PIG Magazine è l'unica rivista di vera pasta "sfoglia" PIG MAGAZINE (people in groove) numero 6 / 2002 www.pigmagazine.it PIG FILES Blow job. TVR Tuscan R. V8 4500 cc, 1000 kg, 450 cavalli, 330 km/h, 0-100 mph in 3,7 sec. Passa in un soffio, non la vedi. E’ figlia del vento e lo vedi. E’ snella, slanciata. Quatta come un felino compresso prima di lanciarsi sulla preda. La sua preda è l’asfalto, ne è ghiotta e poche altre belve possono infastidirla nella caccia. La senti arrivare, gli scarichi sportivi in inox e carbonio ne annunciano la presenza. Eccola! 450 cavalli a traino di soli 1000 chili (la Diablo GT ne vantava 392, la F 550 Maranello 287, la Porsche 911 Biturbo 272). Dentro, una culla iperavvolgente e rassicurante come un utero, escrescenze con terminazioni falliche in alluminio I LOVE PAGE 28 dappertutto. Un volantino 3 razze molto retrò che invita al controsterzo che ti riporti le chiappe in carreggiata ad ogni sovrasterzo di potenza. Cambio ravvicinato, pedaliera e sospensioni regolabili, kit in alluminio. Tra gli optionals la vernice cangiante (Camaleont paint). Disponibile guida sinistra e destra (Available LHD and RHD). Quanto costa? Molto meno di un blow job al giorno per tutta la vita. http://www.tvr.co.uk/ Iperchicca. Per vedere la Tuscan del novecentosettanta, cliccate qui: http://www.supercars.net/Pic?s=1&id=1851&i=0&p=1970_ tvr_tuscan1.jpg&y=1970&m=TVR&o=Tuscan M.B. I LOVE PAGE 29 auto-f-money Per essere avanti metti la retrò. Guida ai ferri inossidabili per fare la vostra PORCA figura senza dissanguarvi. Di Martino Barbieri Carrera Turbo o 360 Modena? Aston Martin Vanquish o TVR Tuscan R? Cavallino 575 o Torello Murcielago? Se l’estratto conto ti manda fuori strada tu mantieni il controllo. Per non sbandare dal desiderio di un ferro diverso passa a una trash car anni settanta-ottanta. Nel libretto d'uso e manutenzione dell’epoca non c’è scritto, ma The Pig ti mette in guardia: devi saper reggere la parte del “giusto”, devi saperla indossare una trash car, non solo portarla in giro. Il rischio di guidare una macchina da zingari è in agguato? Seguici, il catalogo che segue è limitato a pochi modelli, alcuni mitici, indimenticabili, altri meno visti, per veri intenditori. Per le quotazioni, naviga in Internet o fai un salto in edicola. Tappetini in tinta, sedili reclinabili, adesivo del Touring Club sul parabrezza. La Fiat 127 ce la ricordiamo tutti, quella delle nostre mamme a prenderci davanti a scuola prima dell’avvento I LOVE PAGE 142 della Ritmo e della comodo-viaggiosa Uno (!) ma la 127 Sport col doppio tubo di scarico, il contagiri e il poggiatesta incorporato nel sedile come la Porsche? Gran ferro, insieme alla più rettangolare Fiat 128 Sport Coupé con cerchi in lega e fendinebbia Carrello. Massimo rispetto per la mitica 131 Abarth, campionessa dei rally di allora (la guidò anche De Adamich) e ancor oggi difficilmente reperibile in perfette condizioni. E soprattutto costosina. Meglio ripiegare sulle sorelline minori 131 Racing, coupè ben rifinita da 180 all’ora e la 131 Abarth Volumetrica da oltre 190, quattro porte, a cinque marce. E la Fiat X19? Già il nome la dice lunga sul mostriciattolo coupé carrozzato Bertone di chi sognava Ferrari e si accontentava di un centottanta all'ora ma con fanali a scomparsa da vera sportiva, con passo corto da far scodinzolare ad ogni curva (http://www.autodesign.it/x19/1300/). Ma entriamo nel fashion system. Valentino, probabilmente ciuco, una sera autorizzò l’uso della sua griffe a firma di un modello speciale della temutissima Alfasud. Roba grossa, robba da brividi, robba buona. Per gli amanti della tecnologia che fu, la sofisticata e sportiva francesina Citroën GS Basalte catturò il pubblico amante del comfort di marcia, degli alzacristalli elettrici, delle sospensioni idropneumatiche. D’accordo, meglio lo squalo, la mitica DS, magari giardinetta o addirittura Cabrio ma lì il budget lievita come Pan degli Angeli. Per i feticisti dell’auto che dura nel tempo, solida, dura, ben fatta, ecco la leggendaria/temuta Ford Taunus, prodotta in numerose serie, con un design assolutamente indimenticabile. Bella quella verdina e giardinetta di Renato Pozzetto ne La Casa Stregata. Un pezzo di modernariato è la Matra Baghera, l’unica automobile a tre posti (a parte l’insuperabile Mc Laren F1) della storia, prodotta in alcune serie poi degenerate nella più recente Murena, coi fanali a scomparsa come le auto da corsa vere. Alla stessa categoria del coupè modello “vorrei ma non posso” ma un gradino più sopra in quanto a stile, appartiene la Fuego, più carina e dolce nelle linee, ricca di soluzioni assolutamente innovative per i primi anni ottanta. Onore al merito per la Renault 5 Turbo, una ipercompressa dalle grandi prestazioni simile alla R5 ma con una manciata di cavalli in più sufficiente a farla imbizzarrire alla prima sgasata, come dimostrò in più occasioni agonisti- che. La Vw Scirocco prima serie, mamma della Corrado, anch’essa consigliatissima, era un’auto di gran qualità, ben rifinita, con optional e soluzioni tecnologiche da auto di categoria superiore come, ad esempio, la sempreverde Lancia Beta Montecarlo da centonovantacinque all’ora vent'anni fa grazie a un pacifico due litri da centoventi cavalli. Anche le Lancia Beta HPE e Gamma Coupe hanno le loro “belle” reason why, quest’ultima autentica outsider dei tempi che furono. BMW 628-635 CSI, meglio M, la stessa sigla Motorsport che ancor oggi fregia purosangue bavaresi come la M3 e la M5, un’accoppiata da 743 cavalli vincenti su cui puntare. Per chi ha biada, anzi il grano da investire in libidine mangiasfalto. BMW 2002, antesignana della prima serie 3, splendida, anche cabrio e addirittura Turbo, e parliamo dei primi Settanta. Simca Ranch, la prima sport utility monovolume jeepposa quando le station si chiamavano ancora giardinette, dotata di portapacchi e fendinebbia con retine di protezione ancorate sui montanti anteriori, giusto ai lati del parabrezza. I LOVE PAGE 143 Alfetta terza serie, modello infighettito 2.0 quadrifoglio Oro, quella col volante di legno e 4 frisbee al posto dei cerchioni. Le ruggenti Alfa GTV, 2.0 o 2.5 V6 (motore 160 cv, quello della terribile Alfa 6, più che un’ammiraglia un “alfettona”, disponibile anche 2.4 turbodiesel), di qualunque annata hanno il mio ok. Porsche 911 sc primi ottanta, 6 cilindri, 3 litri, 204 CV rigorosamente raffreddati ad aria. Si trova perfetta al costo di una Yaris ma viaggia ancora come una TT 180 cv (oltre 225 ogni 60 minuti). Mercedes serie CE 230, 280, la gloriosa media stoccardina fatta coupe. Molte annate, cilindrate e restyling, quotazioni per tutte le tasche. La sua immagine dipende naturalmente da chi la guida e da come si guida. Se accenna una sgommata, subito prende a crescere sul suo volante il similpelo bianco dei MoonBoot tanto di moda nelle cortina, curma e madonna anni settantottanta. E subito dopo anche se strizzi gli occhi ti sembra di intravedere al suo traino il fantasma di una roulotte targata Dresna. Per chi non teme bollo (esentabili tramite ASI), assicurazione e spese di manutenzione, erezioni continue dalle Mercedes anni 70 e 80, SLC (vedi sigla del film American Gigolo con Richard Gere che sfreccia coi capelli al vento al ritmo di Call Me delle Blondie). Da 2.8 a 5 litri, le SLC sono le nipotine dei vari pagodini anni sessanta (preziose) e mamme delle più recenti SL. Una terrificante scorpacciata di chicche per i + golosi, dalla Ford Capri all’Opel Manta, dalla A 112 Abarth alla Talbot Horizon, dalla Citroën Ami alla Simca 1510, è disponibile su http://utenti.lycos.it/virtuak/index2.htm. D’accordo, d’accordo, meglio un giro nel Chianti in una fresca mattina di inizio maggio al volante di una Bugatti Type 57SC Atalante Coupe del 1936 (http://www.supercars.net/cars/1936@$Bugatti@$Type%2057SC%20Atalante %20Coupeg.html), verso il casolare di un caro amico viticoltore. Magari cosciacoscia con una incantevole fanciulla libertin-decadent-bohemien-futurista in abiti d’epoca che ammira il paesaggio e gode della tua guida e del paesaggio senza aprir bocca ma questa storia ve la racconto un’altra volta, magari prima di dormire. Son sogni d’oro, quelli. Intanto fate un abbonamento a un autolavaggio, passare la cera come facevano i bravi driver di allora costa fatica! M.B. I LOVE PAGE 144