Nuova Vita Magistrale
PERIODICO D’INFORMAZIONE
della
ASSOCIAZIONE «NICCOLÒ TOMMASEO»
10122 TORINO - Via del Carmine, 27
Tel. 011.436.63.39
Sito internet: http://amnt.altervista.org
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Concorso di disegno
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La storia e l’opera della Niccolò Tommaseo
Il Vigile
Altre voci!
CONOSCI TORINO? Torino 1706-2006
Quadrante Normativo
Autorizzazione del Tribunale Civile e Penale di Torino n. 2798 in data 8 giugno 1978
Direttore Responsabile: MICHELE CHICCO - Via Richelmy, numero 19 - Torino
Grafica e impaginazione: Comp2 - Via Colombo, 61 - 10129 Torino
Tipolitografia: Emme Grafica - Via Piazzi, 5 - 10129 Torino
Anno LVII • N. 457 • Dicembre 2006
Poste Italiane. Sped. in a.p. - 70% - D.C. - D.C.I. - Torino n. 4/2006
Nuova Vita Magistrale n. 455
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Nuova Vita Magistrale n. 457
Frammenti
momento si era interamente soddisfatti. E l’esistenza psicologica di un problema è la condizione preliminare perché possa svilupparsi
quella riorganizzazione dei dati di conoscenza o quella ricerca di nuovi dati in cui consiste
il processo di comprensione.
…
Se le cose stanno così, è allora particolarmente importante che un insegnante, oltre a
preoccuparsi di sviluppare il proprio insegnamento ponendo ogni volta ai suoi allievi, in
modo esplicito o anche solo implicito, qualche
reale problema e creando così quella tensione
psicologica di cui abbiamo ampiamente parlato, cerchi anche di educare i propri allievi a
formulare essi stessi dei problemi, a guardare
con occhio più critico quella realtà che credono di conoscere già bene.
La natura psicologica
di un “problema”
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Per rimanere aggiornati sulle nuove iniziative, visitate il sito web dell’Associazione
Magistrale “Niccolò Tommaseo”:
A disposizione per la consultazione:
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novità dal mondo e sul mondo della scuola;
calendario degli appuntamenti;
notiziari associativi;
testi in biblioteca.
e-mail: [email protected]
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Che significa, da un punto di vista psicologico, vivere l’esperienza di un problema? È questo il punto cruciale di tutto il nostro discorso.
Noi cominciamo a vivere l’esistenza di un
problema tutte le volte che un certo dato di
conoscenza suscita in noi un sentimento di insoddisfazione, tutte le volte che noi non ci
sentiamo più contenti di ciò che sappiamo intorno ad una certa cosa ed avvertiamo il bisogno di sapere qualcosa di più…
Cerchiamo di chiarire meglio tutto questo
mediante qualche esempio…
Orbene, un’espressione come: “per un
punto Martin perse la cappa” è per molti di
noi del tutto chiara…Ma basta molto poco per
rendere “problemico” il contenuta di questa
espressione; basta provocare una certa insoddisfazione cognitiva…”Chi era Martino? Un
frate? Un cavaliere? Un nobile?” “E perchè
perse la cappa? Era sua?… Ma si trattava di
una cappa, o non per caso della “capa” e cioè
della testa?”…
Il porre (o il porsi) queste domande, come
si vede, modifica notevolmente la nostra situazione psicologica: noi avvertiamo improvvisamente che una certa nostra conoscenza
che già da tempo faceva parte del nostro patrimonio culturale è manchevole di qualcosa,
e tale conoscenza si carica dunque di una tensione, di una tendenza al completamento che
si traduce in una ricerca attiva di nuove conoscenze…
Viene così vissuta una discordanza tra i dati, ed il desiderio di eliminarla porta alla ricerca di altri rapporti tra questi dati, rapporti che
non si vedono ancora e che tuttavia, quando
verranno scoperti, potranno eliminare interamente tale discordanza…
Una situazione cognitiva problemica può
dunque essere suscitata proponendo ogni volta dei perché, i quali riguardino certe conoscenze che già possediamo e di cui sino a quel
(da Guido Petter – Conversazioni psicologiche
con gli insegnati – vol. II – Giunti Barbera – 1972,
pag. 29 e seguenti).
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Nuova Vita Magistrale n. 457
Indice
Frammenti
.....................................................
Ai soci, agli amici, ai lettori
Vita Associativa
.........................
............................................
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Nuova Vita Magistrale n. 457
Ai Soci, agli Amici
ai Lettori
prestati dall’associazione e il notiziario associativo “Nuova Vita Magistrale” sono gratuiti
solo per i soci in regola con il pagamento della
quota 2006/2007.
La sede sociale:
Torino – via del Carmine, 27 (piano terreno)
presso l’edificio della scuola elementare
Federico Sclopis - Tel. 011.436.63.39
Per favorire chi desidera iscriversi o chi desidera rinnovare la propria adesione, alleghiamo il bollettino c/c postale premarcato.
Sito Internet:
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Premio di pittura
“Niccolò Tommaseo” . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6
E-mail:
– corsi di formazione ed aggiornamento
gratuiti.
In particolare segnaliamo che presso la biblioteca pedagogica e il centro di documentazione
normativo sono a disposizione testi di interesse, norme e regolamenti ultimi per la consultazione ed il prestito.
Informiamo infine tutti i soci e gli amici che
non é più possibile effettuare il versamento
della quota sociale tramite bonifico bancario.
Il presente notiziario é inviato gratuitamente.
L’allegato bollettino di c.c.p. serve per il rinnovo
annuale dell’adesione all’associazione.
Vita Associativa
Per festeggiare il centenario dell’associazione
abbiamo pensato ad alcuni momenti da trascorrere tutti insieme piacevolmente.
Vi comunichiamo gli appuntamenti dei
prossimi mesi; altri seguiranno nel prossimo
numero e nei prossimi mesi.
Vi aspettiamo tutti.
[email protected]
Quota sociale
Apertura della Segreteria
Editoriale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6
L’orario di apertura della Segreteria è fissato,
per l’anno scolastico 2006/2007, nei giorni di
martedì e giovedì dalle ore 16 alle ore 18.
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La Segreteria sarà chiusa per le vacanze natalizie da venerdì 22 dicembre 2006 a lunedì 8
gennaio 2007; riaprirà martedì 9 gennaio 2007
alle ore 16,00.
Altre voci . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9
Il vigile . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11
Per inserzioni pubblicitarie contattare la segreteria associativa:
La storia e l’opera
della “Niccolò Tommaseo” . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12
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Cortese invito
Norvegia by bike . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .12
Sostenete l’attività dell’Associazione con l’apporto della vostra adesione.
CONOSCI TORINO?
Torino 1706-2006 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14
La “Niccolò Tommaseo” è una libera Associazione di insegnanti, dirigenti e pensionati
della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria. Essa non ha scopo di lucro ed è indipendente da qualsiasi gerarchia amministrativa o confessionale.
Quadrante normativo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16
Avviso importante
Ci permettiamo di rammentare a tutti gli amici ed ai soci lettori che non hanno ancora rinnovato l’abbonamento per il corrente anno
scolastico di provvedere quanto prima.
Ricordiamo altresì che i servizi di consulenza
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Il Consiglio Direttivo dell’Associazione ha deliberato per l’anno scolastico 2006/2007 la
quota associativa di Euro 20,00.
Modalità di versamento della quota sociale
• TRADIZIONALE MESSA DI FINE ANNO
Sabato 16 dicembre – ore 18.30 nella
Chiesa di Santa Cristina in Piazza San
Carlo a Torino.
a) bollettino di conto corrente postale intestato a: Associazione Magistrale “Niccolò
Tommaseo”, via del Carmine 27 (Torino
10122) – C.C.P. n. 27591106;
b) pagamento diretto presso la sede sociale,
nei giorni di apertura della Segreteria.
c) non é più possibile effettuare il versamento della quota sociale tramite bonifico bancario.
• PRANZO SOCIALE DI NATALE
Sabato 23 dicembre – ore 13.00 presso la
“Trattoria dei Decoratori e degli Imbianchini” in via Lanfranchi 28 a Torino.
Costo per tutti: € 20.
Invitiamo tutti coloro che desiderano partecipare a comunicare la propria presenza
entro e non oltre martedì 19 dicembre.
Ricordiamo di indicare sempre nella causale del versamento anche il codice fiscale.
Hanno collaborato a questo numero
• VISITA AL MUSEO DELLA SCUOLA
Sabato 20 gennaio – ore 10.00 presso
Palazzo BAROLO in via Delle Orfane 7.
Costo per tutti: € 3,00 (gratuito per i possessori della Carta Torino Musei).
Il ritrovo é davanti all’ingresso del museo a
partire dalle ore 9,30.
Valeria Amerano, Gianluigi Camera, Paola
Filippi, Fabrizio Ferrari, Mario Manfredi,
Piergiuseppe Menietti.
Servizi offerti
Segnaliamo a tutti i soci che presso la sede associativa sono attivi i seguenti servizi:
– consulenza sindacale (scuole pubbliche e
scuole private paritarie e non);
– consulenza pensionistica;
– biblioteca e centro di documentazione;
– raccolta di circolari e normative regionali
e nazionali sulla scuola;
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Nuova Vita Magistrale n. 457
Premio di pittura
“Niccolò Tommaseo”
Nuova Vita Magistrale n. 457
del conferimento del Premio di Pittura ai sensi
della legge n° 675 del 31 dicembre 1996 art.13.
È escluso ogni altro utilizzo.
Nel centenario della sua fondazione l'Associazione Magistrale Niccolò Tommaseo bandisce un concorso di Pittura aperto agli alunni
delle Scuole dell’Infanzia e Primarie di Torino
e provincia.
Il concorso, che mira a promuovere i valori
della solidarietà e della collaborazione fra i
bambini della società multietnica, si intitola
"Raccontami di te" e invita a raffigurare con le
varie tecniche pittoriche le usanze, le favole, i
giochi, gli abiti, gli sport, le consuetudini a tavola che gli alunni avranno descritto ai loro
compagni per conoscersi e, quindi, per convivere meglio.
Il concorso si articola in tre sezioni:
SEZIONE A: riservata agli alunni delle
scuole dell'infanzia;
SEZIONE B: riservata agli alunni delle
classi prime e seconde delle scuole primarie;
SEZIONE C: riservata agli alunni delle
classi terze, quarte e quinte delle scuole primarie.
I disegni, realizzati secondo la tecnica pittorica preferita, potranno essere individuali,
di gruppo o di classe e non dovranno superare le dimensioni massime di cm.60 x cm.80.
Essi dovranno pervenire corredati di nome,
cognome, classe e indirizzo della scuola frequentata al seguente recapito:
Editoriale
Anche quest’anno l’hanno fatto. Anche quest’anno il copione si é ripetuto tal quale gli anni passati.
Anche quest’anno gli Insegnanti e la Scuola
si sono trasformati nel cancro che divora l’economia dell’Italia.
I Docenti e tutto il sistema Scuola hanno
subito l’ennesimo taglio: diminuito il rapporto docente/alunni, consolidate le volontà di
precarizzare la professione, ridimensionati gli
orari in diversi ordini di scuola.
Al momento in cui scriviamo queste sono
solo alcune ipotesi per mettere mano al risanamento economico del nostro Paese, ma non
é il fatto che siano ipotesi che ci preoccupa.
Ciò che ci preoccupa é il fatto che ogni anno, invece di vedere nella scuola una possibilità concreta di rilanciare il sistema, migliorando qualità di vita, responsabilità e coscienza sociali, legalità e ricerca scientifica, si addita la scuola come un organismo costoso e scomodo, che invece di provvedere al miglioramento dei contesti della società in cui opera,
logora l’economia e pesa su di essa.
Al contrario, in molti Paesi nemmeno tanto
lontani, si investe (e quindi si spende) denaro
pubblico (e quindi dei cittadini), ottenendo
standard di vita elevati, crescita economica e
buoni livelli economici per professionalità facilmente spendibili nel mercato del lavoro interno o internazionale.
Le nostre economie sono oramai allo sbando, malate da continue truffe finanziarie e
senza un futuro per la drammatica assenza di
persone che siano in grado di fare impresa e
di provvedere ad una rinascita, che in tal modo sembra sempre più lontana.
Associazione Niccolò Tommaseo
via del Carmine, 27 - 10122 Torino
Tel. 011 4366339
(segreteria martedì e giovedì
dalle ore 16 alleore 18)
E-mail: [email protected]
Scadenza: 31 marzo 2007.
A giudizio insindacabile della Giuria verranno conferiti premi ai primi tre classificati di
ogni sezione.
I dati dei partecipanti sono raccolti ai fini
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Sarebbe troppo facile e demagogico intervenire sulle vistose e costose spese che più o
meno sono addebitabili a partiti politici, giornali e monopoli di vario titolo o su una criminalità che in particolare al sud, risulta endemica e costa alla società tantissimo, non solo
economicamente.
La Scuola nei progetti elettorali avrebbe
dovuto diventare uno dei contesti da cui
partire per un miglioramento concreto delle
nostre prospettive, ora, passato il clima elettorale, sembra che le intenzioni siano ben diverse.
La scuola é essenzialmente un soggetto politico e ci rendiamo conto che gli interventi su
di essa non sono affatto semplici, ma non
possono essere lasciati a freddi calcoli di bilancio.
Ci saremmo aspettati interventi che risanassero la crisi drammatica legata al precariato e che avviassero una nuova epoca, aprendo
alla valutazione del servizio di docenti ed
istituzioni, cosa oggi drammaticamente assente.
Ci saremmo aspettati interventi che valorizzassero le professionalità dei Docenti, con
una ripresa dell’immagine della Scuola e degli Insegnanti, tanto dal punto di vista sociale, quanto dal punto di vista economico.
Ci saremmo aspettati interventi per una valorizzazione delle autonomie scolastiche e per
un loro inquadramento nazionale con obiettivi e finanziamenti significativi.
Ci saremmo aspettati interventi sulla edilizia scolastica, spesso precaria e in alcuni casi
addirittura fatiscente.
Ci saremmo aspettati un innalzamento dell’obbligo all’interno di una revisione organica
e sistemica dei contesti educativi e scolastici.
Oggi, nel momento in cui scriviamo, le cose
purtroppo vanno in altra direzione.
Non ci rimane che sperare che cambino gli
atteggiamenti e le idee che oggi ci sono sulla
Scuola e che si cambi rotta alla svelta.
Nel frattempo, per parte nostra, continueremo il sostegno e l’aiuto all’impegno e alla
dedizione che da sempre hanno contraddi-
stinto tutti i nostri Insegnanti, consapevoli che
queste virtù non sono eterne.
Fabrizio Ferrari
Navigare a vista
Ogni vicenda umana è caratterizzata dall’equilibrio instabile di almeno tre variabili:
quella dei principi generali, patrimonio del
gruppo sociale e delle coscienze individuali;
quella dell’organizzazione e della pianificazione; quella, infine, dell’agire concreto: qui
ed ora.
Così è per la Scuola. Accanto alle norme generali e comuni a tutte le comunità scolastiche
c’è l’aspetto organizzativo di ogni realtà, dentro cui si colloca il protagonismo dei docenti
singoli o del gruppo. Si tratta di tre sfere distinte, di pari valore, interagenti tra di loro al
fine di garantire una sinergia funzionale alle
necessità educative. Solo dall’equilibrio tra le
tre diverse specificità scaturisce un fruttuoso
successo delle azioni intraprese. Ove l’equilibrio venga meno ed uno dei piani entri in crisi, può nascere uno scenario di crisi foriero di
più avanzati equilibri o, in taluni casi, di un
persistente stato di disagio.
La Scuola, da alcuni anni, sta attraversando
uno di questi periodi. Due Riforme si sono
succedute nell’ultimo quinquennio. La prima
bloccata ad un passo dalla sua messa in opera.
La seconda, faticosamente approvata a tappe
forzate, non condivisa dalla base, anticipata
con forme sperimentali proposte dall’alto.
Infine un cambio di regia derivante dalle ultime elezioni politiche. Al Ministero ci si rende
conto che non è pensabile intraprendere l’iter
avventuroso di una terza Riforma. La nota
metafora del cacciavite cerca di anestetizzare i
segmenti più stridenti della decretazione secondaria dell’ultima Riforma, quelli legittimamente modificabili; per gli altri, si vedrà…
Inutile dire che questa fase di lenti assesta-
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Nuova Vita Magistrale n. 457
docenti. I dirigenti hanno vissuto momenti di
dubbio e di sconforto. In alcuni casi (molti?) si
sono coagulati atteggiamenti di sconforto e di
frustrazione, di ripiegamento sulla routine
più retriva.
Questo esercito di docenti, questa costellazione di scuole ha bisogno di certezze, di coraggio; ha necessità di riconquistare il gusto e
la passione per il proprio lavoro. Dalle pagine
di questa antica Rivista che ha attraversato un
secolo di vita scolastica, sia permesso ad un
vecchio direttore didattico di suggerire, sommessamente, paternalisticamente, alcuni
spunti che potrebbero fornire ai docenti, con
tutti i benefici di inventario, occasioni di riflessione e di presa di coscienza. Il discorso è
rivolto alla base, mentre le carenze, come si è
visto, sono soprattutto, ma non solo, a livello
delle strategie di vertice. Hanno dunque questi spunti un valore palliativo, ma non troppo
e non solo.
L’Autonomia scolastica non è un fine da
raggiungere ma uno strumento che già ci è
dato e che permette di muoverci con creatività
proprio quando gli orizzonti sono incerti.
Autonomia non significa anarchia o autoreferenzialità ma diritto/ dovere di scegliere e di
progettare in vista degli interessi degli alunni.
Soprattutto ai momenti di incertezza e di
dubbio non deve seguire lo scoramento, ma
una rinnovata presa di coscienza della delicatezza, dell’importanza,della fondamentalità
della professione. Le Riforme passano, gli
alunni restano, sono una presenza ineludibile:
qui e ora. Quel che non ricevono oggi lo perderanno per sempre.
La professionalità docente non può mutare
ad ogni soffio di Riforma, è una crescita sul
piano umano, culturale, sociale, deontologico.
È essenziale che sia una crescita continua, non
un quieto adagiarsi sul pregresso con l’alibi
che mancano le direttive dall’alto. E la crescita
non avviene nel vuoto ma esige formazione
ed interazione continua coi colleghi.
Le ore “non di cattedra”dedicate alle attività funzionali all’insegnamento sono fondamentali.
menti avrà tempi non brevi: quest’anno è stato dichiarato “anno ponte” ; ma durerà solo
un anno?
Dal Ministero partono segnali che tentano
di dare sicurezze. Dico tutto ciò non per fare
del facile disfattismo, ma per delineare realisticamente il quadro della situazione. La scuola ha la sensazione di non poter disporre di
punti fermi di riferimento, di navigare a vista
tra la nebbia che vela un orizzonte incerto. Il
pericolo di una deriva verso soluzioni di routine è sempre più presente, mentre le statistiche OCSE vedono l’Italia collocarsi su posizioni di retroguardia.
Nascono tra i docenti stati di frustrazione,
di fuga, di demotivazione, si acuiscono le differenze tra scuola e scuola, tra sezione e sezione.
I principali nodi di crisi riguardano innanzitutto, come si è visto, i piani generali di riferimento:
– la presenza di Indicazioni Nazionali, base
della progettazione, considerate provvisorie, ma pur sempre presenti, in attesa delle
modifiche che il Ministero vorrà apporvi.
Entro quali tempi? Verso quale direzione?
Se le indicazioni sono state pensate come
funzionali ai piani personali di apprendimento possono essere indifferentemente
utilizzate per la rivisitata progettazione
curricolare?;
– il rapporto tra progettazione curriculare e
piani personalizzati di apprendimento. Tra
individualizzazione e personalizzazione;
– la progettazione per obiettivi o per competenze;
– la valutazione dopo il superamento del
“portfolio” non abolito, ma lasciato alla
discrezionalità dei collegi;
– la fissazione della quota del 20% dell’orario
lasciato alla programmazione delle scuole;
– la cronica carenza dei fondi di Istituto; e l’elenco potrebbe continuare…
Questi e altri interrogativi e dubbi hanno
attraversato i Collegi al rientro settembrino.
Molte e differenziate le risposte. In parecchi
casi hanno diviso e contrapposto gruppi di
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Nuova Vita Magistrale n. 457
del Piemonte” di cui l’Associazione “N. Tommaseo”
fa parte, sono stati presentati agli assessori competenti, nonché alla Commissione Cultura, ai gruppi
consiliari ed al Consiglio Regionale del Piemonte.
Tale lettera è stata frutto di una attenta analisi del
Disegno di Legge (di cui é possibile prendere visione
sul sito web dell’Associazione) e di ampi momenti di
confronto avvenuti nell’ambito del forum stesso.
Le compresenze, laddove ci sono, non sono
tempi burocratici, ma occasioni di interazione
con gli alunni: singolarmente, in gruppo, in
laboratorio, per classi aperte.
La scuola ha come traguardo cognitivo la
simbolizzazione e la concettualizzazione a
partire dai dati di realtà esperita sotto ogni
suo aspetto: fisico, storico, artistico… È indispensabile tenere presente questo ineludibile
punto di partenza. La cultura libresca, l’enfasi
informatica, l’ubriacatura massmediatica ci
costringono in un universo virtuale che finisce col ridurre fino ad annullare il rapporto
con la realtà.
Le carenze di fondi, la scarsità dei sussidi,
la miopia con cui a volte sono gestiti i fondi
dei bilanci di Istituto sono fatti reali, incidenti
sugli esiti formativi, ma nella scuola, come in
ogni attività, il valore del fattore umano, la
qualità della prestazione professionale è di
gran lunga la variabile più significativa.
La “relazione educativa”, il rapporto docente /alunno resta lo zoccolo duro ed emblematico del fare scuola. In essa l’aspetto didattico, sociale, artistico, affettivo trova la sua
sintesi e la sua manifestazione.
I dirigenti scolastici siano più scolastici e
meno dirigenti, più leader pedagogici che manager. Sappiano ascoltare e consigliare, ascoltare e stimolare.
Il marinaio, quando gli scogli insidiano la
navigazione, raddoppia l’energia e l’impegno, si affida al suo sesto senso e naviga a vista. Riusciremo noi a condurre in porto la nave della scuola?
Gianluigi Camera
Rilievi critici su Disegno di Legge regionale
“Norme sull’istruzione, il diritto allo studio
e la libera scelta educativa”
Nell’ambito degli incontri di consultazione
convocati dall’Assessorato istruzione della
Regione Piemonte in merito al disegno di legge in oggetto, le associazioni presenti hanno
espresso concordemente alcuni rilievi critici
che riteniamo doveroso siano portati a conoscenza dei gruppi consiliari della Regione
Piemonte.
1. L’istituzione di una doppia graduatoria per
l’assegnazione alle famiglie (che lo richiedono) degli assegni di studio (ex buoni
scuola) non è piaciuta a nessuno. Infatti la
prima graduatoria - a cui si iscriveranno
presumibilmente solo le famiglie degli studenti (circa 25.000) delle scuole paritarie
non statali - riguarderà solo le spese di
iscrizione e frequenza; mentre la seconda
graduatoria - a cui presumibilmente si
iscriveranno le famiglie degli studenti (circa 450.000) delle scuole statali - riguarderà
le spese per libri di testo, attività integrative previste dai POF e trasporti. Per la prima graduatoria è previsto un finanziamento di c.a 10,5 milioni di Euro (destinati al
9% della popolazione scolastica) mentre
per la seconda sono previsti 21,5 milioni di
Euro (destinati però al 91% della popolazione scolastica). Rispetto al Decreto sui
buoniscuola della precedente giunta di
centro destra che praticamente riservava
tutto il pacchetto finanziario disponibile alle famiglie della scuole paritarie, si compie
un piccolo passo a favore dei bisognosi della scuola pubblica, ma lo sbilanciamento
Altre voci
Pubblichiamo qui di seguito i rilievi critici sul
Disegno di Legge sul Diritto allo Studio della
Regione Piemonte. Tali rilievi, elaborati nell’ambito
del “Forum Regionale per l’Educazione e la Scuola
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Nuova Vita Magistrale n. 457
gli intervenuti, forti perplessità il dettato
dell’art. 9 del disegno di legge. In esso, infatti si dice che “mentre lo Stato offre borse
di studio agli studenti meritevoli della
scuola secondaria con famiglie “bisognose” a basso redditto, la Regione intende
istituire analoghe borse regionali anche
per gli studenti meritevoli di famiglie “con
reddito superiore” .
5. Infine ha suscitato critiche la proposta di
composizione della pur importante “Conferenza regionale permanente per il diritto
allo studio e la libera scelta educativa” prevista all’art.22 del d.L. soprattutto per
quanto riguarda la partecipazione di un solo rappresentante regionale delle (certamente numerose e diverse) associazioni
professionali della scuola più rappresentative a livello nazionale.
Abbiamo sottolineato che lo stesso Forum
(che pure raggruppa rappresentanti regionali di ben 10 associazioni professionali nazionali) non è in grado di rappresentarle
tutte, e che sarebbe opportuno prevedere
un numero di rappresentanti superiore.
E lo stesso è stato detto per quanto riguarda la rappresentanza regionale delle Associazioni dei genitori.
nei finanziamenti a favore delle famiglie
delle scuole private continua ad essere
molto evidente e assai poco conforme a criteri di equità. Meglio sarebbe una graduatoria unica (con a disposizione 32 milioni di
Euro) a cui tutte le famiglie che lo richiedono (sia di scuola statale che paritaria) possano accedere, che rapporti tutte le varie
spese sostenute (senza cioè escludere le
spese di iscrizione e frequenza) con il livello di reddito ISEE.
2. Nonostante un riconoscimento di principio
del ruolo “fondamentale” delle istituzioni
scolastiche autonome statali (art. 1, comma
5), tutte le principali azioni di sostegno al
diritto alla studio (assegni di studio e borse
di studio), passano attraverso un rapporto
diretto fra Regione e famiglie e fra Comuni
e famiglie.
Come ha sottolineato con forza l’Asapi, alle
scuole dell’autonomia non vengono assegnate le necessarie risorse per poter intervenire direttamente in modo mirato, competente e tempestivo.
3. Per quanto riguarda gli interventi rivolti a
migliorare la qualità dell’offerta di istruzione e formazione delle scuole (prevenzione
e recupero degli abbandoni, il raccordo fra
sistema di istruzione e di formazione professionale, progettazione e sperimentazione organizzativa e didattica, integrazione
scolastica, miglioramento delle attrezzature educative, utilizzo delle strutture del territorio) la Regione (probabilmente considerando la scarsità di risorse prevedibilmente
a disposizione) si impegna quasi esclusivamente a promuovere e sostenere “la stipula
di protocolli di intesa fra scuole singole e/o
associate con gli enti territoriali”.
4. Nessuno è riuscito a comprendere le ragioni dell’esclusione delle scuole dell’infanzia
gestite dagli enti locali territoriali dai finanziamenti specificamente previsti per quel
livello di scolarità. L’art. 12 riserva fondi
esclusivamente per le scuole dell’infanzia
non statali e non dipendenti da Enti locali.
Allo stesso modo, ha suscitato in alcuni de-
Il presente verbale è stato redatto dalla direzione del “Forum regionale per l’educazione e la scuola” e condiviso dalle seguenti associazioni:
– Le Associazioni del Forum:
AEDE (Associazione Europea degli Insegnanti); AIMC (Associazione Italiana Maestri
Cattolici); ANDIS (Associazione Nazionale
Dirigenti Scolastici); CIDI (Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti); FNISM
(Federazione Nazionale Insegnanti); LEGAMBIENTE Scuola e Formazione; MCE
(Movimento di Cooperazione Educativa);
PROTEO Fare Sapere; N. TOMMASEO
(Associazione magistrale).
– ASAPI (Associazione Scuole Autonome Piemonte).
– CGD (Coordinamento Genitori Democratici).
10
Nuova Vita Magistrale n. 457
– Coordinamento genitori nidi, materne
elementari e medie di Torino.
(senza conoscerla) una piccola majorette che
girava le piazze con il suo tamburo.
A me riservava confidenze scottanti: -Ti ho
detto che mio padre è morto in un incidente,
ma non è vero: lo hanno sparato -. Aveva inoltre un notevolissimo senso dell'umorismo:
- Quali pagelle hai già fatto, maestra?...
- La tua, quella di Alfio, Giacomo, Sonia e
Samanta...
- Hai cominciato dai ciucci...
Di volta in volta il vigile illustrava con zelo
e realismo le situazioni di pericolo più frequenti; e interrogando i ragazzi sui comportamenti corretti da tenere per strada con lo skateboard, la bicicletta, i pattini, scopriva abitudini sconcertanti spiattellate con candore provocatorio.
Allora dai suoi cartelloni mi rivolgeva
sguardi di irritazione impotente e comprensione fraterna, cui io rispondevo aprendo le
palme come un sacerdote che celebri.
Un giorno annunciò la prova pratica prevista al termine del corso. In sella a una bicicletta fornita dal Comune, ciascuno avrebbe dovuto dimostrare di riconoscere e rispettare i
segnali disseminati nei viali di un grande parco. Superando l'esame si otteneva il patentino.
La novità li agitò freneticamente.
-Il patentino?! - sbottò Patrick, - allora poi
posso guidare...!
Il vigile drizzò le orecchie: - Cosa vuoi guidare tu?
- Il motorino. Io già lo guido. Mi serve solo
il patentino.
Il vigile mi guardò sbalordito: - Si ai n'a j'è
ch'a guido...!
Io temevo ciò che sarebbe venuto dopo.
- Dove guidi, tu? - domandò mantenendosi
calmo.
- A Cerignola... Quest'estate anche una
macchina ho guidato...
- Con tua mamma vicino...
- No no, da solo. I miei cugini grandi mi
hanno messo due cuscini sul sedile e mi hanno detto: tu prendila e portala là. Non t'impicciare. La lasci vicino al casale e te ne vieni via.
E io, piano piano, ce l'ho fatta.
Torino 16.11.2006
Il vigile
In quinta, un pomeriggio la settimana, veniva
il vigile a tenere la sua lezione di educazione
stradale. Avevo venticinque ragazzi di cui
quindici maschi, e tutti svegli. Il vigile era un
cinquantenne subalpino di bella presenza, alto, atletico, baffi curati, scherzoso, con il ricordo di una scuola tanto diversa da quella che
veniva a incontrare da noi. Aveva voglia di ridere e allo stesso tempo di essere autorevole,
così assumeva pose serie con una faccia comica che scatenava nei ragazzi un'eccitazione
difficilmente contenibile. Io lo lasciavo fare divertendomi; stavo volentieri a vedere come se
la cavava in classe un uomo abituato a farsi rispettare per strada. Il vigile si piantava in
mezzo alla porta guardandoli accigliato, i suoi
rotoli della segnaletica sotto il braccio, l'espressione atteggiata a una severità posticcia
che lo rendeva irresistibile. Invece di intimorirsi, i ragazzi lanciavano un urrà scalciando
nei banchi. Lui entrava e salutandomi: - Si a j'è
la cracia, - mormorava tra i denti, sicuro di
non essere capito se non da me.
Avevo a quel tempo un ragazzino, Patrick,
che, dopo aver girato varie sezioni senza trovarsi bene, aveva deciso di fermarsi con noi. E
di frequentare.
Gli andava a genio l'ambiente scapigliato,
per quanto potesse essere piacevole la scuola:
le maestre lo mettevano a suo agio, i compagni lo consideravano, una femmina smorfiosetta e diligentissima aveva già pianto per
lui. - Ti muovi male, - le aveva detto Patrick
vedendola improvvisare una danza per lui,
nuovo arrivato. - Sei dura come un pezzo di
legno. Lei è brava - aveva giudicato indicando
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Nuova Vita Magistrale n. 457
Il vigile era diventato molto nervoso: - E cosa c'era sopra?...
- Ah, io non lo so. Lo sapevano gli altri. Io
dovevo solo spostarla.
- E adesso vorresti la patente...
- Certo. Che me ne faccio di un patentino,
se non mi serve a guidare?
I compagni ridevano e intanto gli davano
ragione: - A cosa serve, a cosa serve? - ripetevano insolenti.
Il vigile perse le staffe: - Il patentino serve a
vedere se dopo un anno avete imparato qualcosa o se sapete solo fare gli str....!
Lo pronunciò con tanta forza che l'ultima
parola sembrava avesse tre erre.
Valeria Amerano
vuta” mattutina si è giunti al Sestriere, ove alle 10,30 si è ascoltata la Messa nella chiesetta
di S. Edoardo. Poi sono cominciate le sciate a
rompicollo ed i capitomboli dei principianti:
c'era da divertirsi un mondo anche per coloro
che non sciavano.
Funivie, pattinaggio, canti spensierati, fantocci di neve, battaglie incruente a base di candide palle in un sole meraviglioso hanno riempito la giornata.
Al ritorno a Torino tutti si sono lasciati nella speranza di ritrovarsi presto in una prossima gita della “Tommaseo”.
1956: Gita sociale a Ponte Chianale
Un folto gruppo di soci e di simpatizzanti
hanno voluto chiudere l’anno scolastico con
una gita nelle alte valli di Cuneo: meta suggestiva: Ponte Chianale ad oltre 1.200 metri s.m.
Quando i gitanti si trovarono alla partenza,
furono salutati da un acquazzone e da un cielo bigio che non prometteva nulla di buono.
Non di meno argentini canti si elevarono al
cielo quando, rombando, l’accogliente pullman solcò le pozzanghere cittadine, puntando
in direzione di Saluzzo.
Si squarciarono un tantino le nubi quando,
lasciata dietro la provincia di Torino, ci si inoltrò verso la “provincia grande”, ma per poco:
fu un fugace saluto ai torinesi che arrivavano
da tanto lontano.
Saluzzo, Verzuolo, Sampejre conobbero ancora i nostri canti e la nostra allegria.
Ed ecco Ponte Chianale. Sui pendii luccicavano i narcisi; i botton d’oro si celavano fra
l’erba rigogliosa, le genzianelle e le viole.
Uno sparuto gruppo di audaci gitanti si
spinse verso le più alte vette e non tornò che
nel meriggio avanzato, ricacciato da una pioggerellina autunnale e noiosa, gioia e delizia di
medici e di farmacisti.
Alle ore sedici si riparte per la valle.
Dopo Saluzzo visitammo l’Abbazia di
Staffarda, un tempo opulenta ed ora meta di
visitatori incantati dalla austerità dei monumenti.
La storia e l’opera
della “Niccolò Tommaseo”
Continuiamo la pubblicazione delle testimonianze
dei soci dell’AMNT con questi scritti che raccontano le attività turistiche della Niccolò Tommaseo
nell’anno 1952.
Verso il Colle del Sestriere
Un folto gruppo di soci dell'Associazione e
di allievi del Corso di preparazione ai Concorsi magistrali hanno allegramente preso il
via di buon mattino verso il Colle del
Sestriere.
La giornata è stata favorevole ai quarantanove allegri partecipanti: peccato che... il cinquantesimo sia dovuto rimanere... a terra: non
perché il torpedone fosse stracarico, ma perché il morbido letto di casa gli ha fatto prolungare il sonno di troppi minuti. Durante il viaggio sono stati sorteggiati tra i partecipanti numerosi “Cinzanini” ed alcune ottime bottiglie
di vino vecchio, gentilmente offerte dal ristorante “La Lanterna” di Torino.
Tra canti allegri e qualche irresistibile “be-
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molto corretti e rispettosi, non inclini alla facile confidenza del resto come tutti i popoli del
nord, ma con un grande senso dell’accoglienza e della puntualità.
Da Kongsberg in poi le città che incontreremo non saranno proprio degne di tale nome,
perché salendo verso nord il territorio si fa
sempre più disabitato, salvo qualche rara eccezione. A volte gli agglomerati di case sono
così piccoli (venti case o meno) che non sono
neanche segnalati sulla nostra cartina, per
quanto siano sempre forniti di scuola, campo
da calcio, supermercato, chiesa e “nientepopodimenoche”… biblioteca.
Sulle chiese (Stavkike) bisognerebbe aprire
un capitolo a parte, perché sono una delle costruzioni più tipiche e straordinarie di questa
parte della Norvegia, la valle medioevale,
chiamata così per le numerose costruzioni –
chiese e granai - risalenti al medioevo: tutte in
legno, risalenti per lo più al 1100, interamente
affrescate e decorate all’interno, dalla forma
molto particolare. Sono così belle che verrebbe voglia di entrare a fare un giretto in tutte,
ma il biglietto di ingresso (guidato) di 30 corone a testa (3,5 euro), dissuade un po’…
Le tappe successive del nostro viaggio saranno Nore, Geilo (pron. Iailo) una delle più
famose località sciistiche della Norvegia, anche se si trova a soli 800 m circa sul livello del
mare; poi Flåm (pron. Flom) passando attraverso gli 80 km di sterrato della Rallarvegen, la
strada degli operai, costruita come via di rifornimento per gli uomini che lavorarono alla
costruzione della ferrovia Bergen – Oslo all’inizio del secolo scorso. Il paesaggio che attraversiamo è quasi lunare, perché nonostante la
bassa altitudine (il punto più alto che raggiungeremo sarà di 1300mt) è come stare oltre
i 2000, circondati da ghiacciai, laghetti gelati
dal fondale verdazzurro cascate e soprattutto
con nostra grande sorpresa la neve (!) che ci
toccherà attraversare spingendo le bici cariche
di bagagli e con i sandali ai piedi…
Il sole rende tutto ancora più spettacolare è obbligatorio l’uso della crema protettiva.
A Flåm vediamo il nostro primo fiordo, il
La pioggia, l’eterna nemica, ora insistente
ancora, ci ricacciava verso Torino.
Mario Manfredi
Norvegia
by bike
Quale mezzo migliore per sfuggire alla calura
di Torino nel mese di luglio, se non andarsene
in vacanza, magari in un posto dove il termine afa non esiste?
Chiudete gli occhi per un istante e immaginate… boschi di abeti secolari… muschio soffice e fresco circonda le loro radici… cascate si
tuffano a picco in laghi dai fondali verdazzurro…
Sì, lo so, vi potrà sembrare di essere finiti in
una cartolina o nel catalogo di un tour operator
(agenzia di viaggi, per dirla alla moda vecchia); invece siete nel luogo delle mie vacanze
di quest’anno, la Norvegia.
Premetto che siamo (mio marito ed io) appassionati di viaggi, soprattutto di quelli un
po’ fuori dal comune, almeno per quanto riguarda il modo di spostarsi. Ed anche questo
viaggio non ha fatto eccezione: by bike!
Naturalmente fino in Norvegia ci siamo
andati in aereo, partendo dal mitico aeroporto
di Orio al Serio, Bergamo, con le bici - smontate e imballate - e le borse.
L’avventura è iniziata da Sandefjiord, vicino a Oslo, da dove abbiamo viaggiato verso
nord, passando nell’interno del paese.
La prima tappa è stata Kongsberg, una delle città più grandi della Norvegia, nelle cui vicinanze c’è una miniera d’argento oramai trasformata in museo. Qui abbiamo fatto una sosta di un giorno, ospiti a casa di una famiglia
norvegese; devo dire che la possibilità di conoscere persone di una cultura differente è
una delle cose che amo di più dei viaggi.
I Norvegesi sono persone di poche parole,
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Il risultato tuttavia non cambia: il cielo rimane luminoso come solitamente è al tramonto d’estate, per tutta la notte.
Da Ålesund facciamo rotta verso sud, questa volta non più in bici ma via nave, fino a
Bergen, bellissima e piovosa; e poi treno fino a
Sandefjiord, per riprendere l’aereo direzione
Italia.
Stavo quasi per scordarmi di dire una cosa
fondamentale: gli 830 km percorsi in bicicletta, in circa 10 giorni.
Una vacanza assolutamente indimenticabile!
(Fattibile anche con mezzi di trasporto diversi dalla bicicletta).
Paola Filippi
Sognefjord, il più lungo della Norvegia, che si
spinge nell’interno per 200km; infatti lo ritroveremo nelle tappe successive, Lærdal e
Skiolden (pron. Sciolden) il punto più lontano
dal mare.
Qui il tempo è così bello che a fine tappa
decidiamo di fare addirittura il bagno! Il fiordo successivo sarà il più famoso della
Norvegia: Geiranger. Per arrivarci facciamo
tappa nella città di Lom, degna di menzione
non solo perché è molto carina – stiamo arrivando nella zona più turistica della Norvegia
e si vede -, ma per il posto in cui abbiamo dormito, decisamente il più norvegese del viaggio: una Hytte, una specie di casetta interamente in legno (stile baita di Heidi), affittabile
per una notte o più.
Geiranger è il fiordo più turistico e per questo secondo me meno norvegese della
Norvegia: qui arrivano ogni giorno le grandi
navi da crociera cariche di turisti, per cui il
luogo ha perso un po’ del fascino che altre zone hanno ancora.
La sua fama la deve in parte al fatto di essere il solo fiordo senza strade che lo costeggiano: o si arriva dall’interno - come abbiamo fatto noi - o via nave, ma anche al fatto che essendo molto stretto, i fiumiciattoli si gettano a
picco nel mare, formando cascate meravigliose dai nomi fiabeschi (le sette sorelle, il velo
da sposa, …).
Fama assolutamente giustificata, perché offre uno spettacolo davvero unico.
Percorriamo il fiordo in traghetto e in bici,
alternando le due cose perché la strada in alcuni punti non continua ed è obbligatorio traghettare sull’altra riva. Siamo ormai alla fine
del viaggio, in prossimità della città di Ålesund (pron. Olesunt), città portuale costruita
in stile nuveau, situata al 63° parallelo nord.
Il circolo polare è vicinissimo (66° parallelo)! Qui non si vede il sole di mezzanotte come
a Nordkapp, ma solo per un problema tecnico: nel mare di fronte alla città ci sono moltissime isolette che impediscono di vedere che il
sole non tramonta, ma si ferma sull’orizzonte
e per poi risalire.
CONOSCI TORINO?
Torino 1706-2006
La sera del 7 settembre 1706, al termine della
battaglia che aveva liberato Torino dall’assedio dei franco-spagnoli, il Principe Eugenio di
Savoia-Soissons e il duca sabaudo Vittorio
Amedeo II furono invitati a cena dal Governatore della Città, Virico Daun, per festeggiare la vittoria.
Il pasto che il popolino battezzò la sin-a dij
rat (cena dei topi) per le ristrettezze alimentari nelle quali versava la città, fu in realtà un
sontuoso ricevimento allestito, in parte, con
cibi abbandonati dai francesi in ritirata. La cena si svolse nell’abitazione del Daun, il
Palazzo Graneri della Roccia, al numero nove
dell’attuale via Bogino. La sala dove avvenne,
seppure rinnovata nelle decorazioni, sussiste
tuttora. In quella sede storica, il 24 maggio
2003, si è svolto il convegno preparatorio alle
manifestazioni del terzo centenario dell’assedio di Torino del 1706.
Grazie all’iniziativa di sette Lions Club piemontesi è stata fondata l’Associazione
«Torino 1706-2006», alla quale hanno aderito
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da sede della mostra, il Museo «Pietro Micca»;
al Maschio il discorso continua con la vittoriosa battaglia del 7 settembre, che liberò la città
dall’assedio. Il fatto d’armi è descritto sulla
base di grandi e preziosi dipinti provenienti
da collezioni private.
Segue il lungo cammino di riconquista delle terre sabaude occupate dai francesi, condotto dal Principe Eugenio e dal Duca Vittorio
Amedeo II, futuro re di Sicilia e poi di
Sardegna.
Di forte interesse è lo spazio dedicato al
Piemonte sul mare, con un plastico proveniente da Villefranche, che ne riproduce la famosa
rada e la non meno celebre Cittadella.
Dell’assedio del 1706 si tratta in modo specifico al Museo «Pietro Micca» di via
Guicciardini 7/a. L’importante pagina di storia torinese rivive attraverso un allestimento
che valorizza i plastici, le opere d’arte e i reperti del Museo aggiungendo novità interessanti.
Come sempre la visita prosegue nelle gallerie sotterranee, che furono teatro del sacrificio
di Pietro Micca e nelle quali un modernissimo
allestimento di suoni e luci consente di rivivere la dura vita dei minatori dell’epoca attraverso filmati incisivi e molto realistici.
Nelle sedi dell’esposizione trovano spazio
altri quattro brevi, ma intense proiezioni.
L’assedio prende vita dalle narrazioni di protagonisti, alle prese con problemi di viveri e di
munizioni, di attacchi furiosi da parte degli
assedianti e di coraggiose sortite.
Il filmato del Museo Pietro Micca propone
la toccante narrazione, in piemontese, di un
minatore incaricato, con altri soldati, di raccoglierne i resti mortali dell’eroico collega Pietro
Micca. La voce è quella inconfondibile di
Mario Brusa.
La mostra sarà aperta, con ingresso gratuito, fino al 3 giugno 2007.
Le visite dedicate alle scolaresche, guidate
da monitori molto preparati, devono essere
tassativamente e preventivamente prenotate
telefonando al numero: 011/546317.
Altre istituzioni cittadine hanno ricordato
una quarantina di sodalizi culturali. L’Associazione, ottenuto un finanziamento dalla
Città di Torino, ha allestito la mostra «Torino
1706 – L’alba di un regno» in due sedi storicamente prestigiose: il Maschio della Cittadella,
sede del Museo Nazionale d’Artiglieria, e il
Museo «Pietro Micca e dell’Assedio di Torino
del 1706». La rassegna è stata inaugurata il 7
settembre 2006, alla presenza del Sindaco di
Torino Sergio Chiamparino e di un folto pubblico.
Nel Maschio della Cittadella, l’unica parte
esterna della fortezza salvatasi dalla demolizione ottocentesca, un accurato allestimento
propone armi, quadri e altri oggetti d’epoca in
un affascinante percorso illustrato, che guida
il visitatore lungo i difficili anni della guerra
di successione al trono di Spagna.
La prima parte dell’esposizione è dedicata
alla vita militare e alla situazione politica europea agli inizi del Settecento. Seguono altre
sezioni sugli sviluppi del conflitto, che coinvolse il Ducato sabaudo. Vittorio Amedeo II,
inizialmente costretto a una difficile alleanza
con i francesi, nell’autunno del 1703 ebbe la
possibilità di cambiare il fronte, schierandosi
dalla parte della Grande Alleanza (Impero
Asburgico, Inghilterra e Olanda). Per il suo
piccolo stato iniziarono i cosiddetti «tre anni
di ferro», caratterizzati da una travolgente
avanzata delle truppe francesi verso Torino.
La rassegna ripercorre le tappe di quella
avanzata e poi gli episodi della gloriosa resistenza della fortezza di Verrua. Un magnifico
plastico (prestito del Centro Studi e Ricerche
Storiche sull’Architettura Militare del Piemonte) rappresenta la fortificazione e un ricco
apparato iconografico ne illustra il blocco durato sei mesi, prima della resa onorevole. Altri
plastici riproducono la linea fortificata tra
Chivasso e Castagneto, che arrestò i francesi
per altri quaranta giorni.
Si passa poi all’attacco di Torino del 1705,
tentato invano dal giovane e inesperto
Generale Luigi Francesco d’Aubusson Duca
de la Feuillade. La narrazione delle vicende
dell’assedio del 1706 trova spazio nella secon-
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Nuova Vita Magistrale n. 457
ri di atti tattici in memoria della battaglia di
Torino del 7 settembre 1706 e di una pittoresca
sfilata nelle vie del centro cittadino.
Non è stata trascurata l’organizzazione di
eventi teatrali e musicali per rendere suggestivo il periodo dei festeggiamenti commemorativi.
Le Marionette Grilli hanno messo in scena,
al Teatro Alfa, un vivace spettacolo, che ha
presentato un baldo Gianduia, amico di Pietro
Micca e coraggioso combattente. La sera del
10 settembre, a Superga, la Badia Corale Val
Chisone ha eseguito uno stupendo concerto
con musiche antiche e bellissimi testi composti da Giovanni Bonino.
Le manifestazioni di settembre si sono
chiuse, la sera di sabato 30, nella sala del
Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, con
la commovente Cantata di Claudio Mantovani per orchestra, soli e voce recitante, intitolata «1706».
Un suggello perfetto alle numerose iniziative condotte per celebrare degnamente il terzo
centenario dell’assedio di Torino.
Piergiuseppe Menietti
l’assedio. L’Archivio Storico della Città ha dedicato all’evento storico una bella mostra nella sede di via Barbaroux.
La Regione Piemonte ha organizzato a
Palazzo Lascaris una rassegna intitolata:
«Torino 1706. Memorie ritrovate. Cronache di
un assedio», con distribuzione gratuita di un
libretto illustrato per le scuole materne e primarie dedicato a Pietro Micca, intitolato «Lia
e la miccia di Passapertutt».
La Quinta Circoscrizione ha aderito, con
slancio, alle iniziative del terzo centenario
dell’assedio e, nella sede di via Stradella 192,
ha presentato una mostra interessante: «La
battaglia contesa, l’uso di un mito nello sviluppo di una comunità.
Le celebrazioni del 1906 in Borgo Vittoria e
alla Madonna di Campagna», poi ha promosso un incontro sul tema e ha invitato il Coro
Bajolese per un apprezzato concerto dedicato
ai canti dei minatori.
Una mostra piccola, ma illuminante, ha
presentato le memorie delle cascine esistenti o
esistite nel territorio dell’attuale chiesa di
Sant’Ignazio di Loyola. La rassegna ha ricordato, fra l’altro, che dove ora sorge l’Istituto
«Sociale» dei Gesuiti (Corso Siracusa, 10/a)
c’era la Villa Olivero, residenza del Duca de
La Feuillade, il generale che comandava (…a
debita distanza) le truppe francesi all’attacco
della Cittadella.
Sempre all’Associazione «Torino 17062006», si deve l’organizzazione di un congresso avvenuto presso il Centro Incontri della
Regione Piemonte dal 29 al 30 settembre 2006,
con interventi su una variegata rassegna di temi relativi al periodo storico in esame. Al congresso seguirà la pubblicazione degli atti, che
si unirà alla ricca bibliografia costituita dal catalogo illustrato della mostra e da una serie di
interessanti volumi patrocinati dall’Associazione.
In uno dei luoghi della battaglia del 1706,
presso la cascina Continassa, dall’8 al 10 settembre c’è stato un campo d’arma con centinaia di figuranti in uniformi settecentesche
provenienti da diverse nazioni europee, auto-
Quadrante
normativo
Rinnovo del CCNL del Comparto Scuola
Il ministro della Funzione Pubblica, Luigi
Nicolais, ha dichiarato che presto saranno avviate le consultazioni con i sindacati per il rinnovo del CCNL, aggiungendo anche che il
Governo sta lavorando sulla questione relativa al rinnovo dei contratti pubblici.
''Non è solo l'appostamento in bilancio di
una quota finanziaria che permetta i rinnovi ha detto ancora il Ministro - ma è la partenza
di una riscrittura del contratto alla luce dei
grandi cambiamenti che dobbiamo vivere nei
prossimi anni''.
16
(possono, quando riescono, a irrogare solo
l’avvertimento scritto) e rinunciano ad avviare procedimenti disciplinari.
L’art. 492 del Testo Unico prevede che le
vecchie norme sulle sanzioni disciplinari agli
insegnanti potranno essere riformate solamente dopo la riforma degli organi collegiali
della scuola (!) e che, comunque la competenza di applicazione delle nuove norme è rimessa al contratto di lavoro.
Manca ancora la ratifica su Tutor e anticipi
Non é ancora stato ratificato l'accordo sulla
sequenza contrattuale sull'art. 43 (tutor e anticipi) sottoscritto il 17 luglio scorso.
Calendario delle prove
di accertamento linguistico
Il Ministero degli Affari Esteri (MAE) ha divulgato, il calendario delle prove di accertamento della conoscenza delle lingue straniere
finalizzate alla mobilità del personale di ruolo docente e ATA della scuola da destinare alle istituzioni scolastiche e universitarie all'estero.
Il diario delle singole prove é stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale (4ª Serie speciale,
"Concorsi") n. 83 di martedì 31 ottobre.
Chiesta l’abrogazione della clausola
di salvaguardia
La Commissione Istruzione della Camera, in
sede referente, ha approvato un emendamento, proposto dalla relatrice di maggioranza, e
condiviso anche da deputati dell’opposizione,
con il quale è stata chiesta l’abrogazione della
clausola di salvaguardia prevista dall’art. 67
della Legge Finanziaria.
La clausola prevede che in caso di mancato
conseguimento degli obiettivi di risparmio, si
interverrà riducendo le dotazioni complessive del Ministero della Pubblica Istruzione
(con esclusione delle risorse per il pagamento
degli stipendi per il personale della scuola).
Vi è stata polemica in Commissione tra
maggioranza e opposizione per questa proposta ritenuta in contrasto con la linea del
Governo, ma alla fine si è trovato un consenso
bipartisan.
La clausola di salvaguardia si dovrebbe
applicare solamente nel caso in cui tutti i risparmi previsti dall’art. 66 non vengano conseguiti.
La tabella riepilogativa dei risparmi, previsti per effetto di tagli di organico e di riduzione di altri capitoli di spesa, e riportata in fondo alla relazione tecnica, prevede a regime un
risparmio sull’istruzione di 1.402,20 milioni di
euro, senza che essa comprenda i 56 milioni
previsti dal 2008 per contrazione degli organici degli istituti superiori che deriverebbero
dalla diminuzione delle ripetenze.
Sarà comunque la Commissione Bilancio
della Camera ad avere l’ultima parola sulla
Tempi duri per gli insegnanti assenteisti?
Stuzzicato da un servizio giornalistico che
aveva messo in evidenza talune situazioni di
impunità o di scarsa efficacia dell’azione disciplinare nei confronti di insegnanti assenteisti o inefficienti, il ministro Fioroni ha promesso interventi adeguati e immediati per
trovare rimedi contro "norme troppo rigide e
garantiste".
Ha assicurato che non vi sarà nessuna copertura nei confronti di docenti "lavativi", ma
ha frenato su processi sommari alla categoria
docente, rilevando che "poche mele marce rovinano l’immagine".
A giudizio del ministro, occorre sburocratizzare le procedure e rendere i tempi dei procedimenti disciplinari più veloce ed efficaci.
Da parte sindacale è stata manifestata contrarietà, ma, considerato il dinamismo e la
prontezza di intervento del ministro Fioroni,
ci si può attendere a breve qualche sua iniziativa di impatto.
Due osservazioni. La statistica riporta pochi casi, ma il sommerso è certamente molto
più ampio e non va sottovalutato, visto che, di
fatto, i dirigenti scolastici sono impotenti
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Nuova Vita Magistrale n. 457
proposta di emendamento formulata dalla
Commissione Cultura.
Il caro - supplente
Rinnovo CCNL AGIDAE
Il giornale “LA STAMPA” dei primi di novembre riporta l’allarme di un Dirigente
Scolastico di Torino che per reperire un supplente ha dovuto impiegare, per due giorni
consecutivi, il personale di Segreteria che ha
effettuato circa 1 000 telefonate alla ricerca di
un docente per sostituire un titolare assente.
L’obiettivo non è stato raggiunto perché il
docente precario si è dichiarato disponibile
solo per il turno pomeridiano.
Si tratta, ovviamente di un caso limite.
Le cause di questo fenomeno denunciato
da parecchie scuole sono molteplici ed evidenziano un disservizio diffuso che ricade negativamente sugli alunni, sulle famiglie e sugli stessi colleghi del titolare assente che subiscono lo smistamento degli alunni della classe scoperta.
Eccole in sintesi:
– la possibilità dei candidati supplenti di richiedere l’inclusione nelle graduatorie di 30
istituti diversi nell’ambito della provincia;
– il non previsto obbligo di domicilio del
supplente nella provincia dove sono collocate le 30 scuole;
– la possibilità di rinunciare alla proposta di
supplenza senza penalizzazioni.
L'incontro é ripreso con la lettura degli articoli con un'attenzione particolare a quelli accantonanti nel primo incontro del 18 settembre.
Il confronto ha permesso di affrontare il tema della natura del rapporto di lavoro
(art. 23).
Le OO.SS. hanno confermato il testo della
piattaforma mentra l’AGIDAE chiede di dividere l’articolo in questione in due parti che
trattino rispettivamente il lavoro subordinato
e le altre tipologie di lavoro.
La parte sindacale si dichiara disponibile
per un approfondimento sulle "altre tipologie
di lavoro" ferma la struttura dell'articolo 23 e
l'AGIDAE condivide la proposta.
Relativamente alle attività di sostegno abbiamo registrato difficoltà, da parte dell'AGIDAE, a voler ricondurre le attività di sostegno nell’ambito di un rapporto di lavoro a
tempo indeterminato.
La riunione è stata aggiornata al giorno 16
novembre.
Attualmente è in corso una trattativa tra
Ministero e Organizzazioni Sindacali con esito incerto. Trattativa tra chi tenta di ridurre il
disservizio e chi persegue un assoluto garantismo nei confronti dei supplenti.
Riforma esami di stato
Il disegno di legge n° 960 ha ottenuto l’approvazione, in sede referente, della Commissione Cultura del Senato.
Come è noto il provvedimento vuole migliorare la precedente norma che prevedeva,
quale membro esterno alle Commissioni giudicatrici, la sola figura del Presidente, riducendo l’esame a poco più di una farsa. Perché
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il nuovo provvedimento sia già operante col
presente anno scolastico dovrà essere approvato, in via definitiva, entro il dicembre 2006.
Verrà inserito nella legge Finanziaria? Sarà
oggetto di un decreto legge?
Tra le modifiche apportate, per riconoscere
le eccellenze, si vorrebbe introdurre la qualifica di 100/100 e lode per coloro che totalizzano
il massimo dei voti nelle prove scritte, in quelle orali e nei crediti formativi.
chi difende il diritto ad una libertà di scelta individuale. Un solo punto fermo, a nostro giudizio, va salvaguardato: quello che tutte le
scuole del territorio italiano, a qualunque credo o cultura appartengano, devono garantire
la trasmissione dei valori della nostra Costituzione. Chi vive in Italia ha il diritto/dovere
di conoscere e rispettare la nostra cultura.
Elezioni RSU
(Rappresentanza Sindacale Unitaria)
Scuola araba
Dal 4 al 7 dicembre si svolgeranno in tutte
le scuole le elezioni per il rinnovo della RSU
di Istituto cui spetta il compito di negoziare
col Dirigente scolastico gli aspetti del POF
(Piano Offerta Formativa) che toccano il rapporto di lavoro del personale docente ed ATA
(Amministrativi, Tecnici ed Ausiliari) e l’erogazione dei fondi di Istituto.
La lunga “querelle” della scuola araba di
Milano non ha ancora avuto fine, nel momento in cui scriviamo: sulla vicenda partiti, sindacati, associazioni e giornali si sono pronunciati. Da un lato c’è chi pensa che l’integrazione possa avvenire solo nella scuola di stato,
nel confronto tra culture diverse; dall’altro c’è
Avviso importante
Stiamo cercando insegnanti ed amici che desiderino partecipare ad alcuni progetti in fase di avvio:
• La nuova scuola, questa sconosciuta. Riforme ed innalzamento dell’obbligo, quali modelli didattici ed organizzativi?
• La valutazione del servizio in servizio;
• La didattica della geografia;
• L’informatica e le discipline: quali prospettive per noi insegnanti?
Tutti coloro che sono interessati a partecipare ai gruppi di studio, possono telefonare in segreteria (011/4366339) o inviare una e-mail ([email protected]) di adesione.
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Quadrante Normativo - Associazione Magistrale Niccolò Tommaseo