ISSN 1830-6349
Maggio 2009 / 4 — Edizione speciale IT
CESE info
Cari lettori,
come annunciato nella sessione plenaria del Comitato economico e sociale
europeo dello scorso febbraio, desidero
ritornare sulla necessità che i cittadini
dell’Unione europea esercitino il loro
diritto democratico andando a votare
alle prossime elezioni europee di giugno.
La crisi attuale non deve in alcun modo
indurci ad abbandonare l’ideale europeo
di solidarietà e giustizia sociale.
È in questo spirito di riaffermazione del principio di partecipazione
alla vita democratica dell’UE e al fine di rafforzare il ruolo della società
civile in Europa, che nella sua ultima sessione plenaria del 24 marzo il
CESE ha adottato un nuovo patto sociale, economico e ambientale per
l’Europa: «Un Programma per l’Europa: le proposte della società civile».
Il programma delinea una visione strategica e di lungo periodo sul
dibattito politico in corso e sulle sfide future. L’intento del documento è
presentare alle istituzioni dell’UE un insieme di misure e iniziative concrete in grado di permetterci di superare la crisi economica e contribuire
allo sviluppo sostenibile negli anni a venire. Quello che chiediamo alle
altre istituzioni, agli Stati membri e alle parti interessate è di fare in modo
che nella campagna elettorale per le elezioni di giugno si discutano questioni d’interesse europeo e non solo temi nazionali.
Il «Programma per l’Europa» si prefigge tre obiettivi fondamentali: un
obiettivo di prospettiva, uno politico e uno istituzionale.
L’obiettivo di prospettiva rivela l’anima del CESE: il «Programma per
l’Europa» riassume, infatti, all’interno di un quadro globale che riflette la
coerenza dei suoi lavori, la posizione dei membri del CESE, che rappresentano la società civile organizzata dell’UE, sulle scelte che deve compiere l’Europa per garantire un futuro sostenibile in un mondo in piena
crisi.
L’obiettivo politico è quello di presentare una sorta di manifesto della
società civile alle altre istituzioni europee, in particolare al Parlamento,
alla Commissione e al Consiglio, per sostenere la loro azione in vista del
conseguimento degli obiettivi comuni dell’Europa.
Infine, l’obiettivo istituzionale è quello di mettere le idee del CESE al
centro del dibattito sulle sfide europee dei prossimi anni, proponendo
misure concrete alle istituzioni europee.
Il «Programma per l’Europa» sarà trasmesso sia al nuovo Parlamento
europeo sia alla nuova Commissione europea: sono convinto che esso
potrà apportare un contributo importante al dibattito in corso in Europa
per sostenere scelte comuni a livello europeo nella risposta alle sfide che
incalzano la società civile.
Mario Sepi
presidente del Comitato economico
e sociale europeo
CALENDARIO
IN QUESTO NUMERO
25 maggio 2009
2
Praga (Repubblica ceca),
riunione e audizione pubblica
dell’Osservatorio del mercato
unico sul tema «Ostacoli legislativi
al mercato unico europeo: risultati
raggiunti dalla società civile ceca»
28 maggio 2009
sede del CESE, audizione sul tema
«UE, Africa e Cina»
4-7 giugno 2009
elezioni europee
3–6
7
8
Convegno del CESE sul tema
«La partita è ancora tutta
da giocare. Se facciamo squadra
riusciremo a battere la crisi!»
Edizione speciale sulle
elezioni europee
Trasporto stradale 2020:
sfide e aspettative future
Lancio del libro Europe,
Globalisation and the Lisbon
Agenda al CESE
4, 11, 25 giugno e 2 luglio 2009
sede del CESE, pranzi letterari
CESE info — Maggio 2009/4 — Edizione speciale
un ponte tra l’Europa e la società civile organizzata
Il «Programma per l’Europa» raccoglie consensi
unanimi presso gli eurodeputati al di là delle
diverse tendenze politiche
Durante la sessione plenaria di marzo
il CESE ha dimostrato di saper offrire
una valida strategia corredata da proposte concrete per far fronte ai problemi
attuali dell’Unione europea. I membri
del CESE hanno segnato una tappa
decisiva nella storia di questa istituzione
adottando il documento di 38 pagine
dal titolo «Un Programma per l’Europa:
le proposte della società civile». Con tale
documento il CESE ha contribuito al
dibattito in vista delle elezioni europee
di giugno.
Il presidente del CESE Mario Sepi
ha affermato: «Nel presente, difficile,
periodo di crisi, e con l’avvicinarsi del
rinnovo delle istituzioni, questo manifesto della società civile indica come possiamo conseguire passi avanti in tutti gli
ambiti d’azione dell’Unione europea.
Il Comitato sta facendo sentire la voce
della società civile nel dibattito sulle
sfide che l’Europa dovrà affrontare nei
prossimi anni».
«Se questo eccellente documento
fosse il manifesto di un partito, mi ci
iscriverei subito!» ha affermato Jorgo
Chatzimarkakis, deputato del Parlamento europeo eletto nelle fila dell’Alleanza dei democratici e dei liberali per
l’Europa (ALDE) all’incontro svoltosi
il 15 aprile tra il presidente del CESE
Mario Sepi ed alcuni esponenti di spicco
del PE. Al centro delle discussioni il
documento del CESE «Un Programma
per l’Europa» e i programmi dei diversi
gruppi politici europei. Othmar Karas,
vicepresidente del gruppo del Partito
popolare europeo (PPE), si è impegnato
a mandare il documento a tutti i candidati del PPE impegnati in prima linea
Il presidente Sepi presenta «Un Programma per l’Europa»
nelle elezioni di giugno. «Questo contribuirà a dare una dimensione europea
alle prossime elezioni per il Parlamento,
che finora sono state essenzialmente
incentrate sulle questioni nazionali», ha
affermato Karas.
politici europei devono mostrare loro le
possibilità di scelta di cui dispongono»,
ha affermato.
I presidenti di tutti e tre i gruppi del
CESE hanno a loro volta sottolineato la
necessità di coinvolgere la gente. «I citNella stessa ottica, Adrian Severin
tadini non capiscono dove stia andando
(PSE, ex ministro degli Esteri rumeno)
l’Europa. Manca una visione generale.
ha sottolineato che i cittadini sono la
Orbene, il “Programma per l’Europa”
forza trainante del progetto europeo e
offre una tale visione, dimostrando
ha a tale proposito eviche esiste effettivamente un
denziato l’importanza del
interesse comune europeo.
Il “Programma
«Programma per l’Eu- per l’Europa” ci indica Dobbiamo ricreare un’Europa» in quanto dimostra- come muoverci in tutti ropa dei cittadini, non fare
zione concreta di come
delle burocrazie»,
i settori in cui l’UE un’Europa
l’integrazione
europea
ha affermato Henri Malosse,
è attiva
possa rispondere ai loro
presidente del gruppo
bisogni: «Ora dobbiamo
Datori di lavoro. «I cittadini
scoprire quale Europa vogliono i cittaeuropei non andranno alle urne solo
dini e come vogliono che sia affrontata
perché glielo chiediamo. Dobbiamo fare
la crisi. Le elezioni europee forniranno
opera d’informazione», ha dichiarato il
le risposte a queste domande».
presidente del gruppo Lavoratori Georgios Dassis. «Negli ultimi anni abbiamo
Monica Frassoni, copresidente del
realizzato molte più conquiste che nei
gruppo dei Verdi europei, ha sottolisecoli scorsi», ha osservato, da parte sua,
neato che per avere delle risposte dai
Staffan Nilsson, presidente del gruppo
cittadini è fondamentale l’«offerta poliAttività diverse. «Dobbiamo continuare
tica». «Per poter suscitare l’interesse e
su questa strada e il nostro “Programma
il coinvolgimento degli elettori, i partiti
per l’Europa” ci indica il cammino». ●
«
»
È urgente rilanciare la ripresa economica
© Fotolia
EDITORIALE
Comitato economico
e sociale europeo
«La politica economica è stata avviata
sui binari giusti, ma ora bisogna imprimere un impulso decisivo». In questi
termini Thomas Delapina, membro del
CESE e relatore sul tema «Un piano
europeo di ripresa economica», ha presentato alla sessione plenaria di marzo
il suo parere dettagliato, che auspica
contromisure più energiche e sollecite
per uscire dalla crisi, e che è stato quindi
adottato dall’assemblea.
dovrebbero essere autorizzati a superare
il tetto del 3 % fissato per il disavanzo
pubblico, dunque senza incorrere in
sanzioni.
In effetti, pur esprimendosi positivamente sugli sforzi sinora profusi
dall’Unione europea, il parere invita le
istituzioni e gli Stati membri ad ampliare
e attuare immediatamente il Piano europeo di ripresa economica. Il testo stilato
da Delapina appoggia le misure previste
per stimolare la domanda osservando
che «un nuovo indebitamento non
deve essere considerato un onere per le
future generazioni». Anzi, i responsabili
degli Stati membri e delle istituzioni
europee dovrebbero considerare la
spesa pubblica necessaria per rilanciare
l’economia come un investimento nella
competitività futura, e dunque in linea
con la strategia di Lisbona. In concreto
ciò significa che tutti gli Stati membri
Nel corso del dibattito sul parere, i
membri del CESE sono stati concordi
nel sottolineare l’importanza del dialogo
sociale ad ogni livello, per rimettere in
piedi le economie europee. «È di vitale
importanza assicurarsi che la società
civile contribuisca allo sviluppo del
piano di ripresa economica» ha sottolineato Michael Smyth. Georgios Dassis,
presidente del gruppo Lavoratori, a conclusione del dibattito, ha così sintetizzato
il parere: «Ciò che noi tutti attendiamo
sono azioni concrete, il resto sono solo
riflessioni platoniche».
●
www.eesc.europa.eu
1
Convegno del CESE sul tema «La partita
è ancora tutta da giocare. Se facciamo
squadra riusciremo a battere la crisi!»
Il 17 marzo 2009 si è svolto presso il
CESE un convegno, cui hanno partecipato il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso e
i commissari Vladimír Špidla e Joaquín Almunia, incentrato sul piano
europeo di ripresa economica e sulle
misure adottate dagli Stati membri per
rilanciare la fiducia e salvaguardare
l’occupazione in Europa. All’incontro hanno preso parte 14 presidenti e
segretari generali dei consigli economici e sociali degli Stati membri. Esso
seguiva il convegno intitolato «Rien
ne va plus? Come ricostruire l’economia sociale di mercato europea»
tenutosi in gennaio, nell’ambito del
quale il CESE aveva iniziato a esaminare diverse soluzioni per ricostruire
l’economia sociale di mercato.
«
»
Il 1° aprile 2009 la sezione specializzata
del CESE Unione economica e monetaria, coesione economica e sociale (ECO)
ha invitato la commissaria europea per
la Politica regionale Danuta Hübner a
discutere di come risolvere l’attuale crisi
economica e di quale struttura dare alla
futura politica di coesione. L’incontro
ha inoltre fornito l’opportunità di discutere le raccomandazioni per una politica
regionale più efficiente presentate alla
Commissione dal consigliere del CESE
Carmelo Cedrone e dal deputato europeo Miroslav Mikolasik in una lettera
congiunta.
della politica di coesione per il periodo
2007-2013, e Miroslav Mikolasik, autore
della relazione del Parlamento europeo
sullo stesso tema, hanno illustrato ai
presenti le proposte da loro presentate congiuntamente alla commissaria.
Essi hanno chiesto la creazione di un
gruppo di lavoro ristretto composto da
rappresentanti della Commissione, del
Parlamento e di entrambi i Comitati,
cui affidare la revisione della politica di
coesione.
La commissaria Hübner ha assicurato ai membri la piena cooperazione
tra le istituzioni e promesso di coinvol«La Commissione europea ha comgere il CESE nella preparazione di tutti
piuto un grande sforzo per adeguare la
i documenti relativi alla revisione della
politica di coesione al contesto di crisi»,
politica di coesione. Ha poi enumerato
ha assicurato la comle priorità su cui molto
Sarebbe utile costituire un
missaria Hübner. Tra
probabilmente sarà ingruppo di lavoro ristretto
gli adeguamenti va
centrata la politica di
incaricato di proporre una
citata l’accelerazione
revisione ad ampio spettro della coesione dopo il 2013.
degli investimenti
Il carattere generale e
politica di coesione
dei fondi strutturali,
multidimensionale delle
l’erogazione di antiDalla lettera indirizzata da sfide cui siamo confroncipi supplementari e
Carmelo Cedrone (CESE) tati impongono l’adoil pieno sfruttamento
e Miroslav Mikolasik (PE) alla zione di un approccio
commissaria Hübner integrato alla politica di
delle flessibilità previste nel periodo di programmazione
coesione, ha affermato Danuta Hübner.
2000-2006. Ciò non soltanto fornirà
In futuro questa dovrà puntare magalle economie liquidità aggiuntive, ma
giormente sulla dimensione territoriale
contribuirà anche a sostenere l’oriene sulla cooperazione territoriale. Essa
tamento e gli obiettivi a lungo termine
dovrà inoltre essere applicata in tutte
delle strategie di sviluppo regionale.
le regioni dell’UE, dando ovviamente
priorità alle regioni più povere.
Carmelo Cedrone, relatore del parere
●
del CESE sulle strategie e i programmi
«
José Manuel Barroso e Mario Sepi
pea deve agire su tre fronti diversi
ma interconnessi: il sistema finanziario, che va regolato secondo principi
più «etici», l’economia reale, in cui
Il presidente del CESE Sepi ha
occorre stimolare le attività sosteespresso apprezzamento per le ininendo nel contempo gli investimenti
ziative adottate dalla Commissione
per l’avvenire, e gli interventi in
per il rilancio dell’economia ed ha
campo sociale, per attenuare i costi
auspicato che si riesca a realizzare un
umani della recessione. Dal momento
vero coordinamento e un’autentica
che il piano europeo per la ripresa è
solidarietà a livello europeo, che sono
stato appena avviato,
attualmente messi
alla prova in questo
L’Europa dispone Barroso ha sottolineato
ora ci vogliono «più
difficile periodo di
di tutti gli strumenti che
fatti e meno parole».
crisi. Ha poi sottolineato che, pur necessari a fronteggiare
Špidla,
rispettando il patto e superare l’attuale crisi, Vladimír
di stabilità, gli Stati ma deve ora passare commissario europeo
per l’Occupazione, gli
membri dovrebbero
a una marcia
affari sociali e le pari
mantenere una certa
opportunità, ha tenuto
flessibilità, senza pesuperiore
a ricordare che per
rò perdere di vista gli
fine anno il tasso di disoccupazione
obiettivi della strategia di Lisbona.
nell’UE dovrebbe salire all’8,7 %. La
priorità assoluta è quindi limitare i
Da parte sua, il presidente della
danni, ragion per cui il piano per la
Commissione europea José Manuel
ripresa si prefigge tra l’altro l’obietBarroso ha rammentato che l’Europa
tivo di salvaguardare l’occupazione
dispone di tutti gli strumenti necesnelle imprese. Il commissario Špidla
sari a fronteggiare e superare l’attuale
ha dichiarato che, pur costituendo
crisi, precisando però che occorre
forse solo un punto di partenza,
ora passare a una marcia superiore.
questo piano è indubbiamente il più
Ha sottolineato che l’Unione euro-
La politica di coesione: una soluzione
per uscire dalla crisi e andare oltre?
importante degli ultimi decenni e
costituisce anche il massimo che si
può intraprendere.
Joaquín Almunia, commissario
per gli Affari economici e monetari,
ha sottolineato la necessità che i
provvedimenti adottati siano rapidi,
temporanei e mirati. Almunia ha
dichiarato che l’UE deve puntare a tre
obiettivi chiave per la ripresa economica: risanamento del settore finanziario, programmi d’incentivi fiscali
per rilanciare l’economia e misure
per ammortizzare l’impatto della crisi
sui cittadini e sull’occupazione. Thomas Delapina, relatore per il parere
del CESE sul piano europeo di ripresa
economica, ha ricordato i vantaggi
del modello sociale europeo per
attenuare i contraccolpi della crisi.
Nel concludere il convegno, Henri
Malosse, Georgios Dassis e Staffan
Nilsson, presidenti rispettivamente
dei gruppi Datori di lavoro, Lavoratori e Attività diverse del CESE,
hanno espresso la richiesta unanime
di azioni volte a ripristinare la fiducia
e hanno lanciato un appello per un
maggiore spirito di solidarietà e senso
●
etico.
»
Danuta Hübner e Krzysztof Pater
Celebrata al CESE la 10a edizione della Giornata europea del consumatore:
un’occasione per i consumatori di esprimere le loro istanze
In un famoso discorso pronunciato al
Congresso nel 1962, il presidente americano Kennedy aveva detto che «i consumatori sono l’unica importante categoria economica che non è realmente
organizzata, e il cui punto di vista,
spesso, non viene udito». Per consentire
un dibattito pluralistico sui diritti dei
consumatori con la partecipazione di
tutti gli attori della società civile, il CESE
ha celebrato la 10a edizione della Giornata europea del consumatore, istituita
per sua iniziativa nel 1999.
L’evento, cui hanno preso parte
Meglena Kuneva, commissario responsabile per la Protezione dei consumatori, Marianne Thyssen, membro del
Parlamento europeo, e Karel Machotka,
rappresentante della presidenza ceca, è
stato dedicato soprattutto ai diritti dei
consumatori.
2
economica, che è la più grave dagli anni
trenta del secolo scorso». Per parte sua
Marianne Thyssen ha evidenziato l’esigenza di assicurare un’informazione
più abbondante e di migliore qualità sui
diritti dei consumatori. In effetti, questi
non sono sempre consapevoli dei loro
diritti, né sanno come esercitarli: e questo è uno stato di cose che, a giudizio di
Marianne Thyssen, deve assolutamente
cambiare.
Il presidente del CESE Mario Sepi
Durante il successivo dibattito sono
ha rammentato il contesto di crisi ecostati affrontati essenzialmente tre temi:
nomica che fa da sfondo a questa Giori contratti a distanza e quelli negoziati
nata europea del consumatore, una confuori dei locali commerciali, le clausole
giuntura che ci impone
abusive, come pure taluni
con urgenza ancor
aspetti specifici della vendita
La politica dei
maggiore di rivedere il
delle garanzie dei beni di
consumatori è parte econsumo.
nostro comportamento
integrante della
in quanto consumatori.
Le associazioni dei conInfatti, la nostra linea di soluzione all’attuale
condotta dovrebbe ispicrisi economica sumatori, pur accogliendo
con favore varie disposizioni
rarsi maggiormente alla
della nuova proposta di direttiva (ossia
sostenibilità, che è ormai la parola d’orquelle intese a conferire maggiore chiadine del nostro tempo. La commissaria
rezza e trasparenza alla normativa sui
Kuneva ha fatto presente che la politica
contratti), hanno segnalato che a terdei consumatori non dovrebbe essere
mine essa potrebbe peggiorare la situaconsiderata un lusso né dai governi né
zione in vari Stati membri. Secondo
dalle imprese, anzi, essa «è parte intel’Ufficio europeo delle unioni dei consugrante della soluzione all’attuale crisi
matori (BEUC), in taluni di essi la proposta potrebbe infatti abbassare il livello
di tutela dei consumatori.
diritti dei consumatori, nutre riserve
circa alcune sue disposizioni, specie
quelle concernenti le clausole abusive.
Anche Bernardo Hernández Bataller,
relatore sull’argomento, ha evidenziato
«il rischio che la direttiva non rafforzi la
posizione dei consumatori».
Tutti i partecipanti hanno convenuto
sulla necessità di stabilire una serie di
regole chiare in materia di commercio
elettronico, concludendo che ciò sarebbe
possibile puntando ad un’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri
relative ai contratti a distanza e a quelli
negoziati fuori dei locali commerciali.
Le conclusioni dei dibattiti di questa
10a edizione della Giornata europea del
consumatore verranno trasmesse alle
istituzioni dell’Unione europea.
Il CESE, che sta preparando il suo
parere sulla proposta di direttiva sui
●
«
»
© Fotolia
Meglena Kuneva
Al centro degli scambi di vedute, cui
hanno preso parte oltre 250 rappresentanti delle associazioni dei consumatori
e del mondo economico, è stata la proposta di direttiva sui diritti dei consumatori che mira a realizzare un effettivo
mercato interno tra imprese e consumatori aumentando la fiducia dei consumatori nel mercato interno e riducendo
la riluttanza delle imprese a operare a
livello transfrontaliero.
CESE info — Maggio 2009/4 — Edizione speciale
ISSN 1830-6349
Maggio 2009 / 4 — Edizione speciale IT
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Comitato economico
e sociale europeo
un ponte tra l’Europa e la società civile organizzata
«Noi siamo la “voce dei cittadini”»
Intervista con il presidente del Parlamento europeo Hans-Gert Pöttering
sta percentuale arriverà a sfiorare il
100 %.
© Parlamento europeo
L’ultimo allargamento è stato un
enorme successo. Come conseguenza
di questo processo, il continente
europeo è ora unito e in pace. I non
più tanto «nuovi» Stati membri condividono ormai i valori e i principi
ispiratori della costruzione europea.
Essi hanno contribuito con il loro
enorme patrimonio di conoscenze
e di esperienze all’avvio di relazioni
con i nuovi vicini dell’Est e del SudEst europeo, un valore aggiunto, questo, da non sottovalutare.
Hans-Gert Pöttering
Signor presidente, il suo
arrivo al Parlamento europeo
(PE) risale alle prime elezioni
dirette del 1979. Da allora
come le sembra cambiata
la sua istituzione? Quali
sono state le ripercussioni
dell’ultimo allargamento
sul PE?
Sin dalla prima elezione nel 1979 il
PE ha avuto uno sviluppo straordinario. In termini di poteri e di competenze, ha compiuto progressi enormi.
Al tempo era solo un organo consultivo privo di potere legislativo. Oggi
circa il 75 % della legislazione comunitaria viene adottato — a parità di
condizioni — dal Parlamento e dal
Consiglio dei ministri. Con l’entrata
in vigore del trattato di Lisbona, que-
Come sono cambiati i rapporti
tra il PE e il CESE nel corso di
questi anni?
Da presidente del PE, ho sempre
avuto rapporti di lavoro molto proficui con il CESE. Nel maggio dello
scorso anno ho avuto l’onore di partecipare alle celebrazioni per il 50°
anniversario dalla prima sessione
plenaria del CESE. La mia istituzione apprezza il contributo fornito
dal CESE sotto forma di pareri su un
ampio ventaglio di argomenti, nonché per la sua funzione di collegamento tra le istituzioni da un lato e la
società civile e le imprese dall’altro. Il
vostro è un compito importante — e
io non mi stancherò mai di ripeterlo.
Come spiegare questo
fenomeno piuttosto
sconcertante per cui
l’aumento del potere del
Parlamento europeo non
coincide con un’accresciuta
partecipazione alle elezioni
europee, ma anzi con un calo
del numero di votanti?
Volendo affrontare questa questione, non va dimenticato che il calo
interessa anche le elezioni a livello
nazionale o addirittura regionale;
si tratta quindi di un fenomeno più
diffuso, che non si limita solo alle elezioni europee.
Alla minore affluenza alle urne
per il rinnovo del PE contribuiscono
numerosi fattori, tanto per cominciare il fatto, alquanto spiacevole, che
a «Bruxelles» e alle istituzioni europee
siano imputate molte decisioni impopolari adottate dai governi nazionali.
È più facile, infatti, dire che «è Bruxelles a volerlo», invece di spiegare
con pazienza il perché di talune decisioni. Le conseguenze si vedono poi
al momento delle elezioni. In questo
senso noi tutti possiamo contribuire
ad invertire l’attuale tendenza.
A suo avviso, cosa si deve e
si può fare per incrementare
l’affluenza alle urne in
occasione delle europee?
Credo profondamente che tutti
i cittadini europei convinti andrebbero coinvolti a pieno titolo e mobilitati. La partecipazione alle elezioni
è anche un modo di esprimere il
proprio sostegno a questo progetto
unico di integrazione europea. Per
poter riuscire, dobbiamo compiere
uno sforzo comune spiegando cosa
ha fatto il PE nell’ultimo quinquennio e in che misura ha influito sulla
vita quotidiana dei cittadini. Questo
sforzo, però, richiede il coinvolgimento dei candidati, dei partiti politici, dei governi e, non da ultimo, dei
mezzi di comunicazione. La partecipazione sincera di tutti questi attori
essenziali dovrebbe essere la chiave
per arrestare la tendenza a disertare
le urne.
Nel corso della precedente
campagna elettorale abbiamo
rilevato la tendenza a
privilegiare questioni interne.
Cosa si potrebbe fare per
garantire che la campagna
per le elezioni europee si
occupi invece di aspetti di
interesse europeo?
Ecco un’altra tendenza da invertire, coinvolgendo i politici nazionali
in un dibattito sui vantaggi che l’integrazione europea ha portato finora
ai cittadini. Ne cito solo alcuni: pace,
sicurezza e stabilità. Proviamo solo a
immaginare dove saremmo oggi se
non avessimo l’euro…
Ho la sensazione che, nel corso di
questa campagna elettorale, la crisi
economica e finanziaria sarà al centro dei dibattiti in tutti gli Stati mem-
bri. Non dubito che in questi dibattiti
vi sarà sempre una forte componente
nazionale, ma sono sicuro che non
mancherà quella europea. Si tratta
infatti di una questione che coinvolge
noi tutti, e l’Unione europea può
contribuire alla sua soluzione.
Qual è a suo avviso la
prossima sfida importante
che il nuovo PE dovrà
affrontare? Come sarà,
secondo lei, il PE tra dieci
anni?
Di certo la massima sfida consiste oggi nel portare a compimento
il processo di ratifica del trattato
di Lisbona, e ciò si rifletterà anche
sull’attività del PE. Mi immagino
perciò che seguirà comunque un
periodo di assestamento.
Tra dieci anni, invece, vorrei che
il PE fosse nel frattempo diventato
un’istituzione dotata di pieni poteri
legislativi e di controllo, in grado di
difendere saldamente gli interessi dei
cittadini dell’Unione. Dopo tutto noi
siamo la «voce dei cittadini» e promuoviamo i valori e i principi europei in tutto il mondo. Come considerazione conclusiva, ma non per
questo meno importante, vorrei che
il PE continuasse a fungere da piattaforma dove presentare e perfezionare
nuove idee per le politiche europee.
●
Fai sentire la tua voce: fai pesare il tuo voto!
di Margot Wallström
Se sai già che le elezioni del Parlamento
europeo si svolgeranno nel giugno di
quest’anno, fai parte di una piccola
minoranza. Secondo l’ultimo sondaggio condotto da Eurobarometro,
solo il 16 % dei cittadini europei ne è
consapevole e solo il 28 % si recherà
sicuramente alle urne. Abbiamo evidentemente ancora molto lavoro da
fare per informare i cittadini di queste
elezioni e per spiegare il motivo della
loro importanza.
Elezioni europee: quando si può votare?
Le elezioni europee si svolgeranno nel periodo compreso tra il 4 e il 7 giugno 2009, secondo le consuetudini di ciascuno Stato membro. Nel Regno
Unito, per esempio, si vota tradizionalmente il giovedì, mentre in altri
paesi le elezioni si tengono di domenica. Per rispettare le diverse tradizioni — viva la diversità! — vi saranno quindi quattro giornate elettorali.
Giovedì 4 giugno 2009
Paesi Bassi, Regno Unito
Venerdì 5 giugno 2009
Irlanda, Repubblica ceca
Sabato 6 giugno 2009
Cipro, Italia, Lettonia, Malta,
Repubblica ceca, Slovacchia
© Fotolia
Domenica 7 giugno 2009
Austria, Belgio, Bulgaria, Danimarca,
Estonia, Finlandia, Francia, Germania,
Grecia, Italia, Lituania, Lussemburgo,
Polonia, Portogallo, Romania,
Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria
CESE info — Maggio 2009/4 — Edizione speciale
Il PE ha lanciato recentemente la sua
campagna per pubblicizzare le elezioni
e le tematiche che i responsabili politici europei stanno affrontando quali:
le modalità di coltivazione dei prodotti
di cui ci nutriamo, il tipo di energia
che vogliamo e il grado di controllo cui
assoggettare i mercati finanziari.
La Commissione europea sostiene
attivamente questa campagna. Ci
stiamo avvalendo dei contatti esistenti
con le emittenti radiotelevisive per
promuovere la diffusione gratuita di
materiale video e audio. Le nostre rappresentanze negli Stati membri stanno
lavorando con gli uffici di informazione
del PE per organizzare dibattiti e altre
manifestazioni a livello locale. Da parte
nostra, stiamo allestendo il materiale
informativo necessario. Varie iniziative
sono indirizzate in maniera speciale alle
donne e ai giovani poiché il loro grado
di sensibilizzazione e di interesse risulta
particolarmente basso. Abbiamo prodotto un opuscolo sulle tematiche che
riguardano le donne e stiamo organizzando seminari per gli editori di riviste
femminili. Stiamo conducendo una
Margot Wallström
campagna multimediale in collaborazione con MTV per raggiungere i giovani e abbiamo lanciato un progetto
intitolato «thinkaboutit.eu» per spingerli a partecipare ai blog tematici sulle
elezioni.
Ma abbiamo bisogno anche dell’aiuto
del Comitato economico e sociale europeo. Voi vi trovate in una posizione
avvantaggiata per spiegare ai vostri
membri quanto sia importante il ruolo
del PE. Più in particolare potete incoraggiare le donne presenti nelle vostre
organizzazioni a far sentire la loro
voce nel prossimo giugno — magari
votando per una valida candidata. Ma
soprattutto potete spronare i cittadini
a discutere delle tematiche in gioco. Un
vivace dibattito politico è uno dei modi
migliori per sensibilizzare il pubblico e
suscitare maggiore interesse e passione,
aspetti questi fondamentali per ottenere
a giugno una buona affluenza alle urne e
per ridare slancio alla democrazia partecipativa a livello dell’UE.
Non ci restano che poche settimane
per cambiare qualcosa per i prossimi
cinque anni. Facciamolo insieme!
●
http://www.europarl.europa.eu/elections2009
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3
TTutto
u quello che avreste voluto CESE e Parlamento europeo:
ssapere
aper sul Parlamento europeo e insieme per il progresso
non aavete mai osato chiedere…
B — Il bilancio dell’Unione europea è deciso congiuntamente dal PE e dal
Consiglio dell’UE. Il PE lo discute in due successive letture e il bilancio non
diventa esecutivo finché non è stato firmato dal presidente del PE.
C — La codecisione è la procedura legislativa introdotta dal trattato di
Maastricht che rafforza i poteri del PE e lo pone su un piano di parità con il
Consiglio dell’UE in numerosi ambiti politici che vanno dalla libera circolazione dei lavoratori all’ambiente e alla ricerca. Ciò significa che nessun atto
legislativo può essere adottato in tali settori senza l’accordo del PE.
Lungo e ricco è il passato di cooperazione tra il CESE e il Parlamento europeo (PE),
una cooperazione che non si è mai limitata alla consultazione formale prevista
dal trattato, in quanto prevede numerosi collegamenti e contatti informali
a livelli diversi che consentono uno scambio — fruttuoso per entrambi —
di vedute, idee e competenze tra loro complementari.
Eccone un paio di esempi:
proficua. I membri della sezione specializzata Relazioni esterne partecipano
attivamente alle attività organizzate dal
PE nel quadro delle delegazioni con
i paesi terzi, mentre i presidenti delle
commissioni parlamentari che si occupano delle politiche esterne dell’UE
prendono spesso parte alle riunioni
della sezione Relazioni esterne e agli
eventi che questa organizza.
Il CESE, in particolare, è regolarmente invitato a partecipare alle sessioni delle tre assemblee parlamentari
paritetiche (APP) del PE, per le quali
ha lo statuto di osservatore: l’APP ACPUE, l’APP euromediterranea e l’APP
UE-America latina. Queste APP hanno
sempre affidato ad uno dei loro vicepresidenti l’incarico di intrattenere relazioni con le organizzazioni della società
civile.
La COSAC (Conferenza degli organi specializzati negli affari comunitari
ed europei) è composta di rappresentanti delle commissioni dei parlamenti
nazionali competenti per gli affari europei e di membri del PE. I membri della
COSAC si incontrano ogni sei mesi per scambiarsi informazioni sugli aspetti
pratici dello scrutinio parlamentare. La COSAC può inviare alle istituzioni
qualsiasi «contributo» che essa reputi necessario ed esamina tutte le proposte
nel campo della giustizia e affari interni.
D — La procedura di discarico consente al PE di giudicare politicamente come
siano stati spesi i fondi del bilancio dell’UE e di proporre miglioramenti. Il PE
può concedere, rinviare o rifiutare il discarico per l’esecuzione del bilancio.
Il rifiuto del discarico non ha conseguenze giuridiche, ma può essere considerato un’importante sanzione politica. Il rifiuto di concedere il discarico nel
dicembre 1998 ha portato tre mesi più tardi alle dimissioni della Commissione
presieduta da Jacques Santer.
E — Il Consiglio europeo di Edimburgo, svoltosi nel dicembre 1992, ha raggiunto un accordo sulle sedi del PE. Strasburgo è diventata la sede ufficiale, con
12 sessioni plenarie, mentre altre attività si svolgono a Bruxelles. Il segretariato
generale ha sede a Lussemburgo. «Se intendete incontrarvi con un deputato al
Parlamento europeo, non dimenticate mai di precisare chiaramente il luogo
dell’incontro» raccomanda il sito del PE.
I — Gli uffici di informazione del PE, presenti in tutti gli Stati membri, hanno
lo scopo principale di avvicinare il pubblico al PE, informandolo sui lavori di
tale istituzione e agevolando la comunicazione tra i cittadini e gli eurodeputati.
Tra le altre attività, rispondono alle richieste dei cittadini, diffondono pubblicazioni e informano i media nazionali sull’attualità del PE.
Le interrogazioni scritte possono essere presentate al Consiglio e alla Commissione, che a loro volta devono rispondere entro breve termine. I membri del
PE vi ricorrono frequentemente per sollevare una questione nei confronti della
Commissione o del Consiglio.
L — Il trattato di Lisbona, una volta entrato in vigore, consoliderà i poteri del
PE in materia legislativa, di bilancio dell’UE e di approvazione degli accordi
internazionali. Anche la composizione del PE è stata modificata — il numero
massimo di membri è infatti ora fissato a 751. I seggi saranno distribuiti tra gli
Stati in base al principio della «proporzionalità digressiva», il che significa che
i deputati provenienti dai paesi maggiormente popolati rappresenteranno più
cittadini rispetto a quelli provenienti dai paesi meno popolosi. Nessuno Stato
membro potrà avere meno di 6 e più di 96 eurodeputati.
M — Nella sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sulla causa
Matthews contro Regno Unito, il Regno Unito è stato ritenuto colpevole di
non aver tenuto delle elezioni per il PE a Gibilterra. La signora Denise Matthews, cittadina britannica e residente a Gibilterra, alla quale è stata negata la
possibilità di esprimere il suo parere nella scelta dei membri del PE, si è vista
liquidare circa 45 000 sterline inglesi per costi e spese legali.
Il Mediatore europeo, nominato dal PE, svolge indagini sui casi di cattiva
amministrazione che coinvolgono istituzioni e organismi dell’UE, in seguito
a denunce presentate dai cittadini. La figura del Mediatore è stata istituita dal
trattato di Maastricht e ha sede a Strasburgo. L’attuale Mediatore europeo è
Nikiforos Diamandouros.
La mozione di censura è un potente strumento politico nelle mani del PE che
gli consente di obbligare i membri della Commissione a dimettersi collettivamente. Finora non si è mai fatto ricorso a tale strumento.
N — Nomina della Commissione: prima di essere nominati, il candidato designato alla carica di presidente della Commissione europea e i membri della
Commissione in quanto organo collegiale devono ottenere il voto di approvazione del PE.
P — Qualsiasi cittadino dell’UE o residente di uno Stato membro può presentare una petizione al PE su una materia che rientra nel campo d’attività
dell’UE.
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Il Parlamento europeo
attinge all’esperienza
maturata dal CESE
Il 2009 ha avuto un buon inizio per le
relazioni fra il CESE e il PE: il 19 gennaio, durante la prima riunione della
commissione del PE per l’industria, la
ricerca e l’energia (ITRE), il CESE ha
presentato il suo parere sul tema «Far
fronte alle sfide petrolifere». Esso evidenzia le conclusioni a medio e breve
termine in tema di politica energetica
dell’UE per fronteggiare i gravi contraccolpi dell’impennata dei prezzi petroliferi nell’estate 2008.
«Il fatto che il PE abbia chiesto al
CESE di formulare un parere in proposito costituisce il riconoscimento del
suo peso nella politica decisionale europea ed è il risultato della sua proficua
collaborazione con i colleghi del PE»,
ha dichiarato János Tóth, presidente
della sezione Trasporti, energia, infrastrutture, società dell’informazione del
CESE, rallegrandosi di questa richiesta
di consultazione.
La politica energetica:
una sfida, risposte
diverse
addita metodi per ovviare alla dipendenza dal petrolio, mentre il PE si è
concentrato soprattutto sull’accesso alle
fonti petrolifere rimaste. Nel suo parere
il CESE sottolinea l’assoluta necessità,
per rispondere alla duplice minaccia
derivante dall’incertezza dell’approvvigionamento energetico e dall’accelerazione del cambiamento climatico, di
ridurre sollecitamente la dipendenza
petrolifera, puntando su una serie di
incentivi sia finanziari che fiscali, per,
come minimo, dimezzare i consumi di
petrolio dell’UE entro il 2050.
Un approccio, questo, ben diverso da
quello adottato nella relazione del PE,
la quale si concentra su come garantire
l’accesso alle riserve petrolifere rimaste.
Angelika Niebler, presidente della commissione ITRE, ha accolto con favore il
diverso contenuto del parere del CESE
e si è detta certa che i membri del PE ne
terranno conto.
Un esempio da
imitare: l’assemblea
parlamentare
paritetica ACP-UE
Per molti anni il CESE ha mantenuto
contatti regolari con l’APP ACP-UE. Nel
corso delle sessioni dell’APP, i membri
del comitato di monitoraggio ACP-UE
presentano le loro attività, invitando i
copresidenti dell’APP a partecipare alle
riunioni e ai seminari degli ambienti
socioeconomici UE-ACP organizzati dal
CESE. A margine delle sessioni dell’APP
ACP-UE, vengono organizzate riunioni
con la società civile, alle quali i membri
dell’APP partecipano attivamente.
Tra i numerosi argomenti comuni di
lavoro figurano il seguito dei negoziati
sugli accordi di partenariato economico
ACP-UE, l’integrazione regionale, lo sviluppo sostenibile e la valutazione dell’attuazione dell’accordo di Cotonou.
CESE e Parlamento
europeo: insieme
nella politica esterna
La collaborazione tra il CESE e il PE nel
settore delle relazioni esterne è molto
●
Quando essa è pervenuta al CESE, lo
stesso PE aveva già avviato la stesura
della sua relazione d’iniziativa sull’argomento. Il CESE ha quindi costituito un
gruppo di redazione e il relatore Derek
Osborn è riuscito a realizzare una consultazione dei rappresentanti dell’industria petrolifera, delle ONG e di vari
servizi della Commissione, e anche a
prender conoscenza della bozza di relazione elaborata dal relatore del PE.
Il frutto del lavoro del CESE, condotto in maniera intensiva e a ritmo
sostenuto, è un documento proiettato
tendenzialmente verso il futuro, che
© Parlamento europeo
G — I gruppi parlamentari sono coalizioni di membri del PE organizzati in
funzione delle affinità politiche e non in base alla nazionalità. Attualmente
i gruppi politici al PE sono 7. Dopo le elezioni del giugno 2009, un gruppo
dovrà contare come minimo 25 membri provenienti da almeno 7 diversi Stati
membri. I gruppi politici tengono regolari incontri e seminari per determinare i principi fondamentali della loro attività. Diversi raggruppamenti politici
hanno dato origine a partiti politici che operano a livello europeo, per es. il Partito popolare europeo, il Partito socialista europeo, il Partito dei Verdi europei
e il Partito europeo dei democratici, liberali e riformatori.
© iStock
F — Nicole Fontaine, una delle due donne che sono state presidenti del PE.
Ha presieduto l’istituzione tra il 1999 e il 2001. La prima donna ad essere presidente del PE era stata Simone Veil (1979-1982).
CESE info — Maggio 2009/4 — Edizione speciale
Alcune informazioni privilegiate sul Parlamento europeo
Quale miglior modo per conoscere un’istituzione se non quello di rivolgersi a chi ci ha lavorato o ci lavora
ancora e quindi dispone di informazioni acquisite dall’interno? CESE info ha intervistato alcuni membri
del CESE che sono stati in passato parlamentari europei.
tedesco che fa parte del Partito popolare
europeo.
Lei è stata deputata del Parlamento
europeo nel quinquennio 1994-1999, ossia
quando — secondo alcuni osservatori —
il PE ha riaffermato le proprie prerogative
e il proprio ruolo, innescando quel processo
che ha portato alle dimissioni della Commissione europea presieduta da Jacques
Santer. Lei ha avuto la sensazione che
l’influenza del PE stesse aumentando?
Renate Heinisch
Renate Heinisch, membro del gruppo
Attività diverse del CESE e rappresentante
dell’Associazione nazionale tedesca delle
organizzazioni della terza età (BAGSO),
è stata eletta al Parlamento europeo
(PE) nel 1994 tra le file della CDU (Unione
cristiano-democratica), un partito politico
Bryan Cassidy, consulente aziendale
e attualmente membro del I gruppo
del CESE, in passato è anche stato per
tre mandati (1984-1999) membro
del Parlamento europeo, dove ha
rappresentato la contea del Dorset per il
Partito conservatore britannico tra le fila
del gruppo del Partito popolare europeo.
Come è cambiato il Parlamento europeo
dall’inizio del suo primo mandato e durante i
quindici anni in cui lei ha lavorato
a Strasburgo?
Ad ogni revisione dei trattati, il PE ha
visto accrescere i propri poteri. Quando
fui eletto per la prima volta, nel 1984,
gli unici veri poteri di cui disponeva
erano quelli in materia di bilancio. Da
allora è stata introdotta la procedura di
codecisione, che ha consentito al Parlamento di intervenire attivamente nel
processo legislativo comunitario (il
trattato di Lisbona prevede addirittura
di estenderne l’applicazione ad altri
settori). Nel 1999 furono d’altronde
Stéphane Buffetaut
Stéphane Buffetaut (I gruppo) è
presidente dell’Osservatorio dello sviluppo
sostenibile in seno al CESE e lavora come
dirigente presso la società di servizi
ambientali Veolia Environnement. Dal
1997 al 1999 è stato eurodeputato nelle
fila del partito Mouvement pour la France,
che fa parte del Gruppo dei deputati
indipendenti per l’Europa delle nazioni.
Signor Buffetaut, il suo mandato al Parlamento europeo (1997-1999) è coinciso con
numerosi avvenimenti importanti per l’UE,
tra cui l’apertura dei negoziati di adesione
con i paesi dell’Europa centrale, l’avvento
È indubbio che i poteri e l’influenza
del Parlamento europeo siano cresciuti, ma credo che la maggioranza
dei cittadini non se ne renda conto.
Uno dei motivi è che spesso passano
vari anni tra le deliberazioni del PE e
l’entrata in vigore delle nuove leggi.
I cittadini sono coscienti dei diritti
concreti che l’UE ha dato loro — il
diritto di viaggiare, lavorare e studiare in tutto il territorio comunitario —, ma non sono altrettanto infor-
allora è stato avviato il programma
Grundtvig, che riguarda specificamente l’istruzione per gli adulti. Mi
sono anche impegnata molto a favore
Quale delle relazioni da lei elaborate
della comprensione della scienza e
delle tecnologie da parte del pubal Parlamento europeo ha avuto più
blico in generale. In
risonanza
quel periodo creI cittadini sono coscienti
e perché?
dei diritti concreti che l’UE sceva rapidamente la
Quale membro
consapevolezza dei
ha dato loro — il diritto
del CESE, ho conticittadini sulle quedi viaggiare, lavorare e
nuato a lavorare su
stioni etiche legate
molte delle temati- studiare in tutto il territorio alla ricerca. Essendo
che di cui mi ero già
di formazione farcomunitario —, ma non
occupata durante il sono altrettanto informati sul macista, ero particomio mandato al PE.
interessata
PE, così come non lo sono larmente
Un esempio su tutti
al modo in cui tali
sulle attività dei rispettivi questioni influivano
è l’apprendimento
parlamenti nazionali
permanente: la mia
su politica sanitaria e
relazione sull’Anno
medicinali (a questo
europeo dell’istruzione e della forriguardo, adesso sto lavorando su un
mazione lungo tutto l’arco della vita
parere del CESE in merito alla propo(1996) ha sottolineato la necessità
sta della Commissione europea sulle
di offrire maggiori opportunità di
informazioni per i pazienti relative ai
apprendimento alla terza età. Da
medicinali).
mati sul PE, così come non lo sono
sulle attività dei rispettivi parlamenti
nazionali.
«
»
Il CESE, come sappiamo, viene soltanto «consultato» dalle altre istituzioni
ma può contare su un’amplissima esperienza nei settori più vari. Ogni consigliere infatti ha un centro di attività
Non tutti i cambiamenti, però, hanno
e di competenze al di fuori del CESE,
avuto risvolti positivi: ad esempio, nel
contrariamente agli eurodeputati che
Regno Unito a causa di un sistema
nella maggior parte dei casi non conoproporzionale poco democratico introscono in modo davdotto dal governo
Quando fui eletto
vero approfondito
Blair, e in vigore dalle
elezioni del 1999, gli
per la prima volta, nel 1984, gli argomenti sui
elettori non sanno più
gli unici veri poteri di cui il quali sono chiamati
chi sono i loro depu- PE disponeva erano quelli in a votare! Pertanto
si limitano a seguire
tati e l’affluenza alle
urne, che con il sistema materia di bilancio. Da allora le istruzioni dei
delle liste uninominali è stata introdotta la procedura capigruppo.
stava aumentando, è
di codecisione, che ha
Il CESE si distinprogressivamente di- consentito al PE di intervenire
gue
dal PE forse
minuita.
attivamente nel processo
non tanto per la
legislativo comunitario
Sia il Parlamento
qualità dei dibattiti,
europeo che il CESE,
ma sicuramente per
ciascuno secondo i ruoli assegnati dal
la qualità dei suoi pareri. Ciò deriva in
trattato, partecipano al processo legislativo parte dalle profonde conoscenze tecnidell’UE. Quali sono a suo avviso le principali
che che i suoi consiglieri hanno sviluppato in un ampio numero di settori, e
differenze qualitative tra i loro contributi
questo grazie alle esperienze acquisite
rispettivi?
proprio le pressioni del Parlamento che
spinsero l’intera Commissione Santer a
rassegnare le dimissioni.
«
»
Quali sviluppi prevede in futuro nella cooperazione tra CESE e PE?
Ora che il CESE è fisicamente più
vicino al PE, è più facile sviluppare
contatti, anche se ciò richiede dei grossi
sforzi da parte del primo. I nostri membri devono infatti curare maggiormente
i rapporti con gli eurodeputati dei propri
paesi, tra i quali vi è ancora una scarsa
consapevolezza del CESE e del ruolo
che esso può svolgere. Tuttavia in Parlamento siedono attualmente alcuni ex
consiglieri del CESE e, viceversa, fanno
parte del CESE alcuni ex eurodeputati,
che spero diventeranno più numerosi
quando a settembre si rinnoverà il suo
mandato.
Idealmente, i membri del CESE incaricati di elaborare un parere dovrebbero
sempre entrare in contatto con i loro
chi lavora per l’UE, il fatto, cioè, che le
discussioni si protraggono a lungo e che
a volte ci vogliono molti anni perché le
iniziative proposte vengano attuate.
Dal punto di vista politico, l’avvenimento che mi è rimasto maggiormente
impresso sono state le dimissioni
della Commissione Santer, avvenute
in un’atmosfera molto drammatica.
Era infatti la prima volta — e per ora
rimane l’unica — nella storia dell’UE
che la Commissione veniva costretta
con pressioni politiche a rassegnare le
dimissioni.
L’aspetto positivo è il fatto che in
quanto deputati europei si ha l’impressione di contribuire a creare l’ossatura
di una nuova Europa, di poter incidere
sul corso degli avvenimenti. Forse si
tratta solo di un picGli avvenimenti che
colo contributo, ma su
mi sono rimasti
In secondo luogo, perquestioni che rivestono
maggiormente
impressi ché gli eurodeputati sono
una grande importanza per l’Europa. sono state le dimissioni spesso degli sconosciuti per
Ed è questa la ragione della Commissione Santer, i loro elettori. Di fatto i citper cui intendo pre- avvenute in un’atmosfera tadini votano per una lista
di cui forse conoscono il
sentare la mia candimolto drammatica,
datura alle elezioni di e la presentazione della mia candidato capolista, ma non
quest’anno nelle fila, relazione sulle politiche gli altri. E le circoscrizioni
sono troppo grandi perché
stavolta,
dell’Union
familiari in Europa
gli eurodeputati possano
pour un mouvement
avere forti legami con gli elettori.
populaire (Unione per un movimento
popolare — UMP), l’alleanza di partiti
E infine i cittadini hanno probabilche attualmente governa la Francia.
mente l’impressione che il loro voto
Qual è, secondo lei, il motivo per cui il tasso
conti poco o serva a poco. In Francia
di partecipazione alle elezioni è diminuito
i media parlano dell’Europa soltanto
costantemente dal 1979? Ritiene probabile
quando c’è una difficoltà o un problema,
non parlano mai dei suoi successi e
che si assista a un’inversione di tendenza
quindi la gente non ha dell’Europa
quest’anno e, in caso affermativo, perché?
Il secondo ricordo che mi viene alla
memoria è la mia relazione sulle politiche familiari in Europa, che ho presentato con il sostegno del PPE: era la
prima volta che questo tema, che nel
frattempo è divenuto più di attualità a
seguito dei cambiamenti demografici,
veniva affrontato in una relazione parlamentare. E alcune delle iniziative da
noi proposte con la relazione sono state
successivamente realizzate, in particolare nell’ambito dell’Alleanza europea
per le famiglie, lanciata dalla presidenza
tedesca nella primavera del 2007. Ovviamente questo è uno dei problemi per
CESE info — Maggio 2009/4 — Edizione speciale
Dobbiamo andare nelle scuole e
spiegare quel che facciamo. Le manifestazioni e gli incontri per bambini
e adolescenti sono importanti, tanto
quanto i giochi e il materiale informativo accompagnato da musiche provenienti da tutta Europa, perché possono
spiegare l’Europa in modo divertente. I
bambini e gli adolescenti devo sapere
che il loro paese fa parte dell’UE. Non
dovrebbero chiedere «Cos’è l’Europa?».
Dobbiamo mostrare i risultati raggiunti
dall’Europa. Nella mia terra natale, il
Baden-Württemberg, l’associazione
dei genitori che presiedo sta lavorando
su un’iniziativa intesa ad incoraggiare
la creatività nelle scuole e anche negli
asili, i Kindergarten. La dimensione
europea può, come si suol dire, «far
spiccare il volo» ai bambini.
●
vuoi come datori di lavoro (I gruppo),
come lavoratori (II gruppo) o come
rappresentanti delle attività diverse (III
gruppo).
dell’euro, le dimissioni della Commissione
Santer ecc. Quali sono, a suo avviso, i suoi
successi in quanto membro del PE e quali i
suoi migliori ricordi?
«
Secondo lei cosa si può fare per incoraggiare i giovani a diventare più partecipi e a
votare alle elezioni del PE?
No, non ritengo purtroppo probabile
un’inversione di tendenza quest’anno.
In primo luogo perché i cittadini non
sanno bene quale sia il ruolo e la funzione dell’UE e conoscono poco le istituzioni e il loro funzionamento. Questo
vale anche per quelli che provengono
dagli ambienti politici: sono rimasto
stupito delle lacune che alcuni deputati francesi hanno mostrato riguardo
all’UE.
»
Bryan Cassidy
omologhi del PE. Vi è però un problema
di tempistica: il CESE infatti deve agire
più velocemente in modo da adottare i
suoi pareri su di una proposta legislativa
in tempo utile perché il Parlamento ne
possa prendere conoscenza. Dobbiamo
cioè giocare d’anticipo per evitare che
i nostri pareri vengano adottati tardivamente, quando ormai il PE si è già
espresso.
●
un’impressione positiva. E in Francia poi è anche assai diffusa l’idea che
i problemi della globalizzazione siano
strettamente collegati all’atteggiamento
«troppo liberale» dell’UE.
Come prevede che si svilupperà
la cooperazione tra il CESE e il Parlamento
europeo in futuro?
Mi auguro che nei prossimi anni
questa cooperazione si rafforzi notevolmente. Quando ero deputato al Parlamento europeo, era raro sentire citare
un parere del CESE: solo la presidente
della commissione Affari giuridici, Ana
Palacio, citava spesso i nostri pareri,
raccomandando ai membri di leggerli
quando li considerava interessanti e di
qualità.
Questa è infatti la nostra arma più
potente: elaborare pareri di qualità. Ma
è comunque un fatto che siamo molto
più abituati a lavorare con la Commissione europea, con cui la cooperazione
è più antica e più radicata. Abbiamo
invece meno l’abitudine di lavorare con
il PE, forse a causa di una certa rivalità
che risale alle origini, quando CESE e PE
erano entrambi organi consultivi.
●
5
Continua da pag. 4
Tutto quello che avreste voluto sapere
sul Parlamento europeo e non avete
mai osato chiedere…
Il presidente del PE è eletto per un
periodo rinnovabile di due anni e mezzo,
presiede le sessioni plenarie e i dibattiti
e rappresenta l’istituzione all’interno
dell’UE e a livello internazionale. La
firma del presidente è necessaria per tutti
gli atti legislativi dell’UE e per rendere
esecutivo il bilancio dell’UE.
R — Il principio di residenza per i candidati e gli elettori garantisce che tutti i
cittadini dell’UE, indipendentemente
dalla loro nazionalità, abbiano il diritto
di votare e di candidarsi alle elezioni del
PE nello Stato in cui vivono.
S — Paul-Henri Spaak (1899-1972),
politico belga, è stato il primo presidente
dell’Assemblea comune (1952-1954),
organo precursore del PE. Ha svolto un
ruolo cruciale nella redazione dei trattati
di Roma ed è considerato uno dei padri
fondatori dell’UE.
I cittadini indicano la via da seguire
al prossimo Parlamento europeo
CESE info ha chiesto a cinque persone, scelte a caso tra i cittadini di tutti gli Stati membri,
di esprimere la loro opinione sulle elezioni europee del prossimo giugno
Bruno Teixeira
Gerard Jansen, 53 anni, avvocato di Leeuwaarden
(Paesi Bassi) — Dietro la sua intenzione di andare a
votare sembra celarsi una sobria riflessione intrisa
di pragmatismo olandese: «L’importanza del Parlamento per la società europea sta crescendo; la
legislazione europea infatti esercita un’influenza
sempre più diretta sulla nostra vita quotidiana.
Poiché il Parlamento è un organo di espressione
popolare, è indispensabile che esso riceva il sostegno dei cittadini europei e che questi ne siano
consapevoli e vadano a votare». A detta di Jansen,
U — La procedura elettorale uniforme
per il PE è una disposizione del trattato di
Roma ancora inattuata, in base alla quale
tutti gli Stati membri dovrebbero applicare le stesse regole per l’elezione degli
eurodeputati. Oggi sono ancora i singoli
Stati membri a fissare le loro disposizioni
in materia di procedura elettorale.
V — I visitatori vengono accolti dal PE
nelle tre sedi di lavoro di questa istituzione: Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo. Per le visite di gruppo, è
sufficiente una preventiva registrazione
online. Se volete visitare il Parlamento
europeo, consultate il sito:
www.europarl.europa.eu
W — Louise Weiss è l’edificio principale
del PE inaugurato nel 1999 che porta il
nome della giornalista francese nonché
attivista per i diritti delle donne e deputato europeo. L’edificio ha una superficie
di 220 000 m² e di trova nel quartiere
Wacken di Strasburgo.
●
Harri Haanpää
Alessandra Bagnato, 35 anni, project manager di
Genova — Vi siete mai chiesti se e come l’attuale
crisi economica potrebbe influire sulle elezioni
europee e sulla prossima legislatura? Ecco cosa
pensa Alessandra: «Ci aspetta un periodo pieno di
sfide; basta guardare i giornali per renderci conto
della gravità della situazione, e in particolare delle
difficili condizioni economiche in cui si ritrovano
tutti coloro che stanno perdendo il lavoro. Quindi
le questioni che dovranno affrontare i nuovi membri del Parlamento europeo sono davvero molte,
ma il loro compito principale sarà quello di trovare soluzioni adeguate per uscire dalla crisi eco-
Elias Kalapanidas
Bruno Teixeira, 30 anni, consulente aziendale
di Porto (Portogallo) — Ecco la sua opinione:
«Voterò senz’altro alle elezioni europee perché è
un dovere di ogni cittadino. Dobbiamo votare»
per ridurre la crescente distanza tra elettori ed
eletti, «anche se so benissimo che il mio voto da
solo servirà a poco». Andare a votare però non è
solo un dovere ma è anche un’opportunità; anzi,
«è l’unico strumento che abbiamo a disposizione
per far sì che le cose cambino: quali altre alternative ci sono?» Quanto alle priorità per i prossimi
●
Harri Haanpää, 33 anni, regista cinematografico di Helsinki (Finlandia) — Riconosce, e non è
certo l’unico, di trovarsi disorientato nella campagna elettorale dei vari partiti: «Probabilmente — ci
dichiara — andrò a votare anche se non sono molto
informato e attualmente non saprei nemmeno chi
scegliere. In compenso so come non dovrebbe essere
l’europarlamentare ideale: ad esempio votando per
qualcuno che non ha abbastanza talento o che non
è abbastanza impegnato si rischia di ostacolare il
Gerard Jansen
processo di sviluppo [dell’Europa, n.d.r.]. Il principale problema da risolvere nei prossimi cinque anni
riguarda l’ambiente [e qui Harri conferma lo stereotipo secondo il quale i finlandesi tengono moltissimo
all’ambiente, n.d.r.] Inoltre vorrei che si facesse qualcosa per colmare il divario sociale: si ha l’impressione
che i ricchi diventino sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Insomma mi sembra chiaro che alcuni
dei nostri problemi attuali dipendono dal fatto che
●
viviamo in una società della disuguaglianza».
nomica e aiutare coloro che rischiano di restare
disoccupati. Inoltre, dobbiamo anche rendere
l’Europa più competitiva, sebbene non sia certo
facile raggiungere compromessi in una situazione
come questa». La crisi nell’UE infatti non si ferma
certo alle frontiere, pertanto la risposta dev’essere
paneuropea. «E gli eurodeputati, provenendo da
diversi paesi, hanno la prospettiva ideale per conseguire risultati concreti. Inoltre se sapranno lavorare assieme potranno favorire tutti i cittadini».
●
Elias Kalapanidas, 38 anni, ricercatore di Atene:
«Le cose non cambieranno se restiamo passivi! Vi
è sempre il problema dei compromessi, necessari
per venire incontro a un’Unione europea che sta
assumendo proporzioni sempre più ampie. Ho
come la sensazione che rivolgersi al cittadino
medio europeo non basti, ma che occorra invece
un maggior rispetto delle differenze e delle specificità culturali. Il voto è uno degli strumenti più
potenti che i cittadini hanno a disposizione per
scegliere la direzione da imprimere alla politica.
Quanto alla direzione per il futuro, penso che
nei prossimi cinque anni l’UE dovrà concentrarsi
sulle seguenti priorità: affrontare il problema della
disoccupazione, soprattutto fornendo protezione
e sostegno alle piccole e medie imprese che hanno
Il CESE ha lanciato la sua campagna per le
prossime elezioni europee. Su un apposito
sito web, provvisto di conto alla rovescia al
giorno del voto, il CESE raduna i suoi membri e le loro organizzazioni in Europa per
pubblicizzare le elezioni.
© iStock
●
bisognerà però votare con attenzione e coscienza.
Le questioni di cui il Parlamento dovrà occuparsi
in via prioritaria riguardano, tra l’altro, il cambiamento climatico, la diversificazione energetica e
gli scambi commerciali; e da ultimo ma non meno
importante dovrà contribuire a far sì che la democrazia partecipativa divenga una realtà.
Dite la vostra!
6
anni, il PE dovrà affrontare sfide quali «la disoccupazione, l’ambiente, la lotta alla corruzione, e
anche l’imposizione di un limite ai megastipendi
e ai bonus».
La vicepresidente del CESE Irini Pari ha
deciso che è ora di attivarsi e ha rivolto un
appello ai cittadini perché esprimano il loro
parere e vadano a votare: «Potrete eleggere gli
uomini e le donne che, insieme con i ministri
del vostro paese, prenderanno le decisioni che
interesseranno la vostra vita di tutti i giorni, sia
che siate imprenditori o lavoratori, produttori
o consumatori, giovani o anziani! Ci lamentiamo sempre che l’Europa è lontana dai suoi
cittadini. Ebbene, questa è l’occasione da non
perdere per farvi sentire in Europa! Dite la
vostra! Dite la vostra!»
Numerose personalità hanno aderito all’iniziativa del CESE: tra queste il vicepresidente del
Alessandra Bagnato
le potenzialità di crescere e assorbire i disoccupati.
Infine, per quanto riguarda l’impatto delle scelte
elettorali sulla vita di tutti i giorni, credo che non
si possa parlare di un impatto diretto ma piuttosto di un impatto in senso lato, che talvolta può
forse risultare limitato per diverse ragioni, quali
ad esempio l’incapacità dei legislatori nazionali di
recepire puntualmente la legislazione UE».
●
Parlamento europeo Alejo Vidal-Quadras, che
ha invitato i cittadini a fare una scelta, soprattutto in questo periodo di crisi: «La partecipazione attiva di tutti i cittadini alle imminenti
elezioni del Parlamento europeo è importantissima». Ogni singolo voto conta. «Non lasciate
che gli altri decidano al posto vostro».
Consultate il sito web allestito dal CESE:
http://eesc.europa.eu/events/2009-elections/
index_en.asp
●
CESE info — Maggio 2009/4 — Edizione speciale
Trasporto stradale 2020:
sfide e aspettative future
Il 17 marzo 2009 la sezione specializzata Trasporti, energia, infrastrutture, società dell’informazione (TEN) del CESE ha riunito
intorno a un tavolo gli attori più importanti nel campo del trasporto
su strada per discutere le loro principali aspettative per il settore di qui
al 2020. Tra gli oratori più autorevoli Michael Nielsen, dell’Unione
internazionale dei trasporti stradali (International Road Transport
Union — IRU), ha sottolineato come, per affrontare l’aumento previsto della domanda di trasporto, i prossimi 10 anni saranno cru-
Una ricerca europea senza
ostacoli: quando e come?
ciali per realizzare la co-modalità, l’efficienza energetica, nonché il
miglioramento e ampliamento della rete stradale europea.
Christina Tilling, in rappresentanza della Federazione europea
dei lavoratori dei trasporti (European Transport Workers’ Federation — ETF), ha dato voce alle istanze dei lavoratori del settore del
trasporto stradale per quanto riguarda il miglioramento delle condizioni di lavoro, gli investimenti nella formazione e nella qualificazione, nonché la salute e la sicurezza, in modo da aumentare l’interesse del settore e renderlo più sicuro e rispettoso dell’ambiente.
© Fotolia
Per Tomáš Pavlica, che rappresentava la presidenza ceca dell’UE,
il sistema di trasporto su strada dovrà in futuro essere sicuro e affidabile, rispettoso dell’ambiente, accessibile e utile allo sviluppo
economico e alla prosperità. Pavlica ha ringraziato il CESE per aver
approfondito l’analisi delle tendenze del trasporto su strada e ha sottolineato l’importanza dell’audizione, i cui risultati andranno a integrare la preparazione di un parere esplorativo sul tema «Il trasporto
su strada nel 2020: le aspettative della società civile organizzata»,
richiesto dalla presidenza ceca dell’UE. La sintesi dell’audizione è
consultabile sul sito http://eesc.europa.eu/sections/ten/index_en.asp
●
Il CESE presenta «Un Programma per l’Europa»
Come migliorare le relazioni tra l’industria, il settore dell’istruzione e le imprese? Come rendere l’innovazione redditizia per le
piccole e medie imprese? Circa 70 persone hanno cercato di dare
una risposta a questi interrogativi, partecipando ad una pubblica
audizione sul tema «La ricerca e lo sviluppo, un sostegno alla
competitività», organizzata a Praga il 18 marzo dal CESE e dalla
presidenza ceca.
In vista del vertice informale sull’occupazione tenutosi nella
capitale ceca a inizio maggio, la presidenza ceca ha chiesto al
CESE di elaborare un parere esplorativo su come la ricerca e lo
sviluppo possano essere al servizio della competitività.
Anna Maria Darmanin, relatrice del CESE sull’argomento,
desidera assicurare uno sviluppo senza ostacoli dell’innovazione
e della ricerca a livello paneuropeo. Chiede pertanto di armonizzare i programmi e le opportunità di innovazione all’interno
dell’UE, di garantire una migliore informazione sulle attività di
ricerca e innovazione e di incoraggiare le università e le imprese
a procedere a uno scambio di idee con maggior frequenza.
Per il professor Drahos dell’Accademia delle scienze della
Repubblica ceca, è importante migliorare e accelerare il processo
di trasferimento di idee innovative dalle università e dai centri
di ricerca all’industria, affinché tutti i settori economici possano
beneficiare dell’innovazione. Visto però che l’innovazione costa,
la crisi economica non faciliterà certamente le cose.
basata sulla conoscenza, il rafforzamento della base industriale europea, la riduzione delle emissioni di CO2 e le modalità per riconfigurare la governance europea.
Durante la sessione plenaria di marzo il CESE ha dimostrato di saper
offrire una valida strategia corredata da proposte concrete per far
fronte ai problemi attuali dell’Unione europea. I membri del CESE
hanno segnato una tappa decisiva nella storia del CESE adottando il
documento di 38 pagine dal titolo «Un Programma per l’Europa: le
proposte della società civile».
Sullo sfondo di un clima di profonda incertezza sul fronte economico, sociale ed ambientale, che da decenni l’Europa non conosceva
più, il CESE formula alcune raccomandazioni destinate ad avviare
un dibattito indispensabile su temi come la creazione di una società
●
«L’Unione europea ha bisogno di un nuovo progetto politico ed è
proprio questo il carattere del documento che presentiamo», ha detto
Henri Malosse, presidente del gruppo Datori di lavoro. Georgios
Dassis, presidente del gruppo Lavoratori, ha evidenziato il carattere
consensuale del «Programma per l’Europa». E per parte sua Staffan Nilsson, presidente del gruppo Attività diverse, ha sottolineato:
«La visione di lungo periodo iscritta nel documento innescherà un
dibattito a monte delle elezioni europee e può così contribuire ad
accrescere l’affluenza alle urne, ovviando ai bassi livelli di partecipazione — inaccettabili — che hanno caratterizzato gli ultimi appunta●
menti elettorali».
© iStock
Da sinistra a destra: Nicolas Alexopoulos, Martin Westlake e Mario Sepi
«Un Programma per l’Europa» delinea una visione globale, strategica e di lungo periodo per il futuro dell’Europa. Il documento,
che verrà presentato al prossimo collegio dei commissari europei e
al nuovo Parlamento europeo, riunisce una serie di raccomandazioni
su quattro temi: ripresa economica, diritti fondamentali e modello
sociale europeo, sviluppo sostenibile e governance. Il dibattito in
assemblea plenaria ha rivelato un consenso molto ampio tra i tre
gruppi riguardo all’iniziativa del presidente Sepi.
LA SESSIONE PLENARIA IN SINTESI
© Fotolia
Articolato in due parti, il parere del CESE solleva la problematica
generale delle eccezioni ai diritti esclusivi dei titolari del diritto
d’autore e dei diritti connessi; la seconda parte è dedicata ai problemi posti dalle eccezioni e limitazioni che assumono particolare rilievo per la diffusione della conoscenza ed esamina l’opportunità di adattare tali eccezioni all’era digitale. L’ampiezza delle
condizioni vigenti a livello nazionale per la digitalizzazione e la
comunicazione delle opere è molto variabile e a volte, a giudizio
del CESE, troppo limitata. Tuttavia il CESE accoglie con favore il
nuovo orientamento espresso nel libro verde, essenziale per l’ulteriore attuazione della strategia di Lisbona.
Le relazioni transatlantiche — come migliorare
la partecipazione della società civile
Il 24 novembre il Consiglio ha consultato il CESE
a proposito dell’applicazione del principio di
parità di trattamento tra
gli uomini e le donne che
esercitano un’attività autonoma. Il CESE ha adottato
un parere in merito a una
delle proposte legislative, e
cioè quella che ha lo scopo
di assicurare la parità di
trattamento dei lavoratori autonomi e dei coniugi coadiuvanti
(coniugi dei lavoratori autonomi che collaborano all’attività
dell’impresa familiare senza essere salariati o soci).
Il CESE ha elaborato un parere
d’iniziativa, adottato nel corso
della sessione plenaria del 24 e
25 marzo, che raccomanda di
sviluppare la cooperazione economica transatlantica. La nuova
amministrazione del presidente
Obama e l’irrompere di una crisi
finanziaria ed economica senza
precedenti comporteranno un cambiamento dei rapporti tra
l’UE e gli Stati Uniti, ed è dunque opportuno intraprendere
nuove azioni volte a una più stretta collaborazione al fine, tra le
altre cose, di mantenere gli impegni assunti dai leader del G20
al vertice del 15 novembre 2008.
Il CESE deplora che la direttiva non affronti la questione del
mancato riconoscimento dei «coniugi coadiuvanti» e auspica
che essa proponga delle misure concrete atte a migliorare la
situazione sociale e finanziaria di queste donne e a garantire
loro una protezione sociale. Per finire, in conformità con questa
proposta gli Stati membri sarebbero tenuti a offrire alle lavoratrici autonome la possibilità di usufruire di un regime di previdenza sociale che preveda il congedo di maternità.
© iStock
La Commissione ha consultato il CESE in merito a una proposta
di libro verde per il diritto d’autore nell’economia della conoscenza. Il libro verde in esame intende promuovere un dibattito sui mezzi più idonei ad assicurare la diffusione online delle
conoscenze, e cerca di dare risposte ad alcuni problemi relativi al
ruolo del diritto d’autore.
Parità di trattamento tra gli uomini e le donne
che esercitano un’attività autonoma
© iStock
Il diritto d’autore nell’economia della conoscenza
Il CESE propone di stabilire contatti coi partner economici e
sociali statunitensi per istituire dei gruppi consultivi all’interno
dell’amministrazione americana. Ritiene che sarà necessario
adoperarsi per una positiva conclusione del ciclo di Doha,
nonché per impedire la creazione di nuove barriere agli scambi
commerciali e agli investimenti. Infine, il CESE invita il presidente Obama a nominare il nuovo copresidente americano del
Consiglio economico transatlantico in modo da poter proseguire le importanti attività di questo organo, ampliando i suoi
rapporti e intensificandone le missioni.
Per ulteriori informazioni: http://www.eesc.europa.eu/documents/opinions/avis_en.asp?type=en
CESE info — Maggio 2009/4 — Edizione speciale
7
Il blog del nostro presidente: che cosa può
fare l’Europa quando avviene una catastrofe?
La vicepresidente del CESE Irini Pari, prendendo la parola dinanzi al gruppo dei membri
della Commissione europea responsabili per i diritti fondamentali, la politica antidiscriminazione e le pari opportunità, ha esortato le istituzioni europee, i governi nazionali e le
parti sociali a portare avanti, specialmente nell’attuale congiuntura di crisi, le misure indispensabili per colmare il divario retributivo e promuovere l’imprenditorialità femminile.
All’inizio di aprile l’Italia è stata colpita da un terribile terremoto. Secondo il presidente del CESE
Mario Sepi, è il momento di mettere in moto il
Fondo di solidarietà per le catastrofi naturali, con
quella logica di intervento rapido richiesta dal
CESE fin dall’istituzione di questo fondo. Parlane
con il presidente Sepi su:
Irini Pari si è dichiarata a favore di un approccio globale del problema, in modo che i
responsabili politici non si limitino a legiferare, ma prendano anche tutte le misure necessarie per sostenere e rendere autonome le donne nelle loro scelte di vita. Ha quindi aggiunto
che «tra i settori che richiedono un intervento prioritario, il CESE dà la precedenza alla necessità di risolvere il problema
del divario retributivo tra i sessi».
http://www.eesc.europa.eu/organisation/
asp
president/Sepi/blog/index.asp
Onorificenza europea all’ex presidente del CESE Dimitriadis
© iStock
Il presidente uscente del CESE Dimitris Dimitriadis ha ricevuto la medaglia europea del
Business Centre Club, un’associazione polacca di imprenditori, nel corso di una cerimonia svoltasi il 3 aprile a Varsavia. Questa medaglia ricompensa personalità non appartenenti al mondo economico che si siano distinte per il loro impegno nel promuovere le
idee dell’Unione europea. In precedenza questa onorificenza era stata tra l’altro conferita
a Władysław Bartoszewski, uomo politico polacco sopravvissuto al campo di stermino di
Auschwitz, Jerzy Buzek, già primo ministro polacco e attualmente membro del Parlamento
europeo, Norman Davies, storico britannico, e Danuta Hübner, membro della Commissione europea.
Istruzione: come salvaguardare
l’occupazione anche in tempo di crisi
L’Europa ha bisogno di più ingegneri
e scienziati, di più persone in grado
di gestire l’innovazione e il cambiamento e di più persone che sappiano
comprendere e aprirsi a culture
diverse, ha scritto recentemente la
vicepresidente del CESE Irini Pari
sul suo blog, presentando uno studio sulle competenze in Europa. Un
EESC Design ZeroNine — Premio europeo
per un presente sostenibile
Nel marzo 2009, in occasione dell’Anno europeo della creatività e
dell’innovazione, il CESE ha lanciato nei 27 Stati membri dell’UE
un concorso internazionale di design, per la creazione e la successiva produzione di un oggetto di design innovativo e sostenibile,
portatore di un messaggio forte sull’importanza della società civile.
Studenti e professionisti del design sono invitati a partecipare al concorso e a presentare i loro progetti entro il 15 agosto 2009.
●
Lancio del libro Europe, Globalisation and
the Lisbon Agenda al CESE
Il 25 marzo 2009 il CESE ha ospitato la
presentazione del libro dal titolo Europe,
Globalisation and the Lisbon Agenda
(L’Europa, la globalizzazione e l’agenda di
Lisbona), scritto da Maria João Rodrigues
in collaborazione con altri autori europei.
La presentazione, imperniata attorno ai
temi «Crisi, globalizzazione e agenda di
Lisbona», è stata aperta dal presidente del
CESE Mario Sepi che sin dal suo primo
giorno di presidenza ha intrattenuto su
queste tematiche un rapporto di lavoro
forte e fattivo con Rodrigues. Nel panel di
oratori che hanno partecipato al dibattito
figuravano Jiří Buriánek, direttore respon-
Caporedattore
Indirizzo
Barbara Gessler
Comitato economico e sociale europeo
Edificio Jacques Delors
Rue Belliard 99
1040 Bruxelles
BELGIO
Tel. +32 25469396 o 25469586
Fax +32 25469764
Redattori
Vincent Bastien
Maciej Bury
Isolde Juchem
Daria Santoni
Panagiotis Spiliotis
Nathalie Vernick
Christian Weger
Coordinamento generale
Agnieszka Nyka
8
E-mail: [email protected]
Internet: http://www.eesc.europa.eu/
http://www.eesc.europa.eu/
organisation/vicepresidents/Pari/
blog/index.asp
●
Con una toccante cerimonia il CESE ha reso
omaggio al suo primo segretario generale Jacques Genton, deceduto nel novembre scorso.
L’attuale segretario generale del CESE Martin
Westlake nel suo intervento ha riconosciuto
il ruolo pionieristico svolto dai primi segretari generali e il contesto in cui essi costruirono non solo le amministrazioni delle istituzioni, ma anche il servizio pubblico europeo.
●
Per ulteriori informazioni e per iscriversi si rimanda al sito:
www.design-competition.eesc.europa.eu
CESE info
modo per evitare ulteriori tagli occupazionali in tempo di crisi? Parlane
con la vicepresidente Pari su:
Il CESE rende omaggio al suo primo
segretario generale
Jacques Genton
L’oggetto vincitore del concorso sarà adottato ufficialmente dal
CESE come dono promozionale da offrire in occasione delle visite
ufficiali dei suoi rappresentanti e di altri eventi importanti, e nel
2010 sarà prodotto in edizione limitata nell’ambito della strategia di
comunicazione del CESE.
Maria João Rodrigues
●
Le ultime pubblicazioni
del CESE
sabile per la Competitività, strategia di
Lisbona, industria, ricerca e società dell’informazione presso il segretariato generale
del Consiglio dell’UE, e la professoressa
Janine Goetschy, dell’Istituto di studi
europei dell’Università libera di Bruxelles
(IEE-ULB).
Il testo inglese dell’opuscolo sul Comitato
economico e sociale europeo dal titolo Il
CESE: un ponte tra l’Europa e la società
civile organizzata è stato appena pubblicato. Questa nuova edizione per il periodo
2008-2010, con testo e veste grafica rinnovati, è disponibile in formato PDF sul sito:
ocu
http://www.eesc.europa.eu/documents/
publications/index_en.asp
L’evento era inteso a fornire ai numerosi attori della strategia di Lisbona un’occasione di incontro e di scambio su una
delle tematiche più controverse di questo
decennio.
Tra breve saranno disponibili altre
lingue.
●
●
Cese info in 22 lingue: http:/
http://www.eesc.europa.eu/activities/press/eescinfo/index_en.asp
//w
/
CESE info vienee pubblicatoo nove volte l’ann
l’anno
no in occasione delle sessioni
i i plenarie del CESE.
Le
L versioni
i i a stampa
t
di CESE
CEESEE info
i f in
i tedesco,
d
inglese e francese possono essere ottenute gratuitamente presso
il servizio Stampa del Comitato economico e sociale europeo.
Maggio 2009/4
Edizione speciale
CESE info è inoltre disponibile in 22 lingue, in formato PDF, sul sito Internet del Comitato:
http://www.eesc.europa.eu/activities/press/eescinfo/index_en.asp
CESE info non può essere considerato come un resoconto ufficiale dei lavori del CESE. A tal fine si rimanda alla
Gazzetta ufficiale dell’Unione europea o ad altre pubblicazioni del CESE.
La riproduzione, con citazione della fonte, è autorizzata (a condizione di inviarne una copia alla redazione).
Tiratura: 15 500 copie.
Il prossimo numero uscirà nel giugno 2009.
STAMPATO SU CARTA RICICLATA AL 100 %
CESE info — Maggio 2009/4 — Edizione speciale
QE-AA-09-004-IT-N
IN BREVE
NOTIZIE SUI MEMBRI DEL CESE
Intervento di Irini Pari alla Giornata internazionale della donna
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