====== INVESTIRE INFORMATI ================
Informazione sulla gestione del risparmio.
Edito da ADUC, Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori.
Redazione: Via Cavour 68, 50129 Firenze
URL: http://investire.aduc.it
A cura di:
- Alessandro Pedone, pianificatore finanziario
- Giuseppe D'Orta, consulente finanziario indipendente
Sede Aduc Investire Informati di Napoli
Viale Albino Albini 22, 80127 Napoli
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Archivio dal 13-02-2014 al 12-03-2014
2014-04-05
EDITORIALI
- Perché non selezionare i fondi comuni d'investimento con ottimi risultati di lungo termine?
http://investire.aduc.it/editoriale/perche+non+selezionare+fondi+comuni+investimento_22068.php
ARTICOLI
- Il peso delle emozioni nelle scelte finanziarie
http://investire.aduc.it/articolo/peso+emozioni+nelle+scelte+finanziarie_22065.php
- Agevolazioni mutui: attivo finalmente il 'plafond casa'?
http://investire.aduc.it/articolo/agevolazioni+mutui+attivo+finalmente+plafond+casa_22043.php
LETTERE
- Truffa Bitcoin - MtGox
http://investire.aduc.it/lettera/truffa+bitcoin+mtgox_263718.php
- Bollo su conto deposito WeBank
http://investire.aduc.it/lettera/bollo+conto+deposito+webank_263710.php
- Collaborazione con Telexfree
http://investire.aduc.it/lettera/collaborazione+telexfree_263704.php
- Errata contabilizzazione interessi libretto postale
http://investire.aduc.it/lettera/errata+contabilizzazione+interessi+libretto+postale_263703.php
- Difesa debitori spa è una truffa?
http://investire.aduc.it/lettera/difesa+debitori+spa+truffa_263696.php
- Vecchi libretti, buoni e titoli con Agitalia
http://investire.aduc.it/lettera/vecchi+libretti+buoni+titoli+agitalia_263628.php
- Scotti Finanziaria termina la liquidazione
http://investire.aduc.it/lettera/scotti+finanziaria+termina+liquidazione_263549.php
- Prelievo forzoso, quali difese?
http://investire.aduc.it/lettera/prelievo+forzoso+quali+difese_263541.php
- Ricorso Icsid contro Argentina
http://investire.aduc.it/lettera/ricorso+icsid+contro+argentina_263524.php
- Ritenuta su bonifici esteri
http://investire.aduc.it/lettera/ritenuta+bonifici+esteri_263518.php
- Fondo immobiliare Socrate
http://investire.aduc.it/lettera/fondo+immobiliare+socrate_263476.php
-------------------------------------------
EDITORIALI
12-03-2014 17:10
Perché non selezionare i fondi comuni d'investimento con ottimi risultati di lungo termine?
Durante la settimana passata un caro amico promotore finanziario mi è venuto a trovare in
ufficio per questioni di lavoro e durante la conversazione mi fa un discorso che suonava più o meno così:
“Alessandro, io rispetto tutte le critiche che fai al sistema del risparmio gestito ed è vero che la grandissima
maggioranza dei fondi sono prese in giro, però non puoi negare che esistono anche i gestori bravi. Ci sono
fondi che sono anni ed anni che fanno meglio del mercato. Perché non suggerisci ai tuoi clienti quei
pochissimi, fra i fondi, che hanno dimostrato di fare meglio del mercato negli anni? Ci sono gestori” - mi
ricordo che le parole precise, dette con enfasi - “che hanno una solida e comprovata storia di competenza
alle spalle”.
Questo promotore era sicuramente sincero. Lo conosco da anni e sono sicuro che lui non voleva, in quel
momento, vendermi niente quindi ho fatto passare qualche secondo ed ho preso carta e penna.
- Quanti sono i fondi comuni nel mondo?
- Diciamo, per difetto, 10.000. Ed ho scritto 10.000 nel foglio.
- Allora immaginiamo di inviare a 10.000 persone una lettera nella quale “prevediamo” l'andamento del
mercato a fine anno. Solo che a 5.000 persone gli diciamo che siamo certi che il mercato azionario, alla fine
dell'anno, sarà positivo ed a 5.000 scriviamo che sarà negativo. Quindi sul foglio, ho scritto 5.000 da una
parte e 5.000 dall'altra.
- L'anno dopo contattiamo solo i 5.000 ai quali abbiamo azzeccato la “previsione”. A metà faremo una
“previsione” di mercato positivo mentre all'altra metà scriveremo che sarà negativo. Così ho continuato a
disegnare un diagramma ad albero sul foglio.
- Continuando così avremo 19 persone che hanno sempre ricevuto “previsioni” azzeccate per dieci anni di
fila!
Cosa ci dice questo discorso? Che è statisticamente necessario che in un gruppo ampio di fondi ci sia un
piccolissimo gruppo che per molti anni di fila ha fatto meglio della media del mercato. Paradossalmente, può
essere dovuto esclusivamente al caso.
In finanza il dibattito circa il presunto andamento casuale delle variazioni dei mercati è molto complesso ed
articolato e non si è ancora giunti (e probabilmente mai si potrà giungere) ad una conclusione definitiva.
Si può affermare senza tema di essere smentiti che le variazioni dei prezzi hanno un andamento in gran
parte compatibile con un andamento casuale. Dire che l'andamento è compatibile con un andamento
casuale non significa che i mercati finanziari si muovano a caso. E' chiaro che ci sono sempre delle “ragioni”
per le quali ciascun operatore compra e vende sui mercati. Il punto è che la somma di queste “ragioni”
determina dei risultati che sono sostanzialmente indistinguibili da un andamento casuale.
Per fare un esempio opposto, se noi analizziamo la variazione delle temperature di una zona, osserviamo
che, pur con un ampia variabilità dei dati, queste variazioni hanno un andamento non casuale. Non
possiamo dire con esattezza quale sarà la temperatura a Firenze il 21 Giugno 2014, ma possiamo dire con
ragionevole certezza che sarà più elevata di quella del 1 Gennaio 2014. Noi non possiamo dire, ad esempio,
con ragionevole certezza, che i prezzi medi delle azioni in una data “X” siano più alti o più bassi di quella di
una data “Y”.
Tornando ai fondi comuni d'investimento. Gli studi dimostrano in modo inequivocabile che scegliendo i fondi
in base ad indicatori come information ratio, indice di sharpe, ecc. non aumentiamo in maniera
statisticamente rilevante le probabilità di avere un extra-rendimento rispetto alla media. Si nota, anzi, una
certa tendenza inversa. I fondi che per per un po' di tempo hanno fatto meglio della media, mostrano una
lieve tendenza a regredire verso la media facendo peggio degli altri negli anni successivi, anche questo dato,
comunque, non è statisticamente molto significativo. Ambarish e Seigel (1), già dal 1996, hanno dimostrato
matematicamente che per poter affermare statisticamente che le performance di un fondo non sia spiegabile
dal caso dovrebbero passare più di 100 anni e poiché è ovvio che un gestore non può fare il gestore per così
tanto tempo non è statisticamente possibile affermare che un gestore sia più bravo degli altri sulla base
dell'andamento del fondo in un arco di 5, 10 ma neppure 20 anni.
(1) Ambarish R. Seigel L., Time is the Essence, “Risk”, Vol. 9, n. 8. August 1996
Alessandro Pedone
------------------------------------------ARTICOLI
12-03-2014 13:08
Il peso delle emozioni nelle scelte finanziarie
Questo articolo trae spunto da un lettore del sito dell'Aduc, che chiameremo
Marco, il quale ci segue almeno fin dal 2006. Qualche giorno fa, Marco mi contatta perché voleva capire se
potevo fornirgli una consulenza. Come faccio sempre, gli spiego che due sono le attività preliminari per
avviare un rapporto professionale che giunga a delle raccomandazioni operative su di un portafoglio
finanziario: 1) scambiarsi informazioni sulle caratteristiche dell'investitore (situazione patrimoniale
complessiva, lavorativa, familiare, obiettivi di vita collegati ad esigenze finanziarie, conoscenze finanziare,
propensione al rischio, ecc.) e 2) verificare se condividiamo lo stesso approccio ai mercati finanziari che si
potrebbe sintetizzare in maniera molto brutale con l'espressione “i mercati finanziari sono imprevedibili”.
Fatte queste premesse, Marco decide di inviarmi la descrizione dettagliata del suo portafoglio il quale
contiene molte decine di titoli obbligazionari di decine di emittenti diversi, governativi e aziendali, molti con
durata estremamente lunga e denominati in una decina di valute diverse, comprese valute molto volatili. Il
portafoglio complessivo ha la consistenza tipica dei clienti che solitamente si rivolgono ad un consulente
finanziario indipendente, cioè molto superiore al milione di euro, e su alcuni titoli stava perdendo alcune
centinaia di migliaia di euro.
Questo portafoglio era stata costruito, per stessa conferma del proprietario, perché durante la crisi del 2011
ha avuto una grande paura dell'uscita dell'Italia dall'Euro, ma i rendimenti delle obbligazioni considerate
“sicure” erano troppo bassi e si è pensato di cercare rendimenti “migliori” diversificando con valute ed
emittenti.
Ho cercato di spiegargli che la cosa più importante da fare era in primo luogo capire quali errori sono stati
fatti per evitarli di ripeterli in futuro ed il modo più efficace per cercare di non ripetere questi errori era quello
di impostare una strategia di portafoglio. Marco si è spaventato all'idea di dover, forse, vendere i titoli
attualmente in perdita – sebbene non avessi espresso nessuna raccomandazione specifica - ed ha preferito
non avviare il rapporto professionale perseverando sulla sua strada il cui esito, purtroppo, conosco troppo
bene.
Sono andato a vedere se Marco, in passato, ci avesse fatto delle domande ed ho visto che ci segue da
molto tempo ed abbastanza assiduamente, nonostante questo ha fatto quasi tutto il contrario di quello che in
questi anni abbiamo scritto (a parte il fatto di rifuggire, giustamente, dai prodotti finanziari inutilmente
complessi e costosi).
Durante la crisi del 2011, proprio su questo sito, abbiamo scritto decine di articoli per evitare che le persone
si spaventassero eccessivamente e vendessero BTP per acquistare titoli o molto più rischiosi, a parità di
rendimento, o con rendimenti ridicoli come i titoli tedeschi. (1)
All'epoca ci siamo presi diversi insulti perché non ci siamo allineati alla vulgata allora dominante. Ciò che si
leggeva sui giornali, allora, erano informazioni su come salvare il proprio patrimonio in caso di break-up
dell'Euro. Le televisioni soffiavano sul fuoco della paura. Giravano voci che la Germania avesse già messo in
funzione le rotatorie per stampare la loro moneta. Alcuni (anche persone che io stimo come Beppe Scienza)
proponevano addirittura di prendere fisicamente i soldi dai conti e tenerseli a casa. Tanto per capire il
contesto. Ricordo molto bene un'assemblea dell'associazione di categoria dei consulenti finanziari
indipendenti (NAFOP) nella quale la maggioranza dei colleghi era convinta che ormai fosse inevitabile una
ristrutturazione del debito, perché questo era quello che, direttamente o indirettamente, faceva capire la
maggior parte dei media. Ricordo come se fosse ora che rimasi scioccato da una presentazione di una
collega che proponeva le obbligazioni della McDonalds come obbligazioni più sicure dei titoli di stato italiani!
Ragionare con la propria testa, sui dati effettivi, in un contesto del genere è difficilissimo. Era inevitabile che
la flebile voce di un piccolo sito di consumatori non potesse attenuare la paura generata dal contesto
complessivo dell'informazione nella maggioranza dei nostri lettori.
Marco, quindi, ha tutte le scusanti di questo mondo per le scelte che ha fatto, ma oggi, probabilmente, non
può accettarne le conseguenze e preferisce pensare che non facendo la ristrutturazione di cui il portafoglio
necessita tali conseguenze non si materializzino.
Ancora una volta, purtroppo per Marco, il peso delle emozioni sarà determinante per le scelte finanziarie.
Paura ed avidità, come ho ricordato in un altro articolo del 2009 (Il difficile equilibrio fra paura/avidità e
razionalità) che invito a rileggere, sono le emozioni sottostanti che guidano la maggior parte delle scelte
finanziarie degli investitori non esperti (e spesso, anche di quelli che si ritengono esperti). Pochi, purtroppo,
riescono a sfuggire da questa logica.
Le conoscenze tecniche e le informazioni sui mercati finanziari sono aspetti importanti ma del tutto secondari
per fare buone scelte finanziarie. L'aspetto di gran lunga più importante è la capacità di gestire bene le
proprie emozioni. Lo strumento più efficace per aiutare a farlo è quello di fare un pianificazione finanziaria,
specialmente per i patrimoni finanziari non molto grandi (diciamo inferiori a 500 mila euro). Qualunque sia
l'entità dei patrimoni, non mi stancherò mai di ripetere come sia fondamentale impostare una strategia di
portafoglio. Anche una strategia non eccezionale è migliore di nessuna strategia, proprio perché una
strategia aiuta molto a controllare il peso delle emozioni nelle scelte finanziarie e questo è l'elemento chiave
per il successo in finanza.
(1) Tanto per ricordare qualche articolo scritto allora:
- Default dell'Italia: un cigno nero?
- Le prospettive del debito pubblico italiano
- Se porta un cambiamento vero, ben venga uno choc finanziario
- ... ben venga il cambiamento in Italia! Adesso la BCE spari la pallottola d'argento
- Perché l'Euro può uscire da questa crisi e può uscirne più forte di prima
Alessandro Pedone
05-03-2014 13:09
Agevolazioni mutui: attivo finalmente il 'plafond casa'?
Stando alle dichiarazioni del Ministro Lupi (1) da oggi 5 Marzo 2014
dovrebbero essere stipulabili nuovi mutui agevolati con le banche aderenti al progetto cosiddetto “plafond
casa”, finanziato con un fondo di 2 miliardi di euro gestito dalla Cassa Depositi e Prestiti (CDP).
Introdotto in termini generali da una legge di Agosto 2013 (2) e dettagliato dalla convenzione sottoscritta tra
l'ABI e la Cassa Depositi e Prestiti il 20/11/2013, il progetto vede ad oggi una ventina di banche aderenti.
Il fondo, con relativi benefici, riguarda l'erogazione di mutui immobiliari per l'acquisto della “prima casa”
(intesa come casa di abitazione principale), preferibilmente di classe energetica A, B o C, e di mutui accesi
per la ristrutturazione e l'accrescimento dell'efficienza energetica degli immobili residenziali.
Possono beneficiarne tutte le persone fisiche, con priorità per le giovani coppie, i nuclei familiari di cui fa
parte almeno un soggetto disabile e le famiglie numerose.
Le agevolazioni non sono predeterminate ma lasciate alla discrezione di ogni banca aderente, che deve
darne ampia pubblicità (fin'ora assente, per quanto ci risulta).
L'utilizzo del fondo deve in ogni caso portare un miglioramento delle condizioni finanziarie del mutuo rispetto
a quelle “standard” applicate ai mutui dello stesso tipo. Il contratto dovrà contenere informazioni dettagliate
sui vantaggi riconosciuti, anche in termine di riduzione del tasso (TAN).
I mutui agevolati possono avere tre tipi di durata (10,20 o 30 anni) con tre limiti di importo: 100 mila euro per
i mutui per la ristrutturazione e l'efficientamento energetico di immobili residenziali, 250 mila euro per i mutui
per l'acquisto della “prima casa” senza ristrutturazione, 350 mila euro per i mutui che abbinano le due
finalità.
Per fruire del fondo ci si deve rivolgere direttamente ad una delle banche aderenti, informarsi bene delle
caratteristiche del mutuo di interesse ed eventualmente chiederne l'accesso presentando una specifica
modulistica.
Per ogni informazione e per scaricare la modulistica si rimanda al sito della Cassa Depositi e Prestiti.
L'Aduc e' a disposizione con il servizio di consulenza
Per tutte le informazioni sulle agevolazioni per i mutui si veda anche questa scheda pratica.
(1) http://www.mauriziolupi.it/plafond-casa-per-mutui-acquisto-casa-e-ristrutturazione/#.UxbmqI7cyrM
(2) Dl 102/2013 convertito nella Legge 124/2013 art.6 comma 1 lettera a)
Rita Sabelli
------------------------------------------LETTERE
28-02-2014 00:00 Truffa Bitcoin - MtGox
Come molti altri utenti della piattaforma di scambio di
bitcoin MtGox, che ha improvvisamente chiuso i battenti dopo aver
apparentemente subito un furto di ben 744mila bitcoin, sono rimasto
nell'impossibilità di recuperare il credito depositato nel mio
account, in parte in Euro e in parte in bitcoin.
Vorrei pertanto sapere se siete in contatto con qualche studio legale
con esperienza in casi internazionali, che potrebbe tutelare gli
utenti italiani in una causa contro MtGox, la quale ha sede in
Giappone.
Federico, da Milano (MI)
Risposta:
La questione è appena emersa e quindi per ora bisogna prima di tutto comprendere con esattezza cosa è
accaduto. Soltanto in seguito sarà possibile valutare strade che portino al risarcimento. Siamo quindi in
grado di assistere gli interessati, ma al momento si è nella fase della raccolta delle informazioni e delle idee
utili alla risoluzione della vicenda.
------------------28-02-2014 00:00 Bollo su conto deposito WeBank
Ho investito nel conto deposito di WeBank anche per via del fatto che era esente dall'imposta di bollo, come
la banca ha scritto nei documenti di legge ed anche in varie comunicazioni alla clientela. Ora la banca sta
addebitando il bollo. Cosa posso fare?
Alex, da Roma (RM)
Risposta:
Tutto origina da una interpretazione a nostro modo di vedere errata che la banca ha effettuato
sull'applicazione del bollo sul deposito in questione. L'imposta è dovuta ed è a carico del cliente, ma è
possibile lamentare il fatto che la banca vi ha ripetutamente comunicato che non si applicava. Stiamo
assistendo un gruppo di clienti che si è rivolto a noi e, in assenza di notizie positive da parte della banca,
prepareremo il reclamo prima e l'eventuale ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario poi.
------------------28-02-2014 00:00 Collaborazione con Telexfree
Mi hanno proposto di collaborare con Telexfree inc, una società statunitense che opera nel settore voip, in
pratica devo investire subito 1050,00 € circa e poi postare dei link di loro pubblicità sul loro sito, dopo questo
ti mettono sul conto circa 100,00$ a settimana.
Mi sembra tutto molto strano e troppo semplice, sapete qualcosa su questo network marketing?
Jacopo, da La Spezia (SP)
Risposta:
Oltre che troppo semplice, il rendimento di oltre il 10% su base addirittura settimanale fa capire tutto.
Basterebbe, del resto, domandarsi come mai bisogna pagare per poter avviare un rapporto di natura
commerciale.
------------------28-02-2014 00:00 Errata contabilizzazione interessi libretto postale
Ho aperto il libretto di risparmio Smart alla posta. Il contratto prevedeva che al passare dell' anno solare gli
interessi che sarebbero dovuti maturare erano pari al 3% lordi.
Ma questo non è accaduto perché la posta dopo un anno si accorge che un suo operatore non ha attivato
l'rpol sul libretto( un meccanismo online interno). Ora a fare le spese dovrei essere io che non ho ricevuto i
miei interessi. Cosa devo fare? Il reclamo a poste l'ho già fatto ma non ricevo risposta dal 15 gennaio.
Risposta:
La mancanza riguarda una procedura interna, infatti, ed in alcuna maniera il cliente avrebbe potuto
accorgersi della cosa. La risposta al reclamo è assente dopo oltre trenta giorni dalla ricezione, quindi può
rivolgersi all'Arbitro bancario finanziario:
http://sosonline.aduc.it/scheda/arbitro+bancario+finanziario_16598.php
------------------27-02-2014 00:00 Difesa debitori spa è una truffa?
Ho chiesto una consulenza all'Azienda Difesa Debitori per avere un'analisi sul mio mutuo prima casa e su un
finanziamento che ho in corso. Volevo sapere se i tassi d'interesse applicati erano corretti o se erano usurari.
Solo per analizzare la documentazione da me inviatale, l'azienda mi ha chiesto 360 euro. Dopo alcuni giorni
mi hanno contattata e comunicato che la banca che mi ha erogato il mutuo e la finanziaria con cui ho
contratto il finanziamento,mi avrebbero applicato tassi da usura,e che perchè loro procedano con una pratica
finalizzata al rimborso degli interessi non dovuti, dovrei sborsare alla suddetta azienda una somma di denaro
pari al 50% circa sull'importo recuperato! Ad occhio e croce la faccenda non mi ha convinta affatto, ho avuto
la sensazione che qui la poco onesta fosse proprio l'azienda "difesa debitori" e non la banca o la finanziaria.
Chiedo un consiglio a Voi, Spett.le Aduc, avete informazioni riguardo la suddetta Azienda, che, a me pare,
promette di difendere i cittadini dagli usurai, per poi imbrogliarli ancora di più?
Alessandro, da Empoli
Risposta:
Non useremmo la parola truffa, ma di sicuro questo metodo appare fin troppo "d'assalto".
Il guaio è che non è affatto l'unica situazione del genere che stiamo riscontrando. Da quando è emerso
prepotentemente il tema dell'usura, infatti, si assiste ad un vero e proprio arrembaggio da parte di società
spuntate fuori come funghi, come anche da parte di avvocati, commercialisti e via dicendo che stanno
promettendo mari e monti, come ad esempio l'assurda rassicurazione secondo cui le banche scendono a
patti col cliente senza nemmeno fare causa:
http://investire.aduc.it/lettera/rimborso+sicuro+interessi+mutuo_261792.php
Come sempre, la realtà è ben più articolata ed occorre analizzare a fondo la documentazione.
I segnali di allarme principali in questi casi vengono dalla richiesta di centinaia di euro anche solo per iniziare
a valutare il caso. Già qui bisogna comprendere che, per chi offre questi servizi, la somma di tutte queste
quote rappresenta un ottimo e sicuro incasso.
------------------24-02-2014 00:00 Vecchi libretti, buoni e titoli con Agitalia
Ho letto che ad una anziana saranno pagati 7.000 euro per un libretto da 50 lire del 1925. Poichè sono in
possesso anche io di un libretto antico vorrei sapere come fare.
Mario, da Roma
Risposta:
La domanda ci consente di evidenziare ancora una volta l'assurdo comportamento di Agitalia, purtroppo
agevolato dal fatto che gli organi di informazione riportano i loro comunicati senza nemmeno domandarsi se
il contenuto sia verosimile. Non è la prima volta, infatti, in cui ci occupiamo della storia dei vecchi libretti,
buoni postali, titoli di Stato: http://investire.aduc.it/lettera/ancora+bufala+dei+vecchi+titoli+stato_262542.php
E' davvero impressionante, in negativo, assistere alla recente esplosione di comunicati di Agitalia finiti sui siti
dei principali organi di informazione e che parlano di rocamboleschi ritrovamenti di vecchi buoni postali,
libretti, titoli di Stato da parte delle più disparate categorie di persone come ultracentenari, perpetue e
sacerdoti, mamme di tre gemelli, persone che escono dal coma, nipoti di un deportato ad Auschwitz. Ed
abbiamo indicato solo una parte degli incredibili comunicati che stanno apparendo con cadenza quasi
quotidiana.
Quale sarà la prossima "notizia" proveniente da Agitalia? Un marziano che, aprendo lo sportello della sonda
Voyager 1 che si trova al di fuori del sistema solare, ha ritrovato un buono postale del 1961 da 50 lire
dimenticato da un impiegato distratto della Nasa e che rivolgendosi ad Agitalia è venuto a sapere che gli
spettano quattro milioni di euro e si appresta quindi a fare causa alle Poste?
Non finisce qui: in alcuni dei casi pubblicizzati, Agitalia afferma di aver raggiunto accordi transattivi col
Ministero dell'Economia e le Poste, che avrebbero quindi pagato somme agli interessati. Non ci risulta alcun
pagamento del genere, che del resto sarebbe impossibile perché il Ministero e le Poste non devono pagare
un bel niente per quei vecchi titoli.
Ancora: nel sito web di Agitalia abbiamo trovato delle informazioni davvero fuori dal mondo, come il presunto
obbligo esistente a carico della Banca d'Italia di garantire -e quindi pagare- le obbligazioni delle banche che
non esistono più.
A cosa vuole portare questo metodo di pubblicità, che ricalca pari pari il metodo del "famoso" avvocato
Giacinto Canzona? Di sicuro, porta molta visibilità e molto probabilmente porta anche all'incasso di un bel
po' di quote associative.
Invitiamo quindi ancora una volta a non farsi abbindolare da certe assurde promesse.
------------------20-02-2014 00:00 Scotti Finanziaria termina la liquidazione
Avete notizie sulla Scotti Finanziaria e sul pagamento finale ancora atteso?
Adolfo, da Roma (RM)
Risposta:
A distanza di oltre venticinque anni dal crack, la Scotti Finanziaria sta per uscire definitivamente di scena. In
primavera, infatti, si terrà l'assemblea finale che sancirà la fine di una delle più tormentate storie finanziarie
degli anni '80 del secolo passato, dopodiché entro l'anno dovrebbe essere erogato il secondo ed ultimo
pagamento agli azionisti. Ad ottobre 2011 era già stato infatti erogato un acconto pari a 11.763.186 di euro,
una bella fetta del quale non è ancora stata reclamata dagli aventi diritto. Le stime per il riparto finale sono di
quattro millesimi per ciascuna azione. In ambo i casi si tratta di rimborso in linea capitale e quindi non
soggetto a ritenuta fiscale, mentre viene ridotto il prezzo di carico fiscale dei titoli ai fini del capital gain. Solo
nel caso in cui l'importo pagato in futuro superasse i quattro millesimi per azione, l'eccedenza rispetto ai
quattro millesimi sarà colpita dall'aliquota del 20%. I tanti possessori di certificati cartacei che non lo hanno
ancora fatto devono segnalare al liquidatore propri dati personali e le azioni possedute. La scheda per la
segnalazione può essere richiesta al liquidatore Francesco Lo Baido all'indirizzo [email protected]
------------------20-02-2014 00:00 Prelievo forzoso, quali difese?
In merito alle voci mai sopite di un possibile prelievo forzoso da parte dello stato su pressioni dell' U.E., quali
sono i prodotti bancari o d'investimento al riparo da eventuali prelievi coatti? È sempre in auge la
diversificazione del portafoglio per evitare di sforare certi parametri "importanti" sopra i quali si cade vittime
del prelievo?
Ivan, da Sassari
Risposta:
Quelle che si possono fare sono soltanto ipotesi, è logico supporre che fino ad una certa soglia di importo si
sarebbe al riparo. Soglia che però terrebbe conto di tutti gli attivi detenuti presso qualunque intermediario, e
quindi non è ipotizzabile sentirsi al riparo semplicemente frazionando presso più banche ed imprese di
investimento. Per porsi al riparo seriamente occorre detenere strumenti di diritto estero -niente titoli di Stato
e di aziende italiane- e detenerli all'estero e presso intermediari esteri, evitando quindi le succursali all'estero
di intermediari italiani e le succursali italiane di intermediari esteri.
Gli strumenti quali fondi, sicav, polizze ecc., infine, debbono essere di diritto estero e senza alcun soggetto
italiano che sia coinvolto in alcun ruolo, a partire da quello di agente pagatore.
------------------19-02-2014 00:00 Ricorso Icsid contro Argentina
Nel 2004 ho deciso di aderire alla Tfa Argentina dell'Abi e poi all'arbitrato internazionale presso l'Icsid. Sono
trascorsi quasi dieci anni e non si è risolto niente. Potete dirmi almeno a che punto si trova la procedura?
Raffaello, da Roma (RM)
Risposta:
Il 4 febbraio 2014, il Presidente della Banca Mondiale, nella sua qualità di Presidente del Consiglio di
Amministrazione dell’Icsid, ha rigettato la richiesta dell’Argentina di ricusazione di due dei tre membri del
Tribunale. L’istanza, depositata il 19 dicembre 2013, intendeva rimuovere il presidente del Tribunale, Pierre
Tercier, e l’arbitro di nomina dei ricorrenti, Albert Jan van den Berg, con la motivazione che un recente
Ordine procedurale relativo ai termini di deposito ed all’udienza finale era presumibilmente improprio. Non è
stata la prima volta in cui l'Argentina ha cercato di bloccare la procedura. Lo scorso anno, ad esempio, un
perito aveva dovuto stabilire la gestibilità e fruibilità del database elettronico degli obbligazionisti, contestate
dal paese sudamericano. Tutto è finalmente pronto per la fase finale del procedimento, quindi, entro la fine
dell'anno dovremmo arrivare alla fase della decisione da parte del Collegio. Fase cui si è arrivati col
deposito, il 19 novembre, del memoriale di replica sul merito e sulla giurisdizione individuale. Non è però
detto che l'eventuale pronunciamento favorevole da parte dell'Icsid dia il via libera ai pagamenti, per via delle
enormi difficoltà finanziarie in cui l'Argentina nuovamente versa.
------------------19-02-2014 00:00 Ritenuta su bonifici esteri
Il 10 febbraio ho ricevuto un bonifico dal Giappone dal conto di mia suocera che ce lo manda ogni paio di
anni per aiutarci. Vorrei chiedervi se è vero che quest'anno ci decurteranno il 20% perché secondo il fisco
quando si riceve un bonifico è automaticamente considerato un reddito.
Ermanno, da Portici (NA)
Risposta:
Il 1 febbraio è infatti entrato in vigore il disposto dell' articolo 4, comma 2, del Decreto Legge 167/90
modificato dalla legge 97/2013 che assoggetta ad una ritenuta d'acconto del 20% qualsiasi bonifico estero
percepito da una persona fisica. Il 18 dicembre scorso, l'Agenzia delle Entrate ha emanato un
provvedimento (2013/151663) che chiarisce l'ambito applicativo. In sostanza, ogni bonifico proveniente
dall'estero e diretto ad una persona fisica italiana viene considerato reddito imponibile salvo prova contraria
che deve essere data dal contribuente. Il contribuente può evitare l'imposizione mediante l'esibizione di una
autocertificazione, possibilmente preventiva. Per evitare l'applicazione della ritenuta il cliente deve
presentare al proprio intermediario un'apposita autocertificazione in forma libera, che i flussi accreditati sul
conto italiano non costituiscono redditi di capitale o redditi diversi derivanti da investimenti all’estero o da
attività estere di natura finanziaria. La dichiarazione può essere relativa ad uno o più introiti ben individuati
oppure riguardare la totalità di questi.
In ogni caso, che si effettui la ritenuta o meno, il nominativo del beneficiario viene segnalato all'Agenzia delle
Entrate. Il contribuente ha tempo fino al 28 febbraio dell'anno successivo per attestare l'impropria
applicazione della ritenuta e chiedere alla banca la restituzione. La ritenuta non si applica alle persone
fisiche che ricevano bonifici nell'ambito della propria attività d'impresa o di lavoro autonomo e nemmeno
quando la riscossione non avviene tramite l'intervento di un intermediario finanziario. Può quindi chiedere il
rimborso della ritenuta che la banca ora applicherà. Poiché siamo nella primissima fase, può anche verificare
se la banca riesce ad evitare il versamento dell'imposta al fisco. Se prevede in futuro di ricevere altri bonifici,
farà bene a presentare la dichiarazione sopra indicata.
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17-02-2014 00:00 Fondo immobiliare Socrate
Il Mps nel 2006 mi suggerì di comprare un fondo che investe in immobili chiamato Socrate. Il prezzo del
fondo è da allora rimasto più o meno lo stesso ma vedo ora all'improvviso che ha perso il 30%. Come è
possibile?
Giorgio, da Roma
Risposta:
Dopo l'ultima "finestra" di sottoscrizioni, e di uscita per chi desiderava farlo, delle quote avvenuta qualche
mese fa, Fabrica sgr ha presentato domanda di ammissione alle negoziazioni per il fondo immobiliare
Socrate, ammesso a partire dal 30 gennaio. Le quotazioni, come quasi sempre avviene in questi casi, sono
immediatamente precipitate. Il fondo è stato collocato nel 2006 - 2007 momento di picco del mercato
immobiliare. Per tutta una serie di motivi, i fondi immobiliari italiani sono quotati sempre a sconto - spesso
notevole - rispetto al valore di bilancio (NAV). Ciò accade per tenere conto dei rischi che il portatore delle
quote corre fino alla scadenza. Il fondo, infatti, deve liquidare il patrimonio immobiliare di cui dispone ed è
quindi soggetto alle dinamiche del mercato assieme alle capacità, o incapacità, di chi lo gestisce nel portare
a termine il proprio compito. In questa difficilissima fase economica, il mercato valuta assai notevoli detti
rischi. Niente di scandaloso in sé riguardo ciò che abbiamo indicato, si tratta di normali rischi connessi
all'investimento in siffatti strumenti. Si ritorna, quindi, alla "solita storia", ossia al momento del collocamento,
troppo spesso affrontato in maniera leggera dal venditore ma anche dal cliente. Specie l'immobiliare, poi,
viene visto da sempre come investimento sicuro mentre invece non lo è per forza. Molto spesso, quindi, non
è stato spiegato come funzioni un fondo comune immobiliare, come viene gestito, quali prospettive ma
soprattutto quali rischi presenta, a partire dalla scarsissima liquidità del mercato di riferimento e dallo sconto
sul NAV (valore di bilancio) che da sempre contraddistingue la categoria. Anche ovvio, dato che vi è un
conflitto di interessi del Mps soggetto collocatore di un prodotto gestito da una società di cui possiede il
49,99%.
Come già accaduto per altri fondi analoghi, vedi il Bnl Immobiliare Dinamico, stiamo ricevendo segnalazioni
da parte di clienti che si sono accorti del forte calo in borsa delle quotazioni del Fondo Socrate e stiamo
approntando uno specifico servizio di assistenza per tutti coloro i quali vorranno proporre reclamo alla banca
e poi eventualmente avvalersi di un tentativo di conciliazione o di una vera e propria causa.
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