO
Non ho capito Anto!-
ANTONIO
Ah?-
MAESANO
Non ho capito, che non si sente!-
ANTONIO
Per che orario, dico, per lunedì, non me lo dici? Eh!-
MAESANO
Eh, tieni conto per mezzogiorno.-
ANTONIO
Noo, e come faccio Ture?-
MAESANO
No, che come fai! Ti arrangi.-
ANTONIO
Non posso.-
MAESANO
No, tu vai a prendere per le vie inferiori, paghi uno e lo lasci lì.-
ANTONIO
No, e come faccio!-
MAESANO
Noo!-
ANTONIO
Di quella manovra penso che pure lui ha impegni. Comunque io stasera, stasera lo
faccio.-
MAESANO
No, no questa volta non ha impegni che tengono. Ora siamo a Ferragosto, lasciamo
stare!
ANTONIO
Ma io glielo dico, ecco qua. Io ora come viene gli parlo….-
MAESANO
No, che noi abbiamo organizzato apposta, eh!-
ANTONIO
Va boh!
MAESANO
Va bono?
ANTONIO
Va bono!
MAESANO
Ok.-
ANTONIO
Ci vediamo?-
MAESANO
Ci vediamo, si ci vediamo, prima di coso ci vediamo.-
ANTONIO
Eh, va bono.
MAESANO
Ciao.
ANTONIO
Salutami a tutti. Ciao compare.-
MAESANO
Ok, ciao.
ANTONIO
Ciao, ciao.
ALLEGATO 3G
Premesso che la pubblicità delle varie inchieste sui traffici di sostanze stupefacenti hanno reso
sempre più cauti nel linguaggio anche i criminali più ingenui, appunto per il timore di essere intercettati
e di conseguenza inquisiti, la circostanza che due persone che debbano scambiarsi della sostanza
stupefacente usino il termine “droga”, “cocaina” o altro similare appare quanto mai difficile. Detto ciò,
la conversazione sopra riportata fa ritenere che i due, in realtà, stessero parlando di sostanza
stupefacente ed a tale conclusione si giunge poiché: in primo luogo la nutella è un prodotto che può
essere reperito facilmente in qualsiasi negozio di generi alimentari, anche il più sfornito ed in secondo
luogo perché il MAESANO dice che ha necessità di averne della stessa qualità di un precedente
scambio. Se la conversazione fosse genuina, ovvero gli interlocutori parlassero realmente di crema di
cioccolato (nutella), significherebbe che per solo 100 grammi di nutella un soggetto, non identificato, si
sarebbe rivolto a MAESANO Salvatore che a sua volta l’avrebbe richiesta al PARISI, insistendo per
ottenerla affermando che il richiedente premeva da 30 giorni per ottenerla. Annotazione di cronaca
doverosa è che la conversazione intercorre nel mese di agosto quando le stesse case produttrici dolciarie
e segnatamente di cioccolato interrompono le forniture per le ovvie ricadute della calura estiva
sull’integrità e qualità dei prodotti commercializzati.
Monitorato: 3402915400 – 865/04
Registrazione:
425
Ora registrazione:
07/08/2004 11.04.53
Interlocutore
+393487915721
Sintesi:
Maesano chiama Antonio chiedendogli circa l'appuntamento di lunedì, Antonio riferisce che sarà
difficile ed il Maesano risponde che al limite si potrebbero riunire alle 14 a casa sua; Antonio riferisce
che farà tutto il possibile.
La conversazione appena riportata è stata registrata il giorno dopo quella relativa alla Nutella per cui si
ritiene che questo incontro potrebbe essere, oltre che per pianificare un pranzo che stanno organizzando,
riconducibile appunto allo scambio di droga sopra citato.
ALLEGATO 3H
Dalla conversazioni si evince chiaramente che Maesano ha, in precedenza, ricevuto da
Parisi Antonio della Nutella di cui ora ha nuovamente bisogno per qualcuno che chiede
insistentemente cento grammi. Nell’immediatezza Parisi dice a Maesano di andare
quando vuole, poco rileva che poi, il 7\8\04 dica che per il successivo lunedì sara’
difficile. Quel che integra il reato e’ l’ammissione di Maesano in ordine al fatto che, in
precedenza, lui quella Nutella l’ha gia’ ricevuta da Parisi per qualche altro cliente.
La richiesta per il capo L-bis deve essere accolta
Monitorato: 3402915400 - 865/04 RIT
1103
Registrazione:
Ora registrazione:
07/09/2004 18.20.58
Interlocutore
+393407838891
Ciccio dice a Salvatore che domani viene a Melito quello di Reggio, quello dell'ETR e vorrebbe che ci
fosse per lui
MAESANO
Si!
CICCIO
compare Turi!
MAESANO
E!
CICCIO
Dove site a Melito?
MAESANO
No A Reggio!
CICCIO
Vedete che domani viene quello di Reggio
MAESANO
Eh!
CICCIO
E si vedono con mio padre, dice che viene lui a Melito, voi venite pure?
MAESANO
Ma non lo so Ciccio domani, non so! Ma quello di Reggio quale?
CICCIO
Quello là di coso…quello…..(titubanza da parte dell’interlocutore)
MAESANO
Ma quello….quello……(il MAESANO balbetta), ma per quell’impegno che avevi
preso tu 10 giorni fa?
CICCIO
No quello che avevo preso con Ciccio! Come si chiama quella persona! (pausa)
quello dell’acqua là!
MAESANO
Quello!
CICCIO
Quello dell’acqua….quello dell’ETR
MAESANO
a e a che ora viene?
CICCIO
A che ora viene Papà? (si sente una voce in sottofondo che dice “gli telefono”). Dice
che gli telefona!
MAESANO
Pronto!
CICCIO
Pronto mi sentite
MAESANO
Mannaggia non si sente, che ti dico e fammi sapere l’orario, io domani lavoro
quindi devo cercare di rendermi libero.
CICCIO
E di mattina ha detto mio padre che gli telefona a che viene.
MAESANO
Domani mattina sa a che ora viene, ma se è possibile più tardi era meglio.
CICCIO
E’ possibile, non lo so appena gli telefona io vi telefono .
MAESANO
va bene!
CICCIO
appena gli telefona a mio padre vi telefona e vi faccio sapere.
MAESANO
Ve bene.
CICCIO
Vi saluto.
MAESANO
Ok!
ALLEGATO 3I
Detta conversazione è palesemente criptica, infatti si esclude a priori che l’interlocutore e
MAESANO Salvatore siano parenti, infatti il primo utilizza la terza persona in segno di reverenza (gli
dà del voi). Oggetto della conversazione è l’arrivo a Melito l’indomani rispetto alla telefonata di un tale
reggino (“Quello là di coso”), la cui identità non è immediatamente chiara al MAESANO che non
coglie subito di chi stiano parlando. Ciccio, allora, per consentire al suo interlocutore di comprendere di
chi si tratti afferma che si tratta di “quello dell’acqua…..dell’ETR”, cioè un appartenente alla società di
riscossione che potrebbe, con ogni probabilità, essere la società “Equitalia Etr s.p.a”, avente sede legale
in Cosenza, via Paul Harris nr. 28, responsabile, per conto delle PP.AA. della riscossione di tributi di
varia natura nella provincia di Reggio Calabria. Il Maesano si dimostra interessato all’incontro e chiede
dettagli su orari e luoghi. La faccenda è sin da subito strana: giunge a Melito un Tizio, che i due
interlocutori non conoscono per nome ma solo per la sua appartenenza all’ETR, ed all’incontro viene
richiesta la partecipazione del MAESANO che, evidentemente comprendendo il valore di
quest’incontro, reputa l’incontro meritevole di attenzione tant’è che dice “fammi sapere l’orario, io
domani lavoro quindi devo cercare di rendermi libero”.
Monitorato: 3402915400 - 865/04 RIT
1120
Registrazione:
Ora registrazione:
08/09/2004 17.06.57
Interlocutore
+393496772391
Sintesi:
Ciccio dice a Salvatore che domani viene quello scemo, salvatore è all'incendio.
L’indomani sempre sulla medesima utenza viene registrata un’altra conversazione tra gli stessi
interlocutori di quella riportata qui sopra che di seguito si riporta:
Maesano
Si Ciccio!
Ciccio
Ei. Vedi che domani ha detto che viene quello scemo.
Maesano
E?
Ciccio
Ha detto che domani viene quello scemo.
Maesano
Si lo so
Ciccio
Avete visto a mio padre
Maesano
No ho visto a Ciccio
Ciccio
Maesano
Ah! Che state facendo
Sono nel fuoco
Ciccio
ha preso fuoco?
Maesano
Ha preso fuoco si.
Ciccio
Mannaggia la miseria va bene ci vediamo domani.
Maesano
va bene .---
ALLEGATO 3L
Le due conversazioni si riferiscono certamente ad traffico di sostanze stupefacenti, infatti il
soggetto maschile non identificato (Ciccio) dice a MAESANO Salvatore che deve venire quello da
Reggio ed in un primo momento non ne spiega il motivo reale, anzi è molto titubante. MAESANO, poi,
chiede se è per quell’impegno che lui aveva preso 10 giorni fa, l’interlocutore dice quello che aveva
preso Ciccio, quello dell’acqua, MAESANO non capisce, l’interlocutore (Ciccio) aggiunge quello
dell’ETR e che suo padre (il padre di Ciccio) ha detto che gli telefona in mattinata, MAESANO dice se
è possibile che questo venga nel tardo pomeriggio.
In particolare la prima conversazione induce a fare diverse considerazioni, in primo luogo che
ETR manda solo delle bollette , in ogni caso il MAESANO chiede se è relativo a quell’impegno che lui
(l’interlocutore) aveva preso 10 giorni prima. Insomma il MAESANO e tale CICCIO stanno
conversando in merito all’incontro che, a quanto pare, riveste una certa importanza, e che vedrà
partecipe anche questa persona di Reggio Calabria, impiegata dell’ETR che si reca a Melito non
evidentemente non certo per dare luogo ad un accertamento del genere effettuato dalla sua azienda ed in
cui appare necessaria la presenza del MAESANO, che abita a Roccaforte. Ciccio, MAESANO e “quello
di Reggio“ si devono vedere a Melito, avendo per tempo pianificato quest’incontro, senza scambiarsi
alcun dettaglio in merito alla ragione dell’incontro. Una cosa appare chiara, cioè che i tre si devono
vedere per un affare che non è lecito, di cui non si deve parlare a telefono; la tesi al momento più
accreditata è che si tratti di droga, anche considerate le dichiarazioni del collaboratore di giustizia
MESIANO Carlo circa le grandi capacità di narcotrafficante del MAESANO.
Registrazione:
2915
Ora registrazione:
09/02/2005 10.09.04
Interlocutore
+393480633148
Sintesi:
IARIA Ugo chiama MESIANO Carlo, oggi collaboratore di giustizia, chiedendogli se ha interloquito
con “quello là” (tale Orazio persona non meglio identificata), aggiungendo che è inutile che lo stesso
insista, altrimenti rischia di non prendere più i soldi. Aggiunge di riferirgli a nome suo che deve
aspettare, deve “fare il bravo” perché al momento non c’erano soldi, altrimenti “fanno
malucore”(rimangono offesi). Ci sono persone che aspettano centinaia di migliaia di euro e non si
alterano perché sanno come vanno questo tipo di cose. Gli deve dire che per tremila euro non deve
insistere.
ALLEGATO 4T
Monitorato: 3473500347- 1676/04 RIT – 09.02.2005 – ore 10.09
Sintesi
Carlo dice a Iaria che Orazio vuole parlare con lui, aggiungendo di avergli riferito come lui aveva
detto di riferirgli. Ugo dice che ci sono persone che attendono 300.000 euro e si stanno comportando
da “cristiani” (non stanno insistendo, cioè, come la persona protagonista del dialogo tra i due –
Orazio-), non stanno ricevendo niente e stanno, comunque, aspettando. Dice che se poi vuole insistere e
vuole che succeda un macello per tremila euro faccia pure. Aggiunge di avergli già dato dei soldi e che
tutto sommato può anche disinteressarsi perché non è lui responsabile. Afferma che in qualsiasi
momento dovesse alzare il telefono creerebbe un macello per tremila euro, aggiungendo che ognuno è
responsabile delle proprie azioni e che è inutile che lo chiami e lo pressi perché non otterrà nulla, anzi
rischia di creare un caos solo per tremila euro. Carlo dice che gli aveva detto di attendere l’arrivo del
mandato per il compensato e gli avrebbe fatto l'assegno. Iaria dice che lui (Orazio) sta esagerando che
non si fa così per sciocchezze dopo che si è mangiato le cose.
ALLEGATO 4V
Queste due conversazioni devono essere analizzate unitamente alle dichiarazioni rese dal
collaboratore che, nel contesto espositivo relativo ad affari di natura illecita e segnatamente di traffico di
droga e pagamento di partite di sostanza stupefacente, riferisce (per l’intera dichiarazione si rimanda
all’ALLEGATO 1):
A
Quindi fino al 2005 questi fatti succedevano?
B
Si perché quando è uscito Orazio dovevamo tornargli i soldi, abbiamo dovuto vendere ogni
cosa e non siamo più saliti, perché Pepè aveva lasciato e mi facevano pressioni pure a me, mi
deve dare i soldi Pepè ROMEO te li sei presi pure tu ci sono gli assegni tuoi e che vuoi non ne
ho, mi pressi e che fai Pepè si nascondeva non usciva con Orazio me la vedevo io gli avevo
preso un garage sotto con le carte … insomma e tutte le volte dovevo sopportare a lui.
Tirando le somme e lette le conversazioni sopra riportate alla luce delle dichiarazioni del MESIANO
Carlo, si può ritenere che questi dialoghi possano essere riferiti al pagamento di sostanza stupefacente;
infatti MESIANO Carlo, nelle sue dichiarazioni, riferisce di alcuni problemi nelle relazioni con Orazio
(Orazio ASSUMMA) causati proprio dal pagamento di una partita di cocaina; la situazione si sarebbe
risolta con l’intervento di MAESANO Salvatore, attuale reggente della cosca MAESANOPANGALLO-FAVASULI di Roccaforte del Greco..
Altro personaggio che si ritiene sia ben inserito sia nel contesto mafioso che nel traffico di droga è
PANGALLO Domenico, alias “Bicicletta”, personaggio che per diverse volte è stato monitorato tramite
il numero di telefono 347/9693486 RIT 970/04.
Monitorato: 3479693486 – 970
Registrazione:
143
Ora registrazione:
18/11/2004 16.24.39
MAESANO Salvatore chiama Domenico e i due si danno appuntamento in Melito di Porto Salvo
“all'angolo del bar” 15 minuti dopo la telefonata. (vedesi sintesi allegato 488).
ALLEGATO 5B
Capo N-bis) – Pangallo Domenico –Pizzi Bruno
Si legge nella richiesta:
“ In particolare sono stati registrati dei contatti tra PANGALLO Domenico e PIZZI Bruno nel
corso dei quali i due fanno riferimento all’invio e poi al pagamento di “capicolli”, specialità di
salumeria tipica calabrese; alla luce, però, del tenore delle conversazioni e del genere di traffici posti in
essere dal MAESANO, si ritiene che i due interlocutori utilizzino il termine “capicollo” in modo
convenzionale, cioè no per intendere un prodotto alimentare ma riferendosi a della “droga”.
Di seguito le sintesi di alcune conversazioni che dimostrano quanto sin qui asserito.
Monitorato: 393384893875- RIT 736/06
Registrazione:
308
Ora registrazione:
08/05/2006 9.49.58
Interlocutore
Sintesi:
+393383014270 – PIZZI Bruno
PANGALLO Domenico chiama PIZZI Bruno per chiedergli se Ciccio è partito; questi gli risponde che è
partito la mattina alle ore 05:00 forse in treno ed arriverà in serata. PANGALLO chiede a PIZZI se gli
ha mandato i soldi; PIZZI risponde che gli ha mandato 500 euro in una busta tramite Ciccio che lui poi
andrà a recuperare così se scende giorno 28 gli porterà gli altri soldi. PANGALLO poi gli spiega “che
i capicolli non puzzano”, ed aggiunge a PIZZI che quando scenderà si faranno una mangiata là sopra.
ALLEGATO 58
Monitorato: 393384893875 RIT 736/06
335
Registrazione:
Ora registrazione:
08/05/2006 12.00.32
Interlocutore
Sintesi:
+393383014270 - PIZZI Bruno
PIZZI Bruno telefona a PANGALLO Domenico riferendogli che è chiuso ma che passerà alle successive
ore 15:00; gli chiede anche di chiamarlo per dirgli che deve dargli i soldi, altrimenti lui "lo stringe e lo
fa merda".
Tale conversazione si riferisce al debito che una terza persona non identificata ha nei confronti di
PANGALLO Domenico per l’invio al nord Italia di capicolli, operazione realizzata tramite PIZZI
Bruno; quest’ultimo ha trovato chiuso il negozio di colui che gli deve pagare la fornitura aggiungendo
che provvederà a telefonargli e se necessario“lo stringe” (il PIZZI vuol fare intendere che lo
convincerà con la forza). ALLEGATO 58B
Monitorato: 393384893875 - RIT 736/06
352
Registrazione:
Ora registrazione:
08/05/2006 15.25.38
Interlocutore
Sintesi:
+393383014270 - PIZZI bruno
PIZZI Bruno chiama PANGALLO Domenico e gli passa Cosimo, “quello dei capicolli”che chiede a
PANGALLO di aspettare qualche giorno. PANGALLO risponde di avere bisogno con urgenza del
denaro.
ALLEGATO 58C
Monitorato: 393384893875 – RIT 736/06
353
Registrazione:
Ora registrazione:
08/05/2006 15.29.39
Interlocutore
Sintesi:
+393383014270 - PIZZI Bruno
PANGALLO chiama Bruno PIZZI e quest'ultimo gli dice che entro la settimana gli darà
(presumibilmente il Cosimo) i soldi. PANGALLO dice che a lui i soldi servono assolutamente per
l'indomani.
ALLEGATO 58D
Monitorato: 393384893875 – RIT 736/06
380
Registrazione:
Ora registrazione:
09/05/2006 20.12.44
Interlocutore
Sintesi:
+393383014270 - PIZZI Bruno
PANGALLO chiama Bruno PIZZI e gli dice di avergli mandato quelle cose con Piero. Bruno domanda
se è partito e PANGALLO risponde che (Piero) partirà l'indomani. Bruno dice di essere passato la
mattina di là, ma quello (ndr verosimilmente Cosimo) non si è fatto trovare. PANGALLO gli
raccomanda di ritornarci l'indomani mattina, di dirgli di fare il bonifico altrimenti gli protestano
l'assegno. Bruno assicura che l'indomani mattina lo rintraccerà.
ALLEGATO 58E
Monitorato: 393384893875 - 736/06
Registrazione:
393
Ora registrazione:
10/05/2006 9.55.48
Interlocutore
3383014270
Sintesi:
PANGALLO chiama Pizzi. Parlano del debito che Cosimo ha con PANGALLO. PANGALLO dice che
Cosimo non riuscirà a dargli i soldi entro oggi. Bruno gli risponde che passerà da lui (da Cosimo) e
così si prenderà i capicolli. (vedesi sintesi allegato 494)
Le conversazioni che sono intercorse tra PANGALLO Domenico e PIZZI Bruno sono riferite ad
una fornitura di “capicolli” che lo stesso PANGALLO Domenico avrebbe fatto a tale Cosimo,
personaggio di origine calabrese (origine dedotta dalla conversazione cui al progressivo 352) e che
adesso ne pretende il pagamento in quanto ha problemi nel coprire alcuni assegni. Per fare recuperare il
credito PANGALLO Domenico si rivolge appunto a PIZZI Bruno che al progressivo 393 riferisce che
visto che Cosimo non ha ancora onorato il debito adesso lui andrà a riprendersi i capicolli”
Appare evidente che il termine “ capicolli” dissimula un oggetto la cui natura si intende
tenere celata.
Non risulta che Pangallo Domenico e Pizzi Bruno gestiscano un commercio di prodotti
tipici calabresi, non e’ pensabile che per spedire dei capicolli ci sia bisogno di un
vettore umano atteso che facile sarebbe affidarli a un qualsiasi spedizioniere, ancora
meno credibile e’ che per inviare qualche capicollo Pangallo Domenico si stato
costretto ad andare in rosso sul conto corrente.
I dati che si traggono dalle conversazioni: necessita’ di un corriere per i capicollo,
riferimento all’odore, esposizione debitoria di Pangallo che li ha procurati e spediti
fanno ritenere che si tratti di sostanza stupefacente . La richiesta e’ fondata sia per
Pangallo Domenico che ha ceduto al sostanza sia per Pizzi Bruno chre ha fatto
evidentemente, da intermediario fra fornitore e cliente.
Capo O-bis) Pizzi Bruno – Manti Giuseppe – Pangallo Domenico – Sangallo Pietro n.m.i.
Si legge nella richiesta:
“
TRAFFICO DI STUPEFACENTI TRA LA CALABRIA E LA PROVINCIA DI VERBANIA
Si riportano di seguito i frequentissimi contatti tra ATTINA’ Paolo e gli altri sodali
dell’organizzazione criminale, operante in questa provincia nonché nei territori dell’Ossola, della vicina
Svizzera e più in generale nelle province di Como e Verbania.
Tra i personaggi che gestiscono il traffico spiccano le figure di PIZZI Bruno, FERRARO Francesco,
STELITANO Franco, IOFRIDA Leone Luigi, MAFRICI Antonio Giuliano, PALAMARA Domenico,
STILLITANO Rocco, ROMEO Francesco e PANGALLO Pietro.
La vera natura dei rapporti esistenti tra i vari sodali, e in particolar modo tra ATTINA’ Paolo e PIZZI
Bruno, emerge con estrema chiarezza, anche se fra le righe di conversazioni “criptate” nel linguaggio tra
gli stessi, nelle conversazioni che si riportano di seguito.
Sull’utenza 338/3014270 in uso a PIZZI Bruno RIT 644/05 al progressivo nr. 14665 del 30/04/2006,
MATIC Krista, (alias Cristian) nato il 16/04/1960 in Croazia e residente a Venezia in via Ciardi nr. 19,
titolare di un’impresa edile sita in Vallengio Sul Naviglio (VR) in via dei Porti nr. 03, telefona a PIZZI,
esternando la considerazione che è da tempo che è in cerca di lui.
Sintesi:
Cristian gli chiede il numero telefonico di suo cognato Salvatore (PALAMARA Salvatore) perché ha
necessità di incontrarlo; PIZZI afferma che Salvatore non è a Domodossola ma vedrà di chiamarlo,
aggiungendo che l’indomani lui (cioè il PIZZI) sarebbe a Torino. Nell’occasione il PIZZI chiede al suo
interlocutore di incontrarsi a Torino intorno alle 13.30 poiché ha necessità di parlargli per la questione
dei “libri” di cui si sta occupando. PIZZI, aggiunge, con una punta di preoccupazione, se può ancora
contare sulla disponibilità dei “libri” e l’interlocutore (Cristian) lo rassicura circa la disponibilità,
affermando che non c’è alcun problema. La telefonata si conclude con l’arrivederci all’indomani.
TRASCRIZIONE INTEGRALE
CRISTIAN
Ciao ragazzo
PIZZI
Oh, finalmente ragazzo!
CRISTIAN
Finalmente...
PIZZI
E' da due mesi che ti cerco
CRISTIAN
Ah!
PIZZI
Eh, ma tu questi numeri... cambi sempre numeri
CRISTIAN
No, questo numero ce l'hai cazzo!
PIZZI
Non ce l'ho questo qua
CRISTIAN
Ah, dove sei ...inc...
PIZZI
Ho quello che mi risponde sempre la segreteria. Non sono in
Calabria
CRISTIAN
Ah sei in Calabria?
PIZZI
Eh
CRISTIAN
E mi puoi dare il numero di.. come si chiama.. Salvatore
PIZZI
Di quale Salvatore?
CRISTIAN
Tuo, cosa.. cugino, cosa lui?
PIZZI
Ah, mio cognato !
CRISTIAN
Tuo cognato, non so
PIZZI
Eh, ma adesso ce l'ho nel telefonino. Ascolta, vedi che io ho
bisogno di te
CRISTIAN
Va bene, ma io adesso lavoro a Venezia, adesso voglio parlare con
lui, sono arrivato a Milano, voglio andare là da lui
PIZZI
Ma lui non c'è neanche vedi
CRISTIAN
Dov'è lui adesso
PIZZI
No, non c'è lì a Domodossola, è via
CRISTIAN
E, prova
PIZZI
Ascolta, senti io poi vedo di chiamarlo e vedo quando rientra e..
CRISTIAN
Si
PIZZI
Io domani
CRISTIAN
Si
PIZZI
Domani sono a Torino, vengo su domani
CRISTIAN
Ah
PIZZI
Hai capito
CRISTIAN
A che ora?
PIZZI
Al, alle 11, all'una e mezza dovrei essere a Torino e ti fai vedere
che ho bisogno perchè adesso sono qua e guardo per quei libri.
CRISTIAN
Ahh....
PIZZI
Hai capito?
CRISTIAN
Va bene, va bene ma io.....
PIZZI
Posso, posso ancora contare per quei, quei libri?
CRISTIAN
Si si, ci sono, ci sono i libri, non è un problema
PIZZI
Umh va bene, allora ascolta ci vediamo...
CRISTIAN
Ma tu vieni qui, io a ...inc... Stresa sono
PIZZI
Si, io adesso questo è il numero tuo?
CRISTIAN
Si questo è il mio numero
PIZZI
Eh, ascolta, io quando arrivo poi ti chiamo dai
CRISTIAN
Per favore chiama Salvatore ...inc... questo numero mi chiami lui
PIZZI
Si si, gli do questo numero!
CRISTIAN
Grazie ah
PIZZI
Eh, va bene
CRISTIAN
Grazie ci vediamo domani
PIZZI
Ci vediamo domani, si
CRISTIAN
Ciao ciao
ALLEGATO 34H
Sul’utenza 338/3014270 in uso a PIZZI Bruno RIT 644/05, al progressivo 12788 del 01/05/2006,
PIZZI Bruno telefona ad ATTINÀ Paolo.
Sintesi:
I due interlocutori, mostrando una certa reciproca confidenza, scherzano sul fatto che non si vedono da
tempo. La conversazione prosegue con il PIZZI che chiede ad ATTINÀ di riferirgli quando salirà a
Domodossola, perché “LUI HA PRESO APPUNTAMENTO PER I LIBRI”(i libri vengono citati
nella conversazione nr. 14665, del 30/04/2006 relativa all’utenza in uso al PIZZI, tra questi e Cristian)
proseguendo di chiedere a Marco notizie sulla “capinta”, chiedendogli di fargli un pacco di “capinte”
e darlo a Paolo MANTI.
E’il caso qui di precisare che dal giorno 28 aprile sino al giorno 30 aprile/1°
maggio 2006, PIZZI Bruno, IOFRIDA Leone Luigi, FERRARO Francesco e
MAFRICI Giuliano, unitamente ad altri personaggi in corso di identificazione, sono
stati in Calabria, ufficialmente per partecipare ai festeggiamenti in occasione del
matrimonio
di
tale
MODAFFARI
Pasquale,
nato
a
San
Lorenzo
(RC),
il
03/01/1964, originario della frazione San Pantaleo, residente a NATERS in
Svizzera, il quale in data 29/04/2006 alle ore 10:30 ha contratto matrimonio in
Condofuri (RC), frazione Marina, con SGRO’ Domenica, nata a Melito di Porto
Salvo (RC) il 28/07/1965 e residente a Condofuri (RC) frazione Marina, via
Peripoli
nr.
322,
nipote
di
RODA’
Domenico,
nato
a
Condofuri
(RC)
il
01/11/1926, attualmente agli arresti domiciliari, noto Capo Cosca di quel centro
e cugina di RODA’ Tommaso, nato a Condofuri (RC) il 24/05/1945, attualmente in
carcere per associazione per delinquere di stampo mafioso; nonché cugina di
MAFRICA Giovanni, nato a Condofuri (RC) il 23/08/1970, attualmente in carcere
per omicidio, associazione a delinquere e spaccio di sostanze stupefacenti.
Al Matrimonio ha partecipato inoltre, anche PROSCENIO Domenico, altro
personaggio a lungo attenzionato nell’ambito della presente attività di indagine, al
RIT 644/05 DDA, unitamente ad altri personaggi di Roccaforte del Greco e dei
comuni limitrofi, ritenuti organici di sodalizi criminali di stampo mafioso e che le
relative risultanze investigative indicano quale “capo-giovani” dell’organizzazione.
Al progressivo nr. 14700 del 01/05/2006 dell’utenza 338/3014270 in uso a PIZZI Bruno RIT 644/05,
MATIC Krista (alias Cristian), sopra identificato, telefona a PIZZI riferendo che parte quel giorno e
sarebbe arrivato in serata. PIZZI dice che si devono vedere “perché ha delle cose da chiedergli” e che
“ha bisogno di due o tre cose da lui”. I due stabiliscono di incontrarsi la settimana successiva.
ALLEGATO 34L
Al progressivo 8353 del 16.08.2006 sull’utenza 333/6162216 in uso a PROSCENIO Domenico RIT
644/05, viene registrato un dialogo tra il PROSCENIO e PITASI Domenico Antonio, nato a Melito di
Porto Salvo (RC) il 05/05/1964, residente a Roccaforte del Greco (RC), alla via Puccini.
Sintesi:
Oggetto della conversazione è un “libro” al momento della conversazione in possesso di tale “Turi”
(Salvatore, non identificato).
Questa la trascrizione integrale:
PITASI
Si?
PROSCENIO
...inc...
PITASI
Sto andando a prendermi il caffè
PROSCENIO
Dove?
PITASI
Al bar
PROSCENIO
E... ma il coso, il libro ce l'avete voi?
PITASI
Il libro no
PROSCENIO
E ma lo dovete avere voi, sai che voglio? andate e prendetelo
PITASI
Chi ce l'ha?
PROSCENIO
Eh, ce l'ha li sotto penso
PITASI
Chi?
PROSCENIO
Turi
PITASI
E non so, ieri non l'ho visto ..inc...
PROSCENIO
e ma ...inc.. andate tranquillo, andate lo prendete e lo
mettiamo, io ...inc... a casa ora, così saliamo un minuto e poi
torniamo
PITASI
E, ma io sono pronto qua con le riprese
PROSCENIO
E lo so, ma ancora è presto, le 4 sono, ma noi il coso dobbiamo
prenderlo per essere in regola, che cazzo facciamo!!
PITASI
E vado a piedi per là fuori?
PROSCENIO
E la macchina dove ce l'avete?
PITASI
La macchina l'ho parcheggiata in un posto che non la sposto
nemmeno se mi ammazzano
PROSCENIO
Va bene và!
PITASI
...inc...
PROSCENIO
Ah va bene
PITASI
Lo chiamo e gli dico di andare a prenderlo
PROSCENIO
Va bene ciao
PITASI
Ciao
ALLEGATO 33AA
Al progressivo nr. 13223 del 26/03/2006 dell’utenza 338/3014270 in uso a PIZZI Bruno RIT 644/05.
Sintesi:
PANGALLO Domenico telefona a PIZZI Bruno, per chiedergli se “ha fatto qualche cosa”. PIZZI Bruno
gli risponde che il giorno prima aveva visto due persone dicendogli di “vedere in giro” per appurare
quanti chili bisogna portargli. PIZZI Bruno nell’affermare che una trentina (di kg) li ha già assommati
lui: "ora sto aspettando a questi giovanotti, che mi dicono un poco ciascuno che se la prendono",
continua dicendo che poi gli riferirà la quantità giusta da mandargli. Merita particolare attenzione
l’affermazione del PIZZI rivolta al suo interlocutore: "Ascolta, vedi che se me li mandi per la prossima
volta io non ci sono, perché ora Paolo (MANTI Paolo) arriva qua giorno nove ed io giorno nove devo
andare in Belgio a portare mia figlia, comunque io gli lascio qua il fatto a chi deve fare, ora vedo, per
oggi, io gli ho detto a questi figlioli, in due o tre giorni di dirmi quanto (incomprensibile)".
PANGALLO risponde affermando: "Bruno, una quintalata, (incomprensibile) ne ho assai". PIZZI: "Un
altro ….. (incomprensibile), questi giovanotti fanno quello che devono fare, appena sono a posto, ti
chiamo e ti dico mandami 100 kg, 80 kg, 90 kg, quelli che mi devi mandare"
ALLEGATO 34M
Al progressivo nr. 13244 del 27/03/2006, dell’utenza 338/3014270 in uso a PIZZI Bruno RIT 644/05,
PANGALLO Domenico telefona a PIZZI Bruno.
Sintesi:
PIZZI dice che si trova con Piero (PANGALLO Pietro di Roccaforte). PIZZI dice che non ha ancora
incontrato "questi figlioli" ma che pensa di vederli in giornata; poi aggiunge che Paolo (MANTI Paolo)
dovrebbe salire a Domodossola il giorno nove, data in cui lui non sarà lì per la questione della figlia e
che comunque “quelli che può deve mandarglieli”, in quanto lui a uno o ad altro li piazza, e arrivederci
e grazie per quest'anno. La conversazione si chiude con l’esortazione al PANGALLO, per l’anno
successivo, di riferirgli per tempo le ordinazioni, così lui vende prima la merce. PIZZI dice che
sicuramente tra oggi e domani quei "figlioli" gli dicono qualcosa, cosicché lo chiama e gli dice:
"Mandami, 70/80 ...".
ALLEGATO 34N.
PANGALLO Domenico passa poi il suo cellulare a MAESANO Salvatore (già controllato nel corso
della presente attività d'indagine, con riferimento al RIT 865/04 D.D.A.), che si trova in sua compagnia.
La loro breve conversazione è inerente ad una cena a base di qualche “animale selvatico” di montagna,
presumibilmente un cinghiale, da organizzare non appena si vedono al Sud, dato che l’ipotesi che egli
salga a Domodossola è assolutamente remota.
La circostanza che il PANGALLO Domenico conversi con PIZZI Bruno parlando di
qualcosa che deve essere mandata, ma della quale mai viene fatto accenno con
indicazioni specifiche che ne definiscano la natura, fa ritenere che si tratti di
sostanza stupefacente, tesi rafforzata dalla presenza con il PANGALLO del
MAESANO
Salvatore,
personaggio
che
gestisce
tutti
gli
affari
illeciti
a
Roccaforte del Greco, tra i quali, in primis il traffico di stupefacenti, come
peraltro ampiamente illustrato dal collaboratore di giustizia MESIANO Carlo.
Al progressivo nr. 13334 del 31/03/2006, dell’utenza 338/3014270 in uso a PIZZI Bruno RIT 644/05,
PANGALLO Domenico telefona a PIZZI Bruno e la conversazione verte sulla spedizione di merce;
PIZZI sembra fiducioso circa la possibilità di piazzare la merce che gli sarà mandata, aggiungendo che
qualora non dovesse essere venduta la smaltiranno diversamente (dice “ce la mangiamo”). La
conversazione si chiude interloquendo in relazione ad una persona di Condofuri che ha programmato di
salire a Domodossola il giorno 9 aprile, dopo le elezioni.
Trascrizione integrale:
PIZZI
Pronto?
PANGALLO
Bruno
PIZZI
Hei
PANGALLO
Mimmo sono, dormi ancora?
PIZZI
No, o Mico, che dormo la madonna!
PANGALLO
Sei a lavoro?
PIZZI
Ascolta, si sono già in giro per lavoro
PANGALLO
Umh
PIZZI
O Mimmo senti un poco, facciamo, facciamo una cosa perchè
questi ragazzi mi hanno detto che un poco l'hanno sistemata
PANGALLO
Eh!
PIZZI
E... quanto vuoi mandarmi mandamela Mi.. mandamela, me la lasci
qua
PANGALLO
Si
PIZZI
Me la mandi vedi e quella che vendo, vendo, quella che no ce la
mangiamo, andiamo!
PANGALLO
Va bene, ti voglio dire una cosa, ti mando di più capicolli, un poco
di pancetta fatte a capicolli pure..
PIZZI
Eh, manda, manda...
PANGALLO
Tutta roba ..inc...
PIZZI
Manda che io la sistemo in qualche posto, Mico
PANGALLO
Ah Bruno.
PIZZI
Ouh
PANGALLO
Bruno ti mando.. di salame una trentina di chili eh!
PIZZI
Va bene
PANGALLO
Di quelle soppressate buone, no ma assai ti mando capicolli e
cose, tanto a 15 euro li vendi lì a come coso.. no?
PIZZI
Ascolta, tu mandamele Mico ed io.. poi dimmi, pesale, dimmi
quello che ti devo mandare
PANGALLO
Si si va bene
PIZZI
Perchè sai che succede? che io ora me ne devo andare una decina
di giorni ...inc...
PANGALLO
....inc... quel ragazzo. Senti che ti dico, quello che parte che
viene a Domodossola, di Condofuri...
PIZZI
Si, Paolo
PANGALLO
Paolo! ma è lì o è qua ancora?
PIZZI
Per ora, ora parte, sai quando viene, parte per sopra?
PANGALLO
Eh
PIZZI
Lui parte giorno 8
PANGALLO
Ah, l'otto viene lui?
PIZZI
Lui parte giorno 9, dopo che vota parte
PANGALLO
Ah non viene ora subito?
PIZZI
No, non penso che viene, domandagli ma non credo perchè, perchè
di quello che so io, parte giorno 9, dopo che vota parte e sale
PANGALLO
Va bene...
PIZZI
Tu preparagli due ceste, prepara quello che vuoi, fai quello che
vuoi, mandamela, vedi quello che sono
PANGALLO
Si
PIZZI
E io vedo a qualche parte per piazzarla, Andiamo!
PANGALLO
Va bene ok
PIZZI
Va bene?
PANGALLO
Ciao Bruno
PIZZI
Ciao Mico, ciao
PANGALLO
Ciao ciao
PIZZI
Ciao.
VEDASI ALLEGATO 34O
Al progressivo nr. 13607 del 06/04/2006 dell’utenza 338/3014270 in uso a
PIZZI Bruno RIT 644/05, PANGALLO Domenico telefona a PIZZI Bruno,
riferendogli che lì c'è un amico che si compra tutto, ma ha bisogno di sapere
quanti sono. PANGALLO risponde che sono 20 (venti) kg. di pancette, 40
(quaranta) kg. di salsicce e 70/80 kg. di capicolli. PIZZI chiede, allora, di fargli
un pacco, in tre cassette chiuse bene, in modo tale che non debba poter vedere
il contenuto neanche “lui” (MANTI Paolo Giuseppe), in quanto adesso il fratello di
questi sta aprendo un negozio che vende anche questo tipo di prodotti. PIZZI
dice che lui non ci sarà, ma che lo dirà ad un suo amico che li recupererà per
portarli successivamente ad un altro suo amico. La conversazione si chiude circa
gli accordi da prendere in tema di trasporto
Di seguito la trascrizione integrale della conversazione:
PIZZI
Pronto
PANGALLO
Bruno
PIZZI
Oh Mi...
PANGALLO
Dimmi
PIZZI
Ascolta, allora c'è, ho un amico qua che si prende tutte cose
PANGALLO
Eh
PIZZI
Mi devi dire quanti chili di pancette ci sono
PANGALLO
Pacette non so, una ventina di chili
PIZZI
Venti chili di pancette, quelle ...inc...
PANGALLO
Si quelli assai i capicolli sono
PIZZI
Eh, capicolli ce n'è quanti?
PANGALLO
E circa un quintale
PIZZI
Un quintale
PANGALLO
Si e una quarantina di chili si salsicce sono
PIZZI
Salsicce o soppressate, sono secchi o...
PANGALLO
No soppressate, salsicce ce n'è poco
PIZZI
Soppressate?
PANGALLO
Le salsicce se vuoi, di quelle fatte piccanti !
PIZZI
No, aspetta che gli chiedo, ...inc...
PANGALLO
Tipo "nduja", sono grossi ma sono buoni, però sono piccanti
PIZZI
Piccanti? Sono tanto piccanti?
PANGALLO
Si sono piccanti tanto
PIZZI
Eh eh, e ascolta comunque ora mi fai un pacco tu ah?
PANGALLO
Si te li mando sabato che parte Bruno, Paolo là
PIZZI
Paolo parte sabato? vedi che parte domenica
PANGALLO
Domenica domenica! sabato glieli devo portare
PIZZI
Eh, ascolta fai tre cassette, ma le chiudi per bene per non farle
vedere a nessuno, nemmeno a lui
PANGALLO
Si si
PIZZI
Perchè siccome ora suo fratello mette pure questo negozio
PANGALLO
Si si
PIZZI
Di queste cose
PANGALLO
Si
PIZZI
Allora tu mi fai tre cassette
PANGALLO
Si
PIZZI
Mi fai la cassetta di capico... di capicolli, pancette, insomma mi
fai tutte queste cose qua che ...inc... hai, me li fai
PANGALLO
Si
PIZZI
Mi prepari tutte e tre le cassette e me le mandi, va bene?
PANGALLO
Si
PIZZI
Perchè io, io vado via, non ci sono
PANGALLO
Si
PIZZI
Però gli mando a uno, a un amico per andare a prenderli e glieli
porta a questo amico mio e perciò...
PANGALLO
va bene
PIZZI
Allora ci sono venti chili...
PANGALLO
Senti che ti dico Bruno, ma il viaggio
PIZZI
Aspetta aspetta
PANGALLO
Ma il viaggio lo pago io o lui?
PIZZI
No no, tu... non lo so vedi tu Mi... glielo dobbiamo pagare questo
viaggio
PANGALLO
E va bene
PIZZI
Vedi tu, io gli sto dicendo, qua ce l'ho davanti a me
PANGALLO
Umh
PIZZI
Aspetta un minuto... (ndr si rivolge a quel suo amico) ci sono 20
chili di pancette, una quarantina di chili di soppressate e 70/80
chili di capicolli
…CADE LA LINEA…
ALLEGATO 34P
VEDASI ANCHE FATTO REATO CAPO B 5
Nelle varie conversazioni sopra riportate gli interlocutori parlano di vari tipi di salumi, ma è
assolutamente inverosimile che gli stessi facciano riferimento effettivamente a tale tipo di merce.
Intanto non si comprende il motivo per cui la merce dovrebbe essere confezionata in modo tale da
occultare il contenuto in modo che nessuno possa capire quale sia l’oggetto trasportato. Si aggiunga,
poi, che in una successiva conversazione il PIZZI chiede al suo interlocutore PANGALLO Pietro (nel
corso di una conversazione contrassegnata dal progressivo 13749 dell’8.04.2006-RIT644/05, vds. infra)
di riferire, quando si recherà presso il locale cui la merce era destinata, che i capicolli non sono arrivati
perché c’è stato un “problemino” al telefono e che poi gli spiegherà (vedasi ALLEGATO 34S). Appare
strano che dei salumi non giungano a destinazione per un problema telefonico ed ancora più strano che
il PIZZI rimandi la spiegazione dei particolari al suo ritorno, non emergendo alcun motivo plausibile
che imponesse allo stesso il rinvio delle spiegazioni se realmente stessero parlando di salumi. In realtà,
tenendo conto di tali incongruenze, nonché delle dichiarazioni del collaboratore Carlo Mesiano in ordine
al traffico di sostanza stupefacente e di quanto si dirà ancora in seguito (vds. rapporti tra Pangallo
Domenico ed il noto narcotrafficante Oreste Squillace), è agevole giungere alla conclusione che, dietro
lo schermo di una terminologia convenzionale, i conversanti stiano trattando il trasporto di una ingente
quantità di varie tipologie di droga.”
Se pur collocato logisticamente dopo nella richiesta del P.M. ,questa vicenda, anteriore
di appena un mese rispetto a quella di cui al capo N-bis , sembra esserne
l’antecedente storico .
E’ assai inverosimile che si tratti effettivamente di capicolli e pancette.
Sul punto valgono le osservazioni poco anzi formulate.
Non si comprende la necessita’ di un corriere per inviare tale tipo di merce, non risulta
che Pangallo Domenico e Pizzi Bruno esercitino attivita’ di commercializzazione di
prodotti tipici calabresi.
Non si comprende perche’ il vettore della merce non dovrebbe vedere il tipo di articoli
trasportati e perche’, ancora una volta, se vi era il rischio di concorrenza sleale non
ricorrere ad un comune spedizioniere.
Il riferimento alle quantita’ spiegherebbe
perche’ Pangallo Domenico si sarebbe
esposto in termini da esserne preoccupato.
Tutto depone nel senso che quella inviata da Pangallo Domenico a Pizzi Bruno sia
sostanza stupefacente con destinazione terzi non identificati, la sostanza di cui, di li
a un mese, Pangallo Domenico reclamera’ il pagamento tramite Pizzi.
Senonche’ si rileva che:
-
per Pangallo Domenico non vi e’ richiesta cautelare per
questo capo di imputazione,
-
non vi sono elementi certi in ordine alla identificazione di
Manti Paolo Giuseppe,
-
per Pizzi Bruno si tratta, a parere del Gip, dell’antecedente
di fatto di quanto contestato al capo N-bis ) per cui gia’si e’
accolta la richiesta.
Seguono una serie di conversazioni alcune delle quali non confluisono nemmeno in un
capo di imputazione, altre del tutto inidonee a enucleare anche la contestazione di una
fatto di reato.
Si trascrive testualemente:
“Sull’utenza 392/9646618 in uso a VERNO Vittorio ed intercettata con RIT 61/05 in data
25.09.2005 è stata registrata una conversazione tra il predetto ed un altro soggetto di
sesso maschile che chiama “cugino Mico” (SGRO’ Domenico).
Di seguito le sintesi delle conversazioni:
Monitorato: 393929646618 Registrazione:
utenza 333/8712826 in uso a VERNO Vittorio
142
Ora registrazione:
25/09/2005 15.31.22
Interlocutore
+393408616018
Vittorio e cugino Mico. Mico chiede se gli può dare il fiorino per stasera e che glielo porta lunedì
mattina. Mico dice che se gli interessa qualche pezzo di mobile glielo può dare ed aggiunge se ha
capito. Vittorio dice che ha capito. ALLEGATO 23A
Monitorato: 393929646618 - utenza
Registrazione:
333/8712826 in uso a VERNO Vittorio RIT 61/05
144
Ora registrazione:
25/09/2005 15.35.20
Interlocutore
+393408616018
Vittorio e Mico (SGRO’ Domenico Antonio). Vittorio dice che il fiorino può darglielo domani. Mico
dice che gli serve più tardi perchè non può rimandare all’indomani. Mico insiste che gli serve la stessa
sera altrimenti avrebbe provveduto diversamente. Mico dice che gli serve dalle otto alle nove per un'ora
circa. Vittorio dice di andare verso le sette.
ALLEGATO 23B
Monitorato: 393929646618 - utenza
Registrazione:
333/8712826 in uso a VERNO Vittorio RIT 61/05
148
Ora registrazione:
25/09/2005 20.32.40
Interlocutore
+393283659198
Vittorio e cugino Mico. Mico dice che non è andato e che ha risolto in altra maniera. Vittorio dice che
l’indomani mattina scenderà presto. Vittorio dice che gli aveva fatto pulire il fiorino e Mico dice che gli
serve lo stesso. Mico dice che verso le otto e mezza si incontrano a Melito che poi gli spiega.
ALLEGATO 23C
Nelle predette conversazioni SGRO’ Domenico chiede a VERNO Vittorio il prestito del fiorino,
riferendogli che se vuole un pezzo di mobile glielo può dare aggiungendo al frase “hai capito no”,
Verno risponde “ho capito”. Alla successiva telefonata SGRO’ Domenico dice che il furgone gli serve
per un ora dalle otto alle nove “perché domani non può andare dove deve andare”. Infine nella
conversazione cui al progressivo 148, SGRO’ Domenico dice di avere risolto in altra maniera, VERNO
dice di averlo pulito, a questo punto SGRO’ dice che gli serve lo stesso poi gli spiega.
Alla luce dei dialoghi riportati sin qui, si evidenziano una serie di strane circostanze ed
immancabilmente una tipologia di dialogo assolutamente “criptico”. Oggetto del contendere è un
furgoncino tipo fiorino che SGRO’ Domenico ha richiesto a VERNO Vittorio per un trasporto di merce
non meglio specificata; questa necessità appare particolarmente pressante per lo SGRO’ che insiste più
volte sulla necessità di ottenere l’automezzo tra le 8 e le 9 del giorno in questione. Nella prima delle
conversazioni riportate il VERNO si lascia scappare la frase : “se ti interessa qualche pezzo di mobile te
lo posso dare” non mancando di specificare al suo interlocutore se avesse capito, cioè se avesse inteso il
vero senso dell’offerta; lo SGRO’, tutt’altro che sorpreso dalla frase del suo compare, risponde
pacificamente che ha capito. Lette superficialmente le frasi che i due si scambiano può apparire un
normale scambio di informazioni; però alcuni punti, del tutto sospetti, lascino dedurre che in realtà non
solo i due non stanno trattando di mobili (ancora più strana è la circostanza che si parli di “pezzi di
mobili”, cioè di porzioni di mobilio e non di mobili interi come la normalità dei casi suggerisce) e di
trasporti ordinari, ma facciano riferimento ad altro, a qualcosa di cui chiaramente non parlano a telefono
e che deve essere trasportata per forza all’orario stabilito, che può anche definirsi convenzionalmente
col termine “pezzi di mobili”: insomma qualcosa di illecito, che non può essere oggetto di conversazioni
telefoniche (c’è sempre il rischio che la PG ascolti) e che deve essere trasportato quando convenuto, né
prima né dopo.
Il giorno 26.04.2005, al progressivo nr. 3767 - LANCIA Y targata BJ427HV RIT 1289/04,
IARIA
Annunziato si ferma a dialogare con alcune persone, in corso di identificazione, tra cui anche il di lui
fratello Domenico Carmelo. La conversazione si sviluppa come segue:
Annunziato
Niente ho girato tutta la mattinata e non l'ho visto proprio. Gliel’ho detto pure io a
quelli ma non hanno il numero di telefono. Mio fratello dov'è sopra, va bene, ci
vediamo sopra.
Poi auto in movimento, autoradio accesa. Annunziato saluta una persona
Annunziato
Ciao
Annunziato canticchia il motivo che sta ascoltando
Saluta una donna.
Annunziato
...inc....
Dialoga con un uomo.
Annunziato
Eh. eh con questa, ora stanno bene.
Uomo
...inc...
Annunziato
Sono andato a cambiare la frizione. Minchia ci ho rimesso altri trenta euro.
Uomo
Perchè?
Annunziato
Perchè mi è venuta di più questa.
Uomo
Quale?
Annunziato
Questa che ho preso.
Uomo
E' venuta di più ...inc...
Annunziato
E' della Punto questa.
Uomo
Non te li ha tornati. ...Inc... E' venuta di più questa che hai portato. E domani ...inc...
Annunziato
Glielo hai detto?
Uomo
E dove vai?
Annunziato
A casa.
Uomo
Ora sei rientrato.
Annunziato
Ora. Lo sai che devi andare sotto.
Uomo
Penso stasera, però. ...Inc...
Annunziato
Vieni e prenditi questa macchina a casa. E' costata trenta euro di più.
Uomo
Ehe. Venti, ventisette.
Annunziato
Ventisette, chi te lo ha detto?
Uomo
...Inc...
Annunziato
Il coso è arrivato Filippo? L'autobus è arrivato? Eh, noo.
Filippo
L'autobus, delle due.
Annunziato
No questo delle quattro. ...Inc...
Domenico
Neanche a ...inc...
Annunziato
Macchè abbiamo girato tutta la mattinata, siamo andati da Guerino pure e ci
siamo visti con Marcantonio ...inc... stamattina davanti a ...inc..., alle, qua dove
ho preso la frizione, ci ha offerto il caffè abbiamo girato tre o quattro Bancomat
che doveva cambiare i soldi.
Domenico
Chi?
Annunziato
Marcantonio ...inc... e gli ho detto io.
Domenico
Uh.
Annunziato
Gliel’ho detto pure a lui e mi ha detto che non, si incontrano però ha detto che
non ha numero di telefono, mi ha detto che quello cambia sempre numero di
telefono dice. Poi siamo andati da Guerino.
Domenico
Niente non l'hai trovato.
Annunziato
Noo. Ho domandato a Guerino che, gli ho detto che la vogliono, gli ho detto. Vi
hanno creato problemi? gli ho detto io no, niente.
Domenico
Come mai non è venuto IETTO, domenica?
Annunziato
Perchè ha detto che era per Pizzo.
Uomo
...Inc...
Annunziato
E che fate, ma andate lo stesso?
Domenico
Dove?
Uomo
Eh, no e dove lo vedi.
Annunziato
E come fate a trovarlo, se non andate mai non lo trovate. Quello se girate lo
trovate. Che so, voi lo sapete Mico.
Non può tornare a casa?
Uomo
Poi salgono a bordo dell'auto Domenico, l’uomo e Annunziato e partono.
Domenico
E ti ha domandato qualcosa?
Annunziato
Chi?
Domenico
Guerra.
Annunziato
No gli ho detto io, gli ho detto che lo vogliono loro.
Uomo
Se ci riavanzano, gli dici che non c'è più? Di più.
Domenico
..inc... quello.
Uomo
No digli che non c'è più. ...Inc...
Domenico
Ma un ramo proprio.
Uomo
Hai capito.
Domenico
E Pescara dov'è?
Annunziato
Vai dentro (si ferma) non vedi che c'è il figlio.
Domenico
Come gli abbiamo fatto lo dobbiamo sapere.
Uomo
Speriamo che ci telefona se lo vede.
Annunziato
Che ci dice.
Uomo
E bè come gli dico?
Annunziato
Quello vuole te, ...inc... gli dico da noi. Ha detto e allora chi è?
Uomo
Di Guerino è.
Domenico
E l'avevi tu?
Uomo
No, hanno lasciato dodici …inc…
Domenico
Perchè l'hanno detto a Guerra?
Uomo
No, niente. A Guerino te l'ho detto che quello, credo che questo qua, lo ha denunciato
direttamente.
Domenico
Dammi qua ...inc... Questo ...inc... No, quello di GULLÌ.
Annunziato
E dov'è?
Uomo
Quello te lo dico io, l'ha impapocchiato questo qua, perchè.
Domenico
...inc... sovrapposizione di voci.
Uomo
...Inc... Indovina a chi ho incontrato sopra il corso che aveva ...inc... caffè?
Domenico
...inc...A piedi è ...inc...?
Annunziato
A piedi e che potevamo andare con la macchina?
Domenico
E dove l'hai lasciata la macchina?
Annunziato
Alla via Marina.
Domenico
L'hai preso il biglietto?
Annunziato
L'abbiamo preso ma ci hanno fatto la multa, perchè abbiamo fatto tardi.
Domenico
E ti hanno fatto la multa, gliela hai pagata?
(vedesi allegato 508)
ALLEGATO 20M
...OMISSIS...
E’ chiaro che il giorno 26 aprile 2005 Annunziato sia stato a Reggio Calabria, in accordo con il fratello
Domenico, per cercare una persona con la quale dovevano parlare. Annunziato dice di essersi rivolto a
Guerino (verosimilmente SERGI Marcantonio Guerino nato a Melito Porto Salvo il 13.01.1964
residente a Reggio Cal. Via Ravagnese Superiore, imprenditore edile) ed a Marcantonio
(verosimilmente SERGI Marco Antonio nato a Melito Porto Salvo il 02.03.1969, res. A Reggio Cal. Via
Pio XI° nr.26, Tecnico comunale presso il Comune di S. Lorenzo), ma che non è riuscito a trovarlo
perché quello cambia sempre numero di telefono. Verosimilmente è nato qualche problema con la
persona che cercano a seguito di un affare illecito trattato con quest’ultimo; i fratelli IARIA vogliono
chiarire l’accaduto.
Ancora, il giorno 26.04.2005, al progressivo nr.3769, LANCIA Y targata BJ427HV RIT 1289/04,
IARIA Annunziato si ferma a dialogare con alcune persone, in corso di identificazione, tra cui anche il
di lui fratello Domenico Carmelo. La conversazione si sviluppa come segue:
Domenico
...Inc...
Annunziato
Se non avessi speso assai glielo avrei fatto io. Sovrapposizione di voci.
Domenico
Ti ha dato soldi la mamma.
Annunziato
No che mi ha dato la mamma, l'ho pagata con i miei soldi. Cinque euro soli ...inc...
Domenico
E domani devi andare da Samantha, alla scuola?
Annunziato
Giovedì.
Domenico
E lascia che la fai giovedì.
Annunziato
Si e con quali soldi.
Domenico
Te li da la mamma.
Annunziato
A me che mi da non mi da niente, ...inc... venti euro.
Domenico
A Melito, quanto prendono per la convergenza.
Annunziato
Mico vedi che per la convergenza se ne va lo stesso. Diciotto euro prendono.
Domenico
La faccio a Melito.
Annunziato
Domattina scende la mamma. Deve scendere da quest'altra ...inc... gli freghi venti
euro e gliela fai.
Domenico
...inc...
Annunziato
A Manti che fa il compleanno domani.
Domenico
E con chi scende domani?
Annunziato
Che so Mico domandagli. Dopo scendevi tu.
Domenico
...Inc... Domattina quasi, quasi, ...inc...
Annunziato
C'è nafta nella Golf?
Domenico
Si ma c'è c'è nafta, ma non per andare in giro.
Annunziato
C'è nafta per andare la’, che poi devo aggiustare la macchina.
Poi Domenico saluta una persona che è fuori dell'auto.
Domenico
...Inc... Pietro, Filippo non l'hai visto?
Pietro
Era qua, non so dove è andato. E' andato, forse è andato ...inc...
Domenico
Ohè, ...inc... Pasta Gialla, Pasta Gialla e Pasta Gialla ed un'altra Pasta Gialla?
Annunziato
Ohè, mina.
Domenico
Mettiamoci la cintura.
Pietro
E ...inc...
Annunziato
Per sotto è.
Domenico
E la facciamo.
Pietro
No ...inc... era fermo.
Annunziato
Ah, ...inc... era fermo.
Poi proseguono la marcia.
Domenico
E dov'è ...inc...?
Annunziato
Con Michele era (IDA' Michele nato a Scionzier (FF) il 28.06.1962 residente a
Roccaforte del Greco in via Prov.le nr38, autista di autobus)
Domenico
Meglio con l'autobus.
Annunziato
No con la macchina ed io mi sono fermato.
Domenico
Ti ha fermato.
Annunziato
No ci siamo visti là e gli ho portato un ...inc...
Domenico
E che ha detto?
Annunziato
A questo lo rintracciamo
Domenico
E che ha detto ...inc...
Annunziato
Gli ho detto a lui che glielo dice. Adesso glielo ho mandato pure a dire, se lo
hanno visto, anzi ci sono andato apposta.
Domenico
Dietro
Annunziato
Che dobbiamo fare?
Auto ferma.
Domenico
Vai a fare queste fotocopie al comune, fai, falle codice fiscale e carta d'identità, così
te le tieni. Che le voglio io, tieni. Però, ...inc... subito. Dove stai andando?
Uomo
Vado e li faccio ...inc...
Domenico
Chissà se Fullitto (PITASI Domenico Antonio nato a Melito Porto Salvo il
05.05.1964, res. Roccaforte del Greco via Puccini nr.10) è a casa? Eh.
Poi auto in movimento.
Uomo
Andiamo dal rintracciatore?
Annunziato
Sabato scambiamo o no?
Domenico
Di sera?
Annunziato
Altrimenti stasera. Michele.
Uomo
Michele, indovina sicuro.
Annunziato
O ad una parte o all'altra lo vede sicuro.
Domenico
E poi ci rintracciano a noi.
Annunziato
So se glielo vanno a dire Mico.
Domenico
E' capace che ...inc...
Annunziato
...inc...Non lo so. Ma secondo me se andavate lo vedevate.
Domenico
Ma vado e poi non lo vedo è capace, stasera c'è la partita pure.Ti pare che esce se c'è
la partita lui.
Annunziato
Se c'è la partita non esce.
Domenico
Eh, eh.
Uomo
Mico questo storto vi denuncia.
Annunziato
Glielo ho mandato a dire ai fratelli se lo vedono, sovrapposizione di voci.
Domenico
Ciao.
Uomo
Hai capito?
Annunziato
No sono nuove. No le ho viste io.
Uomo
Di solito scende verso mezzo giorno e mezzo. E dove le lascio quelle?
Domenico
Là fuori.
Uomo
Mico e dove stanno?
Domenico
Sotto i begli occhi.
Uomo
Tu ...inc...
Annunziato
Ma so i cazzi, io non so parola d'onore. Non riesco a capire.
Domenico
E dove è ...inc...?
Annunziato
...inc... si buttano ...inc...
Uomo
All'Archi?
Annunziato
No ...inc... gli ho detto sopra al corso.
Uomo
E Pepperello il figlio di ...inc...
Annunziato
Passeggiavano sopra il corso e poi li ho visti. Poi ci hanno chiamato ...inc... noi
tiravamo fuori ...inc... meglio così che poi mi sono dovuto fermare ...inc... vediamo se
arriva, perchè dice, che di solito arriva ...inc...arriva. Ma non lo abbiamo visto in
nessuna maniera. Ma sicuro lo vedono e glielo dicono. no.
Uomo
Dice chissà, se tutti lo vogliono ...inc... no.
Domenico
Gli hai detto che lo voglio io.
Annunziato
Gli ho detto che lo voglio. Se lo hanno visto che. Ti hanno capito Mico che non
hanno saputo. Ma là non avete birre?
Uomo
...inc...
Annunziato
Là potevate andare o no?
Domenico
Eh, ma ora dove vai? Mi sono vestito per le vacche. ...Inc...
Annunziato
Là fuori è.
Domenico
Alle capre?
Annunziato
Gli ho suonato ...inc...
Domenico
Se era per questo scemo ...inc...
Annunziato
Se siamo tanti ...inc... Ad un ostello.
Uomo
So i cazzi io quello là al ...inc..., tanto aizzano ...inc..., ti chiamano, ti fanno ...inc...
Proprio io domani sto con ...inc...
Annunziato
Ah, eh, io non capisco
Uomo
Tu non sai come fare gli sparo io.
Annunziato
Non conviene. Tu solo a Reggio ...inc...
Domenico
Come fate ...inc...
Uomo
Mico.
Annunziato
Là è.
Domenico
Pure lui c'è?
Annunziato
Ha una macchina bianca .
Domenico
E' una macchina ...inc...
Annunziato
Non si trova, ma poi gli ho detto io ...inc... voi. Un numero di telefono una cosa.
Ma per telefono, è meglio di no.
Domenico
E dove è andato ora Scoppella.
Uomo
Con Michele era. Sovrapposizione di voci.
Domenico
Che giravano?
Uomo
...inc...
Annunziato
Non è che ...inc... pure con Filippo.
Uomo
...inc... alla macchina.
Uomo 2
Ora vediamo e poi andiamo.
Annunziato
Dai lo sapevo io.
Uomo
E pensa.
Annunziato
...inc...
Poi auto ferma, Domenico domanda ad una persona che è fuori dell'auto.
Domenico
...inc.. Chissà se è là, è là? Fullitto, Mico.
Uomo2
Mico lo hai preso ...inc...
Domenico
Minchia, mi sono dimenticato.
Uomo
Eh.
Domenico
Va bene, dammelo.
Uomo 2
...inc...
Annunziato
Un'altra volta gli ho detto io che era andato ...inc... e glielo dici. Caso mai digli che
glielo ha detto. Stai sicuro che glielo ha detto se lo ha visto.
Domenico
...inc..., deve vedere.
Uomo
...inc...
Annunziato
Chi è?
Uomo
Ah, questa scema là?
Annunziato
Ah questa è la moglie di ...inc... è una storta.
ALLEGATO 20MBIS
...OMISSIS...
Sintesi:
In questa conversazione, IARIA Domenico dice che nella Golf (Volkswagen Golf) c’è nafta, ma non per
andare in giro ed Annunziato dice che ce n’è per andare “là”. Poi Annunziato, sempre riferendosi alla
persona da rintracciare, afferma di averlo detto anche a Michele e che ci avrebbe pensato quest’ultimo
a rintracciarlo. Michele, che si identifica in IDA’ Michele, fa l’autista di autobus sulla linea Roccaforte
del Greco – Reggio Calabria. In pratica, il predetto IDA’ parte con l’autobus da Roccaforte del Greco
la mattina presto e ritorna la sera, per cui trascorre buona parte della giornata in Reggio Calabria.
Poi, un uomo che sta dialogando con loro, dice di andare dal “rintracciatore” (Idà Michele) ed
Annunziato chiede se sabato “scambiano o no”. Di seguito aggiunge che Michele da una parte o da
un’altra lo vede sicuramente e Domenico afferma che poi è lui a rintracciare loro. Dal tenore della
conversazione è chiaro che il successivo “sabato”, IARIA Domenico ed il fratello Annunziato dovranno
“scambiare” qualcosa con una persona che non sono riusciti a trovare e per fare ciò intendono servirsi
dell’autovettura Golf in uso a loro, il tutto vedendo in qualche maniera coinvolto IDA’ Michele che
guida gli autobus.
Infatti, il giorno 30.04.2005, alle ore 04.31.37”, al progressivo nr.1301, RIT 1534/04, IARIA
Domenico Carmelo riceve sulla propria utenza cellulare nr. 392/5525895, una telefonata proveniente
dall’utenza nr. 368/286630 (intestata a D’ANDREA Antonina nata a Roghudi il 30.08.1959, ivi
residente in via degli Ulivi nr.9), del seguente tenore: (vedesi sintesi allegato 510).
“Un uomo chiede a IARIA Domenico dove si trovi e lui risponde che è quasi là
...incomprensibile...(sembra che dica "all'autobus"). L'uomo gli chiede se è salito
(verosimilmente a Roccaforte del Greco) e IARIA risponde di si. L'uomo continua
dicendogli che sta arrivando”. ALLEGATO 21A
Questa conversazione, così com’è stata riportata, potrebbe non avere alcun particolare significato se
considera a sé stante; assume certa valenza investigativa, invece, se analizzata insieme ai precedenti
tentativi di comunicazione di seguito elencati:
-
alle ore 01.08.09 del 30/04/2005, l’utenza di IARIA aggancia la cella di Bianco, località Monte
S. Leonardo;
-
alle ore 01.11.12 del 30/04/2005, l’utenza di IARIA aggancia la cella di Ferruzzano località
Zicconi;
-
alle ore 01.11.17 del 30/04/2005, l’utenza di IARIA aggancia sempre la cella di Ferruzzano
località Zicconi.
E’ chiaro che IARIA Domenico Carmelo, durante la notte tra venerdì e sabato, sia stato tra Bianco e
Ferruzzano, verosimilmente a trattare un affare illecito e che la mattina di sabato 30 aprile 2005 alle ore
04.31.37 sia stato chiamato da un uomo che lo aspettava a Roccaforte del Greco. Si fa presente che,
durante la predetta conversazione telefonica, l’utenza cellulare di IARIA agganciava la cella di
Roccaforte del Greco, località Licordari. Affinché possano comprendersi i fatti relativi all’utenza
telefonica sopra citata, intestata a D’ANDREA Antonina, si aggiunge che in data 16.02.2005, personale
di questo Comando si portava in via degli Ulivi nr.9 di Roghudi Nuovo, ove notava IARIA Domenico
Carmelo e D’ANDREA Giuseppe nato a Roghudi il 14.10.1955, marito della suddetta Antonina e nello
stesso luogo si aveva la presenza dell’autovettura Lancia Y targata BE939TJ, di proprietà di VERNO
Giovanna, in uso a CENTO Agostino nato a Melito Porto Salvo il 06.11.1978, residente a Roccaforte
del Greco in via Contado nr.5, il quale risulta essere fidanzato della figlia di D’ANDREA Giuseppe,
sopra meglio indicato, nonché parente dello IARIA Domenico Carmelo.
Da quanto sopra emerso, si può affermare che IARIA Domenico Carmelo, nella notte tra venerdì 29 e
sabato 30, si sia portato, verosimilmente a bordo dell’autovettura Golf, in una località non meglio
accertata, tra Bianco e Ferruzzano e lì abbia effettuato lo scambio di qualcosa di natura illecita (il
movimento è tipico del traffico di droga) con la persona che probabilmente IDA’ Michele era riuscito a
rintracciare in Reggio Calabria, per conto dei fratelli IARIA. Fatto ciò, alle successive ore 04.31, ad
aspettarlo a Roccaforte del Greco, c’è verosimilmente CENTO Agostino, al quale IARIA Domenico
consegnava le cose illecite poco prima prese in consegna perché venissero portate altrove.
Capo M-bis - Iaria Domenico Carmelo- Ida’ Massimo. Iaria Annunziato –Stelitano
Filippo
Idonee a integrare fatti sussumibili sotto l’ippotesi di cui al capo M-bis) sono le
conversazioni che, dall’11\5\06 che vedono protagonisti Iaria Domenico Carmelo e
Ida’ Massimo.
Si legge nella richiesta:
“Il giorno 11.05.2005 al progressivo nr.4367, LANCIA Y targata BJ427HV RIT 1289/04, IARIA
Domenico Carmelo si trova in auto con un uomo (si può dedurre dalla voce che si tratti di IDA’
Massimo nato a Roccaforte del Greco il 16.04.1973, cognato di PANGALLO Antonino) ed alle ore
17.25, come da GPS installato sull’autovettura Lancia Y targata BJ427HV in uso allo stesso, è in
Melito Porto Salvo, via Pascoli nei pressi del Circolo Privato “ARCI” gestito da MODAFFARI
Carmelo, nato a Taurianova il 31.10.1979, residente ad Africo Nuovo (RC) R.ne Trieste nr.1/B
(cognato del latitante GLICORA Santo di Africo e tra i cui soci frequentatori figura PANGALLO
Antonio nato a Melito Porto Salvo l’11.03.1976 che risulta appartenere alla cosca mafiosa
denominata PANGALLO-MAESANO, in quanto in data 04.05.1998 con C.N.R. nr.35/59-20-1997
veniva denunciato alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria per violazione art. 416 bis c.p.
Il di lui padre Annunziato è stato ucciso, in Roghudi, nel periodo della guerra di mafia denominata
“faida di Roghudi”, mentre la di lui madre, MAESANO Caterina, nata a Roghudi il 01.09.1955, è
ristretta in carcere per reati collegabili con la stessa faida). Nella circostanza IARIA Domenico si
ferma a dialogare con un uomo, non meglio identificato e successivamente con tale Antonio
(PANGALLO Antonio).
Questo il dialogo tra i due (la persona denominata “Uomo 1” potrebbe identificarsi con ogni probabilità
in di IDA’ Massimo):
Uomo1
Volete un caffè?
Domenico
C’è Antonio, Va bene ci vediamo dai.
Uomo1
Sali a Roccaforte?
Domenico
No, ancora no
Uomo1
…inc…
L’uomo Fischia.
Domenico
Come si va?
Uomo2
Ohè salve. Scendi e prenditi il caffè.
Domenico
No, ci vediamo.
Uomo2
Scendete, scendi.
Domenico
Aspetta che faccio il girotondo va.
Uomo
…inc….
Domenico
…inc…
Uomo
Non dobbiamo no, parlare con questo della droga. Con questo qua. Poi
mi ha visto dentro. Le uniche cose che fa questo, sono questioni. Sai
che cosa è stato? Mico questo qua ha detto che parla, ma io non gli
ho detto un cazzo. Questo qua non sente …inc….
Poi scendono dall’auto e chiudono.
In questa conversazione IDA’ Massimo dice a IARIA Domenico di non parlare con questo
(PANGALLO Antonio) della “droga” perché fa questioni. Poi aggiunge che questo parla ma che lui
non gli ha detto niente.
Lo stesso giorno, al successivo progressivo nr.4368, LANCIA Y targata BJ427HV RIT 1289/04,
IARIA Domenico Carmelo si trova in auto con un uomo (IDA’ Massimo) con il quale dialoga
dell’incontro che poco prima c’è stato con PANGALLO Antonio. La conversazione si sviluppa come
segue:
Domenico
…inc… in quella maniera non ci viene. Dobbiamo comprarne ventiseimila.
Uomo
Scambiamo settemila, quattro.
Domenico
…inc… c’è Flaviano.
Uomo
…inc… nei punti giusti. Imparati a Basile. Mamma!
Domenico
Si sfreccia domani!
Uomo
E che cazzo so. Una al giorno nasce. Nasce una al giorno. Ma non penso mai
…inc…
Domenico
Non è andato. Lo ha visto Leo ed ha detto di non fare più cose che siamo bruciati
Uomo
Chi? Mico. Che ha detto?
Domenico
Zio Leo ha detto, no, non vediamo altro che siamo bruciati
Uomo
Cazzo …inc…, ti deve dire le cose.
Domenico
Eh?
Uomo
Fa una cattiva vita
Domenico
Ah, se è andato lo so, non è che non lo so.
Uomo
…Inc… Non sono buoni, non è buono a ..
Domenico
Può darsi pure che è qualche altra cosa. Ahh, ha messo le sopracciglia …inc…
Uomo
E come l’ha raccolto …inc… Lui ha detto che non aveva neanche gli Scellini
…inc…
Domenico
Ha mandato tutto all’aria allora.
Uomo
Si …inc… No di quelli, ho capito.
Domenico
Mi ha detto a mezzogiorno …inc… mezzogiorno e mezzo.
Uomo
Poi ci vediamo.
Domenico
Gli ho detto …inc… , adesso non posso, …inc… non la chiamare …inc…
Uomo
Si.
…OMISSIS…
ALLEGATO 20MTER
In questa conversazione Domenico e Massimo parlano di comprare verosimilmente della droga (nella
prima frase Domenico fa riferimento alla cifra di 26.000, verosimilmente Euro, somma che, come
acclarato anche nell’ambito di precedenti indagini e conseguenti sentenze, potrebbe essere il costo di 1
KG di sostanza stupefacente del tipo “cocaina”). Domenico chiede se l’indomani si sarebbe portata a
termine l’operazione (“si sfreccia”) ed IDA’ Massimo risponde che nasce una novità al giorno. Poi
Domenico dice che non è andato (si sconosce “chi”) e che lo ha visto Leo (zio Leo) riferendogli di non
fare più nulla perché “sono bruciati”, cioè sono stati in qualche maniera scoperti. Domenico,
concludendo il dialogo, dice che ha mandato tutto all’aria poiché lui gli aveva risposto che allora non
poteva.
Dalla sopra citata conversazione (del g. 11.05.05) appare evidente che gli interlocutori si riferiscano
all’arresto di MORABITO Rocco, operato dalla Polizia di Stato in Condofuri (RC) il 03.05.2005 alle
ore 12.50 (vedasi verbale di arresto della Squadra Mobile di Reggio Calabria in allegato), che trattava
affari illeciti con IARIA e IDA’. Ci sono, infatti, alcuni importanti riferimenti, tra i quali il dato che il
padre di MORABITO Rocco (l’arrestato) si chiama “Leo” e proprio tale Leo (zio Leo) avrebbe detto a
IARIA Domenico di non fare più nulla perché sono ormai bruciati, cioè facile preda delle FF.PP..
L’orario dell’appuntamento che Domenico avrebbe avuto intorno a mezzogiorno ed al quale non è
potuto andare, coincide con quello dell’arresto di MORABITO Rocco. Si aggiunge, inoltre, che IARIA
e IDÀ hanno conferito con PANGALLO Antonio, legato a personaggi di Africo (RC) come
MODAFFARI Carmelo (il cui cognato è tutt’ora latitante: GLICORA Santo) e che a quest’ultimo non
bisognava parlare “della droga” perché avrebbe fatto questioni, evidentemente per la cattiva gestione del
traffico praticato da questi, talmente inadeguata da comportare l’intervento della Polizia di Condofuri.
In effetti in data in data 03.05.2005 alle 12.50 personale della squadra mobile di Reggio Calabria
in Condofuri Marina traeva in arresto MORABITO Rocco di Leo e di MORABITO Caterina, nato a
Locri il 15.12.1977 residente Africo Nuovo via provinciale nr.71, trovato in possesso di 467,70 grammi
di sostanza stupefacente del tipo eroina e 430,45 grammi di sostanza stupefacente del tipo cocaina.
L’arresto del MORABITO Rocco, conferma l’inserimento a pieno titolo dei personaggi di Roccaforte
del Greco quali IARIA Domenico Carmelo e IDA’ Massimo, nel traffico di sostanze stupefacenti facenti
capo ai personaggi di Africo; appare, difatti, sintomatico quanto affermato dallo IARIA circa la
circostanza che Leo (il padre di MORABITO Rocco si chiama Leo, appunto) abbia detto che per il
momento erano bruciati, ragion per cui occorreva far distogliere l’attenzione della Polizia da loro
perché, al momento, nell’occhio del ciclone.
ALLEGATO 20MQUATER
Ad abundantiam, per fugare dubbi che IARIA Domenico Carmelo conoscesse bene MORABITO Rocco
(arrestato dalla PS) c’è la conversazione di cui al progressivo nr. 4030, del 04.05.2005, LANCIA Y
targata BJ427HV RIT 1289/04, che viene riportata come segue:
Domenico
a chi hanno arrestato?
Uomo
A Rocco.
Domenico
A tuo cugino Rocco? Il gemello, il gemello? Il figlio di tua zia ...inc...
Uomo
...inc...
Domenico
Di chi?
Proprio ad Africo IARIA Domenico Carmelo, nel periodo qui in discussione, si è portato più volte:
•
il 14.04.2005 come da progressivo 3302;
•
il 07.05.2005 come da progressivo 4204;
•
il 18.05.2005 come da progressivo 4661.
Al Progressivo nr. 4841, del 24.05.2005, LANCIA Y targata BJ427HV (di IARIA Domenico) RIT
1289/04 alle ore 10.28.54, per la durata di 34.57 min., si sentono due persone che dialogano tra loro; a
bordo c'è Domenico ed un uomo (IDA' Massimo).
Questa la conversazione:
Uomo
Siete tornati tardi ieri sera? ...inc... A chi a Gianni e a Rocco? ...inc..
Domenico
...inc... Rocco parte per andare con il Rosso (PANGALLO Carmelo). Io stavo partendo
....inc... in Lombardia.
Uomo
Era di dietro il Rosso?
Domenico
Il Rosso. Il ragioniere (CENTO Agostino) ed il rosso. Uno avanti ed uno indietro.
Ad un certo punto parto io e quando sono la, una campagnola dei Carabinieri.
Quando ho visto le luci dalle parti, al ponticello di Licordari, la campagnola ha
spento le luci, ha fatto marcia indietro e si è nascosta là al coso, al come cazzo si
chiama.
Uomo
Al monumento, al Progetto speciale?
Domenico
...inc... Qualche ...inc... me lo ha tirato di dietro.
Uomo
E chi?
Domenico
Eh, eh.
Uomo
E noi che volevamo il comprensorio.
Domenico
Eh?
Uomo
Tante notti ...inc...
Domenico
Ma qua rinviano mi ha detto Fortunato ...inc...
Uomo
Scompare per là?
Domenico
Gli ha detto l'avvocato ..inc...
Uomo
E come fanno a rinviarla? Ma per lui ...inc... E che vedi ...inc...
Domenico
Eh, sia la guerra ...inc...
Uomo
Per quest'altro, dobbiamo perdere ...inc...
Domenico
...inc... Per la GRASSO (Giudice) non l'ho ammazzata (ve la stutai). Con quella non si
scherza. Pare che l'hanno messa apposta al Tribunale della Libertà per dare fastidio (per
cacare il cazzo). Prima mi da le mazzate intorno al braccio. Prima era GIP ora l'hanno
passata al Tribunale della Libertà. Questa indegna. Puttana e corrotta
Uomo
No lei.
Domenico
Dicono che è piena di debiti la troia.
Uomo
Eh.
Domenico
Gioca assai a carte, puttana. Dicono che ha perso tanti di quei soldi. Ora non so, ma
dicono che cinque anni fa. Poi questa ce l'ha con le altre cose. A per davvero.
Uomo
Gli ho detto chi?
Domenico
Quelle vecchie le fa uscire morte ...inc... e i giovani li fa uscire vecchi. Glielo ho detto.
Uomo
Lo sapevi che ti dovevano toccare otto anni.
Domenico
Perchè prima lei era a Locri. Al Tribunale di Locri.
Uomo
...inc...
...omissis...
Sintesi:
Poi parlano del matrimonio di Giovanni e Massimo chiede se è all'Orchidea (Ristorante di Bovalino) e
Domenico dice di no. Poi parlano del ragioniere e Domenico dice a Massimo che “con questi qua” non
c'è da prendere decisioni; si fermano, quindi, a parlare con un uomo di un taglia erbe e poi
proseguono.
...omissis...
Domenico
...inc... indiana, è furbo questo qua. No
Uomo
Eh. Meno male che non hanno fermato a lui pure. A questo figliolo
Domenico
Non lo hanno fermato per poco. Ti denunciano. ...Inc... la cintura. Altrimenti non li
cacciano i punti. E Giovanni ha detto vai. Vieni non vai, con questo. A questi orari non
scherzano.
...omissis...
Continuano conversando di attrezzature, Bobcat e di uno scavatore. Poi si fermano e scendono.
ALLEGATO 20BL
Al Progressivo nr. 4988, del 28.05.2005, LANCIA Y targata BJ427HV RIT 1289/04 alle ore 11.12.12,
per la durata di 15,17 min. si ascoltano conversazioni tra Domenico (IARIA) ed uomo.
Sintesi:
Domenico dice che non aveva motivo di dirgli una menzogna e l'uomo dice ma poi si sa. Poi l'uomo
dice che non ci credeva che era con lui (Domenico). Poi l'uomo chiede se Pasta Gialla si è acchiappato
(non si capisce con chi si sia litigato). Poi si fermano e Domenico domanda ad una persona che robba
è. Poi l'uomo dice che a quest'ora è arrabbiato pure con suo cognato e chiede a Domenico se gli ha
parlato e Domenico dice che è inutile. L'uomo dice che non capisce perchè ragiona così. Poi chiede
com'è il fatto dell'erba che avevano deciso di tagliarla e poi è arrivato Totò. Domenico dice che non se
ne fotte di Totò. Poi parlano di un'ambasciata che è arrivata e Domenico dice che non è vero. Poi
l'uomo chiede se è pura e Domenico dice che dovrebbe essere pura. Poi l'uomo dice che da chi pensa
lui e Domenico dice che non è arrivato niente e poi dice che lui sa da dove arrivavano le cose. Poi
l'uomo dice che a lui gli hanno detto di andare alle vacche e poi dice che sono storto e poi come cazzo
hanno fatto a fare un'improvvisata di queste qua e con quale scopo. Poi dice che pensa che ha detto in
questa maniera perchè così loro fanno in quella maniera. Poi l'uomo dice che è buono farlo il
ventinove. Poi l'uomo dice che fa primiera Proscenio. Poi Domenico dice che la gente è stufa di
prendere rimproveri dall'uno e dall'altro. Poi l'uomo dice ha cominciato stamattina e Domenico dice
pomeriggio e poi l'uomo chiede con che va e Domenico dice con la macchina. Poi chiede il giornale a
qualcuno. Poi si fermano e scendono. Vocio in lontananza”. ALLEGATO 20BM
La suddetta conversazione intercorsa il 28.05.2005, a bordo della LANCIA Y targata BJ427HV, RIT
1289/04, tra IARIA Domenico Carmelo ed un uomo, in corso d’identificazione, fa capire come
Roccaforte del Greco sia uno dei punti di concentramento del traffico di sostanze stupefacenti. Infatti
l’uomo chiede a Domenico se è arrivata “l’ambasciata” (sostanza stupefacente) e Domenico dice che
non è vero che è arrivata. L’uomo continua dicendo se è “pura” (la sostanza stupefacente) e Domenico
dice che dovrebbe essere pura. Poi l’uomo dice che fa “primiera Proscenio” nel senso che quest’ultimo
ottiene un ottimo risultato e Domenico dice che la gente è stufa di prendere rimproveri dall’uno e
dall’altro. Pertanto, in quest’ultimo periodo, a causa di litigi all’interno delle “famiglie”, come sopra più
ampiamente spiegato, “la gente”, cioè coloro che ne fanno parte, sono stufi di prendere rimproveri
dall’uno e dall’altro vertice.
Progressivo nr. 5031 del 29.05.2005 alle ore 13.55.21 LANCIA Y targata BJ427HV RIT 1289/04 per
la durata di 34,57 min. Pioggia battente. Auto in movimento. In macchina c'è IARIA Domenico che fa
salire a bordo STELITANO Filippo (Sorv. Spec. di P.S.).
TRASCRIZIONE
...OMISSIS...
Filippo
Che ti diceva il Capo? ...inc... per le sigarette?
Domenico
No, mi diceva per quel fatto se cambia qualcosa.
Filippo
Non gli ha domandato?
Domenico
Dobbiamo stare attenti, dal venti.
Filippo
Esce domani.
Domenico
Eh?
Filippo
Esce domani. Che ...inc... ci saranno?
Domenico
Ci sarà?
Filippo
Mah, io parola d'onore, io non mi arrendo a capire Mimmo, sinceramente ...inc...
Domenico
Guarda è un mistero.
Filippo
E' un mistero per davvero, a parte gli scherzi.
Poi si fermano a parlare con un uomo.
...OMISSIS...
Filippo
E lui che ti diceva più o meno, in tutti i modi, come l'hanno valutata. Uh.
Domenico
Gli ho detto io, ma come cazzo ...inc...
Filippo
Era il comandante.
Domenico
Dieci chili ...inc...
Filippo
A me non mi ha convinto ...inc... parola d'onore.
Domenico
Chi?
Filippo
Quelli là.
Domenico
...inc...
Filippo
Hai capito? E' come cercando cose alla cosa. Allora quel giorno con ...inc... non mi
dovevano acchiappare, non mi dovevano acchiappare, dentro la curva c'erano loro, oh,
voglio dire.
Domenico
...Inc...
Filippo
No ma ti voglio dire, non è che sapevano qualcosa quelli (Forze dell'Ordine).
Domenico
Ma per chi? Allora non era per noi questa droga qua, giusto?
Filippo
...inc... questo qua faceva una cosa a noi . Un porco di questi qua.
Domenico
Meno male. Io questo qua mi spavento.
Filippo
...Inc...
Domenico
Mah.
Filippo
...Inc... Adesso vuole ...inc... da qualche parte
Poi suonano il clacson
Filippo
Nel culo di tua moglie.
Domenico
E come guardava e moriva.
Filippo
Ha guardato?
Domenico
E' cornuto.
Filippo
...Inc...
Domenico
E' cornuto ...inc... E' preparato questo bastardo.
Filippo
Gli rompo la faccia. Eh Salvatore Reina (ndr. alias di Stelitano Filippo)
Domenico
Eppure, quando era a Bagaladi (ndr. Brig. Marino Graziano) Una volta ci ha fermati a me
e a mio fratello, ci ha fermati con lo scooterone, ci ha fermati alla Croce di San Lorenzo
(RC). Eppure ha detto. Ha detto documenti, patente e libretto ....inc... mio fratello non lo
aveva ...inc... Andatevene, non scriviamo niente, perchè siete i primi che ho fermato e che
avevate pure i caschi tutti e due. Gli ho detto se la legge è così, se si deve mettere il casco,
perchè non lo dobbiamo mettere.
Filippo
Ma sai che ha. Questo qua ti fa, la legge te la fa, ma non è antipatico. Tu prendi per
esempio quello con la macchina rossa (C.re Selvaggio Nunzio) quel porcaruso, di quello
con la cosa, quelli sono antipatici.
Domenico
Questo ...inc... ti offre pure
Filippo
Capisci, giustamente questi il loro dovere lo devono fare ...inc... per l'amore di Dio. Ma io
non voglio sentire i cazzi miei, ma chi cazzo sei, perchè hanno una mollicata di divisa.
Domenico
Mi sta sopra le palle, quello con la Peugeot (C.re CALABRESE Tommaso), pure.
Filippo
Parola d'onore, quello con la Peugeot mi sta proprio sopra i coglioni.
Domenico
Perchè ti sta sulle palle?
Filippo
Ma che so, perchè mi è antipatico. E quello con la Cordova (C.re IUDICA Francesco) mi
sta antipatico a me. Ma se n'è andato quello con la macchina rossa, chi era ...inc... non mi
ricordo.
Domenico
Pasta Gialla.
Filippo
...Inc... Pasta Gialla (ndr. alias IARIA Antonio) ...Inc...
...OMISSIS...
Sintesi:
Poi parlano di animali e di mettere qualcosa nel GUARD RAIL (GPS l'auto si trova nei pressi della
fontana posta appena fuori il centro abitato di Roccaforte del Greco). Poi Domenico dice che si fa
prestare il navigatore da un conoscente. Poi chiede ad un uomo il navigatore e dice che se lo deve
comprare anche lui. Poi il navigatore dice di tornare indietro e commentano l'utilità e vedono le strade
e le distanze con il relativo tempo di percorrenza.
ALLEGATO 20BL
In questa conversazione IARIA Domenico Carmelo dice a STELITANO Filippo, in
atti generalizzato, che il “Capo” gli ha chiesto se per quel fatto cambia qualcosa
ed aggiunge che devono stare attenti dal venti. Filippo chiede se esce domani e
Domenico dice di si. Filippo dice che non riesce a capire e Domenico dice che è un
mistero. Filippo chiede come l’hanno valutata e Domenico risponde qualcosa di
incomprensibile e dice “dieci chili” (verosimilmente si riferisce a sostanza
stupefacente recuperata dalle forze dell’ordine). Infatti, Filippo dice che non
avrebbero dovuto acchiappare a lui ed invece dentro la curva c’erano loro,
(verosimilmente le forze dell’ordine) ed aggiunge: “no ti voglio dire non è che
sapevano qualcosa quelli”. Domenico dice: “ma per chi? Allora non era per noi
questa droga qua, giusto?” Poi incontrano verosimilmente un carabiniere e
cominciano a parlare male dei Carabinieri di Roccaforte del Greco. Appare chiaro
da quanto sin qui detto che i due pensano che qualcuno di loro conoscenza possa
aver parlato dei loro traffici illeciti con le forze dell’ordine e quindi concordano
di fare maggiore attenzione.
Progressivo nr. 5036, del 29.05.2005, alle ore 18.37.01, LANCIA Y targata BJ427HV RIT 1289/04,
per la durata di 34,57 min. Auto in movimento. A bordo c'è IARIA Domenico e STELITANO Filippo.
All'inizio il dialogo è incomprensibile.
...OMISSIS...
Filippo
Se non sta attento ...inc...
Domenico
...inc....
Filippo
Sabato. Dobbiamo vedere ...inc... a chiamare.
Domenico
A chi?
Filippo
...inc...
Domenico
A me?
Filippo
No, per te.
Domenico
E perchè ...inc...
Filippo
Per il fatto che non gli abbiamo detto niente.
Domenico
Chi non gli ha detto niente?
Filippo
...inc... là.
Domenico
Ma non gli ho detto ieri, che gli devo chiamare.
Filippo
...inc... deve mandare un'ambasciata a Reggio (Reggio Calabria).
Domenico
Eh, ora un autotreno. La madonna ...inc... mandava un'ambasciata a Reggio
Calabria e poi pure però a Roccaforte del Greco.
...OMISSIS...
Domenico
Devo lavorare.
Filippo
...inc...
Domenico
Devo lavorare. Filippo ti chiama.
Filippo
Chiama come vuole. ...Inc... non sei andato al funerale.
...OMISSIS...
ALLEGATO 20BO
Sintesi:
Si fermano a parlare con una donna che dice che hanno paura del "Lepre" perchè è ubriaco tosto. Poi
si fermano a dialogare amichevolmente con compare Verduci. Poi Domenico dice ad un uomo che si
vedono dopo, che sono venuti. Poi parlano di uno che invece di lavorare passeggia. Poi scendono
dall'auto e risalgono e vanno via. Poi Domenico dice che gli ha rotto i coglioni per questo discorso. Poi
dice che c'è un limite a tutto. Poi Filippo dice che gli ha detto che lo ha pagato e Domenico dice ma che
gli interessa a lui se l'ho pagato o no. Poi Filippo dice sono finiti i tempi di una volta che si mangiava e
beveva e lui ancora non si è reso conto. Poi si fermano a parlare con un uomo che dice che parte alle
sette e venti e poi dice che si vedono stasera. Poi dicono che lui non può disporre delle cose degli altri.
Nella conversazione sopra riportata STELITANO Filippo dice a Domenico che
qualcuno, (non si indica chi), deve mandare “un’ambasciata” (verosimilmente
sostanza stupefacente) a Reggio Calabria e Domenico risponde “eh, ora un
autotreno” (a voler ironizzare sulla quantità, evidentemente ingente, di droga da
inviare verso il capoluogo) ed aggiunge “poi però, pure a Roccaforte del Greco”
(come per palesare timori sul fatto che Roccaforte del Greco sarebbe rimasta
senza stupefacente a causa dell’ingente quantitativo di droga che si intende
trasportare verso Reggio Calabria).
Progressivo nr. 5133 del 01.06.2005 alle ore 09.51.58 LANCIA Y targata BJ427HV RIT 1289/04 per la
durata di 22,05 min. (GPS alle ore 10.11 è in località Licordari presso un'azienda agricola Lat.
38°02'17.43"N - Lng. 15°51'58.85"E).
Sintesi:
Auto in movimento. A bordo c'è IARIA Domenico e uomo. Parlano di un animale che non trovano.
Autoradio accesa. Poi l'uomo scende e Domenico prosegue. Poi si ferma e sale un’altra persona.
Domenico chiede se era solo un foglio e l'uomo dice di si. Poi si ferma e chiede ad una persona se ci
sono carabinieri in quella via e riparte. Poi Domenico dice andiamo che questo scemo è là. L'uomo
dice la droga è droga ...inc... Domenico dice eh? e l'uomo dice se è droga è droga, altrimenti la fanno
in culo pure lui. Poi Domenico dice che ha detto ...inc... dieci di Leo e poi il cinghiale con altre a
Torino. L'uomo dice quale ...inc... e dove deve andare. Domenico dice ...inc... dobbiamo andare. L'uomo
dice che hanno fatto tanto per questo qua e non gli ha riconosciuto niente, andiamo ...inc... chi cazzo lo
ha messo e poi pure mi aveva dato preciso, un'altra per esempio, un altre poche ...inc... l'altra volta non
le ...inc... ma dove sono entrato con i guai ...inc.. Domenico dice no te le devi fare. L'uomo eh le devo
fare se ce l'ha le fa se non ce le ha con che le riprende pure lui. Uomo2 in una maniera bisogna fare, io
ero qua. L'uomo ieri è venuto un'altra volta con Totò Reina, quello era andato. Domenico lo stesso.
L'uomo una cosa, la panda, una panda nuova. Domenico blu. L'uomo ...inc... ha una Focus? è buona?
Domenico ...inc... L'uomo eh? Domenico ...inc... OMISSIS … Stanno cercando qualcosa o qualcuno.
Poi si fermano e Domenico dice che la moglie è qua. Poi scendono dall'auto. (vedasi sintesi allegato
519)
In questa conversazione IARIA Domenico Carmelo dice ad un uomo, rimasto ignoto, che devono
andare ad incontrare una persona di loro conoscenza (usano l’espressione “questo scemo è là”). L’uomo
dice: “la droga è droga” e Domenico risponde di si. Poi l’uomo aggiunge: “se è droga, è droga,
altrimenti la fa in culo pure lui”. I due evidentemente devono andare a prendere una partita di droga da
qualcuno e commentano che se colui che dovrebbe consegnargliene ne ha a disposizione bene,
altrimenti non se ne fa niente. Il fatto che non abbiano indicato né il luogo, né il tempo in cui avrebbero
effettuato il “movimento”, lo scambio, non ha consentito di predisporre opportuno servizio, quindi di
avere la dimostrazione tangibile della sussistenza del narcotraffico, anche se dal tenore delle parole che i
due si scambiano, dal fatto che parlano espressamente di droga, induce a pensare che si tratti di un
commercio, apparentemente fiorente e ben avviato, di sostanze stupefacenti.
ALLEGATO 20BN”
Le conversazioni appena esaminate attestano, a parere del Gip, lo svolgimento di
attivita’ di smercio di sostanza stupefacente su discreta scala, da parte di Iaria
Domenico Carmelo . Ad analoghe conclusioni si giungerebbe per Ida’ Massimo ma nella
richiesta si conclude sulla sua identificazione in termini probablistici sulla base del
riconoscimento della voce , circostanza non sufficiente per emettere un titolo
custodiale.
Sussiste invece la gravita’ indiziaria in ordine all’acquisto, detenzione a fini di spaccio
e cessione di sostanza stupefacente per Iaria Domenico Carmelo alla luce delle
conversazioni dell’11\5\05, 4\5\05, 28\5\05, 1\6\05.
Nella pima conversazione si parla esplicitamente di droga e del pericolo di essere nel
mirino delle forze dell’ordine dopo l’arresto di Morabito Rocco con un chilogrammo
circa di sostanza stupefacente, verificatosi il 3\5\05. Dalla conversazione del
28\5\05 si apprende dalla voce di Iaria che a Roccaforte sta arrivando qualcosa che
e’ “pura”, riferimento esplicito alla droga. La conversazione del 29\5\05 conferma che
Iaria riteneva che una determinata partita di droga, probabilmente intercettata dalle
Forze dell’Ordine fosse per loro. Dalla conversazione dell’1\6\05 si apprende invece
che Iaria deve recarsi con il suo interlocutore a ritirare da qualcuno una partita di
droga.
Non si ritiene raggiunta, di contro, la gravita’ indiziaria in relazione al reato di cui al
capo M-bis per Iaria Annunziato atteso il tenore vago se non confuso delle
conversazioni che lo riguardano e di Stelitano Filippo . Per tale ultimo indagato i soli
elementi desumibili dalla conversazione del 29\5\05 con Iaria Domencio non sono
sufficienti.
Capo P-bis) – Attina’ Domenico
Si legge nella richiesta:
“
ATTINA’ Domenico e ignoto.
Art 73 DPR 309/90 per avere trasportato una quantità imprecisata di sostanza stupefacente in data
20.09.2004.
Monitorato: 3934029
Registrazione:
1546
Ora registrazione:
29/09/2004 22.27.49
+393396944215
Interlocutore
Sintesi:
ATTINA' Domenico, in oggetto generalizzato chiama con il telefono del fratello Paolo ad un certo
punto Giuseppe, poco prima che l’interlocutore rispondesse ma con il telefono in trasmissione quindi
intercettato, dice "BUTTALA, BUTTALA, BUTTALA CHE PASSANO I CARABINIERI e
CAZZI".
Domenico parla con Peppe al quale chiede dove si trova, Peppe dice che si trova a casa . Domenico
dice a Peppe che hanno due belle fettine paesane. Domenico chiede se ha mangiato e se vuole andare .
Peppe dice di no, perchè ha mangiato. Poi continua dicendo che forse arriva. Domenico gli dice : "Tu
sai".
In sottofondo si sente un uomo che dice:"L'ha iettata. Madonna...incomprensibile... Ueehh! Ietta, ietta,
ietta, iettala che passano i Carabinieri, eeh, cazzi.
Peppe
-Si?
Domenico
-Peppe!
Peppe
-Oooh!
Domenico
-Dove siete?
Peppe
-Qua a casa.
Domenico
-Avete mangiato?
Peppe
-Si.
Domenico
-Abbiamo due belle fettine paesane.
Peppe
-No, no, ...incomprensibile...
Domenico
-Va bene.
Peppe
-Va bene, ora posso pure venire.
Domenico
-Va bene, no, tu sai.
Peppe
-..Incomprensibile... ora posso pure scendere.
Domenico
-Va bene.
Peppe
-Si, ciao.
Domenico
-Ciao.
ALLEGATO 7CO
E’ ovvio immaginare che se alla vista dei Carabinieri ATTINA’ Domenico frettolosamente invita chi è
con lui a buttare qualcosa questa è logicamente illecita e dati i trascorsi di ATTINA’ Domenico si ritiene
che la cosa che doveva frettolosamente buttare perché erano in arrivo i Carabinieri sarà stata con ogni
probabilità sostanza stupefacente”
E’ di tutta evidenza che Attina’ Domenico deteneva qualcosa di cui alla vista dei
carabinieri ha dovuto liberarsi. Se ne deduce che l’oggetto detenuto doveva essere
fonte di responsabilita’ penale ed era qualcosa di cui Attina’ si e’ potuto disfare
facilmente senza fare rumore o particolari manovre. Tutto depone per la sostanza
stupefacente. Considerato l’allarme di Attina’ doveva essere una
quantita’ tale da
essere sicuramente fonte di responsabilita’ penale
La richiesta sul punto s ritiene fondata.
Capo Q-bis) – Attina’ Paolo –Gelsoni Andrea
Si legge nella richiesta:
“
ATTINA’ Paolo e GELSONI Andrea Art 73 DPR 309/90 per avere trasportato uan quantità
imprecisata di sostanza stupefacente in data 27.01.2005.
In data 27.01.2005 al progressivo nr. 1622 Andrea (GELSONI Andrea) telefona ad ATTINA’
Paolo. In tale conversazione Andrea dice di trovarsi a casa di ATTINA’ Domenico (la circostanza trova
riscontro anche nell’intercettazione ambientale a casa dello stesso ATTINA’ Domenico, fratello di
Paolo) e che a casa ha quel formaggio. Paolo dice di portarglielo ma Andrea, alquanto titubante,
risponde “Che li metto nella macchina e li porto a passeggiare per San Lorenzo Marina, Melito ed
Annà?”. Subito Paolo ribatte cercando di correggere immediatamente il tiro rispetto al senso della
risposta di Domenico, preoccupandosi di affermare “Formaggio porti non è che porti altro”. Andrea,
prontamente, intuisce che effettivamente è stato incauto nel rispondere stizzito circa l’inopportunità di
portarlo a “passeggio” nel contado, e si preoccupa immediatamente di confermare quanto gli ha
suggerito, immediatamente prima e fra le righe, il suo compare Domenico, affermando: “Formaggio mi
hanno dato”. E’ quanto mai evidente che i due interlocutori non stessero parlando di formaggio (anche
perché, in un’occasione, Andrea si lascia scappare la parola “oggetto” per intendere appunto il
formaggio, termine con il quale non si indica un alimento), alimento certamente delicato per la sua
natura ma non talmente tanto da suscitare la preoccupazione di colui al quale viene chiesto di
trasportarlo da un posto ad un altro. Il formaggio lo si trasporta normalmente, in piccole quantità il
trasporto può essere validamente portato a termine da bambini, ma, evidentemente, in questo contesto,
l’oggetto della discussione non è il formaggio, ma qualcosa di illegale, che è pericoloso per il
trasportatore recarlo in giro e che si può ipotizzare essere, attesi anche i trascorsi investigativi dei due,
della sostanza stupefacente che si debbono scambiare.
Di seguito la trascrizione integrale della conversazione:
P: Attinà Paolo
A: Gelsoni Andrea
P
Hallò!
A
eh, hallo giovanotto che si dice? te la passi bene?
P
Non tanto
A
non tanto?
P
tu?
A
ma ora sono tornato, sono tornato ieri solo che no ti... eh, sono qui da tuo fratello che mi ha
dato il numero, che ho perso la carta SIM
P
Ben tornato
A
eh! eh quel ce.... eh quelle co.... quei formaggi che ti ho portato c'è li ho dentro casa, eh
P
quando me li dai?
A
eh, eh, eh vieni e te li prendi una sera, che sono là a casa
P
eh perchè tu non me li puoi portare?
A
ma che me li metto nella macchina per portarli in giro San Lorenzo Marina, Melito ed
Annà!!
P
eh, porti formaggio non è che porti altro
A
formaggio mi hanno dato per portartelo, che vuoi?
P
eh... le Corsigne (n.d.r.: un tipo di formaggio)le hai portate?
A
no, niente hanno fallito parente, hanno fallito perchè...
P
come?
A
me li dovevano portare sabato
P
uh
A
il fornitore diretto
P
eh
A
mi ha visto la sera alle sei e mezza
P
eh
A
e si era dimenticato
P
e non te li ha portati?
A
eh, non me li ha portati, si fa in culo pure lui, avevo prenotato 7 kg
P
7 e mannaia
A
eh! quando mi ha visto Andrea scusami, quello lavora là dentro, capisci?
P
al Micros
A
non è al micro, lavora in una grande catena di distribuzione che i privati non possono andare,
vanno solo quelli che hanno ristoranti e.....
P
ho capito
A
hai capito?
P
e siamo rimasti senza corsigni
A
e senza corsigni siamo rimasti
P
eh, sempre in culo vado io, mannaia la miseria
A
e ma sono andato in culo pure io, perchè mi ero fatto già il pensierino
P
e che fai di altro, il viaggio lo hai fatto bene?
A
si, grazie a Dio un pò stressato ma sono arrivato a destinazione
P
eh vabbè con Raffaele vi siete visti?
A
si, si ci siamo visti è arrivato pure lui con 2 ore di ritardo la sera, alle 3 è arrivato di notte, stavo
dormendo io, il vecchiarello dormiva ed ho dovuto alzarmi per aprirgli la porta
P
e vabbè, vabbè, eh..... dove siete là da mio fratello?
A
Si quà da tuo fratello sono si, sono passato per salutarlo
P
solo sei?
A
si, solo, solo
P
eh se vieni quà ti offro una grappa
A
ma vieni tu, che vengo lì, io sono passato, ho guardato e non ho visto la macchina se non ero inc.- ti citofonavo per dirti quel fatto....
P
no, era quà la macchina
A
si, ma non l'ho riconosciuta, dai!
P
guarda quà io sto aspettando che mi arrivi l'altra macchina che è la Punto che glielo prestata ad
uno, vieni di quà che ti offro una grappa se no vado a coricarmi
A
fai mi spetta.. ora fai.... una volta che so... ma so... "quell'oggetto" c'è l'ho, il formaggio c'è
l'ho a casa io, e non vado a prenderlo ora e poi torno indietro
P
mettimelo nella cantina e me lo porti domani, perchè mi ha detto, mi diceva mio cugino che
vuole 7/8 giorni di lavorazione dentro la cantina
A
vabbè
P
eh! e me lo porti domani, vieni ti offro una grappa e siamo apposto
A
vabbene, vabbene, vabbene
P
ti aspetto quà
A
ciao, ciao
ALLEGATO 7AR
Melito Porto Salvo il 27.01.2005. “
Dalle conversazioni si evince, certamente, che Gelsoni Paolo detiene sostanza
stupefacente in quantita’ da essere richiesta da Attina’ Paolo. Di contro non si sa che
quantita’ chieda Attina’ Paolo si da poter ritenere che la chieda a fini di spaccio.
Senonche’ per Gelsoni non c’e’ richiesta e per Attina’ Paolo, in difetto di qualsivoglia
indicazione sulla quantita’ domandata non vi sono i gravi indizi del reato contestato.
Capo R-bis) – Proscenio Domenico- Romeo Francesco –Iaria Antonio
Si legge nella richiesta:
“
PROSCENIO Domenico , ROMEO Francesco Melito di Porto salvo il 27.07.1974, IARIA
Antonio detto Pasta Gialla Art 73 DPR 309/90 per avere trasportato uan quantità imprecisata
di sostanza stupefacente
In data 02.02.2006 al progressivo 12010 sull’utenza 333/6162216 RTI 655/05, viene registrata
una conversazione tra PROSCENIO Domenico e persona di sesso maschile, la cui utenza è intestata a
ROMEO Francesco 27.07.1974. Proscenio chiede se riesce a rintracciargli tale "Nino Pasta gialla" e gli
riferisce se si possono vedere verso le ore tre dal padre del Proscenio o prima nella piazza; Proscenio
risponde impegnandosi a riferire appena lo avesse visto non potendolo contattare per telefono in quanto
non ha il numero. L’uomo insiste affermando che ha bisogno di lui.
DOMENICO
Pronto?
CICCIO
Mio cugino, allora?
DOMENICO
"Minzica" (ndr accidenti) che numero, ho detto io...ma chi è che mi chiama
CICCIO
(ndr ride)
DOMENICO
Mannaia l'a...
CICCIO
Ti sei scervellato, no?
DOMENICO
No, ero a lavoro, poi sono andato a riempire l'acqua. A mezzo giorno me ne sono
accorto, quando scendevo per ...inc…
CICCIO
Ho capito ..inc...
DOMENICO
E tu?
CICCIO
Niente, so.. tutto vecchio, niente di nuovo
DOMENICO
Eh
CICCIO
La solita vitaccia
DOMENICO
Eh
CICCIO
Ho bisogno di te, ho detto io, lascia che gli telefono
DOMENICO
eh, e dimmi
CICCIO
Senti una cosa, mi riesci a rintracciare li sopra a Nino, tuo compare lì, io lo
conosco per l'ingiuria, "pasta gialla"
DOMENICO
Ah, si si
CICCIO
E, gli dici se ci possiamo vedere domani intorno alle 3, ci vediamo li dietro da
tuo padre, o prima, la nella piazza. Che dici tu?
DOMENICO
Dove qua?
CICCIO
Eh (si)
DOMENICO
E, no io glielo dico, se lo vedo oggi, se è qua perchè quello la non so nemmeno se
è qua
CICCIO
E, sennò per telefonargli tu, per farglielo sapere
DOMENICO
E no, il numero non ce l'ho il suo, io
CICCIO
Umh
DOMENICO
Ora vedo se è qua altrimenti poi stasera ti telefono sul tardi
CICCIO
A va benissimo allora, mio cugino
DOMENICO
E..in caso ...inc... e ti faccio parlare con lui
CICCIO
E perchè devo salire che ho bisogno di lui, va bene?
DOMENICO
E va bene ...inc..
CICCIO
Va bene?
DOMENICO
Va bene, poi ci sentiamo più tardi
CICCIO
Ok
DOMENICO
gli altri tutti bene?
CICCIO
Tutti bene, tutti bene, da te tutto apposto?
DOMENICO
E va bene, qualche sera poi vengo. Si tutto apposto
CICCIO
Va bene dai ci sentiamo dopo
DOMENICO
Va bene?
CICCIO
ciao mio cugino
DOMENICO
Ciao ciao ciao
ALLEGATO 33AB
Già questa prima conversazione tra i due interlocutori avviene in maniera criptica, ovvero
ROMEO Francesco chiede di contattare il “Pasta Gialla” e riferire che ha necessità di incontrarlo subito
astenendosi rigorosamente dal fare il benché minimo accenno circa la motivazione di tale urgenza.
Alle successive ore 12.38, precisamente al progressivo 12012, PROSCENIO Domenico
dall’utenza 333/6162216 RIT 655/05, contatta IARIA Antonio, nato a Melito Porto Salvo il
02.06.1972, detto appunto “Pasta Gialla” e gli dice che ha ricevuto la telefonata del cugino Ciccio,
“quello di Reggio” il quale aveva richiesto un incontro con lui (il Pasta Gialla, appunto). IARIA si
dimostra favorevole a tale possibilità precisando, però, che sarebbe meglio (probabilmente vuole
intendere “più sicuro”) se “salisse Ciccio” per incontrarsi, concludendo di aspettare nel contattarlo a
dopo gli accordi che avrebbero preso di persona dopo la loro conversazione telefonica.
Di seguito la trascrizione integrale della conversazione:
ANTONIO
Pronto
DOMENICO
Dove siete gialla pa..
ANTONIO
A casa
DOMENICO
E, volevo dirvi, mi ha telefonato mio cugino, quello di Reggio, che vi voleva, non
so perchè vi vuole
ANTONIO
Cugino ??
DOMENICO
Ciccio, quello grosso, la quello....
ANTONIO
Mannai non mi viene in mente ora... ah!
DOMENICO
Eh
ANTONIO
Eh, e dove lo prendo ora io
DOMENICO
No, no, dice che domani viene, sennò vi do il suo numero, gli telefonate e vi mettete
d'accordo voi e lui
ANTONIO
A domani sale?
DOMENICO
No, ha detto che sale, senno ha detto che vi vediate, gli ho detto io, ora vedo se trovo
il numero, gli ho detto io, sennò in caso, gli ho detto io, glielo do a lui e ti telefona, e
gli telefonate voi
ANTONIO
E' meglio se sale
DOMENICO
Eh, ma lui mi ha detto che sale, si però ha detto che deve sapere a che ora. lui per le
3 ha detto se vi va bene a voi
ANTONIO
Va bena va
DOMENICO
Ah?
ANTONIO
Va bene
DOMENICO
Allora domani gli dico che salga lui?
ANTONIO
Umh
DOMENICO
E va bene, ora gli chiamo e glielo dico
ANTONIO
E va bene ci vediamo più tardino e poi vi dico, va
DOMENICO
Allora ci ...aspetto allora e ci vediamo più tardi?
ANTONIO
Si si si
DOMENICO
E va bene va
ANTONIO
Statevi bene
ALLEGATO 33AC
Nella stessa data, al progressivo 12023 dall’utenza 333/6162216 RIT 655/05, viene registrata
un’altra conversazione: PROSCENIO Domenico telefona a IARIA Antonio (il "Pasta Gialla") per
chiedergli dove si trovi. IARIA Antonio risponde che si trova “per la Marina”. PROSCENIO afferma di
aver visto la sua auto alla "buccatedda" ; a quel punto IARIA lo interrompe e con tono velato dice: "Eh
la macchina ... e ... ci vediamo". PROSCENIO capisce cosa vuole fargli capire IARIA Antonio e lo
saluta.
Questa la conversazione:
ANTONIO
Pronto
DOMENICO
Dove siete?
ANTONIO
Eh, per la marina ( per sotto)
DOMENICO
Ho visto la macchina alla "boccatella", ho detto io, siete là
ANTONIO
E la macchina...emm..
DOMENICO
Ah, va bene, va bene
ANTONIO
Eh, ci vediamo va
DOMENICO
Va bene
ANTONIO
Ciao
DOMENICO
Ciao, ciao
ALLEGATO 33AD
L’analisi della conversazione dimostra un comportamento circospetto dello IARIA; alla richiesta
del PROSCENIO che dice di aver visto la sua autovettura e di dedurre che il suo utilizzatore (appunto lo
IARIA) sarebbe potuto essere in zona, IARIA Antonio si preoccupa immediatamente di stoppare il suo
interlocutore; lo IARIA dimostra di non aver gradito di essere stato “visto” dal suo compare per il
tramite della sua autovettura parcheggiata alla “bocchetta”, per cui rimanda ogni discorso a momenti
successivi.
In data 02.02.2006 al progressivo 12028 sull’utenza 333/6162216 RIT 655/05, PROSCENIO
Domenico chiama ROMEO Francesco. A telefono in trasmissione si sente Proscenio dire "Mi arriva la
roba, è arrivata ieri sera”; successivamente risponde Romeo Francesco ed a quest'ultimo gli dice che
non lo ha chiamato prima poiché con “quello” si è incrociato due - tre volte e dice che gli telefonerà
domani per comunicargli con precisione gli accordi, e gli riferisce che non vuole neanche parlare per
telefono :
FRANCESCO
Pronto
DOMENICO
Oeh
FRANCESCO
Mio cugino, allora?
DOMENICO
E allora, tu?
FRANCESCO
Ma, sono qua
DOMENICO
E noi siamo qua buttati... non ti ho chiamato prima perchè ci siamo incrociati due
tre volte con quello
FRANCESCO
Eh
DOMENICO
Telefono domani e ti dico preciso
FRANCESCO
A va bene allora
DOMENICO
No perchè lui no...poi gli ho chiamato..quando ci siamo incontrati l'ultima volta
poi, è uscito...umm non era solo...inc...
FRANCESCO
A ho capito
DOMENICO
E hai capito? non voglio nemmeno che parliamo per telefono perchè già...
FRANCESCO
Va bene
DOMENICO
No, e comunque se quelle cose ti telefono domani mattino, perchè lui domattina mi
di...si.... perchè ora non è qua
FRANCESCO
Va bene
DOMENICO
se rientra ti telefono e ti dico, va bene?
FRANCESCO
Va bene, va bene
…omississ dalle 21.04.45 alle 21.05.19
DOMENICO
Allora ci sentiamo domattina, va bene?
FRANCESCO
Va bene
DOMENICO
Tu aspetta la mia telefonata
FRANCESCO
Ok
DOMENICO
Va bene?
FRANCESCO
Ok
DOMENICO
Ciao, saluta a tutti a casa
FRANCESCO
Sarai servito, ciao
DOMENICO
Niente figurati ciao ciao
ALLEGATO 33AE
In questa conversazione si rafforza sempre di più la convinzione che gli interlocutori possano
trattare qualcosa di illecito, verosimilmente sostanza stupefacente; infatti, poco prima dell’inizio della
conversazione, ma con il telefono in trasmissione quindi di fatto intercettato, si sente la voce di
PROSCENIO Domenico che dice “Mi arriva la roba, è arrivata ieri sera”; a ciò si aggiunga il rifiuto
perentorio di “parlare a telefono” (è evidente il timore che le conversazioni vengano ascoltate). E’
agevole argomentare che, se una persona deve vedersi con un’altra solo per parlare, affermando di non
voler discutere per telefono “perché già…” (cioè perché hanno già parlato troppo), l’oggetto della
conversazione non può che essere qualcosa di illecito, di cui non si vuole parlare per telefono ma che è
preferibile discutere di persona, pena il rischio di essere intercettati dalla P.G. ed arrestati. Se a queste
affermazioni si aggiunge la frase “Mi arriva la roba, è arrivata ieri sera” detta prima ancora che la
conversazione abbia inizio (PROSCENIO si illude di non essere ascoltato se non dopo che dall’altra
parte del “filo” qualcuno alzi la cornetta e risponda) la deduzione che se ne può trarre è una sola: al
telefono il PROSCENIO non vuole parlare perché l’argomento della loro conversazione è una partita di
stupefacente che sta per giungere nella materiale disponibilità dello stesso, droga che deve consegnare o
a proposito della quale egli deve discutere con il ROMEO.
In data 03.02.2006 al progressivo 12031 dall’utenza 333/6162216 RTI 655/05 PROSCENIO
chiama ROMEO Francesco e gli dice che lo ha visto e gli chiede se vuole salire e Francesco dice che se
c'è lui sale e PROSCENIO dice che c'è e che per mezzogiorno si incontrerà con lui durante il tragitto per
andare a riprendere la figlia.
Questa la conversazione:
FRANCESCO
Mio cugino
DOMENICO
Oh, la bellezza, tutto apposto?
FRANCESCO
Tutto bene, tu?
DOMENICO
Mah, fa, fa caldo mannaia...
FRANCESCO
Siamo ad agosto qua, con questo tempo..
DOMENICO
Ma è vero, è pazzesco
FRANCESCO
...inc... il fresco ...inc..
DOMENICO
Senti che ti dico...l'ho visto e ha detto se vuoi salire tu
FRANCESCO
eh, io se ce salgo
DOMENICO
No c'è, però, ora poi a mezzogiorno vado e parlo con lui
FRANCESCO
Eh
DOMENICO
Ora quando quando...un altro pò..che ora sono tornato io e poi con me ci
incrociamo per strada che io devo scendere per prendere a francesca forse è ai miei
cognati
FRANCESCO
Va bene va ..inc...
DOMENICO
Mentre che ...inc... per strada ti dico, poi ti dico il coso com'è...per ...tu verso che
ora vuoi salire..verso le tre?
FRANCESCO
E verso le tre volevo salire io
DOMENICO
Eh va bene allora ora ap....ti faccio io uno squillo, dai, ora ehm..... e vado la e
parlo con lui per bene dai
FRANCESCO
Va bene
DOMENICO
Che l'ho visto stamattina un minuto...va bene?
FRANCESCO
O.k.
DOMENICO
Ciao Ciccio
FRANCESCO
...inc... ciao e grazie
ALLEGATO 33AF
In data 03.02.2006 al progressivo 12035 dall’utenza 333/6162216 RIT 655/05, PROSCENIO chiama
ROMEO Francesco; quest'ultimo dice di trovarsi già in strada mentre Proscenio riferisce che sta
scendendo con lui qualcuno (probabilmente Nino “Pasta Gialla”); convengono di incontrarsi per strada.
FRANCESCO
Pronto
DOMENICO
Eh allora
FRANCESCO
Ouh, vedi che sono per strada io
DOMENICO
Ah, e perfetto, perfetto, io, io ora sto scendendo pure io. io ora sto partendo
FRANCESCO
Eh ...inc...
DOMENICO
Eh, ma io sono con lui, non io sono con lui già, sono qua con lui, lui dice che
FRANCESCO
Umh
DOMENICO
ah...che...esce lui a metà strada e vi vedete dove volete
FRANCESCO
Va bene, va bene ...inc... ci vediamo per strada allora o.k.?
DOMENICO
va b...si si ciao ciao
FRANCESCO
Ciao ciao
ALLEGATO 33AG
In data 03.02.2006 al progresivo 12036 dall’utenza 333/6162216 RIT 655/05, PROSCENIO chiama
IARIA Antonio (alias Nino “Pasta Gialla”) con un’espressione dialettale ("sutta alla cruci, mi dissi cu
nisciti alla strada quassutta allu biviu"), IARIA chiede conferma al suo interlocutore se il posto
convenuto è “sotto la croce, al bivio” e Proscenio conferma aggiungendo il particolare “la croce di San
Lorenzo” e di uscire sotto la strada e di aspettarlo là che lui sta arrivando.
ANTONIO
Pronto
DOMENICO
Oei
ANTONIO
Ouh
DOMENICO
Eh, sotto alla croce, ha detto di uscire nella strada, qua sotto al bivio
ANTONIO
Alla croce, dov'è?
DOMENICO
No alla croce di San Lorenzo du. du.....
ANTONIO
Ah si
DOMENICO
Eh, uscite che sono nella strada e li aspettate li che loro stanno arrivando, va bene?
ANTONIO
Ciao
DOMENICO
Ciao.
ALLEGATO 33AG
In questa conversazione gli interlocutori fissano un appuntamento .
Analizzando nella totalità le conversazioni qui in trattazione ci si avvede immediatamente che l’oggetto
di questo complesso incrocio di contatti telefonici, sempre improntati alla massima cautela, sia un
qualcosa di illecito. Ciò è facilmente desumibile da diversi elementi, primi fra tutti dal fatto che mai si
parla dell’oggetto dell’imminente incontro, che mai si fa riferimento a persone direttamente, ma sempre
a mezze parole, mediante vaghe allusioni, essendo sempre ben attenti a non pronunciare mai nessun
nome (es. “sono con lui” per intendere il “Pasta Gialla”).
Quanto sopra, messo a sistema con la fatidica frase, pronunciata mentre il telefono è in
trasmissione, “Mi arriva la roba, è arrivata ieri sera”, lascia pochi dubbi circa la natura dell’affare che
ROMEO sta per concludere in strada (salendo per Roccaforte del Greco, dalle parti di Bagaladi) con
IARIA Antonio (il “Pasta Gialla”, appunto) essendo arrivato a lui per il tramite di PROSCENIO che ha
fatto da tramite, stando sempre bene attento a non parlare per telefono di qualsivoglia elemento utile a
rappresentare l’oggetto dei loro traffici, cioè sostanza stupefacente.
Roccaforte del Greco, 03.02.2006.”
Proscenio Domenico fa da tramite tra Romeo Francesco, che ha bisogno di qualcosa e
Iaria Antonio detto “pasta gialla” che questo qualcosa deve fornirgli.
Il 2\6\06 mentre Proscenio sta per parlare con Romeo al telefono la sua voce fuori
campo rende noto agli inquirenti in ascolto che gli e’ arrivata la roba. Subito dopo
Proscenio fissa un appuntamento con Romeo a cui si reca con Iaria Antonio . Deve
ritenersi che la roba arrivata e a cui si e’ sempre fatto riferimento con toni criptici
sia sostanza stupefacente che Proscenio e Iaria stanno per consegnare , almeno in
parte, a Romeo Francesco .
Nulla si sa della quantita richiesta da Romeo Francesco e dunque, in assenza di altri
elementi e di notizie peculiari su Romeo Francesco non puo’ affermarsi che Romeo la
abbia ricevuta a fini di successivo spaccio.
Diversamente sulla ricezione e detenzione a fini di successiva cessione per Proscenio
e Iaria Antonio non vi sono margini significativi di dubbio.
In ultimo la posizione di Trapani Andrea.
Si legge nella richiesta:
“ Durante le fasi dell’indagine sono state registrate conversazioni riconducibili ad un traffico di droga
anche sull’utenza 340/1406931 RIT 1620/05, intestata a TRAPANI Andrea.
Monitorato: 3401406931
Registrazione:
35892
Ora registrazione:
09/10/2006 11.55.43
Interlocutore
+393494938282
Sintesi:
Trapani parla con un uomo che dice che sta tornando da Messina. Trapani chiede se quell'amica è
tornata (lo dice in maniera criptata volendo intendere qualcosa di diverso rispetto ad un essere umano di
sesso femminile) ed infatti Andrea ad un certo punto della conversazione nel chiedere se “l’amica” fosse
tornata, riceve in risposta che non solo è tornata (intendono se ne ha nuovamente disponibilità) ma l’ha
vista proprio la mattina del giorno della loro conversazione. Trapani continua affermando che per lui
potrebbero anche incontrarsi la stessa sera, aggiungendo che anche lui ha “trovato quella femmina" ed è
per questo che lo ha chiamato, in modo tale che il suo interlocutore possa prenderne. L’interlocutore
ancora in maniera criptata continua dicendo che quel giorno aveva “conosciuto un’altra”. La
conversazione tra i due, dunque, si snoda tra una serie di mezze parole convenzionali ma che non sono
sufficienti a nascondere il reale oggetto della loro conversazione; parlano di “femmine” come stessero
argomentando di qualcosa che può essere visto a loro piacere e che può anche essere scambiato.
Emblematica è la parte finale del colloquio dei due trafficanti quando, nel salutarsi vicendevolmente,
fissano l’appuntamento nell’ambito del quale il primo avrebbe presentato al suo interlocutore la
femmina che ha conosciuto (cioè la sostanza stupefacente che lui commercia) e il secondo avrebbe fatto
viceversa con la sua “femmina” (vale a dire la sostanza che tratta lui). Il linguaggio criptico viene
facilmente decodificato letto nel modo qui sintetizzato.
Di seguito la trascrizione integrale della interessantissima conversazione:
Uomo
pronto!
Andrea
San Gianni
Uomo
Ou San Gianni allora?
Andrea
Sempre che riposate siete.
Uomo
No e sono per Messina sto tornando ora
Andrea
E verso che ora tornate?
Uomo
E non sò, ancora non sò perchè forse prendo la caronte perchè ora è partita, ora devo
aspettare che devo andare a Villa per vedere che ho il treno per Melito.
Andrea
E sentite che vi dico San Gianni quell'amica è tornata?
Uomo
E si è tornata l'ho vista pure stamattina
Andrea
E pomeriggio la possiamo vedere a questa?
Uomo
E ora magari gli telefono io poi vi mando un messaggio e vi dico
Andrea
Eh pure stasera c'è ne possiamo andare devo passare un minuto da casa portatela là
Uomo
E dopo vediamo, ma l'avete trovata a quella voi?
Andrea
A quella femmina?
Uomo
Eh!
Andrea
E vi ho chiamato apposta così voi prendete quella là,
Uomo
San Gianni ho conosciuto a una oggi!
Andrea
…incomprensibile…
Uomo
Quale donne …non comprensibile… ho conosciuto un pezzo di ....che sono rimasto
scioccato oggi!
Andrea
Eh!"
Uomo
mamma mia mi hanno portato ad una parte
Andrea
E comunque…voglio …non comprensibile… più tardi
Uomo
Va bene!
Andrea
Io vi presento a quella là e non comprensibile e voi mi presentate a quella là
Uomo
Va bene OK!
Andrea
Ci vediamo più tardi
Uomo
Va bene compare Andrea vi saluto
ALLEGATO 31A
Monitorato: 393401406931 - 1620/05 RIT
35909
Registrazione:
Ora registrazione:
09/10/2006 17.37.14
Interlocutore
+393494938282
Trapani parla con un uomo che gli dice di incontrarsi perchè ha telefonato all'amico per farlo scendere.
Si danno appuntamento alle 18 a Melito -vedi conversazione 35892 - 35914 35911 –
Trascrizione integrale:
TRAPANI
Pronto?
UOMO
Compare Andrea!
TRAPANI
Eih " san Gianni" (ndr compare)
UOMO
Dove siete?
TRAPANI
E.... ora sto andando fino a Melito
UOMO
E non ci vediamo ora? che gli ho chiamato all'amico
TRAPANI
Eh!
UOMO
E ora scendiamo
TRAPANI
E ci vediamo fra... verso le sei e un quarto, sei e qualcosa
UOMO
Minchia " san Gianni" quello ora ...inc... gli ho telefonato per farlo scendere
TRAPANI
Eh
UOMO
Non possiamo fare prima?
TRAPANI
Prima ho un mezzo impegno, compare Ciccio
UOMO
Mannaggia San Giovanni! che ora sono ora?
TRAPANI
Volete che facciamo una cosa più elegantemente?
UOMO
Eh
TRAPANI
Ci vediamo dopo delle 7 là fuori, a casa mia
UOMO
No no "san Gianni", quello sta venendo ora
TRAPANI
Eh compare Ciccio, io ho da fare ora
UOMO
E allora ci vediamo verso le 6, appena vi sbrigate però, compare Andrea, mandatemi un
messaggio voi
TRAPANI
Eh, e ci vediamo per Melito, va bene?
UOMO
Si però non tardate
TRAPANI
Va bene vi saluto
UOMO
Va bò vi saluto
ALLEGATO 31B
Monitorato: 393401406931 - 1620/05 RIT
35914
Registrazione:
Ora registrazione:
09/10/2006 18.38.11
Interlocutore
+393494938282
Trapani parla con Ciccio n.m.i. e gli dice che sta arrivando e si danno appuntamento vicino all'armeria; i
due avevano poco prima fissato per vedersi al parcheggio degli zingari (verosimilmente nell’area di
Melito in cui sorge il campo nomadi, notoriamente frequentato dagli stessi ROM ma anche da altre
persone) ma poi cambiano idea appunto perché c'è molta gente -vedi conversazione 35911 –
ALLEGATO 31C
La circostanza che i due cambiano posto perché c’è gente induce a ritenere che debbano scambiarsi
qualcosa di illecito, diversamente non avrebbe senso il darsi appuntamento in un luogo, peraltro molto
spazioso e dove con assoluta certezza può trovarsi posto per sostare con l’autovettura, per poi cambiare
repentinamente idea a causa dell’evidente timore di essere visti da occhi indiscreti. La considerazione è
una e chiara: si devono scambiare qualcosa che si ritiene poter essere della sostanza stupefacente.
Monitorato: 3401406931 - RIT 1620/05
37448
Registrazione:
Ora registrazione:
17/11/2006 13.30.54
Interlocutore
SMS:
+393494938282
San gianni servono una decina d cassette orror d quelle ke gli abbiamo dato a saverio xke oggi viene1a
prenderle cosi vediamo se facciamo qualcosa.me li trovate?
ALLEGATO 31E
Monitorato: 393401406931 – 1620/05
37449
Registrazione:
Ora registrazione:
17/11/2006 13.31.51
Interlocutore
+393494938282
Ciccio
Pronto?
Andrea
Compare Ciccio
Ciccio
San Già (ndr Compare/San Giovanni)
Andrea
Dove siete?
Ciccio
A Prunella
Andrea
Sentite.., non sono per qua compare Ciccio
Ciccio
E dove siete?
Andrea
Sono per Reggio
Ciccio
Ah, ma qualcosa, vi siete spostato
Andrea
No,no, no, ah?
Ciccio
Vi siete spostato?
Andrea
No, no, e che ora... una causa oggi e sono andato
Ciccio
Ah, e quindi oggi non tornate?
Andrea
No, eh.. torno in serata verso le 5,30 le 6
Ciccio
Ma mannaia a Dio
Andrea
Eh!
Ciccio
A me mi serviva, minchia che viene uno da Reggio oggi
Andrea
Ah?
Ciccio
Viene, viene un amico da Reggio
Andrea
Eh
Ciccio
Per quelle cassette che gli abbiamo dato allora a Saverio
Andrea
Eh
Ciccio
Questo qua è uno, compare Andrea, che... che vendiamo cassette internazionali, da
tutte le parti
Andrea
Eh compare Ciccio ma....
Ciccio
E non volevo perderlo
Andrea
E vedete
Ciccio
...inc...
Andrea
E vedete se può venire domani, compare Ciccio perchè vi dico e o..non c'è nemmeno mio
cognato per mandarvelo per darvele, perchè se c'era mio cognato vi dicevo io, andate la da
mio cognato, non c'è nemmeno mio cognato per potervelo mandare.
Ciccio
Ma e domani, gli dico di venire domani?
Andrea
Domani in serata
Ciccio
Domani in serata?
Andrea
Eh, e domani in giornata o nel pomeriggio, dovete venire voi a trovarmi, così ve li do,
perchè sono a piedi se no venivo io
Ciccio
Ah?
Andrea
Voi ditegli di venire domani sera
Ciccio
No e questo qua viaggia con il treno compare Andrea, questo qua oggi sapete a che
ora mi ha detto che veniva? Verso le 3, ora gli chiamo e gli dico di non venire, di
venire domani, lo sapete p..
Andrea
Che venga domani ditegli.
Ciccio
Se no domani verso le 3
Andrea
Eh e poi
Ciccio
...inc... più tardi
Andrea
E. "e mi vi dicu" però dovete venire voi domani mattina a trovarmi
Ciccio
Minchia e sono a piedi io
Andrea
E compare Ciccio, qualche mezzo lo dovete trovare perchè io pure sono a piedi, parlo
chiaro, lo sapete che sono a piedi
Ciccio
Ma, ma questo qua non è che lo potevi trovare, poi magari trovavo io come scendere,
quanto per arrivare la alla stazione per offrirgli il caffè e per andarmene, cioè per passare da
voi, per andare là alla stazione in qualche maniera, perchè la mattina sono a piedi io,
pomeriggio potevo fare qualche salto, non so, sempre verso quell'ora, ma si deve trovare
prima perchè questo qua non sta, 10 minuti sta la alla stazione e se ne va
Andrea
Allora compare Ciccio facciamo una cosa, domani mattina vi faccio sapere perchè ora non
vi so dire niente, ora non sono nemmeno a Melito e non so nemmeno se, mio cognato non
è nemmeno a casa mio cognato che è qui a Reggio a lavoro e poi vi faccio sapere
Ciccio
Allora però compare Andrea vedete, a parte "la coglionella" se no, cioè meglio che ci
siete pure voi avete capito, se no vado da qualche altro e vedo, cioè io, cioè parlo
chiaro, meglio che ci siete voi, quello che è poi..... avete capito?
Andrea
Compare Ciccio vedete che domani vi so dire, ora non ho che dirvi più
Ciccio
E va bene, allora fate così, domani mattina vedete voi per trovare 10 cassette quanto
gliele do per vederle lui, "mi vidi mi ci vanno a para" che poi lui tempo due tre giorni
mi chiama e viene con le "fiches" e poi vediamo
Andrea
Ma compare Ciccio, quale cassette dite?
Ciccio
Quelle di Saverio che siamo venuti allora con Saverio, avete capito?
Andrea
Quelle d'orrore là
Ciccio
Ah?
Andrea
Quale cassette dite?
Ciccio
Quelle che siamo venuti allora con Saverio, non vi ricordate?
Andrea
Si, si compare Ciccio ho capito, comunque ci vediamo domani dai
Ciccio
Eh va bene vi saluto
Andrea
Ciao.
ALLEGATO 31F
La conversazione appena riportata non lascia dubbi circa il suo reale riferimento, infatti innanzitutto
parlano di “cassette internazionali” dice Ciccio ma TRAPANI ne sconosce l’esistenza, alla titubanza
del TRAPANI Ciccio dice che sono come quelle che hanno dato a Saverio (quindi è doveroso rapportare
questa conversazione a quella intercettata sulla medesima utenza in data 27.10.2006 cioè quando
TRAPANI Andrea chiama tale Saverio e gli ricorda che gli deve portare il “telefonino” perché devono
venire a prenderselo), Saverio dice di essere sul treno, TRAPANI si indispettisce e si danno
appuntamento per lunedì. Anche in questo caso c’è un maldestro tentativo di dissimulare il reale
significato di alcune espressioni dietro parole di circostanza, come “cassette internazionali”, parole che,
peraltro, non sono neanche intellegibili all’altro interlocutore che comprende il reale significato
dell’oggetto da mostrare a questo “amico di Reggio” solo quando Ciccio fa riferimento ad un tale
“Saverio” e a quanto a questi era stato dato. Andando a riprendere la conversazione con Saverio e data
la sostanziale differenza dell’oggetto del contendere (prima si parla di telefonino poi di cassette), si può,
anche in tal caso, ipotizzare che si tratti di un movimento di stupefacenti. Tale tesi è acclarata dalle
successive conversazioni che adesso si riportano.
Monitorato: 3401406931 - 1620/05
Registrazione:
37465
Ora registrazione:
18/11/2006 11.17.50
Interlocutore
+393494938282
SMS
San gia allora? le avete trovate le cassette?
ALLEGATO 31G
Monitorato: 393401406931
Registrazione:
38428
Ora registrazione:
03/12/2006 15.20.28
Interlocutore
+393494938282
SMS
e@0h* @ M pare ndria gli ho chiamato al mio amico di Reggio e nn vuole piu niente ke gia ha
provveduto xke e passato troppo tempo da quando me l'ha detto e ora c'è.
ALLEGATO 31H
Monitorato: 393401406931 - 1620/05
38429
Registrazione:
Ora registrazione:
03/12/2006 15.21.21
Interlocutore
+393494938282
SMS
…bloccate tutto che per ora non so a ki darla informate a vostro cugino. Se mi serve ve lo dico.
ALLEGATO 31I
Questi sms (messaggi di testo) riconfermano in maniera assolutamente chiara che i due soggetti non
stanno certo parlando di cassette ma di sostanza stupefacente; infatti nella conversazione nr 37448 è
Ciccio che dice ad Andrea che loro (si intende Ciccio) vendono casette internazionali, in questi sms
Ciccio chiede ad Andrea se ha trovato le cassette (quindi improvvisamente cambia il venditore), poi in
un altro sms riferisce che non ve n’è più bisogno perché, essendo passato ormai troppo tempo, non gli
interessa più, anche perché al momento ne ha a sufficienza (i due sms giungono disuniti ai progressivi
38428 e 38429), per cui è opportuno bloccare il traffico perché al momento ne ha e “non so a chi
darla”. Insomma da cassette (plurale) nel prosieguo si parla di un qualcosa che indicano al femminile
singolare (darla).
Le conversazioni e gli sms esaminati attestano che Trapani Andrea e l’interlocutore
non identificato stavano per fornire una partita di droga ( cassette internazionali)
dello stesso tipo di quella poco prima fornita a tal Saverio ( e indicata come
“telefonino”) di cui pero’ Trapani si procura la disponibilita’ quando ormai il cliente si e’
approvvigionato altrove. Vi e’ gravita’ indiziaria del fatto che Trapani Andrea e’
persona che commercializza stupefacente di tipo non identificato e che ha abituale
accesso a fonti di approvvigionamento non identificate. Il reato di cui al capo F-bis va
riqualificato per l’indagato come art. 73 DPR 309\90-
Il reato di cui al capo F-Bis
Si conviene con il P.M. che il traffico di sostanze stupefacenti è, da sempre, uno dei
maggiori business per la criminalità organizzata in cui le più potenti organizzazioni
criminali hanno operato e tratto un buona parte del loro profitto illecito. E
probabilmente da questo remunerativo affare non sono stati certo estranei i gruppi
criminali di Roccaforte del Greco, centro che ha dato i natali a due dei maggiori
trafficanti di droga quali MAESANO Santo e SQUILLACI Oreste Giovanni.
Vi e’ pero che in questo procedimento gli elementi indiziari sono quelli appena
esaminati in occasione dei singoli episodi di cui all’art.73 DPR 309\90 , con le
conclusioni a cui si e’ di volta in volta in giunti.
Tutto questo per dire che se pur la giurisprudenza ha piu’ volte chiarito che la
struttura associativoa di cui all’art. 74 DPR 309\90puo’ essere anche rudimentale ,
semplice, nel caso di specie di struttura associativa non vi e’ significativa traccia.
Vi sono singoli indagati che, talvolta da soli , talvolta in concorso con persone non
identificate, o con altri indagati, danno vita a singoli episodi di cessione e\o acquisto a
fine di cessione di sostanza stupefacente. Non vi e’ traccia di sistemi collaudati di
operativita’, di rapporti stabili, di quel minimo di struttura articolata, della presenza
di un pactum sceleris , tratti idonei a dare vita a una forma di attivita’ delittuosa
condotta in modo associato.
La richiesta per il reato di cui al capo F-bis non puo’ essere accolta non sussistendo
gravi indizi del fatto di reato
Possono ora esaminarsi gli elelemnti precipuamente dedotti a sostegno delle
contestazione di cui ai capi A) e B) che vanno letti anche tenendo conto di
quantosin qui enersi sui singoli reati esaminati.
L’associazione di cui al capo A)
La cosca Zavettieri – I singol associati – Le attivita’ illecite
Scrive il P.M.
“Come già anticipato, sul territorio di Roccaforte del Greco e Roghudi insistono due diversi gruppi
criminali, in passato impegnati in una faida, oggi “federati” in nome di una più proficua gestione degli
affari illeciti. Si riporteranno di seguito le principali risultanze relative agli associati riconducibili alla
fazione degli Zavettieri”.
MAESANO SALVATORE
Dopo la morte di PANGALLO Antonino, a Roccaforte del Greco il personaggio di
maggiore spessore rimasto è certamente MAESANO Salvatore, detto Arciprete. A
tale deduzione si arriva sulla scorta delle dichiarazioni del collaboratore MESIANO
Carlo e dell’attività investigative poste in essere.
In primo luogo si richiama quanto gia’ dedotto sui singoli reati contestati a Maesano
Salvatore, dal reato di cui all’art. 513 bis c..p. al reato di cui all’art. 629 c.p. ( tutti
aggravati ex art. 7 L. 203\91) ai reati in tema di armi e di violazione della normativa
sugli stupefacenti per cui si e’ ritenuta la gravita’ indiziaria a carico dell’indagato.
Successivamente si valuteranno le singole conversazioni da cui emerge il ruolo in
concreto svolto dall’indagato.
In data 29.09.2004, giorno della
340/2915400
morte di PANGALLO Antonino, sull’utenza
intercettata con RIT 865/04 alle ore 22.27 progressivo 1546, viene
intercettata una conversazione tra MAESANO Salvatore e un interlocutore maschile
indentificato in PANGALLO Maurizio, nato a Melito Porto Salvo il 15.09.1988 di cui si
riporta la trascrizione integrale:
Monitorato: 3402915400
Registrazione:
1546
Ora registrazione:
29/09/2004 22.27.49
Interlocutore
+393396944215
Maurizio: pronto!
Maesano:Maurizio?
Maurizio:Chi è?
Maesano:Tuo compare sono!
Maurizio:A compare Turi scusate.
Maesano:Io ora sono arrivato, ma dove siete?
Maurizio:E qua, mio padre è qua alla caserma dei carabinieri che lo stanno interrogando.
Maesano:Ancora!
Maurizio:E da allora.
In sottofondo si sente la voce di MAESANO Salvatore che dice “Mannaggia la colonna”
Maesano:Vabbè se dovessero ritardare fammi un colpo di telefono hai capito.
Maurizio:va bene.
Maesano:Ma è andato l’avvocato pure non sai?
Maurizio:Non so perché siccome prima hanno chiamato a mio zio Giovanni.
Maesano:Mhmm
Maurizio:E poi lui è andato a paralre subito con l’avvocato
Maesano:E!
Maurizio:E però poi gli portano cose
a mio zio Giovanni ( gli stanno muovendo delle
contestazioni)
Maesano:Va bene! Va bene comunque se ritarda mi chiami dai.
Maurizio:Va bene vi chiamo su questo numero qua?
Maesano:Si su questo!
Maurizio:Vi saluto compare.
VEDASI ALLEGATO 3A
Nella conversazione appena esaminata MAESANO Salvatore rivela preoccupazione per
gli accertamenti che i carabinieri stavano svolgendo e raccomanda a tale Maurizio di
fargli sapere. Questo ultimo dice che a suo padre lo stavano interrogando i carabinieri
mentre “gli portano delle cose a suo zio Giovanni”. In effetti nelle prime battute delle
indagini, PANGALLO Giovanni, zio di Maurizio (PANGALLO Giovanni e PANGALLO
Domenico padre di Maurizio sono fratelli) e’ stato tra i primi sospettati.
Durante il monitoraggio dell’utenza in uso a MAESANO Salvatore, oltre alla gestione
di un traffico di sostanze stupefacenti di cui si e’ detto, oltre all’uso delle armi per
ribadire la sua capacita’ di controllo del territorio, oltre al controllo degli appalti sono
emersi dei contatti con altri personaggi, tutti gravitanti
nel contesto criminale e
facenti parte della Cosca ZAVETTIERI mentre non sono stati registrati contatti con
personaggi vicini alla cosca PANGALLO – MAESANO- FAVASULI.
In data 30.09.2004, sempre con RIT 865/04 viene registrata la seguente
conversazione tra MAESANO Salvatore e ATTINA’ Paolo che si riporta di seguito.-
Monitorato: 393402915400
Registrazione:
1567
Ora registrazione:
30/09/2004 19.04.19
Interlocutore
+393496735207
Attinà Paolo chiama a Salvatore. Si danno appuntamento per la serata. All’incontro parteciperà anche “Gianni”.
Tale contatto avviene il giorno dopo la morte di PANGALLO Antonino. E’ probabile che gli indagati si
siano incontrati al fine di discutere delle vicende dell’organizzazione alla
luce del recente fatto
delittuoso, tesi avvolorata dalla circostanza che ATTINA’ Paolo si recherà all’incontro con “Gianni”
(Ndr PANGALLO Giovanni).
Monitorato: 393402915400
Registrazione:
1598
Ora registrazione:
04/10/2004 23.21.59
Interlocutore
+393479693486
"IN AMBIENTALE, mentre effettua una telefonata, si sente conversare Salvatore. Lo stesso chiama al
numero di PANGALLO Domenico, ma lui non risponde. Salvatore parla in sottofondo dicendo che lui
nell'ottantanove è andato in pizzeria quinidi non si sono caricati, sono stati fermi, poi continua dicendo
che nel 1990 ad inizio anni ’90 si votò, fecero l'amministrazione, fecero le cariche e poi l'attaccarono
dopo tre o quattro mesi, quindi Salvatore dice che sicuramente è stato nel 1991”.
VEDASI ALLEGATO 3C
Dalla conversazione si apprende che già nel 1990
MAESANO Salvatore era
personaggio di rilievo . E’ lo stesso Maesano a dire che nel 1990, dopo le elezioni,
hanno “fatto” le cariche (ndr comunali) e poi li hanno arrestati. MAESANO Salvatore,
come accertato dalla P.G., non ha mai fatto parte di amministrazioni comunali, quindi
con la frase “abbiamo fatto le cariche”, si riferisce al totale controllo mafioso delle
amministrazioni comunali. Di seguito la trascrizione del passaggio in questione:
Turi:- MAESANO Salvatore;
Uomo: Persona di sesso maschile non meglio identificata:
Uomo: Tre - quattro mesi e ci hanno arrestato verso Agosto Settembre.
Uomo: 2 No all’ 1989
Turi:No nel 1989 me ne sono andato dalla pizzeria e quindi per un anno, un anno e mezzo sono
stato fermo; noi ci siamo candidati; abbiamo cominciato a candidarci all’inizio del 1990, abbiamo
fatto l’amministrazione , abbiamo fatto le cariche e poi ci hanno arrestato dopo 3- 4 mesi.
Uomo: Non comprensibile
Turi:quindi è 91 sicuro
Uomo: non comprensibile pure Peppe ATTINA’
Il dato emerso dalla conversazione fuori campo appena richiamata trova eco nelle
dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia. Mesiano Carlo afferma che
MAESANO Salvatore controlla
diverse attività
economiche del comprensorio di
Roccaforte del Greco (RC), in particolare che è di fatto proprietario della ditta di
PANGALLO Francesco, e che è anche proprietario del Bar ATTINA’ sito in Corso
Garibaldi di Melito di Porto Salvo. Tale affermazioni hanno trovato riscontro nelle
attività di intercettazione telefonica sul conto del personaggio in questione. Sul punto
si legge nella richiesta:
“A proposito del controllo del bar ATTINA’ da parte di MAESANO Salvatore, appare sintomatica la
conversazione registrata in data 07.10.2004 sempre dall’utenza 340/2915400 RIT 865/04
Monitorato: 393402915400
Registrazione:
1659
Ora registrazione:
07/10/2004 18.29.10
Interlocutore
+393395016188
Salvatore chiama al sig.ra BALDASSAR Giuseppe, relativamente all'acquisto di alcune bottiglie di
Vallemburg Grappa da un litro e mezzo con bottiglia blu. Salvatore Maesano asserisce di essere
proprietario anche di un piccolo Bar in Melito Porto Salvo, Bar ATTINA'. IL BALDASSAR chiede
notizie sul bar, Salvatore chiede fra quanto tempo lui passa per comprare la merce. Poi continua dicendo
che lui non gestisce il bar, ma che lo stesso è gestito dal fratello.
Maesano: pronto il signor Baldassar Giuseppe.
BALDASSAR:Si.
Maesano:Chiedo scusa buonasera, senta io poco fa avevo chiamato alla Montessor.
BALDASSAR: Si!
Maesano:Che sono interessato… che avevo bisogno di acquistare un po’ di bottiglie blu di
vallemburg da un litro e mezzo, quella bottiglia blu.
BALDASSAR:Si!
Maesano:E mi hanno dato il vostro numeroeventualmente mi hanno detto o mi sapete indicare voi o di
mettermi in contatto con voi.
BALDASSAR:ma voi siete un privato si!
Maesano: No io ho un piccolo bar pure
BALDASSAR: di dove?
Maesano:di Melito Porto Salvo
BALDASSAR:Melito Porto Salvo, come si chiama il bar ?
Maesano:ATTINA’
BALDASSAR: Attina’…di blu da un litro e mezzo
Maesano:Si!
BALDASSAR: Ma c’è non so nemmeno se c’è quella piccola c’è.
Maesano:No quella grande voglio quella da un litro e mezzo.
BALDASSAR:Mhmm il bar come si chiama bar ATTINA’?
Maesano:Si!
BALDASSAR: va bene! E ninete passo a trovarvi poi.
Maesano:E ma tra quanto?
BALDASSAR: E fra quanto… dove si trova il bar preciso.
Maesano:Ma all’inizio del corso è , ma in tutti modi voi dove siete a reggio?
BALDASSAR:Si!
Maesano:perché altrimenti potrei passare io se avete qualche deposito non lo so
BALDASSAR:No io non sono grossista io sono l’agente non ho deposito
Maesano:Ah ho capito.
BALDASSAR: Dobbiamo fare l’ordine e vi arriva da Verona.
Maesano:Ah ho capito! E un minimo di quanto si fa grosso modo così mi regolo.
BALDASSAR:200 euro.
Maesano:200 euro…
OMISSIS DALLE ORE 18.30 54 ALLE ORE 18.31.33
VEDASI ALLEGATO 3D
In questa conversazione è lo stesso MAESANO Salvatore a dichiarare di gestire il bar ATTINA’ che
si trova a Melito di Porto Salvo, che è appunto quello appunto indicato dal collaboratore. “
Si rammenta che e’ stato ritenuto assista da gravita’ indiziaria, sia per Maesano che
per Attina, la vicenda delittuosa di cui al capo C- bis) .
Depone nel senso del ruolo attribuito all’indagato dal P.M. quanto dichiarato da
Mesiano Carlo quando descrive la cerimonia della sua affiliazione e premette e
chiarisce che fu autorizzata e voluta, congiuntamente,da Maesano Salvatore per il
gruppo Zavettieri e da Pangallo Antonino inteso ‘u Chiumbino per il gruppo MaesanoPangallo-Favasuli.
PANGALLO GIOVANNI, PROSCENIO ARNALDO, PROSCENIO DOMENICO
Le dichiarazioni di Mesian Carlo descrivono anche l’organigramma del sodalizio
Zavettieri.
Scrive il P.M.:
“A tale proposito, al fine di meglio chiarire la situazione, si riporta un stralcio dell’interrogatiorio del
collaboratore di giustizia Carlo Mesiano:poi c’è Giovanni Chechella, chiamato Chechella mi ha raccontato Pepè ROMEO, perché una
volta Chiumbino lo “furriato “ (inseguito) e sparato vicino alla carrozzeria vicino al cimitero di
Roccaforte del Greco che poi in questa carrozzeria ha comprato tutti i pezzi pepè ROMEO e ci
aveva messo Chechella, non mi sparare non mi sparare.
A: E’ chiaro il significato .
B: E questo fa pure parte ….poi ora ultimamente..
A: Questi PANGALLO qua sino più vicini a Turi MAESANO?
B: Sono vicinissimo affiliatissimi questi.
Quindi l’affermazione di PROSCENIO, secondo cui sarebbe logico, sulla base delle pregresse
vicende della faida, che la prima persona ad essere sospettata dell’omicidio di Pangallo Antonino sia il
Pangallo Giovanni si riferisce evidentemente a questa circostanza.”
In questa conversazione si conferma il rapporto che insiste tra PANGALLO Giovanni e PROSCENIO
Domenico ed inoltre che quest’ultimo sia a conoscenza dei fatti riguardati la faida e degli equilibri
interni ai sodalizi mafiosi in discorso. Come si è detto PANGALLO Giovanni è stato inizialemente
indagato nell’ambito del procedimento penale
4290/04 per l’omicidio di PANGALLO Antonino
(vedasi capitolo omicidio PANGALLO Antonino).
La conversazione che più delinea il quadro organizzativo attuale delle cosche di Roccaforte del
Greco si registra in data 11.01.2005 , allorquando al progressivo 420, sull’autovettura Fiat Uno
targata MI8Y5509 in uso a PANGALLO Giovanni, intercettata con RIT 1247/04 RGNR DDA
nell’ambito del proc pen 2113/04, ed avviene tra due persone di sesso maschile, identificate in
PANGALLO Giovanni e in PROSCENIO Arnaldo, sopra meglio generalizzati. La discussione verte
sulla nuova organizzazione dei sodalizi mafiosi della zona.
Il primo (PANGALLO Giovanni) si lamenta del fatto che ad ATTINA’ Paolo hanno dato la
“BASE”, la stessa carica cioè conferita a lui. Con la differenza, però, che lui questa carica l’ha
guadagnata sul campo, mentre ad ATTINA’ Paolo, l’hanno conferita “dopo che sono finite le
mbrischiatine” (ndr fine della faida)”; ed aggiunge che “se non era per questo a quest’ora neanche
picciotto era” (carica della Ndrangheta più bassa della base). Nel contesto della conversazione
PROSCENIO Arnaldo parla di un esposto che è stato presentato nei suoi confronti (circostanza
effettivamente accaduta, come si evince dalla relazione di servizio allegata alla scheda personale),
poiché alcuni vicini non volevano fargli costruire un balcone. A dire del PROSCENIO, tra i firmatari di
tale esposto figurava anche la mamma di ATTINA’ Paolo. A tale proposito il PROSCENIO dice di
aver avvertito la “Società” (l’organizzazione criminale).
Per una più chiara comprensione del concetto appena espresso si riporta la trascrizione integrale:
Giovanni:- PANGALLO Giovanni;
Ciccino:- PROSCENIO Arnaldo;
Giovanni: Non si vede nessuno!
Ciccino:Bravo, bravo ....
Giovanni:Non si vede nessuno perchè....
Ciccino:Non comprensibile
Giovanni:Si compare Ciccino, guardate io non dico insomma
Ciccino:Rispettiamoci
Giovanni:Ci rispettiamo perchè ognuno per carità
Ciccino:Ci rispettiamo
Giovanni:Per carità cose personali insomma poi ognuno fa quello che vuole che si comporti come vuole
che a me non interessa proprio.
Ciccino:Si, si....
Giovanni: Non c'è vi dico non c'è niente, vi ricordate quando vi ho detto io compriamo una porcella la
uccidiamo e c'è la mangiamo ma non c'è armonia compare Ciccio
Ciccino:Eh!
Giovanni:Non vi ho visto non vi ho parlato più non vi ho detto niente.
Ciccino:Non comprensibile
Giovanni:Non c'è Armonia compare Ciccio quando compriamo la porcella siamo andati l' poi quella
sembra offeso quell'altro ma andate a fare in culo.
Ciccino:Ma hhhh
Giovanni:Non c'è amore quando non c'è amore non c'è niente altrimenti prendevo un porcello da trenta
chili lo mangiavamo bevevamo scherzavamo.
Ciccino:Eh!!!
Giovanni: Facevamo gli scemi
Ciccino: 10, 20 persone
Giovanni:Eh!
Ciccino:Ci passavamo una giornata
Giovanni:Una giornata, ma una giornata ma insieme perchè insieme è una cosa diversa compare
Ciccino perchè le cose .
Ciccino:Eh!
Giovanni:Uno scambia un opinione diversa pure quando si è insieme si parla di tante cose
Ciccino:Allora allora.
Giovanni:Si scambiano opinioni pareri ma vaffanculo allora non facciamo niente lasciamo perdere
Ciccino:E io ci stavo a queste cose mi piace
Giovanni:Ma figuratevi compare Ciccino se non mi piacciono, vedete che a me dove sono festicciole
sono sempre presente
Ciccino:Vedete come faccio io no....non pensate io…
Giovanni:Figuratevi se non mi piace stare con gli amici con cui mi rispetto però non c'è vedete non c'è ,
non c'è niente compare Ciccino. Qua tra un pò se non capitano le male occasioni neanche ci vediamo
più.
Ciccino:Si, si E vero.
Giovanni: Se va così non ci vediamo , solo animali perchè siamo obbligati
Ciccino:Se no si fanno i doveri le cose
Giovanni: bravo.
Ciccino:Eh Eh.
Giovanni:Altrimenti...
Ciccino:Perchè senò.
Giovanni:Neanche lì ci vediamo più
Ciccino:Io dico che è un peccato vedete
Giovanni:Per me si compare Ciccillo perche io, a me sarebbe piaciuto che tornasse come vent'anni fà
per quanto.come la vedevo io cioè per come mi piaceva a me per come la sentivo io la cosa, volevo
tornare a vent'anni fà
Ciccino:Ma all' epoca quando si diceva una parola la sentivano quando dicevo una parola io si sentiva
la parola .
Giovanni:Ma è normale che la sentivano
Ciccino:Non comprensibile
Giovanni:Come no ci mancherebbe
Ciccino:Si sentiva la parola
Giovanni:eh eh
Ciccino:pure che era storta si sentiva
Giovanni:si sentiva si sentiva come non si sentiva
Ciccino:Avete capito
GiovanniSi sentiva ....:
Ciccino:Perchè io ero abituato con i vecchi vecchi Santi chiamati Santi
Giovanni:Con questi quattro .....ora uno si spaventa
Ciccino:Eh!
Giovanni:Non può fare più le battute uno non comprensibile
Ciccino:Li vecchi qua tutti li vecchi Non comprensibile
Giovanni:Certe volte compare Ciccillo non voglio perchè vedete la cosa non interessa perchè uno
quando...
Ciccino:Si si...
Giovanni:Allora sapete che succede le cose poi tendono sempre a ingarbugliarsi di più l'altra sera
eravamo c'era, nomino a questo perchè insomma, voglio dire è vicino a mè a Paoletto Lepro (Paolo
Attinà) parlava di cose una poco lui era basista di quando .. gli ho detto senti che ti dico tu la base
l'hai presa quando sono finite tutte le storie altrimenti neanche picciotto eri e quando mi hanno
dato la base a mè a me se mi hanno dato la base è perchè gli uomini di panza
Ciccino:Cristiani.
Giovanni:Me l'hanno data perchè me la meritavo ma questo prima di tutte stè cose quà vedi che a
me non mi devi fare discorsi che mi fai discorsi pippari tu hai preso quello che hanno preso quello
dopo alla fine quando hanno preso tutti tu sei come gli altri non cambi più di tanto tu quà stai
parlando di una vecchia stirpe la vecchia stirpe non facevi parte tu ero io
Ciccino:Lui ora lui ora alla mia assenza tutto proprio
Giovanni:Quando ero picciotto io di loro nessuno era picciotto di questi
Ciccino:No, no.
Giovanni:Di questi nessuno era picciotto nessuno in assoluto c'era cioè non mi ricordo quando
eravate in società voi che non comprensibile era picciotto mi avete mandato a Roccaforte per
chiamare a Peppe Tasi E non c'era nessuno io Lillino e Giovanni Maretta eravamo
Ciccino:questi qua.
Giovanni:Non comprensibile
Ciccino:Questi quà sono stati fatti alla mia assenza di quando ci hanno fermato per il fatto della
spazzatura là
Giovanni:Lo hanno fatto dopo picciotto
Ciccino:Dopo dopo
Giovanni: Dopo picciotto eravate libero quando lo hanno fatto picciotto era dopo quando hanno
fatto la pace compara Ciccio sentite a me quando hanno fatto la pace eravate libero sentite a me
quando hanno fatto la pace eravate libero voi eravate libero compare Ciccio
Ciccino: Quando gli hanno dato la base
Giovanni: Quando gli hanno dato la base era ora quando hanno fatto tutte le mbrischiatine (
miscugli) dopo la faida
Cicciono i:Si si.
Giovanni:Compare Ciccio all'epoca hanno fatto a tutti, A “Pietro Racina” (O Mancini) tutti la
base erano più c'è ne e meglio è .
Ciccino:Si si
Giovanni:Quindi quando è così che mi interessa a me che devo sentire più Compare Ciccio
Ciccino:Si si
Giovanni:Che devo sentire la coppola che a me hanno aspettato 10 anni e due...un anno che sono
dal carcere per prendere la base
Ciccino:No no..
Giovanni:Davvero scherziamo così che senso prendete e fate che me ne frego io me ne fotto che fate le
cose vanno per gradi non vanno così
Ciccino:L'altro giorno glielo avevo detto
Giovanni:eh... Che vieni e mi racconti tu a me ma apposta io
Ciccino:No...
Giovanni:Allora è meglio non parlare proprio. e meglio evitarle stè cose che facciano quello che
vogliono non mi interessa
Ciccino:Che fanno cercano di prendere la luna con le mani questi quà
Giovanni: Se quelli una volta mi hanno fermato là quelli là che gli ho dato la macchina a lui mi
hanno fermato al bar di Maru Rosario che ero picciotto che gli ho dato la mia macchina e
facevano rumore paese paese mi hanno fermato per 15 giorni un bordello mi hanno fatto lui che
sapeva di ntriglie e cazzi ......
Ciccino:Eh..
Giovanni: Che sapevano non sapevano nessuno niente loro sono partiti militare “Turennu” è
partito militare e non lo hanno voluto fare picciotto se vi ricordate
Ciccino:eh
Giovanni:Se vi ricordate
Ciccino:Si che mi ricordo
Giovanni:E non lo hanno voluto fare picciotto lo hanno fatto dopo che è tornato da militare
quando di tutti questi non c'era nessuno.
Ciccino:No, no. no.....
Giovanni:questi non sapevano nulla avevano vent'anni ancora non sapevano che mangiano...
Ciccino:No, ni è vero è vero Prendete ora che.-...
Giovanni:No ora compare Ciccio
Ciccino:A mè proprio
Giovanni:A me non mi tocca proprio, a me onestamente quando c'ero io loro dovevano mangiare latte
Ciccino:Si, si...A me se mi salutano io li saluto altrimenti a me neanche per l'anticamera di queste cose
quà io ho passato freddi ho passato freddi e caldi compare se quella capra dice che ha cent'anni quello
Giovanni:Loro non sapevano neanche che mangiavano fino a ora fino a 40 anni non sapeva neanche che
mangia
Ciccino:Si è bagnato con il... con il fuoco si levava
Giovanni:E andava girando ma non più di tanto che poi alla fine
Ciccino:Ma và ...non comprensibile
Giovanni:Ma sì la vita compare Ciccio
Ciccino:Non comprensibile
Giovanni:Si si lo sanno
Ciccino:lasciateli stare
Giovanni:No no.
Ciccino: Lasciateli stare compare.
Giovanni:Io rispetto le persone che mi rispettano il resto.....
Ciccino:Oh! E' fregatevene
Giovanni:Io ho fatto una scelta perchè a me poi non è che devono dare niente compare Ciccio non
interessa io le persone che rispettano ....li rispetto
Ciccino: Noi non abbiamo, abbiamo bisogno di tutti i personaggi
Giovanni:Si per carità
Ciccino:Allora voi i non è che si mangia il cervello
Giovanni:Ci mancherebbe
Ciccino: Tutti ognuno ha bisogno di un altro
Giovanni:Pure dello spazzino pure il peggiore....
Ciccino: Tutiii.....di tutti gli affari vostri non dovete dire a quello Scecco (asino) non glieli dovete dire
Giovanni:Anzi.....
Ciccino: E come altro ?
Giovanni:Quest'anno c'è posto
Ciccino:Eh!
Giovanni:Ma sì......E Mannaggia la vita ecco perchè non comprensibile Io ancora li voglio vedere
quando gli danno quattro schiaffi come stanno zitti
Ciccino:E va bene
Giovanni: Si sente una risata Mi ha detto una volta Ntoni Pelle al carcere Ciccio..
Ciccino:Si si
Giovanni:Compare Gianni Tutti si “nacano e si torciono” (si atteggiano) voglio vedere il banco di
prova questo è quando li spingono belli puliti poi vediamo chi sono e chi non sono tutti quelli fuori
che si nacano e si torciono (si atteggiano) quello e aveva ragione compare Ciccio.Ciccino:E aveva ragione
Giovanni:Il banco di prova è quello il banco di prova perchè poi bisogna vere il dopo
Ciccino:Si ma è così proprio così
Giovanni:Ma Don Ciccio è così e giusto che quello che vale tende a on valere e quello che non vale
tende a valere (le voci si accavallano) o all'incontrario però non penso che il tempo mi da ragione che
vale vale sempre
Ciccino:Ecco Bravo
Giovanni:Chi vale che è natura vale sempre
CiccinoSi si.:Senz'altro senza problemi .
Giovanni:Questo non c'è ombra di dubbio
Ciccino:Senza problemi
Giovanni:Chi non vale si vede che ha tempo mi darà ragione
Ciccino:Senò dovete dire che noi .
Giovanni:E poi questo mi parla io non voglio perchè mannaggia la miseria perchè le cose quando si
fanno sbagliate ti dicono ma tu perchè ci sei stato perchè poi quando uno si nausea che facciano quello
che vogliono perchè quello Maru lepro chi era carabiniere cos'era ?
Ciccino:No era niente
Giovanni:ma è perchè voglio dire compare Ciccio lasciamo stare certi discorsi,ma voglio dire uno non
parla ma poi ad ognuno gli gonfiano però.
Ciccino: Ma .....per tanti anni fermi i suoi la mamma di Paolo quando mi hanno denunziato che
ho fatto un balcone proprio....
Giovanni:eh eh!
Ciccino:Che mi ha chiamato il maresciallo là, tutti i tuoi eccoli quà la lista e nella lista c'era pure sua
mamma ne erano tanti là e tu per un non comprensibile
Giovanni:h1
Ciccino: E poi l'ho fermato da allora non che lo avevano fatto,
Giovanni:Non era prorpio ma forse qualche parola che dicevano .
Ciccino: Non comprensibile Poi ho detto che non succeda niente perchè lo sapevano tutti là, oltre al
fatto che non sanno niente
Giovanni:No certo eh!
Ciccino: Avete capito
Giovanni:Certo!
Ciccino: Lu......ora gli brucia il culo che non ho potuto vedere prorio prima sempre non comprensibile
Giovanni:Non comprensibile
Ciccino :Lui lo sapeva il fatto di sua mamma
Giovanni:Ora non lo può dire.
Ciccino:No ora non lo può dire
GiovanniLo so perchè parlavo
Ciccino: Si, si lo sò io non gli neanche domandato
Giovanni:No ma che interessi ha.
Ciccino:no no Fatti suo, lui lo sapeva .
Giovanni:Certo che lo sapeva come faceva a non saperlo
Ciccino: lo sapeva di quando lo sapevano tutti e allora (le voci si accavallano) che volevano , Gli
l'ho passata io per novità Mi hanno fatto così così e così gli ho detto alla sua mamma e tutti che
poi per la casa tutti quelli che hanno raccolto le firme là me l'ha data il Maresciallo no, Un
appuntato E mi ha dato una fotocopia Non ti lasciano fare il balcone guarda quà pure quello
Maru Nino Trapani di là sotto aveva firmato quello Maru Nino.
Giovanni:S, si....Quello Scecco (asino) si ho capito.
Ciccino:Quello scecco il suocero di mio nipote Rocco
GiovanniSi, si ho capito quel Ciuccio.
Ciccino: Quello di là sotto.
Giovanni:E Quello che c'entrava
Ciccino:A va bè Più firme c'erano e loro dicevano più pagavo
GiovanniChe Ciucci.
Ciccino: Tutti questo Rodà, Rodà il vecchio
Giovanni:Oh quest'altro co......
Ciccino:Eh!
Giovanni: Non comprensibile
Ciccino: A va bene tutti questi quà gli ho detto che non vi passa per l'idea a questo Paolo così
come vi stò dicendo a voi gli l'ho detto alla società tutta intera passa questo questo e quest'altro ,
gli hanno fatto l'appiattamento tranquilli Eh!
Giovanni: Si c'è stato in programma una casa da vomitare onestamente Onesto una cosa da
voltastomaco comunque
Ciccino:E va bè Non comprensibile
Giovanni: No Perchè ... a parte
Ciccino: Si. Ma Non comprensibile Ma quella è asciutta là sotto
Giovanni:Lì c'è la fiumara.
Ciccino:Mi sembrava che era bagnata là fuori
Giovanni: C'è la fiumara c'è assai umidità . Non comprensibile
Ciccino: Ah! Non comprensibile
Giovanni:No quella è di di là sotto.....
Ciccino:Eh!
Giovanni: Mi stò arrangiando
Ciccino: E va bene piano piano.
Giovanni: Mi passo il tempo compare Ciccino. Non comprensibile
Ciccino:Eh eh comapare
Giovanni Se c'è uno pure così che la tolgo
Ciccino: Eh! Eh!
Giovanni:E uno solo
Ciccino:Oh Bravo
Giovanni: Ed è a posto Non comprensibile Ora ci ritiriamo e poi mangio e lì c'è una messa forse C'è
messa ci sono monache forse .
Ciccino: Bene
Giovanni:Qualcosa c'è Ciao!
Ciccino:Vi ringrazio
Giovanni: Ciao ci vediamo
Ciccino: Si
Giovanni Ciao compare Ciccino
(VEDASI ALLEGATO 2A) “
La conversazione appena esaminata interviene tra Pangallo Giovanni e Proscenio
Arnaldo. Sulla identificazione del primo si richiamano i dati relativi all’autovettura su
cui e’ stata effettuata l’intercettazione ambientale , sulla identificazione del secondo
si rinvia alla scheda personale e al riferimento, verificato dalla P.G., all’esposto a
carico dell’indagato per la realizzazione di un balcone abusivo. Nel corso della
conversazione PANGALLO Giovanni si lamenta con il suo interlocutore, anche lui per
sua stessa ammissione facente parte della ‘ndrangheta, dei
nuovi
assetti del
sodalizio, in particolare della posizione assunta da ATTINA’ Paolo, detto Lepro, che è
stato fatto basista. PANGALLO stigmatizza il fatto che Paolo ATTINA’ sia stato
fatto basista dopo che sono finite “tutte le storie” (e possibile che il riferimento vada
inteso alla fine della faida) perché altrimenti allo stato attuale “neanche picciotto
era”.
PANGALLO rivendica il fatto che a lui “ la base” gliel’hanno data perché
meritevole e solo dopo essere uscito dal carcere (e’ dato che puo’ definirsi facente
parte del notorio giudiziario che nella Ndrangheta la detenzione carceraria
contribuisce ad accrescere la considerazione degli associati e
agevola passaggi di
grado) . E’ di tutta evidenza che chi parla, non sapendo di essere intercettato,
riferisce notizie relative al contesto di cui egli stesso fa parte, da tempo risalente,
per altro della cui genuinita’ non e’, in alcun modo, possibile dubitare. Nel discorrere di
Pangallo Giovanni non si colgono reticenze o millanterie ma, se mai, un autentico,
orgoglioso dissenso per la facilita’ con cui le cariche di ‘ndrangheta, al momento,
vengono attribuite. Allo stesso modo, assai significativo è il riferimento alla vicenda
dell’esposto relativo all’opera edilizia abusiva. PROSCENIO racconta che la mamma di
Attina’ Paolo , tempo addietro, insieme ad altri, lo ha denunciato per la costruzione
abusiva di un balcone. La circostanza e’ risultata veritiera come risulta dagli atti
presenti presso la Stazione Carabinieri di Roccaforte del Greco. Il dato rilevante si
coglie quando Proscenio
dice di
aver parlato della questione nella società
(ndrangheta) e che hanno fatto degli “appiattimenti” (questa procedura viene attivata
prima di un omicidio al fine di studiare le mosse della vittima). E’, anche questo, dato
che puo dirsi acquisito come notorio giudiziario che gli uomini di ‘Ndrangheta, per
risolvere questioni insorte fra loro, non possono rivolgersi agli Organi Istituzionali. Il
semplice esposto/denuncia relativo ad una costruzione abusiva e’ un fatto eversivo,
una
violazione delle “regole” interne di cui l’organizzazine deve essere informata.
Proprio in questo contesto Proscenio Arnaldo dice: “A va bene tutti questi quà gli ho
detto che non vi passa per l'idea a questo Paolo così come vi sto dicendo a voi gli l'ho
detto alla Società tutta intera passa questo questo e quest'altro, gli hanno fatto
l'appiattamento tranquilli Eh!” . Se ne puo’ dedurre che l’appostamento fatto nei
confronti di ATTINA’ Paolo era stato messo in atto al fine di eliminarlo o comunque
di punirlo, ipotesi rafforzata dalla risposta data da PANGALLO quando dice “Si c'è
stato in programma una cosa da vomitare onestamente. Onesto una cosa da
voltastomaco comunque “ .
La parola appiattimento è da ritenersi riferita agli appostamenti eseguiti al fine di
studiare le abitudini di un soggetto che si vuole uccidere o punire. Risulta, inoltre,
dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia che Attina’ Paolo temeva per la sua
incolumità: si riporta stralcio dell’interrogatorio reso da Mesiano:B.
Questo Paolo non si ricorda il cognome? Detto Lepro?
B: detto lepro, “Paolennu Lepro” si stretto affiliato di TURI MAESANO,9 e gli faceva l’autista alla
buonanima del padre di Turi MAESANO. Ecco come l’ho conosciuto, quando io salivo a Roccaforte e
facevo i lavori vicino a casa sua era sempre chiuso aveva porte blindate, finestre blindate, non
usciva mai e se usciva, usciva armato, perché a quell’epoca c’erano ancora piccole scosse di
guerra …
Cio’ che rileva e’ che Proscenio Arnaldo , con la conversazione appena citata, recita una
sorta di confessione in ordine al suo inserimento nell’organizzazione criminale di cui
anche Pangallo Giovanni fa parte , organizzazione che per Proscenio sostituisce in
tutto e per tutto lo Stato e le sue istituzioni. Proscenio, infatti, non fa cenno alla
ovvia reazione di un comune cittadino dinanzi ad un esposto per costruzione abusiva (
il ricorso ad un’azione legale per tutelare le proprie ragioni, fondate o meno che
fossero, o, la ricerca della via legale per contenere, legalmente, le conseguenze
dell’abuso) . Proscenio investe, della questione, “la società” segno inequivoco che di
quella “societa’” egli fa parte e di quel sistema riconosce ed accetta le regole e le
opportunita’, le prerogative e le sanzioni. In tal senso deve intendersi il riferimento al
termine “fermare”.
Tale espressione si riferisce ad una sorta di sanzione che l’organizzazione criminale
irroga agli affiliati che commettono mancanze di diverso genere e gravità. A tale
conclusione si giunge in considerazione del fatto che, durante la conversazione,
9
MAESANO Salvatore nato a Roccaforte del Greco il 10.09.1962, ivi residente alla via Plachi nr.1;
PANGALLO Giovanni si lamenta, piu’ volte, del comportamento di ATTINA’ Paolo e
confronta il trattamento riservato (dalla “Società” n.d.r.) a quest’ultimo, con le
ripercussioni cui, per molto meno, da lui subite in anni passati, per un atteggiamento
che non era stato gradito dai notabili del tempo (“Se quelli una volta mi hanno
fermato, là quelli là che gli ho dato la macchina a lui mi hanno fermato al bar di Maru
Rosario, che ero picciotto, chè gli ho dato la mia macchina e facevano rumore paese
paese, mi hanno fermato per 15 giorni, un bordello mi hanno fatto, lui che sapeva di
ntriglie e cazzi”).
mentre
parla
L’espressione “mi hanno fermato”, viene utilizzata da PANGALLO
dell’assegnazione
delle
cariche
all’interno
dell’organizzazione,
lamentandosi, contestualmente, della carica attribuita ad ATTINA’ Paolo. Egli
racconta che, una volta, per aver prestato la propria vettura a persone che hanno
molestato, col rumore roboante emesso dall’auto consegnata, la quiete del paese, i
vertici dell’organizzazione
lo
hanno
fermato
per
15
giorni, rimproverandolo
aspramente ( “bordello”). Oltremodo sintomatica del contesto in cui si muovono sia
Pangallo Giovanni che Proscenio Arnaldo e’ un ultima circostanza. PANGALLO prende
ad esempio una frase a lui detta da “Ntoni PELLE” (ndr PELLE Antonio), ovvero che
“tutti si nacano e si
torciono ma il vero banco di prova è il carcere” : da questo
riferimento si evince che i modelli da imitare sono ovviamente i capi mafia. Questa
conversazione, nella parte in cui fa riferimento alla circostanza descritta da
PANGALLO Giovanni: “quando hanno fatto le ‘mbrisciatine”, in qualche modo conferma
che dopo la fine della faida c’è stata una sorta di fusione tra le due cosche
relativamente alla gestione dei rapporti fra tutti gli affiliati, probabilmente anche
alla gestione degli affari illeciti, appalti, traffico di droga ed altro.
Sulla medesima autovettura in uso a Pangallo Giovanni e gia’ indicata , in data
19.03.2005 al progressivo
666, e’ stata captata un’altra conversazione in cui si
parla delle cariche degli affiliati e viene confermata l’appartenenza alla Ndrangheta
di PANGALLO Giovanni.
Secondo la P.G. Pangallo, nella circostanza di cui tratta la conversazione, si trova
presumibilmente al bar di Roccaforte del Greco, dove litiga con uno degli avventori,
ne scaturisce quindi una discussione concitata con una persona di nome Giovanni, non
identificata, al quale PANGALLO Giovanni dice che domani o dopodomani gli “butta” 4
colpi di pistola (si riferisce alla persona con cui ha litigato). Un altro interlocutore
non identificato, intervenuto nella discussione e con l’intento di calmare PANGALLO,
gli riferisce di stare calmo che quello (la persona con cui PANGALLO Giovanni ha
litigato) è uno di loro (ndr fa parte del loro sodalizio); a questo punto PANGALLO
Giovanni dice che da adesso in poi non lo è più perché immediatamente andrà dal “capo
giovani” e lo “fermerà”. Pangallo Giovanni fa, nuovamente, uso del termine “fermare”,
termine che, gia’ si e’ visto , si riferisce ad una procedura sanzionatoria in vigore nella
Ndrangheta, che è di fatto un sorta di sospensiva, attraverso la quale per un periodo
di tempo il soggetto colpito dal “fermo” non fa parte del sodalizio.
Successivamente PANGALLO Gioanni si reca a casa di PROSCENIO Domenico, nato a
Roccaforte 18.02.1962 ivi residente, che viene definito dal predetto “capo Giovani”.
La conversazione rivela l’esistenza di un’altra figura all’interno dell’organizzazione,
figura che evidentemente si trova ad un livello gerarchicamente superiore al basista,
carica che lo stesso PANGALLO si attribuisce (il capo giovani è la figura più
rappresentativa della NDRANGHETA Minore) . Si è addivenuti così ad identificare il
capo giovani in PROSCENIO Domenico, nato a Roccaforte del Greco il 18.02.1962 ivi
residente, figlio di PROSCENIO Arnaldo. L’accostamento, e quindi la conseguente
identificazione, si è resa possibile in quanto lo stesso PANGALLO Giovanni dice di
essere andato a casa di Mico PROSCENIO - Mico in dialetto è il diminuitivo di
Domenico - inoltre PANGALLO Giovanni chiede dove si trova Mico a una persona di
sesso femminile di nome Mimma (PROSCENIO Domenico è sposato con
IARIA
Domenica, nata a Roccaforte del Greco il 25.10.1969 ivi residente); adirato
PANGALLO Giovanni percorre poi un altro tratto di strada e si ferma a parlare con
un certo
Franco, non identificato e gli chiede dove sono i vertici “Sono andato a
trovare a Mico Proscenio (*) e non c'era. dove sono le cariche voglio dire non ci sono
non si trovano se ne vanno così”( ragionevolmente si
riferisce ai vertici
dell’organizzazione criminale di cui egli fa parte) e comincia a raccontargli quanto
poco prima accaduto. A questo punto Franco interrompe repentinamente la
conversazione dicendo a Giovanni di evitare di parlare in macchina di certe cose,
confermando quindi il carattere certamente illecito della questione trattata dai due i
quali scendono dall’autovettura e continuano a parlare fuori dell’abitacolo impedendo
la comprensione del discorso alla P.G. procedente.
Si riporta la conversazione integralmente:
Giovanni: PANGALLO Giovanni;
Uomo: persona di sesso maschile di nome Giovanni in corso di identificazione (verrà chiamato
uomo per non confonderlo con PANGALLO Giovanni)
Mimma: Iaria Domenica;
Franco: persona di sesso maschile in corso di identificazione
Giovanni: Ciao Umberto....
Uomo:Non comprensibile
Giovanni:Sono andato a prendere le sigarette e non li ho trovate
Uomo:E che cazzo minchià....
Giovanni:Cosa?
Uomo:E te ne sei andato
Giovanni:E cosa dovevo fare
Uomo:E qual'è il motivo ?
Giovanni: E il motivo per cosa è uno brutto di questi quà che domani mattina o
dopodomani gli butto 4 colpi di pistola
Uomo:Non comprensibile
Giovanni:Litiga con me.
Uomo:No....
Giovanni:Come no Giovanni ma stai scherzando
Uomo:Ma vedi che è un ragazzo dei nostri
Giovanni: Ma quale dei nostri questo è fermo intanto che lo fermo io adesso
immediatamente subito immediatamente questo è fermo Giova....poi non sappiamo se
domani mattina gli butto 4 colpi di pistola perchè ha litigato con me a questi rischi
adesso.
Uomo:Ma non avete litigato bene.
Giovanni: Giovanni mi ha parlato con le mani in faccia sono fatti suoi ora se domani
mattina gli arrivano due botte di pistola non glieli posso coprire io
Uomo: Non c'è motivo .
Giovanni: Non glieli posso coprire più io Giovanni No. Sei apposto Giovanni tu sei
apposto Giovanni.
Uomo:Ma quel'è il motivo
Giovanni:Lui è fermo ora vado a chiamare il capo Giovani e lo fermo
Uomo:No, no.
Giovanni:Giovanni tieni, deve morire mio figlio altrimenti altrimenti deve morire mio
figlio
Uomo:No, no
Giovanni: Stò andado a trovarlo
Uomo:No, no
Giovanni:Si, si
Uomo Non comprensibile
Giovanni: Dovrebbe morire mio figlio altrimenti Se ti dò la parola su mio figlio vado e
lo fermo ora
Uomo:Ci vediamo domani mattina
Giovanni:Giovanni tieni tieni ti dò la parola su mio figlio
Uomo:Ci vediamo domani mattina
Giovanni:Vado e lo fermo ora
Uomo:No, no.
Giovanni:Giovanni tieni non c'è pane, deve morire mio figlio ora
Uomo:No, no
Giovanni:Giovanni per lui non c'è pane, neanche se viene Dio ne per lui ne per suo
nonno ne per nessuno.
Uomo:Non comprensibile
Giovanni:E se lo sparano che non se la prendesse con mè
Uomo:Non comprensibile
Giovanni:Giovanni si va bene va a cantare messa và . va a cantare messe va.
Giovanni Pangallo parla tra sé………Ma questo non è quà questo brutto.......ma questo
non è quà questo brutto a quest'ora dorme.
Giovanni: Ciao Mimma Mimmo?
Mimma: No non c'è
Giovanni:A non c'è pensavo che era quà.
Mimma : Non è a casa non so quando viene
Giovanni:Ciao Mimma Ciao
Si sente una voce maschile che dice " qualcosa che non si comprende poichè si trova
fuori dalla macchina,
Giovanni:No, voglio a uno e non lo trovo
Giovanni: Franco un attimo che ti voglio , ero andato a casa non ho visto la jeep e un
attimo veloce veloce . Un secondo sali un secondo che arriviamo al bivio e torniamo .
Sono tornato a casa non ho visto la jeep.
Franco:Ora sono tornato quanto sono venuto non comprensibile
Giovanni: Sono andato a trovare a Mico Proscenio (*) e non c'era. dove sono le cariche
voglio dire non coi sono non si trovano se ne vanno così.
Franco:Non comprensibile.
Giovanni:E durano le cariche?
Franco:Come
Giovanni:E sono andato a trovare a Mico Proscenio (*) e non l'ho trovato
Franco:E com'è che non c'era
Giovanni: E non lo so forse è fuori non lo sò, Comunque vedi che da questo momento in
poi
Franco:L'hanno arrestato ?
Giovanni:No non so
Franco:Pensavo che lo avevano arrestato ( si sente una risata)
Giovanni:Da questo momento in poi da questo istante, domani mattina o vai e lo trovi
ora vedi tu insomma dato che a Mico Proscenio non l'ho trovato vedi che .....
Franco: No scendiamo fuori e parliamo non parliamo in macchina,
Giovanni: Ma dove ? E comunque fermati là davanti all'officina n ma questa è apposto la
Mercedes è che
Franco:La Mercedes quale?
Giovanni:La mia.
Franco:Non comprensibile
Giovanni:Va bene fermati lì davanti all'officina un minuto davanti alla ragazza e
parliamo... quella già è scesa guarda
Franco:Ah!
Giovanni:Già è scesa.
Franco:No è scesa poichè deve metter delle cose dietro che aveva..non comprensibile
Scendono dalla macchina.
*PROSCENIO Domenico, nato a Roccaforte del Greco (RC) il 18.02.1962 ivi residente
Via Puccini 4
VEDASI ALLEGATO 2B
La conversazione e’ di limpida chiarezza e sfugge ad interpretazioni alternative.
Conferma l’inserimento di Pangallo Giovanni nel contesto dell’associazione mafiosa di
Roccaforte, il ruolo di capo-giovani ricoperto dal fglio di Proscenio Arnaldo, Domenico,
l’inserimento, nel medesimo contesto, tanto del Franco non identificato con cui
Pangallo Giovanni si sfoga sia del ragazzo che con Pangallo ha avuto il violento alterco
e che, in base alla conversazione del 2\6\05 che di seguito si trascrive e’ stato
identificato in Cento Rocco.
La conversazione sopra riportata è da allacciare a quella registrata in data 02.06.2005 al progressivo
1734 sull’autovettura FIAT UNO, targata MI8Y5509:
Si riporta la trascrizione
OMISSI DALLE ORE 09.50.19 ALLE ORE 10.08.19
Lello:parliamo di cose nostre
Giovanni:Me ne frego di loro
Lello:Vedi che ho veramente l'intezione di candidarmi per sindaco
Giovanni:Te l'ho detto prima io per me io sono, tienimi fuori per quanto concerne il parentato perchè
non sono interessato, per quanto riguarda io , hai tutto il mio pieno appoggio di tutto puoi stare
tranquillo e sicuro come l'altra volta vai ti fai una bella amministrazione una bella giunta fatta pulita
parla prima con tutti perchè ti devono lasciare in pace tranquillo altrimenti è inutile che vai là e triboli
durante il gorno altrimenti tribolo vedi che triboli (esci pazzo) parla prima lascia stare le chiacchere
che ti dicono che ti riempono di "PINNU" (ndr polvere) i Pinni lasciali stare, fatti l'amministrazione
fatti .....hai il mio pieno appoggio stai tranquillo per quanto dipende da me e dalla mia famiglia puoi
stare tranquillo di tutto
Lello:Il problema è ora glielo dico a Turuzzu (ndr diminuitivo di Salvatore) che voglio fare la lista
Giovanni:Lo chiami e glielo dici ho queste intenzioni quà
Lello:non comprensibile Bicicletta (ndr sopranome di PANGALLO Domenico)
Giovanni:Non lo so perchè non voglio neanche nominarlo
Lello:Non comprensibile Bicicletta
Giovanni:non lo so a me non me lo nominare proprio che io non voglio sapere
Lello:Si naca (movimento ondulatorio tipoco della Ndrangheta)
Giovanni:a me non me lo nominanre proprio
Lello:Io gli ho detto qualche parola che amesso che veniva
Giovanni:No non mi interessa se c'è lui quà io vado là fuori te l'ho detto prima dove c'è lui e dove c'è
Zumbo a me devi fare conto che io non ci sono devi fare finta che non ci sono perchè io non vado
d'accordo con queste due persone
Lello:la dovete risolvere qusta cosa
Giovanni:Non non risolviamo nulla che risolviamo domani mattina devo lavorare con mario RODA'
altro che risolviamo , non risolviamo proprio non volgio sapere proprio dove ci sono io devono andare
lontano tutte e due che si tenga a suo comapre che si tenga i suoi che se li tenga cari che quando si
accorge non comprensibile Io non sono andato enache al compleanno io non voglio sapere più con mè
chiusa con i parenti ho chiuso ormai troppe cose Lello E orami le cose hannmo scavalcato la lui
viaggia sempre con lo stesso inc. non cambia mai stai tranquillo e allora visto che è cosi lui stà per i
fatti suoi e io per i miei non comprensibile
Lello:Gli ho detto io
Giovanni:Non ti fidare
Lello:Glielo hai detto ho chiesto io, dice ho mandato la bambina
Le voci si accavallano
Giovanni:Inc a calndreanna e ora calndreanna
Lello:Comunque si è reso conto che ha sbagliato
Giovanni:No ancora non si è reso conto se si rende conto quando sbaglia si cambia non ci lavoro
mai io mai io gli auguro bene sempre più di quanto vuole il tuo cuore ma che abbia qualche problema
e poi vedi come si ende conto
La trascrizione riprende alle ore 10.13.55
Giovanni:Ci assai discorsi che sono gravi Leo ci sono assai discorsi io non ho sbagliato mai io non ho
sbagliato mai leo con te io ti ptrego in confidenza ti dice Lello devi avere la bontà se sbagliavo con te
se cercavo di non sbagliare io non sbaglio con le persone e con i parenti io che sbagli con i aprenti è
difficile io non sbaglio io l'ultima cosa che ho avuto con questi cascio perchè hanno sbagliato loro ma
questo ancora si deve vedere perchè altrimenti è difficile che sbagli che poi Andrea a me non mi ha
salutato più "Rocchicennu" (ndr Rocco) ha fatto cose con suo nonno lì hanno fatto tragedie con suo
nonno ma questi sono discorso che qualche volta si chiariscono io con i parenti non sbaglio io i parenti
li rispetto tutti e rispetto tutti i parenti indistintsmente sono tutti buoni i parenti
Lello: Ma ti sei acchiappato (ndr litigato) con Rocco
Giovanni:E abbiamo litigato e mi ha parlato con le mani in faccia ma se tuo nonno viene e ti
racconta tragedie miserabile tu non devi portare odio me io sono andato a graffiare la macchina a tuo
nonno stupido che tuo padre è arrivato a Roccaforte e non mi ha salutato storti che quando avete
dovuto aggiustare la campagnola che aveva 10 milioni di danni che te l'ha aggiustata chi ti ha fatto
l'assicurazione e ti sono rimasti pure soldi merda non ero io a suo padre a Bagaladi glielo fatta all'epoca
quando hanno investito il PAJERO questa quella che hanno....
Lello:Allora c'è l'aveva con te perchè gli hanno raccontato
10.15.13
Giovanni:Che io glio graffiato la macchina
Lello: Ma tu glielo hai detto
Giovanni:Si fà fidanzato, si fà fidanzato che ti non comprensibile sempre quà sopra a pino a tutti
quanti era la seduto ha chiamato a Melo il baffo venite e bevete e me non mi saluti ma zimmaro io me
ne fotto di te
Lello:ma eranop cose di prima dici tu
Giovanni:A me vieni e non mi saluti io me ne fotto di te zimmaro, bicicletta che quel giorno lo hanno
chiamato lha sopra non è stato capace a dirgli quà le cose sono così non ha tragediato pure lui hai capito
perchè bicicletta è così io ora adesso mi stò rendendo conto di tutte le cose
OMISSIS DALLE ORE 10.15.50
Tale conversazione conferma quanto appreso dal Comandante pro tempore della
Stazione di Roccaforte del Greco, ovvero che il soggetto con cui in data 29.03.2005
PANGALLO Giovanni ebbe un forte diverbio si chiama Rocco, soggetto che la P.G.
procedente identifica in CENTO Rocco.
VEDASI ALLEGATO 2C
Significativa e’, ancora, la conversazione datata
15.07.2005
progressivo 2493
RIT 1247/04, registrata ancora sull’autovettura in uso a Pangallo Giovanni.
PANGALLO Giovanni e PROSCENIO Arnaldo fanno riferimento al cambiamento degli
“Ndranghetisti” di Roccaforte dopo la fine della faida (evidentemente perché più
liberi di muoversi). Si riporta la conversazione nella parte di interesse:
OMISSIS dalla ore 07.42 alle ore 07.44.44
Giovanni: E che deve funzionare compare?
Arnaldo:Ah?
Giovanni:E che funziona non vedete che è un paese perduto ormai è finita per quà quella cosa là.
Arnaldo: Si sente una risata
Giovanni:- O meglio dire non è finita perchè ognuno di noi teniamo lo stesso discorso come siamo
rimasti però .
Arnaldo:Eh! Eh!
Giovanni:Non c'è niente è morto, il fatto è morto . Li vedi solo che "nacano di culo" (si atteggiano)
e la cosa va sempre a morire e più tempo passa è peggio è compa
Arnaldo: Il peggio viene appresso diceva quello ed è così.
OMISSI DALLA ORE 07.45 ALLE ORE 08.16.
VEDASI ALLEGATO 2D
In data 11.09.2005 al progressivo
3216 sull’autovettura FIAT Uno MI8Y5509
RIT 1247/04 è stata intercettata una conversazione tra PANGALLO Giovanni e tale
Lello. Quest’ultimo manifesta a PANGALLO l’intenzione di candidarsi a sindaco di
Roccaforte del Greco (alla data in cui avviene la conversazione
sono prossime le
elezioni comunali), e di aver già chiesto a Turi MAESANO di appoggiarlo ovvero se
avessero già deciso di appoggiare Ercole (ndr Ercole NUCERA attuale Sindaco di
Roccaforte del Greco). In ogni caso Lello avrebbe presentato la propria lista.
PANGALLO gli consiglia di parlare chiaramente, tuttavia lui non avrebbe fatto
mancare il suo voto.
Nella conversazione si registra un passaggio di notevole importanza investigativa.
Lello prospetta l’ipotesi di andare a parlare con “Bistecca” (ROMEO Antonio cl 1948
personaggio
di
spicco
della
cosca
ZAVETTIERI,
condannato
nell’ambito
dell’operazione ARMONIA). PANGALLO Giovanni dice che Bistecca non gli fa nulla,
poiché, per motivi
privati (una mancato invito
ad un compleanno) con Turi (ndr
MAESANO Salvatore) nemmeno si parlano. La conversazione in esame puo’ essere
letta come conferma di quanto dichiarato dal collaboratore di giustizia laddove ha
detto che le elezioni comunali a Roccaforte del Greco sono gestite direttamente dalla
Criminalità Organizzata che decide a priori candidati e funzioni.
E’ significativo, al riguardo, che a Roccaforte del Greco, alle ultime consultazioni,
tenutesi il 28 e 29 Maggio 2006, per l’elezione dell’attuale Amministrazione Comunale,
è risultato vincitore il candidato sindaco ed i consiglieri facenti parte dell’unica lista
civica, denominata “Avanti per Roccaforte”, sindaco Dr. Ercole NUCERA, ovvero
proprio la persona citata nella conversazione. Il personaggio indicato come “Lello” e’
stato identificato dalla P.G. in PANGALLO
Leone nato a Roccaforte del Greco il
14.02.1961, ivi residente in via Provinciale 49. Sul punto si richiama la
scheda
personale . Si riporta la conversazione integrale:
Giovanni: ora ora mi sono fatto la doccia, Lello...fino ad ora ho lavorato
L.: tutto il giorno hai lavorato?
G.: minchia, mi sono ammazzato..e da stamattina alle sette che ho quella macchinetta in mano, ora ho
finito...ho mangiato...mi sono fatto la doccia, ho mangiato, e ho detto mi faccio una passeggiata perchè
mi ero scocciato...è uscita bene la festa allora al professore?
L.: si...
G.: e chi c'era di noi altri?
L.: inc...
G.: e chi ha cucinato?
L.: inc.
G.: inc... ha cucinato
L.: inc...Ciccio Gatto
G.: ah...ah
L.: inc...
G.: ah...ah...buono allor... gli è uscita bene
L.: no, cucina speciale sai...io non ho mangiato però
G.: inc...
L.: guarda quello che hanno mangiato
G.:no, ma inc... cucina bene...io lo so che cucina bene...inc...
L.: guarda quelli che hanno mangiato...
G.: e chi via ha portato là? Tureddu?
L.: si...
G.: Pinuzzu dirige là tutta la baracca...sono venuti là sopra l'altro giorno per...abbiamo litigato
L.: chi?
G.: inc...
L.: eh
G.: è un buffuneddu, Leo.
L.: che ha combinato?
G.: no, inc...quel giorno è venuto là sopra con me...con bicicletta... quando parlavamo con
Turiddu...quando parlavamo con me..neanche ciao..più
L.: ah, neanche ciao..niente?
G.: no, non abbiamo fatto amici...è arriv...avevo il Maresciallo Mangano e mi è comparso là sopra
L.: chi è il Maresciallo Mangano?
G.: quello della Forestale...l'ispettore della Forestale..quello di Basilicò
L.: ah
G.: è comparso stui stortu di Peppineddu ed mi ha detto ...se vuoi venire io...mi ha detto il dottore
Battista...io da parte mia ringrazio il dottore Battista...gli ho detto io...gli dice che poi vado e lo
trovo...ma gli ho detto io se ci sono questi elementi non vengo...gli ho detto chiaro nella ...inc..non è che
me ne fottevo di loro .--------////
L.: bè ma queste cose qua sono cose interne che...inc...
G.: ma me ne fotto di lui.. a me che mi...mi..mi porta con porta con chi?..con Turiddu (ndr
verosimilmente MESIANO Salvatore)?..lui è venuto a fargli il favore a Turiddu quel giorno là.. e poi
passava di là per caso, non è che mi ha telefonato per dirmi Giovanni vedi che ti ha invitato il dottore
Battista, Lello...lui è passato per caso perchè sono andati per fare gli imbrogli conTureddu per le vacche
L.: guarda.. è capace...sicuro...che Battista gli ha detto:" invita i soliti amici di Roccaforte"
G.: lui... praticamente...è salito per caso là, Lello...lui è venuto per caso perchè sono andati con Turiddu
per bollare le vacche...per fare imbrogli là..inc...solo loro lo sanno..là c'era un altro che ho visto con una
Renault non lo conosco... non so chi era
L.: un altro veterinario?
G.: si
L.: e chi era?
G.: non lo so, un giovanottino
L.: più o meno?
G.: un giovanotto..ma manco nella faccia l'ho guardato...inc...
L.: ed era veterinario..?
G.: si, sono saliti per bollare le vacche..non mi risulta che...
L.: hanno fatto ... inc...no?
G.:non lo so perchè..io non è che...loro erano la mattina là a monte, loro sono passati di là...sopra la
aluna......nell'area pic nic..se aveva telefonato..comunque in ogni modo, gli ho detto io, al dottore
Battista lo trovo io...è meglio che lo trovo in questi giorni che lo voglio per un'altro discorso mio, per
quel fatto della Forestale allora che mi avevano detto che mi aiutavano per il fatto...la situazione no..poi
non sono più andato..quando..inc...un mese fa...io non è che...il fatto che non sono andato alla festa non
cambia niente...vado giocando con questi zimbari io?ubriachi il giorno....tragediatori..inc...
L.: ma tu eri potuto venire...tu ti impunti sopra a certe cazzate che non hanno senso vedi..tu eri
invitato..ti facevi la tua..inc..ti sedevi, mangiavi e buonanotte
G.: si, lo so però non c'era...non li sopporto a questi qua io...non li sopporto Lello, non li sopporto più, se
ti dico...non li digerisco non c'è niente da fare più no..se ci sono loro non vado manco ai matrimoni più
se sono invitati a gruppi...non vado più a questi matrimoni non vado più e non vado non è che mi
interessa...voglio stare fuori dai suoi problemi..io se ne ho problemi miei non voglio che me li piangano
loro se li hanno loro non glieli piango io...no, non voglio avere più conto con questa gente perchè sono
tragediatori e falsi..uno più dell'altro... a parte il fatto che non si possono vedre tra di lo pure ...che è la
cosa più peggiore vedi...
L.: quello che ho capito anch'io
G.: la cosa più peggiore sai qual'è? che a parte che sono in gruppo non si possono vedere tra di loro...che
vedi sono cose gravi queste..si criticano a vicenda poi non è che...e lora Lello a che serve questo gruppo
qua per che cosa? per accollarmi guai io...che non ne ho...? io amo la tranquillità Lello...grazie a Dio il
mio lavoro...io miei lavoreddi me li faccio...me ne fotto di lui se vengono e se non vengono, gli piscio
nel culo a loro e non glieli faccio proprio se venivano..che non glieli facevo proprio se
venivano...comunque..non mi interessa a me Lello di loro...di questa gente ...non voglio avere più a
conto...inc..voglio stare per i fatti miei, a me gli amici che mi rispettano mi rispettano sempre lo stesso
Lello stai tranquillo
L.: ci credo.
G.: su quello ci puoi calare la pasta...dove vado io..e loro la differenza è enorme, però purtroppo... loro
sono fatti così, Lello...falsi tra di loro e quindi sono sempre falsi...io non sono capace...e siamo due
caratteri diversi...voialtri tutto a posto? eh? questo ufficio funziona?
L.: si
G.: inc...
L.: io quando me ne sono andato di qua, mi è arrivata una telefonata e mi ha telefonato il dottore
Iacopino, mi ha detto siamo a Gambarie, vieni a mangiare qua...dovevo andare ad un matrimonio...
G.: Iacopino è in gamba, vedi queste sono persone serie
L.: e sono salito per monte e me e sono andato a Gambarie
G.: e quello ...inc...che prendi da questa gentaglia..gente storta...
L.: sono sceso...gli ho dato la busta ed il bambino che aspettava fuori, me ne sono andato meno di
cinque minuti...con la macchina in moto...inc
G.: hai fatto bene
L.: inc.
G.: e cosi devi fare
L.: ho fatto il mio dovere...
G.: tu lo devi fare perchè hai un ruolo..hai una sistema di...tu lo devi fare Lello...ma io...voglio
dire...inc...mi vado ai matrimoni al giorno botte di cento euro a chi? centocinquanta euro..si è sposato
quello zimbaro del figlio di Rocca....allora a Bovalino...buste di quattrocento, cinquecento euro
L.: chi?
G.: quando si è sposato quello...Micareddu..quando mi è successo l'intoppo...inc..gli è essiccato il
culo..non voleva fare neanche il testimone quella sera...che siamo andati alla macelleria quel giorno..hai
capito?non ..ma che..devi conoscere prima..ma Leo me ne fotto delle persone che devo prendere io da
questa gente..buongiorno, saluti e ciao e basta e via ed è finita...me ne fotto di loro
L.: questo è pure vero
G.: ah Lello mi sono stancato Lello, vedi che io ne ho passate guarda ne ho passate assai e basta mi sono
stancato se ho detto basta guarda che ho chiuso
L.: e com'è questo lavoro?
G.: io non vado, tu? inc..sopra l'aera pic nic lui onestamente...inc..dice alzati e vai là...non esiste...lui mi
ha detto fai tutto quello che vuoi...se non ti va di fare una cosa non ti alzare proprio..nessuno ti dice
niente...inc..in compagnia siamo quattro cristiani...scusa...io, mio zio inc.., Mico dell'acqua e
Giovanni inc...quattro cristiani che scherzavamo, facevamo perchè mi diverto con loro, mi rilasso,
il giorno quando vado là mi rilasso...sono persone che non ti danno nessun tipo di fastidio...mi
siedo là..se voglio buttarmi sopra la macchina, mi butto sopra la macchina e dormo, se voglio
dormire sulla macchina, dormo sulla macchina, se voglio andare per funghi, vado per funghi,
devo stare sotto a chi?quando Tureddu quella mattina è venuto là fuori e mi ha fatto perdere la
pazienza, ha detto che a Roccaforte tutto noi vogliamo, che ha ragione Pietro Verno, che noi
vogliamo macelleria, noi vogliamo animali, noi vogliamo officine, noi vogliamo ditte, noi volgiamo
tutto, aveva ragione Pietro Verno ed infatti gli ho detto io hai ragione pure tu che hai detto questa
parola, così basta l'ho piantato e poi l'ho lasciato..hai capito?che si deve fare..io là che ammazzo
qualcheduno con tragedia e bicicletta..ora basta stai tranquillo e sicuro che il tempo gli darà
ragione..a lui..a me no, Lello perchè grazie a Dio non mi interessa
L.: inc...
G.: io viaggio a testa alta, Lello..il brutto è chi non viaggia a testa alta
L.: dissi...
G.: si, si...
L.: che ha...inc...Verno..
G.: ma infatti ...inc...hai ragione pure tu
L.: inc..gli dà ragione a lui..gli devi dire
G.: si, ma appunto....
L.: inc..che non lo può vedere..inc...
G.: penso di si...la gente Lello, la devi concoscere, te l'ho detto..difficile purtoppo è conoscere le
persone..io sto bene lo stesso...guarda..ti assicuro che sono assai più tranquillo ora, Lello...non esco
più..non vado al bar...non volgio sapere del bar di Annunziato..non voglio sapere niente..perchè sono a
posto
L.: parliamo di cose più serie che è meglio..vedi che ho intenzione di candidarmi per sindaco
G.: per conto mio ti ho detto che si...ma vedi non ti mettere a tragedia con lui, vedi che cade a tragedia,
parla prima per me, Lello, e per quanto riguarda i miei..i miei quelli..i miei ti parlo di mia suocera, mio
suocero, mia moglie, ...i miei..puoi stare sicuro che non ti sbagliano...io dove arrivo ti appoggio puoi
stare tranquillo sicuro a politica aperta..non politica libera barbarie che ti faccio male non è che ti faccio
bene però ti faccio una politica sicuro bene..però parla prima con loro...parla chiaro...vedi che ti bleffano
ah..non ti fare ingannare e mi ti bruciano...perchè se ti bruci e non fai niente, vedi che te lo dico prima
L.: una parola gliel'ho detta già...
G.: tu non devi dirgli parola, tu devi sederti a tavola, Lello e devi parlargli chiaro e devi dirgli volete e
non volete? no, mi appoggiate, perchè sono cose diverse vedi che poi si mettono d'accordo alla fine e
non ti vota nessuno, Leo..che se Turi non ti vota, bicicletta non ti vota nemmeno non gli credere (non mi
ti lo 'mbucchi)..
L.:si, si...
G.:di questo puoi stare tranquillo..lui ora gli dà il culo e gli dice mettimela..io ti dico le cose come sono
perchè sai che fanno?...ti bruciano..ti mettono là e ti bruciano... e poi fai cattiva figura che non è il
caso...mi capisci? ti fanno fare la fine di Mesiano (ndr ex sindaco di Roccaforte) e non è il caso,
vedi...che poi...se tu hai un ruolo per cazzi tuoi di medico ...cioè stai benone..perchè ti devi bruciare se
non vinci le elezioni..mi segui? tu devi andare con le elezioni vinte...se vai...devi andare con carta e
tavolino...ti devi prendere tutto il suo parentato...
L.:e tu dici come gli dico?
G.:io te l'ho detto come gli devi dire...li devi chiamare a quel tamburo di Bicicletta (ndr PANGALLO
Domenico) ed a Turiddu (Turi MAESANO) e a Paolo 'u Lepru (ndr Paolo Attinà) ...perchè sennò non ti
appoggiano poi...non ti appoggia nessuno....gli devi dire "io mi candido per sindaco...mi appoggiate?
..ho questa intenzione...che pensate? ...mi appoggiate o no?"..perchè loro hanno già preso impegni con
Ercole...vedi che già si sono esposti..questo te lo dico ma che resti qua...
L.:lo so
G.:e allora..parla prima vedi...
L.:io gli ho detto che se..
G.:perchè poi Ercoleddu è pure nei Maisano...non è Lino...vedi parla chiaro con tutti...
L.:aspetta...
G.:chiama a Lillino...
L.:aspetta...senti che ti dico io...vedi che Tureddu gli ho detto io queste parole...lui mi ha detto che
forse..inc..mezza parola..Turi...gli ho detto io...mi appoggiate o non mi appoggiate?
G.:così è...
L.:voi se voi appoggiate ad Ercole...
G.:così ...devi parlare chiaro...
L.:se voi appoggiate ad Ercole, la lista la faccio lo stesso...
G.:si ...che tu la vuoi fare, stai tranquillo sicuro che ti appoggio per conto mio..
L.:io che sono io...se tu voti ad Ercole ricordati, gli ho detto io, quello che ti dico...i rispetti che hai
tu a Roccaforte ce li ho anch'io perchè tuo figlio è nato a Roccaforte come me
G.:ma tu chiama i parenti..fissa..chiama Lillino...stringi tutto il parentato prima..parla tutto con i parenti
prima..ad esempio stringi a Lillino e blocca tuta la situazione di inc... di tutti questi quà
L.:li sto facendo
G.:e appunto...tu blocca tuti i cosi
L.:lascia stare che ora vado e trovo a Bistecca (ndr ROMEO Antonio) e piglio inc..
G.:Non ti fa niente Bistecca, Lello..Bistecca non ti fa niente...Bistecca e Turiddu neanche si
parlano...capisci o no? Bistecca con il fatto di sua mamma che Turiddu allora Bistecca l'ha chiamato là,
Bistecca non gli parla più a Turiddu..gli parla però lui gli è caduto dal cuore..hai capito? quando non ha
invitato a sua madre al compleanno di suo figlio...di quello scecco di inc...
L.:l'ha chiamto là a lui?
G.:si...si...li so io i fatti eprchè allora eravamo in buoni rapporti e li so tutti
L.:ah...
G.:quindi Bistecca gli è caduto di cuore perchè Bistecca, quando ha chiamato una persona là, per lui è
inc..non c'è inc..se non fanno quello che dice lui, a lui l'hai perso...è finito...con Tureddu non si... inc...
trovare gli amici...
L.:vabbò...
G.:comunque io ti ho detto le cose da fare...
L.:io sto stringendo il cerchio, Turiddu può fare quello che vuole..
G.:per me...
L.:ascolta che ti dico...vogliono appoggiare ad Ercole..appoggiano ad Ercole..è giusto? fronte con
fronte non si incontrano mai...ma vedi che possono perdere lo stesso...
G.:ah si...se fai la politica per bene e fai una lista per bene si...
L.:pare che la perdono lo stesso, Giovanni...
G.:se fai una lista, guarda, con dodici candidati ed il parentato...il parentato che ti appoggia però non è
che ti fanno bleff...non è che ti fai bleffare
L.:stai tranquillo
G.:non è che ti bleffa il parentato...io non ti bleffo sicuro perchè per conto mio puoi andare..ci puoi...i
miei..tu ...dieci voti...puoi contarli dei suoi..dieci...non contare voti tu...conta dieci dei miei e che quelli
sono sicuri...puoi stare tranquillo..sono dieci voti..i miei...che ce li ho io..dieci voti...puoi stare
tranquillo..dei miei...chei ti voto sicuro...tu curati il parentato tutto...se fai dodici consiglieri...mi scegli
dodici cristiani...gli vinci le elezioni con inc...Leo
L.:io intanto gliel'ho detto..gli ho buttato la pietra in acqua...voi volete portare ad Ercole,
portatelo... è giusto?
G.:vedi che sono falsi, Leo...non ti illudere, che ti riempiono di pelo il primo di bicicletta...
L.:no, no...
G.:perchè è falso
L.:no, ora mi devono chiamare loro, giusto?
G.:vedi che lui...biciletta dice di si...all'ultimo minuto...t'incula (t'appoia)
L.:ma bicicletta gli devo dare poco conto
G.:e non gli dare poco conto che è meglio
L.:a bicicletta inc...
G.:inc...perchè poi va e gli rapporta, quello che dici tu va e glielo rapporta a Ercole ed a lui, ed a
Tureddu...anche se ancora Ercole deve venire a Roccaforte
L.:non ci viene
G.:perchè non viene?...non so se Ercole viene e si mette inmezzo a questa marmaglia
L.:Ercole non è un...un segretario regionale che ha a disposizione onorevoli, senatori è capace,
consiglieri provinciali..ha il suo entourage..il capo di questi va a candidarsi a Roccaforte addirittura poi
lo possono pure bruciare...
G.:no, ma non lo bruciano perchè se si candida, Lello, le probabilità vedi che ce l'ha...lo
appoggiano tutti..questi qua lo appoggiano tutti...i parentati grossi lo appoggiano...se piglia questo
Battaglia ...questi lo appoggiano tutti...chiumbino (ndr riferito alla famiglia PANGALLO, di cui
fa parte PANGALLO Francesco, nato a Melito P.S. il 01.03.1974 ed il defunto fratello Antonio)...
questo lo appoggiano tutti..puoi stare tranquillo
L.:deve trovare altri dodici elementi
G.:si li deve trovare però a lui lo apoggiano tutti.. a livello politico lo poggiano
tutti..questi..chiumbino...macino,...non tenere conto di questi... Andrea Mesiano..questi lo
appoggiano tutti...Marco Gullì (ndr ex sindaco di Roccaforte)...questi qua sono tutti là se fa la lista
lui...contali
tutti
per
là...lu
Lepru..bicicletta...Tureddu..Giannici
(ndr
MAESANO
Giovanni)...questi contali tutti per là perchè questi non si spostano...
L.:Si ma è capace che... sai che ci fa Ercole? sai che ci fa? tiene a galla, tiene a galla poichè sai che
faccianmo candidiamo a mio cognato.----------------//
G.:inc...ah gli faceva pure bene in questa maniera...in questa maniera era una mossa che gli faceva pure
bene perchè gli stava bene a lui inc...per conto mio non me lo dire proprio...con loro non li voglio
nemmeno sentire a loro...dove ci sono loro non mi interesso, guarda, può anche essere che ci siano
miliardi, anche se mi chiamavano, guarda si devono dividere...io gli dicevo io non vengo...quindi con
questa gente non voglio avere inc...per quanto riguarada questi inc..tutte le notizie che mi curo, me le
curo per me non perchè sono con loro, hai capito? quindi è una cosa nostra diversa...non lo voglio
sapere...dove c'è sta gente qua voglio stare lontano perchè sono gente falsa...e purtroppo...non vanno
bene...questi sono cristiani che non vanno bene...tieniti di conto a questi qua..tieniti di conto tutto il
parentato innanzitutto...che poi vedrai che già avrai risultati con il parentato..perchè devi fare i conti che
già con il solo parentato a Roccaforte hai 50 voti.-----////
L.:abbiamo il 50%...----////
G.:solo per i parenti hai già cinquanta voti, solo i parenti stretti
L.:vedi che inc..cristiani, i favori vogliono poi
G.:eh certo...uno, due...ma non li tenere in conto, Lello...no, non li tenere in conto, Lello, gliene ho
cacciati cazzi dal culo ai cristiani
L.:ma questi qua non mi possono dire di no
G.:eh, Lello non ti dicono di no ma quando vanno là non votano Leo e poi ti dicono che hanno
votato...Lello vedi che Roccaforte è micidiale come tragedia e come invidia...non mi ti 'mbucchi vedi il
roccafortigiano...non mi lo 'mbucchi perchè gli fai il favore...glielo fai tu il favore ma non lui a te..vedi
che è molta diversa la cosa
L.:e la seconda volta...se uno non vota poi me ne accorgo
G.: vedi che è molto diversa...
L.: inc...come ti faccio un favore statti tranquillo che fai ...inc..amaro sennò non hai...
G.:ma tu sei sicuro guarda qua...se tu ti curi il parentato di tua moglie..lascia stare a Giannici , tutti
questi di Billi, tutti questi qua..il nostro parentato...già hai settanta voti matematici, giusto?quelli sono
matematici, i tuoi. Tu hai i dodici candidati, portandosi cinque voti l'uno, undici candidati, cinque voti
l'uno, Lello...
L.:Giovanni, il paese è questo, ci deve riuscire...inc..a fare la lista...
G.:eeeehhh..purtroppo....eeehhhhh
L.:se non riesce, non ce la fa neanche la lista, però alla fine dei conti, stai tranquillo che Ercole ti farà la
mossa di dirti..vabbè ...giacchè.... io guardate sinceramente volevo ma ho troppi impegni...e ti porta un
candidato tipo suo
G.:si, ma non trova...
L.:hai capito?
G.:non ...inc...
L.:chi non si...si candida?
G.:sii...
L.:no
G.:no te lo 'mbuccare....Leo..
L.:no
G.:si..Leo...gli fa comodo agli altri fissa...anche se lui traballa, gli fa comodo agli altri
L.:no
G.:non ti 'mbuccare...non ti 'mbuccare mai la pelle del lupo, Lello...vedi che il lupo è lupo sempre
e vuole sempre fare il lupo..a Roccaforte entra ..inc..al comune se c'è un amministrazione che ci sa
fare...inc..ci sono soldi che arrivano da tutte le parti e soldi che si possono amministrare, Lello...
L.:vedi che non sia mai perde l'elezioni...
G.:non li perde se si candida, Leo...non è difficile che li perde...cioè non è facile..vedi che non..se lui
si candida, è già perchè è andato a tavolino... con tutti questi qua..stai tranquillo e sicuro...io non
so...perchè non gli domando perchè non abbiamo un buon rapporto e da tre mesi che con me non
è che abbiamo...è già da Natale che con me...inc
L.:Jonny...io a inc..l'ho chiamato e gliel'ho detto..lui può fare quello che vuole però ricordati sempre che
tu ci hai rimesso una carrozzeria
G.:a va bene mio fratello dice che non è vero
L.: ah non è vero?..inc...
G.:si, mio fratello...mio fratello crede alle cose che vuole..lui è abbagliato da loro
L.:io ci ho rimesso una macchina...una jeep..inc...
G.:loro...
L.:poi di altro ti ho detto tutto...poi che appoggi a chi vuole...
G.:loro sai che fanno?..per ora sono fatti così...poi certo non si possono vedere nenache tra loro perchè
poi non è che è così la realtà..ma io ti dico di parlare prima....in modo che ti dicano la realtà..la verità
com'è perchè loro non parlano...loro sono fatti
L.:lascia stare che parliamo con inc...di fuori...vedi tu dove se io ..ai miei parenti devo...parenti...
G.:ma quale parenti...
L.:il fratello di mio cognato
G.:ma Leo, ma quali parenti...ma tu sei...ma stai scherzando..ma che tu vuoi scherzare..è gentaglia...è
tutta gentaglia..parenti si...ci stavo rimettendo la vita io per loro..non ce l'ho rimessa per trenta e
trentuno...parenti...non questa gentè là...per carità...chi non li conosce come se li tiene...chi non li
conosce, cari se li tiene...gente marcia... a parte il fatto che sono fatti tra loro...Lello, io...secondo
me...puoi fare a meno pure di dirmelo perchè io...dove arrivo io..se posso esserti utile dove arrivo io
puoi stare tranquillo che non ci sono ombre di dubbio...fino a dove arrivo io...se poi...ti serve anche il
candidato che pensi che io arrivo per candidarlo puoi stare tranquillo e sicuro che non ci sono ombre di
dubbio perchè questo...
L.:non ho neanche idea ancora...
G.:...va per scontato...e tu devi ..inc...una lista per spezzare i parentati..per spezzare i
parentati...questo già...loro le idee già ce l'hanno..non pensare che non l'hanno e nella
candidatura...quelli che sono non mettono diretti però indiretti li mettono tutti...perchè i diretti
non li possono mettere...se li mettono diretti sciolgono l'amministrazione
L.:vabbò
G.:però i suoi li hanno già ...inc..non ti preoccupare
L.:io li aspetto... stai tranquillo che li aspetto...ho pazienza
G.:ma quando penso che si vota queste elezioni...quando è che sono queste elezioni?
L.:a giugno.
G.:a giugno?
L.:si a giugno...ancora ci vuole...
G.:ancora ci vuole quasi un anno...inc...dieci mesi...però...già a febbra..a marzo..inc...ti devi preparare
perchè sennò...
L.:se si deve fare..si deve battere già da ora
G.:esatto...devi battere già di ora..perchè là Mallamaci è nuovo aspirante...Fullitti (ndr PITASI
Domenico Antonio)...questi qua...però non sai ancora che fanno loro perchè loro...fanno pio
pio...Guerineddu (ndr SERGI Marco Antonio Guerino) forse aveva idee pure
L.:non so...non lo so perchè non ho mai parlato con lui...gli devo domandare a inc...
G.:però non penso perchè a lui non penso che lo vuole nessuno a Roccaforte
L.:no
G.:e chi è che votata a Guerineddu..a Roccaforte non andava nessuno a votare per Guerineddu...so che
non lo può vedere nessuno perchè i cristiani buttavano fuoco già da quando era qua che era
architetto...le persone lo tenevano sopra lo stomaco...buttavano fuoco..per carità
L.:no, inc...Guerino no...si sono bruciati allora
G.:si, si sono bruciati loro e quell'altro
L.:si sono bruciati perchè..per il fatto di inc...Marco Gullì...inc...buttano fuoco...
G.:ma tutti buttano fuoco..buttano fuoco tutti dei roccafortigiani per quei due...e io fino a dove posso
arrivare io..che pensi che ti posso...stai tranquillo sicuro che io meno con le due mani...di questo stai
tranquillo...io meno con le due mani dove...hai bisogno di un candidato fino a dove arrivo io...quello che
possiamo stringere..lo stringiamo ...inc...e con la campagnola di Pietro che avete fatto?
L.: domani lo vedo...non l'ho visto più
G.:inc...
L.:il parafango è...
G.:ma quello che è, è..che ci vuole mezza giornata è..porto la..inc...
VEDASI ALLEGATO 2E
Deve
convenirsi
con
il
P.M
quando
ritiene
particolarmente
significativa
la
conversazione appena esaminata.
Come si e’ potuto constatare i due interlocutori parlano delle candidature in vista di
una competizione elettorale che certamente si identifica nelle elezioni comunali a
Roccaforte del Greco. Lello, che è un veterinario, sta valutando la possibilità di
candidarsi a sindaco di Roccaforte del Greco alle prossime elezioni del Giugno 2006,
ma Giovanni precisa anche Tureddu (ndr MAESANO Salvatore) ha già parlato con
Ercole: Lello dice testualmente “se voi appoggiate ad Ercole, la lista la faccio lo
stesso...” poi successivamente dice di
voler andare a parlare con Bistecca (ndr
ROMEO Antonio).
Giovanni aggiunge che Ercole per fare la lista vuol dire cha ha parlato con tutti ed
hanno studiato la cosa a tavolino.
Il consiglio comunale di Roccaforte del Greco è stato già sciolto per ben 2 volte
per infiltrazioni mafiose tanto e’ vero che in un passaggio della conversazione sopra
riportata Giovanni dice “
.:...va per scontato...e tu devi ..inc...una lista per
spezzare i parentati..per spezzare i parentati...questo già...loro le idee già ce
l'hanno..non pensare che non l'hanno e nella candidatura...quelli che sono non
mettono diretti però indiretti li mettono tutti...perchè i diretti non li possono
mettere...se li mettono diretti sciolgono l'amministrazione”.
Il senso di quanto affermato e’ chiarissimo: i vertici del sodalizio decidono le
candidature ma non espongono coloro che sono ormai acclaratamente associati (colpiti
da provvedimenti dell’A.G o altro), e candidano persone che risultano immuni da
contiguita’ conclamate perchè altrimenti si andrebbe di nuovo incontro ad un sicuro
scioglimento dell’amministrazione.
Dalla conversazione si evince che Tureddu (Turi
Ercole.
MAESANO) ha già parlato con
E’ in effetti accaduto che a Giugno del 2006 il Dott. Ercole NUCERA e’ stato eletto
Sindaco di Roccaforte del Greco . Lello dice che della situazione vorrebbe andare a
parlare con Bistecca, che si identifica in ROMEO Antonio, detto appunto Bistecca,
condannato nell’operazione ARMONIA in quanto personaggio di spicco della cosca
ZAVETTIERI,
legato da vincoli di parentela con il capo cosca , ZAVETTIERI
Sebastiano nonchè citato nella sentenza della faida di Roghudi.
Quanto e’ emerso dalla conversazione appena esaminata trova coerente eco nelle
dichiarazioni rese da Mesiano Carlo,
Dice testualmente il collaboratore di giustizia:
“A: Senta torniamo un attimo al discorso degli appalti, lei prima ha accennato alla complicità
all’interno dell’amministrazione può tornare su questo aspetto dire chi sono queste persone?
B: Su questo aspetto l’amministrazione comunale erano tutti tra loro parenti il ragioniere era il
fratello del sindaco quindi Pepè ROMEO quando aveva bisogno soldi pure se non finiva il
lavoro facevamo una carta dall’architetto e ci davano una mano i soldi cassa depositi e prestiti
ed arrivavano sul conto! Alla posta..
A: Quindi il ragioniere del comune?
B: il ragioniere si, ora in pensione.
A: Era?
B: Il fratello del Sindaco, marco GULLI’ il morto, padre dei GULLI’.
A: Dei GULLI’ quelli
B: SI!
A: Quelli della droga ?
B: SI!
A: Quindi erano lontani parenti.
B: Si, l’amministrazione comunale la decidevano le 2 famiglie, a chi dovevano dare…
A: Come facevano?
B: 400 abitanti dottore, non erano 10 mila, facilissimo questo vale per mè quest’altro per
me mettiamo a questo, dovevano arrivare soldi nel paese obbligatorio dai fondi, da Roma
qualsiasi cosa …
A: Cerchiamo di dare sempre una collocazione nel tempo di questi fatti!
B: Fino a quando ero io l’ha sopra.
A: Fino a?
B: fino…
A: Perché lei dice sempre che fino a quando ho frequentato pepè ROMEO questi fatti
succedevano.
B: Fino a quando….chiedo scusa fino ad un anno prima che mi hanno dato la sorveglianza
2004- 2005.
A: La sorveglianza quando glieli l’hanno data ?
Avvocato: 2006 25 marzo 2006.
B: nel 2005 io già salivo con Pepè e poi è uscito pure Orazio .
A: Quindi fino al 2005 questi fatti succedevano?
VEDASI ALLEGATO 1
Quanto detto dal collaboratore trova riscontro nella frase detta dal PANGALLO
Giovanni ovvero “
non ti 'mbuccare...non ti 'mbuccare mai la pelle del lupo,
Lello...vedi che il lupo è lupo sempre e vuole sempre fare il lupo..a Roccaforte
entra ..inc..al comune se c'è un amministrazione che ci sa fare...inc..ci sono
soldi che arrivano da tutte le parti e soldi che si possono amministrare, Lello...
quindi
viene confermato l’ormai
acclarato interesse delle cosche affinché
nelle
amministrazioni pubbliche vengano elette persone a loro legate al fine di garantirsi
la gestione di tutte le risorse economiche che gravitano attorno al settore pubblico.
E ancora.
Nell’autovettura in uso a Pangallo Giovanni , il
27.09.2005 al progressivo
3429
RIT 1247/04 viene registrata una conversazione tra PANGALLO Giovanni con una
persona di sesso maschile al momento non identificata .
Si riporta la conversazione nella parte di interesse:
OMISSIS DALLE ORE 08.42.44 ALLE ORE 08.51.59
Uomo: Non comprensibile
Giovanni: Si va bene c'è uno che và da solo con il cane per fatti suoi
Uomo:Pure di quà!
Giovanni:E quello fotografa non che "cugghunia"(non scherza) senò che fà da solo il maresciallo
montagne montagne
Uomo:Non comprensibile
Giovanni: Si ma va L'altro giorno ero là nell'area pic nic quanto mi sono accorto e mi è saltato dalla
scaletta con il cane.
Uomo:In borghese?
Giovanni:No con la mimetica altro che in borghese, con il pistolone al fianco e lo zaino al collo
altro che in borghese, poi sono venuti i carabinieri e lop hanno preso con la macchina.
Uomo:va bò!
Giovanni:Pare che è la prima volta ti stò dicendo che non tutti i giorni lo vedo, l'altro giorno lo ha
visto sebastiano quello che era andato per l'acqua con un bastone tra le mani e quel poveraccio si è
spaventato Sebastiano non comprensibile Solo, solo, c'erano altri sicuramente magari si vede solo
pure vai a vedere cosa stanno "iarmando" (oraganizzando)
Uomo: che non ci sia qualche direzionale non comprensibile
Giovanni: No ma lì non c'è nessuno che può "chiacchiariare" (paralre di certe cose) due zoppi ci
sono io non parlo mai perchè sono sempre fuori non comprensibil
Uomo:Con quale squadra sei?
Giovanni: C'è Mico gerino, Giovanni U GHELO Mico dell'acqua noi 4 siamo ma quelli non
hanno più di tanto perchè non hanno voce in capitolo parlano di vitelli di capre durante il
giorno, qualche percora che si è mangaito il lupo altro non più di tanto
Uomo:Ma anche se ci sono barzellete, ma le barzellette quando si raccontano si pagano,
Giovanni: E lo sò
Uomo:non comprensibile non sappiamo, si raccontano barzellette e poi ti arrestano e poi si paga
Giovanni: E lo sò che facciano quello che c...vogliono non ho che fare e lo sò che devo fare
OMISSI DALLE ORE 08.5453 ALLE ORE 09.17.44 .
VEDASI ALLEGATO 2 F
La parte di conversazione appena riportata evidenzia la preoccupazione di PANGALLO
Giovanni per l’attenzione, che, a a suo dire, i carabinieri hanno nei suoi confronti,
l’interlocutore dice di
fare attenzione che non vi
sia una unidirezionale 8 (si
riferisce al microfono unidirezionale che permette di intercettare le voci a distanza
anche all’aperto), Giovanni dice che non c’è problema perché chi è con lui non ha voce
in capitolo (ndr non è in grado di parlare di certi argomenti), l’interlocutore lo invita
a fare comunque attenzione. La conversazione conferma che Pangallo Giovanni si
ritiene passibile di attenzione da parte degli inquirenti.
Il prosieguo delle conversazioni offre ulteriori elelemnti di valutazione tanto sulla
posizione di Pangallo Giovanni che di Proscenio Domenico .
In data 09.06.2005 al progressivo 82 RIT 482/05
viene registrata una
conversazione tra Proscenio Domenico e PANGALLO Giovanni, detto
Chechella:
quest’ultimo dice che è stato convocato al commissariato di Bovalino ma il commissario
non c’era, Giovanni si lamenta perché dopo che c’è stata la faida “e tutto” lo vogliono
incastrare, ed aggiunge che non voleva la morte di quello (ndr PANGALLO Antonino)
perché se la voleva doveva essere capace di cagionarla lui, Proscenio dice che in base a
quello che è successo prima (ndr la faida) è normale che hanno “nominato” lui.
VEDASI ALLEGATO 32A
In data 24.07.2005, infatti,
al progressivo 838 RIT 482/05 veniva registrata
una conversazione tra Proscenio Domenico e PALAMARA Agostino nato a Melito Porto
Salvo il 27.04.1973, residente Roccaforte, il primo racconta che i Carabinieri gli hanno
preso le armi (in data 03.06.2006 gli era stato notificato il provvedimento di diniego
di porto d’armi), in quanto a suo dire hanno scritto che “cammina con lui” (inteso che
ha dei controlli con PALAMARA Agostino con cui sta parlando), con SPANO’ Teodoro,
che a suo dire invece non ha mai praticato; PALAMARA Agostino dice che qualche
volta
si incontrano al negozio (PALAMARA Agostino gestisce un negozio di
ferramenta insieme alla madre a Roccaforte): non è che possono fare…, poi aggiunge
che anche ai suoi cognati glieli tolgono; Proscenio dice : Glieli prendono a tutti quelli
che siamo…
comunque adesso è meglio non parlare . L’affermazione, con il
riferimento a persone che hanno qualcosa che li accomuna, puo’ essere letta come un
riferimento a persone che fanno parte di un circuito comune.
VEDASI ALLEGATO 32B
Successivamente si registra la seguente conversazione .
“Ulteriore conferma dell’appartenenza di PROSCENIO Domenico all’organizzazione criminale si ha
in data 30.07.2005 al progressivo 944 RIT 482/05; nella predetta conversazione Proscenio Domenico
si ferma a parlare con una persona di sesso maschile che chiama “compare Panino” (soprannome di
IARIA Domenico Carmelo cl 1975); Proscenio riferisce che gli hanno preso le armi poiché hanno scritto
che frequenta Filippo (ndr STELITANO Filippo) e Teodoro (SPANO’ Teodoro); Iaria chiede se hanno
messo che cammina pure con lui, Proscenio dice che con lui no, ma si vedranno in serata per parlare”
Le preoccupazioni di Proscenio Domenico non sono finite tanto e’ vero che sei giorni
dopo il dialogo con Palamara Agostino Proscenio ritiene di dover informare della
vicenda anche Iaria Domenico Carmelo il quale, a sua volta, si preoccupa di chiedere se
tra le frequentazioni negative con cui l’Autorita’ di P.S. esprimeva parere contrario al
porto di armi ci fosse anche il suo nome.
Il giorno dopo si registra una
intercettazione ambientale nel corso della quale l’interlocutore di Proscenio Domenico
fa riferimento ad un tale Leo che da quando e’ stato fatto “picciotto di sgarro” non si
e’ piu’ visto. Il dato, al di la’ del riferimento ad una persona non identificata, al di la’
del fatto che Proscenio tronca la conversazione come per paura di essere
intercettato, conferma l’esistenza di cariche all’interno dell’organizzazione della
‘ndrangheta e che entrambi i conversanti ne sono a conoscenza( cfr. conversazione
01.08.2005 al progressivo 973 RIT 482/05).
OMISSIS DALLE ORE 08.42 alle ore 08. 45.41
Proscenio:Chi?
Uomo:Leo?
Proscenio:Gli ho detto che era una cosa seria, non comprensibile .
uomo:Non l'ho visto mai a questo ragazzo, ha fatto corna da quando lo hanno fatto
picciotto …
Proscenio: Mai.....
Uomo: Lo hanno fatto picciotto di sgarro mai, non l'ho visto mai io
Proscenio: poi si è sposato con ...non comprensibile
Uomo: Li abbiamo passate le “perare” (alberi di pero)…
Proscenio: Non comprensibile, abbiamo roba originale, quando mangiate una pera delle
nostre ...solo il sapore....
OMISSIS DALLE ORE 08.46.31 09.13.32
VEDASI ALLEGATO 32D
Dalle
conversazioni
fin
qui
esaminate
non
pare
possano
residuare
dubbi
sull’inserimento in circuiti mafiosi sia di Pangallo Giovanni che di Proscenio Domenico a
cui Pangallo ha riconosciuto essere stato affidata la carica di capo-giovani nonche di
Proscenio Arnaldo. La successiva conversazione offre elementi per ritenere che i due
indagati facciano parte di uno stesso fronte che pur federato con quello una volta
opposto ha mantenuto una sua identita’. Si legge nella richiesta:
“Il 25.03.2006, quando al progressivo 5422 sull’utenza 333/6162216, intercettata con rit 644/05, il
primo telefona al secondo per invitarlo al bar in quanto si trova con suo padre (PROSCENIO Arnaldo):
dice che si trova al bar e lo invita ad andare. PANGALLO Giovanni invita invece PROSCENIO ad
andare lì da lui e gli dice: "SE TU VUOI VENIRE, .... TU ASCOLTA UN ATTIMO, SONO CON
TUO PAPA',
A CANNA, DEVI VENIRE, ASCOLTA DEVI VENIRE QUA UN ATTIMO".
PROSCENIO gli risponde di no, asserendo che lui ora sta giocando e non può andare. La conversazione
appare di natura criptica visto l’insistenza che il PANGALLO dimostra nell’invitare l’altro accolito,
senza tra l’altro specificare il motivo.
VEDASI ALLEGATO 33A
Al progressivo 5423 dell’utenza 333/6162216, intercettata con rit 644/05 PANGALLO Giovanni
telefona nuovamente a PROSCENIO Domenico, chiedendogli di andare a casa di suo padre che deve
parlargli, subito. PROSCENIO dice che è al bar e non molla la partita che sta facendo (evidentemente
sta giocando a carte), PANGALLO dice che a lui non interessa, deve mollare la partita ed andare là, in
quanto lui lo sta aspettando a casa di suo padre (PROSCENIO Arnaldo). Evidentemente la cosa da
riferire e molto importate e tra altro si tratta di qualcosa che non si può riferire telefonicamente.
VEDASI ALLEGATO 33B
In data 27.03.2005 al progressivo 5473 RIT 644/05, PROSCENIO Domenico telefona a PANGALLO
Giovanni riferendogli: "MI HAI ROTTO LE SCATOLE, DOVE L'HAI MANDATO A QUESTO
QUA?". PANGALLO: "Sta venendo, sta venendo".
PROSCENIO: "Ma viene là,
da me?".
PANGALLO: Sì, sì". PROSCENIO: "Ciao bello, ciao, … LA PROSSIMA VOLTA NON SARA'
CEDUTO". VEDASI ALLEGATO 33C”
Le
conversazioni
cointeressenza
appena
esaminate
attestano
che
sussistono
tra Pangallo Giovanni e Proscenio Domenico
rapporti
di
come gia’ rivelato in
precedenza dal fatto che Pangallo pensasse di rivolgersi a Proscenio per irrogare una
sanzione ad un ragazzo poco rispettoso.
La conversazione che segue, invece, rivela il timore di Proscenio per il fatto che
Cugliandro e lui stesso possano esere visti vicino
persone che si presume
interverranno al funerale. La circostanza fa pensare al timore per eventualo servizi di
osservazione e controllo effettuati dalle Forze dell’ordine. Si legge nella richiesta
“In data 08.11.2006 al progressivo 10148 RIT 644/05, utenza 333/6162216, è stata registrata una
conversazione tra PROSCENIO Domenico e COGLIANDRO Luciano, i due parlano del funerale della
Madre di ZAVETTIERI, appartenente all’omonima cosca di Roghudi e Roccaforte, i due parlano del
funerale che sarà all’indomani, Proscenio raccomanda all’amico, in tono molto criptato, di non stare
vicino a quegli amici che vengono, poi ti dico quando ci vediamo, evitando di fare qualsiasi discorso
per telefono.
Si riporta la conversazione integralmente:Luciano in sottofondo "Siamo andati a casa sua , siamo andati a casa sua.
Domenico: Ehi !
Luciano: Ehi
Domenico: ...inc...
Luciano: Vedi che è morta
Domenico: eh, lo ved.. e apposta dico io ma..., glielo hanno fatto il funerale?
Luciano: No, penso che glielo faranno do
Scarica

documento