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La Stagione Teatrale 2010/2011 è caratterizzata da un fatto importante: dopo un periodo di confronti, progetti e valutazioni, si è costituita nel 2010 la Fondazione Teatri di Piacenza. Si tratta quindi
della prima Stagione che nasce sotto l’egida della Fondazione stessa.
Fondazione Teatri che non deve essere solamente un fatto giuridico e
amministrativo, che permetta un’accelerazione - peraltro importante
- dei processi decisionali e dello svolgimento burocratico dell’attività del Teatro Municipale, ma soprattutto un’occasione unica per
rilanciare ulteriormente il settore teatrale a Piacenza, dalla lirica alla
prosa, dalla musica alla danza.
Ci troviamo purtroppo, ormai da alcuni anni, in una stuazione asfittica e critica soprattutto dal punto di vista economico, che anche recentemente ha visto un ulteriore aggravamento, con i tagli al Fondo
Unico per lo Spettacolo e la soppressione dell’Ente Teatrale Italiano,
segnali molto preoccupanti per tutti. In questo clima certo non confortante, per noi che amiamo e viviamo il teatro diventa ancora più
urgente e importante non cedere alla rinuncia, ma pensare a nuove
sfide, con una progettualità in grado di rinnovarsi e di proporre sempre nuovi orizzonti creativi agli artisti e al pubblico. Per continuare a
fare un teatro che è meraviglia e stupore, che è forza ed energia in
quanto radicato in una città e in un territorio, un teatro “sociale” in
quanto capace di relazionarsi con una comunità.
Ed è per questo che anche “Tre per Te” nel 2010/2011 ci riserva
alcune novità.
La più importante riguarda il cartellone Altri Percorsi. A fronte di un
notevole incremento del numero di abbonamenti e biglietti nella Stagione passata, abbiamo pensato di trasferire al Teatro Municipale la
programmazione di tutti gli spettacoli di questa sezione. Una scelta determinata anche dal fatto che le produzioni individuate per il
2010/2011 - pur in linea con il filone dell’innovazione e della ricerca
che ha caratterizzato Altri Percorsi fin dagli inizi - hanno esigenze
tecniche e/o un richiamo nei confronti del pubblico non compatibili con gli spazi del Teatro Comunale Filodrammatici. La scelta di
programmare il cartellone Altri Percorsi al Teatro Municipale è infine
dettata da un’altra considerazione: la volontà di aprire ulteriormente
il principale teatro della nostra città ai giovani e agli studenti delle
scuole e delle università, allo scopo di valorizzarne la portata culturale anche nei confronti delle nuove generazioni.
Un’altra novità riguarda una nuova rassegna al Teatro Comunale Filodrammatici, pensata allo scopo di accompagnare il pubblico nell’attesa dell’avvio della Stagione di Prosa: si tratta di Aspettando… Tre
per Te. Un programma di quattro appuntamenti nel mese di ottobre,
con Compagnie emergenti, ma anche nomi già affermati, e spettacoli
di teatro di ricerca e di innovazione che hanno dimensioni ottimali
per lo spazio di Via Santa Franca. Un cartellone che in prospettiva
futura potrebbe delinearsi come una sorta di Festival.
In linea con questa nuova progettualità, è doveroso fare un accenno
all’aggiornata veste grafica, e non solo, del periodico “TeatroMagazine”. Un formato più agile, un’impaginazione rivista graficamente,
una maggiore ricchezza di contenuti: non solo la Stagione “Tre per
Te”, ma tutta la prosa nel suo complesso, con gli spettacoli e le rassegne per tutto il pubblico, dal teatro scuola, al teatro per le famiglie,
senza dimenticare l’attività di produzione e circuitazione che fa capo
a Teatro Gioco Vita.
Fulcro della Stagione “Tre per Te” ovviamente la Prosa, nel cui
cartellone segnaliamo gli spettacoli del Piccolo Teatro di Milano
(Donna Rosita nubile del grande regista catalano Llouis Pasqual,
nuova produzione dello Stabile milanese che a Piacenza farà la
prima tappa della tournée 2010/2011) e di Emilia Romagna
Teatro (Le signorine di Wilko, con la regia di Alvis Hermanis,
regista lettone sulla scia di Nekrošius e tra i più acclamati e
considerati protagonisti della scena europea). Ritorna Paolo
Poli, assente da sette anni dal palcoscenico del Municipale.
Gradito ritorno, a grande richiesta, anche quello del musical,
con un evento di richiamo come Aggiungi un posto a tavola del
Teatro Sistina di Roma. Ospiteremo una commedia leggera ma
di elevata qualità artistica come L’appartamento con Massimo
Dapporto, dall’omonimo film di Billy Wilder. E ancora, Marco
Paolini (ITIS Galileo), Franco Branciaroli (Don Chisciotte),
Massimo Popolizio diretto da Massimo Castri (Il Misantropo).
Nella sezione Altri Percorsi, tra le altre cose, la prima volta del
Teatro del Carretto a Piacenza con Amleto, lo spettacolo di
Alessandro Gassman Roman e il suo cucciolo e Piazza d’Italia
del Teatro di Roma, con la regia di Marco Baliani dall’omonimo
romanzo di Antonio Tabucchi, che ospiteremo in occasione del
150° anniversario dell’Unità d’Italia. Ricordiamo inoltre I pugni
in tasca, versione teatrale dell’omonimo film di Marco Bellocchio (spettacolo che sarà anche occasione di approfondimento
in percorsi collaterali tra cinema e teatro), e quella che è la vera
e propria rivelazione dei palcoscenici italiani, Oblivion Show,
una parodia musicale caratterizzata da una comicità surreale e
raffinata che ricorda in certi casi il “Trio” dei momenti migliori.
Senza dimenticare l’atteso ritorno di Alessandro Bergonzoni con
un nuovo spettacolo.
La Stagione di Danza sposta la sua attenzione sull’oggi, attraverso le piccole e grandi questioni della nostra vita attuale che
irrompono nell’arte, come il rapporto padri/figli, quello con le
abilità “diverse”, la questione dell’identità, la fuga dall’omologazione sociale e l’immigrazione, temi che attraversano tutti
gli spettacoli in cartellone, componendo un piccolo album di
esistenze. In scena Virgilio Sieni, la Compagnia Abbondanza/
Bertoni, Silvia Gribaudi, Ambra Senatore e Collettivo 320Chili.
Confermata la sezione Pre/Visioni, che si consolida come finestra aperta sulle giovani generazioni, sulle scuole di teatro, i
laboratori, gli esiti di studi originali. Si articolerà in un arco temporale tra maggio e giugno, al Teatro Comunale Filodrammatici
e anche in altri spazi individuati di volta in volta a seconda delle
esigenze e delle caratteristiche delle performance e dei lavori
che saranno presentati.
Per finire, non dobbiamo dimenticare “InFormazione Teatrale”,
un articolato programma di formazione e informazione teatrale
che Teatro Gioco Vita ha avviato nel 2006 grazie al contributo
della Fondazione di Piacenza e Vigevano e che consideriamo
importante tanto quanto il cartellone degli spettacoli: attività
collaterali, incontri, laboratori, progetti formativi, conferenze.
Una Stagione che, tra continuità e novità, progetti ormai consolidati e nuovi percorsi, dimostra di non essere mai ferma e paga
dei risultati, peraltro importanti, già raggiunti.
Questo è il nostro modo di pensare e fare teatro.
Diego Maj
Direttore artistico
Teatro Gioco Vita
Paolo Dosi
Assessore alla Cultura
Comune di Piacenza
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180(52 TEATROMAGAZINE
Anno 7 - n. 10
Edizioni
TEATRO GIOCO VITA
Teatro Stabile di Innovazione
Direttore
Diego Maj
Via San Siro, 9 - 29121 Piacenza
Tel. 0523.332613 - Fax 0523.338428
www.teatrogiocovita.it
[email protected]
Direttore responsabile
Simona Rossi
Progetto grafico e realizzazione
MCube Comunicazione
Stampa
Tipolito Farnese, Piacenza - Giugno 2010
Aut. Tribunale di Piacenza n° 604 del 31.12.2004
Hanno collaborato
Marilisa Fiorani, Nadia Quadrelli, Nicoletta Bernazzani,
Alessandra Guglielmetti, Giulia Miglioli
Fotografie e illustrazioni:
Gianni Cravedi, Prospero Cravedi, Camilla Biella, Lele Luzzati,
Matteo Maria Maj, Nicoletta Garioni, Raffaella Cavalieri, Dan Norman,
Luca Piva, Massimo Bersani, Piergiorgio Raffaelli (1984),
Vincenzo Pioggia (Stanzas in Meditation, Silvia Urbani), Attilio Marasco
(Donna Rosita nubile), Marcello Norberth (Le signorine di Wilko),
Riccardo Spinella (L’appartamento), Gian Mario Bandera (Don Chisciotte),
Filippo Brancoli Pantera (Amleto), Davide Dutto e Tommaso Savoia
(Marco Paolini), Piero Casadei (Oblivion Show), Federico Riva
(Roman e il suo cucciolo), Serafino Amato (Piazza d’Italia), Fausto Bonvini
(Altro piccolo progetto domestico - Ambra Senatore), Viola Berlanda
(Passo-duo, Ambra Senatore), Alvise Nicoletti (A corpo libero, Silvia Gribaudi),
Marco Caselli (Osso), Stefano Ricci (Duo - titolo da definire,
Compagnia Abbondanza/Bertoni), Lidia Bagnara (Lucia Vasini)
6200$5,2
PROGRAMMA
Aspettando... Tre per Te
Prosa
Altri Percorsi
Teatro Danza
Pre/Visioni
4
6
8
9
10
SPETTACOLI PROSA
Donna Rosita nubile
Il mare
Le signorine di Wilko
Il Misantropo
Aggiungi un posto a tavola
ITIS Galileo
L’appartamento
Don Chisciotte
12
14
16
18
20
22
24
26
SPETTACOLI ALTRI PERCORSI
Amleto
Alessandro Bergonzoni
Oblivion Show
Piazza d’Italia
Roman e il suo cucciolo
I pugni in tasca
28
30
32
34
36
38
SPETTACOLI TEATRO DANZA
Osso
A corpo libero, Passo-Duo,
Altro piccolo progetto domestico
Ai migranti
Duo - Compagnia Abbondanza/Bertoni
40
42
44
45
ATTIVITA’ COLLATERALI
InFormazione Teatrale
46
INFORMAZIONI
Biglietteria
Abbonamenti
Carnet 6 spettacoli
Biglietti
Biglietti last minute
Aspettando... Tre per Te
Pre/Visioni
Comunicazioni
Servizi per il pubblico
48
50
52
53
53
53
53
54
55
Salt’in Banco
Produzioni Teatro Gioco Vita
A teatro con mamma e papà
56
60
63
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scritto e diretto da Massimiliano Gracili
con Riccardo Ballerini
con il patrocinio di Federazione Ciclistica Italiana,
Cardio Salus Associazione, Radio Popolare,
Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico
Quando l’ultimo vinceva è uno spettacolo comico brillante
che racconta le astute gesta di un ciclista, Luigi Malabrocca, che nei primi anni dopo la Seconda Guerra Mondiale
trova gloria, notorietà e lauti guadagni scegliendo di arrivare perennemente ultimo. L’Italia di quegli anni, distrutta
e lacerata nel profondo, ricomincia a sognare nel ciclismo
attraverso i suoi eroi. La strada e la bicicletta sono luogo
d’incontri e di evasione. La gente tifa e sogna per le imprese di Coppi e di Bartali, ma si rivede nelle fatiche del più
debole, dell’ultimo. E così, nelle più profonde retrovie, con
addosso la sua maglia nera, Malabrocca controlla astutamente che nessuno scivoli alle sue spalle.
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moltissimo liberamente tratto
dall’Enrico IV di Luigi Pirandello
Un attore (Michele Di Mauro) e un compositore (G.U.P. Alcaro),
partendo dalla suggestiva ed elettrizzante traccia dell’Enrico IV di
Pirandello, si divertono a scomporre e ricomporre la vita del testo
(e della sua struggente musicalità) shakerandolo con invenzioni di
scrittura originali o prese in prestito da altre folli pagine della letteratura e del teatro (passando da Petrolini a Nijinsky, da Heiner
Muller a Carver), con l’intento di elaborare un concerto di parole
e suoni che - proprio dalla frantumazione del punto di partenza trova il respiro necessario per elevare ad una potenza massima la
poetica pirandelliana.
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JLRYHGuRWWREUH
dal romanzo di George Orwell
regia Simone Toni
musiche Carlo Borsari
scene Alessandra Gabriela Baldoni
con Luca Carboni, Diana Manea, Stefano Moretti,
Simone Toni, Giulia Valenti (cast in via di definizione)
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Nel futuro descritto da Orwell esiste un solo partito i cui
slogan sono: la guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza
è forza.
La nostra società è davvero così diversa da quella descritta da
Orwell? Siamo davvero liberi? Quali sono i metodi odierni di
controllo sull’individuo?
Con questa messa in scena Gli Incauti vogliono promuovere il
loro teatro come azione culturale concreta, viva ed efficace nella
sua prerogativa di verità fisica, opposta alla realtà virtuale degli
schermi. Il teatro che suscita emozioni forti vissute sulla pelle di
attori e pubblico a contatto, teatro per riflettere e per imparare
a scegliere.
Compagnia Urbani-Guerra
Stanzas in Meditation
di e con Silvia Urbani
scene e luci Alessio Guerra
Stanzas in Meditation indaga lo stato d’Assenza come condizione
interiore privilegiata per aprirsi al presente e alla complessità del
reale. Quando non siamo più identificati con un’immagine o con
un oggetto, abbandonando le nostre identità e credo, otteniamo
libertà, diventiamo capaci di percepire quel fitto sistema di connessioni e vibrazioni invisibili che abitano l’istante.
In questo delicato equilibrio tra interno ed esterno può accadere una piccola resurrezione, la percezione del nostro legame con
l’universale, l’irruzione selvaggia della verità dell’esistenza.
Ispirato a Stanzas in Meditation di Gertrude Stein del 1932.
Unbalance-2
di e con Michela Minguzzi
È una metamorfosi lenta, inesorabile, quella che trasporta il corpo in questo spazio vergine ed effimero. Il brivido del bilico si
annida insidioso nelle pieghe di un alito di vento, di una vertigine
improvvisa nell’assoluta precarietà di un equilibrio vulnerabile al
tutto. Non siamo mai stati qui, questo non è il nostro peso, non
conosciamo queste correnti che ci destabilizzano. La sospensione, il galleggiamento in un’aria indifferente e casualmente avversa sono l’unica certezza in questa dimensione urbana.
Tutto è capovolgibile in un istante spietato, è sangue alla testa,
inversione, vortice, spinta e pressione.
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16-17 novembre 2010
Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa
DONNA ROSITA NUBILE
di Federico García Lorca
regia Lluís Pasqual
scene Ezio Frigerio
costumi Franca Squarciapino
luci Claudio De Pace
musiche Jisep Maria Arrizabalaga
movimenti coreografici Montsé Colomé
con (in ordine alfabetico) Andrea Coppone,
Giancarlo Dettori, Pasquale Di Filippo,
Martina Galletta, Alessandra Gigli,
Eleonora Giovanardi, Andrea Jonasson,
Giulia Lazzarini, Rosalina Neri, Franca Nuti,
Stella Piccioni, Franco Sangermano, Sara Zoia
21-22 dicembre 2010
Emilia Romagna Teatro Fondazione
Programma Cultura dell’Unione Europea
nell’ambito del progetto Prospero
Teatro Stabile di Napoli
Nuova Scena Arena del Sole - Teatro Stabile
di Bologna
LE SIGNORINE DI WILKO
dall’omonimo romanzo di Jaroslaw Iwaszkiewicz
adattamento e regia Alvis Hermanis
con Laura Marinoni, Sergio Romano, Patrizia Punzo,
Elena Arvigo, Irene Petris, Fabrizia Sacchi,
Alice Torriani
coreografia Alla Sigalova
scene Andris Freibergs
costumi Gianluca Sbicca
luci Paolo Pollo Rodighiero
7-8 dicembre 2010
11-12 gennaio 2011
Produzioni Teatrali Paolo Poli
IL MARE
due tempi di Paolo Poli
da Anna Maria Ortese
con Paolo Poli
e con altri attori da definire
regia Paolo Poli
scene Emanuele Luzzati
costumi Santuzza Calì
consulenza musicale Jacqueline Perrotin
coreografie Claudia Lawrence
Teatro di Roma
IL MISANTROPO
di Molière
regia Massimo Castri
scene e costumi Maurizio Balò
con Massimo Popolizio, Graziano Piazza,
Sergio Leone, Federica Castellini,Laura Pasetti,
Ilaria Genatiempo, Mauro Malinverno
7
18-19 gennaio 2011
Il Sistina
AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA
commedia musicale di Garinei e Giovannini
scritta con Jaja Fiastri
con Gianluca Guidi, Enzo Garinei
regia originale Pietro Garinei e Sandro Giovannini
musiche Armando Trovajoli
coreografie Gino Landi
scene e costumi Giulio Coltellacci
22-23 marzo 2011
Franco Branciaroli
DON CHISCIOTTE
progetto e regia Franco Branciaroli
da Miguel de Cervantes con Franco Branciaroli
scena Margherita Palli
luci Gigi Saccomandi
costumi Caterina Lucchiari
musiche Daniele D’Angelo
produzione Teatro de Gli Incamminati
7-8 febbraio 2011
Marco Paolini
ITIS GALILEO
di Francesco Niccolini e Marco Paolini
produzione Jolefilm
22-23 febbraio 2011
Massimo Dapporto e Benedicta Boccoli
L’APPARTAMENTO
di Billy Wilder e I.A.L. Diamond
adattamento Edoardo Erba e Massimo Dapporto
scene Luca Nardelli
costumi Cristiana Ricceri
disegno luci Mario Esposito
musiche Antonino Armagno
regia Patrick Rossi Gastaldi
produzione Antheia
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9 novembre 2010
28 febbraio 2011
Teatro del Carretto
AMLETO
da William Shakespeare
adattamento e regia Maria Grazia Cipriani
scene e costumi Graziano Gregori
suono Hubert Westkemper
luci Angelo Linzalata
con attori e tecnici della Compagnia
Teatro di Roma
PIAZZA D’ITALIA
dal romanzo di Antonio Tabucchi
regia Marco Baliani
drammaturgia Maria Maglietta
scene e costumi Carlo Sala
musiche Mirto Baliani
8 marzo 2011
2 dicembre 2010
Alessandro Bergonzoni
NUOVO SPETTACOLO (titolo da definire)
di e con Alessandro Bergonzoni
regia Alessandro Bergonzoni e Riccardo Rodolfi
16 febbraio 2011
OBLIVION SHOW
regia Gioele Dix
gli Oblivion sono Graziana Borciani,
Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda,
Fabio Vagnarelli
musiche Lorenzo Scuda
testi Davide Calabrese, Lorenzo Scuda
produzione The Blue Apple, Il Rossetti - Teatro
Stabile del Friuli Venezia-Giulia
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Alessandro Gassman
ROMAN E IL SUO CUCCIOLO
Cuba and His Teddy Bear di Reinaldo Povod
traduzione e adattamento Edoardo Erba
con Manrico Gammarota, Sergio Meogrossi,
Giovanni Anzaldo, Matteo Taranto,
Natalia Lungu, Andrea Paolotti
regia Alessandro Gassman
scene Gianluca Amodio
costumi Helga H. Williams
musiche originali Pivio&Aldo De Scalzi
5 aprile 2011
Teatro Stabile di Firenze
I PUGNI IN TASCA
di Marco Bellocchio
riduzione e adattamento teatrale dall’omonimo film
con Ambra Angiolini, Pier Giorgio Bellocchio
regia Stefania De Santis
scena Daniele Spisa
uno spettacolo teatrale prodotto da Roberto Toni
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7,9
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14 gennaio 2011
Teatro Municipale - doppia rappresentazione
ore 20.30 e ore 21.45*
Virgilio Sieni
OSSO
ideazione e regia Virgilio Sieni
interpretazione Virgilio Sieni e Fosco Sieni
musiche, progetto sonoro
e live electronics Francesco Giomi/
Francesco Canavese (Tempo Reale)
luci Marco Santambrogio
*spettacolo a pubblico limitato - max 80 persone
prenotazione obbligatoria
25 febbraio 2011
Teatro Comunale Filodrammatici
Silvia Gribaudi
A CORPO LIBERO
coreografia e danza Silvia Gribaudi
elaborazioni musicali Mauro Fiorin
luci David Casagrande Napolin
Ambra Senatore
ALTRO PICCOLO PROGETTO DOMESTICO
coreografia e regia Ambra Senatore
interprete Ambra Senatore
musiche Brian Bellot, Domenico Modugno
luci Fausto Bonvini
Ambra Senatore
PASSO - duo
con Caterina Basso e Ambra Senatore
luci Fausto Bonvini
musiche Brian Bellot, Andrea Gattico
24 marzo 2011
Teatro Comunale Filodrammatici
Collettivo 320Chili
AI MIGRANTI
con Elena Burani, Piergiorgio Milano, Fabio Nicolini,
Roberto Sblattero, Francesco Sgrò
coproduzione Auditorium Parco della Musica
di Roma, Associazione Sosta Palmizi,
La Corte Ospitale
1 aprile 2011
Teatro Comunale Filodrammatici
Compagnia Abbondanza/Bertoni
DUO (titolo da definire)
un progetto di Michele Abbondanza
e Antonella Bertoni
con Patrizia Birolo e Antonella Bertoni
in collaborazione con
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Von Horvath (1901-1938) può essere considerato l’ultimo rappresentante del teatro viennese, un teatro che è sempre riuscito
ad essere popolare e nello stesso tempo distante dalle tentazioni del verismo. Kasimir e Karoline, testo pochissimo rappresentato e che risente della tecnica cinematografica, è scritto a
brevi sequenze come una sceneggiatura. È uno squarcio, trasudante dolcezza, dissennatezza e dolore, sul grande saturnale
dell’Oktoberfest di Monaco, sinistramente illuminato dalla crisi
economica che ha ripreso ad infierire e che rende tutto più precario: lavoro, affetti, autenticità, stabilità dei rapporti. Un tema
dunque di stretta attualità.
Agnese Cornelio, diplomata in regia all’Accademia Nazionale
d’Arte Drammatica “Silvio D´Amico” e perfezionata a Berlino
presso l’Universität der Kunste e la scuola per attori “Ernst
Busch”, ha lavorato al Maxim Gorki Theater di Berlino, al
Theater Basel di Basilea, al Münchner Kammerspiele di Monaco di Baviera. Negli ultimi anni ha collaborato con alcuni tra i
più importanti registi del teatro di lingua tedesca (tra gli altri,
Stephan Kimmig, Thomas Ostermeier, Lars-Ole Walburg, Stephan
Kaegi, Johann Simons, Luc Perceval). Nella stagione 2010/2011
sarà impegnata nella regia di due produzioni del Nuovo Teatro
Nuovo di Antonio Latella, a Napoli. Alla Società Filodrammatica
Piacentina ha tenuto stage anche negli anni passati sul teatro
mitteleuropeo.
Lucia Vasini prosegue il lavoro
laboratoriale avviato nei primi
mesi del 2004 grazie a Teatro
Gioco Vita e cresciuto in questi
anni diventando un’ormai consolidata esperienza artistica. In
scena un’ulteriore fase di una
ricerca drammaturgica che il
gruppo persegue fin dagli inizi, dove la parola, la musica e
l’improvvisazione interagiscono in un originale “gioco teatrale”. Lucia Vasini con gli ospiti e gli operatori del Dipartimento
di Salute Mentale compie un’altra tappa di un percorso artistico
che negli ultimi anni l’ha portata a confrontarsi con alcuni classici del teatro. Ricordiamo, ad esempio, il lavoro su Aspettando
Godot di Samuel Beckett, con una produzione che ha valicato i
confini locali circuitando con successo in diverse città della Regione Emilia Romagna, facendo tappa anche all’Arena del Sole
di Bologna nel programma del festival “DiversaMente” con la
direzione artistica del critico Massimo Marino. Una crescita che
si è potuta realizzare anche grazie alle opportunità offerte dalla
“residenza artistica” della Compagnia diretta da Lucia Vasini
presso Teatro Gioco Vita - Teatro Stabile di Innovazione.
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Con il terzo anno di programmazione si conclude il ciclo del Laboratorio L’origine della figura. Il potere
evocativo e metaforico dell’ombra ci ha condotti in un mondo ricco di figure. La sua materia inconsistente
e la sua capacità di mostrarsi in forme sempre nuove e in continua trasformazione hanno spinto i nostri
occhi a “guardare” dentro quel buio e a scoprirvi le tracce di una realtà parallela. L’ombra che timidamente è apparsa ai nostri piedi e che lentamente si è alzata in piedi si è dimostrata pronta a staccarsi da
noi, diventare pubblica, e capace di raccontare storie per chi vuole ascoltarla. Da misteriosa e inafferrabile è diventata mansueta, pronta ad offrirsi come linguaggio di rappresentazione. La terza e ultima tappa
porta a compimento questo percorso ed è incentrata proprio sull’ombra come strumento di rappresentazione. L’obiettivo è l’allestimento
di un percorso animato composto da micro-storie d’ombra, inserite in uno spazio scenico non propriamente teatrale, in grado di rendere
protagoniste le differenti possibilità e potenzialità espressive e poetiche dell’ombra.
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Al lavoro con una classe del Liceo “Gioia” di Piacenza Valentina Escobar, operatrice teatrale,
formatrice, attrice, giovane regista, aiuto regista di alcuni tra
i più grandi Maestri del teatro
italiano e internazionale.
Un’esperienza poetica teatrale
e formativa nella quale tutti gli
“allievi attori” si confronteranno con una giovane regista e alcune scene dell’opera di William Shakespeare. Il copione su cui
i partecipanti lavoreranno è il risultato di una minuziosa operazione drammaturgica della stessa Valentina Escobar, basata
sulla ricerca di una giusta armonia tra le parole shakespeariane
e la sceneggiatura del memorabile film dedicato a Cleopatra
di Joseph Mankiewicz, che vide protagonisti Elisabeth Taylor e
Richard Burton. Tra gli obiettivi, l’avvicinamento al mondo
del teatro, alla sua professione, la scoperta della poeticità e
dell’unicità espressiva di ogni attore partecipante, la creazione
di un atto unico incentrato sulla figura di Cleopatra in cui protagonisti, però, saranno tutti gli interpreti indipendentemente
dal numero di battute dette, proprio in nome di quell’armonia
indispensabile per fare teatro e musica, per creare e vivere.
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Un gruppo di attori, tra cui
Marco Cacciola, Michelangelo
Dalisi e Francesco Villano, si
reincontrano dopo anni di esperienze e collaborazioni con altri
registi. Decidono di costituire
una compagnia “instabile” per
condividere poetiche e percorsi
diversi, per mescolare i segni viventi della loro pratica teatrale.
La diversa formazione, la stessa volontà autorale, la responsabilità in prima persona. Una forma di neo battesimo artistico che li
impegnerà non solo in scena, ma alternativamente anche nella
regia e nella coreografia.
Un Cieco “osserva” il suo Paese distrutto. Ma crede che tutto
vada bene. Ed è felice. Della grazia di Dio che lo avvolge. Godendo, dice, “la pace del mio paese e la pace della mia anima”.
A cinquant’anni dalla pubblicazione e a venti dalla morte del
suo autore, Il Cieco di Dürrenmatt sarà più di uno spunto, sarà
la Fonte da cui sgorgherà il nostro lavoro collettivo. Andremo a
costruire una commedia sulla cecità che esonera dal vedere le
sciagure. Una commedia umana fin troppo riconoscibile, una
farsa macabra dove “non ci sono più né colpevoli né responsabili”, violentemente attuale, ma di quell’attualità che, come
direbbe Deleuze, ci mostra ciò che stiamo diventando.
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Il grande regista catalano Lluís Pasqual torna a dirigere un
classico di García Lorca con il Piccolo Teatro di Milano.
In scena tre generazioni di artisti, con alcuni tra i più grandi
attori di Strehler: Gian Carlo Dettori, Andrea Jonasson, Giulia Lazzarini, Rosalina Neri, Franca Nuti.
“L’idea che il pubblico ha dell’opera di Federico García Lorca - spiega Lluís Pasqual - è di un teatro di grandi tragedie
del mondo rurale: penso a Mariana Pineda, in parte anche a
Bernarda Alba. In realtà, Lorca è il Picasso della letteratura
spagnola: come il pittore ebbe il periodo blu, il periodo rosa,
poi aderì al cubismo, anche nella scrittura di Lorca esistono
fasi molto diverse. El Público è altro da Bernarda Alba come
da Donna Rosita; Poeta en Nuova York appartiene a un universo per certi versi opposto a quello del Romancero gitano.
Forse, se esiste un elemento comune, è l’importanza che
egli attribuisce alla speranza. In Donna Rosita, García Lorca
racconta la fedeltà a una memoria, descrive un modo fuori
dal tempo di vivere l’amore. Allo scorrere del tempo tocca
il ruolo di protagonista e quando il tempo è protagonista, è
della vita che si parla”.
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di Federico García Lorca
adattamento e regia Lluís Pasqual
traduzione di Elena Clementelli - Newton Compton 1993
scene Ezio Frigerio
costumi Franca Squarciapino
luci Claudio De Pace
musiche Josep Maria Arrizabalaga
movimenti coreografici a cura di Montserrat Colomé Pujol
con (in ordine alfabetico) Andrea Coppone,
Gian Carlo Dettori, Pasquale Di Filippo, Martina Galletta,
Alessandra Gigli, Eleonora Giovanardi, Andrea Jonasson,
Giulia Lazzarini, Rosalina Neri, Franca Nuti, Stella Piccioni,
Franco Sangermano, Sara Zoia
produzione
Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa
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“Eccetto El Público, dove García Lorca parla di sé - prosegue
Pasqual - le altre commedie hanno donne per protagoniste.
Il teatro di García Lorca, come il cinema di Almodóvar, vive
di battute pronunciate da donne. Un cast quasi completamente al femminile, con grandi attrici, artiste straordinarie
che, da spettatore, ho adorato. In scena tre generazioni di
artisti: un primo gruppo ha conosciuto Giorgio Strehler e ha
lavorato a lungo con lui; ne fanno parte anche Ezio Frigerio
e Franca Squarciapino, che firmano scene e costumi; altri
hanno avuto Strehler come maestro alla Scuola di Teatro del
Piccolo, ma non hanno recitato sotto la sua guida; infine i
giovanissimi, cresciuti al Piccolo ma in un’altra epoca”.
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Trent’anni della vita di una donna di provincia si consumano davanti al nostro sguardo, allo stesso modo
in cui si consuma in un giorno l’altra protagonista
della storia, la rosa mutabilis. Promessa a un giovane
che dopo il fidanzamento lascia la Spagna, Rosita lo
attende per vent’anni, fiduciosa che lui tornerà, come
le promette in periodiche lettere. Ma gli anni passano, le amiche di Rosita si sposano ed hanno bambini,
il fidanzato non torna e la giovane appassisce, come
la rosa mutabilis che lo zio di lei ama coltivare. L’ovvio verrà alla luce: il fidanzato di Rosita si è sposato
in Argentina e non ha avuto il coraggio di rivelarglielo. Ma forse lei sapeva…
Federico García Lorca in quest’opera si allontana
dalla durezza della campagna per scrivere un poema
leggero, una commedia delicata, il più cechoviano
dei suoi testi, dove si mescolano dal vivo lo scontro
tra la memoria e la vita con la sua forza misteriosa,
tra la fedeltà ad un ricordo e il mondo che si muove
davanti a noi e con noi. E per ultimo, benché talvolta
sia ciò che più conta, Donna Rosita è una grande,
grande storia d’amore, raccontata con un profondo
lirismo.
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I racconti di Anna Maria Ortese, composti nel lungo arco
di tempo che va dagli anni Trenta ai Settanta affiancando
la produzione dei grandi romanzi, riflettono sorprendentemente la complessa personalità dell’autrice. Storie quasi
senza storia che dipingono una realtà tragica come attraverso un sogno. Spesso sono stati paragonati al fantastico
viaggio dantesco nell’aldilà.
Ad una rilettura odierna sembrano piuttosto rievocare la
teatrale tenerezza del Tasso o la cinematografica leggerezza dell’Ariosto. Gli avvenimenti narrati sono visti attraverso
il ricordo struggente: l’infanzia infelice, ma luminosa, l’adolescenza insicura, ma traboccante, l’amore sfiorato, ma mai
posseduto. Sentimenti che ricordano il dispettoso rifiuto di
Kafka e le illuminazioni improvvise di Joyce.
Figure e figurine di un’Italietta arrancante nella storia dove
le canzonette fanno la parte del leone. Accanto a Paolo
Poli gli attori che da sempre lo accompagnano in un tipo di
teatro personalissimo. Le scene del grande Emanuele Luzzati enfatizzano la pittura novecentesca. I costumi fantasiosi di Santuzza Calì sorprendono ancora una volta.
Le musiche di Jacqueline Perrotin persuadono arditamente. Insomma una nuova produzione della “premiata ditta
Sorrisi e Veleni”.
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due tempi di Paolo Poli
da Anna Maria Ortese
con Paolo Poli
e con altri attori da definire
regia Paolo Poli
scene Emanuele Luzzati
costumi Santuzza Calì
consulenza musicale Jacqueline Perrotin
coreografie Claudia Lawrence
Produzioni Teatrali Paolo Poli
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Legato alla cultura grande e piccola dell’Italia fine
secolo e di quella del Novecento tra le due guerre,
la cultura cioè dei nonni e dei padri - e anche della
madre che era maestra - arricchita da una raffinata
educazione letteraria, soprattutto francese, Paolo Poli
esercita i suoi bersagli affabilmente ma puntualmente satirici contro la retorica e l’ipocrisia di una società ancora connotata sostanzialmente da mentalità
piccolo-borghesi; ma lo fa a modo suo, coniugando
alla satira di costume, la parodia e il funambolismo,
la malinconia e il guizzo farsesco, il travestitismo e il
divertissement cabarettistico.
Le generazioni cambiano, ma Paolo Poli mantiene i
suoi spettatori, affascinati dalla sua grazia; variando
appena i materiali di partenza.
Il che non è un limite, ma il segno di un’originalità e unicità di fare spettacolo abbastanza atipica in
Italia.
(dal Dizionario dello Spettacolo
del ‘900, Baldini & Castoldi)
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Il romanzo Le signorine di Wilko dello scrittore polacco
Jaroslaw Iwaszkiewicz mi ha affascinato già fin dai tempi
degli studi, quando l’ho letto per la prima volta.
Il racconto, nel quale Wiktor Ruben torna nella casa di
campagna dove quindici anni prima viveva lavorando come
istitutore presso una famiglia dove crescevano sei sorelle,
mi ispira per varie ragioni.
Certamente, la situazione stessa - un uomo e sei donne
- già in sé è particolare e istigatrice di fantasie. Mettendo
in scena questo testo nel contesto italiano non si può non
ricordare il film di Federico Fellini La città delle donne con
Marcello Mastroianni nel ruolo principale.
Però al testo di Iwaszkiewicz appartengono anche altre
qualità e caratteristiche: innanzi tutto, è straordinariamente poetico. Quasi poesia scritta in prosa. Perciò nel mettere
in scena questo lavoro letterario ci confrontiamo con una
sfida, ossia scoprire se è possibile rendere visibile la poesia.
Inoltre questo testo ricorda davvero molto la scrittura di
Marcel Proust: ricordi, dettagli, odori, sensazioni e sfioramenti dimenticati.
Il passato e i ricordi sono il tema che da sempre costituisce
il centro d’attenzione dei miei spettacoli teatrali. E questo
racconto di Iwaszkiewicz verte solo e soltanto su questo.
Melanconia e nostalgia non sono solo sentimenti melodrammatici.
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dall’omonimo romanzo di Jaroslaw Iwaszkiewicz
adattamento e regia Alvis Hermanis
con Laura Marinoni, Sergio Romano, Patrizia Punzo,
Elena Arvigo, Irene Petris, Fabrizia Sacchi, Alice Torriani
coreografia Alla Sigalova
scene Andris Freibergs
costumi Gianluca Sbicca
luci Paolo Pollo Rodighiero
produzione
Emilia Romagna Teatro Fondazione,
Programma Cultura dell’Unione Europea nell’ambito
del Progetto Prospero
Teatro Stabile di Napoli
Nuova Scena Arena del Sole - Teatro Stabile di Bologna
Sono le qualità che hanno sempre caratterizzato la coscienza culturale dell’Europa, o almeno così è stato fino alla fine
del XX secolo.
Siamo nel XXI secolo e stiamo vivendo enormi cambiamenti nella coscienza europea. Si può dire che siamo, in questo momento, testimoni della morte della vecchia e buona
Europa. E qualsiasi lavoro artistico che viene creato oggi
ha, in tale contesto, l’aspetto di un necrologio.
Necrologio alla percezione della vita della vecchia Europa.
Restano solo i ricordi. L’autore ha scritto questo lavoro
dopo la prima guerra mondiale. Il suo eroe, Wiktor, è da
poco tornato dal fronte. La guerra è una parte importante
di questo racconto. Iniziando il lavoro con questa messa in
scena abbiamo deciso di trasferire le vicende in un tempo
e in un contesto diversi, ossia nell’anno 1947 dopo la fine
della seconda guerra mondiale. Il motivo principale è dovuto alle caratteristiche della moda femminile degli anni ’40
nel contesto della guerra. Non a caso la moda femminile di
quel periodo era allo stesso tempo maschile, quasi brutale
e molto vicina allo stile militare, ma contemporaneamente
erotica e sessualmente provocatoria.
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Alvis Hermanis, regista lettone direttore artistico del
Nuovo Teatro di Riga e vincitore del IX Premio Europa
Nuove Realtà Teatrali, tra i più acclamati e considerati protagonisti della scena europea, firma la regia di
Le signorine di Wilko di Jaroslaw Iwaszkiewicz, una
delle figure più importanti della letteratura polacca
contemporanea.
Le signorine di Wilko, di cui alcuni ricorderanno la
versione cinematografica di Andrzej Waida, a suo
tempo candidata all’Oscar come miglior film straniero, affronta i temi del ricordo e della memoria cari
a Hermanis. Nell’adattamento da lui proposto, gli
accadimenti raccontati nel romanzo di Iwaszkiewicz,
sono ambientati negli anni successivi alla seconda
guerra mondiale. Protagonista della storia è Wiktor
Ruben, uomo di mezza età che, colpito da un grave lutto, decide di recarsi per un periodo di riposo
nel villaggio dove da giovane trascorreva l’estate.
Qui Wiktor incontrerà, dopo molti anni, le sei sorelle
conosciute in gioventù, le signorine di Wilko appunto, cui lo legano numerosi ricordi. Il loro inatteso ritrovarsi sconvolgerà i delicati equilibri emotivi delle
sorelle, ormai adulte, e dello stesso Wiktor, nel lento
scorrere delle giornate estive.
Alvis Hermanis
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Come noto, Molière ebbe il coraggio di iniziare un nuovo
genere di teatro, che descriveva senza veli i costumi del suo
tempo. I suoi personaggi, presi dalla vita di tutti i giorni,
erano avari, sciocchi, ipocriti, scaltri, misantropi, ma tutti
avevano in comune un pregio: erano vivi, veri e, per di più,
comici.
Sembrerebbe che il Duca di Montasieur, precettore del
Delfino di Francia, avesse minacciato Molière di bastonarlo
per averlo preso a modello come l’Alceste, protagonista
de Il Misantropo, salvo poi cambiare idea e ringraziarlo
dell’onore concessogli.
Sin dal loro primo apparire sulle scene, le commedie di
Molière piacquero al pubblico proprio per la novità che rappresentavano anche se, come nel caso citato, egli raramente inventava trame e soggetti originali, sfruttando piuttosto
il patrimonio di autori vissuti prima di lui. La sua grandezza
è quella di far diventare le storie comuni storie universali,
valide per ogni epoca e località.
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di Molière
regia Massimo Castri
scene e costumi Maurizio Balò
con Massimo Popolizio, Graziano Piazza,
Sergio Leone, Federica Castellini,
Laura Pasetti, Ilaria Genatiempo,
Mauro Malinverno
produzione
Teatro di Roma
Il Misantropo è allora la storia di chi, contro il parere e i
consigli degli amici, non scende mai a compromessi, pone
sempre la sincerità al di sopra di tutto, anche a costo di
urtare le varie e deboli personalità col rischio, quindi, di
perdere ogni possibile protezione.
È questo il retroterra che Massimo Castri, uno dei nostri
più importanti registi, affronta con questa nuova messa in
scena, accostandosi per la prima volta a un Molière, in un
percorso di collaborazione con il Teatro di Roma che ha già
visto altre importanti tappe, come Tre sorelle, Porcile, Finale
di partita, Quando si è qualcuno, Questa sera si recita a
soggetto.
Nel ruolo di protagonista Massimo Popolizio, un’altra presenza che, così come quella di Castri, segna la continuità di
un rapporto di lavoro e di ricerca con due tra i più importanti artisti della scena teatrale italiana.
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Il misantropo è Alceste, che non sopporta compromessi o finzioni. Ha una lite giudiziaria in corso ma,
come spiega all’amico Philinte, non farà pressioni per
ottenere un verdetto favorevole. Non esita a giudicare pessimo un sonetto di Oronte, inimicandoselo.
È innamorato della civetta e maldicente Célimène e
non della sua bella e virtuosa cugina Eliane.
Due avvenimenti chiuderanno Alceste nella sua misantropia: la calunniosa accusa, da parte del suo avversario nel processo, che sia lui l’autore di un infame libello, e la definitiva certezza della doppiezza di
Célimène e della sua frivolezza quando lei, abbandonata da tutti i suoi adoratori, rifiuta di sposarlo per
non seguirlo in provincia.
Un grande classico del teatro, sempre attuale a più di
trecento anni dalla sua prima rappresentazione avvenuta nel 1666, rivelatore della profonda capacità di
indagine psicologica di Molière.
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La commedia musicale Aggiungi un posto a tavola, diventata ormai un classico del teatro italiano, è stata rappresentata per la prima volta nel 1974 ed è nata dalla penna
di Garinei e Giovannini con la collaborazione di Jaja Fiastri
e dalla partitura di Armando Trovajoli. Fin dalla sua prima
rappresentazione ha conquistato il cuore del pubblico che
ha applaudito i suoi personaggi in ogni angolo del mondo.
Rarissimo caso di commedia veramente internazionale è
stata rappresentata in oltre cinquanta versioni dalla Russia
all’Inghilterra, dal Brasile alla Cecoslovacchia, dall’Austria
all’Argentina, e poi in Messico, in Perù e in Spagna.
Spettacolo unico e particolarissimo, trova il suo successo,
oltre che nelle invenzioni del testo e delle musiche, nella
perfetta macchina teatrale inventata da Giulio Coltellacci
che firmò scene e costumi. La canonica, la piazza con il
sagrato, l’Arca si succedono in maniera continua grazie ai
due girevoli che danno vita a quei cambiscena che spesso hanno strappato al pubblico sinceri applausi a “scena
aperta”.
In questa versione ritroviamo le coreografie di Gino Landi,
tra i più apprezzati e conosciuti coreografi italiani e storico
collaboratore della ditta G&G e autore delle coreografie
originali.
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commedia musicale di Garinei e Giovannini
scritta con Jaja Fiastri
con Gianluca Guidi, Enzo Garinei
regia originale Pietro Garinei e Sandro Giovannini
musiche Armando Trovajoli
coreografie Gino Landi
scene e costumi Giulio Coltellacci
produzione
Il Sistina
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La storia, liberamente ispirata a After me the deluge di
David Forrest, narra le avventure di don Silvestro e del suo
paese, scelti da Dio per costruire una nuova arca e salvarsi dal secondo diluvio universale. Gianluca Guidi, attore e
cantante di talento che il pubblico italiano ben conosce e
apprezza, indosserà, siamo sicuri con naturalezza, la tonaca
di don Silvestro portandogli in dote la sua innata simpatia
e comunicatività. Nel ruolo del sindaco Crispino torna Enzo
Garinei, che qui firma anche la ripresa della regia originale.
Con loro un cast di grande livello, compresi i venti solisti
che danno vita ai vari personaggi della storia.
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Don Silvestro, il parroco di un piccolo paese di montagna, riceve un giorno una “inaspettata” telefonata: Dio in persona gli ordina di preparare un’Arca, in
vista di un secondo diluvio universale.
Il giovane parroco, aiutato dal suo paese e intralciato da mille inconvenienti (non ultimo il sindaco del
paese, Crispino, che cercherà in tutti i modi di mettergli i bastoni tra le ruote), riesce alla fine tra mille dubbi nella sua impresa. Ma l’Arca costruita non salperà
mai. Poco prima del diluvio un cardinale convince la
gente del paese a non seguire don Silvestro che viene creduto pazzo per la sua bizzarra idea, cosicchè al
momento del cataclisma sull’Arca si trovano solo lui
e Clementina, la giovane figlia del sindaco.
Silvestro decide però di non abbandonare il suo
paese e i suoi amici e a diluvio iniziato scende
dall’Arca: Dio vede fallire il suo progetto e fa smettere il diluvio, tutti sono sani e salvi, salvati dall’altruismo e dall’amicizia del curato. All’interno della
storia si dipanano molte minitrame in un perfetto
gioco di scatole cinesi: l’amore di Clementina per
don Silvestro; l’inimicizia per lo stesso del padre di
Clementina, l’ateo Crispino; la comparsa in paese di
Consolazione, una prostituta che distrarrà gli uomini
dai loro doveri familiari; l’amore di lei per Toto, lo
scemo del paese, che grazie alla riacquistata virilità la
trarrà dalle attenzioni degli altri uomini e la sposerà.
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ITIS Galileo nasce da alcune domande e riflessioni intorno
a Galileo e Copernico e al mondo in cui hanno vissuto che
da un paio d’anni ho cominciato a scambiare con amici e
collaboratori che con me hanno iniziato a studiare l’argomento. Da quei ragionamenti, da quelle letture sono nati
gli spunti per questo racconto, spunti da cui vale la pena
di partire per continuare a cercare le domande giuste per
interrogare il presente. Una fra tante: come mai quattrocento anni dopo Galileo per fare l’oroscopo continuiamo a
scrutar le stelle come fossero fisse, che cielo usiamo, quello
di Copernico o quello di Tolomeo?
ITIS Galileo è teatro “no profet”. È l’occasione per ragionare di scienza mal digerita sui banchi di scuola, di argomenti ben portati da filosofi, maghi, preti e scienziati circa
il modo di immaginare l’universo, di spiegare l’attrito e di
far l’oroscopo.
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di Francesco Niccolini e Marco Paolini
consulenza storica Giovanni De Martis
consulenza scientifica Stefano Gattei
consolle audio Gabriele Turra
consolle luci Andrea Violato
direzione tecnica Marco Busetto
illuminotecnica e fonica Ombre Rosse
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produzione
Michela Signori, Jolefilm
Galileo Galilei e gli altri: Claudio Tolomeo e Niccolò Copernico, Tycho Brahe e Giovanni Keplero, Giordano Bruno e
Tommaso Campanella, Gneo Giulio Agricola e Andrea Vesalio. Forse non tutti sempre nella stessa sera e nello stesso
ordine perché la forma scelta è quella di un racconto aperto
con parti di dialogo e lettura sopra alle cose che legano
Galileo ad Einstein e ce li rendono vicini, anche se a molti
di noi non riesce di capire proprio bene bene cosa stanno
dicendo. Però ci piacerebbe e forse val la pena di provarci,
anche a teatro.
Marco Paolini
(aprile 2010)
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C.C. “Bud” Buxter (Massimo Dapporto), impiegato ambizioso di una grande società di assicurazioni, sa mettersi
bene in luce con i propri superiori prestando ai più libertini… il suo appartamento. Spera così in una fulminante
carriera. Paga il prezzo di piccoli disagi che scaturiscono in
gag esilaranti con vicini e colleghi.
La voce si sparge fino ai piani alti dell’azienda e finalmente
può lasciare a J. D. Sheldrake, il grande direttore, campo
libero nel suo appartamento. Ma, sorpresa delle sorprese,
apprende a malincuore che la gentile accompagnatrice del
suo capo è proprio la donna dei suoi sogni: Fran Kubelik
(Benedicta Boccoli) gentile, discreta, ricercatissima, inarrivabile “ragazza dell’ascensore”. A questo punto Bud dovrà
prendere la decisione della sua vita: perdere l’amore o il
lavoro.
Può l’amore vincere sulla carriera? Sì, questa commedia,
lucida, cinica, amara e divertente del grande Billy Wilder dà
una risposta affermativa pur mettendo a nudo una società
e un mondo del lavoro basati sull’ambizione, il denaro e
la costante ricerca di un miglioramento sociale. I “piccoli
disagi” diventano però “grandi rinunce”, quando si parla
d’Amore, e allora libero spazio al lieto fine in barba ai soldi,
alla carriera e al successo.
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di Billy Wilder e I.A.L. Diamond
adattamento Edoardo Erba e Massimo Dapporto
scene Luca Nardelli
costumi Cristiana Ricceri
disegno luci Mario Esposito
musiche Antonino Armagno
regia Patrick Rossi Gastaldi
con Massimo Dapporto e Benedicta Boccoli
e con (in ordine alfabetico) Rossana Bonafede,
Riccardo Peroni, Carlo Ragone, Riccardo Maria Tarci
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produzione
Antheia
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In senso metaforico L’appartamento potrebbe essere sottotitolato “come riconquistare l’innocenza perduta”.
Ho volutamente lasciato l’ambientazione negli anni ’60,
così come nel film, vincitore di ben cinque premi Oscar,
come se riconquista, innocenza, candore, etica e amore
fossero valori del passato.
Sarà vero? A voi l’ardua sentenza.
Patrick Rossi Gastaldi
Ci voleva la spavalda esperienza di un autore come
Edoardo Erba - capace di passare coraggiosamente
da un’epoca all’altra nei suoi testi per la scena, il
cinema o la tv, cambiando agilmente paesi e dialetti,
magari reinventando le vite di personaggi del passato - per affrontare la trasformazione in una commedia per il teatro di un grande film degli anni Sessanta
quale L’appartamento, che un europeo d’America
della stazza di Billy Wilder girò con Jack Lemmon,
Shirley Mc Laine e Fred Mc Murray. E ora lo spettacolo, adattato dall’autore con Massimo Dapporto,
gustoso protagonista (…). Il testo riprende un clima
newyorchese ormai facilmente assimilabile a quello
delle grandi città europee, non togliendo peraltro il
gusto della sorpresa alla vicenda dell’impiegato di
una grande società di assicurazioni che, per sbarcare
il lunario, affitta a ore il suo appartamento da scapolo a colleghi di lavoro alla ricerca di spazi alternativi
a quello familiare per concedersi delle impellenti libertà sessuali al di fuori del matrimonio. Il bisogno
è molto sentito, tanto da favorire la carriera del fortunato mortale nell’azienda, ma crea ingorghi e a
un certo punto potrà anche provocare dei disguidi
se l’addetta agli ascensori, che ha il fisico attraente
e la grazia espressiva di Benedicta Boccoli ed è la
prediletta del protagonista, si fa sorprendere da lui
in quel nido con il boss della società costringendolo
a un affrettato lieto fine, nello show diretto con cura
da Patrick Rossi Gastaldi (…).
Franco Quadri
(“La Repubblica”)
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...Il procedimento corrisponde a un nascondermi. L’ho già
fatto con Finale di partita di Beckett dove ho adottato i toni
del doppiatore italiano dell’ispettore Clouseau alias Peter
Sellers. Come se escludessi i miei mezzi vocali. Ancora di
più col Don Chisciotte evocante Gassman e Bene (o con
Gassman e Bene che evocano il Cavaliere della Mancha e
Sancio) in definitiva plasmo le voci degli altri, voci diventate
mitiche, nobilmente manieristiche. Non è un caso che loro
due siano riproducibili, reinventabili (è molto difficile riprodurre me, che non ho nulla di particolare a livello di gola),
e va aggiunto che il nostro è un momento in cui non si
può più granché affermare una voce, per il semplice motivo
che in realtà non ti stanno più ad ascoltare. Un gruppo
di persone decide cosa è giusto e cosa non lo è (e questo andrebbe bene se le opzioni e i culti fossero davvero
giusti: purtroppo sono spesso sbagliati), e queste persone
sono tutto l’apparato decisionale coalizzato (dal critico ai
direttori di teatro). La conseguenza è che la povera arte del
teatro continua a pedalare a vuoto, il ricambio è costituito
da fallimenti, e non c’è spazio per un contropotere. Allora ho sentito la tentazione di portare in scena i potenti:
vedetevela con loro, con Gassman e Bene. Non è proprio
esclusivamente un omaggio: è anche, quindi, una specie di
resa dei conti. Ossia, l’omaggio è ovvio, perché reputi alti
coloro cui ti riferisci per mettere a segno la resa dei conti.
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progetto e regia Franco Branciaroli
scena Margherita Palli
luci Gigi Saccomandi
costumi Caterina Lucchiari
musiche Daniele D’Angelo
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produzione
Teatro de gli Incamminati
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Però è come se dicessi anche: bene, questi sono i miti che
avete codificato, e io mi ci confronto, e questo produce
anche l’idea teoretica di un Chisciotte che si trova nella
condizione in cui mi trovo io, che deve parlare con/per voce
altrui, che non vive una condizione romantica con slanci
ideali ma subisce il destino d’un disgraziato alle prese con
un mondo che non lo vuole, che non ha niente a che fare
con lui. Il Cavaliere dalla triste figura impersona la deriva,
l’ultima spiaggia cui viene costretto oggi il teatro. Rischiamo non più di vedere un’osteria come fosse un castello, ma
di vedere un’osteria come fosse il teatro...
Franco Branciaroli
(da una conversazione con Rodolfo di Giammarco
per i volumi del TST - Teatro Stabile di Torino)
“Don Chisciotte è un enorme trattato sull’imitazione:
così come lui imita i cavalieri, io imito i cavalieri della
scena”.
Con questa premessa Franco Branciaroli, dopo l’originale edizione di Finale di partita in cui il protagonista
parlava con la voce dell’ispettore Clouseau, affronta
lo spettacolo tratto dal testo di Miguel de Cervantes.
Branciaroli sarà infatti impegnato nel doppio ruolo di
Don Chisciotte e Sancho Pancia, cui darà, imitandole,
le voci di Vittorio Gassman e Carmelo Bene. Il vagabondare verbale, divertente e commovente insieme,
dei due mattatori ripercorrerà alcune delle scene più
celebri del grande romanzo picaresco del siglo de oro
spagnolo. “Li immagino nell’aldilà - spiega ancora
Branciaroli - mentre confessano che avrebbero sempre voluto mettere in scena il libro più d’avanguardia che ci sia, il Don Chisciotte. Li faccio parlare e
così, accanto ai personaggi dell’Hidalgo e di Sancho,
riprenderanno vita anche i loro dialoghi, i loro battibecchi, il loro immaginario”. Ecco dunque che le
“maschere verbali” dei due grandi protagonisti della
scena teatrale italiana daranno anche occasione di
ritrovare atmosfere di un Gran Teatro che non c’è più
e che lo stesso Branciaroli, che con Bene ha recitato ai suoi esordi, ha preso per la coda: “Erano due
avversari irriducibili - continua l’attore-regista - ma
anche, al fondo, due artisti che si stimavano. E questa
è una cosa che mi commuove”.
E divertimento con un pizzico di nostalgia sarà infatti la temperatura emotiva dello spettacolo. Il finale?
Non è una vera fine, cosa che sarebbe pertinente solo
con il mondo dell’aldiqua, mentre nel tempo eterno
i nostri due mattatori, e idealmente Branciaroli con
loro, possono ripetere all’infinito, variandola e reinventandola, la rappresentazione.
E così è.
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Maria Grazia Cipriani ha riscritto l’Amleto per il Teatro
Del Carretto leggendolo come un diario del protagonista
rivissuto con passione e fantasia (…). E alla fine di una
serata memorabile, i personaggi si sdoppiano prima che il
protagonista evochi la strage finale in una partita di dama
giocata con se stesso.
Franco Quadri (“La Repubblica”)
Il Teatro è play. Ce lo ricorda meravigliosamente il Teatro
Del Carretto col suo Amleto (…). La regia di Maria Grazia
Cipriani miscela sapiente l’ironia al cartoon, la tragedia allo
sberleffo. Sposta e scompone ma si puntella all’idea drammaturgica del suo Amleto-fulcro, mentre Graziano Gregori
le apparecchia l’efficace scenografia e i costumi. Il Carretto
ci offre così un altro frutto glorioso.
Rossella Battisti (“L’Unità”)
In un’ora e mezza il Carretto condensa e distilla tutto Amleto, riempiendo di senso mai scontato le parole del testo
shakespeariano, con le duttili voci dei suoi attori e le posture dei loro corpi scolpiti dalle luci e guidati sul palco da
dinamiche che seguono regole di drammaturgia cinestesica
efficaci oltre ogni parola.
Sara Ricci (www.loschermo.it)
7($752081,&,3$/(
29
da William Shakespeare
adattamento e regia Maria Grazia Cipriani
scene e costumi Graziano Gregori
suono Hubert Westkemper
luci Angelo Linzalata
con attori e tecnici del Teatro del Carretto
(3;9S
7L9JV9ZS
produzione
Teatro del Carretto
$33817,3(581$0(66$,16&(1$
Proveremo a leggere il testo nella prospettiva del protagonista, con le altre figure, fantasmatiche o reali,
filtrate dalla sua sensibilità o dalla sua immaginazione: proiettando il dramma come in un sogno… in
una riscrittura che attraverso spostamenti, cesure e
montaggi caratterizzi una struttura che pur dal taglio
quasi cinematografico, metta in evidenza o infranga
ogni convenzione teatrale, sempre sovrapponendo
moto tragico a moto comico e che lasci l’interpretazione psicanalitica come quella politica visibili in
trasparenza, per mettere in luce il dramma dell’uomo oppresso da pensieri sul senso dell’esistenza: solo
con i fantasmi, il dubbio, l’essere o non essere…
La compagnia del Teatro del Carretto dimostra ancora una
volta di sapere reinterpretare i classici con sensibilità, capacità e rara potenza nella scelta delle soluzioni formali e
visive.
Mauro Corso (www.teatroteatro.it)
Se Amleto è una tragedia che pone domande alle quali non
è dato rispondere, allora la versione della Cipriani, sebbene
ridotta all’osso, coglie a pieno nel segno.
Susanna Battisti (“Fogli e parole d’arte”)
Ci vuole coraggio, molto coraggio a sedersi a tavolino per
ristudiare questo testo fondamentale. Il Teatro del Carretto
fa molto di più. Fracassa quel tavolino e rovescia tutte le
suggestioni possibili in scena.
Sergio Lo Gatto (www.klpteatro.it)
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Un attore che in scena può far scomparire improvvisamente il senso comune e sostituirlo con panorami fino ad un
attimo prima impensabili, un autore che non ha imitatori
proprio perché non si ferma di fronte al linguaggio ma vi si
immerge fino ad estrarne i concetti fondanti.
Un Bergonzoni anarchicamente comico ma, questa volta,
sicuramente molto più polemico e metafisicamente critico
verso la realtà che ci assedia.
31
7($752081,&,3$/(
di e con Alessandro Bergonzoni
regia Alessandro Bergonzoni e Riccardo Rodolfi
(3;9S
7L9JV9ZS
Alessandro, ma quand’è che hai cominciato a parlare per non smettere più? «In fase prenatale, anche se
il parlare c’entra poco, è la punta dell’iceberg. Il tema
è il pensare, non il parlare. Tutti si fermano alla voce
e alle associazioni verbali, ma la questione è quella
del flusso interiore, che all’ epoca io non riconoscevo.
Un flusso mentale, filosofico, antropologico, che nasceva da sé». Un dono? Una condanna? «La parola
prescelto non mi piace, ma rende l’idea. Non amo il
caso, credo più nel caos. Io faccio la danza del mentre: mentre penso una cosa ne parte un’altra, arriva
la posta che mi manda un altro pensiero, apro la missiva e mentre la apro ne compongo un’altra ancora.
Il linguaggio è il remo, la vela, la zattera: il vento che
muove la vela è il pensiero. Lo so, di solito a pensare
sono i filosofi, non i comici. Il comico deve parodiare
e imitare, ma non pensare? Io invece ho una carta
vetrata, quella della fantasia e dell’immaginazione.
Che sono energie alternative, che mi muovono e mi
possiedono». (…)
«Il pubblico è provato, non ha più le papille gustative. Va ripalatizzato. Stimo la ricerca, ma dobbiamo
rilanciare soprattutto la ricerca dell’incommensurabile. Io voglio usare le mine pro uomo per far saltare l’accettazione e l’assuefazione. Cacciamo gli
spensierati, prepariamo una felicità composta, che
sia un canederlo zeppo di altri ingredienti. Sono i
mezzi di distrazione di massa la droga che serve a
chi vende paura. E finiamola di confondere sogni con
bisogni: i bisogni sono desiderio e necessità, il sogno
è indicibile, inaudito, rivelazione. Chiedo molto. Non
bastiamoci più. Il poco crea metastasi culturali, non
è innocuo. Voglio avvenire, non essere avvenente,
voglio far succedere, non voglio successo».
Enrico Regazzoni
(“La Repubblica”, 23 febbraio 2009)
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Prima di tutto il ritmo e il senso del tempo...
Ecco da dove sono partiti i cinque cantattori, bolognesi
d’adozione, per costruire, sotto la divertita ma rigorosa guida di Gioele Dix, uno spettacolo che coinvolge il pubblico
e lo travolge con la velocità delle gag, con l’arguzia delle
citazioni e dei riferimenti musicali e letterari, con la sensazionale tecnica vocale e precisione scenica di una Compagnia che è cresciuta a pane e musical.
L’intelligenza è la capacità di creare connessioni e legami,
da questo punto di vista gli Oblivion sono tra le Compagnie
più intelligenti degli ultimi anni... È davvero il loro marchio
di fabbrica questo mettere a contatto diretto cultura alta e
popolare, la tradizione musicale dagli anni ‘20 di Rodolfo
De Angelis con Vasco Rossi. Parallelamente, il loro pubblico raccoglie al tempo stesso stuoli di ragazzi che vedono
i loro video su You Tube, ma anche molti sessantenni che
riconoscono con affetto i riferimenti alla musica leggera del
tempo che fu e apprezzano la precisione scenica e l’ammirevole tecnica canora sullo stile del grande avanspettacolo
italiano del secolo scorso.
Gli Oblivion utilizzano almeno un secolo di materiale musicale italiano servendosi delle canzoni come di un alfabeto privato, per montare, intrecciare, deformare, riciclare
in modo da costruire uno scintillante palinsesto canoro, al
tempo stesso omaggio ai grandi e sberleffo ai meno grandi,
7($752081,&,3$/(
33
regia Gioele Dix
gli Oblivion sono Graziana Borciani, Davide Calabrese,
Francesca Folloni, Lorenzo Scuda, Fabio Vagnarelli
musiche Lorenzo Scuda
testi Davide Calabrese, Lorenzo Scuda
(3;9S
7L9JV9ZS
produzione
The Blue Apple
Il Rossetti - Teatro Stabile del Friuli Venezia-Giulia
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“Oblivion Show, un travolgente mix di invenzioni che sciorina una
sorpresa dopo l’altra rovesciando sul pubblico oltre un’ora e mezza
di geniali trovate accolte da risate e applausi”.
(“La Repubblica”, 26/10/2009)
in cui si raggiunge un miracoloso equilibrio tra citazione e
creatività, tra umorismo e commozione.
Il senso del tempo, non solo musicale, entra nella natura
stessa di questo show, permettendo le esilaranti connessioni musicali degli Esercizi di Stile dove vengono creati per
la prima volta legami tra il Papa e Zucchero Fornaciari, Eros
Ramazzotti e i Tenores di Bitti, Marco Masini e il Quartetto
Cetra...
Il tempo è anche quello della velocità richiesta da Internet,
ed ecco l’applauditissima sintesi dei Promessi Sposi in 10
minuti (oltre 895.000 visualizzazioni su You Tube...).
E non parliamo poi delle tragedie di Shakespeare riassunte
in 8 minuti... in un surreale contesto da “Porta a Porta” che
ci racconta molto di più sull’Italia di oggi di quanto non
faccia sulla Danimarca di Amleto...
Il tempo è infine quello dell’orologio della Stazione di Bologna, “...sempre fermo sulle 10 e 25...”, un pezzo che
strappa sempre un lungo applauso commosso, non solo
dalle platee emiliane, a dimostrazione del fatto che il loro
nome - Oblivion, il dimenticare - ha un significato quantomeno ironico...
Il lavoro artistico degli Oblivion è anche questo: insegnare
a non dimenticare.
È un piacere dirigere gli Oblivion, cinque solisti che
amano il gioco di squadra. Sono tutti ottimi cantanti,
solidi sul piano tecnico e musicalmente versatili. Il
loro repertorio spazia dal classico al pop, passano
con disinvoltura dal canto gregoriano al rap, sono
melodici e jazz. Ed è proprio il gusto per la contaminazione, unito all’innata vocazione per il palcoscenico, a renderli speciali. Hanno senso del comico e
sanno mettersi in gioco anche come attori e attrici
senza eccesso di pudore, pur non rinunciando al rigore richiesto dalle partiture. Il loro spettacolo è ricco di
parodie, di riletture ironiche e di invenzioni drammaturgiche e musicali di straordinario impatto. Abbiamo
lavorato insieme sui contenuti, sulle geometrie della
scena e soprattutto sul ritmo. Una faticosa e felice
avventura per la quale è valsa la pena spendersi senza risparmio.
Gioele Dix
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Nel 2011 il nostro Paese compirà centocinquanta anni.
Non si sa ancora come questo anniversario sarà celebrato.
Di certo sarà un momento importante per riflettere sulle
nostre identità, sul percorso che ci ha portati fin qui, sulla
memoria, sulle tappe, le date, le persone e i fatti che hanno
permesso di essere quello che siamo. Ho pensato così di
cominciare un percorso teatrale di avvicinamento a questa
scadenza, che mi permettesse di toccare alcuni temi, e di
narrarli in azioni sceniche.
Piazza d’Italia, il romanzo di Antonio Tabucchi, è il racconto
di un’epopea familiare. Attraverso le storie di tre generazioni di ribelli, che a loro volta si intrecciano con quelle degli
altri abitanti del borgo toscano dove il tempo del romanzo
si svolge, si percorre un arco storico di cento anni. Si passa
così dallo sbarco dei Mille alla prima Grande Guerra, al fascismo, all’arrivo dei nazisti che bruciano il paese, fino alla
lotta di liberazione e agli anni Sessanta della ricostruzione
e della contestazione. Ma la grande Storia fa da sfondo
all’intreccio di piccole storie molto potenti, dense di accadimenti, di conflitti, di esperienze e umanità e che proprio
per questo riescono con più forza a raffigurare lo scenario
del tempo storico e del suo svolgersi.
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7($752081,&,3$/(
dal romanzo di Antonio Tabucchi
con Patrizia Bollini, Daria Deflorian, Gabriele Duma,
Simone Faloppa, Renata Mezenov Sa, Mariano Nieddu,
Alessio Piazza, Naike Anna Silipo, Alexandre Vella
regia Marco Baliani
drammaturgia Maria Maglietta
scene e costumi Carlo Sala
musiche Mirto Baliani
(3;9S
7L9JV9ZS
produzione
Teatro di Roma
,/520$1=2
La sua ineluttabilità, nella vita minuta di Garibaldo, di Gavure o di Don Milvio acquista la forma epica del Destino,
insinua la possibilità che la Storia grande possa sempre
scompaginarsi, per un gesto di rivolta, per un sogno, per
un crocicchio inaspettato. Così sono proprio queste storie
e i personaggi che le veicolano a illuminare, riverberare e
in parte riuscire a far comprendere sotto una luce nuova il
tragitto accidentato del nostro paese dall’Unità d’Italia fino
alla soglia degli anni Sessanta.
“Favola popolare in tre tempi, un epilogo e un’appendice”: così Antonio Tabucchi definiva il suo romanzo d’esordio, scritto nel 1973 e pubblicato nel
1975.
Un borgo toscano nelle paludi, vicino al mare.
L’epopea di una famiglia di anarchici, ribelli per
temperamento e tradizione: storia di tre generazioni di rivoluzionari dai nomi sintomatici di Garibaldo,
Quarto, Volturno, personaggi che partono per viaggi
avventurosi e guerre in Europa, Africa, le due Americhe ,trovando la morte nella lotta contro i padroni.
Donne combattive e coraggiose che si affidano anche agli oroscopi e alle fattucchiere.
Un mondo contadino, arcaico, ormai scomparso;
una fiaba popolare con trovate fantasiose e insieme
malinconiche, commosse e profonde, vivaci e gaie,
pervasa dal senso della fragilità della vita.
Marco Baliani
Gli scrittori non scrivono la Storia, raccontano delle
storie. A modo loro sono dei cantastorie, cioè tramandano con la scrittura la loro memoria o una
memoria collettiva. Ma la Storia con la maiuscola è
fatta anche delle loro storie. Di queste storie. Dalle
nostre storie. Raccontare è raccontarci, scrivere è testimoniare, leggere è ricordare insieme.
Antonio Tabucchi
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Sono già passati cinque anni dal mio debutto nella regia
con La forza dell’abitudine di Thomas Bernhard, cui hanno
seguito due stagioni ricche di successi e riconoscimenti con
La parola ai giurati di Reginald Rose.
E ancora una volta la mia scelta è caduta su un testo contemporaneo che negli anni ’80 ottenne un grande successo
a New York e che ebbe come protagonista Robert De Niro.
Si tratta di Cuba & His Teddy Bear di Reinaldo Povod, un
testo che mi ha coinvolto fin dalla prima lettura per l’umanità dei suoi personaggi, per uno stile di scrittura tagliente,
crudo, profondo, che mai indulge al sentimentalismo.
Con Edoardo Erba, traduttore e adattatore del testo, abbiamo deciso di ambientare la vicenda in una periferia urbana
del nostro paese, all’interno di una comunità romena, dove
confluiscono personaggi di altra radice etnica. Operazione
che non tradisce il testo originale americano che fa appunto coesistere personaggi di diverse razze, culture, religioni.
È un dramma familiare e al tempo stesso sociale, un attualissimo sguardo sul presente che è anche un preciso
richiamo a uno dei fenomeni che negli ultimi tempi più ci
coinvolgono: la presenza degli immigrati nella nostra vita,
presenza che ha trasformato la fisionomia delle nostre città
ed ha intaccato il tessuto delle nostre relazioni. Uno sguardo neutrale, non ideologico, fuori dagli schemi del razzismo
o della solidarietà di maniera.
37
Cuba and His Teddy Bear di Reinaldo Povod
traduzione e adattamento Edoardo Erba
7($752081,&,3$/(
con Manrico Gammarota, Sergio Meogrossi,
Giovanni Anzaldo, Matteo Taranto,
Natalia Lungu, Andrea Paolotti
scene Gianluca Amodio
costumi Helga H. Williams
musiche originali Pivio&Aldo De Scalzi
light design Marco Palmieri
videografie Marco Schiavoni
(3;9S
7L9JV9ZS
regia Alessandro Gassman
,/7(672
produzione
Società per Attori
Teatro Stabile del Veneto
Teatro Stabile d‘Abruzzo
con il patrocinio di Amnesty International
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La prorompente forza drammatica dell’opera si basa sul
rapporto irrisolto fra un padre semianalfabeta, spacciatore di droga, nevrotico, che alterna momenti di dolcezza a
esplosioni di rabbia, e un figlio adolescente apparentemente schiacciato dall’autorità paterna, che vuole emanciparsi
attraverso lo studio ma che nasconde al padre le sue illusorie prospettive di vita e la progressiva dipendenza dall’eroina. Un maldestro socio in affari del padre, un intellettuale
tossicodipendente, un altro spacciatore e la sua giovane
prostituta sono gli altri personaggi che ruotano intorno alla
drammatica vicenda umana di un uomo disposto a tutto
pur di far soldi per garantire al figlio un futuro diverso dal
suo e di un ragazzo consapevole del fatto che il padre potrà, a suo modo, amarlo ma non riuscirà mai a capirlo.
Un rapporto toccante, crudo, a tratti sconvolgente, che troverà compimento solo attraverso un fatale, catartico epilogo. È però anche una storia di disperazione e degrado
che, attraverso il drammatico destino di un’umanità condannata all’emigrazione, rimanda a problematiche sociali
di grande attualità. Una delle sfide più difficili del terzo millennio sarà quella di imparare a vivere in una società unita
nella pluralità, ponendo come base quanto ci è comune: la
nostra umanità.
Alessandro Gassman
Cuba and His Teddy Bear è un testo universale, in cui
il tema della migrazione fa da sfondo al dramma che
si consuma fra padre e figlio.
Il nocciolo è l’impossibilità di comunicare, la drammatica mancanza di parole di un padre che per farsi
capire ha bisogno di un gesto estremo e fatale. Ma
il linguaggio con cui Povod ci guida a questo nocciolo è iperrealistico: le battute sono scritte in slang
ispano-americano e rimandano con sconcertante
immediatezza alla situazione degli immigrati cubani
nel sud-est degli Stati Uniti. Tanto più il contesto è
noto nei suoi risvolti sociali e culturali, quanto più il
testo diventa godibile. Per lo spettatore italiano quel
contesto sarebbe risultato lontano nel tempo e nello spazio. (...) Si trattava di trovare un contesto che
somigliasse a quello dei cubani che arrivano in massa nel sud degli Stati Uniti dopo il crollo di Batista,
portando con sé la loro cultura cattolica contaminata
da riti magici e credenze esoteriche. La migrazione
romena in Italia ha alcune caratteristiche simili. È numericamente importante, e viene dopo il crollo di un
regime, anche se non immediatamente dopo. Eppoi
c’è la specificità dei rom, distinti anche in patria dai
romeni, ma che provengono dallo stesso paese ed
entrano con lo stesso flusso migratorio, portando con
sé la loro particolarissima cultura. Combinando questi due elementi la trasposizione diventava possibile.
È chiaro però che per ottenere un risultato convincente bisognava avere la libertà di riscrivere, rispettando lo spirito ma andando quanto più possibile
lontani dalla lettera. Così anche il titolo è cambiato,
e Cuba, che nell’originale non è il nome dell’isola ma
del protagonista, è diventato Roman. Un uomo che
parla un italiano speciale, sbaglia articoli, preposizioni, semplifica la coniugazione dei verbi e tuttavia è
agile nell’uso della lingua, e la ricchezza di vocaboli
non gli manca. (...)
Edoardo Erba
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I pugni in tasca deve innanzitutto rinunciare alla sua fama
di film preannunciante il ’68, il film della rivolta contro le
istituzioni, la famiglia, la scuola, la religione.
È vero che il film girò il mondo, divenne un film di culto e
colpì molti giovani, ma è acqua passata, nessun rimpianto,
nessuna nostalgia. Io oggi penso a I pugni in tasca come
a un dramma della sopravvivenza in una famiglia dove
l’amore è del tutto assente. Si vive in un deserto di affetti
senza nessuna prospettiva per il futuro, una situazione di
immobilità assoluta che fa pensare a un carcere o a un
manicomio senza speranza di guarigione, rieducazione,
riabilitazione, rinascita. Manicomio o carcere interiori perché non ci sono sbarre e le porte sono aperte.
Ogni fratello cerca a suo modo di sopravvivere, tranne il fratello apertamente folle che urlando ricorda continuamente
il suo passato, la sua rabbia, il suo odio, il suo dolore…
È una famiglia in cui c’è una madre che sembra buona,
caritatevole (la “santa” de L’ora di religione), ma che in
realtà imponendo a tutti i fratelli la pazzia terrorizzante del
primogenito coerentemente con i principi della sua religione educandoli alla sottomissione, alla rinuncia e alla sofferenza li ha ridotti ad essere come degli animali notturni
che escono e si muovono soltanto quando il pazzo dorme
(un po’ come l’orco della favola). E perciò, annoiati, sfaccendati, non fanno nulla, sprecano così la loro giovinezza.
39
7($752081,&,3$/(
di Marco Bellocchio
riduzione e adattamento teatrale dall’omonimo film
con Ambra Angiolini, Pier Giorgio Bellocchio
regia Stefania De Santis
scena Daniele Spisa
produzione
Roberto Toni
Teatro Stabile di Firenze
(3;9S
7L9JV9ZS
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$/3$/&26&(1,&2
Non lavorano, non studiano, inventandosi una malattia
organica che li obbliga all’inattività, all’ozio, assecondati
dalla madre (il padre è del tutto assente. Fuggito, morto
in guerra?). L’unico che lavora è Augusto, il quarto fratello,
che amministra male un patrimonio terriero che rende poco
e permette alla famiglia una vita confortevole ma senza
alcun lusso. Immobilità, inerzia, ripetitività. Ma come in
tutti i drammi, ad un certo momento Alessandro farà una
cosa. Le continue fantasticherie a cui si abbandona tutto
il giorno quasi per caso gli offriranno una possibilità concreta. La possibilità di compiere un delitto. Si accende un
motore e da quel momento la sua vita prenderà velocità e
come nell’apprendista stregone il guidatore perderà ogni
controllo e finirà per sfracellarsi. Se i due delitti devono rimanere anche nella versione teatrale (rappresentati fuori
scena?), è chiaro che immaginando una scena unica, seppure in una struttura complessa, molte azioni così efficaci
nel film (pensiamo ai dettagli, ai primi piani, al gran ritmo
del montaggio…) devono trovare degli equivalenti teatrali.
E, per esempio, anche i tempi delle varie azioni saranno a
teatro più lunghi, più reiterati, più esasperati, il ritmo cinematografico sarà sostituito da una tensione che poi di volta
in volta esploderà in un gesto clamoroso... (...).
Marco Bellocchio
(dicembre 2009)
“Perché dopo 44 anni ho pensato a una versione
teatrale de I pugni in tasca?” si chiede Marco Bellocchio. “In tutti questi anni - sono le parole del regista
- mi sono state proposte varie riduzioni teatrali del
film, ma in nessuna mi pare vi fosse un’idea nuova,
un tentativo almeno di fare del film un’altra cosa, di
reinventarlo almeno un po’. I dialoghi originali erano
fedelmente riassunti col solo scopo di contenere la
rappresentazione dentro la casa, cioè il palcoscenico a scena unica. Le azioni poi erano le stesse e si
svolgevano in quei tempi lontani, prima del ’68. Ho
rinunciato senza troppa fatica, perché gli stessi autori di quelle ‘riduzioni’ non erano veramente convinti
e neppure tanto entusiasti. Ora che la possibilità di
portare a teatro I pugni in tasca diventa concreta,
per la disponibilità di Stefania De Santis, regista che
stimo molto e con cui lavoro, per la possibilità di un
cast molto originale, per l’interesse di un produttore
teatrale, Roberto Toni, che non ha bisogno di referenze, tocca a me scrivere il copione e sperare di non
cadere negli stessi errori che ho trovato nelle versioni
teatrali che ho letto finora”.
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2VVR
YHQHUGuJHQQDLR
doppia rappresentazione ore 20.30 e ore 21.45
(spettacolo a pubblico limitato - max 80
persone - prenotazione obbligatoria)
Osso è un lavoro sulla similarità, l’identità, la trasmissione,
dimensioni che vengono indagate attraverso un dialogo gestuale tra padre e figlio.
La struttura in tre parti dispone partiture esatte di azioni
sensibili in spazi che vengono scelti e attraversati nel loro
essere sedimentazione di vissuti indicibili. Gli ambienti si
configurano come vuoti che accolgono un lavoro immateriale che scava nel gesto e nella figuralità.
Tra precisi percorsi spaziali, momenti di raccoglimento intorno a un tavolo, metriche dello scambio e dell’incontro,
si delineano rituali di gesti e sguardi che dilatano il senso
dell’appartenenza fino alla dimensione dell’enigma.
L’aspetto sottratto e interstiziale della scena incontra l’elaborazione live di una rumoristica organica, che rimanda
alla tattilità del corpo e al senso fisico della durata e della
memoria.
Padre e figlio conducono un viaggio attraversando azioni semplici, non domestiche, quasi cerimonie respirate
dell’esattezza. Con sforzo, l’attenzione è spostata verso
l’incorporazione e la copia dell’altro. In questo essere nello stesso movimento, lo sguardo si rivolge dentro, corre
dentro, lasciando che il gesto e l’azione si impossessino del
contesto: si potrebbe dire che lo sguardo fisico fa rinascere
il gesto.
7($752081,&,3$/(
41
di Virgilio Sieni
con Virgilio Sieni e Fosco Sieni
progetto sonoro e live electronics Francesco Giomi /
Francesco Canavese (Tempo Reale)
luci Marco Santambrogio
tecnico di compagnia Francesco Pangaro
produzione 2005
Compagnia Virgilio Sieni
Tempo Reale
in collaborazione con
35° Festival Internazionale Santarcangelo dei Teatri
con il sostegno di
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Regione Toscana
Comune di Siena - Assessorato alla Cultura
Comune di Firenze - Assessorato alla Cultura
in collaborazione con
I piccoli piegamenti sulle ginocchia, le figure che appaiono
come deiezioni di sforzi e percorsi d’intesa, il rivolgersi l’uno
verso l’altro misurando l’esattezza della dinamica, riconducono ad una dimensione non più dialogica ma di corpo ambidestro, di un corpo unico che finalmente ritrova l’innato
utilizzo della parte sinistra. Emerge nell’articolazione del lavoro e nella millimetrica struttura per azioni, gesti e oggetti,
il vuoto e la durata che qui si colmano nella presenza di
padre e figlio.
Il lavoro passa attraverso tre scene che corrispondono ad
altrettanti spazi emozionali.
Nella prima scena c’è un’introduzione alla prova - la prova
non è nient’altro che farsi prossimi l’uno all’altro - attraversare una riva insieme, minuscoli prolegomeni al sentire. Le
mani tremano e ondeggiano alla ricerca della coesione.
Nella seconda scena si accede al luogo simbolico del passo; qui si realizzano insieme a figure sacre una sequenza di
azioni chiave, microeventi che rimandano ad altro. (...)
La terza scena, alla fine, appare come un canale fisico dove
i corpi e i passi nuovamente si scambiano, nell’avanzare
del vuoto, segni di riconoscimento che coincidono. Questi
uomini,davanti al loro corpo, fissano severi dei dettagli sempre sconosciuti, si riempiono di luce.
Virgilio Sieni
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I parte
Archivio indeterminato di gesti colti
II parte
Dialogo del secchio e sette figure quattrocentesche
Incrocio a distanza e nel vuoto con attenzione verso
il basso
Seduti al tavolo con fraseggio di mani e figure
Incrocio spalla a spalla con sostegno
Seduti al tavolo con contrappunti di oggetti
Non si è visto un topo, magia in cinque parti
Intermezzo e pietà
Lui mi dà tutto il suo peso
III parte
Solo luci
Prima lui poi io: quadrupedi
Prima lui poi io: cerchio
Insieme: dialoghi sul corpo
Prima io poi lui: palla, cerchio, palla
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Non c’è nulla di comico al di fuori di ciò che è propriamente umano. (Henri Louis Bergson)
La nostra vita in origine è libera da ogni impurità e vasta come
l’universo. (Daisaku Ikeda)
A corpo libero nasce e si sviluppa durante il concorso GD’A Veneto
2009. È un lavoro che ironizza sulla condizione femminile a partire
dalla gioiosa fluidità del corpo.
Spettacolo vincitore Premio Giovane Danza D’Autore Veneto - edizione 2009 e vincitore Premio del pubblico Giovane Danza d’Autore Veneto - edizione 2009.
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7($752&2081$/(),/2'5$00$7,&,
43
A corpo libero
di e con Silvia Gribaudi
elaborazioni musicali Mauro Fiorin
luci David Casagrande Napolin
Altro piccolo progetto domestico
coreografia e regia Ambra Senatore
interprete Ambra Senatore
musiche Brian Bellott, Domenico Modugno
luci Fausto Bonvini
organizzazione ALDES
Passo-duo
con Caterina Basso e Ambra Senatore
luci Fausto Bonvini
musiche Brian Bellott, Andrea Gattico
in collaborazione con
3DVVRGXR
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Questo lavoro ha due moventi: la volontà di danzare maggiormente rispetto alle mie creazioni precedenti, di cercare un movimento in dinamica
e nello spazio dando fiducia al corpo, e il desiderio di dirigere altri per
la prima volta. Passo ruota intorno a due macroquestioni: da un lato il
rapporto tra realtà e finzione, il limite tra il dentro e il fuori della scrittura
scenica, tra partitura e imprevisto; dall’altro la relazione, il rapporto tra
individuo e collettività.
Giochiamo con la finzione teatrale e con la variazione inaspettata e continua del senso: l’inattesa deviazione della percezione è una componente del gioco teatrale e di fatto anche la vita pone di fronte al continuo
trasformarsi del senso di quello che incontriamo, chiedendoci elasticità,
capacità critica e allenamento al dubbio, alla messa in discussione.
Ambra Senatore
produzione Fondazione Musica per Roma, Chateau Rouge-Annemasse,
Espace Malraux scène nationale de Chambéry et de la Savoie - Carta
Bianca programme Alcotra - coopération France/Italie, EDA, Festival Delle
Colline Torinesi
in collaborazione con Fondazione TPE, Festival Interplay-Torino, ALDES,
SPAM!, Indisciplinarte, L’Arboreto Teatro Dimora di Mondaino, Reiss Arti
Performative
con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Dipartimento
dello Spettacolo, Regione Toscana - Sistema Regionale dello Spettacolo,
Fondazione Monte dei Paschi di Siena
;LH[9V
+HUAH
$OWURSLFFROR
SURJHWWR
GRPHVWLFR
$PEUD6HQDWRUH
La preparazione di una ricetta dà il tempo all’azione.
Una donna abita uno spazio domestico; cerca l’incontro giocando a citare ed infrangere modelli stereotipati di bellezza.
“Presento piccoli atti raccolti dalla vita di tutti i giorni, spostandoli dalla loro possibilità di essere narrativi per traslarli su un piano più ambiguo e surreale”.
Il gioco scenico è insieme intimo e pieno di complicità diretta verso gli spettatori che svela con ironia la
finzione teratrale.
produzione ALDES, SPAM!, Mosaico Danza/Interplay
con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività
Culturali - Dipartimento dello Spettacolo, Regione Toscana - Sistema Regionale dello Spettacolo,
Fondazione Monte dei Paschi di Siena
7($752&2081$/(
),/2'5$00$7,&,
di Collettivo 320Chili
con Elena Burani, Piergiorgio Milano,
Fabio Nicolini, Roberto Sblattero,
Francesco Sgrò
disegno luci Mara Cugusi
fonica Luca Carbone
organizzazione Giovanna Milano
coproduzione
Auditorium Parco della Musica di Roma
Associazione Sosta Palmizi
La Corte Ospitale
in collaborazione con
$LPLJUDQWL
;LH[9V
+HUAH
Ai Migranti di 320Chili offre un esempio poetico ed
emotivamente efficace di lavoro collettivo. Gli artisti/
interpreti hanno saputo coniugare le diverse esperienze di formazione in un risultato corale e armonico
che prende, tra l’altro, ispirazione da un evento rilevante della nostra epoca, le migrazioni, che riguarda
tutti noi. La giuria ha apprezzato la capacità di creare
immagini evocative e pittoriche, risultato ottenuto
con pochi mezzi e sfidando il linguaggio abituale
delle loro discipline. La giuria incoraggia 320Chili a
mantenere e sviluppare questo approccio.
Motivazioni della giuria
del Premio Equilibrio 2010
JLRYHGuPDU]R
Le migrazioni sono spostamenti che gli animali compiono in modo regolare, periodico, lungo rotte ben
precise, e che coprono distanze anche molto grandi.
Le migrazioni sono un andare di persone a piedi e
per mare, stracci addosso e occhi spalancati, nervi
tesi, cuore sospeso ad aspettare l’Oltre.
Le migrazioni sono un andare avanti con lo sguardo
rivolto al passato, per poi girarsi e accorgersi di aver
fatto strada.
Le migrazioni sono necessità istintuale di movimento
interiore ed esteriore.
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3URJHWWRYLQFLWRUHGHO3UHPLR(TXLOLEULR
7($752&2081$/(
),/2'5$00$7,&,
45
un progetto di Michele Abbondanza
e Antonella Bertoni
con Patrizia Birolo e Antonella Bertoni
;LH[9V
+HUAH
produzione
Compagnia Abbondanza/Bertoni
in collaborazione con
Da sempre affascinati dalle forme e dal multiforme,
iniziamo una collaborazione con degli interpreti
straordinari (“fuori dall’ordinario”).
Ognuno di loro è portatore sano di un handicap e
ognuno di noi portatore malato della nostra salute:
proveremo a scambiarci le rispettive portate.
M.A.
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YHQHUGuDSULOH
Ho conosciuto Patrizia Birolo in una serie di incontri laboratorio tenuti per il gruppo La Girandola di
Torino. Guardandola lavorare ho colto con intensità
quanto un corpo e una persona potessero esprimere un umore “ballerino”. Mi è parso di intravedere
la sua vita essere una mancanza della sua vita, e
questo ha causato un disorientamento della mia
corporeità. Da qui il desiderio di scrivere una partitura con lei. Un viaggio tra le immagini è sempre un
incantamento, dove il cammino tra un uomo e l’altro
si fa più corto.
Le sequenze coreografiche, le brevi storie di relazione, saranno occasioni preziose per riscrivere altre
più vecchie storie. Senza descrivere né commentare,
registreremo gli accadimenti come specchi puliti,
pellicole vergini, superfici vuote senza perdere l’incertezza, cosa preziosa della vita.
A.B.
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0U-VYTHaPVUL
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Ditelo all’attore
Incontri con i protagonisti della stagione
di prosa del Teatro Municipale di Piacenza
a cura di Enrico Marcotti
Protocollo d’Intesa
con il Piccolo Teatro di Milano
Attività collegate all’ospitalità dello spettacolo
Donna Rosita nubile al Teatro Municipale
Lo spettacolo e la sua sintassi
Incontri propedeutici alla visione di Donna Rosita nubile
per le scuole, le biblioteche e i gruppi organizzati
a cura del Settore Proposte Culturali del Piccolo Teatro di Milano
Dietro il sipario
Incontri di presentazione della Stagione di Prosa
“Tre per Te” 2010/2011
Incontri propedeutici alla visione degli spettacoli
della Stagione 2010/2011
Incontri di approfondimento sugli spettacoli della
Stagione 2010/2011
per le scuole e le università, le biblioteche e i gruppi organizzati
a cura di Chiara Merli
Lucia Vasini e Compagnia Diurni e Notturni
Laboratorio teatrale
per ospiti e operatori dei Centri Diurni e delle Comunità
dell’Unità di Riabilitazione del Dipartimento di Salute
Mentale dell’Azienda Usl di Piacenza
a cura di Lucia Vasini
Dentro il teatro
Incontri di introduzione ai linguaggi della scena
La magia del teatro
per le scuole primarie
Capire lo spettacolo teatrale
per le scuole secondarie di primo grado
Leggere lo spettacolo teatrale
per le scuole superiori
a cura di Chiara Merli
Gli elementi del teatro
Percorso di formazione e aggiornamento
per insegnanti e tutto il pubblico
a cura di Chiara Merli
Progetti Teatro Gioco Vita
L’origine della figura / Parte terza
Laboratorio triennale di formazione
per insegnanti, educatori, animatori
a cura di Nicoletta Garioni
Progetto Shakespeare
Antonio e Cleopatra… passioni e poesie
Laboratorio teatrale pratico-intensivo
per studenti del Liceo “Gioia”
a cura di Valentina Escobar
Il dubbio e la certezza
Psichiatria e psicoanalisi a teatro
Amleto, Il Misantropo e Don Chisciotte
a cura di Giovanni Smerieri
Scarpe
Laboratorio di movimento creativo e acrobatico
(per gioco)
per le scuole
a cura di Giorgio Rossi, Elena Burani, Fabio Nicolini,
Francesco Sgrò
Sosta Palmizi
in collaborazione con AterDanza
L’arte a teatro
Cinema e Teatro
Incontri e proiezioni
Panny z Wilka (Young Girls of Wilko - Le signorine di Wilko,
Andrzej Wajda, Polonia 1979)
L’appartamento (Billy Wilder, Usa 1960)
I pugni in tasca (Marco Bellocchio, Italia 1965)
a cura di Giorgio Betti
Walking Shadows
Il teatro di Shakespeare dal palcoscenico
al grande schermo
per le scuole
a cura di Chiara Merli
Del tradurre. L’approccio teatrale al testo
Incontri sulla riscrittura drammaturgica
per insegnanti e per tutto il pubblico
a cura Roberta Zanoli
Spettacoli e incontri teatrali su arte, artisti e dintorni
Anima Blu. Dedicato a Marc Chagall
Tam TeatroMusica
La magia delle immagini. La storia dell’arte
spiegata ai ragazzi
Compagnia Teatrale Piccoli Principi
per le scuole
a cura di Chiara Merli
Orwell 2010
Cinema - Teatro - Incontri
in collaborazione con Cittàcomune - associazione politico
culturale
Terra e libertà (Ken Loach, Gb-Spa-Ger 1995)
presentazione di Riccardo Anselmi
Da La strada di Wigan Pier a Omaggio alla Catalogna
George Orwell, scrittore e militante
a cura di Piergiorgio Bellocchio
Orwell e l’ombra lunga del totalitarismo
La fattoria degli animali e 1984
a cura di Gianni D’Amo
1984
spettacolo della Compagnia Gli Incauti
Brazil (Terry Gilliam, Gb-Usa 1985)
presentazione di Riccardo Anselmi
A teatro con mamma e papà
A teatro con gusto
Rassegna di teatro per le famiglie
a cura di Giancarlo Spezia
150° anniversario dell’Unità d’Italia
Spettacolo Piazza d’Italia
dal romanzo di Antonio Tabucchi
regia di Marco Baliani, produzione Teatro di Roma
E ancora...
Incontri nelle scuole, formazione degli insegnanti, progetti
per giovani e studenti, incontri nelle biblioteche, workshops e
conferenze
Pre/Visioni
Giovani artisti delle scuole di teatro, laboratori
e azioni teatrali
con il sostegno di
;9,
7,9;,
,1)250$=,21,
%,*/,(77(5,$
TEATRO GIOCO VITA
Teatro Stabile di Innovazione
Teatro Comunale Filodrammatici
Via San Siro 9 - 29121 Piacenza
Telefono 0523.315578 (biglietteria) - 0523.332613 (uffici)
Fax 0523.338428
E-mail [email protected]
Orari di apertura della biglietteria
di Teatro Gioco Vita
dal 1° settembre al 31 ottobre 2010:
dal martedì al venerdì ore 10-13 e ore 15-18,
sabato ore 10-13
dal 2 novembre al 22 dicembre 2010:
dal martedì al venerdì ore 15-18, sabato ore 10-13
dal 5 gennaio al 31 marzo 2011:
dal martedì al venerdì ore 15-18
dal 1° aprile 2011:
dal martedì al giovedì ore 15-18
Il giorno dello spettacolo la biglietteria funziona unicamente nella sede della rappresentazione a partire dalle
ore 19 (per gli spettacoli al Teatro Municipale, in Via Verdi 41;
per gli spettacoli al Teatro Comunale Filodrammatici, in Via Santa Franca 33).
I biglietti sono in vendita anche on-line al sito internet
www.teatrogiocovita.it
SPETTACOLI
TEATRO
AMLETO
MUNICIPALE
DONNA ROSITA NUBILE
MUNICIPALE
ALESSANDRO BERGONZONI
(nuovo spettacolo)
MUNICIPALE
IL MARE
MUNICIPALE
LE SIGNORINE DI WILKO
MUNICIPALE
IL MISANTROPO
MUNICIPALE
OSSO
MUNICIPALE
AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA
MUNICIPALE
ITIS GALILEO
MUNICIPALE
OBLIVION SHOW
MUNICIPALE
L’APPARTAMENTO
MUNICIPALE
SILVIA GRIBAUDI E AMBRA SENATORE
FILODRAMMATICI
PIAZZA D’ITALIA
MUNICIPALE
ROMAN E I SUO CUCCIOLO
MUNICIPALE
DON CHISCIOTTE
MUNICIPALE
AI MIGRANTI
FILODRAMMATICI
COMPAGNIA ABBONDANZA/BERTONI
DUO (titolo da definire)
FILODRAMMATICI
I PUGNI IN TASCA
MUNICIPALE
49
ABBONAMENTI 2010/2011 - PROSA - ALTRI PERCORSI - TEATRO DANZA
PROSA A
PROSA B
ALTRI
PERCORSI
TEATRO
DANZA
martedì
9/11/2010
martedì
16/11/2010
mercoledì
17/11/2010
giovedì
2/12/2010
2 PER TE A
2 PER TE B
3 PER TE A
3 PER TE B
martedì
9/11/2010
martedì
9/11/2010
martedì
9/11/2010
martedì
9/11/2010
martedì
16/11/2010
mercoledì
17/11/2010
martedì
16/11/2010
mercoledì
17/11/2010
giovedì
2/12/2010
giovedì
2/12/2010
giovedì
2/12/2010
giovedì
2/12/2010
martedì
7/12/2010
mercoledì
8/12/2010
martedì
7/12/2010
mercoledì
8/12/2010
martedì
7/12/2010
mercoledì
8/12/2010
martedì
21/12/2010
mercoledì
22/12/2010
martedì
21/12/2010
mercoledì
22/12/2010
martedì
21/12/2010
mercoledì
22/12/2010
martedì
11/1/2011
mercoledì
12/1/2011
martedì
11/1/2011
mercoledì
12/1/2011
martedì
11/1/2011
mercoledì
12/1/2011
venerdì
14/1/2011
venerdì
14/1/2011
venerdì
14/1/2011
martedì
18/1/2011
mercoledì
19/1/2011
martedì
18/1/2011
mercoledì
19/1/2011
martedì
18/1/2011
mercoledì
19/1/2011
lunedì
7/2/2011
martedì
8/2/2011
lunedì
7/2/2011
martedì
8/2/2011
lunedì
7/2/2011
martedì
8/2/2011
mercoledì
16/2/2011
mercoledì
16/2/2011
mercoledì
16/2/2011
mercoledì
16/2/2011
martedì
22/2/2011
mercoledì
23/2/2011
martedì
22/2/2011
mercoledì
23/2/2011
venerdì
25/2/2011
venerdì
25/2/2011
mercoledì
16/2/2011
martedì
22/2/2011
mercoledì
23/2/2011
venerdì
25/2/2011
martedì
22/3/2011
lunedì
28/2/2011
lunedì
28/2/2011
lunedì
28/2/2011
lunedì
28/2/2011
lunedì
28/2/2011
martedì
8/3/2011
martedì
8/3/2011
martedì
8/3/2011
martedì
8/3/2011
martedì
8/3/2011
martedì
22/3/2011
mercoledì
23/3/2011
martedì
22/3/2011
mercoledì
23/3/2011
giovedì
24/3/2011
giovedì
24/3/2011
giovedì
24/3/2011
venerdì
1/4/2011
venerdì
1/4/2011
venerdì
1/4/2011
martedì
5/4/2011
martedì
5/4/2011
mercoledì
23/3/2011
martedì
5/4/2011
martedì
5/4/2011
martedì
5/4/2011
;9,
7,9;,
,1)250$=,21,
$%%21$0(17,
ABBONAMENTO PROSA (8 spettacoli al Teatro Municipale)
Platea
Ingresso Palco
Posto Palco*
Galleria numerata
Galleria non numerata
Loggione
Ingresso Loggione
euro 170 (intero)
euro 98 (intero)
euro 155 (intero)
euro 125 (intero)
euro 98 (intero)
euro 75 (intero)
euro 45
euro 145 (ridotto)
euro 85 (ridotto)
euro 125 (ridotto)
euro 110 (ridotto)
euro 85 (ridotto)
euro 60 (ridotto)
ABBONAMENTO ALTRI PERCORSI (6 spettacoli al Teatro Municipale)
Platea
Ingresso Palco
Posto Palco*
Galleria numerata
Galleria non numerata
Loggione
Ingresso Loggione
euro 100 (intero)
euro 70 (intero)
euro 95 (intero)
euro 75 (intero)
euro 70 (intero)
euro 45 (intero)
euro 28
euro 85 (ridotto)
euro 60 (ridotto)
euro 82 (ridotto)
euro 68 (ridotto)
euro 60 (ridotto)
euro 38 (ridotto)
ABBONAMENTO TEATRO DANZA
(3 spettacoli al Teatro Comunale Filodrammatici
e 1 al Teatro Municipale)
Platea
Galleria
euro 55 (intero)
euro 40 (intero)
euro 50 (ridotto)
euro 35 (ridotto)
ABBONAMENTO 3 PER TE
Prosa + Altri Percorsi + Teatro Danza
(15 spettacoli al Teatro Municipale e 3 spettacoli
al Teatro Comunale Filodrammatici)
Platea
Galleria
euro 270 (intero) euro 230 (ridotto)
euro 220 (intero) euro 195 (ridotto)
ABBONAMENTO 2 PER TE - Prosa + Altri Percorsi
(14 spettacoli al Teatro Municipale)
Platea
Ingresso Palco
Posto Palco*
Galleria numerata
Galleria non numerata
Loggione
Ingresso Loggione
euro 240 (intero)
euro 145 (intero)
euro 220 (intero)
euro 188 (intero)
euro 145 (intero)
euro 100 (intero)
euro 70
euro 205 (ridotto)
euro 125 (ridotto)
euro 195 (ridotto)
euro 165 (ridotto)
euro 125 (ridotto)
euro 90 (ridotto)
* Gli abbonamenti Posto palco potranno essere messi
in vendita previa verifica della disponibilità di palchi per
l’intera stagione e a discrezione della Direzione
OFFERTE SPECIALE STUDENTI
ABBONAMENTO ALTRI PECORSI (6 spettacoli al Teatro Municipale)
Galleria euro 55
Loggione euro 30
ABBONAMENTO TEATRO DANZA (3 spettacoli al Teatro Comunale Filodrammatici e 1 al Teatro Municipale)
Galleria euro 30
ABBONAMENTO 2 PER TRE Prosa + Altri Percorsi (14 spettacoli al Teatro Municipale)
Galleria euro 120
Loggione euro 80
ABBONAMENTO 3 PER TRE Prosa + Altri Percorsi + Teatro Danza
(15 spettacoli al Teatro Municipale e 3 spettacoli al Teatro Comunale Filodrammatici)
Galleria euro 150
Loggione euro 100 (con posto in galleria al Teatro Comunale Filodrammatici)
ABBONAMENTO PASS STUDENTI - Altri Percorsi + 2 spettacoli di Prosa*
(8 spettacoli al Teatro Municipale)
Galleria euro 75
Loggione euro 45
* Per i due spettacoli di Prosa a scelta, sono previste due opzioni:
Donna Rosita Nubile + Don Chisciotte, oppure Il Misantropo + ITIS Galileo
Per gli spettacoli programmati al Teatro Comunale Filodrammatici, in caso di esaurimento di posti in Galleria, a chi sottoscrive un
abbonamento Speciale Studenti potranno essere assegnati posti
numerati di Platea.
Per poter usufruire delle offerte Speciale Studenti è necessario
rivolgersi all’Ufficio Scuola di Teatro Gioco Vita; l’acquisto potrà
poi essere formalizzato rivolgendosi alla biglietteria nei giorni ed
orari di apertura oppure concordando un appuntamento con gli
uffici di Teatro Gioco Vita.
In caso di esaurimento di posti numerati, ai gruppi scolastici che lo
vorranno, potranno essere assegnati abbonamenti non numerati con
eventuale definizione del posto a sedere nei giorni immediatamente
precedenti lo spettacolo e/o la sera stessa della rappresentazione.
CAMPAGNA ABBONAMENTI
Prelazione riservata agli abbonati
della stagione precedente
Conferma abbonamenti
Per gli abbonati della stagione 2009/2010 che intendono sottoscrivere l’abbonamento anche per il 2010/2011 è previsto il mantenimento del posto occupato nella stagione precedente. La conferma
può essere effettuata da martedì 7 fino a sabato 18 settembre
2010.
La conferma può essere effettuata di persona oppure comunicata
telefonicamente, via fax oppure e-mail dal martedì al venerdì ore
10-13 e ore 15-18, sabato ore 10-13, rivolgendosi alla biglietteria di
Teatro Gioco Vita, via San Siro 9, Piacenza - telefono 0523.315578 fax 0523.338428, e-mail [email protected]
Il pagamento degli abbonamenti confermati telefonicamente, via
fax o e-mail dovrà essere comunque effettuato entro il 18 settembre
2010.
Al termine del periodo riservato alla conferma degli abbonamenti la situazione dei posti non confermati verrà completamente azzerata (non è quindi possibile per i vecchi abbonati che
intendono cambiare posto e/o turno mantenere riservati i posti
dell’anno precedente fino all’eventuale nuova scelta).
Cambio turno, posto e/o tipo di abbonamento
Per gli abbonati della stagione 2009/2010 che intendono sottoscrivere l’abbonamento anche per il 2010/2011 ma desiderano
cambiare turno e/o posto è possibile effettuare il rinnovo dell’abbonamento da martedì 21 a sabato 25 settembre 2010.
Abbonamenti per tutto il pubblico
Gli abbonamenti sono in vendita da martedì 28 settembre a
sabato 9 ottobre 2010.
;9,
7,9;,
,1)250$=,21,
OFFERTE E PROMOZIONI
Palchettisti
I palchettisti che prima della campagna abbonamenti comunicheranno alla direzione di Teatro Gioco Vita la concessione del palco
per uno dei due turni di abbonamento Prosa e/o per Altri Percorsi,
potranno acquistare l’abbonamento Ingresso Palco per il turno Prosa prescelto scontato a 80 euro oppure per Altri Percorsi scontato a
50 euro, in alternativa singoli Ingressi Palco scontati a 12 euro.
Abbonati
A tutti coloro che hanno sottoscritto un abbonamento Prosa, Altri
Percorsi, Teatro Danza, 3 Per Te, 2 Per Te e a tutti i giovani che hanno
sottoscritto uno degli abbonamenti Speciale/Studenti viene offerta la visione gratuita di uno spettacolo a scelta del cartellone Pre/
Visioni. La prenotazione dei posti omaggio dovrà essere richiesta
&$51(763(77$&2/,
È possibile acquistare a prezzo scontato un carnet di 6 biglietti con
posto numerato per due spettacoli Prosa (eccetto Aggiungi un posto a tavola), due spettacoli di Altri Percorsi e due spettacoli di Teatro
Danza.
Platea
Galleria
euro 105 (intero)
euro 80 (intero)
euro 90 (ridotto)
euro 75 (ridotto)
I carnet 6 spettacoli sono in vendita da martedì 12 a sabato 16
ottobre 2010.
I carnet saranno assegnati previa verifica della disponibilità di posti
per gli spettacoli scelti.
alla biglietteria di Teatro Gioco Vita almeno 3 giorni prima della
recita prescelta. La promozione è valida fino ad esaurimento dei
posti disponibili.
Promozioni speciali
La direzione di Teatro Gioco Vita si riserva di comunicare nel corso della Stagione eventuali ulteriori promozioni rivolte agli abbonati e/o al pubblico (ad esempio, riduzioni speciali introdotte
successivamente sul costo di biglietti per determinati spettacoli,
possibilità di portare a teatro un ospite per la visione di alcune
rappresentazioni, eventuali gratuità, promozioni speciali sui biglietti per determinati ordini di posti e/o particolari categorie di
pubblico, ecc.).
%,*/,(77,
Spettacolo Aggiungi un posto a tavola
al Teatro Municipale
Spettacoli Prosa al Teatro Municipale
Platea
Posto Palco
Ingresso Palchi/Galleria
Galleria numerata
Loggione numerato
Ingresso Loggione
Studenti
euro 27 (intero)
euro 23 (ridotto)
euro 25 (intero)
euro 21 (ridotto)
euro 15 (intero)
euro 13 (ridotto)
euro 20 (intero)
euro 18 (ridotto)
euro 12 (intero)
euro 10 (ridotto)
euro 7
euro 12 (posto unico in Galleria)
Platea
Posto Palco
Ingresso Palchi/Galleria
Galleria numerata
Loggione numerato
Ingresso Loggione
Studenti
Spettacoli Altri Percorsi al Teatro Municipale
Platea
Posto Palco
Ingresso Palchi/Galleria
Galleria numerata
Loggione numerato
Ingresso Loggione
Studenti
euro 22 (intero)
euro 20 (ridotto)
euro 20 (intero)
euro 18 (ridotto)
euro 15 (intero)
euro 13 (ridotto)
euro 17 (intero)
euro 15 (ridotto)
euro 10 (intero)
euro 8 (ridotto)
euro 6
euro 10 (posto unico in Galleria)
euro 35 (intero)
euro 30 (ridotto)
euro 30 (intero)
euro 28 (ridotto)
euro 20 (intero)
euro 18 (ridotto)
euro 27 (intero)
euro 24 (ridotto)
euro 18 (intero)
euro 15 (ridotto)
euro 13
euro 18 (posto unico in Galleria)
Spettacoli Teatro Danza al Teatro Comunale
Filodrammatici e al Teatro Municipale
Platea
Galleria
Studenti
euro 18 (intero)
euro 16,50 (ridotto)
euro 15 (intero)
euro 13,50 (ridotto)
euro 10 (posto unico in Galleria)
I biglietti per tutti gli spettacoli sono in vendita da martedì 26
ottobre 2010.
%,*/,(77,³/$670,187(´
Spettacoli Prosa e Altri Percorsi
Platea e Posto Palco
Galleria
Loggione
Spettacoli Teatro Danza
euro 15
euro 11
euro 4
Platea
Galleria
euro 10
euro 7
I biglietti “Last Minute” sono disponibili, a discrezione della Direzione, a partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo per cui
l’offerta è valida. Per alcune rappresentazioni non è detto che vengano messi in vendita biglietti “Last Minute”.
$63(77$1'275(3(57(
Pass 4 spettacoli
Posto unico numerato
(Platea/Galleria)
euro 30 (intero)
euro 15 (ridotto studenti)
Biglietti
Posto unico numerato
(Platea/Galleria)
euro 10 (intero)
euro 5 (ridotto studenti)
Prevendita da martedì 28 settembre 2010.
35(9,6,21,
Biglietti
Posto unico numerato (Platea/Galleria)
Prevendita da martedì 3 maggio 2011.
euro 5 (intero)
;9,
7,9;,
,1)250$=,21,
&2081,&$=,21,
Chi volesse acquistare biglietti e non potesse farlo durante gli orari
e i giorni stabiliti, può concordare un appuntamento o modalità
alternative di acquisto telefonando alla biglietteria di Teatro Gioco
Vita al numero 0523.315578, nei giorni ed orari di apertura.
In caso di prenotazioni telefoniche di biglietti (che potranno essere
accettate dalla biglietteria a partire dal 2 novembre 2010 per gli
spettacoli di Prosa, Altri Percorsi e Teatro Danza, dal 29 settembre
2010 per gli spettacoli di Aspettando... Tre per Te e dal 4 maggio
2011 per gli spettacoli di Pre/Visioni), è richiesto il pagamento del
costo del biglietto tramite bonifico bancario o vaglia postale.
Fino a 24 ore prima di ogni spettacolo viene messo a disposizione
del pubblico un quantitativo di biglietti per l’acquisto tramite rete
internet. Il pagamento potrà essere effettuato con carta di credito.
Il servizio comporta un aggravio dovuto alla commissione in favore
del gestore del servizio.
Possono usufruire della riduzione sull’acquisto di abbonamenti,
biglietti e carnet i militari, gli spettatori di età superiore ai 60 anni e
inferiore ai 25 anni. Possono essere acquistati max. 4 abbonamenti
e/o biglietti a persona.
Possono usufruire dell’abbonamento Speciale Studenti tutti
gli studenti che non abbiano compiuto i 25 anni. Gli interessati
dovranno presentare, al momento dell’acquisto dell’abbonamento
o del biglietto, un certificato di iscrizione (o in alternativa tessera,
libretto universitario, libretto giustificazioni…) che dovrà essere
esibito anche al momento dell’ingresso a teatro. In caso contrario,
per usufruire dell’offerta dovrà essere sottoscritta un’apposita autocertificazione.
Il diritto ad eventuali riduzioni e/o promozioni deve essere
comunicato dallo spettatore agli addetti della biglietteria al momento dell’acquisto del biglietto e/o dell’abbonamento, esibendo su
richiesta la documentazione che attesta tale diritto. Dopo l’emissione del biglietto e/o abbonamento non sarà più possibile applicare
eventuali riduzioni.
È possibile cambiare turno di abbonamento, comunicando
per iscritto tale intenzione almeno un giorno prima dell’inizio della programmazione dello spettacolo (tale comunicazione sottintende comunque la rinuncia al posto nel proprio turno). Questo
servizio garantisce unicamente l’ingresso in teatro e l’eventuale
collocazione (solo se disponibile) in un posto numerato assegnato dalla Direzione.
Gli abbonamenti non sono personali e possono quindi
essere utilizzati da persone diverse dall’intestatario,
purché abbiano le medesime caratteristiche (ad esempio,
un abbonamento Speciale Studenti può essere utilizzato solamente da altri studenti, e così via).
Non è possibile, da parte di persone che non abbiano gli stessi
diritti, utilizzare la tessera. In questi casi è però possibile usufruire
del posto, entrando in teatro con un Ingresso (ad esempio, un genitore può entrare in teatro con un Ingresso e usufruire del posto
a sedere del proprio figlio studente, mostrando alla maschera la
tessera di abbonamento).
In caso non venissero rappresentati, per cause impreviste, tutti
gli spettacoli compresi nell’abbonamento, il Teatro opererà una
sostituzione oppure, in alternativa, rimborserà agli abbonati le
quote relative allo/agli spettacolo/i annullato/i. Gli eventuali rimborsi potranno essere erogati solamente dietro presentazione
della tessera di abbonamento ed entro i termini comunicati dalla
Direzione del Teatro. Qualora ragioni impreviste lo richiedessero,
la Direzione si riserva la facoltà di spostare la data dei turni di
abbonamento dandone notizia sulla stampa, sui veicoli pubblicitari del Teatro e/o contattando telefonicamente o per lettera
gli abbonati.
All’atto della sottoscrizione dell’abbonamento è opportuno rilasciare generalità, indirizzo e recapito (anche telefonico ed e-mail)
per eventuali comunicazioni urgenti.
55
Nel caso di variazione di data di uno spettacolo, ai possessori di
biglietto si ricorda che potranno utilizzare il biglietto nella nuova
data, secondo le indicazioni fornite dal teatro, oppure optare per
il rimborso. In caso di annullamento di uno spettacolo, i possessori di biglietti saranno rimborsati. Gli eventuali rimborsi potranno essere erogati dietro riconsegna dei biglietti originali ed entro
i termini comunicati dalla Direzione del Teatro.
I biglietti e gli abbonamenti non utilizzati, relativi a spettacoli che
sono stati regolarmente effettuati, non verranno rimborsati.
La biglietteria di Teatro Gioco Vita chiuderà nel periodo
natalizio dal 23 dicembre 2010 al 4 gennaio 2011 e nel
periodo pasquale dal 22 al 27 aprile 2011.
A spettacolo iniziato non è consentito l’accesso alla platea.
È vietato scattare fotografie, effettuare registrazioni audio e video e fare uso di telefoni cellulari.
La direzione si riserva la possibilità di effettuare spostamenti su posti venduti per esigenze tecniche e di apportare al programma le modifiche determinate da cause di
forza maggiore.
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Distribuzione gratuita della rivista TeatroMagazine e di schede/programmi di sala editi da Teatro Gioco Vita.
Servizio di guardaroba gratuito (custodito al Teatro Municipale,
libero al Teatro Comunale Filodrammatici)
Nessuna applicazione da parte di Teatro Gioco Vita di diritti
di prevendita sul prezzo dei biglietti e/o abbonamenti.
Servizio di baby parking con animatori, gratuito e attivo per
tutti gli spettacoli che si tengono al Teatro Municipale, che sarà
organizzato con i seguenti criteri: prenotazione obbligatoria da
parte dei genitori al momento dell’acquisto del biglietto e comunque almeno 3 giorni prima della rappresentazione; attivazione solo in caso di raggiungimento di un numero minimo di 5
bambini prenotati; orario di apertura da un’ora prima dell’inizio
della rappresentazione alla fine dello spettacolo.
TEATRO GIOCO VITA - Teatro Stabile di Innovazione
Via San Siro 9 - 29121 Piacenza
Telefono 0523.315578 (biglietteria) 0523.332613 (uffici) - Fax 0523.338428
E-mail uffi[email protected]
Teatro Comunale Filodrammatici
Via Santa Franca 33 - 29121 Piacenza
Biglietteria - Via San Siro 9 - 29121 Piacenza
Telefono 0523.315578
E-mail [email protected]
Teatro Municipale
Biglietteria (attiva nei giorni di spettacolo dalle ore 19)
Via Verdi 41 - 29121 Piacenza
Telefono 0523.492251
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Teatro Gioco Vita - Teatro Stabile di Innovazione
CANE BLU
Da Chien Bleu di Nadja
Quale bambino non ha mai sognato d’avere un
cane che dorme con lui, che veglia su di lui e lo
protegge?
Da 3 a 7 anni - Scuola dell’Infanzia,
Primaria (classi 1-2)
Teatro d’ombre e teatro d’attore
dal 3 al 5 novembre 2010
dal 17 al 26 novembre 2010
Teatro Gioco Vita - Teatro Stabile di Innovazione
Emilia Romagna Teatro Fondazione
I VIAGGI DI ATALANTA
Una fanciulla nella Grecia degli dei e degli eroi
Dal testo di Gianni Rodari
Dai disegni di Lele Luzzati
Atalanta, abbandonata nella
foresta alla nascita perché
femmina, viene cresciuta prima da un’orsa e poi da Diana. Divenuta una ragazza
forte e coraggiosa, parte alla scoperta
del mondo e degli esseri umani compiendo imprese straordinarie…
Da 6 a 13 anni - Primaria, Secondaria di 1° grado
Teatro d’ombre e teatro d’attore
dall’8 al 15 novembre 2010
dal 1° al 4 marzo 2011
Teatro Città Murata
IL PRINCIPE E IL POVERO
Liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Mark Twain
Una storia d’altri tempi quanto mai attuale, che insegna come si debba
vivere la propria vita consapevolmente, accettandone gioie e dolori ma
come anche si debba guardare a quella degli altri con maggiore comprensione e umiltà.
Da 8 a 16 anni - Primaria (classi 3-4-5), Secondaria di 1° grado,
Secondaria Superiore (classi 1-2)
Teatro d’attore
dal 29 novembre al 1° dicembre 2010
Giallo Mare Minimal Teatro
ACCADUEÓ
Otto piccole storie originali
sull’acqua, bene prezioso da
riservare e origine del mondo.
Da 3 a 10 anni
Scuola dell’Infanzia, Primaria
Teatro d’attore e immagini
6 e 7 dicembre 2010
Teatro Gioco Vita - Teatro Stabile di Innovazione
RANOCCHIO
Dall’opera di Max Velthuijs
Le vicende di Ranocchio e dei suoi
amici raccontate con parole
e immagini di grande forza ed
essenzialità.
Da 2 a 5 anni - Asilo Nido, Scuola
dell’Infanzia
Teatro d’ombre e teatro d’attore
dal 10 al 14 gennaio 2011
dal 5 all’8 aprile 2011
Teatro Gioco Vita - Teatro Stabile di Innovazione
PÉPÉ E STELLA
Un bambino e il suo piccolo cavallo.
Una storia d’amicizia.
Lo stupefacente mondo del circo,
gli emozionanti e suggestivi incontri del cavallino Stella durante il
viaggio per ritornare dal suo amico
Pépé. Una delicata storia, sempre
sospesa tra reale e fantastico.
Da 3 a 7 anni
Teatro d’ombre e teatro d’attore
24 e 25 gennaio 2011
L’Asina sull’Isola
L’INCOSCIENZA DI ZENO
Una storia di montagne, di un bellissimo sport - lo sci e di uomini e donne che li hanno amati con tutta la forza
del loro cuore
Per raccontare, ai figli di questi
tempi caotici, di un mondo algido
e semplice, e di uno sport pulito.
Racconti di “storie vere” che
hanno però il sapore magico delle
favole.
Da 8 a 16 anni - Primaria,
Secondaria di 1° grado, Secondaria
Superiore (classi 1-2)
Teatro d’attore, ombre e oggetti
Dal 1° al 3 febbraio 2011
Teatro delle Briciole Solares Fondazione delle Arti
IL PINGUINO SENZA FRAC
Liberamente tratto dal racconto di Silvio D’Arzo
Un’avventura indimenticabile e commovente sulle sottili sfumature della
diversità, una grande lezione di vita
sulla ricchezza del sentirsi diversi.
Da 4 a 7 anni - Scuola dell’Infanzia,
Primaria (classi 1-2)
Teatro d’attore
dal 14 al 18 febbraio 2011
Compagnia Teatrale Piccoli Principi
LA MAGIA DELLE IMMAGINI
La storia dell’arte raccontata ai ragazzi
La Baracca Testoni Ragazzi
L’ELEFANTINO
Liberamente tratto da un racconto di Rudyard Kipling
L’elefantino, il primo di tutti gli elefanti
ad avere la proboscide, incontrerà animali di tutti i colori e di tutte le dimensioni,
ma soprattutto incontrerà canzoni…
Da 2 a 6 anni - Asilo Nido, Scuola dell’Infanzia, Primaria (classe 1)
Teatro d’attore e oggetti
7 e 8 febbraio 2011
Un’introduzione al complesso mondo
dell’arte, alla sua storia ma
soprattutto ai suoi processi formativi.
Da 8 anni - Primaria (classi 3-4-5),
Secondaria di 1° grado, Secondaria
Superiore*
Teatro d’attore e immagini
dal 21 al 24 febbraio 2011
*gruppi omogenei per fascia d’età
Teatro Gioco Vita - Teatro Stabile di Innovazione
L’OMBRA DI POLLICINO
Uno spettacolo d’ombre tutto da giocare
Accademia Perduta/Romagna Teatri
Teatro Stabile d’Arte Contemporanea
I MUSICANTI DI BREMA
Dalla celebre favola dei Fratelli Grimm,
uno spettacolo sulla solitudine,
la speranza e il valore dell’amicizia, nel
sogno di un avvenire migliore.
Premio “Stregagatto 2004” come miglior
spettacolo per ragazzi.
Da 5 a 10 anni - Primaria
Teatro d’attore, canto e musica dal vivo
10 e 11 febbraio 2011
“GIORNO DEL RICORDO 2011”
Centro Teatrale MaMiMò
L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA
Testimonianze e documenti storici sulle Foibe, per un viaggio
in una verità che non si saprà mai
Foibe, esodo. Una storia che ha
bisogno di essere ricordata, per
troppo tempo dimenticata e costretta
nell’oblio. Ma come tante medaglie,
anche questa ha due facce. Una sola
cosa le accomuna: la violenza.
Da 14 anni - Secondaria Superiore
Teatro d’attore
10 febbraio 2011
Un laboratorio in forma di spettacolo non solo da vedere, ma anche da
agire, smontare, giocare. I bambini
da spettatori diventano i protagonisti di un viaggio ludico e divertente
nella magia delle ombre, nei segreti
del teatro d’ombre.
Da 3 anni a 5 anni - Scuola
dell’Infanzia
Laboratorio-spettacolo di teatro
d’ombre
1 e 2 marzo 2010
Teatro Gioco Vita - Teatro Stabile di Innovazione
CIRCOLUNA
L’unico circoteatro d’ombre al mondo
Un circo dove tutti gli artisti sono
ombre e fanno magie, acrobazie,
trasformazioni!
Uno spettacolo d’ombre e di luci
che parla dell’ombra e della luce
utilizzando un linguaggio ironico
e leggero.
Da 2 a 5 anni - Asilo Nido, Scuola
dell’Infanzia
Teatro d’ombre e teatro d’attore
Dal 15 al 18 marzo 2011
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Tam Teatromusica
ANIMA BLU
Dedicato a Marc Chagall
Teatro dell’Archivolto
MA CHE BELLA DIFFERENZA
La diversità spiegata ai ragazzi
Guardare i quadri di Chagall è
compiere un viaggio nella poesia e
nell’emozione.
Premio “Eolo Awards 2008” per il
miglior spettacolo di Teatro Ragazzi
italiano.
Da 5 a 10 anni - Primaria*
Teatro musicale e immagini
proiettate
dal 14 al 17 marzo 2011
Un monologo che attraverso storie di
paesi vicini e lontani vuole far comprendere ed accettare l’importanza della diversità.
Da 9 a 16 anni - Primaria (classi 4-5),
Secondaria di 1° grado,
Secondaria Superiore (classi 1-2)
Conferenza-spettacolo
7 e 8 aprile 2011
*nell’ambito del progetto “L’arte a teatro” lo spettacolo è proposto anche alla Secondaria di 1° grado e Secondaria Superiore
Pupi e Fresedde - Teatro di Rifredi
Teatro Stabile d’Innovazione
DOTTOR WATT E LA SIGNORINA LAMPADINA
Compagnia Sosta Palmizi
SCARPE
Il coreografo Giorgio Rossi, maestro della
danza italiana, e una giovane compagnia di
circo contemporaneo si mettono in gioco e
a confronto, sdrammatizzando le tecniche
circensi e portando su un piano teatrale la
spettacolarità delle acrobazie.
Da 6 a 12 anni - Primaria, Secondaria di 1°
grado
Danza, nouveau cirque
24 e 25 marzo 2011
Teatro dell’Archivolto
GIULIO CONIGLIO E GLI AMICI PER SEMPRE
Nato dalla fantastica creatività di una
delle più note e importanti
illustratrici italiane, Nicoletta Costa,
Giulio Coniglio è un timido, un pauroso,
con una gran voglia di condividere le sue
angosce con tanti amici.
Da 4 a 8 anni - Scuola dell’Infanzia,
Primaria (classi 1-2-3)
Teatro d’attore e pupazzi
29 e 30 marzo 2011
Tra racconti fantastici e richiami scientifici, una piacevole scorribanda didattica
per saperne qualcosa di più sulla natura
e i misteri dell’elettricità e per imparare
come risparmiare energia e soldi.
Da 5 a 10 anni - Primaria
Teatro d’attore
dall’11 al 15 aprile 2011
Accademia Perduta/Romagna Teatri
Teatro Stabile d’Arte Contemporanea
LA CICALA E LA FORMICA
Tra le due amiche-avversarie, simbolo dell’ozio e del lavoro, si snoda
il filo di una avventurosa storia, comica e saggia, antica e moderna,
piena di incontri e scontri, di sorprese e paure sul filo dei versi e delle
rime con cui è scritto il testo.
Da 3 a 10 anni - Scuola dell’Infanzia, Primaria
Teatro d’attore con musica e canzoni
19 e 20 aprile 2011
Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani
PIGIAMI
Un gioco teatrale, uno spettacolo. La
stanza da letto di un adulto che, nella
solitudine della sera, scopre il piacere di
ridiventare bambino.
Oltre 1.500 repliche in tutto il mondo in
27 anni, un vero e proprio classico del
teatro ragazzi.
Premio “Stregagatto 2004” come miglior spettacolo di repertorio.
Teatro d’attore
Da 3 a 7 anni - Scuola dell’Infanzia, Primaria (classi 1-2)
dal 2 al 6 maggio 2011
SPETTACOLI DELLE COMPAGNIE PIACENTINE
Mauro Mozzani/Manicomics Teatro
È NATO IL MIO PAPA’
Una storia divertente sulla nascita di un papà.
Tra scoperte e dubbi, timori e fantasie, un
uomo compie i primi passi lungo un percorso a
volte difficile, ma sempre ricco di emozionanti
sorprese.
Da 4 a 8 anni - Scuola dell’Infanzia,
Primaria (classi 1-2-3)
Teatro d’attore e immagini
14 e 15 dicembre 2010
Teatro a Vapore
CABARET VOLTAIRE
Acrobatica aerea, giocoleria, gags e magie
rendono appassionante uno spettacolo
semplice, comunicativo e divertente. La bella
cornice scenografica ricorda gli spettacoli di
varietà anni Settanta, regalando al pubblico
un’immagine suggestiva e accattivante.
Da 6 anni - Primaria, Secondaria di 1° grado,
Secondaria Superiore
TEATRO GIOCO VITA
Teatro Stabile di Innovazione
COMUNE DI PIACENZA
Assessorato alla Cultura
Giocoleria, cabaret, circo
16 e 17 dicembre 2010
PROVINCIA DI PIACENZA
Assessorato al Sistema Scolastico
e della Formazione
Spettacoli al Teatro Comunale Filodrammatici, Teatro Municipale e
Officina delle Ombre
Rappresentazioni dal lunedì al venerdì
Orario spettacoli: unica recita ore 10, doppia recita ore 9.15 e ore
10.45 / ore 9.15 e ore 10.30 / ore 9 e ore 10.45
Prenotazioni da lunedì 18 ottobre 2010
Il programma definitivo sarà disponibile da settembre 2010
Piacenza Kultur Dom
LE AVVENTURE DI ZIO COLOMBINO
Tutto inizia e finisce da una valigia. Ogni mattina
Zio Colombino si sveglia, si alza, si veste e parte
per un nuovo viaggio, tra boschi, fiumi, deserti e
luoghi dove incontra personaggi strani e fantastici.
Un racconto buffo, ingenuo e magico, a volte
commovente.
Da 4 a 8 anni - Scuola dell’Infanzia,
Primaria (classi 1-2-3)
Teatro di narrazione con oggetti e immagini
20 e 21 gennaio 2011
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CANE BLU
Da Chien Bleu di Nadja
NUOVA
PRODUZIONE
adattamento teatrale Nicola Lusuardi, Fabrizio Montecchi
regia Fabrizio Montecchi
scene Nicoletta Garioni
sagome Nicoletta Garioni, Federica Ferrari (dai disegni di Nadja)
musiche Michele Fedrigotti
costumi Sara Bartesaghi Gallo
Da 3 a 7 anni
debutto: novembre 2010
I VIAGGI DI ATALANTA
Una fanciulla nella Grecia degli dei e degli eroi
Dal testo di Gianni Rodari - Dai disegni di Lele Luzzati
NUOVA
SOGNO
PRODUZIONE
DI UNA NOTTE DI MEZZ’ESTATE
Fantasia musicale per corpi e ombre
da A Midsummer Night’s Dream di Félix Mendelsshon-Bartholdy
regia e scene Fabrizio Montecchi
coreografia Walter Matteini
maschere e sagome Nicoletta Garioni
costumi Corinne Lejeune
consulenza musicale Bruno Moretti
Da 8 anni
Una coproduzione Teatro Gioco Vita - Teatro Stabile di Innovazione,
Fondazione Teatro Comunale di Modena, I’mperfect Dancers
debutto: aprile 2011
RANOCCHIO
Dall’opera di Max Velthuijs
drammaturgia Giovanni Covini
regia e scene Anusc Castiglioni
sagome Federica Ferrari, Nicoletta Garioni
musiche Alessandro Nidi
costumi Giulia Bonaldi
Da 6 a 13 anni
Una coproduzione Teatro Gioco Vita - Teatro Stabile di Innovazione,
Emilia Romagna Teatro Fondazione
adattamento teatrale Nicola Lusuardi, Fabrizio Montecchi
regia Fabrizio Montecchi
scene Nicoletta Garioni
sagome Federica Ferrari (tratte dai disegni di Max Velthuijs)
musiche Michele Fedrigotti
costumi Sara Bartesaghi Gallo
Da 2 a 5 anni
PEPE E STELLA
Un bambino e il suo piccolo cavallo. Una storia d’amicizia.
Da Pojken och Stjärnan di Barbro Lindgren
adattamento teatrale Nicola Lusuardi
regia e scene Fabrizio Montecchi
sagome Nicoletta Garioni
musiche Michele Fedrigotti
costumi Corinne Lejeune
Da 3 a 7 anni
Una coproduzione Teatro Gioco Vita - Teatro Stabile di Innovazione,
Teatro Municipale di Piacenza
CIRCOLUNA
L’unico circoteatro d’ombre al mondo
Di Nicola Lusuardi e Fabrizio Montecchi
SCROOGE
Ballata per attori e ombre
da Canto di Natale di Charles Dickens
progetto drammaturgico Fabrizio Montecchi,
Alessandro Nidi, Bruno Stori
musiche e canzoni Alessandro Nidi
testi Bruno Stori
regia e scene Fabrizio Montecchi
disegni e sagome Nicoletta Garioni
costumi Evelina Barilli
Da 8 anni
Una coproduzione Teatro delle Briciole Solares Fondazione delle
Arti, Teatro Gioco Vita - Teatro Stabile di Innovazione
REPERTORIO
BABAR
Per ombre e piano
testo Nicola Lusuardi
regia e scene Fabrizio Montecchi
disegni e sagome Nicoletta Garioni
musiche Leif Hultqvist
costumi Inkan Aigner
Da 2 a 5 anni
Si ringrazia Dockteatern Tittut - Stoccolma
UN MONDO DI FIGURE D’OMBRA
Omaggio a Lele Luzzati
Mostra/Spettacolo
regia, scene e costumi Anusc Castiglioni
testo e drammaturgia Elsa Bossi
sagome Nicoletta Garioni, Federica Ferrari
musiche Francis Poulenc, Claudio Rastelli
Da 3 a 7 anni
Una coproduzione Teatro Gioco Vita - Teatro Stabile di Innovazione,
Fondazione Teatro Comunale di Modena
L’OMBRA DI POLLICINO
Uno spettacolo d’ombre tutto da giocare
di Fabrizio Montecchi con la collaborazione di Nicola Lusuardi
sagome Nicoletta Garioni, Federica Ferrari
costumi Sara Bartesaghi Gallo
Da 3 a 5 anni
OMBROMANIA
Lezione/Spettacolo sull’ombra e il teatro d’ombre
di Fabrizio Montecchi
Da 6 anni
LABORATORI
Percorsi sull’ombra e il teatro d’ombre
di Federica Ferrari, Nicoletta Garioni, Fabrizio Montecchi
ideazione Anusc Castiglioni, Fabrizio Montecchi
progetto e animazioni Federica Ferrari
direzione tecnica Luca Berettoni
parti decorative Nicoletta Garioni
materiali sonori Erich Galliani
Per tutti
TOURNEE 2010/2011
Italia, Canada, Francia, Israele, Slovenia, Spagna, Svizzera
Locanda del Falco
Castello di Rivalta, 4
29010 Gazzola (PC)
tel. 0523 978101
e.mail: [email protected]
CHIUSO IL MARTEDI
63
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domenica 14 novembre 2010 • ore 16.30
Teatro Gioco Vita - Teatro Stabile di Inovazione
Emilia Romagna Teatro Fondazione
I VIAGGI DI ATALANTA
Una fanciulla nella Grecia degli dei e degli eroi
Dal testo di Gianni Rodari
Dai disegni di Lele Luzzati
da 6 anni
domenica 21 novembre 2010 • ore 16.30*
Teatro Gioco Vita - Teatro Stabile di Innovazione
CANE BLU
Da Chien Bleu di Nadja
da 3 anni
(* In caso di esubero di adesioni sarà effettuata una seconda
recita alle ore 18)
domenica 5 dicembre 2010 • ore 16.30
Giallo Mare Minimal Teatro
ACCADUEO’
da 3 anni
domenica 19 dicembre 2010 • ore 16.30
I Burattini dei Menozzi
LA VENDETTA DELLA STREGA MORGANA
domenica 16 gennaio 2011 • ore 16.30
Teatro del Drago
IL GRANDE TRIONFO DI FAGIOLINO
PASTORE GUERRIERO
I burattini tradizionali della Famiglia Monticelli
da 3 anni
domenica 6 febbraio 2011 • ore 16.30
La Baracca
L’ELEFANTINO
da 2 anni
domenica 13 febbraio 2011 • ore 16.30
Teatro delle Briciole - Solares Fondazione delle Arti
IL PINGUINO SENZA FRAC
Liberamente tratto dal racconto di Silvio D’Arzo
da 3 anni
domenica 27 febbraio 2011 • ore 16.30*
Michele Cafaggi - L’Atalante
OUVERTURE DES SAPONETTES
Un concerto per bolle di sapone
da 2 anni
(* In caso di esubero di adesioni, potrà essere effettuata
una seconda recita alle ore 18)
da 3 anni
domenica 13 marzo 2011 • ore 16.30
giovedì 6 gennaio 2011 • ore 16.30*
Teatro Gioco Vita - Teatro Stabile di Innovazione
RANOCCHIO
Dall’opera di Max Velthuijs
da 2 a 5 anni
(* Spettacolo a pubblico limitato con posti non numerati,
prenotazione obbligatoria.
In caso di esubero di adesioni sarà effettuata una seconda
recita alle ore 18)
Tam Teatromusica
ANIMA BLU
Dedicato a Marc Chagall
da 5 anni
Spettacoli al Teatro Comunale Filodrammatici
Prevendita biglietti e abbonamenti/carnet
da mercoledì 3 novembre 2010
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spettacolo - Teatro Gioco Vita