LIBRETTO GUIDA DELLO STUDENTE CORSO DI STUDI in SCIENZE NATURALI LAUREA TRIENNALE DELLA CLASSE 27 LAUREE SPECIALISTICHE DELLA CLASSE 68 AVVISO Le informazioni contenute in questo libretto saranno regolarmente aggiornate nella pagina WEB del Corso di Studi in Scienze Naturali http://naturali.campusnet.unito.it/ Mezzi di comunicazione del C.C.S. Comunicazioni della Presidenza, della Commissione Didattica o dei singoli Docenti, orari di ricevimentodocenti, orari delle lezioni per i successivi periodi didattici, date degli esami di laurea, calendari e logistica degli esami, loro possibili variazioni, avvisi inerenti l’attività del CdS sono reperibili nella pagina WEB e vengono affissi con congruo anticipo nelle bacheche sistemate agli ingressi dei Dipartimenti di Biologia Animale, Biologia Vegetale, Scienze della Terra, Scienze Mineralogiche e Petrologiche. L’originale di tutti gli avvisi viene affisso alla bacheca alloggiata presso la sede del Dipartimento di Biologia Animale (via Accademia Albertina 13); essa costituisce la bacheca ufficiale del C.C.S. a cui gli interessati devono fare riferimento nella trasmissione e nella consultazione degli avvisi. INDICE 1. 2. 3. 4. DEFINIZIONI FONDAMENTALI ED ABBREVIAZIONI PRESENTAZIONE LA RIFORMA DEGLI ORDINAMENTI DIDATTICI UNIVERSITARI OBIETTIVI FORMATIVI QUALIFICANTI DELLA CLASSE CORSO DELLE “DISCIPLINE DELLA NATURA E DELL’AMBIENTE” 5. OBIETTIVI FORMATIVI QUALIFICANTI DEL CORSO DI LAUREA TRIENNALE IN “SCIENZE NATURALI” DELL’UNIVERSITA’ DI TORINO 6. REQUISITI MINIMI DI AMMISSIONE AL CORSO DI STUDIO TARM 7. INDICAZIONI RELATIVE ALLE ISCRIZIONI IMMATRICOLAZIONE STUDENTE A TEMPO PIENO E STUDENTE A TEMPO PARZIALE. PASSAGGI E TRASFERIMENTI ISCRIZIONE ALLA SECONDA LAUREA O ALLA MAGISTRALE DOMANDA SOTTO CONDIZIONE TASSE STUDENTI (FULL-TIME,PART-TIME,VECCHIO ORDINAMENTO) CARICO DIDATTICO CORSI SINGOLI 1 CREDITI FORMATIVI UNIVERSITARI RICONOSCIMENTO DEI CREDITI PRECEDENTEMENTE ACQUISITI 8. PERCORSI DIDATTICI O CURRICULA DELLA LAUREA TRIENNALE 9. PERIODI DIDATTICI 10. LEZIONI 11. ESAMI 12. PROPEDEUTICITA’ DEGLI INSEGNAMENTI 13. CORSO DI LINGUA INGLESE 14. EUROPEAN COMPUTER DRIVING LICENCE (ECDL) 15. CORSI IFTS 16. ESERCITAZIONI INTERDISCIPLINARE SUL TERRITORIO 17. STAGES 18. ATTIVITÀ SEMINARIALI 19. TUTORATO 20. CALENDARIO DELLE ATTIVITA’ FORMATIVE 2006_07 PER IL 1° ANNO 21. CALENDARIO DELLE ATTIVITA’ FORMATIVE 2006_07 PER IL 2° ANNO 22. CALENDARIO DELLE ATTIVITA’ FORMATIVE 2007_08 PER IL 3° ANNO 23. CALENDARIO DELLE ATTIVITA’ FORMATIVE 2006_07 PER IL 3° ANNO 24. ELENCO DEI CORSI A SCELTA ATTIVATI NEL 2006-07 25 ELENCO DI TUTTI I CORSI ATTIVATI NEL 2006-07 IN ORDINE ALFABETICO 26 ATTIVITA’ DI TIPO INTERNAZIONALE 27 PROVA FINALE 28 INDIRIZZI UTILI STUDENTI TUTOR JOB PLACEMENT E.D.I.S.U. MENSE SALE STUDIO ACCERTAMENTO ECONOMICO C.U.S. CONSULTAZIONE LIBRI NORME DI SICUREZZA SERVIZIO DISABILI COMITATO PER LE PARI OPPORTUNITÀ CONSIGLIERA DI FIDUCIA AISCI TORINO ALUMNI OF SCIENZE ASSOCIAZIONE ITALIANA NATURALISTI ASSOCIAZIONE AMICI DELL’UNIVERSITÀ 29 SBOCCHI PROFESSIONALI DELLA LAUREA TRIENNALE IN SCIENZE NATURALI ORDINI PROFESSIONALI CHE INCLUDONO 1 AIN ALBO SOCI ESPERTI 2 ESAMI DI STATO 2 30 PROSECUZIONE DEGLI STUDI LE LAUREE SPECIALISTICHE DELLA CLASSE 68/S (SCIENZE DELLA NATURA) AGAm ECAU EDeN LAUREE SPECIALISTICHE CON PERCORSI FORMATIVI CULTURALMENTE E PROFESSIONALMENTE VICINI A QUELLI DELLA CLASSE 68/S LAUREA MAG. IN CONSERVAZIONE E BIODIVERSITA' ANIMALE(Classe 6/S) LAUREA MAG. IN BIOLOGIA VEGETALE (Classe 6/S) LAUREA MAG. IN PSICOBIOLOGIA DEI PROCESSI MOTIVAZIONALI ED AFFETTIVI (INTERFACOLTÀ) CORSO DI LAUREA IN SCIENZE AMBIENTALI E GESTIONE DEL TERRITORIO 31 STRUTTURE AFFERENTI AL CORSO DI STUDI 32 PROGRAMMI DEI CORSI E LABORATORI ATTIVATI 3 1 DEFINIZIONI FONDAMENTALI ed ABBREVIAZIONI Consiglio di Facoltà (CF) = organo collegiale composto da tutti i professori di ruolo e fuori ruolo appartenenti alla Facoltà e da rappresentanze dei ricercatori e degli studenti Consiglio di Corso di Studio (CCS) = organo collegiale costituito da tutti i titolari di insegnamenti ufficiali o di altre attività formative e dai professori fuori ruolo che in esso svolgono attività didattica Ordinamento didattico del corso di studio = insieme delle norme approvate dal MIUR che regolano gli indirizzi del corso di studio. Regolamento didattico del corso di studio = insieme delle norme approvate dalla Facoltà di Scienze MFN che regolano gli indirizzi del corso di studio. Percorso didattico o curriculum = insieme delle attività formative universitarie ed extrauniversitarie specificate nel regolamento didattico del corso di studio al fine del conseguimento del relativo titolo Obiettivi formativi = insieme di conoscenze e abilità che caratterizzano il profilo culturale e professionale, al conseguimento delle quali il corso di studio è finalizzato Ambito disciplinare = insieme di settori scientifico-disciplinari culturalmente e professionalmente affini, definito dai decreti ministeriali Settore Scientifico-Disciplinare (SSD) = raggruppamento di discipline di cui al DM 23 giugno1997 e successive modifiche Attività formativa = ogni attività organizzata o prevista dalle Università al fine di assicurare la formazione culturale e professionale degli studenti, con riferimento, tra l'altro, ai corsi di insegnamento, ai seminari, alle esercitazioni pratiche o di laboratorio o sul terreno, alle attività didattiche a piccoli gruppi, al tutorato, all'orientamento, agli stage, ai progetti, alle tesi, alle attività di studio individuale e di autoapprendimento. Corso monodisciplinare (CM) = Insieme di attività didattiche riconducibile ad un’unica disciplina con specifici obiettivi formativi Modulo didattico (MD) = insieme delle attività didattiche relative a singole discipline individuabili nell’ambito di uno specifico SSD Didattica frontale = termine generale riferito ad una qualsiasi forma di attività didattica svolta in presenza di un docente (didattica teorica, teorico-pratica e pratica) Didattica teorica = lezioni ex cathedra Didattica teorico-pratica = lezioni dimostrative ed attività guidate (seminari, ricerche, ecc.) Attività seminariali = Approfondimento di argomenti a scelta dello studente inerenti il percorso formativo tramite partecipazione a seminari e congressi organizzati da enti di ricerca o universitari. Laboratori = esercitazioni pratiche ed attività in laboratori o sul territorio presso strutture didattiche della Facoltà o presso strutture didattiche accreditate esterne. Esercitazione disciplinare sul territorio o escursioni disciplinari = Insegnamento pratico delle metodologie da applicare sul territorio per rilevare le variabili utili alla descrizione dell’area proprie di una disciplina. Esercitazione interdisciplinare sul territorio o escursioni interdisciplinari = Insegnamento pratico delle metodologie da applicare sul territorio per rilevare le variabili utili alla descrizione dell’area proprie sia delle scienze della Terra sia delle Scienze della Vita. Attività a scelta dello studente = attività formative che lo studente ha la facoltà scegliere (fra quelle proposte dall’Università degli Studi di Torino) in modo autonomo con la sola condizione di giustificarne il coordinamento con le altre discipline del suo piano di studi Credito formativo universitario (CFU) = misura del volume di lavoro di apprendimento, compreso lo studio individuale, richiesto ad uno studente in possesso di adeguata preparazione iniziale per l'acquisizione di conoscenze ed abilità nelle attività formative previste dagli ordinamenti didattici dei corsi di studio. Al CFU corrispondono 25 ore di lavoro dello studente Debito formativo = elenco delle attività formative con relativi CFU che devono essere acquisiti per colmare lacune di preparazione. 4 Carico didattico annuale = elenco delle attività formative con relativi CFU acquisibili in un anno accademico. I CFU si acquisiscono il superamento dei relativi esami o tramite certificazione delle attività da parte dei docenti. TARM = test della Facoltà di Scienze MFN per l’accertamento delle conoscenze (“requisiti minimi”) nelle materie di base quali chimica, fisica e matematica. Tale test deve essere sostenuto prima dell’iscrizione al corso di studi. 2 PRESENTAZIONE Lo studio delle SCIENZE NATURALI si sviluppa nella Classe delle lauree in “Discipline della natura e dell’ambiente” (classe 27) e si articola in una Laurea di durata triennale, cui seguono tre Lauree specialistiche (classe 68/S “Scienze della Natura”). Prima di descrivere le caratteristiche ed i percorsi didattici consigliati per la Laurea in Scienze Naturali, sarà opportuno illustrare alcuni elementi generali che chiariscono il concetto, nuovo per l’Università italiana, di Classe di Lauree. 3 LA RIFORMA DEGLI ORDINAMENTI DIDATTICI UNIVERSITARI 1 - LE CLASSI DI LAUREE Le Università sono autonome nel denominare i corsi di laurea che esse istituiscono e nel definirne gli ordinamenti didattici, tuttavia questi ultimi debbono rispettare gli obiettivi qualificanti e le attività formative indispensabili previsti dalla rispettiva classe di appartenenza, cioè dal raggruppamento di corsi di laurea affini indicato dalla legge. Tutti i Corsi di Studi (CdS) che gli atenei istituiranno in una determinata classe condivideranno dunque necessariamente obiettivi formativi qualificanti e attività formative indispensabili, ma si differenzieranno tra loro per la denominazione (ad esempio: Scienze Naturali, Scienze Ambientali, ecc.), per gli obiettivi formativi specifici e, soprattutto, per la scelta dettagliata delle attività formative, che saranno richieste agli studenti per conseguire la singola laurea, e del relativo carico di lavoro espresso in crediti formativi, rispettando naturalmente certi valori minimi indicati dal Ministero dell’Università. Presso l’Università di Torino, fanno parte della classe 27 due CdS: Scienze Naturali; Scienze e Turismo alpino. Le classi insomma, insieme ai crediti formativi, sono il fondamento stesso dell’ampia flessibilità cui vuole essere improntato l’intero nuovo sistema universitario: una flessibilità dell’offerta formativa che permette alle università di differenziarsi tra loro e, all’interno di ciascuna, di differenziare i vari corsi di laurea e i diversi percorsi didattici di ogni corso di studi, per rispondere meglio e più prontamente alle mutevoli esigenze che provengono dalla cultura e dalla ricerca universitaria, dal mondo del lavoro, dalla domanda stessa di formazione da parte degli studenti. Le attività formative indispensabili di ogni classe sono raggruppate in sei tipologie: attività formative di base; attività formative caratterizzanti; attività formative affini o integrative; attività formative comprese attività seminariali a scelta dello studente; attività formative per la prova finale e per la lingua straniera; attività formative per le ulteriori competenze linguistiche, per le abilità informatiche e relazionali, per i tirocini, stage, attività pratiche in campo ecc. Per ognuna delle suddette tipologie la legge specifica i settori scientifico-disciplinari in cui operare le scelte delle attività formative, il numero minimo di crediti da impegnare per ogni ambito culturale ecc.. 5 4 OBIETTIVI FORMATIVI QUALIFICANTI DELLA CLASSE DELLE “DISCIPLINE DELLA NATURA E DELL’AMBIENTE” I Laureati nei corsi di laurea della classe delle “Discipline della natura e dell’ambiente” devono: • possedere una buona conoscenza degli ecosistemi, delle loro componenti e dei fattori che ne regolano i processi, che consenta loro la possibilità di dedicarsi all’educazione naturalistico-ambientale e di affrontare in generale i problemi riguardanti l’ambi ente, sia naturale, sia modificato dall’uomo; • essere in grado di utilizzare almeno una lingua dell’Unione Europea, oltre l’italiano, nell'ambito specifico di competenza e per lo scambio di informazioni generali; possedere adeguate competenze e strumenti per la comunicazione e la gestione dell’informazione; • essere capaci di lavorare in gruppo, di operare con definiti gradi di autonomia e di inserirsi prontamente negli ambienti di lavoro. I laureati della classe potranno collaborare, con compiti tecnico-operativi e professionali: 1) in attività di rilevamento, classificazione, analisi, ripristino e conservazione di componenti abiotiche e biotiche di ecosistemi naturali, acquatici e terrestri; 2) nella gestione e nella educazione ambientale nell’ambito di parchi e riserve naturali, di musei scientifici e centri didattici; 3) nell’analisi e nel monitoraggio di sistemi e processi ambientali gestiti dall’uomo nella prospettiva della sostenibilità e della prevenzione, ai fini della promozione della qualità dell’ambiente; 4) nella localizzazione, nella diagnostica, nella tutela e nel recupero dei beni ambientali. Ai fini indicati, i percorsi didattici dei corsi di studi della classe: • potranno essere più orientati alle scienze della natura, maggiormente caratterizzati pertanto da attività didattiche relative ai settori delle Scienze della Terra e delle Scienze della Vita, ovvero più orientati verso l’analisi e la gestione di realtà ambientali complesse, prevedendo così l’interazione fra un ampio spettro di discipline di base, di discipline metodologiche e di processo, nonché di scienze economiche, giuridiche e sociali; • devono prevedere in ogni caso, tra le attività formative nei diversi settori disciplinari, lezioni ed esercitazioni di laboratorio e attività sul campo, per non meno di 20 crediti complessivi, in particolare dedicate alla conoscenza di metodiche sperimentali e all’elaborazione dei dati; • possono prevedere, in relazione a obiettivi specifici, l'obbligo di attività esterne, come tirocini formativi presso aziende, strutture della pubblica amministrazione e laboratori, oltre a soggiorni presso altre Università italiane ed europee, anche nel quadro di accordi internazionali. Almeno il 55% dell'impegno orario complessivo è riservato allo studio personale o ad altre attività formative di tipo individuale. 5 - OBIETTIVI FORMATIVI QUALIFICANTI DEL CORSO DI LAUREA TRIENNALE IN “SCIENZE NATURALI” DELL’UNIVERSITA’ DI TORINO Il Corso di Studi (CdS) in Scienze Naturali si prefigge di fornire una preparazione interdisciplinare e professionalizzante nel campo delle scienze della natura. L'obiettivo è quello di formare specialisti capaci di leggere a più livelli l'ambiente nelle sue componenti biotiche e abiotiche e nelle loro interazioni; la sintesi equilibrata fra discipline biologiche e geo-mineralogiche favorisce una visione globale dei fenomeni che caratterizzano l'ambiente naturale. Tale equilibrio didattico mira a evidenziare le correlazioni tra gli organismi, a livello di popolazioni e comunità, e il substrato terrestre su cui si impostano gli ecosistemi attuali. La storia del pianeta è studiata nelle tappe della sua evoluzione dinamica, attraverso le variazioni passate delle sue componenti biotiche e abiotiche. Il CdS, inoltre, sviluppa fondamenti scientifici e metodologici per una didattica diffusa, con una sua specifica identità per ogni ordine e grado di scuola pre-universitaria. 6 6. REQUISITI MINIMI DI AMMISSIONE AL CORSO DI STUDIO - TARM Sono ammessi al Corso di Laurea in Scienze Naturali gli studenti in possesso di Diploma di Scuola Media Superiore o titolo ad esso equivalente. Dall’anno accademico 2001-2002, secondo quanto disposto dai nuovi ordinamenti universitari, per tutti i Corsi di Laurea offerti dalla Facoltà di Scienze M.F.N. è stato redatto un elenco di conoscenze (“requisiti minimi”) nelle materie di base quali chimica, fisica e matematica che si suppongono acquisite dagli studenti della scuola secondaria superiore. Il possesso di queste conoscenze sarà verificato mediante un test di accertamento, nei primi giorni del mese di Settembre. Il non superamento del test di Facoltà non segnala necessariamente una scarsa predisposizione per seguire con successo il corso di scienze naturali, ma una insufficiente formazione nelle materie base di matematica, chimica e fisica. Lo studente può acquisire le informazioni necessarie a seguire con profitto i corsi delle materie elencate tramite la frequenza di pre-corsi di chimica appositamente organizzati per gli studenti che intendono iscriversi alla Facoltà di Scienze, e che dureranno all’incirca una settimana e tramite la frequenza delle integrazioni ai corsi ufficiali di matematica e fisica. Ulteriori informazioni relative ad orari e luoghi di lezione saranno successivamente comunicate insieme ai risultati dei test su apposite pagine web della Facoltà: http://www.scienzemfn.unito.it/ e del Corso di Studi http://naturali.campusnet.unito.it/ e affissi nella Bacheca del Corso di Laurea (Via Accademia Albertina, 13 – Piano terreno). N.B. - La non frequenza dei corsi obbligatori di azzeramento, che verrà rilevata dal Docente responsabile, non impedisce o rende nulla l’iscrizione al Corso di Laurea, tuttavia risulterà difficile e faticosa la comprensione e l’apprendimento delle relative discipline. ATTENZIONE: la prenotazione al TARM e l'immatricolazione al Corso di Laurea sono procedure indipendenti. Tutti gli studenti che intendono iscriversi ad un Corso di Laurea della Facoltà di Scienze MFN devono comunque immatricolarsi, tra il 1 agosto e il 2 ottobre 2006, presso gli stand del CENTRO IMMATRICOLAZIONI dell'Università di Torino (Via Nizza 230 - Torino - II piano - LINGOTTO). Il Centro Immatricolazioni dal 24 luglio 2006 osserverà il seguente orario: dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 16:00. Il Centro Immatricolazioni rimarrà chiuso dal 14 al 18 agosto 2006. Il TARM si terrà il 4 e 5 settembre 2006 nelle sedi e orari pubblicati sui siti web: http://tarm.dm.unito.it/tarmpro7/ Per sostenere il TARM non è necessario essersi già immatricolati ma occorre iscriversi alla sessione via WEB. 7 INDICAZIONI RELATIVE ALLE ISCRIZIONI IMMATRICOLAZIONI. Tra il 1 agosto e il 2 ottobre 2006, presso gli stand del CENTRO IMMATRICOLAZIONI dell'Università di Torino (Via Nizza 230 - Torino - II piano - LINGOTTO). Il Centro Immatricolazioni dal 24 luglio 2006 osserverà il seguente orario: dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 16:00. http://www.unito.it/studenti/speciale_immatricolazioni/home.htm 7 STUDENTE A TEMPO PIENO E STUDENTE A TEMPO PARZIALE. Per quanto riguarda le modalità d'iscrizione lo studente si iscrive ogni anno al corso di laurea secondo tipologie differenti: studente a tempo pieno e studente a tempo parziale. Tale distinzione è legata, come parametro principale, al numero di crediti formativi acquisibili in un anno accademico dall'una o dall'altra figura. E’ fortemente consigliata l’iscrizione a tempo parziale agli studenti con debiti formativi da recuperare e/o con importanti impegni lavorativi o familiari. Nel loro complesso i crediti acquistabili dallo studente in un anno accademico sono definiti come "carico didattico annuale", i crediti si acquisiscono con il superamento dei relativi esami. • Lo studente a tempo pieno è tenuto a presentare per ciascun anno accademico un "carico didattico" che preveda da un minimo di 37 ad un massimo di 80 CFU, comprensivi di quelli obbligatori previsti nell'anno precedente e non ancora acquisiti, salvo il caso in cui il debito per conseguire il titolo sia inferiore (per le questioni relative all’overbooking si veda al successivo paragrafo 2.2.2) • Lo studente a tempo parziale è tenuto a presentare per ciascun anno accademico un "carico didattico" che preveda da un minimo di 20 ad un massimo di 36 CFU, salvo il caso in cui il debito per conseguire il titolo sia inferiore. • Sia per gli studenti a tempo pieno sia per quelli a tempo parziale, la presentazione del carico didattico deve essere effettuata, per l’anno accademico 2006-2007, entro il 31-1-2007. I crediti inseriti in precedenza non possono essere modificati in corso d'anno. • Lo studente effettua la scelta a tempo pieno o a tempo parziale contestualmente all'operazione di definizione del "carico didattico". La scelta può essere modificata ogni anno sia in un senso che nell'altro, ma solo contestualmente all'operazione di definizione del "carico didattico". PASSAGGI E TRASFERIMENTI (Passaggi tra Facoltà,passaggio all’interno della stessa Facoltà e passaggi dal vecchio al nuovo ordinamento,trasferimento verso e da altre Università). E’ consentito il passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento di Scienze Naturali, così come da altri CdS al nostro. Gli esami già sostenuti nel vecchio ordinamento verranno valutati con il numero di crediti dei corrispondenti insegnamenti del Nuovo Ordinamento. Le domande di passaggio, inoltrate alla segreteria studenti, verranno valutate dalla Commissione didattica del CdS ed approvate dal Consiglio di Corso di Studi. Il CCS indicherà ai richiedenti quali attività dovranno ancora seguire per completare il pacchetto di 180 CFU necessari per la laurea. Dal 1 agosto 2006 al 31 ottobre 2006 per i moduli da utilizzare vedere alla paginaweb. Dopo la data del 31 ottobre ed entro il 31 dicembre potranno essere accolte domande presentate tardivamente mediante il pagamento della sanzione amministrativa. LAUREA DI SECONDO LIVELLO O LAUREA SPECIALISTICA/MAGISTRALE. Tra il 1 agosto e il 2 ottobre 2006. Presentando la domanda di iscrizione sotto condizione (vedi sotto) è possibile immatricolarsi alla laurea magistrale anche dopo avere sostenuto l’esame di laurea nelle sessioni di dicembre 2006, febbraio e marzo 2007 8 DOMANDA SOTTO CONDIZIONE Si può presentare dal 1 agosto 2006 al 2 ottobre 2006. Lo studente che intende laurearsi nella sessione straordinaria (novembre/marzo) e non deve fare modifiche al proprio carico didattico deve presentare la domanda di iscrizione sotto condizione (al terzo anno fuori corso o successivi) al fine di non pagare la sanzione amministrativa in caso di mancata discussione della prova finale. Questa domanda consente, in pratica, di prolungare l’iscrizione all’ultimo anno del CdL triennale senza dovere pagare le tasse di iscrizione (sempre a patto che ci si laurei entro la sessione straordinaria, dopodichè si pagheranno le tasse per l’iscrizione al primo anno della Laurea Magistrale). Per i moduli di domanda vedere alla pagina web. TASSE STUDENTI (TEMPO PIENO - TEMPO PARZIALE E VECCHIO ORDINAMENTO) La prima rata delle tasse deve essere versata entro il 2 ottobre 2006. Il pagamento oltre tale termine sarà penalizzato dal pagamento della prevista sanzione amministrativa. Il pagamento della tassa costituisce iscrizione al nuovo anno accademico. Gli studenti iscritti ad anni successivi al primo, PER ESSERE ISCRITTI AL NUOVO ANNO ACCADEMICO (2006/2007), dovranno effettuare il pagamento della prima rata delle tasse universitarie presso qualsiasi filiale della Banca Sanpaolo IMI o Sanpaolo Banco di Napoli, dal 1 agosto al 2 ottobre 2006. Per il pagamento gli studenti dovranno essere muniti del proprio numero di matricola. Il pagamento potrà essere effettuato con le seguenti modalità: - denaro contante; - assegno circolare intestato all'Università degli Studi di Torino; - addebito in conto corrente (riservato ai correntisti Sanpaolo IMI o Sanpaolo Banco di Napoli); - assegno bancario a favore dell'Università degli Studi di Torino (solo presso le filiali Sanpaolo IMI). Per tutte le problematiche connesse alla riduzione delle tasse e agli importi legati al pagamento delle tasse è necessario fare riferimento a: Sezione Tasse e Rimborsi Vicolo Benevello 3/A - Torino Tel. 011.6704952/4953 Fax 011.6704958 o consultare la pagina web. Gli studenti che non presentano la domanda secondo le modalità ed i tempi definiti nel Regolamento per le tasse e i contributi (scaricabile alla pagina) saranno automaticamente inseriti nella fascia contributiva più alta. SECONDA RATA TEMPO PIENO - TEMPO PARZIALE e VECCHIO ORDINAMENTO: scadenza 31/03/2007. Il versamento della seconda rata oltre il termine stabilito sarà sottoposto a sanzione amministrativa. ATTENZIONE!!! I pagamenti effettuati oltre i termini previsti comporteranno l'applicazione di una sanzione economica di Euro 70,00. N.B. Le ricevute dei versamenti non devono essere consegnate in Segreteria Studenti, ma conservate accuratamente dagli interessati. FILIALI ATTIVATE PER IL PAGAMENTO: TORINO - AG. 18 (Corso Bramante 82); TORINO - AG. 6 (Piazza Nizza 75); TORINO - AG. 13 (Corso San Maurizio 35); PUNTO ATENEO (Via Verdi 26); CENTRO IMMATRICOLAZIONI (LINGOTTO). 9 CARICO DIDATTICO Deve essere effettuato entro il 31 gennaio 2007 sia per gli studenti a tempo pieno sia per quelli a tempo parziale. Oltre tale termine sarà possibile presentare, modificare, integrare con sanzione ed esclusivamente attraverso la Segreteria. La scelta di iscriversi a tempo pieno o parziale può essere modificata ogni anno al momento della presentazione del “carico didattico”. Lo studente a tempo pieno è tenuto a presentare per ciascun anno accademico un "carico didattico" che preveda da un minimo di 37 ad un massimo di 80 CFU, comprensivi di quelli obbligatori previsti nell'anno precedente e non ancora acquisiti, salvo il caso in cui il debito per conseguire il titolo sia inferiore. Lo studente a tempo parziale è tenuto a presentare per ciascun anno accademico un "carico didattico" che preveda da un minimo di 20 ad un massimo di 36 CFU, salvo il caso in cui il debito per conseguire il titolo sia inferiore. Sia per gli studenti a tempo pieno sia per quelli a tempo parziale, la presentazione del carico didattico deve essere effettuata, per l’anno accademico 2006-2007, entro il 31-1-2007. E’ possibile inserire esami oltre gli 80 CFU (overbooking), che non faranno però parte del carico didattico finché non si avranno sostenuto gli esami vecchi di cui si è in debito entro il termine fissato dalla segreteria (di solito la fine di aprile). Solo a queste condizioni gli esami oltre gli 80 CFU potranno rientrare nel carico didattico e si potrà stampare il loro statino. CORSI SINGOLI La domanda di iscrizione deve essere presentata prima dell'inizio del periodo didattico in cui è previsto lo svolgimento del corso e il pagamento avviene contestualmente all'iscrizione presso la Segreteria Studenti. Crediti Formativi Universitari La peculiarità del nuovo schema didattico è costituita dai Crediti Formativi Universitari (CFU) che gli studenti acquisiscono dopo aver frequentato un corso e superato con successo la corrispondente prova d'esame. I crediti formativi universitari (CFU) rappresentano l’unità di misura del lavoro richiesto ad uno studente per ogni attività formativa svolta per conseguire un titolo di studio universitario. Il regolamento sull’autonomia didattica associa ad ogni CFU un lavoro complessivo pari a 25 ore. Il lavoro di un anno corrisponde convenzionalmente a 60 crediti, ma lo studente può inserire nel proprio carico didattico annuale fino a 80 CFU. Il lavoro formativo svolto dallo studente consiste nelle ore di lezione, di esercitazione, di laboratorio, di seminario ecc. richieste dalle diverse attività contemplate dall’Ordinamento, cui vanno aggiunte le ore di studio personale, o comunque di impegno individuale non formalizzato (almeno il 55% del tempo complessivo), per completare la formazione richiesta per il superamento delle verifiche (esami, colloqui ecc.). Per le altre attività formative particolari (tesi, progetti, tirocini, stage, conoscenza della lingua straniera, avviamento all’uso degli strumenti informatici di produttività personale, addestramento alle abilità comunicative o relazionali e al lavoro di gruppo ecc.) la misura dei crediti viene effettuata in modo simile, calcolando le ore di lavoro a carico dello studente. Per il Corso di Studi in Scienze Naturali dell’Università di Torino (classe 27 ) ogni CFU equivale a: 9 ore di lezione frontale + 16 ore di studio personale, oppure 18 ore di esercitazione a posto singolo + 7 ore di studio personale, oppure 18 ore di attività di laboratorio con elaborazione dei dati + 7 ore di studio personale, oppure 25 ore di attività di stage presso enti esterni (o in alternativa presso laboratori universitari), anche per la preparazione dell’elaborato finale. 10 Il numero minimo di crediti che debbono essere acquisiti per l'ottenimento della laurea TRIENNALE è 180 CFU (distribuiti mediamente in numero di 60 per anno, per un totale di 1500 ore di lavoro annue), ai quali occorre aggiungere i 120 della laurea specialistica/magistrale qualora si voglia completare il percorso formativo di secondo livello. Per ognuna delle tre Lauree Specialistiche della classe 68/S occorrono quindi almeno 300 CFU, 180 dei quali provengono dalla Laurea Triennale in Scienze Naturali o, dopo approvazione da parte della commissione didattica, da altri corsi di studi. Uno studente può laurearsi con un numero di CFU superiore a 180, anche anticipando esami della Laurea specialistica alla quale intende iscriversi. RICONOSCIMENTO DEI CREDITI ACQUISITI PRESSO ALTRO CORSO DI STUDIO O IN ATTIVITÀ PREUNIVERSITARIA (APU) Il riconoscimento dei crediti acquisiti presso altro corso di studio dell'Ateneo o in corsi di altra Università nonché di conoscenze ed abilità professionali certificate viene effettuato mediante delibera del Consiglio di Corso di Laurea su proposta della Commissione Didattica la quale verifica i contenuti delle attività formative svolte e la loro equipollenza e compatibilità con gli obiettivi formativi del Corso di Laurea in Chimica. Le richieste di riconoscimento (salvo diversa specifica indicazione) vanno presentate alla segreteria Studenti della Facoltà non appena formalizzata l’iscrizione all’Università e comunque entro la data di scadenza delle immatricolazioni. Per tale richiesta va utilizzato l’apposito modulo distribuito agli Studenti con tutta la documentazione; il modulo deve essere corredato in fotocopia di tutta la documentazione ritenuta utile per l’accoglimento delle richieste. 7 - PERCORSI DIDATTICI o CURRICULA DELLA LAUREA TRIENNALE Nelle pagine seguenti è indicata l’organizzazione dei tre anni di corso attivati nell’anno accademico (a.a.) 2006/2007. Giova specificare qui i contenuti formativi e professionalizzanti che caratterizzano i percorsi didattici o curricula in cui è articolato il nuovo Corso di Studi in Scienze Naturali a Torino. A partire dall’a.a. 2006/2007 il corso di Studi in Scienze Naturali si articola in due percorsi didattici o curricula che impegnano lo studente in attività formative comuni di base, in attività formative caratterizzanti (in parte obbligatorie e in parte a libera scelta dello studente) e in attività formative qualificanti (a scelta indirizzata) proprie di ciascun percorso. Gli studenti che si sono iscritti prima dell’a.a. 2005/2006 seguiranno il percorso di studi previsto per il terzo anno dal precedente regolamento, compreso il percorso didattico dell’indirizzo di Formazione Didattico Naturalistica. 7.1- TECNOLOGIE AMBIENTALI Ha lo scopo di fornire allo Studente le competenze necessarie, teoriche e pratiche, che gli consentano di diventare immediatamente operativo dal punto di vista professionale nel campo delle indagini sull’ambiente, sia naturale che modificato e gestito dall’uomo. Si pensi al monitoraggio biologico dei corsi d’acqua, a quello microbiologico delle discariche, a quello mineralogico per l’amianto, al censimento della fauna e della vegetazione, alla Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) delle opere di ingegneria civile, alla raccolta dei dati per i piani regolatori e per l’uso ottimale del territorio, al censimento dei dissesti idrogeologici nelle loro varie tipologie. La realizzazione di tale obbiettivo richiede l’intervento di differenti discipline scientifiche e di tecniche orientate alle scienze della natura e caratterizzate da attività didattiche relative ai settori di Scienze della Vita e di Scienze della Terra. Sono presenti naturalmente anche attività didattiche relative ai settori chimico, matematico e fisico, nonché, seppure a livello elementare, al settore giuridico (normativa ambientale). Il curriculum è sufficientemente personalizzabile da adattarsi a varie esigenze di specializzazione, in vista sia dei diversi sbocchi occupazionali, sia dei diversi orientamenti tecnico-disciplinari. Questo curriculum ha lo scopo di formare: 11 • figure professionali in grado di “campionare e rilevare”, ad esempio a supporto di centri e istituti di ricerca, società di consulenza, studi professionali ecc. • tecnici altamente qualificati, in grado di intraprendere attività in proprio o di lavorare presso altri soggetti; • personale adatto all’impiego nella pubblica amministrazione (ARPA, Province, ASL, Regioni, Parchi ecc.) soprattutto a livello di istruttore di categoria C (ex VI° livello). 7.2 - VALORIZZAZIONE E TUTELA DEI BENI NATURALISTICI Questo percorso ha lo scopo di fornire allo Studente una serie di competenze specifiche per lo studio, la tutela e la valorizzazione dei beni naturalistici, competenze che sono individuabili nell’ambito delle Scienze della Vita e in quello delle Scienze della Terra. I due insiemi disciplinari, tra loro complementari, sono indispensabili oggi per il raggiungimento di una adeguata preparazione atta ad affrontare interventi di ripristino, di conservazione e/o di fruizione di biotopi e di geotopi di particolare interesse. Durante il triennio vengono inoltre fornite le nozioni di base per una lettura organica ed integrata dell’ambiente in tutte le sue componenti geo-morfologiche, zoologiche e botaniche, in funzione della didattica delle Scienze Naturali completa ed articolabile nei vari cicli di insegnamento pre-universitario. Questo percorso tiene presente anche lo sbocco verso la ricerca naturalistica di base, oltre che verso la didattica, e realizza pertanto una preparazione che è sintesi equilibrata tra materie dell’area di Scienze della Vita e dell’area di scienze della Terra, ideale per ulteriori approfondimenti e specializzazioni. Conseguentemente il curriculum prevede oltre alle discipline propedeutiche e naturalistiche di base, un ampio spettro di insegnamenti a contenuto valutativo, tecnico e anche giuridico (normativa ambientale) indispensabili per rendere il Laureato in grado di impegnarsi, in collaborazione con altre figure professionali, in specifiche e caratteristiche attività. Esse vengono così individuate: • pianificazione ecologica del territorio e delle risorse naturali; • progettazione e gestione di opere di bonifica e riqualificazione ambientale, parchi ed aree protette; • ecologia applicata allo studio e gestione di popolazioni naturali e di ecosistemi e alla valorizzazione del paesaggio; • comunicazione e divulgazione ambientale. 8. PERIODI DIDATTICI 1° anno Per il 1° anno, la necessità di dare maggior respiro agli insegnamenti propedeutici ha portato a raggruppare a due a due i periodi didattici di sei settimane, intervallando i due “semestri” con un periodo di circa 7 settimane dedicato agli esami. Pertanto l’attività didattica del 1° anno si svolgerà seguendo le cadenze indicate nella successiva tabella. Corso di Laurea triennale in Scienze naturali – 1°anno I semestre esami II semestre esami 12 settimane 4 1/2 settimane 12 settimane 12 settimane dal 25 settembre dal 8 gennaio dal 12 febbraio dal 14 maggio al 15 dicembre al 9 febbraio * al 11 maggio al 31luglio * Sospensione dal 17 al 27 gennaio dell’attività didattica per favorire la partecipazione alle Universiadi 2° e 3° anno Le lezioni e le esercitazioni dei corsi di insegnamento e dei laboratori del 2° e 3° anno si svolgono in 4 periodi didattici di circa 6 settimane ciascuno. A questi si alternano 3 intervalli di circa quattro settimane per gli esami relativi ai corsi di insegnamento del periodo didattico appena concluso. Sono inoltre dedicati agli esami i mesi di luglio e di settembre. La tabella sottostante riassume le date di inizio e fine dei periodi 12 per il 2° e 3° anno nel 2006-07. E’ prevista la sospensione dal 17 al 27 gennaio dell’attività didattica per favorire la partecipazione degli studenti alle Universiadi. Corso di Laurea triennale in Scienze naturali – 2° e 3° anno I periodo esami II periodo esami 6 settimane 3,5 settimane 6 settimane 5 settimane dal dal 3 novembre dal 22 novembre dal 29 gennaio 25settembre al 21 novembre al 16 gennaio al 2 marzo al 2 novembre III periodo 6 settimane dal 5 marzo al 20 aprile esami 3,5 settimane dal 23 aprile al 18 maggio IV periodo 6 settimane dal 21 maggio al 29 giugno esami 4 settimane dal 2 luglio al 31 luglio 9. LEZIONI In anticipo rispetto all’inizio di ogni periodo didattico il Consiglio del Corso di Studi pubblica sulla pagina WEB e in bacheca gli orari delle lezioni e delle attività pratiche. La frequenza alle lezioni e ai laboratori, per materie sperimentali come sono quelle naturalistiche, assume un'importanza fondamentale. Benché non sia formalmente richiesta, la frequenza di esercitazioni, laboratori ed attività in campo è di fatto indispensabile per acquisire una buona preparazione agli esami e per lo svolgimento della prova finale di laurea. La frequenza è obbligatoria durante gli stage e le attività di preparazione della prova finale. 10. ESAMI Data la cadenza serrata dei periodi didattici, sono state introdotte alcune restrizioni che riducono ad intervalli precisi la possibilità di sostenere gli esami: 1) non ci sono appelli d’esame durante i periodi didattici dedicati alle lezioni; 2) gli esami falliti o rimandati possono essere sostenuti dopo l’ultimo periodo didattico e fino a settembre, e inoltre nella prima settimana di ogni successivo periodo dedicato agli esami (in questo caso la data dell’appello dovrà essere concordata con il docente titolare dell’insegnamento). Le iscrizioni devono essere effettuate tramite la pagina WEB del Corso di Studi in Scienze Naturali ad eccezione dei casi segnalati dal docente nelle schede dei singoli corsi. 11. PROPEDEUTICITÀ DEGLI INSEGNAMENTI Non sono previste propedeuticità ufficiali. L’organizzazione degli orari delle lezioni tiene conto della corretta sequenzialità degli insegnamenti; da qui lo studente può trarre le giuste indicazioni nella programmazione degli esami. I singoli docenti possono consigliare eventuali propedeuticità relativamente ai loro insegnamenti. 12. CORSO DI LINGUA INGLESE E’ consigliabile sostenere l’esame entro il 1° anno del corso di studi. La Facoltà di Scienze M.F.N. organizza attraverso la rete informatica un test (SET, Scientific English Test) a due livelli (livello A, corrispondente al PET: 2 CFU; livello B, acquisibile dopo A: 2 CFU). 13 La parte A è essenzialmente un test (tipo multiple choice) della grammatica e dell’uso della lingua inglese. La parte B, invece, consiste della lettura e comprensione di diversi testi di tipo scientifico. Grazie ai test informatici lo studente potrà ottenere il riconoscimento automatico delle sue conoscenze di lingua inglese. La Facoltà organizza dei moduli d’inglese di base. Il corso di Lingua Inglese è organizzato in modo da costituire un utile supporto per sostenere l'esame. Le lezioni sono tenute da un Lettore di madre lingua e sono organizzate con un programma specifico per la Facoltà di Scienze. La frequenza al corso è fortemente consigliata agli studenti che hanno difficoltà a superare i test. I diplomi ufficiali di Lingua Inglese, rilasciati da Scuole autorizzate, già in possesso dello studente, verranno riconosciuti e valutati sulla base del loro livello, se adeguatamente certificati. La richiesta di riconoscimento di titoli pre-universitari (APU = attività pre-universitarie) va presentata alla Segreteria Studenti, non appena formalizzata l’iscrizione e comunque entro la data di scadenza delle immatricolazioni e comunque entro il 2 ottobre 2006, redatta sull’apposito modulo e corredata della necessaria documentazione. 13. EUROPEAN COMPUTER DRIVING LICENCE (ECDL) Progetto ECDL di Ateneo Il progetto ECDL di Ateneo nasce nell’anno accademico 2002/2003 come iniziativa di alfabetizzazione informatica rivolta agli studenti dell’Università degli Studi di Torino. Prevede il rilascio del diploma ECDL (European Computer Driving Licence) o Patente Europea del Computer, certificato riconosciuto a livello europeo e comprovante la padronanza delle abilità informatiche di base. Il livello delle conoscenze richieste per conseguire l’ECDL è stabilito dal Syllabus, documento ufficiale che descrive in dettaglio ciò che il candidato deve sapere e saper fare. E’ possibile scegliere fra: il Diploma ECDL Start, rilasciato a chi ha superato i test relativi a 4 moduli di esami il Diploma ECDL (o ECDL Full), rilasciato a chi ha superato i test relativi a tutti i 7 moduli previsti dal Syllabus. L’esame ECDL è composto da 7 moduli: Concetti teorici di base Uso del computer e gestione dei file Elaborazione testi Foglio elettronico Basi di dati Strumenti di presentazione Reti informatiche. Referente nazionale delle certificazioni ECDL è l’AICA, Associazione Italiana per l'Informatica e il Calcolo Automatico. Per conseguire l’ECDL è necessario essere in possesso di una Skills Card, documento ufficiale e personale rilasciato da uno dei Test Center (strutture presso le quali si sostengono gli esami) accreditati dall’AICA. La Skills Card ha una durata di 3 anni dalla data del rilascio, lo studente ha quindi 3 anni di tempo per ottenere l’ECDL Start o Full. Il candidato può effettuare gli esami su programmi proprietari (ad esempio Microsoft Office) o "Open Source" (ad esempio OpenOffice, StarOffice). Gli studenti immatricolati nell’anno accademico 2002/2003 e successivi, rientrano nel “Progetto ECDL di Ateneo”, e possono conseguire l’ECDL alle condizioni previste dal Regolamento relativo, disponibile all’indirizzo http://ecdl.di.unito.it. Gli studenti immatricolati prima del 2002 possono conseguire l’ECDL presso uno dei Test Center di Ateneo secondo le modalità consultabili all’indirizzo http://ecdl.di.unito.it . 14 Crediti formativi attribuiti Per il Corso di Studi in Scienze Naturali il Diploma ECDL è facoltativo. Il Diploma ECDL Full acquisito attraverso test presso l’Ateneo verrà riconosciuto con 2 CFU, da computare tra le attività formative a libera scelta (gruppo “F” dello schema ministeriale). E’ possibile inserire l’esame Full nel Carico Didattico rivolgendosi (entro il 31 gennaio 2007) alla Segreteria Studenti: l’ECDL verrà introdotto automaticamente tra i debiti formativi (al costo di 150 euro da pagare con la seconda rata delle tasse universitarie). L’esame dovrà essere preparato come autodidatti. Il Test Center di riferimento consigliato è quello del Dipartimento di Informatica. Per ulteriori informazioni rivolgersi direttamente alla Segreteria ECDL di Ateneo Via Verdi 15/N Sig.ra Angela Montone Tel. 011-(670)4495 e-mail: [email protected] Come per i diplomi di lingua inglese, qualora lo studente sia già in possesso del diploma ECDL al momento dell’immatricolazione, potrà richiederne il riconoscimento come APU facendone richiesta alla segreteria studenti, non appena formalizzata l’iscrizione e comunque non oltre l’8 ottobre 2006. 14.CORSI IFTS Il Corso di Studi in Scienze Naturali riconosce inoltre come APU, dietro richiesta alla Segreteria Studenti, i diplomi dall’Istituto di Formazione Tecnica Superiore Regionale (IFTS), purché inerenti i contenuti del Corso di Studi. Il riconoscimento avverrà nell’ambito delle attività sostitutive di attività obbligatorie dei gruppi “A” ed “E” dello schema ministeriale. 15. ESERCITAZIONI INTERDISCIPLINARE SUL TERRITORIO Oltre alle uscite sul territorio di competenza dei diversi insegnamenti aventi carattere applicativo (esercitazioni disciplinari), il Corso di laurea organizza per gli studenti due ESERCITAZIONI INTERDISCIPLINARI SUL TERRITORIO di due o più giornate, obbligatorie per il conseguimento della laurea triennale e valutate ciascuna 2 CFU, una per gli studenti del II° anno e una per gli studenti del III anno. Le esercitazioni interdisciplinari hanno lo scopo non solo di verificare in forma attiva sul campo le conoscenze acquisite in più insegnamenti naturalistici fondamentali, ma soprattutto di integrare tali conoscenze in una visione globale dei sistemi ambientali, condizione essenziale per la formazione professionale del naturalista. Le spese di viaggio e di pernottamento sono a carico della Facoltà, nei limiti delle disponibilità di bilancio. Responsabile della esercitazione interdisciplinare sul territorio del secondo anno è il Prof. Edoardo Martinetto, responsabile dell’attività del terzo anno è il prof. Roberto Ajassa. 16. STAGES Gli studenti della Laurea Triennale in Scienze naturali hanno altresì l’obbligo di svolgere attività pratiche presso enti, aziende e strutture convenzionate con la Facoltà di Scienze M.F.N., fino ad acquisire in totale 6 CFU (150 ore). L’attività di stage può essere svolta anche presso più di un ente. Ogni studente sceglierà un docente del Corso di Studi come referente per le attività di stage; tale docente ne attesterà alla segreteria studenti l’avvenuto svolgimento, sulla base di adeguata documentazione rilasciata dal responsabile dello stage presso gli enti esterni. Lo stage si svolge non prima di aver terminato i corsi del II° anno, di norma al III° anno. Gli stages dovranno essere autorizzati dalla Presidenza di Facoltà, nella persona del dottor Giovanni Cagna, responsabile del Servizio Job Placement. 15 Ufficio Scienze Informa: c.so Massimo D'Azeglio 60/H Ricev.: lun-ven 10-12, 14-16 e-mail: [email protected] Segreteria tel.: 011-6707928 fax: 011-6707439. Il prof. Francesco Dela Pierre [email protected] (Geologia) ha funzione di collegamento tra Corso di Studi e Servizio Job Placement della Facoltà di Scienze M.F.N. 17 – ATTIVITA’ SEMINARIALI Comprendono la partecipazione a seminari o congressi a scelta dello studente. Per seminario si intende una conferenza, con uno o più oratori, di durata complessiva compresa tra 1 e 2 ore. Si possono seguire seminari indipendenti che fanno parte di un ciclo completo senza necessariamente dover seguire l'intero ciclo. Sono riconosciuti: • I SEMINARI PROFESSIONALIZZANTI ORGANIZZATI DALL’UNIVERSITÀ DI TORINO quali ad esempio: Che impresa l'impresa: Scopo del ciclo : proporre e diffondere tra i giovani una formazione sulla cultura d'impresa e sul lavoro autonomo che si traduca nella possibilità di far qualcosa per se stessi con determinazione e apertura verso il futuro ed offrire strumenti e metodologie per la valutazione delle proprie attitudini imprenditoriali. • SEMINARI SCIENTIFICI ORGANIZZATI DA: Dipartimenti e Dottorati ai quali afferiscono i docenti del corso di studi ( vedi lista sulla home page del sito del corso di Studi) • CORSI PROFESSIONALIZZANTI ORGANIZZATI DALL’AIN (Associazione Italiana Naturalisti), AD ES: Corso di Disegno Naturalistico, corso di Fotografia naturalistica, corso di riconoscimento Alberi e Arbusti. • ATTIVITA' DI VOLONTARIATO CON FORMAZIONE: per il riconoscimento di seminari o di altre attività di volontariato con formazione tenuti in Italia o all'estero o presso altre strutture, presentare specifica richiesta di riconoscimento alla commissione didattica del corso di Studi. Frequenza: I seminari possono essere seguiti al 2° o 3° anno del Corso di laurea triennale in Scienze Naturali e durante le Lauree Specialistiche in: Analisi e gestione dell’Ambiente, Evoluzione e diversità dei sistemi naturali, Evoluzione del comportamento animale e dell’uomo. Ciascuno studente è tenuto a documentare la frequenza a 12 seminari indipendenti oppure a interi cicli tematici riconosciuti per 2 CFU: Frequenza ad interi cicli di seminari tematici: consegnare l’attestato rilasciato dall’organizzatore. Frequenza a seminari indipendenti: per ciascun seminario compilare il libretto di frequenza e alla fine del seminario fare firmare l’oratore oppure il docente organizzatore. Il libretto di frequenza (modulo 25) può essere stampato autonomamente oppure dai Manager didattici e presso la segreteria del CdS. Registrazione: Registra lo statino dell'attività seminariali il tutore di elaborato finale (per la laurea triennale), il coordinatore della LS oppure, in caso di estrema necessità, il presidente della commissione didattica o del CCS. Voto: Non è previsto nessun voto. Lo statino viene compilato con la dicitura "approvato". Archiviazione: Dopo la registrazione dello statino, attestati e libretti di frequenza sono consegnati al Manager Didattico per archiviazione presso la segreteria del CdS. I docenti responsabili delle attività seminariali sono: Prof. Daniela Pessani [email protected] 16 Dr. Luciano Masciocco [email protected] 19- TUTORATO Durante il primo anno del corso di studi, ad ogni studente e’ assegnato un docente nel ruolo di tutore. Il tutore organizzerà un incontro con i suoi studenti in gruppo almeno una volta per semestre. Lo studente ha l’obbligo di presentarsi a questi incontri. In questa occasione egli avrà modo di parlare e discutere degli aspetti più vari del corso di studi. Il tutorato, stabilito nell’art. 54 dello Statuto dell’Università di Torino, mira ad aiutare gli studenti • nelle metodologie di studio • nell’impostazione dei piani di studio e nelle scelte degli insegnamenti opzionali • nella scelta e definizione dei programmi di interscambio e mobilità • nella scelta di ulteriori occasioni formative prima e dopo la laurea • nell’inserimento del mondo professionale Il tutore e’ un punto di riferimento per l’orientamento dello studente nel sistema universitario e potrà essere consultato ogni qualvolta si renda necessario, previa richiesta di appuntamento. Dopo il primo anno di Università sarà facoltà dello studente richiedere eventuali incontri con il tutore; è consigliabile tuttavia mantenere una continuità di relazioni particolarmente finalizzata allo sviluppo della carriera universitaria e al collegamento con il mondo del lavoro. Generalmente il tutore e’ colui il quale potrà fornire referenze ove richieste. Il Delegato del CdS per il Tutorato è il Prof. Paolo Peretto Tutti i docenti della commissione Didattica del Corso di Studi Triennale è a disposizione previo appuntamento degli studenti che desiderano delucidazioni su percorsi didattici, carico didattico, riconoscimenti di crediti etc. La commissione Didattica Corso di Studi Triennale è composta da: Coordinatrice, prof.Ajassa , Dipartimento di Biologia vegetale, tel. 011.670.5970, fax 011.670.5962, email [email protected] . Membri: prof. Gabriella IVALDI (011.670.5132), prof. Roberto AJASSA (011.670.5101), prof. Sergio CONSOLE (011.670.2931), prof.ssa Daniela PESSANI (011.6704539) Bona Cons Iv si 20- CALENDARIO DELLE ATTIVITA’ FORMATIVE 2006/07 PER IL 1° ANNO I semestre dal 25 settembre al 15 dicembre CFU 2005 Botanica sistem.: Sistematica dei 2 Procarioti Chimica Laboratorio generale con ore ore docente lezione laborat 18 6 45 18 Istituzioni di Matematiche 6 36 36 Geografia con Laboratorio 6 36 36 6 36 36 Zoologia Laboratorio generale con Valeria MARCHISIO FILIPELLO Elio GIAMELLO Enzo LAURENTI Maria Cristina PAGANINI Margherita ROGGERO Sergio CONSOLE Michele MOTTA Giovanna CELEBRANO Sergio CASTELLANO Cristina GIACOMA Marina LANFRANCO 17 Massimo MEREGALLI Giuseppe BOSIA David MILNE Fisica con Laboratorio Lingua Inglese Totale 6 4 34 45 18 36 234 ore 144 ore II semestre Dal12 febbraio 2007 CFU ore docente ore laborat lezione . Chimica organica 4 36 Genetica 4 36 Mineralogia con Laboratorio 6 36 36 6 45 18 4 18 36 26 189 ore 90 ore Botanica Laboratorio generale Metodi matem. Laboratorio Totale al 11 maggio e con statistici: Cristina PRANDI Carlo Alberto ROBOTTI Francesco ABBONA Gabriella IVALDI Elena BELLUSO Paola BONFANTE Elena MARTINO Hisao FUJITA YASHIMA Lorenzo FATIBENE Davide ASCOLI CFU tot. 1° anno: 60 ore 1° anno: 667 (44% di 1500 ore) 18 21 - CALENDARIO DELLE ATTIVITA’ FORMATIVE 2006/07 per il 2° ANNO I periodo CFU dal 25 settembre al 2 novembre 2005 ore ore lezione laborat Petrografia con Laboratorio 36 36 36 36 72 ore 72 ore 6 Geologia con Laboratorio di 6 Geologia I Totale 12 II periodo dal 22 novembre 2006 al 16 gennaio 2007 Zoologia sistematica Fisiologia generale Laboratorio di Zoologia sistematica Laboratorio di Geologia II Totale CFU 4 4 ore ore lezione laborat 36 36 docente Daniela PESSANI Renzo LEVI 36 Daniela PESSANI 2 12 36 72 ore Pierangelo CLARI tot. 144 ore 72 ore ore ore docente lezione laborat 36 36 Franco MONTACCHINI Elena BARNI 36 Laboratorio Botanica sistematica 2 Totali Daniele CASTELLI Franco ROLFO Pierangelo CLARI Francesco DELA PIERRE tot. 144 ore 2 III periodo CFU dal 2 marzo al 12 aprile 2007 Ecologia vegetale con 6 Laboratorio Botanica sistematica con 4 Laboratorio Igiene ambientale (TA) Chimica analitica e strumentale (TA) Mineralogia ambientale (TA) Antropologia (VTBN) docente Cristina VARESE 36 Elena BARNI Cristina VARESE 4 36 Roberto BONO 3 36 Edmondo PRAMAURO 2 4 VTBN =16; TA=21 18 36 Elena BELLUSO Emma RABINO MASSA 108 162 72 72 180 ore VTBN 234 ore TA Percorsi didattici o curricula: VTBN = Valorizzazione e Tutela dei Beni Naturalistici TA = Tecnologie Ambientali IV periodo CFU dal 15 maggio al 30 giugno 2007 Biologia evolutiva dei Vertebrati 6 con Laboratorio Paleontologia con Laboratorio Escursione anno Totali interdisciplinare 6 36 36 36 36 II 2 VTBN Docente ore ore lezione laborat 72 Paolo PERETTO 50 Giulio PAVIA Edoardo MARTINETTO Edoardo MARTINETTO, ETC 122 194 ore 19 Totali anno =14 72 TA=14; VTBN 324 =54; 378 TA= 60 194 ore 122 268 338 592 ore (45,6% di 1500 ore) 716 ore (37,2% di 1500 ore) ESERCITAZIONE INTERDISCIPLINARE - Lo studente parteciperà alla esercitazione interdisciplinare obbligatoria del secondo anno (2CFU). INSEGNAMENTI A SCELTA - Lo studente potrà iniziare a seguire gli insegnamenti a libera scelta per un totale di 16 CFU: 12 CFU a scelta completamente libera più un corso a scelta tra Ecologia applicata (4CFU) ed Educazione ambientale (4 CFU). STAGE - Alla fine del secondo anno lo studente può iniziare le attività di stage presso enti pubblici e privati convenzionati; tale attività lo impegnerà preferibilmente al termine del 4° periodo didattico 20 22 - CALENDARIO DELLE ATTIVITA’ FORMATIVE 2007/08 per il 3° ANNO In conseguenza alle modifiche dell’ordinamento approvate a partire dal 2005/06, la seguente tabella verrà applicata nell’a.a. 2007/08 solo agli studenti che si sono iscritti nel 2005/06 o negli anni seguenti. I periodo CFU Ecologia con labotatorio 6 Geologia ambientale (TA) 4 Astronomia (VTBN) 4 Biologia cellulare (VTBN) 4 Geochimica (TA) 4 Biotecnologie ambientali (TA) 2 Chimica ambientale (TA) 3 Selvicoltura (TA) 4 Tecniche di Comunicazione e 2 divulgaz. naturalistica (VTBN) ore ore Docente lezione laborat 36 36 Guido BADINO 36 Luciano MASCIOCCO 36 Giovanni SILVESTRO 36 Isabelle PERROTEAU 36 Marco RUBBO 18 Paola BONFANTE 36 Vincenzo ZELANO 36 Giorgio BUFFA 9 VTBN 81 =10; 162 TA=17; Totali II periodo Conservazione della Natura Fisiologia vegetale (VTBN) Georisorse (VTBN) CFU 18 Elena CAMINO 18 - 99 ore VTBN 162 ore TA 4 4 ore ore Docente lezione laborat 36 Roberto AJASSA 36 Massimo MAFFEI (mutuato SB) 4 36 Piergiorgio ROSSETTI VTBN 108 =12; 36 TA=4 ; Totali III periodo CFU ore ore Docente lezione laborat 36 Riccardo MONTANARO Paola CADOPPI 36 Gianfranco FIORASO Diritto dell’ambiente 4 Rilevamento geologico (VTBN) 4 Totali VTBN 72 =8; 36 TA=4 ; IV periodo CFU Escursione interdisciplinare III 2 anno VTBN Totali =2 72 ore VTBN 36 ore TA ore ore lezione laborat 50 Docente Responsabile Roberto AJASSA ETC 72 36 21 TA=2 ESERCITAZIONE INTERDISCIPLINARE - Lo studente parteciperà alla esercitazione interdisciplinare obbligatoria del terzo anno (2CFU). INSEGNAMENTI A SCELTA - Lo studente completerà gli insegnamenti a libera scelta per un totale di 16 CFU: 12 CFU a scelta libera più un corso a scelta tra Ecologia applicata (4CFU) ed Educazione ambientale (4 CFU). STAGE - Durante il terzo anno lo studente dovrà completare per un totale di 6 CFU, le attività di stage iniziate alla fine del secondo anno, presso enti pubblici e privati convenzionati; tale attività lo impegnerà preferibilmente durante il 3° e 4° periodo didattico ELABORATO FINALE - Dovrà infine preparare l’elaborato finale (6 CFU) da discutere nella seduta di laurea. 22 23 - CALENDARIO DELLE ATTIVITA’ FORMATIVE DEL 3° ANNO ATTIVATO NEL 2006/07 per gli studenti iscritti dal 2004-05 o in precedenza. I periodo dal 25 settembre al 2 novembre 2006 Geologia ambientale Astronomia (FDN) Biologia cellulare (FDN+VTBN) Geochimica (FDN+TA) Biotecnologie ambientali (TA) Chimica ambientale (TA) Selvicoltura (VTBN) Tecniche di Comunicazione e divulgaz. naturalistica (VTBN) Totali II periodo dal 22 novembre 2006 al 16 gennaio 2007 Conservazione della Natura Fisiologia vegetale (FDN) Georisorse (VTBN) sostituisce Giacimenti minerari 2002-03 Educazione e formaz. ambientale (FDN) Totali CFU ore ore lezione laborat 4 4 4 4 2 4 4 36 36 36 36 18 36 36 2 9 VTBN =14; 90 FDN=1 144 6; 126 TA=14; CFU Docente Luciano MASCIOCCO Giovanni SILVESTRO Isabelle PERROTEAU Marco RUBBO Paola BONFANTE Vincenzo ZELANO Giorgio BUFFA 18 Elena CAMINO 18 - 108 ore VTBN 144 ore FDN 126 ore TA ore ore lezione laborat Docente 4 4 36 36 Roberto AJASSA Massimo MAFFEI (mutuato SB) 4 36 Piergiorgio ROSSETTI 4 36 Anna PERAZZONE VTBN =8; 72 FDN=1 108 2; 36 TA=4 ; III periodo CFU dal 5 marzo al 20 aprile 2007 Diritto dell’ambiente 4 Rilevamento geologico 4 (TA+VTBN) 72 ore VTBN 108 ore FDN 36 ore TA ore ore Docente lezione laborat 36 Riccardo MONTANARO Paola CADOPPI 36 Gianfranco FIORASO Antonio ROLANDO (mutuato 36 SB) Ecologia applicata (TA) 4 Totali VTBN =8; 72 FDN=4 36 ; 108 TA=12 72 ore VTBN 36 ore FDN 108 ore TA 23 ; IV periodo dal 21 maggio al 29 giugno 200 CFU ore ore lezione laborat Docente Escursione interdisciplinare 4 50 Roberto AJASSA, DOCENTI Totali VTBN =4; FDN=4 ; TA=4 ; 50 50 50 54 ore VTBN 54 ore FDN 54 ore TA ALTRI ESERCITAZIONE INTERDISCIPLINARE - Parteciperà alla esercitazione interdisciplinare obbligatoria del terzo anno. Tale escursione unitamente a quella effettuata durante il secondo anno concorrerà al riconoscimento dei 4 CFU totali per questo tipo di attività. ESAMI A SCELTA – Lo studente dovrà seguire gli insegnamenti a libera scelta (per un totale di 16 CFU, vedi elenco dei corsi consigliati). Per ogni curriculum sono consigliati, se non previsti, anche i corsi obbligatori per gli altri curricula. STAGE - Durante il terzo anno lo studente dovrà completare per un totale di 6 CFU, le attività di stage iniziate alla fine del secondo anno, presso enti pubblici e privati convenzionati; tale attività lo impegnerà preferibilmente durante il 3° e 4° periodo didattico ELABORATO FINALE - Dovrà infine preparare l’elaborato finale (6 CFU) da discutere nella seduta di laurea. 24 24 - ELENCO DEI CORSI A SCELTA ATTIVATI NEL 2006-07 A partire dal 2°anno lo studente seguirà insegnamenti a libera scelta. Per ogni curriculum sono consigliati, se non previsti, anche i corsi obbligatori per gli altri curricula. LAUREA TRIENNALE: CORSI A SCELTA Insegnamento Biochimica Ambientale 4 Biologia marina 4 Biologia popolazioni umane 4 Climatologia 4 Didattica delle Scienze 4 Naturali Didattica di Scienze della 4 Terra Ecologia applicata Educazione ambientale Enrica PESSIONE Daniela PESSANI Emma RABINO MASSA Luigi MOTTA periodo didattico e (anno consigliato) 3° (3) 4° (3) 4° (2) 4° (2) Elena CAMINO 1° (3) Elena FERRERO 4° (3) CFU docente e formaz. 4 Antonio (mutuato SB) 4 Anna PERAZZONE Ecologia umana 4 Fisiologia ambientale 4 Fondamenti di Valutazione 4 Impatto Ambientale (V.I.A.) Lab.Sistematica 2 Angiosperme Mineralogia sistematica 4 Minerogenesi 4 Paleobiogeografia e 4 ricostruzioni paleoambientali Paleontologia applicata 4 Paleontologia umana I 4 Paleopatologia 4 Primatologia 4 Tutela delle risorse vegetali 4 ROLANDO 3° (3) 3° (3) Franca LIGABUE2° (3) STRICKER Luca MUNARON - Renzo 4° (3) LEVI Francesca BONA 2° (4) Roberto AJASSA Alberto MAFIOTTI Elena BARNI 4° (2) Gabriella IVALDI Francesco ABBONA 4°(2) 3° (2) Giulio PAVIA 3° (3) Elena FERRERO Alberto MOTTURA Ezio FULCHERI Paola BIGATTI Franco MONTACCHINI 2° (3) 2° (3) 4° (2) 2° (3) 4° (2) CORSI A SCELTA MUTUATI DA ALTRI CDS Sc.Biologiche Anatomia umana 4 2°(3) (Giancarlo PANZICA) Sc.Biologiche Briologia applicata 4 3 (3) (Giorgio BUFFA) Sc.Biologiche Entomologia 4 (Pietro PASSERIN 2° (2) d’ENTREVES) Sc. Biologiche (Cristina Etoecologia 4 1° (3) GIACOMA - Maria Cristina 25 Lichenologia 4 LORENZI) Sc.e Tecn.Beni Culturali (Rosanna PIERVITTORI) 3° (2) 25 ELENCO DI TUTTI I CORSI ATTIVATI NEL 2006-07 IN ORDINE ALFABETICO Corso indir. Tipologia Settore ORE corso anno Corso obbligatori o O= comune I=indirizzo N8046 4 Anatomia Umana tutti D BIO/16 36 III O II PANZICA G.C. (mutuata SB) N8047 4 Antropologia VTB N G BIO/08 36 II I III RABINO MASSA E. N8048 4 Astronomia VTB N B FIS/05 36 III I I G BIO/06 36 III I I PERROTEAU I. D BIO/08 36 II O IV RABINO B BIO/06 36 II O IV PERETTO P. D BIO/07 36 III O IV PESSANI D. B BIO/01 18 III I I BONFANTE B. tutti A BIO/01 63 I O II sem BONFANTE P. MARTINO E. tutti B BIO/02 36 II O III MARCHISIO FILIPELLO V. Codice C F U N8049 4 N8050 4 N8120 4 Biologia VTB Cellulare N Biologia delle Popolazioni Umane tutti Biologia Evolutiva dei Vertebrati con Laboratorio tutti N8052 4 Biologia Marina tutti Biotecnologie Ambientali TA N8055 2 N8108 6 N8028 4 Botanica Generale con laboratorio Botanica Sistematica con Periodo didattico Docente 26 Laboratorio Botanica Sistematica: Sistematica dei Procarioti tutti N8003 2 N8032 4 Briologia Applicata Chimica Ambientale Chimica Analitica e Strumentale N8004 6 Chimica Generale con Laboratorio N8103 4 N8057 4 B BIO/02 18 I O II sem MARCHISIO FILIPELLO tutti D 36 III O III BUFFA G. (mutuata SB) TA G BIO/03 CHIM/ 12 36 III I I ZELANO V. TA G CHIM/ 01 36 II I III PRAMAURO E. A-C CHIM/ 03 I sem GIAMELLO G. LAURENTI PAGANINI tutti 63 I O Cristina PRANDI N8005 4 Chimica Organica Climatologia Conservazione della Natura N8059 4 Didattica delle Scienze Naturali N8060 4 Didattica di Scienze della Terra N8112 4 N8058 4 N8121 6 Diritto dell’ambiente Ecologia con laboratorio N8061 4 Ecologia Applicata N8099 4 N8064 4 N8123 6 Ecologia Umana Ecologia Vegetale con B CHIM/ 06 GEO/0 4 GEO/0 4 D tutti 36 I O II sem (mutuato Biotecnologie) 36 II O IV MOTTA L. 36 III O II AJASSA R. BIO/05 36 III O I CAMINO E. D GEO/0 1 36 III O IV FERRERO E. tutti C IUS/10 36 III O III Riccardo MONTANARO tutti B BIO/07 36 II O I BADINO G. TA B BIO/07 36 III I III ROLANDO A. (mutuata SB) tutti D BIO/08 36 III O II LIGABUE STRICKER F. tutti B BIO/03 36 II O III MONTACCHINI F. tutti B tutti D tutti tutti 27 laboratorio N8066 4 Educazione e Formazione Ambientale N8067 4 Entomologia Z8691 4 Escursione Interdisciplinar e II anno Z8695 4 Escursione Interdisciplinar e III anno N8108 4 N8006 6 Etoecologia Fisica con Laboratorio tutti tutti tutti tutti D D BIO/07 BIO/05 36 36 F III II II F III I O O O III PERAZZONE A. II PASSERIN D'ENTREVES P. (mutuata SB) IV MARTINETTO E:, AJASSA R., GIACOMA C., SINISCALCO C. IV AJASSA R. , PESSANI D., BARNI E., BONA F. , tutti D BIO/05 36 III O I GIACOMA C. (bando esterno LORENZI) (mutuata SB) tutti A-C FIS/01 63 I O I sem BOSIA G. tutti D BIO/09 36 III O IV MUNARON L. LEVI R. N8024 4 Fisiologia Ambientale Fisiologia Generale tutti B BIO/09 36 II O II LEVI R. N8069 4 Fisiologia Vegetale VTB N C BIO/04 36 III I II MAFFEI M. (mutuata SB) N8007 4 Genetica tutti B 36 I O II sem ROBOTTI C.A. N8072 4 TA B 36 III I I RUBBO M. N8008 6 Geochimica Geografia con Laboratorio tutti A BIO/18 GEO/0 8 GEO/0 4 72 I O I sem MOTTA M. N8122 6 Geologia con Lab. di Geologia I I Pierangelo CLARI P. Francesco De La Pierre N8068 4 tutti B GEO/0 2 36 II O 28 N8021 4 N8105 4 N8041 4 N8010 6 N8078 2 N8026 2 N8080 4 N8025 2 Geologia Ambientale Georisorse Igiene Ambientale Istituzioni di Matematiche Laboratorio Sistematica Angiosperme Laboratorio di Geologia II Laboratorio di Scienze della Terra Laboratorio di Zoologia Sistematica TA VTB N G TA C GEO/0 4 GEO/0 9 MED/4 2 tutti A-C MAT/0 2 tutti D tutti B N8011 4 N8040 2 III O I 44 III I II ROSSETTI P. 36 II I III BONO R. (mutuata SB) 72 I O I sem ROGGERO M. CONSOLE S. 36 II O IV BARNI E. 36 II O II CLARI P. D GEO/0 1 36 III O IV tutti B BIO/05 36 II O II D E tutti C TA B tutti B N8083 4 Mineralogia con Laboratorio Mineralogia Sistematica tutti D N8084 4 Minerogenesi tutti D N8110 6 BIO/02 GEO/0 2 36 tutti N8042 4 Lichenologia tutti N8009 4 Lingua Inglese tutti Metodi Matematici e Statistici: Laboratorio Mineralogia Ambientale B BIO/03 - MAT/0 6 GEO/0 6 GEO/0 6 GEO/0 6 GEO/0 6 Luciano MASCIOCCO 36 36 II I O O III I sem MARTINETTO E. DELA PIERRE PESSANI D. PIERVITTORI R. (mutuata Beni Cult.) MILNE D. 54 I O II sem FUJITA H. FATIBENE L. ASCOLI D. 18 II I III BELLUSO E. 72 I O II sem ABBONA F. IVALDI G. BELLUSO 36 II O IV IVALDI G. 36 II O III ABBONA F. 29 N8113 4 Paleobiogeografia e ricostruzioni paleoambientali tutti D N8104 4 Paleontologia Applicata tutti D GEO/0 1 GEO/0 1 tutti B GEO/0 1 72 II tutti D BIO/08 36 N8088 4 Paleopatologia tutti D BIO/08 Petrografia con Laboratorio tutti A N8109 6 N8117 4 N8018 6 N8091 4 6 N8092 4 Paleontologia con Laboratorio Paleontologia Umana I Primatologia prova finale Rilevamento Geologico N8093 4 Z8206 6 Selvicoltura Stage Tecniche di Comunicazione e Divulgazione Naturalistica N8094 2 Tutela delle Risorse Vegetali N8095 4 N8111 6 N8023 4 Zoologia Generale con Laboratorio Zoologia Sistematica tutti tutti D E VTB N B TA tutti B F VTB N B tutti D 36 III O III PAVIA G. 36 III O II FERRERO E. I IV PAVIA G. MARTINETTO E. III O II MOTTURA A. 36 II O IV Ezio FULCHERI (bando esterno) GEO/0 7 72 II O I CASTELLI D. BIO/08 36 III III O O II IV BIGATTI P. GEO/0 2 AGR/0 5 Gianfranco FIORASO CADOPPI Paola 36 III I III 36 III III I O I IV BUFFA G. BIO/05 27 III I I CAMINO E. BIO/03 36 II O IV MONTACCHIN I F. tutti A BIO/05 72 I O I sem CELEBRANO G. GIACOMA C. LANFRANCO M. tutti A BIO/05 36 II O II PESSANI D. 30 26 ATTIVITA’ DI TIPO INTERNAZIONALE I docenti del CCS sono impegnati in numerose attività di formazione in cooperazione con Università e strutture di ricerca estere. Un aggiornamento delle offerte formative in tal senso sarà regolarmente disponibile sulla pagina WEB del Corso di Studi in Scienze Naturali http://www.naturali.campusnet.unito.it. SOCRATES/ERASMUS Il programma SOCRATES/ERASMUS, varato dall’U.E. nel maggio del 1987, tende a rafforzare la qualità e la dimensione europea dell’istruzione superiore incoraggiando la mobilità di giovani studenti e docenti universitari. Il progetto Erasmus prevede una collaborazione tra università volta a creare, attraverso accordi bilaterali, condizioni nelle quali studenti e docenti possano intraprendere un periodo di studio o insegnamento, ufficialmente riconosciuto dall’Ateneo di appartenenza, presso le Università europee o comunque aderenti alle regole della "Carta Universitaria Erasmus". L’Università di Torino ha ottenuto dalla Commissione Europea un contributo per la realizzazione di progetti di mobilità Erasmus per cui studenti e docenti dell’ateneo torinese possono concorrere all’attribuzione di borse. Numerosi docenti del CCS di Scienze Naturali hanno attivato programmi ERASMUS. Lo studente interessato a seguire alcuni corsi presso un’altra università o a svolgere stage o lavoro di tesi deve leggere con attenzione le informazioni disponibili sul portale dell’Università, all’indirizzo: http://www.erasmustorino.com/ selezionare uno dei progetti di mobilità attivi per le Scienze Naturali, selezionare i corsi da seguire sulla pagina WEB della Università di arrivo, scaricare i programmi e contattare i docenti del CCS titolari di un corso analogo in modo da verificare la congruità di programmi e la possibilità reale di convalida dei CFU acquisiti all’estero da parte del docente titolare del corso. Il progetto deve essere poi presentato al Presidente del CCS e diventerà operativo solo dopo che questi avrà apposto la sua firma. ATTENZIONE: la firma del presidente non implica però la convalida dei CFU conseguiti presso l’Università straniera da parte dei docenti titolari dei corsi, pertanto lo studente che non verifica con i singoli docenti il programma dei corsi si assume il rischio di non vedere convalidate le proprie attività anche se il presidente del CCS ha firmato l’autorizzazione a svolgere tali attività. Per Informazioni: Sezione Mobilità Internazionale e Progetti Speciali Via s. Ottavio n. 8 - 10124 Torino Tel. 011.6704425/26 - Fax 011.6704435 e-mail: Informazioni generali per studenti italiani: [email protected] Per gli studenti stranieri: [email protected] Per i progetti speciali: [email protected] Docente responsabile progetti ERASMUS del CCS Prof. Emma Rabino Massa e-mail: [email protected] Dr. Marilena Girotti e-mail [email protected] 31 27 PROVA FINALE A partire dalla fine del secondo anno lo studente dovrà svolgere attività di stage presso enti pubblici e privati convenzionati; tale attività lo impegnerà per un totale di 6 CFU soprattutto nel 3° e 4° periodo didattico. Dovrà infine preparare l’elaborato finale (6 CFU) da discutere nella seduta di laurea. L'attività per la prova finale può prevedere, sempre sotto la supervisione di un relatore, una ricerca bibliografica su argomento a carattere specialistico o attività pratiche di laboratorio o tirocinio professionalizzante in strutture esterne all'Università. L’offerta di argomenti di tesi viene pubblicata dai docenti sulla pagina WEB del Corso di Studi in Scienze Naturali http://www.naturali.campusnet.unito.it Il titolo di studio é conferito a seguito di prova finale. Tale prova consiste nella discussione di un elaborato scritto, individuale, su un argomento specifico preventivamente concordato, anche nell’ambito di uno stage o di un tirocinio, con un Docente di ruolo della Facoltà di Scienze M.F.N che funge da Relatore. Il Relatore deve essere scelto tra i docenti di un settore scientifico disciplinare nel quale lo studente abbia sostenuto almeno un esame. Lo studente può svolgere l’elaborato finale seguito da un un relatore esterno ma sotto la responsabilità di un Docente del CCS in Scienze Naturali. In quest’ultimo caso il laureando deve contattare il Docente responsabile all’inizio del lavoro per concordare, con lui e con il Relatore esterno, l’argomento della tesi e per avviare le procedure assicurative. Tutte le volte che le attività formative inerenti l’elaborato finale comprendono attività in aree o strutture diverse da quelle universitarie occorre presentare la domanda di ampliamento della copertura assicurativa. Il modulo si trova sulla pagina WEB della Facoltà di scienze e va consegnata al proprio relatore di tesi. L’elaborato dovrà essere composto secondo un layout (carattere, spaziatura, margini, ecc.) le cui caratteristiche andranno concordate con il Docente Relatore. La domanda di Laurea deve essere presentata alla Segreteria studenti un mese prima della data dell’esame di Laurea. La preparazione dell’elaborato finale, al quale sono assegnati 6 CFU, deve richiedere allo studente circa 150 ore di lavoro, stesura dell’elaborato compresa. L’elaborato, in forma cartacea, dovrà essere consegnato, a partire dal 20esimo giorno prima dell’esame di laurea e non oltre il 15esimo, al Dr. Edoardo Calabrò (Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo, via Accademia Albertina, 13 – Torino - tel. 011-6704584): le date e l’orario di consegna verranno resi noti prima di ogni sessione di Laurea. Insieme all’elaborato, il candidato dovrà consegnare il riassunto dell’elaborato stesso, come sottoindicato ed in entrambe le modalità: a) 10 copie in forma cartacea di 1 sola pagina, contenente nome e cognome del candidato, nome e cognome del relatore/correlatore, titolo dell’elaborato b) 1 copia dello stesso in formato elettronico (su dischetto da 3,5’, in Microsoft Word 2000). Questa copia può anche essere inviata il giorno prima della consegna dell’elaborato, come file allegato, al Dr. Calabrò ([email protected]). 32 Al momento della consegna dell’elaborato, il candidato dovrà compilare il “Questionario per gli studenti che concludono i Corsi di laurea o di Laurea Magistrale”. Ad ogni elaborato verrà assegnato un Referente il quale esprimerà il suo giudizio in sede di prova finale. Una volta noti i Referenti, sarà compito del laureando ritirare la copia dell’elaborato precedentemente consegnata (copia ufficiale) e portarla al proprio Referente. I Referenti faranno parte della Commissione d’esame. Chi volesse preparare la presentazione orale con l’ausilio di immagini in formato elettronico deve prendere contatto con il Dr. Luigi Palmieri (Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo, via Accademia Albertina, 13 – Torino – tel. 011-6704562) per concordare le modalità di consegna del CD della presentazione. Commissione d’esame La Commissione per il conferimento del titolo è composta da non meno di cinque membri, compreso il Presidente, ed è nominata dal Preside di Facoltà o, su sua delega, dal responsabile della struttura didattica conferente. La maggioranza dei membri deve essere costituita da Docenti di ruolo (Professori e Ricercatori) della Facoltà di Scienze M.F.N. Ne fanno parte obbligatoriamente i Relatori, i Docenti responsabili nel caso di elaborati esterni, i Referenti e, in sovrannumero, i Relatori esterni. Questi potranno prendere parte alla discussione ed esprimeranno il loro giudizio sul lavoro seguito. Nel caso di un elevato numero di Laureandi é possibile il ricorso a più Commissioni. In ciascuna Commissione saranno presenti Docenti e Laureandi di entrambi i settori naturalistici (Scienze della Vita e Scienze della Terra). Ogni Commissione assegnerà indipendentemente il voto di laurea ai propri Candidati. Voto di Laurea La commissione dispone di 110 punti. Il voto di Laurea viene assegnato sulla base della valutazione ponderata (tenendo cioè conto dei CFU) dei voti assegnati per le diverse attività formative che comportano una votazione in 30/esimi e del risultato della prova finale, con l’esclusione della possibilità di una diminuzione della prima. La valutazione ponderata espressa in 110/esimi viene ottenuta, a cura della Segreteria studenti, utilizzando la seguente formula: Σ (ciascun voto in 30/esimi x CFU assegnato) ---------------------------------------------------------- x 3.67 Σ CFU assegnati alle attività con voto Al risultato, arrotondato all’unità secondo le regole matematiche, possono essere aggiunti da O a 7 punti 33 per l’elaborato finale. La valutazione conclusiva dell’elaborato da parte della commissione deve tenere conto delle valutazioni sulle attività formative precedenti e sulla prova finale; quest’ultima va fatta in base all’impegno nella preparazione ed alla qualità dell’elaborato. L’esame di Laurea dovrà chiarire, attraverso un’esaustiva discussione, quale è stato l’effettivo apporto dello studente alla produzione dell’elaborato presentato. Lode E’ possibile proporre la lode a Candidati il cui curriculum sia particolarmente meritevole e che, quindi, abbiano un punteggio finale (compreso quello per l’elaborato finale) almeno uguale a 110/110. La proposta di lode dovrà in ogni caso essere votata e approvata all’unanimità dalla Commissione d’esame. 28 INDIRIZZI UTILI Per tutte le informazioni su disposizioni vigenti relative a immatricolazioni, iscrizioni agli anni successivi al primo, carichi didattici, ecc.: Ufficio Segreteria Studenti della Facoltà di Scienze M.F.N. Via S. Croce 6 - 10124 Torino - Tel. 011 6704625/26 Fax. 011 6704693 e-mail: [email protected] ORARIO da lunedì a venerdì dalle 09.00 alle 11.00 martedì,mercoledì, giovedì dalle 13,30 alle 15.00 Ufficio del tutor Per facilitare i contatti tra studenti e docenti il CCS ha istituito la figura dello studente tutor. Tale studente è raggiungibile via e-mail o negli orari di ricevimento nella stanza dei manager didattici in V. Accademia Albertina 13. La sua funzione è fondamentalmente quella di aiutare gli studenti a segnalare le loro difficoltà e a risolverle, in modo diretto o mettendoli in contatto con il referente giusto. In particolare gli studenti si possono rivolgere al tutor del Corso di laurea per informazioni riguardanti orari, dispense dei corsi, procedura di tirocinio del CdS, tesi, appelli d’esame. Per agevolare le comunicazioni dai docenti del CdS, gli studenti possono lasciare i propri recapiti telefonici e di posta elettronica al tutor, in modo da costituire mailing-list degli studenti dei vari anni di corso. Si consiglia inoltre di consultare sempre le bacheche con gli avvisi cartacei nelle bacheche di via Accademia Albertina 13 e il sito del CdS www.naturali.campusnet.unito.it tel: 011-6704585 E-mail: [email protected] Job Placement della Facoltà di Scienze MFN Referente per l’attivazione delle procedure di stage Corso Massimo d'Azeglio, 60/H - 10126 Torino (presso i locali di Scienze Informa) Responsabile: Dott. Giovanni Cagna Telefono: +39 011 670.7928 Fax: +39 011 670.7439 E-mail: [email protected] Referente: Dott.ssa Francesca Garzaro Telefono: +39 011 670.7908 34 E-mail: [email protected] Orario: Lunedì - Venerdì 10-12 14-16 Ufficio Segreteria Studenti dell' E.D.I.S.U. Fornisce servizi riguardanti borse di studio, residenze universitarie, mense, sale studio e aule informatiche, assistenza sanitaria, consulenza per contratti di affitto, ospitalita’ studenti stranieri. Corso Raffaello, 20/D - 10126 Torno - Tel.: 011 6531111 fax 011 6531157 Sito Internet: http://www.eds.unito.it/ Mense: Via Galliari 30, Via Principe Amedeo 48 Corso Lione 26/A Sale studio: Via Michelangelo 17bis angolo via Madama Cristina Via Pietro Giuria 17 Via S. Ottavio 8 Via Verdi 26 Corso Svizzera 185 Accertamento Economico La situazione economica del nucleo familiare è il criterio che più di ogni altro può incidere sulla determinazione dell'importo delle tasse universitarie. Essa viene valutata in base ai criteri ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) e può essere accertata gratuitamente presso i CAF (Centri di Assistenza Fiscale) convenzionati con l'Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario (Edisu), nonché presso il Centro Immatricolazioni di Torino Lingotto. Per tutte le problematiche connesse alla riduzione delle tasse e agli importi legati al pagamento delle tasse è necessario fare riferimento a: Sezione Tasse e Rimborsi Vicolo Benevello 3/A - Torino Tel. 011.6704952/4953 Fax 011.6704958 Centro Universitario Sportivo (CUS) Via Braccini 1 - 10141 Torino - Tel.: 011 3855566/386911 Per consultazione e prestito libri per le Facoltà Scientifiche: Via Madama Cristina 83/A, orario: 8.30-16.30 Per notizie relative a orario dei corsi, date degli esami, aule, ecc.: Consultare la pagine web e le bacheche dei vari Dipartimenti. In alternativa rivolgersi all’Ufficio del tutor ([email protected]) NORME DI SICUREZZA Nell' Università degli studi di Torino é funzionante il Servizio Igiene e Sicurezza, all' interno del quale é stato attivato il Servizio di Prevenzione e Protezione previsto dal decreto legislativo n° 626/94 e successive modificazioni ed integrazioni, secondo le previsioni delle Direttive dell'Unione Europea recepite in Italia e riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori negli ambienti di lavoro. I Presidi di Facoltà, i Presidenti dei Corsi di Laurea, i Direttori dei Dipartimenti Universitari ed il personale universitario con funzioni di dirigenza o di responsabilità nelle attività didattiche, di ricerca 35 scientifica o di servizio possono chiedere consulenza mediante comunicazione scritta inviata direttamente al Servizio Igiene e Sicurezza dell' Università degli Studi di Torino, Via Po n° 1, 10124 Torino. I lavoratori dipendenti od equiparati, ovvero gli studenti, i tesisti, i tirocinanti, gli specializzandi, i dottorandi, i borsisti, gli ospiti italiani o stranieri, il personale docente e non docente e tutti coloro che siano autorizzati a frequentare le attività didattiche, di ricerca scientifica o di servizio, oltre che i luoghi di lavoro dell' Università degli Studi di Torino con presenza di pericoli che possono dare luogo ad eventuali rischi potenziali (utilizzo di laboratori, macchine, apparecchi, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici) devono 1) prendersi cura della propria sicurezza e della propria salute e di quella delle altre persone presenti nelle attività didattiche, di ricerca scientifica o di servizio, su cui possono ricadere gli effetti delle loro azioni od omissioni, conformemente alla loro formazione ed alle istruzioni ed ai mezzi forniti dall' Università (si veda il successivo punto n° 10); 2) osservare le disposizioni e le istruzioni impartite nell'ambito dell' Università, finalizzate alla protezione collettiva ed individuale; 3) utilizzare correttamente i macchinari, le apparecchiature, gli utensili, le sostanze ed i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto, le altre attrezzature di lavoro ed i dispositivi di sicurezza; 4) utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a disposizione; 5) segnalare immediatamente le deficienze dei mezzi e dispositivi di cui ai precedenti punti 3 e 4, oltre alle eventuali condizioni di pericolo di cui vengano a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza, nell'ambito delle loro competenze e possibilità, per eliminare o ridurre tali deficienze o pericoli, dandone notizia, quando possibile, anche al rappresentante locale dei lavoratori universitari per la sicurezza (RLS). 6) non rimuovere o modificare i dispositivi di sicurezza, di segnalazione o di controllo; 7) non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che non siano di propria competenza, ovvero possano compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori, nell'ambito delle attività didattiche, di ricerca scientifica o di servizio; 8) sottoporsi ai protocolli di sorveglianza sanitaria ed ai relativi controlli sanitari eventualmente previsti; 9) contribuire all'adempimento di tutti gli obblighi imposti dall' Università e dalle autorità competenti comunque necessari per tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori dipendenti od equiparati; 10) partecipare alle apposite iniziative di informazione e di formazione sui problemi della sicurezza e dell'igiene del lavoro, secondo le modalità e i calendari che saranno comunicati dai Presidi delle Facoltà, dai presidenti dei Consigli di Corso di Laurea o dai Direttori dei Dipartimenti universitari. 36 SERVIZIO DISABILI L'Università degli Studi di Torino, nella prospettiva di rendere effettivo il diritto allo studio per tutti gli studenti disabili, intende garantire l'accesso fisico alle strutture di studio e di ricerca. Esiste un progetto di progressiva eliminazione delle barriere architettoniche che, ogni anno, disponendo di apposita quota di finanziamento, affronta le situazioni che sono state individuate, attraverso un censimento di tutti gli edifici, come maggiormente problematiche e gravi. E' attivo un apposito ufficio, situato in via degli Artisti, 9, al piano terreno dove gli studenti disabili possono presentare le loro richieste e trovare risposte adeguate ai loro problemi. Per gli studenti disabili sono previste forme di intervento quali: l'accompagnamento svolto da obiettori di coscienza che seguono un corso di preparazione e formazione specifica il tutoraggio di carattere didattico (aiuto per le attività nelle biblioteche, reperimento testi, fotocopie, predisposizione di appunti, ecc.) che compete invece agli studenti part-time l'attivazione di specifici progetti di intervento, quali la presenza di interpreti della lingua dei segni per gli studenti non udenti, la possibilità di utilizzare barre braille per i non vedenti, l'attivazione di postazioni informatiche utilizzabili anche da studenti con disabilità motorie. Tutti questi servizi possono essere attivati solo se gli studenti disabili segnalano, all'atto della loro iscrizione, le necessità e i bisogni, o prendendo contatto con il competente ufficio. Inoltre, è previsto l'esonero totale dalle tasse e dai contributi universitari per gli studenti ai quali è stata riconosciuta un'invalidità pari o superiore al 66%. Gli studenti con invalidità compresa tra il 50% ed il 66% pagano solo la prima rata delle tasse universitarie. Nell'ambito dei progetti Erasmus sono previsti idonei interventi a sostegno degli studenti disabili che si recano a studiare all'estero. L'Ente Diritto allo Studio Universitario della Regione (EDISU) è a disposizione degli studenti favorendone lo studio con forme di intervento economico (borse di studio e contributi straordinari), sostegni di carattere abitativo, contributi per l'affitto e servizio mensa. Delegato del Rettore: SERVIZIO DISABILI COORDINAMENTO Prof. Fabio Levi Via Artisti, 9 – e-mail: [email protected] Fax 011 6702559 011 882791 Fax 011 6707923 Resp.ufficio: Nunzia Ricco 011 6704282 [email protected] [email protected] 6704283-6704284 fax.6704285 37 La Facoltà di Scienze M.F.N. ha nominato un garante per gli studenti disabili della propria Facoltà a cui è possibile rivolgersi per informazioni specifiche sui test d'ingresso, sulla modalità d'esame, sui percorsi didattici specifici e particolari: Prof. Cesare PISANI 0116707562 e-mail: [email protected], Dipartimento di chimica inorganica, fisica e dei materiali - Via P. Giuria, 7 Torino REFERENTE PER IL CORSO DI LAUREA IN SCIENZE NATURALI Prof.ssa Consolata SINISCALCO Tel. 011.670.5970 e-mail [email protected] Dipartimento di Biologia vegetale – Viale Mattioli, 25 IL COMITATO PER LE PARI OPPORTUNITÀ Il Comitato per le Pari Opportunità dell’Università degli Studi di Torino opera nell’Ateneo sin dal settembre del 1992. E’ dotato di un proprio regolamento (D.R. n. 224 del 23.2.2000) con cui sono disciplinati, tra l’altro, i compiti, la composizione e le modalità di funzionamento. Le funzioni del C.P.O. dell’Università degli Studi di Torino sono di natura propositiva, consultiva e di monitoraggio. In particolare: realizza azioni positive; esprime parere preventivo su proposte riguardanti la gestione del personale, interventi di formazione, organizzazione e ristrutturazione dell’Università; promuove iniziative volte a rimuovere comportamenti lesivi della dignità delle lavoratrici/lavoratori compresi episodi di mobbing e di molestie sessuali; valuta episodi segnalati di segregazione professionale e promuove proposte di soluzione del problema; promuove indagini conoscitive e studi finalizzati alla creazione di effettive condizioni di parità tra le lavoratrici e i lavoratori. Le/i componenti del C.P.O. vengono rinnovate/i ogni due anni. Attualmente la Presidente è Sabrina Gambino (011/6704312), la Vicepresidente Angela Nunnari, la Segretaria Rosa Tamburro. Sede: Via S.Ottavio 19/b – Torino Tel: 011.6703952 Fax: 011.6703954 e-mail: [email protected] Orari: lunedì 14.00-18.00 martedì e giovedì 8.30-15.00 mercoledì 14.00-16.30 venerdi 13.00-15.00 38 La Consigliera di Fiducia La Consigliera di Fiducia è prevista dall’art.6 del “Codice di comportamento per la tutela della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, degli studenti e delle studentesse dell’Università degli Studi di Torino”, codice approvato dal Senato Accademico nel 2001, e recentemente modificato, in un’ottica di ampliamento delle forme di tutela nei confronti degli atteggiamenti discriminatori e/o vessatori, nel 2005. Possono rivolgersi alla Consigliera di Fiducia tutte le persone che operano all’interno dell’Università di Torino: studentesse/studenti; lavoratori e lavoratrici a tempo indeterminato e determinato; prestatori d’opera occasionale; borsiste/i e dottorande/i; ricercatrici e ricercatori; docenti; collaboratori ed esperti linguistici Quando rivolgersi alla Consigliera di Fiducia: - la Consigliera di Fiducia interviene in caso di molestia fisica e psicologica e di comportamento vessatorio e/o discriminatorio al fine dell’interruzione degli stessi; - suggerisce azioni opportune al fine di assicurare un ambiente di lavoro e di studio rispettoso della dignità delle persone. La Consigliera di Fiducia: Avv. Elena Bigotti Sede: Via S.Ottavio 19/b – Torino riceve il lunedì pomeriggio su appuntamento (Tel: 011.6703952) ALSci - Alumni of Science Associazione per gli ex Allievi della Facoltà di Scienze MFN E-mail: [email protected] E’ nata a Torino AlSci – Alumni of Science, l’Associazione riservata a tutti i laureati della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università degli Studi di Torino. Obiettivi dell’Associazione sono: • • • Fornire agli associati in cerca di impiego informazioni utili al proprio inserimento nel mondo del lavoro. Facilitare ed incoraggiare lo scambio di esperienze ed informazioni Consentire agli associati già inseriti in attività lavorative di avere un contatto diretto con la Facoltà, attingendo, se necessario, alle liste dei neo laureati. AlSci organizzerà, tra le varie attività, dei corsi di aggiornamento riservati agli ex-allievi della Facoltà di Scienze, con lo scopo di ridurre il grado di obsolescenza dei crediti formativi ottenuti durante il cammino verso la laurea, sia ottenuta con il vecchio ordinamento, sia essa triennale o specialistica. La tipologia ed il numero dei corsi farà inizialmente riferimento alle richieste riguardanti le discipline di maggiore attualità. Si tratta quindi di un’importante innovazione in campo didattico, che consentirà ad ogni laureato di 39 mantenere la propria preparazione al passo con i rapidi progressi che caratterizzano ogni disciplina scientifica. Non mancheranno ovviamente, nella vita dell’AlSci, opportunità di incontro e confronto fra gli associati. L’iscrizione all’AlSci diventerà automatica al momento della laurea ed è completamente gratuita. La sede provvisoria dell’AlSci è presso l’ufficio Scienze Informa situato in Corso Massimo d’Azeglio 60H aperto dal lunedì al venerdì dalle 9,00 alle 12,00 e dalle 13,00 alle 16,00. Il numero telefonico per contattarci è 011 670 7921 mentre il contatto telematico è attivo attraverso l'indirizzo di posta elettronica [email protected] http://www.scienzemfn.unito.it/alsci/alsci.htm ASSOCIAZIONE ITALIANA NATURALISTI L'Associazione Italiana Naturalisti è nata a Torino nel 1974 ed ha come scopi la tutela professionale dei Naturalisti, la loro migliore preparazione e qualificazione e, più in generale, la diffusione della cultura naturalistica. E' utile in questo momento richiamare l'attenzione sugli scopi istituivi dell'AIN, riprendendoli dallo Statuto dell'associazione: tutelare gli interessi morali e materiali dei Soci; coordinare a livello nazionale le esigenze della professione; promuovere a livello nazionale le esigenze della professione; promuovere a livello regionale atti legislativi specifici sulle tematiche ambientali; migliorare la preparazione e la qualificazione dei naturalisti organizzando seminari, tavole rotonde, corsi di aggiornamento; ottenere l'istituzione dell'Ordine dei Dottori Naturalisti. Possono fare parte dell'Associazione (Soci) i laureati in Scienze Naturali e gli studenti iscritti al corso di Laurea in Scienze Naturali. Possono aderire all'Associazione (Aderenti) tutti coloro che , pur non essendo laureati o studenti in Scienze Naturali, ne condividono le finalità. I Soci vengono raggruppati nelle seguenti categorie: • Docenti di ogni ordine e grado; • Laureati dipendenti o liberi professionisti • Studenti e non laureati. I Soci devono possedere una buona preparazione naturalistica e un'assoluta integrità professionale e devono impegnarsi a non utilizzare la propria capacità professionale a fini speculativi e ad operare nel massimo rispetto dell'integrità dell'ambiente. L'A.I.N. si articola in sezioni. Nel dicembre 1996 l'A.I.N. è entrato a far parte della Consulta del CNEL per le Associazioni non tutelate da Albo Professionale All'interno dell'Associazione è stato costituito il Repertorio Nazionale Soci Esperti (R.N.S.E.). Questo repertorio, che è parte integrante dell'A.I.N., raggruppa i Soci che possiedono significativi curriculum professionali. L'ammissione a questo repertorio avviene a insindacabile giudizio di una specifica commissione tecnica previo richiesta scritta e presentazione di documentazione curriculare degli interessati. 40 L'A.I.N. da diversi anni si è attivata per la creazione dell'Ordine Nazionale dei Naturalisti mediante la presentazione di diverse proposte di legge in tal senso. Consulta il sito: http://www.ain-it.org/ Viale Mattioli, 25 c/o Dip. Biol. Vegetale 10125 TORINO - TO E-mail: [email protected] Segreteria operativa: c/o soc coop. ARNICA, via Giolitti 8 Torino. Tel. 011 544327 E-mail: [email protected] Per ulteriori informazioni e ritiro modulo per l’iscrizione contattare: Giglio Roberto [email protected] 1 REPERTORIO NAZIONALE SOCI ESPERTI (RNSE) E' utile in questo momento ricordare che uno degli scopi istituivi principali dell'AIN è quello di ottenere l'istituzione dell'Ordine dei Dottori Naturalisti. Quest'ultimo scopo, perseguito ormai da un paio di decenni, ha impegnato l'associazione in numerose iniziative sul piano parlamentare, ma rimane tuttora un capitolo aperto, sia per contingenti motivi politico-procedurali, sia per l'opposizione di altri Ordini professionali concorrenziali. Di recente però, il CNEL (Consiglio Nazionale per l'Economia ed il Lavoro) ha inserito l'AIN nella Consulta delle Professioni non Regolamentate, riconoscendo di fatto nell'associazione il punto di riferimento dei laureati in Scienze Naturali. A tale proposito, l'AIN ha attivato il RNSE in modo da poter certificare professionalità e competenze dei Soci. Questa certificazione di competenze specifiche nell’ambito delle attività professionali potenziali offre in concreto ai Dottori Naturalisti un'occasione di offrirsi sul mercato del lavoro con maggiore visibilità e definizione di ruolo professionale. MODALITA' DI CERTIFICAZIONE L'AIN garantisce solo l'esistenza dei titoli segnalati e presi in esame per l'ammissione al RNSE. L'AIN, su richiesta del Socio rilascia una dichiarazione di appartenenza al RNSE, riportante esclusivamente la data di ammissione. Su richiesta verranno riportati i settori e le aree disciplinari documentati all'iscrizione e con successivi aggiornamenti. L'AIN rilascia ad ogni iscritto un timbro numerato e personale, da restituire quando si esce dal RNSE. Consultare il sito: http://www.ain-it.org/ Viale Mattioli, 25 c/o Dip. Biol. Vegetale 10125 TORINO - TO E-mail: [email protected] Segreteria operativa: c/o soc coop. ARNICA, via Giolitti 8 Torino. Tel. 011 544327 E-mail: [email protected] Per ulteriori informazioni e ritiro modulo per l’iscrizione contattare: Giglio Roberto [email protected] 41 L'Associazione "Amici dell'Università degli Studi di Torino" Gli obiettivi dell'Associazione sono: Favorire lo spirito associativo dei laureati dell'Ateneo Torinese, anche attraverso eventi e manifestazioni, per affermare il senso di appartenenza alla prestigiosa istituzione universitaria. Promuovere l'immagine dell'Università di Torino in Italia e all'Estero, allacciando anche relazioni con Enti ed Organismi nazionali e stranieri con finalità analoghe. Sostenere con il proprio contributo attività promosse dall'Università. In particolare vuole, attraverso la sua attività porre l'attenzione sul ruolo fondamentale che, per lo sviluppo e la promozione della comunità Torinese e piemontese, svolge la più alta istituzione culturale e formativa della nostra regione. Negli ultimi cinquant'anni, si sono laureati nella Università di Torino oltre 130.000 persone: un patrimonio culturale che ha contribuito e contribuisce in misura determinante alla crescita e allo sviluppo della società italiana e internazionale. L'Associazione vuole anche essere un tramite fra il mondo del lavoro e quello degli alti studi, e dedica particolare attenzione ai giovani laureati all'ingresso del mondo del lavoro. La partecipazione all'Associazione "AMICI DELL'UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TORINO" è aperta a tutti i laureati dell'Ateneo Torinese. [Scarica il modulo di Iscrizione] [Scarica il modulo di Rinnovo] http://www.amiciunito.it/associazione/default.asp 29 ESAMI DI STATO Al momento attuale le lauree della classe 27 consentono l’iscrizione all’albo professionale di Professione di biologo, sezione B. Presso l'Università degli Studi di Torino sono attivati gli Esami di Stato per l'abilitazione all'esercizio di: • Biologo Junior Gli Esami di Stato di abilitazione professionale hanno luogo ogni anno in due distinte sessioni indette con Ordinanza del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca che ne stabilisce la data di inizio su tutto il territorio nazionale. Il D.P.R. 05.06.2001, n. 328 ha istituito, in alcuni albi professionali, due sezioni (Sezione A e Sezione B) caratterizzate da diverse competenze professionali. 42 Possono dare l'Esame di Stato per l'accesso alla Sezione B del corrispondente Albo professionale i possessori di: • • laurea regolata dal nuovo ordinamento (Corso di laurea triennale o laurea di primo livello) diploma Universitario regolato dal vecchio ordinamento I titoli universitari conseguiti al termine dei corsi di studio dello stesso livello e appartenenti alla stessa classe hanno identico valore legale ai fini dell'ammissione agli Esami di Stato, indipendentemente dallo specifico contenuto di crediti formativi. *Per le professioni di: dottore agronomo e dottore forestale, assistente sociale, biologo, chimico, geologo, psicologo, la Legge 11.07.2003, n. 170 ha stabilito che i possessori dei titoli conseguiti secondo l'ordinamento previgente al D.M. n. 509 del 3.11.1999, fino alle sessioni del 2006, svolgono le prove degli Esami di Stato secondo l'ordinamento previgente al D.P.R. 05.06.2001, n. 328. **Il nuovo ordinamento è stato introdotto con D.M. 03.11.1999, n. 509 in attuazione dell'art. 17, comma 95, della Legge 15.05.1997, n.127 e successive modificazioni e integrazioni. Per informazioni: Esami di Stato Via Bogino, 9 - 10123 Torino Tel. +39 011.6704361/4362/4363/4360/4351 Fax +39 011.6704368 E-mail: [email protected] 30 SBOCCHI PROFESSIONALI DELLA LAUREA TRIENNALE IN SCIENZE NATURALI La Laurea triennale in Scienze Naturali prevede l’acquisizione di una base comune di conoscenze multidisciplinari, che includono sia materie di scienze della vita sia materie di scienze della terra e il differenziamento a partire dal secondo anno in due percorsi formativi per professionalità specifiche: Tecnologie ambientali TA e Valorizzazione e tutela dei Beni Naturali VTBN. I laureati in Scienze Naturali possono in generale trovare impiego: (a) nel settore della protezione della natura in qualità di personale addetto alla gestione dei parchi nazionali, delle riserve naturali, dei giardini alpini ecc.; (b) in settori della programmazione e del controllo territoriale svolta dagli Enti pubblici, nel rilevamento parametri ambientali, eventualmente in collaborazione con altri professionisti; (c) nel settore della ricerca naturalistica presso istituti universitari o altre istituzioni pubbliche e private (musei di Scienze Naturali, organi del Consiglio Nazionale delle Ricerche, giardini zoologici e botanici, acquari ecc.). Al riguardo si ricorda che i naturalisti hanno accesso a corsi di Dottorato di Ricerca, alcuni dei quali specificatamente sono attivati presso i Dipartimenti dell'Università di Torino. Nello specifico gli obiettivi dei due orientamenti - Tecnologie ambientali TA e Valorizzazione e tutela dei Beni Naturali VTBN sono illustrati qui di seguito. 43 Orario di apertura al pubblico: lunedì-venerdì 9.00-11.00 martedì, mercoledì e giovedì 9.00-11.00 / 13.30-15.00 Il Decreto ministeriale in corso di approvazione prevede che le Lauree della classe 27 consentano l’iscrizione ai seguenti albi professionali: 1. Professione di architetto, pianificatore, paesaggista e conservatore, sezione B. 2. Professione di biologo, sezione B. 3. Professione di agrotecnico, geometra, perito agrario, perito industriale 44 LAUREE SPECIALISTICHE DELLA CLASSE 68/S (SCIENZE DELLA NATURA) Il Corso di studi offre tre Lauree specialistiche, approvate dal Ministero dell’ Istruzione, Università e Ricerca ed inserite nella classe 68/S (Scienze della Natura): • Analisi e gestione ambientale (1° anno e 2° anno) • Evoluzione del comportamento animale e dell’Uomo (1° e 2° anno) • Evoluzione e diversità nei sistemi naturali (1° anno e 2° anno) ACCESSO ALLE LAUREE SPECIALISTICHE I laureati triennali in Scienze Naturali hanno accesso ad una delle tre lauree specialistiche della classe 68/S con 180 CFU. Una apposita Commissione del Corso di Studi provvederà alla valutazione di eventuali CFU in eccesso rispetto ai 180 richiesti e prenderà altresì in considerazione le domande dei laureati in Scienze Naturali del Vecchio Ordinamento. La stessa commissione esaminerà inoltre le eventuali richieste di accesso dei laureati triennali di altri Corsi di Studi, per i quali stabilirà i debiti formativi e le modalità con cui colmarli. Il Libretto Guida pubblica in sintesi gli obiettivi e l’organizzazione delle Lauree specialistiche indicate. Lo studente potrà approfondire le informazioni di ciascuna sul relativo link nel sito web del Corso di Studi in Scienze Naturali http://www.naturali.campusnet.unito.it LE LAUREE SPECIALISTICHE: OBIETTIVI ED ORGANIZZAZIONE DIDATTICA “ANALISI E GESTIONE AMBIENTALE” (AGAm) OBIETTIVI. • conoscere le metodologie d’indagine per l’analisi dei sistemi naturali ed antropici, a diversa scala (dalle popolazioni agli ecosistemi, ai paesaggi ecologici, al sistema globale), individuando I fattori che regolano I processi ambientali e le loro interazioni • saper rappresentare, attraverso strumenti cartografici/informatici, modelli ed indicatori ecologici, la complessa struttura dei sistemi ambientali a diversa scala, il loro funzionamento e la loro qualità • saper affrontare problemi legati alla gestione umana del territorio, valutati secondo i criteri della sostenibilità e della prevenzione • avere competenze nella valutazione delle risorse ambientali e degli impatti ambientali delle opere umane, non ignorando concetti e metodologie forniti dall’economia, dal diritto e dalla pianificazione ambientale • saper agire per il ripristino e la conservazione della qualità dei sistemi ambientali A tali fini, il Corso di laurea specialistica in ANALISI E GESTIONE DELL’AMBIENTE: • comprende attività formative finalizzate all’applicazione nella ricerca ambientale, all’approfondimento della formazione naturalistica di base e delle sue applicazioni: 1) lo studio dei sistemi naturali, della loro struttura, funzione; 2) le variazioni dei fattori ambientali e gli effetti sulle comunità biologiche; 3) l’acquisizione di tecniche utili per la comprensione dei fenomeni naturali e delle loro alterazioni; 4) il conseguimento di competenze specialistiche nel settore del monitoraggio e della gestione delle risorse naturali. Nello specifico, accanto ad attività formative di carattere specialistico non incluse nella laurea di I livello, sono comprese attività volte a sviluppare la conoscenza integrata e sistemica delle problematiche ambientali 45 • prevede attività formative, lezioni ed esercitazioni di laboratorio e di campo per non meno di 30 crediti complessivi, in particolare dedicate alla conoscenza di metodiche sperimentali nel campo del monitoraggio ambientale e dell’ analisi territoriale; • prevede l’obbligo di attività esterne, sotto forma di tirocini formativi presso aziende, enti pubblici e laboratori, oltre a soggiorni presso altre università italiane ed europee, nel quadro di accordi internazionali. Al fine di acquisire una capacità professionale coerente con gli obiettivi formativi precedentemente delineati e di verificare quanto appreso in un contesto professionale, queste attività dovranno avere una connotazione fortemente applicativa e interdisciplinare. ORGANIZZAZIONE DIDATTICA Le attività formative del primo anno della Laurea specialistica “Analisi e Gestione Ambientale” sono le seguenti: Insegnamento Ambito formativa /Attività CFU docente A Biologia vegetale applicata 4 all’ambiente Fitogeografia 4 Chimica degli inquinanti 4 Laboratorio di Pedologia 2 Conservazione del suolo 2 Entomologia applicata 2 all’ambiente Geomorfologia 4 B Mineralogia applicata all’ambiente 6 B Analisi dei sistemi ecologici 4 terrestri: aspetti vegetali F Sistemi di elaborazione dei dati 4 territoriali B Analisi dei sistemi ecologici 4 acquatici interni e costieri B Gestione della fauna 5 B D E Rischio idrogeologico Corso a scelta Preparazione tesi 5 4 7 A B C C B A periodo didattico previsto Elena MARTINO I Franco MONTACCHINI Davide VIONE Roberto AJASSA Roberto AJASSA I I I II Enrico BARBERO II Marco GIARDINO II Elena BELLUSO - Gabriella II-III IVALDI Consolata SINISCALCO III (contratto) Alberto MAFFIOTTI Laura SARTORE Guido BADINO - Daniela PESSANI Antonio ROLANDO (mutuato da LM Cons. e Biodiv. di SB) Michele MOTTA - III IV IV IV IV IV II ANNO Ambi Insegnamento to formativa /Attività B Ecomosaico valutazione e sistemi B Geologia regionale pianificazione per di la CFU docente 2 5 periodo didattico previsto Guido BADINO - Francesca I BONA Marco GATTIGLIO - R. POLINO - M. MALUSA’ - P. MOSCA - V. LOMBARDO I (3CFU mutuati da LM Geol. Appl. Ed Amb. di Sc. 46 C Economia ambientale 4 B Genotossicologia umana 3 C Modelli matematici all’ecologia B Biomonitoraggio ambientale 4 B B D F E E Geochimica ambientale Pianificazione ambientale Corso a scelta Stage Preparazione tesi 2 Prova finale 5 4 4 6 12 6 applicati 4 Geologiche) - Giulio PAVIA 2CFU Roberto FRASCINELLI (mutuato da LM Biol. Amb. e del Lavoro di SB) Paola BIGATTI - Franca LIGABUE STRICKER Margherita ROGGERO - Sergio CONSOLE Francesca BONA - Giorgio BUFFA - Daniela PESSANI Consolata SINISCALCO Emanuele COSTA (contratto) Roberto SAINI - III II II III III IV III-IV IV I-II-III-IV IV “EVOLUZIONE DEL COMPORTAMENTO ANIMALE E DELL’UOMO” (ECAU) OBIETTIVI. Il corso di studi in Evoluzione del comportamento animale e dell’Uomo ha come obiettivo il raggiungimento di una solida preparazione inerente le basi biologiche e ecologiche del comportamento. Obiettivi formativi generali In accordo con gli obiettivi della Classe 68/S, il corso di studi si propone di formare specialisti in grado di sviluppare, con moderni approcci multidisciplinari, attività di ricerca riguardanti le interazioni delle componenti abiologiche e biologiche dei sistemi naturali con il comportamento di animali e dell’uomo, oltre che le interazioni tra uomo ed animali. Gli studenti devono acquisire: ¾ una solida preparazione culturale e metodologica nell’analisi di tutti i fattori che determinano l’espressione del comportamento, a partire dai fattori morfo-fisiologici e genetici a quelli sociali ed ecologici; ¾ un’approfondita conoscenza delle moderne metodologie e strumentazioni di rilevamento ed elaborazione dati, di analisi dei segnali di comunicazione non verbale, delle tecniche statistiche e informatiche di analisi e di archiviazione dei dati; ¾ un’elevata preparazione scientifica ed operativa nella analisi del comportamento in campo ed in laboratorio, con particolare riferimento al rilevamento, descrizione ed analisi dei segnali di comunicazione; ¾ la capacità di condurre ricerche ed indagini con ampia autonomia anche assumendosi responsabilità di progetti, strutture, consulenze. Ai fini indicati, il corso di laurea specialistica in Evoluzione del comportamento animale e dell’uomo • comprende attività formative finalizzate all’approfondimento della formazione naturalistica di base e delle sue applicazioni relativamente ai metodi sperimentali ed analitici impiegati nell’ambito dello studio del comportamento animale e dell’uomo. In particolare sarà approfondito 47 lo studio delle basi morfofunzionali, genetiche ed ecologiche della variabilità del comportamento ed i loro risvolti applicativi; • prevede attività formative, lezioni ed esercitazioni di laboratorio per non meno di 30 crediti complessivi, dedicate alla conoscenza di metodiche sperimentali nel campo dello studio del comportamento; • prevede l’obbligo di stage formativi anche presso industrie e laboratori di ricerca, strutture della pubblica amministrazione e laboratori, oltre a soggiorni di studio e ricerca presso altre università italiane ed europee, anche nel quadro di accordi internazionali. Il Corso di Studi è basato su attività formative relative a sei tipologie: (a) attività formative di base, (b) caratterizzanti, (c) affini o integrative, (d) a scelta dello studente, (e) attività per la prova finale e (f) per le conoscenze linguistiche, informatiche e relazionali utili all’inserimento nel mondo del lavoro. La suddivisione dei crediti formativi nel Corso di Studi è riportata nella TABELLA 1. Il quadro generale delle attività formative è riportato nell’Ordinamento didattico del Corso di studi. ORGANIZZAZIONE DIDATTICA Le attività formative della Laurea specialistica “Evoluzione del comportamento animale e dell’uomo” sono le seguenti: Ambito B C B B B B B C B B B B B C B C B C Insegnamento /Attività formativa Anatomia comparata Bioetica Biometria Comportamento sociale Etoecologia degli animali acquatici Eto-ecologia umana Etologia Etologia Applicata Evoluzione del comportamento Evoluzione della comunicazione Fisiologia evolutiva Genetica del comportamento Laboratorio di Morfologia animale Modelli matematici dello studio del comportamento Neuroendocrinologia del comportamento Psicologia dell'azione Tecniche di analisi dei segnali di comunicazione Psicologia sociale 4 2 3 5 4 4 5 5 2 3 4 2 2 Peretto DeMarchis Mori Castellano Lorenzi Pessani Ligabue Stricker Giacoma Lorenzi Giacoma Castellano Munaron Messeri -Sella Panzica- Peretto Ann o I I II I I I I II I I I I I 4 Cermelli I II 4 Panzica I II 4 Tirassa II I 3 Castellano I III 2 Mosso II Ricerca bibliografica e apprendimento delle metodologie da applicare durante la preparazione della tesi Esecuzione di una ricerca CFU E Preparazione prova finale e lingua 5 straniera 1° anno E Preparazione prova finale e lingua 23 Docente Periodo didattico III IV II I III III I III II II I I II II/III 48 straniera 2° anno F Stage 10 sperimentale, secondo un progetto concordato con il relatore, ed approvato dal consiglio dei docenti, in strutture universitarie o riconosciute. 4 CFU = esercitazioni interdisciplinari sul territorio. 6 CFU = Il tirocinio formativo potrà essere svolto presso Enti, Istituti o Laboratori Universitari o privati, secondo un programma previamente concordato tra il responsabile della struttura ed il docente referente. I programmi degli insegnamenti del 1° e 2° anno, con i dettagli del numero di crediti, di ore di lezione frontale e di laboratorio, i testi consigliati e le modalità d’esame, vengono riportati in ordine alfabetico nella pagina web del Consiglio di Corso di Studi in Scienze Naturali, http://www.naturali.campusnet.unito.it “EVOLUZIONE E DIVERSITA’ NEI SISTEMI NATURALI (EDeN)” OBIETTIVI. • • L'obiettivo primo della laurea specialistica EDeN è quello di formare laureati che grazie a un approccio fortemente interdisciplinare possano affrontare i temi tradizionali delle Scienze della Natura basandosi sulle attuali conoscenze teoriche e sperimentali; • siano in grado di approfondire temi su biodiversità, evoluzione, interazioni vivente/ambiente; • possano dare contributi ai problemi attuali che attraversano la società, quali biodiversità/ biotecnologia, sviluppo/ sostenibilità; ecologia/economia; ecosistema/ crescita. • sviluppino una preparazione ottimale per seguire i corsi della SISS Piemonte – Università degli Studi di Torino Attraverso azioni di ambito locale, nazionale o internazionale, i laureati potranno continuare la loro formazione accademica frequentando le scuole di dottorato che sono attive a Torino e i corsi SISS, inserirsi come operatori nelle strutture museali e dei Science Centers, nei Parchi -sia quelli naturalistici come gli eco-musei sia quelli tecnologici-; agire come consulenti con le Agenzie locali e internazionali che lavorano per l'ambiente; promuovere l'educazione naturalistica attraverso le vie della multimedialità. 49 ORGANIZZAZIONE DIDATTICA Le attività formative del primo anno della Laurea specialistica “Evoluzione e diversità nei sistemi naturali (EDeN)” sono le seguenti: Periodo Attività 1.1 A 1.1 A 1.1 B 1.3 B 1.1 F 1.2 B 1.2 B 1.2 C 1.2 B 1.2 E 1.1 B 1.3 B 1.3 B 1.3 E Insegnamento /Attività formativa Filogenesi animale Biologia vegetale Analisi beni Paleontologici Anatomia Comparata Stage, tirocini a scelta in vista della preparazione della tesi CFU Docente Settore Ore totali (front.+lab.) 4 BIO05 32 BIO01 44 5 2 4 2 Biologia 4 evoluzionistica applicata Biologia delle 5 Simbiosi Paleontologia 4 dei vertebrati Laboratorio di 5 Evoluzione molecolare 1 Preparazione tesi Fisiologia evolutiva Geologia stratigrafica Paleontologia Umana Preparazione tesi D.Pessani/ Meregalli P.Bonfante E.Martinetto G.Pavia P. Peretto/ S. Demarchis Stage presso Enti, Istituti o Laboratori Universitari o privati: programma concordato tra il responsabile della struttura ed il docente referente P. Cervella S.Perotto, R.Piervittori, M. Girlanda, E.Martinetto, G.Pavia M.Delpero/ L.Lanfranco GEO01 16 BIO06 34 1 50 BIO05 32 BIO01 BIO03 58 GEO01 32 BIO05 BIO01 58 25 4 Discussione del progetto e pianificazione del lavoro L. Munaron BIO09 4 L. Martire GEO02 32 4 A. Mottura BIO08 4 Prime Attività sperimentali 32 32 100 50 1.4 E 1.4 B 1.4 B 1.4 B Preparazione tesi Geologia stratigrafica/ Botanica sistematica 2 2 2 5 Laboratorio di 3 Scavo paleontologico Attività sperimentali L.Martire 50 GEO02 36 V.Filipello, BIO02 58 G.Buffa, F. BIO03 Montacchini, E.Barni E.Martinetto GEO01 48 Le attività formative del secondo anno sono le seguenti 2.1 A Paleobotanica 5 2.2 2.1 B B 4 4 2.1 E Mineralogia II Paleontologia Evolutiva Preparazione tesi 3 E.Martinetto/ C.Siniscalco F.Abbona E.Ferrero Verifica dell’avanzamento lavoro E.Camino BIO01 GEO01 GEO06 GEO01. 40 32 32 75 del 2.1 B 2.4 2.1 C D Fondamenti di 4 Sostenibilità Bioetica ambientale 2 Esame a scelta 4 2.2 D Esame a scelta 4 2.3 D Esame a scelta 4 2.3 E Preparazione tesi 6 2.3 C Architettura interni 2.4 E Preparazione tesi 8 Attività sperimentali e d elaborazione dati 200 2.4 E Prova finale 8 Prodotto finale: Esecuzione 2 di una ricerca sperimentale, secondo un progetto concordato con il relatore, e approvato dal consiglio dei docenti, in strutture universitarie o riconosciute. 200 degli 2 BIO05 M.Mori M-Fil02 Integrazione della formazione a livello individuale per lo svolgimento della tesi Integrazione della formazione a livello individuale per lo svolgimento della tesi Integrazione della formazione a livello individuale per lo svolgimento della tesi Verifica dell’avanzamento del lavoro E.Romagnolo SPS/07 32 16 32 32 32 150 16 51 LAUREA MAGISTRALE. IN CONSERVAZIONE E BIODIVERSITA' ANIMALE(Classe 6/S) NORME PER L'AMMISSIONE I colloqui di ammissione alla Laurea Magistrale in Conservazione e Biodiversità Animale si terranno mercoledì 28 settembre alle ore 9.30 nell'aula 1 del Dip. di Biologia Animale e dell'Uomo in via A. Albertina 13. Per eventuali chiarimenti o informazioni i candidati sono pregati di rivolgersi alla prof.ssa G. Sella oppure al dott. P. Cervella (Tel 011.670.4567). LAUREA MAGISTRALE. IN BIOLOGIA VEGETALE (Classe 6/S) Per eventuali chiarimenti o informazioni i candidati sono pregati di rivolgersi alla prof.ssa Prof. L.Lanfranco (tel. 011.670.5982) oppure a S.Perotto (tel. 011.670.5987). IL CORSO DI LAUREA INTERFACOLTÀ IN PSICOBIOLOGIA DEI PROCESSI MOTIVAZIONALI E AFFETTIVI Il Corso di Laurea Interfacoltà intende formare uno psicologo con una competenza specifica sui processi di ordine psicologico, biologico e sociale che sono all’origine del comportamento umano e ne costituiscono le ragioni e i vincoli. Il comportamento umano è un fenomeno complesso e plurideterminato e per conoscerlo occorre un modello di spiegazione integrato che metta in gioco fattori appartenenti a diversi ambiti scientifici: da quello delle scienze della natura (fisica, biologia, genetica, neuroscienze, etologia) a quello della psicologia generale, dinamica e sociale (studio delle motivazioni individuali e sociali, delle emozioni, dell’affettività) a quello delle scienze socio-culturali e storico-filosofiche (studio dei contesti e dei valori culturali che influenzano e modellano il comportamento umano). La frammentazione delle conoscenze in questi ambiti ostacola il processo di comprensione del comportamento umano mentre la loro integrazione ne promuove lo sviluppo. Segreteria Studenti : Segreteria Interfacoltà - Sig.ra GARAVELLO Via S. Ottavio 17/4 - 10124 Torino Telefono : 011/670.3033/3034 - Fax 011/670.3150 e.mail : [email protected] Consultare il sito web 52 31 STRUTTURE AFFERENTI AL CORSO DI STUDI Presidenza della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali (Scienze MFN) Preside, prof. E. PREDAZZI, via Pietro Giuria 15, tel. 011.6707865, fax 011.6707895. http://www.scienzemfn.unito.it/index.htm Segreteria-studenti della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali via Santa Croce 8, tel. 011.6704626 Presidenza del Consiglio di Corso di Studi in Scienze Naturali (C.C.S.) Presidente, prof.ssa Cristina GIACOMA, Dipartimento di Biologia animale e dell’Uomo, tel. 011.6704558, fax 011.236 4558, e-mail [email protected] . Segretaria, prof.ssa Marina LANFRANCO, Dipartimento di Biologia animale e dell’Uomo, tel. 011.670 4513, fax 011. 2364513, e-mail [email protected] . Organizzazione didattica: dott. Edoardo CALABRO’, Dipartimento di Biologia animale e dell’Uomo, tel.: 011 6704484, fax 0116704508, e-mail: [email protected] Commissione Didattica Corso di Studi Triennale . Coordinatrice, prof.ssa Consolata. SINISCALCO, Dipartimento di Biologia vegetale, tel. 011.670.5970, fax 011.670.5962, e-mail [email protected] . Membri: prof. Gabriella IVALDI (011.670.5132), prof. Roberto AJASSA (011.670.5101), prof. Sergio CONSOLE (011.670.2931), prof.ssa Daniela PESSANI (011.6704539) Docenti del C.C.S. I nominativi dei docenti afferenti al Corso di Laurea e i relativi orari e luogo di ricevimento sono reperibili nella pagina WEB vengono affissi nella bacheca ufficiale del Corso di Laurea all'inizio di ogni anno accademico. Rappresentanti degli studenti NUOVE ELEZIONI Dipartimenti di afferenza dei Docenti impegnati nel Corso di Laurea. Anatomia, Farmacologia e Medicina Legale, corso M. D’Azeglio 52, tel. 011.6707723. Biologia animale e dell’uomo, sede: via Accademia Albertina 13, tel. 011.670.4617. Biologia vegetale, viale Mattioli 25, tel. 011.6707446. Chimica analitica, via Pietro Giuria 5, tel. 011.6707623. Chimica inorganica, fisica e dei materiali, via Pietro Giuria 7, tel. 011.6707650. Chimica generale e organica applicata, corso M. D’Azeglio 48, tel. 011.6707590. Fisica generale, via Pietro Giuria 1, tel. 011.6707430. Igiene e Medicina di Comunità, via Santena 5bis, tel. 011.6707795. Matematica, via Carlo Alberto 10, tel. 011.67077. Medicina e Oncologia sperimentale, via M. Buonarroti 27, tel. 011.6707772. Scienze della Terra, sede: via Valperga Caluso 35, tel. 011.6705148. Sezione di Geologia: via Accademia delle Scienze 5, tel. 011.5621179. Scienze Mineralogiche e Petrologiche, via Valperga.Caluso 35, tel. 011.6705148. 53 32 PROGRAMMI DEI CORSI E LABORATORI ATTIVATI I programmi degli insegnamenti del 1°, 2° e 3° anno della Laurea triennale, nonché delle Lauree specialistiche, con i dettagli del numero di crediti, di ore di lezione frontale e di laboratorio, i testi consigliati e le modalità d’esame, vengono riportati in ordine alfabetico nella pagina web del Corso di Studi in Scienze Naturali http://www.naturali.campusnet.unito.it ANATOMIA UMANA ANTROPOLOGIA ASTRONOMIA BIOLOGIA CELLULARE BIOLOGIA DELLE POPOLAZIONI UMANE BIOLOGIA EVOLUTIVA DEI VERTEBRATI BIOLOGIA MARINA BIOTECNOLOGIE AMBIENTALI BOTANICA GENERALE modulo corso teorico BOTANICA SISTEMATICA BOTANICA GENERALE modulo laboratorio BRIOLOGIA APPLICATA BOTANICA SISTEMATICA modulo sistematica dei procarioti CHIMICA AMBIENTALE CHIMICA ANALITICA E STRUMENTALE CHIMICA GENERALE E INORGANICA CON LAB. CHIMICA ORGANICA CLIMATOLOGIA CONSERVAZIONE DELLA NAT.E SUE RISORSE DIRITTO AMBIENTALE DIDATTICA DELLE SCIENZE NATURALI DIDATTICA DELLE SCIENZE DELLA TERRA ECOLOGIA ECOLOGIA APPLICATA ECOLOGIA UMANA ECOLOGIA VEGETALE EDUCAZIONE E FORMAZIONE AMBIENTALE ENTOMOLOGIA ETOECOLOGIA FISICA CON LABORATORIO FISIOLOGIA AMBIENTALE FISIOLOGIA GENERALE FISIOLOGIA EVOLUTIVA FISIOLOGIA VEGETALE GENETICA GEOCHIMICA GEOGRAFIA CON 54 LABORATORIO GEOLOGIA GEOLOGIA AMBIENTALE GEORISORSE IGIENE AMBIENTALE ISTITUZIONI DI MATEMATICHE LAB. DI BIOLOGIA EVOLUTI. DEI VERTEBRATI LAB. DI BOTANICA GENERALE LAB. DI BOTANICA SISTEMATICA LAB. DI ECOLOGIA LAB. DI ECOLOGIA VEGETALE LAB. DI FONDAMENTI DI VALUTAZIONE D’IMPATTO AMBIENTALE (VIA) LAB. DI GEOLOGIA 1 LAB. DI GEOLOGIA 2 LAB. DI MINERALOGIA LAB.DI PALEONTOLOGIA LAB. DI SCIENZE DELLA TERRA LAB. DI SISTEM. DELLE ANGIOSPERME LAB. DI ZOOLOGIA GENERALE LAB. DI ZOOLOGIA SISTEMATICA LICHENOLOGIA METODI MATEMATICI E STATISTICI MINEROGENESI MINERALOGIA modulo corso teorico MINERALOGIA AMBIENTALE MINERALOGIA modulo laboratorio MINERALOGIA SISTEMATICA PALEOBIOGEOGRAFIA E RICOSTRUZIONI PALEOBOTANICA PALEONTOLOGIA PALEONTOLOGIA APPLICATA PALEONTOLOGIA UMANA PALEOPATOLOGIA PETROGRAFIA E LABORATORIO PRIMATOLOGIA PROPEDEUTICA BIOCHIMICA RILEVAMENTO GEOLOGICO SELVICOLTURA TECNICHE DI COMUNICAZIONE E DIVULGAZIONE NATURALISTICA TUTELA DELLE RISORSE VEGETALI ZOOLOGIA APPLICATA ZOOLOGIA GENERALE ZOOLOGIA SISTEMATICA 55 NOME CORSO Anatomia Umana SSD: BIO/16 Numero codice: B8528 1.Docenza Docente: prof. : prof.GianCarloPanzica Dipartimento di Anatomia, Farmacologia e Medicina legale Tel.: 011 6707970 Fax: 011 6707732 e-mail: [email protected] 2.Finalità Il corso si propone di fornire agli studenti: a) la comprensione dell'organizzazione macro- e microscopica e dei rapporti topografici tra i sistemi nel corpo umano b) le basi anatomiche per la comprensione dei meccanismi funzionali relative ai diversi sistemi 3. Obiettivi L’allievo dovrà essere in grado di: a) usare in maniera appropriata la nomenclatura anatomica relativa al corpo umano ed ai mammiferi da laboratorio b) comprendere le basi anatomiche e funzionali dei processi patologici e dell’azione dei farmaci 4. Pre-requisiti in ingresso e competenze minime in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) Morfofisiologia e biologia della cellula Organizzazione dei tessuti Anatomia dei vertebrati INSEGNAMENTI FORNITORI Citologia – Biologia cellulare I Istologia Anatomia comparata competenze minime (in uscita) Nomenclatura anatomica Organizzazione di organi e sistemi INSEGNAMENTI FRUITORI Patologia generale Farmacologia 5. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali • Esercitazioni di anatomia macro- e microscopica • Pagina WEB dedicata con lezioni in formato pdf ed altro materiale didattico (articoli, riferimenti ad altri siti web) 56 6. Programma, articolazione e carico didattico Argomento 1 – Terminologia anatomica e cenni di istologia ed embriologia umana 2 – Classificazione delle ossa, delle articolazioni e dei muscoli. - Colonna vertebrale e gabbia toracica 3 – Cintura scapolare e cintura pelvica - Arto superiore ed arto inferiore 4 – Cranio: organizzazione e sviluppo. Dimorfismi sessuali dello scheletro 5 – Esercitazione in sala settoria: riconoscimento di ossa ed articolazioni 6 – Apparato circolatorio: generalità – cenni di ematologia – grande e piccola circolazione. Organizzazione macroscopica del cuore. 7 – Struttura, scheletro fibroso, valvole, sistema di conduzione del cuore. Sistema arterioso: aorta e grandi vasi. Sistema venoso: le vene cave e le vene principali. 8 – Circolazione intestinale, epatica, renale, cerebrale e fetale. – Sistema linfatico: linfa, linfonodi, milza 9 – Riconoscimento preparati macro- e microscopici di apparato circolatorio 10 - Sistema endocrino. Concetto di ormone, paracrinia, autocrinia. Il sistema neuroendocrino. Ipotalamo-ipofisi. L’encefalo come ghiandola endocrina. 11- Tiroide. Paratiroidi. Pancreas. Surrene. Gonadi. Il controllo endocrino della riproduzione. Sistema endocrino diffuso. 12- Elementi costitutivi del sistema nervoso. Metodologie di studio. Sinapsi e neurotrasmettitori. Sviluppo del sistema nervoso centrale. 13- Midollo spinale e tronco encefalico. Le strutture soprassili: cervelletto, lamina quadrigemina, emisferi cerebrali. Vie della sensibilità e vie motrici. 14- I nervi cranici ed i nervi spinali. I plessi. Il sistema nervoso autonomo. Sistema nervoso enterico. 15 – Riconoscimento preparati macro- e microscopici di sistema nervoso, sistema endocrino ed urogenitale 16- Gonadi, genitali esterni e vie genitali. Ciclo ovarico e ciclo uterino. Sviluppo dell’apparato genitale 17- Apparato respiratorio: naso, mucosa olfattiva, laringe, trachea e bronchi. Polmoni e pleure. Apparato urinario: Rene e vie urinarie. Il nefrone. Vescica. Uretra maschile e femminile 18- Dimostrazione di preparati relativi all’apparato digerente (canale digerente. Ghiandole annesse all’apparato digerente) all’apparato respiratorio ed all’apparato urinario. TOTALE Ore Lez. Ore Esercit. 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 28 8 7. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Microscopi da esercitazione, presso auletta microscopi del Dipartimento di Anatomia, Farmacologia e Medicina Legale. Materiale di consumo:CD, fotocopie 8. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso il Dipartimento di Anatomia, Farmacologia e Medicina Legale. I testi base consigliati per il corso sono: Martini et al. Anatomia Umana – Edises; Bareggi et al. Anatomia Umana – Idelson-Gnocchi E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: Pagina web contenente le lezioni in formato pdf ed articoli di approfondimento http://www.dafml.unito.it/anatomy/panzica/anatomia/anatomia.html Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: 57 I siti sono elencati presso la pagina WEB http://www.dafml.unito.it/anatomy/panzica/anatomia/AnatLinks.html 9. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: Prova scritta con domande a scelta multipla e con immagini anatomiche da identificare. A richiesta dello studente la prova scritta può essere sostituita da un colloquio orale. La votazione conseguita dopo la prova scritta può essere migliorata con un colloquio integrativo. NOME CORSO ANTROPOLOGIA SSD (del Corso):… …………………… Numero codice:…N8047………….. 1. Docenza Docente: prof. Emma Rabino Massa SSD Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo Tel.: 011 6704707 Fax: 011 6704732 e-mail: [email protected] Docente: prof. Emma Rabino Massa SSD Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo Tel.: 011 6704707 Fax: 011 6704732 e-mail: [email protected] 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Il corso si prefigge lo scopo di fornire le conoscenze di base per lo studio della Storia Naturale dell’Uomo considerata nel quadro de problemi relativi alle sue origini e alle sue variazioni nello spazio e nel tempo. L'Antropologia studia l'Uomo nella sua collocazione nell'ordine dei Primati, nel suo divenire, nella sua variabilità e adattament all’ambiente. Allo studente saranno forniti gli elementi per ricostruire le tappe più significative e i modelli dell’evoluzione umana sulla base delle informazioni derivate dai rinvenimenti fossili. Nell’ambito di una Laurea di primo livello la materia viene trattata soprattutto con un approccio morfologico, biomeccanico e adattativo, i diversi aspetti sono affrontati con metodologie biologiche, statistiche e popolazionistiche. Vengono approfonditi gli aspetti più professionalizzanti quali la biologia dell'adattabilità umana in differenti ecosistemi Il corso prevede esercitazioni pratiche per l’applicazione delle principali metodologie di studio dell’Antropologia (osteometria, paleodemografia, industrie litiche). Gli aspetti più specifici dei processi evolutivi fondamentali della cognogenesi e dell'innovazione culturale degli Ominidi, verranno lasciati ad approfondimenti nei Corsi di livello superiore. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI CONOSCENZE DELL’ANATOMIA UMANA CONOSCENZE DI GENETICA CONOSCENZE DI PRIMATOLOGIA CONOSCENZE DI ECOLOGIA UMANA ANATOMIA UMANA GENETICA PRIMATOLOGIA ECOLOGIA UMANA competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Conoscenza delle tappe principali della evoluzione umana Conoscenza dei meccanismi che hanno generato la variabilità, processi microevolutivi e adattamento Conoscenza dell’evoluzione biologica e culturale PALEONTOLOGIA UMANA BIOLOGIA DELLE POPOLAZIONI UMANE ECOLOGIA UMANA 58 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 36 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 10 • Esercitazioni in campo (N.ore) • Esercitazioni teoriche (N.ore): 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Ore Lez. Metodi e indirizzi di studio Metodi di datazione e paleoambiente. Paleoantropologia. Evoluzione degli Ominidi (dai reperti fossili) Variabilità e microevoluzione Rapporto uomo-ambienete adattamento ai diversi ecosistemi 6 Ore Esercit. 3 4 14 4 totale Totale Ore CFU 9 4 18 8 8 3 11 8 36 10 46 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Materiale di laboratorio per osteometria, per analisi biologiche Materiale di consumo: reagenti per analisi di laboratorio biologico 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo – Via Accademi Albertina, 17 - Torino • I testi base consigliati per il corso sono: • • G. Spedini – Antropologia Evoluzionistica – Piccin Editore B. Chiarelli – Dalla natura alla cultura – Principi di Antropologia Biologica e Culturale – Vol I Piccin Editore E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: G. Biondi e O. Rickards - Uomini per caso - Editori Riuniti Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: Prova orale che comprende il riconoscimento di reperti umani antichi e delle culture materiali NOME CORSO/LABORATORIO ASTRONOMIA SSD (del Corso):… FIS/05……………… Numero codice:…34064…………………….. 1. Docenza Docente: prof. Giovanni SILVESTRO SSD FIS/05 Dipartimento di Fisica Generale Tel.: 011-6707450 Fax: 011-658444 e-mail: [email protected] Docente: prof. SSD Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): 59 Si vuole dare allo studente i concetti fondamentali della scienza astronomica e una breve panoramica delle recenti scoperte, in forma utilizzabile per l’insegnamento della Geografia Astronomica nella scuola secondaria 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI CONCETTI FONDAMENTALI DI FISICA CONCETTI E METODI DI MATEMATICA FISICA CON LABORATORIO ISTITUZIONI DI MATEMATICHE competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Capacità di esporre un argomento astronomico in lezione scolastica 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 36 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): • Esercitazioni in campo (N.ore) • Esercitazioni teoriche (N.ore): 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Ore Lez. 8 6 6 10 6 Astronomia fondamentale Astronomia del Sistema Solare Strumentazione astronomica Il Sole e le stelle Astronomia extragalattica totale 36 Ore Esercit. Totale Ore CFU 8 6 6 10 6 36 4 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Materiale di consumo: 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: • I testi base consigliati per il corso sono: G Silvestro: Astronomia (Ed. Cortina, 1998) • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: Colloquio orale 60 BIOLOGIA CELLULARE SSD (del Corso):…BIO/06 …………………… Numero codice:……N8049………………….. 1. Docenza Docente: prof. Isabelle Perroteau SSD: BIO/06 Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo Tel.: +39.011.670.4648 Fax: +39.011.670.4508 e-mail: [email protected] 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Avvicinare gli studenti allo studio teorico-sperimentale degli aspetti dinamici del funzionamento cellulare. Conoscenza dei principi di comunicazione intra e intercellulare, di regolazione dell’espressione genica, del differenziamento, della proliferazione e della sopravvivenza cellulare. Conoscenza di alcuni approcci sperimentali, in particolare le colture cellulari e le tecniche ricombinanti. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI CHIMICA GENERALE E ORGANICA CONOSCENZA DEI PRINCIPALI LEGAMI CHIMICI E DELLE FUNZIONI CHIMICHE competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Conoscenza dei principi di comunicazione cellulare Comprensione degli approcci sperimentali della biologia cellulare e delle tecniche ricombinanti 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 32 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 8 • Esercitazioni in campo (N.ore): 0 • Esercitazioni teoriche (N.ore): 0 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Ore Lez. Ore Esercit. Compartimenti cellulari. Composizione, strutture e proprietà delle membrane biologiche Polimerizzazione delle macromolecole biologiche. Strutture e funzioni delle proteine e degli acidi nucleici Trascrizione e maturazione degli RNA, codice genetico, traduzione, sorting e modifiche post-traduzionali delle proteine 2 Totale Ore (compreso studio individuale) 6 2 6 4 12 CFU 61 Comunicazione cellulare: recettori intracellulari e di membrana Regolazione dell’espressione genica. Strutture geniche: promotori e sequenze codificanti. Fattori trascrizionali e elementi di risposta. Regolazione del ciclo cellulare. Replicazione del DNA. Divisioni simmetriche e asimmetriche. Adesione cellulare, organizzazione dinamica del citoscheletro e migrazione cellulare. Caratteristiche e ruolo fisiologico e patologico della morte cellulare programmata. Recettori proteine-G e sistemi sensoriali. Secondi messaggeri: AMPc, GMPc, fosfolipidi di membrana Recettori tirosina chinasi, domini SH2, proteine G monomeriche, fosfolipidi di membrana. Oncogenesi: aspetti genetici, ambientali, virali Genoma umano. Librerie genomiche e di cDNA. Amplificazione di DNA per PCR. Principio del sequenziamento del DNA Trasfezioni transienti e stabili. Vettori GFP e costruzione di proteine di fusione. Linee cellulari ricombinanti. Animali transgenici. Ricombinazione omologa, animali chimerici e omozigoti Null (o knock-out) Laboratorio bioinformatico: Ricerca di sequenze nucleotidiche in banca dati, allineamento di sequenze nucleotidiche con BLAST, ricerca di sequenze codificanti con EXPASY e di mappe di restrizione con NEBcutter2 Laboratorio biomolecolare: allestimento di digestioni enzimatiche di DNA plasmidico, corsa elettroforetica e acquisizione di immagine dei gel di elettroforesi Laboratorio di colture cellulari: osservazione di cellule in colture al microscopio rovesciato a contrasto di fase, tripsinizzazione della coltura cellulare e osservazione del cambiamento morfologico, acquisizione digitale di immagine delle cellule totale 2 6 2 4 2 4 4 10 4 10 4 14 6 20 32 2 2 4 4 2 2 8 100 4 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Video proiettore per le lezioni frontali. Laboratorio informatico per esercitazioni di bioinformatica (N.10). Laboratorio didattico di biologia cellulare e molecolare: microscopi rovesciati (N.4), Cappe a flusso laminare (N.2), incubatore CO2, telecamera digitale, computer, videoproiettore, centrifuga, bagno maria, frigorifero, congelatore, pipettatori automatici (N.2), pompa vuoto (N.2), celle di elettroforesi (N.6), power supply (N.3), micropipette (N.12), tavolo UV, sistema acquisizione immagine digitale. Materiale di consumo: guanti monouso, Pasteur di plastica, provette, piastre e pipette sterili per colture, mezzo, siero, antibiotici, PBS, tripsina, linea cellulare, DNA plasmidico, enzimi di restrizione, TBE, agarosio. 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: • I testi base consigliati per il corso sono: o Alberts et al., l’Essenziale di Biologia Molecolare della Cellula, Zanichelli, 1999. o Tobin e R. Morel, Le Cellule, Edises, 1998. o Becker et al., Il mondo della cellula, Edises, 2002 • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: o Reed R et al. Metodologie di Base per le Scienze Biomolecolari, Zanichelli, 2002 o Lodish et al., Molecular Cell Biology, 5th ed, 2003, Freeman & Co, (traduzione italiana 4a ed, Zanichelli, 2002). o B. Alberts et al.,. Molecular Biology of the Cell, 4th ed, 2003, Garland Publishing, Inc., (traduzione italiana 3a ed, Zanichelli, 1995). • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: o Calendario del corso, materiale didattico delle lezioni e esercitazioni, appelli di esame e tutte le altre informazioni sul corso sono reperibile sul sito web del docente: www.personalweb.unito.it/isabelle.perroteau 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: quiz scritto con eventualmente prova orale 62 NOME CORSO BIOLOGIA EVOLUTIVA DEI VERTEBRATI SSD (del Corso): BIO06 Numero codice: 8035 1. Docenza Docente: Dott. Paolo Peretto SSD BIO06 Dipartimento di BIOLOGIA ANIMALE E DELL’UOMO Tel.: 0116704673 Fax: 0116704692 e-mail: [email protected] 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Il corso di Biologia dei Vertebrati si propone di presentare ai naturalisti del secondo anno il subphylum dei Vertebrati (posizione nel regno animale, affinità filogenetiche con i protocordati, emicordati e echinodermati, ipotesi di derivazione, piano morfo-strutturale). L’obiettivo finale è l’acquisizione di informazioni utili al riconoscimento dei principali vertebrati caratterizzanti la Regione italiana settentrionale. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI BASI DI ZOOLOGIA GENERALE E SISTEMATICA ED ECOLOGIA ZOOLOGIA GENERALE ZOOLOGIA SISTEMATICA ECOLOGIA ECOLOGIA VEGETALE competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Gli studenti acquisiscono informazioni generali sui vertebrati, e ne riconoscono i principali rappresentanti italiani FISIOLOGIA GENERALE ANATOMIA COMPARATA 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 36 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): • Esercitazioni in campo (N.ore) • Esercitazioni teoriche (N.ore): 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Diversità dei vertebrati, classificazione e concetti di analogia e omologia Posizione nel regno animale, i protocordati, le ipotesi di origine dei vertebrati (pedomorfosi) La riproduzione nei vertebrati (determinazione del sesso, strategie riproduttive, organizzazione delle gonadi) La funzione digestiva (dalla filtrazione alla digestione intercellulare) Adattamenti ai differenti tipi di ambienti, Ciclostomi (generalità e descrizione specie) Ore Lez. 2 2 Ore Esercit. Totale Ore CFU 4 2 2 2 63 Generalità pesci cartilaginei e ossei (posizione sistematica, modalità digestive e riproduttive, zonazione longitudinale acque interne) Descrizione principali famiglie e specie pesci ossei Descrizione principali famiglie e specie pesci ossei I tetrapodi (cenni di adattamento all’ambiente terrestre). Generalità anfibi (posizione sistematica, modalità digestive e riproduttive). Descrizione principali famiglie e specie di anfibi Descrizione principali famiglie e specie anfibi Generalità rettili (posizione sistematica, modalità digestive e riproduttive). Descrizione principali famiglie e specie rettili. Descrizione principali famiglie e specie rettili. Generalità uccelli (posizione sistematica, modalità digestive e riproduttive). Descrizione delle principali famiglie e specie. Descrizione delle principali famiglie e specie uccelli Generalità mammiferi (posizione sistematica, modalità digestive e riproduttive). Descrizione delle principali famiglie e specie mammiferi. Descrizione delle principali famiglie e specie mammiferi. totale 18 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 36 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): PROIETTORE PER COMPUTER Materiale di consumo: CD-ROM, TONER STAMPANTE, LUCIDI 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso il docente • I testi base consigliati per il corso sono: NON ESISTE UN TESTO SPECIFICO, • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: SONO CONSIGLIATI UNA SERIE DI TESTI E DI MANUALI FRA CUI: ZOOLOGIA DEI VERTEBRATI (F. HARVEY POUGH ET AL., SECONDA EDIZIONE, CASA EDITRICE AMBROSIANA) ERPETOLOGIA DEL PIEMONTE E DELLA VALLE D’AOSTA, ATLANTE DEGLI ANFIBI E DEI RETTILI (F. ANDREONER. SINDACO, MUSEO REGIONALE DI SCIENZE NATURALI TORINO) • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: http://www.herp.it/index.htm http://www.atlanteanatcomp.unito.it/page.asp 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: INTERROGAZIONE ORALE NOME CORSO/LABORATORIO Biologia marina SSD (del Corso):… …………………… Numero codice:……………………….. 1. Docenza Docente: prof. Daniela Pessani SSD Dipartimento di Biologia animale e dell’uomo Tel.: 011-6704750 Fax: 011-6704732 e-mail: [email protected] Docente: prof. SSD Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 64 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Conoscere l’ambiente marino mediterraneo attraverso l’analisi dei principali parametri chimicofisici che lo caratterizzano e le componenti floristiche e faunistiche che lo popolano, inserite nelle diverse tipologie ambientali (pleuston, plancton, benthos e necton); apprezzare la biodiversità mediterranea attraverso lo studio delle specie alloctone, delle specie rare e/o protette, dei fattori di disturbo (antropici e naturali). 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI CONOSCENZE DI BASE SULLA GENESI DEL BACINO GEOLOGIA, GEOGRAFIA MEDITERRANEO CONOSCENZE DI BASE DI METEOROLOGIA E IDROLOGIA CONOSCENZE DI BASE DI CHIMICA ED IDRODINAMICA CONOSCENZE DI FISIOLOGIA, BOTANICA E ZOOLOGIA GEOGRAFIA CHIMICA E FISICA FISIOLOGIA, BOTANICA, ZOOLOGIA SISTEMATICA DEGLI ORGANISMI ACQUATICI SISTEMATICA competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Conoscere le esigenze degli organismi marini Saperli inserire correttamente nel loro ambiente Saper valutare lo stato di salute di una determinata area marina CORSI DI LAUREE SPECIALISTICHE, COME: ETO-ECOLOGIA DEGLI ORGANISMI ACQUATICI E ANALISI DEI SISTEMI ACQUATICI INTERNI E COSTIERI 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 28 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 8 • Esercitazioni in campo (N.ore): E’ prevista un’uscita in campo per analizzare l’ambiente costiero ligure (1 giorno) • Esercitazioni teoriche (N.ore): 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Conoscenze di base sull’ambiente marino più familiare e facilmente osservabile. Origine del Mar Mediterraneo e sua evoluzione. Caratteristiche chimico-fisiche e principali parametri descrittori. Andamento di profondità e correnti. Misure di salinità e temperatura; preparazione di acqua di mare artificiale Pleuston. Plancton: caratteristiche, composizione, diversificazione, parametri condizionanti. Il ciclo del plancton in acque temperate Metodi di studio; osservazione e riconoscimento di esemplari planctonici Benthos: caratteristiche, composizione, diversificazione, parametri condizionanti. Metodi di studio; analisi di esemplari bentonici La zonazione dell’ambiente bentonico: i piani sopra, meso, infra e circalitorale. Cenni al sistema abissale. Necton: caratteristiche, composizione, diversificazione, gli organismi e gli adattamenti al nuoto. Metodi di studio. La prateria di posidonia: origine, struttura, tipologia; organismi epibionti e vagili associati alla pianta. Metodi di studio; analisi di piante di posidonia ed organismi associati Ore Lez. 2 Ore Esercit. Totale Ore CFU 3 2 4 2 2 2 2 3 3 2 65 Cenni di biogeografia. Le specie protette Il problema dell’inquinamento nel Mediterraneo Le aree protette. Le barriere artificiali Totale 4 3 2 28 8 36 4 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): densimetri, termometri, collezione didattica di organismi marini (Aula di Zoologia, Palazzo Campana, Via Carlo Alberto 10, Torino) Materiale di consumo: sale marino, cilindri di vetro, pipette, aghi manicati 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: • I testi base consigliati per il corso sono: COGNETTI G. M. SARÀ E G. MAGAZZÙ, 1999. Biologia marina. Calderini ed. • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: verifica della preparazione attraverso colloquio (orale) NOME CORSO/LABORATORIO Biotecnologie ambientali SSD: BIO 01 Numero codice: 8055 1. Docenza Docente: prof. Paola Bonfante SSD BIO 01 Dipartimento di Biologia Vegetale Tel.: 011 6705965 Fax: 011 6705962 e-mail: [email protected] 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Il Corso si propone di fornire agli studenti del terzo anno anno le conoscenze teoriche necessarie per capire l’impatto delle attua biotecnologie sull’ambiente 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI FONDAMENTI DI BIOLOGIA, BIOLOGIA VEGETALE E DI BIOCHIMICA BASI DI CHIMICA GENERALE E ORGANICA , ECOLOGIA BOTANICA GENERALE, BIOLOGIA CELLULARE CHIMICA GENERALE, CHIMICA ORGANICA, ECOLOGIA competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Avere le basi teoriche per capire i dibattiti sulle biotecnologie LAUREA SPECIALISTICA IN EVOLUZIONE BIODIVERSITÀ, AGAM 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 12 • Letture di articoli, seminari svolti dagli studenti: 6 66 • Laboratorio: 7 ore (osservazione di un esperimento di trasformazione) 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Ambiente/Agricoltura; Il dibattito attuale, i problemi legati al ‘green century’ cibo, acqua, clima, biodiversità, trouble spots in the world. Il significato di biotecnologie: le definizioni biotecnologie ambientali e biotecnologie ambientali legate ai vegetali Ore Lez . Ore Esercit. Totale Ore CFU 3 3 0.3 4.5 4.5 0.5 4.5 4.5 0.5 La storia dell’agricoltura, come l’uomo ha addomesticato le piante; i centri di origine, la semiluna fertile. Frumento, riso, mais: come sono cambiate queste piante durante 10.000 anni di storia Come si ottengono gli ibridi La rivoluzione verde, i fertilizzanti La selezione attraverso la dipendenza dai fertilizzanti La trasformazione biologica . Perché e come trasformare le piante .Agrobacterium tumefaciens: un ingegnere genetico naturale. Le basi biologiche della trasformazione: La rigenerazione delle piante; metodi biolistici, elettroporazione, metodi chimici OGM Le piante trasformate: trasformazione con bacillus thuringiensis, la resistenza agli erbicidi: il caso del roundup e la via di sintesi del glifosatole piante di nuova geenrazione: la resistenza del riso a Xanthomonas, il golden rice OGM I punti cruciali del dibattito sulla trasformazione. Quali rischi per la salute? E’ pericoloso ingerire DNA esogeno? I cibi derivati da piante trasformate . Il problema della resistenza agli antibiotici. Le allergie OGM I FATTORI DI RISCHIO DELL’AMBIENTE Biotecnologie per la Bioremediation: piante per difendere l’ambiente Biodiversità e le nuove tecnologie molecolari : 6 0.3 Letture e Seminari Laboratorio: Osservazione di alcune delle tappe richieste per la trasformazione delle piante 7 0.4 totale 36 36 2 6. Materiale per lezioni: • Strumentazione: Videoproiettore- Computer presentazioni Power Point 7. Materiale didattico Il CD con parte delle lezioni è disponibile fin dall’inizio del corso. 67 I materiali di aggiornamento sono man man forniti durante le lezioni L’indice delle lezioni con un breve contenuto è disponibile sul sito www. bioveg.unito.it, alla voce Studenti, Corso di Biotecnologie ambientali • I testi base consigliati per il corso sono: Paolo Pupillo et al. Biologia vegetale 2003 Zanichelli Chrispeels M.J. e Sadava D.E.: Biologia vegetale applicata, Piccin Smith: Biotecnologie Zanichelli Gli approfondimenti sono fatti su articoli provenienti dalle maggiori riviste scientifiche in lingua inglese 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma come colloquio orale in cui si tiene anche conto dei seminari svolti durante il corso. Gli studenti sono invitati a iscriversi anche via mail NOME CORSO – BOTANICA SISTEMATICA SSD (del Corso): BIO/02 Numero codice: N8028 1. Docenza Docente: prof.Valeria Marchisio Filipello SSD – BIO/02 Dipartimento di Biologia Vegetale Tel.: 011/6705984 Fax: 011/6705962 e-mail: [email protected] Docente: prof. SSD Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Il corso si propone di offrire le basi conoscitive e diagnostiche di tutti i vegetali eucarioti 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI CONOSCENZE DI BASE DI BIOLOGIA competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Riconoscimento dei grandi gruppi di organismi tradizionalmente ascritti ai Vegetali. Conoscenza delle ipotesi sulla loro evoluzione e dei ruoli svolti negli ambienti naturali. Conoscenza delle funzioni della Sistematica ECOLOGIA, ECOLOGIA VEGETALE, MICOLOGIA, BIOTECNOLOGIE AMBIENTALI, SELVICOLTURA, CONSERVAZIONE DELLA NATURA E SUE RISORSE 68 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 36 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): • Esercitazioni in campo (N.ore) • Esercitazioni teoriche (N.ore): 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Ore Lez. 6 8 10 Introduzione e concetti generali Alghe (caratteri morfo-strutturali, biologici ed ecologici) Funghi e licheni (caratteri morfo-strutturali, biologici ed ecologici) Cormofite (caratteri morfo-strutturali, evolutivi, biologici ed ecologici) totale Ore Esercit. Totale Ore CFU 12 36 4 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Materiale di consumo: 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: il docente (fornisce un CD) e presso il Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo (aula informatica degli studenti) • I testi base consigliati per il corso sono: Raven P.H., Evert R.F., Eichorn S.E. (2002), “Biologia delle piante”, Zanichelli, Bologna. Gerola, F. M., 1997 – Biologia vegetale sistematica filogenetica. UTET, Torino (3° ed.) Mauseth, 2000 – Botanica. Fondamenti di Biologia delle piante. Nuova Editoriale Grasso. Strasburger, E. et al., 1992 – Trattato di Botanica (a cura di Pirola A. et al.). Antonio Delfino (7° ed.). • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: Alberi e arbusti d’Italia-ed. Edagricole (Biblioteca Dipartimento di Biologia Vegetale) Guillame de Rougemont-Guida alle piante utili ed. Muzzio (Biblioteca Dipartimento di Biologia Vegetale) • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: http://www.dipbot.unict.it/sistematica/ 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: Colloquio orale NOME CORSO/LABORATORIO Botanica generale con Laboratorio Modulo Corso Teorico SSD: BIO 01 Numero codice: N8001 1. Docenza (Modulo P. Bonfante) Docente: prof. Paola Bonfante SSD BIO 01 Dipartimento di Biologia Vegetale Tel.: 011 6705965 Fax: 011 6705962 e-mail: [email protected] Docente: prof. Elena Martino SSD BIO 01 Dipartimento di Biologia Vegetale Tel.: 011 6705986 Fax: 011 6705962 e-mail:[email protected] 69 2. Finalità del Modulo P.Bonfante (obiettivi di apprendimento): Il Corso si propone di fornire agli studenti del primo anno le basi strutturali e funzionali dei vegetali, evidenziando dapprima le differenz nello stile di vita tra organismi animali e vegetali. Il corso - strutturato come un corso di biologia vegetale- si focalizza sulle propriet delle cellule vegetali, sul passaggio dalla cellula al tessuto e all’individuo. Il corso è integrato dal corso di laboratorio ch approfondisce l’anatomia vegetale. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI FONDAMENTI DI BIOLOGIA E DI BIOCHIMICA ZOOLOGIA GENERALE, BIOLOGIA CELLULARE BASI DI CHIMICA GENERALE E ORGANICA , CONCETTI DI TERMODINAMICA CHIMICA GENERALE, CHIMICA ORGANICA, FISICA competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Conoscenza della biologia vegetale in termini strutturali (come è fatta una pianta) e funzionali (come funziona) BOTANICA SISTEMATICA, FISIOLOGIA VEGETALE, BIOTECNOLOGIA AMBIENTALE, BIOLOGIA DELLE SIMBIOSI, MICOLOGIA 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 36 • Esercitazioni di laboratorio : corso di laboratorio parallelo svolto dalla Dr.Elena Martino • Visione di video 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento PRESENTAZIONE DEL CORSO, FINALITÀ, Ore Lez. 1 Ore Esercit. Totale Ore CFU 1 SIGNIFICATO L'organizzazione cellulare: struttura e funzione La membrana plasmatica Proprietà ultrastrutturali e funzionaliEsocitosi ed endocitosi. Il nucleo Caratteristiche citologiche- la quantità di DNA. Il citoscheletro e il ciclo cellulare. Parete cellulare parete primordiale, parete primaria, parete secondaria- Le molecole: cellulosa, pectine, emicellulose, estensina, lignina, cere cutine, suberine Le funzioni- i plasmodesmi. Il vacuolo: tonoplasto - contenuto del succo vacuolare- saccarosio- i colori- Protein bodies. Plastidi: Struttura, funzione, distribuzione, caratteristiche- I cloroplasti: le basi della fotosintesi -DNA plastidiale- Amiloplasti ed amido- Cromoplasti- I plastidi nelle alghe. L'apparato di Golgi Visione di filmati dedicati alla cellula vegetale e ai suoi componenti 13 13 1.5 Forme di organizzazione dei vegetali Tessuti meristematici: teoria degli istogeni; tunica- corpus: L'apice vegetativo. I meristemi laterali. Meristema radicale. Il centro quiescente - Meristemi secondari: il cambio cribro vascolarecambio subero-fellodermico Tessuti definitivi. classificazione ed aspetti citologici La pianta come individuo I Cicli ontogenetici nelle Briofita, Pteridofita, Gimnosperme e Angiosperme. Analisi dettagliata del ciclo nelle Gimnosperme e nelle Angiosperme: differenziamento delle microspore e del sacco embrionale- la doppia fecondazione. Incompatibilità gametofitica e sporofitica- La fecondazione. Lo sviluppo del seme- Cenni di 4.5 4.5 0.5 4.5 4.5 0.5 70 embriologia- Sviluppo della plantula. Formazione del seme. Maturazione, accumulo delle riserve, idrolisi. Il processo della germinazione- Piante annuali, biennali, perenni Fondamenti di fisiologia vegetale Il trasporto della linfa nelle piante- - La teoria della tensionecoesione –Il trasporto floematico La nutrizione L'assorbimento radicale- Macro e microelementi- - Le micorrize- Il ciclo dell'azotofissazione simbiontica La fotosintesi- respirazione e fotosintesi- Le piante C4 e CAM- Fotorespirazione- Influenza dei fattori ambientali. Meccanismi di accrescimento- Fitoormoni come regolatori di crescita. Morfogenesi e regolazione ambientalefattori esogeni:luce temperatura, gravità )Bioritmi: Fotoperiodismo e fitocromo totale 13 13 1.5 36 36 4 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • Strumentazione: Videoproiettore- Computer presentazioni Power Point 7. Materiale didattico Il CD con i files delle lezioni è già disponibile all’inizio del corso Presso l’aula informatica del Dipartimento di Biologia Animale L’indice delle lezioni con un breve contenuto è disponibile sul sito www. Bioveg.unito.it, alla voce Studenti, Corso di Botanica generale • I testi base consigliati per il corso sono: Paolo Pupillo et al. Biologia vegetale 2003 Zanichelli Mauseth, Botanica, Fondamenti di Biologia delle Piante, Edizione Italiana, Nuova Editoriale Grasso • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: http://www.bioveg.unito.it/atlanteme/ http://www.atlantebotanica.unito.it/ 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: 1 prova scritta alla fine del primo blocco di lezioni. Il test consiste nel riconosciento di schemi e grafici (rigorosamente corrispondenti a quelli che ci sono sul CD ed illustrati a lezione), domande a scelta multipla e domande aperte. 2 Prova scritta all fine del corso sulla parte rimanente. Anche in questo caso il Il test consiste nel riconosciento di schemi e grafici, domande a scelta multipla e domande aperte. Per chi vuole è possibile prevedere un test orale. Gli studenti sono invitati a iscriversi anche via mail al test . I risultati sono affissi in bacheca e messi sul sito del dipartimento. NOME CORSO Botanica sistematica-modulo Sistematica dei Procarioti SSD (del Corso):… …………………… Numero codice: N8003 1. Docenza Docente: prof. Valeria Filipello Marchisio SSD Docente: prof. SSD 71 Dipartimento di Biologia vegetale Tel.: 011-6705984 Fax: 011-6705962 e-mail: [email protected] Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Il corso si propone di fornire conoscenze sugli aspetti fondamentali della biologia di batteri e virus e sul loro peso nella presentazione di sistemi di classificazione tradizionali e avanzati; inoltre conoscenze sul ruolo specifico dei principali gruppi nell’economia della natura. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI CONOSCENZE DI BASE DI CHIMICA GENERALE E ORGANICA E DI BIOLOGIA CELLULARE CHIMICA GENERALE, CHIMICA ORGANICA, ZOOLOGIA GENERALE, GENETICA competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Conoscenze sui principali aspetti della Biologia dei Procarioti Conoscenze sulle basi biologiche del ciclo della materia e sul significato reale di conservazione della natura Conoscenze sulle basi della identificazione dei batteri BOTANICA SISTEMATICA, ECOLOGIA 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 18 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): • Esercitazioni in campo (N.ore) • Esercitazioni teoriche (N.ore): 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Definizione di Procarioti, loro contributo all’evoluzione e basi della sistematica batterica Morfologia Caratteristiche citologiche Riproduzione, crescita e variazioni genetiche Diversità metabolica e ruolo nei cicli degli elementi VIRUS totale Ore Lez. 2 Ore Esercit. Totale Ore 2 2 3 4 4 3 18 CFU 2 3 4 4 3 18 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Materiale di consumo: 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: aula informatica del Dipartimento di Biologia animale I testi base consigliati per il corso sono: RAVEN P.H., EVERT R.F., EICHHORN S.E. (2002), “Biologia delle piante”, Zanichelli, Bologna. 72 MAUSETH, J.D. (2000), Botanica. fondamenti di Biologia delle piante, Nuova Editoriale Grasso, Bologna. Fotocopie dei lucidi presentati dal docente durante lo svolgimento del Corso. • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: STANIER,R.Y. et al.(1993), Il mondo dei Microorganismi, Zanichelli, Bologna. • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: Colloquio orale CORSO DI LAUREA MUTUATO DA SCIENZE BIOLOGICHE Insegnamento di BRIOLOGIA APPLICATA Crediti 4 1. Docenza Docente: dr. Giorgio Buffa Dipartimento di Biologia vegetale Tel.: 0116705972 Fax: 011 6705962 e-mail: giorgio.buffa@unito .it WEB: Collaboratori:dott Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: WEB: 2. Finalità ed obiettivi dell’insegnamento Finalità Il corso si propone di fornire agli studenti un livello di conoscenza approfondito sulla divisione delle Briofite, sulla sua tassonomia e diversità morfologica ed ecologica. La comprensione di queste peculiarità consentirà di affrontare in modo adeguato i temi relativi al ruolo attuale di questi organismi vegetali negli ambienti terrestri e di acqua dolce, di mettere in risalto le principali ricadute applicative possibili sulla base delle loro caratteristiche distintive, e di trattare gli aspetti tecnici relativi agli utilizzi in questione. Obiettivi L’allievo dovrà essere in grado di: avvicinarsi alla identificazione delle diverse specie presenti in natura, comprendere la loro forma biologica e le strategie naturali di moltiplicazione, impostare tecniche di riproduzione di materiale briologico in condizioni controllate. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze minime in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) Conoscenza delle strutture e delle principali divisioni dei vegetali Comprensione delle principali funzioni delle piante superiori INSEGNAMENTI FORNITORI botanica botanica, fisiologia vegetale 73 competenze minime (in uscita) conoscenza della divisione bryophyta e della sua diversità tecniche di riproduzione e propagazione di briofite tecniche di monitoraggio ambientale tramite briofite INSEGNAMENTI FRUITORI 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: lezioni frontali relative a gran parte degli argomenti, integrate da esercitazioni sull’allestimento di preparati per la determinazione ed il loro esame al binoculare ed al M.O. 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Caratteristiche generali della divisione Bryophyta. Cenni di citologia, genetica, biologia riproduttiva Fitogeografia delle briofite MORFOLOGIA ED ANATOMIA DELLE BRIOFITE. Classificazione di muschi ed epatiche Stato delle conoscenze relative alla brioflora italiana. TECNICHE DI RICONOSCIMENTO DELLE SPECIE DI MUSCHI ED EPATICHE OSSERVAZIONI ALLO STEREOSCOPIO ED AL MICROSCOPIO, ALLESTIMENTO DI PREPARATI RELATIVI A FOGLIE, FUSTI, SPORE, PARTI DI SPOROFITI UTILIZZO DI CHIAVI DICOTOMICHE PER LA DETERMINAZIONE DI ESEMPLARI FRESCHI ED ESSICCATI Contributo delle briofite alla biodiversità e loro tutela secondo le normative nazionali, comunitarie e internazionali. PRINCIPALI AMBIENTI RICCHI DI BRIOFITE E LORO RUOLO ECOLOGICO NELLE COMUNITÀ VEGETALI E NELLE SUCCESSIONI PARTICOLARITÀ ECOLOGICHE DELLE BRIOFITE. PROPOSTE DI CLASSIFICAZIONE Ore Ore Lez. Esercit. 2 4 2 2 4 2 2 1 2 1 2 2 4 ECOLOGICA E DI FORME BIOLOGICHE Moltiplicazione artificiale di briofite partendo da spore, propaguli, gametofiti. Metodi di trapianto e coltivazione. 2 UTILIZZO DELLE BRIOFITE NEL MONITORAGGIO DELL’AMBIENTE. VALUTAZIONE DI RICCHEZZA DELLE COMUNITÀ ED INDICI BIOTICI. UTILIZZO DI BRIOFITE COME ACCUMULATORI IN AMBIENTI ACQUATICI E TERRESTRI 2 TOTALE 30 4 6. Materiale didattico I testi base consigliati per il corso sono: nessuno E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: W. B. Schofield, 2001 Introduction to Bryology, The Blackburn Press, USA; A.J.E. Smith (ed.) 1982 Bryophyte Ecology Chapman & Hall, London Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: http://www.devonian.ualberta.ca/iab/ http://www.britishbryologicalsociety.org.uk/ http://www.bryologie.uni-bonn.de/ 7. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge , di norma, come segue :(dettagliare il più possibile:scritto,orale,prove in itinere,criteri di valutazione ecc.)Prove in itinere con domande scritte, esame orale per chi non ha superato le prove in itinere o vuole migliorare la propria valutazione, con tre o quattro domande sul contenuto del corso ed esame e descrizione di fotografie o disegni di parti di 74 briofite o dettagli di strutture anatomiche, con valutazione del livello di apprendimento della materia raggiunto, della capacità di esporre in modo adeguato e con linguaggio scientificamente corretto i concetti trattati, della capacità di riflettere sui concetti trattati e giungere a conclusioni proprie. NOME CORSO CHIMICA AMBIENTALE SSD (del Corso): Chim 12 Numero codice: N8057 1. Docenza Docente: prof. Vincenzo Zelano SSD Chim 01 Dipartimento di Chimica Analitica Tel.: 011 6707619 Fax: 011 6707615 e-mail:[email protected] Docente: prof. SSD Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): IL CORSO SI PROPONE DI PRESENTARE I PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA CHIMICA COINVOLTA NEI FENOMENI AMBIENTALI. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI Chimica di base; chimica organica; chimica analitica strumentale competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Conoscenza della chimica coinvolta nei diversi comparti ambientali come la chimica acquatica, la chimica dell’atmosfera e quella del suolo. 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 36 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 0 • Esercitazioni in campo (N.ore): 0 • Esercitazioni teoriche (N.ore): 0 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Fondamenti di chimica acquatica Chimica atmosferica Chimica del suolo Ore Lez. 18 9 9 Ore Esercit. Totale Ore CFU 18 9 9 2 1 1 75 totale 36 36 4 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: 7. Materiale didattico • Fornito direttamente agli studenti 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge in forma orale. NOME CORSO: CHIMICA ANALITICA E STRUMENTALE SSD (del Corso):CHIM.01… …………………… Numero codice:……………………….. 1. Docenza Docente: prof. Edmondo Pramauro SSD: Chim. 01 Dipartimento di Chimica Analitica Tel.: 011-670 7631 Fax: 011-670 7615 e-mail: [email protected] Docente: prof. SSD Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Acquisire le conoscenze di base dell’analisi che sono indispensabili per la valutazione della composizione e concentrazione dell componenti chimiche in generale e di quelle presenti nelle fasi ambientali in particolare. Apprendere i fondamenti delle tecniche di analisi quantitativa volumetrica (titolazioni), verificare la loro applicabilità per la misura di parametri chimici di interesse ambientale, esprimere correttamente i risultati dell’analisi ed utilizzare adeguatamente le unità di misura inerenti, leggere ed interpretare gli esiti riportati in un bollettino analitico. Imparare il funzionamento di alcune tecniche strumentali d’analisi di larga applicazione quali: potenziometria, conduttimetria, metodi spettrofotometrici, metodi cromatografici. Verificare le potenzialità ed i limiti d’applicazione di tali tecniche per la determinazione e monitoraggio di specie chimiche inorganiche ed organiche, naturali e di origine antropica, inquinanti e non. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) CONOSCENZE DI BASE DI CHIMICA GENERALE E INORGANICA; CONOSCENZE DI BASE DI CHIMICA ORGANICA competenze attese (in uscita) Conoscenze di base di analisi volumetrica, di alcune metodologie di analisi chimica strumentale e delle loro applicazioni ambientali. EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI CHIMICA GENERALE E INORGANICA CHIMICA ORGANICA EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI CHIMICA AMBIENTALE 4. Metodologia didattica 76 La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 28-29 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 4 :si tratta di esercitazioni dimostrative che vengono presentate agli studenti per illustrare in particolare gli strumenti analitici. • Esercitazioni in campo (N.ore) • Esercitazioni teoriche (N.ore): 3-4 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Ore Lez. 15 Introduzione alla chimica analitica. Preparazione del campione. Metodi classici d’analisi. Titolazioni acido-base, complessometriche, di precipitazione e redox. Applicazioni. Esercizi e problemi. Metodi elettrochimici d’analisi. Potenziometria. Elettrodi indicatori e di misura. Misura del pH. Tamponi standard. Conduttimetria. Applicazioni. Totale Ore CFU 18 2 8 0.89 2 0.22 6 0.67 2 0.22 8 Metodi ottici d’analisi: colorimetria, spettrofotometria UV-VIS. Spettri di assorbimento. Assorbenza e trasmissione. Taratura degli strumenti. Analisi di componenti singoli e in miscela. Curve di calibrazione. Applicazioni Illustrazione di alcune determinazioni elettrochimiche e spettrofotometriche in laboratorio. Visione delle attrezzature. Metodi cromatografici d’analisi. Eluenti e fasi stazionarie: scelte operativi. Misura dell’Rf. Cromatografo liquido HPLC: componenti principali. Efficienza e risoluzione. Eluizione a gradiente. Gascromatografia: componenti e campo di applicazione. Cromatografia ionica: base del metodo e applicabilità. Esempi di analisi condotte con queste tecniche Esercitazioni dimostrative su diversi tipi di cromatografi in laboratorio. Totale Ore Esercit. 3 2 6 2 29 7 36 4 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Potenziometri, pH-metri, conduttimetro, spettrofotometro, cromatografi: HPLC, GC, IC – Presso Dip. di Chimica Analitica Materiale di consumo: Soluzioni titolanti, standards, tamponi, ecc. 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: fornito dal docente • I testi base consigliati per il corso sono: Dispense, fotocopie dei lucidi. • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: Chimica Analitica: teoria e pratica. F.W.Fifield e D.Kealey – Zanichelli, 1999. • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: Esame scritto sugli argomenti del corso articolato su 6 domande, alcune di tipo descrittivo, altre di esercitazione/calcolo. CHIMICA GENERALE E INORGANICA SSD (del Corso9 CHIM03 Numero codice:……………………….. 1. Docenza Docente: prof. Elio Giamello Docente: Dr. Maria Cristina Paganini SSD CHIM03 77 SSD CHIM03 Dipartimento di Chimica IFM Tel.: 011 6707574 Fax: e-mail:[email protected] Dipartimento di Chimica IFM Tel.: 011 6707576 Fax: e-mail:[email protected] 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Il corso, nei limiti dei crediti possibili in una laurea triennale, ha lo scopo di fornire gli elementi di base della Chimica limitandosi ad alcuni concetti fondanti :visione macro e microscopica della materia, rapporti stechiometrici nelle reazioni chimiche, struttura elettronica degli atomi e basi del legame chimico. Si concentra l’attenzione sui sistemi in fase liquida con particolare attenzione alla chimica delle soluzioni. Il laboratorio di esercitazioni ha lo scopo di familiarizzare lo studente con i rudimenti delle operazioni chimiche e di aiutarlo ad uscire dalla visione prevalentemente astratta acquisita nella parte teorica. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI SONO I REQUISITI MINIMI PREVISTI PER L’INGRESSO IN FACOLTÀ DI SCIENZE E NEL CDL IN SCIENZE NATURALI. competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Possesso dei concetti elementari su cui si basa la disciplina Chimica CHIMICA ORGANICA, MINERALOGIA, BIOLOGIA VEGETALE BIOLOGIA ANIMALE. 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore):32 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 10 • Esercitazioni in campo (N.ore) • Esercitazioni teoriche (N.ore):18 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Concetti fondamentali sulla materia, mole, stechiometria elementare La struttura elettronica degli atomi e la tavola periodica, il legame chimico Gli stati di aggregazione della materia Equilibri chimici: generalità ed equilibri in soluzione acquosa Esercitazioni in laboratorio totale 32 Ore Lez. 8 Ore Esercit. 6 10 2 8 6 2 8 10 28 Totale Ore 60 CFU 6 78 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione vetreria di laboratorio chimico Materiale di consumo: reagenti 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso il docente. • I testi base consigliati per il corso sono:Brady Holum Chimica Zanichelli. • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: Prova scritta ampia comprendente esercizi di calcolo chimico (Stechiometria) e domande sulla teoria sviluppata con risposta estesa. Non sono previsti quiz a scelta multipla. NOME CORSO: CHIMICA ORGANICA SSD (del Corso): Chimica Organica (CHIM06) Numero codice: N8005 1. Docenza Docente: prof. Rita Fochi SSD: Chimica Organica (CHIM/06) Dipartimento di Chimica Generale ed Organica Applicata Tel.: 011 6707643 Fax: 011 6707642 e-mail: [email protected] 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Il corso si propone di fornire agli studenti le basi per una interpretazione razionale dei principi della reattività dei composti organici sulla base della struttura dei principali gruppi funzionali, con riferimento anche ad alcune classi di biomolecole. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI CHIMICA GENERALE CON LABORATORIO CONCETTI DI BASE IN CHIMICA GENERALE E CHIMICA INORGANICA competenze attese (in uscita) Al termine del corso lo studente conoscerà gli elementi della nomenclatura IUPAC; sarà in grado di valutare strutture organiche riconoscendo i principali gruppi funzionali e relativi aspetti stereochimici; conoscerà le principali vie di interconversione dei gruppi funzionali attraverso l’acquisizione dei concetti di nucleofilia ed elettrofilia come basi della reattività. EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI TUTTI I CORSI CHE COINVOLGONO MOLECOLE ORGANICHE 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: Lezioni frontali svolte dal docente ed esercizi degli studenti 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Legami covalenti e struttura molecolare Stereoisomeria Principali gruppi funzionali Alcani e cicloalcani Ore Lez. 4 4 1 3 Ore Esercit. 0 0 0 0 Totale Ore CFU 4 4 1 3 79 Alcheni e alchini Composti aromatici Alogenuri alchilici e arilici Alcoli, fenoli e eteri Aldeidi e chetoni Acidi carbossilici e derivati Ammine alifatiche e aromatiche Cenni su alcune classi di biomolecole Totale 4 3 3 3 3 2 2 4 36 0 0 0 0 0 0 0 0 4 3 3 3 3 2 2 4 36 4 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Nessuna 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione sarà disponibile presso il docente I testi base consigliati per il corso sono: H. Hart, L. E. Craine, D. J. Hart “CHIMICA ORGANICA”; Casa Editrice Zanichelli; 5a Edizione (2003), Bologna; W. H. Brown “INTRODUZIONE ALLA CHIMICA ORGANICA”; Casa Editrice EdiSES; 2a Edizione (2004), Napoli; J. McMurry “FONDAMENTI DI CHIMICA ORGANICA”; Casa Editrice Zanichelli; 3a Edizione (2005), Bologna. E’ consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: Modelli Molecolari, tipo Cochranes of Oxford Molecular Models reperibili presso la CLU, Cooperativa Libraria Universitaria via Ormea 83 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, con verifica orale. NOME CORSO/LABORATORIO CLIMATOLOGIA SSD (del Corso): GEO/04………… Numero codice: N8058………….. 1. Docenza Docente: prof. Luigi Motta SSD GEO/04 Dipartimento di Scienze della Terra Tel.: 6705115 Fax: 6705146 e-mail: [email protected] Docente: prof. SSD Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Rendere capaci di descrivere e interpretare correttamente dati climatici in forma numerica, grafica e cartografica. Rendere capaci di raccogliere ed elaborare autonomamente dati climatici per fini naturalistici. Fornire una sintetica descrizione dei principali tipi climatici e dei fattori che in essi condizionano sia la morfogenesi, sia la vita biologica. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita 80 PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI GEOGRAFIA CONOSCERE I PRINCIPALI FATTORI CHE CONDIZIONANO GLI EQUILIBRI CLIMATICI competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Sapere interpretare dati numerici, grafici, e cartografici relativi ai principali fattori meteoclimatici. Conoscere i principali tipi climatici. 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 36 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): • Esercitazioni in campo (N.ore): • Esercitazioni teoriche (N.ore): 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Strumenti e variabili (temepratura, precipitazioni, umidità relativa, vento). Fonti dei dati climatologici e loro tipologia. Reti di monitoraggio. Tecniche di aggregazione e validazione dei dati. Trattamento delle lacune, precisione dei dati. Destagionalizzazione. Caratteristiche climatiche e tecniche di rappresentazione dei dati (grafici di base, climatogrammi, …). Uso di indici numerici, grafici e tabelle in applicazioni climatologiche. Il clima del suolo: generalità, evapotraspirazione potenziale e reale, bilancio idrologico del suolo, regimi di tempertura e umidità del suolo. Descrizione e classificazione dei climi, studio dei fattori limitanti principali per ciascuno e delle tecniche atte a rappresentarli. totale Ore Lez. 9 Ore Esercit. Totale Ore CFU 9 1 9 9 1 18 18 2 36 36 4 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): lavagne, lavagna luminosa (aule); fotocopiatrice (dipartimento); computer e stampante (dipartimento). Materiale di consumo: acetati per lucidi; pennarelli per lavagne luminose; fotocopie di lucidi; pennarelli cancellabili per lavagne bianche, gessetti,… 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: • I testi base consigliati per il corso sono: • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: appunti (parte statistica) R. SNEYERS (1990) – On the statistical analysis of series of observations. W.M.O. n° 415. (parte descrittiva) A.H. STRAHLER & A.N. STRAHLER (1992) – Modern Physical Geography. IV ed. J. Wiley & sons. 81 • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: www.wmo.ch www.worldweather.org/ 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: Esame orale, con domande sulle varie parti NOME CORSO CONSERVAZIONE DELLA NATURA E DELLE SUE RISORSE SSD (del Corso):… GEO/04…………………… Numero codice:……N8059………………….. 1. Docenza Docente: prof. Roberto Ajassa SSD GEO/04 Dipartimento di Scienze della Terra Tel.: 011 6705101 Fax: 011 67051 e-mail: [email protected] Docente: prof. SSD Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Finalità Acquisizione delle conoscenze di base e dei metodi di analisi, per lo studio, la valutazione e la tutela delle risorse dell’ambiente, intes nella sua complessità, con particolare riguardo alla biodiversità, e delle interazioni tra le diverse componenti naturali. Conoscenza dell problematiche relative alla conservazione e valorizzazione della natura. Conoscenza dei più elementari strumenti di tutela ambientale e d gestione del territorio. Obiettivi Lo studente dovrà essere in grado di impostare un adeguato progetto di conservazione in un ambito naturale di particolare interesse, a partire dall’analisi della funzionamento e dall’individuazione di emergenze, criticità, problematiche e dinamiche ambientali specifiche. Dovrà quindi essere in grado di sviluppare con competenza un programma di intervento coerente, nel tempo e nello spazio, con gli obiettivi della conservazione stessa e della tutela delle risorse, con particolare attenzione alle componenti naturali fisico-biologiche e paesaggistiche, utilizzando gli opportuni strumenti di tutela e gestione. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) Conoscenza elementare dell’inglese scientifico Nozioni fondamentali di Ecologia e di Geografia Fisica Nozioni fondamentali di Chimica e Fisica NOZIONI FONDAMENTALI DI ZOOLOGIA E GEOBITANICA competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI Inglese Geografia, Ecologia Chimica e Fisica GEOBOTANICA EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI ECOLOGIA APPLICATA CORSI APPLICATIVI LS AGAM 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 30 82 • • • Approfondimenti (att. Seminariali) (N.ore): 4 Esercitazioni in campo (N.ore): 8 (escursione didattica) Esercitazioni teoriche (N.ore): 8 (museo e laboratorio analisi) 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Elementi generali Concetti fondamentali: ambiente, indicatori ambientali, materie prime, risorse naturali, beni naturali. Sostenibilità ambientale. Relazioni dinamiche tra le componenti dell'ambiente naturale: ambiente come sistema. I problemi ambientali e le principali cause che li generano. Sostenibilità dei processi di sviluppo. Il rapporto uomo - ambiente. Risorse fisiche. Atmosfera e clima, acqua, suolo. I rifiuti. Problematiche di conservazione e di gestione. Fattori e cause del degrado e della loro distruzione (prelievo, consumo e inquinamento). Alcuni esempi: erosione del suolo; rischio di desertificazione; mutamenti climatici. Risorse biologiche. La biodiversità: analisi e descrizione. Misure della Biodiversità. Funzione della biodiversità negli equilibri ecologici. Agricoltura e allevamento. Mari e acque interne. I principali biomi terrestri. Specie rare, liste rosse naturali, popolazione minima vitale. Problemi genetici, territoriali, ecc. Il vortice dell'estinzione. Tutela degli ecosistemi, della loro integrità e dei corridoi di comunicazione. La conservazione della biodiversità animale e vegetale. Conservazione in e ex-situ. Gli accordi internazionali. Aspetti applicativi Cenni sul concetto di paesaggio (definizioni, componenti, aspetti sistemici e complessità). Ecologia del paesaggio. Gli ecotoni. La pianificazione territoriale e la pianificazione ecologica. Progettazione e gestione di parchi ed aree di salvaguardia: problematiche diverse. Funzione di parchi e aree protette, musei, giardini botanici e zoologici. Le politiche ambientali e di conservazione delle aree a elevato grado di naturalità. Cenni sulla legislazione (regionale, nazionale, comunitaria; convenzioni diverse). Banche dati naturalistiche. Cartografia naturalistica. Seminario: “Le politiche per la tutela e la conservazione della Regione Piemonte Visita (visite guidate)ad un Museo (M. di Carmagnola) e ad un Centro di conservazione (Centro Cicogne), con funzioni: divulgativa (didattica), scientifica (ricerca) e di conservazione. Escursione in un Parco Naturale regionale: problematiche della tutela ambientale e della gestione del Parco. (Escursione guidata). totale Ore Lez. 4 Ore Esercit. Totale Ore 4 8 8 8 8 10 10 30 CFU 2 2 8 8 8 8 18 48 4 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Videoproiettore, proiettore diapositive e lavagna luminosa presso aula Corti (Palazzo Campana).Cartografia tematica varia. 83 • Materiale di consumo: 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: il docente • I testi base consigliati per il corso sono: Fanfani (1997) - Principi di conservazione della natura. CESI. G. Tyler Miller (2002) – Scienze Ambientali. EdiSES. R.Massa, V. Ingegnoli (1999) - Biodiversità, estinzione e conservazione. UTET Libreria. • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: B.Ferrari (2001) – Biodiversità: dall’analisi alla gestione. Zanichelli D.R. B. Primack, L. Carotenuto (2003) – Conservazione della natura. Zanichelli D. W. Pearce, R. K. Turner (1997) - Economia delle risorse naturali e dell’ambiente. Il Mulino. F. Spellemberg (1995) - Evaluation and assessment for conservation. Conservation biology series Chapman & Hall. • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: o www.parks.it (portale) 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: colloquio orale con eventuale relazione (approfondimento) su argomento specifico, preventivamente concordato con lo studente. NOME CORSO/LABORATORIO DIDATTICA DELLE SCIENZE NATURALI SSD (DEL CORSO): BIO 05 NUMERO CODICE: N8060 1. Docenza Docente: prof. Elena Camino SSD BIO 05 Dipartimento di Biologia animale e dell’uomo Tel.: 011.6704659 Fax: 011.6704692 e-mail: [email protected] Docente: prof. SSD Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Favorire l’emergere di un atteggiamento riflessivo nei confronti della conoscenza scientifica, dei propri meccanismi di apprendimento, della relazione tra insegnamento e apprendimento. Fornire strumenti concettuali per mettere a punto percorsi di insegnamento delle scienze naturali significativi per lo sviluppo individuale e sociale degli studenti. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) CONOSCENZE DI BASE DELLE DISCIPLINE DEL CORSO DI STUDI competenze attese (in uscita) Capacità di riflessione critica sulle conoscenze acquisite, competenza nel correlare e integrare tali conoscenze. EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI GLI INSEGNAMENTI CARATTERIZZANTI DELLE SCIENZE NATURALI EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI INSEGNAMENTI PROPOSTI NEI CORSI DI LAUREA DI SECONDO LIVELLO DI CARATTERE 84 SPECIALISTICO Qualche approfondimento sui propri modi di organizzare le INSEGNAMENTI DI CORSI DI conoscenze scientifiche, e sui modi che studenti a diversi STUDI PROFESSIONALIZZANTI livelli di scolarità possono mettere in atto (preconoscenze, ALL’INSEGNAMENTO (SIS). misconcezioni, nodi cognitivi) in funzione di un possibile percorso futuro di formazione alla professione di insegnante 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): / • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): / • Esercitazioni in campo (N.ore) / • Esercitazioni teoriche (N.ore): Si veda il commenti qui di seguito. Il Corso è svolto interamente con metodologie interattive: gli studenti partecipano, con lavori individuali e a piccoli gruppi, ad attività di lettura, ricerca, discussione, “simulazione” di situazioni di insegnamento / apprendimento. Per questo motivo la frequenza è obbligatoria. Pur essendo ogni anno il desiderio da parte della docente di svolgere più di 36 ore, in pratica ciò risulta impossibile a causa del carico didattico degli studenti, che non sono in grado di individuare collettivamente delle ore ulteriori da dedicare a questo corso che – essendo ‘a scelta’ – viene svolto nei ‘ritagli’ lasciati liberi dalle attività obbligatorie. Per sopperire almeno in parte a questo inconveniente vengono offerti numerosi stimoli al lavoro autonomo (letture, suggerimenti di visite e di partecipazione ad attività didatticamente significative, ecc.) e si organizza un’escursione didattica, che sarebbe particolarmente significativa se della durata di almeno due giorni, ma che per motivi di costi (ristrettezze economiche del Corso di Studi) è stata negli ultimi anni limitata a un giorno. 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento La prospettiva filosofica: riflessioni sulla natura della conoscenza scientifica; concetti, metafore e modi di pensare delle diverse Scienze naturali; la costruzione della conoscenza scientifica: pubblicazioni, esame dei referees, consenso. Relazioni tra Scienza, Tecnologia, Società, Ambiente: dibattiti e controversie su temi scientifici socialmente rilevanti; problemi etici. L'educazione scientifica: riflessioni sulle finalità dell' educazione scientifica; rapporti tra scelte di contenuti e di metodi; il ruolo del linguaggio. La relazione docente – studenti: l’insegnamento come ‘ricerca – azione’; la correlazione tra il noto (le preconoscenze) e il nuovo (nozioni, concetti, schemi); il coinvolgimento delle componenti cognitive, affettive, relazionali nell’apprendimento. Approfondimento di alcuni temi/concetti: identificazione degli schemi interpretativi e costruzione di mappe concettuali; analisi critica di libri di testo; creazione di moduli didattici. Le scienze naturali… in campo: preparazione e realizzazione di una escursione didattica. totale Ore Lez. Ore Esercit. Totale Ore CFU 6 6 4 6 6 8 36 4 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): usuale strumentazione per lezioni (lavagna luminosa, proiettore video, microscopio con schermo) – ove e se disponibili (presso il Dipartimento di Biologia animale e dell’uomo – sede di Via Accademia e di Via C. Alberto). Occasionalmente utilizzo di laboratori dotati di banconi e microscopi, per piccole attività sperimentali. Materiale di consumo: o Tabelloni, cancelleria, vetreria ordinaria, fotocopie di documenti (molti)… 85 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso un responsabile individuato tra gli studenti / presso l’ufficio della docente • I testi base consigliati per il corso sono: Longo C. Didattica della Biologia. La Nuova Italia, 1998. BSCS Developing Biological literacy. Kendall Pu. Co. 1993. Morin E. I sette saperi necessari all’educazione del futuro. Raffaello Cortina Editore, 2001. Arcà M. La cultura scientifica a scuola. FrancoAngeli, 1993. • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: o Materiale preparato dalla docente ogni anno: per lo più articoli da riviste di ricerca didattica, e copie di schemi proposti a lezione • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: o cambiano tutti gli anni, anche in relazione agli approfondimenti scelti con gli studenti 8. Modalità di verifica/esame 'a verifica si svolge, di norma, come segue: - vengono svolte numerose ‘esercitazioni’ a livello individuale o a piccoli gruppi; dibattiti; simulazioni di lezioni in classe; questionari individuali; esposizione di letture ecc. Tutte queste attività forniscono indizi per una verifica in itinere dell’impegno e del livello di comprensione dei temi; - verso la fine del corso piccoli gruppi devono svolgere una relazione scritta, concordandone argomento e modalità di stesura con la docente - si richiede a ogni studente singolarmente di compilare un questionario finale di valutazione e di autovalutazione - l’esame finale consiste in un colloquio sui temi trattati, e una valutazione del materiale elaborato. NOME CORSO Didattica di Scienze della Terra SSD (del Corso):… …………………… Numero codice:……………………….. 1. Docenza Docente: prof. Elena Ferrero SSD Dipartimento di Scienze della Terra Tel.: 011.5621179 Fax: 011.530652 e-mail:[email protected] Docente: prof. SSD Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): SI SVILUPPARE CAPACITÀ RIFLESSIVE SULLA DISCIPLINA PARTENDO DAL NUCLEO FONDANTE “LA TERRA CHE CAMBIA, LA TERRA CHE SI TRASFORMA CON UN FLUSSO ININTERROTTO DI MATERIA ED ENERGIA” E SEGUENDO DIVERSI SCHEMI INTERPRETATIVI: DESCRITTIVO E COMPARATIVO (SINCRONICO) DEGLI OGGETTI, DELLE FORME, METTENDO IN RISALTO CHE ESSI RAPPRESENTANO DELLE FASI MOMENTANEE ALL’INTERNO DEI PROCESSI; INTERPRETATIVO DELLA GENESI E DELLE CAUSE, ESPLICITANDO LA RILEVANZA DEI PROCESSI INDUTTIVI E INFERENZIALI; EVOLUZIONISTICO (DIACRONICO), CHE RICOSTRUISCE LA STORIA DELLE VICENDE DELLA TERRA, CON PARTICOLARE ATTENZIONE ALLO SVILUPPO STORICO DELLE CONOSCENZE CHE HANNO PORTATO ALLA TEORIA DELLA TETTONICA GLOBALE; SISTEMICO, EVIDENZIA LA RELAZIONE TRA LA STORIA DELLA TERRA E LA STORIA DELLA VITA, CON LE RECIPROCHE INTERAZIONI E CONDIZIONAMENTI. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita 86 PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI FONDAMENTI DI PALEONTOLOGIA, PETROGRAFIA, GEOGRAFIA, GEOLOGIA CONOSCENZA DEGLI ARGOMENTI DI BASE E DELLE TEORIE PALEONTOLOGIA PETROGRAFIA INTERPRETATIVE GEOLOGIA competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Saper collegare e integrare argomenti di diverse discipline geologiche Riconoscere le relazioni intercorrenti tra Sc. della Vita e Sc. della Terra GEOLOGIA AMBIENTALE DIDATTICA DELLE SCIENZE NATURALI EDUCAZIONE E FORMAZIONE Individuare argomenti di rilievo per la formazione degli studenti di scuola secondaria e saper organizzare attività didattiche appropriate AMBIENTALE CONSERVAZIONE DELLA NATURA 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 18 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 36 • Esercitazioni in campo (N.ore) • Esercitazioni teoriche (N.ore): 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento - - IL CICLO DELLE ROCCE CONNESSO ALLA TETTONICA DELLE PLACCHE; I FOSSILI COME DOCUMENTI DELL’EVOLUZIONE DEI VIVENTI; LE TRASFORMAZIONI DEL PAESAGGIO IN RELAZIONE ALLA CONSERVAZIONE E ALLA TUTELA DEL TERRITORIO; LA DISPONIBILITÀ DELLE RISORSE E LA POSSIBILITÀ DI RINNOVAMENTO. totale Ore Lez. 5 Ore Esercit. 10 Totale Ore 4 8 12 5 10 15 4 8 12 18 36 54 CFU 15 4 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Stereomicroscopi, Videoregistratore o Videoproiettore (aula attrezzata del Dip. di Sc. della Terra (V. Valperga Caluso), o del Dip. di Biologia animale e dell’Uomo, Palazzo Campana) Materiale di consumo: Carte topografiche e geologiche, campioni di roccia, sezioni sottili e sedimenti sciolti. 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: • I testi base consigliati per il corso sono: Ferrero E., Tonon M. & Provera A., 2004 – Le Scienze della Terra: fondamenti ed esperienze pratiche. Edizioni Cortina, Torino: 133 pp. Ferrero E., Tonon M. & Provera A., 2004 – Scienze della Terra: la scoperta dell’ambiente fisico. Edizioni Cortina, Torino: 154 pp. Ricci Lucchi F., 1996 – La Scienza di Gaia. Ambienti e sistemi naturali visti da un geologo. Zanichelli Editore: 391 pp. • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: Alfieri F., Arcà M. & Guidoni P., 1995 - Il senso di fare scienze. Un esempio di mediazione tra cultura e scuola. IRRSAE Piemonte Bollati Boringhieri: 549 pp. Alfieri F., Arcà M. & Guidoni P., 2000 - I modi di fare scienze. Come programmare, gestire, verificare. IRRSAE Piemonte, Bolla Boringhieri: 604 pp. 87 • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: • Organizzazione degli elaborati svolti nelle attività di gruppo in un dossier in cui si individui il contributo individuale dello studente e successiva discussione orale individuale. • Prova strutturata con discussione collettiva e colloquio individuale. NOME CORSO/DIRITTO DELL’AMBIENTE SSD (del Corso): IUS/10…………………… Numero codice: N8099……………….. 1. Docenza Docente: prof.ssa Cristina VIDETTA SSD: IUS/10 Dipartimento di Scienze Giuridiche Tel.: 011.6703213 e-mail:[email protected] 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Nella mondo del lavoro assumono sempre più rilevanza quelle figure professionali che si occupano di ambiente, qualità e sicurezza sotto due profili: quello giuridico ancorato ad una solida formazione tecnica. In tale ottica si pone il corso che, ovviamente incentrato sugli aspetti giuridici ambientali, è comunque naturalmente collegato alla formazione tecnica dell’allievo del Corso di laurea in Scienze Naturali. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI CONOSCENZA DI TEORIA GENERALE DEL DIRITTO CONOSCENZA BASE DEL DIRITTO COSTITUZIONALE E DEL DIRITTO AMMINISTRATIVO competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Capacità di sapersi muovere con una certa autonomia nel diritto ambientale e, più in generale, nel diritto 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 36 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Diritto internaziale e ambiente, Diritto dell’Ue e ambiente Diritto costituzionale, diritto amministrativo e ambiente Profili civili e penali in campo ambientale Le discipline di settore, scelte per tematiche collegate al Corso Ore Lez. 8 8 4 16 Ore Esercit. Totale Ore CFU 88 di Scienze Naturali Totale 36 4 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Materiale di consumo: 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: • Il testo base consigliato per il corso è:G. Crosso, Normativa ambientale in progress, Torino, 2005 (in corso di stampa) • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:Costituzione Italiana, Codice civile • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: www.ambientediritto.it, www.reteambiente.it, 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: orale ECOLOGIA APPLICATA 4 CFU SSD:BIO/07 NUMERO CODICE:B8549 1. Docenza Docente: prof. Antonio Rolando Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo Tel.: 011/ 6704755 Fax: 011/6704692 e-mail: [email protected] Collaboratori: dott. Paola Laiolo e dott. Loredana Carisio Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo Tel.: 011/ 6704759 Fax: 011/6704692: e-mail: [email protected], [email protected] 2. Finalità ed obiettivi dell’insegnamento Finalità Il corso si propone di fornire agli studenti le conoscenze relative alla struttura e al funzionamento dei vari ecosistemi terrestri, approfondendone gli aspetti di controllo, gestione e recupero. In quest’ottica le principali emergenze ambientali (inquinamento di aria e acqua, impiego di pesticidi, distruzione delle foreste, riduzione della biodiversità ecc.) vengono illustrate avendo cura di evidenziare le più appropriate metodologie di intervento. Obiettivi L’allievo dovrà disporre di alcuni strumenti conoscitivi che potrà utilizzare nello studio, diagnosi e prevenzione delle alterazioni degli ecosistemi, con particolare riferimento alla situazione ambientale nazionale e regionale. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze minime in uscita 89 PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) Conoscenze di chimica inorganica e organica Conoscenze dei principali gruppi animali e vegetali Nozioni basilari di ecologia INSEGNAMENTI FORNITORI Chimica inorganica, Chimica organica Zoologia generale, Botanica sistematica Ecologia competenze minime (in uscita) Conoscenze relative alle principali emergenze ambientali INSEGNAMENTI FRUITORI Vari insegnamenti della laurea specialistica in Conservazione e Biodiversità Animale 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: Lezioni frontali, seminari e esercitazioni in campo 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Inquinamento dell’acqua e del suolo. Generalità. Inquinamento da metalli pesanti, eutrofizzazione, inquinamento da petrolio, indici biotici. Contaminazione diretta e indiretta dei suoli. Modalità di recupero. Ore Lez. Ore Esercit. 4 Totale Ore di Car. Didattico 4 Inquinamento dell’ aria. Genaralità: inquinamento locale e globale. 3 Inquinamento da ossidi di azoto, zolfo e carbonio. Alterazione dell’effetto serra, riduzione dello strato di ozono, acidificazione delle acque. 3 I pesticidi. Classificazione (composti naturali, idrocarburi alogenati, esteri fosforici, derivati ureici e carbammici), vantaggi e pericoli derivanti dal loro impiego. Il bioaccumulo. 3 3 Alterazione degli ecosistemi forestali. Deperimento delle foreste, gli incendi boschivi, il taglio della foresta tropicale. 3 3 L’ecologia del paesaggio. Definizione di paesaggio. Teoria gerarchica e della percolazione, concetti di metapopolazione e source-sink. Processi spaziotemporali del paesaggio. L’impiego del GIS. 3 3 Lo stato delle Alpi. Caratteristiche peculiari di flora e fauna. La popolazione umana. Natura e paesaggio alpino. Il trasporto e la mobilità. Il turismo e lo sport. 4 4 ECOSISTEMI TERRESTI E COSTIERI. FORESTE DI LATIFOGLIE SCLEROFILE, TERMOFILE E MESOFILE, BOSCHI PLANIZIALI, FORESTE DI CONIFERE, PRATERIE DI ALTITUDINE. COSTE MARINE, LAGUNE E LAGHI COSTIERI, DUNE LITORALI E FOCI. CONSERVAZIONE DELLA BIODIVERSITÀ, STABILITÀ E RISCHIO. 5 5 10 Ambienti delle acque interne. Laghi, zone umide e acque correnti. Conservazione della biodiversità, stabilità e rischio. 5 5 10 TOTALE 30 10 40 90 6. Materiale didattico I testi consultabili per il corso sono: Provini, Galassi e Marchetti. 1998. Ecologia Applicata. Città Studi Edizioni. UTET libreria. Farina A. 2001. Ecologia del paesaggio. UTET libreria. E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: Testo delle lezioni fornito su CD Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: S.It.E (Società Italiana di Ecologia)- http://www.dsa.unipr.it/SITE/ 7. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge , di norma, come segue: prova orale finale NOME CORSO ECOLOGIA UMANA SSD (del Corso):… …………………… Numero codice:…N8064…………………….. 1. Docenza Docente: prof. Franca Ligabue Stricker SSD BIO/08 Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo Tel.: 0116704719 Fax: 0116704732 e-mail: [email protected]; [email protected] Docente: prof. SSD Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Il corso è finalizzato ad analizzare l’impatto ambientale sulla biologia dell’ Uomo, sul suo comportamento e sulle sue interazioni sociali . In tale ambito vengono valutate le varie risposte (biologiche e culturali) che la specie umana adotta per far fronte alle variazioni ambientali e alla rottura di equilibri che potrebbero comprometterne sopravvivenza e fitness. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) L’ ECOLOGIA UMANA NECESSITA DI UNA NATURALISTICA EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI È UNO STUDIO MULTIDISCIPLINARE CHE BUONA FORMAZIONE DI BASE BIO- competenze attese (in uscita) Comprensione dei processi bio-naturalistici che hanno portato l’ Uomo ad essere quello che attualmente è. Comprensione degli effetti delle variazioni ambientali sull’uomo e dei suoi vari adattamenti bio-culturali come base per poter individuare EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI ETO-ECOLOGIA UMANA 91 delle prospettive di miglioramento della qualità della vita futura. 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 36 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): • Esercitazioni in campo (N.ore) • Esercitazioni teoriche (N.ore): 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento INTRODUZIONE : Ore Lez. 6 Ore Esercit. Totale Ore CFU 36 4 36 4 Inquadramento della disciplina fra Antropologia, Ecologia ed Etologia ; materiali e metodi. Collocazione tassonomica dell’Uomo , sincronica (tra i Primati) e diacronica Oggetto di studio sono poi le molteplici relazioni del RAPPORTO quali: UOMO-AMBIENTE 2 -gli aspetti limitanti o selettivi dell'ambiente influenzanti la vita umana (fattori abiotici e biotici compreso l'uomo stesso). 12 -l’ adattamento delle popolazioni umane ai diversi ambienti naturali ed artificiali: adattamento fisiologico, genetico e bio-culturale -indicatori biodemografici ed energetici 10 -l’ interazione intraspecifica: origine e sviluppo della Socialità umana su base biologica:dalla nascita del bipedismo alla formazione dei primi villaggi 6 mezzi di comunicazione mimico, verbale e chimico. -la rottura degli equilibri naturali dovuta a modificazioni che l'uomo induce sull'ambiente e lo sviluppo di malattie trasmissibili e malattie degenerative che nella rottura di tali equilibri trovano la loro origine totale 36 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione):computer, proiettore per lucidi Materiale di consumo: 92 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: I testi base consigliati per il corso sono: CRESTA Ecologia Umana,.CESI ed CHIARELLI, Dalla natura alla cultura . vol II :Origine della socialità e della cultura umana, PICCIN ed.; JOHANSON, Lucy. Le origini dell'umanità, Mondatori ed., Altre indicazioni relative ai testi, nonché a rassegne bibliografiche e ad articoli specifici da consultare verranno fornite durante lo svolgimento del corso • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: computer per collegamenti con siti internet segnalati di volta in volta…… • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: siti per colmare lacune preliminari http://www.primate.wisc.edu/pin/aboutp.html http://www.unipv.it/webbio/cismu/prim/taxaprim.htm http://www.wwnorton.com/college/anthro/bioanth/home.htm http://www.wsu.edu:8001/vwsu/gened/learn-modules/top_longfor/timeline/timeline.html • 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: verifica orale: spaziando su tutta la materia svolta NOME CORSO/ ECOLOGIA VEGETALE SSD (del Corso):…BIO/03 Numero codice:…N8027…………….. 1. Docenza Docente: prof. Franco Montacchini SSD BIO/03 Dipartimento di Biologia vegetale Tel.: 011/6705976 Fax: 011/6705962 e-mail: [email protected] Docente: prof. SSD Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Conoscere i principali temi dell'ecologia vegetale con particolare riguardo ai rapporti tra vegetali e i seguenti fattori ambientali: • • • • climatici: luce, temperatura, precipitazioni, vento, e alle loro interazioni; edafici: suolo e sua composizione, tessitura, struttura, elementi nutritivi; tipi di suolo e relazione con la roccia madre, flora e fauna del suolo, ciclo del carbonio e ciclo dell'azoto, simbiosi e fissazione; biologici: simbiosi, parassitismo, rapporti tra pianta e pianta, rapporti tra piante e animali; antropici: effetti delle prinipali attività umane sulla flora e sulla vegetazione nei diversi ambienti e a quote diverse. Valutazione e mitigazione degli impatti sui vegetali: criteri di massima. Riconoscere nelle piante gli adattamenti a ciascun fattore ambientale e alle sue variazioni, nel tempo e nello spazio. In relazione a questo di prenderanno in considerazione alcune tra le classificazioni proposte in base alla funzionalità degli organismi vegetali: allocazione delle risorse, strategie vegetative e riproduttive, strategie r e K, competitività, forme biologiche. Saper individuare le piante che possono fungere da indicatori biologici e conoscere i concetti di biodiversità vegetale. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita 93 PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI RICONOSCIMENTO DELLE PIANTE CONOSCERE I FUNGHI E E LE LORO POSSIBILITÀ DI SIMBIOSI BOTANICA SISTEMATICA BOTANICA SISTEMATICA E CONOSCERE LA ANATOMIA DELLE PIANTE BOTANICA GENERALE BOTANICA GENERALE GENERALE CONOSCERE LA FOTOSINTESI E LA RIPRODUZIONE NEI VEGETALI competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Conoscere le relazioni piante ambiente Conoscere le relazioni piante-uomo ECOLOGIA GENERALE VALUTAZIONE IMPATTO Riconoscere i principali meccanismi di vita delle piante FISIOLOGIA VEGETALE AMBIENTALE 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 33 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): • Esercitazioni in campo (N.ore) 6 • Esercitazioni teoriche (N.ore): - 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Ore Lez. 27 7 Elementi di ecologia: piante e fattori ambientali Adattamenti, funzionalità dei vegetale, strategie Totale 34 Ore Esercit. 6 6 Totale Ore CFU 27 13 3 1 40 4 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Dipartimento Biologia vegetale Materiale di consumo: 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: • I testi base consigliati per il corso sono: Pignatti S. 1994 – Ecologia vegetale. Utet, Torino Pignatti S. 1995- ecologia del paesaggio. Utet, Torino • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: prova orale. NOME CORSO: ECOLOGIA SSD (del Corso): BIO/07 Numero codice: N 8022 1. Docenza Docente: prof. Badino Guido SSD BIO/07 Dipartimento di Biologia anaimale e dell’Uomo Tel.: 011.6704747 Docente: prof. SSD Dipartimento di Tel.: Fax: 94 Fax: 011.6704732 e-mail: [email protected] e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Fornire le conoscenze fondamentali sulla struttura e sul funzionamento dei sistemi ecologici, a partire dalle popolazioni, alle comunit biologiche, agli ecosistemi, fino agli ecomosaici (ecologia del paesaggio), facendo emergere altresì gli effetti prodotti a livello strutturale funzionale dalla pressione antropica. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI CONOSCENZE DI BASE DI GEOMORFOLOGIA, CHIMICA, MATEMATICA, ZOOLOGIA E BOTANICA GEOGRAFIA, CHIMICA GENERALE ED INORGANICA, ISTITUZIONI DI MATEMATICHE E METODI MATEMATICI E STATISTICI, ZOOLOGIA GENERALE, ZOOLOGIA SISTEMATICA BOTANICA GENERALE E BOTANICA SISTEMATICA competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Acquisizione delle leggi generali del funzionamento dei sistemi ecologici naturali ECOLOGIA VEGETALE, GEOLOGIA AMBIENTALE, CONSERVAZIONE DELLA NATURA E DELLE SUE RISORSE, CHIMICA AMBIENTALE. 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 36 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): vedi “Laboratorio di Ecologia” (prof.ssa Francesca Bona) • Esercitazioni in campo (N.ore): vedi “Laboratorio di Ecologia” (prof. Francesca Bona) • Esercitazioni teoriche (N.ore): 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento I contenuti, gli scopi ed i metodi dell’Ecologia. L’ecologia delle popolazioni. Densità e risorse. Modelli di sviluppo delle popolazioni. La competizione intraspecifica. Stima delle densità delle popolazioni: metodiche di censimento Ecologia di comunità. Competizione tra specie e mutualismo. Nicchia ecologica e coesistenza tra specie funzionalmete affini La predazione: analisi del fenomeno e modelli matematici di previsione degli effetti. Parassitismo e parassitoidismo. La lotta biologica in agricoltura, come utilizzazione del rapporto predatorio. La rete trofica nelle biocenosi. Struttura ed evoluzione delle biocenosi: effetti della competizione tra specie e della predazione La biodiversità a livello genetico, di comunità e di habitat. Effetti dell’attività umana sull’ecologia del paesaggio. Ecosistemi ed agroecosistemi. La biodiversità nella valutazione della qualità Ore Lez. 2 4 Ore Esercit. Totale Ore CFU 2 4 4 6 4 6 6 6 2 2 4 4 95 ambientale. Concetti di resistenza e resilienza dei sistemi ecologici.. La popolazione umana e i suoi effetti sulle risorse naturali: tendenze demografiche nella storia dell’uomo e previsioni. Antropocentrismo ed ecocentrismo. Valutazione della pressione antropica sulle risorse e sul territorio: PIL o GIP come indicatori del progresso? Le tendenze ed i problemi a livello di Ecologia globale. La produttività primaria degli ecosistemi. Il ciclo della materia: i cicli biogeochimici e le alterazioni prodotte dall’uomo. La funzionalità degli ecosistemi fluviali come indicatore di qualità ambientale. Problemi di inquinamento dell’aria e dell’acqua. totale 4 4 4 4 36 36 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione):videoproiettore e lettore di CD didattici (aula di lezione) Materiale di consumo:CD con le immagini proiettate a lezione da distribuire agli studenti 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: dipartimento di Biologia animale (aula informatica) • I testi base consigliati per il corso sono: Cunningham et al., Fondamenti di Ecologia,McGrawHill (2004); Cotgreave e Forseth, Introduzione alla Ecologia. Zanichelli (2004) • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: Miller, Scienze ambientali, EdiSES (2002); • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:--- 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: in forma orale EDUCAZIONE E FORMAZIONE AMBIENTALE SSD (del Corso): BIO - 07 Numero codice: N8066 1. Docenza Docente: prof. ANNA PERAZZONE SSD BIO - 05 Dipartimento di BIOLOGIA ANIMALE E DELL’UOMO Tel.: 0116704658 Fax: 0112364658 e-mail:[email protected] Docente: prof. SSD Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Sviluppare consapevolezza rispetto al ruolo e al diverso modo di intendere l’educazione ambientale. Introdurre il concetto di Sostenibilità ambientale e sociale. Far acquisire competenze didattiche di base che permettano di formare cittadini e studenti su tematiche ambientali complesse e controverse e su problemi scienza - tecnologia – società. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) CONOSCENZE BASE DI ECOLOGIA competenze attese (in uscita) Competenze didattiche di base EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI ECOLOGIA EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI DIDATTICA DELLE SCIENZE NATURALI 96 Atteggiamento riflessivo e spirito critico rispetto alla relazione uomoambiente e rispetto a problemi ambientali complessi e controversi TECNICHE DI COMUNICAZIONE E DIVULGAZIONE NATURALISTICA Discipline applicate 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 30 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): • Esercitazioni in campo (N.ore): 6 • Esercitazioni teoriche (N.ore): 6 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Riflessione sul concetto di ambiente I modelli di educazione ambientale: diversi approcci Sistemi ed ecosistemi: dalla città come sistema complesso alla biosfera come sistema chiuso e finito Il concetto di sostenibilità ambientale Dagli indicatori di sostenibilità alle implicazioni sul piano sociale ed etico L’identità ecologica Escursione in un parco naturale regionale: attività didattica nell’ambiente e incontro con un educatore ambientale Educazione al futuro e ostacoli al cambiamento I giochi di ruolo come metodologia didattica per affrontare tematiche ambientali complesse e controverse Gli indicatori di qualità per l’educazione ambientale Totale Ore Lez. Ore Esercit. 3 6 6 3 3 3 6 3 6 3 30 12 TOTA CFU LE ORE 3 6 6 1/3 2/3 1/3 3 3 1/3 1/3 3 6 1/3 1/3 3 6 1/3 2/3 3 42 1/3 4 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): lavagna luminosa (o video proiettore), videoregistratore, aula con postazioni dinamiche per lavori di gruppo Materiale di consumo: fotocopie di testi e schemi per attività individuali e di gruppo 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: • I testi base consigliati per il corso sono: MORTARI L., Per una pedagogia ecologica, La Nuova Italia, 2001. MILLER G. T., Ambiente, risorse, sostenibilità, Piccin, 1997. • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: Schemi e materiale presentato dalla docente a supporto delle lezioni (a disposizione ) • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: http://www.regione.piemonte.it/ambiente/tutela_amb/edu.htm http://www.regione.piemonte.it/ambiente/reti/poli.htm http://labter.unimi.it/ http://labter.unimi.it/hdoc/hdoc2.htm#siti http://www.crea.liguriainrete.it/index.htm http://www.minambiente.it/SVS/index.htm http://www.minambiente.it/SVS/infea/infea.htm http://ww2.itd.ge.cnr.it/progetti/labnet/index.htm http://www.wwf.it http://www.wwf.it/educazione/progettiscuola/calcoloimpronta.asp 97 http://www.legambiente.it/nazionale.htm http://www.bilancidigiustizia.it/index.php http://www.issi.it http://www.arpa.veneto.it/eduamb/default.asp 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: Ideazione e strutturazione di un itinerario didattico: presentazione scritta e orale. Colloquio orale sui temi affrontati durante il corso. NOME CORSO/ ENTOMOLOGIA SSD (del Corso):… …………………… Numero codice:……………………….. 1. Docenza Docente: prof. Pietro Passerin d’Entrèves SSD BIO05 Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo Tel.: 011-6704537 Fax: e-mail: [email protected] Docente: prof. SSD Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Il corso intende fornire agli studenti le conoscenze di base sulla Classe degli Insetti, attraverso lo studio della diversità delle strutture delle funzioni. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) CONOSCENZA DI BASE DI SISTEMATICA DEGLI INVERTEBRATI EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI ZOOLOGIA competenze attese (in uscita) Conoscenza della classe degli Insetti “ “ “ “ “ “ EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI ENTOMOLOGIA SISTEMATICA ECOLOGIA ENTOMOLOGIA AGRARIA 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 30 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 6 • Esercitazioni in campo (N.ore) • Esercitazioni teoriche (N.ore): 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Gli Insetti: strutture e funzioni. La diversità morfologica: il Ore Lez. 4 Ore Esercit. 2 Totale Ore CFU 6 98 tegumento, la colorazione La segmentazione e le regioni del corpo. Il capo e le sue appendici: apparati boccali di fabbrica speciale. Il torace, le zampe: arti modificati. Le ali e le loro modificazioni nei vari ordini di Insetti.. Il sistema muscolare. Il sistema nervoso. Gli organi di senso e la percezione. Il canale alimentare, la digestione e la nutrizione. Il sistema respiratorio. Il sistema circolatorio. Gli organi escretori. La secrezione. Il sistema riproduttore. La diversità fisiologica: la respirazione in ambiente terrestre, acquatico, parassitario La diversità ecologica: gli Insetti minatori; gli Scarabaeoidea coprofagi. La socialità negli Insetti: la presocialità e la eusocialità. Isotteri ed Imenotteri sociali. Il Parassitismo sociale. totale 12 2 14 5 2 7 4 4 5 5 30 6 36 4 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): collezione entomologica Materiale di consumo: 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: fotocopie dei lucidi a richiesta • I testi base consigliati per il corso sono: DAVIES R.G.: Lineamenti di Entomologia, Zanichelli, Bologna. • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: --• Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: http://entomologia.rediris.es/ http://nagypal.net/ http://www.earthlife.net/insects/ http://www.ent.iastate.edu/ImageGallery/ http://www.coleoptera.org/ http://tolweb.org/tree?group=Insecta&contgroup=Hexapoda 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: prova orale NOME CORSO/ ETOECOLOGIA SSD (del Corso):… …………………… Numero codice:………………………. . 1. Docenza Modulo A Docente: prof. C. Giacoma Dipartimento di Biologia animale e dell’Uomo Tel.: 011-670.4767 Fax: 011-670.4767 e-mail: [email protected] WEB: http://www.dba.unito.it/pers/giacoma.html ModuloB Docente: dott. M. C. Lorenzi Dipartimento di Biologia animale e dell’Uomo Tel.: 011-670.4737 Fax: 011-236.4732 e-mail: [email protected] WEB: http://www.dba.unito.it/pers/lorenzi.html 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Il corso si propone di fornire agli studenti conoscenze sulla funzione o valore adattativo del comportamento e sui rapporti tra ecologia comportamento. Il corso mette in relazione le conoscenze zoologiche ed ecologiche in modo da offrire delle chiavi di interpretazione de comportamento in funzione dell’ambiente nel quale l’animale vive. Il corso fornisce inoltre conoscenze tecniche di base sulle modalità d raccolta ed elaborazione di dati comportamentali. Alla fine del corso gli studenti dovranno conoscere: 1) le relazioni tra selezione naturale, ecologia e comportamento; 2) metodo comparato e metodo sperimentale nello studio del comportamento; 3) gli 99 adattamenti di prede e predatori (come risultato di una coevoluzione); 4) i meccanismi di competizione per risorse limitate (territorio, partner sessuali); 5) la selezione sessuale e 6) cure parentali e sistemi riproduttivi 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) Inglese Conoscenze di base di genetica Conoscenze di base sui meccanismi di selezione naturale Conoscenze di biologia generale, zoologia ed ecologia Modalità riproduttive EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI Lettorato di inglese Genetica Genetica, Introduzione alla Biologia Introduzione alla Biologia, Zoologia generale, Ecologia Introduzione alla Biologia, Zoologia generale, Fisiologia generale competenze attese (in uscita) Il valore adattativo del comportamento, il comportamento come fenotipo. Concetti di territorio, coevoluzione preda-predatore (ospiteparassita), strategie e sistemi riproduttivi, selezione sessuale Raccolta di dati comportamentali ed elaborazione EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Ecologia applicata, Zoologia II, Parassitologia Zoologia II, Ecologia applicata 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): • Esercitazioni in campo (N.ore) • Esercitazioni teoriche (N.ore): 1) lezioni frontali con presentazioni in Power Point e filmati; 2) esercitazioni teoriche: raccolta dati comportamentali da video (anche in lingua inglese), elaborazione statistica e interpretazione dei dati. Uso di programmi di statistica non parametrica (SPSS). 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Introduzione allo studio del comportamento:i diversi approcci. La relazione tra geni e comportamento. La funzione del comportamento: metodo sperimentale e comparato. La ricerca del cibo e del territorio: la scelta delle prede, la manipolazione del cibo. Modelli di ottimizzazione e bilanci tra costi e benefici, tra ricerca del cibo e rischio di predazione, tra difesa territoriale e condivisione delle risorse. Le strategie riproduttive maschili e femminili: selezione sessuale, competizione per l’accoppiamento, scelta femminile I sistemi riproduttivi: monogamia, poliandria, poliginia Cure parentali: differenze tra i sessi, riconoscimento della prole totale Ore Lez. 6 Ore Esercit. 6 4 Totale Ore CFU 6 6 4 30 4 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Materiale di consumo: 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: • I testi base consigliati per il corso sono: J. Alcock, Animal Behavior, Sinauer Ass. Inc. (7th edition), 2001, traduzione italiana Zanichelli, 2001. 100 J. R. Krebs & N.B. Davies, An introduction to behavioural ecology, Blackwell Scient. Publ., 1993, traduzione italiana Bollati Boringhieri, 2002. • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: Presentazioni delle lezioni in formato PDF disponibile nell’aula informatica del Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo, V. Accademia Albertina, 13. • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come prova orale NOME CORSO/LABORATORIO FISIOLOGIA VEGETALE SSD (del Corso):… … BIO/04……………… Numero codice:………B8517……………….. 1. Docenza Docente: prof. Massimo Maffei SSD BIO/04 Dipartimento di Biologia Vegetale Tel.: 011-6705967 Fax: 01-6705962 e-mail: [email protected] 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Il corso si propone di fornire agli studenti le basi fondamentali della fisiologia vegetale, prendendo spunto dal corso di Botanica che lo precede e utilizzando le conoscenze acquisite nei corsi di Chimica inorganica, Chimica organica e Biochimica. Il corso parte dallo studio dell’acqua come solvente ideale di nutrienti per giungere a tematiche importanti quali la fotosintesi, gli ormoni vegetali e la regolazione della fioritura. L’allievo dovrà essere in grado di: discutere sulle proprietà dell’acqua e del suo ruolo come fondamentale per la vita dei vegetali; acquisire conoscenze sull’interazione fra luce, acqua ed anidride carbonica; apprendere il meccanismo biochimico e biofisico della fotosintesi nelle reazioni alla luce e in quelle di organicazione del carbonio; saper distinguere le varie categorie fotosintetiche (C3, C4, CAM) anche in relazione alla funzione e morfologia fogliare; comprendere i meccanismi che permettono il passaggio dall’accrescimento vegetativo a quello riproduttivo. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI CHIMICA DI BASE NOZIONI DI BASE SULLE MOLECOLE ORGANICHE ELEMENTI DI BOTANICA (ORGANOGRAFIA) PRINCIPALI VIE METABOLICHE CHIMICA INORGANICA E GENERALE CHIMICA ORGANICA BOTANICA CHIMICA BIOLOGICA competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Conoscenza dei processi metabolici delle piante BIOCHIMICA VEGETALE 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 36 Fisiologia Vegetale 101 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento INTRODUZIONE AL CORSO - ACQUA E CELLULE Ore Lez. 1 Ore Esercit. Totale Ore CFU VEGETALI Acqua e Bilancio idrico Vi Vie di traslocazione e traspirazione La nutrizione minerale: elementi essenziali, suolo, radici e fusto Il Il trasporto di soluti: diffusione e trasporto passivo Il trasporto di soluti: trasporto attivo Ruolo delle piante nella biosfera: esobiologia PRIMO TEST in ITINERE Pi Le piante geneticamente modificate: aspetti fisiologici e nutrizionali LA FOTOSINTESI:CONCETTI GENERALI La fotosintesi: reazioni alla luce Esercitazioni pratiche: gruppi 1-2-3-4 La fotosintesi: reazioni alla luce Esercitazioni pratiche: gruppi 5-6-7-8 La fotosintesi: organicazione del carbonio LA FOTOSINTESI: ORGANICAZIONE DEL CARBONIO La fotorespirazione Principi di Ecofisiologia Vie di traslocazione del floema Assimilazione dei nutrienti: azoto Assimilazione dei nutrienti:altri nutrienti SECONDO TEST in ITINERE Piante C3, C4 e CAM IL FITOCROMO Metaboliti Secondari delle Piante Metaboliti Secondari delle Piante Ormoni vegetali: auxine e gibberelline Ormoni vegetali:citochinine Ormoni vegetali: etilene e acido abscissico Il controllo della fioritura IIIa PROVA CONCLUSIVA 1 1 2 totale 36 2 1 2 2 1 1 2 1 1 1 1 2 2 2 2 1 1 1 2 1 1 1 4 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Materiale di consumo: 7. Materiale didattico 102 Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: il Laboratorio di Fisiologia Vegetale e Metaboliti Secondari delle Piante Dipartimento di Biologia Vegetale • I testi base consigliati per il corso sono: Taiz,-Zeiger (M. Maffei) Fisiologia Vegetale, Piccin, 2002 • • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: Durante il corso vengono svolti dei test in itinere (due) e un test conclusivo alla fine del corso. L’esame orale è solo per il recupero di test in itinere non svolti o su richiesta dello studente. I test sono composti da 30 domande che valgono un punto ciascuna. Il voto finale è la media dei voti riportati nei tre test. NOME CORSO/LABORATORIO FISICA CON LABORATORIO SSD (del Corso):… …………………… Numero codice:……………………….. 1. Docenza Docente: prof. Giuseppe Bosia SSD Dipartimento di Fisica Generale Tel.: 0116707452 - 011 8196888 Fax: e-mail: [email protected] [email protected] 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Il corso di Fisica e’ “di servizio”, ossia propedeutico a corsi successivi più rilevanti al programma del Corso di Laurea. Il corso si propone pertanto di fornire agli studenti una sommario dei concetti generali della fisica classica che costituisca la base per un migliore comprensione di corsi successivi. I fenomeni fisici alla base di processi biologici e fisiologici sono in particolare sottolineati con esempi applicativi ed un libro di testo d fisica in particolare rivolto a studenti di biologia – scienze naturali sono adottati per un approfondimento delle lezioni. Il Laboratorio si propone di introdurre gli studenti all’ analisi statistica dei dati, al calcolo degli errori di misura e alla verifica di leggi d scala. Dopo un breve corso di preparazione Gli studenti svolgono in gruppo (di 4) quattro semplici esperimenti di meccanica, fisica de fluidi e ottica per un totale di circa 10 ore. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI NOZIONI DI TRIGONOMETRIA PIANA E ANALISI MATEMATICA ELEMENTARE (FUNZIONI, DERIVATE, INTEGRALI IN UNA E DUE VARIABILI). ELEMENTI DI RACCOMANDATA LA FREQUENZA DEI PRECORSI DI MATEMATICA ORGANIZZATI AL I GEOMETRIA ANALITICA ANNO Competenze attese (in uscita) Acquisizione di un livello medio di conoscenza dei principali fenomeni di fisica classica EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI CHIMICA, MINERALOGIA,FISIOLOGIA… 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 45 ore 103 • • • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 10 ore Esercitazioni in campo (N.ore) Nessuna Esercitazioni teoriche (N.ore): 8 ore 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Introduzione al corso Meccanica dei corpi rigidi Statica e dinamica dei fluidi e fenomeni di superficie Moti periodici, fenomeni ondulatori, acustica Elementi di struttura della materia Proprieta’ termiche della materia, termologia termodinamica Elettrostatica Correnti continue e reti elettriche M a g n e to s ta ti c a Campi elettromagnetici variabili Propagazione ondulatoria di campi EM Ottica geometrica e fisica Fisica moderna Relativita’ Comportamento ondulatorio e particellare della radiazione Elementi di Fisica atomica totale Ore Lez. 1 12 4 4 2 4 2 2 2 2 2 6 2 2 2 49 49 LABORATORIO Lezioni introduttive Elementi di teoria della misura Analisi statistica dei dati Teoria e descrizione degli esperimenti Assistenza in Laboratorio totale totale 2 2 4 30 38 38 87 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • Strumentazione (indicare anche la localizzazione) Gli esperimenti svolti sono: a. Misura della costante di elasticita’ di un metallo b. Misura della viscosita’ di un liquido c. Misure su banco ottico d. Misure con reticolo di diffrazione Nel 2004 le esercitazioni pratiche si sono svolte nei laboratori didattici dei Dipartimenti di Fisica Generale (a e b) e Fisic Sperimentale (c e d), che si trovano del terzo e secondo piano semi interrato dell’edificio dei Dipartimenti di Fisica in Via P. Giuria Torino. Gli esperimenti utilizzano personale di assistenza e materiale didattico dei Dipartimenti . E’ in corso una proposta corso una proposta di acquisizione di esperimenti di laboratorio piu’ direttamente rilevanti al corso. • Materiale di consumo: - 7. Materiale didattico Le lezioni teoriche e propedeutiche al Laboratorio sono effettuate nell’ Aula Magna della Residenza Universitaria, con l’aiuto d proiezione computerizzata. Le diapositive proiettate nelle lezioni del corso sono state distribuite a tutti gli studenti che ne hanno fatto richiesta in forma elettronica sono memorizzate in un folder PDF in titolato “Fisica per Scienze Naturali” sul desktop del computer utilizzato per le lezioni. Nel folde sono anche contenute le dispense per la preparazione degli esperimenti di Laboratorio. • I testi base consigliati per il corso sono: J.W. Kane, M.M. Sternheim, FISICA BIOMEDICA, EMSI ed. S. Alessio Laboratorio di Fisica (Dispense ) 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: • Alla fine del corso : un esame scritto, seguito una settimana dopo da un esame orale, per gli studenti che desiderano migliorare il proprio voto. 104 • Un esame orale ogni mese consentito. NOME CORSO FISIOLOGIA GENERALE SSD (del Corso): BIO/09 Numero codice:……N8024. 1. Docenza Docente: prof. Renzo Levi SSD BIO/09 Dipartimento di Biol. Animale e dell’Uomo Tel.: 0116704670 Fax: 0112364670 e-mail:[email protected] Docente: prof. SSD Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Fornire i principi fondanti la fisiologia animale ai vari livelli (cellulare, di organo e di organismo) 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI MACROMOLECOLE BIOLOGICHE ELEMENTI DI FISICA E MATEMATICA STRUTTURA DELLE CELLE E DEI TESSUTI competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Principi omeostatici e di regolazione e comunicazione cellulare Funzioni sensoriali e motorie Funzioni principali (circolazionem, respirazione, escrezione) 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore):36 • Esercitazioni di laboratorio informatico(N.ore): 4 • Esercitazioni in campo (N.ore) • Esercitazioni teoriche (N.ore): 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Definizioni generali, Principi omeostatici. Comunicazione cellulare Trasporti di membrana, soluti e elettrofisiologia Sistemi nervosi, fisiologia sensoriale Fisiologia muscolare Sistemi circolatori e respiratori Funzioni escretorie e osmoregolatorie Funzioni digestive Totale 36 Ore Lez. 6 Ore Esercit. 6 8 6 4 4 2 2 2 Totale Ore CFU 6 6 8 10 6 4 4 2 40 105 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • Aula informatica Via Acc. Albertina 13 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: • I testi base consigliati per il corso sono a scelta: Principi di fisiologia, R.M. Berne e M.N. Levy, Casa Editrice Ambrosiana Fisiologia Ambientale degli Animali P. Willmer,G.Stone, I. Johnston,Zanichelli e per riferimento un testo o materiale on-line di biologia cellulare (Alberts et al., Zanichelli, o Lodish et al., reperibili anche in inglese su Internet) • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: lezioni e approfondimenti reperibili nel materiale didattico delle aule informatiche di via Acc. Albertina 13 8. Modalità di verifica/esame scritto (domande chiuse ed aperte) o orale a scelta dello studente NOME CORSO/LABORATORIO FISIOLOGIA AMBIENTALE SSD (del Corso):… Bio09… Numero codice:……………………….. 1. Docenza Docente: prof. Luca Munaron SSD Bio09 Dipartimento di Biol. Animale e dell’Uomo Tel.: 0116704568 Fax: e-mail: [email protected] Docente: prof. Renzo Levi SSD Bio09 Dipartimento di Biol. Animale e dell’Uomo Tel.: 0116704670 Fax: 0112364670 e-mail: [email protected] 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Il corso si propone di trattare le funzioni dei viventi a livello cellulare ed integrato, e di descriverne gli adattamenti a diverse condizioni ambientali 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI PRINCIPI DI FISIOLOGIA ANIMALE FONDAMENTI DI EVOLUZIONE BIOLOGICA FISIOLOGIA GENERALE BIOLOGIA EVOLUTIVA DEI VERTEBRATI ZOOLOGIA GENERALE PRINCIPI DI MORFOLOGIA ANIMALE competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Relazioni tra principali variabili ambientali e acclimatazioni e adattamenti. FISIOLOGIA EVOLUTIVA 106 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 36 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): • Esercitazioni in campo (N.ore) • Esercitazioni teoriche (N.ore): 6 5. Programma, articolazione e carico didattico (Prof. Munaron) Argomento Ore Lez. 3 Relazione tra viventi e tra viventi e ambiente. Biosfera: flussi energetici e cicli (azoto, carbonio, fosforo, acqua). Livelli trofici. Cenni di biologia evolutiva: modelli esplicativi a confronto. Adattamento. Vincoli strutturali all’adattamento e caratteri non adattativi. Convergenza evolutiva. Metabolismo energetico. Il problema delle dimensioni: modelli a confronto. Allometrie. Rapporto S/V. Effetti della temperatura sui processi biologici. Meccanismi di regolazione della temperatura corporea: criteri di classificazione degli animali e limiti. Adattamenti a condizioni ambientali particolari. Stati metabolici specializzati. totale Ore Esercit. Totale Ore CFU 3 3 3 3 2 3 18 2 2 Programma, articolazione e carico didattico (Prof. Levi) Argomento Ore Lez. 2 Vita in ambienti acquatici: viscosità salinità Proprietà di solubilità dei gas respiratori in acqua e aria. Respirazione in acqua: branchie. Respirazione in aria: cute e polmoni. Situazioni differenti: pesci polmonati e riconquista dell’acqua dei rettili e dei mammiferi. Apnea e ipossia. Vescica natatoria e osso di seppia. Il galleggiamento Respirazione degli insetti e altri invertebrati terrestri. Ore Esercit. Totale Ore CFU 3 3 3 Meccanismi di controllo osmotico: ruolo di nefridi, sistemi malpighiani, branchie e reni. Le modalità di escrezione dell’azoto: considerazioni evolutive. Modalità di accumulo di sostanze tossiche: Movimento e locomozione. Elementi di biomeccanica. Costi energetici della locomozione. Nuoto, volo, corsa. Problemi relativi alla conquista della terraferma. Modalità sensoriali: strategie di percezione di onde meccaniche e elettromagnetiche. Bioluminescenza e biofluorescenza. Ritmi biologici e fotorecezione. Multiple evoluzioni della visione cromatica. totale 18 3 1 4 3 4 2 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): videoproiettori e aule informatiche presso il Dip. di Biologia Animale e dell’Uomo, Via Acc. Albertina 13. 107 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: I testi base consigliati per il corso sono: Fisiologia ambientale degli animali Autore: Willmer Pat - Stone Graham - Johnston Jan Editore: Zanichelli Schmidt-Nielsen. Animal Physiology. Cambridge Press. V ed. • • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: materiale multimediale fornito dai docenti disponibile nell’Aula Informatizzata di Via Acc. Albertina 13. • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: I siti verranno indicati nel corso delle lezioni insieme ai programmi di simulazione utilizzati. 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: Prova orale NOME CORSO/ GENETICA SSD (del Corso):… BIO/18 Numero codice:… N8007…………… 1. Docenza Docente: prof. Carlo Alberto Robotti SSD: BIO/18 Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo Tel.: (011) 670.4514 Fax: (011) 670.4508 e-mail: [email protected] Docente: prof. SSD Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Il corso si propone di illustrare i meccanismi della trasmissione dei caratteri. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI CONOSCENZE DI BASE DI BIOLOGIA, MATEMATICA, CHIMICA MATEMATICA, CHIMICA Competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Capacità di interpretare i meccanismi della trasmissione dei caratteri. GENETICA DI POPOLAZIONI, EVOLUZIONE 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N. ore): 36 • Esercitazioni di laboratorio (N. ore): 108 • • Esercitazioni in campo (N. ore): Esercitazioni teoriche (N. ore): incluse in lezioni frontali 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento - 1. La Genetica. Il codice genetico: decifrazione, proprieta', evoluzione. Regolazione dell'attivita' genica nei procarioti (operone lac e operone trp) e negli eucarioti. Genetica dei batteri: trasformazione, coniugazione, trasduzione, mappatura del cromosoma. Fagi: morfologia, ciclo litico e lisogenico, integrazione e distacco dal cromosoma batterico. Maturazione mRNA nella cellula eucariote. Mitosi e meiosi.Morfologia e funzionalita' dei cromosomi. Analisi dei cariotipi. Genetica mendeliana. Genotipo e fenotipo. Dominanza. Geni legati al sesso. Alberi genealogici. Il test del chi quadrato. Alleli letali. Allelia multipla. Le interazioni tra geni. L'inattivazione del cromosoma X nei mammiferi. La ricombinazione intergenica. Il crossing over. La ricombinazione intragenica. La ricombinazione illegittima (gli elementi trasponibili). Metodi di mappatura. Mutazioni geniche: generalita'. Le mutazioni cromosomiche. Le mutazioni genomiche. Gli agenti mutageni chimici. Gli agenti mutageni fisici. Legge di Hardy-Weinberg. Effetti dei vari tipi di selezione naturale sulle frequenze geniche. Conseguenze dello scostamento dalla panmissia. Conseguenze della deriva genica.. totale Ore Lez. 36 Ore Esercit. 36 Totale Ore CFU 36 4 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): lavagna luminosa, proiettore dia 7. Materiale didattico I testi base consigliati per il corso sono: • SUZUKI,GRIFFITHS,MILLER,LEWONTIN – GENETICA, PRINCIPI DI ANALISI FORMALE ED. ZANICHELLI • WILSON,BOSSERT -INTRODUZIONE ALLA BIOLOGIA DELLE POPOLAZIONI -ED. PICCIN 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: esame orale finale a domande aperte NOME CORSO GEOCHIMICA SSD (del Corso): GEO/08 Numero codice: 1. Docenza Docente: prof. RUBBO MARCO SSD GEO/08 Dipartimento di Scienze Mineral. e Petrol. Tel.: 0116705127 Fax: 0116707128 e-mail: [email protected] Docente: prof. SSD Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): 109 INTRODUZIONE ALLA GEOCHIMICA, UN SEMPRE PIÙ IMPORTANTE SETTORE DELLE SCIENZE DELLA TERRA. POICHÈ LA GEOCHIMICA È DIVENTATA PIÙ QUANTITATIVA, UN PRIMO OBBIETTIVO È FORNIRE, IN FORMA ELEMENTARE, IL LINGUAGGIO TERMODINAMICO DELLA GEOCHIMICA MODERNA. TALE LINGUAGGIO SARÀ QUINDI USATO PER FORMARE UN INTERESSE ED UNA SENSIBILITÀ ALL'APPLICAZIONE DELLA GEOCHIMICA A PROBLEMI GEOLOGICI ED AMBIENTALI. TALE ATTITUDINE È UTILE SIA PER GLI STUDENTI DI TECNOLOGIE AMBIENTALI, SIA PER GLI STUDENTI DELL’INDIRIZZO DIDATTICO. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI NOZIONI DI BASE DI CHIMICA, FISICA, MINERALOGIA E DI CORSI DI MATEMATICA, FISICA, CHIMICA, MINERALOGIA CALCOLO ELEMENTARE competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Conoscenza dei principali processi geochimici in ambienti superficiali, nozioni elementari di termodinamica MINERALOGENESI ED INSEGNAMENTI/LABORATORI DI INDIRIZZO MINERO-PETROLOGICO 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 24 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): • Esercitazioni in campo (N.ore) • Esercitazioni teoriche (N.ore): 12 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Ore Lez. 12 Ripasso dei principali argomenti di chimica generale e nozioni elementari di termodinamica Alterazione,sistemi colloidali, argille e suoli totale Ore Esercit. 12 Totale Ore CFU 24 2.7 12 1.3 12 24 12 36 4 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Materiale di consumo: 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: • I testi base consigliati per il corso sono: K.B.KRAUSKOPF E D.K.BIRD INTRODUCTION TO GEOCHEMISTRY, MCGRAW-HILL NEW YORK 1995. • • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: esame orale 110 NOME CORSO/LABORATORIO GEOGRAFIA CON LABORATORIO SSD (del Corso):… ………… Numero codice:…N8008…….. 1. Docenza Docente: prof. Michele MOTTA SSD Dipartimento di Scienze della Terra Tel.: 0116705115 Fax: 0116705155 e-mail: [email protected] Docente: prof. SSD Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Conoscenza dei processi fondamentali geografico-fisici responsabili del modellamento dell superficie terrestre e della dinamica dei processi geomorfologici. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI CONOSCENZA GEOGRAFICO-FISICA DI BASE (SCUOLE MEDIE E SUPERIORI) competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Conoscenza dei processi fondamentali di modellamento della superficie terrestre Conoscenza della dinamica fondamentale dei processi gemorfologici GEOLOGIA, BOTANICA GENERALE CONSERVAZIONE DELLA NATURA E SUE RISORSE, RILEVAMENTO GEOLOGICO, CLIMATOLOGIA, ECOLOGIA APPLICATA, PALEOECOLOGIA 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 36 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 30 • Esercitazioni in campo (N.ore): 4 • Esercitazioni teoriche (N.ore): 2 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Il bilancio termico terrestre: cause astronomiche ed effetti sui gradienti di temperatura di suolo, aria e laghi. Cenni di fisica dell'atmosfera. Circolazione generale dell’atmosfera. Ore Lez. 2 2 2 Ore Esercit. Totale Ore CFU 2 2 2 111 Processi eolici. La degradazione superficiale delle rocce. Concetti di base della geomorfologia. I processi di modellamento delle forme carsiche. I rapporti fra clima e modellamento dei paesaggi carsici. Processi gravitativi. Processi fluviali. Principi di nivologia. Processi valanghivi. Dinamica dei ghiacciai. Genesi dei depositi glaciali. Processi crionivali. Cause e effetti del moto ondoso. Cause astronomiche delle maree; effetti delle maree e delle altre oscillazioni del livello del mare. Processi di erosione, trasporto e sedimentazione costieri. Cartografia totale 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 4 4 4 2 24 36 36 2 2 2 2 2 2 2 6 6 2 6 2 2 2 2 24 6 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione):Proiettore lucidi (in aula), proiettore diapositive (Aula Piazza Cavour), Sonda penetrometrica e materiale per analisi nivostratigrafiche (Dip. Scienze della Terra), GPS, bussole goniometriche (Dip. Scienze della Terra). Materiale di consumo: Tavolette IGM, ciottoli di vari ambienti geomorfologici 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: • I testi base consigliati per il corso sono: appunti E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: A. Biancotti - Corso di Geografia Fisica. 2 volumi. Strahler & Strahler - Modern Geography Physics. Wiley. In caso di forti lacune nella conoscenza geografico-fisica di base, si consiglia la lettura di: Crotta, Motta & Motta - Geosistema. De Agostini. S. Marshak – La Terra ritratto di un pianeta. Zanichelli. Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: www.agsp.it 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: Prova orale. NOME CORSO: GEOLOGIA SSD (del Corso): GEO 02 Numero codice: N8019 1. Docenza Docente: prof. Pierangelo CLARI SSD: GEO 02 Dipartimento di Scienze della Terra Tel.: 011-5628928 Fax: 011-530652 e-mail: [email protected] 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Il corso si propone di fornire allo studente i concetti fondamentali della Geologia con particolare riguardo alle relazioni fra la tettonic delle placche e la formazione delle rocce e delle catene montuose. prendendo per quanto possibile come riferimento le Alpi occidentali. 112 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) NOZIONI BASE SU MINERALI E ROCCE EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI MINERALOGIA, LABORATORIO DI GEOLOGIA 1, Petrografia e laboratorio di Petrografia competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Conoscenze sui concetti fondamentali delle della Geologia e sulla struttura delle Alpi occidentali e la loro evoluzione LABORATORIO DI GEOLOGIA I, GEOLOGIA AMBIENTALE RILEVAMENTO GEOLOGICO 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 36 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): • Esercitazioni in campo (N.ore): • Esercitazioni teoriche (N.ore): 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Età della Terra, nascita del concetto di tempo geologico, Principi di datazione relativa ed assoluta, Principi di stratigrafia e nascita della scala cronostratigrafica Caratteristiche del Pianeta Terra, Struttura della Terra: Dinamica crostale e Tettonica delle placche Hot spot Ore Lez. 4 Ore Esercit. Totale Ore CFU 0,4 9 Cenni su tipi e geometrie dei corpi magmatici effusivi ed 14 intrusivi. Cenni sulle caratteristiche e sulle geometrie dei corpi rocciosi metamorfici. Principi di stratigrafia e geometrie dei corpi rocciosi sedimentari, strutture sedimentarie Deformazione fragile e duttile delle rocce: Tipi e nomenclatura 5 delle faglie, tipi e nomenclatura delle pieghe Cenni sulla struttura e sull,’evoluzione delle Alpi occicentali 4 totale 36 1 1,5 0,6 0,5 4 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Materiale di consumo: 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: Dipartimento di Scienze della Terra • I testi base consigliati per il corso sono: dispense e appunti forniti dal docente • E’ consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:PRESS & SIEVER ( 1997) PRESS & SIEVER ( 1997) CAPIRE LA TERRA ZANICHELLI ED MARSHAK S. (2004) LA TERRA RITRATTO DI UN PIANETA ZANICHELLI ED 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: Prova scritta facoltativa preliminare all’ esame orale 113 NOME CORSO GEOLOGIA AMBIENTALE 1 SSD (del Corso): GEO/04 Numero codice N8021 1. Docenza Docente: prof. Luciano MASCIOCCO SSD: GEO/05 Dipartimento di Scienze della Terra Tel.: 011-6705112 Fax: 011-6705146 e-mail: [email protected] 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Acquisire nozioni teorico-pratiche sulla gestione del rischio geologico e in particolare sulla valutazione della pericolosità geologica, sulla normativa relativa e sui provvedimenti per la sua mitigazione. Fornire informazioni sul rischio di inquinamento delle risorse idriche. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) Conoscenza dei principi di geologia generale, petrografia, geomorfologia. competenze attese (in uscita) Capacità di reperimento dei dati relativi ai parametri della pericolosità geologica. Capacità di elaborare tali dati in carte di pericolosità geologica. 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali: N. 36 ore. • Esercitazioni di laboratorio: N. 0 ore. • Esercitazioni in campo:N. 0 ore. • Esercitazioni teoriche: N. 0 ore. 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento La Geologia ambientale. Il concetto di rischio geologico Rischi legati a fenomeni endogeni (sismico, vulcanico) Rischi legati alle piogge (erosione, inondazioni, frane) RISCHIO DI INQUINAMENTO DELLE RISORSE IDRICHE totale EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI PETROGRAFIA , GEOLOGIA, GEOMORFOLOGIA. EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI INSEGNAMENTI DI EVENTUALE LAUREA SPECIALISTICA POICHÉ IL CORSO SI SVOLGE AL TERZO ANNO. Ore Lez. 9 9 9 9 36 Ore Totale Ore Esercit. 9 9 9 9 36 CFU 1 1 1 1 4 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione):Lavagna luminosa (aula). Materiale di consumo:Lucidi e carta per fotocopie, cancelleria. 114 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso copisteria. • • • I testi base consigliati per il corso sono: dispense del docente. E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: GIUSEPPE GISOTTI, MARCELLO BENEDINI:”IL DISSESTO IDROGEOLOGICO”. CAROCCI, 2000; GIUSEPPE BENINI:”SISTEMAZIONI IDRAULICO-FORESTALI”. UTET, 1990. Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: www.ingrm.it; www.adbpo.it. 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: Discussione su tre argomenti del programma. NOME CORSO/LABORATORIO: GEORISORSE SSD (del Corso): GEO/09 Numero codice: N8105 1. Docenza Docente: prof. Piergiorgio Rossetti SSD GEO/09 Dipartimento di Scienze Mineralogiche e Petrologiche Tel.: 011 6705174 Fax: 011 6705128 e-mail: [email protected] 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): fornire le conoscenze di base relative a tipologia e distribuzione delle risorse naturali oggetto d estrazione; analizzare le problematiche relative all’impatto dell’attività estrattiva sull’ambiente naturale. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) NOZIONI DI BASE DI MINERALOGIA (GENERALE E SISTEMATICA); EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI MINERALOGIA CON LABORATORIO RICONOSCIMENTO MACROSCOPICO DEI PRINCIPALI MINERALI DELLE ROCCE CONCETTI FONDAMENTALI DI GEOLOGIA E DEI PROCESSI GEOLOGICI; CLASSIFICAZIONE DELLE ROCCE E RICONOSCIMENTO MACROSCOPICO DEI PRINCIPALI LITOTIPI NOZIONI DI BASE DEI PRINCIPI DI CLASSIFICAZIONE DELLE ROCCE E DEI PRINCIPALI PROCESSI PETROGENETICI; PRINCIPI FONDAMENTALI PER LO STUDIO DELLE ROCCE ALLA SCALA MICROSCOPICA E RELATIVA APPLICAZIONE competenze attese (in uscita) GEOLOGIA, LABORATORIO DI GEOLOGIA I E II, PETROGRAFIA CON LABORATORIO PETROGRAFIA CON LABORATORIO, LABORATORIO DI GEOLOGIA I EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Conoscenze di base sulla distribuzione delle risorse minerali nella crosta terrestre 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 28 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 5 • Esercitazioni in campo (N.ore): 8 115 • Esercitazioni teoriche (N.ore): 6 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Le risorse naturali non rinnovabili: definizione, possibili classificazioni ed analisi dell’importanza delle materie prime nella storia passata e contemporanea. I giacimenti come prodotto della evoluzione geodinamica della crosta terrestre: principali meccanismi geologici che possono favorire la concentrazione dei vari tipi di materie prime. Risorse minerali e impatto ambientale: principali metodi di estrazione e trattamento dei minerali e possibile impatto sull’ambiente. I problemi relativi allo stoccaggio di materiali radioattivi. Analisi macroscopica di campioni provenienti da vari tipi di cave e miniere; riconoscimento macroscopico di fasi metalliche e analisi dei caratteri strutturali delle mineralizzazioni. I caratteri microscopici delle mineralizzazioni: cenni sui principi della microscopia in luce riflessa per il riconoscimento delle fasi metalliche; individuazione e caratterizzazione in microscopia in luce trasmessa delle inclusioni fluide (in fasi idrotermali). Principali metalli e minerali industriali oggetto di coltivazione mineraria: nozioni relative all’impiego dei singoli materiali e cenni su tipologia e distribuzione delle concentrazioni utili. Esercitazione didattica sul terreno: visita a situazioni di reale o potenziale interesse per l’attività estrattiva totale Ore Lez. 14 Ore Esercit. Totale Ore CFU 14 1.5 6 0.7 5 5 0.3 6 6 0.3 8 0.9 8 0.3 6 8 8 28 19 47 4 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Lavagna Luminosa; Videoproiettore collegato a PC di postazione docente (Aula Curti, Palazzo Campana). Per alcune esercitazioni – su più turni - di microscopia in luce riflessa viene inoltre utilizzato un microscopio a riflessione ubicato nel Laboratorio di Microscopia I presso il Dipartimento di Scienze Mineralogiche e Petrologiche. • Materiale di consumo: collezione di campioni macroscopici e di sezioni lucide di mineralizzazioni messa a disposizione dal Docente. 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: • Il testo base consigliato per il corso è: CRAIG, VAUGHAN & SKINNER, Resources of the Earth. Origin, Use, and Environmental Impact. Prentice Hall 1996 • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: EVANS, Ore Geology and Industrial Minerals. An Introduction. IIIrd Ed., Blackwell Scientific Publications, Oxford, 1993 • Il docente mette inoltre a disposizione su CD tutto il materiale utilizzato durante le elezioni e le esercitazioni • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: http://minerals.usgs.gov/minerals/pubs/myb.html 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: prova orale. 116 NOME CORSO/ IGIENE AMBIENTALE SSD (del Corso): MED/42 Numero codice: 1. Docenza Docente: prof. Roberto Bono SSD MED/42 Dipartimento di Sanità Pubblica e di Microbiologia Tel.: 011 670 5818 Fax: 011 236 5818 e-mail: [email protected] Docente: prof. SSD Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Il corso si propone di fornire agli studenti elementi utili alla comprensione del rapporto ambiente di vita e salute umana. Tale rapporto viene studiato partendo dalla conoscenza delle nozioni riguardanti i fattori di rischio (o le cause) chimici, fisici e biologici che, distribuiti nell’ambiente, sono in grado di determinare il livello quantitativo e qualitativo della salute. A questo scopo sarà evidenziata la necessità dell’utilizzo di indicatori che possano descrivere compiutamente i livelli quali-quantitativi ed i rapporti tra i due aspetti: ambiente e salute. Saranno forniti a tale scopo elementi per la conoscenza delle migliori tecniche di indagine e degli strumenti epidemiologici necessari per le analisi dei risultati. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) CHIMICA DI BASE EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI CHIMICA GENERALE, INORGANICA E ORGANICA ECOLOGIA IGIENE ECOLOGIA FONDAMENTI DI IGIENE competenze attese (in uscita) Conoscenza dei determinanti ambientali di salute e di malattia. Capacità di analizzare i problemi ambientali con riferimento alla prevenzione primaria della salute umana. Conoscenza del significato e delle applicazioni epidemiologiche degli indicatori ambientali e biologici in campo umano EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI I CORSI DELLE LAUREE SPECIALISTICHE DI BIOLOGIA I CORSI DELLE LAUREE SPECIALISTICHE DI BIOLOGIA I CORSI DELLE LAUREE SPECIALISTICHE DI BIOLOGIA 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: lezioni frontali utilizzando presentazioni e collegamenti in rete per l’esemplificazione delle potenzialità di indagine presenti nel WEB: banche dati, medline, micromedex,e per l’esecuzione della ricerca bibliografica in rete tramite l’accesso a lavori full-text.Viene lasciato ampio spazio al confronto diretto e personale con gli studenti; per questo motivo la frequenza è fortemente consigliata. 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento GENERALITA’: il sistema ambientale e lo stato di salute delle popolazioni: le variabili ambientali, occupazionali ed Ore Lez. 4 Ore Esercit. Totale Ore CFU 117 individuali. ARIA. La contaminazione atmosferica ed i suoi effetti sull’uomo e sull’ambiente. Fonti di inquinamento dell'aria e principali inquinanti. Dinamiche, destino ed effetti degli inquinanti atmosferici. Cenni di legislazione nazionale e internazionale. Gli studi epidemiologici sul tema aria e salute: gli strumenti di indagine ambientale e biologica sull’uomo La contaminazione chimica e biologica dell’aria degli ambienti confinati. Cenni di legislazione. ACQUA Indicatori di inquinamento. I parametri chimici e batteriologici ed il loro significato nel formulare il giudizio di un'acqua. Infezioni idrodiffusibili. Tecniche di potabilizzazione. Legislazione. LE ABITUDINI VOLUTTUARIE. Il fumo di tabacco: la composizione, i consumi, l'esposizione passiva, i marker biologici. Il consumo di alcol e gli effetti sulla salute IL PROCESSO DI VALUTAZIONE E GESTIONE DEI RISCHI AMBIENTALI. Generalità, identificazione, stima, valutazione, gestione del rischio. Gli indicatori ambientali e biologici (di esposizione e di dose) – metodi per la misura del rischio e l'estrapolazione all'uomo. Identificazione e percezione del rischio. EPIDEMIOLOGIA AMBIENTALE. Esempi ed applicazioni (studi ecologici, trasversali, caso controllo, sperimentali) relativi ai provvedimenti di prevenzione primaria sull’ambiente: misure di frequenza, misure di associazione e rapporto causa-effetto. Disegni degli studi epidemiologici ed analisi dei risultati TOTALE 6 6 4 4 4 4 32 4 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione):PC collegato a proiettore. Aula Dip. Di Sanità Pubblica e di Microbiologia. Via Santona 5 bis. Torino Materiale di consumo: 7. Materiale didattico I testi base consigliati per il corso sono: IGIENE, Checcacci, Meloni, Pelissero, Casa Editrice Ambrosiana, Milano ELEMENTI DI METODOLOGIA EPIDEMIOLOGICA, Signorelli. Società Editrice Universo, Roma. Saranno inoltre messi a disposizione i testi delle leggi più importanti nel campo dell’Igiene ambientale. E’ fortemente consigliato, infine, l’utilizzo del materiale bibliografico fornito dal docente 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge , di norma, come segue: prova scritta che sarà svolta sottoforma di quiz a risposta multipla o domande con risposta aperta. Su richiesta, approfondimento orale. Saranno inoltre tenute in considerazione l’attenzione e l’interazione che gli studenti sapranno dimostrare durante il corso. NOME CORSO ISTITUZIONI DI MATEMATICHE SSD (del Corso): MAT/01-09 Numero codice N8010 1. Docenza Docente: prof. Margherita Roggero SSD MAT/02 Docente: prof. Sergio Console SSD MAT/03 Dipartimento di Matematica 118 Dipartimento di Matematica Tel.: 0116702911 Fax: 0116702878 e-mail: [email protected] Tel.: 0116702931 Fax: 0116702878 e-mail: [email protected] 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Il corso si propone di fornire agli studenti: • i concetti fondamentali del calcolo differenziale ed integrale per le funzioni di una variabile, con particolare riguardo alle applicazioni per le scienze naturali (modelli matematici continui e tempo-discreti). • (I concetti di base di calcolo delle probabilità.) L’allievo dovrà essere in grado di: • conoscere le proprietà ed i grafici delle funzioni elementari; • risolvere le equazioni e disequazioni che coinvolgono le funzioni elementari; • studiare analiticamente una funzione di una variabile, con particolare riguardo al suo comportamento agli estremi del dominio ed alla ricerca degli asintoti e degli estremi; • saper calcolare un integrale utilizzando i più comuni metodi di integrazione; • saper risolvere semplici equazioni differenziali ordinarie ed applicare i risultati allo studio di modelli matematici. • (saper schematizzare e risolvere semplici problemi stocastici.) 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) NOZIONI DI ARITMETICA, ALGEBRA, GEOMETRIA E TRIGONOMETRIA; IN PARTICOLARE: SAPER MANIPOLARE CORRETTAMENTE LE ESPRESSIONI ALGEBRICHE, SAPER EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI MATEMATICA DELLA SCUOLA MEDIA SUPERIORE RISOLVERE EQUAZIONI E SISTEMI DI PRIMO E SECONDO GRADO, CONOSCERE GLI ELEMENTI DELLA GEOMETRIA ANALITICA DEL PIANO. competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Saper studiare analiticamente una funzione una funzione di una TUTTI I CORSI DI CARATTERE variabile. Saper riconoscere e studiare semplici modelli CHIMICO, FISICO, NATURALISTICO matematici e stocastici. CHE UTILIZZANO QUESTE NOZIONI. 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 36 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 4 • Esercitazioni in campo (N.ore) • Esercitazioni teoriche (N.ore): 32 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Funzioni di una variabile. Nozioni fondamentali sulle funzioni reali di variabile reale. Proprietà e grafici delle funzioni elementari. Equazioni e disequazioni. Successioni. Ore Lez. 9 Ore Esercit. 9 Totale Ore CFU 18 119 Cenni sui modelli matematici discreti Elementi di calcolo delle probabilità: calcolo combinatorio e definizione classica di probabilità. Calcolo vettoriale e geometria analitica. Vettori nel piano e nello spazio. Prodotto scalare. Rette, circonferenze, coniche. Sistemi lineari e matrici. 5 5 10 Limiti. Concetto di limite, continuità, forme indeterminate. Studio di una funzione agli estremi del dominio e ricerca degli asintoti. Derivate e applicazioni. Nozione di derivata, suo significato geometrico e regole di derivazione. Ricerca di massimi, minimi. Differenziale di una funzione e sviluppi di Taylor Integrali. Integrali definiti ed indefiniti; principali metodi di integrazione, calcolo di aree. Equazioni differenziali. Equazioni e sistemi di equazioni differenziali del primo ordine. Applicazioni allo studio di modelli matematici (crescita di una popolazione isolata, modello preda-predatore). 5 5 10 7 7 14 5 5 10 5 5 10 Tot. 2 lez. 1 eserc. totale 36 36 72 4 lez. 2 eserc. =6 Tot. 2 lez. 1 eserc. 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • Sono previste alcune esercitazione al computer in laboratorio con il software Maple. 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: http://www.dm.unito.it/personalpages/console/SNat.html • I testi base consigliati per il corso sono: Matematica I di Naldi-Pareschi-Aletti (McGraw Hill) Oppure Matematica per discipline biomediche di Villani (McGraw Hill) Oppure Matematica zero di Roggero-Ferrarese (Masson) 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: Esame scritto e successiva prova orale NOME CORSO LABORATORIO DI BIOLOGIA EVOLUTIVA DEI VERTEBRATI SSD (del Corso): BIO06 Numero codice: 8031 1. Docenza Docente: Dott. Paolo Peretto SSD BIO06 Dipartimento di BIOLOGIA ANIMALE E DELL’UOMO Tel.: 0116704673 Fax: 0116704692 e-mail: [email protected] 120 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Il corso di Laboratorio di Biologia dei Vertebrati ha un indirizzo tecnico-applicativo e si propone di fornire le conoscenze necessarie per il riconoscimento dei principali vertebrati caratterizzanti la Regione italiana settentrionale continentale. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI BASI DI ZOOLOGIA GENERALE E SISTEMATICA, ECOLOGIA, ZOOLOGIA GENERALE BIOLOGIA EVOLUTIVA DEI VERTEBRATI ZOOLOGIA SISTEMATICA ECOLOGIA ECOLOGIA VEGETALE BIOLOGIA EVOLUTIVA VERTEBRATI competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Identificazione dei principali vertebrati italiani ANATOMIA COMPARATA 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: una serie di esercitazioni, ciascuna della durata di circa 2 h, in cui gli studenti sono guidati, tramite l’utilizzo di chiavi dicotomiche, all’analisi di campioni rappresentativi delle diverse classi di vertebrati (circa 90 specie conservate in vaso o in pelle). Sono inoltre previsti interventi, in forma di seminari, di ricercatori specializzati provenienti dall’Ateneo di Torino e da musei e parchi regionali e nazionali. • • • • Lezioni frontali (N.ore): Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 18 Esercitazioni in campo (N.ore) Esercitazioni teoriche (N.ore): 18 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Utilizzo delle chiavi dicotomiche e riconoscimento di ciclostomi e osteitti Riconoscimento osteitti Seminario pesci Riconoscimento specie anfibi Riconoscimento specie anfibi Seminario anfibi Riconoscimento specie rettili Riconoscimento specie rettili Seminario rettili Riconoscimento specie uccelli Riconoscimento specie uccelli Seminario uccelli Riconoscimento specie mammiferi Seminario mammiferi Seminario museologia totale Ore Lez. Ore Esercit. 2 Totale Ore 2 3 2 2 3 2 2 3 2 2 3 2 3 3 15 CFU 2 36 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): microscopi binoculari, lenti, pinzette (Laboratorio morfologia) Materiale di consumo: carta assorbente, alcol. 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso il laboratorio I testi base consigliati per il corso sono: Guida al riconoscimento dei più comuni vertebrati dell’Italia nord-occidentale. Quaderno di appunti in forma di chiavi dicotomiche reperibile da Cortina. 121 • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: Tutte le guide per il riconoscimento dei vertebrati possono essere utilizzate come materiale d’appoggio in particolare viene suggerito: ERPETOLOGIA DEL PIEMONTE E DELLA VALLE D’AOSTA, ATLANTE DEGLI ANFIBI E DEI RETTILI (F. ANDREONER. SINDACO, MUSEO REGIONALE DI SCIENZE NATURALI TORINO) L’AVIFAUNA DELLA CITTA’ DI TORINO: ANALISIECOLOGICA E FAUNISTICA (MAFFEI ET AL., 2001; MUSEO REGIONALE DI SCIENZE NATURALI TORINO) LES OISEAUX D’EUROPE, ROCHE J.C, ROCKER F., EDITION SITTELLE (CD-ROM) GUIDA AGLI UCCELLI D’EUROPA, R.. PETERSON, G. MOUNTFORT, P.A.D. HOLLUM, MUZZIO EDITORE, 1983. • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: http://www.herp.it/index.htm 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: riconoscimento, mediante chiavi dicotomiche, di alcuni esemplari di vertebrati. NOME CORSO BOTANICA GENERALE CON LABORATORIO Modulo Laboratorio SSD: BIO 01 Numero codice: N8001 1. Docenza modulo Laboratorio Docente: prof. Elena Martino Docente: prof. Paola Bonfante SSD BIO 01 Dipartimento di Biologia Vegetale Tel.: 011 6705986 Fax: 011 6705962 e-mail: [email protected] SSD BIO 01 Dipartimento di Biologia Vegetale Tel.: 011 6705965 Fax: 011 6705962 e-mail: [email protected] 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Il corso si propone di fornire agli studenti del primo anno una preparazione biologico-vegetale di base, con particolare riguardo all morfologia ed all’anatomia vegetale 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI CONOSCENZA DELLE CARATTERISTICHE GENERALI DEGLI ORGANISMI VEGETALI E DELL’ORGANIZZAZIONE DELLA BOTANICA GENERALE CELLULA VEGETALE BASI FISICO-CHIMICHE DEGLI ORGANISMI VIVENTI CHIMICA GENERALE, CHIMICA ORGANICA, FISICA competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Conoscenza approfondita della morfologia e dell’anatomia vegetale BOTANICA SISTEMATICA, FISIOLOGIA VEGETALE 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 9 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 12 • Esercitazioni in campo (N.ore) • Esercitazioni teoriche (N.ore): 6 122 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Presentazione della cellula e dei tessuti vegetali. Tessuti parenchimatici: di riserva, aerifero, fotosintetico, acquifero. Tessuti tegumentali: cellule banali, stomi, tricomi, litocisti. Tessuti meccanici: collenchima e sclerenchima. Tessuti secernenti: secrezione esterna/interna. Tessuti di conduzione. Organizzazione dei fasci di conduzione. Radice in struttura primaria: funzioni, struttura, modelli di organizzazione nelle monocotiledoni e nelle dicotiledoni, formazione delle radici laterali, radici specializzate (radici tuberizzate, radici di orchidee epifite, pneumatofori, radici contrattili, radici avventizie, austori). I tessuti e gli organi della riproduzione sessuale. Il ciclo vitale delle piante terrestri. Le strutture riproduttive delle Gimonosperme: strobili maschili e femminili. Le strutture riproduttive delle Angiosperme: organizzazione del fiore, fecondazione, sviluppo dell’embrione e formazione del seme, tipi di frutti Fusto in struttura primaria: funzioni, struttura, modelli di organizzazione nelle mono- e nelle dicotiledoni. Fusto e radice in struttura secondaria: attività, struttura e funzionamento del cambio cribro-vascolare e del cambio subero-fellodermico. Descrizione dei tessuti secondari: xilema e floema secondari, periderma. La foglia: funzioni, struttura ed organizzazione. Formazione delle foglie. Tipi di foglie: foglia dorsoventrale, foglia equifacciale, foglia unifacciale, foglia centrica. Adattamenti delle foglie a particolari condizioni ambientali: xerofite, idrofite, foglie con fotosintesi C4, foglie di sole e foglie d'ombra. totale Ore Lez. 1.5 Ore Esercit. 3 Totale Ore CFU 4.5 0.33 1.5 3 4.5 0.33 1.5 3 4.5 0.33 1.5 3 4.5 0.33 1.5 3 4.5 0.33 1.5 3 4.5 0.33 9 18 27 2 6. Materiale per lezioni ed esercitazioni: • • Strumentazione: microscopi ottici (Dipartimento di Biologia Vegetale) Materiale di consumo: vetrini portaoggetto, vetrini coprioggetto, lamette, pipette di plastica, pinzette, coloranti (Lugol, fluoroglucina) 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: • I testi base consigliati per il corso sono: Mauseth, Botanica, Fondamenti di Biologia delle Piante, Edizione Italiana, Nuova Editoriale Grasso Speranza-Calzoni, Struttura delle piante in immagini Ed. Zanichelli Gerlach-Lieder, Atlante di Anatomia Vegetale Ed. Muzzio CD con i files delle lezioni e dei preparati di anatomia vegetale (già disponibili all’inizio del corso presso l’aula informatica del Dipartimento di Biologia Animale) • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: http://www.bioveg.unito.it/atlante/ http://www.atlantebotanica.unito.it/ 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: prova scritta che consiste nel riconoscimento di diapositive di preparati anatomici, riconoscimento di grafici e schemi di strutture vegetali (rigorosamente corrispondenti a quelli che ci sono sul CD ed illustrati a lezione), domande a scelta multipla e domande aperte. Gli studenti sono invitati a iscriversi anche via e-mail al test . 123 I risultati sono affissi in bacheca e messi sul sito del dipartimento. NOME CORSO LABORATORIO DI ECOLOGIA SSD (del Corso):… …BIO/07………………… Numero codice:………N8038……………….. 1. Docenza Docente: prof. Francesca Bona SSD BIO/07 Dipartimento di Biologia animale e dell’uomo Tel.: 011 6704740 Fax: 011 6704732 e-mail: [email protected] 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Attraverso esperienze in campo e in laboratorio e specifici approfondimenti teorici lo studente ha modo di applicare alcuni concetti appresi durante il corso di ecologia, con particolare riguardo agli indicatori ecologici. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI CONOSCENZE DI BASE DI ECOLOGIA,CHIMICA ECOLOGIA, CHIMICA GENERALE competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Familiarità con i metodi sperimentali in ecologia; competenze specifiche nell’applicazione di alcuni indici ecologici (IBE, QBS) BIOMONITORAGGIO AMBIENTALE (LS AGAM) 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore):8 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 10 • Esercitazioni in campo (N.ore) 14 • Esercitazioni teoriche (N.ore): 4 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Introduzione al corso; i metodi sperimentali in ecologia Seminario sui censimenti di ungulati, uccelli, lepidotteri Indicatori di qualità ambientale del suolo Indicatori di qualità dei fiumi Indicatori di eutrofia nei laghi Totale Ore Lez. 2 Ore Esercit. 30 CFU 2 4 4 18 8 4 2 14 8 2 4 8 Totale Ore 36 2 124 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Videoproiettore aula Corti, stereoscopi laboratorio di Zoologia Palazzo Campana, colorimetro lab ecologia Palazzo Campana, sonda multiparametrica da campo, retino plancton, retino macroinvertebrati, estrattori pedofauna Materiale di consumo:pipette, capsule petri, alcool, pinzette 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: sito di Scienze Naturali • I testi base consigliati per il corso sono: Manuale ARPA Tecniche di biomonitoraggio della qualità del suolo (scaricabile dal sito www.arpa.piemonte.it) • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: Manuale APAT Indice di funzionalità fluviale; Atlante per il riconoscimento dei macroinvertebrati dei corsi d’acqua italiani, Provincia autonoma di Trento • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: Valutazione di un elaborato sull’escursione disciplinare; prova pratica di riconsocimento di macroinvertebrati acquatici e di pedofauna; domanda sulla parte teorica NOME CORSO LABORATORIO DI MINERALOGIA SSD (del Corso):… GEO06…………………… Numero codice:……N8013………………….. 1. Docenza Docente: prof. Ivaldi Gabriella SSD GEO06 Dipartimento di Scienze Mineralogiche e Petrologiche Tel.: 0116705133 Fax: 0116705128 e-mail: [email protected] Docente: prof. Elena Belluso SSD GEO/06 Dipartimento di Scienze Mineralogiche e Petrologiche Tel.: 0116705135 Fax: 0116705128 e-mail: [email protected] 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Il laboratorio intende completare il corso di Mineralogia con esercitazioni sperimentali e applicative volte al riconoscimento dei minerali sia attraverso l’esame della proprietà fisiche che attraverso la diffrazione dei raggi X. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI CONOSCENZE DI BASE DI FISICA E CHIMICA DELLO STATO FISICA CHIMICA SOLIDO competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI 125 Conoscenze cristallografiche e mineralogiche per il riconoscimento macroscopico dei più comuni minerali in base alle caratteristiche fisiche e di simmetria. Capacità di esecuzione ed interpretazione di analisi diffrattometriche ai raggi X. PETROGRAFIA Mineralogia ambientale Geochimica Giacimenti Laboratorio di scienze della terra Comunicazione e divulgazione naturalistica 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 36 • Esercitazioni in campo (N.ore) • Esercitazioni teoriche (N.ore): 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Simmetria: indicizzazione di facce e direzioni cristallografiche; riconoscimento della simmetria morfologica in modellini delle 32 classi cristalline; riconoscimento della simmetria reticolare in gruppi spaziali bidimensionali. Sistematica mineralogica. Proprietà fisiche utili per il riconoscimento di campioni macroscopici : durezza, lucentezza, colore, sfaldatura. Riconoscimento e caratteristiche strutturali e cristallochimiche dei più comuni minerali: elementi nativi, solfuri, alogenuri, ossidi, carbonati, solfati, silicati (neso-, soro-, ciclo-, ino-, fillo- e tectosilicati) Diffrazione dei raggi x da polveri: preparazione del campione, esecuzione di diffrattogrammi, riconoscimento manuale ed automatico delle fasi totale Ore Lez. Ore Esercit. 18 Totale Ore CFU 18 2 12 12 6 6 36 36 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): campioni macroscopici dei più importanti e significativi minerali della crosta (armadi in aula Pognante), modellini di legno (armadi in aula Pognante), modellini di strutture (armadi in corridoio e in aula Pognante); diffrattometro a raggi X per polveri (laboratorio DSMP); software per la rappresentazione grafica di strutture e per l’interpretazione dei diffrattogrammi(PC presso lo studio dei docenti); presentazioni power point (CD presso i docenti) Materiale di consumo: fotocopie per esercitazioni grafiche; lucidi 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: Dipartimento di Scienze Mineralogiche e Petrologiche ed i docenti de corso I testi base consigliati per il corso sono: RIGAULT, Introduzione alla Cristallografia. Levrotto e Bella ed. BARONNET, Mineralogia. Hoepli. FONT-ALTABA e TANELLI, Tavole di Mineralogia. Giunti. E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: CD fornito dai docenti Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: http://webmineral.com/ http://www.mindat.org/ http://un2sg4.unige.ch/athena/mineral/mineral.html 126 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: orale-pratico: descrizione delle caratteristiche fisiche e riconoscimento di campioni macroscopici di minerali comuni; riconoscimento di simmetrie; interpretazione di diffrattogrammi a raggi X per polveri. NB: l’esame di mineralogia e laboratorio non sono più distinti ma vengono sostenuti contestualmente con registrazione di voto unico. NOME CORSO LABORATORIO DI SCIENZE DELLA TERRA SSD (del Corso):… GEO/01, GEO/02, GEO/06, Numero codice:……N8080 1. Docenza Docente: prof. Edoardo Martinetto Docente: prof. Elena Belluso SSD GEO/01 Dipartimento di Scienze della Terra Tel.: 011 5628928 Fax: e-mail:[email protected] SSD GEO/06 Dipartimento di Scienze Mineralogiche e Petrologiche Tel.: 011 6705148 Fax: e-mail:[email protected] Docente: prof. Francesco Dela Pierre SSD GEO/02 Dipartimento di Scienze della Terra Tel.: 011 5628928 Fax: e-mail: [email protected] 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Il laboratorio si propone di applicare ad un'area campione (preferibilmente riserva naturale o geosito) le conoscenze teorich acquisite dallo studente nel campo delle Scienze della Terra. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) ELEMENTI DI GEOLOGIA ELEMENTI DI MINERALOGIA competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI GEOLOGIA MINERALOGIA EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Capacità di analizzare e valorizzare le emergenze geologiche, paleontologiche e geomorfologiche riscontrabili nel contesto regionale. 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 14 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 9 • Esercitazioni in campo (N.ore): 38 • Esercitazioni teoriche (N.ore):/ 127 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Ore Lez. 11 Lezioni di scienze della Terra Esercitazioni sul terreno Esame di dati raccolti e impostazione di elaborati scritti Analisi mineralogiche Totale Ore Esercit. Totale Ore 11 38 2 10 38 2 1 14 9 18 CFU 34 4 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): stereomicroscopi, microscopio a scansione, diffrattometro a raggi X. Dipartimento di Scienze della Terra, Via Valperga Caluso 35. • Materiale di consumo: CD-ROM. 7. Materiale didattico • • • • Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: Dipartimento di Scienze della Terra, Via Valperga Caluso 35. I testi base consigliati per il corso sono:/ E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: carte geologiche, collezionidi campioni geologici e paleontologici. Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:/ 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: Prova orale con osservazioni su carte tematiche, schemi, pubblicazioni. Colloquio per la valutazione dell’attività svolta sul terreno e in laboratorio, con esame dell’ elaborato prodotto. NOME LABORATORIO: LABORATORIO DI ZOOLOGIA SISTEMATICA SSD (del Corso):… …………………… Numero codice:……………………….. 1. Docenza Docente: prof. Daniela Pessani SSD Dipartimento di Biologia animale e dell’uomo Tel.: 011-6704750 Fax: 011-6704732 e-mail: [email protected] Docente: prof. SSD Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): A seconda degli esemplari di Protozoi e di Invertebrati a disposizione, lo studente arriva a riconoscimento a livello di phylum/classe/ordine oppure, mediante l’utilizzo di chiavi analitiche, arriva all’identificazione a livello d ordine/famiglia/genere/specie. Successivo scopo è, mediante il riconoscimento dell’anatomia degli esemplari, individuare l’increment della complessità e l’acquisizione di nuove strutture. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita 128 PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI CAPACITÀ DI UTILIZZO DELLE USUALI STRUMENTAZIONI OTTICHE (MICROSCOPI E STEREOMICROSCOPI) Zoologia (generale)/Botanica CORSO DI DISEGNO/SCUOLA ELEMENTI DI DISEGNO DI IMMAGINI BI- E TRIDIMENSIONALI SUPERIORE ZOOLOGIA (GENERALE)/FISIOLOGIA CONCETTI DI SIMMETRIA, DI PIANO DI SEZIONE, TERMINOLOGIA ANATOMICA E MORFOLOGICA DI BASE competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Essere in grado di riconoscere immediatamente e/o con l’ausilio di testi e chiavi di identificazione, in campo ed in laboratorio, esemplari di Protozoi ed Invertebrati . TUTTI QUELLI CHE RICHIEDONO CAMPIONAMENTI DI ORGANISMI ANIMALI, VISUAL CENSUS, SORTING DI CAMPIONI PRELEVATI IN NATURA 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 34 • Esercitazioni teoriche (N.ore): 2 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Funzioni e strutture vitali degli organismi animali Visione di preparati microscopici di Protozoi Visione di preparati micro e macroscopici di Poriferi, Cnidari, Ctenofori, uso di chiavi di riconoscimento di Cnidari. Visione di preparati micro e macroscopici di Platelminti Visione di preparati micro e macroscopici di Pseudocelomati Visione di preparati micro e macroscopici di Molluschi, Sipunculidi, Echiuridi ed Anellidi; uso di chiavi analitiche per il riconoscimento dei Molluschi Visione di preparati micro e macroscopici di Artropodi Chelicerati e Crostacei Uso di chiavi analitiche per il riconoscimento dei Crostacei Visione di preparati micro e macroscopici di Artropodi Unirami; uso di chiavi analitiche per il riconoscimento degli Insetti Visione di preparati micro e macroscopici di Lofoforati e Chetognati Visione di preparati micro e macroscopici di Echinodermi; uso di chiavi analitiche per il riconoscimento di Echinodermi Visione di preparati micro e macroscopici di Emicordati e Cordati Totale Ore Esercit. 2 2 6 Totale Ore CFU 2 2 6 4 2 4 2 2 2 36 2 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): preparati micro e macroscopici di Protozoi ed Invertebrati; apparecchiature microscopiche e steromicroscopiche; video-proiettore e PC. Palazzo Campana, aula di Zoologia. • Materiale di consumo: Pinzette, aghi manicati, vaschette. 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: • I testi base consigliati per il corso sono: ZAFFAGNINI & SABELLI, 1977. Atlante di morfologia degli Invertebrati. Piccin ed. Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: http://www.atlantezoolinv.unito.it/ 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma: per scritto (riconoscimento e descrizione di esemplari) . 129 NOME LABORATORIO LABORATORIO DI BOTANICA SISTEMATICA SSD (del Corso): Numero codice: N8029 1. Docenza Docente: prof. Valeria Filipello Marchisio SSD Dipartimento di Biologia Vegetale Tel.: 011-6705984 Fax: 011-6705962 e-mail: [email protected] Docente: prof. SSD Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Teoria e pratica nella identificazione delle Angiosperme 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Capacità di riconoscere e di esguire diagnosi con l’uso di chiavi analitiche di Dicotiledoni e Monocotiledoni ECOLOGIA, ECOLOGIA VEGETALE, FISIOLOGIA VEGETALE 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 12 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 17 • Esercitazioni in campo (N.ore) • Esercitazioni teoriche (N.ore): 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Caratteri morfo-anatomici e nomenclatura corrispondente dei fiori, dei frutti, delle foglie, dei fusti e delle radici. Forme biologiche di Raunkiaer. Istruzioni per l’allestimento dell’erbario; Discussione di verifica dell’apprendimento Esercizio di identificazione di specie delle principali famiglie di Angiosperme e discussione dei loro caratteri. Verifica scritta (identificazione e descrizione di una specie fanerogamica). Ore Lez. 12 Ore Esercit. 17 Totale Ore CFU 12 2 17 130 totale 29 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Materiale di consumo: carta assorbente da laboratorio 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: aula informatica del Dipartimento di Biologia animale • I testi base consigliati per il corso sono: PIGNATTI S. (1982), “Flora d’Italia”, Edagricole, Bologna. • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: http://www.dipbot.unict.it/sistematica/Index0.html 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: Discussione sull’erbario di 30 esemplari preparato dallo studente e interrogazione sui caratteri delle famiglie incluse nell’erbario e di quelle trattate durante le esercitazioni. NOME CORSO LABORATORIO DI ECOLOGIA VEGETALE SSD BIO 03………………………………… Numero codice:B8567……………………….. 1.Docenza Docente: prof. Giorgio Buffa Dipartimento di Biologia vegetale Tel.: 0116705972 Fax: 0116705962 e-mail:[email protected] Docente: prof. Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2.Finalità Presentare agli studenti alcuni metodi per valutare aspetti della vita dei vegetali di importanza ecologica. Mostrare metodi utilizzabili in laboratorio e metodi di campo, dimostrando la necessità di entrambi i livelli di indagine e facendo alcuni esempi di loro integrazione. 3. Obiettivi Portare lo studente ad una maggior dimestichezza con la valutazione strumentale dell’utilizzo delle risorse che condizionano la vita e la crescita dei vegetali (in particolare luce ed acqua) Approfondire la visione del ruolo ecologico delle risorse sotterranee e della possibile analisi della parte sotterranea dei vegetali solitamente nascosta all’osservazione diretta. 4. Pre-requisiti in ingresso e competenze minime in uscita 131 PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) CONOSCENZE DI BASE SU ANATOMIA E FUNZIONI DELLE VARI INSEGNAMENTI FORNITORI BOTANICA GENERALE PARTI DEI VEGETALI BASI SULLA FISIOLOGIA DELLE RISPOSTE DELLE PIANTE FISIOLOGIA VEGETALE ALLA LUCE BASI SULLA FISIOLOGIA DELLE RELAZIONI IDRICHE FATTORI ECOLOGICI PRINCIPALI PER I VEGETALI (CLIMA, SUOLO) FISIOLOGIA VEGETALE ECOLOGIA VEGETALE 5. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore) 18 • Pratica di laboratorio (N.ore): 24 • Esercitazioni teoriche (N.ore): 6. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Analisi delle relazioni idriche in campo ed in laboratorio con misure di potenziali idrici eseguite con camera a pressione, analisi della traspirazione fogliare con IRGA Introduzione ai differenti metodi per la misura di flussi di linfa grezza, basati su impulsi termici, su bilancio termico, su misurazioni del diametro dei fusti. Esercitazioni in campo con metodo basato sul bilancio termico ed elaborazione dei dati ottenuti per calcolare curve di traspirazione giornaliera. Valutazione delle capacità fotosintetiche e del livello di sciafilia o eliofilia delle specie con metodi di campo (realizzazione ed analisi di curve di risposta fotosintetica con analizzatori di scambi gassosi all’infrarosso) e di laboratorio (valutazione del rapporto Clorofilla a/Cl b, tenore di proteine fogliari, assorbanza fogliare, area fogliare specifica). Aspetti relativi alla dormienza ed alla germinazione dei semi, vernalizzazione, fotoblastismo, con metodi per la valutazione della composizione e della vitalità delle banche semi naturali. Ore Lez. 3 Ore Esercit. 4 Totale Ore di Car. Didattico 7 3 4 7 3 4 7 6 8 14 3 4 7 7. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): bomba a pressione, sistemi di misura dynamax per flussi di linfa, IRGA e pinza fogliare (Dip. Biologia vegetale) Materiale di consumo: 8. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: ogni anno vengono presi accordi in merito con gli studenti I testi base consigliati per il corso sono:Pignatti, Ecologia vegetale, UTET E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: G.A.E.Hendry & J. P. Grime, 1993 - Methods in comparative plant ecology. Chapman & Hall Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: 9. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: esame orale con interrogazioni sulle basi teoriche dei fenomeni sopra citati e con risoluzione di semplici problemi 132 NOME CORSO LABORATORIO DI GEOLOGIA I SSD (del Corso): GEO/02 Numero codice N8020 1. Docenza Docente dr.. F. Dela Pierre SSD GEO/02 Dipartimento di Scienze della Terra Tel.: 011 5621179 Fax: 011 530652 e-mail: [email protected] Docente: prof. SSD Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Il Laboratorio si propone di fornire allo studente gli strumenti per il riconoscimento, la classificazione e l’interpretazione genetica delle rocce sedimentarie alla scala mesoscopica. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI CONOSCENZE DI MINERALOGIA MINERALOGIA competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Capacità di riconoscere e classificare le rocce sedimentarie e di conoscerne i meccanismi genetici ed il significato paleoambientale GEOLOGIA, LABORATORIO DI GEOLOGIA II, PALEONTOLOGIA, RILEVAMENTO GEOLOGICO 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 8 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 15 • Esercitazioni in campo (N.ore) 6 • Esercitazioni teoriche (N.ore): 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Genesi delle rocce sedimentarie e loro classificazione fondamentale Riconoscimento macroscopico dei priincipali costitutenti mineralogici delle rocce sedimentarie Rocce sedimentarie terrigene ruditi, areniti, siltiti e argilliti Rocce allochimiche carbonatiche: tipi di granuli, matrice, cemento Rocce allochimiche silicee: diatomiti, porcellaniti, selci, Rocce ortochimiche evaporiti, carniole, travertini Ore Lez. 1 Ore Esercit. 2 2 3 4 4 0,30 1,30 1 1 Totale Ore CFU 2 133 Principali processi diagenetici: compattazzione, cementazione, pressure-dissolution, sostituizione. 1 Esercitazione di ripasso su tutti i tipi di rocce trattate 2 Escursione alla cava di Moncucco Torinese 6 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione):Videoproiettore, campioni di rocce (aula scantinato) Materiale di consumo: 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso il docente • I testi base consigliati per il corso sono:D’Argenio B., , Innocenti F., Sassi F.P. (1994). Introduzione allo studio delle rocce. UTET, Torino, 162 p. Bosellini A., Mutti E:, Ricci Lucchi F. (1989) Rocce e successioni sedimentarie. UTET, Torino, 395 p • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: prova prtaica orale, incentrata sulla descrizione e la classficazione di campioni di roccia. NOME CORSO: LABORATORIO DI GEOLOGIA 2 SSD (del Corso): GEO 02 Numero codice: N8026 1. Docenza Docente: prof. Pierangelo CLARI SSD: GEO 02 Dipartimento di Scienze della Terra Tel.: 011-5628928 Fax: 011-530652 e-mail: [email protected] 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Il laboratorio ha lo scopo di fornire le conosecnze e le tecniche necessarie per la lettura dell carte geologichee diverse scale e l’esecuzione di semplici sezioni geologiche 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) CONOSCENZE BASE DI GEOLOGIA E DI RICONOSCIMENTO ROCCE EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI GEOLOGIA, LABORATORIO DI GEOLOGIA I PETROGRAFIA, LABORATORIO DI PETROGRAFIA competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Capacità di lettura ed interpretazione di carte geologiche semplici ed esecuzione di sezioni geologiche schematiche GEOLOGIA AMBIENTALE, RILEVAMENTO GEOLOGICO 134 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 8 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 28 • Esercitazioni in campo (N.ore): • Esercitazioni teoriche (N.ore): 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Esercizi su giacitura di piani nello spazio, applicazione del metodo dei tre punti, esecuzione di profili geologici schematici Lettura ed iterpretazione di carte geologiche schematiche ed esecuzione su di esse di profili geologici interpretativi schematici totale Ore Lez. 4 Ore Esercit. 14 Totale Ore CFU 18 1 4 14 18 1 8 28 36 2 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Materiale di consumo: carta millimetrata, matite, colori 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: Dipartimento di Scienze della Terra • I testi base consigliati per il corso sono: appunti ed esercizi forniti dal docente • E’ consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: Prova scritta seguita da un colloquio/correzione orale NOME LABORATORIO LABORATORIO DI SISTEMATICA DELLE ANGIOSPERME SSD (del Corso): BIO/02 Numero codice:……………………….. 1. Docenza Docente: prof. Elena Barni SSD BIO/03 Dipartimento di Biologia vegetale – Facoltà di Scienze MFN Tel.: 011/6705970 Fax: 011/6705962 e-mail: [email protected] 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Il corso si propone di approfondire le conoscenze acquisite dagli studenti nel Corso di Botanica Sistematica riguardo alla classificazione all’identificazione dei vegetali superiori appartenenti al taxon delle Angiosperme. In particolare si vogliono fornire all’allievo le competenze per: 135 effettuare un riconoscimento in campo delle entità tassonomiche più importanti della flora vascolare del Piemonte, almeno a livello di Famiglia e di Genere; identificare in laboratorio gli esemplari raccolti, tramite l’uso di chiavi dicotomiche e il confronto con collezioni di Erbario, con particolare approfondimento su taxa critici; evidenziare le principali relazioni filogenetiche tra i taxa presentati durante il corso, attraverso la comprensione dell’evoluzione naturale delle diverse strutture e del valore adattativo di queste in relazione alla loro funzione. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI BOTANICA GENERALE CONOSCENZE DI: TERMINOLOGIA BOTANICA E BOTANICA CONOSCENZE SULL’USO DI CHIAVI DICOTOMICHE PER LA Botanica sistematica LABORATORIO DI BOTANICA DETERMINAZIONE DELLE PIANTE SUPERIORI SISTEMATICA SISTEMATICA competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI ECOLOGIA VEGETALE, GEOBOTANICA, SELVICOLTURA Competenza nell’uso degli strumenti necessari all’identificazione delle piante superiori Capacità di riconoscimento delle specie più comuni della flora del ECOLOGIA VEGETALE, GEOBOTANICA, Piemonte SELVICOLTURA 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 2 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 12 • Esercitazioni in campo (N.ore): 22 • Esercitazioni teoriche (N.ore): 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Angiosperme: ripasso dei caratteri fondamentali dell’ apparato vegetativo e riproduttivo e dell’inquadramento sistematico. Ore Lez. 2 I uscita in campo: osservazione, censimento ed erborizzazione della flora di un querco-carpineto (Collina di Torino) Determinazione ed identificazione degli esemplari raccolti II uscita in campo: osservazione, censimento ed erborizzazione della flora di un bosco di conifere (Valle di Susa) Determinazione ed identificazione degli esemplari raccolti III uscita in campo: osservazione, censimento ed erborizzazione della flora di prati da sfalcio di media quota e/o dei pascoli alpini (Valle di Susa o una delle valli limitrofe) Determinazione ed identificazione degli esemplari raccolti IV uscita in campo: osservazione, censimento ed erborizzazione della flora di pascoli alpini (Valle di Susa o una delle valli limitrofe) Determinazione ed identificazione degli esemplari raccolti totale 2 Ore Esercit. Totale Ore CFU 2 4 4 3 6 3 6 3 6 3 6 3 6 3 6 3 34 3 36 2 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): libri per la determinazione (Dipartimento di Biologia vegetale: Lab. di Ecologia vegetale) stereomicroscopio (Dipartimento di Biologia vegetale: Lab. di Ecologia vegetale) exiccata di confronto (Erbario di consultazione e HP: Erbario dell’Università di Torino) Materiale di consumo: fogli di giornale, sacchi di plastica 136 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: • I testi base consigliati per il corso sono: Pignatti S., 1982 – Flora d’Italia. Edagricole, Bologna. Lauber K., Wagner G., 2001 – Flora Helvetica. Haupt, Berna. Aeschimann, D., Burdet, H. M., 1994 – Flore de la Suisse. du Griffon, Neuchatel Thommen, E., Becherer, A., 1983 – Atlas de poche de la flore suisse. Birkhauser, Basel • • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: presentazione di una relazione (scritta o PowerPoint) riguardante una delle uscite, a scelta. NOME CORSO LICHENOLOGIA SSD (del Corso):…BIO/03…………………… Numero codice:…..N8042. …..……………... 1. Docenza Docente: prof. Rosanna Piervittori SSD BIO/03 Dipartimento di Biologia Vegetale Tel.: 0116705972 Fax: 0116705962 e-mail: [email protected] Docente: prof. SSD Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Il corso si propone di illustrare gli aspetti biologici ed ecologici dei licheni con particolare attenzione ai risvolti applicativi di maggiore attualità. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI CONOSCENZE DI BASE IN CAMPO BIOLOGICO competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI conoscenze sulla sistematica ed ecologia dei licheni da utilizzarsi in campo applicativo per la tutela e conservazione dei beni ambientali e culturali BIOLOGIA DELLE SIMBIOSI (LS) BIOMONITORAGGIO AMBIENTALE (LS) BOTANICA SISTEMATICA 2 (LS) 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: 137 • • • • Lezioni frontali (N.ore): 27 Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 8 Esercitazioni in campo (N.ore): 4 Esercitazioni teoriche (N.ore): 3 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Ore Lez. 3 4 Simbiosi lichenica: aspetti morfologici, anatomici e riproduttivi. Principi di ecofisiologia: metaboliti primari, secondari e loro risvolti ecologici e applicativi. Lichenologia applicata: colonizzazione del substrato, crescita e 20 competizione; licheni e pedogenesi, processi di degradazione delle superfici litiche (meccanismi biogeofisici e biogeochimici); biomonitoraggio ambientale; criteri di valutazione del biodeterioramento di materiali lapidei, metodi di prevenzione e controllo. Criteri per la raccolta e l’osservazione dei licheni; riconoscimento mediante l’impiego di chiavi analitiche. Sviluppo di un caso di studio su un tema di carattere applicativo(*). totale 27 (*) Si riferisce ad un breve elaborato che gli studenti debbono produrre autonomamente, sulla base dei concetti di base forniti durante le lezioni, da discutere in sede d’esame. Ore Esercit. 2 Totale Ore CFU 43 4 3 10 15 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): stereomiscroscopi, microscopio ottico collegato a video Materiale di consumo: tutto l’occorrente per l’identificazione dei macro e dei microlicheni (chiavi analitiche, reagenti, vetrini ecc.) 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: Copia del materiale didattico utilizzato, unitamente ad indicazioni bibliografiche ed articoli specifici, verrà fornita agli studen durante lo svolgimento del corso • I testi base consigliati per il corso sono: • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: FORMAZIONE BASE Nimis P.L., Pinna D., Salvadori O., 1992 – Licheni e conservazione dei monumenti. CLUEB, Bologna. Piervittori R., 1998 – Licheni, conoscerli e utilizzarli. Minerva Edit., Aosta. Approfondimenti sistematici Nimis P.L., 1993 – The Lichens of Italy. An annotated catalogue.Monografie XII. Museo Reg. Scienze Naturali, Torino. Nimis P.L. & Martellos S., 2004 – Keys to the Lichens of Italy. I. Terricolous Species. Le guide di Dryades 1-Serie licheni I (L-I). Edizioni Goliardiche, Trieste. • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: http://dbiodbs.univ.trieste.it/sli/home.html ITALIC (http://dbiodbs.univ.trieste.it) www.apat.it TESTI CONSULTABILI C/O LA BIBLIOTECA DEL DIPARTIMENTO DI BIOLOGIA VEGETALE Ahmadjian V., 1993 – The Lichen Symbiosis. John Wiley & Sons, Canada. Galun M., ed., 1988 – Handbook of Lichenology. 3 voll., CRC Press, Boca Raton, Florida. Lawrey J.D., 1984 – Biology of Lichenized Fungi. Praeger Publishers, New York. Mandrioli P., Caneva G., Sabbioni C. (eds.), 2004 - Cultural Heritage and Aerobiology. Kluwer Academic Publishers, Dordrecht. Nash III T.H., 1996 – Lichen Biology. Cambridge University Press. Wirth W., 1995 – Flechtenflora. 2 voll. Ulmer, Stuttgart. 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: orale 138 NOME CORSO/LABORATORIO METODI MATEMATICI E STATISTICI SSD (del Corso):… MAT/06…………………… Numero codice:……N8011………………….. 1. Docenza Docente: prof. Hisao FUJITA Docente: prof. SSD SSD MAT/06 Dipartimento di Dipartimento di Matematica Tel.: Tel.: 011.670.2862 Fax: Fax: 011.670.2878 e-mail: e-mail: [email protected] 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Apprendere i metodi matematici e statistici fondamentali che vengono utilizzati nella ricerca di Scienze Naturali 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI ELEMENTI DI MATEMATICA ISTITUZIONI DI MATEMATICHE competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Conoscenza di metodi fondamentali di statistica Uso di programmi informatici di statistica. 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 27 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 18 • Esercitazioni in campo (N.ore) • Esercitazioni teoriche (N.ore): 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Ore Lez. Ore Esercit. Totale Ore CFU Statistica descrittiva Calcolo delle probabilità Statistica inferenziale Dinamica di popolazioni Laboratorio 8 8 8 3 0 27 0 0 0 0 18 18 8 8 8 3 18 45 4 totale 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Lezioni frontali: in Sala conferenza, via Cavour, 32; Laboratorio: in un Aula informatizzata presso il Dipartimento di Matematica via Carlo Alberto, 10 Materiale di consumo: 139 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: Centro Stampa del Dipartimento di Matematica e Biblioteca de Dipartimento di Matematica • I testi base consigliati per il corso sono: i) P. Baldi: Appunti di Metodi Matematici e Statistici, Clueb, Bologna, 1997,1999. ii) Dispense del docente (disponibili presso il Centro Stampa del Dip. di Matematica) • • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: L'esame consiste in una prova scritta sulla parte teorica e in una relazione del lavoro svolto in Laboratorio. Sulla relazione del laboratorio si svolge un colloquio. NOME CORSO: MINERALOGIA SSD (del Corso): GEO/06 Numero codice: N8012 1. Docenza Docente: prof. Francesco ABBONA SSD GEO06 Dipartimento di Scienze Mineralogiche e Petrologiche Tel.: 011.670.5132 Fax: 011.670.5128 e-mail: [email protected] Docente: prof. SSD Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): fornire agli studenti gli strumenti concettuali di base sullo stato cristallino per comprendere struttura e proprietà fisiche chimiche dei minerali, e le loro relazioni presentare le più importanti famiglie di minerali che entrano nella costituzione della crosta terrestre 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI CONOSCENZE DI BASE DI MATEMATICA (GEOMETRIA) DI FISICA (OTTICA) E SOPRATTUTTO DI CHIMICA (SISTEMA PERIODICO DEGLI ELEMENTI) MATEMATICA FISICA CHIMICA competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Composizione, struttura e proprietà dei silicati Nozioni di cristallochimica: struttura, vicarianza, soluzioni solide PETROGRAFIA GEOCHIMICA, MINERALOGIA AMBIENTALE GIACIMENTI MINERARI Struttura e proprietà di minerali metallici 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: 140 • • • • Lezioni frontali (N.ore): 36 Esercitazioni di laboratorio (N.ore): Esercitazioni in campo (N.ore) Esercitazioni teoriche (N.ore): 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Cristallografia morfologica: leggi e simmetria esterna cristalli Cristallografia reticolare: simmetria interna Cristallografia roengtneografica: interazione cristalli - raggi X Cristallochimica: struttura dei minerali Proprietà dei minerali: isomorfismo, polimorfismo Cristallografia fisica: proprietà meccaniche, ottiche, ecc. Genesi dei minerali e dei cristalli totale Ore Lez. 5 4 4 6 7 5 5 36 Ore Esercit. Totale Ore CFU 4 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): modelli di cristalli e di strutture di minerali; proiettore Pradovit per ottica cristallografica - Dipartimento di Scienze Mineralogiche e Petrologiche Materiale di consumo: lucidi e fotocopie di appunti 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: • I testi base consigliati per il corso sono: G. Rigault, Introduzione alla cristallografia. Levrotto e Bella, Torino; G: Rigault, Elementi di ottica cristallografica. Levrotto e Bella, Torino; Atlanti scientifici Giunti, Mineralogia (a cura di FontAltaba e Tanelli); A. Baronnet, Mineralogia. Hoepli, Milano. • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: Gottardi, I minerali. Boringhieri, Torino - testo disponibile nella Biblioteca del Dipartimento. • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: i link che si trovano sul sito del Dipartimento: www.dsmp.unito.it 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: una prova scritta (in genere di tre ore), seguita dall'orale nei giorni immediatamente successivi la prova scritta. NB: L'esame di Mineralogia e quello di Laboratorio non sono più separati, ma vengono sostenuti contestualmente con registrazione di voto unico. NOME CORSO MINERALOGIA AMBIENTALE SSD (del Corso):GEO/06 Numero codice: N8040. 1. Docenza Docente: prof. Belluso Elena SSD GEO/06 Dipartimento di Scienze Mineralogiche e Petrologiche (DSMP) Tel.: 011 670 51 35 Fax: 011 670 51 28 e-mail: [email protected] Docente: prof. SSD Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Il corso si propone di offrire allo studente le conoscenze di base atte all’individuazione e alla caratterizzazione di minerali e di loro derivati ed assimilati che possono avere un impatto sull’ambiente e sulla salute umana. 141 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI CONOSCENZE DI BASE DI MINERALOGIA MINERALOGIA LABORATORIO DI MINERALOGIA competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Conoscenze teoriche e pratiche su materiali utili e dannosi naturali e sintetici (in particolare sugli amianti), sul loro utilizzo ed identificazione anche in presenza di varie matrici e sul recupero ambientale di siti contaminati CONSERVAZIONE DELLA NATURA E DELLE SUE RISORSE COMUNICAZIONI E DIVULGAZIONE NATURALISTICA DIRITTO AMBIENTALE 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 9 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 18 • Esercitazioni in campo (N.ore) • Esercitazioni teoriche (N.ore): 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Caratteristiche mineralogiche ed applicazioni dei minerali ad impatto ambientale, di quelli atti a generare polveri dannose e di minerali industriali: minerali a strati, anfiboli, pirosseni, zeoliti, ossidi, fosfati. Asbesti naturali e minerali fibrosi: mineralogia, legislatura italiana, problematiche ambientali, sostituti sintetici e naturali. Nocività degli asbesti e delle differenti polveri mineraliche: epidemiologia, patologie, effetti sulla salute. Situazioni di inquinamento e bonifica. Metodologie di indagine e caratterizzazione dei minerali in genere, degli asbesti naturali in particolare, di manufatti contenenti fibre inorganiche; normative di legge; principi di base relativi alla diffrattometria roentgenografica per polveri (XRPD), alla microscopia elettronica in scansione ed in trasmissione (SEM, TEM), alla spettrometria in dispersione di energia (EDS); preparazione dei campioni per le varie tecniche di indagine; scelta del metodo in funzione del materiale. Preparazione ed indagine di campioni di asbesti naturali e sintetici e di manufatti contenenti fibre inorganiche. Identificazione delle fibre in XRPD; osservazione morfologica e caratterizzazione chimica al SEM con annesso microanalizzatore EDS; indagine morfologica, chimica e in diffrazione elettronica al TEM con annesso microanalizzatore EDS. totale Ore Lez. 2 Ore Esercit. Totale Ore CFU 27 2 4 3 4 14 9 18 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Materiale di consumo: 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: • I testi base consigliati per il corso sono: 142 GUTHRIE G.D. e MOSSMAN B.T. (1993) -Health effects of mineral dusts. Min.Soc.of America, Washington SKINNER H.C.W., ROSS M. e FRONDEL C. (1988) - Asbestos and other fibrous minerals. Oxford University Press, New York. • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: dispense fornite dal docente • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: http://minerals.usgs.gov/minerals/pubs/mcs/ http://minerals.usgs.gov/minerals/pubs/commodity/asbestos/asbesmcs04.pdf http://minerals.usgs.gov/minerals/pubs/commodity/asbestos/asbesmyb03r.pdf http://pubs.usgs.gov/of/2002/of02-149/ http://health.usgs.gov/ 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: orale NOME CORSO MINERALOGIA SISTEMATICA SSD (del Corso): GEO 06 Numero codice: 1. Docenza Docente: prof. Ivaldi Gabriella SSD GEO06 Dipartimento di Scienze Mineralogiche e petrologiche Tel.: 011 6705133 Fax: 011 6705128 e-mail: [email protected] Docente: prof. SSD Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Il corso si propone di approfondire la conoscenza delle relazioni tra la struttura il chimismo e le proprietà fisiche dei minerali più diffusi e di maggior interesse naturalistico (minerali delle rocce, dei suoli, degli organismi viventi, minerali di interesse gemmologico). 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI CONOSCENZE DI MINERALOGIA DI BASE MINERALOGIA CON LABORATORIO competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Conoscenze cristallografiche, cristallochimiche e applicative dei minerali più diffusi e di maggior interesse naturalistico CORSI DI MINERALOGIA APPLICATA 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 27 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 18 143 • • Esercitazioni in campo (N.ore) Esercitazioni teoriche (N.ore): 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Il legame chimico nelle fasi solide cristalline: metallico, ionico, covalente, idrogeno. Ore Lez. 9 Ore Esercit. Totale Ore CFU 9 1 Principi di classificazione dei minerali su base chimica e strutturale; relazioni struttura, chimismo, proprietà fisiche: colore, sfaldatura, durezza, conducibilità, proprietà magnetiche. 4 4.5 0.5 Elementi: fasi del carbonio, zolfo, metalli nativi. Alogenuri: halite, fluorite. Ossidi e idrossidi: corindone, ematite, rutilo, perovskite, spinelli, brucite, gibbsite. Solfuri: pirite, calcopirite, sfalerite, galena. Carbonati: calcite, aragonite, dolomite. Borati: borace. Solfati: gesso, anidrite, barite, celestite. Fosfati: apatite, monazite. 5 4.5 0.5 Il legame Si-O: modello ionico e modello covalente, energie di legame. Classificazione dei silicati: secondo Liebau: monosilicati: olivine, granati, zircone, silicati di alluminio; oligosilicati: epidoto, berillo, tormalina; polisilicati: pirosseni, anfiboli; fillosilicati: serpentino, caolinite, talco, pirofillite, miche vere e miche fragili, minerali argillosi; tectosilicati: feldspati, feldspatoidi, zeoliti; fasi della silice. 9 9 1 18 1 Esercitazioni di laboratorio: riconoscimento delle fasi; analisi chimiche; uso di programmi di calcolo specifici. Escursione totale 27 18 18 45 4 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione : campioni macroscopici della collezione didattica (armadi in aula Pognante), modellini di strutturerei minerali (armadi in corridoioDSMP); diffrattometro a raggi X per polveri (laboratorio DSMP); SEMEDS (laboratorio DSMP); software per la rappresentazione grafica di strutture e per l’interpretazione dei diffrattogrammi (PC presso lo studio dei docenti); presentazioni power point (CD presso i docenti) Materiale di consumo: campioni di minerali; materiale di laboratorio: portacampioni, capillari, pellicolo fotografiche e radiografiche 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: il docente del corso (Dipartimento di Scienze Mineralogiche Petrologiche) • I testi base consigliati per il corso sono:G. Gottardi, I minerali, Boringhieri, 1984. H.R.Wenk, A. Bulakh, Minerals their constitution and origin , parte IV, Cambridge Univ. press, 2004 • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: http://webmineral.com/ http://www.mindat.org/ 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: pratico ed orale:riconoscimentoin diffrattometria a raggi X per polveri e caratterizzazione chimica e strutturale di un campione di interesse naturalistico. 144 NOME CORSO MINEROGENESI SSD (del Corso): GEO/06 Numero codice: N8084 1. Docenza Docente: prof. Francesco Abbona Docente: prof. SSD SSD GEO/06 Dipartimento di Scienze Mineralogiche e Petrologiche Tel.: 011 6705132 Fax: 011 6705128 Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: e-mail: [email protected] 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Illustrare le basi teoriche relative alla genesi dei minerali visti nei rispettivi ambienti naturali di formazione e presentare casi e fenomeni di specifico interesse naturalistico. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI CONOSCENZE DI CHIMICA, FISICA, MINERALOGIA CHIMICA, MINERALOGIA competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI GEORISORSE, PETROGENESI PRINCIPI E METODI DI CRESCITA DI MINERALI E CRISTALLI 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 27 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 12 • Esercitazioni in campo (N.ore): 0 • Esercitazioni teoriche (N.ore): 6 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Condizioni per la genesi dei minerali. Nucleazione e crescita cristallina: principi e metodi di studio. Modalità di cristallizzazione: formazione di cristalli singoli, di associazioni regolari, di aggregati e di masse cristalline. Gli ambienti naturali di genesi dei minerali: magmatico, idrotermale e metamorfico, e relative fenomenologie. I minerali sedimentari e del suolo come risultato dei processi di alterazione dei minerali. Ruolo degli organismi nella minerogenesi sedimentaria. Cenni di biomineralizzazione. I minerali e l’ambiente. Le miniere e cave abbandonate come beni naturali. Ore Lez. 10 Ore Esercit. 10 Totale Ore 8 4 12 6 4 10 3 0 3 CFU 20 145 totale 27 18 45 4 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Vetreria, bilance, termostati, microscopi – Dip.to di Sci. Miner. Petrologiche Materiale di consumo: Prodotti chimici non tossici, vetreria 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: • I testi base consigliati per il corso sono: Appunti e dispense a cura del docente • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: Libro “La Minerogenesi”, a cura di F. Burragato, Università La Sapienza, Roma, 1999 • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: Cercare sui motori di ricerca: minerogenesi (in italiano), mineral growth, crystal growth. 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: Prova scritta ed orale NOME CORSO PALEOBIOGEOGRAFIA E RICOSTRUZIONI PALEOAMBIENTALI SSD (del Corso):… GEO/01 Numero codice: N8113 1. Docenza Docente: prof. Giulio Pavia SSD GEO/01 Dipartimento di Scienze della Terra Tel.: 011.6705143 Fax: 011.6707146 e-mail: [email protected] Docente: prof. SSD Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Il corso mira a illustrare l’origine delle associazioni fossili attraverso (1) l’analisi dei parametri di diffusione spazio-temporale degli organismi, (2) lo studio dei rapporti tra paleobiologia e ambiente deposizionale con esempi tratti dalle icniti e da un’associazione fossile del Pliocene piemontese. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI CONCETTI BASILARI DI SCIENZE DELLA TERRA ED ELEMENTI PALEONTOLOGIA ELEMENTI DI ECOLOGIA GEOLOGIA E PALEONTOLOGIA ECOLOGIA competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Analisi di associazioni fossili per sviluppo di cultura paleobiologica e con applicazioni in progetti di geoconservazione territoriale DIDATTICA DELLE SCIENZE E GEOLOGIA REGIONALE 146 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N. ore): 18 • Esercitazioni di laboratorio (N. ore): 28 • Esercitazioni in campo (N. ore): 8 • Esercitazioni teoriche (N. ore): 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Ore Lez. 12 PALEOBIOGEOGRAFIA – Concetti dell’attualistimo e parametri biogeografici. Speciazione, distribuzione e diffusione biologica, anche allo stadio larvale. Modelli biogeografici di dispersione e vicarianza. Classificazione biogeografica in unità omogenee: coefficienti di similitudine, metodi cladistici. Fattori paleoclimatici. Rotte di migrazione e corridoi faunistici. Paleobioprovince e geodinamica. Ricostruzioni paleobiogeografiche: casi selezionati dal Paleozoico, Giurassico e Neogene. Biogeografia ed evoluzione. Bilancio tra estinzioni, speciazioni e immigrazioni. PALEOICNOLOGIA – Tracce fossili e loro applicazioni nelle 6 ricostruzioni paleoambientali. Classificazione etologica. Significato deposizionale e paleobatimetrico delle icniti; icnofacies. Indizi di paleoossigenazione dei fondali e tassi di sedimentazione. Esempi dal Giurassico e dal Cretaceo della Francia sud-orientale. RICOSTRUZIONI PALEOAMBIENTALI – Analisi paleoautoecologiche: dal rapporto organismo-substrato al paleoambiente deposizionale. Definizione di paleocomunità. Escursione sul campo: la successione del Pliocene piemontese; campionamento di un’associazione fossile delle argille di Cassine (AL). Attività di laboratorio: metodologie di studio del campione fossilifero: setacciatura del sedimento; picking degli esemplari fossili; determinazione dei taxa di molluschi; compilazione di tabelle sistematiche e autoecologiche con valori di dominanza. Definizione della paleocomunità in base alle affinità tessiturali e paleobiocenotiche. Inquadramento del paleoambiente marino. totale 18 Ore Esercit. Totale Ore CFU 12 1,33 6 0,67 36 2,00 36 36 54 4 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione: videoproiettore, diaproiettore, lavagna luminosa, stereomicroscopi (in Aula Palazzina), vagli calibrati, vasche di decantazione (in laboratorio di Paleontologia) Materiale di consumo: 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: Aula Palazzina, via Valperga Caluso 35 • I testi base consigliati per il corso sono: Raffi & Serpagli, Paleontologia Generale. 2° edizione, UTET, 2001; Cecca, Palaeobiogeography of marine fossil invertebrates, Taylor & Francis, 2002. • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: copie di figure usate durante le lezioni frontali; collezione sistematica di molluschi del Pliocene piemontese in Aula Palazzina • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: www.spi.unimo.it (Società Paleontologica Italiana); www.stratigraphy.org/lethaia.htm (Lethaia Journal) 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: colloquio su argomenti di paleobiogeografia e di paeoecnologia; commento orale dell’elaborato di analisi della paleocomunità a molluschi pliocenici. 147 NOME CORSO PALEONTOLOGIA APPLICATA SSD (del Corso): Numero codice: N8104 1. Docenza Docente: prof. Elena FERRERO SSD Dipartimento di Scienze della Terra Tel.: 011.5621179 Fax: 011.530652 e-mail: [email protected] Docente: prof. SSD Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Approfondire argomenti di Paleontologia mediante metodologie e tecniche specifiche. Conoscere le applicazioni della paleontologia alle ricostruzioni biostratigrafiche, paleoecologiche e paleogeografiche. Evidenziare le relazioni tra la storia della Vita e storia della Terra. Apprendere e sperimentare le diverse tecniche con attività di laboratorio, studio di casi e prove pratiche. Comprendere il significato degli errori e i limiti delle misure nell’interpretazione dei dati attraverso il confronto dei risultati di diversi operatori. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI NOZIONI DI PALEONTOLOGIA GENERALE E SISTEMATICA FONDAMENTI DI STRATIGRAFIA MORFOLOGIA FUNZIONALE CICLI RIPRODUTTIVI NEI PROTOZOI PALEONTOLOGIA ZOOLOGIA SISTEMATICA competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Preparazione di campioni di rocce incoerenti. Preparazioni speciali per fossili silicei e nannofossili e osservazioni al microscopio ottico a trasmisione, a riflessione e al SEM. Svolgere uno studio statistico di associazioni e di popolazioni. GEOLOGIA AMBIENTALE MICROPALEONTOLOGIA 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 18 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 36 • Esercitazioni in campo (N.ore) • Esercitazioni teoriche (N.ore): 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Composizione, struttura e morfologia dei gusci in popolazioni attuali e fossili. Caratteristiche esterne ed interne rilevabili al microscopio ottico. Rapporto tra forme micro e macrosferiche nelle associazioni. Cicli riproduttivi complessi, casi di autogamia e gamontogamia. Caratteristiche del guscio dei Nummulitidi, Lepidociclinidi e Miogipsinidi. Ore Lez. 3 Ore Esercit. 5 Totale Ore 3 3 8 4 11 7 5 10 15 CFU 8 148 Parametri dello stadio embrionale, nepionico e neanico. Biometria dell'apparato nepionico in sezioni orientate. totale 4 9 13 18 36 54 4 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): stereomicroscopi, microscopi a luce polarizzata, camera lucida, lavagna luminosa, proiettore per sezion sottili (Aula attrezzata del Dip di scienze della Terra, V. Valperga Caluso) Materiale di consumo: Fotocopie, vetrini, residui di campioni incoerenti, sezioni sottili 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: • I testi base consigliati per il corso sono: Brasier - Microfossils, UNWIN HYMAN,1988 • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: Appunti delle lezioni e schede di lavoro delle esercitazioni pratiche • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: Prova pratica e discussione di elaborati relativi agli argomenti trattati. NOME CORSO PALEONTOLOGIA SSD (del Corso):… GEO/01 Numero codice: N8036 1. Docenza Docente: prof. Giulio Pavia SSD GEO/01 Dipartimento di Scienze della Terra Tel.: 011.6705143 Fax: 011.6707135 e-mail: [email protected] Docente: prof. SSD Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Il corso si prefigge di illustrare il significato dei fossili, in termini di prodotti di entità paleobiologiche registrati entro le rocce sedimentarie, e le loro applicazioni nelle ricostruzioni paleoambientali e nelle analisi stratigrafiche. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) NOZIONI BASILARI DI SISTEMATICA DEGLI INVERTEBRATI EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI ZOOLOGIA SISTEMATICA MARINI ELEMENTI DI ECOLOGIA ECOLOGIA competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Capacità di analizzare un’associazione fossile per applicazioni in ambito stratigrafico, paleoambientale e di geoconservazione GEOLOGIA REGIONALE 149 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 30 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 12 • Esercitazioni in campo (N.ore) • Esercitazioni teoriche (N.ore): 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento TAFONOMIA - Fossili: segnali trasferiti dalla biosfera alla litosfera. Fattori di fossilizzazione: sostanze biogeniche; regime di acque percolanti. Biostratinomia: produzione di resti biogenici e conservazione pre-seppellimento dei segnali tafogenici. Fossili demici/ademici, autoctoni/alloctoni. Associazioni fossili residuali, trasportate, miste. Fossili rielaborati e associazioni condensate. Fossildiagenesi: modalità di registrazione delle entità tafonomiche entro le rocce sedimentarie. Casi di Fossil-lagerstätten. PALEOAMBIENTI - Ecosistema → facies. Gli ambienti marini secondo fasce di fondale. Autoecologia: habitus, trofismo, affinità tessiturale. Fattori ambientali: idrodinamismo e substrato; salinità; pressione e solubilità di CO2; solubilità di O2 e depositi euxinici.. STRATIGRAFIA - Unità stratigrafiche come espressione di tempo relativo. Unità biostratigrafiche: controlli evolutivi e ambientali sulla distribuzione spazio-temporale dei fossili. Biozone di distribuzione, di associazione, di acme. Esempio di fossili-guida: i Graptolitini del Paleozoico Inferiore. Unità magnetostratigrafiche: inversioni e scale di polarità magnetica. Stratigrafia integrata: crono-correlazioni. Unità cronostratigrafiche. SISTEMATICA DI PROTISTI - Foraminiferi: composizione e architettura del guscio. Classificazione in sottordini. Rotaliini Globigerinacei. Significato del rapporto planctonici/bentonici. Macroforaminiferi: Alveolinellidi e Nummulitidi. Coccolitoforidi: interesse litogenetico e biostratigrafico. SISTEMATICA DI INVERTEBRATI - Cefalopodi: strategie morfo-funzionali negli ectococli del Paleozoico. Ammonoidei: tipologia e architettura conchigliare; dimorfismo; modelli biostratigrafici e paleobiogeografica; sistematica. Coleoidei Belemnitidi. Echinoidi: architettura scheletale, autoecologia e morfologia funzionale in echinoidi regolari e irregolari. totale 30 Ore Lez. 9 Ore Esercit. 4 Totale Ore CFU 13 1,22 4 4 0,44 7 7 0,78 4 4 8 0,66 6 4 10 0,90 10 40 4 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): videoproiettore, diaproiettore, lavagna luminosa (in Aula Palazzina) Materiale di consumo: 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: Aula Palazzina, via Valperga Caluso 35 • I testi base consigliati per il corso sono: Raffi & Serpagli, Paleontologia Generale. 2° edizione, UTET, 2001 • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: copie di figure usate durante le lezioni frontali; collezione didattica di paleontologia in Aula Palazzina • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: www.spi.unimo.it (Società Paleontologica Italiana); www.stratigraphy.org/lethaia.htm (Lethaia Journal) 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: prova scritta con domande descrittive e domande a risposta multipla; commento orale dell’elaborato scritto. 150 NOME CORSO/LABORATORIO PALEONTOLOGIA UMANA SSD (del Corso):… BIO/08…………… Numero codice:… N8087…………… 1. Docenza Docente: prof. Alberto Mottura SSD: BIO/08 Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo Tel.: (011) 6704708 Fax: (011) 2364708 e-mail: [email protected] Docente: prof. SSD Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Il corso si propone di illustrare l’origine ed evoluzione fisica e culturale del gen. Homo, come sviluppate nell’ambito dei Primati superiori, e come risposta ai più generali cambiamenti, climatici ed ecosistemici che hanno caratterizzato il Neogene più recente e Quaternario. Tale contenuto didattico prevede quindi l’acquisizione, da parte dei fruitori del corso stesso, di elementi fondamentali di valutazione e capacità di interpretazione critica per quanto concerne i diversi dati (in senso lato: naturalistici) che permettono appunto una ricostruzione della storia naturale della nostra specie, così come è consentita da metodi diversi, sperimentali e/o inferenziali, della moderna indagine scientifica. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI CONOSCENZA DEI PRINCIPI FONDAMENTALI DELLE MODERNE TEORIE EVOLUTIVE, NONCHÉ DI ELEMENTI DELL’ANATOMIA COMPARATA (STRUTTURE DI SOSTEGNO) E DELLA PALEONTOLOGIA DEI VERTEBRATI (MAMMIFERI), DELLA GEOLOGIA STORICA E DELLA STRATIGRAFIA SEDIMENTARIA. ANATOMIA COMPARATA, PRIMATOLOGIA, PALEONTOLOGIA DEI VERTEBRATI, GEOLOGIA STRATIGRFICA, GEOLOGIA DEL QUATERNARIO Competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Capacità di interpretare documentazione fossile e culturale di interesse paleoantropologico, in rapporto ai sedimenti di origine ed al contesto stratigrafico. Capacità di stabilirne anche una collocazione nelle scale cronostratigrafiche e geocronologiche di riferimento attuale. Capacità di valutare la variabilità di reperti anatomici ominìdi e di effettuare riscontri più generali con le moderne ipotesi filogenetiche al riguardo. ANTROPOLOGIA, ECOLOGIA UMANA, GEOLOGIA DEL QUATERNARIO 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N. ore): 36 • Esercitazioni di laboratorio (N. ore): 151 • • Esercitazioni in campo (N. ore): variabili (6-18) e soltanto indicative, in quanto di fatto condizionate da evenienze diverse, logistico-normative (disponibilità di mezzi di trasporto, permessi per lavori sul terreno, ecc.), da verificare nei singoli anni didattici. Esercitazioni teoriche (N. ore): 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento - 1. L’informazione cronologica e paleoambientale nell'evoluzione dei Primati e dell'Uomo. Sedimenti e contenuto fossile. Il tempo geologico: criteri di correlazione relativa, unità litostratigrafiche, biostratigrafiche, magnetostratigrafiche. Metodi assoluti di datazione. Principali ambienti continentali e depositi quaternari di interesse paleontologico ed archeologico. Aspetti tafonomici generali nello studio delle faune continentali. Ore Lez. 12 - 2. La documentazione fossile sui Primati e l’ interpretazione tassonomica e filogenetica. Concetti di specie, paleospecie e cronospecie. Somiglianze di forma ed analisi cladistica. Principali fattori di variazione morfologica intra- ed interspecifica: dimorfismo sessuale, allometrie ed eterocronie. 8 - 3. Differenziamento dei Primati paleo-eocenici ed origine delle scimmie. Pattern dentari, caratteri primitivi e derivati di Ominoidei e Cercopitecoidei. Radiazione evolutiva degli Ominoidei nel Miocene. Gli Ominini del Pliocene africano: Australopiteci, Parantropi e comparsa del gen. Homo. Prime testimonianze "culturali": manufatti, sussistenza e comportamenti. Importanti migrazioni, adattamenti e turn-over faunistici del Plio-Pleistocene. Gli Ominini del Pleistocene Inferiore e Medio: adattamenti umani e colonizzazione dell'Asia e dell'Europa. Innovazione e variabilità nelle tradizioni litiche scheggiate del Paleolitico Inferiore. Ricostruzioni comportamentali e paleoambientali dai principali siti archeologici di queste fasi. Tassonomia corrente per il gen. Homo: problemi e modelli filogenetici possibili per l'origine della specie moderna. 16 36 totale Ore Esercit. Totale Ore CFU 36 4 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): lavagna luminosa, proiettore dia, campionari di repertorio fossile, litico, petrografico, ecc. Possibilità d’ uso di taglierina petrografica, microscopio metallografico, binoculare con camera lucida e per misure micrometriche digitali, strumentazione per effettuare calchi e attrezzature diverse di cantiere per scavo archeologico (livella, setacci a maglie fisse, carte colorimetriche, ecc.). Tale strumentazione è in deposito presso il Laboratorio di Preistoria e Paleontologia Umana (DBAU). Materiale di consumo: resine, elastomeri, silicone e gesso per riproduzione reperti. 7. Materiale didattico • • • Tutto il materiale didattico, presentato a lezione o consigliato per integrazione, è depositato presso:: Laboratorio di Preistoria Paleontologia Umana (DBAU). I testi base consigliati per il corso sono: R. Klein, “Il cammino dell’Uomo. Antropologia culturale e biologica”, Zanichelli, Bologna, 1995, 393 pp.; A. Broglio & J. Kozlowski, “Il Paleolitico. Uomo, ambiente e cultura”, Jaka Book, Milano, 1986, 436 pp.; M.R. Waters, ”Principles of Geoarchaeology”, The University of Arizona Press, Tucson & London, 1992, 398 pp. E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: collezioni di reperti fossili e culturali (litica scheggiata, ceramica, ecc.). Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: 8. Modalità di verifica/esame 152 L'esame si svolge, di norma, come segue: esame orale finale a domande aperte. Possibilità di una pre- verifica d’esonero scritta, a domande aperte, sugli aspetti geo-archeologici del programma (a richiesta degli studenti). NOME CORSO PALEOPATOLOGIA SSD (del Corso): Numero codice 1. Docenza Docente: prof. Ezio Fulcheri SSD Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: Docente: prof. SSD Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Il corso intende fornire allo studente gli elementi di valutazione morfologica dei resti umani antichi (specie scheletrici) normali o patologici, provenienti da siti archeologici. Lo studente deve essere in grado di riconoscere e distinguere i resti umani dai resti animali. Lo studente deve essere in grado di identificare e riconoscere le strutture normali dello scheletro umano al fine di determinare il sesso e l’età di morte dei soggetti. Deve essere in grado di orientarsi nella tipologia delle sepolture e nel contesto archeologico ove lo scavo è stato condotto. Deve essere in grado di riconoscere e valutare le modificazioni tafonomiche e deposizionali che hanno modificato lo scheletro nel corso degli anni. Deve essere in grado di identificare e descrivere lesioni elementari patologiche dell’osso. Deve essere in grado di identificare ed analizzare lesioni dubbie o di più difficile diagnosi impostando altresì un corretto algoritmo di interventi e consulenze specialistiche per pervenire alla diagnosi. Fondamentalmente lo studente deve applicare il metodo della osservazione ed i procedimenti logici dell’applicazione delle metodologie di indagine al fine di risolvere quesiti semplici relativamente alla tipologia ed alle caratteristiche fisiche della popolazione in esame. In fine il corso si prefigge lo scopo di indicare i rapporti tra uomo e malattia nel corso della storia e delle interazioni tra uomo, malattia ed ambiente nel contesto di popolazioni storiche ed attuali. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI CONOSCENZA DI STORIA ED ELEMENTI BASE DI ARCHEOLOGIA ARCHEOLOGIA CONOSCENZA DELL’ANATOMIA UMANA NORMALE CONOSCENZA DELL’ANTROPOLOGIA FISICA CONOSCENZA DI ELEMENTI BASE DI ZOOLOGIA E DI ANATOMIA UMANA NORMALE ANTROPOLOGIA FISICA ZOOLOGIA - ANATOMIA ANATOMIA COMPARATA COMPARATA competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Capacità di inquadrare la sepoltura nel contesto storico e geografico del sito archeologico Attribuzione del sesso e dell’età di morte nei resti scheletrici antichi e riconoscimento del numero minimo di soggetti presenti nella sepoltura o giacimento (caratteristiche di popolazione) Riconoscimento delle principali malattie identificabili sullo ETNOGRAFIA, STORIA ANTROPOLGIA, BIOLOGIA DELLE POPOLAZIONI, ARCHEOLOGIA STORIA DELLA MEDICINA BIOLOGIA 153 scheletro Restauro e catalogazione del materiale DELLE POPOLAZIONI RESTAURO E MUSEOLOGIA 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 20 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 10 • Esercitazioni in campo (N.ore) 9 (facoltative) opzionali • Esercitazioni teoriche (N.ore): 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento La pseudo patologia e le modificazioni da agenti esterni Modificazioni scheletriche nello sviluppo e nella senilità Varianti anatomiche e malformazioni congenite Traumi e lesioni da affaticamento o stress bio-meccanico Patologia degenerativa articolare Infezioni osteo articolari Neoplasie Patologia dentaria totale Ore Lez. 2 3 3 3 3 3 1 2 20 Ore Esercit. 1 2 2 2 2 1 0 0 10 Totale Ore CFU 3 5 5 5 5 4 1 2 30 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Materiale di laboratorio per osteometria (calibri, compassi a branche curve, tavoletta osteometrica, regoli e nastri millimetrati) materiale fotografico per documentazione delle lesioni, computer e sistemi di acquisizione di immagini e testi. Materiale di consumo: collanti e reagenti per il restauro dell’osso; materiale fotografico; 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: Dipartimento di biologia Animale e dell’uomo . • 1) I testi base consigliati per il corso sono: 6) 7) Alciati G., Fedeli M., Pesce Delfino V.. La malattia dalla preistoria all’età antica. Biblioteca di Cultura Moderna Laterza, Laterza, Bari 1987. Doro Garetto T., Fulcheri E., Gerbore R., Prono G. - Manuale di Antropologia Archeologica. Civico Museo Archeologico e di Scienze Naturali F. Eusebio di Alba - Universita' degli studi di Torino, Alba, 1985. Doro Garetto T., Fulcheri E., Crovella S.: Manuale di Antropologia dentaria. Civico Museo Archeologico e di Scienze Naturali F. Eusebio di Alba, Alba 1991. Fulcheri E., Rabino Massa E.: Lo studio paleopatologico di resti umani. In Pacciani E., Borgognini Tarli., I resti umani nello scavo archeologico, metodiche di recupero e studio. Cap 8, Edizioni CNR 1993. Grilletto R.. Il mistero delle mummie - "dall'antichità ai nostri giorni attraverso il tempio e lo spazio" ed. Grandi Tascabili ecconomici Newton. Grmek M.. Le malattie all’alba della civiltà occidentale. Il Mulino, Milano 1983. Daglio C. "La medicina dei faraoni. Malattie, ricette e superstizioni, della farmacopea egizia" Ed. Ananke, Torino 1998 • • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: 2) 3) 4) 5) 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: Durante il corso e durante le esercitazioni, agli studenti vengono forniti alcuni campioni di sepolture non ancora studiate. Gli studenti si fanno carico di provvedere al restauro dei segmenti ossei, alla identificazioni e catalogazione come pure del riconoscimento ed attribuzione anatomica. Gli studenti devono poi essere progressivamente in grado di distinguere le strutture normali da quelle patologiche. Per quanto riguarda le strutture normali dovranno essere in grado di riferirne la tipologia, la lateralità, l’attribuzione a soggetti e dei soggetti stessi derivarne il sesso e l’età di morte. Per quanto riguarda le lesioni patologiche dovranno esser in grado di documentarne fotograficamente e descrittivamente la tipologia impostando un algoritmo diagnostico doiffrenziale. 154 Di quanto sopra dovranno produrre, ai fini della valutazione, una memoria in supporto informatico che verrà discussa all’atto dell’esame. NOME CORSO/LABORATORIO PETROGRAFIA E LABORATORIO SSD (del Corso):… GEO/07………………… Numero codice:……N8018………………….. 1. Docenza Docente: prof. Daniele CASTELLI SSD GEO/07 Dipartimento di Scienze Mineralogiche e Petrologiche Tel.: 011 6705105 Fax: 011 6705128 e-mail: [email protected] Docente: dott. Franco ROLFO SSD GEO/07 Dipartimento di Scienze Mineralogiche e Petrologiche Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Il Corso comprende due moduli integrati svolti nel medesimo periodo didattico ed intende: 1) fornire i criteri essenziali per il riconoscimento, la descrizione e la classificazione delle rocce alla scala mesoscopica (in particolare per quanto riguarda le rocce magmatiche e metamorfiche); 2) fornire le conoscenze di base per lo studio delle rocce al microscopio e la loro caratterizzazione petrochimica; 3) illustrare i principali processi endogeni responsabili della formazione delle rocce magmatiche e metamorfiche. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) CONOSCENZE DI BASE DI FISICA (MECCANICA E OTTICA) CONOSCENZE DI BASE DI CHIMICA (SISTEMA PERIODICO, STECHIOMETRIA, EQUILIBRI) Conoscenze di base sulla composizione, struttura e proprietà dei principali minerali delle rocce RICONOSCIMENTO MACROSCOPICO DEI PRINCIPALI MINERALI EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI FISICA CON LABORATORIO CHIMICA GENERALE E INORGANICA MINERALOGIA CON LABORATORIO MINERALOGIA CON LABORATORIO DELLE ROCCE competenze attese (in uscita) Conoscenze sulla composizione, struttura e proprietà della crosta e del mantello e sui principali processi petrogenetici di tipo endogeno Classificazione mineralogica e chimica delle rocce e riconoscimento macroscopico dei principali litotipi magmatici e metamorfici Conoscenze di base per il riconoscimento microscopico dei minerali principali delle rocce e per l’interpretazione microstrutturale delle rocce magmatiche e metamorfiche EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI GEOLOGIA, GEORISORSE, RILEVAMENTO GEOLOGICO GEOLOGIA, GEORISORSE, LABORATORIO DI GEOLOGIA II, RILEVAMENTO GEOLOGICO GEOLOGIA, GEORISORSE 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 36 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 33 (per ottimizzare l’efficacia delle esercitazioni, gli studenti sono suddivisi in due turni) • Esercitazioni in campo (N.ore): 6 • Esercitazioni teoriche (N.ore): 155 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Concetti propedeutici. Composizione e dinamica della crosta terrestre; relazioni tra regime geodinamico e processi petrogenetici; il ciclo delle rocce. Concetti propedeutici. Richiami sulle proprietà macroscopiche dei minerali principali delle rocce; caratteri strutturali delle rocce magmatiche, sedimentarie e metamorfiche Microscopia ottica. Proprietà ottiche diagnostiche dei minerali principali delle rocce. Processi magmatici. Relazioni di fase sperimentali nei sistemi silicatici; natura, genesi ed evoluzione dei magmi; cristallizzazione e differenziazione magmatica. Rocce magmatiche. Caratteri strutturali, mineralogici e chimici; principi di classificazione e nomenclatura. Rocce magmatiche. Province ed associazioni magmatiche. Rocce magmatiche. Riconoscimento, descrizione e classificazione alla scala mesoscopica. Rocce magmatiche. Riconoscimento, descrizione e classificazione alla scala microscopica. Processi metamorfici. Fattori del metamorfismo; trasformazioni strutturali; tipi di reazioni metamorfiche; l'anatessi crostale. Rocce metamorfiche. Principi di classificazione e nomenclatura; grado metamorfico; facies metamorfiche. Tipi di metamorfismo. anchimetamorfismo, metamorfismo di seppellimento, di contatto, regionale; sequenze di facies nel metamorfismo regionale. Rocce metamorfiche. Riconoscimento, descrizione e classificazione alla scala mesoscopica. Rocce metamorfiche. Riconoscimento, descrizione e classificazione alla scala microscopica. Aspetti generali. Relazioni tra magmatismo, metamorfismo e regime geodinamico; elementi di petrografia regionale. Applicazioni geocronologiche e petrologiche del sistema isotopico Rb/Sr. Esercitazione di terreno. Caratteri mesostrutturali e petrografici di rocce magmatiche e metamorfiche lungo la sezione geologica della Valle Cervo (BI) totale Ore Lez. 4 Ore Esercit. Totale Ore CFU 13 0.4 6 0.5 3 6 26 1.6 4 4 6 0.7 6 6 26 1.6 6 2 6 0.7 6 4 10 6 36 39 0.4 0.2 75 6 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Lezioni: Videoproiettore collegato a PC; Esercitazioni (Laboratorio didattico di microscopia ottica - Aula Ugo Pognante Videoproiettore collegato a PC e postazione docente di Microscopia ottica a luce trasmessa polarizzata con videocamera digitale 24 postazioni studente con microscopi a luce trasmessa polarizzata. Materiale di consumo: collezioni didattiche di campioni di rocce (campioni macroscopici e in sezione sottile). 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: I file PDF con il materiale didattico utilizzato per le lezioni ed esercitazioni sono disponibili direttamente dal docente consultabili/scaricabili presso la sala computer del Dip. Biologia Animale e dell’Uomo, Via Accademia Albertina 13. • I testi base consigliati per il corso sono: D'Argenio B., Innocenti F. & Sassi F.P., 1994. Introduzione allo studio delle rocce. UTET, Torino, 162 p. Morbidelli L., 2003. Le rocce e i loro costituenti. Bardi Ed., Roma, 453 p. • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: Adams A.E., MacKenzie W.S. & Guilford C., 1991. Atlante delle rocce sedimentarie al microscopio. Zanichelli, Bologna, 112 p. Gregnanin A., 2004. Elementi di Petrografia delle rocce ignee e metamorfiche. ISU, Istituto per il diritto allo Studio Universitario, Milano, 397 p. 156 MacKenzie W.S. & Guilford C., 1985. Atlante dei minerali costituenti le rocce in sezione sottile. Zanichelli, Bologna, 104 p. MacKenzie W.S. , Donaldson C.H., & Guilford C., 1990. Atlante delle rocce magmatiche e delle loro tessiture. Zanichelli, Bologna, 160 p. Peccerillo A., Perugini D., 2003. Introduzione alla Petrografia ottica. Morlacchi Ed., Perugia, 200 p. Yardley B.W., MacKenzie W.S. & Guilford C., 1992. Atlante delle rocce metamorfiche e delle loro microstrutture. Zanichelli, Bologna, 128 p. • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: http://www.atlantepetro.unito.it/page.asp http://www.unipg.it/%7Epetropg/ http://www.geolab.unc.edu/Petunia/IgMetAtlas/mainmenu.html http://www.tulane.edu/~sanelson/eens212/ 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: Prova orale integrata dalla discussione di un campione macroscopico e di una sezione sottile di rocce magmatiche e metamorfiche volta ad accertare le capacità tecniche acquisite. NOME CORSO/LABORATORIO PRIMATOLOGIA SSD (del Corso): BIO 08 Numero codice: N8091 1. Docenza Docente: prof. M. Paola Bigatti Docente: prof. SSD SSD BIO 08 Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo Tel.: 0116704721 Fax: 0116704732 e-mail: [email protected] Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Il corso verte sullo studio della storia naturale dei primati non umani, dalla loro comparsa a oggi, e sugli aspetti comparativi delle loro caratteristiche morfologiche, fisiologiche ed eco-etologiche. Sono inoltre affrontati temi relativ alla conservazione in natura dei primati, alla loro gestione in cattività e alle problematiche legate alle possibilità di reinserimento in natura L’obiettivo è, da un lato provvedere ad un ampliamento della formazione antropologica e ad un approfondimento di alcuni aspetti dell zoologia dei vertebrati, dall’altro fornire conoscenze di base sulle caratteristiche morfologiche-ecologiche delle varie specie spendibili i campo museale o nei parchi zoologici in cui sono presenti primati. Quest’ultimo aspetto può essere approfondito mediante stage press strutture specifiche. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) CONOSCENZE NATURALISTICHE DI BASE, CONOSCENZA DELLE TEORIE EVOLUTIVE competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI ZOOLOGIA, ANTROPOLOGIA, ANATOMIA COMPARATA, PALEONTOLOGIA UMANA EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI 157 Riconoscimento dei principali caratteri distintivi dei primati sia su resti scheletrici che nel vivente. Conoscenza delle problematiche relative alla conservazione dei primati in natura e alla loro gestione in cattività ANTROPOLOGIA, ANATOMIA COMPARATA, ECOLOGIA UMANA 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 36 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): • Esercitazioni in campo (N.ore) variabili (6-18) indicative, da verificare nei singoli anni didattici: visite a musei e a centri naturalistici che detengono primati • Esercitazioni teoriche (N.ore): 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento 1. Caratteri distintivi dell’ordine dei primati rispetto ad altri mammiferi. Osservazioni su materiale scheletrico. L’origine dei primati. Classificazione e discussione delle attuali problematiche relative alla classificazione dei primati. Specie a rischio d’estinzione, i programmi di conservazione. 2. Descrizione delle famiglie attualmente viventi. Distribuzione Geografica. Morfologia. Comportamenti alimentari. Caratteristiche ecologiche. Cenni d’organizzazione sociale dei vari gruppi. Gestione dei primati in cattività (parchi, riserve, giardini zoologici) 3. I quadri locomotori e gli aspetti evolutivi. Evoluzione degli organi di senso. Evoluzione del sistema nervoso centrale. Biologia riproduttiva e strategie riproduttive nell’ordine dei primati. Ore Lez. 8 Totale Ore CFU 36 4 16 12 36 totale Ore Esercit. 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): lavagna luminosa, video proiettore, proiettore dia, video registratore. Collezioni museologiche. Filmati , cd , diapositive, testi di consultazione, riviste specializzate. Il materiale è in deposito presso il Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo (Laboratorio di Primatologia e Museo di Antropologia) Materiale di consumo: fotocopie 7. Materiale didattico • Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: il Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo (Laboratorio di Primatologia e Biblioteca del Dipartimento) • I testi base consigliati per il corso sono: R.Klein “ Il cammino dell’ Uomo (cap. II). Zanichelli, Bologna (1995). J.G. Fleagle “Primate adaptation and evolution. Academic Press (1999). R.D. Martin “ Primate origins and evolution”. Chapman and Hall, London, 1990. Schede didattiche sono a disposizione degli studenti E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: Consultazione di riviste specialistiche presenti presso la biblioteca del Dipartimento. Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: approfondimenti e notizie sui temi primatologici e sulle iniziative connesse si possono trovare sulla pagina internet della API (Associazione Primatologica Italiana) . http://www.unipv.it/webbio/api/api.htm • • 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: verifica orale 158 NOME CORSO PROPEDEUTICA BIOCHIMICA SSD (del Corso):… …………………… Numero codice:……………………….. 1. Docenza Docente: prof. Enrica Pessione SSD Dipartimento di Biologia Animale Tel.: 0116704644 Fax: 0116704692 e-mail:[email protected] Docente: prof. SSD Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Fornire conoscenze sulla struttura e funzione delle principali macromolecole biologiche nonché dei principali cicli metabolici di interesse ambientali 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI CHIMICA GENERALE ED INORGANICA CHIMICA ORGANICA CITOLOGIA competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Identificazione di molecole biologiche e loro significato. Conoscenze sulle modalità di approvvigionamento energetico della cellula FISIOLOGIA BOTANICA MICROBIOLOGIA 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore):34 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 4 • Esercitazioni in campo (N.ore) • Esercitazioni teoriche (N.ore):2 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Glicidi, lipidi acidi nucleici e proteine Bioenergetica e respirazione cellulare Cicli metabolici finalizzati alla produzione di energia o al biorisanamento Modellistica molecolare Dosaggio proteine e cinetiche enzimatiche totale Ore Lez. 15 10 9 Ore Esercit. Totale Ore CFU 2 4 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: 159 • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione):computers dell’aula informatizzata del DBAU Materiale di consumo: lucidi, reattivi per enzimologia 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: • I testi base consigliati per il corso sono Lehninger:Introduzione alla biochimica Zanichelli • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni lucidi e dispense del corso • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: esame scritto a quiz ( in itinere) e prova orale con relazione a scelta tra gli argomentidi cicli metabolici applicati al controllo ambientale. NOME CORSO/LABORATORIO RILEVAMENTO GEOLOGICO SSD del CorsoGEO/02-GEO/03 Numero codice N8092 1. Docenza Docente: prof. Paola Cadoppi SSD GEO/03 Dipartimento di Scienze della Terra Tel.: 011 6705148 Fax: 011 6705128 e-mail: [email protected] Docente: dr. Francesco Dela Pierre. SSD GEO/02 Dipartimento di Scienze della Terra Tel.: 011 6705148 Fax: 011 6705128 e-mail:[email protected] 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Avviare gli studenti alla lettura e alla interpretazione di carte geologiche a varie scale e conoscere le tecniche di base con cui esse vengono realizzate. Il corso si propone inoltre di fornire nozioni di Geologia regionale 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI CONOSCENZE DI GEOLOGIA, PETROGRAFIA, GEOGRAFIA E PALEONTOLOGIA GEOLOGIA, LAB. GEOLOGIA I, LAB. GEOLOGIA II, PETROGRAFIA E LABORATORIO, GEOGRAFIA E LABORATORIO, PALEONTOLOGIA E LABORATORIO competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Lettura ed interpretazione di carte geologiche e conoscenza delle tecniche con cui esse vengono realizzate. Nozioni di Geologia regionale CORSI DI SCIENZE DELLA TERRA DELLE LAUREE SPECIALISTICHE IN ANALISI E GESTIONE DELL’AMBIENTE E IN EVOLUZIONE E DIVERSITÀ NEI SISTEMI NATURALI 160 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 18 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): • Esercitazioni in campo (N.ore) 32 • Esercitazioni teoriche (N.ore): 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento La carta Geologica d’Italia alla scala 1:100.000: organizzazione di un Foglio, significato dei colori, dei simboli e degli schemi a cornice. Il progetto CARG e la nuova cartografia geologica alla scala 1:50.000 Tecniche di rilevamento geologico di una successione sedimentaria. Carte degli affioramenti e carte interpretate. Richiamo sui metodi utilizzati per tracciare un limite geologico. Il Foglio Geologico Torino della Carta Geologia d’Italia alla scala 1:100.000: descrizione della successione stratigrafica e delle principali strutture tettoniche. Il Bacino Terziario Piemontese: successione stratigrafica ed evoluzione tettonico-sedimentaria La cartografia geologica del Piemonte, con particolare riguardo alle Alpi Occidentali: notizie storiche e materiale disponibile Evoluzione della catena alpina, con particolare riguardo alle Alpi Occidentali Il Foglio Geologico Susa della Carta Geologia d’Italia alla scala 1:50.000: descrizione della litostratigrafia e delle principali strutture tettoniche. Cenni di geologia strutturale Escursione in un settore del F. Torino e realizzazione di una carta geologica alla scala 1:10.000 Escursione in un settore del F Torino e realizzazione di una carta geologica alla scala 1.10.000 Escursione in un settore del Foglio Susa: analisi di basamenti polideformati Escursione in un settore del Foglio Susa: analisi di basamenti polideformati Ore Lez. 2 Ore Esercit. Totale Ore CFU 2 2 3 2 4 3 8 8 8 8 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione):videoproiettore, carte geologiche. Aula cartografia del Galileo Ferraris) Materiale di consumo: 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso i docenti • I testi base consigliati per il corso sono:Cremonini G (1985). Rilevamento Geologico. Pitagora Ed. • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: prova orale, incentrata sulla discussione di un elaborato cartografico prodotto dagli studenti durante le escursioni e sulla descrizione di un Foglio Geologico alla scala 1:100.000 relativo ad un settore delle Alpi Occidentali. 161 NOME CORSO/LABORATORIO SELVICOLTURA SSD (del Corso):AGR05 Numero codice:N8093 1. Docenza Docente: prof. GIORGIO BUFFA SSD BIO03 Dipartimento di Biologia vegetale Tel.: 0116705972 Fax: 0116795962 e-mail:[email protected] Docente: prof. SSD Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Introdurre lo studente ai problemi di analisi e gestione degli ecosistemi forestali ai vari livelli necessari. Creare una base tecnico-scientifica di Selvicoltura che gli consenta di interagire con le figure professionali specializzate. Mostrare i contributi originali che il Naturalista può apportare alla materia trattata. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI CONOSCENZE DI BASE SULLE FORME E LE FUNZIONI DELLE BOTANICA GENERALE CON LAB. PIANTE LEGNOSE PRINCIPALI FATTORI ECOLOGICI CHE CONDIZIONANO LE ECOLOGIA VEGETALE FITOCENOSI ARBOREE NOZIONI SUI FLUSSI DI MATERIA E ENERGIA NEGLI ECOLOGIA ECOSISTEMI E RUOLO DEI PRODUTTORI PRIMARI METODI DI ANALISI DI CAMPO E DI LABORATORIO PER VALUTARE LE RISPOSTE DELLE SPECIE VEGETALI AD ALCUNI FATTORI FONDAMENTALI (LUCE, ACQUA) E LA LORO CAPACITÀ DI MOLTIPLICAZIONE/DISPERSIONE. LABORATORIO DI ECOLOGIA VEGETALE competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Capacità di analisi quali-quantitativa relativa alla funzionalità degli ecosistemi forestali ed ai fattori chiave che su questa agiscono Nozioni di base sui fenomeni successionali con particolare attenzione alle fasi arboree Comprensione degli effetti delle scelte di gestione selvicolturale sugli aspetti naturali delle foreste ANALISI DEI SISTEMI ECOLOGICI TERRESTRI: ASPETTI VEGETALI FITOGEOGRAFIA PIANIFICAZIONE AMBIENTALE, CONSERVAZIONE DEL SUOLO 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore):34 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): • Esercitazioni in campo (N.ore)4 • Esercitazioni teoriche (N.ore): 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Introduzione storica: Selvicoltura ed ecologia forestale. Storia delle relazioni uomo-foresta. Albori e nascita dell’uomo. Cambiamenti di uso dei prodotti, esplosioni demografiche. Demografia umana, riflessi sull’ambiente e sulla foresta. Ore Lez. 2 Ore Esercit. Totale Ore CFU 162 Problemi innescati dall’uso della risorsa legname: esempi storici. La nascita della selvicoltura. Le basi ecologiche della Selvicoltura: la dimensione mondiale del problema. Aspetti commerciali e riflessi politici per la storia del mondo e per l’assetto dei paesaggi. Il caso Italiano. Definizioni di Bosco per i Geografi, i Botanici, gli enti di rilevanza nazionale o internazionale. Le basi per la comprensione dell’ecologia forestale. La Produttività primaria e la risposta delle singole specie ai parametri ambientali. Optimum e limiti di tolleranza; legge di Liebig e legge di Shelford. Esempi per le principali specie forestali europee. Stress, compensazione dei differenti fattori ecologici. Produttività e biomassa. Distribuzione funzionale della biomassa negli stands forestali. Gli individui:Modelli di chiome. Strutture degli apparati radicali. 2 Risposte morfologiche ai fattori ambientali e plasticità nello sviluppo della forma. L’albero. Forma, velocità di crescita delle parti aeree. I getti e la loro periodicità ed origine. Periodicità stagionali e tendenze nel corso della vita della pianta. Gli anelli di crescita, il loro significato ed i possibili utilizzi. Dendrocronologia, dendroecologia, ricostruzioni climatiche mediante dendroecologia Le popolazioni: I caratteri delle popolazioni. Età e classi di maturità funzionale. Il problema degli organismi modulari. La distribuzione spaziale e le sue cause. Densità grezza e densità ecologica. Processi densità-dipendenti. La riproduzione, la demografia delle popolazioni. La nascita: disseminazione, safe sites, tipi di substrato, microtopografia, sterri, presenze di anomalie al suolo come ceppaie, tronchi. Cause di morte. I riflessi nella struttura delle popolazioni. Piramidi di età. Tavole alsometriche. 2 2 2 Genetica delle popolazioni forestali. Variabilità genetica ed ambientale. Eredità non mendeliane. Trasmissione di geni mitocondriali e plastidiali per via solo materna o paterna. Dimostrazioni di ibridismo. Confronto fra il modello ideale delle popolazioni panmittiche e i casi reali. Squilibrio nell’incidenza riproduttiva dei differenti individui. Fattori locali ed influenza sulla riproduzione. Mobilità dei gametofiti e tipi di impollinazione. La selezione efficace. Il contributo della competizione e di fenomeni che implicano significative riduzioni dell’effettivo. Tipi di selezione: stabilizzatrice, direzionale, divergente. Le barriere riproduttive. 2 Flusso genico fra popolazioni. Ibridi e barriere. Superdominanza, eterosi. Vantaggio ecologico di alleli rari. Problemi nella delimitazione delle popolazioni e nella descrizione delle variazioni spaziali e temporali dei caratteri genetici. Esempi. Selfing, outcrossing, situazioni miste. Tasso di Allogamia nei differenti ambienti forestali. Consanguineità. Depressione di Consanguineità. Prevenzione del fenomeno nelle popolazioni naturali. Differenziazioni fenologiche e incompatibilità geneticamente controllate. Caratteristiche peculiari degli alberi forestali: diversità ed eterozigosi, flusso genico, allogamia. Eliminazione della depressione di consanguineità per autodiradamento. Flusso genico interspecifico. Ibridazione. Esplorazione e conquista di nuovi ambienti attraverso la sola diffusione del polline. 2 163 Le comunità vegetali: Le differenti visioni della comunità vegetale. La visione organismica ed il suo opposto, l’ecoide. Le biocenosi. La composizione specifica e le proporzioni di abbondanza delle specie. Indici e scale di abbondanza, basate su copertura percentuale, LAI, Biomassa, Area basimetrica. La biodiversità e le sue componenti. Indici di ricchezza, equitabilità, dominanza, sintetici. Confronto fra diversità e stabilità. Possibili relazioni con la produttività. Resilienza. Disturbo. Confronto fra foreste temperate e foreste tropicali umide. Cause di queste differenze. Tipologie di comunità e criteri di base per le stesse. Criteri floristici, morfologici, strutturali, struttura verticale. Il concetto di sinusie. Struttura orizzontale. Pattern, modalità di riproduzione, tessitura. Struttura temporale stagionale. I rapporti antagonistici e mutualistici fra specie e le principali categorie di riferimento: competizione, predazione, parassitismo, simbiosi, detritivoria, commensalismo. Il problema dei limiti delle comunità. Peculiarità degli ecotoni. 2 Metodi di analisi per la creazione di tipologie: analisi multivariata. Tecniche di classificazione, di ordinamento. Relazioni fra set di variabili e tecniche di ordinamento canonico. Strutturazione di tabelle e tipologie. Analisi indiretta di gradiente e diretta. 2 Le variazioni temporali di lungo periodo. Successioni primarie e secondarie. Metodo di studio sincronico e diacronico, storia del territorio. Le concezioni del fenomeno successionale nella storia del pensiero ecologico. La concezione olistica, il policlimax, la teoria dello stato stazionario. La descrizione oggettiva del fenomeno nella visione di Odum. Il disturbo e la sua influenza. I modelli di interazione fra specie lungo la successione secondo Connel e Slatyer. Le successioni autogene ed allogene. Gli interventi selvicolturali e le loro possibili interferenze con i fenomeni successionali. I tagli di diradamento e di rinnovazione. Le successioni regressive. La vegetazione potenziale. Le serie di vegetazione. Associazioni zonali e azonali. Associazioni finali, durevoli, transitorie, specializzate, pioniere. Contatti seriali e contatti catenali. 2 Gli ecosistemi: I cicli negli ecosistemi. Bilancio ed allocazione dei nutrienti nelle differenti parti delle comunità forestali. Flussi di elementi fra le parti dell’ecosistema e scambi, quantificazioni. Asporto negli ecosistemi agrari e forestali. La sostanza organica del suolo, quantità, effetti sulla struttura e sulla fertilità, i principali fattori che ne controllano il bilancio. Effetti del bosco sul clima e sul ciclo dell’acqua. Il confronto fra i bacini a differente uso del suolo. La permeabilità dei suolo in relazione alle coperture vegetali. 2 Tipologie forestali: Tipologie forestali. Opere di riferimento e tipi di approccio. Le proposte di Pignatti per l’Italia. La trattazione di Ellemberg della vegetazione medioeuropea. Descrizione dei sistemi gerarchici proposti e metodologie di creazione della struttura. Il problema della confrontabilità dei dati. Conoscenze di base necessarie di tipo ecologico, floristico, relative alla zonazione altitudinale, ai fenomeni dinamici, alla azione antropica. Definizione dello spettro ecologico delle comunità tramite valori indicatori delle specie. Le specie indicatrici, caratteristiche, compagne. 2 Esempi di tipologie forestali di interesse per l’Italia ed in 2 164 particolare per la Regione Piemonte: La fascia “subatlantica” ed i suoi tipi. Informazioni generali sulle Faggete con e senza Abies alba. Altre latifoglie di importanza nella vegetazione montana. Il contrasto fra climi suboceanici e climi continentali nella fascia subatlantica, le aghifoglie, formazioni a Pinus sylvestris e peccate montane. Dinamismo delle varie comunità. Selvicoltura: La Selvicoltura e la mediazione fra le esigenze economiche e quelle ecologiche. I suoi effetti sull’ecosistema. Selvicotura naturalistica e selvicoltura di produzione. Le conoscenze preliminari relative ai fattori stazionali. La descrizione del soprassuolo ed i suoi vari metodi. Tavole alsometriche. Altezza media, dominante e statura. Metodi indiretti basati su caratteri climatici, pedologici, stazionali. La struttura per classi di età o per classi funzionali. I classici stadi della fustaia: novelleto, spessina, perticaia, fustaia. Classificazione sociale degli individui del soprassuolo: le varie proposte di classi di dominanza e di classi selvicolturali. Evoluzione delle tecniche di gestione delle fustaie, dal taglio a scelta al taglio raso, sino alle tecniche di selvicoltura naturalistica. Lo studio delle foreste vergini e le indicazioni selvicolturali che ne derivano. Il governo a fustaia ed il problema della rinnovazione. Il taglio a raso e le tecniche di mitigazione degli aspetti negativi. Le caratteristiche degli orli. I tagli successivi. I tagli a scelta colturale nelle fustaie disetanee. Metodi combinati. Classificazione dei tagli nelle fustaie, scopo e conseguenze dei diradamenti. Modelli di diradamento. Effetti dei diradamenti sull’ecosistema. 2 2 Il governo a fustaia ed il problema della rinnovazione. Il taglio a raso e le tecniche di mitigazione degli aspetti negativi. Le caratteristiche degli orli. I tagli successivi. I tagli a scelta colturale nelle fustaie disetanee. Metodi combinati. Classificazione dei tagli nelle fustaie, scopo e conseguenze dei diradamenti. Modelli di diradamento. Effetti dei diradamenti sull’ecosistema. 2 La gestione a ceduo. La rinnovazione e la matricinatura. Cedui a sterzo. Ceduo composto. Il problema delle conversioni dei cedui invecchiati. Pratiche di gestione nei boschi di neoformazione. Problemi di stabilità del bosco ed interventi selvicolturali. Danni da fuoco, da vento, da utilizzazioni. Selvicoltura e conservazione della natura. 2 Escursione in bosco misto di latifoglie in prossimità di Torino per la durata di mezza giornata, dedicata a visualizzare in campo aspetti trattati nel corso relativi alla parte di ecologia forestale e di Selvicoltura totale 34 4 4 34+4 4 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Materiale di consumo: 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: • I testi base consigliati per il corso sono:P. Piussi, Selvicoltura, UTET • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:S. Pignatti, Ecologia vegetale, UTET 165 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: Esame scritto a fine periodo didattico con 10-12 domande a risposta libera sui principali argomenti del corso. In alternativa esame orale nelle diverse sessioni. NOME CORSO/LABORATORIO TECNICHE DI COMUNICAZIONE E DIVULGAZIONE NATURALISTICA SSD (del Corso): BIO 05 Numero codice: N8094 1. Docenza Docente: prof. Elena Camino SSD BIO 05 Dipartimento di Biologia animale e dell’uomo Tel.: 011.6704659 Fax: 011.6704692 e-mail: [email protected] Docente: prof. SSD Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Sviluppare consapevolezza della responsabilità di una corretta e adeguata divulgazione delle scienze naturali per consentire ai cittadini d formarsi una conoscenza critica e autonoma, e per promuovere l’assunzione di comportamenti responsabili. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI CONOSCENZE DI BASE DELLE DISCIPLINE DEL CORSO GLI INSEGNAMENTI DI STUDI CARATTERIZZANTI DELLE SCIENZE NATURALI Preparazione di scuola secondaria superiore (cultura generale) competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Capacità di riflessione critica sul processo di elaborazione di nuove conoscenze scientifiche, e dei processi di semplificazione / trasformazione nella divulgazione. INSEGNAMENTI PROPOSTI NEI Acquisizione di competenza nella ricerca e interpretazione di materiale informativo – a livello specialistico e divulgativo – su temi di interesse naturalistico INSEGNAMENTI PROPOSTI NEI Consapevolezza di alcune potenzialità e limiti delle varie modalità e tecniche di divulgazione: video, testi, disegno; musei, centri visite, ecc. INSEGNAMENTI IN CORSI DI CORSI DI LAUREA DI SECONDO LIVELLO DI CARATTERE SPECIALISTICO CORSI DI LAUREA DI SECONDO LIVELLO DI CARATTERE SPECIALISTICO STUDI PROFESSIONALIZZANTI (GIORNALISTI, EDUCATORI, OPERATORI DI CENTRI VISITE E MUSEI ECC.) 166 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): • Esercitazioni in campo (N.ore) • Esercitazioni teoriche (N.ore): Il Corso è svolto prevalentemente con metodologie interattive: gli studenti partecipano, con lavori individuali e a piccoli gruppi, ad attività di lettura, ricerca, discussione, “simulazione” , studi di casi. Si cerca – nei limiti del possibile – di invitare alcuni ‘testimoni’ che abbiano una esperienza professionale in campi rilevanti per i temi trattati (responsabili di riviste scientifiche, direttori di centri visite, esperti di fotografia / video / disegno naturalistici ecc. ), anche al fine di creare possibilità di avvio di successivi tirocini e stages per gli studenti. 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Ore Lez. Ore Esercit. Totale Ore Breve rassegna critica – con analisi di documenti – di varie forme di comunicazione naturalistica: linguaggio, immagini, filmati. Luoghi e strumenti di divulgazione naturalistica: giornali, riviste, televisione, musei, centri di documentazione e centri-visite, sedi di aree protette, ecc. Riflessioni e sperimentazioni: dalla costruzione di nuova conoscenza scientifica alla divulgazione: semplificazione, riduzione, manipolazione? totale 3 6 9 3 6 9 3 6 9 9 18 27 CFU 2 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): o usuale strumentazione per lezioni (lavagna luminosa, proiettore video, microscopio con schermo) – ove e se disponibili (presso il Dipartimento di Biologia animale e dell’uomo – sede di Via Accademia e di Via C. Alberto). o terminali con accesso al web (aula informatica del Dipartimento) Materiale di consumo: o Tabelloni, cancelleria, numeri di riviste di divulgazione scientifica, fotocopie di documenti 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione viene fornito in copia a un responsabile individuato tra gli studenti / ed è disponibile press l’ufficio della docente • I testi base consigliati per il corso sono: o • Vengono forniti ogni anno indicazioni di testi, articoli scientifici specialistici e/o di divulgazione di recente pubblicazione e di attualità. Non sono disponibili libri di testo. E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: • o Materiale preparato dalla docente ogni anno: per lo più articoli da riviste di ricerca scientifica e didattica, e copie di schemi proposti a lezione Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: http://www.regione.piemonte.it/turismo/ecomusei/ http://www.parks.it/indice/ParcReg.html The Natural history Museum London http://www.nhm.ac.uk/ Smithsonian Institute. National Museum of Natural history http://www.mnh.si.edu/ Natural History Museum Los Angeles http://www.nhm.org/ Musée National d’Histoire naturelle Paris http://www.paris.org/Musees/HistNat/ Musée de la villette Paris http://www.villette.com/ Museo di storia naturale di Genova http://www.comune.genova.it/turismo/musei/naturale/naturale.htm Museo di storia naturale di Firenze http://www.unifi.it/msn/ 167 8. Modalità di verifica/esame La verifica si svolge, di norma, come segue: Preparazione di un elaborato scritto (sui temi trattati e di riflessione sul proprio livello di comprensione e gradimento) e prova final (colloquio orale). NOME CORSO TUTELA DELLE RISORSE VEGETALI SSD (del Corso):…BIO/03 Numero codice:…N8095 1. Docenza Docente: prof. Franco Montacchini SSD BIO/03 Dipartimento di Biologia vegetale Tel.: 011/6705976 Fax: 011/6705962 e-mail: [email protected] Docente: prof. SSD Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Capacità di valutare la criticità delle specie e dei popolamenti sul territorio e di proporre interventi adeguati di conservazione “in situ” e “ex situ”. Conoscenza delle leggi e delle problematiche di tutela, sia a livello regionale, sia a livello nazionale e internazionale. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI RICONOSCIMENTO DELLE PIANTE CONOSCERE I FUNGHI E LE LORO POSSIBILITÀ DI SIMBIOSI BOTANICA SISTEMATICA BOTANICA SISTEMATICA E CONOSCERE LA ANATOMIA DELLE PIANTE BOTANICA GENERALE ECOLOGIA VEGETALE GENERALE CONOSCERE LE CARATTERISTICHE ECOLOGICHE DELLE SPECIE E DEI POPOLAMENTI CONOSCERE I RAPPORTI PIANTE-FATTORI AMBIENTALI ECOLOGIA VEGETALE competenze attese (in uscita) Conoscere gli strumenti di tutela a livello regionale e nazionale Conoscere il funzionamento dei parchi regionale e nazionali EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI LAUREA SPECIALISTICA AGAM LAUREA SPECIALISTICA AGAM 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 33 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 6 • Esercitazioni in campo (N.ore) • Esercitazioni teoriche (N.ore): - 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Ore Ore Totale Ore CFU 168 La tutela della biodiversità: tutela passiva Leggi sui parchi Regolamenti nazionali e internazionali (CITES) Liste rosse Tutela attiva: conservazione ex situ , banche semi Esempi di interventi attivi di conservazione, ripristino in ambito nazionale e internazionale Totale 33 Lez. 8 8 4 4 6 Esercit. 3 6 6 4 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Dipartimento Biologia vegetale Materiale di consumo: 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: R. B. Primach, L. Carotenuto – 2003- Conservazione della natura- Zanichelli, Bologna. 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: prova orale. NOME CORSO/LABORATORIO :FONDAMENTI DI VALUTAZIONE D’IMPATTO AMBIENTALE SSD (del Corso):… …BIO/07-GEO/04……………… Numero codice:N8044 1. Docenza Docente: prof. Francesca Bona SSD BIO/07 Dipartimento di Biologia animale e dell’uomo Tel.: 011 6704740 Fax: 011 6704732 e-mail: [email protected] prof. Roberto Ajassa SSD: GEO/O4 Dipartimento di Scienze della Terra Tel.: 011 6705101 Fax: 011 6705146 e-mail: [email protected] 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): il corso si propone di fornire le conoscenze necessarie ad una corretta impostazione dello Studio di Impatto Ambientale, di applicazione delle metodologie di analisi e di valutazione utilizzabili per la sua esecuzione, nonché dell’individuazione di possibili interventi di mitigazione: si articola in una parte generale sul sui metodi e in una parte applicata, sviluppata mediante la presentazione di un caso studio. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) Conoscenza elementare dell’inglese scientifico Nozioni fondamentali di Ecologia e di Geografia Fisica Nozioni fondamentali di Chimica e Fisica Competenze attese (in uscita) L’allievo dovrà essere in grado, a partire dall’analisi del progetto, di affrontare le problematiche relative alla corretta impostazione del procedimento di analisi e di valutazione degli impatti sull’ambiente connessi alla realizzazione del progetto stesso (con particolare INSEGNAMENTI FORNITORI Inglese Ecologia, Ecologia animale, Ecologia vegetale, Ecologia applicata, Geografia, Biomonitoraggio Chimica e Fisica INSEGNAMENTI FRUITORI Conservazione della natura e delle sue risorse 169 attenzione alle componenti naturali fisico-biologiche e paesaggistiche). 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore):36 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Ore Lez. 2 Presentazione del corso e articolazione degli argomenti. Generalità Ore Esercit. Totale Ore CFU sulle procedure di valutazione ambientale 2 2 Il modello DPSIR ; la struttura di un SIA; le matrici d’impatto Metodi per le valutazioni ambientali: uso degli indicatori e 4 costruzione degli indici 2 Le componenti ambientali: gli ecosistemi e il paesaggio come ecomosaico (con cenni ai corridoi faunistici) 6 FAUNA, VEGETAZIONE E FLORA Ambiente idrico: fonti di pressione , impatti, indicatori 2 RUMORE E VIBRAZIONI, CAMPI ELETTROMAGNETICI 1 RADIAIZONI E SALUTE PUBBLICA 1 Suolo e sottosuolo 8 NORMATIVA VIA, VAS, VIEC ; RUOLO DEI DIVERSI “ATTORI” 4 (PROPONENTE, ARPA, MINISTERO) Analisi di un caso studio totale 6 36 0 0 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Videoproiettore aula Lessona 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: sito di Scienze Naturali E’ fortemente consigliato l’utilizzo materiale per approfondimenti e integrazioni, come articoli vari e relativi al caso studio presentato, che verrà indicato o messo a disposizione nel corso delle lezioni. 8. Modalità di verifica/esame L’esame, di norma, consiste in un colloquio orale che comprende la parte teorica e la discussione relativa al caso studio affrontato. 170 NOME CORSO ZOOLOGIA SISTEMATICA SSD (del Corso):… …………………… Numero codice:……………………….. 1. Docenza Docente: prof. Daniela Pessani SSD Dipartimento di Biologia animale e dell’uomo Tel.: 011-6704750 Fax: 011-6704732 e-mail: [email protected] Docente: prof. SSD Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Comprendere la diversità del mondo animale (dai Protozoi ai Cordati, excl. i Vertebrati) che, attraverso un processo di complicazione, affinamento ed evoluzione delle strutture interne, delle funzioni vitali, della morfologia tutta, porta alla piena coerenza tra i molteplici “modelli” animali e l’ambiente occupato. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI CONOSCENZE DI BASE SUL CONCETTO DI CELLULA, TESSUTO, ORGANO, ORGANISMO, SULLA RIPRODUZIONE CELLULARE (IN PARTICOLARE) ED ANIMALE (IN GENERALE), SUI PROCESSI VITALI FONDAMENTALI E LE STRUTTURE CONNESSE ZOOLOGIA (GENERALE) CONCETTI DI BASE SU IONI, MOLECOLE, CONCENTRAZIONE SALINA, OSMOSI, PERMEABILITÀ, …. CHIMICA GENERALE ED MOLECOLE ORGANICHE STRUTTURALI (ZUCCHERI, LIPIDI, PROTEINE) DINAMICA DEI FLUIDI, CONCETTI DI OTTICA CONCETTI DI BASE SULL’AMBIENTE (IN PARTICOLARE ACQUATICO) OCCUPABILE DA ORGANISMI ANIMALI CHIMICA ORGANICA INORGANICA FISICA ECOLOGIA EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI competenze attese (in uscita) Comprendere e riconoscere la diversità animale; conoscere il percorso evolutivo nel mondo animale ANATOMIA COMPARATA, FISIOLOGIA, BIOLOGIA EVOLUTIVA DEI VERTEBRATI, PALEONTOLOGIA, ECOLOGIA, ECOLOGIA APPLICATA, BIOMONITORAGGIO, BIOLOGIA MARINA ……. 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 36 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Ore Totale Ore CFU 171 Finalità del corso. Elementi di Protozoologia: I principali phyla di Protozoi (Mastigofori e Ciliofori). Passaggio dalla uni alla pluricellularità L’organizzazione cellulare: Placozoi e Poriferi. diblastici e l’organizzazione tissutale: Cnidari (la colonialità negli Idroidi, il nuoto nelle meduse, i complessi scheletri degli Antozoi) e Ctenofori La comparsa della triblasticità, degli organi e degli apparati: gli Acelomati (Platelminti, Gnatostomulidi, Nemertini). La cavità interna negli Pseudocelomati. Gastrotrichi, Kinorinchi, Loriciferi, Rotiferi, Nematodi e l’adattamento alla vita interstiziale. Nematomorfi. Priapulidi, Endoprocti. La comparsa del celoma. I Molluschi e l’origine e sviluppo della conchiglia. Animali monomerici: cenni a Sipunculidi ed Echiuridi. Verso la metameria (i Pogonofori). La metameria ed il movimento negli Anellidi. I Preartropodi: Tardigradi, Onicofori La comparsa degli Artropodi: Chelicerati e la possibilità di vivere sulla terra. Crostacei e diversificazione morfologica. Unirami e la conquista dell’ambiente terrestre ed aereo Passaggio ai Deuterostomi: Lofoforati (Foronidei, Brachiopodi, Briozoi). Chetognati. Echinodermi e peculiarietà strutturali. Verso i Cordati: Emicordati e faringe fessurata L’acquisizione delle corda: Urocordati e Cefalocordati. Filogenesi dei diversi phyla incontrati; rapporti, teorie, quadro d’insieme. Modelli di alberi filogenetici; elementi riassuntivi della filogenesi dei Metazoi totale Lez. 4 4 5 5 3 3 2 2 4 4 4 4 6 6 2 2 4 4 2 2 36 4 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): lavagna, lavagna luminosa, video-proiettore, PC (aula di lezione utilizzata) • Materiale di consumo: fotocopie dei lucidi mostrati a lezione 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: la biblioteca del Dipartimento di Biologia animale e dell’uomo (in parte) e il Docente del Corso • I testi base consigliati per il corso sono: • A.A. vari, 1994. Lineamenti di Zoologia sistematica. Zanichelli ed. • BRUSCA R.C. & G.J. BRUSCA, 1996. Invertebrati. Zanichelli ed. • RUPPERT E.E. & R.D. BARNES, 1997. Zoologia: Gli Invertebrati. Piccin ed. • HICKMAN C.P, LARRY S.R. & LARSON A., .2003. Diversità animale. McGraw-Hill ed. Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: http://www.atlantezoolinv.unito.it/ 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma: oralmente 172 NOME CORSO/LABORATORIO ZOOLOGIA APPLICATA SSD (del Corso):SCIENZE NATURALI e SCIENZE BIOLOGICHE Numero codice:…BIO 05…………………….. 1. Docenza Docente: prof. CELEBRANO GIOVANNA SSD Dipartimento di Biologia Animale Tel.: 011/670.4734 Fax: 011/670.4732 e-mail:[email protected] Docente: prof. SSD Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Comprensione dell’importanza del mantenimento della biodiversità Comprensione delle biotecnologie animali Comprensione dei metodi di studio degli animali in cattività e in natura 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI CONOSCENZA DELLA ZOOLOGIA GENERALE CONOSCENZA DELLAGENETICA ZOOLOGIA GENERALE GENETICA competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI Importanza degli allevamenti e salvaguardia delle razze autoctone ECOLOGIA, ETOLOGIA. Importanza delle biotecnologie nella salvaguardia delle specie L’uso delle biotecnologie applicate sugli animali per risolvere problemi legati all’agricoltura, alla farmacologia, alla salute umana 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 28 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): • Esercitazioni in campo (N.ore) 6 • Esercitazioni teoriche (N.ore): 2 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Le razze autoctone piemontesi: allevamenti e tecnologie. L’Embryo transfer La BSE e la scrapie Ore Lez. 6 Ore Esercit. 4 2 Totale Ore CFU 173 La clonazione e la clonazione terapeutica: applicazioni Lo xenotrapianto. Gli animali transgenici Insetti dannosi: lotta chimica e biotecnologia. Studio di una specie animale in natura e in cattività totale 8 2 8 6 28 6 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Materiale di consumo: CD, FOTOCOPIE 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: • I testi base consigliati per il corso sono: Purves W.K. e alii. La Biologia degli Animali • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:www.cilea.it 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: Preparazione di una ricerca bibliografica su un argomento di interesse scelto dallo studente. Colloquio orale. NOME CORSO/LABORATORIO ZOOLOGIA GENERALE SSD (del Corso): BIO/05 Numero codice:…N8111 1. Docenza Docente: prof. CELEBRANO GIOVANNA SSD BIO/05 Dipartimento di Biologia Animale Tel.: 011/670.4734 Fax: 011/670.4732 e-mail:[email protected] Docente: prof. SSD Dipartimento di Tel.: Fax: e-mail: 2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Acquisizione delle informazioni biologiche di base. Comprensione dei meccanismi che portano alla biodiversità animale. Importanza dell’evoluzione. 3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita PRE-REQUISITI (IN INGRESSO) EVENTUALI INSEGNAMENTI FORNITORI NOZIONI BASE DI CHIMICA NOZIONI BASE DI BIOLOGIA E GENETICA CHIMICA GENERALE E INORGANICA CHIMICA ORGANICA E BIOCHIMICA BIOLOGIA GENERALE competenze attese (in uscita) EVENTUALI INSEGNAMENTI FRUITORI La biodiversità animale, l’evoluzione della diversità, linee base di organizzazione e classificazione. La filogenesi ZOOLOGIA SISTEMATICA, ECOLOGIA, ETOLOGIA 174 4. Metodologia didattica La metodologia didattica impiegata consiste in: • Lezioni frontali (N.ore): 32 • Esercitazioni di laboratorio (N.ore): • Esercitazioni in campo (N.ore) • Esercitazioni teoriche (N.ore): 4 5. Programma, articolazione e carico didattico Argomento Le macromolecole biologiche, il codice genetico, la struttura cellulare, il ciclo e il metabolismo cellulare, Nozioni di genetica Riproduzione e sviluppo. I vari aspetti della riproduzione. La determinazione del sesso i differenziatori sessuali. L’intersessualità La classificazione degli animali. Il concetto di specie. Lo studio della specie. La teoria dell’evoluzione. Le prove dell’evoluzione. La selezione naturale, artificiale, stabilizzante e direzionale. La filogenesi totale Ore Lez. 6 Ore Esercit. 10 2 16 2 32 Totale Ore CFU 4 6. Materiale per lezioni e esercitazioni: • • Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Materiale di consumo: CD, FOTOCOPIE 7. Materiale didattico Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: • I testi base consigliati per il corso sono:Sarà M. Zoologia. Purves W.K. e alii. La Biologia degli Animali • E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:Cleveland P. et alii. Diversità Animale • Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: 8. Modalità di verifica/esame L'esame si svolge, di norma, come segue: due test scritti e colloquio orale 175