Città di Noto
Newsletter d’informazione su opportunità, bandi, attualità, cultura e avvenimenti, al servizio del territorio
Editoriale
Cari Amici… Cari
Lettori…
Debiti scolastici,
sicurezza alimentare e
sui posti di lavoro, lotta
agli abusi e ai reati
attraverso web, la
fotografia dell’Istat
dell’Italia nei suoi
caratteri socioeconomici, il ritratto dei
giovani e della
comunicazione che
cambia pelle e modalità
di realizzarsi, bioenergie
e nuovi orizzonti della
ricerca, per aprire il
campo a riflessioni ed
orientare la formazione
dei Giovani verso le
esigenze delle comunità
del futuro prossimo.
Da qui prende le mosse
la nostra Newsletter di
Giugno, senza mancare
l’appuntamento con le
offerte di lavoro e di
studio, di stage e di
sviluppo d’impresa.
Gli ulteriori
approfondimenti su
tutto quanto leggerete
nelle prossime pagine,
comunque, attraverso
le fonti citate e la
modulistica cui rinviano
le news di questo
numero, potrete come
sempre reperirli oltre
che su web anche
presso gli Sportelli
dell’Informagiovani del
Comune di Noto.
Dunque… Buona
lettura!!!
(…e come sempre…
aspetto di leggerVI su:
[email protected] ;-)
Giugno 2008
Debiti scolastici e scrutini finali
Circolare del MIUR: non è più possibile modificare nella
sostanza l'impianto stabilito dalle norme vigenti in materia
di recupero ma ci sono alcune ‘misure’ immediate
Il 4 giugno 2008 il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e
della Ricerca ha inviato alle scuole superiori di tutta Italia una
circolare relativa all’attività di recupero dei debiti scolastici
- da parte degli studenti che presentino insufficienze in una o
più discipline - e agli scrutini finali. La circolare, mentre da
una parte prende atto delle criticità rilevate anche dal
monitoraggio in corso, dall’altra osserva che non è più possibile
modificare sostanzialmente l’impianto stabilito dalle norme
vigenti in materia di recupero dei
debiti scolastici, giacché l’anno
scolastico è ormai giunto alla sua
fase conclusiva. Prima dell’inizio
del nuovo anno scolastico si dovrà
procedere ad un’ampia riflessione
sulle criticità emerse nel corrente
anno
e
rilevate
anche
dal
monitoraggio in atto. L’analisi da
promuovere dovrà, fra l’altro,
riguardare la presenza delle condizioni per la piena
realizzazione del principio secondo cui le attività di sostegno e
di recupero costituiscono parte ordinaria e permanente del
piano dell’offerta formativa. Le eventuali ipotesi emendative
saranno poi oggetto di confronto con le organizzazioni sindacali
di categoria, le associazioni professionali, le associazioni dei
genitori, le consulte e le associazioni degli studenti. Tuttavia,
sono previste alcune misure che avranno immediata
efficacia. Per i corsi di recupero sono stanziati 57 milioni di
euro, che si aggiungono ai 197 milioni già previsti nel fondo
d’istituto. Ogni scuola dovrà definire in piena autonomia le
modalità di recupero (per es., la consistenza oraria dei corsi,
i modelli di intervento ecc.). I debiti scolastici devono essere
recuperati entro il 31 agosto 2008. Sono possibili proroghe,
purché motivate da particolari esigenze organizzative che però
dovranno essere valutate, tenendo presenti anche le
implicazioni derivanti dall’avvio del prossimo anno scolastico.
In ogni caso, tutte le iniziative di recupero e la loro valutazione
devono concludersi entro la data di inizio delle lezioni. Ciò
consentirà agli allievi di iniziare l’anno scolastico senza
l’handicap di debiti da recuperare e ai docenti di svolgere in
maniera uniforme il programma del nuovo anno.
Fonte: ministero dell' Istruzione, Università e Ricerca
1
Ambienti sani: un bene per
dipendenti e imprenditori
SUL LAVORO
SICUREZZA
Secondo i dati di Eurostat ogni anno 5.700 persone muoiono
nell'UE a causa di incidenti sul lavoro. La maggioranza di questi
incidenti può essere prevenuta: il primo è la valutazione dei rischi
È stata lanciata in tutta l'Unione europea, il 13 giugno 2008, dall' Agenzia europea
per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) la campagna informativa sulla
valutazione dei rischi: “Ambienti di lavoro sani e sicuri. Un bene per te. Un
bene per l'azienda”. Secondo i dati pubblicati dall'Eurostat ogni anno 5.700 persone
muoiono nell'UE a causa di incidenti sul lavoro. La maggioranza di questi incidenti
può essere prevenuta: il primo passo in tal senso è una valutazione dei rischi.
La valutazione dei rischi consiste in un esame sistematico di tutti gli aspetti
dell'attività lavorativa, volto a stabilire la causa di lesioni o danni; ad eliminare i
pericoli, se è possibile; se ciò non è possibile, a definire misure di prevenzione e di
protezione da mettere in atto per controllare i rischi.
Tali misure comprendono:
la prevenzione dei rischi occupazionali;
l’erogazione di informazione e formazione ai
lavoratori;
la presenza di un’organizzazione e di mezzi tali da
•
consentire di attuare le misurane necessarie.
•
•
La campagna informativa promuove l'idea di un
approccio partecipativo alla valutazione dei rischi, (che è alla base di una cultura
della prevenzione sostenibile), per consultare e coinvolgere tutte le persone presenti
sul luogo di lavoro, per garantire che vengano rilevati tutti i pericoli anche attraverso
la conoscenza effettiva delle condizioni di lavoro. Si intende per pericolo qualsiasi
circostanza o oggetto che possa arrecare danno, come per esempio le sostanze
chimiche, l’elettricità, i macchinari e le apparecchiature, determinati aspetti
dell’organizzazione del lavoro ecc.; per rischio, la possibilità o probabilità, che
qualcuno possa essere danneggiato da questi o da altri pericoli.
La campagna, - dedicata in particolare a settori ad alto rischio quali l'edilizia, la
sanità e l'agricoltura, e alle esigenze delle piccole e medie imprese - vuole mettere i
datori di lavoro nelle condizioni di effettuare una valutazione efficace dei rischi e di
intraprendere azioni adeguate per eliminarli o controllarli. La campagna si svolgerà
nel corso del 2008 e del 2009, patrocinata dalle Presidenze di turno dell'UE, dal
Parlamento europeo, dalla Commissione europea e dalle parti sociali europee.
Caratterizzata da due Settimane europee per la sicurezza e la salute sul lavoro, che
si terranno nell’ottobre 2008 e nell’ottobre 2009, culminerà in un Vertice sulla
valutazione del rischio nel novembre 2009.
Durante la campagna sarà conferito il “Premio per la buona prassi” alle aziende e
alle organizzazioni che si sono distinte nella promozione della valutazione dei rischi
sul posto di lavoro. Tra le aziende e le organizzazioni che presenteranno la loro
candidatura alla premiazione verranno scelti i vincitori nazionali e il loro esempio di
buona pratica verrà presentato ad una commissione di selezione europea.
Fonte: Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro
2
LOTTA Il Governo approva due ‘Disegni’ con
ALLA VIOLENZA misure di contrasto ad abusi
Da una recente ricerca risulta che su 300 crimini commessi tra
partner o ex partner, l’88% ha come vittime le donne e, nel 39%
dei casi, si tratta di crimini annunciati poiché si consumano dopo
un periodo più o meno lungo di molestie
Sono stati approvati dal Consiglio dei Ministri del 18
giugno 2008, su proposta del Ministro delle Pari
opportunità, Maria Rosaria Carfagna, e del Ministro
della giustizia, Angelino Alfano, due disegni di legge
che predispongono:
“Misure contro gli atti persecutori”
“Misure contro la violenza sessuale”
Il primo disegno di legge introduce nel codice
penale la nuova figura di reato di “atti
persecutori” (il cosiddetto "stalking"), nonché
una nuova ed idonea misura cautelare e la
previsione di strumenti che favoriscano le indagini
(in
particolare
intercettazioni
telefoniche,
necessarie se si considera che il fenomeno si realizza spesso a mezzo di telefono). In
particolare:
punisce con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con
condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un
perdurante e grave stato di ansia o paura ovvero da ingenerare un fondato
timore per l’incolumità propria o di persona al medesimo legata da
relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie
scelte o abitudini di vita;
la pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge legalmente
separato o divorziato, o da persona che sia stata legata da relazione
affettiva;
la pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso ai danni di un
minore;
è previsto l'ergastolo se lo “stalker” (il persecutore) arriva a uccidere la
propria vittima.
Il secondo disegno di legge rafforza la tutela penale contro la violenza sessuale; in
particolare:
introduce il delitto di “violenza sessuale” e quello di “violenza sessuale
di gruppo” tra quelli per i quali è previsto l'arresto in flagranza, con
conseguente applicazione del rito direttissimo e immediato;
introduce aggravanti connesse alle modalità di azione del colpevole,
come, per es.:
l’uso di sostanze che riducono la capacità di agire della vittima;
la qualità (di ascendente, genitore adottivo o tutore) dell’autore
del reato;
il rapporto di “dipendenza” psicologica fra vittima e colpevole;
lo stato di gravidanza della vittima
Fonte: Pari Opportunità - Giustizia
3
La situazione del Paese
RAPPORTO
ISTAT 2007 Cittadini, Imprese e Territori
Il Report analizza la congiuntura economica e la competitività delle
imprese italiane nel contesto europeo; approfondisce il tema dei
sistemi territoriali e quello relativo alle trasformazioni del mercato
del lavoro e le condizioni economiche delle famiglie; termina con
l’analisi dell’immigrazione mediante l’utilizzo di strumenti che
consentono di delineare le tipologie prevalenti dei modelli migratori
e di individuare i percorsi della stabilizzazione
È stato presentato dal Presidente dell’Istituto nazionale di statistica, Prof. Luigi
Biggeri, a Roma presso la Sala della Lupa di Montecitorio il “Rapporto annuale
sulla situazione del Paese nel 2007”.
Il Rapporto si concentra sull'analisi della congiuntura economica recente e sulla
competitività delle imprese italiane nel contesto europeo; approfondisce il tema
dei sistemi territoriali e quello relativo alle trasformazioni del mercato del lavoro e
le condizioni economiche delle famiglie; termina con l’analisi dell’immigrazione
mediante l’utilizzo di strumenti che consentono di delineare
le tipologie prevalenti dei modelli migratori e di individuare
i percorsi della stabilizzazione.
Per quanto riguarda il mercato del lavoro in Italia e le
condizioni economiche delle famiglie, emerge dal
rapporto che prosegue il calo della disoccupazione
iniziato nel 1999. Nel 2007 i disoccupati sono poco più di
un milione e mezzo: quasi un milione in meno rispetto a
dieci anni prima.
Ciascun disoccupato compie in media 2,8 azioni al mese
per cercare un’occupazione e l’intensità della ricerca è
maggiore nel Centro-nord rispetto al Mezzogiorno, e
aumenta con il crescere del grado d’istruzione.
La ricerca di lavoro è prevalentemente affidata ai canali
informali (conoscenti, amici e parenti), che sembrano preferiti anche dai datori di
lavoro.
Il ricorso ai Centri per l’impiego e alle Agenzie per il lavoro riguarda circa un
terzo dei disoccupati. Nel biennio 2006-2007 il servizio pubblico ha collocato 95 mila
persone, ossia soltanto il 4,1 % di coloro che nel medesimo arco di tempo vi si sono
rivolti.
Il livello di disuguaglianza nella distribuzione del reddito in Italia è leggermente
superiore alla media europea. In particolare, il Centro-nord presenta un grado di
disuguaglianza pari a quello medio europeo, mentre il Mezzogiorno è più simile ai
paesi caratterizzati da maggiore disparità di reddito.
Il reddito netto delle famiglie residenti in Italia nel 2005 è pari in media a 2.300
euro mensili, ma - a causa della distribuzione disuguale dei redditi – il 50% delle
famiglie guadagna meno di 1.900 euro al mese. Il fitto costituisce un aspetto
rilevante della distribuzione dei redditi e determina differenze nell’ampiezza della
disuguaglianza.
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Profonde le differenze sul territorio: il reddito delle famiglie del Mezzogiorno è
approssimativamente pari a tre quarti di quello delle famiglie del Centro-nord. Le
differenze territoriali risultano addirittura maggiori se si comprendono anche i fitti.
Le spese per l’abitazione formano una delle voci principali del bilancio familiare:
nel 2006 una famiglia spende in media quasi il 14 % del reddito, ed il 13 % delle
famiglie sopporta gli oneri di un mutuo, pagando in media una rata di 559 euro al
mese.
Quanto all’immigrazione, questi i dati più
significativi. Secondo le stime riferite all’1
gennaio 2008, i cittadini stranieri residenti in
Italia sono 3,5 milioni. Nel 2007 si è avuto un
consistente incremento, stimato in oltre 454
mila unità, il valore più alto finora registrato nel
nostro Paese. Poco meno della metà degli
stranieri residenti proviene da cinque differenti
cittadinanze: Romania (circa 640 mila),
Albania (oltre 400 mila), Marocco (circa 370
mila), Cina (circa 160 mila) e Ucraina (135 mila). I dati sui permessi di soggiorno
confermano che, dopo l’impennata dell’aumento di presenze regolari per lavoro
verificatasi a seguito dei provvedimenti di regolarizzazione del 2002, nel periodo
2004-2007 l’incremento della presenza straniera regolare è dovuto prevalentemente
ai flussi di ingresso per ricongiungimento familiare.
Gli stranieri residenti sono prevalentemente giovani e in età attiva: uno su cinque è
minorenne, uno su due ha un’età compresa tra 18 e 39 anni. Risiedono
prevalentemente nelle regioni del Nord e del Centro (36,3% nel Nord-ovest, 27,3
nel Nord-est, 24,8 nel Centro, 11,65 nel Mezzogiorno).
Prosegue la stabilizzazione delle comunità immigrate, testimoniata dal crescente
numero di famiglie residenti in cui almeno un componente è straniero.
All’incremento di questo fenomeno contribuiscono soprattutto i permessi di soggiorno
concessi per motivi di famiglia. La regolarizzazione del 2002 è stata effettuata
tramite la legge 189/02, che ha sanato la posizione di 316 mila irregolari occupati
presso le famiglie, e la legge 222/02, che ha regolarizzato 330 mila immigrati, in
prevalenza uomini, occupati presso le imprese. Al primo gennaio 2007 risulta
stabilizzato in Italia il 78 per cento del contingente iniziale dei regolarizzati. Molti
immigrati, circa il 22 per cento, si sono trovati nell’impossibilità di ottenere la
proroga, non essendo riusciti a mantenere una posizione lavorativa regolare. Il che si
è verificato prevalentemente nel 2004 (96 mila permessi in meno).
La dislocazione sul territorio è mutata rispetto al 2004, a seguito di una mobilità
interna molto elevata: oltre il 60 per cento dei regolarizzati ancora in Italia al primo
gennaio 2007 si è spostato in un’altra provincia, soprattutto nelle regioni del Nord.
In seguito all’aumento dei nati stranieri e ai ricongiungimenti familiari, cresce il
numero dei minorenni stranieri residenti (al primo gennaio 2007 666 mila unità,
quasi 80 mila in più rispetto all’anno precedente), nonché il numero degli studenti di
cittadinanza straniera (nel 2006/2007 più di 500 mila unità).
La maggioranza degli immigrati ha intrapreso percorsi di integrazione, tuttavia negli
anni più recenti è aumentato il contributo degli stranieri alla criminalità: gli stranieri
denunciati nel 2006 sono stati oltre 100 mila (soprattutto per borseggi, furti e
contrabbando.. La maggior parte dei denunciati stranieri risulta non essere in regola
con il permesso di soggiorno e, verosimilmente, non lo ha neppure richiesto. È in
condizione di irregolarità, p. es., l’80 per cento dei denunciati stranieri per reati
contro la proprietà (soprattutto borseggio, furto di automobile o in appartamento). Il
tasso di devianza degli stranieri regolari è pari al 2 per cento, un valore di poco
superiore a quello dei cittadini italiani.
Fonte: ISTAT - Istituto nazionale di statistica
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7°DOSSIER SULLA Come cambia il rapporto
tra i Giovani e i Media
COMUNICAZIONE
‘Vola’ Internet: tra il 2003 e il 2007 l’utenza complessiva (uno o
due contatti alla settimana) è passata dal 61% all’83%, e l’uso
abituale (almeno tre volte alla settimana) dal 39,8% al 73,8%
Il 7° Rapporto sulla comunicazione Censis/Ucsi è stato presentato alla Camera dei
Deputati presso la Sala delle Colonne di Palazzo Marini da Giuseppe Roma, Direttore
Generale del Censis, e Giuseppe De Rita,
Presidente del Censis.
La settima edizione del Rapporto prosegue lo
studio avviato lo scorso anno e basato sul
confronto dell’uso dei media da parte della
popolazione nei principali paesi europei: Italia,
Francia, Spagna, Germania e Gran Bretagna.
Il Rapporto è dedicato quest’anno soprattutto ai
comportamenti giovanili, perché si è ritenuto utile
confrontare la situazione attuale italiana con
quella rilevata nel 2003, nell’ambito del Terzo
Rapporto sulla comunicazione, incentrato appunto
sullo studio delle diete mediatiche giovanili.
Quando nel 2003, nel Terzo Rapporto Censis-Ucsi
sulla Comunicazione in Italia, è stata condotta
una prima sistematica indagine sulle relazioni tra
giovani
e
media,
molti
degli
elementi
caratterizzanti il passaggio verso l’essere digitale
cominciavano già ad emergere, ma ora, a distanza di soli quattro anni, è possibile
affermare che l’ingresso nel mondo digitale è per le giovani generazioni un passo
interamente compiuto. Entrare nel mondo digitale non significa però, semplicemente,
usare più strumenti digitali rispetto al passato. L’incremento nell’uso di internet e
dei telefoni cellulari è infatti la premessa della digitalizzazione, che si realizza
compiutamente solo quando questi nuovi media superano quella che può essere
definita la “massa critica” nel loro impiego, in grado di trasformare l’intero ambiente
comunicativo, trascinando con sé, sia dal punto di vista della domanda che
dell’offerta, anche gli altri media. Se si confrontano i dati del 2007 con quelli del 2003
si può constatare che è proprio questo il processo che si è realizzato nel quadriennio.
Il balzo in avanti compiuto nell’impiego di internet è stato enorme, ma, cosa
fondamentale, non tanto nell’uso complessivo (cioè il contatto di almeno una volta
alla settimana, che passa dal 61% all’83%, quanto in quello abituale (almeno tre
volte alla settimana), che nel 2003 era al 39,8% e nel 2007 è arrivato al 73,8%.
Internet è entrata dunque a far parte dell’esperienza quotidiana dei tre quarti dei
giovani italiani, modificando di conseguenza tutto il panorama mediatico italiano e
le abitudini d’impiego dei media da parte dei giovani. Tornando a considerare l’uso
complessivo che fanno i giovani dei media, l’elemento che colpisce con forza, subito
dopo l’incremento nell’uso di internet, è rappresentato dall’aumento generalizzato
nell’impiego di tutti i media. La stessa flessione che si registra nell’uso della
televisione è ampiamente compensata dall’incremento conosciuto in questi anni dalla
tv satellitare, oltre che da altri sistemi di diffusione delle trasmissioni televisive che
nel 2003 erano irrilevanti (e quindi all’epoca non sono state rilevate), ma che ora non
sono affatto trascurabili e spesso ritrasmettono i programmi della tv tradizionale.
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Grande familiarità con un gran numero di media, dunque, e la cosa che produce
maggiore impressione non è tanto scoprire che il cellulare è usato praticamente da
tutti i giovani (cioè dal 97,2% del campione compreso tra i 14 e i 29 anni), quanto
constatare che quando si arriva al sesto mezzo di comunicazione si rimane comunque
su livelli elevatissimi, pari a circa i tre quarti della popolazione giovanile (legge
almeno un libro l’anno il 74,1% dei giovani). Solo quattro
anni fa la televisione e il cellulare si contendevano il
primo posto, aggirandosi intorno al 95%, ma solo tre
media superavano i tre quarti del campione e il sesto
mezzo, i quotidiani, sfiorava appena il 60%.
Questi sono alcuni dei principali risultati del Rapporto. Ed
è stato dunque il successo di internet a trainare gli altri
media e ad accompagnare i giovani verso il mondo
digitale, anche se con modalità leggermente diverse
tra uomini e donne e nelle diverse fasce d’età,
specie se si considerano i giovanissimi, quelli che sono
nati dopo l’avvio della rivoluzione digitale. Il primo dato
significativo che si può rilevare se si prende in
considerazione il rapporto che hanno con i media i
giovani uomini e le giovani donne è che, a questo livello,
le differenze di genere si sono notevolmente ridotte per semplicità espositiva
vengono presi in considerazione solo i dati sull’uso abituale). Nel 2003 le donne
vedevano più televisione, usavano di più il cellulare, leggevano più libri degli uomini,
che a loro volta leggevano più quotidiani e vedevano più tv satellitare. Nel 2007 le
distanze nell’uso di questi media si sono accorciate, ma il dato sicuramente
imprevisto è quello relativo a internet, a cui si connettono almeno tre volte alla
settimana il 75% dei ragazzi e il 72,4% delle ragazze.
Più marcate appaiono le differenze legate alle diverse fasce d’età. I più giovani, che
hanno tra i 14 e i 18 anni, sono i più voraci consumatori di media, ma con due
importanti eccezioni: quotidiani e radio. Se non stupisce il minore interesse
dimostrato verso i quotidiani da parte dei giovanissimi (anzi, in caso appare
incoraggiante verificare che sta aumentando la lettura dei giornali tra di essi), meno
prevedibile risulta il calo di attenzione verso la radio, che era uno dei media più amati
dai teenager. Si tratta di un tema delicato, perché se prendiamo il dato relativo a
tutti i giovani l’ascolto della radio è in aumento (dal 72,2% al 76,2%, sempre
considerando l’uso abituale), ma se prendiamo solo la fascia 14-18 anni è in netto
calo (dal 73,5% al 62%).
Passando alla fascia d’età immediatamente superiore, quella compresa tra i 19 e i 24
anni, si può notare che, pur nella sostanziale omogeneità con i dati complessivi, in
questo gruppo di giovani si registrano i minimi dati di diffusione per i media più
“casalinghi” (come la televisione, ma anche la stessa internet) e i massimi per quelli
“mobili” (primo tra tutti il telefonino). Il livello è sempre molto elevato (il 70,9% di
contatti almeno tre volte la settimana a internet o il 76,1% di spettatori della tv non
sono certo poco), però inferiori a quelli delle altre fasce d’età giovanile.
Probabilmente a questa età il nomadismo è più reale e meno virtuale, nel senso che
si va più in giro (sempre con il telefonino acceso) e si sta meno in casa a navigare tra
i media, con la radio che fa compagnia in entrambi i casi (ma forse non mancano un
giornale sotto il braccio e un libro nella borsa).
Quando si passano i venticinque anni l’impiego dei media, fatte le debite proporzioni,
tende a somigliare a quello degli adulti. L’impiego abituale di internet sale al 78,7%
mentre cala all’80,9% l’uso della tv e salgono i quotidiani (fino al 59,6%). Anche per i
libri cresce l’impiego, ma su valori inferiori alla media generazionale (56,4%).
Fonte: Censis
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SICUREZZA Al via la Prima Settimana nazionale
SU WEB a tutela degli internauti …e dei minori
Al progetto, patrocinato dal Ministero delle Comunicazioni e promosso
dall'Unione Nazionale Consumatori, collaborano Polizia Postale, ABI Lab,
SicuramenteWeb, Skuola.Net e l'agenzia giornalistica AGR, Microsoft
Si è aperta il 7 giugno 2008 la prima “Settimana
nazionale della sicurezza in Rete”. Al progetto,
patrocinato dal Ministero delle Comunicazioni e promosso
dall'Unione Nazionale Consumatori, collaborano la Polizia
Postale e delle Comunicazioni, ABI Lab, SicuramenteWeb,
Skuola.Net e l'agenzia giornalistica AGR, con il sostegno di
Microsoft. L'obiettivo è di fornire competenze, tecnologie
e risorse per un mondo digitale più sicuro. Uno studio di
settore presentato dalla “Settimana nazionale della sicurezza in Rete” ha evidenziato
valori particolarmente allarmanti, ad esempio:
in Italia un computer su quattro è infetto;
la Polizia postale dal 2001 a oggi ha sequestrato e chiuso 177 siti Internet con
contenuti pedopornografici;
più di 4.000 persone sono state denunciate per pedofilia ondine (205 gli
arrestati);
il 52% degli utenti ha subito un tentativo di accesso a informazioni riservate.
le denunce di clonazione della carta di credito sono state nel 2007 oltre 3.400, e
quelle di phishing hanno superato quota 1.600.
L'iniziativa, quindi, intende dare risposte accurate ai timori che preoccupano gli utenti
della rete, vale a dire: la tutela dei figli; la riservatezza dei dati personali, dei
propri documenti e di quelli condivisi con altre persone; l’accessibilità ai propri
risparmi e la sicurezza nella gestione del denaro; la difesa della privacy, della
reputazione, dei propri affari e del proprio tempo; il corretto funzionamento del
proprio computer.
UE
112: il numero di emergenza europeo
La Commissione europea ha inaugurato, il 4 giugno
2008, il nuovo sito web ec.europa.eu/112 che spiega ai
cittadini come utilizzare il 112 e a che cosa può
servire loro, soprattutto quando viaggiano nella UE. Il
sito mostra anche come funziona il numero in ciascuno
Stato membro, più precisamente, con quale rapidità
ricevono risposta le chiamate e in quali lingue.
Il numero di emergenza europeo 112 è stato
introdotto nel 1991 per mettere a disposizione un
numero unico per tutti gli Stati membri, in aggiunta ai
numeri di emergenza nazionali. Dal 1998 le norme UE
impongono agli Stati membri di garantire che tutti gli utenti di telefoni fissi e mobili
possano chiamare il 112 gratuitamente. Dal 2003 gli operatori di telecomunicazioni
devono fornire ai servizi di emergenza informazioni sulla localizzazione del
chiamante per consentire di reperire rapidamente le vittime di incidenti.
Il sito web ec.europa.eu/112 raffronta i risultati ottenuti dalle autorità nazionali
nell’applicazione delle norme comunitarie relative al 112 e mette in evidenza le
migliori pratiche.
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AMBIENTE Conferenza d’Alto Livello a Roma
E SVILUPPO Alimentazione, clima e bioenergie
Sempre più Paesi diminuiscono la percentuale di terreni destinata
alla produzione di risorse alimentari in favore delle colture per la
produzione di biocarburanti e così causano l’attuale impennata dei
prezzi dei generi alimentari a discapito delle popolazioni più povere
Sicurezza alimentare, cambiamenti climatici e bioenergie: questi i temi della
Conferenza di Alto Livello in programma a Roma dal 3 al 5 giugno, organizzata dalla
FAO in collaborazione con il Gruppo consultivo per la ricerca internazionale
sull’agricoltura (CGIAR), il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD) e il
Programma alimentare mondiale (WFP).
Capi di Stato e di Governo, Ministri, rappresentanti della società civile e di
organizzazioni private di tutto il mondo, hanno stabilito di incontrarsi per discutere e
approfondire le relazioni esistenti tra questi tre argomenti, allo scopo di individuare
politiche, strategie e programmi necessari per tutelare l’ambiente e per affrontare la
crisi alimentare nel mondo nel
breve e lungo periodo.
Circa 850 milioni di persone nel
mondo oggi soffrono la fame, di
queste 820 milioni vivono nei Paesi
in Via di sviluppo, i più colpiti dai
cambiamenti climatici. Così ad
esempio mentre ai tropici i piccoli
agricoltori
sono
costretti
ad
affrontare da soli i problemi derivanti da un crescente fenomeno di siccità
(inaridimento progressivo dei terreni, esaurimento delle acque sotterranee), le
popolazioni che vivono sulle isole e nelle zone costiere sono esposte a inondazioni e
cicloni sempre più frequenti, con maggiore salinizzazione e aumento del livello del
mare.
D’altro canto l’aumento della domanda di biocarburanti, come soluzione per ridurre
l’emissione di carbonio e svincolare i Paesi dall’uso dei combustibili fossili, ha dei
risvolti cruciali per la produzione alimentare e la salvaguardia ambientale. Sempre
più Paesi infatti diminuiscono la percentuale di terreni destinata alla produzione di
risorse alimentari in favore delle colture utilizzate per la produzione di biocarburanti,
causando così l’attuale impennata dei prezzi dei generi alimentari, aggravando così le
condizioni delle popolazioni più povere.
La minor disponibilità di terreni agricoli causa un maggior ricorso alla deforestazione
per cui si calcola che ogni anno vanno distrutti 13 milioni di ettari di foreste con
gravissime conseguenze per tutto l’ecosistema.
Ridurre il degrado delle foreste significa proteggere l’acqua, il suolo e la biodiversità a
fronte di un patrimonio floro-faunistico esposto a sempre più frequenti e più intensi
focolai di parassiti e malattie con gravi ripercussioni sulla sicurezza alimentare.
La conferenza rappresenta dunque un’opportunità preziosa per la comunità
internazionale chiamata ad avviare e rafforzare le reti esistenti di sviluppo e di
partenariato per salvaguardare l’ambiente e sconfiggere la fame in ogni parte del
mondo. È altresì un importante evento in occasione del quale i giovani studenti e
ricercatori potranno riflettere sul futuro impiego delle risorse e quindi sull’opportunità
di orientare in modo specifico la propria formazione mirata all’inserimento
professionale ed occupazionale.
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SICUREZZA Gli interventi dell’Italia al G8
ALIMENTARE I primi 30 mln alle emergenze
Nei prossimi sei anni l’Italia verserà 3 miliardi di euro al Fondo di
Sviluppo dell’Unione Europea, di questi, 200 milioni saranno
impiegati per la realizzazione di progetti agricoli, complementari
a quelli che l’Italia finanzia mediante la Fao e l’Ifad
In previsione della riunione G8 del 2009, di cui l’Italia assumerà la presidenza, sono
stati programmati una serie di interventi a favore della sicurezza alimentare. Il nostro
Paese intende inserire la tematica della
sicurezza alimentare tra quelle che saranno
oggetto di discussione tra i leader dei Paesi
del G8. Considerata la crisi in atto, il Governo
italiano ha predisposto l’erogazione di nuovi
finanziamenti ai programmi di sicurezza
alimentare, iniziando con un primo contributo
di 30 milioni di euro destinati ai progetti d’emergenza (di questi, 10 milioni al Pam –
Programma Alimentare Mondiale) e ai programmi di sviluppo agricolo nei Paesi più a
rischio, soprattutto dell’Africa sub-sahariana. Nell’ambito degli aiuti umanitari, per il
2008 è previsto un raddoppio della quota, da 60 a 130 milioni di euro, che saranno
destinati quasi totalmente agli aiuti alimentari. Sempre per quest’anno, circa 60
milioni di aiuti bilaterali saranno indirizzati al supporto di programmi di sviluppo
rurale nei Paesi poveri.
Nei prossimi sei anni l’Italia verserà 3 miliardi di euro al Fondo di Sviluppo dell’Unione
Europea, di questi, 200 milioni saranno impiegati per la realizzazione di progetti
agricoli, complementari a quelli che l’Italia finanzia mediante la Fao e l’Ifad.
Riguardo al supporto di queste due organizzazioni, l’Italia si configura come uno dei
maggiori donatori: tra il 1994 e il 2006 il contributi sono stati di circa 330 milioni di
dollari, distribuiti in oltre 200 progetti. Le zone dove l’intervento è più significativo
sono Africa, area del Mediterraneo e Medio Oriente. L’Italia è anche il secondo
finanziatore dell’Ifad, il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo.
Il vertice G8 2008, che si terrà in Giappone a luglio, sarà l’occasione anche per
affrontare la questione della sicurezza alimentare. A tal proposito la prossima
settimana i rappresentati dei capi di stato e di governo dei Paesi G8, si incontreranno
per delineare i termini di impegno dei rispettivi governi.
Sicurezza alimentare, lotta alla poverta e sviluppo agricolo sostenibile:
l’impegno italiano
In occasione del vertice giapponese, l’Italia, confermerà la linea già espressa durante
la recente Conferenza Fao di Roma: la sicurezza alimentare, la lotta alla povertà e lo
sviluppo agricolo sostenibile devono rimanere al centro dell’agenda internazionale. A
supporto di questo, l’Italia vuole incoraggiare, nel corso della sua presidenza del G8
2009, una riflessione sull’architettura agricola internazionale riunendo a Roma, città
sede del polo agro-alimentare delle Nazioni Unite (Fao, Ifad, Pam), tutti i Paesi, le
Agenzie specializzate, i privati e la società civile, per promuovere un’agricoltura
sostenibile che sappia rispondere, nel rispetto dell’ambiente e della biodiversità, ai
bisogni delle generazioni odierne e future. L’Italia già nel corso della conferenza della
Fao ha lanciato, su iniziativa del Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, l’idea di
una nuova strategia internazionale che preveda la creazione di scorte alimentari
strategiche, una sorta di "banca del cibo" che contribuisca alla stabilizzazione dei
prezzi e al contrasto delle speculazioni.
Fonte: Ministero Affari Esteri
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ricercatori e giornalisti specializzati. Tra gli altri:
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Gelisio (Pianeta Mare, Rete4), Antonio Cianciullo
(La Repubblica).
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Radio Città Futura - Agenzia Area - CTS Ambiente
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Mare - Federparchi - Lifegate - Mediaset Pianeta
Mare - Legambiente - Ministero dell'Ambiente Greenpeace - Modus Vivendi - CNR - INBio (Costa
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mobiliare, gestione di portafoglio ed operazioni di finanziamento alle imprese.
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gestione.
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Master in BANCA & MERCATO – VIII Edizione
In collaborazione con il Dipartimento di Economia Aziendale "E.Giannessi"
della Facoltà di Economia dell’Università di Pisa
Obiettivi: fornire capacità operativa e gestionale e le più efficaci metodologie
di comunicazione e presentazione di prodotti e servizi. Inserire i partecipanti
nei diversi comparti dell’Universo Banca.
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A Lucca, 500 ore di aula + 3/6 mesi di stage
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Master in BANCA & PERSONE – I Edizione
La gestione delle risorse umane nelle banche, nelle società finanziarie ed assicurative
Obiettivi: fornire una preparazione completa nella gestione, sviluppo e
amministrazione del personale nella fasi d’ingresso, permanenza ed uscita
dall’azienda. Inserire i partecipanti nelle direzioni HR delle aziende bancarie,
finanziarie ed assicurative.
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A Lucca, 500 ore di aula + 3/6 mesi di stage
Per informazioni: ISTITUTO DI STUDI BANCARI - Viale San Concordio, 135 55100 - LUCCA
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CORSO Terza
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seminari rivolti a coloro
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approfondire le
tematiche riguardanti
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senza scopo di lucro SEDE REGIONALE in collaborazione con
l’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Noto ed_il
Servizio Informagiovani
AVVISA
tutti gli operatori Addetti_ alla Manipolazione_ degli
Alimenti che al fine di poter acquisire “L’ATTESTATO DI
IDONEITA’” previsto in sostituzione dell’abolito LIBRETTO
DI IDONEITA’ SANITARIO SARA’ ORGANIZZATO IL
3°CORSO PER ALIMENTARISTI di rischio elevato categoria a) ai sensi dell’art. 12 della Legge Regionale -N°5 del
19_05_2005 previa formale richiesta di iscrizione da
effettuarsi nella sede della segreteria della FIALS oppure
presso lo sportello Informagiovani di Noto
Il corso (della durata di 12 ore come previsto dalla Legge) sarà
articolato in tre incontri che avranno luogo presso il Centro
Giovanile “T. Schemmari” Via Luigi Einaudi, 1/3 – Noto(SR)
secondo il seguente calendario:
PRIMO INCONTRO 13_06_2008
SECONDO INCONTRO 19_06_2008
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InfoLine Segreteria FIALS/FORMAZIONE Tel_0931.66154
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Debiti scolastici e scrutini finali