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Modalità Brontolo: quando la critica non è sempre
appropriata
ALBUM IN VETRINA (Gold prog standard di
L’U&L’O)
COME FARE per accedere al Teatro delle Ombre
Dai Frasan Galaglav un’opera Fantasmixata
La musica la prendo da Jamendo: Catherine Corelli
Anche dopo l’Estate è sempre tempo di jazz:
Summer Jazz 2012 by Jazz Friends
ECCO A VOI LA WINTER COMPILATION
2013
Un giradischi solo e disperato - di Ribes
SUPERALBUM IN VETRINA (Revisited di Antonio
Fiorillo e Lorenzo Corti)
INTRODUZIONE
Le abituali rubriche “Penna Jazz” e “Universo New Age” non le troverete in questa newsletter.
Non sono state affatto soppresse, riprenderanno dal prossimo numero. E proseguiremo anche con la
gettonata rubrica “Music Makkeroni” e altre rubriche occasionali. Ovviamente abbiamo dato spazio alla
Winter Compilation 2013. A tutti gli artisti che hanno collaborato per il progetto va il nostro
ringraziamento e rendiamo noto che è già iniziato il percorso per una nuova compilation.
Come sempre auguriamo buona lettura ed aggiungiamo anche gli auguri di Buone Feste. Ah.. già !
avete notato il colore dello sfondo ? Il 2013 avrà il verdolino. Verde… “speranza”… Speriamo che il 2013
sia un anno migliore.
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(A cura di Condominio)
Rivangando un antico proverbio…
“non sempre le ciambelle escono con il buco”. Ora bisogna
capire, mettendosi nei panni di chi ha prodotto la ciambella, se effettivamente voleva fare una
ciambella (con il buco) oppure se volutamente il buco non era stato previsto e pertanto il
prodotto non è una “forma” di ciambella, ma nella sua “sostanza” è altrettanto squisito, oppure
no. Come dire che non ci si può fermare sulle apparenze, ma neppure sulla sostanza, perché chi
ha fabbricato il dolcetto (che a questo punto non è più la ciambella) lo ha fatto in piena libertà
creativa ed allora ha utilizzato ingredienti forse fuori dalla tradizionale ricetta, ma non per questo
meno stuzzicanti ed appetitosi.
Qui però non parliamo di ciambelle, di dolcetti e tanto meno di ingredienti, ma vogliamo parlare
di musica (di chi la fa, di chi la ascolta e di chi ritiene di dover dare un giudizio su ciò che
ascolta...).
La nostra ricerca si sviluppa attraverso un “viaggio sitografico guidato” e per prima cosa ci
soffermiamo su quanto abbiamo trovato in http://digilander.libero.it/initlabor/musicalinguaggio/musica-e-linguaggio1.html “...Non si è sempre sostenuto infatti, che la musica è un
linguaggio universale, universalmente comprensibile a tutti gli uomini, per vie intuitive, emotive o
sentimentali? Ma è proprio un linguaggio, la musica, di cui si possono enunciare le regole
grammaticali e sintattiche, come di un qualsiasi altro linguaggio verbale? Per quanto vago una
parola ha un senso proprio (o anche più di uno); se ad esempio consideriamo la parola –albero-,
essa non indica un albero preciso ma comunque il concetto di –albero-; in altri termini, mentre il
concetto di –albero- non si può confondere con un –fiore-, in musica un accordo, una nota non
significano niente in quanto non si trovano in un contesto, o meglio, non si trovano in una
grammatica. La musica infatti, può solo fare allusione ad altre cose, ma non può rinviare che a
se stessa”.
Prendiamo dunque atto di questo paradigma, con la consapevolezza che se un compositore,
premessa la sua incline indipendenza dagli schemi convenzionali, vuole musicalmente esprimere
il concetto di –vento- non sempre dovrà allora avvalersi dell’impiego di strumenti aerofoni come
magari potrebbe essere dagli altri atteso. Perché, è vero, la maggior parte delle persone si
attende di ascoltare quello che meglio risponde ai propri schemi mentali. Facciamo allora un altro
esempio, forse banale e non sempre orientato al significato allegorico… Se vedi la copertina di un
disco in cui tre uomini di colore suonano la tromba, il sax, il contrabbasso ti aspetti di sentire poi
qualcosa di jazz ? E se nella copertina invece ci sono dei bike rider in primo piano, vestiti di pelle
e con espressione alquanto aggressiva, ti aspetti necessariamente di ascoltare qualcosa di duro
rock ? (La Scienza della comunicazione potrebbe dire di sì ed anche la Scienza del Marketing
potrebbe affermare che devi chiaramente rappresentare il prodotto che vuoi vendere, per
ottenere il successo di vendita)…
Ma noi non vogliamo vendere nulla e vogliamo invece considerare i fattori condizionanti che
spesso sono alla base degli atteggiamenti critici, a volte anche ipercritici di alcuni che
improvvisandosi “critici”, in una Comunità Virtuale, ascoltano e giudicano i lavori musicali prodotti
da altri, non professionisti, che in qualche modo sperimentano e “si sperimentano”. Ed allora
abbiamo interpellato la psicologa dott.ssa Bruna Z. che ci ha orientato nel proseguimento
della nostra ricerca rimandandoci alla lettura di una breve, ma esaustiva trattazione riguardo
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gli stereotipi ed i pregiudizi http://www.sapere.it/sapere/strumenti/studiafacile/psicologia-
pedagogia/Psicologia/La-psicologia-sociale/Stereotipi-e-pregiudizi.html
“Alla base di atteggiamenti non basati sull'esperienza diretta vi sono spesso stereotipi e
pregiudizi. Per la psicologia sociale uno stereotipo corrisponde a una credenza o a un insieme
di credenze in base a cui un gruppo di individui attribuisce determinate caratteristiche a un altro
gruppo di persone.
GLI STEREOTIPI
Gli stereotipi assomigliano molto dunque a degli schemi mentali. Nella maggioranza dei casi per
valutare o prevedere il comportamento di una persona ricorriamo a degli stereotipi. Utilizzando
uno stereotipo per valutare una persona noi non facciamo altro che utilizzare come scorciatoia
mentale l'ipotesi che chi rientra in una determinata categoria avrà probabilmente le
caratteristiche proprie di quella categoria.
D'altra parte uno stereotipo non si basa su una conoscenza di tipo scientifico, ma piuttosto
rispecchia una valutazione che spesso si rivela rigida e non corretta dell'altro, in quanto
attraverso gli stereotipi si tende in genere ad attribuire in maniera indistinta determinate
caratteristiche a un'intera categoria di persone, trascurando cioè tutte le possibili differenze che
potrebbero invece essere rilevate tra i diversi componenti di tale categoria. Occorre tuttavia
ricordare, sulla base di quanto detto poco sopra sulla somiglianza tra stereotipi e modelli mentali,
che non necessariamente tutti gli stereotipi sono negativi: ad esempio, lo stereotipo che gli
anziani hanno i capelli bianchi non ha una connotazione negativa, e se utilizzato tenendo conto
che possono anche esistere eccezioni (vivendolo dunque non come “tutti gli anziani hanno i
capelli bianchi” ma “molti anziani hanno i capelli bianchi”), può anche rivelarsi un'utile strategia
cognitiva. In effetti se considerati come delle generalizzazioni che possono rivelarsi
approssimative, gli stereotipi dimostrano di potersi rivelare, così come gli schemi mentali, delle
valide strategie mentali.
Può essere utile riflettere sul come e sul perché tendiamo a creare degli stereotipi, anche se
spesso essi si rivelano nient'altro che concezioni errate. In parte molti dei nostri stereotipi sono
mutuati culturalmente (come quelli legati alla differenza uomini/donne, oppure relativamente al
carattere o ai difetti di certe popolazioni), e ci spingeranno ad etichettare certi atteggiamenti in
maniera diversa a seconda dell'attore coinvolto per rimanere coerenti con lo stereotipo di base.
Ad esempio, se condividiamo lo stereotipo che le donne siano meno brave degli uomini
nell'impiegare il computer, interpreteremo come mancanza di competenza un errore che causa
l'arresto del sistema operativo da parte di un'amica o di una collega, mentre vedremo come una
distrazione lo stesso errore commesso da un amico o un collega. Al contrario vedremo come
eccezioni che confermano la regola, una donna particolarmente a suo agio con questioni
informatiche o un uomo che non è in grado di utilizzare un computer, senza rischiare così di
dover mettere in forse lo stereotipo di riferimento. Gli studi sulla memoria hanno anche
dimostrato come tendiamo a ricordare meglio e con più precisione episodi che confermano le
nostre credenze e a dimenticare o sfumare quelli che le contraddicono; inoltre, dal punto di vista
cognitivo, le persone tendono a dare un peso maggiore alle prove che confermano le proprie
ipotesi piuttosto che a quelle che le contraddicono.
I PREGIUDIZI
Similare alla connotazione più negativa di uno stereotipo, in psicologia un pregiudizio è
un'opinione preconcetta concepita non per conoscenza precisa e diretta del fatto o della persona,
ma sulla base di voci e opinioni comuni. Il significato di pregiudizio è cambiato nel tempo: si è
passati dal significato di giudizio precedente a quello di giudizio prematuro e infine di giudizio
immotivato, di idea positiva o negativa degli altri senza una ragione sufficiente (il pregiudizio è in
tal senso generalmente negativo). Bisogna anche distinguere il concetto errato dal pregiudizio:
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un pensiero infatti diventa pregiudizio solo quando resta irreversibile anche alla luce di nuove
conoscenze.
Un pregiudizio può essere considerato un atteggiamento e come tale può essere trasmesso
socialmente, e ogni società avrà dei pregiudizi più o meno condivisi da tutti i suoi componenti.
Inoltre – riflessione valida anche nel caso degli stereotipi – tendiamo a formare i nostri pregiudizi
soprattutto relativamente a persone appartenenti a un gruppo diverso dal nostro, di cui
necessariamente avremo una conoscenza meno approfondita, e di cui saremo quindi meno in
grado di vedere differenziazioni interne. Le ricerche sociologiche hanno anche posto in evidenza
come le persone inserite, anche arbitrariamente, in un gruppo tendono ad accentuare le
differenze che portano ad una distinzione del gruppo di appartenenza rispetto agli altri, e a
cercare quindi di favorire il proprio gruppo.
Spesso il nutrire pregiudizi relativamente a determinate categorie di persone porta, come
evidenziato parlando degli atteggiamenti, a modificare il nostro comportamento sulla base delle
nostre credenze, con la conseguenza di creare condizioni tali per cui ipotesi formulate sulla base
di pregiudizi si verificano (profezie che si auto-avverano). Naturalmente questi comportamenti
porteranno poi al rafforzamento degli stereotipi stessi. Ad esempio, se per un qualche motivo
Amilcare si è convinto che i toscani sono persone estremamente litigiose, incontrando il cugino
livornese di Matilde assumerà probabilmente un atteggiamento più provocatorio, intendendo
difendersi dagli “inevitabili” attacchi che si aspetta. Ma questo suo atteggiamento sarà visto
come ostile e ingiustificato dal cugino toscano che a sua volta si metterà sulla difensiva nei
confronti di Amilcare, che lo percepirà come litigioso, rafforzando di conseguenza il suo
pregiudizio.
È possibile eliminare i pregiudizi? Non si tratta di un'impresa facile, in quanto i pregiudizi, come
abbiamo visto, sono determinati da una serie di concause che hanno le loro radici nel sociale e
possono quindi vantare una forte influenza sugli individui. Favorire contatti tra gruppi diversi,
migliorare la conoscenza delle persone che per qualche motivo vengono percepite come
“diverse” può servire a ridurre i pregiudizi, ma naturalmente occorre che le persone siano
effettivamente disposte a rivedere le proprie convinzioni.
Riguardo le persone che demoliscono tutto e tutti, in altre parole gli IPERCRITICI,
come dobbiamo affrontare la cosa ? La dott.ssa Bruna Z. ci indica un altro riferimento
sitografico del tutto serio (Riza Psicomatica) http://www.riza.it/psicologia/tu/2410/comedifendersi-dai-giudizi-degli-altri-e-rinforzare-l-autostima.html
Autostima: ecco come sopravvivere agli ipercritici
"Stai sbagliando tutto"; "Se fai così non vali niente"; "Sei sempre il solito"; "Non hai ambizione",
"Mi hai deluso". Sono solo alcuni degli "attestati di disistima" con cui a volte le persone che ci
circondano, siano essi famigliari amici o conoscenti, tentano di condizionare la nostra vita.
Persone ipercritiche che hanno sempre da dire sul nostro modo di essere e agire e che, se glielo
permettiamo, possono influenzare molto negativamente la nostra esistenza, compromettendo la
nostra autostima. Ecco perché se sentiamo di essere sotto pressione, dobbiamo impedire che ciò
accada. Questo è possibile fin da subito, se consideriamo che questa situazione di giudizio
continuo è stata creata... anche da noi. Vediamo come.
Autostima: critiche sì, ma... costruttive.
Una critica ferisce solo chi lo permette, chi cioè è "in guerra" con parti del proprio carattere che
preferisce nascondere a sé e agli altri, giudicandole gravemente sbagliate. Di fronte alla critica,
chi coltiva questa "personalità negata" si sente subito colpito in una "zona sensibile", si mette
sotto accusa e, in definitiva, è tutto sommato d'accordo con la critica che gli viene fatta, per cui
finisce per esserne schiacciato. Non ha insomma valide difese da opporre. Spesso, inoltre, chi
subisce distruttivamente le critiche è una persona che, a sua volta, critica spesso e volentieri gli
altri, senza però riuscire a esprimere verbalmente i propri giudizi e tenendosi tutto dentro.
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La tecnica che vi proponiamo ha lo scopo di sviluppare la serena consapevolezza di sé che è la
base dell' autostima. Questa vince l'insicurezza e ci fa uscire dal circolo vizioso delle critiche e
delle autoaccuse.
Autostima: la tecnica per riconquistare la consapevolezza di sé
Prendi un notes e da oggi, per una settimana, trascrivi, quando ti è possibile, tutti i giudizi e le
critiche sugli altri e su te stesso che fai - anche solo mentalmente - durante la giornata. Scrivi e
chiudi subito il notes senza rileggere. Al settimo giorno aprilo e osserva la tua "produzione". Ti
accorgerai di quanto il tuo pensiero sia inquinato da giudizi continui che t'impediscono una
visione diretta della realtà e di quante critiche ti fai che coincidono con quelle che ricevi.
Nella settimana successiva raccogli e trascrivi, con lo stesso metodo, le critiche che ti vengono
fatte da altri, in ogni ambito, e al settimo giorno rileggile e "contemplale". Ti accorgerai che non
sono di più di quelle che hai pensato tu stesso e che riguardano aspetti del tuo carattere e della
tua vita che tu stesso senti problematici e irrisolti.
Dunque abbiamo capito… “universo di critici e criticato”. Ma per i soggetti ipercritici,
c’è modo di poterli aiutare? Ed allora ci risponde Franz Asio, nella sua dimensione
bionaturale, che ci suggerisce un interessante affrontabile rimedio tratto da:
http://rimedifloreali.it/stati-danimo/1189/gli-ipercritic/
“Trovarsi accanto ad una persona che sta attraversando uno stato di intolleranza e ipercritica e’
molto difficile da sopportare! Queste persone sembrano arrabbiate con il mondo, non fanno altro
che criticare tutto e tutti, sono sprezzanti, presuntuose, saccenti e indisponenti. Sono persone
pignole che cercano il pelo nell’uovo, giudicano gli errori degli altri in modo troppo rigoroso. Ma
cosa c’e’ dietro tutta questa ostilità? In realtà le persone che vivono emozioni così negative
hanno in dono un grande senso della giustizia e un’ottima capacità analitica. Per trasformare il
loro caratteraccio in un atteggiamento tollerante, comprensivo e positivo possiamo avvalerci di
un Fiore di Bach (che non c’entra nulla con Johann Sebastian Bach): Beech. Questo fiore
insegna a guardarsi dentro accettando i propri difetti e le proprie debolezze, in tal modo si
potranno accettare anche i lati deboli degli altri. E’ probabile che le persone che vivono questo
stato emotivo soffrano di irrigidimenti della schiena o della cervicale per via dell’atteggiamento
intransigente che li caratterizza, assumendo Beech riusciranno a relazionarsi con gli altri senza
più dare giudizi taglienti e lapidari e saranno persone più comprensive e più piacevoli perché
avranno imparato che la loro capacità di giudizio potrà essere utile al prossimo e non distruttiva”.
Se ciò che ha composto un Music-Makkerone non ti aggrada o non è per te un
risultato tecnico brillante, è meglio lapidarlo o cercare di capire il significato del suo
lavoro ? Allora ci viene ancora in aiuto la dott.ssa Bruna Z….
L’empatia è la capacità di comprendere ciò che un'altra persona sta provando a livello emotivo.
L'empatia designa un atteggiamento verso gli altri caratterizzato da uno sforzo di comprensione
intellettuale dell'altro, lasciando fuori attitudini personali, come simpatia e antipatia e giudizi
morali.
Hai doti empatiche molto alte se sai metterti nei panni dell’altro e non desideri "giudicare". Prima
ancora di “capire”, sei in grado di “sentire” le emozioni degli altri, reagendo con apertura, fiducia,
trasparenza, sensibilità. Sai comprendere gli stati d'animo dell’altra persona, immedesimarti con
le sue emozioni, sintonizzarti su ciò che sente l'altra persona.
I “lapidati in parte” o i “promossi” possono in qualche modo fare un punto della
situazione ? Ci risponde allora il direttore di EJ, esperto music makkerone…
“Suggerisco una cosa molto semplice da fare…richiede un approccio statistico…è quello che
anche le strategie di Marketing suggerirebbero…Siccome qualsiasi cosa in musica fai non può di
norma raggiungere il 100% dei gradimenti (ma vale per qualsiasi prodotto), considera la
tendenza dei commenti positivi, escludendo, senza farti problemi, i “giudizi degli ipercritici”
soprattutto se gli ipercritici sono poi sempre gli stessi per ogni cosa che tu fai o che gli altri
fanno. Aumenterai la tua autostima. Abbi però cura di stimare le valutazioni in positivo che
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dovrebbero perlomeno aggirarsi attorno al 80% e se ti arriva qualche consiglio “tecnico” da parte
di musicisti “carismatici” che lo fanno con il cuore e con il sincero desiderio di aiutarti a
migliorare…sei libero di prenderlo in considerazione o meno…
In conclusione, dice Asio, per i proponenti-compositori “Agite sempre nel modo che più ritenete
vicino al vostro modo originale di proporvi e che maggiormente rappresenta la vostra creatività e
la vostra espressione artistica”.
In conclusione, dice la dott.ssa B runa Z. per i critici: non uccidete la libertà di espressione, ma
cercate di comprenderla e se siete persone “tecnicamente” competenti non limitatevi a vedere
quello che c’è in negativo in una composizione, ma cercate di sostenere quello che va valorizzato
in positivo e semmai va migliorato. E se ciò che ascoltate non vi piace, nel rispetto della libertà
del piacimento, anziché offrire sentenze del tipo “Sorry, non è il mio genere…”, lasciate perdere.
GOLD PROG STANDARD 2012
L’Uomo e L’Ombra
2013 – Disco Zen One
Genere: rock progressivo
77:55
Tracklist: 01) Soldiers and Dolls Suite, Inedito remix - 02) At the end of
secret tales - 03) Zag, contrasti di luce - 04) Oltre la sfera del fuoco - 05)
Astolfo sulla Luna - 06) L’atto finale - 07) La Luna blu - 08) Elia’s horse-car 09) Il sogno del nulla - 10) Sogni ed incubi - 11) Inno alla serotonina - 12)
Psicoday - 13) Il mistero del frate scomparso - 14) Monasterium in Monte
Summo - 15) L’uomo, l’ombra nel Sole
In questo album “collezione”, L’Uomo e l’Ombra riassume il percorso prog compiuto nel 2012. Il brano di
apertura non è affatto un qualcosa di già sentito poiché è una suite di oltre dieci minuti che raccoglie in sé
le maggiori parti meglio riuscite dell’album “Soldatini e Bambole” per dare vita ad un inedito e pregevole
pezzo. Il secondo brano (At the end of secret tales) è invece tratto nella sua interezza dall’album “Old
Tales of secrets”, ma sembra essere una continuazione della suite precedente e ciò dimostra l’oculata
scelta della sequenza dei brani in questa collezione. Il terzo brano Zag, contrasti di luce (da Luci e Ombre,
ultimo album del 2012) è particolarmente bello e curato, testimonianza del miglioramento “progressivo” di
L’Uomo e l’Ombra. Arriva quindi il “trittico” Oltre la sfera del fuoco-Astolfo sulla Luna-L’atto finale (questo
ultimo di gran ispirazione kingcrimsoniana) ovviamente tutti tratti dal concept album “Astolfo sulla luna”. Il
settimo pezzo che esalta questa collezione-concerto è La Luna blu, tratto dall’album Luci e Ombre. Con
Elia’s horse-car si ritorna ad “Astolfo”, ma poi arriva il secondo trittico tratto dall’album “L’onirica parte
dell’essere” costituito da Il sogno del nulla-Sogni ed incubi-Inno alla serotonina. Fino a qui ottimo
progressive con qualche ben riuscita contaminazione jazz. La “collezione” si arricchisce allora di “Psicoday”,
sperimentale pezzo tratto da “Paranoia” ed evolve verso le raffinate sinfonie utilizzate nell’abum “il mistero
del frate scomparso” con l’omonimo pezzo, seguito dall’imponente Monasterium in Monte Summo. La bella
collezione si conclude con “L’Uomo, l’ombra nel Sole” proveniente da Luci e Ombre che forse è il miglior
album del 2012, ma la presente collezione è sicuramente di qualità anche superiore, anzi come è scritto
nel titolo, si tratta di un “gold standard”. (che dura quasi 78 minuti per la gioia dei fans di L’Uomo e
l’Ombra). Quale considerazione conclusiva dico che l’album va ascoltato tutto d’un fiato per essere al
meglio apprezzato. (Franz Asio).
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Abstract: here we inform you how to do to go at "Teatro delle Ombre" (Theatre of Shadows).
Easy access through the link http://luomoelombra.magix.net/album
When you are in the home page you clic up "Naar de Albums" so you can see the
programmation of the concerts and operas. You can choice the show that you want (clic up
icon). The first step is the brochure of the concert... with the next clic on the arrow you can
listen the first track on the concert. At the end of first track, you clic on the arrow and it is
possible listen the next track...
Do you want download the tracks ? No problem ! Clic up the icon "arrow down" so you make
what you wish. Good listening !!!
Direttore….Direttore….come si fa ad andare al Teatro delle Ombre ? Bisogna prendere il tram
o cosa ? E se si va con l’automobile ci sono i parcheggi riservati ?...
Ma guardi..veramente si farebbe meglio ad andare in bicicletta perché si inquina di meno ed anche perché
il Teatro delle Ombre è in Olanda dove tutti vanno in bicicletta. Ma suggerisco una scorciatoia per
raggiungere il Teatro delle Ombre stando comodamente seduti a casa propria davanti al PC. Le istruzioni
essenziali le abbiamo già fornite in inglese maccheronico, ma con piacere le ripeto in italiano… L’accesso è
molto facile tramite il collegamento http://luomoelombra.magix.net/album Quando ci si trova nella
home page si deve cliccare su "Naar de Albums” (beh, è olandese…) in modo da poter vedere la
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programmazione dei concerti e delle opere. Si apre così la pagina delle “programmazioni”, e facciamo finta
di trovarci in una sorta di multisala. Allora è possibile scegliere lo spettacolo che si desidera (cliccare sull’
icona). A questo punto ci si trova di fronte alla brochure del concerto. Con il successivo clic sulla freccia è
possibile ascoltare il primo brano del concerto. Alla fine del primo brano, si clicca sulla freccia ed è
possibile ascoltare il brano successivo ...E così via ! Se vi dimenticate di cliccare per avanzare nell’ascolto
semplicemente il brano si ripeterà nuovamente. E’ possibile scaricare i brani con l’apposita freccia che
abbiamo indicato nell’illustrazione…
Grazie Direttore…Così mi sembra tutto più facile ! Essenziale, sintetico, preciso !!! Cosa c’è in
programmazione in questo momento ?
Nel Teatro delle Ombre in questo momento sono “operative” tre sale. Nella prima sala si può ascoltare il
“Revisited Rock Concert” di Antonio Fiorillo (che per me è Sant’Antonio) e Lorenzo Corti. Il concerto
ripropone esattamente la sequenza dei brani del loro recentissimo album che io considero un fantastico
album ed è per me un onore ospitare il concerto nel Teatro. Nella seconda sala va in onda lo spettacolo
electro-rock-prog “Fantasmix” di Frasan Galaglav che è in effetti un’opera. Nella terza sala viene
rappresentata una breve opera di Frasan Galaglav, riservata forse ad un pubblico più selezionato, cultore
della musica contemporanea. Questo è quello che ora c’è ed a breve spero di avviare la quarta sala con
una sorta di festival jazz che è attualmente in progettazione e che richiede l’adesione di musicisti jazz
provenienti per la maggior parte dalla Magix.Info.
Direttore, mi dica..ma quanto dureranno questi spettacoli ?
Già lo dissi in una intervista di qualche mese fa…All’incirca ci sono sei mesi di “repliche” per ciascun
spettacolo, ma è possibile che lo spettacolo duri pure più a lungo se ci saranno richieste..!!! L’intento del
team gestionale che io rappresento in veste di direttore artistico è quello di poter rinnovare quanto più
possibile le nostre programmazioni…
Ma quando gli spettacoli cambiano e/o ci sono nuove proposte, dove si trovano le
informazioni ?
Su Eventi Jazz naturalmente !!! C’è una ottima collaborazione tra Eventi Jazz ed il Teatro delle Ombre.
Voglio ricordare che tutta la programmazione attuale è ben pubblicizzata nel sito di Eventi Jazz. Infatti,
basta andare nella pagina http://eventijazz.jimdo.com/concerti-on-line/ e si trovano subito le
locandine dei concerti e delle opere come è possibile vedere qui di seguito. Sul sito segnalato è sufficiente
cliccare sula locandina e si accede al Teatro delle Ombre dalla porta principale. Tuttavia, come rafforzativo,
è concesso agli artisti che vanno in scena di poter pubblicizzare i loro spettacoli attraverso la preparazione
e l’invio di Ticket elettronici da distribuire a piacimento…Così da stimolare la partecipazione del pubblico…
A proposito di pubblico..ci sono particolari obiettivi da raggiungere ?
Beh… Gli olandesi mi hanno fatto un contratto di direttore artistico periodicamente rinnovabile a condizione
che siano mantenuti alcuni standard prefissati. Gli olandesi vogliono, entro la fine del primo semestre
2013, un numero di accessi (Bezoekers) attorno alle 1000 unità. Mi sa che dovrò programmare tanta
pubblicità in proprio per garantire il raggiungimento di questo standard, ma sono anche certo che lo
spessore artistico delle attuali programmazioni potranno stimolare gli accessi in modo naturale.
Grazie Direttore e allora lunga vita….!
Lunga vita sì…ai progetti che meritano di espandersi !!!
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FANTASMIX - electro-rock Opera
di F. Galateo e S. Glavina
68 minuti
1) Il Castello di Hanek
2) Phobia of Phantoms
3) Apparizioni nella terza stanza
4) The mad Lord
5) Butler blind
6) Lady Kayra
7) Narrazioni parte 1
8) Narrazioni parte 2
9) Narrazioni parte 3
10) Fantasmix atto finale
Trama dell’Opera
(I)Nei dintorni di Brajavost c’è il castello di Hanek. Si crede che il castello sia abitato dai fantasmi di
una coppia di aristocratici e del loro maggiordomo che negli anni settanta morirono accidentalmente
nel castello a causa del fumo sprigionatosi per un difetto di tiraggio del caminetto… (II) Il visitatore
entra nel castello. Sinistri rumori, parvenze di voci e sospiri lo suggestionano. La paura lo attanaglia…
Forse qualche entità sembra apparire… (III) Effettivamente i fantasmi ci sono. La certezza del
visitatore è data dalle apparizioni dei fantasmi che si manifestano amichevolmente. Il visitatore
supera le sue paure e invita i fantasmi a presentarsi… (IV) Il primo a presentarsi è Boris, il signore
pazzo…, ma solo apparentemente pazzo. In vita è stato un musicista (violoncellista), compositore e
pittore molto creativo. Egli ha infinitamente amato l’arte in tutte le sue forme. (V) E’ la volta del
maggiordomo cieco. Cultore della filosofia orientale, persona che in vita ha offerto i suoi servigi ai
padroni, ma che anche ha saputo dispensare preziosi consigli. Egli è stato capace di “vedere”
attraverso la sua saggezza. (VI) Lady Kayra, la fedele compagna di Boris. Affascinante, seducente,
misteriosa. E’ stata una eccellente pianista. In vita amava suonare con Boris le suite dalle quali
effluviava amore, armonia, sintonia. (VII) I fantasmi raccontano e si raccontano. La poetica
narrazione affascina il visitatore che li ascolta estasiato cogliendo molti aspetti positivi della loro
esistenza… (VIII) Boris e Kayra, unitamente al maggiordomo che li ha sempre accompagnati,
raccontano dei loro viaggi. Descrivono con grande enfasi i posti che hanno visitato, da occidente a
oriente. Narrano delle loro molteplici esperienze a contatto con la musica e l’arte… (IX) Boris e Kayra
raccontano di aver conosciuto moltissime persone dalle quali hanno sempre avuto qualcosa da
imparare. Nessuna distinzione mai hanno fatto tra ricchi e poveri. I fantasmi in vita sono stati
aristocratici, ma benefattori sempre pronti a sposare importanti cause dell’umanità…Il visitatore è
affascinato dai fantasmi… (X) I fantasmi si congedano lasciando al visitatore uno messaggio
importante: “Pace, Amore, Arte, Tolleranza…mai trascendere nell’odio e nella belligeranza”. E il
maggiordomo cieco aggiunge: “L’occhio che vede veramente è quello che sta dentro al cuore e che è
in sintonia con la mente”.
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ASCOLTANDO L’OPERA…
Un doppio album d’esordio, un album live, due album sperimentali di pregevole fattura. Ai Frasan
Galaglav mancava un’opera per fare l’en plein ed ora ce l’hanno. Sessantotto minuti di musica
strumentale che i due autori hanno ben modulato, Franco Galateo attingendo dalla sua esperienza
elettronica, Sandro Glavina attingendo dalla sua esperienza rock progressiva. E’ uscita fuori un’opera
che può essere definita “electro-rock”. Bene, la trama dell’opera è nota, basta leggerla qui sopra. Le
parti elettroniche creano le suggestive ambientazioni, le trame rock sottolineano le caratterizzazioni
dei personaggi e della storia in generale. Poi tutto quanto si fonde in molte occasioni, assumendo
alternativamente veste di massima tensione o veste di rassicurante atmosfera, a seconda delle parti
affrontate. E’ presto detto: i primi due brani che assieme durano più di venti minuti sono quasi
un’opera nell’opera. La rappresentazione del castello e lo stato d’animo del visitatore vengono
minuziosamente narrate in musica con appropriate architetture. Poi il resto si sviluppa in modo fluido;
i personaggi sono descritti con pezzi relativamente brevi, mentre le loro narrazioni vengono dipinte
con strutture musicali variopinte, così come essi rappresentano nel corso della narrazione, le loro
esperienze di vita. Quest’opera potrebbe benissimo essere messa in scena “reale”. Vedrei molto bene
delle coreografie realizzate su questa musica e delle proiezioni di immagini ed effetti ad
accompagnare le narrazioni dei fantasmi. Ma queste ultime considerazioni sono frutto della mia
fantasia, così come è stata fantastica, anzi…fantasmatica la costruzione musicale degli autori
dell’opera. (Franz Asio).
I brani dell’opera possono essere ascoltati su:
http://www.magix.info/de/mitglieder/profil/galaegala/medias/
Oppure accedendo al “Teatro delle Ombre” dove l’Opera è in programmazione sino al 30
marzo 2013 http://luomoelombra.magix.net/album
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Con il solito metodo di ricerca randomizzata abbiamo individuato su Jamendo tre artisti jazz. Dei
tre di cui abbiamo ascoltato l’album, ci siamo soffermati su “Take da Jive” di Catherine Corelli.
Chi è l’artista in questione? Su Facebook abbiamo trovato una breve biografia “Catherine Corelli è
un cantante, compositrice, cantautrice, artista, designer ed è nata a Mosca nel 1987. La sua
musica è una miscela particolare di diversi stili: nu metal, acid jazz, alternativa, etnica, ecc.
Caterina utilizza molteplici tecniche vocali nelle sue performance. La Corelli collabora con artisti
provenienti da diversi paesi e ha sempre una mente aperta per qualche progetto interessante”.
Abbiamo poi “scoperto”’ il più recente (2012) ed interessante progetto “Take da Jive: Europe”
ossia una riproposizione di “Take da Jive” del 2011, con interpretazioni dei brani in varie lingue.
http://www.jamendo.com/en/list/a104159/take-da-jive-europe# Sicuramente è un progetto
interessante che mette in luce la vena creativa di Catherine. Riguardo “Take da Jive” lei stessa
dichiara che l’album è molto speciale, perché contiene emozioni e forme che non erano mai state
portate insieme prima nella sua musica. Oltre agli album in questione, su Jamendo trovate
l’intera discografia di Catherine Corelli. Ce n’è per tutti i gusti.
Catherine Corelli è inoltre presente su YouTube http://www.youtube.com/user/CatherineCorelli
La sempre geniale e creativa Daniela Vivarelli http://www.creative-workshop.org/visualart/daniela-vivarelli/ ha brillantemente svolto la regia per dare vita alla Summer Jazz 2012 by
Jazz Friends. L’album lo abbiamo rintracciato su Jamendo, ossia nella stessa “casa” in cui
avevamo a suo tempo ascoltato e commentato i precedenti tre album “stagionali” dei Jazz
Friends. E questo era avvenuto, come anche questa volta avviene, in concomitanza con la
diffusione della nostra compilation.
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Così, se volete impreziosire i vostri regali sotto l’albero, non aspettate Babbo Natale ma andate
gratuitamente a scaricare l’album http://www.jamendo.com/en/list/a112446/summer-jazz2012 che reca l’attribuzione di licenza Creative Commons. Ora qui non vogliamo svelare i dettagli
dell’album, potrete leggere tutto direttamente dalla pagina di presentazione su Jamendo. E già che ci siete,
date uno sguardo ai commenti che sono tutti molto positivi ai quali vogliamo aggiungere il nostro qui
(perché su Jamendo non abbiamo più l’account). Per noi si tratta di un piacevole, raffinato percorso di jazz
(nelle sue forme latin, electrojazz, fusion) e di blues. Ottimi musicisti, eccellenti performance.
Fosse mai che vi foste persi i precedenti album, li potete raggiungere dalla pagina segnalata (date un
sguardo a More albums from “Jazz Friends”). In tal caso potete scaricare anche questi tre album e magari
preparare un intero cofanetto natalizio, in aggiunta alla nostra compilation che non deve certo mancare.
Se
poi
volete
arrivare
all’album
dei
Jazz
Friends
passando
da…
casa
nostra…
http://eventijazz.jimdo.com/musica-in-vetrina/ (By Condominio Jazz)
Eventi Jazz Winter Compilation
2013 is available (free download) in
the websites:
http://www.antoniofiorillomusic.com/#G
5-Compilation
http://www.fazcher.com/eventijazz/wint
er2013/index.html
Track list
N.
01
02
03
04
05
06
07
08
09
10
Title
Sud Jazz
Pin Up
Blues 5 UUU
Chica en el balcon
Cypher
Clean Sounds
El Zironzao
Cloud feeder
Ivre
Queen of hearts
performed by
Maury & Glavina etnojazz quartet
Gala&gala
Masni (Carl Insam)
Sandro Glavina
Sect 23 Jason Cummings
JuanIsidoro
Luce & Gas, Gordon Vlan, Tusjfuma
TommyG
Naddlange
Maneige
time
3:58
4:36
2:36
5:34
5:38
2:31
3:44
4:01
3:54
3:48
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11
12
13
14
15
16
17
18
My butterfly 3
Baby will you play for me
Strana-Mente
Town tour
Io rivivrò
Vivere
Witch on the beach
You tell me
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Alberto44
VickyDan and Patricia Edwards
Antonio Fiorillo
PKG Pirata, Kundera, Glavina
Depo57
SW Project (Galateo & Corti)
Diana Kundera
Jorual
4:40
3:40
3:33
4:12
5:39
5:09
4:14
4:24
Nei progetti semestrali di Eventi Jazz, ecco regolarmente l’uscita della Winter Compilation 2013
che come sempre trova l’ospitalità nei siti di Antonio Fiorillo e Fazcher dai quali è possibile
effettuare il download gratuito. Diciotto brani (durata dell’album 76:32) all’insegna della buona
musica per continuare ad apprezzare il jazz degli Amici di Jazz Project.
Non è mancata la preview musicale di quasi dieci minuti http://www.magix.info/de/eventi-jazzwinter-compilation-2013-preview.audio.884264.html ed anche il video su YouTube (regia ed
animazione di Antonio Fiorillo e collaborazione grafica di Sandro Glavina) è stato regolarmente
pubblicato http://www.youtube.com/watch?v=FqZkNz3MTbQ Il tutto è raggiungibile anche
attraverso le pagine di Eventi Jazz Website http://eventijazz.jimdo.com/compilation-eventi-jazz/
(compilation) http://eventijazz.jimdo.com/video/ (video di presentazione).
Il progetto di costruzione della Winter Compilation è iniziato sin dall’estate 2012 con vari step
organizzativi come è possibile visualizzare nel successivo diagramma, così se vi viene voglia di
realizzare una compilation potrete comprendere tutto la mole, a grandi linee, del lavoro da fare…
La novità in assoluto è che i brani della compilation invernale 2013 verranno pure trasmessi da
Radio Flansinnata International http://www.flansinnata.ch/ grazie alla collaborazione offerta
dall’amico Josè Luis Corcoles. Beh…non vi resta che scaricare la compilation ed allora buon
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ascolto di una musica di qualità…E se volete scaricarla e regalarla ai vostri amici masterizzando
un CD, saremo felici di questa vostra scelta.
Diritti artistici riservati agli autori citati - Produced by O’Strigheta PDA per Eventi Jazz.
Reg. MTKKI15010113 - Distribuito in proprio da: Eventi Jazz Newsletter.
Selezione a cura di Franz Asio e Diana Kundera
Mix and Mastering a cura di Gerard Pontiac – direzione artistica di Igor El Pirata - cover project:
S. Glavina - Web manager: Antonio Fiorillo e Fazcher.
Creative Commons License –Attribuzione Non Commerciale - Non opere derivate 2.5
Italia (CC BY–NC-ND-2.5)
Se vi fa piacere, potete ascoltarlo collegandovi con la pagina di Facebook di Ribes
www.facebook.com/michiamoribes (dove troverete anche altre canzoni) oppure direttamente
su Youtube: http://youtu.be/FJFLQ8Q_Fcs Da questo mese è possibile accedere alla pagina FB di
Ribes anche attraverso il sito di Evento Jazz http://eventijazz.jimdo.com/siti-degli-amici
dove troverete l’icona qui rappresentata.
REVISITED
Antonio Fiorillo e Lorenzo Corti
Produzione Autogestita
Novembre 2012
TRACK LIST: 1) Intro – 2) Tramonto – 3) We are only a dreamer –
4) Metalland – 5) Final cut – 6)Wanted part 1 – 7) The song of fairies
- 8) Breathes – 9) Incantations – 10) Hularock, Hularep – 11) Duel –
12) Goodbye - BONUS TRACKS 1) Alpha – 2) Lory
Nel caso di questo album, anziché cominciare a raccontare della musica contenuta,
iniziamo…dalla copertina, ma sarebbe più corretto dire dal “libretto interno”. Allora qui troviamo
tutte le notizie dettagliate sulla strumentazione (strumenti musicali e tecnologia) utilizzata da
Antonio e Lorenzo che è veramente imponente. La “tecnologia” è poi compensata dalla
“poesia”… No, non ci sono testi, perché la musica è strumentale (non precisamente tutta
strumentale, c’è anche la voce in una canzone, ma non è quella dei due amici). La “poesia” è
rappresentata da quanto Antonio e Lorenzo hanno scritto per “raccontare” di questo loro album:
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“Per noi l’arte si misura con le emozioni, ed il nostro impegno dal primo istante nel realizzare
Revisited, è stato emozionare e regalare momenti di serenità e di evasione agli amici che lo
ascolteranno. Una collaborazione musicale, la nostra, che ci ha coinvolti e ci ha fatto condividere
esperienza, ricerca e amicizia in nome delle musica. Dedicato a tutti voi”. Abbiamo già scritto in
precedenti anticipazioni che l’album è frutto di una collaborazione tra Antonio e Lorenzo e che la
partenza del progetto è stata la rivisitazione di lavori precedentemente realizzati da Antonio a
cominciare dal 2005. E’ il caso ora di parlare della musica. Lo faccio con lo spirito
del…ricercatore, perché dopo un serie di ascolti dell’album che mi hanno entusiasmato in
“crescendo”, ho voluto riascoltare i precedenti album di Antonio. L’ascolto non è stato in funzione
di voler fare un confronto tra il prima e il dopo, ma piuttosto per una finalità che direi
propedeutica ad un riascolto ancora più attento dell’album in questione. Insomma…sto un po’
menando il can per l’aia e non possedendo le doti analitiche di Franz Asio che solitamente scrive
le recensioni, proseguo a mio modo… Dico allora che non si possono fare confronti e che
neppure il titolo di “Revisited” dà la giusta misura. La definizione, mia personale, è “Nuova
Creazione”. Nuova creazione in tutti i sensi perché in questo album non si sente un semplice
apporto di un bravissimo Lorenzo, ma si percepisce una vera e propria fusione, un percorso
interattivo, empatico, di questi due amici che giustamente devono essere definiti “artisti”. Si
percepisce allora non una semplice “collaborazione”, ma una perfetta “condivisione” del progetto.
Bella scoperta !! L’avevano già scritto loro. E’ vero… ma solo ascoltando la musica, aprendo il
cuore a quello che si ascolta, sgombrando la mente da classifiche e classificazioni, è possibile
convincersi ed assaporare l’opera d’arte. Poi si capisce che anche la sequenza dei brani non è
affatto casuale, ma strutturata per dare forma ad una specie di sentiero che si inoltra in una
“Foresta Incantata” (chi possiede gli album di Antonio Fiorillo sa cosa significa) dove è
veramente improbabile abbandonare la strada dell’ascolto se non si arriva fino alla fine del
percorso e spiace poi quando è finito (però basta un “clic” per ricominciare…). Sarete delusi se
ora non scriverò che “il tal brano al tal minuto è arrangiato in tal modo, e che nel brano X è
riconoscibile una matrice rock post-avanguardia o cose del genere” ? Spero proprio di no. La
musica di questo album è del genere Antonio-Lorenzo. Lo stile è quello loro. Per i “tecnologici”…
state tranquilli, l’album è masterizzato perfettamente… Sapete che non siamo specializzati in
musicologia, ma lo siamo in sensazioni e sentimenti… (Sandro Glavina)
L’album non si compra da nessuna parte. L’album è “free
available” e lo si trova nel sito www.antoniofiorillomusic.com
Vi ricordiamo che il “concerto” è rappresentato al Teatro delle
Ombre a cui si accede… (Ma l’avete letta tutta questa
newsletter? E allora sapete come ci si arriva…).
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