LIBRETTO GUIDA DELLO STUDENTE
CORSO DI STUDI in SCIENZE NATURALI
LAUREA TRIENNALE DELLA CLASSE 27
LAUREE SPECIALISTICHE DELLA CLASSE 68
AVVISO
Le informazioni contenute in questo libretto saranno regolarmente aggiornate
nella pagina WEB del Corso di Studi in Scienze Naturali http://naturali.campusnet.unito.it/
Mezzi di comunicazione del C.C.S.
Comunicazioni della Presidenza, della Commissione Didattica o dei singoli Docenti, orari di ricevimentodocenti, orari delle lezioni per i successivi periodi didattici, date degli esami di laurea, calendari e logistica
degli esami, loro possibili variazioni, avvisi inerenti l’attività del CdS sono reperibili nella pagina WEB e
vengono affissi con congruo anticipo nelle bacheche sistemate agli ingressi dei Dipartimenti di Biologia
Animale, Biologia Vegetale, Scienze della Terra, Scienze Mineralogiche e Petrologiche.
L’originale di tutti gli avvisi viene affisso alla bacheca alloggiata presso la sede del Dipartimento di
Biologia Animale (via Accademia Albertina 13); essa costituisce la bacheca ufficiale del C.C.S. a cui gli
interessati devono fare riferimento nella trasmissione e nella consultazione degli avvisi.
INDICE
1.
2.
3.
4.
DEFINIZIONI FONDAMENTALI ED ABBREVIAZIONI
PRESENTAZIONE
LA RIFORMA DEGLI ORDINAMENTI DIDATTICI UNIVERSITARI
OBIETTIVI FORMATIVI QUALIFICANTI DELLA CLASSE CORSO
DELLE “DISCIPLINE DELLA NATURA E DELL’AMBIENTE”
5. OBIETTIVI FORMATIVI QUALIFICANTI DEL CORSO DI LAUREA
TRIENNALE IN “SCIENZE NATURALI” DELL’UNIVERSITA’ DI
TORINO
6. REQUISITI MINIMI DI AMMISSIONE AL CORSO DI STUDIO TARM
7. INDICAZIONI RELATIVE ALLE ISCRIZIONI
IMMATRICOLAZIONE
STUDENTE A TEMPO PIENO E STUDENTE A TEMPO PARZIALE.
PASSAGGI E TRASFERIMENTI
ISCRIZIONE ALLA SECONDA LAUREA O ALLA MAGISTRALE
DOMANDA SOTTO CONDIZIONE
TASSE STUDENTI (FULL-TIME,PART-TIME,VECCHIO ORDINAMENTO)
CARICO DIDATTICO
CORSI SINGOLI
1
CREDITI FORMATIVI UNIVERSITARI
RICONOSCIMENTO DEI CREDITI PRECEDENTEMENTE ACQUISITI
8. PERCORSI DIDATTICI O CURRICULA DELLA LAUREA TRIENNALE
9. PERIODI DIDATTICI
10. LEZIONI
11. ESAMI
12. PROPEDEUTICITA’ DEGLI INSEGNAMENTI
13. CORSO DI LINGUA INGLESE
14. EUROPEAN COMPUTER DRIVING LICENCE (ECDL)
15. CORSI IFTS
16. ESERCITAZIONI INTERDISCIPLINARE SUL TERRITORIO
17. STAGES
18. ATTIVITÀ SEMINARIALI
19. TUTORATO
20. CALENDARIO DELLE ATTIVITA’ FORMATIVE 2006_07 PER IL 1°
ANNO
21. CALENDARIO DELLE ATTIVITA’ FORMATIVE 2006_07 PER IL 2°
ANNO
22. CALENDARIO DELLE ATTIVITA’ FORMATIVE 2007_08 PER IL 3°
ANNO
23. CALENDARIO DELLE ATTIVITA’ FORMATIVE 2006_07 PER IL 3°
ANNO
24. ELENCO DEI CORSI A SCELTA ATTIVATI NEL 2006-07
25 ELENCO DI TUTTI I CORSI ATTIVATI NEL 2006-07 IN ORDINE
ALFABETICO
26 ATTIVITA’ DI TIPO INTERNAZIONALE
27 PROVA FINALE
28 INDIRIZZI UTILI
STUDENTI TUTOR
JOB PLACEMENT
E.D.I.S.U.
MENSE
SALE STUDIO
ACCERTAMENTO ECONOMICO
C.U.S.
CONSULTAZIONE LIBRI
NORME DI SICUREZZA
SERVIZIO DISABILI
COMITATO PER LE PARI OPPORTUNITÀ
CONSIGLIERA DI FIDUCIA
AISCI TORINO ALUMNI OF SCIENZE
ASSOCIAZIONE ITALIANA NATURALISTI
ASSOCIAZIONE AMICI DELL’UNIVERSITÀ
29 SBOCCHI PROFESSIONALI DELLA LAUREA TRIENNALE IN SCIENZE
NATURALI
ORDINI PROFESSIONALI CHE INCLUDONO
1 AIN ALBO SOCI ESPERTI
2 ESAMI DI STATO
2
30 PROSECUZIONE DEGLI STUDI
LE LAUREE SPECIALISTICHE DELLA CLASSE 68/S (SCIENZE DELLA NATURA)
AGAm
ECAU
EDeN
LAUREE SPECIALISTICHE CON PERCORSI FORMATIVI CULTURALMENTE E
PROFESSIONALMENTE VICINI A QUELLI DELLA CLASSE 68/S
LAUREA MAG. IN CONSERVAZIONE E BIODIVERSITA' ANIMALE(Classe 6/S)
LAUREA MAG. IN BIOLOGIA VEGETALE (Classe 6/S)
LAUREA MAG. IN PSICOBIOLOGIA DEI PROCESSI MOTIVAZIONALI ED AFFETTIVI (INTERFACOLTÀ)
CORSO DI LAUREA IN SCIENZE AMBIENTALI E GESTIONE DEL TERRITORIO
31 STRUTTURE AFFERENTI AL CORSO DI STUDI
32 PROGRAMMI DEI CORSI E LABORATORI ATTIVATI
3
1 DEFINIZIONI FONDAMENTALI ed ABBREVIAZIONI
Consiglio di Facoltà (CF) = organo collegiale composto da tutti i professori di ruolo e fuori ruolo
appartenenti alla Facoltà e da rappresentanze dei ricercatori e degli studenti
Consiglio di Corso di Studio (CCS) = organo collegiale costituito da tutti i titolari di insegnamenti
ufficiali o di altre attività formative e dai professori fuori ruolo che in esso svolgono attività didattica
Ordinamento didattico del corso di studio = insieme delle norme approvate dal MIUR che regolano gli
indirizzi del corso di studio.
Regolamento didattico del corso di studio = insieme delle norme approvate dalla Facoltà di Scienze
MFN che regolano gli indirizzi del corso di studio.
Percorso didattico o curriculum = insieme delle attività formative universitarie ed extrauniversitarie
specificate nel regolamento didattico del corso di studio al fine del conseguimento del relativo titolo
Obiettivi formativi = insieme di conoscenze e abilità che caratterizzano il profilo culturale e
professionale, al conseguimento delle quali il corso di studio è finalizzato
Ambito disciplinare = insieme di settori scientifico-disciplinari culturalmente e professionalmente affini,
definito dai decreti ministeriali
Settore Scientifico-Disciplinare (SSD) = raggruppamento di discipline di cui al DM 23 giugno1997 e
successive modifiche
Attività formativa = ogni attività organizzata o prevista dalle Università al fine di assicurare la
formazione culturale e professionale degli studenti, con riferimento, tra l'altro, ai corsi di insegnamento, ai
seminari, alle esercitazioni pratiche o di laboratorio o sul terreno, alle attività didattiche a piccoli gruppi, al
tutorato, all'orientamento, agli stage, ai progetti, alle tesi, alle attività di studio individuale e di
autoapprendimento.
Corso monodisciplinare (CM) = Insieme di attività didattiche riconducibile ad un’unica disciplina con
specifici obiettivi formativi
Modulo didattico (MD) = insieme delle attività didattiche relative a singole discipline individuabili
nell’ambito di uno specifico SSD
Didattica frontale = termine generale riferito ad una qualsiasi forma di attività didattica svolta
in presenza di un docente (didattica teorica, teorico-pratica e pratica)
Didattica teorica = lezioni ex cathedra
Didattica teorico-pratica = lezioni dimostrative ed attività guidate (seminari, ricerche, ecc.)
Attività seminariali = Approfondimento di argomenti a scelta dello studente inerenti il percorso
formativo tramite partecipazione a seminari e congressi organizzati da enti di ricerca o universitari.
Laboratori = esercitazioni pratiche ed attività in laboratori o sul territorio presso strutture didattiche della
Facoltà o presso strutture didattiche accreditate esterne.
Esercitazione disciplinare sul territorio o escursioni disciplinari = Insegnamento pratico delle
metodologie da applicare sul territorio per rilevare le variabili utili alla descrizione dell’area proprie di una
disciplina.
Esercitazione interdisciplinare sul territorio o escursioni interdisciplinari = Insegnamento pratico
delle metodologie da applicare sul territorio per rilevare le variabili utili alla descrizione dell’area proprie
sia delle scienze della Terra sia delle Scienze della Vita.
Attività a scelta dello studente = attività formative che lo studente ha la facoltà scegliere (fra quelle
proposte dall’Università degli Studi di Torino) in modo autonomo con la sola condizione di giustificarne il
coordinamento con le altre discipline del suo piano di studi
Credito formativo universitario (CFU) = misura del volume di lavoro di apprendimento, compreso lo
studio individuale, richiesto ad uno studente in possesso di adeguata preparazione iniziale per
l'acquisizione di conoscenze ed abilità nelle attività formative previste dagli ordinamenti didattici dei corsi
di studio. Al CFU corrispondono 25 ore di lavoro dello studente
Debito formativo = elenco delle attività formative con relativi CFU che devono essere acquisiti per
colmare lacune di preparazione.
4
Carico didattico annuale = elenco delle attività formative con relativi CFU acquisibili in un anno
accademico. I CFU si acquisiscono il superamento dei relativi esami o tramite certificazione delle attività
da parte dei docenti.
TARM = test della Facoltà di Scienze MFN per l’accertamento delle conoscenze (“requisiti minimi”)
nelle materie di base quali chimica, fisica e matematica. Tale test deve essere sostenuto prima
dell’iscrizione al corso di studi.
2 PRESENTAZIONE
Lo studio delle SCIENZE NATURALI si sviluppa nella Classe delle lauree in “Discipline della natura
e dell’ambiente” (classe 27) e si articola in una Laurea di durata triennale, cui seguono tre Lauree
specialistiche (classe 68/S “Scienze della Natura”).
Prima di descrivere le caratteristiche ed i percorsi didattici consigliati per la Laurea in Scienze Naturali,
sarà opportuno illustrare alcuni elementi generali che chiariscono il concetto, nuovo per l’Università
italiana, di Classe di Lauree.
3 LA RIFORMA DEGLI ORDINAMENTI DIDATTICI UNIVERSITARI
1 - LE CLASSI DI LAUREE
Le Università sono autonome nel denominare i corsi di laurea che esse istituiscono e nel definirne gli
ordinamenti didattici, tuttavia questi ultimi debbono rispettare gli obiettivi qualificanti e le attività
formative indispensabili previsti dalla rispettiva classe di appartenenza, cioè dal raggruppamento di corsi
di laurea affini indicato dalla legge. Tutti i Corsi di Studi (CdS) che gli atenei istituiranno in una
determinata classe condivideranno dunque necessariamente obiettivi formativi qualificanti e attività
formative indispensabili, ma si differenzieranno tra loro per la denominazione (ad esempio: Scienze
Naturali, Scienze Ambientali, ecc.), per gli obiettivi formativi specifici e, soprattutto, per la scelta
dettagliata delle attività formative, che saranno richieste agli studenti per conseguire la singola laurea, e
del relativo carico di lavoro espresso in crediti formativi, rispettando naturalmente certi valori minimi
indicati dal Ministero dell’Università. Presso l’Università di Torino, fanno parte della classe 27 due CdS:
Scienze Naturali; Scienze e Turismo alpino.
Le classi insomma, insieme ai crediti formativi, sono il fondamento stesso dell’ampia flessibilità cui
vuole essere improntato l’intero nuovo sistema universitario: una flessibilità dell’offerta formativa che
permette alle università di differenziarsi tra loro e, all’interno di ciascuna, di differenziare i vari corsi di
laurea e i diversi percorsi didattici di ogni corso di studi, per rispondere meglio e più prontamente alle
mutevoli esigenze che provengono dalla cultura e dalla ricerca universitaria, dal mondo del lavoro, dalla
domanda stessa di formazione da parte degli studenti.
Le attività formative indispensabili di ogni classe sono raggruppate in sei tipologie:
attività formative di base;
attività formative caratterizzanti;
attività formative affini o integrative;
attività formative comprese attività seminariali a scelta dello studente;
attività formative per la prova finale e per la lingua straniera;
attività formative per le ulteriori competenze linguistiche, per le abilità informatiche e relazionali, per i
tirocini, stage, attività pratiche in campo ecc.
Per ognuna delle suddette tipologie la legge specifica i settori scientifico-disciplinari in cui operare le
scelte delle attività formative, il numero minimo di crediti da impegnare per ogni ambito culturale ecc..
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4 OBIETTIVI FORMATIVI QUALIFICANTI DELLA CLASSE DELLE “DISCIPLINE DELLA
NATURA E DELL’AMBIENTE”
I Laureati nei corsi di laurea della classe delle “Discipline della natura e dell’ambiente” devono:
• possedere una buona conoscenza degli ecosistemi, delle loro componenti e dei fattori che ne regolano i
processi, che consenta loro la possibilità di dedicarsi all’educazione naturalistico-ambientale e di
affrontare in generale i problemi riguardanti l’ambi ente, sia naturale, sia modificato dall’uomo;
• essere in grado di utilizzare almeno una lingua dell’Unione Europea, oltre l’italiano, nell'ambito
specifico di competenza e per lo scambio di informazioni generali; possedere adeguate competenze e
strumenti per la comunicazione e la gestione dell’informazione;
• essere capaci di lavorare in gruppo, di operare con definiti gradi di autonomia e di inserirsi
prontamente negli ambienti di lavoro.
I laureati della classe potranno collaborare, con compiti tecnico-operativi e professionali: 1) in attività
di rilevamento, classificazione, analisi, ripristino e conservazione di componenti abiotiche e biotiche di
ecosistemi naturali, acquatici e terrestri; 2) nella gestione e nella educazione ambientale nell’ambito di
parchi e riserve naturali, di musei scientifici e centri didattici; 3) nell’analisi e nel monitoraggio di
sistemi e processi ambientali gestiti dall’uomo nella prospettiva della sostenibilità e della prevenzione,
ai fini della promozione della qualità dell’ambiente; 4) nella localizzazione, nella diagnostica, nella
tutela e nel recupero dei beni ambientali.
Ai fini indicati, i percorsi didattici dei corsi di studi della classe:
• potranno essere più orientati alle scienze della natura, maggiormente caratterizzati pertanto da attività
didattiche relative ai settori delle Scienze della Terra e delle Scienze della Vita, ovvero più orientati
verso l’analisi e la gestione di realtà ambientali complesse, prevedendo così l’interazione fra un ampio
spettro di discipline di base, di discipline metodologiche e di processo, nonché di scienze economiche,
giuridiche e sociali;
• devono prevedere in ogni caso, tra le attività formative nei diversi settori disciplinari, lezioni ed
esercitazioni di laboratorio e attività sul campo, per non meno di 20 crediti complessivi, in particolare
dedicate alla conoscenza di metodiche sperimentali e all’elaborazione dei dati;
• possono prevedere, in relazione a obiettivi specifici, l'obbligo di attività esterne, come tirocini
formativi presso aziende, strutture della pubblica amministrazione e laboratori, oltre a soggiorni presso
altre Università italiane ed europee, anche nel quadro di accordi internazionali.
Almeno il 55% dell'impegno orario complessivo è riservato allo studio personale o ad altre attività
formative di tipo individuale.
5 - OBIETTIVI FORMATIVI QUALIFICANTI DEL CORSO DI LAUREA TRIENNALE IN
“SCIENZE NATURALI” DELL’UNIVERSITA’ DI TORINO
Il Corso di Studi (CdS) in Scienze Naturali si prefigge di fornire una preparazione interdisciplinare e
professionalizzante nel campo delle scienze della natura. L'obiettivo è quello di formare specialisti capaci
di leggere a più livelli l'ambiente nelle sue componenti biotiche e abiotiche e nelle loro interazioni; la
sintesi equilibrata fra discipline biologiche e geo-mineralogiche favorisce una visione globale dei
fenomeni che caratterizzano l'ambiente naturale. Tale equilibrio didattico mira a evidenziare le
correlazioni tra gli organismi, a livello di popolazioni e comunità, e il substrato terrestre su cui si
impostano gli ecosistemi attuali. La storia del pianeta è studiata nelle tappe della sua evoluzione dinamica,
attraverso le variazioni passate delle sue componenti biotiche e abiotiche. Il CdS, inoltre, sviluppa
fondamenti scientifici e metodologici per una didattica diffusa, con una sua specifica identità per ogni
ordine e grado di scuola pre-universitaria.
6
6. REQUISITI MINIMI DI AMMISSIONE AL CORSO DI STUDIO - TARM
Sono ammessi al Corso di Laurea in Scienze Naturali gli studenti in possesso di Diploma di Scuola Media
Superiore o titolo ad esso equivalente.
Dall’anno accademico 2001-2002, secondo quanto disposto dai nuovi ordinamenti universitari, per tutti
i Corsi di Laurea offerti dalla Facoltà di Scienze M.F.N. è stato redatto un elenco di conoscenze
(“requisiti minimi”) nelle materie di base quali chimica, fisica e matematica che si suppongono acquisite
dagli studenti della scuola secondaria superiore. Il possesso di queste conoscenze sarà verificato mediante
un test di accertamento, nei primi giorni del mese di Settembre. Il non superamento del test di Facoltà
non segnala necessariamente una scarsa predisposizione per seguire con successo il corso di scienze
naturali, ma una insufficiente formazione nelle materie base di matematica, chimica e fisica. Lo studente
può acquisire le informazioni necessarie a seguire con profitto i corsi delle materie elencate tramite la
frequenza di pre-corsi di chimica appositamente organizzati per gli studenti che intendono iscriversi alla
Facoltà di Scienze, e che dureranno all’incirca una settimana e tramite la frequenza delle integrazioni ai
corsi ufficiali di matematica e fisica.
Ulteriori informazioni relative ad orari e luoghi di lezione saranno successivamente comunicate
insieme ai risultati dei test su apposite pagine web della Facoltà: http://www.scienzemfn.unito.it/ e del
Corso di Studi http://naturali.campusnet.unito.it/ e affissi nella Bacheca del Corso di Laurea (Via
Accademia Albertina, 13 – Piano terreno).
N.B. - La non frequenza dei corsi obbligatori di azzeramento, che verrà rilevata dal Docente responsabile,
non impedisce o rende nulla l’iscrizione al Corso di Laurea, tuttavia risulterà difficile e faticosa la
comprensione e l’apprendimento delle relative discipline.
ATTENZIONE: la prenotazione al TARM e l'immatricolazione al Corso di Laurea sono procedure
indipendenti. Tutti gli studenti che intendono iscriversi ad un Corso di Laurea della Facoltà di Scienze
MFN devono comunque immatricolarsi, tra il 1 agosto e il 2 ottobre 2006, presso gli stand del CENTRO
IMMATRICOLAZIONI dell'Università di Torino (Via Nizza 230 - Torino - II piano - LINGOTTO).
Il Centro Immatricolazioni dal 24 luglio 2006 osserverà il seguente orario: dal lunedì al venerdì dalle
8:30 alle 16:00.
Il Centro Immatricolazioni rimarrà chiuso dal 14 al 18 agosto 2006.
Il TARM si terrà il 4 e 5 settembre 2006 nelle sedi e orari pubblicati sui siti web:
http://tarm.dm.unito.it/tarmpro7/
Per sostenere il TARM non è necessario essersi già immatricolati ma occorre iscriversi alla sessione
via WEB.
7 INDICAZIONI RELATIVE ALLE ISCRIZIONI
IMMATRICOLAZIONI.
Tra il 1 agosto e il 2 ottobre 2006, presso gli stand del CENTRO IMMATRICOLAZIONI dell'Università
di Torino (Via Nizza 230 - Torino - II piano - LINGOTTO). Il Centro Immatricolazioni dal 24 luglio
2006 osserverà il seguente orario: dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 16:00.
http://www.unito.it/studenti/speciale_immatricolazioni/home.htm
7
STUDENTE A TEMPO PIENO E STUDENTE A TEMPO PARZIALE.
Per quanto riguarda le modalità d'iscrizione lo studente si iscrive ogni anno al corso di laurea secondo
tipologie differenti: studente a tempo pieno e studente a tempo parziale. Tale distinzione è legata, come
parametro principale, al numero di crediti formativi acquisibili in un anno accademico dall'una o dall'altra
figura. E’ fortemente consigliata l’iscrizione a tempo parziale agli studenti con debiti formativi da
recuperare e/o con importanti impegni lavorativi o familiari. Nel loro complesso i crediti acquistabili dallo
studente in un anno accademico sono definiti come "carico didattico annuale", i crediti si acquisiscono con
il superamento dei relativi esami.
•
Lo studente a tempo pieno è tenuto a presentare per ciascun anno accademico un "carico
didattico" che preveda da un minimo di 37 ad un massimo di 80 CFU, comprensivi di quelli
obbligatori previsti nell'anno precedente e non ancora acquisiti, salvo il caso in cui il debito per
conseguire il titolo sia inferiore (per le questioni relative all’overbooking si veda al successivo
paragrafo 2.2.2)
•
Lo studente a tempo parziale è tenuto a presentare per ciascun anno accademico un "carico
didattico" che preveda da un minimo di 20 ad un massimo di 36 CFU, salvo il caso in cui il
debito per conseguire il titolo sia inferiore.
•
Sia per gli studenti a tempo pieno sia per quelli a tempo parziale, la presentazione del carico
didattico deve essere effettuata, per l’anno accademico 2006-2007, entro il 31-1-2007. I crediti
inseriti in precedenza non possono essere modificati in corso d'anno.
•
Lo studente effettua la scelta a tempo pieno o a tempo parziale contestualmente all'operazione di
definizione del "carico didattico". La scelta può essere modificata ogni anno sia in un senso che
nell'altro, ma solo contestualmente all'operazione di definizione del "carico didattico".
PASSAGGI E TRASFERIMENTI (Passaggi tra Facoltà,passaggio all’interno della stessa
Facoltà e passaggi dal vecchio al nuovo ordinamento,trasferimento verso e da altre
Università).
E’ consentito il passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento di Scienze Naturali, così come da altri CdS al
nostro. Gli esami già sostenuti nel vecchio ordinamento verranno valutati con il numero di crediti dei
corrispondenti insegnamenti del Nuovo Ordinamento. Le domande di passaggio, inoltrate alla segreteria
studenti, verranno valutate dalla Commissione didattica del CdS ed approvate dal Consiglio di Corso di
Studi. Il CCS indicherà ai richiedenti quali attività dovranno ancora seguire per completare il pacchetto di
180 CFU necessari per la laurea.
Dal 1 agosto 2006 al 31 ottobre 2006 per i moduli da utilizzare vedere alla paginaweb.
Dopo la data del 31 ottobre ed entro il 31 dicembre potranno essere accolte domande presentate
tardivamente mediante il pagamento della sanzione amministrativa.
LAUREA DI SECONDO LIVELLO O LAUREA SPECIALISTICA/MAGISTRALE.
Tra il 1 agosto e il 2 ottobre 2006. Presentando la domanda di iscrizione sotto condizione (vedi sotto) è
possibile immatricolarsi alla laurea magistrale anche dopo avere sostenuto l’esame di laurea nelle sessioni
di dicembre 2006, febbraio e marzo 2007
8
DOMANDA SOTTO CONDIZIONE
Si può presentare dal 1 agosto 2006 al 2 ottobre 2006. Lo studente che intende laurearsi nella sessione
straordinaria (novembre/marzo) e non deve fare modifiche al proprio carico didattico deve presentare la
domanda di iscrizione sotto condizione (al terzo anno fuori corso o successivi) al fine di non pagare la
sanzione amministrativa in caso di mancata discussione della prova finale. Questa domanda consente, in
pratica, di prolungare l’iscrizione all’ultimo anno del CdL triennale senza dovere pagare le tasse di
iscrizione (sempre a patto che ci si laurei entro la sessione straordinaria, dopodichè si pagheranno le tasse
per l’iscrizione al primo anno della Laurea Magistrale). Per i moduli di domanda vedere alla pagina web.
TASSE STUDENTI (TEMPO PIENO - TEMPO PARZIALE E VECCHIO ORDINAMENTO)
La prima rata delle tasse deve essere versata entro il 2 ottobre 2006. Il pagamento oltre tale termine sarà
penalizzato dal pagamento della prevista sanzione amministrativa. Il pagamento della tassa costituisce
iscrizione al nuovo anno accademico.
Gli studenti iscritti ad anni successivi al primo, PER ESSERE ISCRITTI AL NUOVO ANNO
ACCADEMICO (2006/2007), dovranno effettuare il pagamento della prima rata delle tasse universitarie
presso qualsiasi filiale della Banca Sanpaolo IMI o Sanpaolo Banco di Napoli, dal 1 agosto al 2 ottobre
2006.
Per il pagamento gli studenti dovranno essere muniti del proprio numero di matricola.
Il pagamento potrà essere effettuato con le seguenti modalità:
- denaro contante;
- assegno circolare intestato all'Università degli Studi di Torino;
- addebito in conto corrente (riservato ai correntisti Sanpaolo IMI o Sanpaolo Banco di Napoli);
- assegno bancario a favore dell'Università degli Studi di Torino (solo presso le filiali Sanpaolo IMI).
Per tutte le problematiche connesse alla riduzione delle tasse e agli importi legati al pagamento delle tasse
è necessario fare riferimento a:
Sezione Tasse e Rimborsi
Vicolo Benevello 3/A - Torino
Tel. 011.6704952/4953
Fax 011.6704958
o consultare la pagina web.
Gli studenti che non presentano la domanda secondo le modalità ed i tempi definiti nel Regolamento per
le tasse e i contributi (scaricabile alla pagina) saranno automaticamente inseriti nella fascia contributiva
più alta.
SECONDA RATA TEMPO PIENO - TEMPO PARZIALE e VECCHIO ORDINAMENTO:
scadenza 31/03/2007. Il versamento della seconda rata oltre il termine stabilito sarà sottoposto a sanzione
amministrativa.
ATTENZIONE!!! I pagamenti effettuati oltre i termini previsti comporteranno l'applicazione di
una sanzione economica di Euro 70,00.
N.B. Le ricevute dei versamenti non devono essere consegnate in Segreteria Studenti, ma conservate
accuratamente dagli interessati.
FILIALI ATTIVATE PER IL PAGAMENTO:
TORINO - AG. 18 (Corso Bramante 82);
TORINO - AG. 6 (Piazza Nizza 75);
TORINO - AG. 13 (Corso San Maurizio 35);
PUNTO ATENEO (Via Verdi 26);
CENTRO IMMATRICOLAZIONI (LINGOTTO).
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CARICO DIDATTICO
Deve essere effettuato entro il 31 gennaio 2007 sia per gli studenti a tempo pieno sia per quelli a tempo
parziale. Oltre tale termine sarà possibile presentare, modificare, integrare con sanzione ed esclusivamente
attraverso la Segreteria. La scelta di iscriversi a tempo pieno o parziale può essere modificata ogni anno al
momento della presentazione del “carico didattico”.
Lo studente a tempo pieno è tenuto a presentare per ciascun anno accademico un "carico didattico" che
preveda da un minimo di 37 ad un massimo di 80 CFU, comprensivi di quelli obbligatori previsti
nell'anno precedente e non ancora acquisiti, salvo il caso in cui il debito per conseguire il titolo sia
inferiore.
Lo studente a tempo parziale è tenuto a presentare per ciascun anno accademico un "carico didattico"
che preveda da un minimo di 20 ad un massimo di 36 CFU, salvo il caso in cui il debito per conseguire il
titolo sia inferiore.
Sia per gli studenti a tempo pieno sia per quelli a tempo parziale, la presentazione del carico didattico deve
essere effettuata, per l’anno accademico 2006-2007, entro il 31-1-2007.
E’ possibile inserire esami oltre gli 80 CFU (overbooking), che non faranno però parte del carico didattico
finché non si avranno sostenuto gli esami vecchi di cui si è in debito entro il termine fissato dalla
segreteria (di solito la fine di aprile). Solo a queste condizioni gli esami oltre gli 80 CFU potranno
rientrare nel carico didattico e si potrà stampare il loro statino.
CORSI SINGOLI
La domanda di iscrizione deve essere presentata prima dell'inizio del periodo didattico in cui è previsto lo
svolgimento del corso e il pagamento avviene contestualmente all'iscrizione presso la Segreteria Studenti.
Crediti Formativi Universitari
La peculiarità del nuovo schema didattico è costituita dai Crediti Formativi Universitari (CFU) che gli
studenti acquisiscono dopo aver frequentato un corso e superato con successo la corrispondente prova
d'esame. I crediti formativi universitari (CFU) rappresentano l’unità di misura del lavoro richiesto ad uno
studente per ogni attività formativa svolta per conseguire un titolo di studio universitario. Il regolamento
sull’autonomia didattica associa ad ogni CFU un lavoro complessivo pari a 25 ore. Il lavoro di un anno
corrisponde convenzionalmente a 60 crediti, ma lo studente può inserire nel proprio carico didattico
annuale fino a 80 CFU. Il lavoro formativo svolto dallo studente consiste nelle ore di lezione, di
esercitazione, di laboratorio, di seminario ecc. richieste dalle diverse attività contemplate
dall’Ordinamento, cui vanno aggiunte le ore di studio personale, o comunque di impegno individuale non
formalizzato (almeno il 55% del tempo complessivo), per completare la formazione richiesta per il
superamento delle verifiche (esami, colloqui ecc.). Per le altre attività formative particolari (tesi, progetti,
tirocini, stage, conoscenza della lingua straniera, avviamento all’uso degli strumenti informatici di
produttività personale, addestramento alle abilità comunicative o relazionali e al lavoro di gruppo ecc.) la
misura dei crediti viene effettuata in modo simile, calcolando le ore di lavoro a carico dello studente.
Per il Corso di Studi in Scienze Naturali dell’Università di Torino (classe 27 ) ogni CFU equivale a:
9 ore di lezione frontale + 16 ore di studio personale,
oppure 18 ore di esercitazione a posto singolo + 7 ore di studio personale,
oppure 18 ore di attività di laboratorio con elaborazione dei dati + 7 ore di studio personale,
oppure 25 ore di attività di stage presso enti esterni (o in alternativa presso laboratori universitari), anche
per la preparazione dell’elaborato finale.
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Il numero minimo di crediti che debbono essere acquisiti per l'ottenimento della laurea TRIENNALE è
180 CFU (distribuiti mediamente in numero di 60 per anno, per un totale di 1500 ore di lavoro annue), ai
quali occorre aggiungere i 120 della laurea specialistica/magistrale qualora si voglia completare il
percorso formativo di secondo livello. Per ognuna delle tre Lauree Specialistiche della classe 68/S
occorrono quindi almeno 300 CFU, 180 dei quali provengono dalla Laurea Triennale in Scienze Naturali
o, dopo approvazione da parte della commissione didattica, da altri corsi di studi. Uno studente può
laurearsi con un numero di CFU superiore a 180, anche anticipando esami della Laurea specialistica alla
quale intende iscriversi.
RICONOSCIMENTO DEI CREDITI ACQUISITI PRESSO ALTRO CORSO DI STUDIO O IN ATTIVITÀ PREUNIVERSITARIA (APU)
Il riconoscimento dei crediti acquisiti presso altro corso di studio dell'Ateneo o in corsi di altra Università
nonché di conoscenze ed abilità professionali certificate viene effettuato mediante delibera del Consiglio
di Corso di Laurea su proposta della Commissione Didattica la quale verifica i contenuti delle attività
formative svolte e la loro equipollenza e compatibilità con gli obiettivi formativi del Corso di Laurea in
Chimica.
Le richieste di riconoscimento (salvo diversa specifica indicazione) vanno presentate alla segreteria
Studenti della Facoltà non appena formalizzata l’iscrizione all’Università e comunque entro la data di
scadenza delle immatricolazioni. Per tale richiesta va utilizzato l’apposito modulo distribuito agli Studenti
con tutta la documentazione; il modulo deve essere corredato in fotocopia di tutta la documentazione
ritenuta utile per l’accoglimento delle richieste.
7 - PERCORSI DIDATTICI o CURRICULA DELLA LAUREA TRIENNALE
Nelle pagine seguenti è indicata l’organizzazione dei tre anni di corso attivati nell’anno accademico (a.a.)
2006/2007. Giova specificare qui i contenuti formativi e professionalizzanti che caratterizzano i percorsi
didattici o curricula in cui è articolato il nuovo Corso di Studi in Scienze Naturali a Torino. A partire
dall’a.a. 2006/2007 il corso di Studi in Scienze Naturali si articola in due percorsi didattici o curricula che
impegnano lo studente in attività formative comuni di base, in attività formative caratterizzanti (in parte
obbligatorie e in parte a libera scelta dello studente) e in attività formative qualificanti (a scelta
indirizzata) proprie di ciascun percorso.
Gli studenti che si sono iscritti prima dell’a.a. 2005/2006 seguiranno il percorso di studi previsto per il
terzo anno dal precedente regolamento, compreso il percorso didattico dell’indirizzo di Formazione
Didattico Naturalistica.
7.1- TECNOLOGIE AMBIENTALI
Ha lo scopo di fornire allo Studente le competenze necessarie, teoriche e pratiche, che gli consentano di
diventare immediatamente operativo dal punto di vista professionale nel campo delle indagini
sull’ambiente, sia naturale che modificato e gestito dall’uomo. Si pensi al monitoraggio biologico dei corsi
d’acqua, a quello microbiologico delle discariche, a quello mineralogico per l’amianto, al censimento
della fauna e della vegetazione, alla Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) delle opere di ingegneria
civile, alla raccolta dei dati per i piani regolatori e per l’uso ottimale del territorio, al censimento dei
dissesti idrogeologici nelle loro varie tipologie. La realizzazione di tale obbiettivo richiede l’intervento di
differenti discipline scientifiche e di tecniche orientate alle scienze della natura e caratterizzate da attività
didattiche relative ai settori di Scienze della Vita e di Scienze della Terra. Sono presenti naturalmente
anche attività didattiche relative ai settori chimico, matematico e fisico, nonché, seppure a livello
elementare, al settore giuridico (normativa ambientale). Il curriculum è sufficientemente personalizzabile
da adattarsi a varie esigenze di specializzazione, in vista sia dei diversi sbocchi occupazionali, sia dei
diversi orientamenti tecnico-disciplinari.
Questo curriculum ha lo scopo di formare:
11
•
figure professionali in grado di “campionare e rilevare”, ad esempio a supporto di centri e istituti di
ricerca, società di consulenza, studi professionali ecc.
• tecnici altamente qualificati, in grado di intraprendere attività in proprio o di lavorare presso altri
soggetti;
• personale adatto all’impiego nella pubblica amministrazione (ARPA, Province, ASL, Regioni, Parchi
ecc.) soprattutto a livello di istruttore di categoria C (ex VI° livello).
7.2 - VALORIZZAZIONE E TUTELA DEI BENI NATURALISTICI
Questo percorso ha lo scopo di fornire allo Studente una serie di competenze specifiche per lo studio, la
tutela e la valorizzazione dei beni naturalistici, competenze che sono individuabili nell’ambito delle
Scienze della Vita e in quello delle Scienze della Terra. I due insiemi disciplinari, tra loro complementari,
sono indispensabili oggi per il raggiungimento di una adeguata preparazione atta ad affrontare interventi
di ripristino, di conservazione e/o di fruizione di biotopi e di geotopi di particolare interesse. Durante il
triennio vengono inoltre fornite le nozioni di base per una lettura organica ed integrata dell’ambiente in
tutte le sue componenti geo-morfologiche, zoologiche e botaniche, in funzione della didattica delle
Scienze Naturali completa ed articolabile nei vari cicli di insegnamento pre-universitario. Questo percorso
tiene presente anche lo sbocco verso la ricerca naturalistica di base, oltre che verso la didattica, e realizza
pertanto una preparazione che è sintesi equilibrata tra materie dell’area di Scienze della Vita e dell’area di
scienze della Terra, ideale per ulteriori approfondimenti e specializzazioni.
Conseguentemente il curriculum prevede oltre alle discipline propedeutiche e naturalistiche di base, un
ampio spettro di insegnamenti a contenuto valutativo, tecnico e anche giuridico (normativa ambientale)
indispensabili per rendere il Laureato in grado di impegnarsi, in collaborazione con altre figure
professionali, in specifiche e caratteristiche attività. Esse vengono così individuate:
• pianificazione ecologica del territorio e delle risorse naturali;
• progettazione e gestione di opere di bonifica e riqualificazione ambientale, parchi ed aree protette;
• ecologia applicata allo studio e gestione di popolazioni naturali e di ecosistemi e alla valorizzazione
del paesaggio;
• comunicazione e divulgazione ambientale.
8. PERIODI DIDATTICI
1° anno
Per il 1° anno, la necessità di dare maggior respiro agli insegnamenti propedeutici ha portato a
raggruppare a due a due i periodi didattici di sei settimane, intervallando i due “semestri” con un periodo
di circa 7 settimane dedicato agli esami. Pertanto l’attività didattica del 1° anno si svolgerà seguendo le
cadenze indicate nella successiva tabella.
Corso di Laurea triennale in Scienze naturali – 1°anno
I semestre
esami
II semestre
esami
12 settimane
4 1/2 settimane 12 settimane
12 settimane
dal 25 settembre dal 8 gennaio dal 12 febbraio dal 14 maggio
al 15 dicembre
al 9 febbraio * al 11 maggio
al 31luglio
* Sospensione dal 17 al 27 gennaio dell’attività didattica per favorire la partecipazione alle Universiadi
2° e 3° anno
Le lezioni e le esercitazioni dei corsi di insegnamento e dei laboratori del 2° e 3° anno si svolgono in 4
periodi didattici di circa 6 settimane ciascuno. A questi si alternano 3 intervalli di circa quattro settimane
per gli esami relativi ai corsi di insegnamento del periodo didattico appena concluso. Sono inoltre dedicati
agli esami i mesi di luglio e di settembre. La tabella sottostante riassume le date di inizio e fine dei periodi
12
per il 2° e 3° anno nel 2006-07. E’ prevista la sospensione dal 17 al 27 gennaio dell’attività didattica per
favorire la partecipazione degli studenti alle Universiadi.
Corso di Laurea triennale in Scienze naturali – 2° e 3° anno
I periodo
esami
II periodo
esami
6 settimane
3,5 settimane
6 settimane
5 settimane
dal
dal 3 novembre dal 22 novembre dal 29 gennaio
25settembre
al 21 novembre al 16 gennaio
al 2 marzo
al 2 novembre
III periodo
6 settimane
dal 5 marzo
al 20 aprile
esami
3,5 settimane
dal 23 aprile
al 18 maggio
IV periodo
6 settimane
dal 21 maggio
al 29 giugno
esami
4 settimane
dal 2 luglio
al 31 luglio
9. LEZIONI
In anticipo rispetto all’inizio di ogni periodo didattico il Consiglio del Corso di Studi pubblica sulla
pagina WEB e in bacheca gli orari delle lezioni e delle attività pratiche.
La frequenza alle lezioni e ai laboratori, per materie sperimentali come sono quelle naturalistiche,
assume un'importanza fondamentale. Benché non sia formalmente richiesta, la frequenza di esercitazioni,
laboratori ed attività in campo è di fatto indispensabile per acquisire una buona preparazione agli esami e
per lo svolgimento della prova finale di laurea.
La frequenza è obbligatoria durante gli stage e le attività di preparazione della prova finale.
10. ESAMI
Data la cadenza serrata dei periodi didattici, sono state introdotte alcune restrizioni che riducono ad
intervalli precisi la possibilità di sostenere gli esami:
1) non ci sono appelli d’esame durante i periodi didattici dedicati alle lezioni;
2) gli esami falliti o rimandati possono essere sostenuti dopo l’ultimo periodo didattico e fino a settembre,
e inoltre nella prima settimana di ogni successivo periodo dedicato agli esami (in questo caso la data
dell’appello dovrà essere concordata con il docente titolare dell’insegnamento).
Le iscrizioni devono essere effettuate tramite la pagina WEB del Corso di Studi in Scienze Naturali ad
eccezione dei casi segnalati dal docente nelle schede dei singoli corsi.
11. PROPEDEUTICITÀ DEGLI INSEGNAMENTI
Non sono previste propedeuticità ufficiali. L’organizzazione degli orari delle lezioni tiene conto della
corretta sequenzialità degli insegnamenti; da qui lo studente può trarre le giuste indicazioni nella
programmazione degli esami.
I singoli docenti possono consigliare eventuali propedeuticità relativamente ai loro insegnamenti.
12. CORSO DI LINGUA INGLESE
E’ consigliabile sostenere l’esame entro il 1° anno del corso di studi. La Facoltà di Scienze M.F.N.
organizza attraverso la rete informatica un test (SET, Scientific English Test) a due livelli (livello A,
corrispondente al PET: 2 CFU; livello B, acquisibile dopo A: 2 CFU).
13
La parte A è essenzialmente un test (tipo multiple choice) della grammatica e dell’uso della lingua inglese.
La parte B, invece, consiste della lettura e comprensione di diversi testi di tipo scientifico.
Grazie ai test informatici lo studente potrà ottenere il riconoscimento automatico delle sue conoscenze di
lingua inglese.
La Facoltà organizza dei moduli d’inglese di base. Il corso di Lingua Inglese è organizzato in modo da
costituire un utile supporto per sostenere l'esame. Le lezioni sono tenute da un Lettore di madre lingua e
sono organizzate con un programma specifico per la Facoltà di Scienze. La frequenza al corso è
fortemente consigliata agli studenti che hanno difficoltà a superare i test.
I diplomi ufficiali di Lingua Inglese, rilasciati da Scuole autorizzate, già in possesso dello studente,
verranno riconosciuti e valutati sulla base del loro livello, se adeguatamente certificati. La richiesta di
riconoscimento di titoli pre-universitari (APU = attività pre-universitarie) va presentata alla Segreteria
Studenti, non appena formalizzata l’iscrizione e comunque entro la data di scadenza delle
immatricolazioni e comunque entro il 2 ottobre 2006, redatta sull’apposito modulo e corredata della
necessaria documentazione.
13. EUROPEAN COMPUTER DRIVING LICENCE (ECDL)
Progetto ECDL di Ateneo
Il progetto ECDL di Ateneo nasce nell’anno accademico 2002/2003 come iniziativa di alfabetizzazione
informatica rivolta agli studenti dell’Università degli Studi di Torino.
Prevede il rilascio del diploma ECDL (European Computer Driving Licence) o Patente Europea del
Computer, certificato riconosciuto a livello europeo e comprovante la padronanza delle abilità
informatiche di base.
Il livello delle conoscenze richieste per conseguire l’ECDL è stabilito dal Syllabus, documento ufficiale
che descrive in dettaglio ciò che il candidato deve sapere e saper fare.
E’ possibile scegliere fra:
ƒ il Diploma ECDL Start, rilasciato a chi ha superato i test relativi a 4 moduli di esami
ƒ il Diploma ECDL (o ECDL Full), rilasciato a chi ha superato i test relativi a tutti i 7 moduli
previsti dal Syllabus.
ƒ L’esame ECDL è composto da 7 moduli:
ƒ Concetti teorici di base
ƒ Uso del computer e gestione dei file
ƒ Elaborazione testi
ƒ Foglio elettronico
ƒ Basi di dati
ƒ Strumenti di presentazione
ƒ Reti informatiche.
Referente nazionale delle certificazioni ECDL è l’AICA, Associazione Italiana per l'Informatica e il
Calcolo Automatico.
Per conseguire l’ECDL è necessario essere in possesso di una Skills Card, documento ufficiale e personale
rilasciato da uno dei Test Center (strutture presso le quali si sostengono gli esami) accreditati dall’AICA.
La Skills Card ha una durata di 3 anni dalla data del rilascio, lo studente ha quindi 3 anni di tempo per
ottenere l’ECDL Start o Full.
Il candidato può effettuare gli esami su programmi proprietari (ad esempio Microsoft Office) o "Open
Source" (ad esempio OpenOffice, StarOffice).
Gli studenti immatricolati nell’anno accademico 2002/2003 e successivi, rientrano nel “Progetto ECDL di
Ateneo”, e possono conseguire l’ECDL alle condizioni previste dal Regolamento relativo, disponibile
all’indirizzo http://ecdl.di.unito.it.
Gli studenti immatricolati prima del 2002 possono conseguire l’ECDL presso uno dei Test Center di
Ateneo secondo le modalità consultabili all’indirizzo http://ecdl.di.unito.it .
14
Crediti formativi attribuiti
Per il Corso di Studi in Scienze Naturali il Diploma ECDL è facoltativo.
Il Diploma ECDL Full acquisito attraverso test presso l’Ateneo verrà riconosciuto con 2 CFU, da
computare tra le attività formative a libera scelta (gruppo “F” dello schema ministeriale). E’ possibile
inserire l’esame Full nel Carico Didattico rivolgendosi (entro il 31 gennaio 2007) alla Segreteria Studenti:
l’ECDL verrà introdotto automaticamente tra i debiti formativi (al costo di 150 euro da pagare con la
seconda rata delle tasse universitarie). L’esame dovrà essere preparato come autodidatti. Il Test Center di
riferimento consigliato è quello del Dipartimento di Informatica.
Per ulteriori informazioni rivolgersi direttamente alla Segreteria ECDL di Ateneo
Via Verdi 15/N
Sig.ra Angela Montone
Tel. 011-(670)4495
e-mail: [email protected]
Come per i diplomi di lingua inglese, qualora lo studente sia già in possesso del diploma ECDL al
momento dell’immatricolazione, potrà richiederne il riconoscimento come APU facendone richiesta alla
segreteria studenti, non appena formalizzata l’iscrizione e comunque non oltre l’8 ottobre 2006.
14.CORSI IFTS
Il Corso di Studi in Scienze Naturali riconosce inoltre come APU, dietro richiesta alla Segreteria Studenti,
i diplomi dall’Istituto di Formazione Tecnica Superiore Regionale (IFTS), purché inerenti i contenuti del
Corso di Studi. Il riconoscimento avverrà nell’ambito delle attività sostitutive di attività obbligatorie dei
gruppi “A” ed “E” dello schema ministeriale.
15. ESERCITAZIONI
INTERDISCIPLINARE SUL TERRITORIO
Oltre alle uscite sul territorio di competenza dei diversi insegnamenti aventi carattere applicativo
(esercitazioni disciplinari), il Corso di laurea organizza per gli studenti due ESERCITAZIONI
INTERDISCIPLINARI SUL TERRITORIO di due o più giornate, obbligatorie per il conseguimento della laurea
triennale e valutate ciascuna 2 CFU, una per gli studenti del II° anno e una per gli studenti del III anno.
Le esercitazioni interdisciplinari hanno lo scopo non solo di verificare in forma attiva sul campo le
conoscenze acquisite in più insegnamenti naturalistici fondamentali, ma soprattutto di integrare tali
conoscenze in una visione globale dei sistemi ambientali, condizione essenziale per la formazione
professionale del naturalista.
Le spese di viaggio e di pernottamento sono a carico della Facoltà, nei limiti delle disponibilità di bilancio.
Responsabile della esercitazione interdisciplinare sul territorio del secondo anno è il Prof. Edoardo
Martinetto, responsabile dell’attività del terzo anno è il prof. Roberto Ajassa.
16. STAGES
Gli studenti della Laurea Triennale in Scienze naturali hanno altresì l’obbligo di svolgere attività pratiche
presso enti, aziende e strutture convenzionate con la Facoltà di Scienze M.F.N., fino ad acquisire in totale
6 CFU (150 ore). L’attività di stage può essere svolta anche presso più di un ente. Ogni studente sceglierà
un docente del Corso di Studi come referente per le attività di stage; tale docente ne attesterà alla
segreteria studenti l’avvenuto svolgimento, sulla base di adeguata documentazione rilasciata dal
responsabile dello stage presso gli enti esterni.
Lo stage si svolge non prima di aver terminato i corsi del II° anno, di norma al III° anno.
Gli stages dovranno essere autorizzati dalla Presidenza di Facoltà, nella persona del dottor Giovanni
Cagna, responsabile del Servizio Job Placement.
15
Ufficio Scienze Informa:
c.so Massimo D'Azeglio 60/H
Ricev.: lun-ven 10-12, 14-16
e-mail: [email protected]
Segreteria tel.: 011-6707928 fax: 011-6707439.
Il prof. Francesco Dela Pierre [email protected] (Geologia) ha funzione di collegamento tra
Corso di Studi e Servizio Job Placement della Facoltà di Scienze M.F.N.
17 – ATTIVITA’ SEMINARIALI
Comprendono la partecipazione a seminari o congressi a scelta dello studente. Per seminario si intende
una conferenza, con uno o più oratori, di durata complessiva compresa tra 1 e 2 ore. Si possono seguire
seminari indipendenti che fanno parte di un ciclo completo senza necessariamente dover seguire l'intero
ciclo. Sono riconosciuti:
•
I SEMINARI PROFESSIONALIZZANTI ORGANIZZATI DALL’UNIVERSITÀ DI TORINO
quali ad esempio:
Che impresa l'impresa: Scopo del ciclo : proporre e diffondere tra i giovani una formazione sulla
cultura d'impresa e sul lavoro autonomo che si traduca nella possibilità di far qualcosa per se stessi
con determinazione e apertura verso il futuro ed offrire strumenti e metodologie per la valutazione
delle proprie attitudini imprenditoriali.
•
SEMINARI SCIENTIFICI ORGANIZZATI DA:
Dipartimenti e Dottorati ai quali afferiscono i docenti del corso di studi ( vedi lista sulla home
page del sito del corso di Studi)
•
CORSI PROFESSIONALIZZANTI ORGANIZZATI DALL’AIN (Associazione Italiana
Naturalisti), AD ES: Corso di Disegno Naturalistico, corso di Fotografia naturalistica, corso di
riconoscimento Alberi e Arbusti.
•
ATTIVITA' DI VOLONTARIATO CON FORMAZIONE: per il riconoscimento di seminari o di
altre attività di volontariato con formazione tenuti in Italia o all'estero o presso altre strutture,
presentare specifica richiesta di riconoscimento alla commissione didattica del corso di Studi.
Frequenza: I seminari possono essere seguiti al 2° o 3° anno del Corso di laurea triennale in Scienze
Naturali e durante le Lauree Specialistiche in: Analisi e gestione dell’Ambiente, Evoluzione e diversità dei
sistemi naturali, Evoluzione del comportamento animale e dell’uomo.
Ciascuno studente è tenuto a documentare la frequenza a 12 seminari indipendenti oppure a interi cicli
tematici riconosciuti per 2 CFU:
Frequenza ad interi cicli di seminari tematici: consegnare l’attestato rilasciato dall’organizzatore.
Frequenza a seminari indipendenti: per ciascun seminario compilare il libretto di frequenza e alla fine del
seminario fare firmare l’oratore oppure il docente organizzatore. Il libretto di frequenza (modulo 25) può
essere stampato autonomamente oppure dai Manager didattici e presso la segreteria del CdS.
Registrazione: Registra lo statino dell'attività seminariali il tutore di elaborato finale (per la laurea
triennale), il coordinatore della LS oppure, in caso di estrema necessità, il presidente della commissione
didattica o del CCS.
Voto: Non è previsto nessun voto. Lo statino viene compilato con la dicitura "approvato".
Archiviazione: Dopo la registrazione dello statino, attestati e libretti di frequenza sono consegnati al
Manager Didattico per archiviazione presso la segreteria del CdS.
I docenti responsabili delle attività seminariali sono:
Prof. Daniela Pessani [email protected]
16
Dr. Luciano Masciocco [email protected]
19- TUTORATO
Durante il primo anno del corso di studi, ad ogni studente e’ assegnato un docente nel ruolo di tutore. Il
tutore organizzerà un incontro con i suoi studenti in gruppo almeno una volta per semestre.
Lo studente ha l’obbligo di presentarsi a questi incontri. In questa occasione egli avrà modo di parlare e
discutere degli aspetti più vari del corso di studi. Il tutorato, stabilito nell’art. 54 dello Statuto
dell’Università di Torino, mira ad aiutare gli studenti
• nelle metodologie di studio
• nell’impostazione dei piani di studio e nelle scelte degli insegnamenti opzionali
• nella scelta e definizione dei programmi di interscambio e mobilità
• nella scelta di ulteriori occasioni formative prima e dopo la laurea
• nell’inserimento del mondo professionale
Il tutore e’ un punto di riferimento per l’orientamento dello studente nel sistema universitario e potrà
essere consultato ogni qualvolta si renda necessario, previa richiesta di appuntamento.
Dopo il primo anno di Università sarà facoltà dello studente richiedere eventuali incontri con il tutore; è
consigliabile tuttavia mantenere una continuità di relazioni particolarmente finalizzata allo sviluppo della
carriera universitaria e al collegamento con il mondo del lavoro. Generalmente il tutore e’ colui il quale
potrà fornire referenze ove richieste.
Il Delegato del CdS per il Tutorato è il Prof. Paolo Peretto
Tutti i docenti della commissione Didattica del Corso di Studi Triennale è a disposizione previo
appuntamento degli studenti che desiderano delucidazioni su percorsi didattici, carico didattico,
riconoscimenti di crediti etc.
La commissione Didattica Corso di Studi Triennale è composta da:
Coordinatrice, prof.Ajassa , Dipartimento di Biologia vegetale, tel. 011.670.5970, fax 011.670.5962, email [email protected] .
Membri: prof. Gabriella IVALDI (011.670.5132), prof. Roberto AJASSA (011.670.5101), prof. Sergio
CONSOLE (011.670.2931), prof.ssa Daniela PESSANI (011.6704539)
Bona Cons Iv si
20- CALENDARIO DELLE ATTIVITA’ FORMATIVE 2006/07 PER IL 1° ANNO
I semestre
dal 25 settembre al 15 dicembre CFU
2005
Botanica sistem.: Sistematica dei
2
Procarioti
Chimica
Laboratorio
generale
con
ore
ore
docente
lezione laborat
18
6
45
18
Istituzioni di Matematiche
6
36
36
Geografia con Laboratorio
6
36
36
6
36
36
Zoologia
Laboratorio
generale
con
Valeria
MARCHISIO
FILIPELLO
Elio GIAMELLO
Enzo LAURENTI
Maria Cristina PAGANINI
Margherita ROGGERO
Sergio CONSOLE
Michele MOTTA
Giovanna CELEBRANO
Sergio CASTELLANO
Cristina GIACOMA
Marina LANFRANCO
17
Massimo MEREGALLI
Giuseppe BOSIA
David MILNE
Fisica con Laboratorio
Lingua Inglese
Totale
6
4
34
45
18
36
234 ore 144 ore
II semestre
Dal12 febbraio
2007
CFU
ore
docente
ore
laborat
lezione
.
Chimica organica
4
36
Genetica
4
36
Mineralogia con Laboratorio
6
36
36
6
45
18
4
18
36
26
189 ore 90 ore
Botanica
Laboratorio
generale
Metodi matem.
Laboratorio
Totale
al 11 maggio
e
con
statistici:
Cristina PRANDI
Carlo Alberto ROBOTTI
Francesco ABBONA Gabriella IVALDI Elena BELLUSO
Paola BONFANTE Elena MARTINO
Hisao FUJITA YASHIMA Lorenzo FATIBENE Davide ASCOLI
CFU tot. 1° anno: 60
ore 1° anno: 667 (44% di 1500
ore)
18
21 - CALENDARIO DELLE ATTIVITA’ FORMATIVE 2006/07 per il 2° ANNO
I periodo
CFU
dal 25 settembre al 2 novembre
2005
ore
ore
lezione laborat
Petrografia con Laboratorio
36
36
36
36
72 ore
72 ore
6
Geologia con Laboratorio di
6
Geologia I
Totale
12
II periodo
dal 22 novembre 2006 al 16
gennaio 2007
Zoologia sistematica
Fisiologia generale
Laboratorio
di
Zoologia
sistematica
Laboratorio di Geologia II
Totale
CFU
4
4
ore
ore
lezione laborat
36
36
docente
Daniela PESSANI
Renzo LEVI
36
Daniela PESSANI
2
12
36
72 ore
Pierangelo CLARI
tot. 144 ore
72 ore
ore
ore
docente
lezione laborat
36
36
Franco MONTACCHINI
Elena BARNI
36
Laboratorio Botanica sistematica 2
Totali
Daniele CASTELLI
Franco ROLFO
Pierangelo CLARI
Francesco DELA PIERRE
tot. 144 ore
2
III periodo
CFU
dal 2 marzo al 12 aprile 2007
Ecologia
vegetale
con
6
Laboratorio
Botanica
sistematica
con
4
Laboratorio
Igiene ambientale (TA)
Chimica analitica e strumentale
(TA)
Mineralogia ambientale (TA)
Antropologia (VTBN)
docente
Cristina VARESE
36
Elena BARNI
Cristina VARESE
4
36
Roberto BONO
3
36
Edmondo PRAMAURO
2
4
VTBN
=16;
TA=21
18
36
Elena BELLUSO
Emma RABINO MASSA
108
162
72
72
180 ore VTBN
234 ore TA
Percorsi didattici o curricula:
VTBN = Valorizzazione e Tutela dei Beni Naturalistici
TA
= Tecnologie Ambientali
IV periodo
CFU
dal 15 maggio al 30 giugno
2007
Biologia evolutiva dei Vertebrati
6
con Laboratorio
Paleontologia con Laboratorio
Escursione
anno
Totali
interdisciplinare
6
36
36
36
36
II 2
VTBN
Docente
ore
ore
lezione laborat
72
Paolo PERETTO
50
Giulio PAVIA Edoardo MARTINETTO
Edoardo MARTINETTO, ETC
122
194 ore
19
Totali anno
=14
72
TA=14;
VTBN 324
=54;
378
TA= 60
194 ore
122
268
338
592 ore (45,6% di 1500 ore)
716 ore (37,2% di 1500 ore)
ESERCITAZIONE INTERDISCIPLINARE - Lo studente parteciperà alla esercitazione interdisciplinare
obbligatoria del secondo anno (2CFU).
INSEGNAMENTI A SCELTA - Lo studente potrà iniziare a seguire gli insegnamenti a libera scelta per
un totale di 16 CFU: 12 CFU a scelta completamente libera più un corso a scelta tra Ecologia applicata
(4CFU) ed Educazione ambientale (4 CFU).
STAGE - Alla fine del secondo anno lo studente può iniziare le attività di stage presso enti pubblici e
privati convenzionati; tale attività lo impegnerà preferibilmente al termine del 4° periodo didattico
20
22 - CALENDARIO DELLE ATTIVITA’ FORMATIVE 2007/08 per il 3° ANNO
In conseguenza alle modifiche dell’ordinamento approvate a partire dal 2005/06, la
seguente tabella verrà applicata nell’a.a. 2007/08 solo agli studenti che si sono iscritti nel
2005/06 o negli anni seguenti.
I periodo
CFU
Ecologia con labotatorio
6
Geologia ambientale (TA)
4
Astronomia (VTBN)
4
Biologia cellulare (VTBN)
4
Geochimica (TA)
4
Biotecnologie ambientali (TA)
2
Chimica ambientale (TA)
3
Selvicoltura (TA)
4
Tecniche di Comunicazione e
2
divulgaz. naturalistica (VTBN)
ore
ore
Docente
lezione laborat
36
36
Guido BADINO
36
Luciano MASCIOCCO
36
Giovanni SILVESTRO
36
Isabelle PERROTEAU
36
Marco RUBBO
18
Paola BONFANTE
36
Vincenzo ZELANO
36
Giorgio BUFFA
9
VTBN
81
=10;
162
TA=17;
Totali
II periodo
Conservazione della Natura
Fisiologia vegetale (VTBN)
Georisorse (VTBN)
CFU
18
Elena CAMINO
18
-
99 ore VTBN
162 ore TA
4
4
ore
ore
Docente
lezione laborat
36
Roberto AJASSA
36
Massimo MAFFEI (mutuato SB)
4
36
Piergiorgio ROSSETTI
VTBN
108
=12;
36
TA=4 ;
Totali
III periodo
CFU
ore
ore
Docente
lezione laborat
36
Riccardo MONTANARO
Paola CADOPPI
36
Gianfranco FIORASO
Diritto dell’ambiente
4
Rilevamento geologico (VTBN)
4
Totali
VTBN
72
=8;
36
TA=4 ;
IV periodo
CFU
Escursione interdisciplinare III
2
anno
VTBN
Totali
=2
72 ore VTBN
36 ore TA
ore
ore
lezione laborat
50
Docente
Responsabile Roberto AJASSA
ETC
72
36
21
TA=2
ESERCITAZIONE INTERDISCIPLINARE - Lo studente parteciperà alla esercitazione interdisciplinare
obbligatoria del terzo anno (2CFU).
INSEGNAMENTI A SCELTA - Lo studente completerà gli insegnamenti a libera scelta per un totale di
16 CFU: 12 CFU a scelta libera più un corso a scelta tra Ecologia applicata (4CFU) ed Educazione
ambientale (4 CFU).
STAGE - Durante il terzo anno lo studente dovrà completare per un totale di 6 CFU, le attività di stage
iniziate alla fine del secondo anno, presso enti pubblici e privati convenzionati; tale attività lo impegnerà
preferibilmente durante il 3° e 4° periodo didattico
ELABORATO FINALE - Dovrà infine preparare l’elaborato finale (6 CFU) da discutere nella seduta di
laurea.
22
23 - CALENDARIO DELLE ATTIVITA’ FORMATIVE DEL 3° ANNO ATTIVATO NEL 2006/07 per gli studenti
iscritti dal 2004-05 o in precedenza.
I periodo
dal 25 settembre al 2 novembre
2006
Geologia ambientale
Astronomia (FDN)
Biologia cellulare (FDN+VTBN)
Geochimica (FDN+TA)
Biotecnologie ambientali (TA)
Chimica ambientale (TA)
Selvicoltura (VTBN)
Tecniche di Comunicazione e
divulgaz. naturalistica (VTBN)
Totali
II periodo
dal 22 novembre 2006 al 16
gennaio 2007
Conservazione della Natura
Fisiologia vegetale (FDN)
Georisorse (VTBN)
sostituisce Giacimenti minerari
2002-03
Educazione e formaz. ambientale
(FDN)
Totali
CFU
ore
ore
lezione laborat
4
4
4
4
2
4
4
36
36
36
36
18
36
36
2
9
VTBN
=14;
90
FDN=1 144
6;
126
TA=14;
CFU
Docente
Luciano MASCIOCCO
Giovanni SILVESTRO
Isabelle PERROTEAU
Marco RUBBO
Paola BONFANTE
Vincenzo ZELANO
Giorgio BUFFA
18
Elena CAMINO
18
-
108 ore VTBN
144 ore FDN
126 ore TA
ore
ore
lezione laborat
Docente
4
4
36
36
Roberto AJASSA
Massimo MAFFEI (mutuato SB)
4
36
Piergiorgio ROSSETTI
4
36
Anna PERAZZONE
VTBN
=8;
72
FDN=1 108
2;
36
TA=4 ;
III periodo
CFU
dal 5 marzo al 20 aprile 2007
Diritto dell’ambiente
4
Rilevamento
geologico
4
(TA+VTBN)
72 ore VTBN
108 ore FDN
36 ore TA
ore
ore
Docente
lezione laborat
36
Riccardo MONTANARO
Paola CADOPPI
36
Gianfranco FIORASO
Antonio ROLANDO (mutuato
36
SB)
Ecologia applicata (TA)
4
Totali
VTBN
=8;
72
FDN=4 36
;
108
TA=12
72 ore VTBN
36 ore FDN
108 ore TA
23
;
IV periodo
dal 21 maggio al 29 giugno 200
CFU
ore
ore
lezione laborat
Docente
Escursione interdisciplinare
4
50
Roberto
AJASSA,
DOCENTI
Totali
VTBN
=4;
FDN=4
;
TA=4 ;
50
50
50
54 ore VTBN
54 ore FDN
54 ore TA
ALTRI
ESERCITAZIONE INTERDISCIPLINARE - Parteciperà alla esercitazione interdisciplinare obbligatoria
del terzo anno. Tale escursione unitamente a quella effettuata durante il secondo anno concorrerà al
riconoscimento dei 4 CFU totali per questo tipo di attività.
ESAMI A SCELTA – Lo studente dovrà seguire gli insegnamenti a libera scelta (per un totale di 16 CFU,
vedi elenco dei corsi consigliati). Per ogni curriculum sono consigliati, se non previsti, anche i corsi
obbligatori per gli altri curricula.
STAGE - Durante il terzo anno lo studente dovrà completare per un totale di 6 CFU, le attività di stage
iniziate alla fine del secondo anno, presso enti pubblici e privati convenzionati; tale attività lo impegnerà
preferibilmente durante il 3° e 4° periodo didattico
ELABORATO FINALE - Dovrà infine preparare l’elaborato finale (6 CFU) da discutere nella seduta di
laurea.
24
24 - ELENCO DEI CORSI A SCELTA ATTIVATI NEL 2006-07
A partire dal 2°anno lo studente seguirà insegnamenti a libera scelta. Per ogni curriculum sono consigliati,
se non previsti, anche i corsi obbligatori per gli altri curricula.
LAUREA TRIENNALE: CORSI A SCELTA
Insegnamento
Biochimica Ambientale
4
Biologia marina
4
Biologia popolazioni umane 4
Climatologia
4
Didattica
delle
Scienze
4
Naturali
Didattica di Scienze della
4
Terra
Ecologia applicata
Educazione
ambientale
Enrica PESSIONE
Daniela PESSANI
Emma RABINO MASSA
Luigi MOTTA
periodo didattico e
(anno consigliato)
3° (3)
4° (3)
4° (2)
4° (2)
Elena CAMINO
1° (3)
Elena FERRERO
4° (3)
CFU docente
e
formaz.
4
Antonio
(mutuato SB)
4
Anna PERAZZONE
Ecologia umana
4
Fisiologia ambientale
4
Fondamenti di Valutazione
4
Impatto Ambientale (V.I.A.)
Lab.Sistematica
2
Angiosperme
Mineralogia sistematica
4
Minerogenesi
4
Paleobiogeografia
e
4
ricostruzioni paleoambientali
Paleontologia applicata
4
Paleontologia umana I
4
Paleopatologia
4
Primatologia
4
Tutela delle risorse vegetali 4
ROLANDO
3° (3)
3° (3)
Franca
LIGABUE2° (3)
STRICKER
Luca MUNARON - Renzo
4° (3)
LEVI
Francesca BONA 2° (4)
Roberto AJASSA
Alberto MAFIOTTI
Elena BARNI
4° (2)
Gabriella IVALDI
Francesco ABBONA
4°(2)
3° (2)
Giulio PAVIA
3° (3)
Elena FERRERO
Alberto MOTTURA
Ezio FULCHERI
Paola BIGATTI
Franco MONTACCHINI
2° (3)
2° (3)
4° (2)
2° (3)
4° (2)
CORSI A SCELTA MUTUATI DA ALTRI CDS
Sc.Biologiche
Anatomia umana
4
2°(3)
(Giancarlo PANZICA)
Sc.Biologiche
Briologia applicata
4
3 (3)
(Giorgio BUFFA)
Sc.Biologiche
Entomologia
4
(Pietro
PASSERIN 2° (2)
d’ENTREVES)
Sc.
Biologiche
(Cristina
Etoecologia
4
1° (3)
GIACOMA - Maria Cristina
25
Lichenologia
4
LORENZI)
Sc.e Tecn.Beni Culturali
(Rosanna PIERVITTORI)
3° (2)
25 ELENCO DI TUTTI I CORSI ATTIVATI NEL 2006-07 IN ORDINE ALFABETICO
Corso
indir.
Tipologia
Settore
ORE
corso
anno
Corso
obbligatori
o
O= comune
I=indirizzo
N8046 4
Anatomia
Umana
tutti
D
BIO/16
36
III
O
II
PANZICA G.C.
(mutuata SB)
N8047 4
Antropologia
VTB
N
G
BIO/08
36
II
I
III
RABINO
MASSA E.
N8048 4
Astronomia
VTB
N
B
FIS/05
36
III
I
I
G
BIO/06
36
III
I
I
PERROTEAU I.
D
BIO/08
36
II
O
IV
RABINO
B
BIO/06
36
II
O
IV
PERETTO P.
D
BIO/07
36
III
O
IV
PESSANI D.
B
BIO/01
18
III
I
I
BONFANTE B.
tutti
A
BIO/01
63
I
O
II sem
BONFANTE P.
MARTINO E.
tutti
B
BIO/02
36
II
O
III
MARCHISIO
FILIPELLO V.
Codice
C
F
U
N8049 4
N8050 4
N8120 4
Biologia
VTB
Cellulare
N
Biologia delle
Popolazioni
Umane
tutti
Biologia
Evolutiva dei
Vertebrati con
Laboratorio
tutti
N8052 4 Biologia Marina tutti
Biotecnologie
Ambientali
TA
N8055 2
N8108 6
N8028 4
Botanica
Generale con
laboratorio
Botanica
Sistematica
con
Periodo
didattico
Docente
26
Laboratorio
Botanica
Sistematica:
Sistematica dei
Procarioti
tutti
N8003 2
N8032 4
Briologia
Applicata
Chimica
Ambientale
Chimica
Analitica e
Strumentale
N8004 6
Chimica
Generale con
Laboratorio
N8103 4
N8057 4
B
BIO/02
18
I
O
II sem
MARCHISIO
FILIPELLO
tutti
D
36
III
O
III
BUFFA G.
(mutuata SB)
TA
G
BIO/03
CHIM/
12
36
III
I
I
ZELANO V.
TA
G
CHIM/
01
36
II
I
III
PRAMAURO E.
A-C
CHIM/
03
I sem
GIAMELLO G.
LAURENTI
PAGANINI
tutti
63
I
O
Cristina
PRANDI
N8005 4
Chimica
Organica
Climatologia
Conservazione
della Natura
N8059 4
Didattica delle
Scienze
Naturali
N8060 4
Didattica di
Scienze della
Terra
N8112 4
N8058 4
N8121 6
Diritto
dell’ambiente
Ecologia con
laboratorio
N8061 4
Ecologia
Applicata
N8099 4
N8064 4
N8123 6
Ecologia
Umana
Ecologia
Vegetale con
B
CHIM/
06
GEO/0
4
GEO/0
4
D
tutti
36
I
O
II sem
(mutuato
Biotecnologie)
36
II
O
IV
MOTTA L.
36
III
O
II
AJASSA R.
BIO/05
36
III
O
I
CAMINO E.
D
GEO/0
1
36
III
O
IV
FERRERO E.
tutti
C
IUS/10
36
III
O
III
Riccardo
MONTANARO
tutti
B
BIO/07
36
II
O
I
BADINO G.
TA
B
BIO/07
36
III
I
III
ROLANDO A.
(mutuata SB)
tutti
D
BIO/08
36
III
O
II
LIGABUE
STRICKER F.
tutti
B
BIO/03
36
II
O
III
MONTACCHINI
F.
tutti
B
tutti
D
tutti
tutti
27
laboratorio
N8066 4
Educazione e
Formazione
Ambientale
N8067 4
Entomologia
Z8691 4
Escursione
Interdisciplinar
e II anno
Z8695 4
Escursione
Interdisciplinar
e III anno
N8108 4
N8006 6
Etoecologia
Fisica con
Laboratorio
tutti
tutti
tutti
tutti
D
D
BIO/07
BIO/05
36
36
F
III
II
II
F
III
I
O
O
O
III
PERAZZONE
A.
II
PASSERIN
D'ENTREVES
P. (mutuata SB)
IV
MARTINETTO
E:, AJASSA R.,
GIACOMA C.,
SINISCALCO
C.
IV
AJASSA R. ,
PESSANI D.,
BARNI E.,
BONA F. ,
tutti
D
BIO/05
36
III
O
I
GIACOMA C.
(bando esterno
LORENZI)
(mutuata SB)
tutti
A-C
FIS/01
63
I
O
I sem
BOSIA G.
tutti
D
BIO/09
36
III
O
IV
MUNARON L.
LEVI R.
N8024 4
Fisiologia
Ambientale
Fisiologia
Generale
tutti
B
BIO/09
36
II
O
II
LEVI R.
N8069 4
Fisiologia
Vegetale
VTB
N
C
BIO/04
36
III
I
II
MAFFEI M.
(mutuata SB)
N8007 4
Genetica
tutti
B
36
I
O
II sem
ROBOTTI C.A.
N8072 4
TA
B
36
III
I
I
RUBBO M.
N8008 6
Geochimica
Geografia con
Laboratorio
tutti
A
BIO/18
GEO/0
8
GEO/0
4
72
I
O
I sem
MOTTA M.
N8122 6
Geologia con
Lab. di
Geologia I
I
Pierangelo
CLARI P.
Francesco De La
Pierre
N8068 4
tutti
B
GEO/0
2
36
II
O
28
N8021 4
N8105 4
N8041 4
N8010 6
N8078 2
N8026 2
N8080 4
N8025 2
Geologia
Ambientale
Georisorse
Igiene
Ambientale
Istituzioni di
Matematiche
Laboratorio
Sistematica
Angiosperme
Laboratorio di
Geologia II
Laboratorio di
Scienze della
Terra
Laboratorio di
Zoologia
Sistematica
TA
VTB
N
G
TA
C
GEO/0
4
GEO/0
9
MED/4
2
tutti
A-C
MAT/0
2
tutti
D
tutti
B
N8011 4
N8040 2
III
O
I
44
III
I
II
ROSSETTI P.
36
II
I
III
BONO R.
(mutuata SB)
72
I
O
I sem
ROGGERO M.
CONSOLE S.
36
II
O
IV
BARNI E.
36
II
O
II
CLARI P.
D
GEO/0
1
36
III
O
IV
tutti
B
BIO/05
36
II
O
II
D
E
tutti
C
TA
B
tutti
B
N8083 4
Mineralogia
con
Laboratorio
Mineralogia
Sistematica
tutti
D
N8084 4
Minerogenesi
tutti
D
N8110 6
BIO/02
GEO/0
2
36
tutti
N8042 4 Lichenologia tutti
N8009 4 Lingua Inglese tutti
Metodi
Matematici e
Statistici:
Laboratorio
Mineralogia
Ambientale
B
BIO/03
-
MAT/0
6
GEO/0
6
GEO/0
6
GEO/0
6
GEO/0
6
Luciano
MASCIOCCO
36
36
II
I
O
O
III
I sem
MARTINETTO
E.
DELA PIERRE
PESSANI D.
PIERVITTORI
R.
(mutuata Beni
Cult.)
MILNE D.
54
I
O
II sem
FUJITA H.
FATIBENE L.
ASCOLI D.
18
II
I
III
BELLUSO E.
72
I
O
II sem
ABBONA F.
IVALDI G.
BELLUSO
36
II
O
IV
IVALDI G.
36
II
O
III
ABBONA F.
29
N8113 4
Paleobiogeografia
e ricostruzioni
paleoambientali
tutti
D
N8104 4
Paleontologia
Applicata
tutti
D
GEO/0
1
GEO/0
1
tutti
B
GEO/0
1
72
II
tutti
D
BIO/08
36
N8088 4 Paleopatologia tutti
D
BIO/08
Petrografia con
Laboratorio
tutti
A
N8109 6
N8117 4
N8018 6
N8091 4
6
N8092 4
Paleontologia
con
Laboratorio
Paleontologia
Umana I
Primatologia
prova finale
Rilevamento
Geologico
N8093 4
Z8206 6
Selvicoltura
Stage
Tecniche di
Comunicazione
e Divulgazione
Naturalistica
N8094 2
Tutela delle
Risorse
Vegetali
N8095 4
N8111 6
N8023 4
Zoologia
Generale con
Laboratorio
Zoologia
Sistematica
tutti
tutti
D
E
VTB
N
B
TA
tutti
B
F
VTB
N
B
tutti
D
36
III
O
III
PAVIA G.
36
III
O
II
FERRERO E.
I
IV
PAVIA G.
MARTINETTO
E.
III
O
II
MOTTURA A.
36
II
O
IV
Ezio FULCHERI
(bando esterno)
GEO/0
7
72
II
O
I
CASTELLI D.
BIO/08
36
III
III
O
O
II
IV
BIGATTI P.
GEO/0
2
AGR/0
5
Gianfranco
FIORASO
CADOPPI Paola
36
III
I
III
36
III
III
I
O
I
IV
BUFFA G.
BIO/05
27
III
I
I
CAMINO E.
BIO/03
36
II
O
IV
MONTACCHIN
I F.
tutti
A
BIO/05
72
I
O
I sem
CELEBRANO
G.
GIACOMA C.
LANFRANCO
M.
tutti
A
BIO/05
36
II
O
II
PESSANI D.
30
26 ATTIVITA’ DI TIPO INTERNAZIONALE
I docenti del CCS sono impegnati in numerose attività di formazione in cooperazione con
Università e strutture di ricerca estere. Un aggiornamento delle offerte formative in tal senso sarà
regolarmente disponibile sulla pagina WEB del Corso di Studi in Scienze Naturali
http://www.naturali.campusnet.unito.it.
SOCRATES/ERASMUS
Il programma SOCRATES/ERASMUS, varato dall’U.E. nel maggio del 1987, tende a rafforzare la
qualità e la dimensione europea dell’istruzione superiore incoraggiando la mobilità di giovani
studenti e docenti universitari. Il progetto Erasmus prevede una collaborazione tra università volta
a creare, attraverso accordi bilaterali, condizioni nelle quali studenti e docenti possano
intraprendere un periodo di studio o insegnamento, ufficialmente riconosciuto dall’Ateneo di
appartenenza, presso le Università europee o comunque aderenti alle regole della "Carta
Universitaria Erasmus". L’Università di Torino ha ottenuto dalla Commissione Europea un
contributo per la realizzazione di progetti di mobilità Erasmus per cui studenti e docenti
dell’ateneo torinese possono concorrere all’attribuzione di borse. Numerosi docenti del CCS di
Scienze Naturali hanno attivato programmi ERASMUS.
Lo studente interessato a seguire alcuni corsi presso un’altra università o a svolgere stage o lavoro di
tesi deve leggere con attenzione le informazioni disponibili sul portale dell’Università, all’indirizzo:
http://www.erasmustorino.com/
selezionare uno dei progetti di mobilità attivi per le Scienze Naturali, selezionare i corsi da seguire
sulla pagina WEB della Università di arrivo, scaricare i programmi e contattare i docenti del CCS
titolari di un corso analogo in modo da verificare la congruità di programmi e la possibilità reale di
convalida dei CFU acquisiti all’estero da parte del docente titolare del corso. Il progetto deve
essere poi presentato al Presidente del CCS e diventerà operativo solo dopo che questi avrà apposto
la sua firma. ATTENZIONE: la firma del presidente non implica però la convalida dei CFU
conseguiti presso l’Università straniera da parte dei docenti titolari dei corsi, pertanto lo studente
che non verifica con i singoli docenti il programma dei corsi si assume il rischio di non vedere
convalidate le proprie attività anche se il presidente del CCS ha firmato l’autorizzazione a svolgere
tali attività.
Per Informazioni:
Sezione Mobilità Internazionale e Progetti Speciali
Via s. Ottavio n. 8 - 10124 Torino
Tel. 011.6704425/26 - Fax 011.6704435
e-mail:
Informazioni generali per studenti italiani: [email protected]
Per gli studenti stranieri: [email protected]
Per i progetti speciali: [email protected]
Docente responsabile progetti ERASMUS del CCS
Prof. Emma Rabino Massa
e-mail: [email protected]
Dr. Marilena Girotti
e-mail [email protected]
31
27 PROVA FINALE
A partire dalla fine del secondo anno lo studente dovrà svolgere attività di stage presso enti pubblici e
privati convenzionati; tale attività lo impegnerà per un totale di 6 CFU soprattutto nel 3° e 4° periodo
didattico. Dovrà infine preparare l’elaborato finale (6 CFU) da discutere nella seduta di laurea.
L'attività per la prova finale può prevedere, sempre sotto la supervisione di un relatore, una ricerca
bibliografica su argomento a carattere specialistico o attività pratiche di laboratorio o tirocinio
professionalizzante in strutture esterne all'Università. L’offerta di argomenti di tesi viene pubblicata dai
docenti sulla pagina WEB del Corso di Studi in Scienze Naturali http://www.naturali.campusnet.unito.it
Il titolo di studio é conferito a seguito di prova finale. Tale prova consiste nella discussione di un elaborato
scritto, individuale, su un argomento specifico preventivamente concordato, anche nell’ambito di uno
stage o di un tirocinio, con un Docente di ruolo della Facoltà di Scienze M.F.N che funge da Relatore. Il
Relatore deve essere scelto tra i docenti di un settore scientifico disciplinare nel quale lo studente abbia
sostenuto almeno un esame. Lo studente può svolgere l’elaborato finale seguito da un un relatore esterno
ma sotto la responsabilità di un Docente del CCS in Scienze Naturali. In quest’ultimo caso il laureando
deve contattare il Docente responsabile all’inizio del lavoro per concordare, con lui e con il Relatore
esterno, l’argomento della tesi e per avviare le procedure assicurative. Tutte le volte che le attività
formative inerenti l’elaborato finale comprendono attività in aree o strutture diverse da quelle universitarie
occorre presentare la domanda di ampliamento della copertura assicurativa. Il modulo si trova sulla pagina
WEB della Facoltà di scienze e va consegnata al proprio relatore di tesi.
L’elaborato dovrà essere composto secondo un layout (carattere, spaziatura, margini, ecc.) le cui
caratteristiche andranno concordate con il Docente Relatore.
La domanda di Laurea deve essere presentata alla Segreteria studenti un mese prima della data dell’esame
di Laurea. La preparazione dell’elaborato finale, al quale sono assegnati 6 CFU, deve richiedere allo
studente circa 150 ore di lavoro, stesura dell’elaborato compresa.
L’elaborato, in forma cartacea, dovrà essere consegnato, a partire dal 20esimo giorno prima
dell’esame di laurea e non oltre il 15esimo, al Dr. Edoardo Calabrò (Dipartimento di Biologia
Animale e dell’Uomo, via Accademia Albertina, 13 – Torino - tel. 011-6704584): le date e l’orario di
consegna verranno resi noti prima di ogni sessione di Laurea.
Insieme all’elaborato, il candidato dovrà consegnare il riassunto dell’elaborato stesso, come sottoindicato
ed in entrambe le modalità:
a) 10 copie in forma cartacea di 1 sola pagina, contenente nome e cognome del candidato, nome
e cognome del relatore/correlatore, titolo dell’elaborato
b)
1 copia dello stesso in formato elettronico (su dischetto da 3,5’, in Microsoft Word 2000).
Questa copia può anche essere inviata il giorno prima della consegna dell’elaborato, come file
allegato, al Dr. Calabrò ([email protected]).
32
Al momento della consegna dell’elaborato, il candidato dovrà compilare il “Questionario per gli studenti
che concludono i Corsi di laurea o di Laurea Magistrale”.
Ad ogni elaborato verrà assegnato un Referente il quale esprimerà il suo giudizio in sede di prova finale.
Una volta noti i Referenti, sarà compito del laureando ritirare la copia dell’elaborato precedentemente
consegnata (copia ufficiale) e portarla al proprio Referente. I Referenti faranno parte della Commissione
d’esame.
Chi volesse preparare la presentazione orale con l’ausilio di immagini in formato elettronico deve
prendere contatto con il Dr. Luigi Palmieri (Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo, via
Accademia Albertina, 13 – Torino – tel. 011-6704562) per concordare le modalità di consegna del CD
della presentazione.
Commissione d’esame
La Commissione per il conferimento del titolo è composta da non meno di cinque membri, compreso il
Presidente, ed è nominata dal Preside di Facoltà o, su sua delega, dal responsabile della struttura didattica
conferente. La maggioranza dei membri deve essere costituita da Docenti di ruolo (Professori e
Ricercatori) della Facoltà di Scienze M.F.N. Ne fanno parte obbligatoriamente i Relatori, i Docenti
responsabili nel caso di elaborati esterni, i Referenti e, in sovrannumero, i Relatori esterni. Questi
potranno prendere parte alla discussione ed esprimeranno il loro giudizio sul lavoro seguito. Nel caso di
un elevato numero di Laureandi é possibile il ricorso a più Commissioni. In ciascuna Commissione
saranno presenti Docenti e Laureandi di entrambi i settori naturalistici (Scienze della Vita e Scienze della
Terra). Ogni Commissione assegnerà indipendentemente il voto di laurea ai propri Candidati.
Voto di Laurea
La commissione dispone di 110 punti. Il voto di Laurea viene assegnato sulla base della valutazione
ponderata (tenendo cioè conto dei CFU) dei voti assegnati per le diverse attività formative che comportano
una votazione in 30/esimi e del risultato della prova finale, con l’esclusione della possibilità di una
diminuzione della prima.
La valutazione ponderata espressa in 110/esimi viene ottenuta, a cura della Segreteria studenti, utilizzando
la seguente formula:
Σ (ciascun voto in 30/esimi x CFU assegnato)
---------------------------------------------------------- x 3.67
Σ CFU assegnati alle attività con voto
Al risultato, arrotondato all’unità secondo le regole matematiche, possono essere aggiunti da O a 7 punti
33
per l’elaborato finale. La valutazione conclusiva dell’elaborato da parte della commissione deve tenere
conto delle valutazioni sulle attività formative precedenti e sulla prova finale; quest’ultima va fatta in base
all’impegno nella preparazione ed alla qualità dell’elaborato. L’esame di Laurea dovrà chiarire, attraverso
un’esaustiva discussione, quale è stato l’effettivo apporto dello studente alla produzione dell’elaborato
presentato.
Lode
E’ possibile proporre la lode a Candidati il cui curriculum sia particolarmente meritevole e che, quindi,
abbiano un punteggio finale (compreso quello per l’elaborato finale) almeno uguale a 110/110. La
proposta di lode dovrà in ogni caso essere votata e approvata all’unanimità dalla Commissione d’esame.
28 INDIRIZZI UTILI
Per tutte le informazioni su disposizioni vigenti relative a immatricolazioni, iscrizioni agli anni successivi
al primo, carichi didattici, ecc.:
Ufficio Segreteria Studenti della Facoltà di Scienze M.F.N.
Via S. Croce 6 - 10124 Torino - Tel. 011 6704625/26 Fax. 011 6704693
e-mail: [email protected]
ORARIO
da lunedì a venerdì dalle 09.00 alle 11.00
martedì,mercoledì, giovedì dalle 13,30 alle 15.00
Ufficio del tutor
Per facilitare i contatti tra studenti e docenti il CCS ha istituito la figura dello studente tutor. Tale studente
è raggiungibile via e-mail o negli orari di ricevimento nella stanza dei manager didattici in V. Accademia
Albertina 13. La sua funzione è fondamentalmente quella di aiutare gli studenti a segnalare le loro
difficoltà e a risolverle, in modo diretto o mettendoli in contatto con il referente giusto. In particolare gli
studenti si possono rivolgere al tutor del Corso di laurea per informazioni riguardanti orari, dispense dei
corsi, procedura di tirocinio del CdS, tesi, appelli d’esame.
Per agevolare le comunicazioni dai docenti del CdS, gli studenti possono lasciare i propri recapiti
telefonici e di posta elettronica al tutor, in modo da costituire mailing-list degli studenti dei vari anni di
corso. Si consiglia inoltre di consultare sempre le bacheche con gli avvisi cartacei nelle bacheche di via
Accademia Albertina 13 e il sito del CdS www.naturali.campusnet.unito.it
tel: 011-6704585 E-mail: [email protected]
Job Placement della Facoltà di Scienze MFN
Referente per l’attivazione delle procedure di stage
Corso Massimo d'Azeglio, 60/H - 10126 Torino
(presso i locali di Scienze Informa)
Responsabile: Dott. Giovanni Cagna
Telefono: +39 011 670.7928
Fax: +39 011 670.7439
E-mail: [email protected]
Referente: Dott.ssa Francesca Garzaro
Telefono: +39 011 670.7908
34
E-mail: [email protected]
Orario: Lunedì - Venerdì 10-12 14-16
Ufficio Segreteria Studenti dell' E.D.I.S.U.
Fornisce servizi riguardanti borse di studio, residenze universitarie, mense, sale studio e aule informatiche,
assistenza sanitaria, consulenza per contratti di affitto, ospitalita’ studenti stranieri.
Corso Raffaello, 20/D - 10126 Torno - Tel.: 011 6531111 fax 011 6531157
Sito Internet: http://www.eds.unito.it/
Mense:
Via Galliari 30,
Via Principe Amedeo 48
Corso Lione 26/A
Sale studio:
Via Michelangelo 17bis angolo via Madama Cristina
Via Pietro Giuria 17
Via S. Ottavio 8
Via Verdi 26
Corso Svizzera 185
Accertamento Economico
La situazione economica del nucleo familiare è il criterio che più di ogni altro può incidere sulla
determinazione dell'importo delle tasse universitarie. Essa viene valutata in base ai criteri ISEE (Indicatore
della Situazione Economica Equivalente) e può essere accertata gratuitamente presso i CAF (Centri di
Assistenza Fiscale) convenzionati con l'Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario (Edisu),
nonché presso il Centro Immatricolazioni di Torino Lingotto.
Per tutte le problematiche connesse alla riduzione delle tasse e agli importi legati al pagamento delle tasse
è necessario fare riferimento a:
Sezione Tasse e Rimborsi
Vicolo Benevello 3/A - Torino
Tel. 011.6704952/4953
Fax 011.6704958
Centro Universitario Sportivo (CUS)
Via Braccini 1 - 10141 Torino - Tel.: 011 3855566/386911
Per consultazione e prestito libri per le Facoltà Scientifiche:
Via Madama Cristina 83/A, orario: 8.30-16.30
Per notizie relative a orario dei corsi, date degli esami, aule, ecc.:
Consultare la pagine web e le bacheche dei vari Dipartimenti.
In alternativa rivolgersi all’Ufficio del tutor ([email protected])
NORME DI SICUREZZA
Nell' Università degli studi di Torino é funzionante il Servizio Igiene e Sicurezza, all' interno del quale é
stato attivato il Servizio di Prevenzione e Protezione previsto dal decreto legislativo n° 626/94 e
successive modificazioni ed integrazioni, secondo le previsioni delle Direttive dell'Unione Europea
recepite in Italia e riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori negli ambienti
di lavoro.
I Presidi di Facoltà, i Presidenti dei Corsi di Laurea, i Direttori dei Dipartimenti Universitari ed il
personale universitario con funzioni di dirigenza o di responsabilità nelle attività didattiche, di ricerca
35
scientifica o di servizio possono chiedere consulenza mediante comunicazione scritta inviata direttamente
al Servizio Igiene e Sicurezza dell' Università degli Studi di Torino, Via Po n° 1, 10124 Torino.
I lavoratori dipendenti od equiparati, ovvero gli studenti, i tesisti, i tirocinanti, gli specializzandi, i
dottorandi, i borsisti, gli ospiti italiani o stranieri, il personale docente e non docente e tutti coloro che
siano autorizzati a frequentare le attività didattiche, di ricerca scientifica o di servizio, oltre che i luoghi di
lavoro dell' Università degli Studi di Torino con presenza di pericoli che possono dare luogo ad eventuali
rischi potenziali (utilizzo di laboratori, macchine, apparecchi, attrezzature di lavoro in genere, agenti
chimici, fisici e biologici)
devono
1) prendersi cura della propria sicurezza e della propria salute e di quella delle altre persone presenti
nelle attività didattiche, di ricerca scientifica o di servizio, su cui possono ricadere gli effetti delle loro
azioni od omissioni, conformemente alla loro formazione ed alle istruzioni ed ai mezzi forniti dall'
Università (si veda il successivo punto n° 10);
2) osservare le disposizioni e le istruzioni impartite nell'ambito dell' Università, finalizzate alla
protezione collettiva ed individuale;
3)
utilizzare correttamente i macchinari, le apparecchiature, gli utensili, le sostanze ed i preparati
pericolosi, i mezzi di trasporto, le altre attrezzature di lavoro ed i dispositivi di sicurezza;
4)
utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a disposizione;
5)
segnalare immediatamente le deficienze dei mezzi e dispositivi di cui ai precedenti punti 3 e 4, oltre
alle eventuali condizioni di pericolo di cui vengano a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di
urgenza, nell'ambito delle loro competenze e possibilità, per eliminare o ridurre tali deficienze o pericoli,
dandone notizia, quando possibile, anche al rappresentante locale dei lavoratori universitari per la
sicurezza (RLS).
6)
non rimuovere o modificare i dispositivi di sicurezza, di segnalazione o di controllo;
7) non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che non siano di propria competenza,
ovvero possano compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori, nell'ambito delle attività
didattiche, di ricerca scientifica o di servizio;
8)
sottoporsi ai protocolli di sorveglianza sanitaria ed ai relativi controlli sanitari eventualmente
previsti;
9)
contribuire all'adempimento di tutti gli obblighi imposti dall' Università e dalle autorità competenti
comunque necessari per tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori dipendenti od equiparati;
10) partecipare alle apposite iniziative di informazione e di formazione sui problemi della sicurezza e
dell'igiene del lavoro, secondo le modalità e i calendari che saranno comunicati dai Presidi delle Facoltà,
dai presidenti dei Consigli di Corso di Laurea o dai Direttori dei Dipartimenti universitari.
36
SERVIZIO DISABILI
L'Università degli Studi di Torino, nella prospettiva di rendere effettivo il diritto allo studio per tutti gli
studenti disabili, intende garantire l'accesso fisico alle strutture di studio e di ricerca. Esiste un progetto di
progressiva eliminazione delle barriere architettoniche che, ogni anno, disponendo di apposita quota di
finanziamento, affronta le situazioni che sono state individuate, attraverso un censimento di tutti gli
edifici, come maggiormente problematiche e gravi.
E' attivo un apposito ufficio, situato in via degli Artisti, 9, al piano terreno dove gli studenti disabili
possono presentare le loro richieste e trovare risposte adeguate ai loro problemi.
Per gli studenti disabili sono previste forme di intervento quali:
l'accompagnamento svolto da obiettori di coscienza che seguono un corso di preparazione e formazione
specifica
il tutoraggio di carattere didattico (aiuto per le attività nelle biblioteche, reperimento testi, fotocopie,
predisposizione di appunti, ecc.) che compete invece agli studenti part-time
l'attivazione di specifici progetti di intervento, quali la presenza di interpreti della lingua dei segni per gli
studenti non udenti, la possibilità di utilizzare barre braille per i non vedenti, l'attivazione di postazioni
informatiche utilizzabili anche da studenti con disabilità motorie. Tutti questi servizi possono essere
attivati solo se gli studenti disabili segnalano, all'atto della loro iscrizione, le necessità e i bisogni, o
prendendo contatto con il competente ufficio.
Inoltre, è previsto l'esonero totale dalle tasse e dai contributi universitari per gli studenti ai quali è stata
riconosciuta un'invalidità pari o superiore al 66%. Gli studenti con invalidità compresa tra il 50% ed il
66% pagano solo la prima rata delle tasse universitarie.
Nell'ambito dei progetti Erasmus sono previsti idonei interventi a sostegno degli studenti disabili che si
recano a studiare all'estero.
L'Ente Diritto allo Studio Universitario della Regione (EDISU) è a disposizione degli studenti
favorendone lo studio con forme di intervento economico (borse di studio e contributi straordinari),
sostegni di carattere abitativo, contributi per l'affitto e servizio mensa.
Delegato del Rettore: SERVIZIO DISABILI COORDINAMENTO
Prof. Fabio Levi Via Artisti, 9 –
e-mail: [email protected]
Fax 011 6702559 011 882791 Fax 011 6707923
Resp.ufficio: Nunzia Ricco 011 6704282
[email protected] [email protected]
6704283-6704284 fax.6704285
37
La Facoltà di Scienze M.F.N. ha nominato un garante per gli studenti disabili della propria Facoltà a cui
è possibile rivolgersi per informazioni specifiche sui test d'ingresso, sulla modalità d'esame, sui percorsi
didattici specifici e particolari:
Prof. Cesare PISANI 0116707562
e-mail: [email protected],
Dipartimento di chimica inorganica, fisica e dei materiali - Via P. Giuria, 7 Torino
REFERENTE PER IL CORSO DI LAUREA IN SCIENZE NATURALI
Prof.ssa Consolata SINISCALCO
Tel. 011.670.5970 e-mail [email protected]
Dipartimento di Biologia vegetale – Viale Mattioli, 25
IL COMITATO PER LE PARI OPPORTUNITÀ
Il Comitato per le Pari Opportunità dell’Università degli Studi di Torino opera nell’Ateneo sin dal
settembre del 1992. E’ dotato di un proprio regolamento (D.R. n. 224 del 23.2.2000) con cui sono
disciplinati, tra l’altro, i compiti, la composizione e le modalità di funzionamento. Le funzioni del C.P.O.
dell’Università degli Studi di Torino sono di natura propositiva, consultiva e di monitoraggio. In
particolare:
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ƒ
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realizza azioni positive;
esprime parere preventivo su proposte riguardanti la gestione del personale, interventi di
formazione, organizzazione e ristrutturazione dell’Università;
promuove iniziative volte a rimuovere comportamenti lesivi della dignità delle
lavoratrici/lavoratori compresi episodi di mobbing e di molestie sessuali;
valuta episodi segnalati di segregazione professionale e promuove proposte di soluzione del
problema;
promuove indagini conoscitive e studi finalizzati alla creazione di effettive condizioni di parità tra
le lavoratrici e i lavoratori.
Le/i componenti del C.P.O. vengono rinnovate/i ogni due anni. Attualmente la Presidente è Sabrina
Gambino (011/6704312), la Vicepresidente Angela Nunnari, la Segretaria Rosa Tamburro.
Sede: Via S.Ottavio 19/b – Torino
Tel: 011.6703952 Fax: 011.6703954
e-mail: [email protected]
Orari: lunedì 14.00-18.00
martedì e giovedì 8.30-15.00
mercoledì 14.00-16.30
venerdi 13.00-15.00
38
La Consigliera di Fiducia
La Consigliera di Fiducia è prevista dall’art.6 del “Codice di comportamento per la tutela della dignità
delle lavoratrici e dei lavoratori, degli studenti e delle studentesse dell’Università degli Studi di Torino”,
codice approvato dal Senato Accademico nel 2001, e recentemente modificato, in un’ottica di
ampliamento delle forme di tutela nei confronti degli atteggiamenti discriminatori e/o vessatori, nel 2005.
Possono rivolgersi alla Consigliera di Fiducia tutte le persone che operano all’interno dell’Università di
Torino:
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studentesse/studenti;
lavoratori e lavoratrici a tempo indeterminato e determinato;
prestatori d’opera occasionale;
borsiste/i e dottorande/i;
ricercatrici e ricercatori;
docenti;
collaboratori ed esperti linguistici
Quando rivolgersi alla Consigliera di Fiducia:
- la Consigliera di Fiducia interviene in caso di molestia fisica e psicologica e di comportamento
vessatorio e/o discriminatorio al fine dell’interruzione degli stessi;
- suggerisce azioni opportune al fine di assicurare un ambiente di lavoro e di studio rispettoso della dignità
delle persone.
La Consigliera di Fiducia:
Avv. Elena Bigotti
Sede: Via S.Ottavio 19/b – Torino
riceve il lunedì pomeriggio su appuntamento (Tel: 011.6703952)
ALSci - Alumni of Science
Associazione per gli ex Allievi della Facoltà di Scienze MFN
E-mail: [email protected]
E’ nata a Torino AlSci – Alumni of Science, l’Associazione riservata a tutti i laureati della Facoltà di
Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università degli Studi di Torino.
Obiettivi dell’Associazione sono:
•
•
•
Fornire agli associati in cerca di impiego informazioni utili al proprio inserimento nel mondo del
lavoro.
Facilitare ed incoraggiare lo scambio di esperienze ed informazioni
Consentire agli associati già inseriti in attività lavorative di avere un contatto diretto con la Facoltà,
attingendo, se necessario, alle liste dei neo laureati.
AlSci organizzerà, tra le varie attività, dei corsi di aggiornamento riservati agli ex-allievi della Facoltà di
Scienze, con lo scopo di ridurre il grado di obsolescenza dei crediti formativi ottenuti durante il cammino
verso la laurea, sia ottenuta con il vecchio ordinamento, sia essa triennale o specialistica. La tipologia ed il
numero dei corsi farà inizialmente riferimento alle richieste riguardanti le discipline di maggiore attualità.
Si tratta quindi di un’importante innovazione in campo didattico, che consentirà ad ogni laureato di
39
mantenere la propria preparazione al passo con i rapidi progressi che caratterizzano ogni disciplina
scientifica.
Non mancheranno ovviamente, nella vita dell’AlSci, opportunità di incontro e confronto fra gli associati.
L’iscrizione all’AlSci diventerà automatica al momento della laurea ed è completamente gratuita.
La sede provvisoria dell’AlSci è presso l’ufficio Scienze Informa situato in Corso Massimo d’Azeglio
60H aperto dal lunedì al venerdì dalle 9,00 alle 12,00 e dalle 13,00 alle 16,00.
Il numero telefonico per contattarci è 011 670 7921 mentre il contatto telematico è attivo attraverso
l'indirizzo di posta elettronica [email protected]
http://www.scienzemfn.unito.it/alsci/alsci.htm
ASSOCIAZIONE ITALIANA NATURALISTI
L'Associazione Italiana Naturalisti è nata a Torino nel 1974 ed ha come scopi la tutela professionale dei
Naturalisti, la loro migliore preparazione e qualificazione e, più in generale, la diffusione della cultura
naturalistica.
E' utile in questo momento richiamare l'attenzione sugli scopi istituivi dell'AIN, riprendendoli dallo
Statuto dell'associazione:
tutelare gli interessi morali e materiali dei Soci;
coordinare a livello nazionale le esigenze della professione;
promuovere a livello nazionale le esigenze della professione;
promuovere a livello regionale atti legislativi specifici sulle tematiche ambientali;
migliorare la preparazione e la qualificazione dei naturalisti organizzando seminari, tavole rotonde, corsi
di aggiornamento;
ottenere l'istituzione dell'Ordine dei Dottori Naturalisti.
Possono fare parte dell'Associazione (Soci) i laureati in Scienze Naturali e gli studenti iscritti al corso di
Laurea in Scienze Naturali.
Possono aderire all'Associazione (Aderenti) tutti coloro che , pur non essendo laureati o studenti in
Scienze Naturali, ne condividono le finalità.
I Soci vengono raggruppati nelle seguenti categorie:
• Docenti di ogni ordine e grado;
• Laureati dipendenti o liberi professionisti
• Studenti e non laureati.
I Soci devono possedere una buona preparazione naturalistica e un'assoluta integrità professionale e
devono impegnarsi a non utilizzare la propria capacità professionale a fini speculativi e ad operare nel
massimo rispetto dell'integrità dell'ambiente.
L'A.I.N. si articola in sezioni.
Nel dicembre 1996 l'A.I.N. è entrato a far parte della Consulta del CNEL per le Associazioni non tutelate
da Albo Professionale
All'interno dell'Associazione è stato costituito il Repertorio Nazionale Soci Esperti (R.N.S.E.).
Questo repertorio, che è parte integrante dell'A.I.N., raggruppa i Soci che possiedono significativi
curriculum professionali.
L'ammissione a questo repertorio avviene a insindacabile giudizio di una specifica commissione tecnica
previo richiesta scritta e presentazione di documentazione curriculare degli interessati.
40
L'A.I.N. da diversi anni si è attivata per la creazione dell'Ordine Nazionale dei Naturalisti mediante la
presentazione di diverse proposte di legge in tal senso.
Consulta il sito: http://www.ain-it.org/
Viale Mattioli, 25
c/o Dip. Biol. Vegetale
10125 TORINO - TO
E-mail: [email protected]
Segreteria operativa: c/o soc coop. ARNICA, via Giolitti 8 Torino. Tel. 011 544327
E-mail: [email protected]
Per ulteriori informazioni e ritiro modulo per l’iscrizione contattare:
Giglio Roberto [email protected]
1 REPERTORIO NAZIONALE SOCI ESPERTI (RNSE)
E' utile in questo momento ricordare che uno degli scopi istituivi principali dell'AIN è quello di
ottenere l'istituzione dell'Ordine dei Dottori Naturalisti. Quest'ultimo scopo, perseguito ormai da un paio
di decenni, ha impegnato l'associazione in numerose iniziative sul piano parlamentare, ma rimane tuttora
un capitolo aperto, sia per contingenti motivi politico-procedurali, sia per l'opposizione di altri Ordini
professionali concorrenziali. Di recente però, il CNEL (Consiglio Nazionale per l'Economia ed il Lavoro)
ha inserito l'AIN nella Consulta delle Professioni non Regolamentate, riconoscendo di fatto
nell'associazione il punto di riferimento dei laureati in Scienze Naturali.
A tale proposito, l'AIN ha attivato il RNSE in modo da poter certificare professionalità e competenze dei
Soci. Questa certificazione di competenze specifiche nell’ambito delle attività professionali potenziali
offre in concreto ai Dottori Naturalisti un'occasione di offrirsi sul mercato del lavoro con maggiore
visibilità e definizione di ruolo professionale.
MODALITA' DI CERTIFICAZIONE
L'AIN garantisce solo l'esistenza dei titoli segnalati e presi in esame per l'ammissione al RNSE.
L'AIN, su richiesta del Socio rilascia una dichiarazione di appartenenza al RNSE, riportante
esclusivamente la data di ammissione. Su richiesta verranno riportati i settori e le aree disciplinari
documentati all'iscrizione e con successivi aggiornamenti.
L'AIN rilascia ad ogni iscritto un timbro numerato e personale, da restituire quando si esce dal RNSE.
Consultare il sito: http://www.ain-it.org/
Viale Mattioli, 25
c/o Dip. Biol. Vegetale
10125 TORINO - TO
E-mail: [email protected]
Segreteria operativa: c/o soc coop. ARNICA, via Giolitti 8 Torino. Tel. 011 544327
E-mail: [email protected]
Per ulteriori informazioni e ritiro modulo per l’iscrizione contattare:
Giglio Roberto [email protected]
41
L'Associazione "Amici dell'Università degli Studi di Torino"
Gli obiettivi dell'Associazione sono:
Favorire lo spirito associativo dei laureati dell'Ateneo Torinese, anche attraverso eventi e manifestazioni,
per affermare il senso di appartenenza alla prestigiosa istituzione universitaria.
Promuovere l'immagine dell'Università di Torino in Italia e all'Estero, allacciando anche relazioni con Enti
ed Organismi nazionali e stranieri con finalità analoghe.
Sostenere con il proprio contributo attività promosse dall'Università.
In particolare vuole, attraverso la sua attività porre l'attenzione sul ruolo fondamentale che, per lo sviluppo
e la promozione della comunità Torinese e piemontese, svolge la più alta istituzione culturale e formativa
della nostra regione.
Negli ultimi cinquant'anni, si sono laureati nella Università di Torino oltre 130.000 persone: un patrimonio
culturale che ha contribuito e contribuisce in misura determinante alla crescita e allo sviluppo della società
italiana e internazionale.
L'Associazione vuole anche essere un tramite fra il mondo del lavoro e quello degli alti studi, e dedica
particolare attenzione ai giovani laureati all'ingresso del mondo del lavoro.
La partecipazione all'Associazione
"AMICI DELL'UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TORINO"
è aperta a tutti i laureati dell'Ateneo Torinese.
[Scarica il modulo di Iscrizione]
[Scarica il modulo di Rinnovo]
http://www.amiciunito.it/associazione/default.asp
29 ESAMI DI STATO
Al momento attuale le lauree della classe 27 consentono l’iscrizione all’albo professionale di Professione
di biologo, sezione B.
Presso l'Università degli Studi di Torino sono attivati gli Esami di Stato per l'abilitazione all'esercizio di:
•
Biologo Junior
Gli Esami di Stato di abilitazione professionale hanno luogo ogni anno in due distinte sessioni indette con
Ordinanza del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca che ne stabilisce la data di inizio su
tutto il territorio nazionale.
Il D.P.R. 05.06.2001, n. 328 ha istituito, in alcuni albi professionali, due sezioni (Sezione A e Sezione B)
caratterizzate da diverse competenze professionali.
42
Possono dare l'Esame di Stato per l'accesso alla Sezione B del corrispondente Albo professionale i
possessori di:
•
•
laurea regolata dal nuovo ordinamento (Corso di laurea triennale o laurea di primo livello)
diploma Universitario regolato dal vecchio ordinamento
I titoli universitari conseguiti al termine dei corsi di studio dello stesso livello e appartenenti alla stessa
classe hanno identico valore legale ai fini dell'ammissione agli Esami di Stato, indipendentemente
dallo specifico contenuto di crediti formativi.
*Per le professioni di: dottore agronomo e dottore forestale, assistente sociale, biologo, chimico, geologo,
psicologo, la Legge 11.07.2003, n. 170 ha stabilito che i possessori dei titoli conseguiti secondo
l'ordinamento previgente al D.M. n. 509 del 3.11.1999, fino alle sessioni del 2006, svolgono le prove degli
Esami di Stato secondo l'ordinamento previgente al D.P.R. 05.06.2001, n. 328.
**Il nuovo ordinamento è stato introdotto con D.M. 03.11.1999, n. 509 in attuazione dell'art. 17, comma
95, della Legge 15.05.1997, n.127 e successive modificazioni e integrazioni.
Per informazioni:
Esami di Stato
Via Bogino, 9 - 10123 Torino
Tel. +39 011.6704361/4362/4363/4360/4351
Fax +39 011.6704368
E-mail: [email protected]
30 SBOCCHI PROFESSIONALI DELLA LAUREA TRIENNALE IN SCIENZE NATURALI
La Laurea triennale in Scienze Naturali prevede l’acquisizione di una base comune di conoscenze multidisciplinari, che
includono sia materie di scienze della vita sia materie di scienze della terra e il differenziamento a partire dal secondo anno in
due percorsi formativi per professionalità specifiche: Tecnologie ambientali TA e Valorizzazione e tutela dei Beni Naturali
VTBN. I laureati in Scienze Naturali possono in generale trovare impiego:
(a) nel settore della protezione della natura in qualità di personale addetto
alla gestione dei parchi nazionali, delle riserve naturali, dei giardini
alpini ecc.;
(b) in settori della programmazione e del controllo territoriale svolta dagli
Enti pubblici, nel rilevamento parametri ambientali, eventualmente in
collaborazione con altri professionisti;
(c) nel settore della ricerca naturalistica presso istituti universitari o altre
istituzioni pubbliche e private (musei di Scienze Naturali, organi del
Consiglio Nazionale delle Ricerche, giardini zoologici e botanici,
acquari ecc.). Al riguardo si ricorda che i naturalisti hanno accesso a
corsi di Dottorato di Ricerca, alcuni dei quali specificatamente sono
attivati presso i Dipartimenti dell'Università di Torino.
Nello specifico gli obiettivi dei due orientamenti - Tecnologie ambientali TA e Valorizzazione e tutela dei
Beni Naturali VTBN sono illustrati qui di seguito.
43
Orario di apertura al pubblico:
lunedì-venerdì 9.00-11.00
martedì, mercoledì e giovedì 9.00-11.00 / 13.30-15.00
Il Decreto ministeriale in corso di approvazione prevede che le Lauree della classe 27 consentano
l’iscrizione ai seguenti albi professionali:
1. Professione di architetto, pianificatore, paesaggista e conservatore, sezione B.
2. Professione di biologo, sezione B.
3. Professione di agrotecnico, geometra, perito agrario, perito industriale
44
LAUREE SPECIALISTICHE DELLA CLASSE 68/S (SCIENZE DELLA NATURA)
Il Corso di studi offre tre Lauree specialistiche, approvate dal Ministero dell’ Istruzione, Università e
Ricerca ed inserite nella classe 68/S (Scienze della Natura):
• Analisi e gestione ambientale (1° anno e 2° anno)
• Evoluzione del comportamento animale e dell’Uomo (1° e 2° anno)
• Evoluzione e diversità nei sistemi naturali (1° anno e 2° anno)
ACCESSO ALLE LAUREE SPECIALISTICHE
I laureati triennali in Scienze Naturali hanno accesso ad una delle tre lauree specialistiche della classe 68/S
con 180 CFU.
Una apposita Commissione del Corso di Studi provvederà alla valutazione di eventuali CFU in eccesso
rispetto ai 180 richiesti e prenderà altresì in considerazione le domande dei laureati in Scienze Naturali del
Vecchio Ordinamento. La stessa commissione esaminerà inoltre le eventuali richieste di accesso dei
laureati triennali di altri Corsi di Studi, per i quali stabilirà i debiti formativi e le modalità con cui colmarli.
Il Libretto Guida pubblica in sintesi gli obiettivi e l’organizzazione delle Lauree specialistiche
indicate.
Lo studente potrà approfondire le informazioni di ciascuna sul relativo link nel sito web del Corso
di Studi in Scienze Naturali http://www.naturali.campusnet.unito.it
LE LAUREE SPECIALISTICHE: OBIETTIVI ED ORGANIZZAZIONE DIDATTICA
“ANALISI E GESTIONE AMBIENTALE” (AGAm)
OBIETTIVI.
• conoscere le metodologie d’indagine per l’analisi dei sistemi naturali ed antropici, a diversa scala
(dalle popolazioni agli ecosistemi, ai paesaggi ecologici, al sistema globale), individuando I fattori che
regolano I processi ambientali e le loro interazioni
• saper rappresentare, attraverso strumenti cartografici/informatici, modelli ed indicatori ecologici, la
complessa struttura dei sistemi ambientali a diversa scala, il loro funzionamento e la loro qualità
• saper affrontare problemi legati alla gestione umana del territorio, valutati secondo i criteri della
sostenibilità e della prevenzione
• avere competenze nella valutazione delle risorse ambientali e degli impatti ambientali delle opere
umane, non ignorando concetti e metodologie forniti dall’economia, dal diritto e dalla pianificazione
ambientale
• saper agire per il ripristino e la conservazione della qualità dei sistemi ambientali
A tali fini, il Corso di laurea specialistica in ANALISI E GESTIONE DELL’AMBIENTE:
•
comprende attività formative finalizzate all’applicazione nella ricerca ambientale, all’approfondimento
della formazione naturalistica di base e delle sue applicazioni: 1) lo studio dei sistemi naturali, della
loro struttura, funzione; 2) le variazioni dei fattori ambientali e gli effetti sulle comunità biologiche; 3)
l’acquisizione di tecniche utili per la comprensione dei fenomeni naturali e delle loro alterazioni; 4) il
conseguimento di competenze specialistiche nel settore del monitoraggio e della gestione delle risorse
naturali. Nello specifico, accanto ad attività formative di carattere specialistico non incluse nella laurea
di I livello, sono comprese attività volte a sviluppare la conoscenza integrata e sistemica delle
problematiche ambientali
45
•
prevede attività formative, lezioni ed esercitazioni di laboratorio e di campo per non meno di 30 crediti
complessivi, in particolare dedicate alla conoscenza di metodiche sperimentali nel campo del
monitoraggio ambientale e dell’ analisi territoriale;
• prevede l’obbligo di attività esterne, sotto forma di tirocini formativi presso aziende, enti pubblici e
laboratori, oltre a soggiorni presso altre università italiane ed europee, nel quadro di accordi
internazionali. Al fine di acquisire una capacità professionale coerente con gli obiettivi formativi
precedentemente delineati e di verificare quanto appreso in un contesto professionale, queste attività
dovranno avere una connotazione fortemente applicativa e interdisciplinare.
ORGANIZZAZIONE DIDATTICA
Le attività formative del primo anno della Laurea specialistica “Analisi e Gestione Ambientale” sono le
seguenti:
Insegnamento
Ambito
formativa
/Attività
CFU docente
A
Biologia
vegetale
applicata
4
all’ambiente
Fitogeografia
4
Chimica degli inquinanti
4
Laboratorio di Pedologia
2
Conservazione del suolo
2
Entomologia
applicata
2
all’ambiente
Geomorfologia
4
B
Mineralogia applicata all’ambiente 6
B
Analisi dei sistemi ecologici
4
terrestri: aspetti vegetali
F
Sistemi di elaborazione dei dati
4
territoriali
B
Analisi dei sistemi ecologici
4
acquatici interni e costieri
B
Gestione della fauna
5
B
D
E
Rischio idrogeologico
Corso a scelta
Preparazione tesi
5
4
7
A
B
C
C
B
A
periodo
didattico
previsto
Elena MARTINO
I
Franco MONTACCHINI
Davide VIONE
Roberto AJASSA
Roberto AJASSA
I
I
I
II
Enrico BARBERO
II
Marco GIARDINO
II
Elena BELLUSO - Gabriella
II-III
IVALDI
Consolata SINISCALCO
III
(contratto)
Alberto
MAFFIOTTI
Laura SARTORE
Guido BADINO - Daniela
PESSANI
Antonio ROLANDO (mutuato
da LM Cons. e Biodiv. di SB)
Michele MOTTA
-
III
IV
IV
IV
IV
IV
II ANNO
Ambi Insegnamento
to
formativa
/Attività
B
Ecomosaico
valutazione
e
sistemi
B
Geologia
regionale
pianificazione
per
di
la
CFU docente
2
5
periodo
didattico
previsto
Guido BADINO - Francesca
I
BONA
Marco GATTIGLIO - R.
POLINO - M. MALUSA’ - P.
MOSCA - V. LOMBARDO I
(3CFU mutuati da LM Geol.
Appl. Ed Amb. di Sc.
46
C
Economia ambientale
4
B
Genotossicologia umana
3
C
Modelli
matematici
all’ecologia
B
Biomonitoraggio ambientale
4
B
B
D
F
E
E
Geochimica ambientale
Pianificazione ambientale
Corso a scelta
Stage
Preparazione tesi 2
Prova finale
5
4
4
6
12
6
applicati
4
Geologiche) - Giulio PAVIA
2CFU
Roberto
FRASCINELLI
(mutuato da LM Biol. Amb. e
del Lavoro di SB)
Paola BIGATTI - Franca
LIGABUE STRICKER
Margherita ROGGERO - Sergio
CONSOLE
Francesca BONA - Giorgio
BUFFA - Daniela PESSANI Consolata SINISCALCO
Emanuele COSTA
(contratto) Roberto SAINI
-
III
II
II
III
III
IV
III-IV
IV
I-II-III-IV
IV
“EVOLUZIONE DEL COMPORTAMENTO ANIMALE E DELL’UOMO” (ECAU)
OBIETTIVI.
Il corso di studi in Evoluzione del comportamento animale e dell’Uomo ha come obiettivo il
raggiungimento di una solida preparazione inerente le basi biologiche e ecologiche del comportamento.
Obiettivi formativi generali
In accordo con gli obiettivi della Classe 68/S, il corso di studi si propone di formare specialisti in grado di
sviluppare, con moderni approcci multidisciplinari, attività di ricerca riguardanti le interazioni delle
componenti abiologiche e biologiche dei sistemi naturali con il comportamento di animali e dell’uomo,
oltre che le interazioni tra uomo ed animali. Gli studenti devono acquisire:
¾ una solida preparazione culturale e metodologica nell’analisi di tutti i fattori che determinano
l’espressione del comportamento, a partire dai fattori morfo-fisiologici e genetici a quelli sociali ed
ecologici;
¾ un’approfondita conoscenza delle moderne metodologie e strumentazioni di rilevamento ed
elaborazione dati, di analisi dei segnali di comunicazione non verbale, delle tecniche statistiche e
informatiche di analisi e di archiviazione dei dati;
¾ un’elevata preparazione scientifica ed operativa nella analisi del comportamento in campo ed in
laboratorio, con particolare riferimento al rilevamento, descrizione ed analisi dei segnali di
comunicazione;
¾ la capacità di condurre ricerche ed indagini con ampia autonomia anche assumendosi responsabilità di
progetti, strutture, consulenze.
Ai fini indicati, il corso di laurea specialistica in Evoluzione del comportamento animale e dell’uomo
•
comprende attività formative finalizzate all’approfondimento della formazione naturalistica di
base e delle sue applicazioni relativamente ai metodi sperimentali ed analitici impiegati
nell’ambito dello studio del comportamento animale e dell’uomo. In particolare sarà approfondito
47
lo studio delle basi morfofunzionali, genetiche ed ecologiche della variabilità del comportamento
ed i loro risvolti applicativi;
•
prevede attività formative, lezioni ed esercitazioni di laboratorio per non meno di 30 crediti
complessivi, dedicate alla conoscenza di metodiche sperimentali nel campo dello studio del
comportamento;
•
prevede l’obbligo di stage formativi anche presso industrie e laboratori di ricerca, strutture della
pubblica amministrazione e laboratori, oltre a soggiorni di studio e ricerca presso altre università
italiane ed europee, anche nel quadro di accordi internazionali.
Il Corso di Studi è basato su attività formative relative a sei tipologie: (a) attività formative di base, (b)
caratterizzanti, (c) affini o integrative, (d) a scelta dello studente, (e) attività per la prova finale e (f) per le
conoscenze linguistiche, informatiche e relazionali utili all’inserimento nel mondo del lavoro. La
suddivisione dei crediti formativi nel Corso di Studi è riportata nella TABELLA 1. Il quadro generale
delle attività formative è riportato nell’Ordinamento didattico del Corso di studi.
ORGANIZZAZIONE DIDATTICA
Le attività formative della Laurea specialistica “Evoluzione del comportamento animale e dell’uomo”
sono le seguenti:
Ambito
B
C
B
B
B
B
B
C
B
B
B
B
B
C
B
C
B
C
Insegnamento
/Attività
formativa
Anatomia comparata
Bioetica
Biometria
Comportamento sociale
Etoecologia degli animali acquatici
Eto-ecologia umana
Etologia
Etologia Applicata
Evoluzione del comportamento
Evoluzione della comunicazione
Fisiologia evolutiva
Genetica del comportamento
Laboratorio di Morfologia animale
Modelli matematici dello studio
del comportamento
Neuroendocrinologia
del
comportamento
Psicologia dell'azione
Tecniche di analisi dei segnali di
comunicazione
Psicologia sociale
4
2
3
5
4
4
5
5
2
3
4
2
2
Peretto DeMarchis
Mori
Castellano
Lorenzi
Pessani
Ligabue Stricker
Giacoma
Lorenzi
Giacoma
Castellano
Munaron
Messeri -Sella
Panzica- Peretto
Ann
o
I
I
II
I
I
I
I
II
I
I
I
I
I
4
Cermelli
I
II
4
Panzica
I
II
4
Tirassa
II
I
3
Castellano
I
III
2
Mosso
II
Ricerca bibliografica e
apprendimento
delle
metodologie da applicare
durante la preparazione
della tesi
Esecuzione di una ricerca
CFU
E
Preparazione prova finale e lingua
5
straniera 1° anno
E
Preparazione prova finale e lingua 23
Docente
Periodo
didattico
III
IV
II
I
III
III
I
III
II
II
I
I
II
II/III
48
straniera 2° anno
F
Stage
10
sperimentale, secondo un
progetto concordato con
il relatore, ed approvato
dal consiglio dei docenti,
in strutture universitarie o
riconosciute.
4 CFU = esercitazioni
interdisciplinari
sul
territorio.
6 CFU = Il tirocinio
formativo potrà essere
svolto presso Enti, Istituti
o Laboratori Universitari
o privati, secondo un
programma previamente
concordato
tra
il
responsabile
della
struttura ed il docente
referente.
I programmi degli insegnamenti del 1° e 2° anno, con i dettagli del numero di crediti, di ore di lezione
frontale e di laboratorio, i testi consigliati e le modalità d’esame, vengono riportati in ordine alfabetico
nella
pagina
web
del
Consiglio
di
Corso
di
Studi
in
Scienze
Naturali,
http://www.naturali.campusnet.unito.it
“EVOLUZIONE E DIVERSITA’ NEI SISTEMI NATURALI (EDeN)”
OBIETTIVI.
•
•
L'obiettivo primo della laurea specialistica EDeN è quello di formare laureati che
grazie a un approccio fortemente interdisciplinare possano affrontare i temi tradizionali delle Scienze
della Natura basandosi sulle attuali conoscenze teoriche e sperimentali;
• siano in grado di approfondire temi su biodiversità, evoluzione, interazioni vivente/ambiente;
• possano dare contributi ai problemi attuali che attraversano la società, quali biodiversità/
biotecnologia, sviluppo/ sostenibilità; ecologia/economia; ecosistema/ crescita.
• sviluppino una preparazione ottimale per seguire i corsi della SISS Piemonte – Università degli Studi
di Torino
Attraverso azioni di ambito locale, nazionale o internazionale, i laureati potranno continuare la loro
formazione accademica frequentando le scuole di dottorato che sono attive a Torino e i corsi SISS,
inserirsi come operatori nelle strutture museali e dei Science Centers, nei Parchi -sia quelli naturalistici
come gli eco-musei sia quelli tecnologici-; agire come consulenti con le Agenzie locali e internazionali
che lavorano per l'ambiente; promuovere l'educazione naturalistica attraverso le vie della multimedialità.
49
ORGANIZZAZIONE DIDATTICA
Le attività formative del primo anno della Laurea specialistica “Evoluzione e diversità nei sistemi naturali
(EDeN)” sono le seguenti:
Periodo Attività
1.1
A
1.1
A
1.1
B
1.3
B
1.1
F
1.2
B
1.2
B
1.2
C
1.2
B
1.2
E
1.1
B
1.3
B
1.3
B
1.3
E
Insegnamento
/Attività
formativa
Filogenesi
animale
Biologia
vegetale
Analisi
beni
Paleontologici
Anatomia
Comparata
Stage, tirocini
a scelta in vista
della
preparazione
della tesi
CFU Docente
Settore Ore totali
(front.+lab.)
4
BIO05
32
BIO01
44
5
2
4
2
Biologia
4
evoluzionistica
applicata
Biologia delle 5
Simbiosi
Paleontologia
4
dei vertebrati
Laboratorio di 5
Evoluzione
molecolare
1
Preparazione
tesi
Fisiologia
evolutiva
Geologia
stratigrafica
Paleontologia
Umana
Preparazione
tesi
D.Pessani/
Meregalli
P.Bonfante
E.Martinetto
G.Pavia
P. Peretto/ S.
Demarchis
Stage presso
Enti, Istituti o
Laboratori
Universitari o
privati:
programma
concordato
tra
il
responsabile
della struttura
ed il docente
referente
P. Cervella
S.Perotto,
R.Piervittori,
M. Girlanda,
E.Martinetto,
G.Pavia
M.Delpero/
L.Lanfranco
GEO01
16
BIO06 34
1
50
BIO05
32
BIO01
BIO03
58
GEO01 32
BIO05
BIO01
58
25
4
Discussione
del progetto e
pianificazione
del lavoro
L. Munaron
BIO09
4
L. Martire
GEO02 32
4
A. Mottura
BIO08
4
Prime
Attività
sperimentali
32
32
100
50
1.4
E
1.4
B
1.4
B
1.4
B
Preparazione
tesi
Geologia
stratigrafica/
Botanica
sistematica 2
2
2
5
Laboratorio di 3
Scavo
paleontologico
Attività
sperimentali
L.Martire
50
GEO02 36
V.Filipello,
BIO02 58
G.Buffa, F. BIO03
Montacchini,
E.Barni
E.Martinetto GEO01 48
Le attività formative del secondo anno sono le seguenti
2.1
A
Paleobotanica
5
2.2
2.1
B
B
4
4
2.1
E
Mineralogia II
Paleontologia
Evolutiva
Preparazione tesi
3
E.Martinetto/
C.Siniscalco
F.Abbona
E.Ferrero
Verifica
dell’avanzamento
lavoro
E.Camino
BIO01
GEO01
GEO06
GEO01.
40
32
32
75
del
2.1
B
2.4
2.1
C
D
Fondamenti
di 4
Sostenibilità
Bioetica ambientale 2
Esame a scelta
4
2.2
D
Esame a scelta
4
2.3
D
Esame a scelta
4
2.3
E
Preparazione tesi
6
2.3
C
Architettura
interni
2.4
E
Preparazione tesi
8
Attività sperimentali e d
elaborazione dati
200
2.4
E
Prova finale
8
Prodotto finale: Esecuzione 2
di una ricerca sperimentale,
secondo
un
progetto
concordato con il relatore, e
approvato dal consiglio dei
docenti,
in
strutture
universitarie o riconosciute.
200
degli 2
BIO05
M.Mori
M-Fil02
Integrazione
della
formazione a livello
individuale
per
lo
svolgimento della tesi
Integrazione
della
formazione a livello
individuale
per
lo
svolgimento della tesi
Integrazione
della
formazione a livello
individuale
per
lo
svolgimento della tesi
Verifica
dell’avanzamento
del
lavoro
E.Romagnolo
SPS/07
32
16
32
32
32
150
16
51
LAUREA MAGISTRALE. IN CONSERVAZIONE E BIODIVERSITA' ANIMALE(Classe 6/S)
NORME PER L'AMMISSIONE
I colloqui di ammissione alla Laurea Magistrale in Conservazione e Biodiversità Animale si terranno
mercoledì 28 settembre alle ore 9.30 nell'aula 1 del Dip. di Biologia Animale e dell'Uomo in via A.
Albertina 13.
Per eventuali chiarimenti o informazioni i candidati sono pregati di rivolgersi alla prof.ssa G. Sella
oppure al dott. P. Cervella (Tel 011.670.4567).
LAUREA MAGISTRALE. IN BIOLOGIA VEGETALE (Classe 6/S)
Per eventuali chiarimenti o informazioni i candidati sono pregati di rivolgersi alla prof.ssa Prof.
L.Lanfranco (tel. 011.670.5982) oppure a S.Perotto (tel. 011.670.5987).
IL CORSO DI LAUREA INTERFACOLTÀ IN PSICOBIOLOGIA DEI PROCESSI MOTIVAZIONALI
E AFFETTIVI
Il Corso di Laurea Interfacoltà intende formare uno psicologo con una competenza specifica sui processi
di ordine psicologico, biologico e sociale che sono all’origine del comportamento umano e ne
costituiscono le ragioni e i vincoli.
Il comportamento umano è un fenomeno complesso e plurideterminato e per conoscerlo occorre un
modello di spiegazione integrato che metta in gioco fattori appartenenti a diversi ambiti scientifici: da
quello delle scienze della natura (fisica, biologia, genetica, neuroscienze, etologia) a quello della
psicologia generale, dinamica e sociale (studio delle motivazioni individuali e sociali, delle emozioni,
dell’affettività) a quello delle scienze socio-culturali e storico-filosofiche (studio dei contesti e dei valori
culturali che influenzano e modellano il comportamento umano). La frammentazione delle conoscenze in
questi ambiti ostacola il processo di comprensione del comportamento umano mentre la loro integrazione
ne promuove lo sviluppo.
Segreteria Studenti :
Segreteria Interfacoltà - Sig.ra GARAVELLO
Via S. Ottavio 17/4 - 10124 Torino
Telefono : 011/670.3033/3034 - Fax 011/670.3150
e.mail : [email protected]
Consultare il sito web
52
31 STRUTTURE AFFERENTI AL CORSO DI STUDI
Presidenza della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali (Scienze MFN)
Preside, prof. E. PREDAZZI, via Pietro Giuria 15, tel. 011.6707865, fax 011.6707895.
http://www.scienzemfn.unito.it/index.htm
Segreteria-studenti della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
via Santa Croce 8, tel. 011.6704626
Presidenza del Consiglio di Corso di Studi in Scienze Naturali (C.C.S.)
Presidente, prof.ssa Cristina GIACOMA, Dipartimento di Biologia animale e dell’Uomo, tel.
011.6704558, fax 011.236 4558, e-mail [email protected] .
Segretaria, prof.ssa Marina LANFRANCO, Dipartimento di Biologia animale e dell’Uomo, tel. 011.670
4513, fax 011. 2364513, e-mail [email protected] .
Organizzazione didattica: dott. Edoardo CALABRO’, Dipartimento di Biologia animale e dell’Uomo, tel.:
011 6704484, fax 0116704508, e-mail: [email protected]
Commissione Didattica Corso di Studi Triennale .
Coordinatrice, prof.ssa Consolata. SINISCALCO, Dipartimento di Biologia vegetale, tel. 011.670.5970,
fax
011.670.5962, e-mail [email protected] . Membri: prof. Gabriella IVALDI
(011.670.5132), prof. Roberto AJASSA (011.670.5101), prof. Sergio CONSOLE (011.670.2931), prof.ssa
Daniela PESSANI (011.6704539)
Docenti del C.C.S.
I nominativi dei docenti afferenti al Corso di Laurea e i relativi orari e luogo di ricevimento sono reperibili
nella pagina WEB vengono affissi nella bacheca ufficiale del Corso di Laurea all'inizio di ogni anno
accademico.
Rappresentanti degli studenti
NUOVE ELEZIONI
Dipartimenti di afferenza dei Docenti impegnati nel Corso di Laurea.
Anatomia, Farmacologia e Medicina Legale, corso M. D’Azeglio 52, tel. 011.6707723.
Biologia animale e dell’uomo, sede: via Accademia Albertina 13, tel. 011.670.4617.
Biologia vegetale, viale Mattioli 25, tel. 011.6707446.
Chimica analitica, via Pietro Giuria 5, tel. 011.6707623.
Chimica inorganica, fisica e dei materiali, via Pietro Giuria 7, tel. 011.6707650.
Chimica generale e organica applicata, corso M. D’Azeglio 48, tel. 011.6707590.
Fisica generale, via Pietro Giuria 1, tel. 011.6707430.
Igiene e Medicina di Comunità, via Santena 5bis, tel. 011.6707795.
Matematica, via Carlo Alberto 10, tel. 011.67077.
Medicina e Oncologia sperimentale, via M. Buonarroti 27, tel. 011.6707772.
Scienze della Terra, sede: via Valperga Caluso 35, tel. 011.6705148.
Sezione di Geologia: via Accademia delle Scienze 5, tel. 011.5621179.
Scienze Mineralogiche e Petrologiche, via Valperga.Caluso 35, tel. 011.6705148.
53
32 PROGRAMMI DEI CORSI E LABORATORI ATTIVATI
I programmi degli insegnamenti del 1°, 2° e 3° anno della Laurea triennale, nonché delle Lauree
specialistiche, con i dettagli del numero di crediti, di ore di lezione frontale e di laboratorio, i testi
consigliati e le modalità d’esame, vengono riportati in ordine alfabetico nella pagina web del Corso di
Studi in Scienze Naturali http://www.naturali.campusnet.unito.it
ANATOMIA
UMANA
ANTROPOLOGIA
ASTRONOMIA
BIOLOGIA
CELLULARE
BIOLOGIA DELLE
POPOLAZIONI UMANE
BIOLOGIA
EVOLUTIVA DEI
VERTEBRATI
BIOLOGIA
MARINA
BIOTECNOLOGIE
AMBIENTALI
BOTANICA
GENERALE
modulo corso
teorico
BOTANICA
SISTEMATICA
BOTANICA
GENERALE
modulo
laboratorio
BRIOLOGIA
APPLICATA
BOTANICA
SISTEMATICA
modulo sistematica
dei procarioti
CHIMICA
AMBIENTALE
CHIMICA ANALITICA
E STRUMENTALE
CHIMICA
GENERALE E
INORGANICA
CON LAB.
CHIMICA
ORGANICA
CLIMATOLOGIA
CONSERVAZIONE
DELLA NAT.E
SUE RISORSE
DIRITTO
AMBIENTALE
DIDATTICA DELLE
SCIENZE NATURALI
DIDATTICA
DELLE SCIENZE
DELLA TERRA
ECOLOGIA
ECOLOGIA
APPLICATA
ECOLOGIA
UMANA
ECOLOGIA
VEGETALE
EDUCAZIONE E
FORMAZIONE
AMBIENTALE
ENTOMOLOGIA
ETOECOLOGIA
FISICA CON
LABORATORIO
FISIOLOGIA
AMBIENTALE
FISIOLOGIA
GENERALE
FISIOLOGIA
EVOLUTIVA
FISIOLOGIA
VEGETALE
GENETICA
GEOCHIMICA
GEOGRAFIA CON
54
LABORATORIO
GEOLOGIA
GEOLOGIA
AMBIENTALE
GEORISORSE
IGIENE
AMBIENTALE
ISTITUZIONI DI
MATEMATICHE
LAB. DI
BIOLOGIA
EVOLUTI. DEI
VERTEBRATI
LAB. DI
BOTANICA
GENERALE
LAB. DI BOTANICA
SISTEMATICA
LAB. DI
ECOLOGIA
LAB. DI ECOLOGIA
VEGETALE
LAB. DI FONDAMENTI
DI VALUTAZIONE
D’IMPATTO
AMBIENTALE (VIA)
LAB. DI
GEOLOGIA 1
LAB. DI
GEOLOGIA 2
LAB. DI
MINERALOGIA
LAB.DI
PALEONTOLOGIA
LAB. DI SCIENZE
DELLA TERRA
LAB. DI SISTEM.
DELLE ANGIOSPERME
LAB. DI
ZOOLOGIA
GENERALE
LAB. DI
ZOOLOGIA
SISTEMATICA
LICHENOLOGIA
METODI
MATEMATICI E
STATISTICI
MINEROGENESI
MINERALOGIA
modulo corso teorico
MINERALOGIA
AMBIENTALE
MINERALOGIA
modulo laboratorio
MINERALOGIA
SISTEMATICA
PALEOBIOGEOGRAFIA
E RICOSTRUZIONI
PALEOBOTANICA
PALEONTOLOGIA
PALEONTOLOGIA
APPLICATA
PALEONTOLOGIA
UMANA
PALEOPATOLOGIA
PETROGRAFIA E
LABORATORIO
PRIMATOLOGIA
PROPEDEUTICA
BIOCHIMICA
RILEVAMENTO
GEOLOGICO
SELVICOLTURA
TECNICHE DI
COMUNICAZIONE
E DIVULGAZIONE
NATURALISTICA
TUTELA DELLE
RISORSE VEGETALI
ZOOLOGIA
APPLICATA
ZOOLOGIA
GENERALE
ZOOLOGIA
SISTEMATICA
55
NOME CORSO Anatomia Umana
SSD: BIO/16
Numero codice: B8528
1.Docenza
Docente: prof. : prof.GianCarloPanzica
Dipartimento di Anatomia, Farmacologia e
Medicina legale
Tel.: 011 6707970
Fax: 011 6707732
e-mail: [email protected]
2.Finalità
Il corso si propone di fornire agli studenti:
a) la comprensione dell'organizzazione macro- e microscopica e dei rapporti topografici tra i sistemi nel corpo umano
b) le basi anatomiche per la comprensione dei meccanismi funzionali relative ai diversi sistemi
3. Obiettivi
L’allievo dovrà essere in grado di:
a) usare in maniera appropriata la nomenclatura anatomica relativa al corpo umano ed ai mammiferi da laboratorio
b) comprendere le basi anatomiche e funzionali dei processi patologici e dell’azione dei farmaci
4. Pre-requisiti in ingresso e competenze minime in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
Morfofisiologia e biologia della cellula
Organizzazione dei tessuti
Anatomia dei vertebrati
INSEGNAMENTI FORNITORI
Citologia – Biologia cellulare I
Istologia
Anatomia comparata
competenze minime (in uscita)
Nomenclatura anatomica
Organizzazione di organi e sistemi
INSEGNAMENTI FRUITORI
Patologia generale
Farmacologia
5. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali
• Esercitazioni di anatomia macro- e microscopica
• Pagina WEB dedicata con lezioni in formato pdf ed altro materiale didattico (articoli, riferimenti ad altri siti web)
56
6. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
1 – Terminologia anatomica e cenni di istologia ed embriologia umana
2 – Classificazione delle ossa, delle articolazioni e dei muscoli. - Colonna
vertebrale e gabbia toracica
3 – Cintura scapolare e cintura pelvica - Arto superiore ed arto inferiore
4 – Cranio: organizzazione e sviluppo. Dimorfismi sessuali dello scheletro
5 – Esercitazione in sala settoria: riconoscimento di ossa ed articolazioni
6 – Apparato circolatorio: generalità – cenni di ematologia – grande e
piccola circolazione. Organizzazione macroscopica del cuore.
7 – Struttura, scheletro fibroso, valvole, sistema di conduzione del cuore.
Sistema arterioso: aorta e grandi vasi. Sistema venoso: le vene cave e le
vene principali.
8 – Circolazione intestinale, epatica, renale, cerebrale e fetale. – Sistema
linfatico: linfa, linfonodi, milza
9 – Riconoscimento preparati macro- e microscopici di apparato
circolatorio
10 - Sistema endocrino. Concetto di ormone, paracrinia, autocrinia. Il
sistema neuroendocrino. Ipotalamo-ipofisi. L’encefalo come ghiandola
endocrina.
11- Tiroide. Paratiroidi. Pancreas. Surrene. Gonadi. Il controllo endocrino
della riproduzione. Sistema endocrino diffuso.
12- Elementi costitutivi del sistema nervoso. Metodologie di studio. Sinapsi
e neurotrasmettitori. Sviluppo del sistema nervoso centrale.
13- Midollo spinale e tronco encefalico. Le strutture soprassili: cervelletto,
lamina quadrigemina, emisferi cerebrali. Vie della sensibilità e vie
motrici.
14- I nervi cranici ed i nervi spinali. I plessi. Il sistema nervoso autonomo.
Sistema nervoso enterico.
15 – Riconoscimento preparati macro- e microscopici di sistema nervoso,
sistema endocrino ed urogenitale
16- Gonadi, genitali esterni e vie genitali. Ciclo ovarico e ciclo uterino.
Sviluppo dell’apparato genitale
17- Apparato respiratorio: naso, mucosa olfattiva, laringe, trachea e
bronchi. Polmoni e pleure.
Apparato urinario: Rene e vie urinarie. Il nefrone. Vescica. Uretra
maschile e femminile
18- Dimostrazione di preparati relativi all’apparato digerente (canale
digerente. Ghiandole annesse all’apparato digerente) all’apparato
respiratorio ed all’apparato urinario.
TOTALE
Ore
Lez.
Ore
Esercit.
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
28
8
7. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Microscopi da esercitazione, presso auletta microscopi del
Dipartimento di Anatomia, Farmacologia e Medicina Legale.
Materiale di consumo:CD, fotocopie
8. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso il Dipartimento di Anatomia, Farmacologia e Medicina Legale.
I testi base consigliati per il corso sono:
Martini et al. Anatomia Umana – Edises;
Bareggi et al. Anatomia Umana – Idelson-Gnocchi
E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:
Pagina web contenente le lezioni in formato pdf ed articoli di approfondimento
http://www.dafml.unito.it/anatomy/panzica/anatomia/anatomia.html
Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
57
I siti sono elencati presso la pagina WEB
http://www.dafml.unito.it/anatomy/panzica/anatomia/AnatLinks.html
9. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue:
Prova scritta con domande a scelta multipla e con immagini anatomiche da identificare. A richiesta dello studente la prova
scritta può essere sostituita da un colloquio orale. La votazione conseguita dopo la prova scritta può essere migliorata con un
colloquio integrativo.
NOME CORSO ANTROPOLOGIA
SSD (del Corso):… ……………………
Numero codice:…N8047…………..
1. Docenza
Docente: prof. Emma Rabino Massa
SSD
Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo
Tel.: 011 6704707
Fax: 011 6704732
e-mail: [email protected]
Docente: prof. Emma Rabino Massa
SSD
Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo
Tel.: 011 6704707
Fax: 011 6704732
e-mail: [email protected]
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Il corso si prefigge lo scopo di fornire le conoscenze di base per lo studio della Storia Naturale dell’Uomo considerata nel quadro de
problemi relativi alle sue origini e alle sue variazioni nello spazio e nel tempo.
L'Antropologia studia l'Uomo nella sua collocazione nell'ordine dei Primati, nel suo divenire, nella sua variabilità e adattament
all’ambiente.
Allo studente saranno forniti gli elementi per ricostruire le tappe più significative e i modelli
dell’evoluzione umana sulla base delle informazioni derivate dai rinvenimenti fossili.
Nell’ambito di una Laurea di primo livello la materia viene trattata soprattutto con un approccio
morfologico, biomeccanico e adattativo, i diversi aspetti sono affrontati con metodologie biologiche,
statistiche e popolazionistiche.
Vengono approfonditi gli aspetti più professionalizzanti quali la biologia dell'adattabilità umana in
differenti ecosistemi
Il corso prevede esercitazioni pratiche per l’applicazione delle principali metodologie di studio
dell’Antropologia (osteometria, paleodemografia, industrie litiche).
Gli aspetti più specifici dei processi evolutivi fondamentali della cognogenesi e dell'innovazione culturale
degli Ominidi, verranno lasciati ad approfondimenti nei Corsi di livello superiore.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
CONOSCENZE DELL’ANATOMIA UMANA
CONOSCENZE DI GENETICA
CONOSCENZE DI PRIMATOLOGIA
CONOSCENZE DI ECOLOGIA UMANA
ANATOMIA UMANA
GENETICA
PRIMATOLOGIA
ECOLOGIA UMANA
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Conoscenza delle tappe principali della evoluzione umana
Conoscenza dei meccanismi che hanno generato la variabilità,
processi microevolutivi e adattamento
Conoscenza dell’evoluzione biologica e culturale
PALEONTOLOGIA UMANA
BIOLOGIA DELLE POPOLAZIONI
UMANE
ECOLOGIA UMANA
58
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 36
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 10
• Esercitazioni in campo (N.ore)
• Esercitazioni teoriche (N.ore):
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Ore
Lez.
Metodi e indirizzi di studio
Metodi di datazione e paleoambiente.
Paleoantropologia. Evoluzione degli Ominidi (dai
reperti fossili)
Variabilità e microevoluzione
Rapporto uomo-ambienete adattamento ai diversi
ecosistemi
6
Ore
Esercit.
3
4
14
4
totale
Totale Ore
CFU
9
4
18
8
8
3
11
8
36
10
46
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Materiale di laboratorio per osteometria, per analisi biologiche
Materiale di consumo: reagenti per analisi di laboratorio biologico
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo – Via Accademi
Albertina, 17 - Torino
• I testi base consigliati per il corso sono:
•
•
G. Spedini – Antropologia Evoluzionistica – Piccin Editore
B. Chiarelli – Dalla natura alla cultura – Principi di Antropologia Biologica e Culturale – Vol I Piccin Editore
E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:
G. Biondi e O. Rickards - Uomini per caso - Editori Riuniti
Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue:
Prova orale che comprende il riconoscimento di reperti umani antichi e delle culture materiali
NOME CORSO/LABORATORIO ASTRONOMIA
SSD (del Corso):… FIS/05………………
Numero codice:…34064……………………..
1. Docenza
Docente: prof. Giovanni SILVESTRO
SSD FIS/05
Dipartimento di Fisica Generale
Tel.: 011-6707450
Fax: 011-658444
e-mail: [email protected]
Docente: prof.
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
59
Si vuole dare allo studente i concetti fondamentali della scienza astronomica e una breve
panoramica delle recenti scoperte, in forma utilizzabile per l’insegnamento della Geografia
Astronomica nella scuola secondaria
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
CONCETTI FONDAMENTALI DI FISICA
CONCETTI E METODI DI MATEMATICA
FISICA CON LABORATORIO
ISTITUZIONI DI MATEMATICHE
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Capacità di esporre un argomento astronomico in lezione
scolastica
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 36
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore):
• Esercitazioni in campo (N.ore)
• Esercitazioni teoriche (N.ore):
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Ore
Lez.
8
6
6
10
6
Astronomia fondamentale
Astronomia del Sistema Solare
Strumentazione astronomica
Il Sole e le stelle
Astronomia extragalattica
totale
36
Ore
Esercit.
Totale Ore
CFU
8
6
6
10
6
36
4
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione):
Materiale di consumo:
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso:
• I testi base consigliati per il corso sono: G Silvestro: Astronomia (Ed. Cortina, 1998)
• E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:
• Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue: Colloquio orale
60
BIOLOGIA CELLULARE
SSD (del Corso):…BIO/06 ……………………
Numero codice:……N8049…………………..
1. Docenza
Docente: prof. Isabelle Perroteau
SSD: BIO/06
Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo
Tel.: +39.011.670.4648
Fax: +39.011.670.4508
e-mail: [email protected]
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Avvicinare gli studenti allo studio teorico-sperimentale degli aspetti dinamici del funzionamento cellulare.
Conoscenza dei principi di comunicazione intra e intercellulare, di regolazione dell’espressione genica,
del differenziamento, della proliferazione e della sopravvivenza cellulare. Conoscenza di alcuni approcci
sperimentali, in particolare le colture cellulari e le tecniche ricombinanti.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
CHIMICA GENERALE E ORGANICA
CONOSCENZA DEI PRINCIPALI LEGAMI CHIMICI E DELLE
FUNZIONI CHIMICHE
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Conoscenza dei principi di comunicazione cellulare
Comprensione degli approcci sperimentali della biologia cellulare e
delle tecniche ricombinanti
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 32
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 8
• Esercitazioni in campo (N.ore): 0
• Esercitazioni teoriche (N.ore): 0
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Ore
Lez.
Ore
Esercit.
Compartimenti cellulari. Composizione, strutture e proprietà delle
membrane biologiche
Polimerizzazione delle macromolecole biologiche. Strutture e
funzioni delle proteine e degli acidi nucleici
Trascrizione e maturazione degli RNA, codice genetico, traduzione,
sorting e modifiche post-traduzionali delle proteine
2
Totale Ore
(compreso
studio
individuale)
6
2
6
4
12
CFU
61
Comunicazione cellulare: recettori intracellulari e di membrana
Regolazione dell’espressione genica. Strutture geniche: promotori e
sequenze codificanti. Fattori trascrizionali e elementi di risposta.
Regolazione del ciclo cellulare. Replicazione del DNA. Divisioni
simmetriche e asimmetriche.
Adesione cellulare, organizzazione dinamica del citoscheletro e
migrazione cellulare. Caratteristiche e ruolo fisiologico e patologico
della morte cellulare programmata.
Recettori proteine-G e sistemi sensoriali. Secondi messaggeri:
AMPc, GMPc, fosfolipidi di membrana
Recettori tirosina chinasi, domini SH2, proteine G monomeriche,
fosfolipidi di membrana. Oncogenesi: aspetti genetici, ambientali,
virali
Genoma umano. Librerie genomiche e di cDNA. Amplificazione di
DNA per PCR. Principio del sequenziamento del DNA
Trasfezioni transienti e stabili. Vettori GFP e costruzione di
proteine di fusione. Linee cellulari ricombinanti. Animali
transgenici. Ricombinazione omologa, animali chimerici e
omozigoti Null (o knock-out)
Laboratorio bioinformatico: Ricerca di sequenze nucleotidiche in
banca dati, allineamento di sequenze nucleotidiche con BLAST,
ricerca di sequenze codificanti con EXPASY e di mappe di
restrizione con NEBcutter2
Laboratorio biomolecolare: allestimento di digestioni enzimatiche
di DNA plasmidico, corsa elettroforetica e acquisizione di
immagine dei gel di elettroforesi
Laboratorio di colture cellulari: osservazione di cellule in colture al
microscopio rovesciato a contrasto di fase, tripsinizzazione della
coltura cellulare e osservazione del cambiamento morfologico,
acquisizione digitale di immagine delle cellule
totale
2
6
2
4
2
4
4
10
4
10
4
14
6
20
32
2
2
4
4
2
2
8
100
4
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Video proiettore per le lezioni frontali. Laboratorio informatico per
esercitazioni di bioinformatica (N.10). Laboratorio didattico di biologia cellulare e molecolare: microscopi rovesciati
(N.4), Cappe a flusso laminare (N.2), incubatore CO2, telecamera digitale, computer, videoproiettore, centrifuga,
bagno maria, frigorifero, congelatore, pipettatori automatici (N.2), pompa vuoto (N.2), celle di elettroforesi (N.6),
power supply (N.3), micropipette (N.12), tavolo UV, sistema acquisizione immagine digitale.
Materiale di consumo: guanti monouso, Pasteur di plastica, provette, piastre e pipette sterili per colture, mezzo, siero,
antibiotici, PBS, tripsina, linea cellulare, DNA plasmidico, enzimi di restrizione, TBE, agarosio.
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso:
• I testi base consigliati per il corso sono:
o Alberts et al., l’Essenziale di Biologia Molecolare della Cellula, Zanichelli, 1999.
o Tobin e R. Morel, Le Cellule, Edises, 1998.
o Becker et al., Il mondo della cellula, Edises, 2002
• E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:
o Reed R et al. Metodologie di Base per le Scienze Biomolecolari, Zanichelli, 2002
o Lodish et al., Molecular Cell Biology, 5th ed, 2003, Freeman & Co, (traduzione italiana 4a ed, Zanichelli,
2002).
o B. Alberts et al.,. Molecular Biology of the Cell, 4th ed, 2003, Garland Publishing, Inc., (traduzione italiana
3a ed, Zanichelli, 1995).
•
Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
o Calendario del corso, materiale didattico delle lezioni e esercitazioni, appelli di esame e tutte le altre
informazioni sul corso sono reperibile sul sito web del docente: www.personalweb.unito.it/isabelle.perroteau
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue: quiz scritto con eventualmente prova orale
62
NOME CORSO
BIOLOGIA EVOLUTIVA DEI VERTEBRATI
SSD (del Corso): BIO06
Numero codice: 8035
1. Docenza
Docente: Dott. Paolo Peretto
SSD BIO06
Dipartimento di BIOLOGIA ANIMALE E
DELL’UOMO
Tel.: 0116704673
Fax: 0116704692
e-mail: [email protected]
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Il corso di Biologia dei Vertebrati si propone di presentare ai naturalisti del secondo anno il subphylum dei Vertebrati
(posizione nel regno animale, affinità filogenetiche con i protocordati, emicordati e echinodermati, ipotesi di derivazione, piano
morfo-strutturale). L’obiettivo finale è l’acquisizione di informazioni utili al riconoscimento dei principali vertebrati
caratterizzanti la Regione italiana settentrionale.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
BASI DI ZOOLOGIA GENERALE E SISTEMATICA ED ECOLOGIA
ZOOLOGIA GENERALE
ZOOLOGIA SISTEMATICA
ECOLOGIA
ECOLOGIA VEGETALE
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Gli studenti acquisiscono informazioni generali sui vertebrati, e ne
riconoscono i principali rappresentanti italiani
FISIOLOGIA GENERALE
ANATOMIA COMPARATA
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 36
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore):
• Esercitazioni in campo (N.ore)
• Esercitazioni teoriche (N.ore):
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Diversità dei vertebrati, classificazione e concetti di analogia e
omologia
Posizione nel regno animale, i protocordati, le ipotesi di origine
dei vertebrati (pedomorfosi)
La riproduzione nei vertebrati (determinazione del sesso,
strategie riproduttive, organizzazione delle gonadi)
La funzione digestiva (dalla filtrazione alla digestione
intercellulare)
Adattamenti ai differenti tipi di ambienti, Ciclostomi
(generalità e descrizione specie)
Ore
Lez.
2
2
Ore
Esercit.
Totale Ore
CFU
4
2
2
2
63
Generalità pesci cartilaginei e ossei (posizione sistematica,
modalità digestive e riproduttive, zonazione longitudinale acque
interne)
Descrizione principali famiglie e specie pesci ossei
Descrizione principali famiglie e specie pesci ossei
I tetrapodi (cenni di adattamento all’ambiente terrestre).
Generalità anfibi (posizione sistematica, modalità digestive e
riproduttive).
Descrizione principali famiglie e specie di anfibi
Descrizione principali famiglie e specie anfibi
Generalità rettili (posizione sistematica, modalità digestive e
riproduttive). Descrizione principali famiglie e specie rettili.
Descrizione principali famiglie e specie rettili.
Generalità uccelli (posizione sistematica, modalità digestive e
riproduttive). Descrizione delle principali famiglie e specie.
Descrizione delle principali famiglie e specie uccelli
Generalità mammiferi (posizione sistematica, modalità
digestive e riproduttive).
Descrizione delle principali famiglie e specie mammiferi.
Descrizione delle principali famiglie e specie mammiferi.
totale
18
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
36
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione): PROIETTORE PER COMPUTER
Materiale di consumo: CD-ROM, TONER STAMPANTE, LUCIDI
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso il docente
• I testi base consigliati per il corso sono: NON ESISTE UN TESTO SPECIFICO,
• E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:
SONO CONSIGLIATI UNA SERIE DI TESTI E DI MANUALI FRA CUI:
ZOOLOGIA DEI VERTEBRATI (F. HARVEY POUGH ET AL., SECONDA EDIZIONE, CASA EDITRICE AMBROSIANA)
ERPETOLOGIA DEL PIEMONTE E DELLA VALLE D’AOSTA, ATLANTE DEGLI ANFIBI E DEI RETTILI (F. ANDREONER. SINDACO, MUSEO REGIONALE DI SCIENZE NATURALI TORINO)
• Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
http://www.herp.it/index.htm
http://www.atlanteanatcomp.unito.it/page.asp
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue:
INTERROGAZIONE ORALE
NOME CORSO/LABORATORIO Biologia marina
SSD (del Corso):… ……………………
Numero codice:………………………..
1. Docenza
Docente: prof. Daniela Pessani
SSD
Dipartimento di Biologia animale e dell’uomo
Tel.: 011-6704750
Fax: 011-6704732
e-mail: [email protected]
Docente: prof.
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
64
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Conoscere l’ambiente marino mediterraneo attraverso l’analisi dei principali parametri chimicofisici che lo caratterizzano e le componenti floristiche e faunistiche che lo popolano, inserite nelle
diverse tipologie ambientali (pleuston, plancton, benthos e necton); apprezzare la biodiversità
mediterranea attraverso lo studio delle specie alloctone, delle specie rare e/o protette, dei fattori di
disturbo (antropici e naturali).
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
CONOSCENZE DI BASE SULLA GENESI DEL BACINO
GEOLOGIA, GEOGRAFIA
MEDITERRANEO
CONOSCENZE DI BASE DI METEOROLOGIA E IDROLOGIA
CONOSCENZE DI BASE DI CHIMICA ED IDRODINAMICA
CONOSCENZE DI FISIOLOGIA, BOTANICA E ZOOLOGIA
GEOGRAFIA
CHIMICA E FISICA
FISIOLOGIA, BOTANICA, ZOOLOGIA
SISTEMATICA DEGLI ORGANISMI ACQUATICI
SISTEMATICA
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Conoscere le esigenze degli organismi marini
Saperli inserire correttamente nel loro ambiente
Saper valutare lo stato di salute di una determinata area marina
CORSI DI LAUREE SPECIALISTICHE,
COME: ETO-ECOLOGIA DEGLI
ORGANISMI ACQUATICI E ANALISI
DEI SISTEMI ACQUATICI INTERNI E
COSTIERI
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 28
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 8
• Esercitazioni in campo (N.ore): E’ prevista un’uscita in campo per analizzare l’ambiente costiero ligure (1 giorno)
• Esercitazioni teoriche (N.ore):
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Conoscenze di base sull’ambiente marino più familiare e facilmente
osservabile. Origine del Mar Mediterraneo e sua evoluzione.
Caratteristiche chimico-fisiche e principali parametri descrittori.
Andamento di profondità e correnti.
Misure di salinità e temperatura; preparazione di acqua di mare
artificiale
Pleuston. Plancton: caratteristiche, composizione, diversificazione,
parametri condizionanti. Il ciclo del plancton in acque temperate
Metodi di studio; osservazione e riconoscimento di esemplari
planctonici
Benthos: caratteristiche, composizione, diversificazione, parametri
condizionanti.
Metodi di studio; analisi di esemplari bentonici
La zonazione dell’ambiente bentonico: i piani sopra, meso, infra e
circalitorale. Cenni al sistema abissale.
Necton: caratteristiche, composizione, diversificazione, gli
organismi e gli adattamenti al nuoto. Metodi di studio.
La prateria di posidonia: origine, struttura, tipologia; organismi
epibionti e vagili associati alla pianta.
Metodi di studio; analisi di piante di posidonia ed organismi
associati
Ore
Lez.
2
Ore
Esercit.
Totale Ore
CFU
3
2
4
2
2
2
2
3
3
2
65
Cenni di biogeografia. Le specie protette
Il problema dell’inquinamento nel Mediterraneo
Le aree protette. Le barriere artificiali
Totale
4
3
2
28
8
36
4
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione): densimetri, termometri, collezione didattica di organismi marini
(Aula di Zoologia, Palazzo Campana, Via Carlo Alberto 10, Torino)
Materiale di consumo: sale marino, cilindri di vetro, pipette, aghi manicati
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso:
• I testi base consigliati per il corso sono: COGNETTI G. M. SARÀ E G. MAGAZZÙ, 1999. Biologia marina. Calderini ed.
• E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:
• Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue: verifica della preparazione attraverso colloquio (orale)
NOME CORSO/LABORATORIO Biotecnologie ambientali
SSD: BIO 01
Numero codice: 8055
1. Docenza
Docente: prof. Paola Bonfante
SSD BIO 01
Dipartimento di Biologia Vegetale
Tel.: 011 6705965
Fax: 011 6705962
e-mail: [email protected]
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Il Corso si propone di fornire agli studenti del terzo anno anno le conoscenze teoriche necessarie per capire l’impatto delle attua
biotecnologie sull’ambiente
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
FONDAMENTI DI BIOLOGIA, BIOLOGIA VEGETALE E DI
BIOCHIMICA
BASI DI CHIMICA GENERALE E ORGANICA , ECOLOGIA
BOTANICA GENERALE, BIOLOGIA
CELLULARE
CHIMICA GENERALE, CHIMICA
ORGANICA, ECOLOGIA
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Avere le basi teoriche per capire i dibattiti sulle biotecnologie
LAUREA SPECIALISTICA IN
EVOLUZIONE BIODIVERSITÀ,
AGAM
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 12
• Letture di articoli, seminari svolti dagli studenti: 6
66
•
Laboratorio: 7 ore (osservazione di un esperimento di trasformazione)
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Ambiente/Agricoltura; Il dibattito attuale, i problemi legati
al
‘green century’ cibo, acqua, clima, biodiversità, trouble spots in the
world.
Il significato
di biotecnologie: le definizioni biotecnologie
ambientali e biotecnologie ambientali legate ai vegetali
Ore
Lez
.
Ore
Esercit.
Totale Ore
CFU
3
3
0.3
4.5
4.5
0.5
4.5
4.5
0.5
La storia dell’agricoltura, come l’uomo ha addomesticato le piante;
i centri di origine, la semiluna fertile. Frumento, riso, mais: come sono
cambiate queste piante durante 10.000 anni di storia
Come si ottengono gli ibridi
La rivoluzione verde, i fertilizzanti
La selezione attraverso la dipendenza
dai fertilizzanti
La trasformazione biologica .
Perché e come trasformare le piante .Agrobacterium tumefaciens: un
ingegnere genetico naturale.
Le basi biologiche della trasformazione: La rigenerazione delle
piante; metodi biolistici, elettroporazione, metodi chimici
OGM Le piante trasformate: trasformazione con bacillus thuringiensis,
la resistenza agli erbicidi: il caso del roundup e la via di sintesi del
glifosatole piante di nuova geenrazione: la resistenza del riso a
Xanthomonas, il golden rice
OGM I punti cruciali del dibattito sulla trasformazione. Quali rischi
per la salute? E’ pericoloso ingerire DNA esogeno? I cibi derivati da
piante trasformate . Il problema della resistenza agli antibiotici. Le
allergie
OGM I FATTORI DI RISCHIO DELL’AMBIENTE
Biotecnologie per la Bioremediation: piante per difendere
l’ambiente
Biodiversità e le nuove tecnologie molecolari :
6
0.3
Letture e Seminari
Laboratorio: Osservazione di alcune delle tappe richieste
per la trasformazione delle piante
7
0.4
totale
36
36
2
6. Materiale per lezioni:
•
Strumentazione: Videoproiettore- Computer presentazioni Power Point
7. Materiale didattico
Il CD con parte delle lezioni è disponibile fin dall’inizio del corso.
67
I materiali di aggiornamento sono man man forniti durante le lezioni
L’indice delle lezioni con un breve contenuto è disponibile sul sito www. bioveg.unito.it, alla voce Studenti, Corso di Biotecnologie ambientali
•
I testi base consigliati per il corso sono:
Paolo Pupillo et al. Biologia vegetale 2003 Zanichelli
Chrispeels M.J. e Sadava D.E.: Biologia vegetale applicata, Piccin
Smith: Biotecnologie Zanichelli
Gli approfondimenti sono fatti su articoli provenienti dalle maggiori riviste scientifiche in lingua inglese
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma come colloquio orale in cui si tiene anche conto dei seminari svolti durante il corso.
Gli studenti sono invitati a iscriversi anche via mail
NOME CORSO – BOTANICA SISTEMATICA
SSD (del Corso): BIO/02
Numero codice: N8028
1. Docenza
Docente: prof.Valeria Marchisio Filipello
SSD – BIO/02
Dipartimento di Biologia Vegetale
Tel.: 011/6705984
Fax: 011/6705962
e-mail: [email protected]
Docente: prof.
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Il corso si propone di offrire le basi conoscitive e diagnostiche di tutti i vegetali eucarioti
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
CONOSCENZE DI BASE DI BIOLOGIA
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Riconoscimento dei grandi gruppi di organismi tradizionalmente
ascritti ai Vegetali. Conoscenza delle ipotesi sulla loro evoluzione e
dei ruoli svolti negli ambienti naturali. Conoscenza delle funzioni
della Sistematica
ECOLOGIA, ECOLOGIA VEGETALE,
MICOLOGIA, BIOTECNOLOGIE
AMBIENTALI, SELVICOLTURA,
CONSERVAZIONE DELLA NATURA E
SUE RISORSE
68
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 36
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore):
• Esercitazioni in campo (N.ore)
• Esercitazioni teoriche (N.ore):
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Ore
Lez.
6
8
10
Introduzione e concetti generali
Alghe (caratteri morfo-strutturali, biologici ed ecologici)
Funghi e licheni (caratteri morfo-strutturali, biologici ed
ecologici)
Cormofite (caratteri morfo-strutturali, evolutivi, biologici ed
ecologici)
totale
Ore
Esercit.
Totale Ore
CFU
12
36
4
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione):
Materiale di consumo:
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso:
il docente (fornisce un CD) e presso il Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo (aula informatica degli studenti)
• I testi base consigliati per il corso sono:
Raven P.H., Evert R.F., Eichorn S.E. (2002), “Biologia delle piante”, Zanichelli, Bologna.
Gerola, F. M., 1997 – Biologia vegetale sistematica filogenetica. UTET, Torino (3° ed.)
Mauseth, 2000 – Botanica. Fondamenti di Biologia delle piante. Nuova Editoriale Grasso.
Strasburger, E. et al., 1992 – Trattato di Botanica (a cura di Pirola A. et al.). Antonio Delfino (7° ed.).
• E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:
Alberi e arbusti d’Italia-ed. Edagricole (Biblioteca Dipartimento di Biologia Vegetale)
Guillame de Rougemont-Guida alle piante utili ed. Muzzio (Biblioteca Dipartimento di Biologia Vegetale)
• Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
http://www.dipbot.unict.it/sistematica/
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue:
Colloquio orale
NOME CORSO/LABORATORIO Botanica generale con Laboratorio
Modulo Corso Teorico
SSD: BIO 01
Numero codice: N8001
1. Docenza (Modulo P. Bonfante)
Docente: prof. Paola Bonfante
SSD BIO 01
Dipartimento di Biologia Vegetale
Tel.: 011 6705965
Fax: 011 6705962
e-mail: [email protected]
Docente: prof. Elena Martino
SSD BIO 01
Dipartimento di Biologia Vegetale
Tel.: 011 6705986
Fax: 011 6705962
e-mail:[email protected]
69
2. Finalità del Modulo P.Bonfante (obiettivi di apprendimento):
Il Corso si propone di fornire agli studenti del primo anno le basi strutturali e funzionali dei vegetali, evidenziando dapprima le differenz
nello stile di vita tra organismi animali e vegetali. Il corso - strutturato come un corso di biologia vegetale- si focalizza sulle propriet
delle cellule vegetali, sul passaggio dalla cellula al tessuto e all’individuo. Il corso è integrato dal corso di laboratorio ch
approfondisce l’anatomia vegetale.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
FONDAMENTI DI BIOLOGIA E DI BIOCHIMICA
ZOOLOGIA GENERALE, BIOLOGIA
CELLULARE
BASI DI CHIMICA
GENERALE E ORGANICA , CONCETTI DI
TERMODINAMICA
CHIMICA GENERALE, CHIMICA
ORGANICA, FISICA
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Conoscenza della biologia vegetale in termini strutturali (come è
fatta una pianta) e funzionali (come funziona)
BOTANICA SISTEMATICA,
FISIOLOGIA VEGETALE,
BIOTECNOLOGIA AMBIENTALE,
BIOLOGIA DELLE SIMBIOSI,
MICOLOGIA
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 36
• Esercitazioni di laboratorio : corso di laboratorio parallelo svolto dalla Dr.Elena Martino
• Visione di video
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
PRESENTAZIONE DEL CORSO, FINALITÀ,
Ore
Lez.
1
Ore
Esercit.
Totale Ore
CFU
1
SIGNIFICATO
L'organizzazione cellulare: struttura e funzione
La membrana plasmatica Proprietà ultrastrutturali e funzionaliEsocitosi ed endocitosi. Il nucleo Caratteristiche citologiche- la
quantità di DNA. Il citoscheletro e il ciclo cellulare. Parete
cellulare parete primordiale, parete primaria, parete secondaria- Le
molecole: cellulosa, pectine, emicellulose, estensina, lignina, cere
cutine, suberine Le funzioni- i plasmodesmi. Il vacuolo: tonoplasto
- contenuto del succo vacuolare- saccarosio- i colori- Protein
bodies. Plastidi: Struttura, funzione, distribuzione, caratteristiche- I
cloroplasti: le basi della fotosintesi -DNA plastidiale- Amiloplasti
ed amido- Cromoplasti- I plastidi nelle alghe. L'apparato di Golgi
Visione di filmati dedicati alla cellula vegetale e ai suoi
componenti
13
13
1.5
Forme di organizzazione dei vegetali
Tessuti meristematici: teoria degli istogeni; tunica- corpus:
L'apice vegetativo. I meristemi laterali. Meristema radicale. Il
centro quiescente - Meristemi secondari: il cambio cribro vascolarecambio subero-fellodermico
Tessuti definitivi. classificazione ed aspetti citologici
La pianta come individuo
I Cicli ontogenetici nelle Briofita, Pteridofita, Gimnosperme e
Angiosperme. Analisi dettagliata del ciclo nelle Gimnosperme e
nelle Angiosperme: differenziamento delle microspore e del sacco
embrionale- la doppia fecondazione. Incompatibilità gametofitica e
sporofitica- La fecondazione. Lo sviluppo del seme- Cenni di
4.5
4.5
0.5
4.5
4.5
0.5
70
embriologia- Sviluppo della plantula. Formazione del seme.
Maturazione, accumulo delle riserve, idrolisi. Il processo della
germinazione- Piante annuali, biennali, perenni
Fondamenti di fisiologia vegetale
Il trasporto della linfa nelle piante- - La teoria della tensionecoesione –Il trasporto floematico La nutrizione L'assorbimento
radicale- Macro e microelementi- - Le micorrize- Il ciclo dell'azotofissazione simbiontica La fotosintesi- respirazione e fotosintesi- Le
piante C4 e CAM- Fotorespirazione- Influenza dei fattori
ambientali. Meccanismi di accrescimento- Fitoormoni come
regolatori di crescita. Morfogenesi e regolazione ambientalefattori esogeni:luce temperatura, gravità )Bioritmi: Fotoperiodismo
e fitocromo
totale
13
13
1.5
36
36
4
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
Strumentazione: Videoproiettore- Computer presentazioni Power Point
7. Materiale didattico
Il CD con i files delle lezioni è già disponibile all’inizio del corso
Presso l’aula informatica del Dipartimento di Biologia Animale
L’indice delle lezioni con un breve contenuto è disponibile sul sito www. Bioveg.unito.it, alla voce Studenti, Corso di Botanica generale
•
I testi base consigliati per il corso sono:
Paolo Pupillo et al. Biologia vegetale 2003 Zanichelli
Mauseth, Botanica, Fondamenti di Biologia delle Piante, Edizione Italiana, Nuova Editoriale Grasso
•
Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: http://www.bioveg.unito.it/atlanteme/
http://www.atlantebotanica.unito.it/
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue:
1 prova scritta alla fine del primo blocco di lezioni. Il test consiste nel riconosciento di schemi e grafici
(rigorosamente corrispondenti a quelli che ci sono sul CD ed illustrati a lezione), domande a scelta multipla e
domande aperte.
2 Prova scritta all fine del corso sulla parte rimanente. Anche in questo caso il Il test consiste nel riconosciento di
schemi e grafici, domande a scelta multipla e domande aperte.
Per chi vuole è possibile prevedere un test orale.
Gli studenti sono invitati a iscriversi anche via mail al test .
I risultati sono affissi in bacheca e messi sul sito del dipartimento.
NOME CORSO Botanica sistematica-modulo
Sistematica dei Procarioti
SSD (del Corso):… ……………………
Numero codice: N8003
1. Docenza
Docente: prof. Valeria Filipello Marchisio
SSD
Docente: prof.
SSD
71
Dipartimento di Biologia vegetale
Tel.: 011-6705984
Fax: 011-6705962
e-mail: [email protected]
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Il corso si propone di fornire conoscenze sugli aspetti fondamentali della biologia di batteri e virus
e sul loro peso nella presentazione di sistemi di classificazione tradizionali e avanzati; inoltre
conoscenze sul ruolo specifico dei principali gruppi nell’economia della natura.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
CONOSCENZE DI BASE DI CHIMICA GENERALE E ORGANICA E
DI BIOLOGIA CELLULARE
CHIMICA GENERALE, CHIMICA
ORGANICA, ZOOLOGIA GENERALE,
GENETICA
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Conoscenze sui principali aspetti della Biologia dei Procarioti
Conoscenze sulle basi biologiche del ciclo della materia e sul
significato reale di conservazione della natura
Conoscenze sulle basi della identificazione dei batteri
BOTANICA SISTEMATICA, ECOLOGIA
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 18
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore):
• Esercitazioni in campo (N.ore)
• Esercitazioni teoriche (N.ore):
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Definizione di Procarioti, loro contributo all’evoluzione e basi
della sistematica batterica
Morfologia
Caratteristiche citologiche
Riproduzione, crescita e variazioni genetiche
Diversità metabolica e ruolo nei cicli degli elementi
VIRUS
totale
Ore
Lez.
2
Ore
Esercit.
Totale Ore
2
2
3
4
4
3
18
CFU
2
3
4
4
3
18
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione):
Materiale di consumo:
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: aula informatica del Dipartimento di Biologia animale
I testi base consigliati per il corso sono:
RAVEN P.H., EVERT R.F., EICHHORN S.E. (2002), “Biologia delle piante”, Zanichelli, Bologna.
72
MAUSETH, J.D. (2000), Botanica. fondamenti di Biologia delle piante, Nuova Editoriale Grasso, Bologna.
Fotocopie dei lucidi presentati dal docente durante lo svolgimento del Corso.
• E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:
STANIER,R.Y. et al.(1993), Il mondo dei Microorganismi, Zanichelli, Bologna.
• Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue:
Colloquio orale
CORSO DI LAUREA MUTUATO DA SCIENZE BIOLOGICHE
Insegnamento di BRIOLOGIA APPLICATA
Crediti 4
1. Docenza
Docente: dr. Giorgio Buffa
Dipartimento di Biologia vegetale
Tel.: 0116705972
Fax: 011 6705962
e-mail: giorgio.buffa@unito .it
WEB:
Collaboratori:dott
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
WEB:
2. Finalità ed obiettivi dell’insegnamento
Finalità
Il corso si propone di fornire agli studenti un livello di conoscenza approfondito sulla divisione delle Briofite, sulla sua
tassonomia e diversità morfologica ed ecologica. La comprensione di queste peculiarità consentirà di affrontare in modo
adeguato i temi relativi al ruolo attuale di questi organismi vegetali negli ambienti terrestri e di acqua dolce, di mettere in risalto
le principali ricadute applicative possibili sulla base delle loro caratteristiche distintive, e di trattare gli aspetti tecnici relativi
agli utilizzi in questione.
Obiettivi
L’allievo dovrà essere in grado di: avvicinarsi alla identificazione delle diverse specie presenti in natura, comprendere la loro
forma biologica e le strategie naturali di moltiplicazione, impostare tecniche di riproduzione di materiale briologico in
condizioni controllate.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze minime in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
Conoscenza delle strutture e delle principali divisioni dei vegetali
Comprensione delle principali funzioni delle piante superiori
INSEGNAMENTI FORNITORI
botanica
botanica, fisiologia vegetale
73
competenze minime (in uscita)
conoscenza della divisione bryophyta e della sua diversità
tecniche di riproduzione e propagazione di briofite
tecniche di monitoraggio ambientale tramite briofite
INSEGNAMENTI FRUITORI
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in: lezioni frontali relative a gran parte degli argomenti, integrate da esercitazioni
sull’allestimento di preparati per la determinazione ed il loro esame al binoculare ed al M.O.
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Caratteristiche generali della divisione Bryophyta.
Cenni di citologia, genetica, biologia riproduttiva
Fitogeografia delle briofite
MORFOLOGIA ED ANATOMIA DELLE BRIOFITE.
Classificazione di muschi ed epatiche
Stato delle conoscenze relative alla brioflora italiana.
TECNICHE DI RICONOSCIMENTO DELLE SPECIE DI MUSCHI ED EPATICHE
OSSERVAZIONI ALLO STEREOSCOPIO ED AL MICROSCOPIO, ALLESTIMENTO DI PREPARATI RELATIVI A
FOGLIE, FUSTI, SPORE, PARTI DI SPOROFITI
UTILIZZO DI CHIAVI DICOTOMICHE PER LA DETERMINAZIONE DI ESEMPLARI FRESCHI ED ESSICCATI
Contributo delle briofite alla biodiversità e loro tutela secondo le normative nazionali, comunitarie e
internazionali.
PRINCIPALI AMBIENTI RICCHI DI BRIOFITE E LORO RUOLO ECOLOGICO NELLE COMUNITÀ VEGETALI E
NELLE SUCCESSIONI PARTICOLARITÀ ECOLOGICHE DELLE BRIOFITE. PROPOSTE DI CLASSIFICAZIONE
Ore
Ore
Lez. Esercit.
2
4
2
2
4
2
2
1
2
1
2
2
4
ECOLOGICA E DI FORME BIOLOGICHE
Moltiplicazione artificiale di briofite partendo da spore, propaguli, gametofiti. Metodi di trapianto e
coltivazione.
2
UTILIZZO DELLE BRIOFITE NEL MONITORAGGIO DELL’AMBIENTE. VALUTAZIONE DI RICCHEZZA DELLE
COMUNITÀ ED INDICI BIOTICI. UTILIZZO DI BRIOFITE COME ACCUMULATORI IN AMBIENTI ACQUATICI E
TERRESTRI
2
TOTALE
30
4
6. Materiale didattico
I testi base consigliati per il corso sono:
nessuno
E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:
W. B. Schofield, 2001 Introduction to Bryology, The Blackburn Press, USA;
A.J.E. Smith (ed.) 1982 Bryophyte Ecology Chapman & Hall, London
Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
http://www.devonian.ualberta.ca/iab/
http://www.britishbryologicalsociety.org.uk/
http://www.bryologie.uni-bonn.de/
7. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge , di norma, come segue :(dettagliare il più possibile:scritto,orale,prove in itinere,criteri di valutazione
ecc.)Prove in itinere con domande scritte, esame orale per chi non ha superato le prove in itinere o vuole migliorare la propria
valutazione, con tre o quattro domande sul contenuto del corso ed esame e descrizione di fotografie o disegni di parti di
74
briofite o dettagli di strutture anatomiche, con valutazione del livello di apprendimento della materia raggiunto, della capacità
di esporre in modo adeguato e con linguaggio scientificamente corretto i concetti trattati, della capacità di riflettere sui
concetti trattati e giungere a conclusioni proprie.
NOME CORSO CHIMICA AMBIENTALE
SSD (del Corso): Chim 12
Numero codice: N8057
1. Docenza
Docente: prof. Vincenzo Zelano
SSD Chim 01
Dipartimento di Chimica Analitica
Tel.: 011 6707619
Fax: 011 6707615
e-mail:[email protected]
Docente: prof.
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
IL CORSO SI PROPONE DI PRESENTARE I PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA CHIMICA COINVOLTA NEI FENOMENI AMBIENTALI.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
Chimica di base; chimica organica; chimica analitica
strumentale
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Conoscenza della chimica coinvolta nei diversi comparti ambientali
come la chimica acquatica, la chimica dell’atmosfera e quella del
suolo.
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 36
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 0
• Esercitazioni in campo (N.ore): 0
• Esercitazioni teoriche (N.ore): 0
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Fondamenti di chimica acquatica
Chimica atmosferica
Chimica del suolo
Ore
Lez.
18
9
9
Ore
Esercit.
Totale Ore
CFU
18
9
9
2
1
1
75
totale
36
36
4
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
7. Materiale didattico
•
Fornito direttamente agli studenti
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge in forma orale.
NOME CORSO:
CHIMICA ANALITICA E STRUMENTALE
SSD (del Corso):CHIM.01… ……………………
Numero codice:………………………..
1. Docenza
Docente: prof. Edmondo Pramauro
SSD: Chim. 01
Dipartimento di Chimica Analitica
Tel.: 011-670 7631
Fax: 011-670 7615
e-mail: [email protected]
Docente: prof.
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Acquisire le conoscenze di base dell’analisi che sono indispensabili per la valutazione della composizione e concentrazione dell
componenti chimiche in generale e di quelle presenti nelle fasi ambientali in particolare.
Apprendere i fondamenti delle tecniche di analisi quantitativa volumetrica (titolazioni), verificare la loro
applicabilità per la misura di parametri chimici di interesse ambientale, esprimere correttamente i risultati
dell’analisi ed utilizzare adeguatamente le unità di misura inerenti, leggere ed interpretare gli esiti riportati
in un bollettino analitico.
Imparare il funzionamento di alcune tecniche strumentali d’analisi di larga applicazione quali:
potenziometria, conduttimetria, metodi spettrofotometrici, metodi cromatografici. Verificare le
potenzialità ed i limiti d’applicazione di tali tecniche per la determinazione e monitoraggio di specie
chimiche inorganiche ed organiche, naturali e di origine antropica, inquinanti e non.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
CONOSCENZE DI BASE DI CHIMICA GENERALE E INORGANICA;
CONOSCENZE DI BASE DI CHIMICA ORGANICA
competenze attese (in uscita)
Conoscenze di base di analisi volumetrica, di alcune metodologie di
analisi chimica strumentale e delle loro applicazioni ambientali.
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
CHIMICA GENERALE E INORGANICA
CHIMICA ORGANICA
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
CHIMICA AMBIENTALE
4. Metodologia didattica
76
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 28-29
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 4 :si tratta di esercitazioni dimostrative che vengono presentate agli studenti per
illustrare in particolare gli strumenti analitici.
• Esercitazioni in campo (N.ore)
• Esercitazioni teoriche (N.ore): 3-4
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Ore
Lez.
15
Introduzione alla chimica analitica. Preparazione del campione.
Metodi classici d’analisi. Titolazioni acido-base,
complessometriche, di precipitazione e redox. Applicazioni.
Esercizi e problemi.
Metodi elettrochimici d’analisi. Potenziometria. Elettrodi indicatori
e di misura. Misura del pH. Tamponi standard. Conduttimetria.
Applicazioni.
Totale Ore
CFU
18
2
8
0.89
2
0.22
6
0.67
2
0.22
8
Metodi ottici d’analisi: colorimetria, spettrofotometria UV-VIS.
Spettri di assorbimento. Assorbenza e trasmissione. Taratura degli
strumenti. Analisi di componenti singoli e in miscela. Curve di
calibrazione. Applicazioni
Illustrazione di alcune determinazioni elettrochimiche e
spettrofotometriche in laboratorio. Visione delle attrezzature.
Metodi cromatografici d’analisi. Eluenti e fasi stazionarie: scelte
operativi. Misura dell’Rf. Cromatografo liquido HPLC: componenti
principali. Efficienza e risoluzione. Eluizione a gradiente.
Gascromatografia: componenti e campo di applicazione.
Cromatografia ionica: base del metodo e applicabilità. Esempi di
analisi condotte con queste tecniche
Esercitazioni dimostrative su diversi tipi di cromatografi in
laboratorio.
Totale
Ore
Esercit.
3
2
6
2
29
7
36
4
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Potenziometri, pH-metri, conduttimetro, spettrofotometro,
cromatografi: HPLC, GC, IC – Presso Dip. di Chimica Analitica
Materiale di consumo: Soluzioni titolanti, standards, tamponi, ecc.
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: fornito dal docente
• I testi base consigliati per il corso sono: Dispense, fotocopie dei lucidi.
• E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: Chimica Analitica:
teoria e pratica. F.W.Fifield e D.Kealey – Zanichelli, 1999.
• Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue: Esame scritto sugli argomenti del corso articolato su 6 domande, alcune di tipo
descrittivo, altre di esercitazione/calcolo.
CHIMICA GENERALE E INORGANICA
SSD (del Corso9 CHIM03
Numero codice:………………………..
1. Docenza
Docente: prof. Elio Giamello
Docente: Dr. Maria Cristina Paganini
SSD CHIM03
77
SSD CHIM03
Dipartimento di Chimica IFM
Tel.: 011 6707574
Fax:
e-mail:[email protected]
Dipartimento di Chimica IFM
Tel.: 011 6707576
Fax:
e-mail:[email protected]
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Il corso, nei limiti dei crediti possibili in una laurea triennale, ha lo scopo di fornire gli elementi di
base della Chimica limitandosi ad alcuni concetti fondanti :visione macro e microscopica della
materia, rapporti stechiometrici nelle reazioni chimiche, struttura elettronica degli atomi e basi del
legame chimico. Si concentra l’attenzione sui sistemi in fase liquida con particolare attenzione alla
chimica delle soluzioni.
Il laboratorio di esercitazioni ha lo scopo di familiarizzare lo studente con i rudimenti delle
operazioni chimiche e di aiutarlo ad uscire dalla visione prevalentemente astratta acquisita nella
parte teorica.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
SONO I REQUISITI MINIMI PREVISTI PER L’INGRESSO IN
FACOLTÀ DI SCIENZE E NEL CDL IN SCIENZE NATURALI.
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Possesso dei concetti elementari su cui si basa la disciplina Chimica CHIMICA ORGANICA, MINERALOGIA,
BIOLOGIA VEGETALE BIOLOGIA
ANIMALE.
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore):32
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 10
• Esercitazioni in campo (N.ore)
• Esercitazioni teoriche (N.ore):18
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Concetti fondamentali sulla materia, mole, stechiometria
elementare
La struttura elettronica degli atomi e la tavola periodica, il
legame chimico
Gli stati di aggregazione della materia
Equilibri chimici: generalità ed equilibri in soluzione acquosa
Esercitazioni in laboratorio
totale
32
Ore
Lez.
8
Ore
Esercit.
6
10
2
8
6
2
8
10
28
Totale Ore
60
CFU
6
78
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione vetreria di laboratorio chimico
Materiale di consumo: reagenti
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso il docente.
• I testi base consigliati per il corso sono:Brady Holum Chimica Zanichelli.
• E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:
• Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue: Prova scritta ampia comprendente esercizi di calcolo chimico (Stechiometria) e
domande sulla teoria sviluppata con risposta estesa. Non sono previsti quiz a scelta multipla.
NOME CORSO: CHIMICA ORGANICA
SSD (del Corso): Chimica Organica (CHIM06)
Numero codice: N8005
1. Docenza
Docente: prof. Rita Fochi
SSD: Chimica Organica (CHIM/06)
Dipartimento di Chimica Generale ed Organica Applicata
Tel.: 011 6707643
Fax: 011 6707642
e-mail: [email protected]
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Il corso si propone di fornire agli studenti le basi per una interpretazione razionale dei principi della reattività dei composti
organici sulla base della struttura dei principali gruppi funzionali, con riferimento anche ad alcune classi di biomolecole.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
CHIMICA GENERALE CON
LABORATORIO
CONCETTI DI BASE IN CHIMICA GENERALE E CHIMICA
INORGANICA
competenze attese (in uscita)
Al termine del corso lo studente conoscerà gli elementi della
nomenclatura IUPAC; sarà in grado di valutare strutture organiche
riconoscendo i principali gruppi funzionali e relativi aspetti
stereochimici; conoscerà le principali vie di interconversione dei
gruppi funzionali attraverso l’acquisizione dei concetti di nucleofilia
ed elettrofilia come basi della reattività.
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
TUTTI I CORSI CHE COINVOLGONO
MOLECOLE ORGANICHE
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in: Lezioni frontali svolte dal docente ed esercizi degli studenti
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Legami covalenti e struttura molecolare
Stereoisomeria
Principali gruppi funzionali
Alcani e cicloalcani
Ore
Lez.
4
4
1
3
Ore
Esercit.
0
0
0
0
Totale Ore
CFU
4
4
1
3
79
Alcheni e alchini
Composti aromatici
Alogenuri alchilici e arilici
Alcoli, fenoli e eteri
Aldeidi e chetoni
Acidi carbossilici e derivati
Ammine alifatiche e aromatiche
Cenni su alcune classi di biomolecole
Totale
4
3
3
3
3
2
2
4
36
0
0
0
0
0
0
0
0
4
3
3
3
3
2
2
4
36
4
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
• Strumentazione (indicare anche la localizzazione):
Nessuna
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione sarà disponibile presso il docente
I testi base consigliati per il corso sono: H. Hart, L. E. Craine, D. J. Hart “CHIMICA ORGANICA”; Casa Editrice Zanichelli;
5a Edizione (2003), Bologna; W. H. Brown “INTRODUZIONE ALLA CHIMICA ORGANICA”; Casa Editrice EdiSES; 2a
Edizione (2004), Napoli; J. McMurry “FONDAMENTI DI CHIMICA ORGANICA”; Casa Editrice Zanichelli; 3a Edizione
(2005), Bologna.
E’ consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: Modelli Molecolari, tipo Cochranes of
Oxford Molecular Models reperibili presso la CLU, Cooperativa Libraria Universitaria via Ormea 83
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, con verifica orale.
NOME CORSO/LABORATORIO CLIMATOLOGIA
SSD (del Corso): GEO/04…………
Numero codice: N8058…………..
1. Docenza
Docente: prof. Luigi Motta
SSD GEO/04
Dipartimento di Scienze della Terra
Tel.: 6705115
Fax: 6705146
e-mail: [email protected]
Docente: prof.
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Rendere capaci di descrivere e interpretare correttamente dati climatici in forma numerica, grafica e cartografica.
Rendere capaci di raccogliere ed elaborare autonomamente dati climatici per fini naturalistici.
Fornire una sintetica descrizione dei principali tipi climatici e dei fattori che in essi condizionano sia la morfogenesi,
sia la vita biologica.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
80
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
GEOGRAFIA
CONOSCERE I PRINCIPALI FATTORI CHE CONDIZIONANO GLI
EQUILIBRI CLIMATICI
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Sapere interpretare dati numerici, grafici, e cartografici relativi ai
principali fattori meteoclimatici.
Conoscere i principali tipi climatici.
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 36
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore):
• Esercitazioni in campo (N.ore):
• Esercitazioni teoriche (N.ore):
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Strumenti e variabili (temepratura, precipitazioni, umidità
relativa, vento). Fonti dei dati climatologici e loro tipologia.
Reti di monitoraggio. Tecniche di aggregazione e validazione
dei dati. Trattamento delle lacune, precisione dei dati.
Destagionalizzazione.
Caratteristiche climatiche e tecniche di rappresentazione dei
dati (grafici di base, climatogrammi, …). Uso di indici
numerici, grafici e tabelle in applicazioni climatologiche.
Il clima del suolo: generalità, evapotraspirazione potenziale e
reale, bilancio idrologico del suolo, regimi di tempertura e
umidità del suolo.
Descrizione e classificazione dei climi, studio dei fattori
limitanti principali per ciascuno e delle tecniche atte a
rappresentarli.
totale
Ore
Lez.
9
Ore
Esercit.
Totale Ore
CFU
9
1
9
9
1
18
18
2
36
36
4
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione): lavagne, lavagna luminosa (aule); fotocopiatrice (dipartimento);
computer e stampante (dipartimento).
Materiale di consumo: acetati per lucidi; pennarelli per lavagne luminose; fotocopie di lucidi; pennarelli cancellabili
per lavagne bianche, gessetti,…
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso:
• I testi base consigliati per il corso sono:
• E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:
appunti
(parte statistica) R. SNEYERS (1990) – On the statistical analysis of series of observations. W.M.O. n° 415.
(parte descrittiva) A.H. STRAHLER & A.N. STRAHLER (1992) – Modern Physical Geography. IV ed. J. Wiley & sons.
81
•
Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
www.wmo.ch
www.worldweather.org/
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue:
Esame orale, con domande sulle varie parti
NOME CORSO
CONSERVAZIONE DELLA NATURA E DELLE SUE
RISORSE
SSD (del Corso):… GEO/04……………………
Numero codice:……N8059…………………..
1. Docenza
Docente: prof. Roberto Ajassa
SSD GEO/04
Dipartimento di Scienze della Terra
Tel.: 011 6705101
Fax: 011 67051
e-mail: [email protected]
Docente: prof.
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Finalità
Acquisizione delle conoscenze di base e dei metodi di analisi, per lo studio, la valutazione e la tutela delle risorse dell’ambiente, intes
nella sua complessità, con particolare riguardo alla biodiversità, e delle interazioni tra le diverse componenti naturali. Conoscenza dell
problematiche relative alla conservazione e valorizzazione della natura. Conoscenza dei più elementari strumenti di tutela ambientale e d
gestione del territorio.
Obiettivi
Lo studente dovrà essere in grado di impostare un adeguato progetto di conservazione in un ambito naturale di particolare
interesse, a partire dall’analisi della funzionamento e dall’individuazione di emergenze, criticità, problematiche e dinamiche
ambientali specifiche. Dovrà quindi essere in grado di sviluppare con competenza un programma di intervento coerente, nel
tempo e nello spazio, con gli obiettivi della conservazione stessa e della tutela delle risorse, con particolare attenzione alle
componenti naturali fisico-biologiche e paesaggistiche, utilizzando gli opportuni strumenti di tutela e gestione.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
Conoscenza elementare dell’inglese scientifico
Nozioni fondamentali di Ecologia e di Geografia Fisica
Nozioni fondamentali di Chimica e Fisica
NOZIONI FONDAMENTALI DI ZOOLOGIA E GEOBITANICA
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
Inglese
Geografia, Ecologia
Chimica e Fisica
GEOBOTANICA
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
ECOLOGIA APPLICATA
CORSI APPLICATIVI LS AGAM
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 30
82
•
•
•
Approfondimenti (att. Seminariali) (N.ore): 4
Esercitazioni in campo (N.ore): 8 (escursione didattica)
Esercitazioni teoriche (N.ore): 8 (museo e laboratorio analisi)
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Elementi generali
Concetti fondamentali: ambiente, indicatori ambientali, materie
prime, risorse naturali, beni naturali. Sostenibilità ambientale.
Relazioni dinamiche tra le componenti dell'ambiente naturale:
ambiente come sistema. I problemi ambientali e le principali cause
che li generano. Sostenibilità dei processi di sviluppo. Il rapporto
uomo - ambiente.
Risorse fisiche.
Atmosfera e clima, acqua,
suolo. I rifiuti. Problematiche
di conservazione e di gestione.
Fattori e cause del degrado e
della loro distruzione (prelievo,
consumo e inquinamento).
Alcuni esempi: erosione del
suolo;
rischio
di
desertificazione;
mutamenti
climatici.
Risorse biologiche.
La biodiversità: analisi e
descrizione.
Misure
della
Biodiversità. Funzione della
biodiversità negli equilibri
ecologici.
Agricoltura
e
allevamento. Mari e acque
interne. I principali biomi
terrestri.
Specie rare, liste rosse naturali, popolazione minima vitale.
Problemi genetici, territoriali, ecc. Il vortice dell'estinzione.
Tutela degli ecosistemi, della loro integrità e dei corridoi di
comunicazione. La conservazione della biodiversità animale e
vegetale. Conservazione in e ex-situ. Gli accordi internazionali.
Aspetti applicativi
Cenni sul concetto di paesaggio (definizioni, componenti, aspetti
sistemici e complessità). Ecologia del paesaggio. Gli ecotoni.
La pianificazione territoriale e la pianificazione ecologica.
Progettazione e gestione di parchi ed aree di salvaguardia:
problematiche diverse. Funzione di parchi e aree protette, musei,
giardini botanici e zoologici. Le politiche ambientali e di
conservazione delle aree a elevato grado di naturalità. Cenni sulla
legislazione (regionale, nazionale, comunitaria; convenzioni
diverse). Banche dati naturalistiche. Cartografia naturalistica.
Seminario: “Le politiche per la tutela e la conservazione della
Regione Piemonte
Visita (visite guidate)ad un Museo (M. di Carmagnola) e ad un
Centro di conservazione (Centro Cicogne), con funzioni:
divulgativa (didattica), scientifica (ricerca) e di conservazione.
Escursione in un Parco Naturale regionale: problematiche della
tutela ambientale e della gestione del Parco. (Escursione guidata).
totale
Ore
Lez.
4
Ore
Esercit.
Totale Ore
4
8
8
8
8
10
10
30
CFU
2
2
8
8
8
8
18
48
4
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Videoproiettore, proiettore diapositive e lavagna luminosa presso
aula Corti (Palazzo Campana).Cartografia tematica varia.
83
•
Materiale di consumo:
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: il docente
• I testi base consigliati per il corso sono:
Fanfani (1997) - Principi di conservazione della natura. CESI.
G. Tyler Miller (2002) – Scienze Ambientali. EdiSES.
R.Massa, V. Ingegnoli (1999) - Biodiversità, estinzione e conservazione. UTET Libreria.
• E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:
B.Ferrari (2001) – Biodiversità: dall’analisi alla gestione. Zanichelli
D.R. B. Primack, L. Carotenuto (2003) – Conservazione della natura. Zanichelli
D. W. Pearce, R. K. Turner (1997) - Economia delle risorse naturali e dell’ambiente. Il Mulino.
F. Spellemberg (1995) - Evaluation and assessment for conservation. Conservation biology series Chapman & Hall.
• Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
o www.parks.it (portale)
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue: colloquio orale con eventuale relazione (approfondimento) su argomento specifico,
preventivamente concordato con lo studente.
NOME CORSO/LABORATORIO DIDATTICA DELLE
SCIENZE NATURALI
SSD (DEL CORSO): BIO 05
NUMERO CODICE: N8060
1. Docenza
Docente: prof. Elena Camino
SSD BIO 05
Dipartimento di Biologia animale e dell’uomo
Tel.: 011.6704659
Fax: 011.6704692
e-mail: [email protected]
Docente: prof.
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Favorire l’emergere di un atteggiamento riflessivo nei confronti della conoscenza scientifica, dei propri
meccanismi di apprendimento, della relazione tra insegnamento e apprendimento. Fornire strumenti
concettuali per mettere a punto percorsi di insegnamento delle scienze naturali significativi per lo
sviluppo individuale e sociale degli studenti.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
CONOSCENZE DI BASE DELLE DISCIPLINE DEL CORSO
DI STUDI
competenze attese (in uscita)
Capacità di riflessione critica sulle conoscenze acquisite,
competenza nel correlare e integrare tali conoscenze.
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
GLI INSEGNAMENTI
CARATTERIZZANTI DELLE
SCIENZE NATURALI
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
INSEGNAMENTI PROPOSTI NEI
CORSI DI LAUREA DI SECONDO
LIVELLO DI CARATTERE
84
SPECIALISTICO
Qualche approfondimento sui propri modi di organizzare le INSEGNAMENTI DI CORSI DI
conoscenze scientifiche, e sui modi che studenti a diversi STUDI PROFESSIONALIZZANTI
livelli di scolarità possono mettere in atto (preconoscenze, ALL’INSEGNAMENTO (SIS).
misconcezioni, nodi cognitivi) in funzione di un possibile
percorso futuro di formazione alla professione di
insegnante
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): /
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore): /
• Esercitazioni in campo (N.ore) /
• Esercitazioni teoriche (N.ore): Si veda il commenti qui di seguito.
Il Corso è svolto interamente con metodologie interattive: gli studenti partecipano, con lavori individuali e a piccoli gruppi, ad
attività di lettura, ricerca, discussione, “simulazione” di situazioni di insegnamento / apprendimento. Per questo motivo la
frequenza è obbligatoria.
Pur essendo ogni anno il desiderio da parte della docente di svolgere più di 36 ore, in pratica ciò risulta impossibile a causa
del carico didattico degli studenti, che non sono in grado di individuare collettivamente delle ore ulteriori da dedicare a
questo corso che – essendo ‘a scelta’ – viene svolto nei ‘ritagli’ lasciati liberi dalle attività obbligatorie.
Per sopperire almeno in parte a questo inconveniente vengono offerti numerosi stimoli al lavoro autonomo
(letture, suggerimenti di visite e di partecipazione ad attività didatticamente significative, ecc.) e si
organizza un’escursione didattica, che sarebbe particolarmente significativa se della durata di almeno due
giorni, ma che per motivi di costi (ristrettezze economiche del Corso di Studi) è stata negli ultimi anni
limitata a un giorno.
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
La prospettiva filosofica: riflessioni sulla natura della conoscenza
scientifica; concetti, metafore e modi di pensare delle diverse
Scienze naturali; la costruzione della conoscenza scientifica:
pubblicazioni, esame dei referees, consenso.
Relazioni tra Scienza, Tecnologia, Società, Ambiente: dibattiti e
controversie su temi scientifici socialmente rilevanti; problemi etici.
L'educazione scientifica: riflessioni sulle finalità dell' educazione
scientifica; rapporti tra scelte di contenuti e di metodi; il ruolo del
linguaggio.
La relazione docente – studenti: l’insegnamento come ‘ricerca –
azione’; la correlazione tra il noto (le preconoscenze) e il nuovo
(nozioni, concetti, schemi); il coinvolgimento delle componenti
cognitive, affettive, relazionali nell’apprendimento.
Approfondimento di alcuni temi/concetti: identificazione degli
schemi interpretativi e costruzione di mappe concettuali; analisi
critica di libri di testo; creazione di moduli didattici.
Le scienze naturali… in campo: preparazione e realizzazione di una
escursione didattica.
totale
Ore
Lez.
Ore
Esercit.
Totale Ore
CFU
6
6
4
6
6
8
36
4
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione): usuale strumentazione per lezioni (lavagna luminosa, proiettore
video, microscopio con schermo) – ove e se disponibili (presso il Dipartimento di Biologia animale e dell’uomo – sede
di Via Accademia e di Via C. Alberto). Occasionalmente utilizzo di laboratori dotati di banconi e microscopi, per
piccole attività sperimentali.
Materiale di consumo:
o Tabelloni, cancelleria, vetreria ordinaria, fotocopie di documenti (molti)…
85
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso un responsabile individuato tra gli studenti / presso l’ufficio della docente
• I testi base consigliati per il corso sono:
Longo C. Didattica della Biologia. La Nuova Italia, 1998. BSCS Developing Biological literacy. Kendall Pu. Co. 1993.
Morin E. I sette saperi necessari all’educazione del futuro. Raffaello Cortina Editore, 2001. Arcà M. La cultura scientifica a
scuola. FrancoAngeli, 1993.
• E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:
o Materiale preparato dalla docente ogni anno: per lo più articoli da riviste di ricerca didattica, e copie di
schemi proposti a lezione
• Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
o cambiano tutti gli anni, anche in relazione agli approfondimenti scelti con gli studenti
8. Modalità di verifica/esame
'a verifica si svolge, di norma, come segue:
- vengono svolte numerose ‘esercitazioni’ a livello individuale o a piccoli gruppi; dibattiti; simulazioni di lezioni in
classe; questionari individuali; esposizione di letture ecc. Tutte queste attività forniscono indizi per una verifica in
itinere dell’impegno e del livello di comprensione dei temi;
- verso la fine del corso piccoli gruppi devono svolgere una relazione scritta, concordandone argomento e modalità di
stesura con la docente
- si richiede a ogni studente singolarmente di compilare un questionario finale di valutazione e di autovalutazione
- l’esame finale consiste in un colloquio sui temi trattati, e una valutazione del materiale elaborato.
NOME CORSO Didattica di Scienze della Terra
SSD (del Corso):… ……………………
Numero codice:………………………..
1. Docenza
Docente: prof. Elena Ferrero
SSD
Dipartimento di Scienze della Terra
Tel.: 011.5621179
Fax: 011.530652
e-mail:[email protected]
Docente: prof.
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
SI SVILUPPARE CAPACITÀ RIFLESSIVE SULLA DISCIPLINA PARTENDO DAL NUCLEO FONDANTE “LA TERRA
CHE CAMBIA, LA TERRA CHE SI TRASFORMA CON UN FLUSSO ININTERROTTO DI MATERIA ED ENERGIA” E
SEGUENDO DIVERSI SCHEMI INTERPRETATIVI:
DESCRITTIVO E COMPARATIVO (SINCRONICO) DEGLI OGGETTI, DELLE FORME, METTENDO IN RISALTO CHE
ESSI RAPPRESENTANO DELLE FASI MOMENTANEE ALL’INTERNO DEI PROCESSI;
INTERPRETATIVO DELLA GENESI E DELLE CAUSE, ESPLICITANDO LA RILEVANZA DEI PROCESSI INDUTTIVI E
INFERENZIALI;
EVOLUZIONISTICO (DIACRONICO), CHE RICOSTRUISCE LA STORIA DELLE VICENDE DELLA TERRA, CON
PARTICOLARE ATTENZIONE ALLO SVILUPPO STORICO DELLE CONOSCENZE CHE HANNO PORTATO ALLA
TEORIA DELLA TETTONICA GLOBALE;
SISTEMICO, EVIDENZIA LA RELAZIONE TRA LA STORIA DELLA TERRA E LA STORIA DELLA VITA, CON LE
RECIPROCHE INTERAZIONI E CONDIZIONAMENTI.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
86
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
FONDAMENTI DI PALEONTOLOGIA, PETROGRAFIA, GEOGRAFIA,
GEOLOGIA
CONOSCENZA DEGLI ARGOMENTI DI BASE E DELLE TEORIE
PALEONTOLOGIA
PETROGRAFIA
INTERPRETATIVE
GEOLOGIA
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Saper collegare e integrare argomenti di diverse discipline geologiche
Riconoscere le relazioni intercorrenti tra Sc. della Vita e Sc. della Terra
GEOLOGIA AMBIENTALE
DIDATTICA DELLE SCIENZE
NATURALI
EDUCAZIONE E FORMAZIONE
Individuare argomenti di rilievo per la formazione degli studenti di
scuola secondaria e saper organizzare attività didattiche appropriate
AMBIENTALE
CONSERVAZIONE DELLA NATURA
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 18
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 36
• Esercitazioni in campo (N.ore)
• Esercitazioni teoriche (N.ore):
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
-
-
IL CICLO DELLE ROCCE CONNESSO
ALLA TETTONICA DELLE PLACCHE;
I FOSSILI COME DOCUMENTI
DELL’EVOLUZIONE DEI VIVENTI;
LE TRASFORMAZIONI DEL PAESAGGIO
IN RELAZIONE ALLA CONSERVAZIONE E
ALLA TUTELA DEL TERRITORIO;
LA DISPONIBILITÀ DELLE RISORSE E LA
POSSIBILITÀ DI RINNOVAMENTO.
totale
Ore
Lez.
5
Ore
Esercit.
10
Totale Ore
4
8
12
5
10
15
4
8
12
18
36
54
CFU
15
4
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Stereomicroscopi, Videoregistratore o Videoproiettore (aula
attrezzata del Dip. di Sc. della Terra (V. Valperga Caluso), o del Dip. di Biologia animale e dell’Uomo, Palazzo
Campana)
Materiale di consumo: Carte topografiche e geologiche, campioni di roccia, sezioni sottili e sedimenti sciolti.
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso:
• I testi base consigliati per il corso sono:
Ferrero E., Tonon M. & Provera A., 2004 – Le Scienze della Terra: fondamenti ed esperienze pratiche. Edizioni Cortina, Torino: 133 pp.
Ferrero E., Tonon M. & Provera A., 2004 – Scienze della Terra: la scoperta dell’ambiente fisico. Edizioni Cortina, Torino: 154 pp.
Ricci Lucchi F., 1996 – La Scienza di Gaia. Ambienti e sistemi naturali visti da un geologo. Zanichelli Editore: 391 pp.
• E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:
Alfieri F., Arcà M. & Guidoni P., 1995 - Il senso di fare scienze. Un esempio di mediazione tra cultura e scuola. IRRSAE Piemonte
Bollati Boringhieri: 549 pp.
Alfieri F., Arcà M. & Guidoni P., 2000 - I modi di fare scienze. Come programmare, gestire, verificare. IRRSAE Piemonte, Bolla
Boringhieri: 604 pp.
87
•
Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue:
• Organizzazione degli elaborati svolti nelle attività di gruppo in un dossier in cui si individui il contributo individuale
dello studente e successiva discussione orale individuale.
• Prova strutturata con discussione collettiva e colloquio individuale.
NOME CORSO/DIRITTO DELL’AMBIENTE
SSD (del Corso): IUS/10……………………
Numero codice: N8099………………..
1. Docenza
Docente: prof.ssa Cristina VIDETTA
SSD: IUS/10
Dipartimento di Scienze Giuridiche
Tel.: 011.6703213
e-mail:[email protected]
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Nella mondo del lavoro assumono sempre più rilevanza quelle figure professionali che si occupano di ambiente, qualità e
sicurezza sotto due profili: quello giuridico ancorato ad una solida formazione tecnica.
In tale ottica si pone il corso che, ovviamente incentrato sugli aspetti giuridici ambientali, è comunque naturalmente collegato
alla formazione tecnica dell’allievo del Corso di laurea in Scienze Naturali.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
CONOSCENZA DI TEORIA GENERALE DEL DIRITTO
CONOSCENZA BASE DEL DIRITTO COSTITUZIONALE E DEL
DIRITTO AMMINISTRATIVO
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Capacità di sapersi muovere con una certa autonomia nel diritto
ambientale e, più in generale, nel diritto
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 36
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Diritto internaziale e ambiente, Diritto dell’Ue e ambiente
Diritto costituzionale, diritto amministrativo e ambiente
Profili civili e penali in campo ambientale
Le discipline di settore, scelte per tematiche collegate al Corso
Ore
Lez.
8
8
4
16
Ore
Esercit.
Totale Ore
CFU
88
di Scienze Naturali
Totale
36
4
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione):
Materiale di consumo:
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso:
• Il testo base consigliato per il corso è:G. Crosso, Normativa ambientale in progress, Torino, 2005 (in corso di
stampa)
• E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:Costituzione Italiana,
Codice civile
• Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: www.ambientediritto.it, www.reteambiente.it,
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue: orale
ECOLOGIA APPLICATA
4 CFU
SSD:BIO/07
NUMERO CODICE:B8549
1. Docenza
Docente: prof. Antonio Rolando
Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo
Tel.: 011/ 6704755
Fax: 011/6704692
e-mail: [email protected]
Collaboratori: dott. Paola Laiolo e dott. Loredana Carisio
Dipartimento di
Biologia Animale e dell’Uomo
Tel.: 011/ 6704759
Fax: 011/6704692:
e-mail: [email protected], [email protected]
2. Finalità ed obiettivi dell’insegnamento
Finalità
Il corso si propone di fornire agli studenti le conoscenze relative alla struttura e al funzionamento dei vari ecosistemi terrestri,
approfondendone gli aspetti di controllo, gestione e recupero. In quest’ottica le principali emergenze ambientali (inquinamento
di aria e acqua, impiego di pesticidi, distruzione delle foreste, riduzione della biodiversità ecc.) vengono illustrate avendo cura
di evidenziare le più appropriate metodologie di intervento.
Obiettivi
L’allievo dovrà disporre di alcuni strumenti conoscitivi che potrà utilizzare nello studio, diagnosi e prevenzione delle alterazioni
degli ecosistemi, con particolare riferimento alla situazione ambientale nazionale e regionale.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze minime in uscita
89
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
Conoscenze di chimica inorganica e organica
Conoscenze dei principali gruppi animali e vegetali
Nozioni basilari di ecologia
INSEGNAMENTI FORNITORI
Chimica inorganica, Chimica organica
Zoologia generale, Botanica sistematica
Ecologia
competenze minime (in uscita)
Conoscenze relative alle principali emergenze ambientali
INSEGNAMENTI FRUITORI
Vari insegnamenti della laurea specialistica
in Conservazione e Biodiversità Animale
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
Lezioni frontali, seminari e esercitazioni in campo
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Inquinamento dell’acqua e del suolo. Generalità. Inquinamento da metalli
pesanti, eutrofizzazione, inquinamento da petrolio, indici biotici.
Contaminazione diretta e indiretta dei suoli. Modalità di recupero.
Ore
Lez.
Ore
Esercit.
4
Totale Ore di
Car. Didattico
4
Inquinamento dell’ aria. Genaralità: inquinamento locale e globale.
3
Inquinamento da ossidi di azoto, zolfo e carbonio. Alterazione dell’effetto serra,
riduzione dello strato di ozono, acidificazione delle acque.
3
I pesticidi. Classificazione (composti naturali, idrocarburi alogenati, esteri
fosforici, derivati ureici e carbammici), vantaggi e pericoli derivanti dal loro
impiego. Il bioaccumulo.
3
3
Alterazione degli ecosistemi forestali. Deperimento delle foreste, gli incendi
boschivi, il taglio della foresta tropicale.
3
3
L’ecologia del paesaggio. Definizione di paesaggio. Teoria gerarchica e della
percolazione, concetti di metapopolazione e source-sink. Processi spaziotemporali del paesaggio. L’impiego del GIS.
3
3
Lo stato delle Alpi. Caratteristiche peculiari di flora e fauna. La popolazione
umana. Natura e paesaggio alpino. Il trasporto e la mobilità. Il turismo e lo
sport.
4
4
ECOSISTEMI TERRESTI E COSTIERI. FORESTE DI LATIFOGLIE SCLEROFILE,
TERMOFILE E MESOFILE, BOSCHI PLANIZIALI, FORESTE DI CONIFERE, PRATERIE DI
ALTITUDINE. COSTE MARINE, LAGUNE E LAGHI COSTIERI, DUNE LITORALI E FOCI.
CONSERVAZIONE DELLA BIODIVERSITÀ, STABILITÀ E RISCHIO.
5
5
10
Ambienti delle acque interne. Laghi, zone umide e acque correnti.
Conservazione della biodiversità, stabilità e rischio.
5
5
10
TOTALE
30
10
40
90
6. Materiale didattico
I testi consultabili per il corso sono:
Provini, Galassi e Marchetti. 1998. Ecologia Applicata. Città Studi Edizioni. UTET libreria.
Farina A. 2001. Ecologia del paesaggio. UTET libreria.
E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:
Testo delle lezioni fornito su CD
Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
S.It.E (Società Italiana di Ecologia)- http://www.dsa.unipr.it/SITE/
7. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge , di norma, come segue:
prova orale finale
NOME CORSO ECOLOGIA UMANA
SSD (del Corso):… ……………………
Numero codice:…N8064……………………..
1. Docenza
Docente: prof. Franca Ligabue Stricker
SSD BIO/08
Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo
Tel.: 0116704719
Fax: 0116704732
e-mail: [email protected];
[email protected]
Docente: prof.
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Il corso è finalizzato ad analizzare l’impatto ambientale sulla biologia dell’ Uomo, sul suo comportamento e sulle
sue interazioni sociali . In tale ambito vengono valutate le varie risposte (biologiche e culturali) che la specie
umana adotta per far fronte alle variazioni ambientali e alla rottura di equilibri che potrebbero comprometterne
sopravvivenza e fitness.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
L’ ECOLOGIA UMANA
NECESSITA DI UNA
NATURALISTICA
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
È UNO STUDIO MULTIDISCIPLINARE CHE
BUONA FORMAZIONE DI BASE BIO-
competenze attese (in uscita)
Comprensione dei processi bio-naturalistici che hanno portato l’ Uomo
ad essere quello che attualmente è.
Comprensione degli effetti delle variazioni ambientali sull’uomo e dei
suoi vari adattamenti bio-culturali come base per poter individuare
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
ETO-ECOLOGIA UMANA
91
delle prospettive di miglioramento della qualità della vita futura.
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 36
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore):
• Esercitazioni in campo (N.ore)
• Esercitazioni teoriche (N.ore):
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
INTRODUZIONE :
Ore
Lez.
6
Ore
Esercit.
Totale Ore
CFU
36
4
36
4
Inquadramento della disciplina fra Antropologia, Ecologia ed
Etologia ; materiali e metodi.
Collocazione tassonomica dell’Uomo , sincronica (tra i Primati)
e diacronica
Oggetto di studio sono poi le molteplici relazioni del RAPPORTO
quali:
UOMO-AMBIENTE
2
-gli aspetti limitanti o selettivi dell'ambiente influenzanti
la vita umana (fattori abiotici e biotici compreso l'uomo
stesso).
12
-l’ adattamento delle popolazioni umane ai diversi
ambienti naturali ed artificiali: adattamento fisiologico,
genetico e bio-culturale
-indicatori biodemografici ed energetici
10
-l’ interazione intraspecifica:
origine e sviluppo della Socialità umana su base
biologica:dalla nascita del bipedismo alla
formazione dei primi villaggi
6
mezzi di comunicazione mimico, verbale e chimico.
-la rottura degli equilibri naturali dovuta a modificazioni
che l'uomo induce sull'ambiente e lo sviluppo di malattie
trasmissibili e malattie degenerative che nella rottura di
tali equilibri trovano la loro origine
totale
36
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione):computer, proiettore per lucidi
Materiale di consumo:
92
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso:
I testi base consigliati per il corso sono:
CRESTA Ecologia Umana,.CESI ed
CHIARELLI, Dalla natura alla cultura . vol II :Origine della socialità e della cultura umana, PICCIN ed.;
JOHANSON, Lucy. Le origini dell'umanità, Mondatori ed.,
Altre indicazioni relative ai testi, nonché a rassegne bibliografiche e ad articoli specifici da consultare verranno
fornite durante lo svolgimento del corso
• E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:
computer per collegamenti con siti internet segnalati di volta in volta……
• Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
siti per colmare lacune preliminari
http://www.primate.wisc.edu/pin/aboutp.html
http://www.unipv.it/webbio/cismu/prim/taxaprim.htm
http://www.wwnorton.com/college/anthro/bioanth/home.htm
http://www.wsu.edu:8001/vwsu/gened/learn-modules/top_longfor/timeline/timeline.html
•
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue:
verifica orale: spaziando su tutta la materia svolta
NOME CORSO/ ECOLOGIA VEGETALE
SSD (del Corso):…BIO/03
Numero codice:…N8027……………..
1. Docenza
Docente: prof. Franco Montacchini
SSD BIO/03
Dipartimento di Biologia vegetale
Tel.: 011/6705976
Fax: 011/6705962
e-mail: [email protected]
Docente: prof.
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Conoscere i principali temi dell'ecologia vegetale con particolare riguardo ai rapporti tra vegetali e i seguenti fattori
ambientali:
•
•
•
•
climatici: luce, temperatura, precipitazioni, vento, e alle loro interazioni;
edafici: suolo e sua composizione, tessitura, struttura, elementi nutritivi; tipi di suolo e relazione con la
roccia madre, flora e fauna del suolo, ciclo del carbonio e ciclo dell'azoto, simbiosi e fissazione;
biologici: simbiosi, parassitismo, rapporti tra pianta e pianta, rapporti tra piante e animali;
antropici: effetti delle prinipali attività umane sulla flora e sulla vegetazione nei diversi ambienti e a quote
diverse. Valutazione e mitigazione degli impatti sui vegetali: criteri di massima.
Riconoscere nelle piante gli adattamenti a ciascun fattore ambientale e alle sue variazioni, nel tempo e nello spazio.
In relazione a questo di prenderanno in considerazione alcune tra le classificazioni proposte in base alla
funzionalità degli organismi vegetali: allocazione delle risorse, strategie vegetative e riproduttive, strategie r e K,
competitività, forme biologiche.
Saper individuare le piante che possono fungere da indicatori biologici e conoscere i concetti di biodiversità
vegetale.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
93
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
RICONOSCIMENTO DELLE PIANTE
CONOSCERE I FUNGHI E E LE LORO POSSIBILITÀ DI SIMBIOSI
BOTANICA SISTEMATICA
BOTANICA SISTEMATICA E
CONOSCERE LA ANATOMIA DELLE PIANTE
BOTANICA GENERALE
BOTANICA GENERALE
GENERALE
CONOSCERE LA FOTOSINTESI E LA RIPRODUZIONE NEI
VEGETALI
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Conoscere le relazioni piante ambiente
Conoscere le relazioni piante-uomo
ECOLOGIA GENERALE
VALUTAZIONE IMPATTO
Riconoscere i principali meccanismi di vita delle piante
FISIOLOGIA VEGETALE
AMBIENTALE
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 33
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore): • Esercitazioni in campo (N.ore) 6
• Esercitazioni teoriche (N.ore): -
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Ore
Lez.
27
7
Elementi di ecologia: piante e fattori ambientali
Adattamenti, funzionalità dei vegetale, strategie
Totale
34
Ore
Esercit.
6
6
Totale Ore
CFU
27
13
3
1
40
4
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Dipartimento Biologia vegetale
Materiale di consumo:
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso:
• I testi base consigliati per il corso sono: Pignatti S. 1994 – Ecologia vegetale. Utet, Torino
Pignatti S. 1995- ecologia del paesaggio. Utet, Torino
• E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:
• Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue: prova orale.
NOME CORSO: ECOLOGIA
SSD (del Corso): BIO/07
Numero codice: N 8022
1. Docenza
Docente: prof. Badino Guido
SSD BIO/07
Dipartimento di Biologia anaimale e dell’Uomo
Tel.: 011.6704747
Docente: prof.
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
94
Fax: 011.6704732
e-mail: [email protected]
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Fornire le conoscenze fondamentali sulla struttura e sul funzionamento dei sistemi ecologici, a partire dalle popolazioni, alle comunit
biologiche, agli ecosistemi, fino agli ecomosaici (ecologia del paesaggio), facendo emergere altresì gli effetti prodotti a livello strutturale
funzionale dalla pressione antropica.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
CONOSCENZE DI BASE DI GEOMORFOLOGIA, CHIMICA,
MATEMATICA, ZOOLOGIA E BOTANICA
GEOGRAFIA, CHIMICA GENERALE
ED INORGANICA, ISTITUZIONI DI
MATEMATICHE E METODI
MATEMATICI E STATISTICI,
ZOOLOGIA GENERALE, ZOOLOGIA
SISTEMATICA BOTANICA GENERALE
E BOTANICA SISTEMATICA
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Acquisizione delle leggi generali del funzionamento dei sistemi
ecologici naturali
ECOLOGIA VEGETALE, GEOLOGIA
AMBIENTALE, CONSERVAZIONE
DELLA NATURA E DELLE SUE
RISORSE, CHIMICA AMBIENTALE.
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 36
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore): vedi “Laboratorio di Ecologia” (prof.ssa Francesca Bona)
• Esercitazioni in campo (N.ore): vedi “Laboratorio di Ecologia” (prof. Francesca Bona)
• Esercitazioni teoriche (N.ore):
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
I contenuti, gli scopi ed i metodi dell’Ecologia.
L’ecologia delle popolazioni. Densità e risorse. Modelli di sviluppo
delle popolazioni. La competizione intraspecifica.
Stima delle densità delle popolazioni: metodiche di censimento
Ecologia di comunità. Competizione tra specie e mutualismo.
Nicchia ecologica e coesistenza tra specie funzionalmete affini
La predazione: analisi del fenomeno e modelli matematici di
previsione degli effetti. Parassitismo e parassitoidismo. La lotta
biologica in agricoltura, come utilizzazione del rapporto predatorio.
La rete trofica nelle biocenosi.
Struttura ed evoluzione delle biocenosi: effetti della competizione
tra specie e della predazione
La biodiversità a livello genetico, di comunità e di habitat. Effetti
dell’attività umana sull’ecologia del paesaggio. Ecosistemi ed
agroecosistemi. La biodiversità nella valutazione della qualità
Ore
Lez.
2
4
Ore
Esercit.
Totale Ore
CFU
2
4
4
6
4
6
6
6
2
2
4
4
95
ambientale. Concetti di resistenza e resilienza dei sistemi ecologici..
La popolazione umana e i suoi effetti sulle risorse naturali:
tendenze demografiche nella storia dell’uomo e previsioni.
Antropocentrismo ed ecocentrismo. Valutazione della pressione
antropica sulle risorse e sul territorio: PIL o GIP come indicatori
del progresso? Le tendenze ed i problemi a livello di Ecologia
globale.
La produttività primaria degli ecosistemi. Il ciclo della materia: i
cicli biogeochimici e le alterazioni prodotte dall’uomo. La
funzionalità degli ecosistemi fluviali come indicatore di qualità
ambientale. Problemi di inquinamento dell’aria e dell’acqua.
totale
4
4
4
4
36
36
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione):videoproiettore e lettore di CD didattici (aula di lezione)
Materiale di consumo:CD con le immagini proiettate a lezione da distribuire agli studenti
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: dipartimento di Biologia animale (aula informatica)
• I testi base consigliati per il corso sono: Cunningham et al., Fondamenti di Ecologia,McGrawHill (2004); Cotgreave e
Forseth, Introduzione alla Ecologia. Zanichelli (2004)
• E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: Miller, Scienze
ambientali, EdiSES (2002);
• Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:---
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue: in forma orale
EDUCAZIONE E FORMAZIONE AMBIENTALE
SSD (del Corso):
BIO - 07
Numero codice:
N8066
1. Docenza
Docente: prof. ANNA PERAZZONE
SSD BIO - 05
Dipartimento di BIOLOGIA ANIMALE E
DELL’UOMO
Tel.: 0116704658
Fax: 0112364658
e-mail:[email protected]
Docente: prof.
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Sviluppare consapevolezza rispetto al ruolo e al diverso modo di intendere l’educazione
ambientale. Introdurre il concetto di Sostenibilità ambientale e sociale. Far acquisire competenze
didattiche di base che permettano di formare cittadini e studenti su tematiche ambientali
complesse e controverse e su problemi scienza - tecnologia – società.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
CONOSCENZE BASE DI ECOLOGIA
competenze attese (in uscita)
Competenze didattiche di base
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
ECOLOGIA
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
DIDATTICA DELLE SCIENZE NATURALI
96
Atteggiamento riflessivo e spirito critico rispetto alla relazione uomoambiente e rispetto a problemi ambientali complessi e controversi
TECNICHE DI COMUNICAZIONE E
DIVULGAZIONE NATURALISTICA
Discipline applicate
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 30
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore):
• Esercitazioni in campo (N.ore): 6
• Esercitazioni teoriche (N.ore): 6
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Riflessione sul concetto di ambiente
I modelli di educazione ambientale: diversi approcci
Sistemi ed ecosistemi: dalla città come sistema complesso alla
biosfera come sistema chiuso e finito
Il concetto di sostenibilità ambientale
Dagli indicatori di sostenibilità alle implicazioni sul piano sociale
ed etico
L’identità ecologica
Escursione in un parco naturale regionale: attività didattica
nell’ambiente e incontro con un educatore ambientale
Educazione al futuro e ostacoli al cambiamento
I giochi di ruolo come metodologia didattica per affrontare
tematiche ambientali complesse e controverse
Gli indicatori di qualità per l’educazione ambientale
Totale
Ore
Lez.
Ore
Esercit.
3
6
6
3
3
3
6
3
6
3
30
12
TOTA
CFU
LE
ORE
3
6
6
1/3
2/3
1/3
3
3
1/3
1/3
3
6
1/3
1/3
3
6
1/3
2/3
3
42
1/3
4
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione): lavagna luminosa (o video proiettore), videoregistratore, aula con
postazioni dinamiche per lavori di gruppo
Materiale di consumo: fotocopie di testi e schemi per attività individuali e di gruppo
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso:
•
I testi base consigliati per il corso sono:
MORTARI L., Per una pedagogia ecologica, La Nuova Italia, 2001.
MILLER G. T., Ambiente, risorse, sostenibilità, Piccin, 1997.
• E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:
Schemi e materiale presentato dalla docente a supporto delle lezioni (a disposizione )
• Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
http://www.regione.piemonte.it/ambiente/tutela_amb/edu.htm
http://www.regione.piemonte.it/ambiente/reti/poli.htm
http://labter.unimi.it/
http://labter.unimi.it/hdoc/hdoc2.htm#siti
http://www.crea.liguriainrete.it/index.htm
http://www.minambiente.it/SVS/index.htm
http://www.minambiente.it/SVS/infea/infea.htm
http://ww2.itd.ge.cnr.it/progetti/labnet/index.htm
http://www.wwf.it
http://www.wwf.it/educazione/progettiscuola/calcoloimpronta.asp
97
http://www.legambiente.it/nazionale.htm
http://www.bilancidigiustizia.it/index.php
http://www.issi.it
http://www.arpa.veneto.it/eduamb/default.asp
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue:
Ideazione e strutturazione di un itinerario didattico: presentazione scritta e orale.
Colloquio orale sui temi affrontati durante il corso.
NOME CORSO/ ENTOMOLOGIA
SSD (del Corso):… ……………………
Numero codice:………………………..
1. Docenza
Docente: prof. Pietro Passerin d’Entrèves
SSD BIO05
Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo
Tel.: 011-6704537
Fax:
e-mail: [email protected]
Docente: prof.
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Il corso intende fornire agli studenti le conoscenze di base sulla Classe degli Insetti, attraverso lo studio della diversità delle strutture
delle funzioni.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
CONOSCENZA DI BASE DI SISTEMATICA DEGLI
INVERTEBRATI
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
ZOOLOGIA
competenze attese (in uscita)
Conoscenza della classe degli Insetti
“
“
“
“
“
“
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
ENTOMOLOGIA SISTEMATICA
ECOLOGIA
ENTOMOLOGIA AGRARIA
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 30
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 6
• Esercitazioni in campo (N.ore)
• Esercitazioni teoriche (N.ore):
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Gli Insetti: strutture e funzioni. La diversità morfologica: il
Ore
Lez.
4
Ore
Esercit.
2
Totale Ore
CFU
6
98
tegumento, la colorazione
La segmentazione e le regioni del corpo. Il capo e le sue appendici:
apparati boccali di fabbrica speciale. Il torace, le zampe: arti
modificati. Le ali e le loro modificazioni nei vari ordini di Insetti..
Il sistema muscolare. Il sistema nervoso. Gli organi di senso e la
percezione. Il canale alimentare, la digestione e la nutrizione. Il
sistema respiratorio. Il sistema circolatorio. Gli organi escretori. La
secrezione. Il sistema riproduttore.
La diversità fisiologica: la respirazione in ambiente terrestre,
acquatico, parassitario
La diversità ecologica: gli Insetti minatori; gli Scarabaeoidea
coprofagi.
La socialità negli Insetti: la presocialità e la eusocialità. Isotteri ed
Imenotteri sociali. Il Parassitismo sociale.
totale
12
2
14
5
2
7
4
4
5
5
30
6
36
4
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione): collezione entomologica
Materiale di consumo:
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: fotocopie dei lucidi a richiesta
• I testi base consigliati per il corso sono: DAVIES R.G.: Lineamenti di Entomologia, Zanichelli, Bologna.
• E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: --• Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
http://entomologia.rediris.es/
http://nagypal.net/
http://www.earthlife.net/insects/
http://www.ent.iastate.edu/ImageGallery/
http://www.coleoptera.org/
http://tolweb.org/tree?group=Insecta&contgroup=Hexapoda
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue: prova orale
NOME CORSO/ ETOECOLOGIA
SSD (del Corso):… ……………………
Numero codice:……………………….
.
1. Docenza
Modulo A
Docente: prof. C. Giacoma
Dipartimento di Biologia animale e dell’Uomo
Tel.: 011-670.4767
Fax: 011-670.4767
e-mail: [email protected]
WEB:
http://www.dba.unito.it/pers/giacoma.html
ModuloB
Docente: dott. M. C. Lorenzi
Dipartimento di Biologia animale e dell’Uomo
Tel.: 011-670.4737
Fax: 011-236.4732
e-mail: [email protected]
WEB:
http://www.dba.unito.it/pers/lorenzi.html
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Il corso si propone di fornire agli studenti conoscenze sulla funzione o valore adattativo del comportamento e sui rapporti tra ecologia
comportamento. Il corso mette in relazione le conoscenze zoologiche ed ecologiche in modo da offrire delle chiavi di interpretazione de
comportamento in funzione dell’ambiente nel quale l’animale vive. Il corso fornisce inoltre conoscenze tecniche di base sulle modalità d
raccolta ed elaborazione di dati comportamentali.
Alla fine del corso gli studenti dovranno conoscere: 1) le relazioni tra selezione naturale, ecologia e
comportamento; 2) metodo comparato e metodo sperimentale nello studio del comportamento; 3) gli
99
adattamenti di prede e predatori (come risultato di una coevoluzione); 4) i meccanismi di competizione per
risorse limitate (territorio, partner sessuali); 5) la selezione sessuale e 6) cure parentali e sistemi
riproduttivi
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
Inglese
Conoscenze di base di genetica
Conoscenze di base sui meccanismi di selezione naturale
Conoscenze di biologia generale, zoologia ed ecologia
Modalità riproduttive
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
Lettorato di inglese
Genetica
Genetica, Introduzione alla Biologia
Introduzione alla Biologia, Zoologia generale,
Ecologia
Introduzione alla Biologia, Zoologia generale,
Fisiologia generale
competenze attese (in uscita)
Il valore adattativo del comportamento, il comportamento come
fenotipo. Concetti di territorio, coevoluzione preda-predatore (ospiteparassita), strategie e sistemi riproduttivi, selezione sessuale
Raccolta di dati comportamentali ed elaborazione
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Ecologia applicata, Zoologia II, Parassitologia
Zoologia II, Ecologia applicata
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore):
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore):
• Esercitazioni in campo (N.ore)
• Esercitazioni teoriche (N.ore):
1) lezioni frontali con presentazioni in Power Point e filmati;
2) esercitazioni teoriche: raccolta dati comportamentali da video (anche in lingua inglese), elaborazione
statistica e interpretazione dei dati. Uso di programmi di statistica non parametrica (SPSS).
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Introduzione allo studio del comportamento:i diversi approcci. La
relazione tra geni e comportamento. La funzione del
comportamento: metodo sperimentale e comparato.
La ricerca del cibo e del territorio: la scelta delle prede, la
manipolazione del cibo. Modelli di ottimizzazione e bilanci tra costi
e benefici, tra ricerca del cibo e rischio di predazione, tra difesa
territoriale e condivisione delle risorse.
Le strategie riproduttive maschili e femminili: selezione sessuale,
competizione per l’accoppiamento, scelta femminile
I sistemi riproduttivi: monogamia, poliandria, poliginia
Cure parentali: differenze tra i sessi, riconoscimento della prole
totale
Ore
Lez.
6
Ore
Esercit.
6
4
Totale Ore
CFU
6
6
4
30
4
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione):
Materiale di consumo:
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso:
• I testi base consigliati per il corso sono:
J. Alcock, Animal Behavior, Sinauer Ass. Inc. (7th edition), 2001, traduzione italiana Zanichelli, 2001.
100
J. R. Krebs & N.B. Davies, An introduction to behavioural ecology, Blackwell Scient. Publ., 1993, traduzione italiana
Bollati Boringhieri, 2002.
• E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:
Presentazioni delle lezioni in formato PDF disponibile nell’aula informatica del Dipartimento di Biologia Animale e
dell’Uomo, V. Accademia Albertina, 13.
•
Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come prova orale
NOME CORSO/LABORATORIO FISIOLOGIA
VEGETALE
SSD (del Corso):… … BIO/04………………
Numero codice:………B8517………………..
1. Docenza
Docente: prof. Massimo Maffei
SSD BIO/04
Dipartimento di Biologia Vegetale
Tel.: 011-6705967
Fax: 01-6705962
e-mail: [email protected]
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Il corso si propone di fornire agli studenti le basi fondamentali della fisiologia vegetale, prendendo spunto
dal corso di Botanica che lo precede e utilizzando le conoscenze acquisite nei corsi di Chimica inorganica,
Chimica organica e Biochimica. Il corso parte dallo studio dell’acqua come solvente ideale di nutrienti per
giungere a tematiche importanti quali la fotosintesi, gli ormoni vegetali e la regolazione della fioritura.
L’allievo dovrà essere in grado di: discutere sulle proprietà dell’acqua e del suo ruolo come fondamentale
per la vita dei vegetali; acquisire conoscenze sull’interazione fra luce, acqua ed anidride carbonica;
apprendere il meccanismo biochimico e biofisico della fotosintesi nelle reazioni alla luce e in quelle di
organicazione del carbonio; saper distinguere le varie categorie fotosintetiche (C3, C4, CAM) anche in
relazione alla funzione e morfologia fogliare; comprendere i meccanismi che permettono il passaggio
dall’accrescimento vegetativo a quello riproduttivo.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
CHIMICA DI BASE
NOZIONI DI BASE SULLE MOLECOLE ORGANICHE
ELEMENTI DI BOTANICA (ORGANOGRAFIA)
PRINCIPALI VIE METABOLICHE
CHIMICA INORGANICA E GENERALE
CHIMICA ORGANICA
BOTANICA
CHIMICA BIOLOGICA
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Conoscenza dei processi metabolici delle piante
BIOCHIMICA VEGETALE
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 36 Fisiologia Vegetale
101
•
Esercitazioni di laboratorio (N.ore):
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
INTRODUZIONE AL CORSO - ACQUA E CELLULE
Ore
Lez.
1
Ore
Esercit.
Totale Ore
CFU
VEGETALI
Acqua e Bilancio idrico
Vi Vie di traslocazione e traspirazione
La nutrizione minerale: elementi essenziali, suolo, radici e
fusto
Il Il trasporto di soluti: diffusione e trasporto passivo
Il trasporto di soluti: trasporto attivo
Ruolo delle piante nella biosfera: esobiologia
PRIMO TEST in ITINERE
Pi Le piante geneticamente modificate: aspetti fisiologici e
nutrizionali
LA FOTOSINTESI:CONCETTI GENERALI
La fotosintesi: reazioni alla luce
Esercitazioni pratiche: gruppi 1-2-3-4
La fotosintesi: reazioni alla luce
Esercitazioni pratiche: gruppi 5-6-7-8
La fotosintesi: organicazione del carbonio
LA FOTOSINTESI: ORGANICAZIONE DEL CARBONIO
La fotorespirazione
Principi di Ecofisiologia
Vie di traslocazione del floema
Assimilazione dei nutrienti: azoto
Assimilazione dei nutrienti:altri nutrienti
SECONDO TEST in ITINERE
Piante C3, C4 e CAM
IL FITOCROMO
Metaboliti Secondari delle Piante
Metaboliti Secondari delle Piante
Ormoni vegetali: auxine e gibberelline
Ormoni vegetali:citochinine
Ormoni vegetali: etilene e acido abscissico
Il controllo della fioritura
IIIa PROVA CONCLUSIVA
1
1
2
totale
36
2
1
2
2
1
1
2
1
1
1
1
2
2
2
2
1
1
1
2
1
1
1
4
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione):
Materiale di consumo:
7. Materiale didattico
102
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso:
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: il Laboratorio di Fisiologia Vegetale e Metaboliti Secondari delle Piante
Dipartimento di Biologia Vegetale
•
I testi base consigliati per il corso sono:
Taiz,-Zeiger (M. Maffei) Fisiologia Vegetale, Piccin, 2002
•
•
E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:
Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue:
Durante il corso vengono svolti dei test in itinere (due) e un test conclusivo alla fine del corso. L’esame orale è solo per il
recupero di test in itinere non svolti o su richiesta dello studente. I test sono composti da 30 domande che valgono un punto
ciascuna. Il voto finale è la media dei voti riportati nei tre test.
NOME CORSO/LABORATORIO FISICA CON
LABORATORIO
SSD (del Corso):… ……………………
Numero codice:………………………..
1. Docenza
Docente: prof. Giuseppe Bosia
SSD
Dipartimento di Fisica Generale
Tel.: 0116707452 - 011 8196888
Fax: e-mail: [email protected]
[email protected]
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Il corso di Fisica e’ “di servizio”, ossia propedeutico a corsi successivi più rilevanti al programma del Corso di Laurea.
Il corso si propone pertanto di fornire agli studenti una sommario dei concetti generali della fisica classica che costituisca la base per un
migliore comprensione di corsi successivi.
I fenomeni fisici alla base di processi biologici e fisiologici sono in particolare sottolineati con esempi applicativi ed un libro di testo d
fisica in particolare rivolto a studenti di biologia – scienze naturali sono adottati per un approfondimento delle lezioni.
Il Laboratorio si propone di introdurre gli studenti all’ analisi statistica dei dati, al calcolo degli errori di misura e alla verifica di leggi d
scala. Dopo un breve corso di preparazione Gli studenti svolgono in gruppo (di 4) quattro semplici esperimenti di meccanica, fisica de
fluidi e ottica per un totale di circa 10 ore.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
NOZIONI DI TRIGONOMETRIA PIANA E ANALISI MATEMATICA ELEMENTARE
(FUNZIONI, DERIVATE, INTEGRALI IN UNA E DUE VARIABILI). ELEMENTI DI
RACCOMANDATA LA FREQUENZA DEI PRECORSI DI MATEMATICA ORGANIZZATI AL I
GEOMETRIA ANALITICA
ANNO
Competenze attese (in uscita)
Acquisizione di un livello medio di conoscenza dei principali fenomeni di
fisica classica
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
CHIMICA, MINERALOGIA,FISIOLOGIA…
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 45 ore
103
•
•
•
Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 10 ore
Esercitazioni in campo (N.ore) Nessuna
Esercitazioni teoriche (N.ore): 8 ore
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Introduzione al corso
Meccanica dei corpi rigidi
Statica e dinamica dei fluidi e fenomeni di superficie
Moti periodici, fenomeni ondulatori, acustica
Elementi di struttura della materia
Proprieta’ termiche della materia, termologia termodinamica
Elettrostatica
Correnti continue e reti elettriche
M a g n e to s ta ti c a
Campi elettromagnetici variabili
Propagazione ondulatoria di campi EM
Ottica geometrica e fisica
Fisica moderna
Relativita’
Comportamento ondulatorio e particellare della radiazione
Elementi di Fisica atomica
totale
Ore
Lez.
1
12
4
4
2
4
2
2
2
2
2
6
2
2
2
49
49
LABORATORIO
Lezioni introduttive Elementi di teoria della misura
Analisi statistica dei dati
Teoria e descrizione degli esperimenti
Assistenza in Laboratorio
totale
totale
2
2
4
30
38
38
87
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
• Strumentazione (indicare anche la localizzazione)
Gli esperimenti svolti sono:
a. Misura della costante di elasticita’ di un metallo
b. Misura della viscosita’ di un liquido
c. Misure su banco ottico
d. Misure con reticolo di diffrazione
Nel 2004 le esercitazioni pratiche si sono svolte nei laboratori didattici dei Dipartimenti di Fisica Generale (a e b) e Fisic
Sperimentale (c e d), che si trovano del terzo e secondo piano semi interrato dell’edificio dei Dipartimenti di Fisica in Via P. Giuria
Torino. Gli esperimenti utilizzano personale di assistenza e materiale didattico dei Dipartimenti .
E’ in corso una proposta corso una proposta di acquisizione di esperimenti di laboratorio piu’ direttamente rilevanti al corso.
•
Materiale di consumo: -
7. Materiale didattico
Le lezioni teoriche e propedeutiche al Laboratorio sono effettuate nell’ Aula Magna della Residenza Universitaria, con l’aiuto d
proiezione computerizzata.
Le diapositive proiettate nelle lezioni del corso sono state distribuite a tutti gli studenti che ne hanno fatto richiesta in forma elettronica
sono memorizzate in un folder PDF in titolato “Fisica per Scienze Naturali” sul desktop del computer utilizzato per le lezioni. Nel folde
sono anche contenute le dispense per la preparazione degli esperimenti di Laboratorio.
• I testi base consigliati per il corso sono:
J.W. Kane, M.M. Sternheim, FISICA BIOMEDICA, EMSI ed.
S. Alessio Laboratorio di Fisica (Dispense )
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue:
• Alla fine del corso : un esame scritto, seguito una settimana dopo da un esame orale, per gli studenti che desiderano
migliorare il proprio voto.
104
•
Un esame orale ogni mese consentito.
NOME CORSO FISIOLOGIA GENERALE
SSD (del Corso): BIO/09
Numero codice:……N8024.
1. Docenza
Docente: prof. Renzo Levi
SSD BIO/09
Dipartimento di Biol. Animale e dell’Uomo
Tel.: 0116704670
Fax: 0112364670
e-mail:[email protected]
Docente: prof.
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Fornire i principi fondanti la fisiologia animale ai vari livelli (cellulare, di organo e di organismo)
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
MACROMOLECOLE BIOLOGICHE
ELEMENTI DI FISICA E MATEMATICA
STRUTTURA DELLE CELLE E DEI TESSUTI
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Principi omeostatici e di regolazione e comunicazione cellulare
Funzioni sensoriali e motorie
Funzioni principali (circolazionem, respirazione, escrezione)
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore):36
• Esercitazioni di laboratorio informatico(N.ore): 4
• Esercitazioni in campo (N.ore)
• Esercitazioni teoriche (N.ore):
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Definizioni generali, Principi omeostatici. Comunicazione
cellulare
Trasporti di membrana, soluti e elettrofisiologia
Sistemi nervosi, fisiologia sensoriale
Fisiologia muscolare
Sistemi circolatori e respiratori
Funzioni escretorie e osmoregolatorie
Funzioni digestive
Totale
36
Ore
Lez.
6
Ore
Esercit.
6
8
6
4
4
2
2
2
Totale Ore
CFU
6
6
8
10
6
4
4
2
40
105
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
Aula informatica Via Acc. Albertina 13
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso:
• I testi base consigliati per il corso sono a scelta:
Principi di fisiologia, R.M. Berne e M.N. Levy, Casa Editrice Ambrosiana
Fisiologia Ambientale degli Animali P. Willmer,G.Stone, I. Johnston,Zanichelli
e per riferimento un testo o materiale on-line di biologia cellulare (Alberts
et al., Zanichelli, o Lodish et al., reperibili anche in inglese su Internet)
•
E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: lezioni e
approfondimenti reperibili nel materiale didattico delle aule informatiche di via Acc. Albertina 13
8. Modalità di verifica/esame
scritto (domande chiuse ed aperte) o orale a scelta dello studente
NOME CORSO/LABORATORIO
FISIOLOGIA AMBIENTALE
SSD (del Corso):… Bio09…
Numero codice:………………………..
1. Docenza
Docente: prof. Luca Munaron
SSD Bio09
Dipartimento di Biol. Animale e dell’Uomo
Tel.: 0116704568
Fax:
e-mail: [email protected]
Docente: prof. Renzo Levi
SSD Bio09
Dipartimento di Biol. Animale e dell’Uomo
Tel.: 0116704670
Fax: 0112364670
e-mail: [email protected]
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Il corso si propone di trattare le funzioni dei viventi a livello cellulare ed integrato, e di descriverne gli adattamenti a diverse
condizioni ambientali
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
PRINCIPI DI FISIOLOGIA ANIMALE
FONDAMENTI DI EVOLUZIONE BIOLOGICA
FISIOLOGIA GENERALE
BIOLOGIA EVOLUTIVA DEI
VERTEBRATI
ZOOLOGIA GENERALE
PRINCIPI DI MORFOLOGIA ANIMALE
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Relazioni tra principali variabili ambientali e acclimatazioni e
adattamenti.
FISIOLOGIA EVOLUTIVA
106
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 36
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore):
• Esercitazioni in campo (N.ore)
• Esercitazioni teoriche (N.ore): 6
5. Programma, articolazione e carico didattico (Prof. Munaron)
Argomento
Ore
Lez.
3
Relazione tra viventi e tra viventi e ambiente. Biosfera: flussi
energetici e cicli (azoto, carbonio, fosforo, acqua).
Livelli trofici. Cenni di biologia evolutiva: modelli esplicativi
a confronto.
Adattamento. Vincoli strutturali all’adattamento e caratteri
non adattativi. Convergenza evolutiva.
Metabolismo energetico. Il problema delle dimensioni:
modelli a confronto. Allometrie. Rapporto S/V.
Effetti della temperatura sui processi biologici. Meccanismi di
regolazione della temperatura corporea: criteri di
classificazione degli animali e limiti.
Adattamenti a condizioni ambientali particolari. Stati
metabolici specializzati.
totale
Ore
Esercit.
Totale Ore
CFU
3
3
3
3
2
3
18
2
2
Programma, articolazione e carico didattico (Prof. Levi)
Argomento
Ore
Lez.
2
Vita in ambienti acquatici: viscosità salinità Proprietà di solubilità
dei gas respiratori in acqua e aria.
Respirazione in acqua: branchie. Respirazione in aria: cute e
polmoni. Situazioni differenti: pesci polmonati e riconquista
dell’acqua dei rettili e dei mammiferi.
Apnea e ipossia. Vescica natatoria e osso di seppia. Il
galleggiamento Respirazione degli insetti e altri invertebrati
terrestri.
Ore
Esercit.
Totale Ore
CFU
3
3
3
Meccanismi di controllo osmotico: ruolo di nefridi, sistemi
malpighiani, branchie e reni. Le modalità di escrezione
dell’azoto: considerazioni evolutive. Modalità di accumulo di
sostanze tossiche:
Movimento e locomozione. Elementi di biomeccanica. Costi
energetici della locomozione. Nuoto, volo, corsa. Problemi
relativi alla conquista della terraferma.
Modalità sensoriali: strategie di percezione di onde
meccaniche e elettromagnetiche. Bioluminescenza e
biofluorescenza. Ritmi biologici e fotorecezione. Multiple
evoluzioni della visione cromatica.
totale
18
3
1
4
3
4
2
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione): videoproiettori e aule informatiche presso il Dip. di Biologia
Animale e dell’Uomo, Via Acc. Albertina 13.
107
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso:
I testi base consigliati per il corso sono: Fisiologia ambientale degli animali
Autore: Willmer Pat - Stone Graham - Johnston Jan
Editore: Zanichelli
Schmidt-Nielsen. Animal Physiology. Cambridge Press. V ed.
•
• E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: materiale multimediale
fornito dai docenti disponibile nell’Aula Informatizzata di Via Acc. Albertina 13.
• Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: I siti verranno indicati nel corso delle lezioni insieme ai
programmi di simulazione utilizzati.
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue: Prova orale
NOME CORSO/ GENETICA
SSD (del Corso):… BIO/18
Numero codice:… N8007……………
1. Docenza
Docente: prof. Carlo Alberto Robotti
SSD: BIO/18
Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo
Tel.: (011) 670.4514
Fax: (011) 670.4508
e-mail: [email protected]
Docente: prof.
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Il corso si propone di illustrare i meccanismi della trasmissione dei caratteri.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
CONOSCENZE DI BASE DI BIOLOGIA, MATEMATICA, CHIMICA
MATEMATICA, CHIMICA
Competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Capacità di interpretare i meccanismi della trasmissione dei
caratteri.
GENETICA DI POPOLAZIONI,
EVOLUZIONE
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N. ore): 36
• Esercitazioni di laboratorio (N. ore):
108
•
•
Esercitazioni in campo (N. ore):
Esercitazioni teoriche (N. ore): incluse in lezioni frontali
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
- 1. La Genetica. Il codice genetico: decifrazione, proprieta',
evoluzione. Regolazione dell'attivita' genica nei procarioti
(operone lac e operone trp) e negli eucarioti. Genetica dei batteri:
trasformazione, coniugazione, trasduzione, mappatura del
cromosoma. Fagi: morfologia, ciclo litico e lisogenico, integrazione
e distacco dal cromosoma batterico. Maturazione mRNA nella
cellula eucariote. Mitosi e meiosi.Morfologia e funzionalita' dei
cromosomi. Analisi dei cariotipi. Genetica mendeliana. Genotipo e
fenotipo. Dominanza. Geni legati al sesso. Alberi genealogici. Il
test del chi quadrato. Alleli letali. Allelia multipla. Le interazioni
tra geni. L'inattivazione del cromosoma X nei mammiferi. La
ricombinazione intergenica. Il crossing over. La ricombinazione
intragenica. La ricombinazione illegittima (gli elementi
trasponibili). Metodi di mappatura. Mutazioni geniche:
generalita'. Le mutazioni cromosomiche. Le mutazioni genomiche.
Gli agenti mutageni chimici. Gli agenti mutageni fisici. Legge di
Hardy-Weinberg. Effetti dei vari tipi di selezione naturale sulle
frequenze geniche. Conseguenze dello scostamento dalla
panmissia. Conseguenze della deriva genica..
totale
Ore
Lez.
36
Ore
Esercit.
36
Totale
Ore
CFU
36
4
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione): lavagna luminosa, proiettore dia
7. Materiale didattico
I testi base consigliati per il corso sono:
• SUZUKI,GRIFFITHS,MILLER,LEWONTIN – GENETICA, PRINCIPI DI ANALISI FORMALE ED. ZANICHELLI
• WILSON,BOSSERT -INTRODUZIONE ALLA BIOLOGIA DELLE POPOLAZIONI -ED. PICCIN
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue: esame orale finale a domande aperte
NOME CORSO GEOCHIMICA
SSD (del Corso): GEO/08
Numero codice:
1. Docenza
Docente: prof. RUBBO MARCO
SSD GEO/08
Dipartimento di Scienze Mineral. e Petrol.
Tel.: 0116705127
Fax: 0116707128
e-mail: [email protected]
Docente: prof.
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
109
INTRODUZIONE ALLA GEOCHIMICA, UN SEMPRE PIÙ IMPORTANTE SETTORE DELLE SCIENZE DELLA TERRA. POICHÈ LA
GEOCHIMICA È DIVENTATA PIÙ QUANTITATIVA, UN PRIMO OBBIETTIVO È FORNIRE, IN FORMA ELEMENTARE, IL LINGUAGGIO
TERMODINAMICO DELLA GEOCHIMICA MODERNA.
TALE LINGUAGGIO SARÀ QUINDI USATO PER FORMARE UN INTERESSE ED UNA SENSIBILITÀ ALL'APPLICAZIONE DELLA
GEOCHIMICA A PROBLEMI GEOLOGICI ED AMBIENTALI. TALE ATTITUDINE È UTILE SIA PER GLI STUDENTI DI TECNOLOGIE
AMBIENTALI, SIA PER GLI STUDENTI DELL’INDIRIZZO DIDATTICO.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
NOZIONI DI BASE DI CHIMICA, FISICA, MINERALOGIA E DI
CORSI DI MATEMATICA, FISICA,
CHIMICA, MINERALOGIA
CALCOLO ELEMENTARE
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Conoscenza dei principali processi geochimici in ambienti
superficiali, nozioni elementari di termodinamica
MINERALOGENESI ED
INSEGNAMENTI/LABORATORI DI
INDIRIZZO MINERO-PETROLOGICO
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 24
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore):
• Esercitazioni in campo (N.ore)
• Esercitazioni teoriche (N.ore): 12
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Ore
Lez.
12
Ripasso dei principali argomenti di chimica generale e nozioni
elementari di termodinamica
Alterazione,sistemi colloidali, argille e suoli
totale
Ore
Esercit.
12
Totale Ore
CFU
24
2.7
12
1.3
12
24
12
36
4
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione):
Materiale di consumo:
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso:
• I testi base consigliati per il corso sono:
K.B.KRAUSKOPF E D.K.BIRD INTRODUCTION TO GEOCHEMISTRY, MCGRAW-HILL NEW YORK 1995.
•
•
E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:
Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue: esame orale
110
NOME CORSO/LABORATORIO
GEOGRAFIA CON LABORATORIO
SSD (del Corso):… …………
Numero codice:…N8008……..
1. Docenza
Docente: prof. Michele MOTTA
SSD
Dipartimento di Scienze della Terra
Tel.: 0116705115
Fax: 0116705155
e-mail: [email protected]
Docente: prof.
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Conoscenza dei processi fondamentali geografico-fisici responsabili del modellamento dell
superficie terrestre e della dinamica dei processi geomorfologici.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
CONOSCENZA GEOGRAFICO-FISICA DI BASE
(SCUOLE MEDIE E SUPERIORI)
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Conoscenza dei processi fondamentali di modellamento della
superficie terrestre
Conoscenza della dinamica fondamentale dei processi
gemorfologici
GEOLOGIA, BOTANICA GENERALE
CONSERVAZIONE DELLA NATURA E
SUE RISORSE, RILEVAMENTO
GEOLOGICO, CLIMATOLOGIA,
ECOLOGIA APPLICATA,
PALEOECOLOGIA
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 36
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 30
• Esercitazioni in campo (N.ore): 4
• Esercitazioni teoriche (N.ore): 2
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Il bilancio termico terrestre: cause astronomiche ed effetti sui
gradienti di temperatura di suolo, aria e laghi.
Cenni di fisica dell'atmosfera.
Circolazione generale dell’atmosfera.
Ore
Lez.
2
2
2
Ore
Esercit.
Totale Ore
CFU
2
2
2
111
Processi eolici.
La degradazione superficiale delle rocce.
Concetti di base della geomorfologia.
I processi di modellamento delle forme carsiche.
I rapporti fra clima e modellamento dei paesaggi carsici.
Processi gravitativi.
Processi fluviali.
Principi di nivologia.
Processi valanghivi.
Dinamica dei ghiacciai.
Genesi dei depositi glaciali.
Processi crionivali.
Cause e effetti del moto ondoso.
Cause astronomiche delle maree; effetti delle maree e delle
altre oscillazioni del livello del mare.
Processi di erosione, trasporto e sedimentazione costieri.
Cartografia
totale
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
4
4
4
2
24
36
36
2
2
2
2
2
2
2
6
6
2
6
2
2
2
2
24
6
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione):Proiettore lucidi (in aula), proiettore diapositive (Aula Piazza
Cavour), Sonda penetrometrica e materiale per analisi nivostratigrafiche (Dip. Scienze della Terra), GPS, bussole
goniometriche (Dip. Scienze della Terra).
Materiale di consumo: Tavolette IGM, ciottoli di vari ambienti geomorfologici
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso:
• I testi base consigliati per il corso sono: appunti
E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:
A. Biancotti - Corso di Geografia Fisica. 2 volumi.
Strahler & Strahler - Modern Geography Physics. Wiley.
In caso di forti lacune nella conoscenza geografico-fisica di base, si consiglia la lettura di:
Crotta, Motta & Motta - Geosistema. De Agostini.
S. Marshak – La Terra ritratto di un pianeta. Zanichelli.
Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: www.agsp.it
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue: Prova orale.
NOME CORSO: GEOLOGIA
SSD (del Corso): GEO 02
Numero codice: N8019
1. Docenza
Docente: prof. Pierangelo CLARI
SSD: GEO 02
Dipartimento di Scienze della Terra
Tel.: 011-5628928
Fax: 011-530652
e-mail: [email protected]
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Il corso si propone di fornire allo studente i concetti fondamentali della Geologia con particolare riguardo alle relazioni fra la tettonic
delle placche e la formazione delle rocce e delle catene montuose. prendendo per quanto possibile come riferimento le Alpi occidentali.
112
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
NOZIONI BASE SU MINERALI E ROCCE
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
MINERALOGIA, LABORATORIO DI
GEOLOGIA 1,
Petrografia e laboratorio di Petrografia
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Conoscenze sui concetti fondamentali delle della Geologia e sulla
struttura delle Alpi occidentali e la loro evoluzione
LABORATORIO DI GEOLOGIA I,
GEOLOGIA AMBIENTALE
RILEVAMENTO GEOLOGICO
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 36
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore):
• Esercitazioni in campo (N.ore):
• Esercitazioni teoriche (N.ore):
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Età della Terra, nascita del concetto di tempo geologico,
Principi di datazione relativa ed assoluta, Principi di
stratigrafia e nascita della scala cronostratigrafica
Caratteristiche del Pianeta Terra, Struttura della Terra:
Dinamica crostale e Tettonica delle placche Hot spot
Ore
Lez.
4
Ore
Esercit.
Totale Ore
CFU
0,4
9
Cenni su tipi e geometrie dei corpi magmatici effusivi ed
14
intrusivi. Cenni sulle caratteristiche e sulle geometrie dei corpi
rocciosi metamorfici. Principi di stratigrafia e geometrie dei
corpi rocciosi sedimentari, strutture sedimentarie
Deformazione fragile e duttile delle rocce: Tipi e nomenclatura
5
delle faglie, tipi e nomenclatura delle pieghe
Cenni sulla struttura e sull,’evoluzione delle Alpi occicentali
4
totale
36
1
1,5
0,6
0,5
4
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione):
Materiale di consumo:
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: Dipartimento di Scienze della Terra
• I testi base consigliati per il corso sono: dispense e appunti forniti dal docente
• E’ consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:PRESS & SIEVER ( 1997) PRESS &
SIEVER ( 1997) CAPIRE LA TERRA ZANICHELLI ED
MARSHAK S. (2004) LA TERRA RITRATTO DI UN PIANETA ZANICHELLI ED
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue:
Prova scritta facoltativa preliminare all’ esame orale
113
NOME CORSO
GEOLOGIA AMBIENTALE 1
SSD (del Corso): GEO/04
Numero codice N8021
1. Docenza
Docente: prof. Luciano MASCIOCCO
SSD: GEO/05
Dipartimento di Scienze della Terra
Tel.: 011-6705112
Fax: 011-6705146
e-mail: [email protected]
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Acquisire nozioni teorico-pratiche sulla gestione del rischio geologico e in particolare sulla
valutazione della pericolosità geologica, sulla normativa relativa e sui provvedimenti per la
sua mitigazione. Fornire informazioni sul rischio di inquinamento delle risorse idriche.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
Conoscenza dei principi di geologia generale, petrografia,
geomorfologia.
competenze attese (in uscita)
Capacità di reperimento dei dati relativi ai parametri della
pericolosità geologica. Capacità di elaborare tali dati in
carte di pericolosità geologica.
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali: N. 36 ore.
• Esercitazioni di laboratorio: N. 0 ore.
• Esercitazioni in campo:N. 0 ore.
• Esercitazioni teoriche: N. 0 ore.
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
La Geologia ambientale. Il concetto di rischio geologico
Rischi legati a fenomeni endogeni (sismico, vulcanico)
Rischi legati alle piogge (erosione, inondazioni, frane)
RISCHIO DI INQUINAMENTO DELLE RISORSE IDRICHE
totale
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
PETROGRAFIA , GEOLOGIA,
GEOMORFOLOGIA.
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
INSEGNAMENTI DI EVENTUALE
LAUREA SPECIALISTICA POICHÉ
IL CORSO SI SVOLGE AL TERZO
ANNO.
Ore
Lez.
9
9
9
9
36
Ore
Totale Ore
Esercit.
9
9
9
9
36
CFU
1
1
1
1
4
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione):Lavagna luminosa (aula).
Materiale di consumo:Lucidi e carta per fotocopie, cancelleria.
114
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso copisteria.
•
•
•
I testi base consigliati per il corso sono: dispense del docente.
E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:
GIUSEPPE GISOTTI, MARCELLO BENEDINI:”IL DISSESTO IDROGEOLOGICO”. CAROCCI, 2000;
GIUSEPPE BENINI:”SISTEMAZIONI IDRAULICO-FORESTALI”. UTET, 1990.
Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: www.ingrm.it; www.adbpo.it.
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue: Discussione su tre argomenti del programma.
NOME CORSO/LABORATORIO: GEORISORSE
SSD (del Corso):
GEO/09
Numero codice:
N8105
1. Docenza
Docente: prof. Piergiorgio Rossetti
SSD GEO/09
Dipartimento di Scienze Mineralogiche e
Petrologiche
Tel.: 011 6705174
Fax: 011 6705128
e-mail: [email protected]
2. Finalità (obiettivi di apprendimento): fornire le conoscenze di base relative a tipologia e distribuzione delle risorse naturali oggetto d
estrazione; analizzare le problematiche relative all’impatto dell’attività estrattiva sull’ambiente naturale.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
NOZIONI DI BASE DI MINERALOGIA (GENERALE E SISTEMATICA);
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
MINERALOGIA CON LABORATORIO
RICONOSCIMENTO MACROSCOPICO DEI PRINCIPALI MINERALI
DELLE ROCCE
CONCETTI FONDAMENTALI DI GEOLOGIA E DEI PROCESSI
GEOLOGICI; CLASSIFICAZIONE DELLE ROCCE E
RICONOSCIMENTO MACROSCOPICO DEI PRINCIPALI LITOTIPI
NOZIONI DI BASE DEI PRINCIPI DI CLASSIFICAZIONE DELLE
ROCCE E DEI PRINCIPALI PROCESSI PETROGENETICI; PRINCIPI
FONDAMENTALI PER LO STUDIO DELLE ROCCE ALLA SCALA
MICROSCOPICA E RELATIVA APPLICAZIONE
competenze attese (in uscita)
GEOLOGIA, LABORATORIO DI
GEOLOGIA I E II, PETROGRAFIA CON
LABORATORIO
PETROGRAFIA CON LABORATORIO,
LABORATORIO DI GEOLOGIA I
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Conoscenze di base sulla distribuzione delle risorse minerali nella
crosta terrestre
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 28
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 5
• Esercitazioni in campo (N.ore): 8
115
•
Esercitazioni teoriche (N.ore): 6
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Le risorse naturali non rinnovabili: definizione, possibili
classificazioni ed analisi dell’importanza delle materie prime nella
storia passata e contemporanea. I giacimenti come prodotto della
evoluzione geodinamica della crosta terrestre: principali
meccanismi geologici che possono favorire la concentrazione dei
vari tipi di materie prime.
Risorse minerali e impatto ambientale: principali metodi di
estrazione e trattamento dei minerali e possibile impatto
sull’ambiente. I problemi relativi allo stoccaggio di materiali
radioattivi.
Analisi macroscopica di campioni provenienti da vari tipi di cave e
miniere; riconoscimento macroscopico di fasi metalliche e analisi
dei caratteri strutturali delle mineralizzazioni.
I caratteri microscopici delle mineralizzazioni: cenni sui principi
della microscopia in luce riflessa per il riconoscimento delle fasi
metalliche; individuazione e caratterizzazione in microscopia in
luce trasmessa delle inclusioni fluide (in fasi idrotermali).
Principali metalli e minerali industriali oggetto di coltivazione
mineraria: nozioni relative all’impiego dei singoli materiali e cenni
su tipologia e distribuzione delle concentrazioni utili.
Esercitazione didattica sul terreno: visita a situazioni di reale o
potenziale interesse per l’attività estrattiva
totale
Ore
Lez.
14
Ore
Esercit.
Totale Ore
CFU
14
1.5
6
0.7
5
5
0.3
6
6
0.3
8
0.9
8
0.3
6
8
8
28
19
47
4
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Lavagna Luminosa; Videoproiettore collegato a PC di postazione
docente (Aula Curti, Palazzo Campana). Per alcune esercitazioni – su più turni - di microscopia in luce riflessa viene
inoltre utilizzato un microscopio a riflessione ubicato nel Laboratorio di Microscopia I presso il Dipartimento di
Scienze Mineralogiche e Petrologiche.
•
Materiale di consumo: collezione di campioni macroscopici e di sezioni lucide di mineralizzazioni messa a
disposizione dal Docente.
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso:
• Il testo base consigliato per il corso è: CRAIG, VAUGHAN & SKINNER, Resources of the Earth. Origin, Use, and
Environmental Impact. Prentice Hall 1996
• E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: EVANS, Ore Geology
and Industrial Minerals. An Introduction. IIIrd Ed., Blackwell Scientific Publications, Oxford, 1993
• Il docente mette inoltre a disposizione su CD tutto il materiale utilizzato durante le elezioni e le esercitazioni
• Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: http://minerals.usgs.gov/minerals/pubs/myb.html
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue: prova orale.
116
NOME CORSO/ IGIENE AMBIENTALE
SSD (del Corso): MED/42
Numero codice:
1. Docenza
Docente: prof. Roberto Bono
SSD MED/42
Dipartimento di Sanità Pubblica e di
Microbiologia
Tel.: 011 670 5818
Fax: 011 236 5818
e-mail: [email protected]
Docente: prof.
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Il corso si propone di fornire agli studenti elementi utili alla comprensione del rapporto ambiente di
vita e salute umana. Tale rapporto viene studiato partendo dalla conoscenza delle nozioni riguardanti i
fattori di rischio (o le cause) chimici, fisici e biologici che, distribuiti nell’ambiente, sono in grado di
determinare il livello quantitativo e qualitativo della salute. A questo scopo sarà evidenziata la necessità
dell’utilizzo di indicatori che possano descrivere compiutamente i livelli quali-quantitativi ed i rapporti tra
i due aspetti: ambiente e salute. Saranno forniti a tale scopo elementi per la conoscenza delle migliori
tecniche di indagine e degli strumenti epidemiologici necessari per le analisi dei risultati.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
CHIMICA DI BASE
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
CHIMICA GENERALE, INORGANICA E
ORGANICA
ECOLOGIA
IGIENE
ECOLOGIA
FONDAMENTI DI IGIENE
competenze attese (in uscita)
Conoscenza dei determinanti ambientali di salute e di malattia.
Capacità di analizzare i problemi ambientali con riferimento alla
prevenzione primaria della salute umana.
Conoscenza del significato e delle applicazioni epidemiologiche degli
indicatori ambientali e biologici in campo umano
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
I CORSI DELLE LAUREE
SPECIALISTICHE DI BIOLOGIA
I CORSI DELLE LAUREE
SPECIALISTICHE DI BIOLOGIA
I CORSI DELLE LAUREE
SPECIALISTICHE DI BIOLOGIA
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in: lezioni frontali utilizzando presentazioni e collegamenti in rete per
l’esemplificazione delle potenzialità di indagine presenti nel WEB: banche dati, medline, micromedex,e per l’esecuzione della
ricerca bibliografica in rete tramite l’accesso a lavori full-text.Viene lasciato ampio spazio al confronto diretto e personale con
gli studenti; per questo motivo la frequenza è fortemente consigliata.
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
GENERALITA’: il sistema ambientale e lo stato di salute delle
popolazioni: le variabili ambientali, occupazionali ed
Ore
Lez.
4
Ore
Esercit.
Totale Ore
CFU
117
individuali.
ARIA. La contaminazione atmosferica ed i suoi effetti
sull’uomo e sull’ambiente. Fonti di inquinamento dell'aria e
principali inquinanti. Dinamiche, destino ed effetti degli
inquinanti atmosferici. Cenni di legislazione nazionale e
internazionale.
Gli studi epidemiologici sul tema aria e salute: gli strumenti di
indagine ambientale e biologica sull’uomo La contaminazione
chimica e biologica dell’aria degli ambienti confinati. Cenni di
legislazione.
ACQUA Indicatori di inquinamento. I parametri chimici e
batteriologici ed il loro significato nel formulare il giudizio di
un'acqua. Infezioni idrodiffusibili. Tecniche di
potabilizzazione. Legislazione.
LE ABITUDINI VOLUTTUARIE. Il fumo di tabacco: la
composizione, i consumi, l'esposizione passiva, i marker
biologici. Il consumo di alcol e gli effetti sulla salute
IL PROCESSO DI VALUTAZIONE E GESTIONE DEI RISCHI
AMBIENTALI. Generalità, identificazione, stima, valutazione,
gestione del rischio. Gli indicatori ambientali e biologici (di
esposizione e di dose) – metodi per la misura del rischio e
l'estrapolazione all'uomo. Identificazione e percezione del
rischio.
EPIDEMIOLOGIA AMBIENTALE. Esempi ed applicazioni
(studi ecologici, trasversali, caso controllo, sperimentali)
relativi ai provvedimenti di prevenzione primaria
sull’ambiente: misure di frequenza, misure di associazione e
rapporto causa-effetto. Disegni degli studi epidemiologici ed
analisi dei risultati
TOTALE
6
6
4
4
4
4
32
4
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione):PC collegato a proiettore. Aula Dip. Di Sanità Pubblica e di
Microbiologia. Via Santona 5 bis. Torino
Materiale di consumo:
7. Materiale didattico
I testi base consigliati per il corso sono: IGIENE, Checcacci, Meloni, Pelissero, Casa Editrice Ambrosiana, Milano
ELEMENTI DI METODOLOGIA EPIDEMIOLOGICA, Signorelli. Società Editrice Universo, Roma.
Saranno inoltre messi a disposizione i testi delle leggi più importanti nel campo dell’Igiene ambientale.
E’ fortemente consigliato, infine, l’utilizzo del materiale bibliografico fornito dal docente
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge , di norma, come segue: prova scritta che sarà svolta sottoforma di quiz a risposta multipla o domande con
risposta aperta. Su richiesta, approfondimento orale. Saranno inoltre tenute in considerazione l’attenzione e l’interazione che
gli studenti sapranno dimostrare durante il corso.
NOME CORSO
ISTITUZIONI DI MATEMATICHE
SSD (del Corso): MAT/01-09
Numero codice N8010
1. Docenza
Docente: prof. Margherita Roggero
SSD MAT/02
Docente: prof. Sergio Console
SSD MAT/03
Dipartimento di Matematica
118
Dipartimento di Matematica
Tel.: 0116702911
Fax: 0116702878
e-mail: [email protected]
Tel.: 0116702931
Fax: 0116702878
e-mail: [email protected]
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Il corso si propone di fornire agli studenti:
• i concetti fondamentali del calcolo differenziale ed integrale per le funzioni di una variabile, con particolare
riguardo alle applicazioni per le scienze naturali (modelli matematici continui e tempo-discreti).
• (I concetti di base di calcolo delle probabilità.)
L’allievo dovrà essere in grado di:
• conoscere le proprietà ed i grafici delle funzioni elementari;
• risolvere le equazioni e disequazioni che coinvolgono le funzioni elementari;
• studiare analiticamente una funzione di una variabile, con particolare riguardo al suo comportamento agli
estremi del dominio ed alla ricerca degli asintoti e degli estremi;
• saper calcolare un integrale utilizzando i più comuni metodi di integrazione;
• saper risolvere semplici equazioni differenziali ordinarie ed applicare i risultati allo studio di modelli
matematici.
• (saper schematizzare e risolvere semplici problemi stocastici.)
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
NOZIONI DI ARITMETICA, ALGEBRA, GEOMETRIA E
TRIGONOMETRIA; IN PARTICOLARE: SAPER MANIPOLARE
CORRETTAMENTE LE ESPRESSIONI ALGEBRICHE, SAPER
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
MATEMATICA DELLA SCUOLA
MEDIA SUPERIORE
RISOLVERE EQUAZIONI E SISTEMI DI PRIMO E SECONDO
GRADO, CONOSCERE GLI ELEMENTI DELLA GEOMETRIA
ANALITICA DEL PIANO.
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Saper studiare analiticamente una funzione una funzione di una TUTTI I CORSI DI CARATTERE
variabile. Saper riconoscere e studiare semplici modelli CHIMICO, FISICO, NATURALISTICO
matematici e stocastici.
CHE
UTILIZZANO
QUESTE
NOZIONI.
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 36
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 4
• Esercitazioni in campo (N.ore)
• Esercitazioni teoriche (N.ore): 32
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Funzioni di una variabile. Nozioni fondamentali sulle
funzioni reali di variabile reale. Proprietà e grafici delle
funzioni elementari. Equazioni e disequazioni. Successioni.
Ore
Lez.
9
Ore
Esercit.
9
Totale Ore
CFU
18
119
Cenni sui modelli matematici discreti Elementi di calcolo
delle probabilità: calcolo combinatorio e definizione classica
di probabilità.
Calcolo vettoriale e geometria analitica. Vettori nel piano e nello
spazio. Prodotto scalare. Rette, circonferenze, coniche. Sistemi
lineari e matrici.
5
5
10
Limiti. Concetto di limite, continuità, forme indeterminate.
Studio di una funzione agli estremi del dominio e ricerca
degli asintoti.
Derivate e applicazioni. Nozione di derivata, suo significato
geometrico e regole di derivazione. Ricerca di massimi,
minimi. Differenziale di una funzione e sviluppi di Taylor
Integrali. Integrali definiti ed indefiniti; principali metodi di
integrazione, calcolo di aree.
Equazioni differenziali. Equazioni e sistemi di equazioni
differenziali del primo ordine. Applicazioni allo studio di
modelli matematici (crescita di una popolazione isolata,
modello preda-predatore).
5
5
10
7
7
14
5
5
10
5
5
10
Tot.
2 lez.
1 eserc.
totale
36
36
72
4 lez.
2 eserc.
=6
Tot.
2 lez.
1 eserc.
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
Sono previste alcune esercitazione al computer in laboratorio con il software Maple.
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: http://www.dm.unito.it/personalpages/console/SNat.html
• I testi base consigliati per il corso sono:
Matematica I di Naldi-Pareschi-Aletti (McGraw Hill)
Oppure
Matematica per discipline biomediche di Villani (McGraw Hill)
Oppure
Matematica zero di Roggero-Ferrarese (Masson)
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue: Esame scritto e successiva prova orale
NOME CORSO
LABORATORIO DI BIOLOGIA EVOLUTIVA DEI
VERTEBRATI
SSD (del Corso): BIO06
Numero codice: 8031
1. Docenza
Docente: Dott. Paolo Peretto
SSD BIO06
Dipartimento di BIOLOGIA ANIMALE E
DELL’UOMO
Tel.: 0116704673
Fax: 0116704692
e-mail: [email protected]
120
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Il corso di Laboratorio di Biologia dei Vertebrati ha un indirizzo tecnico-applicativo e si propone di fornire le conoscenze
necessarie per il riconoscimento dei principali vertebrati caratterizzanti la Regione italiana settentrionale continentale.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
BASI DI ZOOLOGIA GENERALE E SISTEMATICA, ECOLOGIA,
ZOOLOGIA GENERALE
BIOLOGIA EVOLUTIVA DEI VERTEBRATI
ZOOLOGIA SISTEMATICA
ECOLOGIA
ECOLOGIA VEGETALE
BIOLOGIA EVOLUTIVA VERTEBRATI
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Identificazione dei principali vertebrati italiani
ANATOMIA COMPARATA
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
una serie di esercitazioni, ciascuna della durata di circa 2 h, in cui gli studenti sono guidati, tramite l’utilizzo di chiavi
dicotomiche, all’analisi di campioni rappresentativi delle diverse classi di vertebrati (circa 90 specie conservate in vaso o in
pelle). Sono inoltre previsti interventi, in forma di seminari, di ricercatori specializzati provenienti dall’Ateneo di Torino e da
musei e parchi regionali e nazionali.
•
•
•
•
Lezioni frontali (N.ore):
Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 18
Esercitazioni in campo (N.ore)
Esercitazioni teoriche (N.ore): 18
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Utilizzo delle chiavi dicotomiche e riconoscimento di ciclostomi
e osteitti
Riconoscimento osteitti
Seminario pesci
Riconoscimento specie anfibi
Riconoscimento specie anfibi
Seminario anfibi
Riconoscimento specie rettili
Riconoscimento specie rettili
Seminario rettili
Riconoscimento specie uccelli
Riconoscimento specie uccelli
Seminario uccelli
Riconoscimento specie mammiferi
Seminario mammiferi
Seminario museologia
totale
Ore
Lez.
Ore
Esercit.
2
Totale Ore
2
3
2
2
3
2
2
3
2
2
3
2
3
3
15
CFU
2
36
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione): microscopi binoculari, lenti, pinzette (Laboratorio morfologia)
Materiale di consumo: carta assorbente, alcol.
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso il laboratorio
I testi base consigliati per il corso sono: Guida al riconoscimento dei più comuni vertebrati dell’Italia nord-occidentale.
Quaderno di appunti in forma di chiavi dicotomiche reperibile da Cortina.
121
• E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:
Tutte le guide per il riconoscimento dei vertebrati possono essere utilizzate come materiale d’appoggio in particolare
viene suggerito:
ERPETOLOGIA DEL PIEMONTE E DELLA VALLE D’AOSTA, ATLANTE DEGLI ANFIBI E DEI RETTILI (F. ANDREONER. SINDACO, MUSEO REGIONALE DI SCIENZE NATURALI TORINO)
L’AVIFAUNA DELLA CITTA’ DI TORINO: ANALISIECOLOGICA E FAUNISTICA (MAFFEI ET AL., 2001; MUSEO
REGIONALE DI SCIENZE NATURALI TORINO)
LES OISEAUX D’EUROPE, ROCHE J.C, ROCKER F., EDITION SITTELLE (CD-ROM)
GUIDA AGLI UCCELLI D’EUROPA, R.. PETERSON, G. MOUNTFORT, P.A.D. HOLLUM, MUZZIO EDITORE, 1983.
• Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
http://www.herp.it/index.htm
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue:
riconoscimento, mediante chiavi dicotomiche, di alcuni esemplari di vertebrati.
NOME CORSO
BOTANICA GENERALE CON LABORATORIO
Modulo Laboratorio
SSD: BIO 01
Numero codice: N8001
1. Docenza modulo Laboratorio
Docente: prof. Elena Martino
Docente: prof. Paola Bonfante
SSD BIO 01
Dipartimento di Biologia Vegetale
Tel.: 011 6705986
Fax: 011 6705962
e-mail: [email protected]
SSD BIO 01
Dipartimento di Biologia Vegetale
Tel.: 011 6705965
Fax: 011 6705962
e-mail: [email protected]
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Il corso si propone di fornire agli studenti del primo anno una preparazione biologico-vegetale di base, con particolare riguardo all
morfologia ed all’anatomia vegetale
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
CONOSCENZA DELLE CARATTERISTICHE GENERALI DEGLI
ORGANISMI VEGETALI E DELL’ORGANIZZAZIONE DELLA
BOTANICA GENERALE
CELLULA VEGETALE
BASI FISICO-CHIMICHE DEGLI ORGANISMI VIVENTI
CHIMICA GENERALE, CHIMICA
ORGANICA, FISICA
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Conoscenza approfondita della morfologia e dell’anatomia vegetale
BOTANICA SISTEMATICA,
FISIOLOGIA VEGETALE
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 9
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 12
• Esercitazioni in campo (N.ore)
• Esercitazioni teoriche (N.ore): 6
122
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Presentazione della cellula e dei tessuti vegetali. Tessuti
parenchimatici: di riserva, aerifero, fotosintetico, acquifero.
Tessuti tegumentali: cellule banali, stomi, tricomi, litocisti.
Tessuti meccanici: collenchima e sclerenchima. Tessuti
secernenti: secrezione esterna/interna. Tessuti di conduzione.
Organizzazione dei fasci di conduzione.
Radice in struttura primaria: funzioni, struttura, modelli di
organizzazione nelle monocotiledoni e nelle dicotiledoni,
formazione delle radici laterali, radici specializzate (radici
tuberizzate, radici di orchidee epifite, pneumatofori, radici
contrattili, radici avventizie, austori).
I tessuti e gli organi della riproduzione sessuale. Il ciclo vitale
delle piante terrestri. Le strutture riproduttive delle
Gimonosperme: strobili maschili e femminili. Le strutture
riproduttive delle Angiosperme: organizzazione del fiore,
fecondazione, sviluppo dell’embrione e formazione del seme,
tipi di frutti
Fusto in struttura primaria: funzioni, struttura, modelli di
organizzazione nelle mono- e nelle dicotiledoni. Fusto e radice
in struttura secondaria: attività, struttura e funzionamento del
cambio cribro-vascolare e del cambio subero-fellodermico.
Descrizione dei tessuti secondari: xilema e floema secondari,
periderma.
La foglia: funzioni, struttura ed organizzazione. Formazione
delle foglie. Tipi di foglie: foglia dorsoventrale, foglia
equifacciale, foglia unifacciale, foglia centrica. Adattamenti
delle foglie a particolari condizioni ambientali: xerofite,
idrofite, foglie con fotosintesi C4, foglie di sole e foglie d'ombra.
totale
Ore
Lez.
1.5
Ore
Esercit.
3
Totale Ore
CFU
4.5
0.33
1.5
3
4.5
0.33
1.5
3
4.5
0.33
1.5
3
4.5
0.33
1.5
3
4.5
0.33
1.5
3
4.5
0.33
9
18
27
2
6. Materiale per lezioni ed esercitazioni:
•
•
Strumentazione: microscopi ottici (Dipartimento di Biologia Vegetale)
Materiale di consumo: vetrini portaoggetto, vetrini coprioggetto, lamette, pipette di plastica, pinzette, coloranti (Lugol,
fluoroglucina)
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso:
•
I testi base consigliati per il corso sono:
Mauseth, Botanica, Fondamenti di Biologia delle Piante, Edizione Italiana, Nuova Editoriale Grasso
Speranza-Calzoni, Struttura delle piante in immagini Ed. Zanichelli
Gerlach-Lieder, Atlante di Anatomia Vegetale Ed. Muzzio
CD con i files delle lezioni e dei preparati di anatomia vegetale (già disponibili all’inizio del corso presso l’aula informatica
del Dipartimento di Biologia Animale)
•
E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:
•
Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
http://www.bioveg.unito.it/atlante/
http://www.atlantebotanica.unito.it/
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue: prova scritta che consiste nel riconoscimento di diapositive di preparati
anatomici, riconoscimento di grafici e schemi di strutture vegetali (rigorosamente corrispondenti a quelli che ci sono sul
CD ed illustrati a lezione), domande a scelta multipla e domande aperte.
Gli studenti sono invitati a iscriversi anche via e-mail al test .
123
I risultati sono affissi in bacheca e messi sul sito del dipartimento.
NOME CORSO LABORATORIO DI ECOLOGIA
SSD (del Corso):… …BIO/07…………………
Numero codice:………N8038………………..
1. Docenza
Docente: prof. Francesca Bona
SSD BIO/07
Dipartimento di Biologia animale e dell’uomo
Tel.: 011 6704740
Fax: 011 6704732
e-mail: [email protected]
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Attraverso esperienze in campo e in laboratorio e specifici approfondimenti teorici lo studente ha
modo di applicare alcuni concetti appresi durante il corso di ecologia, con particolare riguardo agli
indicatori ecologici.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
CONOSCENZE DI BASE DI ECOLOGIA,CHIMICA
ECOLOGIA, CHIMICA GENERALE
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Familiarità con i metodi sperimentali in ecologia; competenze
specifiche nell’applicazione di alcuni indici ecologici (IBE, QBS)
BIOMONITORAGGIO AMBIENTALE
(LS AGAM)
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore):8
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 10
• Esercitazioni in campo (N.ore) 14
• Esercitazioni teoriche (N.ore): 4
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Introduzione al corso; i metodi sperimentali in ecologia
Seminario sui censimenti di ungulati, uccelli, lepidotteri
Indicatori di qualità ambientale del suolo
Indicatori di qualità dei fiumi
Indicatori di eutrofia nei laghi
Totale
Ore
Lez.
2
Ore
Esercit.
30
CFU
2
4
4
18
8
4
2
14
8
2
4
8
Totale Ore
36
2
124
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Videoproiettore aula Corti, stereoscopi laboratorio di Zoologia
Palazzo Campana, colorimetro lab ecologia Palazzo Campana, sonda multiparametrica da campo, retino plancton,
retino macroinvertebrati, estrattori pedofauna
Materiale di consumo:pipette, capsule petri, alcool, pinzette
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: sito di Scienze Naturali
• I testi base consigliati per il corso sono: Manuale ARPA Tecniche di biomonitoraggio della qualità del suolo
(scaricabile dal sito www.arpa.piemonte.it)
• E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: Manuale APAT Indice
di funzionalità fluviale; Atlante per il riconoscimento dei macroinvertebrati dei corsi d’acqua italiani, Provincia
autonoma di Trento
• Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue: Valutazione di un elaborato sull’escursione disciplinare; prova pratica di
riconsocimento di macroinvertebrati acquatici e di pedofauna; domanda sulla parte teorica
NOME CORSO
LABORATORIO DI MINERALOGIA
SSD (del Corso):… GEO06……………………
Numero codice:……N8013…………………..
1. Docenza
Docente: prof. Ivaldi Gabriella
SSD GEO06
Dipartimento di Scienze Mineralogiche e
Petrologiche
Tel.: 0116705133
Fax: 0116705128
e-mail: [email protected]
Docente: prof. Elena Belluso
SSD GEO/06
Dipartimento di Scienze Mineralogiche e
Petrologiche
Tel.: 0116705135
Fax: 0116705128
e-mail: [email protected]
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Il laboratorio intende completare il corso di Mineralogia con esercitazioni sperimentali e applicative volte al riconoscimento dei
minerali sia attraverso l’esame della proprietà fisiche che attraverso la diffrazione dei raggi X.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
CONOSCENZE DI BASE DI FISICA E CHIMICA DELLO STATO
FISICA
CHIMICA
SOLIDO
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
125
Conoscenze cristallografiche e mineralogiche per il
riconoscimento macroscopico dei più comuni minerali in
base alle caratteristiche fisiche e di simmetria. Capacità di
esecuzione ed interpretazione di analisi diffrattometriche ai
raggi X.
PETROGRAFIA
Mineralogia ambientale
Geochimica
Giacimenti
Laboratorio di scienze della terra
Comunicazione e divulgazione naturalistica
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore):
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 36
• Esercitazioni in campo (N.ore)
• Esercitazioni teoriche (N.ore):
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Simmetria: indicizzazione di facce e direzioni cristallografiche;
riconoscimento della simmetria morfologica in modellini delle
32 classi cristalline; riconoscimento della simmetria reticolare
in gruppi spaziali bidimensionali.
Sistematica mineralogica. Proprietà fisiche utili per il
riconoscimento di campioni macroscopici : durezza, lucentezza,
colore, sfaldatura. Riconoscimento e caratteristiche strutturali e
cristallochimiche dei più comuni minerali: elementi nativi,
solfuri, alogenuri, ossidi, carbonati, solfati, silicati (neso-, soro-,
ciclo-, ino-, fillo- e tectosilicati)
Diffrazione dei raggi x da polveri: preparazione del campione,
esecuzione di diffrattogrammi, riconoscimento manuale ed
automatico delle fasi
totale
Ore
Lez.
Ore
Esercit.
18
Totale Ore
CFU
18
2
12
12
6
6
36
36
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione): campioni macroscopici dei più importanti e significativi minerali
della crosta (armadi in aula Pognante), modellini di legno (armadi in aula Pognante), modellini di strutture (armadi
in corridoio e in aula Pognante); diffrattometro a raggi X per polveri (laboratorio DSMP); software per la
rappresentazione grafica di strutture e per l’interpretazione dei diffrattogrammi(PC presso lo studio dei docenti);
presentazioni power point (CD presso i docenti)
Materiale di consumo: fotocopie per esercitazioni grafiche; lucidi
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: Dipartimento di Scienze Mineralogiche e Petrologiche ed i docenti de
corso
I testi base consigliati per il corso sono:
RIGAULT, Introduzione alla Cristallografia. Levrotto e Bella ed.
BARONNET, Mineralogia. Hoepli.
FONT-ALTABA e TANELLI, Tavole di Mineralogia. Giunti.
E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: CD fornito dai docenti
Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: http://webmineral.com/ http://www.mindat.org/
http://un2sg4.unige.ch/athena/mineral/mineral.html
126
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue: orale-pratico: descrizione delle caratteristiche fisiche e riconoscimento di campioni
macroscopici di minerali comuni; riconoscimento di simmetrie; interpretazione di diffrattogrammi a raggi X per polveri.
NB: l’esame di mineralogia e laboratorio non sono più distinti ma vengono sostenuti contestualmente con registrazione di voto
unico.
NOME CORSO
LABORATORIO DI SCIENZE DELLA TERRA
SSD (del Corso):… GEO/01, GEO/02, GEO/06,
Numero codice:……N8080
1. Docenza
Docente: prof. Edoardo Martinetto
Docente: prof. Elena Belluso
SSD GEO/01
Dipartimento di Scienze della Terra
Tel.: 011 5628928
Fax:
e-mail:[email protected]
SSD GEO/06
Dipartimento di Scienze Mineralogiche e
Petrologiche
Tel.: 011 6705148
Fax:
e-mail:[email protected]
Docente: prof. Francesco Dela Pierre
SSD GEO/02
Dipartimento di Scienze della Terra
Tel.: 011 5628928
Fax: e-mail: [email protected]
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Il laboratorio si propone di applicare ad un'area campione (preferibilmente riserva naturale o geosito) le conoscenze teorich
acquisite dallo studente nel campo delle Scienze della Terra.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
ELEMENTI DI GEOLOGIA
ELEMENTI DI MINERALOGIA
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
GEOLOGIA
MINERALOGIA
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Capacità di analizzare e valorizzare le emergenze geologiche,
paleontologiche e geomorfologiche riscontrabili nel contesto
regionale.
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 14
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 9
• Esercitazioni in campo (N.ore): 38
• Esercitazioni teoriche (N.ore):/
127
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Ore
Lez.
11
Lezioni di scienze della Terra
Esercitazioni sul terreno
Esame di dati raccolti e impostazione di elaborati scritti
Analisi mineralogiche
Totale
Ore
Esercit.
Totale Ore
11
38
2
10
38
2
1
14
9
18
CFU
34
4
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione): stereomicroscopi, microscopio a scansione, diffrattometro a raggi
X. Dipartimento di Scienze della Terra, Via Valperga Caluso 35.
•
Materiale di consumo: CD-ROM.
7. Materiale didattico
•
•
•
•
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: Dipartimento di Scienze della Terra, Via Valperga
Caluso 35.
I testi base consigliati per il corso sono:/
E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: carte geologiche,
collezionidi campioni geologici e paleontologici.
Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:/
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue:
Prova orale con osservazioni su carte tematiche, schemi, pubblicazioni. Colloquio per la
valutazione dell’attività svolta sul terreno e in laboratorio, con esame dell’ elaborato
prodotto.
NOME LABORATORIO:
LABORATORIO DI ZOOLOGIA SISTEMATICA
SSD (del Corso):… ……………………
Numero codice:………………………..
1. Docenza
Docente: prof. Daniela Pessani
SSD
Dipartimento di Biologia animale e dell’uomo
Tel.: 011-6704750
Fax: 011-6704732
e-mail: [email protected]
Docente: prof.
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento): A seconda degli esemplari di Protozoi e di Invertebrati a disposizione, lo studente arriva a
riconoscimento a livello di phylum/classe/ordine oppure, mediante l’utilizzo di chiavi analitiche, arriva all’identificazione a livello d
ordine/famiglia/genere/specie. Successivo scopo è, mediante il riconoscimento dell’anatomia degli esemplari, individuare l’increment
della complessità e l’acquisizione di nuove strutture.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
128
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
CAPACITÀ DI UTILIZZO DELLE USUALI STRUMENTAZIONI
OTTICHE (MICROSCOPI E STEREOMICROSCOPI)
Zoologia (generale)/Botanica
CORSO DI DISEGNO/SCUOLA
ELEMENTI DI DISEGNO DI IMMAGINI BI- E TRIDIMENSIONALI
SUPERIORE
ZOOLOGIA (GENERALE)/FISIOLOGIA
CONCETTI DI SIMMETRIA, DI PIANO DI SEZIONE, TERMINOLOGIA
ANATOMICA E MORFOLOGICA DI BASE
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Essere in grado di riconoscere immediatamente e/o con l’ausilio di testi
e chiavi di identificazione, in campo ed in laboratorio, esemplari di
Protozoi ed Invertebrati .
TUTTI QUELLI CHE RICHIEDONO
CAMPIONAMENTI DI ORGANISMI
ANIMALI, VISUAL CENSUS, SORTING
DI CAMPIONI PRELEVATI IN NATURA
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 34
• Esercitazioni teoriche (N.ore): 2
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Funzioni e strutture vitali degli organismi animali
Visione di preparati microscopici di Protozoi
Visione di preparati micro e macroscopici di Poriferi, Cnidari,
Ctenofori, uso di chiavi di riconoscimento di Cnidari.
Visione di preparati micro e macroscopici di Platelminti
Visione di preparati micro e macroscopici di Pseudocelomati
Visione di preparati micro e macroscopici di Molluschi,
Sipunculidi, Echiuridi ed Anellidi; uso di chiavi analitiche per il
riconoscimento dei Molluschi
Visione di preparati micro e macroscopici di Artropodi Chelicerati
e Crostacei
Uso di chiavi analitiche per il riconoscimento dei Crostacei
Visione di preparati micro e macroscopici di Artropodi Unirami;
uso di chiavi analitiche per il riconoscimento degli Insetti
Visione di preparati micro e macroscopici di Lofoforati e
Chetognati
Visione di preparati micro e macroscopici di Echinodermi; uso di
chiavi analitiche per il riconoscimento di Echinodermi
Visione di preparati micro e macroscopici di Emicordati e Cordati
Totale
Ore
Esercit.
2
2
6
Totale Ore
CFU
2
2
6
4
2
4
2
2
2
36
2
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
• Strumentazione (indicare anche la localizzazione): preparati micro e macroscopici di Protozoi ed Invertebrati;
apparecchiature microscopiche e steromicroscopiche; video-proiettore e PC. Palazzo Campana, aula di Zoologia.
• Materiale di consumo: Pinzette, aghi manicati, vaschette.
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso:
• I testi base consigliati per il corso sono: ZAFFAGNINI & SABELLI, 1977. Atlante di morfologia degli Invertebrati.
Piccin ed.
Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: http://www.atlantezoolinv.unito.it/
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma: per scritto (riconoscimento e descrizione di esemplari) .
129
NOME LABORATORIO
LABORATORIO DI BOTANICA SISTEMATICA
SSD (del Corso):
Numero codice: N8029
1. Docenza
Docente: prof. Valeria Filipello Marchisio
SSD
Dipartimento di Biologia Vegetale
Tel.: 011-6705984
Fax: 011-6705962
e-mail: [email protected]
Docente: prof.
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Teoria e pratica nella identificazione delle Angiosperme
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Capacità di riconoscere e di esguire diagnosi con l’uso di chiavi
analitiche di Dicotiledoni e Monocotiledoni
ECOLOGIA, ECOLOGIA VEGETALE,
FISIOLOGIA VEGETALE
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 12
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 17
• Esercitazioni in campo (N.ore)
• Esercitazioni teoriche (N.ore):
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Caratteri morfo-anatomici e nomenclatura corrispondente dei
fiori, dei frutti, delle foglie, dei fusti e delle radici. Forme
biologiche di Raunkiaer.
Istruzioni per l’allestimento dell’erbario;
Discussione di verifica dell’apprendimento
Esercizio di identificazione di specie delle principali famiglie di
Angiosperme e discussione dei loro caratteri. Verifica scritta
(identificazione e descrizione di una specie fanerogamica).
Ore
Lez.
12
Ore
Esercit.
17
Totale Ore
CFU
12
2
17
130
totale
29
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione):
Materiale di consumo: carta assorbente da laboratorio
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: aula informatica del Dipartimento di Biologia animale
• I testi base consigliati per il corso sono:
PIGNATTI S. (1982), “Flora d’Italia”, Edagricole, Bologna.
• E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:
• Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
http://www.dipbot.unict.it/sistematica/Index0.html
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue:
Discussione sull’erbario di 30 esemplari preparato dallo studente e interrogazione sui caratteri delle famiglie incluse
nell’erbario e di quelle trattate durante le esercitazioni.
NOME CORSO
LABORATORIO DI ECOLOGIA VEGETALE
SSD BIO 03…………………………………
Numero codice:B8567………………………..
1.Docenza
Docente: prof. Giorgio Buffa
Dipartimento di Biologia vegetale
Tel.: 0116705972
Fax: 0116705962
e-mail:[email protected]
Docente: prof.
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2.Finalità
Presentare agli studenti alcuni metodi per valutare aspetti della vita dei vegetali di importanza ecologica.
Mostrare metodi utilizzabili in laboratorio e metodi di campo, dimostrando la necessità di entrambi i livelli di indagine e
facendo alcuni esempi di loro integrazione.
3. Obiettivi
Portare lo studente ad una maggior dimestichezza con la valutazione strumentale dell’utilizzo delle risorse
che condizionano la vita e la crescita dei vegetali (in particolare luce ed acqua)
Approfondire la visione del ruolo ecologico delle risorse sotterranee e della possibile analisi della parte
sotterranea dei vegetali solitamente nascosta all’osservazione diretta.
4. Pre-requisiti in ingresso e competenze minime in uscita
131
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
CONOSCENZE DI BASE SU ANATOMIA E FUNZIONI DELLE VARI
INSEGNAMENTI FORNITORI
BOTANICA GENERALE
PARTI DEI VEGETALI
BASI SULLA FISIOLOGIA DELLE RISPOSTE DELLE PIANTE
FISIOLOGIA VEGETALE
ALLA LUCE
BASI SULLA FISIOLOGIA DELLE RELAZIONI IDRICHE
FATTORI ECOLOGICI PRINCIPALI PER I VEGETALI (CLIMA,
SUOLO)
FISIOLOGIA VEGETALE
ECOLOGIA VEGETALE
5. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore) 18
• Pratica di laboratorio (N.ore): 24
• Esercitazioni teoriche (N.ore):
6. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Analisi delle relazioni idriche in campo ed in laboratorio con misure di
potenziali idrici eseguite con camera a pressione, analisi della traspirazione
fogliare con IRGA
Introduzione ai differenti metodi per la misura di flussi di linfa grezza, basati su
impulsi termici, su bilancio termico, su misurazioni del diametro dei fusti.
Esercitazioni in campo con metodo basato sul bilancio termico ed elaborazione
dei dati ottenuti per calcolare curve di traspirazione giornaliera.
Valutazione delle capacità fotosintetiche e del livello di sciafilia o eliofilia delle
specie con metodi di campo (realizzazione ed analisi di curve di risposta
fotosintetica con analizzatori di scambi gassosi all’infrarosso) e di laboratorio
(valutazione del rapporto Clorofilla a/Cl b, tenore di proteine fogliari,
assorbanza fogliare, area fogliare specifica).
Aspetti relativi alla dormienza ed alla germinazione dei semi, vernalizzazione,
fotoblastismo, con metodi per la valutazione della composizione e della vitalità
delle banche semi naturali.
Ore
Lez.
3
Ore
Esercit.
4
Totale Ore di
Car. Didattico
7
3
4
7
3
4
7
6
8
14
3
4
7
7. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione): bomba a pressione, sistemi di misura dynamax per flussi di linfa,
IRGA e pinza fogliare (Dip. Biologia vegetale)
Materiale di consumo:
8. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso:
ogni anno vengono presi accordi in merito con gli studenti
I testi base consigliati per il corso sono:Pignatti, Ecologia vegetale, UTET
E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: G.A.E.Hendry & J. P. Grime,
1993 - Methods in comparative plant ecology. Chapman & Hall
Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
9. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue: esame orale con interrogazioni sulle basi teoriche dei fenomeni sopra citati e con
risoluzione di semplici problemi
132
NOME CORSO
LABORATORIO DI GEOLOGIA I
SSD (del Corso): GEO/02
Numero codice N8020
1. Docenza
Docente dr.. F. Dela Pierre
SSD GEO/02
Dipartimento di Scienze della Terra
Tel.: 011 5621179
Fax: 011 530652
e-mail: [email protected]
Docente: prof.
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Il Laboratorio si propone di fornire allo studente gli strumenti per il riconoscimento, la
classificazione e l’interpretazione genetica delle rocce sedimentarie alla scala mesoscopica.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
CONOSCENZE DI MINERALOGIA
MINERALOGIA
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Capacità di riconoscere e classificare le rocce sedimentarie e di
conoscerne i meccanismi genetici ed il significato paleoambientale
GEOLOGIA, LABORATORIO DI
GEOLOGIA II, PALEONTOLOGIA,
RILEVAMENTO GEOLOGICO
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 8
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 15
• Esercitazioni in campo (N.ore) 6
• Esercitazioni teoriche (N.ore):
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Genesi delle rocce sedimentarie e loro classificazione
fondamentale
Riconoscimento macroscopico dei priincipali costitutenti
mineralogici delle rocce sedimentarie
Rocce sedimentarie terrigene ruditi, areniti, siltiti e argilliti
Rocce allochimiche carbonatiche: tipi di granuli, matrice,
cemento
Rocce allochimiche silicee: diatomiti, porcellaniti, selci,
Rocce ortochimiche evaporiti, carniole, travertini
Ore
Lez.
1
Ore
Esercit.
2
2
3
4
4
0,30
1,30
1
1
Totale Ore
CFU
2
133
Principali processi diagenetici: compattazzione, cementazione,
pressure-dissolution, sostituizione.
1
Esercitazione di ripasso su tutti i tipi di rocce trattate
2
Escursione alla cava di Moncucco Torinese
6
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione):Videoproiettore, campioni di rocce (aula scantinato)
Materiale di consumo:
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso il docente
• I testi base consigliati per il corso sono:D’Argenio B., , Innocenti F., Sassi F.P. (1994). Introduzione allo studio delle
rocce. UTET, Torino, 162 p. Bosellini A., Mutti E:, Ricci Lucchi F. (1989) Rocce e successioni sedimentarie. UTET,
Torino, 395 p
• E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:
• Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue: prova prtaica orale, incentrata sulla descrizione e la classficazione di campioni di
roccia.
NOME CORSO:
LABORATORIO DI GEOLOGIA 2
SSD (del Corso): GEO 02
Numero codice: N8026
1. Docenza
Docente: prof. Pierangelo CLARI
SSD: GEO 02
Dipartimento di Scienze della Terra
Tel.: 011-5628928
Fax: 011-530652
e-mail: [email protected]
2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Il laboratorio ha lo scopo di fornire le conosecnze e le tecniche necessarie per la lettura dell
carte geologichee diverse scale e l’esecuzione di semplici sezioni geologiche
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
CONOSCENZE BASE DI GEOLOGIA E DI RICONOSCIMENTO
ROCCE
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
GEOLOGIA, LABORATORIO DI
GEOLOGIA I PETROGRAFIA,
LABORATORIO DI PETROGRAFIA
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Capacità di lettura ed interpretazione di carte geologiche semplici
ed esecuzione di sezioni geologiche schematiche
GEOLOGIA AMBIENTALE,
RILEVAMENTO GEOLOGICO
134
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 8
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 28
• Esercitazioni in campo (N.ore):
• Esercitazioni teoriche (N.ore):
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Esercizi su giacitura di piani nello spazio, applicazione del
metodo dei tre punti, esecuzione di profili geologici schematici
Lettura ed iterpretazione di carte geologiche schematiche ed
esecuzione su di esse di profili geologici interpretativi
schematici
totale
Ore
Lez.
4
Ore
Esercit.
14
Totale Ore
CFU
18
1
4
14
18
1
8
28
36
2
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione):
Materiale di consumo: carta millimetrata, matite, colori
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: Dipartimento di Scienze della Terra
• I testi base consigliati per il corso sono: appunti ed esercizi forniti dal docente
• E’ consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni
• Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue:
Prova scritta seguita da un colloquio/correzione orale
NOME LABORATORIO
LABORATORIO DI SISTEMATICA DELLE
ANGIOSPERME
SSD (del Corso): BIO/02
Numero codice:………………………..
1. Docenza
Docente: prof. Elena Barni
SSD BIO/03
Dipartimento di Biologia vegetale – Facoltà di Scienze MFN
Tel.: 011/6705970
Fax: 011/6705962
e-mail: [email protected]
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Il corso si propone di approfondire le conoscenze acquisite dagli studenti nel Corso di Botanica Sistematica riguardo alla classificazione
all’identificazione dei vegetali superiori appartenenti al taxon delle Angiosperme.
In particolare si vogliono fornire all’allievo le competenze per:
135
ƒ
ƒ
ƒ
effettuare un riconoscimento in campo delle entità tassonomiche più importanti della flora vascolare del Piemonte, almeno
a livello di Famiglia e di Genere;
identificare in laboratorio gli esemplari raccolti, tramite l’uso di chiavi dicotomiche e il confronto con collezioni di Erbario,
con particolare approfondimento su taxa critici;
evidenziare le principali relazioni filogenetiche tra i taxa presentati durante il corso, attraverso la comprensione
dell’evoluzione naturale delle diverse strutture e del valore adattativo di queste in relazione alla loro funzione.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
BOTANICA GENERALE
CONOSCENZE DI: TERMINOLOGIA BOTANICA E BOTANICA
CONOSCENZE SULL’USO DI CHIAVI DICOTOMICHE PER LA
Botanica sistematica
LABORATORIO DI BOTANICA
DETERMINAZIONE DELLE PIANTE SUPERIORI
SISTEMATICA
SISTEMATICA
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
ECOLOGIA VEGETALE, GEOBOTANICA,
SELVICOLTURA
Competenza nell’uso degli strumenti necessari all’identificazione delle
piante superiori
Capacità di riconoscimento delle specie più comuni della flora del
ECOLOGIA VEGETALE, GEOBOTANICA,
Piemonte
SELVICOLTURA
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 2
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 12
• Esercitazioni in campo (N.ore): 22
• Esercitazioni teoriche (N.ore):
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Angiosperme: ripasso dei caratteri fondamentali dell’ apparato
vegetativo e riproduttivo e dell’inquadramento sistematico.
Ore
Lez.
2
I uscita in campo: osservazione, censimento ed erborizzazione della
flora di un querco-carpineto (Collina di Torino)
Determinazione ed identificazione degli esemplari raccolti
II uscita in campo: osservazione, censimento ed erborizzazione
della flora di un bosco di conifere (Valle di Susa)
Determinazione ed identificazione degli esemplari raccolti
III uscita in campo: osservazione, censimento ed erborizzazione
della flora di prati da sfalcio di media quota e/o dei pascoli alpini
(Valle di Susa o una delle valli limitrofe)
Determinazione ed identificazione degli esemplari raccolti
IV uscita in campo: osservazione, censimento ed erborizzazione
della flora di pascoli alpini (Valle di Susa o una delle valli
limitrofe)
Determinazione ed identificazione degli esemplari raccolti
totale
2
Ore
Esercit.
Totale Ore
CFU
2
4
4
3
6
3
6
3
6
3
6
3
6
3
6
3
34
3
36
2
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione):
libri per la determinazione (Dipartimento di Biologia vegetale: Lab. di Ecologia vegetale)
stereomicroscopio (Dipartimento di Biologia vegetale: Lab. di Ecologia vegetale)
exiccata di confronto (Erbario di consultazione e HP: Erbario dell’Università di Torino)
Materiale di consumo: fogli di giornale, sacchi di plastica
136
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso:
• I testi base consigliati per il corso sono:
Pignatti S., 1982 – Flora d’Italia. Edagricole, Bologna.
Lauber K., Wagner G., 2001 – Flora Helvetica. Haupt, Berna.
Aeschimann, D., Burdet, H. M., 1994 – Flore de la Suisse. du Griffon, Neuchatel
Thommen, E., Becherer, A., 1983 – Atlas de poche de la flore suisse. Birkhauser, Basel
•
•
E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:
Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue:
presentazione di una relazione (scritta o PowerPoint) riguardante una delle uscite, a scelta.
NOME CORSO LICHENOLOGIA
SSD (del Corso):…BIO/03……………………
Numero codice:…..N8042. …..……………...
1. Docenza
Docente: prof. Rosanna Piervittori
SSD BIO/03
Dipartimento di Biologia Vegetale
Tel.: 0116705972
Fax: 0116705962
e-mail: [email protected]
Docente: prof.
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Il corso si propone di illustrare gli aspetti biologici ed ecologici dei licheni con particolare
attenzione ai risvolti applicativi di maggiore attualità.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
CONOSCENZE DI BASE IN CAMPO BIOLOGICO
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
conoscenze sulla sistematica ed ecologia dei licheni da utilizzarsi in
campo applicativo per la tutela e conservazione dei beni ambientali
e culturali
BIOLOGIA DELLE SIMBIOSI (LS)
BIOMONITORAGGIO AMBIENTALE
(LS)
BOTANICA SISTEMATICA 2 (LS)
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
137
•
•
•
•
Lezioni frontali (N.ore): 27
Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 8
Esercitazioni in campo (N.ore): 4
Esercitazioni teoriche (N.ore): 3
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Ore
Lez.
3
4
Simbiosi lichenica: aspetti morfologici, anatomici e riproduttivi.
Principi di ecofisiologia: metaboliti primari, secondari e loro
risvolti ecologici e applicativi.
Lichenologia applicata: colonizzazione del substrato, crescita e
20
competizione; licheni e pedogenesi, processi di degradazione delle
superfici litiche (meccanismi biogeofisici e biogeochimici);
biomonitoraggio ambientale; criteri di valutazione del
biodeterioramento di materiali lapidei, metodi di prevenzione e
controllo.
Criteri per la raccolta e l’osservazione dei licheni; riconoscimento
mediante l’impiego di chiavi analitiche.
Sviluppo di un caso di studio su un tema di carattere applicativo(*).
totale
27
(*) Si riferisce ad un breve elaborato che gli studenti debbono produrre
autonomamente, sulla base dei concetti di base forniti durante le lezioni,
da discutere in sede d’esame.
Ore
Esercit.
2
Totale Ore
CFU
43
4
3
10
15
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione): stereomiscroscopi, microscopio ottico collegato a video
Materiale di consumo: tutto l’occorrente per l’identificazione dei macro e dei microlicheni (chiavi analitiche, reagenti,
vetrini ecc.)
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso:
Copia del materiale didattico utilizzato, unitamente ad indicazioni bibliografiche ed articoli specifici, verrà fornita agli studen
durante lo svolgimento del corso
• I testi base consigliati per il corso sono:
• E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:
FORMAZIONE BASE
Nimis P.L., Pinna D., Salvadori O., 1992 – Licheni e conservazione dei monumenti. CLUEB, Bologna.
Piervittori R., 1998 – Licheni, conoscerli e utilizzarli. Minerva Edit., Aosta.
Approfondimenti sistematici
Nimis P.L., 1993 – The Lichens of Italy. An annotated catalogue.Monografie XII. Museo Reg. Scienze Naturali,
Torino.
Nimis P.L. & Martellos S., 2004 – Keys to the Lichens of Italy. I. Terricolous Species. Le guide di Dryades 1-Serie
licheni I (L-I). Edizioni Goliardiche, Trieste.
• Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
http://dbiodbs.univ.trieste.it/sli/home.html
ITALIC (http://dbiodbs.univ.trieste.it)
www.apat.it
TESTI CONSULTABILI C/O LA BIBLIOTECA DEL DIPARTIMENTO DI BIOLOGIA VEGETALE
Ahmadjian V., 1993 – The Lichen Symbiosis. John Wiley & Sons, Canada.
Galun M., ed., 1988 – Handbook of Lichenology. 3 voll., CRC Press, Boca Raton, Florida.
Lawrey J.D., 1984 – Biology of Lichenized Fungi. Praeger Publishers, New York.
Mandrioli P., Caneva G., Sabbioni C. (eds.), 2004 - Cultural Heritage and Aerobiology. Kluwer Academic Publishers, Dordrecht.
Nash III T.H., 1996 – Lichen Biology. Cambridge University Press.
Wirth W., 1995 – Flechtenflora. 2 voll. Ulmer, Stuttgart.
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue: orale
138
NOME CORSO/LABORATORIO
METODI MATEMATICI E STATISTICI
SSD (del Corso):… MAT/06……………………
Numero codice:……N8011…………………..
1. Docenza
Docente: prof. Hisao FUJITA
Docente: prof.
SSD
SSD MAT/06
Dipartimento di
Dipartimento di Matematica
Tel.:
Tel.: 011.670.2862
Fax:
Fax: 011.670.2878
e-mail:
e-mail: [email protected]
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Apprendere i metodi matematici e statistici fondamentali che vengono utilizzati nella ricerca di Scienze Naturali
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
ELEMENTI DI MATEMATICA
ISTITUZIONI DI MATEMATICHE
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Conoscenza di metodi fondamentali di statistica
Uso di programmi informatici di statistica.
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 27
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 18
• Esercitazioni in campo (N.ore)
• Esercitazioni teoriche (N.ore):
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Ore
Lez.
Ore
Esercit.
Totale Ore
CFU
Statistica descrittiva
Calcolo delle probabilità
Statistica inferenziale
Dinamica di popolazioni
Laboratorio
8
8
8
3
0
27
0
0
0
0
18
18
8
8
8
3
18
45
4
totale
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione):
Lezioni frontali: in Sala conferenza, via Cavour, 32; Laboratorio: in un Aula informatizzata presso il Dipartimento di Matematica
via Carlo Alberto, 10
Materiale di consumo:
139
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: Centro Stampa del Dipartimento di Matematica e Biblioteca de
Dipartimento di Matematica
• I testi base consigliati per il corso sono:
i) P. Baldi: Appunti di Metodi Matematici e Statistici, Clueb, Bologna, 1997,1999.
ii) Dispense del docente (disponibili presso il Centro Stampa del Dip. di Matematica)
•
•
E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:
Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue:
L'esame consiste in una prova scritta sulla parte teorica e in una relazione del lavoro svolto in Laboratorio.
Sulla relazione del laboratorio si svolge un colloquio.
NOME CORSO: MINERALOGIA
SSD (del Corso): GEO/06
Numero codice: N8012
1. Docenza
Docente: prof. Francesco ABBONA
SSD GEO06
Dipartimento di Scienze Mineralogiche e
Petrologiche
Tel.: 011.670.5132
Fax: 011.670.5128
e-mail: [email protected]
Docente: prof.
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
fornire agli studenti gli strumenti concettuali di base sullo stato cristallino per comprendere struttura e proprietà fisiche
chimiche dei minerali, e le loro relazioni
presentare le più importanti famiglie di minerali che entrano nella costituzione della crosta terrestre
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
CONOSCENZE DI BASE DI MATEMATICA (GEOMETRIA)
DI FISICA (OTTICA)
E SOPRATTUTTO DI CHIMICA (SISTEMA PERIODICO DEGLI
ELEMENTI)
MATEMATICA
FISICA
CHIMICA
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Composizione, struttura e proprietà dei silicati
Nozioni di cristallochimica: struttura, vicarianza, soluzioni solide
PETROGRAFIA
GEOCHIMICA, MINERALOGIA
AMBIENTALE
GIACIMENTI MINERARI
Struttura e proprietà di minerali metallici
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
140
•
•
•
•
Lezioni frontali (N.ore): 36
Esercitazioni di laboratorio (N.ore):
Esercitazioni in campo (N.ore)
Esercitazioni teoriche (N.ore):
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Cristallografia morfologica: leggi e simmetria esterna cristalli
Cristallografia reticolare: simmetria interna
Cristallografia roengtneografica: interazione cristalli - raggi X
Cristallochimica: struttura dei minerali
Proprietà dei minerali: isomorfismo, polimorfismo
Cristallografia fisica: proprietà meccaniche, ottiche, ecc.
Genesi dei minerali e dei cristalli
totale
Ore
Lez.
5
4
4
6
7
5
5
36
Ore
Esercit.
Totale Ore
CFU
4
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione): modelli di cristalli e di strutture di minerali; proiettore Pradovit per
ottica cristallografica - Dipartimento di Scienze Mineralogiche e Petrologiche
Materiale di consumo: lucidi e fotocopie di appunti
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso:
• I testi base consigliati per il corso sono: G. Rigault, Introduzione alla cristallografia. Levrotto e Bella, Torino; G:
Rigault, Elementi di ottica cristallografica. Levrotto e Bella, Torino; Atlanti scientifici Giunti, Mineralogia (a cura di
FontAltaba e Tanelli); A. Baronnet, Mineralogia. Hoepli, Milano.
• E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: Gottardi, I minerali.
Boringhieri, Torino - testo disponibile nella Biblioteca del Dipartimento.
• Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: i link che si trovano sul sito del Dipartimento:
www.dsmp.unito.it
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue: una prova scritta (in genere di tre ore), seguita dall'orale nei giorni immediatamente
successivi la prova scritta.
NB: L'esame di Mineralogia e quello di Laboratorio non sono più separati, ma vengono sostenuti contestualmente con
registrazione di voto unico.
NOME CORSO MINERALOGIA AMBIENTALE
SSD (del Corso):GEO/06
Numero codice: N8040.
1. Docenza
Docente: prof. Belluso Elena
SSD GEO/06 Dipartimento di Scienze Mineralogiche e
Petrologiche (DSMP)
Tel.: 011 670 51 35
Fax: 011 670 51 28
e-mail: [email protected]
Docente: prof.
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Il corso si propone di offrire allo studente le conoscenze di base atte all’individuazione e alla caratterizzazione di minerali e di
loro derivati ed assimilati che possono avere un impatto sull’ambiente e sulla salute umana.
141
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
CONOSCENZE DI BASE DI MINERALOGIA
MINERALOGIA
LABORATORIO DI MINERALOGIA
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Conoscenze teoriche e pratiche su materiali utili e dannosi naturali
e sintetici (in particolare sugli amianti), sul loro utilizzo ed
identificazione anche in presenza di varie matrici e sul recupero
ambientale di siti contaminati
CONSERVAZIONE DELLA NATURA E
DELLE SUE RISORSE
COMUNICAZIONI E DIVULGAZIONE
NATURALISTICA
DIRITTO AMBIENTALE
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 9
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 18
• Esercitazioni in campo (N.ore)
• Esercitazioni teoriche (N.ore):
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Caratteristiche mineralogiche ed applicazioni dei minerali ad
impatto ambientale, di quelli atti a generare polveri dannose e di
minerali industriali: minerali a strati, anfiboli, pirosseni, zeoliti,
ossidi, fosfati.
Asbesti naturali e minerali fibrosi: mineralogia, legislatura italiana,
problematiche ambientali, sostituti sintetici e naturali. Nocività
degli asbesti e delle differenti polveri mineraliche: epidemiologia,
patologie, effetti sulla salute. Situazioni di inquinamento e bonifica.
Metodologie di indagine e caratterizzazione dei minerali in genere,
degli asbesti naturali in particolare, di manufatti contenenti fibre
inorganiche; normative di legge; principi di base relativi alla
diffrattometria roentgenografica per polveri (XRPD), alla
microscopia elettronica in scansione ed in trasmissione (SEM,
TEM), alla spettrometria in dispersione di energia (EDS);
preparazione dei campioni per le varie tecniche di indagine; scelta
del metodo in funzione del materiale.
Preparazione ed indagine di campioni di asbesti naturali e sintetici e
di manufatti contenenti fibre inorganiche.
Identificazione delle fibre in XRPD; osservazione morfologica e
caratterizzazione chimica al SEM con annesso microanalizzatore
EDS; indagine morfologica, chimica e in diffrazione elettronica al
TEM con annesso microanalizzatore EDS.
totale
Ore
Lez.
2
Ore
Esercit.
Totale Ore
CFU
27
2
4
3
4
14
9
18
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione):
Materiale di consumo:
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso:
• I testi base consigliati per il corso sono:
142
GUTHRIE G.D. e MOSSMAN B.T. (1993) -Health effects of mineral dusts. Min.Soc.of America, Washington
SKINNER H.C.W., ROSS M. e FRONDEL C. (1988) - Asbestos and other fibrous minerals. Oxford University Press,
New York.
• E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:
dispense fornite dal docente
• Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
http://minerals.usgs.gov/minerals/pubs/mcs/
http://minerals.usgs.gov/minerals/pubs/commodity/asbestos/asbesmcs04.pdf
http://minerals.usgs.gov/minerals/pubs/commodity/asbestos/asbesmyb03r.pdf
http://pubs.usgs.gov/of/2002/of02-149/
http://health.usgs.gov/
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue:
orale
NOME CORSO MINERALOGIA SISTEMATICA
SSD (del Corso): GEO 06
Numero codice:
1. Docenza
Docente: prof. Ivaldi Gabriella
SSD
GEO06
Dipartimento di Scienze Mineralogiche e
petrologiche
Tel.: 011 6705133
Fax: 011 6705128
e-mail: [email protected]
Docente: prof.
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Il corso si propone di approfondire la conoscenza delle relazioni tra la struttura il chimismo
e le proprietà fisiche dei minerali più diffusi e di maggior interesse naturalistico (minerali
delle rocce, dei suoli, degli organismi viventi, minerali di interesse gemmologico).
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
CONOSCENZE DI MINERALOGIA DI BASE
MINERALOGIA CON LABORATORIO
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Conoscenze cristallografiche, cristallochimiche e applicative dei
minerali più diffusi e di maggior interesse naturalistico
CORSI DI MINERALOGIA APPLICATA
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 27
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 18
143
•
•
Esercitazioni in campo (N.ore)
Esercitazioni teoriche (N.ore):
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Il
legame
chimico
nelle
fasi
solide
cristalline:
metallico,
ionico,
covalente,
idrogeno.
Ore
Lez.
9
Ore
Esercit.
Totale Ore
CFU
9
1
Principi di classificazione dei minerali su base chimica e strutturale;
relazioni struttura, chimismo, proprietà fisiche: colore, sfaldatura,
durezza, conducibilità, proprietà magnetiche.
4
4.5
0.5
Elementi: fasi del carbonio, zolfo, metalli nativi. Alogenuri: halite,
fluorite. Ossidi e idrossidi: corindone, ematite, rutilo, perovskite,
spinelli, brucite, gibbsite. Solfuri: pirite, calcopirite, sfalerite, galena.
Carbonati: calcite, aragonite, dolomite. Borati: borace. Solfati:
gesso, anidrite, barite, celestite. Fosfati: apatite, monazite.
5
4.5
0.5
Il legame Si-O: modello ionico e modello covalente, energie di
legame. Classificazione dei silicati: secondo Liebau: monosilicati:
olivine, granati, zircone, silicati di alluminio; oligosilicati: epidoto,
berillo, tormalina; polisilicati: pirosseni, anfiboli; fillosilicati:
serpentino, caolinite, talco, pirofillite, miche vere e miche fragili,
minerali argillosi; tectosilicati: feldspati, feldspatoidi, zeoliti; fasi
della silice.
9
9
1
18
1
Esercitazioni di laboratorio: riconoscimento delle fasi; analisi
chimiche; uso di programmi di calcolo specifici.
Escursione
totale
27
18
18
45
4
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione : campioni macroscopici della collezione didattica (armadi in aula Pognante), modellini di
strutturerei minerali (armadi in corridoioDSMP); diffrattometro a raggi X per polveri (laboratorio DSMP); SEMEDS (laboratorio DSMP); software per la rappresentazione grafica di strutture e per l’interpretazione dei
diffrattogrammi (PC presso lo studio dei docenti); presentazioni power point (CD presso i docenti)
Materiale di consumo: campioni di minerali; materiale di laboratorio: portacampioni, capillari, pellicolo fotografiche
e radiografiche
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: il docente del corso (Dipartimento di Scienze Mineralogiche
Petrologiche)
•
I testi base consigliati per il corso sono:G. Gottardi, I minerali, Boringhieri, 1984.
H.R.Wenk, A.
Bulakh, Minerals their constitution and origin , parte IV, Cambridge Univ. press, 2004
•
E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:
•
Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: http://webmineral.com/ http://www.mindat.org/
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue: pratico ed orale:riconoscimentoin diffrattometria a raggi X per polveri e
caratterizzazione chimica e strutturale di un campione di interesse naturalistico.
144
NOME CORSO MINEROGENESI
SSD (del Corso): GEO/06
Numero codice: N8084
1. Docenza
Docente: prof. Francesco Abbona
Docente: prof.
SSD
SSD GEO/06
Dipartimento di Scienze Mineralogiche e
Petrologiche
Tel.: 011 6705132
Fax: 011 6705128
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
e-mail: [email protected]
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Illustrare le basi teoriche relative alla genesi dei minerali visti nei rispettivi ambienti
naturali di formazione e presentare casi e fenomeni di specifico interesse naturalistico.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
CONOSCENZE DI CHIMICA, FISICA, MINERALOGIA
CHIMICA, MINERALOGIA
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
GEORISORSE, PETROGENESI
PRINCIPI E METODI DI CRESCITA DI MINERALI E CRISTALLI
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 27
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 12
• Esercitazioni in campo (N.ore): 0
• Esercitazioni teoriche (N.ore): 6
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Condizioni per la genesi dei minerali. Nucleazione e crescita
cristallina: principi e metodi di studio. Modalità di
cristallizzazione: formazione di cristalli singoli, di associazioni
regolari, di aggregati e di masse cristalline.
Gli ambienti naturali di genesi dei minerali: magmatico,
idrotermale e metamorfico, e relative fenomenologie.
I minerali sedimentari e del suolo come risultato dei processi di
alterazione dei minerali. Ruolo degli organismi nella
minerogenesi sedimentaria. Cenni di biomineralizzazione.
I minerali e l’ambiente. Le miniere e cave abbandonate come
beni naturali.
Ore
Lez.
10
Ore
Esercit.
10
Totale Ore
8
4
12
6
4
10
3
0
3
CFU
20
145
totale
27
18
45
4
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Vetreria, bilance, termostati, microscopi – Dip.to di Sci. Miner.
Petrologiche
Materiale di consumo: Prodotti chimici non tossici, vetreria
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso:
• I testi base consigliati per il corso sono: Appunti e dispense a cura del docente
• E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: Libro “La
Minerogenesi”, a cura di F. Burragato, Università La Sapienza, Roma, 1999
•
Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: Cercare sui motori di ricerca: minerogenesi (in italiano),
mineral growth, crystal growth.
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue: Prova scritta ed orale
NOME CORSO
PALEOBIOGEOGRAFIA E RICOSTRUZIONI
PALEOAMBIENTALI
SSD (del Corso):… GEO/01
Numero codice: N8113
1. Docenza
Docente: prof. Giulio Pavia
SSD GEO/01
Dipartimento di Scienze della Terra
Tel.: 011.6705143
Fax: 011.6707146
e-mail: [email protected]
Docente: prof.
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Il corso mira a illustrare l’origine delle associazioni fossili attraverso (1) l’analisi dei parametri di
diffusione spazio-temporale degli organismi, (2) lo studio dei rapporti tra paleobiologia e ambiente
deposizionale con esempi tratti dalle icniti e da un’associazione fossile del Pliocene piemontese.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
CONCETTI BASILARI DI SCIENZE DELLA TERRA ED
ELEMENTI PALEONTOLOGIA
ELEMENTI DI ECOLOGIA
GEOLOGIA E PALEONTOLOGIA
ECOLOGIA
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Analisi di associazioni fossili per sviluppo di cultura paleobiologica
e con applicazioni in progetti di geoconservazione territoriale
DIDATTICA DELLE SCIENZE E
GEOLOGIA REGIONALE
146
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N. ore): 18
• Esercitazioni di laboratorio (N. ore): 28
• Esercitazioni in campo (N. ore): 8
• Esercitazioni teoriche (N. ore):
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Ore
Lez.
12
PALEOBIOGEOGRAFIA – Concetti dell’attualistimo e parametri
biogeografici. Speciazione, distribuzione e diffusione biologica,
anche allo stadio larvale. Modelli biogeografici di dispersione e
vicarianza. Classificazione biogeografica in unità omogenee:
coefficienti di similitudine, metodi cladistici. Fattori paleoclimatici.
Rotte di migrazione e corridoi faunistici. Paleobioprovince e
geodinamica. Ricostruzioni paleobiogeografiche: casi selezionati
dal Paleozoico, Giurassico e Neogene. Biogeografia ed evoluzione.
Bilancio tra estinzioni, speciazioni e immigrazioni.
PALEOICNOLOGIA – Tracce fossili e loro applicazioni nelle
6
ricostruzioni paleoambientali. Classificazione etologica. Significato
deposizionale e paleobatimetrico delle icniti; icnofacies. Indizi di
paleoossigenazione dei fondali e tassi di sedimentazione. Esempi
dal Giurassico e dal Cretaceo della Francia sud-orientale.
RICOSTRUZIONI PALEOAMBIENTALI – Analisi
paleoautoecologiche: dal rapporto organismo-substrato al
paleoambiente deposizionale. Definizione di paleocomunità.
Escursione sul campo: la successione del Pliocene piemontese;
campionamento di un’associazione fossile delle argille di Cassine
(AL). Attività di laboratorio: metodologie di studio del campione
fossilifero: setacciatura del sedimento; picking degli esemplari
fossili; determinazione dei taxa di molluschi; compilazione di
tabelle sistematiche e autoecologiche con valori di dominanza.
Definizione della paleocomunità in base alle affinità tessiturali e
paleobiocenotiche. Inquadramento del paleoambiente marino.
totale
18
Ore
Esercit.
Totale Ore
CFU
12
1,33
6
0,67
36
2,00
36
36
54
4
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione: videoproiettore, diaproiettore, lavagna luminosa, stereomicroscopi (in Aula Palazzina), vagli calibrati,
vasche di decantazione (in laboratorio di Paleontologia)
Materiale di consumo:
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: Aula Palazzina, via Valperga Caluso 35
• I testi base consigliati per il corso sono: Raffi & Serpagli, Paleontologia Generale. 2° edizione, UTET, 2001; Cecca,
Palaeobiogeography of marine fossil invertebrates, Taylor & Francis, 2002.
• E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: copie di figure usate
durante le lezioni frontali; collezione sistematica di molluschi del Pliocene piemontese in Aula Palazzina
• Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: www.spi.unimo.it (Società Paleontologica Italiana);
www.stratigraphy.org/lethaia.htm (Lethaia Journal)
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue: colloquio su argomenti di paleobiogeografia e di paeoecnologia; commento orale
dell’elaborato di analisi della paleocomunità a molluschi pliocenici.
147
NOME CORSO
PALEONTOLOGIA APPLICATA
SSD (del Corso):
Numero codice: N8104
1. Docenza
Docente: prof. Elena FERRERO
SSD
Dipartimento di Scienze della Terra
Tel.: 011.5621179
Fax: 011.530652
e-mail: [email protected]
Docente: prof.
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Approfondire argomenti di Paleontologia mediante metodologie e
tecniche specifiche.
Conoscere le applicazioni della paleontologia alle ricostruzioni
biostratigrafiche, paleoecologiche e paleogeografiche. Evidenziare le
relazioni tra la storia della Vita e storia della Terra. Apprendere e
sperimentare le diverse tecniche con attività di laboratorio, studio di casi
e prove pratiche.
Comprendere il significato degli errori e i limiti delle misure nell’interpretazione dei dati attraverso il confronto dei risultati di
diversi operatori.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
NOZIONI DI PALEONTOLOGIA GENERALE E SISTEMATICA
FONDAMENTI DI STRATIGRAFIA
MORFOLOGIA FUNZIONALE
CICLI RIPRODUTTIVI NEI PROTOZOI
PALEONTOLOGIA
ZOOLOGIA SISTEMATICA
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Preparazione di campioni di rocce incoerenti.
Preparazioni speciali per fossili silicei e nannofossili e osservazioni al
microscopio ottico a trasmisione, a riflessione e al SEM.
Svolgere uno studio statistico di associazioni e di popolazioni.
GEOLOGIA AMBIENTALE
MICROPALEONTOLOGIA
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 18
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 36
• Esercitazioni in campo (N.ore)
• Esercitazioni teoriche (N.ore):
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Composizione, struttura e morfologia dei gusci in popolazioni
attuali e fossili.
Caratteristiche esterne ed interne rilevabili al microscopio ottico.
Rapporto tra forme micro e macrosferiche nelle associazioni.
Cicli riproduttivi complessi, casi di autogamia e gamontogamia.
Caratteristiche del guscio dei Nummulitidi, Lepidociclinidi e
Miogipsinidi.
Ore
Lez.
3
Ore
Esercit.
5
Totale Ore
3
3
8
4
11
7
5
10
15
CFU
8
148
Parametri dello stadio embrionale, nepionico e neanico. Biometria
dell'apparato nepionico in sezioni orientate.
totale
4
9
13
18
36
54
4
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione): stereomicroscopi, microscopi a luce polarizzata, camera lucida,
lavagna luminosa, proiettore per sezion sottili (Aula attrezzata del Dip di scienze della Terra, V. Valperga Caluso)
Materiale di consumo: Fotocopie, vetrini, residui di campioni incoerenti, sezioni sottili
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso:
• I testi base consigliati per il corso sono:
Brasier - Microfossils, UNWIN HYMAN,1988
• E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:
Appunti delle lezioni e schede di lavoro delle esercitazioni pratiche
• Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue:
Prova pratica e discussione di elaborati relativi agli argomenti trattati.
NOME CORSO
PALEONTOLOGIA
SSD (del Corso):… GEO/01
Numero codice: N8036
1. Docenza
Docente: prof. Giulio Pavia
SSD GEO/01
Dipartimento di Scienze della Terra
Tel.: 011.6705143
Fax: 011.6707135
e-mail: [email protected]
Docente: prof.
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Il corso si prefigge di illustrare il significato dei fossili, in termini di prodotti di entità paleobiologiche
registrati entro le rocce sedimentarie, e le loro applicazioni nelle ricostruzioni paleoambientali e nelle
analisi stratigrafiche.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
NOZIONI BASILARI DI SISTEMATICA DEGLI INVERTEBRATI
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
ZOOLOGIA SISTEMATICA
MARINI
ELEMENTI DI ECOLOGIA
ECOLOGIA
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Capacità di analizzare un’associazione fossile per applicazioni in
ambito stratigrafico, paleoambientale e di geoconservazione
GEOLOGIA REGIONALE
149
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 30
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 12
• Esercitazioni in campo (N.ore)
• Esercitazioni teoriche (N.ore):
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
TAFONOMIA - Fossili: segnali trasferiti dalla biosfera alla
litosfera. Fattori di fossilizzazione: sostanze biogeniche; regime di
acque percolanti. Biostratinomia: produzione di resti biogenici e
conservazione pre-seppellimento dei segnali tafogenici. Fossili
demici/ademici, autoctoni/alloctoni. Associazioni fossili residuali,
trasportate, miste. Fossili rielaborati e associazioni condensate.
Fossildiagenesi: modalità di registrazione delle entità tafonomiche
entro le rocce sedimentarie. Casi di Fossil-lagerstätten.
PALEOAMBIENTI - Ecosistema → facies. Gli ambienti marini
secondo fasce di fondale. Autoecologia: habitus, trofismo, affinità
tessiturale. Fattori ambientali: idrodinamismo e substrato; salinità;
pressione e solubilità di CO2; solubilità di O2 e depositi euxinici..
STRATIGRAFIA - Unità stratigrafiche come espressione di tempo
relativo. Unità biostratigrafiche: controlli evolutivi e ambientali
sulla distribuzione spazio-temporale dei fossili. Biozone di
distribuzione, di associazione, di acme. Esempio di fossili-guida: i
Graptolitini del Paleozoico Inferiore. Unità magnetostratigrafiche:
inversioni e scale di polarità magnetica. Stratigrafia integrata:
crono-correlazioni. Unità cronostratigrafiche.
SISTEMATICA DI PROTISTI - Foraminiferi: composizione e
architettura del guscio. Classificazione in sottordini. Rotaliini
Globigerinacei. Significato del rapporto planctonici/bentonici.
Macroforaminiferi: Alveolinellidi e Nummulitidi. Coccolitoforidi:
interesse litogenetico e biostratigrafico.
SISTEMATICA DI INVERTEBRATI - Cefalopodi: strategie
morfo-funzionali negli ectococli del Paleozoico. Ammonoidei:
tipologia e architettura conchigliare; dimorfismo; modelli
biostratigrafici e paleobiogeografica; sistematica. Coleoidei
Belemnitidi. Echinoidi: architettura scheletale, autoecologia e
morfologia funzionale in echinoidi regolari e irregolari.
totale
30
Ore
Lez.
9
Ore
Esercit.
4
Totale Ore
CFU
13
1,22
4
4
0,44
7
7
0,78
4
4
8
0,66
6
4
10
0,90
10
40
4
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione): videoproiettore, diaproiettore, lavagna luminosa (in Aula
Palazzina)
Materiale di consumo:
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: Aula Palazzina, via Valperga Caluso 35
• I testi base consigliati per il corso sono: Raffi & Serpagli, Paleontologia Generale. 2° edizione, UTET, 2001
• E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: copie di figure usate
durante le lezioni frontali; collezione didattica di paleontologia in Aula Palazzina
• Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: www.spi.unimo.it (Società Paleontologica Italiana);
www.stratigraphy.org/lethaia.htm (Lethaia Journal)
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue: prova scritta con domande descrittive e domande a risposta multipla; commento
orale dell’elaborato scritto.
150
NOME CORSO/LABORATORIO
PALEONTOLOGIA UMANA
SSD (del Corso):… BIO/08……………
Numero codice:… N8087……………
1. Docenza
Docente: prof. Alberto Mottura
SSD: BIO/08
Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo
Tel.: (011) 6704708
Fax: (011) 2364708
e-mail: [email protected]
Docente: prof.
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Il corso si propone di illustrare l’origine ed evoluzione fisica e culturale del gen. Homo, come
sviluppate nell’ambito dei Primati superiori, e come risposta ai più generali cambiamenti, climatici ed
ecosistemici che hanno caratterizzato il Neogene più recente e Quaternario. Tale contenuto didattico
prevede quindi l’acquisizione, da parte dei fruitori del corso stesso, di elementi fondamentali di valutazione
e capacità di interpretazione critica per quanto concerne i diversi dati (in senso lato: naturalistici) che
permettono appunto una ricostruzione della storia naturale della nostra specie, così come è consentita da
metodi diversi, sperimentali e/o inferenziali, della moderna indagine scientifica.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
CONOSCENZA DEI PRINCIPI FONDAMENTALI DELLE
MODERNE TEORIE EVOLUTIVE, NONCHÉ DI ELEMENTI
DELL’ANATOMIA COMPARATA (STRUTTURE DI SOSTEGNO) E
DELLA PALEONTOLOGIA DEI VERTEBRATI (MAMMIFERI),
DELLA GEOLOGIA STORICA E DELLA STRATIGRAFIA
SEDIMENTARIA.
ANATOMIA COMPARATA,
PRIMATOLOGIA, PALEONTOLOGIA
DEI VERTEBRATI, GEOLOGIA
STRATIGRFICA, GEOLOGIA DEL
QUATERNARIO
Competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Capacità di interpretare documentazione fossile e culturale di
interesse paleoantropologico, in rapporto ai sedimenti di origine ed
al contesto stratigrafico. Capacità di stabilirne anche una
collocazione nelle scale cronostratigrafiche e geocronologiche di
riferimento attuale. Capacità di valutare la variabilità di reperti
anatomici ominìdi e di effettuare riscontri più generali con le
moderne ipotesi filogenetiche al riguardo.
ANTROPOLOGIA, ECOLOGIA
UMANA, GEOLOGIA DEL
QUATERNARIO
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N. ore): 36
• Esercitazioni di laboratorio (N. ore):
151
•
•
Esercitazioni in campo (N. ore): variabili (6-18) e soltanto indicative, in quanto di fatto condizionate da evenienze
diverse, logistico-normative (disponibilità di mezzi di trasporto, permessi per lavori sul
terreno, ecc.), da verificare nei singoli anni didattici.
Esercitazioni teoriche (N. ore):
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
- 1. L’informazione cronologica e paleoambientale nell'evoluzione
dei Primati e dell'Uomo. Sedimenti e contenuto fossile. Il tempo
geologico: criteri di correlazione relativa, unità litostratigrafiche,
biostratigrafiche, magnetostratigrafiche. Metodi assoluti di
datazione. Principali ambienti continentali e depositi quaternari
di interesse paleontologico ed archeologico. Aspetti tafonomici
generali nello studio delle faune continentali.
Ore
Lez.
12
- 2. La documentazione fossile sui Primati e l’ interpretazione
tassonomica e filogenetica. Concetti di specie, paleospecie e
cronospecie. Somiglianze di forma ed analisi cladistica. Principali
fattori di variazione morfologica intra- ed interspecifica:
dimorfismo sessuale, allometrie ed eterocronie.
8
- 3. Differenziamento dei Primati paleo-eocenici ed origine delle
scimmie. Pattern dentari, caratteri primitivi e derivati di
Ominoidei e Cercopitecoidei. Radiazione evolutiva degli
Ominoidei nel Miocene. Gli Ominini del Pliocene africano:
Australopiteci, Parantropi e comparsa del gen. Homo. Prime
testimonianze
"culturali":
manufatti,
sussistenza
e
comportamenti. Importanti migrazioni, adattamenti e turn-over
faunistici del Plio-Pleistocene. Gli Ominini del Pleistocene
Inferiore e Medio: adattamenti umani e colonizzazione dell'Asia e
dell'Europa. Innovazione e variabilità nelle tradizioni litiche
scheggiate
del
Paleolitico
Inferiore.
Ricostruzioni
comportamentali e paleoambientali dai principali siti archeologici
di queste fasi. Tassonomia corrente per il gen. Homo: problemi e
modelli filogenetici possibili per l'origine della specie moderna.
16
36
totale
Ore
Esercit.
Totale
Ore
CFU
36
4
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione): lavagna luminosa, proiettore dia, campionari di repertorio fossile,
litico, petrografico, ecc. Possibilità d’ uso di taglierina petrografica, microscopio metallografico, binoculare con
camera lucida e per misure micrometriche digitali, strumentazione per effettuare calchi e attrezzature diverse di
cantiere per scavo archeologico (livella, setacci a maglie fisse, carte colorimetriche, ecc.). Tale strumentazione è in
deposito presso il Laboratorio di Preistoria e Paleontologia Umana (DBAU).
Materiale di consumo: resine, elastomeri, silicone e gesso per riproduzione reperti.
7. Materiale didattico
•
•
•
Tutto il materiale didattico, presentato a lezione o consigliato per integrazione, è depositato presso:: Laboratorio di Preistoria
Paleontologia Umana (DBAU).
I testi base consigliati per il corso sono: R. Klein, “Il cammino dell’Uomo. Antropologia culturale e biologica”,
Zanichelli, Bologna, 1995, 393 pp.; A. Broglio & J. Kozlowski, “Il Paleolitico. Uomo, ambiente e cultura”, Jaka Book,
Milano, 1986, 436 pp.; M.R. Waters, ”Principles of Geoarchaeology”, The University of Arizona Press, Tucson &
London, 1992, 398 pp.
E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: collezioni di reperti
fossili e culturali (litica scheggiata, ceramica, ecc.).
Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
8. Modalità di verifica/esame
152
L'esame si svolge, di norma, come segue: esame orale finale a domande aperte. Possibilità di una pre- verifica d’esonero
scritta, a domande aperte, sugli aspetti geo-archeologici del programma (a richiesta degli studenti).
NOME CORSO
PALEOPATOLOGIA
SSD (del Corso):
Numero codice
1. Docenza
Docente:
prof. Ezio Fulcheri
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
Docente: prof.
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Il corso intende fornire allo studente gli elementi di valutazione morfologica dei resti umani
antichi (specie scheletrici) normali o patologici, provenienti da siti archeologici. Lo studente deve
essere in grado di riconoscere e distinguere i resti umani dai resti animali. Lo studente deve essere
in grado di identificare e riconoscere le strutture normali dello scheletro umano al fine di
determinare il sesso e l’età di morte dei soggetti. Deve essere in grado di orientarsi nella tipologia
delle sepolture e nel contesto archeologico ove lo scavo è stato condotto. Deve essere in grado di
riconoscere e valutare le modificazioni tafonomiche e deposizionali che hanno modificato lo
scheletro nel corso degli anni. Deve essere in grado di identificare e descrivere lesioni elementari
patologiche dell’osso. Deve essere in grado di identificare ed analizzare lesioni dubbie o di più
difficile diagnosi impostando altresì un corretto algoritmo di interventi e consulenze specialistiche
per pervenire alla diagnosi.
Fondamentalmente lo studente deve applicare il metodo della osservazione ed i procedimenti logici
dell’applicazione delle metodologie di indagine al fine di risolvere quesiti semplici relativamente alla
tipologia ed alle caratteristiche fisiche della popolazione in esame.
In fine il corso si prefigge lo scopo di indicare i rapporti tra uomo e malattia nel corso della storia e
delle interazioni tra uomo, malattia ed ambiente nel contesto di popolazioni storiche ed attuali.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
CONOSCENZA DI STORIA ED ELEMENTI BASE DI
ARCHEOLOGIA
ARCHEOLOGIA
CONOSCENZA DELL’ANATOMIA UMANA NORMALE
CONOSCENZA DELL’ANTROPOLOGIA FISICA
CONOSCENZA DI ELEMENTI BASE DI ZOOLOGIA E DI
ANATOMIA UMANA NORMALE
ANTROPOLOGIA FISICA
ZOOLOGIA - ANATOMIA
ANATOMIA COMPARATA
COMPARATA
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Capacità di inquadrare la sepoltura nel contesto storico e
geografico del sito archeologico
Attribuzione del sesso e dell’età di morte nei resti scheletrici
antichi e riconoscimento del numero minimo di soggetti presenti
nella sepoltura o giacimento (caratteristiche di popolazione)
Riconoscimento delle principali malattie identificabili sullo
ETNOGRAFIA, STORIA
ANTROPOLGIA, BIOLOGIA DELLE
POPOLAZIONI, ARCHEOLOGIA
STORIA DELLA MEDICINA BIOLOGIA
153
scheletro
Restauro e catalogazione del materiale
DELLE POPOLAZIONI
RESTAURO E MUSEOLOGIA
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore):
20
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 10
• Esercitazioni in campo (N.ore)
9 (facoltative) opzionali
• Esercitazioni teoriche (N.ore):
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
La pseudo patologia e le modificazioni da agenti esterni
Modificazioni scheletriche nello sviluppo e nella senilità
Varianti anatomiche e malformazioni congenite
Traumi e lesioni da affaticamento o stress bio-meccanico
Patologia degenerativa articolare
Infezioni osteo articolari
Neoplasie
Patologia dentaria
totale
Ore
Lez.
2
3
3
3
3
3
1
2
20
Ore
Esercit.
1
2
2
2
2
1
0
0
10
Totale Ore
CFU
3
5
5
5
5
4
1
2
30
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Materiale di laboratorio per osteometria (calibri, compassi a
branche curve, tavoletta osteometrica, regoli e nastri millimetrati) materiale fotografico per documentazione delle
lesioni, computer e sistemi di acquisizione di immagini e testi.
Materiale di consumo: collanti e reagenti per il restauro dell’osso; materiale fotografico;
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: Dipartimento di biologia Animale e dell’uomo .
•
1)
I testi base consigliati per il corso sono:
6)
7)
Alciati G., Fedeli M., Pesce Delfino V.. La malattia dalla preistoria all’età antica. Biblioteca di Cultura Moderna Laterza,
Laterza, Bari 1987.
Doro Garetto T., Fulcheri E., Gerbore R., Prono G. - Manuale di Antropologia Archeologica. Civico Museo Archeologico
e di Scienze Naturali F. Eusebio di Alba - Universita' degli studi di Torino, Alba, 1985.
Doro Garetto T., Fulcheri E., Crovella S.: Manuale di Antropologia dentaria. Civico Museo Archeologico e di Scienze
Naturali F. Eusebio di Alba, Alba 1991.
Fulcheri E., Rabino Massa E.: Lo studio paleopatologico di resti umani. In Pacciani E., Borgognini Tarli., I resti umani
nello scavo archeologico, metodiche di recupero e studio. Cap 8, Edizioni CNR 1993.
Grilletto R.. Il mistero delle mummie - "dall'antichità ai nostri giorni attraverso il tempio e lo spazio" ed. Grandi Tascabili
ecconomici Newton.
Grmek M.. Le malattie all’alba della civiltà occidentale. Il Mulino, Milano 1983.
Daglio C. "La medicina dei faraoni. Malattie, ricette e superstizioni, della farmacopea egizia" Ed. Ananke, Torino 1998
•
•
E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:
Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
2)
3)
4)
5)
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue:
Durante il corso e durante le esercitazioni, agli studenti vengono forniti alcuni campioni di sepolture non ancora studiate. Gli
studenti si fanno carico di provvedere al restauro dei segmenti ossei, alla identificazioni e catalogazione come pure del
riconoscimento ed attribuzione anatomica. Gli studenti devono poi essere progressivamente in grado di distinguere le strutture
normali da quelle patologiche. Per quanto riguarda le strutture normali dovranno essere in grado di riferirne la tipologia, la
lateralità, l’attribuzione a soggetti e dei soggetti stessi derivarne il sesso e l’età di morte.
Per quanto riguarda le lesioni patologiche dovranno esser in grado di documentarne fotograficamente e descrittivamente la
tipologia impostando un algoritmo diagnostico doiffrenziale.
154
Di quanto sopra dovranno produrre, ai fini della valutazione, una memoria in supporto informatico che verrà discussa all’atto
dell’esame.
NOME CORSO/LABORATORIO
PETROGRAFIA E LABORATORIO
SSD (del Corso):… GEO/07…………………
Numero codice:……N8018…………………..
1. Docenza
Docente: prof. Daniele CASTELLI
SSD GEO/07
Dipartimento di Scienze Mineralogiche e
Petrologiche
Tel.: 011 6705105
Fax: 011 6705128
e-mail: [email protected]
Docente: dott. Franco ROLFO
SSD GEO/07
Dipartimento di Scienze Mineralogiche e
Petrologiche
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Il Corso comprende due moduli integrati svolti nel medesimo periodo didattico ed intende: 1) fornire i
criteri essenziali per il riconoscimento, la descrizione e la classificazione delle rocce alla scala
mesoscopica (in particolare per quanto riguarda le rocce magmatiche e metamorfiche); 2) fornire le
conoscenze di base per lo studio delle rocce al microscopio e la loro caratterizzazione petrochimica; 3)
illustrare i principali processi endogeni responsabili della formazione delle rocce magmatiche e
metamorfiche.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
CONOSCENZE DI BASE DI FISICA (MECCANICA E OTTICA)
CONOSCENZE DI BASE DI CHIMICA (SISTEMA PERIODICO,
STECHIOMETRIA, EQUILIBRI)
Conoscenze di base sulla composizione, struttura e proprietà dei
principali minerali delle rocce
RICONOSCIMENTO MACROSCOPICO DEI PRINCIPALI MINERALI
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
FISICA CON LABORATORIO
CHIMICA GENERALE E INORGANICA
MINERALOGIA CON LABORATORIO
MINERALOGIA CON LABORATORIO
DELLE ROCCE
competenze attese (in uscita)
Conoscenze sulla composizione, struttura e proprietà della crosta e del
mantello e sui principali processi petrogenetici di tipo endogeno
Classificazione mineralogica e chimica delle rocce e riconoscimento
macroscopico dei principali litotipi magmatici e metamorfici
Conoscenze di base per il riconoscimento microscopico dei minerali
principali delle rocce e per l’interpretazione microstrutturale delle
rocce magmatiche e metamorfiche
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
GEOLOGIA, GEORISORSE,
RILEVAMENTO GEOLOGICO
GEOLOGIA, GEORISORSE,
LABORATORIO DI GEOLOGIA II,
RILEVAMENTO GEOLOGICO
GEOLOGIA, GEORISORSE
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 36
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 33 (per ottimizzare l’efficacia delle esercitazioni, gli studenti sono suddivisi in due
turni)
• Esercitazioni in campo (N.ore): 6
• Esercitazioni teoriche (N.ore):
155
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Concetti propedeutici. Composizione e dinamica della crosta
terrestre; relazioni tra regime geodinamico e processi petrogenetici;
il ciclo delle rocce.
Concetti propedeutici. Richiami sulle proprietà macroscopiche dei
minerali principali delle rocce; caratteri strutturali delle rocce
magmatiche, sedimentarie e metamorfiche
Microscopia ottica. Proprietà ottiche diagnostiche dei minerali
principali delle rocce.
Processi magmatici. Relazioni di fase sperimentali nei sistemi
silicatici; natura, genesi ed evoluzione dei magmi; cristallizzazione
e differenziazione magmatica.
Rocce magmatiche. Caratteri strutturali, mineralogici e chimici;
principi di classificazione e nomenclatura.
Rocce magmatiche. Province ed associazioni magmatiche.
Rocce magmatiche. Riconoscimento, descrizione e classificazione
alla scala mesoscopica.
Rocce magmatiche. Riconoscimento, descrizione e classificazione
alla scala microscopica.
Processi metamorfici. Fattori del metamorfismo; trasformazioni
strutturali; tipi di reazioni metamorfiche; l'anatessi crostale.
Rocce metamorfiche. Principi di classificazione e nomenclatura;
grado metamorfico; facies metamorfiche.
Tipi di metamorfismo. anchimetamorfismo, metamorfismo di
seppellimento, di contatto, regionale; sequenze di facies nel
metamorfismo regionale.
Rocce metamorfiche. Riconoscimento, descrizione e classificazione
alla scala mesoscopica.
Rocce metamorfiche. Riconoscimento, descrizione e classificazione
alla scala microscopica.
Aspetti generali. Relazioni tra magmatismo, metamorfismo e
regime geodinamico; elementi di petrografia regionale.
Applicazioni geocronologiche e petrologiche del sistema isotopico
Rb/Sr.
Esercitazione di terreno. Caratteri mesostrutturali e petrografici di
rocce magmatiche e metamorfiche lungo la sezione geologica della
Valle Cervo (BI)
totale
Ore
Lez.
4
Ore
Esercit.
Totale Ore
CFU
13
0.4
6
0.5
3
6
26
1.6
4
4
6
0.7
6
6
26
1.6
6
2
6
0.7
6
4
10
6
36
39
0.4
0.2
75
6
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione):
Lezioni: Videoproiettore collegato a PC; Esercitazioni (Laboratorio didattico di microscopia ottica - Aula Ugo Pognante
Videoproiettore collegato a PC e postazione docente di Microscopia ottica a luce trasmessa polarizzata con videocamera digitale
24 postazioni studente con microscopi a luce trasmessa polarizzata.
Materiale di consumo: collezioni didattiche di campioni di rocce (campioni macroscopici e in sezione sottile).
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso:
I file PDF con il materiale didattico utilizzato per le lezioni ed esercitazioni sono disponibili direttamente dal docente
consultabili/scaricabili presso la sala computer del Dip. Biologia Animale e dell’Uomo, Via Accademia Albertina 13.
•
I testi base consigliati per il corso sono:
D'Argenio B., Innocenti F. & Sassi F.P., 1994. Introduzione allo studio delle rocce. UTET, Torino, 162 p.
Morbidelli L., 2003. Le rocce e i loro costituenti. Bardi Ed., Roma, 453 p.
• E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:
Adams A.E., MacKenzie W.S. & Guilford C., 1991. Atlante delle rocce sedimentarie al microscopio. Zanichelli, Bologna,
112 p.
Gregnanin A., 2004. Elementi di Petrografia delle rocce ignee e metamorfiche. ISU, Istituto per il diritto allo Studio
Universitario, Milano, 397 p.
156
MacKenzie W.S. & Guilford C., 1985. Atlante dei minerali costituenti le rocce in sezione sottile. Zanichelli, Bologna,
104 p.
MacKenzie W.S. , Donaldson C.H., & Guilford C., 1990. Atlante delle rocce magmatiche e delle loro tessiture.
Zanichelli, Bologna, 160 p.
Peccerillo A., Perugini D., 2003. Introduzione alla Petrografia ottica. Morlacchi Ed., Perugia, 200 p.
Yardley B.W., MacKenzie W.S. & Guilford C., 1992. Atlante delle rocce metamorfiche e delle loro microstrutture.
Zanichelli, Bologna, 128 p.
•
Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
http://www.atlantepetro.unito.it/page.asp
http://www.unipg.it/%7Epetropg/
http://www.geolab.unc.edu/Petunia/IgMetAtlas/mainmenu.html
http://www.tulane.edu/~sanelson/eens212/
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue:
Prova orale integrata dalla discussione di un campione macroscopico e di una sezione sottile di rocce magmatiche e
metamorfiche volta ad accertare le capacità tecniche acquisite.
NOME CORSO/LABORATORIO
PRIMATOLOGIA
SSD (del Corso): BIO 08
Numero codice: N8091
1. Docenza
Docente: prof. M. Paola Bigatti
Docente: prof.
SSD
SSD BIO 08
Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo
Tel.: 0116704721
Fax: 0116704732
e-mail: [email protected]
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento): Il corso verte sullo studio della storia naturale dei primati non umani, dalla loro comparsa a
oggi, e sugli aspetti comparativi delle loro caratteristiche morfologiche, fisiologiche ed eco-etologiche. Sono inoltre affrontati temi relativ
alla conservazione in natura dei primati, alla loro gestione in cattività e alle problematiche legate alle possibilità di reinserimento in natura
L’obiettivo è, da un lato provvedere ad un ampliamento della formazione antropologica e ad un approfondimento di alcuni aspetti dell
zoologia dei vertebrati, dall’altro fornire conoscenze di base sulle caratteristiche morfologiche-ecologiche delle varie specie spendibili i
campo museale o nei parchi zoologici in cui sono presenti primati. Quest’ultimo aspetto può essere approfondito mediante stage press
strutture specifiche.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
CONOSCENZE NATURALISTICHE DI BASE,
CONOSCENZA
DELLE TEORIE EVOLUTIVE
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
ZOOLOGIA, ANTROPOLOGIA,
ANATOMIA COMPARATA,
PALEONTOLOGIA UMANA
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
157
Riconoscimento dei principali caratteri distintivi dei primati sia su
resti scheletrici che nel vivente. Conoscenza delle problematiche
relative alla conservazione dei primati in natura e alla loro gestione
in cattività
ANTROPOLOGIA, ANATOMIA
COMPARATA, ECOLOGIA UMANA
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 36
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore):
• Esercitazioni in campo (N.ore) variabili (6-18) indicative, da verificare nei singoli anni didattici: visite a musei e a
centri naturalistici che detengono primati
• Esercitazioni teoriche (N.ore):
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
1. Caratteri distintivi dell’ordine dei primati rispetto ad altri
mammiferi. Osservazioni su materiale scheletrico. L’origine
dei primati. Classificazione e discussione delle attuali
problematiche relative alla classificazione dei primati. Specie a
rischio d’estinzione, i programmi di conservazione.
2. Descrizione delle famiglie attualmente viventi. Distribuzione
Geografica.
Morfologia.
Comportamenti
alimentari.
Caratteristiche ecologiche. Cenni d’organizzazione sociale dei
vari gruppi. Gestione dei primati in cattività (parchi, riserve,
giardini zoologici)
3. I quadri locomotori e gli aspetti evolutivi. Evoluzione degli
organi di senso. Evoluzione del sistema nervoso centrale.
Biologia riproduttiva e strategie riproduttive nell’ordine dei
primati.
Ore
Lez.
8
Totale Ore
CFU
36
4
16
12
36
totale
Ore
Esercit.
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione): lavagna luminosa, video proiettore, proiettore dia, video
registratore. Collezioni museologiche. Filmati , cd , diapositive, testi di consultazione, riviste specializzate. Il materiale
è in deposito presso il Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo (Laboratorio di Primatologia e Museo di
Antropologia)
Materiale di consumo: fotocopie
7. Materiale didattico
•
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: il Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo
(Laboratorio di Primatologia e Biblioteca del Dipartimento)
•
I testi base consigliati per il corso sono: R.Klein “ Il cammino dell’ Uomo (cap. II). Zanichelli, Bologna (1995). J.G.
Fleagle “Primate adaptation and evolution. Academic Press (1999). R.D. Martin “ Primate origins and evolution”.
Chapman and Hall, London, 1990. Schede didattiche sono a disposizione degli studenti
E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni: Consultazione di riviste
specialistiche presenti presso la biblioteca del Dipartimento.
Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: approfondimenti e notizie sui temi primatologici e sulle
iniziative connesse si possono trovare sulla pagina internet della API (Associazione Primatologica Italiana) .
http://www.unipv.it/webbio/api/api.htm
•
•
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue: verifica orale
158
NOME CORSO PROPEDEUTICA BIOCHIMICA
SSD (del Corso):… ……………………
Numero codice:………………………..
1. Docenza
Docente: prof. Enrica Pessione
SSD
Dipartimento di Biologia Animale
Tel.: 0116704644
Fax: 0116704692
e-mail:[email protected]
Docente: prof.
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Fornire conoscenze sulla struttura e funzione delle principali macromolecole biologiche nonché dei
principali cicli metabolici di interesse ambientali
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
CHIMICA GENERALE ED INORGANICA
CHIMICA ORGANICA
CITOLOGIA
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Identificazione di molecole biologiche e loro significato.
Conoscenze sulle modalità di approvvigionamento energetico della
cellula
FISIOLOGIA
BOTANICA
MICROBIOLOGIA
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore):34
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 4
• Esercitazioni in campo (N.ore)
• Esercitazioni teoriche (N.ore):2
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Glicidi, lipidi acidi nucleici e proteine
Bioenergetica e respirazione cellulare
Cicli metabolici finalizzati alla produzione di energia o al
biorisanamento
Modellistica molecolare
Dosaggio proteine e cinetiche enzimatiche
totale
Ore
Lez.
15
10
9
Ore
Esercit.
Totale Ore
CFU
2
4
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
159
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione):computers dell’aula informatizzata del DBAU
Materiale di consumo: lucidi, reattivi per enzimologia
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso:
• I testi base consigliati per il corso sono Lehninger:Introduzione alla biochimica Zanichelli
• E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni lucidi e dispense del
corso
• Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue: esame scritto a quiz ( in itinere) e prova orale con relazione a scelta tra gli
argomentidi cicli metabolici applicati al controllo ambientale.
NOME CORSO/LABORATORIO
RILEVAMENTO GEOLOGICO
SSD del CorsoGEO/02-GEO/03
Numero codice N8092
1. Docenza
Docente: prof. Paola Cadoppi
SSD GEO/03
Dipartimento di Scienze della Terra
Tel.: 011 6705148
Fax: 011 6705128
e-mail: [email protected]
Docente: dr. Francesco Dela Pierre.
SSD GEO/02
Dipartimento di Scienze della Terra
Tel.: 011 6705148
Fax: 011 6705128
e-mail:[email protected]
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Avviare gli studenti alla lettura e alla interpretazione di carte geologiche a varie scale e conoscere le
tecniche di base con cui esse vengono realizzate. Il corso si propone inoltre di fornire nozioni di
Geologia regionale
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
CONOSCENZE DI GEOLOGIA, PETROGRAFIA, GEOGRAFIA E
PALEONTOLOGIA
GEOLOGIA, LAB. GEOLOGIA I, LAB.
GEOLOGIA II, PETROGRAFIA E
LABORATORIO, GEOGRAFIA E
LABORATORIO, PALEONTOLOGIA E
LABORATORIO
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Lettura ed interpretazione di carte geologiche e conoscenza delle
tecniche con cui esse vengono realizzate. Nozioni di Geologia
regionale
CORSI DI SCIENZE DELLA TERRA
DELLE LAUREE SPECIALISTICHE IN
ANALISI E GESTIONE
DELL’AMBIENTE E IN EVOLUZIONE
E DIVERSITÀ NEI SISTEMI NATURALI
160
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 18
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore):
• Esercitazioni in campo (N.ore) 32
• Esercitazioni teoriche (N.ore):
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
La carta Geologica d’Italia alla scala 1:100.000: organizzazione
di un Foglio, significato dei colori, dei simboli e degli schemi a
cornice. Il progetto CARG e la nuova cartografia geologica alla
scala 1:50.000
Tecniche di rilevamento geologico di una successione
sedimentaria. Carte degli affioramenti e carte interpretate.
Richiamo sui metodi utilizzati per tracciare un limite geologico.
Il Foglio Geologico Torino della Carta Geologia d’Italia alla
scala 1:100.000: descrizione della successione stratigrafica e
delle principali strutture tettoniche.
Il Bacino Terziario Piemontese: successione stratigrafica ed
evoluzione tettonico-sedimentaria
La cartografia geologica del Piemonte, con particolare riguardo
alle Alpi Occidentali: notizie storiche e materiale disponibile
Evoluzione della catena alpina, con particolare riguardo alle
Alpi Occidentali
Il Foglio Geologico Susa della Carta Geologia d’Italia alla scala
1:50.000: descrizione della litostratigrafia e delle principali
strutture tettoniche. Cenni di geologia strutturale
Escursione in un settore del F. Torino e realizzazione di una
carta geologica alla scala 1:10.000
Escursione in un settore del F Torino e realizzazione di una carta
geologica alla scala 1.10.000
Escursione in un settore del Foglio Susa: analisi di basamenti
polideformati
Escursione in un settore del Foglio Susa: analisi di basamenti
polideformati
Ore
Lez.
2
Ore
Esercit.
Totale Ore
CFU
2
2
3
2
4
3
8
8
8
8
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione):videoproiettore, carte geologiche. Aula cartografia del Galileo
Ferraris)
Materiale di consumo:
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso i docenti
• I testi base consigliati per il corso sono:Cremonini G (1985). Rilevamento Geologico. Pitagora Ed.
• E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:
• Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue: prova orale, incentrata sulla discussione di un elaborato cartografico prodotto dagli
studenti durante le escursioni e sulla descrizione di un Foglio Geologico alla scala 1:100.000 relativo ad un settore delle Alpi
Occidentali.
161
NOME CORSO/LABORATORIO
SELVICOLTURA
SSD (del Corso):AGR05
Numero codice:N8093
1. Docenza
Docente: prof. GIORGIO BUFFA
SSD BIO03
Dipartimento di Biologia vegetale
Tel.: 0116705972
Fax: 0116795962
e-mail:[email protected]
Docente: prof.
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Introdurre lo studente ai problemi di analisi e gestione degli ecosistemi forestali ai vari livelli necessari.
Creare una base tecnico-scientifica di Selvicoltura che gli consenta di interagire con le figure professionali
specializzate. Mostrare i contributi originali che il Naturalista può apportare alla materia trattata.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
CONOSCENZE DI BASE SULLE FORME E LE FUNZIONI DELLE
BOTANICA GENERALE CON LAB.
PIANTE LEGNOSE
PRINCIPALI FATTORI ECOLOGICI CHE CONDIZIONANO LE
ECOLOGIA VEGETALE
FITOCENOSI ARBOREE
NOZIONI SUI FLUSSI DI MATERIA E ENERGIA NEGLI
ECOLOGIA
ECOSISTEMI E RUOLO DEI PRODUTTORI PRIMARI
METODI DI ANALISI DI CAMPO E DI LABORATORIO PER
VALUTARE LE RISPOSTE DELLE SPECIE VEGETALI AD ALCUNI
FATTORI FONDAMENTALI (LUCE, ACQUA) E LA LORO
CAPACITÀ DI MOLTIPLICAZIONE/DISPERSIONE.
LABORATORIO DI ECOLOGIA
VEGETALE
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Capacità di analisi quali-quantitativa relativa alla funzionalità
degli ecosistemi forestali ed ai fattori chiave che su questa agiscono
Nozioni di base sui fenomeni successionali con particolare
attenzione alle fasi arboree
Comprensione degli effetti delle scelte di gestione selvicolturale
sugli aspetti naturali delle foreste
ANALISI DEI SISTEMI ECOLOGICI
TERRESTRI: ASPETTI VEGETALI
FITOGEOGRAFIA
PIANIFICAZIONE AMBIENTALE,
CONSERVAZIONE DEL SUOLO
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore):34
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore):
• Esercitazioni in campo (N.ore)4
• Esercitazioni teoriche (N.ore):
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Introduzione storica: Selvicoltura ed ecologia forestale. Storia
delle relazioni uomo-foresta. Albori e nascita dell’uomo.
Cambiamenti di uso dei prodotti, esplosioni demografiche.
Demografia umana, riflessi sull’ambiente e sulla foresta.
Ore
Lez.
2
Ore
Esercit.
Totale Ore
CFU
162
Problemi innescati dall’uso della risorsa legname: esempi storici.
La nascita della selvicoltura.
Le basi ecologiche della Selvicoltura: la dimensione mondiale del
problema. Aspetti commerciali e riflessi politici per la storia del
mondo e per l’assetto dei paesaggi. Il caso Italiano.
Definizioni di Bosco per i Geografi, i Botanici, gli enti di rilevanza
nazionale o internazionale.
Le basi per la comprensione dell’ecologia forestale. La Produttività
primaria e la risposta delle singole specie ai parametri ambientali.
Optimum e limiti di tolleranza; legge di Liebig e legge di Shelford.
Esempi per le principali specie forestali europee.
Stress, compensazione dei differenti fattori ecologici. Produttività e
biomassa. Distribuzione funzionale della biomassa negli stands
forestali.
Gli individui:Modelli di chiome. Strutture degli apparati radicali. 2
Risposte morfologiche ai fattori ambientali e plasticità nello
sviluppo della forma.
L’albero. Forma, velocità di crescita delle parti aeree. I getti e la
loro periodicità ed origine. Periodicità stagionali e tendenze nel
corso della vita della pianta. Gli anelli di crescita, il loro significato
ed i possibili utilizzi. Dendrocronologia, dendroecologia,
ricostruzioni climatiche mediante dendroecologia
Le popolazioni: I caratteri delle popolazioni. Età e classi di
maturità funzionale. Il problema degli organismi modulari. La
distribuzione spaziale e le sue cause. Densità grezza e densità
ecologica. Processi densità-dipendenti. La riproduzione, la
demografia delle popolazioni. La nascita: disseminazione, safe
sites, tipi di substrato, microtopografia, sterri, presenze di anomalie
al suolo come ceppaie, tronchi. Cause di morte. I riflessi nella
struttura delle popolazioni. Piramidi di età. Tavole alsometriche.
2
2
2
Genetica delle popolazioni forestali. Variabilità genetica ed
ambientale. Eredità non mendeliane.
Trasmissione di geni mitocondriali e plastidiali per via solo materna
o paterna. Dimostrazioni di ibridismo. Confronto fra il modello
ideale delle popolazioni panmittiche e i casi reali. Squilibrio
nell’incidenza riproduttiva dei differenti individui. Fattori locali ed
influenza sulla riproduzione.
Mobilità dei gametofiti e tipi di impollinazione. La selezione
efficace. Il contributo della competizione e di fenomeni che
implicano significative riduzioni dell’effettivo.
Tipi di selezione: stabilizzatrice, direzionale, divergente. Le
barriere riproduttive.
2
Flusso genico fra popolazioni. Ibridi e barriere. Superdominanza,
eterosi. Vantaggio ecologico di alleli rari. Problemi nella
delimitazione delle popolazioni e nella descrizione delle variazioni
spaziali e temporali dei caratteri genetici. Esempi. Selfing,
outcrossing, situazioni miste. Tasso di Allogamia nei differenti
ambienti forestali. Consanguineità. Depressione di Consanguineità.
Prevenzione del fenomeno nelle popolazioni naturali.
Differenziazioni fenologiche e incompatibilità geneticamente
controllate.
Caratteristiche peculiari degli alberi forestali: diversità ed
eterozigosi, flusso genico, allogamia.
Eliminazione della depressione di consanguineità per
autodiradamento.
Flusso genico interspecifico. Ibridazione. Esplorazione e conquista
di nuovi ambienti attraverso la sola diffusione del polline.
2
163
Le comunità vegetali: Le differenti visioni della
comunità vegetale. La visione organismica ed il suo opposto,
l’ecoide.
Le biocenosi. La composizione specifica e le proporzioni di
abbondanza delle specie. Indici e scale di abbondanza, basate su
copertura percentuale, LAI, Biomassa, Area basimetrica.
La biodiversità e le sue componenti. Indici di ricchezza,
equitabilità, dominanza, sintetici. Confronto fra diversità e stabilità.
Possibili relazioni con la produttività. Resilienza. Disturbo.
Confronto fra foreste temperate e foreste tropicali umide. Cause di
queste differenze.
Tipologie di comunità e criteri di base per le stesse. Criteri
floristici, morfologici, strutturali, struttura verticale. Il concetto di
sinusie. Struttura orizzontale. Pattern, modalità di riproduzione,
tessitura. Struttura temporale stagionale. I rapporti antagonistici e
mutualistici fra specie e le principali categorie di riferimento:
competizione, predazione, parassitismo, simbiosi, detritivoria,
commensalismo.
Il problema dei limiti delle comunità. Peculiarità degli ecotoni.
2
Metodi di analisi per la creazione di tipologie: analisi multivariata.
Tecniche di classificazione, di ordinamento. Relazioni fra set di
variabili e tecniche di ordinamento canonico. Strutturazione di
tabelle e tipologie. Analisi indiretta di gradiente e diretta.
2
Le variazioni temporali di lungo periodo. Successioni primarie e
secondarie. Metodo di studio sincronico e diacronico, storia del
territorio.
Le concezioni del fenomeno successionale nella storia del pensiero
ecologico. La concezione olistica, il policlimax, la teoria dello stato
stazionario. La descrizione oggettiva del fenomeno nella visione di
Odum. Il disturbo e la sua influenza. I modelli di interazione fra
specie lungo la successione secondo Connel e Slatyer. Le
successioni autogene ed allogene. Gli interventi selvicolturali e le
loro possibili interferenze con i fenomeni successionali. I tagli di
diradamento e di rinnovazione.
Le successioni regressive.
La vegetazione potenziale. Le serie di vegetazione. Associazioni
zonali e azonali. Associazioni finali, durevoli, transitorie,
specializzate, pioniere. Contatti seriali e contatti catenali.
2
Gli ecosistemi: I cicli negli ecosistemi. Bilancio ed allocazione dei
nutrienti nelle differenti parti delle comunità forestali. Flussi di
elementi fra le parti dell’ecosistema e scambi, quantificazioni.
Asporto negli ecosistemi agrari e forestali. La sostanza organica del
suolo, quantità, effetti sulla struttura e sulla fertilità, i principali
fattori che ne controllano il bilancio. Effetti del bosco sul clima e
sul ciclo dell’acqua. Il confronto fra i bacini a differente uso del
suolo. La permeabilità dei suolo in relazione alle coperture vegetali.
2
Tipologie forestali: Tipologie forestali. Opere di riferimento e tipi
di approccio. Le proposte di Pignatti per l’Italia.
La trattazione di Ellemberg della vegetazione medioeuropea.
Descrizione dei sistemi gerarchici proposti e metodologie di
creazione della struttura. Il problema della confrontabilità dei dati.
Conoscenze di base necessarie di tipo ecologico, floristico, relative
alla zonazione altitudinale, ai fenomeni dinamici, alla azione
antropica. Definizione dello spettro ecologico delle comunità
tramite valori indicatori delle specie.
Le specie indicatrici, caratteristiche, compagne.
2
Esempi di tipologie forestali di interesse per l’Italia ed in
2
164
particolare per la Regione Piemonte: La fascia “subatlantica” ed i
suoi tipi.
Informazioni generali sulle Faggete con e senza Abies alba. Altre
latifoglie di importanza nella vegetazione montana. Il contrasto fra
climi suboceanici e climi continentali nella fascia subatlantica, le
aghifoglie, formazioni a Pinus sylvestris e peccate montane.
Dinamismo delle varie comunità.
Selvicoltura: La Selvicoltura e la mediazione fra le esigenze
economiche e quelle ecologiche. I suoi effetti sull’ecosistema.
Selvicotura naturalistica e selvicoltura di produzione.
Le conoscenze preliminari relative ai fattori stazionali. La
descrizione del soprassuolo ed i suoi vari metodi. Tavole
alsometriche. Altezza media, dominante e statura. Metodi indiretti
basati su caratteri climatici, pedologici, stazionali.
La struttura per classi di età o per classi funzionali. I classici stadi
della fustaia: novelleto, spessina, perticaia, fustaia.
Classificazione sociale degli individui del soprassuolo: le varie
proposte di classi di dominanza e di classi selvicolturali.
Evoluzione delle tecniche di gestione delle fustaie, dal taglio a
scelta al taglio raso, sino alle tecniche di selvicoltura naturalistica.
Lo studio delle foreste vergini e le indicazioni selvicolturali che ne
derivano. Il governo a fustaia ed il problema della rinnovazione.
Il taglio a raso e le tecniche di mitigazione degli aspetti negativi. Le
caratteristiche degli orli. I tagli successivi.
I tagli a scelta colturale nelle fustaie disetanee. Metodi combinati.
Classificazione dei tagli nelle fustaie, scopo e conseguenze dei
diradamenti. Modelli di diradamento. Effetti dei diradamenti
sull’ecosistema.
2
2
Il governo a fustaia ed il problema della rinnovazione.
Il taglio a raso e le tecniche di mitigazione degli aspetti negativi. Le
caratteristiche degli orli. I tagli successivi.
I tagli a scelta colturale nelle fustaie disetanee. Metodi combinati.
Classificazione dei tagli nelle fustaie, scopo e conseguenze dei
diradamenti. Modelli di diradamento. Effetti dei diradamenti
sull’ecosistema.
2
La gestione a ceduo. La rinnovazione e la matricinatura. Cedui a
sterzo.
Ceduo composto. Il problema delle conversioni dei cedui
invecchiati.
Pratiche di gestione nei boschi di neoformazione.
Problemi di stabilità del bosco ed interventi selvicolturali. Danni da
fuoco, da vento, da utilizzazioni.
Selvicoltura e conservazione della natura.
2
Escursione in bosco misto di latifoglie in prossimità di Torino per
la durata di mezza giornata, dedicata a visualizzare in campo
aspetti trattati nel corso relativi alla parte di ecologia forestale e di
Selvicoltura
totale
34
4
4
34+4
4
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione):
Materiale di consumo:
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso:
• I testi base consigliati per il corso sono:P. Piussi, Selvicoltura, UTET
• E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:S. Pignatti, Ecologia
vegetale, UTET
165
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue:
Esame scritto a fine periodo didattico con 10-12 domande a risposta libera sui principali argomenti del corso. In alternativa
esame orale nelle diverse sessioni.
NOME CORSO/LABORATORIO
TECNICHE DI COMUNICAZIONE E DIVULGAZIONE
NATURALISTICA
SSD (del Corso): BIO 05
Numero codice: N8094
1. Docenza
Docente: prof. Elena Camino
SSD BIO 05
Dipartimento di Biologia animale e dell’uomo
Tel.: 011.6704659
Fax: 011.6704692
e-mail: [email protected]
Docente: prof.
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Sviluppare consapevolezza della responsabilità di una corretta e adeguata divulgazione delle scienze naturali per consentire ai cittadini d
formarsi una conoscenza critica e autonoma, e per promuovere l’assunzione di comportamenti responsabili.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
CONOSCENZE DI BASE DELLE DISCIPLINE DEL CORSO
GLI INSEGNAMENTI
DI STUDI
CARATTERIZZANTI DELLE
SCIENZE NATURALI
Preparazione di scuola secondaria
superiore (cultura generale)
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Capacità di riflessione critica sul processo di elaborazione
di nuove conoscenze scientifiche, e dei processi di
semplificazione / trasformazione nella divulgazione.
INSEGNAMENTI PROPOSTI NEI
Acquisizione di competenza nella ricerca e interpretazione
di materiale informativo – a livello specialistico e
divulgativo – su temi di interesse naturalistico
INSEGNAMENTI PROPOSTI NEI
Consapevolezza di alcune potenzialità e limiti delle varie
modalità e tecniche di divulgazione: video, testi, disegno;
musei, centri visite, ecc.
INSEGNAMENTI IN CORSI DI
CORSI DI LAUREA DI SECONDO
LIVELLO DI CARATTERE
SPECIALISTICO
CORSI DI LAUREA DI SECONDO
LIVELLO DI CARATTERE
SPECIALISTICO
STUDI PROFESSIONALIZZANTI
(GIORNALISTI, EDUCATORI,
OPERATORI DI CENTRI VISITE E
MUSEI ECC.)
166
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore):
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore):
• Esercitazioni in campo (N.ore)
• Esercitazioni teoriche (N.ore):
Il Corso è svolto prevalentemente con metodologie interattive: gli studenti partecipano, con lavori individuali e a piccoli
gruppi, ad attività di lettura, ricerca, discussione, “simulazione” , studi di casi. Si cerca – nei limiti del possibile – di invitare
alcuni ‘testimoni’ che abbiano una esperienza professionale in campi rilevanti per i temi trattati (responsabili di riviste
scientifiche, direttori di centri visite, esperti di fotografia / video / disegno naturalistici ecc. ), anche al fine di creare
possibilità di avvio di successivi tirocini e stages per gli studenti.
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Ore
Lez.
Ore
Esercit.
Totale Ore
Breve rassegna critica – con analisi di documenti – di
varie forme di comunicazione naturalistica: linguaggio,
immagini, filmati.
Luoghi e strumenti di divulgazione naturalistica:
giornali, riviste, televisione, musei, centri di
documentazione e centri-visite, sedi di aree protette, ecc.
Riflessioni e sperimentazioni: dalla costruzione di nuova
conoscenza scientifica alla divulgazione:
semplificazione, riduzione, manipolazione?
totale
3
6
9
3
6
9
3
6
9
9
18
27
CFU
2
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione):
o usuale strumentazione per lezioni (lavagna luminosa, proiettore video, microscopio con schermo) – ove e se
disponibili (presso il Dipartimento di Biologia animale e dell’uomo – sede di Via Accademia e di Via C.
Alberto).
o terminali con accesso al web (aula informatica del Dipartimento)
Materiale di consumo:
o Tabelloni, cancelleria, numeri di riviste di divulgazione scientifica, fotocopie di documenti
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione viene fornito in copia a un responsabile individuato tra gli studenti / ed è disponibile press
l’ufficio della docente
• I testi base consigliati per il corso sono:
o
•
Vengono forniti ogni anno indicazioni di testi, articoli scientifici specialistici e/o di divulgazione di recente pubblicazione e di attualità.
Non sono disponibili libri di testo.
E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:
•
o Materiale preparato dalla docente ogni anno: per lo più articoli da riviste di ricerca
scientifica e didattica, e copie di schemi proposti a lezione
Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
http://www.regione.piemonte.it/turismo/ecomusei/
http://www.parks.it/indice/ParcReg.html
The Natural history Museum London http://www.nhm.ac.uk/
Smithsonian Institute. National Museum of Natural history http://www.mnh.si.edu/
Natural History Museum Los Angeles http://www.nhm.org/
Musée National d’Histoire naturelle Paris http://www.paris.org/Musees/HistNat/
Musée de la villette Paris http://www.villette.com/
Museo di storia naturale di Genova
http://www.comune.genova.it/turismo/musei/naturale/naturale.htm
Museo di storia naturale di Firenze http://www.unifi.it/msn/
167
8. Modalità di verifica/esame
La verifica si svolge, di norma, come segue:
Preparazione di un elaborato scritto (sui temi trattati e di riflessione sul proprio livello di comprensione e gradimento) e prova final
(colloquio orale).
NOME CORSO
TUTELA DELLE RISORSE VEGETALI
SSD (del Corso):…BIO/03
Numero codice:…N8095
1. Docenza
Docente: prof. Franco Montacchini
SSD BIO/03
Dipartimento di Biologia vegetale
Tel.: 011/6705976
Fax: 011/6705962
e-mail: [email protected]
Docente: prof.
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Capacità di valutare la criticità delle specie e dei popolamenti sul territorio e di proporre interventi adeguati di conservazione “in situ” e
“ex situ”.
Conoscenza delle leggi e delle problematiche di tutela, sia a livello regionale, sia a livello nazionale e internazionale.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
RICONOSCIMENTO DELLE PIANTE
CONOSCERE I FUNGHI E LE LORO POSSIBILITÀ DI SIMBIOSI
BOTANICA SISTEMATICA
BOTANICA SISTEMATICA E
CONOSCERE LA ANATOMIA DELLE PIANTE
BOTANICA GENERALE
ECOLOGIA VEGETALE
GENERALE
CONOSCERE LE CARATTERISTICHE ECOLOGICHE DELLE
SPECIE E DEI POPOLAMENTI
CONOSCERE I RAPPORTI PIANTE-FATTORI AMBIENTALI
ECOLOGIA VEGETALE
competenze attese (in uscita)
Conoscere gli strumenti di tutela a livello regionale e nazionale
Conoscere il funzionamento dei parchi regionale e nazionali
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
LAUREA SPECIALISTICA AGAM
LAUREA SPECIALISTICA AGAM
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 33
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore): 6
• Esercitazioni in campo (N.ore)
• Esercitazioni teoriche (N.ore): -
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Ore
Ore
Totale Ore
CFU
168
La tutela della biodiversità: tutela passiva
Leggi sui parchi
Regolamenti nazionali e internazionali (CITES)
Liste rosse
Tutela attiva: conservazione ex situ , banche semi
Esempi di interventi attivi di conservazione, ripristino in
ambito nazionale e internazionale
Totale
33
Lez.
8
8
4
4
6
Esercit.
3
6
6
4
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Dipartimento Biologia vegetale
Materiale di consumo:
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso:
R. B. Primach, L. Carotenuto – 2003- Conservazione della natura- Zanichelli, Bologna.
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue: prova orale.
NOME CORSO/LABORATORIO :FONDAMENTI DI VALUTAZIONE
D’IMPATTO AMBIENTALE
SSD (del Corso):… …BIO/07-GEO/04………………
Numero codice:N8044
1. Docenza
Docente: prof. Francesca Bona
SSD BIO/07
Dipartimento di Biologia animale e dell’uomo
Tel.: 011 6704740
Fax: 011 6704732
e-mail: [email protected]
prof. Roberto Ajassa
SSD: GEO/O4 Dipartimento di Scienze della
Terra
Tel.: 011 6705101
Fax: 011 6705146
e-mail: [email protected]
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
il corso si propone di fornire le conoscenze necessarie ad una corretta impostazione dello Studio di Impatto Ambientale, di
applicazione delle metodologie di analisi e di valutazione utilizzabili per la sua esecuzione, nonché dell’individuazione di
possibili interventi di mitigazione: si articola in una parte generale sul sui metodi e in una parte applicata, sviluppata mediante
la presentazione di un caso studio.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
Conoscenza elementare dell’inglese scientifico
Nozioni fondamentali di Ecologia e di Geografia Fisica
Nozioni fondamentali di Chimica e Fisica
Competenze attese (in uscita)
L’allievo dovrà essere in grado, a partire dall’analisi del progetto, di
affrontare le problematiche relative alla corretta impostazione del
procedimento di analisi e di valutazione degli impatti sull’ambiente
connessi alla realizzazione del progetto stesso (con particolare
INSEGNAMENTI FORNITORI
Inglese
Ecologia, Ecologia animale, Ecologia
vegetale, Ecologia applicata, Geografia,
Biomonitoraggio
Chimica e Fisica
INSEGNAMENTI FRUITORI
Conservazione della natura e delle sue risorse
169
attenzione alle componenti naturali fisico-biologiche e paesaggistiche).
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore):36
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Ore
Lez.
2
Presentazione del corso e articolazione degli argomenti. Generalità
Ore
Esercit.
Totale Ore
CFU
sulle procedure di valutazione ambientale
2
2
Il modello DPSIR ; la struttura di un SIA; le matrici d’impatto
Metodi per le valutazioni ambientali: uso degli indicatori e
4
costruzione degli indici
2
Le componenti ambientali: gli ecosistemi e il paesaggio come
ecomosaico (con cenni ai corridoi faunistici)
6
FAUNA, VEGETAZIONE E FLORA
Ambiente idrico: fonti di pressione , impatti, indicatori
2
RUMORE E VIBRAZIONI, CAMPI ELETTROMAGNETICI
1
RADIAIZONI E SALUTE PUBBLICA
1
Suolo e sottosuolo
8
NORMATIVA
VIA, VAS, VIEC
;
RUOLO DEI DIVERSI
“ATTORI” 4
(PROPONENTE, ARPA, MINISTERO)
Analisi di un caso studio
totale
6
36
0
0
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
Strumentazione (indicare anche la localizzazione): Videoproiettore aula Lessona
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: sito di Scienze Naturali
E’ fortemente consigliato l’utilizzo materiale per approfondimenti e integrazioni, come articoli vari e relativi al caso studio
presentato, che verrà indicato o messo a disposizione nel corso delle lezioni.
8. Modalità di verifica/esame
L’esame, di norma, consiste in un colloquio orale che comprende la parte teorica e la discussione relativa al caso studio
affrontato.
170
NOME CORSO
ZOOLOGIA SISTEMATICA
SSD (del Corso):… ……………………
Numero codice:………………………..
1. Docenza
Docente: prof. Daniela Pessani
SSD
Dipartimento di Biologia animale e dell’uomo
Tel.: 011-6704750
Fax: 011-6704732
e-mail: [email protected]
Docente: prof.
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Comprendere la diversità del mondo animale (dai Protozoi ai Cordati, excl. i Vertebrati) che, attraverso un processo di
complicazione, affinamento ed evoluzione delle strutture interne, delle funzioni vitali, della morfologia tutta, porta alla
piena coerenza tra i molteplici “modelli” animali e l’ambiente occupato.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
CONOSCENZE DI BASE SUL CONCETTO DI CELLULA, TESSUTO,
ORGANO, ORGANISMO, SULLA RIPRODUZIONE CELLULARE (IN
PARTICOLARE) ED ANIMALE (IN GENERALE), SUI PROCESSI
VITALI FONDAMENTALI E LE STRUTTURE CONNESSE
ZOOLOGIA (GENERALE)
CONCETTI DI BASE SU IONI, MOLECOLE, CONCENTRAZIONE
SALINA, OSMOSI, PERMEABILITÀ, ….
CHIMICA GENERALE ED
MOLECOLE ORGANICHE STRUTTURALI (ZUCCHERI, LIPIDI,
PROTEINE)
DINAMICA DEI FLUIDI, CONCETTI DI OTTICA
CONCETTI DI BASE SULL’AMBIENTE (IN PARTICOLARE
ACQUATICO) OCCUPABILE DA ORGANISMI ANIMALI
CHIMICA ORGANICA
INORGANICA
FISICA
ECOLOGIA
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
competenze attese (in uscita)
Comprendere e riconoscere la diversità animale; conoscere il percorso
evolutivo nel mondo animale
ANATOMIA COMPARATA,
FISIOLOGIA, BIOLOGIA EVOLUTIVA
DEI VERTEBRATI, PALEONTOLOGIA,
ECOLOGIA, ECOLOGIA APPLICATA,
BIOMONITORAGGIO, BIOLOGIA
MARINA …….
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 36
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Ore
Totale Ore
CFU
171
Finalità del corso. Elementi di Protozoologia: I principali phyla di
Protozoi (Mastigofori e Ciliofori). Passaggio dalla uni alla
pluricellularità
L’organizzazione cellulare: Placozoi e Poriferi. diblastici e
l’organizzazione tissutale: Cnidari (la colonialità negli Idroidi, il
nuoto nelle meduse, i complessi scheletri degli Antozoi) e
Ctenofori
La comparsa della triblasticità, degli organi e degli apparati: gli
Acelomati (Platelminti, Gnatostomulidi, Nemertini). La cavità
interna negli Pseudocelomati.
Gastrotrichi, Kinorinchi, Loriciferi, Rotiferi, Nematodi e
l’adattamento alla vita interstiziale. Nematomorfi. Priapulidi,
Endoprocti.
La comparsa del celoma. I Molluschi e l’origine e sviluppo della
conchiglia.
Animali monomerici: cenni a Sipunculidi ed Echiuridi. Verso la
metameria (i Pogonofori). La metameria ed il movimento negli
Anellidi. I Preartropodi: Tardigradi, Onicofori
La comparsa degli Artropodi: Chelicerati e la possibilità di vivere
sulla terra. Crostacei e diversificazione morfologica. Unirami e la
conquista dell’ambiente terrestre ed aereo
Passaggio ai Deuterostomi: Lofoforati (Foronidei, Brachiopodi,
Briozoi). Chetognati.
Echinodermi e peculiarietà strutturali. Verso i Cordati: Emicordati e
faringe fessurata
L’acquisizione delle corda: Urocordati e Cefalocordati. Filogenesi
dei diversi phyla incontrati; rapporti, teorie, quadro d’insieme.
Modelli di alberi filogenetici; elementi riassuntivi della filogenesi
dei Metazoi
totale
Lez.
4
4
5
5
3
3
2
2
4
4
4
4
6
6
2
2
4
4
2
2
36
4
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
• Strumentazione (indicare anche la localizzazione): lavagna, lavagna luminosa, video-proiettore, PC (aula di lezione
utilizzata)
• Materiale di consumo: fotocopie dei lucidi mostrati a lezione
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso: la biblioteca del Dipartimento di Biologia animale e dell’uomo (in parte) e
il Docente del Corso
• I testi base consigliati per il corso sono:
• A.A. vari, 1994. Lineamenti di Zoologia sistematica. Zanichelli ed.
• BRUSCA R.C. & G.J. BRUSCA, 1996. Invertebrati. Zanichelli ed.
• RUPPERT E.E. & R.D. BARNES, 1997. Zoologia: Gli Invertebrati. Piccin ed.
• HICKMAN C.P, LARRY S.R. & LARSON A., .2003. Diversità animale. McGraw-Hill ed.
Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse: http://www.atlantezoolinv.unito.it/
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma: oralmente
172
NOME CORSO/LABORATORIO
ZOOLOGIA APPLICATA SSD
(del Corso):SCIENZE NATURALI e SCIENZE
BIOLOGICHE
Numero codice:…BIO 05……………………..
1. Docenza
Docente: prof. CELEBRANO GIOVANNA
SSD
Dipartimento di Biologia Animale
Tel.: 011/670.4734
Fax: 011/670.4732
e-mail:[email protected]
Docente: prof.
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Comprensione dell’importanza del mantenimento della biodiversità
Comprensione delle biotecnologie animali
Comprensione dei metodi di studio degli animali in cattività e in natura
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
CONOSCENZA DELLA ZOOLOGIA GENERALE
CONOSCENZA DELLAGENETICA
ZOOLOGIA GENERALE
GENETICA
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
Importanza degli allevamenti e salvaguardia delle razze autoctone
ECOLOGIA, ETOLOGIA.
Importanza delle biotecnologie nella salvaguardia delle specie
L’uso delle biotecnologie applicate sugli animali per risolvere
problemi legati all’agricoltura, alla farmacologia, alla salute
umana
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 28
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore):
• Esercitazioni in campo (N.ore) 6
• Esercitazioni teoriche (N.ore): 2
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Le razze autoctone piemontesi: allevamenti e tecnologie.
L’Embryo transfer
La BSE e la scrapie
Ore
Lez.
6
Ore
Esercit.
4
2
Totale Ore
CFU
173
La clonazione e la clonazione terapeutica: applicazioni
Lo xenotrapianto. Gli animali transgenici
Insetti dannosi: lotta chimica e biotecnologia.
Studio di una specie animale in natura e in cattività
totale
8
2
8
6
28
6
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione):
Materiale di consumo: CD, FOTOCOPIE
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso:
• I testi base consigliati per il corso sono: Purves W.K. e alii. La Biologia degli Animali
• E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:
•
Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:www.cilea.it
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue: Preparazione di una ricerca bibliografica su un argomento di interesse scelto dallo
studente. Colloquio orale.
NOME CORSO/LABORATORIO
ZOOLOGIA GENERALE
SSD (del Corso): BIO/05
Numero codice:…N8111
1. Docenza
Docente: prof. CELEBRANO GIOVANNA
SSD BIO/05
Dipartimento di Biologia Animale
Tel.: 011/670.4734
Fax: 011/670.4732
e-mail:[email protected]
Docente: prof.
SSD
Dipartimento di
Tel.:
Fax:
e-mail:
2. Finalità (obiettivi di apprendimento):
Acquisizione delle informazioni biologiche di base. Comprensione dei meccanismi che portano alla
biodiversità animale. Importanza dell’evoluzione.
3. Pre-requisiti in ingresso e competenze attese in uscita
PRE-REQUISITI (IN INGRESSO)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FORNITORI
NOZIONI BASE DI CHIMICA
NOZIONI BASE DI BIOLOGIA E GENETICA
CHIMICA GENERALE E INORGANICA
CHIMICA ORGANICA E BIOCHIMICA
BIOLOGIA GENERALE
competenze attese (in uscita)
EVENTUALI INSEGNAMENTI
FRUITORI
La biodiversità animale, l’evoluzione della diversità, linee base di
organizzazione e classificazione. La filogenesi
ZOOLOGIA SISTEMATICA,
ECOLOGIA, ETOLOGIA
174
4. Metodologia didattica
La metodologia didattica impiegata consiste in:
• Lezioni frontali (N.ore): 32
• Esercitazioni di laboratorio (N.ore):
• Esercitazioni in campo (N.ore)
• Esercitazioni teoriche (N.ore): 4
5. Programma, articolazione e carico didattico
Argomento
Le macromolecole biologiche, il codice genetico, la struttura
cellulare, il ciclo e il metabolismo cellulare, Nozioni di genetica
Riproduzione e sviluppo. I vari aspetti della riproduzione. La
determinazione del sesso i differenziatori sessuali.
L’intersessualità
La classificazione degli animali. Il concetto di specie. Lo studio
della specie. La teoria dell’evoluzione. Le prove dell’evoluzione.
La selezione naturale, artificiale, stabilizzante e direzionale. La
filogenesi
totale
Ore
Lez.
6
Ore
Esercit.
10
2
16
2
32
Totale Ore
CFU
4
6. Materiale per lezioni e esercitazioni:
•
•
Strumentazione (indicare anche la localizzazione):
Materiale di consumo: CD, FOTOCOPIE
7. Materiale didattico
Il materiale didattico presentato a lezione è disponibile presso:
• I testi base consigliati per il corso sono:Sarà M. Zoologia. Purves W.K. e alii. La Biologia degli Animali
• E’ fortemente consigliato l’utilizzo del seguente materiale per approfondimenti e integrazioni:Cleveland P. et alii.
Diversità Animale
• Infine sono di seguito indicati siti internet di interesse:
8. Modalità di verifica/esame
L'esame si svolge, di norma, come segue: due test scritti e colloquio orale
175
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