Anno Scolastico 2014 -2015
REGOLAMENTO DI ISTITUTO
ART. 1: Funzionamento degli Organi Collegiali
La convocazione degli Organi Collegiali deve essere disposta di norma con un congruo preavviso, di
massima non inferiore ai cinque giorni rispetto alla data delle riunioni. La convocazione deve essere
effettuata con lettera diretta ai singoli membri dell’Organo Collegiale e mediante l’affissione all’albo di
apposito preavviso. La lettera di convocazione deve indicare gli argomenti da trattare nella seduta
dell’Ordine Collegiale. La convocazione deve avvenire anche per le vie brevi, quando si tratti di affrontare
argomenti urgenti. Di ogni seduta dell’Organo Collegiale viene redatto processo verbale, firmato dal
presidente e dal segretario, steso in apposito registro a pagine numerate. Non sono ammesse, in caso di
assenze giustificate o non, deleghe ad altri componenti dei rispettivi Organi. I componenti degli Organi
Collegiali, che siano impediti per qualsiasi motivo dal partecipare alla riunione o siano costretti ad
abbandonarla, sono tenuti a far presente alla presidenza giustificazione ai fini della verbalizzazione della
medesima. Le riunioni alle quali partecipano i genitori si dovranno tenere, possibilmente, in orario non di
lavoro.
ART. 2: Programmazione delle attività degli Organi collegiali
Ciascuno degli Organi Collegiali programma le proprie attività nel tempo, in rapporto alle proprie
competenze, allo scopo di realizzare un ordinato svolgimento delle attività stesse, raggruppando la
discussione di argomenti su cui sia possibile prevedere la necessità di adottare decisioni.
ART. 3: Svolgimento coordinato dell’attività degli Organi Collegiali
Ciascun Organo Collegiale opera in forma coordinata con gli altri Organi, che esercitano competenze
parallele, ma con rilevanza diversa e propria competenza in specifiche materie. Esso programma la
propria attività in armonia con gli altri Organi Collegiali.
ART. 4: Elezione degli Organi Collegiali
Le elezioni degli Organi Collegiali avvengono secondo le norme ministeriali e le leggi vigenti.
ART. 5: Convocazione dei Consigli di classe, interclasse, intersezione
I Consigli di classe, d’interclasse e d’intersezione sono convocati dal Dirigente Scolastico o suo delegato,
ovvero su richiesta scritta e motivata dalla maggioranza dei suoi membri. Si riuniscono di regola non
meno di una volta ogni mese, come previsto da piano annuale. Possono essere convocati anche con
carattere d’urgenza qualora si presenti la necessità di comminare sanzioni disciplinari per gravi
infrazioni.
Tutti gli incontri sono verbalizzati a cura del segretario e sottoposti alla firma del Coordinatore e del
Dirigente entro massimo 5 giorni.
ART. 6: Convocazione Collegio dei Docenti
Il Collegio dei Docenti è convocato secondo le modalità stabilite dall’art. 7 del D.Lg.vo n. 297 del
16/04/1994.
ART. 7: Programmazione e coordinamento dell’attività del Collegio Docenti
Per la programmazione ed il coordinamento delle attività del Collegio dei docenti si applicano le
disposizioni dell’art. 3 del presente regolamento, volte a favorire l’integrazione degli interventi educativi.
ART. 8: Assemblea dei genitori
Le assemblee dei genitori sono convocate e si svolgono secondo le modalità stabilite dall’art.15 del D.L.vo
n. 297/94(Testo Unico). Il Dirigente Scolastico, in deroga alla disposizione di cui al primo comma del
presente articolo, è autorizzato a convocare l’Assemblea dei Genitori (di classe o di Istituto) e del
Comitato dei Genitori, allorquando i genitori rappresentanti di classe ne facciano richiesta o quando lo
ritiene opportuno. Anche assemblee degli alunni possono essere avviate (in forma sperimentale, per gli
iscritti all’ultima classe di primaria) nelle classi di secondaria, allo scopo di favorire l’esercizio di pratiche
di cittadinanza attiva e di partecipazione democratica.
ART. 9: Calendario di massima delle riunioni
Il Dirigente predispone, ad inizio d’anno, il Piano Annuale delle Attività, che viene approvato dal Collegio
dei Docenti e trasmesso ai Docenti e a quanti ne abbiano interesse, nonché pubblicato sul sito web della
scuola.
Il calendario di massima delle riunioni dei Consigli di Classe, Interclasse ed Intersezione e del Collegio dei
docenti è il seguente:
settembre: Collegi dei docenti – Incontro con i genitori delle prime sezioni e miste dell’Infanzia e
delle classi prime di Primaria e Secondaria, per approfondire la conoscenza degli alunni, fornire
informazioni sul funzionamento dell’orario, sull’organizzazione delle attività e per ascoltare le
famiglie;
ottobre: Consigli di Classe/Interclasse/Intersezione e Collegio dei Docenti;
novembre/dicembre: Consigli di Classe/Interclasse/Intersezione e ricevimento dei genitori
dell’Infanzia, Primaria, Secondaria;
gennaio: consigli di Intersezione;
febbraio: Consigli di classe e Interclasse per scrutinio I quadrimestre; ricevimento dei genitori per
comunicare i contenuti delle schede di valutazione inoltrate nel formato elettronico;
marzo/aprile: Consigli di Classe/ Interclasse/Intersezione; ricevimento genitori di Primaria e
Secondaria; Collegio Docenti;
maggio: Consigli di Classe/Interclasse/Intersezione e ricevimento genitori Infanzia;
giugno: Consigli di Classe ed Interclasse per scrutinio finale; esame conclusivo del primo ciclo;
Collegio Docenti.
ART. 10: Costituzione e prima convocazione del Consiglio
Il Consiglio di Istituto è costituito da 19 membri: 8 docenti, 8 genitori, 2 ATA (membri eletti), il Dirigente
Scolastico (membro di diritto). La prima convocazione del consiglio di Istituto immediatamente
successiva alla nomina dei relativi membri è disposta dal dirigente scolastico, quelle successive dal
Presidente.
ART. 11: Elezione del Presidente e del Vicepresidente del Consiglio di Istituto
Nella prima seduta il Consiglio di Istituto è preseduto dal Dirigente scolastico. Si procede all’elezione, fra i
rappresentanti dei genitori membri del Consiglio stesso, del Presidente. L’elezione ha luogo a scrutinio
segreto. Sono candidati tutti i genitori membri del Consiglio. E’ considerato eletto il genitore che abbia
ottenuto la maggioranza assoluta dei voti rapportata al numero dei componenti il Consiglio. Qualora non
si raggiunga detta maggioranza alla prima votazione, il presidente è eletto a maggioranza relativa dei
votanti, sempre che siano stati presenti alla seduta almeno la metà più uno dei componenti in carica. A
parità di voti è eletto il più anziano. Il Consiglio può deliberare di eleggere anche un vicepresidente, da
votarsi fra i genitori secondo le stesse modalità previste per l’elezione del presidente. Allorquando non
dovesse essere rappresentata la componente genitori, il Consiglio elegge, con le stesse modalità dei
precedenti commi, il Presidente e il Vicepresidente fra il personale docente e ATA rappresentato.
ART. 12: Convocazione e funzionamento del Consiglio di Istituto
Il Consiglio di Istituto è convocato ogni volta che se ne ravvisi la necessità dal Presidente, o quando ne
venga fatta richiesta dal Presidente della giunta esecutiva oppure dalla maggioranza dei componenti il
Consiglio stesso. Si riunisce, in linea di massima, ogni due mesi o in sessione straordinaria in qualsiasi
momento. La riunione è valida quando siano presenti almeno la metà più uno dei consiglieri. Quando, per
qualsiasi motivo, un consigliere debba allontanarsi nel corso della riunione, ogni membro ha il diritto di
chiedere la verifica del numero legale. Il Presidente assicura il regolare funzionamento del consiglio e
svolge tutte le necessarie iniziative per garantire una gestione democratica della scuola e la piena
realizzazione dei compiti del Consiglio. Il Vicepresidente sostituisce ad ogni effetto il Presidente quando
questi sia assente; in caso di assenza o di impedimento del Presidente e del Vicepresidente ne fa le veci il
consigliere più anziano. Ogni consigliere ha facoltà di iniziativa nel senso di poter proporre al Presidente
argomenti da discutere in sede di adunanza; anche questi saranno inclusi nell’ordine del giorno, secondo
le procedure previste dall’art.10 del D.Leg.vo n. 297/94. Nessuna proposta può essere respinta a priori. Il
Consigliere proponente ha comunque la facoltà di ritirarla dall’ordine del giorno prima che su di essa si
svolga il dibattito. L’approvazione ed il rigetto degli argomenti posti in votazione devono avvenire
esclusivamente per alzata di mano; solo quando si tratti di atti relativi a persone la votazione deve
avvenire a scrutinio segreto. Le funzioni di segretario del consiglio sono affidate dal Presidente ad un
membro del consiglio stesso. Il segretario ha il compito di redigere il processo verbale dei lavori del
consiglio e di sottoscrivere unitamente al Presidente gli atti e le deliberazioni del consiglio oltre al
processo verbale. I Consiglieri decadono dalla carica dopo 5 assenze consecutive ingiustificate e vengono
surrogati dai primi dei non eletti fra i candidati alla relativa elezione.
ART. 13: Partecipazione alle riunioni del Consiglio di Istituto di persone esterne
La partecipazione alle riunioni del Consiglio di Istituto di persone esterne avviene ai sensi dell’art. 42 del
D.Leg.vo n. 297 del 16-4-1994, quando queste sono in grado di fornire specifiche competenze su precisi
argomenti all’ordine del giorno.
ART. 14: Pubblicizzazione degli atti; relazioni con RSU d’Istituto
La pubblicizzazione degli atti avviene mediante affissione all’albo sul sito web della scuola. Non sono
soggetti a pubblicazione all’albo gli atti concernenti singole persone, salvo contraria richiesta
dell’interessato. Alle rappresentanze sindacali dei lavoratori sarà fornita informazione preventiva e
successiva, come previsto dalla normativa vigente, nell’ambito delle procedure per la contrattazione
d’Istituto.
ART. 15 : Convocazione del Comitato per la valutazione del servizio degli insegnanti
Il Comitato per la valutazione del servizio degli insegnanti è convocato dal Dirigente Scolastico secondo le
modalità previste dall’art. 11 del D.L.vo n. 297/94.
ART. 16: Convocazione riunioni Organi Collegiali
Tutti gli inviti per le riunioni degli Organi collegiali e delle assemblee dei genitori sono predisposti da chi
ne ha competenza, adeguatamente pubblicizzati sul sito e distribuiti nella scuola a cura della Segreteria.
ART. 17: Funzionamento della biblioteca, delle aule di informatica e della palestra –
conservazione delle strutture.
Viene assicurato l’accesso alla biblioteca da parte dei docenti, degli alunni, dei genitori. Il funzionamento
delle aule speciali (laboratori, aule di informatica) avviene in modo da facilitarne l’uso da parte degli
alunni per studi e ricerche con la presenza del docente. Il Dirigente può affidare a insegnanti le funzioni
di responsabile della biblioteca, dei laboratori, delle aule di informatica, con il compito di assicurare il
buon uso, il funzionamento e la conservazione di tutto il materiale didattico. Il funzionamento della
palestra avviene in modo da assicurarne la disponibilità, con rotazione oraria, a tutte le classi della scuola
e nei casi di necessità, ad altre scuole o associazioni presenti nel territorio. Le condizioni d’uso sono
definite tramite apposite convenzioni stipulate dal Dirigente nel rispetto dei criteri e limiti stabiliti.
ART. 18: Orario di servizio dei docenti
Per assicurare l’accoglienza e la vigilanza sugli alunni gli insegnanti della prima ora sono tenuti ad essere
presenti a scuola 5 minuti prima dell’inizio delle lezioni. Tale obbligo riveste carattere di responsabilità
civile nei riguardi degli alunni e delle loro famiglie. I docenti dovranno recarsi nelle rispettive aule con
sollecitudine e, con la stessa premura, effettuare il cambio di classe. I docenti sono tenuti ad osservare
l’orario di servizio e a rispettare la puntualità in occasione delle sedute degli OO. CC.. Eventuali assenze o
ritardi vanno tempestivamente notificati, anche per vie brevi, al personale di segreteria. Il docente di
sostegno il cui alunno dovesse essere assente dalle lezioni è tenuto a comunicarlo immediatamente al
Responsabile di Plesso per essere utilizzato in supporto all’attività didattica della classe ovvero in
sostituzione di colleghi assenti.
ART. 19: Personale amministrativo
Il ruolo del personale amministrativo è indispensabile anche come supporto all’azione didattica ed è
decisivo per l’efficienza e l’efficacia del servizio per il conseguimento delle finalità educative. Cura i
rapporti con l’utenza con professionalità e disponibilità, nel rispetto delle disposizioni in materia di
trasparenza e di accesso alla documentazione amministrativa (L. 241/1990), e nel rispetto della
riservatezza prevista dal D. L. vo 196/2003), a tal fine evitando di parlare con tono di voce elevato o di
comunicare dati non necessari. Protegge i dati personali e i dati sensibili nelle forme previste. Collabora
con i docenti. Ha diritto a lavorare in un ambiente sereno con carichi di lavoro adeguati. E’ tenuto a non
utilizzare telefoni cellulari in orario di lavoro, né utilizzare apparecchi dell’ufficio per uso personale. Non
può abbandonare il posto di lavoro in orario di servizio, né uscire dalla scuola per motivi personali, se
non debitamente autorizzato; è consentita una pausa caffè da fruire singolarmente per un periodo non
superiore a 10 minuti. Per pause superiori a 10 minuti giornalieri, concordate con il DSGA, il personale
sarà tenuto al recupero. La qualità del rapporto col pubblico e col personale è di fondamentale
importanza, in quanto esso contribuisce a determinare il clima educativo della scuola e a favorire il
processo comunicativo tra le diverse componenti che interagiscono dentro o attorno alla scuola.
Il Codice di Comportamento e il Codice Disciplinare regolano le azioni e prevedono le sanzioni per questo
profilo professionale.
ART. 20: Orario di accesso agli uffici
Nei periodi di attività didattica l’orario di apertura della segreteria al pubblico è il seguente: tutti i giorni
dalle ore 8,30 alle ore 9,30 e dalle ore 12,30 alle ore 13,30; il martedì e il giovedì dalle 15,30 alle 17,30.
Per urgenze in orario diverso da quello indicato l’utenza può rivolgersi al Dirigente Scolastico e al DSGA.
Nei periodi di sospensione dell’attività didattica l’orario di apertura al pubblico è il seguente: dal lunedì al
sabato, solo di mattina, dalle ore 8,30 alle ore 9,30 e dalle ore 12,30 alle ore 13,30. In particolari periodi
dell’anno (ad esempio in occasione delle iscrizioni degli alunni, scrutini ed esami) gli uffici resteranno
aperti in una fascia oraria più ampia che sarà resa nota con tempestività. L’utenza, sia per la componente
docente che per la componente genitori, è tenuta a rispettare gli orari di ufficio. Potranno accedere ai
locali della segreteria, oltre l’orario di apertura al pubblico, il docente Vicario, i docenti Collaboratori del
Dirigente e i Responsabili di Plesso.
ART. 21: Collaboratori scolastici
I collaboratori scolastici sono tenuti a prestare servizio, salvo diverse disposizioni, nella zona di
competenza secondo le mansioni loro assegnate. Sono facilmente reperibili da parte del Dirigente, della
segreteria, degli insegnanti, per qualsiasi evenienza; collaborano al complessivo funzionamento didattico
e organizzativo; comunicano immediatamente al Dirigente Scolastico o ai suoi Collaboratori l’eventuale
assenza dell’insegnante dall’aula, per evitare che la classe resti incustodita; collaborano con gli insegnanti
nella circolazione delle informazioni e nella raccolta delle stesse ai fini del servizio; favoriscono
l’integrazione degli alunni portatori di handicap e sono loro di aiuto negli spostamenti; vigilano sulla
sicurezza ed incolumità degli alunni, in particolare durante gli intervalli, negli spostamenti e nelle uscite
degli alunni per recarsi ai servizi o in altri locali; sorvegliano gli alunni in caso di uscita dalle classi, di
ritardo, assenza, o allontanamento momentaneo dell’insegnante; sono disponibili con gli alunni e con le
famiglie alle quali forniscono le prime informazioni sul servizio; evitano di parlare ad alta voce e di
utilizzare telefoni cellulari personali in orario di servizio; evitano l’uso delle apparecchiature in dotazione
della scuola per uso personale; impediscono l’ingresso agli estranei nell’Istituto se non debitamente
qualificati; rispettano il segreto di ufficio e le prescrizioni del D. L. vo 196/2003 ( codice privacy). Sono
tenuti ad essere informati sugli orari di ricevimento genitori e a fornire le relative informazioni all’utenza;
prendono visione del calendario delle riunioni dei consigli di classe, dei collegi dei docenti o dei consigli
d’istituto, ed altre iniziative, tenendosi aggiornati circa l’effettuazione del necessario servizio; sorvegliano
l’uscita dalle classi e dai cancelli esterni, prima di dare inizio alle pulizie; puliscono quotidianamente con
accuratezza la zona di competenza, curando in particolar modo l’adeguatezza dei servizi igienici;
custodiscono i prodotti per le pulizie in locali adeguati e chiusi a chiave, utilizzano i prodotti secondo la
normativa vigente in materia di prevenzione degli infortuni. Sono tenuti a chiudere le porte di accesso
alle aule lasciate temporaneamente libere per evitare intrusioni, avendo l’accortezza di spegnere le luci e
chiudere le eventuali porte di accesso ai terrazzi. Ove accertino situazioni di disagio, di disorganizzazione
o di pericolo, le comunicano prontamente al Dirigente oppure ai collaboratori del dirigente; in loro
assenza, al docente della classe. Segnalano in segreteria l’eventuale rottura di suppellettili, sedie o banchi
prima di procedere alla sostituzione; segnalano immediatamente al Dirigente o al DSGA fatti anomali,
vandalismi e quanto ritenuto comunque meritevole di attenzione. Accolgono il genitore dell’alunno che
richiede l’autorizzazione all’uscita anticipata. E’ fatto obbligo ai collaboratori scolastici di prendere
visione delle mappe di sfollamento dei locali e di controllare quotidianamente la praticabilità ed efficienza
delle vie di esodo. Il personale non può abbandonare il posto di lavoro in orario di servizio, né uscire dalla
scuola per motivi personali, se non debitamente autorizzato; è consentita invece una pausa caffè da fruire
singolarmente per un periodo non superiore a 10 minuti. Per pause superiori ai 10 minuti giornalieri,
concordate con il DSGA, il personale sarà tenuto al recupero.
Il Codice di Comportamento e il Codice Disciplinare regolano le azioni e prevedono le sanzioni per questo
profilo professionale.
ART. 22: Colloqui con gli insegnanti
La scuola favorisce in ogni modo la comunicazione fra genitori e insegnanti. I rapporti con i genitori
dell’alunno avverranno tramite le comunicazioni scritte sul diario e attraverso i colloqui diretti, su
convocazione del docente o su richiesta della famiglia. Periodici ricevimenti dei genitori sono previsti
almeno due volte all’anno. Durante i colloqui con gli insegnanti il genitore aspetterà il proprio turno
secondo l’ordine di arrivo e sarà ricevuto individualmente. I docenti saranno distribuiti in aule diverse,
divisi per disciplina e per corso. Nel mese di settembre, prima dell’inizio delle lezioni, si stabilirà un
incontro con i genitori degli alunni del primo anno della scuola dell’infanzia e delle classi prime di scuola
primaria e secondaria per le necessarie informazioni sul funzionamento dell’orario, sull’organizzazione
delle attività e per procedere all’abbinamento, per sorteggio, dei gruppi-classe, formati dall’apposita
Commissione, alle sezioni; nel mese di ottobre si terrà un incontro del Consiglio di Classe con i genitori
degli alunni delle classi prime dei tre ordini per acquisire informazioni sui singoli alunni e sulle loro
abitudini o particolari necessità.
I coordinatori di classe della Scuola Secondaria e i docenti di classe della Scuola Primaria incontreranno
le famiglie al termine di ciascun quadrimestre per esplicitare i contenuti delle schede di valutazione
inoltrate nel formato elettronico. I genitori potranno porgere osservazioni al docente interessato, al
coordinatore di classe, al Dirigente. Potranno incontrare, su appuntamento, il Dirigente Scolastico quando
ne ravvisano la necessità. I reclami per situazioni di particolare rilevanza dovranno essere indirizzati al
Dirigente Scolastico, espressi in forma scritta e dovranno contenere generalità, indirizzo e reperibilità del
proponente. Il Dirigente, dopo aver esperito ogni possibile indagine in merito, risponderà in forma scritta,
non oltre trenta giorni, attivandosi, in caso di reclamo fondato, per rimuovere le cause che l’hanno
provocato.
Per gli aspetti relativi alla deontologia professionale dei Docenti, si rimanda al Codice di Comportamento
e al Codice Disciplinare per questo profilo professionale.
ART. 23: Viaggi di Istruzione
Le visite di istruzione nell’ambito della mattinata rientrano nel normale orario scolastico e sono quindi
obbligatorie per tutti gli alunni. Tutte le visite di istruzione debbono rientrare in una programmazione
educativo – didattica effettuata ad inizio anno, eventualmente integrata in itinere, e regolarmente inserite
nei verbali dei consigli di classe con specifico riferimento alle Unità di Apprendimento o al progetto
all’interno delle quali sono previste. Limitatamente alle uscite che non superino la durata dell’orario
scolastico, o comunque l’intera giornata, debitamente programmata all’interno del Consiglio di classe e
coerenti alle linee del POF, in ambito limitato alla città o zone limitrofe, l’autorizzazione è accordata dal
genitore, previa comunicazione del Docente referente al Dirigente, nel rispetto dei criteri fissati dal
Consiglio di Istituto. Non possono comunque partecipare a gite/viaggi d’istruzione gli alunni che abbiano
riportato un voto di condotta inferiore a 8 decimi. Per tutti i viaggi la proposta, da elaborare con il
supporto dell’apposita commissione, dovrà essere completa delle seguenti informazioni: classi
partecipanti e numero complessivo alunni; nominativo docente referente; numero complessivo, nome e
qualifica degli accompagnatori; meta della visita, data prevista, orario e luogo di partenza e di ritorno;
mezzo di trasporto utilizzato; programma dettagliato del viaggio; autorizzazione dei genitori o
dell’esercente la patria podestà. I docenti dei tre ordini inseriti nella commissione “ Visite guidate e viaggi
di istruzione” saranno i punti di riferimento per i rispettivi consigli di classe e trasmetteranno al docente
con Funzione Strumentale “Area dei rapporti con l’esterno” la proposta di sintesi affinché curi con la
Segreteria gli aspetti organizzativi definitivi.
Al termine di ciascun viaggio il docente referente / capogruppo riferirà al Dirigente sull’andamento del
viaggio ed evidenzierà gli eventuali inconvenienti occorsi e la qualità del servizio offerto dall’agenzia di
viaggio. Nei casi previsti dalla normativa vigente la scuola chiederà preventivi ad almeno tre agenzie di
viaggio tra le quali ne verrà scelta una, secondo criteri di comparazione, la quale si impegnerà a dare tutte
le garanzie previste dalla legge. L’aggiudicazione sarà disposta previa acquisizione di dati a cura della
commissione, integrata dal DSGA e dal Dirigente Scolastico. Il personale scolastico e gli alunni
partecipanti ai viaggi di istruzione sono coperti dall’assicurazione scolastica. Nella eventualità che i
genitori partecipino a visite o viaggi di istruzione con mezzi riservati alla scuola, gli stessi dovranno
versare la quota individuale ed essere coperti da polizza assicurativa contro infortuni. I docenti
accompagnatori hanno diritto al trattamento previsto dalla vigente normativa, nei limiti delle risorse
effettivamente disponibili e solo in caso di più pernottamenti (viaggio d’istruzione di più giorni). Le spese
di viaggio e delle visite sono a carico degli utenti. Solo in casi di particolare disagio economico la scuola
può decidere di sostenere, in tutto o in parte, la spesa, nei limiti della disponibilità finanziaria. In caso di
rinuncia al viaggio valgono le condizioni concordate in base ai contratti stipulati con le agenzie di viaggio
e non è prevista la restituzione delle somme necessarie alla copertura delle spese per mezzi di trasporto,
guide e ogni altra spesa fissa. Eventuali rimborsi saranno messi in pagamento entro il termine delle
attività didattiche. I costi dei docenti accompagnatori non coperti dalle gratuità offerte dalle agenzie di
viaggio, saranno a carico dell’Istituto, nei limiti delle disponibilità finanziarie e, per il resto, ripartiti fra i
partecipanti. Considerata la valenza didattica del viaggio di istruzione, questo, ad eccezione dei viaggi per
attività sportive o dei viaggi destinati ad alunni provenienti da più classi ma accomunati da attività di
laboratorio o specifiche progettazioni d’istituto, sarà effettuato solo se la partecipazione è pari o
superiore ai 2/3 degli alunni componenti la classe. Gli alunni che non partecipano hanno l’obbligo della
frequenza delle lezioni. I consigli di classe, nel proporre le visite di istruzione, avranno cura di accertarsi
che il costo non sia elemento discriminante, a tal fine cercheranno di organizzare il viaggio per più classi
diminuendo così il costo per le spese di trasporto. I docenti accompagnatori hanno l’obbligo della
vigilanza con l’assunzione di responsabilità di cui all’art. 2047 del codice civile integrato da Leggi e
norme in vigore al momento della realizzazione del viaggio. E’ previsto un docente accompagnatore ogni
15 alunni, più un docente accompagnatore per 1 -2 alunni disabili. Per visite coinvolgenti più classi
contemporaneamente è auspicabile la presenza di almeno un docente per ciascuna delle classi presenti.
Nella scheda di richiesta verranno individuati almeno due docenti supplenti.
ART. 24: Orario delle lezioni
Scuola dell'Infanzia: da lunedì a venerdì dalle 8.00 alle 15.00, sabato dalle 8.00 alle 13.00.
Scuola Primaria: classi I e II dislocate a piano terra dalle 8.20 alle 12.50, classi IV e V dislocate al piano
terra dalle 8.20 alle 13.20, classi II dislocate al primo piano dalle 8.25 alle 12.55; classi III e IV dislocate al
primo piano dalle 8.25 alle 13.25
Scuola Secondaria di I grado dalle 8.30 alle 13.30. Le classi ad indirizzo musicale effettueranno rientri
pomeridiani per lo studio individuale dello strumento e per la musica d’insieme.
Gli alunni della scuola dell’infanzia sono accolti dalle ore 8,00 alle ore 9,00.
Gli alunni della scuola primaria e secondaria dovranno trovarsi all’ingresso della scuola dieci minuti
prima dell’inizio delle lezioni e, al suono della campanella, dovranno avviarsi in ordine alle loro aule
accompagnati dai docenti della prima ora di lezione. Per motivate richieste delle famiglie si possono
attivare progetti di assistenza pre- e post-scuola a cura di docenti e collaboratori scolastici disponibili.
ART. 25: Assenze, ritardi e uscite degli alunni
Le assenze devono essere giustificate al rientro a scuola, presentando l’apposito libretto all’insegnante
della prima ora di lezione (docente delegato). Qualunque assenza ritenuta meritevole di particolare
attenzione deve essere comunicata dagli insegnanti al Dirigente per le opportune decisioni. Le assenze
superiori a 5 giorni continuativi di lezioni, per motivi di salute, devono essere giustificate con certificato
medico e libretto (nel caso di malattie infettive occorre il visto medico dell’A.S.P. ). Dopo la quinta
assenza, riscontrata sul libretto delle giustificazioni, è necessaria la presenza del genitore. In caso di
impossibilità del genitore a presentarsi a scuola, lo stesso può contattare telefonicamente la Dirigenza. Se
l’assenza dalle lezioni si protrae per un periodo superiore a cinque giorni ed è dovuta a motivi di famiglia,
i genitori sono tenuti a preavvisare la scuola e a giustificare personalmente gli alunni alla ripresa delle
lezioni. Le assenze non verranno giustificate se la scheda di giustificazione porterà una firma diversa da
quella depositata all’atto dell’iscrizione dal genitore o da chi ne fa legalmente le veci (stessa firma di
quella apposta sul frontespizio del libretto delle giustificazioni). Il libretto delle giustificazioni è
strettamente personale e deve essere attentamente controllato dalla famiglia. Anche l’assenza di un’ora
dovrà essere giustificata con le modalità sopra riportate. I ritardi dovranno essere giustificati
direttamente dall’insegnante della prima ora di lezione o, su richiesta di questi, dal Dirigente o dai
responsabili di plesso. E’ proibito allontanarsi dall’aula senza il permesso dell’insegnante e per nessuna
ragione gli alunni possono uscire dalla scuola senza essere accompagnati dal genitore o da chi ne faccia
legalmente le veci, previa autorizzazione del dirigente o dei suoi collaboratori espressamente delegati.
Per la scuola dell’infanzia si prevedono uscite in fasce orarie diverse, per rispettare i tempi della
progressiva integrazione del bambino e consentire al contempo l’ordinato svolgimento delle attività
educative: prima uscita (chi frequenta il turno antimeridiano) dalle ore 12,30 alle 13,00; seconda uscita,
dalle 14,30 alle 15.00.
ART. 26: Diritti degli alunni
Gli alunni hanno diritto ad una formazione culturale qualificata che valorizzi e rispetti l’identità di
ciascuno. La comunità scolastica promuove la solidarietà tra i suoi componenti e tutela il diritto
dell’alunno alla riservatezza. L’alunno ha diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla vita di
classe. Gli alunni hanno diritto alla libertà di apprendimento ed esercitano autonomamente il diritto di
scelta tra le attività aggiuntive facoltative offerte dalla scuola. Gli alunni stranieri hanno diritto al rispetto
della vita culturale e religiosa alla quale appartengono; la scuola favorisce l’accoglienza e la realizzazione
di attività interculturali. La scuola si impegna ad assicurare un ambiente favorevole alla crescita delle
persone e un servizio educativo – didattico adeguato alle necessità dei singoli mediante offerte formative
aggiuntive, iniziative concrete per il recupero di situazioni di svantaggio, prevenzione della dispersione
scolastica e promozione delle eccellenze.
ART. 27: Doveri degli alunni
Gli alunni sono tenuti a frequentare regolarmente i corsi e ad assolvere assiduamente agli impegni di
studio. Gli alunni sono tenuti ad avere nei confronti del Capo di Istituto, dei Docenti, del personale tutto
della scuola e dei loro compagni un comportamento corretto e coerente con i principi di convivenza civile
all’interno della comunità scolastica. Gli alunni sono tenuti ad osservare le disposizioni organizzative e di
sicurezza dettate dal regolamento di istituto e da altre direttive. Gli alunni sono tenuti ad utilizzare
correttamente le strutture, la strumentazione, i sussidi didattici e a comportarsi nella vita scolastica in
modo da non arrecare danni alle persone e al patrimonio della scuola. Gli alunni condividono la
responsabilità di rendere accogliente l’ambiente scolastico e di averne cura come importante fattore di
qualità della vita della scuola.
Recepimento delle norme introdotte dal Decreto-legge 1 settembre 2008, n. 137 “Disposizioni
urgenti in materia di istruzione e università” pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 204 del 1
settembre 2008:
“Art. 1 Cittadinanza e Costituzione: 1. A decorrere dall’inizio dell’anno scolastico 2008-2009, oltre ad
una sperimentazione nazionale, ai sensi dell’art. 11 del decreto del Presidente della Repubblica 8
marzo 1999, n. 275, sono attivate azioni di sensibilizzazione e di formazione del personale finalizzate
all’acquisizione nel primo e nel secondo ciclo di istruzione delle conoscenze e delle competenze
relative a “Cittadinanza e Costituzione” nell’ambito delle aree storico-geografica e strorico-sociale e
del monte ore complessivo previsto per le stesse. Iniziative analoghe sono previste per la scuola
dell’infanzia. 2. All’attuazione del presente articolo si provvede entro i limiti delle risorse umane,
strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
Art. 2 Valutazione del comportamento degli studenti: 1. Fermo restando quanto previsto dal decreto
del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, e successive modificazioni, in materia di
diritti, doveri e sistema disciplinare degli studenti nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, in
sede di scrutinio intermedio e finale viene valutato il comportamento di ogni studente durante tutto il
periodo di permanenza nella sede scolastica, anche in relazione alla partecipazione alle attività ed
agli interventi educativi realizzati dalle istituzioni scolastiche anche fuori dalla propria sede. 2. A
decorrere dall’anno scolastico 2008-2009, la valutazione del comportamento è espressa in decimi. 3.
La votazione del comportamento degli studenti, attribuita collegialmente dal consiglio di classe,
concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la non
ammissione al successivo anno di corso o all’esame conclusivo del ciclo. Ferma l’applicazione della
presente disposizione dall’inizio dell’anno scolastico di cui al comma 2, con decreto del Ministro
dell’istruzione, dell’università e della ricerca sono specificati i criteri per correlare la particolare e
oggettiva gravità del comportamento al voto insufficiente, nonché eventuali modalità applicative del
presente articolo.
Art. 3 Valutazione del rendimento scolastico degli studenti: 1. Dall’anno scolastico 2008-2009, nella
scuola primaria la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione
delle competenze da essi acquisite è espressa in decimi ed illustrata con giudizio analitico sul livello
globale di maturazione raggiunto dall’ alunno. 2. Dall’anno scolastico 2008-2009, nella scuola
secondaria di primo grado la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la
certificazione delle competenze da essi acquisite è espressa in decimi. 3. Sono ammessi alla classe
successiva, ovvero all’esame di Stato a conclusione del ciclo, gli studenti che hanno ottenuto un voto
non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline. (Omissis)”
Recepimento del DPR 21 novembre 2007, n. 235 “Regolamento recante modifiche e integrazioni al DPR 24
giugno 1998, n. 249, concernente lo Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria”:
derivano da esso alcune integrazioni e modifiche relative alle sanzioni disciplinari, di cui al successivo
art. 28, e l’istituzione del Patto Educativo di corresponsabilità, affidato alla elaborazione delle singole
istituzioni scolastiche, anch’esso inserito nel presente Regolamento.
ART. 28: Disciplina
I provvedimenti disciplinari hanno finalità educativa e tendono al rafforzamento del senso di
responsabilità ed al ripristino di rapporti corretti all’interno della comunità scolastica. La
responsabilità disciplinare è personale e nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza
essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni. Nessuna infrazione disciplinare connessa al
comportamento può influire sulla valutazione del profitto. In nessun caso può essere sanzionata, né
direttamente né indirettamente, la libertà di espressione correttamente manifestata e non lesiva
dell’altrui personalità. Le sanzioni sono sempre temporanee, proporzionate alla infrazione disciplinare
e ispirate, per quanto possibile, al principio della riparazione del danno. Esse tengono conto della
situazione personale dell’alunno. All’alunno è sempre offerta la possibilità di convertirle in attività in
favore della comunità scolastica. Il temporaneo allontanamento dell’alunno dalla comunità scolastica
può essere disposto solo in caso di gravi o reiterate infrazioni disciplinari. Su richiesta dei docenti, per
occasionali infrazioni o inadempienze, il Dirigente procede immediatamente alla convocazione dei
genitori, per informarli di eventuali comportamenti ritenuti inadeguati al contesto educativo e per
concordare strategie educative condivise. Per reiterate infrazioni, debitamente annotate sui registri di
classe e sottoscritte dal docente in servizio, si applicano agli alunni le seguenti sanzioni disciplinari:
•
•
•
il docente infligge la sanzione dell’ammonimento in classe, trascrivendo nota sul registro e sul
diario con firma del genitore per presa visione;
il docente infligge la sanzione dell’allontanamento dalla classe durante la lezione;
il Consiglio di Classe infligge la sanzione dell’allontanamento dalle lezioni (sospensione fino a
quindici giorni) e l’eventuale conversione della sanzione in attività in favore della comunità
•
scolastica.
Il Consiglio d’Istituto infligge la sanzione dell’allontanamento superiore a quindici giorni, ovvero
l’allontanamento fino al termine delle lezioni, con eventuale esclusione dallo scrutinio finale o la
non ammissione all’esame di Stato conclusivo del ciclo.
Il Consiglio può valutare, contestualmente al provvedimento di sospensione, la preclusione della
partecipazione a visite guidate/gite, a prescindere dall'entità della sospensione stessa
. Non possono comunque partecipare a gite/viaggi d’istruzione gli alunni che abbiano riportato un voto
di condotta inferiore a 8 decimi.
Il provvedimento di sospensione può essere convertito, in parte o totalmente in attività utili alla
collettività. Tra le possibili alternative alla sospensione si indicano le seguenti: presidiare un'area
dell'ambiente scolastico per un dato arco di tempo insieme ad un operatore scolastico, con attività di
supporto (es. biblioteca, semplici attività d’ufficio); produrre relazioni/temi inerenti l'azione sanzionata
per una riflessione comune nella classe.
Per alunni molto giovani (scuola primaria, ad esempio), che si siano resi responsabili di atti
particolarmente gravi e lesivi della dignità o della sicurezza propria o di altri si può utilizzare la
sospensione con obbligo della frequenza, con una ricaduta sul voto di condotta e, solo come estrema ratio,
si può procedere all’allontanamento temporaneo dall’ambiente scolastico.
In generale, l’allontanamento immediato dell’alunno dalla comunità scolastica può essere disposto
quando siano stati commessi reati o vi sia pericolo per l’incolumità delle persone. In tal caso la durata
dell’allontanamento è commisurata alla gravità del reato ovvero al permanere della situazione di
pericolo.
Per ciascuna delle fattispecie previste, nei periodi di allontanamento, deve essere mantenuto da parte dei
docenti del Consiglio di Classe, per quanto possibile, un rapporto con l’alunno e con i suoi genitori tale da
preparare il rientro nella comunità scolastica. Il Consiglio di Classe, allargato ai genitori rappresentanti, è
l’organo collegiale deputato ad infliggere le sanzioni disciplinari fino a quindici giorni di sospensione. Per
quanto riguarda le impugnazioni dei provvedimenti disciplinari si fa riferimento all’organo di garanzia
interno alla scuola, individuato da parte del Consiglio d’Istituto, che è costituito dal Dirigente, che lo
presiede, da un docente, due rappresentanti dei genitori, un rappresentante della componente ATA. In
caso di incompatibilità (es. qualora faccia parte dell’Organo di garanzia lo stesso soggetto che abbia
irrogato la sanzione) o di dovere di astensione (es. qualora ne faccia parte il genitore dello studente
sanzionato) si provvede per scelta unanime alla designazione di un membro della stessa componente
all’interno del Consiglio d’Istituto (nel caso dell’incompatibilità) ovvero all’adempimento dell’obbligo di
astensione da parte del soggetto interessato.
Un ulteriore organo di garanzia regionale, presieduto dal Direttore dell’USR o da un suo delegato, ha
competenza a decidere sui reclami contro le violazioni dello Statuto, anche contenute nei regolamenti
d’Istituto.
Le sanzioni per le mancanze disciplinari commesse durante le sessioni di esame sono inflitte dalla
commissione d’esame e sono applicabili anche ai candidati esterni.
ART. 29: Vigilanza alunni e uscita dai locali scolastici
Per la vigilanza sugli alunni durante l’ingresso e la permanenza nella scuola nonché durante l’uscita dalla
medesima, valgono le seguenti norme: i docenti e i collaboratori scolastici assicurano la vigilanza a partire
dall’orario di accesso degli alunni fino al termine delle lezioni. Gli alunni in ritardo sono ammessi in classe
con decisione del Responsabile o del docente delegato. La presenza degli alunni è obbligatoria a tutte le
attività che vengono svolte durante le ore di lezione curriculare ed extracurriculare, ove previste nel
Piano dell’Offerta Formativa. Per quanto riguarda l’uscita dai locali scolastici al termine delle lezioni, gli
alunni accompagnati dal docente in servizio nell’ultima ora raggiungeranno le uscite, muovendosi in
modo ordinato ed evitando in ogni modo di intralciare il regolare scorrimento del flusso.
ART. 30: Alunni esterni; nulla-osta
Gli alunni che entro il 15 marzo cessano di frequentare l’istituto perdono la qualifica di alunni di scuola
pubblica (art. 15 del R.D. 4 / 5 / 1925 n. 635). Detti alunni potranno presentarsi come candidati esterni
nella sessione estiva. Il nulla-osta per il passaggio ad altro Istituto è chiesto al Dirigente dal genitore, o da
chi ne fa legalmente le veci, con domanda scritta e con le motivazioni della richiesta.
ART. 31: Responsabilità specifiche dei genitori per un’efficace comunicazione scuola-famiglia
I genitori sono tenuti ad essere presenti a scuola per parlare con i docenti, in modo da essere informati
sull’andamento scolastico dei propri figli. I genitori sono tenuti, altresì, a controllare giornalmente il
diario dei propri figli e a tenersi informati sulle occasioni programmate di incontro con i docenti. I
genitori che debbano affidare i propri figli alle cure di terzi, trasmettono alla presidenza una delega, in
duplice copia, con la quale presentano, sotto la propria personale responsabilità, i dati anagrafici e la
firma della persona che dovrà tenere i rapporti con il docente durante l’anno scolastico o per un periodo
dell’anno.
ART. 32: Malesseri o incidenti occorsi agli alunni
Nei casi di malessere degli alunni, il personale ATA, su richiesta del docente in servizio, è tenuto a recarsi
in segreteria perché siano contattati telefonicamente i genitori o altri familiari. In attesa dell’arrivo dei
genitori o di altro familiare, il personale collaboratore scolastico e docente è tenuto a prestare il primo
soccorso, assistendo l’alunno indisposto. Nei casi di malessere grave o di incidente grave, il personale
della scuola è tenuto a chiamare il Pronto Intervento Sanitario (118 ), senza attendere l’arrivo dei
genitori. Il Dirigente scolastico ovvero uno dei suoi collaboratori, individuerà la persona adulta idonea ad
accompagnare il minore al Pronto Soccorso, qualora non venga raggiunto a scuola dai genitori. Nei casi di
infortunio, il docente presente al momento dell’evento dannoso è tenuto a trasmettere immediatamente
al Dirigente una circostanziata relazione scritta, nella quale saranno notificati: il nominativo dell’alunno e
la classe frequentata, la dinamica dell’incidente con la specifica dell’ora in cui l’incidente è avvenuto,
l’eventuale presenza dei testimoni, il tipo di primo soccorso prestato.
ART. 33: Vaccinazioni, visite mediche generalizzate, somministrazione di farmaci,
somministrazione di test psicologici ed interventi di esperti su tematiche sensibili.
Vaccinazione e visite mediche generalizzate: ogni intervento sanitario sugli alunni, se programmato
dalle strutture pubbliche, dovrà avere la preventiva autorizzazione scritta dei genitori.
Somministrazione di farmaci agli alunni: la somministrazione di farmaci non compete agli insegnanti.
Solo a fronte di particolari patologie (crisi epilettiche, crisi tachicardiche, crisi asmatiche…) i docenti o il
personale addetto al primo soccorso potranno sorvegliare l’autosomministrazione da parte degli alunni
di opportuni farmaci, previa richiesta specifica dei genitori con allegata prescrizione medica riportante
posologia e orari di somministrazione del medicinale, comunque nel rispetto della normativa vigente. E’
necessario, in ogni caso, che le famiglie provvedano, sin dall’inizio della frequenza, a comunicare ai
docenti con estrema chiarezza le indicazioni dei medici in merito alle procedure da attivare e che sia
garantita l’immediata reperibilità di almeno un familiare da un elenco messo a disposizione della scuola.
Somministrazione di test di tipo psicologico ed incontri con esperti su tematiche particolarmente
delicate: gli incontri e le somministrazioni di test di tipo psicologico o la trattazione di temi di particolare
delicatezza con esperti devono essere deliberati dai Consigli di classe/interclasse/intersezione e la
partecipazione dell’alunno deve essere autorizzata dalle famiglie. Nel caso in cui l’alunno sia sprovvisto
dell’autorizzazione, verrà inserito per il tempo strettamente necessario in altre classi.
ART. 34: Formazione delle classi-assegnazione docenti alle classi e criteri di ammissione alle
classi prime
La formazione delle classi prime e i criteri di ammissione alle classi successive avverranno in conformità
alle delibere degli Organi Collegiali (Consiglio di Istituto e Collegio dei Docenti). Apposite Commissioni
cureranno l’analisi degli elementi utili ai fini della corretta integrazione di ciascun alunno e di una
equieterogeneità dei gruppi. Il Dirigente, completate le operazioni di acquisizione dell’organico,
assegnerà i docenti alle classi, nel rispetto dei criteri fissati e dell’ ottimizzazione delle risorse
professionali a disposizione.
ART. 35: Interventi di esterni
L’intervento di personale esterno alla scuola, per attività didattico- educative con le classi, dovrà essere
motivato da necessità che derivano dalla previsione contenuta all’interno dei progetti deliberati dagli
Organi Collegiali.
ART. 36: Divieto di fumo
E’ severamente proibito fumare (sigarette elettroniche comprese) sia all’interno, sia in prossimità dei
locali scolastici. I trasgressori saranno puniti a norma di legge.
ART. 37: Divieto di utilizzo di cellulari e dispositivi elettronici
L’uso dei cellulari, nonché dei dispositivi elettronici, durante lo svolgimento delle attività didattiche è
vietato, se esula dallo svolgimento delle attività stesse.
La violazione di tale divieto configura un’infrazione disciplinare rispetto alla quale la scuola applica
apposite sanzioni, quali il sequestro del cellulare, che dovrà essere ritirato presso l’ufficio del Dirigente
personalmente da un genitore dell’allievo che ha ricevuto la sanzione da parte del docente di classe. Il
divieto di utilizzare il telefono cellulare durante le attività di insegnamento e di apprendimento vale
anche per il personale docente. La Scuola non sarà responsabile dello smarrimento di qualunque
dispositivo elettronico non necessario ai fini delle attività didattiche.
ART. 38: Materiale pubblicitario
Nella bacheca potranno essere affissi avvisi se ritenuti non controindicati all’ambiente scolastico, su
decisione del Dirigente. Potranno essere affissi comunque avvisi che provengano dagli Enti Locali,
Associazioni Culturali e Sportive riconosciute con cui l’Istituto abbia un rapporto di collaborazione. Non è
in alcun modo permessa propaganda elettorale o commerciale.
ART. 39: Evacuazione della scuola
In caso di calamità o di incendio, il personale e gli alunni evacueranno l’edificio scolastico utilizzando sia
le scale di sicurezza che l’ingresso principale così come previsto dal piano di evacuazione.
Il docente designato quale Preposto e Responsabile di plesso condividerà con il personale scolastico le
indicazioni contenute nel Piano di evacuazione redatto per ciascun Plesso con il supporto del
Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. Gli alunni dovranno periodicamente eseguire
prove di evacuazione e conoscere l’area di attesa assegnata alla propria classe. Le modalità di uscita degli
alunni dall’edificio scolastico prevedono che ogni docente accompagni gli alunni della classe all’esterno
dell’edificio usando l’uscita più vicina all’aula dove presta servizio e che ogni alunno si allinei
appoggiando la mano sulla spalla del compagno che lo precede (vengono allo scopo designati alunni
aprifila e serrafila). Il docente in servizio effettuerà poi, all’esterno dell’edificio, l’appello degli alunni e
redigerà l’apposita scheda, da consegnare al Responsabile.
ART. 40: Autorizzazioni al Capo di Istituto
Il Capo di Istituto è autorizzato a consentire l’uso delle attrezzature della scuola da parte di altre scuole o
Associazioni che ne facciano richiesta, per lo svolgimento di attività didattiche durante l’orario scolastico,
a condizione che non si pregiudichino le normali attività della scuola; può concedere l’utilizzazione
dell’edificio, di spazi esterni e delle attrezzature scolastiche fuori dall’orario del servizio scolastico per
attività che realizzino la funzione della scuola come centro di promozione culturale, sociale e civile (come
previsto dalla carta dei servizi); emanare, in conformità con le norme vigenti, istruzioni agli alunni, alle
famiglie e al personale della scuola per la corretta fruizione delle attrezzature e degli spazi concessi.
ART. 41: Revisione delle norme del Regolamento
Le norme del presente Regolamento di Istituto possono essere rivedute, corrette, ampliate e ridotte in
qualsiasi momento su richiesta: del Dirigente scolastico, della Giunta Esecutiva, di almeno un terzo dei
consiglieri del Consiglio di Istituto, o per adeguamenti susseguenti a modifiche legislative.
Il presente Regolamento di Istituto, composto di 42 articoli, è stato revisionato a cura di un’apposita
Commissione di lavoro, presieduta dal Dirigente scolastico e costituita da 1 docente, 2 genitori e 1
rappresentante del personale ATA , come disposto dal Consiglio d’Istituto nella seduta del 15 settembre
2008, allo scopo di apportare modifiche volte al recepimento dei seguenti dispositivi: D.L. n. 137/08 e
D.P.R. n. 235/07, recante modifiche ed integrazioni al D.P.R. n. 249/98. E’ stato approvato dal Collegio dei
Docenti nella seduta del 16-09-2008 e adottato dal Consiglio di Istituto, nella seduta del 28 novembre
2008, con Delibera n.342.
E’ stato poi integrato dal Regolamento della scuola dell’Infanzia, su iniziativa delle docenti di quell’ordine,
con la condivisione del Collegio dei Docenti durante i lavori di avvio dell’a.s. 2010-11.
Successivamente è stato integrato dell’art. 37 “divieto di utilizzo di cellulari e dispositivi elettronici” nella
seduta del Consiglio d’Istituto del 12 novembre 2010.
E’ stato ulteriormente revisionato ed aggiornato da un’apposita Commissione, costituita nella seduta del
23-09-2013 del Consiglio d’Istituto e formata dal Dirigente Scolastico, una docente di Scuola Primaria, un
docente di Scuola Secondaria di I grado, un genitore componente del Consiglio d’Istituto. Ultima revisione
nell’a.s. 2014_15.
ART. 42: Norme di rinvio
Per quanto non previsto dal presente Regolamento si rinvia alle norme ministeriali e di legge, che trovano
applicazione prioritaria in caso di contrasto con il Regolamento stesso.
REGOLAMENTO DELLA SCUOLA DELL’INFANZIA
Al fine di favorire una proficua collaborazione tra scuola e famiglia, di garantire un buon funzionamento organizzativo e di
migliorare il contesto educativo gli operatori della scuola invitano i genitori a:
1.
2.
Arrivare in orario all’entrata e all’uscita per non intralciare il lavoro di collaboratori e docenti. La puntualità è una
regola che va rispettata per favorire un buon esempio ai piccoli e per manifestare rispetto verso gli altri. Il ritardo, al
contrario ostacola seriamente l’organizzazione scolastica.
Sostare solo il tempo necessario con le proprie macchine all’esterno dell’edificio scolastico per ragioni di sicurezza
(Decreto legislativo 09/04/2008 N.81 legge sulla salute e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro). Un edificio o un
cortile sovraffollato diventa un luogo pericoloso in caso di calamità poiché ostruisce e compromette la funzionalità
3.
4.
delle vie di fuga.
Soffermarsi all’arrivo o all’uscita per il tempo necessario da dedicare al saluto all’insegnante e al proprio figlio/a. Il
prolungamento della presenza dei genitori destabilizza gli equilibri emozionali dei bambini presenti nella scuola,
con conseguente maggiore difficoltà nel mantenere l’assetto raggiunto spesso a fatica.
I colloqui con le insegnanti verranno effettuati durante gli incontri calendarizzati nel Piano Annuale delle attività
approvato dal Collegio dei Docenti. Qualora si presentasse la necessità di dover conferire con le docenti con
particolare urgenza, si cercherà di chiedere qualche minuto in orario di compresenza delle insegnanti per dare o
ricevere informazioni sul proprio bimbo/a. La comunicazione tra scuola famiglia è infatti necessaria e proficua ma è
bene non intaccare il tempo da dedicare ai bimbi e soprattutto non bisogna creare situazioni di distrazione che
potrebbero degenerare e creare pericoli per l’incolumità dei piccoli lasciati incustoditi.
5.
Chiarire direttamente con le docenti eventuali dubbi su argomenti riguardanti i propri figli o altre comunicazioni. Le
6.
Rispettare le proposte educative del team – docente e le regole delle scuola, cercando di essere cooperativi con le
insegnanti saranno ben liete di interloquire con chi lo desidera e soprattutto disponibili a risolvere dubbi o
perplessità per evitare così messaggi incompleti o confusi.
stesse e persuasive con i bimbi (grembiulino, abbigliamento comodo, tipo di merendine, ecc.) La collaborazione tra
scuola famiglia si manifesta anche nelle piccole cose. Effettuati i dovuti accordi e forniti gli opportuni suggerimenti,
ci si deve sforzare tutti di condurre una linea comportamentale comune e concorde. E’ il primo insegnamento che,
come adulti possiamo dare ai piccoli perché diventino gradualmente cittadini ben collocati nel gruppo dei coetanei e
7.
nei rapporti sociali più ampi.
La scuola vieta l’introduzione di oggetti non conformi all’età e non si assume alcuna responsabilità nella gestione di
oggetti extrascolastici portati in sezione o nello zaino. E’ compito preciso dei genitori insistere e convincere i propri
figli a non portare a scuola oggetti che potrebbero rompersi o smarrirsi o essere ingeriti dai più piccoli. La perdita o
la distruzione di un oggetto ludico portato dal bambino può causare a lui dispiacere e malessere poiché è
8.
importante il valore affettivo che egli dà ad un oggetto a cui tiene.
Le docenti se non preventivamente autorizzate dalla Dirigente Scolastica, non possono prendersi alcuna
responsabilità nel consentire ad alcuno, se non ai genitori di poter prelevare i bambini. Affidare i bambini a chi non
è autorizzato sarebbe un atto di superficialità e potrebbe diventare pericoloso ed irrispettoso verso il minore che ha
9.
il diritto di essere difeso e protetto.
All’inizio dell’anno scolastico i genitori che ne hanno necessità, sono pregati di chiedere l’autorizzazione alla
Dirigente Scolastica sia per i permessi d’uscita fuori orario che per le delegare persone di famiglia cui affidare il
bambino nel caso in cui il genitore sia impossibilitato a prelevarlo.
10. I bambini che usufruiscono della mensa devono comunicare l’adesione giornaliera entro e non oltre le ore 9,00 e
devono esibire quotidianamente il biglietto col proprio nominativo. La comunicazione dell’uso del servizio mensa
effettuata dai genitori degli alunni è seguita giornalmente dalla segnalazione relativa al numero dei pasti da
richiedere a chi gestisce tale servizio. Diventa prioritario e necessario rispettare i tempi di raccordo per evitare
disguidi che intaccherebbero la preparazione e la consegna dei pasti.
11. I bambini più piccoli, che compiono i tre anni entro il 30 Aprile vengono accolti anche in assenza di strutture
specifiche, adeguate alla loro età. Ad esempio non c’è la possibilità di consentire loro un piccolo riposo pomeridiano,
in appositi lettini. Perciò sarà opportuno che la loro permanenza a scuola si svolga nelle ore del mattino, senza
forzare i loro tempi di sviluppo in abilità quali il mangiare in modo autonomo o il recarsi in bagno per i propri
bisogni.
12. La scuola dell’Infanzia attua un tempo scuola di quaranta ore settimanali così strutturato:
dal lunedì al venerdì 8,00 -15,00;
sabato 8,00 – 13,00.
Le insegnanti effettuano il seguente orario:
turno antimeridiano 8,00 – 13,00 e sabato libero;
turno pomeridiano 11,00 – 15,00 e sabato lavorativo 8,00 – 13,00.
Questa modalità oraria consente due ore di compresenza alle docenti (11,00 – 13,00) che migliorano la qualità dell’azione
educativa e didattica. Tale strutturazione favorisce inoltre l’insegnamento individualizzato, più rispondente ai tempi di
apprendimento di ciascun bambino, soprattutto nella fascia oraria in cui sono presenti la maggior parte degli alunni.
Le docenti e la dirigente, nel confermare la loro disponibilità al dialogo, desiderano ringraziare fin d’ora le famiglie per la
collaborazione e la fiducia che ripongono nell’istituzione scolastica. Augurano un anno sereno a tutti i piccoli che
accompagneranno nella loro crescita.
PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITA’
(D.P.R. 21 novembre 2007 n. 235, art. 5 bis)
Obiettivi e destinatari del Patto
L’introduzione del Patto si coordina con le altre disposizioni dello Statuto delle Studentesse e degli Studenti della scuola
secondaria, laddove fa riferimento a “diritti e doveri nel rapporto fra istituzione scolastica autonoma, studenti e famiglie”.
I destinatari naturali del Patto sono i genitori ai quali la legge attribuisce in primis il dovere di educare i figli (art. 30
Costituzione; artt. 147, 155, 317 bis codice civile).
L’obiettivo del Patto educativo è quello di impegnare le famiglie, fin dal momento dell’iscrizione, a condividere con la scuola i
nuclei fondanti dell’azione educativa. Nella comune azione formativa si darà priorità al rispetto dell’ “altro”, sia esso persona
o patrimonio, impegnandosi ad operare insieme allo scopo di prevenire episodi di bullismo o di vandalismo e comportamenti
lesivi della propria o altrui dignità.
Viene così evidenziato il ruolo strategico che può essere svolto dalle famiglie nell’ambito di un’alleanza educativa che
coinvolga la scuola, gli studenti e i loro genitori, ciascuno secondo i rispettivi ruoli e responsabilità.
Finalità
Al fine di consentire all’istituzione scolastica di realizzare con successo le finalità educative cui è istituzionalmente
preposta, ciascun soggetto è tenuto ad adempiere correttamente ai doveri che l’ordinamento gli attribuisce:
-
-
gli studenti sono tenuti ad osservare i doveri sanciti dallo Statuto delle studentesse e degli studenti, in particolare
quelli contemplati negli articoli 3 e 4 del D.P.R. n. 249/98, come modificato ed integrato dal D.P.R. n.235/2007;
il personale docente quelli attinenti alla deontologia professionale enucleati dalla legge e dai Contratti collettivi
nazionali di lavoro.
L’inosservanza di tali doveri comporterà, per gli studenti, l’applicazione delle sanzioni disciplinari previste nel
Regolamento d’Istituto; per il personale scolastico, l’esercizio rigoroso, tempestivo ed efficace del potere disciplinare
anche alla luce di quanto previsto dalla recente normativa (C.M. n. 72/2006 e L. n. 176/2007).
-
Per quanto riguarda i genitori, con riferimento alla responsabilità civile che può insorgere a loro carico, soprattutto
in presenza di gravi episodi di violenza, bullismo o vandalismo, per eventuali danni causati dai figli a persone o cose
durante il periodo di svolgimento delle attività didattiche, si ricorda che, in sede di giudizio civile, ove venga
dimostrato che non abbiano impartito ai figli un’educazione adeguata a prevenire comportamenti illeciti, essi
potranno essere ritenuti direttamente responsabili dell’accaduto per colpa “in educando” . Infatti i doveri di
educazione dei genitori e le connesse responsabilità non vengono meno per il solo fatto che il minore sia affidato
alla vigilanza di altri (art. 2048 c.c., in relazione all’art. 147 c.c.). La responsabilità del genitore e quella del
“precettore”, per il fatto commesso da un minore affidato alla vigilanza di quest’ultimo, non sono tra loro alternative,
giacché l’affidamento del minore alla custodia di terzi, se solleva il genitore dalla “culpa in vigilando”, non lo solleva
da quella della “culpa in educando” (Cass. Sez. III, 21.09.2000, n. 12501; 26.11.1998, n.11984).
Il Patto, pertanto, oltre ad essere strumento di conoscenza delle specifiche responsabilità di ciascuna figura coinvolta nel
processo educativo, è anche strumento regolativo dei comportamenti dei singoli, in quanto capace di orientarli
correttamente al raggiungimento delle finalità comuni. Esso infatti è stato elaborato da una commissione nominata dal
Consiglio d’Istituto, organo collegiale in cui sono rappresentate le diverse componenti della comunità scolastica, ivi
compresi i genitori, ed è proposto all’atto dell’iscrizione per essere sottoscritto dalle famiglie degli alunni.
PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITA’
(D.P.R. 21 novembre 2007 n. 235, art. 5 bis)
Visto il D.M. n. 5843/A3 del 16/10/2006- “Linee di indirizzo sulla cittadinanza democratica e legalità”;
Visti i D.P.R. n. 249 del 24/06/1998 e D.P.R. n. 235 del 21/11/2007- “Regolamento recante lo Statuto delle studentesse e degli
studenti della scuola secondaria”;
Visto il D.M. n. 16 del 5/2/2007- “Linee di indirizzo generali ed azioni a livello nazionale per la prevenzione del bullismo”;
Visto il D.M. n. 30 del 15/3/2007- “Linee di indirizzo ed indicazioni in materia di utilizzo di telefoni cellulari e di altri dispositivi
elettronici durante l’attività didattica, irrogazione di sanzioni disciplinari, dovere di vigilanza e di corresponsabilità dei genitori
e dei docenti”.
Si stipula fra l’Istituto Comprensivo “Don Milani” di Scicli e le famiglie degli alunni il seguente Patto educativo di corresponsabilità.
Le parti condividono tutti i punti del presente patto e si impegnano a rispettarli.
Offerta
formativa
Relazionalità
Partecipazione
La scuola si impegna a:
La famiglia si impegna a:
Lo studente si impegna a:
Creare un clima sereno in cui stimolare
il dialogo e la discussione, favorendo la
conoscenza ed il rapporto reciproco tra
studenti, l’integrazione, l’accoglienza, il
rispetto di sé e dell’altro. Promuovere il
talento e l’eccellenza, comportamenti
ispirati alla partecipazione solidale, alla
gratuità, al senso di cittadinanza.
Condividere con gli insegnanti linee
educative comuni, consentendo alla
scuola di dare continuità alla propria
azione educativa.
Mantenere costantemente un
comportamento positivo e corretto,
rispettando l’ambiente scolastico
inteso come insieme di persone,
oggetti e situazioni organizzato per
favorire la crescita e
l’apprendimento di ciascuno.
Collaborare attivamente per mezzo
degli strumenti messi a disposizione
dall’istituzione scolastica,
informandosi costantemente del
percorso didattico-educativo dei
propri figli e integrando con
opportune decisioni l’azione della
scuola volta a favorire il
raggiungimento del successo
formativo.
Frequentare regolarmente le lezioni;
assolvere assiduamente agli impegni
di studio individuale; cooperare per
il raggiungimento di obiettivi
formativi comuni.
Prendere visione di tutte le
comunicazioni provenienti dalla
scuola, discutendo con i figli i
risultati d’apprendimento conseguiti
ed eventuali decisioni e
provvedimenti disciplinari,
stimolando una riflessione sugli
episodi di conflitto o di criticità.
Riferire alla famiglia le
comunicazioni provenienti dalla
scuola e dagli insegnanti.
Garantire un piano formativo basato su
progetti ed iniziative volte a
promuovere il benessere e il successo
dello studente, la sua valorizzazione
come persona, la sua realizzazione
umana e culturale.
Ascoltare e coinvolgere gli studenti e le
loro famiglie, richiamandoli ad
un’assunzione di responsabilità rispetto
a quanto espresso nel patto educativo.
Verificare la coerenza delle pratiche
educative quotidiane con gli impegni
assunti verso l’utenza.
Interventi
educativi
Predisporre un ambiente sicuro e
formare alla sicurezza.
Comunicare costantemente con le
famiglie, informandole sull’andamento
didattico-disciplinare degli studenti.
Fare rispettare le norme di
comportamento, i regolamenti e i
divieti, inclusi quelli relativi all’utilizzo
di telefonini e altri dispositivi
elettronici.
Prendere tempestivi e adeguati
provvedimenti disciplinari in caso di
infrazioni, graduandoli in relazione alla
gravità e ispirandoli al principio della
finalità educativa e costruttiva.
La Dirigente Scolastica
Prendere visione del piano
formativo, condividerlo e discuterlo
con i propri figli, assumendosi la
responsabilità di quanto vi è
espresso e sottoscritto.
Condividere con gli insegnanti e la
famiglia la lettura del piano
formativo, discutendo con loro ogni
singolo aspetto di responsabilità.
Favorire lo svolgimento delle attività
didattiche, garantendo
costantemente la propria attenzione
e partecipazione alla vita della classe.
Favorire il rapporto e il rispetto tra i
compagni sviluppando situazioni di
integrazione e solidarietà.
Osservare le disposizioni
organizzative e di sicurezza dettate
dal regolamento.
Il genitore
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Regolamento d`Istituto