A livello individuale, è possibile prevenire la manifestazione del
burn-out attraverso l’adozione di strategie funzionali di gestione
dello stress.
• L’obiettivo allargato diviene migliorare la salute, il benessere e
la qualità di vita.
• Se si mantiene la consapevolezza del proprio ruolo
professionale, lo stare in relazione con una persona
sofferente consente uno scambio.
• Al contrario, un investimento eccessivo (l’ipercoinvolgimento)
o un atteggiamento freddo e distaccato rappresentano sia
causa, che sintomo del burn-out.
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Ma non solo!!!
E’ NECESSARIO MODIFICARE la propria PERCEZIONE
degli EVENTI STRESSANTI !!!
“Più che dagli eventi l’uomo è turbato dalla sua
opinione degli eventi.
Non è terribile la morte, ma l’etichetta di terribilità che
le diamo.
Problemi, turbamenti, angosce sono nei nostri pensieri.”
(Epiteto, 120 d.C.)
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Come fare
• Sviluppare adeguate tecniche di comunicazione nella
relazione di aiuto e privilegiare uno stile di comunicazione
assertiva (comportamento assertivo)
• Modificare il senso del controllo e della prevedibilità che
abbiamo degli eventi (Locus of Control)
• Adottare adeguate strategie di Coping (fronteggiamento di
situazioni nuove e problematiche) e sviluppare un adeguato
senso di Autoefficacia
• Automonitorare pensieri, immagini, emozioni, comportamenti
(Analisi funzionale)
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Ciò che promuove un MIGLIORAMENTO del lavoro
EDUCATIVO e RELAZIONALE, così come un
AUTENTICO APPRENDIMENTO (e la concomitante
CRESCITA MENTALE, AFFETTIVA e RELAZIONALE e
non solo quella meramente cognitiva, intellettuale e
culturale) è la capacità e la forza di TOLLERARE ed
ELABORARE la SOFFERENZA PSICHICA.
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• In quest’ottica, NELLA SCUOLA (e nei vari servizi) la prima
cosa da fare è predisporre uno SPAZIO PROFESSIONALE e
MENTALE – istituzionale, strutturato e continuo – PER
CONFRONTARSI concretamente su ciò che si fa. E avere
QUALCUNO – un formatore, un consulente, uno psicologo,
oltre che in una certa misura i colleghi stessi e la dirigenza –
CHE CI AIUTI a farlo.
• È SOLO la CONDIVISIONE delle SITUAZIONI PROBLEMATICHE
FRUSTRANTI e la COMPRENSIONE EMOTIVA della
SITUAZIONE che aiuta ad attenuare il livello della
persecuzione interna (si tratta, insomma, di PROMUOVERE
LA PENSABILITA’).
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A livello organizzativo, sono necessarie strategie volte a
promuovere l’impegno professionale e l’armonia tra operatore
e posto di lavoro. Per es.:
• condividere la gestione del carico di lavoro con il gruppo
• creare e alimentare il “senso di squadra”
• partecipare attivamente al processo decisionale
(personalizzazione dello stile, adattamento degli orari..)
• comunicare (chiarezza dei messaggi, obiettivi realistici e
credibili…)
• riconoscere una ricchezza nelle diversità (cogliere le
potenzialità positive nell’incontro con alunni, operatori e
colleghi…)
• crescere professionalmente (formazione e cultura
dell’approfondimento e dell’aggiornamento...)
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Ma anche:
• sfoghi per le frustrazioni
• legami sociali
• ricerca di nuovi stimoli professionali
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Strategie di Coping
Senso di Autoefficacia
Possiamo definire l’autoefficacia come “La convinzione nelle
proprie capacità di organizzare e realizzare il corso di azioni
necessario a gestire adeguatamente le situazioni che si
incontrano, in modo da raggiungere i
risultati prefissati”
(Bandura, 1992)
Ad essa si lega la possibilità di modificare il proprio
comportamento disfunzionale e di mantenere alta la
motivazione al cambiamento già avviato.
Implica porsi obiettivi realistici e la valutazione dei risultati in
termini di corrette attribuzioni di responsabilità a sé, alle
proprie capacità espresse e potenziali, alla difficoltà della
situazione, ad agenti esterni prevedibili e non.
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Analisi funzionale degli eventi stressanti
(Antecedenti / Pensieri - Emozioni / Comportamento)
• L’analisi funzionale è considerata una strategia per focalizzare
l’attenzione sul comportamento; può essere utile per ogni
operatore delle relazioni di aiuto.
• Allena all’osservazione e diviene un passaggio indispensabile
anche per mettere in atto quelle misure protettive, correttive
ed adattive che permettono di tutelarci dal disagio e dallo
stress, attraverso il cambiamento degli stili di pensiero
disfunzionali e l’introduzione di soluzioni alternative.
La comprensione dei problemi determina la nostra capacità
nell’affrontarli.
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Analisi funzionale degli eventi stressanti
(Antecedenti / Pensieri - Emozioni / Comportamento)
• L’analisi funzionale spiega il legame tra eventi –
pensieri/emozioni – comportamenti ed i fattori di
mantenimento (es. ripetizione) o cambiamento (es.
estinzione dei comportamenti stessi).
• È utile per osservare le situazioni e i comportamenti
propri ed altrui. Inoltre, permette di imparare a
modulare i propri stati d’animo, individuando e
modificando eventuali pensieri disfunzionali.
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Analisi funzionale degli eventi stressanti
(Antecedenti / Pensieri - Emozioni / Comportamento)
ES: analizzo un evento che ha generato in me stress
• Evento: il capo mi rimprovera perché ho sbagliato un compito
• Pensiero disfunzionale: non sono capace di fare nulla. Sbaglio
sempre tutto
• Emozione: senso di frustrazione e abbattimento. Sentimento
di inefficacia. Stress
• Comportamento: cerco di evitare ulteriori compiti e li affido
ad altri colleghi.
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Lo stile assertivo
Si basa sul diritto di essere trattati con
rispetto, di essere sé stessi e di
essere liberi di credere nei propri
valori.
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Assertività
• Modalità di vita caratterizzata da un atteggiamento
positivo verso se stessi e verso gli altri.
• È la caratteristica di chi realizza se stesso,
manifestando le proprie doti e le proprie esigenze nel
contesto sociale.
• “È la qualità di chi è in grado di far valere le proprie
opinioni e i propri diritti, pur rispettando quelli degli
altri” (trad. Zingarelli 1986).
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Gli stili di comunicazione
• Stile PASSIVO
• Stile AGGRESSIVO
• Stile ASSERTIVO
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Non essere né passivi,
né aggressivi !!!
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Persona inibita
• Indugia nel prendere iniziative.
• Permette ali altri di decidere per lui.
• Raggiunge con fatica e frustrazione i propri obiettivi personali
e di lavoro.
• Permette agli altri di violare i propri diritti e di manipolarlo.
• Si sente insoddisfatto e insicuro.
• Tende a isolarsi.
• Genera sensazioni di imbarazzo, noia, irritazione o disgusto.
• Non dà feedback.
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Persona aggressiva
•
•
•
•
•
•
Assume le iniziative oppure boicotta quelle altrui.
Raggiunge obiettivi personali a spese degli altri.
Viola i diritti altrui e manipola.
Si sente ostile e rancoroso, umilia e depreca.
Genera posizioni di difesa e vendetta.
Non ascolta i feedback.
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Persona assertiva
•
•
•
•
•
•
•
•
Assume iniziative su consultazione.
Esamina le alternative.
Raggiunge i propri obiettivi senza prevaricare.
Difende i propri diritti, rispettando quelli degli altri.
Ha una immagine realistica di sé.
Tende all’interdipendenza.
Genera apertura, collaborazione e fiducia.
Produce e ascolta i feedback.
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Caratteristiche del messaggio verbale STILE
PASSIVO
- Affermazioni lunghe e ripetitive
- Offerta costante di scuse
- Uso di frasi che minimizzano i propri bisogni
- Uso di parole riempitive, come ad esempio “FORSE”
- Uso frequente di affermazioni del tipo “DOVREI”
- Frasi di autocommiserazione del tipo mi “MI SENTO PROPRIO
GIÙ”
- Frequenti giustificazioni
- Poche affermazioni che iniziano col pronome “IO”
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Caratteristiche del messaggio verbale STILE
AGGRESSIVO
- Uso eccessivo di affermazioni che iniziano col pronome
“IO”
- Opinioni che vengono spacciate per fatti
- Domande o frasi minatorie
- Consigli del tipo “DOVRETSI FARE QUESTO”
- Induzione nell’altro di sensi di colpa
- Uso di frasi sarcastiche o in grado di avvilire l’altro
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Caratteristiche del messaggio verbale STILE
ASSERTIVO
- Affermazioni coincise, chiare e adeguate al contenuto
- Uso di frasi che iniziano col pronome “io”, o del tipo “Mi
piacerebbe”
- Distinzione tra fatti ed opinioni
- Suggerimenti non costrittivi né colpevolizzanti
- Nessun tipo d’imperativi del tipo “DOVRESTI FARE COSÌ”
- Critica costruttiva senza colpevolizzazione
- Domande volte a capire i pensieri e i sentimenti dell’altro
- Proposta di strategie atte a risolvere i problemi
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Perché scegliamo uno stile
piuttosto che un altro?
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Lo stile AGGRESSIVO
• Attraverso il piglio duro e aggressivo si ottengono i risultati (si parte dal
presupposto che gli altri siano sempre ostili e sia necessario attaccare per
primi)
• Dopo aver aggredito qualcuno ci si sente meglio (è vero, ma si tratta di un
beneficio ristretto nel tempo: infatti, prima o poi, la relazione con l’altro ne
risentirà)...
• Il mondo è popolato da gente ostile dalla quale ci si deve difendere
• Si deve restituire pan per focaccia; è sufficiente che l’altro abbia
un’opinione diversa dalla propria per attaccarlo senza lasciargli possibilità
di esprimersi
• Quando non se ne può più, uno scoppio di collera è quello che ci vuole!
Questa è la reazione meno criticabile a condizione che l’attacco non
produca risultati mortificanti per entrambi i contendenti
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•
Pensieri disfunzionali
1.
2.
3.
E assolutamente necessario che…io devo
Questa carogna non deve permettersi…
Sarebbe tremendo se..
•
Pensieri funzionali
1.
2.
3.
Mi piacerebbe che…
E meglio se…
E spiacevole ma posso sopportarlo
•
Razionalizzazioni
1.
2.
Tutto andrà bene
Sicuramente sarà un successo…
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Situazioni per lavorare in gruppo
Confronto per un'analisi di pensieri disfunzionali
pensieri funzionali e razionalizzazioni
18/12/2015
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• Matteo bimbo di 1 anno e mezzo piange quando la
madre lo porta a scuola.
Un giorno ti dice che non piange con la collega…
Pensiero utile
Ah bene se capisco cosa vuole il bimbo forse riesco a far di più per il bimbo.
Capita a tutti i bambini di piangere…sono cose che capitano…
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• Andrea (15 anni) pluriripetente dopo
l’ennesima
verifica
insufficiente
(con
atteggiamento provocatorio nella maggior
parte dei casi) manifesta anche in modo
violento le sue insofferenze nei confronti della
scuola e dell’insegnante e si ritira per andare a
lavorare.
18/12/2015
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il conflitto....
COME PATOLOGICO
COME FISIOLOGICO
● È UN FENOMENO OCCASIONALE (un venir
● È INEVITABILE (tra gli esseri umani e nelle
organizzazioni)
meno a regole codificate)
● È UN MALE (causa danni)
● È UTILE (spesso vantaggioso)
● DEVE ESSERE ELIMINATO
● È UNA CONSEGUENZA DELLA DIVERSITÀ
È MEGLIO EVITARLO
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È RISOLVIBILE
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18/12/2015
VINCO
PERDO
VINCE
SUCCESSO
SCONFITTA
PERDE
L’ALTRO
IO
MORS TUA…
FALLIMENTO
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Leadership
Steven Soderbergh
Ocean’s Eleven -2
Assegnazione dei compiti: Daniel Ocean comincia ad assegnare i
compiti, utilizzando diversi stili (dal “direttivo” al “delegante”) a seconda
dell’obiettivo, del compito e del collaboratore.
18/12/2015
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Negoziazione
Ron Howard
A Beautiful Mind
Approccio Win-Win alla soluzione dei conflitti: prendendo spunto
dall’occasione di corteggiare una ragazza “bellissima” anziché le
sue “belle” amiche, il matematico John Nash spiega come è
possibile agire contemporaneamente per il proprio interesse e per il
bene comune. Per questa scoperta riceverà il premio Nobel per
l’Economia nel 1994.
18/12/2015
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Negoziazione
Steven Soderbergh
Erin Brokovich – 1
Fallimento strategico del negoziato: Erin Brockovich, dipendente di un piccolo studio
di avvocati di provincia, non cede ai tentativi di intimidazione degli avvocati della parte
avversa, facendo leva sulle emozioni degli avversari e dimostrando con assertività le
proprie ragioni. Benché poco ortodosso, il metodo e il linguaggio utilizzati si dimostrano
efficaci.
Steven Soderbergh
Erin Brockovich – 2
L’importanza delle relazioni: Erin Brockovich e l’avvocato per il quale lavora tentano di
convincere i querelanti della cittadina di Hinkley ad affidare loro l’incarico per portare
avanti il procedimento. La parcella dell’avvocato risulta esosa per i querelanti, ma Erin
riuscirà a convincerli utilizzando la sua empatia per comprendere le ragioni dei querelanti
e spiegare un punto di vista diverso e convincente.
18/12/2015
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Sviluppo personale
Garry Marshall
Pretty woman – 1
Stereotipi: la prostituta Vivian Ward, in abbigliamento “da lavoro”,
cerca di entrare in un negozio di lusso, dove viene bistrattata dalle
commesse in virtù del proprio aspetto.
Pretty woman – 2
L’abito FA il monaco: Vivian Ward, stavolta agghindata di tutto
punto, entra nel negozio dove era stata bistrattata. Questa volta
viene accolta con deferenza e prende la sua rivincita.
18/12/2015
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Comunicazione e Relazioni interpersonali
Peyton Reed
Ti odio, ti lascio, ti…
Escalation comunicativa: Gary e Brooke, giovane coppia, discutono di
mille argomenti pretestuosi sino ad arrivare a lasciarsi, senza però
toccare (se non alla fine e quando è troppo tardi) il vero argomento:
comprendere i bisogni dell’altro.
18/12/2015
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Rilevazione della misura
di alcuni elementi stressogeni
Compilazione test
18/12/2015
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35
politico Istituzionali I
Cambiamenti di politica scolastica generale
Aspettative che gli insegnanti si adeguino alle nuove politiche
ministeriali
Impossibilità per gli insegnanti di influenzare l'attuazione delle politiche
amministrative
Grossi cambiamenti quali-quantitativi previsti per gli insegnanti e la
scuola
Stipendio inadeguato
18/12/2015
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carico di lavoro L
Sovraccarico di ruoli (insegnamento, commissioni di lavoro, mansioni
amministrative)
Richieste urgenti di partecipare a riunioni dopo l'orario scolastico
Troppe cose da fare (valutazioni, colloqui, preparazione delle lezioni,
ecc.)
Compiti professionali che interferiscono con la vita privata
Poco o nessun diversivo dall'insegnamento
18/12/2015
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Leadership scolastica LS
L'organizzazione scolastica agisce in maniera conservatrice, rigida e
autoritaria nei confronti di idee nuove
Il morale della scuola risulta basso
Mancanza di partecipazione degli insegnanti alle decisioni della
scuola
Scarsa comunicazione tra amministrazione e insegnanti
Richieste che hanno poco a che fare con l'insegnamento
18/12/2015
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Rapporti di lavoro RL
Rapporti problematici o scarsi con i colleghi
Problemi di relazione con i superiori (conflitti di personalità, critiche)
Colleghi che agiscono in maniera non professionale
Competività tra colleghi
Mancanza di sostegno dai colleghi
18/12/2015
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Classe C
Comportamento turbolento della classe
Scarsi sussidi didattici
Incapacità di soddisfare i bisogni di un alunno particolare
(straniero,disabile o con difficoltà d'apprendimento)
Locali surriscaldati o troppo freddi
Classe molto numerosa
18/12/2015
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Comunità CM
Critiche dei mass media alla professione dell'insegnante
Membri della comunità locale poco solidali verso gli insegnanti
Conflitto tra il sistema di valori degli insegnanti e quello dei genitori o
della comunità locale
Genitori che dimostrano scarso interesse per l'istruzione dei figli
Genitori troppo coinvolti nell'istruzione dei figli
18/12/2015
Seminario di formazione Scuola – 5 ottobre
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fattori stressogeni ATA
comunità; 1,8
fattori
istituzionali; 1,8
carico di
lavoro; 2,2
classe; 2,2
rapporti di
lavoro; 2,2
fattori istituzionali
rapporti di lavoro
18/12/2015
leadership
scolastica; 1,8
carico di lavoro
classe
Seminario di formazione Scuola – 5 ottobre
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leadership scolastica
comunità
42
fattri stressogeni DOC
fattori
istituzionali; 2,0
comunità; 2,0
carico di
lavoro; 1,5
classe; 1,4
rapporti di
lavoro; 1,2
fattori istituzionali
rapporti di lavoro
18/12/2015
leadership
scolastica; 1,9
carico di lavoro
classe
Seminario di formazione Scuola – 5 ottobre
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leadership scolastica
comunità
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SINTESI:
Anche se con valori diversi il
monitoraggio evidenzia una bassa
predisposizione allo stress sia del
personale ATA che docente.
18/12/2015
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Scarica

presentazione_stress3 - Istituto Comprensivo di Villanova d`Asti