SPOSARSI IN CHIESA Notizie e Istruzioni ad uso delle coppie che si interrogano circa la possibilità di vivere con Cristo e insieme agli altri Cristiani la loro storia d’amore Parrocchia san Bernardo Piazza cardinale Pietro Gasparri, 11 - 20161 Milano Tel. 0266227777 / 3771186236 - fax 0293661372 www.sanbernardocomasina.it LE PORTE E LE FINESTRE TOGLITI I SANDALI DAI PIEDI ovvero la paura di amare Mi succede di chiedermi che cosa sia questa emozione, che mi prende pure il corpo, fino a sentirla spingere negli occhi, ogni volta che due creature, dentro una chiesa o dentro un comune, osano dire sposandosi parole tanto assolute e tanto tenere ad un tempo. Mi è accaduto ancora una volta giorni fa dentro il silenzio stupito di una chiesa romanica a cui ti affacci, per scalata di fede, al colmo del biancore di una lunga scalinata. Mi risposi che a commuovermi è il legame di assolutezza e di tenerezza che abitano queste parole. Non mi prendono il cuore minimamente le parole assolute se sono intrise di gelo, il gelo del dogmatismo. Ma queste altre parole che dicono amore incondizionato, che sfidano il futuro senza essere sfrontate, consapevoli di una fragilità, nel dono di una tenerezza infinita, queste sì, mi prendono il cuore. Forse, ti dirò, è anche stupore, perché le sento pronunciare dentro una stagione, dove nell’aria, tra le mille paure, respiri anche questa paura, strana paura, la paura di amare. Dentro una stagione come la nostra, in cui si vuole salva e custodita, se possibile, una via di fuga alle spalle. E non me la sto prendendo, come spesso avviene con il fenomeno delle convivenze, fenomeno in grande inarrestabile espansione. Non è detto che abiti lì o sempre lì la paura di amare. Ricordo che anni fa mi capitò di leggere un articolo di Xavier Lacroix, teologo francese, padre di famiglia, direttore dell’Istituto LE PORTE E LE FINESTRE di Scienze della Famiglia a Lione, che invitava a guardare più da vicino il fenomeno: “La situazione non è più quella di trenta anni fa, quando scegliere la convivenza equivaleva a contestare il matrimonio. Oggi, per esempio, la maggior parte vive un certo senso della fedeltà, e la coabitazione non ha il significato dell’amore libero: ci si augura durata, più dell’80% delle coppie spera di “tenere”, si concepiscono bambini e i genitori li riconoscono. Inoltre, senza saperlo, molti fanno il percorso di storici e etnologi, recuperando e riscoprendo forme antiche di matrimonio in uso prima del XII secolo, prima che la Chiesa istituzionalizzasse il rito con lo scambio di consensi.(...) Non è che chi non si sposa non si impegna: la promessa può benissimo essere scambiata nell’intimo della coppia ed è questo l’essenziale. Ma talvolta l’essenziale non basta”. Il luogo della paura di amare, così mi sembra di capire, non è necessariamente una situazione sociale, è una stanza più interiore, è il cuore di ognuno di noi. Spesso la paura di amare è paura di uscire da se stessi dove sai, o ti illudi di sapere, paura di abbandonarsi all’altro, paura di rischiare l’avventura delle mani di una donna o di un uomo cui ti stai affidando. Spesso è anche paura di soffrire. O di essere ferito. Una paura che non trattenne il Signore Gesù. Non lo trattenne dal consegnarsi. Lui ben consapevole di che cosa può accadere quando sei nelle mani degli uomini. E furono mani di croce. Purtroppo della logica del cautelarsi e del non rischiare, della paura di amare con vera e non pallida passione, abbiamo dato ampia dimostrazione lungo i secoli. Nel suo libro “Equivoci, LE PORTE E LE FINESTRE mondo moderno e Cristo” Padre Bevilacqua ricordava le parole, senza misericordia né reticenze, di alcuni testimoni del nostro tempo, parole che andavano a fotografare volti di credenti. Secondo Mounier “esseri che pesano e misurano il gesto al millimetro, eroi linfatici,, vasi di noia, sacri sillogismi, ombre di ombre”. Trent’ anni prima Péguy ne aveva smontato il meccanismo psicologico dicendo: “Perché non hanno forza per essere della natura, credono di appartenere alla grazia. Perchè non hanno il coraggio temporale credono di essere penetrati dall’eterno, Perché non possono appartenere al mondo che rifiutano, credono di appartenere a Dio”. Parole non prive di durezza in cui senti la delusione per un amore che si dichiara tale ma, per paura di sofferenze o di falsi moralismi, tiene, ad ogni buon conto, una buona riserva di distanza. A volte è anche, e lo dobbiamo ammettere, paura di essere invasi. Le storie di amori che furono invasioni non vanno certo a rassicurare il cuore. Non sarà, mi chiedo, che il segreto per togliere dal cuore dell’altro la paura di amare non stia anche nel vivere amori che non siano per nulla nel segno dell’invasione dell’altro, nel segno dell’occupazione dell’altro, nel segno della riduzione dell’altro ad oggetto. Mi ritornano al cuore le parole di un amico, Erri De Luca: un giorno lui si trovò fra le mani il libro della Bibbia e tale fu il fascino che dovette per passione andare al sapore delle parole così come suonavano nell’antico testo e da allora, al chiarore delle luci del mattino interroga con gli occhi e le dita le grafie sacre. In un suo testo che mi fecero conoscere anni fa due amici, Federica e Tomaso, mi capitò di leggere una poesia, non più dimenticata, che LE PORTE E LE FINESTRE mi piace qui trascrivere, parola per parola, quasi toccandole: Ho visto l’amore delle frecce, “io amo te”: arco teso contro un bersaglio, dove io è il soggetto e te un complemento, oggetto di una mira, un caso accusativo. Ho letto in una lingua antica: E amerai “al” tuo compagno come te stesso, (veaavtà lereacà camòca). Un errore in grammatica, non un errore in cuore. Porta amore a qualcuno porgi il te stesso ma fino alla soglia. Fa’ che si chini per alzarlo a sé, mai che debba staccarselo di dosso. Fa’ che non sia proiettile contro sagoma attinta, ma la deposta offerta. Quando Federica e Tomaso mi lessero la poesia, che poi trovò posto nel libretto del loro matrimonio, a colpirmi fu da principio la stranezza del dativo. Nella traduzioni che per lo più abbiamo fra le mani, è scritto: “Amerai il prossimo tuo come te stesso” (Lv 19,18). E la traduzione grammaticalmente funziona. Nel testo originale, annota Erri De Luca, sta scritto: “Amerai al tuo compagno come te stesso”. “Al tuo compagno”, al dativo. “Un errore in grammatica” ma, aggiunge Erri De Luca, “non un errore in cuore”. don Angelo Casati LE TAPPE DEL CORSO PREMATRIMONIALE ••PRIMA DI GENNAIO Almeno tre incontri per ogni singola coppia di cui uno con il parroco di conoscenza e per chiarire le motivazioni che stanno dietro la richiesta del matrimonio religioso e due con una coppia di catechisti per conoscere la loro esperienza e per mettere a fuoco i contenuti fondamentali della vita matrimoniale e della prospettiva della fede a proposito del matrimonio. Le coppie di catechisti sono: ••Gianluca Donati e Antonella Papanicola 026481006 - 3297456664 ••Andrea Giacomel e Cristina Dainese 026458581 ••Massimo Sandre e Loretta Luiselli 026457517 - 3408703691 Con una di queste coppie, che verrà indicata in occasione dell’incontro iniziale, ci si accorderà per stabilire le date degli incontri in base alle proprie e altrui disponibilità. DA GENNAIO A GIUGNO Una serie di incontri alla domenica sera dalle ore 17.30 alle 20.30 (compresa una cena autogestita) con tutte le coppie di fidanzati, più le coppie di catechisti ed eventualmente coppie che negli anni precedenti hanno partecipato al corso. In questi incontri verranno affrontate alcune tematiche specifiche della vita di coppia e della vita di fede. Le date per il corrente anno pastorale saranno: 15 gennaio 12 febbraio 11 marzo 13 maggio Le tappe del corso prematrimoniale ••UN TEMPO DI RITIRO SPIRITUALE dal pomeriggio del 14 alla sera del 15 aprile a Valtournenche ••SONO PREVISTI ANCHE DEGLI INCONTRI TECNICI (con il ginecologo, lo psicologo, l’avvocato) organizzati in collaborazione con il consultorio di decanato. Per quanto staccati dal ritmo e dalla sede normale del resto del corso pre-matrimoniale anche questi incontri sono parte integrante del corso stesso. Le date di questi incontri verranno comunicate a gennaio ••DOMENICA 29 GENNAIO 2012 alla celebrazione dell’Eucaristia delle ore 10.30 i fidanzati riceveranno una particolare benedizione dalle coppie già sposate presenti in Chiesa, tra le quali sarebbe bello che ci fossero anche i rispettivi genitori di ciascuno dei fidanzati stessi. Al termine verrà offerto un aperitivo. ••INFINE IL CAMMINO IN PREPARAZIONE AL MATRIMONIO va inteso come un vero e proprio cammino di fede, ciò significa che gioveranno allo stesso cammino tutti quei gesti che nutrono la fede quotidiana del cristiano quali la preghiera, la lettura del Vangelo, la celebrazione dell’Eucaristia alla domenica, la carità per i poveri, la pratica del perdono, l’amore ai nemici, la partecipazione responsabile al progresso della vita sociale ed economica della società. ADEMPIMENTI BUROCRATICI 1. VALORE CIVILE DEL MATRIMONIO IN CHIESA 2. PROCEDURA a) Il Matrimonio in Chiesa, normalmente, ha valore anche civile, cioè lo stesso matrimonio celebrato in chiesa ha valore anche per lo Stato: difatti il parroco procede alla celebrazione solo quando è in possesso del Nulla-Osta del Comune, durante la celebrazione legge agli sposi anche gli articoli del Codice Civile riguardanti il matrimonio; dopo la celebrazione fa firmare agli sposi e testimoni un atto di matrimonio che trasmetterà appena possibile al Comune. b) Attenzione! Quando si va insieme al Comune per i documenti, non ci si sposa civilmente, ma si fa solo la richiesta per il consenso civile: l’unico matrimonio, (fatte salve le debite eccezioni) civile e religioso insieme, è quello in chiesa. Circa 2 mesi prima della celebrazione del matrimonio a) Si portano al Parroco innanzitutto i Certificati di Battesimo e di Cresima di entrambi gli sposi, che vanno chiesti (specificando la richiesta “per uso matrimonio”) al parroco della chiesa dove fu amministrato il Battesimo. Se sull’atto di Battesimo non figura anche la Cresima, è necessario richiedere il Certificato di Cresima al parroco della chiesa dove fu ricevuta la Cresima. b) Se uno degli sposi (o anche entrambi) non hanno ricevuto la Cresima, bisogna generalmente provvedere prima del matrimonio, accordandosi con il parroco circa i tempi e le modalità. Adempimenti Burocratici c) Se uno degli sposi ha abitato fuori della diocesi della sua attuale residenza per qualche tempo (più di un anno) dopo aver compiuto i 16 anni, è necessario produrre il Certificato di Stato Libero. Tale certificato può essere fatto (alla presenza di due testimoni) dal parroco stesso che sta raccogliendo i documenti o dal parroco dove si è abitato. documento della Curia arcivescovile fornito dal parroco). f ) Si consegni infine anche il foglio con tutti i dati necessari per compilare i vari documenti (pubblicazioni, richiesta al Comune, registro dei matrimoni). g) Si fissi con il parroco la data del Consenso religioso, verificando che tutti i documenti richiesti siano stati consegnati. d) In questa occasione è necessario consegnare la parroco l’Attestato di Frequenza al Corso di Preparazione al Matrimonio (se tale corso è stato frequentato presso un’altra 3. IL CONSENSO RELIGIOSO DAL PARROCO parrocchia). a) Innanzitutto il Consenso religioso consiste e) Per l’estrema esattezza dei dati anagranella verifica di tutti i documenti: che ci siafici attualmente la Conferenza Episcopale no e che siano in ordine. Italiana (CEI) richiede anche il Certificato anagrafico contestuale di residenza, cittab) In secondo luogo, separatamente e sotto dinanza e stato civile rilasciato dal Comune giuramento, il parroco verifica la correttezza (nel caso il competente ufficio comunale si delle intenzioni dei due futuri sposi, facendo rifiuti a produrre tale certificato si ricorra al firmare tutte le dichiarazioni rilasciate. Adempimenti Burocratici c) Il parroco compila e consegna agli sposi la richiesta di pubblicazioni civili (Mod.X), che gli sposi porteranno al comune quando andranno per il consenso civile. d) Il parroco redige inoltre la richiesta di pubblicazioni religiose (Mod. VIII/IX) da consegnare al parroco di quello dei due che non abita nella parrocchia dove si sta facendo il consenso. Eventualmente il parroco richiederà, quando è necessario, altre pubblicazioni per altre chiese. Si tenga presente che le pubblicazioni devono rimanere esposte in chiesa per almeno due domeniche di seguito, dopo di che possono essere ritirate. 4. IL CONSENSO CIVILE IN COMUNE a) È sufficiente (almeno per il Comune di Milano) che i futuri sposi muniti di carta di identità (basta anche la fotocopia) oppure uno dei due (con anche la carta di identità dell’altro) oppure un parente munito di delega (comprese la carta di identità di entrambi gli sposi) si rechi in Comune per consegnare la richiesta compilata dal parroco (mod. X). b) Chiedere in Comune quando sarà possibile tornare per ritirare il Nulla-Osta del Sindaco per la celebrazione del Matrimonio (da consegnare poi al parroco), tenendo presente che – anche per le pubblicazioni civili – è necessario che passino almeno due domeniche di seguito dal momento del consenso civile. 5. ULTIMI ADEMPIMENTI a) Consegnare al Parroco sia le pubblicazioni religiose firmate e timbrate dal parroco (o dai parroci) presso il quale erano state esposte, sia il nulla-osta ritirato in Comune. Adempimenti Burocratici b) A questo punto, se il matrimonio sarà celebrato altrove, il Parroco rilascia i documenti necessari da consegnare al parroco che celebrerà il rito. Oppure da consegnare in Curia per essere vidimati se il rito dovrà essere celebrato in altra diocesi. 6. NOTE SULLA CELEBRAZIONE occasione si fisserà con il parroco un appuntamento per la Confessione (qualche giorno prima del matrimonio), a meno che gli stessi sposi prevedano di confessarsi altrove. Nella stessa occasione o comunque due /tre giorni prima del matrimonio si farà una “prova” della celebrazione. c) Se gli sposi desiderano che il matrimonio sia celebrato da un altro prete diverso dal proprio parroco, avvisino per tempo il parroco, comunicandogli il nominativo del prete scelto. a) Se il rito verrà celebrato in questa Parrocchia, i futuri sposi potranno indicare al parroco le letture bibliche scelte per la celebrazione. È opportuno che siano gli stessi sposi d) Si tenga presente che il matrimonio va a incaricare qualche conoscente o amico per celebrato entro 6 mesi dalla data del primo la proclamazione della Parola di Dio durante certificato prodotto, perché tutti i documenla celebrazione del matrimonio. ti hanno validità semestrale. Se scadono, b) Dato che è molto opportuno che durante tutta la procedura deve essere ripetuta dacla celebrazione eucaristica del matrimonio capo. gli sposi ricevano la Comunione, in questa Adempimenti Burocratici e) L’addobbo floreale della chiesa è a carico e a discrezione degli interessati. Si consiglia la moderazione: gli sprechi sono sempre fuori luogo e le esagerazioni sempre di cattivo gusto. Se dovessero capitare due matrimoni lo stesso giorno nella stessa chiesa, è cosa ottima che le due coppie si accordino. f ) Gli sposi, se credono, possono prepararsi un libretto particolare da distribuire a tutti per seguire meglio il rito. g) Tocca agli sposi preoccuparsi dell’accompagnamento musicale della celebrazione. Se gli sposi vogliono fare intervenire qualcuno che canti la tradizionale “Avemaria” o qualcosa del genere, si sappia che ciò è possibile solo a cerimonia conclusa (cioè durante la firma del registro e dell’atto di matrimonio). h) È usanza che si lasci alla chiesa, in questa occasione, un’offerta per le necessità della stessa Parrocchia. Non esistono tariffe in proposito. i) Quanto al “riso” forse la cultura che abbiamo e la sensibilità che abbiamo maturato verso tante situazioni di miseria potrebbe aiutarci a prendere le distanze da questa usanza che sta diventando esagerata e pacchiana e quindi a invitare parenti e amici a inventare qualche modo più fantasioso e fine per esprimere gli auguri. Per imparare a raccontarsi con le parole di Dio PRIMA LETTURA ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, per veDal libro della Genesi 1,26-28.31 dere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra imesseri viventi, quello doveva essere il suo magine, a nostra somiglianza, e domini sui nome. Così l’uomo impose nomi a tutto il pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte bestiame, su tutte le bestie selvatiche è su le bestie selvatiche, ma l’uomo non trovò un tutti i rettili che strisciano sulla terra”. Dio aiuto che gli fosse simile. Allora il Signore creò l’uomo a sua immagine; a immagine Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. si addormentò; gli tolse una delle costole Dio li benedisse e disse loro: “Siate fecondi e rinchiuse la carne al suo posto. Il Signore e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli Dio plasmò con la costola, che aveva tolta uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che all’uomo, una donna e la condusse all’uomo. Allora l’uomo disse: Questa volta essa è striscia sulla terra”. Dio vide quanto aveva carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. fatto, ed ecco, era cosa molto buona. La si chiamerà donna perché dall’uomo è Dal libro della Genesi 2,18-24 stata tolta”. Per questo l’uomo abbandonerà suo padre e Signore Dio disse: “Non è bene che l’uomo sua madre e si unirà a sua moglie e i due sasia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile”. Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ranno una sola carne. Per imparare a raccontarsi con le parole di Dio Dal libro della Genesi 24 48-51.58-67 In quei giorni, il servo di Abramo disse a Labano: “Benedissi il Signore, Dio del mio padrone Abramo, il quale mi aveva guidato per la via giusta a prendere per suo figlio, come sposa, la figlia del fratello del mio padrone. Ora, se intendete usare benevolenza e lealtà verso il mio padrone, fatemelo sapere; se no, fatemelo sapere ugualmente, perché io mi rivolga altrove”. Allora Labano e Betuel risposero: “La cosa dal Signore procede: non possiamo dirti nulla. Ecco Rebecca davanti a te: prendila e va’ e sia la moglie del figlio del tuo padrone, come ha parlato il Signore”. Chiamarono dunque Rebecca e le dissero: “Vuoi partire con quest’uomo?”. Essa rispose: “Andrò”. Allora essi lasciarono partire Rebecca con la nutrice, insieme con il servo di Abramo e i suoi uomini. Benedissero Rebecca e le dis- sero: “Tu, sorella nostra, diventa migliaia di miriadi e la tua stirpe conquisti la porta dei suoi nemici!”. Così Rebecca e le sue ancelle si alzarono, montarono sui cammelli e seguirono quell’uomo. Il servo prese con sé Rebecca e partì. Intanto Isacco rientrava dal pozzo di Lacai-Roi; abitava infatti nel territorio del Negheb. Isacco uscì sul far della sera per svagarsi in campagna e, alzando gli occhi, vide venire i cammelli. Alzò gli occhi anche Rebecca, vide Isacco e scese subito dal cammello. E disse al servo: “Chi è quell’uomo che viene attraverso la campagna incontro a noi?”. Il servo rispose: “È il mio padrone”. Allora essa prese il velo e si coprì. Il servo raccontò ad Isacco tutte le cose che aveva fatte. Isacco introdusse Rebecca nella tenda che era stata di sua madre Sara; si prese in moglie Rebecca e l’amò. Isacco trovò conforto dopo la morte della madre. Per imparare a raccontarsi con le parole di Dio Dal libro di Tobia 7,6-14 più stretto. Però, figlio, voglio dirti con franchezza la verità. L’ho data a sette mariti, In quei giorni Raguele abbracciò Tobia e piscelti tra i nostri fratelli, e tutti sono morti la anse. Poi gli disse: “Sii benedetto, figliolo! notte stessa delle nozze. Ora mangia e bevi, Sei il figlio di un ottimo padre. Che sventura figliolo; II Signore provvederà. Ma Tobia per un uomo giusto e largo di elemosine esdisse: “Non mangerò affatto ne berrò, prima sere diventato cieco!”. Si gettò al collo del che tu abbia preso una decisione a mio riparente Tobia e pianse. Pianse anche la moguardo”. Rispose Raguele: “Lo farò! Essa ti glie Edna e pianse anche la loro figlia Sara. viene data secondo il decreto del libro di Poi egli macellò un montone del gregge e Mosè e come dal cielo è stato stabilito che ti fece loro una calorosa accoglienza. Si lavasia data. Prendi dunque tua cugina, d’ora in rono, fecero le abluzioni e, quando si furono poi tu sei suo fratello e lei tua sorella. Ti vimessi a tavola, Tobia disse a Raffaele: “Fratelene concessa da oggi per sempre. Il Signore lo Azaria, domanda a Raguele che mi dia in del cielo vi assista questa notte, figlio mio, e moglie mia cugina Sara”. Raguele udì queste vi concede la sua misericordia e la sua pace”. parole e disse al giovane: “Mangia, bevi e Raguele chiamò la figlia Sara e quando essa sta’ allegro per questa sera, poiché nessuno venne la prese per mano e l’affido a Tobia all’infuori di te, mio parente, ha il diritto di con queste parole: “Prendila; secondo la legprendere mia figlia Sara, come del resto nepge e il decreto scritto nel libro di Mosè ti vipure io ho la facoltà di darla a un altro uomo ene concessa in moglie. Tienila e sana e salva all’infuori di te, poiché tu sei il mio parente conducila da tuo padre. Il Dio del cielo vi Per imparare a raccontarsi con le parole di Dio assista con la sua pace”. Chiamò poi la madre di lei e le disse di portare un foglio e stese il documento di matrimonio, secondo il quale concedeva in moglie a Tobia la propria figlia, in base al decreto della legge di Mosè. Dopo di ciò cominciarono a mangiare e a bere. Dal libro di Tobia 8,4-8 simile a lui. Ora non per lussuria io prendo questa mia parente, ma con rettitudine d’intenzione. Degnati di aver misericordia di me e di lei e di farci giungere insieme alla vecchiaia. E dissero insieme: “Amen, amen!” Dal libro dei Proverbi 31,10-13.19-20.30-31 Una donna perfetta chi potrà trovarla? Ben La sera delle nozze, Tobia disse a Sara: superiore alle perle è il suo valore. In lei con“Sorella, alzati! Preghiamo e domandiamo fida il cuore del marito e non verrà a manal Signore che ci dia grazia e salvezza”. Essa cargli il profitto. Essa gli dà felicità e non si alzò e si misero a pregare e a chiedere che dispiacere per tutti i giorni della sua vita. Si venisse su di loro la salvezza, dicendo: Bene- procura lane e lino e li lavora volentieri con detto sei tu, Dio dei nostri padri, e benedet- le mani. Stende la sua mano alla conocchia to per tutte le generazioni e il tuo nome! Ti e gira il fuso con le dita. Apre le sue mani al benedicano i cieli e tutte le creature per tutti misero, stende la mano al povero. Fallace è la i secoli! Tu hai creato Adamo e hai creato grazia e vana è la bellezza, ma la donna che Eva sue moglie, perché gli fosse di aiuto e teme Dio è da lodare. Datele del frutto delle di sostegno. Da loro due nacque tutto il ge- sue mani e le sue stesse opere la lodino alle nere umano. Tu hai detto: non è cosa buona porte della città. che l’uomo resti solo: facciamogli un aiuto Per imparare a raccontarsi con le parole di Dio Dal Cantico dei Cantici 2,8-10.14.16;8,6-7 Dal libro di Siracide 26,1-4.13-16 Una voce! Il mio diletto! Eccolo, viene saltando per i monti, balzando per le colline. Somiglia il mio diletto a un capriolo o ad un cerbiatto. Eccolo, egli sta dietro il nostro muro; guarda dalla finestra, spia attraverso le inferriate. Ora parla il mio diletto e mi dice: “Alzati, amica mia, mia tutta bella, e vieni! O mia colomba, che stai nelle fenditure della roccia, nei nascondigli dei dirupi, mostrami il tuo viso, fammi sentire la tua voce, perché la tua voce è soave, il tuo viso è leggiadro”. Il mio diletto è per me e io per lui. Egli mi dice: “Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio; perché forte come la morte è l’amore, tenace come gli inferi è la gelosia: le sue vampe son vampe di fuoco, una fiamma del Signore! Le grandi acque non possono spegnere l’amore ne i fiumi travolgerlo”. Beato il marito di una donna virtuosa; il numero dei suoi giorni sarà doppio. Una brava moglie è la gioia del marito, questi trascorrerà gli anni in pace. Una donna virtuosa è una buona sorte, viene assegnata a chi teme il Signore. Ricco o povero il cuore di lui ne gioisce, in ogni tempo il suo volto appare sereno. La grazia di una donna allieta il marito, la sua scienza gli rinvigorisce le ossa. È un dono del Signore una donna silenziosa, non c’è compenso per una donna educata. Grazia su grazia è una donna pudica, non si può valutare il pregio di un’anima modesta. Il sole risplende sulle montagne del Signore, la bellezza di una donna virtuosa adorna la sua casa. Per imparare a raccontarsi con le parole di Dio Dal libro del profeta Geremìa 31,31-32.33-34 “Ecco verranno giorni - dice il Signore - nei quali con la casa di Israele e con la casa di Giuda io concluderò una alleanza nuova. Non come l’alleanza che ho conclusa con i loro padri, quando li presi per mano per farli uscire dal paese d’Egitto. Questa sarà l’alleanza che io concluderò con la casa di Israele dopo quei giorni, dice il Signore: porrò la mia legge nel loro animo, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi il mio popolo. Non dovranno più istruirsi gli uni gli altri, dicendo: Riconoscete il Signore, perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande, dice il Signore”. SECONDA LETTURA Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo 19,1.5-9 Io, Giovanni, udii come una voce potente di una folla immensa nel cielo che diceva: “Alleluia! Salvezza, gloria è potenza sono del nostro Dio”. Partì dal trono una voce che diceva: “Lodate il nostro Dio, voi tutti suoi servi voi che lo temete, piccoli e grandi!”. Udii poi come una voce di una immensa folla simile a fragore di grandi acque e a rombo di tuoni possenti, che gridavano: “Alleluia. Ha preso possesso del suo regno il Signore, il nostro Dio, l’Onnipotente. Rallegriamoci ed esultiamo, rendiamo a lui gloria, perché son giunte le nozze dell’Agnello; la sua sposa è pronta, le hanno dato una veste di lino puro splendente”. La veste di lino sono le opere giuste dei santi. Allora l’angelo mi disse: “Scrivi: Beati gli invitati al banchetto delle nozze dell’Agnello!”. Per imparare a raccontarsi con le parole di Dio Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani 8,31-35.37-39 Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani 12,1-2.9-18 Fratelli, se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui? Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio giustifica. Chi condannerà? Cristo Gesù, che è morto, anzi, che è risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi? Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? In tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcuna altra creature potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore. Vi esorto, fratelli, per la misericordia di Dio, ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale. Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto. La carità non abbia finzioni: fuggite il male con orrore, attaccatevi al bene; amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda. Non siate pigri nello zero; siate invece ferventi nello spirito, servite il Signore. Siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera, solleciti per le necessità dei fratelli, premurosi nell’ospitalità. Benedite coloro che vi perseguitano, benedite e non maledite. Per imparare a raccontarsi con le parole di Dio Rallegratevi con quelli che sono nella gioia, piangete con quelli che sono nel pianto. Abbiate i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri; non aspirate a cose troppo alte, piegatevi invece a quelle umili. Non fatevi un’idea troppo alta di voi stessi. Non rendete a nessuno male per male. Cercate di compiere il bene davanti a tutti gli uomini. Se possibile, per quanto questo dipende da voi, vivete in pace con tutti. Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani 15,1-3.5-7.13 Fratelli, noi abbiamo il dovere di sopportare l’infermità dei deboli, senza compiacere noi stessi. Ciascuno di noi cerchi di compiacere il prossimo nel bene, per edificarlo. Cristo infatti non cercò di piacere a se stesso. Il Dio della perseveranza e della consolazione vi conceda di avere gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti ad esempio di Cristo Gesù, perché con un solo animo e una voce sola rendiate gloria a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo. Accoglietevi perciò gli uni gli altri come Cristo accolse voi, per la gloria di Dio. Il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e pace nella fede, perché abbondiate nella speranza per la virtù dello Spirito Santo. Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi 6,13-15.17-20 Fratelli, il corpo non è per l’impudicizia, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo. Dio poi, che ha risuscitato il Signore, risusciterà anche noi con la sua potenza. Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Ma chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito. Fuggite la fornicazione! Qualsiasi peccato l’uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà all’impudicizia, pecca contro il proprio corpo. O non sapete che il Per imparare a raccontarsi con le parole di Dio vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? Infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo! invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai non avrà mai fine. Corinzi 12,31-13,8 Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Fratelli, aspirate ai carismi più grandi! E io vi Efesìni 4,1-6 mostrerò una via migliore di tutte. Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, Fratelli, vi esorto io, il prigioniero del Signoma non avessi la carità, sono come un bron- re, a comportarvi in maniera degna della vozo che risuona o un cembalo che tintinna. E cazione che avete ricevuto, con ogni umiltà, se avessi il dono della profezia e conoscessi mansuetudine e pazienza, sopportandovi a tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi vicenda con amore, cercando di conservare la pienezza della fede così da trasportare le l’unità dello spirito per mezzo del vincolo montagne, ma non avessi la carità, non sono della pace. Un solo corpo, un solo Spirito, nulla. E se anche distribuissi tutte le mie sos- come una sola è la speranza alla quale siete tanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, stati chiamati, quella della vostra vocazione; ma non avessi la carità, niente mi giova. La un solo Signore, una sola fede, un solo batcarità è paziente, è benigna la carità; non è tesimo. Un solo Dio Padre di tutti, che è al di Per imparare a raccontarsi con le parole di Dio sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti. Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni 5,2.21-33 Fratelli, camminate nella carità, nel modo che anche Cristo vi ha amato e ha dato se stesso per noi. Siate sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo. Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa, lui che è il salvatore del suo corpo. E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto. E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell’acqua accompagnato dalla parola, al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia ne ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata. Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo, perché chi ama la propria moglie ama se stesso. Nessuno mai infatti ha preso in odio la propria carne; al contrario la nutre e la cura, come fa Cristo con la Chiesa, poiché siamo membra del suo corpo. “Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna e i due formeranno una carne sola”. Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa! Quindi anche voi, ciascuno da parte sua, ami la propria moglie come se stesso, e la donna sia rispettosa verso il marito. Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi 4,4-9 Fratelli, rallegratevi nel Signore, sempre; ve lo ripeto ancora, rallegratevi. La vostra affabilità sia nota a tutti gli uomini. Il Signore è Per imparare a raccontarsi con le parole di Dio vicino! Non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste, con preghiere, suppliche e ringraziamenti; e la pace di Dio, che sorpassa ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù. In conclusione, fratelli, tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode, tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri. Ciò che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, è quello che dovete fare. E il Dio della pace sarà con voi! vi ha perdonato, così fate anche voi. A1 di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo della perfezione. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E siate riconoscenti! La parola di Cristo dimori tra voi abbondantemente; ammaestratevi e ammonitevi con ogni sapienza, cantando a Dio di cuore e con gratitudine salmi, inni e cantici spirituali. E tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre. Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi 3,12-17 Dalla lettera agli Ebrei 13,1-4.5-6 Fratelli, perseverate nell’amore fraterno. Non Fratelli, rivestitevi, come eletti di Dio, santi e dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, amati, di sentimenti di misericordia, di bontà, hanno accolto degli angeli senza saperlo. di umiltà, di mansuetudine, di pazienza; sop- Ricordatevi dei carcerati, come se foste loro portandovi a vicenda e perdonandovi scamcompagni di carcere, e di quelli che soffrono, bievolmente, se qualcuno abbia di che lamen- essendo anche voi in un corpo mortale. Il tarsi nei riguardi degli altri. Come il Signore matrimonio sia rispettato da tutti e il talamo Per imparare a raccontarsi con le parole di Dio sia senza macchia. La vostra condotta sia senza avarizia; accontentatevi di quello che avete, perché Dio stesso ha detto: Non ti lascerò e non ti abbandonerò. Così possiamo dire con fiducia: “Il Signore è il mio aiuto, non temerò. Che mi potrà fare l’uomo?”. Dalla prima lettera di san Pietro apostolo 2,1l;3,1-9 Carissimi, io vi esorto nel nome del Signore: voi, mogli, state sottomesse ai vostri mariti perché, anche se alcuni si rifiutano di credere alla parola, vengano conquistati dalla condotta delle mogli, senza bisogno di parole, considerando la vostra condotta casta e rispettosa. Il vostro ornamento non sia quello esteriore -capelli intrecciati, collane d’oro, sfoggio di vestiti-; cercate piuttosto di adornare l’interno del vostro cuore con un’anima incorruttibile piena di mitezza e di pace: ecco ciò che è prezioso davanti Dio. Così una volta si ornavano le sante donne che speravano in Dio; esse stavano sottomesse ai loro mariti, come Sara che obbediva ad Abramo, chiamandolo signore. Di essa siete diventate figlie, se operate il bene e non vi lasciate sgomentare da alcuna minaccia. E ugualmente voi, mariti, trattate con riguardo le vostre mogli, perché il loro corpo è più debole, e rendete loro onore perché partecipano con voi della grazia della vita: così non saranno impedite le vostre preghiere. E finalmente siate tutti concordi, partecipi delle gioie e dei dolori degli altri, animati da affetto fraterno, misericordiosi, umili; non rendete male per male, né ingiuria per ingiuria, ma, al contrario, rispondete benedicendo; poiché a questo siete stati chiamati per avere in eredità la benedizione. Per imparare a raccontarsi con le parole di Dio Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo 3,18-24 Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo 4,7-12 Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma coi fatti e nella verità. Da questo conosceremo che siamo nati dalla verità e davanti a lui rassicureremo il nostro cuore qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa. Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio; e qualunque cosa chiediamo la riceviamo da lui perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quel che è gradito a lui. Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti dimora in Dio ed egli in lui. E da questo conosciamo che dimora in noi: dallo Spirito che ci ha dato. Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. In questo si è manifestato l’amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo, perché noi avessimo la vita per lui. In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati. Carissimi, se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l’amore di lui è perfetto in noi. Per imparare a raccontarsi con le parole di Dio VANGELO Dal vangelo secondo Matteo 5,13-16 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Voi siete il sale della terra; ma se il sale In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sulla perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà montagna e, messosi a sedere, gli si avvicrender salato? A null’altro serve che ad esinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la sere gettato via e calpestato dagli uomini. parola, li ammaestrava dicendo: “Beati i poveri Voi siete la luce del mondo; non può restare in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. nascosta una città collocata sopra un monte, Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati né si accende una lucerna per metterla sotto i miti, perché erediteranno la terra. Beati quelli il moggio, ma sopra il lucerniere perché facche hanno fame e sete della giustizia, perché cia luce a tutti quelli che sono nella casa. saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché Così risplenda la vostra luce davanti agli uotroveranno misericordia. Beati i puri di cuore, mini, perché vedano le vostre opere buone e perché vedranno Dio. Beati gli operatori di rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli. pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché Dal vangelo secondo Matteo 7,21.24-29 di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, “Non chiunque mi dice: Signore, Signore, diranno ogni sorta di male contro di voi r causa entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è volontà del Padre mio che è nei cieli. la vostra ricompensa nei cieli”. Dal vangelo secondo Matteo 5,1-12 Per imparare a raccontarsi con le parole di Dio Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande”. Quando Gesù ebbe finito questi discorsi, le folle restarono stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità e non come i loro scribi. Dal vangelo secondo Matteo 19,3-6 In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: “È lecito ad un uomo ripudiare la pro- pria moglie per qualsiasi motivo?”. Ed egli rispose: “Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola? Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi. Dal vangelo secondo Matteo 22,35-40 In quel tempo, un dottore della legge interrogò Gesù per metterlo alla prova: “Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?”. Gli rispose: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipende tutta la Legge e i Profeti”. Per imparare a raccontarsi con le parole di Dio Dal vangelo secondo Giovanni 2,1-11 In quel tempo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: “Non hanno più vino”. E Gesù rispose: “Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora”. La madre dice ai servi: “Fate quello che vi dirà”. Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. E Gesù disse loro: “Riempite d’acqua le giare”; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: “Ora attingete e portatene al maestro di tavola”. Ed essi gliene portarono. E come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l’acqua), chiamò lo sposo e gli disse: “Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po’ brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono”. Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui. Dal vangelo secondo Giovanni 15,9-12 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati”. Per imparare a raccontarsi con le parole di Dio Dal vangelo secondo Giovanni 15,12-16 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda”. Dal vangelo secondo Giovanni 17,20-26 In quel tempo Gesù, alzati gli occhi al cielo, pregava dicendo: “Padre santo, non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato. E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me. Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato, siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato; poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo. Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; questi sanno che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro”. Il consenso religioso ESAME DEL FIDANZATO/FIDANZATA CONSENSO MATRIMONIALE Queste domande concludono la preparazione 3.Perché sceglie di sposarsi in chiesa? - Crede nel matrimonio come sacramento? al matrimonio che l’ha aiutata a prendere co- Ha qualche difficoltà nell’accettare scienza dei valori e degli impegni del matril’insegnamento della Chiesa sul matrimomonio. nio? Quale? Accetta di rispondere alle seguenti domande sotto il vincolo di giuramento? 4.Il matrimonio comporta una decisione pienamente libera. STATO LIBERO - Si sposa per sua scelta, liberamente e per amore, oppure è costretto da qualche ne1.Dopo il compimento dei sedici anni ha dicessità? morato per più di un anno in altra diocesi? - Si sente spinto al matrimonio dai suoi (diocesi=realtà ecclesiale che fa capo a un familiari o da quelli della fidanzata/fidanvescovo) zato? Dove? 2.Ha mai contratto matrimonio, anche solo civile? - Quando e con chi? Come è cessato questo vincolo? - Ha avuto figli? 5.Il matrimonio è comunione di tutta la vita tra un uomo e una donna. - Vuole il matrimonio come unico e si impegna alla fedeltà coniugale? Il consenso religioso 6.È volere di Dio che il vincolo matrimoniale 10. Nel fidanzamento ha avuto motivi per duri fino alla morte di uno dei coniugi. dubitare della riuscita del suo matrimo- Vuole il matrimonio come indissolubile nio? e quindi esclude di scioglierlo mediante il - Ha tenuto nascosto qualcosa che possa divorzio? turbare gravemente la vita coniugale? 7.Il matrimonio è di sua natura ordinato al bene dei coniugi, alla procreazione ed educazione della prole. - Accetta il compito della paternità/maternità, senza escludere il bene della procreazione? - Intende dare ai figli un’educazione cattolica? 8.Pone condizioni al matrimonio? Quali? 9.La sua fidanzata/fidanzato accetta il matrimonio-sacramento come unico e indissolubile, oppure ha qualche riserva in proposito (infedeltà, divorzio)? - È sicuro/a che sposa lei liberamente per amore? N.B: il fidanzato deve essere interrogato separatamente dalla fidanzata e viceversa. Se non è conosciuto/a personalmente dal parroco, si richieda un documento di identità. Si faccia presente che le risposte alle domande di questo esame devono essere date sotto vincolo di giuramento e che esse sono tutelate dal segreto d’ufficio (cfr. Decreto generale, 10). Le risposte siano verbalizzate e, al termine, siano rilette all’interessato/a. Bisogna fare in modo che le risposte non si riducano genericamente al «sì» o al «no», ma che esprimano più significativamente l’intenzione dei nubendi. Nozze solidali. Cosa sono? Le alternative al “consumismo da altare” sono idee semplici per risparmiare senza dimenticarsi degli altri. A volte ci mancano soltanto quelle e dei recapiti concreti. Ecco alcune proposte. LE STRUTTURE E I PRANZI ragazzi con problemi di disagio psichico (tel. 02.330296812); o al catering multietnico di “L’Alveare” (tel: 02/29403597) o di “Proficua” (tel:02/780811). PARTECIPAZIONI, INVITI E LIBRETTI DI NOZZE La cooperativa sociale “La Bottega Creativa” La cooperativa sociale “Meta” previene il (tel. 039.321174) può chiamare a raccolta i disagio giovanile e affitta spazi e tavoli della vostri amici con partecipazioni, inviti e libretcascina “Costa Alta” del Parco di Monza (Mi) ti di nozze preparate dai soci svantaggiati. (tel. 039.321900). LISTE DI NOZZE La cooperativa agricola “Fraternità Nibai” a Sul fronte del commercio equo ha aperto Cernusco sul Naviglio (Mi) (tel. 02.9249433) da poco lo “Spazio Cose dell’altro mondo”, prepara pranzi di nozze a prezzi ragionevoli. prima bottega del commercio equo dedicata Un altro parco ricco di fascino e solidarietà solo alle nozze, promossa da “Cose dell’altro per una festa all’aperto è quello dell’ex-osmondo”. Lo spazio si può visitare tutti i pedale psichiatrico Paolo Pini: chiedete lumi giorni su appuntamento (tel. 02.8940175), all’associazione Olinda (tel. 02.66212315). venerdì pomeriggio dalle 16.00 alle 19.00 e sabato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 Se lo spazio c’è già ma il cibo no affidatalle 19.00. Gli sposi potranno scegliere parevi al “catering sociale” della cooperativa tecipazioni, bomboniere e creare la propria “Il Laboratorio”, che inserisce al lavoro Nozze solidali. Cosa sono? lista di nozze equa e solidale. Non mancano prodotti artigianali lavorati dalle cooperative sociali italiane che impiegano persone svantaggiate. Anche le “Botteghe del Mondo” di commercio equo e solidale propongono liste nozze e bomboniere. Chi vuole regalare solidarietà può “donare” agli sposi un contributo a un progetto nel Sud del mondo. comunicata a parenti ed amici tramite un cartoncino di ringraziamento da parte di Vidas, (Eleonora Giusti, tel. 02.72511224 oppure email: [email protected]) LUNA DI MIELE Sognate Santo Domingo o Cuba? Andateci al volo, ma con rispetto. Tures (tel. 030-292212) e Pindorama (tel. 02-39218714, ABITI [email protected]), agenzie di viaggio e di Gli abiti da sposa, salvo eccezioni, vengoturismo responsabile, propongono lune no usati una sola volta. Se vuolete evitare di miele dal Brasile al Venezuela. Il settore questo spreco andate al negozio “Di mano in “Viaggi e miraggi” della cooperativa Pace e mano” dell’assoc. Comunità e Famiglia, in V. Sviluppo di Treviso (tel. 0422-301424) proDurazzo 5 (cell. 333-4741314, per gli orari); pone altri viaggi. oppure all’Officina delle Fate, in piazza S. 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