SPOSARSI
IN CHIESA
Notizie e Istruzioni
ad uso delle coppie
che si interrogano circa la
possibilità
di vivere con Cristo
e insieme agli altri Cristiani
la loro storia d’amore
Parrocchia san Bernardo
Piazza cardinale Pietro Gasparri, 11 - 20161 Milano
Tel. 0266227777 / 3771186236 - fax 0293661372
www.sanbernardocomasina.it
LE PORTE E LE FINESTRE
TOGLITI I SANDALI DAI PIEDI
ovvero la paura di amare
Mi succede di chiedermi che cosa sia questa
emozione, che mi prende pure il corpo, fino a
sentirla spingere negli occhi, ogni volta che
due creature, dentro una chiesa o dentro un
comune, osano dire sposandosi parole tanto
assolute e tanto tenere ad un tempo.
Mi è accaduto ancora una volta giorni fa
dentro il silenzio stupito di una chiesa romanica a cui ti affacci, per scalata di fede,
al colmo del biancore di una lunga scalinata. Mi risposi che a commuovermi è il legame di assolutezza e di tenerezza che abitano queste parole. Non mi prendono il
cuore minimamente le parole assolute se
sono intrise di gelo, il gelo del dogmatismo.
Ma queste altre parole che dicono amore incondizionato, che sfidano il futuro senza essere sfrontate, consapevoli di una fragilità,
nel dono di una tenerezza infinita, queste sì,
mi prendono il cuore.
Forse, ti dirò, è anche stupore, perché le sento pronunciare dentro una stagione, dove
nell’aria, tra le mille paure, respiri anche
questa paura, strana paura, la paura di amare. Dentro una stagione come la nostra, in cui
si vuole salva e custodita, se possibile, una
via di fuga alle spalle. E non me la sto prendendo, come spesso avviene con il fenomeno delle convivenze, fenomeno in grande inarrestabile espansione. Non è detto che abiti
lì o sempre lì la paura di amare.
Ricordo che anni fa mi capitò di leggere un
articolo di Xavier Lacroix, teologo francese,
padre di famiglia, direttore dell’Istituto
LE PORTE E LE FINESTRE
di Scienze della Famiglia a Lione, che invitava a guardare più da vicino il fenomeno: “La situazione non è più quella di trenta anni fa, quando scegliere la convivenza
equivaleva a contestare il matrimonio.
Oggi, per esempio, la maggior parte vive un
certo senso della fedeltà, e la coabitazione
non ha il significato dell’amore libero: ci si augura durata, più dell’80% delle coppie spera di
“tenere”, si concepiscono bambini e i genitori
li riconoscono. Inoltre, senza saperlo, molti
fanno il percorso di storici e etnologi, recuperando e riscoprendo forme antiche di matrimonio in uso prima del XII secolo, prima che la
Chiesa istituzionalizzasse il rito con lo scambio di consensi.(...) Non è che chi non si sposa
non si impegna: la promessa può benissimo
essere scambiata nell’intimo della coppia ed
è questo l’essenziale. Ma talvolta l’essenziale
non basta”.
Il luogo della paura di amare, così mi sembra
di capire, non è necessariamente una situazione sociale, è una stanza più interiore, è il
cuore di ognuno di noi.
Spesso la paura di amare è paura di uscire da
se stessi dove sai, o ti illudi di sapere, paura
di abbandonarsi all’altro, paura di rischiare
l’avventura delle mani di una donna o di un
uomo cui ti stai affidando. Spesso è anche
paura di soffrire. O di essere ferito. Una paura
che non trattenne il Signore Gesù. Non lo trattenne dal consegnarsi. Lui ben consapevole di
che cosa può accadere quando sei nelle mani
degli uomini. E furono mani di croce.
Purtroppo della logica del cautelarsi e del non
rischiare, della paura di amare con vera e non
pallida passione, abbiamo dato ampia dimostrazione lungo i secoli. Nel suo libro “Equivoci,
LE PORTE E LE FINESTRE
mondo moderno e Cristo” Padre Bevilacqua
ricordava le parole, senza misericordia né reticenze, di alcuni testimoni del nostro tempo,
parole che andavano a fotografare volti di credenti. Secondo Mounier “esseri che pesano e
misurano il gesto al millimetro, eroi linfatici,,
vasi di noia, sacri sillogismi, ombre di ombre”.
Trent’ anni prima Péguy ne aveva smontato
il meccanismo psicologico dicendo: “Perché
non hanno forza per essere della natura, credono di appartenere alla grazia.
Perchè non hanno il coraggio temporale credono di essere penetrati dall’eterno, Perché non possono appartenere al mondo che
rifiutano, credono di appartenere a Dio”.
Parole non prive di durezza in cui senti la delusione per un amore che si dichiara tale ma,
per paura di sofferenze o di falsi moralismi,
tiene, ad ogni buon conto, una buona riserva
di distanza.
A volte è anche, e lo dobbiamo ammettere,
paura di essere invasi. Le storie di amori che
furono invasioni non vanno certo a rassicurare
il cuore. Non sarà, mi chiedo, che il segreto per
togliere dal cuore dell’altro la paura di amare
non stia anche nel vivere amori che non siano
per nulla nel segno dell’invasione dell’altro,
nel segno dell’occupazione dell’altro, nel segno della riduzione dell’altro ad oggetto.
Mi ritornano al cuore le parole di un amico,
Erri De Luca: un giorno lui si trovò fra le mani
il libro della Bibbia e tale fu il fascino che
dovette per passione andare al sapore delle
parole così come suonavano nell’antico testo
e da allora, al chiarore delle luci del mattino
interroga con gli occhi e le dita le grafie sacre.
In un suo testo che mi fecero conoscere anni
fa due amici, Federica e Tomaso, mi capitò di
leggere una poesia, non più dimenticata, che
LE PORTE E LE FINESTRE
mi piace qui trascrivere, parola per parola,
quasi toccandole:
Ho visto l’amore delle frecce,
“io amo te”: arco teso
contro un bersaglio, dove io è il soggetto
e te un complemento, oggetto di una mira,
un caso accusativo.
Ho letto in una lingua antica:
E amerai “al” tuo compagno come te stesso,
(veaavtà lereacà camòca).
Un errore in grammatica,
non un errore in cuore.
Porta amore a qualcuno
porgi il te stesso
ma fino alla soglia.
Fa’ che si chini per alzarlo a sé,
mai che debba staccarselo di dosso.
Fa’ che non sia proiettile
contro sagoma attinta,
ma la deposta offerta.
Quando Federica e Tomaso mi lessero la
poesia, che poi trovò posto nel libretto del
loro matrimonio, a colpirmi fu da principio la
stranezza del dativo. Nella traduzioni che per
lo più abbiamo fra le mani, è scritto: “Amerai
il prossimo tuo come te stesso” (Lv 19,18). E la
traduzione grammaticalmente funziona.
Nel testo originale, annota Erri De Luca, sta
scritto: “Amerai al tuo compagno come te stesso”. “Al tuo compagno”, al dativo. “Un errore in
grammatica” ma, aggiunge Erri De Luca, “non
un errore in cuore”.
don Angelo Casati
LE TAPPE DEL CORSO
PREMATRIMONIALE
••PRIMA DI GENNAIO
Almeno tre incontri per ogni singola coppia di cui uno con il parroco di conoscenza e
per chiarire le motivazioni che stanno dietro
la richiesta del matrimonio religioso e due
con una coppia di catechisti per conoscere la
loro esperienza e per mettere a fuoco i contenuti fondamentali della vita matrimoniale
e della prospettiva della fede a proposito del
matrimonio.
Le coppie di catechisti sono:
••Gianluca Donati e Antonella Papanicola
026481006 - 3297456664
••Andrea Giacomel e Cristina Dainese
026458581
••Massimo Sandre e Loretta Luiselli
026457517 - 3408703691
Con una di queste coppie, che verrà indicata
in occasione dell’incontro iniziale, ci si accorderà per stabilire le date degli incontri in
base alle proprie e altrui disponibilità.
DA GENNAIO A GIUGNO
Una serie di incontri alla domenica sera dalle
ore 17.30 alle 20.30 (compresa una cena autogestita) con tutte le coppie di fidanzati,
più le coppie di catechisti ed eventualmente
coppie che negli anni precedenti hanno partecipato al corso. In questi incontri verranno
affrontate alcune tematiche specifiche della
vita di coppia e della vita di fede.
Le date per il corrente anno pastorale
saranno: 15 gennaio
12 febbraio
11 marzo
13 maggio
Le tappe del corso
prematrimoniale
••UN TEMPO DI RITIRO SPIRITUALE
dal pomeriggio del 14 alla sera del
15 aprile a Valtournenche
••SONO PREVISTI ANCHE DEGLI
INCONTRI TECNICI (con il ginecologo, lo
psicologo, l’avvocato) organizzati in collaborazione con il consultorio di decanato. Per
quanto staccati dal ritmo e dalla sede normale del resto del corso pre-matrimoniale
anche questi incontri sono parte integrante
del corso stesso.
Le date di questi incontri verranno comunicate a gennaio
••DOMENICA 29 GENNAIO 2012
alla celebrazione dell’Eucaristia delle ore
10.30 i fidanzati riceveranno una particolare benedizione dalle coppie già sposate
presenti in Chiesa, tra le quali sarebbe bello
che ci fossero anche i rispettivi genitori di
ciascuno dei fidanzati stessi. Al termine verrà
offerto un aperitivo.
••INFINE IL CAMMINO IN PREPARAZIONE
AL MATRIMONIO va inteso come un vero
e proprio cammino di fede, ciò significa che
gioveranno allo stesso cammino tutti quei
gesti che nutrono la fede quotidiana del
cristiano quali la preghiera, la lettura del
Vangelo, la celebrazione dell’Eucaristia alla
domenica, la carità per i poveri, la pratica del
perdono, l’amore ai nemici, la partecipazione responsabile al progresso della vita sociale ed economica della società.
ADEMPIMENTI
BUROCRATICI
1. VALORE CIVILE DEL MATRIMONIO IN CHIESA 2. PROCEDURA
a) Il Matrimonio in Chiesa, normalmente, ha
valore anche civile, cioè lo stesso matrimonio celebrato in chiesa ha valore anche per
lo Stato: difatti il parroco procede alla celebrazione solo quando è in possesso del Nulla-Osta del Comune, durante la celebrazione
legge agli sposi anche gli articoli del Codice
Civile riguardanti il matrimonio; dopo la celebrazione fa firmare agli sposi e testimoni
un atto di matrimonio che trasmetterà appena possibile al Comune.
b) Attenzione! Quando si va insieme al Comune per i documenti, non ci si sposa civilmente, ma si fa solo la richiesta per il consenso civile: l’unico matrimonio, (fatte salve
le debite eccezioni) civile e religioso insieme,
è quello in chiesa.
Circa 2 mesi prima della celebrazione del
matrimonio
a) Si portano al Parroco innanzitutto i Certificati di Battesimo e di Cresima di entrambi
gli sposi, che vanno chiesti (specificando la
richiesta “per uso matrimonio”) al parroco
della chiesa dove fu amministrato il Battesimo. Se sull’atto di Battesimo non figura
anche la Cresima, è necessario richiedere il
Certificato di Cresima al parroco della chiesa
dove fu ricevuta la Cresima.
b) Se uno degli sposi (o anche entrambi) non
hanno ricevuto la Cresima, bisogna generalmente provvedere prima del matrimonio,
accordandosi con il parroco circa i tempi e le
modalità.
Adempimenti
Burocratici
c) Se uno degli sposi ha abitato fuori della
diocesi della sua attuale residenza per qualche tempo (più di un anno) dopo aver compiuto i 16 anni, è necessario produrre il Certificato di Stato Libero. Tale certificato può
essere fatto (alla presenza di due testimoni)
dal parroco stesso che sta raccogliendo i
documenti o dal parroco dove si è abitato.
documento della Curia arcivescovile fornito
dal parroco).
f ) Si consegni infine anche il foglio con tutti i
dati necessari per compilare i vari documenti
(pubblicazioni, richiesta al Comune, registro
dei matrimoni).
g) Si fissi con il parroco la data del Consenso
religioso, verificando che tutti i documenti
richiesti siano stati consegnati.
d) In questa occasione è necessario consegnare la parroco l’Attestato di Frequenza al
Corso di Preparazione al Matrimonio (se tale
corso è stato frequentato presso un’altra
3. IL CONSENSO RELIGIOSO DAL PARROCO
parrocchia).
a) Innanzitutto il Consenso religioso consiste
e) Per l’estrema esattezza dei dati anagranella verifica di tutti i documenti: che ci siafici attualmente la Conferenza Episcopale
no e che siano in ordine.
Italiana (CEI) richiede anche il Certificato
anagrafico contestuale di residenza, cittab) In secondo luogo, separatamente e sotto
dinanza e stato civile rilasciato dal Comune giuramento, il parroco verifica la correttezza
(nel caso il competente ufficio comunale si
delle intenzioni dei due futuri sposi, facendo
rifiuti a produrre tale certificato si ricorra al firmare tutte le dichiarazioni rilasciate.
Adempimenti
Burocratici
c) Il parroco compila e consegna agli sposi la
richiesta di pubblicazioni civili (Mod.X), che
gli sposi porteranno al comune quando andranno per il consenso civile.
d) Il parroco redige inoltre la richiesta di
pubblicazioni religiose (Mod. VIII/IX) da consegnare al parroco di quello dei due che non
abita nella parrocchia dove si sta facendo il
consenso. Eventualmente il parroco richiederà, quando è necessario, altre pubblicazioni per altre chiese. Si tenga presente che
le pubblicazioni devono rimanere esposte in
chiesa per almeno due domeniche di seguito, dopo di che possono essere ritirate.
4. IL CONSENSO CIVILE IN COMUNE
a) È sufficiente (almeno per il Comune di
Milano) che i futuri sposi muniti di carta di
identità (basta anche la fotocopia) oppure
uno dei due (con anche la carta di identità
dell’altro) oppure un parente munito di delega (comprese la carta di identità di entrambi
gli sposi) si rechi in Comune per consegnare
la richiesta compilata dal parroco (mod. X).
b) Chiedere in Comune quando sarà possibile tornare per ritirare il Nulla-Osta del
Sindaco per la celebrazione del Matrimonio (da consegnare poi al parroco), tenendo
presente che – anche per le pubblicazioni
civili – è necessario che passino almeno due
domeniche di seguito dal momento del consenso civile.
5. ULTIMI ADEMPIMENTI
a) Consegnare al Parroco sia le pubblicazioni
religiose firmate e timbrate dal parroco (o
dai parroci) presso il quale erano state esposte, sia il nulla-osta ritirato in Comune.
Adempimenti
Burocratici
b) A questo punto, se il matrimonio sarà
celebrato altrove, il Parroco rilascia i documenti necessari da consegnare al parroco
che celebrerà il rito. Oppure da consegnare
in Curia per essere vidimati se il rito dovrà
essere celebrato in altra diocesi.
6. NOTE SULLA CELEBRAZIONE
occasione si fisserà con il parroco un appuntamento per la Confessione (qualche giorno
prima del matrimonio), a meno che gli stessi
sposi prevedano di confessarsi altrove. Nella
stessa occasione o comunque due /tre giorni
prima del matrimonio si farà una “prova” della celebrazione.
c) Se gli sposi desiderano che il matrimonio
sia celebrato da un altro prete diverso dal
proprio parroco, avvisino per tempo il parroco, comunicandogli il nominativo del prete
scelto.
a) Se il rito verrà celebrato in questa Parrocchia, i futuri sposi potranno indicare al parroco le letture bibliche scelte per la celebrazione. È opportuno che siano gli stessi sposi
d) Si tenga presente che il matrimonio va
a incaricare qualche conoscente o amico per
celebrato entro 6 mesi dalla data del primo
la proclamazione della Parola di Dio durante
certificato prodotto, perché tutti i documenla celebrazione del matrimonio.
ti hanno validità semestrale. Se scadono,
b) Dato che è molto opportuno che durante tutta la procedura deve essere ripetuta dacla celebrazione eucaristica del matrimonio
capo.
gli sposi ricevano la Comunione, in questa
Adempimenti
Burocratici
e) L’addobbo floreale della chiesa è a carico
e a discrezione degli interessati. Si consiglia
la moderazione: gli sprechi sono sempre
fuori luogo e le esagerazioni sempre di cattivo gusto. Se dovessero capitare due matrimoni lo stesso giorno nella stessa chiesa, è
cosa ottima che le due coppie si accordino.
f ) Gli sposi, se credono, possono prepararsi
un libretto particolare da distribuire a tutti
per seguire meglio il rito.
g) Tocca agli sposi preoccuparsi
dell’accompagnamento musicale della celebrazione. Se gli sposi vogliono fare intervenire qualcuno che canti la tradizionale
“Avemaria” o qualcosa del genere, si sappia
che ciò è possibile solo a cerimonia conclusa
(cioè durante la firma del registro e dell’atto
di matrimonio).
h) È usanza che si lasci alla chiesa, in questa
occasione, un’offerta per le necessità della
stessa Parrocchia. Non esistono tariffe in
proposito.
i) Quanto al “riso” forse la cultura che
abbiamo e la sensibilità che abbiamo maturato verso tante situazioni di miseria potrebbe aiutarci a prendere le distanze da questa
usanza che sta diventando esagerata e pacchiana e quindi a invitare parenti e amici a
inventare qualche modo più fantasioso e
fine per esprimere gli auguri.
Per imparare a raccontarsi
con le parole di Dio
PRIMA LETTURA
ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, per veDal libro della Genesi 1,26-28.31
dere come li avrebbe chiamati: in qualunque
modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli
Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra imesseri viventi, quello doveva essere il suo
magine, a nostra somiglianza, e domini sui
nome. Così l’uomo impose nomi a tutto il
pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul
bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte
bestiame, su tutte le bestie selvatiche è su
le bestie selvatiche, ma l’uomo non trovò un
tutti i rettili che strisciano sulla terra”. Dio
aiuto che gli fosse simile. Allora il Signore
creò l’uomo a sua immagine; a immagine
Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che
di Dio lo creò; maschio e femmina li creò.
si addormentò; gli tolse una delle costole
Dio li benedisse e disse loro: “Siate fecondi
e rinchiuse la carne al suo posto. Il Signore
e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli Dio plasmò con la costola, che aveva tolta
uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che all’uomo, una donna e la condusse all’uomo.
Allora l’uomo disse: Questa volta essa è
striscia sulla terra”. Dio vide quanto aveva
carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa.
fatto, ed ecco, era cosa molto buona.
La si chiamerà donna perché dall’uomo è
Dal libro della Genesi 2,18-24
stata tolta”.
Per questo l’uomo abbandonerà suo padre e
Signore Dio disse: “Non è bene che l’uomo
sua madre e si unirà a sua moglie e i due sasia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia
simile”. Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ranno una sola carne.
Per imparare a raccontarsi
con le parole di Dio
Dal libro della Genesi 24 48-51.58-67
In quei giorni, il servo di Abramo disse a Labano: “Benedissi il Signore, Dio del mio padrone Abramo, il quale mi aveva guidato per
la via giusta a prendere per suo figlio, come
sposa, la figlia del fratello del mio padrone.
Ora, se intendete usare benevolenza e lealtà
verso il mio padrone, fatemelo sapere; se
no, fatemelo sapere ugualmente, perché io
mi rivolga altrove”. Allora Labano e Betuel
risposero: “La cosa dal Signore procede: non
possiamo dirti nulla. Ecco Rebecca davanti
a te: prendila e va’ e sia la moglie del figlio
del tuo padrone, come ha parlato il Signore”.
Chiamarono dunque Rebecca e le dissero:
“Vuoi partire con quest’uomo?”. Essa rispose:
“Andrò”.
Allora essi lasciarono partire Rebecca con
la nutrice, insieme con il servo di Abramo e
i suoi uomini. Benedissero Rebecca e le dis-
sero: “Tu, sorella nostra, diventa migliaia
di miriadi e la tua stirpe conquisti la porta
dei suoi nemici!”. Così Rebecca e le sue ancelle si alzarono, montarono sui cammelli e
seguirono quell’uomo. Il servo prese con sé
Rebecca e partì. Intanto Isacco rientrava dal
pozzo di Lacai-Roi; abitava infatti nel territorio del Negheb. Isacco uscì sul far della
sera per svagarsi in campagna e, alzando gli
occhi, vide venire i cammelli. Alzò gli occhi
anche Rebecca, vide Isacco e scese subito dal
cammello. E disse al servo: “Chi è quell’uomo
che viene attraverso la campagna incontro a
noi?”. Il servo rispose: “È il mio padrone”. Allora essa prese il velo e si coprì. Il servo raccontò ad Isacco tutte le cose che aveva fatte.
Isacco introdusse Rebecca nella tenda che
era stata di sua madre Sara; si prese in moglie Rebecca e l’amò. Isacco trovò conforto
dopo la morte della madre.
Per imparare a raccontarsi
con le parole di Dio
Dal libro di Tobia 7,6-14
più stretto. Però, figlio, voglio dirti con franchezza la verità. L’ho data a sette mariti,
In quei giorni Raguele abbracciò Tobia e piscelti tra i nostri fratelli, e tutti sono morti la
anse. Poi gli disse: “Sii benedetto, figliolo!
notte stessa delle nozze. Ora mangia e bevi,
Sei il figlio di un ottimo padre. Che sventura
figliolo; II Signore provvederà. Ma Tobia
per un uomo giusto e largo di elemosine esdisse: “Non mangerò affatto ne berrò, prima
sere diventato cieco!”. Si gettò al collo del
che tu abbia preso una decisione a mio riparente Tobia e pianse. Pianse anche la moguardo”. Rispose Raguele: “Lo farò! Essa ti
glie Edna e pianse anche la loro figlia Sara.
viene data secondo il decreto del libro di
Poi egli macellò un montone del gregge e
Mosè e come dal cielo è stato stabilito che ti
fece loro una calorosa accoglienza. Si lavasia data. Prendi dunque tua cugina, d’ora in
rono, fecero le abluzioni e, quando si furono
poi tu sei suo fratello e lei tua sorella. Ti vimessi a tavola, Tobia disse a Raffaele: “Fratelene concessa da oggi per sempre. Il Signore
lo Azaria, domanda a Raguele che mi dia in
del cielo vi assista questa notte, figlio mio, e
moglie mia cugina Sara”. Raguele udì queste
vi concede la sua misericordia e la sua pace”.
parole e disse al giovane: “Mangia, bevi e
Raguele chiamò la figlia Sara e quando essa
sta’ allegro per questa sera, poiché nessuno
venne la prese per mano e l’affido a Tobia
all’infuori di te, mio parente, ha il diritto di
con queste parole: “Prendila; secondo la legprendere mia figlia Sara, come del resto nepge e il decreto scritto nel libro di Mosè ti vipure io ho la facoltà di darla a un altro uomo
ene concessa in moglie. Tienila e sana e salva
all’infuori di te, poiché tu sei il mio parente
conducila da tuo padre. Il Dio del cielo vi
Per imparare a raccontarsi
con le parole di Dio
assista con la sua pace”. Chiamò poi la madre
di lei e le disse di portare un foglio e stese il
documento di matrimonio, secondo il quale
concedeva in moglie a Tobia la propria figlia,
in base al decreto della legge di Mosè. Dopo
di ciò cominciarono a mangiare e a bere.
Dal libro di Tobia 8,4-8
simile a lui. Ora non per lussuria io prendo
questa mia parente, ma con rettitudine
d’intenzione. Degnati di aver misericordia
di me e di lei e di farci giungere insieme alla
vecchiaia. E dissero insieme: “Amen, amen!”
Dal libro dei Proverbi 31,10-13.19-20.30-31
Una donna perfetta chi potrà trovarla? Ben
La sera delle nozze, Tobia disse a Sara:
superiore alle perle è il suo valore. In lei con“Sorella, alzati! Preghiamo e domandiamo
fida il cuore del marito e non verrà a manal Signore che ci dia grazia e salvezza”. Essa
cargli il profitto. Essa gli dà felicità e non
si alzò e si misero a pregare e a chiedere che dispiacere per tutti i giorni della sua vita. Si
venisse su di loro la salvezza, dicendo: Bene- procura lane e lino e li lavora volentieri con
detto sei tu, Dio dei nostri padri, e benedet- le mani. Stende la sua mano alla conocchia
to per tutte le generazioni e il tuo nome! Ti
e gira il fuso con le dita. Apre le sue mani al
benedicano i cieli e tutte le creature per tutti misero, stende la mano al povero. Fallace è la
i secoli! Tu hai creato Adamo e hai creato
grazia e vana è la bellezza, ma la donna che
Eva sue moglie, perché gli fosse di aiuto e
teme Dio è da lodare. Datele del frutto delle
di sostegno. Da loro due nacque tutto il ge- sue mani e le sue stesse opere la lodino alle
nere umano. Tu hai detto: non è cosa buona porte della città.
che l’uomo resti solo: facciamogli un aiuto
Per imparare a raccontarsi
con le parole di Dio
Dal Cantico dei Cantici 2,8-10.14.16;8,6-7
Dal libro di Siracide 26,1-4.13-16
Una voce! Il mio diletto! Eccolo, viene saltando per i monti, balzando per le colline. Somiglia il mio diletto a un capriolo o ad un cerbiatto. Eccolo, egli sta dietro il nostro muro;
guarda dalla finestra, spia attraverso le inferriate. Ora parla il mio diletto e mi dice:
“Alzati, amica mia, mia tutta bella, e vieni! O
mia colomba, che stai nelle fenditure della
roccia, nei nascondigli dei dirupi, mostrami
il tuo viso, fammi sentire la tua voce, perché
la tua voce è soave, il tuo viso è leggiadro”. Il
mio diletto è per me e io per lui. Egli mi dice:
“Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come
sigillo sul tuo braccio; perché forte come la
morte è l’amore, tenace come gli inferi è la
gelosia: le sue vampe son vampe di fuoco,
una fiamma del Signore! Le grandi acque
non possono spegnere l’amore ne i fiumi
travolgerlo”.
Beato il marito di una donna virtuosa; il numero dei suoi giorni sarà doppio. Una brava
moglie è la gioia del marito, questi trascorrerà gli anni in pace. Una donna virtuosa
è una buona sorte, viene assegnata a chi
teme il Signore. Ricco o povero il cuore di
lui ne gioisce, in ogni tempo il suo volto appare sereno. La grazia di una donna allieta il
marito, la sua scienza gli rinvigorisce le ossa.
È un dono del Signore una donna silenziosa,
non c’è compenso per una donna educata.
Grazia su grazia è una donna pudica, non si
può valutare il pregio di un’anima modesta.
Il sole risplende sulle montagne del Signore,
la bellezza di una donna virtuosa adorna la
sua casa.
Per imparare a raccontarsi
con le parole di Dio
Dal libro del profeta Geremìa 31,31-32.33-34
“Ecco verranno giorni - dice il Signore - nei
quali con la casa di Israele e con la casa di Giuda io concluderò una alleanza nuova. Non
come l’alleanza che ho conclusa con i loro
padri, quando li presi per mano per farli uscire dal paese d’Egitto. Questa sarà l’alleanza
che io concluderò con la casa di Israele
dopo quei giorni, dice il Signore: porrò la
mia legge nel loro animo, la scriverò sul loro
cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi il mio
popolo. Non dovranno più istruirsi gli uni gli
altri, dicendo: Riconoscete il Signore, perché
tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più
grande, dice il Signore”.
SECONDA LETTURA
Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni
apostolo 19,1.5-9
Io, Giovanni, udii come una voce potente di
una folla immensa nel cielo che diceva: “Alleluia! Salvezza, gloria è potenza sono del
nostro Dio”. Partì dal trono una voce che diceva: “Lodate il nostro Dio, voi tutti suoi servi
voi che lo temete, piccoli e grandi!”. Udii poi
come una voce di una immensa folla simile
a fragore di grandi acque e a rombo di tuoni
possenti, che gridavano: “Alleluia. Ha preso
possesso del suo regno il Signore, il nostro
Dio, l’Onnipotente. Rallegriamoci ed esultiamo, rendiamo a lui gloria, perché son giunte
le nozze dell’Agnello; la sua sposa è pronta, le
hanno dato una veste di lino puro splendente”. La veste di lino sono le opere giuste dei
santi. Allora l’angelo mi disse: “Scrivi: Beati gli
invitati al banchetto delle nozze dell’Agnello!”.
Per imparare a raccontarsi
con le parole di Dio
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai
Romani 8,31-35.37-39
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani 12,1-2.9-18
Fratelli, se Dio è per noi, chi sarà contro di
noi? Egli che non ha risparmiato il proprio
Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non
ci donerà ogni cosa insieme con lui? Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio giustifica. Chi
condannerà? Cristo Gesù, che è morto, anzi,
che è risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi? Chi ci separerà dall’amore
di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la
persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo,
la spada? In tutte queste cose noi siamo più
che vincitori per virtù di colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né
vita, né angeli né principati, né presente né
avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcuna altra creature potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro
Signore.
Vi esorto, fratelli, per la misericordia di Dio,
ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro
culto spirituale. Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi
rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono,
a lui gradito e perfetto. La carità non abbia
finzioni: fuggite il male con orrore, attaccatevi al bene; amatevi gli uni gli altri con
affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a
vicenda. Non siate pigri nello zero; siate invece ferventi nello spirito, servite il Signore.
Siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera, solleciti per le necessità dei fratelli, premurosi
nell’ospitalità. Benedite coloro che vi perseguitano, benedite e non maledite.
Per imparare a raccontarsi
con le parole di Dio
Rallegratevi con quelli che sono nella gioia,
piangete con quelli che sono nel pianto. Abbiate i medesimi sentimenti gli uni verso gli
altri; non aspirate a cose troppo alte, piegatevi invece a quelle umili. Non fatevi un’idea
troppo alta di voi stessi. Non rendete a nessuno male per male. Cercate di compiere il
bene davanti a tutti gli uomini. Se possibile,
per quanto questo dipende da voi, vivete in
pace con tutti.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai
Romani 15,1-3.5-7.13
Fratelli, noi abbiamo il dovere di sopportare
l’infermità dei deboli, senza compiacere noi
stessi. Ciascuno di noi cerchi di compiacere
il prossimo nel bene, per edificarlo. Cristo
infatti non cercò di piacere a se stesso. Il Dio
della perseveranza e della consolazione vi
conceda di avere gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti ad esempio di Cristo Gesù,
perché con un solo animo e una voce sola
rendiate gloria a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo. Accoglietevi perciò gli uni gli
altri come Cristo accolse voi, per la gloria di
Dio. Il Dio della speranza vi riempia di ogni
gioia e pace nella fede, perché abbondiate
nella speranza per la virtù dello Spirito Santo.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai
Corinzi 6,13-15.17-20
Fratelli, il corpo non è per l’impudicizia, ma
per il Signore, e il Signore è per il corpo. Dio
poi, che ha risuscitato il Signore, risusciterà
anche noi con la sua potenza. Non sapete
che i vostri corpi sono membra di Cristo?
Ma chi si unisce al Signore forma con lui un
solo spirito. Fuggite la fornicazione! Qualsiasi peccato l’uomo commetta, è fuori del
suo corpo; ma chi si dà all’impudicizia, pecca
contro il proprio corpo. O non sapete che il
Per imparare a raccontarsi
con le parole di Dio
vostro corpo è tempio dello Spirito Santo
che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? Infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio
nel vostro corpo!
invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo
interesse, non si adira, non tiene conto del
male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma
si compiace della verità. Tutto copre, tutto
crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai
non avrà mai fine.
Corinzi 12,31-13,8
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli
Fratelli, aspirate ai carismi più grandi! E io vi
Efesìni 4,1-6
mostrerò una via migliore di tutte. Se anche
parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, Fratelli, vi esorto io, il prigioniero del Signoma non avessi la carità, sono come un bron- re, a comportarvi in maniera degna della vozo che risuona o un cembalo che tintinna. E cazione che avete ricevuto, con ogni umiltà,
se avessi il dono della profezia e conoscessi mansuetudine e pazienza, sopportandovi a
tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi vicenda con amore, cercando di conservare
la pienezza della fede così da trasportare le l’unità dello spirito per mezzo del vincolo
montagne, ma non avessi la carità, non sono della pace. Un solo corpo, un solo Spirito,
nulla. E se anche distribuissi tutte le mie sos- come una sola è la speranza alla quale siete
tanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, stati chiamati, quella della vostra vocazione;
ma non avessi la carità, niente mi giova. La
un solo Signore, una sola fede, un solo batcarità è paziente, è benigna la carità; non è
tesimo. Un solo Dio Padre di tutti, che è al di
Per imparare a raccontarsi
con le parole di Dio
sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è
presente in tutti.
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli
Efesìni 5,2.21-33
Fratelli, camminate nella carità, nel modo
che anche Cristo vi ha amato e ha dato se
stesso per noi. Siate sottomessi gli uni agli
altri nel timore di Cristo. Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; il marito
infatti è capo della moglie, come anche
Cristo è capo della Chiesa, lui che è il salvatore del suo corpo. E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano
soggette ai loro mariti in tutto. E voi, mariti,
amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per
renderla santa, purificandola per mezzo del
lavacro dell’acqua accompagnato dalla parola, al fine di farsi comparire davanti la sua
Chiesa tutta gloriosa, senza macchia ne ruga
o alcunché di simile, ma santa e immacolata.
Così anche i mariti hanno il dovere di amare
le mogli come il proprio corpo, perché chi
ama la propria moglie ama se stesso. Nessuno mai infatti ha preso in odio la propria
carne; al contrario la nutre e la cura, come fa
Cristo con la Chiesa, poiché siamo membra
del suo corpo. “Per questo l’uomo lascerà
suo padre e sua madre e si unirà alla sua
donna e i due formeranno una carne sola”.
Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa! Quindi anche
voi, ciascuno da parte sua, ami la propria
moglie come se stesso, e la donna sia rispettosa verso il marito.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi 4,4-9
Fratelli, rallegratevi nel Signore, sempre; ve
lo ripeto ancora, rallegratevi. La vostra affabilità sia nota a tutti gli uomini. Il Signore è
Per imparare a raccontarsi
con le parole di Dio
vicino! Non angustiatevi per nulla, ma in ogni
necessità esponete a Dio le vostre richieste,
con preghiere, suppliche e ringraziamenti;
e la pace di Dio, che sorpassa ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù. In conclusione, fratelli,
tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro,
amabile, onorato, quello che è virtù e merita
lode, tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri. Ciò che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, è quello che dovete fare.
E il Dio della pace sarà con voi!
vi ha perdonato, così fate anche voi. A1 di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo
della perfezione. E la pace di Cristo regni nei
vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati
in un solo corpo. E siate riconoscenti! La parola di Cristo dimori tra voi abbondantemente;
ammaestratevi e ammonitevi con ogni sapienza, cantando a Dio di cuore e con gratitudine
salmi, inni e cantici spirituali. E tutto quello
che fate in parole ed opere, tutto si compia nel
nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo
di lui grazie a Dio Padre.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai
Colossesi 3,12-17
Dalla lettera agli Ebrei 13,1-4.5-6
Fratelli, perseverate nell’amore fraterno. Non
Fratelli, rivestitevi, come eletti di Dio, santi e
dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola,
amati, di sentimenti di misericordia, di bontà, hanno accolto degli angeli senza saperlo.
di umiltà, di mansuetudine, di pazienza; sop- Ricordatevi dei carcerati, come se foste loro
portandovi a vicenda e perdonandovi scamcompagni di carcere, e di quelli che soffrono,
bievolmente, se qualcuno abbia di che lamen- essendo anche voi in un corpo mortale. Il
tarsi nei riguardi degli altri. Come il Signore
matrimonio sia rispettato da tutti e il talamo
Per imparare a raccontarsi
con le parole di Dio
sia senza macchia. La vostra condotta sia
senza avarizia; accontentatevi di quello che
avete, perché Dio stesso ha detto: Non ti lascerò e non ti abbandonerò. Così possiamo
dire con fiducia: “Il Signore è il mio aiuto,
non temerò. Che mi potrà fare l’uomo?”.
Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
2,1l;3,1-9
Carissimi, io vi esorto nel nome del Signore:
voi, mogli, state sottomesse ai vostri mariti
perché, anche se alcuni si rifiutano di credere alla parola, vengano conquistati dalla
condotta delle mogli, senza bisogno di parole, considerando la vostra condotta casta
e rispettosa. Il vostro ornamento non sia
quello esteriore -capelli intrecciati, collane
d’oro, sfoggio di vestiti-; cercate piuttosto
di adornare l’interno del vostro cuore con
un’anima incorruttibile piena di mitezza e di
pace: ecco ciò che è prezioso davanti Dio.
Così una volta si ornavano le sante donne
che speravano in Dio; esse stavano sottomesse ai loro mariti, come Sara che
obbediva ad Abramo, chiamandolo signore.
Di essa siete diventate figlie, se operate il
bene e non vi lasciate sgomentare da alcuna
minaccia.
E ugualmente voi, mariti, trattate con riguardo le vostre mogli, perché il loro corpo è
più debole, e rendete loro onore perché partecipano con voi della grazia della vita: così
non saranno impedite le vostre preghiere.
E finalmente siate tutti concordi, partecipi
delle gioie e dei dolori degli altri, animati da
affetto fraterno, misericordiosi, umili; non
rendete male per male, né ingiuria per ingiuria, ma, al contrario, rispondete benedicendo; poiché a questo siete stati chiamati per
avere in eredità la benedizione.
Per imparare a raccontarsi
con le parole di Dio
Dalla prima lettera di san Giovanni
apostolo 3,18-24
Dalla prima lettera di san Giovanni
apostolo 4,7-12
Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma coi fatti e nella verità. Da questo
conosceremo che siamo nati dalla verità e
davanti a lui rassicureremo il nostro cuore
qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio è
più grande del nostro cuore e conosce ogni
cosa. Carissimi, se il nostro cuore non ci
rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio; e
qualunque cosa chiediamo la riceviamo da
lui perché osserviamo i suoi comandamenti
e facciamo quel che è gradito a lui. Questo
è il suo comandamento: che crediamo nel
nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo
gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha
dato. Chi osserva i suoi comandamenti dimora in Dio ed egli in lui. E da questo conosciamo che dimora in noi: dallo Spirito che ci
ha dato.
Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché
l’amore è da Dio: chiunque ama è generato
da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha
conosciuto Dio, perché Dio è amore. In questo si è manifestato l’amore di Dio per noi:
Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel
mondo, perché noi avessimo la vita per lui.
In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad
amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha
mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati. Carissimi, se Dio
ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli
uni gli altri. Nessuno mai ha visto Dio; se ci
amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e
l’amore di lui è perfetto in noi.
Per imparare a raccontarsi
con le parole di Dio
VANGELO
Dal vangelo secondo Matteo 5,13-16
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
“Voi siete il sale della terra; ma se il sale
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sulla perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà
montagna e, messosi a sedere, gli si avvicrender salato? A null’altro serve che ad esinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la
sere gettato via e calpestato dagli uomini.
parola, li ammaestrava dicendo: “Beati i poveri Voi siete la luce del mondo; non può restare
in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
nascosta una città collocata sopra un monte,
Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati né si accende una lucerna per metterla sotto
i miti, perché erediteranno la terra. Beati quelli il moggio, ma sopra il lucerniere perché facche hanno fame e sete della giustizia, perché
cia luce a tutti quelli che sono nella casa.
saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché
Così risplenda la vostra luce davanti agli uotroveranno misericordia. Beati i puri di cuore,
mini, perché vedano le vostre opere buone e
perché vedranno Dio. Beati gli operatori di
rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli.
pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati
i perseguitati per causa della giustizia, perché Dal vangelo secondo Matteo 7,21.24-29
di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, “Non chiunque mi dice: Signore, Signore,
diranno ogni sorta di male contro di voi r causa entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la
mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è volontà del Padre mio che è nei cieli.
la vostra ricompensa nei cieli”.
Dal vangelo secondo Matteo 5,1-12
Per imparare a raccontarsi
con le parole di Dio
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e
le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia.
Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella
casa, ed essa non cadde, perché era fondata
sopra la roccia. Chiunque ascolta queste mie
parole e non le mette in pratica, è simile a
un uomo stolto che ha costruito la sua casa
sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono
i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su
quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu
grande”. Quando Gesù ebbe finito questi discorsi, le folle restarono stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come
uno che ha autorità e non come i loro scribi.
Dal vangelo secondo Matteo 19,3-6
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni
farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: “È lecito ad un uomo ripudiare la pro-
pria moglie per qualsiasi motivo?”. Ed egli
rispose: “Non avete letto che il Creatore da
principio li creò maschio e femmina e disse:
Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua
madre e si unirà a sua moglie e i due saranno
una carne sola? Così che non sono più due,
ma una carne sola. Quello dunque che Dio
ha congiunto, l’uomo non lo separi.
Dal vangelo secondo Matteo 22,35-40
In quel tempo, un dottore della legge interrogò Gesù per metterlo alla prova: “Maestro,
qual è il più grande comandamento della
legge?”. Gli rispose: “Amerai il Signore Dio
tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più
grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo
tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipende tutta la Legge e i Profeti”.
Per imparare a raccontarsi
con le parole di Dio
Dal vangelo secondo Giovanni 2,1-11
In quel tempo, ci fu uno sposalizio a Cana di
Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato
alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.
Nel frattempo, venuto a mancare il vino,
la madre di Gesù gli disse: “Non hanno più
vino”. E Gesù rispose: “Che ho da fare con te,
o donna? Non è ancora giunta la mia ora”.
La madre dice ai servi: “Fate quello che vi
dirà”. Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna
due o tre barili. E Gesù disse loro: “Riempite d’acqua le giare”; e le riempirono fino
all’orlo. Disse loro di nuovo: “Ora attingete
e portatene al maestro di tavola”. Ed essi
gliene portarono. E come ebbe assaggiato
l’acqua diventata vino, il maestro di tavola,
che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l’acqua),
chiamò lo sposo e gli disse: “Tutti servono da
principio il vino buono e, quando sono un
po’ brilli, quello meno buono; tu invece hai
conservato fino ad ora il vino buono”. Così
Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di
Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.
Dal vangelo secondo Giovanni 15,9-12
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
“Come il Padre ha amato me, così anch’io
ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se
osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i
comandamenti del Padre mio e rimango nel
suo amore. Questo vi ho detto perché la mia
gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi
amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati”.
Per imparare a raccontarsi
con le parole di Dio
Dal vangelo secondo Giovanni 15,12-16
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
“Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo:
dare la vita per i propri amici. Voi siete miei
amici, se farete ciò che io vi comando. Non
vi chiamo più servi, perché il servo non sa
quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito
dal Padre l’ho fatto conoscere a voi. Non voi
avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho
costituiti perché andiate e portiate frutto e
il vostro frutto rimanga; perché tutto quello
che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo
conceda”.
Dal vangelo secondo Giovanni 17,20-26
In quel tempo Gesù, alzati gli occhi al cielo,
pregava dicendo: “Padre santo, non prego
solo per questi, ma anche per quelli che per
la loro parola crederanno in me; perché tutti
siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in
me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa
sola, perché il mondo creda che tu mi hai
mandato. E la gloria che tu hai dato a me, io
l’ho data a loro, perché siano come noi una
cosa sola. Io in loro e tu in me, perché siano
perfetti nell’unità e il mondo sappia che tu
mi hai mandato e li hai amati come hai amato me. Padre, voglio che anche quelli che mi
hai dato, siano con me dove sono io, perché
contemplino la mia gloria, quella che mi hai
dato; poiché tu mi hai amato prima della
creazione del mondo. Padre giusto, il mondo
non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto;
questi sanno che tu mi hai mandato. E io ho
fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò
conoscere, perché l’amore con il quale mi hai
amato sia in essi e io in loro”.
Il consenso religioso
ESAME DEL FIDANZATO/FIDANZATA
CONSENSO MATRIMONIALE
Queste domande concludono la preparazione 3.Perché sceglie di sposarsi in chiesa?
- Crede nel matrimonio come sacramento?
al matrimonio che l’ha aiutata a prendere co- Ha qualche difficoltà nell’accettare
scienza dei valori e degli impegni del matril’insegnamento della Chiesa sul matrimomonio.
nio? Quale?
Accetta di rispondere alle seguenti domande
sotto il vincolo di giuramento?
4.Il matrimonio comporta una decisione
pienamente libera.
STATO LIBERO
- Si sposa per sua scelta, liberamente e per
amore, oppure è costretto da qualche ne1.Dopo il compimento dei sedici anni ha dicessità?
morato per più di un anno in altra diocesi?
- Si sente spinto al matrimonio dai suoi
(diocesi=realtà ecclesiale che fa capo a un
familiari o da quelli della fidanzata/fidanvescovo)
zato?
Dove?
2.Ha mai contratto matrimonio, anche solo
civile?
- Quando e con chi? Come è cessato questo vincolo?
- Ha avuto figli?
5.Il matrimonio è comunione di tutta la vita
tra un uomo e una donna.
- Vuole il matrimonio come unico e si
impegna alla fedeltà coniugale?
Il consenso religioso
6.È volere di Dio che il vincolo matrimoniale 10. Nel fidanzamento ha avuto motivi per
duri fino alla morte di uno dei coniugi.
dubitare della riuscita del suo matrimo- Vuole il matrimonio come indissolubile
nio?
e quindi esclude di scioglierlo mediante il
- Ha tenuto nascosto qualcosa che possa
divorzio?
turbare gravemente la vita coniugale?
7.Il matrimonio è di sua natura ordinato al
bene dei coniugi, alla procreazione ed
educazione della prole.
- Accetta il compito della paternità/maternità, senza escludere il bene della procreazione?
- Intende dare ai figli un’educazione cattolica?
8.Pone condizioni al matrimonio? Quali?
9.La sua fidanzata/fidanzato accetta il matrimonio-sacramento come unico e indissolubile, oppure ha qualche riserva in
proposito (infedeltà, divorzio)?
- È sicuro/a che sposa lei liberamente per
amore?
N.B: il fidanzato deve essere interrogato separatamente dalla fidanzata e viceversa.
Se non è conosciuto/a personalmente dal parroco, si richieda un documento di identità. Si
faccia presente che le risposte alle domande di
questo esame devono essere date sotto vincolo di giuramento e che esse sono tutelate dal
segreto d’ufficio (cfr. Decreto generale, 10).
Le risposte siano verbalizzate e, al termine,
siano rilette all’interessato/a. Bisogna fare in
modo che le risposte non si riducano genericamente al «sì» o al «no», ma che esprimano più
significativamente l’intenzione dei nubendi.
Nozze solidali. Cosa sono?
Le alternative al “consumismo da altare”
sono idee semplici per risparmiare senza
dimenticarsi degli altri. A volte ci mancano
soltanto quelle e dei recapiti concreti.
Ecco alcune proposte.
LE STRUTTURE E I PRANZI
ragazzi con problemi di disagio psichico (tel.
02.330296812); o al catering multietnico di
“L’Alveare” (tel: 02/29403597) o di “Proficua”
(tel:02/780811).
PARTECIPAZIONI, INVITI E LIBRETTI DI NOZZE
La cooperativa sociale “La Bottega Creativa”
La cooperativa sociale “Meta” previene il
(tel. 039.321174) può chiamare a raccolta i
disagio giovanile e affitta spazi e tavoli della vostri amici con partecipazioni, inviti e libretcascina “Costa Alta” del Parco di Monza (Mi) ti di nozze preparate dai soci svantaggiati.
(tel. 039.321900).
LISTE DI NOZZE
La cooperativa agricola “Fraternità Nibai” a
Sul fronte del commercio equo ha aperto
Cernusco sul Naviglio (Mi) (tel. 02.9249433)
da poco lo “Spazio Cose dell’altro mondo”,
prepara pranzi di nozze a prezzi ragionevoli.
prima bottega del commercio equo dedicata
Un altro parco ricco di fascino e solidarietà
solo alle nozze, promossa da “Cose dell’altro
per una festa all’aperto è quello dell’ex-osmondo”. Lo spazio si può visitare tutti i
pedale psichiatrico Paolo Pini: chiedete lumi giorni su appuntamento (tel. 02.8940175),
all’associazione Olinda (tel. 02.66212315).
venerdì pomeriggio dalle 16.00 alle 19.00 e
sabato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00
Se lo spazio c’è già ma il cibo no affidatalle 19.00. Gli sposi potranno scegliere parevi al “catering sociale” della cooperativa
tecipazioni, bomboniere e creare la propria
“Il Laboratorio”, che inserisce al lavoro
Nozze solidali. Cosa sono?
lista di nozze equa e solidale. Non mancano
prodotti artigianali lavorati dalle cooperative sociali italiane che impiegano persone
svantaggiate. Anche le “Botteghe del Mondo” di commercio equo e solidale propongono liste nozze e bomboniere. Chi vuole regalare solidarietà può “donare” agli sposi un
contributo a un progetto nel Sud del mondo.
comunicata a parenti ed amici tramite un
cartoncino di ringraziamento da parte di
Vidas, (Eleonora Giusti, tel. 02.72511224
oppure email: [email protected])
LUNA DI MIELE
Sognate Santo Domingo o Cuba?
Andateci al volo, ma con rispetto. Tures (tel.
030-292212) e Pindorama (tel. 02-39218714,
ABITI
[email protected]), agenzie di viaggio e di
Gli abiti da sposa, salvo eccezioni, vengoturismo responsabile, propongono lune
no usati una sola volta. Se vuolete evitare
di miele dal Brasile al Venezuela. Il settore
questo spreco andate al negozio “Di mano in “Viaggi e miraggi” della cooperativa Pace e
mano” dell’assoc. Comunità e Famiglia, in V. Sviluppo di Treviso (tel. 0422-301424) proDurazzo 5 (cell. 333-4741314, per gli orari);
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Altre soluzioni le propongono i vari gruppi
Erasmo 5 (tel.02.29060969)
di “Bilanci di giustizia”: pranzi, abiti e feste
autoprodotte e tanta semplicità: bilanci@
BOMBONIERE
libero.it
Una bomboniera speciale? Vidas propone
una donazione all’associazione, che verrà
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Presentazione 2 - Parrocchia San Bernardo